Source: https://www.kensan.it/articoli/Stampa_clandestina.php
Timestamp: 2019-04-25 16:29:31+00:00
Document Index: 45713728

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Una sentenza del genere, che reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E' quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione.
Fonte Censurati.it, Licenza CC (vedi Home page di Censurati.it).
Segnalo questa petizione pure indicata da Punto informatico sia per l'importanza (negativa) della condanna in primo grado di Carlo Ruta sia per il fatto che i dati della petizione non vengono usati per scopi commerciali. Sempre su Punto informatico ci sono diversi articoli che parlano di Carlo e dell'oscuramento del suo blog che è un comune blog ad aggiornamento non regolare.
Aggiornamento 8 set 2008: L'On Antonio di Pietro scrive nel suo blog riguardo al caso di Ruta (licenza CC, link):
Oggi è stato pubblicato anche un interessante commento a firma del blogger Massimo Mantellini quando anche il dispositivo della sentenza è chiaro. Il commento sulle pagine di punto-informatico ha lo stesso tenore delle parole dell'On. Di Pietro, in più è presente una critica all'On. Giulietti che ha steso una legge poco chiara che ha permesso tale condanna di Carlo Ruta, spero che Giulietti si sia ravveduto.
Aggiornamento 6 ott 2012: La Cassazione ha assolto Carlo Ruta dal reato di stampa clandestina perché il fatto non sussiste. Il 10 maggio 2012 la Corte ha emesso la sentenza definitiva dopo cinque anni di processi e di altrettanti anni di limbo per i blog e i siti come quello che state leggendo.L'avvocato Sarzana così descrive il misfatto della giustizia italiana. Il dispositivo della sentenza è stato depositato in questi giorni e si può leggere su LeggiOggi, l'introduzione è facilmente comprensibile. Questa volta si può affermare che i tre gradi di giudizio sono serviti tutti per evitare un dramma per i blogger italiani.
Un blogger "WildItaly" descrive in un video di youtube la sentenza e allarga il discorso a casi simili. Si fa l'esempio di PNBox dove senza un intervento del legislatore si è in balia delle denuncie a causa di leggi del regime fascista che con il web e con Internet non hanno più motivo di esistere e comunque dovrebbero essere aggiustate.
D'altro canto pare che il legislatore si tenga lontano dal mettere mano alla intricata faccenda della libertà sulla Rete, WildItaly avanza l'ipotesi che si voglia mantenere una spada di Damocle sulla testa dei blogger per la poca affinità dei nostri parlamentari con la libertà di parola concessa ai loro concittadini.
Questo l'articolo di Guido Scorza, Avvocato esperto in questioni tecnologiche, parla della sentenza Ruta e dell'annesso caso PNBox per esemplificare l'ampiezza del problema. La libertà di espressione in Internet non si salva con la sentenza positiva della Cassazione che pure fa giurisprudenza ma con leggi che chiariscano la differenza tra stampa e sito e che non permettano di estendere le leggi sulla stampa ai siti Internet.
modifica: 6 ott 2012
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