Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3013-del-03-02-2017
Timestamp: 2020-04-02 00:08:26+00:00
Document Index: 129053568

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 132', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 3013 del 03/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3013 del 03/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/02/2017, (ud. 15/12/2016, dep.03/02/2017), n. 3013
sul ricorso 6429/2015 proposto da:
P.C., O.P., nella loro qualità di eredi del
Sig. P.P., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA
rappresentati e difesi dall’avvocato SALVATORE PARATORE, giusta
avverso la sentenza n. 1585/13/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di FIRENZE, emessa il 26/06/2014 e depositata il
29/08/2014;
La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito del D.L. n. 168 del 2016, art. 1 bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016; dato atto che i contribuenti hanno depositato memoria e che il collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata, osserva quanto segue:
La CTR della Toscana, con sentenza n. 1585/13/14, depositata il 29 agosto 2014, non notificata, accolse l’appello proposto dal sig. P.P., riassunto, a seguito dell’interruzione del giudizio per morte del ricorrente, dagli eredi di quest’ultimo, signori P.C. e O.P., avverso la sentenza della CTP di Pistoia, che aveva rigettato il ricorso proposto dal de cuius avverso due avvisi di accertamento per gli anni 2007 e 2008 per Irpef ed altro scaturiti da cd. “redditometro”, del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38.
I contribuenti resistono con controricorso, cui ha fatto seguito, all’esito della fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio sulla relativa proposta del relatore, il deposito di memoria.
Con il primo motivo, la ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la nullità della sentenza e del procedimento per violazione e falsa applicazione dell’art. 111 Cost., comma 6, D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 36 e 61 e dell’art. 132 c.p.c., per difetto assoluto di motivazione.
La motivazione della sentenza impugnata, dopo una sommaria esposizione dei motivi d’appello, si compendia unicamente nell’affermazione “La Commissione ritiene giusto riformare la senten.za impugnata”, richiamando quindi, per giustificare la disposta compensazione delle spese, il contrasto giurisprudenziale risolto da Cass. sez. unite 29 luglio 2013, n. 18184.
Ritiene quindi la Corte, secondo i principi espressi dalle Sezioni Unite con la pronuncia n. 8053 del 7 aprile 2014, n. 8053 e della successiva giurisprudenza conforme, che si sia in presenza di un’anomalia motivazionale talmente grave che si risolve in realtà in vizio di legge costituzionalmente rilevante. La motivazione risulta, infatti, assolutamente omessa, mancando ogni correlazione con l’esame dei motivi di gravame che lasci intendere la ratio della decisione assunta, o al più, in relazione al richiamo operato alla succitata pronuncia n. 18184/13, incorrendo la pronuncia in motivazione apparente, stante la non conferenza di detta decisione con l’oggetto della controversia con riferimento al motivo di gravame afferente alla lamentata violazione del contraddittorio endoprocedimentale, vertendo la controversia dinanzi al giudice tributario in tema d’impugnazione di avviso di accertamento del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, nella formulazione anteriore alla modifica di cui al D.L. n. 78 del 2010, art. 22, comma 1, convertito, con modificazioni, in L. n. 112 del 2010.
Nè risulta pertinente, in relazione alla fattispecie in esame, a contrastare la nullità della sentenza impugnata quale denunciata dalla difesa erariale, il richiamo da parte dei controricorrenti, nella memoria depositata in atti, alla pronuncia delle Sezioni Unite di questa Corte n. 642, depositata il 16 gennaio 2015, la quale precisa che, quali che siano le tecniche redazionali in concreto adottate per la stesura della pronuncia adottata, occorre pur sempre che rilevino, ai fini del soddisfacimento dell’obbligo motivazionale, “le ragioni effettivamente poste a sostegno della decisione”; ciò che, alla luce delle considerazioni sopra svolte, difetta senz’altro nella fattispecie in esame.
Il ricorso va dunque accolto per manifesta fondatezza in ordine al primo motivo, restando assorbito il secondo.
Ne consegue la cassazione della sentenza impugnata, con rinvio per nuovo esame a diversa sezione della CTR della Toscana, che provvederà anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità.
Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, alla CTR della Toscana in diversa composizione.