Source: http://www.italianostra-milano.org/cms/?q=node/150
Timestamp: 2013-05-24 18:58:07+00:00
Document Index: 43831870

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 134', 'art. 136', 'art. 142', 'art 146', 'art. 81', 'art. 143', 'art. 135']

Guida alla tutela del paesaggio | Italia nostra Milano
Guida alla tutela del paesaggio Il paesaggio: quadro di riferimento per la tutela
di Umberto Vascelli Vallara Il paesaggio è un fenomeno culturale complesso di cui frequentemente sono colti solo alcuni aspetti. La concezione corrente identifica il paesaggio con gli ambiti inedificati del territorio dove é possibile godere di ampi panorami. Tuttavia anche gli esperti nelle diverse discipline hanno contribuito alla circolazione di interpretazioni monotematiche riduttive Così il geologo privilegia la morfologia della superficie terrestre - monti, pianure, fiumi, ... - e ritiene che i rischi che corre il paesaggio siano frane, alluvioni e terremoti, mentre per l'esperto dei fenomeni naturalistici la qualità paesaggistica coincide con quella ecologica e i rischi che corre il paesaggio sono fondamentalmente l'inquinamento ambientale e la riduzione della biodiversità; per lo storico del territorio le tracce della storia insediativa costituiscono le qualità paesaggistiche prevalenti del territorio e i conseguenti rischi sono la perdita delle testimonianze materiali che ne documentano la cultura storica. La natura complessa del paesaggio è compatibile con tutte queste interpretazioni a condizione che non si ritengano singolarmente "l'interpretazione" esclusiva. Gli esperti che hanno elaborato la concezione di paesaggio più aderente a questo fenomeno culturale dalle molte sfaccettature sono i geografi. Le pubblicazioni che hanno dedicato a questo tema sono ormai innumerevoli e l'attenzione di cui gode attualmente alimenta una crescente produzione editoriale.
La Sezione milanese di Italia Nostra ha ritenuto che a fronte delle diverse interpretazione concettuali non le competesse fare scelte unilaterali, ma piuttosto potesse opportunamente fornire sul suo sito un quadro conoscitivo obiettivo delle leggi che governano la materia, integrandole con i documenti europei che hanno dedicato una particolare attenzione al tema paesaggistico. Leggi e documenti europei sono riportati integralmente e costituiscono un archivio per la cui consultazione si è provveduto di seguito a fornire una sintetica guida finalizzata unicamente a rendere esplicita la relazione dei testi.
Attualmente la tutela del paesaggio è normata del "Codice dei Beni culturali e del paesaggio " (noto come "Codice Urbani") emanato come Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, che nei successivi quattro anni è stato modificato per ben due volte: nel 2006 con i Decreti Legislativi 24 marzo 2006, n. 156 (in relazione ai beni culturali) e n. 157 (in relazione al paesaggio), nel 2008 con i Decreti Legislativi 26 marzo 2008, n. 62 (in relazione ai beni culturali) e n. 63 (in relazione al paesaggio). Il testo coordinato consultabile in questo sito di Italia Nostra è stato fornito dalla Regione Lombardia (Direzione Territorio e Urbanistica) e riporta fedelmente la versione attualmente vigente con indicazione a piè di pagina delle modifiche apportate.
BOX | Quadro normativo precedente al Codice
Può costituire un interessante percorso a ritroso la conoscenza del quadro legislativo che ha regolato la materia paesaggistica prima del Codice e fondamentalmente costituito da due leggi ora abrogate:
Per quanto riguarda il paesaggio, la legge 29 giugno 1939, n. 1497 rappresenta la matrice che ha definito la struttura normativa ancora vigente ed essenzialmente riconducibile a tre momenti operativi:1- l'identificazione di ambiti territoriali che per qualità paesaggistica meritano una dichiarazione di interesse pubblico e quindi l'assoggettamento alla tutela della legge mediante singoli atti amministrativi (correntemente denominati "vincoli");2- il controllo e le gestione degli ambiti tutelati mediante l'autorizzazione dei relativi progetti di intervento; 3 - la tutela mediante la pianificazione paesaggistica.
Con la legge 8 agosto 1985, n. 431 (nota come "legge Galasso") vengono assoggettate alla tutela paesaggistica della legge del '39 le coste dei mari, dei laghi e dei fiumi, le cime delle Alpi e degli Appennini, i boschi, i parchi e le riserve naturali. In Italia le aree tutelate passano dal 18% al 47% dell'intero territorio nazionale. Inoltre viene fatto obbligo alle regioni di redigere il Piano Territoriale Paesistico Il Codice dei beni culturali e del paesaggio apporta alcune significative modifiche al quadro legislativo che ha precedentemente normato il rapporto tra Stato e Regioni nella gestione dei beni paesaggistici facendo riferimento ai seguenti principi e norme della Costituzione:
"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico-artistico della Nazione"(art. 9); la Costituzione pone la tutela del paesaggio tra i 12 principi fondamentali della Costituzione, attribuendogli in tal modo un valore prevalente nei confronti della maggior parte dei temi afferenti al territorio;
il nuovo Titolo quinto della Costituzione assegna allo Stato la tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali e alle Regioni la valorizzazione dei beni culturali e ambientali (art. 117); le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza". (art. 118).
La seguente sintesi può essere utile per meglio intendere le nuove attribuzioni di competenze in materia di autorizzazioni paesaggistiche e pianificazione paesaggistica a seguito dell'entrata in vigore del Codice nella attuale versione conseguente alle recenti modifiche (2008):
competenze (riferimento artt. Codice) soggetti competenti prima del Codice soggetti competenti dopo il Codice autorizzazioni paesaggistiche (artt. 146 e 159) Regioni ed enti subdelegati.Le Soprintendenze possono annullare le autorizzazioni Regioni ed enti subdelegati.Le Soprintendenze formulano parere vincolante Piani Paesaggistici(artt. 135 e 143) Regioni autonomamente Regioni congiuntamente con il Ministero BAC Per approfondire | Alcune utili definizioni con riferimento agli articoli del Codice
Per approfondire | Alcune utili definizioni con riferimento agli articoli del Codice
Beni paesaggistici (art. 134 ) - comprendono sia le aree e gli immobili dichiarati di interesse pubblico mediante uno specifico atto amministrativo regionale o ministeriale (art. 136 ) sia le aree tutelate per legge (art. 142) derivate dalla legge "Galasso".
Autorizzazione paesaggistica - già nella legge 1497/1939 era previsto che negli ambiti assoggettati a tutela ogni intervento che apportasse modifiche all'esteriore aspetto degli immobili tutelati dovesse essere preventivamente autorizzato, in quanto il "vincolo" comporta non l'immodificabilità, ma il controllo della compatibilità delle opere previste con la qualità paesaggistica del loro contesto. Tale verifica è stata condotta dalle soprintendenze fino al 1977 quando con il DPR n. 616 la competenza è stata delegata alle Regioni. Con la legge "Galasso"nel 1985 alle Soprintendenze è stato attribuito il compito di vigilare sulla correttezza formale degli atti autorizzativi disponendo della possibilità di annullamento in caso di inadempienza alle procedure. La versione attuale del Codice (art 146) conferisce alle Soprintendenze la possibilità di esprimere un parere di merito sul progetto (non più solo sulla forma dell'atto) vincolante per l'ente delegato al rilascio dell'autorizzazione.
Enti subdelegati - a seguito della delega del 1977 a rilasciare autorizzazioni paesaggistiche la Regione Lombardia, dopo un primo periodo di gestione affidato ad un ben strutturato Servizio Beni ambientali, nel 1985 ha dato inizio ad una serie di provvedimenti di subdelega per attribuire agli enti territoriali sotto-ordinati la competenza a rilasciare anch'essi autorizzazioni paesaggistiche. Dapprima i livelli di intervento erano di piccola entità (manutenzioni e cartelli pubblicitari) successivamente sono diventati di maggior rilievo. Attualmente questo rapporto è regolato dalla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (art. 81).
Piano Paesaggistico - previsto nella legge 1497/1939 come possibile strumento di gestione complessiva di ambiti tutelati con la denominazione Piano Territoriale Paesistico Regionale. Questa possibilità ha dato luogo a meno di dieci Piani in tutta Italia. Con la legge "Galasso" la redazione del Piano Territoriale Paesistico esteso a tutte le aree tutelate per legge assume per le regioni carattere obbligatorio, non viene tuttavia fornita una metodologia unificante che si avrà solo 19 anni dopo con il Codice del 2004 (art. 143 ). Prima di questa data tutte le Regioni hanno redatto un piano paesistico, quasi sempre esteso a tutto il territorio, secondo metodologie formulate autonomamente. La modifica apportata al Codice nel 2008 comporta che la rielaborazione dei piani vigenti sia effettuata in forma congiunta con il Ministero, ma solo limitatamente alle aree assoggettate a tutela paesaggistica (comunemente dette "con vincolo paesaggistico") (art. 135 )