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Timestamp: 2017-08-22 22:17:53+00:00
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Archivio sentenze Risarcimento
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Sentenze sul risarcimento
In questa sezione sono contenute le pronunzie giurisdizionali più importanti in materia di responsabilità del Ministero della Salute per i danni da contagio post-trasfusionale.
Archivio Sentenze sul risarcimento
Sentenza Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n. 581 del 11 gennaio 2008
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la tanto attesa sentenza n. 581 depositata in data 11 gennaio 2008, ha affermato che la responsabilità del Ministero della Salute per i danni da contagio post-trasfusionale decorre anche per i casi di infezione da virus dell’epatite C (HCV) ed HIV dalla scoperta del virus dell’epatite B (e, quindi, al più tardi dal 1970). Le Sezioni Unite della Corte, inoltre, hanno chiarito che, nei casi di infezioni da HBV, HCV ed HIV a seguito di trasfusioni con sangue o emoderivati infetti, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno è di norma di 5 anni per i soggetti in vita, mentre per gli eredi di soggetti deceduti a causa dell'infezione il termine di prescrizione è di 10 anni. La Suprema Corte ha ribadito, altresì, che il risarcimento del danno (biologico, morale, esistenziale, ecc...) da contagio post-trasfusionale concorre con l'indennizzo di cui alla Legge n. 210/92 eventualmente percepito dal soggetto danneggiato.
Sentenza Corte d'Appello di Roma, Sezione I, n. 350 del 23 gennaio 2006
La Corte d'Appello di Roma ribadisce la responsabilità del Ministero della Salute anche per le malattie virali contratte in epoche precedenti a quelle di identificazione dei virus HBV, HIV ed HCV ed in cui furono messi a punto i relativi test diagnostisci.
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Sentenza Tribunale di Roma, Sezione II, n. 18523 del 29 agosto 2005
Il Tribunale di Roma, non condividendo l’orientamento seguito dalla Cassazione nella sentenza n. 11609 del 2005 e sul presupposto che nel nostro ordinamento non vige il principio dello stare decisis, con articolata motivazione conferma quanto espresso nella sentenza del 14 giugno 2001, affermando la responsabilità del Ministero della Salute per le malattie infettive contratte anche in epoche precedenti alla identificazione scientifica dei virus.
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Sentenza Corte di Cassazione, Sezione III, n. 11609 del 31 maggio 2005
Trattasi della prima sentenza della Cassazione nella materia che ci occupa: la Suprema Corte – confermando l'impugnata sentenza n. 3242 emessa il 4 ottobre 2000 dalla Corte d’Appello di Roma – esclude la responsabilità dello Stato per le malattie virali contratte in date precedenti a quelle di identificazione dei virus HBV, HIV ed HCV in sede scientifica ed in cui, per ciascuna di tali patologie, furono approntati i relativi test diagnostici (rispettivamente: 1978, 1985 e 1988).
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Sentenza Corte d'Appello di Roma, Sezione I, n. 107 del 12 gennaio 2004
La Corte d'Appello di Roma, confermando integralmente la sentenza del Tribunale di Roma n. 23097 del 15 giugno 2001, ribadisce la responsabilità del Ministero della Salute per i danni da contagio post-trasfusionale a decorrere sin dai primi anni '70.
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Sentenza Tribunale di Roma, Sezione II, n. 23097 del 15 giugno 2001
Il Tribunale di Roma, disattendendo l'orientamenteo espresso dalla locale Corte d'Appello, conferma il proprio precedente orientamento, ribadendo che lo stato delle conoscenze progressivamente raggiunte dalla scienza sin dagli anni ’70 avrebbe dovuto indurre il Ministero della Sanità ad esercitare attivamente il dovere di controllare e vigilare sulla sicurezza del sangue e suoi derivati distribuiti dal servizio sanitario nazionale.
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Sentenza Corte d'Appello di Roma, Sezione I, n. 3242 del 4 dicembre 2000
La Corte d'Appello di Roma, in parziale riforma della sentenza n. 21060 emessa il 27 novembre 1998 dal Tribunale di Roma, esclude la responsabilità dello Stato per le malattie virali contratte in date precedenti a quelle di identificazione dei virus HBV, HIV ed HCV in sede scientifica ed in cui, per ciascuna di tali patologie, furono approntati dalla scienza medica i relativi test diagnostici (rispettivamente: 1978, 1985 e 1988). La Corte, inoltre, afferma che il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno è di dieci anni (in considerazione della condotta colposa del Ministero della Salute nella diffusione delle infezioni virali in questione, che configura astrattamente i reati dell'epidemia colposa ovvero dell'omicidio colposo o delle lesioni colpose plurime) e che tale termine decennale decorre dalle date delle certificazioni effettuate ai fini del riconoscimento dell'indennizzo previsto dalla legge n. 210/1992 ove è anche affermato il nesso causale tra le trasfusioni o la somministrazione di emoderivati ed il contagio.
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Sentenza Tribunale di Roma, Sezione II, n. 21060 del 27 novembre 1998
Trattasi della storica sentenza con la quale il Tribunale di Roma ha affermato per la prima volta la responsabilità extracontrattuale del Ministero della Sanità (oggi Ministero della Salute) per i danni da contagio post-trasfusionale.
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