Source: http://sosonline.aduc.it/scheda/ravvedimento+operoso_10982.php
Timestamp: 2017-06-23 20:42:37+00:00
Document Index: 101262534

Matched Legal Cases: ['art.36', 'art.36', 'art.1', 'art.1', 'art.43', 'art.57', 'art.27', 'art.13', 'art.13', 'art.11', 'art.1', 'art.15', 'art.1']

ADUC - Scheda Pratica - Regolarizzare inadempimenti su imposte e tributi: il ravvedimento operoso
Regolarizzare inadempimenti su imposte e tributi: il ravvedimento operoso Scheda Pratica di Rita Sabelli
E' possibile che talvolta ci si scordi, in buona fede, di pagare una tassa o un tributo oppure di presentare una denuncia. In questi casi si può spontaneamente rimediare all'irregolarità commessa utilizzando il cosiddetto "ravvedimento operoso" , un istituto previsto dalla legge, più precisamente dall'13 del Dl.lgs. 472/1997, più volte modificato nel corso degli anni.
Si tratta in pratica di presentare la denuncia e/o pagare la somma dovuta aggiungendo sanzioni ed interessi, questi ultimi calcolati fino al giorno in cui si adempie. Le sanzioni sono ridotte -rispetto a quelle che verrebbero addebitate in caso di accertamento- proprio in virtù della volontaria regolarizzazione, e la loro riduzione dipende da quanto tempo e' passato dalla scadenza "mancata". Per i tributi di competenza dell'Agenzia delle entrate (imposte sui redditi, iva, imposta di registro etc.) dal 1/1/2015 sono scattate diverse novità: non esiste più un termine massimo per regolarizzarsi e la regolarizzazione può avvenire anche se e' già iniziata un'attività di ispezione tributaria (a meno che non sia già stato notificato un atto di liquidazione o accertamento anche a seguito di controlli automatici o formali art.36-bis e 36 ter Dpr 600/73).
Anche nel caso in cui la visita fiscale si concluda con la consegna di un processo verbale di constatazione (PVC) il contribuente potrà “chiudere la partita” pagando una sanzione ridotta ad 1/5 del minimo, con eccezione delle violazioni agli obblighi strumentali iva (scontrini fiscali, ricevute fiscali, documenti di trasporto, installazione misuratori fiscali). In pratica il ravvedimento può sostituire la classica “adesione al processo verbale di constatazione” , ancora fruibile per tutto il 2015, che consente allo stesso modo il pagamento di sanzioni ridotte (in realtà più favorevoli).
Per tutti gli altri tributi (imposte locali, bollo auto) rimane invece invariato il termine massimo di un anno per regolarizzarsi e la preclusione che rende impossibile la regolarizzazione spontanea se fosse iniziata un'attività di accertamento relativa all'irregolarità che si intende sanare (ispezione, accesso, notifica di avvisi, inviti, avvisi di accertamento o liquidazione). L'elemento importante e' la conoscenza da parte del debitore dell'attività di accertamento.
Altra novità, i termini di accertamento, di decadenza e di notifica delle cartelle esattoriali d'ora in poi terranno conto dell'eventuale regolarizzazione avvenuta nel frattempo, quindi decorreranno dalla stessa, che riguardi la presentazione di una dichiarazione integrativa o di un pagamento.
Indice scheda TRIBUTI INTERESSATI E SANZIONI RIDOTTE
ACCERTAMENTI SUCCESSIVI
RIFERIMENTI NORMATIVI LINK UTILI TRIBUTI INTERESSATI E SANZIONI RIDOTTE
Il ravvedimento operoso può riguardare le imposte dirette (per es. l'Irpef) , le indirette (iva, registro, ipotecaria, catastale, etc.) nonché i tributi locali quali l'IMU (ex ICI), la TARES (ex Tarsu e Tia) e la TOSAP. Non e' prevista l'applicazione alle sanzioni amministrative (come le multe stradali, per esempio), prive della caratteristica di tributo.
Riduzioni previste in caso di violazione relativa al pagamento (omesso o ritardato)
Si premette che dal 1/1/2016 alla sanzione base applicabile in caso di omesso o ritardato pagamento di imposte e tributi (30%) si sono affiancate due sanzioni ridotte, il 15% se si paga entro 90 giorni dalla scadenza e l'1% giornaliero se si paga entro 15 giorni.
Le ulteriori riduzioni del ravvedimento si calcolano quindi sulla sanzione base applicabile nel momento in cui si procede. Conseguentemente:
- sanzione ridotta allo 0,1% (1/10 dell'1%) applicata per ogni giorno di ritardo, se ci si regolarizza entro 15gg dalla scadenza (il nuovo "ravvedimento brevissimo" applicabile dal 1/1/2016);
- sanzione ridotta ad un decimo del minimo, ovvero l'1,5% (1/10 del 15%), se ci si regolarizza entro 30gg dalla scadenza (il cosiddetto ravvedimento "breve"). Se ci fosse una scadenza entro cui effettuare il pagamento, il termine decorre da questa scadenza;
- sanzione ridotta ad un nono del minimo, ovvero l'1,67% (1/9 del 15%), se ci si regolarizza oltre 30gg ma entro 90gg dalla scadenza (nuovo ravvedimento attivo dal 1/1/2015). Se ci fosse una scadenza entro cui effettuare il pagamento, il termine decorre da questa scadenza;
- sanzione ridotta ad un ottavo del minimo, ovvero il 3,75% (1/8 del 30%), se ci si regolarizza oltre i 90gg ma entro un anno dalla scadenza (il cosiddetto ravvedimento "lungo"). Se ci fosse una scadenza entro cui effettuare il pagamento, il termine decorre da questa scadenza.
Solo per tributi dell'Agenzia delle entrate (imposte sui redditi, iva, imposta di registro etc.):
- sanzione ridotta ad un settimo del minimo, ovvero il 4,29% (1/7 del 30%), se ci si regolarizza oltre un anno ma entro due (nuovo ravvedimento attivo dal 1/1/2015). Se ci fosse una scadenza entro cui effettuare il pagamento, il termine decorre da questa scadenza.
- sanzione ridotta ad un sesto del minimo, ovvero il 5% (1/6 del 30%), se ci si regolarizza oltre due anni (nuovo ravvedimento attivo dal 1/1/2015). Se ci fosse una scadenza entro cui effettuare il pagamento, il termine decorre da questa scadenza.
Per i tributi dell'Agenzia delle entrate il ravvedimento e' possibile anche se e' già iniziata un ispezione tributaria, a meno che non sia già stato notificato un atto di liquidazione o accertamento anche a seguito di controlli automatici o formali (art.36-bis e 36 ter Dpr 600/73).
Anche nel caso in cui la visita fiscale si concludesse con la consegna di un processo verbale di constatazione (PVC) il contribuente, dal 1/1/2015, potrebbe fruire del ravvedimento operoso pagando una sanzione ridotta ad un quinto del minimo, con eccezione delle violazioni agli obblighi strumentali iva (scontrini fiscali, ricevute fiscali, documenti di trasporto, installazione misuratori fiscali). Ciò in alternativa alla classica “adesione al processo verbale di constatazione” , ancora fruibile per tutto il 2015, che consente il pagamento di sanzioni, c'e' da dirlo, maggiormente ridotte (1/6, vedi a questo link).
N.B.Nel caso in cui la violazione abbia attinenza con una dichiarazione periodica, il termine da prendere in considerazione per il calcolo e' quello previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui la violazione e' stata commessa. Questa distinzione causa una discreta incertezza riguardo l'individuazione del caso, quindi va considerata con attenzione. Note:
- se si decide di ottemperare oltre i termini massimi previsti per il ravvedimento (quando vi sono) la sanzione deve essere applicata per intero, il 30%, la stessa che verrebbe applicata in caso di accertamento da parte dell'Ufficio. In questo caso si può "risparmiare" solo sugli interessi.
- il pagamento e la regolarizzazione non impediscono l'inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attivitaà di controllo e accertamento che l'Amministrazione potrebbe aver attivato.
Riduzioni previste in caso di violazione relativa alla presentazione di una dichiarazione
- sanzione ridotta ad un nono del minimo previsto per ciascun imposta o tributo, se la regolarizzazione viene fatta (tramite presentazione di dichiarazione integrativa) entro 90gg dalla scadenza;
- sanzione ridotta ad un settimo del minimo se ci si regolarizza oltre un anno ma entro due (nuovo ravvedimento attivo dal 1/1/2015). - sanzione ridotta ad un sesto del minimo se ci si regolarizza oltre due anni (nuovo ravvedimento attivo dal 1/1/2015). In molti di questi casi, a seconda del tributo o l'imposta, il ravvedimento operoso consiste nella presentazione della dichiarazione integrativa, mentre NON e' possibile auto-liquidare la sanzione ridotta. Saranno gli stessi Uffici competenti a procedere, inviando una notifica contenente l'invito a pagare la sanzione ridotta entro 60gg, oltre agli interessi.
- le sanzioni ridotte sono cambiate più volte nel corso degli ultimi anni. L'ultima modifica e' scattata il 1/2/2011 (conta la data di violazione) per effetto della Finanziaria 2011 (legge 220/2010 art.1 comma 20). Le modifiche attive dal 1/1/2015 sono avvenute per effetto della Legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014 art.1 comma 637). Le novità dal 2016 sono frutto dell'anticipazione dell'entrata in vigore del D.lgs.158/2015 (artt.15/16).
- in tutti i casi di regolarizzazione che comporti il pagamento di una sanzione ridotta, devono essere contestualmente liquidati, oltre ovviamente all'imposta o al tributo da regolarizzare, anche gli interessi legali, attualmente allo 0,20% (dal 1/1/2016, precedentemente erano allo 0,5%) calcolati con maturazione giorno per giorno applicando la formula dell'interesse semplice: capitale (in questo caso il tributo o l'imposta non versata) x il tasso x il tempo espresso in giorni, il tutto diviso per 36.500. Cio' anche nel caso in cui l'anno nel corso del quale gli interessi sono maturati e' bisestile, ovvero composto da 366 giorni. Per chiarimenti sul calcolo degli interessi si veda la Risoluzione dell'Agenzia delle entrate n.296 del 14/7/08.
- non è possibile rateizzare le somme dovute a titolo di ravvedimento; questo infatti si perfeziona con il pagamento del dovuto totale, semmai integrabile in caso di errore (vedi più avanti).
Il ravvedimento non e' valido se manca il pagamento anche di uno solo degli importi dovuti, tuttavia un versamento inferiore a quello dovuto (a patto che tra gli importi pagati, anche in difetto, risultino le sanzioni) possono consentire al contribuente di ritenere valido il ravvedimento. Sara' l'Agenzia delle entrate, in questo caso, ad addebitare la differenza. Attenzione! Le cifre dovute per effetto del ravvedimento non possono essere pagate a rate. Si possono invece compensare con eventuali crediti di imposta relativi a tasse o tributi.
ACCERTAMENTI SUCCESSIVI Dal 1/1/2015 cambiano anche le modalità di calcolo dei termini massimi per gli accertamenti che riguardano tributi interessati da ravvedimento.
Più precisamente, in caso di presentazione di dichiarazione integrativa (anche con ravvedimento operoso) e anche quando non e' prevista dichiarazione periodica, nel caso di regolarizzazione - i termini per la notifica delle cartelle di pagamento per le imposte, contributi, premi etc. dovuti in base alle dichiarazioni (controlli formali) integrative presentate per la correzione di errori, decorrono dalla presentazione di tali dichiarazioni
- i termini per l'accertamento (art.43 Dpr 600/73 e art.57 Dpr 633/72) decorrono dalla presentazione della dichiarazione integrativa, limitatamente agli elementi oggetto di integrazione.
- i termini di decadenza delle azioni di riscossione dell'imposta di registro decorrono dalla regolarizzazione spontanea degli errori od omissioni.
- anche i termini di accertamento delle imposte di successione e donazione (art.27 D.lgs.346/90) decorrono dalla regolarizzazione spontanea degli errori od omissioni.
RIFERIMENTI NORMATIVI - D.lgs. 472/1997 art.13 (ravvedimento operoso);
- D.lgs. 471/1997 art.13 (sanzione per ritardati pagamenti);
- Circolare Ministero delle Finanze 138/E/2000;
- Dl 98/2011;
- Dl 16/2012 diventato Legge 44/2012 art.11 comma 3bis;
- Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014) art.1 commi 637/640;
- Circolare Agenzia delle entrate n.23E del 9/6/2015;
- D.lgs.158/2015 art.15/16, la cui entrata in vigore è stata anticipata al 1/1/2016 dalla
- Legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) art.1 comma 133.