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Timestamp: 2018-01-22 02:15:32+00:00
Document Index: 133445894

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 33', 'art. 26', 'art. 16', 'art.47', 'art. 18']

IUniScuoLa Sondrio Informa On Line: Atto costitutivo delle associazioni e delle fondazioni
Atto costitutivo delle associazioni e delle fondazioni
L'atto di fondazione può essere revocato dal fondatore fino a quando non sia intervenuto il
riconoscimento, ovvero il fondatore non abbia fatto iniziare l'attività dell'opera da lui disposta.
L'atto costitutivo e lo statuto devono contenere la denominazione dell'ente, l'indicazione
dello scopo, del patrimonio e della sede, nonché le norme sull'ordinamento e sulla amministrazione.
Devono anche determinare, quando trattasi di associazioni, i diritti e gli obblighi degli
associati e le condizioni della loro ammissione; e, quando trattasi di fondazioni, i criteri
e le modalità di erogazione delle rendite.
L'atto costitutivo e lo statuto possono inoltre contenere le norme relative alla estinzione
dell'ente e alla devoluzione del patrimonio, e, per le fondazioni, anche quelle relative alla
loro trasformazione (28).
Le modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto devono essere approvate dall'autorità
governativa nelle forme indicate nell'art. 12 (att. 4).
La persona giuridica non può acquistare beni immobili, né accettare donazioni o eredita,
né conseguire legati senza l'autorizzazione governativa (473, 782; att. 5-7).
Gli amministratori sono responsabili verso l'ente secondo le norme del mandato (1710
e seguenti). E' però esente da responsabilità quello degli amministratori il quale non
abbia partecipato all'atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a
cognizione che l'atto si stava per compiere, egli non abbia fatto constare del
proprio dissenso (2392). Visionare Commenti
Le limitazioni del potere di rappresentanza, che non risultano dal registro indicato
nell'art. 33, non possono essere opposte ai terzi, salvo che si provi che essi ne
erano a conoscenza (1353, 2298, 2384).
L'assemblea delle associazioni deve essere convocata dagli amministratori una
volta l'anno per l'approvazione del bilancio.
L'assemblea deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la necessità
o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati.
In quest'ultimo caso, se gli amministratori non vi provvedono, la convocazione
può essere ordinata dal Presidente del tribunale (att. 8).
Le deliberazioni dell'assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza
di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione la deliberazione è
valida qualunque sia il numero degli intervenuti.
Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la
loro responsabilità gli amministratori non hanno voto.
Per modificare l'atto costitutivo o lo statuto, se in essi non è altrimenti disposto,
occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole
Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio
occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati (11).
Le azioni di responsabilità contro gli amministratori delle associazioni per fatti
da loro compiuti sono deliberate dall'assemblea e sono esercitate dai nuovi
amministratori o dai liquidatori (2941).
Le deliberazioni dell'assemblea contrarie alla legge, all'atto costitutivo o allo
statuto possono essere annullate su istanza degli organi dell'ente, di qualunque
associato o del pubblico ministero.
L'annullamento della deliberazione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi
di buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione
medesima (1445, 2377).
Il Presidente del tribunale o il giudice istruttore, sentiti gli amministratori
dell'associazione, può sospendere, su istanza di colui che l'ha proposto
l'impugnazione, l'esecuzione della deliberazione impugnata, quando
sussistono gravi motivi.
Il decreto di sospensione deve essere motivato ed è notificato agli
amministratori (att. 10).
L'esecuzione delle deliberazioni contrarie all'ordine pubblico o al
buon costume può essere sospesa anche dall'autorità governativa (att. 9).
La qualità di associato non è trasmissibile, salvo che la trasmissione
sia consentita dall'atto costitutivo o dallo statuto.
L'associato può sempre recedere dall'associazione se non ha assunto
l'obbligo di farne parte per un tempo determinato.
La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per iscritto agli
amministratori e ha effetto con lo scadere dell'anno in corso, purché
sia fatta almeno tre mesi prima.
L'esclusione d'un associato non può essere deliberata dall'assemblea che
per gravi motivi; l'associato può ricorrere all'autorità giudiziaria entro
sei mesi dal giorno in cui gli è stata notificata la deliberazione.
Gli associati, che abbiano receduto o siano stati esclusi o che comunque
abbiano cessato di appartenere all'associazione, non possono ripetere
i contributi versati, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell'associazione.
L'autorità governativa esercita il controllo e la vigilanza sull'amministrazione delle fondazioni;
provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti, quando le
disposizioni contenute nell'atto di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli
amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme imperative,
all'atto di fondazione, all'ordine pubblico o al buon costume; può sciogliere l'amministrazione e
nominare un commissario straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in conformità
dello statuto e dello scopo della fondazione o della legge.
L'annullamento della deliberazione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in
base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione medesima (1445, 2377).
Le azioni contro gli amministratori per fatti riguardanti la loro responsabilità devono essere
autorizzate dall'autorità governativa e sono esercitate dal commissario straordinario, dai
liquidatori o dai nuovi amministratori.
L'autorità governativa può disporre il coordinamento della attività di più fondazioni ovvero
l'unificazione della loro amministrazione, rispettando, per quanto è possibile, la volontà del
Oltre che per le cause previste nell'atto costitutivo e nello statuto, la persona giuridica si
estingue quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile.
L'estinzione è dichiarata dall'autorità governativa, su istanza di qualunque interessato
o anche d'ufficio (att. 10).
Quando lo scopo è esaurito o divenuto impossibile o di scarsa utilità, o il patrimonio e
divenuto insufficiente, l'autorità governativa, anziché dichiarare estinta la
fondazione, può provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno
possibile dalla volontà del fondatore.
La trasformazione non e ammessa quando i fatti che vi darebbero luogo sono
considerati nell'atto di fondazione come causa di estinzione della
persona giuridica e di devoluzione dei beni a terze persone.
Le disposizioni del primo comma di questo articolo e dell'art. 26 non si applicano
alle fondazioni destinate a vantaggio soltanto di una o più famiglie determinate (att. 10).
Gli amministratori non possono compiere nuove operazioni, appena è stato loro
comunicato il provvedimento che dichiara l'estinzione della persona giuridica
o il provvedimento con cui l'autorità, a norma di legge, ha ordinato
lo scioglimento dell'associazione, o appena è stata adottata dall'assemblea
la deliberazione di scioglimento dell'associazione medesima.
Qualora trasgrediscano a questo divieto, assumono responsabilità
personale e solidale (1292).
Dichiarata l'estinzione della persona giuridica o disposto lo scioglimento
dell'associazione, si procede alla liquidazione del patrimonio secondo
le norme di attuazione del codice (att. 11-21).
I beni della persona giuridica, che restano dopo esaurita la liquidazione,
sono devoluti in conformità dell'atto costitutivo o dello statuto.
Qualora questi non dispongano, se trattasi di fondazione, provvede
l'autorità governativa, attribuendo i beni ad altri enti che hanno
fini analoghi, se trattasi di associazione, si osservano le deliberazioni
dell'assemblea che ha stabilito lo scioglimento e, quando anche queste
mancano, provvede nello stesso modo l'autorità governativa.
I creditori che durante la liquidazione non hanno fatto valere il loro
credito possono chiedere il pagamento a coloro ai quali i beni sono
stati devoluti, entro l'anno della chiusura della liquidazione,
in proporzione e nei limiti di ciò che hanno ricevuto (2964 e seguenti).
Nel caso di trasformazione o di scioglimento di un ente, al quale sono
stati donati o lasciati beni con destinazione a scopo diverso da quello
proprio dell'ente, l'autorità governativa devolve tali beni,
con lo stesso onere, ad altre persone giuridiche, che hanno fini analoghi.
In ogni provincia e istituito un pubblico registro delle persone giuridiche
(att. 22 e seguenti). Nel registro devono indicarsi la data dell'atto costitutivo,
quella del decreto di riconoscimento, la denominazione, lo scopo,
il patrimonio, la durata, qualora sia stata determinata, la sede
della persona giuridica e il cognome e il nome degli amministratori
con la menzione di quelli ai quali è attribuita la rappresentanza.
Gli amministratori di un'associazione o di una fondazione non registrata,
benché riconosciuta, rispondono personalmente e solidalmente,
insieme con la persona giuridica, delle obbligazioni assunte (1292).
Nel registro devono iscriversi anche le modificazioni dell'atto costitutivo
e dello statuto, dopo che sono state approvate dall'autorità governativa,
il trasferimento della sede e l'istituzione di sedi secondarie,
la sostituzione degli amministratori con indicazione di quelli ai quali spetta
la rappresentanza, le deliberazioni di scioglimento, i provvedimenti che
ordinano lo scioglimento o dichiarano l'estinzione, il cognome e il nome
dei liquidatori.
Se l'iscrizione non ha avuto luogo, i fatti indicati non possono essere
opposti ai terzi, a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza.
dagli artt. 33 e 34, nel termine e secondo le modalità stabiliti dalle norme
di attuazione del codice (att. 25 e seguenti) sono puniti con l'ammenda
da L. 20.000 a L. 1.000.000.
L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone
giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati.
Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo questi
accordi, e conferita la presidenza o la direzione (Cod. Proc. Civ. 75, 78).
I contributi degli associati e i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo
comune dell'associazione. Finche questa dura, i singoli associati non possono chiedere la
divisione del fondo comune, né pretendere la quota in caso di recesso.
Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione i terzi possono far
valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche
personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione
(Cod. Proc. Civ. 19).
I comitati di soccorso o di beneficienza e i comitati promotori di opere pubbliche, monumenti,
esposizioni, mostre, festeggiamenti e simili sono regolati dalle disposizioni seguenti, salvo
quanto e stabilito nelle leggi speciali.
Gli organizzatori e coloro che assumono la gestione dei fondi raccolti sono responsabili
personalmente e solidalmente della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo
Qualora il comitato non abbia ottenuto la personalità giuridica (12), i suoi componenti
rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte. I sottoscrittori sono tenuti
soltanto a effettuare le oblazioni promesse.
Qualora i fondi raccolti siano insufficienti allo scopo, o questo non sia più attuabile, o,
raggiunto lo scopo, si abbia un residuo di fondi, l'autorità governativa stabilisce la devoluzione
dei beni, se questa non è stata disciplinata al momento della costituzione.
Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e
interessi (Cod. Proc. Civ. 139).
Il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato
denunciato nei modi prescritti dalla legge (att. 31).
Quando una persona ha nel medesimo luogo il domicilio e la residenza e trasferisce questa
altrove, di fronte ai terzi di buona fede si considera trasferito pure il domicilio, se non si è fatta
una diversa dichiarazione nell'atto in cui e stato denunciato il trasferimento della residenza.
Ciascuno dei coniugi ha il proprio domicilio nel luogo in cui ha stabilito la sede principale dei
propri affari o interessi.
Il minore ha il domicilio nel luogo di residenza della famiglia o quello del tutore. Se i genitori
sono separati o il loro matrimonio è stato annullato o sciolto o ne sono cessati gli effetti civili o
comunque non hanno la stessa residenza, il minore ha il domicilio del genitore con il quale
Quando la legge fa dipendere determinati effetti dalla residenza o dal domicilio, per le persone
giuridiche si ha riguardo al luogo in cui e stabilita la loro sede (Cod. Proc. Civ. 141, 145).
Nei casi in cui la sede stabilita ai sensi dell'art. 16 o la sede risultante dal registro è diversa da
quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche questa
ultima (33).
Pubblicato da staff a 01:21
Etichette: da Art.14 a art.47
staff 16 novembre 2010 20:53
Art. 2392 (1)
staff 17 novembre 2010 00:24
Dispositivo dell'art. 18 c.c.
Gli amministratorisono responsabili verso l'ente secondo le norme del mandato . È però esente da responsabilità quello degli amministratori il quale non abbia partecipato all'atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a cognizione che l'atto si stava per compiere, egli non abbia fatto constare il proprio dissenso.
Atto costitutivo delle associazioni e delle fondaz...