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Timestamp: 2017-10-23 22:15:06+00:00
Document Index: 77332308

Matched Legal Cases: ['artt 1', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 15', 'arte 8', 'art. 4', 'art.22', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 8', 'art.5', 'art.18', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 12', 'art.46', 'art.54', 'art. 3', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.20', 'art 42', 'art 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art 1', 'art. 5', 'art.8']

NUOVA DISCIPLINA CIGO DOPO DEC.L.VO 148/15 ED ISTRUZIONI INPS | Francesco Colaci's BLOG
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NUOVA DISCIPLINA CIGO DOPO DEC.L.VO 148/15 ED ISTRUZIONI INPS
La disciplina della cigo risulta ampiamente revisionata dal decreto legvo n.148/2015 ,in vigore dal 24 settembre 2015,di cui alle integrazioni ordinarie trovano applicazione le disposizioni contenute nei seguenti articoli: da 1 ad 8 ,da 9 a 18 e da 42 a 47.
Peraltro ,si ritiene di ricordare che :
-gli artt. da 1 a 8 riguardano gli aspetti generali e comuni a tutte le tipologie di cig ordinarie e straordinarie;
-gli artt.da 9 a 18 concernono soltanto le integrazioni salariali ordinarie;
-gli artt. da 42 a 47 concernono le disposizioni transitorie e finali
Di seguito ,si espongono i contenuti delle citate disposizioni ,con riferimento alle indicazioni ed istruzioni in materia fornite dall’Inps con la Circolare n.197/2015 e con il Messaggio n.7336/2015
1)Campo di applicazione
A differenza di quanto risultava nella disciplina previgente ,in cui la regolamentazione circa il campo di applicazione dell’intervento dell’integrazione salariale ordinario era affidata a provvedimenti legislativi distinti e specifici , riguardanti rispettivamente i settori dell’industria ,dell’edilizia e dell’agricoltura , il decreto leg.vo in esame contiene in materia norme comuni per tutti i datori,a prescindere dal settore di appartenenza degli stessi
1.1.Imprese destinatarie
La disciplina delle integrazioni salariali ordinarie e i relativi obblighi contributivi trovano applicazione a:
dell’energia, acqua e gas;
b) cooperative di produzione e lavoro che svolgano attivita’
ad eccezione delle cooperative elencate dal dpr n.602/70, trattandosi di società ed enti cooperativi, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto delle società ed enti medesimi e che sono elencate nella unitaTabella attività lavorative dpr 602/70
esercitano attivita’ di trasformazione, manipolazione e
con contratto di lavoro a tempo indeterminato;ù
i) imprese addette all’armamento ferroviario
il capitale sia interamente di proprieta’ pubblica
n) imprese industriali esercenti l’attivita’ di escavazione e/o
o) imprese artigiane che svolgono attivita’ di escavazione e di
svolgono tale attivita’ di lavorazione in laboratori con strutture e
organizzazione distinte dalla attivita’ di escavazione.
2 .Lavoratori beneficiari e requisiti soggettivi
Gli artt 1 e 2 del dec.lvo 148/15 prevedono i lavoratori destinatari del trattamento di integrazione salariale ordinario e stabiliscono i requisiti soggettivi che devono sussistere in capo al lavoratore per accedere al trattamento.
In particolare si dispone che i trattamenti di integrazione salariale ordinaria possono essere concessi ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato(operai,impiergati e quadri,) ivi compresi gli apprendisti con rapporto di apprendistato professionalizzante ,sempre che alla data di presentazione della relativa domanda di concessione i lavoratori abbiano un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni presso l’unità produttiva.
Invece ,si conferma che sono esclusi: i dirigenti , i lavoratori a domicilio ed i i lavoratori con rapporto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore ed infine i lavoratori con rapporto di di apprendistato di alta formazione e ricerca.
2.1.ESTENSIONE CIG AGLI APPRENDISTI
2.1.1.Tipologie cig applicabile apprendisti professionalizzanti
2.1.2.Prolungamento durata apprendistato professionalizzante per cigo
In ragione della finalità anche formativa del contratto di apprendistato, è stabilito che, alla ripresa dell’attività lavorativa a seguito di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, il periodo di apprendistato sia prolungato in misura equivalente all’ammontare delle ore di integrazione salariale fruite.
Per la disciplina attuativa dell’estensione dell’obbligo contributivo CIGO/CIGS ai lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante e del regime contributivo addizionale, l’Istituto ha fornito apposite istruzioni con Messaggio INPS numero 24 del 05-01-2016 nell’ambito del quale ha fissato, fra l’altro, le modalità di conguaglio della contribuzione dovuta nei mesi decorsi dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 148/2015 e sono stati previsti gli adeguamenti da apportare alla vigente struttura delle dichiarazioni contributive. professionalizzante.
3.ANZIANITÀ AZIENDALE EFFETTIVO LAVORO
Altra importante novità riguarda il requisito soggettivo dell’anzianità di effettivo lavoro previsto dall’art. 1 comma 2, cioè l’anzianità di almeno 90 giorni alla data di presentazione della domanda presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.
In analogia con quanto disposto dall’art. 16, co. 1, L. 223/91, sono compresi al suddetto fine i periodi di sospensione dal lavoro derivanti da ferie, festività e infortuni e, in applicazione degli indirizzi emersi dalla giurisprudenza, anche i periodi di maternità obbligatoria.(In senso conforme ved.circ.mlps n.24/15 per cigs)
Pertanto ,alla luce del chiarimento INPS e MLPS circa tale aspetto , non sono da conteggiare nel lavoro effettivo eventuali giorni di mancata presenza al lavoro causati da malattia , infortunio sul lavoro, permessi e congedi fruiti dal lavoratore , coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità
3.1.Esclusione requisito anzianita’ anziendale 90 gg.
Il comma 2 dell’art. 1 del decrerto legvo 148/15 prevede un’eccezione al principio generale circa il possesso da parte dei lavoratori presso l’unita’ produttiva per la quale e’ richiesto il trattamento, un’anzianita’ di effettivo lavoro di almeno novanta giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione.
Infatti, il predetto comma 2 per le sole domande relative ai trattamenti di cassa integrazione ordinaria determinati da eventi oggettivamente non evitabili(Esempio:mancanza di scorte,interruzione fornitura energia elettrica,ordine di sospensione dell’attività per ragioni sanitarie,occupazione dell’azienda da parte di disoccupati,eventi naturali-terremoti,alluvioni o maltempo nelle lavorazioni all’aperto ) sino al 31.12.2015 per il solo settore industriale, comprese anche le imprese industriali dell’edilizia e affini e le imprese industriali di escavazione e lavorazione di materiali lapidei, ha escluso per i lavoratori il requisito dei 90 giorni di anzianità.
Dall’ 1.1.2016 ,a seguito dell’ approvazione della legge di stabilita’ n.208/2015 ,in vigore ,pero’ la situazione di cui sopra è mutata , nel senso che è intervenuto il superamento di quella che veniva ritenuta un’ingiustificata disparita’ di trattamento, poiché il comma 308 dell’articolo unico del richiamato provvedimento legioslativa afferma:”All’articolo 1 ,comma 2,secondo periodo,del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le parole: «nel settore industriale» sono soppresse”
Pertanto,dall’1.1.2016, si prevede che il rispetto del requisito dell’anzianità lavorativa effettiva di almeno 90 giorni nell’umita’ produttiva aziendale interessata dalla cigo è escluso per eventi oggettivamente non evitabili in tutti i settori e non solo nel settore industriale, come prima previsto dall’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 148/2015 .
4.Causali per l’integrazione salariale ordinaria
Un unico criterio caratterizza pure la regolamentazione delle causali per l’integrazione salariale ordinaria ,vale a dire che il decreto delegato recita che ai dipendenti di tutte le imprese elencate sopra al numero 1.1 ,in caso di sospensione dal lavoro ovvero di prestazioni di lavoro a orario ridotto ,è corrisposta l’integrazione salariale ordinaria nei seguenti casi
a) situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti,incluse le intemperie stagionali
b) situazioni temporanee di mercato ( “mancanza di lavoro, di ordini o commesse , esaurimento della disponibilità del magazzino”, “saturazione delle scorte”) ,compresi gli eventi oggettivamente non evitabili, in quanto non prevedibili ed estranei al normale rischio d’impresa (Esempio:mancanza di scorte,interruzione fornitura energia elettrica,ordine di sospensione dell’attività per ragioni sanitarie,occupazione dell’azienda da parte di disoccupati,eventi naturali-terremoti,alluvioni o maltempo nelle lavorazioni all’ aperto)
5)Contribuzione ordinaria per CIGO
Si prevedono le seguenti aliquote per il contributo ordinario a carico delle imprese:
-1,70 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per i dipendenti delle imprese industriali che occupano fino a 50 dipendenti( nella previgente normativa:contributo pari a 1,90%, per le aziende fino a 50 addetti nell’anno solare precedente e 2,20%, per le aziende con più di 50 addetti nell’anno solare precedente.;
-2,00 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per i dipendenti delle imprese industriali che occupano oltre 50 dipendenti ( nella previgente normativa: contributo pari al 2,20%, per le aziende con più di 50 addetti nell’anno solare precedente;
-4,70 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per gli operai delle imprese dell’ industria e dell’artigianato edile( nella precedente normativa il contributo era pari al 5,2% )
-3,30 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per gli operai delle imprese dell’ industria e artigianato lapidei;(in precedente normativa il contributo era pari a 3,70%)
-1,70 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per gli impiegati e quadri delle imprese dell’ industria artigianato edile e lapidei che occupano fino a 50 dipendenti ( in precedente normativa contributo era pari a 1,90)
-2,00 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per gli impiegati e quadri delle imprese dell’industria e artigianato edile e lapidei che occupano oltre 50 dipendenti (precedente normativa contributo pari a 2.20)
6.Determinazione limite dipendenti ai fini del contributo
Vengono semplificate rispetto alla normativa vigente le modalità di computo del limite dimensionale in base al quale è dovuto il contributo ordinario accogliendo in norma la prassi operativa corrente.
Infatti si stabilisce che:
1.Il limite anzidetto è determinato, con effetto dal 1 gennaio di ciascun anno, sulla base del numero medio di dipendenti in forza nell’anno precedente dichiarato dall’impresa.
2.Per le imprese costituite nel corso dell’anno solare si fa riferimento al numero di dipendenti alla fine del primo mese di attività.
3.L’impresa è tenuta a fornire all’INPS apposita dichiarazione al verificarsi di eventi che, modificando la forza lavoro in precedenza comunicata, influiscano ai fini del limite di cui al comma sopra Agli effetti in parola sono da comprendersi nel calcolo tutti i lavoratori, compresi i lavoratori a domicilio e gli apprendisti, che prestano la propria opera con vincolo di subordinazione sia all’interno che all’esterno dell’azienda.
8.Contributo addizionale per cigo
A carico delle imprese che presentano domanda di integrazione salariale ordinaria è stabilito il contributo addizionale in misura pari :
a) al 9 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale ordinaria o straordinaria fruiti all’interno di uno o più interventi concessi sino a un limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile;
b) al 12 per cento oltre il limite di cui alla lettera a)e sino a 104 settimane in un quinquennio mobile;
c) al 15 per cento oltre il limite di cui alla lettera b),in un quinquennio mobile.
Si ricorda che nelle previgente normativa la misura del contributo addizionale era previsto come segue:
-Industria in genere:
fino a 50 dipendenti: 4%
oltre 50 dipendenti: 8%
Industria edile e lapidea (indipendentemente dalla dimensione): 5%
Risulta confermato ,come nella disciplina previgente che il contributo addizionale non è dovuto per gli interventi concessi per eventi oggettivamente non evitabili.
9)Informazione e consultazione sindacale
Il decreto delegato in esame disciplina la procedura di informazione e consultazione sindacale da realizzare prima dell’accesso al trattamento CIGO , in cui e’ presente qualche aggiustamento procedurale rispetto alla regolamerntazione precedente.
Infatti ,si dispone che:
Nei casi di sospensione o riduzione dell’attività produttiva, l’impresa è tenuta a comunicare preventivamente alle rappresentanze sindacali aziendali o alla rappresentanza sindacale unitaria, ove esistenti, o in mancanza alle articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, l’entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati.
A tale comunicazione segue, su richiesta di una delle parti (azienda ovvero rappresentanze sindacali), un esame congiunto della situazione avente a oggetto la tutela degli interessi dei lavoratori in relazione alla crisi dell’impresa.
L’intera procedura deve esaurirsi entro 25 giorni dalla data della comunicazione di cui al al n.1), ridotti a 10 per le imprese fino a 50 dipendenti.
Nei casi di eventi oggettivamente non evitabili ,che rendano non differibile la sospensione o la riduzione dell’attività produttiva, l’impresa è tenuta a comunicare ai soggetti di cui al n.1) la durata prevedìbile della sospensione o riduzione e il numero dei lavoratori interessati. Quando la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro sia superiore a sedici ore settimanali si procede, a richiesta dell’impresa o dei soggetti di cui al n.1), da presentarsi entro tre giorni dalla comunicazione , a un esame congiunto in ordine alla ripresa della normale attività produttiva e ai criteri di distribuzione degli orari di lavoro. La procedura deve esaurirsi entro i cinque giorni successivi a quello della richiesta.
Per le imprese dell’industria e dell’artigianato edile e dell’industria e dell’artigianato lapidei, le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano limitatamente alle richieste di proroga dei trattamenti con sospensione dell’attività lavorativa oltre le 13 settimane continuative.
All’atto della presentazione della domanda di concessione di integrazione salariale deve essere data comunicazione dell’esecuzione degli adempimenti di cui al presente articolo.ed occorrera’ attendere che siano forniti le indicazioni operative da parte dell’Inps per verificare se occorrera’ o meno allegare all’istanza on line la documentazione circa l’intervenuta consultazione sindacale o sara sufficiente comunicare nell’istanza di aver rispettato o le norme circa la consultazione sindacale
10.Procedimento richiesta integrazione salariale ordinaria
L’art. 15 del decreto disciplina il procedimento amministrativo e istruttorio curato dall’INPS per l’ammissione al trattamento ,prevedendo che:
1.Per l’ammissione al trattamento ordinario di integrazione salariale, l’impresa presenta in via telematica all’INPS domanda di concessione nella quale devono essere indicati: la causa della sospensione o riduzione dell’orario di lavoro e la presumibile durata, i nominativi dei lavoratori interessati e le ore richieste.
Tali informazioni sono inviate dall’INPS ai Centri per l’impiego ai fini delle attività di cui all’arte 8,secondo cui :” I lavoratori beneficiari di integrazioni salariali per i quali è programmata una sospensione o riduzione superiore al 50 per cento dell’orario di lavoro, calcolato in un periodo di 12 mesi, sono convocati dai Centri per l’impiego per la stipula di un patto di servizio personalizzato
2.La domanda deve essere presentata entro il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
3.Qualora la domanda venga presentata dopo il termine indicato nel n. 2, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione , quindi ,si applica la medesima conseguenza della precedente disciplina della cigo
3.Qualora dalla omessa o tardiva presentazione della domanda derivi a danno dei lavoratori la perdita parziale o totale del diritto all’integrazione salariale, l’impresa è tenuta a corrispondere ai lavoratori stessi una somma di importo equivalente all’integrazione salariale non percepita.
11.Concessione della Cigo
L’articolo 16 del provvedimento in esame contiene un’importante novità rispetto alla competenza e al procedimento istruttorio per la concessione delle integrazioni salariali ordinarie.
Vale a dire che , anche nell’ottica di una semplificazione delle procedure, a decorrere dal 1° gennaio 2016, le integrazioni salariali ordinarie sono concesse dalla sede dell’INPS territorialmente competente , attenendosi ai criteri previsti dal decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali N. 95442 del 15.4.2016
Pertanto ,dall’1.1.2016 , ,sono decaduti ope legis gli organi collegiali ,cui le specifiche normative affidavano la valutazione e decisione sulle istanze di cigo.
12.Durata integrazione salariale
12.1. Durata Cigo
In materia di durata dell’intervento della cigo , e’ stabilito che
a) le integrazioni salariali ordinarie sono corrisposte fino a un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino a un massimo complessivo di 52 settimane.
b)qualora l’impresa abbia fruito di 52 settimane consecutive di integrazione salariale ordinaria, una nuova domanda può essere proposta per la medesima unità produttiva per la quale l’integrazione è stata concessa, solo quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa.
c)l’integrazione salariale ordinaria relativa a più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 52 settimane in un biennio mobile
d) agli interventi determinati da eventi oggettivamente non evitabili,( in quanto non prevedibili ed estranei al normale rischio d’impresa (Esempio:mancanza di scorte,interruzione fornitura energia elettrica,ordine di sospensione dell’attività per ragioni sanitarie,occupazione dell’azienda da parte di disoccupati,eventi naturali-terremoti,alluvioni o maltempo nelle lavorazioni all’aperto) non si applica sia la disposizione per cui ,”qualora l’impresa abbia fruito di 52 settimane consecutive di integrazione salariale ordinaria, una nuova domanda può essere proposta per la medesima unità produttiva per la quale l’integrazione è stata concessa, solo quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa”,sia quella secondo cui “l’integrazione salariale ordinaria relativa a più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 52 settimane in un biennio mobile”;.
e)tuttavia la deroga ai limiti di durata per eventi oggettivamente non evitabili prevista nella lettera d) non si applicano alla durata dei trattamenti richiesti dalle seguenti imprese :
1)imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini;
2)imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;
3)imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono tale attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distìnte dalla attività di escavazione.
f)con riferimento a tutti i lavoratori dell’unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell’integrazione salariale , entro i limiti di durata ,così come definiti nelle precedenti lettere , le ore di integrazione salariale ordinaria che possono essere autorizzate non devono essere eccedenti il limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile :
g)con riferimento all’unità produttiva oggetto di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, nella domanda di concessione dell’integrazione salariale l’impresa comunica il numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale,quindi distinti non solo tra tempo pieno e part time ,ma, per quest’ultimo , anche in base al numero di ore dei singoli contratti di lavoro dei dipendenti
Ai fini del calcolo di durata della cigo ,si applica la circolare n. 58 del 20 aprile 2009 – Inps ,che stabilisce il criterio di calcolo della settimana integrabile computata a giorni.
12.2 .Durata massima complessiva(CIGO+CIGS)
Rilevante novità è la previsione, all’art. 4, di un limite massimo complessivo, posto che per ciascuna unità produttiva, la somma dei trattamenti ordinari e straordinari di integrazione salariale autorizzati non può superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile.
Per controllare il limite anzidetto nell’ambito del quinquennio “mobile” si procederà in modo analogo a quanto già in uso relativamente al biennio mobile della CIGO:ossia ,si considererà la prima settimana oggetto di richiesta di prestazione e, a ritroso, si valuteranno le 259 settimane precedenti (cosiddetto quinquennio mobile). Se in tale arco temporale saranno già state autorizzate 104 settimane (pari cioè a 24 mesi) non potrà essere riconosciuto il trattamento richiesto, fatto salvo quanto disposto dall’art.22, comma 5. ,che recita:”Ai fini del calcolo della durata massima complessiva della integrazione salariale , la durata dei trattamenti per la causale dicontratto di solidarieta’ viene computata nella misura della meta’per la parte non eccedente i 24 mesi e per intero per la parteeccedente. Tale conteggio si riproporrà per ogni ulteriore settimana di integrazione salariale richiesta.
Si precisa, altresì, che ai soli fini della verifica della durata massima(CIGO+CIGS) d il sistema di osservazione del quinquennio mobile non prenderà in considerazione periodi anteriori al 24 settembre 2015.
Per le imprese del settore edilizia e le imprese che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, la durata massima complessiva della cassa ordinaria e straordinaria è stabilita in 30 mesi per ciascuna unità produttiva
12.3 RIEPILOGO LIMITI DURATA CIGO E REGIME INTERTEMPORALE
Esempi di calcolo in base alla data di presentazione dell’istanza e al periodo autorizzato
13.Misura delle integrazioni salariali ordinarie (art. 3)
Pertanto ,il trattamento di integrazione salariale ammonta all’80 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale.
L’importo del trattamento è soggetto alle disposizioni di cui all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, e non può superare per l’anno 2016 gli importi massimi mensili seguenti, rimarcando che l’indice da prendere in considerazione è stato negativo e la legge prevede che per questo calcolo l’indice non può essere negativo, ,pertanto sulla base di questo principio gli importi sotto elencati sono rimasti invariati rispetto.a quelli del 2015 ,precisando che essi vanno comunque rapportati alle ore di integrazione salariale autorizzate :
Con effetto dal 1° gennaio di ciascun anno, a decorrere dall’anno 2017, gli importi del trattamento di cui sopra , nonché la retribuzione mensile di riferimento di cui alle medesime lettere, sono aumentati nella misura del 100 per cento dell’aumento derivante dalla variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e impiegati.
Si rinvia all’ Allegato N.1 della circ.inps n.197/15 circa l’algoritmo di calcolo delle integrazioni salari
14.Nozione di Unità produttiva
Il principio generale sul limite di durata massima delle fruizioni di integrazione salariale si fonda sul concetto di unità produttiva.
Pertanto ,sono stati forniti dall’Inps alcuni elementi e indici che possano indentificare, nell’assetto complessivo di un’impresa, la presenza di una unità produttiva, attraverso anche le disposizioni e le prassi già in uso.
Il numero progressivo dell’unità produttiva rilasciato dall’Istituto dovrà essere obbligatoriamente indicato nell’elemento <UnitaOperativa> della sezione <Dati Individuali> del flusso UniEmens.
A partire dalla data di emanazione della circolareInps n.197 del 2.12.2015 , pertanto, l’apertura di Unità produttiva dovrà essere valorizzata nell’elemento <UnitaOperativa> sulla base delle indicazioni contenute nella medesima circolare e sarà aggiornata in tal senso la descrizione del suddetto campo nel manuale di compilazione Uniemens e nell’allegato tecnico. Risulta, pertanto, superata ogni diversa indicazione fornita al riguardo.
15.Contribuzione figurativa (art. 6)
16 .Modalità di erogazione e termine per i conguagli e il rimborso delle prestazioni (art. 7)
Per “provvedimento di concessione” si intende la delibera dell’INPS territorialmente competente per quanto riguarda le integrazioni salariali ordinarie, . A tal riguardo, si sottolinea che ad ogni istanza di CIGO , da parte delle sede INPS, un’unica autorizzazione relativa all’intero periodo per ogni unità produttiva interessata.
Nel caso di serie e documentate difficoltà finanziarie dell’impresa, qualora la stessa abbia richiesto un trattamento ordinario d’integrazione salariale, la sede dell’INPS territorialmente competente potrà autorizzare il pagamento diretto al lavoratore, con il connesso assegno per il nucleo familiare, ove spettante Il pagamento diretto relativo alle integrazioni salariali ordinarie potrà essere ammesso solamente laddove vengano provate difficoltà finanziarie dell’impresa tramite la presentazione, alla competente sede INPS, della documentazione di cui all’ Allegato N.2 cic.Inps n.197/2015
Dalla data di pubblicazione della circolare n.19 del 2.12.2015, nel campo data di assunzione del quadro B del suddetto modello SR41, deve essere esposta la data di ingresso del lavoratore nell’unità produttiva ai fini della verifica del requisito di cui all’art. 1 comma 2.,riguardante l’anzianita’ dieffettivo lavoro di almeno novanta giorni alla data di presentazionedella relativa domanda di concessione ,ricordando che tale condizione non e’necessaria per le domande relative a trattamenti ordinari di integrazione salariale per eventi oggettivamente non evitabili
17.Condizionalità e politiche attive del lavoro (art. 8)
18 .CIGO in agricoltura
L’articolo 18 del dec.legvo 148/15 reca disposizioni particolari per le imprese del settore agricolo.
Infatti ,confermando le particolari disposizioni in materia , i si prevede che:
Restano in vigore le disposizioni di cui agli articoli 8 e seguenti della legge 8 agosto 1972, n. 457, e successive modificazioni per quanto compatibili con il presente decreto ,fermo restando l’opportunitac di attendere le indicazioni Inps sulla prevista compasbilita’ tre precedenti e nuove disposizioni in materia di cigo in agricoltura
Premesso che l’art.5 comma 3 del decreto in esame ,circa la misura della cigo , dispone che:”Agli effetti dell’integrazione le indennità accessorie alla retribuzione base, corrisposte con riferimento alla giornata lavorativa, sono computate secondo i criteri stabiliti dalle disposizioni di legge e di contratto collettivo che regolano le indennità stesse, ragguagliando in ogni caso ad ora la misura delle indennità in rapporto a un orario di otto ore” si segnala che il comma 2 dell’art.18 prevede la non applicazione di tale disposizione , limitatamente alla previsione di importi massimi delle prestazioni, ai trattamenti concessi per intemperie stagionali nel settore agricolo
19.Procedimento di presentazione della domanda e concessione
È demandata ai criteri previsti dal decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali N. 95442 del 15.4.2016,la valutazione e decisione delle domande di cig aricola da parte delle strutture Inmps territoriali e l’abolizione ope legis della precedente Commissione istituita ed operante in materia
20.Ricorsi Amministrativi
Per quanto riguarda la competenza circa i ricorsi amministrativi e il relativo iter procedurale, nulla è innovato dall’art. 17,secondo cui:” Avverso il provvedimento di rigetto della domanda di trattamentodi integrazione salariale e’ ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla comunicazione da parte dell’INPS, al comitato di cuiall’articolo 25 della legge n. 88 del 198
21.Nuova versione del tracciato CSV relativo ai lavoratori dell’unità produttiva
Facendo seguito al messaggio 5919 del 24 settembre, alla circolare inps n.197/12 risulta unito l’ Allegato N.3 , contenente ) una nuova versione del tracciato CSV relativo ai lavoratori dell’unità produttiva che sostituisce la precedente versione dello stesso. Tali dati dei lavoratori dell’unità produttiva forniti dall’azienda richiedente la CIGO, saranno utili per il calcolo del limite di cui all’art. 12 comma 5, secondo l’algoritmo di calcolo esposto in calce al tracciato stesso. una nuova versione del tracciato CSV relativo ai lavoratori dell’unità produttiva che sostituisce la precedente versione dello stesso. Tali dati dei lavoratori dell’unità produttiva forniti dall’azienda richiedente la CIGO, saranno utili per il calcolo del limite di cui all’art. 12 comma 5, secondo l’algoritmo di calcolo esposto in calce al tracciato stesso.
22.Disposizioni relative cigo abrogate
L’art.46 del dec.legvo n.148/2015 ,in vigiore dal 24.9.2015 , riporta le disposizioni legislative in materia di integrazioni salariali abrogate ,che di seguito si elencano
1) abrogazione dalla entrata in vigore del dec.legvo :
a) il decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945,
788 , relativo alla istituzione della Cassa per l’integrazione dei guadagni degli operai dell’industria e disposizioni transitorie a favore dei lavoratori dell’industria dell’Alta Italia (G.U. 27 dicembre 1945, n. 155).)
b) il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 12
agosto 1947, n. 869 ,riguardante Nuove disposizioni sulle integrazioni salariali. (GU n.210 del 12-9-194)
c) la legge 3 febbraio 1963, n. 77 ,riguardante Disposizioni in favore degli operai dipedenti dalle aziende industriali dell’edilizia e affini in materia di integrazione salariale.
d) gli articoli da 1 a 7 e da 9 a 17 della legge 20 maggio 1975,
164 ,inerente la disciplina della cigo industria
e) gli articoli 1, 2, e da 4 a 8 della legge 6 agosto 1975,
427 ,relativa alla cigo edilizia;
f) la legge 13 agosto 1980, n. 427 , concernente Norme in materia di garanzia del salario e di disoccupazione speciale in favore dei lavoratori dell’edilizia e affini
g) l’articolo 8, commi da 1 a 5, e 8 del decreto-legge 21 marzo
1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio
1988, n. 160 ,contenente Norme in materia previdenziale
h) l’articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto-legge 20 maggio
1993, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 19 luglio
1993, n. 236 ,concernente “INTERVENTI URGENTI A SOSTEGNO DELL’OCCUPAZIONE
i) l’articolo 44, comma 6 del decreto-legge 30 settembre 2003, n.
326 , contenente disposizioni varie in materia previdenziale
A decorrere dal 1° luglio 2016 e’ abrogato l’articolo 5 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
E’ abrogata ogni altra disposizione contraria o incompatibile con le disposizioni del presente decreto.
Laddove disposizioni di legge o regolamentari dispongano un rinvio all’articolo unico, secondo comma, della legge n. 427 del 1980, oppure all’articolo 3, commi da 4 a 45, della legge n. 92 del 2012, ovvero ad altredisposizioni abrogate dal presente articolo, tali rinvii si intendono riferiti alle corrispondenti norme del presente decreto.
23. Istruzioni amministrative ed operative Inps per gestione nuova disciplina sulla concessione cigo.
Le suddette istruzioni sono contenute nella sottostante circolasre n.7/2016 ,cui si rinvia
SOMMARIO: la circolare fornisce istruzioni amministrative ed operative per la gestione della nuova disciplina sulla concessione delle integrazioni salariali ordinarie.
Il paragrafo 1.4 della circolare n. 197/15 ridefinisce il concetto di “unità produttiva” ancorandolo al requisito della autonomia organizzativa;
il messaggio del 7 dicembre 2015 n. 7336 ha precisato i criteri da utilizzare nel settore dell’edilizia e affini, per la qualificazione dei cantieri come “unità produttiva”, stabilendo che: “la costituzione e il mantenimento degli stessi deve essere in esecuzione di un contratto d’appalto e i lavori devono avere una durata minima di almeno sei mesi”. Non sono invece configurabili come unità produttiva i cantieri che non soddisfino tali requisiti.
Se il Cantiere non è qualificabile come Unità produttiva (vedi msg. 7336/2015), la sede Inps territorialmente competente a ricevere la domanda è quella presso cui è iscritta l’Azienda. In tali fattispecie, per l’istruttoria delle domande relative ad eventi meteo nel settore edilizia ed affini, in attesa dell’attivazione della convenzione con un unico soggetto abilitato alla fornitura dei dati, le Sedi Inps dove è ubicato il cantiere dovranno rendere disponibili tutte le informazioni e i dati necessari alla Sede Inps competente alla trattazione della domanda.
24. I riflessi della cigo sul rapporto di lavoro
a) Assegni familiari
Ai lavoratori ammessi al trattamento di integrazione salariale sono dovuti gli assegni familiari nella misura intera.
b)Maternita’
Il dec.legvo n.151/01 all’art.54 comma 4 fa divieto di porre in Cig le lavoratrici dall’inizio della gravidanza fino al compimento dell’anno di età del bambino. Evidentemente se tutto il reparto, sempre che lo stesso abbia autonomia funzionale, o tutta l’azienda, è in Cig anche la lavoratrice in gravidanza potrà essere sospesa sino all’inizio dell’assenza obbligatoria. Di conseguenza dall’inizio dell’interdizione obbligatoria dal lavoro e fino al termine di tale periodo, si sospende il trattamento di Cigs e la lavoratrice ha diritto al trattamento di maternità
Considerato che i periodi di integrazione salariale debbono essere equiparati a quelli di effettiva prestazione di attività lavorativa, nel caso di coincidenza dei primi con periodi di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità (coincidenza non configurabile per l’astensione facoltativa, che presuppone evidentemente l’attualità dell’obbligo di prestare l’attività lavorativa), al lavoratore ‘spetterà nella misura ordinaria nei limiti temporali massimi previsti, rispettivamente l’indennità di maternità .
c)CIGO e malattia
L’art. 3, comma 7 del dec.l.vo 148 stabilisce espressamente il principio di prevalenza della CIG sulla malattia.
Se durante la sospensione dal lavoro (cassa integrazione a 0 ore) insorge lo stato di malattia, il lavoratore continuerà ad usufruire delle integrazioni salariali: l’attività lavorativa è infatti totalmente sospesa, non c’è obbligo di prestazione da parte del lavoratore, che non dovrà quindi nemmeno comunicare lo stato di malattia e continuerà a percepire le integrazioni salariali.Qualora lo stato di malattia sia precedente l’inizio della sospensione dell’attività lavorativa si avranno due casi:
d) Assegno per congedo matrimoniale
Il pagamento dell’assegno preclude l’erogazione del trattamento di integrazione salariale.
e)Diritto Pensione
In applicazione dell’art. 8, comma 4, L. n. 155/1981, i periodi, sia di sospensione che di lavoro ad orario ridotto, per i quali è ammessa l’integrazione salariale sono riconosciuti utili d’ufficio ai fini del conseguimento del diritto alla pensione
f) Cigo e pensione
Vige lo stesso regime di cumulo pensione –retribuzione in atto prima del collocamento in cigo;
g)Mensilitra’ aggiuntive e cigo
Raramente possono essere percepite mensilita’ aggiuntive in quanto si va oltre il tetto dei massimali mensili della cigo
h) Ferie
,Salvo diversa espressa previsione contrattuale,nel caso della cassa integrazione salariale ad orario ridotto, ove, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 3603 del 28 maggio 1986, ha affermato che il periodo feriale non è suscettibile di riduzione proporzionale alle ore non lavorate: conseguentemente, spetta ai lavoratori il “diritto al periodo di ferie retribuito” e l’importo è proporzionalmente a carico del datore di lavoro e dell’INPS per la parte corrispondente alla riduzione di orario. Lo stesso discorso va fatto per i contratti di solidarietà “difensivi” che comportano una riduzione di orario: ciò è stato affermato dall’INPS già dal 13 luglio 1994, con la circolare n. 212.
Non matura, invece, il diritto alla ferie nel caso in cui l’intervento integrativo ordinario o straordinario sia a “zero ore”, in quanto il presupposto per la maturazione del diritto è rappresentato dalla prestazione lavorativa (la quale determina il logorio psico – fisico, al cui recupero le ferie sono finalizzate) che non è resa, come affermarono sia l’INPS con la circolare n. 52020 G.S. del 15 settembre 1979 che la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 408 del 17 gennaio 1991
Infine, resta inteso che durante la chiusura dell’impresa per ferie collettive non si può far ricorso alla CIGS per il personale in forza
i)Festività
In ordine alle festività si distingue nel senso che:
-per lavoratori sospesi retribuiti a paga oraria,le festività ricadenti nei primi 15 giorni di cigo non sono integrabili e restano a carico dell’impresa;-per lavoratori sospesi retribuiti in misura fissa mensile,le festività sono integrabili nei limiti dell’orario contrattuale settimanale;
-per i lavoratori ad orario ridotto,retribuiti o meno in misura fissa,le festività ricadenti nel periodo di cigo non sono integrabili;-le festività del 25 aprile,1 maggio e 2 giugno non sono integrabili per i lavoratori sospesi retribuiti a paga oraria,invece sono integrabili per i lavoratori retribuiti in misura fissa nei limiti dell’orario contrattuale settimanale
l) Donazione sangue
Non risulta integrabile l’assenza nella giornata per riposo retribuito per donazione di sangue sia per sospensione che per riduzione di lavoro;
m)Diritti sindacali
I lavoratori sospesi in cigo non perdono i diritti sindacali e tra l’altro ,a norma dell’art.20 legge 300/70,possono riunirsi in asseblea nell’unità produttiva di appartenenza;
n)INABILITA LAVORO PER INFORTUNIO
Se il lavoratore è temporaneamente inabile per infortunio o per ricaduta collegata ad infortunio,la cigo si sospende e viene sostituita dall’indennità Inail
o) RIPOSI ALLATTAMENTO
Le ore corrispondenti ai riposi giornalieri per allattamento sono considerate lavorative e quindi integrabili;
p)PERMESSI LEGGE 104/92
Prevale il trattamento di cigo per i permessi legge 104/92 che sono relative ad ore lavorative e quindi integrabili;
q) COMPENSO VOLONTARIATO PROTEZIONE CIVILE
Non risulta cumulabile con la cigo il compenso riconosciuto dalle Prefetture Servizio Protezione Civile per attività di volontariato
r) COMPENSO ENTE LOCALE
Non è cumulabile con la cigo il compenso dell’Ente locale sino alla concorrenza dell’importo dell’integrazione salarial
s) congedo straordinario 24 mesi 42 c.5 dec.legvo n.151/01 ,
Linterpello M.L. n.70/09 prevede :lo svolgimento dell’attività lavorativa da parte del richiedente il congedo costituisce presupposto indefettibile per ottenerne la fruizione. Va infatti rilevato che la sospensione totale del rapporto di lavoro – come nel caso di CIG a zero ore – consente già di adempiere alle funzioni di cura e assistenza in questione. In altri termini – ed in risposta al quesito sub 2 – in costanza di sospensione totale del rapporto di lavoro, non risulta possibile avanzare la richiesta di congedo, che appare invece ammissibile nell’ipotesi in cui la relativa domanda sia stata presentata prima che l’azienda abbia disposto il collocamento del personale dipendente in CIG a zero ore. Pertanto la presentazione della domanda di congedo prima di un periodo di CIG, sia ridotta che a zero ore, consente al lavoratore di fruire del congedo straordinario con conseguente erogazione dell’indennità prevista dall’art 42 comma 5. Il lavoratore non sarà interessato dalla sospensione dell’attività lavorativa o dalla riduzione di orario per CIG e non percepirà il contributo integrativo previsto per la CIG. Con riferimento al parametro retributivo utile sulla base del quale calcolare la misura dell’indennità prevista dall’art 42 cit., si ritiene di dover fare riferimento al principio, secondo cui l’indennità dell’art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151/2001 deve essere parametrata sulla retribuzione corrisposta in funzione della effettiva prestazione lavorativa, così come del resto avviene anche nelle ipotesi di prestazione part-time (v. INPS circ. n. 64/2001). Nel caso di presentazione della domanda durante la sospensione parziale dell’attività lavorativa con intervento delle integrazioni salariali (ipotesi sub 1), il lavoratore continua a percepire il trattamento di integrazione salariale per le ore di CIG, unitamente all’indennità per il congedo straordinario ex art. 42, comma 5. Per quanto sopra premesso, si ritiene che la relativa indennità debba essere calcolata con riferimento all’ultima retribuzione percepita “al netto” del trattamento integrativo.Analogamente, per quanto concerne la modalità di calcolo della indennità qualora l’azienda sottoscriva un contratto di solidarietà con riduzione dell’orario di lavoro ai sensi dell’art 1 della L. n. 863/1984 o ai sensi dell’art. 5, comma 5, della L. n. 236/1993 (ipotesi sub 3 e 4), si ritiene che l’indennità stessa vada parametrata all’ultima retribuzione percepita, eventualmente decurtata del contributo statale qualora già erogato..
t) TFR
Nei casi di cassa integrazione ordinaria, le quote di Tfr sono escluse dal computo della retribuzione integrabile e, pertanto, fermo restando l’ordinaria maturazione del diritto, secondo le modalità di quantificazione sopra citato, resteranno a totale carico del datore di lavoro.
u)La tutela amministrativa e giurisdizionale
Avverso le decisioni della Commissione provinciale della Cassa integrazioni guadagni è ammesso ricorso amministrativo innanzi al Comitato amministratore della gestione prestazioni temporanee l Legittimati all’impugnativa in via amministrativa entro 30 giorni sono, oltre il datore di lavoro, ogni componente della Commissione il cui dissenso dalla deliberazione risulti dal verbale della seduta ,mentre i ricorsi stessi devono essere decisi entro 90 giorni dalla data di presentazione ,significando che, decorso . tale termine senza la comunicazione di una decisione, il ricorso s’intende respinto a tutti gli effetti e contro il provvedimento impugnato si può esperire il ricorso all’autorità giurisdizionale competente o quello straordinario al Presidente della Repubblica ,osservando termini di decadenza – rispettivamente previsti in gg. 60 e 120 – che decorrono dalla formazione del silenzio .Il ricorso di per di per sé non sospende l’esecutività della deliberazione della Commissione ,che comunque potrebbe venire disposta in via cautelare dall’adito Comitato amministratore della Gestione prestazioni temporanee .
Oltre alle vie amministrative gli interessati possono percorrere anche la tutela giurisdizionale.con il ricorso da proporre al Tribunale amministrativo regionale,se si controverte sull’ammissibilità o meno del provvedimento concessorio , ovvero al giudice ordinario,se si controverte sui diritti derivanti dal provvedimento di concessione .
Competente è l’organo giurisdizionale del luogo ove deve essere adempiuta l’obbligazione retributiva.
v)Assunzione a tempo indeterminato lavoratore in cigo
In merito si richiama la Sentenza della Corte Costituzionale n.195/95 secondo cui: il nuovo impiego a tempo pieno e senza prefissione di termine, alle dipendenze di un diverso datore di lavoro, comporta la risoluzione del rapporto precedente e, quindi, non già la sanzione della decadenza comminata dall’art.8 comma 5, dec . legge n.86/88 conv. in legge n. 160/88
z)CONSEGUENZE PER MANCATA AUTORIZZAZIONE DOMANDA CIGO
Circa le conseguenze operative della mancata approvazione deòla cigo comunico quanto segue. . Un aspetto molto importante da valutare riguarda l’esposizione nel LUL delle presenze. Nel caso del c.d. calendario sfasato, la retribuzione del mese viene determinata tenendo conto delle variabili retributive del mese precedente.
Ci sono poi altre considerazioni da fare nel campo contributivo: si può verificare ad esempio il caso in cui il datore di lavoro ha corrisposto un anticipo della Cig a carico dell’Inps oppure non l’ ha anticipata in attesa del provvedimento di autorizzazione.