Source: http://www.unioneartigianispa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=110:maggio-2017&catid=8&Itemid=127
Timestamp: 2017-09-23 18:04:55+00:00
Document Index: 56873984

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 395', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 76', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 48']

Con la pubblicazione sul S.O. n. 20/L alla G.U. 24.4.2017, n. 95 è entrato in vigore dal 24.4.2017, il DL n. 50/2017 contenente la c.d. “Manovra correttiva”. Inizia ora l’iter parlamentare della conversione in legge.
A decorrere dall’1.7.2017 lo spilt payment di cui all’art. 17-ter, DPR n. 633/72 è esteso anche alle operazioni effettuate dai lavoratori autonomi (soggetti a ritenuta alla fonte) nei confronti della Pubblica Amministrazione, come definita dall’art. 1, comma 2, Legge n. 196/2009.
Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001.
Il predetto elenco coincide con le PA nei confronti delle quali va emessa la fattura elettronica.
Dalla predetta data lo split payment è applicabile anche alle operazioni effettuate nei confronti delle società:
controllate direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
controllate direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni e Unioni di comuni;
controllate direttamente o indirettamente dalle predette società;
quotate inserite nell’Indice FTSE MIB della Borsa Italiana.
Lo split payment è applicabile fino al termine della deroga rilasciata dal Consiglio UE ex art. 395, Direttiva n. 2006/112/CE. Si rammenta che con la Decisione 14.7.2015, n. 2015/1401 il Consiglio UE ha autorizzato lo split payment fino al 31.12.2017.
È anticipato alla dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto è sorto (in precedenza il termine era individuato nella dichiarazione relativa al secondo anno in cui il diritto è sorto) il termine per esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA a credito
Conseguentemente viene “aggiornato” anche il termine di annotazione delle fatture d’acquisto / bollette doganali. In base alla nuova disposizione i predetti documenti devono essere annotati anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è detratta la relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura / bolletta doganale e con riferimento al medesimo anno.
VISTO DI CONFORMITà COMPENSAZIONE DEI CREDITI TRIBUTARI
I redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a decorrere dall’1.6.2017, sono assoggettati a cedolare secca con l’aliquota del 21% in caso di opzione.
Per locazioni brevi si intendono i contratti di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, compresi quelli che prevedono servizi di fornitura di biancheria e pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche private, direttamente o tramite intermediari immobiliari, anche tramite la gestione di portali online.
Il regime fiscale in esame è applicabile anche ai corrispettivi lordi derivanti da contratti di sublocazione e dai contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi ad oggetto il godimento dell’immobile a favore di terzi aventi le caratteristiche sopra accennate.
Gli intermediari immobiliari che, anche tramite la gestione di portali online:
mettono in contatto le persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati dei predetti contratti conclusi per il loro tramite.
L’omessa / incompleta / infedele comunicazione dei dati è sanzionata da € 250 a € 2.000. La sanzione è ridotta da € 125 a € 1.000 se la trasmissione è effettuata entro 15 giorni dalla scadenza ovvero se, nel medesimo termine, la comunicazione è corretta;
incassano i canoni / corrispettivi relativi ai suddetti contratti operano una ritenuta alla fonte del 21%. Nel caso in cui non sia esercitata l’opzione per la cedolare secca la ritenuta così operata si considera a titolo di acconto.
È previsto infine che l’Agenzia delle Entrate potrà stipulare delle convezioni con i soggetti che in Italia utilizzano i marchi di portali di intermediazione online al fine di definire le modalità di collaborazione per il monitoraggio delle locazioni concluse tramite tali portali.
La misura del PREU relativo:
agli apparecchi ex art. 110, comma 6, lett. a), TULPS (new slot), è aumentata dal 17,50% al 19% delle somme giocate;
agli apparecchi ex art. 110, comma 6, lett. b), TULPS (video lottery – VTL) è aumentata dal 5,50% al 6% delle somme giocate.
A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016 (dal 2017 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare) la variazione in aumento del capitale proprio è calcolata con riferimento all’incremento intervenuto alla chiusura del quinto esercizio precedente anziché a quello in corso al 31.12.2010.
Analogamente per i soggetti IRPEF l’agevolazione ACE:
per il 2016 rileva come incremento di capitale proprio anche la differenza tra il patrimonio netto al 31.12.2015 e quello al 31.12.2010;
dal 2017 al 2019 rileva come incremento di capitale proprio anche la differenza fra il patrimonio netto al 31.12.2015 e quello al 31.12 del quinto periodo d’imposta precedente a quello per il quale va determinata l’ACE.
Dal 2020 sarà applicata di fatto la predetta modalità riferita ai soggetti IRES.
È prevista la rideterminazione dell’acconto IRES 2017 considerando quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni.
In base alla nuova disposizione l’Agente della riscossione non può attivare la procedura espropriativa immobiliare di cui all’art. 76, DPR n. 602/73 nel caso in cui i valori catastali delle unità immobiliari ad uso abitativo del contribuente, diverse dall’abitazione principale, non siano superiori a € 120.000.
L’aumento delle aliquote IVA è “rivisto” come segue:
l’aliquota ridotta del 10% passerà al 11,5% dal 2018, al 12% dal 2019 e al 13% dal 2020;
l’aliquota ordinaria del 22% passerà al 25% dal 2018, al 25,4% nel 2019, al 24,9% nel 2020 e al 25% dal 2021.
È disposto l’aumento da € 20.000 a € 50.000 del limite delle controversie che consente di richiedere il reclamo / mediazione di cui all’art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/92.
Il nuovo limite è applicabile agli atti impugnabili notificati dall’1.1.2018.
È prevista la definizione agevolata delle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione.
La definizione richiede il pagamento di tutti gli importi di cui all’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo ex art. 20, DPR n. 602/73, calcolati fino al 60° giorno successivo alla notifica dell’atto, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora di cui all'art. 30, comma 1, DPR n. 602/73.
In presenza di una controversia relativa esclusivamente agli interessi di mora / sanzioni non collegate ai tributi, la definizione richiede il pagamento del 40% degli importi in contestazione.
In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla definizione in esame.
Sono definibili le controversie con costituzione in giudizio in primo grado del ricorrente avvenuta entro il 31.12.2016 e per le quali alla data di presentazione della domanda di definizione il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.
Al versamento degli importi dovuti si applicano le disposizioni previste dall'art. 8, D.Lgs. n. 218/97, con riduzione a 3 del numero massimo di rate. Non è ammesso il pagamento rateale se gli importi dovuti non superano € 2.000. Il pagamento degli importi dovuti o della prima rata, di importo pari al 40% del totale delle somme dovute, va effettuato il 30.9.2017.
per il 2017, la scadenza della seconda rata (40%), è fissata al 30.11;
per il 2018, la scadenza della terza rata (residuo 20%), è fissata al 30.6.
Per ciascuna controversia è effettuato un separato versamento. Qualora gli importi rientrino, in tutto o in parte, anche nell’ambito di applicazione della definizione agevolata delle cartelle di cui all’art. 6, DL n. 193/2016, il contribuente deve essersi comunque avvalso anche di quest’ultima definizione.
La definizione si perfeziona con il pagamento degli importi dovuti o della prima rata. In mancanza di importi da versare, la definizione si perfeziona con la presentazione della domanda.
Per ciascuna controversia entro il 30.9.2017 va presentata una distinta domanda di definizione (esente da bollo).
Dagli importi dovuti si scomputa quanto già versato in pendenza di giudizio nonché quanto dovuto per la definizione agevolata delle cartelle. La definizione non dà comunque luogo alla restituzione delle somme già versate ancorché eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione.
La definizione perfezionata da un coobbligato “giova” in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia più pendente.
PROROGA SOSPENSIONE / RATEIZZAZIONE VERSAMENTI COMUNI TERREMOTATI
È prevista un ulteriore proroga al 31.12.2017 della possibilità, da parte dei sostituiti residenti nei Comuni colpiti dal sisma, di richiedere al sostituto d’imposta (non necessariamente domiciliato in un Comune terremotato) la non effettuazione della ritenuta alla fonte come riconosciuto dall’art. 48, comma 1-bis, DL n. 189/2016 (in precedenza fino al 30.11.2017).
Inoltre, a favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito d’impresa / lavoro autonomo / esercenti attività agricole è previsto l’ulteriore proroga al 31.12.2017 della sospensione dei versamenti tributari. Per tali soggetti la ripresa dei versamenti è rinviata al 16.2.2018, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 9 rate mensili di pari importo.
Relativamente agli adempimenti tributari sospesi, diversi dai versamenti, è ulteriormente differito il termine di ripresa, stabilendo che gli stessi devono essere effettuati entro il mese di febbraio 2018 (in precedenza entro il mese di dicembre 2017).
ZFU “SISMA CENTRO ITALIA”
Nei Comuni colpiti dagli eventi sismici delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo dal 24.8.2016 (allegati 1 e 2, DL n. 189/2016) è costituita una Zona franca urbana (ZFU).
Le imprese che hanno sede principale / unità locale all’interno della predetta Zona e che hanno subito, a causa del sisma, la riduzione del fatturato almeno pari al 25% della media relativa ai 3 periodi d’imposta precedenti a quello in cui si è verificato l’evento, possono beneficiare, in relazione ai redditi e al valore della produzione netta derivanti dalla prosecuzione dell’attività, delle seguenti agevolazioni:
esenzione dalle imposte sui redditi per il reddito derivante dall’attività svolta dall’impresa nella Zona franca fino a concorrenza, per ciascun periodo d’imposta, dell’importo di € 100.000 del reddito prodotto nella predetta Zona;
esenzione dall’IRAP del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell'attività svolta dall'impresa nella zona franca nel limite di € 300.000 per ciascun periodo d’imposta, riferito al valore della produzione netta;
esenzione dall’IMU per gli immobili siti nella Zona franca posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica;
Sono ricompresi nella ZFU anche i Comuni di cui all’allegato 2-bis, DL n. 189/2016. Le agevolazioni in esame spettano alle imprese che hanno sede principale / unità locale in detti Comuni e che hanno subito nel periodo 1.1 – 31.3.2017 la riduzione del fatturato almeno pari al 25% rispetto a quello del corrispondente periodo del 2016.
Le agevolazioni in esame sono concesse per il biennio 2017-2018.
MODIFICHE AGEVOLAZIONE “PATENT BOX”
È previsto che non è più possibile beneficiare dell’agevolazione “Patent box” relativamente ai redditi derivanti dall’utilizzo di marchi d’impresa. Contestualmente è previsto che l’agevolazione è applicabile anche ai redditi derivanti dall’utilizzo congiunto “di beni immateriali, collegati tra loro da vincoli di complementarietà, ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi, sempre che tra i beni immateriali utilizzati congiuntamente siano compresi unicamente” beni agevolabili.
Le nuove disposizioni sono applicabili:
per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, per i periodi d’imposta per i quali l’opzione per l’agevolazione è esercitata dall’1.1.2017;
per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, a decorrere dal 3° periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014, relativamente all’opzione per l’agevolazione esercitata dall’1.1.2017.
Sono applicabili le precedenti disposizioni alle opzioni esercitate per i primi 2 periodi d’imposta successivi a quelli in corso al 31.12.2014 e comunque non oltre il 30.6.2021.
RISERVE IRI ALL’USCITA DEL REGIME
È previsto che in caso di uscita dal regime IRI, anche a seguito di cessazione dell’attività, le somme prelevate a carico delle riserve di utili formate nei periodi d’imposta di applicazione di tale regime, nei limiti in cui le stesse sono state assoggettate a tassazione separata, concorrono a formare il reddito complessivo dell’imprenditore / collaboratori / soci. In tal caso è riconosciuto un credito d’imposta pari al 24%