Source: http://www.reteambiente.it/normativa/17491/
Timestamp: 2020-02-18 15:11:31+00:00
Document Index: 168409072

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Corte di Cassazione 26 settembre 2012, n. 37083 > ReteAmbiente
Parole chiave: Rifiuti | Edilizia | Recupero / Riciclo
Orientamenti Commissione Ue maggio 2018 (06/12/2018)
Nota MinAmbiente 7 marzo 2013, n. 18563 (11/07/2013)
Nota MinAmbiente 31 agosto 2011, n. 26749 (01/05/2012)
Dgr Lazio 26 gennaio 2012, n. 34 (29/03/2012)
Inerti da demolizione, possibile trattamento dentro cava (17/09/2018)
Dpr 6 giugno 2001, n. 380 (articolo 44)
Sentenza Corte di Cassazione 3 dicembre 2019, n. 49022
Violazione di norme su vincolo paesaggistico (articoli 142 e 181 Dlgs 42/2004) ed antinfortunistiche (articolo 15, Dlgs 81/2008) - Posizione di garanzia del noleggiatore "a caldo" dei macchinari utilizzati - Sussistenza - Responsabilità del noleggiatore in concorrenza con il costruttore - Sussistenza
Rifiuti - Classificazione - Caratteristiche di pericolo dei rifiuti - Articolo 184 e allegato D, Dlgs 152/2006 - Articolo 3 e allegato 3, direttiva 2008/98/Ce - Interpretazione pregiudiziale della Corte di Giustizia Ue a mezzo sentenza 28 marzo 2019, cause riunite da C-487/17 a C-489/17 - Principi - Rifiuti ai quali possono essere assegnati codici corrispondenti a rifiuti pericolosi e a rifiuti non pericolosi (cd. rifiuti con "codici a specchio") - Composizione non nota - Presunzione di pericolosità - Insussistenza - Obbligo del detentore di raccogliere informazioni per acquisire una conoscenza sufficiente della composizione - Sussistenza - Metodologia di raccolta informazioni - Ricorso a metodi riconosciuti a livello internazionale come specificati dalla sentenza 28 marzo 2019 della Corte di Giustizia Ue - Sussistenza - Analisi chimica - Obbligo di verificare l'assenza nel rifiuto di qualsiasi sostanza pericolosa - Insussistenza - Obbligo di ricercare solo le sostanze che possono ragionevolmente trovarsi nel rifiuto - Sussistenza (AG)
Sentenza Corte di Cassazione 7 novembre 2018, n. 50138
Territorio - Edilizia - Opera edile - Costruzione di una strada- Natura di "nuova costruzione" - Articolo 3, comma 1, lettera e.2, Dpr 380/2001 - Sussistenza - Titolo edilizio - Permesso di costruire - Necessità - Sussistenza - Opera realizzata in zona vincolata - Obbligo di richiesta dell'autorizzazione paesaggistica - Sussistenza - Realizzazione di opera senza autorizzazione - Responsabilità penale - Articolo 181, comma 1-bis, Dlgs 42/2004 - Sussistenza - Proprietario estraneo all'attività edificatoria posta in essere da terzi - Obbligo giuridico di impedire o denunciare l'attività - Articolo 29, Dpr 380/2001 - Esclusione - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 4 settembre 2018, n. 39679
Territorio - Beni demaniali - Occupazione illecita - Articolo 1161 Codice della navigazione - Configurabilità - Assenza di titolo concessorio - Necessità - Sussistenza - Esecuzione di opera edilizia anche a carattere stagionale sul suolo demaniale regolarmente dato in concessione ma in assenza di titolo autorizzatorio - Configurabilità del reato ex articolo 44, Dpr 380/2001 - Sussistenza - Eventuale concorso col reato paesaggistico ex articolo 181, Dlgs 42/2004 - Possibilità
Sentenza Corte di Cassazione 4 maggio 2018, n. 19146
Territorio - Edilizia - Aree sottoposte a tutela dai Piani paesaggistici - Articolo 143, comma 1, Dlgs 42/2004 - Interventi edilizi senza autorizzazione - Illecito ai sensi dell'articolo 181, Dlgs 42/2004 - Configurabilità - Esclusione - Punibilità ai sensi dell'articolo 44, lettera c), Dpr 380/2001
Sentenza Corte di Cassazione 5 marzo 2018, n. 9872
Territorio - Edilizia - Stabilimento balneare - Opera stagionale - Differenza da opera precaria - Permesso di costruire - Necessità - Mantenimento oltre l'autorizzazione stagionale rilasciata - Illegittimità - Reato ex articolo 44, Dpr 380/2001 - Sussistenza - Permanenza dell'opera edilizia - Configurabilità del reato paesaggistico - Articolo 181, Dlgs 42/2004 - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 18 gennaio 2018, n. 1955
Territorio - Edilizia - Interventi senza autorizzazione o in difformità del titolo edilizio - Illecito ex articolo 181, Dlgs 42/2004 - Configurabilità - Esecuzione lavori su bene inquadrato giuridicamente come "bene paesaggistico" - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 10 ottobre 2017, n. 46479
Territorio - Beni culturali e paesaggistici - Interventi edilizi senza autorizzazione paesaggistica - Reato ex articolo 169, Dlgs 42/2004 - Configurabilità - Pregiudizio arrecato al bene culturale - Necessità - Insussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 24 luglio 2017, n. 36605
Territorio - Demanio marittimo - Realizzazione di stabilimento balneare stagionale senza autorizzazione - Illecito ex articolo 44 del Dpr 380/2001 e articolo 181 del Dlgs 42/2004 - Sussistenza - Carattere precario dell'opera - Presupposti - Intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo
Sentenza Corte di Cassazione 14 aprile 2016, n. 15466
Territorio - Edilizia - Autorizzazione paesaggistica - Rapporti col permesso di costruire - Provvedimenti distinti e autonomi - Esecuzione delle opere edilizie dopo il rilascio del parere paesaggistico - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 14 aprile 2016, n. 15460
Territorio - Beni paesaggistici - Articolo 181, Dlgs 42/2004 - Articolo 44, Dpr 380/2001 - Valutazione di impatto ambientale - Individuazione del bene paesaggistico posto in pericolo - Qualsiasi bene che possa subire danno dall'esecuzione delle opere sul bene oggetto del reato
Sentenza Corte di Cassazione 8 aprile 2016, n. 14268
Territorio - Demanio marittimo - Realizzazione opera abusiva - Sanzione penale - Articolo 1161, Rd 327/1942 - Applicabilità - Soggetto che prosegue l'abusiva occupazione da altri iniziata - Rientra - Ristrutturazione e ampliamento non autorizzati - Sanzioni - Articolo 44, Dpr 380/2001 - Nozione di "nuova costruzione" - Rientrano
Sentenza Corte di Cassazione 11 marzo 2016, n. 10110
Territorio - Opera abusiva su beni vincolati - Articolo 181, Dlgs 42/2004 - Non punibilità per accertamento postumo della compatibilità paesaggistica - Condizioni - Sole opere già assentibili non condizionate all'esecuzione di determinati interventi
Sentenza Corte di Cassazione 24 settembre 2015, n. 49669 (data udienza)
Energia - Impianto eolico - Area sottoposta a vincolo paesaggistico - Articolo 181, Dlgs 42/2004 - Mancata autorizzazione - Articolo 44, 380/2001
Energia - Impianto fotovoltaico - Realizzazione in area tutelata senza autorizzazione - Lesione del bene protetto - Continuazione anche dopo la costruzione - Sussistenza - Sequestro - Legittimità
Sentenza Corte di Cassazione 8 giugno 2015, n. 24357
Territorio - Demanio marittimo - Realizzazione di opera abusiva - Reato - Abusiva occupazione o illecita innovazione - Articoli 54 e 1161, Codice della navigazione - Differenze - Effetti sulla prescrizione
Sentenza Corte di Cassazione 27 marzo 2015, n. 12998
Territorio - Trasformazione dei suoli - Scavo finalizzato ad usi diversi da quelli agricoli - Tessuto urbanistico - Incidono - Titolo abilitativo edilizio - Richiesto - Autorizzazione paesaggistica - Obbligatorietà
Sentenza Corte di Cassazione 13 marzo 2015, n. 10718
Territorio - Opera abusiva - Realizzazione in "di notevole interesse pubblico" - Articolo 181, comma 1-bis, Dlgs 42/2004 - Diversa qualificazione di reato rispetto ai lavori su beni paesaggistici senza autorizzazione ex articolo 181, comma 1, Dlgs 42/2004 - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 3 febbraio 2015, n. 4916
Territorio - Area sottoposta a vincolo paesaggistico - Sbancamento terreno a uso non agricolo - Finalità di edificazione - Autorizzazione - Richiesta - Lottizzazione abusiva - Articolo 44, Dpr 380/2001 - Sussiste - Violazione paesaggistica - Sussistenza - Ordinanza comunale - Non rilevanza
Sentenza Corte di Cassazione 13 gennaio 2015, n. 952
Edilizia - Condizionatori d’aria - Installazione in edifici ubicati in area a vincolo paesaggistico - Titolo edilizio - Segnalazione certificata di inizio attività - Necessità - Mancanza - Reato ex articolo 44, Dpr 380/2001 - Condizioni
Sentenza Corte di Cassazione 13 gennaio 2015, n. 962
Territorio - Tutela del paesaggio - Esecuzione di opere in mancanza di autorizzazione - Articolo 181, Dlgs 42/2004 - Asportazione totale del soprassuolo boschivo - Configurabilità del reato - Sussistenza -Attività agro-silvo-pastorali - Non rientra
Sentenza Corte di Cassazione 17 dicembre 2014, n. 52322
Edilizia - Immobile abusivo - Demolizione su ordine Autorità - Effetti - Estinzione del reato urbanistico - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 25 novembre 2014, n. 48984
Territorio - Interventi edilizi in assenza di permesso - Articolo 44, Dpr 380/2011 - Beni tutelati da specifico provvedimento amministrativo - Delitto paesaggistico - Articolo 181, comma 1-bis, Dlgs 42/2004 - Subordinazione della sospensione condizionale all'esecuzione dell'ordine di rimessione in pristino dei luoghi - Legittimità
Sentenza Corte di Cassazione 1° ottobre 2014, n. 40540
Territorio - Area di interesse paesaggistico - Imposizione del vincolo - Notifica del provvedimento ai proprietari dell’ara - Obbligo - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 4 settembre 2014, n. 36853
Territorio - Tutela del paesaggio - Beni paesaggistici - Reato paesaggistico - Configurabilità - Distinzione tra zone a vincolo di inedificabilità assoluta o relativa - Rilevanza - Non sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 12 maggio 2014, n. 19444
Territorio - Edilizia - Autorizzazioni - Permesso di costruire - Manufatti in parte o del tutto interrati - Necessità - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 27 febbraio 2014, n. 9607
Territorio - Beni inseriti negli elenchi previsti dalla legge 1497/1939 - Vincolo paesaggistico - Sussite - Soluzione di continuità rispetto al regime previgente - Esclusa
Sentenza Corte di Cassazione 15 gennaio 2014, n. 1484
Territorio - Aree paesaggisticamente vincolate - Realizzazione di opera abusiva - Compromissione dei valori paesaggistici - Attualità del pericolo anche in astratto - Sussistenza - Effetti
Sentenza Corte di Cassazione 15 ottobre 2013, n. 42363
Territorio - Edilizia - Opera abusiva in zona vincolata - Demolizione - Condizioni - Opera non ultimata - Irrilevanza - Attualità del pericolo
Sentenza Corte di Cassazione 30 luglio 2013, n. 32966
Territorio - Edilizia - Opera stagionale - Autorizzazione - Permesso di costruire - Necessità - Obbligo di rimozione alla fine del periodo stagionale - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 5 marzo 2013, n. 10245
Edilizia - Aree vincolate - Opera eseguita senza autorizzazione (articolo 181, Dlgs 42/2004) - Demolizione e rimessa in pristino - Effetto estintivo del reato - Non sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 8 febbraio 2013, n. 6298
Territorio - Opere eseguite senza autorizzazione paesaggistica (articolo 181, Dlgs 42/2004) - Reato penale - Natura - Pericolo astratto - Attività astrattamente idonea ad arrecare nocumento al bene tutelato - Configurazione - Anche nel caso in cui per decorso del tempo gli effetti della condotta siano venuti meno
Sentenza Corte di Cassazione 19 settembre 2012 n. 35792
Territorio - Beni paesaggistici - Distruzione - Natura del reato - Reato di danno - Configurabilità - Effettiva distruzione o deturpamento dell'area
Impianti eolici - Autorizzazioni - Misurazione della superficie occupata -Proiezione della parte aerea sulla superficie sottostante - Inclusione del movimento rotatorio delle pale - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 12 aprile 2012, n. 13978
Tutela del paesaggio - Opera edilizia realizzata in area vincolata - Reato - Natura - Reato di pericolo - Consumazione - Mancanza della prevista autorizzazione
Sentenza Corte di Cassazione 29 febbraio 2012, n. 7900
Opere edilizie in assenza di autorizzazione - Aree protette - Permesso di costruire in sanatoria - Effetti - Estinzione violazioni ambientali - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 14 novembre 2011, n. 41425
Edilizia - Permesso di costruire - Manufatto abusivo - Intervento autorizzabile anche con "Super-Dia" - Richiesta di sanatoria in Dia - Illegittima
Sentenza Corte di Cassazione 29 settembre 2011, n. 35308
Territorio boschivo - Rimozione ceppaie - Autorizzazione - Articolo 181, Dlgs 42/2004 - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 16 febbraio 2011, n. 5855
Denuncia di inizio attività - Relazione di accompagnamento del tecnico abilitato - Natura giuridica - Certificazione - Funzione pubblicistica
Sentenza Corte di Cassazione 3 febbraio 2011, n. 3872
Edilizia - Lottizzazione abusiva - Denuncia di inizio attività - Illegittimità dell'atto, configurazione del reato e sindacabilità del giudice penale
Sentenza Corte di Cassazione 4 novembre 2010, n. 39186
Territorio - Realizzazione di opere in zona paesisticamente vincolata - Obbligo di permesso di costruire e di autorizzazione paesistica
Sentenza Corte di Cassazione 8 settembre 2010, n. 32947
Edilizia - Titoli abilitativi - Denuncia di inizio attività - Applicazione delle sanzioni penali del Tu edilizia - Solo in caso di "super-Dia"
Sentenza Corte di Cassazione 24 giugno 2010, n. 24243
Edilizia - Titoli abilitativi per l'esecuzione di opere edili - Diversità tra normativa statale e regionale - Divieto al giudice penale di disapplicare la disciplina regionale in apparente contrasto con quella statale
Sentenza Corte di Cassazione 28 maggio 2010, n. 20362
Bonifica - Sequestro dell'area- Requisiti
Sentenza Corte di Cassazione 26 maggio 2009, n. 21665
Zone sottoposte a vincolo paesaggistico - Lavori - Organismo edilizio completamente diverso - Necessità dell'autorizzazione - Interventi riparatori
Sentenza Corte di Cassazione 2 dicembre 2004, n. 46735
Rifiuti - Ricorso al provvedimento d?urgenza per risolvere l'ordinaria esigenza di smaltimento dei rifiuti - Discarica di rifiuti solidi urbani in zona vincolata - Reato ex articolo 51, comma 3, Dlgs 22/1997 - Integra
Sentenza 26 settembre 2012, n. 37083
1.1 Con ordinanza pronunciata il 24 giugno 2011 il Tribunale di Venezia — Sezione per il Riesame — confermava il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip di quel Tribunale in data 25 maggio 2011 nei riguardi di (omissis) "(omissis)", indagato per i reati di cui al Dpr 380/2001, articolo 44, lett. b) e Dlgs 152/2006, articolo 256: il provvedimento cautelare riguardava un'area sulla quale il (omissis) aveva realizzato lavori edilizi non consentiti in assenza del prescritto permesso ed una stradina costituita da rifiuti eterogenei ivi depositati la cui gestione non era autorizzata.
1.2 Osservava il Tribunale, con riguardo al reato edilizio, che da parte del (omissis) era stato realizzato un basamento in calcestruzzo esteso mq. 176 suddiviso con muretti in cemento armato sul quale insistevano due distinte unità immobiliari (oggetto di apposito progetto di ampliamento della struttura preesistente, corredato da Dia) del tutto diverse ed autonome rispetto ai lavori di ristrutturazione di un magazzino orticolo oggetto di un condono edilizio e assentiti da Dia del 12 agosto 2008 che riguardava, invece, la ristrutturazione del preesistente manufatto mediante sostituzione delle pareti esistenti con altre in muratura ed ispessimento dei muri. A giudizio del Tribunale, i nuovi lavori, in quanto non preceduti da apposito permesso di costruire e strutturalmente diversi rispetto a quelli (ben più limitati) che erano stati autorizzati con Dia, avevano comportato una demolizione e ricostruzione dei precedenti manufatti, e, per ciò, dovevano ritenersi illegittimi.
1.3 Quanto al reato di gestione non autorizzata di rifiuti, rilevava il Tribunale che la particolare composizione dei materiali utilizzati per la realizzazione di una stradina di accesso (tra i quali plastica, vetro e ferro), era da ritenersi non riferibile a tale strada ma, piuttosto, ad un vicino passo carrabile (i cui lavori erano stati autorizzati con provvedimento del 14 ottobre 2010), ancorché il frantumato, proveniente dalla ditta (omissis), fosse documentato da apposita certificazione prodotta dal (omissis).
1.3 Ricorre avverso la detta ordinanza l'indagato a mezzo del proprio difensore, denunciando, con un primo motivo, carenza di motivazione, sua illogicità manifesta e contraddittorietà, oltre che travisamento della prova. Rileva, in proposito, la difesa che la motivazione resa dal Tribunale risulta sostanzialmente apparente e, comunque, non rispettosa delle prove emergenti dal procedimento, in base alle quali la struttura preesistente oggetto di Dia non era estesa mq. 12,06 (come affermato dal Tribunale), ma mq. 81,02: con la conseguenza che l'affermazione del Tribunale, secondo la quale la superficie del basamento di fondazione era, per le sue notevoli dimensioni (mq. 176 circa) del tutto incompatibile con la modestissima superficie del precedente manufatto per la quali i lavori di ristrutturazione erano stati autorizzati risultava, per un verso, illogica e, per altro verso, travisava la prova documentale (relazione tecnica). Rileva, ancora, la difesa che da parte del Tribunale nessuna motivazione era stata resa relativamente alla circostanza illustrata dalla difesa, dell'assenza di rilevanza urbanistica del basamento in quanto destinato a rimanere occultato nel sottosuolo. E, con riguardo alla indicata differenza tra la superficie reale della costruzione oggetto di interventi di ristrutturazione (mq. 81,02) e quella constatata dalla Pg (mq. 176 riferiti all'intero basamento) rileva la difesa che, essendo i primi lavori assistiti da Dia, si poteva parlare non già di lavori edilizi sforniti di permesso ma di lavori in difformità rispetto a quelli autorizzati.
1.4 Con un secondo motivo la difesa rileva analoghi vizi in relazione alla affermazione da parte del Tribunale della sussistenza del fumus criminis, non solo per la parte afferente al reato edilizio ma anche per quella riguardante il reato in materia di rifiuti: secondo la prospettazione difensiva, il Tribunale, a fronte di una documentazione comprovante la realizzazione della strada di accesso con materiale proveniente da frantumazione, appositamente vagliato e selezionato e portato in cantiere da ditta specializzata autorizzata al trasporto dei rifiuti, il Tribunale ha offerto una motivazione assolutamente carente basata su dati probabilistici e sostanzialmente illogica nelle sue conclusioni.
1. Il ricorso non è fondato. Per quanto riguarda, in particolare, il reato edilizio di cui al Dpr 380/2001, articolo 44, indipendentemente dalla questione riguardante la differenza tra la superficie oggetto di interventi autorizzati per come indicata dal Tribunale e quella (diversa e maggiore) indicata dal ricorrente e concernente una quaestio facti, come tale non rilevabile in sede di legittimità, l'ordinanza impugnata appare corretta e congruamente motivata nella parte in cui afferma — sulla base di inequivoche risultanze delle indagini di Pg — che da parte del (omissis) era stato realizzato un basamento sul quale esistevano numerosi muretti in c.a. divisori, costituente un'opera nuova, frutto di una demolizione del manufatto precedente (molto più piccolo) e di una ricostruzione in assenza di permesso.
2. Come precisato più volte dalla giurisprudenza di questa Corte, la nozione di ristrutturazione edilizia, laddove essa consista in una demolizione, seguita da ricostruzione, determinante il mutamento della sagoma, volume, e/o altezza, necessita del permesso di costruire (in questo senso Cass. Sez. V 17 febbraio 1999 n. 3558, Pm in proc. Scarti. Rv. 213598; Cass. Sez. III 26 ottobre 2007 n. 47046. Soidano, Rv. 238460; Cass. Sez. III 16 maggio 2011 n. 36528, Fai, Rv.). Accanto a tale nozione di tipo estensivo si colloca il tradizionale concetto di ristrutturazione non comportante interventi di carattere demolitivo, ma semplicemente interventi di restyling sul preesistente, che può anche prevedere aumenti di volume e/o superfici, purché modesti: in tali casi è ben possibile procedere attraverso la cd. "Dia alternativa" (a richiesta dell'interessato) come si desume dal testo dell'articolo 22, comma 3, lett. a), come modificato dal Dlgs 301 del 2002. (in termini Cass. Sez. III 17 febbraio 2010 n. 16393, Cavallo, Rv. 246757). Nel caso in esame con motivazione adeguata ed immune da vizi logici manifesti il Tribunale ha affermato che l'opera oggetto di indagine era dei tutto diversa da quella che in origine era stata indicata nella Dia del 12 agosto 2008 e corrispondente, invece, ad altri interventi di natura ampliativa che necessitavano del permesso, non essendo sufficiente la Dia anche in relazione ad alcuni vincoli esistenti in zona che imponevano di richiedere il permesso di costruire. Quanto alla deduzione difensiva circa la mancanza di rilievo penale del basamento in quanto destinato a rimanere occultato nel sottosuolo, in modo assolutamente logico e coerente con i dati processuali, il Tribunale ha escluso tale eventualità, rilevando invece come sul basamento poggiassero diversi muretti divisori in cemento armato che corrispondevano a quel progetto di ampliamento (comprendente la realizzazione di due unità immobiliari e di alcuni garage, porticati e soffitte) per il quale il (omissis) aveva presentato un apposito progetto corredato da semplice Dia, inidonea a costituire titolo legittimante per quei lavori.
3. Anche con riferimento all'ipotizzato reato ambientale (Dlgs 152/2006, articolo 256), l'ordinanza impugnata è esente da censure, sia per quanto attiene alla completezza della motivazione, sia per quanto riguarda la sua intrinseca logicità.
4. La decisione impugnata si basa su alcune risultanze inequivocabili (peraltro nemmeno contestate dalla difesa, che ha solo evidenziato una carenza di motivazione in merito alla esatta percentuale di materiali di natura diversa — vetro, plastica e metalli — che componevano la struttura della strada di accesso) dalle quali ha tratto la condivisibile conclusione che, per la realizzazione del sottofondo della strada, erano stati adoperati materiali di varia natura (oltre che inerti) destinati all'abbandono e dunque costituenti rifiuti speciali.
5. Ai sensi del Dlgs 152/2006, articolo 184 comma 3, lett. b), costituiscono rifiuti speciali quelli "derivanti dalie attività di demolizione, costruzione, etc...". Nel tempo la giurisprudenza di questa Sezione, proprio con riferimento alla qualificazione dei residui delle attività di demolizioni edili e del loro reimpiego, ha affermato la possibilità di una loro (limitata) riutilizzazione solo quale attività di recupero (così Cass., Sez. III: 9.7.2004, n. 30127; Cass. Sez. III 15 giugno 2005, n. 22511), mentre ha escluso che tali materiali potessero costituire la cd. "materia prima secondaria" come definita nell'articolo 161 commi 6 e 13 del detto Dlgs (in termini Cass. Sez. III 9 ottobre 2006, n. 33882; Cass. Sez. III 5 aprile 2007, n. 14185).
6. Quanto, poi, alla possibilità che tali materiale potessero rientrare nella categoria dei sottoprodotti, è stato affermato il principio secondo il quale i materiali di risulta da demolizione di edifici e scavi di cantiere possono essere qualificati "sottoprodotti", ai sensi del Dlgs 152/2006, articolo 183, lett. n), soltanto a determinate condizioni (utilizzazione in modo certo e direttamente ad opera dell'azienda produttrice; assenza di trasformazioni preliminari e utilizzazione in modo tale da evitare condizioni peggiorative per l'ambiente o la salute) (così Cass. Sez. III 7 aprile 2008, n. 14323). Soccorrono, in aggiunta, le disposizioni contenute nel Dlgs 205 del 2010, articolo 12, comma 1, secondo le quali, per parlarsi di sottoprodotto nel senso inteso dalla norma, l'utilizzazione dei materiali in un nuovo ciclo produttivo deve essere certa fino dai momento detta loro produzione: nel caso in esame, il Tribunale ha esattamente concluso per la configurabilità di rifiuti in assenza da parte dell'indagato della dimostrazione d, una preventiva organizzazione alla riutilizzazione, optando per l'ipotesi, ben più convincente sul piano logico, di una utilizzazione meramente eventuale e non integrale degli eterogenei materiali rinvenuti nel cantiere conseguente ad un'attività di produzione non industrialmente organizzata e piuttosto indirizzata a disfarsi dei vari materiali.
7. Ancor più recentemente è stato ribadito il principio che i materiali provenienti da demolizioni rientrano nel novero dei rifiuti in quanto oggetti va mente destinati all'abbandono, salva rimanendo la possibilità di un loro recupero condizionato a precisi adempimenti, in mancanza dei quali detti materiali vanno considerati, comunque, cose di cui il detentore ha l'obbligo di disfarsi (Cass. Sez. III 29 aprile 2011, n. 16727).
8. La decisione impugnata si è uniformata ai detti principi e non può neanche affermarsi che la motivazione sia incompleta per non avere esattamente individuato le reali percentuali d, residui vetrosi, ferrosi e di materiale plastico presenti costituenti il sottofondo della stradella d, accesso, in quanto la presenza di materiale, comunque destinato all'abbandono e non prodotto in loco dall'utilizzatore, costituisce pur sempre rifiuto.
9. Né può definirsi illogica la decisione impugnata per avere basato le proprie conclusioni su dati probabilistici riguardanti il materiale frantumato oggetto di apposita certificazione riferibile piuttosto al passo carrabile che alla strada, in quanto si tratta di una valutarne basata su dati concreti che — proprio in rapporto alle diverse caratteristiche del sottofondo della strada e del sottofondo del passo carrabile — facevano propendere per un collegamento dei materiali frantumati al passo carrabile, tenuto conto che nella strada era stata rilevata la presenza di altri materiali diversi dalla frantumazione lapidea che faceva propendere per una destinazione diversa del prodotto frantumato.
10. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il ricorso va rigettato. Segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.