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Timestamp: 2020-05-26 07:09:33+00:00
Document Index: 45834374

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 77', 'art. 77', 'art. 50', 'art. 77', 'art. 77', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25258 del 11/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25258 del 11/10/2018
Cassazione civile sez. trib., 11/10/2018, (ud. 12/07/2018, dep. 11/10/2018), n.25258
sul ricorso iscritto al n. 23386/2011 R.G. proposto da:
C.T., con l’avv. Pio Tommaso Caputo e domicilio eletto
presso l’avv. Maurilio Prioreschi, nel di lui studio in Roma, alla
via Giuseppe Ferrari, n. 4;
Equitalia etr spa;
avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale per le
Puglie, – Sez. 6 n. 08/06/11 depositata in data 11/02/2011 e non
che la contribuente insorge avverso Equitalia E.TR. spa, ove ha ottenuto l’iscrizione ipotecaria su immobile della contribuente, nonchè il fermo amministrativo della sua autovettura in conseguenza di cartelle esattoriali per addizionali Irpef e sanzioni, anno 2000, contravvenzioni al codice della strada da corrispondere al Comune di Bari ed altre al Comune di Putignano;
che, in disparte la mancata indicazione del parametro di riferimento all’interno di quelli previsti dall’art. 360 cod. proc. civ., comma 1 così come proposto, il motivo è inammissibile per difetto del requisito dell’autosufficienza richiesto dal codice di rito e illustrato dalla giurisprudenza (Cass. S.U. n. 877/2012): che a pag. 8 del ricorso per cassazione vi è riportato uno stralcio della motivazione della sentenza di primo grado, non è indicata la proposizione della doglianza al giudice d’appello, nè il capo della sentenza di secondo grado che si intende censurare;
che con il secondo motivo si lamenta violazione di legge del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50 per difetto di notifica dell’intimazione di pagamento;
che il motivo, ripreso anche nel quarto, si sostanzia nella violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, comma 2 bis, alla luce del principio di diritto sancito da questa Corte a Sezioni Unite laddove la Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto valida l’iscrizione ipotecaria non preceduta da alcuna comunicazione.
a) l’iscrizione ipotecaria prevista dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77 non costituisce atto dell’espropriazione forzata, ma va riferita ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria, sicchè può essere effettuata anche senza la necessità di procedere alla notifica dell’intimazione di cui al D.P.R. n. 602 cit., art. 50, comma 2, la quale è prescritta per l’ipotesi in cui l’espropriazione forzata non sia iniziata entro un anno dalla notificazione della cartella di pagamento.
b) In tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria prima di iscrivere ipoteca su beni immobili ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77 (nella formulazione vigente “ratione temporis”), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dal medesimo D.P.R., art. 77, comma 2 bis, come introdotto dal D.L. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità. Principi questi ribaditi, con riferimento all’iscrizione ipotecaria per la specificità della normativa, anche dalla recente sentenza delle SS.UU. n. 24823/15;
che, in proposito, è ormai consolidato l’orientamento (v. di recente Cass. n. 6072/15; n. 8447/15; n. 9926/15; n. 11505/2015; n. 15509/15) secondo cui le Sezioni Unite abbiano implicitamente riconosciuto che spetta al giudice qualificare giuridicamente la tesi del contribuente, che ha comunque dedotto la nullità della iscrizione di ipoteca a causa della mancata instaurazione del contraddittorio; nè assume rilievo la circostanza che sia stata invocata una norma in concreto non applicabile, dovendo il giudice dare adeguata veste giuridica ai fatti, utilizzando la normativa che ad essi si attaglia (nella medesima prospettiva, si vedano i precedenti con cui questa Corte ha affermato che il giudice che dichiari la decadenza dal potere impositivo in forza di una norma diversa rispetto a quella invocata dal contribuente “non rileva d’ufficio un’eccezione non proposta, ma si limita a qualificare in termini giuridici diversi la già formulata deduzione, sulla base di circostanze di fatto acquisite agli atti” (sentt. nn. 25077/14, 25402/14 e 2943/10, quest’ultima in relazione ad una controversia in cui la parte aveva eccepito la prescrizione ed il giudice aveva fatto applicazione di una causa di decadenza);
che il motivo è quindi fondato e merita accoglimento;
che con il terzo motivo si lamenta la violazione di legge in ordine al mancato riconoscimento dell’intervenuta prescrizione e della mancata prova dell’iscrizione a ruolo di presunti tributi legittimamente dovuti;
che eguale sorte ha il quarto motivo di violazione di legge per “mancato riconoscimento non ottemperanza del limite legale prescritto dal D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 76 e 77”;
che sussistono giusti motivi per compensare le spese del giudizio in ragione della peculiare vicenda processuale, nonchè della formulazione della doglianza poi qui accolta.