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Timestamp: 2020-04-02 12:32:54+00:00
Document Index: 97908745

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 39', 'art. 16', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 382', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 11820 del 12/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11820 del 12/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 12/05/2017, (ud. 19/12/2016, dep.12/05/2017), n. 11820
sul ricorso 10102/2010 proposto da:
C.B., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR
difeso dal Rag. Comm. FRANCO MICALE giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 73/2009 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
MESSINA, depositata il 17/03/2009;
l’estinzione;
DEL CORE Sergio, che ha concluso per l’estinzione del ricorso.
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Sicilia, n. 73/26/09 dep. il 17/03/2009, emessa su impugnazione da parte di C.B. di avviso di accertamento ai fini IVA e cartella di pagamento ai fini Irpef per l’anno d’imposta 1995.
Successivamente l’Agenzia delle Entrate (in data 22/10/2010 e 5/12/206), ha prodotto istanza di estinzione del giudizio per intervenuto condono (L. n. 289 del 2002, ex art. 6, comma 8), allegando documentazione attestante la regolarità del condono per entrambi gli atti impugnati.
1. La sopravvenuta comunicazione di intervenuta definizione della lite in base al D.L. n. 98 del 2011, art. 39, comporta l’estinzione del giudizio, ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 16, comma 8 (richiamato dal citato art. 39, a norma del quale L’estinzione del giudizio viene dichiarata a seguito di comunicazione degli uffici di cui al comma 1 attestante la regolarità della domanda di definizione ed il pagamento integrale di quanto dovuto), essendo venuto meno l’originario contrasto tra il contribuente e l’ufficio in ordine allo specifico atto oggetto del presente giudizio.
2. Al riguardo non resta che dare continuità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte in base al quale, nel giudizio tributario, la dichiarazione di cessazione della materia del contendere determina, da un lato, la caducazione di tutte le pronunce emanate nei precedenti gradi di giudizio e non passate in cosa giudicata; dall’altro, la sua assoluta inidoneità ad acquistare efficacia di giudicato sostanziale sulla pretesa fatta valere: risultato che può essere conseguito soltanto mediante una sentenza che operi alla stregua di cassazione senza rinvio ex art. 382 c.p.c., comma 3, per improseguibilità della causa, in quanto l’avvenuta composizione della controversia, per il venir meno di ragioni di contrasto fra le parti, comporta conseguenze di ordine sostanziale sul contenuto delle proposte domande e delle successive sentenze. E quindi determina (non la mera inammissibilità del ricorso, che si esaurirebbe sul piano processuale ma) la necessitata rimozione delle sentenze emesse, in quanto non più attuali (Cass. n. 13109/12, n. 19533/11; conf., da ultimo, Cass. n. 14258/16; n. 8142/16).
5. Alla cassazione senza rinvio della sentenza impugnata, per estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, segue la compensazione delle spese dell’intero giudizio.
La Corte dichiara estinto il giudizio, cassa senza rinvio la sentenza impugnata, con compensazione delle spese dell’intero giudizio.