Source: http://www.slideserve.com/alka/inquadramento-normativo
Timestamp: 2017-08-20 23:19:03+00:00
Document Index: 158210898

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 55', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 53', 'art. 54', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 314', 'art. 317', 'art. 318', 'art. 319', 'art. 319', 'art. 319', 'art. 320', 'art. 322', 'art. 323', 'art. 346', 'art. 2635', 'art. 6']

PPT - INQUADRAMENTO NORMATIVO PowerPoint Presentation - ID:3352553
INQUADRAMENTO NORMATIVOPowerPoint Presentation
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INQUADRAMENTO NORMATIVO - PowerPoint PPT Presentation
Relazione 14.3.2014 – 21.3.2014 – 25.3.2014 Corso di formazione Azienda Ospedaliera di Melegnano Inquadramento normativo Contenuti ed effetti del Codice Comportamentale A cura dell’ Avv. Mirella Cicciò. INQUADRAMENTO NORMATIVO. Costituzione •D.Lgs.C.P.S . 13 settembre 1946, n. 233
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Relazione 14.3.2014 – 21.3.2014 – 25.3.2014 Corso di formazione Azienda Ospedaliera di MelegnanoInquadramento normativo Contenuti ed effetti del Codice Comportamentale A cura dell’Avv. Mirella Cicciò
•D.Lgs.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 233
•D.P.R. 5 aprile 1950, n. 221
•Legge 4 agosto 1965, n. 1103
•Legge 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei Lavoratori)
•Legge 5 febbraio 1992, n. 175 (aggiornata ai sensi della Legge n. 42 del 1999)
•CCNL Sanità Pubblica
•CCNL Sanità Privata
•D.Lgs.30 marzo 2001 n. 165
•D.Lgs.27 ottobre 2009 n. 150 (attuativo della Legge n. 15 del 2009, c.d. “Legge Brunetta”)
Il senso della Riforma Brunetta
La RB è finalizzata
all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e all’efficienza e trasparenza delle P.A.
alla valutazione delle strutture e del personale delle AP
alla valorizzazione del merito (cfr. art. 19) previsione di premi e di progressioni in carriera
alla revisione della dirigenza pubblica
alla revisione della materia della responsabilità disciplinare
Le disposizioni della RB mirano ad assicurare
- una migliore organizzazione del lavoro;
- elevati standard qualitativi ed economici delle funzioni e dei servizi;
- l’incentivazione della qualità della prestazione lavorativa;
- la selettività e la valorizzazione delle capacità e dei risultati ai fini degli incarichi dirigenziali;
- il rafforzamento dell’autonomia, dei poteri e della responsabilità della dirigenza;
- l’incremento dell’efficienza del lavoro pubblico ed il contrasto alla scarsa produttività e all’assenteismo, nonché la trasparenza dell’operato delle AP anche a garanzia della legalità
La centralità della misurazione, valutazione e trasparenza della performance
La finalità è il miglioramento della qualità dei servizi delle PA
Lo strumento è la valorizzazione del merito e l’erogazione dei premi per i risultati perseguiti dai singoli e dalle unità organizzative, nell’assoluta trasparenza e ciò attraverso un ciclo di gestione della performance
Il ciclo di gestione della performance della performance
Scandito da diverse fasi:
Definizione ed assegnazione degli obiettivi (con valori attesi ed indicatori)
Monitoraggio con interventi correttivi
Misurazione e valutazione della performance individuale ed organizzativa
Utilizzo dei sistemi premianti secondo la valorizzazione del merito
Piano triennale della Performance e relazione annuale della performance
Detti documenti per ragioni di trasparenza dovranno essere pubblicati sul sito istituzionale
Soggetti che intervengono sul tema:
Organismo centrale (Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle PA)
Riforma Brunetta della performance
Il D.Lgs.n. 150 del 27 ottobre 2009 (in attuazione della Legge n. 15/2009) riforma le Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche contenute del D.Lgs.30 marzo 2001 n. 165 (c.d. Testo Unico sul Pubblico Impiego).
E’ l’inizio della performancedel cambiamento culturale
La motivazione del dipendente:
Avere non un posto di lavoro ma un lavoro da svolgere con motivazione ed impegno
Il lavoro come fatica, come travaglio, come impegno, come realizzazione di sé non come occupazione acquisita, scontata e parassitaria
Gli obblighi del dipendente della performance
Collaborare con diligenza
Non utilizzare le informazioni d’ufficio a fini privati
Applicare la normativa sulla trasparenza degli atti amministrativi e sull’autocertificazione
Rispettare l’orario di lavoro, con osservanza delle formalità di timbratura, e non assentarsi dal luogo di lavoro senza autorizzazione del dirigente in servizio
Mantenere corretti rapporti interpersonali
Non attendere ad occupazioni estranee al servizio in periodo di malattia/infortunio
Eseguire gli ordini superiori (salvo rimostranze in caso di ordine palesemente illegittimo)……
Avere cura dei locali, mobili, oggetti etc. a lui affidati
Valersi di quanto di proprietà dell’amministrazione solamente per ragioni di servizio
Non chiedere né accettare compensi, regali o altre utilità connesse con l’attività lavorativa
Osservare le regole sugli accessi al lavoro, escludendo estranei o persone non autorizzate
Comunicare la residenza e eventuali mutamenti
Dare tempestivo avviso di un caso di malattia
Astenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o attività che coinvolgono interessi finanziari propri o di suoi parenti entro il 4° grado o conviventi
Le sanzioni della performancedel codice disciplinare
1) Le sanzioni conservative “lievi”:
Multa sino a 4 ore di retribuzione
Sospensione dal rapporto e dalla retribuzione fino a 10 gg.
2) La sanzione conservativa “intermedia”:
Sospensione dal rapporto e dalla retribuzione da 11 gg. a 6 mesi
3) Le sanzioni estintive del rapporto di lavoro:
Il licenziamento disciplinare - art. 55-quater - introdotto dalla Riforma Brunetta
falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia (licenziamento senza preavviso);
assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'amministrazione (licenziamento con preavviso);
ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio (licenziamento con preavviso);
Il licenziamento disciplinare secondo l’art. 55-quater, introdotto dalla Riforma Brunetta
d) falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera (licenziamento senza preavviso);
reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell'onore e della dignità personale altrui (licenziamento senza preavviso);
condanna penale definitiva, in relazione alla quale e' prevista l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l'estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro (licenziamento senza preavviso)
g) Il licenziamento in sede disciplinare e' disposto, altresì, nel caso di prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l'amministrazione di appartenenza formula, ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche, una valutazione di insufficiente rendimento e questo è dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell’amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui all’articolo 54 . (licenziamento con preavviso)
Altre sanzioni previste dalla Riforma Brunetta introdotto dalla Riforma Brunetta
Se la violazione da parte del lavoratore di obblighi concernenti la prestazione di lavoro comporta una condanna della p.a. al risarcimento dei danni, egli è sospeso dal servizio e dalla retribuzione per un minimo di tre giorni a un max di sei mesi;
Il lavoratore che cagiona grave danno al normale funzionamento dell’ufficio per inefficienza o incompetenza professionale accertate in sede di valutazione, è collocato in disponibilità per 2 anni all’80% di retribuzione, con ricollocamento presso altra amministrazione.
Riforma Brunetta introdotto dalla Riforma Brunetta
Complementarietà delle normative nella creazione del profilo virtuoso del “nuovo” dipendente pubblico
Legge 190/2012 introdotto dalla Riforma Brunetta
Introduce una riforma importante per i dipendenti pubblici
Conferma e rafforza la correttezza del PF verso il cittadino e del cittadino verso il PF
Nasce da istanze sovranazionali e da osservatori di rilevante importanza
Nasce dalla censura svolta verso l’Italia
Come definire la corruzione introdotto dalla Riforma Brunetta
'Si definisce corruzione il non rispetto delle regole, sia scritte, che codici di condotta impliciti, che ci si aspetta che i pubblici ufficiali e i politici rispettino nella condotta degli affari pubblici'
(R.Nield 2002, 5)
'E' definita corruzione la incapacità morale dei cittadini di impegnarsi in modo ragionevolmente disinteressato in azioni per il benessere della comunità'
J.P.Dobel in Robert Williams (a cura di)(2000, 138)
Nella vita di tutti i giorni la corruzione si sostanzia in bustarelle occasionali per uno specifico scopo, contributi continui per mantenere un buon rapporto, regali di una certa importanza per ingraziarsi un pubblico ufficiale, scambi di favori tra persone che implicano la gestione di beni e servizi pubblici e che privano le terze parti di una equa redistribuzione delle risorse.
Accenni alla problematica della corruzione introdotto dalla Riforma Brunetta
Corrompere : “corrumpere” pervertire l’integrità morale
e rumpere: rompere.
L’origine del termine implica, allora, che “qualcosa”, con l’atto della corruzione, viene rotto e pervertito, cioè rivolto verso il male, verso il peggio. Questo “qualcosa” può essere rappresentato da un codice di regole morali o, più specificamente, da regole e leggi.
Fenomeno antico: Caio Sallustio Crispo, storico e senatore dell’antica Roma, nelle note opere De ConiurationeCatilinae (Catilinariae), il BellumIugurtinume le Historiae, si lamenta della grave crisi politica, sociale e morale della Roma del I° secolo a.c.. - “In uno Stato totalmente corrotto, si fanno leggi a non finire” (Tacito, Annales, 3, 27, 16). *
Le persone tendono a corrompere o a essere corrotte quando i rischi sono bassi, le multe e punizioni minime, e le ricompense grandi”.
Lo Stato è spesso percepito, in vaste aree del paese, come qualcosa di estraneo, di antagonista. *
L'arricchimento è considerato dagli italiani come il principale segno di distinzione e di superiorità sociale.
L'aristocrazia del denaro risulta essere l'unica gerarchia riconosciuta. I soldi facili costituiscono una tentazione cui, ai più, è difficile resistere.
Anche il potere lo si acquisisce col denaro, più che con la competenza.
Il tornaconto personale, l'appartenenza a una famiglia, a un clan, a una corporazione professionale hanno sempre la meglio, nel Belpaese, sul rispetto per il bene comune e l'interesse collettivo.
Tutto questo si traduce in un’insufficienza etica degli italiani
Valori di civismo molto diffusi in democrazie più mature della nostra, trovano da noi un'adesione soltanto formale, di facciata. La vita pubblica italiana sembra scorrere sul doppio binario morale dei vizi privati e delle pubbliche virtù, del predicare bene e razzolare male.
Esito rapporto anticorruzione 3.2.2014 votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna Commissione Europea d’Italia
Nel primo rapporto anticorruzione (di Cecilia Malmstom) nella storia della Commissione Europea l’Italia è rappresentata negativamente. Come emerge, ogni anno la corruzione italiana verrebbe (ma pare che detta affermazione sia stata distorta nel suo effettivo significato) a costare alla Tesoreria statale 60 miliardi di Euro, costituendo (e ciò sembra francamente eccessivo) in tal modo esattamente la metà del danno (120 miliardi di Euro) che questo fenomeno in rapida espansione starebbe arrecando al bilancio dell’Unione Europea nel suo insieme.
Le statistiche della corruzione in Sanità votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
Secondo l’AGENAS Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali nei paesi occidentali la corruzione erode circa il 5/6 % della spesa sanitaria, cioè tra i 6 e i 7 miliardi di €
5.076 dipendenti pubblici denunciati nei primi 10 mesi del 2013
Ungere le ruote votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
La corruzione, intanto, non soltanto crea ingiustizia, ma danneggia pesantemente anche la vita economica del paese.
Quando i giochi sono truccati, a vincere sono i più furbi, non i più bravi. Se l'azienda che vince un appalto pubblico, per esempio, costruisce opere malfatte, inutili, a costi altissimi, il danno che ne deriva alla collettività è immenso.
Nelle scuole, negli uffici, negli ospedali, nelle aziende, nella vita economica in genere di un paese corrotto, vinceranno i mediocri, mentre i più competenti rischieranno di essere esclusi.
La corruzione è particolarmente diffusa laddove: votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna - il potere legislativo o il potere giudiziario sono deboli; - non vengono osservate le regole dello Stato di diritto;- il clientelismo è diventato norma;- l’amministrazione pubblica manca di indipendenza e di professionalità; - la società civile non dispone di mezzi per esercitare un’efficace pressione contro le varie forme di corruttela.
Guarire dalla corruzione: votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna onestà valore laico e valore religioso
Classifica votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna corruzione percepita anno 2013 (n. 177 nazioni)
L’indice di stima varia da 100 a 0
Primi posti: Danimarca – Finlandia –Svezia, Norvegia e Nuova Zelanda.
Ultimi posti: Somalia, Corea del Nord, Afghanistan.
Italia: 69° posto – 43 punti - (2012: 72° posto), alla pari con la Romania e il kuwait, un gradino più sotto di Brasile, Macedonia e Sud Africa e uno più sopra di Bulgaria (77° posto), Liberia, Montenegro e Tunisia.
Precedono l’Italia: oltre Germania (12° posto), Francia (24° posto), Gran Bretagna (14° posto), USA (17° posto) e Giappone (17° posto), anche: Ghana, Botwsana, Bhutan e Ruanda, Repubblica Domenicana.
Seguono l’Italia: Cina (80° posto), Grecia (81° posto) ed India (81° posto).
La Convenzione ONU di votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna Merida.
L’ONU ha promosso la conclusione della Convenzione sulla corruzione, siglata a Merida il 9 dicembre 2003 e ratificata dall’Italia con la legge 3 agosto 2009, n. 116, che indica, fra le varie misure, l’istituzione di organismi nazionali dotati di autonomia ai fini dell’esercizio di funzioni in materia di anticorruzione. Ben 96 nazioni hanno firmato la Convenzione e tra questi il Kenya, che ha anche presentato gli strumenti per la ratifica. Si tratta di un avvenimento storico: in 50 anni di storia delle Nazioni Unite non era mai accaduto che in occasione dell'apertura alla firma un paese consegnasse anche gli strumenti di ratifica. Questa è ovviamente una chiara manifestazione dell’impegno considerevole del Kenya, ma soprattutto testimonia la fiducia che questo nuovo strumento a disposizione della comunità internazionale possa realmente essere incisivo.
La Convenzione ONU di votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna Merida
L'architettura della Convenzione si basa su quattro pilastri:
la prevenzione: si stabiliscono misure che i paesi si impegnano ad adottare efficacemente per evitare l’emergere del fenomeno;
la criminalizzazione: si descrivono fattispecie di reato, che dovranno essere recepite nelle leggi penali nazionali;
il recupero delle risorse: si prevedono misure per contrastare l’accumulo ed il trasferimento all’estero dei proventi della corruzione e facilitare il loro recupero;
la cooperazione internazionale: sono introdotte disposizioni che impegnano i paesi ad attivare misure di estradizione e di rogatoria, che facilitino il perseguimento dei responsabili in altri paesi.
La Convenzione raccomanda agli Stati contraenti di prendere i provvedimenti necessari per:
-prevedere la responsabilità delle persone giuridiche;
-consentire il blocco, il sequestro e la confisca;
-proteggere i testimoni, gli esperti, le vittime e chi sporge denuncia;
-garantire che gli enti o le persone, che hanno subito danni in seguito ad un atto di corruzione, abbiano il diritto di avviare un procedimento giudiziario per ottenere un indennizzo;
-istituire uno o più enti o nominare persone specializzate nella lotta contro la corruzione attraverso l’applicazione della legge;
-favorire la cooperazione con le forze dell’ordine;
-favorire la cooperazione tra autorità nazionali e con il settore privato;
-superare gli ostacoli che possono derivare dall’applicazione delle leggi sul segreto bancario.
La Convenzione di Strasburgo votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
La Convenzione di Strasburgo del 4 novembre 1999 (in vigore dal primo luglio 2002) costituisce una pietra miliare del diritto comunitario ed abbatte i confini sulla disciplina di alcuni reati, quali la corruzione di magistrati, pubblici ufficiali, funzionari delle istituzioni e rappresentanti o delegati di assemblee a rilevanza internazionale. In vigore, naturalmente, sia nel lato attivo che in quello passivo del reato di corruzione, la Convenzione uniforma le pene per il riciclaggio dei proventi sulla corruzione, la compravendita delle possibilità di influire su varie istanze decisorie e tutto il ventaglio di reati contabili eventualmente correlabili, come fatture o documenti di simile funzione.
La Convenzione è stata recepita in Italia con la legge 28 giugno 2012, n. 110.
La Convenzione di Strasburgo votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna , in particolare, stabilisce che le Parti contraenti:
adottino nel proprio ordinamento misure che consentano di confiscare o sottrarre gli strumenti ed i proventi dei reati penali definiti dalla Convenzione;
garantiscano la specializzazione di persone o di enti nella lotta contro la corruzione e provvedano affinché i medesimi soggetti dispongano di una formazione e di risorse finanziarie adeguate all’esercizio delle proprie funzioni;
includano i reati penali che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione in tutti i futuri trattati di estradizione;
designino una o più autorità centrali competenti in materia di cooperazione giudiziaria internazionale in tema di corruzione.
Valutazione dell’Italia all’Estero votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
Valutazione dell’Italia:
In qualità di Stato aderente (dal 2007) al GRECO (Gruppo di Stati contro la corruzione), l’Italia è stata sottoposta a valutazione da parte del Gruppo una prima volta nel 2009, con il rapporto finale, nel quale si rileva che, “malgrado la determinata volontà della magistratura inquirente e giudicante di combatterla, la corruzione è percepita in Italia come fenomeno consueto e diffuso, che interessa numerosi settori di attività: l’urbanistica, lo smaltimento rifiuti, gli appalti pubblici, la sanità e la pubblica amministrazione”.
Perché la corruzione è negativa votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
Le esternalità negative della corruzione (costi della corruzione):
Inefficienza dei servizi destinati alla collettività;
Non oculata allocazione delle già scarse risorse pubbliche;
Dissesto delle finanze pubbliche;
Disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni democratiche;
Compromissione del principio di uguaglianza, minando le pari opportunità dei cittadini;
Disincentivo per gli investimenti dall’estero;
Perdita di competitività del Paese.
Frena il progresso tecnologico delle imprese, spingendole ad investire nei “mercati corrotti” e non in quelli innovativi.
L’AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
La Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni Pubbliche (CIVIT) opera quale Autorità Nazionale Anticorruzione e svolge attività di controllo, prevenzione e contrasto al fenomeno dell’illegalità. Poteri:
Approva il Piano nazionale anticorruzione, predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica;
Analizza le cause ed i fattori della corruzione ed individua gli interventi, che ne possono favorire la prevenzione e il contrasto;
4) Esprime pareri facoltativi agli organi dello Stato ed a tutte le amministrazioni pubbliche, in materia di conformità di atti e comportamenti dei funzionari pubblici alla legge, ai codici di comportamento e ai contratti, collettivi e individuali, regolanti il rapporto di lavoro pubblico;
5) Esprime pareri facoltativi in materia di autorizzazioni, di cui all'articolo 53 del D.Lgs n.165/2001, per lo svolgimento di incarichi esterni da parte dei dirigenti amministrativi dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
6) Esercita la vigilanza ed il controllo sull'effettiva applicazione e sull'efficacia delle misure adottate dalle Pubbliche amministrazioni in applicazione della legge n. 190/2012;
7) Riferisce al Parlamento, presentando una relazione entro il 31 dicembre di ciascun anno, sull'attività di contrasto della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione e sull'efficacia delle disposizioni vigenti in materia.
Per l'esercizio delle attribuzioni di vigilanza e controllo, la Commissione esercita poteri ispettivi, mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni, ed ordina l'adozione di atti o provvedimenti, richiesti dai Piani Anti-corruzione e dalle regole sulla trasparenza dell'attività amministrativa e dalle altre disposizioni vigenti.
La Commissione può ordinare la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza.
La Commissione e le amministrazioni interessate danno notizia, nei rispettivi siti web istituzionali, dei provvedimenti adottati.
L’AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna Art. 34-bis – DL 179/2012, conv. in legge n. 221/2012
All’Autorità nazionale anticorruzione, è preposto un presidente nominato su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, del Ministro della giustizia e del Ministro dell'interno, tra persone di notoria indipendenza che hanno avuto esperienza in materia di contrasto alla corruzione e persecuzione degli illeciti nella pubblica amministrazione.
2. L’Autorità si avvale della Guardia di finanza, che agisce con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini degli accertamenti relativi all'imposta sul valore aggiunto e all'imposta sui redditi. L’Autorità, agli stessi fini, può richiedere indagini, accertamenti e relazioni all'Ispettorato per la funzione pubblica.
4. Conseguentemente, in sede di prima applicazione, il termine per l’adozione del Piano Triennale di prevenzione della corruzione era stato differito al 31 marzo 2013.
Le funzioni dell’ANA votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
In sintesi le funzioni dell’Ana sono
- consultive
- di vigilanza
Dipartimento votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna della funzione pubblica
Il Dipartimento della funzione pubblica:
Coordina l'attuazione delle strategie di prevenzione e contrasto della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione elaborate a livello nazionale e internazionale;
Predispone il Piano nazionale anticorruzione;
Definisce modelli standard delle informazioni e dei dati occorrenti per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla legge n. 190/2012;
Il responsabile votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna della prevenzione della corruzione
L'organo di indirizzo politico individua il responsabile della prevenzione della corruzione.
Negli enti locali, il responsabile della prevenzione della corruzione è individuato, di norma, nel segretario, salva diversa e motivata determinazione.
L'organo di indirizzo politico, su proposta del responsabile, entro il 31 gennaio di ogni anno (in sede di prima applicazione: 31 marzo 2013) adotta il Piano triennale di prevenzione della corruzione, curandone la trasmissione al Dipartimento della funzione pubblica.
Il responsabile, entro lo stesso termine, definisce procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione.
Il Piano anticorruzione votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
Individuare le attività, nell'ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione, anche raccogliendo le proposte dei dirigenti;
Prevedere obblighi di informazione nei confronti del responsabile, chiamato a vigilare sul funzionamento e sull'osservanza del piano;
Monitorare il rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti.
La lotta alla corruzione in azienda votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna si traduce in un gioco di squadra in una comunità di intenti
Compiti del responsabile dell’anticorruzione votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
Il responsabile provvede :
ad individuare il personale da inserire nei programmi di formazione.
“Responsabilità” del responsabile anticorruzione votare la legge contro la corruzione è come chiedere a Giovanna
In caso di commissione, all'interno dell'amministrazione, di un reato di corruzione accertato con sentenza passata in giudicato, il responsabile risponde a titolo di “responsabilità dirigenziale” (art. 21, D.Lgs n. 165/2001), nonché sul piano disciplinare, oltre che per il danno erariale e all'immagine della Pubblica amministrazione, salvo che provi tutte le seguenti circostanze:
di avere predisposto, prima della commissione del fatto, il Piano e di aver osservato i propri obblighi;
di aver vigilato sul funzionamento e sull'osservanza del piano.
In caso di ripetute violazioni delle misure di prevenzione previste dal Piano, il responsabile risponde a titolo di responsabilità dirigenziale, nonché, per omesso controllo, sul piano disciplinare.
Entro il 15 dicembre di ogni anno, il responsabile pubblica nel sito web dell'amministrazione una relazione, recante i risultati dell'attività svolta e la trasmette all'organo di indirizzo politico dell'amministrazione. Nei casi in cui l'organo di indirizzo politico lo richieda o qualora il dirigente responsabile lo ritenga opportuno, quest'ultimo riferisce sull'attività.
Criticità: aspetti troppo burocratici dell’introduzione della figura del responsabile anticorruzione – questione della responsabilità personale per fatti illeciti altrui – problematica degli effettivi poteri -
Attività di prevenzione della corruzione previste dal Piano, il responsabile risponde a titolo di responsabilità dirigenziale, nonché, per omesso controllo, sul piano disciplinare.
Prevenzione del fenomeno della corruzione nella formazione di commissioni e nelle assegnazioni agli uffici
Coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati di peculato, malversazione, percezione indebita, concussione, corruzione:
non possono fare parte, anche con compiti di segreteria, di commissioni per l'accesso o la selezione a pubblici impieghi;
non possono essere assegnati, anche con funzioni direttive, agli uffici preposti alla gestione delle risorse finanziarie, all'acquisizione di beni, servizi e forniture, nonché alla concessione o all'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantaggi economici a soggetti pubblici e privati;
non possono fare parte delle commissioni per la scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, per la concessione o l'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere.
La tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti previste dal Piano, il responsabile risponde a titolo di responsabilità dirigenziale, nonché, per omesso controllo, sul piano disciplinare.
Fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, il pubblico dipendente, che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere:
sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia.
Nell'ambito del procedimento disciplinare, l'identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
La tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti rientra nella più vasta tematica dell’incentivazione della segnalazione delle condotte illecite (il cd. whistleblowing). In sede internazionale, per whistleblowing si intende la rivelazione di fatti che possono integrare la fattispecie astratta del reato di corruzione, fatta di propria iniziativa ed in forma non anonima da un soggetto appartenente ad una determinata organizzazione (inside whistleblowing), privata o pubblica, alle competenti autorità esterne a tale organizzazione (externalwhistleblowing), anche in mancanza di una espressa autorizzazioneda parte della prima (unauthorizedwhistleblowing), trattandosi di fatti collegati all’attività dell’organizzazione di appartenenza.
Le norme a tutela del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. whistleblower
Nuovo art. 54- bis
Tutela da sanzioni, licenziamento, misure discriminatorie
Anonimato (eccezione)
Segnalazione di discriminazioni alla F.P. da parte dell’interessato o dei sindacati
Denuncia sottratta all’accesso
Necessita di proceduralizzazione
L’obbligo di denuncia ex artt. 361-362 C.P.
La responsabilità segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
La responsabilità consiste nelle conseguenze personali e/o patrimoniali a cui va incontro il soggetto che assume un comportamento attivo (azione) o passivo (omissione) lesivo di un interesse tutelato dalla legge
Responsabilità penale segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
r. Patrimoniale
r. Contabile
r. Disciplinare
r. Dirigenziale
Gli adempimenti delle PA segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Le P.A. devono disciplinare, tra l’altro, le seguenti attività (Dipartimento della Funzione Pubblica ha pubblicato la circolare 25 gennaio 2013, n. 1):
Definire il piano triennale di prevenzione della corruzione, a partire da quello relativo agli anni 2013-2015, e trasmetterlo alla regione interessata ed al Dipartimento della funzione pubblica;
Adottare norme regolamentari, relative all’individuazione degli incarichi vietati ai dipendenti pubblici (art. 53, comma 3-bis, D.Lgs n. 165/2001);
Adottare il proprio codice di comportamento (art. 54, comma 5°, D.Lgs n. 165/2001).
Il Codice disciplinare segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Attualmente abbiamo almeno 5 diversi «Codici disciplinari», intesi come raccolta di illeciti disciplinari
Codice per il comparto del 1995 (+ 2004)
Codice per le dirigenze del 2010
Illeciti direttamente definiti dal d.lgs. 150/2009
Illeciti direttamente definiti dalla legge 190/2012
Codice di comportamento (DPR 62 e Codice aziendale)
Il codice di comportamento segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. dei dipendenti
Il Governo definisce un codice di comportamento dei dipendenti, al fine di assicurare la qualità di servizi, la prevenzione di fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali.
Il codice prevede il divieto di chiedere o di accettare a qualsiasi titolo compensi, regali, o altre utilità in connessione con l'espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, fatti salvi i regali d'uso purché di modico valore e nei limiti delle normali relazioni di cortesia.
La violazione dei doveri previsti dal codice sono causa di responsabilità disciplinare, nonché civile, amministrativa e contabile.
Per ciascuna magistratura e per l'Avvocatura dello Stato, gli organi delle associazioni di categoria adottano un codice etico a cui devono aderire gli appartenenti alla magistratura interessata
Il codice di comportamento dei dipendenti pubblici segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Nuova forza cogente
Doveri/obblighi
Regali d’uso di modico valore
Graduazione dell’illecito disciplinare (art. 16, comma 2)
Consegna ai nuovi assunti e a tutti i consulenti
Principali norme DPR 62/2013 segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. (16 aprile 2013)
Divieto di richiedere regali, compensi, altre utilità
No conflitti di interesse (anche non patrimoniali)
Attenzione nell’utilizzo di materiali e attrezzature assegnati, anche con riferimento alle linee telematiche e telefoniche
Evitare diffusione di notizie su organizzazione, attività, altri dipendenti
Principi costituzionali segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Il dipendente conforma la sua condotta a:
servizio esclusivo della Nazione con disciplina ed onore
rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità
rispetto della legge e
perseguire esclusivamente l'interesse pubblico.
Assume posizione di indipendenza nel prendere decisioni o svolgere attività in situazioni, anche solo apparenti, di conflitto di interessi.
Non svolge attività in contrasto con il corretto adempimento dei compiti d'ufficio
Si impegna ad evitare situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine della pubblica amministrazione.
Più in particolare: segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Art. 98 Costituzione: I pubblici impiegati sono al servizio della Nazione
Art. 54: adempimento delle pubbliche funzioni con disciplina ed onore
Art. 97 : accesso ai pubblici impieghi per concorso; principio del buon andamento della pubblica amministrazione; riserva relativa di legge sull’organizzazione dei pubblici uffici
Art. 28 Responsabilità diretta dei dipendenti pubblici civile penale e amministrativa per gli atti compiuti in violazione dei diritti
Il codice di comportamento dei pubblici dipendenti segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Linee guida CIVIT – delibera n. 75
Tavoli tecnici di settore
Predisposto dal RPC con collaborazione UPD
Collegamento con il PTPC
Procedura aperta di partecipazione:
OO.SS. – associazioni consumatori – altre
Pubblicazione bozza sul sito per proposte e osservazioni
Pesatura delle sanzioni disciplinari correlate
Parere OIV e adozione da parte del Direttore generale
Relazione illustrativa – controlli – invio all’ANA
Struttura del Codice *
Spunti per il codice aziendale segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Richiamo a sostenibilità economica e appropriatezza
Direttive e strategie regionali come obiettivi obbligatori per tutti
Coordinamento/integrazione con Codici deontologici di iscritti ad Albi
Natura personale dell’atto medico
Rilevazione presenza in servizio – divise - cartellino identificativo
Governo delle liste d’attesa – anticipi
Rispetto reciproche professionalità
Richiamo alle funzioni gestionali dei sanitari sia medici che comparto
Varie (divieto di fumo, umanizzazione, rapporti con URP, ecc.)
Regali modico valore – visite gratuite e simili
Un funzionario talvolta rifiuta decisamente una grossa mancia, ma non rifiuta piccoli doni...; anche il topo usa certi accorgimenti nel rubare. ShuShueh Mou, Il libro di un cinico
Ciascuna Pa definisce, con procedura aperta alla partecipazione e previo parere obbligatorio del proprio organismo indipendente di valutazione, un proprio codice di comportamento che integra e specifica il codice del Governo.
A tali fini, la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT) definisce criteri, linee guida e modelli uniformi per singoli settori o tipologie di amministrazione.
Sull'applicazione dei codici vigilano: - i dirigenti responsabili di ciascuna struttura; - le strutture di controllo interno; - gli uffici di disciplina.
Le Pubbliche amministrazioni verificano annualmente lo stato di applicazione dei codici ed organizzano attività di formazione del personale per la conoscenza e la corretta applicazione degli stessi.
La trasparenza delle P.A. segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Dal «il Portale della trasparenza»al nuovo «accesso civico»
Per consentire il controllo diffuso da parte dei cittadini (contemperamento con le esigenze della Privacy)
Strumento fondamentale per la prevenzione della corruzione
Il responsabile per la prevenzione della corruzione è il responsabile della trasparenza
Sul sito istituzionale compare la sezione Amministrazione trasparente (modalità di pubblicazione anche in formato aperto)
Principio della trasparenza segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. nei concorsi (art. 19 del D.Lgs. 33/2013)
Pubblicazione bandi reclutamento a qualsiasi titolo
Elenco dei bandi costantemente aggiornato
Elenco risalente all’ultimo triennio
Indicazione dei dipendenti assunti e delle spese effettuate
IL DECRETO LEGISLATIVO 33/2013 segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. attuativo della Legge 190/2012
Art. 5 = accesso civico
Art. 7 = dati aperti e riutilizzo
Art. 12 = obblighi di pubbl. atti generali
Art. 13 = obblighi di pubbl. dati sull’organizzazione
Art. 14 = obblighi di pubbl. dati organo di vertice
Art. 15 = obblighi di pubbl. incarichi dirigenziali ecc.
Art. 16 = obblighi di pubbl. dati dipendenti , ecc.
Art. 17 = obblighi di pubbl. dati dipendenti
Art. 18 = obblighi di pubbl. incarichi interni
Art. 20 = obblighi di pubbl. dati valutazione
Art. 23 = obblighi di pubbl. provvedimenti amministr.
Art. 24 = obblighi di pubbl. dati aggregati
Art. 26 e 27 = obblighi di pubbl. vantaggi economici
Art. 29 = obblighi di pubbl. dati bilancio
Art. 30 = obblighi di pubbl. dati patrimonio
Art. 31 = obblighi di pubbl. dati sui controlli
Art. 32 = obblighi di pubbl. servizi erogati
Art. 33 = obblighi di pubbl. tempi di pagamento
Art. 35 = obblighi di pubbl. dichiaraz. sostitutive
Art. 37 = obblighi di pubbl. attività decreto 163
Art. 41 = norma specifica sulla trasparenza nel segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. Ssn
Art. 43 = il responsabile della trasparenza
Art. 44 = compiti dell’OIV
Art. 46 = sanzioni (responsabilità dirigenziale – eventuale danno all’immagine)
Art. 47 = sanzioni per casi specifici (artt. 14 e 22)
Art. 48 = norma di attuazione MODELLI E SCHEMI STANDARD da parte di FP
circolare F.P. n. 2 del 19.7.2013
provvedimento Garante n. 380 del 1.8.2013
IL DECRETO LEGISLATIVO 39/2013 segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
Art. 3 = inconferibilità a seguito di condanne
Art. 8 = inconferibilità di incarichi direzionali
Art. 10 = incompatibilità di incarichi direzionali
Art. 12 = incompatibilità di incarichi dirigenziali
Art. 14 = incompatibilità di incarichi direzionali
Art. 20 = dichiarazione sulla sussistenza
Art. 23 = abrogazione comma 9 dell’art. 3 del 502
Le modifiche della Legge 98/2013
La delibera della CIVIT n. 58 del 15.7.2013
MODIFICHE AL CODICE PENALE segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. INASPRIMENTO DELLE PENE
Peculato (art. 314): Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di danaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro (prima tre) a dieci anni. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita.
Concussione (art. 317): Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da sei (prima 4) a dodici anni.
Corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318): Il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da uno (prima sei mesi) a cinque anni (prima tre anni).
Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319): Il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da quattro (prima due) a otto anni (prima cinque).
Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter): Se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la pena della reclusione da quattro (prima tre) a dieci (prima otto) anni. Se dal fatto deriva l'ingiusta condanna di taluno alla reclusione non superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da cinque (prima quattro) a dodici anni; se deriva l'ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque anni o all'ergastolo, la pena è della reclusione da sei a venti.
Induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater): “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da tre a otto anni. Nei casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o altra utilità è punito con la reclusione fino a tre anni”. Quindi, la concussione diventa ascrivibile al solo pubblico ufficiale (e non anche all’incaricato di pubblico servizio) e non si parla più di induzione che diventa oggetto, appunto, di un reato autonomo.
Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320): Le disposizioni degli articoli 318 e 319 si applicano anche all’incaricato di un pubblico servizio. In ogni caso, all’incaricato In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non superiore a un terzo.
Istigazione alla corruzione (art. 322): Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell'articolo 318, ridotta di un terzo. Se l'offerta o la promessa è fatta per indurre un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio ad omettere o a ritardare un atto del suo ufficio, ovvero a fare un atto contrario ai suoi doveri, il colpevole soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nell'articolo 319, ridotta di un terzo. La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o all’incaricato di pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro o altra utilità per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri.
Abuso d’ufficio (art. 323): Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico o l’incaricato di pubblico sevizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno (prima sei mesi) a quattro anni (prima tre anni). La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.
Traffico di influenze illecite (art. 346-bis): Chi sfrutta le sue relazioni con un pubblico ufficiale per ottenere denaro o qualsiasi altro vantaggio patrimoniale "come prezzo della propria mediazione illecita" è punito con il carcere da 1 a 3 anni.
“Chiunque, fuori dai casi di concorso nei reati di cui agli articoli 318, 319 e 319ter, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di un pubblico servizio, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita, ovvero per remunerare il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, punito con la reclusione da uno a tre anni. La stessa pena si applica a chi indebitamente dà o promette denaro o altro vantaggio patrimoniale. La pena è aumentata se il soggetto che indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale riveste la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio. Le pene sono altresì aumentate se i fatti sono commessi in relazione all’esercizio di attività giudiziarie. Se i fatti sono di particolare tenuità, la pena è diminuita”.
MODIFICHE segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. AL CODICE PENALE E CIVILE
Corruzione tra privati (art. 2635 cc): Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, che, a seguito della dazione o della promessa di denaro o altra utilità, per sè o per altri, compiono od omettono atti, in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, cagionando nocumento alla società, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni. Si applica la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il fatto è commesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati al primo comma. Chi dà o promette denaro o altra utilità alle persone indicate nel primo e nel secondo comma è punito con le pene ivi previste.
Si procede a querela della persona (società) offesa, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni o servizi.
La corruzione segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. dilaga … e costa
CORTE CONTI – INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2013
"Sconcertanti episodi di corruzione. Oggi peggio di Tangentopoli. Nel corso del 2012 l’azione della procura ha riscontrato una serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione. Il fenomeno della corruzione e’ tuttora vivo nella realtà delle amministrazioni pubbliche italiane e presenta preoccupanti elementi di crescita. La piaga della corruzione, ben più grave rispetto a 20 anni fa, si è ormai annidata nel profondo del tessuto sociale e costituisce un’intollerabile distorsione del sistema“ (Procuratore regionale della corte dei conti, Antonio Caruso).
In Italia il fenomeno della corruzione sottrae oltre sessanta miliardi di euro ogni anno alle casse dello Stato ed aggrava a dismisura la dimensione del debito pubblico (Corte dei conti, 2009, Giudizio sul rendiconto generale dello Stato 2008).
Il contenuto dell’atto corruttivo segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
In merito al contenuto del patto corruttivo, le inchieste hanno messo in evidenza che, non di rado:
il pubblico agente corrotto si impegna non già ad adottare un atto del proprio ufficio, quanto piuttosto a far valere il suo peso istituzionale sul pubblico agente competente all’emanazione dell’atto cui è interessato il corruttore, esercitando un’attività di influenza;
la prestazione resa dal corrotto, lungi dal materializzarsi in un’attività ben determinata, quale l’adozione di uno specifico atto amministrativo, finisce per “rarefarsi”, avendo ad oggetto la generica funzione o qualità del pubblico agente, il quale si impegna ad assicurare protezione al corruttore nei suoi futuri rapporti con l’amministrazione;
la stessa tangente, anziché consistere nella classica dazione di denaro, è occultata da articolati meccanismi di triangolazione.
Una volta che rinunci all' segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. integrita' morale, perdersi e' facile
Nessun bivio, ma una sola strada da percorrere segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
"Un minimo di corruzione - sosteneva Winston Churchill -, serve da benefico olio lubrificante per il marchingegno della democrazia“
Vorrei meno corruzione o più occasioni per parteciparvi. AshleighBrilliant
Norberto Bobbio, citando Montesquieu afferma: "il fondamento di una buona repubblica, prima ancora delle buone leggi, è la virtù dei cittadini“
"Poco importa che voi possiate dirvi puri: quando anche poteste, isolandovi, rimanervi tali, se avete a due passi la corruzione e non cercate di combatterla, tradite i vostri doveri.”(G. Mazzini)
Non è difficile prendere decisioni quando sai quali sono i tuoi valori.Roy Disney … grazie
Inquadramento Normativo Nazionale -Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 \"norme in materia
Inquadramento normativo delle Comunità montane -Tiziana paperini settore affari istituzionali e delle autonomie locali. comunità montane - inquadramento -. fisionomia (a - natura b-funzioni). normativa statale. normativa regionale. l.
Inquadramento normativo: Carta Nazionale dei Servizi e Firma Digitale -Inquadramento normativo: carta nazionale dei servizi e firma digitale. ing. luigi barella formez - integra sistemi srl [email protected] sommario. cie e
INQUADRAMENTO DELLA DISCIPLINA -2 a lezione. inquadramento della disciplina. cos’È la psicologia? la psicologia è quella disciplina scientifica che studia il comportamento umano . la psiche o mente è un entità astratta non osservabile
INQUADRAMENTO DELLA CIRROSI -Annarosa floreani dip. di scienze chirurgiche e gastroenterologiche, università di padova. farmaci batteri virus errori metabolici. alterazione microtubuli microfilamenti. alterato funzionamento canalicolo.
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