Source: https://pietrolettig.com/2017/02/09/
Timestamp: 2020-05-29 04:34:00+00:00
Document Index: 89931351

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

09 | febbraio | 2017 | pietrolettig
Ottava salvaguardia esodati, le istruzioni INPS
Pubblicata la circolare applicativa INPS con le istruzioni per la domanda di ottava salvaguardia esodati entro il 2 marzo all’istituto previdenziale o alle DTL.
Barbara Weistz- 27 gennaio 2017
Platea degli aventi diritto, modalità e termini di presentazione delle domande all’INPS o alle Direzioni Territoriali del Lavoro, a seconda delle diverse tipologie di lavoratori esodati, attestazione INPS diritto alla pensione: ecco le istruzioni operative INPS per l’ottava salvaguardia inserita in Legge di Stabilità, che tutela 30mila 700 lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione dopo la Riforma pensione del 2011 e non ancora tutelati dalle precedenti salvaguardie. Sono contenute nella circolare 11/2017 dell’istituto di previdenza. Il riferimento normativo sono i commi da 214 a 218 della manovra economica.
Ricordiamo innanzitutto chi sono i lavoratori esodati che rientrano nell’ottava salvaguardia:
11mila in mobilità o trattamento speciale edile a seguito di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011. Nel caso in cui i lavoratori provengano da aziende cessate, o interessate dall’attivazione, precedente alla data del licenziamento, di procedure concorsuali come fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria o amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011. Altri requisiti: cessazione dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014, perfezionamento dei requisiti per la pensione entro 36 mesi (3 anni) dalla fine della mobilità o dell’indennità, anche mediante versamento di contributi volontari. Eventuali sospensioni della mobilità per periodi di lavoro subordinato, a tempo parziale, a tempo determinato, ovvero parasubordinato mantenendo l’iscrizione nella lista, si considerano rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione dell’indennità stessa e non comportano l’esclusione dall’accesso alla salvaguardia.
9mila 200 autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 4 dicembre 2011 con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011: decorrenza della pensione entro il 6 gennaio 2019. Possono aver svolto, successivamente al 4 dicembre 2011, altre attività, ma non riconducibili a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Decorrenza pensione: 6 gennaio 2019.
1.200 autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 4 dicembre 2011, anche senza un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011: devono avere almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013, e alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Decorrenza pensione entro il 6 gennaio 2018.
7.800 cessati di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b, c, d, della legge 147/2013, con rapporto di lavoro risolto entro il 30 giugno 2012 per accordi individuali, oppure accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011. Se il rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012, deve essere comunque cessato entro il 31 dicembre dello stesso anno, sempre con accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo firmati entro fine 2011. Infine, sono compresi in questo contingente anche i lavoratori il cui rapporto è cessato per risoluzione unilaterale fra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011. Decorrenza pensione, 6 gennaio 2016. Compatibile con attività di lavoro svolte dopo la cessazione, ma non con contratto a tempo indeterminato.
700 in congedo per assistere figli con disabilità grave: decorrenza pensione, 6 gennaio 2019.
800 con contratto di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011. Decorrenza pensione: 1 gennaio 2018. Non possono aver svolto lavoro a tempo indeterminato dopo la cessazione.
Le domande vanno presentate entro il 2 marzo 2017, con le stesse procedure previste dai precedenti provvedimenti di salvaguardia. I lavoratori esodati in mobilità e i prosecutori volontari presentano domanda all’INPS, le altre categorie (lavoratori cessatim in congedo, a tempo indeterminato), presentano invece domanda alla DTL.
Ottava salvaguardia esodati: domanda alla Dtl
Per la domanda all’INPS, i lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile devono allegare alla domanda la copia dell’accordo (altrimenti, le domande vengono processate in base ai dati presenti in archivio). I lavoratori tenuti alla presentazione alle DTL possono presentare domanda all’INPS per verificare il diritto alla prestazione.
Le lettere dell’INPS che attestano il diritto alla salvaguardia non arriveranno prima del 2 marzo. Il trattamento pensionistico non può avere decorrenza anteriore al primo gennaio 2017, data di entrata in vigore della Legge di Stabilità.
Fonte: circolare INPS
Home > News > Nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica (ottava salvaguardia)
Circolare numero 11 del 26-01-2017
Roma, 26/01/2017
Circolare n. 11 Ai Dirigenti centrali e periferici
Dirigenti Medicie, per conoscenza,
OGGETTO: Articolo 1, commi da 214 a 218, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”. Nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica (c.d. ottava salvaguardia).
Nel supplemento ordinario n. 57 della Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016 è stata pubblicata la legge 11 dicembre 2016, n. 232 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”
Tale legge, all’articolo 1, commi da 214 a 218, reca disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica (Allegato n. 1).
In particolare, il predetto articolo, dopo aver rideterminato ai commi 212 e 213 le risorse finanziarie stanziate ed il limite numerico stabilito per le diverse operazioni di salvaguardia ad oggi intervenute – risultanti dal monitoraggio e verifica delle precedenti misure di salvaguardia per le quali la certificazione del diritto al beneficio è da ritenersi conclusa – individua nei successivi commi sia le categorie di lavoratori alle quali continuano ad applicarsi i requisiti di accesso ed il regime delle decorrenze vigenti prima dell’entrata in vigore del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011, sia le modalità di gestione delle operazioni di monitoraggio e le risorse stanziate per la salvaguardia in parola.
Ai sensi del comma 218 del medesimo articolo, i benefici della salvaguardia in argomento sono riconosciuti nel limite di 30.700 soggetti, nel rispetto del contingente numerico stabilito dal comma 214 per ciascuna categoria di lavoratori, e nel limite massimo di 137 milioni di euro per l’anno 2017, 305 milioni di euro per l’anno 2018, 368 milioni di euro per l’anno 2019, 333 milioni di euro per l’anno 2020, 261 milioni di euro per l’anno 2021, 171 milioni di euro per l’anno 2022, 72 milioni di euro per l’anno 2023, 21 milioni di euro per l’anno 2024, 9 milioni di euro per l’anno 2025 e 3 milioni di euro per l’anno 2026.
Ciò premesso, con la presente circolare si forniscono le istruzioni operative per l’applicazione delle disposizioni in oggetto riguardanti, tra l’altro, le tipologie di lavoratori, i criteri di ammissione alla salvaguardia, le modalità ed il termine di presentazione delle istanze di accesso al beneficio e le operazioni di monitoraggio.
1. Tipologie di lavoratori e criteri di ammissione alla salvaguardia.
Si elencano le tipologie di lavoratori di cui all’articolo 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 ed i relativi criteri di ammissione alla salvaguardia:
Lavoratori di cui all’articolo 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 Criteri di ammissione alla salvaguardia
a) n. 11.000 lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile ai sensi degli articoli 4, 11 e 24 della legge n. 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, o ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 229, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451:
– a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011;
– ovvero, nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione, precedente alla data del licenziamento, delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, previa esibizione della documentazione attestante la data di avvio della procedura concorsuale, anche in mancanza di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011 – cessazione dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014;
– perfezionamento dei requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, ovvero, entro trentaseimesi dalla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, anche mediante il versamento di contributi volontari. Il versamento volontario, anche in deroga alle disposizioni dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, può riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti la domanda di autorizzazione stessa e può comunque essere effettuato solo con riferimento ai trentasei mesi successivi al termine di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile;
– eventuali periodi di sospensione dell’indennità di mobilità, ai sensi dell’articolo 8, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223 e dell’articolo 3 del decreto-legge n. 299 del 1994, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 451 del 1994, intervenuti entro la data di entrata in vigore della legge n. 232 del 2016 per svolgere attività di lavoro subordinato, a tempo parziale, a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinato mantenendo l’iscrizione nella lista, si considerano rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione dell’indennità stessa e non comportano l’esclusione dall’accesso alla salvaguardia.
b) n. 9.200 lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione di cui all’articolo 1, comma 194, lettere a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147
Autorizzazione antecedente alla data del 4.12.2011;
Almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6.12.2011;
Anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
Decorrenza della pensione entro il 6.1.2019.
c) n. 1.200 lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione di cui all’articolo 1, comma 194, lettere f), della legge 27 dicembre 2013, n. 147
Anche se non hanno un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011;
A condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013;
A condizione che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
Decorrenza della pensione entro il 6.1.2018.
d) n. 7.800 lavoratori cessati di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27 dicembre 2013, n. 147:
-Lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 (art. 1, c. 194, lettera b), della legge n. 147 del 2013):
in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile;
in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
-Lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 (art. 1, c. 194, lettera c), della legge n. 147 del 2013):
-Lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011 (art. 1, c. 194, lettera d), della legge n. 147 del 2013).
Anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
Anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
e) n. 700 lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.
f) n. 800 lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011.
Mancato svolgimento, dopo la cessazione, di attività di lavoro a tempo indeterminato;
2. Particolarità relative ad alcune categorie di lavoratori salvaguardati
2.1 Lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile (art 1, comma 214, lettera a)
Potenziali destinatari della salvaguardia sono i lavoratori, cessati dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, ai sensi degli articoli 4, 11 e 24 della legge n. 23 luglio 1991, n. 223 o dell’articolo 3 del decreto legge 16 maggio 1994, n. 229, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451:
a) a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011:
– da aziende destinatarie di mobilità ai sensi della citata legge n. 223 del 1991 o di leggi successive (quali ad esempio quelle del settore industria con più di quindici dipendenti, quelle del commercio con più di cinquanta dipendenti, quelle del settore aereo e aeroportuale etc.),
– da aziende del settore edile che hanno operato in cantieri di lavori di pubblica utilità (articolo 11 della legge n. 223 del 1991) o che hanno avviato la procedura di mobilità di cui all’articolo 4 della legge n. 223 del 1991 dopo che abbiano attuato un programma di trattamento straordinario di integrazione salariale (articolo 3 del decreto legge 16 maggio 1994, n. 229, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451);
b) da aziende cessate o interessate dall’attivazione, precedente la data di licenziamento (che non può essere successiva al 31 dicembre 2014), delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale. In tali casi l’accordo governativo o non governativo può essere stipulato anche successivamente al 31 dicembre 2011, tuttavia, ai fini della procedibilità della domanda di accesso alla salvaguardia, l’interessato dovrà produrre la documentazione attestante la circostanza che la data di avvio della procedura concorsuale precede quella del licenziamento avvenuto entro il 31 dicembre 2014.
Si precisa che per ”vigenti procedure concorsuali” devono intendersi: il fallimento, il concordato preventivo, la procedura di liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria disciplinata dal decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, e l’amministrazione straordinaria speciale prevista dal decreto legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39.
La durata del periodo di fruizione della mobilità e del trattamento speciale edile:
– per i lavoratori in mobilità ordinaria è quella prevista dall’art. 7, commi 1, 2, 3 e 4 della legge n. 223 del 1991, se licenziati entro il 30 dicembre 2014, ovvero, quella ridotta, ai sensi dell’articolo 46, lettera c), della legge n. 92 del 2012, se licenziati il 31 dicembre 2014 e collocati in mobilità dall’1 gennaio 2015;
– per i lavoratori in TSE, ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 223 del 1991, è quella espressamente indicata dall’apposito decreto assunto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– per i lavoratori in TSE ex lege n. 451 del 1994 è di diciotto mesi, incrementata a ventisette mesi se l’ubicazione del luogo di lavoro è nelle aree del Mezzogiorno, di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.
I periodi di sospensione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, ai sensi l’articolo 8, commi 6 e 7, della legge n. 223 del 1991 e dell’articolo 3 del decreto legge n. 229 del 1994, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 451 del 1994, intervenuti entro il 1° gennaio 2017, data di entrata in vigore della legge n. 232 del 2016, per svolgere attività di lavoro subordinato, a tempo parziale, a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinato mantenendo l’iscrizione nella lista, sono rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione dell’indennità stessa e non comportano l’esclusione dall’accesso alla salvaguardia.
Con riferimento ai beneficiari dell’articolo 11, commi 2 e 3, della legge n. 223 del 1991, il periodo di fruizione dell’indennità, essendo stabilito con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, non può essere prolungato ai sensi dell’articolo 8, comma 7, della legge n. 223 del 1991.
I lavoratori di cui al presente punto, ai fini dell’accesso alla salvaguardia, devono perfezionare i requisiti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni dalla legge n. 214 del 2011, entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia, ovvero, entro trentasei mesi dalla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, anche mediante il versamento di contributi volontari. Tale versamento volontario, anche in deroga alle disposizioni dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, può riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti la domanda di autorizzazione stessa e può comunque essere effettuato solo con riferimento ai trentasei mesi successivi al termine di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile.
Come disposto dal comma 215 dell’articolo 1 della legge in esame, per i lavoratori di cui al presente punto, già autorizzati ai versamenti volontari antecedentemente al 1° gennaio 2017 e per i quali siano decorsi i termini di pagamento, sono riaperti, a domanda, i termini dei versamenti relativi ai trentasei mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o di disoccupazione speciale edile. Si fa presente che tale disposizione riguarda, in via esclusiva, i lavoratori già autorizzati ai versamenti volontari alla data del 1° gennaio 2017 o che presentano la domanda di prosecuzione volontaria entro il 2 marzo 2017, data di scadenza del termine per la presentazione delle istanze di accesso al beneficio della salvaguardia in parola e che perfezionino, anche mediante il versamento della contribuzione volontaria, i requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, entro trentasei mesi dalla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile. Si precisa, altresì, che all’atto dell’istruttoria o del riesame delle domande di autorizzazione ai versamenti volontari, è necessario, prima di consentire il versamento anche per periodi superiori ai sei mesi antecedenti la domanda di autorizzazione, che sia verificata la possibilità, in capo all’assicurato, di raggiungere il diritto a pensione secondo le regole indicate.
2.2 Lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave (art. 1, comma 214, lettera e)
Potenziali destinatari della salvaguardia sono i lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.
La disposizione in argomento, limita l’accesso al beneficio ai genitori che, nel corso dell’anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 (congedo, continuativo o frazionato, non superiore a due anni) per assistere figli con disabilità grave.
3. Modalità e termine di presentazione delle istanze
L’articolo 1, comma 216, della legge in oggetto dispone che i lavoratori interessati alla salvaguardia in argomento devono presentare, a pena di decadenza, istanza di accesso al beneficio entro il 2 marzo 2017, ovvero, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della predetta legge.
Il medesimo comma dispone altresì che, ai fini della presentazione delle istanze, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia, da ultimo stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014.
Ciò posto, in applicazione di quanto previsto nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia per le categorie di lavoratori succitate, si precisa quanto segue.
a) Soggetti che devono presentare istanza all’Inps.
I lavoratori di cui all’art. 1, comma 214, lettere a), b) e c) della legge in argomento (soggetti in mobilità o trattamento speciale edile e prosecutori volontari), iscritti alle gestioni private, pubbliche e dei lavoratori di sport e spettacolo, devono presentare istanza di accesso al beneficio previsto dalla salvaguardia in parola all’INPS entro e non oltre il 2 marzo 2017.
La modalità di presentazione delle domande di verifica del diritto a pensione in argomento sono state illustrate con il messaggio n.289 del 20 gennaio 2017.
Si precisa che i soggetti in mobilità o trattamento speciale edile, licenziati nel periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, devono allegare alla domanda la copia dell’accordo stipulato ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991. In assenza dello stesso le domande verranno definite in base alle risultanze degli archivi.
Avverso il provvedimento di diniego di accesso al beneficio in argomento, gli interessati potranno presentare istanza di riesame, presso la Sede competente, entro 30 gg. dalla data di ricevimento del predetto provvedimento.
b) Soggetti che devono presentare istanza alle Direzioni territoriali del lavoro.
I lavoratori di cui all’art. 1, comma 214, lettera d), e) ed f) (soggetti cessati per accordi e risoluzione unilaterale, in congedo ai sensi dell’art. 42, c. 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001, con contratto a tempo determinato) devono presentare istanza di accesso al beneficio previsto dalla salvaguardia in parola alle Direzioni territoriali del lavoro competenti per territorio entro il 2 marzo 2017, secondo le modalità definite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con circolare n. 41 del 29 dicembre 2016 a cui si rimanda integralmente (Allegato n. 2).
Anche per tali lavoratori è prevista la possibilità di anticipare la trattazione del conto presentando istanza, oltre che alle Direzioni territoriali del lavoro, anche all’INPS online, direttamente o per il tramite del patronato.
La modalità di presentazione delle domande di verifica del diritto a pensione in argomento sono state illustrate con il messaggio n.193 del 17 gennaio 2017.
Si rammenta che la presentazione dell’istanza all’INPS è in aggiunta e non in alternativa, a quella da presentare, comunque, alla Direzione territoriale del lavoro competente.
4. Invio delle lettere attestanti il diritto ad accedere a pensione in salvaguardia
L’inoltro ai soggetti beneficiari della salvaguardia di cui alla legge in argomento delle lettere attestanti il diritto ad accedere a pensione in salvaguardia non avverrà prima del 2 marzo 2017, termine di scadenza previsto per la presentazione delle istanze.
5. Monitoraggio delle domande di pensione
L’articolo 1, comma 216, della legge n. 232 del 2016 dispone che l’INPS provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai lavoratori che intendono avvalersi del beneficio della salvaguardia, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro.
Per la sola categoria di cui all’art. 1, comma 214, lettera e), della citata legge (genitori in congedo) continua a trovare applicazione il criterio, adottato in occasione delle precedenti salvaguardie, della prossimità al raggiungimento dei requisiti per il perfezionamento del diritto al primo trattamento pensionistico utile di vecchiaia o anzianità (cfr. messaggio n. 13343 del 2012, punto 2.6.1, messaggio n. 522 del 2013, punto 1.2.2, messaggio n. 8881 del 2014, punto 2.4, circolare n. 50 del 2016, punto 2).
Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di pensione e dei limiti di spesa determinati ai sensi dei commi 214 e 218 del medesimo articolo 1, l’INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire del beneficio in argomento.
6. Domande di pensione presentate in anticipo rispetto alla conclusione delle attività di monitoraggio
Come più volte precisato in occasione delle precedenti operazioni di salvaguardia, relativamente alla gestione delle domande di pensione già presentate o che dovessero essere presentate prima della definizione delle attività di monitoraggio delle disposizioni di cui alla presente circolare, le Sedi non devono adottare provvedimenti di reiezione, ma tenere le domande in apposita evidenza al fine di provvedere alla liquidazione del trattamento pensionistico in base alle stesse nel caso in cui, in presenza di tutti i requisiti di legge, il soggetto risulti beneficiario delle disposizioni di salvaguardia in parola.
7. Decorrenza dei trattamenti pensionistici
I trattamenti pensionistici da liquidare in favore dei soggetti beneficiari della salvaguardia in argomento non possono avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2017, data di entrata in vigore della stessa legge
8. Rinvio a precedenti istruzioni
Con riferimento alle istruzioni relative a:
Commissioni competenti istituite presso le DTL;
si rinvia a quanto precisato da ultimo con messaggio n. 4373 del 2 maggio 2014, e con circolare n. 50 del 2016, per quanto compatibili.
9. Punto di consulenza “Sportello Amico”
Nel richiedere, da parte di tutte le strutture, una particolare attenzione nei confronti dell’utenza destinataria del beneficio di cui al presente messaggio, si ricorda che, con i messaggi nn. 2196 e 12310 del 2012, sono state fornite le disposizioni in merito all’attivazione e gestione dei punti di consulenza “Sportello Amico”, i quali, come più volte rappresentato, sono rivolti a specifici target di utenza caratterizzata da “particolare fragilità sociale ed economica”.
Ciò posto e richiamando anche i contenuti di cui al messaggio n. 10462 del 2013, si ribadisce la necessità di avvalersi di tali punti di consulenza – sia ordinaria che veloce – per la gestione delle fattispecie in argomento.
10. Attività propedeutiche alla verifica del diritto a cura delle Sedi territoriali competenti
Per quanto riguarda i comportamenti da adottare qualora pervengano da parte dei soggetti interessati richieste di accesso alla salvaguardia o richieste di appuntamento presso lo Sportello Amico, le Sedi avranno cura di svolgere tutte le attività propedeutiche (es. sistemazione conto assicurativo, ecc.) alla verifica della sussistenza dei requisiti e delle condizioni per il riconoscimento del diritto ai benefici della salvaguardia in argomento.
Quanto sopra dovrà essere effettuato in attesa dell’acquisizione delle istanze di accesso al beneficio da parte dell’Inps per le categorie dei soggetti collocati in mobilità o in trattamento speciale edile e dei prosecutori volontari.
Analoghi adempimenti, in attesa dell’acquisizione dei provvedimenti di accoglimento da parte delle DTL, dovranno essere effettuati nei confronti dei soggetti cessati per accordi e risoluzione unilaterale, in congedo, con contratto a tempo determinato.
11. Caselle di posta elettronica
I quesiti di carattere normativo e/o tecnico attinenti l’applicazione delle disposizioni in oggetto devono essere inoltrati, esclusivamente per il tramite delle strutture regionali, alla casella di posta elettronica, priva di rilevanza esterna salvaguardia30700@inps.it.
Al riguardo, si fa presente che sarà fornito riscontro ai soli quesiti inoltrati nel rispetto delle indicazioni di cui sopra.
Direzione Generale per le politiche previdenziali
e assicurative
Via Flavia, 6 – 00187 Roma
Tel. 064683-2527
dgprevidenza.div3@pec.lavoro.gov.it
DGprevidenzaDiv3@lavoro.gov.it
previdenziali e assicurative
Div. III – Ordinamento del sistema
pensionistico obbligatorio pubblico
Alle Direzioni territoriali del lavoro (dal 1° gennaio 2017: Ispettorati territoriali del lavoro)
(indirizzo e-mail)
Alle Direzioni interregionali del Lavoro (dal 1° gennaio 2017: Ispettorati interregionali del lavoro) di:
– Milano DIL-Milano@lavoro.gov.it
– Napoli DIL-Napoli@lavoro.gov.it
– Roma DIL-Roma@lavoro.gov.it
– Venezia DIL-Venezia@lavoro.gov.it
All’Ispettorato Nazionale del Lavoro
capo.ispettorato@pec.ispettorato.gov.it
Alla Direzione generale dei sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica e della comunicazione
DGInnovazione@lavoro.gov.it
Alla Direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione organizzativa, il bilancio – UPD
DGPersonale@lavoro.gov.it
DGAttivitaIspettiva@lavoro.gov.it
segrgabinetto@lavoro.gov.it
Al Capo dell’Ufficio Legislativo
ufficiolegis@lavoro.gov.it
SegretariatoGenerale@lavoro.gov.it
Ispettorato regionale del lavoro
dirigentegen.lavoro@regione.sicilia.it
sieghart.flader@provincia.bz.it
serv.lavoro@provincia.tn.it
m_lps.38.CIRCOLARI.REGISTRAZIONE.0000041.29-12-2016
OGGETTO: Ottava procedura di salvaguardia: legge 11 dicembre 2016, n. 232, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 297 del 21 dicembre 2016 (S.O. n. 57/L) – Costituzione Commissioni presso gli Ispettorati territoriali del lavoro per l’esame delle ISTANZE di accesso ai benefici pensionistici – Fasi e modalità operative – Schema di ISTANZA.
E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 297 del 21 dicembre 2016 (S.O. n. 57/L), la legge 11 dicembre 2016, n. 232, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”.
In particolare, i commi da 214 a 216 dell’art. 1 della legge citata prevedono le condizioni necessarie affinché alle categorie di lavoratori negli stessi riportate – che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 – continuino ad applicarsi le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
Ai fini dell’accesso al beneficio, alcune categorie di lavoratori individuati dal predetto comma 214 rientrano, secondo quanto previsto dal successivo comma 216, nelle competenze delle Direzioni territoriali del lavoro.
Sotto tale profilo, vanno tenuti presente, da un lato, quanto previsto dall’art. 22, comma 4, del dPCM 23 febbraio 2016, il quale prevede che, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sarà individuata la data, ormai imminente, di inizio dell’operatività dell’Ispettorato nazionale del lavoro e di contestuale cessazione dell’attività delle Direzioni interregionali e territoriali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall’altro, l’art. 11, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, il quale dispone che: “Ogni riferimento alle direzioni interregionali, regionali o territoriali del lavoro contenuto in provvedimenti di legge o in norme di rango secondario è da intendersi, in quanto compatibile, alla sede territorialmente competente dell’Ispettorato.”.
Su tale aspetto sono stati sentiti il Capo dell’Ufficio legislativo e la Direzione generale per l’attività ispettiva e pertanto si segnala che ogni riferimento alle Direzioni interregionali e territoriali del lavoro, contenuto anche nella presente circolare, è da intendersi ai corrispondenti Ispettorati interregionali e territoriali del lavoro, una volta iniziata operatività dell’Ispettorato nazionale.
Puntualizzato ciò, i soggetti interessati dalle procedure di cui al presente atto risultano essere quelli individuati dalle lettere d), e) ed f) del medesimo articolo 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, di seguito riportati.
 Comma 214, lettera d): lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 entro l’ottantaquattresimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge (trattasi di lavoratori cessati per accordi individuali o collettivi o risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro);
 comma 214, lettera e): lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere i figli con disabilità grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente
prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro l’ottantaquattresimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge;
 comma 214, lettera f): lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il settantaduesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge. Sono esclusi da tale categoria i lavoratori del settore agricolo e i lavoratori con qualifica di stagionali.
I lavoratori di cui alle predette lettere dell’articolo 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, devono presentare le richieste di accesso al beneficio, nel rispetto di quanto previsto dal successivo comma 216, entro il termine di decadenza di 60 giorni dalla data di entrata in vigore (1° gennaio 2017) della stessa legge e, dunque, entro il 2° marzo 2017, nonché secondo le modalità di seguito descritte.
In ordine alle categorie di soggetti di cui alla lettera d):
– l’ISTANZA dei soggetti cessati in ragione di accordi ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del c.p.c. deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro corrispondente alla Direzione territoriale del lavoro innanzi alla quale detti accordi sono stati sottoscritti;
– l’ISTANZA, negli altri casi, deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza del lavoratore.
In merito alla categoria di soggetti di cui alla lettera e):
– l’ISTANZA deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza dell’istante.
In relazione alla categoria di soggetti di cui alla lettera f):
– l’ISTANZA deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza del lavoratore cessato.
Si segnala che il richiamato comma 216 dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016, stabilisce, tra l’altro, che “Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuare entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, da ultimo stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014. …(omissis)”.
Al riguardo, si rammenta che, per quanto concerne l’esame delle ISTANZE di concessione del beneficio, il decreto ministeriale 14 febbraio 2014 innanzi indicato prevede, all’art. 6, comma 1, che lo stesso compete alle Commissioni di cui:
– all’art. 4, comma 6, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 1° giugno 2012;
– all’art. 4, comma 3, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, dell’8 ottobre 2012;
– all’art. 6, comma 1, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 22 aprile 2013.
Pertanto, in ordine alla composizione delle citate Commissioni, si rimanda a quanto contenuto
nei suddetti DD.MM., rispettivamente del 1° giugno 2012, dell’8 ottobre 2012, del 22 aprile 2013 e del 14 febbraio 2014.
Ciò premesso, per favorire la più celere attuazione delle disposizioni della legge n. 232 del 2016, in considerazione della rilevanza sociale delle situazioni tutelate, a seguito delle consuete intese con le Direzioni Generali che leggono per conoscenza, i dirigenti responsabili dei singoli Ispettorati territoriali si attiveranno, con la massima urgenza, per costituire, come per le altre procedure di salvaguardia, le Commissioni di cui sopra, assumendo le determinazioni necessarie ed acquisendo, altresì, da parte dei Direttori provinciali delle sedi territoriali dell’INPS, le designazioni dei relativi rappresentanti.
Inoltre, tenuto conto che le ISTANZE presentate dai lavoratori potranno pervenire alla posta elettronica certificata di codesti Uffici o all’indirizzo e-mail dedicato o, in via alternativa, tramite posta Raccomandata A/R, i Direttori degli Ispettorati territoriali del lavoro dovranno provvedere, entro il termine di 10 giorni dal ricevimento della presente, a nominare il responsabile del procedimento per la ricezione delle ISTANZE medesime.
Gli Ispettorati interregionali del lavoro assicureranno il necessario coordinamento di livello territoriale.
Al riguardo, i Direttori degli Ispettorati interregionali del lavoro trasmetteranno alla Direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione organizzativa, il bilancio – UPD, i nominativi dei componenti le Commissioni, nonché dei Responsabili del procedimento con riferimento Alle singole DTL presenti nel territorio interregionale.
Al fine di consentire correntezza nella procedura amministrativa, si chiede ai dirigenti ed al personale delle aree funzionali delle strutture territoriali ogni possibile, apprezzata collaborazione, assicurando il necessario supporto, informazione e chiarimento all’utenza per l’agevole attuazione delle disposizioni normative di cui trattasi.
Al fine dell’uniforme procedimentalizzazione delle relative attività, si trasmettono, in allegato, le “Fasi e modalità operative” connesse all’attuazione delle disposizioni di interesse, unitamente alla seguente modulistica:
o modello di ISTANZA di ammissione ai benefici;
o n. 3 modelli di dichiarazione sostitutiva di certificazione;
o modello di decisione di accoglimento della Commissione;
o modello di decisione di non accoglimento della Commissione. La presente Circolare, su cui è stato acquisito il parere l’Ufficio Legislativo del Ministero, è pubblicata sul sito internet e sulla intranet ministeriale.
La relativa modulistica ed il modello di ISTANZA sono disponibili sul sito http://www.lavoro.gov.it in formato pdf editabile.
Dott.ssa Concetta FERRARI
FASI E MODALITA’ OPERATIVE
 Avvio del procedimento
I soggetti che possono accedere al beneficio ai sensi delle lettere d), e) ed f) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, devono produrre ISTANZA all’Ispettorato territoriale del lavoro competente individuato secondo i criteri di seguito indicati, nel termine di 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima, pubblicata nella G.U. – Serie Generale – n. 297 del 21 dicembre 2016 (S.O. n. 57/L).
 Modalità di trasmissione
Le ISTANZE potranno essere trasmesse, dai lavoratori interessati o dai soggetti abilitati (es. patronati ex lege n. 152/2001; consulenti del lavoro/dottori commercialisti ex lege n. 12/1979), ai competenti Ispettorati territoriali del lavoro all’indirizzo di posta elettronica certificata dei medesimi o all’indirizzo di posta elettronica dedicato o, in via alternativa, inviate tramite Raccomandata A/R.
 Presentazione dell’ISTANZA
L’ISTANZA di accesso ai benefici di cui all’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, dovrà contenere gli elementi identificativi del richiedente (dati anagrafici, codice fiscale), gli elementi identificativi dell’azienda o P.A. presso la quale ha prestato l’ultimo servizio e l’esatta individuazione della tipologia/fattispecie giuridica in base alla quale si chiede l’accesso ai benefici medesimi. In ogni caso la domanda dovrà essere corredata da copia di un documento di identità.
I soggetti di cui alla lettera d) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 (lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 ovverosia soggetti il cui rapporto di lavoro si sia risolto in ragione di accordi individuali o in applicazione di accordi collettivi, ovvero sia cessato per risoluzione unilaterale), unitamente all’ISTANZA dovranno produrre:
 apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione, ai sensi dell’art. 46 del DPR n. 445/2000, relativa alla mancata rioccupazione in qualsiasi attività lavorativa ovvero allo svolgimento, dopo la cessazione, di attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
 copia dell’accordo individuale o collettivo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro, ovvero copia della risoluzione unilaterale che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro medesimo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011.
I lavoratori di cui alla lettera d) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 conseguono il beneficio a condizione che la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie ai soggetti competenti sulla base delle vigenti disposizioni normative e regolamentari, secondo quanto previsto, da ultimo, dall’art. 5, comma 2, del decreto ministeriale 14 febbraio 2014, come richiamato dall’art. 1, comma 216, della legge n. 232 del 2016.
I soggetti di cui alla lettera e) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 (lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell’art. 42, comma 5, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità di cui al d.lgs. 151/2001, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la
disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro l’ ottantaquattresimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011), unitamente all’ISTANZA dovranno produrre:
 apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell’art. 46 del DPR n. 445/2000, relativa al provvedimento di congedo previsto dall’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, con indicazione degli estremi dello stesso ai fini del reperimento del medesimo.
I soggetti di cui alla lettera f) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, (lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato), i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il settantaduesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011. Sono esclusi da tale categoria i lavoratori del settore agricolo e i lavoratori con qualifica di stagionali.
Unitamente all’ISTANZA dovranno produrre:
 apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell’art. 46 del DPR n. 445/2000, relativa alla mancata rioccupazione in qualsiasi attività lavorativa ovvero alla mancata rioccupazione a tempo indeterminato;
 copia della documentazione che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011.
Nelle ISTANZE, i lavoratori di cui alle lettere d), e) ed f) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 dovranno dichiarare di essere consapevoli che la procedura di ammissione al beneficio è subordinata alla conclusione delle attività di monitoraggio svolte dall’INPS, come previsto dal comma 216 del medesimo articolo.
 Criteri di individuazione degli Ispettorati territoriali del lavoro competenti a ricevere le ISTANZE
 Nelle ipotesi di cui alla lettera d) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, gli Ispettorati competenti a ricevere le ISTANZE sono individuate in base ai seguenti criteri:
– presso l’Ispettorato territoriale del lavoro corrispondente alla Direzione territoriale del lavoro innanzi alla quale sono stati sottoscritti gli accordi individuali;
– residenza del lavoratore cessato negli altri casi e nell’ipotesi di accordi collettivi.
Nelle ipotesi di cui alle lettere e) ed f) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, gli Ispettorati territoriali del lavoro competenti a ricevere le ISTANZE sono individuate in base alla residenza degli istanti.
 Commissioni per l’esame delle ISTANZE
Nel rispetto di quanto già previsto dai decreti interministeriali rispettivamente del 1° giugno 2012, dell’8 ottobre 2012, del 22 aprile 2013 e del 14 febbraio 2014, vengono istituite presso gli Ispettorati territoriali del lavoro competenti a ricevere le ISTANZE, specifiche Commissioni con il compito di esaminare le ISTANZE pervenute e rilasciare le relative decisioni di accoglimento o di non
accoglimento.
– Il Dirigente dell’Ispettorato territoriale del lavoro istituisce, con proprio decreto, la Commissione, nominando, per quanto attiene alla composizione, due funzionari dell’Ispettorato territoriale ed un funzionario dell’INPS designato dal Direttore provinciale della sede dell’Istituto.
– Le funzioni di Presidente della Commissione saranno assolte da uno dei due membri designati dall’Ispettorato territoriale.
– La Commissione, validamente costituita ed insediata, definirà la calendarizzazione delle sedute, tenuto conto dell’entità e del flusso delle ISTANZE.
– Il Presidente provvederà a convocare i componenti della Commissione, trasmettendo agli stessi l’elenco delle ISTANZE da esaminare.
– In fase istruttoria, la Commissione procederà al controllo dei requisiti formali e sostanziali dell’ISTANZA, verificando l’idoneità della documentazione prodotta a corredo della stessa e provvedendo al riscontro di quanto dichiarato in autocertificazione.
– Le decisioni della Commissione dovranno essere assunte entro il termine di 30 giorni dalla data di scadenza prevista per la presentazione delle ISTANZE.
– Le decisioni nell’ipotesi di non accoglimento dell’ISTANZA dovranno riportare idonea motivazione.
– L’esito favorevole dovrà essere tempestivamente comunicato alla competente Direzione provinciale dell’INPS anche con modalità telematica e, preferibilmente, a mezzo PEC.
– In caso di rigetto, la decretazione dovrà essere preceduta dalla comunicazione all’istante di avvio del procedimento ai sensi della legge n. 241/1990 e successive modificazioni e integrazioni.
– Il soggetto destinatario del provvedimento di rigetto potrà, nel termine di 30 giorni dalla data di ricevimento dello stesso, ricorrere in via amministrativa, proponendo istanza di riesame innanzi all’Ispettorato territoriale del lavoro presso cui è stata presentata l’ISTANZA.
Posted on 9 febbraio 2017 by pl •	in lavoro, pensioni	• Tag ANNUNCI GENERALI	• Lascia un commento
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