Source: http://www.comune.castelnuovo.si.it/?q=indice_normativa_ps&normativa=_ps&sottoalbero=48&id_variante=2
Timestamp: 2020-04-05 16:08:56+00:00
Document Index: 177723737

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 26', 'art. 41', 'art. 13', 'art. 44', 'art. 6', 'art. 41', 'art.6', 'art. 53', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 50', 'art. 51', 'art. 53', 'art. 10']

Capo I Territorio rurale
art. 40 Aree a prevalente funzione agricola
1. Sono considerate tali le parti di territorio la cui connotazione paesistica, ambientale, insediativa ed economica sia legata storicamente ed attualmente alla attività di coltivazione dei suoli ed in cui a tale attività se ne siano affiancate o integrate altre di natura extragricola che ne hanno in parte mutato la ragione economica ed insediativa. Entro tali aree le attività agricole e quelle ad esse collegate costituiscono la modalità principale di gestione del territorio comunale nonché, con le limitazioni e prescrizioni di cui alle presenti Norme, strumento di tutela e conservazione dei caratteri paesistici consolidati e di sostegno ai redditi agricoli.
- attività pubbliche o di interesse pubblico.
3. Gli usi e le trasformazioni dei suoli e degli edifici e la nuova edificazione all'interno di dette aree, in presenza delle invarianti strutturali, sono soggetti alle limitazioni previste dal Titolo I della Parte II delle presenti norme, nonché agli ulteriori criteri ed indirizzi di cui alle disposizioni specifiche per i Sistemi Territoriali e per le U.T.O.E.. Sono fatte salve in particolare le prescrizioni di cui all'art. 26.
4. Il R.U. attua, all'interno di tali aree, ulteriori distinzioni ai fini di specifiche prescrizioni per gli interventi di tutela paesaggistica, riqualificazione ambientale e trasformazione urbanistico-edilizia, nel rispetto delle vigenti norme regionali per le zone a prevalente funzione agricola. La dimensione minima a destinazione residenziale agricola e non, sia in caso di recupero o frazionamento, non può essere inferiore a mq. 70 di S.U.L..
a) è vietata ogni nuova costruzione stabile di qualsiasi tipo, salve le eccezioni di cui alla successiva lettera b), nonché la utilizzazione dei terreni a scopo di deposito se non connesso ad operazioni di carattere transitorio;
b) è consentita la realizzazione di impianti tecnologici per pubblica utilità, e annessi agricoli stabili di cui sia dimostrata la necessità in P.A.P.M.A.A. nei limiti e alle condizioni di cui alle presenti norme;
c) sono consentiti gli interventi e gli ampliamenti nei limiti e alle condizioni stabilite dal R.U. ai fini abitativi, turistico ricettivi e delle attività integrative di cui all'art. 41 Le caratteristiche qualitative e quantitative di detti ampliamenti saranno definite nel quadro del R.U. in conseguenza della schedatura del patrimonio edilizio di cui all'art. 13, esteso all'intero patrimonio esistente.
- le superfici di cui all'art. Q8 del P.T.C.P. mantenute in produzione devono riguardare sia il vigneto e frutteto in coltura specializzata che l' oliveto in coltura specializzata e almeno una delle due deve raggiungere il minimo prescritto ai fini edificatori;
- la seconda delle colture indicate all'alinea precedente deve coprire almeno il 20% della prima costituente minimo.
8. Tutte le nuove costruzioni di cui al comma 6 punto b), devono osservare le regole insediative e costruttive consolidate nell'ambito di riferimento specificate dal R.U. nei seguenti aspetti:
- allineamento e orientamento planoaltimetrico nei confronti della morfologia del suolo;
9. Le cantine sono di norma interrate almeno su tre lati. Le parti destinate alla commercializzazione, pubblicizzazione, ricerca e amministrazione possono essere fuori terra nella misura massima di mq. 1000 di S.U.L.
art. 44 Annessi rurali a servizio di fondi condotti da soggetti diversi dagli Imprenditori Agricoli Professionali (I.A.P.)
1. È ammessa l'edificazione di annessi rurali nei piccoli fondi condotti da soggetti diversi dagli imprenditori agricoli professionali a condizione che non comporti alcuna modificazione della morfologia dei luoghi e che tali annessi siano realizzati nel rispetto delle disposizioni del comma 2 dell'art. 6 del Regolamento di attuazione del titolo IV, capo III della L.R.1/2005, n. 5/R.
2. Ai sensi dell'art. 41 comma 5 della L.R. 1/2005, il R.U. definisce e dettaglia le condizioni tecniche di tali edifici, nonché i contenuti dei commi 3 e 4 del suddetto art.6. Il R.U. definisce altresì le caratteristiche dell'atto d'obbligo in cui il titolare si impegna alla rimozione dell'annesso al cessare dell'attività descritta o per il trasferimento di proprietà, anche parziale, del fondo su cui è stato realizzato nonchè le relative forme di garanzia; saranno definite anche la tipologia costruttiva ed i materiali leggeri consentiti per la realizzazione del manufatto.
3. La realizzazione dei manufatti di cui al presente articolo è vietata nelle aree di cui all'art. 53.
4. Annesso con S.U.L. massima pari a mq. 30 alle seguenti condizioni.
superf. minima mq.10.000 vigneto, frutteto e orto
" mq.20.000 oliveto
" mq.40.000 seminativo
5. Annesso con S.U.L. massima pari a mq. 18 alle seguenti condizioni.
superf. minima mq. 5.000 vigneto, frutteto e orto
" mq. 10.000 oliveto
" mq. 20.000 seminativo
6. Sono escluse dal computo le aree boscate.
7. Sono compresi nel computo dei volumi realizzabili i volumi preesistenti che dovessero essere mantenuti.
8. Per fondi con diverso ordinamento colturale la superficie minima si intende raggiunta quando risulti maggiore o uguale ad uno la somma dei quozienti ottenuti dividendo le superfici dei terreni di ciascuna qualità colturale per le relative superfici minime previste.
9. In caso di fondo suddiviso in più appezzamenti l'annesso sarà edificato nell'appezzamento con maggiore densità colturale, ma potrà essere giustificata la realizzazione di più annessi su appezzamenti diversi appartenenti ad un unico conduttore, che singolarmente raggiungano i minimi di cui ai comma 4 e 5 quando vi sia notevole distanza tra di essi.
10. I terreni interessati dall'intervento edilizio non devono aver subito divisione della proprietà dopo la data dell'entrata in vigore della L.R. 64/1995, altrimenti resterà valido il presente divieto per i 10 anni successivi al frazionamento. Deroghe sono previste in caso di divisione per successione ereditaria, esproprio, mutamento di destinazione urbanistica dei terreni ed altre cause forzose e non dipendenti dalla volontà del titolare.
11. È vietata la realizzazione di locali interrati.
12. Il richiedente dovrà presentare all'Amministrazione Comunale uno schema da approvare nel R.U. in cui figureranno: relazione tecnico illustrativa dell'intervento con allegato atto comprovante il titolo di possesso dei terreni (nel caso di affitto agrario sarà allegato il consenso del proprietario alla edificazione); dimostrazione del raggiungimento della superficie minima di cui ai commi 4 e 5; situazione del fondo in termini di colture ed attrezzature presenti e previste nel piano; elaborati progettuali dell'annesso e planimetria del fondo interessato; adeguata documentazione fotografica. Gli impegni evidenziati nel piano costituiranno parte integrante dell'atto unilaterale d'obbligo che il richiedente dovrà sottoscrivere prima del ritiro della concessione edilizia.
13. I manufatti di cui al presente articolo devono essere ad un piano e l'altezza massima interna non può eccedere la misura di ml. 2,50. Saranno realizzati in legno o altri materiali leggeri, senza opere di fondazione, ad esclusione soltanto quelle di ancoraggio, e non dovranno avere dotazioni che ne consentano l'uso abitativo, anche se saltuario o temporaneo. La loro realizzazione non dovrà comportare la modifica della morfologia dei suoli.
14. In caso di terreni acclivi, il manufatto sarà collocato in maniera da comportare minimi movimenti di terra e la sua collocazione tenderà a nasconderlo alla vista rispetto ai punti panoramici.
art. 45 Strutture per le pratiche sportive ed il tempo libero
1. Le strutture per la pratica sportiva ed il tempo libero (piscine, campi da tennis, campetti per pallavolo, calcetto ecc.) sono quelle realizzate da privati per consentire esercizio di pratiche sportive e ludiche sia private che per attività agrituristiche ed integrative, compresi gli eventuali volumi tecnici indispensabili per garantire il funzionamento delle strutture medesime.
- i materiali con i quali verranno realizzate le pavimentazioni esterne dovranno integrarsi con il contesto circostante e le pavimentazioni stesse dovranno essere limitate allo stretto necessario.
- saranno ubicate nelle vicinanze di fabbricati
- l'acqua da utilizzare per le piscine non dovrà essere captata né dall'acquedotto né da falde idro - potabili e dovrà essere documentato l'autonomo approvvigionamento idrico.
3. Gli interventi di cui al comma 1 del presente articolo non sono consentiti nelle aree di cui agli artt. 11, 18, 19, 21, 23, 24, 25, 26, 29, 32, 33, 53. Il R.U. definisce i casi in cui gli interventi di cui al presente articolo non sono consentiti con riferimento alle altre invarianti strutturali.
art. 46 Sistemazioni esterne
1. Per sistemazioni esterne si intendono alcune opere realizzate sui fabbricati o nelle aree di pertinenza degli stessi con la funzione di rendere più agevole e/o funzionale la loro accessibilità e fruizione: recinzioni, staccionate, marciapiedi, pavimentazioni delle resedi, muretti di recinzione, tettoie poste su facciate di edifici, volumi tecnici a protezione di impianti tecnologici.
2. Le sistemazioni esterne definite ai sensi del comma 1 sono consentite ovunque in linea di principio, salvo vincoli di altra natura (paesaggistico, idrogeologico...) e si potranno realizzare tenendo in considerazione i caratteri del paesaggio tradizionale ed evitando l'utilizzo di elementi estranei.
3. Per realizzare tali opere dovrà essere presentato un progetto comprendente lo schema delle opere e la descrizione dei materiali usati, nonché adeguata rappresentazione cartografica e fotografica del luogo e del contesto in cui si inserisce. Il progetto, a prescindere dall'eventuale altro esame da parte dei competenti uffici in caso di esistenza di vincolo territoriale (idrogeologico, paesaggistico ecc...), sarà sottoposto al giudizio della Commissione degli esperti in materia paesaggistica ed ambientale del Comune, che valuteranno caso per caso la congruità dell'opera rispetto al contesto, nel rispetto dei materiali e dei criteri che saranno specificati nel R.U.
art. 50 Attività agrituristiche
art. 51 Siti di interesse regionale (S.I.R.)
art. 53 Persistenze di paesaggio agrario storico
1.Sono le parti del territorio comunale individuate di particolare valore storico testimoniale e paesaggistico dovuto ai forti caratteri di persistenza della trama fondiaria, delle utilizzazioni agricole del suolo, delle forme di appoderamento e di insediamento. Tali caratteri risultano dalla comparazione sistematica e analitica tra le configurazioni paesaggistiche desumibili dalla ricostruzione comprensiva del riporto delle Tavole Indicative del Catasto Toscano e gli analoghi elementi riconosciuti attraverso i documenti contemporanei.
2.In quanto testimonianza viva di asseti paesaggistici durevoli, le aree di cui al comma 1 sono soggette a disciplina di tutela finalizzata a:
- mantenere il valore documentale del paesaggio agrario chiantigiano;
- consentire e favorire studi e ricerche sulle sistemazioni agrarie tradizionali;
- consentire e favorire studi e ricerche sulle diverse specie vegetali arboree componenti del paesaggio agrario tradizionale;
- favorire il ripristino dei coltivi del paesaggio mezzadrile;
- costituire luoghi di interesse turistico appartenenti alla rete dei percorsi di interesse paesaggistico.
3. All'interno di tali aree è vietata:
- ogni nuova costruzione stabile;
- l'installazione di serre stagionali o fisse;
- l'installazione di manufatti precari;
- la realizzazione di strutture ricreative e di piscine;
- l'installazione di impianti per il trasporto di energia, ripetitori o antenne;
- l'utilizzazione dei terreni a scopo di deposito.
4. I P.A.P.M.A.A. delle aziende agrarie i cui terreni comprendano le aree di cui al comma 1 dovranno contenere dettagliate e impegnative indicazioni per il perseguimento degli obiettivi del presente articolo. Le aree di cui al presente articolo sono da equiparare alle "Zone svantaggiate e soggette a vincoli ambientali" e a quella ammesse a "Misure agroalimentari" di cui al vigente Piano di sviluppo rurale della Regione Toscana.
5. Le aree di cui al presente articolo sono ricompresse fra i beni di cui al comma 6 art. 10 delle presenti norme.
Capo II Insediamenti