Source: https://www.odg.it/etica
Timestamp: 2019-12-12 19:10:24+00:00
Document Index: 174346190

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ']

Etica - Ordine Dei Giornalisti
a.	la libertà di informazione e di critica (valori che fanno definire il giornalismo informazione critica) è il “diritto insopprimibile” dei giornalisti. “Le libertà fondamentali affermate, garantite e tutelate nella Parte prima, Titolo primo, della Costituzione della Repubblica, sono riconosciute come diritti del singolo, che il singolo deve poter far valere erga omnes. Essendo compresa tra tali diritti anche la libertà di manifestazione del pensiero proclamata dall’art. 21, primo comma, della Costituzione, deve senza dubbio imporsi al rispetto di tutti, delle autorità come dei consociati. Nessuno può quindi recarvi attentato, senza violare un bene assistito da rigorosa tutela costituzionale”. (Corte costituzionale, sentenza 122/1970).
b.	la tutela della persona umana e il rispetto della verità sostanziale dei fatti principi da intendere come limiti alle libertà di informazione e di critica.
c.	l’esercizio delle libertà di informazione e di critica ancorato ai doveri imposti dalla buona fede e dalla lealtà:
d.	il dovere di rettificare le notizie inesatte. La pubblicazione della rettifica è un obbligo di legge (art. 8 legge 47/1948 sulla stampa), ma sul piano deontologico il giornalista deve provvedervi autonomamente senza attendere l’impulso della parte lesa dalla diffusione di “notizie inesatte”
e.	il dovere di riparare gli eventuali errori;
f.	il rispetto del segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse. Il segreto professionale è tutelato soprattutto dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (legge 4 agosto 1955 n. 848) e dalle sentenze Goodwin, Roemen e Tillack della Corte di Strasburgo dei diritti dell’uomo. La Convenzione europea tutela espressamente le fonti dei giornalisti, stabilendo il diritto a “ricevere” notizie.
g.	il dovere di promuovere la fiducia tra la stampa e i lettori;
h.	il mantenimento del decoro e della dignità professionali;
i.	il rispetto della propria reputazione;
j.	il rispetto della dignità dell’Ordine professionale;
k.	il dovere di promozione dello spirito di collaborazione tra i colleghi;
l.	il dovere di promozione della cooperazione tra giornalisti ed editori.
Il rifacimento della “Carta di Treviso” è maturato anche a seguito di alcuni interventi legislativi di notevole spessore. L’articolo 3 della legge 112/2004 e del Testo unico sulla Tv (Dlgs 177/2005) tutela i minori in linea con la sentenza 112/1993 della Corte costituzionale, che ha vincolato i giornalisti al rispetto della dignità umana, dell’ordine pubblico, del buon costume e del libero sviluppo psichico e morale dei minori.
Sottoscritta dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa l’8 luglio 1993, la Carta si apre con la citazione integrale dell’art. 2 della legge 69 del 1963 e si chiude ricordando che la violazione delle norme in essa contenute è soggetta a sanzioni disciplinari. Il Protocollo, che costituisce uno statuto completo della deontologia professionale, richiama il rispetto della persona, la non discriminazione, la correzione degli errori e la rettifica, la presunzione di innocenza. Contiene il divieto di pubblicare immagini violente o raccapriccianti, l’obbligo di tutelare la privacy dei cittadini e, in particolare, dei minori e delle persone disabili o malate. Circa le fonti specifica che, in via ordinaria, devono essere rese note al pubblico e, in caso di fonti confidenziali, prevale il dovere di mantenere il segreto professionale. Richiamando il protocollo d’intesa fra giornalisti e operatori pubblicitari firmato il 14 aprile 1988, la Carta ribadisce il diritto dei cittadini a ricevere un’informazione sempre chiaramente distinta dalla pubblicità: le indicazioni che delimitano le due sezioni devono essere chiare e di immediata percezione. Inoltre il giornalista non può prestare il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell’autonomia professionale. La Carta definisce anche il concetto di incompatibilità tra il lavoro giornalistico e interessi o incarichi che siano in conflitto con la ricerca rigorosa ed esclusiva della verità dei fatti.
Il Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti nella seduta del 26 e 27 marzo 1998, trasmesso all’Ufficio del Garante della privacy con nota prot. n. 2210 del 15 luglio 1998, pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 3 agosto 1998 e entrato in vigore, come tutte le leggi, il quindicesimo giorno successivo, costituisce l’Allegato A del Dlgs n. 196/2003 e, come tale, assurge al rango di norma primaria. La sentenza 16145/2008 della III sezione penale della Corte di Cassazione ha ricordato che “il Codice deontologico dei giornalisti è una legge”.
Secondo la Corte di Appello di Milano nei confronti dei giornalisti che violano la privacy ”non si applica la tutela penale prevista per il trattamento illecito dei dati, ma, unicamente, una tutela in sede disciplinare, innanzi al Consiglio dell’Ordine”. La Suprema Corte, invece, ha osservato che, in tema di salute, anche per effetto di direttive comunitarie a tutela della ”dignità umana”, bisogna interpretare le norme in maniera ”rigida” e “ricordarsi che anche il Codice deontologico della stampa è una legge”. I giornalisti, quindi, rischiano il processo penale (mentre prima la sanzione era soltanto disciplinare)
Carta dei doveri dei giornalisti degli uffici stampa pubblici
La Carta dei doveri dei giornalisti degli uffici stampa pubblici approvata dal Gruppo di lavoro Uffici Stampa dell’Ordine nazionale dei giornalisti il 26 febbraio 2002 (il cui nuovo testo è stato proposto al Consiglio nazionale nella seduta del 25 marzo 2010), si basa su due principi: il diritto delle istituzioni pubbliche a informare e il medesimo diritto dei cittadini a essere informati e aiuta il giornalista che opera negli uffici stampa pubblici nel delicato compito di favorire il dialogo tra ente e utente osservando non solo le norme stabilite per il pubblico dipendente ma anche quelle deontologiche fissate dalla legge istitutiva dell’Ordine.
La Carta dei doveri dell’ informazione economica, approvata l’8 febbraio del 2005 dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e poi aggiornata il 28 marzo 2007, detta i criteri che devono regolare l’informazione di settore e ai quali i giornalisti devono attenersi. La delibera del 5 giugno 2007 con la quale la Consob ha approvato la Carta dei doveri dell’informazione economica, che disciplina le regole di informazione economica, ritenendola aderente con le proprie norme in materia di raccomandazioni finanziarie, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2007