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Timestamp: 2016-12-06 10:22:54+00:00
Document Index: 177029432

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 19', 'art.\n2', 'art. 19', 'art.\n2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n19', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 19']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 61 del 11.03.2009
Interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - IVA - DPR 26 ottobre
1972, n. 633 - Assoggettabilità ad imposta di contributi erogati dalla Comunità europea - Esercizio del diritto alla detrazione
Il Consorzio Olivicolo ALFA - società consortile a
limitata - riferisce di svolgere la propria attività nel settore dei
prodotti e dei servizi della filiera olivicola, al fine di agevolare
l'azione delle organizzazioni consorziate per il miglioramento e la
valorizzazione della produzione olivicola e il suo adattamento alle esigenze
In particolare, ALFA riferisce, fra l'altro, di predisporre e
realizzare, nel perseguimento dei propri fini istituzionali, progetti e
programmi operativi annuali e/o pluriennali, anche sopranazionali,
"finanziati anche con i contributi dei soci e di enti pubblici ed organizzazioni di livello locale, nazionale e comunitario".
Il Consorzio fa presente di avere ottenuto, per il finanziamento di
propri programmi di attività tesi a incentivare la politica agricola nel settore oleicolo, l'erogazione di fondi comunitari in base al Regolamento
(CE) del Consiglio n. 865/2004 del 29 aprile 2004 (ora abrogato, con effetto dal 1 luglio 2008, dal Regolamento (CE) 22 ottobre 2007, n. 1234) secondo
cui per "incoraggiare le organizzazioni di operatori riconosciute ed
elaborare programmi di attività per il miglioramento della qualità della
produzione di olio d'oliva e di olive da tavola è necessario un
finanziamento comunitario, costituito dalla percentuale degli aiuti diretti
che gli Stati membri sono autorizzati a trattenere (...)".
ALFA rileva, inoltre, che gli importi trattenuti dagli Stati membri
sono destinati al finanziamento comunitario di programmi di attività
riconducibili ad uno o più dei seguenti settori: "a) monitoraggio e
gestione amministrativa del mercato nel settore dell'olio e delle olive da tavola; b) miglioramento dell'impatto ambientale dell'olivicoltura; c)
miglioramento della qualità della produzione (...); d) sistema di tracciabilità, certificazione e tutela della
qualità dell'olio di oliva e delle olive da tavola (...); e) diffusione di informazioni sulle
svolte da tali organizzazioni ai fini del miglioramento della qualità
dell'olio di oliva".
Ciò premesso, ALFA, in quanto destinatario delle sovvenzioni di fonte
comunitaria sopra richiamate, chiede di sapere:
a) se le somme percepite siano riconducibili tra i contributi a fondo
perduto esclusi dal campo di applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 2,
terzo comma, lett. a), del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633;
b) se, in tal caso, l'IVA assolta sugli acquisti effettuati in
relazione al programma agevolato sia detraibile dall'ente istante in base
all'art. 19, comma 3, lett. c), del medesimo decreto.
ALFA ritiene che le somme in argomento debbano essere qualificate come
contributi a fondo perduto esclusi dal campo di applicazione dell'IVA ai sensi dell'art.
2, terzo comma, lett. a), del DPR n. 633 del 1972.
A sostegno della propria tesi, l'ente istante evidenzia che in capo al
Consorzio non sussiste alcun vincolo di natura obbligatoria e richiama, in proposito, le disposizioni recate dal Regolamento (CE) n. 865/2004, in base
al quale le organizzazioni riconosciute sono ammesse a fruire del beneficio se i programmi di
attività predisposti in conformità ai fini istituzionali
"rispettano i requisiti previsti dai regolamenti comunitari", spettando agli Stati membri predisporre verifiche dei programmi ed effettuare controlli a
Il Consorzio evidenzia, altresì, che in base al predetto Regolamento
l'unica sanzione ricollegata alla mancata effettuazione di una delle attività agevolate
è l'esclusione dal beneficio, non essendo previste
"altre penalità tipiche di un rapporto contrattuale".
Dalla qualificazione dei finanziamenti comunitari in argomento quali
contributi a fondo perduto consegue, ad avviso dell'interpellante, che l'IVA
assolta sugli acquisti effettuati in relazione al programma agevolato sia
detraibile, in quanto trova applicazione al caso di specie l'art. 19, comma
3, lett. c), del DPR n. 633 del 1972, secondo cui l'indetraibilità
dell'imposta non opera, tra l'altro, per le operazioni non soggette al tributo di cui all'art.
2, terzo comma, lett. a), dello stesso decreto.
In via generale, i contributi versati da enti pubblici assumono
rilevanza agli effetti IVA se vengono corrisposti a fronte di
un'obbligazione di dare, fare, non fare o permettere assunta dal
Per l'applicabilità del tributo occorre, quindi, che sussista un
rapporto obbligatorio a prestazioni corrispettive intercorrente fra l'ente
erogante e il soggetto beneficiario, nell'ambito del quale il finanziamento
assuma carattere di corrispettivo per una cessione di beni o una prestazione
Laddove, invece, il soggetto che riceve il finanziamento non sia
obbligato, a fronte degli importi percepiti, ad una prestazione di dare,
fare, non fare o permettere nei confronti dell'ente erogante, le somme
versate sono da considerare escluse dal campo di applicazione del tributo trattandosi di cessioni di denaro per il perseguimento di obiettivi di
carattere generale non afferenti a specifiche prestazioni, ai sensi
dell'art. 2, terzo comma, lett. a), del DPR n. 633 del 1972 (cfr.
risoluzione n. 472/E del 3 dicembre 2008).
Non può ravvisarsi la sussistenza di un nesso di
sinallagmaticità laddove non sia richiesta al beneficiario una specifica prestazione, ma
l'erogazione delle stesse somme si traduca nella messa a disposizione di
fondi per realizzare programmi e finalità di interesse generale e coprire
(in tutto o in parte) i relativi costi.
In presenza di finanziamenti comunitari, la qualificazione degli
stessi come corrispettivi di specifiche prestazioni di servizi - rilevanti
ai fini dell'IVA - o come contributi a fondo perduto - non soggetti
all'imposta ai sensi dell'art. 2, terzo comma, lett. a), del DPR n. 633 del
1972 - deve quindi essere effettuata in base a quanto sopra precisato.
Ciò posto, nel caso di specie, in presenza dei presupposti riferiti
dall'ente istante - il cui concreto riscontro esula dalle prerogative
esercitabili in questa sede dall'Agenzia delle Entrate - sembrano
soddisfatti i requisiti sopra richiamati per la qualificazione dei contributi come movimentazione di denaro, con conseguente esclusione degli
stessi dal campo di applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 2, terzo comma,
lett. a), del DPR n. 633 del 1972, in conformità al parere espresso dalla Direzione Regionale del ....
Per quanto concerne l'esercizio del diritto alla detrazione dell'IVA
assolta sugli acquisti effettuati in relazione al programma agevolato, si fa
presente quanto segue.
L'articolo 19, comma 2, del citato DPR n. 633 del 1972 stabilisce che
"non è detraibile l'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di
beni e servizi afferenti operazioni esenti o comunque non soggette
all'imposta (...)".
L'esercizio del diritto alla detrazione dell'IVA è quindi precluso
nelle ipotesi in cui i beni ed i servizi acquistati vengano utilizzati per
realizzare operazioni esenti o comunque non soggette al tributo.
A fronte di tale principio generale occorre tener presente che l'art.
19, comma 3, lett. c), del DPR n. 633 del 1972 prevede che
l'indetraibilità
non opera se le operazioni non soggette al tributo indicate nel predetto
comma 2 del medesimo art. 19 sono costituite dalle cessioni di denaro di cui
all'art. 2, terzo comma, lett. a), del DPR n. 633 del 1972.
Come chiarito con risoluzione n. 42/E del 16 marzo 2004 la
disposizione di cui all'art. 19, comma 3, lett. c), del DPR n. 633 del 1972
deve però intendersi riferita agli acquisti di beni e servizi effettuati
dal soggetto che pone in essere l'operazione di cessione di denaro sottratta
alla regola generale della indetraibilità.
Non legittima, quindi, l'esercizio del diritto alla detrazione la
circostanza che il contribuente sia destinatario di un contributo a fondo
perduto, dovendosi comunque fare riferimento alla tipologia delle operazioni
attive poste in essere in qualità di cedente o prestatore dallo stesso contribuente destinatario del contributo.
Quanto sopra precisato, con riferimento al caso di specie, la
detraibilità dell'IVA assolta sugli acquisti dei beni e servizi va
verificata in relazione alla tipologia di attività svolta in qualità di
cedente o prestatore dall'ente istante.