Source: http://www.studioimpresaolbia.it/2019/01/08/fatturazione-elettronica-novita-del-dl-119-2018-convertito-riepilogo-della-disciplina/
Timestamp: 2020-04-07 15:46:32+00:00
Document Index: 180327726

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 34', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 21', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10']

Sino al 31.12.2018, infatti, fatte salve alcune eccezioni che riguardano alcune tipologie di operazioni effettuate in settori particolarmente soggetti al rischio di frode (settore dei carburanti e settore dei subappalti pubblici), l’obbligo di emettere la fattura in formato elettronico è previsto esclusivamente per le operazioni effettuate nei confronti della Pubblica amministrazione.
Con il DL 28.6.2018 n. 79 tale adempimento è stato rinviato all’1.1.2019 con riferimento alle cessioni di benzina e gasolio per autotrazione effettuate presso impianti stradali di distribuzione.
Il DL 23.10.2018 n. 119 (c.d. “decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2019”), convertito nella L. 17.12.2018 n. 136, ha apportato significative modifiche all’adempimento, introducendo alcune importanti semplificazioni.
Di seguito si riepiloga la disciplina relativa alla fatturazione elettronica, alla luce delle novità contenute nel DL 119/2018 convertito.
2 ambito applicativo
A partire dall’1.1.2019, devono essere documentate mediante fattura elettronica, a norma dell’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti resi­denti o stabiliti in Italia. Sono dunque compresi nell’ambito di appli­ca­zione del nuovo obbligo anche le stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri.
L’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, nella sua originaria stesura, prevedeva che dovessero essere soggette all’obbligo di fatturazione elettronica le operazioni domestiche effettuate da soggetti “residenti, stabiliti o identificati” nel territorio dello Stato.
L’art. 15 co. 1 del DL 119/2018, in aderenza con quanto sta­bilito dal Consiglio dell’Unione europea con la decisione di esecu­zione UE 2018/593, grazie alla quale l’Italia è stata autorizzata a introdurre l’obbligo di fatturazione elettronica in ambito B2B e B2C, derogando all’applicazione degli artt. 218 e 232 della direttiva 2006/112/CE, ha modificato l’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, il quale pre­vede, nella sua nuova formulazione, che l’obbligo di adozione della fattura elettronica riguardi i soli soggetti “residenti o stabiliti” nel territorio dello Stato.
2.1 Operazioni con l’estero
2.2 SOGGETTI ESONERATI
Alla luce delle modifiche apportate dall’art. 10 del DL 119/2018 all’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, sono espressamente esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica:
i soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime di vantaggio ex 27 del DL 98/2011;
i soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime forfetario ex 1 co. 54-89 della L. 190/2014;
le associazioni sportive dilettantistiche e gli altri soggetti che hanno esercitato l’opzione per il regime forfetario di cui agli 1 e 2 della L. 398/91 e che non hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi superiori a 65.000,00 euro nel periodo d’imposta precedente; nel caso in cui abbiano conseguito, nel periodo d’imposta precedente, un importo superiore a 65.000,00 euro, tali soggetti sono tenuti ad assicurare che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d’imposta.
In virtù del loro esonero “per natura” dall’emissione di fattura, sono esclusi dal perimetro soggettivo dell’adempimento anche i produttori agricoli “esonerati” di cui all’art. 34 del DPR 633/72.
Ai sensi dell’art. 10-bis del DL 119/2018, per il periodo d’imposta 2019 sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica di cui all’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015 i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, con riferimento alle sole fatture i cui dati sono inviati a detto Sistema.
Sono tenuti a tale obbligo:
le aziende sanitarie locali (ASL);
gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS);
le c.d. “parafarmacie”;
gli esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico;
le strutture sanitarie autorizzate e non accreditate con il Servizio sanitario nazionale (SSN).
2.3 cessioni di carburanti e subappalti pubblici
Ai sensi dell’art. 1 co. 917 della L. 205/2017, l’obbligo di emettere fattura in formato elettronico ai sensi del DLgs. 127/2015 è entrato in vigore in via anticipata, dall’1.7.2018, per le seguenti tipologie di operazioni:
cessioni di benzina e gasolio utilizzati come carburanti per motori, effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA, ad eccezione di quelle effettuate presso impianti stradali di distribuzione (per le cessioni effettuate verso privati vige l’esonero dall’obbligo di certificazione fiscale ai sensi dell’art. 2 co. 1 lett. b) del DPR 696/96);
Per quanto riguarda le operazioni effettuate nell’ambito dei subappalti pubblici a partire dall’1.7.2018, si precisa che l’obbligo di emettere la fattura elettronica trova applicazione esclu­sivamente per i rapporti “diretti” tra il soggetto titolare del contratto di appalto e i soggetti di cui questi si avvale per la relativa esecuzione, con esclusione dei rapporti intercorrenti tra questi ultimi e soggetti terzi.
3 definizione di “fattura elettronica”
4 Contenuto della fattura elettronica
4.1 fatture elettroniche verso la Pubblica amministrazione
Il provv. 30.4.2018 n. 89757 disciplina le regole di emissione e trasmissione delle fatture elettroniche ai fini del nuovo obbligo di cui al DLgs. 127/2015. Per le fatture emesse nei confronti della Pubblica amministrazione, dunque, continuano ad applicarsi le regole di cui al DM 3.4.2013 n. 55. Con riferimento a queste ultime si sottolinea come l’art. 15-bis del DL 119/2018 abbia modificato l’art. 1 co. 213 della L. 24.12.2007 n. 244, attraverso l’introduzione della lett. g-ter), che prevede che siano definite:
le cause che possono consentire alle Pubbliche Amministrazioni di rifiutare le fatture elettroniche loro destinate;
le modalità tecniche attraverso le quali comunicare tale rifiuto al cedente.
La misura è stata introdotta al fine di evitare che vengano rigettate impropriamente le fatture elettroniche ricevute dalle Pubbliche Amministrazioni.
4.2 Note di variazione e autofatture
Si precisa che le richieste di variazioni avanzate dal cessionario o committente nei confronti del cedente o prestatore non sono gestite tramite il Sistema di Interscambio.
L’autofattura “elettronica” può essere utilizzata anche per procedere ad effettuare l’integrazione della fattura nelle ipotesi in cui si rende applicabile il regime di inversione contabile di cui all’art. 17 del DPR 633/72. Nella circ. 2.7.2018 n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, considerata la natura elettronica del documento transitato presso il SdI, l’integrazione può essere effettuata predisponendo un ulteriore documen­to, “da allegare al file della fattura in questione” e ad essa riferibile, che contenga i dati necessari per porre in essere l’inversione contabile. Come chiarito dalla stessa Agenzia nelle risposte alle domande più frequenti sulla fatturazione elettronica, pubblicate sul proprio sito, tale documento, “per consuetu­dine viene chiamato «autofattura» poiché contiene i dati tipici di una fattura e, in particolare l’identificativo IVA dell’operatore tenuto all’integrazione, sia nel campo del cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente”. Esso potrà essere inviato al Sistema di Interscambio e, se l’operatore decide di aderire al servizio di conservazione gratuito dell’Agenzia delle Entrate, potrà essere portato automaticamente in conservazione.
Le autofatture possono essere utilizzate anche nel caso di operazioni prive di controparte, come, ad esempio, nel caso di autoconsumo da parte dell’imprenditore indi­viduale o di passaggi interni di beni fra contabilità separate.
Sono altresì emessi sotto forma di “autofatture” i documenti emessi dai cessionari o committenti nell’ipotesi, prevista dall’art. 34 co. 6 del DPR 633/72, di acquisto di beni o utilizzo di servizi da produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato (o nel caso di inizio attività prevedono di realizzare) un volume d’affari non superiore a 7.000,00 euro.
4.3 Dati obbligatori ai fini fiscali
4.4 Dati obbligatori per la trasmissione sul Sistema dI interscambio
4.5 Dati facoltativi
5 predisposizione della fattura
Al fine di agevolare gli operatori nella predisposizione del file fattura in formato XML, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione alcuni servizi gratuiti.
In particolare, la fattura può essere predisposta mediante:
una procedura web disponibile sul portale “Fatture e Corrispettivi” (accessibile con le credenziali Entratel/Fisconline, Carta Nazionale Servizi e SPID);
un’applicazione (“FatturAE”) per dispositivi mobili (accessibile mediante le credenziali Entratel/Fisconline);
6 Trasmissione della fattura elettronica
il SdI recapita la fattura al destinatario, il quale può riceverla dotandosi a sua volta di un apposito canale di ricezione, ovvero acquisendola su un’apposita area autenticata del sito dell’Agenzia delle Entrate qualora il proprio canale di ricezione risulti inattivo o non funzionante.
6.1 Soggetto trasmittente
6.2 Modalità di trasmissione
La fattura elettronica può essere trasmessa al Sistema di Interscambio utilizzando:
L’attivazione di questi ultimi canali risulta più onerosa rispetto all’attivazione degli altri strumenti men­zionati e implica un preventivo processo di accreditamento al Sistema di Interscambio per impostare le regole tecniche di colloquio tra l’infrastruttura informatica del soggetto trasmittente e il Sistema di Interscambio (si veda il sito www.fatturapa.gov.it).
Al termine del processo di accreditamento, che può richiedere anche alcuni mesi di tempo, viene rilasciato almeno un codice destinatario (ossia un codice di 7 cifre) associato al canale telematico attivato.
6.3 Termini di trasmissione
Ai sensi dell’art. 21 del DPR 633/72, la fattura è emessa al momento di effettuazione dell’ope­razione, determinato a norma dell’art. 6 del DPR 633/72, ossia in corrispondenza della consegna o spedizione dei beni ovvero del pagamento del corrispettivo (fatte salve le ipotesi di fatturazione differita ex art. 21 co. 4 del DPR 633/72).
Conformemente a tale disposizione, ai fini del nuovo obbligo di cui all’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, la fattura deve essere trasmessa al Sistema di Interscambio al momento di effettuazione dell’operazione.
L’art. 10 co. 1 del DL 119/2018 ha peraltro previsto misure che consentono di limitare i possibili effetti negativi conseguenti a ritardi nell’adeguamento dei sistemi informatici.
In particolare, il novellato art. 1 co. 6 del DLgs. 127/2015 prevede che, per le fatture la cui emissione è dovuta nel primo semestre 2019:
non si applichi la sanzione di cui all’art. 6 del DLgs. 471/97 se la fattura viene emessa in formato elettronico oltre il ter­mi­ne previsto dall’art. 21 del DPR 633/72, ma entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA periodica (mensile o trimestrale);
si applichi la riduzione dell’80% della sanzione di cui all’art. 6 del DLgs. 471/97 se la fattura viene emessa oltre il termine previsto dall’art. 21 del DPR 633/72, ma entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA periodica del periodo successivo.
Quest’ultima agevolazione è estesa al 30.9.2019 con riferimento ai soggetti passivi che effettuano la liquidazione periodica dell’IVA con cadenza mensile.
Nella Relazione illustrativa al DL 119/2018 si precisa altresì che l’annullamento o la riduzione delle sanzioni si applica anche ai cessionari o committenti che abbiano detratto l’imposta in assenza di una fattura elettronica o che abbiano emesso un’autofattura ai sensi dell’art. 6 co. 8 del DLgs. 471/97, entro i termini della propria liquidazione periodica.
L’art. 11 del DL 119/2018 ha, inoltre, modificato l’art. 21 co. 4, primo periodo, del DPR 633/72. A seguito di tale modifica, a decorrere dall’1.7.2019, la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione.
Chi si avvale di questa possibilità deve darne evidenza nel documento, specificando la data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero la data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo (nuovo art. 21 co. 2 lett. g-bis) del DPR 633/72), oltre alla data di emissione del documento.
Considerato che la fattura elettronica può dirsi emessa al momento della trasmissione mediante il Sistema di Interscambio, il file XML potrà essere trasmesso al SdI entro il nuovo arco temporale (10 giorni) concesso dall’art. 21 del DPR 633/72.
6.4 Controlli del Sistema di interscambio
Per ogni fattura elettronica o lotto di fatture ricevuti, il Sistema di Interscambio effettua specifici controlli riguardanti ad esempio:
6.5 ricevuta di consegna
6.6 scarto della fattura
Tuttavia, a seguito dello scarto, il soggetto ha 5 giorni di tempo (consecutivi di calendario, anche se non lavorativi) per inviare al SdI la fattura elettronica corretta senza incorrere nella violazione dell’art. 6 del DPR 633/72, posto che la data di trasmissione è nota al SdI.
7 recapito della fattura
7.1 Soggetto ricevente
7.2 Modalità di recapito
Il codice convenzionale “0000000” può essere utilizzato anche quando il cessionario/committente non ha comunicato il proprio indirizzo telematico o nel caso in cui la fattura sia emessa nei confronti di un consumatore finale (v. infra).
I soggetti passivi IVA possono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo telematico (indirizzo PEC o codice destinatario) presso il quale intendono ricevere le fatture elettroniche, registrando tale indirizzo mediante un apposito servizio reso disponibile dalla stessa Agenzia.
la fattura viene messa a disposizione in un’apposita area riservata al cessionario o committente del sito web dell’Agenzia delle Entrate (“Fatture e Corrispettivi”);
Se la fattura viene emessa nei confronti:
di soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime di vantaggio ex DL 98/2011,
di soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime forfetario ex 190/2014,
di soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime speciale di esonero per i produttori agricoli di cui all’art. 34 co. 6 del DPR 633/72,
delle associazioni sportive dilettantistiche e degli altri soggetti che hanno esercitato l’opzione per il regime forfetario di cui agli 1 e 2 della L. 398/91 e che non hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi superiori a 65.000,00 euro nel periodo d’imposta precedente,
Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nelle risposte alle domande più frequenti sulla fatturazione elettronica, pubblicate sul proprio sito, il cessionario/committente aderente al regime “forfetario” o dei “minimi” può decidere di ricevere le fatture elettroniche comunicando al cedente/presta-tore il proprio indirizzo telematico (ad es. l’indirizzo PEC). In questo caso tali soggetti avranno l’obbligo di conservare elettronicamente il documento ricevuto.
segue Codice destinatario convenzionale (“0000000”)
Associazioni sportive dilettantistiche e altri soggetti in regime L. 398/91 Codice destinatario convenzionale (“0000000”) Area riservata sul sito web dell’Agenzia delle Entrate Comunicazione al destinatario che la fattura è disponibile nell’area riservata
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le fatture emesse verso soggetti non residenti, non stabiliti o identificati ai fini IVA senza stabile organizzazione in Italia, ancorché non soggette all’obbligo di cui all’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, possono essere inviate al SdI. In tal caso, il campo “codice destinatario” della fattura viene valorizzato con il codice “XXXXXXX”.
8 Momento di ricezione della fattura
la data di messa a disposizione del documento nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, se il destinatario è un privato consumatore, un soggetto che si avvale del regime di vantaggio ex 27 del DL 98/2011 o del regime forfetario ex L. 190/2014, ovvero un produttore agricolo in regime di esonero ex art. 34 co. 6 del DPR 633/72; si ritiene che tale regola sia applicabile anche in relazione ai soggetti che hanno esercitato l’opzione per il regime forfetario di cui alla L. 398/91.
Esercizio della detrazione
A partire dalla data di ricezione del documento decorrono, per i soggetti passivi IVA, i termini per l’esercizio della detrazione (provv. 30.4.2018 n. 89757).
Secondo i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, la data da cui decorre il termine per l’eser­cizio della detrazione deve essere individuato nel momento in cui si verifica, in capo al cessionario/committente, la duplice condizione:
dell’avvenuta esigibilità dell’imposta (condizione sostanziale) e
del formale possesso di una fattura redatta in conformità alle disposizioni di cui all’art. 21 del DPR 633/72 (condizione formale).
L’art. 14 del DL 119/2018 integra l’art. 1 co. 1 del DPR 23.3.98 n. 100, prevedendo che: “Entro il medesimo termine di cui al periodo precedente [cioè entro il giorno 16 di ciascun mese] può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente”.
In sostanza, laddove una fattura sia ricevuta entro il 10 di aprile da un soggetto passivo, ad esempio, mensile, questi potrebbe esercitare la detrazione della relativa imposta per il mese di marzo, a condizione di annotare il documento nel registro degli acquisti entro il 15 aprile. Si rende possibile, dunque, la “retro-imputazione” della detrazione dell’imposta al mese di marzo.
Finalità di tale disposizione, come rilevato nella Relazione illustrativa al DL 119/2018, è quella di “evitare che il cessionario/committente subisca il pregiudizio finanziario derivante dal rinvio della detrazione”, eliminando le “asincronie” fra data di trasmissione del documento al Sistema di Interscambio, data di ricezione del SdI e data di recapito al destinatario.
Va, peraltro, rimarcato il fatto che le nuove disposizioni non si applicano con riferimento ai documenti di acquisto relativi alle operazioni effettuate nell’anno precedente.
9 Servizi web per la gestione della fattura elettronica
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione degli operatori alcuni servizi web gratuiti per age­volare la gestione del processo di fatturazione elettronica.
Come anticipato, sono stati resi disponibili i seguenti servizi:
un software “stand alone” che può essere installato su PC per la predisposizione del file fattura;
una procedura web (nel portale “Fatture e Corrispettivi”) e una “app” (“FatturAE”) per dispositivi mobili ai fini della predisposizione e trasmissione dei file fattura;
10 Consultazione delle fatture
L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile gratuitamente un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse e ricevute attraverso il SdI all’interno di un’area riservata del proprio sito.
11 Conservazione delle fatture
In attuazione dell’art. 1 co. 6-bis del DLgs. 127/2015, i soggetti passivi IVA possono usufruire di un servizio di conservazione elettronica delle fatture (conforme al DPCM 3.12.2013), previa adesione ad un apposito accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.
Il servizio è utilizzabile:
dai soggetti passivi IVA residenti, o stabiliti in Italia;
Ai sensi dell’art. 10 co. 1-bis del DL 119/2018, è fatto divieto a Sogei S.p.A., partner tecnologico dell’A­gen­zia delle Entrate, di avvalersi di soggetti terzi per il servizio di conservazione gratuito delle fatture elettroniche offerto dall’Amministrazione Finanziaria per il tramite del portale “Fatture e Corrispettivi”.
12 ALTRE NOVITà DEL DL 119/2018 convertito
Di seguito si riportano le altre novità relative al procedimento di fatturazione e di annotazione dei documenti, contenute nel DL 23.10.2018 n. 119, conv. L. 17.12.2018 n. 136.
12.1 Semplificazioni per gli operatori che offrono servizi di pubblica utilità
L’art. 10-ter del DL 119/2018 introduce il co. 6-quater all’interno dell’art. 1 del DLgs. 127/2015, con il quale viene previsto che, al fine di preservare i servizi di pubblica utilità, vengano definite specifiche regole tecniche per l’emissione di fatture elettroniche con riferimento ai soggetti che operano nel settore delle telecomunicazioni (DM 24.10.2000 n. 366) e nella gestione del servizio dei rifiuti solidi urbani ed assimilati ed in quello di fognatura e depurazione (DM 24.10.2000 n. 370). Tali regole troveranno applicazione per le sole fatture elettroniche emesse nei confronti di consumatori finali con i quali sono stati stipulati contratti in data antecedente all’1.1.2005 e dei quali non è stato possibile identificare il codice fiscale.
12.2 ANNOTAZIONE DELLE FATTURE EMESSE
Per effetto delle modifiche apportate dall’art. 12 del DL 119/2018 all’art. 23 del DPR 633/72, il soggetto passivo deve effettuare l’annotazione delle fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento al medesimo mese.
La suddetta disposizione è entrata in vigore il 24.10.2018.
Come sottolineato nella Relazione illustrativa al DL 119/2018, potranno essere annotate entro il nuovo termine sostanzialmente tutte le fatture emesse, ovvero:
le fatture “immediate”;
le fatture “differite/riepilogative” (art. 21 co. 4, terzo periodo, lett. a) del DPR 633/72);
le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi re­se verso soggetti UE (art. 21 co. 4, terzo periodo, lett. c) del DPR 633/72);
le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese a/ricevute da soggetti extra-UE (art. 21 co. 4, terzo pe­riodo, lett. d) del DPR 633/72).
Resta ferma l’eccezione riguardante le fatture relative alle cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente (art. 21 co. 4, terzo pe­rio­do, lett. b) del DPR 633/72), che devono essere registrate “entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione, con riferimento al medesimo mese”.
La norma risulta coerente con il novellato art. 21 co. 4 del DPR 633/72, il quale prevede che, a decorrere dall’1.7.2019, le fatture possano essere emesse entro 10 giorni dalla data di effettuazione delle operazioni.
12.3 REGISTRAZIONE DEGLI ACQUISTI
L’art. 13 del DL 119/2018 ha modificato l’art. 25 co. 1 del DPR 633/72, il quale, nella sua nuova stesura, dispone che il soggetto passivo è tenuto ad annotare in apposito registro le fatture e le bollette doganali relative ai beni e servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, ivi comprese quelle emesse ai sensi dell’art. 17 co. 2 del DPR 633/72.
Viene quindi abrogata la numerazione progressiva delle fatture prevista dalla norma previgente. L’adempimento risulta peraltro assolto, in via automatica, per le fatture elettroniche che siano inviate tramite il Sistema di Interscambio, attesa l’immodificabilità del documento elettronico inviato tramite SdI.
La disposizione del DL 119/2018 è entrata in vigore il 24.10.2018.
12.4 SEMPLIFICAZIONI AMMINISTRATIVE E CONTABILI
Con l’art. 15 co. 1-bis del DL 119/2018 è stato sostituito l’art. 4 del DLgs. 127/2015, il quale, nella nuova stesura, prevede che, a partire dalle operazioni IVA poste in essere nel 2020, nell’ambito di un programma di assistenza basato sui dati delle operazioni acquisite mediante le fatture elettroniche e le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere, nonché sui dati dei corrispettivi acquisiti telematicamente, l’Amministrazione finanziaria renderà disponibili, in un’apposita area riservata, le bozze:
dei registri IVA di cui agli artt. 23 e 25 del DPR 633/72;
della liquidazione periodica dell’IVA;
della dichiarazione annuale IVA.
I soggetti passivi che convalideranno le informazioni proposte dall’Agenzia delle Entrate o integreranno, nel dettaglio, i dati proposti nei registri IVA di cui agli artt. 23 e 25 del DPR 633/72, anche per il tramite degli intermediari di cui all’art. 3 co. 3 del DPR 322/98, non saranno obbligati alla tenuta dei suddetti registri (fatta salva la tenuta del registro cronologico di cui all’art. 18 co. 2 del DPR 600/73).
Permane tuttavia, in ogni caso, l’obbligo di tenuta dei registri IVA per i soggetti che optano per la determinazione del reddito attraverso la tenuta dei registri IVA senza che siano operate annotazioni relative a incassi e pagamenti, fermo restando l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione ai fini della suddetta imposta.
12.5 REGISTRAZIONE DEGLI ACQUISTI E DIRITTO ALLA DETRAZIONE
In considerazione della definizione di nuovi termini per l’emissione delle fatture e dei tempi di ricezione della fattura elettronica, che potrebbe venire recapitata al cessionario/committente oltre il periodo in cui l’imposta diviene esigibile, l’art. 14 del DL 119/2018 ha modificato l’art. 1 co. 1 del DPR 100/98, con il fine di evitare che lo stesso cessionario/committente possa subire un pregiudizio finanziario in conseguenza del rinvio della detrazione (sul punto si veda anche la Relazione illustrativa al DL 119/2018).
La norma novellata, in vigore dal 24.10.2018, prevede che entro il giorno 16 di ciascun mese possa essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
Sono esclusi dalla disposizione i documenti relativi a operazioni effettuate nell’anno precedente.
In assenza di espresse indicazioni, al momento non si ritiene che la norma possa avere carattere interpretativo e/o retroattivo, atteso che il DL 119/2018 modifica l’art. 1 co. 1 del DPR 100/98 per le finalità suesposte, e stante altresì il fatto che la citata Relazione illustrativa richiama la precedente prassi (cioè, implicitamente, la circ. Agenzia delle Entrate 17.1.2018 n. 1), nella quale viene chiarito che, in virtù delle modifiche apportate dal DL 50/2017 agli artt. 19 e 25 del DPR 633/72, il cessionario/committente può esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA, dopo aver registrato il documento, nella liquidazione relativa al mese in cui la stessa fattura è stata ricevuta.
12.6 CONTRATTI DI SPONSORIZZAZIONE E PUBBLICITà DELLE associazioni sportive dilet-tantistiche
Con l’art. 10 del DL 119/2018 è stato stabilito che sono adempiuti dai cessionari, se soggetti passivi, gli obblighi di fatturazione e registrazione relativi a contratti di sponsorizzazione e pubblicità che gravano in capo alle associazioni sportive dilettantistiche e agli altri soggetti che hanno esercitato l’opzione per il regime forfetario di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/91.
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Regime forfetario (L. 190/2014) – Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate 17 Maggio, 2019
Fatturazione elettronica – Novità del DL 119/2018 convertito – Riepilogo della disciplina 8 Gennaio, 2019
F.A.Q Fatturazione elettronica 7 Gennaio, 2019
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