Source: http://www.doganaconsulting.com/approfondimenti
Timestamp: 2018-01-19 19:34:34+00:00
Document Index: 127760255

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.5', 'art. 5', 'art.1', 'art. 1', 'art. 35', 'art.17', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 47']

ESPORTATORE - COME CAMBIERA' LA VENDITA "EXW"
In attesa dei pronunciamenti da parte delle Agenzia delle Dogane e della Agenzia delle Entrate, questo è la nuova definizione di esportatore (art. 1 p. 19 RD)
G 5.2) Definizione di esportatore (art. 1 punto 19 del RD):
L’art. 1, p.19), RD definisce l’"esportatore" precisando le sue caratteristiche, tra le quali assume particolare rilevanza la previsione che il soggetto che agisce come esportatore nelle 104
operazioni commerciali deve essere stabilito nella UE, se ondo i riteri previsti dall’art.5, punto 31, del CDU e quindi avere in tale territorio:
- la sede statuaria
- l’amministrazione centrale o
- una stabile organizzazione definita dal codice all’art. 5 punto 32) come una sede fissa di affari in cui sono presenti in modo permanente le necessarie risorse umane e tecniche e attraverso la quale vengono espletate in tutto o in pare le operazioni doganali di una persona.
Inoltre, lo stesso deve essere titolare di un contratto concluso con il destinatario di un paese terzo e, al momento dell’accettazione della dichiarazione doganale di esportazione, deve avere la facoltà di decidere che le merci devono essere trasportate fuori dal territorio doganale dell’Unione.
La lettera c) del citato art.1, punto 19) del RD prevede, altresì, quale ipotesi residuale, anche in assenza di contratto concluso con il destinatario di un paese terzo, che sia definito come esportatore il soggetto stabilito nella UE che ha la facoltà di decidere che le merci devono essere trasportate verso una destinazione situata al di fuori del territorio doganale dell’Unione.
La nuova definizione di esportatore enuclea in maniera esplicita un principio già coevo nella normativa doganale vigente e cioè che il soggetto che assume la veste di esportatore deve essere stabilito nell’Unione. A tale regola fa eccezione, ai sensi dell’art. 1 punto 19), lett. b) del RD, il soggetto privato che esporta beni da trasportare nei bagagli personali che potrà quindi presentare, qualora necessario, una dichiarazione doganale in qualità di esportatore anche se residente in un Paese terzo, in quanto viaggiatore.
L’operatore o er iale stabilito in un Paese terzo, he intende presentare una di hiarazione di esportazione nell’Unione europea o e esportatore deve affidare le operazioni ad un soggetto stabilito nella UE che in qualità di esportatore agisca per suo conto.
Il rispetto delle condizioni previste per considerare una persona stabilita nella UE non è, pertanto garantito dall’attribuzione al soggetto estero di una partita IVA, avvenuta a seguito di identificazione fiscale diretta ai sensi dell’art. 35 ter del D.P.R 633/72 o dalla nomina di un rappresentante fiscale residente nello Stato secondo quanto stabilito dell’art.17, terzo comma. del medesimo decreto.
Il possesso di un codice E.O.R.I, assegnato al soggetto stabilito in un paese terzo dall’autorità doganale dell’Unione, a seguito del processo di identificazione e registrazione del medesimo, non è di per sé sufficiente a garantire il rispetto delle condizioni previste dall’art. 5 punto 31 del Codice e poter assumere di conseguenza la veste di esportatore nelle dichiarazioni doganali presentate nell’Unione. Detto soggetto qualora voglia esportare merci dalla UE avrà cura di utilizzare un rappresentante doganale ivi stabilito che, nel rispetto delle condizioni richieste dall’art. 1 punto 19) del RD, sarà indicato nel campo 2 della dichiarazione doganale quale esportatore.
04 APRILE 2016 - RISOLVI IL PROBLEMA DEGLI MRN
Con CAD Doganaconsulting hai finalmente risolto il problema di rintracciare il codice MRN delle tue esportazioni.
La grande opportunità che solo la nostra società Centro Assistenza Doganale Doganaconsulting srl può offrire per le aziende operanti nella provincia di Pordenone, è di poter effettuare le operazioni doganali presso la propria sede, senza doverle presentare negli spazi doganali.
Ecco i vantaggi di questa scelta :
-Una corretta compilazione del documento doganale, affidato a personale che acquisisce la conoscenza doganale dei vostri prodotti e ne corregge nel tempo eventuali imprecisioni.
-Tracciamento immediato della spedizione con acquisizione del numero MRN (Movement Reference Number), con la possibilità di verificare in tempo reale lo stato della bolletta (uscita o meno dal territorio doganale della UE) nel sistema informatico doganale.
-Certezza (anche per il cliente finale) del prezzo pagato per l’operazione doganale che può essere addebitato in fattura.
-Non ricevere addebiti per la restituzione del documento doganale, se effettuato presso altre dogane
-Maggiore semplificazione per la chiusura amministrativa della bolletta doganale, nei casi di irregolarità all’uscita.
-Esecuzione dell’operazione doganale presso la vostra sede, ove in caso di visita doganale, la spedizione può essere scondizionata e ricondizionata sotto il controllo del vostro personale.
-Diminuzione dei controlli doganali
Il tempo di attesa è di norma di 30 minuti (tra la trasmissione della documentazione e la ricezione della bolletta doganale), salvo il caso di verifica fisica della merce, se selezionata dall’ufficio doganale.
Al fine di consentire di operare in completa autonomia, consiglio di chiedere l’autorizzazione di “esportatore autorizzato”, in modo da non dover richiedere l’eventuale rilascio dei certificati di circolazione EUR.1, (previsti per alcuni paesi che hanno accordi con l’Unione Europea) sostituendoli con una dichiarazione in fattura.
Oggi la globalizzazione dei mercati impone un rigore particolare nel trattare argomenti connessi con l'origine delle merci. Quante volte vi siete fatti la domanda:
- ma che origine ha il mio prodotto?
- posso applicare il "made in italy"?- perché il mio cliente mi richiede una "dichiarazione a lungo termine" ?
- perché il mio cliente extra ue mi chiede il certificato EUR.1 ?
A tutti questi quesiti siamo in grado di fornire le corrette risposte.
Compilate il formulario di richiesta contatto.
Quando si programma di acquistare o spedire dei beni al di fuori del territorio nazionale, abbiamo preventivamente analizzato quali possono essere i rischi a quali vado incontro.
Alcuni esempi: Vendo ad un paese terzo i miei beni. Applico la clausola di resa della merce EXW. Non applico l'iva, trattandosi di beni destinati all'esportazione.
Sono a conoscenza se il vettore andrà ad effettuare le operazioni doganali di esportazione?
Le farà in Italia o le farà in un altro paese comunitario?
Mi farà avere la copia della bolletta doganale ?
Acquisto da un paese extra UE
Ho verificato se ci sono restrizioni all'importazione?
So a quanto ammontano i diritti doganali che dovrò pagare all'erario?
Ho previsto proprio tutte le spese ? (magazzini di transito, operazioni doganali, consegna ecc. ecc.)
Contattateci prima ed evitiamo le soprese.
CONTO LAVORO NEI PAESI EXTRA U.E.
La continua ricerca di competitività sui mercati, richiede alle aziende nazionali di delocalizzare le proprie produzioni in territori ove i costi di produzione sono sensibilmente inferiori.
Doganaconsulting, unitamente all'offerta di servizi che già propone, ha approfondito il tema del conto lavoro, sotto l'aspetto fiscale e doganale, acquisendo tutte quelle informazioni ed esperienze necessarie per una corretta gestione degli scambi delle merci.
Siamo in grado di assistervi nelle fasi del conto lavoro, nella spedizione e nel rientro dei vostri prodotti trasformati,
così come disciplinato dalla nota dipartimentale dell'Agenzia delle Dogane 1248/VIII del 06/05/97, - invio di beni senza trasferimento di proprietà -
nella gestione del perfezionamento passivo, ovvero la temporanea esportazione e successiva reimportazione del prodotto trasformato,
e nella gestione, in temporanea esportazione, dell'invio delle apparecchiature od attrezzature necessarie per la produzione, in conto comodato.
Richiedete la nostra migliore quotazione o concordare un incontro presso la Vostra azienda.
Contattateci. Siamo a vostra disposizione, anche per una semplice informazione.
BLARASIN NUOVO PRESIDENTE DEGLI SPEDIZIONIERI DOGANALI
TRIESTE. Si è insediato da pochi giorni il nuovo consiglio direttivo degli spedizionieri doganali del Friuli Venezia Giulia che, nella seduta ha proceduto anche alla nomina delle cariche sociali. Il neo presidente è Sandro Blarasin (nella foto), doganalista a Pordenone, vicepresidente Lorena del Gobbo (doganalista a Udine), mentre Oscar Duiz (doganalista a Gorizia) è stato nominato tesoriere. In regione si contano 94 doganalisti professionisti iscritti all’albo. Il totale della persone che lavorano in queste aziende è di circa 500 unità. «La promozione della categoria nell’ambito del territorio regionale e la realizzazione di convegni e seminari su temi dell’attività del doganalista saranno i primi punti che affronteremo come nuovo direttivo – dichiara Blarasin – Saremo poi impegnati nell’applicazione delle importanti novità introdotte con la riforma delle professioni e con la formazione obbligatoria continuativa».
PROCEDURA DI CHIUSURA DEI MOVIMENTI SCADUTI E NON ANCORA APPURATI
ECS ( Export Control System ) FASE 1
Per le operazioni doganali di esportazione, eseguite sino alla data del 30 giugno 2009, ed effettuate con il sistema ECS l'Agenzia delle Dogane ha comunicato la procedura da seguire per richiedere la "chiusura amministrativa" , sulla base della prove alternative dell'uscita delle merci dal territorio doganale della Comunità che l'esportatore è in grado di fornire.
Il comunicato prot. 72094/RU del 20 maggio 2009 elenca le prove alternative, che dovranno essere trasmesse unitamente ad una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa ai sensi dell'art. 47 del DPR 445/2000 dall'interessato (esportatore/rappresentante legale della società esportatrice.
ECS ( Export Control System ) FASE 2
Anche per le operazioni doganali di esportazione effettuate dal 1 luglio 2009 con il sistema ECS, è stata prevista una procedura di "appuramento amministrativo".
La circolare 166480/RU del 16-12-2009 della Direzione Centrale Gestione Tributi e rapporti con gli Utenti dell'Agenzia delle Dogane, ha disciplinato tempi e modi per fornire documentazione integrativa per provare l'uscita delle merci dal territorio della UE.
Le prove alternative sono:
a) copia del pagamento oppure la fattura di vendita, unitamente a
b) copia della bolla di consegna firmata o autenticata dal destinatario fuori dal territorio doganale della Comunità, oppure un documento di trasporto con attestazione di arrivo a destino del rappresentante del vettore
Va precisato che l'intero procedimento di chiusura deve essere completato entro 150 giorni dalla data di svincolo della merce per l'esportazione. Tuttavia, in corso di procedimento, potrebbero essere accettate proroghe dovute ad esigenze istruttorie dell'ufficio o dell'operatore stesso.