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Timestamp: 2019-06-21 00:15:53+00:00
Document Index: 49054206

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 112', 'art. 2051', 'sentenza ']

Ruolo giudice di merito interpretazione domanda giudiziale
giudizio, processo
Il ruolo del giudice di merito nell'interpretazione della domanda giudiziale
titolo: RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI
pagine: 3048 in formato A4, equivalenti a 5182 pagine in formato libro
GIUDIZIO --> DOMANDA --> INTERPRETAZIONE
La domanda di risarcimento del danno, va inquadrata tenendo conto dei mutamenti legislativi e giurisprudenziali che si sono susseguiti in materia, dovendosi ritenere che i ricorrenti abbiano sostanzialmente richiesto l'applicazione della vigente disciplina a tutela della posizione proprietaria pregiudicata dall'illegittima occupazione e trasformazione del bene.
L'interpretazione della domanda dev'essere diretta a cogliere, al di là delle espressioni letterali usate, il contenuto sostanziale della stessa, desumibile dalla situazione dedotta in giudizio e dallo scopo pratico perseguito dall'attore; qualora pertanto l'intervento dell'Autorità giudiziaria sia palesemente invocato per l'accertamento dell'indennità dovuta in relazione ad una procedura ablatoria, sul presupposto della mancanza o dell'inadeguatezza della stima compiuta in via amministrativa, non può negarsi la riconducibilità della domanda alla L. n. 865 del 1971, artt. 19 e 20, indipendentemente dal riferimento alla predetta stima.
Per il principio di effettività della tutela, occorre attribuire alla domanda il significato sostanziale che risulta non solo dal thema introdotto dal r... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ma anche dalle eccezioni e dalla posizione assunta dalla parte resistente.
La domanda di risarcimento del danno proposta in epoca in cui ancora era in auge l'orientamento giurisprudenziale – oggi, viceversa, pienamente superato - che ammetteva la c.d. occupazione acquisitiva per intervenuta trasformazione del bene, va inquadrata tenendo conto dei mutamenti legislativi e giurisprudenziali che si sono susseguiti in materia, sicché deve ritenersi che i ricorrenti abbiano sostanzialmente richiesto l'applicazione della vigente disciplina a tutela della posizione proprietaria pregiudicata dall'illegittima occupazione e trasformazione del bene.
La domanda di parte a suo tempo formulata sul presupposto della perdita della proprietà del fondo occupato, deve essere qualificata tenendo conto dei mutamenti legislativi e giurisprudenziali che si sono susseguiti in materia, dovendosi ritenere che la parte abbia sostanzialmente richiesto l'applicazione della vigente disciplina a tutela del proprio diritto di proprietà pregiudicato dall'illegittima occupazione e trasformazione del bene, sia che tale disciplina fosse quella derivante dall'elaborazione dell'istituto dell'occupazione acquisitiva - in realtà non pi&ugr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e -, sia che essa fosse quella di cui all'art. 43 d.p.r. n. 327/2001 o, a seguito della dichiarazione d'incostituzionalità di quest'ultimo, dell'art. 42-bis del medesimo decreto, senza che ciò determini il vizio di ultrapetizione.
La domanda di restituzione del bene occupato senza titolo e di risarcimento del danno, va inquadrata tenendo conto dei mutamenti legislativi e giurisprudenziali che si sono susseguiti in materia, dovendosi ritenere che i ricorrenti abbiano sostanzialmente richiesto l'applicazione della vigente disciplina a tutela della posizione proprietaria pregiudicata dall'illegittima occupazione e trasformazione del bene.
La domanda di risarcimento per equivalente proposta in considerazione della perdita di proprietà di un terreno per sua intervenuta irreversibile trasformazione (perdita della proprietà fondata sulla occupazione cd. "appropriativa"), può essere riqualificata come domanda comunque tendente alla tutela della propria posizione soggettiva proprietaria, sul presupposto che la parte avrebbe – ove non fosse esistito l'istituto della "occupazione appropriativa" – formulato la richiesta di risarcimento in maniera diversa, alla stregua, ormai dell'a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...DRP 327/2001, con il risultato della condanna dell'amministrazione a restituire il bene trasformato previa sua riduzione in pristino ovvero ad adottare un provvedimento di acquisizione coattiva sanante ai sensi del cit. art. 42-bis.
Una corretta interpretazione della domanda giudiziale postula non solo la sua analisi letterale, ma anche e soprattutto la sua valutazione contenutistico-sostanziale, avuto riguardo alle finalità perseguite dalla parte.
La qualificazione giuridica dei fatti e della domanda giudiziale ovvero l' interpretazione della stessa, operata dal giudice, non comporta violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato purché non alteri gli elementi identificativi dell'azione e non trasmodi nella valutazione di atti o fatti che non sono stati neppure indicati dalle parti a fondamento delle proprie pretese.
A fronte di domanda risarcitoria formulata sulla base del prospettato perfezionamento della fattispecie dell'occupazione acquisitiva, al giudice non è preclusa una valutazione giuridica autonoma e ritenere che - a differenza di quanto formalmente (e genericamente) prospettato dai ricorrenti - nella specie non si sia perfezionata la fattispecie dell'occupa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sitiva e debbano, quindi, affermarsi i diversi obblighi restitutori e risarcitori, anche alternativi fra loro, che sono posti a carico dell'Amministrazione in base alla disciplina vigente (sia quella di diritto comune che quella di cui all'art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001).
Il giudice del merito, nell'indagine diretta all'individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non è tenuto ad uniformarsi al tenore meramente letterale degli atti nei quali esse sono contenute, ma deve, per converso, avere riguardo al contenuto sostanziale della pretesa fatta valere, come desumibile dalla natura delle vicende dedotte e rappresentate dalla parte istante, mentre incorre nel vizio di omesso esame ove limiti la sua pronuncia alla sola prospettazione letterale della pretesa, trascurando la ricerca dell'effettivo suo contenuto sostanziale.
A fronte di una domanda comunque formulata in modo da rinviare alle disposizioni vigenti, spetta al giudice di merito stabilire l'esatto disposto di esse e farne applicazione, indipendentemente dalle erronee convinzioni della parte.
In ordine all'interpretazione della domanda giudiziale, il giudice del merito, nell'indagine diretta all'individuazione del contenu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...portata, deve avere riguardo anche al contenuto sostanziale della pretesa fatta valere, come desumibile dalla natura delle vicende dedotte e rappresentate dalla parte istante; mentre incorre nel vizio di omesso esame ove limiti la sua pronuncia alla sola prospettazione letterale della pretesa, trascurando la ricerca dell'effettivo suo contenuto sostanziale.
Il giudice incorre nel vizio di ultrapetizione solo quando, esorbitando dalle sue funzioni, pronuncia una decisione che vada oltre i limiti delle pretese e delle eccezioni fatte valere dalle parti, attribuendo, quindi, un'utilità o un bene della vita non richiesto, mentre rientra nella sua "potestas iudicandi" il potere di qualificare giuridicamente l'azione proposta e di procedere ad un'autonoma ricerca delle norme su cui fondare la decisione.
Se il giudice non può rilevare fatti non prospettati dalle parti ed esprimere statuizioni che non trovino corrispondenza nelle prospettate domande, ad egli non è preclusa, nell'ambito della situazione di fatto indicata dal ricorrente, una valutazione giuridica autonoma rispetto a quella prospettata dall'interessato.
Il giudice di merito può interpretare una domanda di accertamento del diritto di s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e; in termini di domanda originariamente proposta come volta alla costituzione della servitù, a prescindere dalla espressione verbale utilizzata.
Non incorre nel vizio di extrapetizione il giudice d'appello il quale dia alla domanda od all'eccezione una qualificazione giuridica diversa da quella adottata dal giudice di primo grado, e mai prospettata dalle parti, essendo compito del giudice (anche d'appello) individuare correttamente la legge applicabile, con l'unico limite rappresentato dall'impossibilità di immutare l'effetto giuridico che la parte ha inteso conseguire.
Il principio di corrispondenza fra il chiesto ed il pronunciato, fissato dall'art. 112 c.p.c., implica unicamente il divieto per il giudice di attribuire alla parte un bene non richiesto o comunque di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nella domanda, ma non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base ad una ricostruzione dei fatti di causa - alla stregua delle risultanze istruttorie - autonoma rispetto a quella prospettata dalle parti nonché in base all'applicazione di una norma giuridica diversa da quella invocata dall'istante.
L'interpretazione della domanda deve essere diretta a cogliere, al di là... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...essioni letterali utilizzate, il contenuto sostanziale della stessa, desumibile dalla situazione dedotta in giudizio e dallo scopo pratico perseguito dall'istante con il ricorso all'autorità giudiziaria.
Il riferimento contenuto nell'atto di citazione al potere di custodia della P.A. sul bene quale proprietaria e addetta alla manutenzione consente di riqualificare la domanda risarcitoria facendo riferimento anche all'art. 2051 c.c. senza incorrere nel divieto di ultrapetizione.
Rientra nel potere officioso del giudice di merito, in qualsiasi fase del procedimento, il compito di qualificare giuridicamente la domanda e di individuare conseguentemente la norma applicabile.
Una corretta interpretazione della domanda giudiziale impone all'interprete di non fermarsi alla sola analisi letterale delle parole, ma richiede anche e soprattutto una valutazione di tipo contenutistico e sostanziale, al fine di verificare la finalità perseguita dalla parte, vale a dire l'utilità concreta che l'attore si attende dal giudizio
L'interpretazione della domanda giudiziale costituisce un giudizio di fatto, come tale riservato al giudice di merito.
È compito del giudice... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... nell'esatta disciplina giuridica il rapporto dedotto, con il solo limite del divieto di immutare il "petitum" o la "causa petendi" o di introdurre nuovi elementi nel tema controverso.
L'interpretazione della domanda giudiziale va compiuta non solo nella sua letterale formulazione, ma anche nel sostanziale contenuto delle sue pretese, con riguardo alle finalità perseguite nel giudizio.
Il giudice di merito, nell'indagine diretta all'individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non è tenuto ad uniformarsi al tenore meramente letterale degli atti nei quali le domande medesime risultino contenute, dovendo, per converso, aver riguardo al contenuto sostanziale della pretesa fatta valere, sì come desumibile dalla natura delle vicende dedotte e rappresentate dalla parte istante, mentre incorre nel vizio di omesso esame ove limiti la sua pronuncia in relazione alla sola prospettazione letterale della pretesa, trascurando la ricerca dell'effettivo suo contenuto sostanziale.
E' compito del giudice l'esatta qualificazione giuridica dei fatti dedotti a fondamento costitutivo della domanda, nonché l'inquadramento dell'azione proposta nella tipizzaz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ativa che le è propria.
Il giudice ha il potere dovere di qualificare giuridicamente l'azione e di attribuire al rapporto dedotto in giudizio un nomen juris diverso da quello indicato dalle parti, purché non sostituisca la domanda proposta con una diversa, modificandone i fatti costitutivi o fondandosi su una realtà fattuale non dedotta e allegata in giudizio tra le parti.
Il giudice può interpretare il titolo su cui si fonda la controversia e anche applicare una norma di legge diversa da quella invocata dalla parte interessata, ma, onde evitare di incorrere nel vizio di ultrapetizione, deve lasciare inalterati sia il "petitum" che la "causa petendi", senza attribuire un bene diverso da quello domandato e senza introdurre nel tema controverso nuovi elementi di fatto.
Il potere di qualificazione della domanda nei gradi successivi al primo va coordinato con i principi propri del sistema delle impugnazioni, sicché esso è subordinato alla proposizione di motivo di gravame relativamente alla qualificazione ritenuta dal primo giudice sul punto.
L'interpretazione del contenuto della domanda giudiziale rientra nei compiti del giudice... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... ed è sottratta al sindacato di legittimità se correttamente motivata; detta interpretazione non è soggetta alle regole di ermeneutica contrattuale, ma deve essere condotta tenendo conto sia della formulazione letterale, sia del contenuto sostanziale dell'atto stesso in relazione alla finalità che la parte intende perseguire.
Spetta all'organo giudicante qualificare la domanda come richiesta di risarcimento di un danno conseguente ad una attività lecita della Pubblica Amministrazione anziché come domanda di risarcimento di un danno conseguente ad un fatto illecito.
L'interpretazione della domanda giudiziale costituisce un'operazione riservata al giudice del merito, il cui giudizio, risolvendosi in un accertamento di fatto, non è censurabile in sede di legittimità, quando sia motivato in maniera congrua ed adeguata, avendo riguardo all'intero contesto dell'atto, senza che ne risulti alterato il senso letterale e tenendo conto della sua formulazione, nonché del contenuto sostanziale, in relazione alle finalità che la parte intende perseguire, senza essere condizionato al riguardo dalla formula adottata dalla parte stessa e senza, tuttavia, incorrere nel vizio di ultrapetizion... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o inalterati sia il "petitum" che la "causa petendi".
L'interpretazione della domanda deve essere finalizzata a cogliere, indipendentemente dalle espressioni letterali usate dal ricorrente, il contenuto sostanziale della stessa, che è desumibile dalla vicenda concreta dedotta in giudizio e dallo scopo che si vuole raggiungere.
L'identificazione dell'oggetto del ricorso giurisdizionale va fatta tenendo conto dell'intero contenuto dell'impugnativa, senza fermarsi alle indicazioni contenute nell'epigrafe del ricorso; di conseguenza, devono ritenersi impugnati non solo i provvedimenti indicati nell'epigrafe, ma anche quelli contro cui sia rivolta l'istanza di annullamento.
Nello stabilire l'effettivo contenuto della domanda il giudice del merito deve osservare il criterio del "petitum sostanziale", ossia dello specifico oggetto e della reale natura della controversia, da identificarsi non soltanto in funzione della concreta statuizione che si chiede, ma anche, e soprattutto, in funzione della "causa petendi", senza che a tal fine possa assumere rilievo la prospettazione erronea della parte.
Il giudice di appello, nell'esercizio del suo potere di interpre... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...strong>qualificazione giuridica della domanda, non è in alcun modo condizionato dalle formule adottate in concreto dalla parte, potendo operare una ricostruzione dei fatti diversa da quella prospettata dalle parti, con il solo limite attinente al divieto di attribuire un bene non richiesto o, comunque, di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nei fatti di causa.
Qualora la domanda si traduca sostanzialmente in una pretesa che trova il suo momento genetico, diretto ed immediato, nell'avvenuta espropriazione legittima del bene e nel diritto dei proprietari di percepire la giusta indennità, è del tutto irrilevante, ai fini della qualificazione della domanda, la prospettazione della stessa come risarcitoria da parte dell'istante; né tale erronea prospettazione risarcitoria può tradursi in espediente per ottenere un indennizzo diverso da quello dovuto in base ai criteri legali.
Inderograbilità del principio di alternatività tra ricorso straordinario e ricorso giurisdizionale all'atto amministrativo
Contestazione della legittimità degli atti relativi alla monetizzazione degli standard
Attribuzione degli interessi legali sulla somma liquidata a titolo di risarcimento danni per occupazione illegittima
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