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Timestamp: 2017-12-13 18:41:51+00:00
Document Index: 103930804

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 416', 'art. 640', 'art. 132', 'art. 166', 'art. 2409', 'art. 646']

Il Madoff dei Parioli condannato a nove anni di carcere | Fatto & Diritto
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Il Madoff dei Parioli condannato a nove anni di carcere
Posted by Redazione Fatto&Diritto on 29 giugno 2012 in Inchieste | 231 Views | Leave a response
ROMA, 29 GIUGNO ’12 – I giochi sono fatti, anzi sono finiti. E anche per uno come Gianfranco Lande, consulente finanziario romano soprannominato il “Madoff dei Parioli”, basta giocare.
Questa mattina i giudici della IX sezione penale del tribunale di Roma lo hanno condannato a nove anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La sentenza riguarda una truffa vip da diverse centinaia di milioni di euro (il valore della truffa oscilla tra i 170 e i 300 milioni di euro), fondi di centinaia di risparmiatori della Roma “bene”, di imprenditori e volti noti della tv e cinema. Lande è stato condannato in primo grado, accusato di associazione a delinquere finalizzata ai reati di abusivismo finanziario, truffa e appropriazione indebita.
Lo scorso 30 maggio Lande era stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione per il fallimento della società Egp Francia, di cui era presidente. Ma deve anche rispondere del fallimento da 21 milioni di euro di un’altra società, la Dharma.
D: In che consistono i reati contestati?
R: Il reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) punisce l’unione di 3 o più persone con compiti definiti, consorziati per commettere una serie indeterminata di reati, con attività organizzata per una durata indeterminata nel tempo. Quando invece il numero degli associati è di 10 o più si ha un aumento della pena. Il reato di truffa punisce chiunque con artifici o raggiri, inducendo taluno in errore procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. La pena è aggravata (reclusione da 1 a 5 anni oltre ad una multa) se ricorrano alcune circostanze aggravanti indicate dall’art. 640, comma 2 c.p. In questo caso la truffa potrebbe essere aggravata anche dalla rilevanza del danno patrimoniale causato. Il reato di abusivismo finanziario è una fattispecie di reato prevista dall’art. 132 TUBC, che si configura ogniqualvolta vi sia lo svolgimento nei confronti del pubblico di attività finanziaria da parte di soggetti non iscritti nell’elenco generale tenuto dall’UIC o in apposita sezione dello stesso . Il reato di abusivismo ricorre, ai sensi dell’art. 166, d lg. 24, 2.1999 n. 58 (TUF), in caso di esercizio, da parte di soggetti non abilitati, di: a) servizi di investimento o di gestione collettiva del risparmio; b) attività finalizzata all’offerta in Italia di quote o azioni di OICR; c) offerta fuori sede ovvero promozione o collocamento, mediante tecniche di comunicazione a distanza, di strumenti finanziari o servizi di investimento. In caso di fondato sospetto di condotte di abusivismo finanziario, l’UIC è legittimato a farne denunzia al pubblico ministero per l’adozione dei provvedimenti di cui all’art. 2409. Qualora la condotta abusiva riguardi lo svolgimento di servizi di investimento o l’attività di gestione collettiva del risparmio, legittimata alla denunzia è la Consob. Ogni condotta che integri ipotesi di abusivismo finanziario è punita con pena detentiva e pecuniaria.
Infine, l’appropriazione indebita (art. 646 c.p.) punisce chi, per procurare a sé od ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo il possesso. La pena prevista è la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 1032 euro. La pena però è aumentata (e la procedibilità è d’ufficio) se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario. La procedibilità d’ufficio è prevista anche se il fatto è commesso in presenza della circostanza aggravante (comune) dell’abuso di autorità o di relazioni domestiche ovvero dell’ abuso di relazioni di ufficio, di prestazione d’opera, di coabitazione, o di ospitalità.
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