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Timestamp: 2020-04-08 07:09:58+00:00
Document Index: 135904022

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 53', 'art. 380', 'art. 7', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 3541 del 09/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3541 del 09/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.09/02/2017), n. 3451
sul ricorso 20843/2015 proposto da:
V.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CASSIODORO
19, presso lo studio dell’avvocato MAURIZIO CALO’, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIUSEPPE MAGGIONI in
virtù di mandato a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 2798/34/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA, emessa il 17/06/2015 e depositati il
23/06/2015;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di V.A. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia n. 2798/34/2015, depositata in data 23/06/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso per maggiore IRPEF dovuta in relazione all’anno d’imposta 2007, a fronte della ripresa a tassazione di plusvalenza correlata alla compravendita di un terreno edificabile, avendo l’Ufficio ritenuto il contribuente decaduto dall’agevolazione fiscale di cui alla L. n. 448 del 2001, art. 7 (avendo ceduto l’immobile a prezzo inferiore al valore indicato nella perizia), – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello hanno dichiarato inammissibile il gravame dell’Agenzia delle Entrate, D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 53, essendosi l’appellate limitata a riprodurre il contenuto del ricorso introduttivo, senza esaminare e criticare il punto cruciale e determinante della decisione impugnata, rappresentato dall’avere i giudici della C.T.P. ritenuto di dovere tener conto nel prezzo pattuito per la cessione dell’immobile l’onere, assunto dal venditore, delle spese di riqualificazione ed urbanizzazione dei terreni, cosicchè calcolando le stesse “il prezzo finale era superiore al valore della perizia”.
A seguito di deposito di, relazione ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti. Parte controricorrente ha depostato memoria.
Nella specie, dalla stessa esposizione nel presente ricorso per cassazione e dall’esame degli atti, si evince che l’appellante, chiedendo l’annullamento della decisione di primo grado, contestava la motivazione e l’erronea valutazione in diritto della normativa di cui alla L. n. 448 del 2001, da parte dei giudici della C.T.P., i quali si erano “disinteressati” degli “argomenti, anche pregiudiziali,” offerti dall’Agenzia delle Entrate, in primis in punto di decadenza del contribuente dal potere di utilizzare, ai fini fiscali, il valore del bene rivalutato, L. n. 448 del 2001, ex art. 7, laddove lo stesso abbia indicato nell’atto di trasferimento (“a causa, ad es., di un deprezzamento dovuto a cause naturali o all’adozione di nuovi strumenti urbanistici ovvero a variazione di quelli vigenti”) un valore inferiore a quello rideterminato.
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del ricorso, va cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. della Lombardia, in diversa composizione, anche in ordine alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.