Source: http://www.consulentiaziendaliditalia.it/2015/05/
Timestamp: 2020-02-26 19:38:12+00:00
Document Index: 1268008

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 186', 'art. 5', 'art. 2429', 'art. 2', 'art. 2549']

Maggio 2015 – Consulenti aziendali d'Italia
Come risanare un’azienda con oltre 2 Milioni di debito con il 182bis
29 Maggio 2015 /in Articoli /da admin
Nella videoformazionegratuita sulle soluzionicrisiaziendali di questa settimana, il Prof. Simone Brancozzi ti mostra, passo per passo, come sia possibile salvare un’azienda, anche se fortemente indebitata, attraverso l’utilizzo di strumenti giuridici efficaci come un accordo di ristrutturazione debiti ex art. 182bis
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-29 12:14:522015-07-08 12:39:56Come risanare un'azienda con oltre 2 Milioni di debito con il 182bis
CRISI D’IMPRESA : Chiarimenti del ministero del lavoro sul rilascio del durc in caso di concordato preventivo in continuità
25 Maggio 2015 /in Articoli /da admin
Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con parere del 21.4.2015 (Prot. 37/0006666/MA007.A001) interviene sul rilascio del DURC alle imprese sottoposte alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale.
Il Documento Unico di Regolarità Contributiva è un certificato unico che attesta la regolarità contributiva di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché in tutti gli obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di Inps, Inail e Casse Edili.
Il DURC è indispensabile per tutti gli appalti e subappalti di lavori pubblici (dalla verifica dei requisiti di partecipazione alle gare e dall’aggiudicazione dell’appalto, fino alla stipula del contratto, agli stati di avanzamento dei lavori e alle liquidazioni finali), per tutti i lavori privati soggetti al rilascio di concessione edilizia o alla DIA, e per le attestazioni SOA. L’impresa con un DURC negativo in caso di lavori pubblici perderà l’aggiudicazione dell’appalto, non potrà stipulare altri contratti di appalto o subappalto, non potrà ottenere il pagamento degli stati di avanzamento né delle liquidazioni finali; in caso di lavori privati perderà l’abilitazione connessa alla concessione edilizia o alla DIA; inoltre non potrà ottenere l’attestazione SOA.
Il DURC è pertanto uno strumento indispensabile per molte imprese italiane.
Cosa succede se un’impresa accede alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale?
Il concordato in continuità (art. 186 bis Legge Fallimentare) prevede la possibilità per l’imprenditore in crisi di presentare ai creditori un piano di ristrutturazione dei debiti che preveda la prosecuzione dell’attività d’impresa, normativa introdotta da qualche anno allo scopo dichiarato di mantenere in vita le aziende in difficoltà e di salvaguardare i livelli occupazionali.
È evidente che molto difficilmente un’impresa che si occupa di appalti pubblici e privati riuscirà a “salvarsi” e a proseguire la propria attività tramite un concordato preventivo se non potrà ottenere il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori o non potrà partecipare a gare di appalto.
La normativa sul DURC consente il rilascio del Documento in caso di sospensione dei pagamenti in seguito a disposizioni legislative (DM 24.10.2007 art. 5 c. 2 lett.b); già nel 2012 il Ministero (risposta ad interpello n. 41/2012) aveva ritenuto sussistere tale requisito nel caso di concordato in continuità ma solo a condizione che: il concordato fosse stato omologato, il piano prevedesse l’integrale assolvimento dei debiti previdenziali e assistenziali contratti prima dell’attivazione della procedura concorsuale; fosse prevista una moratoria nei pagamenti per un periodo non superiore ad un anno.
Ora il Ministero del lavoro ritiene che sia sufficiente la pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese per l’ottenimento del DURC, purché il piano di concordato preveda l’integrale soddisfazione dei crediti dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse Edili, nonché dei relativi accessori di legge.
Tale intervento appare molto opportuno, in quanto dal deposito della domanda di concordato all’omologa possono passare molti mesi.
Ora pertanto sarà possibile alle imprese che hanno dato inizio al procedimento concordatario, nelle more del perfezionamento dell’omologa, ottenere il rilascio del DURC, con tutto ciò che ne consegue: un piccolo passo avanti a supporto del concordato in continuità aziendale.
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-25 13:12:092015-05-25 13:12:09CRISI D'IMPRESA : Chiarimenti del ministero del lavoro sul rilascio del durc in caso di concordato preventivo in continuità
Assemblea di bilancio in seconda convocazione: analisi delle criticità
Spazio dedicato al Dott. Gino Manoni, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Ancona.
In un interessante documento predisposto dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti ci si interroga sulla liceità della diffusa prassi societaria di far slittare la seconda convocazione dell’assemblea di bilancio oltre il termine di 120 (o 180) giorni, che appare provenire da una lettura coordinata degli artt. 2364 e 2369 cod. civ..
Sul tema si registra una certa divergenza di opinioni che ha dato vita a due diversi orientamenti, generando contrasti, anche sul piano operativo, su una questione che non è di certo trascurabile, considerando il ruolo fondamentale che l’approvazione del bilancio assume nella vita di una società.
Se da un lato, quindi, il termine attiene alla data della riunione assembleare e non solo alla pubblicazione dell’avviso di convocazione, dall’altro ben può verificarsi che l’assemblea, pur se regolarmente convocata non si riunisca o, seppur riunita, non riesca a deliberare, come accade nell’ipotesi di mancato raggiungimento della maggioranza prescritta.
È appena il caso di ricordare inoltre che al fine di tutelare il diritto di informazione di ciascun socio è fatto obbligo ex art. 2429, terzo comma, cod. civ. agli amministratori di depositare presso la sede sociale durante i 15 giorni che precedono l’assemblea e finché il bilancio venga approvato:
•	progetto di bilancio;
•	copie integrali dell’ultimo bilancio delle società controllate;
•	prospetto riepilogativo dei dati essenziali delle società collegate;
•	relazioni degli amministratori, dei sindaci e del soggetto incaricato alla revisione legale dei conti.
Nel caso si sia nella condizione di adottare la forma del bilancio abbreviato e sia stato deciso di predisporre il bilancio in tal forma oppure non sia stato istituito né il collegio sindacale né l’organo di revisione i documenti di cui all’ultimo punto che precede non sono necessari.
ORIENTAMENTO DELLA FONDAZIONE
La Fondazione Nazionale dei Commercialisti sceglie di aderire all’orientamento in base al quale deve ritenersi che entro il termine di 120 (o 180) giorni debba effettuarsi solo la prima convocazione, potendo la seconda avvenire anche oltre il predetto termine, purché entro 30 giorni dalla prima.
RESPONSABILITÀ PER AMMINISTRATORI E SINDACI
L’inosservanza del termine, peraltro, non si ripercuote sulla validità della delibera di approvazione del bilancio d’esercizio, potendone solo conseguire una responsabilità in capo agli amministratori ed eventualmente in capo ai sindaci, essendo questi ultimi obbligati a convocare l’assemblea in caso di omissione da parte degli amministratori (artt. 2406-2407, II comma, cod. civ.)
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-25 11:54:572015-05-25 11:54:57Assemblea di bilancio in seconda convocazione: analisi delle criticità
[Video] I 12 pilastri aziendali. Come ancorare l’azienda sulla roccia e renderla indistruttibile.
22 Maggio 2015 /in Articoli /da admin
Ti sei mai chiesto perchè ci sono aziende e imprenditori che hanno SEMPRE successo?
Dietro questo successo non c’è alcuna magia, nessuna capacità ‘sovrannaturale’, c’è soltanto l’applicazione di 12 concetti fondamentali.
In questo nuovo video ti spiego uno ad uno questi concetti, che ho personalmente definito i 12 PILASTRI che sorreggono un business di successo.
Clicca sul seguente link o sull’immagine in basso per accedere direttamente al video: http://www.imprenditoreitaliano.it/i-12-pilastri-aziendali/
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-22 12:56:492015-05-22 12:56:49[Video] I 12 pilastri aziendali. Come ancorare l'azienda sulla roccia e renderla indistruttibile.
20 Maggio 2015 /in Articoli /da admin
Spazio dedicato alla’ Dott.ssa Esmeralda Trogu, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Oristano.
Aiuto all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori, premio a fondo perduto per giovani che si insediano in agricoltura fino a 70.000 € in alcune regioni.
L’ aiuto vuole promuovere il ricambio generazionale favorendo l’ ingresso di giovani agricoltori con ruolo imprenditoriale mediante la corresponsione di un premio e incentivando, attraverso l’erogazione di risorse finanziarie, la costituzione e lo sviluppo di imprese. Il premio è di € 70.000 per l’insediamento e con la possibilità di accedere ad un mutuo di 15 -20 – 25 -30 anni. Tale obiettivo , gestito da Ismea, volge come già accennato a favorire il ricambio generazionale in agricoltura mediante l’inserimento di giovani nella conduzione di imprese agricole competitive. La misura si applica su tutto il territorio nazionale nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato.
Sono beneficiari delle agevolazioni i giovani agricoltori come definiti dall’art. 2 par. 1 lett. n del Reg. UE 1305/2013, anche organizzati in forma societaria, che intendono insediarsi per la prima volta in una impresa agricola in qualità di capo azienda e che presentino un piano aziendale per lo sviluppo dell’attività agricola su un periodo di almeno 5 anni che dimostri la sostenibilità economica e finanziaria dell’operazione.
I giovani di età compresa tra i 18 ed i 39 anni al momento di invio della domanda del beneficiario. In caso di società di persone o di capitali il requisito dell’età deve essere dimostrato per la maggioranza assoluta e numerica.
Il giovane beneficiario si impegna a condurre l’azienda per un periodo non inferiore di cinque anni a decorrere dall’insediamento, salvo cause di forza maggiore.
età compresa tra i 18 anni (compiuti) ed i 40 anni (non compiuti) al momento della presentazione della domanda;
possedere conoscenze e competenze professionali adeguate.
I previsti requisiti devono essere sussistere al momento della presentazione della domanda. Tuttavia, per l’acquisizione delle conoscenze e competenze professionali, può essere concesso un periodo di benefit non superiore ai 36 mesi dalla data della singola decisione di concedere il sostegno se tale necessità è documentato nel piano aziendale
Condizioni per essere ammessi alle agevolazioni:
Presentazione del piano aziendale che coordina le diverse misure attivate nell’ambito del progetto integrato. Tale piano aziendale può prevedere, se necessario, investimenti diretti all’ammodernamento aziendale, eventualmente finanziati da altre fonti pubbliche nazionali o comunitarie.
Impegno all’assunzione di responsabilità o corresponsabilità civile e fiscale nella gestione di un’azienda agricola, in qualità di:
a) titolare, mediante l’acquisizione dell’azienda agricola attraverso atto pubblico o scrittura privata registrata;
b) socio e amministratore di una società di persone avente per oggetto la gestione di un’azienda agricola;
c) socio amministratore di società di capitale o di società cooperativa avente come unico oggetto la gestione di un’azienda agricola.
Il beneficiario si impegna in fase di attuazione a :
Condurre l’azienda per almeno cinque anni decorrenti dalla data di adozione della singola decisione di concedere il sostegno;
Aderire ad azioni di formazione e/o consulenza di cui alle sotto misure 1.1, 1.2 e 2.1 del PSR; Possedere adeguate capacità e competenze professionali attestate da titolo di studio o da esperienza lavorativa di almeno 2 anni in qualità di coadiuvante ovvero di lavoratore agricolo documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale oppure attestato di frequenza con profitto a idonei corsi di formazione nazionali o regionali.
Soddisfare la definizione di agricoltore attivo ai sensi dell’articolo 9 del Reg. (UE) n. 1307/2013, entro 18 mesi dalla data di insediamento;
Acquisire, entro 36 mesi dalla data di adozione della singola decisione di concedere il sostegno, la qualifica di imprenditore agricolo professionale di cui alla D. Lgs. 99/2004.
Ricapitolando Il premio di insediamento è concesso sotto forma di un’operazione di leasing finanziario da Ismea, finalizzata all’acquisizione dell’azienda agricola ed è erogato in due rate nell’arco di un periodo massimo di cinque anni. Il leasing dovrà essere rimborsato in rate semestrale posticipate.
Il premio di insediamento viene rilasciato in conto interessi, ad abbattimento delle rate, da restituire secondo un piano di ammortamento, di durata variabile, a scelta del soggetto beneficiario, tra un minimo di 15 anni e un massimo di 30 anni.
Il volume dell’aiuto dell’ aiuto è calcolata sulla base del tasso di riferimento fissato periodicamente dalla Commissione europea per le operazioni di attualizzazione, vigente al momento della concessione del sostegno. Massimale di intervento minimo 200mila € / massimo 2milioni €.
Coloro che hanno già ottenuto un premio di primo insediamento, che si insediano in società nelle quali in precedenza si era già insediato un altro giovane beneficiario.
Soggetti richiedenti che svolgono attività agro-meccanica.
Per tutte le informazioni inerenti alle singole regioni Italiane contattateci tramite mail al seguente indirizzo
Si ricorda che il network con la collaborazione della Consulente Aziendale Trogu Esmeralda sarà in grado di presentare la pratica e di seguirla fino alla conclusione e all’erogazione. Lo stesso dicasi per tutta la parte fiscale e burocratica.
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-20 10:14:212015-05-20 10:14:21Aiuto all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori
18 Maggio 2015 /in Articoli /da admin
Microcredito: pubblicato il decreto che modifica le modalita’ di accesso all’intervento del Fondo di Garanzia per le PMI
E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 107 dell’11 maggio 2015, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 marzo 2015, recante “Modifiche al decreto 24 dicembre 2014 in materia di interventi del Fondo di garanzia per le PMI in favore di operazioni di microcredito destinate alla microimprenditorialita’”.
Il decreto modifica le modalita’ di accesso all’intervento del Fondo di Garanzia per le PMI per le operazioni di microcredito, prevedendo una procedura di prenotazione della garanzia direttamente attivabile da parte dei soggetti beneficiari finali (impresa o libero professionista o lavoratore autonomo). La garanzia, concessa gratuitamente, copre l’80% dell’importo del finanziamento erogato da un soggetto finanziatore (operatore del microcredito, istituto bancario o intermediario finanziario).
Il provvedimento consentira’ di presentare la richiesta di prenotazione della garanzia, in via telematica, accedendo all’apposita sezione del sito internet www.fondidigaranzia.it, previa registrazione e utilizzo delle credenziali di accesso rilasciate.
A seguito della presentazione della richiesta di prenotazione della garanzia, il sistema informativo del Fondo attribuisce automaticamente un codice identificativo alla richiesta di prenotazione presentata dal soggetto beneficiario finale e produce la conseguente ricevuta dell’avvenuta prenotazione delle risorse, che il soggetto beneficiario finale deve produrre al soggetto finanziatore al quale intende richiedere il finanziamento.
Si ricorda che i prestiti del microcredito possono essere concessi a imprenditori individuali, lavoratori autonomi, associazioni, societa’ di persone, societa’ a responsabilita’ limitata semplificate e societa’ cooperative, in possesso dei seguenti requisiti:
essere attivi da meno di 5 anni; avere un massimo di 5 dipendenti (che salgono a 10 per le societa’);aver avuto nei 3 esercizi precedenti un attivo patrimoniale annuo non superiore a 300.000 euro, ricavi lordi annui non superiori a 200.000 euro e non avere un indebitamento pregresso superiore a 100.000 euro.
Tratto da: Tuttocamere.it
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-18 14:00:502015-05-18 14:00:50Fondo di Garanzia per le PMI
La tassazione dei redditi derivanti da Associazione in partecipazione
Spazio dedicato al Dott. Federico Giuliani, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Ancona.
Vorresti condividere un business insieme ad un partner d’affari ma non sai come inquadrare il rapporto?
Hai un ramo d’azienda parzialmente utilizzato e hai individuato un’azienda o una persona fisica che potrebbe aiutarti a svilupparlo?
L’Associazione in Partecipazione potrebbe fare al tuo caso.
Con il contratto di Associazione in Partecipazione (art. 2549 c.c.), “l’associante attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto”.
L’Associato può apportare Lavoro, Capitale o Lavoro e Capitale insieme e in base alla qualifica dell’Associato ne deriva un diverso trattamento fiscale.
– ASSOCIATO NON TITOLARE DI P.IVA
Se l’apporto dell’Associato (al momento del conferimento e indipendentemente dalla tipologia dell’apporto) dovesse superare il 25% del patrimonio netto dell’azienda Associante, per l’Associato la tassazione ai fini irpef avverrà sul 40% dell’utile a lui spettante;
Se l’apporto dell’Associato (al momento del conferimento e indipendentemente dalla tipologia dell’apporto) NON dovesse superare il 25% del patrimonio netto dell’azienda Associante, l’Associato pagherà un’imposta sostitutiva dell’irpef pari al 12,50% dell’utile a lui spettante.
– ASSOCIATO TITOLARE DI P.IVA E SOGGETTO IRES
Nel caso in cui l’Associato fosse un soggetto Ires, l’utile derivante dal contratto di associazione in partecipazione sarà assoggettato ad ires ma solo per il 5% dello stesso reddito.
Pertanto se l’utile di spettanza dell’Associato derivante dall’Associazione in partecipazione fosse pari a 100, il soggetto Ires assoggetterà ad imposta sul reddito solamente 5.
– ASSOCIATO TITOLARE DI P.IVA E SOGGETTO IRPEF
Nel caso in cui l’Associato fosse un soggetto Irpef, l’utile derivante dal contratto di associazione in partecipazione sarà assoggettato ad Irpef ma solo per il 40% dello stesso reddito.
Pertanto se l’utile di spettanza dell’Associato derivante dall’Associazione in partecipazione fosse pari a 100, il soggetto Irpef titolare di p.iva assoggetterà ad imposta sul reddito solamente 40.
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-18 12:18:062015-05-18 12:18:06La tassazione dei redditi derivanti da Associazione in partecipazione
14 Maggio 2015 /in Articoli /da admin
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-14 11:14:312015-05-14 11:14:31Sovraindebitamento: Pubblicato il regolamento sugli organismi di composizione della crisi
La deduzione degli utili pagati agli Associati in Partecipazione
13 Maggio 2015 /in Articoli /da admin
Hai in essere un contratto di Associazione in Partecipazione ma non ti è chiara la deduzione degli utili pagati agli Associati?
Di seguito una sintesi che potrebbe esserti d’aiuto.
L’Associato può apportare Lavoro, Capitale o Lavoro e Capitale insieme e in base alla tipologia di apporto ne deriva un diverso sistema di deduzione degli utili pagati allo stesso Associato.
Apporto di SOLO LAVORO
Indipendentemente dal fatto che l’Associato sia titolare o meno di P.Iva, quando l’Associato apporta solo lavoro/prestazioni di servizi, l’Associante potrà dedurre integralmente gli utili spettanti all’Associato.
Apporto di SOLO CAPITALE
Indipendentemente dal fatto che l’Associato sia titolare o meno di P.Iva, quando l’Associato apporta solo capitale, l’Associante NON potrà dedurre gli utili spettanti all’Associato.
Apporto di LAVORO E CAPITALE
Indipendentemente dal fatto che l’Associato sia titolare o meno di P.Iva, quando l’Associato apporta sia lavoro/prestazioni di servizi che capitale, l’Associante NON potrà dedurre gli utili spettanti all’Associato.
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-13 11:42:372015-05-13 11:42:37La deduzione degli utili pagati agli Associati in Partecipazione
12 Maggio 2015 /in Articoli /da admin
Dal 1 aprile 2015 è in vigore un nuovo aiuto alle famiglie in difficoltà: la sospensione fino a 12 mesi di mutui e prestiti. E’ questo il risultato dell’Accordo siglato il 31.3.2015 tra l’Associazione delle Banche Italiane (ABI) e 9 Associazioni di Consumatori.
https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png 0 0 admin https://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2019/11/logoN-1.png admin2015-05-12 12:26:122015-05-12 12:26:12Sospensione fino a 12 mesi delle rate dei finanziamenti alle famiglie