Source: https://certifico.com/ambiente/documenti-ambiente/257-documenti-riservati-ambiente/9217-vademecum-rifiuti-in-discarica?tmpl=component&print=1&layout=default&page=
Timestamp: 2020-01-21 09:27:15+00:00
Document Index: 96899938

Matched Legal Cases: ['art. 179', 'art. 182', 'art. 2', 'art. 183', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2']

Vademecum rifiuti in discarica - Certifico Srl
ID 9217 | 18 Gennaio 2020 | Visite: 2509 | Documenti Riservati Ambiente Permalink: https://www.certifico.com/id/9217
Il presente elaborato intende fornire una panoramica, anche con il supporto di immagini, di quelle che sono le caratteristiche proprie dell’area di discarica e dei i criteri di ammissibilità dei rifiuti nelle diverse tipologie di discarica.
1. Definizione di discarica
2. Caratteristiche dell’area di discarica dei rifiuti
2.1 Caratteristiche fisiche di una discarica
2.2 Gestione di una discarica di rifiuti
3. Criteri costruttivi e gestionali
3.1 Impianti di discarica per rifiuti inerti
3.2 Impianti per rifiuti non pericolosi e per rifiuti pericolosi
3.3 Caratteristiche degli impianti di deposito sotterraneo dei rifiuti
4. Ammissibilità dei rifiuti in discarica
4.1 Caratterizzazione di base
4.2 Verifica della conformità
4.3 Verifica in loco
5. Impianti di discarica per rifiuti inerti
6. Impianti di discarica per rifiuti non pericolosi
7. Impianti di discarica per rifiuti pericolosi
8. Criteri di ammissibilità in depositi sotterranei
9. Deroghe valori limite
10.1 AIA
Per discarica dei rifiuti si intende un’operazione di smaltimento e deposito permanente in un’area con caratteristiche ben definite.
L’art. 179 del d.lgs. n. 152/2006, stabilisce la gerarchia dei rifiuti, intesa come “ordine di priorità” nella politica e nell’attività di gestione dei rifiuti, che vede come opzioni da seguire nell’ordine:
Il conferimento in discarica dei rifiuti costituisce l’ultima opzione prevista per il trattamento dei rifiuti.
- D.Lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale, il cui art. 182, comma 5 dichiara espressamente che “Le attività di smaltimento in discarica dei rifiuti sono disciplinate secondo le disposizioni del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, di attuazione della direttiva 1999/31/CE”);
- D.Lgs. n. 36/2003, che ha dato attuazione alla direttiva 1999/31/CE sulle discariche;
- D.M. 27 settembre 2010 (Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica).
Definizione di discarica all’art. 2, c. 1, lett. g), D.Lgs. n. 36/2003
Pertanto, un “deposito permanente”, può essere qualificato come discarica anche in queste ipotesi:
- area adibita a smaltimento dei rifiuti mediante operazioni di deposito;
- deposito di rifiuti (deposito inteso come stoccaggio) in attesa di recupero o trattamento per un periodo uguale o superiore a tre anni come norma generale (cioè, a meno di eventuali autorizzazioni per periodi uguali o superiori a tre anni rilasciate dalle competenti PA);
- qualsiasi area ove i rifiuti sono sottoposti a deposito, in attesa di smaltimento, per più di un anno (la norma parla di deposito temporaneo ma in realtà si tratta di “stoccaggio” da non confondere con il “deposito temporaneo” di cui all’art. 183, c. 1, lett. m), D.Lgs. n. 152/2006).
L’art. 3 co. 2 D.Lgs. n. 36/2003, poi, indica le operazioni di gestione dei rifiuti che non sono considerate “discarica” (in quanto si tratta di specifiche attività di recupero, da verificare però in concreto, caso per caso).
[panel]2. Il presente decreto non si applica:
d) al deposito di terra non inquinata ai sensi del decreto del Ministro dell'ambiente 25 ottobre 1999, n. 471, o di rifiuti inerti non pericolosi derivanti dalla prospezione ed estrazione, dal trattamento e dallo stoccaggio di minerali, nonche' dall'esercizio di cave.[/ panel]
Tre sono le tipologie di discarica (D.Lgs. n. 36/2003, art. 4, c. 1):
- discarica per rifiuti inerti;
- discarica per rifiuti non pericolosi (tra i quali i Rifiuti Solidi Urbani, RSU);
- discarica per rifiuti pericolosi (tra i quali, le ceneri e gli scarti degli inceneritori).
Caratteristiche fisiche di una discarica
La scelta del sito per la localizzazione rappresenta il primo e più importante passo nella realizzazione di una discarica, che deve tenere conto sia di aspetti tecnici (quali la permeabilità dei terreni e l’accessibilità del sito) che economico-sociali.
La struttura tipica per una discarica, ancorché molto semplificata, prevede un:
- fondo passivo di argilla e di isolamento plastico (geomembrana),
- uno strato di sabbia o altro materiale con proprietà simili per l’assorbimento e il recupero del percolato,
- uno strato superficiale di terreno per la copertura e la crescita delle piante ed i sistemi di raccolta, controllo e stoccaggio o trattamento delle emissioni (biogas e percolato).
- la copertura finale provvista di piante.
Il sistema di raccolta del percolato solitamente consiste in una rete di tubi fessurati immersi in uno strato di ghiaia drenante appena al di sopra dello strato di impermeabilizzazione. Tale sistema permette di intercettare i flussi di percolato e di inviarli ad appositi impianti di trattamento (biologico o chimico-fisico).
Il percolato può essere definito come un’acqua di rifiuto complessa ed altamente inquinata, che è il risultato dei processi biologici, chimici e fisici che si svolgono all’interno delle discariche.
In particolare, secondo la lett. m) dell’art. 2, c. 1 del D.Lgs. n. 36/2003, per “percolato” deve intendersi il “liquido che si origina prevalentemente dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi”.
m) "percolato"; liquido che si origina prevalentemente dall'infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi;.
La discarica puo' essere autorizzata solo se le caratteristiche del luogo, o le misure correttive da adottare, indichino che la discarica non costituisca un grave rischio ecologico.
- collocazione in zone di produzione di prodotti agricoli ed alimentari definiti ad indicazione geografica o a
denominazione di origine protetta ai sensi del regolamento (CEE) n. 2081/92 e in aree agricole in cui si ottengono prodotti con tecniche dell'agricoltura biologica ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/91;
Protezione delle matrici ambientali
Copertura superficiale finale
Articolo 7 (Rifiuti ammessi in discarica) D.Lgs. n. 36/2003
I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento.
- ai rifiuti inerti il cui trattamento non sia tecnicamente fattibile;
- ai rifiuti il cui trattamento non contribuisce al raggiungimento delle finalita' di cui all'articolo 1, riducendo la quantita' dei rifiuti o i rischi per la salute umana e l'ambiente, e non risulta indispensabile ai fini del rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale individua, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i criteri tecnici da applicare per stabilire quando il trattamento non e' necessario ai predetti fini.
- rifiuti urbani;
- rifiuti non pericolosi di qualsiasi altra origine che soddisfano i criteri di ammissione dei rifiuti previsti dalla normativa vigente;
- rifiuti pericolosi stabili e non reattivi che soddisfano i criteri di ammissione.
I criteri di ammissione in discarica sono definiti con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri delle attivita' produttive e della salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.
Il produttore dei rifiuti è tenuto ad effettuare la caratterizzazione di base di ciascun tipologia di rifiuti conferiti in discarica, prima del conferimento in discarica ovvero dopo l'ultimo trattamento effettuato.
La caratterizzazione di base determina le caratteristiche dei rifiuti attraverso la raccolta di tutte le informazioni necessarie per lo smaltimento finale in condizioni di sicurezza.
La caratterizzazione di base è obbligatoria per qualsiasi tipo di rifiuto ed è effettuata nel rispetto delle prescrizioni stabilite nell'allegato 1 D.M. 27/09/2010.
La caratterizzazione di base è effettuata in corrispondenza del primo conferimento e ripetuta ad ogni variazione significativa del processo che origina i rifiuti e, comunque, almeno una volta l'anno.
Se le caratteristiche di base di una tipologia di rifiuti dimostrano che gli stessi soddisfano i criteri di ammissibilità per una categoria di discarica, tali rifiuti sono considerati ammissibili nella corrispondente categoria.
La mancata conformità ai criteri comporta l'inammissibilità dei rifiuti a tale categoria.
Il gestore è tenuto a conservare i dati richiesti per un periodo di cinque anni.
Rifiuti inerti definizioni all'art. 2, comma 1, lettera e) del D.Lgs. n. 36/2003.
Fatto salvo quanto previsto dall'art. 10 D.M. 27/09/2010, sono smaltiti nelle discariche per rifiuti inerti:
- i rifiuti elencati nella tabella 1 senza essere sottoposti ad accertamento analitico, in quanto sono considerati già conformi ai criteri specificati nella definizione di rifiuti inerti di cui all'art. 2, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 ed ai criteri di ammissibilità (D.M. 27/09/2010).
Si deve trattare di una singola tipologia di rifiuti proveniente da un unico processo produttivo.
Sono ammesse, insieme, diverse tipologie di rifiuti elencati nella tabella 1, purché provenienti dallo stesso processo produttivo;
- i rifiuti inerti che, a seguito della caratterizzazione di base, soddisfano i seguenti requisiti:
- sottoposti a test di cessione di cui all'allegato 3 del D.M. 27/09/2010, presentano un eluato conforme alle concentrazioni fissate nella tabella 2 di seguito;
- non contengono contaminanti organici in concentrazioni superiori a quelle indicate nella tabella 3 del presente decreto.
E' vietato il conferimento in discarica per inerti di rifiuti che contengono PCB, come definiti dal decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209, in concentrazione superiore a 1 mg/kg e che contengono diossine e furani, calcolati secondo i fattori di equivalenza di cui alla tabella 4, in concentrazione superiore a 0,0001 mg/kg. Per gli altri inquinanti organici persistenti si applicano i limiti di cui all'allegato IV del Regolamento (CE) n. 850/2004 e successive modificazioni.
Qualora sia dubbia la conformità dei rifiuti ai criteri specificati nella definizione di rifiuti inerti di cui all'art. 2, comma 1, lettera e) del D.Lgs. n. 36/2003, ovvero si sospetti una contaminazione (da un esame visivo o in relazione all'origine del rifiuto), anche i rifiuti di cui alla tabella 1 sono sottoposti ad analisi o semplicemente respinti dal gestore.
I rifiuti elencati non possono essere ammessi in una discarica per rifiuti inerti se risultano contaminati o contengono altri materiali o sostanze come metalli, amianto, plastica, sostanze chimiche in quantità tale da aumentare il rischio per l'ambiente o da determinare il loro smaltimento in una discarica appartenente ad una categoria diversa.
D.Lgs. n. 36/2003
Raccomandazioni progettazione discariche ISPRA 2008
Vademecum rifiuti in discarica Rev. 0.0 2019.pdf Abbonati Ambiente 114