Source: https://issuu.com/studiostefanelli/docs/newsletters01_11_2010_12_1_29
Timestamp: 2017-04-26 15:23:30+00:00
Document Index: 108366490

Matched Legal Cases: ['art.\n2059', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1218', 'art. 1176', 'sentenza ', 'sentenza ']

NEWSLETTERS01_11_2010_12_1_29 by undefined - issuu
Studio LegaleStefanelli
LETTERA INFORMATIVA SANITA’
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segnalate può richiederLe direttamente all’indirizzo s.stefanelli@studiolegastefanelli.it
INDICEARTICOLI 2 LA RESPONSABILITÀ MEDICA – APPROFONDIMENTO 3 PUBBLICITA’ 3 TRIBUNALE DI BARI, SEZIONE PRIMA, SENTENZA 23 NOVEMBRE 2009 N. 3480/09 3 Pubblicità, privacy e danno morale 3 TRIBUNALE DI BOLOGNA, SEZ II 28/09/2009 4 La pubblicità ingannevole può portare all’annullamento del contratto 4 PRIVACY 5 LINEE GUIDA DEL GARANTE IN TEMA DI REFERTI ON‐LINE 5 Criteri e procedure per la gestione on line dei referti 5 RESPONSABILITÀ MEDICA 6 CASS CIVILE 28 AGOSTO 2009 N. 18805 6 La clinica risponde anche per l'operato del chirurgo "esterno" CASSAZIONE CIVILE SENTENZA, SEZ. III, 30 SETTEMBRE 2009 N. 20954 Danno da farmaci cagionato dall'ospedale CASSAZIONE CIVILE – SEZIONE III, SENT. N. 20101 DEL 18.09.2009 Omissioni nella cartella clinica CASSAZIONE PENALE ‐ SEZIONE IV, SENT. N. 35659 DEL 15.09.2009 Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
www.studiolegalestefanelli.it – Partita IVA: 042968903716 7 7 8 8 9 Studio LegaleStefanelli
Le linee guida non tracciano obblighi diagnostici 9 PUBBLICO IMPIEGO SANITARIO – INCOMPATIBILITA’ 10 CGA REGIONE SICILIANA – SEZ. GIURISDIZIONALE; SENT. N. 769 DEL 14.09.2009 10 Incompatibilità e proprietà di quote societarie 10 FARMACI 10 DECRETO MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI 14/07/2009, G.U. 14/09/2009, N. 213 10 Assicurazione obbligatoria per i partecipanti alle sperimentazione clinica dei 10 farmaci 10 ODONTOIATRA – ACCESSO AL SSN 12 T.A.R. TRENTO 3 GIUGNO 2009 N. 164 12 Laurea in odontoiatria insufficiente per accedere al SSN: occorre la specializzazione 12 DEONTOLOGIA MEDICA 12 DELIBERA ORDINE DI FIRENZE 13 Consulenze mediche on­line 13 PROCEDIMENTI DISCIPLINARI 14 CONSIGLIO DI STATO 19 NOVEMBRE 2009 N. 7246 14 Procedimenti disciplinari a carico dei medici pubblici ARTICOLIVia Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
www.studiolegalestefanelli.it – Partita IVA: 0429689037114 Studio LegaleStefanelli
LA RESPONSABILITÀ MEDICA– APPROFONDIMENTOSi segnala sul sito www.melchiorregioia.it un Approfondimento a firma dell’avvocato
SilviaStefanelliprofessionaleinerente
medicaalcunesentenzepresentatenelin
corsomateria
deldiresponsabilitàConvegnopromossodall’Associazione Melchiorre Gioia “DANNO ALLA PERSONA DOPO UN ANNO
DALLA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SEZIONI UNITE” tenutosi presso la Corte
di Cassazione in data 13-14 novembre 2009.
(percorso: www.melchiorregioia.it, Convegno Medico-Giuridico Suprema Corte di
Cassazione, Materiale Scientifico)PUBBLICITA’TRIBUNALE DI BARI, SEZIONE PRIMA, SENTENZA 23 NOVEMBRE 2009 N. 3480/09
Pubblicità, privacy e danno moraleAttenzione ad usare i dati (che si detengono in maniera non corretta) per invii
promozionali: il rischio (oltre alla sanzione prevista in materia di privacy) può
anche essere il risarcimento del danno morale.
Il caso deciso da Tribunale di Bari è quello di un soggetto che nel 2004 aveva
chiesto ad una azienda che offriva servizi la cancellazione dei suoi dati
personali dal data-base dell’azienda stessa.Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
www.studiolegalestefanelli.it – Partita IVA: 04296890371Studio LegaleStefanelli
Quest’ultima non solo non li cancellava ma li utilizzava per inviare una serie di
offerte promozionali a mezzo e-mail, violando in questo modo gli artt. 2, 11 e
13 del D. Lgs. 196 del 2003.
Il soggetto si rivolgeva dunque al Tribunale di Bari che, alla luce della Cass Sez
Unite 26972/2009, stabiliva con chiarezza la risarcibilità del danno ex art.
2059, c.c..
Tale danno - consistente in questo caso con il fastidio e turbamento dovuti alla
plurima ricezione di materiale pubblicitario e promozionale non desiderato - è
stato risarcito con euro 5.000.TRIBUNALE DI BOLOGNA, SEZ II 28/09/2009
La pubblicità ingannevole può portare all’annullamento del contrattoMolto interessante la sentenza del Tribunale di Bologna che ha sancito l’annullamento
di un contratto con un consumatore a seguito di pubblicità ingannevole.
Un paziente si sottoponeva ad un trattamento per la depilazione permanente, presso
un centro di medicina estetica.
Più esattamente il paziente era attratto dalla pubblicità effettuata dal centro che così
affermava: "Finalmente adesso è possibile depilarsi col laser in modo radicale al costo
di una ceretta! Nel Centro XY scoprirai il più sicuro ed efficace trattamento laser per la
epilazione permanente. Mai più peli superflui! Il metodo garantisce una epilazione
radicale, permanente, definitiva e indolore".
Il trattamento non sortiva però i risultati promessi
Il paziente quindi denunciava il centro all’AGCM per pubblicità ingannevole e lo citava
in giudizio per la restituzione dell’importo pagato.Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
L’AGCM nella decisione PI 3592E del 16 maggio 2006 provvedimento 15501 stabiliva
l’ingannevolezza del messaggio (lo stesso centro peraltro aveva subito ulteriore
decisione negativa da parte dell’AGCM con provvedimenti 13198 e 10815).
Il Tribunale di Bologna, con la sentenza sopra citata sanciva che i messaggi
pubblicitari diffusi sulla stampa e su internet erano ingannevoli ed erano tali da
ingenerare nei consumatori l'erroneo convincimento di poter ottenere risultati che
invece non erano, nella maggior parte dei casi, realizzabili.
Emergeva infatti i corso di causa che l'efficacia del trattamento era legata, oltre ad
una corretta esecuzione della metodica, anche ad una serie di fattori individuali, come
la quantità di melanina (fattori che variano da paziente a paziente).
E lo stesso studio scientifico prodotto dal centro medico riconosceva la fallibilità
oggettiva del metodo (circostanza questa che neppure lontanamente trapelava nella
pubblicità). Il centro medico è stato condannato a rimborsare al paziente tutto quanto
da lui pagato, compresi gli interessi legali.PRIVACYLINEE GUIDA DEL GARANTE IN TEMA DI REFERTI ON-LINE
Criteri e procedure per la gestione on line dei refertiPubblicata la Linea Guida del Garante per le strutture che intendono offrire ai propri
pazienti i referti on-line.
Tale linee guida – come per quella per il Fascicolo Sanitario Elettronico – deve essere
seguita per chi intende offrire tali servizi essendo del ttto carente la disciplina in
In sintesi questi i punti della Linee Guida:Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
•L’adesione al servizio dovrà essere facoltativa e il referto elettronico non
sostituirà quello cartaceo che rimarrà comunque disponibile.•L’assistito dovrà dare il suo consenso sulla base di una informativa chiara e
trasparente che spieghi tutte le caratteristiche del servizio di “refertazione on
line”.•Il referto resterà a disposizione on line per un massimo di 45 giorni e dovrà
essere accompagnato da un giudizio scritto e dalla disponibilità del medico a
fornire ulteriori indicazioni su richiesta dell’interessato.•Per fornire il servizio, le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno
adottare elevate misure di sicurezza tecnologica (utilizzo di standard
crittografici, sistemi di autenticazione forte, convalida degli indirizzi e-mail con
verifica on line, uso di password per l’apertura del file) e, nel caso offrano la
possibilità di archiviare e continuare a consultare via web i referti, dovranno
anche sottoporre ai pazienti una ulteriore specifica informativa e acquisire un
autonomo consenso.Le Linee guida del Garante sono state emanata tenendo conto delle osservazioni e
commenti formulate da organismi e professionisti sanitari pubblici e privati, medici
di base, pediatri, organismi rappresentativi, associazioni di pazienti.RESPONSABILITÀ MEDICACASS CIVILE 28 AGOSTO 2009 N. 18805
La clinica risponde anche per l'operato del chirurgo "esterno"Sulla scia di una giurisprudenza che ormai può dirsi pacifica la cassazione ha stabilito
che una clinica sanitaria (ma il principio vale per qualsiasi struttura sanitaria) èVia Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
responsabile nei confronti della paziente del complesso delle operazioni erogate, ivi
inclusa l'attività del chirurgo anche nel caso in cui quest'ultimo non sia un suo
dipendente ma vi collabori solo sporadicamente.
Sulla base di questo principio la Corte di Cassazione che, con la sentenza indicata,
rigetta il ricorso presentato da un istituto ospedaliero avverso la sentenza della Corte
d’Appello di Milano con cui venivano condannati al risarcimento del danno per un
intervento estetico mal riuscito una clinica ospedaliera e un chirurgo estetico che
utilizzava episodicamente la clinica per gli interventi dei suoi pazienti.
La clinica si era difesa sostenendo di non dover rispondere personalmente e
solidamente dell'operato del chirurgo poiché la paziente aveva preso accordi
direttamente ed esclusivamente con il chirurgo e, peraltro, era stato il chirurgo stesso
(e non il paziente) a scegliere la clinica nella quale eseguire l'intervento, a presentare
la camera e la sala operatoria ed a riscuotere direttamente della cliente il proprio
La Cassazione invece non ha accolto tale tesi difensiva affermando che « [...] ove un
istituto ospedaliero autorizzi un chirurgo od un medico ad operare al suo interno,
mettendogli a disposizione le sue attrezzature e la sua organizzazione, e con esso
cooperi, concludendo con il paziente il contratto per la degenza e le prestazioni
accessorie, esso viene ad assumere contrattualmente, rispetto al paziente, la
posizione e le responsabilità tipiche dell'impresa erogatrice del complesso delle
prestazioni sanitarie, ivi inclusa l'attività del chirurgo».CASSAZIONE CIVILE SENTENZA, SEZ. III, 30 SETTEMBRE 2009 N. 20954
Danno da farmaci cagionato dall'ospedaleLa Cassazione torna sul tema della prova del nesso causale (Cass Sez Unite
577/2008), sancendone l’onere a carico della struttura sanitaria anche nel caso di
danno da somministrazione di un farmaco durante un ricovero ospedaliero.Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
Il caso è quello di una paziente, ricoverata in ospedale per una broncopolmonite e
trattata con streptochemicetina, farmaco notoriamente ototossico.
Ricoverata successivamente presso un’altra struttura ospedaliera (dove si era recata
per una sindrome vertiginosa), le veniva diagnosticata la lesione del labirinto, che la
donna ascriveva alla negligente somministrazione del farmaco effettuata dai medici
nell’ospedale precedente.
I giudici della Corte di Appello ritenevano che l’ospedale convenuto non fosse
responsabile, in quanto la paziente non aveva provato il nesso causale (vale a dire che
non aveva provato che i danni lamentati erano stati causati dal farmaco
somministrato). Più esattamente la paziente non aveva dato prova di aver comunicato
al personale medico o paramedico che gli asseriti disturbi si erano manifestati già
La Cassazione rovescia invece la decisione dei giudici di appello e accoglie il ricorso
della donna, precisando la ripartizione dell'onere della prova tra le parti: ogni qual
volta il paziente ricoverato assuma di aver subito un danno a seguito del trattamento
medico ricevuto deve provare solo la sussistenza del nesso causale fra farmaco e
danno, mentre compete al debitore (struttura ospedaliera) offrire la prova dell'assenza
di colpa, secondo il principio stabilito dall'art. 1218 c.c..CASSAZIONE CIVILE – SEZIONE III, SENT. N. 20101 DEL 18.09.2009
Omissioni nella cartella clinicaOmissioni e irregolarità in cartella clinica consentono di presumere la responsabilità
del sanitario.
Così ha sancito la Cass Civ 20101/2009 affermano che ai sensi dell’art. 1176 c.c.
comma 2 il medico (e l’odontoiatra) hanno l'obbligo di controllare la completezza eVia Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
l'esattezza del contenuto delle cartelle cliniche, venendo a configurarsi in carenza un
difetto di diligenza.
La circostanza poi che in cartella clinica non risultino segnati alcuni passaggi dell’iter di
cura non dimostra in alcun modo la carenza del nesso di causalità tra cure e danno,
anzi secondo la Cassazione rappresenta proprio in indizio di colpevolezza consentendo
il ricorso alla prova presuntiva.CASSAZIONE PENALE - SEZIONE IV, SENT. N. 35659 DEL 15.09.2009
Le linee guida non tracciano obblighi diagnosticiLa sentenza è molto interessante perché riguarda un tema di grande attualità: le
Linee Guida in campo medico ed i relativi profili di responsabilità.
La vicenda, nei primi due gradi di giudizio, vedeva un medico condannato per aver
cagionato la morte di un paziente presentatosi in pronto soccorso con dolori al torace.
Il sanitario si era limitato ad effettuare un elettrocardiogramma e a misurare la
pressione arteriosa, senza eseguire altro esame obiettivo né alcun prelievo del sangue
e senza disporne il ricovero dell'uomo, dimettendolo con una diagnosi di algie
toraciche e una terapia con farmaci antidolorifici e gastroprotettori. Il medico non
diagnosticata una notevole dilatazione aneurismatica dell'aorta ascendente.
La Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna disponendo un nuovo giudizio
ritenendo che le linee guida internazionali (nel caso di specie in materia di dolore
toracico), non possono rappresentare un universale percorso obbligatorio di indagine
diagnostica, ma, al limite, una mera raccomandazione, apprezzabile caso per caso dal
medico.Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
PUBBLICO IMPIEGO SANITARIO – INCOMPATIBILITA’CGA REGIONE SICILIANA – SEZ. GIURISDIZIONALE; SENT. N. 769 DEL 14.09.2009
Incompatibilità e proprietà di quote societarieNella vicenda di causa, veniva accertato che un dipendente del SSN era proprietario
del 50% delle quote di una società a responsabilità limitata (s.r.l.) che erogava
impegnata nel terapia fisica e riabilitativa, presso il cui “Centro”– oltre che a domicilio
- svolgeva attività professionale; il tutto, avvenendo in violazione di norme cogenti,
conduceva alla comminatoria del licenziamento, in virtù del principio della
incompatibilità tra il rapporto con il SSN e l’esercizio di attività o titolarità di quote di
imprese in conflitto di interessi con lo stesso.
L’esercizio diretto di attività lavorativa all’interno della Società comportava, inoltre, la
violazione delle norme che, affermando il dovere di esclusività dell’attività svolta a
favore dell’Amministrazione in capo al pubblico dipendente, gli vietano l’esercizio del
commercio o altre professioni nonché attività di lavoro a domicilio.FARMACI
DECRETO MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI 14/07/2009, G.U. 14/09/2009,
Assicurazione obbligatoria per i partecipanti alle sperimentazione clinica dei
farmaciObbligatoria per legge l’assicurazione per la copertura dei danni cagionati ai soggetti
nell’ambito delle sperimentazioni dei farmaci.Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
Tale copertura deve garantire per l'intero periodo della sperimentazione e coprire i
danni da responsabilita' civile dello sperimentatore e del promotore, senza esclusione
dei danni involontariamente cagionati in conseguenza di un fatto accidentale e/o
imputabili a negligenza, imprudenza o imperizia (purche' manifestatisi entro i periodi
Qualora il certificato preveda una durata di validita' inferiore rispetto alla durata
effettiva dalla sperimentazione, il promotore, ad ogni scadenza del periodo di validita'
del certificato assicurativo, e' tenuto a presentare al comitato etico il nuovo certificato
di rinnovo entro la data di scadenza prevista.
•In caso di sperimentazioni potenzialmente idonee a causare danni evidenziabili
a maggior distanza di tempo, il periodo minimo di copertura del rischio
postumo, dovra' essere opportunamente esteso.•Per le sperimentazioni su minori tale estensione deve prevedere una copertura
di almeno 10 anni, per un tempo necessario per la verifica di un normale
sviluppo psico-fisico.•Per sperimentazioni cliniche con terapie geniche, terapie cellulari e radiofarmaci
il periodo minimo di copertura del rischio postumo, dovra' essere
opportunamente esteso prevedendo una copertura di almeno 10 anni.Inoltre lo sperimentatore deve sempre informare le persone che partecipano al
protocollo di ricerca, anche tramite il consenso informato, che la polizza assicurativa
relativa alla sperimentazione, non copre il valore eccedente il massimale e che la
stessa e' operante esclusivamente per i danni la cui richiesta di risarcimento sia stata
presentata non oltre il periodo previsto in polizza definito secondo i criteri di cui al
Di estremo rilievo la previsione che i risultati delle sperimentazioni condotte in
difformita' ai requisiti minimi di cui al presente decreto, non sono presi in
considerazione ai fini della valutazione della domanda di autorizzazione all'AIC.Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
_________________________________________________ODONTOIATRA – ACCESSO AL SSN
T.A.R. TRENTO 3 GIUGNO 2009 N. 164
Laurea in odontoiatria insufficiente per accedere al SSN: occorre la
specializzazioneL'Azienda Sanitaria di Trento bandiva un concorso pubblico per la copertura di un
posto di dirigente odontoiatra. Al concorso facevano domanda di partecipazione alcuni
laureati in odontoiatria che, tuttavia, venivano esclusi perchè non in possesso di una
specializzazione in campo odontoiatrico. I professionisti facevano ricorso al TAR di
Trento contro il provvedimento di esclusione dal concorso, sostenendo che la laurea in
odontoiatria è di per sé specializzante e legittimante ad esercitare la professione di
odontoiatra in tutte le sue forme, come previsto dalla Legge n. 409 del 1985.
Il TAR di Trento respingeva invece il ricorso e confermava l'esclusione.
Secondo i giudici amministrativi, infatti, il D.Lvo 502/1992 esige che per
l'instaurazione di un rapporto di lavoro dipendente come dirigente sanitario del SSN
occorra, non solo la laurea, ma anche la specializzazione e che tale requisito non è
derogabile, anche per evitare disparità di trattamento fra medici (i quali sono obbligati
ad essere specializzati per poter aspirare alla dirigenza) e odontoiatri.
Affermano inoltre i giudici che, se da un lato è vero che la Legge 409/1985 consente
ai laureati in odontoiatria l'esercizio della professione odontoiatrica, dall'altro deve
essere chiaro che tale legittimazione riguarda solo il campo della libera professione,
mentre per l'accesso ai livelli dirigenziali del SSN, è necessario essere, non solo
laureati, ma anche specializzati, vista la maggiore complessità di attività che viene
richiesta ad un dirigente sanitario del SSN rispetto ad un esercente la libera
professione.DEONTOLOGIA MEDICAVia Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
DELIBERA ORDINE DI FIRENZE
Consulenze mediche on-lineIl Consiglio Direttivo dell'Ordine dei Medici di Firenze ha approvato un documento di
indirizzo con il quale riafferma i principi deontologici che devono stare a base delle
attività di consulenza rese da medici e odontoiatri tramite la rete internet.
Infatti, fermo restando che la rete internet deve essere valorizzata per le sue
caratteristiche di immediatezza ed efficacia, anche nella relazione fra medico e
paziente, è altrettanto vero che ciò non deve prescindere dal doveroso rispetto, da
parte dei professionisti, dei principi etici e deontologici fondamentali per la
professione, che si riassumono nei doveri di veridicità, trasparenza e decorosità
dell'informazione resa ai cittadini.
Il primo punto fermo da cui partire, ricorda l'Ordine, è rappresentato dalla relazione
medico-paziente e dal rapporto personale e di fiducia che si instaura fra curante ed
assistito, premessa indispensabile di ogni efficace trattamento terapeutico.
In questo senso occorre distinguere tra diversi casi:
1) il caso in cui gli strumenti di comunicazione on-line vengono utilizzati dal medico
per relazionarsi con un paziente già visitato, già conosciuto e del quale è noto il
quadro clinico: in questo caso ovviamente la possibilità di consulenza on-line sono più
ampie in quanto esiste a monte un rapporto tra medico e paziente
2) il caso in cui il medico fornisce una consulenza o un suggerimento ad un cittadino
nei confronti del quale non esiste alcuna relazione di cura. In questo secondo caso,
l'Ordine puntualizza che l'utilizzo degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia
informatica non potrà in nessun caso sostituirsi completamente al rapporto umano di
Sulla base di questa premessa, è da ritenersi deontologicamente non consentita
l'attività medica resa unicamente on-line, perché nessun trattamento terapeutico può
dirsi appropriato se avulso dal rapporto personale col paziente e se non preceduto da
una accurata visita medica condotta personalmente dal professionista.Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
Per approfondimenti è possibile consultare il documento sul sito internet dell'Ordine
www.ordine-medici-firenze.it,PROCEDIMENTI DISCIPLINARI
CONSIGLIO DI STATO 19 NOVEMBRE 2009 N. 7246
Procedimenti disciplinari a carico dei medici pubbliciNei procedimenti disciplinari a carico di un medico della ASL il funzionario istruttore
del procedimento e il consulente tecnico devono avere una qualifica superiore,
altrimenti devono aver maturato un’anzianità di servizio maggiore.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con la decisione n. 7246 del 19 novembre
2009, ha respinto il ricorso di una Asl che aveva nominato, in un procedimento
disciplinare a carico di un primario, un altro primario meno anziano.
Infatti, si legge nelle motivazioni che, “in caso di procedimento disciplinare a carico di
un funzionario pubblico, il funzionario istruttore e il consulente tecnico, eventualmente
nominati, devono essere scelti fra dipendenti aventi una qualifica superiore a quella
dell’inquisito. Unica deroga a tale principio si può avere nel caso in cui la scelta ricada
su un impiegato con qualifica uguale a quella dell’inquisito ma di anzianità superiore,
nei casi eccezionali in cui manchino funzionari aventi qualifica superiore . Tale scelta
riposa sull’esigenza di assicurare alle parti l’apporto di un soggetto munito di bagaglio
professionale ed esperienze lavorative adeguate alla delicatezza degli accertamenti
richiesti in sede di procedimento disciplinare”.Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212
www.studiolegalestefanelli.it – Partita IVA: 04296890371All pages:1234567891011121314InfoSaveLikeShareDownloadMoreNEWSLETTERS01_11_2010_12_1_29 Published on Dec 3, 2011 La pubblicità ingannevole può portare all’annullamento del contratto 4 Via Calanco 11 – 40139 Bologna – Tel. 051 6241209 – Fax 051 6241212...See MorestudiostefanelliFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore