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Timestamp: 2014-09-17 07:30:22+00:00
Document Index: 27571101

Matched Legal Cases: ['art. 499', 'art. 512', 'art. 547', 'art. 591', 'art. 474', 'sentenza ', 'art. 170', 'art. 534', 'art. 570', 'art. 576', 'art. 591', 'art. 173', 'art. 495', 'art. 530', 'art. 388', 'art. 520', 'art. 543', 'art. 388', 'art. 499', 'art. 499']

Guida alle riforme del c.p.c.: il nuovo processo di esecuzione
Scheda di Andrea Gnignera 07.06.2006
L’esigenza di maggiore speditezza del processo esecutivo permea l’intera opera di riforma e trova la sua più evidente espressione nel riconoscimento del credito non fondato su titolo esecutivo (art. 499), nella risoluzione delle contestazioni al piano di riparto (art. 512), nelle modalità della dichiarazione del terzo nel procedimento di espropriazione mobiliare presso terzi (art. 547) ovvero, infine, nella delega delle operazioni di vendita (art. 591-bis).
Andrea Gnignera /
c.p.c. /
libro III /
processo di esecuzione /
“Il nuovo processo di esecuzione”
Scheda di Andrea Gnignera
(Guida alle riforme del codice di procedura civile dal Decreto “Competitività” alla L. 54/2006 in tema di affidamento condiviso, già pubblicata su "Pratica forense", diretta da Paolo Franceschetti, curatore del corso Corso Altalex OnLine di Diritto Civile, Amministrativo, Penale)
Sulle disposizioni generali
L'appello ed il ricorso per Cassazione
La riforma del processo di esecuzione forzata rappresenta senza dubbio l’intervento più vasto ed incisivo dell’intera novella al diritto processuale civile.
Essa coinvolge non soltanto istituti generali quali il titolo esecutivo, le opposizioni, la sospensione e l’estinzione del processo esecutivo, ma anche istituti particolari come il pignoramento, l’intervento dei creditori, la vendita, l’assegnazione, la risoluzione delle controversie in sede di riparto, il modo del rilascio e l’estinzione del procedimento per consegna o rilascio.
Il novellato art. 474 riconosce l’efficacia propria del titolo esecutivo anche alle scritture private autenticate, sia pure con le seguenti limitazioni:
- a pena di nullità, l’atto di precetto deve contenere la trascrizione integrale della scrittura privata.
La sanzione pecuniaria comminata per il cancelliere, il notaio, o altro pubblico ufficiale, che contravvenga alle modalità di spedizione della copia del titolo in formula esecutiva, è oggi compresa tra un minimo di € 1.000,00 ed un massimo di € 5.000,00.
La notificazione del titolo esecutivo deve essere eseguita sempre alla parte personalmente (artt. 137 e seguenti) e ciò anche quando si tratti di una sentenza e non sia decorso un anno dalla sua pubblicazione; in quest’ultima ipotesi, infatti, non è più consentita la notificazione presso il procuratore costituito (art. 170).
La disciplina della pubblicità degli avvisi (vendita all’incanto di beni mobili, art. 534; vendita all’incanto di beni immobili, art. 570 e art. 576; nuovo incanto dopo quello andato deserto, art. 591) è stata innovata in relazione alle inserzioni in internet ed in quotidiani di informazione a diffusione locale.
Nel caso di espropriazione di immobili, l’inserzione in internet deve necessariamente essere disposta dal Giudice e, quindi, non è più espressione di un suo potere discrezionale.
Alla stessa inserzione il Giudice della Esecuzione deve provvedere anche nella nuova ipotesi di espropriazione di beni mobili registrati per un valore eccedente gli € 25.000,00.
La forma di pubblicità in questione deve compiersi almeno quarantacinque giorni prima del termine per la presentazione delle offerte o della data dell’incanto ed avere ad oggetto, non soltanto l’avviso contenente tutti i dati che possono interessare il pubblico, ma anche la copia dell’ordinanza del Giudice e della relazione di stima redatta ai sensi dell’art. 173 bis disp. att.
La disciplina della inserzione in quotidiani di informazione viene, invece, innovata mediante la semplice previsione di un termine di attuazione, dovendosi procedere ad essa almeno quarantacinque giorni prima della scadenza per la presentazione delle offerte, o della data dell’incanto.
La disciplina generale del pignoramento ha subito innovazioni quanto al contenuto dell’atto costitutivo del vincolo di indisponibilità relativa ed alla previsione di particolari garanzie avverso i rischi del pignoramento negativo o insufficiente.
1) Salvo le forme particolari previste per ciascun tipo di espropriazione forzata, l’atto di pignoramento deve oggi contenere, unitamente alla ingiunzione formale di cui esso consta, anche:
l’invito rivolto al debitore ad effettuare presso la cancelleria del Giudice della Esecuzione la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il Giudice competente per l’esecuzione, con l’avvertimento che, in mancanza, ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive comunicazioni a lui dirette saranno effettuate presso la cancelleria dello stesso Giudice.
l’avvertimento che, ai sensi dell’art. 495, il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all’importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti a titolo di capitale, interessi e spese di esecuzione, attraverso il deposito in cancelleria, a pena di inammissibilità prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli art. 530, 552 e 569, di una apposita istanza ed una somma di denaro almeno pari al quinto dell’importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti degli intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale.
Quando i beni assoggettati a pignoramento appaiono insufficienti per la soddisfazione del creditore procedente, ovvero per essi appare manifesta la lunga durata della liquidazione, l’Ufficiale Giudiziario invita il debitore ad indicare ulteriori beni utilmente pignorabili, avvertendolo della sanzione prevista per l’omessa o falsa dichiarazione.
Se sono indicate cose mobili, queste sono considerate pignorate dal momento della dichiarazione (anche agli effetti dell’art. 388 c.p. terzo comma) e l’Ufficiale Giudiziario accede al luogo in cui esse si trovano per gli adempimenti necessari alla loro custodia (art. 520), ovvero trasmette copia del verbale all’Ufficiale Giudiziario territorialmente competente, se i beni pignorati si trovano in altro circondario.
Se sono indicati crediti o cose mobili che si trovano nel possesso di terzi, il pignoramento si considera perfezionato dal momento in cui l’esecutato rende la dichiarazione suddetta. Gli obblighi che la legge impone al custode, invece, si generano in capo al terzo dal giorno della notificazione dell’atto di cui all’art. 543 ma, se prima di tale momento il terzo effettua il pagamento o restituisce il bene all’esecutato, è quest’ultimo ad essere costituito custode della somma o della cosa (anche agli effetti dell’art. 388 c.p. quarto comma).
Quando il compendio pignorato diviene insufficiente a causa dell’intervento di altri creditori, il procedente può chiedere all’Ufficiale Giudiziario di invitare l’esecutato ad indicare ulteriori beni utilmente pignorabili (art. 499) affinché, lo stesso creditore, possa a sua volta invitare gli intervenuti ad estendere il pignoramento a detti beni in conformità dell’art. 499.
In tutti i casi in cui non vengono individuati beni utilmente pignorabili, ovvero le cose e i crediti pignorati o indicati dal debitore appaiono insufficienti a soddisfare il creditore procedente e i creditori intervenuti, l’Ufficiale Giudiziario, su istanza del procedente:
a) rivolge richiesta ai soggetti gestori della anagrafe tributaria, e di altre banche dati pubbliche, ai fini della ricerca delle cose e dei crediti da sottopo