Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2010/04/19/contributo-addizionale-per-integrazione-salariale/
Timestamp: 2015-04-25 18:12:11+00:00
Document Index: 109676118

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art.8', 'art.12', 'art.8', 'art.7', 'art.8', 'art.12', 'art.1']

E’ DOVUTO IL CONTRIBUTO ADDIZIONALE PER INTEGRAZIONE SALARIALE IN DEROGA ? | Francesco Colaci's BLOG
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E’ DOVUTO IL CONTRIBUTO ADDIZIONALE PER INTEGRAZIONE SALARIALE IN DEROGA ?
E’ noto che :
-nel caso di utilizzo della Cassa Integrazione ordinaria le aziende devono versare un contributo addizionale commisurato sugli importi dell’integrazione pari a: · 4% per le imprese fino a 50 dipendenti · 8% per le imprese con oltre 50 dipendenti
(Art.12 n.2 legge n.164/75)
-nel caso di utilizzo della Cassa Integrazione Straordinaria le aziende devono versare un contributo addizionale calcolato sugli importi dell’integrazione pari a :
al 3% se occcupano sino a 50 dipendenti
al 4,50 % se occupano oltre 50 dipendenti
(Art 8 comma 1 dec.legge n 86/88 convertito in legge n.160/88) E’ noto altresì che il contributo addizionale non è dovuto nel caso di eventi oggettivamente non evitabili (cause di forza maggiore, caso fortuito ecc.) ,tenendo presente che per il calcolo della base occupazionale occorre tenere presenti tutti i lavoratori occupati, compresi gli apprendisti, i dirigenti ed i lavoranti a domicilio. Premesso quanto sopra e considerato che ,in relazione alle persistenti e gravi difficoltà del sistema produttivo nazionale , che coinvolge in modo particolare i datori di lavoro ed i lavoratori ,che ,in mancanza delle condizioni e dei requisiti stabiliti dalla previsione normativa, non possono far ricorso alla cigo ed alla cigs,il legislatore ha introdotto in tempi recenti ,accanto agli ammortizzatori sociali ordinari ,quell c.d in deroga ,in cui risulta compresa l’integrazione salariale ,da qualcuno viene posta la domanda se pure i datori di lavoro che fanno ricorso a tale ammortizzatore sociale sono tenuti a versare all’Inps il contributo addizionale ,di cui all’art.12 della legge n. 164 della legge 164/75 ed all’art.8 della legge n.160/88.
La risposta che si è orientati a sostenere risulta essere negativa per le considerazioni che di seguito si riportano In primo luogo l’esclusione dovrebbe essere insita nella stessa denominazione della prestazione in parola , che essendo definita in deroga, significa che essa fa eccezione alle regole proprie della disciplina generale della cigo e della cigs, a meno che le stesse non siano espressamente richiamate ,cosa che non risulta per l’art.12 della legge n.164/75 ,nè per l’art.8 comma 1 del dec.legge n.86/88 convertito in legge n.160/88
In secondo luogo è da dire che alla fattispecie in esame si confà il principio secondo cui quando il legislatore ha inteso veder applicate determinate previsioni normative ,lo ha detto esplicitamente,mentre ha taciuto in caso contrario ed in merito sembra appropriato al riguardo ad esempio riportarsi all’ art.7 ter comma 6 della legge n.33/09,che richiede ai lavoratori di essere in possesso di un anzianita’ aziendale di almeno 90 giorni anche per poter bene ficiare del trattamento previdenziale di cig in deroga ,cosi come previsto dall’art.8 comma 3 della gia citata legge n.160 per la cig straordinaria .
In terzo luogo si richiama l’art.12 della legge n.164/75 che ,escludendo il contributo addizionale per eventi oggettivamente non evitabili , si ritiene appropriato applicare anche alle situazioni di ricorso all’ integrazione salariale in deroga, posto che , i casi di ricorso alla stessa si basano su fattori di per sè non evitabili , esssendo ascrivibili a situazioni di difficoltà emerse in ambito nazionale ed internazionale comportanti una particolare ricaduta sui volumi produttivi delle imprese di ridotte dimensioni o sui volumi di attività delle stesse e di conseguenza sull’occupazione.
In terzo luogo ,con riferimento al sistema produttivo dell’ Abruzzo,non si può non tener conto del sisma del 6 aprile 2009,che ,quanto meno per le imprese coinvolte del “cratere” e di quelle comunque coinvolte non può non venire considerato evento non evitabile agli effetti esaminati in questa sede.
In quarto luogo non appare possibile non tener conto della lettera circolare del Ministero del Lavoro -Direzione Generale Ammortizatori sociali n.14/0005251 del 30.3.2009 relativa alla definizione degli ambiti di applicazione della crisi aziendale per evento improvviso ed imprevisto ai sensi dell’art.1 comma 1 lettera e) del Decreto Ministeriale n.31826 del 18.12.2002, da cui si arguisce essere necessario chiarire che l’evento improvviso ed imprevisto è riferibile non solo a fattispecie ascrivibili a cause di forza maggiore, caso fortuito ,ecc. ,ma occorre tener presenti anche tutte quelle situazioni in cui rilevano la riduzione delle commesse,la perdita di quote di mercato nazionale o la riduzione del medesimo,la contrazione delle esportazioni ,la difficoltà di accesso al credito e la conseguente determinazione di una situazione occupazionalr cui far fronte con lo strumento della cig.
A fronte delle indicazioni ministeriali di cui sopra ,non sembra fuori luogo fare un accostamento tra evento imprevisto ed improvviso ed evento non evitabile, così da ammettere l’esonero del contributo addizionale per il ricorso alla cig in deroga.
This entry was posted on aprile 19, 2010 at 8:07 pm and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.