Source: http://www.iusetnorma.it/normativa/legge_regionale_dell__1_febbraio_2005,_n._4.asp
Timestamp: 2020-02-24 08:45:23+00:00
Document Index: 115821510

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 43', 'art. 45']

1. La regione Campania riconosce che il sistema scolastico e formativo è strumento fondamentale per lo sviluppo complessivo del proprio territorio e che si rendono necessari interventi per incentivarne e migliorarne l�organizzazione e l�efficienza, per ottimizzare l�utilizzazione delle risorse e per renderne più agevole l�accesso a coloro che ne sono impediti da ostacoli di ordine economico, sociale e culturale.
2. Per realizzare gli obiettivi di cui al comma 1 la regione Campania promuove e sostiene azioni volte a rendere effettivo il diritto allo studio e all�apprendimento per tutta la vita, nel rispetto dei livelli essenziali definiti dallo Stato, delle competenze degli enti locali e del principio di sussidiarietà.
3. Le azioni di cui al comma 2 sono programmate in un quadro complessivo che, a partire dalle realtà scolastiche, educative e formative esistenti sul territorio, facenti parte del sistema pubblico della scuola statale, locale, paritaria e pubblico-privato della formazione professionale, è volto a potenziarne l�integrazione e a valorizzarne le specificità.
a) realizzare gli interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono a tutti l�esercizio del diritto all�istruzione e alla formazione perseguendo anche la generalizzazione del servizio pubblico della scuola dell�infanzia in modo da consentire la frequenza effettiva di tutti i bambini e le bambine dai 3 ai 6 anni;
b) riequilibrare l�offerta scolastica e formativa attraverso interventi prioritariamente diretti agli strati della popolazione con bassi livelli di scolarità, con particolare attenzione alle zone in cui l�ubicazione dei servizi è fonte di particolare disagio per gli utenti;
d) favorire l�esercizio del diritto allo studio e la piena integrazione degli immigrati;
f) promuovere la qualità degli apprendimenti attraverso azioni di sostegno indirizzate alle zone dell�eccellenza e del disagio;
g) promuovere e sostenere progetti di qualificazione dell�offerta formativa ed educativa che prevedono percorsi volti alla crescita della cittadinanza attiva e della cultura della legalità, della pace e del rispetto della dignità e dei diritti umani;
h) promuovere e sostenere l�autonomia scolastica e la crescita di un sistema formativo che, nel dialogo/rapporto costante col sistema dell�istruzione, elabori nuovi percorsi di crescita professionale e culturale in raccordo tra le diverse componenti della scuola;
i) sostenere l�autonomia scolastica nell�elaborazione di progetti per la scuola dell�obbligo che forniscono efficaci ed innovative risposte alle problematiche del territorio, soprattutto attraverso l�estensione e la qualificazione dei tempi scuola e l�adozione di modelli organizzativi di natura sperimentale, innovativi e flessibili;
l) favorire ed estendere il sistema dell�educazione permanente degli adulti in integrazione con il sistema scolastico e formativo;
a) degli alunni dell�istruzione, frequentanti scuole sia pubbliche che paritarie, compresi gli alunni delle scuole dell�infanzia;
c) dei frequentanti dei corsi per adulti organizzati al fine del conseguimento di titoli di studio o di certificazione di competenze, nonché di formazione continua secondo le direttive indicate dall�Unione europea.
2. I progetti di cui all�articolo 5, comma 3, possono essere predisposti dai comuni, dalle province, dalle scuole, dai soggetti che operano nella formazione professionale e da enti o istituti culturali che prevedano di realizzarli in integrazione con l�istruzione o la formazione professionale.
1. La Regione programma interventi diretti a garantire il diritto all�integrazione nel sistema scolastico e formativo, all�educazione, all�istruzione e alla formazione professionale di soggetti con disabilità e di persone che a causa di deficit fisici, psichici o sensoriali trovano ostacoli al proprio percorso educativo e formativo.
2. Gli interventi sono attuati dagli enti locali all�interno della rete realizzata con i piani di zona approvati in attuazione della legge n. 328/00, e sono realizzati in raccordo con i servizi scolastici, formativi e pedagogici, con quelli sanitari, socio-assistenziali, culturali, ricreativi e sportivi e con altre attività gestite sul territorio da enti pubblici e privati.
3. Nell�ambito di appositi accordi di programma di cui alla legge 5 febbraio 1992 n. 104, sono garantiti dagli enti titolari della relativa competenza:
a) gli interventi diretti ad assicurare l�accesso e la frequenza al sistema scolastico e formativo attraverso la fornitura di servizi di trasporto speciale, di materiale didattico e strumentale, nonché di personale aggiuntivo provvisto dei requisiti di legge e destinato a favorire e sviluppare l�autonomia e la capacità di comunicazione;
1. Le azioni di cui all�articolo 2 si sviluppano attraverso gli interventi di cui al comma 3 in favore di soggetti che si trovano nelle condizioni di cui all�articolo 3 e progetti volti a garantire e migliorare i livelli di qualità dell�offerta di educazione, istruzione e formazione.
2. Tali azioni sono armonizzate con le agevolazioni già previste con la legge 19 febbraio 2004, n. 2, relativa all�istituzione del reddito di cittadinanza.
a) fornitura gratuita o semi gratuita dei libri di testo agli alunni della scuola dell�obbligo e delle superiori e organizzazione di servizi di comodato per libri di testo, anche tramite un fondo da istituire presso le singole scuole, sussidi scolastici, speciali sussidi e attrezzature didattiche specifiche per l�handicap;
g) la carta studenti per l�accesso facilitato ai canali culturali previsti dell�articolo 2, comma 1, lettera
h) sostegno e mediatori culturali per favorire l�inserimento scolastico di immigrati e rom;
a) l�elaborazione di progetti volti a promuovere il successo scolastico e formativo;
b) l�elaborazione di percorsi integrati tra istruzione e formazione professionale;
c) la realizzazione di percorsi di educazione degli adulti in integrazione con l�istruzione, la formazione professionale e l�università;
e) progetti formativi mirati all�applicazione dell�innovazione tecnologica alle metodologie di insegnamento-apprendimento, con particolare riferimento alle tecnologie multimediali e all�informatica;
f) progetti volti a garantire l�integrazione tra i servizi sociali e l�istruzione e la formazione;
h) progetti di istruzione e formazione volti all�educazione alla legalità, all�intercultura, alla pace, al rispetto della dignità e dei diritti umani e alla crescita della cittadinanza attiva.
1. La Regione istituisce borse di studio destinate agli alunni dell�istruzione e agli allievi della formazione professionale realizzata da agenzie accreditate che risiedono nella regione, i quali versano in disagiate condizioni economiche. L�attribuzione è fatta in base ai criteri del merito e del rischio di abbandono del sistema formativo.
3. La Regione attribuisce direttamente ogni anno borse di studio per solo merito eccezionale, dell�importo stabilito con atto della Giunta regionale secondo i criteri individuati dal regolamento regionale. I percettori di tali borse continuano ad usufruirne negli anni successivi, fino al completamento del percorso formativo eventualmente anche universitario, se permangono i requisiti di merito eccezionale.
3. La Regione assicura la realizzazione di interventi di rilevanza regionale, direttamente o mediante l�attribuzione delle necessarie risorse agli enti locali che sono sede dell�intervento e che accettano di gestirlo in particolare, la Regione:
4. La Giunta regionale approva il riparto tra le province, sulla base degli indirizzi triennali, dei fondi destinati all�attuazione degli interventi di cui all�articolo 5 come individuati dal programma provinciale di cui all�articolo 9.
1. Ad integrazione degli interventi di cui all�articolo 5 della presente legge, la Regione, nei limiti di apposito stanziamento di bilancio:
b) favorisce l�acquisto di scuola-bus da parte dei comuni;
2. Le province approvano il programma degli interventi, elaborato con il concorso dei comuni, delle scuole, degli enti formativi e delle istituzioni culturali esistenti sul loro territorio, contenenti i progetti e gli interventi di cui all�articolo 5.
4. Le province trasmettono alla Regione una relazione annuale, comprensiva delle relazioni elaborate dai singoli comuni, sull�utilizzo dei fondi regionali e sul raggiungimento degli obiettivi della programmazione provinciale, nonché sulle esigenze e le particolarità del loro territorio.
1. E� istituita la conferenza regionale per il diritto allo studio, cui partecipano la Regione, gli enti locali, le scuole, gli enti di formazione accreditati, gli istituti e le realtà culturali, formative,
3. La conferenza è convocata almeno due volte l�anno con lo scopo di verificare lo stato del diritto allo studio nella Regione, individuare nuove soluzioni e avanzare nuove proposte.
1. Agli oneri derivanti dall�attuazione della presente legge si fa fronte mediante le risorse finanziarie messe a disposizione annualmente con legge regionale di bilancio, oltre che con i trasferimenti dallo Stato in materia di diritto allo studio.
1. E� abrogata la legge regionale 26 aprile 1985, n. 30.
1. I procedimenti di programmazione e di assegnazione di benefici in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e fino all�approvazione degli indirizzi triennali di cui all�articolo 7 sono conclusi secondo le procedure della legge regionale n. 30/85 abrogata dall�articolo 12.
Il Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 è il seguente: �Attuazione della delega di cui all�art. 1 della L. 22 luglio 1975, n. 382�
Il Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 è il seguente: �Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della l. 15 marzo 1997, n. 59.�
La legge 8 novembre 2000, n. 328 è la seguente: �Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.�
La legge 5 febbraio 1992, n. 104 è la seguente: �Legge-quadro per l�assistenza, l�integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.�
La legge regionale 19 febbraio 2004, n. 2 è la seguente: �Istituzione del reddito di cittadinanza�
Nota all�art. 6
Il decreto legislativo 31 marzo 1988, n. 109 è il seguente: �Definizioni di criteri unificati di
valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell�articolo 59, comma 51, della L. 27 dicembre 1997, n. 449.�
Nota all�art. 12 La legge regionale 26 aprile 1985, n. 30 è la seguente: �Nuova normativa del diritto allo studio� Nota all�art. 13
L�art. 12 della citata legge regionale n. 30/1985 è il seguente: �Criteri Nell�attuazione degli
a) la priorità degli interventi a favore della scuola materna e dell�obbligo;
b) l�applicazione dei criteri oggettivi nella prestazione dei servizi e la graduazione del concorso nei costi da parte degli utenti in ragione del livello di reddito;
c) l�uniformità di trattamento ad allievi frequentanti la stessa scuola, anche se provenienti da Comuni diversi.�
Nota all�art. 14
L�art. 43 dello Statuto Regionale è il seguente: �Procedura di approvazione� Ogni progetto di legge, previo esame in Commissione, è discusso e votato dal Consiglio articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce i procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l�urgenza.�
L�art. 45 dello Statuto Regionale è il seguente: �Promulgazione e pubblicazione delle leggi regionali���omissis�.. La legge regionale entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della regione, salvo che la stessa stabilisca un termine maggiore.
Una legge dichiarata urgente dal Consiglio Regionale può essere promulgata ed entrare in vigore prima della scadenza dei termini di cui sopra�