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Timestamp: 2017-11-24 05:32:17+00:00
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5 professioni a confronto: Formazione continua ed ECM - La Previdenza dei Liberi Professionisti
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5 professioni a confronto: Formazione continua ed ECM
3 novembre 2017 · by Federico Zanon · in Attualità
La FORMAZIONE CONTINUA è un obbligo dal 2012 per tutti i professionisti, in particolare per le professioni regolamentate con albo e ordine.
(1) un quadro generale dell’obbligo
(2) una vignetta sulla desolante situazione degli psicologi
(3) un accenno alla diatriba ECM
(4) un confronto fra la formazione continua di 5 diverse professioni: avvocati, ingegneri, assistenti sociali, consulenti del lavoro e biologi.
QUADRO GENERALE: LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA
La normativa dal 2012 stabilisce che:
(1) ogni professionista è obbligato alla formazione continua;
(2) ogni professione deve avere un proprio regolamento per la formazione continua, che spieghi ai professionisti come e quanto devono formarsi;
(3) ogni organismo nazionale – per noi il Consiglio Nazionale dell’Ordine – deve proporre il regolamento al proprio Ministero vigilante per approvazione e poi farlo rispettare ai professionisti.
Lo scopo è mantenere un livello adeguato di qualità del servizio offerto, a tutela dei cittadini.
Legge 138/2011 art. 3 comma 5 lettera b)
GLI PSICOLOGI: FANALINO DI CODA?
Ecco. Gli PSICOLOGI non ce l’hanno. A distanza di 5 anni siamo una delle poche professioni che ancora non ha un regolamento per la formazione continua.
Abbiamo un obbligo come professionisti. Ma non sappiamo come rispettarlo. Perché il nostro Consiglio Nazionale non ha un regolamento approvato dal Ministero vigilante. A distanza di 5 anni l’unica cosa che troviamo sul sito del CNOP è questo laconico comunicato (>LEGGI), senza data e firma. Dice che una proposta di regolamento è stata inviata al Ministero della Salute (pare nel 2013), ma non se ne sa nulla.
Il confronto con le altre 5 professioni prese in considerazione è desolante: fra il 2013 e il 2014 tutte erano già in pista con un regolamento per la formazione continua. Gli Assistenti Sociali addirittura sono già alla seconda edizione. Tutti approvati dai rispettivi Ministeri.
ECM: PER MOLTI MA NON PER TUTTI.
Qualche malalingua sussurra che l’attuale Consiglio Nazionale dell’Ordine Psicologi strizzi l’occhio al sistema ECM. Io non ci credo: perché dovrebbero?
La legge è chiara: serve comunque un regolamento per la formazione continua, che deve includere il sistema ECM per chi è obbligato a quel sistema: gli operatori del SSN. Per tutti gli altri l’obbligo è alla formazione continua. Non esiste alcuna norma che imponga la formazione ECM per il solo fatto di appartenere ad una professione sanitaria. Sfido chiunque ad indicarla con chiarezza. Ne ho ampiamente scritto in GLI ECM PER I LIBERI PROFESSIONISTI NON SONO OBBLIGATORI pubblicato su Altrapsicologia.
Altri sostengono con forza il sistema ECM perché sarebbe più comodo, meno costoso, già fatto. Ma ciascuna delle professioni che vedremo si è organizzata la propria piattaforma per accreditamento e registrazione dei crediti. Senza drammi.
Peraltro il sistema ECM non è affatto gratuito. Per nulla. Ai provider costa migliaia di euro, che vengono spesso ribaltati sui partecipanti. E non lo dico io, sta scritto sulla Gazzetta Ufficiale (>DM Salute 26 marzo 2013)
LE CINQUE PROFESSIONI: AVVOCATI, CONSULENTI LAVORO, ASSISTENTI SOCIALI, INGEGNERI, BIOLOGI.
Regolamento pubblicato sul sito dell’Ordine Nazionale nel 11/2013
VEDI REGOLAMENTO > 2013 11 Formazione Continua Biologi
L’approvazione del Regolamento è del Ministero della Salute.
I Biologi professionisti.
Il regolamento stabilisce un ‘doppio binario’: ECM per chi opera nella sanità (definizione tutt’altro che chiara) e FCP per chi non opera nella sanità.
In entrambi i casi il regolamento richiede di acquisire 150 Crediti Formativi nel triennio, con un minimo di 30 e un massimo di 70 all’anno.
QUANTO TEMPO VIENE DEDICATO?
Per gli ECM il valore delle ore di formazione viene stabilito dal provider, per cui il tempo è del tutto aleatorio. Un professionista non è messo nelle condizioni di quantificare l’impegno annuo da dedicare alla formazione ma dovrà invece scegliere le attività accreditate in modo da soddisfare il proprio fabbisogno di crediti.
Per i Crediti Formativi ‘non ECM’ il tempo da dedicare è quasi masochistico: ai corsi di formazione classici viene attribuito 1 credito ogni 8 ore, con il risultato paradossale che per essere in regola occorrerebbe dedicare 50 giornate lavorative all’anno alla formazione.
Alle pubblicazione di articoli, monografie e altro vengono attribuiti 0,25 crediti ogni 10.000 battute: scrivere i Promessi Sposi permetterebbe di acquisire ben 5,5 Crediti.
Per i biologi che esercitano nella sanità, la formazione corrisponde alla formazione ECM.
Per i biologi che non esercitano nella sanità (qualunque cosa significhi), in teoria è possibile acquisire crediti attraverso il sistema interno FCP. Nei fatti, il sistema FCP sembra molto penalizzante.
CHI ACCREDITA?
Il sistema ECM ha un proprio sistema di accreditamento, che negli anni ha raggiunto un punto di complessità molto elevato. Oggi chi intende erogare formazione ECM può accreditarsi come provider oppure avvalersi dei servizi degli enti di formazione accreditati come provider.
Il sistema FCP è invece gestito dal Consiglio dell’Ordine, che autorizza i soggetti formatori e accredita gli eventi.
Regolamento del Consiglio Nazionale Forense del 16/07/2014
(VEDI REGOLAMENTO: 2014 07 16 FCP Avvocati)
Legge 31 Dicembre 2012 n. 247 art. 11
Ogni avvocato o tirocinante abilitato a patrocinare, “per il solo fatto dell’iscrizione all’Albo, agliElenchi ed ai Registri, a prescindere dall’esercizio effettivo dell’attività professionale (…)” (art. 6 Regolamento per la formazione continua).
60 crediti nel triennio, di cui almeno 15 ogni anno e con un minimo di crediti in formazione deontologica e previdenziale.
La procedura di accreditamento non prevede una corrispondenza stringente fra ore e crediti. Indicativamente per la giornata formativa in aula (mattina e pomeriggio) vengono attribuiti fino a 4 crediti, che corrispondono a un impegno di circa 15 giorni interi nel triennio.
Si possono ottenere crediti formativi partecipando alle attività accreditate dal Consiglio Nazionale Forense o dagli Ordini territoriali.
Tuttavia è possibile ottenere crediti (con un tetto massimo di 10-12) per attività diverse dalla classica formazione in aula: pubblicazioni, partecipazione a commissioni, seminari autorganizzati fra colleghi, relazioni a convegni, attività di docenza.
Sono inoltre riconosciute ai fini dei crediti anche attività formative non preventivamente accreditate, nel rispetto dell’articolo 7 che titola ‘libertà di formazione’ che dice:
“Ogni iscritto ha diritto di scegliere liberamente le attività formative alle quali partecipare in relazione alle proprie esigenze di aggiornamento e formazione professionali, ai settori di attività nei quali esercita prevalentemente la professione, ai propri interessi sociali e culturali.”
Il Consiglio Nazionale Forense oppure le commissioni degli Ordini territoriali.
Regolamento per la Formazione Continua Consulenti del lavoro del 25 Settembre 2014
VEDI REGOLAMENTO > 2014 09 25 Regolamento Consulenti del lavoro
Approvazione del Ministero del Lavoro d’intesa con Ministero della Giustizia.
Chi esercita in qualunque forma e modalità la professione di Consulente del Lavoro.
50 Crediti Formativi nel biennio, con un minimo di 16 all’anno e 6 in materia deontologica e di ordinamento professionale.
Il Credito Formativo corrisponde convenzionalmente a 1 ora di formazione.
Per cui vengono richieste 50 ore di formazione nel biennio, 25 l’anno.
Tradotte in giornate da 7-8 ore, significa dedicare alla formazione circa 7 giornate in due anni.
L’attività pubblicistica è particolarmente premiale, permettendo di conseguire da 2 a 10 crediti per ogni pubblicazione. Con un paio di articoli pubblicati su riviste di settore di rilevanza nazionale risulta praticamente assolto l’obbligo formativo.
La formazione obbligatoria è organizzata principalmente dai Consiglio Provinciali, e riguarda un elenco di materie strettamente connesse all’attività professionale e afferenti alle aree del diritto, dell’economia e della regolamentazione del lavoro. Non manca una parte su comunicazione professionale e istituzionale.
Sono previste molte altre modalità di acquisizione dei crediti: facendo da relatore nei corsi organizzati dagli Ordini o nei corsi di formazione per Consulenti del Lavoro, svolgendo attività pubblicistica o partecipando a commissioni e gruppi di lavoro degli Ordini.
Di fatto, i Consigli Provinciali e il Consiglio Nazionale assolvono a tutti i crediti formativi degli iscritti, fungendo da certificato diretti.
Regolamento per la Formazione Continua 10 Gennaio 2014 (non più in vigore)
Regolamento per la Formazione Continua 16 Dicembre 2016 (in vigore)
VEDI REGOLAMENTO > 2016 12 16 Assistenti Sociali
L’approvazione del Regolamento è del Ministero della Giustizia.
Gli iscritti all’albo degli Assistenti Sociali.
60 crediti nel triennio, di cui almeno 15 per deontologia e ordinamento professionale.
Per cui vengono richieste 60 ore di formazione nel triennio, 20 ore l’anno.
Tradotte in giornate da 6-8 ore, significa dedicare alla formazione circa 8-10 giornate in tre anni.
La formazione classica in aula, i corsi universitari e di perfezionamento attinenti alla professione, gli incontri di supervisione effettuati da professionisti che non siano assistenti sociali e rivolti a gruppi multiprofessionali, le attività formative erogate dal proprio ente di appartenenza che vengano riconosciute dal Consiglio Nazionale, la supervisione di tirocinanti e di colleghi, le docente in corsi formativi.
Il Consiglio Nazionale, attraverso un’apposita Commissione, accredita preventivamente gli enti e i formatori singoli che vogliano erogare formazione agli Assistenti Sociali. Lo stesso Consiglio Nazionale, con una specifica piattaforma, accredita i singoli eventi. Anche gli Ordini regionali possono attribuire crediti a singoli eventi del loro territorio.
Regolamento Consiglio Nazionale Ingegneri del 13/07/2013
VEDI REGOLAMENTO: 2013 07 15 Formazione Continua Ingegneri
I professionisti identificati secondo il DPR 137/2012: iscritti all’albo che esercitano la professione.
Ogni iscritto ha una sorta di ‘borsellino’ che contiene crediti. Per esercitare servono almeno 30 crediti depositati, ma il ‘borsellino non può contenerne più di 120. Ogni anno, il Consiglio Nazionale scala dai borsellini 30 crediti.
In questo modo la formazione avviene a ciclo continuo, può essere accumulata e poi sospesa per un certo periodo, ma il tetto massimo di 120 impone comunque una certa continuità.
A chi si iscrive per la prima volta all’albo o si trasferisce è attribuita una ‘dote’ di crediti, così da permettergli l’avvio dell’attività senza oneri di tempo e di contro per la formazione.
La formazione classica prevede l’equivalenza di 1 credito per ogni ora, per cui l’obbligo è di circa 30 ore l’anno, che corrispondono a 4-5 giornate intere di formazione.
Il regolamento distingue fra attività ‘formali’ e ‘informali’.
Quelle formali sono i classici eventi formativi in aula accreditati dal Consiglio nazionale o dai Consigli territoriali.
Quelle informali, che possono costituire una parte rilevante della formazione, sono l’aggiornamento informale legato ad attività professionale dimostrabile, i brevetti ottenuti, le pubblicazioni, la partecipazione qualificata a interventi in caso di calamità naturale.
Addirittura per l’attività di preparazione informale legata alla propria attività professionale si possono conseguire fino a 15 crediti (metà del fabbisogno annuo), e va dimostrata semplicemente l’attività professionale svolta perché essa è presupposto della preparazione che si è resa necessaria.
Altra forma di accreditamento è la certificazione di competenze da parte dell’Ordine, che assegna fino a 15 crediti.
Il Consiglio Nazionale oppure gli Ordini territoriali.
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