Source: http://ilblogdimariogalli.blogspot.com/2013/07/al-comune-di-gallicano-qualcosa-non-va.html
Timestamp: 2017-08-19 10:58:27+00:00
Document Index: 164099612

Matched Legal Cases: ['art. 189', 'art. 179', 'art. 189', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 27']

Il blog di Mario Galli: Al comune di Gallicano qualcosa non va... giù...
"Riteniamo che, come espresso nella relazione al rendiconto di gestione 2012, non sempre un risultato positivo è indice di buona gestione.
Il considerevole importo dei residui attivi rende poco attendibile il risultato di amministrazione. L’art. 189 del d.lgs 267/2000 stabilisce che costituiscono residui attivi le somme accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio. L’accertamento (art. 179 del d.lgs. 267/2000) costituisce la prima fase della gestione delle entrate. Con l’accertamento, sulla base di idonea documentazione, viene verificata la ragione del credito e la sussistenza di un idoneo titolo giuridico, individuato il debitore, quantificata la somma da incassare e fissata la relativa scadenza. Per l’accertamento è necessario quindi un idoneo titolo giuridico (es. ruolo tributario, specifico atto amministrativo di concessione di un finanziamento ecc.). Per accertare una somma non è pertanto sufficiente una previsione di entrata, anche se attendibile. Sono mantenute tra i residui attivi solo le somme accertate per le quali esiste un titolo giuridico che renda l’ente locale creditore della correlativa entrata (art. 189 del d.lgs. 267/2000). Per il mantenimento di un residuo attivo non è pertanto sufficiente l’assenza di ragioni per la relativa cancellazione, essendo invece necessaria l’esistenza di ragioni per il relativo mantenimento. Considerazioni speculari valgono per i residui passivi. Prima dell’inserimento nel conto di bilancio dei residui attivi e passivi, l’ente locale provvede al riaccertamento degli stessi, vale a dire alla verifica delle ragioni del relativo mantenimento. La possibilità di riscossione dei residui attivi è normalmente tanto più bassa quanto più remoti nel tempo sono gli accertamenti che hanno determinato il residuo attivo. In presenza di residui attivi remoti è necessario vincolare l’utilizzo dell’avanzo al loro effettivo realizzo (principio contabile n.3, punto 60).
Attesa la loro notevole anzianità, è molto probabile che una parte dei residui attivi tuttora esistenti non sarà mai riscossa.
Vogliamo che sia verbalizzata la nostra richiesta di procedere a riaccertare l’ammontare dei residui attivi rimasti pari ad euro 20.420.573.
La scelta di non cancellare parte dei residui attivi (euro), presumibilmente prescritti o comunque di difficilissima riscossione, appare determinato principalmente dalla volontà di evitare un consistente disavanzo di amministrazione, la cui copertura risulterebbe praticamente impossibile alla luce del complessivo quadro finanziario dell’ente. Tale atteggiamento può peraltro essere sostanzialmente idoneo ad impedire l’accertamento di eventuali responsabilità per danno erariale derivanti dalla intervenuta prescrizione di crediti.
Risulta non pienamente applicato l’art. 6, comma 17 della legge 135/2012, il quale prescrive l’iscrizione di un fondo svalutazione crediti non inferiore al 25% dei residui attivi dei Titoli I e III di anzianità superiore a 5 anni.
Ciò posto, è chiaro che l’ente non ha provveduto ad una attenta e precisa ricognizione dei residui attivi, né ha eliminato dal conto del bilancio tutte le posizioni prive di titolo giuridico, al pari di quelle inesigibili o non facilmente riscuotibili.
In conclusione, con riferimento alla gestione dei residui, non risulta effettuato l’analitico esame delle ragioni di mantenimento di tutti i residui attivi costituiti prima del 2008 con riferimento a ciascun residuo attivo in argomento dovevano essere indicate le ragioni del mantenimento (non essendo sufficiente indicare le ragione della mancata cancellazione). Non risulta neanche avviata una efficace politica di riscossione dei residui attivi esistenti.
A pagina 67 della relazione di evidenziano come ci siano 4 parametri su 10 che sono fuori della media. Si fa presente che basta il superamento di 5 parametri su 10 affinché il comune sia considerato strutturalmente deficitario.
Ciò che ci induce a pensarlo è l’enorme consistenza dei residui attivi (20milioni di euro) e la vetustà di buona parte degli stessi rende dubbia l’effettiva riscossione di tali entrate. Riscossione che si attesta rispettivamente per la entrate tributarie ed extra tributarie ad un misero 67% e ad un drammatico 34%.
Ad oggi non si sono avuti dunque grandi risultati sia per quanto riguarda la riscossione dei residui attivi, sia per quanto riguarda l’enorme valore dei residui passivi che indica l’incapacità dell’ente di far fronte ai propri impegni e che lo porta a richiedere continue anticipazioni di tesoreria. Estratto conto che la relazione indica a saldo zero, mentre la documentazione indica in saldo negativo di oltre 400mila euro.
Quest’ultima circostanza rivela l’incapacità dell’ente di pagare regolarmente i propri debiti e quindi (abbinata all’esistenza di cospicue anticipazioni di tesoreria, non ultimo la delibera 47 del 3 maggio 2013) la sua crisi irreversibile di liquidità ed è quindi rilevante ai fini dell’art. 6, comma 2, del d.lgs. 149/2011. Più in generale, è rilevante, ai fini della normativa indicata, l’intera gestione dei residui dell’ente in quanto si manifesta il mantenimento di residui attivi sopravvalutati, risalenti ed inesigibili.
Cari consiglieri, se vorrete assumervi la responsabilità di approvare tale bilancio, siete liberi di farlo, non da nostra concessione, ma da come è giusto che sia. Ci sentiamo però in dovere, come opposizione in questa aula, di richiamare la vostra attenzione ad una analisi ben più attenta e più ponderata delle conseguenze delle vostre azioni. Conseguenze personali, patrimoniali e giudiziarie. Non crediamo che il voto favorevole che vi accingete ad esprimere sia derivato da posizioni di natura ideologica e precostituita, ma siamo certi che ognuno di voi abbia analizzato a fondo le conseguenze delle proprie azioni. Sarete dunque oggi disposti, con il vostro voto favorevole e cosciente, a dichiarare che il Comune di Gallicano non si sta incamminando verso la strada del dissesto finanziario, ma che può continuare a “vivacchiare” sulle anticipazioni di cassa, su crediti che non sarà in grado di riscuotere, su mutui e prestiti in continua ascesa?"
Per tranquillizzare quanti ci hanno accusato di non capire nulla e che ci hanno additato come conigli che dovranno seguire dei corsi di ripetizione, riporto quanto enunciato dall'articolo 141 del TUEL:
1. I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno:a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico;b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:1) impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente della provincia;2) dimissioni del sindaco o del presidente della provincia;3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia;4) riduzione dell'organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del consiglio;c) quando non sia approvato nei termini il bilancio;
c-bis) nelle ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e non adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi. In questo caso, il decreto di scioglimento del consiglio è adottato su proposta del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. (1)
Il NOSTRO CARO SINDACO CI DICE CHE NON È SATO POSSIBILE CHIUDERE IL BILANCIO AL 30 aprile PERCHÈ IL CONSIGLIO ERA SCIOLTO CAUSA ELEZIONI A MAGGIO...........
MA L'art. 27 PUNTO 2 DELLO STATUTO COMUNALE DICE QUESTO O MI SBAGLIO?????????
1. In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, la Giunta Comunale decade e si procede allo scioglimento del Consiglio Comunale.
3. Fino alle predette elezioni, le funzioni di Sindaco sono svolte dal Vice Sindaco.
QUINDI IL CONSIGLIO COMUNALE DI GALLICANO ERA SCIOLTO ALLA DATA DEL 30 APRILE O NO????????????????