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Timestamp: 2018-06-21 13:48:18+00:00
Document Index: 161464139

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 4', 'art.  11', 'art. 1', 'art.\n8', 'art. 37', 'art.  7', 'art.    4', 'art.\n19', 'art.\n1', 'art. 2', 'art. 29', 'art.  18', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 17', 'art.  11', 'art. 1', 'art. 28', 'art.  29', 'art.  29', 'art. 29', 'art.  29', 'art.\n29', 'art.\n1', 'art.  1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 70', 'art.\n29', 'art. 7', 'art. 9', 'art.  37', 'in fine', 'art. 19', 'art.  1', 'art.  14', 'art.  28', 'art.  38', 'art. 1', 'art.   10', 'art.  2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 101', 'art.  2', 'art. 23', 'art. 161', 'art.  170', 'art. 101', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 28', 'art. 19', 'art. 23', 'art.  23', 'art. 23', 'art. 37', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 8', 'art.  2', 'art. 17', 'art. 32', 'art.  3', 'art.  14', 'art.  16', 'art.  16', 'art. 13', 'art.  7', 'art. 1', 'art.  20', 'art. 8', 'art. 68', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 12', 'art.\n26', 'art.\n1', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 6', 'art.  21', 'art.  1', 'art. 6', 'art. 12', 'art.  16', 'art. 3', 'art. 2', 'art.  8', 'art. 14', 'art. 1', 'art.\n26', 'art. 1', 'art. 225', 'art.  225', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 28', 'art.  161', 'art.  9', 'art. 1', 'art. 141', 'art.  6', 'art.  154', 'art.  151', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 8', 'art.\n1', 'art. 17', 'art. 4', 'art.\n17', 'art. 4', 'art. 4']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 agosto 2009, n. 140 - Regolamento recante riorganizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. (09G0149) (GU n. 228 del 1-10-2009 | Periti.info
<DIRETTIVA 2009/101/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 settembre 2009
DIRETTIVA 2009/104/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 settembre 2009>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 agosto 2009, n. 140 – Regolamento recante riorganizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. (09G0149) (GU n. 228 del 1-10-2009
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 agosto 2009, n. 140 - Regolamento recante riorganizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. (09G0149) (GU n. 228 del 1-10-2009 )
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 agosto 2009 , n. 140
Regolamento recante  riorganizzazione del Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare. (09G0149)
Vista la legge 31 dicembre 1982, n. 979, la legge 28 febbraio 1992,
n.  220, e l’articolo 1, commi 10 e 11, della legge 24 dicembre 1993,
n.  537,  nonche’  i  relativi  decreti  interministeriali attuativi,
concernenti,   tra   l’altro,  l’organizzazione  dell’amministrazione
statale in materia di difesa del mare;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, che ha istituito il Ministero
dell’ambiente e ne ha definito le funzioni;
Vista   la  legge  3  marzo  1987,  n.  59,  recante  modifiche  ed
integrazioni alla legge suddetta;
Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n.
309,  recante il regolamento per l’organizzazione del servizio per la
tutela  delle  acque,  la  disciplina dei rifiuti, il risanamento del
suolo  e  la  prevenzione  dell’inquinamento  di  natura fisica e del
servizio  per l’inquinamento atmosferico, acustico e per le industrie
a rischio del Ministero dell’ambiente;
Visto l’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
modificazioni, e in particolare gli articoli 4, comma 4, 35, 36 e 38;
Visto  l’articolo  37,  comma  1, del decreto legislativo 30 luglio
1999,   n.  300,  come  modificato  dall’articolo  7,  comma  2,  del
decreto-legge  23  maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  14  luglio 2008, n. 123, il quale prevede la figura del
Segretario generale per il coordinamento delle Direzioni generali del
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 17 giugno 2003, n.
261,    recante   regolamento   di   organizzazione   del   Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio;
Visto  il  decreto  legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
particolare l’articolo 1, commi 1 e 13-bis;
Visto  l’articolo  29  del  decreto-legge  4  luglio  2006, n. 223,
Visto l’articolo 1, commi da 404 a 416, nonche’ il comma 507, della
Visti  gli  articoli  68  e 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n.
245,  come  modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 15
febbraio 2006, n. 183;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n.
Visto  l’articolo  7  del  decreto-legge  23  maggio  2008,  n. 90,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123;
Visto  l’articolo  28  del  decreto-legge  25  giugno 2008, n. 112,
Visto  l’articolo  9-bis  del  decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39,
Visto  l’articolo 26, comma 4 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n.
159,  convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.
territorio  e  del  mare,  di concerto con i Ministri dell’economia e
delle finanze e per la pubblica amministrazione e l’innovazione:
1.  Il  Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, di seguito denominato: «Ministero», esercita le funzioni di cui
all’articolo  35  del  decreto  legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive  modificazioni,  nonche’ quelle ad esso attribuite da ogni
altra norma vigente.
–  Si  riporta  il  testo del comma 4-bis, dell’art. 17,
della  legge  23  agosto 1988, n. 400, recante: «Disciplina
del  Consiglio  dei  Ministri»,  pubblicato  nella Gazzetta
Ufficiale   12   settembre   1988,   n.   214  (supplemento
ordinario):
–   La   legge   31  dicembre  1982,  n.  979,  recante:
«Disposizioni  per la difesa del mare», e’ pubblicata nella
Gazzetta  Ufficiale  18  gennaio  1983,  n. 16 (supplemento
–   La   legge   28  febbraio  1992,  n.  220,  recante:
«Interventi  per  la  difesa  del mare» e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 14 marzo 1992, n. 62.
–  Si  riportano i testi dei commi 10 e 11, dell’art. 1,
della  legge 24 dicembre 1993, n. 537, recante: «Interventi
correttivi  di finanza pubblica», pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 28 dicembre 1993, n. 303 (supplemento ordinario):
«10.  Sono  trasferite  al  Ministero  dell’ambiente  le
funzioni  del  Ministero della marina mercantile in materia
di  tutela  e  di difesa dell’ambiente marino. Il Ministero
dell’ambiente  si  avvale  dell’Istituto  centrale  per  la
ricerca   scientifica   e  tecnologica  applicata  al  mare
(ICRAM).
11.  Con  decreti  del  Ministro  dei  trasporti e della
navigazione e del Ministro dell’ambiente, di concerto con i
Ministri del tesoro e per la funzione pubblica, da emanarsi
presente  legge,  si  provvede  alla  individuazione  ed al
trasferimento  di mezzi finanziari, personale ed uffici del
Ministero    della    marina   mercantile,   ivi   compreso
l’Ispettorato centrale per la difesa del mare, al Ministero
dell’ambiente. Con gli stessi decreti si provvede, inoltre,
a  fissare  i  criteri per la parziale riassegnazione degli
stanziamenti   iscritti   nello  stato  di  previsione  del
Ministero della marina mercantile per l’anno 1993».
–  La legge 8 luglio 1986, n. 349, recante: «Istituzione
del  Ministero  dell’ambiente  e  norme in materia di danno
ambientale»  e’  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  15
luglio 1986, n. 162 (supplemento ordinario).
–  La  legge 3 marzo 1987, n. 59, recante: «Disposizioni
transitorie  ed  urgenti per il funzionamento del Ministero
dell’ambiente»  e’  pubblicata  nella  Gazzetta Ufficiale 4
marzo 1987, n. 52.
–  Il  decreto  del Presidente della Repubblica 27 marzo
1992,  n.  309,  recante: «Regolamento per l’organizzazione
del  Servizio  per la tutela delle acque, la disciplina dei
rifiuti,   il   risanamento  del  suolo  e  la  prevenzione
dell’inquinamento  di  natura  fisica  e  del  Servizio per
l’inquinamento  atmosferico,  acustico e per le industrie a
rischio  del  Ministero  dell’ambiente» e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 11 giugno 1992, n. 136.
– Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante:
delle   amministrazioni   pubbliche»  e’  pubblicato  nella
Gazzetta  Ufficiale  9  maggio  2001,  n.  106 (supplemento
–  La  legge  15  marzo 1997, n. 59, recante: «Delega al
Governo  per  il  conferimento  di  funzioni e compiti alle
regioni  ed  enti  locali,  per  la  riforma della Pubblica
pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63
(supplemento ordinario).
–  Si riporta il testo del comma 14, dell’art. 17, della
legge  15 maggio 1997, n. 127, recante: «Misure urgenti per
Gazzetta  Ufficiale  17  maggio  1997,  n. 113 (supplemento
«14.   Nel   caso   in   cui  disposizioni  di  legge  o
regolamentari    dispongano   l’utilizzazione   presso   le
posizione  di  fuori ruolo o di comando, le amministrazioni
fuori  ruolo  o  di  comando  entro  quindici  giorni dalla
–  Il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  286,
recante:   «Riordino   e  potenziamento  dei  meccanismi  e
strumenti  di  monitoraggio  e  valutazione  dei costi, dei
rendimenti  e  dei  risultati  dell’attivita’  svolta dalle
amministrazioni pubbliche, a norma dell’art. 11 della legge
15   marzo  1997,  n.  59»  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 18 agosto 1999, n. 193.
– Si riportano i testi del comma 4, dell’art. 4, nonche’
degli  articoli  35,  36  e  38, del decreto legislativo 30
luglio  1999, n. 300, recante: «Riforma dell’organizzazione
del  Governo,  a  norma  dell’art.  11 della legge 15 marzo
1997,  n. 59» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto
1999, n. 203 (supplemento ordinario):
«4.   All’individuazione   degli   uffici   di   livello
definizione  dei relativi compiti, nonche’ la distribuzione
dei   predetti   uffici   tra   le   strutture  di  livello
di natura non regolamentare».
«Art.  35  (Istituzione del Ministero e attribuzioni). –
1.  E’  istituito il Ministero dell’ambiente e della tutela
2.   Al  Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio   sono   attribuite  le  funzioni  e  i  compiti
spettanti  allo  Stato  relativi alla tutela dell’ambiente,
del  territorio e dell’ecosistema, con particolare riguardo
a) individuazione, conservazione e valorizzazione delle
aree  naturali protette, tutela della biodiversita’ e della
biosicurezza,  della  fauna  e  della  flora,  attuazione e
gestione,  fatte  salve  le competenze della Presidenza del
della  Convenzione  di  Washington  (CITES)  e dei relativi
regolamenti   comunitari,   della   difesa   del   mare   e
dell’ambiente costiero, e della comunicazione ambientale;
b)  gestione  dei rifiuti ed interventi di bonifica dei
siti  inquinati;  tutela  delle  risorse idriche e relativa
gestione,  fatta  salva  la  competenza del Ministero delle
c)  promozione  di  politiche  di  sviluppo  durevole e
d)   sorveglianza,   monitoraggio   e   recupero  delle
condizioni  ambientali conformi agli interessi fondamentali
della   collettivita’   e  all’impatto  sull’ambiente,  con
particolare  riferimento  alla  prevenzione  e  repressione
delle   violazioni   compiute   in   danno   dell’ambiente,
prevenzione  e  protezione  dall’inquinamento  atmosferico,
e)  difesa  e assetto del territorio con riferimento ai
risorse,   le   funzioni   e   i   compiti   dei  Ministeri
dell’ambiente  e  dei  lavori  pubblici,  eccettuate quelle
o  agenzie e fatte in ogni caso salve le funzioni conferite
alle  regioni  e  agli enti locali anche ai sensi e per gli
e  b),  della  legge  15  marzo  1997, n. 59; sono altresi’
trasferite  le funzioni e i compiti attribuiti al Ministero
delle  politiche  agricole  in materia di polizia forestale
«Art.  36  (Poteri  di indirizzo politico e di vigilanza
del  Ministro).  –  1.  Al  Ministro  dell’ambiente e della
tutela  del  territorio  e’  attribuita  la titolarita’ dei
poteri  di  indirizzo politico, di cui agli articoli 4 e 14
modificazioni,   nonche’   la  titolarita’  del  potere  di
vigilanza  con  riferimento  all’Agenzia  per la protezione
dell’ambiente  e  per  i  servizi  tecnici (APAT), ai sensi
degli  articoli  8, comma 2, 38, comma 1, e dell’art. 1 del
decreto  del  Presidente della Repubblica 8 agosto 2002, n.
207,  e  all’Istituto  centrale per la ricerca applicata al
mare (ICRAM). Con successivo decreto ministeriale, ai sensi
si  provvede  a  ridefinire  i  compiti  e l’organizzazione
dell’ICRAM.
1-bis.  Nei  processi  di  elaborazione  degli  atti  di
programmazione  del  Governo aventi rilevanza ambientale e’
garantita  la  partecipazione del Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio».
«Art.  38 (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per
i  servizi  tecnici).  –  1.  E’ istituita l’agenzia per la
protezione  dell’ambiente  e  per  i  servizi tecnici nelle
forme disciplinate dagli articoli 8 e 9.
2.   L’agenzia   svolge   i   compiti   e  le  attivita’
tecnico-scientifiche   di   interesse   nazionale   per  la
protezione  dell’ambiente,  per  la  tutela  delle  risorse
idriche   e   della   difesa   del   suolo,   ivi  compresi
l’individuazione  e  delimitazione  dei  bacini idrografici
3.   All’agenzia   sono   trasferite   le   attribuzioni
dell’agenzia  nazionale  per  la  protezione dell’ambiente,
quelle  dei  servizi  tecnici nazionali istituiti presso la
presidenza  del  consiglio  dei  ministri,  ad eccezione di
quelle del servizio sismico nazionale.
4.  Lo  statuto dell’Agenzia, emanato ai sensi dell’art.
8,  comma 4, prevede l’istituzione di un consiglio federale
rappresentativo  delle  agenzie regionali per la protezione
dell’ambiente,  con  funzioni  consultive nei confronti del
direttore  generale  e  del  comitato direttivo. Lo statuto
prevede  altresi’ che il comitato direttivo sia composto di
quattro   membri,   di  cui  due  designati  dal  Ministero
dell’ambiente  e  due designati dalla Conferenza permanente
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano. Lo statuto disciplina
inoltre  le  funzioni e le competenze degli organismi sopra
indicati  e  la  loro  durata,  nell’ambito delle finalita’
indicate  dagli articoli 03, comma 5, e 1, comma 1, lettera
b),  del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito,
con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61.
5.  Sono soppressi l’agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente, i servizi tecnici nazionali istituiti presso
la  presidenza  del  consiglio  dei  ministri.  Il relativo
personale    e   le   relative   risorse   sono   assegnate
all’agenzia».
–  Si riporta il testo dell’art. 37, comma 1, del citato
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, come modificato
dall’art.  7, comma 2, del decreto-legge 23 maggio 2008, n.
90,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 14 luglio
2008, n. 123:
«Art. 37 (Ordinamento). – 1. Il Ministero si articola in
un  numero non superiore a sei direzioni generali, alla cui
individuazione  ed  organizzazione  si  provvede  ai  sensi
dell’art.    4,   sentite   le   organizzazioni   sindacali
maggiormente  rappresentative. Le direzioni sono coordinate
da un Segretario generale. Al conferimento dell’incarico di
cui  al  periodo  precedente si provvede ai sensi dell’art.
19,  comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
–  Il  decreto del Presidente della Repubblica 17 giugno
2003,  n.  261,  abrogato  dal  presente  decreto,  recava:
«Regolamento  di organizzazione del Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio».
– Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante:
«Norme  in materia ambientale» e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88 (supplemento ordinario).
–  Si  riportano i testi dei commi 1 e 13-bis, dell’art.
1,  del  decreto-legge  18 maggio 2006, n. 181, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  17  luglio 2006, n. 233,
recante: «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle
dei  Ministeri»,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale 18
maggio 2006, n. 114:
300, il comma 1 dell’art. 2 e’ sostituito dal seguente:
9)  Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari e
10)   Ministero   dell’ambiente   e  della  tutela  del
16) Ministero dell’universita’ e della ricerca;
17) Ministero per i beni e le attivita’ culturali;
18) Ministero della solidarieta’ sociale.
13-bis.  La  denominazione:  «Ministero  dell’ambiente e
della  tutela  del  territorio  e del mare» sostituisce, ad
ogni   effetto   e   ovunque  presente,  la  denominazione:
«Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio».
–  Si riporta il testo dell’art. 29, del decreto-legge 4
luglio  2006,  n. 223, recante «Disposizioni urgenti per il
rilancio  economico  e  sociale,  per  il contenimento e la
in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale»,
pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 4 luglio 2006, n. 153,
e convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248:
«Art. 29 (Contenimento spesa per commissioni comitati ed
altri  organismi).  – 1. Fermo restando il divieto previsto
dall’art.  18,  comma  1,  della legge 28 dicembre 2001, n.
448,  la  spesa complessiva sostenuta dalle amministrazioni
pubbliche   di   cui  all’art.  1,  comma  2,  del  decreto
rispetto  a  quella  sostenuta  nell’anno 2005. Ai suddetti
fini   le  amministrazioni  adottano  con  immediatezza,  e
comunque  entro  trenta  giorni  dalla  data  di entrata in
vigore  del  presente  decreto,  le  necessarie  misure  di
adeguamento  ai  nuovi  limiti  di spesa. Tale riduzione si
aggiunge  a  quella  prevista  dall’art. 1, comma 58, della
2.  Per  realizzare  le  finalita’ di contenimento delle
spese  di cui al comma 1, per le amministrazioni statali si
procede,  entro  centoventi giorni dalla data di entrata in
vigore  del  presente decreto, al riordino degli organismi,
con  regolamenti da emanare ai sensi dell’art. 17, comma 2,
della  legge  23  agosto  1988,  n.  400, per gli organismi
previsti  dalla  legge  o da regolamento e, per i restanti,
con  decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto  con il Ministro dell’economia e delle finanze, su
proposta  del  Ministro competente. I provvedimenti tengono
a)  eliminazione  delle  duplicazioni  organizzative  e
b)  razionalizzazione  delle competenze delle strutture
c) limitazione del numero delle strutture di supporto a
quelle  strettamente  indispensabili al funzionamento degli
d)   diminuzione   del   numero  dei  componenti  degli
e) riduzione dei compensi spettanti ai componenti degli
e-bis)   indicazione  di  un  termine  di  durata,  non
superiore  a  tre anni, con la previsione che alla scadenza
l’organismo e’ da intendersi automaticamente soppresso;
e-ter)  previsione  di  una  relazione  di fine mandato
sugli  obiettivi  realizzati dagli organismi, da presentare
all’amministrazione   competente   e  alla  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri ;
2-bis.  La Presidenza del Consiglio dei Ministri valuta,
prima  della scadenza del termine di durata degli organismi
individuati  dai provvedimenti previsti dai commi 2 e 3, di
concerto  con  l’amministrazione  di settore competente, la
perdurante    utilita’    dell’organismo    proponendo   le
conseguenti iniziative per l’eventuale proroga della durata
3.   Le   amministrazioni  non  statali  sono  tenute  a
provvedere,  entro  lo  stesso  termine  e sulla base degli
stessi  criteri  di  cui  al  comma  2,  con atti di natura
regolamentare   previsti  dai  rispettivi  ordinamenti,  da
sottoporre  alla verifica degli organi interni di controllo
e   all’approvazione  dell’amministrazione  vigilante,  ove
prevista. Nelle more dell’adozione dei predetti regolamenti
4.  Ferma  restando  la realizzazione degli obiettivi di
risparmio  di  spesa  di  cui al comma 1, gli organismi non
individuati  dai  provvedimenti  previsti  dai  commi 2 e 3
entro  il  15  maggio  2007  sono soppressi. A tale fine, i
regolamenti  ed  i  decreti  di cui al comma 2, nonche’ gli
atti  di  natura  regolamentare  di  cui al comma 3, devono
essere  trasmessi per l’acquisizione dei prescritti pareri,
ovvero  per  la  verifica  da parte degli organi interni di
controllo     e     per     l’approvazione     da     parte
dell’amministrazione  vigilante,  ove prevista, entro il 28
5.  Scaduti i termini di cui ai commi 1, 2 e 3 senza che
si  sia  provveduto  agli adempimenti ivi previsti e’ fatto
divieto  alle  amministrazioni di corrispondere compensi ai
6.  Le  disposizioni  del  presente articolo non trovano
diretta  applicazione alle regioni, alle province autonome,
agli  enti  locali  e  agli  enti  del  Servizio  sanitario
nazionale,   per  i  quali  costituiscono  disposizioni  di
7.   Le   disposizioni  del  presente  articolo  non  si
applicano  ai  commissari  straordinari  del Governo di cui
all’art.  11  della  legge  23  agosto 1988, n. 400, e agli
organi di direzione, amministrazione e controllo».
–  Si  riportano i testi dei commi da 404 a 416, nonche’
il  comma 507 dell’art. 1, della legge 27 dicembre 2006, n.
296,  recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale   e  pluriennale  dello  Stato  (legge  finanziaria
2007)»,  pubblicata  nella  Gazzetta Ufficiale. 27 dicembre
2006, n. 299 (supplemento ordinario):
assunti  ai  sensi dell’art. 28, commi 2, 3 e 4, deldecreto
c)  alla  rideterminazione delle strutture periferiche,
f)  alla riduzione delle dotazioni organiche in modo da
assicurare  che  il  personale  utilizzato  per funzioni di
generali,   provveditorati   e   contabilita’)  non  ecceda
comunque    il   15   per   cento   delle   risorse   umane
complessivamente   utilizzate   da   ogni  amministrazione,
mediante  processi  di  riorganizzazione  e di formazione e
riconversione  del personale addetto alle predette funzioni
all’8  per cento all’anno fino al raggiungimento del limite
al  comma 404, lettera f). I predetti piani, da predisporre
507.  Per gli esercizi 2007, 2008 e 2009, e’ accantonata
e  resa  indisponibile,  in maniera lineare, con esclusione
degli  effetti  finanziari  derivanti dalla presente legge,
una  quota, pari rispettivamente a 4.572 milioni di euro, a
5.031  milioni  di  euro  e  a 4.922 milioni di euro, delle
dotazioni  delle  unita’  previsionali di base iscritte nel
bilancio   dello   Stato,   anche   con   riferimento  alle
autorizzazioni  di  spesa  predeterminate legislativamente,
con   esclusione   del   comparto   della   radiodiffusione
televisiva  locale, relative a consumi intermedi (categoria
2),  a  trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche
(categoria  4),  con  esclusione dei trasferimenti a favore
della   protezione   civile,   del  Fondo  ordinario  delle
universita’  statali,  degli  enti territoriali, degli enti
previdenziali  e  degli  organi  costituzionali,  ad  altri
trasferimenti correnti (categorie 5, 6 e 7), con esclusione
dei  trasferimenti  all’estero  aventi natura obbligatoria,
delle  pensioni  di  guerra e altri assegni vitalizi, delle
erogazioni  agli  istituti  di  patronato  e  di assistenza
sociale,  nonche’  alle  confessioni  religiose di cui alla
legge  20  maggio 1985, n. 222, e successive modificazioni,
ad  altre  uscite  correnti  (categoria 12) e alle spese in
conto  capitale,  con esclusione dei trasferimenti a favore
della  protezione civile, di una quota pari al 50 per cento
dello  stanziamento  del Fondo per le aree sottoutilizzate,
dei   limiti  di  impegno  gia’  attivati,  delle  rate  di
ammortamento    mutui,    dei   trasferimenti   agli   enti
territoriali e delle acquisizioni di attivita’ finanziarie.
Ai  fini  degli  accantonamenti  complessivi  indicati,  le
dotazioni  iscritte nelle unita’ previsionali di base dello
stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione
sono  accantonate e rese indisponibili, in maniera lineare,
per  un  importo  complessivo  di  40  milioni  di euro per
ciascun  anno  del  triennio  2007-2009.  Con  decreto  del
Ministro  dell’economia  e  delle  finanze, da adottare, su
proposta  dei  Ministri  competenti,  entro  il 31 marzo di
ciascun   anno   del  triennio  2007-2009,  possono  essere
disposte  variazioni  degli  accantonamenti di cui al primo
periodo,  anche  interessando  diverse  unita’ previsionali
relative  alle  suddette  categorie  con  invarianza  degli
effetti  sul  fabbisogno  e  sull’indebitamento netto della
pubblica amministrazione, restando preclusa la possibilita’
di utilizzo di risorse di conto capitale per disaccantonare
risorse   di  parte  corrente.  Lo  schema  di  decreto  e’
trasmesso al Parlamento per l’acquisizione del parere delle
Commissioni  competenti  per  le  conseguenze  di carattere
finanziario».
–  Si  riportano  i  testi  degli  articoli 68 e 74, del
decreto   legge   25   giugno   2008,   n.   112,  recante:
«Disposizioni   urgenti   per  lo  sviluppo  economico,  la
semplificazione,   la  competitivita’,  la  stabilizzazione
convertito con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n.
133,  e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2008,
n. 147 (supplemento ordinario):
«Art.  68  (Riduzione  degli  organismi  collegiali e di
duplicazioni  di  strutture).  – 1. Ai fini dell’attuazione
del  comma  2-bis  dell’art.  29 del decreto-legge 4 luglio
2006,  n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto  2006,  n.  248,  improntato  a  criteri di rigorosa
selezione,  per  la  valutazione  della perdurante utilita’
degli  organismi  collegiali  operanti  presso  la Pubblica
amministrazione   e   per  realizzare,  entro  il  triennio
2009-2011,  la graduale riduzione di tali organismi fino al
definitivo  trasferimento delle attivita’ ad essi demandate
nell’ambito  di quelle istituzionali delle Amministrazioni,
vanno  esclusi  dalla  proroga prevista dal comma 2-bis del
citato  art.  29  del  decreto-legge  n.  223  del 2006 gli
istituiti  in  data  antecedente  al  30 giugno 2004 da
disposizioni  legislative  od  atti  amministrativi  la cui
operativita’  e’ finalizzata al raggiungimento di specifici
obiettivi  o  alla  definizione  di  particolari  attivita’
previste  dai  provvedimenti  di  istituzione e non abbiano
ancora conseguito le predette finalita’;
istituiti  successivamente alla data del 30 giugno 2004
che non operano da almeno due anni antecedenti alla data di
svolgenti   funzioni   riconducibili   alle  competenze
previste  dai  regolamenti di organizzazione per gli uffici
di    struttura   dirigenziale   di   1°   e   2°   livello
dell’Amministrazione  presso  la  quale  gli stessi operano
ricorrendo,    ove    vi    siano    competenze   di   piu’
2.  Nei  casi  in  cui,  in  attuazione  del comma 2-bis
dell’art. 29 del citato decreto-legge n. 223 del 2006 venga
riconosciuta  l’utilita’  degli organismi collegiali di cui
al  comma  1,  la  proroga  e’  concessa per un periodo non
superiore  a due anni. In sede di concessione della proroga
ulteriori   obiettivi   di   contenimento  dei  trattamenti
economici  da  corrispondere  ai componenti privilegiando i
compensi   collegati   alla   presenza  rispetto  a  quelli
forfetari  od  onnicomprensivi  e  stabilendo  l’obbligo, a
scadenza  dei contratti, di nominare componenti la cui sede
di servizio coincida con la localita’ sede dell’organismo.
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
di  concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
su  proposta  del Ministro competente, sono individuati gli
organismi  collegiali ritenuti utili sulla base dei criteri
di  cui  ai precedenti commi, in modo tale da assicurare un
ulteriore  contenimento  della spesa non inferiore a quello
conseguito   in   attuazione   del   citato   art.  29  del
decreto-legge n. 223 del 2006.
4.  La riduzione di spesa prevista dal comma 1 dell’art.
29   del  citatodecreto-legge  n.  223  del  2006  riferita
all’anno  2006  si  applica  agli  organismi collegiali ivi
presenti  istituiti  dopo  la data di entrata in vigore del
5.  Al  fine  di  eliminare duplicazioni organizzative e
funzionali  nonche’ di favorire una maggiore efficienza dei
servizi   e   la   razionalizzazione  delle  procedure,  le
strutture   amministrative   che  svolgono  prevalentemente
attivita’ a contenuto tecnico e di elevata specializzazione
riconducibili   a   funzioni  istituzionali  attribuite  ad
amministrazioni  dello  Stato  centrali o periferiche, sono
soppresse  e  le  relative  competenze sono trasferite alle
a)  Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto
della   corruzione   e   delle   altre  forme  di  illecito
all’interno  della pubblica amministrazione di cui all’art.
1   della   legge   16   gennaio  2003,  n.  3e  successive
b) Alto Commissario per la lotta alla contraffazione di
cui  all’art.  1-quater del decreto-legge 14 marzo 2005, n.
35,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 14 maggio
2005,  n.  80e  all’art. 4-bis del decreto-legge 10 gennaio
2006,  n.  2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
c)  Commissione  per l’inquadramento del personale gia’
dipendente  da  organismi  militari operanti nel territorio
nazionale  nell’ambito  della  Comunita’  Atlantica  di cui
all’art. 2, comma 2, della legge 9 marzo 1971, n. 98.
6-bis.  Le  funzioni  delle strutture di cui al comma 6,
puo’ delegare un sottosegretario di Stato.
7.   Le   amministrazioni   interessate  trasmettono  al
Dipartimento   della  funzione  pubblica  ed  al  Ministero
dell’economia   e   delle   finanze  –  Dipartimento  della
Ragioneria  generale  dello  Stato  –  i  provvedimenti  di
8.  Gli  organi  delle  strutture soppresse ai sensi del
presente  articolo  rimangono in carica per sessanta giorni
dalla  data  di  entrata  in vigore del presente decreto al
fine  di gestire l’ordinato trasferimento delle funzioni. I
risparmi  derivanti dal presente articolo sono destinati al
miglioramento dei saldi di finanza pubblica».
enti  pubblici  non economici, gli enti di ricerca, nonche’
gli  enti pubblici di cui all’art. 70, comma 4, del decreto
in  misura pari ai posti coperti alla data del 30 settembre
–  Il  decreto  del  Presidente della Repubblica 6 marzo
2001,  n. 245, recante «Regolamento di organizzazione degli
Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio» e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 28 giugno 2001, n. 148.
2006,  n.  183,  recante  «Regolamento recante modifiche ed
integrazioni  al  decreto del Presidente della Repubblica 6
marzo  2001,  n.  245,  concernente  l’organizzazione degli
Ufficiale 18 maggio 2006, n. 114.
2007,  n.  90,  recante:  Regolamento per il riordino degli
organismi  operanti  presso  il  Ministero  dell’ambiente e
della  tutela  del territorio e del mare, a norma dell’art.
29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  4  agosto  2006,  n.  248, e’
pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 10 luglio 2007, n. 158
–  Si  riporta il testo dell’art. 7 del decreto-legge 23
maggio  2008,  n.  90,  recante  «Misure  straordinarie per
fronteggiare  l’emergenza nel settore dello smaltimento dei
rifiuti  nella regione Campania e ulteriori disposizioni di
protezione  civile»  convertito,  con  modificazioni, dalla
legge  14  luglio  2008, n, 123 e pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 23 maggio 2008, n. 120:
«Art.  7  (Misure  per garantire la razionalizzazione di
strutture  tecniche statali). – 1. Ai fini del contenimento
della  spesa  pubblica  e  dell’incremento  dell’efficienza
procedimentale,  il numero dei commissari che compongono la
Commissione  tecnica di verifica dell’impatto ambientale di
cui  all’art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica
14  maggio 2007, n. 90, e’ ridotto da sessanta a cinquanta,
ivi  inclusi  il  presidente  e il segretario. Entro trenta
il  Ministro  dell’ambiente e della tutela del territorio e
del  mare  procede,  con  proprio  decreto, alla nomina dei
cinquanta  commissari,  in  modo  da  assicurare un congruo
rapporto di proporzione fra i diversi tipi di competenze ed
esperienze  da  ciascuno  di essi apportate. Entro sessanta
decreto,  il  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela del
territorio  e  del  mare  procede,  con proprio decreto, al
riordino della commissione tecnica di verifica dell’impatto
2.  All’art.  37,  comma  1,  del decreto legislativo 30
luglio  1999,  n.  300,  sono aggiunti, in fine, i seguenti
periodi:  «Le  direzioni  sono  coordinate da un Segretario
generale.  Al  conferimento dell’incarico di cui al periodo
precedente  si provvede ai sensi dell’art. 19, comma 5-bis,
del   decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165».  La
copertura   dei   relativi  oneri  e’  assicurata  mediante
soppressione   di   un   posto   di   funzione  di  livello
dirigenziale  generale,  effettivamente  ricoperto,  di cui
all’art.  1, comma 3, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 17 giugno 2003, n. 261, nonche’
mediante  la  soppressione  di posti di funzione di livello
dirigenziale  non  generale,  effettivamente  ricoperti, in
modo  da  garantire  l’invarianza  della  spesa.  Ai  sensi
dell’art.  14,  comma  2,  del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni, sono stabilite le
modalita’   tecniche,  finanziarie  e  organizzative  degli
uffici   di  diretta  collaborazione,  anche  relativamente
all’esigenza  di graduazione dei compensi, nel rispetto del
principio di invarianza della spesa».
–   Si   riporta   il  testo  dell’art.  28  del  citato
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112:
«Art.  28  (Misure per garantire la razionalizzazione di
strutture  tecniche  statali).  – 1. E’ istituito, sotto la
vigilanza  del  Ministro  dell’ambiente  e della tutela del
territorio   e   del  mare,  l’Istituto  superiore  per  la
2.  L’ISPRA  svolge le funzioni, con le inerenti risorse
finanziarie strumentali e di personale, dell’Agenzia per la
protezione  dell’Ambiente  e  per  i servizi tecnici di cui
all’art.  38  del  decreto legislativo n. 300 del 30 luglio
1999  e  successive  modificazioni, dell’Istituto nazionale
per  la fauna selvatica di cui alla legge 11 febbraio 1992,
n. 157 e successive modificazioni, e dell’Istituto centrale
per  la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare
di cui all’art. 1-bis del decreto-legge 4 dicembre 1993, n.
496,  convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio
1994,   n.   61,   i  quali,  a  decorrere  dalla  data  di
insediamento  dei commissari di cui al comma 5 del presente
articolo, sono soppressi.
3. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela
del  territorio  e del mare, da adottare di concerto con il
Ministro   dell’economia   e   delle  finanze,  sentite  le
Commissioni parlamentari competenti in materia di ambiente,
che   si   esprimono  entro  venti  giorni  dalla  data  di
assegnazione,  sono  determinati, in coerenza con obiettivi
di funzionalita’, efficienza ed economicita’, gli organi di
amministrazione  e  controllo,  la  sede,  le  modalita’ di
costituzione  e  di  funzionamento,  le  procedure  per  la
definizione e l’attuazione dei programmi per l’assunzione e
l’utilizzo   del  personale,  nel  rispetto  del  contratto
collettivo  nazionale  di lavoro del comparto degli enti di
ricerca e della normativa vigente, nonche’ per l’erogazione
delle  risorse  dell’ISPRA.  In sede di definizione di tale
decreto  si tiene conto dei risparmi da realizzare a regime
per effetto della riduzione degli organi di amministrazione
e  controllo degli enti soppressi, nonche’ conseguenti alla
razionalizzazione   delle  funzioni  amministrative,  anche
attraverso  l’eliminazione delle duplicazioni organizzative
e  funzionali, e al minor fabbisogno di risorse strumentali
4.   La   denominazione   «Istituto   superiore  per  la
protezione e la ricerca ambientale (ISPRA)» sostituisce, ad
ogni effetto e ovunque presente, le denominazioni: «Agenzia
per  la  protezione  dell’Ambiente  e per i servizi tecnici
(APAT)», «Istituto Nazionale per la fauna selvatica (INFS)»
e   «Istituto   Centrale   per  la  Ricerca  scientifica  e
tecnologica applicata al mare (ICRAM)».
5.   Per  garantire  l’ordinaria  amministrazione  e  lo
svolgimento  delle  attivita’  istituzionali fino all’avvio
dell’ISPRA,  il  Ministro  dell’ambiente e della tutela del
territorio  e  del  mare,  con proprio decreto, da emanarsi
entro  trenta  giorni  dalla  data di entrata in vigore del
presente    decreto,    nomina   un   commissario   e   due
subcommissari.
6.  Dall’attuazione  dei  commi  da  1  a 5 del presente
articolo,  compresa  l’attivita’  dei  commissari di cui al
comma  precedente,  non  devono  derivare  nuovi o maggiori
6-bis.  L’Avvocatura dello Stato continua ad assumere la
rappresentanza  e la difesa dell’ISPRA nei giudizi attivi e
passivi   avanti   le   Autorita’  giudiziarie,  i  collegi
arbitrali, le giurisdizioni amministrative e speciali.
7.   La  Commissione  istruttoria  per  l’IPPC,  di  cui
all’art.   10   del  regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  14  maggio  2007,  n. 90, e’
composta  da  ventitre  esperti,  provenienti  dal  settore
pubblico    e    privato,    con   elevata   qualificazione
giuridico-amministrativa,  di  cui  almeno  tre  scelti fra
magistrati  ordinari,  amministrativi  e  contabili, oppure
8.  Il presidente viene scelto nell’ambito degli esperti
con elevata qualificazione tecnico-scientifica.
9.   Il   Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio  e  del  mare procede, con proprio decreto, alla
nomina  dei  ventitre  esperti,  in  modo  da  adeguare  la
composizione  dell’organo alle prescrizioni di cui al comma
7.  Sino  all’adozione  del  decreto  di  nomina  dei nuovi
esperti,  lo  svolgimento  delle attivita’ istituzionali e’
garantito  dagli  esperti in carica alla data di entrata in
10.  La  Commissione di valutazione degli investimenti e
di supporto alla programmazione e gestione degli interventi
ambientali  di  cui  all’art.  2  del regolamento di cui al
90,  e’  composta  da ventitre membri di cui dieci tecnici,
scelti   fra  ingegneri,  architetti,  biologi,  chimici  e
geologi, e tredici scelti fra giuristi ed economisti, tutti
di  comprovata  esperienza,  di  cui  almeno tre scelti fra
magistrati ordinari, amministrativi e contabili.
11.  I  componenti  sono  nominati ai sensi dell’art. 2,
comma  3,  del regolamento di cui al decreto del Presidente
della   Repubblica   14   maggio   2007,   n.   90,   entro
12.  La  Commissione  continua  ad  esercitare  tutte le
funzioni di cui all’art. 2, comma 2, del regolamento di cui
al  decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007,
n.  90,  provvedendovi,  sino  all’adozione  del decreto di
nomina dei nuovi componenti, con quelli in carica alla data
13.  Dall’attuazione  dei  commi  da 7 a 12 del presente
articolo  non  devono  derivare  nuovi  o  maggiori oneri a
–  Si riporta il testo dell’art. 9-bis del decreto-legge
28 aprile 2009, n. 39 recante «Interventi urgenti in favore
delle   popolazioni  colpite  dagli  eventi  sismici  nella
regione  Abruzzo  nel  mese  di  aprile  2009  e  ulteriori
interventi  urgenti  di  protezione  civile»  convertito in
legge,  con  modificazioni,  dall’art. 1, comma 1, legge 24
giugno  2009,  n. 77, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
28 aprile 2009, n. 97:
«Art.  9-bis  (Scarichi urbani, industriali e assimilati
ai domestici e relativi impianti di depurazione. Misure per
la    prevenzione    e   il   contrasto   delle   emergenze
idrogeologiche  e per la gestione delle risorse idriche). –
1.  La  provincia di L’Aquila, ovvero l’Autorita’ di ambito
territorialmente  competente  qualora  lo  scarico  sia  in
pubblica  fognatura,  ai  sensi dell’art. 101, comma 1, del
decreto   legislativo   3  aprile  2006,  n.  152,  possono
rilasciare    ai   titolari   degli   scarichi   un   nuovo
provvedimento  di  autorizzazione,  sentiti  l’ISPRA  e  le
aziende  sanitarie  locali  competenti  per territorio, nel
caso    in    cui   venga   accertato   un   danneggiamento
tecnico-strutturale  tale  da determinare una significativa
riduzione dell’efficacia depurativa dell’impianto.
2.  Il provvedimento di autorizzazione di cui al comma 1
contiene  idonee  prescrizioni  per  il periodo transitorio
necessario  per  il  ritorno  alle  condizioni  di  regime,
comunque  non superiore a sei mesi dalla data di entrata in
3.  I  titolari  degli scarichi autorizzati, ai fini del
rilascio del provvedimento di autorizzazione, sono tenuti a
produrre,  ferma  restando  la  facolta’  per  la provincia
ovvero  per  l’Autorita’  di  ambito,  per l’ISPRA e per le
aziende  sanitarie  locali  di  richiedere integrazioni ove
necessario, la seguente documentazione:
a)    relazione    tecnico-descrittiva,   completa   di
documentazione   fotografica,   a   firma   di  un  tecnico
abilitato, attestante la capacita’ depurativa residuale e i
danni   strutturali  e/o  tecnici  subiti  dall’impianto  a
seguito  degli  eventi  sismici,  tali da comprometterne la
funzionalita’;
b)   descrizione   degli   eventuali   interventi  gia’
realizzati  e  finalizzati  al  ripristino  e alla messa in
c)   planimetria   dell’insediamento   in  cui  vengono
individuate le parti danneggiate;
d) relazione tecnico-descrittiva, a firma di un tecnico
abilitato, dei lavori necessari al ripristino funzionale.
4.  Per  la realizzazione dell’intervento urgente per il
ripristino   della  piena  funzionalita’  dell’impianto  di
depurazione  delle acque reflue in localita’ Ponte Rosarolo
nel  comune di L’Aquila, il Ministero dell’ambiente e della
tutela  del  territorio e del mare provvede a trasferire in
favore della contabilita’ speciale del Commissario delegato
per  l’emergenza  socio-economico-ambientale del bacino del
fiume Aterno, previa presentazione di idonea documentazione
attestante i danni subiti dall’impianto, la somma di euro 2
milioni, a valere sul fondo per la promozione di interventi
di  riduzione  e  prevenzione della produzione di rifiuti e
per  lo sviluppo di nuove tecnologie di riciclaggio, di cui
all’art.  2,  comma  323,  della legge 24 dicembre 2007, n.
5.  Per  la  progettazione  e  l’affidamento  dei lavori
inerenti  alle  iniziative  di cui al comma 4 necessarie al
superamento  dell’emergenza,  il  Commissario delegato puo’
avvalersi  di  societa’  a  totale  capitale  pubblico,  in
possesso delle necessarie capacita’ tecniche, designate dal
mare, con il riconoscimento a favore dei predetti organismi
dei  costi sostenuti e documentati, previamente autorizzati
dal Commissario delegato.
6.  Per  garantire  l’efficienza  degli  impianti per la
gestione dei servizi idrici e la salvaguardia delle risorse
idriche nel territorio nazionale, ai fini della prevenzione
e  del  controllo  degli  effetti  di eventi sismici, entro
legge  di  conversione  del  presente  decreto, il Ministro
dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio e del mare
avvia  il  Programma  nazionale  per il coordinamento delle
iniziative di monitoraggio, verifica e consolidamento degli
impianti  per  la gestione dei servizi idrici. Il Programma
e’ predisposto dalla Commissione nazionale per la vigilanza
sulle  risorse  idriche,  che,  a  decorrere  dalla data di
decreto,  e’  istituita presso il Ministero dell’ambiente e
della  tutela  del territorio e del mare, subentrando nelle
competenze gia’ attribuite all’Autorita’ di vigilanza sulle
risorse  idriche  e sui rifiuti ai sensi degli articoli 99,
101,  146,  148,  149,  152,  154,  172  e  174 del decreto
legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e  successivamente
attribuite  al  Comitato  per  la  vigilanza sull’uso delle
risorse idriche, il quale, a decorrere dalla medesima data,
e’  soppresso.  La denominazione «Commissione nazionale per
la  vigilanza  sulle  risorse idriche» sostituisce, ad ogni
effetto,   la  denominazione  «Comitato  per  la  vigilanza
sull’uso  delle  risorse  idriche»,  ovunque  presente.  La
Commissione esprime il parere di cui all’art. 23-bis, comma
4,  del  decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133. Al
decreto  legislativo  3 aprile 2006, n. 152, sono apportate
a) all’art. 161:
«2. La Commissione e’ composta da cinque membri nominati
con  decreto  del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio  e  del mare, che durano in carica tre anni, due
dei  quali  designati dalla Conferenza dei presidenti delle
regioni  e  delle  province  autonome e tre, di cui uno con
funzioni di presidente individuato con il medesimo decreto,
scelti    tra    persone    di    elevata    qualificazione
giuridico-amministrativa o tecnico-scientifica, nel settore
pubblico    e   privato,   nel   rispetto   del   principio
dell’equilibrio   di   genere.   Il  presidente  e’  scelto
nell’ambito   degli   esperti  con  elevata  qualificazione
tecnico-scientifica.  Entro  trenta  giorni  dalla  data di
entrata  in vigore della presente disposizione, il Ministro
procede,  con  proprio  decreto,  alla  nomina  dei  cinque
componenti  della  Commissione,  in  modo  da  adeguare  la
composizione   dell’organo  alle  prescrizioni  di  cui  al
presente  comma.  Fino  alla  data di entrata in vigore del
decreto  di  nomina  dei  nuovi  componenti, lo svolgimento
delle  attivita’ e’ garantito dai componenti in carica alla
data di entrata in vigore della presente disposizione»;
2) al comma 3, il primo periodo e’ soppresso;
3)  al  comma  6,  nell’alinea,  il  primo  periodo e’
soppresso    e,    nel    secondo   periodo,   le   parole:
«L’Osservatorio»   sono   sostituite  dalle  seguenti:  «La
Commissione»;
4) al comma 6-bis, le parole: «e dell’Osservatorio dei
servizi idrici» sono soppresse;
b)  all’art.  170, comma 12, le parole: «Sezione per la
vigilanza  sulle  risorse  idriche»  sono  sostituite dalle
seguenti:  «Commissione  nazionale  per  la vigilanza sulle
risorse idriche».
7.  Il  Programma  di cui al comma 6 e’ realizzato dalla
Commissione  di  cui  al  medesimo  comma  con  il supporto
tecnico-scientifico   e   operativo  dell’ISPRA,  su  scala
regionale  o interregionale, iniziando dal territorio della
regione  Abruzzo.  Allo scopo, la Commissione utilizza ogni
informazione  disponibile, ivi incluse quelle relative alla
funzionalita’  dei depuratori, nonche’ allo smaltimento dei
relativi  fanghi, di cui all’art. 101, comma 8, del decreto
legislativo  3  aprile  2006,  n. 152. Alla copertura degli
oneri   connessi  alla  predisposizione  del  Programma  si
provvede  mediante  utilizzazione  dei  risparmi  derivanti
dalla  riduzione  a cinque dei componenti della Commissione
nazionale  per  la  vigilanza  sulle  risorse  idriche  che
subentra  al  soppresso  Comitato per la vigilanza sull’uso
delle  risorse  idriche. Le attivita’ previste dal presente
articolo  sono  svolte dall’ISPRA nell’ambito delle risorse
–  Si  riporta  il  testo del comma 4, dell’art. 26, del
decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante: «Interventi
urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e
l’equita’  sociale»,  convertito,  con modificazioni, dalla
legge  29  novembre 2007, n. 222, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 2 ottobre 2007, n. 229:
«4.  Al  fine di consentire al Ministero dell’ambiente e
della  tutela  del  territorio  e del mare di esercitare in
maniera  piu’  efficace  le proprie competenze, all’art. 1,
comma  8-bis,  del  decreto-legge  18  maggio 2006, n. 181,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006,
n.  233,  le  parole  «, il Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare» sono soppresse».
–  Per il testo dell’art. 35, del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 300, si vedano le note alle premesse.
1.  Il Ministero, per l’espletamento dei compiti ad esso demandati,
e’  articolato,  oltre che negli uffici di diretta collaborazione del
Ministro  dell’ambiente  e della tutela del territorio e del mare, di
seguito denominato: «Ministro», disciplinati da apposito regolamento,
in cinque direzioni generali, coordinate da un Segretario generale.
2.  Oltre  al Segretariato generale di cui all’articolo 3, comma 3,
le  strutture  di  livello  dirigenziale  generale  di cui al comma 1
assumono le seguenti denominazioni:
a) Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse
c)  Direzione  generale  per  lo  sviluppo sostenibile, il clima e
3. Le direzioni generali svolgono le funzioni previste dal presente
regolamento,  nonche’  ogni  altra  funzione ad esse connessa che sia
attribuita al Ministero dalla vigente normativa anche con riferimento
all’attuazione  della normativa comunitaria nel settore di rispettiva
4.  Il  Ministero si avvale altresi’, di regola, per i compiti e le
attivita’   tecnico-scientifiche   di   interesse  nazionale  per  la
protezione dell’ambiente, dell’Istituto superiore per la protezione e
la   ricerca   ambientale   (ISPRA)   di   cui  all’articolo  28  del
– Per il testo dell’art. 28 del decreto-legge n. 112 del
1.  Il  Segretario  generale  del  Ministero  e’  nominato ai sensi
dell’articolo  19,  commi 3 e 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo
2001,  n.  165,  e  successive modificazioni, in conformita’ a quanto
disposto dall’articolo 37, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio
1999,  n.  300,  cosi’  come  modificato dall’articolo 7, comma 2 del
dalla legge 14 luglio 2008, n. 123.
2.  Il Segretario generale, secondo quanto previsto dall’articolo 6
del  decreto  legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in attuazione degli
indirizzi del Ministro:
a)  esercita il coordinamento delle attivita’ del Ministero, anche
attraverso  la  convocazione periodica della conferenza dei direttori
generali,  per  l’esame  delle  questioni  di carattere generale o di
particolare rilievo e provvede alla risoluzione di conflitti positivi
e negativi di competenza fra le direzioni generali;
b) concorda con le direzioni generali competenti le determinazioni
da  assumere  in  sede  di  Conferenze  di  servizi per interventi di
carattere intersettoriale;
c)  informa  il  Ministro  sugli interventi conseguenti a stati di
crisi anche internazionali svolti, nelle materie di competenza, dalle
varie  direzioni generali anche in collaborazione con il Dipartimento
della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
d) cura la presentazione della Relazione sullo stato dell’ambiente
e  delle  altre  relazioni di legge al Parlamento, alle istituzioni e
agli organismi internazionali;
e)  assicura l’uniformita’ del sistema informativo e del controllo
di  gestione  in  raccordo  con  le competenti unita’ operative delle
direzioni  generali  anche  in  relazione  alla  gestione  dei flussi
documentali  ed  al  monitoraggio  dei dati statistici afferenti alle
attivita’ del Ministero;
f)  fornisce  supporto al Ministro per l’esercizio della vigilanza
ad esso attribuita sull’ISPRA, avvalendosi delle direzioni competenti
g)  esercita  attivita’  di  vigilanza  e  di  ispezione, anche in
collaborazione  con  il  competente  ufficio  del  Dipartimento della
funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
h)  cura  le  iniziative in materia di informazione, formazione ed
educazione   ambientale   con   il   supporto  del  Comitato  per  la
comunicazione  ambientale  di  cui  all’articolo  1,  lettera f), del
decreto  del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, anche
avvalendosi  dell’ISPRA nell’ambito delle sue attivita’ di biblioteca
e di informazione;
i)   cura  la  comunicazione  istituzionale  del  Ministero  anche
attraverso  l’organizzazione  dell’Ufficio per la comunicazione e per
le  relazioni  con  il  pubblico  di cui all’articolo 8 della legge 7
giugno 2000, n. 150, nonche’ la gestione del sito web;
l)  cura  l’istruzione  e  la  predisposizione,  a  richiesta  del
Ministro,  degli  atti attinenti ai poteri di vigilanza, di diffida e
sostitutivi  nei  confronti  delle  pubbliche  amministrazioni  e dei
m)  coordina le attivita’ in materia di pianificazione finanziaria
strategica,  di  politiche  di  coesione comunitaria e programmazione
regionale  unitaria  operando  in  raccordo con le direzioni generali
nelle  materie  di  rispettiva  competenza  anche  per gli accordi di
programma  quadro  e per le intese istituzionali di programma nonche’
per  gli  affari  di competenza del Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE);
n)  in  raccordo  con  gli  uffici  di  diretta collaborazione del
Ministro,   esercita  le  funzioni  di  promozione,  coordinamento  e
gestione  dei  rapporti del Ministero con soggetti privati e pubblici
di livello sovranazionale ed internazionale, con particolare riguardo
agli  organi  competenti  dell’Unione europea, al Consiglio d’Europa,
all’UNESCO,  all’Organizzazione  per  la  cooperazione  e lo sviluppo
economico  (OCSE),  all’Organizzazione  delle  Nazioni  Unite  (ONU),
avvalendosi  delle  direzioni  generali  nella  materie di rispettiva
o) fornisce supporto al Ministro per la partecipazione al Comitato
interministeriale  per  gli  affari comunitari europei (CIACE) di cui
all’articolo 2 della legge 4 febbraio 2005, n. 11;
p)  nel caso di competenza concorrente di piu’ direzioni generali,
coordina  le  azioni  del Ministero in materia di danno ambientale al
fine  di  assicurare  l’uniformita’  dei  criteri  di individuazione,
accertamento   e  quantificazione  del  danno  in  ambito  di  tutela
preventiva e risarcitoria;
q)  assicura il coordinamento delle attivita’ di ricerca, studio e
elaborazione    statistica   in   materia   ambientale,   avvalendosi
dell’ISPRA.
3. Il Segretariato generale si articola in cinque uffici di livello
dirigenziale  non  generale  e  costituisce centro di responsabilita’
amministrativa  ai  sensi  dell’articolo  3 del decreto legislativo 7
agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.
– Si riporta il testo dei commi 3 e 5-bis, dell’art. 19,
del citato decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165:
«3.  Gli  incarichi di Segretario generale di ministeri,
gli  incarichi di direzione di strutture articolate al loro
Repubblica,   previa   deliberazione   del   Consiglio  dei
ministri,  su proposta del Ministro competente, a dirigenti
della  prima  fascia  dei  ruoli  di cui all’art. 23 o, con
contratto  a tempo determinato, a persone in possesso delle
specifiche qualita’ professionali richieste dal comma 6.
5-bis.  Gli  incarichi  di cui ai commi da 1 a 5 possono
essere  conferiti,  da  ciascuna  amministrazione, entro il
limite  del  10  per  cento  della  dotazione  organica dei
dirigenti  appartenenti  alla prima fascia dei ruoli di cui
all’art.  23  e del 5 per cento della dotazione organica di
quelli  appartenenti alla seconda fascia, anche a dirigenti
non  appartenenti  ai  ruoli  di  cui  al medesimo art. 23,
comma   2,   ovvero   di   organi   costituzionali,  previo
collocamento  fuori  ruolo, comando o analogo provvedimento
secondo i rispettivi ordinamenti.».
-Per  il  testo  del  comma  1, dell’art. 37, del citato
decreto  legislativo  30  luglio 1999, n. 300, si vedano le
–  Si  riporta  il testo dell’art. 6, del citato decreto
«Art.  6 (Il segretario generale). – 1. Nei Ministeri in
cui  le  strutture  di  primo  livello  sono  costituite da
direzioni  generali  puo’  essere  istituito  l’ufficio del
segretario  generale. Il segretario generale, ove previsto,
opera  alle  dirette  dipendenze  del Ministro. Assicura il
coordinamento    dell’azione    amministrativa,    provvede
all’istruttoria  per  l’elaborazione  degli indirizzi e dei
programmi di competenza del Ministro, coordina gli uffici e
le  attivita’ del Ministero, vigila sulla loro efficienza e
rendimento e ne riferisce periodicamente al Ministro.».
– Si riporta il testo della lettera f), dell’art. 1, del
citato  decreto  del  Presidente della Repubblica 14 maggio
2007, n. 90:
«Art.  1 (Conferenza degli organismi esistenti). – 1. Ai
sensi dell’art. 29, commi 1 e 4, del decreto-legge 4 luglio
agosto  2006,  n.  248,  sono  confermati  e  continuano ad
operare i seguenti organismi, istituiti presso il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare:
«f)  Comitato  per  la  comunicazione ambientale di cui
all’art. 6 della legge 31 luglio 2002, n. 179; ».
–  Si riporta il testo dell’art. 8, della legge 7 giugno
2000,  n.  150,  recante  «Disciplina  delle  attivita’  di
informazione    e    di   comunicazione   delle   pubbliche
amministrazioni»,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale 13
giugno 2000, n. 136:
«Art. 8 (Ufficio per le relazioni con il pubblico). – 1.
L’attivita’  dell’ufficio  per le relazioni con il pubblico
e’ indirizzata ai cittadini singoli e associati.
2.  Le  pubbliche  amministrazioni, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, provvedono,
nell’esercizio  della  propria potesta’ regolamentare, alla
ridefinizione  dei  compiti  e  alla riorganizzazione degli
uffici  per le relazioni con il pubblico secondo i seguenti
a)  garantire  l’esercizio dei diritti di informazione,
di  accesso  e di partecipazione di cui alla legge 7 agosto
1990, n. 241, e successive modificazioni;
b)  agevolare  l’utilizzazione  dei  servizi offerti ai
cittadini,    anche    attraverso   l’illustrazione   delle
disposizioni  normative  e amministrative, e l’informazione
sulle   strutture   e  sui  compiti  delle  amministrazioni
c) promuovere l’adozione di sistemi di interconnessione
telematica e coordinare le reti civiche;
d)  attuare,  mediante  l’ascolto  dei  cittadini  e la
comunicazione   interna,   i  processi  di  verifica  della
qualita’  dei servizi e di gradimento degli stessi da parte
e)  garantire  la  reciproca informazione fra l’ufficio
per  le  relazioni  con  il  pubblico  e le altre strutture
operanti  nell’amministrazione,  nonche’ fra gli uffici per
le relazioni con il pubblico delle varie amministrazioni.
3.  Negli  uffici  per  le  relazioni  con  il  pubblico
l’individuazione   e   la   regolamentazione   dei  profili
professionali    sono    affidate    alla    contrattazione
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  2,  della  legge 4
febbraio   2005,  n.  11,  recante  «Norme  generali  sulla
obblighi  comunitari.»  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
15 febbraio 2005, n. 37:
«Art.  2  (Comitato  interministeriale  per  gli  affari
comunitari  europei).  –  1. Al fine di concordare le linee
politiche  del  Governo  nel  processo  di formazione della
posizione italiana nella fase di predisposizione degli atti
comunitari   e  dell’Unione  europea  e  di  consentire  il
puntuale  adempimento  dei  compiti  di  cui  alla presente
legge,  e’ istituito presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri  il  Comitato  interministeriale  per  gli  affari
comunitari  europei  (CIACE), che e’ convocato e presieduto
dal  Presidente  del  Consiglio dei Ministri o dal Ministro
per  le  politiche  comunitarie  e  al quale partecipano il
Ministro  degli  affari  esteri, il Ministro per gli affari
regionali  e  gli  altri  Ministri  aventi competenza nelle
materie   oggetto   dei  provvedimenti  e  delle  tematiche
inseriti all’ordine del giorno.
2. Alle riunioni del CIACE, quando si trattano questioni
che  interessano  anche  le regioni e le province autonome,
possono   chiedere   di  partecipare  il  presidente  della
Conferenza  dei  presidenti  delle regioni e delle province
autonome  di Trento e di Bolzano o un presidente di regione
o  di  provincia autonoma da lui delegato e, per gli ambiti
di   competenza  degli  enti  locali,  i  presidenti  delle
associazioni rappresentative degli enti locali.
3.  Il  CIACE svolge i propri compiti nel rispetto delle
competenze  attribuite  dalla Costituzione e dalla legge al
Parlamento,  al  Consiglio  dei  Ministri e alla Conferenza
4.  Per la preparazione delle proprie riunioni, il CIACE
si  avvale  di  un  comitato  tecnico  permanente istituito
presso   il  Dipartimento  per  le  politiche  comunitarie,
coordinato  e  presieduto  dal  Ministro  per  le politiche
comunitarie  o da un suo delegato. Di tale comitato tecnico
fanno  parte  direttori  generali  o  alti  funzionari  con
qualificata   specializzazione  in  materia,  designati  da
ognuna   delle   amministrazioni  del  Governo.  Quando  si
trattano  questioni  che  interessano anche le regioni e le
province  autonome,  il  comitato  tecnico, integrato dagli
assessori   regionali   competenti   per   le   materie  in
trattazione  o loro delegati, e’ convocato e presieduto dal
Ministro  per  le  politiche comunitarie, in accordo con il
Ministro  per  gli  affari  regionali, presso la Conferenza
province  autonome di Trento e di Bolzano. Il funzionamento
del   CIACE   e   del   comitato  tecnico  permanente  sono
disciplinati,  rispettivamente,  con decreto del Presidente
del  Consiglio  dei Ministri e con decreto del Ministro per
le politiche comunitarie.
4-bis.   Al   fine   del  funzionamento  del  CIACE,  la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il
coordinamento  delle  politiche comunitarie potra’ valersi,
entro  un contingente massimo di venti unita’, di personale
appartenente  alla  terza  area o qualifiche equiparate, in
posizione  di comando proveniente da altre amministrazioni,
al  quale  si  applica  la disposizione di cui all’art. 17,
comma  14,  della  legge  15  maggio  1997,  n. 127, scelto
prioritariamente  tra  coloro che hanno maturato un periodo
di  servizio  di  almeno due anni, o in qualita’ di esperto
nazionale  distaccato  presso  le  istituzioni  dell’Unione
europea,  o  presso  organismi dell’Unione europea ai sensi
dell’art. 32 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Nell’ambito  del  predetto  contingente,  il  numero  delle
unita’  di personale viene stabilito entro il 31 gennaio di
ogni  anno,  nel  limite  massimo delle risorse finanziarie
disponibili   presso   la   Presidenza  del  Consiglio  dei
5.  Dall’attuazione  del  presente  articolo  non devono
–   Si   riporta  il  testo  dell’art.  3,  del  decreto
legislativo  7 agosto 1997, n. 279, recante «Individuazione
delle unita’ previsionali di base del bilancio dello Stato,
riordino  del sistema di tesoreria unica e ristrutturazione
del  rendiconto  generale  dello  Stato.», pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  22  agosto  1997, n. 195, (supplemento
«Art.  3  (Gestione  del bilancio). – 1. Contestualmente
all’entrata  in  vigore  della  legge  di  approvazione del
bilancio  il  Ministro  del  tesoro,  del  bilancio e della
programmazione economica, con proprio decreto, d’intesa con
le  amministrazioni  interessate,  provvede  a ripartire le
unita’  previsionali  di  base  in  capitoli, ai fini della
gestione e della rendicontazione.
2.  I  Ministri,  entro dieci giorni dalla pubblicazione
della   legge   di   bilancio,  assegnano,  in  conformita’
dell’art.  14  del  citato  decreto  legislativo 3 febbraio
1993,  n. 29, e successive modificazioni e integrazioni, le
risorse  ai  dirigenti  generali  titolari  dei  centri  di
responsabilita’  delle  rispettive  amministrazioni, previa
definizione  degli  obiettivi che l’amministrazione intende
perseguire  e  indicazione  del  livello dei servizi, degli
interventi   e   dei   programmi   e   progetti  finanziati
nell’ambito  dello  stato  di  previsione.  Il  decreto  di
assegnazione  delle  risorse  e’ comunicato alla competente
ragioneria  anche ai fini della rilevazione e del controllo
dei costi, e alla Corte dei conti.
3.   Il   titolare   del   centro   di   responsabilita’
amministrativa  e’  il  responsabile  della  gestione e dei
risultati   derivanti  dall’impiego  delle  risorse  umane,
finanziarie e strumentali assegnate.
4.  Il  dirigente  generale  esercita autonomi poteri di
spesa   nell’ambito   delle   risorse   assegnate,   e   di
acquisizione  delle  entrate;  individua i limiti di valore
delle  spese  che  i  dirigenti  possono impegnare ai sensi
dell’art.  16  del  decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, e successive modificazioni ed integrazioni.
5.  Variazioni  compensative possono essere disposte, su
proposta  del  dirigente generale responsabile, con decreti
del  Ministro  competente, esclusivamente nell’ambito della
medesima   unita’   previsionale  di  base.  I  decreti  di
variazione    sono    comunicati,    anche   con   evidenze
informatiche,  al Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione  economica  per  il tramite della competente
ragioneria,    nonche’    alle   Commissioni   parlamentari
competenti e alla Corte dei conti.».
Direzione  generale  per  la  tutela  del  territorio e delle risorse
1.  La  Direzione  generale  per  la  tutela del territorio e delle
risorse  idriche si articola in 12 uffici di livello dirigenziale non
generale  e  svolge  le  funzioni  di  competenza  del  Ministero nei
a)   indirizzo   e   coordinamento   delle  misure  relative  alla
definizione  degli  obiettivi  qualitativi  e  quantitativi dei corpi
idrici  e  individuazione  delle  misure  volte  alla  prevenzione  e
riduzione  dell’inquinamento  e  risanamento dei corpi idrici nonche’
realizzazione  degli  interventi  per  l’eliminazione  delle sostanze
b)  definizione, indirizzo e coordinamento delle misure volte alla
salvaguardia  e  al risanamento di aree che necessitano di interventi
specifici  per  la  presenza  di  valori  naturalistici, di peculiari
caratteristiche   geomorfologiche   ovvero  di  aree  che  presentano
pressioni  antropiche,  con  particolare  riferimento  alla laguna di
Venezia   e  al  suo  bacino  scolante,  alle  aree  sensibili,  zone
vulnerabili e aree di salvaguardia;
c)  definizione  delle  direttive  per il censimento delle risorse
idriche    per    la   disciplina   dell’economia   idrica,   nonche’
individuazione  di  metodologie  generali  e  criteri  relativi  alla
razionale   utilizzazione   delle   risorse  idriche;  supporto  alle
attivita’  del  Comitato  per  la  vigilanza  sull’uso  delle risorse
d)  formulazione  delle proposte, sentita la Conferenza permanente
per  i  rapporti  Stato-regioni, ai fini dell’adozione di indirizzi e
criteri  per  lo  svolgimento  del  servizio di polizia idraulica, di
navigazione  interna  e per la realizzazione, gestione e manutenzione
delle opere, degli impianti e la conservazione dei beni;
e)  monitoraggio  delle  attivita’  delle Autorita’ d’ambito e dei
gestori del servizio idrico integrato, dei relativi piani e progetti,
nonche’    promozione    del    completamento    dei    sistemi    di
approvvigionamento   idrico,   di  distribuzione,  di  fognatura,  di
collettamento, di depurazione e di riutilizzo delle acque reflue;
f)  definizioni  dei criteri generali in materia di derivazioni di
acqua,  nonche’ svolgimento delle attivita’ di competenza relative ai
trasferimenti d’acqua che interessino il territorio di piu’ regioni e
piu’  distretti idrografici e delle attivita’ connesse al rilascio di
concessioni  di  grandi  derivazioni  per  i  vari  usi di competenza
statale,  derivazioni da fiumi internazionali e sovracanoni da bacini
imbriferi montani;
g) supporto alla partecipazione del Ministro agli organi afferenti
alle   Autorita’   di   bacino  di  rilievo  nazionale;  indirizzo  e
coordinamento  dell’attivita’  dei rappresentanti del Ministero negli
organismi  tecnici  delle  Autorita’  di  bacino e monitoraggio delle
misure di salvaguardia e dei piani adottati;
h)  definizione  dei  criteri  generali e delle metodologie per la
gestione  integrata dei rifiuti, nonche’ monitoraggio dell’adozione o
attuazione  dei  piani  regionali  di gestione dei rifiuti e supporto
alle attivita’ dell’Albo nazionale dei gestori ambientali;
i)   promozione   e   sviluppo   della  raccolta  differenziata  e
individuazione  delle  iniziative  atte a favorire il riciclaggio, il
recupero  di  energia  e  il  mercato  dei  materiali  recuperati dai
rifiuti,  nonche’  individuazione  di misure volte alla prevenzione e
riduzione  della  produzione  e della pericolosita’ dei rifiuti e dei
rischi  di  inquinamento;  supporto  all’attivita’  dell’Osservatorio
nazionale dei rifiuti;
l) individuazione di flussi omogenei di produzione dei rifiuti con
piu’  elevato  impatto ambientale che presentano maggiori difficolta’
di   smaltimento  o  particolari  possibilita’  di  recupero  nonche’
indirizzo  e  coordinamento  delle  relative  attivita’  di gestione;
supporto  ai  Comitati  sulla  gestione dei RAEE e sulla vigilanza in
materia di riciclo di pile ed accumulatori;
m)   individuazione,   di   concerto   con   l’ISPRA  e  le  altre
amministrazioni  ed  enti  competenti,  di  misure  per  la  corretta
gestione  dei rifiuti radioattivi e delle scorie nucleari nonche’ per
la  protezione da radiazioni ionizzanti ad essi collegate, prevedendo
particolari   interventi  per  la  prevenzione  e  l’eliminazione  di
situazioni  di  pericolo  nonche’  per  la  messa  in sicurezza ed il
risanamento dei siti;
n)   definizione   dei   criteri  per  l’individuazione  dei  siti
inquinati,  per  la  messa in sicurezza, per la caratterizzazione, la
bonifica e il ripristino ambientale dei siti;
o)  definizione,  programmazione ed attuazione degli interventi di
bonifica  dei  siti  di  interesse nazionale e dei siti di preminente
interesse pubblico per la riconversione industriale;
p) previsione e prevenzione dei fenomeni di dissesto e delle crisi
nelle  materie di competenza, nonche’ programmazione, finanziamento e
controllo  degli  interventi ai fini della mitigazione permanente dei
rischi  conseguenti,  e  dello  sviluppo  sostenibile  dei  territori
q)  identificazione,  d’intesa  con  la  Direzione generale per la
protezione   della  natura  e  del  mare,  delle  linee  fondamentali
dell’assetto  del  territorio  nazionale  con  riferimento  ai valori
naturali e ambientali e alla difesa del suolo anche in relazione alle
trasformazioni  territoriali  recate  dall’articolazione  delle  reti
infrastrutturali e dalle opere di competenza statale;
r)  determinazione  dei  criteri,  metodi  e standard di raccolta,
elaborazione  e  consultazione  dei dati, definizione di modalita’ di
coordinamento  e di collaborazione con il Servizio geologico d’Italia
presso  l’ISPRA  e  gli  altri soggetti pubblici operanti nel settore
della  difesa  del  suolo,  anche ai fini della predisposizione della
relazione   sull’uso   del  suolo  e  sulle  condizioni  dell’assetto
idrogeologico  e  delle  relazioni  sullo  stato  di  attuazione  dei
programmi triennali di intervento;
s)  esercizio delle competenze previste dalla legislazione in tema
di  monitoraggio  e  vigilanza  sulla costruzione e sull’esercizio di
elettrodotti di competenza statale;
t)  coordinamento  dei  sistemi cartografici per la tutela e l’uso
del territorio e delle acque;
u)    attuazione    della    Convenzione    internazionale   sulla
desertificazione e la siccita’ e di ogni altro accordo internazionale
nelle materie di competenza della Direzione;
v)  monitoraggio  e  controllo  degli  interventi  sviluppati  per
superare situazioni di crisi nelle materie di competenza, in raccordo
con  il  Dipartimento  della  protezione  civile della Presidenza del
z)  funzioni, nelle materie di competenza, relative alle azioni di
prevenzione,  alle attivita’ di ripristino ambientale, al risanamento
ambientale  e alla quantificazione del danno ambientale anche al fine
di garantire l’azione risarcitoria.
1.  La Direzione generale per la protezione della natura e del mare
si articola in 7 uffici di livello dirigenziale non generale e svolge
le funzioni di competenza del Ministero nei seguenti ambiti:
a)  istituzione,  conservazione e valorizzazione sostenibile delle
aree protette terrestri e marine;
b)  predisposizione  della  relazione al Parlamento sullo stato di
attuazione della legge quadro sulle aree protette e sul funzionamento
e i risultati della gestione dei parchi nazionali;
c)  esercizio  della  vigilanza sulla gestione delle aree protette
terrestri e marine;
d)  iniziative  volte  a  garantire la conservazione e la corretta
gestione  della  Rete Natura 2000 di cui alla direttiva 92/43/CEE del
Consiglio, del 21 maggio 1992;
e)  coordinamento  delle attivita’ inerenti alla predisposizione e
all’aggiornamento  della  Carta  della  natura  ai  sensi della legge
quadro sulle aree protette;
f)   individuazione   delle  linee  fondamentali  di  assetto  del
territorio,  d’intesa,  per  quanto  di  competenza, con la Direzione
generale  per  la  tutela  del territorio e delle risorse idriche, al
fine della tutela degli ecosistemi terrestri e marini;
g)  conoscenza  e  monitoraggio  dello  stato della biodiversita’,
terrestre  e marina, con la definizione di linee guida di indirizzo e
la predisposizione e l’aggiornamento della Strategia nazionale per la
biodiversita’;
h)   coordinamento  delle  attivita’  amministrative,  tecniche  e
scientifiche   in  materia  di  biosicurezza  e  di  biotecnologie  e
monitoraggio   delle   immissioni   nell’ambiente   degli   organismi
geneticamente  modificati  nonche’ predisposizione del piano generale
per le attivita’ di vigilanza;
i)  iniziative  volte  alla  salvaguardia  delle specie di flora e
fauna  terrestri  e marine con particolare riguardo alla tutela delle
foreste   promuovendo   la   gestione  sostenibile  degli  ecosistemi
l) attuazione della Convenzione sul commercio internazionale delle
specie  animali  e  vegetali  in via di estinzione (CITES), firmata a
Washington  il  3 marzo 1973 e ratificata con legge 19 dicembre 1975,
n.  874,  delle  Convenzioni  UNESCO per la protezione del patrimonio
materiale ed immateriale dell’umanita’, nonche’ di ogni altro accordo
internazionale   relativo   alla  protezione  della  natura  e  della
m)  esercizio  delle  competenze  previste  dalla  legislazione in
materia  di  cave  e  torbiere  in relazione alla loro compatibilita’
ambientale  con  particolare riferimento al controllo di legittimita’
sulle autorizzazioni paesaggistiche;
n)  coordinamento  delle  attivita’  di  monitoraggio  dello stato
p)  attuazione  della  Convenzione  di  Barcellona e di ogni altro
accordo   internazionale   per  la  tutela,  la  conservazione  e  la
salvaguardia  del  Mare  Mediterraneo, anche in collaborazione con le
q)  promozione della sicurezza in mare con particolare riferimento
al rischio di rilascio di inquinanti in ambiente marino;
r)  programmazione,  coordinamento ed attuazione degli interventi
in   caso   di   inquinamento  marino  e  valutazione  degli  effetti
conseguenti all’esecuzione dei piani e progetti;
s)  autorizzazione  agli scarichi in mare da nave, aeromobili o da
piattaforma  nonche’ alla movimentazione dei fondali marini derivante
dall’attivita’  di  posa  in mare di cavi e condotte facenti parte di
reti  energetiche  di  interesse nazionale, o di connessione con reti
energetiche di altri Stati;
t)  monitoraggio  e  controllo  degli  interventi  sviluppati  per
con il Dipartimento della protezione civile;
u)  funzioni, nelle materie di competenza, relative alle azioni di
–  La  direttiva  92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio
1992, (relativa alla conservazione degli habitat naturali e
seminaturali  e  della  flora  e della fauna selvatiche) e’
pubblicata nella G.U.C.E. 22 luglio 1992, n. L 206.
–  La  legge 19 dicembre 1975, n. 874, recante «Ratifica
ed    esecuzione    della    convenzione    sul   commercio
internazionale  delle  specie  animali e vegetali in via di
estinzione,  firmata  a  Washington  il  3  marzo  1973» e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 1976, n. 49
Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’ energia
1.  La  Direzione  generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e
l’energia  si  articola  in  7  uffici  di  livello  dirigenziale non
a)  promozione  dei  programmi  e  dei  progetti  per  lo sviluppo
sostenibile  anche  in  collaborazione  con  enti  e associazioni che
operano nel campo della tutela ambientale;
b)  promozione di iniziative per l’occupazione in campo ambientale
e  di  accordi  volontari  con  imprese  singole  o  associate per il
perseguimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile;
c)  promozione  della  ricerca  e  dell’innovazione tecnologica in
campo   ambientale,   con   particolare  riferimento  ai  cambiamenti
climatici,  alle  energie  rinnovabili  e all’energia nucleare, anche
relativamente ai profili della sicurezza nucleare;
d)  individuazione  di  strategie di intervento idonee a governare
gli  effetti  dei  cambiamenti  climatici  sia sotto il profilo della
mitigazione che sotto quello dell’adattamento;
e)   promozione   delle   iniziative   finalizzate  allo  sviluppo
sostenibile   del   sistema   energetico  nazionale  con  particolare
riferimento  alla  riduzione  delle  emissioni  di  gas  serra e alla
incentivazione delle fonti di energie rinnovabili;
f)  individuazione,  per  quanto di competenza e in collaborazione
con  le  altre Amministrazioni competenti, delle opzioni maggiormente
sostenibili  in  materia  di  consumi  energetici  e  dell’efficienza
energetica,  anche  in  relazione  alla  promozione  dell’aumento del
consumo di elettricita’ da fonti rinnovabili;
g)  coordinamento,  per  quanto di competenza ed in collaborazione
con    le   altre   Amministrazioni   competenti,   delle   attivita’
dell’Osservatorio   nazionale   sulle   fonti   rinnovabili   di  cui
all’articolo 16 del decreto legislativo del 29 dicembre 2003, n. 387;
h)  incentivazione  degli investimenti per lo sviluppo delle fonti
di energie rinnovabili, per quanto di competenza ed in collaborazione
con  le  altre  Amministrazioni  competenti,  anche in relazione alla
Strategia   energetica   nazionale   di   cui   all’articolo   7  del
i)  individuazione  dei requisiti della prestazione energetica per
l’edilizia  e  promozione  di iniziative di cooperazione con le altre
Amministrazioni competenti nonche’ monitoraggio dell’attuazione della
legislazione   di  settore  anche  ai  fini  dell’integrazione  della
relazione annuale sul Piano energetico nazionale;
l)  individuazione,  per  quanto di competenza e in collaborazione
sostenibili nel settore dei trasporti, anche attraverso la promozione
di nuove tecnologie e di politiche per la mobilita’ sostenibile;
m)   attuazione   della   Convenzione   delle  Nazioni  Unite  sui
cambiamenti  climatici e del relativo protocollo di Kyoto, attuazione
del   protocollo   di   Montreal   per   la   protezione   dell’ozono
stratosferico,  nonche’  di  ogni  altro accordo internazionale nelle
materie di competenza;
n)  predisposizione  della  relazione  al  Parlamento  sullo stato
dell’Ambiente e del reporting in materia ambientale;
o) contabilita’ e fiscalita’ ambientale;
p)  supporto al Segretario generale nell’azione di coordinamento e
di  gestione  dei  rapporti  del  Ministero  con  soggetti  privati e
pubblici di livello sovranazionale ed internazionale, con particolare
riguardo     agli     organi    competenti    dell’Unione    europea,
all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)
e all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU);
q) supporto al Segretario generale nelle materie di competenza del
comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE);
s)  funzioni, nelle materie di competenza, relative alle azioni di
–   Si   riporta  il  testo  dell’art.  16  del  decreto
legislativo  29  dicembre 2003, n. 387, recante «Attuazione
della   direttiva   2001/77/CE   relativa  alla  promozione
dell’energia   elettrica   prodotta  da  fonti  energetiche
rinnovabili   nel   mercato   interno  dell’elettricita’.»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 gennaio 2004, n. 25,
(supplemento ordinario):
«Art. 16 (Osservatorio nazionale sulle fonti rinnovabili
e  l’efficienza  negli  usi  finali  dell’energia). – 1. E’
istituito  l’Osservatorio nazionale sulle fonti rinnovabili
e    l’efficienza    negli    usi    finali   dell’energia.
L’Osservatorio,   svolge   attivita’   di   monitoraggio  e
consultazione  sulle  fonti  rinnovabili  e sull’efficienza
negli usi finali dell’energia, allo scopo di:
a)  verificare la coerenza tra le misure incentivanti e
normative promosse a livello statale e a livello regionale;
b)  effettuare  il  monitoraggio  delle  iniziative  di
sviluppo del settore;
c)  valutare  gli  effetti  delle  misure  di sostegno,
nell’ambito  delle  politiche  e  misure  nazionali  per la
riduzione delle emissioni dei gas serra;
e)  effettuare periodiche audizioni degli operatori del
f)   proporre  le  misure  e  iniziative  eventualmente
necessarie per migliorare la previsione dei flussi di cassa
dei  progetti  finalizzati alla costruzione e all’esercizio
di  impianti  alimentati da fonti rinnovabili e di centrali
g)   proporre  le  misure  e  iniziative  eventualmente
necessarie  per  salvaguardare  la  produzione  di  energia
elettrica  degli  impianti alimentati a biomasse e rifiuti,
degli   impianti   alimentati   da  fonti  rinnovabili  non
programmabili   e   degli   impianti  alimentati  da  fonti
rinnovabili   di  potenza  inferiore  a  10  MVA,  prodotta
successivamente  alla scadenza delle convenzioni richiamate
all’art. 13, commi 2 e 3, ovvero a seguito della cessazione
del diritto ai certificati verdi.
2.  L’Osservatorio  di cui al comma 1 e’ composto da non
piu’   di   venti   esperti  della  materia  di  comprovata
3. Con decreto del Ministro delle attivita’ produttive e
del  Ministro  dell’ambiente e della tutela del territorio,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e
degli affari regionali, sentita la Conferenza unificata, da
emanarsi  entro  sessanta  giorni  dalla data di entrata in
vigore  del  presente  decreto legislativo, sono nominati i
membri l’Osservatorio e ne sono organizzate le attivita’.
4.  Il  decreto  stabilisce  altresi’  le  modalita’  di
partecipazione   di   altre   amministrazioni   nonche’  le
modalita’  con  le  quali  le  attivita’ di consultazione e
monitoraggio  sono  coordinate con quelle eseguite da altri
organismi di consultazione operanti nel settore energetico.
5.  I  membri  dell’Osservatorio durano in carica cinque
anni  dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al
6.  Le  spese  per  il  funzionamento dell’Osservatorio,
trovano  copertura,  nel  limite  massimo  di  750.000 Euro
all’anno,  aggiornato  annualmente in relazione al tasso di
inflazione,  sulle  tariffe  per  il trasporto dell’energia
elettrica,  secondo  modalita’ stabilite dall’Autorita’ per
l’energia  elettrica e il gas, fatta salva la remunerazione
del  capitale  riconosciuta  al  Gestore  della  rete dalla
regolazione  tariffaria  in  vigore,  entro  novanta giorni
dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente decreto
legislativo.    L’esatta    quantificazione   degli   oneri
finanziari   di   cui   al  presente  comma  e’  effettuata
nell’ambito del decreto di cui al comma 3.
7.  Dall’attuazione  del  presente articolo non derivano
nuovi  o  maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Fermo
restando  quanto  previsto  al  comma 6, le amministrazioni
provvedono ai relativi adempimenti con le strutture fisiche
disponibili.».
–   Si   riporta   il  testo  dell’art.  7,  del  citato
«Art. 7 (Strategia energetica nazionale). – 1. Entro sei
mesi  dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
il  Consiglio  dei Ministri, su proposta del Ministro dello
sviluppo  economico,  definisce  la  «Strategia  energetica
nazionale»,  che  indica  le  priorita’  per il breve ed il
lungo   periodo  e  reca  la  determinazione  delle  misure
necessarie  per  conseguire, anche attraverso meccanismi di
b)   miglioramento  della  competitivita’  del  sistema
energetico  nazionale e sviluppo delle infrastrutture nella
c)  promozione  delle  fonti  rinnovabili  di energia e
d)  realizzazione  nel territorio nazionale di impianti
d-bis)  promozione della ricerca sul nucleare di quarta
e)  incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo
nel   settore   energetico   e  partecipazione  ad  accordi
f)  sostenibilita’  ambientale nella produzione e negli
usi  dell’energia,  anche  ai  fini  della  riduzione delle
2.  Ai  fini della elaborazione della proposta di cui al
comma  1,  il  Ministro  dello  sviluppo economico convoca,
d’intesa  con  il Ministro dell’ambiente e della tutela del
4.  Dall’attuazione  del  presente  articolo  non devono
1.  La Direzione generale per le valutazioni ambientali si articola
in 5 uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le funzioni
di competenza del Ministero nei seguenti ambiti:
a)    adempimenti    amministrativi   volti   a   consentire,   in
collaborazione  con le altre Direzioni generali, l’espletamento delle
procedure   di   valutazione  di  impatto  ambientale  (VIA  e  VAS),
assicurando   l’attivita’   necessaria  per  il  funzionamento  della
Commissione del Ministero, con esclusione delle valutazioni di merito
e nel rispetto dell’autonomia tecnica della medesima;
b) coordinamento delle attivita’ a supporto della commissione IPPC
finalizzata  al  rilascio  dell’autorizzazione  integrata  ambientale
(AIA);
c)   coordinamento   delle   attivita’   di   studio,   ricerca  e
sperimentazione tecnico-scientifica in materia di impatto ambientale,
avvalendosi dell’ISPRA;
d) supporto tecnico e amministrativo per la concertazione di piani
e  programmi  di  settore,  di  competenza di altre amministrazioni a
carattere  nazionale,  regionale  e  locale, con rilevanza di impatto
e)  attivita’ di competenza relative al riconoscimento del marchio
Ecolabel  e  ai  processi  di  adesione  al  sistema  comunitario  di
ecogestione  ed  audit  (EMAS) nonche’ alla promozione dei sistemi di
gestione   ambientale,   ivi   compresa  la  promozione  del  marchio
f)  funzioni  di  regolazione e controllo in materia di rischio di
incidente rilevante e di AIA, in raccordo con gli Enti territoriali;
g)  adozione  di  misure  volte  a  garantire l’applicazione della
normativa  in  materia  di  prodotti  fitosanitari, sostanze chimiche
pericolose   e  biocidi,  di  intesa  con  le  altre  Amministrazioni
h)  esercizio  delle  competenze  previste  dalla  legislazione in
materia  di  sostenibilita’  ambientale dei consumi nel settore della
pubblica  amministrazione («acquisti pubblici verdi») e supporto alla
relativa pianificazione, nonche’ in materia di politiche integrate di
i)   prevenzione   e   protezione  dall’inquinamento  atmosferico,
acustico   e   da  campi  elettromagnetici  nonche’  esercizio  delle
competenze  previste dalla legislazione in materia di rischi dovuti a
l)   fissazione   dei   limiti  massimi  di  accettabilita’  della
concentrazione  e  dei  limiti  massimi  di  esposizione  relativi ad
inquinamenti  atmosferici  di  natura  chimica,  fisica  e biologica,
nonche’ dei medesimi limiti riferiti agli ambienti di lavoro;
m)  funzioni, nelle materie di competenza, relative alle azioni di
1.  La  Direzione generale degli affari generali e del personale si
articola in 8 uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le
funzioni di competenza del Ministero nei seguenti ambiti:
a)  affari generali, reclutamento, formazione, riqualificazione ed
aggiornamento professionale del personale del Ministero;
c)  predisposizione  degli atti concernenti lo stato di previsione
della   spesa   del   Ministero   e   di  quelli  necessari  ai  fini
dell’adempimento degli obblighi di rendicontazione e comunicazione in
ordine alla gestione del bilancio;
d)  gestione della posizione di stato e del trattamento economico,
compresa  la  liquidazione  delle  relative  missioni, dei componenti
degli   organi   collegiali  di  consulenza  tecnico-scientifica  del
e)   tenuta   dei  ruoli  della  dirigenza  e  del  personale  non
dirigenziale, della matricola e dei fascicoli personali;
g) predisposizione dei provvedimenti e degli adempimenti a valenza
generale  di  cui alla vigente normativa in materia di protezione dei
i)  politiche  per  il  benessere  organizzativo  e  per  le  pari
opportunita’ nella gestione del personale;
l) gestione del contenzioso per le fattispecie di competenza della
Direzione generale e supporto alle altre direzioni generali ed uffici
ministeriali per le materie rientranti nella competenza degli stessi;
m)  ufficio  cassa,  gestione  dei beni patrimoniali e ufficio del
consegnatario;
n) acquisizione di beni e servizi nonche’ gestione unificata delle
spese  di  carattere  strumentale  anche  attraverso l’utilizzo delle
procedure elettroniche di acquisto;
o)  amministrazione  e  manutenzione degli spazi e delle superfici
interne  ed  esterne  di  pertinenza  del  Ministero  con  i relativi
p)  svolgimento,  in  qualita’  di  datore  di lavoro, di tutte le
funzioni  connesse alla prevenzione, igiene e sicurezza dei luoghi di
lavoro nonche’ alla tutela della salute dei lavoratori secondo quanto
previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
q)  gestione  e  sviluppo  dell’informatica di servizio e relativi
rapporti  con  il  Centro nazionale per l’informatica per la pubblica
amministrazione (CNIPA); presidio della sicurezza informatica;
r)  supporto al Segretario generale per l’esercizio della funzione
di vigilanza sugli enti individuati dalla legislazione vigente;
– Il  decreto  legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante
«Attuazione  dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123,
in  materia  di  tutela  della salute e della sicurezza nei
luoghi  di lavoro.», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
30 aprile 2008, n. 101, (supplemento ordinario).
1.  Nell’ambito  del  Ministero  operano  gli  organismi  di cui al
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, in
conformita’ a quanto previsto dal comma 4 del presente articolo.
2. Presso il Ministero opera, ai sensi dell’articolo 20 della legge
31  luglio 2002, n. 179, il reparto ambientale marino del Corpo delle
3.  Per  lo  svolgimento delle funzioni attribuite al Ministero, il
Ministro  si avvale, ai sensi dell’articolo 8, comma 4, della legge 8
luglio 1986, n. 349:
a) del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente (CCTA);
d)  dei  reparti  del Corpo della guardia di finanza e dei reparti
delle forze di polizia, previa intesa con i Ministri competenti.
4.  In  sede  di prima applicazione del presente regolamento, ferme
restando  le  iniziative  di  riordino  degli organismi collegiali ai
sensi  dell’articolo  68  del  decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e
dell’articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  4  agosto  2006, n. 248, la durata
dell’incarico  dei componenti degli organismi di cui agli articoli 1,
3,  4, 5, 7 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio
2007,  n.  90,  cessa  alla  data  di  entrata in vigore del presente
regolamento e, con proprio decreto, il Ministro dell’ambiente e della
tutela  del  territorio  e  del  mare  procede  alla nomina dei nuovi
componenti,  che  restano in carica non oltre la scadenza del termine
di  cui  all’articolo  12,  comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 14 maggio 2007, n. 90. Gli organismi di cui all’articolo 7
del   decreto-legge   23   maggio   2008,   n.  90,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  14 luglio 2008, n. 123, all’articolo 28
del   decreto-legge   25   giugno   2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e all’articolo 161
del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152, come modificato
dall’articolo   9-bis  del  decreto-legge  28  aprile  2009,  n.  39,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 24 giugno 2009, n. 77,
durano  in  carica tre anni decorrenti dall’emanazione dei rispettivi
decreti  di  nomina dei nuovi componenti adottati in attuazione delle
norme  di  cui  al  presente  periodo.  All’articolo 12, comma 2, del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  14  maggio  2007, n. 90,
l’ultimo periodo e’ soppresso.
Repubblica  14  maggio  2007, n. 90, si vedano le note alle
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  20, della legge 31
luglio  2002,  n.  179,  recante  «Disposizioni  in materia
ambientale.», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 agosto
2002, n. 189:
«Art. 20 ( Istituzione del Reparto ambientale marino). –
1.  Al  fine  di  conseguire  un  piu’  rapido  ed efficace
supporto alle attivita’ di tutela e di difesa dell’ambiente
marino   e  costiero,  e’  istituito  presso  il  Ministero
dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio il Reparto
ambientale  marino  (RAM)  del  Corpo  delle capitanerie di
porto,   posto  alle  dipendenze  funzionali  del  Ministro
derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  per  il bilancio dello
–  Si  riporta  il testo del comma 4, dell’art. 8, della
citata legge 8 luglio 1986, n. 349:
«4.  Per  la  vigilanza, la prevenzione e la repressione
delle   violazioni  compiute  in  danno  dell’ambiente,  il
Ministro  dell’ambiente  si  avvale  del  nucleo  operativo
ecologico  dell’Arma  dei carabinieri, che viene posto alla
dipendenza  funzionale  del Ministro dell’ambiente, nonche’
del  Corpo  forestale dello Stato, con particolare riguardo
alla  tutela  del patrimonio naturalistico nazionale, degli
appositi  reparti della Guardia di finanza e delle forze di
polizia,  previa  intesa con i Ministri competenti, e delle
capitanerie  di  porto, previa intesa con il Ministro della
marina mercantile.».
– Per il testo dell’art. 68, del citato decreto legge 25
giugno  2008,  n.  112,  e dell’art. 29 del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, si vedano le note alle premesse.
–  Il  testo degli articoli 1, 3, 4, 5, 7, 8 e 12, comma
1, del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 90
del 2007, sono i seguenti:
«Art.  1  (Conferma  degli organismi esistenti). – 1. Ai
a)  Commissione interministeriale di valutazione di cui
all’art. 6 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224;
b)  Comitati  tecnici  delle  Autorita’  di  bacino  di
rilievo  nazionale  ed  interregionale,  di cui all’art. 12
della   legge   18   maggio  1989,  n.  183,  e  successive
c)  Commissione  scientifica  CITES  di  cui all’art. 4
della  legge  7 febbraio 1992, n. 150 e all’art. 12-bis del
decreto-legge  12  gennaio  1993,  n.  2,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 13 marzo 1993, n. 59;
d)  Osservatorio nazionale sui rifiuti, di cui all’art.
26 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, all’art.
1,  comma  5,  del  decreto legislativo 8 novembre 2006, n.
284, e all’art. 7 del presente regolamento;
e)    Osservatori    ambientali    per    la   verifica
dell’ottemperanza  alle prescrizioni VIA, di cui all’art. 5
della legge 31 luglio 2002, n. 179;
f)  Comitato  per  la  comunicazione  ambientale di cui
all’art. 6 della legge 31 luglio 2002, n. 179;
g) Comitato di vigilanza sull’uso delle risorse idriche
di  cui  all’art.  21  della  legge  5 gennaio 1994, n. 36,
all’art.  1,  comma  5,  del decreto legislativo 8 novembre
2006, n. 284, e all’art. 6 del presente regolamento.
2. Sono, altresi’, confermati i seguenti organismi:
a)  Consiglio  nazionale  ambiente  di  cui all’art. 12
della legge 8 luglio 1986, n. 349;
b)  Osservatorio  nazionale  sulle fonti rinnovabili di
cui  all’art.  16 del decreto legislativo 29 dicembre 2003,
n. 387.».
«Art.  3  (Segreteria  tecnica  per  la protezione della
natura).  – 1. Dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento  la  Segreteria  tecnica  per  le aree naturali
protette di cui all’art. 3, comma 9, della legge 6 dicembre
1991,  n.  394, e’ ridenominata: «Segreteria tecnica per la
protezione  della  natura» e fornisce supporto al Ministero
per  quanto  concerne l’istituzione e l’aggiornamento delle
aree  protette  terrestri, per l’adozione del programma per
le    aree   naturali   protette   terrestri   di   rilievo
internazionale  e nazionale, per l’approvazione dell’elenco
ufficiale  delle  aree  naturali  protette,  nonche’ per il
supporto   alla   gestione,   al   funzionamento   ed  alla
progettazione  degli  interventi  da  realizzare, anche con
finanziamenti comunitari, nelle predette aree.
2.  La Segreteria tecnica per la protezione della natura
e’ composta da un contingente di:
a)  venti  unita’  di personale in posizione di comando
proveniente  da  qualsiasi  pubblica amministrazione ovvero
mediante  ricorso  alla  mobilita’  volontaria  e d’ufficio
prevista dalle vigenti disposizioni in materia;
b)  venti  esperti  di elevata qualificazione giuridico
amministrativa  e  tecnico  scientifica  scelti nel settore
pubblico  e privato tra biologi con specifica competenza in
flora  e fauna terrestre, giuristi ed esperti in discipline
economiche e di gestione, nominati con decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.».
«Art.  4 (Segreteria tecnica per la tutela del mare e la
navigazione  sostenibile).  –  1.  Dalla data di entrata in
vigore  del presente regolamento e’ istituita la Segreteria
tecnica   per   la   tutela   del  mare  e  la  navigazione
sostenibile,  che accorpa la Segreteria tecnica per le aree
protette  marine, istituita ai sensi dell’art. 2, comma 14,
della  legge  9  dicembre  1998,  n.  426,  come modificato
dall’art.  8, comma 11, della legge 23 marzo 2001, n. 93, e
la  Segreteria  tecnica  per  la sicurezza ambientale della
navigazione  e  del trasporto marittimi, istituita ai sensi
dell’art. 14, comma 2, della legge 23 marzo 2001, n. 93.
2.  La  Segreteria  tecnica  per la tutela del mare e la
navigazione  sostenibile fornisce supporto al Ministero per
quanto  concerne  l’istruttoria  preliminare  relativa alla
istituzione e all’aggiornamento delle aree protette marine,
per  il  supporto  alla  gestione, al funzionamento nonche’
alla  progettazione  degli  interventi da realizzare, anche
con  finanziamenti comunitari, nelle predette aree, nonche’
fornisce  supporto al Ministero in materia di prevenzione e
mitigazione  degli impatti prodotti dalla navigazione e dal
trasporto  marittimi  sugli  ecosistemi marini e costieri e
alle  politiche  nazionali  ed internazionali, per standard
normativi,  tecnologie  e per attuare pratiche ambientali e
sostenibili in campo marittimo nel bacino del mediterraneo.
3. La Segreteria tecnica e’ composta da venti esperti di
elevata  qualificazione  giuridico amministrativa e tecnico
scientifica scelti nel settore pubblico e privato, nominati
territorio e del mare.».
«Art. 5 (Segreteria tecnica per la qualita’ della vita).
–  1.  La  Segreteria  tecnica  per la qualita’ della vita,
istituita  ai  sensi  dell’art. 1, comma 42, della legge 15
dicembre  2004, n. 308, e’ composta da non piu’ di diciotto
esperti,  scelti  tra  persone  di  elevata  qualificazione
giuridico  amministrativa e tecnico scientifica nel settore
pubblico  e  privato,  nominati  con  decreto  del Ministro
dell’ambiente  e della tutela del territorio e del mare, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
2.   La   segreteria   fornisce  supporto  al  Ministero
dell’ambiente  e  della tutela del territorio e del mare al
fine  di migliorare, incrementare ed adeguare agli standard
europei,  alle  migliori  tecnologie  disponibili  ed  alle
migliori  pratiche  ambientali gli interventi in materia di
tutela  delle  acque  interne, di rifiuti e di bonifica dei
siti  inquinati, nonche’ di aumentare l’efficienza di detti
interventi  anche  sotto  il  profilo  della  capacita’  di
utilizzare   le   risorse   derivanti   da  cofinanziamenti
«Art.  7  (Osservatorio  nazionale  sui  rifiuti).  – 1.
L’Osservatorio  nazionale  sui rifiuti, istituito dall’art.
26  del  decreto  legislativo  5  febbraio  1997,  n. 22, e
ricostituito dall’art. 1 del decreto legislativo 8 novembre
2006,  n.  284,  e’  composto  da  nove  membri, scelti tra
persone,   esperti   in  materia  di  rifiuti,  di  elevata
qualificazione    giuridico    amministrativa   e   tecnico
scientifica  nel  settore  pubblico  e privato nominati con
decreto  dal  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela del
territorio  e  del  mare, di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico, di cui:
a)  tre  designati  dal  Ministro dell’ambiente e della
tutela  del  territorio e del mare, di cui uno con funzione
di presidente;
b) due designati dal Ministro dello sviluppo economico,
di cui uno con funzioni di vicepresidente;
c) uno designato dal Ministro della salute;
d)  uno designato dal Ministro delle politiche agricole
e)  uno  designato  dal  Ministro dell’economia e delle
f) uno designato dalla Conferenza Stato-regioni.
2. L’Osservatorio svolge i seguenti compiti:
a)  vigila sulla gestione dei rifiuti, degli imballaggi
e dei rifiuti di imballaggio;
b)   provvede   all’elaborazione  ed  all’aggiornamento
permanente  di  criteri  e  specifici  obiettivi  d’azione,
nonche’ alla definizione ed all’aggiornamento permanente di
c)  predispone  il Programma generale di prevenzione di
cui  all’art. 225 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, qualora il Consorzio nazionale imballaggi non provveda
nei termini previsti;
d)  verifica l’attuazione del Programma generale di cui
all’art.  225 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
ed  il  raggiungimento  degli  obiettivi  di  recupero e di
e) verifica i costi di recupero e smaltimento;
f) verifica i livelli di qualita’ dei servizi erogati;
g)  predispone  un  rapporto annuale sulla gestione dei
cura  la  trasmissione  ai  Ministri  dell’ambiente e della
tutela  del territorio e del mare, dello sviluppo economico
e della salute.».
«Art.   8   (Segreteria   tecnica   per  la  tutela  del
territorio).  –  1. La Segreteria tecnica per la tutela del
territorio,  istituita  ai  sensi dell’art. 2, comma 5, del
decreto-legge  11  giugno  1998,  n.  180,  convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  3  agosto  1998,  n.  267, e’
composta  da  quindici  esperti  di elevata qualificazione,
giuridico-amministrativa  e  tecnico-scientifica scelti nel
settore pubblico e privato, di cui nove a tempo pieno e sei
a   tempo  parziale,  nominati  con  decreto  del  Ministro
2.  La  Segreteria  di cui al comma 1, svolge i seguenti
a)    assicurare   il   raccordo   tra   il   Ministero
seguito  denominato  Ministero,  e  le  Autorita’ di bacino
distrettuali;
b)  assicurare la consulenza e il supporto al Ministero
nello  svolgimento delle funzioni di competenza nell’ambito
della  conferenza  istituzionale permanente delle Autorita’
di bacino distrettuali;
c) assicurare la consulenza ed il supporto al Ministero
nella  conferenza  operativa dei servizi delle Autorita’ di
bacino distrettuali;
d)  effettuare, per quanto di competenza del Ministero,
l’istruttoria   tecnica   e   le  proposte  in  materia  di
individuazione  degli  interventi ordinari e urgenti per la
riduzione del rischio idrogeologico;
e)  assicurare  il  supporto  per  lo svolgimento delle
funzioni  di  segreteria  tecnica del Comitato dei Ministri
per  gli interventi nel settore della difesa del suolo, per
quanto di competenza del Ministero;
f)      fornire      la      necessaria      assistenza
tecnico-amministrativa e contabile agli enti locali per gli
interventi  di  difesa del suolo al fine di una loro rapida
ed efficace attuazione;
g)  fornire il supporto al Ministero per lo svolgimento
delle  attivita’  amministrative  e  contabili  relative al
funzionamento delle Autorita’ di bacino distrettuali;
h)   fornire   la   necessaria  assistenza  tecnica  al
Ministero  per assicurare il coordinamento, ad ogni livello
di  pianificazione,  delle funzioni di difesa del suolo con
gli interventi in materia ambientale;
i) assicurare la consulenza ed il supporto al Ministero
per  lo svolgimento delle attivita’ conoscitive nel settore
della difesa del suolo;
l)  fornire l’assistenza necessaria all’identificazione
delle  linee  fondamentali  dell’assetto  del territorio in
materia di difesa del suolo;
m)   fornire   il   supporto   al   Ministero   per  la
predisposizione  della relazione sull’uso del suolo e sulle
condizioni  dell’assetto  idrogeologico,  da  allegare alla
relazione  sullo  stato  dell’ambiente  di  cui all’art. 1,
comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349;
n)  svolgere le funzioni di raccordo tra il Ministero e
il    Ministero   dell’economia   e   delle   finanze   per
l’espletamento  delle  procedure  amministrativo  contabili
relative ai finanziamenti.».
«Art.  12 (Durata e relazione di fine mandato). – 1. Gli
organismi  di cui agli articoli da 1 a 10, durano in carica
tre  anni,  decorrenti  dalla data di entrata in vigore del
–  Per il testo dell’art. 7, del decreto-legge 23 maggio
2008,  n.  90,  e dell’art. 28 del decreto-legge n. 112 del
–  L’art.  161,  del citato decreto legislativo 3 aprile
2006,   n.   152,   come  modificato  dall’art.  9-bis  del
decreto-legge  28  aprile  2009, n. 39, recante «Interventi
urgenti  in  favore  delle popolazioni colpite dagli eventi
sismici  nella  regione  Abruzzo  nel mese di aprile 2009 e
ulteriori   interventi   urgenti   di  protezione  civile.»
convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009,
n.  77,  e  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale 28 aprile
2009, n. 97, e’ il seguente:
«Art.  161  (Commissione  per la vigilanza sulle risorse
idriche).  –  1.  La Commissione nazionale per la vigilanza
sulle  risorse  idriche  di  cui  al  decreto legislativo 7
novembre 2006, n. 284, art. 1, comma 5, e’ istituito presso
il  Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, al fine di garantire l’osservanza dei principi di
cui all’art. 141, comma 2 del presente decreto legislativo,
con particolare riferimento alla regolare determinazione ed
al  regolare adeguamento delle tariffe, nonche’ alla tutela
dell’interesse degli utenti.
2.  La Commissione e’ composta da cinque membri nominati
data di entrata in vigore della presente disposizione.
3.   I  componenti  non  possono  essere  dipendenti  di
soggetti  di  diritto  privato  operanti  nel  settore, ne’
possono  avere  interessi diretti e indiretti nei medesimi;
qualora  siano  dipendenti  pubblici,  essi  sono collocati
fuori  ruolo  o, se professori universitari, sono collocati
in aspettativa per l’intera durata del mandato. Con decreto
mare,  di  concerto  con  il Ministro dell’economia e delle
finanze,  e’ determinato il trattamento economico spettante
ai membri della Commissione.
4.  La Commissione, nell’ambito delle attivita’ previste
all’art.  6,  comma  2,  del  decreto  del Presidente della
Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, in particolare:
a)  predispone con delibera il metodo tariffario per la
determinazione  della  tariffa  di  cui  all’art.  154 e le
modalita’   di  revisione  periodica,  e  lo  trasmette  al
mare,   che  lo  adotta  con  proprio  decreto  sentita  la
b)  verifica  la corretta redazione del piano d’ambito,
esprimendo   osservazioni,  rilievi  e  prescrizioni  sugli
elementi   tecnici  ed  economici  e  sulla  necessita’  di
modificare le clausole contrattuali e gli atti che regolano
il  rapporto  tra  le  Autorita’  d’ambito  e  i gestori in
particolare  quando  cio’  sia  richiesto dalle ragionevoli
c)  predispone con delibera una o piu’ convenzioni tipo
di  cui  all’art.  151,  e  la  trasmette  al  Ministro per
l’ambiente  e  per la tutela del territorio e del mare, che
la   adotta  con  proprio  decreto  sentita  la  Conferenza
d)   emana   direttive   per   la   trasparenza   della
contabilita’  delle gestioni e valuta i costi delle singole
e)  definisce  i livelli minimi di qualita’ dei servizi
da   prestare,   sentite   le   regioni,  i  gestori  e  le
f)  controlla  le  modalita’  di erogazione dei servizi
richiedendo   informazioni   e  documentazioni  ai  gestori
operanti  nel  settore idrico, anche al fine di individuare
situazioni  di criticita’ e di irregolarita’ funzionali dei
servizi idrici;
g)  tutela e garantisce i diritti degli utenti emanando
linee  guida  che  indichino  le  misure  idonee al fine di
assicurare   la   parita’   di  trattamento  degli  utenti,
garantire  la  continuita’  della prestazione dei servizi e
verificare  periodicamente  la qualita’ e l’efficacia delle
h)  predispone  periodicamente  rapporti  relativi allo
stato  di  organizzazione dei servizi al fine di consentire
il confronto delle prestazioni dei gestori;
i)  esprime  pareri  in  ordine  a  problemi  specifici
attinenti   la   qualita’  dei  servizi  e  la  tutela  dei
consumatori,  su  richiesta  del  Ministero dell’ambiente e
della  tutela  del  territorio  e  del mare, delle regioni,
degli   enti   locali,   delle  Autorita’  d’ambito,  delle
associazioni  dei  consumatori  e  di  singoli  utenti  del
servizio   idrico   integrato;  per  lo  svolgimento  delle
funzioni  di  cui al presente comma la Commissione promuove
studi e ricerche di settore;
l)  predispone  annualmente una relazione al parlamento
sullo stato dei servizi idrici e sull’attivita’ svolta.
5.  Per  l’espletamento  dei  propri  compiti  e  per lo
svolgimento di funzioni ispettive, la Commissione si avvale
della  segreteria  tecnica di cui al decreto del Presidente
della  Repubblica  17 giugno 2003, n. 261, art. 3, comma 1,
lettera  o).  Esso  puo’ richiedere di avvalersi, altresi’,
dell’attivita’ ispettiva e di verifica dell’Osservatorio di
cui al comma 6 e di altre amministrazioni.
6.   La   Commissione   svolge   funzioni  di  raccolta,
elaborazione   e   restituzione   di   dati   statistici  e
conoscitivi, in particolare, in materia di:
a) censimento dei soggetti gestori dei servizi idrici e
relativi   dati   dimensionali,  tecnici  e  finanziari  di
b)  convenzioni  e condizioni generali di contratto per
l’esercizio dei servizi idrici;
c)  modelli adottati di organizzazione, di gestione, di
controllo e di programmazione dei servizi e degli impianti;
d) livelli di qualita’ dei servizi erogati;
f)  piani  di  investimento  per l’ammodernamento degli
impianti e lo sviluppo dei servizi.
6-bis. Le attivita’ della Segreteria tecnica sono svolte
gia’  operanti  presso  il  Ministero dell’ambiente e della
7.  I  soggetti  gestori  dei servizi idrici trasmettono
entro  il  31  dicembre di ogni anno all’Osservatorio, alle
regioni  e  alle province autonome di Trento e di Bolzano i
dati  e  le  informazioni di cui al comma 6. L’Osservatorio
ha, altresi’, facolta’ di acquisire direttamente le notizie
relative  ai  servizi  idrici  ai  fini  della proposizione
innanzi  agli  organi  giurisdizionali competenti, da parte
della  Commissione,  dell’azione  avverso gli atti posti in
essere  in  violazione  del  presente  decreto legislativo,
nonche’  dell’azione di responsabilita’ nei confronti degli
amministratori  e  di  risarcimento  dei danni a tutela dei
8.   L’Osservatorio  assicura  l’accesso  generalizzato,
anche   per  via  informatica,  ai  dati  raccolti  e  alle
elaborazioni effettuate per la tutela degli interessi degli
utenti.».
–  Si  riporta il testo dell’art. 12, del citato decreto
del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, come
2.  Tre mesi prima della scadenza del termine di durata,
detti  organismi  presentano  una  relazione sull’attivita’
svolta   al  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare, che la trasmette alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, ai fini della valutazione congiunta
della  perdurante  utilita’  dei  singoli organismi e della
conseguente  eventuale  proroga della loro durata, comunque
non  superiore  a  tre  anni,  da adottarsi con decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  su  proposta del
mare.  Gli  eventuali  successivi  decreti  di proroga sono
adottati secondo la medesima procedura.».
1.   I   posti   di   funzione   dirigenziale  del  Ministero  sono
rideterminati secondo l’allegata Tabella A.
2.  La  dotazione  organica  dei posti di funzione dirigenziale non
generale di cui alla citata Tabella A, pari a 50 unita’, comprende n.
6   unita’  assegnate  agli  uffici  di  diretta  collaborazione  del
Ministro.  Conseguentemente,  alla fine del primo periodo del comma 1
dell’articolo  8  del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo
2001,  n.  245,  sono  inserite le seguenti parole: «, di cui sei con
qualifica dirigenziale non generale.».
3.  Con successivo decreto ministeriale di natura non regolamentare
si  provvede,  ai  sensi  dell’articolo  17, comma 4-bis, lettera e),
della  legge  23 agosto 1988, n. 400, e dell’articolo 4, comma 4, del
decreto   legislativo   30   luglio   1999,   n.  300,  e  successive
modificazioni,    all’individuazione    degli   uffici   di   livello
dirigenziale  non  generale  del  Ministero,  cosi’  come individuati
numericamente  negli articoli da 3 a 8 e determinati complessivamente
nella  Tabella A, nonche’ alla definizione dei relativi compiti. Fino
all’adozione  del  suddetto  decreto  ministeriale,  ciascun  ufficio
dirigenziale   generale  opera  avvalendosi  degli  esistenti  uffici
dirigenziali  con  competenze  prevalenti  nel  rispettivo settore di
4.  Le  dotazioni  organiche  del  personale  non  dirigenziale del
Ministero  sono  rideterminate  secondo  l’allegata  Tabella  B.  Con
successivo  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri, su
proposta  del  Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del  mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
da  emanare  al termine della procedura di individuazione dei profili
professionali  di  cui  all’articolo  7,  comma  3,  del C.C.N.L. del
comparto   Ministeri,   sottoscritto  il  14  settembre  2007,  sara’
ripartito  il  contingente  di  personale delle aree prima, seconda e
terza,  come  sopra  determinati,  in  profili  professionali e fasce
5. Il ruolo del personale dirigenziale ministeriale e’ disciplinato
ai  sensi del decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2004,
n. 108.
–  Si  riporta  il testo dell’art. 8, del citato decreto
del  Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 245, come
«Art.    8    (Personale   degli   uffici   di   diretta
collaborazione).  –  1.  Il  contingente di personale degli
uffici  di diretta collaborazione del Ministro e’ stabilito
in  novanta  unita’, ad eccezione di quello di cui all’art.
1,   comma   3,  lettera  h),  di  cui  sei  con  qualifica
dirigenziale  non  generale. Entro tale contingente possono
essere   assegnati   ai   predetti  uffici  dipendenti  del
Ministero   ovvero   altri  dipendenti  pubblici  anche  in
posizione  di  comando o collocamento fuori ruolo, ai sensi
dell’art. 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127,
nel   limite   del   venticinque  per  cento  del  predetto
contingente   complessivo,   nonche’,   nel  limite  di  un
ulteriore  dieci  per cento, e previa verifica dell’assenza
delle  necessarie  professionalita’  tra  il  personale  di
ruolo,     collaboratori     estranei     alla     pubblica
amministrazione,  in possesso di specifici titoli di studio
e  professionali,  fra cui esperti e consulenti assunti con
contratto  a tempo determinato di durata non superiore alla
scadenza   del  mandato  del  Ministro,  nel  rispetto  del
criterio  dell’invarianza  della  spesa  di cui all’art. 4,
comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
2. L’espletamento delle attivita’ costituenti servizi di
supporto  a  carattere  generale  necessari per l’attivita’
degli uffici di diretta collaborazione puo’ essere delegato
al  Servizio  degli  affari  generali  e  del personale del
Ministero,    con    assegnazione   di   adeguate   risorse
finanziarie.  In tal caso, a dette attivita’ possono essere
destinate  dal  direttore  del Servizio unita’ di personale
ricomprese  nelle  aree  A  e  B  del  contratto collettivo
nazionale  per  il personale del comparto dei Ministeri per
il  quadriennio  normativo  1998-2001,  e biennio economico
1998-1999,  in  numero non superiore al dieci per cento del
contingente complessivo di cui al comma 1.
3.  Alla  Segreteria  di  ciascuno dei Sottosegretari di
Stato  e’  assegnato un contingente di personale nel limite
massimo  di  otto  unita’, di cui un numero non superiore a
quattro  unita’,  compreso il Capo della Segreteria, scelto
anche  tra i dipendenti di altre amministrazioni pubbliche,
in  posizione  di  comando  o  collocamento fuori ruolo, ai
sensi  dell’articolo  17,  comma  14, della legge 15 maggio
1997,  n.  127,  o tra persone estranee all’amministrazione
assunte con contratto a tempo determinato.
3-bis. In aggiunta al contingente del personale previsto
al  comma  3,  al  Vice Ministro e’ attribuito un ulteriore
contingente  pari a sedici unita’ di personale, che rientra
nel  contingente  complessivo  di  novanta unita’ di cui al
3-ter.  Il  Vice Ministro puo’ nominare, nell’ambito del
contingente  del  personale  a  lui  riservato,  anche  tra
soggetti  estranei all’amministrazione, oltre al capo della
segreteria,  un  segretario  particolare,  un  responsabile
della  segreteria  tecnica, un addetto stampa, nonche’, ove
necessario in ragione delle peculiari funzioni delegate, un
responsabile  degli  affari internazionali. Nell’ambito del
medesimo  contingente,  il  Vice  Ministro, d’intesa con il
Ministro,  nomina  un  responsabile del coordinamento delle
attivita’    di    supporto   degli   uffici   di   diretta
collaborazione  inerenti  alle  funzioni  delegate  eti  un
responsabile  del  coordinamento  legislativo nelle materie
inerenti le previste funzioni delegate.».
–  Per il testo della lettera e), comma 4-bis, dell’art.
17,  della citata legge 23 agosto 1988, n. 400, e del comma
4,  dell’art. 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, si vedano le note alle premesse.
–  Il  decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile
2004,  n.  108, recante «Regolamento recante disciplina per
l’istituzione,  l’organizzazione  ed  il  funzionamento del
ruolo  dei dirigenti presso le amministrazioni dello Stato,
anche   ad   ordinamento  autonomo.»  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 29 aprile 2004, n. 100.
Verifica dell’organizzazione del Ministero
l’efficienza.  Alla suddetta verifica, in sede di prima applicazione,
puo’  provvedersi  entro  un anno dall’entrata in vigore del presente
–  Si  riporta  il  testo  del comma 5, dell’art. 4, del
citato decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300:
«5. Con le medesime modalita’ di cui al precedente comma
ministeriale, con cadenza almeno biennale.».
1.  Dalla  data  di  entrata  in vigore del presente regolamento e’
abrogato  il  decreto del Presidente della Repubblica 17 giugno 2003,
n. 261.
2.  Dall’attuazione  del  presente  regolamento non devono derivare
Dato a Roma, addi’ 3 agosto 2009
Registrato alla Corte dei conti il 24 settembre 2009
del territorio, registro n. 9, foglio n. 155
–  Per i riferimenti normativi al decreto del Presidente
della  Repubblica 17 giugno 2003, n. 261, si vedano le note
—->  Vedere a pag. 7  <----
---->  Vedere a pag. 7  <----
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 agosto 2009, n. 140 – Regolamento recante riorganizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. (09G0149) (GU n. 228 del 1-10-2009 redazione redazione 2015-05-05T17:52:33+00:00