Source: http://ilmoesano.ch/spip.php?article14636
Timestamp: 2020-08-11 04:11:19+00:00
Document Index: 20662089

Matched Legal Cases: ['art. 260', 'art. 305', 'art. 160', 'art. 242', 'art. 244', 'art. 19']

ilMoesano - giornale online di Mesolcina e Calanca - Azione coordinata antimafia in Svizzera e in Italia
Azione coordinata antimafia in Svizzera e in Italia
Le autorità svizzere e italiane hanno preso parte ad un’azione coordinata nei confronti di un’organizzazione criminale di stampo ’ndranghetistico. A seguito di indagini congiunte, la mattina del 21 luglio 2020 sono state arrestate persone e sono state eseguite perquisizioni domiciliari in entrambi i paesi. In Svizzera, nei Cantoni Argovia, Soletta, Zugo e Ticino, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) in collaborazione con fedpol ha effettuato diverse perquisizioni domiciliari e ha arrestato una persona. Oltre ai rappresentanti del MPC e di fedpol, sono stati impiegati numerosi funzionari di polizia cantonali.
L’azione è il risultato di un procedimento penale condotto dal MPC, in particolare per sospetto di sostegno o partecipazione a un’organizzazione criminale (art. 260ter codice penale [CP]), riciclaggio di denaro (art. 305bis CP), ricettazione (art. 160 CP), messa in circolazione di monete false (art. 242 CP), l’importazione, l’acquisizione e deposito di monete false (art. 244 CP) e le sospettate violazione dell’art. 19 cpv. 2 della legge federale sugli stupefacenti (LStup).
Il procedimento penale è attualmente in corso nei confronti di sei persone di nazionalità italiana, la maggior parte delle quali risiede in Svizzera. Gli imputati sono sospettati di appartenere e sostenere un’organizzazione criminale italiana di stampo ‘ndranghetistico. Nell’ambito delle estese indagini eseguite - durante le quali il MPC ha anche potuto interrogare due collaboratori di giustizia in Italia – è emersa l’esecuzione da parte degli imputati di differenti attività illecite. Ad esempio, si presume che moneta falsa sia stata importata dall’Italia in Svizzera e sono emerse condotte legate a traffici di armi, stupefacenti e riciclaggio di denaro. Gli imputati vivono in Svizzera da molti anni e, presumibilmente, all’esecuzione di attività illegali hanno affiancato l’esercizio di attività legali, come investimenti, concessione di prestiti o persino la gestione di un ristorante, attività che costituiscono una sorta di investimento dell’organizzazione criminale in grado di rafforzarne il vigore criminale.
Diverse perquisizioni domiciliari ed un arresto
Un imputato è stato arrestato nel Cantone Argovia e a suo carico verrà chiesta la carcerazione preventiva. Un imputato è stato arrestato in Italia dove rimane per il momento in detenzione preventiva. Due imputati sono stati interrogati in Svizzera e successivamente rilasciati. Un’altra persona imputata si trovava già in stato di detenzione in Italia e gli elementi di prova raccolti a suo carico in Svizzera verranno trasmessi alle autorità di perseguimento penali italiane. Sono previsti ulteriori interrogatori. In quattro Cantoni Argovia, Soletta, Zugo e Ticino sono state perquisite diverse abitazioni e locali commerciali nonché messi al sicuro numerosi mezzi di prova, fra i quali armi, munizioni e denaro contante.
Gli imputati sono accusati di sostenere e partecipare a un’organizzazione criminale la cui esistenza, energia criminale e formazione è stata confermata con sentenze cresciute in giudicato in Italia. Nella primavera del 2016 la Procura della Repubblica di Catanzaro ha inviato al MPC una comunicazione spontanea di informazioni relativa a fatti penali con richiesta di costituzione di una squadra investigativa comune. La Procura di Catanzaro ha inoltre segnalato soggetti residenti in Svizzera che si presume fossero coinvolti nell’azione illecita realizzata dall’organizzazione criminale. Il MPC e la Procura della Repubblica di Catanzaro hanno quindi deciso di costituire una squadra investigativa comune – un cosiddetto "Joint Investigation Team" (JIT) – ed operare congiuntamente nell’ambito di inchieste penali transnazionali. Nel settembre del 2016, il MPC ha avviato il relativo procedimento penale.