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Timestamp: 2020-07-06 17:59:29+00:00
Document Index: 55391176

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 94', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 108', 'art. 110', 'art. 65', 'art. 69', 'art. 87', 'art. 89', 'art. 92', 'art. 97', 'art. 98', 'art. 141', 'art. 144', 'art. 177', 'art. 93', 'art. 160', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 114', 'art. 61', 'art. 86', 'art. 115', 'art. 108', 'art. 110', 'art. 44', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 60', 'art. 86', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 122', 'art. 149', 'art. 150', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 56', 'art. 115', 'art. 116', 'art. 117', 'art. 119', 'art. 121', 'art. 128', 'art. 130', 'art. 131', 'art. 132', 'art. 134', 'art. 135', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 139', 'art. 131', 'art. 152', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 153', 'art. 154', 'art. 155', 'art. 156', 'art. 160', 'art. 161', 'art. 162', 'art. 163', 'art. 164', 'art. 165', 'art. 166', 'art. 167', 'art. 169', 'art. 169', 'art. 170', 'art. 171', 'art. 108', 'art. 109', 'art. 111', 'art. 112', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 121', 'art. 153', 'art. 154', 'art. 155', 'art. 157', 'art. 159', 'art. 159', 'art. 156', 'art. 153', 'art. 154', 'art. 155', 'art. 157', 'art. 159', 'art. 159', 'art. 153', 'art. 154', 'art. 155', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 59', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 260', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 108', 'art. 109', 'art. 111', 'art. 153', 'art. 154', 'art. 155', 'art. 156', 'art. 157', 'art. 36', 'art. 49', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 121', 'art. 63', 'art. 831', 'art. 86', 'art. 81', 'art. 42']

Lawbrary | CPM - Codice penale militare
Del campo d'applicazione(1 - 11)
Della punibilità(12 - 27)
Delle pene e delle misure
I. Della pena pecuniaria, della pena detentiva e della degradazione (28 - 35)
II. Della condizionale(36 - 40)
III. Della commisurazione della pena(41 - 44)
IV. Dell'impunità e della sospensione del procedimento (45 - 46)
V. Delle misure(47 - 48)
VI. Delle altre misure(49 - 53)
Dell'assistenza riabilitativa, delle norme di condotta e dell'assistenza sociale volontaria(54 - 54)
Della prescrizione(55 - 59)
Della responsabilità dell'impresa(59 - 59)
Delle contravvenzioni(60 - 60)
Dei singoli reati
Dell'insubordinazione(61 - 65)
Dell'abuso d'autorità(66 - 71)
Della violazione dei doveri di servizio(72 - 80)
Dei reati contro i doveri del servizio(81 - 85)
Dei reati contro la difesa nazionale e contro la forza difensiva del Paese(86 - 107)
Genocidio e crimini contro l'umanità(108 - 109)
Crimini di guerra (110 - 114)
Disposizioni comuni ai capi sesto e sesto (114 - 114)
Dei reati contro la vita e l'integrità della persona(115 - 128)
Dei reati contro la proprietà(129 - 140)
Della corruzione e della gestione infedele(141 - 144)
Dei reati contro l'onore(145 - 148)
Dei reati contro la libertà(149 - 152)
Dei reati contro il buon costume(153 - 159)
Dei reati di pericolo generale(160 - 171)
Della falsità in atti(172 - 175)
Dei reati contro l'amministrazione della giustizia(176 - 179)
Disposizioni generali(180 - 185)
Delle pene disciplinari(186 - 194)
Della competenza e delle attribuzioni penali(195 - 199)
Del procedimento disciplinare(200 - 205)
Dei rimedi giuridici (206 - 213)
Disposizioni esecutive(214 - 214)
Entrata in vigore ed applicazione del Codice
Relazione fra il presente Codice e la legislazione anteriore(215 - 217)
Giurisdizione (218 - 223)
Procedura (224 - 224)
Esecuzione della sentenza (225 - 225)
Casellario giudiziale (226 - 227)
Procedura di riabilitazione(228 - 228)
Grazia e amnistia (232 - 232)
Disposizioni completive e finali (233 - 237)
Disposizione finale della modifica del 23 marzo 1979
Disposizione transitoria della modifica del 19 giugno 2015
del 13 giugno 1927 (Stato 1° gennaio 2019)
visti gli articoli 60 e 123 capoversi 1 e 3 della Costituzione federale1;2 visto il messaggio del Consiglio federale del 26 novembre 19183,
Libro primo: Diritto penale militare
Capo primo: Del campo d'applicazione
1. Nes­su­na san­zio­ne sen­za leg­ge
Una pe­na o mi­su­ra può es­se­re in­flit­ta sol­tan­to per un fat­to per cui la leg­ge com­mi­na espres­sa­men­te una pe­na.
2. Con­di­zio­ni di tem­po
1È giu­di­ca­to se­con­do il pre­sen­te Co­di­ce chiun­que com­met­te un cri­mi­ne o un de­lit­to do­po che il Co­di­ce è en­tra­to in vi­go­re.
2Il pre­sen­te Co­di­ce si ap­pli­ca an­che in ca­so di cri­mi­ni o de­lit­ti com­mes­si pri­ma del­la sua en­tra­ta in vi­go­re ma giu­di­ca­ti do­po, se più fa­vo­re­vo­le all'au­to­re.
3. Con­di­zio­ni per­so­na­li
1So­no sot­to­po­sti al di­rit­to pe­na­le mi­li­ta­re:
le per­so­ne ob­bli­ga­te al ser­vi­zio mi­li­ta­re, quan­do sia­no in ser­vi­zio mi­li­ta­re e non in con­ge­do, per i rea­ti di cui agli ar­ti­co­li 115-137b e 145-179 non con­nes­si con il ser­vi­zio del­la trup­pa;
i fun­zio­na­ri, im­pie­ga­ti ed ope­rai dell'am­mi­ni­stra­zio­ne mi­li­ta­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei Can­to­ni, quan­do com­pia­no at­ti con­cer­nen­ti la di­fe­sa na­zio­na­le op­pu­re quan­do por­ti­no l'uni­for­me;
le per­so­ne ob­bli­ga­te al ser­vi­zio mi­li­ta­re che por­ta­no l'uni­for­me fuo­ri del ser­vi­zio, per i rea­ti di cui agli ar­ti­co­li 61-114 e 138-144;
le per­so­ne ob­bli­ga­te al ser­vi­zio mi­li­ta­re, an­che fuo­ri del ser­vi­zio, per quan­to con­cer­ne la lo­ro po­si­zio­ne mi­li­ta­re e i lo­ro do­ve­ri di ser­vi­zio, non­ché le per­so­ne che era­no ob­bli­ga­te al ser­vi­zio mi­li­ta­re, fin­tan­to che non han­no adem­piu­to i lo­ro do­ve­ri di ser­vi­zio;
le per­so­ne sog­get­te all'ob­bli­go di le­va per quan­to con­cer­ne l'ob­bli­go di pre­sen­tar­si, non­ché du­ran­te la gior­na­ta in­for­ma­ti­va e le gior­na­te di re­clu­ta­men­to;
i mi­li­ta­ri di pro­fes­sio­ne, i mi­li­ta­ri a con­trat­to tem­po­ra­neo, i mem­bri del Cor­po del­le guar­die di con­fi­ne, non­ché le per­so­ne che pre­sta­no ser­vi­zio di pro­mo­vi­men­to del­la pa­ce ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66 del­la leg­ge mi­li­ta­re del 3 feb­bra­io 19955, du­ran­te il ser­vi­zio o fuo­ri ma in re­la­zio­ne con i lo­ro do­ve­ri di ser­vi­zio o la lo­ro po­si­zio­ne mi­li­ta­re, op­pu­re quan­do por­ta­no l'uni­for­me;
le per­so­ne di con­di­zio­ne ci­vi­le o i mi­li­ta­ri stra­nie­ri che si ren­do­no col­pe­vo­li di tra­di­men­to con la vio­la­zio­ne di se­gre­ti mi­li­ta­ri (art. 86), di sa­bo­tag­gio (art. 86a), d'in­de­bo­li­men­to del­la for­za di­fen­si­va del Pae­se (art. 94-96), di vio­la­zio­ne di se­gre­ti mi­li­ta­ri (art. 106) o di di­sob­be­dien­za a mi­su­re pre­se dal­le au­to­ri­tà mi­li­ta­ri e ci­vi­li al­lo sco­po di pre­pa­ra­re o di ese­gui­re la mo­bi­li­ta­zio­ne dell'eser­ci­to o di tu­te­la­re il se­gre­to mi­li­ta­re (art. 107);
le per­so­ne di con­di­zio­ne ci­vi­le o i mi­li­ta­ri stra­nie­ri, per i rea­ti di cui agli ar­ti­co­li 115-179 da es­si com­mes­si in qua­li­tà di im­pie­ga­ti o in­ca­ri­ca­ti dell'eser­ci­to o dell'am­mi­ni­stra­zio­ne mi­li­ta­re con­giun­ta­men­te con la trup­pa;
le per­so­ne di con­di­zio­ne ci­vi­le e i mi­li­ta­ri stra­nie­ri che com­met­to­no all'este­ro con­tro un mi­li­ta­re sviz­ze­ro un rea­to pre­vi­sto dal ca­po se­sto (art. 108 e 109) o se­stobis (art. 110-114) del­la par­te se­con­da o dall'ar­ti­co­lo 114a.
2Le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 nu­me­ri 1, 2, 6, e 8 so­no as­sog­get­ta­te al di­rit­to pe­na­le mi­li­ta­re per tut­ta la du­ra­ta del lo­ro im­pie­go all'este­ro qua­lo­ra com­met­ta­no all'este­ro un rea­to ai sen­si del pre­sen­te co­di­ce.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. IV lett. a del­la LF del 3 ott. 2003 (Re­vi­sio­ne dell'or­di­na­men­to di­sci­pli­na­re), in vi­go­re dal 1° mar. 2004 (RU 2004 921; FF 2002 6989).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Mo­di­fi­che in se­gui­to al­la re­vi­sio­ne del­la par­te ge­ne­ra­le del CPM e al­tri ade­gua­men­ti), in vi­go­re dal 1° mar. 2009 (RU 2009 701; FF 2007 7545).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Mo­di­fi­che in se­gui­to al­la re­vi­sio­ne del­la par­te ge­ne­ra­le del CPM e al­tri ade­gua­men­ti), in vi­go­re dal 1° mar. 2009 (RU 2009 701; FF 2007 7545).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 3 dell'all. al­la LF del 19 mar. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 6015; FF 2009 5137).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Mo­di­fi­che in se­gui­to al­la re­vi­sio­ne del­la par­te ge­ne­ra­le del CPM e al­tri ade­gua­men­ti), in vi­go­re dal 1° mar. 2009 (RU 2009 701; FF 2007 7545).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
Esten­sio­ne in ca­so di ser­vi­zio at­ti­vo
In ca­so di ser­vi­zio at­ti­vo so­no inol­tre sot­to­po­sti al di­rit­to pe­na­le mi­li­ta­re su de­ci­sio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le ed en­tro i li­mi­ti da es­so fis­sa­ti:
le per­so­ne di con­di­zio­ne ci­vi­le che si ren­do­no col­pe­vo­li di uno dei rea­ti se­guen­ti:
cri­mi­ne o de­lit­to con­tro una guar­dia mi­li­ta­re (art. 65);
usur­pa­zio­ne di po­te­re (art. 69);
tra­di­men­to mi­li­ta­re (art. 87) o tra­di­men­to con la dif­fu­sio­ne di no­ti­zie fal­se (art. 89);
at­ti di osti­li­tà con­tro un bel­li­ge­ran­te o con­tro trup­pe stra­nie­re (art. 92);
vio­la­zio­ne di ob­bli­ghi con­trat­tua­li (art. 97);
at­ten­ta­ti con­tro la si­cu­rez­za mi­li­ta­re (art. 98-105 e 107);
cor­ru­zio­ne at­ti­va (art. 141);
ge­stio­ne in­fe­de­le (art. 144);
li­be­ra­zio­ne di de­te­nu­ti (art. 177);
le per­so­ne di con­di­zio­ne ci­vi­le che si ren­do­no col­pe­vo­li de­gli at­ti pre­vi­sti ne­gli ar­ti­co­li 73, 78, 115-118, 121-123, 128, 129-131, 134-136, 149-151c, 160, 161-165 e 167-169 se que­sti at­ti so­no di­ret­ti con­tro mi­li­ta­ri e au­to­ri­tà mi­li­ta­ri o con­cer­no­no co­se che ser­vo­no all'eser­ci­to;
le per­so­ne di con­di­zio­ne ci­vi­le che com­met­to­no in­ten­zio­nal­men­te gli at­ti pre­vi­sti ne­gli ar­ti­co­li 166, 169a, 170 e 171;
gli in­ter­na­ti mi­li­ta­ri di Sta­ti bel­li­ge­ran­ti che ap­par­ten­go­no al­le for­ze ar­ma­te di que­sti ul­ti­mi, al­le lo­ro mi­li­zie e ai lo­ro cor­pi di vo­lon­ta­ri, com­pre­si i mo­vi­men­ti di re­si­sten­za or­ga­niz­za­ti, i ci­vi­li in­ter­na­ti e i ri­fu­gia­ti as­si­sti­ti dall'eser­ci­to;
i fun­zio­na­ri, im­pie­ga­ti od ope­rai dell'am­mi­ni­stra­zio­ne mi­li­ta­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei Can­to­ni, com­pre­si quel­li de­gli sta­bi­li­men­ti e del­le of­fi­ci­ne mi­li­ta­ri, de­gli im­pian­ti e ser­vi­zi d'in­te­res­se vi­ta­le co­me le for­ni­tu­re di ac­qua, le of­fi­ci­ne idrau­li­che, elet­tri­che o di gas non­ché gli ospe­da­li.
Esten­sio­ne in tem­po di guer­ra
1In tem­po di guer­ra so­no sot­to­po­ste al di­rit­to pe­na­le mi­li­ta­re, ol­tre al­le per­so­ne con­tem­pla­te ne­gli ar­ti­co­li 3 e 4:
tra­di­men­to nei ca­si pre­vi­sti da­gli ar­ti­co­li 88, 90 e 91,
spio­nag­gio con­tro uno Sta­to este­ro (art. 93),
in­cen­dio, esplo­sio­ne, uso di ma­te­rie esplo­si­ve, inon­da­zio­ne o sco­scen­di­men­to, in quan­to il col­pe­vo­le com­met­ten­do det­ti rea­ti di­strug­ga co­se che ser­vo­no all'eser­ci­to (art. 160 cpv. 2, 160a, 161 n. 1 cpv. 3 e n. 2, 162 cpv. 3, 165 n. 1 cpv. 3 e n. 2),
ge­no­ci­dio o cri­mi­ni con­tro l'uma­ni­tà (ca­po se­sto del­la par­te se­con­da), cri­mi­ni di guer­ra (ca­po se­stobis del­la par­te se­con­da e art. 139);
i pri­gio­nie­ri di guer­ra, per i rea­ti pre­vi­sti nel pre­sen­te Co­di­ce, com­pre­si quel­li che aves­se­ro com­mes­si nel­la Sviz­ze­ra o all'este­ro, du­ran­te la guer­ra e pri­ma del­la lo­ro cat­tu­ra, con­tro lo Sta­to sviz­ze­ro, l'eser­ci­to sviz­ze­ro o per­so­ne ap­par­te­nen­ti ad es­so;
i par­la­men­ta­ri ne­mi­ci e co­lo­ro che li ac­com­pa­gna­no, se abu­sa­no del­la lo­ro po­si­zio­ne per com­met­te­re un rea­to;
i ci­vi­li in­ter­na­ti su ter­ri­to­ri in guer­ra o oc­cu­pa­ti;
mi­li­ta­ri stra­nie­ri che si ren­do­no col­pe­vo­li di ge­no­ci­dio, cri­mi­ni con­tro l'uma­ni­tà (ca­po se­sto del­la par­te se­con­da) o cri­mi­ni di guer­ra (ca­po se­stobis del­la par­te se­con­da e art. 139).
2Al­le di­spo­si­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1 nu­me­ri 1 let­te­ra d e 5 si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sul­la pu­ni­bi­li­tà dei su­pe­rio­ri (art. 114a).3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
2 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
Tem­po di guer­ra
1Le di­spo­si­zio­ni ap­pli­ca­bi­li in tem­po di guer­ra pos­so­no es­se­re mes­se in vi­go­re dal Con­si­glio fe­de­ra­le an­che quan­do si ve­ri­fi­chi un im­mi­nen­te pe­ri­co­lo di guer­ra per la Sviz­ze­ra.
2Il de­cre­to del Con­si­glio fe­de­ra­le è im­me­dia­ta­men­te ese­cu­to­rio. Va sot­to­po­sto il più pre­sto pos­si­bi­le all'As­sem­blea fe­de­ra­le; es­sa de­ci­de se deb­ba es­se­re man­te­nu­to.
Par­te­ci­pa­zio­ne di ci­vi­li
1Se a un rea­to pu­ra­men­te mi­li­ta­re (art. 61-85) o a un rea­to con­tro la di­fe­sa na­zio­na­le o con­tro la for­za di­fen­si­va del Pae­se (art. 86-107) han­no par­te­ci­pa­to, in­sie­me a per­so­ne sot­to­po­ste al di­rit­to pe­na­le mi­li­ta­re, an­che al­tre per­so­ne, que­ste so­no pu­re pu­ni­bi­li se­con­do il pre­sen­te Co­di­ce.
2Se a un rea­to co­mu­ne (art. 115-179), a un ge­no­ci­dio, a un cri­mi­ne con­tro l'uma­ni­tà (art. 108, 109 e 114a) o a un cri­mi­ne di guer­ra (art. 110-114a e 139) han­no par­te­ci­pa­to, in­sie­me a per­so­ne sot­to­po­ste al di­rit­to pe­na­le mi­li­ta­re, an­che al­tre per­so­ne, que­ste ri­man­go­no sog­get­te al di­rit­to pe­na­le or­di­na­rio. È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 221a.
Ap­pli­ca­zio­ne del di­rit­to pe­na­le or­di­na­rio
Le per­so­ne sog­get­te al di­rit­to pe­na­le mi­li­ta­re ri­man­go­no sot­to­po­ste al­la leg­ge pe­na­le or­di­na­ria per i rea­ti non pre­vi­sti nel pre­sen­te Co­di­ce.
a. Di­rit­to pe­na­le mi­no­ri­le
Per le per­so­ne che, al mo­men­to del fat­to, non ave­va­no an­co­ra com­piu­to i di­ciott'an­ni ri­man­go­no sal­ve le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to pe­na­le mi­no­ri­le del 20 giu­gno 20032 (DP­Min). Se van­no giu­di­ca­ti nel con­tem­po un at­to com­mes­so pri­ma del com­pi­men­to dei di­ciott'an­ni e un at­to com­mes­so do­po, si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 2 DP­Min. So­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà ci­vi­li.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 44 n. 3 del di­rit­to pe­na­le mi­no­ri­le del 20 giu. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3545: FF 1999 1669).
b. Gio­va­ni adul­ti
1Se, al mo­men­to del fat­to, l'au­to­re ave­va com­piu­to gli an­ni di­ciot­to ma non an­co­ra i ven­ti­cin­que, si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li del pre­sen­te Co­di­ce.
2È pa­ri­men­ti ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 61 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1. L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te è quel­la del Can­to­ne d'ese­cu­zio­ne.
5. Con­di­zio­ni di luo­go
1Nei li­mi­ti del­le con­di­zio­ni d'ap­pli­ca­zio­ne per­so­na­li, il pre­sen­te Co­di­ce si ap­pli­ca sia ai fat­ti com­mes­si in Sviz­ze­ra sia a quel­li com­mes­si all'este­ro.
1bisLe per­so­ne di cui all'ar­ti­co­lo 5 nu­me­ri 1 let­te­ra d e 5 che han­no com­mes­so all'este­ro un rea­to pre­vi­sto dal ca­po se­sto o se­stobis del­la par­te se­con­da o dall'ar­ti­co­lo 114a so­no pu­re giu­di­ca­te se­con­do il pre­sen­te Co­di­ce se si tro­va­no in Sviz­ze­ra e non so­no estra­da­te a un al­tro Sta­to né con­se­gna­te a un tri­bu­na­le pe­na­le in­ter­na­zio­na­le di cui la Sviz­ze­ra ri­co­no­sce la com­pe­ten­za.1
1terSe l'au­to­re del rea­to non ha la cit­ta­di­nan­za sviz­ze­ra e il rea­to non è sta­to com­mes­so con­tro un cit­ta­di­no sviz­ze­ro, il giu­di­ce può pre­scin­de­re dal per­se­gui­men­to pe­na­le o ab­ban­do­nar­lo, fat­te sal­ve le mi­su­re at­te ad as­si­cu­ra­re le pro­ve, se:
un'au­to­ri­tà este­ra o un tri­bu­na­le pe­na­le in­ter­na­zio­na­le di cui la Sviz­ze­ra ri­co­no­sce la com­pe­ten­za per­se­gue il rea­to e l'au­to­re del rea­to vie­ne estra­da­to o con­se­gna­to a ta­le tri­bu­na­le;
l'au­to­re del rea­to non si tro­va più in Sviz­ze­ra e un suo ri­tor­no in Sviz­ze­ra ap­pa­re im­pro­ba­bi­le; o
non è pos­si­bi­le as­su­me­re i mez­zi di pro­va ne­ces­sa­ri.2
1qua­terLe per­so­ne che han­no com­mes­so all'este­ro un rea­to con­tro un mi­li­ta­re sviz­ze­ro pre­vi­sto dal ca­po se­sto o se­stobis del­la par­te se­con­da o dall'ar­ti­co­lo 114a so­no giu­di­ca­te se­con­do il pre­sen­te Co­di­ce se si tro­va­no in Sviz­ze­ra o so­no sta­te estra­da­te al­la Sviz­ze­ra per ta­le rea­to e se non pos­so­no es­se­re estra­da­te a un al­tro Sta­to né es­se­re con­se­gna­te a un tri­bu­na­le pe­na­le in­ter­na­zio­na­le di cui la Sviz­ze­ra ri­co­no­sce la com­pe­ten­za. 3
2Se, per il me­de­si­mo fat­to, l'au­to­re è sta­to con­dan­na­to all'este­ro e vi ha scon­ta­to to­tal­men­te o par­zial­men­te la pe­na, il giu­di­ce com­pu­ta la pe­na scon­ta­ta all'este­ro in quel­la da pro­nun­cia­re.
3Fat­ta sal­va una cras­sa vio­la­zio­ne dei prin­ci­pi del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le e del­la Con­ven­zio­ne del 4 no­vem­bre 19504 per la sal­va­guar­dia dei di­rit­ti dell'uo­mo e del­le li­ber­tà fon­da­men­ta­li (CE­DU), l'au­to­re per­se­gui­to all'este­ro a ri­chie­sta dell'au­to­ri­tà sviz­ze­ra non è più per­se­gui­to in Sviz­ze­ra per il me­de­si­mo fat­to se:
è sta­to as­sol­to con sen­ten­za de­fi­ni­ti­va dal tri­bu­na­le este­ro;
la san­zio­ne in­flit­ta­gli all'este­ro è sta­ta ese­gui­ta o con­do­na­ta op­pu­re è ca­du­ta in pre­scri­zio­ne.
4Il giu­di­ce de­ci­de se una mi­su­ra non ese­gui­ta o so­lo par­zial­men­te ese­gui­ta all'este­ro deb­ba es­se­re ese­gui­ta o con­ti­nua­ta in Sviz­ze­ra.
1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 19 dic. 2003 (RU 2004 2691; FF 2003 671). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
Luo­go del rea­to
1Un cri­mi­ne o un de­lit­to si re­pu­ta com­mes­so tan­to nel luo­go in cui l'au­to­re lo com­pie o omet­te di in­ter­ve­ni­re con­tra­ria­men­te al suo do­ve­re, quan­to in quel­lo in cui si ve­ri­fi­ca l'even­to.
2Il ten­ta­ti­vo si re­pu­ta com­mes­so tan­to nel luo­go in cui l'au­to­re lo com­pie quan­to in quel­lo in cui, se­con­do la sua con­ce­zio­ne, avreb­be do­vu­to ve­ri­fi­car­si l'even­to.
Capo secondo: Della punibilità
1. Cri­mi­ni e de­lit­ti.
1Il pre­sen­te Co­di­ce di­stin­gue i cri­mi­ni dai de­lit­ti in fun­zio­ne del­la gra­vi­tà del­la pe­na com­mi­na­ta.
2So­no cri­mi­ni i rea­ti per cui è com­mi­na­ta una pe­na de­ten­ti­va di ol­tre tre an­ni.
3So­no de­lit­ti i rea­ti per cui è com­mi­na­ta una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria.
Com­mis­sio­ne per omis­sio­ne
1Un cri­mi­ne o un de­lit­to può al­tre­sì es­se­re com­mes­so per omis­sio­ne con­tra­ria a un ob­bli­go di agi­re.
2Com­met­te un cri­mi­ne o un de­lit­to per omis­sio­ne con­tra­ria a un ob­bli­go di agi­re chiun­que non im­pe­di­sce l'espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo o la le­sio­ne di un be­ne giu­ri­di­co pro­tet­to dal­la le­gi­sla­zio­ne pe­na­le ben­ché vi sia te­nu­to in ra­gio­ne del suo sta­tus giu­ri­di­co, in par­ti­co­la­re in vir­tù:
del­la leg­ge;
di un con­trat­to;
di una co­mu­ni­tà di ri­schi li­be­ra­men­te ac­cet­ta­ta; o
del­la crea­zio­ne di un ri­schio.
3Chi com­met­te un cri­mi­ne o un de­lit­to per omis­sio­ne con­tra­ria a un ob­bli­go di agi­re è pu­ni­bi­le per il rea­to cor­ri­spon­den­te sol­tan­to se a se­con­da del­le cir­co­stan­ze gli si può muo­ve­re lo stes­so rim­pro­ve­ro che gli sa­reb­be sta­to ri­vol­to se aves­se com­mes­so at­ti­va­men­te il rea­to.
4Il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na.
2. In­ten­zio­ne e ne­gli­gen­za.
1Sal­vo che la leg­ge di­spon­ga espres­sa­men­te in al­tro mo­do, è pu­ni­bi­le so­lo co­lui che com­met­te con in­ten­zio­ne un cri­mi­ne o un de­lit­to.
2Com­met­te con in­ten­zio­ne un cri­mi­ne o un de­lit­to chi lo com­pie con­sa­pe­vol­men­te e vo­lon­ta­ria­men­te. Ba­sta a tal fi­ne che l'au­to­re ri­ten­ga pos­si­bi­le il rea­liz­zar­si dell'at­to e se ne ac­col­li il ri­schio.
3Com­met­te per ne­gli­gen­za un cri­mi­ne o un de­lit­to co­lui che, per un'im­pre­vi­den­za col­pe­vo­le, non ha scor­to le con­se­guen­ze del suo com­por­ta­men­to o non ne ha te­nu­to con­to. L'im­pre­vi­den­za è col­pe­vo­le se l'au­to­re non ha usa­to le pre­cau­zio­ni al­le qua­li era te­nu­to se­con­do le cir­co­stan­ze e le sue con­di­zio­ni per­so­na­li.
Er­ro­re sui fat­ti
1Chiun­que agi­sce per ef­fet­to di una sup­po­si­zio­ne er­ro­nea del­le cir­co­stan­ze di fat­to è giu­di­ca­to se­con­do que­sta sup­po­si­zio­ne, se gli è fa­vo­re­vo­le.
2Se aves­se po­tu­to evi­ta­re l'er­ro­re usan­do le de­bi­te pre­cau­zio­ni, è pu­ni­bi­le per ne­gli­gen­za qua­lo­ra la leg­ge re­pri­ma l'at­to co­me rea­to col­po­so.
3. At­ti le­ci­ti e col­pa.
At­to per­mes­so dal­la leg­ge
Chiun­que agi­sce co­me lo im­po­ne o lo con­sen­te la leg­ge si com­por­ta le­ci­ta­men­te an­che se l'at­to in sé sa­reb­be pu­ni­bi­le se­con­do il pre­sen­te Co­di­ce o un'al­tra leg­ge.
Le­git­ti­ma di­fe­sa esi­men­te
Ognu­no ha il di­rit­to di re­spin­ge­re in mo­do ade­gua­to al­le cir­co­stan­ze un'ag­gres­sio­ne in­giu­sta o la mi­nac­cia in­giu­sta di un'ag­gres­sio­ne im­mi­nen­te fat­ta a sé o ad al­tri.
Le­git­ti­ma di­fe­sa di­scol­pan­te
1Se chi re­spin­ge un'ag­gres­sio­ne ec­ce­de i li­mi­ti del­la le­git­ti­ma di­fe­sa se­con­do l'ar­ti­co­lo 16, il giu­di­ce at­te­nua la pe­na.
2Chi ec­ce­de i li­mi­ti del­la le­git­ti­ma di­fe­sa per scu­sa­bi­le ec­ci­ta­zio­ne o sbi­got­ti­men­to non agi­sce in mo­do col­pe­vo­le.
Sta­to di ne­ces­si­tà esi­men­te
1Chiun­que com­met­te un rea­to per pre­ser­va­re un be­ne giu­ri­di­co pro­prio o un be­ne giu­ri­di­co al­trui da un pe­ri­co­lo im­mi­nen­te e non al­tri­men­ti evi­ta­bi­le agi­sce le­ci­ta­men­te se in tal mo­do sal­va­guar­da in­te­res­si pre­pon­de­ran­ti.
2Chiun­que com­met­te un rea­to in tem­po di guer­ra agi­sce le­ci­ta­men­te se in tal mo­do pro­teg­ge be­ni giu­ri­di­ci pre­pon­de­ran­ti e il fat­to stes­so s'im­po­ne nell'in­te­res­se del­la di­fe­sa na­zio­na­le.
Sta­to di ne­ces­si­tà di­scol­pan­te
1Se al­cu­no com­met­te un rea­to per pre­ser­va­re se stes­so o un'al­tra per­so­na da un pe­ri­co­lo im­mi­nen­te e non al­tri­men­ti evi­ta­bi­le per la vi­ta, l'in­te­gri­tà per­so­na­le, la li­ber­tà, l'ono­re, il pa­tri­mo­nio o al­tri be­ni es­sen­zia­li, il giu­di­ce at­te­nua la pe­na se si po­te­va ra­gio­ne­vol­men­te pre­ten­de­re che l'au­to­re sa­cri­fi­cas­se il be­ne in pe­ri­co­lo.
2Non agi­sce in mo­do col­pe­vo­le co­lui dal qua­le non si po­te­va ra­gio­ne­vol­men­te pre­ten­de­re che sa­cri­fi­cas­se il be­ne in pe­ri­co­lo.
In­ca­pa­ci­tà e sce­ma­ta im­pu­ta­bi­li­tà
1Non è pu­ni­bi­le co­lui che al mo­men­to del fat­to non era ca­pa­ce di va­lu­tar­ne il ca­rat­te­re il­le­ci­to o di agi­re se­con­do ta­le va­lu­ta­zio­ne.
2Se al mo­men­to del fat­to l'au­to­re era sol­tan­to in par­te ca­pa­ce di va­lu­tar­ne il ca­rat­te­re il­le­ci­to o di agi­re se­con­do ta­le va­lu­ta­zio­ne, il giu­di­ce at­te­nua la pe­na.
3Pos­so­no es­se­re or­di­na­te tut­ta­via le mi­su­re pre­vi­ste nel pre­sen­te Co­di­ce e quel­le di cui agli ar­ti­co­li 59-61, 63 e 64 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1.
4I ca­po­ver­si 1-3 non so­no ap­pli­ca­bi­li se l'au­to­re po­te­va evi­ta­re l'in­ca­pa­ci­tà o la sce­ma­ta im­pu­ta­bi­li­tà e pre­ve­de­re co­sì l'at­to com­mes­so in ta­le sta­to.
Dub­bio sull'im­pu­ta­bi­li­tà
Qua­lo­ra vi sia se­rio mo­ti­vo di du­bi­ta­re dell'im­pu­ta­bi­li­tà dell'au­to­re, l'au­to­ri­tà istrut­to­ria o il giu­di­ce or­di­na una pe­ri­zia.
Er­ro­re sull'il­li­cei­tà
Chiun­que com­met­te un rea­to non sa­pen­do né po­ten­do sa­pe­re di agi­re il­le­ci­ta­men­te non agi­sce in mo­do col­pe­vo­le. Se l'er­ro­re era evi­ta­bi­le, il giu­di­ce at­te­nua la pe­na.
Pu­ni­bi­li­tà del su­pe­rio­re e com­mis­sio­ne di un rea­to in ese­cu­zio­ne di un or­di­ne1
1Se l'ese­cu­zio­ne di un or­di­ne di ser­vi­zio co­sti­tui­sce rea­to, è pu­ni­to co­me au­to­re il ca­po od il su­pe­rio­re che ha da­to l'or­di­ne.
2È pu­re pu­ni­bi­le il su­bal­ter­no che com­met­te un rea­to su or­di­ne di un su­pe­rio­re o ese­guen­do un al­tro or­di­ne di ca­rat­te­re vin­co­lan­te, se al mo­men­to del rea­to era con­sa­pe­vo­le del­la pu­ni­bi­li­tà dell'at­to. Il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na.2
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
4. Ten­ta­ti­vo.
Pu­ni­bi­li­tà
1Chiun­que, aven­do co­min­cia­to l'ese­cu­zio­ne di un cri­mi­ne o di un de­lit­to, non com­pie o com­pie sen­za ri­sul­ta­to o sen­za pos­si­bi­li­tà di ri­sul­ta­to tut­ti gli at­ti ne­ces­sa­ri al­la con­su­ma­zio­ne del rea­to può es­se­re pu­ni­to con pe­na at­te­nua­ta.
2L'au­to­re che, per gra­ve di­fet­to d'in­tel­li­gen­za, non si ren­de con­to che l'og­get­to con­tro il qua­le l'at­to è di­ret­to o il mez­zo da lui usa­to per com­met­ter­lo è di na­tu­ra ta­le da esclu­de­re in mo­do as­so­lu­to la con­su­ma­zio­ne del rea­to è esen­te da pe­na.
De­si­sten­za e pen­ti­men­to at­ti­vo
1Se l'au­to­re ha spon­ta­nea­men­te de­si­sti­to dal con­su­ma­re un rea­to ini­zia­to o ha con­tri­bui­to ad im­pe­dir­ne la con­su­ma­zio­ne, il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na o pre­scin­de­re da ogni pe­na.
2Il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na o pre­scin­de­re da ogni pe­na nei con­fron­ti dei coau­to­ri o dei com­par­te­ci­pi che han­no spon­ta­nea­men­te con­tri­bui­to ad im­pe­di­re la con­su­ma­zio­ne del rea­to.
3Il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na o pre­scin­de­re da ogni pe­na an­che se la de­si­sten­za dell'au­to­re o del com­par­te­ci­pe non ha, per al­tri mo­ti­vi, po­tu­to im­pe­di­re la con­su­ma­zio­ne del rea­to.
4Il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na o pre­scin­de­re da ogni pe­na nei con­fron­ti del coau­to­re o com­par­te­ci­pe che si è ado­pe­ra­to se­ria­men­te e spon­ta­nea­men­te per im­pe­di­re la con­su­ma­zio­ne del rea­to, sem­pre­ché il rea­to me­de­si­mo sia sta­to com­mes­so in­di­pen­den­te­men­te dal suo con­tri­bu­to.
5. Par­te­ci­pa­zio­ne.
Isti­ga­zio­ne
1Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te de­ter­mi­na al­tri a com­met­te­re un cri­mi­ne o un de­lit­to è pu­ni­to, se il rea­to è sta­to com­mes­so, con la pe­na ap­pli­ca­bi­le all'au­to­re.
2Chiun­que ten­ta di de­ter­mi­na­re al­tri a com­met­te­re un cri­mi­ne in­cor­re nel­la pe­na pre­vi­sta per il ten­ta­ti­vo di que­sto cri­mi­ne.
Com­pli­ci­tà
Chiun­que aiu­ta in­ten­zio­nal­men­te al­tri a com­met­te­re un cri­mi­ne o un de­lit­to è pu­ni­to con pe­na at­te­nua­ta.
Par­te­ci­pa­zio­ne a un rea­to spe­cia­le
Se la pu­ni­bi­li­tà è giu­sti­fi­ca­ta o ag­gra­va­ta da uno spe­cia­le ob­bli­go dell'au­to­re, il com­par­te­ci­pe che non sia vin­co­la­to a ta­le ob­bli­go è pu­ni­to con pe­na at­te­nua­ta.
Cir­co­stan­ze per­so­na­li
Si tie­ne con­to del­le spe­cia­li re­la­zio­ni, qua­li­tà e cir­co­stan­ze per­so­na­li che ag­gra­va­no, at­te­nua­no o esclu­do­no la pu­ni­bi­li­tà so­lo per l'au­to­re o il com­par­te­ci­pe a cui si ri­fe­ri­sco­no.
6. Pu­ni­bi­li­tà dei mass me­dia
1Se un rea­to è com­mes­so me­dian­te pub­bli­ca­zio­ne in un mez­zo di co­mu­ni­ca­zio­ne so­cia­le e con­su­ma­to per ef­fet­to del­la pub­bli­ca­zio­ne, so­lo l'au­to­re dell'ope­ra è pu­ni­to, fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni che se­guo­no.
2Qua­lo­ra l'au­to­re dell'ope­ra non pos­sa es­se­re in­di­vi­dua­to o non pos­sa es­se­re tra­dot­to da­van­ti a un tri­bu­na­le sviz­ze­ro, è pu­ni­to il re­dat­to­re re­spon­sa­bi­le giu­sta l'ar­ti­co­lo 322bis del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1. In sua man­can­za, è pu­ni­ta giu­sta il me­de­si­mo ar­ti­co­lo la per­so­na re­spon­sa­bi­le del­la pub­bli­ca­zio­ne.
3Qua­lo­ra la pub­bli­ca­zio­ne sia av­ve­nu­ta all'in­sa­pu­ta o con­tro la vo­lon­tà dell'au­to­re dell'ope­ra, è pu­ni­to co­me au­to­re del rea­to il re­dat­to­re o, in sua man­can­za, la per­so­na re­spon­sa­bi­le del­la pub­bli­ca­zio­ne.
4Non sog­gia­ce a pe­na il re­so­con­to ve­ri­tie­ro di de­li­be­ra­zio­ni pub­bli­che e di co­mu­ni­ca­zio­ni uf­fi­cia­li di un'au­to­ri­tà.
Tu­te­la del­le fon­ti
1Non pos­so­no es­se­re in­flit­te pe­ne né pre­si prov­ve­di­men­ti pro­ces­sua­li coer­ci­ti­vi nei con­fron­ti di per­so­ne che si oc­cu­pa­no pro­fes­sio­nal­men­te del­la pub­bli­ca­zio­ne di in­for­ma­zio­ni nel­la par­te re­da­zio­na­le di un pe­rio­di­co non­ché nei con­fron­ti dei lo­ro au­si­lia­ri, se ri­fiu­ta­no di te­sti­mo­nia­re sull'iden­ti­tà dell'au­to­re dell'ope­ra o su con­te­nu­to e fon­ti del­le in­for­ma­zio­ni.
2Il ca­po­ver­so 1 non si ap­pli­ca se il giu­di­ce ac­cer­ta che:
la te­sti­mo­nian­za è ne­ces­sa­ria per pre­ser­va­re da un pe­ri­co­lo im­mi­nen­te la vi­ta o l'in­te­gri­tà fi­si­ca di una per­so­na; op­pu­re
sen­za te­sti­mo­nian­za non è pos­si­bi­le far lu­ce su un omi­ci­dio ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 115-117 o su un al­tro cri­mi­ne pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a tre an­ni op­pu­re su un rea­to ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 141-143a e 153-156 del pre­sen­te Co­di­ce, de­gli ar­ti­co­li 197 nu­me­ro 3, 260ter, 305bis, 305ter e 322sep­ties del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1, co­me pu­re ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 19 nu­me­ro 2 del­la leg­ge del 3 ot­to­bre 19512 su­gli stu­pe­fa­cen­ti, o non è pos­si­bi­le cat­tu­ra­re il col­pe­vo­le di un si­mi­le rea­to.
Capo terzo: Delle pene e delle misure
I. Della pena pecuniaria, della pena detentiva e della degradazione
1. Pe­na pe­cu­nia­ria.
Com­mi­su­ra­zio­ne
1Sal­vo di­ver­sa di­spo­si­zio­ne del­la leg­ge, la pe­na pe­cu­nia­ria am­mon­ta al­me­no a 3 ali­quo­te gior­na­lie­re e al mas­si­mo a 180 ali­quo­te gior­na­lie­re.1 Il giu­di­ce ne sta­bi­li­sce il nu­me­ro com­mi­su­ran­do­lo al­la col­pe­vo­lez­za dell'au­to­re.
2Di re­go­la un'ali­quo­ta gior­na­lie­ra am­mon­ta al­me­no a 30 fran­chi e al mas­si­mo a 3000 fran­chi. Ec­ce­zio­nal­men­te, se la si­tua­zio­ne per­so­na­le ed eco­no­mi­ca dell'au­to­re lo ri­chie­de, può es­se­re ri­dot­ta fi­no a 10 fran­chi. Il giu­di­ce ne fis­sa l'im­por­to se­con­do la si­tua­zio­ne per­so­na­le ed eco­no­mi­ca dell'au­to­re al mo­men­to del­la pro­nun­cia del­la sen­ten­za, te­nen­do se­gna­ta­men­te con­to del suo red­di­to e del­la sua so­stan­za, del suo te­no­re di vi­ta, dei suoi ob­bli­ghi fa­mi­lia­ri e as­si­sten­zia­li e del mi­ni­mo vi­ta­le.2
3Le au­to­ri­tà fe­de­ra­li, can­to­na­li e co­mu­na­li for­ni­sco­no le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie per la de­ter­mi­na­zio­ne dell'ali­quo­ta gior­na­lie­ra.
4Il nu­me­ro e l'im­por­to del­le ali­quo­te gior­na­lie­re so­no fis­sa­ti nel­la sen­ten­za.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Mo­di­fi­che in se­gui­to al­la re­vi­sio­ne del­la par­te ge­ne­ra­le del CPM e al­tri ade­gua­men­ti), in vi­go­re dal 1° mar. 2009 (RU 2009 701; FF 2007 7545).
Esa­zio­ne
1L'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne fis­sa al con­dan­na­to un ter­mi­ne da uno a sei me­si per il pa­ga­men­to.1 Può or­di­na­re il pa­ga­men­to ra­tea­le e, a ri­chie­sta, pro­ro­ga­re i ter­mi­ni.
2Se vi è fon­da­to so­spet­to che il con­dan­na­to si sot­trar­rà all'esa­zio­ne, l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne può esi­ge­re il pa­ga­men­to im­me­dia­to o la pre­sta­zio­ne di ga­ran­zie.
3Se il con­dan­na­to non pa­ga la pe­na pe­cu­nia­ria nei ter­mi­ni fis­sa­ti, l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne or­di­na l'ese­cu­zio­ne per de­bi­ti qua­lo­ra il prov­ve­di­men­to ap­pa­ia ef­fi­ca­ce.
4Per l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na pe­cu­nia­ria in for­ma di la­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 79a del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro2.3
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va
1Se il con­dan­na­to non pa­ga la pe­na pe­cu­nia­ria e que­st'ul­ti­ma non può es­se­re ri­scos­sa in via ese­cu­ti­va (art. 29 cpv. 3), la pe­na pe­cu­nia­ria è so­sti­tui­ta da una pe­na de­ten­ti­va. Un'ali­quo­ta gior­na­lie­ra cor­ri­spon­de a un gior­no di pe­na de­ten­ti­va. La pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va si estin­gue con il pa­ga­men­to a po­ste­rio­ri del­la pe­na pe­cu­nia­ria.
2Se la pe­na pe­cu­nia­ria è sta­ta in­flit­ta da un'au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­va, il giu­di­ce de­ci­de sul­la pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va.
3a 5 …1
1 Abro­ga­ti dal n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), con ef­fet­to dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Art. 31 a 33
3. Pe­na de­ten­ti­va.
Du­ra­ta
1La du­ra­ta mi­ni­ma del­la pe­na de­ten­ti­va è di tre gior­ni; ri­ma­ne sal­va una pe­na de­ten­ti­va più bre­ve pro­nun­cia­ta in so­sti­tu­zio­ne di una pe­na pe­cu­nia­ria (art. 30) o di una mul­ta (art. 60c) non pa­ga­te.
2La du­ra­ta mas­si­ma del­la pe­na de­ten­ti­va è di ven­ti an­ni. La pe­na de­ten­ti­va è a vi­ta se la leg­ge lo di­chia­ra espres­sa­men­te.
Pe­na de­ten­ti­va in luo­go del­la pe­na pe­cu­nia­ria
1Il giu­di­ce può pro­nun­cia­re una pe­na de­ten­ti­va in­ve­ce di una pe­na pe­cu­nia­ria se:
una pe­na de­ten­ti­va ap­pa­re giu­sti­fi­ca­ta per trat­te­ne­re l'au­to­re dal com­met­te­re nuo­vi cri­mi­ni o de­lit­ti; o
una pe­na pe­cu­nia­ria non po­trà ve­ro­si­mil­men­te es­se­re ese­gui­ta.
2Il giu­di­ce de­ve mo­ti­va­re in mo­do cir­co­stan­zia­to la scel­ta del­la pe­na de­ten­ti­va.
3So­no sal­vi gli ar­ti­co­li 30 e 81 ca­po­ver­so 1bis.
Ese­cu­zio­ne
1Le pe­ne de­ten­ti­ve so­no ese­gui­te giu­sta il Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1.
2In ca­so di ser­vi­zio at­ti­vo, il Con­si­glio fe­de­ra­le può in­tro­dur­re l'ese­cu­zio­ne mi­li­ta­re del­la pe­na de­ten­ti­va. Es­so di­sci­pli­na i par­ti­co­la­ri.
4. Pe­na ac­ces­so­ria: de­gra­da­zio­ne
1Il giu­di­ce pro­nun­cia la de­gra­da­zio­ne del mi­li­ta­re che, per un cri­mi­ne o un de­lit­to, si sia re­so in­de­gno del suo gra­do.
2Lo Sta­to mag­gio­re di con­dot­ta dell'eser­ci­to de­ci­de se il mi­li­ta­re de­gra­da­to sa­rà an­co­ra chia­ma­to a pre­sta­re ser­vi­zio mi­li­ta­re.
3Gli ef­fet­ti del­la de­gra­da­zio­ne co­min­cia­no dal gior­no in cui la sen­ten­za pas­sa in giu­di­ca­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 3 dell'all. al­la LF del 19 mar. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 6015; FF 2009 5137).
II. Della condizionale
1. Pe­ne con la con­di­zio­na­le
1Il giu­di­ce so­spen­de di re­go­la l'ese­cu­zio­ne di una pe­na pe­cu­nia­ria o di una pe­na de­ten­ti­va non su­pe­rio­re a due an­ni se una pe­na sen­za con­di­zio­na­le non sem­bra ne­ces­sa­ria per trat­te­ne­re l'au­to­re dal com­met­te­re nuo­vi cri­mi­ni o de­lit­ti.1
2Se, nei cin­que an­ni pri­ma del rea­to, l'au­to­re è sta­to con­dan­na­to a una pe­na de­ten­ti­va su­pe­rio­re a sei me­si, con o sen­za con­di­zio­na­le, la so­spen­sio­ne è pos­si­bi­le sol­tan­to in pre­sen­za di cir­co­stan­ze par­ti­co­lar­men­te fa­vo­re­vo­li.2
3La con­ces­sio­ne del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le può es­se­re ri­fiu­ta­ta an­che per­ché l'au­to­re ha omes­so di ri­pa­ra­re il dan­no con­tra­ria­men­te a quan­to si po­te­va ra­gio­ne­vol­men­te pre­ten­de­re da lui.
4Ol­tre al­la pe­na con­di­zio­nal­men­te so­spe­sa il giu­di­ce può in­flig­ge­re una mul­ta ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 60c.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181). Ve­di an­che la di­sp. trans. del­la mod. del 19 giu. 2015 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
2. Pe­na de­ten­ti­va con con­di­zio­na­le par­zia­le1
1Il giu­di­ce può so­spen­de­re par­zial­men­te l'ese­cu­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va di un an­no a tre an­ni se ne­ces­sa­rio per te­ne­re suf­fi­cien­te­men­te con­to del­la col­pa dell'au­to­re.2
2La par­te da ese­gui­re non può ec­ce­de­re la me­tà del­la pe­na.
3La par­te so­spe­sa e la par­te da ese­gui­re de­vo­no es­se­re di al­me­no sei me­si. Le nor­me sul­la con­ces­sio­ne del­la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le (art. 86 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro3) non so­no ap­pli­ca­bi­li al­la par­te da ese­gui­re.4
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
3. Di­spo­si­zio­ni co­mu­ni.
a. Pe­rio­do di pro­va
1Se il giu­di­ce so­spen­de del tut­to o in par­te l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na, al con­dan­na­to è im­par­ti­to un pe­rio­do di pro­va da due a cin­que an­ni.
2Per la du­ra­ta del pe­rio­do di pro­va, il giu­di­ce può or­di­na­re un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va e im­par­ti­re nor­me di con­dot­ta.
3Il giu­di­ce spie­ga al con­dan­na­to l'im­por­tan­za e le con­se­guen­ze del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le.
b. Suc­ces­so del pe­rio­do di pro­va
Se il con­dan­na­to su­pe­ra con suc­ces­so il pe­rio­do di pro­va, la pe­na so­spe­sa non è più ese­gui­ta.
c. In­suc­ces­so del pe­rio­do di pro­va
1Se, du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, il con­dan­na­to com­met­te un cri­mi­ne o un de­lit­to e vi è per­tan­to da at­ten­der­si ch'egli com­met­te­rà nuo­vi rea­ti, il giu­di­ce re­vo­ca la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le. Se la pe­na di cui è re­vo­ca­ta la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le e la nuo­va pe­na so­no del­lo stes­so ge­ne­re, il giu­di­ce pro­nun­cia una pe­na uni­ca in ap­pli­ca­zio­ne ana­lo­gi­ca dell'ar­ti­co­lo 43.1
2Se non vi è d'at­ten­der­si che il con­dan­na­to com­pia nuo­vi rea­ti, il giu­di­ce ri­nun­cia al­la re­vo­ca. Può am­mo­ni­re il con­dan­na­to o pro­ro­ga­re il pe­rio­do di pro­va al mas­si­mo del­la me­tà del­la du­ra­ta sta­bi­li­ta nel­la sen­ten­za. Per la du­ra­ta del pe­rio­do di pro­va pro­ro­ga­to, può or­di­na­re un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va e im­par­ti­re nor­me di con­dot­ta. Se po­ste­rio­re al pe­rio­do di pro­va, la pro­ro­ga de­cor­re dal gior­no in cui è sta­ta or­di­na­ta.
3Il giu­di­ce com­pe­ten­te per giu­di­ca­re il nuo­vo cri­mi­ne o de­lit­to de­ci­de an­che sul­la re­vo­ca.
4La re­vo­ca non può più es­se­re or­di­na­ta do­po tre an­ni dal­la sca­den­za del pe­rio­do di pro­va.
III. Della commisurazione della pena
1Il giu­di­ce com­mi­su­ra la pe­na al­la col­pa dell'au­to­re. Tie­ne con­to del­la vi­ta an­te­rio­re, del­le con­di­zio­ni per­so­na­li e del­la con­dot­ta mi­li­ta­re dell'au­to­re, non­ché dell'ef­fet­to che la pe­na avrà sul­la sua vi­ta.
2La col­pa è de­ter­mi­na­ta se­con­do il gra­do di le­sio­ne o espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo del be­ne giu­ri­di­co of­fe­so, se­con­do la ri­pren­si­bi­li­tà dell'of­fe­sa, i mo­ven­ti e gli obiet­ti­vi per­se­gui­ti, non­ché, te­nu­to con­to del­le cir­co­stan­ze in­ter­ne ed ester­ne, se­con­do la pos­si­bi­li­tà che l'au­to­re ave­va di evi­ta­re l'espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo o la le­sio­ne.
2. At­te­nua­zio­ne del­la pe­na
Cir­co­stan­ze at­te­nuan­ti
Il giu­di­ce at­te­nua la pe­na se:
l'au­to­re ha agi­to:
per mo­ti­vi ono­re­vo­li,
in sta­to di gra­ve an­gu­stia,
sot­to l'im­pres­sio­ne d'una gra­ve mi­nac­cia,
ad in­ci­ta­men­to di una per­so­na a cui do­ve­va ob­be­dien­za o da cui di­pen­de­va;
l'au­to­re è sta­to se­ria­men­te in­dot­to in ten­ta­zio­ne dal­la con­dot­ta del­la vit­ti­ma;
l'au­to­re ha agi­to ce­den­do a una vio­len­ta com­mo­zio­ne dell'ani­mo scu­sa­bi­le per le cir­co­stan­ze o in sta­to di pro­fon­da pro­stra­zio­ne;
l'au­to­re ha di­mo­stra­to con fat­ti sin­ce­ro pen­ti­men­to, spe­cial­men­te se ha ri­sar­ci­to il dan­no per quan­to si po­tes­se ra­gio­ne­vol­men­te pre­ten­de­re da lui;
la pe­na ha ma­ni­fe­sta­men­te per­so di sen­so vi­sto il tem­po tra­scor­so dal rea­to e da al­lo­ra l'au­to­re ha te­nu­to buo­na con­dot­ta.
Ef­fet­ti
1Se at­te­nua la pe­na, il giu­di­ce non è vin­co­la­to al­la pe­na mi­ni­ma com­mi­na­ta.
2Il giu­di­ce può pro­nun­cia­re una pe­na di ge­ne­re di­ver­so da quel­lo com­mi­na­to, ma è vin­co­la­to al mas­si­mo e al mi­ni­mo le­ga­li di cia­scun ge­ne­re di pe­na.
3. Con­cor­so di rea­ti
1Quan­do per uno o più rea­ti ri­sul­ta­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per l'in­fli­zio­ne di più pe­ne del­lo stes­so ge­ne­re, il giu­di­ce con­dan­na l'au­to­re al­la pe­na pre­vi­sta per il rea­to più gra­ve au­men­tan­do­la in mi­su­ra ade­gua­ta. Non può tut­ta­via au­men­ta­re di ol­tre la me­tà il mas­si­mo del­la pe­na com­mi­na­ta. È in ogni mo­do vin­co­la­to al mas­si­mo le­ga­le del ge­ne­re di pe­na.
1bisSe ol­tre a un cri­mi­ne, de­lit­to o con­trav­ven­zio­ne de­ve giu­di­ca­re una o più man­can­ze di di­sci­pli­na ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 180, il giu­di­ce au­men­ta in mi­su­ra ade­gua­ta la pe­na che pro­nun­ce­reb­be se­con­do il ca­po­ver­so 1.1
2Se de­ve giu­di­ca­re un rea­to che l'au­to­re ha com­mes­so pri­ma di es­se­re sta­to con­dan­na­to per un al­tro fat­to, il giu­di­ce de­ter­mi­na la pe­na com­ple­men­ta­re in mo­do che l'au­to­re non sia pu­ni­to più gra­ve­men­te di quan­to sa­reb­be sta­to se i di­ver­si rea­ti fos­se­ro sta­ti com­pre­si in un uni­co giu­di­zio.
3Nel­la com­mi­su­ra­zio­ne del­la pe­na uni­ca se­con­do i ca­po­ver­si 1 e 2, i rea­ti che l'au­to­re aves­se com­mes­so pri­ma di aver com­piu­to i di­ciott'an­ni non de­vo­no in­ci­de­re più di quan­to sa­reb­be sta­to se fos­se­ro sta­ti giu­di­ca­ti sin­go­lar­men­te.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Mo­di­fi­che in se­gui­to al­la re­vi­sio­ne del­la par­te ge­ne­ra­le del CPM e al­tri ade­gua­men­ti), in vi­go­re dal 1° mar. 2009 (RU 2009 701; FF 2007 7545).
4. Com­pu­to del car­ce­re pre­ven­ti­vo
Il giu­di­ce com­pu­ta nel­la pe­na il car­ce­re pre­ven­ti­vo scon­ta­to nell'am­bi­to del pro­ce­di­men­to in at­to o di un al­tro pro­ce­di­men­to. Un gior­no di car­ce­re cor­ri­spon­de a un'ali­quo­ta gior­na­lie­ra di pe­na pe­cu­nia­ria.1
1 Nuo­vo te­sto del se­con­do per. giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
IV. Dell'impunità e della sospensione del procedimento
1. Mo­ti­vi dell'im­pu­ni­tà
Ri­pa­ra­zio­ne.1
Se l'au­to­re ha ri­sar­ci­to il dan­no o ha in­tra­pre­so tut­to quan­to si po­te­va ra­gio­ne­vol­men­te pre­ten­de­re da lui per ri­pa­ra­re al tor­to da lui cau­sa­to, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te pre­scin­de dal pro­ce­di­men­to pe­na­le, dal rin­vio a giu­di­zio o dal­la pu­ni­zio­ne qua­lo­ra:
le con­di­zio­ni per la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na sia­no adem­piu­te (art. 36); e
l'in­te­res­se del pub­bli­co e del dan­neg­gia­to all'at­tua­zio­ne del pro­ce­di­men­to pe­na­le sia di scar­sa im­por­tan­za.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 37 n. 2 del­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
Au­to­re du­ra­men­te col­pi­to
Se l'au­to­re è sta­to co­sì du­ra­men­te col­pi­to dal­le con­se­guen­ze di­ret­te del suo at­to che una pe­na ri­sul­te­reb­be inap­pro­pria­ta, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te pre­scin­de dal pro­ce­di­men­to pe­na­le, dal rin­vio a giu­di­zio o dal­la pu­ni­zio­ne.
2. Di­spo­si­zio­ne co­mu­ne
Se le con­di­zio­ni dell'im­pu­ni­tà so­no adem­piu­te, il giu­di­ce pre­scin­de dal­la re­vo­ca del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le o, in ca­so di li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le, dal ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne.
3. So­spen­sio­ne del pro­ce­di­men­to
Co­niu­ge, part­ner re­gi­stra­to o part­ner con­vi­ven­te qua­le vit­ti­ma2
1In ca­so di le­sio­ni sem­pli­ci o vie di fat­to (art. 122), mi­nac­cia (art. 149) e coa­zio­ne (art. 150), l'udi­to­re o il tri­bu­na­le mi­li­ta­re può so­spen­de­re prov­vi­so­ria­men­te il pro­ce­di­men­to se:
la vit­ti­ma è:
il co­niu­ge o il co­niu­ge di­vor­zia­to dell'au­to­re e il fat­to è sta­to com­mes­so du­ran­te il ma­tri­mo­nio o nell'an­no suc­ces­si­vo al di­vor­zio, o
il part­ner re­gi­stra­to o l'ex part­ner re­gi­stra­to dell'au­to­re e il fat­to è sta­to com­mes­so du­ran­te l'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta o nell'an­no suc­ces­si­vo al suo scio­gli­men­to, o
il part­ner con­vi­ven­te, ete­ro­ses­sua­le o omo­ses­sua­le, o l'ex part­ner con­vi­ven­te dell'au­to­re e il fat­to è sta­to com­mes­so du­ran­te la con­vi­ven­za o nell'an­no suc­ces­si­vo al­la se­pa­ra­zio­ne; e
la vit­ti­ma o, nel ca­so in cui es­sa non ab­bia l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li, il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le lo ri­chie­de o ac­con­sen­te al­la do­man­da del giu­di­ce istrut­to­re, dell'udi­to­re o del tri­bu­na­le mi­li­ta­re.
2Il pro­ce­di­men­to vie­ne ri­pre­so se la vit­ti­ma o, nel ca­so in cui es­sa non ab­bia l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li, il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le re­vo­ca il suo con­sen­so, per scrit­to o ver­bal­men­te, en­tro sei me­si dal­la so­spen­sio­ne prov­vi­so­ria del pro­ce­di­men­to.
3Qua­lo­ra il con­sen­so non sia re­vo­ca­to, l'udi­to­re o il tri­bu­na­le mi­li­ta­re ema­na la de­ci­sio­ne de­fi­ni­ti­va di non luo­go a pro­ce­de­re.
4Con­tro la de­ci­sio­ne de­fi­ni­ti­va di non luo­go a pro­ce­de­re può es­se­re in­ter­po­sto ri­cor­so se­con­do l'ar­ti­co­lo 118 o se­con­do l'ar­ti­co­lo 195 del­la pro­ce­du­ra pe­na­le mi­li­ta­re del 23 mar­zo 19794. La vit­ti­ma è in ogni ca­so le­git­ti­ma­ta a ri­cor­re­re.
5Un pro­ce­di­men­to di­sci­pli­na­re non en­tra in con­si­de­ra­zio­ne.
1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 3 ott. 2003 (Per­se­gui­men­to dei rea­ti com­mes­si tra co­niu­gi o tra part­ner), in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1403; FF 2003 1732 1761).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 37 n. 2 del­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 37 n. 2 del­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
V. Delle misure
Mi­su­re te­ra­peu­ti­che e in­ter­na­men­to
1So­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1 sul­le mi­su­re te­ra­peu­ti­che e sull'in­ter­na­men­to (art. 56-65).
2L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te è quel­la del Can­to­ne d'ese­cu­zio­ne.
3Le mi­su­re so­no ese­gui­te se­con­do il Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro.
Esclu­sio­ne dall'eser­ci­to co­me mi­su­ra di si­cu­rez­za
1Se l'im­pu­ta­to è as­sol­to per in­ca­pa­ci­tà o è con­dan­na­to coll'am­mis­sio­ne del­la sce­ma­ta im­pu­ta­bi­li­tà, il giu­di­ce può pro­nun­ciar­ne l'esclu­sio­ne dall'eser­ci­to.
2Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le del­la di­fe­sa, del­la pro­te­zio­ne del­la po­po­la­zio­ne e del­lo sport (DDPS) può re­vo­ca­re l'esclu­sio­ne se i pre­sup­po­sti non esi­sto­no più.
VI. Delle altre misure
1. Esclu­sio­ne dall'eser­ci­to
1Il giu­di­ce esclu­de dall'eser­ci­to il con­dan­na­to a una pe­na de­ten­ti­va di ol­tre tre an­ni o in­ter­na­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 64 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1.
2Il giu­di­ce può esclu­de­re dall'eser­ci­to il con­dan­na­to a un'al­tra pe­na.
1a. Espul­sio­ne.
a. Espul­sio­ne ob­bli­ga­to­ria
1Il giu­di­ce espel­le dal ter­ri­to­rio sviz­ze­ro per un tem­po da cin­que a quin­di­ci an­ni an­ni lo stra­nie­ro con­dan­na­to per uno dei se­guen­ti rea­ti, a pre­scin­de­re dall'en­ti­tà del­la pe­na in­flit­ta:
omi­ci­dio in­ten­zio­na­le (art. 115), as­sas­si­nio (art. 116), omi­ci­dio pas­sio­na­le (art. 117), in­ci­ta­men­to e aiu­to al sui­ci­dio (art. 119);
le­sio­ni per­so­na­li gra­vi (art. 121), ag­gres­sio­ne (art. 128a);
ap­pro­pria­zio­ne in­de­bi­ta qua­li­fi­ca­ta (art. 130 n. 2), fur­to qua­li­fi­ca­to (art. 131 n. 3 e 4), ra­pi­na (art. 132), dan­neg­gia­men­to con dan­no con­si­de­re­vo­le (art. 134 cpv. 3), truf­fa per me­stie­re (art. 135 cpv. 4), estor­sio­ne qua­li­fi­ca­ta (art. 137a n. 2-4), ri­cet­ta­zio­ne per me­stie­re (art. 137b cpv. 2), sac­cheg­gio qua­li­fi­ca­to (art. 139 cpv. 2);
fur­to (art. 131) in com­bi­na­zio­ne con vio­la­zio­ne di do­mi­ci­lio (art. 152);
se­que­stro di per­so­na e ra­pi­men­to (art. 151a), se­que­stro di per­so­na e ra­pi­men­to qua­li­fi­ca­ti (art. 151b), pre­sa d'ostag­gio (art. 151c);
coa­zio­ne ses­sua­le (art. 153), vio­len­za car­na­le (art. 154), at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 155), at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 156 n. 1);
in­cen­dio in­ten­zio­na­le (art. 160 cpv. 1 e 2), esplo­sio­ne in­ten­zio­na­le (art. 161 n. 1, pri­mo e ter­zo com­ma), uso de­lit­tuo­so di ma­te­rie esplo­si­ve o gas ve­le­no­si (art. 162 cpv. 1 e 3), uso col­po­so in­ten­zio­na­le di ma­te­rie esplo­si­ve o gas ve­le­no­si (art. 163 cpv. 1), fab­bri­ca­zio­ne, oc­cul­ta­men­to e tra­spor­to di ma­te­rie esplo­si­ve o gas ve­le­no­si (art. 164), inon­da­zio­ne, fra­na­men­to ca­gio­na­ti in­ten­zio­nal­men­te (art. 165 n. 1, pri­mo e ter­zo com­ma), dan­neg­gia­men­to in­ten­zio­na­le d'im­pian­ti elet­tri­ci, di ope­re idrau­li­che e di ope­re di pre­mu­ni­zio­ne (art. 166 n. 1, pri­mo com­ma), pro­pa­ga­zio­ne in­ten­zio­na­le di ma­lat­tie dell'uo­mo (art. 167 n. 1), in­qui­na­men­to in­ten­zio­na­le di ac­que po­ta­bi­li (art. 169 cpv. 1), per­tur­ba­men­to qua­li­fi­ca­to del­la cir­co­la­zio­ne pub­bli­ca (art. 169a n. 2), per­tur­ba­men­to in­ten­zio­na­le del ser­vi­zio fer­ro­via­rio (art. 170 cpv. 1), at­ti pre­pa­ra­to­ri pu­ni­bi­li (art. 171b);
ge­no­ci­dio (art. 108), cri­mi­ni con­tro l'uma­ni­tà (art. 109), gra­vi vio­la­zio­ni del­le Con­ven­zio­ni di Gi­ne­vra del 12 ago­sto 19492 (art. 111), al­tri cri­mi­ni di guer­ra (art. 112-112d).
2Il giu­di­ce può ri­nun­cia­re ec­ce­zio­nal­men­te a pro­nun­cia­re l'espul­sio­ne se que­sta co­sti­tui­reb­be per lo stra­nie­ro un gra­ve ca­so di ri­go­re per­so­na­le e l'in­te­res­se pub­bli­co all'espul­sio­ne non pre­va­le sull'in­te­res­se pri­va­to del­lo stra­nie­ro a ri­ma­ne­re in Sviz­ze­ra. Tie­ne in ogni mo­do con­to del­la si­tua­zio­ne par­ti­co­la­re del­lo stra­nie­ro na­to o cre­sciu­to in Sviz­ze­ra.
3Il giu­di­ce può inol­tre ri­nun­cia­re a pro­nun­cia­re l'espul­sio­ne se il fat­to è sta­to com­mes­so per le­git­ti­ma di­fe­sa di­scol­pan­te (art. 16a cpv. 1) o in sta­to di ne­ces­si­tà di­scol­pan­te (art. 17a cpv. 1).
1 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
Art. 49abis
b. Espul­sio­ne non ob­bli­ga­to­ria
Il giu­di­ce può espel­le­re dal ter­ri­to­rio sviz­ze­ro per un tem­po da tre a quin­di­ci an­ni lo stra­nie­ro con­dan­na­to a una pe­na o nei con­fron­ti del qua­le è pro­nun­cia­ta una mi­su­ra ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 59-61 o 64 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro2 per un cri­mi­ne o un de­lit­to non pre­vi­sto nell'ar­ti­co­lo 49a.
c. Di­spo­si­zio­ni co­mu­ni. Re­ci­di­va
1Se com­met­te un nuo­vo rea­to che adem­pie le con­di­zio­ni dell'espul­sio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 49a, la per­so­na nei con­fron­ti del­la qua­le è già sta­ta or­di­na­ta l'espul­sio­ne è con­dan­na­ta a una nuo­va espul­sio­ne del­la du­ra­ta di ven­ti an­ni.
2L'espul­sio­ne può es­se­re pro­nun­cia­ta a vi­ta se il con­dan­na­to com­met­te il nuo­vo rea­to men­tre ha an­co­ra ef­fet­to l'espul­sio­ne per il rea­to pre­ce­den­te.
d. Ese­cu­zio­ne
L'ese­cu­zio­ne è ret­ta da­gli ar­ti­co­li 66c e 66d del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro2.
2. In­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te
a. In­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà, con­di­zio­ni
1Se al­cu­no, nel­lʼe­ser­ci­zio di unʼat­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta, ha com­mes­so un cri­mi­ne o un de­lit­to per il qua­le è sta­to con­dan­na­to a una pe­na de­ten­ti­va su­pe­rio­re a sei me­si e sus­si­ste il ri­schio che abu­si del­la sua at­ti­vi­tà per com­met­te­re al­tri cri­mi­ni o de­lit­ti, il giu­di­ce può in­ter­dir­gli in tut­to o in par­te lʼe­ser­ci­zio di ta­le at­ti­vi­tà o di al­tre at­ti­vi­tà ana­lo­ghe per un tem­po da sei me­si a cin­que an­ni.2
2Se al­cu­no ha com­mes­so un cri­mi­ne o un de­lit­to con­tro un mi­no­ren­ne o con­tro unʼal­tra per­so­na par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­le e sus­si­ste il ri­schio che com­met­ta al­tri rea­ti ana­lo­ghi nel­lʼe­ser­ci­zio di unʼat­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta im­pli­can­te un con­tat­to re­go­la­re con mi­no­ren­ni o con al­tre per­so­ne par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li, il giu­di­ce può in­ter­dir­gli lʼe­ser­ci­zio di ta­le at­ti­vi­tà per un tem­po da uno a die­ci an­ni.
2bisIl giu­di­ce può pro­nun­cia­re l'in­ter­di­zio­ne di cui al ca­po­ver­so 2 a vi­ta, se vi è da at­ten­der­si che una du­ra­ta di die­ci an­ni non sia suf­fi­cien­te a ga­ran­ti­re che l'au­to­re non co­sti­tui­sca più un pe­ri­co­lo. Su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne, il giu­di­ce può pro­ro­ga­re di vol­ta in vol­ta di cin­que an­ni al mas­si­mo l'in­ter­di­zio­ne di du­ra­ta de­ter­mi­na­ta di cui al ca­po­ver­so 2, se è ne­ces­sa­rio per trat­te­ne­re l'au­to­re dal com­met­te­re nuo­vi cri­mi­ni o de­lit­ti ana­lo­ghi a quel­li che han­no de­ter­mi­na­to l'in­ter­di­zio­ne.3
3Se ad al­cu­no è sta­ta in­flit­ta una pe­na o una del­le mi­su­re di cui agli ar­ti­co­li 59-61, 63 o 64 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro4 per aver com­mes­so uno dei rea­ti se­guen­ti, il giu­di­ce gli in­ter­di­ce a vi­ta l'eser­ci­zio di qual­sia­si at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta im­pli­can­te un con­tat­to re­go­la­re con mi­no­ren­ni:
coa­zio­ne ses­sua­le (art. 153), vio­len­za car­na­le (art. 154), at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 155), abu­so del­la po­si­zio­ne mi­li­ta­re (art. 157), esi­bi­zio­ni­smo (art. 159), mo­le­stie ses­sua­li (art. 159a), se la vit­ti­ma è mi­no­ren­ne;
at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 156).5
4Se ad al­cu­no è sta­ta in­flit­ta una pe­na o una del­le mi­su­re di cui agli ar­ti­co­li 59-61, 63 o 64 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro per aver com­mes­so uno dei rea­ti se­guen­ti, il giu­di­ce gli in­ter­di­ce a vi­ta l'eser­ci­zio di qual­sia­si at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta im­pli­can­te un con­tat­to re­go­la­re con mag­gio­ren­ni par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li non­ché l'eser­ci­zio di qual­sia­si at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta nel set­to­re sa­ni­ta­rio im­pli­can­te un con­tat­to di­ret­to con i pa­zien­ti: coa­zio­ne ses­sua­le (art. 153), vio­len­za car­na­le (art. 154), at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 155), abu­so del­la po­si­zio­ne mi­li­ta­re (art. 157), esi­bi­zio­ni­smo (art. 159) o mo­le­stie ses­sua­li (art. 159a), se la vit­ti­ma è:
un mag­gio­ren­ne par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­le; o
un mag­gio­ren­ne non par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­le, ma inet­to a re­si­ste­re, in­ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to o non in gra­do di op­por­re re­si­sten­za a cau­sa di una di­pen­den­za fi­si­ca o psi­chi­ca.6
4bisNei ca­si di esi­gua gra­vi­tà, il giu­di­ce può, a ti­to­lo ec­ce­zio­na­le, pre­scin­de­re dal­la pro­nun­cia di un'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà se­con­do il ca­po­ver­so 3 o 4, se non ap­pa­re ne­ces­sa­ria per trat­te­ne­re l'au­to­re dal com­met­te­re al­tri rea­ti ana­lo­ghi a quel­li che han­no de­ter­mi­na­to l'in­ter­di­zio­ne. Tut­ta­via il giu­di­ce non può pre­scin­de­re dal­la pro­nun­cia di un'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà:
in ca­so di coa­zio­ne ses­sua­le (art. 153), vio­len­za car­na­le (art. 154) o at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 155); o
se l'au­to­re è con­si­de­ra­to pe­do­fi­lo se­con­do i cri­te­ri di clas­si­fi­ca­zio­ne in­ter­na­zio­nal­men­te ri­co­no­sciu­ti.7
5Se all'au­to­re è in­flit­ta nel me­de­si­mo pro­ce­di­men­to una pe­na o mi­su­ra per aver com­mes­so più rea­ti, il giu­di­ce sta­bi­li­sce qua­le par­te del­la pe­na o qua­le mi­su­ra è in­flit­ta per un rea­to pas­si­bi­le del­lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà. Ta­le par­te del­la pe­na, la mi­su­ra e il rea­to so­no de­ter­mi­nan­ti per sta­bi­li­re se pro­nun­cia­re un'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà se­con­do il ca­po­ver­so 1, 2, 2bis, 3 o 4. Le par­ti di pe­na in­flit­te per rea­ti pas­si­bi­li di in­ter­di­zio­ne so­no ad­di­zio­na­te. È pos­si­bi­le pro­nun­cia­re più in­ter­di­zio­ni di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà.8
6Il giu­di­ce può or­di­na­re un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va per la du­ra­ta dell'in­ter­di­zio­ne.9
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 13 dic. 2013 in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 2055; FF 2012 7765).
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
7 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
8 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
9 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
10 Abro­ga­to dal n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), con ef­fet­to dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
Con­te­nu­to e por­ta­ta
1So­no con­si­de­ra­te at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­li ai sen­si del­lʼar­ti­co­lo 50 le at­ti­vi­tà svol­te nel­lʼe­ser­ci­zio, a ti­to­lo prin­ci­pa­le o ac­ces­so­rio, di una pro­fes­sio­ne, di unʼin­du­stria o di un com­mer­cio. So­no con­si­de­ra­te at­ti­vi­tà ex­tra­pro­fes­sio­na­li or­ga­niz­za­te le at­ti­vi­tà svol­te sen­za sco­po di lu­cro o sen­za pre­va­len­te sco­po di lu­cro nel­lʼam­bi­to di unʼas­so­cia­zio­ne o di unʼal­tra or­ga­niz­za­zio­ne.
2Lʼin­ter­di­zio­ne ai sen­si del­lʼar­ti­co­lo 50 vie­ta al­lʼau­to­re di eser­ci­ta­re at­ti­vi­tà a ti­to­lo in­di­pen­den­te o in ve­ste di or­ga­no di una per­so­na giu­ri­di­ca o di una so­cie­tà com­mer­cia­le, non­ché di man­da­ta­rio o rap­pre­sen­tan­te di ter­zi, co­me pu­re di far­le eser­ci­ta­re da una per­so­na sot­to­po­sta al­le sue istru­zio­ni.
3Se sus­si­ste il ri­schio che lʼau­to­re abu­si del­la sua at­ti­vi­tà per com­met­te­re rea­ti an­che se sot­to­po­sto al­le istru­zio­ni e al con­trol­lo di un su­pe­rio­re o di un sor­ve­glian­te, lʼin­ter­di­zio­ne ver­te sul­la to­ta­li­tà del­lʼat­ti­vi­tà con­si­de­ra­ta.
4Le in­ter­di­zio­ni di cui al­lʼar­ti­co­lo 50 ca­po­ver­si 3 e 4 ver­to­no sem­pre sul­la to­ta­li­tà del­lʼat­ti­vi­tà con­si­de­ra­ta.
5So­no con­si­de­ra­te at­ti­vi­tà im­pli­can­ti un con­tat­to re­go­la­re con mi­no­ren­ni o al­tre per­so­ne par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li:
le at­ti­vi­tà eser­ci­ta­te spe­ci­fi­ca­men­te a con­tat­to di­ret­to con mi­no­ren­ni o al­tre per­so­ne par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li, se­gna­ta­men­te:
l'in­se­gna­men­to,
l'edu­ca­zio­ne e la con­su­len­za,
l'as­si­sten­za e la sor­ve­glian­za,
la cu­ra,
gli esa­mi e i trat­ta­men­ti di na­tu­ra fi­si­ca,
gli esa­mi e i trat­ta­men­ti di na­tu­ra psi­co­lo­gi­ca,
la ri­sto­ra­zio­ne,
il tra­spor­to,
la ven­di­ta e il pre­sti­to di­ret­ti di og­get­ti de­sti­na­ti spe­ci­fi­ca­men­te ai mi­no­ren­ni o ad al­tre per­so­ne par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li, non­ché l'at­ti­vi­tà di in­ter­me­dia­rio di­ret­to in ta­le ven­di­ta o pre­sti­to, se es­sa rap­pre­sen­ta l'at­ti­vi­tà prin­ci­pa­le del­la per­so­na in que­stio­ne;
al­tre at­ti­vi­tà, eser­ci­ta­te so­prat­tut­to o re­go­lar­men­te in isti­tu­ti che of­fro­no ser­vi­zi di cui al­la let­te­ra a; so­no ec­cet­tua­te le at­ti­vi­tà per le qua­li è cer­to che, a cau­sa del­la lo­ro ubi­ca­zio­ne o del lo­ro ora­rio, non pos­so­no im­pli­ca­re al­cun con­tat­to con mi­no­ren­ni o al­tre per­so­ne par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li.2
6So­no con­si­de­ra­te par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li le per­so­ne che, a cau­sa dell'età, di una ma­lat­tia o di una de­fi­cien­za fi­si­ca, men­ta­le o psi­chi­ca di lun­ga du­ra­ta, di­pen­do­no dall'aiu­to di ter­zi nel­le at­ti­vi­tà del­la vi­ta quo­ti­dia­na o nel­la de­ter­mi­na­zio­ne del­la lo­ro esi­sten­za.3
2 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
b. Di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te
1Se al­cu­no ha com­mes­so un cri­mi­ne o un de­lit­to con­tro una o più per­so­ne de­ter­mi­na­te o con­tro i mem­bri di un grup­po de­ter­mi­na­to e sus­si­ste il ri­schio che com­met­ta al­tri cri­mi­ni o de­lit­ti nel ca­so in cui ab­bia con­tat­ti con ta­li per­so­ne, il giu­di­ce può pro­nun­cia­re nei suoi con­fron­ti un di­vie­to di ave­re con­tat­ti o di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te per un tem­po di cin­que an­ni al mas­si­mo.
2Pro­nun­cian­do il di­vie­to di ave­re con­tat­ti o di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te il giu­di­ce può vie­ta­re al­lʼau­to­re di:
met­ter­si in con­tat­to di­ret­ta­men­te o tra­mi­te ter­zi con una o più per­so­ne de­ter­mi­na­te o con i mem­bri di un grup­po de­ter­mi­na­to, in par­ti­co­la­re per te­le­fo­no, per scrit­to o per via elet­tro­ni­ca, im­pie­gar­le, al­log­giar­le, for­mar­le, sor­ve­gliar­le, cu­rar­le o fre­quen­tar­le in al­tro mo­do;
av­vi­ci­nar­si a una de­ter­mi­na­ta per­so­na o ac­ce­de­re a un pe­ri­me­tro de­ter­mi­na­to at­tor­no al­la sua abi­ta­zio­ne;
trat­te­ner­si in de­ter­mi­na­ti luo­ghi, in par­ti­co­la­re vie, piaz­ze o quar­tie­ri.
3Per ese­gui­re il di­vie­to, lʼau­to­ri­tà com­pe­ten­te può im­pie­ga­re ap­pa­rec­chi tec­ni­ci fis­sa­ti sul­lʼau­to­re. Ta­li ap­pa­rec­chi pos­so­no ser­vi­re in par­ti­co­la­re a lo­ca­liz­za­re lʼau­to­re.
4Il giu­di­ce può or­di­na­re unʼas­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va per la du­ra­ta del di­vie­to.
5Se ne­ces­sa­rio per trat­te­ne­re lʼau­to­re dal com­met­te­re nuo­vi cri­mi­ni o de­lit­ti con­tro un mi­no­ren­ne o una per­so­na par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­le, su pro­po­sta del­lʼau­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne il giu­di­ce può pro­ro­ga­re il di­vie­to di vol­ta in vol­ta per cin­que an­ni al mas­si­mo.
c. Di­spo­si­zio­ni co­mu­ni.
Ese­cu­zio­ne del­lʼin­ter­di­zio­ne o del di­vie­to
1Lʼin­ter­di­zio­ne o il di­vie­to ha ef­fet­to dal gior­no in cui la sen­ten­za pas­sa in giu­di­ca­to.
2La du­ra­ta del­lʼe­se­cu­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va o di una mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà (art. 59-61 e 64 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro2) non è com­pu­ta­ta nel­la du­ra­ta del­lʼin­ter­di­zio­ne o del di­vie­to.
3Se lʼau­to­re non ha su­pe­ra­to il pe­rio­do di pro­va, con con­se­guen­te re­vo­ca del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na de­ten­ti­va ov­ve­ro ri­pri­sti­no di una pe­na o di una mi­su­ra, la du­ra­ta del­lʼin­ter­di­zio­ne o del di­vie­to si con­ta sol­tan­to dal gior­no del­la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le o de­fi­ni­ti­va, ov­ve­ro da quel­lo in cui la san­zio­ne è sta­ta sop­pres­sa o con­do­na­ta.
4Se lʼau­to­re ha su­pe­ra­to con suc­ces­so il pe­rio­do di pro­va, lʼau­to­ri­tà com­pe­ten­te de­ci­de se lʼin­ter­di­zio­ne di cui al­lʼar­ti­co­lo 50 ca­po­ver­so 1 o il di­vie­to di cui al­lʼar­ti­co­lo 50b deb­ba­no es­se­re at­te­nua­ti quan­to a du­ra­ta e con­te­nu­to op­pu­re sop­pres­si.
5Lʼau­to­re può chie­de­re al­lʼau­to­ri­tà com­pe­ten­te di ri­dur­re la du­ra­ta o at­te­nua­re il con­te­nu­to di unʼin­ter­di­zio­ne o di un di­vie­to op­pu­re di sop­pri­mer­li:
do­po al­me­no due an­ni di ese­cu­zio­ne, nel ca­so di unʼin­ter­di­zio­ne di cui al­lʼar­ti­co­lo 50 ca­po­ver­so 1 o di un di­vie­to di cui al­lʼar­ti­co­lo 50b;
tra­scor­sa la me­tà del­la du­ra­ta del­lʼin­ter­di­zio­ne, ma do­po al­me­no tre an­ni di ese­cu­zio­ne, nel ca­so di unʼin­ter­di­zio­ne di du­ra­ta de­ter­mi­na­ta di cui al­lʼar­ti­co­lo 50 ca­po­ver­so 2;
do­po al­me­no die­ci an­ni di ese­cu­zio­ne, nel ca­so di un'in­ter­di­zio­ne a vi­ta di cui all'ar­ti­co­lo 50 ca­po­ver­so 2bis.
6Nei ca­si di cui al ca­po­ver­so 4 o 5, lʼau­to­ri­tà com­pe­ten­te sop­pri­me lʼin­ter­di­zio­ne o il di­vie­to se non vi è da te­me­re che lʼau­to­re com­met­ta al­tri cri­mi­ni o de­lit­ti nel­lʼe­ser­ci­zio del­lʼat­ti­vi­tà in que­stio­ne o nel ca­so in cui ab­bia con­tat­ti con de­ter­mi­na­te per­so­ne o con i mem­bri di un grup­po de­ter­mi­na­to e se lʼau­to­re ha, per quan­to si po­tes­se ra­gio­ne­vol­men­te pre­ten­de­re, ri­sar­ci­to il dan­no da lui cau­sa­to.
6bisLe in­ter­di­zio­ni pro­nun­cia­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 50 ca­po­ver­so 3 o 4 non pos­so­no es­se­re sop­pres­se.5
7Se il con­dan­na­to di­sat­ten­de unʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà o un di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te op­pu­re si sot­trae al­lʼas­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va con­nes­sa o se ta­le as­si­sten­za si ri­ve­la inat­tua­bi­le o non più ne­ces­sa­ria, lʼau­to­ri­tà com­pe­ten­te ne ri­fe­ri­sce al giu­di­ce o al­le au­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne. Il giu­di­ce o lʼau­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne può por­re fi­ne al­lʼas­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o di­spor­ne una nuo­va.
7bisL'au­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne può or­di­na­re l'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va per l'in­te­ra du­ra­ta dell'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà o del di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te.6
8Se il con­dan­na­to si sot­trae al­lʼas­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va du­ran­te un pe­rio­do di pro­va, è ap­pli­ca­bi­le lʼar­ti­co­lo 95 ca­po­ver­si 4 e 5 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro.
9Se, du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, il con­dan­na­to di­sat­ten­de un'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà o un di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, so­no ap­pli­ca­bi­li l'ar­ti­co­lo 294 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro e le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro sul­la re­vo­ca del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na, non­ché sul ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na o del­la mi­su­ra.7
1 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 13 dic. 2013 in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 2055; FF 2012 7765).
3 Abro­ga­ta dal n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), con ef­fet­to dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
5 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
6 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Mo­di­fi­ca o pro­nun­cia a po­ste­rio­ri di unʼin­ter­di­zio­ne o di un di­vie­to
1Se du­ran­te lʼe­se­cu­zio­ne di unʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà o di un di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te si con­sta­ta che lʼau­to­re adem­pie le con­di­zio­ni per unʼe­sten­sio­ne del­lʼin­ter­di­zio­ne o del di­vie­to o per unʼin­ter­di­zio­ne o un di­vie­to ag­giun­ti­vi, il giu­di­ce può or­di­nar­li a po­ste­rio­ri su pro­po­sta del­lʼau­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne.
2Se du­ran­te lʼe­se­cu­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va o di una mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà si con­sta­ta che lʼau­to­re adem­pie le con­di­zio­ni per unʼin­ter­di­zio­ne di cui al­lʼar­ti­co­lo 50 ca­po­ver­so 1 o 2 op­pu­re per un di­vie­to di cui al­lʼar­ti­co­lo 50b, il giu­di­ce può or­di­nar­li a po­ste­rio­ri su pro­po­sta del­lʼau­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne.
3. Di­vie­to di con­dur­re
Se l'au­to­re ha uti­liz­za­to un vei­co­lo a mo­to­re per com­met­te­re un cri­mi­ne o un de­lit­to e sus­si­ste il ri­schio di un ul­te­rio­re abu­so, il giu­di­ce può or­di­na­re con­giun­ta­men­te a una pe­na o a una mi­su­ra se­con­do gli ar­ti­co­li 59-64 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro2 il ri­ti­ro del­la li­cen­za di al­lie­vo con­du­cen­te o del­la li­cen­za di con­dur­re per una du­ra­ta da un me­se a cin­que an­ni.
1 Ori­gi­na­rio art. 50abis.
4. Pub­bli­ca­zio­ne del­la sen­ten­za
1Se l'in­te­res­se pub­bli­co o l'in­te­res­se del­la per­so­na le­sa o dell'aven­te di­rit­to di que­re­la lo ri­chie­de, il giu­di­ce or­di­na che la sen­ten­za di con­dan­na sia re­sa pub­bli­ca a spe­se del con­dan­na­to.
2Se l'in­te­res­se pub­bli­co o l'in­te­res­se del­la per­so­na as­sol­ta o sca­gio­na­ta lo ri­chie­de, il giu­di­ce or­di­na che la sen­ten­za di as­so­lu­zio­ne o la de­ci­sio­ne di ab­ban­do­no del pro­ce­di­men­to sia re­sa pub­bli­ca a spe­se del­lo Sta­to o del de­nun­cian­te.
3La pub­bli­ca­zio­ne nell'in­te­res­se del­la per­so­na le­sa, dell'aven­te di­rit­to di que­re­la o del­la per­so­na as­sol­ta o sca­gio­na­ta av­vie­ne sol­tan­to a lo­ro ri­chie­sta.
4Il giu­di­ce fis­sa le mo­da­li­tà e l'esten­sio­ne del­la pub­bli­ca­zio­ne.
1 Ori­gi­na­rio art. 50b.
5. Con­fi­sca.
a. Con­fi­sca di og­get­ti pe­ri­co­lo­si
1Il giu­di­ce, in­di­pen­den­te­men­te dal­la pu­ni­bi­li­tà di una da­ta per­so­na, or­di­na la con­fi­sca de­gli og­get­ti che han­no ser­vi­to o era­no de­sti­na­ti a com­met­te­re un rea­to o che co­sti­tui­sco­no il pro­fit­to di un rea­to se ta­li og­get­ti com­pro­met­to­no la si­cu­rez­za del­le per­so­ne, la mo­ra­li­tà o l'or­di­ne pub­bli­co.
2Il giu­di­ce può or­di­na­re che gli og­get­ti con­fi­sca­ti sia­no re­si in­ser­vi­bi­li o di­strut­ti.
b. Con­fi­sca di va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li.
Prin­ci­pi
1Il giu­di­ce or­di­na la con­fi­sca dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li che co­sti­tui­sco­no il pro­dot­to di un rea­to o era­no de­sti­na­ti a de­ter­mi­na­re o a ri­com­pen­sa­re l'au­to­re di un rea­to, a me­no che deb­ba­no es­se­re re­sti­tui­ti al­la per­so­na le­sa al­lo sco­po di ri­pri­sti­na­re la si­tua­zio­ne le­ga­le.
2La con­fi­sca non può es­se­re or­di­na­ta se un ter­zo ha ac­qui­si­to i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li igno­ran­do i fat­ti che l'avreb­be­ro giu­sti­fi­ca­ta, nel­la mi­su­ra in cui ab­bia for­ni­to una con­tro­pre­sta­zio­ne ade­gua­ta o la con­fi­sca co­sti­tui­sca nei suoi con­fron­ti una mi­su­ra ec­ces­si­va­men­te se­ve­ra.
3Il di­rit­to di or­di­na­re la con­fi­sca si pre­scri­ve in set­te an­ni; se il per­se­gui­men­to del rea­to sog­gia­ce a una pre­scri­zio­ne più lun­ga, que­sta si ap­pli­ca an­che al­la con­fi­sca.
4La con­fi­sca è pub­bli­ca­ta uf­fi­cial­men­te. Le pre­te­se del­la per­so­na le­sa o di ter­zi si estin­guo­no cin­que an­ni do­po la pub­bli­ca­zio­ne uf­fi­cia­le del­la con­fi­sca.
5Se l'im­por­to dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li sot­to­stan­ti a con­fi­sca non può es­se­re de­ter­mi­na­to o può es­ser­lo sol­tan­to con spe­se spro­por­zio­na­te, il giu­di­ce può pro­ce­de­re a una sti­ma.
Ri­sar­ci­men­ti
1Se i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li sot­to­stan­ti al­la con­fi­sca non so­no più re­pe­ri­bi­li, il giu­di­ce or­di­na in fa­vo­re del­lo Sta­to un ri­sar­ci­men­to equi­va­len­te; nei con­fron­ti di ter­zi, tut­ta­via, il ri­sar­ci­men­to può es­se­re or­di­na­to sol­tan­to per quan­to non sia esclu­so giu­sta l'ar­ti­co­lo 51a ca­po­ver­so 2.
2Il giu­di­ce può pre­scin­de­re in tut­to o in par­te dal ri­sar­ci­men­to che ri­sul­ti pre­su­mi­bil­men­te ine­si­gi­bi­le o im­pe­di­sca se­ria­men­te il rein­se­ri­men­to so­cia­le dell'in­te­res­sa­to.
3In vi­sta dell'ese­cu­zio­ne del ri­sar­ci­men­to, l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te può sot­to­por­re a se­que­stro va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li dell'in­te­res­sa­to. Il se­que­stro non fon­da al­cu­na pre­te­sa pri­vi­le­gia­ta in fa­vo­re del­lo Sta­to nell'am­bi­to dell'ese­cu­zio­ne for­za­ta.
Con­fi­sca di va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li di un'or­ga­niz­za­zio­ne cri­mi­na­le
Il giu­di­ce or­di­na la con­fi­sca di tut­ti i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li di cui un'or­ga­niz­za­zio­ne cri­mi­na­le ha fa­col­tà di di­spor­re. I va­lo­ri ap­par­te­nen­ti a una per­so­na che ab­bia par­te­ci­pa­to a un'or­ga­niz­za­zio­ne cri­mi­na­le o l'ab­bia so­ste­nu­ta (art. 260ter del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1) so­no pre­sun­ti sot­to­po­sti, fi­no a pro­va del con­tra­rio, al­la fa­col­tà di di­spor­re dell'or­ga­niz­za­zio­ne.
6. As­se­gna­men­ti al dan­neg­gia­to
1Se, in se­gui­to a un cri­mi­ne o a un de­lit­to, al­cu­no pa­ti­sce un dan­no non co­per­to da un'as­si­cu­ra­zio­ne e si de­ve pre­su­me­re che il dan­no o il tor­to mo­ra­le non sa­ran­no ri­sar­ci­ti dall'au­to­re, il giu­di­ce as­se­gna al dan­neg­gia­to, a sua ri­chie­sta, fi­no all'im­por­to del ri­sar­ci­men­to o dell'in­den­ni­tà per tor­to mo­ra­le sta­bi­li­ti giu­di­zial­men­te o me­dian­te tran­sa­zio­ne:
la pe­na pe­cu­nia­ria o la mul­ta pa­ga­ta dal con­dan­na­to;
gli og­get­ti e i be­ni con­fi­sca­ti o il ri­ca­vo del­la lo­ro rea­liz­za­zio­ne, de­dot­te le spe­se;
le pre­te­se di ri­sar­ci­men­to.
2Il giu­di­ce può tut­ta­via or­di­na­re que­sti as­se­gna­men­ti sol­tan­to se il dan­neg­gia­to ce­de al­lo Sta­to la re­la­ti­va quo­ta del suo cre­di­to.
3I Can­to­ni pre­ve­do­no una pro­ce­du­ra sem­pli­ce e ra­pi­da per il ca­so in cui gli as­se­gna­men­ti non fos­se­ro pos­si­bi­li già nel­la sen­ten­za pe­na­le.
Capo quarto: Dell'assistenza riabilitativa, delle norme di condotta e dell'assistenza sociale volontaria
Ap­pli­ca­bi­li­tà del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro
So­no ap­pli­ca­bi­li gli ar­ti­co­li 93-96 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro1.
Capo quinto: Della prescrizione
1. Pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le.
Ter­mi­ni
1L'azio­ne pe­na­le si pre­scri­ve:
in 30 an­ni, se la pe­na mas­si­ma com­mi­na­ta è una pe­na de­ten­ti­va a vi­ta;
in 15 an­ni, se la pe­na mas­si­ma com­mi­na­ta è una pe­na de­ten­ti­va su­pe­rio­re a tre an­ni;
in 10 an­ni, se la pe­na mas­si­ma com­mi­na­ta è una pe­na de­ten­ti­va di tre an­ni;
in 7 an­ni, se la pe­na mas­si­ma com­mi­na­ta è un'al­tra pe­na.1
2In ca­so di at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 156) e di rea­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 115, 117, 121 e 153-155 com­mes­si su fan­ciul­li mi­no­ri di se­di­ci an­ni, la pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le de­cor­re in tut­ti i ca­si fi­no al gior­no in cui la vit­ti­ma com­pie ven­ti­cin­que an­ni.
3Se pri­ma del­la sca­den­za del ter­mi­ne di pre­scri­zio­ne è sta­ta pro­nun­cia­ta una sen­ten­za di pri­ma istan­za, la pre­scri­zio­ne si estin­gue.
4La pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le in ca­so di at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 156) e di rea­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 115-117, 121 e 153-155, com­mes­si su fan­ciul­li mi­no­ri di se­di­ci an­ni, è ret­ta dai ca­po­ver­si 1-3 se il rea­to è sta­to com­mes­so pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del pre­sen­te Co­di­ce del 5 ot­to­bre 20012 e il re­la­ti­vo ter­mi­ne di pre­scri­zio­ne non è an­co­ra sca­du­to a ta­le da­ta.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 21 giu. 2013 (Pro­lun­ga­men­to dei ter­mi­ni di pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2014 (RU 2013 4417; FF 2012 8119).
2RU 2002 2993 3146
De­cor­ren­za
La pre­scri­zio­ne de­cor­re:
dal gior­no in cui l'au­to­re ha com­mes­so il rea­to;
se il rea­to è sta­to ese­gui­to me­dian­te at­ti suc­ces­si­vi, dal gior­no in cui è sta­to com­piu­to l'ul­ti­mo at­to;
se il rea­to è con­ti­nua­to per un cer­to tem­po, dal gior­no in cui è ces­sa­ta la con­ti­nua­zio­ne.
2. Pre­scri­zio­ne del­la pe­na.
1La pe­na si pre­scri­ve:
in trent'an­ni, se si trat­ta di una pe­na de­ten­ti­va a vi­ta;
in ven­ti­cin­que an­ni, se si trat­ta di una pe­na de­ten­ti­va di die­ci o più an­ni;
in ven­ti an­ni, se si trat­ta di una pe­na de­ten­ti­va da cin­que a me­no di die­ci an­ni;
in quin­di­ci an­ni, se si trat­ta di una pe­na de­ten­ti­va di ol­tre un an­no ma in­fe­rio­re a cin­que an­ni;
in cin­que an­ni, se si trat­ta di un'al­tra pe­na.
2Il ter­mi­ne di pre­scri­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va è so­spe­so:
du­ran­te l'ese­cu­zio­ne inin­ter­rot­ta di que­sta pe­na o di un'al­tra pe­na de­ten­ti­va o mi­su­ra ese­gui­ta im­me­dia­ta­men­te pri­ma;
nel ca­so di li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le, du­ran­te il tem­po di pro­va.
3La pe­na ac­ces­so­ria del­la de­gra­da­zio­ne è im­pre­scrit­ti­bi­le.
La pre­scri­zio­ne de­cor­re dal gior­no in cui la sen­ten­za ac­qui­sta for­za di co­sa giu­di­ca­ta. In ca­so di so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na o di pre­via ese­cu­zio­ne di una mi­su­ra, de­cor­re dal gior­no in cui è or­di­na­ta l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na.
3. Im­pre­scrit­ti­bi­li­tà
1So­no im­pre­scrit­ti­bi­li :
il ge­no­ci­dio (art. 108);
i cri­mi­ni con­tro l'uma­ni­tà (art. 109 cpv. 1 e 2);
i cri­mi­ni di guer­ra (art. 111 cpv. 1-3, 112 cpv. 1 e 2, 112a cpv. 1 e 2, 112b, 112c cpv. 1 e 2 e 112d);
i cri­mi­ni che, co­me mez­zi d'estor­sio­ne o coa­zio­ne, met­to­no o mi­nac­cia­no di met­te­re in pe­ri­co­lo la vi­ta e l'in­te­gri­tà fi­si­ca di mol­te per­so­ne, se­gna­ta­men­te con l'im­pie­go di mez­zi di di­stru­zio­ne di mas­sa, lo sca­te­na­men­to di una ca­ta­stro­fe o una pre­sa d'ostag­gio;
la coa­zio­ne ses­sua­le (art. 153), la vio­len­za car­na­le (art. 154), gli at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 155), gli at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 156 n. 1) e l'abu­so del­la po­si­zio­ne mi­li­ta­re (art. 157), se com­mes­si su fan­ciul­li mi­no­ri di 12 an­ni.2
2Il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na nel ca­so in cui l'azio­ne pe­na­le fos­se ca­du­ta in pre­scri­zio­ne in ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 55 e 56.
3I ca­po­ver­si 1 let­te­re a, c e d non­ché 2 si ap­pli­ca­no se il 1° gen­na­io 1983 l'azio­ne pe­na­le o la pe­na non era an­co­ra ca­du­ta in pre­scri­zio­ne se­con­do il di­rit­to si­no al­lo­ra vi­gen­te. Il ca­po­ver­so 1 let­te­ra b si ap­pli­ca se al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 18 giu­gno 2010 del­la pre­sen­te leg­ge l'azio­ne pe­na­le o la pe­na non era an­co­ra ca­du­ta in pre­scri­zio­ne se­con­do il di­rit­to si­no al­lo­ra vi­gen­te. Il ca­po­ver­so 1 let­te­ra e si ap­pli­ca se il 30 no­vem­bre 2008 l'azio­ne pe­na­le o la pe­na non era an­co­ra ca­du­ta in pre­scri­zio­ne se­con­do il di­rit­to si­no al­lo­ra vi­gen­te.34
1 In­tro­dot­ta dal n. I 3 del­la LF del 15 giu. 2012 (Im­pre­scrit­ti­bi­li­tà dei rea­ti ses­sua­li o di por­no­gra­fia com­mes­si su fan­ciul­li im­pu­be­ri), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5951; FF 2011 5393).
3 Per. in­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 15 giu. 2012 (Im­pre­scrit­ti­bi­li­tà dei rea­ti ses­sua­li o di por­no­gra­fia com­mes­si su fan­ciul­li im­pu­be­ri), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5951; FF 2011 5393).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
Capo sesto: Della responsabilità dell'impresa
1Se in un'im­pre­sa, nell'eser­ci­zio di at­ti­vi­tà com­mer­cia­li con­for­mi al­lo sco­po im­pren­di­to­ria­le, è com­mes­so un cri­mi­ne o un de­lit­to che, per ca­ren­te or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­na, non può es­se­re ascrit­to a una per­so­na fi­si­ca de­ter­mi­na­ta, il cri­mi­ne o il de­lit­to è ascrit­to all'im­pre­sa. In que­sto ca­so l'im­pre­sa è pu­ni­ta con la mul­ta fi­no a cin­que mi­lio­ni di fran­chi.
2Se si trat­ta di un rea­to ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 141 o 141a, l'im­pre­sa è pu­ni­ta a pre­scin­de­re dal­la pu­ni­bi­li­tà del­le per­so­ne fi­si­che qua­lo­ra le si pos­sa rim­pro­ve­ra­re di non ave­re pre­so tut­te le mi­su­re or­ga­niz­za­ti­ve ra­gio­ne­vo­li e in­di­spen­sa­bi­li per im­pe­di­re un si­mi­le rea­to.
3Il giu­di­ce de­ter­mi­na la mul­ta in par­ti­co­la­re in fun­zio­ne del­la gra­vi­tà del rea­to, del­la gra­vi­tà del­le la­cu­ne or­ga­niz­za­ti­ve e del dan­no pro­vo­ca­to, non­ché del­la ca­pa­ci­tà eco­no­mi­ca dell'im­pre­sa.
4So­no con­si­de­ra­te im­pre­se ai sen­si del pre­sen­te ar­ti­co­lo:
le per­so­ne giu­ri­di­che di di­rit­to pri­va­to;
le per­so­ne giu­ri­di­che di di­rit­to pub­bli­co, ec­cet­tua­ti gli en­ti ter­ri­to­ria­li;
le so­cie­tà;
le dit­te in­di­vi­dua­li.
Pro­ce­du­ra pe­na­le
1In ca­so di pro­ce­di­men­to pe­na­le l'im­pre­sa è rap­pre­sen­ta­ta da una so­la per­so­na, au­to­riz­za­ta a rap­pre­sen­tar­la il­li­mi­ta­ta­men­te in ma­te­ria ci­vi­le. Se l'im­pre­sa non de­si­gna il suo rap­pre­sen­tan­te en­tro un ter­mi­ne ra­gio­ne­vo­le, l'au­to­ri­tà istrut­to­ria o il giu­di­ce de­ci­de qua­le del­le per­so­ne au­to­riz­za­te a rap­pre­sen­tar­la in ma­te­ria ci­vi­le rap­pre­sen­ta l'im­pre­sa nel pro­ce­di­men­to pe­na­le.
2La per­so­na che rap­pre­sen­ta l'im­pre­sa nel pro­ce­di­men­to pe­na­le ha i me­de­si­mi di­rit­ti e ob­bli­ghi di un im­pu­ta­to. Le al­tre per­so­ne di cui nel ca­po­ver­so 1 non so­no te­nu­te a de­por­re.
3L'im­pre­sa de­ve de­si­gna­re un al­tro rap­pre­sen­tan­te se per i me­de­si­mi fat­ti o per fat­ti con­nes­si è av­via­ta un'in­chie­sta pe­na­le nei con­fron­ti del rap­pre­sen­tan­te de­si­gna­to. Se del ca­so l'au­to­ri­tà istrut­to­ria o il giu­di­ce de­si­gna­no per rap­pre­sen­tar­la un'al­tra per­so­na se­con­do il ca­po­ver­so 1 op­pu­re, in sua as­sen­za, un ter­zo qua­li­fi­ca­to.
Capo settimo: Delle contravvenzioni
De­fi­ni­zio­ne
So­no con­trav­ven­zio­ni i rea­ti cui è com­mi­na­ta la mul­ta.
Ap­pli­ca­bi­li­tà del­le di­spo­si­zio­ni del­la par­te pri­ma
Le di­spo­si­zio­ni del­la par­te pri­ma del pre­sen­te Co­di­ce si ap­pli­ca­no an­che al­le con­trav­ven­zio­ni, con le mo­di­fi­che qui ap­pres­so.
Inap­pli­ca­bi­li­tà o ap­pli­ca­bi­li­tà con­di­zio­na­le
1Le di­spo­si­zio­ni sul­la con­di­zio­na­le (art. 36 e 37), sull'espul­sio­ne (art. 49a-49c) e sul­la re­spon­sa­bi­li­tà dell'im­pre­sa (art. 59a e 59b) non so­no ap­pli­ca­bi­li al­le con­trav­ven­zio­ni.1
2Il ten­ta­ti­vo e la com­pli­ci­tà so­no pu­ni­ti sol­tan­to nei ca­si espres­sa­men­te pre­vi­sti dal­la leg­ge.
3Le mi­su­re pri­va­ti­ve del­la li­ber­tà (art. 59-61 e 64 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro2), lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà (art. 50), il di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te (art. 50b) non­ché la pub­bli­ca­zio­ne del­la sen­ten­za (art. 50f) so­no am­mes­si sol­tan­to nei ca­si espres­sa­men­te pre­vi­sti dal­la leg­ge.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 13 dic. 2013 in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 2055; FF 2012 7765).
Art. 60c Multa
1Se la leg­ge non di­spo­ne al­tri­men­ti, il mas­si­mo del­la mul­ta è di die­ci­mi­la fran­chi.
2In ca­so di man­ca­to pa­ga­men­to del­la mul­ta per col­pa dell'au­to­re, il giu­di­ce or­di­na nel­la sen­ten­za una pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va da un mi­ni­mo di un gior­no a un mas­si­mo di tre me­si.
3Il giu­di­ce com­mi­su­ra la mul­ta e la pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va al­le con­di­zio­ni dell'au­to­re, in mo­do che que­sti scon­ti una pe­na ade­gua­ta al­la sua col­pe­vo­lez­za.
4Il pa­ga­men­to ul­te­rio­re del­la mul­ta com­por­ta una ri­du­zio­ne pro­por­zio­na­le del­la pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va.
5Per l'esa­zio­ne e la com­mu­ta­zio­ne si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 29 e 30 ca­po­ver­si 2-5.
1 Abro­ga­to dal n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), con ef­fet­to dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Pre­scri­zio­ne
L'azio­ne pe­na­le e la pe­na si pre­scri­vo­no in tre an­ni.
Parte seconda: Dei singoli reati
Capo primo: Dell'insubordinazione
Di­sob­be­dien­za
1Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te di­sob­be­di­sce a un or­di­ne con­cer­nen­te il ser­vi­zio, che sia di­ret­to a lui stes­so o al­la trup­pa di cui fa par­te, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va fi­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Se il col­pe­vo­le ha agi­to per ne­gli­gen­za, può es­se­re pro­nun­cia­ta la mul­ta.
3Nei ca­si po­co gra­vi si ap­pli­ca una pe­na di­sci­pli­na­re.
4In tem­po di guer­ra può es­se­re pro­nun­cia­ta una pe­na de­ten­ti­va. Se la di­sob­be­dien­za av­vie­ne di fron­te al ne­mi­co, può es­se­re pro­nun­cia­ta la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. IV lett. b del­la LF del 3 ott. 2003 (Re­vi­sio­ne dell'or­di­na­men­to di­sci­pli­na­re), in vi­go­re dal 1° mar. 2004 (RU 2004 921; FF 2002 6968).
Vie di fat­to, mi­nac­ce
1Chiun­que of­fen­de con mi­nac­ce o vie di fat­to un ca­po od un su­pe­rio­re è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria1.2
2Nei ca­si po­co gra­vi si ap­pli­ca una pe­na di­sci­pli­na­re.
3In tem­po di guer­ra può es­se­re pro­nun­cia­ta una pe­na de­ten­ti­va3 fi­no a cin­que an­ni.4
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 2 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 23 mar. 1979, in vi­go­re dal 1° gen. 1980 (RU 1979 1037; FF 1977 II 1).
3 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 1 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 23 mar. 1979, in vi­go­re dal 1° gen. 1980 (RU 1979 1037; FF 1977 II 1).
Se­di­zio­ne
1. Se più per­so­ne, ope­ran­do di con­cer­to in un as­sem­bra­men­to o in al­tro mo­do, par­te­ci­pa­no al ri­fiu­to d'ob­be­dien­za, a mi­nac­ce o a vie di fat­to ver­so un ca­po o un su­pe­rio­re, ogni com­par­te­ci­pe è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va o pe­cu­nia­ria1.
Nei ca­si po­co gra­vi si ap­pli­ca una pe­na di­sci­pli­na­re.
Gli agen­ti prin­ci­pa­li so­no pu­ni­ti più se­ve­ra­men­te; lo stes­so av­vie­ne de­gli uf­fi­cia­li e dei sot­tuf­fi­cia­li che ab­bia­no par­te­ci­pa­to al­la se­di­zio­ne.
2. Se la se­di­zio­ne av­vie­ne in fac­cia al ne­mi­co, può es­se­re pro­nun­cia­ta la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.2
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 15 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 1992, in vi­go­re dal 1° set. 1992 (RU 1992 1679; FF 1991 II 1216, IV 173).
Con­cer­to per la se­di­zio­ne
1. Se più per­so­ne si uni­sco­no o si con­cer­ta­no a fi­ne di pre­pa­ra­re una se­di­zio­ne, cia­scu­na di es­se è pu­ni­ta con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2. In tem­po di guer­ra può es­se­re pro­nun­cia­ta una pe­na de­ten­ti­va.
Rea­ti con­tro una guar­dia
La di­sob­be­dien­za, le vie di fat­to, le mi­nac­ce, la se­di­zio­ne o il con­cer­to per la se­di­zio­ne, di­ret­ti con­tro una guar­dia mi­li­ta­re, si pu­ni­sco­no co­me se que­sti rea­ti fos­se­ro com­mes­si ver­so un ca­po od un su­pe­rio­re.
Capo secondo: Dell'abuso d'autorità
Abu­so di co­man­do
1Chiun­que abu­sa del co­man­do di cui è in­ve­sti­to per im­por­re ad un su­bal­ter­no o ad un in­fe­rio­re or­di­ni o ri­chie­ste sen­za al­cu­na ra­gio­ne di ser­vi­zio è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Abu­so del­la fa­col­tà di pu­ni­re
1Chiun­que ec­ce­de nel­la fa­col­tà di pu­ni­re di­sci­pli­nar­men­te è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Sop­pres­sio­ne di un re­cla­mo
1. Chiun­que, a sco­po d'in­ter­cet­ta­zio­ne, trat­tie­ne o sop­pri­me, to­tal­men­te o par­zial­men­te, un re­cla­mo pre­sen­ta­to da un su­bal­ter­no od una de­nun­cia pe­na­le,
chiun­que fa scien­te­men­te un rap­por­to in­ve­ri­tie­ro so­pra un re­cla­mo o una de­nun­cia pe­na­le,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2. Nei ca­si po­co gra­vi si ap­pli­ca una pe­na di­sci­pli­na­re.
Usur­pa­zio­ne di co­man­do
1Chiun­que si ar­ro­ga una fa­col­tà di co­man­da­re o di pu­ni­re che non gli spet­ti, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Mes­sa in pe­ri­co­lo di un su­bal­ter­no
1Chiun­que, sen­za un suf­fi­cien­te mo­ti­vo di ser­vi­zio, met­te in se­rio pe­ri­co­lo la vi­ta o la sa­lu­te d'un su­bal­ter­no o d'un in­fe­rio­re è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
1Chiun­que of­fen­de con vie di fat­to o mi­nac­ce un su­bal­ter­no o un in­fe­rio­re è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Capo terzo: Della violazione dei doveri di servizio
Inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni di ser­vi­zio
1Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te si ren­de col­pe­vo­le d'inos­ser­van­za d'un re­go­la­men­to o d'al­tra pre­scri­zio­ne di ser­vi­zio è pu­ni­to con una pe­na pe­cu­nia­ria2.
4In tem­po di guer­ra può es­se­re pro­nun­cia­ta la pe­na de­ten­ti­va o pe­cu­nia­ria.
2 Nuo­va com­mi­na­to­ria giu­sta il n. II 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Abu­so e sper­pe­ro di ma­te­ria­li
1. Chiun­que ado­pe­ra abu­si­va­men­te, alie­na, dà in pe­gno, sop­pri­me, ab­ban­do­na op­pu­re in­ten­zio­nal­men­te o per ne­gli­gen­za dan­neg­gia o la­scia de­pe­ri­re o an­dar per­du­ti ar­mi, mu­ni­zio­ni, ma­te­ria­li d'equi­pag­gia­men­to, ca­val­li, vei­co­li od al­tre co­se a lui af­fi­da­te o al­tri­men­ti con­se­gna­te in oc­ca­sio­ne del ser­vi­zio,
chiun­que ado­pe­ra abu­si­va­men­te ta­li co­se a lui ac­ces­si­bi­li,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria, ove non sia ap­pli­ca­bi­le un'al­tra di­spo­si­zio­ne pe­na­le.
3. In tem­po di guer­ra può es­se­re pro­nun­cia­ta una pe­na de­ten­ti­va.
Vi­gliac­che­ria
Chiun­que, in fac­cia al ne­mi­co, per vi­gliac­che­ria si tie­ne na­sco­sto, fug­ge od ab­ban­do­na ar­bi­tra­ria­men­te il suo po­sto, è pu­ni­to con la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta o con una pe­na de­ten­ti­va2.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 1992, in vi­go­re dal 1° set. 1992 (RU 1992 1679; FF 1991 II 1216, IV 173).
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 16 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
Ca­pi­to­la­zio­ne
È pu­ni­to con la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta o con una pe­na de­ten­ti­va:
il co­man­dan­te di una for­tez­za o di un'al­tra piaz­za for­ti­fi­ca­ta che la ce­da sen­za ave­re esau­ri­ti gli estre­mi mez­zi di di­fe­sa;
il co­man­dan­te di trup­pa, che nel com­bat­ti­men­to ab­ban­do­ni il suo po­sto o si ar­ren­da con la sua trup­pa, sen­za ave­re pri­ma fat­to tut­to quan­to il suo do­ve­re mi­li­ta­re esi­ge­va da lui.
Rea­ti nel ser­vi­zio di guar­dia
1. Chiun­que, in­ten­zio­nal­men­te o per ne­gli­gen­za, si met­te in ista­to di non po­ter adem­pie­re i suoi do­ve­ri di ser­vi­zio co­me guar­dia,
chiun­que ar­bi­tra­ria­men­te ab­ban­do­na il pro­prio po­sto di guar­dia o tra­sgre­di­sce in al­tro mo­do le di­spo­si­zio­ni sul ser­vi­zio di guar­dia,
3. In tem­po di guer­ra può es­se­re pro­nun­cia­ta una pe­na de­ten­ti­va.1
Se il rea­to av­vie­ne in­ten­zio­nal­men­te in fac­cia al ne­mi­co, può es­se­re pro­nun­cia­ta la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
Vio­la­zio­ne del se­gre­to di ser­vi­zio
1. Chi ri­ve­la un se­gre­to che gli è sta­to con­fi­da­to nel­la sua qua­li­tà, di mi­li­ta­re o di fun­zio­na­rio o di cui ha avu­to no­ti­zia in ta­le qua­li­tà, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2. La ri­ve­la­zio­ne del se­gre­to è pu­ni­bi­le an­che do­po la ces­sa­zio­ne del­la qua­li­tà di mi­li­ta­re o del­la fun­zio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 13 giu. 1941, in vi­go­re dal 1° gen. 1942 (RU 57 1337; FF 1940 513).
Fal­si­tà in do­cu­men­ti di ser­vi­zio
1. Chiun­que for­ma un at­to fal­so che ab­bia im­por­tan­za per il ser­vi­zio o al­te­ra un ta­le do­cu­men­to, op­pu­re abu­sa dell'al­trui fir­ma au­ten­ti­ca o dell'al­trui se­gno a ma­no au­ten­ti­co per for­ma­re un ta­le do­cu­men­to sup­po­si­ti­zio op­pu­re at­te­sta o fa at­te­sta­re, in un ta­le do­cu­men­to, con­tra­ria­men­te al­la ve­ri­tà, un fat­to d'im­por­tan­za giu­ri­di­ca; chiun­que fa uso, a sco­po d'in­gan­no, di un at­to di que­sta na­tu­ra for­ma­to od al­te­ra­to da un ter­zo, chiun­que, in­de­bi­ta­men­te, sop­pri­me o fa spa­ri­re un do­cu­men­to che ha im­por­tan­za per il ser­vi­zio, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Omes­sa de­nun­cia di rea­to
1Chiun­que, es­sen­do a no­ti­zia che si sta or­den­do una se­di­zio­ne (art. 63), una di­ser­zio­ne (art. 831) o un tra­di­men­to (art. 86 a 91), omet­te di far­ne de­nun­cia, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria, qua­lo­ra il rea­to sia sta­to com­mes­so o ten­ta­to.
3Il col­pe­vo­le va esen­te da pe­na, se le sue stret­te re­la­zio­ni con la per­so­na non de­nun­cia­ta ren­do­no scu­sa­bi­le la sua con­dot­ta.
1 Ora: art. 81
Eb­brez­za
1. Chiun­que, es­sen­do in ista­to di eb­brez­za, su­sci­ta pub­bli­co scan­da­lo è pu­ni­to con una pe­na pe­cu­nia­ria si­no a 90 ali­quo­te gior­na­lie­re1.
2. Chiun­que, es­sen­do in ista­to di ir­re­spon­sa­bi­li­tà a ca­gio­ne di eb­brez­za col­po­sa, pro­dot­ta da al­cool o da al­tra in­tos­si­ca­zio­ne, com­met­te un fat­to re­pres­so co­me cri­mi­ne o de­lit­to, è pu­ni­to con una pe­na pe­cu­nia­ria2.
La pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria se il col­pe­vo­le, agen­do in ta­le sta­to di ir­re­spon­sa­bi­li­tà, ha com­mes­so un rea­to pu­ni­bi­le con la so­la pe­na del­la pe­na de­ten­ti­va.3
3. Nei ca­si po­co gra­vi si ap­pli­ca una pe­na di­sci­pli­na­re.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 11 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
3 Nuo­vo te­sto del per. 2 giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 1992, in vi­go­re dal 1° set. 1992 (RU 1992 1679; FF 1991 II 1216, IV 173).
Capo quarto: Dei reati contro i doveri del servizio
Ri­fiu­to del ser­vi­zio e di­ser­zio­ne
1È pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va fi­no a di­ciot­to me­si o con una pe­na pe­cu­nia­ria chiun­que, nell'in­ten­zio­ne di ri­fiu­ta­re il ser­vi­zio mi­li­ta­re:
non par­te­ci­pa al­la gior­na­ta in­for­ma­ti­va o al re­clu­ta­men­to;
non si pre­sen­ta a un ser­vi­zio al qua­le è con­vo­ca­to;
ab­ban­do­na sen­za per­mes­so la sua trup­pa o il po­sto di ser­vi­zio;
non vi ri­tor­na do­po un'as­sen­za giu­sti­fi­ca­ta;
di­sob­be­di­sce, do­po l'en­tra­ta in ser­vi­zio mi­li­ta­re, a un or­di­ne a lui di­ret­to con­cer­nen­te il ser­vi­zio.2
1bisIn ca­so di rea­ti se­con­do il ca­po­ver­so 1, la pe­na pe­cu­nia­ria o l'ese­cu­zio­ne in for­ma di la­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà so­no esclu­se se è pro­nun­cia­ta an­che l'esclu­sio­ne dall'eser­ci­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 49.3
2In ser­vi­zio at­ti­vo la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va o pe­cu­nia­ria.
3Chiun­que, qua­le mem­bro di una co­mu­ni­tà re­li­gio­sa, ri­fiu­ta per mo­ti­vi re­li­gio­si di pre­sta­re ser­vi­zio mi­li­ta­re e non pre­sen­ta una do­man­da d'am­mis­sio­ne al ser­vi­zio ci­vi­le è di­chia­ra­to col­pe­vo­le e vie­ne ob­bli­ga­to a pre­sta­re un la­vo­ro di pub­bli­co in­te­res­se, la cui du­ra­ta è sta­bi­li­ta con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 8 del­la leg­ge del 6 ot­to­bre 19954 sul ser­vi­zio ci­vi­le. La pre­sta­zio­ne di la­vo­ro si svol­ge nell'am­bi­to e giu­sta le pre­scri­zio­ni del ser­vi­zio ci­vi­le. Il giu­di­ce può pro­nun­cia­re l'esclu­sio­ne dall'eser­ci­to.
4Chiun­que ren­de ve­ro­si­mi­le di non po­ter con­ci­lia­re con la pro­pria co­scien­za il ser­vi­zio d'istru­zio­ne per con­se­gui­re un gra­do su­pe­rio­re, ma è di­spo­sto a pre­sta­re ser­vi­zio mi­li­ta­re con il suo gra­do at­tua­le, vie­ne ob­bli­ga­to a pre­sta­re un la­vo­ro di pub­bli­co in­te­res­se. Que­st'ul­ti­mo du­ra di re­go­la 1,1 vol­te la du­ra­ta del ser­vi­zio d'istru­zio­ne ri­fiu­ta­to e si svol­ge nell'am­bi­to e se­con­do le pre­scri­zio­ni del ser­vi­zio ci­vi­le.
5Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na le ne­ces­sa­rie di­spo­si­zio­ni com­ple­ti­ve per l'ese­cu­zio­ne del­la pre­sta­zio­ne di la­vo­ro di cui ai ca­po­ver­si 3 e 4.
6È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 84.5
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 5 dell'all. al­la LF del 6 ott. 1995 sul ser­vi­zio ci­vi­le so­sti­tu­ti­vo, in vi­go­re dal 1° ott. 1996 (RU 1996 1445; FF 1994 III 1445).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. IV lett. b del­la LF del 3 ott. 2003 (Re­vi­sio­ne dell'or­di­na­men­to di­sci­pli­na­re), in vi­go­re dal 1° mar. 2004 (RU 2004 921; FF 2002 6968).
3 In­tro­dot­to dal n. IV lett. b del­la LF del 3 ott. 2003 (Re­vi­sio­ne dell'or­di­na­men­to di­sci­pli­na­re (RU 2004 921; FF 2002 6968). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
4 RS 824.0
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1883; FF 2014 5749).
Omis­sio­ne del ser­vi­zio e as­sen­za in­giu­sti­fi­ca­ta
1È pu­ni­to con una pe­na pe­cu­nia­ria chiun­que2, sen­za l'in­ten­zio­ne di ri­fiu­ta­re il ser­vi­zio mi­li­ta­re:
non vi ri­tor­na do­po un'as­sen­za giu­sti­fi­ca­ta.3
3In ser­vi­zio at­ti­vo la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria.
4Se più tar­di l'au­to­re si pre­sen­ta spon­ta­nea­men­te in ser­vi­zio, il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na (art. 42a).4
5È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 84.5
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (Re­vi­sio­ne dell'or­di­na­men­to di­sci­pli­na­re), in vi­go­re dal 1° mar. 2004 (RU 2004 921; FF 2002 6968).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669).
Omis­sio­ne del ser­vi­zio per ne­gli­gen­za
1È pu­ni­to con la mul­ta2 chiun­que, per ne­gli­gen­za:
3In ser­vi­zio at­ti­vo il giu­di­ce può pro­nun­cia­re una pe­na pe­cu­nia­ria si­no a 90 ali­quo­te gior­na­lie­re.
4È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 84.4
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 5 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1883; FF 2014 5749).
Rea­ti con­tro i do­ve­ri del ser­vi­zio in ca­so di am­mis­sio­ne al ser­vi­zio ci­vi­le, as­se­gna­zio­ne al ser­vi­zio non ar­ma­to e ina­bi­li­tà al ser­vi­zio
1È pu­ni­to con la mul­ta chi com­met­te uno dei rea­ti di cui agli ar­ti­co­li 81-83 se:
è am­mes­so al ser­vi­zio ci­vi­le;
è as­se­gna­to al ser­vi­zio non ar­ma­to;
è di­chia­ra­to ina­bi­le al ser­vi­zio e que­sta ina­bi­li­tà sus­si­ste­va già al mo­men­to in cui ha com­mes­so il fat­to.
3Non è pu­ni­to chi al mo­men­to in cui ha com­mes­so il fat­to non era in gra­do di en­tra­re in ser­vi­zio.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1883; FF 2014 5749).
Omis­sio­ne il­le­ci­ta di rag­giun­ge­re il cor­po
Chiun­que in tem­po di guer­ra, es­sen­do sta­to se­pa­ra­to dal suo cor­po di trup­pa, omet­te di rag­giun­ger­lo o di unir­si al cor­po più vi­ci­no,
chiun­que, du­ran­te il tem­po di guer­ra, es­sen­do sta­to fat­to pri­gio­nie­ro di guer­ra, omet­te, al­la fi­ne del­la sua pri­gio­nia, di an­nun­ciar­si im­me­dia­ta­men­te a qual­che trup­pa od au­to­ri­tà mi­li­ta­re,
Capo quinto: Dei reati contro la difesa nazionale e contro la forza difensiva del Paese
1. Tra­di­men­to.
Spio­nag­gio e vio­la­zio­ne pro­di­to­ria di se­gre­ti mi­li­ta­ri1
1. Chiun­que scru­ta fat­ti, di­spo­si­zio­ni, pro­ce­di­men­ti o og­get­ti che de­vo­no es­se­re te­nu­ti se­gre­ti nell'in­te­res­se del­la di­fe­sa na­zio­na­le, poi­ché la lo­ro ri­ve­la­zio­ne mi­nac­ce­reb­be l'adem­pi­men­to del man­da­to di par­ti es­sen­zia­li dell'eser­ci­to, al­lo sco­po di ri­ve­lar­li o ren­der­li ac­ces­si­bi­li a uno Sta­to este­ro o ai suoi agen­ti,
chiun­que in­ten­zio­nal­men­te ri­ve­la o ren­de ac­ces­si­bi­li a uno Sta­to este­ro o ai suoi agen­ti, fat­ti, di­spo­si­zio­ni, pro­ce­di­men­ti o og­get­ti che de­vo­no es­se­re te­nu­ti se­gre­ti nell'in­te­res­se del­la di­fe­sa na­zio­na­le, poi­ché la lo­ro ri­ve­la­zio­ne mi­nac­ce­reb­be l'adem­pi­men­to del man­da­to di par­ti es­sen­zia­li dell'eser­ci­to,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va.2
2. Se que­sti at­ti ven­go­no com­mes­si men­tre del­le trup­pe si tro­va­no in ser­vi­zio at­ti­vo, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a tre an­ni. Se con que­sti at­ti il col­pe­vo­le tur­ba o met­te in pe­ri­co­lo le ope­ra­zio­ni dell'eser­ci­to sviz­ze­ro, può es­se­re pro­nun­cia­ta la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.3
3. Se il col­pe­vo­le ha agi­to per ne­gli­gen­za, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II del­la LF del 10 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° apr. 1998 (RU 1998 1852 856; FF 1996 IV 449).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II del­la LF del 10 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° apr. 1998 (RU 1998 1852 856; FF 1996 IV 449).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 1992, in vi­go­re dal 1° set. 1992 (RU 1992 1679; FF 1991 II 1216, IV 173).
Sa­bo­tag­gio
Chiun­que di­strug­ge o dan­neg­gia im­pian­ti o co­se che ser­vo­no all'ar­ma­ta ov­ve­ro ne met­te in pe­ri­co­lo l'uso,
chiun­que non ese­gui­sce pre­sta­zio­ni con­trat­tua­li per l'eser­ci­to o non le ese­gui­sce con­for­me­men­te al con­trat­to,
chiun­que im­pe­di­sce, tur­ba o met­te in pe­ri­co­lo l'at­ti­vi­tà di un'au­to­ri­tà o di un fun­zio­na­rio;
chiun­que fab­bri­ca, si pro­cu­ra, con­ser­va, tra­smet­te ad al­tri o usa og­get­ti di ve­stia­rio o d'equi­pag­gia­men­to o se­gni di­stin­ti­vi dell'eser­ci­to sviz­ze­ro o del­le sue or­ga­niz­za­zio­ni au­si­lia­rie,
e scien­te­men­te nuo­ce con ciò al­la di­fe­sa na­zio­na­le o la met­te in pe­ri­co­lo,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria, nei ca­si gra­vi con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re ad un an­no2.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 13 giu. 1941 (RU 57 1337; FF 1940 513). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 dic. 1950, in vi­go­re dal 1° lug. 1951 (RU 1951 435; FF 1949 685).
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 17 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
Tra­di­men­to mi­li­ta­re
1. Chiun­que, men­tre del­le trup­pe si tro­va­no in ser­vi­zio at­ti­vo, in­ten­zio­nal­men­te tur­ba o met­te di­ret­ta­men­te in pe­ri­co­lo ope­ra­zio­ni dell'eser­ci­to sviz­ze­ro; chiun­que in par­ti­co­la­re dan­neg­gia o di­strug­ge mez­zi di co­mu­ni­ca­zio­ne o d'in­for­ma­zio­ne, im­pian­ti o co­se che ser­vo­no all'eser­ci­to, od im­pe­di­sce o tur­ba l'eser­ci­zio di sta­bi­li­men­ti aven­ti lo stes­so sco­po, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a tre an­ni.
2. Chiun­que, men­tre del­le trup­pe si tro­va­no in ser­vi­zio at­ti­vo, in­ten­zio­nal­men­te tur­ba o met­te in­di­ret­ta­men­te in pe­ri­co­lo ope­ra­zio­ni dell'eser­ci­to sviz­ze­ro; chiun­que in par­ti­co­la­re tur­ba l'or­di­ne pub­bli­co od im­pe­di­sce o tur­ba eser­ci­zi im­por­tan­ti per la po­po­la­zio­ne o per l'am­mi­ni­stra­zio­ne dell'eser­ci­to, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a sei me­si1.
3. Nei ca­si gra­vi può es­se­re pro­nun­cia­ta la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.2
4. Se il col­pe­vo­le ha agi­to per ne­gli­gen­za, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 Nuo­va com­mi­na­to­ria giu­sta il n. II 2 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Fran­chi ti­ra­to­ri
Chiun­que, in tem­po di guer­ra, in­tra­pren­de at­ti di osti­li­tà con­tro l'eser­ci­to sviz­ze­ro, sen­za ap­par­te­ne­re al­la for­za ar­ma­ta ne­mi­ca ri­co­no­sciu­ta dal­la Sviz­ze­ra, è pu­ni­to con la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta o con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a tre an­ni.
Dif­fu­sio­ne di no­ti­zie fal­se
1Chiun­que, men­tre del­le trup­pe si tro­va­no in ser­vi­zio at­ti­vo, in­ten­zio­nal­men­te tur­ba o met­te in pe­ri­co­lo le ope­ra­zio­ni dell'eser­ci­to sviz­ze­ro dif­fon­den­do fal­se no­ti­zie, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va o con una pe­na pe­cu­nia­ria non in­fe­rio­re a 60 ali­quo­te gior­na­lie­re1.
2Se il col­pe­vo­le ha agi­to per ne­gli­gen­za, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 19 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
Uso d'ar­mi con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne
1Lo Sviz­ze­ro che, sen­za es­ser­vi co­stret­to, usa in guer­ra le ar­mi con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne o pren­de ser­vi­zio in un eser­ci­to ne­mi­co è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va.
2Nei ca­si gra­vi, può es­se­re pro­nun­cia­ta la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 1 cpv. 25 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669).
Fa­vo­reg­gia­men­to del ne­mi­co
1. Chiun­que con­se­gna al ne­mi­co og­get­ti che ser­vo­no al­la di­fe­sa na­zio­na­le,
chiun­que fa­vo­ri­sce il ne­mi­co con pre­sta­zio­ni di ser­vi­zio o som­mi­ni­stra­zio­ni,
chiun­que coo­pe­ra o sot­to­scri­ve ad un pre­sti­to di uno Sta­to in guer­ra con la Sviz­ze­ra,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a sei me­si1.
2. Nei ca­si gra­vi può es­se­re pro­nun­cia­ta la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.2
2. Vio­la­zio­ne del­la neu­tra­li­tà.
At­ti di osti­li­tà
Chiun­que, dal ter­ri­to­rio neu­tra­le del­la Sviz­ze­ra, in­tra­pren­de o fa­vo­ri­sce at­ti di osti­li­tà con­tro un bel­li­ge­ran­te,
chiun­que in­tra­pren­de at­ti di osti­li­tà con­tro trup­pe stra­nie­re am­mes­se nel­la Sviz­ze­ra,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va o pe­cu­nia­ria.
Spio­nag­gio a dan­no di Sta­ti este­ri
1. Chiun­que, nel ter­ri­to­rio del­la Sviz­ze­ra, rac­co­glie in­for­ma­zio­ni mi­li­ta­ri per con­to di uno Sta­to este­ro in dan­no di un al­tro Sta­to este­ro, ov­ve­ro or­ga­niz­za un ser­vi­zio sif­fat­to,
chiun­que ar­ruo­la per­so­ne per ser­vi­zi sif­fat­ti o li fa­vo­ri­sce,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.1
2. Nei ca­si gra­vi può es­se­re pro­nun­cia­ta una pe­na de­ten­ti­va.
3. La cor­ri­spon­den­za ed il ma­te­ria­le so­no con­fi­sca­ti.
3. In­de­bo­li­men­to del­la for­za di­fen­si­va del Pae­se.
Ser­vi­zio stra­nie­ro
1Se uno Sviz­ze­ro si ar­ruo­la in un eser­ci­to stra­nie­ro sen­za il per­mes­so del Con­si­glio fe­de­ra­le, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Gli sviz­ze­ri, do­mi­ci­lia­ti in un al­tro Sta­to di cui pos­seg­go­no pu­re la na­zio­na­li­tà, che pre­sta­no ser­vi­zio mi­li­ta­re nell'eser­ci­to di que­sto Sta­to non so­no pu­ni­bi­li.
3Chiun­que ar­ruo­la uno Sviz­ze­ro per il ser­vi­zio mi­li­ta­re stra­nie­ro o ne fa­vo­ri­sce l'ar­ruo­la­men­to è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria non in­fe­rio­re a 30 ali­quo­te gior­na­lie­re. Con la pe­na de­ten­ti­va dev'es­se­re cu­mu­la­ta la pe­na pe­cu­nia­ria2.
4In tem­po di guer­ra può es­se­re pro­nun­cia­ta una pe­na de­ten­ti­va.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 dic. 1950, in vi­go­re dal 1° lug. 1951 (RU 1951 435; FF 1949 685).
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 20 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669).
Mu­ti­la­zio­ne
1. Chiun­que, per mez­zo di mu­ti­la­zio­ne od in al­tro mo­do, ad ope­ra pro­pria o di ter­zi, si ren­de inet­to, del tut­to o in par­te, a pre­sta­re il ser­vi­zio mi­li­ta­re per­ma­nen­te­men­te o tem­po­ra­nea­men­te,
chiun­que mu­ti­la od in al­tro mo­do ren­de ta­lu­no, con suo con­sen­so, inet­to, del tut­to od in par­te, a pre­sta­re il ser­vi­zio mi­li­ta­re per­ma­nen­te­men­te o tem­po­ra­nea­men­te,
Fro­de per li­be­rar­si del ser­vi­zio
1Chiun­que, al­lo sco­po di sot­trar­re per­ma­nen­te­men­te o tem­po­ra­nea­men­te se stes­so od un al­tro al­la pre­sta­zio­ne del ser­vi­zio mi­li­ta­re, ado­pe­ra mez­zi de­sti­na­ti a trar­re in in­gan­no le au­to­ri­tà o gli uf­fi­ci mi­li­ta­ri o ci­vi­li com­pe­ten­ti, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Vio­la­zio­ne di ob­bli­ghi con­trat­tua­li
1. Chiun­que, men­tre del­le trup­pe si tro­va­no in ser­vi­zio at­ti­vo, in­ten­zio­nal­men­te non ese­gui­sce pre­sta­zio­ni con­trat­tua­li per l'eser­ci­to o non le ese­gui­sce con­for­me­men­te al con­trat­to, è pu­ni­to con la una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria2.
Se l'ina­dem­pi­men­to di­pen­de da ne­gli­gen­za, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria.
2. Nel­le stes­se pe­ne in­cor­ro­no i sot­to­for­ni­to­ri, me­dia­to­ri od im­pie­ga­ti che so­no sta­ti ca­gio­ne dell'ina­dem­pi­men­to del con­trat­to.
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 3 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4. At­ten­ta­ti con­tro la si­cu­rez­za mi­li­ta­re.
Pro­vo­ca­zio­ne ed in­ci­ta­men­to al­la vio­la­zio­ne de­gli ob­bli­ghi mi­li­ta­ri
1. Chiun­que pub­bli­ca­men­te pro­vo­ca al­la di­sob­be­dien­za agli or­di­ni mi­li­ta­ri, al­la vio­la­zio­ne dei do­ve­ri di ser­vi­zio, al ri­fiu­to del ser­vi­zio od al­la di­ser­zio­ne,
chiun­que in­ci­ta una per­so­na ob­bli­ga­ta al ser­vi­zio mi­li­ta­re a com­met­te­re un rea­to sif­fat­to,
2. La pe­na é una pe­na de­ten­ti­va o pe­cu­nia­ria se il col­pe­vo­le ha pro­vo­ca­to o in­ci­ta­to al­la di­ser­zio­ne dal ser­vi­zio at­ti­vo, al­la se­di­zio­ne o al con­cer­to per la se­di­zio­ne.
3. Se la pro­vo­ca­zio­ne o l'in­ci­ta­men­to av­vie­ne in fac­cia al ne­mi­co, il col­pe­vo­le è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va.
Me­ne con­tro la di­sci­pli­na mi­li­ta­re
Chiun­que co­sti­tui­sce un grup­po di cui lo sco­po o l'ope­ra con­si­ste nel sov­ver­ti­re la di­sci­pli­na, in par­ti­co­la­re nell'in­dur­re o in­ci­ta­re del­le per­so­ne ob­bli­ga­te al ser­vi­zio per­so­na­le al­la di­sob­be­dien­za agli or­di­ni mi­li­ta­ri, al­la vio­la­zio­ne dei do­ve­ri di ser­vi­zio, al ri­fiu­to del ser­vi­zio od al­la di­ser­zio­ne,
chiun­que ade­ri­sce a un grup­po sif­fat­to o par­te­ci­pa al­le sue me­ne,
chiun­que si ado­pe­ra al­la for­ma­zio­ne di grup­pi sif­fat­ti o ne se­gue le istru­zio­ni,
Tur­ba­men­to del ser­vi­zio mi­li­ta­re
1Chiun­que im­pe­di­sce o di­stur­ba un mi­li­ta­re nell'adem­pi­men­to del pro­prio ser­vi­zio è pu­ni­to con una pe­na pe­cu­nia­ria2.
2In ser­vi­zio at­ti­vo, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 23 mar. 1979, in vi­go­re dal 1° gen. 1980 (RU 1979 1037; FF 1977 II 1).
In­giu­rie ad un mi­li­ta­re
1Chiun­que in­giu­ria pub­bli­ca­men­te un mi­li­ta­re che si tro­va in ser­vi­zio at­ti­vo è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
3Il col­pe­vo­le può an­da­re im­pu­ni­to qua­lo­ra l'in­giu­ria­to ab­bia da­to egli stes­so im­me­dia­to mo­ti­vo all'of­fe­sa col suo con­te­gno scon­ve­nien­te.
Dif­fu­sio­ne di fal­se no­ti­zie
Chiun­que, men­tre del­le trup­pe si tro­va­no in ser­vi­zio at­ti­vo, dif­fon­de no­ti­zie che sa es­se­re fal­se, nell'in­ten­to di tur­ba­re o di in­tral­cia­re le mi­su­re or­di­na­te da au­to­ri­tà o da co­man­dan­ti di trup­pe, d'in­ci­ta­re le trup­pe all'in­su­bor­di­na­zio­ne o di su­sci­ta­re nel pub­bli­co il ti­mo­re o lo spa­ven­to, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va o pe­cu­nia­ria.
Fal­si­fi­ca­zio­ne d'or­di­ni o di istru­zio­ni
1. Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te con­traf­fà, al­te­ra, fa spa­ri­re o di­strug­ge un or­di­ne di mar­cia o di chia­ma­ta al­le ar­mi, un or­di­ne di pre­sen­ta­zio­ne al re­clu­ta­men­to o un'istru­zio­ne di­ret­ta a per­so­ne ob­bli­ga­te al ser­vi­zio mi­li­ta­re,
chiun­que fa uso di ta­li or­di­ni od istru­zio­ni con­traf­fat­ti o al­te­ra­ti,
2. La pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria
In­ci­ta­men­to di in­ter­na­ti o di pri­gio­nie­ri all'in­su­bor­di­na­zio­ne
1Chiun­que in­ci­ta un in­ter­na­to od un pri­gio­nie­ro di guer­ra al­la di­sob­be­dien­za ad or­di­ni mi­li­ta­ri o al­la vio­la­zio­ne dei do­ve­ri di ser­vi­zio è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Chiun­que in­ci­ta un in­ter­na­to od un pri­gio­nie­ro di guer­ra al­la se­di­zio­ne o al con­cer­to per la se­di­zio­ne, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va o pe­cu­nia­ria.
Li­be­ra­zio­ne d'in­ter­na­ti o di pri­gio­nie­ri
1. Chiun­que, usan­do vio­len­za, mi­nac­cia od astu­zia li­be­ra un in­ter­na­to od un pri­gio­nie­ro di guer­ra o gli pre­sta aiu­to nel­la eva­sio­ne, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2. Se il rea­to è com­mes­so da un as­sem­bra­men­to, chiun­que vi par­te­ci­pa è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
I com­par­te­ci­pi, che han­no com­mes­so at­ti di vio­len­za con­tro le per­so­ne o le co­se, so­no pu­ni­ti con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria non in­fe­rio­re a 30 ali­quo­te gior­na­lie­re1.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 21 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
Vio­la­zio­ne di se­gre­ti mi­li­ta­ri
1Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te pub­bli­ca o in al­tro mo­do fa co­no­sce­re o ren­de ac­ces­si­bi­li a per­so­ne non au­to­riz­za­te at­ti, og­get­ti, di­spo­si­zio­ni, pro­ce­di­men­ti o fat­ti, che de­vo­no es­se­re te­nu­ti se­gre­ti nell'in­te­res­se del­la di­fe­sa na­zio­na­le o in vir­tù di ob­bli­ghi con­trat­tua­li, poi­ché la lo­ro ri­ve­la­zio­ne mi­nac­ce­reb­be l'adem­pi­men­to del man­da­to di par­ti es­sen­zia­li dell'eser­ci­to, o in­de­bi­ta­men­te s'im­pos­ses­sa di ta­li at­ti o og­get­ti, li co­pia o ri­pro­du­ce, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.2
2In ca­so di ser­vi­zio at­ti­vo la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va.
3Se il col­pe­vo­le ha agi­to per ne­gli­gen­za, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria.
4Nei ca­si po­co gra­vi si ap­pli­ca una pe­na di­sci­pli­na­re.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 5 ott. 1967, in vi­go­re dal 1° mar. 1968 (RU 1968 228; FF 1967 I 421).
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 23 mar. 1979, in vi­go­re dal 1° gen. 1980 (RU 1979 1037; FF 1977 II 1).
Di­sob­be­dien­za a mi­su­re pre­se dal­le au­to­ri­tà mi­li­ta­ri e ci­vi­li
Chiun­que, in­ten­zio­nal­men­te o per ne­gli­gen­za, con­trav­vie­ne al­le or­di­nan­ze pub­bli­ca­te o agli or­di­ni ge­ne­ra­li che il Con­si­glio fe­de­ra­le, un Go­ver­no can­to­na­le od al­tra au­to­ri­tà com­pe­ten­te ci­vi­le o mi­li­ta­re ha ema­na­to per la tu­te­la de­gli in­te­res­si mi­li­ta­ri o del­la neu­tra­li­tà o nell'eser­ci­zio del­le pro­prie at­tri­bu­zio­ni di po­li­zia,
chiun­que in­ten­zio­nal­men­te con­trav­vie­ne agli or­di­ni spe­cia­li od av­vi­si ema­na­ti per la tu­te­la de­gli in­te­res­si mi­li­ta­ri da un'au­to­ri­tà mi­li­ta­re, da un mi­li­ta­re o da un'au­to­ri­tà ci­vi­le,
è pu­ni­to, ove non sia ap­pli­ca­bi­le un'al­tra di­spo­si­zio­ne pe­na­le, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria op­pu­re, nei ca­si po­co gra­vi, con una pe­na di­sci­pli­na­re.
Capo sesto: Genocidio e crimini contro l'umanità
Ge­no­ci­dio
Chiun­que, nell'in­ten­to di di­strug­ge­re, del tut­to o in par­te, un grup­po na­zio­na­le, raz­zia­le, re­li­gio­so, et­ni­co, so­cia­le o po­li­ti­co in quan­to ta­le:
uc­ci­de mem­bri di un sif­fat­to grup­po o ne le­de gra­ve­men­te l'in­te­gri­tà fi­si­ca o men­ta­le;
sot­to­po­ne mem­bri del grup­po a con­di­zio­ni di vi­ta at­te a pro­vo­ca­re la di­stru­zio­ne to­ta­le o par­zia­le del grup­po;
or­di­na o pren­de mi­su­re vol­te a im­pe­di­re le na­sci­te all'in­ter­no del grup­po;
tra­sfe­ri­sce o fa tra­sfe­ri­re con la for­za fan­ciul­li del grup­po a un al­tro grup­po,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va a vi­ta o con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a die­ci an­ni.
Cri­mi­ni con­tro l'uma­ni­tà
j. Al­tri at­ti inu­ma­ni
1Chiun­que, nell'am­bi­to di un at­tac­co este­so o si­ste­ma­ti­co con­tro po­po­la­zio­ni ci­vi­li:
a. Omi­ci­dio in­ten­zio­na­le
uc­ci­de in­ten­zio­nal­men­te una per­so­na;
b. Ster­mi­nio
uc­ci­de in­ten­zio­nal­men­te mol­te per­so­ne o sot­to­po­ne la po­po­la­zio­ne, nell'in­ten­to di di­strug­ger­la del tut­to o in par­te, a con­di­zio­ni di vi­ta at­te a pro­vo­car­ne la di­stru­zio­ne;
c. Ri­du­zio­ne in schia­vi­tù
si ar­ro­ga un di­rit­to di pro­prie­tà su una per­so­na ed eser­ci­ta su que­sta un po­te­re di di­spo­si­zio­ne, se­gna­ta­men­te nel con­te­sto del­la trat­ta di es­se­ri uma­ni, del­lo sfrut­ta­men­to ses­sua­le o del la­vo­ro for­za­to;
d. Se­que­stro di per­so­na
pri­va una per­so­na del­la li­ber­tà con­trav­ve­nen­do in mo­do gra­ve al­le re­go­le fon­da­men­ta­li del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le;
e. Spa­ri­zio­ne for­za­ta di per­so­ne
nell'in­ten­to di sot­trar­re una per­so­na per un pro­lun­ga­to pe­rio­do di tem­po al­la pro­te­zio­ne del­la leg­ge:
1. pri­va una per­so­na del­la li­ber­tà su man­da­to o con l'ap­pro­va­zio­ne di uno Sta­to o di un'or­ga­niz­za­zio­ne po­li­ti­ca, ne­gan­do in se­gui­to la for­ni­tu­ra di in­for­ma­zio­ni sul­la sor­te di ta­le per­so­na o sul luo­go in cui que­sta si tro­va, o
2. si ri­fiu­ta di for­ni­re in­for­ma­zio­ni sul­la sor­te di ta­le per­so­na o sul luo­go in cui que­sta si tro­va, su man­da­to di uno Sta­to o di un'or­ga­niz­za­zio­ne po­li­ti­ca op­pu­re in vio­la­zio­ne di un ob­bli­go le­ga­le;
f. Tor­tu­ra
in­flig­ge a una per­so­na di cui ha la cu­sto­dia o il con­trol­lo gran­di sof­fe­ren­ze o un gra­ve dan­no al cor­po o al­la sa­lu­te fi­si­ca o psi­chi­ca;
g. Le­sio­ne dell'au­to­de­ter­mi- na­zio­ne ses­sua­le
stu­pra una per­so­na di ses­so fem­mi­ni­le o, do­po che que­sta è sta­ta re­sa gra­vi­da con­tro la sua vo­lon­tà, la tie­ne se­que­stra­ta nell'in­ten­to di mo­di­fi­ca­re la com­po­si­zio­ne et­ni­ca di una po­po­la­zio­ne, co­strin­ge una per­so­na a su­bi­re un at­to ses­sua­le di gra­vi­tà ana­lo­ga al­lo stu­pro o a pro­sti­tuir­si, op­pu­re la sot­to­po­ne a ste­ri­liz­za­zio­ne for­za­ta;
h. De­por­ta­zio­ne o tra­sfe­ri­men­to for­za­to
de­por­ta per­so­ne dal­la re­gio­ne nel­la qua­le si tro­va­no le­git­ti­ma­men­te o le tra­sfe­ri­sce con la for­za in un al­tro luo­go;
i. Per­se­cu­zio­ne e apar­theid
le­de in mo­do gra­ve i di­rit­ti fon­da­men­ta­li di un grup­po di per­so­ne non ri­co­no­scen­do lo­ro ta­li di­rit­ti, o pri­van­do­le de­gli stes­si, per mo­ti­vi po­li­ti­ci, raz­zia­li, et­ni­ci, re­li­gio­si, so­cia­li o per al­tri mo­ti­vi non am­mes­si dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le, in re­la­zio­ne a un rea­to pre­vi­sto dal ca­po se­sto o se­stobis o ai fi­ni dell'op­pres­sio­ne e do­mi­na­zio­ne si­ste­ma­ti­ca di un grup­po raz­zia­le;
com­met­te un al­tro at­to inu­ma­no di gra­vi­tà pa­ra­go­na­bi­le ai cri­mi­ni in­di­ca­ti nel pre­sen­te ca­po­ver­so, che pro­vo­ca a una per­so­na gran­di sof­fe­ren­ze o gra­vi dan­ni al cor­po o al­la sa­lu­te fi­si­ca o psi­chi­ca,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a cin­que an­ni.
2In ca­si par­ti­co­lar­men­te gra­vi, se­gna­ta­men­te se il rea­to è com­mes­so nei con­fron­ti di mol­te per­so­ne o se l'au­to­re agi­sce in mo­do cru­de­le, il giu­di­ce può pro­nun­cia­re la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
3Nei ca­si me­no gra­vi rien­tran­ti nel cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne del ca­po­ver­so 1 let­te­re c-j il giu­di­ce non può pro­nun­cia­re una pe­na de­ten­ti­va in­fe­rio­re a un an­no.
Capo sesto : Crimini di guerra
1. Cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne
Gli ar­ti­co­li 112-114 si ap­pli­ca­no nel con­te­sto di con­flit­ti ar­ma­ti in­ter­na­zio­na­li, in­clu­si i ca­si di oc­cu­pa­zio­ne, co­me pu­re nel con­te­sto di con­flit­ti ar­ma­ti non in­ter­na­zio­na­li, sem­pre­ché non ri­sul­ti di­ver­sa­men­te dal­la na­tu­ra dei rea­ti.
2. Gra­vi vio­la­zio­ni del­le Con­ven­zio­ni di Gi­ne­vra
1Chiun­que, nel con­te­sto di un con­flit­to ar­ma­to in­ter­na­zio­na­le, vio­la in mo­do gra­ve le Con­ven­zio­ni di Gi­ne­vra del 12 ago­sto 19492, com­met­ten­do uno dei se­guen­ti at­ti con­tro per­so­ne o be­ni pro­tet­ti da que­ste Con­ven­zio­ni:
omi­ci­dio in­ten­zio­na­le;
pre­sa d'ostag­gio;
in­fli­zio­ne di gran­di sof­fe­ren­ze o gra­vi dan­ni al cor­po o al­la sa­lu­te fi­si­ca o psi­chi­ca, se­gna­ta­men­te me­dian­te tor­tu­ra, trat­ta­men­to inu­ma­no o espe­ri­men­ti bio­lo­gi­ci;
di­stru­zio­ne o ap­pro­pria­zio­ne di be­ni, non giu­sti­fi­ca­te da ne­ces­si­tà mi­li­ta­ri e com­piu­te su lar­ga sca­la;
co­stri­zio­ne a pre­sta­re ser­vi­zio nel­le for­ze ar­ma­te di una po­ten­za ne­mi­ca;
de­por­ta­zio­ne, tra­sfe­ri­men­to o de­ten­zio­ne il­le­ga­li;
pri­va­zio­ne del di­rit­to a un equo e re­go­la­re pro­ces­so pri­ma dell'in­fli­zio­ne o dell'ese­cu­zio­ne di una pe­na se­ve­ra,
2Gli at­ti elen­ca­ti al ca­po­ver­so 1 com­mes­si nel con­te­sto di un con­flit­to ar­ma­to non in­ter­na­zio­na­le so­no equi­pa­ra­ti al­le gra­vi vio­la­zio­ni del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio, se so­no di­ret­ti con­tro una per­so­na o un be­ne pro­tet­ti dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio.
3In ca­si par­ti­co­lar­men­te gra­vi, se­gna­ta­men­te se il rea­to è com­mes­so nei con­fron­ti di mol­te per­so­ne o se l'au­to­re agi­sce in mo­do cru­de­le, il giu­di­ce può pro­nun­cia­re la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
4Nei ca­si me­no gra­vi rien­tran­ti nel cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne del ca­po­ver­so 1 let­te­re c-g il giu­di­ce non può pro­nun­cia­re una pe­na de­ten­ti­va in­fe­rio­re a un an­no.
2 Conv. di Gi­ne­vra del 12 ago. 1949 per mi­glio­ra­re la sor­te dei fe­ri­ti e dei ma­la­ti del­le for­ze ar­ma­te in cam­pa­gna (CG I), RS 0.518.12; Conv. di Gi­ne­vra del 12 ago. 1949 per mi­glio­ra­re la sor­te dei fe­ri­ti, dei ma­la­ti e dei nau­fra­ghi del­le for­ze ar­ma­te di ma­re (CG II), RS 0.518.23; Conv. di Gi­ne­vra del 12 ago. 1949 re­la­ti­va al trat­ta­men­to dei pri­gio­nie­ri di guer­ra (CG III), RS 0.518.42; Conv. di Gi­ne­vra del 12 ago. 1949 per la pro­te­zio­ne del­le per­so­ne ci­vi­li in tem­po di guer­ra (CG IV), RS 0.518.51.
3. Al­tri cri­mi­ni di guer­ra
a. At­tac­chi con­tro per­so­ne e be­ni di ca­rat­te­re ci­vi­le
1Chiun­que, nel con­te­sto di un con­flit­to ar­ma­to, di­ri­ge at­tac­chi con­tro:
la po­po­la­zio­ne ci­vi­le in quan­to ta­le o con­tro per­so­ne che non par­te­ci­pa­no di­ret­ta­men­te al­le osti­li­tà;
per­so­ne, in­stal­la­zio­ni, ma­te­ria­le o vei­co­li uti­liz­za­ti nell'am­bi­to di una mis­sio­ne di soc­cor­so uma­ni­ta­rio o di man­te­ni­men­to del­la pa­ce in con­for­mi­tà del­la Car­ta del­le Na­zio­ni Uni­te del 26 giu­gno 19452, nel­la mi­su­ra in cui gli stes­si sia­no pro­tet­ti dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio;
be­ni di ca­rat­te­re ci­vi­le, luo­ghi o edi­fi­ci non di­fe­si op­pu­re con­tro zo­ne smi­li­ta­riz­za­te che non co­sti­tui­sco­no un obiet­ti­vo mi­li­ta­re;
uni­tà sa­ni­ta­rie, edi­fi­ci, ma­te­ria­le o vei­co­li che por­ta­no un em­ble­ma di­stin­ti­vo del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio, o il cui ca­rat­te­re pro­tet­to è ri­co­no­sci­bi­le an­che sen­za em­ble­mi di­stin­ti­vi, ospe­da­li o luo­ghi do­ve so­no riu­ni­ti ma­la­ti e fe­ri­ti;
be­ni cul­tu­ra­li, per­so­ne cui è af­fi­da­ta la lo­ro pro­te­zio­ne o vei­co­li adi­bi­ti al tra­spor­to di ta­li be­ni, edi­fi­ci de­di­ca­ti al cul­to re­li­gio­so, all'ar­te, all'edu­ca­zio­ne, al­la scien­za o a sco­pi uma­ni­ta­ri, nel­la mi­su­ra in cui sia­no pro­tet­ti dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a tre an­ni.
2Nei ca­si par­ti­co­lar­men­te gra­vi con­cer­nen­ti at­tac­chi con­tro per­so­ne, il giu­di­ce può pro­nun­cia­re la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
3Nei ca­si me­no gra­vi il giu­di­ce non può pro­nun­cia­re una pe­na de­ten­ti­va in­fe­rio­re a un an­no.
b. Trat­ta­men­to me­di­co in­giu­sti­fi­ca­to, le­sio­ne dell'au­to­de­ter­mi- na­zio­ne ses­sua­le e del­la di­gni­tà uma­na
1Chiun­que, nel con­te­sto di un con­flit­to ar­ma­to:
ca­gio­na gra­vi dan­ni al cor­po op­pu­re vio­la o met­te gra­ve­men­te in pe­ri­co­lo la sa­lu­te fi­si­ca o psi­chi­ca di una per­so­na pro­tet­ta dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le, sot­to­po­nen­do­la a un trat­ta­men­to me­di­co che il suo sta­to di sa­lu­te non ren­de ne­ces­sa­rio e che non è con­for­me ai prin­ci­pi me­di­ci ge­ne­ral­men­te ri­co­no­sciu­ti;
stu­pra una per­so­na di ses­so fem­mi­ni­le pro­tet­ta dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le o, do­po che que­sta è sta­ta re­sa gra­vi­da con­tro la sua vo­lon­tà, la tie­ne se­que­stra­ta nell'in­ten­to di mo­di­fi­ca­re la com­po­si­zio­ne et­ni­ca di una po­po­la­zio­ne, la co­strin­ge a su­bi­re un at­to ses­sua­le di gra­vi­tà ana­lo­ga al­lo stu­pro o a pro­sti­tuir­si op­pu­re la sot­to­po­ne a ste­ri­liz­za­zio­ne for­za­ta;
sot­to­po­ne una per­so­na pro­tet­ta dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le a un trat­ta­men­to gra­ve­men­te umi­lian­te o de­gra­dan­te,
1 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
c. Re­clu­ta­men­to e im­pie­go di bam­bi­ni-sol­da­to
1Chiun­que ar­ruo­la o re­clu­ta fan­ciul­li di età in­fe­rio­re a quin­di­ci an­ni nel­le for­ze ar­ma­te o in grup­pi ar­ma­ti o li fa par­te­ci­pa­re a con­flit­ti ar­ma­ti, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a tre an­ni.
2In ca­si par­ti­co­lar­men­te gra­vi, se­gna­ta­men­te se il rea­to è com­mes­so nei con­fron­ti di mol­ti fan­ciul­li o se l'au­to­re agi­sce in mo­do cru­de­le, il giu­di­ce può pro­nun­cia­re la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
d. Me­to­di di guer­ra vie­ta­ti
di­ri­ge at­tac­chi, mal­gra­do sap­pia o deb­ba sup­por­re che gli stes­si avran­no co­me con­se­guen­za l'uc­ci­sio­ne o il fe­ri­men­to di ci­vi­li, dan­ni a og­get­ti di ca­rat­te­re ci­vi­le op­pu­re dan­ni dif­fu­si, du­ra­tu­ri e gra­vi all'am­bien­te na­tu­ra­le, se ta­li at­tac­chi so­no ec­ces­si­vi ri­spet­to ai van­tag­gi mi­li­ta­ri con­cre­ti e di­ret­ti pre­vi­sti;
uti­liz­za co­me scu­do una per­so­na pro­tet­ta dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio per in­flui­re sul­le ope­ra­zio­ni mi­li­ta­ri;
co­me me­to­do di guer­ra sac­cheg­gia o si ap­pro­pria in al­tro in­de­bi­to mo­do di be­ni al­trui, di­strug­ge o con­fi­sca be­ni del ne­mi­co sen­za che la di­stru­zio­ne o la con­fi­sca sia­no im­pe­ra­ti­va­men­te ri­chie­ste dal­le ne­ces­si­tà del con­flit­to, pri­va per­so­ne ci­vi­li di be­ni in­di­spen­sa­bi­li al­la lo­ro so­prav­vi­ven­za o im­pe­di­sce l'in­vio di soc­cor­si;
uc­ci­de o fe­ri­sce un com­bat­ten­te ne­mi­co in mo­do per­fi­do o quan­do que­sti si tro­va fuo­ri com­bat­ti­men­to;
mu­ti­la il ca­da­ve­re di un com­bat­ten­te ne­mi­co;
co­me co­man­dan­te mi­li­ta­re, im­par­ti­sce l'or­di­ne di non la­scia­re in vi­ta nes­su­no o mi­nac­cia il ne­mi­co di im­par­ti­re ta­le or­di­ne;
fa uso im­pro­prio del­la ban­die­ra bian­ca, del­la ban­die­ra, dell'uni­for­me o del­le in­se­gne mi­li­ta­ri del ne­mi­co o del­le Na­zio­ni Uni­te, non­ché de­gli em­ble­mi di­stin­ti­vi del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio;
co­me ap­par­te­nen­te a una for­za di oc­cu­pa­zio­ne, tra­sfe­ri­sce una par­te del­la pro­pria po­po­la­zio­ne ci­vi­le nel ter­ri­to­rio oc­cu­pa­to, op­pu­re tra­sfe­ri­sce tut­ta o par­te del­la po­po­la­zio­ne del ter­ri­to­rio oc­cu­pa­to all'in­ter­no o all'ester­no di ta­le ter­ri­to­rio,
e. Im­pie­go di ar­mi vie­ta­te
uti­liz­za ve­le­no o ar­mi ve­le­no­se;
uti­liz­za ar­mi bio­lo­gi­che o chi­mi­che, in­clu­si gas, so­stan­ze e li­qui­di tos­si­ci o asfis­sian­ti;
uti­liz­za pro­iet­ti­li che all'in­ter­no del cor­po uma­no si espan­do­no o si ap­piat­ti­sco­no fa­cil­men­te op­pu­re vi esplo­do­no;
uti­liz­za ar­mi il cui ef­fet­to prin­ci­pa­le è quel­lo di fe­ri­re con scheg­ge che non pos­so­no es­se­re lo­ca­liz­za­te nel cor­po uma­no me­dian­te rag­gi X;
uti­liz­za ar­mi la­ser il cui ef­fet­to prin­ci­pa­le è pro­cu­ra­re la ce­ci­tà per­ma­nen­te,
2In ca­si par­ti­co­lar­men­te gra­vi il giu­di­ce può pro­nun­cia­re la pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
4. Rot­tu­ra di un ar­mi­sti­zio o del­la pa­ce. Rea­ti con­tro un par­la­men­ta­rio. Ri­tar­do nel rim­pa­trio di pri­gio­nie­ri di guer­ra
È pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria chiun­que:
con­ti­nua le osti­li­tà do­po aver avu­to uf­fi­cial­men­te no­ti­zia del­la con­clu­sio­ne di un ar­mi­sti­zio o del­la pa­ce, o vio­la in al­tro mo­do le con­di­zio­ni dell'ar­mi­sti­zio;
mal­trat­ta, in­giu­ria o trat­tie­ne sen­za mo­ti­vo un par­la­men­ta­rio ne­mi­co o una per­so­na che l'ac­com­pa­gna;
ri­tar­da in mo­do in­giu­sti­fi­ca­to il rim­pa­trio di pri­gio­nie­ri di guer­ra do­po la fi­ne del­le ope­ra­zio­ni mi­li­ta­ri.
5. Al­tre vio­la­zio­ni del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio
1È pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria chiun­que, nel con­te­sto di un con­flit­to ar­ma­to e in mo­do di­ver­so da quan­to pre­vi­sto da­gli ar­ti­co­li 111-113, vio­la una di­spo­si­zio­ne del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio, se ta­le vio­la­zio­ne è di­chia­ra­ta pu­ni­bi­le dal di­rit­to in­ter­na­zio­na­le con­sue­tu­di­na­rio o da una con­ven­zio­ne ri­co­no­sciu­ta co­me vin­co­lan­te dal­la Sviz­ze­ra.
Capo sesto : Disposizioni comuni ai capi sesto e sesto
Pu­ni­bi­li­tà dei su­pe­rio­ri
1Il su­pe­rio­re che sa che una per­so­na a lui su­bor­di­na­ta com­met­te o si ac­cin­ge a com­met­te­re un rea­to pre­vi­sto dal ca­po se­sto o se­stobis, e che non adot­ta mi­su­re ade­gua­te per im­pe­dir­ne l'ese­cu­zio­ne, è pu­ni­to con la stes­sa pe­na ap­pli­ca­bi­le all'au­to­re. Se il su­pe­rio­re ha agi­to per ne­gli­gen­za, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Il su­pe­rio­re che sa che una per­so­na a lui su­bor­di­na­ta ha com­mes­so un rea­to pre­vi­sto dal ca­po se­sto o se­stobis e che non adot­ta mi­su­re ade­gua­te per ga­ran­ti­re che il rea­to ven­ga san­zio­na­to, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Art. 114b
Esclu­sio­ne dell'im­mu­ni­tà re­la­ti­va
Il per­se­gui­men­to dei rea­ti pre­vi­sti dai ca­pi se­sto e se­stobis e dall'ar­ti­co­lo 114a non è su­bor­di­na­to a nes­su­na del­le au­to­riz­za­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li se­guen­ti:
ar­ti­co­li 14 e 15 del­la leg­ge del 14 mar­zo 19581 sul­la re­spon­sa­bi­li­tà;
ar­ti­co­lo 17 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 13 di­cem­bre 20022 sull'As­sem­blea fe­de­ra­le;
ar­ti­co­lo 61a del­la leg­ge fe­de­ra­le del 21 mar­zo 19973 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne;
ar­ti­co­lo 11 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 17 giu­gno 20054 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le;
ar­ti­co­lo 12 del­la leg­ge del 17 giu­gno 20055 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le;
ar­ti­co­lo 16 del­la leg­ge del 20 mar­zo 20096 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le dei bre­vet­ti;
ar­ti­co­lo 50 del­la leg­ge del 19 mar­zo 20107 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li.
7 RS 173.71
Capo settimo: Dei reati contro la vita e l'integrità della persona
1. Omi­ci­dio.
Omi­ci­dio in­ten­zio­na­le
Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te uc­ci­de una per­so­na è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a cin­que an­ni, in quan­to non ri­cor­ra­no le con­di­zio­ni pre­vi­ste ne­gli ar­ti­co­li se­guen­ti.
As­sas­si­nio
1Se il col­pe­vo­le ha agi­to con par­ti­co­la­re man­can­za di scru­po­li, se­gna­ta­men­te con mo­ven­te, sco­po o mo­da­li­tà par­ti­co­lar­men­te per­ver­si, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va per­pe­tua o una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a die­ci an­ni.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II del­la LF del 23 giu. 1989, in vi­go­re dal 1° gen. 1990 (RU 1989 2449; FF 1985 II 901).
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 1992, con ef­fet­to dal 1° set. 1992 (RU 1992 1679; FF 1991 II 1216, IV 173).
Omi­ci­dio pas­sio­na­le
Se il col­pe­vo­le ha agi­to ce­den­do ad una vio­len­ta com­mo­zio­ne dell'ani­mo scu­sa­bi­le per le cir­co­stan­ze o in sta­to di pro­fon­da pro­stra­zio­ne, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va da uno a die­ci an­ni2.
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 22 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669).
Omi­ci­dio su ri­chie­sta del­la vit­ti­ma
Chiun­que, per mo­ti­vi ono­re­vo­li, se­gna­ta­men­te per pie­tà, ca­gio­na la mor­te di una per­so­na a sua se­ria e in­si­sten­te ri­chie­sta, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
In­ci­ta­men­to e aiu­to al sui­ci­dio
Chiun­que per mo­ti­vi egoi­sti­ci in­ci­ta al­cu­no al sui­ci­dio o gli pre­sta aiu­to è pu­ni­to, ove il sui­ci­dio sia sta­to con­su­ma­to o ten­ta­to, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Omi­ci­dio col­po­so
Chiun­que per ne­gli­gen­za ca­gio­na la mor­te di al­cu­no è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2. Le­sio­ni per­so­na­li.
Le­sio­ni gra­vi
Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te fe­ri­sce una per­so­na met­ten­do­ne in pe­ri­co­lo la vi­ta,
chiun­que in­ten­zio­nal­men­te mu­ti­la il cor­po, un or­ga­no o ar­to im­por­tan­te di una per­so­na, o le pro­du­ce la per­di­ta dell'uso di un ta­le or­ga­no o ar­to, o le ca­gio­na per­ma­nen­te­men­te in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro, in­fer­mi­tà o ma­lat­tia men­ta­le, o le sfre­gia in mo­do gra­ve e per­ma­nen­te il vi­so,
chiun­que in­ten­zio­nal­men­te ca­gio­na un al­tro gra­ve dan­no al cor­po od al­la sa­lu­te fi­si­ca o men­ta­le di una per­so­na,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va da sei me­si a die­ci an­ni2.
Le­sio­ni sem­pli­ci. Vie di fat­to
1. Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te ca­gio­na dan­no in al­tro mo­do al cor­po o al­la sa­lu­te d'una per­so­na o com­met­te vie di fat­to con­tro di es­sa, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2. e 3.1
1 Abro­ga­ti dal n. II del­la LF del 23 giu. 1989, con ef­fet­to dal 1° gen. 1990 (RU 1989 2449; FF 1985 II 901).
1 Abro­ga­to dal n. II del­la LF del 23 giu. 1989, con ef­fet­to dal 1° gen. 1990 (RU 1989 2449; FF 1985 II 901).
Le­sio­ni col­po­se
1. Chiun­que per ne­gli­gen­za ca­gio­na un dan­no al cor­po o al­la sa­lu­te d'una per­so­na è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 5 ott. 1967, con ef­fet­to dal 1° mar. 1968 (RU 1968 228; FF 1967 I 421).
Art. 125 a 127
3. Mes­sa in pe­ri­co­lo del­la vi­ta o dell'in­te­gri­tà per­so­na­le
Ris­sa
1Chiun­que pren­de par­te ad una ris­sa che ha per con­se­guen­za la mor­te o la le­sio­ne di una per­so­na, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Non è pu­ni­bi­le chi si li­mi­ti a re­spin­ge­re gli at­tac­chi od a se­pa­ra­re i con­ten­den­ti.
Ag­gres­sio­ne
1Chiun­que pren­de par­te ad un'ag­gres­sio­ne, a dan­no di una o più per­so­ne, che ha per con­se­guen­za la mor­te o la le­sio­ne di un ag­gre­di­to o di un ter­zo, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria2.
1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 23 giu. 1989, in vi­go­re dal 1° gen. 1990 (RU 1989 2449; FF 1985 II 901).
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 6 del­la LF del 21 mar. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3389; FF 1999 1669). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.