Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1612-codice-civile-recesso-convenzionale-del-locatore
Timestamp: 2019-10-23 14:08:55+00:00
Document Index: 3372759

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 19']

Art. 1612 codice civile: Recesso convenzionale del locatore | La Legge per tutti
Il locatore che si è riservata la facoltà di recedere dal contratto (1) per abitare egli stesso nella casa locata deve dare licenza motivata nel termine stabilito dagli usi locali.
Recesso: [v. 1373]; Licenza: [v. 1597]; Usi locali: [v. d. gen. 8].
(1) Ossia, deve essere indicata la ragione del-l’anticipato scioglimento contrattuale.
In tema di contratti agrari, la disposizione prevista dall'art. 16 della legge n. 203 del 1982, con riguardo alle opere di miglioramento fondiario, addizioni e trasformazioni degli ordinamenti produttivi e dei fabbricati rurali, si limita ad innovare la previgente disciplina procedimentale ma non quella sostanziale, senza che il comma 7 del successivo art. 17 comporti una sanatoria delle opere comunque eseguite in data anteriore all'entrata in vigore della citata legge (alle quali estende soltanto i diritti alle indennità, ai finanziamenti pubblici ed alle esenzioni fiscali), con la conseguenza che l'esecuzione di dette opere in violazione degli art. 11 e 14 della legge n. 11 del 1971 costituisce tuttora inadempimento rilevante ai fini della risoluzione del rapporto ai sensi dell'art. 4, lett. a) del d.l.lt. n. 157 del 1945, comportando la violazione, da parte dell'affittuario, sia del divieto di mutare arbitrariamente l'originaria destinazione del fondo, sia dell'obbligo di fedeltà nell'esecuzione del contratto, come si evince anche dall'art. 19 della citata legge n. 203 del 1982, che consente l'esecuzione in deroga alle procedure solo per i piccoli miglioramenti.
Cassazione civile sez. III 25 agosto 1989 n. 3778
In tema di contratti agrari, la disposizione prevista dall'art. 16 della legge n. 203 del 1982 con riguardo alle opere di miglioramento fondiario, addizioni e trasformazioni degli ordinamenti produttivi e dei fabbricati rurali, si limita ad innovare la previgente disciplina procedimentale ma non quella sostanziale, senza che il comma 7 del successivo art. 17 comporti una sanatoria delle opere comunque eseguite in data anteriore all'entrata in vigore della citata legge (alle quali estende soltanto i diritti alle indennità, ai finanziamenti pubblici ed alle esenzioni fiscali), con la conseguenza che l'esecuzione di dette opere in violazione degli art. 11 e 14 della legge n. 11 del 1971 costituisce tuttora inadempimento rilevante ai fini della risoluzione del rapporto ai sensi dell'art. 4, lett. a) d.l.lt. n. 157 del 1945, comportando la violazione, da parte dell'affittuario, sia del divieto di mutare arbitrariamente l'originaria destinazione del fondo, sia dell'obbligo di fedeltà nell'esecuzione del contratto, come si evince anche dall'art. 19 della citata legge n. 203 del 1982, che consente l'esecuzione in deroga alle procedure solo per i piccoli miglioramenti.
Cassazione civile sez. III 24 ottobre 1987 n. 7836
La distinzione fra il contratto di affitto di azienda alberghiera e quello di locazione di immobile adibito ad attività alberghiera - che rileva nell'ordinamento positivo in ragione della disciplina vincolistica, dettata esplicitamente solo per il secondo dei menzionati tipi negoziali e non estensibili analogicamente all'affitto di azienda alberghiera - è fondata sulla diversità dell'oggetto dei due contratti e non già sull'elemento formalistico costituito dalle espressioni adoperate nella scrittura negoziale. Il carattere sostanziale di tale distinzione - a fronte della quale è irrilevante la questione se il secondo dei menzionati contratti sia in concreto configurabile più o meno frequentemente - rende inesistente il rischio che essa possa essere utilizzata per eludere il regime vincolistico e, nel contempo, giustifica la diversità di disciplina adottata, quanto al regime vincolistico.
Cassazione civile sez. III 10 dicembre 1979 n. 6406