Source: http://astratto.info/esigenza-atti-chiari-e-sintetici--prassi-virtuose-condivise-da.html
Timestamp: 2019-04-22 14:07:30+00:00
Document Index: 183156877

Matched Legal Cases: ['art. 336', 'art. 52', 'art. 710', 'art. 9', 'art. 710', 'art.9', 'art. 336', 'art. 706', 'art. 4', 'art. 706', 'art. 155', 'art. 155', 'art. 151', 'art. 5', 'art. 156', 'art. 5', 'art. 151', 'art. 143', 'art. 709', 'art 2043', 'art. 709', 'art. 4', 'art. 155', 'art. 155', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art.\n24', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 155', 'art. 160', 'art. 143']

Esigenza atti chiari e sintetici – Prassi virtuose condivise da avvocati e magistrati
Osservatorio sulla Giustizia Civile di Torino del 7 ottobre 2010 recepito dal Coordinamento degli Osservatori – 28/29 maggio 2011
Evitare inutili e noiose ripetizioni
Evitare valutazioni e/o giudizi
Evidenziare l’obiettivo
Linearità dell’iter argomentativo
Suddivisione per argomenti
Suddivisione in paragrafi con sottonumerazione, se necessaria
Solo le deduzioni istruttorie rilevanti ai fini del Thema decidendum
Capitoli di prova non ridondanti e non appesantiti da inutili aggettivi/avverbi
Situazioni conflittuali pesanti
Perdita di vista della realtà
Incapacità di aver chiaro l’obiettivo
Aiutare a capire l’obiettivo
Ricondurre cliente nei binari
Accompagnare cliente verso l’obiettivo districandosi nei meandri della legge sostanziale e processuale
Non assecondare lo stato psicologico del cliente
Sfoltire le innumerevoli circostanze ed argomentazioni che il cliente ci “getta addosso”
Individuazione delle circostanze rilevanti al raggiungimento dello scopo e che sole necessitano di essere provate
Per arrivare a quanto detto occorre conoscere bene il quadro normativo, sia sostanziale, sia processuale, non perdendo mai di vista i principi generali che possano essere d’aiuto alla risoluzione del conflitto ed avere dimestichezza con le dinamiche processuali entro cui muoversi; ciò affinché fatti esposti, argomentazioni, allegazioni e domande non si rivelino un boomerang anziché un beneficio alla difesa
Procedimenti ex art. 336 c.c. come modificato dall’art. 52 del d.lgs n. 154 del 2013
Procedimenti di modifica condizioni modifiche ex art. 710 c.p.c. e art. 9 legge divorzio
Struttura del procedimento
Modifiche ex art. 710 cpc ed art.9 legge 898/1970
Procedimenti ex art. 336 c.c. modificato dal d. lgs n. 154/2013 relativamente ai figli nati fuori dal matrimonio
Effetti sui rapporti patrimoniali tra coniugi
Criteri quantificazione assegno mantenimento ed assegno divorzile
Principi in merito all’assegnazione casa famigliare
Principi alla base della domanda di addebito e conseguenze
Aver sempre presente che separazione incide su diritti fondamentali della persona e, soprattutto, dei minori
Tener quindi sempre presenti:
Opportunità di addivenire a soluzioni condivise (consensualizzazione, diritto collaborativo, negoziazione assistita)
Tutela del diritto alla riservatezza e suo bilanciamento con il diritto di difesa
LA REDAZIONE DELL’ATTO INTRODUTTIVO
Chiara esposizione dei fatti su cui si fondano le domande (art. 706 c.p.c. che si discosta dall’art. 4, II comma, Legge 898/1970 che prevede anche la precisazione degli “elementi di diritto”)
Indicazione dell’esistenza di figli legittimi, legittimati o adottati (art. 706, ultimo comma, c.p.c.)
Formulazione delle istanze istruttorie su cui fondare le domande svolte e le argomentazioni che le sostengono
Valutare se sia o meno il caso di dire tutto ed allegare tutto già dal primo atto di giudizio, tenendo presenti, in ogni caso, le preclusioni
Avere sempre ben presente:
chiara ed esaustiva esposizione di fatti e formulazione ben circostanziata e mirata delle istanze istruttorie ed allegazioni può essere utile anche ai fini di un eventuale accordo (consensualizzazione)
principio della trasparenza: importanza della trasparenza nei rapporti tra le parti e con i colleghi
tendenza ormai sempre più diffusa ad accompagnare le parti nel trovare una soluzione condivisa (85% delle separazioni in Italia sono consensuali)
il Diritto Collaborativo, nato in USA procedimento con tecniche sue proprie che consentono alle parti di addivenire ad una soluzione condivisa della controversia in essere
Tendenza dei Tribunali ordinari ad assecondare una sempre maggior trasparenza (Tribunale di Monza e Tribunale di Roma; Tribunale di Pordenone per procedimenti ex 336 dopo riforma legge 219/2012)
Tendenza che AIAF sostiene: lettera ai Presidenti dei Tribunali diretta a far recepire l’orientamento in oggetto in ossequio alla trasparenza, alla semplificazione ed allo spirito di conciliazione
Ottica della trasparenza e della semplificazione, già nei protocolli
Da ultimo l’introduzione dell’istituto della negoziazione assistita
Nell’atto introduttivo è necessario predisporre la narrazione del “fatto: descrizione dei fatti inquadrata nella normativa di riferimento e non una mera elencazione cronologica degli eventi
Deve trattarsi di una descrizione fattuale orientata esclusivamente a fondare le nostre domande
Nella formulazione delle istanze istruttorie: necessità di provare solo i fatti utili ai fini della decisione, evitando di rappresentare capitoli di prova intrinsecamente valutativi (assecondando lo stato d’animo dei nostri clienti)
Sarà quindi necessario individuare con esattezza l’obiettivo e chiarire le domande che si vogliono formulare e che sarà quindi necessario provare
Distinzione atto in parti
Parte in fatto – articoli separati, numerati
Parte in diritto – suddivisione in paragrafi titolati
Contestazione specifica dei fatti dedotti da controparte (se resistenti/convenuti) seguendone l’ordine logico, ove possibile, ovvero esplicitando le ragioni di una diversa impostazione
b) Allegazioni documentali numerate progressivamente
c) Giurisprudenza citata in nota – solo le sentenze di maggiore rilevanza
d) Eventuale abstract della controversia
LE DOMANDE E IL LORO CONTENUTO
Le domande relative ai figli riguardano:
– residenza (stabile residenza ai sensi della legge n. 54/2006)
– regolamentazione della relazione con il genitore non
prevalentemente convivente
– assegnazione casa familiare
– mantenimento ordinario
- Spese straordinarie
Affidamento (condiviso ex legge n. 54/06 ma possibilità per la parte di chiederlo esclusivo e del Giudice di disporlo in via esclusiva ad un solo genitore anche d’ufficio ex art. 155bis c.c.)
Assegnazione casa famigliare segue residenza stabile (collocamento) figli e non può essere chiesta nell’ipotesi di genitori privi di prole
Mantenimento figli: a carico di ciascun genitore in proporzione al proprio reddito ex art. 155 IV comma, c.c.; il tutto secondo i criteri dettati dalla norma suindicata
Le domande relative al rapporto tra coniugi riguardano:
contributo al mantenimento del coniuge economicamente più debole (separazione e relative modifiche)
addebito nella separazione (art. 151 c.c.)
Determinazione di un assegno divorzile (criteri di cui all’art. 5 l. div.)
Nei procedimenti relativi ai figli dei genitori non coniugati, i rapporti tra i genitori rilevano solo ed esclusivamente se ed in quanto idonei a fondare domande che concernono i figli (regime di affidamento)
Contributo al mantenimento del coniuge economicamente più debole (art. 156 c.c.).
Condizioni: mancanza di adeguati redditi propri, intesa non come stato di bisogno, ma come insufficienza a garantire il tenore di vita di cui il coniuge avrebbe potuto godere in costanza di matrimonio (potenzialità economiche)
Parametro di riferimento è il tenore di vita prima della separazione (Cass. N. 2626 del 2006)
Il contributo è parametrato ai redditi dell’obbligato
Quando si parla di redditi non ci si riferisce al reddito in senso stretto, ma alla consistenza e capacità patrimoniale (non solo redditi, ma anche cespiti patrimoniali)
b) Assegno divorzile (art. 5 comma 6 legge n. 898/1970)
Ha natura assistenziale: accertamento del diritto all’assegno per mancanza di mezzi adeguati e impossibilità oggettiva di procurarseli
Parametro del tenore di vita in costanza di matrimonio
Criteri di determinazione: condizioni coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico di ciascun coniuge alla conduzione famigliare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno e comune
Valutazione da farsi in rapporto alla durata del matrimonio ed al tenore di vita
c) La domanda di addebito della separazione (art. 151, secondo comma,c.c. e 709bis c.p.c.)
Domanda autonoma (Cass. SSUU nn. 15248/2001 e 15279/2001)
Prova rigorosa del nesso di causalità tra violazione art. 143 c.c. e rottura della comunione materiale e spirituale tra i coniugi
d) Domanda di risarcimento danno endofamigliare
Questione che si discute è se la prova dell’addebito possa fondare la domanda di risarcimento del danno ex art. 709 ter c.p.c.; sebbene l’addebito non giustifichi la richiesta di risarcimento ex art 2043 c.c., tuttavia giurisprudenza ha spesso rilevato che giudizio di addebito e risarcimento hanno “spazi di operatività” in comune
e) Domanda ex art. 709 ter c.p.c.: misure sanzionatorie all’inadempienze e/o violazioni in riferimento all’esercizio della potestà genitoriale ed alle modalità dell’affidamento: specifica domanda nelle more del procedimento al Giudice del medesimo (oppure Tribunale del luogo di residenza del minore se modifica ex 710 c.p.c.)
Adozione di misure coercitive indirette
Sebbene la norma sia inserita nell’ambito della separazione, ai sensi dell’art. 4 legge n. 54/06, si applica anche ai procedimenti di divorzio, di figli di genitori non coniugati (336 c.c.) e nei casi di filiazione.
f) Domanda di scioglimento comunione e restituzione somme: esclusione (chiarire ai clienti)
Il potere officioso del Giudice per i diritti indisponibili
Il doppio regime probatorio
possibilità di assunzione di mezzi istruttori d’ufficio anche nella fase presidenziale
che prove legittime nel processo civile possono essere in contrasto con la legge penale e con la tutela della riservatezza
Il principio della trasparenza e della semplificazione
La prima istruttoria si fa in studio
- per avere chiaro il quadro generale
- istruttoria già ben articolata può essere assai utile per il raggiungimento di un accordo
Bisogna quindi chiarire bene ai nostri assistiti - spesso reticenti a fornire informazioni e documenti - i termini e le preclusioni propri del procedimento, chiarire loro che il giudice può disporre mezzi di prova, già in fase presidenziale ed anche prima di emettere i provvedimenti provvisori
Le prove da allegare
- quadro dell’assetto patrimoniale di ciascuna delle parti, avendo riguardo non solo ai redditi, ma anche alla consistenza patrimoniale, alla capacità reddituale ed alla capacità patrimoniale (valutare anche il regime di proprietà della casa familiare)
che il parametro è il tenore di vita in costanza di matrimonio
Diritti disponibili: principio onere della prova e poteri officiosi del Giudice solo quando si deve decidere del mantenimento della prole minorenne (art. 155u.c c..c. e art. 155 sexies c.c.)
Raccogliere quindi quanti più elementi possibile per provare quanto detto
Informare il cliente circa le preclusioni processuali e circa le conseguenze circa la mancata allegazione (116 c.p.c.)
Chiarire bene con il cliente e procurare documentazione circa:
- regime patrimoniale ( se vi è rapporto di coniugio)
posizione patrimoniale e reddittuale del cliente ed anche di controparte
situazione patrimoniale comune
tenore di vita in costanza di matrimonio
regime di spesa
- capire se vi siano elementi di criticità reali e concreti e non delle mere proiezioni del cliente.
- capire se gli obiettivi che il cliente si propone siano legittimi e non in contrasto con il dettato normativo.
aiutare il cliente a comprendere quali siano gli obiettivi compatibili con il dettato normativo e quali siano gli aspetti rilevanti per l’idoneità genitoriale
invitare comunque il cliente a fornire tutta la documentazione idonea a provare il rapporto genitore/figlio e la qualità dello stesso
Ai fini del discernimento minore: pagelle, dichiarazioni educatori ed insegnanti
potere officioso del Giudice fin dalla fase presidenziale
rischi connessi ad alcune domande; in particolare chiarire i rischi che possono derivare dall’evidenziazione di alcune dinamiche personali, il cui rilievo può comportare l’intervento dei Servizi Sociali Territoriali
CTU sui figli coinvolgono sempre anche i genitori
audizione del minore non è atto istruttorio ma atto a tutela del minore – capacità discernimento infradodicenne)
ammessa la prova per testimoni, ma non l’interrogatorio formale
nella separazione va considerato che, ormai, l’intollerabilità della convivenza é ritenuta dalla giurisprudenza in re ipsa e non necessita di prova specifica
nel divorzio la conditio sine qua non per la proposizione della domanda è il decorso del termine di sei mesi o di un anno dall’udienza oltre alla definitività del provvedimento di separazione; questo è il caso più frequente e rilevante che non richiede prova specifica, ma può solo essere contestata dall’altro coniuge che eccepisca l’interruzione (art. 3 legge 898/1970).
• Interrogatorio formale di Controparte anche sulla base di fotografie e/o documenti depositati agli atti
• Prove testi anche sulla base di fotografie e/o documenti depositati agli atti
• Richiesta di CTU sulla consistenza patrimoniale con espressa richiesta di accesso all’Archivio Rapporti Finanziari
• Richiesta di indagini della Polizia Tributaria con espressa
richiesta di accesso all’Archivio Rapporti Finanziari
• Richiesta di autorizzazione a richiedere documenti
relativi alla Controparte (anche sanitari, oltre che
Bancari)
Attività e reddito mensile di entrambe le parti
Regime patrimoniale (se coniugati)
Beni mobili ed immobili in proprietà esclusiva di ciascuno
Beni immobili e mobili comuni
Eventuali apporti patrimoniali di terzi
Documentazione fiscale e bancaria
Tenore di vita: tipologia casa famigliare, vacanze, viaggi, hobbies, personale di servizio, baby sitter
Spiegare che alcuni elementi possono dedursi da altri documenti che non siano quelli strettamente fiscali
- Fare sempre le visure all’Agenzia del Territorio anche tramite Cassa Avvocati
Se beni gravati da mutuo deve essere acquisito anche il contratto di muto ed il piano di ammortamento
Se anche i beni non sono al momento inseriti a reddito, si calcola, ai fini della capacità patrimoniale, il valore locativo degli stessi
Se beni concessi in comodato a terzi, la circostanza deve essere documentata (contratto registrato, bollette utenze, dichiarazioni terzi)
2) BENIIMMOBILI IN COMUNIONE LEGALE O ORDINARIA
Verificare se acquisiti con risorse esclusive o prevalenti di una sola parte o della sua famiglia
Valutare l’eventuale restituzione della somme o dell’intestazione simulata o della donazione indiretta tra coniugi: anche se dette questioni e le relative domande esulano dai procedimenti di famiglia, appare opportuno tenere presente la loro rilevanza anche solo ai fini di un potenziale accordo
3) BENI MOBILI
- Rapporti bancari
- Conto titoli
- Prodotti finanziari
- Fidi e fideiussioni
Quanto ai predetti documenti: valutare in ogni caso l’utilizzabilità nel rispetto della tutela della riservatezza e della legge penale se sono intestai a controparte
Quote societarie (anche visure attraverso il sistema Teseo della Cassa o, comunque, alla competente CCIAA)
Bilanci e tutta la documentazione attestante la posizione del soggetto all’interno di società
4) MOBILI REGISTRATI
Visure al PRA anche a carico di società a cui spesso le stesse figurano intestate
Legittimo accesso alla documentazione relativa a detti beni (libretti di circolazione, ricevute tasse automobilistiche pagate …)
• tipologia della casa: mappa catastale, fotografie anche da google map, foto di interni ed esterni. Expertise di arredi di lusso (quadri, tappeti, mobili antichi), foto di occorrenze nella casa (e anche in locali ad hoc)
• viaggi e vacanze , foto dei viaggi o delle vacanze con le persone e le date, ricevute costi e/o dichiarazioni di terzi ;
• doni, foto di gioielli, possibilmente accompagnare da expertise e dichiarazione del gioielliere venditore di aver venduto – quando e a chi; stesso discorso se ci sono abiti o accessori di marca ;
• hobby, fotografie di collezioni ;
• disponibilità di beni di lusso: imbarcazioni anche se intestate a terzi (si prova la
con fotografie e dichiarazioni di terzi
disponibilità di fringe benefits
• Infedeltà:
Prove testimoniali su circostanze ben specificate
Relazioni investigative (nei limiti leciti)
Prove eventuale danni (psicofisico e/o immagine)
• Violenza:
– Certificazioni di pronto soccorso
– Prove testimoniali anche de relato
– Sostanziale irrilevanza delle querele, ma servono per comprovare la serietà dei propri assunti
b) Se disposta a tutela di diritti disponibili
soggiace al principio dispositivo
non esonera le parti dall’onere della prova (Cass. 6 giugno 2003, n. 9060; Cass. 10 dicembre 2002, n. 17555)
Tuttavia Suprema Corte (Cass. 17 maggio 2005,n. 10344; Cass. 7 marzo 2006, n. 4872; Cass. 18 giugno 2008, n. 16575; Cass. n. 4551 del 2012): principio dispositivo attenuato: Giudice può disporre CTU d’ufficio quando la parte non abbia potuto provare compiutamente i propri assunti
Non si ha alcuna istruttoria poiché la storia della relazione tra soggetti non coniugati non ha alcun rilievo a meno che non si rifletta sulla idoneità genitoriale e quindi sul regime di affidamento/mantenimento prole
Solo in tale ultimo caso, pertanto, sarà necessario procedere alle relative ed idonee istanze tenendo conto che nella fattispecie si tratta di procedimenti in Camera di Consiglio
Tar Lazio, sent. 2.12.2010 n. 35020
il coniuge ha diritto ad avere copia dei modelli CUD
dell’altro, poiché l’entità del reddito percepito dal coniuge
non costituisce un dato sensibile, non rientrando nella
espressia elencazione contenuta nell’articolo 4, comma
1, del decreto legislativo n. 196/2003.
Tar Palermo, sent. 3.3.2009 n. 452
Il coniuge ha diritto di accesso alle dichiarazioni dei redditi
dell’altro, considerato che, non investendo la
conoscenza di dati sensibili, la tutela della riservatezza
deve recedere rispetto al diritto di accesso vantato dal
coniuge richiedente tale documentazione
Tar Palermo, sent. 15.12.2010 n. 14304
Il coniuge ha accesso agli atti di liquidazione dei compensi
corrisposti al coniuge da una società chiamata
all’espletamento di un servizio pubblico.
Commissione per l’accesso ai documenti
amministrativi, decisione del 24 febbraio 2009,
in www.commissioneaccesso.it
L’ex coniuge può avere accesso alle buste paga dell’altro,perché non coinvolge la conoscenza di dati sensibili, ma solo di dati patrimoniali accessibili
• Tar Bari, sentenza 6 febbraio 2006 n. 325
Il genitore ha accesso alle dichiarazioni dei redditi del figlio
maggiorenne, poiché, nel bilanciamento delle confliggenti posizioni,
va data prevalenza a quella del genitore che, provando una
sufficiente situazione reddituale della prole, può ottenere la
cessazione del suo obbligo di mantenimento
Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi,
decisione del 17 maggio 2007,nonché parere del 17 giugno 2010.
il coniuge ha diritto di acquisire l’estratto conto contributivo dell’altroconiuge, al fine di dimostrare che la moglie svolgeva un’attivitàlavorativa e percepiva un reddito
Relazioni dei Servizi Sociali :
TAR del Lazio, Sez. Roma II, con sentenza
del 18.01.2010, n. 395
il genitore non affidatario del minore può esercitare
legittimamente il diritto di accesso a tutti i documenti
amministrativi che riguardano il figlio, compresi quelli dai
quali si potrebbero riscontrare dati sensibili riferiti a terzi
conviventi col genitore affidatario, non rilevando
l’opposizione all’ostensione da parte di quest’ultimo
• E’, invero, pacifico che l'interesse alla riservatezza, pure tutelato
dalla normativa mediante una limitazione del diritto di accesso (art.
24, comma 6, lett. d della l. n. 241 del 1990), recede quando
l'accesso stesso sia esercitato, come in tal caso, per la difesa di un
interesse giuridico, nei limiti in cui esso è necessario alla difesa di
quell'interesse. Inoltre in tema di accesso, la mancanza del
consenso del controinteressato non è motivo sufficiente a denegare
il procedimento, atteso che la normativa in materia (art. 25, commi 2
e 3 della legge n. 241 del 1990; art. 3, comma 2 del d. p. r. n. 184 d
el 2006) non rende i controinteressati arbitri assoluti delle richieste
che li riguardino.
• La pretesa del padre di avere notizie sul profitto,
sull’inserimento scolastico e sull’impegno dei due figli,
sugli istituti di iscrizione, nonché di disporre delle relative
risultanze documentali si collega, in via astratta,
all’autonoma potestà del genitore non affidatario (il cui
esercizio è qualificato dall’art. 155 c.c. come doveroso)
di vigilare sui livelli di istruzione e di apprendimento dei
figli e non implica, sul piano sociale, momenti di
convivenza caratterizzati da contatti fisico-affettivi.
• Le relazioni dell’assistente sociale che
all’espletamento dell’affidamento di
un minore dal Tribunale per i minorenni in capo
al Comune e che siano state elaborate nel corso
di esso possono essere rilasciate in copia ai
genitori. Viceversa, le relazioni elaborate in
occasione dell’indagine preliminare in risposta a
richieste istruttorie del P.M. non sono ostensibili
in quanto coperti dal segreto istruttorio.
DATO ATTO DELLA DOCUMENTAZIONE CHE POSSIAMO ACQUISIRE TRAMITE L’ESERCIZIO DEL DIRITTO ALL’ACCESSO DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI, A QUALE SORTE VANNO INCONTRO I DATI TRATTATI IN VIOLAZIONE DELLE DISPOSIZIONI SU INDICATE ?
Sancisce l’inutilizzabilità di tutti quei dati trattati in violazione delle norme di cui al Testo Unico in esame .
Tuttavia in relazione alla possibilità di utilizzazione di tali dati in ambito giudiziario il legislatore ha introdotto una disciplina particolare prevista dall’art. 160 c. 6 T.U. PRIVACY
LE PROVE TESTIMONIALI
Premessa la scrematura dei fatti, evidenziando solamente quelli utili ai fini della decisione
Premessa la necessità di forma chiara e sintetica così da favorire lo studio della controversia
Formulazione di pochi ed essenziali capitoli di prova: solo quelli (anche uno solo, se del caso) che consentano al Giudice di focalizzare la fattispecie) e che non consentano una contestazione d i genericità e irrilevanza
Evitare circostanza valutative (tendenza usuale nella materia per assecondare esigenza psicologica del cliente)
- “Vero che il minore ha un ottimo rapporto con la madre”
“Vero che la casa di abitazione del padre è mal curata, sporca e non adeguata alle esigenze dei figli minori”
“Vero che in costanza di matrimonio i coniugi conducevano una vita agiata, frequentando ristoranti costosi e luoghi di vacanza a cinque stelle e acquistando beni voluttuari di lusso ”
Non abbondare nell’uso di avverbi ed aggettivi
Dare sempre riferimenti temporali e di luogo (es: “vero che il giorno … in località …)
Domandare al teste un fatto specifico e non di riferimento (es: “vero che ho visto il signor XXX fare … “)
Fare espresso riferimento ai documenti agli atti ma non dedurre capitoli inutili se documenti prodotto è già eloquente
Non formulare circostanze negative
Suddividere capitolazione per argomenti
(es: 1) “In merito all’assegno in favore coniuge” 2) “In merito all’addebito della separazione” 3) “In merito al contributo al mantenimento dei figli minori” ….)
Indicare per ciascun capitolo di prova i testi di riferimento (indicare solo i testimoni effettivamente informati su quella specifica circostanza)
Contestare l’ammissibilità e/o la rilevanza dei capitoli di prova dedotti ex adverso con poche, essenziali considerazioni in diritto (es: “I 50 capitoli dedotti da controparte potrebbero essere ridotti a tre, solo se ci si fosse ricordati che per giurisprudenza pacifica le violazioni dei doveri sanciti dall’art. 143 c.c. rilevano solo se effettiva causa della fine del rapporto coniugale”
Riepilogare poi per argomenti (schema riepilogativo con indicazione dei capitoli da eventualmente salvare)
Non ci si può comunque esimere alla fine da una valutazione dettagliata con contestazione singola
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