Source: http://www.biceprevitera.com/pagina-scientifica/integrazione-ospedale-territorio/informazioni/
Timestamp: 2019-06-26 08:41:07+00:00
Document Index: 30947342

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1']

 Note dell’autrice
 Presentazione
 Indice Generale
 Indice degli Allegati
Attraverso un’analisi storica e normativa dell’evoluzione del Sistema Sanitario Nazionale, l’autore individua le attuali condizioni e criticità, creando lo spunto per immaginare una nuova realtà organizzativa delle varie anime del “pianeta sanità”, non più separate e indipendenti, bensì omogenee e fra loro complementari, al solo scopo di fornire un servizio migliore e di ridurne i costi.
L’iter concettuale che ha guidato il lavoro è stato, con un approccio sistemico e relazionale, lo studio dello stato e degli orientamenti del servizio sanitario, del concetto di rete, della clinical governance, di programmi, protocolli e percorsi assistenziali integrati, con una esemplificazione dei problemi ricorrenti di relazione tra i diversi nodi della rete, nonché di alcune sperimentazioni di reale e riuscita integrazione fra Ospedale e Territorio.
Emerge chiaramente come, se la rete è in sofferenza, sia sempre il cittadino a pagarne le spese. L’odierna missione della sanità pubblica consiste quindi nell’affrontare e risolvere i problemi di relazione fra i nodi della rete.
La riduzione dei posti letto ospedalieri e la nuova caratterizzazione degli ospedali, volti sempre più, giustamente, a curare l’acuzie e le patologie complesse, hanno posto in drammatica evidenza la necessità di prestazioni integrative sul territorio. Esse – tra cui l’educazione all’auto-medicazione e la creazione di strutture di RSA, riabilitazione, lungodegenza e hospice – sono però a tutt’oggi carenti per l’assenza di un vero disegno che coinvolga in modo organico il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, il medico di continuità assistenziale e dell’emergenza, lo specialista ambulatoriale, il medico dirigente.
L’investimento sul Territorio, alla luce delle evidenze mostrate, si rivela positivo per il sistema, poiché contribuisce a una riduzione dei costi complessivi e delle inappropriatezze. Non può tuttavia essere dettato da motivi ideologici o rivolgersi in maniera indistinta a tutti gli ambiti assistenziali nell’ottica di un generico loro potenziamento, se manca una prospettiva strategica.
E’ infatti indispensabile agire secondo un disegno strategico generale di riprogettazione: riclassificazione delle strutture, riorganizzazione dei servizi, razionalizzazione delle risorse, rimodulazione delle funzioni e riqualificazione del personale, seguendo la logica di semplificazione (ma al contempo di arricchimento) degli assetti relazionali.
Esso deve privilegiare, quindi, quegli ambiti rilevati come efficaci in termini di miglioramento di appropriatezza e qualità delle cure individuali e delle attività di promozione della salute e prevenzione collettiva rivolte ai cittadini, in uno scenario nazionale e internazionale che indica come impostazione per il futuro la “medicina di popolazione”, tesa ad affrontare il primo anello della catena e quindi i determinanti sociali di salute. Ci si avvia verso un’organizzazione ospedaliera “per aree differenziate” secondo modalità assistenziale, intensità di cure, durata della degenza, regime di trattamento. Si richiede quindi l’adozione dei provvedimenti necessari a promuovere il passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e il potenziamento delle forme alternative al ricovero ospedaliero, verso una forma di assistenza sempre più in regime ambulatoriale o domiciliare e gestita in modo integrato multiprofessionale e multidisciplinare, fino a raggiungere il traguardo della “transdisciplinarietà”, nell’ottica della “conversazione costruttiva”1.
La collettività ha un significato: amplifica le potenzialità del singolo e consente di osare in maniera maggiore rispetto a un semplice individuo. Il lavoro congiunto porta a incidere maggiormente su chi detiene il potere decisionale, come espressione di governance partecipata, attraverso lo studio della programmazione e attuazione delle politiche con il coinvolgimento di attori pubblici e privati che interagiscono con l’obiettivo di influenzare i risultati e gli impatti di politiche e programmi. E’ un processo con il quale collettivamente vengono risolti i problemi rispondendo ai bisogni della società.
Le politiche sorgono in prima istanza da un impeto di iniziativa, da nuove scoperte della ricerca, da dati epidemiologici che monitorano evoluzioni, percezioni di bisogni, rischi e minacce, dall’evidenza di pubblica insoddisfazione rispetto allo status quo, le campagne di speciali gruppi di interesse, partiti politici, le agende correnti dei mezzi di comunicazione. Per dare un corso alla politica, è allora necessario parlare di questi temi.
A un certo punto i decisori politici, gruppi di esperti, scienziati della salute e della società, politici e servitori pubblici, speciali rappresentanti di interesse, amministratori pubblici e private devono sedere insieme e deliberare.
Negli ultimi anni l’aspirazione è stata quella secondo la quale la politica per la salute dovesse essere “basata sull’evidenza”. Tuttavia la politica non è solo il prodotto dei dati. Essa emerge dall’interazione di gruppo. In questo, la luce dell’evidenza e della ragione viene inevitabilmente deviata attraverso il prisma dei valori, delle preferenze, delle emozioni, dell’intelletto e della personalità di tutti gli individui che ne prendono parte. Il termine conversazione implica molto di più che “parlare insieme”. La definizione riportata dal dizionario della lingua inglese Oxford English Dictionary si riferisce ad “avere trattative con altri”, a “vivere insieme” e anche a “società” e “intimità”. Il conversatore costruttivo è un negoziatore, un interprete e un esploratore. Come può la “conversazione costruttiva” prendere il posto delle pressioni partigiane e della argomentazione che, più che essere basata sulla verità, mira a conseguire con poco scrupolo la vittoria? Oppure, se non prenderne il posto, permettere la solidarietà e l’efficienza morale nella scelta delle politiche e dei loro scopi?
I membri dei workshops, intesi come laboratorio, sono sia autoselezionati sia condotti insieme sulla base di valutazioni in merito alla loro personale idoneità al tema e all’impegno, il compito in mano. Essi interagiscono socialmente, nel senso che i loro valori e pregiudizi personali sono vicini alla superficie delle loro deliberazioni e questo legittimamente. I partecipanti ai workshops sono incoraggiati a esplorare e definire i paradossi che abbondano e a esaminarli, in termini dei princìpi e dei valori che i membri individuali portano al tavolo. Conseguentemente, i valori predominanti espressi sono verosimilmente quelli liberali e permissivi della beneficenza, della scelta e dell’appoggio morale. L’intento del gruppi di lavoro è produrre buon senso e riflessione.
La conversazione costruttiva richiederà qualcosa di più aperto e flessibile rispetto alle regole implicate nel comitato, l’arena nella quale la maggior parte della politica per la salute viene effettuata. I partecipanti al modello di democrazia deliberativa sono chiamati ad agire senza alcuna opinione predeterminata. L’idea è che la discussione in sé e gli argomenti messi in evidenza contribuiscano a rifoggiare le preferenze e che, dopo una discussione siffatta, sia possibile ottenere una cooperazione che includa la maggioranza ampia. Solo così si può parlare di democrazia.
1Alla Conferenza di Madrid del 2003 sulle politiche per la salute e i valori, Ilona Kickbusch usò il termine “conversazione costruttiva”. Successivamente, nel corso dei workshop facilitatori in Galles, Ungheria, Spagna e Scozia, incentrati sull’applicazione pratica della Cornice di Madrid, la “conversazione costruttiva” divenne il mantraper il modo in cui si discusse di salute e valori (Marinker, 2006).
Per molti anni tutto ciò che è stato tangibile ha esercitato una straordinaria influenza sul mondo economico, che si è sostanzialmente sviluppato nella produzione e nella accumulazione di “cose”. Oggi invece il processo con cui si genera ricchezza si basa sempre meno sulla produzione di “cose per” e sempre più sulla realizzazione di beni e servizi che basano il proprio valore sul contenuto di “conoscenza intrinseca”. Nella knowledge economy, quindi, la materia prima verrà sempre più rappresentata dalla ricerca e il prodotto sarà sempre più l’emblema della “conoscenza”, sia che si tratti di realizzare un programma informatico, sia che ci si prefigga di condurre a termine un nuovo programma terapeutico o uno spaziale.
È il messaggio che resta come traccia al lettore di questo libro, un’energia positiva e la volontà di lavorare fianco a fianco per il bene comune.
4.1 Evoluzione del concetto di sistema sanitario
4.1.1 Le politiche sanitarie in Italia
4.1.2 Strategia e sistema organizzativo
4.1.3 Atto medico e sua evoluzione nel tempo
4.1.4 Evoluzione del concetto di sistema sanitario
4.2 L’Ospedale e il Territorio
4.2.2 Introduzione
5.1 Evoluzione
5.1.1 L’Ospedale nella prima metà del XX secolo
5.1.2 L’Ospedale nella seconda metà del XX secolo: dalla fine della II guerra mondiale ai primi anni ’70
5.1.3 Gli ospedali dai primi anni ’70 alla fine del XX secolo
5.1.4 La situazione attuale e le prospettive
5.1.5 L’Ospedale del futuro
5.1.5.1 Organizzazione ospedaliera “per aree differenziate”
5.1.5.2 L’Ospedale esteso
5.1.5.2.1 Dalla medicina clinica alla medicina molecolare
5.1.5.2.2 Evoluzione tecnologica
5.1.5.2.3 Evoluzione strutturale
5.1.5.2.4 Ospedale esteso
5.1.5.2.5 Medico esteso
5.2.2 Accesso alle prestazioni, assistenza e tutela
5.2.2.1 La gestione delle liste d’attesa
5.2.2.2 L’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri
5.2.2.3 Partecipazione e informazione agli utenti
5.2.2.4 L’assistenza non sanitaria integrativa
5.2.2.5 Assistenza e tutela dei soggetti disabili
5.2.2.6 Protesi, ausilii e ortesi: modalità di erogazione
5.2.3 I “servizi aperti”: organizzazione e gestione
5.2.3.1 Day Hospital: criteri per l’avviamento, l’organizzazione e la valutazione
5.2.3.2 Day Surgery e chirurgia ambulatoriale
5.2.3.3 Day Service: criteri generali per l’organizzazione
5.2.3.3 La gestione delle emergenze
6.2.1 Gli strumenti organizzativi: il Distretto e il Dipartimento di Prevenzione
6.3 La macroarea distrettuale
6.3.1 Il Distretto
6.3.1.1 Definizione
6.3.1.2 L’assistenza distrettuale: significato e prospettive di sviluppo organizzativo
6.3.1.2.1 L’assistenza primaria
6.3.1.2.1.1 Primary care in Italia: livello di assistenza distrettuale
6.3.1.2.1.2 Considerazioni su Medicina generale e Primary care
L’azione individuale o associata dei professionisti
I MMG e il governo della domanda: professione, rapporto con i pazienti e gatekeeping
La continuità dell’assistenza sul territorio
6.3.1.2.1.3 L’approccio strutturato al trattamento della cronicità nella Primary care: i princìpi del chronic care model
6.3.1.2.1.4 Primary care e gestione della non autosufficienza: dimensione del fenomeno e ruolo dell’assistenza intermedia e della presa in carico
6.3.1.2.2 L’assistenza intermedia
6.3.1.2.3 La presa in carico
6.3.1.2.4 Prospettive di sviluppo organizzativo
6.3.1.3 Strumenti di governo del Distretto: i sistemi informativi, l’innovazione e la comunicazione
6.3.1.3.1 I sistemi informativi
6.3.1.3.1.1 La rete informatica del territorio
6.3.1.3.2 L’innovazione
6.3.1.3.3 La comunicazione
6.3.1.4 Trend internazionali. Breve sintesi delle tematiche rilevanti per l’assistenza territoriale in Europa
6.3.1.4.1 Il superamento dell’accezione restrittiva di Primary Care
6.3.1.4.2 Le tendenze in atto nei sistemi internazionali
6.3.1.5 Le spinte al cambiamento dell’assistenza territoriale in Italia
6.3.1.5.1 Rapporto tra nuovi bisogni, soddisfazione della domanda e risposte organizzative
6.3.1.5.2 L’impatto del ridimensionamento delle Aziende Sanitarie Locali e del restyling dell’ospedale
6.3.1.5.3 Il progressivo invecchiamento della classe medica
6.3.1.5.4 Il senso di cura
6.3.1.6 Conclusioni
6.3.2 Il Dipartimento di Salute mentale
6.3.2.1 Psichiatria, medicina e società
6.3.2.1.1 Definizione e limiti della psichiatria
6.3.2.1.2 Cenni storici
6.3.2.1.3 Dalla Psichiatria alla Salute mentale
6.3.2.1.3.1 La riforma psichiatrica
6.3.2.1.3.1.1 Il contesto
6.3.2.1.3.1.2 I principi della L. 180
6.3.2.1.3.1.2.1 Dal pregiudizio alla cura della malattia mentale
6.3.2.1.3.1.2.1.1 L’allontanamento e la discriminazione nella medicina
6.3.2.1.3.1.2.1.2 Perché il pregiudizio nei confronti della malattia mentale?
6.3.2.1.3.1.2.1.3 Lo stigma, come concretizzazione del pregiudizio
6.3.2.1.3.1.2.1.4 Le campagne contro la stigmatizzazione
6.3.2.1.3.1.2.1.5 La natura della stigmatizzazione
Percezione più specifica della società nei confronti delle persone etichettate come “malati mentali”
6.3.2.1.3.1.2.1.6 Discriminazione e accoglienza della persona con disturbo psichico nella popolazione
Opinioni, pregiudizi e conoscenze sulle malattie mentali nella comunità
Distanza sociale, atteggiamenti e comportamenti stigmatizzanti nella comunità
Professione, formazione e stigma in psichiatria
6.3.2.1.3.1.2.1.7 Azione contro lo stigma e la discriminazione
Ruoli, responsabilità e opportunità dei politici, inclusi i governi (nazionali e locali)
6.3.2.1.3.1.3 Aspetti di tipo normativo e organizzativo
6.3.2.1.3.1.3.1 Aspetti generali
6.3.2.1.3.1.3.2 Cenni storici
6.3.2.1.3.1.3.3 Modelli di funzionamento dei DSM e assunti di bas
6.3.2.1.3.1.3.4 L’esperienza del DSM di Savona
6.3.2.1.3.1.3.5 Il Dipartimento di Salute Mentale (DSM)
6.3.2.1.3.1.3.6 Il concetto di rete
6.3.2.1.3.1.3.7 La Psichiatria di comunità
6.3.2.1.3.1.3.8 Al di là della psichiatria
6.3.2.1.3.1.3.9 Dalla psichiatria alla salute mentale
6.3.2.1.3.2 La situazione attuale con le sue criticità
6.3.2.1.3.2.1 Criticità del DSM
6.3.2.1.3.2.2 La situazione e le criticità generali
6.3.2.1.3.2.2.1 Riflessioni
6.3.2.1.3.2.2.2 Aspetti giudiziari
6.3.2.1.3.2.2.2.1 Considerazioni generali
6.3.2.1.3.2.2.2.2 L’amministratore di sostegno
Il (necessario) mutamento dei paradigmi giuridici: capacità e responsabilità
Gli istituti di protezione per le persone non autonome
Criteri di scelta dello strumento di protezione
Il rapporto tra clinica e legge e le sue incongruenze
Fatta la legge trovato l’inganno? Luci e ombre nelle/delle pratiche applicative
Disturbo mentale, consenso informato e coazione fisica
6.3.2.1.3.2.2.2.3 L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG)
I cittadini con disturbo mentale che commettono reato
La Legge 17 febbraio 2012, n. 9
6.3.2.1.3.3 Prospettive
6.3.2.1.3.3.1 Considerazioni generali
6.3.2.1.3.3.2 Aspetti di prevenzione
6.3.2.1.3.3.3 La cultura condivisa
6.3.2.1.3.3.4 La sfida – Nuovi scenari di tutela e libertà
6.3.2.2 Considerazioni
6.3.2.2.1 Il bene salute
6.3.2.2.2 Il rapporto fra salute mentale, guarigione e povertà
6.3.2.2.3 Il salto logico dalla psichiatria alla salute mentale
6.3.2.2.4 Definire la salute mentale?
6.3.2.2.5 Resilienza
6.3.2.2.6 I luoghi della cura
Importanza dei luoghi di cura
Che cosa ci insegna la storia?
6.3.2.3 Conclusioni
6.3.3 Il Dipartimento delle Dipendenze patologiche
6.3.3.1 Premessa
6.3.3.2 Introduzione
6.3.3.2.1 Definizione e classificazione delle droghe
6.3.3.2.2 Qualche precisazione semantica
6.3.3.2.3 I costi della salute
6.3.3.2.4 I comportamenti
6.3.3.2.5 Gli aspetti culturali
6.3.3.2.6 I modelli di interpretazione del consumo della dipendenza
6.3.3.3 Evoluzione e storia
6.3.3.3.1 Lo sviluppo dei servizi per le tossicodipendenze in Italia
6.3.3.4 La situazione attuale
6.3.3.4.1 profili del sistema: una panoramica su domanda e offerta
6.3.3.4.2 Il contesto attuale
6.3.3.4.3 Il lavoro di rete: significato e importanza dell’intervento
6.3.3.4.3.1 Il servizio come momento di rottura
6.3.3.4.3.2 Il gruppo di lavoro
6.3.3.4.3.3 L’esigenza di “rete” e il concetto di “sistema”
6.3.3.4.3.4 La manutenzione del sistema
6.3.3.4.4 La nascita dei Dipartimenti per le Dipendenze patologiche
6.3.3.4.4.1 Le motivazioni – Il principio di integrazione
6.3.3.5 Le prospettive
6.3.3.5.1 Il Piano nazionale sulle droghe
6.3.3.5.1.1 Relazioni illustrative
6.3.3.5.1.2 Riduzione della domanda
6.3.3.5.1.3 Riduzione dell’offerta
6.3.3.5.1.4 Informazione, formazione, ricerca, valutazione
6.3.3.5.2 I modelli organizzativi d’intervento
6.3.3.5.2.1 I progetti nazionali
6.3.3.5.2.2 Un fenomeno in continuo cambiamento
6.3.3.5.2.3 Alcune esperienze
6.3.3.5.2.3.1 L’esperienza della regione Lombardia
6.3.3.5.2.3.2 L’esperienza della regione Lazio
6.3.3.5.2.3.3 L’esperienza della regione Marche
6.3.3.6 Alcune considerazioni
6.3.4 Il Dipartimento Materno infantile
6.4 La macroarea della Prevenzione
6.4.1 Il Dipartimento di Prevenzione
6.4.1.1 Un modello di Dipartimento
6.4.2 Il rapporto Ambiente-Salute
6.4.3 “833” e Prevenzione primaria collettiva: una scommessa che prosegue da trent’anni
6.4.3.1 La normativa
6.4.3.2 L’applicazione
6.4.3.3 Il ruolo delle società scientifiche
6.4.3.4 Il futuro
6.4.3.4.1 Considerazioni generali
6.4.3.4.2 L’innovazione per andare oltre
6.4.3.4.3 Promozione della salute ed equità in salute
6.4.3.4.3.1 Quali sono le caratteristiche di un sistema di remunerazione ideale?
6.4.3.4.3.2 Il modello storico di finanziamento delle organizzazioni/Aziende sanitarie
6.4.3.4.3.3 Il sistema di finanziamento/remunerazione di Aziende erogatrici/erogatori basato su DRG e tariffe per prestazione
6.4.3.4.3.4 Un sistema di finanziamento/remunerazione dei principali attori in sanità che paga la salute
6.4.3.4.3.5 Modalità di finanziamento virtuoso di un’AUSL
6.4.3.4.3.6 Modalità di remunerazione virtuosa di un sistema aziendale integrato AUSL + AO
6.4.3.4.3.7 Come evitare i rischi di sottrazione di cure necessarie in aziende prepagate con quote capitarie
6.4.3.4.3.8 Modalità virtuosa di assegnazione di un budget a (eventuali) presidi ospedalieri interni alle AUSL, in analogia con una remunerazione virtuosa delle AO
6.4.3.4.3.9 Modalità di remunerazione “virtuosa” del privato accreditato
6.4.3.4.3.10 Modalità di remunerazione “virtuosa”degli specialisti ambulatoriali
6.4.3.4.3.11 Modalità di assegnazione virtuosa di un budget ai Distretti di un’AUSL
6.4.3.4.3.12 Modalità di remunerazione virtuosa dei Medici di famiglia
6.4.3.4.3.13 Modalità di remunerazione virtuosa delle farmacie
6.4.3.4.3.14 Conclusioni
6.4.3.4.4 La sanità pubblica e i determinanti di salute
6.4.3.5 La prevenzione e le migrazioni
6.4.3.5.1 Un esempio concreto di integrazione
6.4.3.5.1.1 L’analisi dei bisogni
6.4.3.5.1.1.1 I motivi che spingono ad emigrare
6.4.3.5.1.1.2 Il concetto di ignoto
6.4.3.5.1.1.3 La filosofia interculturale
6.4.3.5.1.1.4 Definizione di salute
6.4.3.5.1.1.4.1 Il concetto di salute
6.4.3.5.1.1.4.2 Dalla “sanità” alla “salute”
6.4.3.5.1.1.4.3 Povertà e salute
6.4.3.5.1.1.4.4 I determinanti della salute
6.4.3.5.1.1.4.5 I diritti
6.4.3.5.1.1.5 La malattia
6.4.3.5.1.1.5.1 Percezione oggettiva e soggettiva
6.4.3.5.1.1.5.2 Medicina preventiva ed educazione sanitaria
6.4.3.5.1.1.6 I bisogni: l’informazione
6.4.3.5.1.1.7 I bisogni: i clandestini
6.4.3.5.1.1.8 I bisogni: le malattie infettive
6.4.3.5.1.1.9 I bisogni: le tematiche relative al lavoro
6.4.3.5.2 Il fenomeno migratorio
6.4.3.5.2.1 Lo scenario socio-sanitario dell’immigrazione: aspetti quantitativi
6.4.3.5.2.2 Lo scenario socio-sanitario dell’immigrazione: aspetti qualitativi
6.4.3.5.3 Il contesto legislativo
6.4.3.5.3.1 Il contesto italiano
6.4.3.5.3.1.1 La Medicina delle Migrazioni
6.4.3.5.3.1.2 L’impianto normativo attuale
6.4.3.5.3.1.3 Le politiche regionali
6.4.3.5.3.1.4 Il ruolo attivo degli stranieri nella tutela della salute
6.4.3.5.3.1.5 La Società Italiana della Medicina delle Migrazioni
6.4.3.5.3.2 Il contesto legislativo internazionale
6.4.3.5.3.2.1 La situazione nei diversi Paesi
6.4.3.5.3.2.2 Assistenza sanitaria transfrontaliera nell’UE: i nuovi diritti per i pazienti
6.4.3.6 Programmi congiunti con l’OMS
6.3.4.6.1 Considerazioni generali
6.3.4.6.2 Progetto Promozione dell’allattamento al seno
7.1.1 Cornice di riferimento
7.1.2 Di cosa parliamo?
7.1.3 Serve l’integrazione?
7.1.4 Efficacia e continuità assistenziale
7.1.5 I modelli di integrazione in Italia e in Europa
7.1.6 I luoghi dell’integrazione: l’integrazione istituzionale
7.1.7 I luoghi dell’integrazione: l’integrazione gestionale
7.1.8 I luoghi dell’integrazione: l’integrazione professionale
7.1.9 Ostacoli all’integrazione
7.1.10 Alcune proposte per l’integrazione tra servizi e socio-sanitaria
7.1.11 I “contenitori” dell’offerta
7.1.12 Il governo integrato della domanda
7.2 L’Integrazione sul piano professionale
7.2.1 La conversazione costruttiva
7.2.1.1 Sette massime
7.2.2 I Piani Comunitari per la Salute (PCS)
7.2.2.1 Introduzione
7.2.2.2 Motivazioni del Piano Comunitario per la Salute
7.2.2.3 Definizione del Piano Comunitario per la Salute
7.2.2.4 Obiettivi del Piano Comunitario per la Salute
7.2.2.5 Piano Comunitario per la Salute e altri strumenti di pianificazione
7.2.2.6 Contenuti del PCS
7.2.2.7 Territorio di riferimento e struttura operativa per la costruzione e gestione del PCS
7.2.2.8 Partner coinvolti nella elaborazione del PCS
7.2.2.9 Strumenti per la realizzazione del PCS
7.2.2.10 Rilevazione dei bisogni: “L’elaborazione del Profilo di Salute della comunità”
7.2.2.10.1 Definizione di Profilo di Salute
7.2.2.10.2 I destinatari del Profilo di Salute
7.2.2.10.3 Le tematiche del Profilo di Salute
7.2.2.10.4 Il dettaglio territoriale
7.2.2.10.5 I riferimenti temporali e la periodicità
7.2.2.10.6 Le fonti ed il flusso delle informazioni quantitative
7.2.2.10.7 I dati qualitativi
7.2.2.10.8 Le tappe per la costruzione di un Profilo di Salute
7.2.2.11 Le Fasi di sviluppo del Piano Comunitario di Salute
Tab. I – Riepilogo sintetico delle caratteristiche degli strumenti di programmazione territoriali
Tab. II – Struttura operativa per la costruzione e gestione del PCS
Tab. III – Griglia di progettazione operativa per la realizzazionedei progetti
7.3 L’Integrazione dal punto di vista del cittadino
7.3.1 Complessità della partecipazione in relazione a salute e sanità
7.3.1.1 Livelli e bivalenze della partecipazione
7.3.2 Quattro dimensioni della partecipazione
7.3.3 L’evoluzione dei modelli di partecipazione in sanità (dopo la riforma del 1978)
7.3.3.1 Il modello di partecipazione democratica di tipo co‑gestionale nella Legge 833/78
7.3.3.2 Il modello di partecipazione consultiva cooptativa e autolegittimata del D.lgs n. 502/92
7.3.3.3 Verso un modello di partecipazione di tipo negoziale?
7.3.4 Gli attori della partecipazione: pazienti, utenti, clienti, stakeholders, cittadini
7.3.4.1 Da paziente a utente
7.3.4.2 Da cliente a stakeholder
7.3.4.3 La centralità del cittadino
7.3.5 Problemi della partecipazione sperimentata
7.3.5.1 Neo‑liberismo e partecipazione nell’esperienza inglese
7.3.5.2 L’esperienza dei Piani per la salute (Pps) in Emilia-Romagna
7.3.6 Partecipazione, ricerca sociale, valutazione
7.3.6.1 Partecipazione e lettura dei bisogni
7.3.6.2 La mobilitazione delle risorse, la ricerca‑azione, la ricerca‑intervento
7.3.6.3 Partecipazione dei cittadini e valutazione di qualità
7.3.7 Il “Programma Paziente Esperto” (EPP)
7.3.7.1 Che cos’è l’EPP
7.3.7.2 Quali sono i benefici per il sistema sanitario?
7.4 L’integrazione fra i saperi
7.4.1 Premessa
7.4.2 Introduzione
7.4.3 Cosa sono le Medicine Non Convenzio­nali (MNC)
7.4.3.1 L’approccio
7.4.3.2 La classificazione
7.4.4 Problemi che attraversano il settore
7.4.4.1 Le professionalità delle MNC
7.4.4.2 Efficacia e nuovi paradigmi
7.4.4.3 Il livello di consenso delle MNC
7.4.5 Richiamo al fenomeni di domanda e consumi
7.4.5.1 La domanda
7.4.5.2 I consumi
7.4.6 Motivi di interesse ed entità del fenomeno delle medicine complementari in Oncologia
7.4.6.1 Medicina tradizionale cinese e oncologia
7.4.7 Le politiche delle regioni italiane: l’evoluzione in base alla normativa e le macrotendenze osservate
7.4.7.1 L’evoluzione in base alla normativa
7.4.7.1.1 La formazione
7.4.7.2 Le macrotendenze osservate
7.4.7.2.1 La valutazione dell’efficacia: l’espe­rienza della Regione Lombardia
7.4.7.2.2 La garanzia dell’equità: l’esperienza della Regione Toscana
7.4.7.2.3 Azioni per una medicina integrata: l’esperienza della Regione Umbria
7.4.7.2.4 Dall’integrazione dei saperi all’integrazione delle pratiche: l’esperienza della Regione Piemonte
7.4.7.2.5 Il confronto tra le politiche regionali
7.4.7.2.6 Quadro di sintesi delle esperienze ana­lizzate
7.4.8 Considerazioni conclusive
7.4.8.1 La trasformazione dei concetti di salute e malattia e lo sviluppo delle Medicine non convenzionali
7.4.8.2 Un concetto olistico di salute
7.4.8.3 La complementarietà flessibile
7.4.8.4 L’analisi del settore
7.4.8.5 Medicina convenzionale e non convenzionale verso l’integrazione
7.4.9 Appendice
Gli steps del Progetto Medicine Non Convenzionali dell’Aress Piemonte
Proposta di documento per la Commissione Salute da parte del Coordinamento tecnico delle Regioni per la regolamentazione delle Medicine Complementari
All. n. 1 – Farmacovigilanza
All. n. 2 – Medicine complementari ed evidenze scientifiche
8.1 Il paradigma della rete e le sue caratteristiche
8.1.2 Il concetto di rete
8.1.2.1 Gli elementi costitutivi della rete
8.1.2.2 Aspetti sociologici e psicologici
8.1.2.2.1 Approcci/paradigmi sociologici e psicologici alle reti
8.1.2.2.2 La teoria relazionale
8.1.2.2.3 La società estesa
8.1.2.2.4 L’evoluzione del concetto di sistema sanitario
8.1.2.2.4.1 Verso un nuovo contesto culturale
8.2 Il lavoro di rete in sanità
8.2.1 Le tendenze
8.2.2 Le stagioni dell’etica in medicina
8.2.3 Problematiche emergenti per le organizzazioni sanitarie
8.2.4 Modelli di rete
8.2.5 Classificazione
8.2.6 Obiettivi
8.2.7 Strumenti operativi
8.2.8 Il lavoro di gruppo
8.2.9 Analisi strutturale e dimensioni della rete
8.2.10 Le molte dimensioni delle organizzazioni
8.2.11 Evoluzione e innovazione
8.2.12 Lo sviluppo dei sistemi di rete
8.2.13 Considerazioni conclusive
8.3 Le reti cliniche
8.3.1 Definizione
8.3.2 L’approccio
8.3.3 Classificazione
8.3.3.1 Classificazione a seconda della maggiore integrazione e della maggiore complessità
8.3.4 Caratteristiche
8.3.5 Modelli e forme di organizzazione
8.3.6 Perché c’è attenzione al tema delle reti?
8.3.6.1 Effetti positivi
8.3.7 Caratteristiche vincenti: check list di riferimento per la progettazione di una rete clinica
8.3.8 Road map di riferimento per la valutazione di una rete clinica
8.3.9 La situazione in Italia
8.3.10 Considerazioni conclusive
8.4 Livelli di analisi delle reti
8.4.1 Analisi per dimensione
8.4.1.1 Benefici e criticità
8.4.1.2 Il coordinamento
8.4.1.3 Il mercato relazionale
8.4.1.4 Modelli di acquisto centralizzati
8.4.2 Analisi per complessità
8.4.2.1 Progettazione “a” e “in” rete”
8.5 La governance
8.5.1 Il problema della governance delle reti
8.5.2 Il potere delle reti
8.5.3 Ruolo e statuto del soggetto
8.5.4 Sul significato di integrazione
8.5.4.1 Lo “slittamento semantico
8.5.4.2 Il caleidoscopio ovvero il taumascopio
8.5.4.3 Il rispetto e la coerenza
8.5.4.4 Il baricentro della progettazione “in” e “di” rete
8.5.4.4.1 Lo strabismo divergente e la focalizzazione convergente
8.5.4.4.2 La condivisione di senso e di scopo
8.5.5 Funzioni e strumenti di network management
8.5.5.1 Metodi di analisi
8.5.5.2 I network manager
8.5.5.2.1 Le funzioni di network management
8.5.5.2.2 Gli strumenti di network management
8.5.5.2.3 Elementi distintivi di esperienze di manager di reti nel settore sanitario
8.5.5.2.4 Riflessioni conclusive: profili e competenze dei manager di reti
8.5.5.2.5 Sistemi e logiche manageriali
8.5.5.2.6 Competenze di project management interistituzionale
8.5.6 Modelli di governance
8.5.7 I meccanismi di corporate governance
8.5.8 Il coordinamento strategico dei network
8.5.8.1 Governance e coordinamento delle reti di aziende sanitarie
8.5.8.2 La governance delle reti nei sistemi sanitari
8.5.8.3 Complemento o contrapposizione?
8.6 Le reti ospedaliere e territoriali
8.6.1 Cambiamento di domanda e offerta
8.6.1.1 La domanda
8.6.1.2 L’offerta
8.6.2 La costruzione delle relazioni
8.6.2.1 Un esempio pratico di applicazione del lavoro di rete ad un contesto
8.7 Progetti/Esperienze
9.1 Indice Esperienze di integrazione
9.2 La presa in carico del “soggetto fragile”
9.2.1 La rete della continuità assistenziale Ospedale-Territorio nella non autosufficienza
9.2.2 La rete della continuità assistenziale Ospedale-Territorio nello scompenso cardiaco
9.2.3 La rete della continuità assistenziale Ospedale-Territorio nelle ammissioni e dimissioni protette
9.3 Meccanismi di corporate governance
9.4 “Integrare la rete dei servizi territoriali – Contenuti, forme e risultati delle best practice in Italia”
9.5 Allegati
Di seguito trovate l’indice degli allegati inerenti al volume “L’integrazione Ospedale-Territorio nel sistema sanitario nazionale. Dalla legge 833 del 23 dicembre 1978 a oggi“. Il download degli allegati è riservato a chi ha acquistato il volume.
La macroarea distrettuale
Progetto di ricerca finalizzata ex art. 12 del D.lgs 502/92: “La condizione dell’anziano non autosufficiente – Analisi comparativa delle attuali forme di tutela e delle potenziali prospettive”. Assistenza domiciliare e residenziale nelle normative regionali: glossario e sintesi delle indicazioni programmatorie. A cura del gruppo di lavoro della ricerca, cui partecipano le seguenti Unità operative: Regioni Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Provincia autonoma di Trento, ANCI-Federsanità, CENSIS e ASSR. Documento di lavoro per il seminario: “L’organizzazione dei servizi per l’anziano fragile tra omogeneità culturale, livelli essenziali di assistenza e molteplicità organizzative” Roma, 14 luglio 2005
Legge 13 maggio 1978, n. 180 (Legge Basaglia) “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, pubblicata nella Gazz. Uff. 16 maggio 1978, n. 133[2].
Consiglio Nazionale Forense presso il Ministero della Giustizia Italiano, Ufficio Studi (a cura di): Osservazioni su legge 17 febbraio 2012, n. 9 (cosiddetta svuota-carceri) – Dossier di documentazione e analisi – Dossier n. 2/2012. In: consiglionazionaleforense.it (online)
Cassazione penale, SS.UU.: Sentenza 8 marzo 2005 n. 9163 “Capacità di intendere e di volere e disturbi della personalità dell’imputato. In: altalex (online), 11 marzo 2005
Del Giudice G. e Rotelli F.: Sintesi conclusiva dei lavori del VI Forum nazionale per la Salute Mentale “Strategie e pratiche per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari: il ruolo dei Dipartimenti di Salute Mentale”, Aversa, 14-15 gennaio 2011.
Corte Costituzionale: Sentenza n. 253 2 luglio 2003. In: consultaonline.it (online)
Groppi T.: La sentenza n. 253 del 2003: la corte e il “diritto mite”. (29 luglio 2003) In: consultaonline.it (online)
Corte Costituzionale: Sentenza n. 367 del 17 novembre 2004. In: consultaonline.it (online)
Del Giudice G., Dell’Acqua G. e Rondi M.: Di cosa parliamo quando parliamo di OPG – Leggi, norme e pratiche. In: Forum Salute Mentale (online), 10 gennaio 2011
De Cunto E.: Legge n. 9 del 17 febbraio 2012 e “superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari”: tutto cambia perché tutto (o quasi) resti uguale. In: Diritti umani in Italia, ISSN 2240-2861 (online) www.duitbase.it, 23 aprile 2012
Governo Italiano: Decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230 “riordino della medicina penitenziaria a norma dell’art. 5 delle legge 30 novembre 1998, n. 419”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.165 del 16 luglio 1999, supplemento ordinario n. 132.
Governo Italiano, Presidenza del Consiglio dei Ministri: DPCM 21 marzo 2008 “Sanità penitenziaria Disciplina del passaggio al Servizio sanitario nazionale. Linee di indirizzo per le Regioni su percorsi terapeutici e organizzativi”.
Forum Salute Mentale: DPCM 21 marzo 2008: linee di indirizzo per la salute mentale – commenti. In: Forum Salute Mentale (online).
Governo Italiano: Legge 17 febbraio 2012 n. 9 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2012
VI Forum nazionale per la Salute Mentale “Strategie e pratiche per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari: il ruolo dei Dipartimenti di Salute Mentale”, Aversa, 14-15 gennaio 2011, partecipanti alla tavola rotonda “Welfare locale come antidoto all’istituzione totale”: Porte aperte alla follia – traccia per un documento partigiano”. In Forum Salute Mentale (online), 14 gennaio 2011
Vender S. (a cura di): La stigmatizzazione – dal pregiudizio alla cura della malattia mentale. Nóoς, aggiornamenti in psichiatria, vol. 11, n. 3 / 4 , luglio-dicembre 2005
Dell’Acqua G.: Alcuni appunti per la soppressione del manicomio criminale (maggio 1998). In: Forum Salute Mentale (online), 2009
Corte Costituzionale: Sentenza n. 228 del 7 giugno 1999. In: consultaonline.it (online)
Le parole ritrovate – il fareassieme nella salute mentale: Proposta di legge “181” – Con lo sguardo rivolto al futuro.
Camarlinghi R.: Intervista a Peppe Dell’Acqua: La Legge Basaglia 30 anni dopo. In: Fogli d’informazione n° 5-6 12 terza serie – 01-06/2008. Da: Camarlinghi R. (a cura di), Intervista a Giuseppe Dell’Acqua, Animazione Sociale, mensile edito dal Gruppo Abele di Torino, numero di gennaio 2008
Casagrande D.: A trenta anni dalla Legge 180. Quale futuro. Fogli d’informazione n° 5-6 12 terza serie – 01-06/2008
Cendon P.: Il diritto dal basso. Fogli d’informazione n° 5-6 12 terza serie – 01-06/2008
Giacanelli F.: Memorie ancora utili… Fogli d’informazione n° 5-6 12 terza serie – 01-06/2008
Giannichedda M.G.: Quando il futuro incominciò. Fogli d’informazione n° 5-6 12 terza serie – 01-06/2008
Gramsci A.: Discorso agli anarchici. L’Ordine Nuovo, 3-10 aprile 1920, I, n.43. In: Gramsci A.: L’Ordine Nuovo 1919-1920, Ed. Einaudi, 1987.
Margara A.: Manicomio giudiziario e Legge 180. Fogli d’informazione n° 5-6 12 terza serie – 01-06/2008
Ricci S.: Per una critica della normalità. Fogli d’informazione n° 5-6 12 terza serie – 01-06/2008
Sartre J.-P.: Prefazione. In: Fanon F., I dannati della terra, Einaudi, 1962
Governo Italiano, Ministero della solidarietà sociale: Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossico dipendenza in Italia – 2006
Governo Italiano, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento politiche antidroghe: Sintesi degli orientamenti espressi dagli operatori nella V conferenza nazionale sulle politiche antidroga, Trieste, 12-14 marzo 2009. Roma, giugno 2009
Costa A.M.: Intervento. In: Atti IV Conferenza Nazionale sulle tossicodipendenze, Palermo, 6 dicembre 2005 – Sessione di lavoro: “Il sistema dei servizi per tossicodipendenti e la legislazione in Europa – Prevenire e trattare la tossicodipendenza: un impegno comune, un obiettivo possibile”
Gatti R.C.: IV Conferenza nazionale antidroga: chi ne raccoglierà le indicazioni? In: droga.net (online)
Fini G.: Bozza di disegno di legge – revisione del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 “Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza” (versione del 13 novembre 2003) (con tabella II sez. C)
Federazione Italiana degli operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FeDerSerD): Osservazioni sulla revisione del DPR 309/90 – proposte di FeDerSerD per un dibattito aperto
Gatti R.C.: La legge sulla droga (una storia vera). In droga.net (online)
Spagnoli R.: Appello al governo: convocare la conferenza nazionale sulle droghe. In: notizie.radicali.it (online)
Presidenza del Consiglio dei Ministri, conferenza unificata – Accordo tra il Governo, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano, le Provincie, i Comuni e le Comunità montane sul documento Concernente “Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e delle appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio Cesareo”, del 16 dicembre 2010
La macroarea della Prevenzione
833 e Prevenzione
Allegati A e B Commissione della Camera dei Deputati – quadro sinottico degli aspetti positivi e negativi del sistema prevenzionistico post-riforma
Presidenza del Consiglio dei Ministri, conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano – Report sulla seduta della Conferenza Stato Regioni del 20 dicembre 2007
Presidenza del Consiglio dei Ministri, conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano – Report sulla seduta della Conferenza Stato Regioni del 16 dicembre 2010 (a cura della Regione Emilia Romagna, Servizio Politiche di Concertazione Istituzionale)
Progetto Regionale Marche “Allattamento al seno: una scelta di salute per la vita”: promozione, protezione e sostegno dell’allattamento al seno nelle strutture ospedaliere e territoriali – Convegno sul Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012, Regione Marche, 3 febbraio 2011:
Agenda di progetto (Dott. Marco Morbidoni)
L’allattamento al seno nel contesto nazionale ed internazionale (Dott.ssa Rita Gatti)
DPCM del 7 maggio 2007 – Strategia dell’OMS “Gaining Health” – Contrasto ai fattori di rischio delle malattie croniche non trasmissibili – Contesto regionale (Dott.ssa Elisabetta Benedetti)
PNP 2010-2012 e PCM (Dott.ssa Roberta Freddara)
Impostazione generale (Dott. Giuliano Tagliavento)
Il progetto regionale (Dott.: E. Benedetti, R. Gatti, R. Freddara, M. Morbidoni)
León-Cava N., Lutter C., Ross J. e Martin L.: Quantifyng the Benefits of Breastfeeding: A Summary of the Evidence. Washington D.C., Paho, 2002. ISBN 9275123977
Presidenza del Consiglio dei Ministri, conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano – Intesa, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della L. 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, Le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano concernente il Piano Nazionale per la Prevenzione per gli anni 2010-2012, del 29 aprile 2010.
Presidenza del Consiglio dei Ministri, conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano – Intesa, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della L. 5 giugno 2003, n. 131, in attuazione dell’art. 1, comma 173, della L. 30 dicembre 2004, n. 311, del 23 marzo 2005 – Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS)
Piano Nazionale per la Prevenzione per gli anni 2010-2012
Allegato 1 al Piano Nazionale per la Prevenzione per gli anni 2010-2012
Raffronto con il PNP 2008
Stato di avanzamento al dicembre 2007
Stato di avanzamento al dicembre 2009
Governo Italiano, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Conferenze Stato Regioni e unificata: deliberazione sulla proposta del Ministro della Salute di assegnazione alla Regione Lazio delle risorse vincolate ai sensi dell’art. 1, comma 34, della L. 23 dicembre 1996, n. 662 per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale del Piano Sanitario Nazionale 2003 – 2005, individuati con l’accordo Stato Regioni del 24 luglio 2003. Anno 2005 (Salute).
Prevenzione e Migrazioni
Progetto Buongiorno
Area Buongiorno – Normativa, modulistica e informazioni generali – Le slides dei corsi di formazione per gli operatori [3]
L’ingresso nel territorio dello Stato (a cura di Luca Carbone, Questura di Ancona)……………..
Ingresso in Italia per motivi di lavoro (a cura di Sabrina Pietrini e Rosanna Carlobelli, Direzione Regionale del Lavoro)
Aspetti sociali e legali della figura del richiedente asilo (a cura di Matteo Paoltroni, CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati)
Modalità di accesso ai Servizi Sanitari per gli stranieri non comunitari (a cura di Rita Gatti, ASUR Marche, Zona Territoriale n. 7 – Ancona)
La tutela della salute in favore della popolazione migrante (a cura di Bice Previtera, ASUR Marche, Zona Territoriale n. 7 – Ancona)[4]
Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro (a cura di Angela Ruschioni, ASUR Marche, Zona Territoriale n. 7 – Ancona)
INAIL – Infortunio sul Lavoro – Malattie Professionali (a cura di Morena Ermini, Avvocatura Regionale INALI)
Il sistema previdenziale: l’iscrizione e il versamento dei contributi (a cura di Catia Squartini, Direzione Provinciale INPS di Ancona)
La contribuzione dei lavoratori domestici (a cura di Lina Scarafaggi, Direzione Provinciale INPS di Ancona)
INPS – Le prestazioni (a cura di Piero Lucarelli, Direzione Provinciale INPS di Ancona)
Le prestazioni a sostegno del reddito (a cura di Lorena Bartelloni e Adalgisa Agostinelli, Direzione Provinciale INPS di Ancona)
“Lo straniero extracomunitario in Italia: dall’ingresso all’integrazione” (Parte I a cura di . Manuela Pianosi, Centro Servizi Stranieri del Comune di Pesaro) – (Parte II a cura di Carla Romanello, Centro Servizi Stranieri del Comune di Pesaro)
La gestione dei servizi comunali per gli immigrati (a cura di Milena Foglia, Servizi Sociali del Comune di Macerata)
Il servizio sociale (a cura di Barbara Solfanelli, Settore Immigrazione del Comune di Macerata)
Lavoro dei minori (a cura di Simonetta Di Biase, Direzione provinciale del lavoro di Ancona)
Tutela a sostegno della maternità e della paternità (a cura di Simonetta Di Biase, Direzione provinciale del lavoro di Ancona)
La tutela dei disabili (a cura di Flavio Nucci, Centri per l’impiego della Provincia di Pesaro e Urbino)
D.lgs. 297/02 – Novità operative (a cura di Paolo Carloni, Provincia di Pesaro e Urbino)
Licenziamento e mobilità (a cura di Silvia Bugiardini, Servizio lavoro, Provincia di Ancona)
Orario di lavoro – D.lgs. n. 66/2003 (a cura di Simonetta Di Biase, Direzione provinciale del lavoro di Ancona)
Sospensione del rapporto di Lavoro (a cura di Silvia Bugiardini, Servizio lavoro, Provincia di Ancona)
L’ingresso nel territorio dello Stato (a cura di Luca Carbone, Questura di Ancona)
Piano Sanitario Regionale della Regione Marche 2003-2006. Un’alleanza per la salute – Un Welfare marchigiano universale, equo, solidale e di qualità
Dossier Migrantes
Presentazione del Dossier statistico immigrazione della Caritas/Migrantes 2010 (a cura di Franco Pittau)
Caritas/Migrantes: Dossier statistico Immigrazione, 2010 – XX Rapporto sull’immigrazione, Idos – Centro Studi e Ricerche, 2010
Domande e risposte: i diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria
Pattarin E. e Giuliodoro S. (a cura di): Migrazioni ed emarginazione sociale. Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Economia “Giorgio Fuà”, Dipartimento di Scienze Sociali “Donatello Serrani”, Quaderni di Dipartimento, Quaderno n. 32, maggio 2010
Università degli studi di Firenze, Dipartimento di Sanità Pubblica: Presentazione del Corso sulla Salute globale, nell’ambito del progetto “Equal Opportunities For Health – Action for Development”, realizzato da Medici con l’Africa CUAMM, con il supporto dell’Unione Europea
Ministero della Salute, Direzione Generale Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà, Coordinamento interregionale in Sanità – Tavolo interregionale “Immigrati e Servizi Sanitari”, coordinamento: Osservatorio sulle diseguaglianze nella salute, Regione Marche: Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province autonome italiane, giugno 2011
Gruppo HPH intercultura: Presentazione. Rete HPH Toscana
Previtera B.: Lo straniero in Italia: dall’ingresso all’integrazione. Lavoro e salute, 2007
Previtera B.: Immigrazione e servizio sanitario nazionale – le sfide, le risorse e le risposte. Relazione del convegno omonimo, svoltosi a Roma il 20 aprile 2007 nell’ambito della mostra-convegno internazionale di tecnologie, mezzi e servizi per la salute denominata “SANIT”.
Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM): Lettera del Presidente in vista del Convegno Nazionale del 19/21 maggio 2011 a Palermo
Ministero della Salute: Guadagnare salute – rendere facili le scelte salutari, documento programmatico approvato dal Governo Italiano con DPCM del 4 maggio 2007 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2007, n. 117)
Sottoprogetto PREVASC
Documento tecnico attuativo del protocollo di studio sottoscritto la Lazio Sanità-ASP, PFIZER Italia e Azienda USL RM/E, 27 gennaio 2009
XVIII rilevazione arruolamenti e incontri CM 22 giugno
Rapporto Ambiente Salute
Previtera B.: L’integrazione ambiente-salute. ASUR Marche Zona Territoriale n. 7 Ancona, 2004[5]
Regione Veneto, Assessorato alle Politiche Sanitarie – Direzione per la Prevenzione, Centro tematico regionale di Epidemiologia Ambientale e Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Veneto: Linee guida per la valutazione del rischio sanitario determinato da fonti di inquinamento ambientale (a cura dei dott.ri: Gianstefano Blengio, Salvatore Falcone, Riccardo Vangelista e Alessandro Menegozzo), presentate a Verona il 4 marzo 2004
Longo F.: Logiche e strumenti manageriali per l’integrazione tra settore socio-assistenziale, socio-sanitario e sanitario. SDA Bocconi, Milano
Romagnoli C.: Come dare qualità alla promozione della salute? L’esperienza della AUSL di Perugia.
Romano G.: Capire, condividere e gestire la complessità: valori, ruoli, strumenti. Dedalo, 2: 1-5, 2009
Azienda Sanitaria delle Zone: Senese, Alta Val d’Elsa, Val di Chiana, Amiata Senese: L’evoluzione storica della educazione e promozione della salute
Gray M. e Ricciardi W.: From public health to population medicine: the contribution of public health to health care services. European Journal of Public Health, 366-367, 2010
Frieden T. R. e Mostashari F.: Health care as if health mattered. Jama, 299(8): 950-952, 2008
Moccaldi A.: The role of National and International networks for the safeguarding of workers’ health and safety. Prevenzione Oggi, gennaio – marzo 2005
Organizzazione Mondiale della Sanità Europa: Health 21 – health for all in the 21st century. Obiettivi, strategie, azioni, indicatori – Sintesi (a cura di Luigi Resegotti, CIES Piemonte, Progetto HFA – Salute per tutti)……..
Previtera B.: Malattie croniche: le informazioni per le politiche e i programmi di prevenzione. Relazione del convegno omonimo, svoltosi a Roma il 19 aprile 2007 nell’ambito della mostra-convegno internazionale di tecnologie, mezzi e servizi per la salute denominata “SANIT”
Previtera B.: Interventi innovativi per la valorizzazione del patrimonio storico: small historical towns for healthy ageing. Relazione del Convegno omonimo svoltosi a Bologna il 9 novembre 2011 nell’ambito dell’VIII Congresso nazionale di Urbanistica “Urban promo”
Romagnoli C.: Come dare qualità alla promozione della salute? L’esperienza della AUSL di Perugia. Atti del Congresso Interregionale della Confederazione delle Associazioni Regionali di Distretto (CARD) del Centro Italia “La rete assistenziale territoriale: opportunità, prospettive, sostenibilità – European Innovation Partenership on Active and Healthy Ageing (EIP – AHA)”, Campobasso, 12 dicembre 2011.
Gruppo di lavoro del IV workshop “Integrazione” (Pesaresi F. (coordinatore), Gentili G., Cerioni A.G., Gregorini S., Pagani S., Lucesoli S., Ganzetti S. e Previtera B.): L’integrazione fra servizi e l’integrazione sociosanitaria che vorremmo. Atti della I Libera convention degli operatori delle Marche, intitolata “Il mondo che vorremmo – Capitolo sanità”, svoltasi a Senigallia (AN) il 31 marzo 2012.
Regione Marche, Agenzia Regionale Sanitaria, Gruppo di progetto della Cabina di regia regionale per l’integrazione socio-sanitaria: Piani comunitari di salute (PCS). In: Regione Marche, Agenzia Regionale Sanitaria: Attività, esiti e prospettive dei lavori della Cabina di Regia regionale per l’integrazione socio-sanitaria. A cura di Belligoni M. e Ricci S., giugno 2010. www.regione.marche.it
Società Italiana per la Qualità dell’Assistenza Sanitaria (SIQuAS): Raccomandazione SIQuAS su “La qualità nell’integrazione tra sanità e sociale” (2009-2012).Atti della Consensus Conference sulla Raccomandazione SIQuAS “La qualità nell’integrazione tra sanità e sociale”, Roma 16 marzo 2012. http://www.siquas.it/….
La presa in carico del “soggetto fragile”
La rete della continuità assistenziale Ospedale-Territorio nella non autosufficienza
La rete della continuità assistenziale Ospedale-Territorio nello scompenso cardiaco
La rete della continuità assistenziale Ospedale-Territorio nelle ammissioni e dimissioni protette[6]
Meccanismi di corporate governance
Cuccurullo C.: I meccanismi di corporate governante nelle collaborazioni formali tra pubblico e privato in sanità. Atti del convegno dell’Associazione Italiana di Economia Sanitaria (AIES) “La sanità fra stato e mercato – I livelli di governo della sanità – Finanziamento, Assetti istituzionali e Management”. Università commerciale Luigi Bocconi, Milano, 4-5 novembre 2004. Mecosan, 54 (14), 11-28 2005.
Corsalini E. e Vendramini E. (a cura di): Integrare la rete dei servizi territoriali – contenuti, forme e risultati delle best practice in Italia. Egea, 2010.
Bergamaschi W.: Le ICT al servizio dell’integrazione ospedale territorio. Atti del XXXII Seminario dei laghi della Fondazione Smith-Kline “Il rapporto dinamico tra Ospedale e Territorio”, Gardone Riviera, Brescia, 14-16 ottobre 2010.
Cannatelli P. e Nicora C.: Il rapporto dinamico tra Ospedale e Territorio presso l’Azienda Ospedaliera “Ospedale Niguarda Cà Granda” di Milano. Atti del XXXII Seminario dei laghi della Fondazione Smith-Kline “Il rapporto dinamico tra Ospedale e Territorio”, Gardone Riviera, Brescia, 14-16 ottobre 2010.
Cuccurullo C.: I meccanismi di corporate governance nelle collaborazioni formali tra pubblico e privato in sanità. Atti del Convegno dell’Associazione Italiana di Economia Sanitaria (AIES) “La sanità fra stato e mercato – I livelli di governo della sanità – Finanziamento, assetti istituzionali e management”. Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano, 4-5 novembre 2004.
Ferrari A.M.: La funzione del pronto soccorso tra territorio ed ospedale. Atti del XXXII Seminario dei laghi della Fondazione Smith-Kline “Il rapporto dinamico tra Ospedale e Territorio”, Gardone Riviera, Brescia, 14-16 ottobre 2010.
Politi C., Deales A. e Cicchitelli F.: Lo scompenso cardiaco nelle Marche: analisi dell’assorbimento di risorse. Atti del Convegno dell’Associazione Italiana di Economia Sanitaria (AIES) “La sanità fra stato e mercato – I livelli di governo della sanità – Finanziamento, assetti istituzionali e management”. Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano, 4-5 novembre 2004.
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Tesi di Master universitario di II livello “Strategia e gestione delle organizzazioni a rete in sanità”, Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Economia:
Tesi in extenso:
Bruno L.: Strategie di rete nel governo clinico del paziente ultrasessantacinquenne con frattura di femore nella ASL RME. Tesi di Master universitario di II livello “Strategia e gestione delle organizzazioni a rete in sanità”, Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Economia, A.A. 2008-2009.
Martini C. e Giammarchi C.
Martini C. e Giammarchi C.: La rete ospedale-territorio dell’Ospedale Chelsea&Westminster di Londra. Tesi di Master universitario di II livello “Strategia e gestione delle organizzazioni a rete in sanità”, Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Economia, A.A. 2008-2009 (parte I e parte II).
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Il gruppo di lavoroLa presa in carico del paziente
Scheda infermieristica di sintesi e collegamento
Modalità di prescrizione/assegnazione presidi
Cateteri vescicale e sacche a circuito chiuso
Richiesta di attivazione nucleo di dimissioni protette
Age_Na_S Reti Ospedaliere
Il disegno del case study
Strumenti – questionario
Strumenti – intervista
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Centro Europa Ricerche (a cura di Atella): Gli aspetti macro della spesa sanitaria sulla crescita dell’economia
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Documenti Marche
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Regione Marche: Piano Socio Sanitario 2012-2014
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Delibera di Giunta Regionale n. 17 del 17 gennaio 2011 “Linee di indirizzo per l’attuazione del Patto per la Salute 2010-2012 e della legge di stabilità 2011 – approvazione”.
Delibera di Giunta Regionale n. 528 del 16 aprile 2012 “Linee di attuazione e implementazione del piano socio sanitario regionale 2012-2014. Approvazione”
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“Manifestazioni di interesse” per costruire l’integrazione socio-sanitaria
Laboratorio n. 01. Il territorio della salute. Forme e modalità di integrazione tra i Distretti e ambiti Territoriali
Laboratorio n. 02. Verso l’accettazione territoriale. Riferimenti, progetti ed esperienze di accesso integrato ai servizi sociali sanitari
Laboratorio n. 03. Sussidiarietà orizzontale socio-sanitaria. Realtà e possibili linee di sviluppo dei processi d’integrazione del terzo settore nell’area socio-sanitaria
Laboratorio n. 04. Il Servizio Sociale nella Sanità marchigiana. Processi di elaborazione e sviluppo di un’organizzazione unitaria del Servizio sociale in ambito Sanitario
Laboratorio n. 05. Dalla parte di Hansel & Gretel. Confronto e raccordo tra gli interventi di contrasto del maltrattamento e dell’abuso sessuale attivati dalle Zone Territoriali
Laboratorio n. 06. La sanità per l’inclusione sociale. Ruolo dei servizi sanitari per l’integrazione delle persone con handicap
Laboratorio n. 07. Percorsi di Salute Mentale. Integrazione tra servizi sanitari, sociale ed educativi, sociali per la prevenzione e la diagnosi precoce del disagio psichico
Laboratorio n. 08. La continuità assistenziale negli interventi per gli anziani. Ruoli e funzioni dei servizi socio sanitari nella rete dell’offerto di servizi per l’anziano non autosufficiente
Laboratorio n. 09. Il piacere del rischio, il rischio del piacere. Integrazione e coordinamento della prevenzione delle dipendenze patologiche e delle condotte a rischio
Laboratorio n. 10. Visibilità e invisibilità del lavoro di strada. Sviluppo del processo di integrazione qualificazione degli interventi di strada rivolti ad utenti tossicodipendenti attivati dalle Zone Territoriali
Laboratorio n. 11. L’accompagnamento delle fragilità in sanità. Prassi specifiche di accompagnamento dei soggetti fragili nei servizi sanitari dalla presa in carico alla continuità assistenziale
Laboratorio n. 12. La Mediazione Familiare come servizio alla famiglia. Ruolo dei servizi sanitari per la mediazione familiare e possibili sviluppi delle relazioni tra soggetti istituzionali
Commission of the European Communities: Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European economic and social Committee and the Committee of Regions – A Shared Commitment for Employment – Vol. II: Annexes. COM (2009) XXX. Bruxelles
Committee of the Regions: Presentazione
ERRIN Network: Presentazione
ERRIN Network: About ERRIN – Struttura e organizzazione
ERRIN Network: Strategic project involvement
ERRIN Network: Incontro ERRIN workgroup. 23 maggio 2011
ERRIN Network: Agenda
EUREGHA: About us
EUREGHA: Activities
EUREGHA: Consultative Group
EUREGHA: News
EUREGHA: Useful links
EUREGHA: Working Groups
EUREGHA: Assemblea generale della rete EUREGHA – Dialogo strutturato con le istituzioni e nuovi gruppi di lavoro tra gli obiettivi del nuovo esercizio. Servizio attività di collegamento con l’Unione Europea, 12 febbraio 2009.
European Commission: Europa 2020 – una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.COM (2010) 2020, Bruxelles, 3 marzo 2010
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European Commission: Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European economic and social Committee and the Committee of Regions – Youth on the Move – An initiative to unleash the potential of young people to achieve smart, sustainable and inclusive growth in the European Union. SEC (2010) 1047. Com (2010) 477 final. Bruxelles, 15 settembre 2010.
Commission of the European Communities: Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European economic and social Committee and the Committee of Regions – New Skills for new Jobs – Anticipating and matching labour market and skills needs. SEC (2008) 3058. COM (2008) 868 final. Bruxelles, 16 dicembre 2008.
Europe 2020 – EU Strategy for smart, sustainable and inclusive growth
Europe 2020 – Using existing tools to boost growth and jobs
Annex I – EU structural funds in the context of Europe 2020
– Environment – Environmental Technologies Action Plan
– ICT for Sustainable Growth
– Policy ICT
– Commissione Europea: Comunicazione della Commissione Al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni. Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse – Iniziativa faro nell’ambito della strategia Europa 2020. COM(2011) 21 definitivo. Bruxelles, 26.1.2011
– Commissione Europea: Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni. Una politica industriale integrata per l’era della globalizzazione – Riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità. COM(2010) 614 definitivo. Bruxelles 28 ottobre 2010.
– ERAWATCH home
– Smart growth knowledge
– EUROPE~2 (more information
– European Innovation Scoreboard 2009 – Comparative analysis of innovation performance
– Investing in European Research
– Research & Innovation Europa – Information Society
– Research & Innovation Innovation through ICTs Europa – Information Society
– EU tackles social dimension of economic crisis
– European Progress Microfinance Facility
– Financial operations and instruments in support of EU policies
– INCLUS~1 (Inclusive growth – A high-employment economy delivering economic, social and territorial cohesion)
– THEFIN~1 (The financial and economic crisis – facts, analysis and policies
– European Commission: Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European economic and social Committee and the Committee of Regions- An Agenda for new skills and jobs: A European contribution towards full employment. COM (2010) 682 final. Strasburgo, 23 novembre 2010
– European Commission: Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European economic and social Committee and the Committee of Regions- Citizens’ summary – Proposal for a shared commitment for employment.
– EC COM 2009 (Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European economic and social Committee and the Committee of Regions – A shared commitment for employment. Vol. 2 annexes
– Fondi strutturali 2007-2013 – Programmazione e attuazione dei Fondi strutturali in Italia
– Future of Structural Funds, 2010-2020 – a briefing, May 2011
– Competenze in Rete
– Programmi operative nazionali e regionali. Stato di attuazione al 31 maggio 2011
– Governo Italiano, Ministero della Salute, Dipartimento della Programmazione e dell’Ordinamento del Servizio Sanitario Nazionale, Direzione generale della Programmazione sanitaria: Il ruolo del Governo Centrale nella gestione dei fondi strutturali per la salute (a cura di Rigo B.). Working Paper presentato alla giornata di studio “L’Europa e il sostegno alla salute. Opportunità e prospettive per lo sviluppo”, organizzata nell’ambito del progetto “Mattone internazionale”, Regione Marche, 4 novembre 2011
– Progetto Mattone Internazionale.: La strategia Europea 2020 e il futuro dei fondi strutturali Autorità di Gestione FESR e FSE Regione Marche (a cura di Travagliati F.). Working Paper presentato alla giornata di studio “L’Europa e il sostegno alla salute. Opportunità e prospettive per lo sviluppo”, organizzata nell’ambito del progetto “Mattone internazionale”, Regione Marche, 4 novembre 2011
– Governo Italiano, Ministero della Salute: Il progetto Mattone Internazionale (a cura di Rossi P.). Working Paper presentato alla giornata di studio “L’Europa e il sostegno alla salute. Opportunità e prospettive per lo sviluppo”, organizzata nell’ambito del progetto “Mattone internazionale”, Regione Marche, 4 novembre 2011
– A. ULSS 10 Veneto Orientale Il progetto Mattone Internazionale (a cura di Leonardini L.). Working Paper presentato alla giornata di studio “L’Europa e il sostegno alla salute. Opportunità e prospettive per lo sviluppo”, organizzata nell’ambito del progetto “Mattone internazionale”, Regione Marche, 4 novembre 2011
– Cicogna F.: Cooperare per la salute – Sfida, idée e strumenti della cooperazione sociosanitari internazionale. Il ruolo degli organismi internazionali nella cooperazione allo sviluppo, con particolare riferimento all’efficacia degli aiuti. (parte I e parte II). Atti del Workshop “Investire nella Sanità del futuro: confronto con le esperienza nazionali ed Europee. L’organizzazione del progetto Mattone Internazionale nella Regione Marche”, Ancona 6 dicembre 2011
– Antonini G.: FVG as @ Lab – Laboratorio regionale sul tema “ageing” in Friuli Venezia Giulia. Atti del Workshop “Investire nella Sanità del futuro: confronto con le esperienza nazionali ed Europee. L’organizzazione del progetto Mattone Internazionale nella Regione Marche”, Ancona 6 dicembre 2011
– Sistema Iniziative Locali (SINLOC): Partenariati Pubblici Privati in Sanità, esperienze di successo. Workshop “Investire nella Sanità del futuro: confronto con le esperienze nazionali ed europee”. Progetto Mattone Internazionale, Ancona, Regione Marche, 6 dicembre 2011.
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– Commission of the European Communities: Green paper on the European Workforce for Health. COM (2008) 725 final. Bruxelles, 10 dicembre 2008
– European Commission: An agenda for a reformed cohesion policy – A place-based approach to meeting European Union challenges and expectations. Independent Report prepared at the request of Danuta Hübner, Commissioner for Regiona Policy (a cura di Fabrizio Barca). Aprile 2009
– European Commission, Directorate General of Economic and Financial Affairs: The 2009 Ageing Report: Underlying Assumptions and Projection Methodologies. European Economy, 7, 2008. ISSN 0379-0991
– AA.VV.: Anno Europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale – 2010
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