Source: http://www.asmecomm.it/e2d08/63tire3104d38063e013510299-jpshan-mbp
Timestamp: 2020-06-03 18:41:45+00:00
Document Index: 138455397

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 77', 'art. 120', 'sentenza ']

Newsletter - 12 dicembre
Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.39 del 12/12/2013
SERVIZIO GRATUITO PUBBLICAZIONE AVCP XML LEGGE N. 190/2012 E SS.MM.II. PER ADEMPIMENTI URGENTI ENTRO 31 GENNAIO 2014
Com’è noto, tutte le Stazioni Appaltanti devono ottemperare - entro la scadenza del 31 gennaio 2014 - agli obblighi derivanti dall’art. 1, comma 32, Legge 190/12 e dalla direttiva dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) del 22 Maggio 2013 e successive integrazioni.
Al fine di supportare i propri associati, ASMEL ha già estratto dalle banche dati disponibili sui portali di riferimento, i bandi di tutti i comuni, predisponendoli in maniera conforme alle disposizioni dell'AVCP. Rimane a cura dell’ente, la verifica e il completamento dei soli dati con le gare sotto i 40.000 Euro. Il processo si completa con la generazione automatica dei file in formato xml per poterli pubblicare nei siti istituzionali dei Comuni, dandone infine formale comunicazione via Pec all’Autorità.
Le norme citate prescrivono, in particolare, per tutte le stazioni appaltanti di: ­ pubblicare sul proprio sito le informazioni richieste (ovvero cig, struttura proponente, oggetto dei bandi, procedure di scelta del contraente, elenco operatori invitati, aggiudicatari, importi di aggiudicazione, tempi di completamento, somme liquidate) secondo la struttura definita dall’Autorità e condivisa con CiVIT; ­trasmettere la dichiarazione attestante l’avvenuto adempimento che deve riportare obbligatoriamente l’URL di pubblicazione dei dati in formato digitale standard aperto.
L’Autorità ha individuato nel formato XML lo standard aperto da utilizzare per la pubblicazione definendo altresì, gli schemi XSD da rispettare per la pubblicazione.
Tra il 1 febbraio e il 30 aprile di ciascun anno, l’Autorità eseguirà telematicamente controlli per verificare la disponibilità del documento pubblicato e la sua correttezza. L’indisponibilità della risorsa sarà considerata una omessa pubblicazione e, sarà segnalata alla Corte dei Conti ai sensi dell’art. 1 comma 32 della Legge 190/2012. Per richiedere il servizio gratuito scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
APPALTI PUBBLICI, DAL 2014 SI CAMBIA
Il 2014 sarà un anno di svolta nel settore degli appalti pubblici degli Enti Locali. Lo evidenzia l’Avv. Rizzo, esperto di Diritto europeo appalti, nell’articolo pubblicato da Il Denaro – quotidiano di informazione economica - lo scorso 10 dicembre. In particolare l’anno alle porte segnerà anche l’inizio della road map per l’informatizzazione integrale delle procedure di gara che, in virtù della nuova Direttiva Appalti di imminente recepimento, porterà all’introduzione dell’obbligo di digitalizzazione di tutti gli avvisi e dei documenti di gara, per arrivare all’obbligo di digitalizzazione di tutte le gare d’appalto e di presentazione telematica delle offerte. Scarica qui l’articolo integrale.
IL NO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA A NEGOZIARE I REQUISITI VINCOLANTI DELLE SPECIFICHE TECNICHE D’APPALTO
La Corte di Giustizia europea ha pronunciato una interessante sentenza in merito alla procedura negoziata. Richiamando la direttiva 2004/18 viene prima ricordato come le “procedure negoziate” sono le procedure in cui le amministrazioni aggiudicatrici consultano gli operatori economici da loro scelti e negoziano con uno o più di essi le condizioni dell’appalto e che «le amministrazioni aggiudicatrici trattano gli operatori economici su un piano di parità, in modo non discriminatorio e agiscono con trasparenza». La sentenza del 5 dicembre, basandosi sull’articolo 30, paragrafo 2, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, non autorizza l’amministrazione aggiudicatrice a negoziare con gli offerenti offerte non rispondenti ai requisiti vincolanti previsti dalle specifiche tecniche dell’appalto.
LE CONDIZIONI PER MODIFICARE I RAPPORTI DI DURATA
Nel nostro ordinamento non esiste un divieto generalizzato di assoluta immodificabilità del rapporto di durata che scaturisce da una procedura di evidenza pubblica, ma, a salvaguardia dei principi di concorrenza e parità di condizioni, debbono ritenersi non ammissibili solo quelle variazioni che, per importo o entità, comportino mutamenti essenziali e sostanziali alle caratteristiche del rapporto oggetto del confronto concorrenziale, avendo esclusivo riguardo agli effetti che le predette variazioni avrebbero potuto avere, se già presenti o comunque note, sulle offerte formulate dagli altri concorrenti che hanno partecipato alla gara. Il caso specifico, affrontato dal Tar Veneto nella sentenza n. 1347/2013, riguardava una concessione, avente validità di nove anni, relativa ad un chiosco.
RESPONSABILITÀ CIVILE DELL’AMMINISTRAZIONE PER DANNO DA PROVVEDIMENTO ILLEGITTIMO
L'illegittimità del provvedimento amministrativo costituisce solo uno degli indici della colpevolezza, in quanto vanno presi in considerazione anche altri fattori, quali il grado di chiarezza della normativa applicabile, la semplicità del fatto, il carattere pacifico della questione esaminata, il carattere vincolato o a bassa discrezionalità dell'azione amministrativa. Il Consiglio di Stato, infatti, ritiene, nella sentenza n. 5823/2013, che in materia edilizia, allorquando la disciplina urbanistica da applicarsi risulti particolarmente complicata e oscura, il comportamento dell'Amministrazione comunale che prima ha concesso e poi ha annullato una concessione edilizia sfugge a un giudizio negativo e non consente di imputare all’Amministrazione il pregiudizio sofferto dal titolare del medesimo titolo edilizio.
PER LE NOTIFICHE DI GARA BASTA LA PEC
Il TAR Lombardia Sez. III con sentenza n. 2677 del 3 dicembre scorso ha ulteriormente evidenziato la validità della notifica a mezzo pec “anche se la disciplina di gara non identifica uno specifico mezzo per l’effettuazione delle comunicazioni e degli scambi di informazioni tra stazioni appaltanti e operatori economici”, essendo tra quelle individuate dall’art. 77 del D.Lgs. n. 163/2006. “E’ irricevibile, essendo da ritenere tardivo, un ricorso giurisdizionale proposto avverso il provvedimento di aggiudicazione di una gara di appalto, che sia stato notificato oltre il termine perentorio decadenziale di trenta giorni ex art. 120 c.p.a. dalla relativa comunicazione effettuata dalla stazione appaltante alla ditta interessata a mezzo PEC”.
L’espletamento delle gare telematiche da parte della Centrale di Committenza Asmel Consortile, anche in caso di presentazione delle offerte in modalità tradizionale, consente ai Comuni di avvalersi della piattaforma oltre che per tutte le comunicazioni previste dal Codice dei Contratti anche per la gestione dei quesiti di gara, la pubblicazione di precisazioni e l’integrazione della documentazione “con valore di notifica” agli operatori economici accreditatisi. Il vantaggio pratico sin qui riscontrato in numerose procedure esperite attraverso la piattaforma ASMECOMM è stato indubbiamente quello di snellire le modalità di comunicazione tra le ditte e le Stazioni Appaltanti, azzerando i tempi di notifica e riducendo, di conseguenza, al minimo anche il periodo di decorrenza dei termini di oppugnabilità.
L'Osservatorio favorisce la diffusione e lo scambio di informazioni e procedure supportando i Comuni associati nelle attività di predisposizione dei bandi e di aggiudicazione di lavori, servizi e forniture. Grazie a un gruppo di esperti che segue l’evolversi delle procedure è possibile avanzare proposte integrative e correttive attraverso anche la condivisione di una serie di strumenti pratici, quali schemi di bandi e disciplinari di gara, capitolati e contratti, regolamenti. Gli associati possono acquisire le informazioni di maggiore interesse selezionate dagli esperti comunicando le loro specifiche esigenze (elenco annuale LLPP, ecc).
CONTRO UNA D.I.A. SI PUÒ RICORRERE AL TAR
Il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 5822/2013, ha puntualizzato come la D.I.A. sia un atto del privato, cosicché il privato asseritamente leso da essa ha il diritto/dovere di agire innanzi al T.A.R. chiedendo l’accertamento circa la insussistenza dei presupposti per la eseguibilità dell’intervento oggetto di denuncia. Ciò nel termine decadenziale decorrente dalla conoscenza dell’avvenuta presentazione della D.I.A.
NUOVO REGOLAMENTO PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DELLE COSTRUZIONI
È stato approvato il Regolamento Tecnico che dà attuazione all’intesa – sottoscritta da ACCREDIA e ITACA con l’avallo della Conferenza delle regioni e delle province autonome – per la promozione delle certificazioni, rilasciate sotto accreditamento, che contribuiscono ad implementare le politiche regionali per la sostenibilità ambientale degli edifici. Il Regolamento Tecnico, che definisce un sistema di ispezione, coordinato ed integrato sia con i sistemi di certificazione regionali, già attivi sul territorio e basati proprio sul Protocollo ITACA, sia con il sistema di normazione tecnica (UNI e CEN), prevede, tra l’altro, la creazione di un Registro pubblico nazionale per monitorare l’intero processo di certificazione e tracciare i certificati con un apposito codice identificativo, che permetterà anche di mappare tutti gli interventi realizzati con il Protocollo ITACA sull’intero territorio nazionale.
CNR: LE ISTRUZIONI PER VALUTARE SISMICAMENTE GLI EDIFICI ESISTENTI
Sono state rese note dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) le prime istruzioni italiane per la Valutazione affidabilistica della sicurezza sismica degli edifici esistenti. Il documento è stato messo a punto dalla Commissione di studio per la predisposizione e l’analisi di norme tecniche delle costruzioni. Lo studio del CNR offre un valido supporto allo sviluppo della normativa tecnica sulle costruzioni esistenti ed è stato condotto con l’obiettivo di definire delle concrete procedure di valutazione (in termini di probabilità di superamento dello stato limite) di tutte le incertezze dell’azione sismica.