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Timestamp: 2017-08-19 01:50:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 13']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 24/10/2013 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 24 ottobre 2013
10/10/13 – Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 24 Ottobre 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Damjanac v. Croatia 52943/10 2 Il Sig. Damjanac ha prestato servizio per 38 anni all’interno dell’YPA (Esercito del Popolo Yugoslavo) ed oggi è un militare in pensione; trasferitosi nel frattempo a Dubrovnik, inizia a beneficiare della pensione dal 1992. Ma nel 2003, momento in cui il sig.Damjnac sposta la sua residenza a Belgrado, le Autorità croate interrompono il trattamento pensionistico. Ciò è accaduto perché, sempre secondo le Autorità croate, il trattato internazionale firmato con la Serbia, atto a garantire la pensione indipendentemente dal fatto che un soggetto abbia o meno vissuto in uno dei due stati in questione, in realtà non si applica per i militari dell’esercito jugoslavo. Il ricorrente infatti si vede costretto un anno dopo, nell’ottobre del 2004, a riparare nuovamente a Dubrovnik per ottenere il diritto alla pensione. Oggi denuncia in Corte Edu un trattamento discriminatorio e la violazione del diritto alla proprietà sulla pensione che gli spetta. Articolo 14
L’eccezione preliminare è unita al merito e respinta (Articolo 35-3 - ratione materiae)
Domanda di equa riparazione respinta (fuori tempo)
Housein v. Greece 71825/11 3 Alì Housein a 17 anni fugge dall’Afganistan ed entra illegalmente in Grecia e per questo motivo viene arrestato nel 2011. Né la preliminare richiesta di scontare la sua detenzione in un centro per minori non accompagnati, né la denuncia innanzi al giudice greco (poiché respinta) cambiano la situazione. Solo nel luglio dello stesso anno Housein beneficia di una struttura adatta alla sua condizione di minore: un ostello della gioventù. Ricorre in Corte Edu per i trattamenti degradanti subiti nel centro di detenzione temporanea, oltre che per esservi entrato nonostante la minore età. Da ultimo afferma la violazione del diritto alla libertà di religione perché costretto, durante la detenzione, a dover scegliere più volte tra il digiuno e la carne di maiale. Articolo 3
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1-f - Espulsione)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – Verifica della legalità della detenzione)
Ioannis Papageorgiou v. Greece 45847/09 3 Ioannis Papageorgiou è un cittadino greco che nel 1995 viene citato in giudizio e l’anno successivo condannato in contumacia ad una pena detentiva commutata poi in una multa. Egli viene a conoscenza delle proprie vicende processuali solo dieci anni dopo, tant’è che i tribunali greci rigettano in ogni grado la sua domanda. Il ricorrente lamenta oggi, in Corte Edu, l’assenza di garanzie effettive circa il diritto ad un equo processo e l’accesso ad un tribunale. Articolo 6 Nessuna violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - accesso alla giustizia)
Navone and Others v. Monaco 62880/11, 62892/11, 62899/11 2 Navone, Lafelur e Re sono tre cittadini italiani che nel 2010 vengono arrestai dalla polizia monegasca. Al fermo segue una custodia immediata ed un’indagine per furto e ricettazione. I tre italiani protestano in Appello per un immediato rilascio ma sarà solo il sig. Re nel 2011, dopo il ricorso in Cassazione, ad ottenere la cancellazione dagli atti del suo primo interrogatorio durante la custodia. La vicenda processuale si conclude per i tre ricorrenti con una sentenza di condanna da parte della Corte penale, confermata poi in Appello, a 18 mesi di reclusione. I ricorrenti Navone Lafleur lamentano a Strasburgo l’assenza di un avvocato ed il fatto di non essere stati informati del loro diritto a rimanere in silenzio, tutto ciò durante il periodo di custodia. Il Sig. Re ricorre in Corte Edu perché ritiene che sia stato leso, sin dal fermo, il diritto ad una assistenza legale (benché richiesta), ed in subordine invoca questa anomalia procedimentale come fatto invalidante l’intero processo. Articolo 6 L’eccezione preliminare è unita al merito e respinta (Articolo 34 - Vittima)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo; Articolo 6-3-c - difesa attraverso l'assistenza legale)
Dovletukayev and Others v. Russia 7821/07, 10937/10, 14046/10, 32782/10 3 La Russia si trova ad affrontare un processo in Corte Edu citata in giudizio da sette cittadini ceceni, i quali denunciano la scomparsa di cinque loro parenti. Stando al racconto dei ricorrenti, tra il 2001 e il 2004 cinque uomini sono stati prelevati e portati via dai militari russi. Successivamente, sono stati ritrovati solo quattro cadaveri dei cinque ceceni, invece dell’uomo scomparso nel 2003 la famiglia non ha più avuto notizie da allora e chiede infatti un risarcimento in corte EDU per la sofferenza mentale subita. Nonostante le indagini, per accertare i fatti e le dinamiche, siano ancora in corso, i ricorrenti attribuiscono tutte le responsabilità della morte al Governo russo. Denunciano quindi sia le modalità di detenzione tutt’ora ignote, poiché in violazione del diritto alla libertà e alla sicurezza, sia la totale assenza del diritto ad un effettivo ricorso. Articolo 2
Lapshov v. Russia 5288/08 3 Il sig. Lapshov ha trentuno anni ed è attualmente detenuto nel carcere di Kaliningrad in Russia. Ricorre in Corte Edu per le volte in cui, tra il 26 luglio 2006 e il 7 agosto 2007, è stato trasferito in un centro di detenzione temporanea a Bagrationovsk, nel quale ha scontato la pena in una cella senza finestre, senza lenzuola, nell’impossibiltà di accedere ad una toilette privata e per giunta di fare attività fisica all’aperto. Denuncia per questi motivi lo Stato russo circa i trattamenti inumani e degradanti subiti. Articolo 3 Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Pakhomova v. Russia 22935/11 3 La Sig.ra Pakhomova, sposatasi con il sig. Baranovam all’età di 22 anni dopo quattro anni di matrimonio dà alla luce un bambino. Successivamente la donna chiede il divorzio. Il giudice concede l’affidamento del figlio alla ricorrente nel marzo del 2009, ma il 24 febbraio dello stesso anno, l’ex marito sparisce insieme al bambino dopo averlo preso da scuola. Le Autorità russe, nonostante il comportamento dell’ex coniuge fosse in netto contrasto con la sentenza del tribunale e nonostante le proteste continue della ricorrente, non è riuscito a rendere esecutiva la sentenza. La Pakhomova infatti si rivolge in Corte Edu per ottenere il diritto al rispetto della vita privata e familiare. Articolo 8 Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Shcherbakov v. Russia (no. 2) 34959/07 Shcherbakov, cittadino russo, sconta una custodia cautelare per un periodo che va dal 16 novembre 2004, data del suo arresto per estorsione e truffa, al 28 febbraio 2008. Lamenta in Corte Edu il sovraffollamento carcerario ed il fatto che il ricorso in Appello del 2006 sia stato deciso fuori dai tempi utili durante la custodia cautelare; denuncia inoltre l’eccessiva durata del processo penale a suo carico. Articolo 3
Sedminek v. Slovenia 9842/07 3 Il sig. Sedminek è un cittadino sloveno che nel 1996 firma un contratto avente ad oggetto la compravendita di alcuni locali ad uso commerciale. Qualche tempo dopo Sedminek si accorge dell’incongruenza tra la cubatura che aveva creduto di acquistare da contratto e quella che effettivamente possedeva. Dopo un anno e undici mesi, nel settembre del 1998, chiama cita in giudizio la società che aveva venduto gli immobili. Il processo si conclude nel 2004 in favore del ricorrente Sedminek, ma questi si trova nell’impossibilità di ottenere i sui diritti, circa l’effettiva esecuzione della sentenza, poiché nel frattempo sulla società predetta gravava una procedura fallimentare. Da qui il ricorso in Corte Edu contro il governo Sloveno chiamato a difendersi su un processo irragionevolmente lungo ed il mancato accesso ad un effettivo ricorso. Articolo 6
Baklanov v. Ukraine 44425/08 2 Il sig.Baklanov cittadino ucraino nel 2003, all’età di diciotto anni, viene chiamato a prestare il servizio militare. Poco meno di un anno dopo viene dimesso perché reputato un soggetto con problemi psicologici, inadatto dunque a continuare il servizio nelle forze armate. Stando alle dichiarazioni del sig. Baklanov i disturbi psicologici sulla propria persona sarebbero scaturiti dai continui pestaggi, maltrattamenti ed atti di bullismo subiti durante la leva. La pretesa avanzata dal giovane per ottenere un aumento della pensione di invalidità viene respinta definitivamente nel 2011 dal Tribunale amministrativo ucraino in secondo grado. Per tali motivi chiede giustizia in Corte Edu per la mancanza di un effettivo ricorso interno e per aver subito trattamenti umani e degradanti dal maggio 2003 all’aprile 2004. Articolo 3
L’eccezione preliminare è unita al merito (art. 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
L’eccezione preliminare non necessita di esame (art. 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Nessuna violazione dell’Articolo 13 - Diritto a un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo)
Sergey Savenko v. Ukraine 59731/09 3 Sergey Savenko è un cittadino ucraino che si rivolge in Corte Edu per denunciare i maltrattamenti subiti in carcere. Afferma di esser stato portato in un magazzino del penitenziario e picchiato dopo il suo rifiuto a rivelare informazioni circa i movimenti e le abitudini degli altri carcerati. Lamenta dunque, innanzi al giudice di Strasburgo, non solo i trattamenti degradanti ma anche l’inesistenza di un effettivo ricorso per denunciare dette violazioni. Articolo 3
Bousiou v. Greece 21455/10 3 Articolo 6 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - accesso alla giustizia)
Zakharova v. Russia 17030/04 3 Articolo 6
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili
Dmitriyev v. Russia 40044/12 3 Articolo 3
Necheporenko and others v. Ukraine 72631/10 e altri 249 ricorsi 3 Inammissibile (art. 35-3 - manifestamente infondata)
Mavredaki v. Greece 10966/10 3 Violazione_dell'Articolo_13 - Diritto a un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo)
Croazia Grecia Monaco Russia Slovenia Tutte le sentenze Ucraina	2013-10-24
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