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Timestamp: 2020-08-10 02:55:39+00:00
Document Index: 156684998

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Venerdì 3 novembre 2006 - Comm. V
V Commissione - Resoconto di venerdì 3 novembre 2006
TESTO AGGIORNATO AL 28 NOVEMBRE 2006
Venerdì 3 novembre 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO, indi del vicepresidente Giuseppe OSSORIO. - Intervengono il ministro dell'economia e delle finanze, Tommaso Padoa Schioppa, e i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze, Nicola Sartor, per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Giampaolo D'Andrea, e per lo sviluppo economico, Filippo Bubbico.
Disposisizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007).
C. 1746-bis Governo.
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.
C. 1747 Governo.
La Commissione prosegue l'esame dei disegni di legge in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta di giovedì 2 novembre 2006.
Lino DUILIO, presidente, ringrazia il ministro Padoa Schioppa per essere intervenuto alla seduta odierna e ricorda i principali problemi emersi nel corso della discussione del disegno di legge finanziaria, con particolare riferimento alle proposte emendative riferite all'articolo 53 e all'emendamento 58.44 del Governo, di cui è in corso la valutazione di ammissibilità. Non essendovi obiezioni, dispone l'attivazione del circuito chiuso per la trasmissione audiovisiva dei lavori della Commissione.
Il ministro Tommaso PADOA SCHIOPPA si sofferma innanzitutto sull'articolo 53 del disegno di legge finanziaria, sottolineando la complessità delle disposizioni ivi contenute e la disponibilità del Governo ad accogliere le proposte migliorative che la Commissione ritenesse di approvare. Passando a trattare, nello specifico, degli elementi di flessibilità del bilancio che l'articolo intende introdurre,
dopo aver sottolineato che essi risultano essenziali al fine di conseguire gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, ritiene che sia condivisibile la scelta di sottoporre lo schema di decreto del Ministro dell'economia e delle finanze al parere delle Commissioni parlamentari competenti, come proposto dall'emendamento 53.10 del relatore. Quanto alle economie attese dall'applicazione di detto articolo, fa presente che il Governo è disponibile a valutare ipotesi di una diversa distribuzione delle stesse tra i vari dicasteri interessati, fatta naturalmente salva l'entità complessiva dei risparmi. Passando quindi a considerare le questioni relative all'articolo 58 del disegno di legge finanziaria, chiarisce che il Governo ha ritenuto di accogliere, condividendola, la richiesta delle organizzazioni sindacali di introdurre un termine per la procedura di certificazione dei contratti collettivi, decorso il quale essi acquisterebbero comunque efficacia. Fa presente, peraltro, la disponibilità a valutare l'indicazione di un termine diverso da quello di quaranta giorni contenuto nell'emendamento 58.44 del Governo.
Lino DUILIO, presidente, ringrazia il ministro del suo intervento e ritiene che, anche in considerazione degli impegni per i quali dovrà in seguito allontanarsi, si possano organizzare i lavori della Commissione consentendo prioritariamente l'intervento dei rappresentanti di gruppo.
Alberto GIORGETTI (AN) ringrazia il ministro per la sensibilità e l'attenzione dimostrate nei confronti del Parlamento con il suo odierno intervento. Esprime quindi forti perplessità sulle disposizioni di cui all'articolo 53, specificando che esse traggono origine, più che dall'accantonamento di cui al comma 1, dall'estensione degli effetti dell'articolo medesimo alle spese determinate dalla legislazione vigente. Sottolinea poi il fatto che, nel corso della discussione in Commissione, si sono succedute varie interpretazioni e proposte emendative dell'articolo 53, da parte sia del Governo sia del relatore, osservando che non appare corretta una procedura in base alla quale si attingano risorse sottraendole alle spese determinate dalla legislazione vigente. Evidenzia altresì come sia del tutto insufficiente la previsione di un parere delle competenti Commissioni parlamentari privo di effetti vincolanti nei confronti del Governo. Passando a trattare dell'emendamento 58.44 del Governo, dichiara che esso sembra volto ad anticipare di fatto al 2007 le risorse previste per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, al fine di scongiurare l'annunciato sciopero del settore. Al riguardo, sottolinea come tale emendamento ponga a suo avviso problemi molto seri sotto il profilo della copertura. Ritiene infine che tale emendamento, unito alle misure riferite agli enti locali, rischi di peggiorare i saldi complessivi della manovra finanziaria.
Marino ZORZATO (FI) rileva innanzitutto come l'attuale discussione abbia ad oggetto, di fatto, un testo dell'articolo 53 già profondamente modificato rispetto a quello contenuto nel disegno di legge finanziaria, anche grazie all'iniziativa dei gruppi di opposizione. Sottolinea quindi, con riferimento all'articolo 53, che non è sufficiente sottoporre lo schema di decreto del Ministro dell'economia e delle finanze al parere delle Commissioni parlamentari competenti, come ha dimostrato, già nella scorsa legislatura, l'esperienza relativa all'espressione del parere parlamentare sulla destinazione dell'otto per mille dell'IRPEF. Al riguardo, ritiene che sarebbe possibile e opportuno rendere vincolante il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Dichiara quindi di condividere le considerazioni del deputato Giorgetti sui rischi di peggioramento dei saldi della manovra di bilancio. Ricorda poi come, nella giornata di ieri, le agenzie di stampa abbiano riportato la notizia dell'intenzione del Governo di porre la questione di fiducia nel corso dell'esame in Assemblea del disegno di legge finanziaria. Invita pertanto il Governo a desistere da tale intenzione, così da consentire al Parlamento, e dunque anche alla maggioranza che lo sostiene, di esaminare tale provvedimento.
Ritiene inoltre che le proposte emendative sin qui approvate e quelle che la maggioranza si accinge a presentare rischino di vanificare le misure di contenimento delle spesa pubblica, originariamente contenute nel disegno di legge finanziaria, nonché le pur modeste liberalizzazioni introdotte dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223. Invita pertanto il ministro ad adoperarsi affinché gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica fissati dal disegno di legge finanziaria originariamente presentato dal Governo siano garantiti ed effettivamente perseguiti.
Massimo GARAVAGLIA (LNP), premesso che il suo gruppo non si dichiara contrario a priori all'impostazione dell'articolo 53 del disegno di legge finanziaria, rileva tuttavia che il meccanismo individuato dal Governo, che esautora di fatto il Parlamento, appare in contrasto con il dettato costituzionale. In proposito, ritiene che l'unica soluzione possibile sia la sottoposizione delle determinazioni del Governo non già a mero parere, bensì all'approvazione da parte del Parlamento. Rileva altresì come, sebbene l'articolo in questione usi il termine «accantonamento», esso disponga in realtà veri e propri tagli alla spesa, come dimostra il fatto che, in relazione a un suo emendamento che poneva un limite a tali accantonamenti, gli è stata rappresentata la necessità di prevedere idonea copertura finanziaria. Rileva altresì come l'emendamento 53.9 del Governo, escludendo nella nuova formulazione ulteriori comparti della pubblica amministrazione dall'applicazione delle misura di accantonamento, implichi di fatto un aumento dei tagli relativi ai restanti comparti. Al riguardo, evidenzia altresì la difficoltà di esaminare l'emendamento del Governo in mancanza delle relative tabelle. Ritiene inoltre che non sia corretto assoggettare a questo tipo di interventi le risorse derivanti dal cinque per mille dell'IRPEF, in quanto esse sono state oggetto di una libera scelta da parte dei contribuenti. Passando quindi a trattare dell'articolo 58, dichiara di condividere la preoccupazione espressa dal deputato Giorgetti circa il rischio di vanificare gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica. Chiede inoltre di sapere quale sia l'effettivo stanziamento per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego nell'anno 2007. In proposito, ricorda che il suo gruppo ha proposto l'introduzione di una clausola di salvaguardia, che escluda la possibilità che dal rinnovo di detti contratti derivi un aumento dell'incidenza complessiva delle spese per la pubblica amministrazione sul prodotto interno lordo.
Ettore PERETTI (UDC) si associa alle considerazioni svolte dai colleghi già intervenuti e sottolinea come il disegno di legge finanziaria attualmente in discussione sia profondamente diverso da quello presentato dal Governo. Ritiene altresì che esso verrà ulteriormente modificato nel corso dell'esame, come conferma il fatto che alcuni ministri abbiano, a più riprese, apertamente criticato tale disegno di legge e che anche il segretario del principale partito di maggioranza abbia chiesto al Governo di ascoltare le proteste provenienti da diversi settori della società. Ricorda inoltre le valutazioni critiche espresse dalla Confindustria, che pure giudica tardive, nonché quelle delle organizzazioni sindacali. Chiede quindi al ministro di chiarire quali siano ad oggi le questioni ancora aperte, con particolare riferimento alle aliquote fiscali e alla ventilata ipotesti di un innalzamento al 45 per cento dell'aliquota sui redditi più elevati, ai tagli sui bilanci dei vari dicasteri e alla posizione dei lavoratori autonomi. Chiede infine di sapere se il Governo intenda modificare il disegno di legge finanziaria al fine di far fronte alle emergenze sul fronte della sicurezza, emerse con particolare evidenza nella città di Napoli in questi ultimi giorni. Ritiene infatti che tali chiarimenti siano necessari al fine di comprendere se il futuro lavoro della Commissione rivesta reale utilità.
Luigi CASERO (FI) ringrazia il ministro per aver tempestivamente dato seguito alla richiesta di un suo intervento in Commissione
e ritiene che ciò denoti attenzione e sensibilità nei confronti del Parlamento. Chiarisce quindi che tale richiesta non era dettata da scarsa considerazione per il ruolo del sottosegretario Sartor, bensì dall'esigenza di un autorevole intervento di carattere politico, e non solo tecnico, da parte di un esponente del Governo. Precisa, inoltre, che tale richiesta è stata altresì dettata dalla percezione che il disegno di legge finanziaria si stia trasformando in una sorta di work in progress e che vi sia una certa confusione circa le reali posizioni del Governo. In proposito, osserva anche come il continuo stillicidio di emendamenti del relatore e del Governo rischi di impedire alla Commissione di esaminare il disegno di legge finanziaria. Ricorda inoltre che le opposizioni hanno accolto l'invito del presidente a segnalare un numero alquanto ridotto di proposte emendative e chiede pertanto che l'esame di tali proposte proceda secondo quanto stabilito. Chiede anche di sapere quale sia la posizione del Governo circa le questioni emerse in ordine alla possibilità di introdurre misure premiali nei confronti degli enti locali virtuosi, nonché in ordine alla questione del cinque per mille dell'IRPEF, ricordando come, su quest'ultimo punto, sembri esservi un orientamento pressoché unanime all'interno della Commissione. Chiede altresì di conoscere quali siano le concrete proposte del Governo in materia di contrasto all'evasione fiscale, ricordando come l'opposizione ritenga preferibile e maggiormente efficace il meccanismo del «contrasto di interesse» tra contribuenti unitamente al sistema delle detrazioni. Dopo aver dichiarato di concordare con i colleghi dell'opposizione che hanno sottolineato l'importanza di affrontare i temi della sicurezza, evidenzia il rischio che, in materia di pubblico impiego, il Governo sia eccessivamente condizionato dalle organizzazioni sindacali.
Laura RAVETTO (FI), con riferimento all'articolo 53, ritiene che non sia sufficiente prevedere l'espressione di un parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti, ma che le decisioni in materia debbano essere oggetto di esplicita approvazione parlamentare. Chiede altresì di sapere se risponda al vero quanto riportato dalla stampa secondo cui il ministro Padoa Schioppa avrebbe dichiarato che i saldi della manovra finanziaria, a giudizio dell'Unione europea, non sono modificabili. Infine, chiede di sapere quale sia l'intenzione del Governo circa l'eventualità di ricorrere alla questione di fiducia.
Pietro ARMANI (AN) ricorda, con riferimento all'articolo 53 e, in particolare, agli emendamenti 53.9 del Governo e 53.10 del relatore, di aver partecipato, insieme al deputato Villetti, nel corso della XIII legislatura, ai lavori della Commissione bicamerale consultiva sulla riforma del bilancio dello Stato, nell'ambito della quale si concordò che il disegno di legge finanziaria non dovesse intervenire sui capitoli di bilancio ma soltanto sulle unità previsionali di base. Ritiene pertanto che la previsione di variazioni compensative tra capitoli di bilancio con semplice atto del ministro dell'economia e delle finanze rappresenti una violazione del dettato costituzionale. Dichiara quindi di sottoscrivere l'emendamento Villetti 53.3, soppressivo del comma 3 dell'articolo 53. Osserva inoltre come l'emendamento 53.10 del relatore renda superflue le disposizioni di cui al comma 2, che andrebbe pertanto soppresso. Concludendo, richiama quindi la necessità di sopprimere il comma 3, in quanto lede le prerogative parlamentari e presenta profili di incostituzionalità, di sopprimere il comma 2 per le ragioni dette e di riflettere attentamente su tutte le considerazioni svolte in Commissione con riferimento al comma 1, nell'ambito di un così discutibile articolo.
Giorgio LA MALFA (Misto) ricorda che il ministro dell'economia e delle finanze, illustrando in Parlamento il documento di programmazione economico-finanziaria, ebbe a dichiarare che la manovra finanziaria sarebbe stata costituita per metà da nuove entrate e per metà da riduzioni di
spesa, con particolare riferimento ai quattro settori della previdenza, degli enti locali, della sanità e del pubblico impiego. Al riguardo, osserva come la materia previdenziale e sanitaria siano state invece accantonate, manchino misure significative in materia di enti locali e si prevedano significativi incrementi di spesa per il pubblico impiego. Su questo ultimo punto, ritiene molto grave che l'emendamento 58.44 del Governo introduca un meccanismo in base al quale, decorso inutilmente un dato termine, i contratti collettivi acquistino efficacia, a prescindere dall'esito della procedura di certificazione. Complessivamente, ritiene si possa affermare che, allo stato attuale, il disegno di legge finanziaria è costituito per l'80 per cento di nuove entrate e solo per il 20 per cento di riduzioni di spesa. Rileva inoltre come le proposte emendative presentate dai deputati della maggioranza superino per numero quelle dell'opposizione e come esse tendano a diminuire ulteriormente le riduzioni di spesa. In proposito, ricorda che la Commissione ha approvato emendamenti che rendono meno incisive alcune disposizioni del disegno di legge finanziaria volte a produrre economie di spesa per gli enti locali e come la maggioranza si accinga ad abrogare i limiti posti dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, all'espansione delle aziende municipalizzate. Conclude esprimendo preoccupazione per il rischio di un peggioramento dei saldi complessivi della manovra di bilancio, che aggraverebbe la situazione economica e finanziaria del Paese. Anche alla luce delle conseguenze che ne deriverebbero sul piano internazionale, invita il ministro ad alzare il tono della difesa della sua originaria impostazione di politica economica.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, rileva innanzitutto che il deputato La Malfa, che oggi difende l'impostazione iniziale del disegno di legge finanziaria, l'aveva dapprima duramente criticata, sostenendo che essa non contenesse sufficienti misure di sostegno alla crescita economica. Osserva altresì che, contrariamente a quanto osservato da diversi deputati dell'opposizione, il disegno di legge finanziaria non è stato affatto stravolto, ma la Commissione si è limitata ad introdurre alcune modifiche prive di incidenza sui saldi complessivi ovvero di natura ordinamentale, mentre si sta valutando la possibilità di una modificazione assai limitata di una previsione contenuta nel decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223.
Guido CROSETTO (FI) ritiene innanzitutto che il relatore non debba giustificarsi per il fatto che la Commissione abbia approvato alcune proposte emendative riferite al disegno di legge finanziaria. Sottolinea altresì che non è affatto mutato il giudizio dell'opposizione su tale disegno di legge. Ricorda quindi come le questioni che hanno reso necessaria la presenza del ministro riguardassero gli emendamenti 53.10 del relatore e 58.44 del Governo. Con riferimento al primo di questi, ritiene che la creazione di un fondo posto nella piena disponibilità del Ministro dell'economia e delle finanze, e sottratto alla ripartizione in unità previsionali di base, violi le prerogative del Parlamento in un modo che non risulta concepibile in un paese democratico. Ritiene infatti che il Governo possa naturalmente proporre la destinazione delle risorse che reputa più opportuna, ma non possa sottrarsi al controllo parlamentare. Stigmatizza quindi la relazione tecnica all'emendamento 58.44 del Governo, in quanto essa afferma che tale emendamento non comporterebbe oneri aggiuntivi. Poiché ritiene che esso comporti, al contrario, maggiori spese per circa 3,5 miliardi di euro, ritiene che sia urgente un chiarimento di natura tecnica da parte del Governo.
Il ministro Tommaso PADOA SCHIOPPA precisa innanzitutto che la costante presenza del sottosegretario Sartor ai lavori della Commissione assicura un rapporto costante con il Ministero dell'economia e delle finanze e ha il medesimo carattere, sia tecnico sia politico, della presenza dello stesso ministro. Per quanto attiene poi alle questioni ancora in via di definizione, comunica che il Governo
sta ancora lavorando alla ricerca di una soluzione con riferimento ai lavoratori autonomi, ai problemi di sicurezza e ordine pubblico nella città di Napoli e al cinque per mille dell'IRPEF, con la consapevolezza che ogni soluzione dovrà presentare carattere di certezza sotto il profilo della copertura. Sottolinea peraltro come alcune questioni, relative ad esempio alla sanità, agli aspetti fondamentali del patto di stabilità interno e alla previdenza, siano state compiutamente e positivamente definite prima della presentazione del disegno di legge finanziaria, grazie a un'attività di concertazione con le regioni, gli enti locali e le categorie economiche interessate. Quanto poi alla volontà del Governo di ricorrere o meno alla questione di fiducia, dichiara che la posizione più volte espressa non si è modificata e ribadisce l'intenzione di non farvi ricorso, precisando tuttavia come tale intenzione possa essere confermata o revocata soltanto sulla base degli sviluppi della discussione in Assemblea. Con riferimento quindi all'articolo 53, ritiene che non sia corretto enfatizzare i problemi di ordine costituzionale, in quanto l'accantonamento ivi previsto interessa circa l'1 per cento della previsione di spesa complessiva e si inserisce nell'ambito di una struttura di bilancio rigida, che rende difficile in altro modo l'effettivo contenimento della spesa. Ritiene altresì che la procedura individuata, anche in virtù dell'introduzione del parere delle Commissioni parlamentari competenti, costituisca una soluzione equilibrata e in linea con le procedure di bilancio di molti altri paesi democratici. Per quanto attiene all'articolo 58 e al problema del rinnovo dei contratti del pubblico impiego, osserva che le cifre stanziate nel disegno di legge finanziaria sono per definizione dotate di copertura e non vengono modificate. Osserva altresì come l'apposizione di un termine entro il quale debba obbligatoriamente concludersi la procedura di certificazione dei contratti collettivi non obblighi affatto il Governo ad accettare i contenuti degli stessi, in quanto tali contratti sono liberamente sottoscritti dallo stesso Governo prima di essere sottoposti alla procedura di certificazione; ritiene invece che l'introduzione di detto termine costituisca una novità fortemente positiva. Assicura quindi che le preoccupazioni espresse in ordine alla copertura finanziaria dell'emendamento 58.44 e alle prerogative del Governo sono state oggetto di attenta considerazione. Ritiene infine che l'impianto fondamentale del disegno di legge finanziaria non sia stato stravolto né rischi di esserlo e che, comunque, la consapevolezza del ruolo del Parlamento si accompagni necessariamente alla disponibilità ad accogliere parziali modifiche del disegno di legge finanziaria. In particolare, con riferimento alla modificazione di alcune disposizioni del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 233, osserva che si tratta di un intervento giudicato accettabile da parte dello stesso Ministro per lo sviluppo economico.
Guido CROSETTO (FI) chiede al ministro Padoa Schioppa di invitare la Ragioneria dello Stato a certificare la sussistenza della copertura finanziaria delle misure contenute nell'emendamento 58.44 e di informarne la Commissione.
Il ministro Tommaso PADOA SCHIOPPA conferma che i profili di copertura sono già stati valutati e che non vi è alcuna modifica degli importi esigibili.
Lino DUILIO, presidente, ringrazia il ministro e i colleghi intervenuti; sospende quindi la seduta.
Guido CROSETTO (FI), intervenendo a nome dei gruppi di opposizione, rappresenta alla presidenza l'opportunità che la Ragioneria generale dello Stato fornisca alla Commissione dati a certificazione delle somme stanziate per il pubblico impiego per gli anni 2007 e 2008 ai fini della prosecuzione dei lavori sull'articolo 58 del disegno di legge finanziaria per il 2007. Sottopone altresì al sottosegretario Sartor la necessità di segnalare alla Commissione
le nuove tabelle relative alla riformulazione dell'emendamento del Governo 53.9.
Lino DUILIO, presidente, considera ragionevoli le richieste avanzate dal deputato Crosetto, trasmettendole al rappresentante del Governo.
Il sottosegretario Nicola SARTOR, nel concordare con le considerazioni e le richieste del deputato Corsetto, sottolinea che, con riferimento alle tabelle relative all'articolo 53 (vedi allegato 1), non muta l'entità proporzionale degli accantonamenti, che si attesta su valori pari a circa il 13 o il 14 per cento Per quanto concerne l'articolo 58, precisa che la norma segnala che il contratto recherà per ogni annualità l'indicazione delle risorse al fine di evitare che le somme siano impegnate in tempi diversi da quelli per cui esse sono state stanziate.
Guido CROSETTO (FI), in relazione a quanto precisato dal rappresentante del Governo, ritiene che a maggior ragione è opportuno che la Commissione disponga della certificazione della Ragioneria generale sulle somme stanziate per il rinnovo del contratto di pubblico impiego.
Rolando NANNICINI (Ulivo), nel ribadire che le somme stanziate per i diversi anni sono note, sottolinea la necessità che sia mantenuto un clima collaborativi in seno alla Commissione.
Gaspare GIUDICE (FI) segnala, quale fatto spiacevole, le dichiarazioni rilasciate ai mezzi di informazione da rappresentanti della CGIL che condizionano all'esito dei lavori della Commissione il rinnovo del contratto di pubblico impiego e rivolgono critiche nei confronti degli uffici della Ragioneria generale dello Stato. A tal proposito, esprime solidarietà ed apprezzamento per il lavoro svolto dagli uffici dell'amministrazione dello Stato, così come della Camera dei deputati.
Gianfranco CONTE (FI), alla luce degli interventi che si sono finora susseguiti sugli emendamenti riferiti all'articolo 53, ritiene che il Governo dovrebbe altresì chiarire se le autorizzazioni di spesa per adempimenti legislativi costituiscono oggetto di esclusione o meno, considerato che esse rappresentano una parte rilevante degli accantonamenti, attestandosi sui due miliardi di euro. Quanto all'emendamento del relatore 53.10, ritiene che esso erroneamente incida sul comma 3 e non sul comma 1 dell'articolo in questione.
Lino DUILIO, presidente, nel considerare legittime e ragionevoli le richieste di chiarimenti avanzate nei confronti del Governo, osserva che il termine di natura perentoria previsto per lo svolgimento dell'istruttoria finalizzata al rinnovo del contratto di pubblico impiego si fonda su un'esperienza consolidata; tuttavia resta da valutare se tale termine è congruo rispetto alla verifica dei contenuti e degli effetti del contratto.
In merito all'ammissibilità dell'emendamento 58.44, rileva, in primo luogo, l'opportunità di un chiarimento in ordine ai possibili effetti finanziari del capoverso comma 1-bis, laddove si dispone che il complesso delle risorse stanziate dall'articolo 58 per i rinnovi contrattuali «è reso esigibile interamente» per il biennio cui fa riferimento il medesimo stanziamento. In particolare, dovrebbe essere precisato espressamente se tale previsione possa comportare in via interpretativa di anticipare al 2007 la corresponsione della quota dei predetti importi che attualmente l'articolo 58 stanzia per l'anno 2008. Per quanto concerne il capoverso comma 1-ter, è da precisare se la previsione della perentorietà del termine (ora di natura ordinatoria) di 40 giorni per la conclusione della procedura di certificazione dei contratti collettivi non sia suscettibile di far venir meno un presidio che appare essenziale per la sostenibilità finanziaria dei contratti, in quanto obbliga alla corresponsione degli incrementi contrattuali alla scadenza del termine stabilito, anche nell'ipotesi in cui non risulti ancora conclusa
la procedura di verifica della coerenza finanziaria dei contratti rispetto alle risorse disponibili. Va infatti considerato che la mancata conclusione di tale istruttoria nel predetto termine potrebbe essere motivata dalla particolare complessità della verifica necessaria ad assicurare la compatibilità finanziaria dei contratti e non configurarsi come una mera inerzia da parte degli uffici competenti. Pertanto, ritiene di sospendere il giudizio di ammissibilità in attesa di una riformulazione significativa del testo dell'emendamento ovvero di un chiarimento, che garantisca comunque la sostenibilità finanziaria dei contratti e, quindi, l'assenza di implicazioni sui saldi di finanza pubblica.
Giorgio LA MALFA (Misto) ringrazia il presidente della Commissione per lo scrupolo con cui ha esaminato la delicata questione dell'ammissibilità dell'emendamento del Governo 58.44.
Il sottosegretario di Stato Nicola SARTOR, nel dare riscontro alle richieste di chiarimenti pervenute, preannuncia la presentazione alla Commissione di una nota articolata in merito all'emendamento 58.44, precisando tuttavia che la norma non anticipa al 2007 le somme stanziate per il 2008. Precisa altresì che per il Governo il termine di 40 giorni è congruo e sufficiente e corrisponde alla durata fisiologica del processo di certificazione.
Gianfranco CONTE (FI) osserva che tale termine appare inadeguato per consentire l'espressione delle posizioni dei diversi sogggeti coinvolti nella procedura, quali la Conferenza Stato-Regioni, la Corte dei conti, la Ragioneria generale, l'ARAN.
Andrea LULLI (Ulivo), in riferimento a quanto emerso dal dibattito, ritiene che la norma sia qualificante per il provvedimento e che il termine debba essere considerato come vincolante. Ritiene altresì singolare che il gruppo di Forza Italia si opponga alla velocizzazione delle procedure della pubblica amministrazione, obiettivo che dovrebbe stare a cuore ad ogni forza politica.
Massimo GARAVAGLIA (LNP), dichiarandosi sicuro che la pubblica amministrazione esaminerà tempestivamente i contratti che la riguardano direttamente, invita la presidenza della Commissione a riprendere in esame gli articoli per cui non è necessario attendere l'ulteriore documentazione da parte del Governo.
Michele VENTURA, relatore per il disegno di legge finanziaria, con riferimento a quanto obiettato dai gruppi di opposizione, osserva che l'indeterminatezza dei tempi per il rinnovo del contratto di pubblico impiego potrebbe corrispondere semmai ad un interesse del Governo; la norma in questione tenta, quindi, di raggiungere un punto di equilibrio. Al riguardo considera incomprensibile che il confronto prosegua in modo insistito sulla questione, considerato che le amministrazioni dello Stato coinvolte hanno a disposizione professionalità di livello elevato, capaci di far fronte ad una nuova organizzazione dei tempi e che le novità proposte appaiono ragionevoli.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che in questa fase del dibattito ogni approfondimento di merito sia ultroneo in assenza della documentazione che è stata richiesta al Governo.
Guido CROSETTO (FI), alla luce della precisazione del presidente, sottolinea che gli interventi dei deputati di opposizione si spiegano alla luce della prospettazione di una riformulazione prima ipotizzata dallo stesso presidente in relazione all'entità del termine. Sottolinea che tutti i gruppi sono interessati ad una pubblica amministrazione più celere ed efficiente, ma in ogni settore di attività, sia per quanto riguarda il pubblico impiego che per le competenze in materia di iniziativa privata.
Marino ZORZATO (FI), intervenendo sull'organizzazione dei lavori della Commissione, chiede chiarimenti sul prosieguo
dell'esame del disegno di legge finanziaria in attesa delle risposte del Governo alle questioni poste dalla presidenza della Commissione stessa, che a suo avviso vanno nel senso dell'inammissibilità dell'emendamento 58.44.
Lino DUILIO, presidente, propone l'accantonamento delle proposte emendative riferite all'articolo 58 in attesa dei chiarimenti richiesti al rappresentante del Governo, negando tuttavia che il suo precedente intervento abbia prefigurato qualsivoglia conclusione in tema di ammissibilità dell'emendamento 58.44. Per quanto concerne lo svolgimento dei lavori, ritiene che la Commissione potrebbe procedere con l'esame degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 80 e di quelli che sono stati accantonati durante la seduta di ieri. Avverte altresì che, dopo una breve pausa, la Commissione potrà riprendere il proprio lavoro a partire dalle ore 16 per l'esame di ulteriori articoli del disegno di legge in esame, a cominciare dall'articolo 53. Infine, preannuncia l'intenzione di assumere contatti con la Presidenza della Camera al fine di verificare la possibilità che la Commissione disponga della giornata di domani per potere concludere il proprio lavoro in sede referente. Sarà quindi sua cura informarne l'Ufficio di presidenza della Commissione integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Ettore PERETTI (UDC) rammenta al presidente della Commissione l'esigenza di tenere conto, nella selezione degli articoli da esaminare prioritariamente, delle indicazioni formulate dai gruppi di opposizione.
Lino DUILIO, presidente, dopo aver rassicurato il deputato Peretti, dà atto delle sostituzioni comunicate alla presidenza e invita il relatore ad illustrare il suo emendamento 76.63, sostitutivo dell'intero articolo (vedi allegato 2).
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, illustra il suo emendamento 76.63 che tiene conto delle preoccupazioni emerse nel dibattito di ieri che avevano indotto ad accantonare tutti gli emendamenti relativi all'articolo 76. Segnala in particolare la sostanziale modifica introdotta alla misura dell'indennità dei consiglieri comunali, che risulta rapportata al 30 per cento e non più al 20 per cento di quella dei rispettivi sindaci.
Ettore PERETTI (UDC), come già dichiarato nel corso della seduta di ieri, preannuncia l'astensione del suo gruppo sulla materia relativa all'articolo 76.
Marino ZORZATO (FI), come già dichiarato nel corso della seduta di ieri, preannuncia l'astensione del suo gruppo sulla materia relativa all'articolo 76.
Alberto GIORGETTI (AN), come già dichiarato nel corso della seduta di ieri, preannuncia l'astensione del suo gruppo sulla materia relativa all'articolo 76.
Maurizio FUGATTI (LNP), come già dichiarato nel corso della seduta di ieri, preannuncia l'astensione del suo gruppo sulla materia relativa all'articolo 76.
Riccardo MILANA (Ulivo) osserva che l'emendamento del relatore 76.63 introduce opportuni correttivi alla norma originaria che non ha più alcun effetto punitivo nei confronti dei consiglieri comunali, tenendo sempre conto delle recenti dichiarazioni rese dal Presidente della Repubblica in merito alla necessità di limitare i costi della politica. Preannuncia pertanto il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento del relatore 76.63.
La Commissione approva l'emendamento del relatore 76.63 (vedi allegato 3).
Giovanni MARRAS (FI) ritiene che sussistano i presupposti per la verifica del numero legale.
Lino DUILIO, presidente, osserva che tale verifica non appare necessaria alla luce della cospicua presenza di componenti della Commissione, ampiamente superiore
al quorum di un quarto richiesto nella sede referente. Nel passare all'esame dell'emendamento Bressa 79.14, già accantonato, segnala che sia il relatore che il rappresentante del Governo si sono espressi per un invito al ritiro od altrimenti per il parere contrario. Rileva, peraltro, l'assenza del presentatore dell'emendamento.
Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) dichiara di far proprio l'emendamento Bressa 79.14.
Laura RAVETTO (FI) segnala che l'emendamento in questione sembra pregiudicare le funzioni di controllo della Corte dei conti.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, nel ribadire l'invito al ritiro della proposta emendativa, osserva che la presenza di numerosi soggetti preposti al monitoraggio dell'attività svolta dagli enti locali sconsiglia l'istituzione di una nuova Agenzia per lo svolgimento di tale compito.
Pietro ARMANI (AN) rileva che proprio la presenza di tanti soggetti controllori consente poi agli enti locali di fare a modo loro.
La Commissione respinge l'emendamento Bressa 79.14.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 80.
Il sottosegretario di Stato Nicola SARTOR invita al ritiro degli emendamenti Ricci 80.19 e Donadi 80.18 in relazione al fatto che esprime invece parere favorevole sugli emendamenti presentati dalla I Commissione 80.1, 80.2, 80.3 e 80.4; invita al ritiro dell'emendamento Attili 80.20 e dell'articolo aggiuntivo Costantini 80.09, sui cui oggetti il Governo potrebbe accogliere un eventuale ordine del giorno. Esprime, quindi, parere contrario sull'articolo aggiuntivo Gelmini 80.06. Infine, invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo Evangelisti 80.010, esprimendo altrimenti parere contrario.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere conforme a quello del relatore.
Andrea RICCI (RC-SE) ritira il proprio emendamento 80.19.
Salvatore RAITI (IdV) ritira l' emendamento Donadi 80.18, di cui è cofirmatario.
La Commissione approva l'emendamento della I Commissione 80.1.
Guido CROSETTO (FI), intervenendo sull'emendamento della I Commissione 80.2, sottolinea che tale proposta sembra contraddittoria rispetto alla ratio della norma alla quale è riferita.
Rolando NANNICINI (Ulivo) ritiene che l'emendamento della I Commissione 80.2 sia ragionevole in quanto corregge talune gravi disparità di trattamento, non essendo concepibile la commisurazione al minimo.
Guido CROSETTO (FI) rileva l'iniquità di quei meccanismi che assicurano ai consiglieri regionali indennità a volte quattro volte superiori a quelle dei sindaci delle grandi città.
Riccardo MILANA (Ulivo), ritiene che sia compito del Parlamento portare ordine nel sistema delle indennità degli amministratori locali, riconducendole a criteri di risparmio e di logica. Ritiene che la norma presente nel disegno di legge finanziaria sia però incongrua e vada quindi corretta.
Andrea RICCI (RC-SE) considera assurda la norma introdotta dal disegno di legge finanziaria in relazione alla commisurazione al minimo.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) ritiene che la norma in questione abbia evidenti obiettivi demagogici e non contribuisca a risolvere il problema dei «carrozzoni»
pubblici. A suo avviso, il problema che essa inquadra dovrebbe essere risolto dalla applicazione di criteri concorrenziali.
La Commissione approva, con distinte votazioni, gli emendamenti della I Commissione 80.2 e 80.3.
Marino ZORZATO (FI), intervenendo sull'emendamento della I Commissione 80.4, rileva la difficoltà di carattere tecnico insita nella modifica della composizione dei consigli di amministrazione di società partecipate che siano, ad esempio, in procinto di approvare il bilancio.
Rolando NANNICINI (Ulivo), in relazione a quanto osservato dal deputato Zorzato, precisa che la norma individua una scansione temporale per l'eventuale rinnovo del consiglio di amministrazione e per l'adeguamento degli statuti, sicché le preoccupazioni espresse potrebbero essere ovviate.
Alberto GIORGETTI (AN) rileva che la maggioranza sembra avere riconsiderato le proprie posizioni sul tema inquadrato dall'articolo 80 del disegno di legge finanziaria e che, in generale, proceda in modo confuso soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi originariamente considerati fondamentali. A suo avviso, si conferma un tendenza della maggioranza all'arretramento rispetto alle posizioni iniziali e ad una netta differenziazione al suo interno.
Michele VENTURA (Ulivo), in relazione quanto polemicamente osservato dal deputato Giorgetti, sottolinea l'assoluta compattezza della maggioranza parlamentare.
Antonio MISIANI (Ulivo) non ritiene comprensibile la polemica che si è aperta su un emendamento che risponde a criteri di buon senso ed è coerente con gli obiettivi di risparmio sulle società partecipate.
Guido CROSETTO (FI), nel rivolgersi al deputato Misiani, osserva che l'emendamento della I Commissione 80.4 è comprensibile ma stravolge il contenuto della norma alla quale è riferito e, di fatto, non perviene ad alcun risultato.
Andrea RICCI (RC-SE), nel ritenere necessario che il dibattito sia guidato dal buon senso, osserva che l'emendamento intende limitare la nuova disciplina alle società a completa partecipazione pubblica, mentre occorrerebbe prevedere un meccanismo di flessibilità per le società a composizione mista, a fronte della potenziale pluralità dei soci privati.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) osserva che la norma introduce comunque un elemento di costo, connesso all'adeguamento degli statuti. Al riguardo preannuncia la presentazione di un ordine del giorno nel senso di consentire l'adeguamento stesso alla prima occasione utile.
Salvatore RAITI (IdV), alla luce del dibattito svoltosi, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento della I Commissione 80.4, preferendo la formulazione originaria.
La Commissione approva l'emendamento della I Commissione 80.4.
Lino DUILIO, presidente, constata l'assenza dei presentatori delle proposte emendative Attili 80.20 e Costantini 80.09: s'intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Gelmini 80.06.
Salvatore RAITI (IdV), raccomandando l'approvazione dell'articolo aggiuntivo Evangelisti 80.010, auspica una riconsiderazione da parte del Governo del parere espresso, anche alla luce degli obiettivi programmatici dell'Unione. Ritiene che si tratti di una proposta emendativa equa, che non comporta oneri finanziari e che reca elementi di garanzia per le province che possono procedere ad inquadrare nei loro ruoli i lavoratori socialmente utili che già impiegano.
Lino DUILIO, presidente, ritenendo di potere interpretare il senso del parere espresso dal rappresentante del Governo, segnala l'opportunità che la questione affrontata dall'articolo aggiuntivo Evangelisti 80.010 sia ripresa in relazione al più generale tema della condizione dei lavoratori socialmente utili.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Evangelisti 80.010.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) ricorda che l'emendamento Gibelli 75.12 è stato accantonato in attesa della presentazione, da parte del Governo, di un emendamento che dovrebbe recepire l'accordo tra Governo e ANCI per la costituzione di un fondo per investimenti di 250 milioni di euro. Chiede, quindi, al Governo quando sarà presentato tale emendamento.
Il sottosegretario Nicola SARTOR segnala che l'emendamento è in corso di predisposizione da parte del Governo.
Lino DUILIO, presidente, considerato che la seduta verrà sospesa fino alle ore 16, rileva la necessità che il Governo presenti l'emendamento in questione entro tale orario. Richiama, altresì, l'esigenza che il Governo fornisca i chiarimenti richiesti in ordine all'ammissibilità dell'emendamento 58.44. Nel ricordare che risultano accantonati l'emendamento Gibelli 75.12 e Siniscalchi 74.66 a completamento della trattazione degli emendamenti concernenti gli enti locali, comunica che potranno essere presentati subemendamenti agli emendamenti del relatore e del Governo dichiarati ammissibili entro le ore 15 della giornata odierna.
Gianfranco CONTE (FI) chiede al presidente della Commissione di rammentare al Governo anche il deposito delle tabelle relative all'emendamento 53.9 come riformulato.
Lino DUILIO, presidente, comunica che le tabelle in questione sono già state presentate dal Governo e sono in corso di riproduzione, per cui saranno messe a breve in distribuzione. Sospende, quindi, la seduta.
La seduta, sospesa alle 13.20, riprende alle 17.15.
Lino DUILIO, presidente, comunica, in primo luogo, che l'articolo aggiuntivo 57.019 del Governo è ammissibile e che, pertanto, potranno essere presentati subemendamenti entro le ore 19 della giornata odierna. Per quanto riguarda l'emendamento 58.44 del Governo, non essendo stati ancora forniti i necessari chiarimenti, non appare possibile allo stato esprimere una pronuncia sulla relativa ammissibilità né fissare il termine per la presentazione dei subemendamenti. Nel ricordare che risultano accantonati gli emendamenti Gibelli 75.12 e Siniscalchi 74.66, sottolinea che il Governo non ha ancora presentato l'emendamento relativamente alla questione dei comuni con meno di 5 mila abitanti, in quanto non è stata ancora predisposta la relativa relazione tecnica. Ritiene, quindi, che la Commissione possa adesso passare all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 53.
Per quanto riguarda l'organizzazione dei lavori, considerato che l'esame in sede referente dovrebbe essere concluso nella giornata odierna secondo l'indicazione della Conferenza dei presidenti di gruppo, comunica che ha verificato con la Presidenza della Camera la possibilità di un differimento dei termini per la conclusione dell'esame e che il Presidente ha dato una disponibilità di massima all'allungamento dei tempi a disposizione della Commissione a condizione che esso venga richiesto da tutti i gruppi. Propone, pertanto, di tenere seduta a oltranza nella giornata odierna e di proseguire i lavori fino al tardo pomeriggio della giornata di domani affinché la Commissione possa votare il mandato al relatore a riferire all'Assemblea entro le ore 18.
Ritiene, quindi, che la Commissione potrebbe ora passare all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 53, per poi esaminare gli emendamenti accantonati
relativamente alla materia degli enti locali e trattare, infine, le disposizioni in materia fiscale, prima fra tutte le proposte emendative riferite all'articolo 3. Successivamente, potranno essere definite le ulteriori materie sulle quali la Commissione concentrerà l'esame.
Marino ZORZATO (FI), nel dichiararsi d'accordo relativamente alla prosecuzione dei lavori fino a domani, rileva la necessità di stabilire le materie sulle quali si concentrerà l'esame della Commissione prima di passare alla votazione delle proposte emendative riferite all'articolo 3.
Ettore PERETTI (UDC), nel concordare con il deputato Zorzato, esprime profonda insoddisfazione per l'andamento dei lavori in quanto la Commissione non ha avuto la possibilità di valutare la coerenza delle misure inserite nel disegno di legge finanziaria nel suo complesso, anche a motivo della mancata partecipazione dei ministri di settore ai lavori della Commissione. Ritiene, quindi, che la Commissione debba recuperare la possibilità di procedere a tali valutazioni nella fase finale dei suoi lavori.
Lino DUILIO, presidente, fa presente che la Commissione passerà ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 53 per poi stabilire su quali argomenti procederà il seguito dell'esame prima della trattazione degli emendamenti riferiti alle disposizioni in materia fiscale.
Gianfranco CONTE (FI) rinnova la necessità di un chiarimento del Governo a proposito delle autorizzazioni di spesa derivanti da fattore legislativo, considerato che - rispetto alla precedente versione dell'emendamento 53.9 - il Governo ha apportato limitati aggiustamenti alle cifre contenute in allegato. Rileva, pertanto, che l'intervento normativo così disposto determina problemi laddove interviene su normative vigenti e non sulla gestione dei ministeri. Pur non dichiarandosi pregiudizialmente contrario a variazioni compensative tra unità previsionali di base, esprime preoccupazione per il fatto che vengano individuati taluni provvedimenti legislativi e ne vengano sostanzialmente ignorati altri. Osserva quindi che le assicurazioni fornite dal Governo relativamente all'ambito di applicazione dell'articolo 53 non rispondono al vero, atteso che da un'analisi a campione sulle spese di taluni ministeri risultano situazioni differenti e per certi aspetti anche discriminatorie. Nel rilevare che il Ministero degli affari esteri risulterebbe sostanzialmente immune da accantonamenti, osserva poi che si interviene in maniera parziale sugli accantonamenti di cui alla legge n. 426 del 1998, di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Considerato che tali osservazioni possono essere estese per tutte le autorizzazioni di spesa, ritiene che l'articolo 53, nella sua formulazione attuale, rappresenta un precedente devastante, tale da essere utilizzato a piacimento da ogni Governo, che potrà liberamente operare tagli su leggi non gradite. Si tratta di una scelta gravissima, di cui la maggioranza deve assumersi la responsabilità.
Guido CROSETTO (FI) rileva la necessità di una lettura analitica degli accantonamenti sulle autorizzazioni di spesa gestite dai singoli ministeri, in quanto si va ad incidere su settori rilevanti per la vita del Paese: è il caso della pubblica sicurezza e della cooperazione allo sviluppo. Fa presente, altresì, che si registrano situazioni discriminatorie rispetto al trasferimento di stanziamenti destinati agli edifici scolastici, che risultano più elevati per talune regioni rispetto ad altre: è evidente, infatti, che la Campania riceve un trattamento più benevolo rispetto a regioni anche più popolose come la Lombardia. Osservato che tali discriminazioni appaiono prive di giustificazione, sottolinea la gravità di tale situazione, che comporta un intervento del Governo sulla legislazione approvata dal Parlamento e tagli pesanti su settori vitali dello Stato. Nel precisare che non si tratta di accantonamenti, ma di veri e propri tagli alla spesa, ritiene assurdo che il Governo, da un lato,
procede a decurtazioni rilevanti degli stanziamenti destinati alla pubblica sicurezza e, dall'altro, segnala la necessità di porre rimedio al problema dell'ordine pubblico a Napoli.
Massimo GARAVAGLIA (LNP), osservando che risulta evidente che l'articolo 53 dispone tagli e non accantonamenti di spesa, reputa inspiegabili e contraddittorie le riduzioni agli stanziamenti di competenza del Ministero della solidarietà sociale, considerato che viene operato un taglio del 13 per cento alla spesa di tale dicastero, mentre il disegno di legge finanziaria istituisce un Fondo per l'inclusione degli immigrati. Si tratta di una mera partita di giro atteso che, da una parte, si dispone l'istituzione di nuovi fondi mentre, dall'altra, essi vengono azzerati dai tagli operati sugli stanziamenti ai sensi dell'articolo 53. Nel rilevare peraltro significative discriminazioni nei tagli tra i vari ministeri, sottolinea che in tal modo si lede il principio di continuità amministrativa poiché ogni Governo potrà ridurre le autorizzazioni di spesa contenute nelle leggi non condivise. Invita, quindi, a riflettere previamente sulle conseguenze di tale meccanismo assolutamente irragionevole.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, invita la Commissione ad uscire da una logica demagogica e a guardare alla progressione con la quale opereranno gli accantonamenti in un orizzonte pluriennale. Fa presente che si fa riferimento a dati di carattere storico e che, pertanto, con riferimento ad esempio ai trasferimenti per l'edilizia scolastica, l'accantonamento relativo all'esercizio 2007 si applica su cifre ereditate dal passato. Rileva la necessità che il Governo chiarisca se l'allegato recante le autorizzazioni di spesa sulle quali andrà ad influire l'articolo 53 fa parte integrante dell'articolo medesimo, atteso che ciò rappresenterebbe una rigidità rispetto all'operatività del meccanismo, che dovrebbe invece essere improntato a una certa flessibilità.
Maurizio FUGATTI (LNP) manifesta dubbi sull'evoluzione degli accantonamenti nel 2007-2009, posto che non appaiono credibili taluni tagli che dovrebbero operare in maniera incisiva nel 2009. Tale situazione è piuttosto sintomatica del fatto che le risorse non vengono impiegate in maniera efficiente. Osservato, inoltre, che la nuova formulazione dell'emendamento 53.9 include tra gli accantonamenti le spese della Presidenza del Consiglio dei ministri, sottolinea l'irragionevolezza di tagli forfetari su settori pubblici importanti per la vita del Paese.
Maurizio TURCO (RNP) osserva che l'articolo 53, nel testo attuale, contrasta con la normativa vigente, atteso che le previsioni ivi contenute necessitano di essere sottoposte alla decisione parlamentare. Nel dichiararsi favorevole alla soppressione del comma 3 dell'articolo 53, preannuncia il suo voto contrario sull'emendamento del relatore 53.10.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) esprime forti perplessità circa il fatto che i saldi non sarebbero modificati.
Ettore PERETTI (UDC) ritiene che il meccanismo del taglio lineare delle spese possa contrastare con i principi di efficienza e di equità.
Lino DUILIO, presidente, condivide l'osservazione dell'onorevole Peretti relativa al taglio lineare, ritenendo opportuno approfondire l'argomento.
Pietro ARMANI (AN) ritiene che il vero nodo della questione sia rappresentato dalla disciplina dell'articolo 53, comma 3, che deve essere assolutamente soppresso, sottolineando come tale esigenza appaia ampiamente condivisa, dal momento che il relatore, l'onorevole Ventura, si è espresso in tal senso, e che l'onorevole Villetti ha presentato un emendamento soppressivo.
Fa presente, inoltre, come la formulazione dell'emendamento del Governo 53.9, modificativa dell'articolo 53, comma 1,
secondo periodo, renda sostanzialmente inutile anche il mantenimento dell'articolo 54, comma 2.
Il Sottosegretario Nicola SARTOR, nel replicare all'onorevole Gianfranco Conte, smentisce in modo categorico che la norma in esame possa essere applicata in modo arbitrario e, comunque, con l'esercizio di una discrezionalità più ampia rispetto a quanto risulti dal testo, ricordando come gli accantonamenti riguardino selettivamente talune categorie di spesa. Si riserva in ogni caso di contestare in modo analitico e puntuale le affermazioni dell'onorevole Conte, invitandolo a fornire un elenco dettagliato contenente l'indicazione dei titoli di spesa oggetto di contestazione.
Con riferimento all'asserita iniquità del meccanismo del taglio lineare, fa presente come l'articolo 53 contenga un importante elemento di flessibilità, rappresentato dalla possibilità che il ministro competente proceda a variazioni degli accantonamenti, entro i limiti previsti ed al fine di perseguire l'obiettivo del miglioramento dell'efficienza della spesa pubblica. Ricorda quindi come la previsione di determinate esenzioni, parziali o totali, relative a taluni tipi di spesa, costituisca il riflesso di priorità stabilite sulla base di scelte politiche.
Ritiene altresì distinguere concettualmente il taglio della spesa dall'accantonamento, il quale ultimo è caratterizzato dalla possibilità di un intervento successivo e correttivo da parte del Ministro competente. Sottolinea quindi, con riferimento a talune obiezioni emerse nel corso del dibattito, come l'attuale procedura per la formazione del bilancio pubblico ponga problemi di trasparenza oggettivi, indipendenti dall'operato del Governo, ritenendo necessaria una profonda revisione che consenta al Parlamento di esercitare in modo più efficace la funzione di controllo.
Precisa, conclusivamente, come l'elenco relativo all'emendamento del Governo 53.9, fornito dal Governo in accoglimento di una richiesta di maggiore trasparenza avanzata dalla Commissione, mostri la ripartizione dell'accantonamento che si intende effettuare in applicazione dell'articolo 53, comma 1.
Gianfranco CONTE (FI) ritiene di estrema gravità il fatto che l'elenco in questione ripartisca l'accantonamento in relazione ad un rilevante numero di spese in conto capitale, mentre l'articolo 53, comma 1, dispone l'esenzione dall'accantonamento di tali spese.
Lino DUILIO, presidente, ritiene fondamentale che sia chiaro il significato complessivo dell'articolo 53, da valutare anche con riferimento agli emendamenti presentati dal relatore e dal Governo, sottolineando come la tabella che indica le modalità di ripartizione dell'accantonamento rappresenta una mera ipotesi di applicazione concreta applicazione della norma, che sarà trasfusa in un decreto da sottoporre al parere del Parlamento.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) contesta il riferimento ambiguo al concetto di accantonamento di spesa, poiché ritiene che la disciplina dell'articolo 53, comma 1, e la documentazione esplicativa fornita dal Governo, si riferiscono inequivocabilmente a tagli di spesa, Ricorda quindi come la Lega Nord Padania non sia pregiudizialmente contraria ai tagli di spesa, ma invita comunque il Governo ad evitare ambiguità.
Alberto GIORGETTI (AN) nel concordare con l'onorevole Gianfranco Conte circa il fatto che la tabella fornita dal Governo incida anche su spese in conto capitale, in contraddizione con quanto previsto dall'articolo 53, comma 1, evidenzia la mancanza di indicazioni chiare e univoche sul meccanismo di funzionamento della norma, la quale non è formulata in modo preciso e puntuale e, probabilmente, pone anche problemi di copertura finanziaria.
Marino ZORZATO (FI) sottolinea come, con l'eventuale approvazione dell'emendamento del Governo 53.9, la Commissione
non approverebbe anche la tabella ad esso riferita, che costituisce una sorta di ipotesi applicativa della norma. Considera peraltro pacifico che l'articolo 53, comma 1, disponga l'esenzione da accantonamento delle spese in conto capitale, invitando quindi il Governo a fare chiarezza sul punto, anche eliminando dalla tabella qualsiasi riferimento a tali spese.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che la questione debba essere approfondita e che il testo dell'articolo 53, comma 1, debba essere riformulato in modo più chiaro, poiché, allo stato, si presta ad interpretazioni non univoche, potendosi anche sostenere che le spese in conto capitale non siano escluse dal meccanismo di accantonamento.
Giorgio LA MALFA (Misto) fa presente come, alla luce delle dichiarazioni del sottosegretario Sartor, non sia affatto scontato che la tabella fornita dal Governo e riferita all'articolo 53, comma 1, costituisca una mera proposta o ipotesi di ripartizione dell'accantonamento. Ritiene, inoltre, che non sia chiaro neanche il meccanismo di funzionamento dei commi 2 e 3 dell'articolo 54.
Evidenzia quindi come l'emendamento del Governo 53.9, pur avendo modificato le regole di esclusione, abbia tuttavia mantenuto invariato l'ammontare delle quote di accantonamento, sottolineando come ciò sia reso possibile da un artificio, ovvero dalla scelta, estremamente discutibile, di modificale le dotazioni del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero per lo sviluppo economico. Chiede pertanto al Governo di fornire chiarimenti in merito alle questioni sollevate.
Lino DUILIO, presidente, in considerazione delle osservazioni emerse nel corso della discussione, ritiene necessarie talune precisazioni. Chiarisce quindi che la Commissione deve valutare le misure previste per il contenimento della spesa e che gli accantonamenti di cui all'articolo 53 costituiscono dei veri e propri tagli di spesa a carico dei ministeri. Fa presente quindi come la norma individui un determinato ammontare che viene accantonato, per essere successivamente distribuito ai ministeri in base a determinate priorità, nonché seguendo una specifica procedura che prevede anche l'espressione del parere da parte delle Camere. Sottolinea altresì come la tabella fornita dal Governo costituisca una mera simulazione di distribuzione dell'accantonamento, mentre il dato essenziale è rappresentato dall'importo che viene accantonato.
Guido CROSETTO (FI) evidenzia come l'emendamento del Governo 53.9 costituisca in realtà una parte cospicua della copertura della manovra finanziaria, ritenendo inaccettabile l'introduzione di un meccanismo che, da un lato, dispone stanziamenti in favore dei ministeri e, dall'altro, ne riduce l'entità tramite lo strumento degli accantonamenti.
Esprime, inoltre, un giudizio fortemente negativo sulla possibilità dei ministri competenti di intervenire a posteriori per apportare variazioni agli accantonamenti, ritenendo che il procedimento previsto dall'articolo 53, comma 1, secondo periodo, costituisca un discutibile artificio al quale sono costretti a ricorrere la maggioranza ed il Governo, poiché non sono in grado di stabilire nella legge finanziaria gli importi da stanziare in favore dei ministeri. In tale contesto evidenzia altresì come il relatore, onorevole Ventura, ed il sottosegretario Sartor si contraddicano in ordine al valore ed al significato che la Commissione dovrebbe attribuire alla tabella allegata all'emendamento 53.9, giacché il primo ritiene che si tratti di una mera proposta di distribuzione degli accantonamenti, mentre il secondo lascia intendere che si tratti di uno schema definitivo.
Lino DUILIO, presidente, reputa opportuno tenere per il momento separate le considerazioni di ordine politico da quelle di ordine tecnico, anche perché queste ultime devono ancora essere chiarite. Precisa quindi come il meccanismo dell'accantonamento di cui all'articolo 53,
comma 1, abbia l'unica peculiarità di fissare un importo assoluto anziché, come accadeva in passato, una percentuale, valutando positivamente tale innovazione, che introduce un fattore di trasparenza.
Ritiene che la maggioranza debba assumersi la responsabilità delle proprie scelte e chiede che l'emendamento del Governo 53.9 sia posto immediatamente in votazione.
Guido CROSETTO (FI) ricorda che la discussione in Commissione ha lo scopo di far comprendere il significato di ciò che si vota e, pertanto, ritiene necessario, prima di passare al voto, che il Governo fornisca i chiarimenti richiesti, in particolare con riferimento alla disciplina delle spese in conto capitale.
Il sottosegretario Nicola SARTOR ritiene che la lettera dell'emendamento 53.9 del Governo sia chiara per quanto attiene alle relative esclusioni e sottolinea come l'emendamento 53.10 del relatore garantisca il coinvolgimento delle Commissioni parlamentari nella procedura di emanazione del decreto attraverso la quale possono essere rimodulati i tagli di spesa previsti.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore, non capisce il motivo per il quale l'opposizione si meravigli del fatto che la finanziaria preveda tagli di spesa, considerato che essi erano stati annunciati già da tempo. Ribadisce peraltro che la tabella allegata all'emendamento 53.9 prevede tagli in maniera lineare su vari settori di spesa e che tali tagli possono essere comunque eventualmente modificati attraverso il decreto previsto dall'emendamento 53.10.
Gianfranco CONTE (FI) contesta che ai tagli di spesa previsti possa essere data la rilevanza che la maggioranza vuole attribuirgli, rilevando che la loro incidenza sulla manovra nel suo complesso non è rilevante a livello quantitativo.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che si possa procedere alla votazione degli emendamenti 53.9 del Governo e 53.10 del relatore, considerato che sono stati fugati i dubbi in merito alla esclusione delle spese in conto capitale dai tagli previsti dall'emendamento 53.9.
Gianfranco CONTE (FI) ribadisce la propria convinzione in merito al fatto che la formulazione letterale dell'emendamento 53.9 non consente di capire se le spese in conto capitale sono escluse, specificando in particolare che molte spese relative alla realizzazione di opere infrastrutturali non sono escluse dai tagli di spesa come risulta dalla tabella allegata all'emendamento 53.9 del Governo.
Alberto GIORGETTI (AN) esprime la convinzione che le spese in conto capitale non sono escluse dai tagli di spesa come risulterebbe dalla relazione tecnica dell'emendamento.
Lino DUILIO, presidente, ritenendo che le questioni siano state approfondite sufficientemente, chiede al rappresentante del Governo di esprimere il proprio parere sugli emendamenti riferiti all'articolo 53.
Il sottosegretario SARTOR invita i presentatori a ritirare l'emendamento Turco 53.4, gli identici subemendamenti Di Gioia 0.53.9.9, Bordo 0.53.9.4, Balducci 0.53.9.6, Di Gioia 0.53.9.8, Balducci 0.53.9.7 e Di Gioia 0.53.9.10. Esprime parere contrario sul subemendamento Garavaglia 0.53.9.11. Raccomanda l'approvazione delll'emendamento 53.9 del Governo. Invita inoltre al ritiro del subemendamento La Malfa 0.53.10.5. Esprime parere contrario sul subemendamento Gianfranco Conte 0.53.10.3, mentre si rimette al parere della Commissione per quel che riguarda i subemendamenti Armani 0.53.10.2 e 0.53.10.1. Esprime parere favorevole sull'emendamento 53.10 del relatore e parere contrario sull'emendamento Gianfranco Conte 53.8. Invita infine al ritiro dell'emendamento Villetti 53.3 e dell'articolo aggiuntivo Tocci 53.01.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che il subemendamento 0.53.10.2 potrebbe contenere profili di inammissibilità, in quanto lo stesso mira a vincolare un'attività del Governo costituzionalmente garantita.
Pietro ARMANI (AN) contesta la valutazioni espresse dal presidente in ordine al suo subemendamento.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Turco 53.4, sul quale il parere del relatore è conforme a quello del Governo.
Lello DI GIOIA (RNP) illustra il suo subemendamento 0.53.9.9, finalizzato alla tutela dell'attività delle televisioni locali, già penalizzate dalla legge del 1993 che regola la ripartizione dei contributi derivanti dal pagamento del canone da parte dei cittadini tra la RAI e le altre emittenti.
Massimo VANNUCCI (Ulivo) dichiara voto favorevole sul subemendamento Calducci 0.53.9.5.
Francesco NAPOLETANO (Com.It), sottolineato il valore del ruolo svolto dalle emittenti locali, dichiara voto favorevole sul subemendamento Di Gioia 0.53.9.9.
Camillo PIAZZA (Verdi) appone la sua firma sul subemendamento Balducci 0.53.9.5, esprimendo peraltro la convinzione che sia necessario riformulare la copertura finanziaria del subemendamento.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore, specifica che non è necessario prevedere una previsione della copertura, come per gli altri subemendamenti Balducci 0.53.9.5, Di Gioia 0.53.9.9, Bordo 0.53.9.4, Calducci 0.53.9.6, Di Gioia 0.53.9.8, Calducci 0.53.9.7 e Di Gioia 0.53.9.10: ne propone pertanto la riformulazione, sopprimendo la norma di copertura.
I presentatori degli subemendamenti concordano con l'ipotesi di riformulazione proposta dal relatore.
Il sottosegretario Nicola SARTOR si rimette alle valutazioni del relatore sugli identici subemendamenti in esame.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore, esprime parere favorevole sugli identici subemendamenti in esame.
Marino ZORZATO (FI) dichiara che se la maggioranza avesse proposto emendamenti con efficacia e qualità simili a quelle che connotano i subemendamenti in esame si sarebbe potuto realizzare un lavoro di qualità significativamente migliore.
La Commissione approva quindi gli identici subemendamenti Balducci 0.53.9.5, Di Gioia 0.53.9.9, Bordo 0.53.9.4, Calducci 0.53.9.6, Di Gioia 0.53.9.8, Calducci 0.53.9.7 e Di Gioia 0.53.9.10.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) illustra il suo subemendamento 0.53.9.11.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore, esprime parere contrario.
La Commissione respinge il subemendamento Garavaglia 0.53.9.11.
Marino ZORZATO (FI) dichiara voto contrario sull'emendamento 53.9 del Governo, in quanto esso prevede una serie di tagli alle spese in conto capitale e in particolare a spese già in corso per la realizzazione di opere infrastrutturali.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) dichiara il voto contrario della Lega Nord Padania sull'emendamento 53.9, chiarendo in particolare che il dissenso riguarda non l'opportunità di effettuare tagli alle spese quanto il metodo con cui questi si effettuano.
Ettore PERETTI (UDC) dichiara voto contrario sull'emendamento 53.9 del Governo in quanto tale emendamento procede ad effettuare tagli di spesa senza garantire il raggiungimento degli obiettivi di equità e sviluppo.
Alberto GIORGETTI (AN) dichiara il voto contrario di Alleanza Nazionale sull'emendamento 53.9 del Governo, in quanto tale emendamento blocca l'operatività di importanti leggi approvate nella scorsa legislatura e colpisce interventi già avviati negli anni passati, scavalcandole previsioni della legge di bilancio.
Guido CROSETTO (FI) preannuncia il suo voto contrario all'emendamento 53.9 (nuova formulazione) del Governo.
Giorgio LA MALFA rileva come nell'allegato all'emendamento 53.9 siano in effetti state modificate parecchie voci, e considera che dovranno essere sicuramente modificate ulteriormente nel corso dell'esame presso il Senato.
Maurizio TURCO (RNP) chiede la votazione dell'emendamento 53.9 (nuova formulazione) del Governo per parti separate, nel senso di votare prima le modifiche di cui alla lettera a) e alla lettera b) e successivamente le modifiche di cui alla lettera c).
Lino DUILIO, presidente, pone quindi in votazione la parte dell'emendamento 53.9 (nuova formulazione) del Governo recante le modifiche di cui alle lettere a) e b).
La Commissione approva la parte dell'emendamento 53.9 (nuova formulazione) del Governo posta in votazione.
Guido CROSETTO (FI) chiede che sia effettuata la controprova per appello nominale.
Lino DUILIO presidente, al fine di garantire l'univocità e la certezza dell'esito della votazione, dispone la controprova per appello nominale.
La Commissione approva la prima parte dell'emendamento 53.9 (nuova formulazione) del Governo, con le modifiche di cui alle letetre a) e b).
La Commissione approva quindi la seconda parte dell'emendamento 53.9 (nuova formulazione) del Governo, con le modifiche di cui alla lettera c).
La Commissione, con distinte votazioni, respinge quindi i subemendamenti Ravetto 0.53.10.5 e Gianfranco Conte 0.53.10.3.
Pietro ARMANI suggerisce una riformulazione del proprio subemendamento 0.53.10.2 nel senso che il parere vincolante sia reso da entrambe le Commissioni di Camera e Senato.
Lino DUILIO, presidente, ricorda come solo il Governo e il relatore possano procedere alla riformulazione di proposte emendative.
Guido CROSETTO (FI) invita il presidente a difendere le prerogative proprie al Parlamento relativamente alla definizione delle modifiche alle unità previsionali di base del bilancio dello Stato.
VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene che il suo emendamento 53.10 potrebbe essere riformulato nel senso che, se entro trenta giorni dall'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti il Governo non vi si voglia conformare, entro i dieci giorni successivi è tenuto a presentare alle Commissioni parlamentari competenti un ulteriore testo per il parere definitivo.
Pietro ARMANI considera che anche così resterebbe inflitto un grave vulnus alle prerogative del Parlamento, in quanto, anche dopo l'acquisizione del secondo parere reso dalle Commissioni parlamentari competenti, il Governo non sarebbe comunque vincolato e potrebbe agire in piena autonomia.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che la riformulazione proposta dal relatore potrebbe considerarsi adeguata.
Pietro ARMANI segnala come il problema sarebbe superato se venisse approvato l'emendamento Villetti 53.3, soppressivo della lettera c) del comma 3 dell'articolo 53. Chiede quindi che si ponga in votazione l'emendamento Villetti 53.3 prima di procedere a votare l'emendamento 53.10 del relatore.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, condivide la proposta formulata dal deputato Armani.
Lino DUILIO, presidente, accantona quindi il subemendamento Armani 0.53.10.2 e chiede il parere al relatore e al Governo in ordine all'emendamento Villetti 53.3.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole all'emendamento Villetti 53.3.
La Commissione approva l'emendamento Villetti 53.3.
Pietro ARMANI (AN), illustrando il suo subemendamento 0.53.10.1, osserva come non sussista ragione per conservare il disposto del comma 2, che appare ultroneo una volta inserita al secondo periodo del comma 1 la previsione del termine del 31 marzo, proposto dall'emendamento 53.10 del relatore, e una volta soppresso il comma 3 dello stesso articolo 53.
Lino DUILIO, presidente, ritenendo di buonsenso l'osservazione dell'onorevole Armani, considera che a seguito dell'approvazione dell'emendamento 53.10 del relatore il comma 2 dell'articolo 53 appare in effetti ultroneo.
Il sottosegretario Nicola SARTOR, rilevando come l'osservazione dell'onorevole Armani abbia fondamento, ritiene che si potrebbero invertire i commi 1 e 2 dell'articolo 53, ovvero si potrebbe associare anche al comma 2 una data successiva al 31 marzo per le comunicazioni previste.
Pietro ARMANI (AN) ritiene comprensibili le osservazioni del sottosegretario Sartor, anche se, accedendo alla sua proposta, si finirebbe per chiedere al Parlamento una doppia pronuncia sugli accantonamenti di cui all'articolo 53. Suggerisce quindi che al comma 2 dell'articolo 53 sia inserito un termine entro cui gli accantonamenti debbano essere disposti, allineandolo alla presentazione del disegno di legge di assestamento del bilancio.
Il sottosegretario Nicola SARTOR riterrebbe preferibile inserire al comma 2, come già previsto dall'emendamento 53.10 del relatore in relazione al comma 1, la previsione del parere delle Commissioni parlamentari competenti.
Gianfranco CONTE (FI) esprime il proprio stupore per l'andamento della discussione, in quanto il comma 2 dell'articolo 53 concerne l'accantonamento di un fondo al fine di incentivare il personale della pubblica amministrazione che contribuisce ad ulteriori economie di spesa: si tratta pertanto, con ogni evidenza, di una disposizione di portata ben più circoscritta delle altre contenute nell'articolo 53.
Pietro ARMANI (AN) si dichiara disponibile ad accogliere il suggerimento del sottosegretario Sartor, di introdurre al comma 2 la previsione del parere delle Commissioni parlamentari competenti.
Lino DUILIO, presidente, anche alla luce delle considerazioni svolte dal deputato Conte, invita il deputato Armani a ritirare il subemendamento 0.53.10.1, per trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno che impegni il Governo a riferire al Parlamento sugli accantonamenti di cui al comma 2.
Pietro ARMANI (AN) dichiara di ritirare il subemendamento 0.53.10.1, ritenendo che il Governo sia impegnato ad
accogliere l'ordine del giorno in cui trasfonderà il contenuto dello stesso.
La Commissione approva l'emendamento 53.10 del relatore.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Conte 53.8.
Lino DUILIO, presidente, avverte che è stato ritirato l'articolo aggiuntivo Tocci 53.01.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, illustra il suo articolo aggiuntivo 76.03, di cui raccomanda l'approvazione.
Il sottosegretario Nicola SARTOR esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 76.03 del relatore.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo 76.03 del relatore.
Lino DUILIO, presidente, avverte che è stato presentato l'articolo aggiuntivo 75.08 del Governo e fissa alle 21 il termine per la presentazione dei subemendamenti.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) chiede una breve sospensione della seduta, per dar modo ai deputati di presentare i loro subemendamenti.
Ettore PERETTI (UDC) chiede se sia stata completata la valutazione di ammissibilità dell'emendamento 58.44 del Governo.
Lino DUILIO, presidente, chiarisce che la valutazione è sospesa in attesa di chiarimenti da parte del Governo.
Marino ZORZATO (FI) chiede che, alla ripresa dei lavori, il presidente chiarisca quali argomenti s'intende affrontare prioritariamente.
Lino DUILIO, presidente, apprezzate le circostanze, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle 20.30, riprende alle 22.55.
Lino DUILIO, presidente, avverte che la Commissione prosegue il proprio lavoro con l'esame dell'emendamento del Governo 75.08 e subemendamenti; successivamente, dopo aver trattato l'artioclo aggiuntivo del Governo 57.019 e relativi subemendamenti, si potranno esaminare proposte emendative riferite ad ulteriori articoli di interesse dei gruppi per poi passare all'articolo 3.
Guido CROSETTO (FI) ritiene che, in considerazione dell'organizzazione dei tempi di lavoro, la Commissione dovrebbe esaminare l'articolo 3 non prima della seduta di domani.
Michele VENTURA (Ulivo) concorda con il deputato Crosetto.
Lino DUILIO, presidente, conviene con la proposta del deputato Crosetto di rinviare alla seduta di domani mattina l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 3.
Marino ZORZATO (FI) segnala l'opportunità di procedere nel corso della presente seduta all'esame degli articoli del disegno di legge finanziaria relativi alla materia delle infrastrutture, considerato l'esiguo numero di articoli e di proposte emendative riguardanti tale materia.
Lino DUILIO, presidente, rinnova la disponibilità ad accogliere le indicazioni da parte dei gruppi e ricorda che la Commissione può comunque valutare l'opportunità di accantonare talune proposte emendative che potranno venire in considerazione nel corso della seduta.
Marino ZORZATO (FI) propone che la presente seduta sia comunque dedicata all'esame delle proposte emendative già accantonate.
Lino DUILIO (Ulivo) ritiene che l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo
3 potrebbe non necessariamente essere affrontato all'inizio della seduta di domani mattina, lasciando quindi lo spazio iniziale agli accantonamenti. Per quanto riguarda i subemendamenti riferiti all'articolo aggiuntivo del Governo 75.08, avverte che il subemendamento 0.75.08.4 Marchi, escludendo talune categorie di spese dai vincoli sulla spesa degli enti locali disposti dalla legge finanziaria 2006, senza recare compensazione, è inammissibile per carenza di compensazione; il subemendamento 0.75.08.6 Marchi, che introduce una disposizione onerosa in materia di spesa per il personale da parte degli enti locali, viene ad aggiungersi alle altre norme onerose già previste dall'articolo, del quale però non viene corrispondentemente incrementata la norma di copertura recata dal comma 14; il subemendamento è pertanto inammissibile per carenza di compensazione. Avverte che i seguenti subemendamenti sono inammissibili, in quanto introducono materie estranee al contenuto proprio del disegno di legge finanziaria o comunque non contemplate nella proposta emendativa cui accedono e non aventi alcuna connessione con il contenuto di essa: il subemendamento Raiti 0.57.019.7, che autorizza le università a prorogare i contratti a tempo determinato di personale agricolo stagionale (l'articolo aggiuntivo 57.019 del Governo riguarda infatti il personale delle Autorità indipendenti); i subemendamenti Garavaglia 0.57.018.2, Giudice 0.57.019.5, Garavaglia 0.85.039.1, 0.104.173.1 e 0.128.026.2, interamente soppressivi, in quanto per costante prassi non sono ammessi subemendamenti volti a proporre la pura e semplice reiezione della proposta emendativa cui accedono; i subemendamenti Garavaglia 0.66.236.1, 0.66.236.2 e 0.66.236.5, i quali prevedono l'incremento del personale scolastico amministrativo tecnico e ausiliario e l'indizione di appositi concorsi (laddove l'emendamento tende alla riduzione di tale personale in correlazione con quanto stabilito dall'articolo); i subemendamenti Vannucci 0.75.08.5 e Marchi 0.75.08.6, i quali confermano l'applicazione dei limiti alle assunzioni e alle spese per il personale ai comuni fino a cinquemila abitanti, limitatamente all'ammontare complessivo delle spese per l'esercizio 2004; il subemendamento Marchi 0.75.08.4, che, con norma interpretativa, dispone che i trasferimenti alle istituzioni costituite dagli enti locali per l'esercizio di servizi sociali non concorrono al rispetto dei limiti relativi al patto di stabilità interno previsti dalla legge finanziaria per il 2006: in relazione a questo subemendamento e ai due precedenti, ricordo che l'articolo aggiuntivo riguarda l'erogazione di trasferimenti agli enti locali e la relativa disciplina contabile; il subemendamento Lulli 0.128.11.1, limitatamente al primo capoverso della parte consequenziale, che dispone un finanziamento per studi e ricerche realizzati da istituti tecnici industriali per la certificazione di qualità e salubrità di determinati prodotti tessili cardati; il subemendamento Marinello 0.129.015.1, che garantisce alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano l'invarianza di gettito in relazione alle agevolazioni tributarie disposte da precedenti articoli del disegno di legge, laddove l'articolo aggiuntivo 129.015 (nuova formulazione) del Governo, al quale accede, riguarda il finanziamento di opere infrastrutturali nella regione Friuli-Venezia Giulia.
Maino MARCHI (Ulivo), pur comprendendo le ragioni alla base del giudizio di inammissibilità testé espresso dal Presidente, sottolinea di non poter condividere tale giudizio in considerazione del fatto che non è dimostrato che l'imposizione ai piccoli comuni di tagli alle spese per il personale abbia consentito di realizzare un risparmio o di destinare tali risorse ad ulteriori finalità. In particolare, rileva che il subemendamento Vannucci 0.75.08.5 individua la copertura del maggiore onere previsto ed è, dunque, dotato di compensazione adeguata. Per tale ragione, invita il Presidente a riconsiderare il proprio giudizio di inammissibilità almeno relativamente a tale proposta emendativa. Per quanto concerne il proprio subemendamento
0.75.08.4, osserva che tale proposta è conforme alla normativa già in vigore e si limita ad indicare un'interpretazione unitaria così come fornita dal Ministero dell'economia e delle finanze, per fare chiarezza rispetto a difformi indirizzi riscontrabili presso le sezioni regionali della Corte dei conti dell'Emilia Romagna e della Toscana.
Lino DUILIO, presidente, conferma il giudizio di inammissibilità sui subemendamenti Vannucci 0.75.08.5 e Marchi 0.75.08.4 sulla base delle considerazioni già svolte.
Massimo VANNUCCI (Ulivo), intervenendo sul proprio subemendamento 0.75.08.5, ritiene di non concordare sulla valutazione di inammissibilità in quanto tale proposta consente la destinazione di risorse alle spese per il personale in aggiunta alle altre finalità previste nell'articolo aggiuntivo del Governo 75.08, per cui non sussiste l'estraneità di materia.
Lino DUILIO, presidente, ribadisce che le ragioni che hanno determinato il giudizio di inammissibilità rispetto ai contenuti trattati dalla proposta emendativa del Governo.
Massimo VANNUCCI (Ulivo) precisa ulteriormente che il proprio subemendamento 0.75.08.5 riguarda soltanto una diversa ipotesi di uso delle risorse messe a disposizione nell'articolo aggiuntivo in esame.
Lino DUILIO, presidente, prendendo atto della precisazione formulata dal deputato Vannucci, ribadisce l'impossibilità di prevedere un diverso uso rispetto alla materia che è oggetto della proposta emendativa del Governo.
Guido CROSETTO (FI) sottolinea che tutti i subemendamenti all'articolo aggiuntivo del Governo 75.08, con l'eccezione di uno riguardante la copertura, sono stati presentati dalla maggioranza.
Lino DUILIO, presidente, invita il rappresentante del Governo e il relatore ad esprimere il proprio parere sul subemendamento Orlando 0.75.08.2.
Il sottosegretario Nicola SARTOR si rimette al parere del relatore per quanto riguarda il subemendamento Orlando 0.75.08.2.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore, esprime parere favorevole sul subemendamento Orlando 0.75.08.2 in quanto riguarda una questione che è stata più volte oggetto di discussione e che va nella direzione di un'azione sinergica tra i comuni e di una maggiore efficienza nei servizi per cittadini.
Guido CROSETTO (FI) ritiene che il subemendamento in esame non sia condivisibile in quanto introduce una differenziazione interna alla categoria dei piccoli comuni dando luogo ad una sorta di «guerra fra poveri».
Antonio MISIANI (Ulivo), cofirmatario del subemendamento Orlando 0.75.08.2, segnala è stato più volte segnalata nel corso del dibattito l'opportunità di incoraggiare la gestione associata dei servizi da parte dei piccoli comuni e la necessità di superare l'attuale sistema di finanziamenti a pioggia.
Massimo GARAVAGLIA (LNP), cofirmatario del subemendamento 0.75.08.8, richiama l'attenzione su tale proposta, che è da considerare di buon senso per quanto riguarda gli aspetti di copertura finanziaria. In generale, rileva la necessità che la maggioranza raggiunga un accordo interno, considerato che tutte le restanti proposte di subemendamento sono state presentate nel suo seno.
Lino DUILIO, presidente, in relazione a quanto osservato dal deputato Garavaglia, sottolinea che ogni proposta emendativa merita attenzione da parte di tutti i gruppi presenti in Commissione in quanto idonea
ad inserire norme nell'ordinamento che valgono per tutti i cittadini.
Massimo GARAVAGLIA (LNP), nel prendere atto di quanto affermato dal Presidente, segnala che i lunghi tempi di attesa per la prosecuzione dei lavori della Commissione avrebbero consentito alla maggioranza di pervenire ad un'intesa.
Andrea ORLANDO (Ulivo), intervenendo sul proprio subemendamento 0.75.08.2, di cui auspica l'approvazione, sottolinea che esso propone un intervento razionalizzatore e non comporta alcun rischio di «guerra fra poveri» considerato che la maggioranza dei piccoli comuni ha di fatto già delegato l'esercizio di proprie funzioni. La proposta va, a suo avviso, nella direzione di incoraggiare l'esercizio in forma associata dei servizi da parte dei comuni.
Ettore PERETTI (UDC) osserva che la materia trattata dal subemendamento Orlando 0.75.08.2 richiede particolare coraggio politico ed è condivisibile nei suoi obiettivi; preannuncia pertanto il voto favorevole del suo gruppo su tale proposta.
La Commissione approva il subemendamento Orlando 0.75.08.2.
Il sottosegretario Nicola SARTOR invita al ritiro del subemendamento Quartiani 0.75.0.8.3 per ragioni di coerenza con l'intervenuta approvazione del subemendamento Orlando 0.75.08.2.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore, associandosi alla considerazione svolta dal rappresentante del Governo, chiede che il subemendamento Quartiani 0.75.0.8.3 sia considerato respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
La Commissione respinge il subemendamento Quartiani 0.75.0.8.3.
Il sottosegretario Nicola SARTOR invita al ritiro del subemendamento Misiani 0.75.0.8.1, esprimendo altrimenti parere contrario, in quanto tale proposta reca una dequalificazione della spesa che non è coerente con le finalità della norma e altera il limite del 20 per cento che è da considerare ragionevole e prudenziale.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore, esprime parere conforme a quello del rappresentante del Governo.
Antonio MISIANI (Ulivo) illustra il proprio subemendamento 0.75.0.8.1, del quale auspica l'approvazione rilevando che esso non comporta alcun impatto sui saldi, garantisce l'autonomia per i bilanci dei comuni ed è coerente con la tendenza della giurisprudenza contabile che considera tra le entrate correnti quelle derivanti dagli oneri di urbanizzazione.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) rileva che il suo gruppo non ritiene corretto che gli oneri di urbanizzazione siano destinati alla spesa corrente in quanto essi, al di là dell'incidenza sulla finanza pubblica, hanno un impatto negativo sul territorio. Per tali ragioni, ritiene condivisibile il parere espresso dal rappresentante del Governo sul subemendamento Misiani 0.75.0.8.1 anche alla luce dell'esperienza maturata dai piccoli comuni ubicati nell'hinterland delle grandi città.
Alberto GIORGETTI (AN) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sul subemendamento Misiani 0.75.0.8.1 per ragioni analoghe a quelle testé esposte dal deputato Garavaglia. Sottolinea altresì che le risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione debbano essere destinate agli investimenti e che l'aggiramento di tale principio può avere effetti devastanti sul territorio. Osserva infine che la logica che è alla base di tale proposta emendativa costituisce uno degli elementi che ha messo in crisi il patto di stabilità interno.
Maino MARCHI (Ulivo), cofirmatario del subemendamento Misiani 0.75.0.8.1, si dichiara sorpreso dalle posizioni assunte dall'opposizione in quanto la proposta riprende talune norme introdotte dalla legge
finanziaria per il 2005, approvata dalla precedente maggioranza di centrodestra. In generale ritiene che, fatto salvo il principio per cui gli oneri di urbanizzazione devono essere destinati agli investimenti, sia ancora in corso una fase transitoria in cui è necessario consentire ai comuni di approvare i propri bilanci mantenendo almeno il 50 per cento che vige per il 2006.
Ettore PERETTI (UDC), in relazione a quanto osservato dal deputato Marchi, ritiene che si tratti di un precedente che non deve essere incoraggiato per non alimentare l'espansione della spesa corrente.
Rolando NANNICINI (Ulivo) raccomanda l'approvazione del subemendamento Misiani 0.75.08.1, richiamandosi alle diverse categorie degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione come disciplinati dalla legge Bucalossi. Su tale questione è opportuno svolgere un'accurata riflessione, atteso che già attualmente vengono utilizzate sulla parte corrente le risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Fa presente che non basta realizzare gli investimenti, ma occorre tenere anche conto delle esigenze di manutenzione. Critica quella che gli sembra essere una logica punitiva delle amministrazioni locali, auspicando che almeno si mantenga la quota del 50 per cento consentita per il 2006. Giudica infatti la soglia del 20 per cento assolutamente irrealistica.
Andrea ORLANDO (Ulivo), esprimendosi a favore del subemendamento in esame, rileva con stupore la diffidenza nei confronti degli enti locali che si manifesta tra le forze dell'opposizione e denuncia un certo sentimento anti-autonomistico. Ritiene che oggi si stia avviando un nuovo percorso per la compartecipazione degli enti locali nella prospettiva della realizzazione del federalismo fiscale. Sottolinea come il ricorso agli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente consenta altresì di non accrescere la pressione fiscale.
Guido CROSETTO (FI) osserva che l'utilizzo per spese correnti degli oneri di urbanizzazione rappresenta una realtà da tempo consolidata e che, con la legge finanziaria per il 2005, si era deciso che i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, potessero essere destinati al finanziamento di spese correnti entro il limite del 75 per cento per il 2005 e del 50 per cento per il 2006, ma in un'ottica di progressivo contenimento. Pur comprendendo che la percentuale prevista al comma 8 dell'articolo aggiuntivo 75.08 del Governo possa essere giudicata una riduzione brusca rispetto alla percentuale del 50 per cento, ritiene che il Parlamento debba introdurre alcuni paletti per l'utilizzo dei proventi derivanti dalle concessioni edilizie da destinare alle spese correnti, atteso che si è assistito negli ultimi tempi ad una crescita consistente della spesa corrente e alla difficoltà di comprimerne i livelli. Per tale ragione, rileva la necessità che il Parlamento dia un segnale sulla base di una logica graduale di buon senso.
Ermanno VICHI (Ulivo) preannuncia il voto contrario sul subemendamento Misiani 0.75.08.1, considerato che con tale disposizione si rischia di provocare gravi danni ambientali nonché un pregiudizio consistente ai bilanci delle amministrazioni locali. Osservato che le spese di manutenzione non possono essere considerate spese correnti, richiama l'esigenza di un'inversione di tendenza in questa materia.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) segnala che è possibile far quadrare i bilanci degli enti locali senza ricorrere ai proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione, atteso che il riequilibrio tra entrate e spese deve essere perseguito più opportunamente attraverso un utilizzo efficiente e razionale della spesa. Nel ricordare che già attualmente una quota parte degli oneri di urbanizzazione è destinata ad opere di manutenzione, precisa che si tratta di un problema serio specialmente nelle aree a forte antropizzazione. Per tale
ragione, appare necessario anche a chi abbia una vocazione autonomistica introdurre a livello centrale limitazioni per le amministrazioni locali.
Gaspare GIUDICE (FI), pur reputando di estremo interesse il dibattito fin qui svolto, rileva la necessità che il Governo chiarisca le ragioni per le quali l'articolo aggiuntivo 75.08 utilizzi una parte delle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate. Reputa tale scelta un grave errore da correggere.
Maurizio FUGATTI (LNP), considerato che la proposta emendativa consentirebbe di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti in un periodo limitato, giudica negativamente l'applicazione di tale disciplina poiché pregiudica un utilizzo razionale delle spese da parte delle amministrazioni locali oltre a introdurre elementi di incertezza per il futuro.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone di riformulare il subemendamento Misiani 0.75.08.1 nel senso di sostituire le parole «75 per cento» con le parole «35 per cento».
Francesco PIRO (Ulivo) rammenta che la disposizione ripropone una norma attualmente vigente, introdotta dalla legge finanziaria per il 2005, che prevede l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione per spese correnti fino al 75 per cento per due anni e fino al 50 per cento nell'esercizio finanziario in corso. Sottolinea che il Ministero dell'economia e delle finanze giudica tale norma una restrizione in quanto le amministrazioni potrebbero già attualmente in piena autonomia utilizzare integralmente i proventi derivanti dagli oneri concessori, sulla base di altra disposizione legislativa. Invita, pertanto, a un'accurata riflessione su tale modifica.
Antonio MISIANI (Ulivo) dichiara di accogliere la riformulazione proposta dal relatore con riguardo al subemendamento 0.75.08.1, di cui è primo firmatario.
Maria LEDDI MAIOLA (Ulivo) giudica positiva la riformulazione proposta dal relatore relativamente al subemendamento Misiani 0.75.08.1, che rappresenta un contemperamento tra l'esigenza di un passaggio graduale alla nuova disciplina e l'individuazione di una norma che possa essere agevolmente applicata ai piccoli comuni.
Alberto GIORGETTI (AN) preannuncia, a nome del suo gruppo, il voto contrario sulla nuova formulazione del subemendamento Misiani 0.75.08.1 per le ragioni già esposte in precedenza.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) si dichiara contrario al subemendamento Misiani 0.75.081, nella nuova formulazione del relatore. Al riguardo reputa più opportuno che la Commissione approvi il subemendamento Fugatti 0.75.08.8.
La Commissione approva il subemendamento Misiani 0.75.08.1 nella nuova formulazione proposta dal relatore.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) illustra il subemendamenti Fugatti 0.75.08.8, precisando che tale emendamento ricorre in maniera più opportuna a una clausola di copertura finanziaria differente dall'utilizzo delle risorse del Fondo delle aree sottoutilizzate.
Il sottosegretario Nicola SARTOR esprime parere contrario sul subemendamento Fugatti 0.75.088, in quanto la copertura finanziaria a valere sulle risorse della Tabella C appare inopportuna perché limiterebbe il funzionamento delle amministrazioni interessate.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) richiama il senso del subemendamento 0.75.08.8, di cui è cofirmatario, così come segnalato precedentemente dal deputato Giudice.
La Commissione respinge il subemendamento Fugatti 0.75.08.8.
Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) ritira il suo subemendamento 0.75.08.7.
Lino DUILIO, presidente, comunica che porrà adesso in votazione l'articolo aggiuntivo del Governo 75.08, precisando che il comma 10 si deve intendere, a correzione di un errore materiale, nel senso di sostituire alle parole «articolo 4 del» le parole «allegato A al».
Gaspare GIUDICE (FI) ribadisce la necessità che il Governo chiarisca le motivazioni del ricorso alle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, che a suo avviso è assoluatmente improprio.
Il sottosegretario Nicola SARTOR sottolinea che il ricorso al Fondo per le aree sottoutilizzate non rappresenta una modalità di copertura impropria, considerato che è già stata utilizzata in passato e che i piccoli comuni rientrano per l'appunto largamente in tali aree.
Michele VENTURA, relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo del Governo 75.08.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo 75.08 del Governo, come risultante dall'approvazione dei subemendamenti ad esso riferiti.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) ricorda che risulta ancora accantonato l'emendamento Gibelli 75.12.
Lino DUILIO, presidente, alla luce dell'approvazione dell'articolo aggiuntivo 75.08 del Governo, chiede ai presentatori se intendono ritirare l'emendamento Gibelli 75.12.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) insiste per la votazione dell'emendamento Gibelli 75.12, che reca una copertura finanziaria più opportuna - da prelevarsi dagli ingenti fondi destinati a Roma capitale - rispetto a quella dell'articolo aggiuntivo 75.08 del Governo testé approvato, che configura invece una sorta di «partita di giro».
La Commissione respinge l'emendamento Gibelli 75.12.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che la Commissione possa adesso procedere alla votazione dell'emendamento 74.120 del relatore, considerato che tratta una questione connessa alla materia degli enti locali che la Commissione ha affrontato nella giornata odierna, vale a dire l'esenzione degli enti gestori delle aree naturali protette dal vincolo del 2 per cento alla crescita della spesa di cui all'articolo 1, comma 5 della legge finanziaria 2005, n. 311 del 2004.
Il sottosegretario Nicola SARTOR esprime parere favorevole sull'emendamento 74.120 del relatore.
Alberto GIORGETTI (AN) chiede chiarimenti sulla copertura finanziaria dell'emendamento del relatore 74.120.
Lino DUILIO, presidente, precisa che essa ammonta a 4 milioni di euro da prelevarsi dall'accantonamento del Ministero dell'economia e delle finanze.
La Commissione approva l'emendamento del relatore 74.120.
Gianfranco CONTE (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede al presidente chiarimenti sulle modalità di prosecuzione dell'esame del disegno di legge finanziaria.
Lino DUILIO, presidente, ricorda come si sia concordato di procedere all'esame delle proposte emendative dell'articolo 3 del disegno di legge finanziaria nella seduta di domani mattina, mentre si è programmato di esaminare stasera le proposte emendative che sono state accantonate nel corso dell'esame e quelle che i gruppi intendano richiamare. Propone
quindi di passare all'esame dell'articolo aggiuntivo 57.019 del Governo relativo al personale delle autorità indipendenti.
Gianfranco CONTE (FI) rileva come non vi sia omogeneità nel passare ad esaminare le proposte emendative riferite alle autorità indipendenti subito dopo aver affrontato le problematiche relative agli enti locali.
Lino DUILIO, presidente, avverte che deve ritenersi inammissibile, in quanto introduce materia estranea al contenuto del disegno di legge finanziaria o comunque non contemplata dalla proposta emendativa a cui accede e non avente alcuna connessione con il contenuto di essa il subemendamento Raiti 0.57.019.7, che autorizza le università a prorogare i contratti a tempo determinato di personale agricolo stagionale, riguardando infatti l'articolo aggiuntivo 57.019 del Governo il personale delle autorità indipendenti.
Alberto GIORGETTI (AN) chiede al presidente di chiarire se vi sia la possibilità da parte dei membri della Commissione di segnalare per la votazione determinati articoli, ricordando come non sia ancora stato affrontato l'esame delle proposte emendative segnalate dai gruppi. Chiede più in generale una maggiore chiarezza sull'andamento dei lavori, di modo che anche i gruppi di opposizione possano eventualmente procedere a richiamare alcuni emendamenti per la votazione.
Lino DUILIO, presidente, ricorda che si era comunque concordato sulla possibilità di richiamare alcuni argomenti per la discussione, mentre invece era rimasto da trattare appunto l'articolo aggiuntivo del Governo 57.019.
Marino ZORZATO (FI) chiede ulteriore tempo per approfondire le problematiche sottese all'articolo aggiuntivo 57.019, ritenendo preferibile passare nella seduta in corso al richiamo di questioni da parte dei gruppi.
Lino DUILIO, presidente, chiede ai membri della Commissione se ritengano di procedere a richiamare alcune proposte emendative per la votazione, effettuando una ricognizione degli argomenti da porre in discussione ed eventualmente procedendo ad una sospensione.
Ettore PERETTI (UDC) segnala l'interesse del suo gruppo ad esaminare l'emendamento 24.13 ed i subemendamenti che vi si riferiscono.
Marino ZORZATO (FI) segnala l'interesse del suo gruppo ad esaminare le questioni relative alla mobilità, alla viabilità ed alle infrastrutture. Chiede quindi una breve sospensione dei lavori.
Gaspare GIUDICE (FI) rileva come l'articolo aggiuntivo 57.019 del Governo riguarda la stabilizzazione di personale delle autorità indipendenti e osserva come il testo sia particolarmente imbarazzante, in quanto dispone la stabilizzazione di personale assunto a tempo determinato anche per un periodo breve. Chiede pertanto di affrontare invece in via prioritaria l'esame delle proposte emendative all'articolo 157 in materia di disoccupazione, che gli appare meritevole di considerazione maggiore rispetto.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) segnala il suo articolo aggiuntivo 139.07 per le zone terremotate del Belice.
Lino DUILIO, presidente, invita i componenti la Commissione a non porre casi singoli, ma a concordare un metodo di lavoro. Ricorda come l'articolo aggiuntivo 57.019 sia stato individuato per la discussione in quanto l'aumento di personale presso le autorità indipendenti, derivante anche dalla stabilizzazione dei dipendenti assunti a tempo determinato, può intendersi come strumentale allo sviluppo economico dei relativi settori, ad esempio con riguardo al ruolo della COVIP in ordine allo sviluppo della previdenza complementare.
La seduta, sospesa alle 0.15, riprende alle 0.50.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che, al fine di dare un ordine ai lavori della Commissione, si debba valutare se esaminare subito le proposte emendative riferite agli articoli concernenti la materia dello sviluppo economico, alla presenza del sottosegretario Bubbico, oppure stabilire direttamente quali questioni debbano essere affrontate nella seduta di domani.
Alberto GIORGETTI (AN) ritiene che sia preferibile procedere immediatamente all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli concernenti la materia dello sviluppo economico, in quanto rinviare il seguito dell'esame alla seduta di domani ridurrebbe ulteriormente le possibilità della Commissione di svolgere un esame esaustivo.
Gianfranco CONTE (FI) sottolinea la novità rappresentata dall'intervento di altri sottosegretari, in aggiunta al sottosegretario Sartor. Rileva inoltre che il tempo a disposizione della Commissione non sarà comunque sufficiente ad esaminare le proposte emendative segnalate dai gruppi.
Lino DUILIO, presidente, dichiara di ritenere poco comprensibili le osservazioni formulate dal deputato Conte. Osserva infatti che non appare particolarmente rilevante quale sottosegretario esprima la posizione del Governo presso la Commissione. Rileva inoltre che la circostanza per cui la Commissione debba concludere l'esame entro la giornata di domani non è dipesa dalla volontà del suo presidente.
Gaspare GIUDICE (FI), mentre non ritiene particolarmente rilevante la questione relativa ai sottosegretari che intervengono in Commissione, sottolinea l'esigenza che il Governo indichi su quali articoli sia disponibile a procedere.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, osserva che, evidentemente, alcuni deputati ritengono che, quanto meno la Commissione sarà in grado di lavorare, tanto più sarà complicata la gestione dell'esame in Assemblea.
Marino ZORZATO (FI) chiede, anche a nome del suo gruppo, che il Governo, se è in condizione di farlo, esprima il proprio parere sulle proposte emendative riferite agli articoli in materia di sviluppo economico. In caso contrario, ritiene che sarebbe opportuno rinviare il seguito dell'esame alla seduta di domani e stabilire su quali materie riprenderà l'esame.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) concorda con la posizione espressa dal deputato Zorzato.
Ettore PERETTI (UDC) si associa alle posizioni espresse dai deputati Zorzato e Garavaglia.
Lino DUILIO, presidente, sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa all'1.05, riprende all'1.30.
Lino DUILIO, presidente, avverte che la Commissione procederà all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 104 e seguenti, in materia di sviluppo economico. Dichiara quindi che risulta inammissibile per estraneità di materia l'articolo aggiuntivo 104.021 del Governo, che disciplina le facoltà del commissario straordinario incaricato delle procedure di ristrutturazione per le grandi riprese in stato di dissolvenza. Dichiara altresì che risulta inammissibile il subemendamento Garavaglia 0.104.173.1, in quanto soppressivo dell'intero emendamento.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sul subemendamento Garavaglia 0.104.173.4.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO esprime parere conforme a quello del relatore.
La Commissione respinge il subemendamento Garavaglia 0.104.173.4.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sul subemendamento Garavaglia 0.104.173.3.
La Commissione respinge il subemendamento Garavaglia 0.104.173.3.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sul subemendamento Garavaglia 0.104.173.2.
La Commissione respinge il subemendamento Garavaglia 0.104.173.2.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, raccomanda l'approvazione del suo emendamento 104.173.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO esprime parere favorevole.
La Commissione approva l'emendamento 104.173 del relatore.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sull'emendamento Lazzari 104.72.
La Commissione respinge l'emendamento Lazzari 104.72.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'emendamento 104.3 della X Commissione.
La Commissione approva l'emendamento 104.3 della X Commissione.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO invita il presentatore a ritirare l'emendamento Provera 104.161.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che l'emendamento possa considerarsi respinto ai fini della ripresentazione dell'Assemblea.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sull'emendamento Merloni 104.171.
La Commissione respinge sull'emendamento Merloni 104.171.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sull'emendamento Giorgetti 104.113.
La Commissione respinge l'emendamento Giorgetti 104.113.
Andrea LULLI (Ulivo) dichiara di ritirare il suo emendamento 104.172.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sull'emendamento Garavaglia 104.114.
La Commissione respinge l'emendamento Garavaglia 104.114.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sull'emendamento Pili 104.170.
La Commissione respinge l'emendamento Pili 104.170.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'emendamento 104.10 della X Commissione.
La Commissione approva l'emendamento 104.10 della X Commissione.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) illustra il suo articolo aggiuntivo 104.016.
Marino ZORZATO (FI) dichiara di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Garavaglia 104.016.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Garavaglia 104.016.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO esprime parere conforme a quello del relatore, rilevando che la proposta emendativa in esame reca misure in materia di sicurezza che non risultano del tutto congrue nell'ambito di disposizioni volte a favorire la crescita economica.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Garavaglia 104.016.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) illustra il suo subemendamento 0.104.019.1.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sul subemendamento Garavaglia 0.104.019.1.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO esprime parere conforme a quello del relatore, in quanto le misure in favore dell'innovazione tecnologica, proposte dal Governo, si riferiscono a tutti i settori produttivi, e dunque anche a quelli contemplati nel subemendamento.
La Commissione respinge il subemendamento Garavaglia 0.104.019.1.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, illustra il suo articolo aggiuntivo 104.019, auspicandone l'approvazione.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 104.019 del relatore.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo 104.019 del relatore.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 104.020 del Governo.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo 104.020 del Governo.
Alberto GIORGETTI (AN) rileva che, nonostante la Commissione in questa fase stia discutendo di parti della finanziaria che non rappresentano temi di confronto cruciale tra maggioranza e opposizione, nessun proposta emendativa dell'opposizione
è stata accolta. Nel segnalare che il deputato Garavaglia ha posto questioni di merito che avrebbero potuto essere tenute nella giusta considerazione, ritiene che sia necessario segnalare tale situazione sulla quale è opportuna una riflessione. Ricorda, ad esempio, che ha presentato una proposta emendativa all'articolo 104, che prevede di destinare fondi alle microimprese: si tratta di questioni che possono essere condivise dalla maggioranza. Ciononostante, non si può ignorare l'atteggiamento di rigidità da parte del Governo nei confronti delle proposte emendative dell'opposizione, il che induce a una doverosa considerazione politica, stante l'atteggiamento collaborativo sin qui dimostrato dall'opposizione.
Lino DUILIO, presidente, confida nel fatto che il Governo possa dare un segnale di apertura nei confronti delle proposte emendative presentate dai gruppi di opposizione.
Gaspare GIUDICE (FI) rileva che sull'articolo 105 deve essere svolta un'accurata riflessione, anche alla luce dell'articolo aggiuntivo del Governo 75.08 - approvato dalla Commissione nella seduta odierna - che si avvale delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate. Richiama, pertanto, l'esigenza di un approfondimento sulle politiche che il Governo intende adottare nei confronti del Mezzogiorno. Al riguardo, osserva che si registra, nel disegno di legge finanziaria in esame, una consistente riduzione delle risorse nel 2007 rispetto a quanto previsto nella legge finanziaria per il 2006 e un corrispondente incremento di risorse per le annualità future. In particolare, si passa da una dotazione di 8.239 milioni di euro nel 2006 del Fondo per le aree sottoutilizzate a 5.257 milioni di euro nel 2007. A ciò si aggiunga che desta preoccupazione l'entità delle risorse aggiuntive, che dovranno essere destinate al cofinanziamento nazionale dei progetti finanziati dalle risorse comunitarie. Ritiene che gli incrementi degli stanziamenti nelle annualità successive al 2007 rappresentino un segnale negativo, che traduce una politica assolutamente insufficiente per le esigenze del Mezzogiorno. Fa presente che l'economia del Paese non può essere rilanciata senza il contributo del Mezzogiorno, lamentando che i segnali dell'attuale Governo non vadano in questa direzione.
Marcello TAGLIALATELA (AN) rileva che l'articolo 105 rappresenta un «inganno» per il Sud e che la riduzione degli stanziamenti destinati alle aree sottoutilizzate è un errore del Governo.
Francesco PIRO (Ulivo) rileva l'opportunità che il Governo chiarisca la situazione con riferimento al periodo residuo della programmazione dei finanziamenti comunitari 2000-2006, atteso che desta preoccupazione il fatto che non ci siano fondi sufficienti alla copertura del cofinanziamento nazionale. Giudica altresì utile un chiarimento del Governo relativamente alla nuova programmazione dei fondi comunitari per il periodo 2007-2013.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO, nel ricordare che il Fondo per le aree sottoutilizzate non riguarda solo il Mezzogiorno, ma tutte le aree in ritardo di sviluppo localizzate su tutto il territorio nazionale, precisa che l'85 per cento delle risorse di tale fondo è indirizzata al Mezzogiorno, mentre la quota residua di tale fondo è destinata al Centro-Nord. Fa presente che l'articolo 105 del disegno di legge finanziaria introduce un meccanismo di estrema importanza, considerato che si allinea di fatto il ciclo della programmazione 2007-2013 alle risorse aggiuntive nazionali. Osservato infatti che il primo comma dell'articolo 105 reca un riferimento all'indirizzo assunto nelle linee guida per l'elaborazione del quadro strategico nazionale per la politica di coesione 2007-2013, rileva che tale disposizione consente di ricondurre le priorità in una programmazione unitaria nell'ambito di una strategia in cui concentrare le risorse necessarie a risolvere i problemi del Mezzogiorno. Sottolinea, in proposito, che in tal modo si rendono spendibili le risorse
finanziarie per l'intera programmazione, consentendo peraltro di superare i profili problematici riscontrati nella programmazione precedente nella quale, per un verso, si registrava una situazione nella quale erano disponibili risorse finanziarie in assenza di progetti cantierabili e viceversa e, per l'altro, i progetti cantierabili apparivano in taluni casi non strategici per la risoluzione dei problemi del territorio. Osserva che non devono destare preoccupazioni le minori risorse disponibili per gli esercizi finanziari 2006-2008, in quanto in tali annualità si concluderà il periodo di programmazione 2000-2006. Fa presente, al riguardo, che le amministrazioni centrali e regionali sono impegnate a chiudere la programmazione finanziaria precedente, al fine di evitare il disimpegno automatico delle risorse, il che per fortuna non si è finora verificato.
Sottolinea che il presente disegno di legge finanziaria garantisce la copertura integrale dei finanziamenti nazionali per la programmazione comunitaria che sta per concludersi e per l'avvio del prossimo ciclo 2007-2013. In conclusione, giudica importante disporre di regole condivise per la concentrazione delle risorse, al fine di definire regole di sistema, nella consapevolezza che il Mezzogiorno rappresenta una risorsa su cui puntare.
Michele VENTURA (Ulivo) esprime parere favorevole sull'emendamento del Governo 105.29.
La Commissione approva l'emendamento 105.29 del Governo.
Lino DUILIO, presidente, avverte che l'emendamento 105.30 del relatore rappresenta sostanzialmente una riformulazione dell'emendamento 100.5 della IX Commissione.
Il sottosegretario Nicola SARTOR esprime parere favorevole sull'emendamento 105.30 del relatore.
La Commissione approva l'emendamento 105.30 del relatore, risultando pertanto assorbito l'emendamento 105.5 della IX Commissione.
Alberto GIORGETTI (AN), nell'illustrare il suo articolo aggiuntivo 111.01, fa presente che si tratta della questione riguardante il sostegno alle realtà fieristiche, che rappresentano un elemento di eccellenza e un punto strategico per la competitività del Paese. Segnala che la proposta emendativa provvede al rifinanziamento di interventi previsti nella legge finanziaria per il 2006, in continuità con il lavoro svolto nella precedente legislatura.
Marino ZORZATO (FI) dichiara, a nome del suo gruppo, di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 111.01.
Lino DUILIO, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 111.01 è stato sottoscritto anche dai deputati Peretti, Garavaglia, Crisafulli e Lulli.
Andrea LULLI (Ulivo) raccomanda l'approvazione dell'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 111.01.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 111.01.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere conforme a quello del rappresentante del Governo.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 111.01.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO si dichiara favorevole all'articolo aggiuntivo Lulli 111.06, a condizione che venga riformulato nel senso di sostituire, al capoverso 371-bis, la parola cofinanziamento con la parola agevolazione e, al capoverso 371-ter, la parola cofinanziamento con la parola beneficio. A tale capoverso dovrebbe, altresì, essere aggiunto il riferimento al concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.
Andrea LULLI (Ulivo) accetta la riformulazione del suo articolo aggiuntivo 111.06.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 111.06.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo 111.06, come riformulato.
La Commissione passa ad esaminare le proposte emendative riferite all'articolo 128.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che il subemendamento Lulli 0.128.11.1 possa essere considerato inammissibile nella sua seconda parte in quanto microsettoriale.
Andrea LULLI (Ulivo) contesta il giudizio di microsettorialità dato sul suo subemendamento 0.128.11.1, rilevando che l'Italia è il paese leader mondiale nella produzione di prodotti tessili cardati.
Lino DUILIO, presidente, accantona il subemendamento 0.128.11.1 e passa all'esame del subemendamento Garavaglia 0.128.11.2.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO esprime parere contrario sul subemendamento Garavaglia 0.128.11.2 e sull'emendamento 128.2 della X Commissione. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 128.11, 128.12 e 128.13 del relatore, sull'emendamento 128.3 della X Commissione, nonché sull'emendamento Ricci 128.8.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sul subemendamento Garavaglia 0.128.11.2 e sull'emendamento 128.2 della X Commissione. Raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 128.11, 128.12 e 128.13, esprime parere favorevole sugli emendamenti 128.3 della X Commissione e Ricci 128.8.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge il subemendamento Garavaglia 0.128.11.2 e l'emendamento 128.2 della X Commissione. Approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti 128.12 e 128.13 del relatore, l'emendamento 128.3 della X Commissione e l'emendamento Ricci 128.8.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, si dichiara disponibile a ritirare il suo emendamento 128.14 e ad esprimere parere favorevole sul subemendamento Lulli 0.128.11.1 a condizione che venga riformulato nel senso di aggiungere infine all'articolo 128 del disegno di legge finanziaria i seguenti periodi: «quota parte delle risorse di cui al precedente periodo, per un ammontare pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, è destinato all'erogazione di contributi per la realizzazione di studi e ricerche diretti alla certificazione di qualità e di salubrità dei prodotti tessili cardati, realizzati con materie prime secondarie, che valorizzano la tipicità delle lavorazioni e le caratteristiche ecologiche dei relativi manufatti. Con decreto del ministro per lo sviluppo economico, di concerto con il ministro del commercio internazionale, sono individuate le modalità per accedere ai contributi di cui al precedente periodo.»
Andrea LULLI (Ulivo) accetta la riformulazione proposta dal relatore del suo subemendamento 0.128.11.1.
La Commissione approva il subemendamento Lulli 0.128.11.1, come riformulato; approva quindi l'emendamento 128.11 del relatore, come risultante dal subemendamento approvato.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) chiede una riconsiderazione dei pareri dati dal Governo e dal relatore sull'articolo Angelino Alfano 128.025, in quanto si tratta di una proposta che configura uno strumento utile per favorire l'internazionalizzazione delle piccole imprese artigiane.
Il sottosegretario Filippo BUBBICO conferma il parere contrario sull'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, conferma parere contrario sull'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025.
Marino ZORZATO (Ulivo) ritiene che si possa valutare una riformulazione dell'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025 riducendone la portata finanziaria.
Lino DUILIO, presidente, propone di accantonare l'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025.
Alberto GIORGETTI (AN) dichiara di sottoscrivere a nome del gruppo di Alleanza Nazionale l'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025, in quanto si tratta di una seria iniziativa per dare un segnale importante di sostegno al mondo delle piccole imprese.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) dichiara di sottoscrivere a nome del gruppo Lega Nord l'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025.
Maria LEDDI MAIOLA (Ulivo) ritiene che il dispositivo individuato nell'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025 configuri uno strumento interessante per favorire l'attività delle piccole imprese.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone di accantonare l'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025 per verificarne i problemi di copertura finanziaria.
Marino ZORZATO (Ulivo) concorda con la proposta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025 e ne auspica una riformulazione, dichiarando di sottoscriverlo a nome del gruppo di Forza Italia.
Lino DUILIO, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo 128.025 s'intende accantonato.
La Commissione passa quindi ad esaminare l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore.
Maria Teresa ARMOSINO (FI) osserva come la presentazione dell'articolo aggiuntivo in esame risponda alla richiesta fatta alla maggioranza dal senatore Pallaro, il quale ha dichiarato alla stampa che non avrebbe votato a favore del disegno di legge finanziaria se il Governo non avesse stanziato finanziamenti per il sostegno degli imprenditori italiani all'estero.
Marino ZORZATO (FI) invita il presidente ad aggiornare i lavori della Commissione.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, invita a valutare il suo articolo aggiuntivo 128.026 nel merito, senza falsi moralismi.
Maria Teresa ARMOSINO (FI) rileva che l'invito del relatore non possa essere accolto in quanto è notorio che il senatore Pallaro ha dichiarato alla stampa che il suo voto è condizionato a ai finanziamenti previsti nell'articolo aggiuntivo in esame. Preannuncia quindi il suo voto contrario all'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore.
Lino DUILIO, presidente, avverte che il subemendamento Garavaglia 0.128.026.2 è inammissibile, in quanto soppressivo dell'emendamento cui si riferisce.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) preannuncia il suo voto contrario sull'articolo aggiuntivo 128.06 del relatore, associandosi alle considerazioni dell'onorevole Armosino
e osservando che l'articolo aggiuntivo in esame non è meramente microsettoriale, ma è addirittura personale, rispondendo ad una precisa richiesta del senatore Pallaro.
Lino DUILIO, presidente, osserva che tuttavia l'onorevole Garavaglia ha presentato il subemendamento 0.128.026.3 il quale, riducendo le risorse destinate, appare condividerne lo spirito.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) rileva che la presentazione del suo subemendamento 0.128.026.3 rispondeva soltanto ad esigenze ostruzionistiche.
Marino ZORZATO (FI) esprime forti perplessità sul contenuto dell'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore, osservando che in realtà si tratta di un ricatto morale allo spirito della democrazia.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, sottolinea come il suo articolo aggiuntivo 128.026 sia volto a sostenere le iniziative degli italiani all'estero e respinge pertanto le considerazioni dei deputati che vi individuano una mera concessione alle richieste del senatore Pallaro.
Vladimiro CRISAFULLI (Ulivo) annuncia il suo voto favorevole sull'articolo aggiuntivo in esame, poiché ritiene che esso ponga rimedio a uno storico ritardo della politica italiana nei confronti dei connazionali residenti all'estero. Ricorda quindi come molti italiani all'estero ricoprano ruoli di prestigio e ritiene che l'adozione di misure a loro favorevole comporterebbe notevoli vantaggi per il nostro Paese, in quanto essi sono spesso i migliori ambasciatori dell'Italia nel mondo.
Alberto GIORGETTI (AN) condivide le considerazioni svolte dai deputati Armosino e Zorzato e sottolinea come, a suo avviso, l'attuale maggioranza non abbia titolo a parlare degli interessi degli italiani all'estero, avendo persino soppresso la previsione di un Ministro ad essi dedicato, introdotta nella scorsa legislatura. Evidenzia altresì l'esiguità delle risorse previste nell'articolo aggiuntivo e ritiene che questo risulti, nel complesso, generico e poco incisivo. Richiama altresì l'attenzione del presidente sul fatto che altri emendamenti di contenuto pressoché analogo erano stati dichiarati inammissibili per estraneità di materia, in quanto contenevano misure di sostegno al reddito che non riguardavano la generalità dei cittadini: alla luce di ciò, reputa inaccettabile che sia stato dichiarato ammissibile l'articolo aggiuntivo in esame. Osserva infine che il problema degli italiani all'estero debba essere affrontato in modo più serio e propone pertanto l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo al fine di consentire un'ulteriore riflessione.
Gaspare GIUDICE (FI) dichiara di condividere i contenuti dell'intervento del deputato Crisafulli, ma ricorda come la questione sollevata dal deputato Armosino riguardasse non già il merito della proposta emendativa, quanto piuttosto l'intervento sulla stampa del senatore Pallaro, al quale non è accettabile che siano dedicate simili risorse.
Massimo GARAVAGLIA (LNP), al fine di fugare ogni dubbio sulle ragioni che hanno indotto il relatore alla presentazione dell'articolo aggiuntivo in esame, invita la maggioranza a votare i subemendamenti che riducono le risorse stanziate nell'articolo aggiuntivo, in modo da escludere la coincidenza con la somma indicata dal senatore Pallaro.
Marino ZORZATO (FI) ribadisce la richiesta di accantonare l'emendamento in esame fino alla seduta di domani.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, alla luce della discussione svolta, si dichiara contrario all'ipotesi di accantonamento formulata dal deputato Zorzato.
Lino DUILIO, presidente, fa presente, rispondendo alle questioni sollevate dal
deputato Giorgetti, che l'articolo aggiuntivo in esame, a differenza di altre proposte emendative dichiarate inammissibili, prevede politiche generali concernenti le collettività italiane all'estero nonché la valorizzazione del ruolo degli imprenditori.
Marino ZORZATO (FI) rinnova la richiesta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo in esame e sottolinea, in contrasto con quanto affermato dal presidente, la stretta analogia tra questo e alcune proposte emendative già dichiarate inammissibili.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria esprime parere contrario sui subemendamenti Garavaglia 0.128.026.1 e 0.128.026.3.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) illustra il suo subemendamento 0.128.026.1, che potrebbe evitare le duplicazioni con le funzioni svolte dal Ministero degli affari esteri. Ritiene, infatti, che tale proposta emendativa non appare ragionevole nel contesto dell'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore e servirebbe, pertanto, a fare chiarezza sul suo ambito di applicazione.
Alberto GIORGETTI (AN) ritiene che l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore non è conforme ai criteri di ammissibilità con riferimento al contenuto proprio della legge finanziaria, atteso che non reca misure di sostegno al reddito funzionali allo sviluppo economico. Per tale ragione, appare incomprensibile che l'articolo aggiuntivo Tremaglia 86.013 sia stato dichiarato inammissibile per estraneità di materia. Osserva che il subemendamento Garavaglia 0.128.026.1 va nel senso di interpretare in maniera più opportuna l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore sulla base dei criteri di ammissibilità con riferimento al contenuto proprio della legge finanziaria. Fa presente, peraltro, che l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore si pone in contrasto con i tagli operati dall'articolo 53 del disegno di legge finanziaria sulla rete consolare italiana all'estero. Raccomanda, quindi, l'approvazione del subemendamento Garavaglia 0.128.026.1.
Maurizio FUGATTI (LNP) sottolinea che l'approvazione del subemendamento Garavaglia 0.128.026.1 potrebbe fugare le perplessità relativamente al fatto che sia inserita nella legge finanziaria una disposizione per il potenziamento dei consolati, in risposta alle richieste del senatore Pallaro. Si tratterebbe, quindi, di un vero e proprio atto di coerenza.
La Commissione respinge il subemendamento Garavaglia 0.128.026.1.
Massimo GARAVAGLIA (LNP), intervenendo sul suo subemendamento 0.128.026.3, rileva che si tratta di un segnale di trasparenza e di chiarezza, al fine di evitare che venga approvato un emendamento ad personam, anche allo scopo di consentire di individuare una copertura finanziaria per l'articolo aggiuntivo Alfano Angelino 128.025, che riveste estrema importanza. Invita, quindi, a rivedere il parere espresso sul subemendamento Garavaglia 0.128.026.3.
Alberto GIORGETTI (AN) esprime apprezzamento per il subemendamento Garavaglia 0.128.026.3, che interviene in una logica di risparmio nell'utilizzazione delle risorse pubbliche. Osservato che, secondo quanto affermato dal Ministro dell'economia e delle finanze, il disegno di legge finanziaria non può mutare i saldi di finanza pubblica, giudica preferibile che gli stanziamenti derivanti dal subemendamento Garavaglia 0.128.026.3 siano destinati alla copertura del subemendamento Alfano Angelino 0.128.026.5. Rileva l'importanza del ruolo delle comunità degli italiani all'estero e sottolinea la valenza strategica delle imprese artigiane, che contribuiscono in maniera innovativa all'economia del Paese. Ritiene che l'approvazione del subemendamento Garavaglia
0.128.026.3 possa sgombrare il terreno da equivoci e razionalizzare la spesa nello spirito di coerenza della legge finanziaria. Fa presente che l'opposizione sta fornendo il contributo costruttivo al dibattito in corso. Segnala che l'articolo aggiuntivo Tremaglia 86.013 reca importanti misure di sostegno al reddito disponendo misure destinate in maniera importante alle comunità di italiani all'estero. In conclusione, invita il relatore ad una riflessione attenta sul subemendamento Garavaglia 0.128.026.3.
Marino ZORZATO (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva la necessità che il presidente chiarisca quando si prevede la conclusione dei lavori.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che occorra prima esaurire la discussione sulle proposte emendative riferite all'articolo 128.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) evidenzia come la Commissione abbia esaminato frettolosamente gli emendamenti presentati dall'opposizione, mentre alcuni in particolare avrebbero richiesto la necessaria attenzione e valutazione. Ritiene, ad esempio, che occorra dare un segnale importante agli imprenditori all'estero salvaguardando, nel contempo, la dignità del Parlamento, anche al fine di smentire quanto apparso sugli organi di stampa. Ribadisce che il subemendamento Garavaglia 0.128.026.3 risolve il problema della copertura dell'articolo aggiuntivo Angelino Alfano 128.025 si augura quindi che il Governo possa riconsiderare il parere sul subemendamento Garavaglia 0.128.026.3.
Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI), osservando che l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore appare disomogeneo nel suo stesso contenuto, chiede al relatore se per imprenditori italiani all'estero si intendano solo i cittadini italiani. Rileva inoltre che i paesi esteri potrebbero eccepire un problema in termini di effetti negativi sulla libera concorrenza se si concedono benefici finanziari solo agli imprenditori italiani che operano sul loro territorio e non indistintamente a tutti gli imprenditori. Infine, rileva che ai sensi della normativa dell'Unione europea le disposizioni dell'articolo aggiuntivo in esame potrebbero configurarsi come aiuto di Stato.
Giovanni MARRAS (FI) ricorda come sia il quotidiano Repubblica, e non un quotidiano affine al centrodestra, che riporta la notizia del voto di scambio avente come protagonista il senatore Pallaro. L'episodio costituisce un esempio negativo per il Paese, non escludendosi che anche nel futuro il senatore Pallaro possa chiedere altri benefici finanziari per concedere il proprio voto a sostegno dell'attuale maggioranza. Chiede quindi un accantonamento dell'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore, auspicando che la maggioranza segua il tema della promozione del made in Italy nel mondo come ha fatto il ministro Tremaglia, con intenti di certo non di tipo elettorale. Dichiara in ogni caso voto contrario all'articolo aggiuntivo.
Marino ZORZATO (FI) chiede al Presidente se sia sufficiente la relazione che accompagna l'articolo aggiuntivo.
Lino DUILIO, presidente, replicando all'onorevole Zorzato, ritiene che la relazione sia sufficiente.
Marino ZORZATO (FI) rivela come ci si trovi di fronte ad un evidente voto di scambio, anche se non si capacita che mentre il senatore Pallaro chiedeva soltanto 14 milioni di euro il Governo gliene ha concessi il triplo. Rileva come una maggioranza che vuole governare il Paese non possa subire un simile richiesta di voto di scambio.
Gaspare GIUDICE (FI) invita a una riflessione su una riforma della legge finanziaria che non badi solo agli aspetti quantitativi della manovra ma anche ai profili qualitativi delle disposizioni proposte. Al riguardo ritiene che si potrebbero
votare proposte emendative che siano condivisibili nel merito e che affrontino problemi reali del Paese. Evidenzia come l'atteggiamento dell'opposizione non si possa considerare un ostruzionismo gratuito, in quanto nel merito la proposta emendativa a favore degli imprenditori italiani all'estero è giusta. Osserva come da una decina di anni a questa parte nell'ambito della sessione di bilancio si sono votati sempre meno emendamenti al disegno di legge finanziaria, assistendosi quindi ad una degenerazione del rapporto fra Governo e Parlamento. In ordine all'articolo 53 del disegno di legge finanziaria, ritiene che debba essere il Parlamento a farsi carico della sua modifica, non dovendo aspettare determinazioni dal Governo, in quanto la politica va fatta in Parlamento, al quale deve essere restituito il proprio valore e ruolo.
Lino DUILIO, presidente, apprezza le considerazioni dell'onorevole Giudice in merito al ruolo del Parlamento.
Maurizio TURCO (RosanelPugno) invita a non scandalizzarsi sul contenuto dell'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore, ricordando al riguardo come anche il ministro Tremaglia abbia inserito nelle leggi finanziarie degli ultimi anni una serie di disposizioni a favore degli italiani all'estero e che anche i deputati dell'opposizione Picchi e Romagnoli hanno protestato per insufficienza dei finanziamenti alle rappresentanze italiane all'estero.
Chiara MORONI (FI) manifesta il proprio sconcerto per l'andamento dei lavori sul disegno di legge finanziaria, che tuttavia ancora oggi non è affatto definita: il Governo appare sotto il ricatto della propria maggioranza, e l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore rappresenta il perfetto emblema di tale situazione. Lo scambio tra la maggioranza ed il senatore Pallaro, fondato sul finanziamento da egli richiesto, viene pagato, in definitiva, da tutti i cittadini, mentre gli articoli sullo sviluppo, cioè su una materia tanto importante per il Paese, sono stati esaminati in 5 minuti, senza prendere in seria considerazione nessuna delle proposte dell'opposizione. Nel contempo, però, si propaganda un'equità sociale fondata solo sulle aliquote fiscali, senza considerare invece tutti gli altri numerosi fattori economici e sociali che la definiscono, per esempio, le garanzie in materia sanitaria, prevedendo un generalizzato pagamento di ticket per tutte le prestazioni sanitarie.
Lino DUILIO, presidente, invita il deputato Moroni a concludere.
Chiara MORONI (FI) ribadisce infine che il contenuto dell'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore è scandaloso, in quanto frutto di uno scambio inaccettabile.
Laura RAVETTO (FI) ritiene che, come evidenziato da molti colleghi, l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore sia frutto di un ricatto da parte del senatore Pallaro, il cui atteggiamento, stando a quanto riportato dalla stampa, costituisce un precedente pericoloso in una situazione nella quale ciascun senatore risulta determinante per la tenuta della maggioranza. Stigmatizza pertanto la presentazione di un simile articolo aggiuntivo, sebbene riconosca che le finalità che il senatore Pallaro ha dichiarato di voler perseguire appaiano complessivamente assai più condivisibili di molte delle proposte portate avanti dalla maggioranza. Ritiene inoltre che la maggioranza dovrebbe approvare il subemendamento Garavaglia 0.128.026.3, volto a ridurre gli stanziamenti previsti dall'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore, ciò che, tra l'altro, consentirebbe alla maggioranza di differenziarsi dalle richieste del senatore Pallaro, dimostrando di non aver praticato un voto di scambio.
Alberto GIORGETTI (AN), intervenendo per richiamo al regolamento, chiede al presidente di precisare su quale disposizione regolamentare si fondi il suo invito a limitare gli interventi nel termine di dieci minuti.
Lino DUILIO, presidente, ricorda di aver già fatto riferimento alle previsioni di cui all'articolo 50, comma 1, del Regolamento.
Guido CROSETTO (FI) cita brevemente la biografia del senatore Pallaro e dichiara di volerlo difendere dalla accuse che gli sono state rivolte, in quanto le sue richieste appaiono del tutto naturali e niente affatto criticabili. Giudica invece vergognosa la scelta del Governo di destinare risorse ingenti a tali richieste, nel contesto di una manovra finanziaria che lo stesso Governo definisce di rigore e che pratica tagli significativi in altri settori, tra cui la cooperazione allo sviluppo. Ciò dimostra, a suo avviso, la scarsa considerazione in cui il Governo tiene il bilancio pubblico.
Pietro ARMANI (AN) ricorda come, dopo l'intervento del ministro Padoa Schioppa, la Commissione abbia continuato a essere sommersa di emendamenti del relatore e del Governo, che hanno di fatto impedito l'esame di rilevanti problemi, quali la curva delle aliquote IRPEF o il trasferimento del trattamento di fine rapporto inoptato all'INPS. Ritiene quindi che un primo problema, di deontologia parlamentare, consista nell'esigenza di arrestare questa valanga di emendamenti del relatore e del Governo. Desidera altresì richiamare l'attenzione sui tagli, particolarmente rilevanti, di cui la Commissione ha avuto modo di discutere esaminando le proposte emendative relative all'articolo 53. Ricorda in particolare i pesanti tagli che si prospettano per il bilancio del Ministero degli esteri nonché la riduzione dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, sottolineando come ciò renda tanto più stridente la scelta di destinare risorse significative alle richieste del senatore Pallaro. Per queste ragioni, l'opposizione dirà con forza che la maggioranza ha impedito alla Commissione di affrontare i reali problemi posti nel disegno di legge finanziaria, ciò che egli giudica una grave manifestazione di malcostume politico.
Alberto FILIPPI (LNP) sottolinea che l'approvazione del subemendamento Garavaglia 0.128.026.3 consentirebbe di apportare le necessarie modificazioni all'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore nello spirito di quanto affermato dal senatore Pallaro nella sua intervista al quotidiano Repubblica. Nel ritenere che la Commissione abbia respinto inopportunamente il subemendamento Gravaglia 0.128.026.1, sottopone alla Commissione l'esigenza di apportare un sostegno decisivo alle imprese italiane, che si sentono penalizzate dalle politiche del Governo in carica; al riguardo, ricorda che le piccole e medie imprese forniscono un contributo importante alla crescita economica del Paese e all'occupazione.
Maria Teresa ARMOSINO (FI) invita il relatore e il Governo a una riflessione su quanto si discutendo riconsiderando i pareri espressi sul subemendamento Garavaglia 0.128.026.3. Nell'ammettere che si possono manifestare diversi punti di vista su questioni di estrema rilevanza, quali ad esempio il conferimento del TFR, sottolinea che qui si tratta di un fatto non politico, che i cittadini non potranno comprendere, proprio in quanto si evidenzia che la permanenza al Governo è di fatto subordinata alle istanze di una persona. Nel precisare che il subemendamento Garavaglia 0.128.026.3 potrebbe correttamente configurare la richiesta del senatore Pallaro, ribadisce l'opportunità di un ripensamento dell'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore, che traduce una questione che non rappresenta nulla nell'ambito del disegno di legge finanziaria per il 2007.
Maurizio FUGATTI (LNP) osserva che quanto si sta verificando rappresenta un fatto di estrema gravità, come emerge anche dalle prime agenzie di stampa che si stanno pubblicando. Quanto sta accadendo dimostra che si sta discutendo di una situazione peculiare, che nulla ha a che vedere con le grandi questioni politiche della legge finanziaria: si tratta di un vero e proprio voto di scambio. Invita la Commissione a votare il subemendamento Garavaglia 0.128.026.3, che avrebbe il pregio
tra l'altro di far uscire la maggioranza da una situazione che sta diventando imbarazzante. Si tratta peraltro di una situazione inaccettabile se si considera che taluni gruppi nella maggioranza si dichiarano difensori di valori morali ed etici nel loro programma. Raccomanda, quindi, l'approvazione del subemendamento Garavaglia 0.128.026.3.
La Commissione respinge il subemendamento Garavaglia 0.128.026.3.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) osserva come la Commissione si trovi ad impiegare il proprio tempo senza discutere di nulla, fatta eccezione per la parte relativa agli enti locali. Rileva come sia emblematico il fatto che arrivi a tarda notte un simile incidente di percorso, laddove la stessa tempistica della presentazione dell'articolo aggiuntivo appare quanto meno sbagliata. Anche prendendo per buona la dichiarazione del relatore sul fatto che l'articolo aggiuntivo 128.026 apporta benefici agli imprenditori italiani all'estero, cosa che condivide, la maggioranza ha comunque mancato di approfittare della possibilità di apportare le opportune modifiche.
Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI) rileva come non si sia discusso il testo recato dal disegno di legge finanziaria, fatta eccezione per l'articolo 53 e per la parte relativa agli enti locali. Rileva al riguardo che ciò probabilmente risponde ad una precisa strategia del Governo di non far discutere argomenti problematici come le disposizioni in materia fiscale. Stigmatizza fra l'altro l'istituzione della tassa di soggiorno che penalizza tutto il settore del turismo. Osserva come la maggioranza abbia sentito tutte le proprie promesse elettorali di non aumentare la pressione fiscale, mentre si può registrare l'eredità positiva del Governo Berlusconi consistente in maggiori entrate per 14 miliardi di euro. Richiama al riguarda la clausola di salvaguardia da lui proposta all'articolo 3 del disegno di legge finanziaria, auspicandone l'accoglimento. Ritiene infatti che si debba combattere con forza l'evasione fiscale, ma non la ricchezza che produce sviluppo. Ricorda infine come da ultimo alcuni esponenti dello stesso Governo abbiano manifestato insieme alle parti sociali di cui rappresentano i referenti politici, cosa che è stata stigmatizzata da altri esponenti del Governo: ciò a testimonianza di una maggioranza totalmente disgregata e che può trovare il sostegno parlamentare solamente mediante il voto di scambio di cui all'articolo aggiuntivo ora in votazione.
Guido CROSETTO (FI) elenca a titolo esemplificativo alcuni interventi di utilità sociale che sarebbe stato possibile finanziare con le risorse destinate all'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore. Esprime quindi il proprio stupore per il fatto che nessun deputato di maggioranza abbia avuto il coraggio di dichiararsi in disaccordo con il Governo, così come invece da lui più volte fatto nella scorsa legislatura. Si chiede altresì perché una simile proposta emendativa sia stata presentata in Commissione e non sia stata invece fatta confluire nel maxi-emendamento che, con ogni probabilità, il Governo presenterà nel corso dell'esame in Assemblea. Esprime infine un dubbio metodologico sulla scelta della stessa opposizione, che ha concentrato l'attenzione sull'articolo aggiuntivo in esame, invece che dedicare quel tempo ad approfondire aspetti più rilevanti e preoccupanti, che certamente sono presenti nel disegno di legge finanziaria.
Alberto GIORGETTI (AN) denuncia la grave scorrettezza politica insita nella presentazione dell'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore, che rappresenta a suo avviso un'operazione inaccettabile volta esclusivamente a tentare di salvaguardare la tenuta della maggioranza al Senato. Rispondendo ad alcuni dubbi espressi dal deputato Crosetto, fa presente che, forse, era necessario che la maggioranza presentasse in Commissione tale proposta emendativa, al fine di ottenere da subito i
riscontri sperati. Ritiene comunque che fosse giusto denunciare una scelta inaccettabile, a fronte della quale le comunità italiane all'estero, e in particolare quegli imprenditori su cui tanto ha insistito il relatore, non potranno che sentirsi presi in giro, per l'esiguità delle somme stanziate e per l'assenza di iniziative realmente efficaci, come quelle intraprese dal ministro Tremaglia nella scorsa legislatura. Concludendo, auspica che, una volta esaurito l'esame di questa proposta emendativa, che certamente non sarà priva di conseguenze sui rapporti tra maggioranza e opposizione, l'esame del disegno di legge finanziaria possa riprendere in modo costruttivo, secondo quanto stabilito in precedenza.
Giovanni MARRAS (FI) ritiene che, diversamente da quanto auspicato dal deputato Giorgetti, l'esame del disegno di legge finanziaria in Commissione si sia di fatto già concluso e che, anche in Assemblea, non vi saranno le condizioni per un confronto serio e approfondito. Rileva quindi come l'articolo aggiuntivo in esame, pur costituendo un episodio decisamente increscioso, non rappresenti certo l'aspetto più negativo del disegno di legge finanziaria nel suo complesso. Sottolinea inoltre come l'ininterrotta presentazione di emendamenti, articoli aggiuntivi e subemendamenti, da parte sia del relatore sia del Governo, in particolare con riferimento all'articolo 53, abbia finito per mortificare lo strumento del disegno di legge finanziaria e il ruolo della Commissione. Condivide inoltre le preoccupazioni espresse dal deputato Crosetto per l'appiattimento sulle posizioni del Governo di cui dà continua prova la maggioranza. Dopo aver ricordato come, nella precedente legilsatura, sia stato garantito un esame più ampio e approfondito dei documenti di bilancio, lamenta l'assenza del raccordo tra maggioranza e Governo, che ha impedito che potessero essere valutate e accolte anche proposte emendative dell'opposizione. Tale atteggiamento della maggioranza appare tanto più grave alla luce dei rapporti di forza in Parlamento e, ancor più, nel Paese.
Laura RAVETTO (FI) preannuncia il voto contrario sull'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore. Pur segnalando che occorre dare ascolto alle esigenze degli italiani all'estero, rileva la necessità di definire misure di sostegno per la crescita delle imprese italiane, atteso che il presente disegno di legge finanziaria non fornisce alcuna risposta alla necessità di un supporto agli investimenti dei capitali esteri in Italia e alla crescita delle imprese italiane. Nel ribadire le difficoltà in cui versa attualmente il settore industriale italiano, che risulterà fortemente penalizzato dall'applicazione delle disposizioni previste nel disegno di legge finanziaria, osserva che particolarmente grave è la situazione delle imprese operanti nel settore farmaceutico, stante la riduzione dei prezzi dei farmaci che non risolverà i problemi del deficit sanitario nazionale. A ciò si aggiunga che tale previsione inciderà pesantemente sui piani industriali delle aziende farmaceutiche riducendo gli stanziamenti destinati alla ricerca e allo sviluppo tecnologico. Ciò determinerà problemi nella definizione di prodotti realmente innovativi. In conclusione, osservato che gli interventi nei confronti delle imprese italiane all'estero sono meritevoli di tutela, ritiene che tali misure debbano essere affrontate in un contesto più ampio e che sia opportuno mettere al centro delle politiche del Governo l'impresa, la difesa del made in Italy e la creazione di infrastrutture.
Alberto FILIPPI (LNP) ricorda che, se la Commissione avesse approvato il subemendamento Garavaglia 0.128.026.3, sarebbero state apportate le necessarie correzioni all'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore. Osserva che il sostegno all'impresa rappresenta una questione cruciale alla quale occorre porre rimedio attraverso la definizione di misure strutturali che possano realmente agevolare l'imprenditoria, atteso che peraltro il settore
produttivo del Paese soffre di un peso eccessivo determinato da una forte pressione fiscale. Ritiene che l'imprenditoria italiana necessiti di interventi ad hoc in quanto può vantare esempi di eccellenza in taluni settori. Ciò vale, ad esempio, con riferimento all'industria conciaria, considerato che l'Italia rappresenta uno dei tre poli importanti a livello mondiale in tale produzione. Le imprese operanti in tale settore hanno, peraltro, investito in impianti di depurazione che consentono un ciclo di trattamento ecologico, che, a maggior ragione, deve essere adeguatamente sostenuto.
Marino ZORZATO (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, nel ricordare che la Commissione nella seduta odierna aveva convenuto una breve sospensione dei lavori e la prosecuzione dei lavori medesimi sino alle 18 del 4 novembre 2006, sottolinea che le preoccupazioni riguardanti l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore hanno provocato un'attenzione della Commissione su tale materia, che non sottrae ai lavori parlamentari tempo utile per la prosecuzione dell'esame della manovra finanziaria. Nel ricordare che l'opposizione si è dichiarata disponibile a fornire il proprio contributo per interventi di miglioramento del testo in esame, precisa che la Commissione può sfruttare il tempo residuo a disposizione in modo proficuo, considerato che il tempo utilizzato in queste ore non ha sostanzialmente sottratto gli spazi, che possono essere destinati alle necessarie modificazioni al testo.
Pietro ARMANI (AN) rileva come le modalità di esame del disegno di legge finanziaria siano andate negli ultimi anni sempre peggiorando, in quanto fra l'altro ormai si procede ad effettuare pochissime votazioni. Osserva quindi come la presentazione dell'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore, subito dopo la pubblicazione dell'articolo di stampa sul quotidiano la Repubblica, è stato un evidente errore di comunicazione da parte della maggioranza. Rileva infatti che risulterà a tutti evidente che la maggioranza ha comprato la fiducia sul disegno di legge finanziaria mediante la concessione di un beneficio al senatore Pallaro, che detiene al Senato il voto decisivo. Osserva infine come la maggioranza sia incapace di gestire la situazione di vantaggio, anche alla Camera, in quanto avrebbe anche potuto apportare una modifica alle tabelle del bilancio dello Stato, ottenendo lo stesso risultato senza presentare una proposta emendativa così evidente.
Michele VENTURA (Ulivo), relatore per il disegno di legge finanziaria, rileva come la discussione appaia progressivamente trasformarsi da seria in goliardica e si domanda perché mai la maggioranza avrebbe dovuto occultare in qualche modo la proposta emendativa in esame rinviandone la presentazione al Senato ovvero prevedendo il relativo finanziamento mediante una modifica da apportare alle tabelle del bilancio. Considera fra l'altro come non vi siano certezze sul comportamento del senatore Pallaro al Senato, non potendo la sola intervista rilasciata alla stampa ritenersi indicativa delle sue intenzioni. Rileva quindi come l'attuale maggioranza, nella scorsa legislatura in Commissione Bilancio, raramente si sia comportata in maniera ostruzionistica: osserva peraltro che, siccome la maggioranza non ha alcunché da nascondere, è meglio che vi sia stato un confronto così ampio.
Gaspare GIUDICE (FI) invita l'onorevole Ventura a ricordare quanti emendamenti al disegno di legge finanziaria sono stati votati nella scorsa legislatura e si rammarica del tempo di esame estremamente ridotto che è stato dedicato dalla Commissione bilancio all'esame del disegno di legge finanziaria. Ricorda come sia la prima volta, nell'ambito della sessione di bilancio, che vi è stato un continuo stillicidio dei giudizi di ammissibilità sulle proposte emendative presentate, giudizi che sono stati letti addirittura fino alla giornata di ieri: in sostanza, negli ultimi tre
giorni si sono votati pochissimi emendamenti. Dichiara quindi di lasciare l'aula mostrandosi indignato per la constatata impossibilità di procedere utilmente nell'esame del disegno di legge finanziaria.
La Commissione approva infine l'articolo aggiuntivo 128.026 del relatore.
La seduta termina alle 7.50 del 4 novembre 2006.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 73 del 2 novembre 2006, a pagina 39, seconda colonna, ventisettesima riga, dopo le parole «Vannucci 77.5», aggiungere, a capo, il seguente periodo «Erminio Angelo QUARTIANI (Ulivo) dichiara di sottoscrivere gli emendamenti Raiti 77.11 e Garavaglia 77.12, soppressivi dell'articolo 77».