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Timestamp: 2018-02-22 06:40:30+00:00
Document Index: 115559565

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 36', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 3']

sentenza corte costituzionale sul blocco della rivalutazione delle pensioni
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Corte Costituzionale: sentenza n. 70 del 2015 in materia di blocco della rivalutazione dei trattamenti pensionistici, è illegittimo l'art. 24, comma 25 del d.l. n. 201 del 2011
Corte Costituzionale 30/04/2015 n 70
Deve essere dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 24, comma 25, del decreto legge n. 201 del 2011 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 214 del 2011, nella parte in cui prevede che 'In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall'art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento'. La norma censurate, se vagliata sotto i profili della proporzionalità e adeguatezza del trattamento pensionistico, porta a ritenere che siano stati valicati i limiti di ragionevolezza e proporzionalità, con conseguente pregiudizio per il potere di acquisto del trattamento stesso e con irrimediabile vanificazione delle aspettative legittimamente nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività. L'interesse dei pensionati, in particolar modo di quelli titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio, con conseguente violazione dei diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale, fondati su inequivocabili parametri costituzionali: la proporzionalità del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita (art. 36, primo comma, Cost.) e l'adeguatezza (art. 38, secondo comma, Cost.), quest'ultimo da intendersi quale espressione certa, anche se non esplicita, del principio di solidarietà di cui all'art. 2 Cost. e al contempo attuazione del principio di eguaglianza sostanziale di cui all'art. 3, secondo comma, Cost.
Dal 12/06/09 15186427