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Timestamp: 2017-01-17 11:08:17+00:00
Document Index: 26691691

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 83', 'art. 109', 'art. 107', 'art. 83', 'art. 37', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 184 del 25.07.2007
Istanza di interpello - art. 11, legge 27/07/2000, n. 212. ALFA SRL
Con istanza presentata alla competente Direzione Regionale in data
04/12/2006 e successivamente trasmessa alla scrivente, la società in
oggetto indicata ha chiesto chiarimenti in merito al corretto trattamento
fiscale da riservare, ai fini delle imposte sui redditi, ad una posta di
bilancio relativa all'acquisizione di un ramo d'azienda, avvenuta nel corso
del 2006, quale differenza fra il prezzo di acquisto e la somma algebrica
delle attività e delle passività trasferite (c.d. "avviamento negativo").
La società istante, ALFA Srl,
è stata costituita nel novembre del
2005, in previsione dell'acquisizione del ramo d'azienda della BETA Srl (di
seguito Ramo d'Azienda), avente ad oggetto l'attività di produzione di
abbigliamento intimo, commercializzato sotto diversi marchi, sia nazionali -
fra i quali si segnala il marchio "X" - che internazionali, fra i quali i
marchi"Y" e "Z".
L'operazione di cessione di ramo d'azienda ha avuto luogo in data
..., con atto a rogito del notaio XXX (repertorio n. ..., raccolta n. ...),
ad un prezzo di euro undici milioni, inferiore al valore del netto aziendale
Il c.d. "avviamento negativo" (badwill), dato dalla differenza, pari
ad euro 34.269.000, tra il prezzo pagato dalla ALFA Srl per l'acquisizione
del Ramo d'Azienda della BETA Srl ed il valore netto del Ramo stesso è da
imputare alla previsione di perdite che l'acquirente dovrà sopportare
successivamente all'acquisizione.
La società cedente, infatti, negli esercizi precedenti la cessione,
ha conseguito risultati fortemente negativi, causati da una "consistente
quanto progressiva perdita di fatturato" imputabile al Ramo d'Azienda
(nell'esercizio 2002/2003, i ricavi tipici, imputabili al Ramo d'Azienda
ammontavano ad euro 231 milioni; l'esercizio successivo ad euro 210 milioni,
per scendere ad euro 158 milioni nell'esercizio 2004/2005).
Il management della BETA Srl aveva, pertanto, effettuato una
approfondita analisi dei singoli processi aziendali e dell'intera struttura
organizzativa, finalizzata alla realizzazione di un processo di
ristrutturazione e di risanamento (di seguito "Piano"), del quale, in fase
di trattative, erano già definiti:
- obiettivi ("recuperare la competitività perduta nel corso
degli ultimi tre anni e di rilanciare l'azienda nel corrente
contesto di mercato facendo leva sulla notorietà dei marchi,
sull'innovazione dei prodotti, sull'ampliamento della gamma
produttiva ma soprattutto attraverso: a) un processo di riequilibrio della struttura generale dei costi; b) la revisione
dei processi e della struttura organizzativa stessa al fine di
renderla più efficace ed efficiente");
- strumenti giuridici da utilizzare, soprattutto per quanto
riguarda la normativa sui rapporti di lavoro;
- oneri da sostenere.
In vista degli oneri che l'acquirente dovrà sostenere per
l'implementazione del suddetto processo di ristrutturazione, risanamento e
rilancio, necessario al proseguimento dell'attività, la stessa ha ritenuto
opportuno iscrivere il badwill in un Fondo rischi e oneri futuri, sub B del
Passivo dello Stato Patrimoniale, ai sensi dell'articolo 2424 del Codice
La società istante chiede il corretto trattamento, ai fini delle
imposte sui redditi, della posta contabile stanziata nella voce Fondi rischi
e oneri futuri, sub B del Passivo dello Stato Patrimoniale, a fronte degli
oneri che sosterrà per l'attuazione del suesposto Piano di ristrutturazione, risanamento e rilancio del Ramo d'Azienda acquisito. Tale
posta ammonta ad euro 34.269.000 e corrisponde alla differenza fra il prezzo
di acquisto e la somma algebrica delle attività e passività trasferite -
c.d. "avviamento negativo".
La società istante ritiene che l'"avviamento negativo", pari ad euro
34.260.000, non può essere allocato a rettifica e/o integrazione di poste,
rispettivamente, dell'attivo e del passivo in quanto viene generato - quale
differenza negativa fra il prezzo d'acquisto e la somma algebrica delle attività e elle
passività trasferite - in ragione delle perdite future che
il Ramo d'Azienda oggetto della compravendita si prevede produrrà nei
prossimi esercizi.
Pertanto, avendo tale posta natura di passività potenziale,
identificabile e determinabile in maniera oggettiva - come attestato dal
Piano di risanamento elaborato dalla società cedente - la stessa deve
trovare naturale collocazione, nella contabilità della cessionaria, nella
voce Fondi rischi e oneri futuri, sub B del passivo dello Stato
patrimoniale, ex articolo 2424 del Codice Civile.
In via preliminare viene, infatti, evidenziato che non esistono
Principi Contabili nazionali che disciplinano il corretto trattamento
contabile e la corretta esposizione in bilancio dell'Avviamento negativo
pagato in sede di acquisizione d'azienda e che, per questi motivi, ai fini
della imputazione in bilancio di tale voce, la società acquirente ha
valutato le ragioni per cui tale posta viene a generarsi, nonché la sua
L'avviamento negativo "nasce" in ragione dei costi ed oneri che la
società dovrà sostenere nell'esercizio in corso al 31 dicembre 2006 e nei
successivi esercizi, 2007 e 2008, al fine di eliminare la preesistente
situazione di inefficienza, in attuazione del Piano di ristrutturazione,
risanamento e rilancio.
L'istante ha, pertanto, ritenuto corretto, a fronte delle
stimate in relazione al progetto di ristrutturazione, "accantonare" un
apposito fondo del passivo ai sensi del Principio Contabile nazionale n. 19,
relativo ai corretti criteri di contabilizzazione dei "fondi per rischi ed
oneri" (in realtà non si tratta di un accantonamento in senso tecnico, in
quanto la costituzione del fondo non influenza il Conto Economico del
Bilancio della società acquirente, ma si genera direttamente a Stato
Patrimoniale).
Per quanto riguarda l'aspetto tributario, l'istante evidenzia che
anche sotto tale profilo si registra l'assenza nel Testo Unico delle Imposte
sui Redditi di una norma specifica che regoli il trattamento, ai fini delle
imposte dirette, di una posta riconducibile ad "avviamento negativo",
generata in sede di acquisto di ramo d'azienda e destinata a compensare
l'acquirente degli oneri da sostenere per riportare il ramo acquisito ad un
adeguato livello di profittabilità.
Pertanto, in assenza di una disposizione specifica prevista nel TUIR,
e tenuto conto del "principio di derivazione" di cui all'articolo 83 dello
stesso TUIR, secondo il quale l'utile e la perdita risultanti dal conto
economico costituiscono il dato di partenza per la determinazione del
reddito imponibile, il fondo rischi ed oneri futuri - iscritto nel passivo
dello Stato Patrimoniale per imputazione del cosiddetto "avviamento
negativo" - concorrerebbe alla determinazione del reddito imponibile nella
misura in cui viene utilizzato nel bilancio della cessionaria a copertura
delle perdite conseguite.
L'istante dichiara di voler utilizzare il fondo in oggetto
nell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2006 per compensare tutte le perdite
conseguite (comprese quelle di gestione non strettamente derivanti dalla
realizzazione del Piano, ma comunque afferenti al risanamento ed al rilancio
della gestione del Ramo acquisito) "mediante accreditamento a Conto
Economico quale sopravvenienza attiva fino a concorrenza dell'intera
perdita".
L'eccedenza sarà utilizzata a copertura delle perdite che, in base
alle previsioni contenute nel Piano, si realizzeranno negli esercizi chiusi
al 31 dicembre 2007 e 31 dicembre 2008. In ogni caso, viene previsto
l'immediato accreditamento a Conto Economico mediante la rilevazione di una
sopravvenienza attiva, nell'ipotesi ed al momento in cui le originarie
previsioni di perdita non dovessero più verificarsi.
In sostanza, ad avviso della ALFA Srl, il corretto trattamento
contabile e fiscale del fondo in questione sarebbe quello di un suo rilascio
graduale a Conto Economico a copertura delle perdite che si manifesteranno
negli esercizi futuri per il periodo necessario al ritorno in bonis del ramo
d'Azienda, in base alle previsioni contenute del Piano (esercizi 2006- 2007-
Tale modo di operare, comportando il concorso della predetta posta al
reddito di esercizio solo in sede di utilizzo del fondo sotto forma di
"sopravvenienze attive" a copertura perdite e, quindi, solo ove i costi di
ristrutturazione preventivati siano di esistenza certa ed oggettivamente
determinati nel quantum, risponderebbe oltre al già citato "principio di
derivazione" di cui all'art. 83 del TUIR, al "principio di competenza" di
cui all'art. 109 del TUIR, in base al quale "...i ricavi, le spese e gli
altri componenti di cui nell'esercizio di competenza non sia ancora certa
l'esistenza o determinabile in modo obiettivo l'ammontare concorrono a
formare il reddito nell'esercizio in cui si verificano tali condizioni".
A sostegno dell'interpretazione suesposta, in merito alla
classificazione ed alle modalità di utilizzo del Fondo rischi ed oneri
futuri iscritto a fronte dell' "avviamento negativo", l'istante ritiene che
possa trovare applicazione, in via analogica, quanto disposto dal Principio
Contabile OIC n. 17 - in materia di bilancio consolidato - riguardo
l'eccedenza del patrimonio netto rispetto al costo di acquisizione di una
partecipazione che entra nell'area di consolidamento. Secondo tale Principio
Contabile, se, dopo aver ridotto proporzionalmente i valori delle attività
immobilizzate, sussiste un'ulteriore eccedenza del patrimonio netto a valori
correnti rispetto al prezzo pagato per l'acquisto della partecipazione e vi
sono previsioni di perdite in capo alla società acquisita "negli esercizi
immediatamente successivi all'acquisto, prima cioè che la nuova gestione
sia in grado di invertire la tendenza e conseguire utili, tale ulteriore
eccedenza va accreditata alla voce del passivo "Fondo di consolidamento per
rischi ed oneri futuri". Tale fondo va utilizzato negli esercizi
immediatamente successivi per fronteggiare le perdite che si sosterranno,
ovvero nel caso in cui le originarie previsioni di perdita non abbiano più
a verificarsi, sarà riaccreditato a Conto Economico. Tale accredito deve
avvenire in modo da realizzare l'effettiva correlazione con le perdite
previste..."
Il c.d. "avviamento negativo" (badwill) emergente in relazione ad una
operazione di compravendita di ramo d'azienda è dato dalla differenza tra
il patrimonio netto del ramo d'azienda oggetto della compravendita ed il
valore economico, che si sostanzia nel prezzo d'acquisto, attribuito al
medesimo complesso aziendale.
Nello specifico, quando il prezzo di acquisto di un compendio
aziendale è inferiore al valore netto contabile del patrimonio ad esso
riferito, la differenza tra questi due valori (prezzo e patrimonio) genera
un cd. "avviamento negativo", che deve essere correttamente contabilizzato
ed esposto nel bilancio dell'acquirente.
La motivazione più razionale alla base dell'acquisto di un ramo
d'azienda ad un prezzo inferiore al valore del patrimonio netto contabile ad
esso riferibile è data dalla circostanza che vi sono fondate previsioni di
perdite future, che l'acquirente dovrà sopportare successivamente
all'acquisizione.
I risultati negativi attesi comprimeranno, infatti, il valore del
patrimonio aziendale successivamente all'operazione, riducendo pertanto il
prezzo che l'acquirente è disposto a pagare per ottenere la proprietà del
bene-azienda.
La quantificazione preventiva delle perdite che il ramo d'azienda
acquisito subirà negli esercizi immediatamente successivi all'acquisto stesso, prima,
cioè che la nuova proprietà sia in grado di invertire il
trend negativo, rileva come uno "sconto" sul prezzo pagato per il ramo
Nel caso de quo, la ALFA srl paga un prezzo "scontato" in ragione di
un "disavviamento" connesso alla previsione di perdite future, che saranno
generate dal Ramo d'Azienda oggetto della compravendita, e dei costi,
preventivati nel Piano di risanamento e ristrutturazione elaborato dal
cedente, che la stessa ALFA dovrà sostenere per il ritorno in bonis del
Ramo acquisito.
La natura contabile, la conseguente classificazione nel bilancio
dell'acquirente e il trattamento tributario ai fini delle imposte dirette di
tale posta, denominata "avviamento negativo", come evidenziato dall'istante,
non hanno una propria disciplina specifica.
Qualora sia corretto, sul piano civilistico, allocare l'avviamento
negativo emergente in sede di acquisizione di un ramo d'azienda in un "fondo
rischi ed oneri futuri" del Passivo dello stato patrimoniale del bilancio
dell'acquirente, così come proposto dall'istante, la scrivente ne analizza
il corretto trattamento tributario.
Sotto il profilo fiscale, il regime di tassazione dei fondi rischi ed
oneri è disciplinato dall'art. 107 del TUIR.
Ai sensi del citato articolo 107 del TUIR, sono deducibili,
nell'esercizio in cui vengono accantonati, esclusivamente gli accantonamenti
ai fondi espressamente considerati dalle disposizioni dello stesso Tuir; non
sono, quindi, ammesse deduzioni per accantonamenti non previsti.
Nel caso di specie, tuttavia, il fondo rischi ed oneri futuri
imputato al bilancio della ALFA Srl a seguito dell'imputazione del badwill
viene accreditato direttamente al Passivo dello Stato Patrimoniale a seguito
di valutazione, senza transitare per il conto economico.
A parere della scrivente, pertanto, il trattamento fiscale del fondo
non è inquadrabile nella disciplina di cui all'articolo 107 del TUIR ma
segue - per il "principio di derivazione" di cui all'art. 83 del TUIR -
l'utilizzo contabile del fondo stesso.
La società acquirente, quindi, negli esercizi immediatamente
successivi all'acquisizione, utilizzerà il fondo per fronteggiare le
perdite che si sosterranno, ovvero provvederà ad estinguerlo qualora le
originarie previsioni di perdita, riferibili al Piano di ristrutturazione
predisposto per gli anni 2006, 2007 e 2008, non siano più fondate, in
entrambi i casi attraverso la rilevazione di un provento straordinario
fiscalmente rilevante, imputato a conto economico.
In altri termini, il fondo rischi generici dovrà concorrere
sistematicamente, fino al suo esaurimento, alla formazione del reddito a
compensazione dei componenti negativi di qualsiasi natura (nella misura in
cui eccedano i componenti positivi), conseguiti nell'arco temporale
delineato dal Piano e dovrà rimanere effettivamente correlato alle perdite
previste senza poter divenire strumento di pianificazione fiscale o,
comunque, di utilizzo arbitrario.
In applicazione di detto principio, la ALFA Srl assume l'obbligo di
utilizzare il fondo, tramite la rilevazione di sopravvenienze attive a Conto
Economico aventi valenza fiscale, a totale copertura dei componenti
negativi, negli esercizi 2006, 2007 e 2008, e di stralciare l'eventuale
eccedenza, sempre tramite la rilevazione di una sopravvenienza attiva
imponibile, nel 2008, ovvero nel primo esercizio (compreso nel Piano) in cui
le stimate previsioni di perdita non dovessero più verificarsi.
Analogo effetto fiscale, in termini di realizzo del fondo, si
produrrebbe automaticamente in capo alla ALFA Srl a seguito di un eventuale
trasferimento, a qualsiasi titolo, del patrimonio, o parte di esso, che
evidentemente non giustificherebbe oltre il mantenimento del fondo in questione.
Resta impregiudicato, ai sensi dell'art. 37-bis, comma 2, del D.P.R.
n. 600/73, ogni potere di controllo dell'amministrazione finanziaria volto a verificare se l'operazione in esame ed eventuali altri atti, fatti o negozi
ad essa collegati e non rappresentati dall'istante - quali, a titolo
esemplificativo, la congrua definizione temporale del piano di utilizzo del
fondo e la non indipendenza dei soggetti che pongono in essere l'operazione
- si inseriscano in un più ampio disegno elusivo, pertanto censurabile ai
sensi del medesimo articolo 37-bis, comma 1.
interpello presentata alla Direzione Regionale ..., viene resa dalla
scrivente ai sensi dell'art. 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile
- Torino, 22 minuti fa	Ravvedimento operoso versamenti (vers. 2017)