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Timestamp: 2018-03-22 10:34:12+00:00
Document Index: 103863789

Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 74', 'art. 70', 'art. 230', 'art. 74', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 5']

DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE NOTA INFORMATIVA PER L UTENTE - PDF
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE NOTA INFORMATIVA PER L UTENTE
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Ignazio Poggi
1 DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO Regione Lazio NOTA INFORMATIVA PER L UTENTE DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81 ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 3 AGOSTO 2007, N. 123, IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO Il 30 aprile 2008 è stato pubblicato sul Supplemento ordinario ( N. 108/L) della Gazzetta Ufficiale n. 101, il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, Il 5 agosto 2009, sul Supplemento ordinario (N. 142/L) alla Gazzetta Ufficiale n. 180, è stato pubblicato il Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106, Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il D.Lgs. 81/08 integrato e modificato dal 106/2009 costituisce il Nuovo Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Naturalmente da ciò discende che anche gli obblighi, le responsabilità dei vari soggetti, l apparato sanzionatorio, siano stati rivisitati, aggiornati e innovati. Il testo è composto da 306 articoli e 51 allegati, e abroga, totalmente o in parte, diverse norme, che sono adesso ricomprese nel testo dell attuale decreto: - DPR 547/55; - DPR 320/56, articoli 42 e 43 - DPR 164/56; - DPR 303/56 (ad eccezione dell articolo 64 facoltà degli Ispettori del lavoro) - Legge 628/61, articolo 3, comma 3 - D.Lgs. 277/91 - D.Lgs. 626/94 - D.Lgs. 493/96 - D.Lgs. 494/96 - DPR3 222/03 - D.Lgs. 187/05 - Legge 248/06, articolo 36-bis, commi 1 e 2 (contrasto del lavoro nero e promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro) - Legge 123/07, articoli 2,3,5,6 e 7 vers. 06/04/2011 1
2 INDICE Le novità principali Le date da ricordare e le proroghe Gli Adempimenti generali 1) IL campo di applicazione e il computo dei lavoratori 2) Il Servizio prevenzione e protezione dai rischi (SPP) il responsabile (RSPP) e gli addetti 3) La valutazione dei rischi e il Documento di valutazione dei rischi (DVR) 4) La gestione degli appalti 5) Il Medico Competente (M.C.) 6) La sorveglianza sanitaria 7) Informazione, formazione e addestramento dei lavoratori e del preposto 8) Gestione delle emergenze 9) La rappresentanza dei lavoratori 10) APPENDICE: - Gli organi di vigilanza - La sospensione dell attività imprenditoriale - La notifica per la costruzione o la modifica di locali da adibire a lavorazioni industriali - Gli obblighi documentali - Il sistema di gestione della sicurezza (SGS) vers. 06/04/2011 2
3 LE NOVITÀ PRINCIPALI INTRODOTTE DAL DECRETO: l ampliamento del campo di applicazione: devono essere valutati e gestiti tutti i rischi e sono tutelati tutti i lavoratori a qualsiasi titolo operanti nell azienda, compresi i lavoratori autonomi la logica ed i contenuti della valutazione del rischio e del documento di valutazione: è previsto, fra le altre cose, che il documento di valutazione del rischio contenga un piano attuativo delle misure di prevenzione, in cui siano esplicitate le procedure adottate, i ruoli dei soggetti nell organizzazione aziendale, con le loro competenze e poteri di azione la delega delle funzioni:il datore di lavoro nel caso deleghi (salvo i casi in cui sia espressamente escluso) le proprie funzioni ad altro soggetto, deve attenersi ai requisiti della delega espressi nel decreto. In particolare, questa deve essere un atto scritto, con data certa, il delegato deve essere in possesso di requisiti adeguati e accettare per iscritto la delega medesima. Inoltre deve essere data tempestiva ed adeguata pubblicità in azienda. appalto, contratto d opera o somministrazione: in tali attività il datore di lavoro, deve elaborare un documento di valutazione dei rischi da interferenza tra le attività dell appaltante e dell appaltatore (DUVRI) LE DATE DA RICORDARE: - Il 15 maggio 2008 è entrato in vigore il decreto legislativo 81/08 - Il 20 agosto 2009 sono entrate in vigore le disposizioni correttive/integrative del decreto legislativo 106/09 - Il 26 aprile 2010 entrano in vigore delle disposizioni per la protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ottiche artificiali - 6 luglio 2010, entra in vigore il rispetto dei valori limite di esposizione a vibrazioni, anche in caso di attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori anteriormente al 6 luglio 2007 che non permettono il rispetto dei valori limite di esposizione. 1 - Dal 1 gennaio 2011 scatta l obbligo di inserire nella valutazione dei rischi quello da stress lavorocorrelato - 15 febbraio 2011, entra in vigore l obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione al rumore per il settore della navigazione aerea e marittima - Il 30 aprile 2012 entrano in vigore delle disposizioni per la protezione dai rischi da esposizione a campi elettromagnetici - Dal 30 giugno 2012 il datore di lavoro in aziende con meno di 10 lavoratori non potrà più autocertificare la valutazione del rischio ma si dovrà basare su procedure standardizzate - 6 luglio 2014, entra in vigore il rispetto per il settore agricolo e forestale, dei valori limite di esposizione a vibrazioni, anche in caso di attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori anteriormente al 6 luglio 2007 che non permettono il rispetto dei valori limite di esposizione 2. 1 La deroga al rispetto dei valori limite, fino al è comunque ammessa solo a condizione che alla data del 6 luglio 2007 non fossero già disponibili attrezzature a minor rischio e che non sia possibile rispettare i limiti con misure di tipo organizzativo (es. riduzione dei tempi di esposizione). 2 La deroga al rispetto dei valori limite, fino al è comunque ammessa solo a condizione che alla data del 6 luglio 2007 non fossero già disponibili attrezzature a minor rischio e che non sia possibile rispettare i limiti con misure di tipo organizzativo (es. riduzione dei tempi di esposizione). vers. 06/04/2011 3
4 GLI ADEMPIMENTI GENERALI Gli adempimenti generali sono il presupposto necessario, assieme agli adempimenti contenuti nei titoli specifici per ciascun rischio, per una adeguata gestione dei rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro: la designazione del Responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi e degli addetti la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza e l elaborazione del Documento di valutazione dei rischi la nomina del Medico Competente e la sorveglianza sanitaria ei casi previsti dall articolo 41 del decreto legislativo l informazione, la formazione e l addestramento dei lavoratori la gestione delle emergenze la rappresentanza dei lavoratori vers. 06/04/2011 4
5 1. IL CAMPO DI APPLICAZIONE E IL COMPUTO DEI LAVORATORI Il campo di applicazione Il decreto legislativo si applica a: - tutti i settori di attivita', privati e pubblici - tutte le tipologie di rischio - tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi - soggetti ad essi equiparati, secondo specifiche modalità previste dal decreto (vedi Tabella 1) Nei settori elencati di seguito, le disposizioni del decreto legislativo 81/08 sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarita' organizzative, che saranno definite con successivi decreti da emanare entro e non oltre il 15 maggio Fino a tale data si attuano le norme vigenti nei vari settori specifici 3. Se tali decreti non dovessero essere emanati, dopo tale termine si applicheranno le disposizioni del decreto 81/08. - Forze armate e di Polizia - Dipartimento dei vigili del fuoco - soccorso pubblico e difesa civile - servizi di protezione civile - strutture giudiziarie, penitenziarie - strutture destinate per finalita'istituzionali alle attivita' degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica - universita' - istituti di istruzione universitaria - istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica - istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado - organizzazioni di volontariato di cui alla legge 1 agosto 1991, n mezzi di trasporto aerei e marittimi - gli archivi, biblioteche e musei solo nel caso siano sottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici e culturali 3 - articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n d. lgs. 27 luglio 1999, n. 271 (sicurezza e salute dei lavoratori marittimi a bordo delle navi mercantili da pesca nazionali) - d. lgs. 27 luglio 1999, n. 272 (sicurezza e salute dei lavoratori nell'espletamento di operazioni e servizi portuali) - d. lgs. 17 agosto 1999, n. 298(sicurezza e di salute per il lavoro a bordo delle navi da pesca) - disposizioni tecniche del DPR, 27 aprile 1955, n. 547, del DPR 7 gennaio 1956, n. 164, richiamate dalla legge 26 aprile 1974, n. 191, e dai relativi decreti di attuazione (Prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti gestiti dall'azienda autonoma delle ferrovie dello Stato) vers. 06/04/2011 5
6 Tabella 1 Applicazione del decreto legislativo 81/08 per i soggetti equiparati Tipologie equiparate Lavoratori con contratto di somministrazione di lavoro Lavoratori distaccati presso altro soggetto Lavoratori delle pubbliche amministrazioni che prestano servizio presso altre amministrazioni pubbliche, organi o autorita' nazionali Lavoratori a progetto e collaboratori coordinati e continuativi lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio 4 lavoratori a domicilio e lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati Chi deve fare e cosa Il somministratore: - informa sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in generale - forma e addestra all'uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento della attività lavorativa per la quale essi vengono assunti. Il contratto di somministrazione può prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall'utilizzatore, in tale caso ne va fatta indicazione nel contratto con il lavoratore. L'utilizzatore: - deve adempiere agli obblighi di prevenzione e protezione ed e' responsabile per la violazione degli obblighi di sicurezza - nel caso in cui le mansioni cui e' adibito il prestatore di lavoro richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici, informa il lavoratore Il distaccatario deve adempiere agli obblighi di prevenzione e protezione. È fatto salvo l'obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato Il datore di lavoro designato dall'amministrazione, organo o autorita presso il quale il lavoratore presta servizio deve adempiere agli obblighi di prevenzione e protezione le disposizioni del decreto legislativo 81/08 si applicano se la prestazione lavorativa si svolge nei luoghi di lavoro del committente Si applicano le norme con esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l'insegnamento privato supplementare e l'assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili Deve essere assicurata l informazione e la formazione Devono essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate 4 attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito: a) di lavori domestici; b) di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti; c) dell'insegnamento privato supplementare; d) di manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli o di lavori di emergenza o di solidarietà; e) dei periodi di vacanza da parte di giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado; f) di attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani di cui alla lettera e) ovvero delle attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; g) dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi; h) della consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica». Tali attività lavorative, anche se svolte a favore di più beneficiari, coinvolgono il lavoratore per una durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare e che, in ogni caso, non danno complessivamente luogo a compensi superiori a 3 mila euro sempre nel corso di un anno solare vers. 06/04/2011 6
7 Tabella 1 Applicazione del decreto legislativo 81/08 per i soggetti equiparati (segue) Tipologie equiparate lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza, mediante collegamento informatico e telematico (telelavoro) lavoratori autonomi Chi deve fare e cosa Per tali lavoratori si applicano le disposizioni del decreto 81/08 che si riferiscono alle attività lavorative che comportano l uso di attrezzature munite di videoterminali, indipendentemente dall'ambito in cui si svolge la prestazione stessa I lavoratori autonomi devono: - utilizzare attrezzature di lavoro e munirsi di Dispositivi di Protezione Individuale ed utilizzarli in conformita' alle disposizioni del decreto 81/08 (contenute nel titolo III) - munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalita' e l indicazione del committente, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attivita' in regime di appalto o subappalto - osservare gli obblighi connessi ai contratti d appalto o d opera o di somministrazione componenti dell'impresa familiare, piccoli imprenditori, soci delle societa' semplici operanti nel settore agricolo Volontari che prestano attività tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro ed esclusivamente per fini di solidarietà, e volontari che effettuano servizio civile Inoltre, hanno facoltà, relativamente ai rischi propri delle attivita' svolte e con oneri a proprio carico di: - beneficiare della sorveglianza sanitaria - partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attivita' svolte Devono: - utilizzare attrezzature di lavoro e munirsi di Dispositivi di Protezione Individuale ed utilizzarli in conformita' alle disposizioni del decreto 81/08 (contenute nel titolo III) - munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalita' e l indicazione del committente, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attivita' in regime di appalto o subappalto Inoltre, hanno facoltà, relativamente ai rischi propri delle attivita' svolte e con oneri a proprio carico di: - beneficiare della sorveglianza sanitaria - partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attivita' svolte Devono: - utilizzare attrezzature di lavoro e Dispositivi di Protezione Individuale (secondo le disposizioni del titolo III) - munirsi di apposita tessera di riconoscimento con foto, generalita' e l indicazione del committente, se la prestazione è svolta in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attivita' in regime di appalto o subappalto Inoltre, hanno facoltà, relativamente ai rischi propri delle attivita' svolte e con oneri a proprio carico di: - beneficiare della sorveglianza sanitaria vers. 06/04/2011 7
8 Volontari che svolgano la propria prestazione nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro, - partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attivita' svolte Il datore di lavoro ha l'obbligo di: - fornire dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui è chiamato ad operare - fornire dettagliate informazioni sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività - adottare le misure utili ad eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del volontario e altre attività che si svolgano nell ambito della medesima organizzazione vers. 06/04/2011 8
9 Il computo dei lavoratori Per quanto riguarda la determinazione del numero di lavoratori in base al quale discendono particolari obblighi previsti dal decreto 81/08, non devono essere conteggiati: a. i collaboratori familiari 5 b. i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento, rispondenti a disposizioni delle leggi nazionali e/o regionali c. gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale anche in caso si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature munite di videoterminali; d. i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro e. i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio ai sensi dell art. 70 del D.Lgs. 276/ f. coloro che effettuano prestazioni che esulano dal mercato del lavoro ai sensi dell art. 74 del D.Lgs. 276/ g. i lavoratori a domicilio, ove la loro attivita' non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente h. i volontari 8, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari che effettuano il servizio civile i. i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili 9 j. i lavoratori autonomi 10 5 articolo 230-bis del codice civile:... i collaboratori familiari del titolare-imprenditore con i quali è possibile costruire un impresa familiare sono: - il coniuge; - parenti entro il terzo grado i discendenti, cioè il figlio, il figlio del figlio ed il pronipote; gli ascendenti, cioè il genitore, il nonno ed il bisavolo; i collaterali, cioè il fratello o la sorella, il nipote (figlio di fratello o di sorella) e lo zio. - gli affini entro il secondo grado, sono i seguenti parenti del coniuge: il figlio (solo del coniuge) e il figlio del figlio; il genitore e il nonno, il fratello e la sorella; - il coniuge del figlio (genero o nuora); il coniuge del figlio del figlio, il coniuge del genitore quando non sia anch egli genitore, il coniuge del fratello (cognato). 6 art. 70 del D.Lgs. 276/2003: 1. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro, ovvero in procinto di uscirne, (quali disoccupati da oltre un anno; casalinghe, studenti e pensionati; disabili e soggetti in comunità di recupero;lavoratori extracomunitari, regolarmente soggiornanti in Italia, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro) nell'ambito: a) dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa la assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap; b) dell'insegnamento privato supplementare; c) dei piccoli lavori di giardinaggio, nonché di pulizia e manutenzione di edifici e monumenti; d) della realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli; e) della collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi, o di solidarietà e bis) dell impresa familiare di cui all art. 230 bis del CC, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi. e ter) dell'esecuzione di vendemmie di breve durata e a carattere saltuario, effettuata da studenti e pensionati. 7 art. 74 del D.Lgs. 276/2003: Con specifico riguardo alle attività agricole, le prestazioni svolte da parenti e affini sino al terzo grado in modo meramente occasionale o ricorrente di breve periodo, a titolo di aiuto, mutuo aiuto, obbligazione morale senza corresponsione di compensi, salvo le spese di mantenimento e di esecuzione dei lavori. 8 attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà 9 attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà 10 Fatto salvo il caso di lavoratori autonomi a progetto o collaborazioni coordinate e continuative la cui prestazione lavorativa è resa a favore del committente con carattere di esclusività vers. 06/04/2011 9
10 k. i collaboratori coordinati e continuativi 11, nonche' i lavoratori a progetto ove la loro attivita' non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente l. i lavoratori in prova I lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro e i lavoratori assunti a tempo parziale si computano sulla base del numero di ore di lavoro effettivamente prestato nell'arco di un semestre Nell'ambito delle attivita' stagionali 12 nonche' di quelle individuate dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu' rappresentative, il personale in forza si computa a prescindere dalla durata del contratto e dall'orario di lavoro effettuato. Il numero dei lavoratori impiegati per l'intensificazione dell'attivita' in determinati periodi dell'anno nel settore agricolo e nell'ambito di attivita' diverse da quelle indicate nella lettera m, corrispondono a frazioni di unita-lavorative-anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria 11 rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato 12 definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n vers. 06/04/
11 2. IL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI (SPP) IL RESPONSABILE (RSPP) E GLI ADDETTI IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI a. Chi lo organizza: Il datore di lavoro b. Dove: All'interno della azienda o della unita' produttiva oppure incarica persone o servizi esterni (costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici) Nei casi di aziende con piu' unita' produttive nonche' nei casi di gruppi di imprese, puo' essere istituito un unico servizio di prevenzione e protezione. c. A cosa serve - alla individuazione e valutazione dei rischi e delle misure per la sicurezza degli ambienti di lavoro - alla elaborazione delle misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure; - alla elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attivita' aziendali; - alla proposta dei programmi di informazione e formazione dei lavoratori; - alla partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonche' alla riunione periodica; - a fornire ai lavoratori delle informazioni. d. Come può essere organizzato: Servizio interno o Servizio esterno Il ricorso a persone o servizi esterni e' obbligatorio in assenza di dipendenti che, all'interno dell'azienda ovvero dell'unita' produttiva, siano in possesso dei requisiti indicati nella Tabella 2 L'istituzione del servizio di prevenzione e protezione all'interno dell'azienda, ovvero dell'unita' produttiva, e' comunque obbligatoria, e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione deve essere interno, nei seguenti casi: a. aziende industriali a rischio di incidente rilevante 13 b. centrali termoelettriche; c. impianti ed installazioni di particolari impianti nucleari, impiego di categoria A, istallazioni di deposito o smaltimento di rifiuti radioattivi 14 ; d. aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni e. aziende industriali con oltre 200 lavoratori f. industrie estrattive con più di 50 lavoratori g. strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori Nel caso di costituzione di un servizio interno, il datore di lavoro puo' avvalersi di persone esterne alla azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, ove occorra, l'azione di prevenzione e protezione del servizio. LA DESIGNAZIONE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI E DEGLI ADDETTI Chi lo deve fare: Il datore di lavoro Caratteristiche del RSPP e degli addetti: - possedere capacita' e requisiti professionali indicati nella Tabella 2 - essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell'azienda - disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati 13 norma di riferimento è l articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, e soggette all obbligo di notifica o rapporto ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto 14 norma di riferimento articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni vers. 06/04/
12 Tabella 2. Capacita' e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione protezione interni ed esterni Addetti / Responsabile Titolo di studio Diploma di istruzione secondaria superiore Formazione 15 Attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, ai Moduli formativi A) e B) previsti dall accordo Stato Regioni , adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivita' lavorative Note Possono svolgere le funzioni coloro che, pur non essendo in possesso del titolo di studio previsto, dimostrino di aver svolto una delle funzioni richiamate, professionalmente o alle dipendenze di un datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003 previo svolgimento dei corsi secondo quanto previsto dall'accordo stato regioni del Sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione coloro che sono in possesso di varie tipologie di laurea: Ingegneria Civile e Ambientale, Ingegneria dell'informazione, Ingegneria Industriale, Scienze dell'architettura, Ingegneria della Sicurezza, Scienze e Tecniche dell'edilizia,, Classe delle lauree in scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile, Classe delle lauree in ingegneria civile e ambientale, Classe delle lauree in ingegneria dell'informazione, Classe delle lauree in ingegneria industriale, Classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione, altre lauree e lauree magistrali riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, su parere conforme del Consiglio universitario nazionale Solo Responsabile: Attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, al Modulo formativo C) previsto dall accordo Stato Regioni in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato,di organizzazione e gestione delle attivita' tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali Aggiornamento corsi secondo gli indirizzi definiti nell'accordo Stato-regioni Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 15 I corsi di formazione sono organizzati dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dalle Universita', dall'inail e, per la parte di relativa competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dall'amministrazione della Difesa, dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e dalle altre Scuole superiori delle singole amministrazioni, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici. vers. 06/04/
13 SVOLGIMENTO DIRETTO DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO DEI COMPITI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI Il datore di lavoro, salvo che nei casi in cui è obbligatorio l istituzione del servizio, puo' svolgere direttamente i compiti: - propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi - di primo soccorso - di prevenzione incendi e di evacuazione a. Dove è possibile lo svolgimento diretto - nelle aziende artigiane ed industriali fino a 30 lavoratori - nelle aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori - nelle aziende della pesca fino a 20 lavoratori - nelle altre aziende fino a 200 lavoratori b. Condizioni per lo svolgimento diretto - preventiva informazione al RLS - frequenza corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivita' lavorative. Tali corsi saranno definiti mediante accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni entro maggio Fino alla pubblicazione di tale accordo conserva validita' la formazione effettuata ai sensi del DM 16 gennaio frequenza corsi di aggiornamento Non possono svolgere direttamente i compiti di RSPP i datori di lavoro di: a. aziende industriali a rischio di incidente rilevante 17 b. centrali termoelettriche; c. impianti ed installazioni di particolari impianti nucleari, impiego di categoria A, istallazioni di deposito o smaltimento di rifiuti radioattivi 18 ; d. aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni e. aziende industriali con oltre 200 lavoratori f. industrie estrattive con più di 50 lavoratori g. strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori 16 DM Art Formazione dei datori di lavoro. I contenuti della formazione dei datori di lavoro per svolgere direttamente i compiti propri del RSPP: a) il quadro normativo in materia di sicurezza dei lavoratori e la responsabilita' civile e penale; b) gli organi di vigilanza e di controlli nei rapporti con le aziende; c) la tutela assicurativa, le statistiche ed il registro degli infortuni; d) i rapporti con i rappresentanti dei lavoratori; e) appalti, lavoro autonomo e sicurezza; f) la valutazione dei rischi; g) i principali tipi di rischio e le relative misure tecniche, organizzative e procedurali di sicurezza; h) i dispositivi di protezione individuale; i) la prevenzione incendi ed i piani di emergenza; l) la prevenzione sanitaria; m) l'informazione e la formazione dei lavoratori. 17 di cui all articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, e soggette all obbligo di notifica o rapporto ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto 18 di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni vers. 06/04/
14 3. LA VALUTAZIONE DEI RISCHI E IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (DVR) Cosa si deve fare Effettuare la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, in collaborazione con RSPP dai rischi e con il M.C. ( nei casi previsti dall art. 41), previa consultazione del RLS Elaborare il documento di valutazione dei rischi DVR Rielaborare la valutazione dei rischi e il DVR, e aggiornare le misure di prevenzione : - in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori - in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione a seguito di infortuni significativi - quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessita' Custodire il DVR presso l unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi Chi lo deve fare Il datore di lavoro Il datore di lavoro Il datore di lavoro Il datore di lavoro/il dirigente Quali rischi devono essere valutati e gestiti Tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ricompresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato 19 (a partire dal 1 gennaio 2011), quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'eta', alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro I contenuti del DVR a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza durante l'attivita' lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione dei rischi c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonche' dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri L insieme delle procedure, dei ruoli, delle competenze e dei poteri configura la predisposizione di un documento che costituisce un vero e proprio piano attuativo quale strumento di gestione complessiva della sicurezza in azienda. Tale piano, per sua natura, deve essere scritto in modo da consentire una sua adeguata ed efficace applicazione, nonché revisione; e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacita' professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. g) data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del RSPP, del RLS o RLST e del Medico competente, ove nominato 19 La valutazione dello stress lavoro-correlato deve essere condotta secondo le indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, emanate con lettera circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 18/11/2010 vers. 06/04/
15 CASI PARTICOLARI Azienda che occupa fino a 10 lavoratori: - il datore di lavoro, ad oggi, può autocertificare 20 l effettuazione della valutazione dei rischi. Il decreto prevede, comunque, che nel tempo si arrivi, anche in queste aziende, alla valutazione dei rischi effettuata secondo procedure standardizzate. Tali procedure saranno contenute in un Decreto interministeriale da emanarsi entro il dal 18 mese dopo l emanazione del decreto interministeriale e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012 il datore di lavoro non potrà più autocertificare e, per la valutazione dei rischi nella sua azienda, si dovrà basare sulle procedure standardizzate definite con il decreto sopra citato Non possono autocertificare i datori di lavoro nelle seguenti attività: a. aziende industriali a rischio di incidente rilevante 21 b. centrali termoelettriche; c. impianti ed installazioni di particolari impianti nucleari, impiego di categoria A, istallazioni di deposito o smaltimento di rifiuti radioattivi 22 ; d. aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni e. strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori Azienda che occupa fino a 50 lavoratori: - Il datore di lavoro effettua la valutazione secondo tutti i criteri previsti dal decreto legislativo. Quando sarà emanato il decreto interministeriale contenente le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi, si potrà effettuare la valutazione dei rischi sulla base di queste procedure 20 l autocertificazione dell effettuazione della valutazione non esclude che in azienda deve essere presente (e a disposizione dell organo di vigilanza) tutta la documentazione (ad esempio schede tossicologiche delle sostanze utilizzate) sulla base della quale è stata comunque effettuata la valutazione stessa e sono state adottate le misure di prevenzione e protezione. 21 di cui all articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, e soggette all obbligo di notifica o rapporto ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto 22 di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni vers. 06/04/
16 Tabella riassuntiva delle semplificazioni procedurali previste nel decreto legislativo 81/08 Tipologia di azienda Numero di lavoratori Tutte le tipologie (escluse le aziende con rischi particolari 23 ) Agricole e zootecniche Pesca Artigiane ed industriali Industriali Altre tipologie Az. a rischio di incidente rilevante Centrali termoelettriche Impianti e laboratori nucleari E possibile l autocertificazione della valutazione dei rischi? Il servizio di prevenzione e protezione può essere esterno all azienda? A) AZIENDE FINO A 10 LAVORATORI Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione? SI 24 SI SI B) AZIENDE OLTRE 10 LAVORATORI (escluse le tipologie di cui alla nota.) NO SI SI oltre 30 NO SI NO NO SI SI oltre 20 NO SI NO NO SI SI NO SI NO oltre 200 NO NO NO NO SI SI oltre 200 NO SI NO C) AZIENDE CON PARTICOLARI RISCHI Qualsiasi NO NO NO Qualsiasi NO NO NO Qualsiasi NO NO NO Estrattive e minerarie fino a 50 NO SI NO Fabbricazione e deposito di esplosivi, polveri e munizioni oltre 50 NO NO NO Qualsiasi NO NO NO Strutture di ricovero fino a 50 NO SI NO e cura oltre 50 NO NO NO 23 - Az. a rischio di incidente rilevante, cui all art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso - Centrali termoelettriche - Impianti e laboratori nucleari - Estrattive e minerarie - Fabbricazione e deposito di esplosivi, polveri e munizioni - Strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 dipendenti 24 fino al 18 mese dopo l emanazione del decreto interministeriale e, comunque, non oltre il 30 giugno dopo tali termini il datore di lavoro dovrà basarsi sulle procedure standardizzate definite con il decreto sopra citato per la valutazione dei rischi nella sua azienda vers. 06/04/
17 4. LA GESTIONE DEI CONTRATTI D'APPALTO O D'OPERA O DI SOMMINISTRAZIONE Quando si applicano le disposizioni del decreto: In caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, o di una singola unita' produttiva della stessa, nonche' nell'ambito dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima Cosa deve fare il datore di lavoro verso le imprese appaltatrici o i lavoratori autonomi a. verificare la loro idoneita' tecnico professionale in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d'opera o di somministrazione. Questa verifica deve essere fatta secondo modalità da definire entro il 15 maggio Fino a tale data la verifica deve essere eseguita attraverso: 1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; 2) acquisizione dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneita' tecnico professionale b. fornire dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attivita'. La Cooperazione ed il Coordinamento I datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori: a) cooperano all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull'attivita' lavorativa oggetto dell'appalto b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva. Il datore di lavoro committente: - elabora un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove cio' non e' possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze (DUVRI). Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera, 25 e va adeguato in funzione dell evoluzione dei lavori, servizi e forniture. Il D.U.V.R.I. NON deve essere elaborato in caso di: - servizi di natura intellettuale, - di mere forniture di materiali o attrezzature, - nei lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all allegato I Nell'ambito dello svolgimento di attivita' in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalita' del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. 25 Tali disposizioni non si applicano ai rischi specifici propri dell'attivita' delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi vers. 06/04/
18 5. IL MEDICO COMPETENTE (M.C.) Chi lo nomina: Il datore di lavoro/il dirigente, previa consultazione del RLS Per cosa è nominato: per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori nei casi previsti dal Decreto Legislativo Chi può fare il M.C.: - specialista in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica; - docente in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro; - medico in possesso dell autorizzazione di cui all'articolo 55 del D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277; - specialista in igiene e medicina preventiva o in medicina legale 26 - con esclusivo riferimento al ruolo dei sanitari delle Forze Armate, compresa l Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, medico che ha svolto attività nel settore del lavoro per almeno quattro anni. Presso il Ministero della salute è stato istituito l elenco nazionale dei medici competenti. I medici abilitati a svolgere la funzione di medico competente, sulla base dei titoli e requisiti previsti dalla normativa, sono stati tenuti a trasmettere entro l 11 novembre 2008 al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, un'autocertificazione al fine di essere inclusi in tale elenco. I Medici che acquisiscono i titoli ed i requisiti in data successiva, comunicheranno oltre tale data. La modulistica relativa può essere scaricata dal sito web del Ministero (www.ministerosalute.it) Cosa fa il M.C. - collabora o alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, o alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrita' psico-fisica dei lavoratori o all'attivita' di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza o alla organizzazione del servizio di primo soccorso o all attuazione e valorizzazione di programmi volontari di «promozione della salute», secondo i principi della responsabilita' sociale; - programma ed effettua la sorveglianza sanitaria, informando i lavoratori dei risultati - istituisce, aggiorna e custodisce 27 una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria - consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell'incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso - comunica per iscritto, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria - esprime il giudizio di idoneità relativo alla mansione specifica 26 In questo caso il decreto prevede una disciplina particolare e cioè che i medici specialisti in igiene e medicina preventiva o medicina legale frequentino un apposito percorso formativo universitario definito dal Decreto del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, di concerto con il Ministero della Salute, del 15/11/2010. Sono esonerati dal percorso formativo quei medici che stavano svolgendo attività di medico competente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 81/08 (15/05/2008) o dimostrino di avere svolto tale attività per almeno un anno nell'arco dei tre anni anteriori al 15/05/2008; a tal fine tali medici devono produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante l'espletamento dell attivita'. 27 Il luogo di custodia è stabilito di intesa tra datore di lavoro e medico competente all atto della nomina vers. 06/04/
19 - informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore circa i giudizi di idoneità espressi - invia all'ispesl (Ente soppresso con Decreto Legge n. 78 del 31/05/2010, le cui funzioni sono attribuite all INAIL) le cartelle sanitarie e di rischio nei casi previsti 28 - fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessita' di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attivita' che comporta l'esposizione a tali agenti. Fornisce altresi', a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; - informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria - consegna ai lavoratori dimissionari copia della cartella sanitaria e di rischio - visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi 29 - partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestivita' ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria 28 Lavoratori esposti ad agenti cancerogeni, ad amianto e ad agenti biologici dei gruppi 3 e 4 29 l indicazione di una periodicita' diversa dall'annuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi vers. 06/04/
20 6. LA SORVEGLIANZA SANITARIA A cosa serve: a tutelare lo stato di salute dei lavoratori Quando va fatta: nei casi previsti dalla normativa vigente (vedi Tabella 3 e 4), nonche' dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro Come va fatta: il M.C. programma ed effettua la sorveglianza sanitaria attraverso la definizione di protocolli sanitari in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici piu' avanzati Le visite mediche Tipologia Scopo Quando va fatta Preventiva / preassuntiva Periodica Su richiesta del lavoratore Cambio della mansione Alla ripresa del lavoro Cessazione del rapporto di lavoro valutare l idoneita' alla mansione specifica ed esprimere il giudizio di idoneità controllare lo stato di salute ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica esprimere il giudizio di idoneita' alla mansione specifica verificare l'idoneita' alla mansione specifica verificare il permanere delle condizioni di idoneità Fornire indicazioni in merito a possibili effetti a lungo termine e all'opportunita' di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attivita' lavorativa Prima di adibire il lavoratore alla mansione specifica ovvero prima dell assunzione - una volta l anno qualora la periodicità non sia prevista dalla relativa normativa - cadenza diversa, stabilita dal M.C. in funzione della valutazione del rischio - contenuti e periodicita' differenti possono essere stabiliti dall'organo di vigilanza, con provvedimento motivato Se il medico competente la ritiene correlata ai rischi professionali o alle condizioni di salute del lavoratore, suscettibili di peggioramento a causa dell'attivita' lavorativa svolta Prima di adibire il lavoratore alla mansione specifica Dopo assenza per motivi di salute di durata superiore a sessanta giorni consecutivi Nei casi previsti dalla normativa vigente ( es. esposizione ad agenti chimici, amianto) Le visite mediche preventive in fase preassuntiva, riguardano esclusivamente i lavoratori esposti a rischi per i quali vige l obbligo di sorveglianza sanitaria e possono essere svolte dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle ASL. Le visite mediche: - non possono essere effettuate per accertare stati di gravidanza e negli altri casi vietati dalla normativa vigente (art. 5 L. 300/70). - sono a cura e spese del datore di lavoro - comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. vers. 06/04/