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Timestamp: 2018-07-17 15:32:34+00:00
Document Index: 83631148

Matched Legal Cases: ['art.138', 'art.138', 'art.138', 'art. 138', 'art.2', 'art.2', 'art.138']

Cos’è l’art.138 e perchè il M5S lo difende | MoVimento 5 Stelle Giarre
Cos’è l’art.138 e perchè il M5S lo difende.
Posted on 7 settembre 2013 · Posted in NOTIZIE M5S GIARRE, NOTIZIE M5S ITALIA
La Costituzione italiana è quel documento straordinario col quale si è superato uno dei periodi più bui della nostra nazione, ponendo le basi per non ritrovarci più nella situazione in cui troppo potere nelle mani di un uomo solo potesse privare i cittadini della propria libertà. Prevede la separazione dei tre poteri (Legislativo-Parlamento, Esecutivo-Governo, Giudiziario-Magistratura) a garanzia di tutti i cittadini.
La Costituzione italiana è figlia della nostra storia, sintesi delle istanze di tutte le parti politiche (allora l’accezione del termine ‘politica’ era positiva), e madre nostra e come tale va rispettata.
Come tutti i documenti storici può essere modificata e per questo i costituenti hanno previsto nel penultimo articolo, appunto il 138, le modalità di modifica che, volutamente, prevedono tempi più lunghi di quelli necessari alla formulazione di una legge ordinaria, in maniera tale che tutte le parti sociali possano essere sensibilizzate e chiamate in causa durante la discussione:
Esiste quindi un iter per modificare la Costituzione.
Perché non viene seguito e cos’è questa discussione sull’art.138 che tanto viene taciuta dai media mentre i cittadini, in tutta Italia, la portano sulle piazze?
La proposta di legge di iniziativa governativa già approvata al Senato in luglio e che sarà oggetto di una votazione alla Camera lunedì 9 settembre prossimo, consiste in una deroga all’art. 138 della Costituzione: si vuole istituire un comitato, sorta di super-commissione, che esamini ed elabori (l’elaborazione dovrebbe essere prerogativa del Parlamento tutto) le proposte di modifiche costituzionali, presentando di fatto una legge preconfezionata sulla quale i termini e le modalità di discussione vengono ridotti al punto da esautorare il Parlamento riservandogli la mera funzione di ratifica.
I dubbi sulla necessità-opportunità del disegno di legge proseguono: le parti della costituzione che si vuole modificare per mezzo del comitato sono quelli riguardanti “i titoli I, II, III e V della parte seconda (quella che riguarda l’ordinamento dello Stato, ndr) della Costituzione […]”(art.2, comma 1) e inoltre “il Comitato esamina o elabora […] anche le modificazioni, strettamente connesse, ad altre disposizioni della Costituzione o di legge costituzionale” (art.2, comma 2). Ora, mentre risulta poco opinabile il significato del primo comma, poco chiara, se non proprio oscura, è l’interpretazione del secondo: chi ci garantisce che l’ambito d’azione del comitato non si estenda alla prima parte della Costituzione, quella che riguarda i diritti fondamentali? Nessuno, purtroppo.
Ancora: i membri del comitato sarebbero 40 + i 2 presidenti delle commissioni affari istituzionali di Camera e Senato; i 40 dovranno essere rappresentativi di tutte le forze politiche presenti in Parlamento ma non in funzione del riscontro elettorale bensì della consistenza numerica dei rispettivi gruppi: teoricamente le due cose dovrebbero essere analoghe se non fosse per il premio di maggioranza concesso dall’attuale porcellum che, come sappiamo, snatura il consenso prevedendo, alla Camera, una maggioranza assoluta alla coalizione che ha preso più voti (tutta la coalizione del centro-sinistra, insieme, ha racimolato qualche voto in più rispetto a quelli del solo MoVimento 5 Stelle e questo gli ha permesso di avere 345 seggi rispetto ai soli 109 del M5S).
E ancora: a differenza di quanto avviene per le ‘normali’ commissioni, i membri del comitato non possono essere in nessun caso sostituiti: e se qualcuno si ammalasse? E se qualcuno cambiasse casacca e non fosse più garantita la rappresentanza di tutte le forze politiche?
Infine: in luogo degli attuali tre mesi necessari per la seconda approvazione delle camere, il ddl prevede 45 giorni.
La parte finale del ddl recita: “Per la modificazione della legge o delle leggi costituzionali od ordinarie, approvate secondo quanto stabilito dalla presente legge costituzionale, si osservano le norme previste dalla Costituzione”, per dirla con una metafora:
se immaginiamo la Costituzione come la nostra casa e il 138 rappresenta la chiave, questo Governo delle larghe intese vuole sfondare il muro, spostare o prendere quello che vuole, uscire e ricostruire la parete.
In breve, quello che vuole la Costituzione è:
ruolo centrale nelle riforme costituzionali al Parlamento (unica rappresentanza dei cittadini);
garanzia di ampi termini per le discussioni e per il confronto;
coinvolgimento delle opposizioni e i dei cittadini;
elaborazione riforme specifiche, meditate e condivise.
Mentre il ddl vuole:
rendere centrale il ruolo del Governo
diminuire i tempi per le discussioni e il confronto
sottoporre al Parlamento una proposta ‘blindata’ di Governo e maggioranza
una riforma globale a colpi di maggioranza
Tutto ciò nel momento storico in cui il governo è lo stesso dello scorso anno (PDL, PD-L, Monti), quello tecnico, quello per niente legittimato da un riscontro elettorale e il cui problema principale riguarda l’eventuale agibilità politica di un pregiudicato.
Il MoVimento 5 Stelle di Giarre sarà in piazza Duomo domenica 8 settembre dalle 9:30 alle 13:00 per discutere coi cittadini del ddl sulla deroga dell’art.138 della Costituzione.