Source: http://www.avvocatodellavororoma.com/dimissioni-online/
Timestamp: 2019-12-11 09:25:05+00:00
Document Index: 137091441

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 55', 'art. 2113', 'art. 76', 'art. 26', 'art. 26']

Dimissioni online - Studio Legale Li Causi
In vigore dal 12 marzo 2016 la nuova modalità telematica di presentazione delle dimissioni (e di revoca delle stesse).
E’ ormai al via il nuovo iter telematico che i lavoratori dovranno obbligatoriamente utilizzare, a pena di inefficacia, onde rassegnare le dimissioni o risolvere consensualmente il rapporto di lavoro.
Muovendo dal testo della legge, dei successivi interventi ministeriali e delleFAQ pubblicate sul sito del Ministero del Lavoro, tenteremo in questa sede di fornire a lavoratori e aziende una breve guida alla nuova procedura telematica.
Si tratta dell’obbligo, sancito dall’art. 26 del d.lgs. 151/2015, di avvalersi di una particolare procedura telematica qualora si intenda presentare le dimissioni o risolvere consensualmente il rapporto di lavoro.
Tale obbligo diverrà operativo, come si è detto, a far data dal 12 marzo p.v.
Quali lavoratori devono rispettare tali formalità.
L’obbligo ha portata generale e riguarda, secondo il disposto della norm,a richiamata, tutti i lavoratori subordinati, fatta eccezione per i lavoratori domestici e per i lavoratori marittimi.
Secondo le FAQ del Ministero del Lavoro e la Circolare ministeriale n. 12 del 4 marzo 2016, la procedura in questione non riguarderebbe i rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, ciò in quanto la ratiodell’obbligo è quella di contrastare la pratica delle c.d. “dimissioni in bianco”, pratica che non risulterebbe presente nell’ambito del pubblico impiego.
Tale affermazione, condivisibile o meno nel merito, non trova peraltro esplicito riscontro nella lettera della norma né nelle disposizioni della legge delega attuata di cui il d.lgs. 151/2015 costituisce attuazione. A ciò si aggiunga che la previgente procedura di convalida introdotta dalla legge Fornero era ritenuta inapplicabile ai dipendenti pubblici non perché immuni dal rischio di “dimissioni in bianco”, bensì perché, secondo lo stesso Ministero, a tal fine sarebbe stato necessario un intervento attuativo supplementare (cfr. interpello n. 35/2012). La giurisprudenza – nella remota ipotesi di contenzioso sul punto – potrebbe quindi discostarsi dall’interpretazione del Ministero.
Si precisa che l’iter di trasmissione online non è applicabile a chi non sia titolare di un rapporto di lavoro subordinato. Sono quindi esclusi, ad esempio, i tirocinanti nonché – diversamente dalla previgente procedura di convalida delle dimissioni – i collaboratori coordinati e continuativi e coloro che prestino attività in regime di associazione in partecipazione.
Secondo le FAQ ministeriali, infine, l’obbligo di trasmissione online delle dimissioni sussiste anche nel caso in cui esse vengano rassegnate per la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata.
Ipotesi escluse dalla procedura online.
La procedura telematica non si applica alle dimissioni e alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro presentate dalla lavoratrice nel periodo di gravidanza ovvero dalla lavoratrice (o lavoratore) nei primi tre anni di vita del bambino (o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato). Tali dimissioni dovranno quindi essere convalidate presso la Direzione del lavoro territorialmente competente come previsto dall’art. 55 del d.lgs. 151/01.
Al contrario, secondo le FAQ ministeriali dovranno essere presentate telematicamente le dimissioni delle lavoratrici che, avendo effettuato le pubblicazioni di matrimonio, si trovino nel nel periodo in cui vige il divieto di licenziamento.
Sono escluse dalla procedura telematica le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto intervenute in sede assistita ai sensi dell’art. 2113 c.c. oppure avanti alle commissioni di certificazione di cui all’art. 76 del d.lgs. 276/03.
Del pari, non soggiace all’obbligo di dimissioni telematiche il lavoratore che receda dal rapporto nel corso del periodo di prova.
Come si deve procedere.
Ciascun lavoratore o lavoratrice può procedere all’inoltro telematico del modulo di dimissioni o di risoluzione consensuale (o ancora di revoca delle dimissioni) sia personalmente che rivolgendosi a soggetti all’uopo espressamente abilitati a norma dell’art. 26 del d.lgs. 151/2015.
Nel primo caso, il lavoratore o la lavoratrice deve preliminarmente farsi rilasciare il PIN INPS richiedendolo online all’indirizzo www.inps.it o recandosi presso una delle sedi dell’Istituto previdenziale.
Una volta in possesso del PIN, il lavoratore deve accedere al sito www.lavoro.gov.it e, in particolare, alla sezione “Ultime Notizie”, ove potrà autenticarsi e iniziare la compilazione del Modulo.
Il Ministero del Lavoro ha messo a disposizione, a tal fine, un’efficace guida video cui, pertanto, si rimanda.
La trasmissione del modulo di dimissioni o di risoluzione consensuale (ovvero di revoca delle dimissioni) può essere effettuata dal lavoratore anche rivolgendosi a patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali o commissioni di certificazione, a loro volta in possesso delle credenziali necessarie.
In entrambi i casi, la procedura prevede la compilazione di un Modulo estremamente sintetico, recante:
– i dati identificativi del lavoratore;
– i dati del datore di lavoro;
– i dati relativi al rapporto dal quale si intenda recedere;
– la possibilità di scegliere la tipologia di comunicazione (dimissioni, revoca delle dimissioni, risoluzione consensuale del rapporto);
– la data di decorrenza delle dimissioni ovvero della risoluzione consensuale (nella determinazione della quale spetterà al lavoratore osservare il dovuto periodo di preavviso);
– i dati identificativi del soggetto terzo abilitato (patronato, ente bilaterale ecc.).
In sede di identificazione del datore di lavoro, dev’essere inserito (salvo che non compaia automaticamente) l’indirizzo di posta elettronica (anche certificata) di quest’ultimo. Al termine della procedura, infatti, il sistema provvede automaticamente all’inoltro del modulo all’indirizzo di posta elettronica indicato nonché a quello della Direzione del Lavoro territorialmente competente.
Possibilità di revoca delle dimissioni.
E’ facoltà del lavoratore o della lavoratrice revocare le dimissioni con le stesse modalità entro e non oltre sette giorni dall’invio telematico. Al fine di assicurare il rispetto del termine, il sistema impedisce all’utente di accedere nuovamente alla comunicazione trasmessa decorsi sette giorni dal relativo invio.
Carattere vincolante della procedura.
Come precisato in apertura, la procedura descritta è stabilita a pena di inefficacia della comunicazione, con la conseguenza che, nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice dimissionario/a non vi si attenesse, le dimissioni (o la risoluzione consensuale) risulterebbero prive di efficacia ed il rapporto continuerebbe a produrre effetti.
Analogamente, la revoca delle dimissioni presentata in forma diversa da quella telematica non varrebbe a privare le stesse del proprio valore giuridico, con la conseguenza che alla data di decorrenza indicata il rapporto di lavoro si interromperebbe.
Ai sensi dell’art. 26 comma 5 del d.lgs. 151/2015, “salvo che il fatto costituisca reato, il datore di lavoro che alteri i moduli … è punito con la sanzione amministrativa da € 5.000 ad € 30.000. L’accertamento e l’irrogazione della sanzione sono di competenza delle Direzioni territoriali del lavoro”.
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