Source: http://www.projectfinancing-giurisprudenza.it/tribunale_amministrativo_regionale_sicilia_-_catan-2.html
Timestamp: 2019-02-20 10:24:31+00:00
Document Index: 147929955

Matched Legal Cases: ['art 153', 'art. 9', 'art. 153', 'art. 153', 'art. 154', 'art. 2', 'art. 25']

Tribunale Amministrativo Regionale SICILIA - Catania Sezione 3 - Sentenza del 22 dicembre 2009, n. 2202 - Testo integrale
Autorità Portuale di Ca., rappresentata e difesa dall'avv. Ro. To. Ri., con domicilio eletto presso l'avv. Ro. To. Ri. in Ca., via C. Fin. Ap. N. (...);
dell'avviso di gara indetta dall'Autorità Portale di Ca. - pubblicato in G.U.R.I. parte V n. 238 del 12/11/08- da esperirsi mediante procedura aperta ai sensi degli artt. 28 e 91 D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i., per l'affidamento del servizio di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, del coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, relativi ai lavori di ristrutturazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, costruzione, ampliamento e gestione integrata degli impianti idrici, comprendente anche la distribuzione e la fornitura di acqua in ambito portuale, con importo a base d'asta di euro 145.750,19, da esperirsi in data 12/12/2008; nonché degli atti presupposti, connessi e conseguenti, tra i quali il provvedimento con il quale è stata indetta la gara de qua;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10/11/2009 il dott. Ma. St. Bo. e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con il ricorso introduttivo del giudizio la ricorrente avversa l'Avviso di Gara, pubblicato in G.U. il 12/11/2008, da esperirsi mediante procedura aperta ai sensi degli artt. 28 e 91 D.Lgs. n. 163/2006 e
s.m.i., per l'affidamento del servizio di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, del coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, relativi ai lavori di ristrutturazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, costruzione, ampliamento e gestione integrata degli impianti idrici, comprendente anche la distribuzione e la fornitura di acqua in ambito portuale, lamentandone l'illegittimità per non avere l'Amm.ne dato corso ad una propria proposta di Finanza di Progetto, presentata in data 29/12/2006; il comportamento inerte dell'Autorità Portuale su detta proposta concretizzerebbe il vizio di "silenzio - inadempimento" che inficerebbe l'attività procedimentale impugnata.
Sotto un secondo profilo, l'Amm.ne eccepisce che l'Avviso di Gara pubblicato dalla P.A. sulla G.U. del 12/11/2008 è successivo all'entrata in vigore delle disposizioni dettate dal D. L. vo 11/9/2008 n. 152 ( G.U. 02/10/2008) che hanno radicalmente modificato la precedente normativa calendata dal citato art 153 del D.L. vo n. 163/06 che è stato, conseguentemente, abrogato esplicitamente; quindi, nessun nesso o collegamento vi sarebbe tra l'Avviso di Gara pubblicato dall'Autorità Portuale di Catania e la disciplina previgente all'intervenuta modifica legislativa.
Occorre ricordare che in Sicilia la procedura è stata regolata, anteriormente alla data di entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, dalle disposizioni di cui all'art. 9 della L. R. 23/12/2000, rubricato " Finanza di progetto", il quale ha stabilito (per quanto qui rileva) che:
Vengono qui in rilievo le disposizioni di cui agli artt. 153 e 154 del cd. codice degli appalti, nel teso vigente anteriormente alle modifiche introdotte (successivamente alla presentazione della proposta da parte del ricorrente) dall'articolo 1 del D.Lgs. 31 luglio 2007 n. 113 ed alla successiva sostituzione dell'art. 153 dall'articolo 1, comma 1, lettera ee), del D.Lgs. 11 settembre 2008, n. 152. Nel testo precedentemente in vigore, l'art. 153 del D.Lvo 12/04/2006 n. 163 ha previsto, per quanto qui rileva, che entro quindici giorni dalla ricezione della proposta, le amministrazioni aggiudicatrici provvedono alla nomina e comunicazione al promotore del responsabile del procedimento ed alla verifica della completezza dei documenti presentati e ad eventuale dettagliata richiesta di integrazione. L'art. 154 (successivamente abrogato dall'articolo 1, comma 1, lettera ff), del D.Lgs. 11 settembre 2008, n. 152 ) ha poi previsto che le amministrazioni aggiudicatrici valutano la fattibilità delle proposte presentate (sotto il profilo costruttivo, urbanistico e ambientale, nonché della qualità progettuale, della funzionalità, della fruibilità dell'opera, dell'accessibilità al pubblico, del rendimento, del costo di gestione e di manutenzione, della durata della concessione, dei tempi di ultimazione dei lavori della concessione, delle tariffe da applicare, della metodologia di aggiornamento delle stesse, del valore economico e finanziario del piano e del contenuto della bozza di convenzione), verificano l'assenza di elementi ostativi alla loro realizzazione e, esaminate le proposte stesse anche comparativamente, sentiti i promotori che ne facciano richiesta, provvedono ad individuare quelle che ritengono di pubblico interesse. La pronuncia delle amministrazioni aggiudicatrici deve intervenire entro quattro mesi dalla ricezione della proposta del promotore. Ove necessario, il responsabile del procedimento concorda per iscritto con il promotore un più lungo programma di esame e valutazione.
Come si vede, sono stati previsti termini ben precisi : quindici giorni dalla ricezione della proposta, per la nomina e comunicazione al promotore del responsabile del procedimento ed alla verifica della completezza dei documenti presentati e ad eventuale dettagliata richiesta di integrazione; 4 mesi (salvo accordo scritto per un più lungo termine) per la valutazione di fattibilità ed esame delle proposte.
La giurisprudenza formatasi successivamente all'entrata in vigore della richiamata disposizione ha avuto modo di chiarire che il suddetto termine di un anno non costituisce un vero e proprio termine di decadenza, regolato dagli articoli 2964 e ss. cod. civ., ma una mera presunzione legale assoluta, avente ad oggetto la persistenza dell'interesse ad agire in giudizio per il rilascio del provvedimento richiesto, nonostante il decorso di un notevole lasso di tempo dalla data di scadenza del termine previsto dalla legge per la conclusione del procedimento. Infatti, mentre nei casi di decadenza l'inerzia del titolare della situazione giuridica soggettiva è sanzionata dal legislatore con la perdita della situazione giuridica soggettiva stessa, nella fattispecie in esame l'inerzia dell'interessato non preclude, per espressa previsione di legge, la possibilità di proporre nuovamente l'istanza laddove ne ricorrano i presupposti (T.A.R. Palermo, Sez. III, n. 1209 del 8.7.2009 e giurisprudenza ivi richiamata : T.A.R. Campania, Napoli, IV, 06 giugno 2006, n. 6747).
Ebbene, il D.L. vo n. 163/06, con specifico riferimento alla procedura in questione, non contiene norme speciali circa la tutela giurisdizionale avverso l'inerzia dell'Amm.ne sulla proposta del privato promotore.
In proposito, il Collegio ritiene di aderire all'orientamento giurisprudenziale secondo il quale, allorquando il legislatore non si esprima in materia di tutela giurisdizionale avverso il silenzio, trovano applicazione le disposizioni d'ordine generale vigenti in materia, ossia l'art. 2 della L. n. 241 del 1990 e successive modificazioni, incluso il termine decadenziale dell'azione di un anno, nella permanenza del silenzio, dalla scadenza per provvedere ( cfr. T.A.R. Lazio, Roma II, 02/4/2008, n. 2821).
A non diversa conclusione si perverrebbe ove si intendesse, secondo la non condivisibile tesi del ricorrente, sganciare la procedura in questione dalla generale disciplina sul silenzio, perché, anche a qualificare il comportamento inerte come mero inadempimento, allora troverebbe applicazione l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale, pur in vigenza della nuova disciplina introdotta dalla L. 7 agosto 1990 n. 241, il soggetto che intenda reagire contro l' inerzia della p.a. ha l'onere di seguire le formalità previste dall'art. 25, t.u. imp. civ. St. (d.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3), per cui il ricorso giurisdizionale contro l' inerzia dell'amministrazione potrà essere proposto solo se l'interessato (dopo la presentazione dell'eventuale istanza) avrà adempiuto l'onere di notificare, con le forme previste per gli atti giudiziari, un'apposita diffida a provvedere entro un congruo termine, comunque non inferiore a trenta giorni, non essendo ammissibile l'immediata impugnazione del silenzio conseguente alla mancata risposta all'istanza formulata dal privato se non si sia fatto ritualmente constatare l' inadempimento mediante una formale diffida (Consiglio Stato, sez. V, 11 novembre 2004, n. 7331; Consiglio Stato, sez. IV, 19 luglio 2004, n. 5182 e 26 luglio 2004, n. 5316).