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Timestamp: 2019-02-18 15:11:01+00:00
Document Index: 29549817

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.4', 'art. 2104', 'art. 2104', 'art. 1362', 'sentenza ', 'art. 1362']

Giurisprudenza Archivi - Studio Persiani | Associazione di avvocati fondata nel 1991
Cass. Civ., sez. lav., 31 marzo 2016, n. 6260: assenze ingiustificate dopo il demansionamento e licenziamento
Con sentenza n. 6260/2016 la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo il quale le assenze ingiustificate non sono da ritenersi meno gravi nella ipotesi in cui l’imprenditore abbia demansionato il dipendente, ridotto ad una completa inattività. Anche in caso di inattività il dovere primario del lavoratore
Cass. Civ., sez. lav., 15 marzo 2016, n. 5056: il licenziamento per il rifiuto di mutare il luogo della prestazione lavorativa dal proprio domicilio alla sede dell’azienda
Con sentenza n. 5056 del 15 marzo 2016, la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità di un licenziamento disciplinare comminato a seguito del rifiuto del lavoratore alla direttiva del datore di lavoro di procedere a prestare le proprie attività non più presso il proprio domicilio ma presso i locali dell’azienda.
Cass. civ., 12 febbraio 2016 n. 2830 – Limiti della rilevanza del codice disciplinare sindacale
L’elencazione delle ipotesi di giusta causa di licenziamento contenuta nei contratti collettivi, al contrario che per le sanzioni disciplinari con effetto conservativo, non è tassativa, ma soltanto esemplificativa. È pertanto corretta la decisione di merito che, pur non ricorrendo gli elementi propri della fattispecie giuridica
Cass. n. 2113 del 3 febbraio 2016 – La comunicazione con la quale il datore di lavoro apre la procedura di mobilità non necessariamente deve contenere tutti gli elementi che risulteranno dal successivo accordo sindacale
La valutazione dell’adeguatezza della comunicazione con la quale il datore di lavoro apre, ai sensi dell’art.4 della legge n.223 del 1991, la procedura di mobilità spetta al giudice di merito che, nel caso di specie, ha correttamente escluso debba contenere tutti gli elementi che caratterizzeranno,
Cass. n. 1978 del 2 febbraio 2016 – Il contenuto dell’obbligo di fedeltà che, ai sensi dell’art. 2104 Cod. Proc. Civ., grava sul lavoratore deve essere determinato tenendo conto della natura delle prestazioni dovute e di quelle ad esse accessorie
Non integra violazione del dovere di diligenza di cui all’art. 2104 Cod.Civ. l’omissione, da parte del lavoratore, di una condotta che non sia prevista tra quelle contrattualmente dovute e che, comunque, non risulti , ai fini della più utile esecuzione della prestazione di lavoro, ad
Cass. n. 1756 del 29 gennaio 2016 – Il datore di lavoro, decorso l’anno di competenza, non può imporre il godimento delle ferie non godute ma deve erogare l’indennità sostitutiva
Decorso l’anno di competenza, il datore di lavoro non può imporre al lavoratore di godere le ferie che ancora non siano state godute, ma è tenuto esclusivamente a risarcire il danno mediante l’erogazione di un’indennità sostitutiva che, da un lato, ha carattere risarcitorio, in quanto
Cass. civ., 26 gennaio 2016 n. 1350 – Procedimento disciplinare e buona fede e correttezza
Il procedimento disciplinare è regolato dai principi di correttezza e buona fede e pertanto, ove il lavoratore, a sua richiesta, sia stato convocato per l’audizione personale a discolpa, da lui richiesta, al di fuori dell’orario e del luogo di lavoro, può rifiutarsi quando ciò non
Cass. civ., 26 gennaio 2016 n. 1352 – Quando i tempi per indossare abiti da lavoro sono tempi di lavoro
Quando il datore di lavoro determina tempo e luogo ove indossare la divisa o gli indumenti necessari per la prestazione lavorativa, il tempo necessario per la vestizione e svestizione deve essere considerato tempo di lavoro. Quella determinazione può risultare dall’esistenza di una esplicita disciplina d’impresa
Cass. civ., 8 gennaio 2016 n. 158 – Caratteristiche del mobbing
La fattispecie del mobbing si realizza quando il datore di lavoro ponga in essere, nei confronti del lavoratore e nell’ambiente di lavoro, una condotta, sistematica e protratta nel tempo, caratterizzata da reiterati abusi idonei a configurare il cosiddetto terrorismo psicologico, e si caratterizzi, sul piano soggettivo, con
Cass. nn. 24421e 24427 del 1 dicembre 2015 – Interpretazione dei contratti di lavoro
La Suprema Corte torna sul tema classico dell’interpretazione ex art. 1362 c.c. applicata al diritto del lavoro. Con la sentenza 1 dicembre 2015 n. 24421 afferma che l’interpretazione imposta dall’art. 1362 c.c. «non esclude che nel momento iniziale del procedimento interpretativo, debba essere applicato il metodo