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Timestamp: 2020-08-14 14:40:42+00:00
Document Index: 48363777

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 360', 'art. 2043', 'art. 2043', 'art. 345', 'art. 2697', 'art. 116', 'art. 112', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'Cass. Sez. ', 'art. 360', 'art. 1067', 'art. 2043', 'art. 360', 'art. 2043', 'art. 232']

Sentenza Cassazione Civile n. 11912 del 10/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11912 del 10/06/2016
Cassazione civile sez. III, 10/06/2016, (ud. 18/02/2016, dep. 10/06/2016), n.11912
sul ricorso 15040-2013 proposto da:
S.T.A. STRUTTURE TRASPORTO ALTO ADIGE SPA, (OMISSIS) in
persona del legale rappresentante pro tempore D.S.,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VARRONE 9, presso lo studio
dell’avvocato SILVIA MARIA CINQUEMANI, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato GIOVANNI POLONIOLI giusta procura speciale
avverso la sentenza n. 1080/2012 del TRIBUNALE di BOLZANO, depositata
il 05/12/2012, R.G.N. 1854/2011;
18/02/2016 dal Consigliere Dott. ULIANA ARMANO;
udito l’Avvocato SILVIA CINQUEMANI;
Il Tribunale di Bolzano, con sentenza del 5 dicembre 2012, a modifica della decisione di primo grado, ha accolto la domanda proposta da L.C. nei confronti della S.T.A Strutture Trasporto Alto Adige s.p.a, volta ad ottenere il risarcimento del danno subito a seguito dell’ammodernamento e della ristrutturazione della Funivia del (OMISSIS) che avevano provocato la moltiplicazione dei disturbi alla ricezione del segnale satellitare Sky.
1. L.C. ha citato in giudizio la società STA per ottenere il risarcimento del danno derivato dalli ammodernamento della funivia del (OMISSIS) e dal conseguente passaggio più frequente delle cabine della funivia, a causa del quale si erano verificate frequenti interferenze del segnale satellitare di SKY, con interruzione periodiche e costanti dei programmi televisivi nella misura 12 secondi ogni quattro minuti di programmazione.
A seguito dell’eccezione proposta dalla società S.T.A, che ha dedotto l’esistenza di una antica servitù che gli consentiva di passare nella area soprastante il condominio del L. e di realizzare ogni opera inerente alla funivia stessa,il Giudice di pace di Bolzano ha rigettato la domanda, ritenendo che era provata l’esistenza del diritto di sorpasso sul Condominio (OMISSIS), abitato dal L., e che tale diritto prevedeva la possibilità di adeguare la frequenza del passaggio nell’interesse della collettività.
La Corte d’appello, invece, dopo aver accertato il maggior disturbo del segnale a partire dalla messa in funzione del nuovo impianto della funivia, ha affermato che la presenza della servitù tavolare non aveva rilievo, perchè la domanda dell’attore era volta al risarcimento del danno conseguente all’attività dell’appellata che, a mezzo di un più frequente passaggio delle cabine della funivia, aveva determinato la non utilizzabilità del servizio satellitare, qualificando la domanda proposta come di responsabilità ex art. 2043 c.c..
2.Con il primo motivo di ricorso si denunzia la violazione degli artt. 345 e 112 c.p.c. ex art. 360 c.p.c., n. 3.
Sostiene la ricorrente che il giudice di appello ha pronunziato ultra petita nell’esaminare il motivo di impugnazione sull’aggravamento della servitù, mentre avrebbe dovuto dichiarare l’inammissibilità dell’appello per omessa adeguata censura da parte del L. del mancato riconoscimento della responsabilità della società STA ex art. 2043 c.c..
Infatti l’atto di appello è formulato in maniera idonea a contrastare con chiarezza il contenuto della decisione impugnata e ribadisce la richiesta di accoglimento della domanda risarcimento del danno per il malfunzionamento del servizio televisivo, domanda qualificata dal giudice d’appello come richiesta di risarcimento ex art. 2043.
L’esistenza di una servitù di sorvolo introdotto in primo grado dalla società S.T.A, fa parte del tema della controversia e giustamente ha formato oggetto di impugnazione da parte del Luchi senza poter a tale proposito parlarsi di violazione dell’art. 345 c.p.c. da parte dell’appellante e di pronunzia ultrapetita da parte del giudice d’appello.
4. Con il secondo motivo si denunzia violazione dell’art. 2697 c.c. e art. 116 c.p.c. anche in relazione all’art. 112 c.p.c.. Omesso esame di un punto fondamentale della controversia ex art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5.
Sostiene la ricorrente che la Corte di merito ha erroneamente interpretato la testimonianza del teste B..
Si osserva che sotto l’apparente denunzia di vizio di violazione di legge la ricorrente, al di là della intestazione motivo, in realtà richiede a questa Corte un riesame del merito della controversia quale la valutazione della testimonianza della teste B..
Si ricorda che la sentenza impugnata è stata depositata il 5-122012 e di conseguenza alla stessa si applica la nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5.
Cass. Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014.
6. La società ricorrente, nel formulare la denunzia di vizio di motivazione, non ha rispettato i requisiti richiesti per la formulazione di tale vizio secondo quanto richiesto dall’art. 360 c.p.c., n. 5. vigente.
7. Con il terzo motivo si denunzia violazione degli artt. 1067 e 1069 c.c..
Sostiene la ricorrente che l’iter logico argomentativo dei giudici d’appello incorre in un palese vizio di motivazione, insufficiente e contraddittoria, in relazione all’interpretazione dell’art. 1067 ed al significato di aggravio dell’esercizio di una servitù ed al corrispettivo a suo tempo corrisposto ai proprietari del fondo servente.
9. Con il quarto motivo si denunzia violazione dell’art. 2043 c.c. ex art. 360, n. 3.
Sostiene la ricorrente che la Corte d’appello si è allontanata dal modello legale di responsabilità ex art. 2043 c.c.ritenendo che il diritto del cittadino a vedere senza interruzione programmi televisivi sia un diritto soggettivo meritevole di tutela.
Il diritto riconosciuto dal D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, art. 232, comma 2, ad ogni occupante, proprietario od inquilino, di unità immobiliari di appoggiare antenne televisive sui muri e sulle coperture dei fabbricati, si configura come un diritto soggettivo perfetto ed assoluto di natura personale, avente la sua fonte nella primaria libertà, costituzionalmente garantita, all’informazione.
Cass. sent n. 1139 de/ 29/01/1993.