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Timestamp: 2018-06-20 13:17:45+00:00
Document Index: 108075280

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 5', 'art. 25']

Legge Regionale n. 1 del 10 gennaio 1987 - Turistico - Fiaip.it
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Legge Regionale n. 1 del 10 gennaio 1987
La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dalla legge 17 maggio 1983, n. 217, disciplina le strutture ricettive non regolamentate dalla L.R. 29 ottobre 1981, n. 79, e successive modificazioni in materia di campeggi e villaggi turistici e dalla L.R. 27 ottobre 1981, n. 78, e successive modificazioni, in materia di alberghi e residenze turistiche alberghiere ed in particolare:
- case per ferie ed ostelli per la gioventù;
- rifugi alpini, rifugi escursionistici e bivacchi;
- residence (1).
CASE PER FERIE E OSTELLI PER LA GIOVENTU'
Art. 2. Definizione e caratteristiche.
Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno temporaneo di persone o gruppi gestite, al di fuori di normali canali commerciali, da enti pubblici associazioni o enti religiosi operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari.
Nelle case per ferie possono altresì essere ospitati dipendenti e relativi familiari di altre aziende e assistiti dagli enti di cui al comma precedente; tale attività può essere svolta solo sulla base di apposita convenzione tra le aziende ovvero tra l'azienda titolare e gli enti pubblici.
La disciplina delle case per ferie si applica altresì ai complessi ricettivi gestiti senza scopo di lucro per le finalità di cui al primo comma e che, in relazione alla particolare funzione svolta, vengono denominati centri di vacanza per minori, colonie, pensionati universitari, casa della giovane, foresterie e simili.
Nelle case per ferie devono essere garantiti la prestazione dei servizi ricettivi e la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al primo comma.
Le case per ferie possono altresì essere dotate di particolari attrezzature che consentano il soggiorno anche di gruppi autogestiti secondo autonome modalità organizzative.
Sono ostelli per la gioventù le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno ed il pernottamento dei giovani. Tali strutture ricettive possono essere gestite anche in forma imprenditoriale con le modalità previste dal successivo art. 5. Negli ostelli per la gioventù possono essere ospitati anche gli accompagnatori dei gruppi di giovani.
Non rientrano nei complessi di cui al presente articolo le tipologie ricettive specificatamente disciplinate da leggi regionali sull'assistenza alle persone anziane.
Art. 3. Requisiti tecnici e igienico - sanitari.
Le case per ferie e gli ostelli per la gioventù devono possedere i requisiti previsti dalle disposizioni contenute negli strumenti urbanistici vigenti nonché dai regolamenti edilizi e di igiene comunali.
Le case per ferie e gli ostelli per la gioventù devono comunque avere:
a) una superficie minima delle camere, al netto di ogni locale accessorio, di mq. 8 per le camere ad un letto e mq. 12 per le camere a due letti, con un incremento di superficie di mq. 4 per ogni letto in più;
b) un'altezza minima dei locali di m. 2,40 per le località site in comuni montani al di sopra dei 700 m. sul livello del mare e di m. 2,70 per tutte le altre zone. Per le camere ricavate in sottotetto abitabili delimitati, anche parzialmente dalla falda del tetto, avente un'inclinazione minima del 35%, è consentita un'altezza media di m. 2,40 per gli immobili situati in località comprese in comuni montani al di sopra dei 700 m. sul livello del mare e di m. 2,70 per gli immobili situati nelle altre zone, fermo restando il rispetto delle superfici minime;
c) un w. c. ogni dieci posti letto effettivi, un bagno o doccia ogni dodici posti letto effettivi, un lavabo ogni quattro posti letto effettivi; detti rapporti sono calcolati non computando le camere dotate di servizi igienici privati;
d) un arredamento minimo per le camere da letto, sedia o sgabello, scomparto armadio per persona, cestino rifiuti per camera;
e) uno o più locali di comuni di soggiorno, distinti dalla sala da pranzo, dimensionati complessivamente nel rapporto minimo di mq. 1 per ogni posto letto effettivo, con un minimo di mq. 8; Limitatamente agli ostelli per la gioventù il rapporto minimo per ogni posto letto effettivo è di mq. 0,50 e i locali comuni di soggiorno, ferma restando la loro dimensione minima di mq. 8, possono coincidere con la sala pranzo ;
h) cassetta di pronto soccorso con i medicamenti ed i materiali che indicherà l'autorità sanitaria, che potrà anche richiedere, in relazione alla ubicazione, dimensione e utenza dei complessi, l'allestimento di un locale per infermeria;
i) telefono di norma ad uso degli ospiti, salvo che il Comune non accerti l'impossibilità o la non convenienza oggettiva dell'installazione.
A ciascun posto letto base potrà essere sovrapposto un altro letto, purché sia comunque garantita la cubatura minima di 12 mc. per persona.
Per gli immobili esistenti, ove non vi sia la superficie minima necessaria di cui al punto a), è sufficiente che sia garantita l'esistenza di una cubatura minima di mc. 12 per persona.
Limitatamente agli ostelli della gioventù, ivi compresi quelli autorizzati e da autorizzare successivamente alla data del 4 febbraio 1987, la cubatura minima di cui ai precedenti commi 4 e 5 è stabilita in 9 mc. a persona .
Per quanto non specificatamente previsto dalle presenti disposizioni, si applicano alle case per ferie e agli ostelli per la gioventù le prescrizioni sanitarie previste per le aziende alberghiere dal regio decreto 24 maggio 1925, n. 1102, e successive modificazioni.
Art. 4. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività.
L'esercizio dell'attività ricettiva nelle case per ferie e negli ostelli per la gioventù è soggetto ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, previa stipula di apposita convenzione che individua e regola:
- (Omissis) (5);
- il numero dei posti letto negli ostelli per la gioventù da riservare ai giovani in transito;
- il tipo di gestione che deve in ogni caso garantire l'uso delle strutture e la misura congrua dei prezzi, in rapporto alle finalità per cui è autorizzato il complesso, da accertarsi anche mediante l'eventuale presentazione di statuti e bilanci;
- le modalità ed i limiti di utilizzazione per i diversi scopi ricettivi degli ostelli per la gioventù in periodi in cui non sono occupati dall'utenza giovanile;
L'autorizzazione all'esercizio può comprendere la somministrazione di cibi e bevande limitatamente alle persone alloggiate e alle altre persone che possono utilizzare la struttura in conformità alle finalità sociali cui la stessa è destinata e nei limiti stabiliti dalla convenzione stipulata con il Comune.
Art. 5. Ostelli per la gioventù gestiti in forma imprenditoriale. Obblighi amministrativi.
Le attività ricettive negli ostelli per la gioventù svolte in forma imprenditoriale devono possedere i requisiti tecnici e igienico - sanitari di cui al precedente art. 3.
L'esercizio in forma imprenditoriale dell'attività è soggetto ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, previa stipula di apposita convenzione che individua e regola:
- l'eventuale durata minima e massima per la permanenza degli ospiti;
L'autorizzazione all'esercizio può comprendere la somministrazione di cibi e bevande limitatamente alle persone alloggiate. Con distinta autorizzazione potrà altresì essere consentita, sempre limitatamente alle persone alloggiate, la somministrazione di bevande superalcooliche.
Art. 6. Definizione e caratteristiche.
Sono rifugi alpini i locali idonei ad offrire ospitalità e ristoro ad alpinisti in zone isolate di montagna ubicate in luoghi favorevoli ad ascensioni ed escursioni, raggiungibili attraverso mulattiere, sentieri o altre strade.
I rifugi alpini possono essere gestiti da enti pubblici e da enti e associazioni operanti nel settore dell'alpinismo e dell'escursionismo, nonché da privati.
Sono rifugi escursionistici o rifugi albergo le strutture gestite da enti o associazioni senza scopo di lucro, statutariamente operanti nel settore dell'alpinismo e dell'escursionismo, idonee ad offrire ospitalità ad alpinisti ed escursionisti in zone montane di altitudine non inferiore a m. 700 servite da strade o da mezzi di trasporto ordinari anche in prossimità di centri abitati.
I rifugi escursionistici devono essere gestiti a mezzo di rappresentante o tramite appalto a gestore, previa stipula di apposita convenzione approvata dal Comune che garantisca le finalità d'uso.
Sono altresì assoggettate alla normativa dei rifugi escursionistici le strutture ricettive riservate a coloro che a piedi percorrono itinerari escursionistici anche se poste ad altitudine inferiore a m. 700.
Art. 7. Requisiti tecnici e igienico - sanitari.
e) attrezzature di pronto soccorso (cassetta pronto soccorso, barelle, slitte, corde ed altre attrezzature utili).
Qualora vi sia la possibilità, i servizi di cui ai punti precedenti, dovranno essere posti in locali separati. Il rifugio dovrà disporre di locali di fortuna sempre aperto e di servizi igienico - sanitari.
I rifugi escursionistici devono possedere i requisiti strutturali ed igienico - sanitari previsti per le case per ferie ad eccezione di quelli indicati ai punti e) e i) del precedente art. 3.
I rifugi escursionistici devono essere dotati di un locale comune utilizzabile anche per la somministrazione ed il consumo di alimenti e bevande.
Art. 8. Bivacchi fissi.
Art. 9. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività.
L'esercizio dell'attività dei rifugi alpini ed escursionistici è soggetto ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, previo accertamento della rispondenza della struttura alle norme della presente legge.
La domanda di autorizzazione deve, in particolare, indicare: altitudine delle località, tipo di costruzione, vie di accesso, capacità ricettiva (posti letto, w.c., lavabi), periodi di apertura, tariffe per il vitto ed il pernottamento.
Alla domanda dovrà essere allegato un progetto (prospetto esterno, planimetrie e sezione) e relazione tecnico - descrittiva del fabbricato.
Qualora trattisi di rifugi con custodia, l'Ente o il privato proprietario del rifugio, all'atto della richiesta di apertura, deve indicare il nominativo del custode o del gestore che deve sottoscrivere la domanda per accettazione.
Il Comune accerterà che trattasi di persone di sana e robusta costituzione fisica, di buona condotta morale e civile, nonché - mediante attestazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino - che abbiano conoscenza della zona, delle vie di accesso al rifugio, ai rifugi limitrofi e ai posti di soccorso più vicini, nonché delle nozioni necessarie per un primo intervento di soccorso.
Art. 10. Definizione e caratteristiche.
Gli affittacamere devono assicurare - avvalendosi, di regola, della normale organizzazione familiare - i seguenti servizi minimi compresi nel prezzo della camera:
b) cambio della biancheria ad ogni cambio di clienti e almeno una volta alla settimana;
Art. 11. Requisiti tecnici e igienico sanitari.
I locali destinati all'esercizio di affittacamere devono possedere i requisiti strutturali e igienico - edilizi previsti per i locali di abitazione dal regolamento igienico - edilizio comunale.
Per le camere a più di due letti la cubatura e la superficie minima sono quelle risultanti dalle misure stabilite per le camere a due letti aumentate, per ogni letto in più, di un numero rispettivamente di metri cubi o quadrati pari alla differenza di cubatura e superficie tra le camere ad uno e quelle a due letti, come previsto dall'art. 1 del D.P.R. 30 dicembre 1970, n. 1437.
Resta fermo che, in ogni caso, la capacità ricettiva complessiva dell'esercizio non può superare i 12 posti letto.
Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere comodamente e senza dover attraversare le camere da letto o i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite.
Gli appartamenti utilizzati devono essere dotati di un servizio igienico-sanitario - completo di w.c. con cacciata d'acqua, lavabo, vasca da bagno o doccia, specchio - ogni 10 persone o frazione di 10 superiore a 2, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi.
Per le camere da letto, l'arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona, e da armadio e cestino rifiuti ed un tavolo.
Art. 12. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività.
Chi intende esercitare l'attività di affittacamere deve farne preventiva dichiarazione al Comune che, ove sussistano i requisiti previsti, prende atto della dichiarazione stessa, provvedendo all'iscrizione in apposito elenco.
- periodi in cui viene data ospitalità;
Art. 13. Definizione e caratteristiche.
- fornitura di biancheria pulita ad ogni cambio cliente e cambio di biancheria a richiesta;
- assistenza di manutenzione delle unità abitative e di riparazione e sostituzione di arredi, corredi e dotazioni deteriorate;
Nelle singole unità abitative possono essere inoltre forniti i servizi di telefono, radio-televisione e filodiffusione.
Agli effetti della presente legge si considera gestione di case e appartamenti per vacanze la gestione non occasionale e organizzata di tre o più case o appartamenti ad uso turistico.
Art. 14. Requisiti tecnici e igienico - sanitari.
Le case e appartamenti gestiti per la cessione in uso ai turisti, secondo le modalità di cui all'articolo precedente, devono possedere gli ordinari requisiti igienico - edilizi previsti dalle norme statali in materia di edilizia residenziale e dai regolamenti comunali per i locali di abitazione.
Art. 15. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività.
Chi intende gestire case e appartamenti per vacanze, secondo le modalità di cui all'art. 13, deve richiedere preventiva autorizzazione al Comune in cui si svolge l'attività, indicando:
Il titolare dell'autorizzazione a gestire case e appartamenti per vacanze è inoltre tenuto a comunicare preventivamente al Comune ogni variazione del numero e delle caratteristiche delle case e degli appartamenti di cui dispone per la gestione.
I titolari o gestori della suddetta attività ricettiva sono tenuti a iscriversi alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall'art. 5 della legge 27 maggio 1983 n. 217.
Titolo V bis (6)
Art. 15 bis. Definizione e caratteristiche.
Sono residence le strutture ricettive costituite da almeno sette unità abitative mono e/o pluslocali, ciascuna arredata, corredata e dotata di servizi igienici e di cucina, gestite unitariamente in forma imprenditoriale per fornire alloggio e servizi, anche centralizzati, secondo i requisiti minimi obbligatori previsti nella tabella allegata alla presente legge (Allegato B).
La gestione di residence non comprende la somministrazione di cibi.
Art. 15 ter. Requisiti tecnici ed igienico - sanitari.
I residence, così come individuati all'articolo precedente, devono possedere gli ordinari requisiti igienico - edilizi previsti dalle norme statali in materia di edilizia residenziale e dai regolamenti comunali per i locali di abitazione.
Art. 15 quater. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività.
Chi intende gestire residence, secondo le modalità di cui all'art. 15 bis, deve richiedere preventiva autorizzazione al Comune in cui si svolge l'attività, indicando:
- denominazione del richiedente;
- generalità del rappresentante legale nella gestione, qualora il richiedente intenda avvalersene;
- ubicazione e caratteristiche dei residence.
L'autorizzazione dall'esercizio può comprendere la somministrazione di bevande limitatamente alle persone alloggiate.
I titolari o gestori dei residence sono tenuti a iscriversi alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall'art. 5 della legge 27 maggio 1983, n. 217.
Art. 15 quinquies. Classificazione.
I residence sono classificati in tre categorie sulla base della tabella di classificazione ad essi relativa (Allegato C).
Art. 16. Accertamento dei requisiti.
Il Comune provvede al rilascio dell'autorizzazione o alla presa d'atto per le attività ricettive di cui alla presente legge dopo aver accertato che sussistono i requisiti strutturali, nonché i requisiti soggettivi, del titolare e degli eventuali rappresentanti, previsti dagli artt. 11 e 12 del T.U.L.P.S. approvato con regio decreto legge 18 giugno 1931, n. 773.
L'accertamento dei requisiti strutturali può essere effettuato sulla base delle indicazioni contenute nella domanda o dichiarazione, o chiedendo ulteriori documenti o effettuando sopralluoghi.
Art. 17. Rinnovi e dichiarazioni annuali.
L'autorizzazione, anche per i complessi ad attività stagionale, viene rinnovata annualmente, a presentazione di domanda, di norma mediante vidimazione sull'atto originale, previo pagamento delle tasse di concessione e delle tasse eventualmente dovute a qualsiasi titolo.
Analogamente si procede per le attività soggette a dichiarazione.
Art. 18. Diffida, sospensione, revoca e cessazione.
L'autorizzazione ad esercitare le attività ricettive di cui alla presente legge può essere revocata dal Comune in ogni tempo venendo meno alcuno dei requisiti per il rilascio, o quando l'attività sia ritenuta dannosa o contraria agli scopi per cui viene autorizzata oppure per motivi di pubblica sicurezza.
Nei casi di irregolarità minori il Comune può procedere alla diffida o alla sospensione temporanea dell'autorizzazione.
Analogamente a quanto previsto dai commi precedenti il Comune procede a diffidare e a vietare temporaneamente o definitivamente le attività soggette a dichiarazione.
Il titolare di una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attività deve darne preventivo e, qualora ciò non fosse possibile, contestuale avviso al Comune.
Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 mesi, prorogabili dal Comune, per fondati motivi, di altri 6 mesi: decorso tale termine l'attività si intende definitivamente cessata.
Art. 19. Comunicazione dei provvedimenti.
Il Comune dà immediata comunicazione alla Regione, o all'Ente da essa delegato, del rilascio delle autorizzazioni e delle prese d'atto per le attività ricettive di cui alla presente legge, nonché delle diffide, sospensioni, revoche e cessazioni.
Il Comune è tenuto altresì a trasmettere alla Regione riepiloghi annuali delle strutture ricettive in attività.
Art. 20. Denuncia e pubblicità dei prezzi.
Art. 21. Funzioni di vigilanza e controllo.
Ferme restando le competenze dell'Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull'osservanza delle disposizioni della presente legge sono esercitate dal Comune.
Art. 22. Classificazione e comparazione a fini tributari.
Gli alloggi utilizzati per l'esercizio di affitta camere o per la gestione di case e appartamenti per vacanze, sono classificati dal Comune ai fini della comparazione alle categorie previste dal Regio Decreto 24 novembre 1938, n. 1926, in quattro categorie sulla base della tabella di classificazione allegata alla presente legge (allegato A). I residence classificati in tre categorie ai sensi dell'articolo precedente corrispondono, ai fini di cui al presente articolo, alle prime tre categorie di cui al R.D. 24 novembre 1938, n. 1926.
Le case per ferie, gli ostelli per la gioventù sono classificati fra gli alloggi di IV categoria.
Art. 23. Uso occasionale di immobili a fini ricettivi.
L'uso occasionale e per periodi non superiori ai 60 giorni, da parte di soggetti pubblici o delle associazioni del tempo libero senza finalità di lucro, di immobili non destinati abitualmente a ricettività collettiva, è consentito in deroga alle disposizioni di cui alla presente legge, previo nulla - osta del Comune.
Il Comune concede il nulla - osta limitatamente al periodo di utilizzo dopo aver accertato le finalità sociali dell'iniziativa e la presenza dei requisiti igienico - sanitari e di sicurezza in relazione al numero degli utenti e al tipo di attività.
Art. 24. Osservanza di norme statali e regionali.
E' fatta salva l'osservanza delle altre norme statali e regionali che regolano l'esercizio dell'attività ricettiva, in quanto applicabili alle attività disciplinate dalla presente legge, e in particolare delle norme riguardanti la pubblica sicurezza, la prevenzione incendi e infortuni, la tutela igienico-sanitaria e l'uso e tutela del suolo.
Art. 25. Disposizioni transitorie e finali.
Entro un biennio dalla data di entrata in vigore della presente legge i residence, le case per ferie, gli ostelli per la gioventù, i rifugi alpini e gli esercizi di affittacamere già operanti devono essere adeguati, per poter continuare l'attività, ai requisiti della presente legge; in tale periodo possono essere rinnovate le autorizzazioni di esercizio sempre che sussistano i requisiti previsti dalla legislazione che disciplinava precedentemente le singole attività.
Fatto salvo quanto disposto dal precedente comma, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, non si applicano più nella Regione Toscana le disposizioni della legge 16 giugno 1939, n. 1111 "Disciplina degli affittacamere", del D.P.R. 4 agosto 1957, n. 918 "Approvazione del testo organico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini" e della legge 21 marzo 1958, n. 326 "Disciplina dei complessi complementari a carattere turistico - sociale".
Art. 26. Sanzioni.
Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge sprovvisto dell'autorizzazione, ove richiesta, o comunque trasgredisce alle disposizioni di cui all'art. 27, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 1.000.000 a L. 3.000.000.
Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge senza averne fatta preventiva dichiarazione, ove richiesta, o comunque trasgredisce alle disposizioni di cui all'art. 27, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 500.000 a L. 1.500.000.
La violazione di quanto previsto dall'art. 5 della presente legge comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 300.000 a lire 900.000.
Il superamento della capacità ricettiva consentita, fatto salvo il caso di stato di necessità per i rifugi alpini, comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 200.000 a L. 600.000.
In caso di recidiva le sanzioni previste ai commi precedenti sono raddoppiate e nei casi più gravi può procedersi alla sospensione dell'attività o alla revoca dell'autorizzazione.
Art. 27. Accertamento delle violazioni e irrogazione delle sanzioni.
I proventi delle sanzioni previste dall'art. 25 della presente legge sono devoluti al Comune che ha accertato la violazione.
Tabella per la classificazione degli alloggi utilizzati per l'esercizio di
affittacamere e case e appartamenti per vacanze ai fini della comparazione
alle categorie previste dal R.D.L. 24 novembre 1938, n. 1926 (i parametri
cui si fa riferimento sono quelli fissati dalla legge 27 luglio 1978, n.
392, sull'equo canone):
centro storico o centrale
zone di pregio particolare site nella zona edificata periferica o nella zona agricola
N.B. - L'ubicazione può intendersi riferita alle attrattive turistiche della località.
Tabella dei requisiti minimi obbligatori per i residence:
1. Componenti della struttura.
1.1. Ascensore, per strutture con almeno due piani oltre il
terreno. Per gli immobili esistenti, l'obbligo
dell'ascensore sussiste se tecnicamente e
legittimamente realizzabile.
1.2. Telefono comune a disposizione della clientela.
1.3. Deposito o contenitore per raccolta immondizia.
2. Componenti dell'unità immobiliare.
2.1. Impiantistiche.
2.1.1. Fornitura di energia elettrica e/o gas.
2.1.2. Acqua corrente fredda e calda.
2.1.3. Riscaldamento (per le gestioni invernali).
2.2. Apparecchiature, attrezzature, arredi.
2.2.1. Cucina o angolo cottura: lavello, fornello, mobilio,
frigorifero, porta rifiuti, aspirazione.
2.2.2. Pranzo: tavolo o piano d'appoggio, sedie.
2.2.3. Soggiorno: posti a sedere in divano o divano letto o
2.2.4. Notte: letti fissi o a scomparsa o in divani, comodini
e tavoli di servizio, appliques o lampade, specchio,
2.2.5. Bagno: WC, vasca o doccia, lavabo, bidet, accessori ad
ogni apparecchio, specchio con ripiani, prese di
corrente, sgabello, scopinetto, cestino rifiuti.
2.3. Dotazioni.
2.3.1. Cucina, pranzo, soggiorno: occorrente per la
preparazione e consumazione dei pasti, occorrente per
pulire, sacchetti per le immondizie.
2.3.2. Notte: materasso, cuscino, coperta, lenzuola, federe,
copriletto per ogni posto letto utilizzato.
2.3.3. Bagno: asciugamani, salviette, bidet, asciugatoio bagno
per ogni posto letto utilizzato, saponetta per il solo
arrivo, carta igienica con riserva, sacchetti igienici.
3. Segreteria (ricevimento, informazioni, portierato);
quattro ore al giorno (esclusi festivi).
3.2. Pulizia delle unità immobiliari (escluso il riassetto
della cucina): una volta alla settimana.
3.3. Cambio della biancheria da letto, da bagno e da cucina:
3.4. Asporto dei rifiuti dal punto centralizzato.
Allegato C (13)
Tabella per la classificazione dei residence:
a) Prestazioni di servizio:
- segreteria e sorveglianza, per ogni due ore giornaliere oltre al minimo aggiungere punti
- pulizia degli appartamenti, per ogni giorno oltre al minimo aggiungere punti
- cambio della biancheria, per ogni giorno oltre al minimo aggiungere punti
b) Dotazioni della struttura e degli appartamenti:
- posti auto in garage
- posto auto in parcheggio scoperto
- telefono in ogni appartamento
- radio e/o filodiffusione in ogni appartamento
- televisione in bianco e nero in ogni appartamento
- televisione a colori in ogni appartamento
- aria condizionata in ogni appartamento
- sale per convegni venti persone minimo, punti
- per ogni venti persone in più, punti
- altri impianti, ognuno
d) Caratteristiche relative a:
qualità e conservazione della struttura:
- ottima o di pregio
qualità e conservazione degli arredi:
1ª categoria: requisiti minimi più di 30 punti di requisiti fungibili.
2ª categoria: requisiti minimi più di 15 punti di requisiti fungibili.
3ª categoria: requisiti minimi obbligatori