Source: https://www.exeo.it/free/determinazione-fabbisogno-e-dimensionamento-piano-di-zona-peep
Timestamp: 2019-05-25 19:49:53+00:00
Document Index: 67080331

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Determinazione fabbisogno e dimensionamento piano PEEP
Determinazione del fabbisogno e dimensionamento del piano di zona per l’edilizia economica e popolare
La determinazione del fabbisogno abitativo, fase in cui la P.A. gode di ampi poteri discrezionjali, costituisce l'elemento fondamentale ai fini non solo del dimensionamento del piano P.E.E.P. (art.3 L.167/1962), ma anche della stessa «politica sociale»: l'ordinamento assicura infatti la realizzazione di alloggi popolari solo a condizione che ciò sia effettivamente necessario per la comunità.
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO
Ai fini della determinazione del fabbisogno di alloggi da destinare ad edilizia economica e popolare, non esiste un nesso necessariamente inscindibile tra fabbisogno abitativo e incremento della popolazione, rappresentando quest'ultimo solo una componente del calcolo da effettuarsi e potendosi prendere in esame anche altri elementi.
Nella concezione generale dell'edilizia economico-popolare, che rende obbligatoria la formulazione dei peep in certi Comuni, in rapporto alla popolazione, il programma è proiettato allo sviluppo delle esigenze abitative nei dieci anni successivi (L. 18 aprile 1962, n. 167, art. 3). La mutevolezza delle esigenze, tuttavia, non può ingessare la programmazione secondo scansioni rigidamente temporali, essendo anzi ammessa una modulazione nel tempo delle esigenze attraverso i programmi pluriennali di attuazione (L. 28 gennaio 1977, n. 10, art. 13), come pure non è preclusa la variante di aggiornamento ai piani di zona stessi.
Ai sensi dell'art. 3 della L. n. 167/1962 il dimensionamento del piano di zona per l'edilizia economica e popolare deve essere basato su una previsione di qu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... presume saranno le esigenze abitative per il tempo futuro per il quale il piano conserva efficacia. La stima del fabbisogno abitativo, deve essere operata dal Comune non sulla base di mere enunciazioni bensì con adeguata motivazione, sul piano tecnico, supportata da dati statistici che dimostrino la correttezza delle conclusioni accolte.
Sebbene non sia revocabile in dubbio che in sede di determinazione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica l'amministrazione gode di ampi poteri discrezionali, anche di natura tecnica, potendo tener conto non solo del saldo migratorio negativo degli anni precedenti, ma anche di fenomeni sociali, quali, ad esempio, flussi migratori in ragione delle peculiarità della zona, della sua vicinanza ad un grande centro urbano già affollato, etc., è purtuttavia necessario che tale determinazione si basi su di un'adeguata motivazione e su una altrettanto puntuale istruttoria, da cui possa evincersi la sua ragionevolezza e attendibilità.
Nel bilanciamento degli interessi in gioco, l'ordinamento assicura la prevalenza dell'interesse pubblico alla realizzazione di alloggi popolari solo a condizione che ciò sia effettivamente necessario per la comunità (e quindi solo laddo... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o accertato in modo ragionevolmente adeguato e approfondito l'effettivo bisogno abitativo).
La determinazione del fabbisogno abitativo costituisce l'elemento fondamentale ai fini non solo del dimensionamento del piano di edilizia economico e popolare, ma anche della stessa determinazione di «politica sociale» dell'Amministrazione di adottare il predetto piano, ponendosi come strumento indispensabile per la corretta ed effettiva individuazione dell'interesse pubblico prevalente (alla realizzazione di case popolari da assegnare ai cittadini meno abbienti), rispetto al quale recedono i diritti di proprietà (ivi compreso ovviamente lo ius aedificandi), dei soggetti proprietari delle aree individuate per la realizzazione del piano stesso.
In sede di determinazione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica, l'amministrazione gode di ampi poteri tecnico-discrezionali, ma è sempre necessario che tale determinazione si fondi su una adeguata motivazione e su una puntuale istruttoria, sì da potersi evincere la sua ragionevolezza e congruità.
La quantificazione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica non solo costituisce elemento fondamentale ai fini del dimensionamento in sé del pian... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dilizia economica e popolare, ma vale a rendere concreto l'interesse pubblico di carattere prevalente alla realizzazione di case popolari, a fronte del quale i diritti dominicali appaiono recessivi.
E' illegittimo il piano per l'edilizia economica e popolare, il cui fabbisogno sia stato calcolato con riferimento ad un periodo temporale non conferente.
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> DIMENSIONAMENTO
Il vincolo di cui all'art. 3 della L. 167/62 secondo cui l'estensione delle zone da includere nel p.e.e.p. non può essere inferiore al 40% del fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato, essendo posto in funzione antielusiva dell'obbligo di approvazione dei p.e.e.p., non può che riguardare i comuni che a ciò sono obbligati, e non anche gli enti locali per cui l'adozione di tale strumento è facoltativa.
Il piano attuativo (peep), comportante dichiarazione di PU, deve specificare le aree incluse nel relativo perimetro.
Che il P.e.e.p. sia correttamente dimensionato si rende necessario non solo per evitare di comprimere ingiustificatamente il diritto di proprietà altrui, ma anche per commisurare i pesanti o... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zzativi ed espropriativi alle reali e concrete disponibilità finanziarie di cui l'amministrazione comunale potrà ragionevolmente disporre nel periodo necessario per la sua attuazione.
Dalla disposizione di cui all'art. 3 comma 1 L. n. 167/1962, si evince che il calcolo del fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel territorio comunale deve precedere la decisione in ordine all'estensione delle aree da includere nel P.e.e.p. per le esigenze dell'edilizia economica e popolare; oltre a ciò la norma non va, tacendo, in particolare, sulle voci strutturali che debbono concorrere alla determinazione di detto fabbisogno complessivo nonché in ordine alle modalità di calcolo del "peso" di tali voci ai fini della predetta determinazione: il che equivale a dire che non è configurabile su tali punti alcun profilo di illegittimità per violazione di legge.
Le operazioni di dimensionamento del piano di zona, per quanto regolate dalla manifestazione di potere discrezionale delle amministrazioni interessate, debbono comunque fondarsi su valutazioni attendibili e razionali al fine di garantire il contemperamento degli interessi pubblici e privati coinvolti nell'iniziativa economico-sociale dell'ente pubblico... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Appartiene alla valutazione latamente discrezionale del Comune se comprendere nei piani PEEP anche le aree sulle quali insistono edifici, la cui demolizione o trasformazione sia richiesta da ragioni igienico-sanitarie o sia ritenuta necessaria per la realizzazione del piano stesso.
Ai fini del dimensionamento del PEEP e, quindi, della determinazione del fabbisogno di alloggi da destinare ad edilizia popolare, non v'è nesso inscindibile tra fabbisogno abitativo ed incremento della popolazione, rappresentando quest'ultimo solo una componente del calcolo da effettuare e potendosi prendere in esame anche altri elementi, quali l'esigenza del rinnovato modo di vivere della popolazione, legato all'evoluzione del costume sociale in atto.