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Timestamp: 2020-08-05 21:44:23+00:00
Document Index: 23867757

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 656', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

ordinamento penitenziario | 01 Luglio 2019
Niente domiciliari per il detenuto obeso
Confermato il carcere, nonostante i problemi di salute lamentati dall’uomo. Per i Giudici è evidente l’afflizione aggiuntiva da lui subita, ma ciò non è sufficiente a considerare il trattamento penitenziario disumano.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 28536/19; depositata il 1° luglio)
ordinamento penitenziario | 07 Giugno 2019
Nei casi in cui già siano stati emessi l’ordine di carcerazione e il provvedimento di contestuale sospensione e sia stata avanzata dal condannato richiesta di concessione di misure alternative alla detenzione, l’atto complesso – costituito dalla sospensione dell’ordine, dalla proposizione dell’istanza e dalla decisione del Tribunale di sorveglianza – è stato già compiuto, al momento dell’entrata in vigore della l. n. 3/2019, in alcuni dei suoi tasselli essenziali, sicchè la sopravvenienza normativa che aumenta il novero dei delitti di cui al catalogo contenuto nell’art. 4-bis ord. pen., richiamato dall’art. 656, comma 9, c.p.p. ai fini del divieto di sospensione dell’ordine di esecuzione, non può comportare la revoca della sospensione già disposta e il mutamento delle regole per la eventuale concessione delle misure alternative richieste.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 25212/19; depositata il 6 giugno)
ordinamento penitenziario | 03 Giugno 2019
L’omessa audizione del detenuto che, trovandosi fuori circoscrizione, ne fa richiesta determina una nullità generale
Se l’interessato, che sia detenuto in un luogo posto fuori dalla circoscrizione del giudice procedente, chiede di essere sentito dal Magistrato di Sorveglianza del luogo in cui si trova, detta audizione diventa elemento essenziale ai fini della validità del procedimento.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 24423/19; depositata il 31 maggio)
ordinamento penitenziario | 29 Maggio 2019
Quali fattori possono compensare lo spazio nella cella inferiore al minimo vitale?
Quando lo spazio vitale del singolo in cella è inferiore ai 3 metri quadrati, scatta una forte presunzione di trattamento inumano o degradante. I possibili fattori di compensazione devono sussistere cumulativamente e devono essere valutati in relazione al caso concreto, alla luce della durata del trattamento, dei suoi effetti fisici e mentali nonché, talvolta, del sesso, dell’età e dello stato di salute del detenuto.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 23496/19; depositata il 28 maggio)
ordinamento penitenziario | 23 Maggio 2019
Poiché è al momento del passaggio in giudicato del provvedimento da eseguire che si apre il rapporto processuale di esecuzione e si cristallizza il contesto normativo che definisce le modalità di esecuzione della pena, l’unica interpretazione della norma sopravvenuta che conduca a risultati irragionevoli e non leda le legittime aspettative del condannato è quella che si applichi solo in relazione alle sentenze divenute esecutive dopo la sua entrata in vigore.
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