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Timestamp: 2018-06-22 01:48:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.33', 'art. 33', 'art. 10', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 33', 'art. 7', 'art 33', 'art. 33']

Ma i permessi della 104 bisogna concordarli col Dirigente op - Forum Enti.it
Messaggioda Vincenzo » 03/07/2007, 21:03
Un saluto a tutti ed espongo subito il mio problema nella speranza che qualc'uno mi dia una risposta precisa.
Vorrei sapere se devo concordare i giorni di permesso col Dirigente oppure no.
Qui mi dicono che la normativa specifica afferma, genericamente, che la fruizione dei permessi va concordata, nella sua articolazione, con il datore di lavoro. Dovrebbero cioè essere contemperate le esigenze di organizzazione del lavoro con il diritto ai permessi derivanti dall’articolo 33 della Legge 104/1992.
Il mio Dirigente ha aggiunto anche che l'art.33 nel concedere il diritto al permesso dei tre giorni non rimuove, dall'altra parte, il dovere di contemperare le esigenze Istutuzionali. In particolare le richieste dei permessi devono essere compatibili con l'attività dell'Ufficio di appartenenza e devono essere presentate per tempo al fine di programmare i servizi di competenza.
Ma io devo fare attenzione a tutte queste cose oppure devo pensare soltanto ad assistere mia madre!...
Cosa rischio se faccio il duro?
Messaggioda maurizio » 03/07/2007, 21:51
Data: 03-07-07 21:03
Il tuo dirigente ha detto una cavolata!!
I permessi da "concordare" dell'art. 33 (in analogia a quelli previsti dalla legge dell'art. 10 della legge 1204/71) sono solo quelli di riduzione oraria di 2 ore giornaliere, cioè una vera e propria cotrazione oraria di servizio. Tali permessi sono quelli messi a disposizione direttamente al lavoratore handicappato grave (art. 33 commi 6 e 2 L.104/92) o ai genitori che assistono figli disabili gravi minori di 3 anni.
Invece i permessi mensili di 3gg. (art. 33 comma 3 L.104/92) sonon solo da "comunicare" con debito preavviso (salvo per casi del tutto straordinari e imprevisti) in modo da dare tempo utile al datore di lavoro per un'eventuale sostituzione.
In caso di diniego del permesso mensile (per qualsiasi motivazione), soprattutto se quest'ultimo è stato comunicato con debito preavviso, si delinea il risarcimento dal "danno esistenziale" (vedi: Tribunale di Lecce - Sezione Lavoro Sent. n. 6905 del 02.03.2004) nonchè il reato di ex abuso d'ufficio (vedi Sentenza della Sezione Penale VI, n. 36597, del 7 luglio 2005, dove la Cassazione ha riconosciuto il reato condannando un Dirigente che ha negato ad un insegnante del permesso previsto dall’articolo 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104). Inoltre se la mancata assistenza per il permesso non concesso (abusivamente) causa un danno al disabile (eventuale cadute, fratture e altri danni fisici da mancata assistenza) si profila anche il "danno biologico" anch'esso risarcibile.
Insomma il Dirigente potrebbe vedersela molto brutta.
Messaggioda Vincenzo » 03/07/2007, 22:01
Il problema preciso è che io non so precisamente quando devo accompagnare mia madre a fare visite mediche o meno.
Dall'altra parte ho il Dirigente che ogni mese, intorno al 20, mi chiede di comunicargli i tre giorni di permesso per il mese successivo ed io non sono in grado di comunicargli le date perchè le esigenze a cui devo soccombere si manifestano all'improvviso.
Lui non è che non mi vuol dare i permessi ma mi chiede di concordarli con il funzionario affinchè possa procedere alla programmazione della turnazione e della reperibilità.
Ogni mese è un problema. Da un lato ho l'Ufficio che vuole programmare le risorse umane e dall'altra ho mia madre che devo assistere.
Ditemi devo o no concordare i permessi col dirigente, e quanto tempo prima devo comunicargli le date?
Vincenzo Giacc.
Messaggioda maurizio » 03/07/2007, 22:47
Data: 03-07-07 22:01
La normativa non precisa quanto tempo prima deve essere comunicato il permesso.
Si può al massimo (In analogia ai permessi per assistenza di cui all'art. 7 comma 1 Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 come prevede il comma 3) richiedere un preavviso di 15gg. (Salvo casi del tutto straordinari e imprevedibili).
In sostanza non si tratta di "concordare", ma di pre-avvisare.
Solitamente però nella maggior parte delle amministrazione e aziende 7gg. di preavviso sono sufficienti.
Messaggioda Vincenzo » 04/07/2007, 22:04
Si, pre-avvisare a me fa pensare di poter risolvere tutto con una telefonata alla mattina.
Quando debbo prendere servizio e sento che mia madre non sta bene o che vuole che l'accompagni da qualche parte vorrei essere sicuro di poter fare la voce grossa col mio capo ufficio dicendogli che mi serve un giorno per la 104 senza che lui si possa vendicare per la mia assenza improvvisa ed autoritaria.
Scusatemi se approfitto della vostra pazienza ma da una parte ho una necessità e dall'altra la fifa di prendere qualche addebito per un motivo banale. Ecco perchè chiedo qualche riferimento più preciso al quello dell'art. 7 comma 1 Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 che secondo me funziona solo per le mamme in congedo parentale (dopo la nascita del figlio).
Messaggioda maurizio » 04/07/2007, 23:07
Data: 04-07-07 22:04
I permessi di cui all'art. 33 L.104/92 sono nati allo scopo di assistere il disabile per visite o cure programmate, pertanto la "telefonata mattutina" per il giorno stesso è concepibile solo in casi del tutto straordinari.
La questione del preavviso al datore di lavoro ai fini della fruizione dei permessi lavorativi derivanti dall'articolo 33 della Legge 104/1992 non è formalmente disciplinata da alcuna normativa specifica.
L' INPS nei moduli di richiesta di autorizzazione (mod. Hand) precisa che le giornate di assenza dal lavoro devono essere indicate in tempo utile al datore di lavoro.
I riferimenti che lei chiede dal punto di vista normativo non esistono.
Pertanto in assenza di direttive derivanti da leggi o circolari l'unico organo a poter emettere un giudizio è il giudice del lavoro che può valutare nella fattispecie se è come stabilire un programma di assistenza o quanto tempo necessità in base alla contrattazione collettiva (il riferimento in analogia all'art. 7 L.1204/71 era proprio questo) per l'organizzazione alla sostituzione. In sostanza non può comunicare l'assenza per un visita programmata in tempi diversi dalla sua prenotazione impedendo l'organizzazione alla sostituzione, ma di contro può, in casi del tutto straordinari e imprevisti, assentarsi anche in giornata se l'assistenza diventa necessaria nell'immediato.
Messaggioda salvatore » 27/07/2007, 16:40
il sono un funzionario della scuola (DSGA) preposto all'organizzazione del personale, questo tra le tante altre cose........ ho in servizio tre assistenti amministrativi a tempo indeterminato che (guarda caso godono tutti dei 3 permessi giornalieri pervisti dalla L. 104/92 art 33 , per l'assistenza e la cura dei familiari disabili) altri tre assistenti sono assunti con contratto a tempo determinato, che se pur volenterosi, competenti e soprattutto non assenteisti, non possono fare il lavoro di sei persone...... se il personale a tempo indeterminato si assenta improvvisamente (come di frequente capita) io come organizzo il servizio perseguendo quella efficacia , efficienza, economicità, della P.A., previstà dalla costituzione e dalle leggi dello stato . la Legge 104/92 è una norma altamente democratica che tiene conto legge leggittime esigenze delle persone diversamente abili, ma, a mio modesto parere dovrebbe essere un po' revisionata per tutto quello che concerne le modalità di applicazione!!!!
Messaggioda Maurizio » 27/07/2007, 17:10
Data: 27-07-07 16:40
E come pensa che debba essere revisionata in tal senso? magari non accordando i permessi quando necessitano per l'assitenza!.
Qualche DSGA che la pensa come lei e che ha anche messo in pratica qualche iniziativa personale ostativa è stato duramente condannato civilmente e penalmente (Sentenza della Sezione Penale VI, n. 36597, del 7 luglio 2005); (vedi Tribunale di Lecce - Sezione Lavoro Sent. n. 6905 del 02.03.2004);
Evidentemente i relativi giudici della sezione civile e Cassazione penale hanno pensato bene di lasciare le cose come stanno.
Messaggioda aabb » 30/07/2007, 04:12
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Messaggioda salvatore » 31/07/2007, 16:48
allora non lamentiamoci, cari amici quando le pubblice amministrazioni non funzionano, se la vogliamo pensare così, se vogliamo pensare che l'interesse generale che la pubblica amministrazione dovrebbe perseguire debba essere anteposto a quello individuale di chi trova tutti i modi possibili ed immaginabili per portarsi a casa il cosiddetto "stipendio" senza dare nulla, fregandosene altamente dei prorpi doveri d'Ufficio, dei colleghi che lavorano, dei superiori. Allora non lamentiamoci e rassegnamoci quando ci sentiamo dire che i pubblici dipendenti sono tutti fannulloni! non dico che la Legge non debba tutelare il diritto del familiare disabile, ci mancherebbe , dico semplicemente che la P.A. debba esercitare, quanto meno quel potere di verifica e controllo previsto dalla Legge (Vedi D.P.R. 445/2000) sempre e non solo a capione. Sappiamo tutti cari amici che la stragrande maggioranza ci MARCIA................ il resto e pura demagogia.
Messaggioda salvatore » 31/07/2007, 16:59
P.S. : qunado il familiare stà male all'improvviso bisognerebbe chiedere il certificato medico, come si fa con le malattie. per quanto riguardo le visite specialistiche , sappiamo bene che quelle vanno prenotate prima , non certo nella stessa giornata lavorativa, inoltre di sabato molti specialisti non lavorano, mentre invece le spiaggie so piene di gente che dovrebbe assistere i propri familiari disabili...............
Messaggioda salvatore » 31/07/2007, 17:05
P.S.: quando il familiare disabile non si sente bene all'improvviso ed ha bisogno di cure ed assistenza, bisognerebbe chiedere il certificato medico, come si fa per le malattie. Per quanto riguarda le visite specialistiche, sappiamo bene tutti che quelle vanno prenotate prima, non certo nella stessa giornata lavorativa. Inoltre di sabato molti specialisti non lavorano, mentre invece le spiaggie sono piene di gente che dovrebbe assistere i propri familiari in difficoltà oppure essere a lavoro, oppure in ferie...............
Messaggioda Maurizio » 31/07/2007, 17:07
Data: 31-07-07 16:48
Premesso che nessuno ha l'autorità e la competenza per formulare un giudizio di merito al diritto di fruizione di un permesso di cui all'art. 33 comma 3 L.104/92 ai fini assistenziali occorre magari lamentarsi se le amministrazioni pubbliche non provvedono, anche per un solo giorno, alla sostituzione del dipendente in permesso 104/92, in tal modo si offre anche delle possibilità di guadagno al disoccupato precario.
Riguardo al "potere" di verifica da lei indicato Articolo 43 Articolo 43 (L-R) D.P.R. 45/2000 non rientra affatto nell'autorità di accertamento diretto sulla espletazione dell'assistenza, bensì limitato alle dichiarazioni personali e sull'autenticità di queste ultime. Cioè si può verificare al massimo la continuità assistenziale (verifica della residenza) o l'esclusività assistenziale (composizione del nucleo familiare del disabile).
Messaggioda salvatore » 31/07/2007, 17:11
appunto a questo tipo di verifiche mi riferivo, molti non fanno nemmeno questo..... è poi come si fà a provvedere ad una sostituzione per un'assenza comunicata in giornata? non credo sia sempre possibile!!
Messaggioda ombretta » 31/07/2007, 18:40
Oggi è 22/06/2018, 03:48