Source: http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&zoom=&type=show_document&highlight_docid=aza%3A%2F%2F23-02-2004-5P-456-2003
Timestamp: 2016-10-28 20:00:24+00:00
Document Index: 49302697

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 84', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 90', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 86']

5P.456/2003 (23.02.2004)
Il 22 ottobre 2001 il Pretore del distretto di Lugano ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto da B.________ e A.________ e ha attribuito alla moglie la propriet� esclusiva di un fondo a Bubikon, un'autovettura nonch�, a liquidazione delle pretese creditorie, l'importo di fr. 181'063.--; ha pure condannato il marito al pagamento di un contributo alimentare mensile di fr. 1'400.--. Tale sentenza era stata segnatamente preceduta da una procedura cautelare, in cui, nel 1997, il Pretore aveva condannato il marito a versare alla moglie un contributo alimentare provvisionale di fr. 2'200.--, ridotto successivamente a fr. 1'400.-- a partire dall'ottobre 1999.
Con ricorso 11 dicembre 2003 contro la sentenza del 6 novembre 2003, A.________ chiede al Tribunale federale di correggere le decisioni cantonali nel senso che alla moglie non sia dovuta, oltre a un fondo a Bubikon, nessun'altra indennit� o alimenti. Lamenta una violazione del diritto alla propriet� causata dalla condanna al pagamento di un contributo alimentare mensile di fr. 2'200. --. Ritiene inoltre che sia il suo reddito, sia un non meglio specificato fondo edificabile siano stati stimati in modo insostenibile. Afferma infine che pure il processo sarebbe stato condotto in modo arbitrario, atteso che egli sarebbe stato escluso dall'audizione dei testi proposti dalla moglie, mentre quelli che avrebbero dovuto deporre in suo favore non sono stati sentiti.
4.1 Il ricorrente non ha specificato il tipo di ricorso che ha inteso esperire, limitandosi ad intitolare il suo gravame "Einspruch". Tuttavia, lamentandosi di una violazione del diritto alla propriet� e del divieto dell'arbitrio, occorre partire dal presupposto che egli abbia voluto proporre un ricorso di diritto pubblico, atteso che � con tale rimedio che possono essere fatte valere violazioni di diritti costituzionali (cfr. art. 43 cpv. 1 secondo periodo OG e art. 84 cpv. 1 lett. a OG).
4.2 Il ricorso di diritto pubblico ha per� - tranne eccezioni che non si verificano in concreto - unicamente natura cassatoria (DTF 127 III 279 consid. 1b pag. 282 con rinvii). Ne segue che, nella misura in cui chiede pi� del semplice annullamento della decisione cantonale, il gravame si rivela di primo acchito inammissibile.
5.1 Il ricorrente lamenta innanzi tutto una violazione del diritto alla propriet� cagionata dalla condanna al pagamento di un contributo alimentare mensile alla controparte di fr. 2'200.--, circostanza che, viste le sue ridotte risorse finanziarie, lo ha costretto, nell'ottobre 2002, a vendere un fondo ereditato in precedenza.
5.2 Ora, la decisione che imponeva al ricorrente il pagamento di un contributo alimentare di fr. 2'200.-- non concerne la qui impugnata sentenza, in cui il ricorrente viene obbligato a corrispondere un contributo mensile di fr. 1'400.--, ma risale alla procedura provvisionale del 1997. Peraltro, il contestato contributo alimentare era gi� stato ridotto a fr. 1'400.-- nel corso della causa, con effetto dall'ottobre 1999. Ne segue che la censura, del tutto estranea alla sentenza del novembre 2003, si rivela inammissibile.
6.1 Secondo il ricorrente, i giudici cantonali sarebbero poi incorsi nell'arbitrio, poich� avrebbero reputato, senza alcuna motivazione, che egli consegue un reddito mensile di fr. 4'800.--, nonostante il fatto che egli abbia prodotto numerose dichiarazioni fiscali e sia il suo consulente fiscale, sia la sua amministratrice bancaria abbiano deposto indicando il suo vero reddito.
6.2 La sentenza impugnata indica che gi� il Pretore aveva stabilito il reddito mensile del ricorrente in fr. 4'891.-- (introito da attivit� indipendente di fr. 3'500.-- e una rendita AVS di fr. 1'391.--). La Corte cantonale ha poi rilevato che il calcolo pretorile, fondato sul reddito medio conseguito negli ultimi due bienni, merita conferma per diversi motivi. Da un lato, non vi sono altre indicazioni e, dall'altro, la critica del marito, secondo cui il suo reddito andava unicamente calcolato sulla base di quello conseguito nell'ultimo biennio, perch� egli - all'et� di 68 anni - aveva il diritto a diminuire la propria attivit� lavorativa, non cade in acconcio, atteso che si ignora se, quando e in quale misura egli ridurr� la sua attivit� e quali siano le ripercussioni sul suo reddito.
6.3 A chi impugna una decisione di ultima istanza cantonale con ricorso di diritto pubblico incombe l'obbligo di sostanziare in modo chiaro e dettagliato le censure sollevate. Il ricorrente non pu� accontentarsi di menzionare le norme che ritiene disattese, ma deve anche esporre in quale misura i suoi diritti siano stati violati (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43 con rinvii). Il Tribunale federale pone requisiti severi alla motivazione del ricorso di diritto pubblico: in particolare, per sostanziare convenientemente la censura di arbitrio non � sufficiente criticare la decisione impugnata, come si farebbe di fronte ad un'autorit� giudiziaria con completa cognizione in fatto e in diritto, bens� � necessario mostrare e spiegare perch� il giudizio attaccato sia manifestamente insostenibile (DTF 120 Ia 369 consid. 3a pag. 373, 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12). Non basta dimostrare che la soluzione proposta col ricorso sia almeno altrettanto valida: si deve rendere plausibile che la conclusione cui � giunta l'autorit� cantonale non sia ragionevolmente sostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9 con rinvii).
Nella fattispecie la censura non ossequia i summenzionati requisiti di motivazione, poich� il ricorrente non si confronta in alcun modo con la motivazione della sentenza impugnata.
7.2 Occorre innanzi tutto rilevare che il ricorrente non precisa di quale fondo trattasi. La sentenza impugnata indica che egli si era gi� lamentato del valore attribuito alla particella n. XXX RFP di Bubikon, a cui si suppone, il ricorrente intenda riferirsi anche nella sede federale. A tale proposito, i giudici cantonali avevano dichiarato irricevibili - per carenza di motivazione - le critiche formulate nei confronti della perizia giudiziaria sulla base della quale era stato stabilito il valore del predetto fondo. Essi hanno tuttavia aggiunto che, qualora si volesse prescindere dall'irricevibilit� delle critiche, le conclusioni, alle quali era giunto il perito e condivise dal Pretore, appaiono logiche e fondate su basi fattuali corrette.
7.3 In concreto il ricorrente non spiega in alcun modo perch� l'assunto della Corte cantonale, secondo cui le sue critiche erano irricevibili, sarebbe arbitrario. Cos� stando le cose, la censura si rivela di primo acchito inammissibile: quando - come nella fattispecie - la sentenza impugnata si fonda su due motivazioni indipendenti, il ricorrente deve censurarle entrambe. Infatti, anche nell'ipotesi in cui la critica rivolta contro l'unica motivazione indipendente querelata dovesse rivelarsi fondata, l'altra motivazione continuerebbe nondimeno a sussistere e il Tribunale federale, in assenza di una censura contro di essa diretta, non potrebbe esaminarne la costituzionalit� ed annullare la decisione cantonale (DTF 121 I 1 consid. 5a/bb pag. 11, 113 Ia 94 consid. 1a).
8.1 Infine, il ricorrente sostiene che il processo sarebbe stato condotto in modo arbitrario: pi� di venti testi disposti a deporre in suo favore non sarebbero stati sentiti; in seguito alla mancata comunicazione del luogo e della data delle udienze egli sarebbe stato escluso dall'audizione dei testi proposti dalla moglie; inoltre, quattro di essi non avrebbero nemmeno potuto validamente testimoniare (due avevano agito in precedenza quali consiglieri matrimoniali, il terzo era il figlio delle parti e il quarto era irrilevante).
8.2 Ora, dalla sentenza impugnata non risulta, n� il ricorrente pretende il contrario nel proprio ricorso, che tali doglianze siano state fatte valere innanzi all'ultima istanza cantonale o che, eccezionalmente, lo stesso Tribunale d'appello avesse proceduto all'audizione di testi. Ne segue che la censura si rivela di primo acchito inammissibile per il mancato esaurimento del corso delle istanze cantonali (art. 86 OG).