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Timestamp: 2018-03-20 13:34:16+00:00
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L' Ultimo Camerlengo: TAR LAZIO : NOTIFICA A MEZZO PEC VALIDA. ANZI NO. LA CHIAMANO CERTEZZA DEL DIRITTO
TAR LAZIO : NOTIFICA A MEZZO PEC VALIDA. ANZI NO. LA CHIAMANO CERTEZZA DEL DIRITTO
Per quelli che credono alla certezza del Diritto, posto questo articolo della bella rivista giuridica Altalex dove si dà spazio ad una recentissima pronuncia del TAR Lazio che dichiara inammissibile il ricorso amministrativo notificato a mezzo PEC. I giudici spiegano perché : 1) al momento non vi è esplicita previsione in questo senso da parte del Legislatore 2) il Tribunale amministrativo non è ancora attrezzato, a differenza di quello civile, per la verifica dell'autentica degli atti ricevuti via PEC.
Sembrano obiezioni valide - ancorché sulla prima dei forti dubbi li ho -, peccato che NON SOLO altri Tribunali amministrativi si sono pronunciati in maniera difforme, ma LO STESSO TAR Lazio, e la stessa sezione, la terza (sperabile che almeno la sottosezione fosse diversa...), lo scorso 14 novembre, a pronunciarsi in senso opposto a questo più recente.
Chiarirsi le idee no ?
Processo amministrativo: inammissibile la notifica del ricorso a mezzo PEC
TAR Lazio-Roma, sez. IIIter, sentenza 13.01.2015 n° 396
Il TAR Lazio, sede di Roma, sez. III ter, con sentenza 13 gennaio 2015, n. 396 ha dichiarato che nel processo amministrativo non è ancora consentito agli avvocati notificare l'atto introduttivo del giudizio con modalità telematiche, in mancanza di espressa autorizzazione presidenziale ai sensi dell'art. 52, comma 2, c.p.a.
Con la sentenza in rassegna, il TAR Lazio, sede di Roma, sez. III ter, si è pronunciato sulla vexata quaestio dell’ammissibilità della notificazione a mezzo pec del ricorso, dichiarando che, nel processo amministrativo, non è ancora consentito agli avvocati notificare l’atto introduttivo del giudizio con modalità telematiche, in mancanza di autorizzazione presidenziale ai sensi dell’art. 52, comma 2, c.p.a.
Dopo aver operato una ricognizione del quadro normativo di riferimento, il TAR ha anzitutto ricordato come siano ormai pacificamente ammesse le comunicazioni di segreteria a mezzo pec.
A diversa conclusione il TAR è giunto, tuttavia, con riferimento alla notificazione degli atti giudiziari da parte degli avvocati.
È stata scartata, infatti, la tesi che, in forza di quanto disposto dall’art. 1 della l. n. 53/1994, ritiene ad oggi già possibile la notificazione degli atti giudiziari in via telematica, anche nel processo amministrativo.
Secondo il TAR, all’accoglimento di tale tesi osta, in particolare, la previsione di cui all’art. 16-quater, comma 3 bis del d.l. n. 179/2012, che esclude l’applicabilità, nell’ambito della giustizia amministrativa, delle disposizioni idonee a consentire l’operatività del meccanismo di notificazione per via telematica.
Il TAR è approdato a tale soluzione interpretativa sulla base di due principali argomenti.
Per un verso, è stata ritenuta determinate la circostanza che il legislatore abbia esteso al giudizio amministrativo, in modo esplicito, soltanto la possibilità di effettuare a mezzo pec comunicazioni di segreteria (art. 16, comma 17-bis del d.l. n. 179/2012).
È stato rilevato, per altro verso, come per il processo amministrativo manchino ancora le specifiche tecniche – già adottate invece per il processo civile – atte a disciplinare le modalità operative per effettuare le necessarie dichiarazioni di conformità correlate alla notifica per via telematica.
Il TAR ha concluso, dunque, per la nullità nell’ambito del processo amministrativo, ai sensi dell’art. 11 della l. n. 53/1994, della notificazione a mezzo pec, in assenza di autorizzazione presidenziale ai sensi dell’art. 52, comma 2, c.p.a.
La sentenza in rassegna si pone in aperto contrasto con altre pronunce adottate da altri giudici di prima istanza. Si segnala, in particolare, la sentenza dello stesso TAR Lazio, sez. III, 25.11.2014, n. 11808, che ha ritenuto valida la notifica del ricorso amministrativo a mezzo pec, prescindendo dalla piena attuazione del processo amministrativo telematico, in quanto ammessa da specifiche disposizioni di legge, tra le quali l’art. 3-bis della legge n. 53/1994.
Dato il contrasto giurisprudenziale registrato, si auspica, dunque, un intervento del legislatore (o del giudice di ultima istanza) in materia, che faccia definitiva chiarezza in un quadro normativo che appare al momento quantomeno incerto.
(Altalex, 7 febbraio 2015. Nota di Giulia Fortuna tratta da Il Quotidiano Giuridico Wolters Kluwer)
Y. s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., in proprio e quale mandataria del costituendo raggruppamento con Co.mec.el. s.r.l., rappresentata e difesa dagli avv.ti Gaetano Viciconte e Fabio Puliti, elettivamente domiciliata presso lo studio dell’avv. prof. Gennaro Terracciano in Roma, Largo Arenula n. 34
- della nota di Trenitalia recante esclusione dalla gara n. 6460 del 4.4.2014 per l’affidamento in appalto della fornitura di “Apparecchiature elettromeccaniche/singoli componenti per impieghi elettrici di sicurezza” – Lotto 1;
- della nota di Trenitalia recante comunicazione dell’esito della gara;
- della deliberazione di Trenitalia n. 78 del 10.6.2014, recante aggiudicazione definitiva all’impresa X.;
- ove occorra: del disciplinare di gara; dell’eventuale determina alla stipula del contratto di fornitura
Col ricorso in epigrafe la società Y., premettendo di avere partecipato alla gara indetta da Trenitalia (n. 6460 del 4.4.2014) per la fornitura di apparecchiature elettromeccaniche da espletare con modalità telematiche attraverso l’utilizzo della piattaforma informatica dedicata, ha chiesto l’annullamento della sua esclusione dalla procedura formulando le altre domande sopra riportate.
La ricorrente, nel dedurre: di non avere potuto perfezionare l’invio dell’offerta alla luce della mancata riproduzione dei prezzi unitari nel file ricevuto dal sistema informatico (a seguito della presentazione della domanda), che avrebbe dovuto inoltrare alla stazione appaltante previa sottoscrizione digitale (in particolare, essa si sarebbe astenuta da ulteriori invii al fine di non compromettere l’offerta già inserita, peraltro dopo avere ottenuto dall’assistenza ufficiale della piattaforma rassicurazioni sulla completezza dell’atto); di avere ricevuto in data 10.6.2014 la comunicazione di esclusione “per non aver sottoscritto digitalmente l’offerta tecnica di cui al punto IV lettera d) del disciplinare di gara” (con segnalazione dell’avvenuta aggiudicazione in favore della società X.); di avere infine riscontrato all’esito del successivo accesso agli atti la sussistenza sia di un malfunzionamento del sistema, dimostrata dall’assenza dei prezzi unitari anche nell’offerta economica dell’aggiudicataria, sia di alcune anomalie di detta offerta (“non visualizzazione” di alcuni elementi quali quantità offerte, offerta totale, commenti di valutazione, offerta in lettere, quantità minima garantita; dichiarazione di subappalto totale, in relazione alla quale la commissione avrebbe chiesto un’integrazione al fine di renderla conforme all’art. 118 cod. contr. pubbl.); tanto premettendo, ha prospettato:
I) col primo articolato motivo, i vizi di: i) violazione dell’art. 296 d.P.R. n. 207 del 2010 e dell’art. 97 Cost., alla luce della mancata previsione di procedure e sistemi alternativi per far fronte al malfunzionamento del sistema (come imposto dalle lettere f e g del cit. art. 296) e in considerazione della disparità di trattamento consistita nell’esclusione della propria offerta (in realtà da prendere in esame se si fosse tenuta per buona l’offerta “a video”), a fronte dell’ammissione di quella presentata da X. nonostante le carenze riscontrate; in particolare, la stazione appaltante avrebbe dovuto consentirle l’apposizione della firma digitale, ove ritenuto necessario e in ossequio al dovere di soccorso istruttorio, tanto più che un’offerta priva di elementi essenziali quali i prezzi unitari sarebbe del tutto inidonea a fondare il vincolo contrattuale con la committente; ii) eccesso di potere per carenza d’istruttoria e disparità di trattamento: non solo la ricorrente non avrebbe fruito del medesimo trattamento riservato all’aggiudicataria (per la quale sarebbero stati ritenuti validi i dati “a video” senza tener conto del documento sottoscritto digitalmente), ma Trenitalia non avrebbe esperito alcuna attività istruttoria per accertare il malfunzionamento del sistema (imputabile alla stessa stazione appaltante); iii) violazione dell’art. 46 d.lgs. n. 163/06: il soccorso istruttorio sarebbe stato doveroso, essendo certa la riferibilità a Y. stessa della propria offerta (tenuto conto dei dati comunicati per poter accedere alla piattaforma e della sottoscrizione digitale di una serie di elementi) né ricorrendo i requisiti previsti dall’art. 46, co. 1-bis, cod. contr. pubbl. per l’esclusione (non vertendosi in ipotesi di “incertezza assoluta” sul contenuto dell’offerta o sulla sua “provenienza […] per difetto di sottoscrizione”);
II) in via gradata e vantando l’interesse alla riedizione della gara (in concreto svoltasi con due soli concorrenti), violazione dell’art. 118 cod. contr. pubbl.: la commissione avrebbe dovuto escludere l’offerta di X. per il superamento della soglia massima di ricorso al subappalto (30%);
III) ulteriore violazione dell’art. 46 cod. contr. pubbl., stante la mancata “quotazione” di tutti i materiali del lotto anche per l’offerta X.
- art. 3-bis: co. 2: “quando l’atto da notificarsi non consiste in un documento informatico, l’avvocato provvede ad estrarre copia informatica dell’atto formato su supporto analogico, attestandone la conformità all’originale a norma dell’articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82” (il d.lgs. n. 82/2005 reca il Codice dell’amministrazione digitale, c.d. Cad). In tal caso “la notifica si esegue mediante allegazione dell’atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata”; e co. 5: “l’avvocato redige la relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale ed allegato al messaggio di posta elettronica certificata”; tra i vari elementi che la relazione deve contenere (v. lettere a, c, d, e ed f; dati identificativi del difensore, dell’assistito e del destinatario, indirizzo pec cui l’atto è notificato e indicazione dell’elenco da cui è stato estratto l’indirizzo) vi è anche “l’attestazione di conformità di cui al comma 2” (lett. g);
- art. 9, sul deposito degli atti e sulla prova della notificazione: co. 1-bis: “qualora non si possa procedere al deposito con modalità telematiche dell’atto notificato a norma dell’articolo 3-bis, l’avvocato estrae copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati e della ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna e ne attesta la conformità ai documenti informatici da cui sono tratte ai sensi dell’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82”; e co. 1-ter: “in tutti i casi in cui l’avvocato debba fornire prova della notificazione e non sia possibile fornirla con modalità telematiche, procede ai sensi del comma 1-bis” (disposizione inserita dall’art. 46 d.l. 24 giugno 2014, n. 90, come modificato dalla legge di conversione 11 agosto 2014, n. 114).
- art. 11, sulle nullità: “le notificazioni di cui alla presente legge sono nulle e la nullità è rilevabile d’ufficio, se mancano i requisiti soggettivi ed oggettivi ivi previsti, se non sono osservate le disposizioni di cui agli articoli precedenti e, comunque, se vi è incertezza sulla persona cui è stata consegnata la copia dell’atto o sulla data della notifica”.
- l’art. 16, co. 17-bis, d.l. n. 179/2012 (parimenti introdotto dal d.l. n. 90/2014, art. 42, “comunicazioni e notificazioni per via telematica nel processo amministrativo”), che estende al processo amministrativo le disposizioni dell’art. 16 stesso sulle comunicazioni e notificazioni di cancelleria (in particolare, i commi 4, 6, 7, 8, 12 e 13);
- l’art. 16-ter, co. 1-bis, d.l. n. 179/2012 (inserito dall’art. 45-bis, co. 2, lett. a, n. 2, d.l. n. 90/2014 cit. in sede di conversione, e dunque a far tempo dal 19.8.2014; cfr. Cons. Stato, sez. V, 15 dicembre 2005, n. 7148, sull’art. 15. co. 5, l. n. 400/88), secondo cui le disposizioni del comma 1, concernente i “pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni” ai fini della notificazione e comunicazione “degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale” (tra i quali l’Indice nazionale degli indirizzi PEC ex art. 6-bis Cad) “si applicano anche alla giustizia amministrativa”.
E invero, all’opzione interpretativa secondo cui la notificazione a mezzo pec potrebbe essere reputata possibile giusta l’art. 1 l. n. 53 del 1994, a tenore del quale l’avvocato “può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale […] a mezzo della posta elettronica certificata” (tesi corroborata dall’art. 16-ter, commi 1 e 1-bis, d.l. n. 179/2012 cit. sui “pubblici elenchi” ai fini delle notificazioni anche nella materia amministrativa; questa lettura consentirebbe peraltro di superare i dubbi espressi in alcune pronunce; cfr. a es. T.a.r. Campania - Salerno 4 aprile 2014, n. 673, che argomenta dall’art. 39, co. 2, c.p.a.; v. anche T.a.r. Puglia – Lecce ord. 14 aprile 2014, n. 977, che ha rilevato la nullità della notifica ex art. 3-bis in assenza di previa autorizzazione presidenziale ai sensi dell’art. 52, co. 2, c.p.a.), si contrappone il disposto dell’art. 16-quater, co. 3-bis, d.l. n. 179/12 cit., che nell’escludere l’applicabilità alla giustizia amministrativa delle disposizioni (innanzi riportate) idonee a consentire l’operatività nel processo civile del meccanismo di notificazione in argomento, pare averne chiarito la non esportabilità nel giudizio amministrativo.
1.3. Venendo al caso di specie, dalla documentazione in atti, e in particolare da quella prodotta il 27.11.2014 - “stampa dei messaggi PEC di notifica (ricevute di accettazione, consegna, allegati: ricorso e relate di notifica) con relativa dichiarazione di conformità” - si evince:
2. Dal verbale della seduta della commissione di gara tenutasi il 6.6.2014 (all. 5 ric.), in cui si dà atto della presenza dell’amministratore unico della ricorrente, sig. Igor Todini, risulta che la commissione stessa “ha proceduto all’apertura della busta tecnica digitale verificando la presenza delle Dichiarazione di Offerta Tecnica, formulata a video, e rinvenendo la completezza dell’Offerta Tecnica. Si rileva che per il RTI Y.-W. non risulta caricato a sistema il Summary di offerta tecnica, pur essendo presente il valore del termine di consegna in giorni. Non essendo caricato il file elettronico, l’Offerta Tecnica non risulta sottoscritta digitalmente. Ai sensi del punto VI, lettera d), del disciplinare di gara, la Commissione di Gara decide all’unanimità di procedere all’esclusione del RTI Y.-Comacel. Al termine della valutazione delle offerte tecniche, i rappresentanti del RTI vengono congedati: il signor Igor Todini viene accompagnato all’uscita […]”.
Sicché il ricorso - in disparte il rilievo di nullità della notificazione - sarebbe comunque irricevibile perché notificato oltre il termine di legge, decorrente dal 6.6.2014 in applicazione dell’orientamento secondo cui l’art. 120, co. 5, c.p.a., coerente con la regola generale dettata dall’art. 41, co. 2, c.p.a., non è derogato dall’art. 79 d.lgs. n. 163/2006 (v. ex plur., Cons. Stato, sez. V, 19 marzo 2014, n. 1348, secondo cui questa disposizione, pur prevedendo la puntuale comunicazione delle esclusioni e delle aggiudicazioni, “non incide sulle regole processuali generali del processo amministrativo in termini di decorrenza dei termini di impugnazione, lasciando, quindi in vita, la possibilità che la piena conoscenza dell’atto ai fini del decorso dei termini di impugnazione sia acquisita con altre forme”).
- che l’esclusione avrebbe dovuto essere deliberata formalmente ai sensi del punto VI.4.2 del bando (“i ricorsi avverso le eventuali esclusioni di candidati, deliberate in relazione al presente bando di gara, dovranno essere notificati alla stazione appaltante entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione dell’avvenuta esclusione”; all. 7 ric.), con conseguente tempestività dell’atto introduttivo in relazione alla deliberazione n. 70 del 10.6.2014 (all. 2 ric.), adottata in ossequio alla lex specialis;
- che il proprio legale rappresentante non avrebbe potuto percepire le reali ragioni dell’esclusione, essendo stato allontanato dalla seduta prima della verbalizzazione e avendo potuto avere contezza delle motivazioni dell’estromissione solo all’esito dell’accesso agli atti (avvenuto in due date, il 17.6 e il 25.6.2014);
E la situazione di piena conoscenza ha certamente riguardato anche la causa dell’esclusione (vale a dire l’assenza di sottoscrizione digitale), come desumibile dalle deduzioni dell’atto introduttivo circa i problemi riscontrati al momento della presentazione dell’offerta (è appena il caso di chiarire che la stessa Y. riconosce come la controinteressata, al di là delle altre anomalie rilevate, abbia comunque rispettato la formalità di cui si tratta; v. mem. 2.12.14, pag. 9).
È peraltro appena il caso di riconoscere la condivisibilità, in linea di principio, delle articolate deduzioni di Y., la quale sostiene che la menzionata disposizione, diretta a evitare intromissioni nel domicilio delle persone in orari poco opportuni e perciò non applicabile alle nuove forme di notificazione “immateriali” e al “domicilio digitale” delle persone, sarebbe stata superata dall’art. 16-septies d.l. n. 179/2012 (“tempo delle notificazioni con modalità telematiche”), secondo cui l’art. 147 c.p.c. “si applica anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo”, norma che (parimenti ispirata al favor per il destinatario, onerato del controllo del proprio indirizzo pec solo nell’orario canonico 7-21) riproporrebbe il tema della scissione degli effetti della notificazione per notificante e notificatario in linea con quanto stabilito dall’art. 3-bis, co. 3, l. n. 53/1994 (“la notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione prevista dall’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e, per il destinatario, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna prevista dall’articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68”); con la conseguenza che il destinatario fruirebbe di un termine maggiorato di un giorno nel caso in cui la notificazione pervenga al suo indirizzo digitale oltre le ore 21, restando però salvaguardato il notificante che ha effettuato le operazioni a lui riservate entro il giorno di scadenza.