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Timestamp: 2013-05-24 18:50:58+00:00
Document Index: 80544156

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 2106', 'art. 45', 'art. 26', 'art. 42', 'art.\n41', 'art. 26']

El poder de control del empresario sobre los nuevos medios de comunicación e información en la empresa y sus límites (I)
Scritto da Manuel Bellido Aspas, Magistrado de lo Social (Spain)	Venerdì 01 Agosto 2008 04:30	Technological innovation produces changes the society. The Author describes what rights and duties are related to the use of Internet in the workplace and examines them according to Spanish law.
El mundo laboral no resulta ajeno a las innovaciones tecnológicas, ni a los cambios que éstas producen en los comportamientos, costumbres y conductas de los ciudadanos que integran nuestra sociedad.
Así, en las últimas décadas, un mundo cada vez más globalizado e interdependiente ha visto como los avances tecnológicos en el ámbito de las comunicaciones modificaban los hábitos de las personas. Baste pensar en la generalización del uso del teléfono móvil, que permite a sus usuarios una conexión prácticamente continuada durante la totalidad de las horas del día, o el incremento imparable en la utilización de internet y del correo electrónico que facilitan la transmisión de información y conocimiento a una velocidad y distancia anteriormente desconocidas.
I giudici dicono no al proselitismo sindacale mediante volantinaggio telematico
Scritto da Elda Brogi	Venerdì 27 Giugno 2008 14:17	Seppur non più
"freschissime" si segnalano, per l'importanza e la peculiarità del tema
trattato, due decisioni inedite del Tribunale di Firenze (Decreto 22 Novembre
2002 e Sentenza 14-24 Marzo 2003 n. 382), con le quali i giudici del lavoro
fiorentini hanno preso posizione su una questione che vede intrecciarsi il
diritto sindacale con l'ICT.
questione sottoposta al vaglio dei giudici fiorentini è, in sintesi, la
seguente: se sia consentito ad un dipendente, dirigente sindacale con regolare
permesso, trasmettere comunicati sindacali tramite la rete aziendale di posta
elettronica (c.d. "volantinaggio telematico").
vicenda prende le mosse da un ricorso (ex art. 28 legge n. 300/70) presentato
da un'organizzazione sindacale che lamentava l'antisindacalità della condotta
di un datore di lavoro consistita nel comminare ad un proprio dipendente la
sanzione del richiamo verbale per aver quest'ultimo inviato, da un computer
esterno all'azienda, all'indirizzo individuale di posta elettronica che
l'azienda aveva fornito - per ragioni esclusivamente di servizio - a ciascun
dipendente, un comunicato sindacale.
l'associazione sindacale ricorrente, essendo detta attività assimilabile ad un
volantinaggio telematico sarebbe, in quanto tale, tutelata dall'art. 26 legge
300/70, norma che consente lo svolgimento di attività di proselitismo
all'interno dei luoghi di lavoro a condizione che non rechi pregiudizio al
normale svolgimento dell'attività aziendale.
primo giudice investito della questione, pur ritenendo che, in effetti, la
distribuzione di comunicati di contenuto sindacale, in quanto assimilabile
all'attività di proselitismo, è da ritenersi consentita soltanto se effettuata
senza pregiudizio del normale svolgimento dell'attività aziendale (art. 26,
primo comma, legge 300/70), ha però rigettato il ricorso sul presupposto che,
in base alla disciplina collettiva applicabile al caso di specie (art. 45/12
del c.c.n.l. Imprese Esercenti Servizi di Telecomunicazione), non è consentito
ai dipendenti valersi, per ragioni che non siano di servizio, di mezzi di
comunicazione, di strumenti informatici, di collegamenti in rete o di
quant'altro ancora è di proprietà od uso dell'azienda.
nulla è valsa l'obiezione dell'associazione sindacale ricorrente secondo cui
l'invio di messaggi sindacali tramite la rete aziendale di posta elettronica -
come del resto il normale volantinaggio cartaceo - non sia suscettibile di
arrecare pregiudizio all'ordinario svolgimento della vita aziendale, sotto il
normale profilo funzionale e produttivo.
il giudice adito, la richiamata analogia con il volantinaggio sarebbe solo
apparente in quanto, mentre la diffusione dei tradizionali comunicati sindacali
stampati viene effettuata in spazi che sono di pertinenza dell'azienda,
eventualmente utilizzati anche per finalità direttamente produttive, ma che
possono venire e vengono abitualmente utilizzati dai lavoratori anche per
attività non strettamente lavorative (ad es.: l'atrio di ingresso dei locali
aziendali o il corridoio di accesso agli uffici stessi costituiscono spazi in
cui il lavoratore effettua sì la propria prestazione lavorativa ma che percorre
anche per recarsi od uscire dal lavoro ovvero in momenti di pausa della
prestazione), la rete aziendale di posta elettronica, come sancito dall'art. 45
c.c.n.l. di settore, essendo uno spazio appositamente creato dalla datrice di
lavoro e destinato esclusivamente allo svolgimento dell'attività lavorativa,
non può essere utilizzata anche per attività personali del lavoratore e,
quindi, per l'informazione anche sindacale.
il suddetto Decreto di rigetto l'organizzazione sindacale soccombente proponeva
opposizione ex art. 28, 3° comma, legge 300/70 che, però, non aveva miglior
sentenza n. 382 del 14-24 Marzo 2003, il Tribunale di Firenze rigettava infatti
anche l'opposizione ritenendo non pertinente il richiamo operato
dall'organizzazione sindacale alla applicazione analogica delle norme
sull'attività di volantinaggio. Secondo il giudice dell'opposizione, se un
paragone doveva comunque farsi con la propaganda cartacea, la condotta del
sindacalista sarebbe stata semmai equiparabile a quella del dipendente che,
contro il divieto aziendale, si avvalga dell'opera dei commessi o fattorini
dell'impresa per la distribuzione di volantini sindacali.
detto e dopo aver posto l'accento sulla diversa natura degli spazi telematici,
appositamente creati per ragioni di servizio, rispetto agli spazi fisici
deputati anche allo svolgimento dell'attività di volantinaggio, il Tribunale
giungeva all'ulteriore conclusione che non si sarebbe neppure potuto
validamente sostenere, come ha tentato di fare l'associazione sindacale
ricorrente, che il comportamento sanzionato, essendosi concretizzato fuori dai
locali aziendali e fuori dell'orario di lavoro, non avrebbe recato alcun danno
all'attività aziendale.
il giudice dell'opposizione, infatti, quella posta in essere dal
dipendente/sindacalista è una condotta ontologicamente e per sua stessa natura
realizzabile in qualunque momento e senza alcun tipo di nesso con lo
svolgimento dell'attività lavorativa (attraverso l'utilizzo indebito, anche
dall'esterno, della rete telematica aziendale esclusivamente riservata a cause
di servizio) e, in quanto tale, non consentita.
definitiva, conclude il Tribunale, poichè il comportamento del lavoratore è
posto in essere in violazione di una norma contrattuale collettiva (art. 45 c.c.n.l.
Imprese Esercenti Servizi di Telecomunicazione), la sanzione disciplinare
irrogata (richiamo verbale), per il suo modesto contenuto afflittivo, risulta
proporzionata (art. 2106 c.c.) al tipo di condotta e non lesiva degli interessi
nè del lavoratore nè della organizzazione sindacale cui quest'ultimo
avviso dello scrivente la conclusione alla quale sono pervenute le decisioni in
commento sotto il profilo, peraltro assorbente, dell'accertata violazione
dell'art. 45 c.c.n.l. Imprese Esercenti Servizi di Telecomunicazione e, dunque,
dell'utilizzo improprio di beni datoriali, ha
consentito ai giudici di evitare di prendere specificatamente posizione
sulla questione, altrimenti rilevante, se il volantinaggio telematico avesse
comportato una reale ed effettiva violazione dei limiti posti all'attività di
proselitismo dall'art. 26 Legge 300/70.
Difatti, mentre sotto il profilo disciplinare non v'è
dubbio che l'utilizzo improprio e comunque non autorizzato di beni aziendali
costituisca, di per sè, violazione dei diritti del datore di lavoro alla
proprietà privata (art. 42 Cost.) ed alla libertà di iniziativa economica (art.
41 Cost.), diritti costituzionalmente tutelati e che consentono al datore di
lavoro di dettare le condizioni
per l'utilizzo di tali beni e di inibirne l'uso privato al dipendente, non altrettanto certo è se il volantinaggio telematico
avesse comportato un effettivo pregiudizio al "... normale svolgimento
dell'attività aziendale" (art. 26 L. 300/70).
proposito va subito chiarito che, per giurisprudenza ormai consolidata, "L'esistenza
di un siffatto limite non significa però che l'attività di volantinaggio sia
"a priori" preclusa durante l'orario di lavoro, in difetto di un
espresso divieto di legge, ove, non solo sia compiuta da lavoratori in regolare
permesso quali dirigenti di rappresentanza sindacale aziendale, ma soprattutto
quando, per le modalità e le cautele in concreto adottate, avuto riguardo alle
caratteristiche organizzative dell'impresa ed al tipo di lavoro cui siano
addetti i destinatari della distribuzione dei volantini, risulti di fatto non
pregiudicato l'ordinario svolgimento della vita aziendale, sotto il normale
profilo funzionale e produttivo." (Cass. 19 Agosto 1986 n. 5059 in Mass.
giur. lav. 1986, 479 e in Notiziario giur. lav. 1986, 556).
Alla luce di
tale principio, ed ipotizzando la liceità dell'utilizzo della rete aziendale
anche per fini extralavorativi, si deve infatti ritenere che la semplice
ricezione del volantino sul luogo ed in orario di lavoro non possa, di per sè,
concretamente pregiudicare l'ordinario svolgimento della vita aziendale sotto
il normale profilo funzionale e produttivo soprattutto se (come sembra esser avvenuto - a detta dell'associazione
sindacale ricorrente - nel caso di specie) il volantino venisse semplicemente
scaricato e/o letto a fine turno o comunque nel corso di pause fisiologiche dal
Pertanto, fermo restando che incombe
sull'associazione sindacale che agisce in giudizio provare l'antisindacabilità
della condotta incriminata e, quindi, l'essere le modalità del volantinaggio
tali da non aver pregiudicato il normale svolgimento dell'attività aziendale
(Cass. 19 Agosto 1986 n. 5059 cit.), sarà compito dei giudici verificare, di
volta in volta, se l'attività sindacale abbia costituito oppur no effettivo e
concreto pregiudizio all'attività aziendale.
Sotto questo profilo e nell'ottica di includere anche il
diritto di instaurare e sviluppare relazioni tra persone (poichè non v'è
dubbio, come sostenuto anche dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nella
pronuncia Niemitz v. Germany del 23 Novembre 1992 - reperibile sul sito http://www.worldii.org/eu/cases/ECHR/1992/80.html -, che è durante la propria attività lavorativa che la maggioranza delle
persone ha un'importante, se non la migliore opportunità di sviluppare rapporti
con l'ambiente esterno), si auspica che le aziende tendano sempre più a
consentire ai propri dipendenti di utilizzare, certamente nei limiti da
fissarsi in una policy aziendale, la rete aziendale di posta elettronica
anche per scopi extralavorativi.
Se così non fosse, se cioè la semplice ricezione di un
volantino sindacale sulla "scrivania virtuale" del dipendente (desktop) continuasse
a costituire automaticamente pregiudizio all'attività aziendale, si dovrebbe
giungere all'assurda conclusione che, anche in caso di volantinaggio
tradizionale cartaceo, al dipendente che appoggiasse il volantino appena
ricevuto sulla sua "scrivania reale" potrebbe esser contestato l'uso improprio
di beni aziendali.
Del resto, e come riconosciuto anche dalla giurisprudenza di merito nel
momento in cui ne affermava la liceità, se è vero che è normale "... che la
dazione del volantinaggio sia accompagnata da qualche battuta od esclamazione
od, al limite, da breve discussione con qualche compagno di lavoro..."
(Pretura Milano, 19 agosto 1983 in Juris Data Maior), dovrebbe essere
evidente a tutti che che il volantinaggio telematico,
evitando che possano nascere discussioni a caldo, costituisce un nuovo sistema
di distribuzione di scritti e di veicolazione di comunicati sindacali
sicuramente meno invasivo, per l'azienda, di quello tradizionale cartaceo.
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Scritto da Umberto Galasso, Avvocato	Giovedì 26 Giugno 2008 14:17	While no longer "fresh", in two unpublished decisions of the Court of Florence (November 2002 and March 2003), the judges have ruled on the use of the company network for trade unions announcements.
Seppur non più "freschissime" si segnalano, per l'importanza e la peculiarità del tema trattato, due decisioni inedite del Tribunale di Firenze (Decreto 22 Novembre 2002 e Sentenza 14-24 Marzo 2003 n. 382), con le quali i giudici del lavoro fiorentini hanno preso posizione su una questione che vede intrecciarsi il diritto sindacale con l'ICT.
Note sul riconoscimento del parlante
Scritto da Matteo Nunziati, Ingegnere e dottorando dell' Università di Firenze	Giovedì 19 Giugno 2008 15:41	The recognition of the speaker is one of the disciplines that are part of biometrics. The objective of recognition of the speaker is to evaluate the relationship between the probability that two vocal tracks belong to the same person and that the tracks belong to different people.
Questo contributo è pubblicato nel tentativo di produrre una breve introduzione tecnica all'argomento del riconoscimento del parlante. I cenni che seguono tentano di illustrare le basi tecniche di una disciplina che, in Italia, spesso è condotta con modalità artigianali che poco hanno a che vedere con il rigore scientifico.
Efectos del ‘phishing’ en España: usuarios, entidades públicas y privadas
Scritto da Fredesvida Insa Mérida, Directora de Desarrollo Estratégico, Cybex.	Lunedì 02 Giugno 2008 10:18	Phishing is
a cyber crime on property (see also cybercrime on people -threats, insults,
etc.- and cybercrime against the socio-economic system of countries like
cyber-terrorism). In Spain,
according to many studies, it is increasing at a high rate. Financial
institutions, as banks, that provide services over the Internet compete and
strive constantly to provide greater safety standards to their clients.
En la base de delitos informáticos como el phishing se encuentran ciertas técnicas
de ingeniería social que aprovechan cualquier vulnerabilidad de los sistemas
informáticos. Así es como los delincuentes tienden una trampa a los usuarios y
adquieren fraudulentamente datos e informaciones personales delicadas, como su
número de cuenta bancaria o sus datos de la Seguridad Social.
Cuando estas maniobras se acompañan del impulso del spam, o correo basura, logran una mayor difusión y, por tanto,
causan un mayor perjuicio.
EULA[1], ovvero End User Licence Agreement o E' Una Lotta Ardua ?
Cybercrime Convention. La legge 48/2008 di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica (Budapest 23 novembre 2001) e norme di adeguamento dell'ordinamento interno.
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