Source: http://www.assicuriamocibene.it/2014/06/11/il-convegno-di-medicina-e-diritto-la-tempesta-che-incombe-sul-danno-alla-persona/
Timestamp: 2019-09-16 06:10:00+00:00
Document Index: 35803847

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Il Convegno di Medicina e Diritto: la tempesta che incombe sul danno alla persona | ASSICURIAMOCI BENE
I principali argomenti sui quali gli intervenuti hanno svolto analisi e commenti riguardano alcuni imminenti passaggi cruciali per il sistema risarcitorio del nostro ordinamento e precisamente: la pronuncia che ci sarà a giorni da parte delle Sezioni Unite sul “danno tanatologico”, la proposta di legge Bonafede (n. 1063, del 28 maggio 2014) e la pronuncia della Consulta, prevista per settembre, sulla legittimità costituzionale degli artt. 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni Private (in pratica sul sistema attuale di quantificazione del risarcimento).
Sul primo dei punti indicati, sul danno tanatologico, e in particolare sulle conseguenze della c.d. “sentenza trattato” della Corte di Cassazione (n. 1361/14, detta anche “sentenza Scarano”) può avere sul nostro ordinamento, con l’imminente pronuncia delle Sezioni Unite.
Facciamo un passo indietro: il 23.1.2014, la III sezione della Suprema Corte deposita una sentenza di oltre 100 pagine, la n.1361, in cui riconsidera alcuni punti fermi del danno biologico e, soprattutto, introduce una voce di danno che nel nostro ordinamento non ha quasi mai avuto spazio: il danno da perdita della vita, o danno tanatologico. Assicuriamoci Bene si era già occupato della pronuncia con l’articolo “Danno da perdita della vita”. Sarà comunque utile ricordare qui di cosa si tratta. Nel nostro ordinamento il danno da morte viene quantificato essenzialmente come danno proprio dei parenti (appunto “danno parentale”), oltre che come danno economico per i familiari che possano dimostrare di aver subito un danno patrimoniale. In altri termini vengono risarciti il dolore dei parenti e la perdita di soldi, ma non il danno subito da chi muore, se non in misura minore, quando ricorrano due presupposti: il lasso di tempo apprezzabile e la lucidità prima della morte. Quindi, solo in tal caso, agli eredi passa i diritto al risarcimento del danno che ha subito la persona morente, nel breve lasso di tempo che ha trascorso penosamente prima di trapassare.
La sentenza Scarano invece rimette in discussione questo sistema aprendo al risarcimento agli eredi del danno subito dalla persona che muore, in una misura decisa caso per caso equitativamente, per una maggiore rispondenza al sentire comune.
A rendere ancor più “pericolosa” per la tenuta del sistema la sentenza n.1361/14 ci si è messa la proposta di legge n. 1063, del 28 maggio 2014 , nota col nome del suo primo estensore, On. Bonafede, che tra le varie rivoluzioni che contiene, riporta anche una quantificazione “tabellare” del danno da perdita della vita, nella misura dell’80% di invalidità permanente, salvo personalizzazioni varie.
I vari relatori che hanno commentato la sentenza Scarano e la proposta di legge Bonafede, benchè noti per avere idee diverse sul risarcimento del danno alla persona, concordavano tutti nell’esprimere un giudizio negativo sulle due bombe a orologeria che ora le Sezioni Unite dovranno decidere se disinnescare o lasciare esplodere. Chi con gli argomenti un po’ frusti dell’eccessiva generosità del sistema risarcitorio italiano (Ponzanelli, che ha rispolverato i risultati dello studio effettuato dalla Boston Consulting Group, notoriamente istruito e commissionato da ANIA), e chi con argomenti più condivisibili da tutte le parti in gioco, come la grave mancanza di coerenza e organicità delle fonti del diritto, divise tra produzione legislativa superficiale e produzione giurisprudenziale eccentrica e imprevedibile (Spera).
Certo il fatto che il Giudice Spera, considerato il padre delle attuali Tabelle Milanesi, esprima una posizione critica sul varco al risarcimento da perdita della vita, aperto dalla sentenza Scarano, fa pensare.
Simili cori di critiche si sono levati sulla citata proposta di legge che dovrà anche essere discussa in Parlamento. Si tratta d’altronde di una legge che, oltre a tabellare il danno da perdita della vita, scardinerebbe il sistema risarcitorio attuale, dato dagli artt. 138 e 139 del codice delle assicurazioni private, i quali verrebbero eliminati, mentre verrebbero incluse nel codice civile le Tabelle Milanesi.
Come se il tutto fosse tenuto insieme da un fil rouge, ecco che a settembre la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi su una nuova ordinanza di remissione del Giudice di Pace di Torino, che chiede la pronuncia sulla legittimità costituzionale degli articoli 138 e 139 del c.a.p.. Una declaratoria di illegittimità costituzionale di tali norme produrrebbe un vero terremoto in ambito rc auto. Le compagnie si dovrebbero riorganizzare pesantemente, ad esempio per smaltire le strutture astruse sorte con l’introduzione del risarcimento diretto (che, ricordiamolo, è una complicazione del sistema risarcitorio, e non una semplificazione).
Le nubi, insomma, sono dense sul mondo Rc Auto, e sembra proprio che debba scatenarsi una tempesta.
Tuttavia, proprio perchè la tempesta sarebbe troppo violenta, e visto che la parola ora spetta ai giudici più autorevoli, oltre che al Parlamento, deve ritenersi probabile che nulla cambierà, o quasi.
Viene alla mente l’art. 8 del decreto “Destinazione Italia”, che avrebbe rivoluzionato il mondo Rc Auto, ma nel segno opposto, tagliando di netto i risarcimenti e avvantaggiando le compagnie. Bene, è noto che il decreto summenzionato è poi stato approvato con l’eliminazione totale dell’articolo incriminato.
Dopo un tentativo di abbattere i risarcimenti, ora sentenze e proposte di legge per farli lievitare.
Manca, senza dubbio, quella stabilità che deriva dal buon senso, sempre meno presente nei tentativi di rinnovo del sistema risarcitorio Rc Auto.
Categorie News dal mercato assicurativoTag art. 138, art. 139, artt. 138 e 139, danno alla persona, danno da perdita della vita, danno parentale, danno tanatologico, medicina e diritto, proposta di legge Bonafede, sentenza 1361/14, sentenza Scarano	Navigazione articolo