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Timestamp: 2019-09-20 20:42:32+00:00
Document Index: 7372440

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 2697', 'art. 25', 'art. 2697']

Il lavoratore infortunato non assicurato ha diritto all'indennizzo immediato del datore di lavoro - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica - Banca Dati Giuridica
Il lavoratore infortunato non assicurato ha diritto all'indennizzo immediato del datore di lavoro
Cassazione civile, sezione lavoro, sentenza 6.11.2017 n. 26261
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI CERBO Vincenzo - Presidente - Dott. MANNA Antonio - Consigliere - Dott. BALESTRIERI Federico - Consigliere - Dott. SPENA Francesca - Consigliere - Dott. DE MARINIS Nicola - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso 11167-2012 proposto da: POSTE ITALIANE S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PO 25-B, presso lo studio dell'avvocato ROBERTO PESSI, che la rappresenta e difende, giusta delega in atti; - ricorrente - contro M.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FLAMINIA N. 56, presso lo studio dell'avvocato FRANCESCO BALDASSARRE, che la rappresenta e difende, giusta delega in atti; - controricorrente - avverso la sentenza n. 1004/2011 della CORTE D'APPELLO di LECCE, depositata il 27/04/2011 R.G.N. 2453/2008; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 10/05/2017 dal Consigliere Dott. NICOLA DE MARINIS; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SANLORENZO Rita, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
Con sentenza del 27 aprile 2011, la Corte d'Appello di Lecce, in riforma della decisione del Tribunale di Lecce, accoglieva la domanda proposta da M.A. nei confronti di Poste Italiane S.p.A, volta a conseguire, previo accertamento della responsabilità di quest'ultima per la mancata copertura assicurativa del rischio professionale ed il mancato approntamento di misure di prevenzione del medesimo ex art. 2087 c.c., la condanna della Società al risarcimento del danno patito in conseguenza dell'infortunio occorsole in data (OMISSIS), allorchè, nell'espletamento delle proprie mansioni di addetta al recapito della corrispondenza, trovandosi a bordo di un ciclomotore, scivolava sull'asfalto viscido per la pioggia riportando fratture ai corpi vertebrali. La decisione della Corte territoriale discende dall'aver questa ritenuto sussistente l'obbligo assicurativo della Società a fronte dell'evento, non posto in discussione nel suo essere causa delle lesioni riscontrate a carico della lavoratrice e nei suoi esiti invalidanti, in conseguenza della declaratoria giudiziale della sussistenza tra le parti di un rapporto di lavoro subordinato già a far data dall'1.1.1999 e dovuto il ristoro del pregiudizio conseguente alla mancata liquidazione da parte dell'INAIL del danno biologico qui quantificato con riferimento alle tabelle adottate dal Tribunale di Milano nel 2009.
Per la cassazione di tale decisione ricorre la Società, affidando l'impugnazione a quattro motivi, cui resiste, con controricorso, la M.. Diritto RAGIONI DELLA DECISIONE
Con il primo motivo, la Società ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 1124 del 1965, artt. 52, 53, 67 e art. 2697 c.c. in una con il vizio di motivazione, lamenta la non conformità a diritto e l'incongruità logica della pronunzia della Corte territoriale nella parte in cui nell'accogliere la domanda prescinde dalla prova dell'invio da parte della lavoratrice della certificazione medica, da ritenersi elemento costitutivo del diritto azionato e non tiene conto delle ragioni del diniego della prestazione da parte dell'INAIL, data dalla mancanza di valida documentazione, e non dall'inadempimento dell'obbligo assicurativo da parte della Società, comunque superabile in ragione del principio di automaticità delle prestazioni previdenziali.
Con il secondo motivo, denunciando la violazione e falsa applicazione degli artt. 2087 e 2059 c.c. nonchè il vizio di motivazione, la Società ricorrente lamenta la non conformità a diritto e l'incongruità logica dell'accertamento relativo alla responsabilità della Società in ordine all'infortunio occorso per essere stata questa addebitata a prescindere dalla prova della colpevolezza e dal concreto riferimento alla violazione di una specifica norma di prevenzione.
Il terzo motivo, rubricato con riferimento alla violazione dell'art. 25 del CCNL di settore del 1994 ed al vizio di motivazione, è inteso a denunciare l'erroneità del convincimento espresso in ordine alla sussistenza dell'obbligo assicurativo per difetto, alla data dei fatti, dell'essenziale presupposto dell'essere in atto tra le parti un rapporto di lavoro subordinato.
La violazione e falsa applicazione degli artt. 414,115 e 116 c.p.c. in relazione all'art. 2697 c.c. è prospettata nel quarto motivo in relazione alla statuizione della Corte territoriale intesa a riconoscere la sussistenza dell'invocato danno biologico in difetto di specifica allegazione e prova.
Va preliminarmente osservato come la pronunzia della Corte territoriale in ordine all'indennizzabilità del danno biologico derivato alla lavoratrice a seguito dell'infortunio occorsole è mirata a riconoscere alla lavoratrice medesima la somma che si sarebbe vista liquidare dall'INAIL in forza del disposto di cui alla L. n. 38 del 2000 ove la Società datrice non fosse risultata inadempiente all'obbligo assicurativo che le incombeva in ragione dell'intervenuto riconoscimento giudiziale della natura subordinata del rapporto all'epoca in essere tra le parti.
LaPrevidenza.it, 27/12/2017