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Timestamp: 2017-09-23 00:21:12+00:00
Document Index: 102796662

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 112', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 366', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art.1', 'art. 649']

Il risarcimento del danno per illegittima precarizzazione di un dipendente della PA. – Noi Radiomobile™
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(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 18 luglio 2016, n. 14633)
Con la prima censura parte ricorrente, deducendo “falsa ed erronea applicazione dell’art. 112 cpc”, sostiene che la Corte dei merito nel ritenere viziata la sentenza del Tribunale per ultrapetizione in ordine al capo della domanda relativo al risarcimento del danno conseguente alla illegittima reiterazione dei contratti a termine non ha valutato correttamente il ricorso di primo grado laddove alla predetta illegittima reiterazione era direttamente collegata, sia pure in via subordinata, la domanda di risarcimento del danno.
Premesso che secondo questa Corte nel caso di denuncia di violazione dell’art. 112 cpc e si pone un problema di natura processuale per la soluzione del quale la Corte di Cassazione ha il potere-dovere di procedere all’esame diretto degli atti, onde acquisire gli elementi di giudizio necessari ai fini della pronuncia richiesta ( per tutte Cass. 4 aprile 2014).
Va rilevato che dall’esame del ricorso introduttivo ritualmente indicato ex art. 366 n. 6 cpc, si evince che il ricorrente allegando quale causa pretendi l’illegittima reiterazione dei contratti a termini chiede anche, sia pure in via subordinata, il risarcimento del danno conseguente alla detta illegittima reiterazione (pag. 19 primo capoverso dei ricorso introduttivo) .
La sentenza impugnata espressione di un diverso principio, non è quindi corretta in diritto. Conclusivamente il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio, anche per le spese dei giudizio di legittimità, alla, Corte di Appello Firenze.
Si dà atto della non sussistenza dei presupposti di cui all’art. 13, comma 1 qoater, del DPR n. 115 del 2002 introdotto dall’art.1, comma 17, della L. n.228 del 2012 per il versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
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