Source: https://www.f2a.biz/it/permessi-giornalieri-legge-n-104-1992/
Timestamp: 2019-02-24 01:05:26+00:00
Document Index: 75816437

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33']

Permessi giornalieri legge n. 104/1992 - F2A FIS ANTEX
Permessi giornalieri legge n. 104/1992
INPS: Permessi giornalieri legge n. 104/1992 – Istruzioni per i part-time ed i lavoratori a turni.
(INPS, Messaggio n. 3114 del 07 agosto 2018)
Viene chiarita, innanzitutto, la compatibilità dei permessi nel lavoro a turni, ossia quello in cui l’orario operativo può coprire l’intero arco della giornata e la totalità dei giorni settimanali, comprendendo anche il lavoro notturno, la domenica e le giornate festive.
L’INPS precisa che i cd. “permessi legge 104” possono essere dunque fruiti anche in corrispondenza di un turno di lavoro di domenica. Lo stesso vale per il lavoro notturno “a cavallo” di due giorni solari: in questo caso la prestazione resta riferita a un unico turno di lavoro e il permesso fruito corrisponde a un solo giorno.
Nel messaggio vengono quindi forniti degli esempi pratici per chiarire meglio la questione e chiarimenti in merito al cumulo tra congedo straordinario e permessi. Più nel dettaglio, relativamente alle modalità di fruizione dei giorni di permesso di cui all’art. 33, commi 3 e 6, legge n. 104/1992 in corrispondenza di turni di lavoro articolati “a cavallo” di due giorni solari e/o durante giornate festive, l’INPS ha precisato come il lavoro a turni rivesta natura di particolare modalità organizzativa dell’orario normale di lavoro scelto dall’azienda per una efficiente organizzazione dell’attività lavorativa (percorrendo la definizione normativa data dall’art. 1, d.lgs. n. 66/2003).
Al riguardo, si evidenzia che l’art. 33, comma 3, legge n. 104/1992 prevede la fruizione dei permessi mensili retribuiti “a giornata”, indipendentemente, cioè, 2 dall’articolazione della prestazione lavorativa nell’arco delle 24 ore o della settimana e dal numero di ore che il dipendente avrebbe dovuto concretamente effettuare nel giorno di interesse. Ne deriva che il beneficio in argomento possa essere fruito anche in corrispondenza di un turno di lavoro da effettuare nella giornata di domenica.
Lo stesso principio si applica anche al lavoro notturno. Viene precisato infatti che, sebbene il lavoro notturno si svolga “a cavallo” di due giorni solari, la prestazione resta riferita ad un unico turno di lavoro in cui si articola l’organizzazione. Ne consegue che il permesso fruito in corrispondenza dell’intero turno di lavoro va considerato pari ad un solo giorno di permesso anche nel caso in cui si articoli “a cavallo” di due giorni solari. L’eventuale riproporzionamento orario dei giorni di permesso ai sensi dell’art. 33, comma 3, legge n. 104/1992 dovrà essere applicato solo in caso di fruizione ad ore del beneficio in argomento.
Resta inteso che i tre giorni di permesso non andranno riproporzionati, invece, in caso di part-time orizzontale. Relativamente a tali fattispecie, infatti, la commisurazione dei giorni di permesso alla ridotta durata dell’attività lavorativa è insita nella dinamica del rapporto medesimo. Si ribadisce, dunque, che il 3 riproporzionamento andrà effettuato solo in caso di part-time verticale e part-time misto con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese.
Infine, in tema di cumulo tra il congedo straordinario di cui all’art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001 ed i permessi di cui all’art. 33, legge n. 104/1992 e all’art 33, comma 1, d.lgs. n. 151/2001, richiamandosi a quanto già evidenziato con Circolare n. 53/2008, l’INPS ha sottolineato la possibilità di cumulare nello stesso mese, purché in giornate diverse, i periodi di congedo straordinario ex art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001 con i permessi ex art. 33, legge n. 104/1992 ed ex art. 33, comma 1, d.lgs. n. 151/2001 (3 giorni di permesso mensili, prolungamento del congedo parentale e ore di riposo alternative al prolungamento del congedo parentale). Viene precisato, in particolare, che i periodi di congedo straordinario possono essere cumulati con i permessi previsti dall’art. 33, legge n. 104/1992 senza necessità di ripresa dell’attività lavorativa tra la fruizione delle due tipologie di benefici.