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Timestamp: 2018-03-24 18:15:09+00:00
Document Index: 167035462

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 25', 'art.25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 10']

Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/ PDF
Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001
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Bianca Fortunato
1 Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 Documento adottato dal Consiglio di Amministrazione di Blue Meta S.p.A. in data 27 agosto 2013
2 PARTE GENERALE 1. Premessa 2. Il regime di responsabilità amministrativa previsto a carico delle persone giuridiche, società e associazioni 2.1 Reati che determinano la responsabilità amministrativa dell ente 2.2 Esenzione dalla responsabilità: il modello di organizzazione e di gestione 3. Descrizione della realtà aziendale 3.1 Elementi del modello di governance e dell assetto organizzativo generale di Blue Meta S.p.A. 3.2 Elementi connessi all appartenenza al Gruppo Ascopiave 4. Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di Blue Meta S.p.A. 4.1 Finalità del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo 4.2 Destinatari e campo di applicazione 4.3 Modalità operative seguite per la costruzione del Modello 4.4 Identificazione delle attività a rischio 4.5 Identificazione dei presidi di rischio e definizione dei protocolli 4.6 Adozione modifiche ed integrazioni del Modello 5. Prestazioni di servizi svolte da società del Gruppo Ascopiave 6. Organismo di Vigilanza 6.1 Composizione e funzionamento 6.2 Funzioni e poteri dell Organismo di Vigilanza 6.3 Obblighi di informazione nei confronti dell Organismo di Vigilanza 6.4 Informativa dell Organismo di Vigilanza agli organi sociali della Società 6.5 Coordinamento con l Organismo di Vigilanza della Capogruppo 7. Diffusione del Modello 7.1 Formazione ed informazione del personale 8. Sistema disciplinare/sanzionatorio 8.1 Funzione del sistema disciplinare e sanzionatorio 2
3 8.2 Misure nei confronti di lavoratori subordinati Misure nei confronti del personale non dirigente Misure nei confronti dei dirigenti 8.3 Misure nei confronti degli Amministratori 8.4 Misure nei confronti dei componenti del Collegio Sindacale 8.5 Misure nei confronti di patner commerciali, consulenti o altri soggetti aventi rapporti contrattuali con la Società PARTE SPECIALE N. 1 REATI NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, INDUZIONE A NON RENDERE DICHIARAZIONI O A RENDERE DICHIARAZIONI MENDACI ALL AUTORITÀ GIUDIZIARIA, IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI SOGGIORNO È IRREGOLARE 1. Finalità della Parte Speciale 2. I reati commessi nei confronti della Pubblica Amministrazione, induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all Autorità Giudiziaria, impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare 3. Le attività sensibili ai fini del Decreto 4. I processi strumentali 5. Il sistema dei controlli 5.1 Principi di controllo generali 5.2 Principi di controllo specifici 6. Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza PARTE SPECIALE N. 2 REATI SOCIETARI E MARKET ABUSE 3
4 1. Finalità della Parte Speciale 2. Reati societari e Market Abuse 3. Le attività sensibili ai fini del Decreto 4. Il sistema dei controlli 4.1 Principi di controllo generali 4.2 Principi di controllo specifici 5. Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza PARTE SPECIALE N. 3 CORRUZIONE TRA PRIVATI 1. Finalità della Parte Speciale 2. Reato di corruzione fra privati. 3. Le attività sensibili ai fini del Decreto 4. Il sistema dei controlli 4.1 Principi di controllo generali 4.2 Principi di controllo specifici 5. Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza PARTE SPECIALE N. 4 REATI TRANSNAZIONALI E DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA 1. Finalità della Parte Speciale 2. Le fattispecie dei reati di criminalità organizzata e dei reati transnazionali 3. Le attività sensibili ai fini del Decreto 4. Il sistema dei controlli 4.1 Principi di controllo generali 4.2 Principi di controllo specifici 5. Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza 4
5 PARTE SPECIALE N. 5 REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E REIMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA 1. Finalità della Parte Speciale 2. I reati di ricettazione, riciclaggio e reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita 3. Le attività sensibili ai fini del Decreto 4. Il sistema dei controlli 4.1 Principi di controllo generali 4.2 Principi di controllo specifici 5. Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza PARTE SPECIALE N. 6 REATI IN TEMA DI TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO 1. Finalità della Parte Speciale 2. Le fattispecie dei reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro richiamate dal d.lgs. n. 231/ Le attività sensibili ai fini del Decreto 4. Il sistema dei controlli 4.1 Principi generali degli standard di controllo relativi alle attività sensibili 4.2 Standard di controllo specifici 4.3 Standard di controllo relativi ad attività sensibili affidate, in tutto o in parte, a soggetti terzi 5. Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza PARTE SPECIALE N. 7 DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO E REATI DI FALSITÀ IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO 5
6 1. Finalità della Parte Speciale 2. Delitti contro l industria e il commercio e reati di falsità in strumenti o segni di riconoscimento 3. Le attività sensibili ai fini del Decreto 4. Il sistema dei controlli 4.1 Principi di controllo generali 4.2 Principi di controllo specifici 5. Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza PARTE SPECIALE N. 8 DELITTI INFORMATICI E DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D AUTORE 1. Finalità della Parte Speciale 2. Delitti informatici e delitti in materia di violazione del diritto d autore 3. Le attività sensibili ai fini del Decreto 3.1 Le attività sensibili in relazione ai delitti informatici 3.2 Le attività sensibili in relazione ai delitti in materia di violazione del diritto d autore 4. Il sistema dei controlli 4.1 Principi di controllo generali 4.2 Principi di controllo specifici 5. Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza ALLEGATI Allegato 1: Codice Etico Allegato 2: Catalogo degli illeciti amministrativi e dei reati presupposto della responsabilità degli enti 6
7 PARTE GENERALE 7
8 1. Premessa Blue Meta S.p.A. (di seguito Blue Meta o Società ) con riferimento alla disciplina della responsabilità amministrativa delle società ha inteso adottare un proprio Modello di Organizzazione, di Gestione e di Controllo (di seguito Modello ) ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001 (di seguito D.Lgs. 231/2001 o Decreto ). Il presente Modello è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 27 agosto Blue Meta nella predisposizione del presente Modello si è ispirata alle Linee Guida emanate da Confindustria il 7 marzo 2002 e da ultimo aggiornate il 31 marzo 2008 ed approvate dal Ministero della Giustizia. Eventuali difformità che si dovessero riscontrare rispetto al contenuto delle Linee Guida non inficiano di per sé la validità del Modello, in quanto quest ultimo è stato adattato alla specifica realtà della Società e quindi ben può discostarsi dalle Linee Guida che per loro natura hanno carattere generale per specifiche esigenze di tutela e prevenzione. 2. Il regime di responsabilità amministrativa previsto a carico delle persone giuridiche, società e associazioni Il D.Lgs. 231/2001 ha inteso adeguare la normativa interna in materia di responsabilità delle persone giuridiche ad alcune Convenzioni internazionali a cui l Italia aveva già da tempo aderito, quali la Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità Europee, la Convenzione anch essa firmata a Bruxelles il 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione nella quale sono coinvolti funzionari della Comunità Europea o degli Stati membri e la Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche e internazionali. Con tale Decreto, recante la Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica è stato introdotto nell ordinamento italiano un regime di responsabilità amministrativa a carico degli Enti (da intendersi come società, consorzi, etc.) per alcuni reati commessi a favore o a vantaggio degli stessi da parte di: (a) persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo degli stessi (cosiddetti soggetti apicali); (b) persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera (a) (cosiddetti sottoposti). Tale responsabilità si aggiunge a quella della persona fisica colpevole del reato. 8
9 Si tratta di una responsabilità penale-amministrativa, poiché, pur comportando sanzioni amministrative, consegue da reato e può essere sanzionata solo dal codice penale attraverso le garanzie proprie del processo penale. In particolare, il Decreto prevede un articolato sistema sanzionatorio che muove dalle sanzioni pecuniarie fino ad arrivare alle sanzioni interdittive, quali la sospensione o revoca di licenze e concessioni, il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione, l interdizione dall esercizio dell attività, l esclusione o revoca di finanziamenti e contributi, il divieto di pubblicizzare beni e servizi. La sanzione amministrativa per la società può essere applicata solo se sussistono tutti i requisiti oggettivi e soggettivi fissati dal legislatore: la commissione di un determinato reato, nell interesse o a vantaggio della società, da parte di soggetti qualificati (apicali o ad essi sottoposti) in assenza di un Modello efficace. La responsabilità prevista dal Decreto si configura anche in relazione a reati commessi all estero, purché per gli stessi non proceda lo Stato del luogo in cui è stato compiuto l illecito e la Società interessata abbia la sede principale in Italia. 2.1 Reati che determinano la responsabilità amministrativa dell ente I reati da cui può conseguire la responsabilità amministrativa per l Ente sono espressamente indicati nel D.Lgs. n. 231/2001 ed in successivi provvedimenti normativi che ne hanno allargato la portata: sono i reati contro la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25); i delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24 bis); reati in materia di criminalità organizzata (art. 24 ter); i reati in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo (art. 25 bis); i delitti verso l industria e il commercio (art. 25 bis 1); i reati societari (art. 25 ter), ivi compreso il reato di corruzione tra privati (art. 25-ter, lett. s- bis); i reati con finalità di terrorismo o di eversione dall ordine democratico (art. 25 quater); i delitti contro la vita e l incolumità individuale (art. 25 quater 1); i delitti contro la personalità individuale (art. 25 quinquies), gli abusi di mercato (art. 25 sexies); la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro (art. 25 septies), la ricettazione, il riciclaggio e l impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25 octies) ed i reati transnazionali (art. 10 L. 146/06); i reati in materia di violazione del diritto d autore (art. 25 novies); induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria (art.25 decies); i reati ambientali (art. 25 undecies); impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25-duodecies). Il catalogo degli illeciti amministrativi e dei reati presupposto della responsabilità degli enti è riportato nell Allegato 2 del presente Modello. 2.2 Esenzione dalla responsabilità: il modello di organizzazione e di gestione Il Decreto (artt. 6 e 7) prevede che la società non sia passibile di sanzione ove dimostri di aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la commissione dei 9
10 reati considerati, ferma restando la responsabilità personale di chi ha commesso il reato. In caso di reato commesso da un soggetto in posizione apicale, infatti, la società non risponde se prova che (art. 6): a) l organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; b) il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; c) le persone hanno commesso il fatto eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; d) non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo di cui alla lettera b). La mera adozione del Modello da parte dell organo dirigente che è da individuarsi nell organo titolare del potere gestorio, ovvero il Consiglio di Amministrazione non pare tuttavia misura sufficiente a determinare l esonero da responsabilità dell ente, essendo piuttosto necessario che il modello sia anche efficace ed effettivo. All art. 6 comma 2, il legislatore stabilisce che il modello deve soddisfare le seguenti esigenze: a) individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati (cosiddetta mappatura delle attività a rischio); b) prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell ente in relazione ai reati da prevenire; c) individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati; d) prevedere obblighi di informazione nei confronti dell organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli; e) introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate dal Modello. La società dovrà, dunque, dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati al soggetto apicale provando la sussistenza dei sopra elencati requisiti tra loro concorrenti e, di riflesso, la circostanza che la commissione del reato non derivi da una propria colpa organizzativa. Nel caso, invece, di un reato commesso da soggetti sottoposti all altrui direzione o vigilanza, la società risponde se la commissione del reato è stata resa possibile dalla violazione degli obblighi di direzione o vigilanza alla cui osservanza la società è tenuta (art. 7 comma 1). 10
11 In ogni caso, la violazione degli obblighi di direzione o vigilanza è esclusa se la società, prima della commissione del reato, ha adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire i reati della specie di quello verificatosi (art. 7 comma 1). L art. 7 comma 4 definisce, inoltre, i requisiti dell efficace attuazione dei modelli organizzativi: a) una verifica periodica e l eventuale modifica dello stesso quando sono scoperte significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell organizzazione o nell attività (aggiornamento del modello); b) un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. L adozione dei Modelli costituisce presupposto necessario perché possa sussistere l esonero da responsabilità. Altro elemento costitutivo del Modello è l istituzione di un Organismo di Vigilanza con il compito di vigilare sul funzionamento, l efficacia e l osservanza del Modello stesso, nonché di curarne l aggiornamento. 3. Descrizione della realtà aziendale Blue Meta è una società italiana appartenente al Gruppo Ascopiave che opera principalmente nei settori della distribuzione e della vendita di gas naturale, oltre che in altri settori correlati al core business, quali la vendita di energia elettrica e la gestione calore. In particolare, la Società, con sede sociale in Pieve di Soligo (TV), ha per oggetto sociale la commercializzazione di servizi di qualsiasi genere erogati direttamente o attraverso reti, impianti e sistemi di servizi, pubblici e privati, comprese reti fonia e dati, e/o di servizi connessi alla gestione delle medesime reti. In particolare la Società svolge attività di commercializzazione di gas naturale, di energia elettrica e di altri prodotti energetici quali che ne sia la fonte nonché la fornitura dei servizi connessi ed in particolare l attività di cliente grossista. A tal fine la Società può svolgere: attività di acquisto, importazione, esportazione, vendita, scambio e "trading" di gas metano, energia elettrica ed altri prodotti energetici quale che ne sia la fonte; operazioni sui mercati, anche derivati, dei prodotti energetici; attività di ricerca, consulenza ed assistenza nei settori sopra indicati; ogni altra attività connessa, strumentale, affine, complementare o comunque utile per il conseguimento dell'oggetto sociale o per una migliore utilizzazione delle risorse o delle competenze impiegate; commercializzazione di idrocarburi in genere, compresa in particolare l'erogazione di carburanti per autotrazione; 11
12 commercializzazione, installazione, conduzione e manutenzione di impianti tecnologici; gestione servizio energia, gestione globale sistemi energetici, verifiche di rispondenza agli obblighi normativi di impianti energetici di terzi, attività di "terzo responsabile" di impianti termici. Studio di interventi per il risparmio energetico; servizi di telecomunicazioni: servizi di telecomunicazione, erogati attraverso reti fisse e mobili, sia fonia che dati; servizi delle risorse idriche integrate: captazione, adduzione, trasporto, trattamento, distribuzione e vendita dell acqua per qualsiasi uso; gestione tecnica e amministrativa di fognature; servizi diversi: prestazione di servizi tecnici, commerciali e gestionali, anche mediante tecnologie informatiche e telematiche, in favore di imprese operanti nel settore dell industria dell energia e più in generale nel settore dei pubblici servizi; prestazioni connesse alla gestione e manutenzione di immobili di terzi, compresi in particolare servizi di domotica e automazione per la casa e l ufficio, e la gestione e la manutenzione delle aree verdi; gestione dei parcheggi, aree sosta e servizi per la mobilità; servizi logistici, di magazzino, prelievo, smistamento, trasporto e recapito, anche postale. Rientrano nell oggetto sociale anche i servizi di cui ai commi precedenti non espressamente elencati, ma comunque complementari e connessi ai medesimi, anche in relazione a sopraggiunte innovazioni tecnologiche. Per il conseguimento dell oggetto sociale la società potrà eseguire: la prestazione, a favore delle società partecipate direttamente ed indirettamente e/o a favore delle società comunque appartenenti al gruppo, di servizi tecnici, ammininistrativi, electronic and data processing e finanziari; la concessione e/o l ottenimento di finanziamenti, sotto qualsiasi forma, nonché la gestione di servizi d incasso, pagamento e trasferimento di fondi, anche mediante contratti di tesoreria accentrata a favore delle società partecipate direttamente e/o a favore di società comunque appartenenti al gruppo; tutte quelle altre attività immobiliari, mobiliari, industriali, finanziarie e commerciali ritenute necessarie o utili per il raggiungimento dello scopo sociale; concessione di fideiussioni, avvalli, cauzioni, garanzie reali e personali a favore di terzi; assumere partecipazioni in imprese, enti o società (sia costituite che costituende), aventi scopo analogo, affine e/o complementare al proprio. E in ogni caso escluso l esercizio nei confronti del pubblico di qualunque attività dalla legge qualificata come attività finanziaria e 12
13 dell attività professionale riservata, se non nei casi e nella piena osservanza di quanto al proposito previsto dalla legge. L esercizio delle attività aziendali si svolge nella sede operativa di Orio al Serio (BG), presso la sede legale di Pieve di Soligo (TV) e presso gli uffici territoriali nei quali è svolta l attività di front office. 3.1 Elementi del modello di governance e dell assetto organizzativo generale di Blue Meta S.p.A. La Società è costituita in forma di società per azioni secondo le disposizioni della vigente normativa italiana. Il Modello di amministrazione e controllo della Società si caratterizza per la presenza: - di un Consiglio di Amministrazione investito di tutti i poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione, esclusi quelli riservati ai soci dalla legge e dallo Statuto; - di un Collegio Sindacale, quale organo di controllo chiamato a vigilare sull osservanza della legge e dell atto costitutivo, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull adeguatezza dell assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla Società e sul suo concreto funzionamento; - dell Assemblea dei soci competente a deliberare tra l altro, in sede ordinaria o straordinaria, in merito: alla nomina ed alla revoca dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale e circa i relativi compensi e responsabilità; all approvazione del bilancio ed alla destinazione degli utili; alle modificazioni dello statuto sociale e su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza. Il Consiglio di Amministrazione può delegare i propri poteri, nei limiti di legge, ad uno o più consiglieri. Gli organi delegati sono tenuti a riferire al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, almeno ogni semestre, sul generale andamento della gestione, sulla sua prevedibile evoluzione e sulle operazioni di maggiore rilievo. Al Presidente, oltre alla rappresentanza legale ed alle competenze a lui spettanti in base alla Legge ed allo Statuto, sono conferiti poteri di gestione, di autorizzazione e di spesa, esercitabili nel rispetto del budget e degli indirizzi del Consiglio di Amministrazione. La rappresentanza legale della Società con l'uso della firma sociale di fronte ai terzi ed in giudizio spetta al Presidente del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio può anche delegare l uso della firma sociale, con quelle limitazioni che crede opportune, ad uno o più amministratori, ovvero ad uno o più direttori e procuratori, tanto congiuntamente che separatamente, per atti o per categorie di atti, nonché affidare speciali incarichi a propri membri e ai terzi, assegnando ad essi, a corrispettivo delle loro prestazioni, speciali emolumenti o interessenze, in quella misura, in quei modi ed in quelle condizioni che reputa di fissare. 13
14 La Società ha adottato un sistema di controllo interno rappresentato dall insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati. La revisione legale dei conti è affidata a una società di revisione legale, la cui nomina spetta all'assemblea, su proposta motivata del Collegio Sindacale. Nello svolgimento della propria attività, la società di revisione legale incaricata ha accesso alle informazioni, ai dati, sia documentali che informatici, agli archivi e ai beni della Società. La società di revisione legale esprime con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e verifica nel corso dell'esercizio la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili. 3.2 Elementi connessi all appartenenza al Gruppo Ascopiave La Società è soggetta alla direzione e coordinamento di Ascopiave S.p.A. (di seguito anche la Capogruppo ), società emittente azioni quotate su un mercato regolamentato, che adotta un sistema di governo societario conforme a quanto previsto dalla legge e dalla normativa CONSOB in vigore, allineato ai contenuti del Codice di Autodisciplina delle Società Quotate di Borsa Italiana S.p.A.. La Capogruppo ha adottato le Linee Guida in materia di esercizio del potere di direzione e coordinamento da parte di Ascopiave S.p.A. nelle quali sono disciplinati i meccanismi istituzionali e operativi attraverso i quali il Gruppo Ascopiave applica il modello di direzione e coordinamento alle proprie Società controllate. Le suddette Linee Guida costituiscono la disciplina di riferimento nell ambito della quale, tenuto conto dell autonomia giuridica e dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle singole società e nel rispetto dell'autonomia gestionale delle società soggette al regime di separazione amministrativa e contabile (c.d. unbundling), ricondurre i rapporti fra Ascopiave S.p.A. e le Società controllate con l obiettivo di dotarsi di regole organizzative e gestionali uniformi. Ascopiave S.p.A., nel rispetto dell autonomia giuridica e dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle singole Società controllate, ha definito una serie di strumenti aventi l obiettivo di supportare il perseguimento della politica economica del Gruppo e che, ribadendo la centralità degli obiettivi e politiche di gruppo, rappresentano il contesto di riferimento cui i modelli di business delle singole Società controllate del Gruppo devono allinearsi e gli organi amministrativi delle stesse attenersi nell attività di gestione. In particolare, al fine di meglio delineare il quadro di riferimento in cui si svolgono le attività gestorie delle singole Società controllate del Gruppo Ascopiave, fra le quali Blue Meta S.p.A., si forniscono di seguito i principali elementi qualificanti il summenzionato contesto di gruppo: 14
15 - policy e procedure di gruppo, che costituiscono per le Società controllate il riferimento e la linea guida per l emissione e l aggiornamento delle proprie procedure e istruzioni interne. Tali policy e procedure hanno efficacia immediata per tutte le Società controllate le quali devono adeguare le loro azioni e i loro comportamenti, nonché le proprie procedure e istruzioni interne, nel rispetto degli specifici contesti organizzativi e nell ambito dei propri sistemi di gestione qualità, ambiente e sicurezza; - coordinamento delle attività fra le funzioni della Capogruppo e le unità organizzative che svolgono compiti analoghi presso le <società controllate, attraverso la definizione di appositi flussi informativi, processi e strumenti organizzativi e operativi; - meccanismi di segregation of duties, nella definizione dei ruoli organizzativi, dei livelli autorizzativi e delle attività di alcuni processi societari e intersocietari; - gestione centralizzata di servizi a livello di Gruppo, esercitata, nell interesse di gruppo, a favore delle società controllate in un ottica di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse. Tale gestione centralizzata di servizi consente, ferma restando l autonomia gestionale ed operativa delle Società controllate, (i) di realizzare economie di scala avvalendosi di professionalità e prestazioni specialistiche con crescenti livelli qualitativi; (ii) di ottenere una maggior coerenza gestoria; (iii) di focalizzare le risorse nella gestione del business. - sistema dei contratti di servizio infra-gruppo, che disciplina le modalità, i termini e le condizioni di erogazione delle attività svolte a livello centralizzato; - funzione di controllo interno (auditing) di Gruppo, che svolge un'attività indipendente ed obiettiva di assurance, finalizzata al miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'organizzazione e dei processi delle Società controllate. Il processo di predisposizione del presente Modello ha tenuto in considerazione i suddetti elementi ai fini della corretta rappresentazione del sistema di regole comportamentali e operative che disciplinano l attività di Blue Meta. 4. Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di Blue Meta S.p.A. La Società in coerenza con i principi etici e di governance ai quali ha orientato le proprie regole di comportamento, ha adottato il presente Modello, articolato in: - Parte Generale, contenente l individuazione delle attività a rischio, la composizione ed il funzionamento dell Organismo di Vigilanza, le attività di formazione e informazione ed il sistema sanzionatorio; 15
16 - Parti Speciali relative alle categorie di reato contemplate nel Decreto per le quali sono state rilevate attività sensibili per la Società: Parte Speciale n. 1 Reati nei confronti della Pubblica Amministrazione, induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria e impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, Parte Speciale n. 2 Reati societari e Market Abuse, Parte Speciale n. 3 Reato di corruzione fra privati, Parte Speciale n. 4 Delitti di criminalità organizzata e reati transnazionali, Parte Speciale n. 5 Reati di ricettazione, riciclaggio e reimpiego, Parte Speciale n. 6 Reati in tema di tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, Parte Speciale n. 7 Delitti contro l industria e il commercio e reati di falsità in strumenti o segni di riconoscimento, Parte Speciale n. 8 Delitti informatici e delitti in materia di violazione del diritto d autore. Il Modello è completato dal Codice Etico (Allegato 1) che ne costituisce parte integrante e dal Catalogo degli illeciti amministrativi e dei reati presupposto della responsabilità degli enti (Allegato 2). Sono infine da ritenersi parti integranti del Modello della Società i seguenti documenti: - Organigramma; - Sistema di deleghe e procure; - Comunicazioni organizzative; - Policy e procedure del Gruppo Ascopiave applicabili alle società controllate; - Procedure e istruzioni adottate dalla Società nell ambito del proprio Sistemi di Gestione Qualità implementato in conformità agli standard di riferimento. 4.1 Finalità del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo Il presente Modello ha l obiettivo di rappresentare il sistema di regole operative e comportamentali che disciplinano l attività della Società, nonché elementi di controllo di cui la Società si è dotata al fine di prevenire la commissione delle diverse tipologie di reati contemplate dal Decreto. Inoltre, il presente documento si pone l obiettivo di: - determinare, in tutti coloro che operano in nome e per conto della Società nelle aree a rischio reato e nelle aree strumentali alla commissione dei reati la consapevolezza di poter incorrere, in caso di violazione delle disposizioni ivi riportate, in un illecito passibile di sanzione penale e disciplinare a carico del trasgressore e di una sanzione amministrativa nei confronti della Società; - ribadire che tali forme di comportamento illecito sono fortemente condannate dalla Società, in quanto (anche nel caso in cui la Società fosse apparentemente in condizione di trarne vantaggio) sono comunque contrarie, oltre che alle disposizioni di legge, anche ai 16
17 principi etici cui la Società intende attenersi nell espletamento della propria mission aziendale; - consentire alla Società, grazie ad una azione di monitoraggio continuo sulle aree a rischio reato e sulle aree strumentali alla commissione dei reati, di intervenire tempestivamente per prevenire o contrastare la commissione dei reati stessi. 4.2 Destinatari e campo di applicazione Il Consiglio di Amministrazione ha adottato il Modello, il cui campo di applicazione comprende tutte le attività svolte dalla Società ed i cui Destinatari sono individuati nei: 1. componenti degli Organi sociali, in coloro che svolgono, anche di fatto, funzioni di gestione, amministrazione, direzione o controllo della Società, o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale; 2. nei dirigenti e nei dipendenti della Società ed in generale in quanti si trovino ad operare sotto la direzione e/o vigilanza delle persone di cui al punto 1. Il Modello ed il Codice Etico si applicano altresì, nei limiti del rapporto in essere, a coloro i quali, pur non appartenendo alla Società, operano su mandato o per conto della stessa o sono comunque legati alla Società da rapporti giuridici rilevanti in funzione della prevenzione dei Reati. 4.3 Modalità operative seguite per la costruzione del Modello La metodologia scelta per la predisposizione del Modello e per i suoi aggiornamenti segue la strutturazione in fasi come definita dalle Linee Guida di Confindustria, al fine di garantire la qualità e l autorevolezza dei risultati. Le fasi individuate in sede di redazione del Modello sono state: - Individuazione dei processi e delle attività nel cui ambito possono essere commessi i reati richiamati dal D.Lgs. 231/01 e delle attività strumentali alla commissione dei reati, vale a dire le attività nel cui ambito, in linea di principio, potrebbero crearsi condizioni per la commissione dei reati; preliminare a questa fase è stata l analisi, prevalentemente documentale, della struttura societaria ed organizzativa della Società, al fine di meglio comprendere l attività svolta e di identificare gli ambiti aziendali oggetto dell intervento. - Identificazione dei soggetti chiave, al fine di individuare le persone con una conoscenza approfondita dei processi/attività sensibili e dei meccanismi di controllo: in questa fase attraverso delle interviste individuali con le persone di più alto livello organizzativo sono state raccolte le informazioni necessarie per comprendere ruoli e responsabilità dei soggetti partecipanti ai processi sensibili. - Gap analysis rivolta ad individuare sia i requisiti organizzativi che caratterizzano un modello organizzativo idoneo a prevenire i reati richiamati dal D.Lgs. 231/2001, sia le azioni di miglioramento del modello organizzativo esistente: è stata così effettuata un analisi 17
18 comparativa (la c.d. gap analysis ) tra il modello organizzativo e di controllo esistente e un modello astratto di riferimento valutato sulla base del contenuto della disciplina del Decreto e delle Linee guida. - Definizione del Modello di Organizzazione, gestione e controllo: tale fase è stata supportata sia dai risultati delle fasi precedenti sia delle scelte di indirizzo degli organi decisionali della Società. 4.4 Identificazione delle attività a rischio In ragione della tipologia di attività svolte dalla Società, nella definizione del Modello di organizzazione gestione e controllo si è ritenuto di porre particolare attenzione sull individuazione delle aree sensibili alla commissione dei reati previsti dagli artt. 24, 24 bis, 24 ter, 25, 25 bis, 25 bis 1, 25 ter, 25 quater, 25 quater 1, 25 quinquies, 25 sexies, 25 septies, 25 octies, 25 novies, 25 decies e 25 duodecies del Decreto oltre che dei reati transnazionali previsti dall art. 10 L. 146/06. Per quanto concerne i reati di cui agli artt. 25 bis, quater 1, quinquies e undecies del Decreto (reati in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo, delitti contro la vita e l incolumità individuale, delitti contro la personalità individuale e reati ambientali), si è ritenuto che la specifica attività svolta dalla Società non presenti profili di rischio tali da rendere ragionevolmente fondata la possibilità della loro commissione nell interesse o a vantaggio della stessa. Si è pertanto stimato esaustivo il richiamo ai principi contenuti sia nel presente Modello sia nel Codice Etico adottato dalla Società riportato come Allegato 1. L analisi dell attività aziendale ha consentito di individuare le seguenti aree di rischio nei rapporti con la Pubblica Amministrazione: Negoziazione, stipulazione ed esecuzione di contratti con la Pubblica Amministrazione per la vendita di servizi energetici (gas naturale ed energia elettrica) alla cui aggiudicazione si perviene mediante procedure negoziate (affidamento diretto o trattativa privata) o ad evidenza pubblica (aperte o ristrette) e con soggetti privati per la vendita di servizi energetici (vendita di gas naturale ed energia elettrica) sia in regime tutelato che in regime di mercato libero Gestione dei rapporti con soggetti pubblici per l ottenimento di provvedimenti amministrativi (quali autorizzazioni, licenze e permessi) necessari per l esercizio delle attività tipiche aziendali e lo sviluppo di iniziative strategiche Gestione dei rapporti con Istituzioni e/o Autorità Pubbliche relativi allo svolgimento di attività regolate dalla legge (es. Autorità per l Energia Elettrica e il Gas, Autorità Garante Concorrenza e Mercato, Cassa Conguaglio settore elettrico) Gestione dei rapporti con l Amministrazione Finanziaria (Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Agenzia del 18
19 Demanio, Agenzia del Territorio etc.) a tutti i livelli (centrali, regionali, locali) Gestione degli adempimenti relativi al pagamento degli oneri assistenziali, previdenziali e assicurativi Gestione di rapporti con funzionari pubblici nell ambito delle attività di verifica ispettiva e di controllo effettuate dalla Pubblica Amministrazione Acquisizione e/o gestione di contributi/sovvenzioni/finanziamenti concessi da soggetti pubblici nazionali, internazionali e/o sovranazionali o da soggetti privati che gestiscono fondi per le imprese L analisi dell attività aziendale ha consentito di individuare le seguenti aree di rischio in relazione ai reati di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all Autorità Giudiziaria: Gestione contenziosi giudiziali, arbitrali e/o gestione dei rapporti con amministratori, dipendenti o terzi coinvolti in procedimenti giudiziari L analisi dell attività aziendale ha consentito di individuare le seguenti aree di rischio in relazione all impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare: Selezione e assunzione del personale, inclusa quella del personale appartenente a categorie protette o la cui assunzione è agevolata, e gestione del sistema premiante L analisi dell attività aziendale ha consentito di individuare le seguenti aree di rischio in relazione ai reati societari e market abuse: Tenuta della contabilità, redazione del bilancio, di comunicazioni sociali in genere, nonché adempimento obblighi informativi di legge Gestione dei rapporti con il Collegio Sindacale, la Società di revisione legale e con i Soci Gestione delle incombenze societarie: operazioni sul capitale, destinazione dell'utile e operazioni su quote Gestione degli adempimenti relativi al funzionamento degli organi sociali (Assemblea, Organi di amministrazione) Gestione della riservatezza delle informazioni privilegiate L analisi dell attività aziendale ha consentito di individuare le seguenti aree di rischio in relazione ai reato di corruzione tra privati: Negoziazione, stipulazione ed esecuzione di contratti con soggetti privati per la vendita di servizi energetici (vendita di gas naturale ed energia elettrica) sia in regime tutelato che in regime di mercato libero Gestione contenziosi giudiziali, arbitrali e/o gestione dei rapporti con amministratori, dipendenti o terzi coinvolti in procedimenti giudiziari 19
20 Selezione e assunzione del personale, inclusa quella del personale appartenente a categorie protette o la cui assunzione è agevolata, e gestione del sistema premiante Gestione degli approvvigionamenti di beni e servizi Gestione delle consulenze Gestione delle risorse finanziarie e operazioni infragruppo Definizione, gestione ed esecuzione delle politiche commerciali Gestione sponsorizzazioni e contributi L analisi dell attività aziendale ha consentito di individuare le seguenti aree di rischio in relazione ai delitti di criminalità organizzata ed ai reati transnazionali: Acquisizione e/o gestione di contributi/sovvenzioni/finanziamenti concessi da soggetti pubblici nazionali, internazionali e/o sovranazionali o da soggetti privati che gestiscono fondi per le imprese Selezione e assunzione del personale, inclusa quella del personale appartenente a categorie protette o la cui assunzione è agevolata, e gestione del sistema premiante Gestione degli approvvigionamenti di beni e servizi Gestione delle consulenze Gestione delle risorse finanziarie e operazioni infragruppo Definizione, gestione ed esecuzione delle politiche commerciali Gestione sponsorizzazioni e contributi L analisi dell attività aziendale ha consentito di individuare le seguenti aree di rischio in relazione ai reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita: Negoziazione, stipulazione ed esecuzione di contratti con la Pubblica Amministrazione per la vendita di servizi energetici (gas naturale ed energia elettrica) alla cui aggiudicazione si perviene mediante procedure negoziate (affidamento diretto o trattativa privata) o ad evidenza pubblica (aperte o ristrette) e con soggetti privati per la vendita di servizi energetici (vendita di gas naturale ed energia elettrica) sia in regime tutelato che in regime di mercato libero Gestione degli approvvigionamenti di beni e servizi Gestione delle consulenze Gestione delle risorse finanziarie e operazioni infragruppo Per quanto riguarda il rischio di realizzazione dei reati in tema di tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro le aree di rischio sono individuate dalla Società con la predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e sono previsti elementi di controllo relativi alle quattro fasi del sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro: 20
Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 Documento adottato dal Consiglio di Amministrazione di Ascotrade S.p.A. in data 3 luglio 2015 PARTE GENERALE 1. Premessa 2. Il
Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 Documento adottato dal Consiglio di Amministrazione di Veritas Energia S.p.A. in data 14 luglio 2015 PARTE GENERALE 1. Premessa
Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231
Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 16 aprile 2013 PARTE GENERALE 5 1. PREMESSA 5 2.