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Timestamp: 2019-10-14 02:08:19+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art. 18']

Riforma "Lavoro" - RegginaLife.com
Oggi è 14/10/2019, 4:08
Messaggio da doddi » 20/02/2012, 12:52
Il premier Monti dà il là alla manovra dando indicazioni precise, rafforzate e ripetute in contemporanea dal Presidente Napolitano... il fiammifero è acceso, la tanica di benzina c'era già.
http://www.corriere.it/economia/12_febb ... c4ab.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;
PARLANDO ALLA COMUNITA' FINANZIARIA
Monti : «Entro marzo riforma del mercato del lavoro con o senza accordo dei sindacati»
L'Italia fuori dalla lista dei problemi, non ci sarà altra manovra e il governo vuol premiare i contribuenti onesti
MILANO - Dal punto di vista della governance europea, «abbiamo cercato di togliere l'Italia dalla lista dei problemi per passare alla lista di coloro che contribuiscono a trovare soluzioni». Così il premier Mario Monti, incontrando la comunità finanziaria a Piazza Affari. Quindi ha ribadito che non è all'orizzonte una nuova manovra. «Quando si dice se la recessione dura, se situazione dell'economia reale non migliora ci sarà bisogno di una nuova manovra? Replico: no, non ci sarà bisogno di una nuova manovra perché ci sono margini di prudenza». Ad avvio dell'incontro aveva rilevato che una Borsa «con un numero elevato di società quotate può dare un contributo fondamentale per la crescita economica del Paese».
PACCHETTO LAVORO - Sul tema scottante della riforma del lavoro il Governo è «fiducioso» che si possa arrivare ad un accordo con le parti sociali, ma punta a presentarla in Parlamento entro i tempi previsti cioè «entro fine marzo», anche senza tale accordo. «Noi speriamo con, ma non possiamo consentire poteri di blocco troppo paralizzanti». Dal punto di vista fiscale ha ribadito «l'obiettivo di far affluire ai contribuenti onesti, in forma di minore aggravio fiscale, il gettito della lotta accresciuta contro l'evasione». «Intanto - ha aggiunto - vogliamo rendere ai contribuenti onesti la vita più semplice dal punto di vista fiscale e ci saranno molti provvedimenti in questo senso». E a scanso di equivoci ha ribadito che il governo «è sensibile sul piano intellettuale alle argomentazioni, ma è insensibile alle pressioni. Per noi è un punto di forza agire in condizioni quasi disperate. Guardiamo bene in faccia a tutti, ma non guardiamo in faccia a nessuno». Più o meno in contemporanea sul tema è intervenuto da Cagliari anche il Presidente della repubblica Napolitano. «La coesione sociale .a ammonito- non significa immobilismo, nè mantenere in piedi il welfare come è stato nei decenni passati perchè questo lascia scoperte alcune sacche di povertà mentre noi dobbiamo occuparci di chi non ha».
I POTERI FORTI - In un altro passaggio Mario Monti ha voluto sottolineare che il suo governo non è «particolarmente deferente» verso i poteri forti. «Noi dalla cronaca veloce siamo stati qualificati come vicini ai poteri forti. Mi fa piacere dire qui che abbiamo ritenuto fosse opportuno, per la vivacità e il tono competitivo del sistema italiano, che non ci fossero più molte presenze simultanee in consigli di amministrazione in concorrenza, soprattutto in banche e assicurazioni. Spiace - ha proseguito - andare contro la nozione elegante e piacevole di salotto buono, ma pensiamo che questo concetto abbia qualche volta in passato tutelato bene l'esistente ma abbia consentito la sopravvivenza in qualche occasione un po' forzata dell'italianità di alcune aziende. Cito questo provvedimento per dire a coloro che, fuori di qui, pensano che i professori siano particolarmente deferenti verso banche e finanza che non è così: c'è rispetto come verso tutti, ma se vediamo la necessità di qualche provvedimento lo prendiamo».
LETTERA CONGIUNTA - Ha poi annunciato un'iniziativa comune in ambito europeo. «Sarà resa nota oggi, se già non lo è, una lettera che sette o otto capi di governo di Paesi membri dell'Unione Europea hanno inviato al presidente del consiglio europeo e alla Commissione per dare un forte stimolo alla crescita economica europea». E poi ha specificato «tranne modifiche dell'ultimo minuto, né Francia né Germania l'hanno firmata».
LA CASTA - In chiusura ha confermato che da domani saranno pubblicati su internet i patrimoni dei ministri ed ha punzecchiato sulla stampa che batte molto sui temi della casta. È «molto bello» che vi siano le crociate contro i privilegi delle caste -ha detto Monti- ma «esorterei la stampa che sta cavalcando molto i temi della casta, di stabilire una barra, una soglia, oltrepassata la quale quei giornalisti potranno dire: beh, non è malaccio, qualcosa è stato fatto». E poi ha ricordato quello che ha fatto il suo esecutivo col tetto di 305 mila euro agli stipendi dei manager pubblici («Faremo fatica a trovare professionalità di alto livello....») e la riduzione delle auto blu («di cui comunque resta un numero sconfinato»).
20 febbraio 2012 | 12:02
Messaggio da doddi » 20/02/2012, 13:14
La posizione di Veltroni che "spacca" il PD sulle riforme e sul Premier Monti
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Veltroni: "Basta tabù sull'articolo 18
Non lasciamo Monti alla destra"
Le proposte dell'ex leader democratico. Nel Pd ricette vecchie, bisogna sciogliere tutte le correnti, far ripartire l'iniziativa politica del partito. E mettere a frutto il riformismo di Monti
ROMA - Sciogliere tutte le correnti del Pd, a cominciare dalla sua. Rilanciare l'iniziativa politica del partito sulle riforme, la lotta alla criminalità e alla corruzione politica, mettendo a frutto il riformismo di Monti per avvicinare la "rivoluzione democratica" che deve essere l'obiettivo del Pd. Cambiare subito la Rai ed escludere i partiti da tutte le nomine degli enti pubblici. Le proposte di Walter Veltroni sono sassi lanciati nello stagno della politica commissariata dal governo dei tecnici, destinate a far discutere anzitutto un Pd ancora imbambolato dalla batosta delle primarie genovesi.
Veltroni, non è un po' eccessivo definire riformismo la stagione di Mario Monti?
"No. Sono bastati tre mesi per capire che non si tornerà indietro. Circola nel Pd, ancor più nel Pdl, l'idea che questo sia solo un governo d'emergenza, una parentesi dopo la quale si tornerà ai riti e ai giochi della seconda repubblica o peggio della prima. Qualcuno dà giudizi tali da rischiare il paradosso di consegnare al centro o al nuovo centro destra il lavoro del governo. È un errore grave. Questo governo tecnico ha fatto in tre mesi più di quanto governi politici abbiano fatto in anni. Ha dimostrato non solo di voler risanare i conti, ma di voler cambiare molto del paese e vi sta riuscendo, con il consenso dei cittadini e dell'opinione pubblica internazionale. La copertina di Time o l'ovazione al Parlamento europeo sono un tributo ad un paese che solo qualche mese fa era guidato da Berlusconi e È d'accordo con il governo anche sull'articolo 18?
"Sono d'accordo col non fermarsi di fronte ai santuari del no che hanno paralizzato l'Italia per decenni. Il nostro è un paese rissoso e immobile e perciò a rischio. Credo che finora il governo Monti stia realizzando una sintesi fra il rigore dei governi Ciampi e Amato e il riformismo del primo governo Prodi".
Non risponde sull'articolo 18.
"Totem e tabù si intitolava un libro di Freud. Ed è perfetto per definire gran parte del discorso pubblico in Italia. Bisogna cambiare un mercato del lavoro che continua a emarginare drammaticamente i giovani, i precari, le donne e il Sud. Ci vogliono più diritti per chi non ne ha nessuno. Questa è oggi una vera battaglia di sinistra".
Quindi, figurarsi se non è d'accordo con la lotta all'evasione, la revisione delle spese militari, l'Ici alla Chiesa.
"Si diceva che questo era il governo delle lobbies e del Vaticano. Come se queste non pesassero nei governi politici. Fatto sta che Monti ha deciso bene sull'Ici per gli immobili della chiesa, sugli F 35, sta facendo bene nella lotta all'evasione, che potrà portare ad una riduzione di pressione fiscale. I blitz a Cortina, Portofino, Sanremo sono segnali forti e chiari. Come lo è stato far pagare per 16 miliardi i possessori di patrimonio. Devo ricordare che quando al Lingotto proposi la patrimoniale nel mio stesso partito ci fu chi si precipitò a dire che non era la posizione del Pd".
Che cos'altro si aspetta dal metodo Monti?
"La sua sfida è la crescita, uno sviluppo di qualità sociale, culturale e ambientale. E poi che consideri priorità la lotta alla mafia, che si sta mangiando mezzo paese, dalla Sicilia a Bordighera, da Reggio Calabria a Milano. Bisogna intervenire subito e stroncare le complicità con una nuova e durissima legge contro la corruzione. Il secondo campo è la Rai. Lo dico dal 2008: la Rai deve avere un amministratore delegato e un cda che si riunisce tre volte l'anno. Sento che ora si vuole limitare il numero dei consiglieri d'amministrazione a cinque, ma con alcuni sempre di nomina parlamentare. È sbagliato. I partiti devono smetterla di nominare persone agli enti pubblici, sia la Rai o l'ultima Asl. I partiti servono a fare proposte e programmi, non nomine. Via dai consigli d'amministrazione".
Chi dovrebbe nominare il prossimo consiglio Rai?
"I presidenti di Camera e Senato, scegliendo fra personalità dell'impresa e della cultura con requisiti adeguati. In questo momento c'è bisogno di un servizio pubblico vero, meno show di quart'ordine e più produzione dell'industria culturale nazionale. E più intelligenza, se la parola qualità spaventa".
Ma se Monti e i suoi professori sono tanto bravi, allora lei, voi, il Pd, i partiti in generale, che ci stanno a fare?
"Il Pd ha il merito di aver fatto nascere questo governo. Ora dovrebbe sfruttare questa immensa occasione per rilanciare un grande programma riformista. Dire agli italiani che non torna nulla del passato, compresi i governi rissosi dell'Unione. Ma il riformismo radicale, la modernità equa che devono affrontare una recessione pericolosa dal punto di vista sociale e democratico".
E invece il Pd che sta facendo?
"Si discute di liberismo e di ritorno al socialismo. Invece siamo fuori dal Novecento. Siamo in un passaggio storico inedito. E tornano vecchie ricette e coperte apparentemente rassicuranti. Si parla poco della disperazione sociale e troppo delle alleanze future. Sento dire che dopo Monti si potrà tornare finalmente al tempo dei partiti. Ma quel tempo gli italiani l'hanno conosciuto già. O la politica riforma se stessa e ritrova le sue grandi missioni e il respiro dei "pensieri lunghi" e la coscienza dei limiti ai quali si deve arrestare o prevarranno populismo e tecnocrazia. E poi ci si divide, come si è visto a Genova, col risultato di allontanare i cittadini e di perdere le primarie".
L'invito all'unità del partito non risulta un po' paradossale da parte di uno che litiga con D'Alema da trent'anni?
"Potrei risponderle che con D'Alema si discuteva di cose serie, se fondare un partito democratico o puntare sul modello della socialdemocrazia, se far vivere o morire il governo Prodi. Non litigavamo sulle nomine. Ma lasciamo perdere, quel tempo è passato. Oggi sono il primo a chiedere di sciogliere le correnti, tutte, compresa la mia. Che non si è mai formata per la mia conosciuta idiosincrasia al tema. I partiti devono essere luoghi aperti, non trincee di strutture che diventano pure macchine di potere. Ci vuole più pluralismo e meno correnti. La discussione politica è vitale e bella ma nel Pd le correnti, comprese le numerose componenti della maggioranza di Bersani, stanno allontanando persone che vogliono far vivere le loro idee senza sentirsi chiedere "con chi stai". Fu questa una delle ragioni delle mie dimissioni, proprio tre anni fa'".
Alle elezioni manca ancora un anno. Quali rischi corre il Pd da qui al voto?
"Io vedo le possibilità. La fine del Berlusconismo libera energie e apre spazi immensi. Il profilo di un partito riformista, innovatore, aperto, unito può raccogliere il lavoro di questi mesi e presentarsi come il soggetto di un tempo nuovo. La foto di Vasto fu scattata quando c'era Berlusconi. Ora pensiamo a noi. Non vorrei che Casini facesse, in un nuovo centro destra, l'operazione che noi avevamo immaginato per il centro sinistra e che noi si rifluisca, come nel 94. Perderemmo così un'altra occasione, forse l'ultima, di far conoscere all'Italia una vera e profonda stagione di riforme".
Messaggio da doddi » 20/02/2012, 13:16
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Articolo 18, Veltroni spacca il Pd
Intesa sul lavoro, Camusso frena
Polemica dopo l'intervista a Repubblica è scontro sulle dichiarazioni dell'ex leader del Pd che parla di "santuari intoccabili che hanno bloccato l'Italia". Critiche anche all'interno del suo stesso partito. L'attacco di Fassina. La leader Cgil: "Quella sui licenziamenti è una norma di civiltà non si può toccare. E sulla cassa integrazione straorinaria Fornero sbaglia"
ROMA - Le reazioni sull'apertura sull'articolo 18 da parte dell'ex leader del Pd e sindaco di Roma sull'articolo 18, Valter Veltroni, non si sono fatte attendere. A poche ore dall''intervista a Repubblica in cui Veltroni si espresso a favore di una riforma, la polemica si fa incandescente. Nell'intervista a La Repubblica, Veltroni ha spiegato che è necessario evitare "tabù su materie come l'articolo 18" che sono "santuari del 'No' che hanno paralizzato l'Italia per decenni". Duro l'attacco dal suo stesso partito. In una lettera su Facebook il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, ha scritto: "La prima regola per un dirigente nazionale sarebbe quella di affermare la posizione del partito di cui è parte. La posizione del Pd sul mercato del lavoro e sull'articolo 18 è diversa dalla tua, ovviamente legittima, ma minoritaria nel partito e più vicina, invece, alla linea del 'pensiero unico' e alle proposte del centrodestra".
Le reazioni. "La cancellazione o la modifica dell'art.18, che oggi chiede anche Walter Veltroni contraddicendo quanto appena detto da Bersani, non sarebbe solo una grande ingiustizia e la lesione di un diritto sacrosanto - scrive il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, sul suo blog - . Sarebbe anche un polverone alzato apposta per nascondere l'incapacità o la non volontà di fare sul serio qualcosa per rendere di nuovo competitivo il sistema Italia". Lo scrive il presidente dell'IdV, Antonio Di Pietro, sul suo blog. "L'ex segretario del Pd sbaglia pesantemente a dire che l'art.18 non dev'essere un tabù: la sua manomissione è il primo passo per la demolizione dei diritti dei lavoratori", ha detto il segretario del Prc Paolo Ferrero. Difende l'articolo 18 anche Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci-Fds, in quanto è la "norma che difende i lavoratori dal licenziamento discriminatorio o non motivato". Per il segretario della Fiom Maurizio Landini l'articolo 18 è "indiscutibile". "Vorrei inoltre ricordare - ha spiegato Landini - che i casi di utilizzo dell'articolo 18 sono molto limitati. Significa che quella norma lì funziona".
Di tutt'altro parere il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. "La riforma del mercato del lavoro non si può fare a metà. Deve toccare tutti quei punti che finora hanno creato immobilismo, rallentato i processi di crescita del paese, inibito all'assunzione le imprese. E' tempo di far cadere dictat e imposizioni, aprendo ad una riflessione anche sull'articolo 18 che non può essere considerato più un tabù".
In questa giornata di polemiche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso a Che tempo che fa, è tornata a parlare di Articolo 18 e dei tempi del confronto sul mercato del lavoro. "E' necessario che il paese abbia un intervento sul mercato del lavoro e credo sia necessario farlo con il contributo delle parti sociali. Ma dire che siamo vicini, è un pò presto", ha detto la leader di Cgil. "L'articolo 18 è una norma di civiltà - ha aggiunto - E' esistito per tanti anni, anche di crescita,e nessuno ha mai sollevato problemi. Non si può indebolire" Le fa eco anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che parla anche di cassa integrazione: "parlare di rimuovere i sostegni vuol dire gettare un cerino su un bidone di benzina: non vorrei che questo discorso nascondesse la volontà di rimuovere le casse integrazione in deroga per risparmiare".
Messaggio da doddi » 20/02/2012, 13:18
E di oggi la replica agli attacchi ricevuti sul tema riforma lavoro
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Governo e articolo 18, Veltroni insiste
"Ho posto problema del giudizio su Monti"
ROMA - Dopo gli attacchi di ieri per l'apertura sulla riforma dell'articolo 18, Walter Veltroni si difende su Twitter. "Il problema non è l'art.18, sul quale ho detto molto meno di quanto detto mille volte da Bersani. Il problema è il giudizio su Monti", ha spiegato l'ex segretario del Pd.
"Cito Bersani, per capirsi: 'Se vogliamo modificare l'art.18, va bene. Ma facciamolo in fondo. L'ha detto il 7 febbraio a Otto e mezzo", ha ricordato.
Poi, sempre attarverso Twitter, una freccita polemica: "Bisogna avere il coraggio di discuterne. E civilmente. Senza dire che una opinione diversa è una opinione del nemico. Teorie pericolose".
Messaggio da Paolo_Padano » 20/02/2012, 21:03
ma se già il lavoro si perde di defoult che centra l'art.18, avete visto ieri a report, riformerei la testa della classe dirigente italiana compresa quella di veltroni e chi la pensa come lui
Messaggio da Lixia » 21/02/2012, 14:50
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di Francesca Vinciarelli - 20 febbraio 2012
Continuano al Governo gli incontri sulla riforma del lavoro
«Un’ampia riforma del mercato del lavoro» l’ha definita il ministro del Welfare Elsa Fornero, che verrà definita grazie ad un «aperto e serio confronto» con imprese e sindacati. Il nuovo capitolo della riforma del lavoro in esame riguarda ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro.
L’obiettivo è di arrivare ad una profonda revisione degli ammortizzatori sociali, che possa passare anche attraverso un ampliamento della platea dei potenziali beneficiari.
ampliare il bacino di utenza privilegiata dagli ammortizzatori sociali, giustissimo anche se spero di non dover passare la mia vita sei mesi assunta e sei mesi in disoccupazione. ( questa potrebbe essere un arma a doppio taglio da un lato aiuta ma dall' altro crea una forma di assistenzialismo , di dipendenza )
Aumentare il costo delle imprese che intendono stipulare contratti atipici, stragiusto costringeteli ad assumere stabilmente !!!! Ma possibilmente mediante concorso per merito
Puntare sull' apprendistato ... allora per esperienza personale il contratto di apprendistato credo abbia un costo ben diverso da quello di un assunzione a tempo determinato o indeterminato e infatti viene molto utilizzato dalle aziende che piuttosto che assumere con costi più elevati scelgono l'apprendistato che ha anche dei limiti temporali naturalmente , ma c'è un ma , ovvero che l'apprendistato presuppone un età massima di 29 anni attualmente , quindi ok con l'apprendistato abbiamo sistemato tutti i disoccupati fino a 29 anni per un paio di mesi ...e poi?? e gli altri ??? quelli da 29 anni in su ??? Son tanti è i disoccupati da 29 anni in su....
mi fido di questo governo , quanto meno ammette che il problema c'è e bisogna trovare i modi per risolverlo.... ma saranno poi così validi questi modi?
Messaggio da doddi » 21/02/2012, 15:26
L'apprendistato dovrebbe sostituire tutte le forme di atipicità, che ne sono dei surrogati cervellotici voluti in primis dai sindacati.
Il grosso limite del sindacato italiano fino ad oggi è stato quello di tutelare solo pensionati e coloro che già sono nel mondo del lavoro.
Il privato sceglie la forma contrattuale più utile alla propria attività ed esigenze, se il tempo indeterminato può essere più vantaggioso in termini di costi e più flessibile in termini di eventuali uscite per esuberi, come avviene nel resto del mondo, non vedo chi può essere così fesso da scegliere altrimenti
Lixia che vuol dire assumere tramite concorso per merito in un'azienda?
Messaggio da Lixia » 21/02/2012, 15:37
scusa ho personalizzato la cosa mi riferivo al pubblico quando ho scritto quella frase , anche se so di alcune aziende se non sbaglio per esempio la Luxottica che fanno una selezione per scegliere i migliori candidati, ma è motivazionale , per cui estrapola quella frase che ho scritto e contestualizzala solo al pubblico impiego , nel pubblico non esiste l'apprendistato per esempio ma esistono quelle miriade di diavolerie che sono i contratti stagionali , le collaborazioni a progetto , le prestazioni d'opera e bla bla bla
Messaggio da Lixia » 21/02/2012, 16:01
Messaggio da doddi » 21/02/2012, 19:11
Si scende nella sostanza ... finalmente si parla fuori dai denti, merito del Prof. e della Fornero che hanno spianato la strada facendo cadere i frni inibitori dei tabù.
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'No a ladri e assenteisti', scontro Marcegaglia-Cgil
La replica della Camusso: 'Parole offensive'
21 febbraio, 18:54
'Vorremmo avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro". Così la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, al convegno di Federmeccanica: "noi abbiamo detto che l'art.18 deve rimanere per atti discriminatori ma vogliamo poter licenziare quelli che non fanno il loro lavoro". La presidente Marcegaglia ha sottolineato come anche gli industriali vogliono una revisione della "flessibilità cattiva" in entrata, ossia "siamo consapevoli che ci sono stati degli abusi e questi vanno combattuti". Ma d'altra parte "vogliamo rivedere anche la flessibilità cattiva in uscita". A questo proposito, ha ricordato l'episodio che vide al centro di una contestazione il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: "La persona che aveva tirato un candelotto a Bonanni era in malattia: il datore di lavoro - ha detto Marcegaglia - lo licenziò, il giudice lo ha riassunto". Certo, una revisione dell'art.18 "sarà molto difficile ma noi non molliamo, andiamo avanti" pur volendo comunque lasciarlo per tutti quegli atti discriminatori ma "vogliamo poter licenziare quelli che non fanno il loro lavoro".
CAMUSSO, DA MARCEGAGLIA PAROLE OFFENSIVE - "La trovo offensiva". E' l'unico commento del segretario della Cgil Susanna Camusso, oggi a Modena, alle parole di Emma Marcegaglia sull'art.18 pronunciate al convegno di Federmeccanica.
Parlando ad un'iniziativa della Cgil, Camusso ha ribadito che sostenere che "l'articolo 18 sia un ostacolo a licenziare significa dire che si vuole una logica per cui se hai gli occhi azzurri, tu puoi essere licenziato: si chiama discriminazione". Per questo, ha proseguito, "noi diciamo di no, non perché difendiamo i privilegi di qualcuno contro altri, ma per l'idea che quando sei un lavoratore hai dei diritti e dei doveri e se hai solo dei doveri non sei una persona libera". Queste, ha concluso Camusso, "sembrano banalità ma non lo sono, quando in una grande impresa non si viene più assunti se hai in tasca la tessera Fiom-Cgil".
"Dire, come fa Marcegaglia, di volere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa il proprio lavoro è davvero troppo". Lo afferma la Cgil su Twitter in risposta a quanto detto dalla leader di Confindustria. Sono "affermazioni non vere che offendono il ruolo del sindacato confederale. Le smentisca".
FORNERO, ACCORDO E' POSSIBILE - L'accordo sulla riforma del mercato del lavoro è possibile? "Secondo me sì, assolutamente", risponde il ministro del Welfare, Elsa Fornero, a margine di un'audizione alla Camera. "Io lavoro per un accordo con i sindacati", aggiunge. E a chi chiede al ministro del Welfare un commento sulle parole del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che 'accusa' il governo di voler rompere la trattativa, il ministro replica: "Bonanni non accusa...".
CAMUSSO, DA GOVERNO CI ASPETTIAMO UN TAGLIO DIVERSO - "Minacciare non serve mai". E' la risposta del leader della Cgil Susanna Camusso al premier Monti per il quale l'accordo sul mercato del lavoro si troverà comunque, anche senza l'ok dei sindacati. A un incontro alla facoltà di Giurisprudenza di Modena, Camusso ha detto che le parole di Monti non sono una novità: "Questa cosa l'ha detta molte volte, ma noi continuiamo ad insistere che su una materia così complessa come l'ingresso al lavoro e gli ammortizzatori é bene fare un accordo con le parti sociali". In vista del prossimo incontro con il governo, la Cgil si aspetta dall'esecutivo un "taglio diverso" nella trattativa sulle modifiche al mercato del lavoro. A chiederlo, da Modena dove è ospite di un incontro all'università, è stata la segretaria Susanna Camusso: "Ci aspettiamo molte risposte che non ci sono state ieri", ha detto, sottolineando che "quando si parla di un ammortizzatore universale bisogna anche indicare quanto vale, quanto dura e come lo si matura". Dunque la Cgil chiede al governo un cambio di marcia: "Se l'idea che ha espresso il governo è quella di una riduzione della spese, è chiaro che lo strumento non è universale e la risposta non è sufficiente". Per la Camusso, infatti, "sicuramente se si intende estendere la platea degli ammortizzatori, bisogna immaginarsi che le risorse che sono state spese in questo periodo vadano in gran parte confermate"
BONANNI, INCHIODEREMO GOVERNO A SUE RESPONSABILITA' - "Inchioderemo il governo alle sue responsabilità: infatti, da quello che ho capito, per fare quello che vuole, vuole rompere la trattativa. Non lo permetteremo". Lo ha detto a Firenze Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, parlando della riforma del mercato del lavoro. "La cosa che deve capire il governo è che noi non molleremo il tavolo, e sbaglia chi pensa di farlo", ha detto, aggiungendo che "saremo inchiodati al tavolo per trovare soluzioni responsabili". Sciopero generale, se il governo non ascolterà le richieste dei sindacati, sulla riforma del mercato del lavoro? "Non penso che sia utile mettere il carro davanti ai buoi per adesso", ha risposto Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, parlando coi giornalisti a Firenze, a margine dell'assemblea regionale dei delegati Fim-Cisl della Toscana. "Il governo - ha affermato - deve prendersi le sue reponsabilità: non può ritenere che lo scenario che dobbiamo costruire è che loro tirino dritti per fare quello che vogliono, e noi facciamo lo sciopero generale. No, c'e in mezzo una realtà molto più conveniente per gli italiani e per i lavoratori", ha concluso Bonanni, che si è detto a favore del sistema di disincentivi alla flessibilità in entrata proposto dal ministro Elsa Fornero e criticato da Confindustria.
TASK FORCE COMMISSIONE PARTITA PER L'ITALIA - La task force della Commissione europea per l'occupazione (European Commission Action team) è partita per l'Italia per "lavorare in stretto contatto con una squadra di esperti nazionali e individuare ulteriori azioni mirate per far fronte alla disoccupazione giovanile e sostenere le piccole e medie imprese": lo ha reso noto oggi l'esecutivo Ue in un comunicato. In particolare, la task force cercherà di valutare come meglio procedere per "promuovere l'uso della quota del 29% dei fondi strutturali Ue che deve essere ancora assegnata in Italia a progetti in grado di fare la maggiore differenza in un breve periodo di tempo", ha spiegato la Commissione. "In generale - prosegue la nota -, l'attuazione dei fondi strutturali (in Italia) rimane sotto la media Ue, soprattutto nelle Regioni del Sud" e un più veloce utilizzo di queste risorse "potrebbe creare nuove opportunità".
PARTI SOCIALI CONVOCATE IL 23 FEBBRAIO Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero ha convocato le parti sociali per proseguire il confronto sulla riforma del mercato del lavoro per giovedì 23 febbraio alle 18.00 nella sede del ministero a Via Veneto. Lo si apprende da fonti sindacali. La convocazione è indirizzata a nove sigle (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria, Rete Imprese, Abi, Ania e Alleanza delle cooperative).
Messaggio da Regmi » 21/02/2012, 19:25
Previa volontaria scomparsa del broncio, un riferimento, una pezza d'appoggio, un link o qualsiasi altra cosa che non sia una dichiarazione di Gasparri a sostegno di ciò
è possibile averla?
Messaggio da doddi » 21/02/2012, 23:16
Oltre a riformare il mercato del lavro si corre il serio rischio di riformare il panorama politico con lo smembramento di alcuni partiti...
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I segretari del Pd e del Pdl
Bersani contro Monti sulla riforma del lavoro
Alfano: «Premier vada avanti, non sia timido»
Il segretario del Pd: «In dubbio il nostro sì se non c'è accordo». Il ministro Fornero: «Intesa possibile»
MILANO - Tirato per la giacca da destra e da sinistra. Così si sentirà il presidente del Consiglio Mario Monti in queste ore. Dice il segretario del Pd Bersani: «Non condivido la tesi di andare avanti anche senza accordo. Se non ci sarà accordo, il Pd valuterà in Parlamento quel che viene fuori sulla base delle nostre proposte». Dall'altra parte risponde Alfano: «Diremo a Monti di andare avanti senza timidezza sulle riforme». Il tema del confronto: la riforma del lavoro e quindi l'articolo 18.
BERSANI - Pier Luigi Bersani, al Tg3, spiega che il sì del Pd alla riforma del lavoro non sarà scontato in assenza di accordo con le parti sociali. «Se malauguratamente l'accordo non ci fosse, valuteremo sulla base delle nostre proposte. Vogliamo vedere quello che viene fuori». «Non condivido le parole di Monti», sull'andare avanti anche senza accordo, perché «oggi è importante tanto la riforma e l'innovazione quanto la coesione - sottolinea Bersani - oggi c'è bisogno di fare una scommessa assieme e il governo deve essere impegnato a trovare l'accordo, questo accordo ci vuole e il Pd ha la sua proposta che si occupa dei problemi veri, la precarietà, la riforma degli ammortizzatori». Ma «se malauguratamente non ci fosse l'accordo, noi valuteremo l'esito delle decisioni del governo». Quindi non è scontato il sì del Pd senza accordo? «No, vogliamo vedere cosa viene fuori», replica Bersani. Se Monti vuole le porte del Pd sono aperte. Non dice proprio così Pier Luigi Bersani ma il suo invito al premier e ai ministri del governo, fatto tramite il Tg3, è piuttosto esplicito. A chi gli chiede se il Pd stia con Monti o contro, Bersani risponde: «Monti non viene dopo i partiti, Monti viene dopo Berlusconi. Per averlo è stato necessario che andasse a casa Berlusconi e che arrivassimo noi a sostenere una fase d'emergenza e di transizione. Dopo di che - spiega il leader del Pd - la democrazia respira con due polmoni». Il riferimento è alle prossime elezioni. «Voglio predisporre il mio partito - dice Bersani- a un'alternativa non a Monti ma alla destra. Dopo di che Monti e i suoi ministri potranno decidere con che polmoni respirare».
ALFANO - Risponde il segretario del Pdl, Angelino Alfano, intervistato dal Tg5: «Se un partito ha deciso di appoggiare il governo, lo ha fatto perché sa che l'esecutivo non si farà condizionare. Diremo al governo di andare avanti sulla riforma del mercato del lavoro». Alla vigilia dell'incontro di martedì con il premier Mario Monti a cui parteciperà anche Silvio Berlusconi Alfano aggiunge: «Per prima cosa il governo trovi il sistema affinchè lo Stato possa pagare le piccole e medie imprese verso cui è debitore. In secondo ruolo, anche le banche devono fare la loro parte dando credito alle famiglie e alle imprese», aggiunge Alfano.
FORNERO - L'intesa è possibile, la riforma del lavoro si farà con l'accordo delle parti sociali. Malgrado la giornata convulsa caratterizzata dalle polemiche seguite alle parole di Emma Marcegaglia, Elsa Fornero manifesta ottimismo sul cammino della riforma del welfare. L'agenda degli incontri è tracciata: giovedì alle 18 ci sarà una nuova riunione con le parti (la quinta dall'inizio dell'apertura del dossier) che affronterà il tema dei contratti d'ingresso e degli ammortizzatori. Il tema della flessibilità in uscita sarà invece sul tavolo nell'incontro che si terrà il 1 marzo. La volontà del governo di procedere, ribadita dallo stesso Mario Monti, emerge dalle parole del ministro del Lavoro che al termine di una audizione in Commissione a Montecitorio ripete che «l'intesa è assolutamente possibile: stiamo lavorando con grande serietà e profondità su tutti gli argomenti. Non uno soltanto - aggiunge facendo riferimento all'articolo 18 - anche se a voi piace sempre solo quello». Nessun passo indietro nemmeno rispetto alla posizione espressa da parte del Pd, secondo cui una riforma senza il via libera dei sindacati avrebbe difficoltà a procedere in Parlamento: «Se dovessimo lavorare con i se...- dice Fornero - invece noi dobbiamo concentrarci sulle cose che sono possibili». Quindi nessun timore per le eventuali difficoltà in Parlamento? «Nessun timore», risponde la titolare del Lavoro. «Moltissimi cambiamenti e credo molto buoni - ha detto Fornero - si possono fare anche senza maggiore assorbimento di risorse. Le risorse purtroppo sono un vincolo serio».
21 febbraio 2012 | 22:19
Messaggio da doddi » 23/02/2012, 0:18
Elsa sparti i patti a gargamella, rinfrenscandogli la memoria dopo i chiarimenti del Prof
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Lavoro, Fornero avverte Bersani
"Avanti anche senza ok dai partiti"
Il ministro del Welfare si dice ottimista sulla possibilità di varare un testo condiviso, ma spiega che sarà il Parlamento ad assumersi "la responsabilità di dire se appoggia il governo o no". La replica del segretario Pd: "Se il testo sarà buono lo appoggeremo"
ROMA - Riserbo assoluto sui contenuti, ma l'annunciato pranzo tra il presidente del Consiglio Mario Monti e Silvio Berlusconi è stato "costruttivo" secondo quanto sostiene il segretario del Pdl Angelino Alfano in un messaggio affidato a Twitter. Il faccia a faccia, al quale ha partecipato anche Gianni Letta, è stato, scrive ancora Alfano, "sui principali temi dell'agenda parlamentare e internazionale", ma non è difficile immaginare che al centro del colloquio ci sia stata in particolare la riforma del lavoro.
Dopo l'attacco della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al sindacato 1 e il monito di Pierluigi Bersani sul possibile voto contrario del Pd in assenza di un'intesa condivisa, il tema continua anche oggi ad essere al centro del dibattito politico-economico. Dopo la valanga di dure reazioni piovute ieri da Cgil, Cisl e Uil, oggi a prendere le distanze dalla leader degli industriali è stato anche uno dei suoi possibili successori alla guida di Confindustria, Alberto Bombassei 2.
Le parole del segretario del Pd 3 non sembrano invece preoccupare il governo. "Non ho sentito altolà secchi", commenta il ministro del Lavoro Elsa Fornero. "Ho incontrato più volte - riferisce - esponenti del Pd: ho detto con onestà intellettuale le linee lungo le quali il governo sente il dovere di muoversi", e, sottolinea, "non sono cose che inventiamo" ma "cose di cui discutiamo da tanto tempo". "Posso capire - prosegue Fornero - che alcune forze politiche possano avere una sensibilità maggiore, per il radicamento di convinzioni, ma non credo ci siano aut aut e credo che anche il Pd sia disponibile a sostenere una buona riforma per la quale sto lavorando".
Ad ogni modo, avverte Fornero, se il consenso dei partiti "arriverà su una riforma del lavoro che il governo considera non buona, allora l'esecutivo si assumerà la responsabilità di andare avanti" con la propria riforma e il Parlamento "si assumerà la responsabilità di appoggiarla o meno".
Tutto sta però nello stabilire cosa si intende per "buono". Alle parole di Fornero ha replicato infatti a breve lo stesso Bersani. "Dice bene Fornero - ha commentato - il Partito democratico appoggerà una buona riforma. Naturalmente la valuteremo confrontandola con le nostre proposte. Quel che ci vuole è un buon accordo perché i mesi difficili che abbiamo davanti devono essere affrontati con il cambiamento, con l'innovazione e con la coesione sociale".
Quanto alla possibile rottura tra governo e parti sociali di cui ha parlato nei giorni scorsi Monti, è un'eventualità che al momento il ministro del Lavoro continua a ritenere scongiurabile. "Credo di poter dire - sostiene - che si sta lavorando bene a questi tavoli. Il che non vuol dire che abbiamo già in tasca un accordo, ma sicuramente la discussione mi sembra che sia proficua". "E' vero che il premier Monti ha detto che il governo farà la riforma anche senza accordo 4, ma come ministro che ha seguito fin dall'inizio questa partita - assicura Fornero - mi sento di esprimere una moderata fiducia, mi sembra che stiamo lavorando bene e che ci sia consapevolezza che non si tratta di lavorare contro qualcuno, ma per il Paese". Ottimismo che il ministro estende anche allo spinoso tema dell'articolo 18. "Discuteremo di articolo 18 - dice - lo faremo con apertura, senza mettere nessuno in difficoltà".
Ma le parole della Fornero non sembrano aver convinto la Cisl. "Consiglierei al ministro molta cautela - dice il segretario Raffaele Bonanni - Perché al posto della riforma potrà verificarsi una controriforma". "Quando ci sono in ballo situazioni così delicate - aggiunge - prescindere dalle parti sociali e dal parlamento può configurare una situazione imbarazzante". La Cisl, conclude Bonanni, "non si schioderà dal tavolo e non lascerà il governo decidere da solo. Dopo la vicenda delle pensioni, non permetteremo che si ripeta la stessa storia sul mercato del lavoro".
Sulla possibilità di un mancato accordo è intervenuto oggi anche il presidente del Senato Renato Schifani. "Bisogna attuare tutti gli sforzi per evitare la rottura della pace sociale - commenta - Detto questo il governo che ha la responsabilità della vita del Paese dovrà decidere". "Sono certo che il governo - aggiunge - sostenuto da un'ampia maggioranza, cercherà di adottare i provvedimenti maggiormente condivisi e Monti deciderà nell'interesse del Paese".
(22 febbraio 2012) © Riproduzione riservata
Messaggio da Regmi » 23/02/2012, 0:22
doddi ha scritto: Elsa sparti i patti a gargamella, rinfrenscandogli la memoria dopo i chiarimenti del Prof
E comu ti sciali
PS- a domani, o meglio ...a più tardi
Messaggio da doddi » 23/02/2012, 0:29
Come disse qualcuno: o si fà l'Italia o si muore.
Gargamella & c., o quel che ne resta, dovrebbero decidere se vivere o morire.
Direi ... commissariati.
Messaggio da Regmi » 23/02/2012, 0:31
Non mi fare ripetere quello che altre volte ti ho già detto
A ri -notte
Messaggio da kurohata » 23/02/2012, 10:19
questa crisi è una crisi di sistema. è il sistema capitalista ad essere in crisi perchè vivendo in un mondo finito il capitalismo non può funzionare per sempre. Con queste riforme altro non stanno facendo che allungare la vita al sistema capitalista, come si fa? si tolgono diritti e servizi al popolo.
Messaggio da Paolo_Padano » 23/02/2012, 19:33
kurohata ha scritto: questa crisi è una crisi di sistema. è il sistema capitalista ad essere in crisi perchè vivendo in un mondo finito il capitalismo non può funzionare per sempre. Con queste riforme altro non stanno facendo che allungare la vita al sistema capitalista, come si fa? si tolgono diritti e servizi al popolo.
hai centrato il problema, la crisi ha inizio nel cuore del capitalismo gli USA e le metastasi si sono propagate fino alla vecchia Europa, indenni i paesi dell'ex terzo mondo che anzi stanno crescendo, per creare posti di lavoro li devono eliminare e dove sta la crescita
Messaggio da kurohata » 24/02/2012, 1:06
paolo, sono d'accordo con quello che dici, ma non per come lo dici. Parli di metastasi e di propagazione... è il sistema capitalista che non funziona, non si è ammalato e quindi c'è bisogno di una cura, semplicemente il capitalismo collassa perchè abbiamo solo un pianeta a disposizione, se ne avessimo infiniti funzionerebbe all'infinito
Messaggio da doddi » 25/02/2012, 19:35
Giusto per aggiornare OCSE e BCE per bocca di Draghi chiedono riforme nel lavoro, sistema piu' flessibile, suicidio art. 18.