Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/direttive/dir331_97.html
Timestamp: 2019-12-09 21:13:37+00:00
Document Index: 155217850

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 18', 'art. 64', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 3', 'art.8']

Direttiva 331/97
Direttiva n. 331 del 28 maggio 1997
Oggetto: Azione amministrativa e gestione del sistema di istruzione
a) E compito fondamentale dell'istruzione:
- diffondere la scolarizzazione di massa e nello stesso tempo rafforzare la formazione culturale e professionale di base degli studenti, che va finalizzata in coerenza con gli sviluppi territoriali;
- consentire a ciascun giovane di realizzare pienamente le proprie attitudini e potenzialità nella crescita personale e nella vita attiva;
- sviluppare la capacità di autonomia, di giudizio, di senso critico e di innovazione dei giovani;
- fornire strumenti per sostenere e incentivare il processo di orientamento di ogni studente a partire dalla scuola dell'obbligo;
- conferire a ciascun allievo il senso delle responsabilità in una società solidale;
- promuovere l'uguaglianza delle opportunità per tutti e l'integrazione scolastica dei disabili;
- sviluppare la formazione continua e a distanza;
- partecipare alla formazione permanente e ricorrente dei lavoratori;
b) Il miglioramento della qualità dell'istruzione va perseguito e realizzato attraverso:
- la promozione e la diffusione dell'innovazione e l'impiego delle nuove tecnologie;
- l'aggiornamento professionale di coloro che operano nella scuola;
- la promozione di un più efficace raccordo tra scuola e mondo del lavoro, anche in ambito post-secondario ;
- l'integrazione dei sistemi formativi con particolare riferimento alla formazione professionale regionale;
- la maggiore mobilità intellettuale e delle conoscenze all'interno dell'Unione Europea attraverso la piena partecipazione ai programmi e alle iniziative di cooperazione dell'Unione Europea;
- l'eliminazione di ogni forma di discriminazione determinata da ragioni di sesso, razza, religione, nazionalità o da condizioni culturali, economiche e sociali;
- l'alfabetizzazione all'uso dei linguaggi, anche verbali, dei mezzi e dei sistemi di comunicazione.
Le linee dì governo del sistema dell'istruzione nell'anno 1997 dovranno perseguire gli obiettivi e realizzare i programmi di seguito indicati:
1. AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE.
1.1. I processi evolutivi in atto nell'ordinamento giuridico, sanciti in particolare nella recente legge 15 marzo 1997, n. 59, contenente la delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa, doteranno le istituzioni scolastiche di adeguate dimensioni - in forza dell'apposito Regolamento da emanare entro nove mesi dall'entrata in vigore della stessa legge n. 59/97-' di autonomia didattica e organizzativa. Sarà attuata in tal modo una radicale modifica dell'organizzazione del servizio pubblico dell'istruzione, rivolta ad ampliare l'offerta formativa delle scuole e a favorire la loro integrazione con il territorio, fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio, nonché gli elementi comuni all'intero sistema scolastico pubblico in materia di gestione e programmazione definiti dallo Stato.
Il modello tradizionale di tipo verticale di organizzazione dell'istruzione dovrà, in tale prospettiva, essere sostituito da un modello orizzontale flessibile, formato dall'insieme delle comunità scolastiche nelle quali si fa istruzione, ricerca e formazione, secondo standard di qualità fissati dal centro, che sarà dotato di funzioni di indirizzo e controllo, ma liberato dai compiti di gestione.
Attraverso l'autonomia le istituzioni scolastiche devono essere protagoniste del processo formativo ed essere "soggetto" dell'autonomia, nel senso che ad esse e quindi agli organi di autogovemo deve far capo l'effettiva assunzione delle decisioni con le connesse responsabilità.
L'autonomia didattica ed organizzava comporta, tra l'altro, una forte flessibilità nell'organizzazione della didattica e la possibilità di prevedere l'offerta di insegnamenti "opzionali, facoltativi e aggiuntivi". Questo processo dovrà consentire alle istituzioni scolastiche di esercitare poteri effettivi di intervento, superando l'attuale rigidità dei calendari, dei curricula, degli orari cattedra.
Il carattere unitario dell'istruzione dovrà essere garantito dalla definizione contestuale di standard comuni a tutte le istituzioni scolastiche e dalla costituzione di un Sistema di supporto all'autonomia a livello nazionale che garantisca il raggiungimento delle mete formative, la qualità e l'efficacia degli interventi, con il compito di valutare lo stato e l'efficacia del sistema formativo nelle sue articolazioni e a tutti i suoi livelli al fine di suggerire i necessari miglioramenti, anche a confronto con situazioni comparabili di altri paesi.
L'autonomia delle istituzioni scolastiche dovrà comunque essere accordata con le autonomie regionali e locali ai fini della programmazione dello sviluppo e del coordinamento degli interventi strumentali e finanziari.
Dovrà essere riconosciuto e sostenuto in misura massima il ruolo di tutti i soggetti e organi cui è affidato, all'interno della scuola, il compito di promuovere e gestire il progetto educativo sia sul piano didattico che su quello organizzativo, responsabilizzando le varie componenti scolastiche e valorizzandone la professionalità e la funzione in modo da suscitare motivazione e partecipazione. Dette componenti devono acquisire una diversa e nuova consapevolezza del ruolo che distintamente e concordemente sono chiamate a svolgere, in modo da sviluppare attorno e dentro ciascuna istituzione scolastica un forte "spirito di appartenenza", per cui la scuola dove si studia o si lavora, dove si inviano i figli, venga vista come qualcosa a cui devono essere dedicate attenzioni ed energie, del cui destino si è artefici e di cui si è orgogliosi. Il miglioramento del servizio, infatti, è legato alla crescita della scuola come "comunità", dove tutti coloro che vi appartengono si sentano impegnati in prima persona per svolgere in modo più efficace e innovativo le attività educative.
L'Amministrazione dovrà ispirare i suoi comportamenti a venire ai principi esposti, ponendosi in chiara sintonia con le prospettive evolutive del sistema scolastico così come sono definite dalla legge n. 59/97 citata.
1.2 La crescita democratica e lo sviluppo socio-culturale del paese richiedono che le nuove generazioni vengano educate sin dalla scuola dell'obbligo a partecipare in modo attivo e responsabile alla vita delle istituzioni.
Al raggiungimento di questo obiettivo concorre la presenza propositiva delle famiglie in una azione congiunta con le altre componenti scolastiche soprattutto nella scuola dell'obbligo.
Lo statuto delle studentesse e degli studenti è stato proposto quale strumento, che si conta di perfezionare in sede legislativa, per dare visibilità e operatività alla cittadinanza studentesca nella scuola.
Le iniziative complementari e integrative previste dal regolamento approvato con D.P.R. 10 ottobre 1996, n. 567 offrono occasioni e spazi di incontro agli studenti in relazione alle domande di tipo educativo e culturale provenienti dal territorio ed in coerenza con le finalità educative istituzionali. Esse vanno organicamente collegate ai saperi disciplinari; in particolare, le attività complementari devono essere finalizzate alla personalizzazione degli insegnamenti e degli apprendimenti; le attività integrative devono costituire soprattutto lo spazio per l'educazione ai linguaggi non verbali, all'acquisizione di capacità relazionali e comunicative con la valorizzazione delle arti, dello spettacolo e delle attività motorie.
Le suddette iniziative riguardano sia la scuola dell'obbligo sia la scuola secondaria superiore. Nella scuola secondaria superiore gli studenti assumono un ruolo centrale nella preparazione delle iniziative, nella decisione, nell'organizzazione e nella gestione. Le scuole, nell'esercizio della loro autonomia, inseriscono tali attività nel complessivo programma d'istituto, cogliendo ogni opportunità di utilizzare le risorse disponibili sul territorio.
Le consulte provinciali degli studenti, di cui fanno parte rappresentanti di tutte le scuole secondarie superiori delle provincia già costituite in numerose sedi, hanno il compito di assicurare agli studenti spazi di comunicazione e di intervento anche al di fuori delle mura scolastiche attraverso una rete più ampia di rapporti.
I provveditori agli studi e i dirigenti scolastici assumeranno le iniziative più idonee per favorire la comunicazione tra gli studenti e le istituzioni a ogni livello territoriale, quale risorsa strategica e funzione essenziale della società globale.
La "Giornata nazionale della scuola" - prevista dal citato regolamento - costituisce l'occasione per aprire le istituzioni scolastiche al territorio con manifestazioni di carattere culturale e formativo. Essa costituisce un'importante modalità per pubblicizzare l'attività delle scuole e per dare visibilità a coloro che si adoperano per realizzarle (personale scolastico, genitori, studenti, enti locali, associazioni del volontariato e del privato sociale....).
2. RIORDINAMENTO DEGLI STUDI
2.1. In attuazione del programma di Governo e dell'accordo sul lavoro del 24 settembre 1996 occorrerà procedere al riordinamento degli studi allo scopo di rendere il sistema formativo più rispettoso della personalità in evoluzione dei giovani, in linea con gli standard europei per livello culturale e qualità, aggiornato nei programmi e nelle metodologie di insegnamento, più mirato a garantire l'ingresso nel mondo del lavoro, idoneo a rispondere alle sfide del nuovo millennio.
È stato diffuso in modo capillare un documento di lavoro sul riordino dei cicli scolastici, che contiene un progetto di ridefinizione del curricolo allo scopo di promuovere un dibattito dentro e fuori le mura scolastiche prima di varare l'apposito provvedimento di iniziativa legislativa. In esito a tale dibattito è stato predisposto un disegno di "legge quadro in materia di riordino dei cicli dell'istruzione".
Per dare una prima risposta agli interrogativi relativi ai "saperi fondamentali" è stata insediata una commissione, definita dai mass-media "commissione dei saggi', che ha presentato in un documento di sintesi le proprie conclusioni.
La riforma prevede, com'è noto, un sistema che, a partire dal prolungamento dell'obbligo scolastico fmo a IO anni, conduca ad un innalzamento della qualità dell'istruzione e dei livelli culturali e scientifici generali e alla realizzazione di una formazione integrata che faciliti l'ingresso nel mondo del lavoro e le successive possibili riconversioni professionali. Il sistema proposto supera la tradizionale distinzione in scuola elementare, media e superiore, per articolarsi in una scuola di base della durata di sei anni e un ciclo secondario di altri sei anni, ponendo parimenti la dovuta attenzione ai valori della persona ed alla efficacia formativa.
Uno degli assi portanti della nuova scuola è costituito dalla sua flessibilità, così da consentire percorsi personalizzati, contraddistinti da "crediti formativi" Tale struttura flessibile dovrebbe favorire gli eventuali passaggi da un ordinamento curricolare ad un altro, interscambi tra formazione scolastica e professionale e entro certi limiti anche scambi tra formazione scolastica ed esperienze nel mondo del lavoro.
Il riordino dei cicli scolastici presuppone l'autonomia scolastica e ne costituisce l'obiettivo fondante. Esso potrà attuarsi se vi sarà all'interno della struttura amministrativa e delle componenti scolastiche partecipazione e consenso in modo che il progetto di riforma diventi il progetto di tutti quelli che operano nella scuola.
2.2. In attesa della riforma occorre proseguire i progetti di innovazione coordinati a livello nazionale con l'intento di ammodernare i curricoli di studio di facilitare i raccordi tra scuola e mondo del lavoro e di favorire la progressiva integrazione tra i sistemi formativi allo scopo di innalzare i livelli di formazione dei giovani e degli adulti. I suddetti progetti, nella prospettiva della riforma, dovranno ispirarsi a criteri di flessibilità e di personalizzazione dei percorsi scolastici e prevedere il riconoscimento dei crediti formativi maturati, ivi compresi quelli acquisiti sul lavoro.
Per tutte le sperimentazioni e per le altre iniziative in atto volte a sviluppare le innovazioni didattiche, vanno realizzati dei piani per il monitoraggio e la valutazione e vanno promossi il coordinamento, l'intesa e la collaborazione tra istituzioni scolastiche per la produzione e lo sviluppo di modelli, di materiali e di strumenti da diffondere a livello nazionale, avviando le necessarie iniziative per il passaggio ad ordinamento - dopo un ragionevole periodo di tempo e alla luce dei risultati acquisiti e delle valutazioni già condotte - delle sperimentazioni coordinate a livello nazionale.
In linea con gli orientamenti e gli indirizzi delle politiche dell'Unione Europea e in attuazione degli obiettivi contenuti nel libro bianco della Commissione sull'educazione e la formazione "Insegnare ed apprendere, verso la società cognitiva", deve essere dato rilievo nei programmi formativi all'insegnamento a distanza e ai sistemi multimediali per migliorare la qualità e la produttività del servizio scolastico.
2.3. La scuola deve aiutare i giovani e, potenzialmente, ogni persona a fronteggiare le esigenze connesse alla rapidità dei cambiamenti tecnologici e sociali, fornendo gli strumenti necessari per sostenere la loro capacità di apprendere, di orientarsi e di inserirsi nella vita attiva.
Per perseguire tale scopo nel corrente anno scolastico e in quelli successivi va potenziato e diffuso il "Programma di sviluppo delle tecnologie didattiche" che, nella prospettiva del nuovo assetto degli studi, è rivolto a diffondere la multimedialità nel sistema scolastico, nel presupposto che la cultura e la operatività necessarie al dominio della tecnologia che caratterizza il nostro tempo debbano rivestire un ruolo fondamentale nel processo formativo. D'altra parte la multimedialità non può essere considerata solo come insieme di procedure e strumenti, in quanto costituisce essa stessa una "dimensione culturale" dalla quale non si può prescindere nel processo formativo.
L'educazione alla multimedialità comporta un uso attivo e creativo delle tecnologie e va finalizzata alla comprensione degli aspetti funzionali delle tecnologie medesime e dei principi scientifici sui quali esse si posano.
L'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione può arrecare un notevole contributo al miglioramento e all'efficacia dell'insegnamento e dell'apprendimento e costituisce anche un utile strumento per il potenziamento della professionalità dei docenti.
In relazione alle risorse assegnate al progetto dal Governo, nel prossimo triennio tutte le istituzioni scolastiche dovranno essere coinvolte nell'esperienza, nel senso che ogni scuola sarà dotata di stazioni multimediali in cui docenti e studenti potranno operare, preparare materiale didattico, collegarsi in rete, ecc. Il progetto pertanto non può essere considerato come sperimentale o pilota, ma costituisce un' opportunità offerta a tutti coloro che operano nella scuola di rinnovarsi e di rinnovare la didattica attraversa l'uso delle tecnologie multimediali.
Nel corrente anno e in quelli successivi va attuato il programma degli interventi già avviato in tema di orientamento scolastico per sostenere e incentivare le attività correlate alla didattica e all'assistenza tutoriale degli studenti; vanno, inoltre, favoriti gli accordi organizzativi e le convenzioni tra le università e le scuole, preferibilmente tra loro associate. A tale riguardo i sovrintendenti scolastici assumeranno le iniziative più idonee a livello regionale, ovviamente con il coinvolgimento dei Provveditori agli Studi.
3. RIFORMA DFLL 'AMMINISTRAZIONE.
In attuazione del programma di Governo e della legge 15 marzo 1997, n. 59, contenente la delega al Governo per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa, dovrà procedersi in tempi rapidi alla riforma dell'Amministrazione centrale e periferica della Pubblica Istruzione.
La riforma dovrà essere innanzitutto finalizzata all'accorpamento di funzioni e compiti, non più per settori, ordini e gradi d'istruzione, ma per materie, individuando, in armonia alla riforma del bilancio, funzioni-obiettivo e centri di responsabilità svolgenti attività omogenee in relazione ad obiettivi e programmi determinati e dovrà tener conto dell'attribuzione della più ampia autonomia alle istituzioni scolastiche a norma dell'art. 21 della stessa L. n. 59/97.
Essa dovrà tradursi nella previsione di un'Amministrazione "leggera" e flessibile, che, attraverso l'esercizio del potere di autorganizzazione svolge in modo efficace e tempestivo il proprio ruolo di guida da un canto e di supporto dall'altro, al servizio "istruzione".
In questo quadro all'Amministrazione centrale dovranno essere riservati esclusivamente funzioni di stimolo, indirizzo, coordinamento, monitoraggio e valutazione del funzionamento di tutto il sistema, mentre la gestione dovrà essere trasferita in massima parte alle istituzioni scolastiche al fine di garantire l'esercizio effettivo dell'autonomia, mentre gli uffici scolastici periferici conserveranno compiti di supporto all'erogazione del servizio istruzione, collegati al potere di indirizzo dell'Amministrazione centrale e compiti di gestione che per esigenze di tipo funzionale non possono essere esercitati dalle singole scuole.
La riforma si inquadra quindi nel progetto complessivo del Governo che mira a modernizzare e razionalizzare le Amministrazioni pubbliche, innescando dei meccanismi che rendano permanente il processo di semplificazione dell'attività amministrativa e di delegificazione della normativa.
L'impegno richiesto a tutti i livelli a coloro che operano negli organi e negli uffici dell'Amministrazione e nelle istituzioni scolastiche è quello di adoperarsi, ciascuno per la parte cui si riferisce la propria responsabilità, per tradurre in termini operativi l'obiettivo di realizzare un'Amministrazione semplice e "amichevole" a misura delle aspirazioni dei cittadini utenti.
4. RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA.
Il processo di razionalizzazione della rete scolastica, avviato già da alcuni anni, è destinato ad assicurare l'efficace ed equilibrata distribuzione territoriale delle istituzioni scolastiche, tenendo nella dovuta considerazione le specifiche caratteristiche economiche, socio-culturali, demografiche ed orografiche dei diversi ambiti territoriali, con particolare riguardo alle esigenze dei comuni di montagna e delle piccole scuole, nonché gli indici di dispersione scolastica e la presenza di alunni portatori di handicap.
La materia è stata di recente ridisciplinata dall'art. 1, commi 70 e 55. della legge 23 dicembre 1996, n. 662, concernente misure di razionalizzazione della finanza pubblica e dal decreto interministeriale n. 176 del 15 marzo 1997, il quale, in conformità a quanto previsto dalla legge n. 662/96, prevede il consolidamento per tre anni dell'organico relativo all'anno scolastico 1997/98. Le disposizioni diramate con il decreto interministeriale n. 176/97 si pongono nella prospettiva di sviluppo della autonomia didattica, organizzativa e gestionale delle istituzioni scolastiche e tendono al riequilibro delle dimensioni delle stesse istituzioni e alla definizione di assetti organizzativi stabili nel tempo, tenendo conto delle specifiche esigenze dei rispettivi bacini di utenza.
Il decreto, pur fissando distintamente per provincia e per grado di scuole, il numero di istituzioni scolastiche che potranno funzionare autonomamente dall'anno scolastico 1997-98, in base alla popolazione scolastica, al numero di classi o sezioni e alle cessazioni dal servizio di personale direttivo previste, contiene maggiori elementi di flessibilità rispetto agli anni
scorsi, come il valore solo indicativo e non vincolante attribuito al numero di istituti da aggregare o fondere e delle sedi scolastiche da sopprimere, nonché la possibilità di compensazione, anche se necessariamente, devono restare fermi gli obiettivi finanziari fissati dalla legge
La competenza e responsabilità di disporre l'aggregazione, la fusione o la soppressione di istituzioni scolastiche ovvero di procedere alla soppressione di plessi di scuola elementare o materna e di sedi coordinate o sezioni staccate di scuole e istituti di istruzione secondaria con insufficiente numero di alunni è rimessa ai Provveditori agli studi, i quali, però, debbono tener conto delle specifiche caratteristiche demografiche, orografiche, economiche e socioculturali del bacino d'utenza di ciascuna sede scolastica, nonché della distanza da scuole viciniori, delle vie di comunicazione e della sostenibilità dei tempi di percorrenza, in relazione all'età degli alunni dei diversi gradi di scuole. A tal fine deve essere svolta un'adeguata e preventiva opera di promozione verso i comuni affinché, ove necessario, stabiliscano forme di consorzio per il trasporto degli alunni, per il servizio di mensa, ove previsto, nonché per eventuali ulteriori supporti ritenuti funzionali al raggiungimento degli obiettivi didattico-educativi, con particolare riguardo alle esigenze degli alunni portatori di handicap.
Deroghe ai criteri generali, sono, infine, possibili per le scuole elementari e medie uniche, relativamente a ciascun grado di istruzione, nei comuni montani che si trovino in situazione di particolare disagio, con riguardo all'altitudine dei centri abitati, alla struttura orografica del territorio, alla distanza fra le sedi scolastiche viciniori e allo stato delle vie di comunicazione, nonché nelle piccole isole.
Al fine di assicurare le migliori condizioni di funzionamento, i Provveditori agli studi promuovono convenzioni con i comuni, o consorzi di comuni, e le comunità montane per l'assegnazione del personale e per la gestione dei beni e servizi strumentali, con particolare riferimento ai casi in cui le istituzioni proposte debbano essere articolate su più comuni del territorio interessato.
Le somme in tal modo risparmiate saranno destinate al miglioramento dell'offerta formativa, ottenendo, in tal modo, un doppio risultato: la riorganizzazione e migliore articolazione della rete delle istituzioni scolastiche sul territorio e maggiori risorse a disposizione per finanziare il progetto educativo d'istituto.
5. RISORSE UMANE.
5.1. La gestione delle risorse umane disponibili all'interno degli Uffici e delle Istituzioni scolastiche è rivolta prioritariamente a garantire:
a) l'ottimale distribuzione ed impiego del personale, in modo da evitare sprechi ed esuberi, come pure carenze o vuoti, utilizzando a tal fine la mobilità, proseguendo, per quanto riguarda il personale docente e direttivo, nell'azione di progressiva equiparazione tra mobilità professionale (passaggi di cattedra, di ruolo e di presidenza) e mobilità territoriale;
b) il contenimento della spesa pubblica attraverso la programmazione del reclutamento del personale che deve mirare a soddisfare le necessità a cui non si è potuto provvedere attraverso gli istituti della mobilità e delle utilizzazioni;
c) le pari opportunità tra uomini e donne;
d) la tutela di coloro che si trovano in situazioni di svantaggio;
e) l'aggiornamento;
f) la realizzazione di progetti finalizzati all'attuazione del diritto allo studio, con particolare riferimento alla prevenzione della dispersione scolastica, all'integrazione degli alunni portatori di handicap, alla prevenzione delle tossicodipendenze, all'educazione alla salute e allo sport, al raccordo tra la scuola ed il mondo del lavoro, all'innovazione tecnologica.
Ai fini di una qualificata preparazione del personale scolastico che sia rispondente alle caratteristiche delle innovazioni di ordinamento, si rende necessario procedere alla revisione delle procedure di reclutamento, garantendo nel contempo celerità nello svolgimento delle medesime e la selezione dei migliori.
Va più compiutamente attivata la consultazione e la collaborazione tra Provveditorati agli Studi ed Enti locali per realizzare una più adeguata utilizzazione del personale tecnico e amministrativo da destinare alle istituzioni scolastiche, conformemente a quanto previsto dal protocollo d'intesa tra il Ministero della Pubblica Istruzione e l'Unione delle Province d'Italia stipulato in data 15 dicembre 1995.
E' consentita l'utilizzazione nei Provveditorati agli Studi di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola in mansioni corrispondenti alla qualifica di appartenenza fino alla revisione delle tabelle annesse al D.P.R. n. 42011974 prevista dal comma I, lettera c), dell'art. 31 del decreto legislativo n. 29/1993. L'utilizzazione può essere disposta dai Provveditori agli Studi fino al limite delle vacanze delle dotazioni organiche agli Uffici scolastici provinciali a norma del comma 6 bis del medesimo art. 31.
Dovranno essere intraprese le necessarie iniziative per definire, alla luce della deliberazione n. 68/97 della Corte dei Conti, il contenzioso riguardante la liquidazione delle pensioni calcolate sugli scaglioni di aumento maturati fino alla data di cessazione e per definire il contenzioso per la liquidazione di interessi legali e rivalutazione monetaria in favore del personale in quiescenza, in esecuzione di sentenze definitive di accoglimento dei relativi ricorsi.
Dovrà, inoltre, essere proseguito il lavoro rivolto a smaltire l'arretrato in materia di computo e riscatto di servizi pre-ruolo, periodi universitari e ricongiunzione dei servizi e a prevenire il suo riprodursi, secondo le indicazioni contenute nella Direttiva n. 28 del 19.1.96.
5.2. La funzione ispettiva tecnica, in conformità a quanto previsto dal D M n. 274 del 12 settembre 1991, come modificato dal D.M. 5 febbraio 1992 deve essere finalizzata - attraverso l'elaborazione di progetti ad hoc - ad assicurare la predisposizione di adeguate forme di sostegno e di controllo dell'attività didattica, anche con riferimento, per quanto riguarda l'istruzione secondaria, alla realizzazione degli interventi didattici ed educativi integrativi. In particolare essa deve contribuire alla promozione di attività di aggiornamento del personale direttivo e docente e alla formulazione di proposte e pareri relativi ai programmi di insegnamento e di esame e all'impiego di sussidi didattici e tecnologie educative. Gli ispettori tecnici hanno altresì il compito di prestare assistenza tecnico-didattica alle istituzione scolastiche impegnate in esperienze di sperimentazione e innovazione, di contribuire alla valutazione dei risultati formativi e della qualità del servizio scolastico e di favorire l'adozione di tutte quelle iniziative che siano in grado di migliorare la qualità e l'efficienza del servizio formativo e di prevenire situazioni di disagio scolastico e, comunque, patologiche. AI fine di dare concretezza ai compiti del personale ispettivo tecnico e assicurare il necessario coordinamento degli interventi dovrà procedersi periodicamente alla convocazione della Conferenza nazionale dei coordinatoli regionali degli ispettori tecnici e delle Conferenze regionali.
La funzione ispettiva amministrativa e quella ispettiva amministrativo contabile - attraverso l'elaborazione di uno o più progetti ad hoc - devono essere indirizzate al sostegno, al controllo e alla vigilanza dell'attività gestionale degli uffici e delle istituzioni in modo da assecondare il miglioramento del servizio, da garantirne la qualità e l'efficienza, da prevenire situazioni patologiche e da assicurare l'effettivo governo del sistema. In particolare entrambe le funzioni hanno il compito di svolgere attività di monitoraggio e di contribuire a promuovere le necessarie iniziative per attuare i principi che devono ispirare l'organizzazione degli uffici, l'attività amministrativa e l'attività amministrativo-contabile di cui ai punti 1.10. e 1.15.
5.3. In relazione alle iniziative sulla formazione e l'aggiornamento per il 1997 si fa rinvio ai contenuti della specifica direttiva n. 70 del 29 gennaio 1997, registrata dalla Corte dei Conti in data 15 aprile 1997, reg. 1, 97.
Si pone in rilievo la necessità di:
- realizzare per lo specifico delle strutture amministrative percorsi formativi, anche di riqualificazione e di riconversione, destinati al relativo personale coerenti con i nuovi modelli organizzativi, così da dare concreto contenuto al passaggio dai compiti di gestione e di amministrazione diretta alle funzioni che le linee direttrici della legge delega assegnano alla rinnovata Amministrazione della Pubblica Istruzione;
- ribadire la stretta connessione dell'attività di formazione e aggiornamento con quella di ricerca, anche ai fini dell'approccio metodologico-operativo; concentrare ancor più che nel passato risorse e interventi su alcune aree tematiche con particolare riferimento alla dimensione europea, all'educazione interculturale e all'educazione civica;
- integrare le azioni intraprese dalle Direzioni e Servizi sulle medesime aree tematiche e in attuazione di obiettivi formativi comuni al fine di evitare la molteplicità degli interventi, la frammentazione delle iniziative e il conseguente spreco di risorse;
-- favorire la massima diffusione dei prodotti realizzati prevedendo, tra l'altro, anche nei provvedimenti formali autorizzativi delle iniziative di formazione, le modalità di disseminazione e di riproducibilità degli stessi;
- approfondire i temi comunitari dell'acquisizione delle abilità, delle competenze e della modalità, al fine di aprire il sistema scolastico all'integrazione con il sistema di formazione professionale regionale e con il lavoro;
- sostenere la partecipazione ad iniziative di formazione svolte all'estero in attuazione di programmi comunitari o di accordi internazionali; assicurare una mirata offerta formativa al perona1e in servizio all'estero, operando il necessario collegamento con l'attività di aggiornamento degli altri comparti "metropolitani" della Pubblica Istruzione per dare naturale continuità d'intervento al PNA.;
- proseguire, nell'ambito delle attività di promozione e diffusione della lingua e cultura italiane, i seminari di perfezionamento per docenti stranieri che insegnano la lingua italiana come lingua Il.
6. SERVIZI GENERALI
6.1. Gli Uffici dell'Amministrazione centrale e periferica della Pubblica Istruzione ispirano la propria attività ai principi di economicità, di efficacia, di responsabilità, di pubblicità e di trasparenza secondo quanto disposto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, recante:
"Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e dì diritto dì accesso ai documenti amministrativi" e dal Decreto Legislativo n. 29193 citato.
Ciascun Ufficio adotta al proprio interno idonee misure organizzative per consentire - in via ordinaria ed in modo efficace e tempestivo - l'analisi dei costi e dei rendimenti dell'attività amministrativa, della gestione e della realizzabilità delle decisioni organizzative a norma dell'art. 18, comma 1 e dell'art. 64 del Decreto Legislativo n. 29/93.
Gli Uffici centrali del Ministero si coordinano tra di loro per il perseguimento di obiettivi comuni anche attraverso appositi gruppi di lavoro interdirezionali.
L'Amministrazione centrale e periferica deve adoperarsi per approntare ed emanare tempestivamente tutti gli atti e provvedimenti necessari ad assicurare il governo del sistema dell'istruzione e il corretto svolgimento del servizio scolastico. In particolare i responsabili degli uffici devono curare, tra l'altro, tutti gli adempimenti dì rispettiva competenza per tempo in materia di previsione e formazione delle classi, determinazione degli organici, razionalizzazione della rete scolastica, movimento, reclutamento e utilizzazione del personale della scuola.
6.2.11 Servizio di controllo interno, istituito con Regolamento ministeriale del 16 gennaio 1996, opera in posizione di autonomia e risponde esclusivamente al Ministro.
Le funzioni del Servizio di controllo interno sono quelle indicate nell'art. 20 del Decreto Legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni; negli artt. 3 ter e 3 quater della legge 11luglio 1995, n. 273 e nell'art. 3 del Regolamento istitutivo citato. Esso ha il compito, in particolare, di verificare la realizzazione degli obiettivi, la correttezza e l'economicità della gestione, l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa.
Il Servizio di Controllo Interno assumerà le iniziative più opportune per ricondurre in un organico contesto di cognizione e di valutazione la materia dei controlli. In particolare, anche al fine di evitare sovrapposizioni di indagini, che possono appesantire l'attività degli Uffici di gestione, con il rischio di ingenerare confusione ed incertezze e di dilatare, di conseguenza, i tempi di risposta, il Servizio vorrà:
- elaborare criteri di omogeneizzazione dei percorsi delle indagini attivate, sia dal medesimo Servizio che dagli altri Uffici centrali legittimati, mediante una razionale omologazione delle procedure di rilevazione;
- armonizzare, pur nella distinzione dei ruoli istituzionali e nella diversità degli ambiti e degli obiettivi di competenza, il proprio programma di controllo con quello autonomamente deliberato dalla Corte dei Conti;
- assumere l'incarico di coordinare tutte le rilevazioni promosse dall'Organo di controllo esterno, che dovessero comportare la necessità di acquisire informazioni presso più Uffici. Tale incarico sarà espletato, con effetto immediato, anche per quelle indagini in corso, già eventualmente affidate al coordinamento di altro Ufficio.
7. RISORSE STRUMENTALI
7.1. Per quanto riguarda l'informatizzazione dei servizi di questo Ministero deve premettersi che l'attuale rapporto intercorrente per il periodo 10 gennaio/30 settembre 1997 con il gestore del Sistema Informativo - per effetto di un contratto a trattativa privata in via di perfezionamento, con l'indispensabile apporto dell'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione - intende fronteggiare la particolare situazione d'emergenza venutasi a determinare per effetto dell'impossibilità di procedere, nei ristretti tempi intercorrenti tra la data di conclusione dei lavori dell'apposita Commissione giudicatrice (30 novembre 1996) e quella di conclusione del pregresso rapporto (31 dicembre 1996) all'aggiudicazione e alla stipula; con effetto dal l gennaio 1997, del previsto contratto quadriennale conseguente alla gara internazionale per lo sviluppo e la gestione del Sistema Informativo. Tale soluzione, peraltro, da un lato evita che, nell'eventuale cambio del gestore, il subentro intervenga in un periodo particolarmente critico per la gestione delle procedure per l'avvio dell'anno scolastico 1997/98 e, dall'altro, consente al personale dell'eventuale nuovo gestore un adeguato periodo di affiancamento in quanto indispensabile per prevenire ogni possibile inconveniente derivante da un subentro non preceduto da questa fase. Si è cosi assicurata una adeguata operatività del Sistema anche in una fase di transizione, in modo da garantire il raggiungimento dell'inderogabile obiettivo del corretto andamento dell'azione amministrativa.
Si indicano ora i seguenti obiettivi da perseguire nel corso del 1997:
a) proseguire nelle attività volte al superamento della condizione di "dipendenza" dalla società affidataria della gestione del Sistema Informativo, nella considerazione - peraltro - che per il prossimo quadriennio tutte le attività connesse alla conduzione di detto Sistema saranno affidate in outsourcing, una volta intervenuta la stipula del relativo contratto, e che la revisione delle dotazioni organiche già operata dalla Direzione Generale - con un consistente rafforzamento dei profili tecnico - informatici - non è, allo stato, idonea ad assicurare l'obiettivo di cui sopra per il persistente divieto normativo di procedere al reclutamento del personale ("blocco delle assunzioni");
b) potenziare, dal punto di vista tecnico e professionale, la struttura centrale che ha la responsabilità di coordinare la pianificazione e la gestione dell'informatizzazione in modo da porre in essere le premesse indispensabili alla costituzione di professionalità tali da consentire all'Amministrazione di puntare realisticamente, nel medio termine, all'obiettivo di un'interazione paritetica con il gestore del Sistema Informativo anche sul piano delle competenze informatiche;
c) proseguire nell'azione tesa a realizzare un'architettura distribuita del Sistema Informativo che - mediante un'adeguata infrastruttura di rete di telecomunicazioni - raggiunga tutti gli Uffici scolastici centrali e periferici e tutte le istituzioni scolastiche;
d) proseguire nel monitoraggio delle attività di gestione del Sistema Informativo, anche sulla base delle indicazioni fornite dall'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione;
e) dare la priorità, tra le aree di intervento, a quella della formazione; svolgere l'attività di aggiornamento e di formazione in modo capillare al fine di coinvolgere, nel processo di informatizzazione dei servizi, il personale nella maniera più ampia possibile, a partire da quello di livello dirigenziale, così da intervenire, sia sul versante culturale attraverso azioni mirate a diffondere una cultura del cambiamento, sia sul versante tecnico-operativo mediante iniziative orientate all'utilizzo delle procedure automatizzate;
f) perseguire in modo regolare e continuativo - attraverso la realizzazione di soluzioni di informatica distribuita - gli obiettivi dell'efficacia dell'azione amministrativa e del miglioramento del servizio pubblico, del contenimento dei costi della gestione, dell'integrazione dei sistemi informativi, del collegamento sistematico con il Servizio Statistico del Ministero e con il Sistema Statistico Nazionale;
g) valorizzare il Sistema di Supporto alle Decisioni, dando priorità al livello politico del Ministero, in modo che diventi uno strumento effettivo e continuativo a disposizione degli uffici per orientare le strategie e gli interventi. A tal fine occorre avviare un processo dì integrazione della base informativa storico-statistica con i dati del Sistema Statistico Nazionale e degli Organismi Internazionali, quali l'Unione Europea, il Consiglio d'Europa, I'OCSE, l'UNESCO, ecc., in modo da impiantare un sistema integrato di dati che consenta non solo la gestione, ma anche la valutazione dei fenomeni che investono l'istruzione, attraverso l'esame e il monitoraggio delle linee evolutive e il confronto internazionale. Dovrà essere favorito l'accesso e l'utilizzo del Sistema di Supporto alle Decisioni da parte di tutti gli Uffici dell'Amministrazione i quali, peraltro, dovranno costantemente concorrere ad arricchire la base informativa del Sistema stesso.
7.2. Ciascun ufficio, per la parte di competenza, deve elaborare materiali e documenti volti a far conoscere all'esterno il settore amministrato con riferimento alle caratteristiche fondamentali dell'ordinamento, ai dati ed elementi quantitativi e qualitativi che illustrano la sfera di attività di competenza, ai progetti in atto nel settore della sperimentazione, dell'aggiornamento e della valutazione e alle altre iniziative finalizzate a migliorare il servizio.
All'interno di ciascun ufficio dovrà essere istituito un servizio di documentazione che da un canto serva da supporto agli interventi degli uffici medesimi e dall'altro metta a disposizione degli utenti dati e documenti che riflettano i contenuti delle prestazioni fruibili. Dei compiti del servizio e delle modalità di accesso dovrà essere fornita idonea informazione agli utenti.
Occorre promuovere, in particolare, anche a livello degli uffici periferici e delle istituzioni scolastiche, la produzione di materiali rivolti all'orientamento scolastico e professionale dei giovani.
Va garantita la diffusione dell'informazione sulle innovazioni didattiche realizzate dalle singole unità scolastiche attraverso un momento di sintesi e di monitoraggio da parte degli uffici centrali competenti.
Allo scopo di assicurare l'unicità di indirizzo il materiale documentario va elaborato in collaborazione tra gli Uffici centrali del Ministero, utilizzando le risorse offerte dalla Biblioteca di Documentazione Pedagogica e dall'Ufficio Statistico del Ministero.
Ciascun Ufficio presterà la propria collaborazione per favorire la conservazione e la diffusione della normativa secondaria attraverso l'utilizzo degli strumenti informatici e telematici, secondo le istruzioni contenute nella C.M. n. 66 del 7 marzo 1996, prot. n. 18775/LM.
8.1. La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e di ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati dovrà essere subordinata - a norma dell'art. 12 della Legge n. 241/90 citata - alla predeterminazione ed alla pubblicazione dei criteri e delle modalità di concessione cui ciascun Ufficio si atterrà nell'assegnazione ai diversi centri di spesa dei fondi afferenti tanto alla corresponsione degli emolumenti fissi e continuativi al personale con contratto a tempo determinato, quanto a quelli relativi ai compensi accessori, si deve tener conto, di norma, della consistenza del personale da retribuire per Provincia. Nella gestione di detti fondi occorre adoperarsi perché' venga assicurata la tempestività sia nella liquidazione delle competenze che nella effettuazione degli adempimenti contributivi. In ogni caso non vanno retribuite prestazioni per lavoro straordinario in forma forfetaria.
Gli stanziamenti per 'il funzionamento amministrativo e didattico saranno assegnati, di norma, in parte a titolo di contributo ordinario, in parte a titolo di contributo perequativo. Un'ulteriore quota dello stanziamento potrà eventualmente essere riservata alla partecipazione a progetti elaborati d'intesa anche con soggetti esterni sulla base di protocolli che attengano prevalentemente alla diffusione di tecnologie didattiche nella scuola, ovvero destinata ad interventi eccezionali che si dovessero presentare nel corso dell'anno, riferiti, ad esempio, alla partecipazione a convegni, fiere e mostre o ad altre iniziative di particolare rilievo e significato ovvero a calamità. Nei limiti delle risorse assegnate alle iniziative di cui al D.P.R. n. 567/96 dovrà essere favorita la partecipazione dei giovani alle attività delle consulte provinciali degli studenti. La quota relativa al contributo ordinario sarà ripartita tenendo conto di parametri oggettivi, quali la consistenza della popolazione scolastica, la tipologia di scuola o istituto presente in ciascuna provincia; gli indirizzi e le specializzazioni; la presenza di plessi, sezioni staccate, scuole coordinate; ecc.. Nella ripartizione del contributo perequativo si terrà conto, in linea di principio, sia a livello dell'Amministrazione centrale, che a livello dei Provveditorati agli Studi, dei seguenti elementi:
a) tasso di disagio scolastico;
b) caratteristiche del territorio;
c) funzioni di coordinamento svolte dalle scuole polo.
Gli acquisti di beni e servizi dovranno ispirarsi a criteri di trasparenza ed economicità ed essere effettuati nel rispetto della normativa in vigore.
Le spese per studi, indagini, rilevazioni e attività di ricerca devono consentire all'Amministrazione di avvalersi del contributo di prestazioni d'opera di elevato livello scientifico e professionale. Esse devono riguardare prioritariamente tematiche connesse con il sostegno alla qualità dell'istruzione, con la valutazione e i relativi servizi di supporto, con l'attuazione della legge n. 59/97 e con il documento di lavoro sul riordino dei cicli scolastici. Esse devono comunque riferirsi all'attività di istituto. La scelta del contraente dovrà ispirarsi all'osservanza rigorosa di principi di trasparenza ed economicità, nonché al pieno rispetto delle norme di contabilità generale dello Stato. I risultati delle ricerche dovranno essere pubblicati e diffusi e quindi inoltrati, per essere raccolti all'Ufficio Studi, Bilancio e Programmazione, che ne curerà la trasmissione ai membri delle Commissioni Parlamentari, come previsto dall'o. d. G. n. 0/1446/Tab. 7/1 dell'ottobre 1992 presentato alla Commissione Cultura della Camera in occasione della discussione del bilancio ed accolto dal Governo.
8.2. Valutate le proposte formulate dalla Direzione Generale del Personale, a seguito di apposita conferenza di servizio con gli altri uffici centrali, vengono attribuiti - a norma del comma 2 dell'art. 3 e degli artt. 16 e 17 del D.lgs. n. 29 /1993 e successive modificazioni ed integrazioni e dell'art. 3 del D.P.R. 20.4.1994, n. 367 - autonomi poteri di spesa agli organi di vertice di ciascun ufficio centrale, che amministreranno autonomamente le quote loro assegnate, curando direttamente le diverse fasi dell'impegno, della liquidazione e dell'ordinazione, in relazione ai capitoli di seguito elencati:
Cap. 1019. - Indennità e rimborsi per missioni. Stanziamento di bilancio £ 14.496.000.000
Le quote assegnate agli Uffici sono quelle risultanti dall'Allegato A.
La Direzione Generale del Personale, al fine di una corretta ed efficace gestione, è autorizzata ad apportare le opportune compensazioni tra le predette quote secondo le esigenze che dovessero emergere nel corso dell'esercizio finanziario 1997.
Cap. 1021.- Compensi ed indennità per concorsi a posti direttivi e di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, escluso il personale A. TA. e i docenti della scuola elementare. Stanziamento di bilancio £. 40.000.000.000 (competenza e cassa).
Saranno assegnate quote di stanziamento agli Uffici Centrali interessati con riguardo ai concorsi a posti direttivi.
Le predette assegnazioni saranno gestite autonomamente nei limiti delle quantificazioni della spesa recate dai singoli decreti di costituzione delle commissioni.
Saranno inoltre erogati fondi a favore degli Uffici scolastici periferici dalla Direzione Generale del Personale in relazione alle richieste rappresentate per lo svolgimento dei concorsi a cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado.
Cap. 1113. - Spese per il funzionamento di consigli, comitati e commissioni. Stanziamento di bilancio £. 214.208.000.
Le quote di stanziamento saranno assegnate dalla Direzione Generale del Personale a seguito di richiesta motivata.
Cap. 1122 - Spese per studi, indagini rilevazioni e attività di ricerca. Stanziamento di bilancio £. 1.832.100.000.
Si fa riserva di procedere alla suddivisione dei fondi tra gli Uffici con provvedimento a parte.
Cap. 1124. - Spese per affitto locali ecc. per svolgimento concorsi. Stanziamento di bilancio £. 837.000.000.
Anche in questo caso, a seguito di specifica richiesta motivata da parte degli Uffici dell'Amministrazione centrale, saranno assegnate da parte della Direzione Generale del Personale quote del predetto stanziamento.
Cap. 1130 - Spese d'ufficio. Stanziamento di bilancio £. 21.487.650.000.
Lo stanziamento è destinato, per £. 20.102.650.000, al funzionamento degli Uffici periferici e, per la restante parte, a spese per la documentazione a carico dell'Amministrazione Centrale.
Si allega il prospetto di ripartizione (Allegato B).
Il funzionamento degli Uffici scolastici provinciali e regionali sarà assicurato con l'assegnazione di quote attribuite secondo criteri oggettivi sulla base anche dei consuntivi e dei preventivi da ciascun Ufficio.
Gli Uffici Centrali potranno ottenere integrazioni delle quote assegnate dalla Direzione Generale del Personale a seguito di richiesta motivata.
Su questo stesso capitolo graveranno le spese necessarie sia per procedere alla periodica compilazione dell'aggiornamento degli inventari dei beni mobili di proprietà dello Stato sia per la realizzazione di un sistema di trasmissione via etere con le istituzioni scolastiche che utilizza un canale televisivo (data broadcasting).
Cap. 1205. - Equo indennizzo al personale civile ecc.. Stanziamento di Competenza £. 1.600.000.000. Stanziamento di cassa £ 1.700.000.000.
Alla luce di quanto già stabilito nella precedente direttiva n° 147/96 e delle istruzione contenute nella lettera-circolare n° 4153 del 24.5.1996 su detto stanziamento saranno assegniate innanzitutto per l'effettivo servizio degli autonomi poteri di spesa, delle quote a ciascun Ufficio Centrale del Ministero per la liquidazione delle spese di propria competenza (equo indennizzo a favore del personale direttivo nonché per la definizione delle pratiche già istruite dagli uffici medesimi), mentre una cospicua quota dello tesso sarà riservata per l'emissione di ordini di accreditamento (ai sensi dell'art. 9 - comma 1-del D.P.R. 20 aprile 1994, n0 367) in favore dei Provveditorati agli Studi, al fine di porre in grado i medesimi di far fronte alle esigenze che man mano verranno segnalate per il pagamento delle spese in questione in favore del personale insegnante e non insegnante amministrato dagli Uffici Scolastici provinciali.
Cap.1206 - Provvidenze a favore del personale dipendente. Stanziamento di bilancio
£. 364.000.000 (competenza e cassa).
Le quote di stanziamento assegnate ai singoli Uffici centrali risultano così determinate:
Direz. Gen. del Personale e A.A. GG. ed Armn.vi £ 52.697.000
Servizio per la scuola Materna £ 23.809.000
Direz. Gen. Istruz. Elementare £ 93.088.000
Direz. Gen. Istruz. Secondaria di l Grado £ 91.800.000
Direz. Gen. Istruz. Classica £ 19.709.000
Dìrez. Gen. lstruz. Tecnica £ 50.943.000
Direz. Gen. Istruz. Professionale £ 25.722.000
Ispettorato lstruz. Artistica £ 6.46.000
Ispettorato Educazione Fisica £ 9.764.000
Totale £ 364.000.000
Cap 1291 - Spese per liti, arbitraggi ecc.. Stanziamento di bilancio £ 2.000.000.000.
Tenuto conto che lo stanziamento iniziale sarà sufficiente a coprire soltanto le spese più urgenti che si manifesteranno agli inizi dell'esercizio, in sede di assegnazione delle quote da parte della Direzione Generale del Personale si terrà conto delle esigenze più immediate rappresentate da ogni singolo ufficio affinché si possa celermente utilizzare lo stanziamento e conseguentemente provvedere in tempi brevi a richiedere maggiorazioni di fondi sul capitolo.
Cap. 1293- Spese per interessi e rivalutazione monetaria per ritardato pagamento delle retribuzioni, pensioni e provvidenze di natura assistenziale a favore dei creditori dell 'Amministrazione.
Le modalità di erogazione dei fondi del capitolo sono disciplinate dalla C.M. n. 283 del 28 aprile 1997.
La Direzione Generale del Personale, inoltre, ai sensi dell'art. 1, comma 77 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, predisporrà il D.M. che definisce i criteri e le modalità per la ripartizione dei fondi per le supplenze brevi e saltuarie di cui ai capitoli 1032 - 1035 e 1036.
9. SCUOLA MATERNA E ISTRUZIONE DELL 'OBBLIGO.
9.1. La priorità nel settore della scuola materna è costituita, anche alla luce del nuovo ordinamento del sistema scolastico previsto dal progetto ministeriale di riordino dei cicli, dall'esigenza di garantire una diffusione ancora più capillare di questo settore, generalizzando la sua presenza su tutto il territorio nazionale attraverso una programmazione di interventi che tiene conto anche della presenza nel territorio di sezioni di scuola materna non statali che però fruiscono di contributi finanziari.
Nell'attesa della riforma dei cicli scolastici e della obbligatorietà dell'ultimo anno della scuola materna, occorre ribadire che la scuola materna - nella sua interezza, dal terzo al quinto anno di vita del bambino - concorre nell'ambito del sistema scolastico a promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini e delle bambine dai tre ai sei anni di età, nella prospettiva della formazione di soggetti liberi, responsabili ed attivamente partecipi alla vita della comunità locale, nazionale ed internazionale.
In particolare, la scuola materna persegue sia l'acquisizione di capacità e di competenze di tipo comunicativo, espressivo, logico e operativo, sia una equilibrata maturazione ed organizzazione delle componenti cognitive, affettive, sociali e morali della personalità, apportando con questo il suo speifico contributo alla realizzazione dell'uguaglianza delle opportunità educative. In questo quadro, la scuola materna deve consentire ai bambini e alle bambine che la frequentano di raggiungere avvertibili traguardi in ordine alla identità, all'autonomia e alla competenza.
In questo modo si garantisce, tra l'altro, che l'obbligatorietà del terzo anno di scuola materna non venga inteso come una anticipazione della scuola elementare (la cosiddetta primina) trascurando i primi due anni di frequenza della scuola materna.
Tale intervento generalizzato servirà altresì a contrastare i rischi derivanti da disuguaglianze culturali e sociali e a prevenire l'insuccesso scolastico.
Potrà essere utile, tra l'altro, il proseguimento, per un altro anno, del progetto ASCAMO sulla base di quanto maturato fino ad oggi, con particolare attenzione alle aree di maggiore disagio sociale nel Sud e nelle isole. A ciò si collega anche l'attività dell'osservatorio permanente per le problematiche della scuola materna.
9.2. Compito della scuola primaria nella società contemporanea non è soltanto la promozione della prima alfabetizzazione, oltre che l'educazione alla socialità e alla convivenza civile, ma anche quello di provvedere ad un primo avvicinamento alle tecnologie informatiche e all' insegnamento di una lingua straniera.
Per quanto riguarda l'utilizzo delle tecnologie informatiche si rinvia a quanto già precisato al precedente punto 2.
La diffusione dell'insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria dovrà costituire un obiettivo prioritario da perseguire anche attraverso la formazione in servizio del personale ai fini del miglioramento della qualità dell'insegnamento medesimo, in attesa del funzionamento a regime della normativa contenuta nella L. n. 341/90 e nel DPR n. 471/96 che prevede l'attivazione di corsi universitari finalizzati anche alla formazione degli insegnanti della scuola elementare.
Vanno altresì valorizzate e potenziate le strutture di supporto territoriali (gruppi provinciali per le lingue straniere), cui sono rimessi anche compiti di monitoraggio e di coordinamento.
Occorre ricercare ogni opportuna forma di collaborazione e di coordinamento con la scuola dell'infanzia e, soprattutto nel campo dell'insegnamento delle lingue straniere, con la scuola secondaria di primo grado nell'ottica di realizzare linee di continuità, coerenti e funzionali, nell'ambito degli obiettivi della formazione iniziale. A tal fine vanno sostenute azioni organizzative e di formazione dei dirigenti scolastici a supporto delle operazioni di verticalizzazione (effettuate o da effettuare) tra scuole elementari e scuole di istruzione secondaria di primo grado.
9.3. In relazione alle esigenze di continuità educativa con i segmenti che precedono e seguono la scuola media e nella prospettiva della riforma dei cicli scolastici, si rende necessario facilitare l'apprendimento di una seconda lingua straniera e sviluppare ulteriori iniziative sperimentali, elaborando modelli originali e flessibili effettivamente innovativi ed in sintonia con i bisogni formativi emergenti (multimedialità, tempo scuola, educazione musicale).
L'attività amministrativa deve essere orientata alla realizzazione e al completamento, secondo una logica processuale pluriennale delle iniziative finalizzate a completare le ricognizioni già avviate relative all'organizzazione del tempo scuola, alle sperimentazioni di tempo flessibile e tempo prolungato, di orientamento musicale, di lingua straniera, di informatica e di latino che attengono direttamente alla possibilità di riorganizzare il curricolo e le modalità di realizzazione dei processi didattici.
In relazione a soluzioni già approvate (autonomia scolastica) o in discussione (riordino dei cicli) gli istituti comprensivi assumono particolare importanza nell'ambito del riorientamento dei percorsi formativi e, pertanto, in riferimento a tale obiettivo, saranno avviate specifiche azioni di accompagnamento e di supporto.
Un rilevante impegno sarà posto per garantire le condizioni di fattibilità e realizzazione della ricerca-azione finalizzata ad individuare modelli e processi didattico-educativi negli istituti comprensivi sperimentali che si configurano come laboratorio per l'innovazione dei cicli scolastici.
Per quanto attiene alla "formazione degli adulti" si rende necessario definire un percorso formativo che tenga conto della necessità di garantire più solidi rapporti culturali, un più stretto rapporto con il mondo del lavoro, con il territorio e con gli organismi locali e di elevare gli standard formativi.
10. ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO E ISTRUZIONE ARTISTICA.
Gli Uffici dovranno, nella prospettiva della riforma dei cicli scolastici, finalizzare meglio le sperimentazioni e le innovazioni didattiche, ponendo una particolare attenzione all'esigenza di realizzare una stretta coerenza formativa tra i vari tipi di istituto, soprattutto nell'area comune, salvaguardandone, attraverso i contenuti dei programmi di insegnamento, la specificità, attuando dei percorsi flessibili che facilitino la mobilità degli studenti da un indirizzo all'altro, favorendo forme di comunicazione e di interscambio attraverso l'istituzione di reti territoriali.
In tale quadro, tenuto conto altresì di quanto disposto dalla legge n. 341/1990 e dal D.M. 31/7/1996, n. 47, che hanno previsto l'attivazione di corsi universitari per la formazione degli insegnanti della scuola materna ed elementare, occorre procedere ad un'urgente modifica degli ordinamenti della scuola magistrale e dell'istituto magistrale, avviando un percorso formativo sperimentale coerente con le linee della riforma dei cicli che sia al contempo funzionale al curricolo della facoltà di scienza della formazione.
I progetti sperimentali e le innovazioni didattiche devono comunque essere indirizzati a rafforzare la formazione generale e la professionalità di base, a potenziare l'autonoma iniziativa degli studenti, a favorire l'ulteriore ricomposizione in filoni unitari degli indirizzi e specializzazioni previsti negli istituti tecnici, professionali e d'arte.
Dovrà essere ulteriormente sviluppata, anche con il concorso delle risorse dell'Unione Europea - in collaborazione con le Regioni e con il mondo del lavoro, della ricerca e della produzione - la formazione post-diploma, con particolare riferimento alle aree dove è più accentuata la disoccupazione giovanile.
11. ISTITUTI DI ALTA CULTURA.
Allo scopo di migliorare lo studio delle arti si rende necessario sostenere la riforma degli Istituti di alta cultura secondo le linee del testo normativo unificato prodotto dalla Commissione cultura della Camera dei Deputati che rielabora ed unifica le diverse proposte di legge presentate sulla materia. Sarà opportuno porre allo studio l'ipotesi di revisione organizzativo-didattica degli Istituti di alta cultura in connessione con la riforma all'esame del Parlamento.
L'ipotesi di riforma è indirizzata a inserire le Accademie, i Conservatori e gli I.S.I.A. in modo organico nel sistema universitario, cancellando la disciplina anomala attuale, a portare lo studio delle arti su tre livelli: medio, superiore e universitario e a restituire prestigio agli Istituti di alta cultura italiani in modo da renderli competitivi in ambito europeo.
Le sperimentazioni in atto e quelle da avviare devono pertanto essere rese coerenti con la riforma del settore all'esame del Parlamento.
Dovranno altresì essere poste allo studio iniziative tendenti a definire la validità dei titoli conseguiti presso le istituzioni in parola, con riferimento anche alle scuole di didattica presso i Conservatori di Musica.
12. ISTRUZIONE NON STATALE.
Nella considerazione che le istituzioni scolastiche non statali legalmente riconosciute svolgono un servizio essenziale, non può disconoscersi che la loro attività rientra nelle finalità perseguite dallo Stato per l'istruzione dei giovani.
Nel rispetto del principio del pluralismo, occorre dare piena attuazione all'art. 33 della Costituzione che assicura a dette istituzioni piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole statali.
In attesa che il Parlamento assuma le necessarie decisioni legislative in materia, l'Amministrazione nella sua azione quotidiana dovrà tener conto ditali principi, anche se nei limiti delle disposizioni vigenti.
Conseguentemente si dovrà tendere a facilitare la partecipazione del personale operante nelle suddette istituzioni alle iniziative di formazione e aggiornamento del personale delle istituzioni statali.
Dovrà inoltre, essere assicurata un'ampia informazione presso le istituzioni non statali legalmente riconosciute delle iniziative di innovazione che si realizzano nelle istituzioni scolastiche statali, al fine di favorire la loro partecipazione alle iniziative medesime, come pure si dovrà tener conto della situazione del settore delle scuole non statali, nell'elaborazione delle proposte di modifica degli ordinamenti e nell'elaborazione dei provvedimenti delegati che disciplinano l'autonomia delle istituzioni scolastiche a norma dell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59
13. ATTIVITÀ COMUNITARIA E INTERNAZIONALE.
Dovranno essere potenziati gli interventi diretti a promuovere la cooperazione comunitaria e internazionale, sia a livello bilaterale che multilaterale.
Per quanto riguarda la partecipazione ai progetti e ai programmi degli Organismi internazionali, particolare rilevanza assume l'attività riferita all'Unione europea, in attuazione degli artt. 126 e 127 del Trattato di Maastricht.
Gli obblighi derivanti, anche nel settore dell'istruzione, dal Trattato dell'Unione, impongono il necessario raccordo tra priorità educative nazionali e concreta attuazione di una politica di cooperazione comunitaria: il valore aggiunto offerto dalla dimensione europea costituisce elemento essenziale per lo sviluppo della qualità dell'educazione.
Conseguentemente, gli interventi avranno come principali riferimenti il Programma Socrate, nelle sue diverse articolazioni, con particolare riguardo al cap. Comenius e il Programma Leonardo, in un quadro di integrazione fra le risorse sociali, economiche e culturali presenti sul territorio.
Dovranno essere sviluppate le iniziative rivolte a favorire la partecipazione degli operatori e degli utenti della scuola, nonché delle istituzioni interessate, alle azioni dei programmi comunitari.
Dovranno essere potenziati gli interventi diretti a diffondere l'educazione interculturale, come risposta complessiva della scuola alle esigenze di una società sempre più connotata in senso multiculturale e come forma più alta e globale di prevenzione e contrasto del razzismo nelle sue diverse manifestazioni. Per l'anno in corso - Anno europeo della lotta contro il razzismo - saranno particolarmente sviluppate tra l'altro le iniziative in tal senso dell'ambito sia di Socrate che di Leonardo.
Andranno, altresì, promossi progetti pilota sui temi delle nuove conoscenze e competenze linguistiche, scientifiche e tecnologiche richieste dalla società e dal mondo del lavoro, nonché per la ricognizione, la validazione e la certificazione di quelle attualmente conseguite a conclusione dei curricoli formativi previsti dagli ordinamenti vigenti nei Paesi dell'Unione europea.
L'attuazione del Programma Operativo Plurifondo dovrà essere condotto in modo da favorire lo sviluppo sociale ed economico del Mezzogiorno in un quadro di azioni che, seppure riferite prioritariamente agli istituti di istruzione tecnica e professionale, potenzialmente coinvolgano gli istituti di ogni ordine e grado e siano concertate con le Regioni e gli Enti locali in modo da valorizzare ogni opportunità di utilizzazione delle risorse disponibili.
In attuazione delle varie Convenzioni e Dichiarazioni internazionali, una particolare attenzione dovrà essere data agli aspetti educativi del rispetto dei diritti umani, anche in relazione ai rapporti periodici curati dall'apposito Comitato internazionale per i diritti umani; analoga attenzione verrà data al tema delle minoranze etno-linguistiche ed al più generale impegno per la costruzione di una nuova cittadinanza democratica.
Attenta e specifica cura sarà posta nella prosecuzione della cooperazione con i Paesi dell 'Europa Centro Orientale (PECO) e con l'Albania.
Dovrà essere assicurata anche la più ampia circolazione di informazioni e documenti riguardo ai contenuti e alle modalità di partecipazione ai programmi internazionali e ai risultati raggiunti.
14. INTERVENTI A CARATTERE TRASVERSALE.
Nel corso del 1997 proseguiranno gli interventi finalizzati a favorire il successo formativo di ogni studente, in attuazione della L. 8.8.94 n. 496 (prevenzione della dispersione scolastica) e del DPR 9/10/1990, n. 309 (educazione alla salute e prevenzione delle tossicodipendenze).
Tali interventi, secondo le indicazioni contenute nella direttiva n. 600/96, vanno collocati in una programmazione unitaria delle risorse disponibili a livello provinciale e di istituto e raccordati con quelli previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 567/96 (attività complementari ed integrative).
L'osservatorio sulla dispersione scolastica di cui al regolamento approvato con Decreto Ministeriale 31luglio 1996, n. 523, costituisce la sede per valutare i risultati degli interventi realizzati per favorire il successo formativo dei giovani. In questo contesto vanno assunte le iniziative per valorizzare le opportunità offerte dalla collaborazione con le altre amministrazioni centrali dello Stato, la Conferenza Stato-Regioni, le associazioni professionali del personale scolastico e le associazioni dei genitori.
Gli Uffici centrali competenti dovranno concorrere alla realizzazione - programmata a livello interistituzionale - delle iniziative previste dal piano di azione del governo per l'infanzia e l'adolescenza, approvato dal Consiglio dei Ministri nell'aprile 1997.
Tra gli interventi a carattere trasversale sono compresi anche quelli volti a favorire la comunicazione tra gli studenti nel territorio, la valorizzazione delle differenze di ogni tipo per la realizzazione di una cittadinanza piena e consapevole secondo gli indirizzi formativi in materia di solidarietà sociale e di pari opportunità uomo-donna e la creatività giovanile nelle varie forme di espressione (artistica, musicale, ecc.).
Si deve, inoltre, proseguire nell'azione di sistematizzazione delle numerose educazioni, quali l'educazione alla legalità, l'educazione interculturale, l'educazione stradale, l'educazione alimentare, l'educazione ambientale (formazione allo sviluppo sostenibile) e l'educazione alla sicurezza.
Occorre, inoltre, valorizzare le opportunità educative offerte dalla nuova intesa tra il Ministero della Pubblica Istruzione ed il C.O.N.I., per un rilancio delle attività motorie e sportive quali strumenti di formazione e crescita, nonché per sperimentare nel quotidiano occasioni di incontro per i giovani, da vivere compiutamente a scuola.
Alla fine dell'anno e comunque entro il 15 gennaio 1998 ciascun Direttore Generale, Capo di Ispettorato, Servizio o Ufficio deve trasmettere al Gabinetto una relazione sull'azione svolta. La relazione dovrà contenere informazioni essenziali sugli obiettivi conseguiti e sulle iniziative attuate. La relazione dovrà anche includere un succinto resoconto delle attività svolte dai gruppi di lavoro interdirezionali facenti capo a ciascun Ufficio.
Le proposte per la direttiva dell'anno 1998 devono essere formulate a parte in modo sintetico improrogabilmente entro 20 gg. dall'approvazione del bilancio di previsione dello Stato per l'esercizio 1997. La Direzione Generale del Personale, con nota separata, formulerà al Ministro, per tempo e comunque nei successivi 20 gg., concrete proposte sulla ripartizione degli stanziamenti dei capitoli comuni a più uffici centrali, in modo che ciascun Ufficio possa esercitare in concreto dall'inizio dell'esercizio gli autonomi poteri di spesa previsti dal comma 2 dell'art. 3 e dagli artt. 16 e 17 del D.lgs. n. 29/93 e dall'art. 3 del D.P.R 20.4.94, n. 367. A tal fine la Direzione Generale del Personale medesima e' invitata a convocare per tempo apposita Conferenza di servizio.
Piano di ripartizione dei fondi del Cap. 1019 alle Direzioni Generali,
ai vari Uffici del Ministero ed altri Uffici periferici, per le missioni ordinarie
Quota riservata all'aggiorn.
14.496.000.000 (*)
5.264.000000
9.232.000.000
Ufficio centrale Somma assegnata
A.F. 1996
Somma proposta
A.F. 1997
Dir. gen.personale £ 560.000.000 £ 560.000.000 In relazione alle esigenze (anche per funzionari frequentanti corsi della S.S.P.A.)
Dir. gen. istr. elementare £ 176.000.000 £ 176.000.000
Dir. gen. istr. I grado £ 200.000.000 £ 200.000.000
Dir. gen. istr. classica £ 176.000.000 £ 176.000.000
Dir. gen. istr. tecnica £ 376.000.000 £ 376.000.000
Dir. gen. istr. professionale £ 240.000.000 £ 240.000.000
Dir. gen. scambi culturali £ 240.000.000 £ 240.000.000
Dir. gen. istr. media non statale £ 240.000.000 £ 240.000.000
Ispettorato istr. artistica £ 240.000.000 £ 240.000.000
Ispettorato educ. fisica £ 32.000.000 £ 32.000.000
Ispettorato pensioni £ 24.000.000 £ 24.000.000
Servizio scuola materna £ 64.000.000 £ 64.000.000
Ufficio studi e prog. £ 240.000.000 £ 240.000.000
Gabinetto On. Ministro £ 28.800.000 £ 28.800.000
Segreteria sottosegretario £ 13.600.000 £ 13.600.000
Segreteria sottosegretario £ 0 £ 13.600.000
Uffici C.E.D. Monteporzio £ 80.000.000 £ 70.000.000 *Indennità spec. art.8 DL Lgt. 7.6.45 n.320
Uffici periferici £ 5.200.000.000 £ 5.200.000.000
Polizza assicurativa (uso proprio mezzo di trasp.) £ 320.000.000 £ 300.000.000
Fondo di riserva £ 768.000.000 £ 784.400.000
Totale £ 9.732.000.000 £ £ 9.232 000.000
(*) In caso di riduzione dello stanziamento si intendono rideterminante le assegnazioni in base alla percentuale di riduzione dello stanziamento stesso.
La Direzione Generale del Personale è autorizzata ad apportare variazioni compensative nel limite dell'importo di £ 9232.000.000, su motivate richieste che dovessero pervenire dai singoli Uffici. utilizzando altresì, ove necessario' il fondo di riserva.
Cap. 1130 - Spese d'ufficio - Prospetto di ripartizione dello stanziamento - A.F. 1997
Stanziamento di bilancio (*) 21.487.650.000
per contributo ordinario (sp. riscaldamento, elettricità, acqua, pulizia, ecc.) 20.100.650.000
D.G. personale e AA.GG. e Amm.vi 1.325.000.000
Ufficio Studi. bilancio e Programmazione 5.000.000
D.G. istruzione Elementare 5.000.000
D. G. istruzione Secondaria dii Grado 5.000.000
D.G. istruzione Classica 5.000.000
D:G. istruzione Tecnica 5 000 000
D.G. istruzione Professionale 5.000.000
D.G. Scambi Culturali 5.000.000
D.:G. Media non statale 5.000.000
Ispettorato istruzione Artistica 5.000.000
Ispettorato Educazione Fisica e Sportiva 5.000.000
Ispettorato Pensioni 2.000.000
Servizio Scuola Materna 5.000.000
Servizio Statistico 5.000.000
1.387.000.000 1.387.000.000
Totale ripartito 21.487.650.000
(*) In caso di riduzione dello stanziamento si intendono rideterminate le assegnazioni in base alla percentuale di riduzione dello stanziamento stesso.