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Timestamp: 2020-05-28 12:27:57+00:00
Document Index: 96046842

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 59', 'sentenza ', 'sentenza ']

Diritto all'assistenza - Diritto Sanitario
TEMPI DURI PER I PARENTI DEGLI ASSISTITI IN RSA
La retta si determina anche in base al reddito dei parenti tenuti agli alimenti e anche questi sono obbligati al pagamento.
Consiglio di Stato, sentenza n.99/2014
INAIL: CIRCOLARE N.26/2014
Aumento in via straordinaria delle indennità dovute dall’Inail a titolo di
recupero del valore dell’indennità risarcitoria del danno biologico a
IL TAR DEL LAZIO RIMETTE IN GIOCO IL METODO “STAMINA”. FIOCCANO LE ORDINANZE EX ART.700 C.P.C.
LE ULTIME ORDINANZE IN MATERIA DI DIRITTO ALLA CURA CON CELLULE STAMINALI:
Un sì condizionato dal Tribunale di Catania (purchè utilizzando cellule prodotte da cell factory autorizzate).
PUBBLICATA LA NUOVA GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I DISABILI
– FIGLI A CARICO
– ALTRI MEZZI DI AUSILIO E SUSSIDI TECNICI E INFORMATICI
– ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE– SPESE SANITARIE
– ASSISTENZA PERSONALE
Ecco la guida per esteso:
T.A.R. LOMBARDIA, SEZ.BRESCIA, ORDINANZA N.414/2012.
Rigetta la domanda di sospensiva dell’ordinanza AIFA 1/2012 del 15/5/2012, recante divieto “con decorrenza immediata, di effettuare: prelievi, trasporti, manipolazioni, colture, stoccaggi e somministrazioni di cellule umane presso l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili Di Brescia, in collaborazione con la Stamina Foundation ONLUS, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 142 del d. lgs. 219 del 2006“.
Accoglie invece il ricorso perchè non si tratta di sperimentazione farmaceutica ma di cura compassionevole e di tutela del bene salute nel caso singolo:
CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA 22 MARZO 2012 N.4558
Se le prestazioni sanitarie sono prevalenti su quelle sociali esse sono a totale carico del Servizio Sanitario (caso di malato di Alzheimer per il quale il Comune aveva chiesto il pagamento agli obbligati agli alimenti).
T.A.R. LAZIO, SENTENZA N.5551/2012
L’alunno portatore di handicap ha diritto all’insegnante di sostengo per 25 ore settimanali. Avendo la Corte Costituzionale con la sentenza n. 80 del 26 febbraio 2010 “eliminato dall’ordinamento le disposizioni limitative contenute nei commi 413 e 414 dell’art. 2 della L. Fin. n. 244 del 2007, torna, per così dire, in auge il disposto dell’art. 40 della L. n. 449 del 1997 stante il quale “In attuazione dei princìpi generali fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, è assicurata l’integrazione scolastica degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e alla gravità dell’handicap, compreso il ricorso all’ampia flessibilità organizzativa e funzionale delle classi prevista dall’articolo 21, commi 8 e 9, della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonché la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3, in presenza di handicap particolarmente gravi,”.(cfr. TAR Lazio, sezione III bis, n. 1669/2012 cit.).
TRIBUNALE DI MILANO, SEZ. LAVORO, SENTENZA 12/01/2012
Medici di medicina generale: la Azienda sanitaria non può sospendere il pagamento delle “quote” relative a cittadini extracomunitari anche se il loro permesso di soggiorno è scaduto.
Senza Iva le prestazioni di servizi effettuate dalle società cooperative esercenti l’attività sanitaria.
Sentenza del Giudice di Pace di Varese del 18/10/2010
COMMISSIONE PER LA VALUTAZIONE, LA TRASPARENZA E L’INTEGRITA’ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
La Corte da ragione all’INAIL: per il riconoscimento dell’infortunio “in itinere” bisgona dimostrare la necessità dell’uso del proprio mezzo e tale necessità non può essere dimostrata con una semplice “comodità”, ma deve essere collegata alla mancanza di mezzi pubblici.
CORTE DI GIUSTIZIA U.E. CAUSA C-211/2008
La Corte ha escluso che al cittadino dell’Ue spetti il rimborso, da parte del proprio Paese, per i costi sostenuti in un altro Stato membro per le spese mediche sostenute in occasione di viaggi e soggiorni. Una normativa che imponga ai paesi membri dell’Ue l’obbligo di garantire ai propri iscritti un rimborso complementare per le cure non programmate all’estero, rischia di inficiare l’economia stessa del sistema istituito dal Regolamento n. 1408/71.
CASSAZIONE PENALE, SENTENZA N.31905/2009
Per la Cassazione la giurisdizione in materia di “quota alberghiera” spetta al Giudice Ordinario, non essendo ormai più vigenti le fattispecie cui si riferiva la giurisdizione esclusiva in materia di “spese di spedalità”.
LA CORTE COSTITUZIONALE TROVA IL PUNTO DI EQUILIBRIO:
“Alla stregua dell’art. 32 Cost., non può essere affermato in modo assoluto il principio secondo il quale, in caso di gravità della malattia e di urgenza dell’intervento terapeutico, il costo di quest’ultimo deve essere rimborsato pure a coloro che non si trovino in una condizione di indigenza anche in senso relativo”.
LA GIURISDIZIONE IN MATERIA DI RIMBORSO DI SPESE SANITARIE ALL’ESTERO SPETTA SEMPRE AL GIUDICE ORDINARIO
Anche se vi sono valutazioni discrezionali il diritto alla salute non è degradabile ad interesse legittimo
TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI: QUALI OBBLIGHI DEL COMUNE E QUALI DELLA AZIENDA U.S.L.:C.G.A. SENTENZA N.187/2008
L’ente locale e l’Azienda sanitaria giocano a scaricabarile: il C.G.A. emette una decisione salomonica.
RETTE DI DEGENZA E DI SPEDALITA’
Segnaliamo la sentenza del T.A.R. Sicilia Sez. Catania n.1728/2007 relativa agli obblighi dei soggetti coinvolti: Enti locali, Aziende sanitarie e R.S.A.
T.A.R. Emilia-Romagna Bologna Sez. I, 5 febbraio 2008, n. 176
Sussiste l’obbligo di una Azienda Sanitaria Locale di corrispondere le rette di spedalità per prestazioni di cure sanitarie e assistenza integrata, connesse al ricovero di un assistito affetto fin dall’età adolescenziale da insufficienza mentale di grado elevato, che alcuni anni dopo la nascita, è stato affidato ad un Istituto ubicato in un’altra regione, successivamente, ha sempre vissuto in tale struttura di assistenza. La giurisprudenza, al riguardo, si è ampiamente espressa, non solo riportandosi al criterio della prevalenza delle prestazioni, nel senso di attribuire i relativi oneri economici alle Servizio Sanitario Nazionale oppure ai Comuni in dipendenza della rilevanza o meno delle cure sanitarie rispetto al più contenuto elemento dell’assistenza, ma anche chiarendo che deve considerarsi prevalente il primo aspetto nell’ipotesi di trattamenti farmacologici finalizzati al contenimento di esiti degenerativi e invalidanti di patologie congenite o acquisite. Con riferimento al caso di specie, non può negarsi che il problema della disabilità e dell’emarginazione, disciplinato dal D.P.C.M. 14 febbraio 2001, e in buona sostanza il carattere socio assistenziale dell’attività svolta nei confronti dell’assistito appare meno significativo in rapporto al dato essenziale delle cure sanitarie, sia pure farmacologiche, prestate a causa di una malattia mentale irreversibile, pertanto la ASL è tenuta ad adempiere al pagamento delle rette di spedalità in favore dell’Istituto Ospedaliero.LA VEXATA QUAESTIO DEL PAGAMENTO A CARICO DEI CONGIUNTI DELL’ASSISTITO
TAR. SICILIIA SENTENZA N.1416 DEL 14 SETTEMBRE 2007
Il T.A.R. si pronuncia sulla questione del rimborso delle rette di ricovero di adulti inabili e non autosufficienti, ai sensi dell’art. 17 della L.R. n. 22/1986 e dell’art. 59 della L.R. n. 33/1996. Si tratta del rimborso agli enti locali della assistanza sanitaria prestata da questi e dovuta dalle Aziende UU.SS.LL., una situazione che è del tutto speculare a quella delle Residenze Sanitarie Assistenziali, ove le Aziende chiedono ai Comuni il rimborso delle prestazioni di assistenza sociale (vitto e alloggio).
Sul punto si sono registrate opposte soluzioni della giustizia amministrativa e della giustizia ordinaria.
Pubblichiamo la citata sentenza del TAR
Cassazione civile SS.UU. sentenza 18 maggio 2007 n.11567
“Spetta alla cognizione del giudice ordinario la domanda con cui l’assistito dal servizio sanitario nazionale, chiedendo il riconoscimento del diritto all’erogazione di cure asseritamente urgenti e non ottenibili dal servizio pubblico, o al rimborso di spese effettuate presso una struttura privata senza preventiva autorizzazione, fa valere una posizione creditoria correlata al diritto alla salute per sua natura non suscettibile di affievolimento”.
Come è noto il presupposto per i rimborso di spese relative a cure presso strutture estere è la non disponibilità di terapia adeguata in strutture italiane intesa o in senso assoluto o relativo, ovvero l’urgenza del trattatmento incompatibile con le liste di attesa esistenti nelle strutture italiane competenti.
Secondo la Cassazione il suddetto presupposto, anche se oggetto di valutazioni discrezionali di natura tecnica, non radica la giurisdizione amministrativa poichè il diritto alla salute non può essere degradato a interesse legittimo.
Di segno contrario vi sono tuttavia parecchie pronuncie del giudice amministrativo.