Source: http://www.guidacranchi.com/Normativa/301B0151.000.htm
Timestamp: 2019-02-19 02:15:01+00:00
Document Index: 152019355

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 69', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 45', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 66', 'art. 49', 'art. 80', 'art. 49', 'art. 80', 'art. 49', 'art. 21', 'art. 66', 'art. 49', 'art. 6', 'art. 49', 'art. 5', 'art. 49', 'art. 59', 'art. 75']

D.Lgs. Governo 26/03/2001 n° 0151
D.Lgs. Governo n° 151 del 26/03/2001
Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e della paternita', a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.
Doc. 301B0151.000 di Origine Nazionale
e pubblicato/a su : Gazz. Uff. Suppl. Ordin. n° 96 del 26/04/2001
Art. 3. Divieto di discriminazione.
Art. 4. Sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo.
Art. 5. Anticipazione del trattamento di fine rapporto.
Capo II - tutela della salute della lavoratrice.
Art. 6. Tutela della sicurezza e della salute.
Art. 7. Lavori vietati.
Art. 8. Esposizione a radiazioni ionizzanti.
Art. 9. Polizia di Stato, penitenziaria e municipale.
Art. 10. Personale militare femminile.
Art. 11. Valutazione dei rischi.
Art. 12. Conseguenze della valutazione.
Art. 13. Adeguamento alla disciplina comunitaria.
Art. 14. Controlli prenatali.
Art. 15. Disposizioni applicabili.
Capo III - congedo di maternita'.
Art. 16. Divieto di adibire al lavoro le donne.
Art. 17. Estensione del divieto.
Art. 19. Interruzione della gravidanza.
Art. 20. Flessibilita' del congedo di maternita'.
Art. 21. Documentazione.
Art. 22. Trattamento economico e normativo.
Art. 23. Calcolo dell'indennita'.
Art. 24. Prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico.
Art. 25. Trattamento previdenziale.
Art. 26. Adozioni e affidamenti.
Art. 27. Adozioni e affidamenti preadottivi internazionali.
Capo IV - Congedo di paternita'.
Art. 28. Congedo di paternita'.
Art. 29. Trattamento economico e normativo.
Art. 30. Trattamento previdenziale.
Art. 31. Adozioni e affidamenti.
Capo V - congedo parentale.
Art. 32. Congedo parentale.
Art. 33. Prolungamento del congedo.
Art. 34. Trattamento economico e normativo.
Art. 35. Trattamento previdenziale.
Art. 36. Adozioni e affidamenti.
Art. 37. Adozioni e affidamenti preadottivi internazionali.
Art. 38. Sanzioni.
Capo VI - Riposi, permessi e congedi.
Art. 39. Riposi giornalieri della madre.
Art. 40. Riposi giornalieri del padre.
Art. 41. Riposi per parti plurimi.
Art. 42. Riposi e permessi per i figli con handicap grave.
Art. 42-bis. Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche.
Art. 43. Trattamento economico e normativo.
Art. 44. Trattamento previdenziale.
Art. 45. Adozioni e affidamenti.
Art. 46. Sanzioni.
Capo VII - congedi per la malattia del figlio.
Art. 47. Congedo per la malattia del figlio.
Art. 48. Trattamento economico e normativo.
Art. 49. Trattamento previdenziale.
Art. 50. Adozioni e affidamenti .
Art. 51. Documentazione .
Art. 52. Sanzioni .
Capo VIII - lavoro notturno.
Capo IX - divieto di licenziamento, dimissioni e diritto al rientro.
Art. 54. Divieto di licenziamento .
Art. 55. Dimissioni .
Art. 56. Diritto al rientro e alla conservazione del posto .
Capo X - disposizioni speciali.
Art. 57. Rapporti di lavoro a termine nelle pubbliche amministrazioni .
Art. 58. Personale militare .
Art. 59. Lavoro stagionale .
Art. 60. Lavoro a tempo parziale .
Art. 61. Lavoro a domicilio .
Art. 62. Lavoro domestico .
Art. 63. Lavoro in agricoltura .
Art. 64. Lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
Art. 65. Attivita' socialmente utili .
Capo XI - lavoratrici autonome.
Art. 66. Indennita' di maternita' per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole .
Art. 67. Modalita' di erogazione .
Art. 68. Misura dell'indennita' .
Art. 69. Congedo parentale .
Capo XII - libere professioniste.
Art. 70. Indennita' di maternita' per le libere professioniste .
Art. 71. Termini e modalita' della domanda .
Art. 72. Adozioni e affidamenti .
Art. 73. Indennita' in caso di interruzione della gravidanza .
Capo XIII - sostegno alla maternita' e alla paternita'.
Art. 74. Assegno di maternita' di base .
Art. 75. Assegno di maternita' per lavori atipici e discontinui .
Capo XIV - Vigilanza.
Art. 76. Documentazione .
Art. 77. Vigilanza .
Capo XV - disposizioni in materia di oneri contributivi.
Art. 78. Riduzione degli oneri di maternita' .
Art. 79. Oneri contributivi nel lavoro subordinato privato .
Art. 80. Oneri derivanti dall'assegno di maternita' di base .
Art. 81. Oneri derivanti dall'assegno di maternita' per lavori atipici e discontinui .
Art. 82. Oneri derivanti dal trattamento di maternita' delle lavoratrici autonome .
Art. 83. Oneri derivanti dal trattamento di maternita' delle libere professioniste .
Art. 84. Oneri derivanti dal trattamento di maternita' delle collaboratrici coordinate e continuative .
Capo XVI - disposizioni finali.
Art. 85. Disposizioni in vigore.
Art. 86. Disposizioni abrogate .
Art. 87. Disposizioni regolamentari di attuazione.
Art. 88. Entrata in vigore.
Art. 4, commi 1 e 2: così modificati dall'art. 1 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 16, comma 1, lettera c): così modificata dall'art. 2 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 17, comma 2: così modificato dall'art. 2 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 22, comma 2: così sostituito dall'art. 2 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Capo VI: la rubrica del presente capo è stata così sostituita dall'art. 3 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 42, comma 5: il primo e l'ultimo periodo sono stati così modificati dall'art. 3 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115. Successivamente il comma è stato così modificato dall'art. 3 della L. 24 dicembre 2003, n. 350.
Art. 42-bis: aggiunto dall'art. 3 della L. 24 dicembre 2003, n. 350.
Capo IX: la rubrica del presente capo è stata così modificata dall'art. 4 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 54, comma 4: così modificato dall'art. 4 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 56, comma 4-bis: aggiunto dall'art. 4 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 57, comma 1: così modificato dall'art. 5 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 64: la rubrica del presente articolo è stata così sostituita dall'art. 5 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 64, comma 2: così modificato dall'art. 5 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 69, comma 1: così modificato dall'art. 6 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 69, comma 1-bis: aggiunto dall'art. 6 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 70, comma 1: così modificato dall'art. 7 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 70, comma 2: così modificato dall'art. 1 della L. 15 ottobre 2003, n. 289.
Art. 70, comma 3-bis: aggiunto dall'art. 1 della L. 15 ottobre 2003, n. 289.
Art. 71, comma 1, 2 e 4: così modificati dall'art. 7 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 72, comma 2: così modificato dall'art. 7 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 73, comma 2: così modificato dall'art. 7 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 83, commi 2 e 3: così sostituiti dall'art. 8 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 85, comma 2, lettera k): così sostituita dall'art. 9 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 85, comma 2, lettera r-bis): aggiunta dall'art. 9 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 86, comma 2, lettera t): così modificata dall'art. 7 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Art. 86, comma 3: è stato così rettificato mediante errata-corrige pubblicata sulla G.U. n. 234 dell' 8 ottobre 2001.
Art. 86, comma 3-bis: aggiunto dall'art. 9 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Allegato D: così sostituito dall'art. 10 del D.Lgs. 23 aprile 2003, n. 115.
Si veda la Circolare 2 dicembre 2003, n. 185 "OGGETTO: Riposi giornalieri “per allattamento” (artt. 39, 40 e 43 D.Lgs. 151/2001). Non conguagliabilità delle somme corrisposte da parte dei datori di lavoro non tenuti all’obbligo assicurativo per la maternità."
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 1, comma 5; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 17, comma 3).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 1, comma 1, e 13).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 11; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 10).
1. In sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori assenti dal lavoro, in virtu' delle disposizioni del presente testo unico, il datore di lavoro puo' assumere personale con contratto a tempo determinato o utilizzare personale con contratto temporaneo, ai sensi, rispettivamente, dell'articolo 1, secondo comma, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230, e dell'articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 24 giugno 1997, n. 196, e con l'osservanza delle disposizioni delle leggi medesime.
2. L'assunzione di personale a tempo determinato e l'utilizzazione di personale temporaneo, in sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo ai sensi del presente testo unico puo' avvenire anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio del congedo, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva.
(legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 7).
(decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 1; legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 9).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 3, 30, comma 8, e 31, comma 1; decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 3; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 12, comma 3).
(decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, art. 69).
(legge 7 agosto 1990, n. 232, art. 13; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 14).
(decreto legislativo 31 gennaio 2000, n. 24, art. 4, comma 3).
(decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 4).
(decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 5).
(decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, articoli 2 e 8).
(decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 7).
(decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 9).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 4, comma 1 e 4).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 4, commi 2 e 3, 5, e 30, commi 6, 7, 9 e 10).
2. Il servizio ispettivo del Ministero del lavoro puo' disporre, sulla base di accertamento medico, avvalendosi dei competenti organi del Servizio sanitario nazionale, ai sensi degli articoli 2 e 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, l'interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza, fino al periodo di astensione di cui alla lettera a), comma 1, dell'articolo 16 o fino ai periodi di astensione di cui all'articolo 7, comma 6, e all'articolo 12, comma 2, per uno o piu' periodi, la cui durata sara' determinata dal servizio stesso, per i seguenti motivi:
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 31, comma 1).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 20).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 4-bis; legge 8 marzo 2000,n. 53, art. 12, comma 2).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 4, comma 5, e 28).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 6, 8 e 15, commi 1 e 5; legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 3, comma 2; decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, art. 6, commi 4 e 5).
2. L'indennita' di maternita', comprensiva di ogni altra indennita' spettante per malattia, e' corrisposta con le modalita' di cui all'articolo 1, del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, e con gli stessi criteri previsti per l'erogazione delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie.
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 16).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 17; decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, art. 6, comma 3).
(decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564, art. 2, commi 1, 4, 6).
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6, comma 1).
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6, comma 1; legge 4 maggio 1983, n. 184, art. 31, comma 3, lettera n), e 39-quater, lettere a) e c).
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6-bis, commi 1 e 2).
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6-bis, comma 3).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 1, comma 4, e 7, commi 1, 2 e 3).
1. Per ogni bambino, nei primi suoi otto anni di vita, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalita' stabilite dal presente articolo. I relativi congedi parentali dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di dieci mesi, fattosalvo il disposto del comma 2 del presente articolo. Nell'ambito del predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro compete:
(legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, commi 1 e 2; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 20).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 15, commi 2 e 4, e 7, comma 5).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 15, comma 2, lettere a) e b); decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564, articoli 2, commi 2, 3 e 5).
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6, comma 2; legge 4 maggio 1983, n. 184, art. 31, comma 3, lettera n). e 39 quater lettera h)).
1. In caso di adozione e affidamento preadottivo internazionali si applicano le disposizioni dell'articolo 36.
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 31, comma 3).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 10).
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6-ter).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 10, comma 6).
(legge 8 marzo 2000, n. 53, articoli 4, comma 4-bis, e 20).
5. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravita' di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge medesima [....] e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all'articolo 33, comma 1, del presente testo unico e all'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l'assistenza del figlio, hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell'articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un'indennita' corrispondente all'ultima retribuzione e il periodo medesimo e' coperto da contribuzione figurativa; l'indennita' e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di lire 70 milioni annue per il congedo di durata annuale. Detto importo e' rivalutato annualmente, a decorrere dall'anno 2002, sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L'indennita' e' corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalita' previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternita'. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l'importo dell'indennita' dall'ammontare dei contributi previdenziali dovuti all'ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non e' prevista l'assicurazione per le prestazioni di maternita', l'indennita' di cui al presente comma e' corrisposta con le modalita' di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. Il congedo fruito ai sensi del presente comma alternativamente da entrambi i genitori non puo' superare la durata complessiva di due anni; durante il periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefici di cui all'articolo 33, comma 1, del presente testo unico e all'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, fatte salve le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo.
1. Il genitore con figli minori fino a tre anni di eta' dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, puo' essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attivita' lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione.
L'eventuale dissenso deve essere motivato. L'assenso o il dissenso devono essere comunicati all'interessato entro trenta giorni dalla domanda.
2. Il posto temporaneamente lasciato libero non si rendera' disponibile ai fini di una nuova assunzione.
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 8; legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, comma 4; decreto-legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito dalla legge 27 ottobre 1993, n. 423, art. 2, comma 3-ter).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 10, comma 5; legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, comma 4).
(legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 3, comma 5; legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, comma 7).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 1, comma 4, 7, comma 4, e 30, comma 5).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 7, comma 5).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 15, comma 3).
(legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 3, comma 5).
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 5, commi 1 e 2, lettere a) e b).
1. E' vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di eta' del bambino. 2. Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 2, commi 1, 2, 3, 5, e art. 31, comma 2; legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6-bis, comma 4; decreto legislativo 9 settembre 1994, n. 566, art. 2, comma 2; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 18, comma 1).
4. Durante il periodo nel quale opera il divieto di licenziamento, la lavoratrice non puo' essere sospesa dal lavoro, salvo il caso che sia sospesa l'attivita' dell'azienda o del reparto cui essa e' addetta, sempreche' il reparto stesso abbia autonomia funzionale. La lavoratrice non puo' altresi' essere collocata in mobilita' a seguito di licenziamento collettivo ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, salva l'ipotesi di collocamento in mobilita' a seguito della cessazione dell'attivita' dell'azienda di cui al comma 3, lettera b).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 12; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 18, comma 2).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 2, comma 6; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 17, comma 1).
4-bis. L'inosservanza delle disposizioni contenute nel presente articolo e' punita con la sanzione amministrativa di cui all'articolo 54, comma 8. Non e' ammesso il pagamento in misura ridotta di cui all'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n.689.
(decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103, convertito dalla legge 1 giugno 1991, n. 166, art. 8).
1. Ferma restando la titolarita' del diritto ai congedi di cui al presente testo unico, alle lavoratrici e ai lavoratori assunti dalle amministrazioni pubbliche con contratto a tempo determinato, di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 230, o utilizzati con contratto di lavoro temporaneo, di cui alla legge 24 giugno 1997, n. 196, spetta il trattamento economico pari all'indennita' prevista dal presente testo unico per i congedi di maternita', di paternita' e parentali, salvo che i relativi ordinamenti prevedano condizioni di migliore favore.
(decreto legislativo 31 gennaio 2000, n. 24, art. 4, comma 2, e 5, commi 2 e 3).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 2, comma 4).
(decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, art. 4, comma 2).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 1, 13, 18, 22; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 3).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 1, 13, 19, 22; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 3).
(decreto-legge 22 dicembre 1981, n. 791, convertito dalla legge 26 febbraio 1982, n. 54, art. 14; decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, art. 5; decreto legislativo 16 aprile 1997, n. 146, art. 4; legge 17 maggio 1999, n. 144, art. 45, comma 21).
2. Ai sensi del comma 12 dell'articolo 80 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, la tutela della maternita' prevista dalla disposizione di cui al comma 16, quarto periodo, dell'articolo 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, avviene nelle forme e con le modalita' previste per il lavoro dipendente. A tal fine, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e' disciplinata tale estensione nei limiti delle risorse rinvenienti dallo specifico gettito contributivo. Fino ad eventuali modifiche apportate con il predetto provvedimento, si applica il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del 4 aprile 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 12 giugno 2002.
(decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, art. 8, comma 3, 15, 16 e 17; decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, articoli 4 e 10).
1. Le lavoratrici e i lavoratori di cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni, impegnati in attivita' socialmente utili hanno diritto al congedo di maternita' e di paternita'. Alle lavoratrici si applica altresi' la disciplina di cui all'articolo 17 del presente testo unico.
2. Alle lavoratrici e ai lavoratori di cui al comma 1, che non possono vantare una precedente copertura assicurativa ai sensi dell'articolo 24, per i periodi di congedo di maternita' e di paternita', viene corrisposta dall'INPS un'indennita' pari all'80 per cento dell'importo dell'assegno previsto dall'articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468. I conseguenti oneri sono rimborsati, annualmente, tramite rendiconto dell'INPS, a carico del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, o del soggetto finanziatore dell'attivita' socialmente utile.
(legge 29 dicembre 1987, n. 546, art. 1).
(legge 29 dicembre 1987, n. 546, art. 2).
(legge 29 dicembre 1987, n. 546, articoli 3, 4 e 5).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 1, comma 4).
1. Alle lavoratrici di cui al presente Capo, madri di bambini nati a decorrere dal 1 gennaio 2000, e' esteso il diritto al congedo parentale di cui all'articolo 32, compresi il relativo trattamento economico e il trattamento previdenziale di cui all'articolo 35, limitatamente ad un periodo di tre mesi, entro il primo anno di vita del bambino.
(legge 11 dicembre 1990, n. 379, art. 1).
1. Alle libere professioniste, iscritte ad un ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza di cui alla tabella D allegata al presente testo unico, e' corrisposta un'indennita' di maternita' per i due mesi antecedenti la data del parto e i tre mesi successivi alla stessa.
2. L'indennita' di cui al comma 1 viene corrisposta in misura pari all'80 per cento di cinque dodicesimi del solo reddito professionale percepito e denunciato ai fini fiscali come reddito da lavoro autonomo dalla libera professionista nel secondo anno precedente a quello dell'evento.
3-bis. L'indennita' di cui al comma 1 non puo' essere superiore a cinque volte l'importo minimo derivante dall'applicazione del comma 3, ferma restando la potesta' di ogni singola cassa di stabilire, con delibera del consiglio di amministrazione, soggetta ad approvazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un importo massimo piu' elevato, tenuto conto delle capacita' reddituali e contributive della categoria professionale e della compatibilita' con gli equilibri finanziari dell'ente.
(legge 11 dicembre 1990, n. 379, art. 2).
1. L'indennita' di cui all'articolo 70 e' corrisposta, indipendentemente dall'effettiva astensione dall'attivita', dal competente ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza in favore dei liberi professionisti, a seguito di apposita domanda presentata dall'interessata a partire dal compimento del sesto mese di gravidanza ed entro il termine perentorio di centottanta giorni dal parto.
2. La domanda, in carta libera, deve essere corredata da certificato medico comprovante la data di inizio della gravidanza e quella presunta del parto, nonche' dalla dichiarazione redatta ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante l'inesistenza del diritto alle indennita' di maternita' di cui al Capo III, al Capo X e al Capo XI.
(legge 11 dicembre 1990, n. 379, art. 3).
2. La domanda, in carta libera, deve essere presentata dalla madre al competente ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza in favore dei liberi professionisti entro il termine perentorio di centottanta giorni dall'ingresso del bambino e deve essere corredata da idonee dichiarazioni, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestanti l'inesistenza del diritto a indennita' di maternita' per qualsiasi altro titolo e la data di effettivo ingresso del bambino nella famiglia.
(legge 11 dicembre 1990, n. 379, art. 4).
(legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 66, commi 1, 2, 3, 4, 5-bis, 6; legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 49, comma 12; legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 80, commi 10 e 11).
1. Per ogni figlio nato dal 1 gennaio 2001, o per ogni minore in affidamento preadottivo o in adozione senza affidamento dalla stessa data, alle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie o in possesso di carta di soggiorno ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, che non beneficiano dell'indennita' di cui agli articoli 22, 66 e 70 del presente testo unico, e' concesso un assegno di maternita' pari a complessive L. 2.500.000.
7. L'importo dell'assegno e' rivalutato al 1 gennaio di ogni anno, sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall'ISTAT.
11. Per i procedimenti di concessione dell'assegno di maternita' relativi ai figli nati dal 2 luglio 1999 al 30 giugno 2000 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Per i procedimenti di concessione dell'assegno di maternita' relativi ai figli nati dal 1 luglio 2000 al 31 dicembre 2000 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al comma 12 dell'articolo 49 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
(legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 49, commi 8, 9, 11, 12, 13, 14; legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 80, comma 10).
4. L'importo dell'assegno e' rivalutato al 1 gennaio di ogni anno, sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall'ISTAT.
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 29 e 30, commi 2, 3 e 4).
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 30, comma 1, e 31, comma 4).
(legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 49, commi 1, 4, e 11).
1. Con riferimento ai parti, alle adozioni o agli affidamenti intervenuti successivamente al 1 luglio 2000 per i quali e' riconosciuta dal vigente ordinamento la tutela previdenziale obbligatoria, il complessivo importo della prestazione dovuta se inferiore a lire 3 milioni, ovvero una quota fino a lire 3 milioni se il predetto complessivo importo risulta pari o superiore a tale valore, e' posto a carico del bilancio dello Stato. Conseguentemente, e, quanto agli anni successivi al 2001, subordinatamente all'adozione dei decreti di cui al comma 2 dell'articolo 49 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, sono ridotti gli oneri contributivi per maternita', a carico dei datori di lavoro, per 0,20 punti percentuali.
3. L'importo della quota di cui al comma 1 e' rivalutato al 1 gennaio di ogni anno, sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall'ISTAT.
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 21).
(legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 66, commi 5 e 5-bis).
(legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 49, comma 9).
(legge 29 dicembre 1987, n. 546, art. 6, 7 e 8; legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 49, comma 1).
(legge 11 dicembre 1990, n. 379, art. 5; legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 49, comma 1).
2. A seguito della riduzione degli oneri di maternita' di cui all'articolo 78, per gli enti comunque denominati che gestiscono forme obbligatorie di previdenza in favore dei liberi professionisti, la ridefinizione dei contributi dovuti dagli iscritti ai fini del trattamento di maternita' avviene mediante delibera degli enti medesimi, approvata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, nonche' con gli altri Ministeri rispettivamente competenti ad esercitare la vigilanza sul relativo ente.
(legge 27 dicembre 1997, n. 449, art. 59, comma 16).
dd) i commi 2 e 3 dell'articolo 12 della legge 8 marzo 2000, n. 53, limitatamente alla previsione del termine di sei mesi ivi previsto;
r-bis) il decreto del Ministro per la solidarieta' sociale 21 dicembre 2000, n. 452, e successive modificazioni.
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, articolo 3, comma 2; legge 29 dicembre 1987, n. 546, articolo 9; legge 8 marzo 2000, n. 53, articoli 15 e 17, comma 4).
b) agenti biologici: toxoplasma; virus della rosolia, a meno che sussista la prova che la lavoratrice e' sufficientemente protetta contro questi agenti dal suo stato di immunizzazione;
1. Agenti fisici, allorche' vengono considerati come agenti che comportano lesioni del feto e/o rischiano di provocare il distacco della placenta, in particolare: a) colpi, vibrazioni meccaniche o movimenti;
Agenti biologici dei gruppi di rischio da 2 a 4 ai sensi dell'art. 75 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni, nella misura in cui sia noto che tali agenti o le terapie che essi rendono necessarie mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituro, sempreche' non figurino ancora nell'allegato II. 3. Agenti chimici.
14. Cassa di previdenza ed assistenza a favore degli infermieri professionali, assistenti sanitarie e igilatrici d'infanzia.