Source: https://www.terronianmagazine.com/ordinanza-del-sindaco-di-napoli-su-parchi-spazi-cittadini-e-orari-di-alcuni-esercizi-commerciali/
Timestamp: 2020-07-09 07:35:54+00:00
Document Index: 163563541

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 3', 'art. 50', 'art. 7', 'art.16', 'art. 24', 'art.22']

Ordinanza del sindaco di Napoli su parchi, spazi cittadini e orari di alcuni esercizi commerciali - Terronian Magazine
Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha da poco firmato un’ordinanza per dare attuazione e rafforzamento alle “misure governative adottate per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nella cd fase 2”; nello stesso provvedimento emana anche alcune “disposizioni in favore del distanziamento sociale e del decongestionamento degli spazi pubblici”.
Finché non sarà approvato il nuovo regolamento comunale sul verde pubblico, all’interno dei parchi pubblici comunali sarà consentito l’accesso con biciclette tradizionali, monopattini e pattini – tassativamente a velocità moderata per non creare occasioni di pericolo – sui viali principali e sulle zone pavimentate; sarà anche consentito il consumo di cibi e bevande, con espresso divieto di abbandonare i rifiuti al di fuori degli appositi contenitori (per i trasgressori una sanzione di 100 euro). Ai titolari e ai gestori degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi, degli altri esercizi di produzione artigianale di alimenti e dei chioschi su area pubblica, si ordina di rispettare – ripristinando gli orari in vigore fino ai primi di marzo – su tutto il territorio cittadino i seguenti orari di chiusura:
Sarà possibile somministrare alimenti e bevande ai tavoli, al banco, o venderle per l’asporto; resta confermato dalle ore 24.00 il divieto di vendita per l’asporto di prodotti in contenitori di vetro e in lattina. Sarà vietata la vendita per l’asporto delle bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, sempre dalle ore 24.00.
OGGETTO: Attuazione e rafforzamento delle misure governative adottate per la
gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nella cd Fase 2.
Disposizioni in favore del distanziamento sociale e del decongestionamento
l’insorgenza dell’epidemia da Covid-19 e la sua rapida diffusione hanno imposto, sin dalla
deliberazione dello stato di emergenza nazionale in data 31 gennaio 2020, l’adozione da parte
del Governo di una varietà e molteplicità di atti normativi;
in conseguenza dell’esponenziale aumento del numero di casi gravi che hanno richiesto
ospedalizzazioni in terapia intensiva non facilmente fronteggiabili dal sistema sanitario e in
assenza di evidenze scientifiche in ordine a terapie farmacologiche adeguate, al fine di
garantire la necessaria uniformità sull’intero territorio nazionale, è stata sin da subito
individuata nel distanziamento sociale e, quindi, nell’isolamento domiciliare l’unica misura per
evitare la diffusione della malattia;
pertanto, gli interventi del Governo centrale si sono tradotti in una complessiva limitazione
delle libertà personali e nel blocco delle attività economico-produttive, comprimendo, altresì,
anche alcuni poteri e prerogative dei Sindaci quali rappresentanti delle comunità locali, in
primis il potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti (v. art. 35 D.L. 2 marzo 2020 n. 9
e art. 3 D.L. 25 marzo 2020 n. 19);
il Governo, attraverso la decretazione d’urgenza, ha dettato un criterio stringente per
l’esercizio, da parte dei Sindaci, del potere extra ordinem prevedendo che i provvedimenti
adottati a livello locale per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 non
potessero prevedere misure in contrasto con quelle adottate a livello statale, pena l’inefficacia
del provvedimento sindacale;
il Sindaco di Napoli, sin dal profilarsi dell’epidemia e ancora in assenza di casi accertati sul
territorio della Città, ha adottato, proprio avvalendosi del potere di ordinanza a lui spettante in
quanto responsabile della salute della collettività locale, prime misure di contenimento della
diffusione del virus che hanno anticipato quelle poi emanate da altri livelli istituzionali,
avviando nel contempo una capillare attività di monitoraggio del fenomeno in sinergia con le
altre istituzioni a vario titolo coinvolte;
nonostante nell’assetto costituzionale italiano la tutela della salute della comunità locale sia,
pur nell’ambito di più generali cornici normative, una prerogativa del Sindaco, la connotazione
di pandemia dell’emergenza epidemiologica ha visto i primi cittadini cedere il passo alla “cabina
di regia statale”, intervenendo direttamente solo in casi di estrema urgenza, con provvedimenti
aventi efficacia temporanea.
a partire dal 4 maggio, a seguito di un progressivo rallentamento del numero dei contagi, il
Governo ha dato avvio ad una fase di ripresa, seppur lenta e graduale, delle attività produttive
ed economiche del Paese, fermo restando il superiore interesse della salute e dell’incolumità
i provvedimenti adottati dal Governo nella cd Fase 2 sono tutti, ancora una volta, orientati al
distanziamento sociale, imponendo il rispetto della distanza di sicurezza tra le persone,
l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e il conseguente divieto di ogni forma di
assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico;
in questa seconda fase dell’epidemia l’emergenza da affrontare non è più soltanto sanitaria,
ma è diventata anche e soprattutto economica e sociale, a causa delle pesanti ricadute anche
occupazionali del lockdown nei settori produttivi del commercio, artigianato e turismo;
l’attuale scenario configura una fattispecie senza precedenti, che ha colto impreparati il mondo
scientifico e le istituzioni nazionali e sovranazionali, a fronte della quale non sono tuttora idonei
gli ordinari strumenti di gestione delle criticità.
occorre fare ogni sforzo per mettere a punto ed adottare misure in grado di offrire le migliori
soluzioni possibili in maniera rapida e, all’occorrenza, modificabili al mutare delle situazioni
vi è l’opportunità di favorire una maggiore fruizione degli spazi della città in considerazione
anche dell’attuale evoluzione della situazione sanitaria;
a tale riguardo, lo strumento più idoneo è da individuarsi proprio nel potere del Sindaco di
emettere ordinanze contingibili ed urgenti, che trova la propria legittimazione negli artt. 50 e
54 del T.U.E.L., con particolare riferimento all’art. 50, nella parte in cui legittima i Sindaci ad
affrontare le emergenze sanitarie verificatesi nel territorio amministrato mediante atti
non trova più fondamento la compressione dei poteri di ordinanza del Sindaco che è il livello
istituzionale più vicino alla collettività locale e che meglio ne conosce le specificità e ne sa
interpretare le esigenze;
spetta al Sindaco regolamentare ed organizzare la vita della città, contemperando la tutela
della salute degli abitanti con gli altri interessi di pari dignità costituzionale tra cui il rilancio del
tessuto produttivo e della vocazione turistica della città, fortemente compromessi
dall’emergenza sanitaria;
la fase in corso dovrà, quindi, essere caratterizzata da una nuova visione della Città che tenga
conto di una legittima aspettativa alla ripresa dell’esercizio delle libertà individuali.
occorre puntare su una mobilità diversa con incremento di aree pedonali e dell’uso delle
biciclette, su una offerta culturale alternativa che preveda intrattenimento e spettacoli
disseminati sul territorio, su un turismo prettamente locale in cui il cittadino diventa il turista
da accogliere e guidare alla riscoperta dell’inestimabile patrimonio artistico e culturale della
Città, su un migliore utilizzo delle spiagge libere;
le limitazioni degli orari di chiusura anticipata dei locali, così come l’adozione di provvedimenti
di chiusura temporanea di aree pubbliche o aperte al pubblico non producono alcun
decongestionamento degli spazi pubblici, finendo spesso per sortire l’effetto contrario;
occorre piuttosto affidarsi al comune senso di responsabilità soprattutto dei più giovani in
particolare, al rispetto del distanziamento e dell’uso della mascherina, nonché puntare su una
strategia di apertura di tutti gli spazi pubblici e aperti al pubblico, anche con orari prolungati,
rendendoli maggiormente fruibili e consentire alle persone di distribuirsi senza creare
assembramenti;
garantire il pieno godimento degli spazi dove si svolgono le attività umane e si intessono i
rapporti sociali, concepire la città come il luogo più accogliente per lo sviluppo della convivenza
civile, valorizzare l’uso sociale del territorio favorendo l’animazione di spazi pubblici quali
strumenti di mediazione e vettori efficaci di vita sociale servirà, oltre che ad evitare pericolosi
episodi di assembramento, anche a rimettere in moto l’economia della Città.
l’Amministrazione Comunale, sin dall’adozione dell’ordinanza n. 430 del 07/06/2018 prorogata
da ultimo con l’ordinanza n. 16 del 14/01/2020 in vigore per 5 mesi, ha adottato misure –
anche in materia di orari dei locali commerciali – volte a contemperare gli interessi legati allo
svolgimento delle attività ricreative e alle iniziative economiche di settore, con quelli alla
vivibilità, al decoro e alla quiete pubblica, nonché finalizzate a favorire una più adeguata
distribuzione sul territorio dei flussi di utenza, per evitare eccessive concentrazioni in
determinate zone;
al fine di impedire il concentramento nei luoghi tradizionalmente interessati da fenomeni di
aggregazione è opportuno offrire una scelta più ampia di luoghi di svago e intrattenimento
– l’apertura dei parchi comunali, consentendo all’interno l’accesso con biciclette
tradizionali, monopattini e pattini, nonché il consumo di cibi e bevande;
– la riapertura di strutture insistenti sul territorio cittadino, quali l’Ippodromo di Agnano,
l’ex Area Nato, il Real Bosco di Capodimonte, il Parco della Villa Floridiana;
relativamente agli esercizi commerciali e pubblici esercizi, nonché agli altri esercizi di
produzione artigianale di alimenti e dei chioschi su area pubblica, estendere su tutto il territorio
cittadino gli orari di chiusura disposti con la citata ordinanza 16/2020;
consentire nei luoghi distanti da insediamenti residenziali o comunque a bassa densità abitativa
lo svolgimento, anche senza particolari limitazioni orarie, di iniziative di svago e
intrattenimento proposte all’Amministrazione
Per le finalità di tutela della salute pubblica di cui in premessa
Letto il T.U.E.L.
1) la riapertura delle strutture insistenti sul territorio cittadino, quali l’Ippodromo di Agnano,
l’ex Area Nato, il Real Bosco di Capodimonte, il Parco della Villa Floridiana, nonché ulteriori da
individuarsi successivamente con separato atto, a condizione che sia assicurato il rispetto di
quanto previsto dalle vigenti misure governative in materia di contenimento della diffusione
2) All’interno dei parchi pubblici comunali, nelle more dell’approvazione del nuovo regolamento
a) consentire l’accesso con biciclette tradizionali, monopattini, pattini, tassativamente a
velocità moderata onde non costituire pericolo verso terzi, su viali principali e zone
b) consentire il consumo di cibi e bevande, con espresso divieto di abbandono dei rifiuti
al di fuori degli appositi contenitori;
3) Ai titolari e ai gestori degli esercizi commerciali e pubblici esercizi, nonché degli altri esercizi
di produzione artigianale di alimenti e dei chioschi su area pubblica
a) rispettare su tutto il territorio cittadino i seguenti orari di chiusura, già previsti da
ultimo nell’ordinanza n. 16 del 14 gennaio 2020:
– ore 2,30 del giorno successivo, dalla domenica al mercoledì
– ore 3,30 del giorno successivo, dal giovedì al sabato
con facoltà di somministrare alimenti e/o bevande ai tavoli, al banco o con modalità da
asporto, confermando per l’asporto il divieto di vendita in contenitori di vetro e/o lattine dalle
b) vietare la vendita per asporto delle bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, dalle
nei luoghi distanti da insediamenti residenziali o comunque a bassa densità abitativa il
prolungamento degli orari di cui al punto precedente per lo svolgimento di iniziative di
intrattenimento e svago proposte all’Amministrazione, fermo restando l’obbligo del rispetto di
I trasgressori delle previsioni di cui al punto 2b sono puniti mediante l’applicazione della
sanzione pecuniaria in misura ridotta di euro 100,00 ai sensi dell’art. 7bis, comma 1bis, del
DLgs 267/2000 e dell’art.16 della L.24 novembre 1981 n. 689 e s.m.i.
I trasgressori delle previsioni di cui al punto 3 sono puniti mediante l’applicazione delle sanzioni
previste nell’ordinanza n. 16/2020.
Il presente provvedimento, in vigore dal 1 giugno 2020 al 31 ottobre 2020, va pubblicato in
data odierna all’Albo Pretorio del Comune di Napoli e sul sito web istituzionale, nonché
• Prefetto;
• Presidente della Regione Campania;
• Camera di Commercio;
Con l’entrata in vigore della presente ordinanza si intendono revocate e cessano di avere
efficacia solo le misure contenute nell’ordinanza n. 16 del 14/01/2020 che siano in contrasto
con la presente, ed in particolare la limitazione degli orari di chiusura ad alcune zone della città
e la sospensione degli stessi per alcuni giorni.
Le restanti disposizioni di cui alla citata ordinanza si intendono prorogate fino al 31 ottobre
Il Servizio Polizia Locale è incaricato di vigilare sull’osservanza delle disposizioni contenute
nella presente ordinanza.
Avverso la presente ordinanza è ammesso, entro 60 giorni dalla pubblicazione, ricorso al TAR
Campania o in alternativa, entro 120 giorni dalla pubblicazione, ricorso straordinario al
Sottoscritto digitalmente
La sottoscrizione, in formato digitale, è stata apposta sull’originale del presente atto ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs.
7/3/2005, n. 82 e s.m.i. (CAD). Il presente atto è conservato in originale negli archivi informatici del Comune di
Napoli, ai sensi dell’art.22 del D.Lgs. n. 82/
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