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Timestamp: 2019-04-20 16:37:21+00:00
Document Index: 88707553

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 19', 'art. 1965', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 1272', 'art. 1273', 'art. 1180', 'art. 491', 'art. 2409', 'art. 16']

La transazione dei tributi e la rateazione di imposte e tasse iscritte a ruolo | Commercialista Telematico
– Art. 3, comma 3, del Decreto Legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito dalla legge 8 agosto 2002, n. 178
– Circolare Agenzia delle Entrate n. 8/2004
In base alla norma sopra indicata, l’Agenzia delle entrate, dopo l’inizio dell’esecuzione coattiva, può procedere alla transazione dei tributi iscritti a ruolo dai propri uffici il cui gettito é di esclusiva pertinenza dello Stato in caso di accertata maggiore economicità e proficuità (1) rispetto alle attività di riscossione coattiva, quando nel corso della procedura esecutiva emerga l’insolvenza del debitore o questi è assoggettato a procedure concorsuali. Alla transazione si arriva con atto approvato dal direttore dell’Agenzia, su conforme parere obbligatorio della Commissione Consultiva per la riscossione di cui all’art. 6 del D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112, acquisiti gli altri pareri obbligatoriamente prescritti dalle vigenti disposizioni di legge. I pareri si intendono rilasciati con esito favorevole decorsi 45 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, se non pronunciati espressamente nel termine predetto.
La transazione può comportare la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo anche a prescindere dalla sussistenza delle condizioni di cui all’art. 19, commi 1 e 2, del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602.
Il concetto di transazione
Il termine “transazione” utilizzato dal legislatore si intende riferito al contratto tipico previsto dall’art. 1965 del c.c., primo comma, che definisce la transazione come “il contratto col quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite già incominciata, o prevengono una lite che può sorgere tra loro.”
Il presupposto in relazione al quale può configurarsi un negozio transattivo, non si concretizza soltanto con riferimento alle liti giudiziarie pendenti ma anche a quelle potenziali.
Il negozio transattivo si caratterizza per la reciprocità di concessioni, che sono evidenti sia quando le parti facciano riferimento alla posizione assunta nella lite eventualmente già in atto, sia quando ci si riferisca ad una controversia che può insorgere.
Dilazione di pagamento delle imposte e tasse iscritte a ruolo
Inoltre, la transazione può comportare la dilazione di pagamento delle somme iscritte a ruolo anche a prescindere dalla sussistenza delle condizioni di cui all’art. 19, commi 1 e 2, del D.P.R. n. 602/1973.
Difatti, la rateazione può essere consentita, nonostante la pendenza di una procedura esecutiva, ad un soggetto che versa in stato di insolvenza ed anche in assenza del rilascio di una delle garanzie qualificate previste dal suddetto art. 19 del D.P.R. n. 602/1973.
I termini della dilazione dipendono dalla offerta e dal valore delle eventuali garanzie, reali e/o personali.
Per “tributi iscritti a ruolo” si intende sia il credito derivante dal tributo sia il credito derivante dalle sue componenti accessorie, quali gli interessi e le sanzioni; l’effetto dell’accordo, se non diversamente pattuito fra le parti, rimane comunque regolato dall’art. 31 del D.P.R. n. 602/73.
Come predetto alla transazione si procede con atto approvato dal Direttore dell’Agenzia, su conforme parere obbligatorio della Commissione consultiva per la riscossione di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 112/1999, acquisiti gli altri pareri previsti dalla legge.
Secondo il parere del Consiglio di Stato la struttura dell’istituto configura una posizione di interesse legittimo. L’organo consultivo ritiene che i provvedimenti di diniego assunti dall’Agenzia, al termine dell’iter previsto, non possano essere soggetti a reclamo per quanto riguarda le questioni attinenti alle valutazioni di convenienza.
Soggetti che presentano l’istanza di transazione
Sotto il profilo soggettivo, l’istanza di transazione può essere presentata dal contribuente persona fisica, obbligato principale, o da chi lo rappresenta per legge.
Per le società, l’istanza può essere presentata dal legale rappresentante.
Anche il coobbligato in solido è legittimato a presentare l’istanza.
Parimenti, può presentare l’istanza pure un terzo estraneo al rapporto tributario (Codice Civile art. 1272 espromissione, art. 1273 accollo, art. 1180 adempimento del terzo).
Soggetti impossibilitati a presentare l’istanza
I contribuenti assoggettati a procedure concorsuali, o quelli per i quali dette procedure si sono aperte nel corso dei procedimenti esecutivi avviati dai Concessionari della riscossione non possono presentare direttamente l’istanza di transazione, giacché gli stessi sono stati privati della possibilità di amministrare e disporre del loro patrimonio, per cui tutti gli atti negoziali da loro posti in essere sono inefficaci.
Nelle ipotesi di fallimento e delle altre procedure concorsuali disciplinate dal R.D. n. 267 del 1942, nonché dell’amministrazione straordinaria di cui alla legge n. 270/1999, l’istanza può essere validamente presentata dagli Organi nominati dalle autorità delegate per legge.
Momento di proposizione della transazione
Si può procedere alla transazione “dopo l’inizio dell’esecuzione coattiva” e “quando nel corso della procedura esecutiva emerga lo stato d’insolvenza del debitore o questi è assoggettato a procedure concorsuali”.
– che sia già iniziato il processo di espropriazione forzata ossia che il Concessionario della riscossione abbia già eseguito il pignoramento di beni mobili o notificato l’atto di pignoramento immobiliare, i quali ai sensi dell’art. 491 c.p.c. costituiscono il primo atto dell’espropriazione forzata;
– che nel corso della procedura di espropriazione forzata, iniziata come sopra, emerga l’insolvenza del debitore.
Qualora il debitore risulti assoggettato a procedura concorsuale, l’unico presupposto previsto dalla norma é la stessa situazione giuridica in cui versa il debitore al momento della presentazione dell’istanza, dal momento che, in pendenza di procedura concorsuale, e’ fatto divieto anche al Concessionario della riscossione di promuovere o proseguire le azioni esecutive individuali.
Presentazione dell’istanza di transazione
L’istanza di transazione essere presentata presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base all’ultimo domicilio fiscale del contribuente e deve riportare i seguenti elementi essenziali:
– indicazione della natura e dell’ammontare dei tributi costituenti il debito iscritto a ruolo, nonché dei relativi interessi e sanzioni;
– contenuto delle “concessioni” e, quindi, l’indicazione delle eventuali liti in corso, da definire per tale via, con la specificazione dello stato e grado dei procedimenti e dell’Autorità Giudiziaria adita, o, l’indicazione del contenuto del contenzioso potenziale;
– data di inizio dell’espropriazione forzata ad opera del Concessionario della riscossione, ovvero gli estremi della procedura concorsuale già pendente;
– indicazione di ogni elemento che consenta di verificare l’esistenza del presupposto dell’insolvenza come richiesto dalla norma per accedere alla transazione, o indicazione degli estremi della procedura concorsuale già in atto;
– indicazione della somma offerta ad estinzione dell’obbligazione tributaria, delle modalità e dei tempi di pagamento della stessa, compresa l’eventuale dilazione;
– offerta di pagamento immediato, alla conclusione dell’accordo transattivo, delle spese relative al procedimento di riscossione coattiva e ad ogni altra azione eventualmente avviata dall’Agenzia delle Entrate per il tramite dell’Avvocatura dello Stato per il recupero dei tributi di cui trattasi, nonché di ogni altra spesa riguardante le liti in corso connesse ai tributi oggetto dell’istanza;
– offerta di pagamento immediato, alla conclusione dell’accordo transattivo, del compenso di spettanza del Concessionario della riscossione per il recupero dei tributi di cui si tratta, da calcolarsi sulla somma offerta ad estinzione dell’obbligazione ovvero sull’intera somma iscritta a ruolo qualora oggetto della transazione sia esclusivamente la dilazione di pagamento.
Tali elementi sono validi anche qualora la richiesta di transazione abbia per oggetto tributi iscritti a ruolo nei confronti di contribuente assoggettato a procedure concorsuali
In tutti i casi, gli eventuali debiti iscritti a ruolo per i quali non é possibile accedere alla transazione (es. IRAP) devono essere estinti integralmente al momento della stipula dell’accordo
Documenti da allegare all’istanza di trattazione
Per rispettare i principi della maggiore economicità e della proficuità dell’accordo rispetto all’attività di riscossione coattiva il debitore deve allegare all’istanza i documenti che ritiene necessari ai fini dell’accoglimento della stessa e comunque tutti quelli che l’Agenzia delle Entrate non é in grado di acquisire autonomamente (Legge n. 241/90), con autorizzazione al trattamento dei dati sensibili (T. U. n. 196/2003).
In luogo della documentazione il debitore può rilasciare dichiarazioni sostitutive (nelle forme di semplificazione previste dal D.P.R. 28.12..2000, n. 445).
I debitori non assoggettati a procedure concorsuali devono comunque allegare i seguenti documenti:
– situazione patrimoniale completa, con elenco analitico delle poste attive e passive, dei beni immobili e mobili registrati posseduti anche all’estero.
Inoltre, per i contribuenti non obbligati alla tenuta della contabilità ordinaria e per i lavoratori autonomi la situazione prodotta deve evidenziare il valore dei seguenti beni:
– Beni strumentali (al netto degli ammortamenti), rimanenze finali di magazzino, compreso il patrimonio immobiliare e beni mobili registrati;
– elenco dei rapporti bancari, attivi e passivi, di deposito e/o di ogni altra natura intrattenuti con Banche ed Istituzioni creditizie/finanziarie nazionali ed estere, compresa Poste Spa, con indicazione dei relativi saldi a data corrente, o dichiarazione negativa;
– autorizzazione espressa, in deroga a quanto previsto dalla T. U. n. 96/2003, a richiedere informazioni agli Enti e Società;
– elenco analitico dei creditori e dei debitori, o dichiarazione negativa;
– eventuali perizie riguardanti immobili e beni mobili registrati.
Per le società, la documentazione relativa a dati contabili deve essere certificata da uno dei soggetti di cui all’art. 2409-bis del C.c (2).
Per le società di persone e le persone fisiche esercenti attività di impresa o di arti e professioni la certificazione é rilasciata da professionisti, studi professionali o società di professionisti iscritti negli appositi albi.
L’Ufficio locale che riceve l’istanza deve verificare che la stessa si riferisca a tributi iscritti dagli Uffici dell’Agenzia delle Entrate il cui gettito é di esclusiva spettanza dello Stato e che nella stessa siano riportati ed allegati tutti gli elementi ed i documenti, sopra descritti compatibili con la situazione giuridica del contribuente.
Se viene riscontrata la mancanza o l’insufficienza di uno o più elementi, l’istanza non é presa in considerazione, salvo integrazione nel termine di 15 giorni.
La relativa comunicazione al contribuente viene effettuata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, con l’indicazione del termine per adempiere e con l’avvertenza, che in caso di mancato adempimento nel medesimo termine l’istanza è archiviata.
Dopo la verifica, l’istanza viene inoltrata alla Direzione Centrale Accertamento ed, in copia, alla competente Direzione Regionale insieme ai seguenti documenti:
– posizione debitoria completa, con indicazione degli eventuali coobbligati e specifica dei tributi per i quali sussiste la coobbligazione;
– certificazione del Concessionario della riscossione relativa alla posizione contabile del debitore e alle azioni esecutive poste in essere, e/o ancora eventualmente da eseguire nei confronti dello stesso per il recupero dei tributi oggetto dell’istanza, con indicazione dei beni pignorati, del valore dei medesimi, delle garanzie acquisite sugli stessi e del loro grado e di ogni altra utile notizie in suo possesso sul conto del debitore, sullo stato delle procedure e degli eventuali giudizi in corso, le medesime informazioni vanno fornite riguardo gli eventuali coobbligati (3);
– certificazione rilasciata dalla CCIAA competente in relazione all’ultimo domicilio fiscale dichiarato dal debitore, attestante le eventuali iscrizioni, nonché certificazione protesti (dichiarazioni da acquisire anche se negative);
– ultimo bilancio depositato, per i soggetti tassabili in base a tale documento, da riclassificare per determinare l’indice di solvibilità e di indebitamento; per i contribuenti minori ed i lavoratori autonomi i predetti indici sono determinati raffrontando l’ammontare dei tributi oggetto dell’istanza con i valori dei beni di cui alla situazione patrimoniale;
– segnalazione delle eventuali liti in corso riguardanti i tributi oggetto dell’istanza, con l’indicazione dello stato dei giudizi e le ragionevoli previsioni sull’esito degli stessi; analoga segnalazione va predisposta con riferimento agli eventuali coobbligati.
Indi, il competente Ufficio deve procedere alla liquidazione dei tributi risultanti dalle dichiarazioni presentate alla data di proposizione dell’accordo; verificare, mediante accessi, l’adempimento degli obblighi di versamento sino alla data di presentazione della domanda e porre in essere ogni altro eventuale controllo al fine di consolidare l’intero debito fiscale ed avere un quadro completo ed effettivo della posizione fiscale del contribuente operando le necessarie iscrizioni a ruolo.
I predetti adempimenti sono assicurati dall’Ufficio competente nel termine di giorni 60 dalla data di ricezione dell’istanza, fermi restando i tempi tecnici necessari per le eventuali iscrizioni a ruolo.
Verifica completezza della documentazione
La Direzione Regionale (alla quale l’Ufficio inoltra l’istanza per conoscenza) é tenuta a verificare la completezza della documentazione alla stessa allegata e a comunicare, entro giorni 15 dalla ricezione, alla Direzione Centrale Accertamento, Settore Riscossione, Ufficio Procedure Esecutive, le proprie argomentazioni in ordine ai documenti istruttori, finalizzate a consentire l’istruttoria terminale che conduce al provvedimento del Direttore dell’Agenzia.
Nell’ambito di tale attività istruttoria il competente Ufficio della Direzione Centrale può richiedere:
– Per le persone fisiche non esercenti attività di impresa o di arti e professioni, una certificazione attestante la veridicità dei dati contabili esposti nei documenti prodotti a corredo dell’istanza, rilasciata da professionisti, studi professionali associati e società di professionisti iscritti negli appositi albi;
– ulteriori documenti, anche a soggetti terzi e chiarimenti anche in contraddittorio con il contribuente; in quest’ultimo caso viene redatto apposito processo verbale;
– pareri preventivi ad organi consultivi esterni nonché ogni altra attività di terzi, con oneri a carico del debitore, purché funzionali alla conclusione della transazione.
Il medesimo Ufficio può anche acquisire ulteriori elementi ed anche informazioni presso amministrazioni estere.
Ai fini della valutazione di maggiore economicità e proficuità dell’accordo rispetto all’attività di riscossione coattiva, l’Agenzia si avvale delle informazioni fornite dal contribuente, dal Concessionario della riscossione, dagli Uffici e dalle Direzione Regionali, nonché di quelle risultanti al sistema di Anagrafe Tributaria secondo i criteri già stabiliti dall’Agenzia nell’ambito delle istruzione fornite ai Concessionari della riscossione ai fini operativi e della comunicazione di inesigibilità.
La rilevazione di atti dispositivi mediante i quali il debitore ha modificato la propria situazione patrimoniale e finanziaria può costituire elemento preclusivo alla favorevole conclusione del procedimento istruttorio.
Esito finale e notifica al contribuente
A conclusione dell’attività istruttoria é predisposta apposita proposta di provvedimento motivato di accettazione della proposta di transazione. Tale provvedimento è trasmesso alla Commissione Consultiva per la riscossione, con la richiesta di parere, nonché agli eventuali altri Organi ai quali si ritiene che debba essere richiesto il parere obbligatorio.
Trascorsi 45 giorni dalla data di richiesta del parere (o dei pareri) obbligatorio, salvo quanto previsto dall’art. 16, comma 4, della Legge n. 241/1990, il provvedimento di accettazione della transazione si intende rilasciato con esito favorevole.
I provvedimenti di accettazione e di rigetto della istanza di transazione sono notificati al contribuente e agli altri soggetti interessati per il tramite del competente Ufficio locale.
Si precisa che le liti devono avere connotazioni di effettiva fondatezza tali da rendere incerto l’esito delle stesse. La transazione non può chiudere controversie di cognizione dinanzi alle Commissione tributarie o ad altro Giudice
Tributi per i quali sono previste forme di compartecipazione di altri enti impositori
L’istituto della transazione è applicabile per i casi di mera compartecipazione al gettito del
tributo (ad esempio, IVA e tributi erariali da retrocedere alle Regioni).
Per contro, l’Agenzia non ha facoltà di disporre degli importi quando la singola iscrizione a ruolo dia luogo ad un credito di cui è già specificamente predeterminata la quota di spettanza del diverso Ente impositore.
Sono quindi esclusi i tributi:
– amministrati dagli uffici dell’Agenzia, anche con riferimento all’ipotesi in cui accertamento e riscossione siano rimessi a tali uffici in forza di apposite convenzioni con gli Enti impositori (ad esempio, le Regioni per l’IRAP);
– disciplinati da leggi statali, ma che danno luogo ad un gettito di esclusiva competenza di altri Enti impositori, a favore dei quali si determina il conseguente incremento patrimoniale (ad esempio, tributi locali, tassa automobilistica, addizionali regionali e comunali).
Il Consiglio di Stato ha affermato che:
“la norma lascia emergere con chiarezza le linee portanti del nuovo istituto che consente – al verificarsi delle condizioni date – di concludere un ragionevole accordo transattivo che, senza incidere sulla materia imponibile ma in deroga al tradizionale principio della indisponibilità del credito tributario, rende possibile per l’amministrazione finanziaria conseguire un più proficuo introito rispetto a quello ottenibile dallo sviluppo delle procedure esecutive. L’interesse pubblico perseguito induce pertanto a ritenere che il peculiare accordo, con effetti transattivi, introdotto dalla norma sia idoneo ad esplicare i suoi effetti non solo nel caso di sussistenza di liti attuali, instaurate in tema di rapporti tributari sfociati nella iscrizione a ruolo ma, in attuazione del principio di economicità dell’azione amministrativa, estenda la sua portata a tutti i crediti tributari derivanti da iscrizioni a ruolo nei confronti di contribuenti rivelatisi insolventi.
Art. 2409 bis (Controllo contabile)
Il controllo contabile sulla società è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro istituito presso il Ministero della giustizia.
Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il controllo contabile è esercitato da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la quale, limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla disciplina dell’attività di revisione prevista per le società emittenti di azioni quotate in mercati regolamentati ed alla vigilanza della Commissione nazionale per le società e la borsa.
Altresì, il Concessionario della riscossione certifica l’ammontare delle spese già sostenute e connesse alla riscossione coattiva dei tributi oggetto dell’istanza nonché l’ammontare del compenso commisurato all’importo effettivo offerto ad estinzione dell’obbligazione tributaria, o all’importo totale nel caso di esclusiva richiesta di dilazione di pagamento.