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Timestamp: 2019-05-21 01:44:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6']

L. 67-2014 | avvocatostella.com – studio legale
(GU n. 100 del 2-5-2014) testo in pdf: L. 67-2014
1. Il Governo e’ delegato ad adottare uno o piu’ decreti legislativi per la riforma del sistema delle pene, con le modalita’ e nei termini previsti dai commi 2 e 3 e nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
b) per i reati per i quali e’ prevista la pena dell’arresto o della reclusione non superiore nel massimo a tre anni, secondo quanto disposto dall’articolo 278 del codice di procedura penale, prevedere che la pena sia quella della reclusione domiciliare o dell’arresto domiciliare;
c) per i delitti per i quali e’ prevista la pena della reclusione tra i tre e i cinque anni, secondo quanto disposto dall’articolo 278 del codice di procedura penale, prevedere che il giudice, tenuto conto dei criteri indicati dall’articolo 133 del codice penale, possa applicare la reclusione domiciliare;
n) provvedere al coordinamento delle nuove norme in materia di pene detentive non carcerarie sia con quelle di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, sia con quelle di cui alla legge 26 novembre 2010, n. 199, sia con la disciplina dettata dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, sia con quelle di cui alla legge 26 luglio 1975, n. 354, tenendo conto della necessita’ di razionalizzare e di graduare il sistema delle pene, delle sanzioni sostitutive e delle misure alternative applicabili in concreto dal giudice di primo grado.
2. I decreti legislativi previsti dal comma 1 sono adottati entro il termine di otto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Gli schemi dei decreti legislativi, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi alle Camere, corredati di relazione tecnica, per l’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti possono essere emanati anche in mancanza dei predetti pareri. Qualora tale termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal primo periodo o successivamente, la scadenza di quest’ultimo e’ prorogata di sessanta giorni. Nella redazione dei decreti legislativi di cui al presente comma il Governo tiene conto delle eventuali modificazioni della normativa vigente comunque intervenute fino al momento dell’esercizio della delega. I predetti decreti legislativi contengono, altresi’, le disposizioni necessarie al coordinamento con le altre norme legislative vigenti nella stessa materia.
3. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dell’ultimo dei decreti legislativi di cui al presente articolo possono essere emanati uno o piu’ decreti legislativi correttivi e integrativi, con il rispetto del procedimento di cui al comma 2 nonche’ dei principi e criteri direttivi di cui al comma 1.
4. Dall’attuazione della delega di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 5. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono ai compiti derivanti dall’attuazione della delega con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro i termini e con le procedure di cui ai commi 4 e 5, uno o piu’ decreti legislativi per la riforma della disciplina sanzionatoria dei reati e per la contestuale introduzione di sanzioni amministrative e civili, in ordine alle fattispecie e secondo i principi e criteri direttivi specificati nei commi 2 e 3.
2. La riforma della disciplina sanzionatoria nelle fattispecie di cui al presente comma e’ ispirata ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) trasformare in illeciti amministrativi tutti i reati per i quali e’ prevista la sola pena della multa o dell’ammenda, ad eccezione delle seguenti materie:
e) prevedere, per i reati trasformati in illeciti amministrativi, sanzioni adeguate e proporzionate alla gravita’ della violazione, alla reiterazione dell’illecito, all’opera svolta dall’agente per l’eliminazione o attenuazione delle sue conseguenze, nonche’ alla personalita’ dello stesso e alle sue condizioni economiche; prevedere come sanzione principale il pagamento di una somma compresa tra un minimo di euro 5.000 ed un massimo di euro 50.000; prevedere, nelle ipotesi di cui alle lettere b) e d), l’applicazione di eventuali sanzioni amministrative accessorie consistenti nella sospensione di facolta’ e diritti derivanti da provvedimenti dell’amministrazione;
f) indicare, per i reati trasformati in illeciti amministrativi, quale sia l’autorita’ competente ad irrogare le sanzioni di cui alla lettera e), nel rispetto dei criteri di riparto indicati nell’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689;
g) prevedere, per i casi in cui venga irrogata la sola sanzione pecuniaria, la possibilita’ di estinguere il procedimento mediante il pagamento, anche rateizzato, di un importo pari alla meta’ della stessa.
3) l’autorita’ competente ad irrogarla;
e) prevedere che le sanzioni pecuniarie civili relative alle condotte di cui alla lettera a) siano proporzionate alla gravita’ della violazione, alla reiterazione dell’illecito, all’arricchimento del soggetto responsabile, all’opera svolta dall’agente per l’eliminazione o attenuazione delle sue conseguenze, nonche’ alla personalita’ dello stesso e alle sue condizioni economiche.
4. I decreti legislativi previsti dal comma 1 sono adottati entro il termine di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere, corredati di relazione tecnica, ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza dei predetti pareri. Qualora tale termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal primo periodo o successivamente, la scadenza di quest’ultimo e’ prorogata di sessanta giorni. Nella predisposizione dei decreti legislativi il Governo tiene conto delle eventuali modificazioni della normativa vigente comunque intervenute fino al momento dell’esercizio della delega. I decreti legislativi di cui al comma 1 contengono, altresi’, le disposizioni necessarie al coordinamento con le altre norme legislative vigenti nella stessa materia.
5. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dell’ultimo dei decreti legislativi di cui al presente articolo, possono essere emanati uno o piu’ decreti correttivi ed integrativi, nel rispetto della procedura di cui al comma 4 nonche’ dei principi e criteri direttivi di cui al presente articolo.
«Art. 168-bis (Sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato). – Nei procedimenti per reati puniti con la sola pena edittale pecuniaria o con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, nonche’ per i delitti indicati dal comma 2 dell’articolo 550 del codice di procedura penale, l’imputato puo’ chiedere la sospensione del processo con messa alla prova. La messa alla prova comporta la prestazione di condotte volte all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, nonche’, ove possibile, il risarcimento del danno dallo stesso cagionato. Comporta altresi’ l’affidamento dell’imputato al servizio sociale, per lo svolgimento di un programma che puo’ implicare, tra l’altro, attivita’ di volontariato di rilievo sociale, ovvero l’osservanza di prescrizioni relative ai rapporti con il servizio sociale o con una struttura sanitaria, alla dimora, alla liberta’ di movimento, al divieto di frequentare determinati locali. La concessione della messa alla prova e’ inoltre subordinata alla prestazione di lavoro di pubblica utilita’. Il lavoro di pubblica utilita’ consiste in una prestazione non retribuita, affidata tenendo conto anche delle specifiche professionalita’ ed attitudini lavorative dell’imputato, di durata non inferiore a dieci giorni, anche non continuativi, in favore della collettivita’, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, le aziende sanitarie o presso enti o organizzazioni, anche internazionali, che operano in Italia, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato. La prestazione e’ svolta con modalita’ che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dell’imputato e la sua durata giornaliera non puo’ superare le otto ore. La sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato non puo’ essere concessa piu’ di una volta. La sospensione del procedimento con messa alla prova non si applica nei casi previsti dagli articoli 102, 103, 104, 105 e 108.
Art. 168-ter (Effetti della sospensione del procedimento con messa alla prova). – Durante il periodo di sospensione del procedimento con messa alla prova il corso della prescrizione del reato e’ sospeso.
Non si applicano le disposizioni del primo comma dell’articolo 161. L’esito positivo della prova estingue il reato per cui si procede.
L’estinzione del reato non pregiudica l’applicazione delle sanzioni amministrative accessorie, ove previste dalla legge.
Art. 168-quater (Revoca della sospensione del procedimento con messa alla prova). – La sospensione del procedimento con messa alla prova e’ revocata:
1) in caso di grave o reiterata trasgressione al programma di trattamento o alle prescrizioni imposte, ovvero di rifiuto alla prestazione del lavoro di pubblica utilita’;
1. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel libro sesto, dopo il titolo V e’ aggiunto il seguente:
Art. 464-bis (Sospensione del procedimento con messa alla prova). –
1. Nei casi previsti dall’articolo 168-bis del codice penale l’imputato puo’ formulare richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova.
5. Al fine di decidere sulla concessione, nonche’ ai fini della determinazione degli obblighi e delle prescrizioni cui eventualmente subordinarla, il giudice puo’ acquisire, tramite la polizia giudiziaria, i servizi sociali o altri enti pubblici, tutte le ulteriori informazioni ritenute necessarie in relazione alle condizioni di vita personale, familiare, sociale ed economica dell’imputato. Tali informazioni devono essere portate tempestivamente a conoscenza del pubblico ministero e del difensore dell’imputato.
Art. 464-ter (Richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova nel corso delle indagini preliminari). – 1. Nel corso delle indagini preliminari, il giudice, se e’ presentata una richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova, trasmette gli atti al pubblico ministero affinche’ esprima il consenso o il dissenso nel termine di cinque giorni.
4. Il pubblico ministero, in caso di dissenso, deve enunciarne le ragioni. In caso di rigetto, l’imputato puo’ rinnovare la richiesta prima dell’apertura del dibattimento di primo grado e il giudice, se ritiene la richiesta fondata, provvede ai sensi dell’articolo 464-quater.
Art. 464-quater (Provvedimento del giudice ed effetti della pronuncia). – 1. Il giudice, se non deve pronunciare sentenza di proscioglimento a norma dell’articolo 129, decide con ordinanza nel corso della stessa udienza, sentite le parti nonche’ la persona offesa, oppure in apposita udienza in camera di consiglio, della cui fissazione e’ dato contestuale avviso alle parti e alla persona offesa. Si applica l’articolo 127.
7. Contro l’ordinanza che decide sull’istanza di messa alla prova possono ricorrere per cassazione l’imputato e il pubblico ministero, anche su istanza della persona offesa. La persona offesa puo’ impugnare autonomamente per omesso avviso dell’udienza o perche’, pur essendo comparsa, non e’ stata sentita ai sensi del comma 1.
L’impugnazione non sospende il procedimento.
9. In caso di reiezione dell’istanza, questa puo’ essere riproposta nel giudizio, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento.
Art. 464-quinquies (Esecuzione dell’ordinanza di sospensione del procedimento con messa alla prova). – 1. Nell’ordinanza che dispone la sospensione del procedimento con messa alla prova, il giudice stabilisce il termine entro il quale le prescrizioni e gli obblighi relativi alle condotte riparatorie o risarcitorie imposti devono essere adempiuti; tale termine puo’ essere prorogato, su istanza dell’imputato, non piu’ di una volta e solo per gravi motivi. Il giudice puo’ altresi’, con il consenso della persona offesa, autorizzare il pagamento rateale delle somme eventualmente dovute a titolo di risarcimento del danno.
2. L’ordinanza e’ immediatamente trasmessa all’ufficio di esecuzione penale esterna che deve prendere in carico l’imputato.
3. Durante la sospensione del procedimento con messa alla prova, il giudice, sentiti l’imputato e il pubblico ministero, puo’ modificare con ordinanza le prescrizioni originarie, ferma restando la congruita’ delle nuove prescrizioni rispetto alle finalita’ della messa alla prova.
Art. 464-sexies (Acquisizione di prove durante la sospensione del procedimento con messa alla prova). – 1. Durante la sospensione del procedimento con messa alla prova il giudice, con le modalita’ stabilite per il dibattimento, acquisisce, a richiesta di parte, le prove non rinviabili e quelle che possono condurre al proscioglimento dell’imputato.
2. In caso di esito negativo della prova, il giudice dispone con ordinanza che il processo riprenda il suo corso. Art. 464-octies (Revoca dell’ordinanza). – 1. La revoca dell’ordinanza di sospensione del procedimento con messa alla prova e’ disposta anche d’ufficio dal giudice con ordinanza.
3. L’ordinanza di revoca e’ ricorribile per cassazione per violazione di legge.
4. Quando l’ordinanza di revoca e’ divenuta definitiva, il procedimento riprende il suo corso dal momento in cui era rimasto sospeso e cessa l’esecuzione delle prescrizioni e degli obblighi imposti.
Art. 464-novies (Divieto di riproposizione della richiesta di messa alla prova). – 1. Nei casi di cui all’articolo 464-septies, comma 2, ovvero di revoca dell’ordinanza di sospensione del procedimento con messa alla prova, l’istanza non puo’ essere riproposta»;
b) dopo l’articolo 657 e’ inserito il seguente:
1. Dopo il capo X del titolo I delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e’ inserito il seguente:
Art. 141-bis (Avviso del pubblico ministero per la richiesta di ammissione alla messa alla prova). – 1. Il pubblico ministero, anche prima di esercitare l’azione penale, puo’ avvisare l’interessato, ove ne ricorrano i presupposti, che ha la facolta’ di chiedere di essere ammesso alla prova, ai sensi dell’articolo 168-bis del codice penale, e che l’esito positivo della prova estingue il reato.
Art. 141-ter (Attivita’ dei servizi sociali nei confronti degli adulti ammessi alla prova). – 1. Le funzioni dei servizi sociali per la messa alla prova, disposta ai sensi dell’articolo 168-bis del codice penale, sono svolte dagli uffici locali di esecuzione penale esterna, nei modi e con i compiti previsti dall’articolo 72 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni.
2. Ai fini del comma 1, l’imputato rivolge richiesta all’ufficio locale di esecuzione penale esterna competente affinche’ predisponga un programma di trattamento. L’imputato deposita gli atti rilevanti del procedimento penale nonche’ le osservazioni e le proposte che ritenga di fare.
3. L’ufficio di cui al comma 2, all’esito di un’apposita indagine socio-familiare, redige il programma di trattamento, acquisendo su tale programma il consenso dell’imputato e l’adesione dell’ente o del soggetto presso il quale l’imputato e’ chiamato a svolgere le proprie prestazioni. L’ufficio trasmette quindi al giudice il programma accompagnandolo con l’indagine socio-familiare e con le considerazioni che lo sostengono. Nell’indagine e nelle considerazioni, l’ufficio riferisce specificamente sulle possibilita’ economiche dell’imputato, sulla capacita’ e sulla possibilita’ di svolgere attivita’ riparatorie nonche’ sulla possibilita’ di svolgimento di attivita’ di mediazione, anche avvalendosi a tal fine di centri o strutture pubbliche o private presenti sul territorio.
4. Quando e’ disposta la sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato, l’ufficio di cui al comma 2 informa il giudice, con la cadenza stabilita nel provvedimento di ammissione e comunque non superiore a tre mesi, dell’attivita’ svolta e del comportamento dell’imputato, proponendo, ove necessario, modifiche al programma di trattamento, eventuali abbreviazioni di esso ovvero, in caso di grave o reiterata trasgressione, la revoca del provvedimento di sospensione.
6. Le relazioni periodiche e quella finale dell’ufficio di cui al comma 2 del presente articolo sono depositate in cancelleria non meno di dieci giorni prima dell’udienza di cui all’articolo 464-septies del codice, con facolta’ per le parti di prenderne visione ed estrarne copia».
All’articolo 3 (L), comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, dopo la lettera i) e’ inserita la seguente:
1. Qualora, in relazione alle esigenze di attuazione del presente capo, si renda necessario procedere all’adeguamento numerico e professionale della pianta organica degli uffici di esecuzione penale esterna del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, il Ministro della giustizia riferisce tempestivamente alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle modalita’ con cui si provvedera’ al predetto adeguamento, previo stanziamento delle occorrenti risorse finanziarie da effettuare con apposito provvedimento legislativo.
Regolamento del Ministro della giustizia per disciplinare le convenzioni in materia di lavoro di pubblica utilita’ conseguente alla messa alla prova dell’imputato
1. Al comma 1 dell’articolo 419 del codice di procedura penale, le parole: «non comparendo sara’ giudicato in contumacia» sono sostituite dalle seguenti: «, qualora non compaia, si applicheranno le disposizioni di cui agli articoli 420-bis, 420-ter, 420-quater e 420-quinquies».
2. L’articolo 420-bis del codice di procedura penale e’ sostituito dal seguente:
«Art. 420-bis (Assenza dell’imputato). – 1. Se l’imputato, libero o detenuto, non e’ presente all’udienza e, anche se impedito, ha espressamente rinunciato ad assistervi, il giudice procede in sua assenza.
2. Salvo quanto previsto dall’articolo 420-ter, il giudice procede altresi’ in assenza dell’imputato che nel corso del procedimento abbia dichiarato o eletto domicilio ovvero sia stato arrestato, fermato o sottoposto a misura cautelare ovvero abbia nominato un difensore di fiducia, nonche’ nel caso in cui l’imputato assente abbia ricevuto personalmente la notificazione dell’avviso dell’udienza ovvero risulti comunque con certezza che lo stesso e’ a conoscenza del procedimento o si e’ volontariamente sottratto alla conoscenza del procedimento o di atti del medesimo.
3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, l’imputato e’ rappresentato dal difensore. E’ altresi’ rappresentato dal difensore ed e’ considerato presente l’imputato che, dopo essere comparso, si allontana dall’aula di udienza o che, presente ad una udienza, non compare ad udienze successive.
4. L’ordinanza che dispone di procedere in assenza dell’imputato e’ revocata anche d’ufficio se, prima della decisione, l’imputato compare. Se l’imputato fornisce la prova che l’assenza e’ stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo, il giudice rinvia l’udienza e l’imputato puo’ chiedere l’acquisizione di atti e documenti ai sensi dell’articolo 421, comma 3. Nel corso del giudizio di primo grado, l’imputato ha diritto di formulare richiesta di prove ai sensi dell’articolo 493. Ferma restando in ogni caso la validita’ degli atti regolarmente compiuti in precedenza, l’imputato puo’ altresi’ chiedere la rinnovazione di prove gia’ assunte. Nello stesso modo si procede se l’imputato dimostra che versava nell’assoluta impossibilita’ di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento e che la prova dell’impedimento e’ pervenuta con ritardo senza sua colpa.
5. Il giudice revoca altresi’ l’ordinanza e procede a norma dell’articolo 420-quater se risulta che il procedimento, per l’assenza dell’imputato, doveva essere sospeso ai sensi delle disposizioni di tale articolo».
3. L’articolo 420-quater del codice di procedura penale e’ sostituito dal seguente:
«Art. 420-quater (Sospensione del processo per assenza dell’imputato). – 1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 420-bis e 420-ter e fuori delle ipotesi di nullita’ della notificazione, se l’imputato non e’ presente il giudice rinvia l’udienza e dispone che l’avviso sia notificato all’imputato personalmente ad opera della polizia giudiziaria.
3. Durante la sospensione del processo, il giudice, con le modalita’ stabilite per il dibattimento, acquisisce, a richiesta di parte, le prove non rinviabili».
4. L’articolo 420-quinquies del codice di procedura penale e’ sostituito dal seguente:
2. Il giudice revoca l’ordinanza di sospensione del processo: a) se le ricerche di cui al comma 1 hanno avuto esito positivo; b) se l’imputato ha nel frattempo nominato un difensore di fiducia; c) in ogni altro caso in cui vi sia la prova certa che l’imputato e’ a conoscenza del procedimento avviato nei suoi confronti; d) se deve essere pronunciata sentenza a norma dell’articolo 129.
3. Con l’ordinanza di revoca della sospensione del processo, il giudice fissa la data per la nuova udienza, disponendo che l’avviso sia notificato all’imputato e al suo difensore, alle altre parti private e alla persona offesa, nonche’ comunicato al pubblico ministero. 4. All’udienza di cui al comma 3 l’imputato puo’ formulare richiesta ai sensi degli articoli 438 e 444».
1. L’articolo 489 del codice di procedura penale e’ sostituito dal seguente:
«Art. 489 (Dichiarazioni dell’imputato contro il quale si e’ proceduto in assenza nell’udienza preliminare). – 1. L’imputato contro il quale si e’ proceduto in assenza nel corso dell’udienza preliminare puo’ chiedere di rendere le dichiarazioni previste dall’articolo 494.
2. Se l’imputato fornisce la prova che l’assenza nel corso dell’udienza preliminare e’ riconducibile alle situazioni previste dall’articolo 420-bis, comma 4, e’ rimesso nel termine per formulare le richieste di cui agli articoli 438 e 444».
4. All’articolo 520 del codice di procedura penale, le parole:
«contumace o», ovunque ricorrono, sono soppresse. 5. All’articolo 548, comma 3, del codice di procedura penale, le parole: «notificato all’imputato contumace e» sono soppresse.
2. Il comma 4 dell’articolo 603 del codice di procedura penale e’ abrogato.
3. All’articolo 604 del codice di procedura penale, dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
«5-bis. Nei casi in cui si sia proceduto in assenza dell’imputato, se vi e’ la prova che si sarebbe dovuto provvedere ai sensi dell’articolo 420-ter o dell’articolo 420-quater, il giudice di appello dichiara la nullita’ della sentenza e dispone il rinvio degli atti al giudice di primo grado. Il giudice di appello annulla altresi’ la sentenza e dispone la restituzione degli atti al giudice di primo grado qualora l’imputato provi che l’assenza e’ stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo di primo grado. Si applica l’articolo 489, comma 2».
4. All’articolo 623, comma 1, del codice di procedura penale, la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
«b) se e’ annullata una sentenza di condanna nei casi previsti dall’articolo 604, commi 1, 4 e 5-bis, la Corte di cassazione dispone che gli atti siano trasmessi al giudice di primo grado».
5. Dopo l’articolo 625-bis del codice di procedura penale e’ inserito il seguente:
«Art. 625-ter (Rescissione del giudicato). – 1. Il condannato o il sottoposto a misura di sicurezza con sentenza passata in giudicato, nei cui confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del processo, puo’ chiedere la rescissione del giudicato qualora provi che l’assenza e’ stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo.
2. La richiesta e’ presentata, a pena di inammissibilita’, personalmente dall’interessato o da un difensore munito di procura speciale autenticata nelle forme dell’articolo 583, comma 3, entro trenta giorni dal momento dell’avvenuta conoscenza del procedimento.
6. Il comma 2 dell’articolo 175 del codice di procedura penale e’ sostituito dal seguente:
«2. L’imputato condannato con decreto penale, che non ha avuto tempestivamente effettiva conoscenza del provvedimento, e’ restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre opposizione, salvo che vi abbia volontariamente rinunciato».
1. Al primo comma dell’articolo 159 del codice penale, dopo il numero 3) e’ aggiunto il seguente:
2. Dopo il terzo comma dell’articolo 159 del codice penale, e’ aggiunto il seguente:
«Nel caso di sospensione del procedimento ai sensi dell’articolo 420-quater del codice di procedura penale, la durata della sospensione della prescrizione del reato non puo’ superare i termini previsti dal secondo comma dell’articolo 161 del presente codice».
Modalita’ e termini di comunicazione e gestione dei dati relativi all’assenza dell’imputato
1. Dopo l’articolo 143 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e’ inserito il seguente:
1. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 3 (L), comma 1, dopo la lettera i-bis), introdotta dall’art. 6 della presente legge, e’ inserita la seguente:
«i-ter) i provvedimenti con cui il giudice dispone la sospensione del procedimento ai sensi dell’articolo 420-quater del codice di procedura penale»; b) all’articolo 5 (L), comma 2, dopo la lettera l) e’ aggiunta la seguente:
«l-bis) ai provvedimenti con cui il giudice dispone la sospensione del procedimento ai sensi dell’articolo 420-quater del codice di procedura penale, quando il provvedimento e’ revocato».
1. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione di ciascuno degli articoli da 2 a 15 nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.