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Timestamp: 2019-06-26 02:04:14+00:00
Document Index: 117092590

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 14', 'art. 14', 'art.14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 190', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 14', 'art. 42', 'art. 29', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

art. 50 - Dovere di verità (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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Art. 50 - Dovere di verità - codice deontologico forense (2014)
Art. 50 - Dovere di verità
1. L'avvocato non deve introdurre nel procedimento prove, elementi di prova, o documenti che sappia essere falsi;
2. L'avvocato non deve utilizzare nel procedimento prove, elementi di prova, o documenti prodotti o provenienti dalla parte assistita che sappia o apprenda essere falsi.
3. L'avvocato che apprenda, anche successivamente, dell’introduzione nel procedimento di prove, o elementi di prova, o documenti falsi, provenienti dalla parte assistita, non può utilizzarli o deve rinunciare al mandato.
4. l’avvocato non deve impegnare difronte al giudice la propria parola sulla verità dei fatti esposti in giudizio.
7. la violazione dei divieti di cui al comma 1, 2, 3 , 5 e 6 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale da uno a tre anni. La violazione del dovere di cui al comma 6 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento.
art. 14 Dovere di verità (articolo modificato con delibera 27.01.2006)
art. 14 Dovere di verità ( 1 comma modificato con delibera del CNF in data 16-10-99)
* I. - L'avvocato non può introdurre intenzionalmente nel processo prove false. In particolare, il difensore non puòassumere a verbale nè introdurre dichiarazioni di persone informate sui fatti che sappia essere false (1).
* II. - L'avvocato è tenuto a menzionare i provvedimenti già ottenuti o il rigetto dei provvedimenti richiesti, nella presentazione di istanze o richieste sul presupposto della medesima situazione di fatto.
art.14. Dovere di verità
I. - L'avvocato è tenuto a non utilizzare intenzionalmente atti o documenti falsi. In particolare, il difensore non può assumere a verbale nè utilizzare prove o dichiarazioni, a lui rese, di persone informate sui fatti che sappia essere false.
II. - L'avvocato è tenuto a menzionare i provvedimenti già ottenuti o il rigetto dei provvedimenti richiesti, nella presentazione di istanze o richieste sul presupposto della medesima situazione di fatto.
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L’introduzione in giudizio di prove false - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 241 Fondamentale dovere dell’avvocato è quello di contribuire all’attuazione dell’ordinamento per i fini della giustizia. E’ pertanto connotata da estrema gravità la responsabilità disciplinare dell’avvocato che formi e quindi introduca una prova falsa nel processo (Nel caso di specie, il professionista depositava, peraltro solo con la memoria di replica ex art. 190 cpc, una confessione della controparte pur sapendola non vera). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 241...
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Il dovere di verità nei rapporti con i colleghi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 252 L’avvocato non assume responsabilità per la ricostruzione dei fatti fornitagli dal cliente, ma deve astenersi tanto da accuse consapevolmente false (art. 50 ncdf, già art. 14 codice previgente) quanto da critiche personali verso il collega (art. 42 ncdf, già art. 29 codice previgente) (Nel caso di specie, l’avvocato aveva agito contro il collega per grave negligenza professionale nonostante fosse a conoscenza, per tabulas, della infondatezza della domanda). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 252...
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L’uso consapevole di documenti falsi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 maggio 2016, n. 116 Integra condotta disciplinarmente rilevante la consapevole utilizzazione di documenti falsi da parte dell’avvocato che pure non sia stato autore materiale del falso stesso (art. 50 ncdf). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 maggio 2016, n. 116...
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