Source: http://www.canestrinilex.it/risorse/stupefacente_consumo_personale_sanzioni_amministrative.html
Timestamp: 2013-05-24 17:07:07+00:00
Document Index: 126736183

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'art. 75', 'art.75', 'art. 75', 'art. 75', 'art.75']

Consumo personale di sostanza stupefacente e sanzioni amministrative
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Il possesso (cioè la detenzione) di sostanza stupefacente può avere due finalità: 1. per essere ceduta a terzi o 2. per uso personale.
Se la sostanza stupefacente viene detenuta (anche solo in parte) per una successiva cessione, si configura il reato (detenzione ai fini) di spaccio (cfr. il relativo approfondimento); invece, la detenzione di sostanza stupefacente per uso personale configura un illecito amministrativo, come previsto dall'articolo 75 TU stupefacenti (DPR 309/1990).
Le sanzioni amministrative (art. 75 e 75bis DPR 309/1990)
Il possesso di sostanza stupefacente per uso personale non è reato ma è sanzionato in via amministrativa, cioè con la sospensione o il divieto di ottenere uno o più documenti fra patente / patentino di guida, porto d'armi, passaporto e carta d'identità a fini di espatrio, permesso di soggiorno per gli stranieri. La durata della sanzione va da un periodo minimo di un mese al massimo di 12 mesi; nel caso delle patenti di guida la sospensione può durare fino a tre anni. Inoltre, nel caso in cui la persona, al momento dell'accertamento abbia la disponibilità immediata di un veicolo a motore la norma prevede il ritiro immediato della patente per 30 giorni.
Le forze di polizia inviano la relazione di accertamento al Commissario del Governo (che in Trentino Alto Adige fa le veci di Prefetto ed è competente per i residenti nelle province di Trento e di Bolzano anche se l'accertamento è avvenuto in una provincia diversa); l'interessato ha 30 giorni di tempo per presentare scritti difensivi (nei quali usualmente si sottolinea la sporadicità dell'uso, lo stile di vita regolare, la stabile attività lavorativa, la situazione familiare, la disponibilità di una casa, attività sportive / volontariato / associazionismo, .. allegando tutta la documentazione opportuna).
Il Commissario del Governo convocherà dunque l'interessato a colloquio (nel caso di minorenni sono inviati al colloquio anche i genitori) presso il Nucleo Operativo Tossicodipendenze (N.O.T.); il colloquio si svolgerà con l'ausilio dell'esperienza professionale di un'assistente sociale ed ha lo scopo di accertare le ragioni della violazione ed individuare azioni di prevenzione, riabilitazione e recupero del soggetto.
Dopo il colloquio ilprocedimento amministrstivo può avere diversi sviluppi: può essere archiviato o possono essere emesse le sanzioni amministrative. Se E' la prima volta?
(Solo) in caso di prima segnalazione, il Commissario del Governo può archiviare il procedimento con un formale invito a non fare più uso di sostanze. L'ammonimento può essere adottato solo per la prima segnalazione e solo per chi si presenta al colloquio. Normalmente in caso di prima segnalazione per possesso di derivati della cannabis (hashish o cd. fumo, marijuana) si verrà solamente ammoniti; in caso di altre droghe (eroina, cocaina, anfetamine, ecstasy, LSD, ecc.), la procedura prosegue anche se è la prima volta con la proposta di affidamento volontario al Servizio per le Tossicodipendenze dell'A.S.L. di residenza (Ser.T.) per l'effettuazione di programmi terapeutici socio-riabilitativi. Già nella convocazione per il colloquio viene esplicitamente indicata la possibilità di presentare una attestazione del Servizio per le tossicodipendenze territorialmente competente (Ser.T.) circa l'esito favorevole dello svolgimento di un programma "terapeutico e socio-riabilitativo" oppure "educativo-informativo" (art. 75 comma 2 DPR 309/1990); va da sé che in caso di segnalazione di uso di droghe cd. pesanti tale strada è assolutamente consigliabile per evitare (o almeno attenuare) le sanzioni amministrative. In pratica, la persona deve essersi rivolta al Servizio per le tossicodipendenze territorialmente competente (cfr. recapiti in calce) ed avere attivato e completato un programma al termine del quale il Commissariato potrà ritenere accertato l'assenza di dipendenza di sostanze e dunque non irrogare sanzioni / revocare quelle eventualmente adottate.
E se non mi presento?
La presentazione al colloquio è una scelta discrezionale ma non un obbligo; in caso di mancata presentazione scattano le sanzioni (sospensione della patente fino a 3 anni, del passaporto o del porto d'armi fino a 1 anno). Il Ser.T. ed il programma "terapeutico e socio-riabilitativo" o "educativo-informativo"
Il Ser.T. può essere interpellato tra convocazione e colloquio con il Commissario del Governo per lo svolgimento di un programma che aiuti a superare il consumo di sostanza stupefacente. Il programma di solito ha per oggetto colloqui con operatori / psicologi ed eventualmente esami periodici delle urine o del sangue. Al termine del percorso, il Ser.T. certificherà l'esito del programma. Il rifiuto di effettuare il programma terapeutico, o l'interruzione ingiustificata comporta l'adozione delle sanzioni amministrative.
Se non E' la prima volta?
In caso di recidiva, in pratica in caso di altra segnalazione anche a distanza di anni, verranno sicuramente comminate le sanzioni (sospensione della patente fino a 3 anni, del passaporto o del porto d'armi fino a 1 anno). I dati relativi alle varie fasi del procedimento amministrativo ai sensi dell'art.75 del D.P.R. 309/90 a seguito delle segnalazioni al Commissario del Governo da parte delle Forze dell'Ordine concernente i soggetti segnalati per consumo personale di sostanze stupefacenti vengono trasmessi, per fini statistici, alla Direzione Centrale per la Documentazione del Ministero dell'Interno che gestisce: l'archivio storico per l'inserimento nel programma Statistico Nazionale (SISTAN) sul monitoraggio della popolazione tossicodipendente con informazioni anagrafiche, stato civile, titolo di studio, professione, sostanza stupefacente sequestrata, esito colloqui, sanzioni applicate, provvedimenti di sospensione e archiviazione, segnalazioni ai Ser.T..
Il Commmissariato del Governo, quando applica la sospensione della patente per l'articolo 75, deve comunicare tale sospensione alla Motorizzazione Civile che chiederà alla persona segnalata di recarsi periodicamente davanti alla Commissione medica locale, che verifica se la persona sia in possesso dei requisiti psico-fisici necessari per l'idoneità alla guida. Si tratta di una procedura costosa e che potrà durare anche diversi anni; si tratta di una procedura che si aggiunge aquella prevista dall'art. 75 DPR 309/1990.
In sostanza, il consumatore segnalato alla Motorizzazione deve sottoporsi a proprie spese ad una serie di esami che dimostrino il non uso di stupefacenti. Il tipo di esami richiesti per verificare il consumo di sostanze stupefacenti non è uguale in tutte le Commissioni, la maggior parte richiede il controllo delle urine da ripetersi per tre volte in un mese (una volta a settimana), altre richiedono l’esame del capello. Se gli esami risultano negativi alle sostanze stupefacenti in tutti i controlli previsti, la Commissione Medica Provinciale concede il nulla osta e dopo il periodo stabilito dalla sanzione viene resa la patente. La Commissione Medica Provinciale non concederà però il nulla osta fino a quando non avrà accertato che non vi è consumo (in caso venisse accertato l'uso di droga la sospensione si allunga oltre la sanzione).
La patente viene peraltro rinnovata però solo per 1 anno allo scadere del quale ci si dovrà sottoporre nuovamente degli esami per riconfermare l’idoneità; solo superando anche tali esami, la patente verrà resa per 10 anni. Un'ultima annotazione: se dall'uso di droga deriva pericolo per la sicurezza pubblica, l'interessato che risulti già condannato in sede penale, anche non definitivamente, potrà subire ulteriori pesanti restrizioni (art. 75 bis DPR 309/1990: obbligo di dimora, divieto di frequentare locali pubblici, ..)
SERVIZI PER LA TOSSICODIPENDENZA (Ser.T). in Trentino:
sito web del Ser.T. Riva del Garda
sito web del Ser.T. Trento
sito web del Ser.T. Rovereto
Per saperne di piu' sull'applicazione pratica dell'articolo 75 DPR 309/90 si veda la ricerca del Collettivo Infoshock Torino Coordinamento Operatori Bassa Soglia del Piemonte (2011) (tratto da http://infoshocktorino.noblogs.org/files/2011/06/Lapplicazione-in-Italia-dellart.75-legge-309-90.pdf).
Si veda inoltre, sempre a cura del Collettivo Infoshock Torino Coordinamento Operatori Bassa Soglia del Piemonte (2011) il Manuale di Autodifesa sui controlli.
COMMISSARIATO DEL GOVERNO di TRENTO Dirigente: dott.ssa E. D'Alessio
Responsabile procedimento/Addetto: Ass. Soc. Coord. Sig.ra Nadia Gadotti
Orario di apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle 12.00
Corso III Novembre nr. 11 - 38100 Trento
Uffici: Via Piave, Nr. 1
Telefono: 0461.204511
Fax: 0461.204459 - 204666
Indirizzo di posta elettronica: nadia.gadotti@interno.it
Normativa: Art. 75 DPR 309/1990 - Condotte integranti illeciti amministrativi
1. Chiunque illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope fuori dalle ipotesi di cui all'articolo 73 , comma 1-bis, o medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nella tabella II, sezioni B , C e D, limitatamente a quelli indicati nel numero 3-bis) della lettera e) del comma 1 dell'articolo 14 fuori delle condizioni di cui all'articolo 72, comma 2, è sottoposto, per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno, salvo quanto previsto dalla lettera a), a una o più delle seguenti sanzioni amministrative:
2. L'interessato, inoltre, ricorrendone i presupposti, è invitato a seguire il programma terapeutico e socio-riabilitativo di cui all'articolo 122 o altro programma educativo e informativo personalizzato in relazione alle proprie specifiche esigenze, predisposto dal servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio analogamente a quanto disposto al comma 13 o da una struttura privata autorizzata ai sensi dell'articolo 116.
3. Accertati i fatti di cui al comma 1, gli organi di polizia procedono alla contestazione immediata, se possibile, e riferiscono senza ritardo e comunque entro dieci giorni, con gli esiti degli esami tossicologici sulle sostanze sequestrate effettuati presso le strutture pubbliche di cui al comma 10, al prefetto competente ai sensi del comma 13. Ove, al momento dell'accertamento, l'interessato abbia la diretta e immediata disponibilità di veicoli a motore, gli organi di polizia procedono altresí all'immediato ritiro della patente di guida. Qualora la disponibilità sia riferita ad un ciclomotore, gli organi accertatori ritirano anche il certificato di idoneità tecnica, sottoponendo il veicolo a fermo amministrativo. Il ritiro della patente di guida, nonché del certificato di idoneità tecnica e il fermo amministrativo del ciclomotore hanno durata di trenta giorni e ad essi si estendono gli effetti di quanto previsto al comma 4. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 214 e 216 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni. La patente di guida e il certificato di idoneità tecnica sono trasmessi al prefetto competente ai sensi del comma 13. In caso di guida di un veicolo durante il periodo in cui la patente sia stata ritirata ovvero di circolazione con il veicolo sottoposto a fermo amministrativo, si applicano rispettivamente le sanzioni previste dagli articoli 216 e 214 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni.
4. Entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione della segnalazione, il prefetto, se ritiene fondato l'accertamento, adotta apposita ordinanza convocando, anche a mezzo degli organi di polizia, dinanzi a sé o a un suo delegato, la persona segnalata per valutare, a seguito di colloquio, le sanzioni amministrative da irrogare e la loro durata nonché, eventualmente, per formulare l'invito di cui al comma 2. In tale attività il prefetto è assistito dal personale del nucleo operativo costituito presso ogni prefettura-ufficio territoriale del Governo. Nel caso in cui l'interessato si avvalga delle facoltà previste dall'articolo 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, e non venga emessa ordinanza motivata di archiviazione degli atti, da comunicare integralmente all'organo che ha effettuato la segnalazione, contestualmente all'ordinanza con cui viene ritenuto fondato l'accertamento, da adottare entro centocinquanta giorni dalla ricezione degli scritti difensivi ovvero dallo svolgimento dell'audizione ove richiesta, il prefetto convoca la persona segnalata ai fini e con le modalità indicate nel presente comma. La mancata presentazione al colloquio comporta l'irrogazione delle sanzioni di cui al comma 1. Avverso l'ordinanza con cui il prefetto ritiene fondato l'accertamento e convoca la persona segnalata può essere proposta opposizione al giudice di pace, entro il termine di dieci giorni dalla notifica all'interessato. Nel caso di minore l'opposizione viene proposta al tribunale per i minorenni. Valgono per la competenza territoriale in merito all'opposizione gli stessi criteri indicati al comma 13.
5. Se l'interessato è persona minore di età, il prefetto, qualora ciò non contrasti con le esigenze educative del medesimo, convoca i genitori o chi ne esercita la potestà, li rende edotti delle circostanze di fatto e dà loro notizia circa le strutture di cui al comma 2.
6. Degli accertamenti e degli atti di cui ai commi da 1 a 5 può essere fatto uso soltanto ai fini dell'applicazione delle misure e delle sanzioni previste nel presente articolo e nell'articolo 75-bis.
7. L'interessato può chiedere di prendere visione e di ottenere copia degli atti di cui al presente articolo che riguardino esclusivamente la sua persona. Nel caso in cui gli atti riguardino più persone, l'interessato può ottenere il rilascio di estratti delle pArti relative alla sua situazione.
8. Qualora la condotta di cui al comma 1 sia stata posta in essere da straniero maggiorenne, gli organi di polizia ne riferiscono altresí al questore competente per territorio in relazione al luogo, come determinato al comma 13, per le valutazioni di competenza in sede di rinnovo del permesso di soggiorno.
9. Al decreto con il quale il prefetto irroga le sanzioni di cui al comma 1 e eventualmente formula l'invito di cui al comma 2, che ha effetto dal momento della notifica all'interessato, può essere fatta opposizione entro il termine di dieci giorni dalla notifica stessa, davanti al giudice di pace, e nel caso di minorenne al tribunale per i minorenni, competente in relazione al luogo come determinato al comma 13. Copia del decreto è contestualmente inviata al questore di cui al comma 8.
10. Gli accertamenti medico-legali e tossicologico-forensi sono effettuati presso gli istituti di medicina legale, i laboratori universitari di tossicologia forense, le strutture delle Forze di polizia ovvero presso le strutture pubbliche di base da individuare con decreto del Ministero della salute.
11. Se risulta che l'interessato si sia sottoposto, con esito positivo, al programma di cui al comma 2, il prefetto adotta il provvedimento di revoca delle sanzioni, dandone comunicazione al questore e al giudice di pace competente.
12. Si applicano, in quanto compatibili, le norme della sezione II del capo I e il secondo comma dell'articolo 62 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
13. Il prefetto competente per territorio in relazione al luogo di residenza o, in mancanza, di domicilio dell'interessato e, ove questi siano sconosciuti, in relazione al luogo ove è stato commesso il fatto, applica le sanzioni di cui al comma 1 e formula l'invito di cui al comma 2.
14. Se per i fatti previsti dal comma 1, nel caso di particolare tenuità della violazione, ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commetterli nuovamente, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il prefetto può definire il procedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno.
Art. 75bis DPR 309/1990 - Provvedimenti a tutela della sicurezza pubblica
1. Qualora in relazione alle modalità od alle circostanze dell'uso, dalla condotta di cui al comma 1 dell'articolo 75 possa derivare pericolo per la sicurezza pubblica, l'interessato che risulti già condannato, anche non definitivamente, per reati contro la persona, contro il patrimonio o per quelli previsti dalle disposizioni del presente testo unico o dalle norme sulla circolazione stradale, oppure sanzionato per violazione delle norme del presente testo unico o destinatario di misura di prevenzione o di sicurezza, può essere inoltre sottoposto ad una o più delle seguenti misure:
a) obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso il locale ufficio della Polizia di Stato o presso il comando dell'Arma dei carabinieri territorialmente competente;
1-bis. La durata massima delle misure di cui al comma 1 è fissata in due anni per quelle indicate nelle lettere a), b), c), d) ed e) e in quattro anni per quella indicata nella lettera f).
2. Il questore, ricevuta copia del decreto con il quale è stata applicata una delle sanzioni di cui all'articolo 75, quando la persona si trova nelle condizioni di cui al comma 1, può disporre le misure di cui al medesimo comma, con provvedimento motivato, che ha effetto dalla notifica all'interessato, recante l'avviso che lo stesso ha facoltà di presentare, personalmente o a mezzo di difensore, memorie o deduzioni al giudice della convalida. Il provvedimento è comunicato entro quarantotto ore dalla notifica al giudice di pace competente per territorio in relazione al luogo di residenza o, in mancanza, di domicilio dell'interessato. Il giudice, se ricorrono i presupposti di cui al comma 1, dispone con decreto la convalida nelle successive quarantotto ore.
3. Le misure, su istanza dell'interessato, sentito il questore, possono essere modificate o revocate dal giudice di pace competente, qualora siano cessate o mutate le condizioni che ne hanno giustificato l'emissione. Le prescrizioni possono essere altresí modificate, su richiesta del questore, qualora risultino aggravate le condizioni che ne hanno giustificato l'emissione. In tal caso, con la richiesta di modifica, il questore deve avvisare l'interessato della facoltà prevista dal comma 2. Il ricorso per cassazione contro il provvedimento di revoca o di modifica non ha effetto sospensivo.
4. Il decreto di revoca dei provvedimenti di cui all'articolo 75, adottato quando l'interessato risulta essersi sottoposto con esito positivo al programma di cui al comma 2 dell'articolo 75, è comunicato al questore e al giudice ai fini della revoca dei provvedimenti eventualmente emessi ai sensi del presente articolo. Il giudice provvede senza formalità.
5. Della sottoposizione con esito positivo al programma è data comunicazione al questore in relazione al disposto di cui al comma 8 dell'articolo 75.
6. Il contravventore anche solo ad una delle disposizioni del comma 1 del presente articolo è punito con l'arresto da tre a diciotto mesi.
7. Qualora l'interessato sia minorenne, competente a provvedere ai sensi dei commi da 2 a 4 è il tribunale per i minorenni, individuato in relazione al luogo di residenza o, in mancanza, di domicilio.