Source: http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4287&lang=en
Timestamp: 2020-04-02 12:09:32+00:00
Document Index: 144562792

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 114', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 114', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1']

VIA SAN MAMA RAVENNA 20.10.1944
Località via San Mama, Ravenna, Ravenna, Ravenna, Emilia-Romagna
Descrizione: Il 24 settembre Kesselring ordina alle proprie truppe di terminare ogni eccesso di violenza, dichiarando: «il Duce mi ha riferito di casi recenti che risultano rivoltanti per il modo in cui sono stati condotti e che stanno inducendo anche gli elementi pacifici della popolazione a passare dalla parte del nemico o dei partigiani». Tuttavia le logiche di natura militare prevalgono e la popolazione ne risente pesantemente.
Il 7 ottobre, il nuovo capo della provincia Alberto Zaccherini, informa il comando tedesco di piazza di Ravenna, trasferitosi a Lavezzola, di non poter disbrigare vari affari a causa dei rastrellamenti e delle requisizioni che non risparmiano gli impiegati, i beni e i mezzi degli uffici statali. Giornalmente suoi impiegati e agenti di polizia sono «prelevati di forza per la strada e nello stesso atrio della prefettura per essere adibiti a lavori vari. Giornalmente la stessa categoria di persone deve difendere sino a rasentare la possibilità di violenza il possesso della bicicletta di cui si serve per ragioni di lavoro e talvolta gli sforzi sono vani perché la bicicletta è parimenti portata via».
A ciò si devono aggiungere le vere e proprie razzie condotte anche contro il capo della provincia che viene completamente privato della benzina per la sua macchina, del telefono, del telegrafo e di qualsiasi altro mezzo di comunicazione. A queste razzie si accompagnano i rastrellamenti che vengono attuati per garantire le vie di comunicazione strategiche e limitare l'azione dei partigiani. In tale quadro continuano ad essere attuati i sistemi repressivi definiti a inizio estate.
Il 20 ottobre, per ordine di Andreani, comandante della brigata nera di Ravenna, Aldo Montanari, Gino Ghirardelli e Walter Savini si recano in via San Mama dove abita il muratore Mario Casadei per arrestarlo. Lo prelevano con la forza. A un centinaio di metri da casa sua nasce un’accesa discussione. Elsa Fiorentini vede Mario afferrare per la canna il mitra di Savini ingiungendogli di lasciarlo. Savini spara. Casadei abbandona il fucile, si comprime il petto e si volta indietro tentando di allontanarsi di corsa per rientrare in casa. Lo raggiungono altre due raffiche di mitraglia quando sta per entrare nella casa della vicina Giulia Castri. Mario stramazza al suolo.
All’arrivo di Andreani, i tre militi si giustificano accusando Casadei di aver tentato la fuga mentre lo stavano conducendo negli uffici della federazione.
Nel frattempo la folla si è adunata sul luogo del delitto. Andreani la fa allontanare sparando in aria raffiche di mitraglia. Il brigatista Savini impedisce alla moglie di Casadei, Dina Grandi, di avvicinarsi al marito.
Estremi e note penali: Andreani Giacomo, imputato di aver collaborato col tedesco invasore [e oltretutto ] di aver ordinato l’uccisione premeditata di Casadei Mario. Con sentenza del 18 febbraio 1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo sia politico che militare nonché di delitti di omicidio aggravati dalla premeditazione e da futili motivi, oggetto del capo d’imputazione e lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena oltre alle conseguenze di legge. Dispone la confisca totale dei beni. Con declaratoria di questo tribunale in data 23/01/1954 all’Andreani Giacomo veniva commutata la pena di morte in quella della reclusione per anni 10 per il resto di cui alla stessa sentenza. Con declaratoria 29/09/1959 a favore di Andreani Giacomo il tribunale di Ravenna veduto il decreto del PR 11/07/1959 n. 460 (art. 1 lett. A) dichiara estinto il reato di cui sopra.
Montanari Aldo, Ghirardelli Gino, Savini Walter, imputati di aver collaborato col tedesco invasore per avere, in correità con altri appartenenti alla GNR ucciso, per fine fascista, partecipato all’uccisione di Casadei Mario. Con sentenza del 31/07/46 la corte rileva la loro solidarietà nel delitto e giudica Montanari Aldo, Ghiardelli Gino e Savini Walter colpevoli del reato di collaborazione politica con la diminuente di cui l’art. 114 CP per il Montanari, e condanna il Ghirardelli e il Savini a vent’anni di reclusione ciscuno, il Montanari a quattordici anni della stessa pena, ciascuno a tre anni di libertà vigilata, alle spese e alle altre conseguenze di legge, compresa la confisca della metà dei beni. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva inflitta al Ghirardelli e al Savini e cinque anni di quella inflitta al Montanari. Con declaratoria 12.7.48 la Corte d’Appello di Bologna condona altro terzo in virtù del decreto 9.2.48 n.32. Con decreto ministeriale n. 16699 del 24.12.49 è stata concessa la liberazione condizionale a Montanari Aldo di Pasquino. Con declaratoria Corte di Appello a favore di Savini Walter dichiarato ulteriormente condonato un anno di reclusione a favore del Savini. Il Tribunale di Ravenna dichiara estinta la pena di cui sopra nei confronti di Savini Walter e revoca le misure di sicurezza della libertà vigilata e le altre misure di sicurezza personali ordinate con la detta sentenza di condanna. Il Tribunale di Ravenna con declaratoria 26.7.66 dichiara estinto il suddetto delitto per effetto del DPR 4.6.66 n. 332 di amnistia. Con decreto ministeriale n. 16233 del 3 luglio 1950 è stata concessa la liberazione condizionale a Savini Walter fu Dino. 24.1.53 Il Tribunale di Ravenna dichiara estinta la pena di cui sopra per il Montanari Aldo e revoca la misura di sicurezza della libertà vigilata e le altre misure di sicurezza personali ordinate in sentenza. 26.1.53 Il giudice di sorveglianza di Ravenna revoca la misura di sicurezza della libertà vigilata di cui alla sentenza imposta al Montanari Aldo.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-06-04 09:43:49
Casadei Mario, di 37 anni, muratore.
Casadei Mario
Cognome Montanari
Note responsabile Montanari Aldo, imputato di procedimento.
Note procedimento Montanari Aldo, Ghirardelli Gino, Savini Walter, imputati di aver collaborato col tedesco invasore per avere, in correità con altri appartenenti alla GNR ucciso, per fine fascista, partecipato all’uccisione di Casadei Mario. Con sentenza del 31/07/46 la corte rileva la loro solidarietà nel delitto e giudica Montanari Aldo, Ghiardelli Gino e Savini Walter colpevoli del reato di collaborazione politica con la diminuente di cui l’art. 114 CP per il Montanari, e condanna il Ghirardelli e il Savini a vent’anni di reclusione ciscuno, il Montanari a quattordici anni della stessa pena, ciascuno a tre anni di libertà vigilata, alle spese e alle altre conseguenze di legge, compresa la confisca della metà dei beni. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva inflitta al Ghirardelli e al Savini e cinque anni di quella inflitta al Montanari. Con declaratoria 12.7.48 la Corte d’Appello di Bologna condona altro terzo in virtù del decreto 9.2.48 n.32. Con decreto ministeriale n. 16699 del 24.12.49 è stata concessa la liberazione condizionale a Montanari Aldo di Pasquino. Con declaratoria Corte di Appello a favore di Savini Walter dichiarato ulteriormente condonato un anno di reclusione a favore del Savini. Il Tribunale di Ravenna dichiara estinta la pena di cui sopra nei confronti di Savini Walter e revoca le misure di sicurezza della libertà vigilata e le altre misure di sicurezza personali ordinate con la detta sentenza di condanna. Il Tribunale di Ravenna con declaratoria 26.7.66 dichiara estinto il suddetto delitto per effetto del DPR 4.6.66 n. 332 di amnistia. Con decreto ministeriale n. 16233 del 3 luglio 1950 è stata concessa la liberazione condizionale a Savini Walter fu Dino. 24.1.53 Il Tribunale di Ravenna dichiara estinta la pena di cui sopra per il Montanari Aldo e revoca la misura di sicurezza della libertà vigilata e le altre misure di sicurezza personali ordinate in sentenza. 26.1.53 Il giudice di sorveglianza di Ravenna revoca la misura di sicurezza della libertà vigilata di cui alla sentenza imposta al Montanari Aldo.
Note procedimento Andreani Giacomo, imputato di aver collaborato col tedesco invasore [e oltretutto ] di aver ordinato l’uccisione premeditata di Casadei Mario. Con sentenza del 18 febbraio 1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo sia politico che militare nonché di delitti di omicidio aggravati dalla premeditazione e da futili motivi, oggetto del capo d’imputazione e lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena oltre alle conseguenze di legge. Dispone la confisca totale dei beni. Con declaratoria di questo tribunale in data 23/01/1954 all’Andreani Giacomo veniva commutata la pena di morte in quella della reclusione per anni 10 per il resto di cui alla stessa sentenza. Con declaratoria 29/09/1959 a favore di Andreani Giacomo il tribunale di Ravenna veduto il decreto del PR 11/07/1959 n. 460 (art. 1 lett. A) dichiara estinto il reato di cui sopra.
Gino Ghirardelli
Cognome Ghirardelli
Note responsabile Ghirardelli Gino, imputato di procedimento.
Walter Savini
Cognome Savini
Note responsabile Savini Walter, imputato di procedimento.
lapide a via S. Mama 104, Ravenna
Ubicazione: via S. Mama 104, Ravenna
Descrizione: Lapide posta a Ravenna in via S. Mama 104.
P. Scalini, La notte più buia é prima dell’alba (Ravenna 1944-1945), Galeati, Imola, 1975, p. 183.
G. Casadio La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 1, p. 229.
E. Cavina, Crimini di guerra e violenza nazifascista nella provincia di Ravenna tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, tesi di dottorato di ricerca in Storia e Informatica - XVI Ciclo, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, a.a. 2003-2004, seconda parte p. 102.
S. Carnoli, E. Andreini, Camicie nere di Ravenna e Romagna, tra oblio e castigo, ebook, consultabile online su Google libri.
ASRA, GQ, Categoria A1, b. 8, fasc. Babini Carlo, dichiarazione del 26 giugno 1946 di Carlo Babini.
ATRA, Sentenze Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 18/02/47 n. 203 a carico di Andreani Giacomo; sent. 31/07/46 n. 133 a carico di Montanari Aldo, Ghirardelli Gino, Savini Walter.