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Timestamp: 2019-08-21 13:55:46+00:00
Document Index: 28869289

Matched Legal Cases: ['art. 378', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360']

RISARCIMENTO DANNI PER INCIDENTI MORTALI..CIDENTE MORTALE RISARCIMENTOINCIDENTE CON FERITI RISARCIMENTO INCIDENTE PEDONE INCIDENTE MOTO RISARCIMENTO
RISARCIMENTO DANNI PER INCIDENTI MORTALI …INCIDENTE MORTALE RISARCIMENTO INCIDENTE CON FERITI RISARCIMENTO INCIDENTE PEDONE INCIDENTE MOTO RISARCIMENTO
da Sergio Armaroli | Giu 5, 2015
RISARCIMENTO DANNI PER INCIDENTI MORTALI …INCIDENTE MORTALE RISARCIMENTO INCIDENTE CON FERITI RISARCIMENTO INCIDENTE PEDONE INCIDENTE MOTO RISARCIMENTOLEGGI CON LA MASSIMA ATTENZIONE :
1#RISARCIMENTO DANNI PER INCIDENTI MORTALI
1#L’assistenza legale in caso di gravi sinistri stradali chiama subito
Se un tuo congiunto è rimasto vittima di un incidente mortale segui questi tre importanti consigli:
1) affidati a un avvocato esperto
2) valuta se necessiti di una consulenza cinematica, cioè di un tecnico che valuti e ricostruisca la dinamica dell’incidente
3) conserva le ricevute delle spese che sostieni, ad esempio le spese funerarie.
Gli incidenti mortali sono un evento terribile e comprendo profondamente il dolore che causano alle persone care alla vittima. In casi del genere, posso offrire assistenza legale per ottenere il risarcimento dei danni e dei danni morali per i congiunti, siano figli, coniugi o genitori del defunto. Ci tengo a precisare che, in caso di incidente fatale la cui dinamica sia chiara, se il mio cliente non ha le possibilità economiche per sostenerle, previo accordo, posso anticipare le spese funerarie. Se hai subito un incidente stradale, puoi chiamarmi al telefono e spiegarmi la tua situazione, gratuitamente. Tratto sempre personalmente i gravi danni alla persona.
Ho uno studio unico a Bologna in Via Solferino 30, dove ricevo previo appuntamento telefonico al numero 051/6447838. Esercito la mia attività professionale giudiziale e stragiudiziale anche fuori distretto, in altre città in tutta Italia, previo conferimento di incarico unicamente presso lo studio di Bologna.
Puoi contattarmi per ricevere una consulenza legale o assistenza legale online su gravi sinistri della strada e incidenti mortali.
Ho una lunga esperienza in questo campo, e di seguito riporto alcune testimonianze dirette di miei clienti che esprimono la loro soddisfazione per il mio lavoro.
“Il mio papà è stato vittima di un brutto incidente stradale, ci siamo rivolti all’avvocato Sergio Armaroli e in tempi ragionevoli ci ha fatto avere il risarcimento, tenendoci sempre informati sull’andamento della pratica”
Rosa: “L’avvocato Sergio Armaroli mi ha assistito per un gravissimo incidente stradale a seguito del quale ho riportato diverse fratture. Mi hanno meravigliato la sua gentilezza e la sua professionalità, che hanno portato al risarcimento integrale del danno da parte dell’assicurazione in tempi brevi”.
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“Ero stata investita come pedone e avevo riportato gravi lesioni con un punteggio del 24% del danno biologico. L’avvocato Sergio Armaroli con cortesia e professionalità mi ha seguito nel lungo percorso risarcitorio riuscendo a farmi pagare il danno”.
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La Corte territoriale, ‘sia nella determinazione del lasso temporale tra il verificarsi del sinistro e la morte della L. , che nella quantificazione del danno’, avrebbe mancato di considerare i fatti, emergenti da taluni documenti di causa (verbale di riscontro necroscopico, referto medico, perizia medico-legale di parte) e decisivi ai fini di un diverso esito del giudizio, relativi alla morte della L. non già ‘venti minuti’ dopo il sinistro, bensì due ore dopo lo stesso incidente, e all’aspettativa di vita della vittima, pari a 14 anni all’epoca del fatto (come da tabelle di sopravvivenza Istat).
Peraltro, posto che la morte era intervenuta ‘non prima di due ore’ dopo il sinistro, il giudice di appello avrebbe errato nel non riconoscere il danno biologico ‘da perdita della vita’, avendo determinato ‘l’entità del danno biologico in relazione all’apprezzabilità del lasso di tempo in cui la signora L. è rimasta in vita dopo l’incidente, anziché all’apprezzabilità dell’attentato ad un diritto costituzionalmente garantito quale è quello alla salute’.
I ricorrenti, con la memoria ex art. 378 cod. proc. civ., insistono sull’erroneità del mancato risarcimento del ‘danno da perdita della vita’, invocando a sostegno delle proprie ragioni la sentenza n. 1361 del 23 gennaio 2014, di questa Corte.
Con il terzo mezzo è prospettata, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione degli artt. 2043, 2054, 2056, 2059, 1223, 1226, 2727, 2729, 2909 cod. civ., 112, 115, 116, 342 cod. proc. civ. e 29 e ss. Cost., nonché, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., vizio di motivazione.
La Corte territoriale avrebbe assunto una decisione errata e contraddittoria in punto di risarcimento del danno patrimoniale, dando dapprima atto che questo ‘era stato provato in via presuntiva’ e, poi, riconoscendolo ‘solo ad uno dei membri della famiglia’, cosi ‘attribuendo risalto ad un dato mai contestato dall’appellante, che il risarcimento non competesse ai figli della L. , solo perché coniugati’, là dove, inoltre, neppure la ripartizione per quote eguali e la convivenza familiare era stata oggetto di gravame.
Peraltro, anche il giudizio sulla ‘aspettativa di vita della de cuius’ sarebbe arbitrario, avendo omesso la Corte territoriale di indicare il criterio o gli elementi dai quali è stato desunto.
Il motivo è, altresì, inammissibile per la parte in cui si incentra sull’adottato criterio di ‘aspettativa di vita della de cuius’, che, invero, non attiene alla vita biologica come dai ricorrenti ipotizzato, ma – come precisato dal giudice di appello – alla ‘vita lavorativa e collaborativa’, che dallo stesso giudice del merito viene considerata sino a 75 anni, cosi da confezionare un limite particolarmente favorevole per gli istanti, la cui impugnazione sul punto, oltre ad essere sostanzialmente fuori quadro, non palesa neppure l’interesse ad aggredire una siffatta statuizione.
Il mezzo è, infine, infondato quanto al resto, avendo la Corte territoriale correttamente considerato in iure l’effettivo apporto economico della defunta alla propria famiglia, attraverso non già la produzione di un reddito esterno, ma tramite la ‘collaborazione nella coltivazione ad uso domestico’ del fondo di proprietà, in relazione all’anzidetta aspettativa di vita lavorativa, così ponendosi in linea con l’orientamento costante di questa Corte che, nell’ambito del tema in esame, attribuisce rilievo particolarmente significativo alla dimostrazione che la vittima contribuiva stabilmente ai bisogni familiari o che, in futuro, i familiari avrebbero verosimilmente e probabilmente avuto bisogno delle sovvenzioni della vittima medesima (in tale prospettiva, tra le altre, Cass., 11 maggio 2012, n. 7272). La liquidazione eminentemente equitativa che ne è seguita, in quanto sorretta da plausibili ragioni giustificative, si sottrae, dunque, al sindacato in questa sede di legittimità.
– Preliminarmente, va dichiarato inammissibile, per tardiva proposizione rispetto ai termini di legge, il controricorso della Generali S.p.A., giacché esso è stato spedito per la notificazione ai ricorrenti in data 16 maggio 2012 e, dunque, oltre il termine di quaranta giorni (venti giorni dalla scadenza del termine, anch’esso di venti giorni, stabilito per il deposito del ricorso) previsto dal combinato disposto di cui agli artt. 370 e 369 cod. proc. civ., nella specie decorrente dal 5 aprile 2012, data di notificazione del ricorso.
– Con il primo mezzo è denunciata, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione degli artt. 2054 cod. civ. e 115 e 116 cod. proc. civ., nonché, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., vizio di motivazione in ordine alla dinamica del sinistro.
La Corte territoriale, a fronte delle censure mosse da essi appellanti incidentali alla sentenza di primo grado in punto di quantificazione del concorso di colpa della L. nella causazione del sinistro (‘da determinarsi in misura non superiore al 5%’), avrebbe adottato una motivazione solo apparente, circoscritta al rilievo di congruità della percentuale del 10% indicata dal Tribunale.
Inoltre la motivazione della sentenza impugnata sarebbe anche illogica, contraddittoria e frutto di travisamento della dinamica del sinistro, posto che la Corte di appello, nonostante abbia considerato assolutamente preponderante, ai fini della responsabilità per la causazione del sinistro, il comportamento gravemente colposo del M. e assai circoscritto l’apporto deterministico della L. , correlato soltanto a non aver attraversato la strada sulle strisce pedonali, non ha poi ritenuto di modificare la percentuale del concorso colposo ‘in quella minore del 5% indicata dagli odierni ricorrenti’, da ritenersi ‘sicuramente più equa’.
Tuttavia, anche siffatta doglianza è inconsistente, giacché essa, lungi dal porre in risalto illogicità o aporie intrinseche al percorso argomentativo che ha condotto la Corte territoriale al proprio convincimento (fondato sull’incontestato attraversamento della vittima al di fuori delle strisce pedonali; condotta la cui valenza colposa non è neppure messa in discussione dagli stessi ricorrenti, che si limitano a dedurne la minore gravità rispetto a quella ritenuta in sentenza), mira a sovvertirne l’esito e, dunque, a surrogarsi in un giudizio di stretto merito che non spetta alla parte formulare, essendo di esclusiva pertinenza del giudice. Ciò, dunque, in contrasto con quanto questa Corte ha affermato in tema di sinistri stradali, per cui ‘l’accertamento in termini percentuali del concorso di colpa della vittima nella causazione del danno costituisce il frutto di un procedimento logico e non matematico, e, come tale, insuscettibile di giustificazione analitica. Ne consegue che colui il quale si dolga del relativo accertamento compiuto dal giudice di merito non può limitarsi ad invocare che la corresponsabilità della vittima fosse in realtà maggiore o minore di quella accertata, ma ha l’onere di dedurre il vizio di motivazione, sotto forma di contraddittorietà tra l’espressione percentuale del concorso di colpa e le osservazioni logiche che la sorreggono’ (Cass., 24 marzo 2011, n. 6752).
– Con il secondo mezzo è dedotta, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione degli artt. 2054, 2056, 2057, 2059, 2909, 2727 e 2729 cod. civ., nonché 32 Cost., 115 e 116 cod. proc. civ., nonché, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., vizio di motivazione.
La decisione della Corte territoriale – che ha risarcito, iure hereditatis, ai congiunti della L. deceduta a seguito del sinistro e dopo un brevissimo lasso temporale dallo stesso, il danno morale dalla medesima vittima sofferto (per la lucida agonia) e la somma di Euro 80,00 a titolo di danno biologico, come ‘frazione estremamente ridotta consistente nel suo concreto avverarsi’ – è in linea con l’orientamento tuttora maggioritario di questa Corte, secondo il quale, in tema di risarcimento del danno non patrimoniale, quando all’estrema gravità delle lesioni, segua, dopo un intervallo temporale brevissimo, la morte, non può essere risarcito agli eredi il danno biologico ‘terminale’ connesso alla perdita della vita della vittima, come massima espressione del bene salute, ma esclusivamente il danno morale, dal primo ontologicamente distinto, fondato sull’intensa sofferenza d’animo conseguente alla consapevolezza delle condizioni cliniche seguite al sinistro (Cass., 28 novembre 2008, n. 28423; Cass., 7 giugno 2008, n. 13672; Cass., 20 settembre 2011, n. 19133).
– Con il terzo mezzo è prospettata, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione degli artt. 2043, 2054, 2056, 2059, 1223, 1226, 2727, 2729, 2909 cod. civ., 112, 115, 116, 342 cod. proc. civ. e 29 e ss. Cost., nonché, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., vizio di motivazione.
La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti, in solido tra loro, al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida, in favore della Generali Assicurazioni S.p.A., in complessivi Euro 5.800,00, di cui Euro 200,00, per esborsi, oltre accessori di legge.
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