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Timestamp: 2020-02-17 13:13:50+00:00
Document Index: 186369617

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CAMORENA ORVIETO 06-29.03.1944
Località Camorena, Orvieto, Terni, Umbria
Data 6 marzo 1944 - 29 marzo 1944
Descrizione: Nella primavera del 1944 in Umbria lo sviluppo dell’attività partigiana, del fenomeno della renitenza alla leva e delle diserzioni, spingono le autorità della RSI a una stretta repressiva. E’ in questo contesto, in cui si assiste tra l’altro, tra la fine di marzo e l’aprile, alla fucilazione di tre renitenti a Marsciano (Perugia) e di due a Montefalco (Perugia), che si inserisce quanto accade a Orvieto. Il 23 gennaio 1944 il locale commissariato di PS riceve una lettera anonima che segnalava la presenza nella zona di Sermugnano, nel Comune di Castiglione in Teverina, di una “banda” armata. Le indagini effettuate dal commissariato e dell’ufficio politico della GNR riesce a individuare un componente della banda, Giovanni Nannarelli, intenzionato ad abbandonare la banda. Quest’ultimo è arrestato e, sottoposto a minacce, indica il luogo dove si nascondono i compagni. Nella notte tra il 6 e 7 marzo 1944, un reparto del battaglione M di stanza a Orvieto fa irruzione in una grotta in località Sermugnano, nel Comune di Castiglione in Teverina, in un terreno di proprietà del possidente Federico Cialfi, qui sorprende sei componenti del gruppo, guidato dall’antifascista Orderice Stornelli, costituito da giovani, tutti renitenti alla leva o disertori delle forze della RSI. Nell’azione vengono anche catturati quattro prigionieri inglesi e cinque contadini che li ospitano. Il 7 marzo è arrestato il possidente Federico Cialfi e il figlio Vittorio. I sei componenti del gruppo, insieme a Federico Cialfi, dopo un periodo di reclusione in cui sono sottoposti a sevizie al fine di estorcere loro informazioni, il 29 marzo vengono processati da un Tribunale militare tedesco insediatosi a Orvieto. Il Tribunale, anche e soprattutto per effetto delle pressioni esercitate dai vertici politici e militari fascisti locali, intenzionati a “offrire un ammaestramento per tutti”, condanna gli imputati alla pena capitale “per partecipazione volontaria a bande di ribelli. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno i sette vengono trasportati in una cava di ghiaia in località Camorena e fucilati uno per volta da un plotone di esecuzione formato da militi della 4. compagnia del battaglione M.
Estremi e note penali: Sin dalla fine del 1944 i carabinieri di Orvieto, anche a seguito delle denunzie da parte di alcuni parenti delle vittime e dello stesso CLN cittadino, avviarono indagini per individuare gli esponenti politici e militari della RSI coinvolti nella strage di Camorena. Queste, condotte dalla locale procura del regno, si conclusero il 23 luglio 1945, con il rinvio a giudizio delle 25 persone in precedenza ricordate e la trasmissione degli atti da parte del giudice istruttore al procuratore generale presso la Corte d’appello di Perugia chiamata a giudicare il crimine. Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere nei confronti di tutti gli imputati: per effetto della quale i giudici ordinavano la revoca dei mandati di cattura per gli imputati in contumacia e la scarcerazione di quelli reclusi. Ciò valeva per Luigi Ficarelli, Pietro Duranti, Adelio Salotti, Costanzo Curti, che risultavano deceduti e quindi i reati ascritti erano da considerarsi estinti; per Plinio Leggerini, poiché l’azione penale non poteva essere esercitata, visto che risultava già sottoposto ad altro processo presso la Corte d’Assise straordinaria di Parma; per Girolamo Misciatelli e Giovanni Battista Culmone perché il fatto non costituiva reato; per Carlo Taddei e Amedeo Rampini, per non avere commesso il fatto; per Adelio Brunori, Alfonso Maria Taddei, Marcello Martello, Libaldo Nencini, Sveno Troscia, Vittorio Castelli, Giovanni Nannarelli, Leonello Stornelli, Raniero Petricelli, in quanto i reati loro attribuiti erano dichiarati estinti per amnistia; così come per per Donato Bergamasco, contro cui la corte riconosceva anche di non doversi procedere per il reato di concorso in omicidio; per Guido Franco, Luciano Pedrini, Guido Del Grosso, Sebastiano Franco, Nino Miggiano, perché non avevano commesso il fatto; per Filippo Colombo, poiché il fatto non costituiva reato.
Annotazioni: Secondo quanto emerge dall’esito del procedimento penale, celebrato presso la Corte d’Appello di Perugia contro i vertici politici e militari della RSI presenti a Orvieto, accusati di essere coinvolti a vario titolo in questa strage, la responsabilità di quest’ultima sarebbe imputabile esclusivamente ai componenti del Tribunale militare tedesco operante nella città della rupe, che emise la sentenza di condanna a morte e, forse, anche ai vertici del comando militare tedesco dell’Umbria, con sede a Perugia, a cui avrebbero fatto costante riferimento i componenti della corte marziale. Si tratta nello specifico di ufficiali appartenenti alla Wehrmacht e alla SS-polizei. Un ruolo di rilievo lo avrebbe quindi avuto, innanzitutto, il comandante della Ordungspolizei di Orvieto, l’Oberstleutnant von Winckler, il quale per questa vicenda avrebbe intessuto fitti contatti con il comandante militare di Perugia, General major Gebauer, e con l’SS-Standartenführer colonnello Eugen Dollmann, rappresentante a Roma del comandante supremo delle SS e della Polizia Karl Friedrich Otto Wolff; ma anche il capitano Petzold, il quale avrebbe svolto nel corso del processo il ruolo di pubblico ministero. Sembrerebbe invece non avere avuto alcuna responsabilità, in quanto non facente parte del Tribunale militare, il comandante militare della piazza di Orvieto, l’Oberstleutnant Alfred Lersen.
I 25 esponenti del PFR e delle forze armate della RSI che furono sottoposti a procedimento penale per la strage, risultano coinvolti a vario titolo e con responsabilità diverse, come emerge dalla documentazione processuale. Così, un ruolo rilevante lo avrebbero avuto, in primo luogo, Petricelli e Castelli, sia nella conduzione delle indagini che portarono alla cattura delle sette vittime, che nelle violenze perpetrate nel corso della cattura e negli interrogatori a cui furono sottoposti gli arrestati. Castelli davanti al Tribunale militare tedesco avrebbe inoltre testimoniato il falso per aggravare la posizione degli imputati, dichiarando che al momento dell’arresto alcuni componenti del gruppo avrebbero reagito all’arresto esplodendo colpi d’arma da fuoco contro i militi fascisti. Simili responsabilità avrebbe avuto anche Costanzo Curti. Un ruolo determinante nella conduzione degli interrogatori, nei rapporti con il tribunale militare tedesco, in particolare con gli ufficiali von Winckler e Petzold, lo avrebbe ricoperto il tenente della GNR Taddei: quest’ultimo, insieme a Curti, Culmone, Martello, Troscia, Brunori, Leggerini, avrebbe partecipato a una riunione presso la sede del Comando tedesco di Orvieto, insieme ai due ufficiali tedeschi prima ricordati, al fine di accordarsi con questi ultimi per giungere a condannare a morte gli arrestati, in modo di intimidire la popolazione orvietana e impedire lo nascita di formazioni partigiane nel territorio. Martello, Leggerini, Taddei, Petricelli, Castelli e Curti sarebbero anche stati presenti al processo celebratosi presso la sede del comando tedesco di Orvieto; inoltre, lo stesso Taddei e Martello, oltre a Bergamasco e Leggerini avrebbero assistito alla fucilazione, insieme a diversi ufficiali tedeschi. A Nannarelli si imputava invece di aver abbandonato la banda e di aver svolto opera di delazione, guidando i militi del battaglione M alla grotta dove si nascondevano le vittime. Stornelli era inquisito per avere deposto il falso nel corso del processo celebrato davanti al Tribunale militare tedesco, accusando Federico Cialfi di avere finanziato la banda. Colombo e gli allievi ufficiali Del Grosso, Miggiano, Pedrini (o Petrini), Guido e Sebastiano Franco, erano infine accusati di aver fatto parte del plotone di esecuzione che eseguì la condanna a morte.
Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Soprattutto nell’ultimo decennio, talvolta in polemica con le amministrazioni comunali e le celebrazioni ufficiali che commemorano la strage, da parte di taluni settori della società locale, in particolare di quelli espressione di settori dell’associazionismo che si richiamano ai valori dell’antifascismo e della Resistenza, si è fatto riferimento alla necessità di promuovere nuove ricerche e approfondimenti sulla vicenda, al fine di fare meglio emergere le gravi responsabilità degli esponenti del fascismo orvietano in tale drammatica vicenda, considerata come uno dei più efferati episodi di guerra civile accaduti in Umbria.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2017-12-06 14:30:49
Cialfi Federico, nato a Montereale (L’Aquila), il 06/07/1879, residente a Orvieto, geometra, imprenditore agricolo e possidente, coniugato. Nel ventennio fascista aveva ricoperto diversi incarichi politici e amministrativi: era stato componente della Giunta provinciale; assessore e presidente dalla Giunta comunale di Orvieto; membro della sezione industriale del Consiglio provinciale dell’economia. Accusato di essere uno dei finanziatori della banda, dopo il suo arresto fu sottoposto a violenti interrogatori. Prima della fucilazione venne colto da un malore, ciononostante la pena venne ugualmente eseguita.
Gugliotta Raimondo, nata a Modica (Ragusa) nel 1924, ivi residente, barbiere, celibe. Aviere renitente.
Lanari Raimondo, nato a Orvieto il 24/09/1925, ivi residente, pasticciere, celibe. Non intese presentarsi e arruolarsi nel battaglione M di stanza a Orvieto, come richiesto dalle autorità fasciste.
Poggiani Alberto, nato a Roma nel 1922, ivi residente, ferroviere, celibe. Disertore dall’esercito della RSI, è con Stornelli il primo organizzatore del gruppo, collabora inoltre con lui nello svolgere propaganda antifascista tra i contadini della zona e nell’organizzare e assistere sbandati, renitenti alla leva e prigionieri alleati.
Rossi Dilio, nato a Bagnoregio (Viterbo), nel 1925, residente a Castiglione in Teverina, mezzadro, celibe. Renitente.
Rufini Amore, nato a Orvieto il 09/07/1925, ivi residente, barbiere, celibe. Non intese presentarsi e arruolarsi nel battaglione M di stanza a Orvieto, come richiesto dalle autorità fasciste.
Stornelli Orderice, nato a Orvieto il 13/09/1905, ivi residente, falegname, coniugato. Antifascista di orientamento social-comunista, già militare in Libia e renitente alla chiamata alle armi della RSI, era conosciuto dalle autorità fasciste orvietane in quanto oppositore al regime, per questo era ricercato. Accusato di essere l’organizzatore e il capo della banda, nel corso della prigionia venne sottoposto a torture da parte dei suoi carcerieri per estorcergli informazioni. Anche i suoi familiari (la moglie, Arnalda Faustini, e tre figli di 14, 8 e 9 anni) subirono intimidazioni e maltrattamenti.
Gugliotta Raimondo.
Lanari Raimondo.
Rossi Dilio.
Rufini Amore.
Poggiani Alberto.
Stornelli Orderice.
Cialfi Federico.
105. legione GNR di Orvieto
Pubblica Sicurezza di Orvieto
Militärgericht Orvieto
Adelio Brunori
Nome Adelio
Cognome Brunori
Note responsabile nato a Orvieto il 22/04/1902, dirigente del PFR locale, appartenente alle squadre d’azione organizzate dal PFR per la lotta agli antifascisti.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere per amnistia del reato.
Adelio Salotti
Cognome Salotti
Note responsabile nato a Castiglione in Teverina (Viterbo), il 19/05/1907, residente a Orvieto, sottotenente della GNR, appartenente all’Upi, già sottotenente della MVSN.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere in quanto deceduto.
Alfonso Maria Taddei
Nome Alfonso Maria
Note responsabile nato a Firenze nel 1911, tra i fondatori del PFR orvietano, al vertice della GNR locale, organizzatore e partecipanti a rastrellamenti.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere in quanto il reato era estinto per amnistia.
Amedeo Rampini
Cognome Rampini
Note responsabile nato a Torrinparte (L’Aquila), il 05/09/1894, residente a Orvieto, avvocato, tra i fondatori del PFR locale e dirigente dello stesso, membro del Tribunale speciale provinciale fascista.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere perché non aveva commesso il fatto.
Note responsabile nato Udine l’01/04/1916, residente a Orvieto, tra i fondatori del PFR locale e dirigente dello stesso.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere per non aver commesso il fatto.
Costanzo Curti
Nome Costanzo
Note responsabile tenente della GNR, inquadrato nel battaglione M, ufficiale di collegamento con il comando tedesco.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere in quanto Curti risultava deceduto e dunque i reati estinti.
Donato Bergamasco
Cognome Bergamasco
Note responsabile nato a Lavello (Potenza) il 13/04/1918, agente di PS nel commissariato di Orvieto, iscritto al PFR.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere. La corte riconosceva anche di non doversi procedere per il reato di concorso in omicidio
Nome del reparto Pubblica Sicurezza di Orvieto
Note responsabile di Milano, sottocapomanipolo della GNR, facente parte del battaglione M.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere poiché il fatto non costituiva reato.
Giovan Battista Culmone
Cognome Culmone
Note responsabile nato a Poggio Reale (Trapani) il 28/10/1898, residente a Orvieto, medico, tra i fondatori del PFR locale, dirigente dello stesso e collaboratore del settimanale organo del fascismo locale Il Dovere.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere perché il fatto non costituiva reato.
Giovanni Nannarelli
Cognome Nannarelli
Note responsabile nato a Orvieto il 15/05/1924, barbiere, milite della GNR.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere in quanto il reato attribuitogli era estinto per amnistia.
Girolamo Misciatelli
Cognome Misciatelli
Note responsabile nato a Orvieto il 17/11/1894, tra i fondatori e finanziatori del PFR locale, ispettore del PFR per l’Umbria e le Marche, già segretario del PNF, podestà, ufficiale della MVSN.
Cognome Del Grosso
Note responsabile allievo ufficiale della GNR, inquadrato nel battaglione M.
Cognome Franco
Note responsabile nato a Tunisi il 09/09/1925, allievo ufficiale della GNR, appartenente al battaglione M.
Karl Remiger
Cognome Remiger
Note responsabile capitano della riserva, ricoprì la funzione di difensore.
Nome del reparto Militärgericht Orvieto
Libaldo Nencini
Nome Libaldo
Cognome Nencini
Note responsabile nato a San Miniato (Pisa) il 29/03/1906, dirigente del PFR locale, già squadrista.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere in quanto il reato attribuitogli era stato estinto per amnistia.
Note responsabile Forse Petrini. Nato a Roma il 20/06/1926, allievo ufficiale della GNR, componente del battaglione M.
Note responsabile nato a Orvieto il 16/01/1900, tra i fondatori e finanziatori del PFR locale, partecipante ad azioni di rastrellamento.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere perché deceduto.
Lutz von Winckler
Nome Lutz
Cognome von Winckler
Note responsabile tenente colonnello, comandante della Ordungspolizei a Orvieto, componente del tribunale militare di guerra di Orvieto.
Cognome Martello
Note responsabile nato a Pozzuoli (Napoli) il 03/06/1921, tra i fondatori del PFR orvietano, segretario del partito e commissario del Comune, direttore del settimanale organo del PFR locale Il Dovere.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere in quanto il reato addebitatogli era estinto per amnistia.
Nino Miggiano
Cognome Miggiano
Cognome Duranti
Note responsabile nato a Orvieto il 16/01/1900, tra i fondatori del PFR locale, informatore e collaboratore dei tedeschi, partecipante ad azioni di rastrellamento.
Plinio Leggerini
Cognome Leggerini
Note responsabile nato a Orvieto il 12/02/1888, tra i fondatori del PFR di Orvieto, autoproclamatosi commissario di PS dopo l’8 settembre.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere poiché l’azione penale non poteva essere esercitata, visto che risultava già sottoposto ad altro processo presso la Corte d’Assise straordinaria di Parma.
Raniero Petricelli
Cognome Petricelli
Note responsabile nato ad Allerona (Terni) il 12/02/1913, studente di giurisprudenza, capo dell’Upi della 105. legione della GNR.
Nome del reparto 105. legione GNR di Orvieto
Sconosciuto Buhbe
Cognome Buhbe
Note responsabile maggiore, presidente del Tribunale militare di Orvieto.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere perché non aveva commesso il fatto
Sveno Troscia
Nome Sveno
Cognome Troscia
Note responsabile nato a Orvieto l’08/07/1913, milite della GNR, in precedenza della MVSN, cognato di una delle vittime.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere perché il reato era estinto per amnistia.
Nome Theodor
Cognome Petzold
Note responsabile capitano SS della riserva, membro del Tribunale militare di guerra di Orvieto, in cui svolse la funzione di pubblico ministero.
Note responsabile nato a Napoli il 09/01/1921, aiutante maggiore della scuola allievi ufficiali della Gnr, inquadrato nel battaglione M.
Note procedimento Il processo, celebratosi tra il 1946 e 1947 in un periodo in cui ormai si era venuto affermando un clima di pacificazione generale, si concluse il 10 giugno 1947 con una sentenza di non doversi procedere. Reato estinto per amnistia.
Cognome Gebauer
Note responsabile generale di brigata, comandante militare dell’Umbria, da cui dipendeva il Tribunale militare di guerra di Orvieto, in precedenza comandante della piazza di Orvieto.
cippo a Orvieto, Camorena
Ubicazione: Orvieto, Camorena
Descrizione: sul luogo della fucilazione è stato eretto un cippo in cui sono indicati i nomi dei sette fucilati.
lapide a Orvieto
Descrizione: Una lapide in pietra serena è stata poi apposta il 25 aprile 1994, a cinquant’anni dalla strage, sulla facciata dell’edificio che ospitò il tribunale militare tedesco che processò e condannò i sette uomini. Nella lapide oltre ai nomi delle vittime campegg
Descrizione: La lapide è presente nella piazza intitolata alla data in cui avvenne la strage, il 29 marzo. Anche in questo caso, nella lapide sono riportati i nominativi dei sette fucilati preceduti da una dedica che recita: “il popolo orvietano alla memoria dei suoi
luogo della memoria a Orvieto, Camorena
Descrizione: Il luogo della fucilazione, in località Camorena nella zona di Orvieto Scalo, rappresenta ormai un luogo della memoria: ogni anno vi si tiene infatti la commemorazione della strage a cura dell’amministrazione comunale di Orvieto.
luogo della memoria a Orvieto, Sette Martiri
Ubicazione: Orvieto, Sette Martiri
Descrizione: nelle vicinanze del luogo della strage, una vasta area, in particolare tra la zona di Ciconia e Camorena, è stata denominata Località Sette Martiri.
luogo della memoria a Orvieto, Scalo, via Sette Martiri
Ubicazione: Orvieto, Scalo, via Sette Martiri
Descrizione: nella zona di Orvieto Scalo, nei pressi della stazione ferroviaria, una strada è intitolata ai Sette Martiri.
luogo della memoria a Orvieto, piazza 29 marzo.
Ubicazione: Orvieto, piazza 29 marzo.
Descrizione: una piazza della città è intitolata al 29 marzo, giorno dell’eccidio.
commemorazione a Orvieto, Camorena
Descrizione: Ogni anno il 29 marzo, in occasione dell’anniversario della fucilazione, alla presenza delle autorità cittadine, civili e militari, della popolazione e, talvolta, degli studenti delle scuole locali, si tiene una commemorazione nel luogo dove è stata esegu
Angelo Bitti, La guerra ai civili in Umbria (1943-1944). Per un Atlante delle stragi nazifasciste, Editoriale Umbra, Isuc, Foligno-Perugia, 2007, p. 188.
Sandro Bassetti, Orvieto città aperta. 14 giugno 1944 ore 12:00, Lampi di stampa, Milano 2009.
Cesare Corradina (a cura di), Tempo di guerra. Vicende vissute dai Castiglionesi durante la seconda guerra mondiale, Comune di Castiglione in Teverina, Morphema, Terni 2009.
Aldo Lo Presti, Orvieto fascista, Intermedia Edizioni, Orvieto 2011.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, vol. 1, Editoriale Umbra, Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea, Foligno-Perugia 2013, pp. 65-68.
http://www.albertostramaccioni.it/joomla1/index.php?option=com_content&view=article&id=198:qcamoena-un-episodio-di-guerra-civileq-&catid=44:storia-&Itemid=58,
AS Perugia, Tribunale di Perugia, Corte d’Assise Straordinaria, Procedimenti penali, b. 39, f. 686.
AS Isuc, R.S.I. Umbria, b. 1, fasc. 1, c. 111