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Timestamp: 2020-01-23 08:43:41+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 161']

Casistica art. 182 quinquies L.F. di Giselda Canonico
CASISTICA sull’art. 182 quinquies l.f.
Il mio breve intervento riguarda gli aspetti pratici dell’applicazione della norma ed in particolare i casi concreti affrontati da alcuni Tribunali.
L’introduzione dell’art. 182 quinquies l.f. da parte del decreto sviluppo indubbiamente ha dato conforto e supporto alle imprese in crisi, tanto è vero che spesso le imprese in concordato preventivo anche con riserva o quelle che hanno fatto domanda per ottenere l’omologazione di un accordo di ristrutturazione, hanno fatto ricorso, come prevedibile, all’art. 182 quinquies l.f. per contrarre nuova finanza prededucibile.
Vari Tribunali quindi si sono pronunciati sulla nuova introduzione legislativa sia con riguardo ai finanziamenti interinali che relativamente al 4°comma e cioè sull’autorizzazione richiesta dal debitore di pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi.
Vorrei commentare alcuni decreti, tra cui quelli del Tribunale di Pescara, che forse più ci interessa, premettendo che numerosi sono stati i decreti emessi in relazione ad istanze avanzate ai sensi dell’art. 182 quinquies. Ne riporto solo alcuni tra i più recenti ed interessanti.
Ad es. con riferimento all’art. 182 quinquies 4 comma, interessante è il decreto del Tribunale di Pescara del 19 dicembre 2013.
Nel caso di specie la richiesta avanzata dall’impresa ammessa al concordato preventivo con continuità era finalizzata ad ottenere l’autorizzazione a pagare i contributi INPS maturati ante presentazione della domanda di concordato preventivo e scadenti successivamente, al fine di ottenere il rilascio del DURC da parte dell’INPS.
Il Tribunale ha rigettato l’istanza evidenziando che il credito anteriore oggetto di pagamento non rientra nella tipologia di cui all’art. 182 quinquies 4 comma perchè non si tratta di pagamento di crediti anteriori relativi alla fornitura di beni e servizi. Il piano concordatario prevedeva tra l’altro il pagamento integrale dei debiti contributivi non trans abili, in conformità alla circolare del Ministero del lavoro secondo cui è possibile il rilascio del DURC se il piano omologato dal Tribunale contempli l’integrale assolvimento dei debiti previdenziali.
Altro decreto recentissimo del Tribunale di Pescara del 16/01/2014 che riguarda l’ipotesi contemplata invece al comma 1 dell’art. 182 quinquies.
L’istanza avanzata dall’impresa in concordato preventivo in continuità infatti riguarda l’autorizzazione ad ottenere finanziamenti preduducibili attraverso contratti con istituti di credito. Nella specie la necessità e funzionalità del finanziamento era diretto all’esecuzione di contratti di appalto previsti nella domanda di concordato preventivo con continuità.
Il Tribunale ha autorizzato la stipula dei finanziamenti dopo aver verificato tutti i presupposti richiesti dalla norma. In primo luogo la relazione del professionista incaricato in possesso dei requisiti di cui all’art. 67 comma 3 lett. d l.f. che contiene la verifica del complessivo fabbisogno finanziario dell’impresa sino all’omologazione, l’attestazione che detti finanziamenti prededucibili sono funzionali alla migliore soddisfazione dei crediti.
Alla stessa stregua il decreto del Tribunale di Pescara del 13/05/2013 sempre in ipotesi contemplata al comma 1 dell’art. 182 quinquies. Anche in questo caso il Tribunale ha autorizzato l’impresa a contrarre un finanziamento interinale prededucibile con un Istituto di credito in quanto il professionista ne ha attestato la necessità per far fronte al migliore soddisfacimento dei creditori data la carenza di liquidità della società ammessa al concordato in continuità.
A questo punto spaziando oltre il nostro Tribunale di Pescara, ho trovato interessante in relazione all’art. 182 quinquies 4°comma ad esempio il decreto del Trib. Modena Decreto, 29-05-2013 nell'ambito del concordato con continuità aziendale e con riserva ha rigettato l’istanza del debitore diretta ad ottenere l’autorizzazione al pagamento di crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi affermando che tale autorizzazione, prevista dall'articolo 182 quinquies R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare) per il pagamento dei creditori anteriori per prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell'attività d'impresa e funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori, può essere concessa solo in presenza di un piano sufficientemente definito nelle sue linee portanti, plausibile sotto il profilo del raggiungimento degli accordi in presenza di un'attestazione che, pur a fronte della non definitività del piano stesso, ne sancisca la corretta formulazione e la maggior convenienza per i creditori.
Il decreto pur ammettendo che la norma di cui all'art. 182 quinquies l.f. ha previsto che il debitore che presenta domanda di ammissione al concordato preventivo con continuita' aziendale, anche con riserva ai sensi dell'articolo 161 sesto comma, puo' chiedere al tribunale di essere autorizzato, assunte se del caso sommarie informazioni, a pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi, tuttavia tale disposizione deve essere valutata con cautela in quanto particolarmente contraddittoria e comunque deve essere considerata di limitata applicazione, in particolar modo nel concordato con riserva o concordato in bianco dove per definizione un piano non è ancora depositato e quindi non vi può essere un'attestazione che avvalori il pagamento di crediti anteriori. Se, dunque, non si vuole affidare la giustificazione della violazione del principio della par condicio creditorum alla sola prospettazione del debitore, è necessario che vi sia un piano non solo abbozzato ma sufficientemente definito nelle sue linee portanti, un'attestazione che, pur a fronte delle non definitività del piano stesso, ne sancisca la corretta formulazione e la maggior convenienza per i creditori. Questi elementi difficilmente sono riscontrabili nella fase iniziale del procedimento di domanda di concordato con riserva e certamente insussistenti nella fattispecie in cui di un piano non vi è traccia e l'attestatore non si è pronunciato sulla sostenibilità, sotto il profilo finanziario, dell'enunciata prospettiva di continuità aziendale. Per cui il Tribunale ha rigettato assegnando il termine di 90 giorni per la presentazione del piano.
Il decreto inoltre osserva, con riguardo ai soggetti che dovrebbero beneficiare dell'integrale e anticipato pagamento, che devono trattarsi di fornitori di beni o servizi essenziali all’attività dell’azienda che per la particolarità del prodotto o del servizio che fornisce devono considerarsi infungibili per non avere realistiche e tempestive alternative sul mercato. Tale qualifica ad es. non compete al locatore dell'immobile aziendale oppure l’autotrasportatore, a meno che non si tratti di mezzo di trasporto insostituibile per prodotti speciali.
Interessante è inoltre il decreto del Trib. Padova Sez. I, decreto del 09-05-2013, nel caso di specie la richiesta avanzata dal debitore riguardava il pagamento di retribuzioni dei dipendenti e la sottoscrizione di accordi sindacali.
il Tribunale ha rigettato l’istanza ponendo l’attenzione tra l’altro sulla straordinarietà del pagamento dei crediti anteriori nell'ipotesi di concordato in continuità, così osservando che trattasi
di atti di straordinaria amministrazione, potenzialmente idonei a danneggiare, per la loro incidenza, il patrimonio del debitore, destinato a soddisfare i creditori concorsuali e che esigono quindi non solo l'autorizzazione del tribunale, ma anche la sussistenza di una serie di requisiti, indicati per l'appunto dall'art. 182-quinquies, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), e che devono essere attestati nella loro sussistenza dal professionista in possesso dei requisiti di cui all'art. 67, comma 3, lett. d.
In conclusione, dopo questo breve excursus di decreti che affrontano casi pratici, si può notare che mentre il 1° comma dell’art. 182 quinquies riguardante l’autorizzazione a contrarre finanza prededucibile è più facilmente autorizzabile da parte dei Tribunali, le istanze avanzate ai sensi del 4° comma, riguardante il pagamento di crediti anteriori per prestazioni di beni e servizi, vengono esaminate con più rigore, soprattutto nei casi di imprese ammesse al concordato con riserva di cui all’art. 161 6° comma.
Avv. Giselda Canonico - Foro di Pescara