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Timestamp: 2019-01-22 19:01:21+00:00
Document Index: 60139667

Matched Legal Cases: ['art.36', 'art. 39', 'art. 13', 'art. 13', 'art.36', 'art.26', 'art.1']

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Fiscal Focus affronta oggi il tema della Dichiarazione rettificativa - periodi di imposta 2015 partendo da un interrogativo:
Un Caf lo scorso anno ha presentato il modello 730/2016 per conto di un proprio cliente riportando delle detrazioni in misura maggiore a quella effettivamente spettante al contribuente; da ciò è conseguito il pagamento di un’imposta Irpef inferiore a quelle effettivamente dovuta; essendosi configurata l’apposizione di un visto di conformità infedele lo stesso Caf potrebbe essere tenuto a pagare le maggiori imposte sanzioni e interessi collegate alla violazioni; tale aggravio poteva essere evitato presentando una dichiarazione rettificativa entro il 10 novembre 2016; Tuttavia entro tale date non è stata presentata alcuna rettifica ma al momento non è stata ricevuta alcuna comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. È possibile ancora presentare una dichiarazione rettificativa anche se è spirato il termine del 10 novembre?
Il rilascio del visto di conformità di cui all’articolo 35, comma 2, lettera b), del Decreto Legislativo n. 241 del 1997 sulla dichiarazione 730 si sostanzia nella verifica:
· della corrispondenza dell’ammontare delle ritenute, anche a titolo di addizionali, con quello delle relative certificazioni esibite (Certificazione Unica, Certificati dei sostituti d’imposta per le ritenute relative a redditi di lavoro autonomo occasionale, di capitale, ecc.);
· degli attestati degli acconti versati o trattenuti;
· delle deduzioni dal reddito non superiori ai limiti previsti dalla legge e della corrispondenza alle risultanze della documentazione esibita e intestata al contribuente o, se previsto, ai familiari a carico;
· delle detrazioni d’imposta, non eccedenti i limiti previsti dalla legge e della corrispondenza con le risultanze dei dati della dichiarazione e della relativa documentazione esibita;
Con riferimento alle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito o a detrazioni dall’imposta, deve essere verificata tutta la documentazione necessaria, ai sensi della normativa vigente, per il riconoscimento delle stesse.
Il rilascio del visto di conformità non implica il riscontro della correttezza degli elementi reddituali indicati dal contribuente (ad esempio, l’ammontare dei redditi fondiari, dei redditi diversi e delle relative spese di produzione), salvo l’ammontare dei redditi da lavoro dichiarati nel modello 730 che deve corrispondere a quello esposto nelle certificazioni (C.U.).
Se la dichiarazione è presentata ad un Caf o a un professionista abilitato, con o senza modifiche, il controllo formale (art.36 ter D.P.R. 600/73) viene effettuato nei confronti del soggetto che appone il visto di conformità anche con riferimento agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti all’Agenzia delle Entrate da parte di soggetti terzi. In particolare, se i modelli 730 (modificati o no) vengono presentati tramite professionisti abilitati o Caf, il controllo formale viene eseguito nei confronti di questi ultimi, in quanto soggetti obbligati a rilasciare il visto di conformità sulla dichiarazione (Circolare n°7/e 2015).
Nei riguardi del contribuente permane il controllo sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni, deduzioni e agevolazioni.
L’art. 39 del Decreto Legislativo n. 241 del 1997 prevede che in caso di visto infedele, i Caf e i professionisti abilitati sono tenuti, nei confronti dello Stato o del diverso ente impositore, al pagamento di un importo corrispondente alla somma:
e, della sanzione, nella misura del 30 per cento, che sarebbe stata richiesta al contribuente ai sensi dell’articolo 36-ter del d.P.R. n. 600 del 1973.
La responsabilità in capo al Caf o al professionista è espressamente esclusa qualora l’infedeltà del visto sia stata determinata da una condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.
Tuttavia se entro il 10 novembre per eliminare errori derivanti da un visto di conformità infedele il professionista trasmette una dichiarazione rettificativa del contribuente oppure, se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, trasmette una comunicazione dei dati relativi alla rettifica, il professionista è tenuto al pagamento di una somma pari all'importo della sola sanzione.
La sanzione è ridotta secondo le indicazioni dell’art. 13 del D.Lgs. 472/97, se il versamento è effettuato entro il 10 novembre. In questo caso imposta e interessi rimangono a carico del contribuente.
Per effetto delle modifiche apportate dal D.L. 193/2016, in caso di infedeltà del visto sulle dichiarazioni elaborate dai CAF e dai professionisti quest’ultimi possono produrre una dichiarazione rettificativa o una comunicazione rettificata, anche dopo il termine del 10 novembre previsto dalla precedente normativa sopra richiamata, sempre che l'infedeltà del visto non sia già stata contestata. In tal caso è dovuta la sola sanzione, ravvedibile ai sensi del Decreto Legislativo 472/1997 (ravvedimento).
L’Agenzia delle Entrate proprio in materia di visto di conformità infedele, alla luce dell’intervento novellativo del D.L.193/2016 è intervenuta precisando:
· l’individuazione dell’effettiva sanzione da applicare;
· la contestazione dell’infedeltà del visto;
· l’efficacia retroattiva delle nuove disposizioni.
L’effettiva sanzione da applicare
La sanzione per gli importi non versati è individuabili nell’art. 13 del D.Lgs. 471/97 per i ritardati e omessi versamenti diretti che trova ordinariamente applicazione in caso di controllo formale delle dichiarazioni (art.36-ter del D.P.R. 600/73); chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici,(…) è soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile(...).
La contestazione dell’infedeltà del visto
Le nuove disposizioni normative prevedono dunque la possibilità di presentare la dichiarazione rettificativa anche dopo il 10 novembre di ogni anno sempre che l'infedeltà del visto non sia già stata contestata. Tale contestazione fa riferimento pratico alla comunicazione di cui all’art.26 comma 3-ter del D.M. 164/99. Al fine della verifica del visto di conformità l'esito del controllo è comunicato in via telematica al centro di assistenza fiscale e al responsabile dell'assistenza fiscale o al professionista con l'indicazione dei motivi che hanno dato luogo alla rettifica dei dati contenuti nella dichiarazione per consentire anche la segnalazione di eventuali dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente in sede di controllo del visto di conformità entro i sessanta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.
L’efficacia retroattiva delle nuove disposizioni
Uno dei punti di maggiore incertezza era rappresentato dall’eventuale efficacia retroattiva delle nuove disposizioni; ebbene la stessa Amministrazione finanziaria riconosce l’applicazione della nuova disciplina di favore anche con riferimento alle attività rettificative per le quali risulta già spirato il termine del 10 novembre dell’anno in cui la violazione è stata commessa. Dunque in riferimento al periodo d’imposta 2015, il Caf o il professionista che presta assistenza fiscale può trasmettere una dichiarazione rettificativa del contribuente o una comunicazione dei dati relativi alla rettifica, qualora l’infedeltà del visto di conformità non sia stata ancora contestata con le modalità e i termini sopra richiamati. Per cui nel caso specifico del quesito è ancora possibile ovviare all’apposizione del visto di conformità infedele presentando tempestivamente apposita dichiarazione rettificativa o una comunicazione dei dati relativi alla rettifica nel caso in cui il contribuente non intenda presentare la nuova dichiarazione visto che la stessa infedeltà del visto non è stata ancora contestata con la comunicazione sopra richiamata. In caso di presentazione della comunicazione dei dati relativi alla rettifica saranno da tenere in considerazione le istruzioni fornite con la circolare per la liquidazione e il controllo del modello 730 relativo al periodo di imposta per il quale è stato presentata la comunicazione di rettifica.
Online la bozza e le istruzioni del modello 730/2017. Da quest’anno più spazio per le agevolazioni
School bonus - Per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate, che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo. Spese arredo immobili giovani coppie - Alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non ha più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50% delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale.
Spese per canoni di leasing per abitazione principale - È riconosciuta la detrazione del 19% dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto, avevano un reddito non superiore a 55.000 euro. L’importo dei canoni di leasing per cui si può fruire della detrazione non può essere di importo superiore a 8.000 euro se, alla data di stipula del contratto, si hanno meno di 35 anni o di 4.000 euro se alla stessa data si hanno 35 anni o più. L’agevolazione spetta anche se nel 2016 sono stati pagati i prezzi di riscatto: in tal caso il prezzo del riscatto non può essere superiore a 20.000 euro se si aveva meno di 35 anni, a 10.000 euro se si aveva 35 anni o più. Iva pagata nel 2016 per l’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B - A chi lo scorso anno ha acquistato un’abitazione di classe energetica A o B è riconosciuta la detrazione del 50% dell’Iva pagata nel 2016.
DECRETO FISCALE. Novità per i CAF. Fissato al 23 luglio il termine ultimo per presentazione 730
Ottenuta la fiducia dal Senato il D.L. 193/2016 cammina verso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La Consulta Nazionale dei Caf attraverso una nota ufficiale esplicita quali sono le principali novità.
La trasformazione in legge del D.L. 193/201 concretizza infatti importanti elementi di novità per l’attività dei CAF.
“In particolare, evidenziano i coordinatori della consulta nazionale dei CAF Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, preme sottolineare il fatto che nel testo definitivo vengano recepiti emendamenti presentati dalla nostra consulta.”
Il primo mette a regime la data del 23 luglio come termine ultimo per trasmettere, da parte degli intermediari, i modelli 730, avendo provveduto entro il 7 luglio all’invio di almeno l’80% degli stessi.
Questo consente di programmare l’attività con la certezza delle scadenze, senza dover aspettare, come ormai succedeva ogni anno, un DPCM di proroga.
Va comunque rammentato che, in una logica di rivisitazione generale dei termini, nel confronto estivo con il viceministro Casero, la Consulta aveva proposto uno spostamento al 30 settembre.
Il secondo riguarda la possibilità per gli intermediari, in caso di errore nell’apposizione del visto di conformità, di presentare una dichiarazione rettificativa del contribuente, ovvero se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, l’intermediario può trasmettere una comunicazione dei dati relativi alla rettifica anche dopo il 10 novembre, ravvedendo nei termini previsti dall’art.1 del D.Lgs 472 del 1997.
Posto che, in caso di errore da parte dell’intermediario, lo stesso è tenuto, nei confronti dello Stato o del diverso ente impositore, al pagamento di una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente, la nuova formulazione della norma:
- Dà ai CAF ed ai professionisti abilitati che sia ccorgono di aver commesso un errore nell’apposizione del visto di conformità, la possibilità di produrre una dichiarazione rettificativa o una comunicazione dati rettificati, anche dopo il 10 novembre, pagando la sola sanzione , con le stesse modalità e negli stessi termini oggi concessi al contribuente con l’istituto del ravvedimento operoso;
- Assicura ai CAF ed ai professionisti abilitati un maggior tempo da dedicare all’attività di controllo delle dichiarazioni.
“ Riteniamo, concludono i coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, che questi risultati possano contribuire concretamente ad una migliore programmazione dell’attività fiscale e ad una conseguente diminuzione dei costi di attività per tutti.”
VISTO INFEDELE: la rettifica entro domani giovedì 10 novembre
E’ fissato a domani il termine ultimo entro il quale è possibile presentare una dichiarazione rettificativa nel caso in cui sia stato apposto un visto infedele sul 730.
Caf e professionisti che prestano assistenza fiscale e appongono il visto di conformità rispondono infatti anche di eventuali incongruenze emerse dai controlli automatizzati e formali, tranne nel caso in cui le violazioni non siano attribuibili a comportamenti dolosi o gravemente colposi dei contribuenti stessi (ad esempio, produzione di documenti contraffatti per fruire di vantaggi fiscali).
In generale, quindi, nel caso di dichiarazione provvista di visto infedele, sarà il CAF o il commercialista a cui è sfuggito l’errore a dover versare l’imposta, la sanzione del 30% e gli interessi. Infatti gli intermediari, con il loro “sigillo”, certificano l’esattezza dei dati inseriti (compresi quelli precompilati) rispetto alla documentazione presentata dal contribuente.
Il problema può essere risolto con una dichiarazione rettificativa del contribuente che deve essere trasmessa entro il 10 novembre dell’anno in cui è stata prestata l’assistenza fiscale.
In questo caso la sanzione rimane a carico dei responsabili del visto infedele ed imposta e interessi rimangono a carico del contribuente.
CAF e professionisti devono invitare il contribuente a presentare un’altra dichiarazione dei redditi con i dati corretti e comprensiva di quelli originariamente comunicati e non modificati. La nuova dichiarazione chiama, necessariamente, un nuovo prospetto di liquidazione 730-3, nel quale chi presta assistenza dovrà barrare la casella “730 rettificativo” ovvero, se il contribuente non acconsente alla modifica, la casella “Comunicazione dati rettificati Caf o professionista”. In particolare, in quest’ultima ipotesi, gli intermediari devono anche:
compilare integralmente il modello 730 con tutti i dati, anche quelli non variati, e il prospetto di liquidazione coerente con gli aggiornamenti;
non riportare le scelte relative all’otto, cinque e due per mille dell’Irpef;
non inserire le informazioni riguardanti il sostituto d’imposta;
non indicare i dati relativi alla firma del contribuente;
non trasmettere i dati relativi al modello 730-4;
compilare la sezione riservata ai dati variati nella quale deve comparire almeno un dato in conformità alle indicazioni presenti nelle specifiche xml del modello 730/2016.
La legge di stabilità per il 2016 ha specificato che il Caf a cui si è rivolto il cittadino per l’assistenza fiscale è obbligato, in solido con il diretto responsabile del visto infedele, al pagamento di tutte le somme dovute all’ente impositore per la trasgressione. La sanzione per il visto infedele va versata tramite modello F24, esponendo il codice tributo “8925”.