Source: https://legadelcanerc.beepworld.it/leggiesentenze.htm
Timestamp: 2020-01-21 06:32:08+00:00
Document Index: 141702073

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 83', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art.\n1']

leggiesentenze
Il cane è la virtù che, non potendo farsi uomo, s'è fatta bestia. (Victor Hugo)
"Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del
randagismo"
1. Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna
gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine
di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute
1. Il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante la limitazione
delle nascite viene effettuato, tenuto conto del progresso scientifico, presso i
servizi veterinari delle unità sanitarie locali. I proprietari o i detentori possono
ricorrere a proprie spese agli ambulatori veterinari autorizzati delle società
cinofile, delle società protettrici degli animali e di privati.
2. I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di
cui al comma 1 dell'articolo 4, non possono essere soppressi.
3. I cani catturati o comunque provenienti dalle strutture di cui al comma 1
dell'articolo 4, non possono essere destinati alla sperimentazione.
4. I cani vaganti catturati, regolarmente tatuati, sono restituiti al proprietario o
al detentore.
5. I cani vaganti non tatuati catturati, nonché i cani ospitati presso le strutture
di cui al comma 1 dell'articolo 4, devono essere tatuati; se non reclamati entro
il termine di sessanta giorni possono essere ceduti a privati che diano garanzie
di buon trattamento o ad associazioni protezioniste, previo trattamento
profilattico contro la rabbia, l'echinococcosi e altre malattie trasmissibili.
6. I cani ricoverati nelle strutture di cui al comma 1 dell'articolo 4, fatto salvo
quanto previsto dagli articoli 86, 87 e 91 del regolamento di polizia veterinaria
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320,
e successive modificazioni, possono essere soppressi, in modo esclusivamente
eutanasico, ad opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati,
incurabili o di comprovata pericolosità.
8. I gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall'autorità sanitaria
9. I gatti in libertà possono essere soppressi soltanto se gravemente malati o
10. Gli enti e le associazioni protezioniste possono, d'intesa con le unità
11. Gli enti e le associazioni protezioniste possono gestire le strutture di cui al
comma 1 dell'articolo 4, sotto il controllo sanitario dei servizi veterinari
dell'unità sanitaria locale.
12. Le strutture di cui al comma 1 dell'articolo 4 possono tenere in custodia a
pagamento cani di proprietà e garantiscono il servizio di pronto soccorso.
1. Le regioni disciplinano con propria legge, entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge, l'istituzione dell'anagrafe canina presso i comuni
o le unità sanitarie locali, nonché le modalità per l'iscrizione a tale anagrafe e
per il rilascio al proprietario o al detentore della sigla di riconoscimento del
cane, da imprimersi mediante tatuaggio indolore.
2. Le regioni provvedono a determinare, con propria legge, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per il risanamento dei
canili comunali e la costruzione dei rifugi per cani. Tali strutture devono
garantire buone condizioni di vita per i cani e il rispetto delle norme igienicosanitarie
e sono sottoposte al controllo sanitario dei servizi veterinari delle
unità sanitarie locali. La legge regionale determina altresì i criteri e le modalità
per il riparto tra i comuni dei contributi per la realizzazione degli interventi di
3. Le regioni adottano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie,
che operano in ambito regionale, un programma di prevenzione del
) iniziative di informazione da svolgere anche in ambito scolastico al fine di
conseguire un corretto rapporto di rispetto della vita animale e la difesa del suo
) corsi di aggiornamento o formazione per il personale delle regioni, degli
enti locali e delle unità sanitarie locali addetto ai servizi di cui alla presente
legge nonché per le guardie zoofile volontarie che collaborano con le unità
sanitarie locali e con gli enti locali.
5. Al fine di tutelare il patrimonio zootecnico le regioni indennizzano gli
imprenditori agricoli per le perdite di capi di bestiame causate da cani randagi
o inselvatichiti, accertate dal servizio veterinario dell'unità sanitaria locale.
6. Per la realizzazione degli interventi di competenza regionale, le regioni
possono destinare una somma non superiore al 25 per cento dei fondi
assegnati alla regione dal decreto ministeriale di cui all'articolo 8, comma 2. La
rimanente somma è assegnata dalla regione agli enti locali a titolo di
contributo per la realizzazione degli interventi di loro competenza.
7. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano
adeguano la propria legislazione ai princìpi contenuti nella presente legge e
adottano un programma regionale per la prevenzione del randagismo, nel
rispetto dei criteri di cui al presente articolo.
risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel
rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi
destinati a tale finalità dalla regione.
attengono, nel trattamento degli animali, alle disposizioni di cui all'articolo 2.
1. Chiunque abbandona cani, gatti o qualsiasi altro animale custodito nella
propria abitazione, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da lire trecentomila a lire un milione.
2. Chiunque omette di iscrivere il proprio cane all'anagrafe di cui al comma 1
dell'articolo 3, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
somma di lire centocinquantamila.
3, omette di sottoporlo al tatuaggio, è punito con la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma di lire centomila.
4. Chiunque fa commercio di cani o gatti al fine di sperimentazione, in
violazione delle leggi vigenti, è punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire dieci milioni.
5. L'ammenda comminata per la contravvenzione di cui al primo comma
dell'articolo 727 del codice penale è elevata nel minimo a lire cinquecentomila
e nel massimo a lire tre milioni. [Comma abrogato]
6. Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui ai commi 1, 2, 3 e 4
confluiscono nel fondo per l'attuazione della presente legge previsto
dall'articolo 8.
1. Tutti i possessori di cani sono tenuti al pagamento di un'imposta comunale
annuale di lire venticinquemila.
2. L'acquisto di un cane già assoggettato all'imposta non dà luogo a nuove
) i cani esclusivamente adibiti alla guida dei ciechi e alla custodia degli
edifici rurali e del gregge;
) i cani appartenenti ad individui di passaggio nel comune, la cui
permanenza non si protragga oltre i due mesi o che paghino già l'imposta in
) i cani lattanti per il periodo di tempo strettamente necessario
all'allattamento e non mai superiore ai due mesi;
) i cani adibiti ai servizi dell'Esercito ed a quelli di pubblica sicurezza;
) i cani ricoverati in strutture gestite da enti o associazioni protezionistiche
) i cani appartenenti a categorie sociali eventualmente individuate dai
comuni. [Articolo abrogato dal D.L. 8/1993]
1. Sono abrogati gli articoli 130, 131, 132, 133, 134 e 135 del testo unico per
la finanza locale approvato con regio decreto 14 settembre 1931, n. 1175 , e
successive modificazioni, e ogni disposizione incompatibile o in contrasto con la
1. A partire dall'esercizio finanziario 1991 è istituito presso il Ministero della
sanità un fondo per l'attuazione della presente legge, la cui dotazione è
determinata in lire 1 miliardo per il 1991 e in lire 2 miliardi a decorrere dal
2. Il Ministro della sanità, con proprio decreto, ripartisce annualmente tra le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano le disponibilità del fondo
di cui al comma 1. I criteri per la ripartizione sono determinati con decreto del
Ministro della sanità adottato di concerto con il Ministro del tesoro, sentita la
autonome di Trento e di Bolzano, di cui all'articolo 12 della legge 23 agosto.
1988, n. 400
1. All'onere derivante dalla presente legge, pari a lire 1 miliardo per il 1991,
lire 2 miliardi per il 1992 e lire 2 miliardi per il 1993, si fa fronte mediante
utilizzo dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al
capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1991
all'uopo utilizzando l'accantonamento «Prevenzione del randagismo».
2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
MINISTERO DELLA SALUTE ORDINANZA 12 dicembre 2006 Tutela
dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani.
Visto l’art. 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da
compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata anche dall’Italia;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, legge quadro in materia di animali d’affezione
e prevenzione del randagismo, in particolare l’art. 1 che stabilisce che lo Stato
promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà
contro di essi e favorisce la corretta convivenza tra uomo ed animale;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 febbraio 2003, che
ratifica l'accordo 6 febbraio 2003 tra il Ministro della salute, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano in materia di benessere degli animali da compagnia e
Considerato che l’uso di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o
impulsi elettrici sui cani procura paura e sofferenza e può provocare reazioni di
aggressività da parte degli animali stessi, l’impiego di tali strumenti si configura
come maltrattamento e chiunque li utilizzi è perseguibile ai sensi della legge 20 luglio
2004, n. 189;
Ritenuta la necessità e l’urgenza di adottare, in attesa dell'emanazione di una
disciplina normativa organica in materia, disposizioni cautelari a tutela della salute
b) l’addestramento inteso ad esaltare il rischio di maggiore aggressività di cani
appartenenti a incroci o razze di cui all’elenco allegato;
c) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di
sviluppare l’aggressività;
d) la sottoposizione di cani a doping, così come definito all’art. 1, commi 2 e 3, della
legge 14 dicembre 2000, n. 376;
e) gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un cane, o finalizzati ad
altri scopi non curativi, in particolare:
2. Il divieto di cui al punto 1 lettera e) non si applica agli interventi curativi necessari
per ragioni di medicina veterinaria.
1. I proprietari e i detentori di cani, analogamente a quanto previsto dall’art. 83,
primo comma, lettere c) e d) del regolamento di polizia veterinaria, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, hanno l’obbligo di:
a) applicare la museruola o il guinzaglio ai cani quando si trovano nelle vie o in altro
luogo aperto al pubblico;
b) applicare la museruola e il guinzaglio ai cani condotti nei locali pubblici e sui
2. I proprietari e i detentori di cani di razza di cui all’elenco allegato devono applicare
sia il guinzaglio sia la museruola ai cani sia quando si trovano nelle vie o in altro
luogo aperto al pubblico sia quando si trovano nei locali pubblici o sui pubblici mezzi
3. Gli obblighi di cui al comma 1 del presente articolo non si applicano ai cani per
non vedenti o non udenti, addestrati come cani guida.
1. Chiunque possegga o detenga cani di cui all’art. 1, comma 1 lettera b) ha l’obbligo
di vigilare con particolare attenzione sulla detenzione degli stessi al fine di evitare
ogni possibile aggressione a persone e deve stipulare una polizza di assicurazione di
responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane.
1. L’uso di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici
sui cani procura paura e sofferenza e può provocare reazioni di aggressività da parte
degli animali stessi.
Pertanto l’impiego di tali strumenti si configura come maltrattamento e chiunque li
utilizzi é perseguibile ai sensi della legge 20 luglio 2004, n. 189.
1. Si definisce cane con aggressività non controllata quel soggetto che, non
provocato, lede o minaccia di ledere l’integrità fisica di una persona o di altri animali
attraverso un comportamento aggressivo non controllato dal proprietario o detentore
2. I servizi veterinari tengono aggiornato un archivio dei cani morsicatori e dei cani
con aggressività non controllata rilevati, nonché dei cani di cui all’elenco allegato al
fine di predisporre i necessari interventi di controllo per la tutela della incolumità
3. L’autorità sanitaria competente, in collaborazione con la Azienda sanitaria locale
a) i criteri per la classificazione del rischio da cani di proprietà con aggressività non
controllata con i relativi parametri per la rilevazione;
c) l’obbligo per i proprietari dei cani cui al comma 1 di stipulare una polizza di
assicurazione per la responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio
4. È vietato acquistare, possedere o detenere cani di cui all’art. 1, comma 1, lettera b)
e di cui al comma 1 del presente articolo:
b) a chi é sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo
contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due
articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale e, per quelli previsti
dall'art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;
5. Il proprietario o il detentore di un cane di cui all’art. 1, comma 1, lettera b) e di cui
al comma 1 del presente articolo che non é in grado di mantenere il possesso del
proprio cane nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente ordinanza deve
interessare le autorità veterinarie competenti del territorio al fine di ricercare con le
amministrazioni comunali idonee soluzioni di gestione dell’animale stesso ivi
compresa la valutazione ai sensi dell’art. 2, comma 6 legge 14 agosto 1991, n. 281.
6. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze armate, di
Polizia, di Protezione civile e dei Vigili del fuoco.
1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle
Amministrazioni competenti secondo i parametri territoriali in vigore.
La presente ordinanza é pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
ed ha efficacia per un anno a decorrere dal giorno successivo alla sua pubblicazione.
Registrata alla Corte dei conti il 30 dicembre 2006 Ufficio di controllo preventivo sui
Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 365
Elenco delle razze canine e di incroci di razze a rischio di aggressività di cui all’art.
1, comma 1, lettera b, della presente ordinanza: