Source: https://assibot.it/category/lo-sai-che/responsabilita-civile-auto/
Timestamp: 2020-07-08 08:38:13+00:00
Document Index: 169558666

Matched Legal Cases: ['art. 2054', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art.4', 'art. 170', 'art. 170', 'art. 122', 'art. 2054', 'art. 1916', 'art. 142', 'art.3']

Responsabilità Civile Auto | AssiBot
In occasione di un sinistro stradale, le responsabilità per i danni cagionati a cose, veicoli e persone sono individuate dall’art. 2054 c.c. Il primo comma di tale disposizione, in particolare, pone a carico del conducente del veicolo il risarcimento dei danni causati a persone o cose. Questi potrà sottrarsi a tale obbligo soltanto dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Lo scontro tra due o più veicoli, invece, è al centro della disposizione contenuta nel secondo comma dell’articolo in esame. La regola principale, in tale contesto, è rappresentata dalla presunzione del concorso di colpa tra i vari conducenti. In pratica, se non viene fornita la prova della particolare colpevolezza di uno dei conducenti, in via prevalente o esclusiva, si presume che ciascuno di essi abbia contribuito in egual misura alla causazione dei danni ai veicoli. Ciò significa che, anche qualora uno soltanto dei veicoli abbia subito dei danni, l’ammontare complessivo degli stessi va ripartito tra i vari conducenti. La figura del proprietario del veicolo viene presa in considerazione dal terzo comma dell’art. 2054 c.c. Si tratta di una norma fondamentale nel complesso della disciplina della responsabilità da sinistro stradale, perché prevede la responsabilità solidale tra il conducente e il … Continua a leggere...
Con sentenza n.3165/2019 la Cassazione Civile Sez.U, fa il punto della situazione sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali, ex art.4 del regolamento CE) n. 864/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007 (Roma II) e per la parte d’interesse commenta: “ Sotto il capo II del regolamento Roma II, relativo ai fatti illeciti, figura l’articolo 4, intitolato «Norma generale», che prevede quanto segue: «1. Salvo se diversamente previsto nel presente regolamento, la legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali che derivano da un fatto illecito è quella del paese in cui il danno si verifica, indipendentemente dal paese nel quale è avvenuto il fatto che ha dato origine al danno e a prescindere dal paese o dai paesi in cui si verificano le conseguenze indirette di tale fatto. 2. Tuttavia, qualora il presunto responsabile e la parte lesa risiedano abitualmente nello stesso paese nel momento in cui il danno si verifica, si applica la legge di tale paese. 3. Se dal complesso delle circostanze del caso risulta chiaramente che il fatto illecito presenta collegamenti manifestamente più stretti con un paese diverso da quello di cui ai paragrafi 1 o 2, si applica la legge di quest’altro paese. Un collegamento manifestamente … Continua a leggere...
Il divieto di abbinamento nella r.c.a. concerne l’impossibilità di subordinare la conclusione della polizza obbligatoria r.c.a. alla conclusione di ulteriori contratti assicurativi, bancari o finanziari. L’argomento è affrontato dall’art. 170 comma 1 del Codice delle Assicurazioni (CdA). Il divieto riguarda contratti sia bancari che finanziari e l’obiettivo della norma è quello di calmierare il prezzo delle coperture assicurative incidendo direttamente sulla trasparenza contrattuale al fine di ridurre i rischi di frode assicurativa. Parliamo insomma di una norma che tutela la libertà negoziale tenendo presente che il carattere obbligatorio della r.c.a. non deve essere un obbligo anche ad acquistare altri servizi, specie se non effettivamente richiesti. Il comma 2 dell’art. 170 del CdA costituisce una prima eccezione al comma 1, e quindi: allo scopo di garantire il recupero dell’eventuale franchigia a carico dell’assicurato, le compagnie assicuratrici possono proporre forme di garanzia se queste ultime non comportano spese aggiuntive e se il premio risulta inferiore a quello che sarebbe stato altrimenti applicato in assenza di franchigia con recupero garantito. Bisogna ricordare che la franchigia o scoperto, consiste nella parte di un danno che resta a carico dell’assicurato ed è determinata a priori. La franchigia è determinata da un importo fisso e lo … Continua a leggere...
La polizza assicurativa che risarcisce i danni causati da incendio del veicolo è una garanzia autonoma che viene richiesta dall’assicurato come estensione della RC Auto. Non rientra infatti tra quelle obbligatorie previste dall’art. 122 del CdA. Vi sono tuttavia dei casi in cui i danni che il veicolo ha causato con l’incendio sono da ritenersi a tutti gli effetti danni provocati dalla circolazione del mezzo, per cui il loro risarcimento potrà essere richiesto alla compagnia assicuratrice. La sosta del veicolo in area o strada pubblica, ovvero il momento o rischio statico, è considerato dal codice civile un episodio ricollegabile al momento o rischio dinamico. Questa nozione è stata più volte recepita anche dalla normativa secondaria, che ha ribadito il diritto al risarcimento dei danni provocati a terzi (es. auto parcheggiata in un’area pubblica che ha improvvisamente preso fuoco). La sosta, quindi, è una situazione equiparata alla circolazione e consente di richiedere il risarcimento al proprietario del mezzo e alla sua compagnia di assicurazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2054 del codice civile. Vi sono casi in cui tuttavia l’assicuratore può non essere ritenuto obbligato al risarcimento qualora venga accertato che la causa dell’incendio del veicolo sia dipesa da un … Continua a leggere...
Il diritto di surroga dell’assicuratore sociale è la possibilità riconosciuta a quest’ultimo di rivalersi direttamente sull’impresa assicuratrice del responsabile civile per ottenere il rimborso delle spese sostenute per le prestazioni erogate al danneggiato-assistito. Tale diritto è previsto in via generale dall’art. 1916 c. 1 cc. (“L’assicuratore che ha pagato l’indennità è surrogato, fino alla concorrenza dell’ammontare di essa, nei diritti dell’assicurato verso i terzi responsabili”). L’art. 142 CdA, all’uopo, pone in capo all’assicurazione, prima di procedere alla liquidazione del danno, l’onere di richiedere al danneggiato una dichiarazione attestante che lo stesso assicurato-danneggiato non ha diritto ad alcuna prestazione da parte… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
Sono equiparate alle strade di uso pubblico tutte le aree, di proprietà pubblica o privata aperte alla circolazione pubblica (art.3 D.M. n.86/2008). Per stabilire, però, quali aree private possano ritenersi o meno di uso pubblico é necessario rifarsi all’ampia casistica della giurisprudenza non sempre concorde nelle proprie decisioni. Giurisprudenza: -Cass.Civ.Sent.n.21254/2016 che ha affermato il seguente principio di diritto: “presupposto dell’applicazione dell’articolo 2054 c.c. e della correlata normativa attinente alla assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile da circolazione di veicoli è che il sinistro avvenga in un’area stradale o ad essa equiparata, onde in una pista innevata di sci, non essendo aperta per uso stradale bensì per l’esercizio di uno sport che non si avvale di un veicolo indicato dal Codice della strada per la circolazione, non può verificarsi un sinistro alle cui conseguenze risarcitorie sia applicabile la normativa suddetta.”; -Cass.Civ. Sent. n.28632/2017 per cui “una strada privata può essere ritenuta soggetta a servitù di uso pubblico solo in presenza di convenzione tra il proprietario e l’ente pubblico ovvero nel caso in cui l’uso pubblico (per la cui configurazione non è sufficiente l’utilizzazione di fatto da parte di soggetti diversi dal proprietario per raggiungere i terreni limitrofi, ma è necessario che … Continua a leggere...
La durata della polizza r.c.a., ovvero l’assicurazione obbligatoria per la responsabilità in caso di incidenti stradali, salvo eccezioni, corrisponde ad un anno solare esatto e va a decorrere dalle ore 24 del giorno in cui il premio è stato pagato. Le eccezioni cui si faceva riferimento devono essere richieste esplicitamente all’assicuratore e riguardano durate superiori o inferiori all’anno. È necessario in questi casi prestare massima attenzione alle condizioni del contratto poiché il costo della polizza potrebbe variare ed essere più alto del normale. Durante tutta la durata del contratto, e quindi entro la data di scadenza indicata sul certificato di assicurazione, l’assicuratore è obbligato a risarcire i sinistri avvenuti. L’argomento è stato affrontato dalla Corte dei Cassazione con l’ordinanza n. 17207/17 del 12 luglio 2017. L’assicuratore può anche proporre una copertura superiore ad un anno o addirittura di più anni, ma deve riconoscere un premio minore in proporzione rispetto a quello previsto per la durata di 365 giorni. Se il contratto per la polizza r.c.a. è superiore ai 5 anni l’assicurato, trascorso il periodo di copertura, può recedere con un preavviso di 60 giorni. È possibile anche una proroga del contratto definita tacita dopo la prima polizza, ma queste proroghe … Continua a leggere...
Nel contratto assicurativo r.c.a. vi possono essere alcuni eventi in cui l’assicuratore esclude l’intervento della garanzia assicurativa o meglio, seppur tenuto per legge a risarcire, comunque, le terze parti danneggiate, senza poter opporre le eccezioni derivanti dalle clausole di esclusione della garanzia, potrà rivalersi sul contraente e/o conducente del veicolo assicurato, chiedendogli di rifondere − in tutto o in parte − le somme pagate. Vari possono essere i cosiddetti rischi esclusi, ad esempio: – i danni provocati da conducente non abilitato alla guida (cioè privo della patente o con patente scaduta); – i danni provocati da conducente che guidava in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope; – i danni subiti dai soggetti trasportati, laddove il trasporto sia avvenuto in contrasto con le norme vigenti o con le indicazioni della carta di circolazione del veicolo (ad esempio, quando sia stato trasportato un numero di persone superiore a quello indicato come massimo nella carta di circolazione); – i danni provocati da veicoli con motore truccato, con pneumatici non omologati o con revisione non valida; – i danni subiti dall’assicurato che abbia reso dichiarazioni inesatte o incomplete al momento della stipula del contratto con la compagnia assicuratrici; – … Continua a leggere...