Source: http://cnsu2000.miur.it/pareri/parere6.asp
Timestamp: 2020-04-02 16:15:09+00:00
Document Index: 133401239

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.1', 'art.1']

SULLO SCHEMA DI DECRETO MINISTERIALE RELATIVO ALLA DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI DELLA PROGRAMMAZIONE DEL SISTEMA UNIVERSITARIO PER IL 2001 - 2003 E ALLA FINALIZZAZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE RELATIVE ( art.2, c.3, lett. a ), DEL DPR 27 gennaio 1998
Prot. n. 22
Parere generale n. 6
Spedito il 15/09/2000
Oggetto: Parere sullo schema di decreto ministeriale relativo alla determinazione degli obiettivi della programmazione del sistema universitario per il 2001-2003 e alla finalizzazione delle risorse finanziarie relative (art.2, c. 3, lett. a), del DPR 27 gennaio 1998, n. 25).
Vista la nota dell'On.le Ministro prot. n. 1172 del 27-7-2000 con la quale è stato chiesto il parere sullo schema di decreto ministeriale indicato in oggetto;
Visto il DPR 27 gennaio 1998, n. 25 e in particolare l'art. 2, c. 3, lett. a);
Il CNSU, prima di passare all’esame dettagliato dello schema di parere predisposto dal Ministro, intende soffermarsi su alcune questioni di carattere generale.
Innanzi tutto il CNSU rileva che purtroppo esiste un notevole squilibrio tra gli obiettivi della programmazione triennale e le risorse destinate; squilibrio aggravato dalle esigenze dettate dall’imminente avvio della Riforma.
Innanzi tutto il Consiglio riteneva opportuno che, congiuntamente allo schema di decreto, fossero rese note con esattezza le tipologie di intervento attuate con i fondi stanziati nel precedente triennio 1998-2000, al fine di conoscere lo stato di avanzamento dei progetti volti al raggiungimento degli obiettivi previsti nell’art. 2, comma 3, lettera a, del D.P.R. 27 gennaio 1998 n. 25 e nel relativo D.M. di programmazione triennale del sistema universitario del 21 giugno 1999.
La suddetta richiesta si rende indispensabile, poiché, ad una prima analisi dello schema di decreto 2001-2003, si notano sostanziali differenze in merito alle percentuali di distribuzione delle risorse finanziarie destinate ai vari punti di attuazione della programmazione rispetto alla precedente; questo per comprendere se gli obiettivi prefissati siano stati raggiunti o se il Ministro ritiene gli stessi non più fondamentali.
Dopo questa doverosa premessa, il CNSU entra nel merito delle varie voci dell’art.1:
Si ritiene opportuno proporre il concetto che all’innovazione didattica, elemento fondante della formazione universitaria, vada necessariamente legata anche la modernizzazione della ricerca universitaria, non solo per ciò che riguarda la formazione superiore dei laureati, ma anche la durata del corso di studi.
In merito alle attività di orientamento e tutorato preme sottolineare che l’istituzione di questi servizi, già affidati per legge ai docenti, presenta in quasi tutte le università italiane delle lacune, colmate grazie all’intervento, anche in questo settore, del lavoro delle rappresentanze e delle associazioni studentesche presenti sul territorio in funzione integrativa o addirittura sostitutiva. La presenza attiva e partecipe degli studenti, che deve essere riconosciuta e valorizzata vista anche la circolare MURST del 10 Ottobre 1998, è quindi una dimensione irrinunciabile di una realtà universitaria veramente democratica.
Infine il CNSU ritiene opportuno commentare in maniera specifica le percentuali assegnate alle varie lettere dell’art.1. Per quanto riguarda lo stanziamento del 60% per le lettere a) e b), rileva un sostanziale aumento rispetto al triennio 1998-2000. Pur consapevole che questi punti sono nodali per l’università, il Consiglio ritiene tuttavia che sia da prevedere un abbassamento della suddetta percentuale e conseguentemente un aumento degli stanziamenti di cui alle lettere c), d) ed e) della cifra defalcata in precedenza. Questo perché rispetto al triennio precedente, è avvenuto un abbassamento della percentuale e, siccome a parere del CNSU ciò non dipende da un raggiungimento di risultati concreti, sembra che una cifra inferiore non basti per le esigenze concrete dei grandi Atenei. Si auspica, infatti, che questo cambiamento di destinazione possa risolvere positivamente il problema del decongestionamento e degli squilibri esistenti tra Centro-Nord e Sud.
Il CNSU ritiene fondamentale un continuo monitoraggio dello stato in essere dei progetti volti al conseguimento degli obiettivi previsti per questo triennio al fine di poter avere un utile strumento di analisi anche in prospettiva degli obiettivi della nuova riforma universitaria e come base di lavoro per il successivo triennio.