Source: https://www.miloascensori.it/condominio/norme-e-leggi-sugli-ascensori/
Timestamp: 2018-12-19 11:21:06+00:00
Document Index: 183147603

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 3']

Norme e leggi sugli ascensori - Milo Patruno Ascensori
D.M. 586/1987
D.P.R. 214/2010
HomeIl CondominioNorme e leggi sugli ascensori
LEGGI SUGLI ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI
Nel mondo degli ascensori ci sono due tipi di figure che si presentano come necessarie per il rispetto delle leggi italiane ed europee:
1. Il manutentore per la gestione dell’impianto (dalla manutenzione preventiva all’assistenza in caso di guasti o altri problemi annessi);
2. L’Organismo Notificato abilitato alle verifiche ispettive biennali. Le visite vengono effettuate da ingegneri qualificati e abilitati e presenti nelle liste del Ministero dello Sviluppo Economico.
Entrambe le figure devono essere scelte dal legale rappresentante dell’impianto e comunicate all’ufficio comunale competente.
Durante le visite ispettive, ci deve essere la presenza dell’ispettore dell’Organismo Notificato e il manutentore che accompagna l’ingegnere per dargli accesso all’impianto.
Di seguito riportiamo alcune delle leggi più importanti che regolano il settore degli ascensori.
Decreto Ministeriale 28 novembre 1987, n. 586
ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA N. 84/528/CEE RELATIVA AGLI APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO E DI MOVIMENTAZIONE E LORO ELEMENTI COSTRUTTIVI
Art. 1 – 1.1. Il presente decreto fissa le norme di attuazione della direttiva n. 84/528/CEE relativa agli apparecchi di sollevamento e di movimentazione e loro elementi costruttivi di cui all’art. 1 della direttiva medesima, che a forza di legge ai sensi dell’art. 14 della legge 16 aprile 1987, n. 183. 1.2. La direttiva n. 84/528/CEE viene pubblicata unitamente al presente decreto.
Art. 2 – 2.1. La funzione di omologazione CEE viene esercitata dagli organi statali competenti in materia. 2.2. Tali organi provvedono al rilascio, il diniego, alla sospensione ed alla revoca della omologazione CEE secondo le condizioni, forme, modalità e procedure stabilite dagli articoli 5, 6 e 7 e dagli allegati I e III della direttiva n. 84/528/CEE.
2.3. Essi provvedono altresì a vigilare sulla conformità della fabbricazione delle attrezzature al tipo certificato, disponendo ove, del caso, controlli presso l’azienda produttrice.
Art. 3 – 3.1. L’organismo che chiede di essere autorizzato al rilascio dei certificati CEE su istanza al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato che provvede alla relativa istruttoria. 3.2. L’autorizzazione di cui al comma precedente è rilasciata con decreto dei Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della sanità, del lavoro e della previdenza sociale.
3.3. Gli organismi autorizzati provvedono al rilascio, al diniego, alla sospensione e alla revoca della certificazione CEE secondo le condizioni, le forme, le modalità e le procedure stabilite dagli articoli 11 e 12 e dagli allegati I e III della direttiva 84/528/CEE ed effettuano il controllo CEE per i prodotti da loro certificati secondo le modalità e procedure previste dagli articoli 16 e 18 della citata direttiva, adottando i conseguenti provvedimenti ai sensi dell’art. 19.
3.4. Gli stessi organismi possono essere autorizzati con decreto dei Ministri di cui al comma 2 ad affidare ad uno o più laboratori l’esecuzione delle prove indicate all’art. 13, paragrafo 2, della direttiva.
Art. 4 – 4.1. L’attività degli organismi autorizzati ad effettuare la certificazione CEE è sottoposta alla vigilanza ed al controllo delle amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 2, ciascuna delle quali secondo le rispettive competenze, in caso di constatate irregolarità, può sospendere l’autorizzazione a dettare le prescrizioni che ritiene opportune dandone immediata comunicazione alle altre amministrazioni.
4.2. Con decreto dei Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della sanità, del lavoro e della previdenza sociale l’autorizzazione è revocata qualora l’organismo autorizzato non sia più in possesso dei requisiti minimi di cui all’allegato II della direttiva n. 84/528/CEE o non si sia adeguato alle prescrizioni imposte. 4.3. In caso di revoca l’autorizzazione del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con gli altri Ministri interessati annulla i certificati CEE rilasciati indebitamente e adotta le misure opportune per garantire la continuità dell’assolvimento degli obblighi e dei doveri risultanti dai certificati CEE rilasciati dall’organismo prima della revoca dell’autorizzazione.
Art. 5 – 5.1. A tutti gli impedimenti in materia di trasmissione di atti, comunicazione, e informazione nei confronti della commissione CEE e degli altri Stati CEE previsti dalla direttiva provvede il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, per il tramite del Ministero degli affari esteri. 5.2. Gli elenchi a tutti gli organismi autorizzati nella Comunità Europea e le successive modifiche sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale a cura del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.Art. 6 – 6.1. Qualora le irregolarità di cui all’art. 12 della direttiva n. 84/528/CEE siano accertate per esemplari di attrezzatura il cui certificato CEE è stato rilasciato in un altro Stato membro della Comunità economica europea, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato ne informa lo Stato medesimo, per il tramite del Ministero degli affari esteri, affinché diffidi l’organismo autorizzato a prendere le misure previste dall’art. 12 della direttiva e, in caso di contestazione, la commissione delle Comunità europee.
Art. 7 – 7.1. Gli organismi autorizzati debbono comunicare alle amministrazioni competenti il rilascio, il diniego, la sospensione e la revoca della certificazione CEE. Essi trasmettono, ove richiesti, la documentazione di cui all’art. 17, paragrafo 2, della direttiva al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che ne cura l’inoltro ai richiedenti per il tramite del Ministero degli affari esteri.
Art. 8 – 8.1. È vietato l’uso di iscrizioni o contrassegni che possono comunque creare confusione con il marchio CEE.
Art. 9 – 9.1. Le domande di omologazione CEE e di certificazione CEE e la relativa documentazione sono redatte in lingua italiana.
Art. 10 – 10.1. Qualora un apparecchio di sollevamento o di movimentazione e/o un elemento costruttivo, pur conforme alle prescrizioni della direttiva e delle direttive particolari che lo riguardano, presenti un pericolo per la sicurezza e/o per la salute, i Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della sanità, del lavoro e della previdenza sociale possono, ciascuno nell’ambito della propria competenza, con decreto motivato da comunicare alle altre amministrazioni interessate, provvisoriamente vietare o sottoporre a speciali condizioni la sua immissione in commercio e la sua utilizzazione.
Art. 11 – 11.1. Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
D.M. 236/1989 - Per il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche
Il D.M. 236 del 14 giugno 1989 emana le prescrizioni tecniche per garantire l’accessibilità delle persone con disabilità al fine di abbattere le barriere architettoniche. Il sopracitato D.M. 236/89 si riferisce ad ogni tipo di impianto/locale che deve essere adattato per le garantire l’accessibilità a tutti.
Nello specifico riportiamo la norma che riguarda il campo degli ascensori, mentre per visualizzare tutto il D.M. clicca qui.
8.1.12. Ascensore.
a) Negli edifici di nuova edificazione, non residenziali, l’ascensore deve avere le seguenti caratteristiche: cabina di dimensioni minime di 1,40 m di profondità e 1,10 m di larghezza; porta con luce netta minima di 0,80 m, posta sul lato corto; piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 1,50 × 1,50 m.
b) Negli edifici di nuova edificazione residenziali l’ascensore deve avere le seguenti caratteristiche: cabina di dimensioni minime di 1,30 m di profondità e 0,95 m di larghezza; porta con luce netta minima di 0,80 m posta sul lato corto; piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 1,50 × 1,50 m.
c) L’ascensore in caso di adeguamento di edifici preesistenti, ove non sia possibile l’installazione di cabine di dimensioni superiori, può avere le seguenti caratteristiche:
cabina di dimensioni minime di 1,20 m di profondità e 0,80 m di larghezza; porta con luce netta minima di 0,75 m posta sul lato corto; piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 1,40 × 1,40 m.
Le porte di cabina e di piano devono essere del tipo a scorrimento automatico. Nel caso di adeguamento la porta di piano può essere del tipo ad anta incernierata purché dotata di sistema per l’apertura automatica. In tutti i casi le porte devono rimanere aperte per almeno 8 secondi e il tempo di chiusura non deve essere inferiore a 4 sec.
L’arresto ai piani deve avvenire con autolivellamento con tolleranza massima ± 2 cm. Lo stazionamento della cabina ai piani di fermata deve avvenire con porte chiuse. La bottoniera di comando interna ed esterna deve avere i bottoni ad una altezza massima compresa tra 1,10 e 1,40 m; per ascensori del tipo a), b) e c) la bottoniera interna deve essere posta su una parete laterale ad almeno cm 35 dalla porta della cabina. Nell’interno della cabina, oltre al campanello di allarme, deve essere posto un citofono ad altezza compresa tra 1,10 m e 1,30 m e una luce d’emergenza con autonomia minima di h. 3 I pulsanti di comando devono prevedere la numerazione in rilievo e le scritte con traduzione in Braille: in adiacenza alla bottoniera esterna deve essere posta una placca di riconoscimento di piano in caratteri Braille. Si deve prevedere la segnalazione sonora dell’arrivo al piano e, ove possibile, l’installazione di un sedile ribaltabile con ritorno automatico. 8.1.13. Servoscala e piattaforme elevatrici. Servoscala: per servoscala si intende un’apparecchiatura costituita da un mezzo di carico opportunamente attrezzato per il trasporto di persone con ridotta o impedita capacità motoria, marciante lungo il lato di una scala o di un piano inclinato e che si sposta, azionato da un motore elettrico, nei due sensi di marcia vincolato a guida/e. I servoscala si distinguono nelle seguenti categorie:
a) pedana servoscala: per il trasporto di persona in piedi; b) sedile servoscala: per il trasporto di persona seduta; c) pedana servoscala a sedile ribaltabile: per il trasporto di persona in piedi o seduta; d) piattaforma servoscala a piattaforma ribaltabile: per il trasporto di persona su sedia a ruote; e) piattaforma servoscala a piattaforma e sedile ribaltabile: per il trasporto di persona su sedia a ruote o
persona seduta. I servoscala sono consentiti in via alternativa ad ascensori e, preferibilmente, per superare differenze di quota non superiori a m 4. Nei luoghi aperti al pubblico e di norma nelle parti comuni di un edificio, i servoscala devono consentire il superamento del dislivello anche a persona su sedia a ruote: in tal caso, allorquando la libera visuale tra persona su piattaforma e persona posta lungo il percorso dell’apparecchiatura sia inferiore a m 2, è necessario che l’intero spazio interessato dalla piattaforma in movimento sia protetto e delimitato da idoneo parapetto e quindi l’apparecchiatura marci in sede propria con cancelletti automatici alle estremità della corsa. In alternativa alla marcia in sede propria è consentita marcia con accompagnatore lungo tutto il percorso con comandi equivalenti ad uso dello stesso, ovvero che opportune segnalazioni acustiche e visive segnalino l’apparecchiatura in movimento.
In ogni caso i servoscala devono avere le seguenti caratteristiche: Dimensioni:
per categoria a) pedana non inferiore a cm 35 × 35;
per categoria b) e c) sedile non inferiore a cm 35 × 40, posto a cm 40-50 da sottostante predellino per appoggio piedi di dimensioni non inferiori a cm 30 × 20;
per categoria d) ed e) piattaforma (escluse costole mobili) non inferiore a cm 70 × 75 in luoghi aperti al pubblico.
Portata: per le categorie a), b) e c) non inferiore a kg 100 e non superiore a kg 200; per le categorie d) ed e) non inferiore a kg 150, in luoghi aperti al pubblico, e 130 negli altri casi.
Velocità: massima velocità riferita a percorso rettilineo 10 cm/sec.
Comandi: sia sul servoscala che al piano devono essere previsti comandi per salita-discesa e chiamata-rimando
posti ad un’altezza compresa tra cm 70 e cm 110. È consigliabile prevedere anche un collegamento per comandi volanti ad uso di un accompagnatore lungo il percorso. Ancoraggi:
gli ancoraggi delle guide e loro giunti devono sopportare il carico mobile moltiplicato per 1,5. Sicurezze elettriche:
tensione massima di alimentazione V 220 monofase (preferibilmente V 24 cc.); tensione del circuito ausiliario: V 24; interruttore differenziale ad alta sensibilità (30 mA); isolamenti in genere a norma CEI;
messa a terra di tutte le masse metalliche; negli interventi di ristrutturazione è ammessa, in alternativa, l’adozione di doppi isolamenti. Sicurezze dei comandi:
devono essere del tipo «uomo presente» e protetti contro l’azionamento accidentale in modo meccanico oppure attraverso una determinata sequenza di comandi elettrici; devono essere integrati da interruttore a chiave estraibile e consentire la possibilità di fermare l’apparecchiatura in movimento da tutti i posti di comando;
i pulsanti di chiamata e rimando ai piani devono essere installati quando dalla posizione di comando sia possibile il controllo visivo di tutto il percorso del servoscala ovvero quando la marcia del servoscala avvenga in posizione di chiusura a piattaforma ribaltata. Sicurezze meccaniche: devono essere garantite le seguenti caratteristiche:
a) coefficiente di sicurezza minimo: K = 2 per parti meccaniche in genere ed in particolare: per traino a fune (sempre due indipendenti) K = 6 cad.; per traino a catena (due indipendenti K = 6 cad. ovvero una K = 10); per traino pignone cremagliera o simili K = 2;
per traino ad aderenza K = 2; b) limitatore di velocità con paracadute che entri in funzione prima che la velocità del mezzo mobile superi
di 1,5 volte quella massima ed essere tale da comandare l’arresto del motore principale consentendo l’arresto del mezzo mobile entro uno spazio di cm 5 misurato in verticale dal punto corrispondente all’entrata in funzione del limitatore;
c) freno mediante dispositivi in grado di fermare il mezzo mobile in meno di cm 8 misurati lungo la guida, dal momento della attivazione. Sicurezza anticaduta:
per i servoscala di tipo a), b), c) si devono prevedere barre o braccioli di protezione (almeno uno posto verso il basso) mentre per quelli di tipo d) ed e) oltre alle barre di cui sopra si devono prevedere bandelle o scivoli ribaltabili di contenimento sui lati della piattaforma perpendicolari al moto.
Le barre, le bandelle, gli scivoli ed i braccioli durante il moto devono essere in posizione di contenimento della persona e/o della sedia a ruote.
Lo scivolo che consente l’accesso o l’uscita dalla piattaforma scarica o a pieno carico deve raccordare la stessa al calpestio mediante una pendenza non superiore al 15%. Sicurezza di percorso:
lungo tutto il percorso di un servoscala lo spazio interessato dall’apparecchiatura in movimento e quello interessato dalla persona utilizzatrice, deve essere libero da qualsiasi ostacolo fisso o mobile quali porte, finestre, sportelli, intradosso, solai sovrastanti ecc. Nei casi ove non sia prevista la marcia in sede propria del servoscala, dovranno essere previste le seguenti sicurezze:
sistema anticesoiamento nel moto verso l’alto da prevedere sul bordo superiore del corpo macchina e della piattaforma;
sistema antischiacciamento nel moto verso il basso interessante tutta la parte al di sotto del piano della pedana o piattaforma e del corpo macchina;
sistema antiurto nel moto verso il basso da prevedere in corrispondenza del bordo inferiore del corpo macchina e della piattaforma. Piattaforme elevatrici. Le piattaforme elevatrici per superare dislivelli, di norma, non superiori a ml 4, con velocità non superiore a 0,1 m/s, devono rispettare, per quanto compatibili, le prescrizioni tecniche specificate per i servoscala.
Le piattaforme ed il relativo vano corsa devono avere opportuna protezione ed i due accessi muniti di cancelletto. La protezione del vano corsa ed il cancelletto del livello inferiore devono avere altezza tale da non consentire il raggiungimento dello spazio sottostante la piattaforma, in nessuna posizione della stessa.
La portata utile minima deve essere di kg 130. Il vano corsa deve avere dimensioni minime pari a m 0,80 × 1,20. Se le piattaforme sono installate all’esterno, gli impianti devono risultare protetti dagli agenti atmosferici. 8.1.14. Autorimesse. Le autorimesse singole e collettive, ad eccezione di quelle degli edifici residenziali per i quali non è obbligatorio l’uso dell’ascensore e fatte salve le prescrizioni antincendio, devono essere servite da ascensori o altri mezzi di sollevamento, che arrivino alla stessa quota di stazionamento delle auto, ovvero essere raccordate alla quota di arrivo del mezzo di sollevamento, mediante rampe di modesto sviluppo lineare ed aventi pendenza massima pari all’8%. Negli edifici aperti al pubblico devono essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a m 3,20, da riservarsi gratuitamente agli eventuali veicoli al servizio di persone disabili. Nella quota parte di alloggi di edilizia residenziale pubblica immediatamente accessibili di cui al precedente art. 3 devono essere previsti posti auto con le caratteristiche di cui sopra in numero pari agli alloggi accessibili. Detti posti auto opportunamente segnalati sono ubicati in prossimità del mezzo di sollevamento ed in posizione tale da cui sia possibile in caso di emergenza raggiungere in breve tempo un “luogo sicuro statico”, o una via di esodo accessibile. Le rampe carrabili e/o pedonali devono essere dotate di corrimano.
Nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 7 settembre 1995 L213, è stata pubblicata la Direttiva Europea 95/16/CE che a marzo 1998 deve ancora essere recepita dallo Stato Italiano. La Direttiva si applica agli ascensori intesi come “apparecchi che collegano piani definiti mediante una cabina che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione sull’orizzontale è superiore a 15 gradi, destinata al trasporto:
– di persone, – di persone e cose, – soltanto di cose se la cabina è accessibile, ossia se una persona può entrarvi senza difficoltà, e munita di comandi situati al suo interno o alla portata di una persona che si trovi al suo interno”.
– gli impianti a fune, comprese le funicolari, per il trasporto pubblico o non pubblico di persone; – gli ascensori specialmente progettati e costruiti per scopi militari o per mantenere l’ordine; – gli ascensori al servizio di pozzi miniera; – gli elevatori di scenotecnica; – gli ascensori installati in mezzi di trasporto; – gli ascensori collegati a una macchina e destinati esclusivamente all’accesso al posto di lavoro; – i treni a cremagliera; – gli ascensori da cantiere.
La Direttiva definisce la procedura di valutazione della conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza e le regole per la marcatura CE. Per garantire la conformità del prodotto alla Direttiva, l’installatore può decidere di eseguire l’analisi dei rischi riferita ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all’allegato I della Direttiva stessa, oppure di seguire il contenuto delle norme tecniche del CEN armonizzate; nel caso della 95/16/CE le prime norme armonizzate disponibili sono state la EN 81.1 (versione 1997) e la EN 81.2 (versione 1997).
D.M. n° 586 D.M. n° 587
Tali decreti sono entrati in vigore il quindicesimo giorno dalla pubblicazione, il 9 aprile 1988, fornendo la nuova disciplina normativa recepita dalla legislazione italiana su questo argomento.
Per leggere il testo completo della Direttiva 95/16/CE clicca qui.
Nuovo DPR 214/2010 in sostituzione del DPR 162/1999
Il seguente atto è in versione non integrale. Per la versione completa clicca qui.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010 , n. 214
Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, per la parziale attuazione della Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e che modifica la Direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori. (10G0233)
87, comma quinto, della Costituzione; 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 16 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17;
Visto l’articolo Visto l’articolo Visto l’articolo Vista la direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2008 ed in particolare l’articolo 1, l’allegato B, e gli articoli 2, 3 e 4;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 1994 ed in particolare l’articolo 47 che disciplina gli aspetti finanziari relativi alle attivita’ amministrative finalizzate alla marcatura CE;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, concernente regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonche’ della relativa licenza di esercizio;
Sentita la Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 12 aprile 2010;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 30 luglio 2010;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, degli affari esteri, della giustizia e dell’economia e delle finanze;
1. Con il presente regolamento si provvede alle necessarie modifiche del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, conseguenti alle modifiche della direttiva 95/16/CE del 29 giugno 1995, in materia di ascensori, operate dalla direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006.2. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 11, le successive modifiche degli allegati al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, in attuazione di direttive comunitarie, sono adottate con decreto del Ministro dello sviluppo economico, ai sensi dell’articolo 13 della legge 4 febbraio 2005, n. 11.
Modifiche all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. L’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 1 (Ambito di applicazione). – 1. Le norme del presente regolamento si applicano agli ascensori, in servizio permanente negli edifici e nelle costruzioni, nonche’ ai componenti di sicurezza, utilizzati in tali ascensori ed elencati nell’allegato IV.
2. Gli apparecchi di sollevamento che si spostano lungo un percorso perfettamente definito nello spazio, pur non spostandosi lungo guide rigide, sono considerati apparecchi che rientrano nel campo d’applicazione del presente regolamento.
3. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento: a) gli apparecchi di sollevamento la cui velocita’ di spostamento
non supera 0,15 m/s, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 11; b) gli ascensori da cantiere; c) gli impianti a fune, comprese le funicolari; d) gli ascensori appositamente progettati e costruiti a fini
militari o di mantenimento dell’ordine; e) gli apparecchi di sollevamento dai quali possono essere
effettuati lavori; f) gli ascensori utilizzati nei pozzi delle miniere; g) gli apparecchi di sollevamento destinati al sollevamento di
artisti durante le rappresentazioni; h) gli apparecchi di sollevamento installati in mezzi di
trasporto; i) gli apparecchi di sollevamento collegati ad una macchina e
destinati esclusivamente all’accesso ai posti di lavoro, compresi i punti di manutenzione e ispezione delle macchine;
l) i treni a cremagliera; m) le scale mobili e i marciapiedi mobili.».
Modifiche all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. L’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 2 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
a) ascensore: un apparecchio di sollevamento che collega piani definiti, mediante un supporto del carico e che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione sull’orizzontale e’ superiore a 15 gradi, destinato al trasporto:
1) di persone, 2) di persone e cose, 3) soltanto di cose, se il supporto del carico e’ accessibile,
ossia se una persona puo’ entrarvi senza difficolta’, ed e’ munito di comandi situati all’interno del supporto del carico o a portata di una persona all’interno del supporto del carico;
b) montacarichi: un apparecchio di sollevamento a motore, di portata non inferiore a 25 kg, che collega piani definiti mediante un supporto del carico che si sposta lungo guide rigide, o che si sposta lungo un percorso perfettamente definito nello spazio, e la cui inclinazione sull’orizzontale e’ superiore a 15 gradi, destinato al trasporto di sole cose, inaccessibile alle persone o, se accessibile, non munito di comandi situati all’interno del supporto del carico o a portata di una persona all’interno del supporto del carico;
c) supporto del carico: la parte dell’ascensore o del montacarichi che sorregge le persone e/o le cose per sollevarle o abbassarle;
d) installatore dell’ascensore: il responsabile della progettazione, della fabbricazione, dell’installazione e della commercializzazione dell’ascensore, che appone la marcatura CE e redige la dichiarazione CE di conformita’;
e) commercializzazione di un ascensore: ha luogo allorche’ l’installatore mette per la prima volta l’ascensore a disposizione dell’utente;
f) commercializzazione di un componente di sicurezza: la prima immissione sul mercato dell’Unione europea, a titolo oneroso o gratuito, di un componente di sicurezza per la sua distribuzione o impiego;
g) componenti di sicurezza: i componenti elencati nell’allegato
h) fabbricante dei componenti di sicurezza: il responsabile della progettazione e della fabbricazione dei componenti di sicurezza, che appone la marcatura CE e redige la dichiarazione CE di conformita’;
i) ascensore modello: un ascensore rappresentativo la cui documentazione tecnica indica come saranno rispettati i requisiti essenziali di sicurezza negli ascensori derivati dall’ascensore modello, definito in base a parametri oggettivi e che utilizza componenti di sicurezza identici. Nella documentazione tecnica sono chiaramente specificate, con indicazione dei valori massimi e minimi, tutte le varianti consentite tra l’ascensore modello e quelli derivati dallo stesso. E’ permesso dimostrare con calcoli o in base a schemi di progettazione la similarita’ di una serie di dispositivi o disposizioni rispondenti ai requisiti essenziali di sicurezza;
l) messa in esercizio: la prima utilizzazione dell’ascensore o del componente di sicurezza;
m) modifiche costruttive non rientranti nell’ordinaria o straordinaria manutenzione, in particolare:
1) il cambiamento della velocita’; 2) il cambiamento della portata; 3) il cambiamento della corsa; 4) il cambiamento del tipo di azionamento, quali quello
idraulico o elettrico; 5) la sostituzione del macchinario, del supporto del carico con
la sua intelaiatura, del quadro elettrico, del gruppo cilindro-pistone, delle porte di piano, delle difese del vano e di altri componenti principali;
n) norme armonizzate: le disposizioni di carattere tecnico adottate dagli organismi di normazione europea su mandato della Commissione europea e da quest’ultima approvate, i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee e trasposte in una norma nazionale;
o) ascensori e montacarichi in servizio privato: gli ascensori, montacarichi e apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0,15 m/s installati in edifici pubblici o privati, a scopi ed usi privati, anche se accessibili al pubblico.».
Modifiche all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. L’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 11 (Ambito di applicazione). – 1. Le disposizioni del presente capo si applicano agli ascensori e ai montacarichi in servizio privato, nonche’ agli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0,15 m/s, in servizio privato.
2. Le disposizioni di cui al presente capo, non si applicano agli ascensori, ai montacarichi e agli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0,15 m/s:
a) per miniere e per navi; b) aventi corsa inferiore a 2 m; c) azionati a mano; d) che non sono installati stabilmente; e) che sono montacarichi con portata pari o inferiore a 25 kg.”.
Modifiche all’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. L’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 12 (Messa in esercizio degli ascensori e montacarichi in servizio privato). – 1. La messa in esercizio degli ascensori, montacarichi e apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0,15 m/s, non destinati ad un servizio pubblico di trasporto, e’ soggetta a comunicazione, da parte del proprietario o del suo legale rappresentante, al comune competente per territorio o alla provincia autonoma competente secondo il proprio statuto.
2. La comunicazione di cui al comma 1, da effettuarsi entro dieci giorni dalla data della dichiarazione di conformita’ dell’impianto di cui all’articolo 6, comma 5, del presente regolamento ovvero all’articolo 3, comma 3, lettera e), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, contiene:
a) l’indirizzo dello stabile ove e’ installato l’impianto;
b) la velocita’, la portata, la corsa, il numero delle fermate e il tipo di azionamento;
c) il nominativo o la ragione sociale dell’installatore dell’ascensore o del fabbricante del montacarichi o dell’apparecchio di sollevamento rispondente alla definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0,15 m/s, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17;
d) la copia della dichiarazione di conformita’ di cui all’articolo 6, comma 5, del presente regolamento ovvero all’articolo 3, comma 3, lettera e), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17;
e) l’indicazione della ditta, abilitata ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, cui il proprietario ha affidato la manutenzione dell’impianto;
f) l’indicazione del soggetto incaricato di effettuare le
ispezioni periodiche sull’impianto, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, che abbia accettato l’incarico.
3. L’ufficio competente del comune assegna all’impianto, entro trenta giorni, un numero di matricola e lo comunica al proprietario o al suo legale rappresentante dandone contestualmente notizia al soggetto competente per l’effettuazione delle verifiche periodiche.
4. Quando si apportano le modifiche costruttive di cui all’articolo 2, comma 1, lettera m), il proprietario, previo adeguamento dell’impianto, per la parte modificata o sostituita nonche’ per le altre parti interessate alle disposizioni del presente regolamento, invia la comunicazione di cui al comma 1 al comune competente per territorio nonche’ al soggetto competente per l’effettuazione delle verifiche periodiche.
5. E’ fatto divieto di porre o mantenere in esercizio impianti per i quali non siano state effettuate, ovvero aggiornate a seguito di eventuali modifiche, le comunicazioni di cui al presente articolo.
6. Ferme restando in capo agli organi competenti le funzioni di controllo ad essi attribuite dalla normativa vigente, e fatto salvo l’eventuale accertamento di responsabilita’ civile, nonche’ penale a carico del proprietario dell’immobile e/o dell’installatore e/o del fabbricante, il comune ordina l’immediata sospensione del servizio in caso di inosservanza degli obblighi imposti dal presente regolamento.
7. Gli organi deputati al controllo sono tenuti a dare tempestiva comunicazione al comune territorialmente competente dell’inosservanza degli obblighi imposti dal presente regolamento rilevata nell’esercizio delle loro funzioni.».
Modifiche all’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. All’articolo 13, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, le parole: «degli ascensori e montacarichi» sono sostituite dalle seguenti: «degli ascensori, dei montacarichi e degli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0,15 m/s».
Modifiche all’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. All’articolo 14, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, la parola: «ascensore» e’ sostituita con la parola: «impianto».
2. All’articolo 14, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, le parole «lettera i)» sono sostituite dalle seguenti: «lettera m)».
Modifiche all’articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. All’articolo 15, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, le parole: «dell’ascensore o del montacarichi» sono sostituite dalle seguenti: «degli ascensori, dei montacarichi e degli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0,15 m/s».
2. All’articolo 15, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, la parola: «ascensori» e’ sostituita dalle seguenti: «ascensori, compresi gli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0.15 m/s,».
Modifiche all’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. L’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 16 (Libretto e targa). – 1. I verbali dalle verifiche periodiche e straordinarie debbono essere annotati o allegati in apposito libretto che, oltre ai verbali delle verifiche periodiche e straordinarie e agli esiti delle visite di manutenzione, deve contenere copia delle dichiarazioni di conformita’ di cui all’articolo 6, comma 5, del presente regolamento ovvero all’articolo 3, comma 3, lettera e) del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, e copia delle comunicazioni del proprietario o suo legale rappresentante al competente ufficio comunale, nonche’ copia della comunicazione del competente ufficio comunale al proprietario o al suo legale rappresentante relative al numero di matricola assegnato all’impianto.
2. Il proprietario o il suo legale rappresentante assicurano la disponibilita’ del libretto all’atto delle verifiche periodiche o straordinarie o nel caso del controllo di cui all’articolo 8, comma 1, del presente regolamento ovvero all’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17.
3. In ogni supporto del carico devono esporsi, a cura del proprietario o del suo legale rappresentante, le avvertenze per l’uso e una targa recante le seguenti indicazioni:
a) soggetto incaricato di effettuare le verifiche periodiche; b) installatore/fabbricante e numero di fabbricazione; c) numero di matricola; d) portata complessiva in chilogrammi;
e) se del caso, numero massimo di persone.».
Modifiche all’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. All’articolo 17, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, le parole: «degli ascensori e dei montacarichi» sono sostituite dalle seguenti: «degli ascensori, dei montacarichi e degli apparecchi di sollevamento rispondenti alla
definizione di ascensore la cui velocita’ di spostamento non supera 0.15 m/s».
Modifiche all’articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
1. All’articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, comma 1, dopo la parola «prodotti» sono aggiunte le seguenti: «, fermo restando quanto previsto dai commi 1-bis ed 1-ter».
2. All’articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti:
«1-bis. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono rideterminate, fino a concorrenza del costo effettivo del servizio, le tariffe di cui al decreto del Ministro delle attivita’ produttive in data 13 febbraio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2004, e le relative modalita’ di versamento. Le predette tariffe sono aggiornate, sulla base del costo effettivo del servizio e con le stesse modalita’, almeno ogni due anni.
1-ter. Le somme derivanti dalle tariffe di cui al comma 1-bis sono riattribuite agli stati di previsione del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, quest’ultimo per la parte di competenza relativa all’attivita’ di sorveglianza di cui all’articolo 8, secondo quanto previsto dall’articolo 2, commi da 615 a 617, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 – legge finanziaria 2008.
1-quater. Il decreto del Ministro delle attivita’ produttive in data 13 febbraio 2004, concernente determinazione delle tariffe per i servizi resi dal Ministero delle attivita’ produttive e relative modalita’ di pagamento, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 e dell’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, resta in vigore fino alla data di entrata in
vigore del decreto di rideterminazione comma 1-bis del presente articolo.».
Modifiche all’allegato del Presidente della Repubblica
delle tariffe previsto dal
I del decreto 30 aprile 1999, n. 162
1. All’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, il punto 1.2 e’ sostituito dal seguente:
«1.2. Supporto del carico. – Il supporto del carico di ogni ascensore deve essere una cabina. La cabina deve essere progettata e costruita in modo da offrire lo spazio e la resistenza corrispondenti al numero massimo di persone e al carico nominale dell’ascensore fissati dall’installatore.
Se l’ascensore e’ destinato al trasporto di persone e le dimensioni lo permettono, la cabina deve essere progettata e costruita in modo da non ostacolare o impedire, per le sue caratteristiche strutturali, l’accesso e l’uso da parte dei disabili e in modo da permettere tutti
gli adeguamenti appropriati destinati a facilitarne l’utilizzazione da parte loro.».
1. Le Amministrazioni interessate provvedono all’adempimento dei compiti derivanti dal presente regolamento con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Dato a Roma, addi’ 5 ottobre 2010 NAPOLITANO
Romani, Ministro per lo sviluppo economico
Registrato alla Corte dei conti Ministeri istituzionali, registro n. 19, foglio n. 320