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Timestamp: 2020-08-05 08:58:38+00:00
Document Index: 88724219

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Sentenza Cassazione Civile n. 32049 del 11/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32049 del 11/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 11/12/2018, (ud. 22/11/2018, dep. 11/12/2018), n.32049
sul ricorso 29115-2017 proposto da:
TRIO CALCESTRUZZI SRL;
avverso la sentenza n. 1801/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di LECCE SEZIONE DISTACCATA di LECCE, depositata il
15/05/2017;
L’Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della CTR della Puglia, indicata in epigrafe, che ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzona (OMISSIS) e (OMISSIS) del Comune di Lecce”, per la quale era stata effettuata una revisione parziale del classamento ai fini dell’applicazione dell’ICI. In particolare la C.T.R. ha ritenuto l’avviso di accertamento carente di motivazione, in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, e della giurisprudenza sulla necessità di una specificità dell’obbligo informativo.
La società Trio calcestruzzi srl è rimasta intimata.
che, col primo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39,in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, giacchè la CTR avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio avanti il Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone (OMISSIS) e (OMISSIS) di Lecce;
che, col secondo rilievo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7;
che col terzo motivo si deduce violazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3: la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà. Da ciò la conclusione che il confronto avrebbe avuto senso solo fra microzone di uno stesso territorio comunale;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 15 maggio 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Sez. 6-5, n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione;
che il secondo motivo, col quale si deduce violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, per avere la CTR ritenuto non adeguatamente motivato l’accertamento e il terzo motivo, col quale si deduce violazione della L. n. 311 del 2004, art. 1,comma 335, sono infondati;
che la CTR ha in definitiva applicato i predetti principi;