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Timestamp: 2020-07-04 11:15:36+00:00
Document Index: 171896129

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 100', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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La peculiaritÃ della gara telematica. Lâ€™uso delle procedure telematiche di presentazione dellâ€™offerta sconta sia il â€œrischio di reteâ€, sia il â€œrischio tecnologicoâ€, dunque correttamente la stazione appaltante nel bando puÃ² prevedere due strumenti preventivi consistenti nella previsione di limitazioni temporali, nonchÃ© nelle procedure di help desk: la relativa previsione nel bando ha dunque il compito di allertare lâ€™utente circa lâ€™importanza dei tempi nellâ€™espletamento delle procedure, richiamandolo, secondo il principio di autoresponsabilitÃ allâ€™onere di pronta e tempestiva attivazione delle stesse (Cons. Stato, Sez. III, 3 luglio 2017, n. 3245 di conferma della sentenza in epigrafe).
La durata del giudizio ordinario non puÃ² ricadere sul diritto allâ€™assistenza del congiunto: in riforma dellâ€™ordinanza in epigrafe, il Consiglio di Stato ha stabilito che nelle more del giudizio di merito sullâ€™impugnazione di un diniego di trasferimento ex l. 104/1992, sussiste il grave danno per lâ€™istante privato della concreta possibilitÃ di assistere il proprio congiunto gravemente malato, con conseguente riconoscimento del beneficio determinato dalla sospensione del diniego (Cons. Stato, Sez. IV, 16 giugno 2017, n. 2485).
Lâ€™ordinanza di demolizione ha ad oggetto la res abusiva, non giÃ la condotta illecita. La sanzione afflittiva della demolizione del manufatto abusivo ha ad oggetto la res realizzata sine titolo e non una giÃ una condotta che ha dato origine alle opere abusive e ritenuta illecita, ipotesi di tipica delibazione del giudice penale, che dunque erroneamente Ã¨ stata fatta propria dal giudice amministrativo di primo grado: la distorta applicazione di tale orientamento, infatti, comporta, nella specie, che il ripristino dello status quo riferito ad un generico e indefinito â€œnuovo organismoâ€ non individua in che misura e con quali modalitÃ , salvaguardando il preesistente, lâ€™ingiunzione possa essere materialmente portata ad esecuzione (Cons. Stato, Sez. VI, 22 maggio 2017, n. 2378 in riforma della sentenza in epigrafe).
La censura recante carenza di motivazione della sentenza di primo grado Ã¨ inammissibile: chiarisce infatti il Consiglio di Stato Il motivo Ã¨ inammissibile perchÃ© lâ€™appello nel giudizio amministrativo non costituisce un giudizio di tipo cassatorio finalizzato al controllo della completezza e logicitÃ della motivazione della sentenza di primo grado, ma un giudizio di tipo devolutivo che assorbe lâ€™eventuale carenza di motivazione, con l'effetto che la pronuncia di primo grado Ã¨ suscettibile di essere emendata attraverso il potere correttivo del giudice di secondo grado. La sentenza in epigrafe viene altresÃ¬ confermata in ordine allâ€™applicazione della nozione di costo orario del lavoro, da intendersi come costo tabellare medio effettivo, comprensivo, cioÃ¨, dei costi ulteriori che il datore di lavoro deve sostenere per ferie, malattie e cause di legittima assenza dal servizio del prestatore di lavoro (Cons. Stato, sez. V, 22 maggio 2017, n. 2815).
Gli effetti della presa dâ€™atto da parte della stazione appaltante della cessione di ramo dâ€™azienda. In caso di cessione di ramo dâ€™azienda con trasferimento dell'attivitÃ dal cedente al cessionario, deve ritenersi rispettato il principio del perdurante possesso dei requisiti di capacitÃ tecnica ed economica per tutta la durata dell'appalto se al momento dell'aggiudicazione la cessionaria, a seguito di una verifica sostanziale, risulti comunque in possesso della certificazione SOA richiesta dal bando. Il Consiglio di Stato ha dunque confermato la sentenza di primo grado ritenendo altresÃ¬ irrilevante la circostanza, emersa nella specie, che la comunicazione alla stazione appaltante dell'avvenuta cessione del ramo d'azienda fosse avvenuta soltanto dopo l'aggiudicazione (la certificazione era stata ottenuta l'8 agosto 2014, l'aggiudicazione disposta il 7 novembre 2014, la comunicazione della cessione di ramo d'azienda il 28 novembre 2014). (Cons. Stato, 30 giugno 2017, n. 3175 di conferma, secondo quieti principi, della sentenza di primo grado).
Limiti e condizioni della recessivitÃ della delibazione del ricorso incidentale c.d. paralizzante. Secondo la corretta interpretazione della sentenza c.d. Puligienica della Corte di Giustizia la delibazione prioritaria del ricorso incidentale c.d. paralizzante recede soltanto di fronte alla verifica nel caso concreto dellâ€™interesse del ricorrente principale alla rinnovazione della gara. In riforma della sentenza in epigrafe, infatti, il Consiglio di Stato, in riforma della sentenza in epigrafe che aveva rigettato il ricorso principale e dichiarato improcedibile quello incidentale, ha affermato che soltanto in quel caso l'esame del ricorso principale Ã¨ doveroso, a prescindere dal numero delle imprese che hanno partecipato alla gara, quando l'accoglimento dello stesso produce, come effetto conformativo, un vantaggio, anche mediato e strumentale, per il ricorrente principale. Unâ€™interpretazione di ssegno diverso della sentenza europea comporterebbe un illegittimo superamento del principio codificato nellâ€™art. 100 c.p.c. (Cons. Stato, Sez. V, 30 giugno 2017, n. 3178).
Non vâ€™Ã¨ divieto di ius novorum in appello per le eccezioni rilevabili anche dâ€™ufficio. Con la sentenza 21 aprile 2017, n. 1868 la IV sezione del Consiglio di Stato, a partire dalla proponibilitÃ per la prima volta in appello delle questioni processuali e sostanziali che siano rilevabili anche dâ€™ufficio, ha riformato la sentenza di primo grado (Tar, Sez. I, 16 luglio 2014, n. 922) in epigrafe dichiarando la tardivitÃ del ricorso per silentium proposto oltre lâ€™anno dalla scadenza del termine per la conclusione del procedimento, previsto nella specie - in materia di autorizzazione unica per la realizzazione di impianto eolico - in 180 giorni dalla presentazione dellâ€™istanza, secondo la disciplina applicabile ratione temporis (d. lgs. 387/2003 ) -, senza che possa ritenersi interruttiva di detto termine la reiterazione dellâ€™istanza, pena il riconoscimento di una sorta sanatoria dalla decadenza dallâ€™azione nella quale Ã¨ irrimediabilmente incorso il privato con lo spirare del termine. CiÃ² risponde ad un principio di certezza dei rapporti giuridici che impone che il tempo entro cui va chiesta la tutela non Ã¨ un modo in cui il diritto Ã¨ esercitabile ma il fattore coessenziale di tale tutela, secondo quanto previsto dallâ€™art. 2 l. 241/1990 e 31 c.p.a. come interpretati da Ad. plen. n. 11/2016).
Cons. Stato, sez. III, ord. 27 aprile 2017, n. 1756: deve ritenersi fondata, ai fini della della delibazione sul fumus, l'impugnazione dell'esclusione dalla gara motivata con la mancata allegazione da parte del socio unico persona giuridica della dichiarazione sui requisiti generali di moralitÃ (art. 38 d. lgs. 163/2006), con conseguente sospensione della sentenza di primo grado impugnata (Tar, Sez. I, 10 marzo 2017, n. 230).
Cons. Stato, sez. III, ord. 27 aprile 2017, n. 1757: nel procedimento di assegnazione di un incarico di direzione di unitÃ operativa complessa lâ€™interesse al ricongiungimento familiare Ã¨ ritenuto di mero fatto e dunque insuscettibile di integrare un presupposto di periculum in mora tale da determinare la sospensione della sentenza impugnata (non sospende Tar Bari, sez. III, sentenza 14 novembre 2016, n. 1286).
La natura contrattuale dellâ€™affidamento della gestione della piscina comunale: lâ€™affidamento in concessione della gestione della piscina comunale, qualora il contratto si estenda anche ad unâ€™articolata serie di servizi e di opere quali lâ€™esercizio di un bar ristoro, la custodia dellâ€™impianto e similari, Ã¨ ascrivibile ad un appalto e non ad una concessione di servizi, con conseguente giurisdizione del giudice ordinario per le controversie concernenti lâ€™esecuzione del rapporto contrattuale: in tale ipotesi lo schema contrattuale di riferimento Ã¨ quello dellâ€™affidamento di strutture sportive e servizi e non giÃ quello della concessione di beni pubblici rientranti nel patrimonio indisponibile del Comune (Cons. Stato, sez. V, sentenza 2 maggio 2017, n. 1976 che conferma quella in epigrafe).
Lâ€™improcedibilitÃ dellâ€™azione impedisce di esaminare il merito delle questioni: lo ha ribadito il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza 1 marzo 2017, n. 964, atteso che ogni affermazione che in proposito sia stata fatta dal giudice in presenza della citata condizione impeditiva Ã¨ qualificabile come mero obiter dictum, ossia quale argomentazione eccedente la necessitÃ logico-giuridica della decisione insuscettibile di creare vincolo e di passare in giudicato.
Vano tecnico o piano abitabile: gli interventi edilizi che, sul piano oggettivo, risultano idonei a modificare un vano tecnico in spazio abitativo, con conseguente aumento degli standard sui quali Ã¨ stato originariamente assentito lâ€™immobile, integrano un variazione essenziale di questâ€™ultimo, attuata in assenza di titolo edilizio e perciÃ² sanzionabile con la demolizione ai sensi dellâ€™art 32 comma 1 lett. a) e 31 comma 2 d.P.R. 380/2001. (Cons. Stato, 30 marzo 2017, n. 1473 di conferma della sentenza in epigrafe).
Ultima conferma della giurisdizione del G.o. sulle procedure di mobilitÃ esterna: il Consiglio di Stato, confermando il granitico orientamento sul punto, ha riformato la sentenza di primo grado motivando la sua decisione con la dirimente circostanza che detta procedura, determinando una modifica soggettiva del datore di lavoro, non comporta la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo ma attiene alla mera gestione tra amministrazioni dello tesso rapporto giÃ instaurato (Cons. Stato, sez. V, 10 aprile 2017, n. 1683 che riforma la sentenza in epigrafe ).
Concessione del servizio di riscossione e supporto alla riscossione: lâ€™iscrizione da parte del privato allâ€™albo per lo svolgimento dellâ€™attivitÃ di liquidazione e accertamento tributi non Ã¨ necessaria se lâ€™affidamento consiste nel servizio di supporto allâ€™ente locale per la riscossione: trattasi, infatti, di servizi estranei dalla concessione in cui il privato non maneggia danaro pubblico e dunque non Ã¨ investito di potestÃ pubblicistiche. Elementi sintomatici che differenziano lâ€™una dallâ€™altra prestazione sono: il controllo e la responsabilitÃ in capo alla stazione appaltante su tutte le attivitÃ di accertamento e riscossione, la previsione di un corrispettivo fisso per il servizio, indipendente dalle imposte, lâ€™applicazione della revisione prezzi, istituto tipico dellâ€™appalto e non della concessione. Ne consegue che la previsione di siffatta iscrizione come requisito di partecipazione del bando sarebbe risultata illegittima. (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, 31 gennaio 2017, n. 380 che ha confermato la sentenza in epigrafe).
Nell'appalto di forniture non puÃ² essere ammesso un dispositivo non equivalente rispetto a quello prescritto: l'aver offerto nell'appalto di forniture ospedaliere prodotti diversi da quelli previsti nelle specifiche tecniche a base di gara (nella specie, un sistema semiautomatico - anzichÃ© automatico - per la scomposizione del sangue umano), in assenza della dimostrazione dell'eventuale equivalenza ovvero dell'irragionevolezza nella scelta del prodotto da parte della Stazione appaltante, giustifica l'esclusione dalla gara (Cons. Stato, Sez. III, ordinanza 27 gennaio 2017, n. 339, di rigetto dell'appello e conferma dell'ordinanza in epigrafe).