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Timestamp: 2020-07-09 02:19:00+00:00
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Cicero nella sentenza “Montante” (video)
Il ruolo determinante nell’ambito dell’inchiesta sul sistema “Montante” riconosciuto dalla giudice Luparello nelle motivazioni alla sentenza di condanna. I dettagli.
Alfonso Cicero è parte civile al processo a carico di Antonello Montante anche perché sarebbe stato vittima dell’attività di “dossieraggio” da parte di Montante dal 2009 in poi. Lui, Cicero, funzionario della Regione Siciliana, è stato presidente dell’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, dal 2013 fino al 18 settembre del 2015 quando si è presentato spontaneamente al cospetto dei magistrati della Procura antimafia di Caltanissetta e ha denunciato il presunto “Sistema Montante”. Ecco perché Cicero, oltre che parte civile, è stato testimone chiave dell’istruttoria dibattimentale e poi del dibattimento al processo di primo grado, che si è concluso lo scorso 10 maggio con la condanna dell’ex presidente di ConfIndustria Sicilia a 14 anni di reclusione. Il giudizio è prossimo all’Appello, e, nel frattempo, la giudice Graziella Luparello, che ha condannato Montante, nelle motivazioni alla sentenza di condanna, appena depositate, riconosce il ruolo di Alfonso Cicero. E la sua difensore, l’avvocato Annalisa Petitto, commenta: “Tutti i fatti segnalati da Cicero agli inquirenti sono stati riscontrati dalle indagini e la sua credibilità è stata largamente acclarata in numerosi passi della sentenza del giudice che ne ha colto la sua lealtà, la sua genuinità ed il suo sincero e convinto proposito di contrasto a qualsiasi forma di potere criminale”. E infatti, la giudice Luparello, in riferimento a Cicero, nelle motivazioni della sentenza scrive: “Nelle parole di Cicero, in particolare, non è possibile riconoscere alcuna gratuita volontà di danno nei confronti di Montante, ma soltanto la ferma determinazione di ristabilire la verità sull’impegno antimafia, predicato ma non praticato dal medesimo Montante: un’antimafia in ossequio alla quale Cicero, quale presidente dell’Irsap, si era sovente sovraesposto, illudendosi che eguale sovraesposizione avrebbe accettato il suo apparente mentore, l’imprenditore di Serradifalco, Antonello Montante”. Quando il 17 settembre del 2015 Alfonso Cicero si dimise dalla presidenza dell’Irsap, scrisse una lettera all’allora presidente della Regione, Rosario Crocetta, e così gli si rivolse: “Le è stata resa ben nota l’estesa attività istituzionale da me posta in essere nelle aree industriali della Sicilia, e l’indispensabile azione contro i sistemi politico affaristico-mafiosi che, per anni, hanno gestito nell’ombra ed indisturbati ingenti interessi economici. E’ stata un’azione condotta, senza sosta, sacrificando famiglia, salute e tanto altro nell’esclusivo interesse della Regione Sicilia. Il Suo assordante silenzio, di questi anni, ha contribuito al mio isolamento, e la mia incolumità è stata più volte messa a rischio da plurime minacce di morte e gravissime azioni intimidatorie che hanno colpito, finanche, la mia famiglia e i miei più stretti collaboratori. E’ assai ambiguo che la ‘rivoluzione’, di cui si professa paladino, non Le abbia suscitato la necessità ed il dovere di palesare il Suo sostegno e la Sua vicinanza al sottoscritto, alla sua famiglia. Mai una telefonata, un cenno di interessamento”.
Anna Alba uccide Caino
Filo di nota Politica Secondo Piano
Non possiamo non iniziare questo “Filo” senza fare i complimenti alla sindaca di Favara Anna Alba, la quale, appena qualche ora fa, ha superato il primo grandissimo scoglio del suo seppur breve percorso politico.
Anna è stata strepitosa, una meraviglia. Ha vinto una battaglia che solitamente viene combattuta contro i nemici, che nel caso specifico si chiama opposizione. Ed invece no; Anna è stata maestosa nell’abbattere inesorabilmente il fuoco amico, che nel caso specifico si chiama maggioranza.
Incredibile ma vero. Ieri, fino a tarda notte, Anna ha dovuto fare i conti principalmente con i “suoi fratelli”, gli stessi che la innalzavano al cielo nel giorno della sua vittoria a primo cittadino di Favara.
Figli di un solo padre, Anna e i fratelli, con il passar del tempo, si sono ritrovati sempre più distanti; il sindaco, piano piano, ha avvertito che il cordone ombelicale cominciava a lacerarsi. Dapprima le chiacchiere, poi i fatti. I fatti che, da piccole realtà, sono diventati drammatiche verità. Verità che hanno schiacciato ogni ombra quando i “suoi fratelli” hanno chiesto la sua testa.
Ma Anna non è Abele; in memoria del primo assassinio avvenuto sulla terra qualche migliaio di anni addietro, ha preso le contromisure. Si è ribellata e non ha accettato il fratricidio che voleva consumarsi in una sola notte. Spalle larghe e via al contraccolpo finale; micidiale, istantaneo, fulminante. Anna schiaccia la testa ai suoi fratelli e li opprime in modo inesorabile. A salvare la prima cittadina è stata…l’opposizione, incredibile ma vero!
Nel frattempo, per cerare di nazionalizzare un fatto locale, un altro Giarrusso (Dino), dopo il Mario di Porto Empedocle, ha fatto parlare di se. Con una entrata a gamba tesa (che invece è stata da umile principiante) ha cercato di salvare il salvabile per tenere alta la testa di Anna.
Un vero e proprio autogol. La tragedia l’ha subita il principiante Giarrusso (Dino) al quale, tra l’altro, chiediamo scusa in anteprima se il nostro scrivere sarà di pessimo livello e non sarà, al contrario, frutto adorabile per il suo palato. L’importante e capirsi; l’importante e comprendere il significato anche se manca qualche accento; l’importante e… caro eurodeputato.
Accusa e offende un dissidente dei 5stelle, Joseph Zambito (al quale va tutta la nostra solidarietà) e fa finta di non accorgersi che sono i discepoli grillini locali che vogliono azzannare Anna Alba. Troppa vergogna per ammetterlo.
Tutto fa brodo, anche giustificare un misero attacco contro tutto e contro tutti. Più che una iena è sembrato un gattino imbranato, privo di orientamento. Il più classico dei classici comportamenti giallostellati che invece di guardare avanti (lo dicono ma non lo fanno mai) puntano il dito contro le amministrazioni precedenti.
Minaccia querele, minaccia denunce; minaccia. Ovvio che non possiede ottimo spessore politico. Ha anche qualche dimenticanza: non ricorda, infatti, di far parte di quel numerosissimo gruppo di miracolati eletti che, approfittando del malessere e dei mal di pancia degli italiani, ha raccattato voti a destra e a manca prendendo al volo il “Frecciarossa”, che, però, adesso sembra essere di più un treno a vapore. Luciano Cadeddu ne sa qualcosa…
Tornando ad Anna. L’augurio nostro è che d’ora in avanti, dopo il fallito sgambetto, possa amministrare una città difficile come Favara, con tutte le sua problematiche che necessitano interventi urgenti.
Ma oggi, Anna ha una consapevolezza in più: quando entra in Consiglio comunale non dovrà essere lei a vergognarsi di guardare negli occhi i suoi…fratelli.
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Ad Agrigento, oggi, in occasione della settimana della protezione civile, nella sede del Comando provinciale dei Vigili del fuoco, si è svolta una riunione in presenza dei Sindaci della Provincia e delle diverse componenti del Sistema di Protezione civile sull’importanza della pianificazione comunale e provinciale nell’ambito della gestione delle emergenze, in particolare quelle derivanti da fenomeni meteorologi.
L’associazione Onlus Volontari di Strada di Agrigento, presieduta da Anna Marino, annuncia che sabato prossimo a Villaseta, all’ex centro commerciale, alle ore 10:30 sarà inaugurato, in un locale donato da Mariella Lo Bello, la nuova sede dei Volontari di Strada a Villaseta. La stessa Anna Marino aggiunge: “Si tratta di un obiettivo centrato grazie alla sensibilità di Mariella Lo Bello e della sua famiglia che, raccogliendo il nostro pressante appello, circa la possibilità di una presenza attiva e fattiva dei Volontari di Strada a Villaseta, hanno voluto concedere, a titolo gratuito, un locale di loro proprietà sito all’interno del centro commerciale della frazione. Sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione eseguiti da diversi volontari del quartiere e, grazie anche alla fattiva collaborazione del Rotary Club Agrigento, sabato sarà inaugurata la sede. Un forte e sentito ringraziamento va, ovviamente, alla famiglia Lo Bello per avere offerto, in concessione gratuita, il locale. La sede dei Volontari di Strada sarà centro di aggregazione per donne, mamme, giovani, bambini ed anziani, un punto di riferimento stabile per chi vuole costruire una comunità sana attraverso la condivisione di interessi anche ricreativi, che facciano da traino per il miglioramento della qualità di vita dei residenti. E, ovviamente, la sede sarà anche il luogo dove verranno distribuiti gli alimenti alle numerose famiglie di Villaseta che i Volontari assistono ormai da tanti anni, molti dei quali non hanno i mezzi necessari per venirli a ritirare nella nostra sede centrale del Viale della Vittoria, ad Agrigento”.
Agrigento In evidenza interviste Le Interviste
E’ stato presentato ad Agrigento in piazza Pirandello il nuovo bus ibrido della Tua (Trasporti Urbani di Agrigento) che nei prossimi giorni sarà in servizio nella città della Valle dei Templi.
Alla conferenza stampa, che si è tenuta a bordo dell’autobus, il sindaco Lillo Firetto, l’assessore Gabriella Battaglia e il presidente della Tua e amministratore delegato di Sais Trasporti, Samuela Scelfo.
L’intervista all’assessore Gabriella Battaglia
Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, ritiene legittima la protesta del presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni, Antonio Decaro, contro 564 milioni sottratti nelle disponibilità di bilancio dei Comuni italiani. Il sindaco Firetto, che è anche vice presidente di Anci Sicilia, afferma: “Non attenderemo alcun ricorso, ci interessa soltanto il rispetto di quanto stabilito a suo tempo. Il contributo era stato richiesto ai Comuni per effetto di un’apposita normativa risalente al 2014 (art. 47 comma 8 del Dl 66 del 2014). La restituzione era prevista entro il 2019. La scadenza è stata rispettata per Province e Città metropolitane. Non per i Comuni, senza alcun ragione. Non si può, da un lato, pretendere l’equilibrio di bilancio, e dall’altro far sparire risorse che dovevano essere nelle nostre disponibilità. Le città attendono risposte, e invece di mettere i sindaci nelle condizioni di operare bene si sta pensando di penalizzare proprio l’anello più debole, quello dei Comuni. Restituiscano ad Agrigento 252.684 euro. Non ci sono scuse. Giù le mani da somme che spettano per dare servizi ai cittadini”.
Un nuovo collaboratore di giustizia, Francesco Paolo Lo Iacono, arrestato a luglio per traffico di droga, avrebbe riferito ai magistrati della Procura di Palermo che a volere la morte del penalista Enzo Fragalà sarebbe stato il boss di Porta Nuova Gregorio Di Giovanni. Il nome di Di Giovanni, come mandante dell’omicidio, è stato già usato da un altro collaboratore di giustizia, Francesco Chiarello, ma, essendo l’unica accusa nei confronti del presunto capomafia, la Procura non ha raccolto indizi sufficienti per procedere a suo carico. Il neo pentito, Francesco Paolo Lo Iacono, tra l’altro ha dichiarato: “Quando lavoravo al bar Bobbuccio, nei pressi del tribunale, ha consegnato una ordinazione in una abitazione dove c’era Di Giovanni. E ho sentito Di Giovanni dire ad un altro interlocutore che si doveva dare una lezione a Fragalà”.
I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento hanno condannato a cinque anni di reclusione ciascuno nonno e mamma di una bambina vittima di abusi sessuali da parte del primo e “coperti” dalla seconda. Il collegio presieduto da Wilma Angela Mazzara ha anche disposto una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 20 mila euro. L’accusa, sostenuta in aula dal pm Gianluca Caputo, aveva chiesto la condanna ad undici anni per il 72enne mentre otto per la madre della piccola.
I fatti risalgono al 2013 nel piccolo paese di San Biagio Platani, nell’agrigentino. Secondo l’accusa il nonno avrebbe abusato della piccola, all’epoca dei fatti di appena sette anni, utilizzando lo stesso metodo: si sarebbe recato a prelevarla da scuola portandola su un trattore nei campi dove si sarebbero consumati gli abusi. La piccola avrebbe anche raccontato gli episodi alla madre che, secondo l’impianto accusatorio, avrebbe invece “coperto” quanto rivelatole.
Ad incastrare il nonno disegni che la bambina ha realizzato in una comunità dove si era rifugiata dopo aver manifestato la volontà di allontanarsi da casa. A notare i disegni della bimba, apparsi inquietanti, è stata una assistente sociale che ha immediatamente avvisato gli inquirenti. Da qui le indagini da cui è scaturito l’odierno procedimento. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Salvatore Virgone.
L’Ordine dei Commercialisti di Agrigento, presieduto da Paola Giacalone, informa che, nell’ambito delle procedure di sovra-indebitamento, il Ministero della Giustizia ha iscritto l’Organismo di Composizione della crisi dell’Ordine dei Commercialisti ed esperti contabili di Agrigento e Sciacca nella sezione A del Registro degli organismi deputati a gestire i procedimenti di composizione della crisi da sovra-indebitamento. Tale organismo sarà deputato a gestire, sul territorio di competenza delle Circoscrizioni dei Tribunali di Agrigento e Sciacca, le situazioni di crisi da sovra- indebitamento dei soggetti non fallibili. Consumatori, debitori civili, piccole imprese, aziende agricole e professionisti iscritti agli albi che versano nella condizione di non potere più fronteggiare le richieste dei creditori, si potranno rivolgere direttamente all’Ordine per presentare istanza e gestire la procedura da sovra-indebitamento.
L’assessore all’Ecologia del Comune di Agrigento, Nello Hamel, informa che da domani, giovedì 17 ottobre, sarà attivato il servizio di segnalazione di eventuali disservizi nella raccolta dei mastelli dei rifiuti differenziati. Lo stesso Hamel spiega: “Si tratta, in particolare, di segnalazioni sul mancato svuotamento dei mastelli senza puntuale precisazione delle motivazioni attraverso l’apposizione di un biglietto di avviso o la mancata raccolta dei residui dei rifiuti caduti durante lo svuotamento dei contenitori. La segnalazione potrà essere effettuata con messaggio whatsapp al numero 350 095 63 71 e sarà riscontrata entro 24 ore. Ogni segnalazione dovrà contenere la via, il numero civico dove si è verificato il disservizio oltre che una eventuale fotografia dimostrativa”.
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