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Timestamp: 2017-08-20 21:52:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 68', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8']

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A cura di Renata Dal Farra
Presentazione sul tema: "A cura di Renata Dal Farra"— Transcript della presentazione:
1 A cura di Renata Dal Farra
Dalla LEGGE 53/2003 al D.M. 775/2006: il cammino della riforma scolastica A cura di Renata Dal Farra
2 LA NORMATIVA DI TRASFORMAZIONE
L. 59/97: ha introdotto il decentramento amministrativo e con l'art. 21 ha introdotto l'autonomia scolastica D.P.R. 275/99 regolamenta l'attuazione dell'autonomia scolastica Legge costituzionale 18/10/2001 n. 3: modifica il titolo V della Costituzione introducendo un nuovo rapporto Stato/Regioni (centro/periferia) L. 53/2003: legge di riforma del sistema scolastico
3 DOPO LA LEGGE 53 Dopo l’emanazione della Legge n. 53
(pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 17 Aprile 2003) i principali riferimenti normativi sono stati: le circolari sulle iscrizioni la C.M. 37 dell’11 aprile 2003 la C.M. 2 del 13 gennaio 2004 la C.M. 90 del 30 dicembre 2004 la C.M. 93 del 23 dicembre 2005
4 DOPO LA LEGGE 53 il D.L.vo 59 del 19 febbraio 2004, con allegati le Indicazioni Nazionali e il Profilo educativo, culturale e professionale atteso alla fine del 1°ciclo la C.M. 29 del 5 marzo 2004, applicativa del decreto n. 59 La C.M. 85 del 3 dicembre 2004 sulla scheda personale di valutazione
5 DOPO LA LEGGE 53 il D.L.vo n. 76 del 15 aprile 2005 per la definizione delle norme generali sul diritto-dovere all’istruzione e alla formazione (secondo l’art. 2 della legge 53/2003) il D.L.vo n. 77 del 15 aprile 2005 per la definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro (secondo l’art. 4 della legge 53/2003)
6 DOPO LA LEGGE 53 il D.L.vo n. 226 del 17 ottobre 2005 per la riforma del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione (ai sensi della legge 53/2003) il D.L.vo n. 227 del 17 ottobre 2005 per la definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai fini dell’accesso all’insegnamento (secondo l’art. 5 della legge 53/2003)
7 DOPO LA LEGGE 53 C.M. 84 del 10 novembre 2005 – linee guida per la definizione e l’impiego del Portfolio delle competenze nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione D.M. 775/2006: progetto generale di innovazione per il secondo ciclo di istruzione (con tabelle di confluenza vecchi e nuovi licei)
8 PRIMO CICLO SCUOLA PRIMARIA Durata 5 anni è articolata in un primo anno e in due periodi didattici biennali Una lingua europea dalla classe prima Avvio all’uso delle tecnologie comunica-tive Abolizione esame di 5^ SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 3 anni 2 anni + 1 di orientamento per la scelta del percorso superiore verso il lavoro Introdu-zione seconda lingua europea Uso delle tecnologie informati-che Nuovo esame di stato a chiusura del 1°ciclo
9 SECONDO CICLO Diritto all’istruzione e alla formazione
per almeno 12 anni o, comunque fino al conseguimento di una qualifica entro il compimento del 18^ anno di età attraverso Sistema di istruzione (licei) Sistema di istruzione e formazione professionale
10 I tipi di liceo Il sistema dei licei comprende i licei artistico, classico, economico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico, tecnologico e delle scienze umane. I percorsi liceali artistico, economico e tecnologico si articolano in indirizzi per corrispondere ai diversi fabbisogni formativi.
11 I percorsi liceali I percorsi liceali hanno durata quinquennale. Essi si sviluppano in due periodi biennali e in un quinto anno che prioritariamente completa il percorso disciplinare e prevede altresì la maturazione di competenze mediante l’approfondimento delle conoscenze e l’acquisizione di capacità e di abilità caratterizzanti il profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi.
12 Organizzazione oraria
L’orario annuale delle lezioni nei percorsi liceali, comprensivo della quota riservata alle Regioni, alle istituzioni scolastiche autonome ed all’insegnamento della religione cattolica, è articolato in attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti, attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo, attività e insegnamenti obbligatori a scelta dello studente e attività e insegnamenti facoltativi.
13 Orario dei licei classico, linguistico, scientifico e delle scienze umane
1° biennio 924 ore obbligatorie 2° biennio 957 ore 5° anno 858 ore 99 ore obbligatorie, ma opzionali 66 ore obbligatorie, ma opzionali 1°anno °anno 33 ore ore facolt facolt. 66 ore facoltative e opzionali 33 ore facoltative e opzionali
14 DECRETO N. 76 – 15 aprile 2005 L’obbligo scolastico previsto dall’art. 34 della Costituzione e l’obbligo formativo previsto dalla legge n. 144/1999 sono ridefiniti e ampliati come diritto all’istruzione e alla formazione e correlativo dovere I genitori che intendano provvedere privatamente e direttamente all’istruzione dei figli devono dimostrare di averne la capacità e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità.
15 DECRETO N. 76 – 15 aprile 2005 Il diritto-dovere ha inizio con l’iscrizione alla prima classe della scuola primaria Responsabili dell’adempimento del diritto-dovere sono i genitori o coloro che ne fanno le veci Alla vigilanza provvedono il Comune, il Dirigente dell’istituzione scolastica, la Provincia e i soggetti che assumono i giovani tenuti all’assolvimento del diritto-dovere con il tutor aziendale
16 DECRETO N. 76 – 15 aprile 2005 In attesa dell’emanazione dei decreti legislativi relativi al secondo ciclo di istruzione e formazione, dall’anno l’iscrizione e la frequenza gratuite ricomprendono i primi due anni degli istituti secondari superiori Fino alla completa attuazione del diritto-dovere, continua ad applicarsi l’art. 68, della legge 144/99 che prevede la frequenza di attività formative fino a 18 anni.
17 DECRETO N. 77 – 15 aprile 2005 Il decreto disciplina l’alternanza scuola-lavoro come modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei, sia nel sistema dell’istruzione e formazione professionale Gli studenti che hanno compiuto il 15° anno di età possono completare la formazione alternando periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa
18 DECRETO N. 77 – 15 aprile 2005 I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.
19 LA VALUTAZIONE il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al sistema dei licei e al sistema dell'istruzione e della formazione professionale i licei si concludono con un esame di Stato il cui superamento rappresenta titolo necessario per l'accesso all'università e all'alta formazione artistica, musicale e coreutica; l'ammissione al quinto anno dà accesso all'istruzione e formazione tecnica superiore
20 Aspetti significativi
La valutazione è periodica, annuale e biennale; anche il passaggio fra la scuola primaria e quella secondaria di 1^ grado avviene a seguito di valutazione al termine del 2^biennio La valutazione viene espressa sia sugli insegnamenti obbligatori, sia su quelli facoltativi e opzionali
21 LA VALUTAZIONE I DOCENTI
valutano gli apprendimenti e il comportamento degli studenti certificano le competenze da essi acquisite valutano i periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo il miglioramento dei processi di apprendimento e della relativa valutazione, nonché la continuità didattica, sono assicurati anche attraverso una congrua permanenza dei docenti nella sede di titolarità;
22 L'esame di Stato conclusivo dei cicli di istruzione
LA VALUTAZIONE L'esame di Stato conclusivo dei cicli di istruzione valuta le competenze acquisite dagli studenti al termine del ciclo si svolge su prove organizzate dalle commissioni d'esame e su prove predisposte e gestite dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno.
23 Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione
L’INVALSI Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa predispone e gestisce le prove nazionali dell'esame di stato
24 LA VALUTAZIONE ESTERNA
Le prove nazionali da sottoporre a tutti gli allievi hanno lo scopo di fornire un quadro generale di riferimento utile sia a livello centrale, per le scelte di politica educativa, sia alle singole scuole come indice di confronto utile alla valutazione interna, costituita dall’autovalutazione d’istituto e dalle valutazioni diagnostica, formativa e sommativa dei singoli alunni, di competenza dei docenti.
25 LA FORMAZIONE DEI DOCENTI art. 5
La formazione iniziale per i docenti della scuola dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo è di pari dignità e si svolge nelle università L’esame finale per il conseguimento della laurea specialistica ha valore abilitante Coloro che hanno conseguito la laurea specialistica devono svolgere specifiche attività di tirocinio
26 LA FORMAZIONE DEI DOCENTI art. 5
Le strutture universitarie curano anche la formazione in servizio degli insegnanti interessati ad assumere funzioni di supporto, di tutorato e di coordinamento dell’attività didattica e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative La laurea in scienze della formazione primaria (per insegnare nelle scuole dell’infanzia e primaria) comprende anche il diploma biennale di specializzazione per le attività di sostegno.
27 LA SCUOLA DEL PROGETTO
28 LA SCUOLA DEL PROGETTO La scuola dell’Autonomia dovrebbe caratterizzarsi come la scuola del progetto, poiché non attua solo i “programmi” che vengono prescritti dal Ministero, ma è l’istituzione formale presente sul territorio che, sulla base dei bisogni rilevati, progetta gli interventi educativi e didattici ritenuti realizzabili, significativi ed efficaci.
29 La progettazione educativa e didattica
Il centro d’attenzione si è spostato dall’insegnamento all’apprendimento: non più un programma e una programmazione lineare/sequenziale per svolgerlo, ma una progettazione che prende avvio dai bisogni degli alunni, dalle loro conoscenze e abilità ingenue, non codificate, dalla dissonanza cognitiva e non cognitiva e lavora per la maturazione di competenze.
30 I DOCUMENTI PRESCRITTIVI
Per assicurare il governo unitario del sistema educativo di istruzione e di formazione della Repubblica, il Ministero dell'istruzione dà attuazione all'art. 8 del DPR 275/99 e predispone: il PECUP, ovvero il Profilo Educativo, Culturale e Professionale dello studente tracciato per la conclusione del primo ciclo di istruzione le INDICAZIONI NAZIONALI che le scuole e i docenti sono tenuti a seguire per la redazione dei Piani di Studio Personalizzati (PSP)
31 DALLO STATO ALLA SCUOLA
UNITÁ DI APPRENDIMENTO PECUP PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI POF PORTFOLIO DELLE COMPETENZE INDIVIDUALI INDICAZIONI NAZIONALI
32 Apprendimento come acquisizione Apprendimento come trasformazione
LE COMPETENZE La competenza matura quando sono portate a compimento le capacità presenti nella persona, che altrimenti rimangono inutilizzate e non valutabili: CONOSCENZE ABILITÁ Esperienze di apprendimento Esperienze di apprendimento COMPETENZE CAPACITÁ Apprendimento come acquisizione Apprendimento come trasformazione
33 LE COMPETENZE Le capacità sono le potenzialità latenti che, incontrandosi con i saperi dichiarativi e quelli procedurali nelle esperienze d’apprendimento, evolvono in competenze personali e situazionali. Le capacità e le competenze appartengono alla sfera dell’essere della persona, mentre le conoscenze e le abilità appartengono alla sfera dell’avere.
34 LE COMPETENZE Le competenze personali non sono vuote, implicano sempre la padronanza di conoscenze e di abilità disciplinari ed interdisciplinari. Si configurano anche come strutture mentali capaci di trasferire la loro valenza in diversi campi, generando così anche altre conoscenze e competenze. Infatti una specifica competenza disciplinare comporta l’acquisizione di una forma mentis utilizzabile nelle più diverse situazioni.
35 LE COMPETENZE Inoltre contengono al loro interno la consapevolezza di quello che si sa e si sa fare, di come e perché lo si sa e lo si sa fare. La competenza coinvolge l’insieme della persona: la parte intellettuale, quella operativa, quella emotiva, quella sociale. È un saper fare, fondato su un sapere e guidato da un saper come fare.
36 LE COMPETENZE Le competenze interessano la funzione metacognitiva personale che la scuola non può programmare e controllare. Si manifestano al livello più alto come capacità di apprendere, d’imparare ad imparare, e si articolano in capacità di usare in modo consapevole i saperi fondamentali, in attitudini sociali, in capacità di assumere i livelli di responsabilità che il lavoro richiede.
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