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Timestamp: 2018-09-18 15:08:48+00:00
Document Index: 7890878

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 141', 'art. 9', 'art. 141', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ']

carinola.net - RESPINTO PERCHE' INFONDATO
RESPINTO PERCHE' INFONDATO
L'attesa è finita.Oggi è stata depositata la sentenza "breve ", ma
L'attesa è finita.Oggi è stata depositata la sentenza "breve", ma aggiungerei "compendiasa", la n.17175 del 2010 con la quale la Prima Sezione del TAR CAMPANIA NAPOLI ha respinto il ricorso presentato dal Dott. MANNILLO , ex Sindaco di Carinola presentava ricorso per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia,
“Della delega con la quale al Presidente del Consiglio Comune di Carinola è stato conferito da altri nove consiglieri comunali il potere di rassegare le dimissioni in loro nome vece e conto al fine di determinare lo scioglimento del Consiglio Comunale, nonché del successivo atto di dimissioni presentato dal suddetto Presidente a nome degli altri consiglieri di tutti gli altri atti preliminari, connessi, presupposti e conseguenziali, nonché del Decreto del Presidente della Repubblica del 19 maggio 2010 e della connessa Relazione del Ministro dell’Interno, con il quale è stato disposto il definitivo scioglimento del Consiglio Comunale di Carinola ai sensi dell’art. 141, comma 1 lett. b) n.3 del D.Lgs.267/00 e suss. mod ed int.”.
"L’impugnazione è affidata a due motivi di gravame: col primo motivo, il ricorrente sostiene che le dimissioni presentate dal presidente del consiglio comunale anche in nome dei consiglieri Verrengia e Di Francesco dovrebbero considerarsi invalide perché in violazione di legge ed in conflitto di interessi, in quanto il presidente del consiglio comunale, venendo meno ai suoi doveri di imparzialità, avrebbe convocato il consiglio comunale dapprima, in data 20 aprile 2010, senza sentire il sindaco sull’ordine del giorno e quindi, successivamente, senza tener conto delle sue indicazioni sugli argomenti da stabilire all’ordine del giorno, al fine di non porre in discussione e non far deliberare dall’organo consiliare, ai sensi dell’art. 9 dello statuto comunale, l’eventuale decadenza dalla carica dei predetti consiglieri comunali (per superamento del numero di assenze consentite), le cui successive dimissioni sono risultate decisive per raggiungere il numero necessario allo scioglimento del consiglio, e dunque nel perseguimento di un disegno politico di parte; col secondo motivo, denuncia, per queste ragioni, la invalidità derivata dei decreti di sospensione e scioglimento, nonché il difetto di motivazione per non aver fatto gli stessi alcuna menzione di quanto rappresentato dal segretario comunale circa l’anomalia del comportamento del presidente del consiglio comunale."Ha resistito in giudizio il sig. Giovanni Micillo.Si sono altresì costituiti per il rigetto del gravame la Prefettura di Caserta e il Ministero dell’Interno.E questa è la motivazione della sentenza:"Non è contestata in giudizio la ricorrenza dei requisiti formali e sostanziali dell’atto di dimissioni (art. 141, co. 1 n. 3, ed art. 38, co. 8, del d.lgs. 267/00), bensì il fatto che il presidente del consiglio comunale potesse validamente ricevere delega a presentare le dimissioni di due consiglieri comunali pur essendosi, in tesi, adoperato per scongiurarne la dichiarazione di decadenza dalla carica in vista del loro concorso all’integrazione della causa di scioglimento del consiglio comunale per dimissioni ultra dimidium dei suoi componenti. L’assunto di parte ricorrente non può trovare seguito, poiché, quand’anche il presidente del consiglio comunale fosse venuto meno ai suoi doveri istituzionali, ciò avrebbe potuto legittimare una reazione sul piano politico-amministrativo (ad esempio, la sua revoca), ma non avrebbe potuto sottrarre ai consiglieri in questione, rimasti in carica, la facoltà di dimettersi o comunque ridondare in causa di invalidità delle loro dimissioni (distinte, giuridicamente e logicamente, dal conferimento della delega) o della stessa delega data al presidente dell’organo consiliare, volta ad investirlo della sola attività materiale, priva di requisito volitivo autonomo, di deposito al protocollo dell’ente dell’atto di dimissioni, facendone un mero nuncius delle loro dichiarazioni di volontà unitariamente indirizzate ad ottenere lo scioglimento dell'organo assembleare del Comune. Quanto al dedotto difetto di motivazione dei provvedimenti di sospensione e di scioglimento del consiglio comunale, esso non sussiste, non potendo le predette Autorità sindacare la sussistenza di pretesi vizi intrinseci delle dimissioni, ma solo verificare il rispetto degli artt. 38 e 141 del d.lgs. 267/00.
Per tali assorbenti ragioni, il ricorso deve essere respinto in quanto infondato.La novità della questione e la peculiarità della vicenda giustificano, tuttavia, la compensazione delle spese di lite tra le parti." Dichiarazioni degli interessati a caldo:Dott.Gennaro MANNILLO:" Fiducia nella magistratura.A mio avviso il ricorso aveva una caratura di carattere politico.Non ho ancora letto con attenzione la sentenza ma è probabile che farò Appello al Consiglio di Stato. Scelsi l'opzione della sentenza breve per evitare un inutile dispendio di spese.Non è con il ricorso che volevo riprendere il governo della città, ma con il voto perchè per me è il popolo che resta sovrano." Dott.Luigi DE RISI, ex Vice Sindaco:"La vicenda ha avuto l'esito scontato.E' stato un colpo di coda che noi ex amministratori non ci meritavamo.Addossare al Presidente Micillo , che, a mio avviso, ha svolto il suo ruolo in modo esemplare, non mi è sembrata una buona idea!" Giovanni MICILLO: "Secco! No comment.Sono a Carinola e credo che ora possiamo procedere!"Mattia DI LORENZO, ex assessore comunale:"Piena fiducia nell'operato della Magistratura.Restano le perplessità sull'operato del Presidente del Consiglio.Credo ci sarà Appello al Consiglio di Stato!" Mi richiama Giovanni MICILLO, unico ad opporsi al ricorso dell'ex Primo Cittadino, alle 21,00 squilla il telefonino, era in preda ad una specie di euforia per il responso del TAR e aggiunge :"Mi stanno telefonando da tutte le parti.Incredibile sembra sia diventato chissà chi! Ma questo è solo l'inizio.Ha vinto secondo me la maggioranza della gente di Carinola, rappresentata dalla maggioranza dei consiglieri e non la minoranza della quale ormai fa parte il Dott.MANNILLO."
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