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Timestamp: 2019-01-23 23:55:42+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ']

lavoro | Il Blog di Beniamino Scarfone
Jobs Act: conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle controversie sui licenziamenti illegittimi
In data 6 marzo 2015 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il decreto legislativo, attuativo della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (legge delega sul Jobs Act), in materia di contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.
Il decreto è entrato in vigore il giorno 7 marzo 2015. Pertanto, alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, alle trasformazioni di un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato o agli apprendisti passati in qualifica dalla predetta data (7 marzo 2015) si applicherà la disciplina di cui al nuovo decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti.
In particolare, tale decreto introduce un nuovo istituto di conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle controversie sui licenziamenti illegittimi, che consente al datore di lavoro di offrire una somma predeterminata in modo certo al lavoratore in cambio della rinuncia alla impugnazione del licenziamento, somma che per il lavoratore non rientra nel reddito imponibile ai fini fiscali. La norma si applica ai lavoratori che a partire dal 7 marzo 2015:
sono assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (art. 1, comma 1);
sono interessati da una trasformazione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, ovvero, agli apprendisti passati in qualifica (art. 1, comma 2), ma anche – unica eccezione – per i lavoratori assunti in precedenza nelle aziende che dopo entrata in vigore del decreto legislativo supereranno la soglia dei 15 dipendenti (art. 1, comma 3).
Tale conciliazione deve avvenire in una delle sedi assistite di cui all’articolo 2113, comma 4 del codice civile ovvero presso le Commissioni di certificazione di cui all’articolo 82, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (art. 6, comma 1).
Jobs Act conciliazione contratto a tutele crescenti licenziamento illegittimo impugnazione licenziamento
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Giusta causa di licenziamento per dipendente di banca infedele
Posted on 31 ottobre 2014 by beniaminoscarfone
Un direttore di banca che avverte un cliente degli accertamenti disposti a suo carico da parte dell’Autorità giudiziaria può incorrere nel licenziamento per giusta causa. La Corte di Cassazione, con la sentenza del 17 settembre 2014, n. 19612, conferma l’interpretazione fornita dalla Corte territoriale del concetto di “giusta causa” rispetto al caso riguardante la direttrice di una filiale di Intesa Sanpaolo S.p.A., licenziata in via disciplinare per aver riferito, ad un cliente della filiale da lei diretta, della richiesta di accertamenti bancari sul suo conto e disposti dall’A.G. Cassazione civile – Sentenza 17 settembre 2014, n. 19612.
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Giustificato il licenziamento del malato “seriale”
Posted on 13 ottobre 2014 by beniaminoscarfone
E’ giustificato il licenziamento del dipendente che è sistematicamente assente dal lavoro per malattia, non garantendo in tal modo la continuità e proficuità della prestazione lavorativa.
Con la sentenza del 4 settembre 2014, n. 18678, la Corte di Cassazione sanziona il comportamento assenteista del lavoratore che strategicamente lega le assenze al giorno di riposo o al turno di notte, compromettendo in tal modo l’organizzazione aziendale.
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Entro il 17 novembre andrà versato il contributo al Fondo di solidarietà residuale per l’integrazione salariale relativo al periodo di paga “ottobre 2014”.
Entro il 17 novembre andrà versato il contributo al Fondo di solidarietà residuale per l’integrazione salariale relativo al periodo di paga “ottobre 2014”. Per i contributi arretrati (da gennaio a settembre compreso), invece, la scadenza è il 16 dicembre. Nonostante i chiarimenti postumi dell’Inps restano ancora numerosi nodi da sciogliere.
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Rientro anticipato nel luogo di lavoro
Ogni dipendente assente per malattia che, considerandosi guarito, intenda riprendere anticipatamente il lavoro rispetto alla prognosi formulata dal proprio medico curante, potrà essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato medico di rettifica dell’originaria prognosi.
INPS messaggio 12 settembre 2014, n. 6973
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rinviati al 16/12/2014 il versamento dei contributi di solidarietà
Con riferimento alla circolare n. 100 /2014, avente ad oggetto il Fondo di solidarietà residuale di cui all’articolo 3, comma 19, della Legge n. 92/2012, tenuto conto delle difficoltà tecniche nell’aggiornamento delle procedure informatiche dell’Istituto, si comunica che le aziende potranno versare il contributo ordinario, dovuto per le mensilità da gennaio a settembre 2014, entro il giorno 16 dicembre 2014, senza applicazione di sanzioni ed interessi.
I limiti del voucher solo di carattere quantitativi
E’ possibile attivare sempre e comunque lavoro accessorio tenendo conto esclusivamente di un limite di carattere economico e di conseguenza le possibili violazioni della disciplina in materia di lavoro accessorio attengono principalmente al superamento dei limiti quantitativi – e pertanto “qualificatori” – previsti, nonché all’utilizzo di voucher al di fuori del periodo consentito.
Secondo il Ministero del Lavoro non sembrano sussistere espliciti divieti in ordine all’utilizzo di personale tramite voucher con il quale, in passato, è stato intrattenuto un rapporto di lavoro subordinato, anche con riferimento ad attività già svolte.
Resta ferma la possibilità che, sulla base delle specifiche circostanze del caso, quanto sopra possa configurare un comportamento elusivo di altre disposizioni di legge (ad es. utilizzo dei voucher con maturazione di un periodo di disoccupazione e successiva riassunzione dei medesimi lavoratori con conseguente godimento di benefici di carattere contributivo). vedi MINISTERO LAVORO nota 22 agosto 2014, n. 14742
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