Source: https://issuu.com/arpatoscana/docs/piano-attivita-2018
Timestamp: 2018-07-17 22:11:15+00:00
Document Index: 54115602

Matched Legal Cases: ['art.7', 'art.7', 'art. 20', 'art. 24', 'art.11', 'art.10', 'art. 104', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 211', 'art. 101', 'art.5', 'art.10', 'art.6', 'art.8', 'art.5', 'art.5']

Piano attivita 2018 by ARPAT - Issuu
P IANO DI ATTIVITÃ&#x20AC; DI ARPAT
1 Introduzione............................................................................................................................................4 2 Le direttive regionali...............................................................................................................................7 3 I processi realizzativi primari..................................................................................................................9 3.1 Il controllo........................................................................................................................................9 3.2 Il supporto tecnico.........................................................................................................................11 3.3 Il monitoraggio...............................................................................................................................12 3.3.1 Il monitoraggio delle acque....................................................................................................12 3.3.2 Il monitoraggio della qualità dell’aria......................................................................................12 3.4 Laboratorio....................................................................................................................................13 3.5 La diffusione della conoscenza.....................................................................................................15 4 Attività di contesto regionale................................................................................................................16 4.1 Geotermia......................................................................................................................................16 4.2 Mare..............................................................................................................................................17 4.3 Rischio industriale.........................................................................................................................19 4.4 Agenti fisici....................................................................................................................................19 4.5 Via - Vas - Grandi Opere...............................................................................................................20 4.6 Modellistica Previsionale...............................................................................................................22 4.7 Radioattività e Amianto.................................................................................................................22 5 I processi di governo e di supporto......................................................................................................23 5.1 Strumenti di pianificazione e sistemi di gestione..........................................................................23 5.2 Indirizzo tecnico delle attività........................................................................................................23 5.3 Il sistema informativo ambientale..................................................................................................24 5.4 La gestione economica.................................................................................................................25 5.5 La gestione delle risorse umane...................................................................................................25 6 Le attività di supporto tecnico per le attività di ricerca finalizzata al miglioramento della conoscenza sull’ambiente e dell’efficienza dei processi di tutela.................................................................................26 7 Le attività INO.......................................................................................................................................27 7.1 Attività istituzionali non obbligatorie a carico della Regione.........................................................27 7.2 Attività da altri enti.........................................................................................................................27 7.3 Attività in attesa conferma finanziamento.....................................................................................28 7.4 Attività INO – trascinamenti da anni precedenti............................................................................29 8 Proiezione triennale del Piano annuale delle attività...........................................................................32 ALLEGATO..............................................................................................................................................33 Le attività IO – Controllo e Monitoraggio.............................................................................................34 Le attività IO – Supporto Tecnico........................................................................................................36
1 Introduzione Il 2018 sarà un anno particolarmente intenso per l'Agenzia in quanto, in virtù dell'applicazione della Legge 132 che istituisce il “Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente” (SNPA), approvata il 28 giugno 2016, è prevedibile un rafforzamento dei ruoli delle Agenzie ambientali, ormai inserite in un sistema nazionale che richiede una progressiva omogeneizzazione delle prestazioni, qualitative e quantitative, delle stesse Agenzie su tutto il territorio italiano. Il Piano Annuale delle Attività dell'Agenzia è stato, pertanto, redatto in coerenza col Programma Triennale del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale, al momento attuale in fase avanzata di definizione: in attesa dell'approvazione da parte del Governo dei livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (LEPTA), il Programma Triennale stabilisce le principali linee di azione prioritarie del Sistema valide per tutto il Paese - che le Agenzie provvedono a contestualizzare o integrare in base alle esigenze e alle peculiarità del proprio territorio di competenza. L'essere “componente” del Sistema nazionale rappresenta, anche per ARPAT, un’importante sfida che potrà avere impatti anche sul nuovo assetto organizzativo della stessa. Infatti, l’altro importante elemento che caratterizzerà il 2018 sarà la definizione del percorso di riorganizzazione dell’Agenzia, che dovrà necessariamente tener conto della situazione di risorse umane in costante diminuzione. I dati sul personale a tempo indeterminato mostrano infatti una flessione di 54 unità (30 unità di comparto e 24 dirigenti) dal gennaio 2015 al gennaio 2018. Di conseguenza sarà necessaria, in fase di riorganizzazione, la valutazione di una maggiore flessibilità anche operativa, tenuto conto dei molteplici vincoli inerenti le risorse sia umane che finanziarie, e del fatto che il contesto in cui si opera è in rapida trasformazione. In questa ottica sono state avviate verifiche e sperimentazioni a livello territoriale per mitigare le criticità locali maggiori e individuare possibili soluzioni, che tuttavia presentano limiti, in taluni casi non superabili se non attraverso un reintegro delle risorse umane. In particolare sono state attuate modalità di utilizzo trasversale di competenze, che hanno riguardato soprattutto il supporto tecnico, che hanno trovato però una forte limitazione nell’attuale assetto organizzativo e delle responsabilità dell’Agenzia. Anche il Piano delle attività 2018 risentirà della diminuzione delle risorse disponibili, seppure nell’ottica di continuare ad assicurare lo svolgimento delle funzioni pubbliche di tutela dell’ambiente e della salute, garantendo imparzialità, terzietà ed omogeneità nell’esercizio delle attività e mettendo a disposizione della comunità il patrimonio conoscitivo sull’ambiente insieme alle competenze tecniche del personale dell'Agenzia a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale. Impostato in forma sintetica, per favorirne la lettura e redatto in coerenza con la delibera n. 1491 approvata nella seduta di Giunta regionale del 27/12/2017, con le previsioni della LR 30/2009 e con la Carta dei servizi e delle attività di cui alla DCR n° 9/2013, il Piano è strutturato per “processi”, con particolare riferimento ai “processi primari”, cui afferiscono le attività istituzionali esplicitate nella Carta stessa: il Controllo, il Monitoraggio ambientale e il Supporto Tecnico.
Partendo dal presupposto che molte delle attività sono incomprimibili, quali ad esempio il monitoraggio delle risorse idriche e dell'aria, si ritiene ragionevole stimare, indicativamente, un calo delle attività sul programma 2018 di circa il 10%, rispetto agli anni precedenti, da gestire e da definire a seconda del contesto. Nel quadro sopra descritto, occorrerà valutare attentamente la capacità di risposta rispetto alle attività Istituzionali Non Obbligatorie (INO), la cui attuazione non deve andare a discapito delle Istituzionali Obbligatorie (IO), concetto ribadito anche dalla legge 132 del 2016 (art.7, commi 2, 4 e 5). Si cercherà di ottimizzare il livello di supporto tecnico che l’Agenzia potrà fornire, anche operando una scelta di partecipazione differenziata alle conferenze di servizi sulla base della complessità dell’atto autorizzativo, oltre a definire modalità condivise di programmazione della gestione delle istruttorie, che contemperino il rispetto dei tempi da parte dell’autorità competente al rilascio dell’atto, con le esigenze e le capacità dell’Agenzia di svolgere in modo adeguato l’attività di supporto. Occorrerà, altresì, operare in stretto raccordo con gli uffici regionali per definire linee guida che rendano “standardizzabili” una serie di autorizzazioni ambientali e che semplifichino l’emissione del parere da parte di ARPAT, per un verso, e agevolino il percorso del richiedente, per l’altro. Entrando più nel merito di alcune linee di attività, nel 2018 proseguirà il Progetto Speciale riguardante le cave del comprensorio Apuo-Versiliese. Sono previsti sia il mantenimento del livello dei controlli in cava, sia la messa a punto di misure finalizzate a ridurre efficacemente l'impatto dell'attività estrattiva sulle matrici ambientali, puntando anche allo studio e all’introduzione di nuove tecniche di lavorazione. Nell’ambito dei controlli in materia di rifiuti, anche alla luce delle criticità recentemente emerse in buona parte del territorio regionale, si tenderà a migliorare e diffondere il metodo di lavoro sperimentato grazie al Progetto Speciale sul controllo dei rifiuti, voluto dalla Regione Toscana nel 2014, puntando l’obiettivo sul controllo dei flussi di materiali, con particolare attenzione agli impianti di gestione e smaltimento presenti sul territorio. Impegni rilevanti sono previsti per l'Agenzia, a partire dal 2018, nell'ambito dei controlli relativi a diverse grandi opere infrastrutturali quali il nodo ferroviario e il nuovo aeroporto di Firenze, le opere marittime per il rilancio dell'area portuale di Livorno, mentre sul fronte del recupero dei siti industriali contaminati, sono in fase di avvio o già avviate importanti attività presso i siti di interesse nazionale di Massa-Carrara, Piombino e Orbetello. Per quanto riguarda la risorsa idrica, nel 2018 e negli anni seguenti l'Agenzia sarà impegnata, oltre che nel secondo ciclo sessennale 2016-2021 di monitoraggio delle acque interne, anche nella messa a regime del monitoraggio delle sostanze per-fluoro-alchiliche (PFAS) nelle acque superficiali e sotterranee, nelle acque reflue e nel biota, una volta realizzati gli adeguamenti strumentali necessari. Proseguiranno, poi, gli studi per la messa a punto di metodi di analisi idonei a rilevare i livelli minimi richiesti dalla normativa delle sostanze contaminanti emergenti.
Continueranno le attività connesse con l'applicazione della Direttiva europea per la Strategia marina integrata con la “Direttiva Habitat”. Proseguirà, inoltre, il monitoraggio della qualità dell'aria nell'ottica di una sempre più forte integrazione con i risultati prodotti dai modelli previsionali, anche ai fini della gestione degli episodi acuti di inquinamento atmosferico. Nel 2018, anche in coerenza con la Legge 132, che prevede una rete nazionale dei laboratori di prova, dovrà essere rafforzata l'integrazione della rete dei laboratori di ARPAT, molto qualificata a livello nazionale per capacità analitica, procedendo alla progressiva specializzazione delle sedi operative.
Come ogni anno, la Regione ha fornito gli Indirizzi per l’Elaborazione del Piano Annuale delle Attività 2018 di ARPAT, richiedendo l’elaborazione di un quadro generale di attività redatto in linea con quanto previsto dalla Carta dei servizi, oltre a definire una serie di indicazioni più specifiche di seguito riportate. Elementi di riferimento per lo sviluppo del Piano sono: •
le modifiche apportate dalla L.R. n. 61 del 28 ottobre 2014, con particolare riferimento al titolare della funzione per il rilascio delle autorizzazioni sui rifiuti fin dal 2015;
i contenuti del D.P.G.R. 13/R/2017, Regolamento recante disposizioni per l’esercizio delle funzioni autorizzatorie regionali in materia ambientale,...omissis..., e successivi atti deliberativi applicativi;
la Legge n. 132 del 28/06/2016 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”.
Elementi specifici di attività saranno, in sintesi: •
la prosecuzione del “Progetto Cave”, dedicato ai controlli, oltre a garantire la collaborazione necessaria alla direzione competente per il supporto tecnico alla pianificazione in materia di cave;
il supporto agli uffici regionali centrali e periferici in relazione al rilascio delle autorizzazioni ambientali ed energetiche, anche in coerenza con le disposizioni di cui al DPGR 13/R/2017 e condividendo con la Direzione Ambiente ed Energia l'obiettivo relativo al rispetto della tempistica per la conclusione dei procedimenti di competenza;
un’organizzazione interna che consenta una sinergia con quella degli uffici regionali competenti al rilascio delle autorizzazioni ambientali;
la collaborazione alla stesura degli atti normativi e regolamentari al fine di rendere coerenti gli stessi al nuovo assetto istituzionale delineato dalla Legge n. 132 del
compresa la revisione della Carta dei servizi; •
lo sviluppo del “progetto di mappatura delle coperture Amianto” di cui alla DGRT 130/2015;
la collaborazione necessaria alla Regione, al SSR, agli istituti di ricerca e agli enti locali sulle problematiche del tallio in Toscana;
la prosecuzione del monitoraggio nella fase “WP9” relativo al ripristino ambientale successivo alla rimozione della Concordia;
il supporto alla Regione per la definizione dei criteri di priorità delle ispezioni secondo quanto previsto dal D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 “Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento)”;
la collaborazione al progetto di gestione del sistema lagunare di Orbetello, e la prosecuzione del monitoraggio per la qualità delle acque in attuazione del DD 14510/2017;
l’ottimizzazione e l’adeguamento dei sistemi di monitoraggio, con particolare riferimento alle matrici acqua (monitoraggio chimico e biologico) e aria (DGRT 964/2015 e 1182/2015), e della restituzione delle informazioni;
le attività di controllo sui fattori che incidono sulla contaminazione del suolo e sulla conseguente contaminazione delle acque sotterranee in aree di interesse regionale;
la redazione, in collaborazione con la Direzione Ambiente ed Energia, della Relazione sullo Stato dell'Ambiente 2018;
il mantenimento di un adeguato controllo dei rifiuti impostato con le strategie, gli indirizzi e le modalità di cui al Progetto Speciale 2014-2016.
3 I processi realizzativi primari 3.1 Il controllo L’incomprimibilità di molte attività previste dalle direttive annuali regionali (supporto tecnico, monitoraggio delle acque -superficiali, sotterranee, marine, balneazione) e dell’aria, controlli presso le aziende soggette ad AIA in forte incremento (sulle quali la Regione dovrà recepire i criteri IED per permetterne una selezione mirata), unita alle richieste ineludibili da parte della magistratura, rende l’attuazione di un programma di controllo più vincolato alle “emergenze” che alla possibilità di attuare un programma che assicuri un periodico, diffuso, effettivo ed imparziale sistema di controlli (Dlgs 152/2006). Questo, unito alla contrazione delle risorse umane complessive dell’Agenzia (di un 20% negli ultimi 12 anni), e quindi alla necessità di dedicare risorse, prima rivolte al controllo, alle attività “incomprimibili”, comporterà forti vincoli alle attività di controllo, nel loro complesso, con ricadute sia in termini numerici che qualitativi. Ciò rende sempre più difficili l’auspicata completezza del controllo e i necessari approfondimenti che richiedono ben più dell’attività di mero sopralluogo e di verifica dei requisiti di legge, ma un’attività sistemica e che sappia interpretare gli esiti degli accertamenti e le informazioni che provengono da varia documentazione, incluse le banche dati. Su questo aspetto pesa anche la consistente riduzione dei dirigenti (passati negli ultimi 10 anni da 117 a 67 attuali, riduzione che ha interessato esclusivamente i dirigenti dedicati a funzioni tecniche, chiamati a rappresentare in tutte le sedi istituzionali la posizione dell’Agenzia). La dirigenza è importante non solo per il coordinamento delle attività operative sul campo, quanto nel valutare il complesso dei risultati via via ottenuti, e proporre agli enti competenti le azioni di prevenzione, mitigazione e repressione conseguenti. Tale settore, caratterizzato da rapidi cambiamenti
oggetti/matrici molto diversificati, ha necessità ineludibili di indirizzare le strategie di controllo e gestire i progetti complessi. La riduzione, quindi, delle risorse complessive e dirigenziali, unità alla stabilità, se non all’incremento, delle attività incomprimibili, comporta che tutta l’Agenzia sia già più che in affanno a svolgere le attività. Tutto ciò avviene in un momento in cui il contesto dove ARPAT opera si sta trasformando (o è già mutato). Ad esempio per la penetrazione della criminalità organizzata in Toscana, che dispone di ingenti risorse (da riciclare e investire). Il mondo produttivo quindi, soprattutto in alcuni settori (energia, rifiuti) si “trasforma” e richiede strategie di controllo più complesse. Ciò comporta anche la conseguenza che la previsione della LR 30/2009 (art.7) Le attività di controllo possono essere attivate anche su segnalazione dei cittadini (ovvero gli esposti) può rimanere disatteso o effettuato con gravi ritardi. Analogamente avviene per il rispetto della periodicità di controllo previste da alcune normative specifiche. Le residue energie dovranno essere indirizzate secondo le seguenti priorità: •
Controllo del ciclo dei rifiuti. I recenti casi di illeciti rilevati nella gestione del ciclo dei rifiuti, ed in particolare presso gli impianti di trattamento, esige un’attività mirata e coordinata a livello regionale. Ciò richiede un’importante attività di studio, analisi ed indirizzo, prima e durante l’attività in campo, che comporti la definizione delle tipologie di
rifiuto e impianti da cui partire nel controllo del “sistema rifiuti”. Il controllo in campo dovrà risalire la filiera fino ai produttori, verificando la congruenza tra le caratteristiche dei rifiuti nei suoi vari passaggi e trasformazioni, anche attraverso la collaborazione con le altre forze di polizia. •
Pieno utilizzo delle informazioni fornite dal monitoraggio della rete di monitoraggio delle acque. L’attività di monitoraggio può essere orientata anche a fornire informazioni importanti per orientare il controllo sulle fonti di pressione (derivanti da insediamenti/opere presenti e pregresse). Ciò richiede l’esame e la valutazione dei dati sui principali inquinanti, l’entità e le caratteristiche idrogeologiche della risorsa in gioco, utili sia per interventi puntuali, che per la definizione di quadri conoscitivi ragionati per la valutazione dell’impatto di opere da realizzare per lo sviluppo del territorio ed anche per azioni di risanamento.
Controllo degli esposti. Il cittadino come “sentinella ambientale”, presente capillarmente sul territorio rispetto a quanto possa fare ARPAT, è una importante fonte di segnalazione di problematiche e spia di “segnali deboli” di trasformazione del territorio, situazioni che devono essere conosciute e valutate dall’Agenzia. In tal senso, i controlli a seguito di esposti dovranno ottenere maggiore priorità e tempestività, potenziando l’attività di analisi delle segnalazioni, sia a livello territoriale che regionale
Esempio di azione di controllo mirato in un settore specifico, promosso dalla Regione Toscana con risorse specifiche e potenziamento delle risorse umane dedicate, è quello della coltivazione delle cave nel territorio Apuo-Versiliese. Tale attività è coordinata a livello regionale tra ARPAT, forze di polizia ed Enti competenti in materia autorizzativa e conseguente approvazione da parte della Giunta Regionale del “progetto speciale cave”, di durata biennale (2017-2018). Il 2018 sarà quindi caratterizzato dal proseguimento del controllo ambientale delle attività estrattive, finalizzato a migliorare la gestione ambientale delle cave riducendo, tra l'altro, l'inquinamento da marmettola sia nelle acque superficiali che in quelle sotterranee. Nell'anno 2017 ARPAT è riuscita a rispettare il programma approvato concludendo 60 controlli su altrettante cave, inclusa anche tutta l’attività di verifica delle prescrizioni impartite ai sensi della Legge 68/2015, il che ha determinato l’esecuzione di oltre 160 sopralluoghi e la trasmissione di un numero elevato di notizie di reato e irrogazione di sanzioni amministrative. L'attività ha anche previsto il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee cui si è aggiunto il potenziamento della rete di rilevazione in continuo di una serie di sorgenti. Sono state infine prodotte e presentate agli EE.LL. le linee guida sulla definizione dei prodotti in cava e sulle potenziali buone pratiche (lavorative e tecnologiche) da mettere in campo per una gestione ambientalmente compatibile delle cave. Il progetto prevede anche per il 2018 una forte collaborazione e coordinamento con i Carabinieri Forestali per l’effettuazione di controlli per ulteriori 60 cave. Proseguiranno tutte le attività legate allo sviluppo della modellistica legata alla rilevazione del territorio, alla pronta individuazione di inquinamenti sulle acque superficiali e sotterranee, portando in sperimentazione l'integrazione tra controllo remoto e controllo in campo. Saranno sviluppate le attività legate allo sviluppo di metodologie di indagine finalizzate all'identificazione dell'origine della marmettola, fornendo
elementi utili all'individuazione di responsabilità dell'inquinamento e alla conseguente attività di repressione. Saranno rese operative, in collaborazione con gli uffici regionali, le linee guida per la corretta gestione dei materiali/rifiuti in cava. Verrà pubblicata la specifica sezione del sito web ARPAT attualmente in via di definizione, nella quale saranno riportati, ad uso di cittadini, amministrazioni e imprese, i risultati delle attività svolte nonché le informazioni e i dati raccolti. Oltre a quanto riportato, ARPAT assicurerà, facendo tesoro dell'esperienza maturata nel primo anno di Progetto speciale, il supporto tecnico alle amministrazioni e agli uffici regionali per gli iter autorizzativi.
Il supporto tecnico Per supporto tecnico si intende la predisposizione di contributi tecnici e pareri nell'ambito di procedimenti autorizzativi la cui titolarità afferisce a soggetti diversi. Con il riordino delle competenze amministrative sul rilascio delle autorizzazioni ambientali avvenuto nel 2016, la Regione Toscana è l'Autorità Competente nettamente prevalente come numero di procedimenti. Il superamento dell’organizzazione su base provinciale ha permesso di evidenziare le disomogeneità locali nell'approccio alla formulazione degli atti autorizzativi, ma ha anche prodotto ripercussioni negative relativamente alle maggiori difficoltà logistiche per la partecipazione diretta alle Conferenze dei servizi sincrone da parte dei dirigenti ARPAT. Nel 2018 sarà fondamentale proseguire nel lavoro di confronto con i competenti Settori regionali per rendere più efficiente la collaborazione; l’obiettivo principale rimane quello di raggiungere un’adeguata omogeneità di approccio e valutazione a livello regionale. Lo strumento appropriato a raggiungere l’obiettivo è confermato essere il tavolo tecnico coordinato dalla Regione; ARPAT garantirà costante e qualificata partecipazione attraverso il SITA e con il rilevante supporto delle Commissioni tematiche, assicurando comunque il necessario coinvolgimento delle strutture territoriali dell’Agenzia. È auspicabile che gli esiti di tale lavoro si traducano in documenti che assumano il significato di linee guida, sia per le valutazioni di Regione/ARPAT che per indirizzare/facilitare la predisposizione della documentazione tecnica da parte dei richiedenti l’autorizzazione. Nella partecipazione al tavolo tecnico ARPAT potrà valorizzare anche quanto elaborato e condiviso all’interno del SNPA perseguendo in tal modo l’omogeneità a livello nazionale. Considerato che nel 2018 si procederà verso una nuova organizzazione dell’Agenzia e preso atto del progressivo decremento delle risorse di personale disponibili, per la parte di attività di supporto tecnico sarà necessario individuare nuovi modelli organizzativi, con l’obiettivo sia di valorizzare le competenze specialistiche sia di ottimizzare la sinergia con l’organizzazione che si è data la Regione.
3.3.1 Il monitoraggio delle acque Nel 2018 proseguiranno le attività relative al secondo ciclo sessennale (2016-21) di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, che consentirà alla Regione di verificare, nel tempo, la tendenza rispetto agli obiettivi di qualità e alle azioni del piano di tutela vigente. ARPAT garantirà queste attività nelle acque interne, inserendo la ricerca dei fitofarmaci di più recente generazione e perfezionando quella delle sostanze per-fluoro-alchiliche (PFAS) anche nelle acque reflue e nel biota (una volta realizzati gli adeguamenti strumentali necessari). Il confronto su tali temi con le altre Agenzie ed ISPRA proseguirà attraverso la partecipazione al gruppo di lavoro inter-agenziale sul monitoraggio delle acque e sui fitofarmaci. Particolarmente impegnativi saranno il proseguimento del monitoraggio di alcuni inquinanti specifici (es. Hg, IPA, PCDD, DDT) sul biota delle acque interne (attività iniziata nel 2017) e l'indagine sul mercurio (acque, sedimenti, biota) nei corpi idrici del comprensorio dell'Amiata. Per quanto riguarda gli indicatori biologici, nel corso del 2018 saranno "riclassificati" tutti quei corpi idrici ritenuti "fortemente modificati" come da delibera regionale (DGRT 1187/2015), adottando l'indicatore Potenziale Ecologico, così come descritto e definito al decreto ministeriale DD 341 del 30/05/2016. Per le acque marino costiere, rispetto al 2017, nelle 19 stazioni verranno anche controllate alcune sostanze non prioritarie (tab. 1/B D.Lgs 172/2015) e verrà effettuato un monitoraggio preliminare per alcune delle sostanze prioritarie (tab. 1/A D.Lgs 172/2015) i cui SQA si applicano dal 22 dicembre 2018 (n. 36, 38, 39, 40, 41 e 43). Inoltre, verrà completato il monitoraggio del biota marino, analizzando esemplari di muggine (o cefalo) in tutti i 16 corpi idrici della costa toscana, banchi naturali di mitili (3 stazioni), banchi naturali di telline (2 stazioni) e mitili trapiantati (4 stazioni). Infine, proseguirà il monitoraggio per la Strategia Marina (D.Lgs 190/2010), finanziato dal MATTM anche per il triennio 2018-20, con alcune modifiche rispetto al triennio precedente e con l'inserimento delle attività di monitoraggio su habitat ed organismi marini previste dalle Direttive Habitat (92/43/CE) e Uccelli (2009/147/CE). Verrà anche garantito, analogamente agli anni scorsi, il monitoraggio delle acque a specifica destinazione per uso potabile e vita dei pesci secondo le scadenze previste, mentre verranno apportate sostanziali modifiche al monitoraggio delle acque destinate alla vita dei molluschi, riducendo da 7 a 3 stazioni di controllo, riferendole alle principali popolazioni naturali di telline e mitili presenti lungo la costa Toscana. 3.3.2
Costituiscono attività prioritarie per il 2018 la gestione della rete regionale di rilevamento, come definita nella DGRT 964/2015, costituita da 37 stazioni fisse e due mezzi mobili, e il relativo adeguamento strumentale, nonché l'elaborazione e la diffusione dei dati e degli indicatori di qualità dell’aria. La gestione delle stazioni via WEB, attuata nel 2017, permetterà una migliore attuazione di quanto previsto dal DM 30.03.2017. Il sito WEB relativo alla qualità dell’aria di ARPAT implementerà nuovi servizi per fornire data set in formato json in applicazione delle direttive relative agli open data. ARPAT inoltre partecipa alla sperimentazione del sistema di reporting di dati di qualità dell’aria, Infoaria, per la comunicazione dei dati ad ISPRA. 12
La qualità dei dati continuerà ad essere garantita dal Centro regionale di riferimento per la qualità dell’aria (CRTQA) per gli inquinanti gassosi e per il particolato PM 10 e PM2,5, oltre che tramite la partecipazione a circuiti interlaboratorio stanziali organizzati da ISPRA. Nell'ambito di specifiche attività INO è prevista la gestione di reti ulteriori rispetto a quelle regionali e di mezzi mobili a supporto delle autorità locali, osservatori ambientali, progetti regionali e accordi di programma con campagne di monitoraggio finalizzate alla stima degli effetti di pressioni specifiche. Verrà inoltre garantita la partecipazione a progetti con università e centri di ricerca che hanno come fine la sperimentazione di strumentazione di monitoraggio e l’approfondimento delle conoscenze su specifiche pressioni. Nell’ambito delle attività a supporto della Regione Toscana e degli enti locali, il CRTQA progetterà e avvierà la realizzazione dell’aggiornamento dell’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione (IRSE). Inoltre, il CRTQA collabora ad un tavolo con la Regione Toscana e il Consorzio LaMMA in tema di attività connesse allo sviluppo e validazione di modelli delle concentrazioni di PM 10 e di altri inquinanti gassosi. ARPAT partecipa tramite il CRTQA al gruppo di lavoro interagenziale sul monitoraggio della qualità dell’aria e, a supporto della Regione Toscana, alle attività del “Coordinamento ex art. 20 e s.m.i. del D.lgs 155/2010” presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare sia per le tematiche relative alla qualità dell'aria sia per quelle relative alle emissioni.
3.4 Laboratorio In attesa di una generale riorganizzazione dell’Agenzia, i Settori Laboratorio di ARPAT proseguono il lavoro secondo lo schema a rete, sebbene ancora configurati come strutture di Area vasta. Come da direttive regionali e in raccordo con la richiesta pervenuta dalle commissioni, in continuità anche con il Piano attività 2017, le attività dei laboratori si baseranno sulle linee che seguono. 1. Rafforzamento delle specializzazioni individuate, attraverso: •
il completamento della struttura specialistica di Siena per le analisi sui rifiuti con progressivo trasferimento dei campioni di Agenzia salvo quelli destinati all’analisi dei parametri amianto, FAV e radioattività;
il monitoraggio delle sostanze prioritarie su corpi idrici presso il laboratorio di Livorno;
l'individuazione di un polo specialistico per le analisi di inquinanti sul controllo alle emissioni (ad eccezione di PCB e diossine).
2. Implementazione delle prove in risposta a nuove problematiche ambientali: •
analisi di mercurio e metilmercurio in corpi idrici superficiali provenienti dalla zona dell'Amiata ed affluenti del fiume Tevere, Val di Cecina e acque marino-costiere;
adeguamento del monitoraggio con particolare riferimento alle matrici acqua (monitoraggio chimico e biologico) e biota (monitoraggio chimico): progressivo adeguamento della determinazione delle sostanze prioritarie previste dal D.Lgs 172/15 (PFOA PFOS, composti 13
organostannici e speciazione metalli, cloroalcani) nei corpi idrici, in relazione alle risorse messe a disposizione; •
adeguamento del monitoraggio per le matrici suolo e sottosuolo a seguito di modifica normativa per la determinazione dei composti organo-stannici;
supporto analitico alle attività di controllo sui fattori che incidono sulla contaminazione del suolo e sulla conseguente contaminazione delle acque sotterranee in aree di interesse regionale;
implementazione dei metodi di verifica della bioaccessibilità e determinazione dei contaminanti organici e del mercurio nei gas interstiziali nei SIN e SIR;
attuazione del Progetto Cave, di cui alla DGRT 945/2016, attraverso il potenziamento dei controlli sulle varie matrici (acque, rifiuti, aria) e lo sviluppo di metodiche dedicate per lo studio della marmettola in collaborazione con l’Università di Firenze;
biomonitoraggio, garantendo tutti i bioindicatori previsti dalle normative di riferimento;
supporto al CRTQA per il monitoraggio dei metalli e IPA nei filtri delle centraline di monitoraggio.
3. Proseguimento delle attività relative al piano attività 2017, con riferimento a: •
attività laboratoristiche connesse alla Strategia Marina, in attuazione della Direttiva Europea 2008/56/CE recepita con D.Lgs. 190 del 13/10/2010. Programmi di monitoraggio e attività previste dall'Atto di intesa tra ARPA Liguria (ARPA Capofila) e le ARPA Sottoregione Mediterraneo Occidentale;
monitoraggio nella fase “WP9” relativo al ripristino ambientale successivo alla rimozione della Concordia;
mantenimento di adeguato controllo dei rifiuti impostato con le strategie, indirizzi e modalità di cui al Progetto Speciale 2014-2016;
garanzia della collaborazione necessaria alla Regione, al SSR, agli istituti di ricerca e agli enti locali sulle problematiche del Tallio in Toscana;
monitoraggio di pollini e spora fungina Alternaria in almeno 4 stazioni toscane per la redazione di bollettini settimanali regionali e per l’implementazione della rete nazionale POLLnet.
4. Razionalizzazione delle attività: saranno individuati nel 2018 ulteriori possibili ambiti di razionalizzazione tramite trasferimento dell’attività di prova in base ai carichi di lavoro. 5. Mantenimento dell’accreditamento dei laboratori ISO 17025 ed estensione delle prove chimiche e biologiche in campo ambientale. 6. Collaborazione con ISPRA, tramite la partecipazione a gruppi di lavoro: tale contributo risulta particolarmente importante anche in vista dell’applicazione della Legge 132/2016 sulla costituzione del Sistema nazionale a rete dei laboratori accreditati. 7. Il laboratorio continua altresì a costituire struttura tecnica di riferimento per le Procure, attività particolarmente pressante e in crescita. 14
3.5 La diffusione della conoscenza Il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA), di cui ARPAT è uno dei componenti, sta vivendo la sua fase “costituente”. Anche nel campo della comunicazione e informazione ambientale l'Agenzia sarà fortemente impegnata a contribuire al lavoro di coordinamento e integrazione al fine di “fare sistema”, con una funzione guida: coordinando il gruppo di lavoro che sta operando in tal senso e dando vita ad una serie di azioni e strumenti integrati di comunicazione del SNPA, a partire dal notiziario settimanale “AmbienteInforma”, fino alla presenza sui social media. ARPAT cura anche la comunicazione di AssoArpa, in particolare attraverso la gestione del sito Web dell'associazione. Questo ruolo di primo piano è anche dovuto all'esperienza maturata da diversi anni dall'Agenzia, che ha compiuto un grosso sforzo per dare concreta attuazione al dettato normativo, sia in termini di informazioni ambientali messe a disposizione sul WEB, sia in una forma più proattiva, cercando di “far arrivare” notizie e dati ambientali ai possibili fruitori. Fra gli elementi caratterizzanti l'attività di comunicazione e informazione per il 2018 si segnalano: •
la diffusione dei dati ambientali raccolti e organizzati dall’Agenzia, in una logica di trasparenza delle informazioni ambientali, in particolare con la realizzazione interamente autoprodotta dell'Annuario dei dati ambientali e il supporto alla Regione Toscana per la realizzazione della Relazione sullo Stato dell’Ambiente e ad ISPRA per la Relazione sullo Stato dell’Ambiente del SNPA;
la diffusione delle notizie ambientali, attraverso il quotidiano ARPATnews, con particolare attenzione alle attività svolte dall'Agenzia e dal SNPA, ma comunque anche a tematiche ambientali più generali, come contributo alla promozione della conoscenza ambientale, in particolare con la sperimentazione di modalità innovative di presentazione dei contenuti ed una sempre più adeguata presenza sui social media;
l’utilizzo di servizi video-giornalistici – nell’ambito del contratto stipulato da Regione Toscana con Toscana Media News – per una integrazione significativa anche di questa modalità essenziale (i video) nelle attività di comunicazione dell’Agenzia (WEB, social, ecc.);
l’interfaccia fra il pubblico e l’Agenzia, consolidando la gestione a rete degli strumenti di relazione con il pubblico (numero verde e casella di posta elettronica urp@arpat.toscana.it) e la messa a disposizione di contenuti utili ai cittadini (FAQ, “Chi fa cosa”, ecc.);
la progettazione del nuovo sito Web, in vista della migrazione dalla piattaforma informatica omogenea a quella regionale e degli altri enti che ad essa fanno capo;
la predisposizione di un articolato Piano di Comunicazione 2018-2020.
4 Attività di contesto regionale 4.1
Attività di controllo delle emissioni delle centrali geotermoelettriche (CGTE). Nel 2018 è previsto lo svolgimento di 19 controlli alle emissioni delle centrali geotermoelettriche di ENEL Green Power con altrettanti impianti controllati. Attività di monitoraggio della qualità dell'aria nelle aree geotermiche. Anche per il 2018 è prevista un'attività sistematica di elaborazione e valutazione della congruità dei dati della rete QA di ENEL, composta da 18 stazioni fisse di misura della concentrazione in aria del parametro “Acido solfidrico”. Inoltre è prevista, come nel 2017, la gestione di due mezzi mobili di ARPAT per la determinazione in aria di H 2S e Hg. Di questi, un laboratorio mobile, denominato GEO1, sarà utilizzato per una campagna annuale ad Abbadia S.S., mentre il laboratorio mobile furgonato, denominato GEO2, sarà utilizzato per campagne brevi in parallelo con stazioni fisse ENELGP per verificarne il buon funzionamento. Bollettini Monte Amiata. Dal mese di settembre 2016 al mese di dicembre 2017, con frequenza mensile, sono stati emessi e pubblicati nel sito web ARPAT, 16 bollettini con i dati relativi alla QA del Monte Amiata per i parametri H 2S e Hg gassoso, determinati dalle 4 stazioni fisse di ENEL GP (Arcidosso, Santa Fiora, Bagnore) e dalle 2 stazioni mobili di ARPAT (GEO1 e GEO2). Tale attività era stata decisa dalle Autorità locali e regionali in occasione dell'entrata in servizio della Centrale Bagnore 4, nel luglio 2016, e avrebbe dovuto avere carattere straordinario e temporaneo, con l’obiettivo di monitorare la qualità dell'aria in un periodo potenzialmente critico a causa della triplicazione, nella zona, della potenza installata con l'attivazione della stessa centrale di Bagnore 4. I valori di concentrazione in aria dei due parametri registrati nei 16 bollettini, hanno evidenziato un quadro immissivo con dati costantemente molto al di sotto dei valori limite di cautela sanitaria di cui alle Linee Guida del WHO. Tenuto presente quanto sopra, e di una probabile contrazione di risorse disponibili per l’attività 2018, si ritiene sussistano le condizioni per diminuire, nel 2018, la frequenza di pubblicazione dei bollettini portandola da mensile a trimestrale. I dati saranno comunque verificati giornalmente e, in caso di insorgenza di criticità, saranno attivati i previsti canali di comunicazione e informazione. Attività riguardante le acque superficiali e sotterranee della zona geotermica del M. Amiata. Per il 2018 si confermano le attività svolte nel 2017, ovvero: •
controllo del piano ENEL GP di monitoraggio chimico-fisico di acque superficiali e di falda della
(riassetto
Piancastagnaio), che prevede un controllo semestrale presso 17 stazioni di prelievo, 8 punti di acque superficiali e 9 punti di acque sotterranee, mediante campionamenti in parallelo ARPAT – ENEL GP; •
controllo della falda mediante 4 piezometri realizzati da ENEL GP e dotati di sonda multiparametrica per il monitoraggio in continuo di dati quali–quantitativi. Verrà verificata la congruità dei dati medesimi, che verranno inseriti successivamente in una repository in internet a cura del Settore Idrologico Regionale (SIR); 16
elaborazione dati del monitoraggio ARPAT dell'acquifero del Monte Amiata (DLgs. 152/2006), con emissione di un report specifico con l'indicazione di eventuali tendenze all'aumento degli analiti determinati. Il campionamento, svolto dal personale ARPAT dei Dipartimenti competenti territorialmente (Grosseto e Siena), riguarderà 10 sorgenti presenti nei due versanti amiatini.
Controlli sulla reiniezione dei fluidi geotermici Con il rinnovo delle autorizzazioni alla reiniezione nel serbatoio geotermico delle condense in esubero, ad ARPAT è richiesto il controllo delle caratteristiche fisico-chimiche del fluido reiniettato con relativo confronto con le caratteristiche del fluido prelevato. Nel 2017, in parallelo con ENEL GP, sono stari svolti sei controlli comprendenti tre pozzi produttivi e tre pozzi reiniettivi nelle tre Aree Geotermiche riportate nelle autorizzazioni alla reiniezione (Area Geotermica Amiata - Bagnore; Area Geotermica Amiata - Piancastagnaio; Area Geotermica Tradizionale). Per il 2018 si conferma analoga attività. Con l'emissione del decreto attuativo relativo agli impianti geotermoelettrici prevista nel 2018, ad ARPAT sarà attribuita la competenza della gestione dei controlli dei requisiti per l'erogazione degli incentivi di cui al DM 06/07/2012 “Attuazione dell'art. 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici” Proseguirà l’impegno in attività di supporto tecnico circa l’emissione di contributi istruttori tecnici/pareri in materia di geotermia, per il settore VIA – VAS ARPAT e per i settori competenti della Regione Toscana e delle amministrazioni comunali.
Proseguirà, anche per il 2018, il monitoraggio ambientale indirizzato alla classificazione delle acque marino-costiere, anche alla luce delle modifiche normative introdotte dal D.Lgs 172/2015. A tal riguardo, nel corso del 2018, saranno eseguiti campionamenti di fauna ittica in mare, acque interne ed acque di transizione per l’acquisizione di campioni di biota, per un totale di circa 35-40 campionamenti. Particolare impegno sarà dedicato all'attuazione del protocollo d’Intesa MATTM – Regioni, finalizzato all'esecuzione delle attività previste dalla direttiva europea sulla strategia marina, di cui all'art.11 del D.Lgs.190/2010; saranno, infatti, effettuate le attività di monitoraggio a regime, così come riportate dal Piano Operativo Annuale (POA) 2018 definito nel mese di dicembre dalla Cabina di Regia coordinata dal Ministero. A queste si aggiungono, sempre visibili all’interno del POA 2018, nuove attività in attuazione dell’addendum MATTM-Regioni (luglio 2017) per la realizzazione di attività di monitoraggio di specie e habitat marini delle Direttive 92/43/CE “Habitat” e 2009/147/CE “Uccelli”. Per quanto riguarda le risorse ittiche e la biodiversità marina, saranno sviluppati alcuni programmi finanziati dalla U.E. e dal MiPAAF, quali i survey MEDITS che prevedono campionamenti biologici delle catture e la raccolta di dati statistici relativi alla composizione per età e lunghezza delle specie demersali (UE - Data Collection Framework). Continuerà, inoltre, la valutazione dello stock 17
di rossetto (Aphia minuta), al fine di mantenere il controllo sullo stato di sfruttamento, sarà, quindi, prodotta la relazione finale relativa al piano di gestione triennale 2016-2018 e sarà predisposto, insieme alla componente ligure dell’organismo di gestione, il nuovo piano triennale da proporre al Ministero (MiPAAF) ed alla UE. Proseguirà, inoltre, il monitoraggio dello sbarcato ittico nella marineria di Viareggio. Nel 2018 continuerà la collaborazione con l’Ufficio Pesca marittima della Regione Toscana per l’attuazione del Piano Nazionale Anguilla, attività diventata Istituzionale Obbligatoria (IO) nel 2017; in particolare, per le attività relative al monitoraggio della risorsa e per la stesura della relazione triennale relativa al suddetto piano. Con lo stesso ufficio regionale, continuerà la collaborazione, iniziata negli ultimi mesi del 2017, per l'attuazione del Progetto Regionale Politiche per il Mare relativo allo sfruttamento della tellina (Donax trunculus), coordinato dall’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana e che ha ARPAT come partner tecnico-scientifico. Con l’Ufficio Pesca Acque Interne della Regione Toscana continuerà, inoltre, la collaborazione per dare supporto tecnico alle problematiche relative a questo tipo di attività, anche essa diventata IO nel 2017. Infatti, con la nuova LR 59 del 17/10/2017, ARPAT entra a far parte della Consulta Ittica Regionale (Art. 3 LR 59/2017, Art. 4 del testo coordinato con LR 7/2005) ed acquisisce un ruolo come supporto alla predisposizione ed al monitoraggio del Piano Regionale Pesca in Acque Interne (Art. 7 LR 59/2017, Art. 8 del testo coordinato con LR 7/2005). Tale Legge Regionale sarà operativa con l’approvazione del Regolamento di Attuazione prevista entro la fine del mese di gennaio 2018. Nell’ambito degli indirizzi istituzionali sarà fornito supporto tecnico-scientifico alle Capitanerie di Porto della Direzione Marittima della Toscana relativamente alla pesca professionale e alle altre problematiche contingenti (es. pesca dei ricci e del corallo rosso). Proseguirà anche la gestione del progetto MEDLEM, che a livello mediterraneo raccoglie i dati relativi alle catture accidentali e/o avvistamenti dei grandi elasmobranchi e che si interfaccia con i programmi della FAO-GFCM e di IUCN. In collaborazione con la Regione Toscana e per conto dell'Osservatorio Toscano Biodiversità, proseguirà l'attività di coordinamento della rete di recupero dei grandi vertebrati marini (squali, balene, delfini e tartarughe) che si spiaggiano in Toscana, attività diventata IO nel 2017. L’attività si esplica, inoltre, nella partecipazione attiva alla Consulta per la Biodiversità (ai sensi della L.R. 30/2015) con un membro ufficiale e uno sostituto ed anche nella rappresentanza di un tecnico ARPAT all’interno del tavolo di lavoro congiunto Ministero dell’Ambiente-Ministero della Sanità sulla Rete Nazionale Spiaggiamenti Mammiferi Marini (ReNaSMM). Nel 2018 si aggiunge l’attività del progetto Life SEPOSSO (LIFE 16 GIE/IT/000761) sui trapianti di Posidonia oceanica, che proseguirà per i prossimi 3 anni. Sulla base della proroga della convenzione con la Regione Toscana al 31.12.18 in relazione al monitoraggio in seguito al naufragio della Costa Concordia si procederà a svolgere un’ulteriore campagna di monitoraggio su posidonia oceanica e coralligeno, in collaborazione con ISPRA, dopo la chiusura del cantiere.
4.3 Rischio industriale Attualmente sono presenti sul territorio regionale 29 stabilimenti a rischio d'incidente rilevante di soglia inferiore (SSI) e 26 stabilimenti di soglia superiore (SSS). Per quanto attiene i primi (SSI), nel corso del 2016, con Decreto Dirigenziale n. 368 del 08/02/2016 e DGRT n. 123 del 23/02/2016, la Regione Toscana ha approvato, rispettivamente, le modalità di effettuazione delle ispezioni e il Piano regionale delle ispezioni stesse per il triennio 2016-2018, recependo le indicazioni del D.Lgs 105/2015; l'Agenzia coordina ed effettua le ispezioni negli stabilimenti SSI e collabora a supporto della Regione Toscana anche per la definizione dei criteri di priorità. Nel corso del 2018 ARPAT collaborerà a tutte le attività di programmazione ed effettuazione delle ispezioni presso gli stabilimenti SSI. Per il 2018 sono previste 10 ispezioni. Per quanto attiene gli stabilimenti di soglia superiore (SSS), le competenze relative ai controlli e alle istruttorie sui Rapporti di Sicurezza sono in capo al Comitato Tecnico Regionale (CTR) presso la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, che ne cura anche la programmazione. ARPAT partecipa alle attività ispettive come componente individuato dall’art.10 del D.Lgs.105/2015. In attuazione del D.Lgs.105/2015, i Gestori degli stabilimenti di soglia superiore hanno provveduto, nel corso del 2016, all'aggiornamento dei Rapporti di Sicurezza; conseguentemente è prevedibile, come è già accaduto nel corso del 2017, la richiesta da parte del CTR ad ARPAT di un ulteriore impegno consistente nella partecipazione ai Gruppi di Lavoro per 4/5 istruttorie, al fine di garantire il rispetto dei tempi previsti dalla normativa per la conclusione dei procedimenti. Tenuto conto del numero degli stabilimenti esistenti e delle frequenze di controllo indicate dal D.Lgs 105/2015, per il 2018 sono previste ispezioni presso 11 impianti di soglia superiore (SSS). Per quanto riguarda le aziende con Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) statali è previsto, nel 2018, il controllo ordinario presso 9 installazioni; per le attività inerenti le istruttorie a supporto di ISPRA, essendo a richiesta , risultano difficili da stimare in termini di impegno. Nel 2018 è prevista la prosecuzione delle attività di controllo sull’applicazione dei regolamenti REACH e CLP, in collaborazione con le Aziende USL come stabilito dalla DGRT n.346/2010. Con la collaborazione degli ispettori REACH delle varie strutture ARPAT, sarà garantito un numero di controlli in linea con l’anno precedente (n. 24 controlli programmati sul territorio regionale).
Nel 2018 continuerà l’implementazione della telefonia cellulare di quarta generazione LTE, con ritmi presumibilmente maggiori di quelli del 2017 (circa 1100 pareri per le sole Stazioni Radio Base SRB), cosa che determinerà il mantenimento di una intensa attività di supporto tecnico alle amministrazioni locali, anche in relazione all’introduzione sul mercato di un nuovo gestore (ILIAD) e la completa riconfigurazione degli impianti di due gestori che sono confluiti in una unica società (WINDTRE). Le attività di controllo saranno svolte nell’ambito del progetto presentato dalla Regione Toscana e finanziato dal Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare e includeranno le verifiche condotte presso i siti RTV oggetto in passato di superamenti dei limiti, presso gli impianti RTV dichiarati al Catasto Regionale per la verifica delle caratteristiche radioelettriche e presso ulteriori siti non controllati precedentemente, per l’individuazione di eventuali criticità, anche a seguito di esposti e segnalazioni. L’attività ispettiva sarà finalizzata anche alla definizione di eventuali 19
piani di risanamento ai sensi della normativa vigente e in particolare della DGRT n. 933/2016 emanata ai sensi della L.R. 49/2011. Per quanto riguarda le SRB e le sorgenti a bassa frequenza (linee e cabine elettriche), si prevede il mantenimento almeno dei livelli prestazionali dell'anno precedente, comunque risultati storicamente sufficienti a garantire risposte agli esposti e alle richieste degli Enti Locali. Tale attività contribui rà a popolare il catasto dei campi elettromagnetici. Nell’ambito delle attività riguardanti gli elettrodotti saranno garantite sia le attività di supporto tecnico che di controllo legate all'iter della VIA ministeriale del progetto “Riassetto delle rete a 380 kV nell’area di Lucca” e alla linea esistente n. 314 interessata dal progetto di riassetto. A tal fine risulta strategico il proseguimento del monitoraggio in continua con emissione dei bollettini mensili, attivo dal 2011, al momento in attesa di finanziamento come attività INO. Per l'inquinamento acustico da infrastrutture di trasporto, ARPAT sarà impegnata nello sviluppo del progetto Life Nereide, finanziato dalla Comunità Europea per lo studio e la sperimentazione di pavimentazione a basso rumore con polverino di gomma, che porterà alla realizzazione di alcuni interventi di mitigazione acustica lungo strade regionali, oltre che alla verifica di quanto già installato nel corso del 2017. ARPAT garantirà l’implementazione del modello CNOSSOS per la previsione dell’impatto acustico delle infrastrutture stradali, come previsto dalla Direttiva (UE) 2015/996 della Commissione, che stabilisce metodi comuni per la determinazione del rumore a norma della direttiva 2002/49/CE . ARPAT, infine, sarà impegnata nei progetti Interreg Marit-
timo Report e Mon Acumen, in collaborazione con Enti pubblici e di ricerca, in materia di rumore portuale per la definizione di linee guida per la sua mitigazione e per la realizzazione di un sistema di monitoraggio comune a livello transfrontaliero.
Via - Vas - Grandi Opere
ARPAT garantisce il supporto tecnico per le istruttorie di VIA e di VAS comunali, regionali e statali. L'Atto di organizzazione vigente di ARPAT ed il Decreto DG ARPAT 121/2016 assegnano tale funzione in parte al Settore VIA/VAS della Direzione tecnica ed in parte ai Settori Supporto tecnico dei Dipartimenti, in ragione della tipologia delle opere e comunque in un contesto di collaborazione reciproca. Tale attività verrà assicurata anche nel 2018, nel rispetto delle norme contenute nella Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006 (come modificata dal D.Lgs. 104/2017), nonché nella L.R. 10/2010 (come modificata dalla L.R. 17/2016, in attuazione del riordino delle competenze stabilito dalla L.R. 22/2015 e dalla L. 56/2014), e secondo le modalità fissate dal D.P.G.R. n. 19/R del 11/4/2017. In tale contesto, tenuto conto delle nuove disposizioni di cui al D.Lgs. 104/2017 e della conseguente revisione della L.R.10/2010 (in fase di predisposizione da parte degli uffici regionali), nel corso del 2018 ARPAT provvederà a: •
procedere alla revisione del Decreto DG ARPAT 121/2016, in attesa della riorganizzazione dell'Agenzia la cui necessità è imposta dalla D.G.R. 930/2014, dalla D.G.R. 33/2015 nonché dalla riforma del sistema delle agenzie ambientali L. 132/2016;
organizzare momenti interni di formazione e aggiornamento del personale preposto alle istruttorie VIA e VAS, anche in coordinamento con il Settore VIA VAS della Regione Toscana; 20
predisporre linee guida tecniche e documenti di indirizzo interno per la più corretta ed omogenea applicazione della normativa di settore.
Per quanto riguarda le Grandi Opere, ARPAT partecipa agli osservatori sulle infrastrutture di grande comunicazione, secondo lo schema sotto riportato. Osservatorio
Funzione di ARPAT
Osservatorio ambientale e socioeconomico della Variante di valico (OAV, istituito nel 2001 http://www.osservatoriovariantedivalico.it)
Controllo degli aspetti ambientali e socio-economici nella costruzione del tratto autostradale A1 La Quercia – Aglio nel territorio toscano
Comitato Tecnico di Garanzia (CTG, istituito nel 1999 http://www.osservatorioterzacorsia.it
Controllo degli aspetti ambientali nella costruzione del tratto autostradale A1 Firenze Nord – Firenze Sud
Comitato di Controllo (CdC, istituito nel 2012 http://www.comitatocontrolloa1.it)
Controllo degli aspetti ambientali nella costruzione dei tratti autostradali A1 Barberino di Mugello – Firenze Nord e Firenze Sud - Incisa
Componente del comitato (supporto tecnico e ruolo decisionale)
Osservatorio Ambientale del Nodo alta velocità ferroviaria di Firenze Controllo degli aspetti ambientali nella (OAN, istituito nel 2000 – costruzione del Nodo AV di Firenze http://osservatorioambientale.nododifirenze.it) Osservatorio Ambientale Aeroporto di Firenze – Master Plan 2014-2029 (OAAF, istituito nel 2018)
Controllo degli aspetti ambientali nella realizzazione del nuovo assetto dell'Aeroporto di Firenze
Nel corso del 2018 è attesa l'istituzione di altri due osservatori: •
l'osservatorio ambientale per il progetto di recupero ambientale della miniera di Santa Barbara (Cavriglia/Figline e Incisa Valdarno), richiesto dalla Regione Toscana (nota Direzione Ambiente Regione al Ministero dell'Ambiente, prot. n. 0436442 del 14/9/2017) per controllare al meglio le opere previste dal progetto sottoposto a VIA (Decreto MATTM 938/2009), per il quale comunque negli anni scorsi ARPAT ha già garantito alla Regione e agli Enti locali un'attività di supporto per la verifica dell'attuazione delle prescrizioni;
l'osservatorio ambientale “Autostrada A11 Firenze - Pisa nord, tratto Firenze – Pistoia” per il controllo delle opere previste dal progetto di terza corsia per tale tratta sottoposto a VIA (Decreto MATTM 134/2016).
ARPAT garantisce, oltre all'attività di verifica di ottemperanza alle prescrizioni, anche quella di controllo e monitoraggio per opere di particolare importanza territoriale e strategica: anche nel 2018 tale attività sarà garantita in relazione alla realizzazione del lotto 5-6-7-8 della strada di grande comunicazione Grosseto-Fano. 21
L'attività di supporto tecnico specialistico nell'ambito dell'impiego delle tecniche di simulazione della dispersione degli inquinanti in atmosfera si articolerà lungo le seguenti direttrici: •
supporto tecnico alla Regione Toscana - per il tramite delle strutture ARPAT - nell'ambito dei procedimenti di rilascio e revisione delle autorizzazioni ambientali (AIA, impianti di produzione energetica LR 39/2005, emissioni in atmosfera Parte Quinta del Dlgs 152/2006) e dei procedimenti VIA (LR 10/2010 e Dlgs 152/2006);
supporto alla Azienda USL 10 per il piano di sorveglianza sanitaria dell’area circostante il termovalorizzatore, allo stato di progetto, di Case Passerini, approvato dalla Città Metropolitana di Firenze (Decreto DG ARPAT 37/2015), tenuto conto dell'esito del contenzioso amministrativo in atto;
partecipazione al “tavolo tecnico regionale sulla qualità dell'aria”, attivato dalla Regione Toscana (Settore Servizi Pubblici Locali, Energia e Inquinamenti), in collaborazione con il Settore CRTQA di ARPAT ed il Consorzio LaMMA. In tale contesto proseguirà la collaborazione con LaMMA per il miglioramento della modellistica regionale sulla qualità dell'aria, e con la Regione Toscana nell'ambito dell'attuazione e verifica del Piano regionale di qualità dell'aria (PRQA) del quale è prevista l'approvazione nel 2018 da parte del Consiglio regionale.
4.7 Radioattività e Amianto Per quanto riguarda le specificità e priorità 2018, si prevede: 1. la collaborazione con la Regione e le Aziende USL per la programmazione dei controlli sulla radioattività nelle acque potabili, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 28/2016; 2. lo svolgimento del programma di qualificazione dei laboratori che effettuano analisi dell’amianto, nell’ambito dell’Accordo Stato Regioni 80/CSR del 7 maggio 2015; 3. il completamento delle Linee Guida sull’amianto e la partecipazione alla preparazione del Piano Regionale Amianto, come previsto dalla LR 51/2013; 4. la partecipazione al Progetto cave, in particolare per lo sviluppo di metodi di analisi finalizzati alla caratterizzazione della marmettola; 5. lo svolgimento delle attività sul radon, in collaborazione con ISS e ARPA Lombardia, per il progetto INAIL BRIC 2016 riguardante le metodiche di misura della concentrazione di radon in ambienti di lavoro. Inoltre, proseguiranno le attività di:  monitoraggio della radioattività ambientale, in coordinamento con la rete nazionale di sorveglianza prevista dall'art. 104 del D.Lgs. 230/95 e s.m.i.. Il programma annuale include le principali matrici ambientali sul territorio regionale, gli alimenti e le acque potabili;  contributo specialistico sulla radioattività e l’amianto nell'ambito del supporto tecnico
e controllo degli impianti di smaltimento, dei rifiuti e dei siti in bonifica.
5 I processi di governo e di supporto 5.1
Strumenti di pianificazione e sistemi di gestione
Ai fini della pianificazione dell’attività dell’Agenzia occorre tener conto di alcuni importanti elementi, che hanno modificato il contesto esterno e interno in cui opera ARPAT. Il primo è l’entrata in vigore della Legge 132/2016, Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In base a questa legge, e ai decreti attuativi in fase di elaborazione, riguardanti il catalogo delle prestazioni e la definizione dei LEPTA (Livelli Essenziali delle Prestazioni Tecniche Ambientali), sarà necessario l’aggiornamento della Carta dei Servizi. I cinque anni di esperienza di utilizzo della stessa saranno la base di partenza per discuterne la revisione, anche in termini di semplificazione. Il secondo importante elemento è il mantenimento della certificazione per i processi dell'Agenzia in conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2015 “Sistemi di gestione per a qualità – Requisiti”, che ha comportato un rilevante impegno per la transizione dalla precedente versione della norma all’attuale. L’introduzione strutturale nella norma del risk-based thinking e dell’analisi di contesto ha comportato un’importante attività di verifica di tutti i processi, evidenziando le criticità nelle interrelazioni tra i processi primari e quelli di supporto, permettendo di decidere una serie di azioni di mitigazione dei rischi, che verranno attuate nel 2018. Il terzo elemento è dato dalla emissione a fine 2017 della ISO/IEC 17025:2017. La transizione alla nuova versione della norma è obbligatorio entro tre anni dalla sua emissione e fin dal 2018 sarà necessario cominciare a lavorare per definire gli step necessari all’adeguamento.
Indirizzo tecnico delle attività
Nel 2018 si conferma come attività prioritaria quella di svolgere il ruolo di interfaccia nei confronti dei diversi settori regionali, a diverso titolo, competenti nelle materie ambientali. In continuità con gli anni precedenti è necessario perseguire la finalità sia di ricercare la massima omogeneità che di assicurare un adeguato livello tecnico. Per cercare di raggiungere quanto sopra occorrerà costantemente ricercare e consolidare il coinvolgimento delle strutture dell'Agenzia; questo può essere attuato soprattutto attraverso la collaborazione con le strutture specialistiche e con le Commissioni tematiche che, pertanto, assumono un ruolo fondamentale di approfondimento e di interfaccia con l’Agenzia. La necessità di un tale approccio risulta riconfermata da un contesto di significativa e costante contrazione delle risorse umane disponibili. Proseguirà inoltre il coordinamento diretto, da parte del SITA, della Commissione Rifiuti e dell’Equipe di Classificazione dei rifiuti. La necessità di un forte e costante rapporto con i settori regionali di pertinenza sarà ricercato con una puntuale e convinta partecipazione alle previste riunioni periodiche del tavolo tecnico. Il lavoro congiunto nel tavolo potrà permettere sia di definire posizioni tecnico/giuridiche di riferimento per i singoli procedimenti amministrativi, che di diffondere indicazioni utili al sistema produttivo. Occorrerà anche mantenere e consolidare i rapporti con il SNPA, attività in questo momento delicata in relazione ai mutamenti organizzativi in corso nel sistema nazionale. 23
Sul versante interno il duplice obiettivo di omogeneità e adeguato livello tecnico è perseguito con le previste attività interne di risposte ai quesiti e “prime letture” normative. Rimangono al centro dell’attenzione temi che, per motivi diversi, si riconfermano rispetto al passato: utilizzazione in agricoltura di talune tipologie di rifiuti (fanghi di depurazione, digestati etc.), piano di controllo sulle cave e della gestione dei materiai estratti, valori di fondo e piani regionali di gestione delle aree ad inquinamento diffuso. L’attività a supporto del monitoraggio delle acque interne continuerà a costituire una parte importante delle attività così come, in relazione alle tematiche riguardanti il mare, lo saranno il controllo della acque di balneazione e l'attuazione della Marine Strategy Framework Directive, in collaborazione con i competenti settori agenziali. Le attività connesse alle banche dati MUD, a Webimpianti e a quanto necessario per la gestione della sezione regionale del Catasto Rifiuti continueranno ad essere presidiate.
Il sistema informativo ambientale
Nel 2018 proseguirà la gestione del Sistema informativo regionale ambientale e del Punto Focale Regionale, per mantenere la tempestività e la completezza dei flussi dati verso i livelli regionali e nazionali, oltre alla collaborazione con il Settore Comunicazione, in particolare per la diffusione dei dati ambientali raccolti e organizzati da ARPAT. Sul tema della gestione dei dati e attribuzione di competenze al SNPA sulla rete informativa nazionale ambientale (SINA/SIRA/PFR) dopo la nascita del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), ARPAT sarà impegnata nel 2018 a fornire contributi al SNPA per il coordinamento e l’integrazione, anche al fine della revisione della legge regionale che regola il funzionamento dell'Agenzia. Una particolare attenzione dovrà essere rivolta nel 2018 alle attività tecniche connesse alla completa attuazione delle misure minime di sicurezza ICT, introdotte dalle nuove normative in vigore, per garantire il mantenimento nel tempo anche delle attività di diffusione dei dati ambientali attraverso l’adozione di elevati standard di sicurezza nella gestione del sistema informatico. Inoltre, in relazione alla diminuzione di personale, occorrerà incrementare ulteriormente le attività di supporto informatico interno per ottimizzare il più possibile le risorse disponibili. Continuerà l’attività di gestione e sviluppo di applicativi di interesse regionale, con un particolare impegno rivolto a SISBON (bonifiche dei siti contaminati) e CIRCOM, secondo le indicazioni concordate con i competenti uffici regionali. In dettaglio, CIRCOM potrà diventare lo strumento informatico unico per la presentazione delle comunicazioni delle situazioni impiantistiche dei gestori radiotelevisivi e di telefonia cellulare, mentre attraverso SISBON si continueranno a gestire unitariamente i progetti di bonifica. Verranno, inoltre, particolarmente sviluppate alcune attività geologiche specialistiche (analisi GIS e geo-statistiche, modellistica idrogeologica, aree a inquinamento diffuso), anche a supporto delle attività previste nelle direttive regionali. In riferimento alle specificità e priorità della programmazione 2018, si segnalano: •
l’attività per il Progetto cave di cui alla DGRT 945/2016, attraverso il monitoraggio da remoto di supporto al controllo ispettivo mediante immagini satellitari e droni; 24
il monitoraggio dedicato degli acquiferi con applicazione della relativa modellistica;
l’acquisizione delle attrezzature e lo sviluppo del progetto ministeriale “Progetto C.E.M.” gestito dalla Regione, in particolare per la parte della realizzazione del “Catasto 2.0 delle sorgenti di campo elettromagnetico”;
il supporto per la progettazione del nuovo sito Web, anche in relazione alla riorganizzazione della diffusione dei dati e delle informazioni ambientali.
Il valore della produzione previsto per il 2018 si è ridotto dell’1,28% rispetto al preventivo 2017 e dell’1,36% rispetto al consuntivo 2016. Al fine di mantenere anche per il 2018 l’equilibrio economico e finanziario sarà necessario proseguire nel monitoraggio serrato della situazione economica, principalmente tramite il rispetto dei budget per costi di esercizio assegnati alle strutture ed un monitoraggio della situazione della liquidità, tramite la previsione e analisi di incassi e pagamenti Nel 2018 sono previsti investimenti per circa 6 milioni di euro, che saranno realizzati per circa 4 milioni di euro tramite autofinanziamento da utili e costi. Gli altri investimenti saranno realizzati con contributi in conto capitale provenienti dalla Regione, per i quali è auspicabile la tempestività dell’atto di impegno e pagamento da parte degli uffici regionali, per consentire di sviluppare la relativa procedura acquisitiva.
Tenuto conto delle attività affidate all'Agenzia per il 2018 e per il triennio, saranno predisposti, sulla base della recente normativa e delle linee guida di cui all'art. 6 ter del D.Lgs. 165/2001, i Piani per i fabbisogni di personale – nel rispetto delle facoltà assunzionali previste - e, conseguentemente, la Dotazione organica dell'Agenzia. Proseguiranno le procedure finalizzate al completamento del Piano delle assunzioni 2017 relativamente a quelle a tempo indeterminato e a quelle a tempo determinato. In particolare, si procederà alla stabilizzazione di cinque unità di personale assunto a suo tempo (progetto per la repressione della criminalità) e all'assunzione, tramite mobilità da altri enti o all'attivazione delle procedure concorsuali. Non appena saranno entrati in vigore i nuovi CCCCNNL per il personale di comparto e per quello con qualifica dirigenziale, sarà data loro applicazione sia dal punto di vista giuridico che economico, e saranno definiti con le nuove regole i fondi contrattuali; sarà poi avviata la fase di contrattazione integrativa o di altra forma di partecipazione sindacale sugli istituti per i quali tali forme saranno previste. A seguito degli esiti positivi del progetto di telelavoro, sarà effettuata una prima sperimentazione dello smart working. Sarà inoltre dato avvio al percorso di leadership partecipata e collettiva per il personale di comparto.
6 Le attività di supporto tecnico per le attività di ricerca finalizzata al miglioramento della conoscenza sull’ambiente e dell’efficienza dei processi di tutela Il continuo sviluppo della tecnologia impone, anche nelle attività di controllo e supporto agli enti, l’approfondimento delle conoscenze con la finalità di mettere a punto, da un lato, metodiche di misura e controllo avanzate e capaci di far fronte con risposte adeguate alla crescente domanda di tutela e, dall’altro, di promuovere soluzioni e azioni di mitigazione innovative. L’emanazione della Legge n. 132/2016, pone l’attività di ricerca finalizzata (art. 3 comma c) come compito istituzionale e funzione precipua del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente: in tal senso ARPAT garantirà la propria partecipazione alle attività congiunte e promosse dal Sistema. Nel 2018 svilupperà, anche in collaborazione con Enti di ricerca (Università di Pisa, CNR, ecc), alcuni progetti innovativi già approvati e finanziati quali: 
Life Nereide (si veda 4.4), finanziato dalla Unione Europea per la mitigazione del rumore stradale;
Progetto per il controllo dell’inquinamento elettromagnetico in Toscana (si veda 4.4) finanziato dal Ministero dell’Ambiente alla Regione Toscana;
Progetto speciale Cave finanziato dalla Regione Toscana per il controllo, attraverso droni e immagini satellitari, dell'attività estrattiva nelle cave di marmo;
Progetto per lo studio delle maleodoranze nell’Area industriale di Livorno e Collesalvetti finanziato dagli stessi Comuni;
Studio e monitoraggio dell’ambiente marino finanziato dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito delle attività previste dalle direttive Marine Strategy e Habitat (si veda 4.2);
Progetto Interreg Marittimo Report (si veda 4.4) finanziato dalla Unione Europea per la definizione di linee guida per la mitigazione delle emissioni sonore e l’impatto acustico dei porti;
Progetto Interreg Marittimo Mon Acumen (si veda 4.4), finanziato dalla Unione Europea, per la realizzazione della prima rete di monitoraggio e controllo dell'inquinamento acustico generato dai porti in ambito transfrontaliero;
Progetto Life Seposso (si veda 4.2) per aumentare l’efficienza della pianificazione e del controllo dei reimpianti di Posidonia oceanica, realizzati come opera di compensazione del danno indotto da opere e infrastrutture costiere soggette a Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).
Da ricordare, infine, l’Accordo tra ARPAT e CIBM (Consorzio per il centro interuniversitario di biologia marina ed ecologia applicata Guido Bacci di Livorno) in attuazione dell'accordo tra la Regione Toscana e CIBM (DGRT n. 801 del 04/08/2015) finalizzato al programma comunitario DCF (Data Collection Framework) e le collaborazioni con l’Università di Pisa ed in particolare con i Dipartimenti di Fisica, Chimica e Biologia per lo sviluppo congiunto di attività di ricerca in materia ambientale (in particolare agenti fisici, inquinamento marino) e con l’Università di Firenze, Dipartimento di Scienze della terra, nell’ambito del Progetto Cave.
7 Le attività INO Le attività INO a favore degli enti diversi dall’amministrazione regionale sono quasi completamente scomparse dal Piano delle attività dell’Agenzia. Nel seguito evidenziamo le attività INO, suddivise per enti, che si prevede di svolgere, comprese le attività richieste che ad oggi non presentano un impegno di spesa da parte dei richiedenti, e che potranno diventare operative ai fini del presente Piano solo a seguito dell’effettiva destinazione delle risorse.
Attività istituzionali non obbligatorie a carico della Regione
Controllo delle attività di coltivazione cave
Monitoraggio e controllo degli impianti geotermici
Monitoraggio corsi d'acqua, acque di transizione, laghi e corpi idrici artificiali per la
determinazione dello stato di qualità ambientale
Attività da altri enti
Progetto Life Nereide (avviato 2016, conclusione marzo
2020) 2
Piano Mirato odori
Comune Livorno e Comune di Collesalvetti
Accordo di programma RT – Autorità portuale Livorno (av-
Controllo e monitoraggio degli impianti di teleradiocomunica-
viato nel 2017 e si conclude nel 2021) MATTM
zione e delle linee elettriche ad alta tensione in Toscana (si avvia nel 2018 conclusione 2019) DD 72/RIN del 28.6.2016
Progetto Catasto 2.0 delle sorgenti di campo elettromagneti-
co (si avvia nel 2018 e si conclude nel 2019) DD 72/RIN del 28.6.2016. Piano di risanamento degli impianti di radiocomunicazione
della Regione Toscana (si avvia nel 2018 e si conclude nel 2019) DD 72/RIN del 28.6.2016.
Monitoraggio Comune di Prato (prot. 47402/2017) per 2018
Monitoraggio Comune di Civitella (prot 83031/2017)
Monitoraggio stazione ENI Stagno 2018-2020
ENI (da Accordo RT)
Monitoraggio Comune di Pietrasanta ex Cava Fornace
(DD4780/14.12.17) 2018 27
Attività in attesa conferma finanziamento
Monitoraggio laguna di Orbetello
Analisi chimiche dei contaminanti principali e organici nella
Gestione analisi reporting dati della rete regionale qualità
Attività finalizzata alle analisi scenari emissioni e allo stato
Monitoraggio falda Montescudaio-Cecina
Manutenzione rete regionale qualità aria
Mappatura coperture in materiali contenenti amianto e costi-
Studio di dispersione degli inquinanti emessi dall’impianto di
Monitoraggio corsi d’acqua della Versilia interessati dall’uti-
Monitoraggio Torrente Baccatoio e piezometri (in atto dal
Campagna monitoraggio QA con mezzo mobile
Monitoraggio falda SIN Piombino
Monitoraggio Comune Montelupo-Capraia-Vinci (delibera
Monitoraggio qualità dell’aria Comuni Gallicano_Coreglia
Convenzione tra la Regione Toscana, Comune di Cavriglia,
falda del SIN/SIR di Massa aria/centro telerilevamento zona cuoio della qualità dell’aria a supporto IRSE
tuzione Sistema Informativo Amianto termo distruzione di rifiuti, Montale lizzo di PAA (fosso Motrone, Fiumetto e Fossa dell’Abate) maggio 2013)
comune Montelupo 106 del 29.11.17) Antelminelli_Barga
Regione Toscana Regione Toscana Regione Toscana
Regione Toscana Regione Toscana Regione Toscana Regione Toscana
Comune di Figline e Incisa Valdarno, Comune di San Giovanni Valdarno, Comune di Montevarchi e la Soc. ENEL Produzione Energia S.p.A., per la gestione ad ARPAT della rete di monitoraggio della qualità dell'aria presente nella Centrale di Santa Barbara (ACCORDO RT-ENEL IN CORSO)
Convenzione con ARPA Sardegna per la predisposizione del piano di azione dell’agglomerato di Cagliari
Attività INO – trascinamenti da anni precedenti
02-DG000-0862-00-00 CV con la Società Autostrade per espletamento Autostrade per l'Italia attività quale supporto tecnico all’Osservatorio SpA Ambientale e Socio Economico della RT relativo all’attuazione intervento di potenziamento tratto autostradale Bologna – Firenze (Sasso Marconi-Barberino) VARIANTE di VALICO 12-09000-0015-00-00
Programma di sperimentazione per la realizza- Huntsman P&A Italy Srl zione di coperture sperimentali di rifiuti solidi ur- (già Tioxide Europe srl) bani con gessi rossi provenienti dall'impianto Huntsman P&A Italy Srl (già Tioxide Europe Srl) (DDRT 4915/2011+DDRT 4198/2015)
14-DG000-0179-03-01 Accordo procedimentale del 12/03/2013 per il MATTM, MIT, RT, Prorinnovo dell'accordo del 3/3/1999 tra MATTM , vincia FI, Comune di FiMIT, RFI, RT, Provincia FI e Comune di Firenze renze e RFI (pagatore) per garantire rispetto degli interessi nella realizzazione dell'opera Nodo ferroviario di Firenze 14-DG000-0179-04-05 Partecipazione componente ARPAT al Comitato Ministero dell'Ambiente di controllo c/o Min. Amb. previsto dai decreti di e della Tutela del Terricompatibilità amb.le n. 897 del 19/11/07 (tratto torio e del Mare Barberino M.llo/FI Nord) e n. 1717 del 17/12/08 (tratto
Sud/Incisa
V.no)
0000063/DVA del 1/3/2016 16-DG000-0026-05-33 Realizzazione e gestione dell'impianto speri- Sienambiente spa mentale denominato progetto di ricerca e sperimentazione TGR-BIO trattamento del gas residuale di discarica presso la discarica le fornaci comune di Monticiano (SI) 15-DG000-0037-00-00 Convenzione finalizzata all'esecuzione del piano ASL 10 di Firenze di sorveglianza sanitaria dell'area circostante il costruendo termovalorizzatore di Case Passerini 15-DG000-0105-00-00 Atto intesa tra Arpa Liguria (capofila) e le Arpa Arpa Liguria, Arpa Tosottoregione mediterraneo occidentale, tra cui scana, Arpa Campania, ARPAT per attuazione art. 11 "programmi di Arpa Lazio, Arpa Sarmonitoraggio" Dlgs n. 190/2010 recepimento di- degna rettiva 2008/56/ce e direttiva quadro strategia marina 29
16-DG000-0073-00-00 Convenzione con ISPRA per effettuazione con- ISPRA trolli di competenza statale ai sensi del Dlgs 59/2005 (IPPC) 16-AVL00-0076-00-00
Monitoraggio in continua dei livelli di induzione Comune di Livorno magnetica a 50 Hz presenti all'interno della scuola N. Pistelli via La Pira n 1 LIVORNO ANNO 2016 e 2017. Pervenuta Nota del Comune per prosecuzione anno 2018 delle misure per tutto il 2018 prot. Comune 151715 del 11/12/2017
11/12/2017).
È fascicolata
in freedocs in
LI.01.07.07/8.10 16-DG000-0095-00-00 Attività, a favore del comune di Porcari, di ge- Comune di Porcari stione e manutenzione per il periodo 2016-2017 della stazione per il rilevamento della qualità dell'aria ambiente, ai sensi della deliberazione di G.C. n. 140 del 05/10/16 14-DG000-0179-01-05 Sostituzione e adeguamento gusci obsoleti e Regione Toscana smaltimento sorgenti radioattive delle centraline della qualità dell'aria - DGRT 1090/2014 Direttive 2015 14-DG000-0179-01-07 Verifiche di efficacia nel tempo degli interventi di Regione Toscana bonifica acustica realizzati dai comuni su finanziamento della Regione consistenti nella stesura di asfalti fonoassorbenti - DGRT 1090/2014 Direttive 2015 16-DG000-0026-01-02 Attività prevista dall'accordo sulla geotermia - Regione Toscana DGRT 1345/2015 direttive 2016 16-DG000-0026-01-04 Monitoraggio Laguna di Orbetello - DGRT Regione Toscana 1345/2015 direttive 2016 14-DG000-0179-02-16 Risoluzione di criticità dei metodi analitici nel Regione Toscana controllo
(DGRT
1059/2014) 14-DG000-0179-00-04 Impianto di ricerca e sperimentale denominato Centro Servizi Ambienprogetto di ricerca e sperimentazione TGR-BIO te Impianti SPA per il trattamento del gas residuale di discarica presso la discarica Il Pero - comune di Castiglion Fibocchi (AR) 30
16-DG000-0081-02-08 D. Lgs. 152/06 art. 211. Autorizzazione alle atti- Centro Servizi Ambienvità sperimentali – Linea C Bando POR-CREO te Impianti SPA FESR 2007/2013 – Progetto Biogas Repowering presso Discarica Casa Rota Terranuova Bracciolini 16-L6000-0097-00-00
Campagna di monitoraggio QA 2017-2018
8 Proiezione triennale del Piano annuale delle attività La legge regionale 30 del 2009 prevede una proiezione triennale del presente Piano e tali indicazioni devono tener presente, invece, che le direttive regionali all’Agenzia vengono, ad oggi, stabilite con cadenza annuale e questo vale anche per le risorse economiche, messe a disposizione per lo svolgimento delle attività. Tutto ciò, unito alle rapide e continue trasformazioni della normativa ambientale di riferimento, nonché di quella più strettamente connessa al funzionamento
approvvigionamenti, redazione bilanci,...), rende quanto mai difficoltoso prevedere ipotesi di sviluppo con alto grado di attendibilità, sia pure su un arco temporale relativamente breve. Come già rappresentato nei paragrafi che precedono, occorre affermare che, proseguendo la tendenza alla riduzione di risorse sia economiche che umane in tutte le pubbliche amministrazioni, risulta sempre più difficile mantenere l’attuale livello di attività, sia in termini quantitativi che qualitativi. Pur con queste difficoltà, l'Agenzia manterrà sicuramente l'impegno nella costante ricerca di sistemi di miglioramento e snellimento delle attività, utilizzando metodi innovativi e più efficaci per il controllo e ottimizzando l'utilizzo delle competenze per il supporto tecnico. D’altro canto, con l’approvazione della Legge 132/2016, il quadro non è ad oggi definibile compiutamente, tenuto conto dei numerosi decreti attuativi ancora da emanare e delle normative regionali di adeguamento delle leggi istitutive delle Agenzie che ne dovranno derivare. In particolare, la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Tecniche Ambientali (LEPTA), che saranno stabiliti con norma nazionale, permetterà una programmazione più commisurata al livello della domanda e consentirà una più precisa quantificazione dei costi e delle risorse necessarie. In ogni caso, sia pure in attesa dell’attuazione della legge nazionale, il programma annuale di ARPAT, è stato predisposto con riferimento alla bozza consolidata, ad oggi disponibile, del Programma triennale del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale e in coerenza con le linee di azione prioritarie del Sistema, ivi contenute; su queste ultime si basa il percorso di omogeneizzazione quali/quantitativa dei processi di “presidio della tutela ambientale” sul territorio nazionale; ARPAT, come le altre Agenzie, è impegnata ad articolare la propria pianificazione declinando gli indirizzi e gli obiettivi di Sistema in funzione delle specificità territoriali. Pur in un contesto complessivo di tale fluidità, che richiederebbe rapide capacità di adattamento, che mal si conciliano con le rigidità tipiche di una pubblica amministrazione, ciò che si ritiene di poter comunque affermare è che ARPAT, necessariamente, tenderà sempre più a specializzare e qualificare le proprie attività, in un’ottica di sistema a rete, sia con le altre Agenzie ambientali che con i soggetti istituzionali che, a vario titolo, hanno competenze in materia ambientale, nell’ottica del massimo utilizzo delle risorse.
Le attività IO – Controllo e Monitoraggio n° CdSA
Indicatore (n°)
Attività Programmata 2018
Monitoraggio corsi d'acqua, acque di transizione, laghi e corpi idrici artificiali
Monitoraggio in continuo del fiume Arno
Monitoraggio acque superficiali POT
Monitoraggio dei corpi idrici superficiali interni VTP
Monitoraggio delle acque marino costiere e di transizione per molluschi
Controllo impianti di depurazione reflui urbani superiori a 2000 ab/eq
Controllo impianti di depurazione reflui urbani inferiori a 2000 ab/eq
Controllo degli scarichi industriali non in pubblica fognatura
Controllo degli scarichi industriali prioritari
Controllo degli scarichi acque reflue industriali in pubblica fognatura
Controllo delle operazioni di utilizzazione agronomica (frantoi oleari e aziende art. 101) Controllo delle operazioni di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento
Monitoraggio e controllo della risorsa ittica, della biodiversità marina e dell'ecosistema acque interne e marine
Controllo tecnico-amministrativo emissioni impianti, compresi SMCE
Controllo analitico emissioni impianti, compresi SMCE
Gestione analisi e reporting dei dati della rete regionale di rilevamento qualità dell'aria. Controllo ed assicurazione di qualità dei dati prodotti dalla rete regionale di qualità dell'aria
Gestione (esclusa manutenzione) analisi e reporting dei dati delle reti di rilevamento non appartenenti alla rete regionale
Impianti con telerilevamento
470 / 3300 filtri
Campagne di misura con laboratori mobili per il rilevamento della qualità dell'aria Verifica dei dati prodotti degli autocontrolli dei gestori di impianti produttivi acquisiti attraverso telerilevamento Determinazione delle concentrazioni nell'aria ambiente di arsenico, cadmio, nichel, idrocarburi policiclici aromatici e mercurio da monitoraggio rete regionale
Monitoraggio in continuo 4 centraline per redazione del bollettino settimanale dei pollini
Controlli sulle sorgenti fisse di rumore
Punti di misura per Monitoraggio del rumore prodotto dalle infrastrutture di trasporto (Regione, campagne con autolab Province) o centraline mobili Punti di misura per Monitoraggio del rumore prodotto dalle infrastrutture di trasporto (Comuni) campagne con autolab o centraline mobili Controlli sulle VIAc delle comunicazioni di avvio attività trasmesse Ispezioni nell'ambito di procedimenti SUAP (SCIA).
n° CdSA
Monitoraggio interventi di risanamento acustico strade regionali
Punti di misura per campagne con autolab o centraline mobili
Ispezioni periodiche per la verifica dell’efficienza dei sistemi di monitoraggio; Attività di controllo in materia di rumore aeroportuale
Controlli ambientali sulle attività connesse all'impiego di radiazioni ionizzanti
dosimetri posizionati
Valutazione dell'esposizione e delle azioni finalizzate alla diminuzione dell’esposizione della popolazione al radon Rete di rilevamento e misura della radioattività ambientale
Controllo degli elettrodotti
Controllo su impianti RTV
Controlli su impianti SRB
Gestione tecnica, analisi e reporting reti di monitoraggio relativi alle radiazioni ionizzanti Controllo inquinamento derivante dall'amianto e attuazione Piano regionale dismissione amianto; Monitoraggio fibre amianto aerodisperso; Attività di Centro di riferimento amianto - CRA
Attività istruttoria e di supporto tecnico in materia di amianto
Bonifiche (Siti Regionali)
Bonifiche (Siti Nazionali)
Controllo sulle attività di raccolta, trasporto, stoccaggio e condizionamento dei fanghi nonché delle attività di utilizzazione dei fanghi in agricoltura
Controllo delle attività di coltivazione di cave
Controllo periodico degli impianti di gestione rifiuti (esclusi: inceneritori, attività sperimentali); Controlli per quantificazione rifiuti per applicazione tributo speciale deposito in discarica Controllo dei rifiuti presso siti di produzione
Controllo delle attività di utilizzo di terre e rocce da scavo
Terre e rocce da Scavo: attività previste all'art.5 DM 12/08/2012 n° 161 (9)
94 96 99 100 101 102 105
Controlli in agricoltura compresa la verifica dell'impatto dei prodotti fitosanitari e dell'utilizzo dei fitofarmaci. Controlli di cui al 3 comma dell'art.10 del DPR 7/09/2010 n°160, rilevanti ai fini di una efficace tutela dell'ambiente Controllo inceneritori (emissioni, verifiche SMCE, scarichi, rifiuti, valutazione rapporto annuale del gestore) Controlli e verifiche ispettive sugli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti di cui all'art.6 D.lgs 334/99 Controlli e verifiche ispettive sugli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti di cui all'art.8 D.lgs 334/99 Stabilimenti a rischio di incidente rilevante: Controllo prescrizioni derivanti da verifiche ispettive ministeriali Collaborazione alle AUSL per i controlli sull’applicazione del regolamento REACH e CLP
Verifica di conformità normativa per rilascio registrazioni EMAS
Controllo sulla corretta applicazione del regolamento in materia di Aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA)
Controllo programmato impianti AIA (Regionali)
Controllo programmato impianti AIA (Nazionali)
Controllo e monitoraggio dell'impatto dei lavori di realizzazione di infrastrutture di grande comunicazione nel territorio regionale
Collaborazione con Autorità giudiziaria nonché con altri enti e corpi preposti a funzioni pubbliche di vigilanza.
Controlli in caso di emergenze ambientali, anche in regime di pronta disponibilità e collaborazione con enti del sistema regionale di protezione civile
Le attività di Supporto Tecnico IO-INO n°
IO/INO
Attività 2018 (stima)
ST per rilascio autorizzazioni per interventi e opere di tutela della fascia costiera
ST autorizzazioni allo scarico non in pubblica fognatura
ST per scarichi: non in PF acque reflue domestiche con potenzialità > 100 AE; acque AMPP e AMD acque superficiali; AMPP aziende Allegato 5 DPGR46/R/2008 in fognatura bianca; scaricatori di piena; prelievo di acque pubbliche con successiva restituzione
ST allo scarico in PF
ST su comunicazioni ai fini dell'utilizzazione degli effluenti di allevamento
ST per interventi di tutela di ambienti fluviali e fauna ittica e per immissione specie autoctone e non e valutazione piani provinciali gestione risorsa ittica acque interne
Supporto tecnico all'individuazione e delimitazione delle acque di balneazione
ST per rilascio, rinnovo e modifica sostanziale autorizzazioni alle emissioni
Valutazione tecnica del rispetto delle condizioni per la procedura semplificata per le emissioni ad inquinamento atmosferico poco rilevante; ST per predisposizione delle autorizzazioni di carattere generale
Attività finalizzata all'analisi degli scenari emissivi e allo stato della qualità dell'aria a supporto dell'inventario delle sorgenti emissioni
Attività di competenza dell'Agenzia in relazione alla dispersione degli inquinanti atmosferici
Partecipazione a Commissioni in materia di gas tossici
ST per la pianificazione delle emergenze esterne impianti nucleari, per il trasport dei materiali radioattivi e le aree portuali, per il rinvenimento di sorgenti orfane. ST per il rilascio nulla-osta all'impiego delle radiazioni ionizzanti. ST per la pianificazione degli interventi
Supporto tecnico ai fini dell'autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti e/o linee elettriche o alla modifica di impianti e/o linee elettriche esistenti; Supporto tecnico per valutazioni edificazione in vicinanza di impianti e linee elettriche
ST per impianti RTV
ST per impianti SRB
Attività istruttoria e di ST in materia di amianto
ST Bonifiche Regionali
ST Bonifiche Nazionali ST per approvazione interventi di riparazione terreni e acque contaminate in siti di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale
ST ai fini rilascio autorizzazione all'utilizzazione dei fanghi
ST per Autorizzazione alla coltivazione di cave
Supporto tecnico alla pianificazione in materia di cave
D’intesa con RT
ST per l'attuazione della programmazione regionale degli interventi a sostegno della D’intesa e su pesca e dell'acquacoltura. richiesta RT Istituzione di un sistema di raccolta dati di cattura e sforzo relativi alla pesca; ST in materia di D’intesa e su risorse ittiche; Partecipazione a commissioni consultive; Elaborazione dei dati di cattura richiesta RT /sforzo per i molluschi e pesci; Monitoraggio attività di maricoltura e acquacoltura
Verifica delle Valutazioni di previsione di clima acustico e delle valutazioni di impatto acustico (VIAC) ST per rilascio autorizzazione in deroga di attività temporanee, manifestazioni e spettacoli ST per: l'esame dei piani comunali di risanamento e miglioramento acustici, la valutazione dei piani aziendali di risanamento e sui piani di classificazione acustica, di risanamento e di miglioramento ST per la redazione dei PCCA e la verifica degli strumenti di pianificazione territoriale collegati, i Regolamenta acustici, la Relazione biennale di Clima acustico, la raccolta ed elaborazione dati per la mappatura acustiche negli agglomerati
ST per Autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio di impianti di gestione di rifiuti
ST per l'Iscrizione e relativa ispezione preventiva per imprese di gestione dei rifiuti soggette agli artt. 214/216 del D.Lgs 152/06
Terre e rocce da Scavo: attività previste all'art.5 DM 12/08/2012 n° 161-art.5.c.3
ST per l'autorizzazione unica per gli impianti di produzione energia ivi compresi gli stabilimenti soggetti al D.Lgs 334/99 e s.m.i.
ST per le autorizzazioni alla realizzazione o modifica di impianti di distribuzione carburanti
Partecipazione al Comitato Tecnico Regionale per valutazione rapporti di sicurezza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante e rilascio parere tecnico conclusivo
Istruttorie sui Rapporti Integrati di Sicurezza Portuale
Non applicabile a seguito modifiche normativa di riferimento
ST stabilimenti a rischio di incidente rilevante per elaborazione Piano di emergenza esterno, Piano di Emergenza Portuale, pianificazione territoriale in presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante
Verifica di conformità normativa nell'ambito delle istruttorie di competenza ISPRA per rilascio registrazioni EMAS
ST ai fini del rilascio, modifica e rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) per impianti di competenza regionale
ST ai fini del rilascio, modifica e rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) per impianti di competenza statale
ST agli Osservatori ambientali relativi alla realizzazione di grandi opere soggette a VIA
ST per le procedure di VIA (Province, Comuni): Per pronunce compatibiltià ambientale
ST per l'espressione del parere regionale in procedure di VIA di competenza statale
ST per le procedure di VIA (Regione): Per pronunce compatibiltià ambientale
ST ai fini delle procedure di Valutazione ambientale strategica di piani e programmi e di valutazione integrata degli effetti di piani e programmi, per i piani che presentino evidenti criticità ambientali
Apporti tecnici e conoscitivi ai fini delle procedure di Valutazione ambientale strategica di piani e programmi e di valutazione integrata degli effetti di piani e programmi, mediante partecipazione al NURV
ST per la prevenzione e la gestione delle problematiche inerenti la tematica Ambiente e Salute
D’intesa con RT e SSR
Collaborazione con SSR per valutazioni di impatto sanitario
ST finalizzato alla diffusione della conoscenza ambientale ai fini della sostenibilità ambientale
ST alle strutture del sistema sanitario regionale, ivi compresa l'ARS
ST alla Regione per perseguire gli obiettivi della programmazione nazionale e regionale, elaborazione di criteri, linee guida per la definizione degli standard, metodiche di D’intesa con RT rilevamento, campionamento e analisi, anche mediante partecipazione ad attività di ricerca, la pianificazione degli interventi ambientali di area vasta di competenza regionale
Collaborazione con ISPRA e le altre ARPA/APPA per la partecipazione ad attività di ricerca finalizzata al miglioramento della conoscenza sull'ambiente e dell'efficienza dei processi di tutela
D’intesa con ISPRA
Messa a punto di procedure e/o metodiche anche attraverso attività di collaborazione con enti di ricerca e di normazione, finalizzata al raggiungimento di elevati standard di qualità per le attività di controllo, nonché al miglioramento della conoscenza sull'ambiente ed al miglioramento dell'efficienza dei processi di tutela
Attività conseguenti ad accordi di programma tra Regione e altri enti ai fini dell'assolvimento di compiti di interesse pubblico
AttivitĂ 2018 (stima)
Partecipazione Commissione provinciale Tecnico Competente in acustica ambientale
Partecipazione a Conferenze di Servizio ex DLgs 241/90 e LR 40/2009 rilevanti ai fini di una efficace tutela dell'ambiente e/o sostitutivi di pareri obbligatori di ARPAT
Piano attivita 2018
Il piano di attività dell'Agenzia per il 2018. Download all'indirizzo http://www.arpat.toscana.it/documentazione/catalogo-pubblicazioni-arpa...