Source: http://www.consob.it/c/portal/layout?p_l_id=134345&p_v_l_s_g_id=0
Timestamp: 2018-05-21 02:50:41+00:00
Document Index: 108585635

Matched Legal Cases: ['art. 2364', 'art. 125', 'art. 125', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 2375', 'art. 35', 'art. 130']

Come azionista di minoranza in società quotate/
Cos'è l'azione
Investire i propri risparmi sottoscrivendo o acquistando delle azioni equivale a partecipare direttamente all'attività d'impresa svolta dalla società che emette le azioni. Ciò comporta: ... Maggiori dettagli »
che l'investitore rimane esposto al rischio d'impresa della società: dall'andamento della specifica attività d'impresa dipende il rendimento dell'investimento. Ciò significa che, in caso negativo, ad esempio, in caso di fallimento della società, l'investitore potrebbe anche perdere completamente il capitale investito;
che l'investitore acquisisce lo status di socio, al quale sono ricollegati specifici diritti: in particolare, l'attribuzione di diritti patrimoniali (diritto agli utili, diritto alla quota di liquidazione) consente al socio di percepire i frutti, qualora ve ne siano, del proprio investimento o di mantenere inalterato il suo valore (diritto di opzione) mentre l'attribuzione di diritti amministrativi consente all'azionista di essere adeguatamente informato sull'andamento della società, di controllare l'operato degli organi sociali nonché, nella misura e nei tempi previsti dalla legge, di poter incidere su alcune importanti decisioni sociali;
Di conseguenza, esercitare i diritti sociali rappresenta il modo migliore per monitorare il proprio investimento, anche al fine di adottare iniziative opportune per tutelarne la redditività nel caso la gestione messa in atto dagli amministratori non sia svolta nel rispetto della legge o dell'interesse sociale.
L'azione rappresenta la quota di partecipazione minima al capitale sociale di una società; essendo omogenea e standardizzata, attribuisce, di norma, uguali diritti ai vari possessori di azioni.
Tuttavia, è bene ricordare che alcuni diritti possono essere esercitati solo se si possiede una quota minima del capitale sociale della società (c.d. "diritti a soglia"), ma in tali casi più soci possono aggregare le proprie partecipazioni azionarie al fine di raggiungere la quota minima richiesta ed esercitare congiuntamente i diritti sociali.
I diritti sociali più importanti sono connessi allo svolgimento dell'assemblea dei soci, che rappresenta uno dei momenti di maggior rilievo nella vita della società: infatti, i soci riuniti in assemblea adottano alcune delle decisioni più importanti per la società ed è in tal modo che gli investitori possono condizionare l'andamento della stessa e il comportamento degli amministratori. In particolare, l'assemblea dei soci: ... Maggiori dettagli »
nomina i componenti degli organi sociali: in particolare, nomina gli amministratori, ai quali spetta gestire la società nell'interesse di tutti i soci, e i componenti dell'organo di controllo interno, i quali sono tenuti a controllare che l'operato degli amministratori rispetti la legge e l'interesse sociale. Quindi, è particolarmente importante scegliere le persone più adatte a svolgere tali incarichi;
può revocare, anche senza giusta causa, i componenti degli stessi organi sociali: tale decisione può rivelarsi particolarmente importante per sostituire quegli amministratori che non si siano dimostrati in grado di gestire proficuamente la società oppure per rimuovere amministratori o sindaci che non abbiano operato correttamente e nel rispetto della legge;
di norma, approva il bilancio e, nel caso siano stati conseguiti, delibera sulla distribuzione degli utili: il bilancio di esercizio deve essere approvato ogni anno (art. 2364 c.c.), ciò significa che l'assemblea che si tiene annualmente a tale scopo costituisce un'occasione irripetibile per i soci per essere ragguagliati e informati, anche in dettaglio, sull'andamento della società e sull'operato degli organi sociali;
approva le modifiche dello statuto sociale e alcune importanti operazioni straordinarie, quali l'aumento o la riduzione del capitale sociale, le operazioni di fusione e scissione, l'emissione di azioni speciali o di altri strumenti finanziari nonché l'eventuale scioglimento o la messa in liquidazione della società;
ai soci "di minoranza", sempre riuniti in assemblea, è attribuita la competenza a decidere su particolari operazioni (c.d. "whitewash"): in tali casi, le decisioni rimesse all'assemblea sono approvate solo con il voto favorevole della maggioranza dei soci diversi da quelli che hanno un interesse specifico nell'operazione. Si tratta del caso di operazioni con parti correlate significative il cui compimento sia ostacolato dal parere negativo espresso dagli amministratori indipendenti oppure delle operazioni di ristrutturazione che l'assemblea è chiamata a deliberare in situazione di crisi e dalle quali deriverebbe l'obbligo di lanciare un'offerta pubblica d'acquisto su tutti i titoli dell'emittente in circolazione
Cosa si può (e si deve) fare in occasione dell'assemblea (prima parte)
Considerata l'importanza dell' assemblea, può essere utile ricordare come gli azionisti possono prendervi parte ed esprimere il proprio voto. ... Maggiori dettagli »
Prima dell'assemblea:
è bene prendere visione e leggere con attenzione tutte le informazioni contenute nell'avviso di convocazione dell'assemblea della società (art. 125-bis TUF): l'avviso di convocazione deve essere pubblicato almeno 30 giorni prima della data fissata per l'assemblea (40 giorni prima, nel caso l'assemblea sia stata convocata per la nomina degli organi sociali) sul sito internet della società e per estratto su quotidiani a diffusione nazionale. Nell'avviso, in particolare, sono indicati: a) giorno, ora e luogo dell'adunanza nonché l'elenco delle materie da trattare; b) le procedure da rispettare per poter partecipare e votare in assemblea, ivi comprese le informazioni riguardanti il diritto di porre domande prima dell'assemblea e il diritto di integrare l'ordine del giorno o di presentare ulteriori proposte su materie già all'ordine del giorno, nonché le eventuali ulteriori modalità per l'esercizio di tali diritti; c) la procedura per l'esercizio del voto per delega e, in particolare, le modalità per il reperimento dei moduli utilizzabili, e le procedure di voto per corrispondenza o con mezzi elettronici, se previsto dallo statuto; d) la record date; e) le modalità e i termini di reperibilità del testo integrale delle proposte di deliberazione, unitamente alle relazioni illustrative, e dei documenti che saranno sottoposti all'assemblea; f) le modalità e i termini di presentazione delle liste per l'elezione dei componenti del consiglio di amministrazione e del componente di minoranza del collegio sindacale o del consiglio di sorveglianza;
occorre altresì leggere attentamente le relazioni illustrative sulle materie all'ordine del giorno che il consiglio di amministrazione è tenuto a pubblicare, di norma, almeno 21 giorni prima dell'assemblea (art. 125-ter TUF) al fine di poter decidere compiutamente come esercitare il proprio diritto di voto o anche se esercitare alcuni degli altri diritti attribuiti ai soci in occasione dell'assemblea: le relazioni illustrative devono essere messe a disposizione del pubblico presso la sede sociale e sul sito Internet della società e descrivono le materie all'ordine del giorno e le proposte di voto al riguardo presentate dall'organo di amministrazione. Alcune relazioni illustrative, poiché relative a decisioni particolarmente rilevanti, devono contenere le informazioni indicate dalla Consob nei propri regolamenti (ad esempio, nel caso debbano essere deliberate modifiche del capitale sociale, operazioni di fusione/scissione, acquisto di azioni proprie, conversione e/o emissione di obbligazioni, piani di compensi degli amministratori basati sull'attribuzione di stock options);
per partecipare all'assemblea, è necessario "accreditarsi" presso l'emittente secondo le modalità previste dalla legge e descritte anch'esse nell'avviso di convocazione assembleare: a tal fine, occorre recarsi dall'intermediario presso il quale l'investitore ha il proprio conto titoli sul quale sono "depositate" le azioni e chiedergli di inviare all'emittente la comunicazione che attesta la titolarità delle azioni della società. Sulla base della comunicazione così ricevuta, l'azionista è legittimato a partecipare e votare in assemblea in relazione al numero di azioni che risultano registrate sul conto titoli dell'investitore il settimo giorno precedente la data dell'assemblea. Senza tale comunicazione, l'azionista non può essere ammesso a partecipare ai lavori assembleari;
decidere come votare e con quali modalità prendere parte all'assemblea: è bene leggere con attenzione tutta la documentazione messa a disposizione per l'assemblea per pervenire ad una compiuta decisione sul voto da esprimere. Inoltre, una volta che l'azionista si è "accreditato" presso l'emittente, occorre decidere se partecipare all'assemblea personalmente, recandosi all'ora e nel posto indicati nell'avviso di convocazione; oppure delegando qualcun altro a partecipare e a votare in assemblea, secondo le modalità indicate nell'avviso di convocazione assembleare; oppure ancora, se consentito dalla società, partecipare con i mezzi di comunicazione a distanza (videoconferenza, internet, altro…) o esercitare il voto per corrispondenza o con mezzi elettronici, secondo le modalità eventualmente indicate nell'avviso di convocazione.
Cosa si può (e si deve) fare in occasione dell'assemblea (seconda parte)
Prima dell'assemblea, è anche possibile esercitare alcuni importanti diritti sociali, che consentono agli azionisti di ricevere informazioni ulteriori rispetto a quelle già rese note nella documentazione preassembleare pubblicata; questo può essere utile per decidere in modo compiuto come votare o, addirittura, per incidere sulla della discussione dei lavori assembleari e, quindi, sulle possibili relative deliberazioni finali. In particolare, gli azionisti hanno la possibilità di: ... Maggiori dettagli »
chiedere l'integrazione delle proposte di voto sulle materie all'ordine del giorno indicate nell'avviso di convocazione dell'assemblea (art. 126-bis TUF): i soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale (2,5%), entro dieci giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea (il termine è di cinque giorni nel caso di convocazione dell'assemblea per la riduzione del capitale sociale o in pendenza di opa) [perché è giallo?], possono presentare ulteriori proposte di deliberazione su materie già all'ordine del giorno (ad esempio, sulla materia "determinazione del numero di amministratori", i soci possono proporre un numero diverso da quello eventualmente proposto dal consiglio di amministrazione nella relazione illustrativa relativa a tale materia all'o.d.g.). Le ulteriori proposte di deliberazione così presentate sono messe a disposizione del pubblico contestualmente alla pubblicazione della notizia della presentazione: il termine di pubblicazione consente agli altri soci di essere preventivamente informati sull'oggetto della discussione assembleare e anche di dare adeguate istruzioni di voto sulle nuove proposte nel caso in cui si decida di votare per delega o per corrispondenza.
E' bene ricordare, inoltre, che ulteriori proposte di voto sulle materie iscritte all'ordine del giorno possono sempre essere presentate, anche da un solo socio e senza necessità di alcuna quota minima di partecipazione, durante lo svolgimento dei lavori assembleari. In tal caso, ovviamente, potranno votare su tali proposte solo gli azionisti presenti in assemblea o i delegati autorizzati;
chiedere l'integrazione delle materie all'ordine del giorno indicate nell'avviso di convocazione dell'assemblea (art. 126-bis TUF): i soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale (2,5%) possono chiedere, entro dieci giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea (il termine è di cinque giorni nel caso di convocazione dell'assemblea per la riduzione del capitale sociale o in pendenza di opa) [perché è giallo?], l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, proponendo così ulteriori argomenti da sottoporre al voto dei soci. Le richieste di integrazione dell'odg, da presentare unitamente alla certificazione attestante la titolarità della partecipazione, sono sottoposte all'approvazione dell'organo amministrativo che deve valutarle: in effetti, ai soci non è consentito integrare l'ordine del giorno con argomenti sui quali l'assemblea delibera su proposta dell'organo di amministrazione o sulla base di un progetto da essi predisposto (ad esempio, le operazioni sul capitale sociale o le proposte di fusione o scissione). Nel caso in cui l'organo amministrativo non provveda a decidere per tempo sulle richieste di integrazione delle materie all'o.d.g. presentate dai soci, l'integrazione può essere disposta dal Tribunale con decreto qualora si accerti che il rifiuto di provvedere era ingiustificato. Le integrazioni all'ordine del giorno ammesse sono rese note al pubblico, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell'avviso di convocazione, almeno quindici giorni prima di quello fissato per l'assemblea, al fine di consentire agli altri soci di essere preventivamente informati sull'oggetto della discussione assembleare ed eventualmente di votare anche sui nuovi argomenti inseriti nell'ordine del giorno nel caso in cui si decida di votare per delega o per corrispondenza.
presentare liste di candidati ai fini della nomina dei componenti degli organi sociali: tale prerogativa rappresenta certamente uno dei diritti più incisivi tra quelli attribuiti agli azionisti di minoranza. La legge, infatti, impone che nelle società quotate sui mercati regolamentati sia consentito alle minoranze di eleggere almeno un componente degli organi sociali. Tale risultato è ottenuto prevedendo che i soci che raggiungano una determinata soglia [inserire soglia] del capitale sociale hanno il diritto di presentare una propria lista di candidati per gli organi sociali da nominare. All'elezione dell'organo si procederà quindi secondo le norme statutarie, le quali devono comunque garantire che almeno un membro, sia dell'organo amministrativo che dell'organo di controllo, deve essere estratto dalla lista di minoranza che ha ottenuto il maggior numero di voti e che non sia collegata in alcun modo ai soci che hanno presentato o votato la lista di maggioranza. Le liste vanno presentate almeno 25 giorni prima della data fissata per l'assemblea e sono pubblicate sul sito internet della società, corredate dei curricula di tutti i candidati, entro il ventunesimo giorno precedente l'assemblea;
effettuare una sollecitazione di deleghe di voto, tramite la quale un socio ha la possibilità di raccogliere le deleghe degli altri soggetti a cui spetta il diritto di voto, aggregando in tal modo più voti alla propria proposta di voto e aumentandone, quindi, le possibilità di successo nella successiva deliberazione assembleare: la raccolta di deleghe su una specifica proposta di voto deve essere effettuata nel rispetto delle norme di correttezza e trasparenza previste dal TUF e dalla Consob nel proprio Regolamento. In particolare, al fine di consentire ai soggetti sollecitati di pervenire ad una fondata decisione in merito al rilascio della delega, il socio promotore della sollecitazione dovrà pubblicare un prospetto contenente le informazioni richieste dalla Consob sul promotore e sulle motivazioni della sollecitazione – sebbene la Consob non abbia il compito di approvare il prospetto prima della pubblicazione.
Cosa si può (e si deve) fare in occasione dell'assemblea (terza parte)
Dopo l'assemblea, ogni socio, anche chi non ha preso parte all'assemblea, ha la possibilità di conoscere lo svolgimento dei lavori assembleari e l'esito delle operazioni di voto, oltre che prendere opportune iniziative nel caso ritenga che si siano verificate scorrettezze o violazioni di legge. In particolare, il socio può: ... Maggiori dettagli »
prendere visione del rendiconto sintetico delle votazioni assembleari: il rendiconto deve essere pubblicato sul sito interne della società entro 5 giorni dallo svolgimento dell'assemblea;
prendere visione del verbale assembleare: deve essere pubblicato entro 30 giorni dallo svolgimento dell'assemblea sul sito internet della società. Nel verbale, redatto secondo l'art. 2375 c.c. e secondo le indicazioni previste dalla Consob con regolamento (art. 35 Regolamento Emittenti), è data compiuta rappresentazione dello svolgimento dell'assemblea nonché indicazione del voto espresso da tutti gli azionisti presenti;
impugnare la delibera assembleare nulla o annullabile: i soci assenti, dissenzienti o che si sono astenuti possono impugnare le delibere che non sono state prese in conformità della legge o dello statuto (delibere annullabili) o le delibere con oggetto illecito o in caso di mancata convocazione o in mancanza del verbale (delibere nulle), al fine di renderle invalide e annullarne l'efficacia.
I diritti dell'azionista "oltre" l'assemblea
Se l'assemblea dei soci rappresenta l'occasione più importante – e più agevole - per ricevere informazioni sull'andamento della gestione societaria, e quindi monitorare l'andamento del proprio investimento, i soci possono verificare che l'operato degli amministratori sia corretto e rispondente all'interesse sociale anche in altri momenti della vita sociale e con altre modalità.
Infatti, essi possono esercitare anche altri diritti: ... Maggiori dettagli »
ogni socio ha il diritto di ispezionare i libri sociali, nonché di ottenere copia a proprie spese di tutta la documentazione depositata presso la sede sociale per l'assemblea (art. 130 TUF): i libri sociali sono il libro soci e i libri delle adunanze assembleari;
tanti soci che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale hanno il diritto di chiedere e ottenere la convocazione dell'assemblea dei soci sugli argomenti indicati: la convocazione non può essere disposta sui medesimi argomenti per i quali non è ammessa l'integrazione delle materie all'ordine del giorno dell'assemblea già convocata (vedi sopra). Inoltre se il rifiuto è ingiustificato, può provvedere il tribunale con decreto;
i soci possono denunciare al Collegio sindacale fatti ritenuti censurabili: ogni socio può denunciare fatti censurabili all'organo di controllo interno affinché quest'ultimo svolga indagini per verificare se sono state compiute irregolarità o violazioni di legge. Tuttavia, l'organo di controllo interno ha il dovere di indagare senza ritardo solo se la denuncia proviene da tanti soci che rappresentino almeno il 2% del capitale sociale della società. Se ad esito di tali indagini vengono rilevati fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgenza di adottare opportuni provvedimenti, l'organo di controllo interno ha il dovere di convocare lui stesso l'assemblea dei soci affinché vengano adottate le deliberazioni necessarie;
i soci possono agire nei confronti degli amministratori qualora ritengano che questi ultimi, violando i doveri di agire con diligenza, abbiano causato dei danni alla società: l'azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori (e dei membri dell'organo di controllo interno, per non vigilato adeguatamente sugli amministratori) può essere promossa o dall'assemblea, che deve deliberarla con le maggioranze previste per l'assemblea ordinaria, o direttamente da tanti soci che rappresentino almeno il 2,5% del capitale sociale della società. L'azione, anche quando esercitata direttamente dai soci di minoranza, è esercitata sempre nell'interesse della società. Pertanto, è bene ricordare che l'eventuale risarcimento del danno riconosciuto dal giudice sarà attribuito alla società e non ai singoli soci che hanno promosso l'azione civile;
i soci possono anche attivare il controllo dell'autorità giudiziaria quando vi sia il fondato sospetto che siano state compiute dagli amministratori gravi irregolarità che possono arrecare danno alla società: il tribunale è tenuto a prendere in considerazione la denuncia solo se è presentata da tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale della società. In tal caso, se ricorrono i presupposti previsti dalla legge, il tribunale può ordinare l'ispezione della società nonché, effettuati tutti gli accertamenti del caso, il tribunale adotta i provvedimenti necessari ad eliminare le irregolarità. Nei casi più gravi, può anche ritenere necessario revocare gli organi sociali in carica e nominare un amministratore giudiziario per ripristinare la regolarità della gestione.