Source: http://deruinamundi-sav.blogspot.com/2013/09/uno-sport-di-moda-travisare-la-realta.html
Timestamp: 2017-10-20 03:28:05+00:00
Document Index: 85094403

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

De ruina mundi: Uno sport di moda: travisare la realtà
Plausibilmente, da ieri, per Carlo De Benedetti il numero “17” si è scrollata di dosso la fama di numero infausto e porta sfiga.
Infatti, ieri 17 settembre 2013 la Cassazione ha finalmente scritta la parola fine ad una inqualificabile vicenda di corruzione in atti giudiziari, iniziata il 24 gennaio 1991 con la sentenza della 1.a Sezione Civile della Corte di Appello di Roma.
Una sentenza che ribaltava un verdetto, quello del lodo arbitrale che aveva riconosciuta, a CIR, la proprietà di Mondadori, imponendo a Fininvest di restituire a CIR il pacchetto azionario della casa editrice.
Giudice relatore, della sentenza che stravolgeva il lodo arbitrale, era Vittorio Metta il quale, a seguito di indagini, risultò essere stato corrotto dal suo amico Cesare Previti, avvocato Fininvest.
Nel 2007, dopo tre gradi di giudizio, la Cassazione con sentenza definitiva condannava, per corruzione giudiziaria, Cesare Previti ad 1 anno e 6 mesi, e l’ex magistrato Vittorio Metta a 2 anni e 9 mesi.
Nel primo grado dello stesso procedimento, imputato di corruzione in atti giudiziari era anche Silvio Berlusconi che fu prosciolto per la prescrizione del reato.
In un secondo tempo, la Corte di Cassazione respinse il ricorso dei legali di Berlusconi che ne chiedevano la “piena assoluzione”.
Quindi, con la sentenza di ieri la Corte di Cassazione non ha fatto altro che condannare definitivamente Fininvest a risarcire economicamente la CIR, per averle scippata in modo fraudolento, con la corruzione del giudice Metta, la proprietà di Mondadori.
Appaiono deliranti, perciò, le parole dell’ex comunista, diventato poi menestrello berlusconiano, Sandro Bondi: “siamo di fronte ad un vero e proprio esproprio del patrimonio di Berlusconi a favore del suo principale avversario imprenditoriale e politico, Carlo De Benedetti”.
Che il travisamento della realtà sia lo sport preferito da Berlusconi e dai suoi giullari non è una novità, come prova il ridicolo tentativo di camuffare l’impunità battezzandola “agibilità politica”.
Certo è che arrivare ad etichettare “esproprio” la rifusione di un danno economico che Fininvest ha causato a CIR, servendosi della corruzione di un giudice, è da neurodeliri.
A Bondi ed ai suoi sodali del PdL sfugge, probabilmente, che la corruzione è un reato previsto dal codice penale e che la corruzione in atti giudiziari, oltre ad essere un reato grave, è anche un atto vergognoso perché altera, in modo fraudolento, i diritti della parti in causa.
È evidente che la vocazione a corrompere, già nel DNA di Berlusconi abbia infettato Fininvest, prima, Forza Italia, poi, ed oggi tutti i pidiellini che, con impudenza, giustificano la corruzione di parlamentari, giudici, funzionari dello Stato, quando serva ad assecondare i disegni del loro padre padrone.
Ma, nelle parole di Bondi, tuttavia, c’è anche una buona dose di malafede.
Infatti, la sentenza di ieri della Corte di Cassazione conferma, semplicemente, che un’impresa privata, Fininvest, essendosi appropriata in modo fraudolento di Mondadori, attraverso la corruzione di un giudice, debba indennizzare CIR per il danno provocato.
Cosa ha a che vedere, quindi, questa sentenza con Berlusconi ed il suo ruolo politico?
Salvo che, Bondi, non voglia farci intendere che sia Fininvest il vero soggetto politico, sceso in campo per curare i suoi interessi ed intrallazzi, e che, oltre ad essere il reale referente del PdL, abbia governato il Paese, per molti anni, perseguendo il suo tornaconto.
Peraltro, è ciò di cui gli italiani avevano già avuto sentore.﻿
Leonardo Triulzi ha detto...
Tutto vero Alessandro quello che scrivi e che concordo in pieno. L'unico mio dubbio viene dalla considerazione che tutto quanto successo è avvenuto in corrispondenza a due, Berlusconi e De Benedetti, notori pescecani ed approfittatori e corruttori attivi e passivi. De Benedetti con tutte le sue storie con le aziende private e pubbliche e con i suoi accordi sottobanco con passati politici ed amministratori pubblici è sullo stesso piano di moralità e di eticità di Berlusconi, solo che quest'ultimo è stato viva iddio condannato in via definitiva e sconterà il carcere per tutte le sue condanne passate e future. De Benedetti d'altro canto non mi risulta che sia un giglio profumato!!
19 settembre 2013 08:43
Leonardo, non mi ero proposto di stilare la pagella dei buoni e dei cattivi, anche perché qualora lo facessi non potrei limitarmi ad indicare solo loro due ... come tu puoi immaginare.
Lo spunto per questo post me lo ha suggerito il menestrello berlusconiano che ha fatta una affermazione da fuori di testa, peraltro come è solito fare a difesa del suo padrone.