Source: http://www2.agcom.it/L_naz/L689_81.htm
Timestamp: 2014-03-11 02:20:42+00:00
Document Index: 131779864

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 17', 'art. 138', 'art. 11', 'art. 107', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 231', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 122', 'sentenza ', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 37', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 683', 'art. 684', 'art. 685', 'art. 697', 'art. 235', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 59', 'art. 60', 'art. 3', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 60', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 590', 'art. 583', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 452', 'sentenza ', 'art. 67', 'art. 58', 'art. 234', 'art. 234', 'art. 248', 'sentenza ', 'art. 80', 'art. 77', 'art. 388', 'art. 388', 'art. 493', 'art. 570', 'art. 582', 'art. 590', 'art. 627', 'art. 631', 'art. 632', 'art. 636', 'art. 639', 'art. 639', 'art. 640', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 102', 'sentenza ', 'art. 586', 'art. 388', 'art. 388', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 140', 'art. 157', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 165', 'art. 389', 'art. 200', 'art. 301', 'art. 400', 'art. 485', 'art. 512', 'art. 513', 'art. 522', 'art. 604', 'art. 48', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 80', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 145', 'art. 42', 'art. 2638']

Sezione I - Princìpi generali. (Artt. 1 - 12)
Sezione II - Applicazione (Artt.13 - 31)
Sezione III - Depenalizzazione di delitti e contravvenzioni. (Artt.32 - 39)
Sezione IV - Disposizioni transitorie e finali. (Artt.40 - 43)
Capo II - Aggravamento di pene e nuove disposizioni penali. (Artt.44 - 52) Capo III - Sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi
Sezione I - Applicazione delle sanzioni sostitutive. (Artt.53 - 76) Sezione II - Applicazione di sanzioni sostitutive su richiesta dell'imputato (Artt.77 - 85) Capo IV - Estensione della perseguibilit� a querela. (Artt.86 - 99) Capo V - Disposizioni in materia di pene pecuniarie (Artt.100 - 117) Capo VI - Disposizioni in materia di pene accessorie, prescrizione, oblazione, sospensione condizionale della pena e confisca. (Artt.118 - 148) CAPO I - Le sanzioni amministrative.
Sezione I - Principi generali.
1. Principio di legalit�. - Nessuno pu� essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione.
2. Capacit� di intendere e di volere. - Non pu� essere assoggettato a sanzione amministrativa, chi al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i diciotto anni o non aveva, in base ai criteri indicati nel codice penale, la capacit� di intendere e di volere, salvo che lo stato di incapacit� non derivi da sua colpa o sia stato da lui preordinato.
3. Elemento soggettivo. - Nelle violazioni cui � applicabile una sanzione amministrativa ciascuno � responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa.
Nel caso in cui la violazione � commessa per errore sul fatto, l'agente non � responsabile quando l'errore non � determinato da sua colpa.
4. Cause di esclusione della responsabilit�. - Non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facolt� legittima ovvero in stato di necessit� o di legittima difesa.
Se la violazione � commessa per ordine dell'autorit�, della stessa risponde il pubblico ufficiale che ha dato l'ordine.
5. Concorso di persone. - Quando pi� persone concorrono in una violazione amministrativa, ciascuna di esse soggiace alla sanzione per questa disposta, salvo che sia diversamente stabilito dalla legge.
6. Solidariet�. - Il proprietario della cosa che servi o fu destinata a commettere la violazione o, in sua vece, l'usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, � obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa � stata utilizzata contro la sua volont�.
Se la violazione � commessa da persona capace di intendere e di volere ma soggetta all'altrui autorit�, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell'autorit� o incaricata della direzione o della vigilanza � obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta, salvo che provi di non aver potuto, impedire il fatto.
Se la violazione � commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente privo di personalit� giuridica o, comunque, di un imprenditore nell'esercizio delle proprie funzioni o incombenze, la persona giuridica o l'ente o l'imprenditore � obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.
7. Non trasmissibilit� dell'obbligazione. La obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi.
8. Pi� violazioni di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative. - Salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono, sanzioni amministrative o commette pi� violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione pi� grave, aumentata sino al triplo.
Alla stessa sanzione prevista dal precedente comma soggiace anche chi con pi� azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno posto in essere in violazione di norme che stabiliscono sanzioni amministrative, commette, anche in tempi diversi, pi� violazioni della stessa o di diverse norme di legge in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie (2/a).
La disposizione di cui al precedente comma si applica anche alle violazioni commesse anteriormente all'entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 2 dicembre 1985, n. 688, per le quali non sia gi� intervenuta sentenza passata in giudicato (2/a) (2/cost).
9. Princ�pio di specialit�. - Quando uno stesso fatto � punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, ovvero da una pluralit� di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative, si applica la disposizione speciale.
Tuttavia quando uno stesso fatto � punito da una disposizione penale e da una disposizione regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano che preveda una sanzione amministrativa, si applica in ogni caso la disposizione penale, salvo che quest'ultima sia applicabile solo in mancanza di altre disposizioni penali (3/cost).
Ai fatti puniti dagli articoli 5, 6, 9 e 13 della L. 30 aprile 1962, n. 283 (3), modificata con L. 26 febbraio 1963, n. 441, sulla disciplina igienica degli alimenti, si applicano in ogni caso le disposizioni penali in tali articoli previste, anche quando i fatti stessi sono puniti da disposizioni amministrative che hanno sostituito disposizioni penali speciali.
10. Sanzione amministrativa pecuniaria e rapporto tra limite minimo e limite massimo. - La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagamento di una somma non inferiore a lire quattromila e non superiore a lire venti milioni. Le sanzioni proporzionali non hanno limite massimo.
Fuori dei casi espressamente stabiliti dalla legge, il limite massimo della sanzione amministrativa pecuniaria non pu�, per ciascuna violazione superare il decuplo del minimo.
11. Criteri per l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie. - Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge tra un limite minimo ed un limite massimo e nell'applicazione delle sanzioni accessorie facoltative, si ha riguardo alla gravit� della violazione, all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonch� alla personalit� dello stesso e alle sue condizioni economiche.
12. Ambito di applicazione. - Le disposizioni di questo Capo si osservano, in quanto applicabili e salvo che non sia diversamente stabilito, per tutte le violazioni per le quali � prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro, anche quando questa sanzione non � prevista in sostituzione di una sanzione penale. Non si applicano alle violazioni disciplinari.
Sezione II - Applicazione.
13. Atti di accertamento. - Gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione � prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.
All'accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, i quali, oltre che esercitare i poteri indicati nei precedenti commi, possono procedere, quando non sia possibile acquisire altrimenti gli elementi di prova, a perquisizioni in luoghi diversi dalla privata dimora, previa autorizzazione motivata del pretore del luogo ove le perquisizioni stesse dovranno essere effettuate. Si applicano le disposizioni del primo comma dell'articolo 333 e del primo e secondo comma dell'articolo 334 del codice di procedura penale.
14. Contestazione e notificazione. - La violazione, quando � possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.
Se non � avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all'estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall'accertamento.
Quando gli atti relativi alla violazione sono trasmessi all'autorit� competente con provvedimento dell'autorit� giudiziaria, i termini di cui al comma precedente decorrono dalla data della ricezione.
Per la forma della contestazione immediata o della notificazione si applicano le disposizioni previste dalle leggi vigenti. In ogni caso la notificazione pu� essere effettuata, con le modalit� previste dal codice di procedura civile, anche da un funzionario dell'amministrazione che ha accertato la violazione.
Per i residenti all'estero, qualora la residenza, la dimora o il domicilio non siano noti, la notifica non � obbligatoria e resta salva la facolt� del pagamento in misura ridotta sino alla scadenza del termine previsto nel secondo comma dell'articolo 22 per il giudizio di opposizione.
L'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nei cui confronti � stata omessa la notificazione nel termine prescritto.
15. Accertamenti mediante analisi di campioni. - Se per l'accertamento della violazione sono compiute analisi di campioni, il dirigente del laboratorio deve comunicare all'interessato, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l'esito dell'analisi.
L'interessato pu� chiedere la revisione dell'analisi con la partecipazione di un proprio consulente tecnico. La richiesta � presentata con istanza scritta all'organo che ha prelevato i campioni da analizzare, nel termine di 15 giorni dalla comunicazione dell'esito della prima analisi, che deve essere allegato all'istanza medesima (3/a).
Delle operazioni di revisione dell'analisi � data comunicazione all'interessato almeno dieci giorni prima del loro inizio.
Le comunicazioni di cui al primo e al quarto comma equivalgono alla contestazione di cui al primo comma dell'articolo 14 ed il termine per il pagamento in misura ridotta di cui all'articolo 16 decorre dalla comunicazione dell'esito della prima analisi o, quando � stata chiesta la revisione dell'analisi, dalla comunicazione dell'esito della stessa.
Con il decreto o con la legge regionale indicati nell'ultimo comma dell'art. 17 sar� altres� fissata la somma di denaro che il richiedente la revisione dell'analisi � tenuto a versare e potranno essere indicati, anche a modifica delle vigenti disposizioni di legge, gli istituti incaricati della stessa analisi (3/b).
16. Pagamento in misura ridotta. - E' ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se pi� favorevole, al doppio del minimo della sanzione edittale, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi � stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.
Nei casi di violazione [del testo unico delle norme sulla circolazione stradale e] dei regolamenti comunali e provinciali continuano ad applicarsi, [rispettivamente l'art. 138 del testo unico approvato con D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393 (4), con le modifiche apportate dall'art. 11 della L. 14 febbraio 1974, n. 62, e] l'art. 107 del testo unico delle leggi comunali e provinciali approvato con R.D. 3 marzo 1934, n. 383 (5) (5/a).
Il pagamento in misura ridotta � ammesso anche nei casi in cui le norme antecedenti all'entrata in vigore della presente legge non consentivano l'oblazione.
17. Obbligo del rapporto. - Qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, il funzionario o l'agente che ha accertato la violazione, salvo che ricorra l'ipotesi prevista nell'art. 24, deve presentare rapporto, con la prova delle eseguite contestazioni o notificazioni, all'ufficio periferico cui sono demandati attribuzioni e compiti del Ministero nella cui competenza rientra la materia alla quale si riferisce la violazione o, in mancanza, al prefetto (5/b).
Deve essere presentato al prefetto il rapporto relativo alle violazioni previste dal testo unico delle norme sulla circolazione stradale, approvato con D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393 (4), dal testo unico per la tutela delle strade, approvato con R.D. 8 dicembre 1933, n. 1740 (4), e dalla L. 20 giugno 1935, n. 1349 (6), sui servizi di trasporto merci.
Il funzionario o l'agente che ha proceduto al sequestro previsto dall'articolo 13 deve immediatamente informare l'autorit� amministrativa competente a norma dei precedenti commi, inviandole il processo verbale di sequestro.
Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro centottanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, in sostituzione del D.P.R. 13 maggio 1976, n. 407 (4), saranno indicati gli uffici periferici dei singoli Ministeri, previsti nel primo comma, anche per i casi in cui leggi precedenti abbiano regolato diversamente la competenza.
Con il decreto indicato nel comma precedente saranno stabilite le modalit� relative alla esecuzione del sequestro previsto dall'articolo 13, al trasporto ed alla consegna delle cose sequestrate, alla custodia ed alla eventuale alienazione o distruzione delle stesse; sar� altres� stabilita la destinazione delle cose confiscate. Le regioni, per le materie di loro competenza, provvederanno con legge nel termine previsto dal comma precedente.
18. Ordinanza-ingiunzione. - Entro il termine di trenta giorni dalla data della contestazione o notificazione della violazione, gli interessati possono far pervenire all'autorit� competente a ricevere il rapporto a norma dell'articolo 17 scritti difensivi e documenti e possono chiedere di essere sentiti dalla medesima autorit�.
L'autorit� competente, sentiti gli interessati, ove questi ne abbiano fatto richiesta, ed esaminati i documenti inviati e gli argomenti esposti negli scritti difensivi, se ritiene fondato l'accertamento, determina, con ordinanza motivata, la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il pagamento, insieme con le spese, all'autore della violazione ed alle persone che vi sono obbligate solidalmente; altrimenti emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti comunicandola integralmente all'organo che ha redatto il rapporto.
Con l'ordinanza-ingiunzione deve essere disposta la restituzione, previo pagamento delle spese di custodia, delle cose sequestrate, che non siano confiscate con lo stesso provvedimento. La restituzione delle cose sequestrate � altres� disposta con l'ordinanza di archiviazione, quando non ne sia obbligatoria la confisca.
Il pagamento � effettuato all'ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nella ordinanza-ingiunzione, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione di detto provvedimento, eseguita nelle forme previste dall'articolo 14; del pagamento � data comunicazione, entro il trentesimo giorno, a cura dell'ufficio che lo ha ricevuto, all'autorit� che ha emesso l'ordinanza.
L'ordinanza-ingiunzione costituisce titolo esecutivo. Tuttavia l'ordinanza che dispone la confisca diventa esecutiva dopo il decorso del termine per proporre opposizione, o, nel caso in cui l'opposizione � proposta, con il passaggio in giudicato della sentenza con la quale si rigetta l'opposizione, o quando l'ordinanza con la quale viene dichiarata inammissibile l'opposizione o convalidato il provvedimento opposto diviene inoppugnabile o � dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso la stessa.
19. Sequestro. - Quando si � proceduto a sequestro, gli interessati possono, anche immediatamente, proporre opposizione all'autorit� indicata nel primo comma dell'articolo 18, con atto esente da bollo. Sull'opposizione la decisione � adottata con ordinanza motivata emessa entro il decimo giorno successivo alla sua proposizione. Se non � rigettata entro questo termine, l'opposizione si intende accolta.
Anche prima che sia concluso il procedimento amministrativo, l'autorit� competente pu� disporre la restituzione della cosa sequestrata, previo pagamento delle spese di custodia, a chi prova di averne diritto e ne fa istanza, salvo che si tratti di cose soggette a confisca obbligatoria.
Quando l'opposizione al sequestro � stata rigettata, il sequestro cessa di avere efficacia se non � emessa ordinanza-ingiunzione di pagamento o se non � disposta la confisca entro due mesi dal giorno in cui � pervenuto il rapporto e, comunque, entro sei mesi dal giorno in cui � avvenuto il sequestro.
20. Sanzioni amministrative accessorie. - L'autorit� amministrativa con l'ordinanza-ingiunzione o il giudice penale con la sentenza di condanna nel caso previsto dall'articolo 24, pu� applicare, come sanzioni amministrative, quelle previste dalle leggi vigenti, per le singole violazioni, come sanzioni penali accessorie, quando esse consistono nella privazione o sospensione di facolt�, e diritti derivanti da provvedimenti dell'amministrazione.
Le sanzioni amministrative accessorie non sono applicabili fino a che � pendente il giudizio di opposizione contro il provvedimento di condanna o, nel caso di connessione di cui all'articolo 24, fino a che il provvedimento stesso non sia divenuto esecutivo.
Le autorit� stesse possono disporre la confisca amministrativa delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione e debbono disporre la confisca delle cose che ne sono il prodotto, sempre che le cose suddette appartengano a una delle persone cui � ingiunto il pagamento.
21. Casi speciali di sanzioni amministrative accessorie. - Quando � accertata la violazione del primo comma dell'articolo 32 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (6/a), � sempre disposta la confisca del veicolo a motore o del natante che appartiene alla persona a cui � ingiunto il pagamento, se entro il termine fissato con l'ordinanza-ingiunzione non viene pagato, oltre alla sanzione pecuniaria applicata, anche il premio di assicurazione per almeno sei mesi.
Quando � accertata la violazione dell'ottavo comma dell'articolo 58 del testo unico delle norme sulla circolazione stradale, approvato con D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393 (7), � sempre disposta la confisca del veicolo (7/a).
Quando � accertata la violazione del secondo comma dell'articolo 14 della legge 30 aprile 1962, n. 283 (7/b), � sempre disposta la sospensione della licenza per un periodo non superiore a dieci giorni.
22. Opposizione all'ordinanza-ingiunzione. - Contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento e contro l'ordinanza che dispone la sola confisca, gli interessati possono proporre opposizione davanti al pretore del luogo in cui � stata commessa la violazione, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento.
Il termine � di sessanta giorni se l'interessato risiede all'estero.
L'opposizione si propone mediante ricorso, al quale � allegata l'ordinanza notificata.
Il ricorso deve contenere altres�, quando l'opponente non abbia indicato un suo procuratore, la dichiarazione di residenza o la elezione di domicilio nel comune dove ha sede il pretore adito.
Quando � stato nominato un procuratore, le notificazioni e le comunicazioni nel corso del procedimento sono effettuate nei suoi confronti secondo le modalit� stabilite dal codice di procedura civile.
L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento, salvo che il pretore, concorrendo gravi motivi, disponga diversamente con ordinanza inoppugnabile (8) (7/cost).
23. Giudizio di opposizione. - Il pretore, se il ricorso � proposto oltre il termine previsto dal primo comma dell'articolo 22, ne dichiara l'inammissibilit� con ordinanza ricorribile per cassazione.
Se il ricorso � tempestivamente proposto, il pretore fissa l'udienza di comparizione con decreto, steso in calce al ricorso, ordinando all'autorit� che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci giorni prima della udienza fissata, copia del rapporto con gli atti relativi all'accertamento, nonch� alla contestazione o notificazione della violazione. Il ricorso ed il decreto sono notificati, a cura della cancelleria, all'opponente o, nel caso sia stato indicato, al suo procuratore, e all'autorit� che ha emesso l'ordinanza.
Tra il giorno della notificazione e l'udienza di comparizione devono intercorrere i termini di cui al secondo e terzo comma dell'articolo 313 del codice di procedura civile.L'opponente e l'autorit� che ha emesso l'ordinanza possono stare in giudizio personalmente; l'autorit� che ha emesso l'ordinanza pu� avvalersi anche di funzionari appositamente delegati.
Se alla prima udienza l'opponente o il suo procuratore non si presentano senza addurre alcun legittimo impedimento, il pretore, con ordinanza ricorribile per cassazione, convalida il provvedimento opposto, ponendo a carico dell'opponente anche le spese successive all'opposizione (8/a).
Nel corso del giudizio il pretore dispone, anche d'ufficio, i mezzi di prova che ritiene necessari e pu� disporre la citazione di testimoni anche senza la formulazione di capitoli.
Appena terminata l'istruttoria il pretore invita le parti a precisare le conclusioni ed a procedere nella stessa udienza alla discussione della causa, pronunciando subito dopo la sentenza mediante lettura del dispositivo. Tuttavia, dopo la precisazione delle conclusioni, il pretore, se necessario, concede alle parti un termine non superiore a dieci giorni per il deposito di note difensive e rinvia la causa all'udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine per la discussione e la pronuncia della sentenza.
Il pretore pu� anche redigere e leggere, unitamente al dispositivo, la motivazione della sentenza, che � subito dopo depositata in cancelleria.
Gli atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta (8/cost).
Con la sentenza il pretore pu� rigettare l'opposizione, ponendo a carico dell'opponente le spese del procedimento o accoglierla, annullando in tutto o in parte l'ordinanza o modificandola anche limitatamente all'entit� della sanzione dovuta (8/cost).
Il pretore accoglie l'opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilit� dell'opponente.La sentenza � inappellabile ma � ricorribile per cassazione (8).
24. Connessione obiettiva con un reato. - Qualora l'esistenza di un reato dipenda dall'accertamento di una violazione non costituente reato, e per questa non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, il giudice penale competente a conoscere del reato � pure competente a decidere sulla predettaviolazione e ad applicare con la sentenza di condanna la sanzione stabilita dalla legge per la violazione stessa.
Se ricorre l'ipotesi prevista dal precedente comma, il rapporto di cui all'articolo 17 � trasmesso, anche senza che si sia proceduto alla notificazione prevista dal secondo comma dell'articolo 14, alla autorit� giudiziaria competente per il reato, la quale, quando invia la comunicazione giudiziaria, dispone la notifica degli estremi della violazione amministrativa agli obbligati per i quali essa non � avvenuta. Dalla notifica decorre il termine per il pagamento in misura ridotta.
Se l'autorit� giudiziaria non procede ad istruzione, il pagamento in misura ridotta pu� essere effettuato prima dell'apertura del dibattimento.
Il pretore quando provvede con decreto penale, con lo stesso decreto applica, nei confronti dei responsabili, la sanzione stabilita dalla legge per la violazione. La competenza del giudice penale in ordine alla violazione non costituente reato cessa se il procedimento penale si chiude per estinzione del reato e per difetto di una condizione di procedibilit�.
25. Impugnabilit� del provvedimento del giudice penale. - La sentenza del giudice penale, relativamente al capo che, ai sensi dell'articolo precedente, decide sulla violazione non costituente reato, � impugnabile, oltre che dall'imputato e dal pubblico ministero, anche dalla persona che sia stata solidalmente condannata al pagamento della somma dovuta per la violazione.
Avverso il decreto penale, relativamente al capo che dichiara la responsabilit� per la predetta violazione, pu� proporre opposizione anche la persona indicata nel comma precedente.
26. Pagamento rateale della sanzione pecuniaria. - L'autorit� giudiziaria o amministrativa che ha applicato la sanzione pecuniaria pu� disporre, su richiesta dell'interessato che si trovi in condizioni economiche disagiate, che la sanzione medesima venga pagata in rate mensili da tre a trenta; ciascuna rata non pu� essere inferiore a lire trentamila. In ogni momento il debito pu� essere estinto mediante un unico pagamento.
Decorso inutilmente, anche per una sola rata, il termine fissato dall'autorit� giudiziaria o amministrativa, l'obbligato � tenuto al pagamento del residuo ammontare della sanzione in un'unica soluzione.
27. Esecuzione forzata. - Salvo quanto disposto nell'ultimo comma dell'articolo 22, decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, l'autorit� che ha emesso l'ordinanza-ingiunzione procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per la esazione delle imposte dirette, trasmettendo il ruolo all'intendenza di finanza che lo d� in carico all'esattore per la riscossione in unica soluzione, senza l'obbligo del non riscosso come riscosso.
E' competente l'intendenza di finanza del luogo ove ha sede l'autorit� che ha emesso l'ordinanza-ingiunzione.
Se la somma � dovuta in virt� di una sentenza o di un decreto penale di condanna ai sensi dell'articolo 24, si procede alla riscossione con l'osservanza delle norme sul recupero delle spese processuali.
Salvo quanto previsto nell'articolo 26, in caso di ritardo nel pagamento la somma dovuta � maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione � divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo � trasmesso all'esattore. La maggiorazione assorbe gli interessi eventualmente previsti dalle disposizioni vigenti.
28. Prescrizione. - Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui � stata commessa la violazione.
29. Devoluzione dei proventi. - I proventi delle sanzioni sono devoluti agli enti a cui era attribuito, secondo le leggi anteriori, l'ammontare della multa o dell'ammenda.
Il provento delle sanzioni per le violazioni previste dalla legge 20 giugno 1935, n. 1349 (9), sui servizi di trasporto merci, � devoluto allo Stato.
Continuano ad applicarsi, se previsti, i criteri di ripartizione attualmente vigenti. Sono tuttavia escluse dalla ripartizione le autorit� competenti ad emanare l'ordinanza-ingiunzione di pagamento e la quota loro spettante � ripartita tra gli altri aventi diritto, nella proporzione attribuita a ciascuno di essi.
30. Valutazione delle violazioni in materia di circolazione stradale. - Agli effetti della sospensione e della revoca della patente di guida e del documento di circolazione, si tiene conto anche delle violazioni non costituenti reato previste, rispettivamente, dalle norme del testo unico sulla circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393 (10), e dalle norme della legge 20 giugno 1935, n. 1349 (10/a), sui servizi di trasporto merci.
Per le stesse violazioni, il prefetto dispone la sospensione della patente di guida o del documento di circolazione, quando ne ricorrono le condizioni, anche se � avvenuto il pagamento in misura ridotta. Il provvedimento di sospensione � revocato, qualora l'autorit� giudiziaria, pronunziando ai sensi degli articoli 23, 24 e 25, abbia escluso la responsabilit� per la violazione.
Nei casi sopra previsti e in ogni altro caso di revoca o sospensione del documento di circolazione da parte del prefetto o di altra autorit�, il provvedimento � immediatamente comunicato al competente ufficio provinciale della motorizzazione civile.
31. Provvedimenti dell'autorit� regionale. - I provvedimenti emessi dall'autorit� regionale per l'applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma di danaro non sono soggetti al controllo della Commissione prevista dall'articolo 41 della legge 10 febbraio 1953, n. 62 (11).
L'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione � regolata dagli articoli 22 e 23.
Sezione III - Depenalizzazione di delitti e contravvenzioni.
32. Sostituzione della sanzione amministrativa pecuniaria alla multa o alla ammenda. - Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni per le quali � prevista la sola pena della multa o dell'ammenda, salvo quanto disposto, per le violazioni finanziarie, dell'articolo 39.
33. Altri casi di depenalizzazione. - Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro le contravvenzioni previste:
b) dagli articoli 121 e 124 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (12), nella parte non abrogata dall'articolo 14 della legge 19 maggio 1976, n. 398;
c) dagli articoli 121, 180, 181 e 186 del regolamento di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 (12);
d) dagli articoli 8, 58, comma ottavo, 72, 83, comma sesto, 88, comma sesto, del testo unico delle norme sulla circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393 (10), come modificati dalle leggi 14 febbraio 1974, n. 62, e 14 agosto 1974, n. 394, nonch� dal decreto-legge 11 agosto 1975, n. 367, convertito, con modificazioni nella legge 10 ottobre 1975, n. 486;
e) dal primo comma dell'articolo 32 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (10), sull'assicurazione obbligatoria della responsabilit� civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.
34. Esclusione della depenalizzazione. - La disposizione del primo comma dell'articolo 32 non si applica ai reati previsti:
b) dall'articolo 19, secondo comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194 (13), sulla interruzione volontaria della gravidanza;
d) dall'articolo 221 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (14);
e) dalla legge 30 aprile 1962, n. 283 (15), modificata con legge 26 febbraio 1963, n. 441, sulla disciplina igienica degli alimenti, salvo che per le contravvenzioni previste dagli articoli 8 e 14 della stessa legge 30 aprile 1962, n. 283 (15);
f) dalla legge 29 marzo 1951, n. 327 (15), sulla disciplina degli alimenti per la prima infanzia e dei prodotti dietetici;
g) dalla legge 10 maggio 1976, n. 319 (14), sulla tutela delle acque dall'inquinamento;
h) dalla legge 13 luglio 1966, n. 615 (14), concernente provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico;
i) dalla legge 31 dicembre 1962, n. 1860 (16), e dal decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185 (16), relativi all'impiego pacifico dell'energia nucleare;
n) dalle leggi relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro ed all'igiene del lavoro (16/a);
o) dall'articolo 108 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 (17), e dall'articolo 89 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570 (18), in materia elettorale.
35. Violazioni in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie. - Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni previste dalle leggi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie, punite con la sola ammenda.
Per le violazioni consistenti nell'omissione totale o parziale del versamento di contributi e premi, l'ordinanza-ingiunzione � emessa, ai sensi dell'articolo 18, dagli enti ed istituti gestori delle forme di previdenza ed assistenza obbligatorie, che con lo stesso provvedimento ingiungono ai debitori anche il pagamento dei contributi e dei premi non versati e delle somme aggiuntive previste dalle leggi vigenti a titolo di sanzione civile.
Per le altre violazioni, quando viene accertato che da esse deriva l'omesso o parziale versamento di contributi e premi, la relativa sanzione amministrativa � applicata con la medesima ordinanza e dagli stessi enti ed istituti di cui al comma precedente.
Avverso l'ordinanza-ingiunzione pu� essere proposta, nel termine previsto dall'articolo 22, opposizione davanti al pretore in funzione di giudice del lavoro. Si applicano i commi terzo e settimo dell'articolo 22 e il quarto comma dell'articolo 23 ed il giudizio di opposizione � regolato ai sensi degli articoli 442 e seguenti del codice di procedura civile.
Si osservano, in ogni caso, gli articoli 13, 14, 20, 24, 25, 26, 28, 29 e 38 in quanto applicabili. L'esecuzione forzata, quando non � diversamente stabilito, � regolata dalle disposizioni del codice di procedura civile.
L'ordinanza-ingiunzione emanata ai sensi del secondo comma costituisce titolo per iscrivere ipoteca legale sui beni del debitore, nei casi in cui essa � consentita, quando la opposizione non � stata proposta ovvero � stata dichiarata inammissibile o rigettata. In pendenza del giudizio di opposizione la iscrizione dell'ipoteca � autorizzata dal pretore se vi � pericolo nel ritardo.
La disposizione del primo comma non si applica alle violazioni previste dagli articoli 53, 54, 139, 157, 175 e 246 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (19).
Per la riscossione delle somme dovute ai sensi del presente articolo, nonch� per la riscossione dei contributi e dei premi non versati e delle relative somme aggiuntive di cui alle leggi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie, gli enti ed istituti gestori delle forme di previdenza ed assistenza obbligatorie, osservate in ogni caso le forme previste dal primo comma dell'articolo 18, possono avvalersi, ove opportuno, del procedimento ingiuntivo di cui agli articoli 633 e seguenti del codice di procedura civile.
36. Omissione o ritardo nel versamento di contributi e premi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie. - La sanzione amministrativa per l'omissione totale o parziale del versamento di contributi e premi in materia assistenziale e previdenziale non si applica se il pagamento delle somme dovute avviene entro trenta giorni dalla scadenza ovvero se, entro lo stesso termine, il datore di lavoro presenta domanda di dilazione all'ente o istituto di cui al secondo comma dell'articolo precedente. Tuttavia, quando � stata presentata domanda di dilazione, la sanzione amministrativa si applica se il datore di lavoro:
37. Omissione o falsit� in registrazione o denuncia obbligatorie. - Salvo che il fatto non costituisca pi� grave reato, il datore di lavoro che, al fine di non versare in tutto o in parte contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza e assistenza obbligatorie, omette una o pi� registrazioni o denunce obbligatorie, ovvero esegue una o pi� denunce obbligatorie in tutto o in parte non conformi al vero; � punito con la reclusione fino a due anni quando dal fatto deriva l'omesso versamento di contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza e assistenza obbligatorie per un importo mensile non inferiore a cinque milioni (19/cost).
La condanna importa le pene accessorie dell'interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e dell'incapacit� di contrattare con la pubblica amministrazione. Esse conseguono alla condanna anche nel caso in cui la disposizione del precedente comma non si applichi perch� il fatto costituisce un pi� grave reato.
Si applicano in ogni caso anche le sanzioni amministrative previste nell'articolo 35.
38. Entit� della somma dovuta. - La somma dovuta ai sensi del primo comma dell'articolo 32 � pari all'ammontare della multa o dell'ammenda stabilita dalle disposizioni che prevedono le singole violazioni.
La somma dovuta come sanzione amministrativa � da lire ventimila a lire cinquecentomila per la violazione dell'articolo 669 del codice penale e da lire cinquantamila a lire cinquecentomila per la violazione dell'articolo 672 del codice penale.
[La somma dovuta � da lire duecentomila a lire due milioni per la violazione degli articoli 121 e 124 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, da lire centomila a lire un milione per la violazione degli articoli 121, 180, 181 e 186 del regolamento di pubblica sicurezza] (19/a).
La somma dovuta � da lire duecentomila a lire due milioni per la violazione degli articoli 8, 58, comma ottavo, 2 e 83, comma sesto, da lire centomila a lire cinquecentomila per la violazione dell'articolo 88, comma sesto, del testo unico delle norme sulla circolazione stradale.
La somma dovuta � da lire centomila a lire un milione per la violazione dell'art. 8, L. 30 aprile 1962, n. 283 (19/b), e da lire cinquantamila a lire duecentomila per la violazione dell'ultimo comma dell'articolo 14 della stessa legge.
La somma dovuta � da lire cinquecentomila a lire tre milioni per la violazione del primo comma dell'articolo 32 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (20).
39. Violazioni finanziarie. - Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro le violazioni previste dalle leggi in materia finanziaria punite con la sola multa o con l'ammenda (20/a).
Se le leggi in materia finanziaria prevedono, oltre all'ammenda o alla multa, una pena pecuniaria, l'ammontare di quest'ultima si aggiunge alla somma prevista nel comma precedente e la sanzione viene unificata a tutti gli effetti (20/a).
Alle violazioni previste nel primo comma si applicano le disposizioni della L. 7 gennaio 1929, n. 4 (21), e successive modificazioni, salvo che sia diversamente disposto da leggi speciali.
In deroga a quanto previsto dall'articolo 15 della legge 7 gennaio 1929, n. 4 (21), per le violazioni alle leggi in materia di dogane e di imposte di fabbricazione � consentito al trasgressore di estinguere l'obbligazione mediante il pagamento, entro trenta giorni dalla contestazione, presso l'ufficio incaricato della contabilit� relativa alla violazione, dell'ammontare del tributo e di una somma pari ad un sesto del massimo della sanzione pecuniaria, o, se pi� favorevole, al limite minimo della sanzione medesima.
In caso di mancato pagamento della sanzione pecuniaria nel termine prescritto, l'ufficio finanziario incaricato della contabilit� relativa alla violazione procede alla riscossione della somma dovuta mediante esecuzione forzata, con l'osservanza delle norme del testo unico sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con R.D. 14 aprile 1910, n. 639 (22).
Alle violazioni finanziarie, comprese quelle originariamente punite con la pena pecuniaria, si applicano, altres�, gli articoli 27, penultimo comma 29 e 38, primo comma.
Sezione IV - Disposizioni transitorie e finali.
40. Violazioni commesse anteriormente alla legge di depenalizzazione. - Le disposizioni di questo Capo si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente all'entrata in vigore della presente legge che le ha depenalizzate, quando il relativo procedimento penale non sia stato definito.
41. Norme processuali transitorie. - L'autorit� giudiziaria, in relazione ai procedimenti penali per le violazioni non costituenti pi� reato, pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, se non deve pronunciare decreto di archiviazione o sentenza di proscioglimento, dispone la trasmissione degli atti all'autorit� competente. Da tale momento decorre il termine di cui al secondo comma dell'articolo 14 per la notifica delle violazioni, quando essa non � prevista dalle leggi vigenti.
Restano salve le pene accessorie e la confisca, nei casi in cui le stesse sono applicabili a norma dell'articolo 20. Restano salvi, altres�, i provvedimenti adottati in ordine alla patente di guida ed al documento di circolazione, ai sensi del testo unico delle norme sulla circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393 (20), e della legge 20 giugno 1935, n. 1349 (23), sui servizi di trasporto merci. Per ogni altro effetto si applica il secondo comma dell'articolo 2 del codice penale.
42. Disposizioni abrogate. - Sono abrogati la legge 3 maggio 1967, n. 317 (20), gli articoli 4 e 5 della legge 9 ottobre 1967, n. 950 (24), gli articoli 14 e 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1969, n. 1228 (23), l'articolo 13 della legge 29 ottobre 1971, n. 889 (25), la legge 24 dicembre 1975, n. 706 (25/a), nonch� ogni altra disposizione incompatibile con la presente legge.
43. Entrata in vigore. - Le norme di questo Capo entrano in vigore il centottantesimo giorno dalla data della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
CAPO II - Aggravamento di pene e nuove disposizioni penali.
44. Pubblicazione di discussioni o deliberazioni segrete delle Camere. - (25/b).
45. Pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. - (25/c).
46. Indebita pubblicazione di notizie concernenti un procedimento penale. - (25/d).
47. Modifica all'articolo 697 del codice penale in materia di denuncia di armi all'autorit�. - (25/e).
48. Omessa trasmissione dell'elenco dei protesti cambiari (26).
49. Modifica dell'articolo 3 delle disposizioni relative al mercato mobiliare ed al trattamento fiscale dei titoli azionari (27).
50. Modifica dell'articolo 5 delle disposizioni relative al mercato mobiliare ed al trattamento fiscale dei titoli azionari (28).
51. Modifica dell'articolo 17 delle disposizioni relative al mercato mobiliare ed al trattamento fiscale dei titoli azionari (29).
52. Modifica dell'articolo 18 delle disposizioni relative al mercato mobiliare ed al trattamento fiscale dei titoli azionari (30).
CAPO III - Sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi.
Sezione I - Applicazione delle sanzioni sostitutive.
53. Sostituzione di pene detentive brevi. - Il giudice, nel pronunciare sentenza di condanna, quando ritiene di dover determinare la durata della pena detentiva entro il limite di un anno pu� sostituire tale pena con la semidetenzione; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di sei mesi pu� sostituirla anche con la libert� controllata; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di tre mesi pu� sostituirla altres� con la pena pecuniaria della specie corrispondente (30/a).
La sostituzione della pena detentiva ha luogo secondo i criteri indicati dall'articolo 57 della presente legge e dall'articolo 135 del codice penale. Alla sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria si applicano altres� gli articoli 133-bis, secondo comma, e 133-ter del codice penale.
Nei casi previsti dall'articolo 81 del codice penale, quando per ciascun reato � consentita la sostituzione della pena detentiva, si tiene conto dei limiti indicati nel primo comma soltanto per la pena che dovrebbe infliggersi per il reato pi� grave. Quando la sostituzione della pena detentiva � ammissibile soltanto per alcuni reati, il giudice, se ritiene di doverla disporre, determina, al solo fine della sostituzione, la parte di pena per i reati per i quali opera la sostituzione (30/b) (30/cost).
54. Applicabilit� delle pene sostitutive. - [La pena detentiva pu� essere sostituita con le pene indicate nell'articolo precedente quando si tratta di reati di competenza del pretore, anche se giudicati, per effetto della connessione, da un giudice superiore o commessi da persone minori degli anni diciotto] (30/c).
55. Semidetenzione. - La semidetenzione comporta in ogni caso l'obbligo di trascorrere almeno dieci ore al giorno negli istituti o nelle sezioni indicati nel secondo comma dell'articolo 48 della legge 26 luglio 1975, n. 354 (31), e situati nel comune di residenza del condannato o in un comune vicino. La determinazione delle ore e l'indicazione dell'istituto sono effettuate in relazione alle comprovate esigenze di lavoro o di studio del condannato.
La semidetenzione comporta altres�:
1) il divieto di detenere a qualsiasi titolo armi, munizioni ed esplosivi, anche se � stata concessa la relativa autorizzazione di polizia;
3) il ritiro del passaporto, nonch� la sospensione della validit�, ai fini dell'espatrio, di ogni altro documento equipollente;
4) l'obbligo di conservare e di presentare ad ogni richiesta degli organi di polizia e nel termine da essi fissato l'ordinanza emessa a norma dell'articolo 62 e l'eventuale provvedimento di modifica delle modalit� di esecuzione della pena, adottato a norma dell'articolo 64.
Durante il periodo di permanenza negli istituti o nelle sezioni indicate nel primo comma, il condannato � sottoposto alle norme della L. 26 luglio 1975, n. 354 (31/a), e D.P.R. 29 aprile 1976, n. 431 (31/a), in quanto applicabili.
56. Libert� controllata. - La libert� controllata comporta in ogni caso:
6) l'obbligo di conservare e di presentare ad ogni richiesta degli organi di polizia e nel termine da essi fissato l'ordinanza emessa a norma dell'articolo 62 e l'eventuale provvedimento di modifica delle modalit� di esecuzione della pena, adottato a norma dell'articolo 64.
Nei confronti del condannato il magistrato di sorveglianza pu� disporre che i centri di servizio sociale previsti dalla legge 26 luglio 1975, n. 354 (31/a), svolgano gli interventi idonei al suo reinserimento sociale.
57. Effetti delle pene sostitutive e criteri di ragguaglio. - Per ogni effetto giuridico la semidetenzione e la libert� controllata si considerano come pena detentiva della specie corrispondente a quella della pena sostituita.
Per la determinazione della durata della pena sostitutiva anche nei casi in cui � concessa la sospensione condizionale della pena, e per qualsiasi altro effetto giuridico, un giorno di pena detentiva equivale a un giorno di semidetenzione o a due giorni di libert� controllata.
58. Potere discrezionale del giudice nella sostituzione della pena detentiva. - Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e tenuto conto dei criteri indicati nell'articolo 133 del codice penale, pu� sostituire la pena detentiva e tra le pene sostitutive sceglie quella pi� idonea al reinserimento sociale del condannato.
Non pu� tuttavia sostituire la pena detentiva quando presume che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato.
59. Condizioni soggettive per la sostituzione della pena detentiva. - La pena detentiva non pu� essere sostituita nei confronti di coloro che, essendo stati condannati, con una o pi� sentenze, a pena detentiva complessivamente superiore a due anni di reclusione, hanno commesso il reato nei cinque anni dalla condanna precedente (31/cost).
La pena detentiva, se � stata comminata per un fatto commesso nell'ultimo decennio, non pu� essere sostituita:
a) nei confronti di coloro che sono stati condannati pi� di due volte per reati della stessa indole;
b) nei confronti di coloro ai quali la pena detentiva sostitutiva, inflitta con precedente condanna, � stata convertita, a norma del primo comma dell'articolo 66, ovvero nei confronti di coloro ai quali sia stata revocata la concessione del regime di semilibert�;
c) nei confronti di coloro che hanno commesso il reato mentre si trovavano sottoposti alla misura di sicurezza della libert� vigilata o alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, disposta con provvedimento definitivo ai sensi delle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423 (32), e 31 maggio 1965, n. 575 (32).
60. Esclusioni oggettive. - Le pene sostitutive non si applicano ai reati previsti dai seguenti articoli del codice penale:
644 (usura) (32/cost).
Le pene sostitutive non si applicano, altres�, ai reati previsti dagli articoli 9, 10, 14, 15, 18 e 20 della legge 13 luglio 1966, n. 615 (33), (provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico) e dagli articoli 21 e 22 della legge 10 maggio 1976, n. 319 (33), (norme per la tutela delle acque dall'inquinamento) (33/a) (33/cost).
Le pene sostitutive non si applicano ai reati previsti dalle leggi relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e all'igiene del lavoro, nonch� dalle leggi in materia edilizia ed urbanistica e in materia di armi da sparo, munizioni ed esplosivi, quando per detti reati la pena detentiva non � alternativa a quella pecuniaria (33/b) (32/cost).
61. Condanna alla pena sostitutiva. - Il giudice, nel dispositivo della sentenza di condanna o del decreto penale, deve indicare la specie e la durata della pena detentiva sostitutiva con la semidetenzione, la libert� controllata o la pena pecuniaria.
62. Determinazione delle modalit� di esecuzione della semidetenzione e della libert� controllata. - Il pubblico ministero o il pretore competente per l'esecuzione trasmette l'estratto della sentenza di condanna alla semidetenzione o alla libert� controllata al magistrato di sorveglianza del luogo di residenza del condannato, che determina le modalit� di esecuzione della pena avvalendosi dei criteri indicati negli articoli 55 e 56 e osservando le norme del capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 (34).
Quando il condannato svolge un lavoro per il quale la patente di guida costituisce indispensabile requisito, il magistrato di sorveglianza pu� disciplinare la sospensione in modo da non ostacolare il lavoro del condannato.
L'ordinanza con cui sono stabilite le modalit� di esecuzione della pena � immediatamente trasmessa per l'esecuzione all'ufficio di pubblica sicurezza del comune in cui il condannato risiede o, in mancanza di questo, al comando dell'Arma dei carabinieri territorialmente competente, che procede a norma dell'articolo 63.
Nel caso di semidetenzione, l'ordinanza � trasmessa altres� al direttore, dell'istituto penitenziario cui il condannato � stato assegnato.
63. Esecuzione della semidetenzione e della libert� controllata. - Appena ricevuta l'ordinanza prevista nel penultimo comma dell'articolo precedente, l'organo di polizia ne consegna copia al condannato ingiungendogli di attenersi, a decorrere dal giorno successivo, alle prescrizioni in essa contenute. Provvede altres� al ritiro e alla custodia delle armi, munizioni ed esplosivi, della patente di guida e del passaporto ed alla apposizione sui documenti equipollenti dell'annotazione "documento non valido per l'espatrio", limitatamente alla durata della pena.
Nel caso previsto dal secondo comma dell'articolo precedente, sulla patente di guida, o su un foglio aggiunto che deve costituirne parte integrante, sono annotate le modalit� di utilizzazione stabilite dal magistrato di sorveglianza.
Di tutti gli adempimenti espletati � redatto processo verbale ed � data notizia al questore e agli altri uffici interessati, nonch� al direttore dell'istituto o della sezione presso cui si trova il condannato alla semidetenzione.
Se il condannato � detenuto o internato, l'ordinanza del magistrato di sorveglianza � trasmessa anche al direttore dell'istituto penitenziario, il quale deve informare anticipatamente l'organo di polizia della dimissione del condannato: la pena inizia a decorrere dal giorno successivo a quello della dimissione.
Quando la localit� designata per l'esecuzione della pena � diversa da quella in cui il condannato si trova, il termine per l'inizio dell'esecuzione � prolungato dei giorni necessari per il viaggio, secondo i criteri indicati nel primo comma dell'articolo 183 del codice di procedura penale.
64. Modifica delle modalit� di esecuzione della semidetenzione e della libert� controllata. - Le prescrizioni imposte con l'ordinanza prevista dall'articolo 62 possono essere modificate dal magistrato di sorveglianza per sopravvenuti motivi di assoluta necessit�, osservando le norme del capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 (34/a).
L'ordinanza che conclude il procedimento � immediatamente trasmessa all'organo di polizia o al direttore dell'istituto o della sezione competenti per il controllo sull'adempimento delle prescrizioni. Agli stessi organi sono trasmessi immediatamente i provvedimenti provvisori emanati ai sensi del comma precedente.
65. Controllo sull'adempimento delle prescrizioni imposte con la sentenza di condanna. - L'ufficio di pubblica sicurezza del luogo in cui il condannato sconta la semidetenzione o la libert� controllata o, in mancanza di questo, il comando dell'Arma dei carabinieri territorialmente competente verifica periodicamente che il condannato adempia alle prescrizioni impostegli e tiene un registro nominativo ed un fascicolo per ogni condannato sottoposto a controllo.
Nel fascicolo individuale sono custoditi l'estratto della sentenza di condanna, l'ordinanza del magistrato di sorveglianza con le eventuali successive modifiche delle modalit� di esecuzione, copia della corrispondenza con l'autorit� giudiziaria e con le altre autorit�, una cartella biografica in cui sono riassunte le condanne riportate e ogni altro documento relativo all'esecuzione della pena. Si applicano al condannato alla semidetenzione le norme di cui all'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 aprile 1976, n. 431 (34/a).
66. Inosservanza delle prescrizioni inerenti alla semidetenzione e alla libert� controllata. - Quando � violata anche solo una delle prescrizioni inerenti alla semidetenzione o alla libert� controllata, la restante parte della pena si converte nella pena detentiva sostitutiva.
Gli ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria o il direttore dell'istituto o della sezione a cui il condannato � assegnato devono informare, senza indugio, il magistrato di sorveglianza che ha emesso l'ordinanza prevista dall'articolo 62, di ogni violazione degli adempimenti sui quali gli organi medesimi esercitano i rispettivi controlli.
Il magistrato di sorveglianza trasmette gli atti alla sezione di sorveglianza, la quale, compiuti, ove occorra, sommari accertamenti, qualora ritenga doversi procedere alla conversione prevista dal primo comma, provvede con ordinanza, osservate le norme contenute nel capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 (34/a). L'ordinanza � trasmessa al pubblico ministero competente, il quale provvede mediante ordine di carcerazione.
67. Inapplicabilit� delle misure alternative alla detenzione. - L'affidamento in prova al servizio sociale e l'ammissione al regime di semilibert� sono esclusi per il condannato in espiazione di pena detentiva per conversione effettuata ai sensi del primo comma dell'articolo precedente (35).
68. Sospensione dell'esecuzione della semidetenzione e della libert� controllata. - L'esecuzione della semidetenzione o della libert� controllata � sospesa in caso di notifica di un ordine di carcerazione o di consegna; essa � altres� sospesa in caso di arresto in flagranza ai sensi degli articoli 235 e 236 del codice di procedura penale, di fermo o di cattura del condannato o di applicazione provvisoria di una misura di sicurezza.
L'ingiunzione effettuata dall'organo di polizia ai sensi del primo comma dell'articolo 63 nei confronti dell'imputato detenuto o internato non sospende l'esecuzione di pene detentive o di misure di sicurezza detentive n� il corso della carcerazione preventiva n� l'applicazione provvisoria di una misura di sicurezza.
Nei casi previsti dal primo comma il magistrato di sorveglianza determina la durata residua della pena sostitutiva e trasmette il provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario; questi informa anticipatamente l'organo di polizia della data in cui riprender� l'esecuzione della pena sostitutiva.
La semidetenzione o la libert� controllata riprendono a decorrere dal giorno successivo a quello della cessazione della esecuzione della pena detentiva; si applica la disposizione dell'ultimo comma dell'articolo 63.
69. Sospensione disposta a favore del condannato. - Per motivi di particolare rilievo, attinenti al lavoro, allo studio o alla famiglia, possono essere concesse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 52 della legge 26 luglio 1975, n. 354 (34/a), sospensioni della semidetenzione e della libert� controllata per la durata strettamente necessaria e comunque per non pi� di sette giorni per ciascun mese di pena.
Nel periodo della sospensione pu� essere imposto l'obbligo previsto dal secondo comma dell'articolo 284 del codice di procedura penale. Se il condannato viola le prescrizioni o non si presenta all'ufficio di polizia indicato nell'articolo 65 nelle dodici ore successive alla scadenza del periodo di sospensione, la pena sostitutiva si converte in quella sostituita, a norma dell'articolo 66.
Nei casi previsti dai numeri 2 e 3 del primo comma dell'articolo 147 del codice penale, quando l'esecuzione della semidetenzione o della libert� controllata � gi� iniziata, la sospensione pu� essere ordinata dal magistrato di soveglianza che ha determinato le modalit� di esecuzione della pena.
Negli altri casi si applicano le disposizioni dell'articolo 589 del codice di procedura penale.
70. Esecuzione di pene concorrenti. - Quando contro la stessa persona sono state pronunziate, per pi� reati, una o pi� sentenze di condanna alla pena della semidetenzione o della libert� controllata, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli da 71 a 80 del codice civile e dell'articolo 582 del codice di procedura penale.
Tuttavia, se la pena detentiva sostituita con la libert� controllata, eccede complessivamente la durata di sei mesi, si applica la semidetenzione per la parte che eccede tale limite e fino a un anno. Oltre questo limite si applica per intero la pena detentiva sostituita.
Le pene della semidetenzione e della libert� controllata sono sempre eseguite, nell'ordine, dopo le pene detentive; la libert� controllata � eseguita dopo la semidetenzione. 71. Esecuzione delle pene pecuniarie. - Alle pene pecuniarie sostitutive delle pene detentive si applicano le disposizioni dell'articolo 586 del codice di procedura penale.
72. Revoca della pena sostitutiva. - Se sopravviene una delle condanne previste nell'articolo 59, commi primo e secondo, lettera a), ovvero la condanna a pena detentiva per un fatto commesso successivamente alla sostituzione della pena, questa viene revocata per la parte non ancora eseguita e convertita a norma dell'articolo 66.
73. Iscrizioni nel casellario giudiziale. - Nei casi previsti dall'articolo 604 del codice di procedura penale i decreti e le sentenze di condanna alle pene sostitutive sono iscritti nel casellario giudiziale, anche con l'indicazione della pena sostitutiva.
Nel casellario giudiziale sono altres� iscritte le ordinanze previste dall'articolo 66, ultimo comma, e dall'articolo 108, ultimo comma.
74. Iscrizione nel casellario giudiziale. - (35/a).
75. Disposizioni relative ai minorenni. - Le disposizioni contenute nell'articolo 56 non si applicano al condannato il quale, al momento della trasmissione dell'estratto della sentenza di condanna prevista nell'articolo 62, non abbia compiuto gli anni diciotto.
In tal caso la libert� controllata � eseguita con le modalit� stabilite dai commi dal quarto al decimo dell'articolo 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354 (36), e le funzioni attribuite agli organi di polizia dagli articoli 62, 63, 64, 65, 66, 68 e 69 sono svolte dall'ufficio di servizio sociale per minorenni.
76. Norma transitoria. - Le norme previste da questo Capo si applicano anche ai procedimenti penali pendenti al momento dell'entrata in vigore della presente legge.
La Corte di cassazione decide ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 538 del codice di procedura penale.
Sezione II - Applicazione di sanzioni sostitutive su richiesta dell'imputato.
77. Ambito e modalit� d'applicazione. - [Nel corso dell'istruzione e fino a quando non sono compiute per la prima volta le formalit� di apertura del dibattimento, il giudice, quando ritiene, in seguito all'esame degli atti e agli accertamenti eventualmente disposti, che sussistono elementi per applicare per il reato per cui procede la sanzione sostitutiva della libert� controllata o della pena pecuniaria pu� disporre con sentenza, su richiesta dell'imputato e con il parere favorevole del pubblico ministero, l'applicazione della sanzione sostitutiva, con esclusione di ogni pena accessoria e misura di sicurezza, ad eccezione della confisca nei casi previsti dal secondo comma dell'articolo 240 del codice penale. In tal caso, con la stessa sentenza, dichiara estinto il reato per intervenuta applicazione della sanzione sostitutiva su richiesta dell'imputato.
La sentenza produce i soli effetti espressamente previsti nella presente Sezione. Contro la sentenza � ammesso soltanto ricorso per cassazione] (36/a).
78. Competenza. - [Sulla richiesta formulata dall'imputato prima dell'emissione del decreto di citazione a giudizio, della richiesta di citazione a giudizio o dell'ordinanza di rinvio a giudizio, provvede il pretore per i procedimenti dinanzi a lui pendenti ed il giudice istruttore negli altri casi; il parere del pubblico ministero � espresso dal procuratore della Repubblica.
Se la richiesta � formulata in un momento successivo, provvede il giudice del dibattimento ed il parere � espresso dal pubblico ministero di udienza] (37).
79. Applicazione nell'ulteriore corso del procedimento. - [Il giudice pu� procedere ai sensi dell'articolo 77 in ogni stato e grado del procedimento, quando l'imputato ha formulato la richiesta di cui allo stesso articolo nel termine ivi previsto] (37).
80. Esclusioni soggettive. - [Il provvedimento di cui all'articolo 77 non pu� essere emesso nei confronti di chi in precedenza ne ha gi� beneficiato o nei confronti di chi ha riportato condanna a pena detentiva] (37) (38).
81. Iscrizione nel casellario giudiziale. - La sentenza, pronunciata a norma dell'articolo 77 � iscritta nel casellario giudiziale per i soli effetti di cui all'articolo precedente.
82. Esecuzione delle sanzioni sostitutive. - Per l'esecuzione delle sanzioni sostitutive si applicano le disposizioni della Sezione I di questo Capo.
83. Violazione degli obblighi. - Colui il quale viola, in tutto o in parte, gli obblighi impostigli con la sentenza pronunciata a norma dell'articolo 77 � punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
In caso di condanna la pena non pu� essere sostituita a norma di questo Capo.
84. Comunicazione all'imputato. - Quando per il reato per il quale si procede � ammessa l'oblazione o pu� trovare applicazione la disposizione prevista dall'articolo 77 ne va fatta menzione nella comunicazione giudiziaria.
85. Entrata in vigore. - Le disposizioni contenute nella presente Sezione si applicano anche ai reati commessi prima dell'entrata in vigore della presente legge.
CAPO IV - Estensione della perseguibilit� a querela. 86. Nuovo testo degli articoli 334 e 335 del codice penale. - (39).
87. Sottrazione, distruzione o danneggiamento di cose sottoposte a pignoramento, sequestro giudiziario o conservativo. - (40).
88. Violazione colposa dei doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a pignoramento o sequestro giudiziario o conservativo. - (41).
89. Casi di perseguibilit� a querela. - (42).
90. Modifica dell'articolo 570 del codice penale in materia di violazione degli obblighi di assistenza familiare. - (43).
91. Modifica dell'articolo 582 del codice penale in materia di lesione personale. - (44).
92. Modifica dell'articolo 590 del codice penale in materia di lesioni personali colpose. - (45).
93. Modifica dell'articolo 627 del codice penale in materia di sottrazione di cose comuni. - (46).
94. Usurpazione. - (47).
95. Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi. - (48).
96. Modifica dell'articolo 636 del codice penale in materia di introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo (49).
97. Casi di esclusione della perseguibilit� a querela. - (50).
98. Modifica dell'articolo 640 del codice penale in materia di truffa. - (51).
99. Norma transitoria. - Per i reati perseguibili a querela ai sensi delle disposizioni precedenti, commessi prima del giorno dell'entrata in vigore della presente legge, il termine per presentare la querela decorre dal giorno suddetto, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizie del fatto costituente reato.
Se � pendente il procedimento, il giudice informa la persona offesa dal reato della facolt� di esercitare il diritto di querela e il termine decorre dal giorno in cui la persona offesa � stata informata.
CAPO V - Disposizioni in materia di pene pecuniarie.
100. Condizioni economiche del reo; valutazione agli effetti della pena pecuniaria - Pagamento rateale della multa o della ammenda. - (52).
101. Nuovo testo degli articoli 24, 26, 66, 78, 135 e 136 del codice penale. - (53).
102. Conversione di pene pecuniarie. - Le pene della multa e dell'ammenda non eseguite per insolvibilit� del condannato si convertono nella libert� controllata per un periodo massimo, rispettivamente, di un anno e di sei mesi.
Nel caso in cui la pena pecuniaria da convertire non sia superiore ad un milione, la stessa pu� essere convertita, a richiesta del condannato, in lavoro sostitutivo (53/a).
Il ragguaglio ha luogo calcolando venticinquemila lire, o frazione di venticinquemila lire, di pena pecuniaria per un giorno di libert� controllata e cinquantamila lire, o frazione di cinquantamila lire, per un giorno di lavoro sostitutivo (54).
Il condannato pu� sempre far cessare la pena sostitutiva pagando la multa o l'ammenda, dedotta la somma corrispondente alla durata della libert� controllata scontata o del lavoro sostitutivo prestato.
103. Limite degli aumenti in caso di conversione delle pene pecuniarie. - Quando le pene pecuniarie debbono essere convertite per insolvibilit� del condannato la durata complessiva della libert� controllata non pu� superare un anno e sei mesi, se la pena convertita � quella della multa, e nove mesi se la pena convertita � quella dell'ammenda.
La durata complessiva del lavoro sostitutivo non pu� superare in ogni caso i sessanta giorni.
104. Nuovo testo degli articoli 163, 175 e 237 del codice penale. - (55).
105. Lavoro sostitutivo. - Il lavoro sostitutivo consiste nella prestazione di un'attivit� non retribuita, a favore della collettivit�, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, o presso enti, organizzazioni o corpi di assistenza, di istruzione, di protezione civile e di tutela dell'ambiente naturale o di incremento del patrimonio forestale, previa stipulazione, ove occorra, di speciali convenzioni da parte del Ministero di grazia e giustizia, che pu� delegare il magistrato di sorveglianza.
Tale attivit� si svolge nell'ambito della provincia in cui il condannato ha la residenza, per una giornata lavorativa per settimana, salvo che il condannato chieda di essere ammesso ad una maggiore frequenza settimanale.
106. Esecuzione di pene pecuniarie. - (56).
107. Determinazione delle modalit� di esecuzione delle pene conseguenti alla conversione della multa o dell'ammenda. - Il pubblico ministero o il pretore competente per l'esecuzione trasmette copia del provvedimento di conversione della pena pecuniaria al magistrato di sorveglianza del luogo di residenza del condannato.
Il magistrato di sorveglianza, sentito il condannato stesso, dispone l'applicazione della libert� controllata o lo ammette al lavoro sostitutivo; determina altres� le modalit� di esecuzione della libert� controllata a norma dell'articolo 62.
Il magistrato di sorveglianza determina le modalit� di esecuzione del lavoro sostitutivo e ne fissa il termine iniziale, sentito ove occorra il servizio sociale, tenuto conto delle esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato ed osservando le disposizioni del capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 (57).
L'ordinanza con cui sono stabilite le modalit� di esecuzione del lavoro sostitutivo � immediatamente trasmessa all'ufficio di pubblica sicurezza del comune in cui il condannato risiede o, in mancanza di questo, al comando dell'Arma dei carabinieri territorialmente competente.
108. Inosservanza delle prescrizioni inerenti alle pene conseguenti alla conversione della multa o della ammenda. - Quando � violata anche solo una delle prescrizioni inerenti alla libert� controllata, ivi comprese quelle inerenti al lavoro sostitutivo, conseguenti alla conversione di pene pecuniarie, la parte di libert� controllata o di lavoro sostitutivo non ancora eseguita si converte in un uguale periodo di reclusione o di arresto, a seconda della specie della pena pecuniaria originariamente inflitta. In tal caso non si applica il disposto dell'articolo 67.
Il magistrato di sorveglianza trasmette gli atti alla sezione di sorveglianza, la quale, compiuti ove occorra sommari accertamenti, provvede con ordinanza alla conversione prevista dal primo comma, osservate le disposizioni del capo II-bis del titolo II della legge 26 luglio 1975, n. 354 (57). L'ordinanza di conversione � trasmessa al pubblico ministero competente, il quale provvede mediante ordine di carcerazione.
109. Mancata esecuzione dolosa di sanzioni pecuniarie. - (58).
110. Abrogazione della norma. - E' abrogato l'articolo 49 della legge 26 luglio 1975, n. 354 (59).
111. Disposizioni transitorie. - Le norme sulla conversione delle pene pecuniarie si applicano ai reati commessi successivamente all'entrata in vigore della presente legge.
In deroga a quanto disposto dall'articolo 172 del codice penale, la pena della multa inflitta, anche congiuntamente a quella della reclusione, per reati commessi prima della entrata in vigore della presente legge, si estingue col decorso del termine di dieci anni dalla data di entrata in vigore della presente legge; tuttavia, se la sentenza di condanna � divenuta irrevocabile successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, la pena della multa si estingue col decorso di dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza.
112. Perdono giudiziale. - (60).
113. Aumento delle pene pecuniarie. - Le pene pecuniarie comminate per i reati previsti dal codice penale o dalle leggi speciali, nonch� le sanzioni pecuniarie comminate per le infrazioni previste dal codice di procedura penale, aumentate per effetto della legge 12 luglio 1961, n. 603 (61), sono moltiplicate per cinque.
Sono altres� moltiplicate per cinque le pene pecuniarie comminate per reati previsti da leggi entrate in vigore dopo il 21 ottobre 1947 e prima della legge 12 luglio 1961, n. 603 (61).
Le pene pecuniarie comminate per reati previsti da leggi entrate in vigore dopo la legge 12 luglio 1961, n. 603 (61), e fino al 31 dicembre 1970 sono moltiplicate per tre.
Quando, tenuto conto degli aumenti previsti nei commi precedenti, la legge stabilisce la pena dell'ammenda inferiore nel minimo a lire quattromila o nel massimo a lire diecimila, i limiti edittali sono elevati rispettivamente a lire diecimila e a lire venticinquemila (62).
114. Aumento delle sanzioni amministrative pecuniarie. - Le disposizioni dell'articolo precedente si applicano a tutte le sanzioni amministrative pecuniarie originariamente previste come sanzioni penali.
Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche alle violazioni finanziarie (62).
115. Pene proporzionali. - Le disposizioni degli articoli 113 e 114 non si applicano alle pene e sanzioni amministrative pecuniarie quando l'ammontare delle stesse o della pena base che viene assunta per la loro determinazione non � fissato direttamente dalla legge ma � diversamente stabilito.
116. Nuovo testo degli articoli 196 e 197 del codice penale. - (63).
117. Persona civilmente obbligata per l'ammenda e per la multa. - Tutte le disposizioni processuali relative alla persona civilmente obbligata per l'ammenda si intendono riferite anche alla persona civilmente obbligata per la multa.
CAPO VI - Disposizioni in materia di pene accessorie, prescrizione, oblazione, sospensione condizionale della pena e confisca.
118. Modifiche dell'articolo 19 del codice penale, in materia di pene accessorie - Specie. - (64).
119. Modifiche dell'articolo 32 del codice penale in materia di interdizione legale. - (65).
120. Nuove norme in materia di interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e di incapacit� di contrattare con la pubblica amministrazione. - (66).
121. Modifica dell'articolo 33 del codice penale in materia di condanna per delitto colposo. - (67).
122. Decadenza dalla potest� dei genitori e sospensione dal suo esercizio. - (68).
123. Sospensione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. - (69).
124. Applicazione provvisoria di pene accessorie. - (70).
125. Modifica dell'articolo 157 del codice penale in materia di prescrizione e tempo necessario a prescrivere. - (71).
126. Oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative. - (72).
127. Applicazione di norme. - Le disposizioni dell'articolo 162-bis del codice penale si applicano anche ai reati indicati nelle lettere f), h), i), n) del primo comma dell'articolo 34.
128. Obblighi del condannato. - (73).
129. Inosservanza di pene accessorie. - (74).
130. Modifiche dell'articolo 200 del codice di procedura penale in materia di impugnazione di ordinanze emesse in giudizio. - (75).
131. Applicazione provvisoria di pene accessorie o di misure di sicurezza. - (76).
132. Modificazioni dell'articolo 400 del codice di procedura penale in materia di provvedimenti per l'applicazione provvisoria di pene accessorie o di misure di sicurezza. - (77).
133. Esecuzione provvisoria di misure di sicurezza. - (78).
134. Appello contro sentenze del pretore. - (79).
135. Appello contro sentenze del tribunale e della corte d'assise. - (80).
136. Modifiche dell'articolo 522 del codice di procedura penale in materia di questioni di nullit�. - (81).
137. Modifiche dell'articolo 604 del codice di procedura penale in materia di provvedimenti da iscrivere nel casellario. - (82).
138. Modifiche alle disposizioni di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale. - (83).
139. Modifica dell'articolo 116 delle norme sugli assegni bancari, circolari e su titoli speciali dell'istituto di emissione, e dei Banchi di Napoli e di Sicilia (84).
140. Disposizioni aggiuntive alle norme in materia di assegni bancari, circolari e su titoli speciali dell'istituto di emissione, e dei Banchi di Napoli e di Sicilia (85).
141. Ulteriori disposizioni aggiuntive alle norme in materia di assegni bancari, circolari e su titoli speciali dell'istituto di emissione, e dei Banchi di Napoli, e di Sicilia (86).
142. Modifiche nel testo unico delle norme sulla circolazione stradale (87).
143. Disposizioni aggiuntive alla legge sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope (88).
144. Modifica alla legge recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento (89).
145. Norma aggiuntiva alla legge recante disposizioni penali in materia di infrazioni valutarie (90).
146. Norma di coordinamento. - Ogni qualvolta nel codice penale o in altre leggi ricorre l'espressione "patria potest�" la medesima � sostituita dalla espressione "potest� dei genitori".
147. Modifica dell'articolo 2638 del codice civile in materia di accettazione di retribuzione non dovuta da parte di amministratore giudiziario o commissario governativo. - (91).
148. Disposizioni abrogative e di coordinamento. - L'articolo 2641 del codice civile � abrogato.
Quando nelle leggi speciali � richiamato l'articolo 2641 del codice civile tale richiamo si intende operato all'articolo 32-bis del codice penale.
(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 30 novembre 1981, n. 329, S.O.
(2) La presente legge reca molteplici modificazioni al codice penale ed a quello di procedura penale.
(2/a) Comma aggiunto dall'art. 1-sexies, D.L. 2 dicembre 1985, n. 688, riportato alla voce INVALIDIT�, VECCHIAIA e superstiti (Assicurazione obbligatoria per).
(2/cost) La Corte costituzionale, con ordinanza 12 - 19 gennaio 1995, n. 23 (Gazz. Uff. 25 gennaio 1995 n. 4, serie speciale), ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimit� costituzionale dell'art. 8, secondo comma, sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione.
(3/cost) La Corte costituzionale con ordinanza 12-20 luglio 1995, n. 341 (Gazz. Uff. 9 agosto 1995, n. 33, Serie speciale) ha dichiarato la manifesta inammissibilit� della questione di legittimit� costituzionale dell'art. 9, secondo comma, sollevata in riferimento agli artt. 25, secondo comma, 3 e 5 della Costituzione.
(3) Riportata alla voce ALIMENTI, BEVANDE, OGGETTI DI USO DOMESTICO E SOSTANZE AGRARIE (IGIENE E REPRESSIONE DELLE FRODI IN MATERIA DI).
(3/a) Vedi, anche, l'art. 20, D.P.R. 29 luglio 1982, n. 571, riportato al n. A/LVI.
(3/b) L'importo da versare per ogni richiesta di revisione di analisi alla competente tesoreria provinciale dello Stato � stato elevato a L. 80.500 dal D.M. 1° agosto 1984 (Gazz. Uff. 24 agosto 1984, n. 233); a L. 89.000 dal D.M. 30 marzo 1985 (Gazz. Uff. 23 aprile 1985, n. 96); a L. 96.700 dal D.M. 30 giugno 1986 (Gazz. Uff. 15 luglio 1986, n. 162); a L. 102.600 dal D.M. 10 luglio 1987 (Gazz. Uff. 28 luglio 1987, n. 174); a L. 107.300 dal D.M. 1° settembre 1988 (Gazz. Uff. 16 settembre 1988, n. 218); a lire 112.700 dal D.M. 6 giugno 1989 (Gazz. Uff. 29 giugno 1989, n. 150); a lire 120.200 dal D.M. 26 maggio 1990 (Gazz. Uff. 20 settembre 1990, n. 220); a lire 127.530 dal D.M. 6 agosto 1991 (Gazz. Uff. 7 settembre 1991, n. 210); a lire 135.690 dal D.M. 18 giugno 1992 (Gazz. Uff. 26 novembre 1992, n. 279); a lire 143.020 dal D.M. 4 novembre 1993 (Gazz. Uff. 29 novembre 1993, n. 280); a lire 149.030 dal D.M. 20 dicembre 1994 (Gazz. Uff. 24 gennaio 1995, n. 19); a lire 154.840 dal D.M. 16 aprile 1996 (Gazz. Uff. 30 aprile 1996, n. 100); a lire 163.200 dal D.M. 16 maggio 1997 (Gazz. Uff. 3 giugno 1997, n. 127).
(4) Riportato alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(5) Riportato alla voce COMUNI E PROVINCE.
(5/a) Comma abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 1993, dall'art. 231, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, riportato alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE, per la parte relativa al testo unico delle norme sulla circolazione stradale, approvato con D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393.
(5/b) Vedi il D.P.R. 29 luglio 1982, n. 571, riportato al n. A/LVI.
(6) Riportata alla voce TRASPORTO DI MERCI MEDIANTE AUTOVEICOLI.
(6/a) Riportata alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(7) Riportato alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(7/a) La Corte costituzionale, con sentenza 24-27 ottobre 1994, n. 371 (Gazz. Uff. 2 novembre 1994, n. 45 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del terzo comma dell'art. 21, nella parte in cui prevede la confisca del veicolo privo della carta di circolazione, anche se gi� immatricolato.
(7/b) Riportata alla voce ALIMENTI, BEVANDE, OGGETTI DI USO DOMESTICO E SOSTANZE AGRARIE (IGIENE E REPRESSIONE DELLE FRODI IN MATERIA DI).
(8) La Corte costituzionale, con sentenza 5-24 febbraio 1992, n. 62 (Gazz. Uff. 4 marzo 1992, n. 10 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� degli artt. 22 e 23, L. 24 novembre 1981, n. 689, in combinato disposto con l'art. 122 c.p.c., nella parte in cui non consentono ai cittadini italiani appartenenti alla minoranza linguistica slovena nel processo di opposizione ad ordinanze-ingiunzioni applicative di sanzioni amministrative davanti al pretore avente competenza su un territorio dove sia insediata la predetta minoranza, di usare, su loro richiesta, la lingua materna nei propri atti, usufruendo per questi della traduzione nella lingua italiana, nonch� di ricevere tradotti nella propria lingua gli atti dell'autorit� giudiziaria e le risposte della controparte.
(7/cost) La Corte costituzionale, con sentenza 10-17 giugno 1996, n. 199 (Gazz. Uff. 26 giugno 1996, n. 26, Serie speciale), ha dichiarato inammissibile la questione di legittimit� costituzionale dell'art. 22, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 113 della Costituzione.
(8/a) La Corte costituzionale, con sentenza 28 novembre - 5 dicembre 1990, n. 534 (Gazz. Uff. 12 dicembre 1990, n. 49 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� dell'art. 23, comma 5, nella parte in cui prevede che il pretore convalidi il provvedimento opposto in caso di mancata presentazione dell'opponente o del suo procuratore alla prima udienza senza addurre alcun legittimo impedimento, anche quando l'illegittimit� del provvedimento risulti dalla documentazione allegata dall'opponente. Con sentenza 11-18 dicembre 1995, n. 507 (Gazz. Uff. 27 dicembre 1995, n. 53 - Serie speciale), la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del comma quinto, dell'art. 23, nella parte in cui prevede che il pretore convalidi il provvedimento opposto in caso di mancata presentazione dell'opponente o del suo procuratore alla prima udienza senza addurre alcun legittimo impedimento, anche quando l'amministrazione irrogante abbia omesso il deposito dei documenti di cui al secondo comma dello stesso art. 23.
(8/cost) La Corte costituzionale, con ordinanza 5-12 febbraio 1996, n. 39 (Gazz. Uff. 21 febbraio 1996, n. 8, Serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilit� della questione di legittimit� costituzionale dell'art. 23, decimo e undicesimo comma, sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione.
(9) Riportata alla voce TRASPORTO DI MERCI MEDIANTE AUTOVEICOLI.
(10) Riportato alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(10/a) Riportata alla voce TRASPORTO DI MERCI MEDIANTE AUTOVEICOLI.
(12) Riportato alla voce SICUREZZA PUBBLICA.
(13) Riportata alla voce MATERNIT� E INFANZIA.
(14) Riportato alla voce SANIT� PUBBLICA.
(15) Riportata alla voce ALIMENTI, BEVANDE, OGGETTI DI USO DOMESTICO E SOSTANZE AGRARIE (IGIENE E REPRESSIONE DELLE FRODI IN MATERIA DI).
(16) Riportato alla voce ENERGIA NUCLEARE.
(16/a) Vedi, anche, l'art. 19, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758, riportato alla voce LAVORO.
(17) Riportato alla voce ELEZIONI.
(18) Riportato alla voce COMUNI E PROVINCE.
(19) Riportato alla voce INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI (ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO GLI).
(19/cost) La Corte costituzionale, con ordinanza 11-22 luglio 1996, n. 274 (Gazz. Uff. 7 agosto 1996, n. 32, Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimit� costituzionale dell'art. 37, primo comma, sollevate in riferimento agli artt. 27, terzo comma, e 41 della Costituzione.
(19/a) Comma abrogato dall'art. 13, D.Lgs. 13 luglio 1994, n. 480, riportato alla voce SICUREZZA PUBBLICA.
(19/b) Riportata alla voce ALIMENTI, BEVANDE, OGGETTI DI USO DOMESTICO E SOSTANZE AGRARIE (IGIENE E REPRESSIONE DELLE FRODI IN MATERIA DI).
(20) Riportata alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(20/a) Comma cos� modificato dall'art. 2, L. 28 dicembre 1993, n. 562, riportata alla voce SICUREZZA PUBBLICA.
(21) Riportata alla voce IMPOSTE E TASSE IN GENERE.
(22) Riportato alla voce RISCOSSIONE DELLE ENTRATE PATRIMONIALI DELLO STATO.
(23) Riportato alla voce TRASPORTO DI MERCI MEDIANTE AUTOVEICOLI.
(24) Riportata alla voce BOSCHI, FORESTE E TERRITORI MONTANI.
(25) Riportata alla voce TRASPORTO (PERSONALE ADDETTO AI PUBBLICI SERVIZI DI).
(25/a) Riportata alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(25/b) Sostituisce l'art. 683 del codice penale.
(25/c) Sostituisce l'art. 684 del codice penale.
(25/d) Sostituisce l'art. 685 del codice penale.
(25/e) Sostituisce il secondo comma dell'art. 697 del codice penale.
(26) Sostituisce l'art. 235, R.D. 16 marzo 1942, n. 267, riportato alla voce FALLIMENTO, CONCORDATO PREVENTIVO, AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA E LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA.
(27) Sostituisce l'ultimo comma dell'art. 3, D.L. 8 aprile 1974, n. 95, riportato alla voce BORSE DI COMMERCIO.
(28) Sostituisce il sesto comma dell'art. 5, D.L. 8 aprile 1974, n. 95, riportato alla voce BORSE DI COMMERCIO.
(29) Sostituisce l'ultimo comma dell'art. 17, D.L. 8 aprile 1974, n. 95, riportato alla voce BORSE DI COMMERCIO.
(30) Sostituisce l'ultimo comma dell'art. 18, D.L. 8 aprile 1974, n. 95, riportato alla voce BORSE DI COMMERCIO.
(30/a) Comma cos� modificato dall'art. 5, D.L. 14 giugno 1993, n. 187, riportato alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(30/b) La Corte costituzionale, con sentenza 15-29 giugno 1995, n. 284 (Gazz. Uff. 5 luglio 1995, n. 28 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� del presente art. 53 nella parte in cui non prevede l'applicabilit� delle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi ai reati militari, secondo i princ�pi di cui in motivazione.
(30/cost) La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi nuovamente sulla legittimit� del presente articolo, con ordinanza 12-20 luglio 1995, n. 338 (Gazz. Uff. 9 agosto 1995, n. 33, Serie speciale), con ordinanza 18-18 ottobre 1995, n. 442 (Gazz. Uff. 25 ottobre 1995, n. 44, Serie speciale) e con ordinanza 11-18 gennaio 1996, n. 10 (Gazz. Uff. 24 gennaio 1996, n. 4, Serie speciale) ha dichiarato la manifesta inammissibilit� della questione in quanto la norma impugnata � stata gi� dichiarata costituzionalmente illegittima con sentenza n. 284 del 1985.
(30/c) Articolo abrogato dall'art. 1, D.L. 14 giugno 1993, n. 187, riportato alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(31) Riportata alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(31/a) Riportata alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(31/cost) La Corte costituzionale, con ordinanza 24-28 marzo 1997, n. 71 (Gazz. Uff. 9 aprile 1997, n. 15, Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimit� costituzionale dell'art. 59, primo comma, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione.
(32) Riportata alla voce SICUREZZA PUBBLICA.
(32/cost) La Corte costituzionale, con ordinanza 19-23 febbraio 1996, n. 46 (Gazz. Uff. 28 febbraio 1996, n. 9, Serie speciale), e con ordinanza 24-28 marzo 1997, n. 70 (Gazz. Uff. 9 aprile 1997, n. 15, Serie speciale), richiamandosi alla precedente pronuncia n. 254 del 1994, ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimit� costituzionale dell'art. 60, primo comma, sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione;ha inoltre dichiarato la manifesta inammissibilit� della questione di legittimit� costituzionale dell'art. 60, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione. Successivamente la stessa Corte, con sentenza 19-23 maggio 1997, n. 145 (Gazz. Uff. 28 maggio 1997, n. 22, Serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimit� costituzionale dell'art. 60, ultimo comma, sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione. La stessa Corte, chiamata nuovamente a pronunciarsi sulla stessa questione, con ordinanza 21-29 maggio 1997, n. 157 (Gazz. Uff. 4 giugno 1997, n. 23, Serie speciale) e con ordinanza 18-18 luglio 1997, n. 257 (Gazz. Uff. 23 luglio 1997, n. 30, Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimit� sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione.
(33) Riportata alla voce SICUREZZA PUBBLICA.
(33/a) La Corte costituzionale, con sentenza 20-23 giugno 1994, n. 254 (Gazz. Uff. 29 giugno 1994, n. 27 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale dell'art. 60, secondo comma, nella parte in cui esclude che le pene sostitutive si applichino ai reati previsti dagli artt. 21 e 22 della legge 10 maggio 1976, n. 319.
(33/cost) La Corte costituzionale con ordinanza 23 marzo - 6 aprile 1995, n. 114 (Gazz. Uff. 12 aprile 1995, n. 15, serie speciale) e con ordinanza 29-31 maggio 1995, n. 213 (Gazz. Uff. 7 giugno 1995, n. 24, serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilit� della questione di legittimit� costituzionale dell'art. 60, secondo comma, gi� dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza n. 254 del 1994, "nella parte in cui esclude che le pene sostitutive si applichino ai reati previsti dagli artt. 21 e 22 della legge 10 maggio 1976, n. 319".
(33/b) La Corte costituzionale, con sentenza 5-19 maggio 1993, n. 249 (Gazz. Uff. 26 maggio 1993, n. 22 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� del presente art. 60, nella parte in cui stabilisce che le pene sostitutive non si applicano al reato previsto dall'art. 590, secondo e terzo comma,del codice penale, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro, che abbiano determinato le conseguenze previste dal primo comma, n. 2, o dal secondo comma dell'art. 583 del codice penale. Con altra sentenza 24 marzo-3 aprile 1997, n. 78 (Gazz. Uff. 9 aprile 1997, n. 15 - Serie speciale), la Corte costituzionale, ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale dell'art. 60, nella parte in cui esclude che le sanzioni sostitutive si applichino ai reati previsti dall'art. 452, secondo comma, del codice penale.
(34) Riportata alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(34/a) Riportata alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(35) Con sentenza 9-22 aprile 1997, n. 109 (Gazz. Uff. 30 aprile 1997, n. 18 - Serie speciale), la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale dell'art. 67, nella parte in cui si applica ai condannati minori di et� al momento della condanna.
(35/a) Inserisce l'art. 58-bis nella L. 26 luglio 1975, n. 354, riportata alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(36) Riportata alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(36/a) Abrogato dall'art. 234, D.Lgs 28 luglio 1989, n. 271, riportato al n. A/LXXXI.
(37) Abrogato dall'art. 234, D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271, riportato al n. A/LXXXI. Salvo quanto disposto dall'art. 248 comma 4 dello stesso decreto.
(38) La Corte costituzionale, con sentenza 3 luglio 1987, n. 267 (Gazz. Uff. 22 luglio 1987, n. 30 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente art. 80, nella parte in cui esclude la reiterabilit� del provvedimento previsto dall'art. 77 della stessa legge quando l'imputato debba rispondere di reati che si legano con il vincolo della continuazione a quelli per i quali egli gi� ha beneficiato del provvedimento.
(39) Sostituisce gli artt. 334 e 335 del codice penale.
(40) Sostituisce, con quattro commi, il terzo comma dell'art. 388 del codice penale.
(41) Inserisce l'articolo 388-bis dopo l'art. 388 del codice penale.
(42) Inserisce l'articolo 493-bis dopo l'art. 493 del codice penale.
(43) Inserisce un comma, dopo il secondo, nell'art. 570 del codice penale.
(44) Sostituisce il secondo comma dell'art. 582 del codice penale.
(45) Sostituisce l'ultimo comma dell'art. 590 del codice penale.
(46) Sostituisce il primo comma dell'art. 627 del codice penale.
(47) Sostituisce l'art. 631 del codice penale.
(48) Sostituisce l'art. 632 del codice penale.
(49) Aggiunge un comma all'art. 636 del codice penale.
(50) Inserisce l'art. 639-bis dopo l'art. 639 del codice penale.
(51) Aggiunge un comma all'art. 640 del codice penale.
(52) Inserisce gli artt. 133-bis e 133-ter dopo l'art. 133 del codice penale.
(53) Sostituisce gli artt. 24, 26, 66, 78, 135 e 136 del codice penale.
(53/a) La Corte costituzionale, con sentenza 14-21 giugno 1996, n. 206 (Gazz. Uff. 26 giugno 1996, n. 26 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale dell'art. 102, secondo comma, nella parte in cui non consente che il lavoro sostitutivo, a richiesta del condannato, sia concesso anche nel caso in cui la pena pecuniaria da convertire sia superiore ad un milione.
(54) Con sentenza 12-23 dicembre 1994, n. 440 (Gazz. Uff. 28 dicembre 1994, n. 53 - Serie speciale) la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimit� del terzo comma, nella parte in cui stabilisce che, agli effetti della conversione delle pene pecuniarie non eseguite per insolvibilit� del condannato, il ragguaglio ha luogo calcolando venticinquemila lire, o frazione di venticinquemila lire, anzich� settantacinquemila lire, o frazione di settantacinquemila lire, di pena pecuniaria per un giorno di libert� controllata.
(55) Sostituisce gli artt. 163, 175 e 237 del codice penale.
(56) Sostituisce l'art. 586 del codice di procedura penale.
(57) Riportata alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(58) Inserisce l'art. 388-ter dopo l'art. 388-bis del codice penale.
(59) Riportata alla voce CARCERI E CASE DI RIEDUCAZIONE.
(60) Sostituisce l'art. 19, R.D.L. 20 luglio 1934, n. 1404, riportato al n. Q/I.
(61) Riportata alla voce SANZIONI PECUNIARIE IN MATERIA PENALE.
(62) Vedi, anche, l'art. 20, L. 24 marzo 1989, n. 122, riportata alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(63) Sostituisce gli artt. 196 e 197 del codice penale.
(64) Sostituisce i primi due commi dell'art. 19 del codice penale.
(65) Sostituisce il secondo e terzo comma dell'art. 32 del codice penale.
(66) Inserisce gli artt. 32-bis, 32-ter e 32-quater dopo l'art. 32 del codice penale.
(67) Sostituisce il primo comma dell'art. 33 del codice penale.
(68) Sostituisce l'art. 34 del codice penale.
(69) Inserisce l'art. 35-bis dopo l'art. 35 del codice penale.
(70) Sostituisce l'art. 140 del codice penale.
(71) Sostituisce il n. 6) del primo comma dell'art. 157 del codice penale.
(72) Inserisce l'art. 162-bis dopo l'art. 162 del codice penale.
(73) Sostituisce l'art. 165 del codice penale.
(74) Sostituisce l'art. 389 del codice penale.
(75) Aggiunge un comma, dopo il primo, nell'art. 200 del codice di procedura penale.
(76) Sostituisce l'art. 301 del codice di procedura penale.
(77) Aggiunge due commi all'art. 400 del codice di procedura penale.
(78) Sostituisce l'art. 485 del codice di procedura penale.
(79) Sostituisce l'art. 512 del codice di procedura penale.
(80) Sostituisce l'art. 513 del codice di procedura penale.
(81) Aggiunge un comma all'art. 522 del codice di procedura penale.
(82) Modifica l'art. 604 del codice di procedura penale.
(83) Inserisce gli artt. 48-bis e 48-ter dopo l'art. 48 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale.
(84) Inserisce un comma dopo il primo all'art. 116, R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736, riportato alla voce ASSEGNO BANCARIO E CIRCOLARE.
(85) Aggiunge l'art. 116-bis al R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736.
(86) Aggiunge gli artt. 124 e 125 al R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736.
(87) Aggiunge gli artt. 80-bis e 80-ter al D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393, riportato alla voce CIRCOLAZIONE STRADALE.
(88) Aggiunge l'art. 80-bis alla L. 22 dicembre 1975, n. 685, riportato alla voce STUPEFACENTI.
(89) Aggiunge un periodo all'art. 21, L. 10 maggio 1976, n. 319, riportata alla voce SANIT� PUBBLICA.
(90) Aggiunge un periodo all'art. 1, quarto comma, D.L. 4 marzo 1976, n. 31, riportato alla voce CAMBI E VALUTE ESTERE. Peraltro, l'art. 145 stato abrogato, con decorrenza dal 1° gennaio 1989, dall'art. 42, D.P.R. 31 marzo 1988, n. 148, riportato alla stessa voce.
(91) Sostituisce il secondo comma dell'art. 2638 del codice civile.