Source: http://www.diritto-penale.it/il-giudizio-immediato-norme-di-procedura.htm
Timestamp: 2020-02-19 03:27:28+00:00
Document Index: 68269087

Matched Legal Cases: ['art. 335', 'art. 143', 'art. 141', 'sentenza ', 'art. 178', 'art. 361', 'art. 142', 'sentenza ', 'art. 442', 'art. 458', 'art. 464', 'art. 442', 'art. 438', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 2', 'sentenza ']

il giudizio immediato norme di procedura
Dal 12/06/09 7531924
Il giudizio immediato così come quello direttissimo costituisce un rito speciale dibattimentale di carattere non premiale la cui attivazione è subordinata ad una richiesta di parte al GIP da parte del PM o dell’imputato, successivamente alla contestazione dell’imputazione con la richiesta di rinvio a giudizio da parte del PM. Per quest’ultimo la richiesta di giudizio immediato deve essere formulata entro il termine di 90 giorni dall’iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all’art. 335 cpp, per l’imputato l’istanza deve essere formulata almeno tre giorni prima dell’udienza preliminare. Il giudizio immediato può essere poi richiesto nei confronti di imputati in stato di custodia cautelare entro il termine di 180 giorni dall’esecuzione della misura. Il decreto che dispone il giudizio immediato in tal caso è, peraltro, precluso dalla revoca o dall’annullamento della misura custodiale per insussistenza del presupposto dei gravi indizi di reità.
Il presupposto del giudizio immediato è quello dell’evidenza della prova. Il decreto che dispone il giudizio immediato del GIP deve essere notificato all’imputato il quale deve essere avvisato della possibilità di optare per i riti premiali del patteggiamento o del giudizio abbreviato (eventualmente subordinato all’integrazione probatoria ammessa da quel rito speciale), con istanza da presentare entro il termine di quindici giorni dalla notifica del decreto di fissazione del giudizio direttissimo.
ART 453 CPP
1. Quando la prova appare evidente, salvo che ciò pregiudichi gravemente le indagini, il pubblico ministero chiede il giudizio immediato [405] se la persona sottoposta alle indagini è stata interrogata [65, 294, 299 3-ter, 301 2-ter, 364, 374 2, 388] sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova ovvero, a seguito di invito a presentarsi emesso con l'osservanza delle forme indicate nell'articolo 375, comma 3, secondo periodo, la stessa abbia omesso di comparire, sempre che non sia stato addotto un legittimo impedimento e che non si tratti di persona irreperibile [159, 160] (1).
1-bis. Il pubblico ministero richiede il giudizio immediato, anche fuori dai termini di cui all'articolo 454, comma 1, e comunque entro centottanta giorni dall'esecuzione della misura, per il reato in relazione al quale la persona sottoposta alle indagini si trova in stato di custodia cautelare, salvo che la richiesta pregiudichi gravemente le indagini (2).
1-ter. La richiesta di cui al comma 1-bis è formulata dopo la definizione del procedimento di cui all'articolo 309, ovvero dopo il decorso dei termini per la proposizione della richiesta di riesame (3).
2. Quando il reato per cui è richiesto il giudizio immediato risulta connesso [12] con altri reati per i quali mancano le condizioni che giustificano la scelta di tale rito, si procede separatamente [18] per gli altri reati e nei confronti degli altri imputati, salvo che ciò pregiudichi gravemente le indagini. Se la riunione [17] risulta indispensabile, prevale in ogni caso il rito ordinario.
3. L'imputato può chiedere il giudizio immediato a norma dell'articolo 419, comma 5 [458 3, 461 1].
1. Entro novanta giorni [258 2 trans.] dalla iscrizione della notizia di reato nel registro previsto dall'articolo 335, il pubblico ministero trasmette la richiesta di giudizio immediato [453] alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari [328].
2. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo [139 att.] contenente la notizia di reato [330 s.], la documentazione relativa alle indagini espletate [357, 373] e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari [294, 391]. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato, sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove [373 5, 4162].
ARTICOLO 455
1. Il giudice, entro cinque giorni, emette decreto con il quale dispone il giudizio immediato [456] ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero.
1-bis. Nei casi di cui all'articolo 453, comma 1-bis, il giudice rigetta la richiesta se l'ordinanza che dispone la custodia cautelare è stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza (1).
1. Al decreto che dispone il giudizio immediato [464] si applicano le disposizioni dell'articolo 429, commi 1 e 2 [132 att.].
2. Il decreto contiene anche l'avviso che l'imputato può chiedere il giudizio abbreviato [438, 458] ovvero l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444 (1).
3. Il decreto è comunicato [153] al pubblico ministero e notificato all'imputato e alla persona offesa [90, 91] almeno trenta giorni prima della data fissata per il giudizio [172 5] (2).
5. Al difensore dell'imputato è notificato avviso della data fissata per il giudizio entro il termine previsto dal comma 3 (3).
(1) Per l'infondatezza «nei sensi di cui in motivazione», di una questione di costituzionalità del combinato disposto degli artt. 4562 e 4581, nella parte in cui non prevede che l'avviso contemplato dalla prima di dette disposizioni, comprensivo dell'indicazione del termine entro cui richiedere il giudizio abbreviato, debba essere tradotto nella lingua conosciuta dall'imputato straniero che ignora la lingua italiana, v. Corte cost. 19 gennaio 1993, n. 10, sub art. 143.
(2) Comma così modificato dall'art. 141l. 1° marzo 2001, n. 63.
(3) La Corte cost., con sentenza 13 maggio 2004, n. 148 nel dichiarare non fondata nei sensi di cui in motivazione una questione di costituzionalità sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., ha affermato che il presente articolo deve essere applicato, in combinato disposto con l'art. 178 1c, «nel senso che l'omissione o l'insufficienza dell'avviso circa la facoltà di chiedere i riti alternativi determina una nullità di ordine generale».
1. Decorsi i termini previsti dall'articolo 458 comma 1, il decreto che dispone il giudizio immediato [456] è trasmesso, con il fascicolo formato a norma dell'articolo 431 FASCICOLO DEL DIBATTIMENTO, al giudice competente per il giudizio [465].
2. Gli atti non inseriti nel fascicolo previsto dal comma 1 sono restituiti al pubblico ministero. Si applica la disposizione dell'articolo 433 comma 2.
1. L'imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato [438] depositando nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari [328] la richiesta, con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero [153], entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato [456] (1) (2).
2. Se la richiesta è ammissibile il giudice fissa con decreto l'udienza [440] dandone avviso almeno cinque giorni prima [172 5] al pubblico ministero, all'imputato, al difensore e alla persona offesa [90, 91]. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all'articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio immediato (3) (4).
3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando il giudizio immediato è stato richiesto dall'imputato a norma dell'articolo 419, comma 5 [453 3].
(1) Comma dapprima modificato dall'art. 361 lett. a)l. 16 dicembre 1999, n. 479, e successivamente così modificato dall'art. 142l. 1° marzo 2001, n. 63.
(2) La Corte cost., con sentenza 15 febbraio 1991, n. 81, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dei commi 1 e 2 del presente articolo nella parte in cui «non prevede che il pubblico ministero, in caso di dissenso, sia tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevede che il giudice, quando, a dibattimento concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all'imputato la riduzione di pena contemplata dall'art. 442, secondo comma, dello stesso codice». Inoltre i commi 1 e 2 dell'art. 458 e il comma 1 dell'art. 464 c.p.p. sono stati dichiarati costituzionalmente illegittimi dalla sentenze della Corte cost. 31 gennaio 1992, n. 23, «nella parte in cui tali disposizioni non prevedono che il giudice, all'esito del dibattimento, ritenendo che il processo poteva - su richiesta dell'imputato e con il consenso del pubblico ministero - essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, possa applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 442, comma 2, dello stesso codice». V. anche sub art. 438. Successivamente la Corte cost., con sentenza 16 aprile 2002, n. 120, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del solo comma 1 «nella parte in cui prevede che il termine entro cui l'imputato può chiedere il giudizio abbreviato decorre dalla notificazione del decreto di giudizio immediato, anziché dall'ultima notificazione, all'imputato o al difensore, rispettivamente del decreto ovvero dell'avviso della data fissata per il giudizio immediato».
(3) Comma dapprima modificato dall'art. 36 1 lett. b) l. n. 479, cit., e successivamente così modificato dall'art. 2-nonies2d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., nella l. 5 giugno 2000, n. 144.
(4) La Corte cost., con sentenza 23 maggio 2003, n. 169, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui «non prevede che, in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata ad una integrazione probatoria, l'imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado e il giudice possa disporre il giudizio abbreviato».