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Timestamp: 2020-07-08 11:10:47+00:00
Document Index: 66779281

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 190', 'art. 190', 'art. 143', 'art. 186', 'sentenza ']

Art. 186 codice civile - Obblighi gravanti sui beni della comunione - Brocardi.it
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Articolo 186 Codice civile
Dispositivo dell'art. 186 Codice civile
a) di tutti i pesi ed oneri gravanti su di essi al momento dell'acquisto(1);
b) di tutti i carichi dell'amministrazione(2);
c) delle spese per il mantenimento della famiglia e per l'istruzione e l'educazione dei figli [147] e di ogni obbligazione contratta dai coniugi, anche separatamente(3), nell'interesse della famiglia;
d) di ogni obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi [192].
(1) In questa prima categoria si suol ricomprendere ogni debito inerente ai beni comuni, sicuramente se già esistente al momento dell'acquisto del bene comune (ad es. le ipoteche iscritte sugli immobili prima dell'acquisto), secondo parte della dottrina anche riguardante tutti i pesi ed oneri costituiti successivamente al momento dell'acquisto.
(2) In tale categoria rientrano i debiti sorti successivamente all'acquisto dei beni comuni, e concernenti l'amministrazione (ossia le spese di gestione) degli stessi. Per tali debiti risponderanno i beni della comunione, salva l'applicazione dell'art. 190 del c.c..
(3) Se l'obbligazione è stata contratta separatamente, non si configurerà una responsabilità solidale, bensì sussidiaria (nei limiti di quanto precisato dal successivo art. 190 del c.c.), dovendosi considerare la stessa come strumento mediato di attuazione del dovere di contribuzione di cui all'art. 143 del c.c. (precisamente al co. III), e comunque salvo il ragionevole affidamento del terzo (Cass. 3471/2007, commentata anche in Famiglia e Diritto n. 6/2007).
Massime relative all'art. 186 Codice civile
Cass. civ. n. 7640/1998
Nel caso di coniugi in regime di comunione legale, al fine di stabilire se i beni della comunione rispondano per l'intero debito o solo fino al valore corrispondente alla quota del coniuge obbligato non rileva che il debito abbia origine contrattuale o derivi dalla gestione d'affari, da indebito arricchimento ovvero da fatto dannoso, importando solo stabilire se esso debba qualificarsi come debito personale dei coniugi ovvero come debito della comunione.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 7640 del 4 agosto 1998)