Source: https://www.unpaeseperstarbene.it/2019/dalla-parte-dei-bambini/
Timestamp: 2020-07-12 09:36:25+00:00
Document Index: 32167371

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 14', 'art.14', 'art.14', 'art.15']

Dalla parte dei bambini – Upper – Un paese per star bene!
28 Marzo 2019 Angelo 0
La scorsa settimana abbiamo pubblicato la locandina dell’incontro pubblico a Merate sul ddl Pillon. All’assemblea affollata sono seguiti un sacco di commenti sul nostro sito, a sottolineare come il tema sia particolarmente caldo.
Abbiamo chiesto ad una delle relatrici, l’avvocato Alessandra Colombo esperta in diritto di famiglia, di illustrarci i contenuti del ddl.
Gli interventi sul sito stimolano un’ulteriore riflessione dopo l’affollata presenza all’iniziativa che abbiamo organizzato a Merate sul DDL PILLON. Siamo certe e convinte che il dibattito civile e democratico sia utile per realizzare riforme migliori e corrispondenti alle esigenze ed alla salvaguardia dei diritti di tutti.
L’iniziativa è stata pacata, serena ed abbiamo tentato di leggere il DDL PILLON con uno SGUARDO particolare sui bambini.
Cosa hanno bisogno i bambini quando i genitori sono in “crisi”? Questa la domanda e siamo partiti da una conclusione di Anna Freud: “Qual è il preminente interesse del minore? Avere vicino adulti che rispondano alle loro necessità perché maturino una loro identità”
Ad adulti responsabili non servono MEDIATORI O COORDINATORI GENITORIALI (art.1 – 2 – 3 – 4 DDL PILLON: chi sostiene i costi, visto che sono a pagamento?), ai genitori deve essere riconosciuta la LORO RESPONSABILITA’ GENITORIALE che non può essere delegata ad altri e devono essere AIUTATI in un momento di grande difficoltà, quale è la “crisi coniugale”, e devono soprattutto essere aiutati a GUARDARE I BISOGNI DEI LORO BAMBINI.
Ma così non è, e l’assegno “perequativo” (ogni genitore provvede al mantenimento del figlio quando vive con sé) imposto dal DDL PILLON renderebbe povera la madre che deve mantenere sé ed il figlio e soprattutto IMPONE CHE AD OGNI CAMBIAMENTO DEL BAMBINO IL PIANO DEBBA ESSERE RIVISTO E RIVALUTATO, quello che l’art. 11 del DDL PILLON indica come “specifici capitoli di spesa che ogni genitore deve sostenere”.
E’ necessario quindi che una coppia genitoriale in “crisi” debba essere aiutata SOPRATTUTTO ECONOMICAMENTE. Il DDL PILLON non affronta il grosso problema degli assegni di mantenimento non pagati: solo la Provincia di Trento prevede la possibilità di un intervento economico e la Legge italiana prevede un intervento solo se il genitore ha un reddito inferiore ai 5.000,00 all’anno!
Solo la RICOSTRUZIONE di un WELFARE efficace (nidi e materne gratuiti come le elementari, aiuti al reddito, all’affitto, al pagamento dei mutui) può evitare che la povertà della famiglia si concretizzi in povertà dei bambini.
Il DDL PILLON oltre a non risolvere questi problemi, non li affronta, ma li amplifica.
Gli art. 3 e 7 prevedono che la separazione giudiziale NON POSSA ESSERE PROMOSSA se non DOPO LA MEDIAZIONE che è quindi OBBLIGATORIA con costi ulteriori per la famiglia (gratuito è solo il primo incontro!). La mediazione è inoltre obbligatoria anche in presenza di VIOLENZA IN FAMIGLIA: diversamente NON PUO’ ESSERE PROMOSSA LA SEPARAZIONE. La Convenzione Internazionale di Instanbul, ratificata dal Parlamento Italiano, PROIBISCE la mediazione in presenza di violenza in famiglia.
L’art. 14 prevede che i bambini abbiano OBBLIGATORIAMENTE due domicili nei quali trattenersi metà tempo con il padre e metà con la madre e quindi due pediatri, due oratori, attività sportive diverse, non potranno radicare amicizie, rapporti: la “BIGENITORIALITA’” VA VISSUTA GIORNO PER GIORNO NON IMPOSTA PER LEGGE.
L’art.14 prevede, inoltre, che qualora il bambino non si trovi nella residenza di competenza E’ COMPITO DELL’AUTORITA’ DI PUBBLICA SICUREZZA RICONDURLO IMMEDIATAMENTE: bambini accompagnati dai Carabinieri e Polizia!?
Ancora L’art.14 prevede che chi occupa la casa familiare non di proprietà debba pagare un canone di affitto: e la moglie che si è sempre dedicata alla famiglia, per volontà di entrambi i coniugi e non ha mai avuto reddito?
L’art.15 prevede al 25° anno di età la cessazione automatica del concorso al mantenimento dei figli: nella difficile congiuntura economica acuiamo lo scontro generazionale?
Avvocato, Alessandra Colombo
Tags: alessandra colombo ddl pillon diritti dei bambini genitorialità