Source: https://www.comitatopaulrougeau.org/11-2000
Timestamp: 2020-07-06 16:27:56+00:00
Document Index: 36005485

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11-2000 | comitatopaulrougeau
Numero 81 - Novembre 2000
1) Sospesa in extremis l'esecuzione di Johnny Penry
2) La riunione del consiglio direttivo dell'11 Novembre
3) Seconda condanna a morte per un sedicenne all'epoca dell'arresto?
4) Gli Stati Uniti sotto accusa davanti alla corte internazionale
5) L'avvocato di Calvin Burdine aveva dormito molto ma non abbastanza
6) "Abolition Files" – il viaggio abolizionista nella Coalit in Texas
7) Partecipiamo al digiuno a catena contro la pena di morte in Texas!
9) Richieste di corrispondenza
Lettera di adesione alla Campagna Digiuno
1) SOSPESA IN EXTREMIS L’ESECUZIONE DI JOHNNY PENRY
Mancavano meno di tre ore al momento fatidico e l’irrompere di un avvocato che sventolava un messaggio giunto dalla Corte Suprema ha graziato prima di tutto Gianni Giudotti un amico italiano di Johnny Penry che si preparava ad assistere all’esecuzione capitale di costui la sera del 16 novembre.
Come una ventata d’aria fresca la notizia che la massima corte degli Stati Uniti aveva sospeso l’esecuzione è volata rapida in tutto il mondo sulle veglie di preghiera della Comunità di Sant’Egidio e sulle centinaia di persone che seguivano al computer le notizie provenienti in tempo reale dal Texas. Il comunicato della Corte Suprema era quanto mai scarno e non dava adito ad eccessive speranze.
Ma intanto era vita. Il condannato sarebbe vissuto almeno per il tempo necessario alla Corte per decidere se prendere in considerazione il ricorso riguardante la regolarità del secondo processo cui fu sottoposto Penry nel 1990.
Un’ottima e quasi insperata notizia si è poi avuta molto presto, il 27 novembre: la Corte Suprema ha fatto sapere che prenderà in esame il ricorso di Penry! Questo comporta un notevole allungamento della sospensione della sentenza e soprattutto ci permette di nutrire qualche concreta speranza su una soluzione positiva del caso.
La Comunità di Sant’Egidio che si è battuta in modo veramente eccezionale per Johnny (vedi il sito all’indirizzo http://www.santegidio.org/pdm/news/16_11_00.htm) utilizzerà al massimo tutto il tempo in più che le viene concesso dalla decisione della massima corte statunitense.
Il Comitato Paul Rougeau si è impegnato in favore di Johnny cercando soprattutto di sensibilizzare la stampa americana che si era dimenticata di questo caso storico proprio mentre si verificava una rapida svolta verso un tragico epilogo. Dal momento che la popolazione del Texas è contraria all’esecuzione di minorati mentali, riteniamo che un’adeguata campagna di stampa sia suscettibile di coagulare intorno alle autorità texane una protesta popolare che le induca a concedere la grazia. Abbiamo avuto la soddisfazione di vedere pubblicati sui maggiori quotidiani statunitensi – sia pure all’ultimo momento – una serie di articoli molto forti che condannano senza mezzi termini la crudeltà ottusa del Texas. Ecco che cosa dice l’editoriale del New York Times: “(…)
Questa pagina da tempo si oppone incondizionatamente alla pena capitale per motivi morali, costituzionali e pratici. Ma anche molti stati che applicano la pena di morte proibiscono l’esecuzione di ritardati mentali perché ritengono un atto barbarico imporre la pena capitale ad individui il cui intelletto, e quindi la cui responsabilità morale, sono estremamente limitati.
I sondaggi hanno mostrato che in Texas la maggioranza si oppone all’esecuzione dei ritardati. Il Governatore George W. Bush ha il dovere morale di fermare il grottesco assassinio di una persona che ha la mente di un bambino. Deve concedere un rinvio di 30 giorni e invitare il Board a riconsiderare il proprio rifiuto di concedere la grazia. Il caso del sig. Penry fu oggetto nel 1989 di una decisione della Corte Suprema federale che annullò la sua prima sentenza capitale perché non era stato consentito alla giuria di considerare le attenuanti riguardanti la sua storia e il suo deficit mentale. Questo caso costrinse infine il Texas a riscrivere il suo statuto per consentire ai giurati di soppesare le attenuanti in modo da emettere una condanna all’ergastolo invece della pena di morte. Ma Penry non ha potuto giovarsi del nuovo statuto perché esso fu approvato dopo la conclusione del secondo processo in cui fu di nuovo condannato a morte. La complessità del caso non significa granché per l’interessato che ha un Q. I. tra 50 e 63. Gli è stata riscontrata dagli esperti un’età mentale di 6 anni e mezzo. Egli non è stato capace di finire la scuola elementare. John Penry è rimasto nel braccio della morte per 20 anni. Ucciderlo sarebbe un atto selvaggio che mostrerebbe il volto ingiusto del sistema della pena di morte in Texas.”
L’ingiusto sistema della pena di morte in Texas, sia nella sua componente giudiziaria che in quella politica, fino ad ora non ha mostrato alcun segno di pietà per Penry, anzi la pubblica accusa si era premurata di sollecitare la negazione della grazia da parte del Board of Pardons and Paroles con una lettera del 9 novembre: “(…) Vi hanno detto che Penry non ha responsabilità o rimorso per i suoi violenti crimini, comunque ciò non è da imputarsi al fatto che sia mentalmente ritardato o abbia subito abusi da bambino (…) piuttosto ciò deriva dal fatto che egli è un sociopatico e che non possiede una coscienza.” Sembra proprio che 16 su 18 membri della suddetta Commissione per le grazie abbiano condiviso il parere dell’accusa, negando ogni forma di clemenza.
L’ineffabile Ministro della Giustizia del Texas John Cornyn dal canto suo aveva dichiarato: “Secondo schiaccianti testimonianze di esperti durante il processo, Johnny Paul Penry conosce la differenza tra il bene e il male, è un furbo in grado di simulare, di risultare di proposito deficiente.”
Il senatore democratico Rodney Ellis che un anno e mezzo fa aveva tentato di far passare in Texas una legge per esonerare i minorati mentali dalla pena di morte (la sua iniziativa fallì a causa dell’opposizione del Governatore) conta di ripresentare tra sei mesi un nuova proposta di legge in tal senso e di farla approvare. Non è del tutto escluso che Johnny Penry viva abbastanza da potersi giovare di questa legge.
2) LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ 11 NOVEMBRE
Come preannunciato, si è svolta un’importante riunione del Consiglio direttivo del Comitato che aveva come argomento principale all’ordine del giorno una riflessione sulla modifica delle attività associative dopo l’esecuzione di Gary Graham. Riportiamo ampi stralci del verbale della riunione.
Il giorno 11 novembre 2000 (…) in Piacenza (…) si è riunito il Consiglio direttivo del Comitato Paul Rougeau, che è stato convocato per discutere il seguente ordine del giorno:
1. Viaggio di Paolo Cifariello in Texas e prosecuzione delle attività sul caso di Gary Graham.
2. Situazione finanziaria.
3. Eventuali finanziamenti delle investigazioni.
4. Allargamento della base associativa.
5. Iniziative di raccolta fondi.
6. Convocazione di un'Assemblea straordinaria dei soci per l'inizio del prossimo anno per la definizione delle linee di attività del Comitato dopo l'esecuzione di Gary Graham.
7. Formulazione di eventuali ipotesi di modifiche statutarie da proporsi nell'Assemblea straordinaria dei soci: riguardo allo scopo associativo e alla composizione del Consiglio direttivo.
8. Formalizzazione di eventuali Gruppi locali del Comitato Paul Rougeau a norma dell'art. 12 dello Statuto.
9. Rapporti con le altre associazioni/gruppi.
10. Sito Web, struttura, link, aggiornamenti, direttore responsabile.
11. Bollettino: produzione e diffusione, edizione cartacea ed email, versioni Word e 'solo testo'.
12. Attività editoriali. Opuscolo.
13. Campagna Rimbalzo, Campagna digiuno.
14. Produzione di magliette e di altro materiale propagandistico.
15. Varie ed eventuali (…)
Punto 1.: In apertura di seduta Paolo Cifariello fa una relazione sulla sua missione in Texas protrattasi dal 1° al 10 ottobre u.s. Durante il viaggio Paolo ha potuto incontrare sia i legali di Gary Graham che i parenti del detenuto ucciso il 22 giugno. (…) Con i legali di Gary (avvocato ed investigatore), che sono tuttora impegnati, a titolo gratuito, nello sforzo di dimostrare l’innocenza del loro assistito, si è concordata una collaborazione e un aiuto finanziario da parte del Comitato. Lo sforzo è giustificato dal fatto che la dimostrazione dell’innocenza di un detenuto dopo la sua esecuzione darebbe un grande impulso alla causa abolizionista. Si decide che il Comitato Paul Rougeau collaborerà alla dimostrazione dell’innocenza di Gary Graham in due modi:
a) raccogliendo, ordinando e classificando informazioni approfondite sul caso,
b) scrivendo un libro sulla vicenda umana e giudiziaria di Gary. (…) Il libro verrà scritto direttamente in inglese e conterrà sia testimonianze autentiche e informazioni rigorosamente vagliate sugli aspetti legali del caso, sia il racconto delle luci e delle ombre attraverso le quali si svolse la vita di Gary Graham (…)
(4.) Loredana Giannini fa presente che dalla consultazione del rinnovato schedario elettronico dei soci risultano attualmente iscritte 196 persone. (…)
(6.) Si decide di convocare nella prima metà di febbraio 2001 l’Assemblea straordinaria dei soci del Comitato Paul Rougeau per la definizione delle attività associative. In base all’esperienza maturata in questi anni che ha dimostrato essere troppo oneroso e privo di apprezzabili risultati positivi il tentativo di pagare un avvocato di fiducia per la difesa di un condannato a morte, si decide di proporre all’Assemblea di cambiare lo scopo associativo da: ‘patrocinio legale a distanza’ dei detenuti condannati alla pena capitale in: ‘aiuto e sostegno’ dei detenuti condannati alla pena capitale. Non dovendo caricarsi delle spese per gli onorari degli avvocati difensori di un detenuto, il Comitato potrà seguire da vicino più di un caso, potrà inoltre intensificare l’attività di sostegno degli altri comitati e dei corrispondenti dei condannati a morte. (…)
(8) Su richiesta di Maria Grazia Guaschino, a norma dell’art. 12 dello Statuto, viene riconosciuto il Gruppo locale di Torino che ha competenza sull’area della regione Piemonte con l’aggiunta della provincia di Varese; responsabile del Gruppo di Torino è nominata Maria Grazia Guaschino che pertanto si assume la facoltà di rappresentare legalmente l’Associazione per gli affari che riguardano l’area di competenza del Gruppo. Il Consiglio direttivo inoltre si propone di esplorare la possibilità di creare gruppi locali nelle città che si trovano al centro di aree nelle quali risiede un congruo numero di soci: Bologna, La Spezia, Firenze, Roma, Napoli, Ancona. (…)
(10.) Si osserva che il sito Web è di importanza vitale per il Comitato Paul Rougeau e il Consiglio direttivo rinnova il ringraziamento al socio Francesco Spiga che se ne occupa con tanta dedizione ed efficacia. Viene confermata Roberta Aiello quale membro del Consiglio direttivo che ha il compito di coordinare il vari apporti al sito e di ottimizzare le relazioni tra il sito e il Consiglio direttivo stesso. (…)
(13.) Si incarica Giuseppe Lodoli di proseguire i contatti con le associazioni del Coordinamento Non uccidere in vista di una ripresa della Campagna Rimbalzo. (…)
3) SECONDA CONDANNA A MORTE PER UN SEDICENNE ALL’EPOCA DELL’ARRESTO ?
Chauncey Jackson aveva 16 anni quando nel 1994 fu accusato di aver ucciso Ronald Bonney a Norfolk in Virginia. Nel 1997 egli fu processato, ritenuto colpevole e condannato a morte. Nell’aprile scorso i suoi legali riuscirono a far annullare la sentenza in quanto il suo arresto non fu a suo tempo notificato ai genitori (per i minorenni la legge richiede la notifica dell’arresto ai genitori).
Lo stato della Virginia non si è dato per vinto e ha chiesto per Chauncey Jackson un nuovo processo per reato capitale. L’inizio del processo è stato fissato per il 16 gennaio presso la Corte della Contea di Norfolk ma la difesa dell’imputato si è rivolta alla stessa Corte per contestare la liceità di sottoporre a processo capitale un minorenne all’epoca del delitto. Il 6 novembre si è svolta una lunga udienza in cui la difesa di Jackson ha chiamato a testimoniare due esperti di diritto internazionale in materia.
Un caso simile sollevato in Nevada un anno fa arrivò fino alla Corte Suprema federale, tuttavia la massima corte declinò di decidere in merito perché non erano state presentate testimonianze e prove a sostegno del ricorso. Con la loro iniziativa i legali di Jackson vogliono proprio arrivare a costituire un dossier di prove sulla illiceità della condanna a morte dei minorenni.
Il prof. David Weissbroudt, esperto di diritto internazionale e Rappresentante degli USA presso la Sottocommissione ONU per i Diritti Umani, ha sostenuto che la legge internazionale vieta la pena di morte per i minorenni. L’esperto ha affermato che gli Stati Uniti non possono ignorare un punto chiave di un trattato che hanno sottoscritto e ratificato. Infatti la Convenzione internazionale dei Diritti Civili e Politici ratificata dagli USA nel 1992 proibisce l’inflizione della pena di morte ai minorenni e tale proibizione “va al cuore del trattato”. E’ vero che gli Stati Uniti espressero una riserva su tale proibizione al momento della ratifica della Convenzione, ma la riserva è nulla a parere di Weissbroudt. Egli ha ricordato che la Convenzione di Vienna sulle Leggi e sui Trattati stabilisce che i contenuti essenziali dei patti che vengono sottoscritti non ammettono eccezioni o riserve; ha inoltre fatto presente che 191 stati, cioè tutti quelli che fanno parte delle Nazioni Unite ad eccezione degli Stati Uniti e della disastrata Somalia, hanno ratificato la Convenzione internazionale dei Diritti dell’infanzia che proibisce la pena di morte per i minorenni.
L’imputato ha assistito in silenzio, con le mani e i piedi incatenati, alla lunga seduta. Dopo Weissbroudt ha testimoniato il prof. Constance De la Vega il quale ha argomentato che negli ultimi dieci anni solo sette paesi sono stati accusati di aver messo a morte minorenni all’epoca del delitto. Gli Stati Uniti in questo periodo hanno ‘giustiziato’ 14 di essi e gli altri sei paesi (Iran, Cina, Yemen, Nigeria, Pakistan, Arabia Saudita) complessivamente 10. De la Vega ha concluso che, anche a prescindere dai trattati sottoscritti o non sottoscritti, la legge e la prassi internazionale di fatto proibiscono l’esecuzione di persone che commisero crimini prima del compimento del diciottesimo anno.
Al prof. Weissbroudt è stato anche chiesto dalla Giudice Lydia C. Taylor come mai la Corte Suprema federale non abbia sentenziato che la riserva apposta dagli Stati Uniti pone in dubbio la validità stessa della ratifica della Convenzione internazionale del Diritti Civili e Politici. Il professore ha risposto: “Ciò creerebbe un incredibile imbarazzo per gli Stati Uniti (…) sarebbe un disastro” per una nazione che propugna i diritti umani e civili in ogni parte del mondo.
Alla fine dell’udienza, la Giudice Taylor non ha emesso un giudizio - riservandosi di sentire un altro esperto il 30 novembre - ma ha osservato che, nonostante vi sia una riprovazione internazionale per l’esecuzione di minorenni, gli Stati Uniti “hanno una popolazione molto più forte e sofisticata” degli altri paesi ed ha concluso: “Ritengo che ciò sia all’origine del fatto che noi trattiamo alcuni ragazzi come adulti in tribunale.”
Gli Stati Uniti sostengono che la Germania si sforza di distorcere la legge internazionale nel tentativo di negar loro il sacrosanto diritto di applicare la pena di morte. In un dibattimento tenutosi dal 13 al 17 novembre presso la Corte Internazionale dell’Aja, gli avvocati degli Stati Uniti hanno chiesto che venga respinta la richiesta della Germania di una sanzione e di un indennizzo per la detenzione e l’esecuzione capitale - avvenuta nel 1999 in Arizona - dei fratelli Walter e Karl LeGrand, cittadini tedeschi.
Nel gennaio del 1982, quando furono arrestati i fratelli LeGrand, gli Stati Uniti omisero infatti di notificarne l’arresto al Consolato tedesco come previsto dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni consolari. Il Consolato, se avvertito, avrebbe potuto assisterli legalmente. L’avvocato James Thessin che patrocina gli Stati Uniti ha ammesso che l’Arizona ha effettivamente violato la Convenzione di Vienna ed ha assicurato ai 15 giudici che gli Stati Uniti hanno presentato formali scuse alla Germania.
Thessin ha sostenuto che però la decisione di portare il caso alla Corte dell’Aja da parte della Germania è un escamotage per mettere sotto processo il sistema giudiziario USA e “attaccare la pena di morte”. La legge internazionale, ha argomentato Thessin, consente la pena capitale “se vi è un giusto processo e sotto stringenti garanzie procedurali, ed è questo il caso degli Stati Uniti”. “La Germania in effetti invita la Corte a creare una nuova obbligazione internazionale, che necessariamente interferirebbe pesantemente col sistema di giustizia criminale di ogni stato”.
Anche il Ministro della Giustizia dell’Arizona signora Janet Napolitano si è scusata per la detenzione dei fratelli LeGrand in violazione alla Convenzione di Vienna ma ha manifestato scetticismo sul fatto che il Consolato avrebbe potuto far valere come attenuante la tormentata infanzia da loro vissuta in Germania prima della venuta in America con la famiglia.
L’avvocato che rappresenta la Germania nel procedimento presso la Corte Internazionale ha osservato che dozzine di stranieri che si trovano nei bracci della morte statunitensi non hanno ricevuto la dovuta assistenza consolare ed ha affermato che le violazioni della Convenzione di Vienna continuano nonostante le scuse e le promesse degli Stati Uniti. La Corte Internazionale si è riservata di decidere, il suo giudizio sarà definitivo e inappellabile. La trascrizione del dibattito si può leggere in Internet, nel sito della Corte Internazionale, all’indirizzohttp://www.icj-cij.org/cijwww/cdocket/cgus/cgusframe.htm/
5) L’AVVOCATO DI CALVIN BURDINE AVEVA MOLTO DORMITO MA NON ABBASTANZA
Il caso di Calvin Burdine, entrato nel novero dei casi storici descritti da Amnesty International nei propri libri sulla pena di morte, sembrava essersi concluso in una maniera decente, dopo alterne vicende, alla fine dell’anno scorso con una decisione della Corte federale Distrettuale che aveva annullato la sua condanna a morte.
Allo stato del Texas non rimaneva che liberare il detenuto o sottoporlo ad un nuovo processo. Ma non è andata così. Il Texas è ricorso alla famigerata Corte di Appello federale del Quinto circuito e il 27 ottobre tale corte - con una decisione presa a maggioranza che ha lascito stupefatto il mondo giudiziario - ha ristabilito la condanna a morte, annullando l’annullamento della sentenza.
Il ragionamento della Corte è in sintesi il seguente: è stato dimostrato che l’avvocato difensore di Burdine dormì a lungo durante il processo in cui il suo cliente fu condannato a morte, ma non è stato dimostrato che l’avvocato dormì in particolare nei momenti cruciali del procedimento portando così un effettivo pregiudizio al proprio assistito.
Calvin Burdine, un omosessuale accusato dell’uccisione del suo ex compagno avvenuta nel 1983, fu difeso dall’avvocato James Cannon, nel frattempo deceduto, distintosi per il record di sentenze capitali conseguite a danno dei propri clienti (10) secondo solo a quello dell’avvocato Mock che difese Gary Graham (11). L’avvocato Cannon, che non si impegnò punto nella difesa, non solo si guardò dal contestare il linguaggio della pubblica accusa chiaramente offensivo e connotato da disprezzo per gli omosessuali, ma sbeffeggiò la condizione gay egli stesso durante il processo. Alla fine di un assurdo procedimento, Burdine fu condannato a morte mentre un complice che Burdine accusa – in modo verosimile - di aver accoltellato lui la vittima ebbe una pena detentiva e fu rilasciato dopo 8 anni di carcere.
E’ da notare la sortita del Governatore Bush il quale in campagna elettorale aveva sfruttato l’annullamento della sentenza capitale di Burdine per affermare che ‘il sistema funziona’ ed è a tutti assicurato un giusto processo. Lo aveva fatto glissando sul fatto che il suo Ministero della Giustizia ravvisava in un possibile annullamento un pericoloso precedente e si era opposto “alla concessione di un nuovo processo “semplicemente perché l’avvocato [di Burdine] aveva dormito durante sostanziali porzioni del giudizio” (ed anche dimenticando di non essersi opposto all’esecuzione di un altro cliente di Cannon, ‘giustiziato’ dopo aver contestato invano che l’avvocato aveva dormito nel corso del processo).
6) “ABOLITION FLIES” - IL VIAGGIO ABOLIZIONISTA DELLA COALIT IN TEXAS
Il Consiglio direttivo della Coalit ha compiuto un denso tour abolizionista in Texas nei primi dieci giorni di novembre. Da tempo progettato e accuratamente programmato il viaggio ha dato la massima soddisfazione ai partecipanti che dichiarano di aver avuto un successo che è andato al di là delle aspettative.
Fortemente appoggiati dalla organizzazioni abolizioniste locali – la Texas Coalition to Abolish the Death Penalty, Pax Christi, Amnesty International USA, e Murder Victims Families for Reconciliation - e dalle Autorità consolari europee, Giancarlo e Michela, Arianna e Biagio, Chiara Marco hanno potuto parlare ai media del Texas e ad un vasto pubblico in quattro città: Houston, Dallas, Austin (dove sono stati ricevuti nell’Ufficio del Governatore ed hanno consegnato un messaggio richiedente la moratoria delle esecuzioni) e San Antonio; hanno visitato la Terrell Unit e partecipato alla veglia di protesta presso la camera della morte di Huntsville in occasione dell’esecuzione di Miguel Flores.
Al ritorno in Italia lo staff della Coalit ha realizzato un’ampia e vivace presentazione del viaggio che ha pubblicato nel proprio sito all’indirizzo http://utenti.tripod.it/coalit_icadp/xmanifabolitionflies.html.
E’ inoltre in preparazione un video sull’impresa che avrà caratteristiche professionali. Tutti coloro che parteciperanno al finanziamento della produzione del video con un’offerta di almeno 50 mila lire potranno averne una copia in omaggio (contattare la Coalit: C.P. 139 - 80078 Pozzuoli (NA) - e-mail : coalit@sorrento.argosid.it )
In tre occasioni negli ultimi cinque anni i detenuti del braccio della morte del Texas sono stati costretti ad attuare uno sciopero della fame per protestare contro l’esacerbarsi delle condizioni di detenzione. L’iniziativa dei detenuti ha avuto un’eco fuori del carcere e si è prolungata sia in Texas che in Italia con lunghi ‘digiuni a catena’. L’ultimo sciopero della fame dei detenuti del braccio della morte del Texas è cominciato il 1° gennaio di quest’anno ed ha avuto come obiettivo principale la segnalazione dell’estremo e disumanizzante isolamento che si vive nel nuovo braccio della morte presso la Terrell Unit. In Italia il digiuno a catena che prolunga la protesta dei detenuti è coordinato dalla Coalit alla quale ci si può rivolgere per partecipare all'iniziativa.
La Campagna Digiuno ha l’effetto di ricordare tutti giorni alle autorità e alla stampa texane le terribili condizioni dei detenzione nel braccio della morte e la particolare gravità dell’uso della pena capitale in Texas. Nelle due precedenti tornate della Campagna Digiuno, il martellamento quotidiano con una serie di accuse la cui verità e' impossibile negare, aveva finito per provocare interessanti risposte da parte dei media e concreti risultati.
Con ammirevole tenacia la Coalit sta tuttora prolungando l’iniziativa cominciata all’inizio dell’anno. I lettori sono invitati prenotare il proprio giorno di digiuno (è consentita l'assunzione di una modesta quantità di liquidi, in relazione alle condizioni di salute e alle attività svolte nella giornata) rivolgendosi a:
Chiara Silva, email:chiarasilva@supereva.it
tel.: 0329/2211753 -
0373/250044 -
081/2391893 –
0328/2495909
In concreto: la partecipazione consiste nell'inserirsi in una lista di persone che accettano di digiunare per una intera giornata in segno di protesta (la data del digiuno viene stabilita dalla Coalit in modo da avere,se possibile, ogni giorno un digiunatore) e di spedire una lettera via fax /posta al Governatore del Texas per comunicargli il digiuno effettuato. La Coalit si fa poi carico di inviare copia della lettera, tramite fax o e-mail, ai tutti i giornali del Texas ed ai principali giornali quotidiani statunitensi).
Nell’ultima pagina pubblichiamo il testo della lettera che potete ritoccare, fotocopiare, completare con la data del digiuno e i vostri estremi e spedire via fax/posta una volta fatto il digiuno. Siete pregati di concordare con Chiara Silva la data della vostra partecipazione in modo da avere un digiunatore ogni giorno. Tuttavia chiunque volesse digiunare e spedire la lettera di sua iniziativa, può farlo liberamente. Sarà utile comunque comunicare il proprio digiuno alla Coalit in modo da consentirle di valutare l'entità della mobilitazione.
Le cifre dell’orrenda mattanza. Il 15 novembre con l’uccisione di Tony Chambers il Texas ha già uguagliato il record annuale di 37 esecuzioni che aveva stabilito nel 1997. Il giorno prima era stato ucciso Stacey Lawton, momentaneamente risparmiato nel mese scorso (v. n. 80, pag. 8). Sotto il Governatorato di Gaoerge W. Bush sono state portate a termine 149 esecuzioni. Le esecuzioni compiute negli Usa dal 1977 ad oggi sono 677, di cui 236 in Texas. Quest’anno in tutti gli Stati Uniti sono stati finora uccisi 79 prigionieri, di cui 37 in Texas, 11 in Oklahoma, 7 in Virginia. E’ impressionante il crescendo delle esecuzioni in Oklahoma: lo stato del Governatore Keating, cattolico osservante, dopo le 11 di quest’anno, ha programmato ben 8 esecuzioni nel gennaio del prossimo anno!
Il Governatore democratico Jim Hunt commuta una condanna a morte. Per la seconda volta nello spazio di un anno, avvalendosi delle prerogative del suo ufficio, il Governatore democratico della North Carolina ha concesso una grazia, questa volta a beneficiarne lo stesso giorno dell’esecuzione è stato il condannato Marcus Carter. L’avvocato difensore ha riferito che il condannato è rimasto scioccato ed incredulo alla notizia. Un’ora dopo Carter ha scritto una lettera di ringraziamento al Governatore per averlo salvato dalla morte commutando la sua condanna capitale in carcere a vita. Il Gov. Jim Hunt ha dichiarato che il suo gesto deriva dal dubbio che l’iter giudiziario cui è stato sottoposto Carter sia stato in parte scorretto. Dopo 16 anni di mandato il vecchio Hunt se ne va in pensione sostenendo la pena di morte, ma senza convinzione. Nell’ultima parte del suo governatorato in North Carolina molte cose si sono mosse verso l’abolizione della pena di morte. Una commissione parlamentare ha lavorato per un anno indagando sulla correttezza dell’uso della pena capitale nello stato ed ha concluso chiedendo che all’inizio del 2001 il Parlamento decreti la moratoria delle esecuzioni. La commissione ha inoltre sollecitato una legge che proibisca l’esecuzione di minorati mentali e uno studio approfondito dell’effetto che ha la razza dell’accusato nell’inflizione delle sentenze capitali. Il nuovo governatore che entrerà in carica a gennaio, il democratico Mike Easley, potrebbe favorire un’evoluzione delle leggi e degli atteggiamenti dell’opinione pubblica anche se il lavoro dei valorosi abolizionisti della North Carolina rimane molto difficile.
Commutata la sentenza di morte di un sedicenne al momento del delitto. La Corte Suprema della Florida il 9 novembre ha commutato la condanna a morte di Rod Ferrell che aveva ucciso una coppia di coniugi nel 1996 ed era fuggito con la loro auto la loro figlia di 15 anni. Rod, arrestato in Louisiana tre giorni dopo, al processo si dichiarò subito colpevole sperando che con ciò non sarebbe stato condannato a morte. La giuria invece votò 12 a 0 per proporre una sentenza capitale al giudice che doveva irrogare la pena, e il giudice seguì l’indicazione della giuria. Ora la Corte Suprema ha commutato la sentenza di morte in ergastolo argomentando che la pena capitale può essere inflitta soltanto a coloro che avevano 17 o più anni al momento del delitto. La pubblica accusa ha protestato nei riguardi della Corte definendo la sentenza “del tutto arbitraria”. Una sentenza parimenti coraggiosa fu emessa nel 1999 nei riguardi di Keith Brennan e un’altra nello scorso mese di luglio nei confronti di Jeffrey Farina, un altro condannato a morte che aveva sedici anni al momento del delitto. La Corte Suprema dello Florida, che è composta di democratici, si è distinta per numerose decisioni ‘avanzate’, prese in contrasto con gli orientamenti dell’amministrazione repubblicana guidata dal Governatore Jeb Bush.
La Corte Suprema potrebbe dichiarare incostituzionale l’uso della sedia elettrica in quanto punizione ‘crudele ed insolita’. La Georgia, l’Alabama e il Nebraska prevedono ancora l’uso della sedia elettrica come metodo di esecuzione capitale ma la forte opposizione che si è sviluppata contro questo strumento di morte rende probabile che entro il 2000 l’elettrocuzione venga bandita - di diritto o di fatto - lasciando in pratica come unico metodo per eseguire le condanne a morte in tutti gli Stati Uniti l’iniezione letale. Una legge approvata quest’anno in Georgia prevede l’uso dell’iniezione letale in tutte le condanne inflitte per crimini commessi dopo il 1° maggio 2000. La legge, come è avvenuto in altri stati a cominciare dalla Florida (v. ad es. n. 72 pag. 3 e n. 75 pag.2), doveva evitare che la sedia elettrica fosse proibita da qualche corte in quanto incostituzionale, con maggiori ‘danni’ per l’istituzione della pena di morte rispetto ad un volontario e silenzioso passaggio dello stato all’iniezione letale. Ma, come era prevedibile, la questione dell’incostituzionalità della sedia elettrica è stata sollevata dalla difesa di John Anthony Esposito, il primo dei condannati che, per aver commesso un crimine antecedentemente al 1° maggio 2000, dovrebbe essere ucciso per elettrocuzione. La Corte Suprema della Georgia – con una decisione presa a stretta maggioranza - si è riservata di decidere su tale “sconvolgente questione morale e legale” non appena in possesso di prove “sufficienti” in materia.
Possibile la ripresa delle esecuzioni a livello federale. Il nuovo regolamento per il rilascio di interviste da parte dei condannati a morte sotto la giurisdizione federale proibisce di fatto le interviste dirette ai detenuti e impone pesantissime restrizioni ai giornalisti che vogliono intervistarli telefonicamente. “Il fatto è che si tratta della prima esecuzione federale dal 1963, un evento della massima importanza, e il direttore del carcere appare dissuadere del tutto i giornalisti dall’occuparsene” ha affermato Robert Lystad, l’avvocato che rappresenta l’Associazione dei Giornalisti professionisti, aggiungendo che “alcune delle restrizioni che vengono previste… appaiono troppo onerose e probabilmente incostituzionali”. Lo sbarramento opposto alla stampa dalla direzione del carcere di Terre Haute nell’Indiana in cui è ospitato il braccio della morte federale riflette un certo pudore dell’attuale Amministrazione americana nei riguardi dell’uso della pena capitale. E’ probabile che l’inizio delle esecuzioni possa essere spostato al nuovo anno dopo l’assunzione della carica da parte del nuovo presidente degli Stati Uniti, anche se è stata fissata per il 12 dicembre la data di esecuzione di Juan Raul Garza. La successiva data di esecuzione già fissata (21 febbraio) è quella di David Paul Hammer.
Al Comitato Paul Rougeau, ormai noto nelle carceri americane, arrivano parecchie richieste di corrispondenza da parte di detenuti. Alcuni di essi sono condannati a morte, altri a pesanti pene detentive. Pubblichiamo alcune richieste di corrispondenza, la prima segnalata da Ioanna Ioannidou, le altre da Paolo Cifariello.
Paolo Judino – Si tratta di un messicano. Gli sarebbe consentito di tenere in cella un apparecchio TV ma non ha i soldi per comprarselo. Un televisore in una cella fa davvero la differenza per un detenuto. Scrivetegli e, se potete, contribuite all’acquisto di un televisore tramite offerte che potete anche versare sul c. c. postale del Comitato Paul Rougeau, specificando chiaramente la causale. Indirizzo di P. Judino:
N. 90401/2-B-6 – A.S.P.C.
Florence – Unit C-B-6 -
P. O. Box 8600 –
Florence, AZ 85232 (USA)
Tony Medina – Ha 25 anni ed è nel braccio della morte dal 1996. Dice che la strada è stata la sua casa da quando aveva 13 anni, lì c’erano persone con le quali poteva parlare ma nessuno che potesse chiamare amico. Ora cerca un amico che lo aiuti a sopportare la desolazione della vita fino al giorno della sua morte.
Tony Medina - N. 999204 –
Terrell Unit – 12002 FM 350 South –
Livingston, TX 77351 (USA)
Louis Salazar – Ha 30 anni. Di famiglia messicana è nato e vissuto in Texas. Ora è nel braccio della morte. E’ sempre stato uno sportivo e dice che gli manca molto l’esercizio fisico. Vorrebbe far delle chiacchierate con qualche amico di penna per trovare qualche momento ‘di evasione’ dalla terribile situazione in cui si trova.
Louis Salazar – N. 999285 –
Terrell Unit – 12002 FM 350 South
– Livingston, TX 77351 (USA)
Gilbert Argumaniz – Condannato ad una pena detentiva. Ha una calligrafia elementare, non dice molto di sé ma promette che “parlerà molto e molto ancora” con chi gli scriverà.
Gilbert Argumaniz – N. 770496 –
Ellis One Unit – Huntsville,
TX 77343-0001 (USA)
Herbert Daniels – Condannato ad una pena detentiva. Nero, di circa 30 anni. Passa il tempo lavorando ma la solitudine e la monotonia della sua lunga pena detentiva sono sempre presenti. Ha bisogno di qualcuno con cui parlare di tutto, per lettera.
Herbert Daniels – N. 773535 –
Clements Unit – 9401 SPUR 591 –
Amarillo, TX 79107 (USA)
Nolan Beebe – Ha 22 anni, è in prigione da quasi 5 e gli restano ancora alcuni anni da scontare. Gli è permesso di lavorare e per riempire il tempo cerca di lavorare il più a lungo possibile, dalla mattina alla sera, anche se dal suo lavoro non ricava quasi nulla per sé. Dice che vorrebbe studiare ma da solo gli è molto difficile.
Nolan Beebe – N. 767560 –
P. O. Box 128 –
Tennessee Colony , TX 75886 (USA)
Greg Mack – Condannato ad una pena detentiva. Ha 26 anni, confessa (è un termine usato da lui) di essere nero ma precisa subito dopo di essere un nero molto chiaro. La sua lettera denota una grande sensibilità, molti sentimenti confusi e un profondo bisogno di qualsiasi rapporto con il mondo esterno.
Greg Mack – N. 665218 –
P. O. Box 4500 –
Rickey Green – Condannato ad una pena detentiva. Ci fa sapere di essere in segregazione e di dover restare chiuso in cella 23 ore su 24 senza radio o TV, né giornali. La sua posizione viene rivista ogni sei mesi per decidere se lo stato di segregazione debba continuare o meno. Può solo scrivere e ricevere lettere ed è quello che vorrebbe fare con qualche amico di penna.
Rickey Green – N. 399377 –
Questo numero èstato chiuso il 5 dicembre 2000.
Austin, TX 78711-2428 (USA)
Fax 001 512 4631849
As a member of the International civilized community and as a person concerned about human rights, I am writing to you to draw your attention to the living environment of death-row inmates at the Terrell Unit, Livingston (Texas). Living conditions at the Terrell Unit are too harsh, far from what you can call "humane". Not only have D/R inmates lost "privileges" such as being able to watch TV and having access to the work program, but they are allowed solitary recreation periods only and are kept in totally isolated cells with solid steel doors instead of bars for 23 hours a day (24 on week-ends) with no human contact at all.
Such conditions are very bad, and this can't be denied. Inmates become insane before they're ever executed because of this isolation and this is the same as being tortured.
To show solidarity to all Death Row prisoners, every day there is an Italian citizen fasting to prove his/her solidarity and concern for human rights. I urge you to oppose the plan to permanently house the inmates in isolation cells and ask you to intervene as soon as possible!
I also want you to know that I am very worried about the situation in Texas, known worldwide as the "state of death". Texas holds the International record of death sentences and executions. For the number of executions, Texas can be compared - in relation to the resident population - with communist China. No one is saved: neither people aged under 18 at the time of the crime, nor mentally handicapped people. Prisoners are executed despite strong doubts over their guilt, and the Board of Pardons and Paroles refuses to make effective the institution of executive clemency.
The cruel and inhuman use of the death penalty cannot be justified in a democratic and civilized country with a high level of scientific and technological development. Please think it over and do whatever is in your power to stop this madness.
Notifying you that, in solidarity with the Death Row inmates and all the citizen of Texas, I fasted for 24 hours on (Data)
I remain truly yours sincerely
(Nome, cognome e indirizzo postale completo)