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Timestamp: 2016-10-27 17:00:26+00:00
Document Index: 18432673

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'art. 29', 'art. 4', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 725', 'art. 14', 'art. 34', 'art. 52', 'DTF ', 'art. 34', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ']

H 79/05 (14.02.2006)
G.________ � stato, dal 17 settembre 1999 al 5 marzo 2002, presidente del consiglio di amministrazione, con firma individuale, della A.________ SA, ditta attiva nel settore del genio civile. Ne � stato in seguito amministratore unico da questa data fino alla declaratoria di decozione avvenuta il 12 marzo 2003.
Contro la decisione su opposizione, G.________, assistito dall'avv. Curzio Andreoli, � insorto con ricorso al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, chiedendone l'annullamento.
Con giudizio 11 aprile 2005 il giudice cantonale ha respinto il ricorso e condannato l'interessato al risarcimento del danno, addebitandogli negligenza grave nell'osservanza dei propri doveri pur avendo investito capitali nella societ�.
L'interessato, ora rappresentato dall'avv. Mattia Guerra, presenta al Tribunale federale delle assicurazioni un ricorso di diritto amministrativo con cui postula di annullare il giudizio impugnato. Dei motivi si dir�, per quanto occorra, nei considerandi.
In concreto, il giudice cantonale ha condannato il ricorrente al risarcimento di fr. 41'619.10, pari agli oneri sociali rimasti impagati per il periodo dal 1999 al 2001, in particolare per avere - pur riconoscendogli lo sforzo profuso nel limitare i danni - procrastinato costantemente il versamento dei contributi paritetici e per averlo irrimediabilmente differito a partire dal giugno 2001 bench� fosse a conoscenza della precaria situazione finanziaria della fallita.
3.1 L'insorgente contesta il giudizio cantonale, oltre che per ragioni di merito, anche per motivi d'ordine formale, invocando una violazione del suo diritto di essere sentito. Rimprovera in sostanza al giudice di prime cure di aver rifiutato l'assunzione dell'intero incarto delle procedure dinanzi alle Preture X.________ e Y.________, incarto che gli avrebbe permesso di dimostrare come egli abbia intrapreso azioni giudiziarie nei confronti di committenti morosi nel corso degli anni 1999 e 2000, confermando in tal modo il suo impegno e la sua volont� ad occuparsi in modo serio e diligente della societ� da lui diretta.
Se per� gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, � superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; K�lz/H�ner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost. cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
3.3 Con riferimento alla pretesa necessit� di richiamare dalle Preture X.________ e Y.________ gli incarti completi per dimostrare l'introduzione di azioni giudiziarie nei confronti di committenti morosi della A.________ SA nel periodo tra il 1999 e il 2000, giova qui ricordare che, per consolidata giurisprudenza di questa Corte, non pu� essere richiesta in termini generici l'edizione di documentazione, ritenuto che � preciso dovere processuale delle parti indicare con esattezza - dopo aver proceduto come lo consente il diritto di consultazione dedotto dall'art. 8a cpv. 1 LEF (cfr. sull'estensione di siffatto diritto: Peter, Commento basilese, no. 15 all'art. 8a LEF) - i documenti atti a dimostrare i motivi di discolpa invocati a sostegno del loro corretto agire.
Le parti, a maggior ragione se patrocinate da un legale, devono cos� procedere in modo selettivo e mirato all'offerta e alla produzione dei mezzi di prova rilevanti per il giudizio, indicandone partitamente gli elementi che li individuano e caratterizzano nonch� l'obiettivo probatorio perseguito con la richiesta. Scopo evidente di siffatto rigore formale � di consentire all'autorit� giudicante di valutare la rilevanza di ogni mezzo di prova ritualmente offerto (cfr., fra le altre, sentenza del 15 novembre 2002 in re R., H 177/01, consid. 2.3.2).
L'asserita violazione del diritto di essere sentito non pu� pertanto essere fondata sul fatto che il giudice cantonale non abbia dato seguito alla domanda generica di edizione degli interi incarti delle Preture X.________ e Y.________ dal momento che il ricorrente, licenziato in scienze economiche, commercialista e patrocinato da un avvocato, non si � preoccupato, malgrado ci� rientrasse nelle sue possibilit�, di procurarsi tale materiale probatorio, operando in termini selettivi con la produzione solo degli elementi rilevanti per il giudizio. Egli nemmeno ha indicato gli atti specifici da assumere nell'ipotesi che non fossero presenti nell'incarto e che la necessit� della loro assunzione derivasse dal materiale reperito e prodotto. Ne consegue che non sussiste in concreto alcuna violazione del diritto di essere sentito da parte della precedente istanza, il ricorrente avendo disatteso il suo dovere processuale di produrre i documenti gi� reperibili e di richiedere l'edizione di quelli rilevanti per il giudizio e non ancora acquisiti agli atti.
4.2 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, il giudice di prime cure ha gi� correttamente rilevato come il datore di lavoro sia tenuto al pagamento regolare dei contributi sociali e come, in caso di mancato pagamento dei medesimi per intenzionalit� o per negligenza grave (v. consid. 1.4 sopra), possano essere chiamati a rispondere del danno, a titolo sussidiario, gli organi della societ� anonima, precisando quali siano le norme legali e i principi di giurisprudenza applicabili in concreto.
4.3 Il Tribunale federale delle assicurazioni pu� limitarsi a ribadire che ai sensi della giurisprudenza si deve ammettere negligenza grave del datore di lavoro quando questi abbia trascurato di fare quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole posta nella stessa situazione. La misura della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che si pu� e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di lavoro della stessa categoria di quella cui appartiene l'interessato (DTF 112 V 159 consid. 4 e sentenze ivi citate).
5.1 Il ricorrente censura l'operato della Corte cantonale nella misura in cui gli � stata addebitata una grave negligenza in relazione alla realizzazione del danno, per il quale � stato ritenuto responsabile per l'importo di fr. 41'619.10, con vincolo di solidariet� con R.________, M.________ e T.________ limitatamente a fr. 36'777.20. Egli precisa a sua discolpa, dopo aver evidenziato come ancora nel 2001 la fallita avesse pagato fr. 57'604.65, che nonostante le difficolt� nel versare i contributi, la societ� aveva delle possibilit� per poter proseguire la propria attivit�, tanto pi� se si tien conto che lo scoperto nel 1999 era di fr. 630.05 e nel 2000 di fr. 4'218.85, cifre tutto sommato contenute se confrontate con le dimensioni della ditta, per cui non vi erano ragioni da indurre quest'ultima ad interrompere la propria attivit�, come sostenuto dall'autorit� cantonale, n� erano adempiuti i presupposti per l'avviso al giudice ai sensi dell'art. 725 CO.
L'insorgente sostiene di aver constatato, a partire dal giugno 2001, l'esistenza di serie difficolt� nell'onorare gli impegni contributivi, tali da indurlo ad avviare trattative con la C.________ SA in vista della ripresa del personale. Questa iniziativa gli avrebbe permesso di collocare i 12 dipendenti della fallita gi� a partire dal 1� gennaio 2002, nonch� di recuperare crediti societari durante l'anno 2002 per fr. 80'101.85 e di versare alla Cassa ulteriori fr. 29'120.15, ossia oltre un terzo di quanto incassato. Per contro, avesse scelto di chiudere la societ� come auspicato dall'autorit� cantonale, non avrebbe potuto versare quest'ultimo apprezzabile importo. Evidenzia poi di aver assunto un rilevante impegno personale con la sottoscrizione di un vaglia cambiario di fr. 250'000.- (recte : 240'000.-), che avrebbe permesso alla ditta di ottenere ulteriori finanziamenti. In conclusione, l'insorgente sostiene che in considerazione della sua posizione di comando, avrebbe preso tutte le misure in suo potere per far uscire la societ� da una situazione finanziaria delicata e di aver sempre conservato un assoluto controllo sugli affari importanti della ditta, non avendo delegato ad altri il disbrigo delle incombenze.
Infatti, l'art. 14 cpv. 1 LAVS prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attivit� lucrativa dipendente sono dedotti da ogni paga e devono essere versati periodicamente - nel caso di specie mensilmente - dal datore di lavoro insieme al suo contributo. Gli art. 34 segg. OAVS stabiliscono il modo di conteggio e di prelievo dei contributi. L'obbligo di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro � un compito prescritto dal diritto pubblico. A questo riguardo, il Tribunale federale delle assicurazioni ha pi� volte ricordato che il venir meno a detto compito costituisce una violazione di prescrizioni ai sensi dell'art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (DTF 118 V 195 consid. 2a e sentenze ivi citate).
5.3 Nel caso di specie va rilevato che l'A.________ SA � stata affiliata alla Cassa, quale datrice di lavoro, dal 1� agosto 1997 al 31 dicembre 2001 e che l'amministrazione, almeno dall'ottobre 1999, � stata dapprima obbligata a diffidare e poi ad adire le vie esecutive per ottenere il pagamento dei contributi paritetici.
Quanto sopra esposto dimostra come la societ� abbia avuto una evidente cronica mancanza di liquidit� protrattasi sull'arco di pi� anni, carenza suffragata anche dai dati contabili della fallita, da cui si evince un ammanco di liquidit� di fr. 34'945.94 per 2001 e di fr. 28'028.32 per 2002.
Inoltre, dalla lettura dello stato di riparto appare in modo chiaro come l'A.________ SA abbia avuto gli stessi problemi di illiquidit� riscontrati con la Cassa anche con altri enti pubblici (ad es. INSAI, Aziende municipalizzate di L.________, Comune di I.________, IVA, ufficio esazione e condoni, imposte alla fonte, ecc.) nonch� con due istituti bancari, sivvero che viene indicato uno scoperto complessivo di fr. 519'990.20 (fr. 51'269.05 per crediti di prima classe, fr. 53'385.30 per crediti di seconda classe e fr. 415'335.85 per crediti di terza classe) creatosi nel periodo tra 1999 e 2001.
� evidente che la fallita � stata ben lungi dall'adempiere i requisiti richiesti dall'art. 34 cpv. 3 OAVS, secondo cui i contributi devono essere pagati entro dieci giorni dalla scadenza del periodo di pagamento, e non dopo mesi o anni, come � invece avvenuto nel caso concreto.
5.4 Il modo di operare del ricorrente dimostra come egli abbia disatteso il dovere di diligenza impostogli dalla giurisprudenza. L'interessato, che incentra la tesi liberatoria sul fatto di aver dato seguito pressoch� integralmente ai pagamenti dei contributi AVS, non pu� infatti estrapolare dal contesto generale dell'andamento societario solo il capitolo AVS - pur dando atto che fino al 1999, seppur con notevole ritardo e di regola a seguito di procedure esecutive, egli era riuscito a versare i contributi sociali, mentre a partire dal 2000 in poi il pagamento si era fatto molto difficoltoso tanto � vero che, come gi� si � visto, i contributi da gennaio a giugno 2000 sono stati versati tra aprile e novembre 2000, quelli da luglio a ottobre 2000 tra gennaio e dicembre 2001, quelli da novembre a dicembre 2000 tra marzo e novembre 2002 e quelli da gennaio a maggio 2001 tra novembre 2002 e aprile 2004 (cfr. il precedente consid. 5.3), quindi ben oltre i 10 giorni richiesti dalla legge, denotando in tal modo un perdurare della cronica illiquidit� - ma avrebbe dovuto, in virt� della professione che esercita, valutare nel suo insieme tutti i dati contabili a sua disposizione.
Lo avesse fatto si sarebbe accorto che inequivocabili segnali premonitori erano presenti ben prima del fallimento della A.________ SA. Infatti il ritardo, ripetuto negli anni, del pagamento - oltre che degli oneri AVS anche di tutti gli altri oneri sociali, assicurativi e fiscali - avrebbe dovuto renderlo particolarmente attento, vuoi per la costante e continua mancanza di liquidit� in cui versava la societ�, vuoi anche per il fatto, notorio a tanti e comunque agli operatori del settore, che in quegli anni la situazione del mercato immobiliare e quindi anche delle imprese di costruzione era caratterizzata da una grave crisi, per cui potevano insorgere difficolt� sia per quanto riguarda l'incasso dei crediti sia nel poter reperire nuovi incarichi.
Il fatto poi che l'insorgente abbia personalmente avallato un vaglia cambiario dell'importo di fr. 240'000.- a nulla sussidia nel caso concreto riferito al mancato versamento dei contributi paritetici, atteso che in sostanza l'interessato ha avallato congiuntamente ad altra persona un vaglia cambiario da lui emesso come amministratore unico della A.________ SA a garanzia di un credito in conto corrente concesso dalla Banca Z.________ alla societ�. In particolare non risulta che il finanziamento sia servito per pagare i contributi sociali.
A questo proposito va infatti rilevato che il Tribunale federale delle assicurazioni ha ripetutamente avuto modo di affermare che la scelta di differire il pagamento dei contributi paritetici deve essere, in primo luogo, obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della societ� e che, in secondo luogo, il datore di lavoro deve poter oggettivamente presumere di soddisfare entro breve termine - nel senso di pochi mesi e non di anni - ogni suo credito nei confronti della Cassa (DTF 116 II 541 consid. 5a, 108 V 188). Nel caso in esame, tali presupposti sono ben lungi dall'essersi realizzati.
Occorre infine ricordare al ricorrente che il dovere di diligenza risulta accresciuto trattandosi di un amministratore unico - che in precedenza era stato presidente del consiglio di amministrazione e che in concreto ha asserito di aver preso, nella sua posizione di comando, tutte le misure in suo potere per far uscire la societ� da una situazione finanziaria delicata, avendo sempre conservato un assoluto controllo sugli affari importanti della ditta -, ritenuto che quest'ultimo deve dar prova di tutta la diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari sociali e che non � sufficiente l'ossequio della "diligentia quam in suis" (DTF 122 III 198 consid. 3a e riferimenti ivi citati). Al riguardo questa Corte ha gi� avuto pi� volte modo di affermare che gli obblighi di vigilanza e di diligenza di un amministratore unico sono da connotare con particolare rigore (DTF 112 V 3 consid. 2b).
Il ricorrente ha dimostrato in concreto un ottimismo sulle possibilit� di ripresa finanziaria della societ� per nulla giustificato dai dati reali di cui disponeva e che avrebbero dovuto indurlo a ben altri comportamenti. In ultima analisi egli ha determinato la sopravvivenza temporale dell'A.________ SA attingendo anche ai mezzi finanziari destinati alle assicurazioni sociali.
5.5 Ne consegue che, non realizzandosi motivi di giustificazione o di discolpa, l'insorgente dovr� risarcire il danno subito dalla Cassa relativamente ai contributi di diritto federale, sul cui importo non vi � stata disputa.