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Timestamp: 2017-01-17 13:04:30+00:00
Document Index: 101628674

Matched Legal Cases: ['art. 2430', 'art. 2357', 'art. 2525', 'art. 2528', 'art. 2357', 'art. 2525', 'art. 2528', 'art. 2431', 'art. 2357', 'art. 2431', 'art. 2389', 'art. 2431']

Art. 2431 codice civile: Soprapprezzo delle azioni
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 2431 codice civile: Soprapprezzo delle azioni L’AUTORE: Redazione
Le somme percepite dalla società per l’emissione di azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale, ivi comprese quelle derivate dalla conversione di obbligazioni, non possono essere distribuite fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il limite stabilito dall’articolo 2430 (1) (2).
Azioni: [v. 2325]; Valore nominale: [v. 2346]; Riserva legale: [v. 2430].
Sovrapprezzo: cifra che una società chiede agli azionisti o quotisti, in aggiunta al valore nominale delle azioni o quote, in occasione di aumenti del capitale sociale a pagamento.
(1) Il legislatore della riforma ha esteso la previsione della disposizione in commento anche alle azioni derivate dalla conversione delle obbligazioni.
(2) Il legislatore, mentre stabilisce il prezzo minimo (valore nominale) al di sotto del quale non possono emettersi azioni, non indica invece il prezzo massimo. Gli amministratori [v. 2380] dovranno proporre e l’assemblea straordinaria [v. 2365] dovrà deliberare il prezzo di emissione delle nuove azioni e di conseguenza l’eventuale sovrapprezzo da applicare.
Le somme accantonate in tale riserva possono essere liberamente utilizzate per diverse operazioni quali la copertura delle perdite, l’aumento gratuito del capitale sociale, l’aumento della riserva legale. Per quanto riguarda invece la distribuzione ai soci delle suddette somme questa può avvenire solo se la riserva legale ha raggiunto un quinto del capitale sociale. Per cui se tale riserva è inferiore al limite di cui all’art. 2430, sarà disponibile solo la parte eccedente rispetto a quella necessaria a completare la riserva.
Il legislatore ha voluto sottolineare la funzione del sovrapprezzo azioni; con ciò consente alla società di acquisire somme che non sono indisponibili, bensì possono essere utilizzate o per la copertura di perdite, o per emettere azioni future o per la distribuzione ai soci. A fronte dei maggiori valori dell’attivo in ragione del sovrapprezzo riscosso, occorre iscrivere nel passivo dello stato patrimoniale un importo corrispondente, il fondo sovrapprezzo azioni, che ha natura di riserva interamente disponibile nel caso di particolari esigenze dell’attività sociale (es.: copertura perdite) e parzialmente disponibile nel caso di distribuzione ai soci.
Sovraprezzo delle azioni
L'autorizzazione agli amministratori all'acquisto di azioni proprie, deliberata da una società per azioni trasformatasi dall'originario tipo di società cooperativa, non viola il disposto dell'art. 2357 c.c. allorché nel limite legale venga computata la riserva "fondo sovrapprezzo azioni" ex art. 2525, comma 2 (ora art. 2528, comma 2), c.c., iscritta nell'ultimo bilancio della società prima della trasformazione, e senza che sia necessaria l'approvazione di un bilancio straordinario post trasformazione al fine di renderla disponibile (Conferma App. Perugia, 18 ottobre, 2004, n. 910)
Cassazione civile sez. I 20 gennaio 2011 n. 1361 La deliberazione assembleare di una società per azioni, trasformatasi dall'originario tipo di società cooperativa, che autorizzi gli amministratori ad acquistare azioni proprie non viola il disposto dell'art. 2357 c.c., allorché nel limite legale venga computata la riserva iscritta nell'ultimo bilancio della società prima della trasformazione come "fondo sovrapprezzo azioni", previsto dall'art. 2525, comma 2 (ora art. 2528, comma 2), c.c.; infatti tale riserva diviene disponibile per effetto dell'avvenuta trasformazione, che rende applicabili le norme in materia di società per azioni, con la conseguente disponibilità delle riserve da sovraprezzo quando ricorra la condizione richiesta dall'art. 2431 c.c.
Cassazione civile sez. I 20 gennaio 2011 n. 1361 In caso di deliberazione assembleare con cui gli amministratori vengono autorizzati ad acquistare azioni proprie della società, nel calcolo dei limiti di cui all'art. 2357 c.c. vanno considerati tanto gli aumenti di capitale successivi all'ultimo bilancio approvato quanto la riserva da sovrapprezzo delle azioni, che, da indisponibile, diviene disponibile qualora la società si sia trasformata da cooperativa a s.p.a.
Cassazione civile sez. I 20 gennaio 2011 n. 1361 I versamenti in conto capitale costituiscono conferimenti volti a incrementare il patrimonio netto della società e non sono imputabili a capitale, salvo che, con apposita delibera assembleare di modifica dell'atto costitutivo, non ne venga disposto successivamente l'utilizzo per un aumento del capitale sociale; una volta eseguiti, i versamenti vanno a costituire una riserva, non di utili, ma "di capitale", soggetta alla stessa disciplina della riserva da soprapprezzo (art. 2431 c.c.), seppure "personalizzata" o "targata" in quanto di esclusiva pertinenza dei soci che li hanno effettuati. Ne consegue che i soci eroganti possono chiedere la restituzione delle somme versate solo per effetto dello scioglimento della società e nei limiti dell'eventuale residuo attivo del bilancio di liquidazione e che, d'altra parte, i ridetti versamenti, in caso di saturazione della riserva legale, possono con delibera dell'assemblea ordinaria essere distribuiti durante societate tra i soci in misura corrispondente a quanto da ognuno versato.
Cassazione civile sez. I 24 luglio 2007 n. 16393 È nulla la clausola con la quale si dispone che l'assemblea può destinare all'organo amministrativo tutti gli utili netti di bilancio previa deduzione della quota di riserva legale, perché contraria agli art. 2389 e 2432 (già 2431) c.c. che comportano un limite all'attribuzione di utili a favore degli amministratori, limite non derogabile dall'autonomia statutaria giacché si riconnette alla causa del contratto di società.
Tribunale Cassino 20 marzo 1992
Contrasta con il principio inderogabile stabilito nell'art. 2431 c.c. che commisura la partecipazione agli utili degli amministratori agli utili netti risultanti dal bilancio, la fissazione di un compenso agli amministratori stessi riferito al fatturato dell'esercizio della società.
Tribunale Milano 17 settembre 1987
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