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Timestamp: 2017-10-20 14:11:15+00:00
Document Index: 44425034

Matched Legal Cases: ['art. 1351', 'art. 24', 'art. 1351', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 1351', 'art. 24', 'art. 1351', 'art. 24', 'art. 1351', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Compravendita casa Bologna – Contratto preliminare – Licenza di abitabilità – Obblighi del venditore – Inadempimento – Risoluzione del contratto – Aliud pro alio (Cod. civ. art. 1351, 1453, 1470, 1477, 2932; d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 art. 24). Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto – Obblighi del venditore – Inadempimento – Risoluzione del contratto – A – Contratto preliminare – Licenza di abitabilità – Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto – Obblighi del venditore – Inadempimento – Risoluzione del contratto – Aliud pro alio (Cod. civ. art. 1351, 1453, 1470, 1477, 2932; d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 art. 24). CORTE DI CASSAZIONE; sezione II civile; sentenza 8 febbraio 2016, n. 2438; Pres. PICCIALLI, Est. PICARONI, P.M. CELESTE; C.G., S.P. (Avv. PALMERI) c. O.S. (Avv. DI STEFANO). Cassa App. Palermo 23 febbraio 2011. Compravendita – Contratto preliminare – Licenza di abitabilità – Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto – Obblighi del venditore – Inadempimento – Risoluzione del contratto – Aliud pro alio (Cod. civ. art. 1351, 1453, 1470, 1477, 2932; d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 art. 24).
Compravendita – Contratto preliminare – Licenza di abitabilità – Obblighi del venditore – Inadempimento – Risoluzione del contratto – Aliud pro alio (Cod. civ. art. 1351, 1453, 1470, 1477, 2932; d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 art. 24). Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto – Obblighi del venditore – Inadempimento – Risoluzione del contratto – A
Compravendita – Contratto preliminare – Licenza di abitabilità –
Obblighi del venditore – Inadempimento – Risoluzione del contratto – Aliud pro alio (Cod. civ. art. 1351, 1453, 1470, 1477, 2932; d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 art. 24).
Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto – Obblighi del venditore – Inadempimento – Risoluzione del contratto – A
L’obbligo di consegnare il certificato di agibilita’ grava ex lege sul venditore, in base all’articolo 1477 c.c., comma 3, e a cio’ consegue che il rifiuto del promissario acquirente di stipulare la compravendita definitiva di un immobile privo dei certificati di abitabilita’ o di agibilita’ e di conformita’ alla concessione edilizia, pur se il mancato rilascio dipende da inerzia del Comune – nei cui confronti peraltro e’ obbligato ad attivarsi il promittente venditore – e’ giustificato, poiche’ l’acquirente ha interesse ad ottenere la proprieta’ di un immobile idoneo ad assolvere la funzione economico-sociale e a soddisfare i bisogni che inducono all’acquisto, e cioe’ la fruibilita’ e la commerciabilita’ del bene (ex plurimis, Cass., sez. 2, sentenza n. 15969 del 2000; sentenza n. 16216 del 2008).
– E’ impugnata la sentenza della Corte d’appello di Palermo, depositata il 23 febbraio 2011, che ha parzialmente accolto l’appello incidentale, proposto da (OMISSIS), avverso la sentenza del Tribunale di Palermo e nei confronti di (OMISSIS) e (OMISSIS).
– La Corte d’appello, adita in via principale dai promissari acquirenti (OMISSIS) – (OMISSIS) e in via incidentale da (OMISSIS), riformava la decisione, nella contumacia di (OMISSIS), accogliendo la domanda di risoluzione del preliminare per inadempimento dei promissari acquirenti.
– Per la cassazione della sentenza hanno proposto ricorso (OMISSIS) e (OMISSIS), sulla base di tre motivi.
– Preliminarmente deve essere dichiarata l’inammissibilita’ della produzione documentale dei ricorrenti, stante il divieto di cui all’articolo 372 c.p.c., di produrre nuovi documenti nel giudizio di cassazione, fatta eccezione per quelli che riguardano la nullita’ della sentenza impugnata e l’ammissibilita’ del ricorso e del controricorso (ex plurimis, sez. 1, sentenza n. 2125 del 2014).
– Con il secondo motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione dell’articolo 1453 c.c. e ss., articolo 1213 c.c. e ss., nonche’ vizio di motivazione.
– Il ricorso incidentale e’ infondato.
– Con il secondo motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione dell’articolo 342 cod. proc. civ. in relazione agli articoli 163, 164 e 359 c.p.c..
– Con il terzo motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione dell’articolo 112 c.p.c., e articolo 1381 c.c..
– Con il quarto motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione dell’articolo 112 c.p.c., e articolo 1381 c.c..
– Con il quinto motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione degli articoli 1346, 1348 e 1349 c.c..
– Il ricorso principale e’ quindi accolto – in riferimento ai primi due motivi, e la sentenza impugnata e’ cassata con rinvio al giudice indicato in dispositivo, il quale provvedere a riesaminare le domande delle parti facendo applicazione dei principi consolidati, richiamati ai paragrafi 1.3.1. e 2.1.1., e a liquidare le spese di lite del giudizio di cassazione.
Paragrafo primo – Delle obbligazioni del venditore
Il venditore deve pure consegnare i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso della cosa venduta .
Se al momento del contratto la cosa venduta non era di proprietà del venditore, questi è obbligato a procurarne l’acquisto al compratore.
Il compratore può chiedere la risoluzione del contratto , se, quando l’ha concluso, ignorava che la cosa non era di proprietà del venditore, e se frattanto il venditore non gliene ha fatto acquistare la proprietà.
Salvo il disposto dell’articolo 1223, il venditore è tenuto a restituire all’acquirente il prezzo pagato, anche se la cosa è diminuita di valore o è deteriorata; deve inoltre rimborsargli le spese e i pagamenti legittimamente fatti per il contratto . Se la diminuzione di valore o il deterioramento derivano da un fatto del compratore, dall’ammontare suddetto si deve detrarre l’utile che il compratore ne ha ricavato.
Egli può inoltre far fissare dal giudice un termine alla scadenza del quale, se la cosa non è liberata, il contratto è risolto con obbligo del venditore di risarcire il danno ai sensi dell’articolo 1479.
Se il compratore subisce l’evizione totale della cosa per effetto di diritti che un terzo ha fatti valere su di essa , il venditore è tenuto a risarcirlo del danno a norma dell’articolo 1479.
In caso di evizione parziale della cosa, si osservano le disposizioni dell’articolo 1480 e quella del secondo comma dell’articolo precedente.
Il compratore che ha spontaneamente riconosciuto il diritto del terzo perde il diritto alla garanzia , se non prova che non esistevano ragioni sufficienti per impedire l’evizione.
Art. 1486. Responsabilità limitata del venditore.
Quantunque sia pattuita l’esclusione della garanzia, il venditore è sempre tenuto per l’evizione derivante da un fatto suo proprio. È nullo ogni patto contrario.
Art. 1488. Effetti dell’esclusione della garanzia.
Quando è esclusa la garanzia, non si applicano le disposizioni degli articoli 1479 e 1480; se si verifica l’evizione, il compratore può pretendere dal venditore soltanto la restituzione del prezzo pagato e il rimborso delle spese.
Se la cosa venduta è gravata da oneri o da diritti reali o personali non apparenti che ne diminuiscono il libero godimento e non sono stati dichiarati nel contratto , il compratore che non ne abbia avuto conoscenza può domandare la risoluzione del contratto oppure una riduzione del prezzo secondo la disposizione dell’articolo 1480.
Art. 1497. Mancanza di qualità.
Quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l’uso a cui è destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento , purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi.
Tuttavia il diritto di ottenere la risoluzione è soggetto alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall’articolo 1495.
Paragrafo secondo – Delle obbligazioni del compratore
Paragrafo terzo – Del riscatto convenzionale
Il venditore che esercita il diritto di riscatto è tenuto a rimborsare al compratore il prezzo, le spese e ogni altro pagamento legittimamente fatto per la vendita , le spese per le riparazioni necessarie e, nei limiti dell’aumento, quelle che hanno aumentato il valore della cosa.
Sezione II – Della vendita di cose mobili
Salvo patto o uso contrario, se la cosa venduta deve essere trasportata da un luogo all’altro , il venditore si libera dall’obbligo della consegna rimettendo la cosa al vettore o allo spedizioniere; le spese del trasporto sono a carico del compratore.
Se il venditore ha garantito per un tempo determinato il buon funzionamento della cosa venduta, il compratore, salvo patto contrario, deve denunziare al venditore il difetto di funzionamento entro trenta giorni dalla scoperta, sotto pena di decadenza. L’azione si prescrive , in sei mesi dalla scoperta.
In caso di divergenza sulla qualità o condizione della cosa, il venditore o il compratore possono chiederne la verifica nei modi stabiliti dall’articolo 696 del codice di procedura civile. Il giudice, su istanza della parte interessata, può ordinare il deposito o il sequestro della cosa stessa, nonché la vendita per conto di chi spetta , determinandone le condizioni.
Se il compratore non adempie l’obbligazione di pagare il prezzo, il venditore può far vendere senza ritardo la cosa per conto e a spese di lui.
La vendita è fatta all’incanto a mezzo di una persona autorizzata a tali atti, o, in mancanza di essa nel luogo in cui la vendita deve essere eseguita, a mezzo di un ufficiale giudiziario. Il venditore deve dare tempestiva notizia al compratore del giorno, del luogo e dell’ora in cui la vendita sarà eseguita.
Se la vendita ha per oggetto cose fungibili che hanno un prezzo corrente a norma del terzo comma dell’articolo precedente, e il venditore non adempie la sua obbligazione , il compratore può fare acquistare senza ritardo le cose, a spese del venditore, a mezzo di una delle persone indicate nel secondo e terzo comma dell’articolo precedente. Dell’acquisto il compratore deve dare pronta notizia al venditore.
La risoluzione ha luogo di diritto a favore del contraente che, prima della scadenza del termine stabilito, abbia offerto all’altro, nelle forme di uso, la consegna della cosa o il pagamento del prezzo, se l’altra parte non adempie la propria obbligazione.
Se la vendita ha per oggetto una cosa che ha un prezzo corrente a norma del terzo comma dell’articolo 1515, e il contratto si risolve per l’inadempimento di una delle parti , il risarcimento è costituito dalla differenza tra il prezzo convenuto e quello corrente nel luogo e nel giorno in cui si doveva fare la consegna, salva la prova di un maggior danno.
Il diritto di riprendere il possesso delle cose non si può esercitare in pregiudizio dei privilegi previsti dagli articoli 2764 e 2765, salvo che si provi che il creditore, al tempo dell’introduzione di esse nella casa o nel fondo locato ovvero nel fondo concesso a mezzadria o a colonia, conosceva che il prezzo era ancora dovuto.
Paragrafo primo bis (Abrogato)
La vendita a prova si presume fatta sotto la condizione sospensiva che la cosa abbia le qualità pattuite o sia idonea all’uso a cui è destinata.
Se la vendita è fatta sul campione, s’intende che questo deve servire come esclusivo paragone per la qualità della merce, e in tal caso qualsiasi difformità attribuisce al compratore il diritto alla risoluzione del contratto.
In ogni caso l’azione è soggetta alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall’articolo 1495.
Paragrafo terzo – Della vendita con riserva della proprietà
Nella vendita a rate con riserva della proprietà , il compratore acquista la proprietà della cosa col pagamento dell’ultima rata di prezzo , ma assume i rischi dal momento della consegna.
Nonostante patto contrario, il mancato pagamento di una sola rata, che non superi l’ottava parte del prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto, e il compratore conserva il beneficio del termine relativamente alle rate successive.
Se la risoluzione del contratto ha luogo per l’inadempimento del compratore, il venditore deve restituire le rate riscosse , salvo il diritto a un equo compenso per l’uso della cosa, oltre al risarcimento del danno .
Qualora si sia convenuto che le rate pagate restino acquisite al venditore a titolo d’indennità , il giudice secondo le circostanze, può ridurre l’indennità convenuta.
Paragrafo quarto – Della vendita su documenti e con pagamento contro documenti
Nella vendita su documenti, il venditore si libera dall’obbligo della consegna rimettendo al compratore il titolo rappresentativo della merce e gli altri documenti stabiliti dal contratto o, in mancanza, dagli usi.
Quando il pagamento del prezzo deve avvenire a mezzo di una banca, il venditore non può rivolgersi al compratore se non dopo il rifiuto opposto dalla banca stessa e constatato all’atto della presentazione dei documenti nelle forme stabilite dagli usi.
Paragrafo quinto – Della vendita a termine di titoli di credito
Se i titoli venduti a termine sono soggetti a estrazione per premi o rimborsi, i diritti e gli oneri derivanti dall’estrazione spettano al compratore, qualora la conclusione del contratto sia anteriore al giorno stabilito per l’inizio dell’estrazione .
In mancanza di tale comunicazione, il compratore ha facoltà di acquistare, a spese del venditore, i diritti spettanti a una quantità corrispondente di titoli, dandone comunicazione al venditore prima dell’inizio dell’estrazione.
In caso d’inadempimento della vendita a termine di titoli, si osservano le norme degli articoli 1515 e 1516, salva, per i contratti di borsa, l’applicazione delle leggi speciali.
Sezione III – Della vendita di cose immobili
Nei casi in cui il prezzo è determinato in relazione al corpo dell’immobile e non alla sua misura , sebbene questa sia stata indicata, non si fa luogo a diminuzione o a supplemento di prezzo, salvo che la misura reale sia inferiore o superiore di un ventesimo rispetto a quella indicata nel contratto.
Art. 1540. Vendita cumulativa di più immobili.
Sezione IV – Della vendita di eredità
1544. Obblighi del venditore.
Art. 1546. Responsabilità per debiti ereditari.
Art. 1547. Altre forme di alienazione di eredità.
By Sergio Armaroli| 2017-05-08T16:47:45+00:00	marzo 19th, 2017|avvocati bologna civile|0 Comments