Source: http://calogeroparlapiano.blogspot.com/2009/10/acqua-riflessioni-sullarticolo-23-bis.html
Timestamp: 2017-08-20 08:07:48+00:00
Document Index: 62415045

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 15', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 15']

Molecole di Vita: Acqua: Riflessioni sull'Articolo 23 Bis
MODIFICHE ART. 23 BIS : PRIMA LETTURA E PRIME RIFLESSIONI
Provo in queste poche righe a dare una prima lettura parziale e a fare
alcune prime considerazioni personali sulle modifiche apportate ieri dal
Consiglio dei Ministri all’art. 23 bis della Legge 133/08.
Di fronte a questo recente intervento del Ministero dell’Economia, risulta decisamente singolare l’improvviso risveglio del Ministro agli Affari Regionali Fitto che, a poco più di un mese di distanza, fa approvare (in
accordo stretto, così dice, con il Ministro Calderoli) le modifiche odierne all’art. 23bis.
A quali blocchi di potere corrisponde la competizione Tremonti/Fitto? Il via libera leghista ha a che fare con le prossime candidature alle Presidenze regionali?
Ma veniamo al merito di quello che NON è il regolamento attuativo dell’art. 23 bis (da emanare entro il 31/12/2009) bensì un “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici di rilevanza
economica” (inserito come art. 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari).
In particolare, si indicano, come vie ordinarie di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica,l’affidame nto degli stessi attraverso gara o l’affidamento degli stessi a società mista, in cui il socio privato sia scelto attraverso gara, possieda non meno del 40% e sia socio “industriale”.
L’eccezione –ovvero la gestione attraverso SpA a totale capitale pubblico- può avvenire solo in condizioni straordinarie, che abbisognano del parere preventivo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (da emettere entro 60 giorni dalla richiesta, con silenzio-assenso) , e a patto che la SpA rispetti le caratteristiche “in house” previste dall’ordinamento comunitario (controllo analogo e prevalenza dell’attività territoriale) .
b) la necessità, per le deroghe d gestione, di un parere preventivo da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato;
In questo senso, mentre l’art. 23bis , stabiliva la cessazione di tutti gli affidamenti effettuati senza gara (ad eccezione di quelli in deroga) entro il 2010, le nuove norme stabiliscono con precisione i termini di scadenza per ciascuna tipologia, ovvero :
a) entro il 2010 decadono gli affidamenti a SpA in house che non rispettano la normativa comunitaria (controllo analogo e prevalenza territoriale dell’attività) ; gli affidamenti a società miste nelle quali il
socio privato non è stato scelto con gara; mentre, e ovviamente, si devono adeguare gli Ato che non hanno ancora provveduto ad affidare il servizio;
c) entro il 2012 decadono tutti gli affidamenti a SpA quotate in Borsa, nelle quali la partecipazione pubblica non sia nel frattempo scesa al 30%
In questa seconda parte, si può dire che a fronte di una sostanziale proroga dei termini di cessazione delle gestioni, si definiscono con più precisione alcuni elementi :
b) la fine della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SpA quotate in Borsa (deve obbligatoriamente scendere al 30% entro il 2012)
La spinta privatizzatrice si evidenzia anche nel fatto che la nuova normativa non riguarda solo il servizio idrico –cui era interamente dedicato (bontà loro) l’art. 23bis- bensì norma tutti i servizi pubblici locali (anche energia, gas, rifiuti e trasporto urbano).
Il recupero delle società miste tra le gestioni ordinarie si deve invece motivare con il forte blocco di potere storicamente espresso dalle stesse, e di cui il governo non poteva non tenere conto (si pensi solo alla Toscana). Si tratta quindi di un attacco generalizzato ai beni comuni e ai servizi pubblici, che deve essere respinto con una forte mobilitazione.
Infatti, con il combinato disposto di questa normativa e dell’art. 19 della Legge 102/09 (Tremonti), decade la motivazione per cui, attraverso le Spa, gli enti locali potevano bypassare i vincoli alle assunzioni di personale e il patto di stabilità interno. Con l’attacco quasi definitivo alle SpA a totale capitale pubblico, decade
la motivazione per cui la loro istituzione serve ad arginare l’ingresso dei privati.
E se l’art. 15, approvato ieri, s’intitola significativamente “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici di rilevanza economica”, credo che il primo passo sia proprio quello di ottenere dagli
enti locali –titolari del servizio- atti che sottraggano a questa normativa il bene acqua, dichiarandola bene comune, e il servizio idrico, dichiarandolo “privo di rilevanza economica” perché colmo di rilevanza sociale, ambientale e culturale.