Source: https://www.condominioweb.com/distacco-utenze.15730
Timestamp: 2019-07-21 02:44:55+00:00
Document Index: 38562439

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 393', 'art. 393', 'sentenza ', 'art. 610', 'art. 393']

In tema di distacco, non è consentito legittimare l'autosoddisfazione per il superamento degli ostacoli che si frappongono...
In tema di distacco, non è consentito legittimare l'autosoddisfazione per il superamento degli ostacoli che si frappongono all'esercizio di un diritto.
La vicenda. La Corte di appello di Perugia confermava la sentenza del Tribunale di Terni, che aveva condannato Tizio per il reato di cui all'art. 393 cod. pen. Secondo l'imputazione, Tizio, nell'interrompere con violenza l'erogazione dell'energia elettrica e del gas nell'appartamento ove vivevano la ex moglie e i figli, aveva costretto questi ultimi a stare nell'abitazione senza poter usufruire dei suddetti servizi.Era stato accertato, in particolare, che l'imputato, dopo aver intimato più volte all'ex moglie, alla quale era stata assegnata in sede di separazione la abitazione familiare, di volturare la intestazione delle utenze di fornitura, aveva provveduto lui stesso al distacco della fornitura.
Il giudice di primo grado aveva qualificato i fatti nella fattispecie di cui all'art. 393 cod. pen., essendo risultato che l'imputato aveva agito arbitrariamente per esercitare un diritto (le utenze erano intestate ad una società della quale era amministratore e, in sede in sede di separazione, le spese in questione dell'abitazione erano state accollate alla ex moglie).Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'imputato eccependo che l'affermazione di responsabilità sarebbe basata su asserzioni desunte da un unico ed insufficiente indizio costituito dall'invio del telegramma in cui era intimato il distacco riconducibile al ricorrente, risultando questi assente il giorno del distacco.
Ed ancora, la Corte di appello sarebbe incorsa in errore di fatto avendo ritenuto sufficiente tale dato per attribuire al ricorrente la paternità del distacco (la situazione era più articolata e complessa, essendo intercorsa una corrispondenza sulla volturazione delle utenze direttamente tra la persona offesa e la società affittuaria dell'intera struttura in cui insisteva anche l'abitazione in questione; e avendo la suddetta società proceduto essa stessa al distacco, per ragioni tecniche, non avendo ricevuto risposta da parte della persona offesa).
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Il ragionamento della Cassazione. In argomento, i giudici di legittimità hanno evidenziato chela derubricazione tra l'originaria imputazione (violazione dell'art. 610 c.p.) in quella dell'articolo 393 c.p., più favorevole all'imputato, conferma il fatto che sarebbe stato ritenuto giustificato dall'esercizio (arbitrario) delle proprie ragioni.Tanto è dimostrato anche dalle dichiarazioni rese dallo stesso imputato, qui ricorrente, dalle quali era consapevole che le utenze non erano a lui intestate e quindi non era tenuto al pagamento e che l'interruzione era stata effettuata in contrapposizione all'inerzia della ex moglie, più volte sollecitata, ad effettuare la voltura dei contratti.Tale circostanza, introdotta dall'imputato come esimente della condotta contestata non poteva rendere lecita la sua azione, posto che si versava in ogni caso nell'esercizio arbitrario del diritto, ai sensi dell'art. 393 c.p.
Del resto, secondo la Corte, la paternità del distacco era stata attribuita a Tizio non solo sulla base di un telegramma della Società dallo stesso inviato alla ex moglie di diffida al distacco con avvertimento che si sarebbe proceduto in caso di inerzia, ma anche dalle deposizioni di un teste e dalle dichiarazioni raccolte e profferite dal un ufficiale di p.g. che inducevano a ritenere che Tizio, benché assente dal lavoro il giorno dell'eseguito distacco, ne fosse l'artefice.
In argomento, si osserva anche che stata ritenuta legittima la violenza sulle cose solo quando sia esercitata al fine di difendere il diritto di possesso in presenza di un atto di turbativa nel godimento della "res", sempre che l'azione reattiva avvenga nell'immediatezza di quella lesiva del diritto, non si tratti di compossesso e sia impossibile il ricorso immediato al giudice, sussistendo la necessità impellente di ripristinare il possesso perduto o il pacifico esercizio del diritto di godimento del bene (Cass. pen., Sez. 5, n. 23923 del 16/05/2014).
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L'imputato era stato condannato per il fatto che aveva interrotto l'erogazione dell'energia elettrica e del gas nell'appartamento ove vivevano la ex moglie e i figli, costringendo questi ultimi a stare nell'abitazione senza poter usufruire dei suddetti servizi. Tuttavia, secondo la sua difesa, cià era dipeso direttamente dalla società erogatrice del servizio.
Secondo la Corte di cassazione, il ricorrente era consapevole che le utenze non erano a lui intestate e quindi non era tenuto al pagamento e che l'interruzione era stata effettuata in contrapposizione all'inerzia della ex moglie, più volte sollecitata, ad effettuare la voltura dei contratti.
In caso arbitrario distacco di utenze, èlegittima la condanna per esercizio illegittimo delle proprie ragioni per il marito che, dopo aver intimato alla ex moglie di volturare i contratti delle utenze della casa coniugale ad ella assegnata in sede di separazione, abbia proceduto al distacco dell'energia elettrica e del gas nell'appartamento ove vivevano la ex moglie e i figli e costretto questi ultimi a stare nell'abitazione senza poter usufruire dei suddetti servizi.(Cas. Pen., ordinanza 27 marzo 2019n. 13407).
Scarica Corte di Cassazione setenza 13407 2019
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