Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-1966-del-27-01-2011
Timestamp: 2020-05-25 02:56:30+00:00
Document Index: 135503073

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 2697', 'art. 2697', 'art. 2712']

Sentenza Cassazione Civile n. 1966 del 27/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1966 del 27/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 27/01/2011, (ud. 14/12/2010, dep. 27/01/2011), n.1966
sul ricorso 27688/2009 proposto da:
avverso la sentenza n. 524/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
14/12/2010 dal Presidente Relatore Dott. VERNANDO LUPI;
è presente il P.G. in persona del Dott. TOMMASO BASILE che conferma
La Corte, ritenuto che è stata depositata in cancelleria la seguente relazione a sensi dell’art. 380 bis c.p.c.: “La CTR del Lazio, con sentenza 524/40/08 ha accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate di Formia nei confronti di F.E.. Ha motivato la decisione ritenendo che la prova dei maggiori ricavi, derivanti dalla istallazione di macchine da gioco nel bar del contribuente, derivasse dal lettura dei contatori elettromeccanici che indicavano il numero delle giocate moltiplicato per l’incasso per ogni giocata.
Ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi il F., l’Agenzia delle Entrate si è costituita con controricorso.
Con il primo motivo il contribuente contesta, deducendo violazione dell’art. 2697 c.c., e formulando idoneo quesito di diritto, che la prova che gli apparecchi non fossero nuovi o i contatori non fossero stati azzerati spetti al contribuente.
La censura è infondata. Il numero di giocate indicato dai contatori elettromeccanici istallati moltiplicato per il non controverso ricavo di spettanza del gestore fornisce la prova, al pari di un contatore di cassa, dell’ammontare complessivo dei ricavi del contribuente. Su questi dati, che costruiscono il fatto costitutivo dell’obbligazione tributaria, l’Amministrazione ha fornito la prova richiesta dall’art. 2697 c.c., al pari di una società, che somministrando energia elettrica, acqua o gas, fondi le proprie fatture sulle letture dei contatori.
La prova della circostanza impeditiva del fatto costitutivo dedotta al contribuente, che i contatori non fossero a zero o non fossero stati azzerati, incombe al debitore ex art. 2697 c.c., perchè, secondo l’id quod plerumque accidit, la circostanza il contatore all’inizio dell’utenza non fosse a zero, perchè il gestore subentrava ad altri nel suo uso, è normalmente documentata per iscritto per regolare i rapporti tra gestore e noleggiatore, così come per le utenze domestiche il contratto di fornitura indica la lettura iniziale del contatore.
Con il secondo motivo il contribuente censura, deducendo violazione di legge, la determinazione dei maggiori ricavi sulla base di presunzioni non aventi i requisiti della gravità precisione e concordanza.
La censura è infondata in quanto la prova non è fondata su presunzioni ma su macchine, quali i contatori, che forniscono piena prova a sensi dell’art. 2712 c.c., dei fatti che rappresentano, cfr.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese liquidate in Euro 3.600,00 oltre spese prenotate a debito ed accessori di legge.