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Timestamp: 2019-05-19 09:13:42+00:00
Document Index: 80667077

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 1117', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

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STUDIO SERVIDIO VIA SANTO STEFANO, BOLOGNA ITALY TEL. (+39) FAX (+39) Bologna, 30 Settembre 2013
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Vittore Cavaliere
1 DOTT. ANDREA ALBERGHINI DOTT. ALFREDO ODDONE DOTT. FEDERICO BENNI DOTT. DARIO CURTI DOTT. CLAUDIO MARCANTOGNINI DOTT. PIETRO BUFANO Bologna, 30 Settembre 2013 Oggetto: Circolare n. 32/2013 del 30 Settembre 2013 Egregi Signori, trasmettiamo la circolare in oggetto. Nel rimanere a Vostra disposizione per eventuali chiarimenti, porgiamo i più distinti saluti. Studio Servidio
2 Pagina 2 di 9 SOMMARIO DAL 1 GENNAIO 2014 NUOVI IMPORTI PER L'IMPOSTA DI REGISTRO BONUS MOBILI, I CHIARIMENTI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
3 Pagina 3 di 9 OGGETTO: DAL 1 GENNAIO 2014 NUOVI IMPORTI PER L IMPOSTA DI REGISTRO Dal 1 gennaio 2014 l'imposta di registro: in misura fissa passerà dagli attuali 168 Euro a 200 Euro; quella in percentuale per l'acquisto della prima casa scenderà dal 3 al 2%; quella in percentuale per gli altri trasferimenti immobiliari aumenterà dal 7 al 9%. Le novità derivano dalla combinazione di due disposizioni: il c.d. decreto istruzioni (d.l. 104/2013) e il decreto sul federalismo fiscale (d.lgs. 23/2011). Le modifiche all'imposta di registro in alcuni casi comporteranno dei vantaggi per le compravendite immobiliari, in particolare per quelle che hanno come venditori dei soggetti privati, mentre ci saranno delle penalizzazioni per gli acquisti effettuati da imprese. LE NOVITÀ IN VIGORE DAL 2014 PER L'IMPOSTA DI REGISTRO E IPOCATASTALI LE NUOVE ALIQUOTE ESENZIONE DALLE ALTRE IMPOSTE E SOPPRESSIONE DELLE ALTRE AGEVOLAZIONI Il D.lgs. 23/2011 ha modificato completamente il quadro delle aliquote dell'imposta di registro che dal 1 gennaio 2014 saranno solo due: 9% (in luogo delle attuali aliquote al 7, 8 e 15%) per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi 2% (in luogo dell'attuale 3%) per il trasferimento ha per oggetto case di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis); con un minimo di euro 1. Per gli atti di trasferimento soggetti alle nuove aliquote del 2% e 9% è prevista: l esenzione dalle imposte di bollo e ipocatastali, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie. Tale previsione, oggetto di modifiche ad opera del Decreto c.d. Istruzione, riguarda anche gli atti e le formalità direttamente conseguenti posti in essere al fine di effettuare gli adempimenti presso il Catasto ed i Registri immobiliari; la soppressione di tutte le esenzioni e agevolazioni tributarie, ancorché previste da leggi speciali. 1 Comma 2 art. 10 del D.lgs. 23/2011.
4 Pagina 4 di 9 NUOVE MISURE PER LE IPOCATASTALI E L'IMPOSTA DI REGISTRO FISSA A seguito delle modifiche apportate dal D.L. n. 104/2013: per gli atti di trasferimento a titolo oneroso di immobili (comprese le abitazioni) opera l'esenzione dall imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie, ma le imposte ipocatastali sono dovute nella misura fissa di 50; l importo delle imposte di registro, ipotecaria e catastale stabilito in misura fissa a 168 passa a 200. Tale aumento riguarda gli atti di trasferimento immobiliari soggetti ad IVA ma anche, ad esempio, gli atti societari (atto costitutivo, aumento di capitale con conferimento di beni diversi da quelli immobili, ecc.), gli atti di accettazione/rinuncia all eredità, i contratti preliminari di compravendita immobiliare. TIPOLOGIA IMMOBILE SOGGETTO CEDENTE IMPOSTE FINO AL DALL' Registro 3% 2% Privato Ipotecaria Catastale PRIMA CASA Iva Iva 4% 4% Ipotecaria Catastale Registro 7% 9% Privato Ipotecaria 2% 50 Catastale 1% 50 RIEPILOGO DELLE ALIQUOTE ABITAZIONE PRIMA CASA Iva Iva 10% 10% Ipotecaria Catastale Iva in regime di esenzion e Iva Esente Esente Registro 7% 9% Ipotecaria 2% 50 Catastale 1% 50 Registro 7% 9% NEGOZIO/ UFFICIO Privato Iva Ipotecaria 2% 50 Catastale 1% 50 Iva 10%-21% 10%-21%
5 Pagina 5 di 9 TERRENO EDIFICABILE Iva in regime di esenzion e Privato Iva Ipotecaria 3% 3% Catastale 1% 1% Iva Esente Esente Ipotecaria 3% 3% Catastale 1% 1% Registro 8% 9% Ipotecaria 2% 50 Catastale 1% 50 Iva 21% 21% Ipotecaria Catastale
6 Pagina 6 di 9 OGGETTO: BONUS MOBILI, I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Il d.l. 63/2013, nella sua formulazione ante conversione in legge, ha riconosciuto una nuova detrazione Irpef del 50% sulle spese documentate sostenute per l'acquisto di mobili finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. Con la conversione in legge del decreto energia la detrazione è stata estesa anche all'acquisto di grandi elettrodomestici, purché rientranti nella categoria "A+", e "A" per i forni. L'Agenzia delle Entrate nella Circolare 29/E/2013 chiarisce la disciplina della nuova agevolazione, precisando che benché la nuova detrazione presenti analogie con la precedente disposizione, introdotta dall art. 2 del DL n. 5/2009, non è possibile, a causa di differenze, sia nel testo della disposizione agevolativa che nel contesto normativo di riferimento, fare un mero rinvio ai chiarimenti già forniti nelle Circolari , n. 35/E e , n. 21/E. I CHIARIMENTI SUL BONUS MOBILI/ELETTRODOMESTICI IMPORTO AGEVOLABILE DURATA DELL'AGEVOLAZIONE L'agevolazione spetta fino ad un importo massimo di spesa di , che si aggiunge alla soglia massima di prevista per gli interventi di recupero edilizio. E' ripartibile in dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo e deve essere suddivisa tra gli aventi diritto. Nella Circolare n. 29/E l Agenzia ha precisato che: l importo massimo di è riferito a prescindere dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa : alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze; alla parte comune dell immobile, oggetto di ristrutturazione se il contribuente effettua interventi edilizi agevolabili su più unità immobiliari la detrazione è riconosciuta più volte. Le nuove regole si applicano alle spese documentate sostenute dalla data di entrata in vigore del decreto, quindi dal 6 giugno 2013 fino al 31 dicembre 2013.
7 Pagina 7 di 9 Secondo le prime indicazioni fornite dall'agenzia delle Entrate con il comunicato stampa del , era necessario eseguire i pagamenti con bonifico bancario o postale e indicare: causale del versamento utilizzata attualmente dalle banche e dalle poste per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione; MODALITÀ DI PAGAMENTO ACCETTATE AI FINI DELL'AGEVOLAZIONE codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione; numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Invece, secondo le recenti delucidazioni fornite nella circolare 29/E/2013 il pagamento dei beni agevolabili può avvenire anche mediante l utilizzo di carte di credito/debito. In particolare: in caso di utilizzo di carte di credito/debito la data di pagamento corrisponde alla data dell operazione, quindi al giorno di utilizzo della carta così come evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione (non ha rilevanza il giorno di addebito sul c/c del titolare); non è possibile effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento; le spese sostenute vanno documentate, conservando: la documentazione relativa al pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul c/c); le fatture di acquisto. BENI AGEVOLABILI L agevolazione riguarda l acquisto di: mobili; grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni. Nella Circolare 29/E/2013 l'agenzia precisa che deve trattarsi di beni nuovi. Anche se questo requisito non è indicato nella norma, esso deve intendersi implicito. L'Agenzia a titolo esemplificativo fa un elenco di mobili agevolabili e non: risultano agevolabili i letti, i materassi, gli armadi, le cassettiere e i comodini, le librerie, le scrivanie, i tavoli e le sedie, i divani e le poltrone, le credenze, gli apparecchi di illuminazione; risultano non agevolabili invece le porte, le pavimentazioni, le tende e i tendaggi, gli altri
8 Pagina 8 di 9 complementi di arredo Per quanto riguarda gli elettrodomestici, l'agenzia chiarisce che sono agevolabili le spese sostenute per l acquisto di grandi elettrodomestici che: se muniti di etichetta energetica devono avere classe almeno A+ o almeno A per i forni; se sprovvisti di etichetta energetica in quanto non ancora obbligatoria sono comunque agevolabili. Per individuare i grandi elettrodomestici può essere utile l allegato 1B, D.Lgs. n. 151/2005: frigoriferi e congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. L Agenzia precisa altresì che nella spesa agevolabile sono comprese le relative spese di trasporto e montaggio, purché siano sostenute con le modalità di pagamento sopra specificate. SOGGETTI BENEFICIARI I beneficiari della detrazione sono i contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all art. 16-bis del TUIR con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di euro di spese ammissibili. E' possibile usufruire della detrazione per l acquisto di mobili/ elettrodomestici correlati ad interventi edilizi effettuati su: singole unità immobiliari residenziali; parti comuni di edifici residenziali ex art. 1117, C.c. In questo caso la detrazione può essere usufruita per l acquisto di beni agevolabili (mobili / elettrodomestici) destinati all arredamento delle parti comuni (ad esempio, guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.). I condomini che usufruiscono pro-quota della detrazione per i lavori effettuati sulle parti comuni non possono usufruire dell agevolazione per l acquisto di mobili / elettrodomestici destinati all arredo della propria unità immobiliare. Riassumendo gli interventi edilizi che costituiscono presupposto per la detrazione in esame sono i seguenti: manutenzione ordinaria su parti comuni di edifici residenziali (lett. a, art. 3, dpr n. 380/2001); manutenzione straordinaria su parti comuni di edifici residenziali e singole unità immobiliari residenziali (lett. b, art. 3, dpr n. 380/2001); restauro e risanamento conservativo su parti comuni di
9 Pagina 9 di 9 edifici residenziali e singole unità immobiliari residenziali (lett. c, art. 3, dpr n. 380/2001); ristrutturazione su parti comuni di edifici residenziali e singole unità immobiliari residenziali (lett. d, art. 3, dpr n. 380/2001); ricostruzione/ripristino per eventi calamitosi sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza; restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione di interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione, ristrutturazione immobiliare, cooperative edilizie, ceduti / assegnati entro 6 mesi dal termine dei lavori (lett. c e d, art. 3, dpr n. 380/2001) CONDIZIONE FONDAMENTALE PER IL BONUS DATA DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE Per poter fruire della detrazione è necessario che i mobili e gli elettrodomestici acquistati siano finalizzati all'arredamento dell'unità immobiliare residenziale oggetto di interventi di ristrutturazione. Ne consegue che, non possono ottenere l'agevolazione, coloro che rinnovano solo l'arredamento senza aver eseguito interventi di recupero. Per beneficiare dell'agevolazione non è necessario che i mobili o gli elettrodomestici siano destinati all arredo dello specifico ambiente dell immobile oggetto di intervento edilizio, ciò che conta è che l'immobile, nel suo complesso, sia stato oggetto degli interventi edilizi. Non è prevista una data a decorrere della quale devono essere iniziati gli interventi edilizi, né una data entro dalla quale devono essere sostenute le spese per tali lavori. L'unica precisazione dell'agenzia delle Entrate a riguardo è che: le spese per l acquisto dei mobili ed elettrodomestici possono essere sostenute anche prima di quelle relative al correlato intervento edilizio, sempreché siano già avviati i lavori di ristrutturazione dell immobile cui i detti beni sono destinati. Quindi, non è necessario che le spese di ristrutturazione siano state sostenute prima di quelle per l'arredo dell'abitazione: l importante è che la data di inizio lavori sia precedente a quella in cui sono state sostenute le spese per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. Per la data di avvio dell intervento edilizio va fatto riferimento alla relativa comunicazione edilizia di inizio lavori (abilitazione amministrativa, comunicazione alla ASL, ecc.) o se non prevista alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.