Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23077-del-17-09-2019
Timestamp: 2020-08-05 05:38:32+00:00
Document Index: 105693155

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 62', 'art59', 'art. 59', 'art. 70', 'art. 112', 'art. 59', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 23077 del 17/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23077 del 17/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 17/09/2019, (ud. 21/05/2019, dep. 17/09/2019), n.23077
sul ricorso 16772-2014 proposto da:
GTM SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIA G. RAMUSIO 6, presso
avverso la sentenza n. 101/2013 della COMM. TRIB. REG. di CAMPOBASSO,
Gruppo Tessile Molisano s.r.l. proponeva ricorso avverso l’avviso di accertamento Tarsu emesso dal Comune di Montenero di Bisaccia relativo all’annualità di imposta 2005 per un ammontare complessivo di Euro 20.531,00 chiedendone l’annullamento o in subordine la dichiarazione di debenza del tributo nella misura del 40% della tariffa.
Con sentenza n. 101 del 2013 la CTP di Campobasso rigettava il ricorso.
Avverso tale sentenza proponeva appello la società Gruppo Tessile Molisano s.r.l. chiedendo l’accoglimento delle domande formulate nel ricorso di primo grado.
Il Giudice di appello rilevava che la tassa rifiuti urbani è una tassa dovuta da tutti coloro che occupano o detengono locali e aree scoperte a qualsiasi titolo adibite in base alla previsione contenuta al D.L. n. 507 del 1993, art. 62, comma 1 ed alla L. n. 146 del 1994 sicchè la stessa doveva essere corrisposta anche dalla società appellante a prescindere dall’effettiva fruizione del servizio. Riteneva tuttavia che nel caso in esame ricorressero le condizioni per la riduzione ai sensi dell’art59 del decreto 507/1993 del tributo nella misura del 60% avendo la società Linar s.r.l. documentato di aver provveduto autonomamente allo smaltimento di un quantitativo di rifiuti pari a KG 20.200 a mezzo di idonee attestazioni rilasciati da operatori autorizzati.
Lamenta in particolare che la riduzione del tributo previsto dall’art. 59 è correlata a due condizioni vale a dire la denuncia da parte del contribuente della propria presenza e della superficie dell’area e l’incapacità del Comune ad assicurare il servizio in misura tale da consentire all’utente di fruire del servizio di raccolta.
Sostiene infatti che l’omissione di tale denuncia da parte della società contribuente avrebbe impedito al ricorrente di organizzare efficacemente il servizio di raccolta rifiuti sicchè la mancata erogazione dello stesso sarebbe imputabile alla società stessa.
Con un secondo motivo il Comune si duole dell’omessa pronuncia da parte del Giudice di appello in relazione alla dedotta violazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 70, con ciò incorrendo nella lesione del principio della corrispondenza fra chiesto e pronunciato di cui all’art. 112 c.p.c..
Come si evince dalla normativa di legge riportata, la riduzione non è condizionata ad un onere di preventiva denuncia ma spetta per il solo fatto che il servizio di raccolta non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità regolamentari relative alle distanze e capacità dei contenitori, ed alla frequenza della raccolta; così da far venir meno le condizioni di ordinaria ed agevole fruizione del servizio da parte dell’utente. Fermo restando che l’espletamento del servizio pubblico di nettezza urbana in conformità al regolamento previsto dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 59, comma 1, rientra – in ogni caso – nella responsabilità generale di buona amministrazione del Comune, la riduzione è purtuttavia dalla legge prevista per il fatto obiettivo che il servizio istituito non venga poi erogato secondo le prescritte modalità (sempre che lo scostamento da queste ultime comporti i suddetti caratteri di gravità e perdurante non fruibilità).
In questo quadro appare corretta la decisione assunta dalla CTR laddove ha ritenuto in conformità al dato normativo di operare una riduzione del tributo in ragione del 60% alla luce della documentazione prodotta dalla contribuente attestante lo smaltimento di rifiuti in misura pari a KG 32.000,00.
Al di fuori di tali ipotesi egli resta libero non solo di individuare l’esatta natura dell’azione e di porre a base della pronuncia adottata considerazioni di diritto diverse da quelle prospettate, ma anche di rilevare, indipendentemente dall’iniziativa della controparte, la mancanza degli elementi che caratterizzano l’efficacia costitutiva di una data pretesa, essendo tenuto all’esatta applicazione della legge (Cass. 2019 n. 476, Cass. n. 11304/2018; Cass. n. 6945/2007; Cass. n. 18991/2003; Cass. n. 919/1999).
Rigetta il ricorso, condanna il ricorrente al pagamento in favore della controricorrente delle spese della fase di legittimità che si liquidano in complessive Euro 1500,00 oltre al 15% per spese generali e ad accessori di legge; dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.