Source: http://www.foromaterano.it/wordpress/professione-avvocato/regio-decreto-legge-27-novembre-1933-n-1578/
Timestamp: 2018-07-19 11:39:31+00:00
Document Index: 163767335

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 30', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 57', 'art. 101', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 68', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 93', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 19']

Regio Decreto Legge 27 novembre 1933, n. 1578 | FORO MATERANO
R.D.L. 27-11-1933, n. 1578
Ordinamento delle professioni di avvocato e di procuratore
È equiparato alla pratica il servizio prestato per almeno due anni da magistrati dell’ordine giudiziario, militare o amministrativo, o del Tribunale speciale per la difesa dello Stato[soppresso dal R.D.L. 29 luglio 1943, n. 668], dai vicepretori onorari, dagli avvocati dello Stato e del cessato ufficio legale delle ferrovie dello Stato, dagli aggiunti di procura della stessa Avvocatura dello Stato, nonché il servizio prestato, per lo stesso periodo di tempo, nelle prefetture dai funzionari del gruppo A dell’Amministrazione civile dell’interno, con grado non inferiore a quello di consigliere.
29.[Abrogato dall’art. 6, L. 24 febbraio 1997, n. 27]
e) coloro che, avendo conseguito l’abilitazione alla libera docenza e la definitiva conferma, abbiano per almeno otto anni esercitato un incarico di insegnamento. La libera docenza e l’incarico debbono riguardare materia attinente all’esercizio professionale;
f) coloro che per almeno quindici anni siano stati Vice-pretori onorari e per i quali sia rilasciata attestazione dai capi della Corte d’appello nei sensi di cui all’art. 26, lettera e).
31. La domanda per l’iscrizione all’albo degli avvocati è rivolta al Consiglio dell’ordine degli avvocati e dei procuratori nella cui circoscrizione il richiedente ha la sua residenza o il suo domicilio professionale, e deve essere corredata dei documenti comprovanti i requisiti stabiliti dalla legge.
Il rigetto della domanda per motivi di incompatibilità o di condotta non può essere pronunciato se non dopo avere sentito il richiedente nelle sue giustificazioni.
Il Consiglio deve deliberare nel termine di due mesi dalla presentazione della domanda.
La deliberazione è motivata ed è notificata in copia integrale entro quindici giorni all’interessato ed al Procuratore della Repubblica, al quale sono trasmessi altresì i documenti giustificativi. Nei dieci giorni successivi il Procuratore della Repubblica riferisce con parere motivato al Procuratore generale presso la Corte d’appello. Quest’ultimo e l’interessato possono presentare, entro venti giorni dalla notificazione, ricorso al Consiglio nazionale forense. Il ricorso del Pubblico Ministero ha effetto sospensivo.
32. [Abrogato dall’art. 2, L. 4 marzo 1991, n. 67]
33. Gli avvocati, per essere ammessi al patrocinio davanti alla Corte di cassazione e alle altre giurisdizioni indicate nell’art. 4, secondo comma, debbono essere iscritti in un albo speciale, che è tenuto dal Consiglio nazionale forense.
Gli avvocati che aspirano all’iscrizione nell’albo speciale devono farne domanda allo stesso Consiglio nazionale forense e dimostrare di avere esercitato per dodici anni almeno la professione di avvocato davanti alle Corti di appello e ai Tribunali.
Tuttavia, dopo venti anni di contemporanea iscrizione nei due albi, l’avvocato ha facoltà di rimanere iscritto nel solo albo speciale.
Qualora i poteri del Direttorio siano stati affidati al segretario o ad un commissario, ai sensi dell’art. 8, comma terzo, della legge 3 aprile 1926, n. 563, o dell’art. 30, comma secondo, del regio decreto 1° luglio 1926, n. 1130, le funzioni inerenti alla custodia dell’albo speciale sono esercitate da un comitato presieduto dallo stesso segretario o commissario e composto di sei membri nominati dal Ministro delle corporazioni di concerto con il Ministro di grazia e giustizia tra gli avvocati iscritti nello stesso albo speciale.
a) i professori di ruolo di discipline giuridiche delle Università della Repubblica e degli istituti superiori ad essi parificati dopo quattro anni di insegnamento;
b) coloro che siano stati magistrati dell’ordine giudiziario militare, o amministrativo o del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, con grado non inferiore a quello di Consigliere di Cassazione, di Consigliere di Stato, di Consigliere della Corte dei conti o con altro grado equiparato, oppure per almeno tre anni col grado di Consigliere di Corte di Appello o altro equiparato;
d) coloro che, avendo conseguita l’abilitazione alla libera docenza e la definitiva conferma, abbiano esercitato per almeno otto anni un incarico d’insegnamento. La libera docenza e l’incarico debbono riguardare materia attinente all’esercizio professionale.
Coloro che non abbiano raggiunto, nell’insegnamento, nei gradi o negli uffici innanzi indicati, il periodo di tempo necessario per l’iscrizione nell’albo speciale possono ottenerla dopo un periodo di esercizio professionale uguale a quello ancora occorrente per integrare il periodo richiesto a norma del precedente comma.
35. Le deliberazioni del Consiglio nazionale forense in materia di iscrizione nell’albo speciale e di cancellazione dall’albo stesso devono essere motivate. Esse sono notificate, entro quindici giorni, agli interessati ed al Pubblico Ministero presso la Corte di cassazione, i quali possono ricorrere al Consiglio nazionale forense nel termine di quindici giorni dalla notificazione. [Il presente comma è stato implicitamente e parzialmente modificato dall’art. 7 D.Lgs.C.P.S. 28 maggio 1947, n. 597, che ha disposto, quanto alle deliberazioni del Consiglio nazionale forense, che siano comunicate all’interessato ed al Pubblico Ministero con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, e quanto al termine per proporre ricorso, che esso è di trenta giorni, con decorrenza dalla comunicazione.]
36. Il Ministro della giustizia esercita l’alta sorveglianza sugli esami per la professione di avvocato e di procuratore ed ha facoltà di annullarli quando siano avvenute irregolarità. Egli può intervenire in seno alle commissioni esaminatrici, anche per mezzo di un proprio rappresentante al quale impartisce le disposizioni che debbono essere osservate per la disciplina e per lo svolgimento degli esami.
3° quando il procuratore non osservi l’obbligo della residenza o del domicilio professionale;
4° quando l’avvocato trasferisca la sua residenza o il suo domicilio professionale fuori della circoscrizione del Tribunale presso cui è iscritto;
L’avvocato e il procuratore cancellati dall’albo a termini del presente articolo hanno il diritto di esservi nuovamente iscritti qualora dimostrino, se ne è il caso, la cessazione dei fatti che hanno determinato la cancellazione e l’effettiva sussistenza dei titoli in base ai quali furono originariamente iscritti, e siano in possesso dei requisiti di cui ai numeri 1°, 2° e 3° dell’art. 17. Per le reiscrizioni sono applicabili le disposizioni dell’art. 31.
38. [Salvo quanto è stabilito negli artt. 130, 131 e 132 del codice di procedura penale e salve le disposizioni relative alla polizia delle udienze: il periodo che precede è da ritenersi implicitamente abrogato dal vigente Codice di procedura penale] Gli avvocati ed i procuratori che si rendano colpevoli di abusi o mancanze nell’esercizio della loro professione o comunque di fatti non conformi alla dignità e al decoro professionale sono sottoposti a procedimento disciplinare.
La competenza a procedere disciplinarmente appartiene tanto al Consiglio dell’ordine che ha la custodia dell’albo in cui il professionista è iscritto, quanto al Consiglio nella giurisdizione del quale è avvenuto il fatto per cui si procede: ed è determinata, volta per volta, dalla prevenzione. Il Consiglio dell’ordine che ha la custodia dell’albo nel quale il professionista è iscritto è tenuto a dare esecuzione alla deliberazione dell’altro Consiglio.
Il procedimento disciplinare è iniziato di ufficio o su richiesta del Pubblico Ministero presso la Corte d’appello o il Tribunale, ovvero su ricorso dell’interessato.
[Nel caso preveduto nell’art. 33, comma sesto, le funzioni inerenti al potere disciplinare, attribuite al Direttorio del sindacato nazionale, sono esercitate dal comitato di cui allo stesso art. 33, comma sesto: comma da ritenersi abrogato per effetto del D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382.]
5) la radiazione dall’albo.
41. La radiazione è pronunciata contro l’avvocato o il procuratore che abbia comunque, con la sua condotta, compromesso la propria reputazione e la dignità della classe forense.
I provvedimenti preveduti nel presente articolo sono adottati dal Consiglio dell’ordine, sentito il professionista.
Nei casi preveduti nel presente articolo la durata della sospensione non è assoggettata al limite stabilito nell’articolo 40, n. 3.
Le autorità giudiziarie e le altre autorità competenti danno immediatamente avviso al Pubblico Ministero presso il Tribunale ed al Consiglio dell’ordine che ha la custodia dell’albo, in cui il professionista è iscritto, dei provvedimenti per i quali sono stabilite l’apertura del procedimento disciplinare o l’applicazione della sospensione cautelare.
Se il Consiglio dell’ordine non ritiene di pronunciare la sospensione del professionista ammonito o assegnato al confino di polizia o contro il quale sia stato emesso mandato od ordine di comparizione o di accompagnamento, deve informarne senza ritardo il Pubblico Ministero presso il Tribunale con rapporto motivato.
47. Il professionista radiato dall’albo può esservi reiscritto purché siano trascorsi almeno cinque anni dal provvedimento di radiazione, e, se questa derivò da condanna, sia intervenuta la riabilitazione. Il termine è di sei anni se la condanna fu pronunciata per delitto commesso con abuso di prestazione dell’opera di avvocato o di procuratore, ovvero per delitto contro la Pubblica Amministrazione, contro l’Amministrazione della giustizia, contro la fede pubblica o contro il patrimonio.
Il termine rispettivo di cinque e di sei anni decorrerà, nel caso in cui il professionista sia stato sottoposto a sospensione cautelare, dalla data di sospensione.
In confronto dei testimoni sono applicabili le disposizioni degli artt. 133, 198 e 207 [già 358 e 359 C.P.P. previgente] del codice di procedura penale.
49. I componenti del Consiglio nazionale e quelli di un Consiglio locale possono essere ricusati per i medesimi motivi, in quanto applicabili, indicati negli articoli 51 e 52 [già 116]del codice di procedura civile e devono astenersi quando vi sia un motivo di ricusazione da essi conosciuto, anche se non proposto.
[Quando per la ricusazione di più componenti del Consiglio nazionale o di quello di un Consiglio locale non ne rimanga il numero prescritto per decidere, spetta alla commissione centrale, su ricorso della parte, di decidere sulla ricusazione e, qualora questa sia ammessa, di pronunciarsi nel merito: comma da ritenersi abrogato ex art. 2 D.Lgs.C.P.S. 28 maggio 1947, n. 597.]
Spetta altresì al Consiglio nazionale forense di pronunciarsi sui conflitti di competenza fra i Consigli locali per quanto concerne l’esercizio del potere disciplinare.
50. Le decisioni del Consiglio nazionale forense e dei Consigli dell’ordine locali sono notificate in copia integrale entro quindici giorni all’interessato ed al Pubblico Ministero presso il Tribunale, al quale sono comunicati contemporaneamente anche gli atti del procedimento disciplinare.
Il Pubblico Ministero presso il Tribunale riferisce entro dieci giorni con parere motivato al Pubblico Ministero presso la Corte d’appello. Quest’ultimo e l’interessato possono, entro venti giorni dalla notificazione di cui al comma precedente, proporre ricorso al Consiglio nazionale forense.
52. Presso il Ministero della giustizia è costituito il Consiglio Nazionale Forense.
53. [Con regio decreto, su proposta del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con quello delle corporazioni, può essere revocata la nomina di uno o più dei componenti della commissione centrale, qualora ciò si renda necessario per il migliore funzionamento di essa o per la dignità della classe.
Coloro che sono nominati in sostituzione di membri venuti a mancare rimangono in carica per il tempo della durata in carica dei membri che hanno sostituito.
Articolo tacitamente abrogato e sostituito dagli artt. da 13 a 15 e 21, D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382.]
2° esercita il potere disciplinare nei confronti dei propri membri.
55. [Alle decisioni della Commissione centrale sui ricorsi presentati contro provvedimenti del Sindacato nazionale non possono prendere parte i componenti che abbiano la qualità di segretario o di membro del Consiglio dell’ordine medesimo.
Nello stesso modo non possono partecipare alle decisioni sui ricorsi proposti contro provvedimenti di un Consiglio dell’ordine coloro che abbiano la qualità di segretario o di membro dello stesso Consiglio dell’ordine.
Norma superata dalla incompatibilità fra la carica di consigliere di un ordine e quella di consigliere del Consiglio nazionale forense disposta dall’art. 13, D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382.]
Il ricorso non ha effetto sospensivo. Tuttavia l’esecuzione può essere sospesa dalle sezioni unite della Corte di cassazione, in camera di consiglio, su istanza del ricorrente.
Il ricorso deve essere deciso nel termine di 90 giorni.
Le deliberazioni con le quali si stabiliscono i criteri di cui al comma precedente devono essere approvate dal Ministro della giustizia.
Per quanto riguarda l’onorario di avvocato, alla nota delle spese può essere unito, all’atto della presentazione di essa ed in ogni caso non oltre dieci giorni dall’assegnazione della causa a sentenza, il parere del Consiglio dell’ordine degli avvocati e procuratori.
61. L’onorario dell’avvocato nei confronti del proprio cliente, in materia sia giudiziale sia stragiudiziale, è determinato, salvo patto speciale, in base ai criteri di cui all’art. 57, tenuto conto della gravità e del numero delle questioni trattate.
Tale onorario, in relazione alla specialità della controversia o al pregio o al risultato dell’opera prestata, può essere anche maggiore di quello liquidato a carico della parte condannata nelle spese.
Fermo il disposto degli artt. 4 e 7 del R.D.L. 7 agosto 1936, n. 1531, sul procedimento d’ingiunzione, gli avvocati possono chiedere il decreto di ingiunzione in confronto dei propri clienti anche all’autorità giudiziaria della circoscrizione per la quale è costituito l’albo in cui sono iscritti, osservate le norme relative alla competenza per valore.
Le convenzioni in contrario devono risultare da atto scritto.
Le tariffe per la determinazione degli onorari e degli altri diritti dei procuratori possono essere rivedute ogni cinque anni con decreto del Ministro della giustizia, sentito il parere del Consiglio nazionale.
L’opposizione è proposta con atto di citazione notificata alle altre parti interessate.
Si applicano le norme dei procedimenti per ingiunzione.
Le modalità per il deposito degli atti, nel caso preveduto nel comma secondo, saranno stabilite con successive disposizioni da emanarsi ai sensi dell’art. 101.
Disposizione a favore degli ex combattenti e dei benemeriti della causa nazionale
[Con R.D.L. 28 aprile 1937, n. 580, e L. 29 aprile 1943, n. 419, sono stati estesi agli ex combattenti rispettivamente dell’Africa Orientale e della guerra 1940-1945 i benefici preveduti nelle leggi e nei regolamenti professionali.
Le disposizioni degli artt. 5 e 6 del R.D.L. 21 ottobre 1937, n. 2179, recanti provvidenze a favore di coloro che parteciparono ad operazioni militari in servizio militare non isolato all’estero, sono state abrogate con l’art. 9, lettera a), D.Lgs.C.P.S. 28 maggio 1947, n. 597.
Con D.Lgs.C.P.S. 5 maggio 1947, n. 374 venne temporaneamente ridotto ad un anno il periodo di pratica necessario per gli esami di procuratore.]
69. Il periodo di pratica occorrente per l’ammissione agli esami è ridotto a tre mesi per gli ex-combattenti che siano stati iscritti per la pratica stessa anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
I procuratori ex-combattenti iscritti nell’albo prima dell’entrata in vigore della legge 22 dicembre 1932, n. 1674, possono essere iscritti nell’albo degli avvocati dopo tre anni di esercizio professionale.
72. Gli avvocati ex-combattenti possono essere iscritti nell’albo speciale preveduto nell’art. 33 dopo quattro anni di esercizio professionale.
e) da coloro che militarono nelle legioni fiumane mediante il foglio di congedo relativo a tale qualità od altro documento equipollente rilasciato dalle autorità del luogo e del tempo, ovvero mediante gli stati di servizio od i fogli matricolari, nei quali siano state riportate le annotazioni relative al periodo di servizio prestato nelle formazioni fiumane ovvero anche mediante attestazione del comando del distretto militare a cui l’interessato appartiene, rilasciato in base agli anzidetti stati di servizio e fogli matricolari.
[L’articolo deve ritenersi abrogato in virtù della soppressione del partito nazionale fascista, disposta con il R.D.L. 2 agosto 1943, n. 704.]
Disposizioni per i territori annessi al Regno e per le isole italiane dell’Egeo
75. — 90.
[Le disposizioni del presente titolo hanno perduto la loro efficacia, in virtù dell’art. 14 del Trattato di pace, stipulato dall’Italia con le Potenze alleate il 10 febbraio 1947, entrato in vigore il 16 settembre 1947, e ratificato con D.Lgs.C.P.S. 28 novembre 1947, n. 1430. In forza del richiamato articolo le isole dell’Egeo sono state cedute alla Grecia.]
Le deliberazioni riguardanti le tasse prevedute nel precedente comma devono essere approvate dal primo presidente della Corte d’appello, previo parere del Consiglio nazionale forense, e, dopo l’approvazione, sono comunicati a cura del Consiglio, ai Ministri della giustizia e del lavoro e della Previdenza sociale. Quelle del Consiglio nazionale forense devono essere approvate dal Ministro della giustizia e sono comunicate, a cura dello stesso Consiglio nazionale, al Ministro del lavoro e della Previdenza sociale. Non può essere imposta alcuna tassa relativamente alla iscrizione negli albi professionali e nei registri dei praticanti.
94. Salvo quanto è disposto nell’art. 16, comma secondo, conservano l’iscrizione negli albi gli avvocati e i procuratori che la conseguirono in conformità alle disposizioni anteriori alla legge 25 marzo 1926, n. 453.
L’incompatibilità preveduta nell’art. 3, comma secondo, non si applica agli impiegati degli uffici della lista civile, del Gran Magistero degli Ordini cavallereschi, del Senato e della Camera dei deputati, iscritti negli albi anteriormente alla data di entrata in vigore della L. 25 marzo 1926, n. 453.
96. I procuratori iscritti nell’albo prima della data di entrata in vigore della L. 25 marzo 1926, n. 453, i quali abbiano conseguito la laurea in giurisprudenza anteriormente al 1° gennaio 1930, conservano la facoltà di patrocinare in materia penale davanti a tutti i Tribunali e le Corti d’appello e di assise del Regno per il tempo che occorresse ad integrare il periodo di esercizio professionale richiesto per l’iscrizione nell’albo degli avvocati.
La facoltà di patrocinare in materia penale dinanzi alle Corti di appello e di assise della Repubblica, accordata ai procuratori di cui all’art. 68 della L. 25 marzo 1926, n. 453, cessa con l’entrata in vigore della presente legge.
Coloro che erano iscritti per la pratica di procuratore o l’avevano compiuta prima della data dell’entrata in vigore della L. 25 marzo 1926, n. 453, hanno diritto all’iscrizione nell’albo dei procuratori senza limitazione di numero purché abbiano conseguito l’idoneità nell’esame di procuratore o la conseguano entro il 31 dicembre 1935.
Coloro che siano stati iscritti per la pratica di avvocato anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto sono ammessi all’esame di concorso di procuratore ed a quello di avvocato rispettivamente dopo due o quattro anni di pratica. A tal fine coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto non abbiano compiuto il periodo richiesto possono continuare nella pratica di avvocato secondo le norme già in vigore.
L’ammissione agli esami di avvocato a norma del precedente comma è consentita fino al 31 dicembre 1942.
99. Gli esami di procuratore per l’anno 1934 che non siano stati indetti alla data di pubblicazione del presente decreto saranno banditi entro un mese dalla data di entrata in vigore del decreto medesimo. Per i detti esami il Ministro di grazia e giustizia ha facoltà di prescindere dalle indicazioni e dai pareri preveduti nell’articolo 19.
Con la stessa data i beni spettanti alle commissioni reali sono devoluti di diritto ai Sindacati dell’ordine degli avvocati e procuratori delle rispettive circoscrizioni i quali subentrano alle commissioni stesse nei diritti ed obblighi che queste abbiano a tale data.
100. Le norme relative alla determinazione degli onorari di avvocato, attualmente vigenti, avranno efficacia fino all’entrata in vigore del nuovo codice di procedura civile.
Con successivi regi decreti, sentito il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con i Ministri per le finanze e per le corporazioni saranno emanate le norme relative al funzionamento dei Consigli dell’ordine degli avvocati e procuratori per l’esercizio delle attribuzioni della tenuta degli albi professionali e della disciplina degli iscritti, e quelle relative ai procedimenti avanti al Consiglio nazionale forense per gli avvocati e procuratori, nonché tutte le altre disposizioni che possano occorrere per integrare ed attuare il presente decreto e coordinarlo con altre leggi.
Le disposizioni approvate con R.D. 26 agosto 1926, n. 1683, continueranno ad avere applicazione in quanto compatibili con quelle del presente decreto e con le altre che saranno emanate a termini del comma precedente.
Questo decreto sarà presentato al parlamento per la sua conversione in legge, e il Ministro proponente è autorizzato alla presentazione del relativo disegno di legge.
La materia regolata dalla legge 25 marzo 1926, n. 453, sull’ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore, è ora disciplinata dal presente decreto: restano, tuttavia, ancora in vigore gli artt. 104 e 105, riguardanti le toghe e i tocchi degli avvocati, che si trascrivono nel testo sostituito dal R.D. 6 gennaio 1927, n. 3:
Art. 104. – Le divise degli avvocati e dei procuratori sono conservate nella foggia attuale, con le seguenti modificazioni:
Norme integrative e di attuazione del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, sull’ordinamento della professione di avvocato e di procuratore.
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 gennaio 1934, n. 24)
c) dei documenti comprovanti il possesso dei requisiti di cui ai numeri 1°, 2° e 4° dell’art. 17 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 ;
a) coloro che nella domanda chiedono di essere ammessi al patrocinio davanti alle Preture a termini dell’art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 ;
Nel caso di cui all’art. 1, comma quarto, del presente decreto, qualora la domanda sia respinta per motivi attinenti esclusivamente all’ammissione al patrocinio davanti alle Preture, l’interessato può essere iscritto nel registro dei praticanti ai fini dello svolgimento della pratica in uno degli altri modi stabiliti dal R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 . All’uopo egli deve esibire l’occorrente documentazione.
Per i praticanti che esercitano il patrocinio davanti alle Preture a termini dell’art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 , il periodo della pratica decorre dal giorno in cui hanno prestato il giuramento.
La relazione di cui alla lettera b) deve essere controfirmata dal procuratore, previa conferma della verità delle circostanze in essa esposte. Il procuratore può apportare alla relazione le modificazioni che ritenga opportune per evitare eventuali violazioni dell’obbligo del segreto professionale.
Per il periodo a cui tale frequenza si riferisce il praticante deve esibire i certificati e la relazione di cui alle lettere c) e d) dell’articolo precedente, nonché la relazione di cui alla lettera b) dello stesso articolo, sulle principali questioni di diritto che ha esaminato durante la frequenza dell’Istituto.
7. Il praticante che passa da uno ad altro studio di procuratore deve presentare al Consiglio dell’ordine, relativamente al periodo in cui ha frequentato lo studio dal quale si è allontanato, il certificato e la relazione di cui alle lettere a) e b) dell’art. 5, nonché il certificato di cui alla lettera d) dell’art. 1, rilasciato dal procuratore che abbia ammesso successivamente il praticante nel proprio studio.
8. Il praticante che, dopo avere già compiuto un periodo di pratica, intende essere ammesso al patrocinio davanti alle Preture a termini dell’art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 , deve rivolgerne domanda al Consiglio dell’ordine.
9. I praticanti i quali esercitano il patrocinio davanti alle Preture a norma dell’art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 , debbono, alla fine di ogni anno, comprovare la loro attività, presentando al Consiglio dell’ordine, assieme ad una particolareggiata relazione sulle principali questioni esaminate durante lo svolgimento del patrocinio, un certificato delle cancellerie delle Preture presso le quali hanno esercitato, in cui siano elencate le cause patrocinate, con l’indicazione delle parti e dell’oggetto delle controversie.
11. I praticanti procuratori che svolgono il patrocinio davanti alle Preture a termini dell’art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 , debbono avere la loro residenza nella circoscrizione del Consiglio presso il quale sono iscritti.
13. Ai praticanti procuratori che esercitano il patrocinio davanti alle Preture a termini dell’art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, si applicano le disposizioni sulle incompatibilità, contenute nell’art. 3 dello stesso R.D.L.
[Comma abrogato dall’art. 2, D.L. 21 maggio 2003, n. 112, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.]
Nell’ipotesi preveduta nell’art. 22 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, le funzioni di segretario sono esercitate da uno o più magistrati nominati dal Ministro per la grazia e giustizia tra i magistrati addetti al Ministero.
16. Nel termine stabilito i candidati devono presentare alla sottocommissione istituita ai sensi dell’articolo 22, comma 4, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, e successive modificazioni la domanda di ammissione agli esami corredata:
3° della ricevuta della tassa prescritta per l’ammissione agli esami;
I candidati che abbiano diritto alla iscrizione nell’albo dei procuratori senza limitazione di numero debbono produrre la relativa documentazione. Per essi non sono prescritti i documenti indicati nei numeri 4° e 5° del comma precedente.
Coloro che non abbiano diritto all’iscrizione senza limitazione di numero, debbono, nella domanda, fare la dichiarazione stabilita nell’art. 23, comma primo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, e nell’art. 29 del presente decreto, oppure riservarsi di presentarla con atto separato nel termine prescritto.
Fermo il disposto del quarto comma dell’articolo 19 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 gennaio 1934, n. 36, i candidati possono produrre il certificato di cui al n. 2 del comma primo del presente articolo dopo la scadenza del termine stabilito per la presentazione della domanda, ma non oltre i venti giorni precedenti a quello fissato per l’inizio delle prove scritte.
18. … [Comma abrogato dall’art. 9, L. 27 giugno 1988, n. 242 (Gazz. Uff. 1° luglio 1988, n. 153), entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.]
… [Comma abrogato dall’art. 9, L. 27 giugno 1988, n. 242 (Gazz. Uff. 1° luglio 1988, n. 153), entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.]
21. I candidati non possono portare nella sede degli esami libri, opuscoli, scritti ed appunti di qualsiasi specie. Essi possono soltanto consultare i codici, anche commentati esclusivamente con la giurisprudenza, le leggi ed i decreti dello Stato; ed all’uopo hanno facoltà di fare pervenire i relativi testi alla commissione esaminatrice almeno tre giorni prima dell’inizio delle prove scritte. I testi presentati sono verificati dalla commissione.
2. Il candidato, dopo aver svolto il tema, senza apporvi sottoscrizione né altro contrassegno, pone il foglio o i fogli nella busta grande, in cui mette anche la busta piccola, chiusa, contenente il cartoncino bianco ove ha indicato il proprio nome, cognome, data di nascita e residenza, e consegna il tutto al presidente o a chi ne fa le veci. Quest’ultimo, dopo aver accertato che il numero segnato sul tagliando della busta grande corrisponda al numero d’ordine del candidato, appone la sua firma trasversalmente sulla busta stessa in modo che vi resti compreso il relativo lembo di chiusura, nonché, sui margini incollati, l’impronta in ceralacca del sigillo della commissione.
4. Nel giorno immediatamente successivo all’ultima prova e nell’ora indicata dal presidente, la commissione in seduta plenaria, alla presenza di almeno di cinque candidati designati dal presidente e tempestivamente avvertiti, constata l’integrità dei sigilli e delle firme, apre i pacchi contenenti le buste con i lavori, raggruppa le tre buste aventi sui rispettivi tagliandi lo stesso numero e, dopo aver staccato i tagliandi, le chiude in un’unica busta più grande, nella quale viene apposto un numero progressivo soltanto quando é ultimata l’operazione di raggruppamento per tutte le buste con i lavori, avendo cura di rimescolare le buste stesse prima di apporvi il predetto numero progressivo.
7. La revisione dei lavori contenuti nelle tre buste raggruppate ai sensi del comma 4 é compiuta contestualmente.
23. Esaurite le operazioni di cui all’articolo 22, i presidenti delle sottocommissioni di cui all’articolo 22, comma 4, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, e successive modificazioni, ne danno comunicazione al presidente della Corte di appello il quale, anche per il tramite di persona incaricata, dispone il trasferimento delle buste contenenti gli elaborati redatti dai candidati alla Corte di appello individuata ai sensi dell’articolo 15, commi quarto e quinto, presso la quale deve essere effettuata la correzione, a mezzo di consegna all’ispettore di polizia penitenziaria appositamente delegato dal Capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.
All’esito delle operazioni di correzione degli elaborati, il presidente della Corte di appello individuata ai sensi dell’articolo 15, commi quarto e quinto, riceve dai presidenti delle sottocommissioni di cui all’articolo 22, comma 4, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, e successive modificazioni, le buste contenenti gli elaborati, i relativi verbali attestanti le operazioni di correzione e i giudizi espressi, e ne dispone il trasferimento alla Corte di appello di appartenenza dei candidati, presso la quale ha luogo la prova orale. Il trasferimento è effettuato con le modalità indicate nei commi precedenti.
La commissione, anche nel caso di suddivisione in sottocommissioni, compie la revisione dei lavori scritti nel più breve tempo e comunque non più tardi di sei mesi dalla conclusione delle prove: il prolungamento di detto termine può essere disposto una sola volta, e comunque per non oltre novanta giorni, con provvedimento del presidente della corte d’appello, per motivi eccezionali e debitamente accertati.
La commissione assegna il punteggio a ciascuno dei tre lavori raggruppati ai sensi dell’articolo 22, comma 4, dopo la lettura di tutti e tre, con le norme stabilite nell’articolo 17-bis.
25. … [Comma abrogato dall’art. 9, L. 27 giugno 1988, n. 242.]
… [Comma abrogato dall’art. 9, L. 27 giugno 1988, n. 242.]
L’intervallo tra il deposito dell’elenco degli ammessi e l’inizio delle prove orali non può essere minore di un mese né maggiore di due.
26. La prova orale è pubblica e deve durare non meno di 45 e non più di 60 minuti per ciascun candidato.
Terminata la prova di ciascun candidato si procede alla votazione secondo le norme indicate nell’art. 17-bis e il segretario ne registra il risultato nel processo verbale, distintamente per ogni materia.
27. … [Comma abrogato dall’art. 9, L. 27 giugno 1988, n. 242.]
28. Alla graduatoria dei candidati che abbiano riportata la idoneità, formata a termini dell’articolo 23 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, deve essere unito l’elenco dei candidati idonei aventi diritto alla iscrizione senza limitazione di numero preveduto nell’art. 93 dello stesso R.D.L.
L’elenco deve essere depositato e comunicato assieme alla graduatoria a norma del medesimo art. 23 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578.
[Disposizione superata, poiché con D.Lgs.Lgt. 7 settembre 1944, n. 215, tuttora in vigore, venne temporaneamente sospesa l’applicazione delle norme concernenti la limitazione del numero dei posti da conferire annualmente per l’iscrizione o per il trasferimento negli albi dei procuratori.]
29. La dichiarazione di cui all’art. 23, comma primo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, deve comprendere tutte le sedi poste a concorso.
30. Di tutta le operazioni attinenti allo svolgimento degli esami è redatto verbale a cura del segretario. Il verbale è sottoscritto dal presidente e dallo stesso segretario.
Capo III – Degli esami per la professione di avvocato
31. — 34. [Abrogati dell’art. 6, L. 24 febbraio 1997, n. 27]
36. Nel caso preveduto nel comma ottavo dell’art. 24 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, coloro che aspirano ad uno dei posti messi a concorso, non coperto o resosi vacante, debbono rivolgere la domanda al Consiglio dell’ordine della circoscrizione in cui il posto è disponibile.
Per gli effetti della disposizione dello stesso comma ottavo dell’art. 24 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, si considerano disponibili anche i posti lasciati vacanti, nel termine ivi stabilito, da coloro che, in applicazione della disposizione medesima, essendo già iscritti in un albo ottengano l’iscrizione in un altro albo del distretto, ed i posti che, nello stesso termine, siano rimasti non coperti, a norma del comma secondo del presente articolo.
38. Coloro che aspirano alla iscrizione in un albo di procuratori o in un albo di avvocati a termini, rispettivamente, degli artt. 26, comma primo, lettere b), c), d) ed e), e 30 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, debbono comprovare la loro appartenenza ad una delle categorie indicate in detti articoli, mediante certificato dell’Amministrazione competente.
39. Gli avvocati che aspirano all’iscrizione nell’albo speciale di cui all’art. 33 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, debbono unire alla domanda un certificato del Presidente del Consiglio dell’ordine, dal quale risulti l’attuale iscrizione nell’albo degli avvocati e l’anzianità di essa con l’attestazione che l’aspirante ha effettivamente esercitato la professione per il periodo prescritto.
43. Per la validità delle deliberazioni del Consiglio nazionale forense è necessario l’intervento di almeno nove membri; in caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.[Vedi, ora, l’art. 22 D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382, in virtù del quale è richiesta la maggioranza di un quarto dei componenti.]
Per la validità delle deliberazioni nelle materie di competenza dei Consigli dell’ordine locali a termini del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, è necessario l’intervento di non meno della metà del numero complessivo dei componenti. [Vedi, ora, l’art. 16 D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382, in base al quale occorre la presenza della maggioranza dei componenti.]
45. Nei casi preveduti negli artt. 24, comma quarto, 31, comma terzo, 37, comma secondo, 42, comma terzo, 43, comma secondo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, all’interessato deve essere assegnato un termine non minore di dieci giorni per presentare le proprie deduzioni intorno ai fatti.
47. Il Presidente del Consiglio dell’ordine deve dare immediata comunicazione all’interessato ed al Pubblico Ministero dei procedimenti disciplinari che siano stati iniziati a termini dell’art. 38 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578. La comunicazione deve contenere la enunciazione sommaria dei fatti per i quali il procedimento è stato iniziato.
52. Nei procedimenti che si svolgono davanti al Consiglio dell’ordine degli avvocati e procuratori, nel caso preveduto nell’art. 38, comma quarto, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, si applicano le disposizioni precedenti di questo capo. [Vedi, ora, le disposizioni del D.Lgs. C.P.S. 28 maggio 1947, n. 597.]
Qualora il ricorso sia respinto oppure le ricusazioni siano ammesse parzialmente in modo che non venga a mancare presso il Consiglio competente il numero dei membri prescritto per decidere, gli atti sono immediatamente rinviati allo stesso Consiglio per l’ulteriore corso del procedimento.
56. Nel caso preveduto nell’art. 49, comma terzo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, ciascuno dei Consigli, fra i quali si sia determinato un conflitto di competenza, trasmette gli atti del procedimento al Consiglio nazionale forense.
57. Sono sottoposti a procedimento disciplinare i praticanti che si rendono colpevoli di fatti non conformi alla dignità ed al decoro della professione forense, oppure qualora esercitino il patrocinio a termini dell’art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, di abusi o mancanze nell’esercizio del patrocinio stesso.
Il ricorso e gli altri atti del procedimento rimangono depositati negli uffici del Consiglio per il termine di dieci giorni dalla scadenza di quello stabilito per ricorrere. Nel caso di cui all’art. 50, comma terzo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, il termine del deposito decorre dalla scadenza di quello stabilito per il ricorso incidentale.
62. La discussione del ricorso ha luogo con l’intervento del Pubblico Ministero presso la Corte di cassazione quando il ricorso sia stato proposto dal Pubblico Ministero o, se proposto dal professionista, concerna un provvedimento di radiazione dall’albo oppure siavi stato ricorso incidentale del Pubblico Ministero.
La decisione del ricorso è deliberata fuori della presenza dell’incolpato e del difensore. Il Pubblico Ministero assiste alla decisione. [Con sentenza n. 27 del 10-17 febbraio 1972 (Gazz. Uff. 23 febbraio 1972, n. 50) la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del comma secondo dell’art. 63, nella parte in cui dispone che «il Pubblico Ministero assiste alla decisione».]
64. Le decisioni del Consiglio nazionale forense sono pronunciate in nome del Popolo Italiano, sono redatte dal relatore e devono contenere l’indicazione dell’oggetto del ricorso, le deduzioni del ricorrente, le conclusioni del Pubblico Ministero, quando sia intervenuto, i motivi sui quali si fondano, il dispositivo, l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno in cui sono pronunziate, la sottoscrizione del Presidente e del segretario.
Il provvedimento che stabilisce l’udienza per la discussione del ricorso è comunicato alle parti almeno quindici giorni prima. L’interessato, nell’udienza stabilita, è ammesso ad esporre le sue difese personalmente o per mezzo di un avvocato iscritto nell’albo speciale di cui all’art. 33 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, munito di mandato speciale.
69. Gli albi degli avvocati e quelli dei procuratori debbono contenere l’elenco degli iscritti in ordine alfabetico, con l’indicazione del loro cognome e nome, nonché dei titoli accademici ed onorifici e delle decorazioni, della sede dell’ufficio di ciascuno, della data di iscrizione e di quella del giuramento e dell’autorità giudiziaria presso la quale il giuramento è stato prestato.
L’albo speciale preveduto nell’art. 33 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, deve contenere il cognome e nome degli iscritti, la data d’iscrizione e l’indicazione dell’albo di avvocati al quale l’iscritto appartiene.
70. Il registro speciale dei praticanti deve contenere, oltre l’indicazione del cognome e nome, luogo e data di nascita e luogo di residenza dell’iscritto, anche l’indicazione della data della laurea e dell’Università dalla quale fu conferita.
Il procuratore o l’avvocato a cui sia domandata la restituzione degli atti e documenti può essere autorizzato dal Consiglio a farsi rilasciare dagli uffici del Consiglio, a spese del cliente, una precisa descrizione degli atti e documenti medesimi, con l’annotazione della spesa relativa a ciascuno di essi, nonché la copia integrale di quei documenti che a giudizio insindacabile del Presidente del Consiglio occorressero ai fini della valutazione dell’opera professionale prestata.
[La presente disposizione è superata, in virtù dell’art. 8 D.Lgs.C.P.S. 28 maggio 1947, n. 597.]
78. Per l’esercizio delle funzioni di spettanza dei Comitati di cui agli artt. 14, comma secondo, 33, comma sesto, e 38, comma quarto, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, si applicano le disposizioni dello stesso R.D.L. e del presente decreto relative ai Consigli dell’ordine per quanto concernono le funzioni medesime.
[La disposizione non è più in vigore, poiché gli articoli richiamati devono ritenersi abrogati, facendo essi riferimento alle organizzazioni sindacali fasciste, soppresse dal D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 369.]
79. Ai componenti del Consiglio nazionale forense ed ai membri delle commissioni per gli esami di avvocato e di procuratore, che non appartengono alle Amministrazioni dello Stato, è corrisposto, oltre le eventuali indennità di viaggio e di soggiorno spettanti ai funzionari del grado 5, un gettone di presenza di lire 50 per ogni giorno di adunanza. A coloro che siano funzionari dello Stato, oltre le eventuali indennità di viaggio e di soggiorno corrispondenti al grado, è assegnato un gettone di presenza di lire 25 per ogni giorno di adunanza.
80. Nel caso preveduto nell’art. 14, comma secondo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, le funzioni inerenti alla custodia degli albi e dei registri dei praticanti e quelle disciplinari sono esercitate dal Presidente del Tribunale fino a quando non sia costituito il Comitato di cui al detto articolo.
Il Presidente del Tribunale esercita le funzioni inerenti alla custodia degli albi formati a norma del comma primo del presente articolo nonché dei registri dei praticanti, e quelle relative al potere disciplinare fino a quando non sia stato costituito il Direttorio del Sindacato, oppure, nel caso preveduto nell’art. 14, comma secondo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, fino a quando non sia stato costituito il Comitato di cui allo stesso articolo.
[La presente disposizione è superata, in virtù dell’art. 19 D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382.]
In mancanza della elezione di domicilio, questo si intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria .
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