Source: https://www.giurdanella.it/2000/12/08/la-preintesa-sul-part-time-nella-dirigenza-sanitaria-15-11-2000/
Timestamp: 2019-12-08 01:26:25+00:00
Document Index: 97931510

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 39', 'art. 46', 'art. 39', 'art. 41', 'art. 41']

La preintesa sul part time nella dirigenza sanitaria (15.11.2000) - Giurdanella.it
La contrattazione integrativa di azienda definirà il salario di risultato che compete al dirigente a part time: questo tuttavia potrà essere corrisposto integralmente in caso di pieno raggiungimento degli obiettivi, indipendentemente dalla minore presenza in servizio. Definito contrattualmente il salario di posizione minimo che dovrà essere attribuito al dirigente in part time che non potrà in ogni caso essere inferiore a lire 7.940.000 e corrispondente alla parte fissa dell’ex decimo livello del DPR 384/90.
Prevista inoltre la possibilità di part time anche per i dirigenti assunti con contratti a tempo determinato di durata superiore a tre anni. Inalterato il divieto di esercizio di libera professione “comunque classificata”, pena il recesso per giusta causa. Restano esclusi dal part time tutti i dirigenti di struttura complessa, ivi compresi quelli eventualmente assunti a tempo determinato.
SUL CONTRATTO COLLETTIVO DI LAVORO INTEGRATIVO DEL CCNL DELL’8 GIUGNO 2000 DELL’AREA DELLA DIRIGENZA DEI RUOLI SANITARIO, PROFESSIONALE, TECNICO ED AMMINISTRATIVO
In data 15 novembre 2000, alle ore 20, presso la sede dell’ARAN, le parti sottoscrivono l’allegata preintesa:
preintesa sul CONTRATTO COLLETTIVO DI LAVORO INTEGRATIVO DEL CCNL DELL’8 GIUGNO 2000 DELL’AREA DELLA DIRIGENZA DEI RUOLI SANITARIO, PROFESSIONALE, TECNICO ED AMMINISTRATIVO
a) dare attuazione all’art. 66 del CCNL mediante la regolamentazione dell’accesso ad un regime di impegno ridotto dei dirigenti per i casi previsti dalla norma stessa;
Accesso al regime di impegno ridotto dei dirigenti dei ruoli sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo
1. In casi particolari in cui risulti comprovata una particolare esigenza familiare o sociale i dirigenti dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo ed i dirigenti sanitari con rapporto di lavoro esclusivo possono chiedere l’accesso ad un regime di impegno orario ridotto.
2. In via indicativa i casi del comma 1 sono riconducibili alle ipotesi di assistenza ai figli sino agli otto anni di età , ai parenti di cui agli artt. 21 e 22, comma 2 del DPR. 384/1990 ed ai gravi motivi individuati dal Regolamento interministeriale del 21 luglio 2000, n. 278, pubblicato sulla G.U. dell’11 ottobre 2000, serie generale, n. 238, emanato ai sensi dell’art. 4, comma 2 della legge 53/2000.
4. L’azienda può ammettere i dirigenti all’impegno ridotto in misura non superiore al 4% della dotazione organica complessiva dell’area dirigenziale di cui al presente contratto in atto vigente, incrementabile in presenza di idonee situazioni organizzative o gravi documentate situazioni familiari sopraggiunte dopo la copertura della percentuale di base, di un ulteriore 1%. La percentuale è arrotondata per eccesso per arrivare comunque all’unità e va ripartita dall’azienda entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente contratto – di norma – tra i vari ruoli e discipline in modo equilibrato al fine di evitare disservizi, dandone informazione ai soggetti di cui all’art. 10 comma 2 del CCNL dell’8 giugno 2000.
5. Qualora il numero delle richieste ecceda i contingenti fissati, viene data la precedenza:
– ai dirigenti che assistono il coniuge, o il proprio convivente, o parenti sino al 1° grado, portatori di handicap non inferiore al 70%, ovvero in particolari condizioni psico-fisiche o affetti dalle patologie più gravi o anziani dichiarati non autosufficienti;
– ai genitori con figli minori, in relazione al loro numero e, in caso di parità, con riferimento alla minore età.
1. L’orario di lavoro settimanale del dirigente può essere ridotto da un minimo del 30% ad un massimo del 50% della prestazione lavorativa di cui all’art. 16, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000. In ogni caso, la somma delle frazioni di posti ad impegno ridotto non può superare il numero complessivo dei posti di organico a tempo pieno trasformati.
a) con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (equivalente al tempo parziale orizzontale);
4. L’accesso al regime di impegno ridotto non può essere richiesto per periodi inferiori ad un anno; il rientro al regime pieno può essere anticipato al cessare delle ragioni familiari o sociali che lo hanno determinato, su richiesta del dirigente o dell’azienda con le procedure di cui all’art. 2, comma 3 del CCNL 8 giugno 2000 che devono tener conto delle esigenze organizzative dell’azienda.
2. Il dirigente con rapporto di lavoro ad impegno ridotto di tipo orizzontale, previo suo consenso, può essere chiamato a svolgere prestazioni di lavoro supplementare di cui all’art. 1, co. 2, lett. e) del D.Lgs. n. 61/2000, nella misura massima del 10% della durata di lavoro concordata riferita a periodi non superiori ad un mese e da utilizzare nell’arco di più di una settimana. Il ricorso al lavoro supplementare è ammesso per specifiche e comprovate esigenze organizzative o in presenza di particolari situazioni di difficoltà organizzative derivanti da concomitanti assenze di personale non prevedibili ed improvvise.
6. Il trattamento economico, anche accessorio, dei dirigenti con rapporto di lavoro ad impegno ridotto è proporzionale alla prestazione lavorativa, con riferimento a tutte le competenze fisse e periodiche, ivi compresa l’indennità integrativa speciale, la retribuzione individuale di anzianità ove spettante, corrisposte al dirigente con rapporto di lavoro ad impegno pieno appartenente alla stessa posizione di incarico. L’indennità di esclusività è percepita per intero e la retribuzione di posizione – parte variabile – aggiuntiva di L.2.900.000, prevista dall’art. 11, comma 3 del CCNL dell’8 giugno 2000, II biennio economico, non è soggetta alle riduzioni del comma 7.
7. La retribuzione di posizione, ferma restando la componente fissa e quanto stabilito al comma 6, è rideterminabile dalle parti – azienda e dirigente – in misura proporzionale all’impegno ridotto e, comunque, in ragione dell’eventuale mutamento dell’incarico conseguentemente assegnato. Per i dirigenti ai quali sia stata applicata l’equiparazione di cui all’art. 3 del CCNL dell’8 giugno 2000, II biennio economico, la riduzione della parte variabile della retribuzione di posizione deve comunque garantire, sommata alla parte fissa attribuita dal citato articolo, una quota corrispondente alla parte fissa dell’ex X livello del DPR 384/1990 dei vari ruoli, come risultante dall’ultima decorrenza della tabella allegato 1 al CCNL 5 dicembre 1996, II biennio economico.
13. Al dirigente che rientra dall’impegno ridotto viene ripristinato l’intero trattamento economico del comma 6 nonché la retribuzione minima contrattuale ove fosse stata oggetto di riduzione ed è, comunque, fatto salvo il ripristino da parte dell’azienda dell’incarico precedentemente ricoperto.
Attività libero professionale dei dirigenti dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo ad impegno ridotto
2. L’azienda, nell’ambito della percentuale massima consentita dall’art. 2, comma 4, entro quindici giorni dall’entrata in vigore del presente contratto, individua la quota massima di accessi all’impegno ridotto per l’esercizio dell’attività libero professionale extra muraria sentiti i soggetti di cui all’art. 10, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000.
3. L’accesso all’impegno ridotto avviene, con le procedure dell’art. 3, comma 3, e nell’accordo il dirigente deve indicare l’ attività professionale che il dirigente intende svolgere ai fini dei commi 4 e seguenti.
4. L’azienda può motivatamente rinviare l’accesso all’impegno ridotto di cui al comma 1 per un periodo non superiore a sei mesi nei casi in cui esso comporti, in relazione alle mansioni e alla posizione organizzativa del dirigente grave pregiudizio alla funzionalità del servizio.
5. L’azienda, ferma restando la valutazione in concreto dei singoli casi di incompatibilità, è tenuta ad individuare, entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente contratto, le attività che, in ragione della interferenza con i compiti istituzionali non sono comunque consentite ai dirigenti del comma 1, con le procedure previste dall’art. 1, comma 58 bis della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni ed integrazioni.
6. L’accesso all’impegno ridotto di cui al presente articolo non è consentito ai dirigenti indicati nell’art. 3, comma 6 ed a quelli che non hanno raggiunto i cinque anni di servizio a tempo indeterminato presso la stessa azienda senza ricongiunzione con altri precedenti servizi.
Utilizzo dei risparmi derivanti dall’impegno ridotto dei dirigenti ammessi all’esercizio di attività professionali
1. Fermo rimanendo quanto previsto dall’art. 5 , ai dirigenti che hanno ottenuto l’accesso al regime di impegno ridotto per l’esercizio di attività professionale esterna, con decorrenza dalla data di inizio, è sospesa l’attribuzione della quota di L.2.900.000 prevista dall’art. 11 comma 3 del CCNL 8 giugno 2000 e la restante retribuzione di posizione di parte variabile è ridotta del 50% . Gli stessi non hanno titolo alla retribuzione di risultato, con la medesima decorrenza.
2. Le risorse derivanti dai tagli del comma 1 sono attribuite ai fondi di pertinenza anche per le finalità di cui all’art. 11, comma 3.
3. I dirigenti di cui al comma 1 possono revocare la loro opzione all’impegno ridotto entro il 31 dicembre di ciascun anno. Il trattamento economico di cui all’art. 4, comma 6 viene ripristinato per intero dal primo gennaio successivo mentre la retribuzione di posizione, fatta salva la quota di L.2.900.000 che viene ripristinata dalla stessa data, per la restante parte variabile rimane quella in godimento all’atto della revoca sino al conferimento di nuovo incarico o rideterminazione aziendale dell’importo goduto, in base alla graduazione delle funzioni. Al dirigente è di nuovo riconosciuta la retribuzione di risultato che, nel primo anno di rientro, è attribuita a consuntivo.
a) all’art. 39, comma 4 dopo l’ ultimo periodo va aggiunto il seguente: “Tale ultima clausola – eccetto la verifica – si applica anche ai dirigenti già di II livello ad incarico quinquennale all’entrata in vigore del dlgs. 229/1999, che abbiano assunto un incarico di struttura complessa dopo il 1° agosto 1999 in azienda diversa da quella di provenienza”.
2. Le parti si danno atto dell’errore materiale incorso nell’indicare l’ammontare dell’indennità integrativa speciale dei dirigenti sanitari di ex II livello che è di L.14.862.000 (annue lorde comprensive del rateo di tredicesima, ai sensi dell’art. 46 del CCNL 5 dicembre 1996) anziché di L.14.783.000, come indicato nelle tabelle allegato 2 e 3, al CCNL dell’8 giugno 2000, I biennio economico. Di conseguenza ai sottonotati articoli del predetto contratto vanno apportate le seguenti correzioni:
a) all’art. 39 comma 1, lettera b) il valore dell’assegno personale annuo lordo è di L.13.313.000 anziché 13.240.000;
b) all’art. 41, comma 1 il valore dell’indennità di struttura complessa dei dirigenti del ruolo sanitario corrisponde al valore di L.13.313.000;
c) l’indennità di struttura complessa prevista dal comma 2 dell’art. 41, per i dirigenti dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo rimane fissata in L.13.240.000, ferma rimanendo la possibilità di procedere agli incrementi previsti dal comma stesso per la graduale parificazione con quella dei dirigenti del ruolo sanitario.
Le parti si riservano di siglare – in via definitiva – l’ipotesi di accordo di cui alla presente preintesa solo dopo che l’Aran avrà verificato con il proprio Comitato di settore la possibilità di un ulteriore incremento della percentuale di dirigenti da ammettere all’impegno ridotto per particolari esigenze familiari o sociali nonché di distinguere – con percentuale a se stante ed aggiuntiva – i dirigenti da ammettere all’impegno ridotto per lo svolgimento di attività libero professionali.