Source: https://www.studiolegaleritarossi.it/bambini-allontanati-dai-genitori-dati-fanno-pensare
Timestamp: 2020-01-22 23:08:06+00:00
Document Index: 144495979

Matched Legal Cases: ['art. 403', 'art. 403', 'art. 403', 'art. 403', 'art. 403', 'art. 403']

Bambini allontanati dai Servizi Sociali
Scritto il 16 Agosto 2019 in Diritto di Famiglia
Oltre che per anno i dati sono ripartiti per province dell’Emilia Romagna. Vediamoli.
Balza subito all’occhio l’enorme diversità dei dati tra le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e le altre: nelle prime tre, con al vertice Bologna, i casi di bambini allontanati sono stati centinaia ogni anno (nel 2015, a Bologna, ben 249!!!); nelle altre province, i numeri – come potete vedere – sono molto più bassi. E tra tutti spicca il dato riminese: zero allontanamenti.
Una seconda tabella, sotto la prima, distingue gli allontanamenti tra quelli disposti dall’autorità giudiziaria e quelli effettuati in via amministrativa, direttamente cioè dai Servizi Sociali.
L’ art. 403 che viene indicato nella seconda tabella è l’articolo del codice civile che ‘autorizza’ la pubblica autorità, tramite i Servizi Sociali, a collocare il bambino in un “luogo sicuro”.
L’ espressione “luogo sicuro” è esattamente quella utilizzata dalla legge.
Il cosiddetto collocamento in luogo sicuro si traduce nell’allontanamento dalla famiglia e, dunque, si tratta di un’iniziativa molto molto delicata, da riservare ai casi di conclamata necessità.
Tutti casi di estrema gravità, ma deve trattarsi di casi conclamati, cioè certi. La legge indica, infatti, condizioni effettive, non usa il condizionale, ma l’ indicativo che è, appunto, il modo della realtà.
Ma vediamo come si verifica l’intervento previsto dall’art. 403.
Conclusioni analoghe – dati alla mano – valgono per le altre province romagnole, come pure per Piacenza. Qui, sempre nell’anno di riferimento sono stati allontanati 8 minori su una popolazione di minori tra 0 e 15 anni di 36.896.
Territori – quelli che registrano i numeri elevati – interessati da maggior disagio delle famiglie, o dalla presenza di ambienti insalubri o pericolosi?
Come si vede, infatti, nel 2017 in Emilia Romagna sono stati allontanati 355 minori. Di questi, 66 casi sono stati gestiti dall’autorità giudiziaria mentre la maggior parte, 289, decisi e attuati dai Servizi sociali.
Anche qui i dati non consentono di trarre conclusioni inoppugnabili (a parte il fatto che i numeri relativi al 2016 sono sbagliati: provate a fare la somma). Non è dato sapere, infatti, se i 289 allontanamenti made in SS siano stati poi ratificati o meno dall’autorità giudiziaria. Sarebbe molto interessante saperlo.
Approfondire è d’obbligo, credo.
Mentre scrivo queste riflessioni, trovo sul portale dei Servizi Sociali dell’Emilia Romagna un documento che spiega come funziona il sistema delineato dall’art. 403 c.c.
Lo leggo e subito mi colpiscono i passaggi in cui vengono indicati i presupposti sulla base dei quali i Servizi procedono all’allontanamento del bambino dai propri genitori.
Riporto le esatte espressioni utilizzate al riguardo: “Quando il minore si trova in una condizione di grave pericolo per la propria integrità fisica e psichica”; “Presupposti: occorre che vi sia un grave pericolo per l’integrità fisica e psichica del minore (…) una situazione di grave rischio“; “L’intervento di protezione deve essere il più possibile limitato a quelle situazioni di effettivo pericolo per l’integrità fisico-psichica del minore, tipiche dello stato di necessità”.
Vediamo, dunque, che il presupposto per l’iniziativa di cui all’art. 403 c.c. viene ravvisato dal sistema dei Servizi nell’esistenza di un “grave pericolo”.
Nessun riferimento viene fatto ai presupposti indicati dall’art. 403 c.c. Che – vale ripeterlo- sono i seguenti:
Incapacità dei genitori di provvedere all’educazione del figlio.
In altri termini, nel documento non si parla di grave pericolo derivante da una delle situazioni indicate nell’articolo 403, ma si parla soltanto e semplicemente di grave pericolo.
E la differenza è grande. In tal modo, infatti, un minore potrebbe essere considerato in grave pericolo, qualunque sia la condizione che egli vive, senza che alla base vi sia la verifica delle cause della condizione di ritenuto pericolo. Inutile dire che se così fosse, si assisterebbe ad una quanto mai estesa discrezionalità dei servizi sociali, fonte indubbia di un “grave pericolo” di schiacciamento di diritti fondamentali dei minori e dei loro genitori.
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