Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2012/12/cassazione-infortunio-mortale.html
Timestamp: 2019-08-22 06:08:51+00:00
Document Index: 40765604

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lpd: Cassazione: infortunio mortale: risarcimento e termine della prescrizione
I.N.A.I.L - ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE 144, presso lo studio degli avvocati ((Lpd)) e ((Lpd)), che lo rappresentano e difendono giusta delega in atti;
((Lpd));
udito l'Avvocato ((Lpd));
1. ((Lpd)) chiede l'annullamento della sentenza della Corte d'Appello di Caltanissetta, sezione civile, pubblicata il 24 marzo 2006, che ha accolto il gravame svolto dall'INAIL contro la decisione con la quale il giudice di primo grado, in contraddittorio con ((Lpd)) e ((Lpd)), aveva dichiarato prescritto il diritto vantato dall'INAIL nei confronti dell' ((Lpd)) e condannato il predetto ((Lpd)) al pagamento, in favore dell'Istituto, della somma di lire 491.154.097 oltre i miglioramenti previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, articolo 116.
- il muratore ((Lpd)), dipendente della ((Lpd)), decedeva, in data ((Lpd)), in conseguenza dell'infortunio sul lavoro occorso cadendo dal terzo piano di una palazzina;
- l'INAIL provvedeva a costituire una rendita a favore dei superstiti del lavoratore per complessive lire 491.154.097 e, all'esito della condanna in sede penale, per omicidio colposo, nei confronti di ((Lpd)), ((Lpd)) e ((Lpd)), chiamava in giudizio, con atto di citazione, innanzi al Tribunale civile, i predetti responsabili chiedendo la condanna al pagamento dell'importo predetto, oltre i miglioramenti previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, articolo 116;
- si costituiva il solo ((Lpd)) ed eccepiva la prescrizione per decorso del termine quinquennale, ex articolo 2947 c. c., sia dal giorno dell'evento, sia dalla data del passaggio in giudicato della sentenza penale di condanna; contestava, inoltre, nel merito la pretesa dell'INAIL;
- alla prima udienza l'INAIL dichiarava di rinunciare alla domanda nei confronti di ((Lpd)), stante l'intervenuta dichiarazione di fallimento dello stesso;
- il primo giudice dichiarava prescritto, ex articolo 2947 c.c., il diritto vantato dall'INAIL nei confronti di ((Lpd)) e condannava ((Lpd)) al pagamento della somma predetta in favore dell'Istituto;
- la sentenza è stata gravata dall'INAIL per erronea individuazione del termine prescrizionale, sul presupposto che dovesse trovare applicazione, nella specie, il termine decennale ex articolo 2953 c.c. per essere intervenuta sentenza penale di condanna; ((Lpd)) ha chiesto il rigetto del gravame.
la sentenza di condanna dell' ((Lpd)), in concorso con altri, per il reato di omicidio colposo per la morte del lavoratore ((Lpd)) e per il risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, era passata in giudicato il 18.2.1993, onde il diritto al risarcimento si prescriveva, a norma dell'articolo 2953 c.c., il 18 febbraio 2003, con il decorso di dieci anni dal passaggio in giudicato della pronunzia, e alla stessa data si prescriveva il diritto di surrogazione dell'assicuratore previsto dall'articolo 1916 c.c.; l'atto di citazione di primo grado era stato notificato all' ((Lpd)) il 15 giugno 2000 e, pertanto, il diritto di surrogazione era stato esercitato tempestivamente;
la sentenza penale irrevocabile di condanna aveva efficacia di giudicato, nel giudizio di risarcimento del danno promosso nei confronti del condannato, quanto all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità, della commissione del fatto, sicchè l'affermata responsabilità dell' ((Lpd)) esimeva da un nuovo accertamento della responsabilità, ormai definitivamente acclarata;
in definitiva, doveva estendersi ad ((Lpd)) la condanna al pagamento della somma pretesa dell'INAIL, in solido con ((Lpd)) per il quale il primo giudice si era già così pronunciato.
L'INAIL ha resistito con controricorso, illustrato con memoria ex articolo 378 c.p.c. ((Lpd)) è rimasto (Lpd).
5. Con i due motivi, denunziando violazione e falsa applicazione di norme di diritto, il (Lpd) si duole che la Corte di merito abbia erroneamente ed illegittimamente ritenuto l'azione promossa dall'INAIL di surroga e non di regresso e che su tale erroneo presupposto abbia applicato, erroneamente ed illegittimamente, il termine decennale di prescrizione del diritto fatto valere dall'INAIL, anzichè il termine triennale di prescrizione Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, ex articolo 112. L'illustrazione dei motivi si conclude con i quesiti di diritto.
11. Muovendo da tale generale premessa sulla pretesa di rivalsa dell'INAlL, rileva il Collegio che la doglianza svolta dalla parte (Lpd), con il primo motivo, pur genericamente rubricata come violazione di legge, si dipana sul filo della mera critica all'erronea qualificazione, da parte della Corte di merito, dell'azione nella specie esperita dall'Istituto assicuratore nei confronti dell' ((Lpd)), richiamando la qualità di questi, di datore di lavoro, e la condanna in sede penale nella qualità di amministratore della società ((Lpd)) per l'infortunio mortale al lavoratore, senza che venga patimenti censurata, congruamente ed adeguatamente, la giuridica correttezza dell'iter argomentativo e della logicità del suo esito, alla stregua del principio, più volte affermato da questa Corte, secondo cui l'interpretazione che i giudici del merito hanno dato della domanda e dell'atto di gravame, implicante valutazioni di fatto ad essi riservate, non è censurabile in sede di legittimità, se correttamente e congruamente motivata (ex multis, Cass. 21228/2009; 2217/2007; 10423/2005).
13. Il (Lpd), rimettendo a questa Corte, con il succinto motivo di censura e il relativo quesito di diritto, esclusivamente la questione incentrata sul discrimine tra le azioni di rivalsa esperibili dall'INAIL, o meglio, come asserisce la parte (Lpd), l'autonomia tra l'azione di regresso e quella di surrogazione esercitabile nei confronti di qualsiasi terzo responsabile dell'infortunio, non ha introdotto argomenti volti ad esplicitare e specificare le ragioni per cui, nella specie, la ritenuta surrogazione dell'INAIL nei diritti del lavoratore deceduto, e per lui dei suoi eredi, con il riconoscimento della responsabilità solidale tra il datore di lavoro e ((Lpd)), doveva ritenersi erronea non solo, e non già, in termini di qualificazione dell'azione ma nell'essenza stessa del diritto di rivalsa vantato, in concreto, dall'INAIL, nei confronti del datore di lavoro, diritto meramente enunciato dalla Corte di merito ma non sorretto da adeguata motivazione che ne svelasse i presupposti.