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Timestamp: 2018-12-19 10:52:30+00:00
Document Index: 151266308

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 3']

CASTELNUOVESE INERTI S.R.L. Via S.R. 69 Via Ponte alle Forche, San Giovanni Valdarno (Ar) P.IVA - PDF
CASTELNUOVESE INERTI S.R.L. Via S.R. 69 Via Ponte alle Forche, San Giovanni Valdarno (Ar) P.IVA
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1 Via S.R. 69 Via Ponte alle Forche, San Giovanni Valdarno (Ar) P.IVA CAVA RIMANDOLI 7 COMUNE DI PERGINE VALDARNO (AR) ai sensi del Decreto Legislativo 30 maggio 2008 n 117 Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie e che modifica la direttiva 2004/35/CE 2012
2 INDICE 1 PREMESSA CARATTERIZZAZIONE DEI RIFIUTI DI ESTRAZIONE Terra non inquinata Rifiuti derivanti dalla scoperchiatura del materiale utile PRODUZIONE DEI RIFIUTI DI ESTRAZIONE STRUTTURA DI DEPOSITO MATERIALI PROVENIENTI DALL'ESTERNO QUANTITA' DEI RIFIUTI DA ESTRAZIONE...6 COMUNE DI LATERINA (AR) 1
3 1 PREMESSA Il presente Piano di gestione dei rifiuti di estrazione è stato elaborato seguendo nel dettaglio quanto previsto dal Decreto Legislativo 30 maggio 2008 n. 117 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 157 del 7 luglio 2008) Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE che è stato promulgato in attuazione della Direttiva 2006/21/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006 relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE così come modificato dalla Legge 4 giugno 2010, n. 96 Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2009 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 25 giugno Supplemento Ordinario n. 138), entrata in vigore in data 10 luglio Allo stesso modo sono state consultate le varie precisazioni contenute, sempre a proposito dei rifiuti di estrazione, nel IV correttivo al D.Lgs. 152/2006 che è noto come D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive pubblicato nel Supplemento ordinario n. 269/L alla Gazzetta Ufficiale Serie generale del 10 dicembre 2010 n Il Piano di gestione dei rifiuti di estrazione, predisposto dalla ditta Castelnuovese Inerti S.r.l. con sede in Via Ponte alle Forche n San Giovanni Valdarno (Provincia di Arezzo), Titolare dell'autorizzazione per l'esecuzione dei lavori di escavazione, così come previsto dall'articolo 5, comma 2 del D.Lgs. 117/2008, è volto a prevenire o a ridurre la produzione di rifiuti di estrazione e la loro pericolosità, incentivarne il recupero ed il riciclaggio, il riutilizzo o la bonifica, assicurarne lo smaltimento sicuro a breve e a lungo termine ed è strutturato secondo quanto previsto dall'articolo 5, comma 3 del D.Lgs. 117/2008. L'attività di coltivazione da cui deriveranno i rifiuti di estrazione si svolgerà in Comune di Pergine Valdarno (Provincia di Arezzo), località Podere Rimandoli e la ditta che sarà autorizzata alla coltivazione è la Castelnuovese Inerti S.r.l.. COMUNE DI LATERINA (AR) 2
4 L'autorizzazione alla coltivazione e al ripristino sarà rilasciata dal Comune di Pergine Valdarno (AR). L'attività sarà rivolta alla coltivazione a cielo aperto per la produzione di ghiaie e sabbie calcaree (prevalenti) per la produzione di granulati per essere utilizzati nelle attività legate all'edilizia ed in prevalenza per il confezionamento del calcestruzzo. Il materiale di copertura e quello non giudicato utilizzabile durante l'escavazione, verrà utilizzato per la sistemazione morfologica ed ambientale della zona contemporaneamente ed in parte successivamente all'escavazione. 2 CARATTERIZZAZIONE DEI RIFIUTI DI ESTRAZIONE L'attività prevede la coltivazione della porzione ghiaioso sabbiosa delle formazioni delle Sabbie di Levane e dei Ciottolami di Laterina entrambe appartenenti al Gruppo di Monticello. Il materiale estratto sarà poi caricato sugli autocarri e trasportato agli impianti di trasformazione (frantumazione, selezione e lavaggio) posti al di fuori dell'area di cava. Alla fine del processo di scavo saranno quindi prodotte due tipologie di rifiuto classificabili come segue: terra non inquinata così come definita all'art. 3 punto e del D.Lgs. 117/2008 (rappresenta il suolo vegetale asportato prima della scoperchiatura del materiale utile); rifiuti inerti derivanti dalla scoperchiatura del materiale utile così come definiti dall'art. 3 punto c del D.Lgs. 117/2008 (rappresenta la scoperchiatura limosa e sabbiosa del materiale utile). 2.1 Terra non inquinata La copertura superficiale è costituita dall'alterazione delle litologie sottostanti appartenenti alle diverse formazioni affioranti (Ciottolami di Laterina, Sabbie di Levane, Limi di Latereto) per mezzo di agenti esogeni che sviluppano la pedogenesi. La litologia di solito è, più grossolana dove affiorano i Ciottolami di Laterina e più fine laddove affiorano i limi e le sabbie. La parte più superficiale, rappresentata dal suolo (orizzonte pedologico), è classificabile come terra non inquinata ai sensi della definizione COMUNE DI LATERINA (AR) 3
5 data dall'art. 3, punto e del D.Lgs. 117/2008: terra ricavata dallo strato più superficiale del terreno durante le attività di estrazione e non inquinata, ai sensi di quanto stabilito all'articolo 186 decreto legislativo n. 152 del 2006 e quindi può essere associato al codice CER terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce I materiali provenienti dallo scavo dell'orizzonte pedologico non saranno trattati con nessun tipo di sostanza chimica né durante lo scavo né successivamente per la messa in posto nel ripristino dell'area estrattiva. I materiali della copertura superficiale saranno spostati per mezzo di dozer dotati di lama frontale e, se necessario, trasportati tramite camion; lo scopo del movimento è da un lato, la scoperchiatura del materiale utile, successivamente il ripristino morfologico dell'area oggetto di coltivazione. 2.2 Rifiuti derivanti dalla scoperchiatura del materiale utile La seconda tipologia di rifiuto è costituita da rifiuto inerte (materiale limoso e sabbioso) secondo la definizione dell'art. 3 punto, c del D.Lgs. 117/2008, rifiuti che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica e biologica significativa (...) non si dissolvono, non bruciano né sono oggetti ad altre reazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili e, in caso di contatto con altre materie, non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno alla salute umana ; inoltre (...) la tendenza a dar luogo a percolati e la percentuale inquinante globale dei rifiuti, nonché l'ecotossicità dei percolati devono essere trascurabili e, in particolare, non danneggiare la qualità delle acque superficiali e sotterranee. In questo caso la litologia dei rifiuti è limoso - sabbiosa e la granulometria è fine e medio fine ed i materiali non risultano utili alla commercializzazione. I materiali provenienti dallo scavo non saranno trattati con nessun tipo di sostanza chimica e saranno semplicemente riposizionati all'interno dell'area estrattiva per le operazioni legate al recupero ambientale di tipo morfologico. A detti rifiuti può essere associato sempre il codice CER terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce COMUNE DI LATERINA (AR) 4
6 I materiali rifiuti inerti saranno spostati per mezzo di dozer (trattori cingolati) dotati di lama frontale oppure di escavatori cingolati a benna rovescia e, se necessario, trasportati all'interno dell'area di cava tramite camion; lo scopo del movimento del terreno è da un lato la scoperchiatura del materiale utile e successivamente il recupero ambientale di tipo morfologico dell'area oggetto di coltivazione. Per quanto riguarda la caratterizzazione chimica dei rifiuti nell'area di cava si ritiene che essendo stata la zona da sempre utilizzata come area agricola non vi siano problemi di sorta né contaminazioni e che i rifiuti possano essere classificati come inerti. 3 PRODUZIONE DEI RIFIUTI DI ESTRAZIONE I rifiuti di estrazione saranno prodotti solamente durante l'attività di scavo nella quale verranno prodotti i rifiuti classificati come terra non inquinata appartenenti allo sterile di copertura e come rifiuto inerte. Questo materiale, classificato come rifiuto non pericoloso avente codice CER , deriverà direttamente dall'operazione di scoperchiamento della formazione che verrà successivamente coltivata effettuato tramite dozer. Il materiale di scarto estratto verrà successivamente riutilizzato per il ripristino ambientale di tipo morfologico dell'area estrattiva. I rifiuti di estrazione in questione non subiranno nessun trattamento né chimico né fisico fino alla successiva messa in posto per il recupero. 4 STRUTTURA DI DEPOSITO Vista la tipologia di rifiuti di estrazione e il loro riutilizzo previsto dal presente piano di gestione, si ritiene che l'area dove verranno risistemati i rifiuti non debba essere classificata come struttura di deposito, ai sensi del articolo 3, punto r del D.Lgs. 117/2008 che recita Struttura di deposito dei rifiuti di estrazione: qualsiasi area adibita all'accumulo o al deposito di rifiuti di estrazione, allo stato solido o liquido, in soluzione o in sospensione. Tali strutture comprendono una diga o un'altra struttura destinata a contenere, COMUNE DI LATERINA (AR) 5
7 racchiudere, confinare i rifiuti di estrazione o svolgere altre funzioni per la struttura, inclusi, in particolare, i cumuli e i bacini di decantazione, sono esclusi i vuoti e volumetrie prodotti dall'attività estrattiva dove vengono risistemati i rifiuti di estrazione, dopo l'estrazione del minerale, a fini di ripristino e ricostruzione. (...). Si tratta infatti di utilizzare i rifiuti di estrazione per il riempimento di vuoti e volumetrie prodotti dall'attività di escavazione e di utilizzo a fini di ripristino e ricostruzione ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs. 117/2008 in cui: a) è garantita la stabilità dei rifiuti di estrazione ai sensi dell'articolo 11, comma 2 del D.Lgs. 117/2008; b) è impedito l'inquinamento del suolo e delle acque di superficie e sotterranee ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 4 del D.Lgs. 117/2008; c) è assicurato il monitoraggio dei rifiuti di estrazione e dei vuoti e volumetrie prodotti dall'attività estrattiva ai sensi dell'articolo 12, commi 4 e 5 del D.Lgs. 117/ MATERIALI PROVENIENTI DALL'ESTERNO Per la sistemazione morfologica finale prevista per la cava di inerti denominata Rimandoli 7 (Comune di Pergine Valdarno Provincia di Arezzo) non è previsto l'utilizzo di materiali provenienti dall'esterno dell'area di cava gestiti come rifiuti e quindi del sito di estrazione così come definito all'art. 3, punto hh del D.Lgs. 117/ QUANTITA' DEI RIFIUTI DA ESTRAZIONE Il materiale di scarto della cava di Rimandoli 7 (Comune di Pergine Valdarno Provincia di Arezzo) che verrà riutilizzato per le operazioni di ripristino è quantificabile in circa mc. * * * COMUNE DI LATERINA (AR) 6
INDICE 1. Premessa... 1 2. Osservazioni ed integrazioni... 1 2.1. Non risulta individuato un cronoprogramma delle fasi di escavazione, e non si evince una procedura che dia conto dei tempi di permanenza
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INDICE 1 PREMESSA...1 2 INTRODUZIONE AL PROBLEMA...2 3 PRODUZIONE, MANIPOLAZIONE, TRASPORTO, CARICO, STOCCAGGIO DI MATERIALI POLVERULENTI...7 3.1 Ciclo di lavorazione nell'area estrattiva...7 4 STIMA DELLE
Il rinnovo dell'autorizzazione alla coltivazione e al ripristino sarà rilasciato dal Comune di Capannori.
INDICE Premessa... 1 1. - Caratterizzazione dei rifiuti di estrazione... 2 1.1. - Terra non inquinata... 2 2. - Produzione dei rifiuti di estrazione... 2 3. - Struttura di deposito... 3 4. - Materiali
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