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Timestamp: 2017-10-17 20:12:15+00:00
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danno morale «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
Danno esistenziale esiste, ma può esser incluso nel danno biologico mercoledì, Lug 3 2013
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Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 04.06.2013 n° 14017
Il caso è quello di un dipendente di una società soggetto a diverse sanzioni disciplinari e per ultimo a licenziamento per giusta causa per motivazioni che la Corte territoriale ritiene infondate per mancanza di idonei elementi probatori, di conseguenza l’organo giudiziario dichiara illegittimi tutti i provvedimenti della società…continua a leggere
Demansionamento e Risarcimento del Danno giovedì, Mag 20 2010
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La Corte di Cassazione con Sentenza n. 8893 del 14 Aprile 2010 ha stabilito che in caso di accertato demansionamento professionale del lavoratore, il giudice di merito può desumere l’esistenza del relativo danno, determinandone anche l’entità, con processo logico-giuridico attinente alle prove presentate, anche presuntive, in base agli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità dell’esperienza lavorativa pregressa, al tipo di professionalità colpita, alla durata del demansionamento, all’esito finale della dequalificazione e alle altre circostanze del caso concreto.
Inoltre, la Corte ha specificato che costituisce credito di lavoro non solo quello retributivo, ma ogni credito che sia in diretta relazione causale con il rapporto di lavoro e, quindi, anche il credito per il risarcimento dei danni cagionati al lavoratore dall’inadempimento della società datrice di lavoro.
Infine, la Corte ha precisato che la nozione di giustificatezza del licenziamento si distingue da quella di giustificato motivo e consiste nell’assenza di arbitrarietà o, per controverso, nella ragionevolezza del provvedimento che lo dispone, da correlare alla presenza di valide ragioni di cessazione del rapporto.
Il lavoratore demansionato merita il risarcimento morale venerdì, Mar 5 2010
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Cass. Sez. Unite sentenza n. 4063/2010.
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno affermato che i danni da demansionamento vanno risarciti infatti nella sentenza si legge:”l’esistenza del demansionamento e’ stata accertata dai giudici di merito in base ad una ricostruzione puntuale dei compiti affidati al dipendente dopo la sua assegnazione alla sede della direzione provinciale sino alla cessazione del rapporto per pensionamento”.
Sarebbe oltretutto emersa la “sostanziale privazione di mansioni” ai danni del lavoratore che, per “caratteristiche, durata, gravità e frustrazione professionale”, e’ stata esattamente identificata “negli aspetti di vissuta e credibile mortificazione derivanti dalla situazione lavorativa in cui si trovò ad operare”.
Per la morte del nipote sul lavoro danno morale anche agli zii lunedì, Nov 30 2009
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Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 19 novembre 2009 n. 24435.
Anche gli zii della persona deceduta per incidente sul lavoro possono ottenere il risarcimento del danno morale se legati alla vittima da un legame affettivo di particolare intensità.
Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza 24435/2009 che ha respinto il ricorso di un datore di lavoro condannato a risarcire il danno morale non solo ai genitori e ai fratelli della vittima ma anche ai suoi zii non conviventi.
I giudici di legittimità hanno affermato che il riconoscimento del danno non patrimoniale, da liquidarsi in via equitativa, può avvenire anche in favore dei parenti prossimi della vittima in virtù del legame affettivo e che la mancanza di convivenza del soggetto danneggiato con il congiunto deceduto può rappresentare solo un idoneo elemento indiziario da cui desumere un danno morale più contenuto rispetto a quello riconosciuto a genitori e fratelli…[continua…]
Si al risarcimento per il patema d’animo subito per esposizione ad ambiente inquinato giovedì, Mag 21 2009
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Cass. III sez. civ. sentenza n. 11059/09.
La Corte di Cassazione ha affermato che è giusto riconoscere il “danno non patrimoniale” per il “patema d’animo indotto in ognuno dalla preoccupazione per il proprio stato di salute”.
Infatti, “è del tutto conforme a diritto dove afferma che il danno non patrimoniale consistente nel patema d’animo e nella sofferenza interna buon può essere provato per presunzioni e che la prova per inferenza induttiva non postula che il fatto ignoto da dimostrare sia l’unico riflesso possibile di un fatto noto, essendo sufficiente la rilevante probabilita’ del determinarsi dell’uno in dipendenza del verificarsi dell’altro secondo criteri di regolarità causale”.
Sentenza Cassazione n.7875/09 – Fumo passivo venerdì, Apr 3 2009
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Cassazione – Troppi fumatori al bar: titolare condannato a risarcire i vicini giovedì, Apr 2 2009
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La Cassazione ha confermato 10.000 euro di risarcimento in favore di una famiglia fiorentina che abitava sopra un bar frequentato da persone che fumavano molte sigarette fuori dal locale impedendo alla famiglia di aprire le finestre di casa e di vivere liberamente nel loro appartamento.
In sostanza la Suprema Corte – respingendo il ricorso del ‘Il Piccolo Caffe” – ha convalidato il diritto, per la famiglia in questione composta da padre, madre e una figlia, ad ottenere il risarcimento per “danni esistenziali determinati da immissioni moleste di fumo di sigarette”.
In particolare i giudici della Cassazione (con la sentenza 7875) hanno reso definitiva la decisione emessa il 10 luglio 2007 dalla Corte d’Appello di Firenze con la quale il risarcimento era stato decretato a causa delle “conseguenze delle immissioni del fumo delle sigarette sul modo di vivere la casa della famiglia danneggiata”.
Da Irpinia nel Mondo la notizia qui
Vedi anche: Sentenza Cassazione n.7875/09 – Fumo passivo
Alla casalinga va riconosciuto anche il danno patrimoniale martedì, Mar 24 2009
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Cass., III sez. CIVILE, sen. n. 6658 del 19 marzo 2009.
Il danno patito da una casalinga a seguito di un infortunio rientra, a pieno titolo, nell’ambito di un danno alla capacità lavorativa specifica.
La casalinga, infatti, “pur non percependo un reddito monetizzato, svolge un’attività suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare, per cui costituisce danno patrimoniale (come tale autonomamente risarcibile rispetto al danno biologico) quello che la predetta subisce in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa.”.
Così la Cassazione accoglie il ricorso, presentato da una casalinga, avverso la decisione della Corte d’appello che aveva disattendendo le domande di risarcimento del danno patrimoniale da incapacità lavorativa specifica, riconoscendo il solo danno biologico e morale.
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