Source: http://www.chimici.info/normativa/decreto-legislativo-22-giugno-2012-n-124-modifiche-ed-integrazioni-al-decreto-legislativo-27-gennaio-2010-n-17-in-attuazione-della-direttiva-2009127ce-che-modifica-la-direttiva-200642ce-rel/
Timestamp: 2018-05-24 01:58:36+00:00
Document Index: 105427187

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art.  24', 'art. 1', 'art.  11', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 9', 'arte 1', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 9', 'arte 1', 'art.  7', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art.\n2']

DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012, n. 124 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, in attuazione della direttiva 2009/127/CE che modifica la direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine per l'applicazione di pesticidi. (12G0140) - (GU n. 180 del 3-8-2012 | Chimici.info
<ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA – COMUNICATO – Comunicazione della modifica del Piano generale del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. (12A08545) – (GU n. 179 del 2-8-2012
DECRETO LEGISLATIVO 30 luglio 2012, n. 125 – Attuazione della direttiva 2009/126/CE, relativa alla fase II del recupero di vapori di benzina durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio. (12G0149) – (GU n. 182 del 6-8-2012>
DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012, n. 124 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, in attuazione della direttiva 2009/127/CE che modifica la direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine per l’applicazione di pesticidi. (12G0140) – (GU n. 180 del 3-8-2012
DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012, n. 124 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, in attuazione della direttiva 2009/127/CE che modifica la direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine per l'applicazione di pesticidi. (12G0140) - (GU n. 180 del 3-8-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/08/2012
DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012 , n. 124
17,  in  attuazione  della  direttiva  2009/127/CE  che  modifica  la
direttiva 2006/42/CE relativa alle  macchine  per  l’applicazione  di
pesticidi. (12G0140)
Vista  la  direttiva  2006/42/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle macchine e che  modifica
la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, di  attuazione
della direttiva 2006/42/CE;
Vista  la  direttiva  2009/127/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 21 ottobre 2009, che modifica la direttiva  2006/42/CE
relativa alle macchine per l’applicazione di pesticidi;
l’articolo 9, commi 1 e 6, e l’articolo 24, comma 1;
Vista la legge 4 febbraio 2005, n. 11, e successive  modificazioni,
recante norme generali sulla partecipazione dell’Italia  al  processo
normativo dell’Unione europea e sulle procedure di  esecuzione  degli
adottata nella riunione del 3 febbraio 2012;
seduta del 15 marzo 2012;
dello sviluppo economico, di concerto con i  Ministri  del  lavoro  e
delle  politiche  sociali,  degli  affari  esteri,  della  giustizia,
dell’economia e delle  finanze,  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio  e  del  mare,  delle  politiche  agricole  alimentari   e
forestali e per gli affari regionali, il turismo e lo sport;
1. Al decreto legislativo 27 gennaio 2010,  n.  17,  di  attuazione
della direttiva 2006/42/CE, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 2, comma 2, dopo la lettera  n)  e’  aggiunta  la
«n-bis) “requisiti  essenziali  di  sicurezza  e  di  tutela  della
salute”: disposizioni obbligatorie relative alla progettazione e alla
fabbricazione dei prodotti soggetti al presente  decreto  legislativo
intese ad assicurare un elevato livello di protezione della salute  e
della sicurezza delle persone e, se del caso, degli animali domestici
e dei beni nonche’, qualora applicabile, dell’ambiente;  i  requisiti
essenziali di sicurezza e  di  tutela  della  salute  sono  stabiliti
nell’allegato I; i requisiti essenziali  di  sicurezza  e  di  tutela
della salute per la protezione dell’ambiente si applicano  unicamente
alle macchine di cui al punto 2.3 di detto allegato.»;
b) all’articolo 3, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Possono essere immesse sul mercato  ovvero  messe  in  servizio
unicamente le macchine che soddisfano le pertinenti disposizioni  del
presente decreto legislativo e se non pregiudicano la sicurezza e  la
salute delle persone o, se del caso, degli animali  domestici  e  dei
beni,  nonche’,  qualora  applicabile,  dell’ambiente   quando   sono
debitamente  installate,  mantenute  in   efficienza   e   utilizzate
conformemente alla loro destinazione o in condizioni  ragionevolmente
prevedibili.»;
c) all’articolo 6, il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
«4.  Qualora  sia  constatato  che  una  macchina  provvista  della
marcatura «CE», accompagnata dalla dichiarazione CE di conformita’  e
utilizzata  conformemente  alla  sua  destinazione  o  in  condizioni
ragionevolmente prevedibili rischia di compromettere la salute  o  la
sicurezza delle persone o, se del caso, degli animali domestici o dei
beni, o,  qualora  applicabile,  dell’ambiente,  il  Ministero  dello
sviluppo  economico,  con   provvedimento   motivato   e   notificato
all’interessato, previa verifica dell’esistenza dei rischi segnalati,
ordina il ritiro della macchina dal mercato,  ne  vieta  l’immissione
sul mercato ovvero la  messa  in  servizio  o  ne  limita  la  libera
circolazione,  indicando  i   mezzi   di   impugnativa   avverso   il
provvedimento stesso ed il termine entro cui e’ possibile  ricorrere;
gli oneri relativi al ritiro dal mercato delle macchine  o  ad  altra
limitazione alla loro circolazione sono a carico  del  fabbricante  o
del suo mandatario.»;
d) all’articolo 8, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Qualora la Commissione europea, secondo  le  procedure  di  cui
all’articolo  9,  paragrafo  3,  della  direttiva  2006/42/CE,   come
modificata dalla direttiva 2009/127/CE, adotta misure che  richiedono
agli Stati membri di vietare o limitare l’immissione sul  mercato  di
macchine di cui  al  comma  1  o  di  assoggettare  tali  macchine  a
particolari  condizioni,  il  Ministero  dello   sviluppo   economico
provvede sulla  base  delle  indicazioni  fornite  dalla  Commissione
europea.»;
e) all’articolo 14, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Ferme restando le disposizioni di cui al decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196, in materia di protezione dei dati  personali  ed
al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, recante codice  della
proprieta’  industriale,  tutte  le  parti  e  le  persone  coinvolte
nell’applicazione del presente decreto legislativo sono  obbligate  a
mantenere riservate le informazioni ricevute nello svolgimento  delle
loro funzioni. In particolare i segreti  aziendali,  professionali  e
commerciali sono considerati  come  informazioni  riservate,  eccetto
quando la loro divulgazione sia necessaria al  fine  di  tutelare  la
salute o la sicurezza delle persone o, se  del  caso,  degli  animali
domestici o dei beni, o, qualora applicabile, dell’ambiente.»;
f)  nei  Principi  generali  dell’allegato  I,  il  punto  4   e’
«4. Il presente allegato si articola in varie parti.  La  prima  ha
una portata generale e si applica a tutti  i  tipi  di  macchine.  Le
altre parti si riferiscono a taluni tipi di pericoli piu’  specifici.
Tuttavia e’ indispensabile esaminare il presente allegato in tutte le
sue parti, al fine di essere certi di soddisfare  tutti  i  requisiti
essenziali pertinenti. Nel progettare la macchina, si tiene conto dei
requisiti contenuti nella parte generale e di quelli elencati in  una
o piu’ delle altre parti, in funzione dei risultati della valutazione
dei rischi di condotta di  cui  al  punto  1  dei  presenti  principi
generali. I requisiti essenziali  di  sicurezza  e  di  tutela  della
salute per la protezione dell’ambiente  sono  applicabili  unicamente
alle macchine di cui al punto 2.3.»;
g) il primo comma del capitolo 2 dell’allegato I, e’ sostituito dal
seguente: «Le macchine alimentari, le macchine per prodotti cosmetici
o farmaceutici,  le  macchine  tenute  ovvero  condotte  a  mano,  le
macchine portatili per il fissaggio e altre macchine ad  impatto,  le
macchine  per  la  lavorazione   del   legno   e   di   materie   con
caratteristiche fisiche simili e le macchine  per  l’applicazione  di
pesticidi devono soddisfare tutti i requisiti essenziali di sicurezza
e di tutela  della  salute  descritti  nel  presente  capitolo  (come
previsto al punto 4 dei “Principi generali” del presente allegato).»;
h) nel capitolo 2 dell’allegato I, dopo la sezione 2.3 e’  inserita
«2.3-bis. Macchine per l’applicazione di pesticidi
Per «macchine  per  l’applicazione  di  pesticidi»  s’intendono  le
macchine specificamente utilizzate  per  l’applicazione  di  prodotti
fitosanitari ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1,  del  regolamento
(CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo  e  del  Consiglio,  del  21
ottobre  2009,  relativo  alla   commercializzazione   dei   prodotti
Il fabbricante di una macchina per l’applicazione di  pesticidi,  o
il suo mandatario, deve garantire che sia effettuata una  valutazione
dei  rischi  di  esposizione  non   intenzionale   dell’ambiente   ai
pesticidi, in conformita’ della procedura di valutazione dei rischi e
di riduzione dei rischi di cui ai Principi generali, punto 1.
Le  macchine  per  l’applicazione  di   pesticidi   devono   essere
progettate e costruite tenendo in considerazione  i  risultati  della
valutazione dei rischi di cui al primo comma in modo da poter  essere
utilizzate,  regolate  e  sottoposte  a  manutenzione  senza  causare
un’esposizione non intenzionale dell’ambiente ai pesticidi.
Devono essere possibili, con facilita’ e accuratezza,  il  comando,
il controllo e l’arresto  immediato  dell’applicazione  di  pesticidi
dalle postazioni operative.
Le macchine devono essere progettate e costruite in  modo  tale  da
facilitare il riempimento preciso  con  la  quantita’  necessaria  di
pesticida e assicurare lo svuotamento agevole e completo,  prevenendo
ogni  dispersione  accidentale  di   pesticidi   ed   evitando   ogni
contaminazione di fonti idriche nel corso di tali operazioni.
Le macchine devono essere munite di dispositivi che  permettano  di
regolare  in  modo  facile,  preciso  e  affidabile   il   tasso   di
Le macchine  devono  essere  progettate  e  costruite  in  modo  da
assicurare che il pesticida sia depositato nelle zone  bersaglio,  da
ridurre al minimo le  perdite  nelle  altre  zone  e  da  evitare  la
dispersione di pesticidi nell’ambiente.  Se  del  caso,  deve  essere
garantita una distribuzione uniforme e una deposizione omogenea.
Per accertare se le componenti corrispondenti della  macchina  sono
conformi ai requisiti stabiliti  nei  punti  2.3.5.1  e  2.3.5.2,  il
fabbricante o il suo rappresentante autorizzato devono effettuare,  o
far effettuare, prove adeguate per ogni tipo di macchina.
prevenire la dispersione in fase di disattivazione della funzione  di
applicazione dei pesticidi.
consentire  un  lavaggio  agevole  e  completo  senza  contaminazione
facilitare la sostituzione delle parti usurate  senza  contaminazione
Deve essere possibile collegare con  facilita’  alle  macchine  gli
strumenti di misura necessari per verificare  il  buon  funzionamento
Ugelli,  filtri  a  cestello   e   altri   filtri   devono   essere
contrassegnati in modo che il loro tipo e la loro dimensione  possano
essere identificati chiaramente.
Se del caso, le macchine devono  essere  munite  di  uno  specifico
supporto su cui l’operatore possa apporre il nome  del  pesticida  in
Nelle istruzioni per l’uso devono figurare le indicazioni seguenti:
a)  le  precauzioni  da   prendere   durante   le   operazioni   di
miscelazione,   carico,    applicazione,    svuotamento,    lavaggio,
riparazione e trasporto per evitare la contaminazione dell’ambiente;
b) le condizioni dettagliate d’uso per i diversi ambienti operativi
previsti, comprese le corrispondenti  predisposizioni  e  regolazioni
richieste per assicurare la  deposizione  dei  pesticidi  nelle  zone
bersaglio, riducendo al minimo le perdite nelle altre zone e, se  del
caso, per assicurare  la  distribuzione  uniforme  e  la  deposizione
omogenea dei pesticidi;
c) la gamma dei tipi e delle dimensioni degli ugelli, dei filtri  a
cestello e degli altri filtri che possono essere  utilizzati  con  la
d) la frequenza dei controlli  e  i  criteri  e  i  metodi  per  la
sostituzione  delle  parti  soggette  a  usura  che  influiscono  sul
corretto funzionamento della macchina, come gli ugelli,  i  filtri  a
cestello e gli altri filtri;
e) le specifiche della taratura,  della  manutenzione  giornaliera,
della preparazione per l’inverno e degli  altri  controlli  necessari
per assicurare il corretto funzionamento della macchina;
f)  i  tipi  di  pesticida  che  possono  provocare  anomalie   nel
funzionamento della macchina;
g) l’indicazione che l’operatore deve tenere aggiornato il nome del
pesticida in uso nel supporto specifico di cui al punto 2.3.9;
h) il collegamento e l’uso di attrezzature e di accessori  speciali
e le necessarie precauzioni da prendere;
i) l’indicazione che la macchina puo’ essere soggetta ai  requisiti
nazionali in materia di controlli  regolari  da  parte  degli  organi
designati, come previsto nella direttiva 2009/128/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del  21  ottobre  2009,  che  istituisce  un
quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei
l) le caratteristiche delle macchine che devono essere sottoposte a
controllo per assicurarne il corretto funzionamento;
m) le istruzioni per il collegamento  dei  necessari  strumenti  di
misurazione.».
– La direttiva 2006/42/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
9 giugno 2006, n. L 157.
–  Il  decreto  legislativo  27  gennaio  2010,  n.  17
(Attuazione  della  direttiva  2006/42/CE,  relativa   alle
macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli
ascensori)  e’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale   19
febbraio 2010, n. 41, supplemento ordinario.
– La direttiva 2009/127/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
25 novembre 2009, n. L 310.
– Il testo dell’art. 9, commi 1 e  6  e  dell’art.  24,
comma 1, della legge 15 dicembre 2011, n. 217 (Disposizioni
per l’adempimento di obblighi  derivanti  dall’appartenenza
2010), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 2 gennaio  2012,
n. 1, cosi’ recita:
«Art. 9  (Delega  al  Governo  per  l’attuazione  delle
direttive   2009/127/CE,   relativa   alle   macchine   per
l’applicazione di pesticidi, 2009/136/CE e 2009/140/CE,  in
materia   di   servizi   di   comunicazione    elettronica,
2010/30/UE,  concernente  l’indicazione  del   consumo   di
energia  e  di  risorse  connesse,  e   2011/17/UE,   sulla
metrologia). – 1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro
legge,  su  proposta  del  Presidente  del  Consiglio   dei
Ministri o del Ministro per  le  politiche  europee  e  del
Ministro  dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  i
Ministri degli affari esteri, dell’economia e delle finanze
e della giustizia, uno o piu’ decreti legislativi per  dare
attuazione  alle  direttive  2009/127/CE   del   Parlamento
europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che  modifica
la  direttiva  2006/42/CE  relativa   alle   macchine   per
l’applicazione di  pesticidi,  2009/136/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio,  del  25  novembre  2009,  recante
modifica della direttiva 2002/22/CE  relativa  al  servizio
universale e ai diritti degli utenti in materia di  reti  e
di servizi di comunicazione  elettronica,  della  direttiva
2002/58/CE relativa al trattamento  dei  dati  personali  e
alla  tutela  della  vita   privata   nel   settore   delle
comunicazioni  elettroniche  e  del  regolamento  (CE)   n.
2006/2004 sulla cooperazione  tra  le  autorita’  nazionali
responsabili dell’esecuzione della normativa a  tutela  dei
consumatori,  2009/140/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 25 novembre  2009,  recante  modifica  delle
direttive 2002/21/CE che  istituisce  un  quadro  normativo
comune  per  le  reti  ed  i   servizi   di   comunicazione
elettronica, 2002/19/CE relativa all’accesso alle  reti  di
comunicazione  elettronica  e  alle  risorse  correlate,  e
all’interconnessione delle medesime e  2002/20/CE  relativa
alle  autorizzazioni  per  le   reti   e   i   servizi   di
comunicazione  elettronica,   2010/30/UE   del   Parlamento
europeo e del Consiglio, del 19  maggio  2010,  concernente
l’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei
prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura  ed
informazioni uniformi relative ai prodotti  (rifusione),  e
2011/17/UE del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del  9
2.-5. (Omissis).
6. Dall’esercizio  della  presente  delega  non  devono
pubblica.   Le   amministrazioni   interessate   provvedono
all’adempimento dei compiti derivanti dall’esercizio  della
presente  delega  con  le  risorse  umane,  strumentali   e
«Art. 24 (Disposizioni  finali).  –  1.  Nell’esercizio
delle deleghe di cui alla presente legge si  applicano,  in
trasmessi alla  Camera  dei  deputati  e  al  Senato  della
Repubblica ai fini dell’acquisizione del  parere  da  parte
delle  competenti  Commissioni  parlamentari,  secondo   le
procedure di cui all’art. 1 della medesima legge.».
– Il testo degli articoli 1 e 2 della  legge  4  giugno
2010, n. 96 (Disposizioni  per  l’adempimento  di  obblighi
europee – Legge comunitaria 2009) pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 25 giugno 2010, n.  146,  supplemento  ordinario,
procedure di cui all’ art.  11,  comma  8,  della  legge  4
«Art. 2 (Principi e criteri  direttivi  generali  della
direttive da attuare, i decreti  legislativi  di  cui  all’
art. 1  sono  informati  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi generali:
a)   le   amministrazioni   direttamente    interessate
b)  ai  fini  di  un  migliore  coordinamento  con   le
c) al di fuori dei casi  previsti  dalle  norme  penali
d) eventuali spese non contemplate da leggi  vigenti  e
di rotazione di cui all’ art. 5 della legge 16 aprile 1987,
e)   all’attuazione   di   direttive   che   modificano
f) nella predisposizione  dei  decreti  legislativi  si
g)  nella  predisposizione  dei  decreti   legislativi,
h) quando si verificano sovrapposizioni  di  competenze
i) quando non sono di ostacolo  i  diversi  termini  di
comunque   comportano   modifiche   degli    stessi    atti
– La legge 4 febbraio 2005, n. 11 (Norme generali sulla
partecipazione   dell’Italia    al    processo    normativo
dell’Unione europea e sulle procedure di  esecuzione  degli
obblighi comunitari) e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
– Si riporta il testo degli articoli 2, 3, 6,8 e 14 del
citato decreto legislativo 27 gennaio  2010,  n.  17,  come
modificati dal presente decreto, cosi’ recita:
«Art. 2  (Definizioni).  –  1.  Ai  fini  del  presente
decreto legislativo si  intende  per:  “macchina”  uno  dei
prodotti elencati all’art. 1, comma 1, lettere da a) ad f).
a) “macchina” propriamente detta:
1)  insieme  equipaggiato   o   destinato   ad   essere
equipaggiato di un sistema  di  azionamento  diverso  dalla
forza umana o animale  diretta,  composto  di  parti  o  di
componenti, di cui almeno uno mobile,  collegati  tra  loro
solidamente per un’applicazione ben determinata;
2) insieme di  cui  al  numero  1),  al  quale  mancano
solamente elementi di collegamento al sito di impiego o  di
allacciamento alle fonti di energia e di movimento;
3) insieme di cui ai numeri 1) e 2), pronto per  essere
installato e che puo’ funzionare  solo  dopo  essere  stato
montato su  un  mezzo  di  trasporto  o  installato  in  un
edificio o in una costruzione;
4) insiemi di macchine, di cui ai numeri 1), 2) e 3), o
di  quasi-macchine,  di  cui  alla  lettera  g),  che   per
raggiungere uno stesso risultato sono disposti e  comandati
in modo da avere un funzionamento solidale;
5) insieme di parti o di componenti, di cui almeno  uno
mobile, collegati tra  loro  solidalmente  e  destinati  al
sollevamento di pesi e la cui unica fonte di energia e’  la
forza umana diretta;
b)  “attrezzatura  intercambiabile”:  dispositivo  che,
dopo la messa in servizio di una macchina o di un trattore,
e’ assemblato alla macchina o  al  trattore  dall’operatore
stesso al fine di modificarne la funzione o  apportare  una
nuova funzione, nella misura in cui tale  attrezzatura  non
e’ un utensile;
c) “componente di sicurezza”: componente:
3) il  cui  guasto  ovvero  malfunzionamento,  mette  a
repentaglio la sicurezza delle persone;
4) che non e’ indispensabile per lo scopo  per  cui  e’
stata progettata la macchina o che per tale  funzione  puo’
essere sostituito con altri componenti;
d)   “accessori   di   sollevamento”:   componenti    o
attrezzature   non   collegate   alle   macchine   per   il
sollevamento, che consentono la presa del carico,  disposti
tra la macchina e  il  carico  oppure  sul  carico  stesso,
oppure destinati a divenire parte integrante del  carico  e
ad essere  immessi  sul  mercato  separatamente;  anche  le
imbracature e le loro componenti sono considerate accessori
e) “catene, funi e cinghie”:  catene,  funi  e  cinghie
progettate e costruite a fini di  sollevamento  come  parte
integrante di macchine per il sollevamento o  di  accessori
f) “dispositivi amovibili di  trasmissione  meccanica”:
componenti amovibili destinati alla trasmissione di potenza
tra una macchina semovente o un  trattore  e  una  macchina
azionata, mediante collegamento al primo supporto fisso  di
quest’ultima; tali dispositivi,  ove  immessi  sul  mercato
muniti  di  ripari,  sono  considerati  come   un   singolo
g) “quasi-macchine”: insiemi  che  costituiscono  quasi
una macchina, ma  che,  da  soli,  non  sono  in  grado  di
garantire un’applicazione ben determinata;  un  sistema  di
azionamento e’ una quasimacchina;  le  quasi-macchine  sono
unicamente destinate ad essere incorporate o assemblate  ad
altre macchine o ad altre quasi-macchine o  apparecchi  per
costituire  una  macchina   disciplinata   dalla   presente
h)   “immissione   sul   mercato”:   prima   messa    a
disposizione, all’interno della Comunita’, a titolo oneroso
o gratuito, di una macchina o di una quasi-macchina a  fini
di distribuzione o di utilizzazione;
i)  “fabbricante”:  persona  fisica  o  giuridica   che
progetta e/o realizza  una  macchina  o  una  quasimacchina
oggetto del presente  decreto,  ed  e’  responsabile  della
conformita’ della macchina o della  quasi-macchina  con  il
presente decreto ai fini dell’immissione sul mercato con il
proprio nome o  con  il  proprio  marchio  ovvero  per  uso
personale; in mancanza di  un  fabbricante  quale  definito
sopra, e’  considerato  fabbricante  la  persona  fisica  o
giuridica che immette sul mercato o mette in  servizio  una
macchina o una quasi-macchina oggetto del presente  decreto
l) “mandatario”: qualsiasi persona fisica  o  giuridica
stabilita all’interno della Comunita’  che  abbia  ricevuto
mandato scritto dal fabbricante per eseguire a suo nome, in
tutto o in parte, gli obblighi e le formalita’ connesse con
il presente decreto legislativo;
m) “messa in servizio”: primo utilizzo,  conforme  alla
sua  destinazione,  all’interno  della  Comunita’,  di  una
macchina oggetto del presente decreto legislativo;
n) “norma armonizzata”: specifica tecnica  adottata  da
un organismo di normalizzazione, ovvero il Comitato europeo
di  normalizzazione   (CEN),   il   Comitato   europeo   di
normalizzazione  elettrotecnica  (CENELEC)   o   l’Istituto
europeo per  le  norme  di  telecomunicazione  (ETSI),  nel
quadro di un mandato rilasciato dalla  Commissione  europea
conformemente  alle  procedure  istituite  dalla  direttiva
98/34/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  22
giugno 1998, che prevede un  procedura  d’informazione  nel
settore delle norme e  delle  regolamentazioni  tecniche  e
delle   regole   relative   ai   servizi   della   societa’
dell’informazione, e non avente carattere vincolante.
n-bis) “requisiti essenziali di sicurezza e  di  tutela
della  salute”:  disposizioni  obbligatorie  relative  alla
progettazione e alla fabbricazione dei prodotti soggetti al
presente  decreto  legislativo  intese  ad  assicurare   un
elevato  livello  di  protezione  della  salute   e   della
sicurezza delle persone  e,  se  del  caso,  degli  animali
domestici  e  dei  beni   nonche’,   qualora   applicabile,
dell’ambiente; i requisiti essenziali  di  sicurezza  e  di
tutela della  salute  sono  stabiliti  nell’allegato  I;  i
requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della  salute
per la protezione  dell’ambiente  si  applicano  unicamente
alle macchine di cui al punto 2.3 di detto allegato.».
«Art. 3 (Immissione sul mercato e messa in servizio). –
1. Possono essere  immesse  sul  mercato  ovvero  messe  in
servizio  unicamente  le   macchine   che   soddisfano   le
pertinenti disposizioni del presente decreto legislativo  e
se non pregiudicano la sicurezza e la salute delle  persone
o, se del caso, degli animali domestici e dei beni nonche’,
qualora applicabile, dell’ambiente quando sono  debitamente
installate,   mantenute   in   efficienza   e    utilizzate
conformemente  alla  loro  destinazione  o  in   condizioni
ragionevolmente prevedibili.
2. Possono essere immesse  sul  mercato  unicamente  le
quasi-macchine che rispettano  le  pertinenti  disposizioni
del presente decreto legislativo.
3.  Il  fabbricante  o  il  suo  mandatario,  prima  di
immettere  sul  mercato  ovvero  mettere  in  servizio  una
a) si  accerta  che  soddisfi  i  pertinenti  requisiti
essenziali di sicurezza e di tutela della  salute  indicati
nell’allegato I;
b)  si  accerta  che  il  fascicolo  tecnico   di   cui
all’allegato VII, parte A, sia disponibile;
c) fornisce in particolare le informazioni  necessarie,
quali ad esempio le istruzioni;
d) espleta  le  appropriate  procedure  di  valutazione
della conformita’ ai sensi dell’art. 9;
e) redige la dichiarazione CE di conformita’  ai  sensi
dell’allegato II, parte 1, sezione A, e si accerta  che  la
stessa accompagni la macchina;
f) appone la marcatura ‘CE’ ai sensi dell’art. 12.
4.  Il  fabbricante  o  il  suo  mandatario,  prima  di
immettere sul mercato una quasi-macchina,  si  accerta  che
sia stata espletata la procedura di cui all’art. 10.
5. Il fabbricante o il suo mandatario,  ai  fini  delle
procedure di cui all’art. 9, dispone o puo’  usufruire  dei
mezzi necessari ad accertare la conformita’ della  macchina
ai requisiti essenziali di  sicurezza  e  di  tutela  della
salute di cui all’allegato I.
6. Qualora le  macchine  siano  disciplinate  anche  da
altri provvedimenti di recepimento di direttive comunitarie
relative ad aspetti diversi e che  prevedono  l’apposizione
della marcatura “CE”, questa  marcatura  indica  ugualmente
che le macchine sono conformi alle disposizioni  di  questi
provvedimenti. Tuttavia, nel caso in  cui  uno  o  piu’  di
detti  provvedimenti  lascino  al  fabbricante  o  al   suo
mandatario la facolta’ di scegliere il regime da  applicare
durante un periodo transitorio, la marcatura “CE” indica la
conformita’   soltanto   alle   direttive   applicate   dal
fabbricante o dal suo mandatario. I riferimenti degli  atti
normativi applicati devono essere indicati, conformemente a
come riportato nell’allegato II, parte 1, sezione A,  punto
4, nella dichiarazione CE di conformita’.
7.  In  occasione  di   fiere,   di   esposizioni,   di
dimostrazioni e simili, e’ consentita la  presentazione  di
macchine o di quasi-macchine non conformi alle disposizioni
del  presente  decreto  legislativo,  purche’  un  cartello
visibile indichi chiaramente la non  conformita’  di  dette
macchine o di dette  quasimacchine  e  l’impossibilita’  di
disporre delle medesime  prima  che  siano  rese  conformi.
Inoltre, al momento delle dimostrazioni di tali macchine  o
quasi-macchine  non  conformi,  sono  prese  le  misure  di
sicurezza  adeguate  per  assicurare  la  protezione  delle
persone.».
«Art. 6 (Sorveglianza del mercato). – 1. Riguardo  alle
macchine e alle quasi-macchine, gia’ immesse  sul  mercato,
le funzioni di autorita’ di sorveglianza per  il  controllo
della conformita’ alle disposizioni  del  presente  decreto
legislativo,  sono  svolte  dal  Ministero  dello  sviluppo
economico e dal Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, che operano attraverso i propri  organi  ispettivi
in coordinamento permanente fra loro  al  fine  di  evitare
duplicazioni dei controlli.
2. Le amministrazioni di cui al comma  1  si  avvalgono
per gli accertamenti di carattere tecnico,  in  conformita’
alla legislazione vigente e senza nuovi  o  maggiori  oneri
per il bilancio dello  Stato,  dell’Istituto  superiore  di
prevenzione e sicurezza del lavoro (ISPESL).
3. Qualora gli organi di vigilanza sui luoghi di lavoro
e loro pertinenze, nell’espletamento  delle  loro  funzioni
ispettive in materia di  salute  e  sicurezza  sul  lavoro,
rilevino che una macchina marcata CE o una  quasi-macchina,
sia in tutto o in  parte  non  rispondente  a  uno  o  piu’
requisiti   essenziali   di   sicurezza,    ne    informano
immediatamente il Ministero dello sviluppo economico  e  il
4. Qualora sia constatato che  una  macchina  provvista
della marcatura “CE”, accompagnata dalla  dichiarazione  CE
di  conformita’  e  utilizzata   conformemente   alla   sua
destinazione o in  condizioni  ragionevolmente  prevedibili
rischia di compromettere la salute  o  la  sicurezza  delle
persone o, se del caso, degli animali domestici o dei beni,
o, qualora applicabile, dell’ambiente, il  Ministero  dello
sviluppo economico, con provvedimento motivato e notificato
all’interessato, previa verifica dell’esistenza dei  rischi
segnalati, ordina il ritiro della macchina dal mercato,  ne
vieta l’immissione sul mercato ovvero la messa in  servizio
o ne limita la libera circolazione, indicando  i  mezzi  di
impugnativa avverso il provvedimento stesso ed  il  termine
entro cui e’ possibile ricorrere;  gli  oneri  relativi  al
ritiro dal mercato delle macchine o  ad  altra  limitazione
alla loro circolazione sono a carico del fabbricante o  del
suo mandatario.
5. Qualora sia constatato, nel corso degli accertamenti
di cui al comma 3,  che  una  quasi-macchina,  accompagnata
dalla dichiarazione di  incorporazione,  gia’  immessa  sul
mercato, non sia  conforme  alle  disposizioni  di  cui  al
presente decreto legislativo, il Ministero  dello  sviluppo
economico  ne   vieta   l’immissione   sul   mercato,   con
provvedimento motivato e  notificato  all’interessato,  con
l’indicazione  dei  mezzi   di   impugnativa   avverso   il
provvedimento stesso e del termine entro cui  e’  possibile
6. Qualora le misure  di  cui  ai  commi  4  e  5  sono
motivate  da  una  lacuna  delle  norme   armonizzate,   il
Ministero dello sviluppo economico, ove intenda  mantenerle
anche all’esito delle  consultazioni  di  cui  all’art.  7,
comma 2, avvia la procedura di cui all’art. 5.
7. Il Ministero dello  sviluppo  economico  comunica  i
provvedimenti di cui al presente articolo al Ministero  del
lavoro e delle politiche sociali ed agli organi  segnalanti
la  presunta  non  conformita’.  Nel   caso   in   cui   la
segnalazione pervenga da  Organismi  di  vigilanza  locali,
quali ASL o ARPA, i provvedimenti sono comunicati anche  ai
competenti  uffici  regionali  eventualmente   tramite   il
coordinamento regionale di settore  costituito  nell’ambito
di attivita’ della Conferenza permanente per i rapporti tra
8.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico  coopera,
secondo gli indirizzi dati dalla Commissione  europea,  con
le autorita’ di sorveglianza del mercato degli altri  Stati
membri.».
«Art. 8 (Misure  specifiche  riguardanti  categorie  di
macchine potenzialmente pericolose). – 1. Sono  considerate
macchine  potenzialmente   pericolose   le   macchine   con
caratteristiche tecniche che  presentano  rischi  dovuti  a
lacune di norme armonizzate che la Commissione  europea  ha
ritenuto non soddisfare pienamente i  requisiti  essenziali
di sicurezza  e  tutela  della  salute  dell’allegato  I  a
seguito della procedura di cui all’art. 5. Sono,  altresi’,
considerate macchine potenzialmente pericolose le  macchine
che,  a  causa   delle   loro   caratteristiche   tecniche,
presentano lo stesso rischio di macchine per le  quali  uno
Stato membro ha adottato misure di limitazione della libera
circolazione  ritenute   giustificate   dalla   Commissione
2. Qualora la Commissione europea, secondo le procedure
di cui all’art. 9, paragrafo 3, della direttiva 2006/42/CE,
come modificata dalla direttiva 2009/127/CE, adotta  misure
che richiedono agli Stati  membri  di  vietare  o  limitare
l’immissione sul mercato di macchine di cui al comma 1 o di
assoggettare tali macchine  a  particolari  condizioni,  il
Ministero dello  sviluppo  economico  provvede  sulla  base
delle indicazioni fornite dalla Commissione europea.».
«Art. 14 (Obbligo di riservatezza). – 1. Ferme restando
le disposizioni di cui al  decreto  legislativo  30  giugno
2003, n. 196, in materia di protezione dei  dati  personali
ed al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30,  recante
codice della proprieta’ industriale, tutte le  parti  e  le
persone coinvolte nell’applicazione  del  presente  decreto
legislativo  sono  obbligate  a  mantenere   riservate   le
informazioni  ricevute   nello   svolgimento   delle   loro
funzioni. In particolare i segreti aziendali, professionali
e commerciali sono considerati come informazioni riservate,
eccetto quando la loro divulgazione sia necessaria al  fine
di tutelare la salute o la sicurezza delle  persone  o,  se
del caso, degli animali domestici o dei  beni,  o,  qualora
applicabile, dell’ambiente.
2. La disposizione di cui al comma 1 si  applica  fatti
salvi gli obblighi degli Stati  membri  e  degli  organismi
notificati  riguardanti  l’informazione  reciproca   e   la
diffusione degli avvertimenti.».
–  Il  testo  dell’allegato  I   del   citato   decreto
legislativo 27 gennaio 2010, n.  17,  come  modificato  dal
«Allegato  I  –  previsto  dall’articolo  3,  comma  3,
Requisiti essenziali di sicurezza  e  di  tutela  della
salute relativi alla progettazione e alla costruzione delle
1. Il fabbricante di una macchina, o il suo mandatario,
deve garantire  che  sia  effettuata  una  valutazione  dei
rischi per stabilire i requisiti di sicurezza e  di  tutela
della salute che concernono la macchina. La  macchina  deve
inoltre essere progettata e  costruita  tenendo  conto  dei
risultati della valutazione dei rischi.
Con il processo iterativo della valutazione dei  rischi
e della riduzione dei rischi di cui sopra, il fabbricante o
il suo mandatario:
stabilisce i limiti della macchina,  il  che  comprende
l’uso   previsto   e   l’uso   scorretto    ragionevolmente
prevedibile,
individua i pericoli cui puo’ dare origine la  macchina
e le situazioni pericolose che ne derivano,
stima  i   rischi,   tenendo   conto   della   gravita’
dell’eventuale  lesione  o  danno  alla  salute   e   della
probabilita’ che si verifichi,
valuta i rischi al fine di stabilire se  sia  richiesta
una riduzione del rischio conformemente  all’obiettivo  del
presente decreto legislativo,
elimina i pericoli o riduce i rischi che  ne  derivano,
applicando le misure di protezione nell’ordine indicato nel
punto 1.1.2, lettera b).
2. Gli obblighi previsti dai  requisiti  essenziali  di
sicurezza e di tutela della salute si applicano soltanto se
esiste  il  pericolo  corrispondente  per  la  macchina  in
questione,  allorche’  viene  utilizzata  nelle  condizioni
previste dal fabbricante, o dal  suo  mandatario,  o  nelle
condizioni   anormali   prevedibili.   Il   principio    di
integrazione della sicurezza di cui al punto  1.1.2  e  gli
obblighi relativi alla marcatura e alle istruzioni  di  cui
ai punti 1.7.3 e 1.7.4 si applicano comunque.
3. I requisiti essenziali  di  sicurezza  e  di  tutela
della  salute   elencati   nel   presente   allegato   sono
inderogabili. Tuttavia, tenuto conto dello stato dell’arte,
gli  obiettivi  da  essi  prefissi   possono   non   essere
raggiunti.  In  tal  caso  la  macchina  deve,  per  quanto
possibile, essere progettata e costruita per tendere  verso
4. Il presente allegato si articola in varie parti.  La
prima ha una portata generale e si applica a tutti  i  tipi
di macchine. Le altre parti si riferiscono a taluni tipi di
pericoli  piu’  specifici.   Tuttavia   e’   indispensabile
esaminare il presente allegato in tutte le  sue  parti,  al
fine di  essere  certi  di  soddisfare  tutti  i  requisiti
essenziali pertinenti. Nel progettare la macchina, si tiene
conto dei requisiti contenuti nella  parte  generale  e  di
quelli elencati  in  una  o  piu’  delle  altre  parti,  in
funzione dei risultati  della  valutazione  dei  rischi  di
condotta di cui al punto 1 dei presenti principi  generali.
I requisiti essenziali  di  sicurezza  e  di  tutela  della
salute per la  protezione  dell’ambiente  sono  applicabili
unicamente alle macchine di cui al punto 2.3.
1. REQUISITI ESSENZIALI DI  SICUREZZA  E  DI  TUTELA  DELLA
2. REQUISITI ESSENZIALI SUPPLEMENTARI  DI  SICUREZZA  E  DI
TUTELA DELLA SALUTE PER TALUNE CATEGORIE DI MACCHINE
Le  macchine  alimentari,  le  macchine  per   prodotti
cosmetici  o  farmaceutici,  le  macchine   tenute   ovvero
condotte a mano, le macchine portatili per il  fissaggio  e
altre macchine ad impatto, le macchine per  la  lavorazione
del legno e di materie con caratteristiche fisiche simili e
le  macchine  per  l’applicazione   di   pesticidi   devono
soddisfare tutti i requisiti essenziali di sicurezza  e  di
tutela della salute descritti nel presente  capitolo  (come
previsto al punto 4 dei ‘Principi  generali’  del  presente
2.1.-2.3. (Omissis).
2.3-bis. Macchine per l’applicazione di pesticidi
Per  “macchine   per   l’applicazione   di   pesticidi»
s’intendono  le  macchine  specificamente  utilizzate   per
l’applicazione di prodotti fitosanitari ai sensi  dell’art.
2, paragrafo 1,  del  regolamento  (CE)  n.  1107/2009  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del  21  ottobre  2009,
relativo    alla    commercializzazione    dei     prodotti
Il fabbricante di una macchina  per  l’applicazione  di
pesticidi, o il suo  mandatario,  deve  garantire  che  sia
effettuata una valutazione dei rischi  di  esposizione  non
intenzionale dell’ambiente  ai  pesticidi,  in  conformita’
della procedura di valutazione dei rischi  e  di  riduzione
dei rischi di cui ai Principi generali, punto 1.
Le macchine  per  l’applicazione  di  pesticidi  devono
essere progettate e costruite tenendo in  considerazione  i
risultati della valutazione dei  rischi  di  cui  al  primo
comma in  modo  da  poter  essere  utilizzate,  regolate  e
sottoposte a manutenzione senza causare un’esposizione  non
intenzionale dell’ambiente ai pesticidi.
Devono essere possibili, con facilita’  e  accuratezza,
il   comando,   il   controllo   e   l’arresto    immediato
dell’applicazione di pesticidi dalle postazioni operative.
Le macchine devono essere  progettate  e  costruite  in
modo tale da  facilitare  il  riempimento  preciso  con  la
quantita’  necessaria  di   pesticida   e   assicurare   lo
svuotamento agevole e completo, prevenendo ogni dispersione
accidentale di pesticidi ed evitando ogni contaminazione di
fonti idriche nel corso di tali operazioni.
Le macchine devono essere  munite  di  dispositivi  che
permettano di regolare in modo facile, preciso e affidabile
il tasso di applicazione.
2.3.5.2. Distribuzione, deposizione  e  dispersione  di
modo da assicurare che il pesticida  sia  depositato  nelle
zone bersaglio, da ridurre al minimo le perdite nelle altre
zone   e   da   evitare   la   dispersione   di   pesticidi
nell’ambiente. Se  del  caso,  deve  essere  garantita  una
distribuzione uniforme e una deposizione omogenea.
Per accertare se  le  componenti  corrispondenti  della
macchina sono conformi ai  requisiti  stabiliti  nei  punti
2.3.5.1 e 2.3.5.2, il fabbricante o il  suo  rappresentante
autorizzato devono  effettuare,  o  far  effettuare,  prove
adeguate per ogni tipo di macchina.
modo  tale  da  prevenire  la  dispersione   in   fase   di
disattivazione   della   funzione   di   applicazione   dei
modo da consentire un lavaggio  agevole  e  completo  senza
contaminazione dell’ambiente.
modo da facilitare  la  sostituzione  delle  parti  usurate
senza contaminazione dell’ambiente.
Deve essere  possibile  collegare  con  facilita’  alle
macchine gli strumenti di misura necessari  per  verificare
il buon funzionamento delle stesse.
2.3.8. Marcatura di  ugelli,  filtri  a  cestello  e  altri
Ugelli, filtri a cestello e altri filtri devono  essere
contrassegnati  in  modo  che  il  loro  tipo  e  la   loro
dimensione possano essere identificati chiaramente.
Se del caso, le macchine devono essere  munite  di  uno
specifico supporto su cui l’operatore possa apporre il nome
del pesticida in uso.
Nelle  istruzioni  per   l’uso   devono   figurare   le
indicazioni seguenti:
a) le precauzioni da prendere durante le operazioni  di
miscelazione, carico, applicazione, svuotamento,  lavaggio,
riparazione  e  trasporto  per  evitare  la  contaminazione
b)  le  condizioni  dettagliate  d’uso  per  i  diversi
ambienti operativi  previsti,  comprese  le  corrispondenti
predisposizioni e regolazioni richieste per  assicurare  la
deposizione dei pesticidi nelle zone  bersaglio,  riducendo
al minimo le perdite nelle altre zone e, se del  caso,  per
assicurare  la  distribuzione  uniforme  e  la  deposizione
c) la gamma dei tipi e delle dimensioni  degli  ugelli,
dei filtri a cestello e  degli  altri  filtri  che  possono
essere utilizzati con la macchina;
d) la frequenza dei controlli e i criteri  e  i  metodi
per la  sostituzione  delle  parti  soggette  a  usura  che
influiscono sul corretto funzionamento della macchina, come
gli ugelli, i filtri a cestello e gli altri filtri;
e) le specifiche  della  taratura,  della  manutenzione
giornaliera, della preparazione per l’inverno e degli altri
controlli   necessari   per    assicurare    il    corretto
f) i tipi di pesticida che possono  provocare  anomalie
nel funzionamento della macchina;
g) l’indicazione che l’operatore deve tenere aggiornato
il nome del pesticida in uso nel supporto specifico di  cui
al punto 2.3.9;
h)  il  collegamento  e  l’uso  di  attrezzature  e  di
accessori speciali e le necessarie precauzioni da prendere;
i) l’indicazione che la macchina puo’  essere  soggetta
ai requisiti nazionali in materia di controlli regolari  da
parte degli organi designati, come previsto nella direttiva
2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del  21
ottobre  2009,  che  istituisce  un  quadro  per   l’azione
comunitaria   ai   fini   dell’utilizzo   sostenibile   dei
l) le caratteristiche delle macchine che devono  essere
sottoposte  a  controllo  per   assicurarne   il   corretto
m) le istruzioni  per  il  collegamento  dei  necessari
3. REQUISITI ESSENZIALI SUPPLEMENTARI  DI  SICUREZZA  E  DI
TUTELA DELLA SALUTE PER OVVIARE AI PERICOLI  DOVUTI  ALLA
MOBILITA’ DELLE MACCHINE
Le  macchine  che  presentano  pericoli   dovuti   alla
mobilita’ devono soddisfare tutti i requisiti essenziali di
sicurezza e di tutela della salute descritti  dal  presente
capitolo (cfr. Principi generali, punto 4).
3.1.-3.6. (Omissis).
4. REQUISITI ESSENZIALI SUPPLEMENTARI  DI  SICUREZZA  E  DI
TUTELA DELLA SALUTE PER PREVENIRE I  PERICOLI  DOVUTI  AD
Le  macchine  che   presentano   pericoli   dovuti   ad
operazioni  di  sollevamento  devono  soddisfare  tutti   i
pertinenti requisiti essenziali di sicurezza  e  di  tutela
della salute descritti dal presente capitolo (cfr. Principi
generali, punto 4).
4.1.-4.4. (Omissis).
5. REQUISITI ESSENZIALI SUPPLEMENTARI  DI  SICUREZZA  E  DI
TUTELA DELLA SALUTE PER LE MACCHINE DESTINATE  AD  ESSERE
UTILIZZATE NEI LAVORI SOTTERRANEI
Le macchine destinate ad essere utilizzate  nei  lavori
sotterranei devono soddisfare tutti i requisiti  essenziali
di  sicurezza  e  di  tutela  della  salute  descritti  dal
presente capitolo (cfr. Principi generali, punto 4).
5.1.-5.6. (Omissis).
6. REQUISITI ESSENZIALI SUPPLEMENTARI  DI  SICUREZZA  E  DI
TUTELA  DELLA  SALUTE  PER  LE  MACCHINE  CHE  PRESENTANO
PARTICOLARI PERICOLI DOVUTI AL SOLLEVAMENTO DI PERSONE
Le  macchine  che   presentano   pericoli   dovuti   al
sollevamento  di  persone   devono   soddisfare   tutti   i
6.1.-6.4. (Omissis).».
pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli  adempimenti
conseguenti  con  le  risorse  umane,   finanziarie   e   strumentali
Dato a Roma, addi’ 22 giugno 2012
Moavero Milanesi, Ministro per  gli
Terzi di Sant’Agata, Ministro degli
Clini,  Ministro  dell’ambiente   e
Gnudi,  Ministro  per  gli   affari
DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012, n. 124 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, in attuazione della direttiva 2009/127/CE che modifica la direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine per l’applicazione di pesticidi. (12G0140) – (GU n. 180 del 3-8-2012 redazione redazione 2015-05-19T09:12:42+00:00