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Timestamp: 2020-07-07 17:05:27+00:00
Document Index: 124405982

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 12176 del 16/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12176 del 16/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 16/05/2017, (ud. 07/04/2017, dep.16/05/2017), n. 12176
sul ricorso 15941/2016 proposto da:
F.G., F.M., D.D.M.G.,
F.I., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEGLI ANEMONI, 6/A,
presso lo studio dell’Avvocato FABIOLA TROMBETTA, rappresentati e
difesi dall’Avvocato ANGELO CONVERTINI;
D.G.D.;
avverso la sentenza n. 289/2016 del TRIBUNALE di TERAMO, depositata
in data 08/03/2016.
che in parziale accoglimento della domanda svolta dall’Avv. D.G.D. ed intesa ad ottenere la condanna di D.D.M.G., F.M., F.G. e F.I. al pagamento delle proprie spettanze professionali per l’attività di patrocinio svolta nel giudizio dinanzi alla Corte d’appello di L’Aquila, il Giudice di pace di Montorio al Vomano, con sentenza in data 11 settembre 2013, condannava i convenuti al pagamento della somma di Euro 2.027, oltre accessori;
che il Tribunale di Teramo, con sentenza resa pubblica mediante deposito in cancelleria l’8 marzo 2016, ha rigettato l’appello principale della D.D. e dei F. e l’appello incidentale del D.G.;
che avverso la sentenza del Tribunale la D.D. e i F. hanno proposto ricorso, con atto notificato il 27 giugno 2016, sulla base di due motivi;
che con il primo motivo, rubricato “sulla interposizione della querela di falso”, i ricorrenti dichiarano di proporre in corso di causa querela di falso nei confronti del documento “comparsa di costituzione e risposta” (documento n. 3 del fascicolo di parte attrice), deducendo di non avere conferito e sottoscritto alcun mandato ad assisterli all’Avv. D.G. per costituirsi nella causa oggetto della controversia e per la quale è stata avanzata la richiesta di pagamento;
che il motivo è inammissibile, perchè nel giudizio di cassazione, ove si adduca la falsità degli atti del procedimento di merito, la querela di falso va proposta in via principale, posto che la querela di falso è proponibile in via incidentale nel giudizio di cassazione, dando luogo alla sua sospensione, solo quando riguardi atti dello stesso procedimento di cassazione (Cass., Sez. 3, 16 gennaio 2009, n. 986; Cass., Sez. 3, 23 ottobre 2014, n. 22517);
che il secondo motivo, con cui si denunciano “violazione e falsa applicazione di norme di diritto ed omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio”, è inammissibile per genericità: esso, infatti, per un verso non indica quali sarebbero le norme di diritto che si suppongono erroneamente interpretate o applicate, e per l’altro verso, nel sostenere che l’attore nel giudizio di merito non avrebbe provato di avere effettuato l’attività professionale, prospetta un vizio (omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione) non più deducibile dopo la riforma dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (applicabile ratione temporis) operata dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, convertito in L. 7 agosto 2012, n. 134 (Cass., Sez. U., 7 aprile 2014, n. 8053);
che non vi è luogo pronuncia sulle spese, non avendo l’intimato svolto attività difensiva in questa sede;
che ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17), applicabile ratione temporis (essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), ricorrono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato da parte dei ricorrenti, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.