Source: http://www.architetto.info/normativa/n-182-ordinanza-6-10-maggio-2002-giudizio-di-legittimita-costituzionale-in-via-principale-regione-umbria-salute-e-ambiente-tutela-esposizione-ai-campi-elettromagnetici-a-giustificazion/
Timestamp: 2017-11-18 17:37:06+00:00
Document Index: 84305024

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 97', 'art. 5', 'art.  4', 'art. 127', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 127', 'art. 8', 'art. 127', 'art. 127', 'art. 127', 'sentenza ']

N. 182 ORDINANZA 6 - 10 maggio 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via principale. Regione Umbria - Salute e ambiente - Tutela - Esposizione ai campi elettromagnetici a) Giustificazione degli impianti produttori delle emissioni elettromagnetiche b) Piani di risanamento degli impianti e valutazione di impatto ambientale | Architetto.info
N. 182 ORDINANZA 6 – 10 maggio 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via principale. Regione Umbria – Salute e ambiente – Tutela – Esposizione ai campi elettromagnetici a) Giustificazione degli impianti produttori delle emissioni elettromagnetiche b) Piani di risanamento degli impianti e valutazione di impatto ambientale
N. 182 ORDINANZA 6 - 10 maggio 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via principale. Regione Umbria - Salute e ambiente - Tutela - Esposizione ai campi elettromagnetici a) Giustificazione degli impianti produttori delle emissioni elettromagnetiche b) Piani di risanamento degli impianti e valutazione di impatto ambientale - Prospettato contrasto con il principio di ragionevolezza e..........
N.  182 ORDINANZA 6 – 10 maggio 2002.
Giudizio di legittimita’ costituzionale in via principale.
Regione  Umbria  –  Salute e ambiente – Tutela – Esposizione ai campi
elettromagnetici a) Giustificazione degli impianti produttori delle
emissioni  elettromagnetiche b) Piani di risanamento degli impianti
e  valutazione di impatto ambientale – Prospettato contrasto con il
principio  di  ragionevolezza  e  indebito  esercizio  di  potesta’
legislativa  da parte della Regione Umbria – Ricorso del Presidente
del  Consiglio  dei  ministri – Intervenuta modifica costituzionale
del   giudizio   di  legittimita’  promosso  in  via  principale  –
Improcedibilita’ del ricorso.
– Legge  Regione Umbria riapprovata il 30 luglio 2001, artt. 2, comma
1, 5, comma 1 lettera c) e 12, comma 1.
– Costituzione,  artt.  97  e 127; legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3,
nel  giudizio  di legittimita’ costituzionale degli artt. 2, comma 1,
5,  comma  1,  lettera  c  e  12,  comma 1, della legge della Regione
Umbria,  riapprovata  il  30 luglio 2001, recante “Tutela sanitaria e
ambientale   dall’esposizione   ai   campi  elettrici,  magnetici  ed
elettromagnetici”,  promosso con ricorso del Presidente del Consiglio
dei ministri, notificato il 17 agosto 2001, depositato in cancelleria
il 24 successivo ed iscritto al n. 37 del registro ricorsi 2001.
Ritenuto   che   con  ricorso  notificato  il  17 agosto  2001  e
depositato  in cancelleria il successivo 24 agosto, il Presidente del
Consiglio   dei   ministri  ha  promosso  questione  di  legittimita’
costituzionale degli articoli 2, comma 1, 5, comma 1, lettera c e 12,
comma  1,  della  delibera  legislativa  della Regione Umbria “Tutela
sanitaria e ambientale dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici
ed  elettromagnetici”,  gia’  approvata dal Consiglio regionale nella
seduta  del  21 maggio  2001  e  –  a seguito di rinvio governativo –
riapprovata,  a maggioranza assoluta, con modificazioni, nella seduta
del 30 luglio 2001;
che  l’art. 2, comma 1, della delibera legislativa – il quale
introduce  il  “principio di giustificazione”, richiedendo ai gestori
ed  ai  concessionari  la dimostrazione delle ragioni obiettive della
indispensabilita’    degli    impianti    che   producono   emissioni
elettromagnetiche   ai   fini   della  operativita’  del  servizio  –
violerebbe, ad avviso dell’Avvocatura, l’art. 97 della Costituzione e
il  principio  generale  di  ragionevolezza,  giacche’, non avendo la
regione  il potere di valutare l’indispensabilita’ degli impianti ne’
il carattere obiettivo delle ragioni addotte, la previsione normativa
sarebbe  del tutto inutile, risolvendosi nella imposizione al privato
di  formalita’  onerose  che  non  preludono  a nessun controllo o ad
interventi da parte dell’amministrazione competente;
che  l’art. 5, comma 1, lettera c della delibera legislativa,
la’  dove attribuisce alla Giunta regionale il potere di fissare, con
regolamento, i criteri per l’elaborazione e l’attuazione dei piani di
risanamento  degli  impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di
radiodiffusione,  sarebbe  incostituzionale  perche’  la  materia  e’
riservata  allo  Stato:  siccome  l’art.  4,  comma 4, della legge 22
febbraio  2001,  n. 36,  demanda  ad  un  decreto  del Presidente del
Consiglio  dei ministri la determinazione dei criteri di elaborazione
dei  piani  di risanamento, eventuali spazi di attribuzione regionale
potrebbero  essere  desunti  solo  dall’emanando d.P.C.m., mentre non
sarebbe  consentito  che la regione provveda prima che lo Stato abbia
fissato  i  livelli consentiti di inquinamento ed i criteri per porvi
rimedio;  e  cio’  in  quanto  si  versa  in  una  materia  – osserva
l’Avvocatura  –  che richiede necessariamente una disciplina uniforme
su  tutto  il  territorio  dello Stato, in modo che sia adeguatamente
tutelato  l’interesse  nazionale  che  l’art. 127, terzo comma, della
Costituzione pone come limite al potere legislativo delle regioni;
che l’art. 12, comma 1, della delibera legislativa oggetto di
impugnativa  impone la procedura di valutazione di impatto ambientale
“nei  casi  previsti  dal  regolamento  di cui all’art. 5”; e che, ad
avviso  del ricorrente, la fonte dell’attribuzione regionale non puo’
essere il regolamento richiamato, perche’ sulla valutazione d’impatto
ambientale  la  competenza  apparterrebbe  allo Stato, anche ai sensi
dell’art. 2,  comma  6, lettera a della legge 31 luglio 1997, n. 249,
che attribuisce all’Autorita’ per le garanzie nelle telecomunicazioni
il  potere,  sentite  le  regioni, di fissare la localizzazione degli
impianti  con  un  piano  articolato  che  consenta  di  realizzare i
molteplici  obiettivi  fissati  nella  stessa norma: sarebbe escluso,
pertanto,   che   ogni   regione   possa  valutare  autonomamente  le
determinazioni  del  piano con la possibilita’ che ne derivi un danno
anche ad altre regioni;
che  nel  giudizio  dinanzi  alla  Corte  si e’ costituita la
Regione  Umbria, chiedendo che le sollevate questioni di legittimita’
costituzionale   siano   dichiarate   manifestamente   infondate,  in
particolare osservando che la delibera legislativa impugnata persegue
essenzialmente  due  obiettivi: da un lato, quello della tutela della
salute  della  popolazione  dagli  effetti della esposizione ai campi
elettrici,  magnetici  ed  elettromagnetici, dall’altro, quello della
salvaguardia   dell’ambiente   e  del  paesaggio,  nel  rispetto  del
principio  comunitario  di  precauzione  e  dei principi fondamentali
dettati dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36. In questa prospettiva si
giustificherebbe  l’art. 2  della  delibera legislativa impugnata, il
quale  mira  ad  una maggiore responsabilizzazione dell’imprenditore,
tendendo    a   raccogliere   elementi   conoscitivi   non   soltanto
sull’adeguatezza   dell’impianto,   ma  anche  sulla  sua  necessita’
rispetto allo scopo perseguito;
che  infondata  sarebbe  anche la censura rivolta all’art. 5:
sia  perche’ dal combinato disposto degli artt. 4, comma 1, lettera d
e  9, comma 2, della legge n. 36 del 2001 risulterebbe che la riserva
allo   Stato   della   determinazione   dei   criteri   si  riferisce
esclusivamente  ai  piani  di  risanamento  degli  elettrodotti;  sia
perche’  l’intervento  regionale non potrebbe essere subordinato alla
preventiva  emanazione del previsto d.P.C.m., posto che altrimenti si
riconoscerebbe allo Stato il potere di rinviare sine die l’emanazione
di  una  disciplina  di  rilevante  importanza  per la materia cui si
riferisce,  cosi’ precludendosi alle regioni di esercitare il proprio
potere normativo;
che,  infine,  la  questione  di  costituzionalita’ avente ad
oggetto   l’art. 12   muoverebbe  da  un’inesatta  ricostruzione  del
sistema, giacche’ non terrebbe conto ne’ dell’art. 2-bis comma 2, del
decreto  legge  1 maggio 1997, n. 115, ne’ del fatto che la procedura
di  valutazione  di impatto ambientale, essendo diretta alla corretta
gestione  del  territorio,  appartiene alla materia urbanistica nella
sua accezione piu’ ampia;
che,  in  prossimita’  della  camera  di consiglio, la difesa
della  Regione Umbria ha depositato una memoria, nella quale, oltre a
ribadire    le    precedenti   conclusioni   di   merito,   eccepisce
l’improcedibilita’  del  ricorso  del  Presidente  del  Consiglio dei
ministri alla luce dell’intervenuta modificazione dell’art. 127 della
Considerato  che  l’art. 8  della legge costituzionale 18 ottobre
2001,   n. 3  (Modifiche  al  titolo  V  della  parte  seconda  della
Costituzione)    ha    sostituito    interamente   l’art. 127   della
Costituzione,  il  quale  stabilisce,  ora,  al  primo comma, che “il
Governo,  quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza
della   regione,   puo’   promuovere  la  questione  di  legittimita’
costituzionale  dinanzi  alla  Corte  costituzionale  entro  sessanta
giorni dalla sua pubblicazione”;
che   e’   stata  dunque  soppressa  la  fase  del  controllo
governativo   sulla   legge   regionale   deliberata  ma  non  ancora
promulgata,  che  si  esplicava  mediante  il  rinvio  della legge al
Consiglio  regionale  e  la  successiva  eventuale impugnazione della
stessa  davanti  a  questa Corte, sulla base di motivi gia’ enunciati
nel rinvio, con effetto preclusivo della promulgazione fino all’esito
del giudizio: onde oggi l’unica ipotesi, prevista dalla Costituzione,
di giudizio di legittimita’ costituzionale promosso in via principale
nei confronti della legge regionale e’ quella del giudizio instaurato
dal   Governo  con  l’impugnazione  della  legge  gia’  promulgata  e
che, pertanto, per effetto della indicata modificazione della
norma  costituzionale,  come questa Corte ha gia’ statuito, i ricorsi
in precedenza introdotti, ai sensi del testo originario dell’art. 127
della   Costituzione,  nei  confronti  di  deliberazioni  legislative
regionali,   sono  divenuti  improcedibili,  mentre  resta  salva  la
facolta’   del  Governo  di  promuovere  nei  confronti  della  legge
regionale,   una   volta   promulgata   e  pubblicata,  questione  di
legittimita’  costituzionale nei termini previsti dal nuovo testo del
medesimo  art. 127  (sentenza  n. 17  del  2002;  ordinanza n. 65 del
2002):  cosi’  consentendosi,  fra  l’altro,  la p…
N. 182 ORDINANZA 6 – 10 maggio 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via principale. Regione Umbria – Salute e ambiente – Tutela – Esposizione ai campi elettromagnetici a) Giustificazione degli impianti produttori delle emissioni elettromagnetiche b) Piani di risanamento degli impianti e valutazione di impatto ambientale redazione redazione 2015-05-06T09:58:15+00:00