Source: https://www.mistermagazine.it/2015/07/16/equitalia-il-pignoramento-della-prima-casa/
Timestamp: 2019-04-20 18:54:28+00:00
Document Index: 108425485

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 76', 'art. 52']

EQUITALIA: IL PIGNORAMENTO DELLA PRIMA CASA È LEGITTIMO? CASSAZIONE 111, 19270/2014 - Mr. Magazine Futuro & Territorio
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Alcuni lettori mi chie­dono chiarimenti sulla sorte della prima casa quando si hanno po­sizioni debitorie con Equitalia per cui traendo spunto da una recente decisione della Cassazione preciso a quali condi­zioni la prima casa è inespropriabile.
L’art. 76-alla lettera g) del D.P.R 602/1973 come modificato dal D.L. 69/2013 di­spone:
“Ferma la facoltà di intervento ai sensi dell’articolo 499 del codice di procedu­ra civile, l’agente della riscossione: a) non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del de­bitore, con esclusione delle abitazioni di lusso aventi le caratteristiche indivi­duate dal decreto del Ministro per i la­vori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, e comunque dei fabbri­cati classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9, è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente;
b) nei casi diversi di cui alla lettera a), può procedere all’espropriazione im­mobiliare se l’importo complessivo del credito per cui si procede supera cen­toventimila euro. L’espropriazione può essere avviata se è stata iscritta l’ipote­ca di cui all’articolo 77 e sono decorsi al­meno sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia estinto”.
Equitalia pertanto non potrà procedere all’espropriazione immobiliare se l’im­mobile è l’unico di proprietà del debito­re ma il bene in questione deve essere: a) non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del de­bitore, con esclusione delle abitazioni di lusso aventi le caratteristiche indivi­duate dal decreto del Ministro per i la­vori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, e comunque dei fabbri­cati classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9, è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente;
Equitalia pertanto non potrà procedere all’espropriazione immobiliare se l’im­mobile è l’unico di proprietà del debito­re ma il bene in questione deve essere: volti alla massima salvaguardia della proprietà immobiliare del debitore, an­che in ragione del particolare contesto economico di riferimento, ha deciso, nelle more della conversione in legge del decreto, di non dare ulteriore cor­so alle espropriazioni immobiliari pen­denti alla data di entrata in vigore del decreto legge in esame, chiedendo al contempo un chiarimento agli Organi Istituzionali.
Il Ministero dell’Economia però con una successiva nota a maggio del 2014, ha ritenuto che la norma in questione non avesse effetto retroattivo e che, pertan­to, tutti i pignoramenti effettuati prima del 22 giugno 2013 dovevano conside­rarsi validi ed efficaci.
La norma entrata in vigore il 22 giu­gno 2013 ha dunque effetto retroat­tivo?
La recente decisione della Corte di Cas­sazione, sentenza n. 19270 del 12 set­tembre 2014 ha precisato che la norma si applica anche alle procedure esecu­tive pendenti alla data del 21 agosto 2013.
Nella sentenza della terza sezione civi­le, tra l’altro si legge che “dal momen­to che la norma disciplina il processo esecutivo esattoriale immobiliare, e non introduce un’ipotesi di impignora­bilità “sopravvenuta” del suo oggetto, la mancanza di una disposizione tran­sitoria comporta che debba essere ap­plicato il principio per il quale nel caso di successione di leggi processuali nel tempo, ove il legislatore non abbia di­versamente disposto, in ossequio alla regola generale di cui ali’ art. 11 delle preleggi, la nuova norma disciplina non solo i processi iniziati successivamente alla sua entrata in vigore ma anche i singoli atti, ad essa successivamente compiuti, di processi iniziati prima della sua entrata in vigore, quand’ anche la nuova disciplina sia più rigorosa per le parti rispetto a quella vigente all’ epoca di introduzione del giudizio (Cass. n. 3688/11 ).”
Pertanto “in tema di espropriazione im­mobiliare esattoriale, qualora sia stato eseguito il pignoramento immobiliare mediante la trascrizione e la notifica­zione dell’avviso di vendita ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 602 del 29 set­tembre 1973, ed il processo sia ancora pendente alla data del 21 agosto 2013 (di entrata in vigore dell’art. 52, comma 1, lett. g), del D.L. 21 giugno 2013 n. 69, l’azione esecutiva non può più prose­guire e la trascrizione del pignoramen­to va cancellata, su ordine del giudice dell’esecuzione o per iniziativa dell’a­gente della riscossione, se l’espropria­zione ha ad oggetto l’unico immobile di proprietà del debitore, che non sia bene di lusso e sia destinato ad- abita­zione del debitore, il quale vi abbia la propria residenza anagrafica.”
Il debitore esecutato che ha subito da Equitalia un pignoramento della prima casa non di lusso ove risiede potrà far valere questo principio con l’ausilio di un legale che verificato il suo buon di­ritto potrà produrre nel procedimento la documentazione attestante tali con­dizioni.
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