Source: https://www.laleggepertutti.it/286648_canna-fumaria-ultime-sentenze
Timestamp: 2019-09-21 08:16:58+00:00
Document Index: 172450947

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 1120', 'art. 844', 'art. 7', 'art. 844']

Edilizia e urbanistica; attività di gastronomia; installazione della canna fumaria; presenza di una canna fumaria autonoma, esterna e prolungata oltre la sommità del tetto di copertura dello stabile in cui insiste l’attività.
Per lo smaltimento dei fumi, i ristoranti possono adottare un impianto tecnologico alternativo alla canna fumaria. In caso di apposizione di una canna fumaria di un ristorante e del conseguente superamento dei limiti, è dovuto il risarcimento del danno non patrimoniale anche in assenza di danno biologico.
1 Attività di gastronomia calda e cottura dei cibi
2 Canna fumaria: ristoranti e rosticcerie
3 Impianti termici
4 Appoggio di una canna fumaria al muro comune perimetrale di un edificio condominiale
5 Canna fumaria di un ristorante e superamento dei limiti
6 Innovazione lesiva del decoro architettonico del condominio
7 Attività di cottura dei cibi: è vietata?
8 Incendio per difetto di installazione della canna fumaria
9 Canna fumaria: condizioni di legittimità
10 Nuova canna fumaria installata senza l’assenso di tutti i condomini
11 Costituzione di parte civile
12 Installazione di una canna fumaria sul muro comune
13 Illegittima realizzazione di una canna fumaria
14 Rimozione di una canna fumaria in eternit
Attività di gastronomia calda e cottura dei cibi
Per i locali commerciali in cui si svolge l’attività di gastronomia calda, anche nel caso in cui i cibi siano cotti su piastre elettriche, non sussiste l’obbligo a convogliare i fumi e i vapori sprigionati dalla cottura sulla sommità dell’edificio, né di espellere gli stessi attraverso una canna fumaria.
Consiglio di Stato sez. V, 21/01/2019, n.524
Canna fumaria: ristoranti e rosticcerie
Il regolamento comunale che impone a ristoranti e rosticcerie la canna fumaria non può ignorare il fatto che, nel tempo, sono state introdotte sul mercato nuove tipologie di impianto, come i filtri a carbone attivo. Pertanto, l’impresa può adottare un’altro tipo di impianto tecnologico per lo smaltimento dei fumi che, prima dell’inizio dell’attività, sia stato ritenuto idoneo, secondo la normativa vigente, a garantire la conservazione dei livelli di qualità dell’aria in città e che consenta una via alternativa alla canna fumaria per la minor quantità di inquinanti immessi, visto il livello superiore di abbattimento di questi ultimi.
Consiglio di Stato sez. V, 07/01/2019, n.120
Non sussistono i presupposti per l’applicazione della deroga, prevista dall’art. 5, d.P.R. n. 412/1993, commi 9 bis e ter, rispetto alla regola generale fissata dallo stesso art. 5 comma 9, per cui gli impianti termici, quali quello connesso alla canna fumaria controversa, devono essere collegati a camini con sbocco sopra il tetto dell’edificio, laddove risulti smentito in sede giudiziaria il presupposto, ravvisato dall’Amministrazione Municipale in base ad una erronea asseverazione del tecnico progettista, per cui la canna fumaria controversa non avrebbe potuto essere collocata in un luogo diverso da quello nel quale si trova.
T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 04/12/2018, n.11758
Appoggio di una canna fumaria al muro comune perimetrale di un edificio condominiale
L’appoggio di una canna fumaria al muro comune perimetrale di un edificio condominiale sostanzia una modifica della cosa comune conforme alla sua destinazione, che ciascun condomino può apportare a sue cure e spese, ma a condizione che non impedisca l’uso paritario delle parti comuni, non provochi pregiudizio alla stabilità e alla sicurezza dell’edificio e non ne alteri il decoro architettonico, ipotesi che si verifica non già quando si mutano le originali linee architettoniche, ma quando la nuova opera si rifletta negativamente sull’insieme dell’aspetto armonico dello stabile.
Non occorre che il fabbricato, il cui decoro architettonico sia stato alterato dall’innovazione, abbia un particolare pregio artistico, né rileva che tale decoro sia stato già compromesso da precedenti interventi sull’immobile, ma è sufficiente che vengano pregiudicate, in modo visibile e significativo, la particolare struttura e la complessiva armonia che conferiscono al fabbricato una propria specifica identità.
Cassazione civile sez. II, 23/11/2018, n.30462
Canna fumaria di un ristorante e superamento dei limiti
Il riconoscimento del danno non patrimoniale quale conseguenza delle immissioni illecite prodotte dalla condotta della convenuta, lungi dal ristorare un danno in re ipsa, costituisce il frutto di un apprezzamento dei concreti e rilevanti disagi prodotti in danno dei vicini, che hanno visto in tal modo gravemente compromesse le abitudini di vita quotidiana, disagi che, come detto, giustificano la risarcibilità del danno subito ex articolo 2059 del Cc.
Pertanto, in caso di apposizione della canna fumaria di un ristorante, a fronte del superamento dei limiti ex articolo 844 del Cc, è dovuto il risarcimento del danno non patrimoniale per alterazione delle abitudini di vita dei condomini, anche in assenza di danno biologico.
Cassazione civile sez. II, 01/10/2018, n.23754
Innovazione lesiva del decoro architettonico del condominio
Costituisce innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, come tale vietata, non solo quella che ne alteri le linee architettoniche, ma anche quella che comunque si rifletta negativamente sull’aspetto armonico di esso, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio. La relativa valutazione spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, ove non presenti vizi di motivazione (fattispecie relativa alla realizzazione di una canna fumaria).
Cassazione civile sez. II, 28/06/2018, n.17102
Attività di cottura dei cibi: è vietata?
Va vietata ogni attività di cottura dei cibi solo perché la stessa è esercitata non in presenza di canna fumaria autonoma, esterna e prolungata oltre la sommità del tetto di copertura dello stabile ove insiste l’attività, ben potendo l’interessata munirsi della preventiva autorizzazione sanitaria all’utilizzo di un sistema alternativo alla stessa, e tanto perché sia l’art. 9 comma 2 del Regolamento Regionale n. 1/2009 che l’art. 64 del Regolamento d’igiene capitolino non ostano all’esercizio di un’attività di cottura dotata di via di fumo alternativa a quella tradizionale, ma solo a condizione che tale impianto alternativo (non solo rispetti le norme tecniche di costruzione richieste, ma) sia rispetto a quello tradizionale dotato di maggiore o pari efficienza; condizione questa che va documentata dalla ditta attraverso una produzione peritale redatta da professionista dotato delle conoscenze scientifiche e degli strumenti necessari per le misurazioni richieste ai fini della prova del citato rapporto di equivalenza / equipollenza e che va sottoposta (anche a monte del citato art. 64) alla valutazione delle competenti autorità che dovranno determinarsi espressamente o rendere il proprio parere nella sede procedimentale prevista.
T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/04/2018, n.3704
Incendio per difetto di installazione della canna fumaria
La responsabilità dell’incendio avvenuto in un cantiere, ove operavano diversi imprese appaltatrici, causato da un difetto di installazione della canna fumaria (nella specie: da una falla apertasi nella canna fumaria), non va attribuita all’impresa che si è occupata di eseguire lavori diversi dall’installazione della canna fumaria, ma a quella che si è effettivamente occupata della realizzazione e della successiva installazione della canna fumaria poichè, in fase di montaggio, avrebbe dovuto rilevare il danneggiamento subito dalla canna fumaria che ha originato la falla.
Tribunale Savona, 08/03/2018
Canna fumaria: condizioni di legittimità
In tema di condominio, l’appoggio di una canna fumaria al muro comune perimetrale di un edificio condominiale individua una modifica della cosa comune conforme alla destinazione della stessa, che ciascun condomino – pertanto – può apportare a sue cure e spese, sempre che non impedisca l’altrui paritario uso, non rechi pregiudizio alla stabilita ed alla sicurezza dell’edificio, e non ne alteri il decoro architettonico.
Tribunale Arezzo, 07/03/2018, n.279
Nuova canna fumaria installata senza l’assenso di tutti i condomini
Ai sensi dell’art. 1120 c.c. sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.
La nuova canna fumaria realizzata abusivamente da un ristorante rientra in queste ultime due ipotesi ed incide sugli interessi e diritti dei condomini circostanti (fumi ed odori molesti); pertanto, per ottenere la concessione in sanatoria è necessario l’assenso di tutti i condomini.
T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 22/02/2018, n.62
La ricorrente si era doluta del fatto che il procedimento penale instaurato su sua denuncia era stato archiviato per intervenuta prescrizione. Adita la competente corte di appello in base alla legge Pinto, si era vista rigettare la domanda. Da qui il ricorso alla Corte europea per violazione del diritto convenzionale di adire un tribunale per vedersi riconosciuto il proprio diritto.
Era accaduto che la ricorrente aveva denunciato alla polizia municipale l’esecuzione di una canna fumaria in violazione dei regolamenti. Il comune aveva fatto sapere che la canna fumaria risultava essere esistente da tempo; ciò in base a dichiarazioni giurate del proprietario e di testimoni. La ricorrente aveva allora proposto denuncia per falso nel 1995; nel 2003 il g.i.p. aveva disposto l’archiviazione del procedimento per intervenuta prescrizione.
Adita la corte di appello invocando la legge Pinto, la ricorrente si era sentita dichiarare inammissibile la domanda della ricorrente perché la stessa non rivestiva la qualità di “parte” e non era quindi legittimata ad agire in base alla legge Pinto lamentando la durata eccessiva della procedura. Vero essendo, aveva annotato la corte di appello, che la ricorrente non aveva potuto costituirsi parte civile proprio per la durata eccessiva della procedura, e tuttavia la scelta di percorrere la via penale era stata una scelta della stessa ricorrente, che avrebbe potuto percorrere la strada della giustizia civile, anche contemporaneamente al procedimento penale.
La Corte europea ha riconosciuto la violazione della Convenzione in base all’affermazione che la qualità di persona offesa era da ricondurre alla definizione di “parte” recata dalla Cedu con argomentazione interessante che si riproduce, quasi integralmente, in nota .
Corte europea diritti dell’uomo sez. I, 07/12/2017, n.35637
Installazione di una canna fumaria sul muro comune
L’installazione di una canna fumaria sul muro comune, senza il consenso degli altri comproprietari che abbiano espresso dissenso con delibera condominiale, costituisce attentato possessorio.
Tribunale Modena sez. II, 10/10/2017, n.1774
Illegittima realizzazione di una canna fumaria
La causa avente ad oggetto l’illegittima realizzazione, in violazione dell’art. 844 c.c., nonché di un divieto contenuto nel regolamento di condominio, di una canna fumaria rientra nella competenza del tribunale, giacché l’art. 7, comma 3, n. 3, c.p.c., nel devolvere alla competenza “ratione materiae” del giudice di pace le controversie relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in tema di immissioni, riguarda esclusivamente le cause in cui è demandato al giudice di valutare il superamento della soglia di normale tollerabilità, ex art. 844 c.p.c., ma non le domande volte a far valere (anche) il rispetto di una clausola del regolamento condominiale.
Cassazione civile sez. VI, 28/09/2017, n.22730
Rimozione di una canna fumaria in eternit
La costruzione di un’opera da parte di un comproprietario su beni comuni non è disciplinata dalle norme sull’accessione, bensì da quelle sulla comunione, secondo le quali costituisce innovazione delle cosa comune una modificazione della forma o della sostanza del bene che abbia l’effetto di alterare la consistenza materiale o la destinazione originaria; ne consegue che, in mancanza del consenso degli altri partecipanti, l’opera è illegittima (fattispecie relativa alla rimozione di una canna fumaria in eternit).
Cassazione civile sez. II, 22/09/2017, n.22203