Source: https://renatodisa.com/2017/01/11/corte-di-cassazione-sezione-ii-civile-sentenza-9-gennaio-2017-n-199/
Timestamp: 2017-10-23 06:20:25+00:00
Document Index: 30433698

Matched Legal Cases: ['art. 1126', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 1110', 'sentenza ', 'art. 1139', 'art. 1134', 'art. 1110', 'art. 1110', 'art. 1299', 'art. 1203', 'Cass. Sez. ']

In difetto di un’espressa previsione normativa che stabilisca il principio della solidarietà, la responsabilità per il corrispettivo contrattuale preteso dall’appaltatore, incombente su chi abbia l’uso esclusivo del lastrico e sui condomini della parte dell’edificio cui il lastrico serve, è retta dal criterio della parziarietà, per cui l’obbligazione assunta nell’interesse del condominio si imputa ai singoli componenti nelle proporzioni stabilite dall’art. 1126 c.c., essendo tale norma non limitata a regolare il mero aspetto interno della ripartizione delle spese
SENTENZA 9 gennaio 2017, n.199
Con ricorso del 17 dicembre 2004 T.F. richiese al Giudice di Pace di Napoli di emettere decreto ingiuntivo nei confronti di P.P. e C.A. per la somma di Euro 921,07 oltre interessi e rivalutazione. La T. esponeva di essere condomina del fabbricato sito in (omissis) ; che l’amministratore del Condominio aveva incaricato in via d’urgenza l’impresa P.G. per il rifacimento del solaio del terrazzo di copertura dell’edificio di proprietà T. – C. , a causa delle infiltrazioni d’acqua piovana da esso provenienti; che l’ingegnere F. , incaricato dall’assemblea condominiale, aveva ripartito le spese occorse per i lavori in misura di un terzo a carico dei proprietari del terrazzo e di due terzi a carico dei condomini della verticale da esso coperta, P.P. e C.A. , N.G. e M. ; che l’impresa P. aveva sollecitato ai condomini il pagamento del proprio corrispettivo, non avendovi adempiuto l’amministratore; che al pagamento all’impresa aveva infine provveduto la stessa T.F. , versando la somma di Euro 5.526,00; che soltanto i condomini P.P. e C.A. non avevano poi rimborsato all’attrice la rispettiva quota loro spettante pari ad Euro 921,07.
Avverso la sentenza del Tribunale di Napoli T.F. ha proposto ricorso per cassazione, formulando due motivi. Gli intimati P.P. e C.A. non hanno svolto attività difensiva
Con il primo motivo la ricorrente deduce che la sentenza impugnata sarebbe incorsa in error in procedendo, censurabile ex art. 360 n. 4 c.p.c., dato che il giudice di appello, pur rilevando in limine la formazione del giudicato in ordine alla qualificazione giuridica della domanda, inquadrata ai sensi dell’art. 1110 c.c., si è poi diffuso nella disamina di tale inquadramento, ritenendolo infondato. Sempre nell’ambito degli errores in procedendo, eccepisce che il Tribunale di Napoli avrebbe omesso ogni valutazione in ordine alla pertinenza e rilevanza della prova per testi e documenti offerta dall’odierna ricorrente e disattesa senza alcun provvedimento ad hoc dal giudice di merito.
Con il secondo motivo la ricorrente eccepisce che la sentenza impugnata sarebbe altresì afflitta da gravi errores in iudicando, non avendo tenuto conto che l’art. 1139 c.c. rinvia alle norme in materia di comunione, laddove non vi sia un’apposita disciplina codicistica dettata per il condominio, e che in ogni caso l’art. 1134 c.c. non poteva trovare applicazione al caso in esame, poiché esso riguarda il rimborso delle spese effettuate dal condomino per le parti comuni dell’edificio, mentre, nella specie, il terrazzo di copertura era pacificamente di proprietà della T. . Da qui l’esigenza di applicare la disciplina dell’art. 1110 c.c. al caso di specie.
Ora, a proposito del primo motivo d’appello, è certo che il potere dovere del giudice di qualificazione della domanda nei gradi successivi al primo va Coordinato con i principi propri del sistema delle impugnazioni, sicché deve ritenersi precluso al giudice dell’appello di mutare d’ufficio – violando il principio della corrispondenza tra il chiesto ed il pronunziato – la qualificazione ritenuta dal primo giudice in mancanza di gravame sul punto ed in presenza, quindi, del giudicato formatosi su tale qualificazione. Tuttavia, la preclusione da giudicato per omessa impugnazione della qualificazione della domanda proposta non implica, ovviamente, la fondatezza nel merito della domanda stessa. La prima censura è quindi priva di rilievo, giacché il Tribunale di Napoli non ha sovvertito la qualificazione della domanda operata dal Giudice di pace, ma ha negato la fondatezza della stessa sotto l’indicato profilo ex art. 1110 c.c., nonché sotto il concorrente profilo della surrogazione legale, profilo quest’ultimo devoluto al giudice d’appello proprio da specifico motivo in tal senso proposto dall’appellante T. .
Dovendosi negare che l’obbligo di contribuzione alle spese di rifacimento del terrazzo di copertura si connotasse verso l’appaltatore, terzo creditore, come rapporto unico con più debitori, ovvero come obbligazione solidale per l’intero in senso proprio e quindi ad interesse comune, alla T. , quale condomina (in particolare, titolare della proprietà esclusiva del terrazzo) che aveva adempiuto nelle mani dell’appaltatore al pagamento dell’intero prezzo dei lavori, non poteva accordarsi un diritto di regresso nei confronti degli altri condomini, sia pur limitatamente alla quota millesimale dovuta da ciascuno di essi, ex art. 1299 c.c.. Il regresso, che ha per oggetto il rimborso di quanto sia stato pagato a titolo di capitale, interessi e spese, consiste in un diritto che sorge per la prima volta in capo al condebitore adempiente sulla base del c.d. aspetto interno dell’obbligazione plurisoggettiva. Né, smentito il debito solidale dei condomini, al condomino che abbia versato al terzo creditore anche la parte dovuta dai restanti condomini, allo scopo di ottenere da costoro il rimborso di quanto da lui corrisposto, può consentirsi di avvalersi della surrogazione legale in forza dell’art. 1203, n. 3, c.c., giacché essa – implicando il subentrare del condebitore adempiente nell’originario diritto del creditore soddisfatto in forza di una vicenda successoria – ha luogo a vantaggio di colui che, essendo tenuto con altri o per altri al pagamento del debito, aveva interesse a soddisfarlo. Dunque, il pagamento da parte della condomina T. delle quote del corrispettivo d’appalto dei lavori di rifacimento del terrazzo a livello dovute dai restanti condomini poteva al più legittimare la stessa ad agire, come pure prospetta il Tribunale, per ottenere l’indennizzo da ingiustificato arricchimento, stante il vantaggio economico ricevuto dagli altri condomini (cfr. Cass. Sez. U, Sentenza n. 9946 del 29/04/2009).
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