Source: http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quinto/titolo-v/capo-iv/art2320.html
Timestamp: 2016-05-02 23:12:56+00:00
Document Index: 22591056

Matched Legal Cases: ['art. 2320', 'art. 147', 'art. 2320', 'art. 2320', 'art. 147', 'art. 2320', 'art. 147', 'sentenza ', 'art. 2320', 'art. 2320', 'art. 2320', 'sentenza ', 'art. 2320', 'art. 2320', 'art. 2320', 'art. 2312', 'art. 2320']

Art. 2320 codice civile - Soci accomandanti - Brocardi.it
Titolo V - Delle societ� (artt. 2247-2511) >
Capo IV - Della societ� in accomandita semplice >
Articolo 2320
Articolo 2320 Codice Civile
Dispositivo dell'art. 2320 Codice Civile
Capo IV - Della societ� in accomandita semplice
I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione (1), né trattare o concludere affari in nome della società, se non in forza di procura speciale per singoli affari [2318].
Il socio accomandante che contravviene a tale divieto (2) assume responsabilità illimitata e solidale [1292] verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali [38, 41, 2291] e può essere escluso a norma dell'articolo 2286 [2313, 2314, 2317, 2318].
I soci accomandanti possono tuttavia prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori (3) e, se l'atto costitutivo lo consente, dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni e compiere atti di ispezione e di sorveglianza.
In ogni caso essi hanno diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite, e di controllarne l'esattezza, consultando i libri [2261, 2489] e gli altri documenti della società [2623, n. 3] (4).
(1) Gli accomandanti non possono agire in qualità di procuratori generali (v. 2209) o di institori (v. 2203-2208) della società, ma solo per singoli affari, in forza di procura speciale, al fine di garantire l'effettivo controllo degli accomandatari su ciascun affare intrapreso dall'accomandante.
(2) La decadenza dal beneficio della responsabilità limitata è correlata al compimento di una attività gestoria che si concreti nella direzione degli affari sociali. In questo caso il socio accomandante, ai sensi dell'art. 147 l.f., sarà inoltre assoggettato a fallimento in caso di fallimento della società.
(3) La qualità di accomandante è compatibile con quella di lavoratore subordinato (v. 2094) della società, pertanto, gli accomandanti possono svolgere mansioni impiegatizie direttive, purché non implichino ingerenza nella direzione dell'impresa sociale.
(4) Si tratta di un controllo di legittimità che implica la possibilità di impugnazione per falsità o per violazione di norme di legge o dell'atto costitutivo, ma non può estendersi ad un sindacato di merito della gestione.
Il legislatore si preoccupa di impedire una possibile utilizzazione anomala del contratto in accomandita, attraverso la quale il socio assumerebbe, all'interno della società, una posizione corrispondente a quella di un socio in nome collettivo e, tuttavia, godrebbe del beneficio della responsabilità limitata.
La norma regola il cd. divieto di ingerenza nella gestione della società imposto agli accomandanti e comprende tutti gli atti di amministrazione.
La perdita del beneficio della responsabilità limitata si verifica anche nel caso in cui l'accomandante violi il divieto di includere il proprio nome nella ragione sociale (v. 2314).
Cass. n. 23211/2012
La situazione di socio occulto di una societ� in accomandita semplice - la quale � caratterizzata dall'esistenza di due categorie di soci, che si diversificano a seconda del livello di responsabilit� - non � idonea, anche qualora una tale societ� sia irregolare, a far presumere la qualit� di accomandatario, essendo all'uopo necessario accertare, di volta in volta, la posizione in concreto assunta dal socio, il quale, pertanto, assume responsabilit� illimitata per le obbligazioni sociali, ai sensi dell'art. 2320 c.c., solo ove contravvenga al divieto di compiere atti di amministrazione o di trattare o concludere affari in nome della societ�, dovendosi cos� escludere una responsabilit� illimitata per un socio accomandante occulto di una siffatta societ�.
Cass. n. 22246/2012
La responsabilit� illimitata del socio accomandante ingeritosi nell'amministrazione della societ�, sancita dall'art. 2320 c.c. che, a tal fine, lo equipara all'accomandatario, non � collegata a vicende personali o societarie suscettibili di pubblicizzazione nelle forme prescritte dalla legge, ma deriva dal dato meramente fattuale di tale ingerenza e non � destinata a venir meno per effetto della sola cessazione di quest'ultima, prescindendo la suddetta equiparazione da qualsiasi distinzione tra debiti sorti in epoca anteriore o successiva alla descritta ingerenza, ovvero dipendenti o meno da essa. Pertanto, l'estensione, in siffatte ipotesi ed alla stregua dell'art. 147 legge fallim., del fallimento della societ� in accomandita semplice al socio accomandante non � soggetta ad altro termine di decadenza che non sia l'anno dalla iscrizione nel registro delle imprese di una vicenda, personale (ad esempio il recesso) o societaria (ad esempio la trasformazione della societ�), che abbia comportato il venir meno della sua responsabilit� illimitata, escludendosi, invece, la possibilit� di ancorare la decorrenza di detto termine alla mera cessazione dell'ingerenza nell'amministrazione.
Cass. n. 13468/2010
La prestazione di garanzia in favore di una societ� in accomandita semplice ed il prelievo di fondi dalle casse sociali per le esigenze personali (quand'anche indebito o addirittura illecito) non integrano l'ingerenza del socio accomandante nell'amministrazione della societ� in accomandita semplice - con l'assunzione della responsabilit� illimitata, a norma dell'art. 2320 c.c., e la conseguente estensione al socio del fallimento della societ�, ai sensi dell'art. 147 della legge fall. - in quanto la prima attiene al momento esecutivo delle obbligazioni ed il secondo non costituisce un atto di gestione della societ�.
Cass. n. 11973/2010
Nelle societ� in accomandita semplice il potere di rappresentanza spetta al socio accomandatario, mentre l'accomandante non pu� trattare o concludere affari in nome della societ�, se non in forza di procura speciale relativa, volta a volta, alla singola operazione, venendo ad assumere, in caso di violazione del divieto - configurabile anche laddove egli agisca in base a procura generale o a procura asseritamente speciale, ma talmente ampia da consentire di fatto la sua sostituzione all'amministratore nella sfera delle delibere di competenza di questi - responsabilit� illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali: pertanto, incombe su chi sostiene di avere agito in nome e per conto della societ� non solo effettuare la "contemplatio domini", ma, altres�, dimostrare di averla compiuta comunicando alla controparte la sua qualit�. (Fattispecie relativa a contratto di locazione asseritamente concluso da una s.a.s., in cui la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva ritenuto inconferente, al fine della prova dell'imputazione del contratto, la circostanza che la societ� utilizzasse i locali oggetto del medesimo).
Cass. n. 21891/2004
Nella societ� in accomandita semplice, l'art. 2320 c.c., il quale sanziona il comportamento del socio accomandante, che compia affari in nome delle societ� senza specifica procura, con la perdita del beneficio della responsabilit� limitata verso i terzi, non introduce deroghe alla disciplina generale della rappresentanza senza potere, e, pertanto, se la societ� eccepisce l'inefficacia nei suoi confronti del negozio stipulato da quel falso procuratore, nessuna obbligazione sorge a suo carico, se il terzo non prova che la societ� medesima lo ha ratificato.
Cass. n. 7554/2000
� nulla la clausola dell'atto costitutivo di una societ� in accomandita semplice, la quale preveda la necessit� del consenso scritto di tutti i soci per una determinata serie di atti, in violazione dell'articolo 2320 c.c., che istituisce una necessaria correlazione tra potere economico e rischio economico nell'interesse non solo dei soci e dei creditori ma, in generale, di un responsabile esercizio dell'attivit� d'impresa. (Il testo della clausola era il seguente: �L'uso della firma sociale e la legale rappresentanza della societ� di fronte ai terzi e in giudizio spettano al socio accomandatario... Egli pu� compiere tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale... ad eccezione dei seguenti atti: a) nomina e revoca di procuratori della societ� per i quali occorre il consenso scritto di tutti i soci; b) acquisto, permuta di beni immobili, stipulazione di contratti di locazione di immobili per durata ultranovennale, costituzione di diritti reali su beni immobili, determinazione dei prezzi di vendita dei beni immobili, stipulazione di contratti di appalto, rilascio di avalli e fideiussioni in nome della societ� a favore di terzi, per tutti i quali occorre la firma congiunta del socio accomandatario e di un procuratore della societ� ovvero � in mancanza del medesimo � il preventivo consenso scritto di tutti i soci�).
Nella societ� in accomandita semplice, il socio accomandante che compie atti della gestione sociale incorre a norma dell'articolo 2320 c.c. nella decadenza dalla limitazione di responsabilit�, e ci� anche qualora si tratti di atti di gestione interna senza concorrere alla estrinsecazione esterna della volont� dell'ente societario e senza entrare in rapporto con i terzi nella conclusione dell'affare; pertanto, ai sensi dell'articolo 1471. fall., il fallimento della societ� in accomandita semplice va esteso anche all'accomandante che si sia ingerito nell'amministrazione della societ�. (Nella specie, in applicazione di tale principio la Suprema Corte ha confermato la decisione di merito che aveva respinto l'opposizione alla dichiarazione di fallimento di soci accomandanti, i quali, in forza di clausola dell'atto costitutivo dichiarata nulla ex officio, avevano previamente autorizzato il compimento di un atto di amministrazione).
Cass. n. 10447/1998
Nella societ� in accomandita semplice, il compimento di atti della gestione sociale da parte del socio accomandante, se pure determina, a norma dell'art. 2320 c.c., la perdita della limitazione di responsabilit� di detto socio, non comporta per� la responsabilit� della societ� per gli atti e i contratti posti in essere dal suddetto socio per conto (e in nome) di essa, salva l'ipotesi di successiva ratifica.
Cass. n. 2854/1998
In tema di societ� in accomandita semplice, deve escludersi che il �singolo affare� (che, a norma dell'art. 2320, il socio accomandante pu� compiere in forza di procura speciale) possa consistere in una categoria di operazioni, cosi come i poteri autorizzati non devono, comunque, essere idonei, per la loro portata od estensione, a condizionare le scelte dell'accomandatario. (La S.C. ha cosa confermato la sentenza del merito che aveva qualificato come generale, sebbene formalmente definita come speciale, la procura concessa dall'accomandatario all'accomandante, in virt� della quale quest'ultimo era stato delegato per tutta la gestione bancaria della societ�).
Cass. n. 9659/1997
Per �determinate operazioni�, a norma dell'art. 2320, secondo comma, s'intendono o singole operazioni o categorie della medesima operazione, e sempre che le operazioni indicate consentano di essere individuate con precisione nella loro effettiva portata. Deve pertanto ritenersi legittima la previsione statutaria della previa autorizzazione da parte dell'accomandante per la contrazione di mutui eccedenti una somma predeterminata e non invece la medesima previsione contemplante genericamente gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione o le obbligazioni eccedenti una determinata somma.
Cass. n. 4019/1994
Con riguardo a societ� in accomandita semplice, l'art. 2320 c.c., facendo divieto al socio accomandante non soltanto del compimento di atti di amministrazione o di conclusione di affari in nome della societ� stessa, ma anche di semplici trattative, si impronta alla ratio di precludere al detto socio qualsiasi ingerenza nell'attivit� sociale, con la conseguenza che la violazione di tale divieto, non � riducibile all'ipotesi della attivit� del falsus procurator, con la mera conseguenza dell'irrilevanza di questa rispetto alla societ�, ma rileva come comportamento potenzialmente idoneo a determinare un mutamento del tipo sociale e, quindi, dannoso rispetto alla gestione sociale ed alla posizione di preminenza del socio accomandatario.
Cass. n. 9454/1992
Con riguardo alla societ� in accomandita semplice la mancanza dell'autorizzazione del socio accomandante prevista nell'atto costitutivo per il compimento di determinati atti da parte del socio accomandatario amministratore e, pi� in generale, l'inosservanza, da parte di questo, di quanto stabilito dal socio accomandante in virt� dei poteri a lui attribuiti dall'atto costitutivo, ai sensi dell'art. 2320 c.c., pub essere solo fonte di responsabilit� del socio accomandatario amministratore nei confronti del o dei soci accomandanti ma non incide, trattandosi di limitazioni attinenti ai rapporti interni, sulla validit� del contratto stipulato con i terzi dal socio accomandatario, al quale spetta pur sempre il potere rappresentativo della societ�, neppure se nel contratto sia richiamata espressamente la disposizione dell'atto costitutivo che prescrive detta autorizzazione, incidendo tale clausola solo sulla efficacia del contratto validamente concluso dal socio accomandatario.
Cass. n. 508/1991
La situazione di socio occulto di una societ� in accomandita semplice, la quale � caratterizzata dall'esistenza di due categorie di soci, che si diversificano a seconda del livello di responsabilit� (illimitata per gli accomandatari e limitata alla quota conferita per gli accomandanti, ai sensi dell'art. 2312 c.c.), non � idonea a far presumere la qualit� di accomandatario, essendo necessario accertare di volta in volta la posizione in concreto assunta dal detto socio, con la conseguenza che il socio occulto di una societ� in accomandita semplice assume responsabilit� illimitata per le obbligazioni sociali, ai sensi dell'art. 2320 c.c., solo ove compia atti di amministrazione di natura gestoria, sia pure all'interno della societ�.
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