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Timestamp: 2018-10-21 23:44:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 39']

35 ore settimanali per la polizia municipale | Liberamente Enna
35 ore settimanali per la polizia municipale
Pubblicato il ottobre 18th, 2007 Max 2 commenti
di Filippo Andrea Di Giorgio
L’articolo 22, comma 1, del contratto collettivo del personale degli enti locali 1998/2001, avente efficacia dalla data dell’1/4/1999, ha previsto che al personale adibito in regime orario articolato in più turni, ovvero a quello impiegato secondo una programmazione plurisettimanale, sia applicata una riduzione di orario fino a raggiungere le 35 ore medie settimanali.
Il comma 3 dello stesso articolo 22 del C . C. N. L. 1998/2001 ha inoltre ribadito il principio secondo cui l’articolazione dell’orario di lavoro è determinata dagli enti locali, previo espletamento delle procedure di contrattazione di cui all’art. 4 del contratto collettivo.
Come si evince dall’esame delle disposizioni richiamate, pertanto, il personale di Polizia Municipale, le cui prestazioni di lavoro rientrano senz’altro nella prescrizione di cui all’art. 22 del C. C. N. L. 1998/2001, ha diritto alla riduzione dell’orario di lavoro fino a giungere alle 35 ore settimanali, in luogo delle 36 ore che tutt’ora continuano ad essere applicate in molti enti locali, molti dei quali ubicati nella Regione Sicilia.
Tale riduzione delle prestazioni orarie settimanali, se da un lato appare indispensabile per non vanificare un istituto riconosciuto in favore di tutti coloro che esercitano lavori logoranti o aventi comunque natura disagiata, dall’altro pone delle rilevanti incognite per la sua attuazione, anche alla luce dei numerosi problemi che interessano attualmente le singole realtà locali (principalmente la carenza di personale e le limitate disponibilità finanziarie).
A fronte tuttavia di un obbligo così puntuale e vincolante, e pur in presenza di un ventaglio di soluzioni variegate, due sembrano le ipotesi realisticamente praticabili dalle Amministrazioni locali al fine di dare piena attuazione all’art. 22 del C. C. N. L. 1998/2001.
La prima soluzione, più semplice sotto il profilo applicativo, consiste nell’articolare l’orario settimanale in turni giornalieri di 7 ore (7 x 5 = 35 ore).
In tal modo il personale di P. M. effettuerebbe la prestazione settimanale in 5 giorni su sette, in luogo dei 6 giorni su sette attuali, guadagnando due giorni di riposo invece dell’unico giorno libero fruito con l’articolazione a 36 ore settimanali.
La predetta struttura giornaliera dell’orario di lavoro, se da un lato presenta il pregio di una grande semplicità sotto il profilo applicativo, di contro non è attuabile in quelle realtà amministrative nelle quali il numero degli operatori di P. M. è fortemente rimaneggiato, atteso che il maggior numero di riposti settimanali comporta inevitabilmente una riduzione delle prestazioni lavorative e, di conseguenza, notevoli disagi alla comunità locale.
Per tale ragione, a questa soluzione può essere preferita un’altra, ossia quella di istituire la banca delle ore di cui all’art. 38 bis del C. C. N. L. del 14/9/2000, con la formazione di un conto per ciascun dipendente, nel quale sono destinate a confluire tutte le ore di prestazione lavorativa subordinata a carattere straordinario.
In tal modo gli operatori di P. M. continuerebbero a lavorare con il regime di 36 ore settimanali in turni di 6 giorni su sette, ma accantonando nel proprio conto 1 ora di lavoro straordinario in automatico ogni settimana.
Il vantaggio che tale prospettiva presenta per il lavoratore, è rinvenibile nel fatto che le ore accantonate, quasi alla stessa stregua di una somma di denaro depositata presso una banca, possono essere utilizzate indifferentemente quale retribuzione ovvero quali riposi compensativi.
La scelta sulla conversione è liberamente rimessa allo stesso titolare del conto – ore, il quale potrà effettuarla giovandosi del computo evidenziato mensilmente nella busta paga, ai sensi dell’art. 38 bis, comma 5, del C. C. N. L. 14/9/2000.
Ovviamente, bisogna sottolineare che la piena recezione della riduzione oraria settimanale, pur se già prevista dal contratto collettivo, richiede un atto di concertazione fra l’Amministrazione locale e la delegazione trattante che rappresenta i lavoratori.
Inoltre, all’atto della recezione di tale accordo, le amministrazioni locali dovranno altresì farsi carico di retribuire le ore pregresse all’intesa decentrata, già prestate in plusorario dagli stessi dipendenti interessati dall’intesa.
Limitare gli effetti dell’accordo al futuro, e non tenere conto del fatto che il contratto collettivo è in vigore fin dall’1/4/1999, sarebbe fortemente iniquo per due ordini di ragioni.
In primo luogo perché in tal modo sarebbe cancellato lo spirito e l’essenza stessa del contratto collettivo.
Ma, in secondo e più importante luogo, disconoscendo un compenso per le ore pregresse all’intesa, si creerebbero delle ingiustificate discriminazioni fra i dipendenti di realtà amministrative che hanno attuato la normativa, e che quindi già fruiscono dei benefici del contratto collettivo, e gli altri dipendenti che invece fanno parte di comunità locali meno “ricettive”, nelle quali continua la turnazione settimanale con il regime delle 36 ore.
Non resta che auspicare, pertanto, che tutte le Amministrazioni locali inadempienti, assai numerose ancora alla data odierna, concludano al più presto l’iter normativo che schiuda agli operatori di P. M. il riconoscimento di un diritto da troppo tempo negato.
2 responses to “35 ore settimanali per la polizia municipale”
ernesto marzo 8th, 2011 alle 10:27
dopo 10 anni sento ancora discutere chi fa o non fa le 35 ore, nei piccoli comune ci sono addirittura i colleghi dell’ufficio ragioneria che si intromettono non spettano le 35, non spetta il turno a anche se lo fanno con regolarità,sarebbe ora che molti colleghi si rivolgano al giudice del lavoro, io lo fatto ora mi pagano tutto comprese le domeniche ecc. ecc., come prevede il contratto nulla di più.
maurizia febbraio 21st, 2012 alle 20:51
nal comune dove lavoro vengono applicate le 35 h. Il parodosso è che però avendo richiesto la 2 h di permesso giornaliero pe l’allattamento (art. 39. T.U 151/01) l’amm.e mi dice che ho diritto solo ad un ora perchè lavorando 5.50 h al giorno non ne ho diritto. Credo che tale interpetrazione sia ingiusta ed illegggittima.. qualcuno può aiutarmi a livello normativo?