Source: http://www.avvocatisport.it/newsletter/8_2020/
Timestamp: 2020-06-02 05:17:29+00:00
Document Index: 6946832

Matched Legal Cases: ['art. 65', 'art.20', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 29', 'art.118', 'sentenza ', 'sentenza ']

Newsletter 8/2020
Questa newsletter è indirizzata ai Soci dell'Associazione Italiana Avvocati dello Sport che sono invitati ad inoltrarci normativa, giurisprudenza, eventi e pubblicazioni rilevanti newsletter inviando una email a: Roberto Terenzio roberto.terenzio@gmail.com e Gianmaria Daminato gianmaria@studiolegaledaminato.it.
SLPC Survey on the impact of Corona Virus on sport in 13 countries
(v. 1.0 released on 20 April 2020, next update Monday 27 of April)
Position paper on the impact of the COVID-19 crisis on the sport sector
Conclusioni della riunione informale dei Ministri dello Sport UE
Bruxelles, 21 Aprile 2020
INFORMAZIONI E NEWS NAZIONALI
- Il CONI invia agli organismi sportivi un questionario sui fattori di rischio della ripresa attività. ll mondo sportivo italiano si prepara ad affrontare la Fase 2 dell’emergenza COVID-19 e la ripresa delle attività, nel pieno rispetto delle attuali disposizioni di tutela di salute
Il CONI, incaricato dal Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ha chiesto alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate e agli Enti di Promozione Sportiva di raccogliere elementi di valutazione, istanze e esigenze di ciascun organismo sportivo riconosciuto in modo da produrre un documento di sintesi da porre a disposizione del Ministro e del suo Ufficio di Gabinetto affinché si possano adottare le determinazioni più opportune.
Per approfondire: www.coni.it/it/news/17093-il-coni-invia-agli-organi-sportivi-un-questionario-su-fattori-di-rischio-per-ripresa-attivit%C3%A0.html?fbclid=IwAR2IhejeT9DDVu7v4GZ-D_uD6JzbFAeZ6SJNT9LCdUnoRinFR7HuRqddRuA
- Coronavirus, la Commissione medica FIGC lavora alla finalizzazione del protocollo per la ripartenza
Si è svolta sabato in videoconferenza la seconda riunione della Commissione medico scientifica della FIGC, presieduta dal Prof. Paolo Zeppilli, con lo scopo di tracciare le linee guida del protocollo sanitario di garanzia per la ripresa degli allenamenti finalizzati alla ripartenza dei campionati professionistici.
Per approfondire: www.figc.it/it/federazione/news/coronavirus-la-commissione-medica-figc-lavora-alla-finalizzazione-del-protocollo-per-la-ripartenza/
-	Coronavirus: "eccesso onerosità", Ascoli esonera allenatore Roberto Stellone - "E' stato risolto unilateralmente il rapporto contrattuale con mister Roberto Stellone e il suo staff per intervenuta eccessiva onerosità, anche in relazione alla durata dei rispettivi contratti"
https://www.ascolicalcio1898.it/index.php/news/dettaglio/guillermo-abascal-nuovo-tecnico-della-prima-squadra?fbclid=IwAR1QBEjytSTsDrmnIiZn4LFhDB1woI7kxvdPwhq9627XrxrMCrhpBqDyH_M
-	Collegio Garanza del CONI – Sezioni Unite: Decisione n. 22/2020
(Decisione n. 22-2020 - Ric. 87-2019 - LIBV-FIPAV)
Massima: l'organo "superiore" è dotato di poteri di annullamento, riforma o revoca degli atti del controllato, al quale è consentito adottare, nei confronti dello stesso, provvedimenti sanzionatori, avocativi o disciplinari.
Con ricorso al Collegio di Garanzia la LIBV ha impugnato la decisione della Corte Federale FIPAV che aveva respinto il reclamo della stessa LIBV alla decisione del Tribunale Federale FIPAV in merito alla "delibera federale n. 42/19 assunta dal Consiglio Federale FIPAV in data 7-8 marzo 2019, avente ad oggetto la revoca del riconoscimento quale Lega Nazionale (conferitole in data 2 novembre 2016, ai sensi dell'art. 65 dello Statuto FIPAV)".
La Terza Sezione del Collegio ha rimesso la vicenda alle Sezioni Unite sul presupposto tale per cui "[...] nello specifico, l’incertezza e l’insufficienza del quadro normativo di riferimento, suppongano un chiarimento sistematico [...] in ordine all’esistenza o meno della stessa possibilità per l’Ente Federale di revocare il provvedimento di riconoscimento, da un lato; ed ove esista un potere di revoca del riconoscimento a Lega Nazionale in capo alla Federazione, quale sia la disciplina applicabile".
Le Sezioni Unite hanno osservato "come sussista [...] un ordinario potere di revoca in capo all’autorizzante (in questo caso una Federazione), per eventi riscontrati durante l’esercizio delle attività autorizzate (nel caso di specie, quelle della Lega)."
Proseguendo, poi, nella considerazione che "qualora fra due soggetti od organi intercorra un rapporto di sovraordinazione, con finalità di coordinamento e controllo, la funzione di controllo è connaturale alla stessa posizione sovraordinata; pertanto, l’organo “superiore” è legittimato, per ciò solo, a vigilare sull’attività del controllato. Questi, dunque, può esercitare ipso iure i relativi poteri di annullamento, riforma o revoca degli atti del controllato, adottando, nei confronti dello stesso, provvedimenti sanzionatori, avocativi o disciplinari".
Da ultimo, il Collegio riconosce un'analoga situazione nel "potere di revoca del riconoscimento a fini sportivi concesso alle FSN da parte del CONI".
Avv. Celeste Facchin
-	Articolo su Corriere dello Sport del socio Avv. Salvatore Scarfone su "Non di sola Serie A vive il nostro calcio" (Articolo)
-	Serie A: Dopo la Juventus, anche Parma e Roma si accordano con i propri tesserati per la riduzione degli stipendi
(http://parmacalcio1913.com/parma-calcio-1913-comunicato-ufficiale-9?fbclid=IwAR0ZFD1V9LwJG7RmkYAyFBrcCVsd2WHJNIlOZqzOyimblD_oz2a-MzGXlE0)
(https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/04/17/roma-taglio-stipendi-calciatori-proposta)
-	Sospensione definitiva dei campionati giovanili FIGC
(www.figc.it/media/120856/187-sospensione-definitiva-campionati-giovanili-dcf-e-sgs.pdf)
-	Lega Nazionale Dilettanti: Da Olimpiadi invernali risorse per lo sport di base. Camera approva odg di Sibilia e Barelli (FIN)
(www.lnd.it/it/news-lnd/organizzazione-lnd/da-olimpiadi-invernali-risorse-per-lo-sport-di-base-camera-approva-odg-di-barelli-fin-e-sibilia)
-	Marathonworld: L'iter amministrativo da seguire in caso di sanzione per i runners – a cura dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport
(www.marathonworld.it/termine-ricorso-sanzione-coronavirus.html?fbclid=IwAR3JnQ-ESjv1hqGnt_nJjVj92RfEsMBD7fWApE2uOwlkMc5tsRNEhmeYZyY)
-	Nota sulla situazione attuale della Pallacanestro Italiana
La giornata del 7 aprile ha segnato la fine della stagione 2019/2020 per tutti i campionati nazionali di Pallacanestro.
In questa giornata, infatti, sono arrivate le ufficializzazioni della conclusione dei primi due campionati nazionali, la Serie A e la Serie A2.
Nel contesto dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 che è ancora in atto nel nostro Paese e, più in generale, nell’intera comunità mondiale, dopo aver dichiarato conclusa, lo scorso 26 marzo, la stagione sportiva 2019/2020 per ogni attività organizzata dai Comitati Regionali (quindi anche tutti i tornei giovanili) e preso atto della richiesta della Lega Nazionale Pallacanestro dello scorso 23 marzo, il Presidente FIP Giovanni Petrucci ha ritenuto di adottare il provvedimento dichiarando conclusa, anche, la stagione sportiva 2019/2020 per i Campionati di Serie A1 e A2 femminile e di adottare il provvedimento che ha dichiarato, altresì, conclusa anche la stagione sportiva 2019/2020 per il Campionato di Serie B maschile.
A seguito delle consultazioni avute con il presidente della Legabasket (LBA, che gestisce il primo campionato, quello unico professionistico) Umberto Gandini e con il Presidente LNP (Lega Pallacanestro, che gestisce il secondo e il terzo campionato nazionale A2 e B, ambedue dilettantistici), Pietro Basciano, e sentito il parere per via breve del Consiglio Federale, la FIP ha varato anche i provvedimenti che hanno dichiarato terminata la stagione 2019/2020 sia per la Serie A che per la Serie A2.
Nell’ultimo Consiglio Federale del 15 aprile, La Federazione Italiana Pallacanestro ha disposto uno stanziamento del valore di 4 milioni di Euro volto a sostenere la partecipazione delle società maschili e femminili all’attività sportiva della stagione 2020/2021 (riduzione o cancellazione di tasse federali).
Il presidente Petrucci ha informato il Consiglio che si studieranno proposte su eventuali riforme del basket giovanile e dell’istituto del vincolo sportivo.
In riferimento ai prossimi campionati, il Consiglio ha espresso la volontà di attendere le proposte che perverranno da LBA e LNP per la stagione 2020/2021. Altrettanto avverrà per i campionati femminili.
Così come in essere per la Serie B, ed in ottemperanza a quanto richiesto dalla FIP, i rappresentanti di Lega Nazionale Pallacanestro hanno già allo studio proposte di organizzazione e gestione del Campionato di Serie A2 2020-2021, cosi come la LBA.
Infatti, in data 21 aprile 2020, i club della LBA si sono riuniti in videoconferenza per analizzare varie tematiche anzitutto in riferimento alla stagione 19/20 conclusa in anticipo.
E’ stato esaminato, in particolare, il tema della definizione di un ranking tra le squadre in vista della attribuzione dei posti che verranno assegnati alla Serie A nelle competizioni europee per club della stagione 2020-21, è stato affrontato l’argomento della premialità, al fine di presentare proposte alla Federazione Italiana Pallacanestro e permetterle di assumere le conseguenti decisioni in merito e successivamente è stato effettuato un esame dei format che potrebbero essere valutati per la prossima stagione agonistica, insieme ad una prima ipotesi di date e criteri per la iscrizione da sottoporre al vaglio della Fip.
Verrà presumibilmente formata da LBA una Commissione che discuta la problematica con il CONI per valutare le eventuali misure di sicurezza ed avere un’ipotetica data di ripartenza.
Molte le ipotesi al vaglio: da quella delle iscrizioni al prossimo campionato di LBA che potrebbero slittare al 31 luglio rispetto al 30 maggio inizialmente previsto, proposta che sarebbe anche di LNP per il campionato di A2, a quella del campionato di Serie A a 20 squadre (in tal caso divise in due gironi), come l’ipotesi di riprendere il campionato a porte chiuse (ma che aumenterebbe il danno economico dei club), mentre vi è anche la possibilità di posticipare A2 e B per ripartire a porte aperte e aspettare, addirittura, l’inizio del 2021.
Per quanto riguarda il tema dei contratti in essere, è notizia di questi giorni che la Lega Basket Serie A ha portato a compimento il confronto e raggiunto una intesa di massima con la GIBA (Associazione Italiana Giocatori di basket) e l’USAP (Unione Sindacale Allenatori di Pallacanestro) sulla riduzione dei compensi che ha come obiettivo la condivisione della difficile situazione economica che si è venuta a creare nel paese che ha portato alla chiusura anticipata del campionato di Serie A. Le parti hanno così concordato linee guida che prevedono una riduzione del 20% della retribuzione lorda complessiva sugli ingaggi di allenatori e giocatori superiori ai 50.000 Euro per la stagione 2019-20, stabilendo al contempo due fasce di protezione con minore percentuale di riduzione per i compensi sotto questa cifra per tutelare i redditi più deboli.
Resta inteso che, nella loro piena libertà negoziale e di valutazione, i club e i loro tesserati potranno individuare altre ed ulteriori modalità di ridefinizione degli emolumenti previsti per questa stagione
Per la Serie A2 e per gli altri campionati dilettantistici, si deve trovare, giocoforza, un accordo transattivo privatistico. Molte società si stanno organizzando individualmente coi propri tesserati e i loro procuratori per addivenire ad un accordo che possa contemperare gli interessi di ciascuna parte. Si sta parlando su una forbice di trattativa che va dal 70 al 80 % del contratto annuale stipulato ad inizio anno (per i contratti pluriennali, chiaramente, il discorso appare diverso) ma ancora, ufficialmente, non vi è stata nessuna comunicazione in merito, per questi campionati, da parte delle associazioni di categoria sia per i giocatori (la Giba) che dell’Usap (che tutela gli allenatori). Ma negli ultimi giorni si stanno predisponendo degli accordi che possano tutelare gli interessi di ciascuna parte, come già avvenuto per la Serie A.
Un documento importante, tra l’altro, è stato redatto dalla FIBA (la Federazione Internazionale) che ha pubblicato le linee guida per chi volesse rivolgersi in futuro al BAT (Basketball Arbitration Tribunal con sede a Ginevra) a causa di problemi sorti durante la pandemia di coronavirus.
A tal fine, il presidente del BAT, il vicepresidente e gli arbitri, dopo aver discusso collettivamente ai sensi dell'articolo 16.1 delle regole di arbitrato su talune questioni sostanziali che derivano dalla pandemia COVID-19, ha stabilito in queste linee guida quali possano essere le loro opinioni condivise su ciò che avrebbero percepito essere le soluzioni più giuste ed eque, secondo lo standard ex aequo et bono, a tali questioni sostanziali.
In primo luogo, la premessa è che le presenti linee guida sono solo di natura temporanea, con l'obiettivo di affrontare le conseguenze della crisi attuale, non sono regole vincolanti di applicazione obbligatoria e, ovviamente, non incidono su ciascuna libertà di decisione dell'arbitro del BAT nel decidere un singolo caso.
Ma, in linea generale, tra varie argomentazioni, il BAT ha condiviso che sulla base delle varie considerazioni, è giusto l'obbligo del club di pagare gli stipendi durante il periodo di lockdown ma con una riduzione generale come segue:
L'entità della riduzione salariale dipenderà dallo stipendio mensile del giocatore / allenatore, con la seguente scala che guida la valutazione degli arbitri sull'equa riduzione (riferita ai mesi di sospensione): contratti fino a 2.500 EUR / mese - Riduzione dello 0-20%. Ogni contratto superiore a 2.500 EUR / mese - Riduzione del 50% come inizio di trattativa.
Quindi ricalcando in gran parte ciò su cui le società, gli atleti, gli allenatori e i procuratori hanno trattato e stanno trattando nel panorama cestistico italiano.
Vero è che, in questo momento, il mondo italiano della pallacanestro, come sta avvenendo per altri sport di rilievo nazionale, attraversa un momento delicato ed economicamente molto difficile.
Sarà compito (arduo) della Federazione trovare i rimedi e tutte le opportune strategie per consentire alle società di potersi organizzare e poter ripartire il prossimo anno, nel quale ci sarà un evidente ridimensionamento dei costi.
Molte società chiedono una riforma dei campionati, si aspettano quindi le ulteriori determinazioni della Fip.
Avv. Sergio Zumbo
INFORMAZIONI E NEWS INTERNAZIONALI
-	Basket Arbitral Tribunal published BAT Covid-19 Guidelines
( www.fiba.basketball/news/basketball-arbitral-tribunal-publishes-bat-covid-19-guidelines)
-	Calcio: Sporting Lisbona taglia stipendi del 40% - Dipendenti cassaintegrati, stop a trasferimento tecnico
Cassa integrazione per quasi tutti i dipendenti e stipendi ridotti del 40% ai giocatori. Sono i provvedimenti decisi dallo Sporting Lisbona in Portogallo per dare respiro alle sue già fragili finanze, ulteriormente colpite dalla pandemia di coronavirus. Le misure di "sospensione temporanea" o di "riduzione dell'orario di lavoro" riguardano il 95% dei dipendenti, ha reso noto il club di Lisbona in una dichiarazione diffusa ieri sera dall'autorità di borsa. Dimezzati gli stipendi dei membri del consiglio di amministrazione. Lo Sporting era già in una situazione sportiva ed economica difficile prima dell'inizio della pandemia. Secondo i media locali, il club ha anche deciso di non versare allo Sporting Braga una prima tranche di 5 milioni di euro, corrispondente alla metà del trasferimento dell'allenatore Ruben Amorim. All'inizio di marzo, lo Sporting Portugal aveva deciso di assumere per la somma record di 10 milioni di euro questo ex nazionale portoghese, che a 35 anni è diventato l'allenatore più costoso del calcio portoghese, nonostante abbia appena iniziato la carriera sulla panchina del Braga.
-	CIES - Football Observatory: “Player export: Brazil leads the table”
( https://football-observatory.com/IMG/sites/b5wp/2019/wp292/en/)
-	Basket Nba: i giocatori dicono sì al taglio del 25% degli stipendi
Dopo lunghe trattative, è stato raggiunto l'accordo per la riduzione degli emolumenti. Se la stagione riprendesse le franchigie potrebbero restituire i soldi trattenuti. Silver: "Sulla ripartenza non siamo ancora in grado di fare ipotesi"
Fumata bianca in Nba per il taglio degli stipendi. Dopo lunghe settimane di trattative, l'associazione dei giocatori ha accettato la riduzione del 25% degli emolumenti a causa dello stop forzato del campionato imposto dall'emergenza coronavirus. Il piano entrerà in vigore il 15 maggio, data a partire dalla quale verrà trattenuta una parte del compenso, con una riduzione di poco superiore all'1% dello stipendio per ogni partita cancellata. In totale, considerando anche le sfide playoff distribuite in maniera omogenea su tutti i giocatori, i match rimanenti ammontano infatti a circa il 25% del calendario completo.
Se la stagione riparte possibile restituzione dei soldi ai giocatori.
Soltanto se la stagione 2019-2020 dovesse riprendere questa estate, i soldi trattenuti potrebbero essere restituiti ai giocatori. Un risparmio non da poco, considerando che complessivamente i salari della Nba raggiungono oltre 3,7 miliardi di dollari. L'accordo è stato trovato dopo che la precedente proposta di una riduzione del 50% a partire dai pagamenti di inizio aprile era stata bocciata e respinta al mittente dai rappresentanti dei giocatori.
-	Tour de France: Rinvio deciso per l'emergenza coronavirus dal 29 agosto al 20 settembre
Il Tour de France è stato rinviato. Le nuove date - si apprende dagli organizzatori - prevedono partenza il 29 agosto e arrivo il 20 settembre.
The Sports Law and Policy Centre is pleased to announce the publication of
ISBN 978-88-940689-9-3 (April 2020, 908 pages)
This book is updated with the latest amendments to the FIFA Regulations on the Status and Transfer of Players
NOTIZIE, DOCUMENTI EVENTI
Segnalati dalle Commissioni AIAS
FISCALITA' DELLO SPORT
a cura della Commissione AIAS coordinata dall'Avv. Marco Longobardi, marco.longobardi@pwc.com
•	Giurisprudenza:
Cass. 7377-2020 (fringe benefit costi mediazione sostenuti dalla società)
DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA E SPORT
a cura della Commissione AIAS coordinata dall'Avv. Ilaria Sticchi, ilaria.sticchi@gmail.com
•	Giurisprudenza europea:
Position paper Ufficio UE dell'EOC in collaborazione con le parti interessate del settore sportivo dell'Iniziativa SHARE [l'iniziativa SHARE mira a mettere in evidenza il potenziale dei progetti legati allo sport, garantendo che siano adeguatamente presi in considerazione nell'ambito delle decisioni politiche e di investimento a livello europeo, nazionale e regionale. Il ruolo importante dello sport in settori quali la rigenerazione urbana, il turismo, la coesione sociale, l'innovazione sportiva e le comunità attive e sane è diventato estremamente rilevante nel contesto dei negoziati per la politica di coesione 2021-2027] della Commissione Europea sull'impatto del Covid-19 sullo sport.
Di seguito una sintesi del contenuto.
Lo sport in tutta Europa è pesantemente colpito dalla crisi del coronavirus. Tutti i tipi di eventi sportivi, professionali e amatoriali, sono stati cancellati o rinviati, sollevando interrogativi su come terminare le rispettive stagioni. Per gli atleti (d'élite), mantenersi in forma è una sfida importante in quanto le attività sportive in gruppo non possono avere luogo e la maggior parte degli impianti sportivi sono chiusi. È tutto il mondo dello sport che si trova ad affrontare grandi sfide: dai piccoli club di base alle squadre professionistiche, dagli atleti e allenatori agli ufficiali di gara, ai tifosi e agli sponsor. Tra i più colpiti ci sono i club e le federazioni sportive che, per il loro status di organizzazione non profit, non possono mantenere riserve consistenti. Queste società e federazioni si trovano spesso a dover far fronte a carenze di liquidità o addirittura al fallimento per mancanza di entrate. Così, attualmente, molte organizzazioni sportive sono costrette a licenziare il loro personal, sperando in una rapida normalizzazione nel prossimo futuro.
Quarantatre stakeholder sportivi, tra cui le federazioni sportive europee come FIBA Europe, CEV, European Athletics, European Handball Federation e Rugby Europe, così come 16 Comitati Olimpici Nazionali hanno finora sostenuto il documento di posizione Covid-19. Il documento è stato inviato ai principali attori dell'UE, tra cui, ad esempio, il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, i Commissari Mariya Gabriel (responsabile per lo sport) e Elisa Ferreira (Coesione e Riforme), il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, e la Presidenza croata dell'UE per sensibilizzare le organizzazioni sportive alle esigenze della crisi del coronavirus.
Il documento di posizione comune esorta le entità europee a garantire che le organizzazioni sportive siano pienamente ammissibili al sostegno nell'ambito dei pertinenti programmi di finanziamento dell'UE diretti a superare la crisi. Ciò è legato, in particolare, al riorientamento dei Fondi strutturali e di investimento europei (ESIF), come la Coronavirus Response Investment Initiative (CRII) e la Coronavirus Response Investment Initiative Plus (CRII+). Poiché l'ESIF è gestito a livello nazionale/regionale, dovrebbe essere utilizzato come strumento per sostenere direttamente i club sportivi, le federazioni, gli atleti e gli allenatori per mitigare l'impatto della crisi sul loro funzionamento e sulle loro attività. Inoltre, il documento presenta un "piano d'azione per la promozione dello sport per un'Europa più resistente e sostenibile", proponendo un maggior numero di misure di sostegno che andrebbero a diretto beneficio del settore sportivo.
Articolo "European Solidarity Requires EU Taxes", pubblicato su EU Law Live, ed elaborato da un gruppo di importanti accademici e specialisti in fiscalità europea (tra cui il prof. Pistone, il prof. Bizioli, nonchè il prof. Edoardo Traversa) che riflettono sul modo in cui le politiche dell'Unione europea dovrebbero essere finanziate, dopo il Covid-19.
a cura della Commissione AIAS coordinata dall'Avv. Priscilla Palombi, priscilla.palombi@gmail.com
Contributi e segnalazioni di Maria Cecilia Morandini, Maria Luisa Garatti e Stella Frascà
•	APPROFONDIMENTO
LA CRISI E L'EMERGENZA SANITARIA FARA' SLITTARE IL PROFESSIONISMO DELLE CALCIATRICI?
di Avv. Maria Luisa Garatti - 6 aprile 2020
Finalmente a gennaio il calcio femminile ha fatto un ulteriore passo in avanti verso la conversione in sport professionistico.
E' stato approvato l'emendamento 4bis all'art.20 della legge di Bilancio 2020, con il quale è stata prevista una misura prevalentemente economica a favore di tutte le società che stipuleranno dei contratti di lavoro sportivo con le giocatrici.
Tale emendamento 4bis favorisce l'introduzione dei contratti di lavoro che, in uno sport considerato ancora dilettantistico, non rappresentano di certo la regola.
Le società che proporranno contratti, in forma scritta a pena di nullità e con obbligo di deposito in Federazione, potranno beneficiare dell'esonero del versamento del 100% dei contributi previdenziali e assistenziali per il prossimo triennio nonostante il calcio femminile come sport professionistico dipenda ancora da quanto indicato nella legge n.91/1981.
Ancora, il calcio femminile in Italia e negli altri paesi comunitari, non è ancora considerato uno sport professionistico.
L'art. 2 L.91/81 prevede: "Ai fini dell'applicazione della presente legge, sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano l'attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell'ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l'osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzio-ne dell'attività dilettantistica da quella professionistica".
Al fine di cogliere la natura del professionismo sportivo italiano si fa riferimento sia all'elemento oggettivo consistente nel ricevere un compenso economico, stabilito da un contratto, dalla società per cui si è tesserati e realizzare un'attività sportiva di carattere continuativo e quello soggettivo che rimette esclusivamente alle Federazioni sportive nazionali il potere decisionale di considerare uno sport professionistico o, viceversa, dilettantistico.
In Italia gli sport considerati professionistici dal CONI e dalle rispettive federazioni sono solo il golf, il basket e il ciclismo, oltre al calcio maschile ovviamente.
Quindi la "palla" ai sensi dell'art. 2 L.91/1981 passa alla F.I.G.C. che deve includere nell'ambito del settore professionistico il calcio femminile, nonostante l'emendamento 4bis di cui si è parlato all'inizio.
L'art. 29 delle Norme organizzative interne della F.I.G.C. così prevede: "Sono qualificati "non pro-fessionisti" i calciatori che, a seguito di tesseramento, svolgono attività sportiva per società associate nella L.N.D., giocano il "Calcio a Cinque", svolgono attività ricreativa, nonché le calciatrici par-tecipanti ai campionati di Calcio femminile.
1.bis Ai calciatori e alle calciatrici non professionisti, al fine di permettere, anche avuto riguardo alle disposizioni FIFA, lo svolgimento di attività tanto di calcio a undici, tanto di calcio a cinque, è consentita la variazione di attività nei limiti e con le modalità fissate dall'art.118 delle NOIF.
2. Per tutti i "non professionisti" è esclusa ogni forma di lavoro, sia autonomo che subordinato".
Infine la FIFA stabilisce che: "Un professionista è un giocatore che ha un contratto scritto con un club ed è pagato più per la sua attività calcistica che per le spese effettivamente sostenute. Tutti gli altri giocatori sono considerati dilettanti".
Sebbene in Italia viga la gestione pubblica dello sport come in tutti i paesi di civil law la legge n.91 rappresenta l'ultimo intervento normativo statale in materia sportiva.
Alla luce di quanto sopra e per usare un termine calcistico ora che è stato fornito l'assit alla F.I.G.C. con l'emendamento 4bis che la stessa possa andare in rete con il definitivo passaggio al professioni-smo del calcio femminile e che non rimanga tutto un vano ricordo di avere anche per il calcio fem-minile lo stesso trattamento di quello maschile.
Aprire al professionismo nel calcio darebbe uno slancio anche alle altre federazioni di vedere rico-nosciuto per le atlete lo stesso trattamento dei colleghi maschi in qualsiasi campo retributivo, previ-denziale tutele assicurative e contrattazioni collettive.
•	BREVI NEWS
Nasce la Wfl saudita - Febbraio 2020
In Arabia Saudita nasce la Women's Football League (Wfl). La lega partirà con turni preliminari da Riyad, Gedda e Dammam per costituire le squadre campioni regionali. I vincitori si qualificheranno in una competizione ad eliminazione diretta (Wfl Champions Cup) per proclamare il team campione nazionale.
Solo due anni fa in Arabia Saudita veniva concesso alle donne di entrare negli stadi. Oggi si è for-mata la prima lega femminile. In un paese in profonda evoluzione le serratissime battaglie per par diritti aprono spiragli anche nel mondo dello sport.
Avv. Maria Cecilia Morandini
FPI – La farfalla del ring - Marzo 2020
Irma Testa, ventiduenne di Torre Annunziata, ritorna a vincere a Londra contro la svizzera Sandra Brugger e ci riprova in vista dei prossimi giochi olimpici dopo la delusione di Rio.
The butterfly -soprannome dato per il suo modo leggiadro di stare sul ring – sostiene che "la boxe è uno sport femminile, noi donne abbiamo una marcia in più per grinta e determinazione…il mio obiettivo è sempre stato quello di far ricredere chi non mi vedeva campionessa".
Studia lingue e da grande si vede poliziotta. Oggi sogna Tokyo e l'oro olimpico.
CONI: Il Consiglio Nazionale del CONI con deliberazione n. 1658 del 25 febbraio 2020 ha appro-vato in nuovo Regolamento di Organizzazione e Funzionamento del Collegio di Garanzia dello Sport nel quale è stata aggiunta la specifica competenza in seno al Collegio in tema di ammissione ed esclusione dai Campionati nazionali di serie A e B di Calcio Femminile.
Avv. Priscilla Palombi
FIPAV: a seguito della decisione assunta dalla Federvolley di interruzione di tutti i campionati na-zionali, regionali e territoriali, senza l'assegnazione di scudetti, promozioni e retrocessioni.
Il Presidente della Lega di serie A femminile, Mauro Fabris, al termine del Consiglio di Ammini-strazione di Lega svoltosi in data 10 aprile, ha confermato le proprie dimissioni. Il Consiglio di Amministrazione rimane in carica sino alla prossima assemblea, che dovrà essere convocata entro 60 giorni. www.legavolleyfemminile.it/?p=115610
FIGH: concluso anche il campionato femminile. "Il Consiglio Federale della FIGH si è riunito oggi (domenica 5 aprile ndr) in video-conferenza. Tra le decisioni assunte, aspetto centrale è stato inevitabilmente rappresentato dalle misure relative ai Campionati Nazionali in relazione alla emergenza sanitaria da infezione Covid-19" Il comunicato stampa ipotizza anche lo svolgimento di final four da disputarsi a giugno, se ci saranno le condizioni sanitarie, al fine di assegnare regolar-mente lo scudetto. La disputa o meno delle final four incide anche sull'individuazione delle squadre deputate a prendere parte alle Coppe Europee della prossima stagione.
www.figh.it/home/news/15476-consiglio-federale-5-aprile-comunicato-stampa.html
FIP: Conclusa la stagione per i campionati di serie A1 e A2 femminile. Ci si interroga sull'assegnazione dello scudetto al fine di individuare le squadre che dovranno partecipare alle Coppe Europee.
www.fip.it/news.aspx?IDNews=12934
CICLISMO: Ai Mondiali di ciclismo su pista di Berlino Miriam Vece, 22enne cremasca, è entrata nella storia del ciclismo su pista italiana grazie alla medaglia di bronzo nei 500 metri. Mai nessuna atleta azzurra da quando è stata istituita la disciplina nel 1995 aveva mai raggiunto il podio.
Inoltre altra medaglia di bronzo per la coppia Elisa Balsamo e Letizia Paternoster nel Madison (gara ciclistica a coppia).
www.sport24h.it/mondiali-pista-di-berlino-vece-e-la-coppia-balsamo-paternoster-di-bronzo/
Avv. Maria Luisa Garatti
FIGC: Con il C.U. 187/A la Federazione, considerate le condizioni di incertezza conseguenti all'emergenza epidemiologica da COVID-19, ha deciso di sospendere definitivamente lo svolgimento del Campionato Nazionale Primavera organizzato dalla Divisione Calcio Femminile e le fasi interregionali e finali dei Campionati Giovanili Nazionali Femminili Under 17 e under 15.
Avv. Stella Frascà
a cura della Commissione AIAS coordinata dall'Avv. Domenico Filosa, domenico.filosa@athenalaw.it
Contributi e segnalazioni di Alessandro Coni e Patrizia Diacci
La tutela del marchio nell’ambito eSports
Come è ormai noto, il mondo degli sport elettronici rappresenta ormai una realtà parallela rispetto a quella tradizionale, fatta di competizioni e luoghi di ritrovo virtuali (ancora) sconosciuti ai più, ma che registrano numeri di tutto rispetto nell’ambiente e cominciano ad interessare anche il mainstream.
In più, un ambiente molto giovane e privo di regole come quello degli sport elettronici è molto soggetto, per sua natura, a criticità importanti, in particolare dal punto di vista del copyright.
D’altronde, “chi sta in vetta prende tutti i venti”, recitava un vecchio proverbio.
Ecco che proprio questa sovraesposizione rischia di scoperchiare un vaso di pandora che può portare a non poche problematiche legali per il mondo eSports.
Per dimostrare questa teoria, si analizzeranno brevemente alcuni esempi del (recente) passato, ma che potrebbero essere destinati ad avere un seguito, relativi al copyright, con particolare riferimento ai loghi delle maggiori competizioni e-sportive.
Due esempi su tutti: quello della E-League e quello della Overwatch League.
Il ruolo di Adidas negli eSports
Il colosso tedesco di abbigliamento sportivo ha una particolarità.
È l’unica multinazionale del suo settore a vestire atleti di tutti gli sport. Dal calcio, al pugilato, al basket.
Difatti, da circa dieci anni, l’azienda ha cominciato ad interessarsi anche agli eSports, tra l’altro, anche arrivando in Italia, dove Adidas veste Exeed, uno dei principali team e-sportivi, PG Esports e Ninja, uno dei videogiocatori/streamer più influenti e conosciuti del paese.
E-League - Adidas
La E-League è una delle emittenti più importanti in tema di sport elettronici e dispone di un caratteristico marchio che vede la “e” iniziale composta da tre bande oblique molto simili a quelle del marchio tedesco.
Troppo simili, secondo i legali di Adidas.
Per questo motivo, nei mesi scorsi è cominciata una battaglia legale proprio con riferimento al marchio della competizione, la quale era stato regolarmente depositato dal gruppo Turner Sports (branch della Time Warner) al Trademark Office già dal 2016.
Adidas ha sostenuto che un tale logo comportasse un duplice danno.
La confusione del proprio marchio e, di conseguenza, l’indebolimento dello stesso.
In altre parole, la (forte) somiglianza tra i due loghi avrebbe potuto creare l’impressione che tali eventi fossero sponsorizzati o comunque approvati dalla stessa Adidas e che la presenza di un marchio così simile sul mercato avrebbe potuto far perdere al marchio tedesco i propri tratti distintivi, portando ad un calo delle vendite.
Nel momento in cui si scrive, la battaglia legale non è ancora terminata e la E-League ha continuato a mantenere il proprio logo originale con le tre strisce.
Overwatch League – Major League Baseball
Nel 2017, una controversia simile aveva già messo a confronto la competizione e-sportiva della Overwatch League alla Major League Baseball.
Anche in questo caso, difatti, i due loghi apparivano contraddistinti da una straordinaria somiglianza, vedendo un rettangolo con un campo a due colori ed al centro un personaggio chiave (nel primo caso, un battitore, e nel secondo, Tracer) stilizzato di profilo e ritratto nel pieno dell’azione, con il nome della competizione scritto in basso con font molto simili.
Dopo molte minacce legali, alla fine la Major League Baseball non ha presentato opposizione, senza però rinunciare alla possibilità di intraprendere nuove azioni nel caso di violazioni del copyright.
Avv. Domenico Filosa
League of Legends in TV su ESPN2 in U.S.A.
ESPN trasmetterà le Championship Series di League of Legends(LoL). Il fatto che competizioni di videogiochi trovino spazio in televisione non è una novità. Anzi in questi giorni sta divenendo quasi la norma sui canali sportivi sia a livello internazionale, che in Italia. Non è la prima volta che ESPN ospita un evento di LoL. Qualcuno potrà ricordare che già nel 2014 il videogioco aveva fatto il suo debutto su ESPN3. Da lì in poi gli eSports hanno trovato uno spazio più o meno saltuario sui canali sportivi in giro per il mondo. La decisione di ESPN però ci consente di evidenziare un aspetto poco discusso. In Italia, come in altri Paesi, l’attuale crescita di programmazione televisiva dedicata a competizioni elettroniche è completamente focalizzata sulla simulazione sportiva. L’equazione è alquanto semplice. La sospensione degli sport maggiori ha ridotto l’abituale approvvigionamento di eventi live. A questa carenza di programmi live si cerca di supplire anche con qualcosa di analogo che simuli la gara dal vivo. Al posto delle partite del proprio campionato NBA organizza un torneo di NBA2K, così al posto delle gare di calcio vengono svolti tornei di FIFA20 o PES20. Discorso speculare vale per la F1 e la MotoGP. Una sostituzione che potremmo definire per prossimità analogica. Lo sport di base rimane lo stesso, ma si virtualizza nel gioco. La scelta di ESPN si distingue però, principalmente perché il canale dedica la sua programmazione a LoL, un titolo tra i più importanti nelle competizioni di eSports, ma che soprattutto non costituisce una simulazione di discipline sportive, né tantomeno ne condivide le regole o le dinamiche essenziali. LoL rientra nella categoria dei MOBA, nel quale in estrema sintesi e approssimazione, due team contrapposti si affrontano combattendo per cercare di farsi spazio all’interno di un terreno virtuale (suddiviso in tre percorsi) al fine di distruggere la base (Nexus) altrui. In questo senso il processo di “normalizzazione televisiva” degli eSports compie un salto in avanti, avventurandosi per un sentiero che appartiene più propriamente al mondo delle competizioni di videogiochi, posto che titoli come LoL costituiscono la fetta più grande di quel mercato. Tuttavia, questo avvicinamento tra la comunicazione di massa e i giochi maggiori più importanti della galassia degli eSports solleva necessari interrogativi, sulle possibilità di un’effettiva convivenza e sulle modalità attraverso le quali potrà eventualmente svilupparsi. In particolare, si apre una nuova prospettiva, tanto attesa quanto incerta nelle sue possibili traiettorie, ossia quale possa essere il ruolo degli eSports a seguito di questa improvvisa ondata.
Avv. Alessandro Coni
Esports: le gare virtuali iniziano ad avere un impatto anche nella vita reale degli atleti
La situazione di emergenza che stiamo vivendo ha favorito il passaggio di molti piloti professionisti di ogni categoria dalle competizioni reali a quelle videoludiche e gli stream di tale genere, dalla Formula 1 eSports series alla iRacing Indycar Challenge della NASCAR, stanno riscuotendo particolare successo.
Le corse virtuali possono però avere delle conseguenze importanti sul futuro dei piloti.
Il fatto al momento particolarmente rilevante ha interessato il pilota Kyle Larson che il 14 aprile 2020 è stato sospeso a tempo indefinito dalla NASCAR e poi licenziato dal team Chip Ganassi racing per aver utilizzato un insulto razzista in diretta durante le prove libere di una corsa videoludica organizzata da iRacing, al quale prendevano parte altri suoi colleghi piloti di NASCAR Cup.
Nonostante la corsa fosse non competitiva e non facesse parte del circuito NASCAR che sta sostituendo le gare cancellate per Coronavirus, l’accaduto ha fatto notizia. McDonalds, Credit One e Chevrolet, sponsor questi del team dell’americano Larson, hanno minacciato di ritirare il proprio supporto costringendo il team Chip Ganassi racing a licenziare il pilota.
I due mondi si stanno intrecciando e non esistendoci al momento chiara disciplina in grado di regolare con precisione il solo modo esportivo, le conseguenze per gli atleti possono rivelarsi onerose.
Avv. Patrizia Diacci
www.youtube.com/watch?v=jjAvmhYekgY&feature=youtu.be
Il mercato dei videogiochi in Italia: il nuovo rapporto annuale
IIDEA, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, rende noti i dati sul mercato e sui consumatori di videogiochi in Italia nel 2019.
Il settore cresce dell’1,7% rispetto alla precedente rilevazione e realizza un giro d’affari di 1 miliardo e 787 milioni di euro.
I Videogiocatori
I videogiocatori in Italia negli ultimi dodici mesi sono 17 milioni, pari al 39% di tutta popolazione italiana di età compresa tra i 6 e i 64 anni. Di questi, il 53% sono uomini e il 47% donne, dato in crescita (+1%) rispetto alla precedente rilevazione. Se il precedente rapporto annuale rilevava una distribuzione uniforme dei videogiocatori nelle diverse fasce d’età, nel 2019 il videogioco si è diffuso soprattutto nelle fasce d’età più giovani, con una concentrazione maggiore tra gli 11 e i 24 anni.
Il Rapporto evidenzia le classifiche dei titoli più venduti in Italia per console e PC, sia in formato fisico che in digital download. La classifica aggregata -piattaforme fisico e digitale- è guidata da FIFA 20, seguito da Grand Theft Auto V e Call of Duty Modern Warfare.
La Top 10 dei videogiochi su PC registra invece come primo titolo in classifica Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, Grand Theft Auto V è in seconda posizione ed è seguito da Borderlands The Pre-Sequel.
I generi più venduti nel 2019 sono stati Action, Sports Games e Shooter.
I dati contenuti nel rapporto sono stati elaborati sulla base di una metodologia di ricerca curata e promossa a livello internazionale dalla federazione europea dell’industria dei videogiochi (Interactive Software Federation of Europe, ISFE), e fanno riferimento a tre diverse fonti: GSD (Games Sales Data) per i dati retail relativi al mercato fisico, GSD (Games Sales Data) e GameTrack per i dati relativi ai prodotti digitali, App Annie e Game Track per i dati relativi al mercato mobile. I dati sui consumatori, raccolti nel quarto trimestre del 2019 nell’ambito del progetto GameTrack, si basano sulla somministrazione di sondaggio online e di uno offline su campione rappresentativo della popolazione dai 6 ai 64 anni di età.
www.ilvideogioco.com/2020/04/16/iidea-presenta-il-nuovo-rapporto-annuale-sul-mercato-dei-videogiochi-in-italia/
NBA 2K: è consentita la riproduzione dei tatuaggi delle Stars NBA
Corte Distrettuale degli Stati Uniti: Southern District of New York – No 16-CV-724-LTS-SDA
Solid Oak Sketches, LLC (“Solid Oak”)/ 2K Games, Inc. e Take-Two Interactive Software, Inc. (“Take-Two”)
La riproduzione dei tatuaggi delle stars NBA nei giocatori virtuali in NBA 2K: violazione della legge sul Copyright? (Copyright Act of 1976, Title 17 of the United States Code)
Il Giudice ha respinto la denuncia avanzata da Solid Oak: l’uso del tatuaggio nelle versioni 2K14, 2K15 e 2K16 di NBA 2K è stato considerato “de minimis” ed è stata riconosciuta implicita licenza di utilizzo delle opere in capo a Take-Two. Infine, l’uso è stato considerato corretto (“fair use”) e per tali motivi non in violazione delle norme sul copyright.
È dunque possibile la riproduzione in NBA 2K dei tatuaggi dei giocatori interessati.
Il videogioco NBA 2K è certamente familiare alla maggior parte degli appassionati di eSports. Una nuova versione della serie viene pubblicata ogni anno e nel 2019 NBA 2K20 è stato il secondo videogioco più venduto dopo Call of Duty Modern Warfare 2019 e prima di Madden NFL 20.
Il successo della serie NBA 2K riflette in parte l'intenso realismo del gioco. Gli avatar di NBA 2K hanno lo scopo di assomigliare il più possibile alle loro controparti nella vita reale, dal modo in cui gli stessi rappresentano le abilità, all'aspetto fisico dei giocatori, fino ai dettagli dei tatuaggi.
La presenza di tatuaggi sui giocatori NBA non è certo un problema. Tuttavia, la rappresentazione degli stessi nei videogiochi è una tema certamente rilevante che ha un impatto sia nel panorama sportivo che nel mondo eSports. Chi è il “proprietario” della rappresentazione del tatuaggio di un giocatore NBA? Il tatuatore che ha realizzato l’opera? il giocatore reale nella cui pelle è stato realizzato il disegno? la società che ha creato il videogioco?
In considerazione del fatto che secondo uno particolare studio condotto da Ethan Swan circa il 56% dei giocatori NBA presenta tatuaggi nel proprio corpo, la decisione, che può essere appellata presso la Corte Federale d’Appello, avrà certamente un impatto importante sul mondo esportivo.
Approfondimento della decisione
Il Giudice Federale di New York, Laura Swain, con una decisione emanata il 26 marzo 2020, ha respinto la causa promossa nel 2016 da Solid Oak Sketches, società che detiene accordi di copyright con i tatuatori, nei confronti degli editori di NBA 2K, nello specifico Take-Two Interactive Software, Inc. e 2K Games, Inc.
In Particolare, Solid Oak Sketches, sosteneva di possedere i diritti d’autore per i cinque disegni presenti sui corpi di LeBron James, Kenyon Martin ed Eric Bledsoe, e che l’editore di videogiochi Take-Two Interactive, maggior produttore e sviluppatore di videogiochi tra cui lo stesso NBA 2K, avrebbe violato le norme sul copyright rappresentando i giocatori con i loro tatuaggi distintivi senza alcuna autorizzazione.
La Corte ha definito che la rappresentazione dei tatuaggi nelle tre versioni del videogioco NBA 2K era "de minimis" e che sussisteva nel caso di specie un’implicita licenza per l’utilizzo degli stessi.
In particolare, il Giudice Federale ha osservato che:
- i tatuaggi interessati compaiono solo su tre giocatori degli oltre 400 disponibili;
- i tatuaggi rappresentano una minima parte dei dati del gioco dell'NBA 2K e gli stessi durante il gioco appaiono per lo più sfuocati ed oscurati da altri giocatori;
- i tatuaggi compaiono sullo schermo in dimensioni significativamente ridotte rispetto a quelle reali ed i movimenti rapidi ed irregolari dei giocatori rendono difficile distinguerne i dettagli;
- Take-Two possiede un’implicita licenza ad utilizzare i disegni del tatuaggio, essendo questi divenuti parte delle somiglianze dei giocatori stessi;
- i giocatori erano liberi di usare la propria immagine a loro discrezione ed hanno autorizzato NBA e Take-Two a rappresentarli accuratamente nei videogiochi;
- è stato riconosciuto un uso corretto dei tatuaggi: i disegni, non di proprietà degli artisti ma parte del ritratto dei giocatori stessi, sono stati utilizzati per uno scopo”trasformativo”: gli editori hanno riprodotto i tatuaggi nel videogioco al fine di rappresentare in modo più accurato possibile i giocatori NBA.
I Profili esaminati in dettaglio
A)	Violazione del Copyright: elementi necessari
Al fine di stabilire una violazione delle norme sul copyright sono necessari due elementi:
A.I La copia dell’opera;
A.II L’esistenza di “sostanziale somiglianza” tra l’originale dell’opera e la sua copia.
A quali condizioni esiste una sostanziale somiglianza dell’opera? De Minimis Use: l’ammontare del materiale copiato deve risultare maggiore del “de minimis”. In altre parole, la quantità di materiale copiato deve essere particolarmente rilevante.
La sentenza evidenzia una presenza minima di tatuaggi nel videogioco. I tatuaggi dei tre giocatori compaiono sullo schermo solo in una dimensione dal 4,4% al 10,96% rispetto alle loro dimensioni reali. Gli stessi rappresentano solo tra lo 0,000286% allo 0,000431% dei dati del gioco.
I tatuaggi rappresentati nei videogiochi non sono per tali motivi sostanzialmente simili a quelli reali
Infine, essi non sono presenti in alcun materiale marketing. La sentenza evidenzia inoltre alcuni dati dei consumatori forniti da un testimone esperto i quali mostrano che non è la rappresentazione dei tatuaggi nei giocatori virtuali a spingere gli acquirenti all’acquisto del videogioco.
I tatuaggi dunque, non sono una parte rilevante del videogioco stesso.
B)	Esistenza di implicita licenza
Take-Two sosteneva di essere autorizzato alla riproduzione dei disegni in NBA2K per l’esistenza di implicita licenza grazie al contratto stipulato con NBA. Nonostante detto contratto non menzionasse i disegni dei tatuaggi, lo stesso implicava il diritto di utilizzare gli stessi nel gioco NBA 2K come parte della somiglianza dei giocatori.
I tatuatori, peraltro, erano a conoscenza che l'opera disegnata nel corpo delle stars sarebbe apparsa in pubblico, in televisione, in pubblicità o in altre forme di media, come i videogiochi.
Un disegno può diventare parte della somiglianza del soggetto senza che la legge sul copyright assuma alcun ruolo?
Il Giudice ritiene che la documentazione sostiene chiaramente la ragionevole deduzione che i tatuatori garantivano ai giocatori licenze non esclusive ad utilizzare i tatuaggi come parte delle loro somiglianze, prima di qualsiasi concessione dei diritti al tatuatore.
In altre parole, il giudice ritiene che il produttore di videogiochi aveva una licenza implicita per l’utilizzo dei tatuaggi come parte della somiglianza dei giocatori attraverso i suoi accordi con l'NBA, che a sua volta ha stipulato un accordo con i singoli giocatori.
C)	”Fair use” dei tatuaggi in NBA 2K
Il Giudice accoglie la domanda riconvenzionale formulata da Take-Two con la quale richiedeva una dichiarazione che confermasse che l’utilizzo dei tatuaggi nel videogioco costituisce “fair use”.
In particolare, la legge su copyright consente l’uso corretto di un’opera protetta da copyright per diversi scopi. Quando l’utilizzo dell’opera è corretto, la copia della stessa non costituisce alcuna violazione.
Questi i fattori da analizzare per determinare un uso corretto dell’opera (Copyright Act of 1976, Title 17 of the United States Code):
-	C.I Scopo e carattere dell’uso;
-	C.II. La natura dell’opera protetta da copyright;
-	C.III. La quantità e la sostanza dell’uso;
-	C.IV Effetto dell’uso sul mercato;
C.I Scopo e carattere dell’uso
La Corte esamina:1) se le due opere hanno scopi diversi 2) la dimensione delle riproduzioni 3) se il valore espressivo delle riproduzioni è ridotto al minimo 4) la percentuale del materiale copiato
1) l’uso è stato considerato “trasformativo”: nonostante NBA 2k presenta copie esatte dei tatuaggi dei giocatori interessati, gli stessi sono stati inseriti nel videogioco per uno scopo completamente diverso rispetto a quello per il quale sono stati creati, ovvero quello di riflettere l’espressione dell’identità di un giocatore;
2) si riconosce una significativa riduzione della misura del tatuaggio nel videogioco: il disegno appare in una misura percentuale dal 4.4% al 10.96% del valore reale in considerazione del fatto che il giocatore è esso stesso ridotto proporzionalmente rispetto alle misure reali. NBA 2K non offre più di un mero “assaggio” del valore espressivo dei tatuaggi, posto che questi sono troppo piccoli per consentirne il chiaro riconoscimento;
3) il valore espressivo del tatuaggio è ridotto al minimo: le immagini del tatuaggio sono raramente e non visibili con precisione;
4) i tatuaggi rappresentano una porzione irrilevante di NBA 2K: appaiono solo in 3 giocatori su 400 e rappresentano una percentuale da 0.000286% a 0.000431% dei dati totali del gioco.
Infine, si sottolinea che i tatuaggi sono difficilmente distinguibili durante il gioco e non sono riprodotti in alcun materiale marketing – le immagini dei tatuaggi dunque “sono secondari al valore del gioco”.
C.II La natura dell’opera protette da copyright
La Corte considera due elementi 1) se l’opera risulta espressiva/creativa piuttosto che fattuale, con più facilità di considerare un corretto uso nel secondo caso 2) se l’opera è stata o meno pubblicata.
Nel caso di specie, non sussistono evidenti prove che i tatuaggi fossero sufficientemente “espressivi” o “creativi” tali da non considerare un uso corretto delle immagini. I tatuaggi sono stati previamente pubblicati ma sono stati considerati fattuali in quanto costituivano rappresentazioni di oggetti e motivi comunemente utilizzati in altri tatuaggi. Nessun tatuatore ha dichiarato che le immagini contenevano uniche ed espressive caratteristiche.
C.III. La quantità e la sostanza dell’uso
La copia non risultava eccessiva rispetto allo scopo per il quale è stata utilizzata. Take-Two ha interamente copiato l’opera ma per il solo scopo trasformativo della creazione di un’esperienza di gioco realistica. La copia dell’intero lavoro è qualcosa di necessario per il corretto uso dell’immagine.
C.IV Effetto dell’uso sul mercato
È necessario analizzare se la copia dell’opera costituisce sul mercato un sostituto concorrente dell’originale o dei suoi derivati causando una perdita di potenziali acquirenti con conseguenti danni economici, potendo gli stessi scegliere di acquistare la copia del disegno in alternativa all’originale.
Il Giudice Federale ritiene che gli usi trasformativi non creano alcun danno economico in quanto per definizione non fungono da sostituti dell’opera originale. L’uso dei tatuaggi in NBA 2K non priva Solid Oak di entrate significative.
In aggiunta, non esistono valide prove per concludere che si possa sviluppare un mercato per la licenza dei tatuaggi da utilizzare nei videogiochi od in altri media.
Per quanto suindicato, il Giudice dichiara che gli elementi necessari a stabilire un corretto uso della riproduzione dell’opera sono favorevoli a Take-Two e, per tali ragioni, l’uso dei Tatuaggi in NBA 2K costituisce “fair use”.
www.documentcloud.org/documents/6819709-SolidOak.html
SPORT INTERNAZIONALE ED EMERGENZA COVID-19
XFL il campionato alternativo di football americano è fallito a causa del Covid-19
Il sogno di una nuova lega di football americano si è interrotto bruscamente durante questa lunga pausa dovuta al Covid-19. Dopo due anni di sviluppo e investimenti, il campionato denominato XFL era finalmente partito con 8 squadre disputando le prime gare a febbraio. Non ha fatto in tempo a convincere il pubblico sulle proprie potenzialità che è stato necessario sospendere gli incontri per via dell’emergenza sanitaria. Tuttavia, per una nuova società con tanti investimenti nella voce costi e ancora pochi ricavi maturati nelle appena cinque giornate svolte, la strada si è fatta subito impervia, fino a giungere alla dichiarazione di fallimento, presentata nei giorni scorsi. La storia del professionismo americano è contornata dal tentativo di creare leghe alternative. Proprio nel football si possono ricordare alcuni esempi sia nel passato - ormai remoto – risalente alla prima metà del ‘900 (la NFL è del resto la fusione di due leghe attive e concorrenti fino al 1970), sia negli anni più recenti. Del resto l’attuale XFL costituisce un secondo tentativo del medesimo progetto di cui oggi si lamenta il fallimento a causa del Covid-19. L’antesignana, che portava lo stesso nome ossia la X-Football League era stata creata nel 1999 e poi chiusa nel 2001. Quel progetto aveva tentato di innovare il gioco e di renderlo più duro, sebbene una simile prospettiva appare oggi in assoluta controtendenza con quelle che sarebbero state, di lì a poco, le scoperte mediche collegate al football americano, con cui ancora oggi si cerca di convivere e rispetto alle quali si tentano nuove soluzioni per tutelare gli atleti. L’altro esempio ha avuto un destino ancora più breve, poiché l’allora denominata Alliance of American Football (AAF), creata nel 2019 cessò di esistere dopo appena un paio di mesi. Sarà il ritorno allo sport giocato a dirci se c’è ancora spazio per una seconda lega professionistica di football americano negli Stati Uniti.
Per approfondire: https://www.reuters.com/article/us-football-xfl/xfl-files-for-chapter-11-bankruptcy-due-to-coronavirus-idUSKCN21V21E
Riparte il campionato cinese di Baseball
Se il campionato di calcio bielorusso rappresenta l’esempio principale della competizione sportiva che non si è fermata di fronte al Covid-19, quello di baseball cinese, invece, costituisce il primo caso di torneo che riprende dopo essere stato costretto ad una brusca interruzione, già all’inizio di questo anno. Il ritorno al baseball giocato è caratterizzato da alcuni elementi degni di nota. Primo fra tutti le gare si giocheranno sull’isola di Taiwan. Da una parte si concreta una delle prospettive tanto discusse nel mondo dello sport, ossia di ricominciare a giocare localizzando un intero torneo dentro un’unica regione poco impattata dal virus, dall’altro la scelta di Taiwan certifica come l’isola abbia saputo contenere l’epidemia, un fatto cui anche la comunità scientifica ha dato ampio risalto. Un altro elemento, in qualche modo forse anticipatore di ciò che indubbiamente ci aspetta, è che il campionato si svolgerà a porte chiuse. I tornei potranno ripartire, ma il pubblico dovrà ancora attendere per lo sport dal vivo. Per adesso le gare indosseranno unicamente le vesti di programmi televisivi, entrando nelle case degli appassionati ancora costretti dalle misure restrittive. L’auspicio è che i pochi esempi di partite con stadi vuoti già sperimentati nei giorni precedenti alla sospensione globale dello sport possano suggerire qualche aggiustamento di tipo editoriale, per supplire all’assenza di sound nell’impianto (e in alcuni casi per coprire quello “poco televisivo” che viene dal campo). Infine, siccome siamo pur sempre in Asia, ecco l’ultima delle particolarità di questo riavvio del campionato di baseball cinese, uno dei team, per la precisione i Rakuten Monkeys avranno il loro pubblico, ma sarà composto da cartonati e manichini robot che animeranno, idealmente e non solo, gli spalti.
Per approfondire: www.baseballmania.eu/notizie/dal-mondo/da-domani-riparte-il-baseball-a-taiwan-con-alcune-sorprese/
Se la marijuana non è doping (o quasi)
Con il nuovo accordo collettivo la NFL si è garantita le prossime stagioni con una soluzione negoziale reputata accettabile dalle parti, che previene rischi di controversie tra giocatori e proprietari dei team. Per il resto si vedrà, la NFL degli ultimi anni ha mostrato una cerca capacità nel creare tensioni dentro, ma soprattutto fuori dal campo. In alcuni casi ha sollevato dibattiti fortemente divisivi, che hanno scosso non solo i fan, bensì l’intera società nordamericana (per esempio Colin Kaepernick si allena ancora nel giardino di casa). Nelle maglie del nuovo accordo collettivo, tra un incremento di partite stagionali, qualche aumento salariale e garanzie sui posti auto, c’è stato anche lo spazio per adottare una nuova politica in relazione all’uso della marijuana. Il periodo per i test viene ridotto, rimanendo circoscritto solo alla prima fase del pre-stagionale (training camp). Il limite per la positività è stato alzato. Più rilevante è il fatto che l’eventuale positività non comporterà più la sospensione, bensì solo l’onere di aderire ad un programma promosso dalla Lega. Chi si rifiuterà di sottoporsi al non meglio specificato trattamento rischierà la sospensione per tre gare, ma solo una volta risultato positivo a quattro test. La NFL si adegua quindi alla politica di liberalizzazione della marijuana già in vigore in molti Stati americani ed è di fatto l’ultima delle grandi leghe in ordine di tempo, considerato che la MLB aveva già escluso la marijuana dalla lista delle sostanze vietate per i giocatori di baseball e la NBA aveva ridotto la sanzione ad uno stop di cinque partite successivamente al fallimento del terzo test stagionale.
Per approfondire: https://www.nytimes.com/2020/04/13/sports/football/nfl-marijuana-policy.html
Senior Legal Counsel Investigatory
AIAS ON LINE
SI COMUNICA CHE IL PAGAMENTO DELLA QUOTA ASSOCIATIVA E' RINVIATO AL 30 GIUGNO 2020