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Timestamp: 2019-05-19 06:53:19+00:00
Document Index: 101554435

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2043', 'art. 1218', 'art. 140']

La colpa medica (civile e penale) a tre anni dalla legge Balduzzi: prime aperture giurisprudenziali - RESPONSABILITÀ CIVILE e ASSICURAZIONI | Diritto e Giustizia
responsabilità medica | 06 Novembre 2015
La colpa medica (civile e penale) a tre anni dalla legge Balduzzi: prime aperture giurisprudenziali
La materia della responsabilità medica, sia in sede civile che penale, è stata ampiamente interessata dall’intervento normativo apportato dal decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni nella legge 8 novembre 2012, n. 189 (c.d. legge Balduzzi).
L’interesse della letteratura civilistica e penalistica si è concentrato sull’art. 3, comma 1, del decreto legge n. 158/2012, convertito con modificazioni nell’art. 3 della legge di conversione n. 189/2012. Segnatamente tale articolo statuisce che: «L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo».
La disposizione è stata partorita dopo un travagliato iter parlamentare ove la norma è transitata quasi accidentalmente dall’ambito civilistico a quello penale ed aveva il precipuo scopo di “determinare i casi di esclusione della responsabilità per danni derivanti dall’esercizio della professione sanitaria”.
Sul versante penale, in omaggio al principio di legalità dei reati, sancito anche a livello costituzionale (art. 25 Cost.), l’art. 3 avrebbe dovuto delimitare tassativamente l’area della responsabilità ai soli casi di colpa medica “grave”, con parziale abolitio criminis nelle ipotesi di colpa “lieve”.
Senonché la giurisprudenza che si è formata sulla nuova norma sta portando ad una interpretatio abrogans della legge Balduzzi in quanto solo l’imperizia rileverebbe ai fini dell’applicazione dell’art. 3, e non le altre forma di colpa, ossia la negligenza e l’imprudenza. Per queste ultime non sarebbe possibile applicare l’art. 3 con esclusione della responsabilità in caso di colpa lieve.
Solo di recente si registrano le prime aperture al consolidato leit motiv giurisprudenziale della supposta limitazione della Balduzzi al solo profilo dell’imperizia (nonostante non si riscontri nessun appiglio normativo a tale ulteriore filtro selettivo), ritagliando spazi di non punibilità anche nel caso di diligenza.
Anche il versante civilistico è stato interessato dall’art. 3 della legge Balduzzi. Il rinvio all’art. 2043 c.c., norma cardine della responsabilità extracontrattuale, ha riacceso le discussioni in ordine al titolo della responsabilità dei sanitari, con rilevanti conseguenze in ordine all’onere della prova (a carico dell’attore in caso di illecito aquiliano; a carico anche del medico ove si opti per la natura contrattuale alla responsabilità del medico, con conseguente applicazione dell’art. 1218 c.c.) e del termine di prescrizione della relativa azione (cinque anni se extracontrattuale, dieci anni se da inadempimento).
In questo contributo si analizzeranno gli approdi interpretativi della giurisprudenza civile e penale, partendo proprio dalle applicazioni pratiche della colpa medica dopo la legge Balduzzi nel diritto civile, per poi spostarci alle pronunce delle aule giudiziarie penali.
— Legge Balduzzi: la colpa medica dopo la Balduzzi in sede civile
— Legge Balduzzi: la colpa medica dopo la Balduzzi in sede penale
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