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Timestamp: 2018-11-13 05:10:20+00:00
Document Index: 72390570

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 590', 'art. 2', 'art. 113', 'art. 92', 'art. 2', 'art. 1']

Corte di Cassazione, IV sezione penale, sentenza n. 24109 depositata il 16 giugno 2011. Responsabilità del gestore del locale per culpa in eligendo ed in vigilando per danni causati agli avventori - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, IV sezione penale, sentenza n. 24109 depositata il 16 giugno 2011. Responsabilità del gestore del locale per culpa in eligendo ed in vigilando per danni causati agli avventori
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Corte di cassazione – Sezione IV penale – Sentenza n. 22334 16.6.2011 Responsabilità del gestore del locale per culpa in eligendo ed in vigilando per danni causati agli avventori
Corte di Cassazione – IV Sezione Penale – sentenza n. 24109 depositata il 16.6.2011
Così deciso dalla IV sezione della Suprema Corte, la quale ha confermato le condanne già inflitte dai Giudici di merito inflitte ad un titolare di un disco pub della riviera ligure nel cui locale i clienti erano soliti ballare sui tavoli per l’infortunio occorso ad un avventore responsabile del delitto di cui all’art. 590 c.p.[2]
I giudici di prime cure hanno riconosciuto la responsabilità per colpa in vigilando ed in eligendo del gestore per non aver impedito i comportamenti negligenti ed imprudenti di taluni avventori.
Pertanto, non si era determinata l’interruzione del nesso di causalità tra la condotta colposamente omissiva dell’imputato e l’evento lesivo verificatosi.
Una tesi assolutamente condivisa dalla IV sezione secondo cui, come testimoniato da altri avventori e dallo stesso personale del locale, numerosi clienti ballavano sui tavoli e taluni si sospendevano alle travi del soffitto.
La responsabilità del gestore, è stata ravvisata, per difetto di adeguata manutenzione degli accessori ornamentali (pannelli) infissi sul soffitto, rientrando entro evidenti margini di normale prevedibilità (ed evitabilità) l’ipotizzabile distacco dal soffitto, di detti accessori, ove impropriamente ma fortemente sollecitati da un movimento di trazione verso il basso dovuto al peso dei prestanti e robusti avventori del locale di mt. 1,80 di altezza.
E poiché, si continua leggere nella sentenza, era consentito salire e ballare sui tavoli sì da risultare improvvidamente a questo destinati, il gestore doveva sincerarsi della tenuta delle travi del soffitto visto che nella concitazione e nell’eccitazione collettiva che notoriamente contraddistingue, in siffatte occasioni, i giovani avventori di siffatti locali da ballo, né stante il contesto il cui il fatto era accaduto poteva comunque escludersi che tali condotte fossero, molto verosimilmente, tacitamente tollerate.
Sorrento 20/6/2011.
[1] Sentenza consultabile e scaricabile sul portale del Sole 24 ore –Guida al diritto
[2] Articolo 590 – Lesioni personali colpose
Chiunque cagiona ad altri, per colpa , una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a lire un milione. (2)
Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da lire quattrocentomila a due milioni; se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da lire un milione a quattro milioni. (2)
Nei casi di violazione delle norme sulla circolazione stradale, se il fatto e’ commesso da soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero da soggetto sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, la pena per le lesioni gravi e’ della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per le lesioni gravissime e’ della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni. (4)
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi previsti nel primo e secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale. (1) (3)
(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall’ art. 2, L. 11.05.1966, n. 296.
(2) Le pene pecuniarie, citate nel presente comma, sono state così aumentate dall’ art. 113, L. 24.11.1981, n. 689.
(3) Il presente comma è stato così sostituito dall’ art. 92, L. 24.11.1981, n. 689.
(4) Il presente comma dapprima sostituito dall’art. 2 L. 21.02.2006, n. 102, è stato successivamente così sostituito dall’art. 1 D.L.23.05.2008, n. 92. Con decorrenza dal 27.05.2008. Si riporta di seguito il testo previgente:
“Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena per le lesioni gravi è della reclusione da tre mesi a un anno o della multa da euro 500 a euro 2.000 e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni.”
Procedibilità: a querela di parte; d’ufficio (casi previsti nel primo e secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale)
Competenza: Tribunale monocratico; Giudice di pace (con riguardo alle sole fattispecie indicate alla nota 6)
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-08-24T14:25:39+00:0020 giugno 2011|Cassazione penale 2011, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti