Source: http://mondolegale.it/appalti-e-contratti/62-problematiche-generali.html
Timestamp: 2019-06-16 13:42:46+00:00
Document Index: 87955006

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 59', 'art. 38', 'art. 39', 'art. 38', 'art. 83', 'art. 25', 'art. 125', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 87', 'art. 125', 'art. 87', 'art. 122', 'art. 19', 'art. 19']

Home Appalti e Contratti Problematiche generali
Martedì 27 Settembre 2016 09:44	Valentina Magnano
Martedì 06 Settembre 2016 09:36	Valentina Magnano
Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2016 08:28
Martedì 26 Luglio 2016 14:28	Valentina Magnano
Soccorso istruttorio fra vecchio e nuovo codice degli appalti pubblici
Lunedì 18 Luglio 2016 09:06	Valentina Magnano
N. 01423/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00689/2016 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 689 del 2016, proposto da:
C.S.P.C., rappresentato e difeso dall'avvocato Pietro De Luca, con domicilio eletto presso Federico De Luca in Milano, via Petrella, 20;
Comune di Milano, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonello Mandarano, Stefania Pagano e Danilo Parvopasso, domiciliato in Milano, via della Guastalla, 6;
del provvedimento del Comune di Milano prot. n. 89171/16 del 17 febbraio 2016, avente ad oggetto soccorso istruttorio, esclusione ed irrogazione della sanzione pecuniaria di euro 7.204,53 in appalto di lavori di demolizione e ricostruzione scuola elementare; della conferma della succitata nota del 23 febbraio 2016; della comunicazione del 3 marzo 2016 di esclusione dalla gara e di recupero coattivo della sanzione pecuniaria; dei verbali di gara del 10-11-12 febbraio 2016.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 6 luglio 2016 la dott.ssa Elena Quadri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con il presente ricorso l’istante ha impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe, con i quali il comune di Milano ha irrogato allo stesso una sanzione pecuniaria di euro 7.204,53 ai sensi dell’art. 38, comma 2 bis, del d.lgs. n. 163 del 2006 per non aver presentato il Protocollo d’Intesa e per non aver sottoscritto il Patto d’Integrità, come, invece, previsto dal punto 12 del bando di gara.
Il ricorso riveste, in particolare, il profilo dell’irrogazione di tale sanzione, avvenuta nonostante l’acquiescenza dell’istante all’esclusione dalla gara e senza, dunque, adesione al soccorso istruttorio.
A sostegno del proprio gravame il ricorrente ha dedotto, più specificamente, la violazione e falsa applicazione degli artt. 38, comma 2-bis e 46, comma 1-ter, del d.lgs. n. 163/2006, delle direttive ANAC, degli artt. 41, comma 1 e 97, comma 1, della Costituzione e dell’art. 59, paragrafo 4, secondo capoverso, della direttiva 2014/24/UE, oltre che l’eccesso di potere per sviamento.
Si è costituito il Comune intimato, che ha chiesto la reiezione del ricorso per infondatezza nel merito.
All’udienza pubblica del 6 luglio 2016 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
Il collegio, dopo un’approfondita delibazione degli atti della controversia, ritiene di aderire al maggioritario orientamento formatosi in relazione all’interpretazione dell’art. 38, comma 2-bis, del d.lgs. n. 163/2006, come inserito dall'art. 39, comma 1, del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, testo non più in vigore, ma applicabile alla fattispecie in questione, che così recitava: “La mancanza, l'incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e delle dichiarazioni sostitutive di cui al comma 2 obbliga il concorrente che vi ha dato causa al pagamento, in favore della stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara, in misura non inferiore all'uno per mille e non superiore all'uno per cento del valore della gara e comunque non superiore a 50.000 euro, il cui versamento è garantito dalla cauzione provvisoria. In tal caso, la stazione appaltante assegna al concorrente un termine, non superiore a dieci giorni, perché siano rese, integrate o regolarizzate le dichiarazioni necessarie, indicandone il contenuto e i soggetti che le devono rendere. Nei casi di irregolarità non essenziali, ovvero di mancanza o incompletezza di dichiarazioni non indispensabili, la stazione appaltante non ne richiede la regolarizzazione, né applica alcuna sanzione. In caso di inutile decorso del termine di cui al secondo periodo il concorrente è escluso dalla gara (…)”.
Ed invero, secondo tale maggioritario orientamento giurisprudenziale: “In primo luogo, soccorre l’argomento testuale. Il comma 2 bis dell’art. 38 del d.lgs. n. 163 del 2006, infatti, chiarisce che è la mancanza, l'incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale nelle dichiarazioni sostitutive volte ad accertare i requisiti di partecipazione alle procedure di gara, in sé per sé considerate, ad obbligare il concorrente che vi ha dato causa al pagamento, in favore della stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara.
Il legislatore, insomma, ha voluto evitare, nella fase del controllo delle dichiarazioni e, quindi, dell'ammissione alla gara delle offerte presentate, esclusioni dalla procedura per mere carenze documentali, imponendo un'istruttoria veloce, preordinata ad acquisire la completezza delle dichiarazioni, e autorizzando la sanzione espulsiva solo quale conseguenza dell’inosservanza, da parte dell'impresa concorrente, all'obbligo di integrazione documentale entro il termine perentorio accordato, a tal fine, dalla stazione appaltante.
Deve osservarsi, invero, che il nuovo codice degli appalti (d.lgs. n. 50/2016), adottato in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche' per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, e pubblicato in Gazz. Uff., S.O., 19 aprile 2016, n. 91, prevede, ora, all’art. 83, comma 9, che: “Le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda possono essere sanate attraverso la procedura di soccorsoistruttorio di cui al presente comma. In particolare, la mancanza, l'incompletezza e ogni altra irregolarita' essenziale degli elementi e del documento di gara unico europeo di cui all'articolo 85, con esclusione di quelle afferenti all'offerta tecnica ed economica, obbliga il concorrente che vi ha dato causa al pagamento, in favore della stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara, in misura non inferiore all'uno per mille e non superiore all'uno per cento del valore della gara e comunque non superiore a 5.000 euro. In tal caso, la stazione appaltante assegna al concorrente un termine, non superiore a dieci giorni, perche' siano rese, integrate o regolarizzate le dichiarazioni necessarie, indicandone il contenuto e i soggetti che le devono rendere, da presentare contestualmente al documento comprovante l'avvenuto pagamento della sanzione, a pena di esclusione. La sanzione e' dovuta esclusivamente in caso di regolarizzazione. Nei casi di irregolarita' formali, ovvero di mancanza o incompletezza di dichiarazioni non essenziali, la stazione appaltante ne richiede comunque la regolarizzazione con la procedura di cui al periodo precedente, ma non applica alcuna sanzione. In caso di inutile decorso del termine di regolarizzazione, il concorrente e' escluso dalla gara. Costituiscono irregolarita' essenziali non sanabili le carenze della documentazione che non consentono l'individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della stessa”.
Tale testo normativo non può, peraltro, ricevere applicazione nella fattispecie all’esame del collegio, atteso che la procedura concorsuale in questione è stata bandita prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 50/2016.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 6 luglio 2016 con l'intervento dei magistrati:
Silvia Cattaneo, Consigliere
Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Luglio 2016 11:00
Oneri di sicurezza aziendali nelle procedure di cottimo fiduciario
Lunedì 18 Luglio 2016 08:07	Valentina Magnano
N. 01840/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00427/2016 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 427 del 2016, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
F.Lli D. Srl, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Silvano Martella C.F. MRTSVN66L15D150I, domiciliato ex art. 25 c.p.a. presso la Segreteria del TAR Catania, in via Milano 42a;
Comune di Messina, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Arturo Merlo C.F. MRLRTR52T13F158X, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Egidio Incorpora in Catania, via Aloi, 46;
A.C. Srl, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Fabrizio Laudani C.F. LDNFRZ79T21C351R, presso il cui studio è elettivamente domiciliato in Catania, via Vincenzo Giuffrida, 2b;
- della determinazione dirigenziale n. 19 del 16.02.2016 con la quale il Comune di Messina ha disposto la revoca dell'aggiudicazione definitiva in favore della ricorrente approvata con la determinazione dirigenziale n. 1 del 13.01.2015 della gara d'appalto per gli interventi finalizzati alla manutenzione delle strade comunali e le relative pertinenze;
- del verbale del 18.02.2016 del Comune di Messina - Area Tecnica-Dipartimento Lavori Pubblici con il quale è stata disposta l'aggiudicazione dello stesso appalto in favore della ditta A.C. s.r.l.;
- di ogni altro atto connesso, consequenziale e/o presupposto con quello impugnato ivi compresa l'aggiudicazione definitiva in capo alla controinteressata e gli atti endoprocedimentali ivi richiamati fra cui la nota n. 38514 del 15.02.2016 con la quale comunicava di voler procedere alla revoca dell'aggiudicazione;
- di tutti gli altri atti presupposti e/o consequenziali;
- della determina dirigenziale n. 42 del 26 aprile 2016 recante aggiudicazione definitiva.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Messina e di A.C. Srl;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 luglio 2016 la dott.ssa Agnese Anna Barone e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
La società F.lli D. s.r.l. ha partecipato alla gara indetta dal Comune di Messina per la manutenzione delle strade comunali e le relative pertinenze CIG 6431043890 per l’importo complessivo di € 200.000,00 che prevedeva l'affidamento mediante cottimo fiduciario ai sensi dell'art. 125, comma 8 del D.Lgs. 163/2006, con il criterio del prezzo più basso, ai sensi dell'art. 19, comma 6bis della l.r. n.12/2001 come modificata dalla l.r. n. 14/2015 e veniva individuata quale aggiudicataria provvisoria avendo presentato il ribasso percentuale del 13,0127% (verbale di gara del 21.12.2015), conseguendo l’aggiudicazione definitiva con determinazione n. 1 del 13 gennaio 2016.
A seguito d’istanza del concorrente A.C. s.r.l. che rilevava come la propria offerta fosse quella che più si avvicinasse “per difetto” alla soglia di anomalia (ancorché rientrante tra quelle fittiziamente escluse dal taglio delle ali), la stazione appaltante, avviava il procedimento di revoca dell’aggiudicazione disposta in favore della f.lli D. e con verbale del 18 febbraio 2016 disponeva l’aggiudicazione dei lavori in favore della A.C..
Tali provvedimenti sono stati impugnati con il ricorso in esame, integrato da motivi aggiunti proposti avverso il provvedimento di aggiudicazione definitiva in favore della A.C., con il quale la società f.lli D. ne ha chiesto l’annullamento deducendo censure di violazione e falsa applicazione dell’art. 38, comma 2bis del D.Lgs. 163/2006, eccesso di potere e carenza assoluta di motivazione; violazione e falsa applicazione dell’art. 1 della l.r. n. 14/2015; in via subordinata ha dedotto la violazione dell’art. 87 del D.Lgs. 163/2006, in ragione dell’omessa indicazione degli oneri di sicurezza aziendale nell’offerta della controinteressata.
Si sono costituiti in giudizio, per resistere al ricorso, la controinteressata e il Comune di Messina che hanno chiesto il rigetto del ricorso siccome infondato.
Con ordinanze n. 235/2016 e n. 424/2016 sono state respinte le domande cautelari formulate dalla parte ricorrente.
Con atto depositato in data 8 giugno 2016, la parte ricorrente ha espressamente rinunziato al primo motivo di ricorso alla richiesta di risarcimento dei danni consequenziali e ha insistito nel motivo di ricorso formulato in via subordinata, chiedendo una decisione immediata a mezzo di preventiva pubblicazione del dispositivo di sentenza.
Rimane, quindi, da esaminare la censura concernente l’omessa indicazione degli oneri di sicurezza aziendali da parte della controinteressata che è infondato alla luce dell’orientamento già espresso da questo T.A.R. su fattispecie analoghe concernenti procedure di cottimo fiduciario (cfr, sez. I, 27 maggio 2016, n. 1481, 13 maggio 2016, n. 1317, 26 febbraio 2016, n. 592, 14 gennaio 2016, n. 111 e 21 dicembre 2015, n. 2991. Sez. III, 21 giugno 2016, n. 1676) alle cui motivazioni si rinvia per esigenze di sintesi.
In questa sede va ribadito che la disciplina del cottimo fiduciario è definita dall'art. 125 del codice degli appalti e dalla legge speciale di gara (normalmente declinata nella lettera di invito) con il solo limite del rispetto dei principi in tema di procedure di affidamento e di esecuzione del contratto desumibili dal codice e dal regolamento, che hanno una portata generale (costituendo il livello minimo di garanzie che deve essere assicurato a qualsiasi operatore economico in qualunque procedura di affidamento). In particolare, ai predetti principi sono stati ricondotti obblighi di apertura delle buste contenenti le offerte e la verifica dei documenti in esse contenuti in seduta pubblica (Cons. Stato, Ad. Plen., 31 luglio 2012, n. 31; T.A.R. Liguria, sez. II, 19 luglio 2013, n. 1086.) Per ciò che riguarda, in particolare, la mancata indicazione dei costi della sicurezza aziendali interni, va richiamata la decisione del Consiglio di Stato n. 4810 del 21 ottobre 2015 ( posteriore alla decisione dell’Adunanza Plenaria n. 3/2015), ove è stato affermato che nel caso di cottimo fiduciario, “non trovano (…) applicazione le rigide regole dettate per gli appalti sopra soglia; pertanto, nonostante lo scopo altamente sociale che la norma si propone, è fortemente discutibile che possa trovare rigida applicazione l'obbligo discendente dall'art. 87, comma 4, del codice dei contratti pubblici (…) che concerne la dichiarazione specifica degli oneri sostenuti per la sicurezza aziendale, quantomeno nel senso di imporre una tale dichiarazione a pena di esclusione” e che “è preferibile ritenere che la regola, così come intesa dalla giurisprudenza formatasi in materia di appalti sopra soglia comunitaria, possa eccezionalmente applicarsi ai suddetti affidamenti quando, in considerazione di particolari e specifiche esigenze, la lettera d'invito contempli espressamente un richiamo in tal senso, specificando la conseguente esclusione dalla procedura per la mancata dichiarazione” .
Tale lettura appare, peraltro, conforme ai principi più volte espressi dalla Corte di Giustizia e di recente ribadita nella decisione del 2 giugno 2016 resa sulla causa C-24/15 ove afferma, tra l’altro, che il rispetto del principio di parità di trattamento e di trasparenza impone che “tutte le condizioni e le modalità della procedura siano formulate in maniera chiara, precisa e univoca nel bando di gara o nel capitolato d’oneri così da permettere, da un lato, a tutti gli offerenti ragionevolmente informati e normalmente diligenti di comprenderne l’esatta portata e d’interpretarle allo stesso modo e , dall’altro, all’amministrazione aggiudicatrice di essere in grado di verificare effettivamente se le offerte degli offerenti rispondano ai criteri che disciplinano l’appalto in questione”.
Nel caso di specie, la Commissione di gara ha operato nel pieno rispetto sia della normativa prevista in materia, sia delle prescrizioni dettate dalla lex specialis che:
- non prevedeva alcun onere di indicazione degli oneri di sicurezza;
- prevedeva espressamente il meccanismo di esclusione automatica delle offerte ai sensi dell’art. 122, comma 9° del Codice dei contratti e dell’art. 19, comma 6°, della l.r.12/2011;
- non contemplava alcuna verifica di congruità (cui è strettamente connessa l’esplicitazione degli oneri di sicurezza aziendali). Risulta, inoltre, dal verbale del 21 dicembre 2015 che alla gara in questione sono stati ammessi quindici concorrenti e che, pertanto, non era nemmeno operante la preclusione prevista dal comma 6bis dell’art. 19 citato, per le gare caratterizzate da un numero di concorrenti inferiori a 10.
Le spese possono essere compensate, tenuto conto delle variegate posizioni espresse dalla giurisprudenza sulla questione.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Prima) respinge il ricorso indicato in epigrafe.
Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Luglio 2016 11:13
Nuovo Codice dei Contratti Pubblici - Altri chiarimenti dall'ANAC su rilascio delle attestazioni SOA e delle certificazioni lavori dei concessionari di servizi
Martedì 21 Giugno 2016 07:58	Valentina Magnano
Il Presidente dell'ANAC con due ulteriori comunicati, congiuntamente pubblicati sul sito ufficiale dell'ANAC il 20 giugno 2016, e qui segnalati, ha fornito ulteriori chiarimenti in relazione:
- ad alcune "criticità rappresentate dalle SOA a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo 18 aprile 2016 n.50" (comunicato del 31 maggio 2016, depositato in segreteria il 15 giugno 2016);
- alle "modalità di rilascio delle certificazioni di lavori svolti da concessionari di servizi pubblici" (comunicato dell'8 giugno 2016, depositato in segreteria il 15 giugno 2016).
Comunicato ANAC 31.05.2016 su rilascio di attestazioni SOA [ ] 128 Kb
Comunicato ANAC 08.06.2016 su modalità rilascio certificazioni Concessionari [ ] 268 Kb
Ultimo aggiornamento Martedì 21 Giugno 2016 08:14
Soccorso istruttorio sulle dichiarazioni degli amministratori e direttori tecnici delle imprese cedute
Riparametrazione dei punteggi e valutazione dell'anomalia
Concessioni di servizi e applicabilità della disciplina dell’anomalia delle offerte.