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Timestamp: 2017-10-20 07:08:50+00:00
Document Index: 27888332

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 26', 'art. 175', 'art. 5', 'art. 95', 'art. 22', 'art. 40']

Deliberaz. G.R. Veneto 18/12/2012, n. 2626 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR37437
B.U. R. Veneto Ord. 08/01/2013, n. 2
3678872 3683180
L’obbligo di installazione e di manutenzione in regolare stato di funzionamento di dispositivi di misura delle portate e dei volumi d’acqua pubblica derivati ed eventualmente restituiti, nonché della trasmissione dei relativi dati all’Autorità concedente, riguarda, in base a quanto stabilito dalla norma, tutti i prelievi di acqua pubblica.
L’articolo 42 comma 3 del RD 11 dicembre 1933, n. 1775R (sostituito dall'art. 8, D.Lgs. 12 luglio 1993, n. 275, e poi abrogato dall'art. 26, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 258, e dall'art. 175, D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152) stabiliva che “a cura e a spese del concessionario delle derivazioni d'acque pubbliche, su prescrizione dell'ufficio compartimentale del Servizio idrografico e mareografico nazionale interessato per territorio, sono installati e mantenuti in regolare stato di funzionamento idonei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi in corrispondenza dei punti di prelievo e di restituzione, ove presente. In sistemi di distribuzione complessa, i misuratori sono installati anche a monte e a valle dei partitori. I risultati delle misurazioni sono trasmessi con le modalità definite ai sensi dell'art. 5-bis e con frequenza almeno semestrale all'autorità concedente e all'ufficio compartimentale del Servizio idrografico e mareografico nazionale interessato”.
L’articolo 22, comma 3, del D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152R, individua la Regione quale ente competente per la definizione degli “obblighi di installazione e manutenzione in regolare stato di funzionamento di idonei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d’acqua pubblica derivati, in corrispondenza dei punti di prelievo e, ove presente, di restituzione”, nonché degli “obblighi
e le modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni all’Autorità concedente per il loro successivo inoltro alla regione e alle Autorità di bacino competenti.”
Il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, nel più complessivo quadro di riorganizzazione delle norme in materia ambientale, pur abrogando il sopra richiamato decreto 152/1999, ha tuttavia confermato, nella sostanza, con l’art. 95, comma 3, i contenuti del citato art. 22, comma 3.
L’articolo 21, comma 3 della LR 30 gennaio 2008, n. 1R, stabilisce che “tutte le derivazioni di acque sotterranee devono essere dotate di idonei strumenti per la misura dei volumi utilizzati; il disciplinare che regola la concessione di derivazione deve indicare le caratteristiche di detta strumentazione e le modalità di comunicazione o visura dei dati misurati per cui il concessionario deve attenersi.”
Con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 107 del 5 novembre 2009 è stato approvato il Piano di tutela delle acque, di cui al D.Lgs. 152/2006. L’art. 40 “Azioni per la tutela quantitativa delle acque sotterranee” delle Norme tecniche di attuazione del medesimo Piano, come modificato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1580 del 4 ottobre 2011, stabilisce che: