Source: https://danielemajori.com/2015/09/18/sulla-correzione-delle-inesattezze-o-degli-errori-contenuti-nel-durc-e-sullinvito-alla-regolarizzazione/
Timestamp: 2020-05-30 21:47:52+00:00
Document Index: 79916151

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 7', 'art. 31', 'art. 38', 'art. 7', 'art. 214', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 46']

Le inesattezze o gli errori contenuti nel DURC possono essere corretti solo dal giudice ordinario, all’esito della proposizione della querela di falso o a seguito di un’ordinaria controversia in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria; quanto all’art. 31, co. 8, d.l. n. 69/2013, conv. con l. n. 98/2013, e all’art. 7 DM 24 ottobre 2007 – recanti previsioni inerenti al cosiddetto invito alla regolarizzazione – si tratta di disposizioni che si riferiscono agli enti preposti al rilascio del DURC e non impongono alla stazione appaltante di effettuare indagini in ordine alle modalità di rilascio di tale certificazione. | Avvocato Daniele Majori
Appalti pubblici, Contratti pubblici, Giurisdizione
Archiviato in art. 31 comma 8 d.l. n. 69/2013 conv. con l. n. 98/2013, art. 38 comma 1 lett. i) d.lgs. n. 163/2006, art. 7 DM 24 ottobre 2007, codice dei contratti pubblici, documento unico di regolarità contributiva, DURC, enti preposti al rilascio del durc, errori, giudice ordinario, inesattezze, invito alla regolarizzazione, querela di falso
(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 15 settembre 2015, n. 11250)
«[L]a procedura aperta oggetto di causa, è stata indetta con il bando di gara pubblicato sulla GURI del 30 luglio 2012, serie speciale contratti, per l’affidamento, da parte del Ministero dell’Interno e l’Agenzia del Demanio (Stazioni appaltanti), del servizio di recupero, custodia ed acquisto dei veicoli oggetto dei provvedimenti di sequestro amministrativo, fermo o confisca ai sensi dell’art. 214 bis del D.lgs. 285/92 in diversi ambiti infraregionali.
In sostanza l’art. 38, comma 1, lett. i), del D.Lgs. 163/2006, va interpretato nel senso che la valutazione compiuta dagli Enti previdenziali ha valenza autonoma ed è vincolante per la Stazione Appaltante, la quale, collocandosi esternamente rispetto al rapporto tra l’Ente previdenziale stesso e l’operatore economico, non può che prendere atto delle attestazioni rilasciate».
« Nel sistema introdotto dall’art. 38, co. 2-bis, d.lgs. n. 163/2006 e completato, in punto di soccorso istruttorio, dall’art. 46, co. 1-ter, del codice dei contratti pubblici, nessuna impresa può più subire un’immediata sanzione espulsiva a seguito di riscontrate carenze documentali (avendo invece la possibilità di restare in gara previa implementazione della documentazione da essa allegata alla sua domanda di partecipazione) e le eventuali variazioni successive alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte sono del tutto neutre ai fini del calcolo di eventuali medie e/o individuazioni delle soglie di anomalia.
L’annullamento d’ufficio del permesso di costruire richiede un’espressa motivazione in ordine all’interesse pubblico concreto ed attuale al ripristino dello status quo ante, non essendo sufficiente l’intento di operare un mero astratto ripristino della legalità violata (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che il dedotto interesse pubblico diverso dal mero ripristino della legalità si presentasse, in sostanza, generico e legato a profili meramente economici). »