Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2650-codice-civile-continuita-delle-trascrizioni
Timestamp: 2018-08-20 05:27:25+00:00
Document Index: 110303235

Matched Legal Cases: ['art. 2644', 'art. 2650', 'art. 569', 'art. 2650', 'art. 2644', 'art. 2650']

Art. 2650 codice civile: Continuità delle trascrizioni
Codice civile Art. 2650 codice civile: Continuità delle trascrizioni
Nei casi in cui, per le disposizioni precedenti, un atto di acquisto è soggetto a trascrizione, le successive trascrizioni o iscrizioni a carico dell’acquirente non producono effetto, se non è stato trascritto l’atto anteriore di acquisto.
Quando l’atto anteriore di acquisto è stato trascritto, le successive trascrizioni o iscrizioni producono effetto secondo il loro ordine rispettivo, salvo il disposto dell’art. 2644 (1).
L’ipoteca legale a favore dell’alienante e quella a favore del condividente, iscritte contemporaneamente alla trascrizione del titolo di acquisto o della divisione, prevalgono sulle trascrizioni o iscrizioni eseguite anteriormente contro l’acquirente o il condividente tenuto al conguaglio.
Iscrizioni: [v. 2808]; Ipoteca: [v. 2808]; Divisione: [v. 713, 1113].
Continuità delle trascrizioni: successione ininterrotta di trascrizioni contro chi trasferisce e a favore di chi acquista lo stesso bene, ispirata all’esigenza di realizzare una sorta di «stato civile» degli immobili e di generare la certezza giuridica sull’appartenenza dei beni.
(1) Chi acquista diritti reali su un immobile, per essere tranquillo, deve non solo trascrivere il proprio atto di acquisto, ma deve anche accertarsi se sia stato trascritto il titolo d’acquisto da parte di colui da cui ha comprato (es.: Tizio compra da Sempronio; quando va a trascrivere il proprio atto, dovrà accertarsi che Sempronio abbia a sua volta trascritto l’atto con il quale ha acquistato dal precedente proprietario).
Per la tranquillità del compratore, occorrerà risalire al primo proprietario del bene, cioè ad un acquisto a titolo originario; per comodità si può controllare che la trascrizione sia continua per almeno venti anni, ossia per un periodo tale da consentire l’acquisto del bene per usucapione.
In materia di espropriazione immobiliare, qualora sia sottoposto a pignoramento un diritto reale su un bene immobile di provenienza ereditaria e l'accettazione dell'eredità non sia stata trascritta a cura dell'erede-debitore esecutato, il creditore procedente, se il chiamato all'eredità ha compiuto uno degli atti che comportano accettazione tacita dell'eredità, può richiedere, a sua cura e spese, la trascrizione sulla base di quell'atto, qualora esso risulti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata od accertata giudizialmente, anche dopo la trascrizione del pignoramento, ripristinando così la continuità delle trascrizioni ai sensi e per gli effetti dell'art. 2650, comma 2, c.c., purché prima dell'autorizzazione alla vendita ai sensi dell'art. 569 c.p.c.. Se, invece, il chiamato all'eredità ha compiuto uno degli atti che comportano accettazione tacita dell'eredità ma questo non sia trascrivibile, perché non risulta da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, ovvero se si assume che l'acquisto della qualità di erede sia seguito ex lege ai fatti di cui agli artt. 485 e 527 c.c., non risultando questo acquisto dai pubblici registri, la vendita coattiva del bene pignorato ai danni del chiamato presuppone che la qualità di erede del debitore esecutato sia accertata con sentenza.
Cassazione civile sez. III 26 maggio 2014 n. 11638
Cassazione civile sez. II 25 febbraio 2014 n. 4485
Il notaio che pubblica un testamento con legato immobiliare ha il duplice obbligo, civile e deontologico, di provvedere alla trascrizione, in quanto il legato si acquista senza necessità di accettazione, mentre tale obbligo non sussiste per il testamento con istituzione di erede "ex re certa", in quanto l'acquisto dell'immobile che il testatore ha incluso nella quota ereditaria richiede l'accettazione dell'istituto. Rigetta, App. Torino, 21/05/2012
La posteriorità, rispetto alla dichiarazione di fallimento, della trascrizione dell'atto di acquisto di un immobile da parte del fallito non compromette l'efficacia e il grado dell'iscrizione ipotecaria iscritta precedentemente alla medesima dichiarazione, ai sensi dell'art. 2650 comma 2 c.c., che fa salvo, ai sensi dell'art. 2644 c.c., il principio di prenotazione delle formalità, per cui la successiva trascrizione a favore dell'acquirente sana "ex tunc" l'inefficacia delle precedenti trascrizioni o iscrizioni contro il medesimo acquirente; né, in materia, v'è ragione di applicare una regola diversa da quella vigente nel processo esecutivo individuale, ove la trascrizione dell'acquisto del bene in capo al debitore, se anche eseguita dopo la trascrizione del pignoramento, rende efficaci le trascrizioni ed iscrizioni contro tale soggetto eseguite anteriormente.
Cassazione civile sez. I 15 luglio 2011 n. 15703
Il principio normativo dettato dal comma 3 dell'art. 2650 c.c. - secondo cui l'ipoteca legale a favore dell'alienante e quella a favore del condividente, iscritte contemporaneamente alla trascrizione del titolo di acquisto o della divisione, prevalgono sulle trascrizioni o iscrizioni eseguite anteriormente contro l'acquirente o il condividente tenuto al conguaglio - non è applicabile - nè analogicamente, nè estensivamente - in favore del finanziatore dell'acquisto di un bene mobile iscritto in pubblico registro ed in pregiudizio del fallimento del compratore.
Corte appello Venezia 07 giugno 1990