Source: https://fiscomania.com/reverse-charge-nei-subappalti/
Timestamp: 2020-07-09 09:14:58+00:00
Document Index: 50197226

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17']

Reverse charge nei subappalti edili con manodopera - Fiscomania
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Applicazione del Reverse Charge nei contratti di appalto e di subappalto che prevedono l'utilizzo di manodopera
Applicazione del Reverse Charge nei subappalti e negli appalti edili con prevalente utilizzo di manodopera. Vediamo la disciplina e le principali indicazioni operative.
Il Reverse Charge si applica alle prestazioni di servizi, compresa la manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili, ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore (art. 17 co. 6 lett. a) del DPR n 633/72).
In particolare, in questo contributo mi soffermerò sull’applicazione del Reverse Charge nei contratti di subappalto nel settore edile ad opera del DL n 124/19.
L’art. 4 del DL n 124/19 ha introdotto una nuova fattispecie di inversione contabile obbligatoria all’interno del comma 6 dell’art. 17 del DPR n 633/72. Ovviamente si tratta di disposizione subordinata all’ottenimento di una autorizzazione da parte del Consiglio UE.
In particolare, si tratta dell’obbligo di applicazione del Reverse Charge alle prestazioni di servizi, diverse da quelle di cui alle lettere da a) ad a-quater), effettuate tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma.
Da notare come, ancora una volta, l’indicazione del perimetro della fattispecie appare alquanto indefinito e labile e, nel caso in cui dovesse essere concessa l’autorizzazione comunitaria, si evidenzia in modo lampante la necessità di meglio precisare la fattispecie nella norma. Pena il prodursi di miriadi di situazioni dubbie, come la recente esperienza ha già insegnato nell’ambito delle altre casistiche d’inversione contabile.
Il funzionamento del Reverse Charge
Il Reverse Charge nei subappalti in edilizia
Reverse Charge nei subappalti edili ad utilizzo di manodopera: decorrenza e applicazione
Reverse Charge nei subappalti: soggetti interessati
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Dicitura in Fattura per il Revese Charge nei subappalti edili
Reverse Charge nei subappalti edili: conclusioni
Per Reverse Charge si intende l’inversione contabile del versamento dell’IVA. Questo meccanismo sposta il carico tributario IVA dal venditore all’acquirente, con conseguente applicazione dell’imposta da parte di quest’ultimo.
Normalmente, in un rapporto commerciale è il fornitore del servizio ad incassare l’IVA incorporandola nel prezzo di vendita pagato dal cliente, per poi rigirare l’importo all’Erario. Attraverso il meccanismo dell’inversione contabile l’IVA viene accreditata al committente e sia come “credito” che come “debito“. Sostanzialmente è un’operazione neutra finanziariamente che viene utilizzata per evitare che possano esserci frodi nella filiera di produzione distribuzione e vendita.
La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) ha introdotto anche nel settore edile il meccanismo del Reverse Charge, al fine di evitare possibili frodi fiscali. Infatti, in caso di subappalto, accadeva spesso che il subappaltatore emettesse fattura nei confronti dell’appaltatore con normale applicazione dell’IVA, ma senza versarla, e che l’appaltatore richiedesse anche il rimborso dell’IVA.
Pertanto: l’onere si sposta dal cedente al cessionario nel caso di cessione di beni; e dal prestatore al committente nel caso di prestazioni di servizi, come nel caso di materia edilizia.
Al fine di contrastare l’illecita somministrazione di manodopera, il DL n 124/19 ha esteso l’applicazione del Reverse Charge alle imprese che eseguono prestazioni di servizi tramite contratti di appalto e subappalto. Deve trattarsi, comunque, di rapporti caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente, con utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili.
Questa disposizione rientra nella più ampia disposizione che prevede il coinvolgimento dell’impresa committente dell’appalto o subappalto, nel versamento delle ritenute operate dall’appaltatore ai dipendenti. Naturalmente, il versamento può avvenire solo dopo che quest’ultimo ha fornito la provvista oppure tramite compensazione sui corrispettivi dovuti per l’appalto.
Vediamo, quindi, tutte le informazioni utili.
L’estensione del reverse charge agli appalti, subappalti, affidamenti con prevalente utilizzo della manodopera presso la sede del committente e con utilizzo dei beni messi a disposizioni da quest’ultimo, non è subito applicabile.
La disposizione è entrata in vigore nel 2020 ma tuttavia, necessita, dell’autorizzazione da parte del Consiglio UE quale misura di deroga alle regole ordinarie unionali.
Risultano coinvolti dalle novelle disposizioni e, pertanto, sottoposte ai nuovi obblighi con esse introdotti oltre che il committente, anche:
Le imprese appaltatrici;
Le imprese affidatarie;
Infine le imprese subappaltatrici.
Questa disposizione non trova applicazione alle operazioni effettuate nei confronti:
Di Pubbliche amministrazioni e altri enti e società di cui all’art. 17-ter, perché trova applicazione il meccanismo della scissione dei pagamenti;
Delle agenzie per il lavoro, disciplinate dal Capo I del Titolo II del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276.
Rispetto alle precedenti versioni dell’applicazione del Reverse Charge in edilizia sono state introdotte diverse rilevanti modifiche: in primo luogo è stato inserito un comma che prevede l’applicazione della disciplina in esame a far data dal 1° gennaio 2020.
Tale disposizione, che deroga alla previsione di entrata in vigore del D.L. dal giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, probabilmente si è resa necessaria per permettere sia al committente che alle imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici di predisporre quanto necessario per adempiere ai nuovi obblighi.
Va, poi, evidenziato che è stato rimodulato il comma 12 del nuovo art. 17-bis del D.Lgs. n. 241/1997, che individua i presupposti in presenza dei quali alle imprese appaltatrici o affidatarie e a quelle subappaltatrici viene riconosciuta la facoltà di versare direttamente le ritenute.
La dicitura di non applicazione dell’IVA da applicare in Fattura in caso di applicazione del Reverse Charge in caso di subappalti edili a prevalente presenza di manodopera è la seguente:
“operazione soggetta al reverse charge ex art. 17, comma 6 del DPR 633/1972″
In questo articolo ho cercato di riepilogare i principali aspetti che riguardano la concreta applicazione del Reverse Charge in edilzia per le prestazioni di subappalto a prevalente presenza di manodopera.
Come avrai visto non si tratta di una disciplina semplice. Questo anche perché il soggetto prestatore inevitabilmente andrà a trovarsi in situazioni credito Iva stabile, dovuto al fatto di non applicare IVA sulle proprie fatture attive.
Questo aspetto deve essere gestito nel modo corretto attraverso una simulazione costante del credito che si viene maturare durante l’anno. Per questo motivo diventa fondamentale affidarsi ad un dottore Commercialista esperto in ambito IVA.
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