Source: https://www.professionegiustizia.it/documenti/notizia/2018/circolare-ministeriale-su-pagamento-spese-forfettarie-imputato-ammesso-al-gratuito-patrocinio
Timestamp: 2020-01-20 09:14:23+00:00
Document Index: 21067062

Matched Legal Cases: ['art. 205', 'art. 67', 'art. 227', 'art. 211', 'sentenza ', 'art. 205', 'art. 107', 'art. 205', 'art. 205', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 107', 'art. 205', 'sentenza ']

”....per un condannato non revocato tutte le spese rimangono a carico dell'erario, anche quelle che - se non fosse stato ammesso al patrocinio - sarebbero state recuperabili nei suoi confronti....”[ cfr= relazione illustrativa del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, commento all’articolo 107]
Con nota del 6 febbraio 2018 1 gli Uffici di Via Arenula, del Ministero della Giustizia, hanno, a seguito di segnalazione dell’Ispettorato Generale 2, affrontato, tra l’altro, il problema delle spese forfetizzate nel processo penale a carico di imputati ammessi al patrocinio a spese dello Stato alla luce delle modifiche già operate il 18 giugno 2009 3 all’articolo 205 del Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115 [ Testo Unico spese di giustizia, nel prosieguo indicato solo T.U.] .
Per la richiamata direttiva ministeriale, inviata ai Presidenti delle Corti di Appello, ad Equitalia Giustizia S.p.A., ma, sembrerebbe, non inviata all’Agenzia delle Entrate – Riscossioni 4, “nel caso di condanna dell’imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, anche le indennità di trasferta spettanti all’ufficiale giudiziario, al pari delle spese di spedizione per la notificazione degli atti, siccome anticipate dall’erario ai sensi dell’articolo 107,comma 3,d.P.R. n.115 del 2002, devono essere recuperate in via forfettaria ai sensi dell’articolo 205 del d.P.R. n. 115 del 2002, nella misura prevista dal decreto ministeriale del 10 giugno 2014, n. 124.”
L’attuale formulazione del comma 1° dell’articolo 205 T.U. dispone che “ le spese del processo penale anticipate dall'erario sono recuperate nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarietà, nella misura fissa stabilita con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400. L’ammontare degli importi può essere rideterminato ogni anno al fine di garantire l’integrale recupero delle somme anticipate dall’erario”.
Nella sua originaria formulazione lo stesso articolo, al comma 1°, riportava :“le spese del processo anticipate dall’erario sono recuperate per intero ad eccezione dei diritti e delle indennità di trasferta spettanti all’ufficiale giudiziario e delle spese di spedizione per la notificazione degli atti a richiesta dell’ufficio che sono recuperati nella misura fissa stabilita con decreto del ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il ministero della giustizia ai sensi....”.
Appariva, quindi, nella previgente formulazione, un chiaro e diretto riferimento a diritti, indennità e spese a favore dell’imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato e, nello specifico, ai diritti, indennità di trasferta e spese di spedizione per la notificazione agli atti richiesti d’ufficio indennità di cui al comma 3 lettera c) dell’articolo 107 DPR 115/02 5.
Spese di spedizione, diritti e indennità di trasferta che, essendo espressamente previste tra gli effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, non potevano/dovevano essere recuperate, neanche, in caso di condanna dell’imputato ammesso 6 .
Dal confronto tra vecchia ed attuale normativa era, sin da subito, apparso ai più 7 il problema sull’obbligo o meno del recupero delle spese forfetizzate.
Ci si era posto la domanda se, la modifica operata dall’articolo 67 legge 69/09, all’articolo 205 TU, avesse influito, modificandolo, anche sull’articolo 107 T.U. , abrogandone, di fatto, la richiamata lettera c) del comma 3° .
La stessa ministeriale in commento “ritiene non chiaro” se “il secondo decreto del 2014, emanato in attuazione dell'art. 205, comma 1, del dP.R. n. 115 del 2002 come sostituito dall'art. 67 della legge n. 69 del 2009, abbia implicitamente abrogato il decreto del 2002 riferito alle sole spese per indennità di trasferta...".
Nella relazione illustrativa al citato decreto ministeriale del 10 giugno 2014 n. 124 8, regolamento recante disposizioni in materia di recupero delle spese del processo penale, di tale abrogazione non vi è traccia.
Relazione illustrativa, richiamata espressamente nella circolare in commento, che da conto dei criteri utilizzati per la determinazione delle ( nuove, negli importi) spese forfettarie .
Importi ” di cui alla tabella A” in cui “si è tenuto conto del costo medio del processo penale avanti al tribunale ordinario (i dati statistici contengono anche gli importi dei ricorsi relativi alle sentenze dei giudici di pace), individuato sulla base dei dati statistici in possesso del Ministero della giustizia, relativi agli importi complessivi delle somme anticipate dallo Stato per le tipologie di spesa per le quali è previsto il recupero in misura fissa forfetizzata.
Riconoscendo che “tale quota tiene conto anche delle spese, non presenti nei dati statistici di cui sopra, relative al decreto ministeriale 13 novembre 2002, n. 285, con il quale è stata stabilita la misura fissa dei diritti e delle indennità di trasferta spettanti all'ufficiale giudiziario nonché le spese di spedizione per la notificazione degli atti nel processo penale, a richiesta d'ufficio".
Risultano, quindi, i detti importi forfettari nel processo penale attualmente composti da due elementi, sebbene non distinti, = costo del processo + diritti e indennità di trasferta dell’ufficiale giudiziario e spese di spedizione per le notificazioni degli atti 9 .
Fatta questa doverosa premessa, appare chiaro come gli Uffici giudiziari, e per essi Equitalia Giustizia e Agenzia delle Entrate-Riscossioni, siano (sarebbero) nella impossibilità oggettiva, nel caso di imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato condannato, di procedere al recupero delle spese forfettarie per come disposto dalla direttiva ministeriale in oggetto.
Ai sensi dell’articolo 204 T.U. “ le spese ripetibili sono recuperate in caso di condanna alle spese, secondo il codice di procedura penale e l'articolo 69, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, nonché, nei casi di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, secondo le disposizioni della parte III del presente testo unico”.
Dalla richiamata normativa appare chiaro che, nell’eventuale, recupero nei confronti dell’imputato condannato ai sensi degli articoli 200, 204 e 205 T.U. non si può non tenere conto dell’architettura complessiva del testo unico spese di giustizia 10 e, nello specifico, delle disposizioni in materia di patrocinio a spese dello Stato 11.
La direttiva ministeriale del 7 febbraio 2011 12, aveva disposto il “ recupero delle spese non incluse “ nell’elencazione di cui all’articolo 107 T.U. , confermando la non recuperabilità delle spese nello stesso articolo elencate.
Inoltre, nessuna azione di recupero “può essere esperita nei confronti della parte ammessa al patrocinio soccombente” 13; è questo uno dei principi basilari del patrocinio a spese dello Stato.
Presupposto per il recupero delle spese anticipate 14 e/o prenotate a debito 15 nei confronti della parte ammessa al patrocinio, sia nel processo civile che in quello penale è, quindi, ai sensi delle specifiche previsioni normative del Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2012 n 115, la revoca del patrocinio stesso.
Nel processo penale, ai sensi dell’articolo 111 DPR.115/02 “le spese di cui all'articolo 107 sono recuperate nei confronti dell'imputato in caso di revoca dell'ammissione al patrocinio, ai sensi dell'articolo 112, comma 1, lettera d) e comma 2.”
Logicamente si procederà al recupero delle spese anticipate, ex articolo 107 DPR 115/02, a favore dell’imputato ammesso al patrocinio anche in tutte le altre ipotesi di revoca 16.
Nella relazione illustrativa del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia nel commento all’articolo 107 si legge : ”per un condannato non revocato tutte le spese rimangono a carico dell'erario, anche quelle che - se non fosse stato ammesso al patrocinio - sarebbero state recuperabili nei suoi confronti..”
Quindi, a meno di modifiche normative, tutte le spese anticipate elencato nell’articolo 107 T.U. rimarrebbero, anche in caso di condanna dell’ammesso al patrocinio, a carico, salvo future revoche, dell’Erario.
A meno che non si voglia ritenere che gli uffici giudiziari, o meglio il Concessionario17, debbano (debba) ricavare il quantum da recuperare detraendo dagli importi complessivi delle spese forfetizzate, ex decreto ministeriale n. 214/2014 quelle di cui al decreto ministeriale 283/2002 corrispondenti al punto 3 lettera c) articolo 107 18.
Collegare come sembrerebbe voler fare la direttiva in oggetto, il recupero delle spese sic e simpliciter agli articoli 200, 204 e 205 DPR 115/02 porterebbe , come conseguenza logica, ma assurda , al recupero non solo di quelle forfettarie ma anche, non se ne vedrebbe a contrario la ragione di esclusione, di tutte quelle anticipate “svuotando” di contenuto non solo l’articolo 107 DPR 115/02 ma l’intero istituto del patrocinio a spese dello Stato.
Trova, quindi, sempre più conferma quanto affermato da eminente dottrina 19 “nella evoluzione delle leggi sul gratuito patrocinio, appare fin troppo evidente come il Legislatore si sia voluto complicare la vita nel voler essere conciso e nello stesso tempo esaustivo nel regolare situazioni già di per sé complesse”.
Per, completezza di trattazione, ricordiamo che non tutte le spese anticipate e o prenotate a debito, quest’ultime previste , ex articolo 108 T.U. , nell’ipotesi di processo penale con parte civile ammessa al patrocinio, rimangono a carico dell’ erario in caso di condanna dell’imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato.
Nello specifico, infatti, le spese di cui agli articoli 12, 70, 108 e 205 T.U. : a) intercettazioni telefoniche; b) spese straordinarie; c) spese di demolizione; d) contributo unificato; e) diritti di copia; f) anticipazioni forfettarie dei privati; g) imposta di registro, non essendo ricomprese tra gli effetti di cui all’articolo 107 T.U. vengono, infatti, recuperate nei confronti dell’imputato, condannato, anche se, lo stesso, sia stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato 20.
Imputato che, riguardo le spese elencate nell’articolo 108 T.U. , se l’azione civile si fosse svolta nella sede civile con controparte ammessa al patrocinio a spese dello Stato non avrebbe pagato nulla.
Ravvisandosi, quindi, almeno sul piano pratico, profili di disparità di trattamento nei due modi di esercizio dell’azione civile a seconda che essa operi nel processo civile o nel processo penale
Dirigente nei ruoli del Ministero della Giustizia,
1 Nota Ministero giustizia DAG.06/02/2018.0025247.U
2 A seguito di Ispezione ordinaria del settembre 2017
3 Articolo 67 legge18 giugno 2009 n. 69
4 Cfr = ai sensi del decreto legge 22 ottobre 2016 n 193 , convertito con modificazioni dalla legge 1 dicembre 2016 n 225, in materia di spese di giustizia l’attività di riscossione, in precedenza effettuata dall’Agente Unico Equitalia s.p.a è, a far data del 1° luglio 2017, effettuata dal nuovo ente pubblico economico Agenzia entrate- Riscossione. Equitalia Giustizia s.p.a. prosegue la sola attività di gestione dei crediti secondo le previsioni della convenzione con il Ministero della Giustizia del 23 settembre 2010
5 Effetti dell’ammissione dell’imputato al patrocinio a spese dello Stato
6 Circolare ministeriale giustizia DAG.08/02/2011.0016318.U nessuna azione di recupero “può essere esperita nei confronti della parte ammessa al patrocinio soccombente” è questo uno dei principi basilari del patrocinio a spese dello Stato
7 Lo scrivente ne accennava, con risposta affermativa sulla base del semplice raffronto della vecchia e nuova formulazione dell’articolo 205, , da ultimo, in nota numero 180 pagina 54 ( per un refuso si indica l’articolo 208, ufficio competente al recupero, anziché il 205, spese da recuperare) in www.professionegiustizia.it “Guida al Contributo Unificato nel processo civile e penale pubblicato in normativa, giurisprudenza e direttive ministeriali”.
8 Decreto ministeriale che, lo ribadiamo, quantifica, nella tabella A, le spese forfettarie di cui all’articolo 205 T.U.
9 Le spese di spedizione,diritti ed indennità di trasferta degli Ufficiali Giudiziari sono regolamentati, in generale, dal Titolo Secondo articoli dal 19 al 39 nonché dagli articoli 31 e 197 DPR 115/02 Testo Unico spese di giustizia
10 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n 115
11 Il patrocinio a spese dello Stato è regolamentato nella parte III, articoli 74 a 141, del DPR 30 maggio 2002 n 115 (testo unico spese di giustizia) testo unico che riunisce e coordina l'intera materia, tenendo conto di tutte le modifiche legislative.
12 Circolare Ministero della Giustizia DAG.09/02/2011.0017349.U
13 circolare ministeriale giustizia DAG.08/02/2011.0016318.U che sebbene riferita al processo civile è pienamente applicabile nel processo penale
14 articolo 3 DPR 115/02 lettera t) "anticipazione" è il pagamento di una voce di spesa che, ricorrendo i presupposti previsti dalla legge, è recuperabile;
15 Articolo 3 lettera s DPR 115/02 "prenotazione a debito" è l'annotazione a futura memoria di una voce di spesa, per la quale non vi è pagamento, ai fini dell'eventuale successivo recupero”
16 revoca ex articoli 95 e 112 comma 1 lettere a) b) c)
17 DPR 115/02 art. 227-bis. (Quantificazione dell'importo dovuto) 1. Per la quantificazione dell'importo si applica la disposizione di cui all'art. 211. Ad essa provvede l’ufficio ovvero, a decorrere dalla data di stipula della convenzione prevista dall’articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e per i crediti ivi indicati dalla società Equitalia Giustizia S.p.a. La convenzione è stata stipulata in data 23 settembre 2010
18 Le spese per il dibattimento a seguito di decreto di rinvio a giudizio erano, ai sensi del decreto ministeriale n. 285/02 quantificate in € 30, le stesse spese per l’attuale normativa, decreto ministeriale n. 214/2014, sono di € 180; inoltre visto che il riferimento nella nota ministeriale in commento è il DM 285/02, diritti, indennità e spese di spedizione di quanto sarebbero, se lo sono, in questi anni aumentate?
19 Nicola Iannello “ ancora sul recupero delle spese da parte dello Stato” in ANVAG
20 Cfr = nota Ministero della Giustizia DAG.09/02/2011.0017349.U
Oggetto: Ispezione ordinaria presso il Tribunale di Ancona. Proposta di quesito. Spese processuali penali forfettizzate. Spese di notifica. Recuperabilità.
Con nota prot. IGE n. 11349.0 del 12 settembre 2017, codesto Ispettorato generale, in occasione dell'ispezione effettuata presso un Ufficio giudiziario, ha segnalato come "controversa" la questione della "recuperabilità delle spese processuali forfettizzate nel processo penale nel caso di condanna dell'imputato ammesso a patrocinio a spese dell'erario con riferimento alle spese di notifica e di trasferta degli ufficiali giudiziari", in quanto mentre "prima dell'entrata in vigore della convenzione con Equitalia Giustizia l'ufficio ispezionato provvedeva per il recupero", diversamente "In regime di convenzione la verifica ha fatto rilevare un orientamento oscillante, tra alcuni casi nei quali la voce è stata eliminata e non si è proceduto al recupero ... e altri nei quali si è proceduto al recupero ...".
In particolare codesto ufficio, dopo aver esaminato la normativa dettata dal d.P.R. n. 115 del 2002 in materia di patrocinio a spese dello Stato e di recupero delle spese nel processo penale — e in particolare gli artt. 107 (Effetti dell'ammissione), 111 (Recupero nei confronti dell'imputato ammesso al patrocinio), 112 (Revoca del decreto di ammissione), 200 (Applicabilità della procedura nel processo penale), 204 (Recupero delle spese), 205 (Recupero intero, forfettizzato, e per quota) — ha evidenziato la diversità dei presupposti richiesti per il recupero delle spese sopracitate nel processo penale, in quanto, mentre per la normativa dettata per il patrocinio a spese dello Stato "il recupero non presuppone la condanna ... sicché il recupero può intervenire anche prima della sentenza che definisce il processo se la cognizione circa la mancanza originaria o sopravvenuta dei presupposti reddituali emerga in tale fase..." (con la conseguenza che "La revoca del beneficio ... può avvenire anche dopo l'avvenuta definizione del processo, ed in questo caso per la norma è indifferente come si sia concluso il giudizio, rilevando esclusivamente la carenza originaria o sopravvenuta dei presupposti reddituali"), le disposizioni dettate per il recupero in generale delle spese nel processo penale (e segnatamente gli artt. 200, 204 e 205 del T.U.) presuppongono sempre la condanna dell'imputato.
Codesto Ispettorato generale, inoltre, nella nota sopracitata ha evidenziato come il recupero delle spese processuali penali avvenga con modalità differenziate, in quanto "in caso di condanna dell'imputato ammesso al patrocinio a spese dell'erario, le spese sono recuperate secondo le modalità previste dall'art. 205 del d. P.R. n. 115/2002 quindi in maniera forfettaria (tranne le ipotesi specificamente previste di recupero integrale). Se, però, dopo la condanna interviene, nel termine quinquennale dalla definizione del processo, la revoca del beneficio dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per mancanza di requisito reddituale, il condannato ai sensi della diversa normativa che disciplina detto beneficio, deve restituire integralmente quanto anticipatogli dallo Stato in forza dell'art. 107 del testo unico delle spese di giustizia".
Al riguardo codesto Ufficio, nel fare riferimento ai decreti ministeriali del 13 novembre 2002, n. 285 (Regolamento recante modifiche al D.M. 11 ottobre 1989, n. 347, concernente norme in materia di spese processuali penali) e del 10 giugno 2014, n. 124 (Regolamento recante disposizioni in materia di recupero delle spese del processo penale), ha sostenuto che gli stessi si riferirebbero "esclusivamente alle spese forfettizzate di cui all'art. 205 d.P.R. n. 115 del 2002, quindi alla sola ipotesi di recupero nei confronti dell'imputato condannato al pagamento delle spese anticipate dallo Stato, non rilevando invece per i casi di recupero, ai sensi degli articoli 111 e 112 del medesimo decreto, nei confronti dell'imputato cui sia stata revocata l'ammissione per mancanza del requisito reddituale", ritenendo non chiaro "se il secondo decreto del 2014, emanato in attuazione dell'art. 205, comma 1, del dP,R. n. 115 del 2002 come sostituito dall'art. 67 della legge n. 69 del 2009, abbia implicitamente abrogato il decreto del 2002 riferito alle sole spese per indennità di trasferta...".
Così ricostruito il contesto normativo e regolamentare di riferimento, codesto Ufficio ha dunque sostenuto che "la ricostruzione del quadro normativo porterebbe a concludere che: a) l'imputato ammesso al patrocinio a spese dell'erario che sia stato condannato è soggetto al pagamento delle spese forfettizzate quantificate ai sensi del d. m. 124 del 2014; b) qualora, all'esito della condanna, nel termine di cinque anni dalla definizione del processo, sia revocato il beneficio dell'ammissione, è soggetto alla ripetizione integrale delle spese di cui all'articolo 107 del testo unico, ivi comprese quelle per diritti ed indennità di trasferta degli ufficiali giudiziari".
Orbene, al fine di fornire risposta al quesito in oggetto, giova ricordare che nella relazione illustrativa al citato decreto ministeriale del 10 giugno 2014, n. 124 (Regolamento recante disposizioni in materia di recupero delle spese del processo penale) si legge che: "Il regolamento dà attuazione all'articolo 205 del testo unico sulle spese di giustizia, come modificato dall'articolo 67, comma 3, della legge 18 giugno 2009, n. 69. L'articolo 1 ribadisce quanto già stabilito dalla norma primaria, secondo cui le spese del processo penale anticipate dall'erario - ad eccezione di quelle elencate nell'articolo 2 - sono recuperate nei confronti del condannato (sia esso l'imputato o il querelante nelle ipotesi di cui agli articoli 427 e 542 del codice di procedura penale) in misura fissa. La tabella A del regolamento fissa a tale scopo le somme, distinte per tipologia di processo e grado di giudizio, che dovranno essere corrisposte da ciascun condannato, senza vincolo di solidarietà. Pertanto, a differenza del sistema previgente, che continua a operare solo per alcune categorie di spese, ciascun condannato è tenuto al pagamento di un importo forfetttario, che costituisce la tariffa del processo. Per la determinazione degli importi di cui alla tabella A si è tenuto conto del costo medio del processo penale avanti al tribunale ordinario (i dati statistici contengono anche gli importi dei ricorsi relativi alle sentenze dei giudici di pace), individuato sulla base dei dati statistici in possesso del Ministero della giustizia, relativi agli importi complessivi delle somme anticipate dallo Stato per le tipologie di spesa per le quali e previsto il recupero in misura fissa forfetizzata. Tali importi, suddivisi per il numero complessivo degli imputati, hanno consentito di determinare un costo statistico medio di euro 17,37 per la fase requirente e di euro 39,69 per la fase giudicante. È stata cosi individuata una quota base minima, pari ad euro 60, per il calcolo della misura fissa relativa a ciascun grado di giudizio da recuperare nei confronti di ogni imputato condannato. Tale quota tiene conto anche delle spese, non presenti nei dati statistici di cui sopra, relative al decreto ministeriale 13 novembre 2002, n. 285, con il quale è stata stabilita la misura fissa dei diritti e delle indennità di trasferta spettanti all'ufficiale giudiziario nonché le spedizione per la
notficazione degli atti, nel processo penale, a richiesta d'ufficio".
Così le cose, al quesito in esame deve rispondersi in conformità con quanto prospettato da codesto Ispettorato, non potendosi consentire che l'imputato al quale sia stata revocata l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato paghi le spese processuali in misura forfettizzata (e dunque inferiore a quelle effettivamente anticipate dall'erario) sol perché tale revoca è avvenuta dopo la sentenza di condanna.
Pertanto, nel caso di condanna dell'imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, anche le indennità di trasferta spettanti all'ufficiale giudiziario, al pari delle spese di spedizione per la notificazione degli atti, siccome anticipate dall'erario ai sensi dell'art. 107, comma 3, d.P.R. n. 115/2002, devono essere recuperate in via forfettaria ai sensi dell'art. 205 del d.P.R. n. 115 del 2002, nella misura prevista dal decreto ministeriale del 10 giugno 2014, n. 124.
Invece, nel caso di revoca dell'ammissione dell'imputato al patrocinio a spese dello Stato (conseguente all'accertamento della mancanza originaria o sopravvenuta dei presupposti reddituali), le spese anticipate dall'erario — e dunque, come detto, anche le indennità di trasferta spettanti all'ufficiale giudiziario e le spese di spedizione per la notificazione degli atti — devono essere recuperate per intero, anche nel caso in cui tale revoca sia intervenuta successivamente alla sentenza di condanna, purché nel termine di cinque anni dalla definizione del processo previsto dalla legge.
Avendo poi codesto Ispettorato sollecitato "l'emanazione di una determinazione risolutiva che consenta di uniformare sul punto sia l'attività ispettiva sia quella degli Uffici giudiziari", l'occasione è propizia per trasmettere la presente nota ad Equitalia Giustizia S.p.A. e agli Uffici giudiziari in indirizzo per quanto di rispettiva competenza.