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Timestamp: 2019-07-22 18:04:29+00:00
Document Index: 34796294

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 11', 'art. 21', 'art.1']

Le operazioni attive: la fattura
I titolari di Partita IVA, al fine di una corretta applicazione della normativa sull’IVA. devono obbligatoriamente documentare le operazioni effettuate, in relazione all’attività esercitata, emettendo fattura.
I documenti che interessano gli imprenditori sono:
i documenti di consegna o di trasporto.
L’adempimento dell’emissione della fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili purché contengano gli elementi obbligatori della fattura, ricade sul titolare di partita IVA che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio (art. 21 D.P.R. 633/1972).
L’obbligo di fatturazione risponde alle esigenze di documentazione e di controllo delle operazioni rilevanti ai fini IVA (imponibili, non imponibili, esenti) e legittima il cedente, o il prestatore, ad esercitare la rivalsa e l’acquirente, od il committente, ad operare la detrazione di imposta addebitata in fattura.
Infine, la regola di carattere generale che vede come soggetto obbligato ad emettere la fattura il cedente o prestatore, subisce delle eccezioni in particolari circostanze riconducibili alla c.d. “inversione contabile” o “reverse-charge”. Al verificarsi di queste ipotesi, l’obbligo di certificare l’operazione o di liquidare l’imposta nei confronti dell’Erario spetta al cessionario o committente, che dovrà emettere nei confronti di se stesso, sostituendosi al fornitore, una autofattura (è il caso, ad esempio, della cessione di omaggi senza rivalsa dell’IVA da parte dell’impresa produttrice dei beni oggetto dell’omaggio, oppure il caso di acquisto intracomunitario di beni o servizi da un soggetto non residente nel territorio dello Stato e che non abbia nemmeno provveduto a nominare un rappresentante fiscale o una rappresentanza stabile in Italia).
In tema di numerazione della fatture l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata con la Risoluzione n. 1 del 10 gennaio 2013 in riferimento al fatto che per le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2013, la fattura (in base a quanto previsto dall’art. 1, c. 325, lettera d), della L. 24 dicembre 2012, n. 228) deve contenere un “numero progressivo che la identifichi in modo univoco”. In particolare viene evidenziato che, a decorrere dal 1° gennaio 2013:
la numerazione progressiva può però anche iniziare dal numero successivo a quello dell’ultima fattura emessa nel 2012. Anche in tal caso la tipologia di numerazione progressiva adottata consente l’identificazione in modo univoco della fattura, ancorché la numerazione non inizi da 1
La fattura deve obbligatoriamente contenere le seguenti indicazioni, stabilite dall’art. 21 c. 2 del DPR 633/72:
se soggetto passivo ai fini Iva: nome e cognome ovvero
denominazione o ragione sociale, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonchè ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti,
numero di partita IVA. In caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento;
se soggetto non passivo ai fini Iva (cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato che non agisce nell'esercizio d'impresa, arte o professione): nome e cognome, residenza o domicilio, codice fiscale;
per le operazioni non imponibili IVA, esenti, soggette al regime del margine o per le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo, bisogna indicare, anziché l’aliquota e l’imposta, il titolo di inapplicabilità e la relativa norma (es. esente art. 10 n. 2, DPR 633/72);
in caso di fatture differite bisogna indicare data e numero del documento di trasporto;
la trascrizione del numero di partita IVA del cessionario del bene o del committente del servizio nel caso in cui sia debitore dell’imposta in luogo del cedente o del prestatore, con l’indicazione della relativa norma;
la data della prima immatricolazione o iscrizione in pubblici registri e numero dei chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi;
gli estremi della dichiarazione d’intento ricevuta in caso di cessioni ad esportatori abituali.
Vale la pena sottolineare, infine, che l’art. 21, c. 3 del DPR 633/72 dispone che la fattura possa essere emessa in qualsiasi valuta purché l’eventuale imposta sia indicata in euro e che, in generale, a richiesta da parte dell’Amministrazione finanziaria, si garantisca la traduzione in lingua nazionale del documento.
- l’ufficio del registro imprese presso il quale è avvenuta l’iscrizione;
- il capitale sociale delle società di capitali;
- l’eventuale socio unico per le società a responsabilità limitata;
- l’eventuale stato di messa in liquidazione della società.
Il Decreto Legge Salva-Infrazioni ( 11 dicembre 2012 , n. 216) ha modificato la disciplina in materia di fatturazione ai fini IVA ponendosi al riparo dalle procedure di infrazione aperte dalla UE nei confronti dell'Italia. La variazioni, attuata in seguito alla ricezione della Direttiva 2010/45/UE, riguardano, tra l’altro:
I termini di fatturazione: le fatture relative alle operazioni intracomunitarie (cessioni di beni intra UE e prestazioni di servizi generiche verso soggetti passivi UE) potranno essere emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Viene così risolto il problema dell'obbligo di fatturazione istantanea delle prestazioni di servizi il cui momento di effettuazione, in base alle modifiche apportate dalla L. 217/11, si identifica con l'ultimazione del servizio.
L’inversione contabile con fornitori UE: Il sistema dell'integrazione della fattura del fornitore, ai fini dell'applicazione dell'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile da parte del soggetto passivo nazionale, sarà esteso a tutte le operazioni poste in essere con controparti stabilite in altri Paesi UE (cessioni di beni e prestazioni di servizi) attualmente consentito solo per i servizi generici e per gli acquisti intracomunitari.
Con effetto dal 1° luglio 2019, l’art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633/1972 è stato modificato dall’art. 11 del D.L. n. 119/2018 prevedendo che la fattura – non solo elettronica, ma anche cartacea – può essere emessa entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione. In tal caso, occorre dare evidenza nel documento dell’emissione differita.
In particolare, il nuovo art. 21, comma 2, lett. g-bis), del D.P.R. n. 633/1972 dispone che, avvalendosi del più ampio termine di emissione della fattura, è necessario riportare nel documento la data in cui è effettuata la cessione o la prestazione, ovvero la data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa da quella di emissione della fattura.
 Direttiva UE 13 luglio 2010 n.45
 L. 15 dicembre 2011 n.217
 DL 11 dicembre 2012 n.216
 L. 24 dicembre 2012 n.228 art.1
 Ris. Agenzia Entrate 10 gennaio 2013 n.1
Annotazioni obbligatorie da inserire in fattura
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