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Timestamp: 2018-03-24 04:32:02+00:00
Document Index: 27349834

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art.1', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 11', 'art.1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1']

Documenti - TESTO DI INTERROGAZIONE SULLA PROBLEMATICA DEL PIANO DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE TELEVISIVE SOTTOPOSTA DAL COORDINAMENTO AER - ANTI - CORALLO A NUMEROSI PARLAMENTARI
TESTO DI INTERROGAZIONE SULLA PROBLEMATICA DEL PIANO DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE TELEVISIVE SOTTOPOSTA DAL COORDINAMENTO AER - ANTI - CORALLO A NUMEROSI PARLAMENTARI
per conoscere :
- lart. 1, comma 6, lettera A) n.2 della legge 31 luglio 1997, n.249 stabilisce che lAutorità per le Garanzie nelle Comunicazioni elabora, avvalendosi anche degli organi del Ministero delle Comunicazioni e sentita la concessionaria pubblica e le associazioni a carattere nazionale dei titolari di emittenti o reti private nel rispetto del piano nazionale di ripartizione delle frequenze, i piani di assegnazione delle frequenze ;
- che esistono due metodologie tecniche per procedere alla pianificazione e precisamente :
il primo consistente nella definizione di bacini, siti e frequenze attuata senza tenere in alcun conto gli impianti esistenti sia privati che RAI (e quindi mediante un azzeramento degli impianti esistenti privati e RAI e una ridefinizione teorica del tutto) ;
il secondo consistente nella definizione di bacini, siti e frequenze attuata attraverso lottimizzazione, la razionalizzazione e la compatibilizzazione dellesistente ;
- che il primo metodo, stante la specificità della situazione italiana (ove le emittenti private operano da oltre venti anni e la RAI da molto prima) avrebbe come conseguenza la vanificazione di tutti gli investimenti fino ad oggi operati (comprese le acquisizioni di impianti ai sensi dellart. 1, comma 13 delle legge 650/96), nonché il grave disagio per gli utenti di modificare tutti gli impianti di ricezione ;
- che il secondo metodo invece comporterebbe la valorizzazione degli investimenti operati dalle emittenti e il miglioramento della ricezione di ogni singola stazione da parte degli utenti ;
- che peraltro tutti gli interventi normativi che si sono susseguiti in materia, successivamente allentrata in vigore della legge 223/90 sono orientati ad un processo di razionalizzazione del settore che ha come logica conseguenza una pianificazione attuata attraverso la ottimizzazione e la compatibilizzazione dellesistente sulla base dei criteri enunciati dalla legge 31 luglio 1997, n.249 (art. 2, comma 2 e art. 3, comma 5) ;
- che infatti lart.1, comma 5 della legge 30 aprile 1998, n.122 stabilisce che il Ministero delle Comunicazioni, attraverso i propri organi periferici, autorizza le modifiche degli impianti di radiodiffusione televisiva e dei connessi collegamenti di telecomunicazione, censiti ai sensi dellart. 32, comma 3 della legge 6 agosto 1990, n.223 per la compatibilizzazione radioelettrica, nonché per lottimizzazione e la razionalizzazione delle aree servite da ciascuna emittente legittimamente operante alla data di entrata in vigore della legge 31 luglio 1997, n.249 ;
- che inoltre lart. 1, comma 13 della legge 23 dicembre 1996, n.650 consente il trasferimento di intere emittenti televisive da un concessionario ad un altro concessionario ;
- che questultima norma consente inoltre i trasferimenti di impianti o di rami di azienda tra concessionari in ambito locale e tra questi e i concessionari nazionali, o gli autorizzati di cui agli articoli 38 e seguenti della legge 14 aprile 1975, n.103, inclusi negli articoli 1 e 3 del decreto del Ministro PT 13 agosto 1992, o gli autorizzati alla prosecuzione dellesercizio televisivo in ambito nazionale ai sensi dellart. 11, comma 3 del decreto legge 27 agosto 1993, n.323, convertito con modificazioni dalla legge 27 ottobre 1993, n.422, ad eccezione dei concessionari televisivi che abbiano la copertura pari o superiore al 75 per cento del territorio nazionale, nonché delle emittenti televisive criptate ;
- che nel settore dellemittenza televisiva locale sono state effettuate compravendite ai sensi dellart.1 comma 13 della legge 650/96 ;
- che inoltre sono state presentate numerose istanze di compatibilizzazione, ottimizzazione e razionalizzazione ;
- che pertanto una eventuale pianificazione che azzeri gli impianti esistenti causerebbe gravissimo nocumento allemittenza televisiva locale ;
- che il Ministero delle Comunicazioni, in ruolo di supplenza dellAutorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ai sensi dellart. 1, comma 25 della legge 31 luglio 1997, n.249 ha avviato la procedura di pianificazione delle frequenze basandosi sul totale azzeramento degli impianti esistenti e conseguente ridefinizione teorica degli stessi ;
- che in particolare dallesame della documentazione inoltrata dal Ministero delle Comunicazioni ad alcune Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Sicilia, Sardegna) per la richiesta del parere di cui allart. 2, comma 6 della legge 31 luglio 1997, n.249 emerge che si vorrebbero sopprimere le seguenti postazioni :
PIEMONTE : Asti Azzano, Centro La Salle, Corio Canavese, Montoso, Mottarone, Ronzone, Superga, Torre Bert.
LOMBARDIA : Aprica Casa Canton, Como Brunate, Laveno, Monte Calenzone, Monte Giarolo, Monte Penice, Milano Pirelli, Milano Piazza Repubblica, Roncola, S. Giulietta di Casteggio.
VENETO : Asiago Echar, Nevegal, Roccolo, Rovigo, San Giovanni, S. Zeno Monte Baldo, Torricelle S. Sofia, Velo, Ventolone.
EMILIA ROMAGNA : Cà del Lupo, Castellaccio, Castelmaggiore, Faeto, Genesio, Monte Pincio, Osservanza, Porretta T. Poggio, San Paolo.
MARCHE : Colle S. Marco, Colonnella, Monte dAria, Monte Pincio, Novilara, S. Paolo.
SICILIA : Alcamo, Bagheria, Montagnalonga, Scrisi, Valverde ;
SARDEGNA : Arzana, Capoterra Poggio dei Pini, Capoterra Santa Rosa.
- che inoltre in base a detta documentazione non risulterebbero comunque pianificate le seguenti postazioni :
PIEMONTE : Andorro Micca, Cesana Torinese, Ceva, Mombaruzzo, Monte Quarone, Sestriere, Villanova Mondovì, Villa Perosa.
LOMBARDIA : Airuno V. Greghentino, Albaredo, Brenzio, Campione dItalia, Cigolino, Falecchio, Clusone, Gireglio, Marcheno, Pizzo Cornacchia, Poira, Roccolo Arrighi, Sommafiume, Triangia.
VENETO : Cima Fratta, Monte Rite, Negrar, Pieve Alpago, Spiazzi di Monte Baldo, Tudaio ;
MARCHE : Frontignano, Montefalcone;
SICILIA : Belmonte Mezzagno, Erice SantAnna, Pantelleria, Piraino, Rupe Atenea ;
- che il Ministero delle Comunicazioni nel corso di tutta lattività espletata non ha mai sentito il parere del Coordinamento AER, ANTI, CORALLO (che rappresenta 1269 imprese radiotelevisive locali) e delle altre associazioni di categoria del settore, nonostante le continue richieste formulate dalle associazioni in tal senso ;
- che nei primi giorni del mese di agosto 1998 il Ministero delle Comunicazioni ha rimesso tutta la documentazione relativa allattività espletata alla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni :
per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha ritenuto di avviare le procedure di pianificazione delle frequenze televisive attraverso lazzeramento degli impianti esistenti ;
per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha previsto la totale soppressione dei siti sopracitati ;
per quale ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha ritenuto di vanificare gli investimenti operati dalle emittenti ai sensi dellart. 1, comma 13 della legge 23 dicembre 1996, n.650 ;
per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni non ha interpellato il Coordinamento AER, ANTI, CORALLO e le altre associazioni di categoria del settore circa le procedure di pianificazione ;
per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni non ha considerato le esigenze degli utenti che a seguito di una pianificazione teorica fondata sullazzeramento dellesistente dovranno modificare le proprie antenne di ricezione con oneri e disagi .