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Timestamp: 2020-05-28 12:24:41+00:00
Document Index: 125243720

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 4', 'art.11']

Natura del procedimento di verifica del rispetto della 'quota d'obbligo' di energia rinnovabile per gli impianti di energia non rinnovabile
Natura del procedimento di verifica del rispetto della "quota d'obbligo" di energia rinnovabile per gli impianti di energia non rinnovabile
Matteo Piacentini | 12/09/2019 15:30
E' lo stesso Consiglio di Stato ha chiarire, infatti, che, nonostante il G.S.E. sia persona giuridica di diritto privato - essendo stato costituito nelle forme della società per azioni - le azioni della società sono integralmente riservate alla mano pubblica, stante la partecipazione totalitaria del Ministero dell'Economia e delle Finanze al capitale della società; inoltre, la società è sottoposta al potere di controllo sulla gestione finanziaria da parte della Corte dei Conti, che si esercita ai sensi dell'art. 12 della legge n. 259 del 1958.
Ai sensi dell'art. 4 dello Statuto sociale, allegato all'atto costitutivo del G.S.E., la società ha per oggetto l'esercizio delle funzioni di natura pubblicistica nel settore elettrico e in particolare le attività di carattere regolamentare, di verifica e certificazione relativa al settore dell'energia elettrica ai sensi del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e successive modifiche e integrazioni, nonché le attività correlate di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387 e successive modifiche e integrazioni, in materia di promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità, comprese le attività di carattere regolamentare e le altre competenze, diritti e poteri ad esse inerenti.
Da quanto detto, dunque, come rilevato in sentenza dall'Adunanza Plenaria , "appare chiaro che il Gestore dei servizi energetici rientri nel novero dei soggetti privati svolgenti pubbliche funzioni posto che, pur rivestendo formalmente la veste di società di capitali di diritto privato, è nondimeno soggetto munito dalla legge di funzioni pubbliche correlate – tra l'altro – alla diffusione delle energie da fonte rinnovabile, al controllo ed alla gestione dei flussi energetici di tale provenienza ed all'assolvimento degli obblighi imposti dalla legge agli operatori del settore energetico".
Venendo al merito della questione va osservato che le funzioni svolte dal Gestore consistono in particolare nel verificare se gli importatori o i produttori di energia prodotta da fonti non rinnovabili abbiano o meno rispettato la c.d. "quota d'obbligo", e cioè l'obbligo legale di produrre e immettere in rete una quota di energia prodotta da fonte rinnovabile.
Poiché il suddetto obbligo è posto nell'interesse della collettività alla graduale riduzione della componente di anidride carbonica presente nell'atmosfera ne viene che il compito di verifica affidato al G.S.E. si risolve in una funzione amministrativa di controllo sull'attività economica privata.
Come tale, siffatta attività si caratterizza per la sua significativa rilevanza pubblica, inquadrandosi nell'alveo dei controlli espressamente previsti dalla Costituzione all'art. 41, 3 comma, a mente del quale "la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini social".
Tanto premesso, va ricordato che, in base al principio di legalità, un soggetto, anche privato, può emanare provvedimenti amministrativi solo nei casi previsti dalla legge, essendo pacifico ai sensi dell'art. 1, comma 1-ter, della legge n. 241/1990 che i soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative debbano assicurare il rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento, e quindi in primis quello all'osservanza della legalità dell'azione amministrativa.
Tale legge, infatti, affida al Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il compito di dettare direttive per la concreta attuazione della previsione legislativa inerente alla "quota d'obbligo".
In coerenza alla descritta fonte giuridica di rango primario, è stata quindi introdotta, in via di normazione secondaria, una dettagliata disciplina delle modalità di esercizio di tale controllo, attraverso un vero e proprio procedimento amministrativo, affidato al titolare del potere di controllo, appunto il G.S.E., procedimento che si articola nelle sue fasi salienti della iniziativa, della istruttoria e della determinazione conclusiva, demandando all'autorità governativa l'adozione di tutta una serie di procedure che regolino tale obbligo, quali: (i) modalità di quantificazione dell'energia soggetta all'obbligo, (ii) procedura per la "verifica annuale di adempimento all'obbligo", (iii) segnalazione dell'eventuale inottemperanza all'Autorità per l'energia elettrica "ai fini dell'applicazione delle sanzioni" contemplate dall'art. 4, comma 2, d.lgs. n. 387/03 cit. a partire dal 2004.
Da tale schema procedimentale emerge che rispetto all'adempimento, da parte dei produttori e importatori di energia, dell'obbligo di che trattasi, le funzioni di controllo sono riservate in via esclusiva al G.S.E. e che l'esito negativo di detto controllo comporta, tra l'altro, l'effetto di attribuire alla società obbligata la qualifica di soggetto inadempiente, con ogni ulteriore conseguenza sul piano della successiva ingiunzione di pagamento nonché dell'applicazione delle sanzioni pecuniarie da parte dell'Autorità di settore.
Alla luce di quanto detto, ritiene l'Adunanza Plenaria che "hanno natura provvedimentale soltanto gli atti con cui il GSE accerta il mancato assolvimento, da parte degli importatori o produttori di energia da fonte non rinnovabile, dell'obbligo di cui all'art.11 d.lgs. n. 79/99. […]
Deve invece riconnettersi natura non provvedimentale agli atti con cui il GSE accerta in positivo l'avvenuto puntuale adempimento del suddetto obbligo da parte degli operatori economici di settore".