Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-2401/del-10-12-2013/
Timestamp: 2020-07-02 05:48:43+00:00
Document Index: 117966227

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 16', 'art.16', 'art.1', 'art. 4', 'art. 4']

Regioni.it - n. 2401 del 10-12-2013 - Regioni.it
n. 2401 - martedì 10 dicembre 2013
- Delrio: audizione in Commissione speciale per il Federalismo fiscale
- Il parere sul Decreto relativo a misure finanziarie per Regioni ed Enti locali
- La vittoria di Renzi alle primarie del PD: i commenti di Serracchiani, Cota ed Errani
- Fiere: proposta di Intesa Stato-Regioni per disciplina unitaria
- Istat: produzione industriale, Pil, popolazione
- Comitato per le privatizzazioni: Presidente Vincenzo La Via
Delrio: audizione in Commissione speciale per il Federalismo fiscale
Trasporto pubblico locale: uno dei problemi più importanti da affrontare
(regioni.it) Sono 15 gli emendamenti al disegno di legge “Delrio” sul superamento delle Province dichiarati inammissibili per mancanza di copertura finanziaria dalla commissione Bilancio della Camera. Lo stesso ministro per gli affari regionali, Graziano Delrio, ha svolto un’Audizione in commissione speciale per il Federalismo fiscale su diversi temi, dai costi standard al traspoto pubblico locale.
Molti di più invece gli emendamenti presentati in Aula, dove il testo è in esame, "sui cui profili finanziari ritiene opportuno acquisire l''avviso del Governo" per chiarire "se gli eventuali effetti negativi derivanti dall''attuazione degli stessi siano o meno compensati dai maggiori risparmi prodotti dal provvedimento". Tra questi (circa 140) anche i due della commissione Affari costituzionali "che prevedono, rispettivamente, l''eventuale istituzione di ulteriori Città metropolitane nelle Province individuate come metropolitane nell''ambito delle Regioni a statuto speciale Sicilia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, nonché nelle Province con popolazione superiore a un milione di abitanti".
Quindi il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, è intervenuto in Audizione alla commissione speciale per il Federalismo fiscale, affermando che “È ipotizzabile che entro la fine dell''anno tutto il processo" di definizione dei costi standard "sia a disposizione. Già la legge di Stabilità stabilisce che il 10% venga ripartito per i fabbisogni standard. È un piccolo passo ma indicativo".
Delrio aggiorna sui costi standard: “Come sapete la determinazione ha dato buoni risultati. Sono state approvate le note di amministrazione e controllo, la cui funzione è molto importante perché qui si scaricano in termini generali gli elementi di maggiore inefficienza e su cui si possono ottenere i maggiori risparmi".
"Il 20 giugno – sostiene Delrio - abbiamo approvato le note sulla funzione e la gestione del territorio che avranno attuazione in questi giorni in Consiglio dei ministri. Ovviamente questo tema ne porta con sé un altro: il tema della capacità fiscale dei territori".
"Il federalismo si può attuare ma non in presenza di tagli costanti agli enti locali. Grazie al governo che non ha fatto questi tagli per la prima volta, credo che si potrà fare un nuovo patto per la salute, che come sapete è bloccato da due anni".
"Abbiamo terminato - aggiunge Delrio - il lavoro per ratificare l''individuazione delle regioni benchmark per i costi standard nella sanità. Le tre regioni sono Umbria, Emilia romagna e Veneto. Ma ci sono almeno altre tre regioni che hanno un ottimo equilibrio tra qualità e spesa, come Marche e Lombardia".
Inoltre, evidenzia Delrio, "Rimane da fare molto sul trasporto pubblico locale" per cui "mancano i decreti attuativi del federalismo fiscale".
"Credo - aggiunge Delrio - che questo sia uno dei problemi più importanti da affrontare nei prossimi mesi".
[Public Policy] - FEDERALISMO, DELRIO: FABBISOGNI E COSTI STANDARD NON DIVIDONO SUD-NORD
( red / 10.12.13 )
Il parere sul Decreto relativo a misure finanziarie per Regioni ed Enti locali
Via libera condizionato all'accoglimento di emendamenti
(regioni.it) Le Regioni hanno espresso un parere favorevole, salvo l’accoglimento di alcuni emendamenti, al Disegno di Legge che converte in Legge il Decreto 126/2013 che prevede misure finanziarie urgenti in favore di Regioni ed Enti locali ed interventi localizzati nel territorio.
Gli emendamenti proposti dalla Conferenza delle Regioni sono contenuti in un documento che è stato approvato nella riunione del 5 dicembre e che è stato consegnato al governo in sede di Conferenza Unificata.
Si riporta di seguito il testo integrale di tale documento (pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it.)
Parere sul Disegno di Legge per la conversione in Legge del Decreto-Legge 31 ottobre 2013, n. 126 recante misure finanziarie urgenti in favore di Regioni ed Enti locali ed interventi localizzati nel territorio. (a.s.1149)
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome osserva che le norme contenute nel decreto-legge mirano a inserire nella legislazione norme puntuali sia nelle tematiche che nei soggetti coinvolti ed esprimono perplessità sulle modalità di risoluzione di alcune questioni tramite la decretazione d’urgenza anziché in modo più sistematico e organico magari nel ddl stabilità 2014 (sono recenti le pronunce dalla Corte Costituzionale sulla riforma delle province).
Peraltro il contesto politico ed economico ha contribuito a incentivare il ricorso a questo strumento di legislazione straordinaria per poter porre rimedio alla stessa convulsa legislazione.
In questo senso la Conferenza ritiene necessario presentare una serie di emendamenti in materia fiscale e sulla normativa del patto di stabilità per meglio chiarire gli ambiti di applicazione delle norme.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole salvo l’accoglimento degli emendamenti di seguito indicati.
Articolo 10 del D.Lgs. 14 marzo 2011 n. 23 di proroga agevolazione EXPO
Al comma 4 dell’articolo 10 del D.Lgs. 14 marzo 2011 n. 23, dopo le parole “anche se previste in leggi speciali” sono inserite le seguenti: “ad eccezione delle esenzioni di cui agli articoli 19 e 20 dell’Accordo tra la Repubblica Italiana e il BIE sulle misure necessarie per facilitare la partecipazione all’Esposizione Universale di Milano 2015 (ratificato con legge n. 3 del 14 gennaio 2013 - Pubblicata nella Gazz. Uff. 25 gennaio 2013, n. 21- ed entrato in vigore in data 19 aprile 2013, come da comunicazione del Ministero degli Affari Esteri – Direttore Centrale per l’internazionalizzazione del Sistema Paese e le autonomia territoriali – protocollo n. 89307 del 19/4/2013)”.
L’emendamento mira ad evitare la perdita – a partire dal 1° gennaio 2014 – delle esenzioni e agevolazioni (in particolare delle imposte di Registro, Ipotecaria e Catastale) negli atti relativi ad EXPO 2015
Estensione al 2014 dell’esclusione dagli obiettivi del Patto di stabilità dei trasferimenti effettuati in favore degli enti locali a valere sui residui passivi
All’articolo 1, comma 7 del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito con modificazioni in legge 6 giugno 2013, n. 64, le parole “per l'anno 2013” sono sostitute dalle parole “per gli anni 2013 e 2014”. Contestualmente, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma 7 bis:
“Per l’anno 2014, l’esclusione di cui al comma precedente trova applicazione anche per i trasferimenti effettuati in favore degli enti locali soggetti al patto di stabilità interno a valere sui residui passivi in conto capitale, purché a fronte di corrispondenti residui attivi degli enti locali”.
L’emendamento è finalizzato ad estendere al 2014 l’esclusione dagli obiettivi del Patto di stabilità dei trasferimenti effettuati in favore degli enti locali a valere sui residui passivi, con l’obiettivo di favorire il perseguimento degli obiettivi previsti dal DL 35-2013.
Modifica principio contabile per Bond e derivati
Il punto 3.23 dell’allegato 2 “Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria” del DPCM 28/12/2011 concernente “Sperimentazione della disciplina concernente i sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti ed organismi, di cui all’articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118” è sostituito dal seguente:
“3.23 La rilevazione dei flussi finanziari conseguenti all’esistenza di contratti “derivati” in relazione al sottostante indebitamento avviene nel rispetto del principio dell’integrità del bilancio.
Pertanto dovranno trovare separata contabilizzazione i flussi finanziari riguardanti il debito originario rispetto ai saldi differenziali attivi o passivi rilevati nel bilancio a seguito del contratto “derivato”.
Gli eventuali flussi in entrata “una tantum”, conseguenti alla rimodulazione temporale o alla ridefinizione delle condizioni di ammortamento di un debito sottostante, - i cosiddetti “up front” - vengono contabilizzati nel titolo 6° delle entrate “accensioni di prestiti”.
Nello stesso modo vengono contabilizzate le regolazioni dei flussi annuali che non hanno natura di scambio di soli interessi.
La regolazione annuale di differenze di flussi di interessi è rilevata rispettivamente, per l’entrata, nel Titolo III e, per la spesa, nel Titolo I del bilancio. L’eventuale differenza positiva costituisce una quota vincolata dell’avanzo di amministrazione, destinata a garantire i rischi futuri del contatto o direttamente destinabile al finanziamento di investimenti o alla riduzione del debito.
Nel caso di “derivati” che prevedono lo scambio di flussi calcolati su nozionali “bullet/amortizing”, la contabilizzazione viene effettuata all’effettivo costo finale
Nel caso di estinzione anticipata di un derivato, la somma ricevuta o pagata, corrispondente al valore di mercato rispettivamente positivo o negativo che il derivato presenta al momento della risoluzione (cd. mark to market), ha la stessa natura dei flussi netti originati periodicamente dallo stesso e, pertanto, è imputata, in caso di valore positivo, nel Titolo III delle entrate e, in caso di valore negativo, nel Titolo I delle spese. Nel caso di flusso positivo è necessario:
a) stanziare, tra le spese, un accantonamento per un valore corrispondente alle entrate accertate, con riferimento al quale non è possibile impegnare e pagare. La conseguente economia di bilancio costituisce una quota vincolata del risultato di amministrazione, fino a completa estinzione di tutti i derivati contratti dall’ente, a copertura di eventuali mark to market negativi futuri.
b) ovvero destinare la somma alla riduzione degli oneri finanziari a carico della Regione o all’estinzione anticipata di debito.
Lettura correlata norme rispetto patto di stabilità a bilancio preventivo
1. All’art. 1, comma 3 del Decreto Legge 174 del 10 ottobre 2012, convertito con modificazioni dalla L. 7 dicembre 2012, n. 213, cancellare le parole “del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno” e aggiungere dopo le parole "gli equilibri economico-finanziari degli enti e" le parole "per la verifica, con riferimento ai rendiconti consuntivi, del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno.
2. All’art. 1, comma 167 della legge 266 del 23 dicembre 2005, aggiungere dopo le parole "del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno" le parole "con riferimento al rendiconto".
L’emendamento mira a correlare la lettura fra le norme previste dalla L.228/2012 e dal DL 174/2012 in tema di patto di stabilità che ha sollevato alcune criticità nei rapporti con le Sezioni Regionali della Corte dei conti.
La sequenza temporale delle leggi dovrebbe far propendere per la non applicazione del DL 174/2012 ai fini del controllo sul bilancio preventivo del patto di stabilità non essendo per le Regioni, a differenza dei comuni, previsto l’obbligo di elaborazione del bilancio di previsione in ottemperanza ai limiti del Patto che si ricorda essere costruito come tetto di spesa anziché saldo.
Il monitoraggio dell’andamento del patto di stabilità interno è effettuato sui dati di gestione, trimestralmente, secondo il prospetto definito con decreto dal Ministero dell’Economia e delle finanze. La certificazione del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno avviene entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, quindi a consuntivo.
Spazi finanziari del Patto di stabilità
Al comma 8 dell’art. 1 del DL 35/2013 come coordinato con la legge di conversione 6 giugno 2013, n. 64 dopo le parole “certi, liquidi ed esigibili” sopprimere “al 31 dicembre 2012” e dopo le parole” richiesta equivalente di pagamento” sopprimere” entro il predetto termine”; dopo le parole “prioritariamente per il pagamento di” sostituire “residui” con “debiti”.
Al fine di consentire anche ai comuni e alle province delle Regioni che non hanno debiti certi, liquidi ed esigibili al 31/12/2012 di poter utilizzare gli spazi finanziari del patto di stabilità previsti dal DL 35/2013 “Pagamenti della Pubblica amministrazione” si propone di sopprimere la data di riferimento del 31/12/2012.
Infatti l’’articolo 1 comma 7 del DL 35/2013 prevede la possibilità di allentare i vincoli di patto alle Regioni per l’importo dei residui passivi di parte corrente erogati ai comuni e alle province soggetti al patto a fronte di corrispondenti residui attivi.
Il successivo comma 8 però vincola tale possibilità esclusivamente le Regioni al pagamento dei loro debiti di parte capitale certi, liquidi ed esigibili al 31/12/2012. Tali spazi sarebbero destinati prioritariamente per il pagamento di residui di parte capitale in favore degli enti locali.
Si evidenzia come non tutte le Regioni hanno dichiarato debiti certi liquidi ed esigibili in quanto in linea con la tempista dei pagamenti previsti dai rispettivi contratti con i fornitori (Cfr. Relazione del Ministero dell’Economia sullo stato di avanzamento del DL 35/2013). Sarebbe opportuno pertanto al fine di consentire anche agli enti locali delle Regioni che non registrano debiti al 31/12/2012 di beneficare dell’allentamento del patto di modificare in modo minimale la norma stralciando la data di riferimento del 31/12/2012.
La norma non necessità di copertura finanziaria in quanto già compresa all’interno delle copertura prevista con l’approvazione del DL 35/2013.
Ripiano di perdite in società pubbliche
Al comma 371 del disegno di legge “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014) - testo licenziato dal Senato il 27 novembre 2013, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il primo periodo è aggiunto il seguente “Per le società di capitali tale accantonamento avviene in conformità alla disciplina di cui agli articoli 2446 e 2447 del codice civile”;
b) al termine del terzo periodo è aggiunto il seguente: “Per le società di Trasporto pubblico locale valgono le disposizioni di cui all’art. 16 bis del DL 6 luglio 2012, n.95 e sue modifiche e integrazioni.”
L’emendamento prevede che la disciplina dell’accantonamento operi conformemente alla disciplina civilistica e ai connessi principi contabili attraverso la riduzione del capitale sociale prima di procedere a un accantonamento nel bilancio dell’ente pubblico.
Per le società che gestiscono i servizi di trasporto pubblico locale continua ad applicarsi la disciplina specialistica dettata dall’art.16 bis del DL95/2012.
Eliminazione sanzione pecuniaria
Al comma 16 dell’art.1 del decreto legge 31 ottobre 2013, n. 126, l’ultimo periodo del capoverso 4 quinquies, della lett.b) da “Comporta” a “dell'amministrazione”, è soppresso
Si ritiene necessario eliminare al comma 16 la sanzione di 25 euro per ogni giorno di ritardo atteso che i ritardi nella comunicazione ai creditori non dipendono il più delle volte da negligenza del dirigente ma da impossibilità oggettiva (esempio vincoli esterni quali il blocco dei pagamenti per rispetto del patto di stabilità).
Abrogazione del pagamento diretto dei corrispettivi Trenitalia da parte della Valle d’Aosta
Il comma 6 dell’articolo 2 del decreto legge 31 ottobre 2013, n. 126 è abrogato.
L’emendamento dispone l’abrogazione del comma 6 dell’articolo 2 che prevede che la Regione Valle d’Aosta provveda al pagamento diretto a Trenitalia s.p.a. del corrispettivo dovuto per i servizi ferroviari svolti nel territorio regionale dalla predetta società, nelle more dell’attuazione del d.lgs. 194/2010 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste in materia di trasporto ferroviario).
Tale disposizione, oggetto di abrogazione, risulta infatti in contrasto con il percorso delineato dalle citate norme di attuazione - le quali possono essere modificate soltanto mediante la procedura rinforzata di cui all’articolo 48bis dello Statuto speciale - che in particolare prevedono che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, preceduto da un accordo di programma tra i Ministeri competenti e la Regione, siano definite le risorse, ivi comprese quelle finanziarie, da conferire alla Regione per l’esercizio delle funzioni trasferite.
Anche a voler ritenere che la disposizione oggetto di abrogazione trovi fondamento nell’articolo 1, comma 160, della l. 220/2010 di recepimento dell’accordo sul federalismo fiscale tra lo Stato e la Regione dell’11 novembre 2010, in applicazione della l. 42/2009, rileva, a giustificazione dell’emendamento proposto, la circostanza che i contenuti di tale accordo, in termini finanziari, siano stati ampiamente disattesi dallo Stato, che, con leggi successive, ha stravolto la programmazione finanziaria regionale fondata sugli importi derivanti dal predetto accordo, ponendo a carico del bilancio della Regione ulteriori concorsi al riequilibrio della finanza pubblica di dimensione tali da rendere impossibile il rispetto degli impegni assunti dalla Regione, ivi compreso quello relativo all’assunzione diretta degli oneri del servizio ferroviario di interesse regionale.
Documento Approvato - Misure finanziarie urgenti per Regioni ed enti locali (A.S. 1149): parere sul ddl
La vittoria di Renzi alle primarie del PD: i commenti di Serracchiani, Cota ed Errani
(regioni.it) “Sarò nella squadra di Renzi e con tutto il Pd per aiutare il Paese a risorgere". Lo afferma la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, dopo che Matteo Renzi ha comunicato il suo ingresso nella nuova segreteria, dove avrà la responsabilità delle infrastrutture.
“Da tempo mi sono impegnata per il ricambio all'interno del Pd e perciò valuto molto positivamente l'esito di queste primarie- prosegue - perché da esse scaturisce un risultato che va al di là dell'importante affermazione di Renzi: domenica infatti è avvenuto il ricambio generazionale ai vertici del partito. Ringrazio Matteo per la fiducia ma soprattutto per l'occasione di lavorare in un ambito in cui posso dare un contributo concreto. Adesso tocca davvero a noi e dovremo dare prova di essere capaci”.
Quanto alle priorità del Governo Letta non saranno trattate dentro segrete stanze tra notabili del partito, ma in modo assolutamente trasparente. Ne è convinta la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia: “le priorità del Governo dovranno essere quelle indicate da Matteo Renzi in tre macro-temi: le riforme istituzionali che contengono il taglio dei costi della politica, la riforma del sistema del lavoro e un'Europa che deve cambiare anche in relazione a delle scelte che dovranno essere fatte nel prossimo semestre europeo'' ha spiegato poi la Serracchiani a Tgcom 24.
Secondo il Presidente del Piemonte Roberto Cota (che ha risposto a una domanda sul Governo, fatta dai giornalisti oggi a margine dei lavori del Consiglio regionale del Piemonte): “la situazione per Letta si complica ulteriormente perché ora ha Renzi che spinge moltissimo all'interno del suo partito”.
“Credo che siano delle priorità che, contrariamente al passato, non verranno trattate dentro le segrete stanze tra i notabili del partito ma - ha specificato - saranno oggetto di una trattativa assolutamente trasparente, chiara e basata per la prima volta basata su temi molto chiari. Del resto il Governo Letta, che l’11 ha un dibattito molto importante sulla fiducia in Parlamento, è un governo che si è costituito comunque senza una base programmatica e il rafforzamento del Pd renderà possibile adesso la scelta programmatica anche in questa nuova maggioranza”.
Sul proprio profilo facebook anche il presidente dell’Emilia-Romagna commenta la netta affermazione di Renzi alle primarie del PD. "A me, che ho sostenuto Gianni Cuperlo, è chiaro che il forte consenso ottenuto da Matteo Renzi dice che Renzi ha saputo interpretare l'urgenza di una spinta al cambiamento che riguarda tutti. Da qui – prosegue Errani -bisogna dunque ripartire per rilanciare il Partito Democratico costruendo un progetto riformista aperto, plurale e inclusivo, per dare così una nuova prospettiva al Paese”.
A questo rilancio “penso che dall'Emilia-Romagna – scrive Errani - potrà venire un contributo utile e di qualità. Abbiamo dimostrato, prima di tutto, una cosa importante: il grande bisogno di partecipazione dei cittadini alla politica attiva. I numeri ci dicono che cio' e' vero in tutto il Paese.
Ed e' vero in particolare per l'Emilia-Romagna che segna percentuali molto alte di partecipazione al voto. In secondo luogo queste primarie ribadiscono che il Pd è un solido punto di riferimento per milioni di italiani che vogliono confrontarsi e scegliere i propri dirigenti in piena libertà e vogliono cambiare in meglio questo Paese. Un Pd che dunque è - per tutti, indipendentemente dalla partecipazione al voto di ieri - una garanzia – conclude Errani - per la democrazia e per una politica al servizio delle persone”.
Governo: Cota, con Renzi situazione per Letta si complica
Governo: Serracchiani, priorita' non piu' decise nelle segrete stanze
PD. SERRACCHIANI: ADESSO TOCCA DAVVERO A NOI
Vittoria Renzi a primarie PD: i commenti di alcuni Presidenti di Regione
Pd: Errani, Renzi ha interpretato urgenza spinta cambiamento
Fiere: proposta di Intesa Stato-Regioni per disciplina unitaria
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 5 dicembre ha approvato la Proposta di intesa tra lo Stato e le Regioni in merito all’approvazione di una disciplina unitaria in materia fieristica, dando mandato ai componenti del Tavolo Nazionale in materia fieristica di verificare a livello tecnico la posizione del MISE al riguardo (il documento è pubblicato integralmente nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it).
Nella relazione introduttiva al documento si spiega che “La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, nella riunione del 23 settembre 2010, ha ritenuto di considerare conclusa l’esperienza dell’Osservatorio per il Sistema Fieristico Italiano costituito dalla stessa, nella seduta 16 dicembre 2004, come strumento tecnico di supporto alle politiche regionali per sviluppare il settore fieristico in un’ottica di sistema nazionale, integrato nel panorama europeo e internazionale. Ciò in considerazione del fatto che il Coordinamento per il Sistema fieristico nazionale, per il quale vi è stata l’intesa in sede di Conferenza Unificata nella seduta dell'8 luglio 2010, ha assorbito obiettivi e attività già previste in capo all’Osservatorio.
Si è, pertanto, stabilito e formalizzato in uno specifico documento della Conferenza delle Regioni il passaggio delle funzioni dall’Osservatorio al Coordinamento Nazionale, sottolineando come l’attività dell’Osservatorio sia stata recepita nell’insieme di attività previste dall’art. 4 dell’Intesa per il Coordinamento del sistema fieristico nazionale che, come noto, prevede:
- la definizione di linee di indirizzo per l’attivazione e l’attuazione dell’Accordo
Ministero/Regioni/Associazioni del settore per la promozione del sistema fieristico;
- la pubblicazione e promozione del calendario delle manifestazioni fieristiche con qualifica internazionale;
- l’attivazione del sistema fieristico per favorire lo svolgimento di attività a favore dell’internazionalizzazione e dell’export del sistema produttivo;
- l’osservatorio del sistema fieristico, attraverso la redazione di un rapporto annuale, finalizzato alla valorizzazione delle capacità nazionali in un’ottica internazionale;
- il monitoraggio delle azioni legislative nazionali e regionali.
Inoltre, si è ritenuto prioritario che il Coordinamento per il sistema fieristico nazionale persegua gli
obiettivi di:
 adottare e promuovere metodi di certificazione dei dati sulle manifestazioni fieristiche nazionali internazionali, in collaborazione con le associazioni imprenditoriali del settore;
 diffondere, anche attraverso nuove modalità telematiche, il calendario fieristico in Italia e all’estero, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il sistema fieristico nazionale nel mondo;
 realizzare, attraverso politiche integrate fra Regioni e Ministeri competenti, azioni di sostegno alla internazionalizzazione, qualificazione e attrattività del sistema fieristico nazionale e dei relativi territori;
 garantire nel tempo il finanziamento delle iniziative già previste a favore del sistema fieristico nazionale.
Sulla base di queste indicazioni, il Coordinamento Nazionale ha dato l’impulso necessario affinché alcuni di tali obiettivi fossero raggiunti e formalizzati in specifiche posizioni della Conferenza delle Regioni, al fine di indirizzare in modo unitario l’iniziativa delle singole Regioni e Province Autonome in materia fieristica. Tra gli obiettivi raggiunti si segnalano: nuove procedure e termini per la compilazione del Calendario fieristico italiano; l’Accordo fra la Conferenza delle Regioni e CERMES-BOCCONI per la redazione di un Rapporto annuale; l’adozione di una scheda standard di rilevazione dei dati delle manifestazioni nazionali ed internazionali; la pubblicazione in formato telematico del calendario delle manifestazioni internazionali a cura della Conferenza delle Regioni (http://www.calendariofiereinternazionali.it/), nonché la definizione del Protocollo proprietario per ACCREDIA recante criteri e modalità per l’accreditamento di organismi operanti la certificazione dei dati relativi agli eventi fieristici.
Si tratta di un complesso di regole e indirizzi delle Regioni che affrontano tutti gli aspetti regolamentari del sistema fieristico e, pertanto, si è ritenuto opportuno, anche su impulso delle categorie componenti il Coordinamento nazionale, farne oggetto di un’apposita intesa fra lo Stato e le Regioni, al fine di garantire su tutto il territorio nazionale un’omogeneità applicativa in materia
fieristica anche per l’evidente necessità di qualificare maggiormente a livello internazionale il nostro sistema delle fiere come unitario.
La presente intesa trova fondamento anche dalla formalizzazione delle attività svolte dal Tavolo di coordinamento nazionale in materia fieristica che sono state previste all’art. 4 dell’intesa della Conferenza Unificata dell’8 luglio 2010”.
Link al Documento integrale:
Documento Approvato - Fiere: proposta di intesa stato-regioni per disciplina unitaria
Istat: produzione industriale, Pil, popolazione
Pil: pareggio trimestre, stop caduta dopo 2 anni
(regioni.it) L’Istat rende noti i dati della produzione industriale con un primo segno positivo che certamente fa notizia in quanto frena l’andamento negativo dell’anno. Inoltre l’Istat rileva che il Pil nel terzo trimestre 2013 segna una variazione congiunturale nulla, interrompendo la caduta iniziata nel terzo trimestre 2011, ovvero otto trimestri prima, due anni fa. Nel terzo trimestre il valore assoluto del Pil, in termini reali, risulta di circa 100 milioni inferiore al valore del trimestre precedente.
La produzione industriale quindi a ottobre rimbalza dello 0,5% su settembre, segnando l'aumento, il 2/o consecutivo, piu' forte da gennaio. Su base annua - rileva l'Istat - e' pero' in calo per la 26/a volta, ma la caduta frena allo 0,5%, dato migliore da agosto 2011. Nella media dei primi 10 mesi 2013, la produzione risulta in calo del 3,5% su base annua.
Inoltre l'Istat rilascia i dati sulla popolazione relativi a sesso, età e stato civile della popolazione residente (Rilevazione Istat/Posas) e i dati sulla struttura per sesso ed età della popolazione straniera residente (Rilevazione Istat/Strasa) al 1° gennaio 2012 e 2013. I dati sono rilevabili all'indirizzo http://demo.istat.it (nelle sezioni "Popolazione Residente" e "Cittadini Stranieri") e all'indirizzo http://dati.istat.it (nella sezioni "Popolazione e famigliePopolazione" e "Popolazione e famiglieStranieri e immigrati").
Popolazione per sesso, età e stato civile e popolazione straniera per sesso ed età - 10.12.2013
Produzione industriale - 10.12.2013
Struttura della popolazione residente:
Comitato per le privatizzazioni: Presidente Vincenzo La Via
(regioni.it) Il 26 novembre con un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, sono stati nominati i componenti del Comitato permanente di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni, di cui il Ministero dell’economia continua ad avvalersi ai sensi del decreto-legge 31 ottobre 2013 n.126. Del Comitato, presieduto dal direttore generale del Tesoro, dottor Vincenzo La Via, fanno parte: la dottoressa Anna Maria Artoni, l’ingegnere Massimo Capuano, il professor Piergaetano Marchetti, il professor Angelo Provasoli. Ai componenti il Comitato, che restano in carica tre anni e, alla scadenza, possono essere confermati, non spetta alcun compenso, ne’ gettoni di presenza.
Il Comitato per le privatizzazioni dovrà avviare l’attività di supporto al Ministero per l’attuazione dei programmi di dismissione di partecipazioni, garantendo modalità e procedure trasparenti e tali da massimizzare gli introiti destinati ad abbattere il debito pubblico. In particolare, il Comitato e’ chiamato a fornire assistenza tecnica per favorire il buon esito delle operazioni, formulare proposte sulla tempistica, assistere nel conferimento di incarichi di valutatore e nell’affidamento dell’incarico di guida dei consorzi di collocamento, esprimere pareri sull’organizzazione delle procedure di vendita, sulla determinazione del prezzo, sui criteri per la selezione dei potenziali acquirenti.
Il Presidente del Comitato Vincenzo La Via è stato nominato Direttore Generale del Tesoro il 23 marzo 2012. Prima di questo incarico ricopriva presso la Banca Mondiale il ruolo di direttore finanziario dal 2005 dove, in qualità di membro del Senior Management Team del Gruppo Banca Mondiale, ha supervisionato la gestione delle Vice Presidenze responsabili per le questioni di Corporate Finance & Risk Management, Tesoreria, Controllo di Gestione, Finanza agevolata e partnership globali, Servizi Generali, nonché le operazioni sotto la diretta responsabilità del Chief Risk Officer della Banca Mondiale.
Ha presieduto la Commissione Finanze ed il Comitato di gestione delle pensioni della Banca Mondiale e ha anche rappresentato la Banca Mondiale al Financial Stability Board concludendo il primo aumento importante di capitale della Banca Mondiale in oltre venti anni.
Nel 2007, La Via ha inoltre presieduto il processo di ricostituzione del fondo della Banca Mondiale destinato ai paesi più poveri, ovvero l’Associazione Internazionale per lo Sviluppo (IDA).
In precedenza, aveva ricoperto il ruolo di Chief Financial Officer per Banca Intesa e prima ancora, tra il 1997 e il 2000 era stato Capo del Debito Pubblico presso questo stesso Dipartimento dove oggi è Direttore Generale del Tesoro.
Sul sito del Ministero sono disponibili i curricula dii tutti componenti il Comitato. http://www.mef.gov.it/ministero/comitati/CP/
[MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE] - NOMINATO COMITATO PRIVATIZZAZIONI PRESIEDUTO DA VINCENZO LA VIA