Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2017/02/15/diritto-precedenza-nel-lavoro-a-termineparte-prima/
Timestamp: 2018-01-18 21:29:23+00:00
Document Index: 3773239

Matched Legal Cases: ['art.55', 'art.24', 'art.24', 'art. 24', 'art. 24', 'art.24', 'art. 21', 'art.51', 'art. 4', 'art. 44', 'art. 1', 'art.35', 'art 35', 'art. 36', 'art.55', 'art.24', 'art.16']

DISCIPLINA DIRITTO RECEDENZA LAVORO A TERMINE (Parte prima) | Francesco Colaci's BLOG
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DISCIPLINA DIRITTO RECEDENZA LAVORO A TERMINE (Parte prima)
Sul S.O. n.34 della G.U. n. 144 del 24 giugno 2015 risulta pubblicato il DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 81, relativo alla Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 ,entrato in vigore dal giorno successivo a quello di pubblicazione, che negli articoli da 19 a 29 contiene la regolamentazione del lavoro a tempo determinato ,in sostituzione degli articoli del dec.legvo n.368/01. ,che, prima dell abrogazione dello stesso,disposta dall’art.55 comma 1 ,lett.b) del citato decreto n.81/15 , ha regolamentato tale tipologia contrattuale
Prima di procedere all’esame dell’art.24 del decreto legvo n.81/15 ,che .ai commi 1),2),3) e 4), contiene la regolamentazione dell’argomento di cui al titolo e che,peraltro , conferma quella del dec.legvo e n.368/01 abrogato dal 25.6.2015 , nonché ric0rdato che l’argomento e’ stato oggetto da parte del MLPS dell’interpello n.7/2016 –Contratti a termine – diritto di precedenza ed esonero contributivo, si ritiene confacente far presente preliminarmente che:
Si rimarca ,infine,che il datore di lavoro è tenuto a richiamare espressamente il diritto di precedenza di cui alle lettere a) ,b) e c)nell’atto scritto del contratto di lavoro a termine , obbligo che,peraltro,non prevede sanzione , laddove omesso
In materia di diritti di precedenza il nuovo decreto muta molto poco quanto già innovato da precedenti provvedimenti ,tanto che rimane fermo
Infine ,il comma 4 contiene la disposizione di formale richiamo del diritto di precedenza nell’atto scritto contrattuale e ribadisce le condizioni richieste per far valere il diritto che sono le seguenti:
1) il lavoratore abbia realizzato presso il datore di lavoro di riferimento prestazioni subordinate a tempo determinato per un periodo sia con un unico rapporto , che con piu ‘rapporti ,caratterizzato /i da proroga/ghe ovvero da rinnovo/i ;
2) il datore di lavoro di riferimento , alla scadenza del rapporto a termine , effettua assunzioni a tempo determinato nei 12 mesi successivi alla data di scadenza del rapporto a termine che prevedano le mansioni già espletate in esecuzione del/i rapport0/i a termine;
3) il lavoratore manifesti in tal senso la propria volontà al datore di lavoro entro il limite massimo rispettivamente di sei mesi,in caso di rapporti superiori a 6 mesi , e di tre mesi per rapporti stagionali , successivi alla data di cessazione del rapporto stesso, significando che la volonta’ in questione va espressa prima dei sei e dei tre mesi e persino in corso di rapporto a termine ,restando inteso che la dichiarazione di volonta’ resa avra’ valore ed efficacia agli effetti solo del determinarsi del diritto di precedenza al verificarsi di tutte le altre condizioni stabilite,compresa quella richiedente la durata di oltre sei mesi del rapporto di lavoro a termine per il caso disciplinato dal comma 2 del’art.24;
4) il diritto di precedenza in parola ,malgrado la volonta’ al riguardo sia stata esplicitata nelle forme previste e nei tempi stabiliti, si estingue in ogni caso dopo che sia trascorso un anno dalla data di cessazione del/i rapporto/i di lavoro a tempo determinato, senza che sia consentito che il termine per l’ estinzione del diritto di precedenza possa subire eventuali sospensioni ovvero interruzioni .
Il diritto di precedenza va espressamente richiamato, come si diceva, nella lettera di assunzione,
cosa che può avvenire facendo un riferimento “asettico”alla disposizione normativa contenuta ‘all’interno dellart. 24, comma 4, o, in alternativa, riproducendo il contenuto letterale della stessa.
Cosa succede se il datore di lavoro non lo ricorda esplicitamente?
Sotto l’aspetto prettamente operativo si può, da subito, affermare come l’omissione non incide né sul rapporto a termine in essere, né tantomeno sul diritto
stesso ad una assunzione a tempo indeterminato ,che, in ogni caso, postula un comportamento attivo del lavoratore che deve notificare, per iscritto,
al proprio datore di lavoro la volontà di esercitarlo (ci sono sei mesi di tempo o il termine minoreindividuato dalla contrattazione collettiva come,ad esempio, nel turismo ove è di tre mesi ed è correlato alla singola unità produttiva) ai fini della costituzione di un rapporto da realizzarsi, perle mansioni già espletate, nell’arco temporale di un anno dalla cessazione del rapporto.
Si pongono, a questo punto, quattro problemi:
– ilprimo concerne la mancata informazione e il conseguente comportamento del lavoratore,
-l secondo riguarda il mancato rispetto del diritto di precedenza, in quanto il datore di lavoro, non ot-
temperando alla norma, ha proceduto, per le mansioni già svolte, all’assunzione a tempo indeterminato di altro lavoratore,
-il terzo concerne l’ambito di operatività della precedenza ,
-il quarto riguarda il comportamento che il datore di lavoro deve tenere nel caso in cui un lavoratore che ha esercitato il
diritto, rinunci ad una possibilità lavorativa nel-arco temporale di validità dello stesso (dodici mesi dalla conclusione del precedente rapporto a
Per la soluzione della prima questione si potrebbe ipotizzare un ricorso al giudice nel quale il la-voratore lamenti la lesione di un diritto di informazione
l diritto di precedenza va espressamente richiamato, come si diceva, nella lettera di “tenore asettico”alla disposizione normativa contenuta all’interno dell’art. 24, comma 4, o, in alternati-va, riproducendo il contenuto letterale della stessa.
. L’eserci-zio del diritto non viene assolutamente“toccato”dalla mancata informativa datoriale,mentre ,posto che trattasi di termine perentorio ,esso non ammette deroghe circa l’effetto della decadenza a carico del lavoratore dal diritto di precedenza.
Il termine ordinatorio ,invece, viene così detto se alla sua inosservanza, non sono previste sanzioni o effetti sfavorevoli. La funzione di questo termine è semplicemente quella di ‘ordinare’ un’attività amministrativa, indirizzandola verso determinate procedure ed esiti; perciò, il non rispetto del termine non comporta il verificarsi di decadenze e l’applicazione di sanzioni
.All’interno della categoria dei termini ordinatori, la dottrina distingue, poi, i cosiddetti termini ’sollecitatori’, cioè quei termini diretti a ’sollecitare’ il tempestivo compimento di una data attività, senza prevedere alcun effetto negativo in caso di mancato rispetto. Invero, date le eguali conseguenze previste, il termine sollecitatorio si distingue ben poco da quello ordinatorio. Normalmente, si parla di termine con carattere perentorio, quando la legge o lo stesso atto prevedano una decadenza; si parla invece di termine con carattere ordinatorio in tutti gli altri casi. Se la legge, non si esprime in merito, la dottrina afferma unitamente che ’si considerano ordinatori i termini per l’emanazione di atti favorevoli, mentre si considerano perentori quelli previsti per gli atti a carattere sanzionatorio’ pertanto nel caso in cui il termine non sia espresso come perentorio o ordinatorio, la qualificazione del termine dipende dall’esistenza o meno di sanzioni decadenziali,come si registra nella fattispecie disciplinata dall’ultimo comma dell’art.24 del dec.legvo n.81/15 qui esaminato.
Ricordando che la parte prima risulta pubblicata sul Blog il 15 scorso, di seguito , si procede all’esame degli ulteriori aspetti sull”argomento di cui al titolo .
In primis ,si rimarca che risulta chiarito cosa si intende per attività stagionale ed in merito ha provveduto l’ art. 21, comma 2 ,in cui si afferma che le attività stagionali saranno indicate in uno specifico decreto del Ministro del lavoro,mentre nel frattempo non solocontinuerà a restare in vigore il D.P.R. n. 1525/1963 , integrate da quelle individuate dalla contrattazione collettiva, anche aziendale , nel rispetto dell’art.51 del provvedimento in esame,
ed in proposito il Legislatore ha confermato un indirizzo amministrativo già prospettato dal Ministero del lavorocon la circolare n. 18/2014.
Inoltre ,si sottolinea che con il comma 4, prima ricorda che il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nel contratto, poi chiarisce che lo stesso è condizionato dal fatto che deve essere esercitato per iscritto dal lavoratore non oltre i sei mesi successivi alla data di cessazione del rapporto, mesi , ridotti a tre nei contratti per attività stagionali.
La stessa,ntrodotta a partire dal 25 giugno 2015, è essenziale e costitutiva del diritto, nel senso che esso nasce dal giorno in cui il lavoratore ester-
na la propria volontà: se lo stesso, per ragioni personali , entro l’arco dei sei mesi ,non lo esprime , da cio’ non deruva alcun problema per il datore di lavoro,sul quale va ritenuto non incombere l’obbligo di portare a conoscenza l’opportunità lavorativa a tempo indeterminato a chi non
A questo punto si pone la seguente domanda:Cosa succede se il datore di lavoro non lo ricorda esplicitamente?
Si ritiene che sotto l’aspetto operativo l’omissione datoriale non incide sul rapporto in essere, né sul diritto stesso ad una assunzione a tempo indeterminato,che, comuque ,richiede un comportamento atti-
alla singola unità produttiva) ,ai fini della costituzione di un rapporto da realizzarsi, perle mansioni già espletate, nell’arco temporale di
Questo non significa che non si pongono dei problemi , , rappresentando ,invece , che dal Legislatore non e’ stata prevista una sanzione specifica per tale omissione ed il Ministero del lavo-
ro ha ribadito alle proprie articolazioni periferiche con la circolare n. 18/2014, che il comportamento non può essere, in alcun modo, punito. Di
to in corso all’ atto dell’accesso ispettivo o, cessati da poco (arco temporale dei sei mesi dalla fine del rapporto), in quanto manca, nella situazione evidenziata, il presupposto di un apprezzamento discrezionale esercitabile da parte dell’i-spettore e concernente il“quomodo della condotta”
Pertanto , nel calcolo non vanno compresi i trascorsi temporali intervenuti con ilcontratto di somministrazione, il contratto a tem-
a)Diritto di precedenza per rapporto a tempo indeterminato ed apprendistato
D.Lgs. n. 276/2003 ove si parlava di qualificazione e non di“qualifica”, concetto ora ripreso,dopo la parentesi dell’art. 4, comma 1, delD.Lgs. n. 167/2011, dall’art. 44, comma 1, delD.Lgs. n. 81/2015.
b)c)Diritto di precedenza per rapporto a tempo indeterminato part time
L’instaurazione di un rapporto a tempo indeterminato per mansioni già espletate non esclude assolutamente che ciò possa avvenire a tempo
d)Diritto di precedenza per trasformazione a t.i. di rapporto a termine
Non di rado puo’ determinarsi , soprattutto nei rapporti
stagionali ,che occorre procedere alla scelta da parte del datore di lavoro
del soggetto (o dei soggetti) da assumere in presenza di posti disponibili inferiori a quelli degli aspiranti cvon diritto di precedenza.
con accordi ovvero con regolamento aziendale , criteri selettivi basati su numero dei rapporti precedenti, carichi familiari, l’anzianità.
L’assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore che ha esercitato il diritto di precedenza avvenuta nel corso del 2015 e nel 2016 risulta assistita dal diritto all’esonero contributivo Inps totale o parziale disciplinato dalle leggi di stabilita in favore deldatore di lavoro, in presenza delle condizioni previste dalla norma,
Il diritto di precedenza,per quanto attiene ai contratti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione ,i cui datori di lavoro sono indicati nell’ art. 1, comma 2, delD.Lgs. n. 165/2001) , ha avuto una specifica disciplina ,secondo cui è stato escluso per le assunzioni di cui all’art.35 ,comma 1,lettera a) del dec.legvo n.165/01 , cioe’ quelle per cui “l’assunzione avviene con contratto individuale di lavoro tramite procedure selettive”, per le quali e’ richiesto il diploma ovvero la laurea ,” volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno”,mentre e’ stato ammesso per le assunzioni previste dalla lettera b) del citato art 35 comma 1 ,vale a dire quelle in cui le assunzioni avvengono “mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.”
Premesso quanto sopra e considerato che le disposizioni del decreto legvo n.368/01 richiamate dal comma 5 bis dell’art. 36 del decreto legislativo 165/ 01 sono state abrogate , a far data dal 25 giugno 2015, dall’art.55 ,.comma 1 lett.b) del decreto legvo n.81/2015, con relativa sostituzione dagli artt.da 19 a 29 dii tale provvedimento,come ha stabilito il dec.legvo n.75/17 in vigore dal 22.giugno 2017.Pertanto viene meno chiedersi se sia o meno possibile, ,sostituire le predette disposizioni abrogate con quelle dell’art.24 del decreto legvo n.81/15 , che si occupano della medesima materia ,ossia della disciplina del diritto di precedenza per le assunzioni nelle pp.aa.limitatamente al personale reclutato secondo le procedure di cui all’articolo 35, comma 1, lettera b), del decreto legvo n.165/01 ,comunemente noti come reclutamenti di personale tramite gli avviamenti a selezione ex art.16 legge 56/87 .
La dottrina in materia e’ sta sempre orientata per l’automativca sostituzione delle dispposizioni contenute nell’abbrogato dec.legvo 368/01 con quelle previste in materia di assunziione a termine e di dirtitto dim precedenza nel dec.legvo n.81/15
Tuttavia ,in merito a tale aspetto,non guastava che ,se per non alimentare incertezze operative ,che potessero favorire l’instaurarsi di contenzioso , intervenisse confacente provvedimento dei competenti organi istituzionali ,cosi’ come è accaduto
This entry was posted on 15/02/2017 at 20:39 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.