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Timestamp: 2019-07-23 21:59:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 43', 'sentenza\n', 'art. 25', 'art. 27', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 21']

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TELECOMUNICAZIONI - PowerPoint PPT Presentation
TELECOMUNICAZIONI 1 VERSO LA CONVERGENZA TECNOLOGICA Alla comparsa dei nuovi media, legati allo straordinario sviluppo tecnologico, si accompagna il fenomeno della c ... – PowerPoint PPT presentation
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1 VERSO LA CONVERGENZA TECNOLOGICA
Alla comparsa dei nuovi media, legati allo
straordinario sviluppo tecnologico, si accompagna
il fenomeno della c.d. CONVERGENZA TECNOLOGICA,
che consente lutilizzazione di uno stesso
mezzo per diffondere una pluralità di servizi
ciò ha rotto la tradizionale corrispondenza tra
mezzi di diffusione e servizi (si pensi alle
telecomunicazioni, alla telegrafia, alla
telefonia, ognuno dei quali utilizzava un diverso
mezzo di diffusione, ognuno dei quali oggetto di
mercati rigorosamente distinti).
Non solo, ma la distinzione tra mezzi e servizi
corrispondenti ha portato ad ancorare le
discipline di settore a differenti principi
costituzionali così la radio-tv legata al
combinato disposto degli artt. 21 e 41
(iniziativa econom.), mentre la telefonia legata
al combinato disposto degli artt. 15 (libertà e
segretezz. Corrispondenza) e 43 (servizio
Ma, quel fenomeno chiamato convergenza
tecnologica ha mutato completamente tale
corrispondenza mezzi-servizi, comportando uno
sviluppo legislativo tuttora in corso.
2 I PRINCIPALI PASSAGGI DELLINNOVAZIONE
Vediamo, brevemente, le quattro innovazioni
tecnologiche legate a questa evoluzione
La telematica lapplicazione dellinformatica
alle telecomunicazioni ha consentito di
accrescere la capacità trasmissiva delle reti di
telecomunicazione, rendendo possibile, oltre alla
trasmissione dati e informaz., la contestuale
elaborazione a distanza ciò significa che
linformazione trasmessa può essere oggetto
dintervento da parte dellutente, così avviando
un rapporto interattivo tra lutente e la la
fonte dellinformazione stessa.
Il cavo a fibra ottica ed il satellite a
diffusione diretta il cavo ottico, che sta
progressivamente sostituendo i vecchi cavi, ed il
satellite a diffusione diretta sono dotati di una
capacità e velocità trasmissiva molto più elevata
rispetto alle tecnologie tradizionali.
3) Il sistema numerico digitale per la
trasmissione di segnali diversi il sistema
digitale, vero snodo della convergenza
tecnologica, sta sostituendo la tecnica analogica
e consente di trasmettere qualsiasi tipo di
informazione (dati, immagini, suoni) riducendola
ad una serie sequenziale di numeri che danno vita
ad una sorta di alfabeto universale, che consente
di trasmettere simultaneamente segnali di ogni
4) Le tecniche di codifica dei segnali trasmessi
le quali influiscono sulla ricevibilità del
segnale, limitandolo allutilizzo di strumenti o
parole chiave (pay-tv, garanzie di sicurezza
informazioni trasmesse).
E a queste novità che vanno ricondotti i
della c.d. multimedialità, cioè la possibilità di
scambiare contemporaneamente diverse forme di
informazione (voce, immagine, testi ecc.) e
combinando insieme più mezzi di comunicazione
(tv, telefono, computer)
b) della convergenza tecnologica, cioè la
progressiva convergenza delle tecniche e e delle
infrastrutture di trasmissione per tutti i
La prima forma di convergenza realizzatasi nelle
reti fissa di comunicazione (telefonia e
telegrafia) è rappresentata dalla rete ISDN, cioè
un rete numerica che consente di trasmettere non
solo fonia ma anche dati e video a bassa
Ma il passaggio fondamentale è rappresentato
dalla rete Internet, attraverso la quale è
possibile fruire di servizi multimediali più
avanzati e che si caratterizza per la dimensione
internazionale della struttura.
Per quanto riguarda la telefonia, i passaggi dal
TACS (telefoni mobile analogica) alla tecnica
numerico-digitale (GSM), oggi interessano il
passaggio verso l UMTS (Universal Mobile
Telecommunication System) cioè uno standard che,
grazie allintegrazione tra reti cellulari
terrestri e satellitari, possiede unaltissima
velocità trasmissiva e soprattutto è compatibile
con internet e i servizi multimediali.
Nel settore radio-tv, la prima forma di
convergenza viene ritenuta la televisione
interattiva (video on demand), ma oggi è la
piattaforma digitale ad essere al centro dello
sviluppo si tratta di un sistema complesso volto
a realizzare congiuntamente trasmissioni digitali
da satellite e cavo e trasmissioni codificate in
forma analogica trasmesse su reti terrestri.
3 INNOVAZIONE TECNOLOGICA E DISCIPLINA
GIURIDICA LA NUOVA DEFINIZIONE DI SERVIZI DI
Il mutamento dello scenario tecnologico non
poteva non avere riflessi sul piano giuridico. Il
primo segnale in questo senso è la nuova
definizione di servizi di telecomunicazione
adottata in sede comunitaria e recepita
nellordinamento nazionale con D.P.R. 318 del
1997 Trasmissione e instradamento di segnali su
reti di telecomunicazione, ivi compreso qualunque
servizio interattivo anche se relativo a prodotti
audiovisivi, esclusa la diffusione di programmi
radiofonici e televisivi unesclusione, quella
della radio-tv, dettata dalla specificità che
(tuttora) mantiene lattività radiotelevisiva
via etere tradizionale.
4 La FINE dei MONOPOLI PUBBLICI, lAVVIO del
MERCATO CONCORRENZIALE la NORMATIVA COMUNITARIA
in materia di LIBERALIZZAZIONE ed ARMONIZZAZIONE
Altra importantissima conseguenza
dellinnovazione tecnologica è stata la fine dei
monopoli pubblici e lavvio di un mercato di
In modo del tutto analogo a quanto avvenuto per
la radio-tv, due sono stati gli elementi che
hanno causato il tramonto dei monopoli pubblici
laspetto tecnico del mezzo (che prima
giustificava il monopolio naturale, mentre ora ha
reso possibile lingresso di nuovi operatori
perché più veloce, potente, economico,
le decisioni prese in sede comunitaria (legate
alla progressiva internazionalizzazione del
Punto di partenza era dunque la situazione di
monopolio, contenuta nel codice postale del 1973
che riconfermava la riserva allo Stato dei
servizi di telecomunicazione, riserva che trovava
fondamento nellart. 43 Cost., e che comprendeva
sia la realizzazione gestione delle
infrastrutture, sia lerogazione dei servizi, sia
la fornitura degli apparecchi terminali destinati
a consentire allutente di fruire dei servizi del
monopolio. Dunque, in concreto, ciò si traduceva
in modello di gestione con impianti pubblici,
uniformità della tariffa, obbligatorietà del
servizio, ricorso alla concessione in esclusiva a
società pubbliche (SIP, ITALCABLE, STET).
Il quadro muta repentinamente con la sentenza
British Telecommunications della Corte di
Giustizia CE del 1985, ove si afferma che le
regole della concorrenza si applicano anche alle
telecomunicazioni e dunque anche ai monopolisti
Da allora, la CE ha cominciato a sviluppare una
vera e propria politica delle telecomunicazioni,
politica volta da un lato a liberalizzare i
mercati nazionali (dunque la fine dei monopoli),
da un altro lato volta ad armonizzare le nuove
Il primo intervento è avvenuto attraverso una
serie di direttive degli anni 90, le quali hanno
imposto agli Stati membri leliminazione di
diritti speciali o esclusivi alle concessionarie
pubbliche, estendendo ciò anche al satellitare,
via cavo, telefonia fissa.
2) Il secondo intervento di armonizzazione
delle leggi nazionali ha interessato soprattutto
la disciplina dellattività degli operatori sia
sotto laspetto delle condizioni di accesso al
mercato, sia sotto laspetto dellapposizione di
obblighi sugli operatori stessi.
Tra le direttive più importanti ricordiamo la
direttiva-quadro Open Network Provision (90/387)
la quale prevede che la fornitura di una rete si
basi sui principi di obiettività, trasparenza,
non discriminazione e parità di accesso anche
nelle direttive successive a questa, lintento è
quello di assicurare uneffettiva parità di
condizioni a tutti gli operatori, e spiega anche
il perché di una normativa asimmetrica che
punta a riequilibrare le posizioni degli ex
monopolisti e dei nuovi operatori, con obblighi
specifici a carico dei soli operatori più forti,
ovvero di quelli considerati detentori di una
quota di mercato significativa o di un rilevante
Infine, le direttive definiscono il servizio
universale come ltltlinsieme minimo definito di
servizi di una data qualità a disposizione di
tutti gli utenti, indipendentemente dalla
localizzazione geografica, e offerto in funzione
delle specifiche condizioni nazionali, ad un
prezzo abbordabilegtgt si tratta per il momento,
di una nozione che riguarda essenzialmente alcuni
servizi della telefonia fissa per chiamate
nazionali e internazionali, telefax e
trasmissione dati, ma è evidente che il concetto
di servizio universale è destinato ad arricchirsi
di nuovi contenuti mano a mano che il processo di
convergenza verrà perfezionandosi
LATTUZIONE DELLA NORMA COMUNITARIA
NELLORDINAMENTO ITALIANO
Così come per la radio-tv, il recepimento della
normativa comunitaria nellordinamento italiano
avviene per gradi.
Il primo importante provvedimento è la legge 58
del 1992, che sopprime le aziende di Stato per i
servizi telefonici (SIP, IRTEL) e concentra in un
unico gestore, Telecom Italia, tutti i servizi di
Intervengono poi due decreti legislativi (del
1993 e 1995) a recepire la direttiva Open Network
Provision (1990) per la liberalizzazione del
settore il quadro che emerge può essere
sintetizzato con lapertura del mercato a più
operatori, non più sulla base di concessioni, ma
di autorizzazioni generali e di licenze, obbligo
della fornitura del servizio universale,
istituzione dellAutorità di garanzia per le
nuove regole antitrust.
5.1 APERTURA DEL MERCATO AD UNA PLURALITA DI
Il passaggio ad un libero mercato avviene
abbandonando listituto della concessione a
favore dellistituto dallautorizzazione, nel
quale si riducono i margini di discrezionalità
esercitabile dallautorità amministrativa, la
quale deve di solito accertare solo il possesso
dei requisiti richiesti da parte del soggetto
La già citata legge 249 del 1997, stabilisce che
lattività di istallazione reti di
telecomunicazioni via cavo e via frequenze
terrestri sia soggetta a licenza rilasciata
dallAutorità, mentre lesercizio delle reti e la
fornitura dei relativi servizi sia sottoposta ad
rilasciate sempre dallAutorità.
Per autorizzazione generale sintende quella che
consente lesercizio dei diritti da essa
derivanti indipendentemente da una decisione
esplicita della pubblica autorità, ma sulla base
di una semplice denuncia dinizio attività o
mediante la regola del silenzio assenso.
Per licenza individuale sintende
unautorizzazione che deve essere espressamente
rilasciata dallautorità, e che conferisce
diritto specifici o impone obblighi specifici.
Si definisce poi lattività telecomunicativa come
attività di preminente interesse generale,
fondata sui principi di libera concorrenza e
pluralità degli operatori dunque obiettività,
trasparenza, non discriminazione, ma anche tutela
degli utenti, dei dati personali, dei diritti
personali, etc a conferma che la
liberalizzazione non significa affatto disimpegno
dello Stato nel settore.
5.2 TRASPARENZA GESTIONALE E OBBLIGO DI
Sempre la L. 249 del 1997 stabilisce che gli
operatori del settore debbano rispettare il
principio di trasparenza gestionale ciò tenendo
separata la contabilità delle diverse attività di
gestione delle reti o di fornitura del servizio.
Per quanto riguarda invece lobbligo di
interconnessione, esso impone agli operatori in
possesso delle infrastrutture, delle reti, di
consentire lutilizzo da parte di nuovi
operatori si tratta del principio cardine del
libero accesso al mercato.
Lobbligo di interconnessione si arricchisce di
contenuti più onerosi per quegli operatori in
possesso di infrastrutture e di una notevole
forza di mercato, che è la posizione degli
operatori che detengano oltre il 25 della quota
di un particolare mercato delle telecomunicazioni
in ambito nazionale. Si tratta di un esempio di
quella asimmetria di cui parlavamo prima.
5.3 OBBLIGO DI FORNITURA DEL SERVIZIO UNIVERSALE
La norma italiana riprende la definizione
adottata in sede comunitaria e intende per
fornitura del servizio universale linsieme
minimo di servizi disponibile a tutti gli utenti
a prescindere dalla loro ubicazione geografica e
In concreto, ciò si traduce nella fornitura della
telefonia vocale, la fornitura dellelenco degli
abbonati (limitato alla sola rete urbana di
appartenenza), i sevizi di informazione abbonati,
la fornitura di apparecchi telefonici pubblici.
Inizialmente la fornitura del servizio universale
è stata affidata a Telecom in quanto gestore
unico dal 1 gennaio 1998 il servizio universale
è un obbligo anche degli altri operatori che
operano nel settore col sistema delle
licenze-autorizzazioni.
5.4 ISTITUZIONE DELLAUTORITA DI GARANZIA
La già richiamata legge 249 del 1997 fissa i
principi generali, attribuendo allAutorità di
garanzia, oltre allattività di vigilanza,
controllo, ed eventuale repressione delle
infrazioni commesse dai singoli operatori, anche
elementi di flessibilità. Vediamoli
Sottrazione al sistema politico-partitico dei
poteri in materia di telecomunicazioni, ed
affidamento degli stessi allAutorità quale
organo indipendente il Presidente nominato dal
Capo dello Stato su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri, previo parere delle
commissioni parlamentari, gli otto membri
dellAutorità sono eletti metà dalla Camera dei
Deputati e metà dal Senato. LAutorità si
presenta come un vero e proprio organo di governo
del settore in funzione della convergenza
tecnologica, con poteri consultivi e di proposta
(licenze e autorizzazioni), di regolazione e
controllo (piano di assegnazione delle frequenze,
tariffe massime per linterconnessione,
attuazione delle disposizioni in materia
pubblicitaria, soluzioni non giudiziali di liti
tra operatori), nonché poteri giurisdizionali e
sanzionatori (dirimere le controversie in materia
di interconnessione e accesso al mercato,
istruire le questioni relative allantitrust) e
poteri autorizzatori (in materia di diffusione
satellitare, istallazione reti di
telecomunicazioni via cavo, fornitura dei
2) Sempre la 249/1997 coinvolge le autonomie
locali creando i CORECOM, Comitati regionali per
le comunicazioni, con funzioni consultive in
materia prevalentemente radio.tv e stampa, ma
anche con funzioni di controllo e vigilanza su
tutta la materia comunicativa, ivi compresa la
La legge istituisce poi il Consiglio nazionale
degli utenti, formato da esperti del settore,
designati dalle associazioni rappresentative
delle varie categorie di utenti. Al Consiglio
spettano poteri consultivi e di proposta nei
confronti dellAutorità, del Parlamento e del
Governo. Si prevede comunque la possibilità per
gli utenti di adire direttamente lAutorità in
ipotesi di comportamenti lesivi da parte degli
Operatori, così rendendo effettiva la tutela
giuridica degli utenti del servizio.
5.5. LE NUOVE REGOLE ANTITRUST
Anche qui le novità sono legate al processo di
convergenza tecnologica in atto che, insieme con
la liberalizzazione del mercato, riguarda sia i
nuovi soggetti operatori del mercato, sia le
condizioni di esercizio delle nuove attività.
Ciò avviene soprattutto introducendo REGOLE E
LIMITI FLESSIBILI, capaci di trovare applicazione
da parte dellAutorità in modo mutevole rispetto
al processo di convergenza tecnologica.
a) Per cui, oltre alla fissazione del numero
massimo di concessioni o autorizzazioni
rilasciabili ad uno stesso soggetto, non più del
20, la definizione del concetto di posizione
dominante (soglia massima di concentrazione
consentita) si sposta sul piano della quota di
risorse (generalmente il 30 max) che i vari
operatori assorbono nei vari segmenti della
comunicazione (via etere terrestre, via cavo o
via satellite).
Ai fini dellaccertamento, da parte
dellAutorità, del superamento di queste soglie
si impone agli operatori la contabilità separata
in relazione alle diverse attività svolte.
b) Limiti analoghi vengono posti nellattività di
raccolta della pubblicità da parte delle
concessionarie, sempre in relazione ai vari
Per ciò che attiene agli incroci, la legge
consente lingresso nel mercato delle
telecomunicazioni da parte di chi opera nel
settore radio-tv, ma non viceversa.
c) Da ultimo, è da ricordare quanto disposto
dalla legge sulla c.d. piattaforma digitale si
prevede al riguardo una deroga alle ordinarie
regole antitrust, consentendo alle concessionarie
pubbliche radio-tv e telecomunicazioni di
partecipare ad ununica piattaforma digitale,
mediante accordi di tipo associativo anche con
altri operatori, purchè la piattaforma sia aperta
allutilizzazione di chi ne fa richiesta, e
gestita con principi di trasparenza, concorrenza
Questa deroga, mirava alla costituzione di
ununica società per la gestione unitaria della
d) Altro importante aspetto cui occorre fare
anche solo un breve accenno è lintroduzione di
limiti allacquisizione di diritti di
trasmissione codificata di eventi sportivi
nazionali, in particolare calcistici.
Così, con legge 78 del 1999 si stabilisce il
divieto di acquistare più del 60 dei diritti di
trasmissione in esclusiva in forma codificata di
eventi sportivi del campionato di calcio di serie
A. Il limite può essere derogato solo se vi sia
un solo soggetto acquirente, ovvero quando le
condizioni di mercato rendano opportuno
determinare una soglia diversa.
Sin qui le regole antitrust, ma abbiamo detto che
vera novità è lintroduzione di meccanismi di
flessibilità nellapplicazione di tali regole.
Così, allAutorità si consente di disporre
deroghe a tali obblighi degli operatori, per es
autorizzando raccolte pubblicitarie superiori
alla quota max.
Oppure lAutorità può, informandone il
Parlamento, non procedere nei confronti degli
operatori che abbiano superato le soglie definite
mediante lo sviluppo spontaneo di impresa che
non determini una posizione dominante né elimini
o riduca il pluralismo. LAutorità può anche,
per il periodo transitorio iniziale, stabilire di
non applicare i limiti relativi al numero massimo
di concessioni date ad un unico soggetto.
Per ciò che attiene al potere sanzionatorio,
lAutorità rimane competente in materia di
annullamento degli atti che hanno portato alle
concentrazioni, o adottando tutti i provvedimento
necessari per eliminare o impedire le posizioni
Insomma un vero e proprio potere di Governo
dellAutorità nella fase di transizione.
6 IL NUOVO PACCHETTO DI DIRETTIVE COMUNITARIE
Lassetto appena esaminato, subisce ulteriori
modifiche a seguito dellapprovazione in sede CE
di nuove direttive comunitarie e del successivo
intervento del legislatore nazionale.
La prima serie di direttive (anni 90) si
proponeva di avviare lapertura del mercato
questa seconda serie di direttive si propone di
rettificare ed aggiornare.
Degno di menzione è il documento approvato dalla
Commissione europea c.d. Review 99, in cui si
ritrovano le linee politiche che la CE intendeva
perseguire ricondurre ad unità la frammentata
normativa in materia di telecomunicazioni,
modificandola dove obsoleta tra gli obiettivi da
perseguire quello di promuovere un mercato
europeo aperto e competitivo a tutela soprattutto
degli interessi del consumatore, nella direzione
della futura convergenza tecnologica.
Detti principi vengono recepiti dalle direttive
del 2002 (quattro, di cui la prima definita
direttiva quadro), che stabiliscono
1)Regole comuni per lintero settore delle
telecomunicazioni, che traduce in legge il
fenomeno della convergenza tecnologica (ununica
legge per una pluralità di servizi)
2) Regole ex post e non più ex ante ossia una
sostituzione delle vecchie regole (percentuali da
non superare), mediante lintroduzione di misure
flessibili e correttive nelle ipotesi di
violazione dei limiti.
Di questa diversa filosofia è anche la nuova
definizione di operatore con significativi
poteri di mercato, in base alla quale deve
considerarsi dominante la posizione di quella
impresa che individualmente o congiuntamente con
altri gode di una posizione di forza economica
tale da consentirle di comportarsi in modo
notevolmente diverso dai concorrenti, dai
clienti, e dai consumatori, definizione che di
fatto sostituisce il vecchio limite ex ante alla
soglia del 25 delle risorse del mercato
Il ruolo delle Autorità garanti nazionali,
regolamentando i loro reciproci rapporti, i
rapporti con la Commissione europea si
sottolinea anche il carattere di organismi
tecnici, imparziali, indipendenti e trasparenti
che deve contraddistinguere le Autorità.
Insomma, se il problema prevalente è la
realizzazione del libero mercato, e
lapplicazione delle regole avviene ex post,
sempre più poteri e doveri riguardano le
Autorità, alle quali la Commissione europea
rivolge continui orientamenti in materia di
applicazione delle regole telecomunicative (ad
es, in materia di definizione di significativo
potere di mercato).
6.2 LA DIRETTIVA AUTORIZZAZIONI
Le precedenti direttive in materia lasciavano
agli Stati la possibilità di scegliere tra il
rilascio di licenze individuali o autorizzazioni
generali (il che ha portato al prevalere delle
licenze individuali, con la conseguenza di
ostacolare maggiormente il processo di
Da qui il principio stabilito da una delle 4
direttive di assoggettare la fornitura di reti e
servizi solo ad autorizzazioni generali,
concepite più come insieme di regole che come un
atto amministrativo.
Le condizioni che possono essere inserite nelle
autorizzazioni vengono fissate da un allegato
6.2 LA DIRETTIVA ACCESSO E INTERCONNESSIONE,
che si limita a specificare un impianto normativo
già presente la direttiva stabilisce il
diritto/obbligo degli operatori di reti pubbliche
di negoziare tra loro linterconnessione e di
offrire ad altre imprese accesso ed
interconnessione alla propria rete, alle
condizioni stabilite dalla varie Autorità
nazionali (condizioni più aspre per gli operatori
che detengano un significativo potere di mercato,
oltre naturalmente ai soliti obblighi degli
operatori di trasparenza, non discriminazione,
separazione contabile).
6.4 LA DIRETTIVA SERVIZIO UNIVERSALE, che
continua a definire il servizio universale come
insieme minimo dei servizi di qualità specifica,
cui tutti gli utenti hanno accesso a prezzo
abbordabile tenuto conto delle diverse
circostanze nazionali (ossia la garanzia di
connessione delle postazioni fisse alla rete di
telefonia pubblica, laccesso a un elenco
completo degli utenti finali, la fornitura di
telefoni pubblici) infine, si prevede la
possibilità di offrire il servizio universale a
tariffe diverse e più basse a favore degli utenti
In sintesi, dalle esaminate leggi comunitarie
emerge una precisa filosofia destinata ad
orientare le leggi nazionali, filosofia
incentrata sulla libera concorrenza e che attorno
ad essa costruisce gli istituti che regolano le
attività economiche degli operatori dallaccesso
al servizio (gravato il meno possibile di
barriere amministrative), ai comportamenti liberi
degli operatori (limiti ex post), al ruolo degli
attori politici del mutato quadro tecnologico.
In questultimo senso, si pensi al ruolo del
legislatore che deve solo recepire un quadro
normativo già definito in sede comunitaria, al
ruolo del Governo che vede sfumare il proprio
potere a favore delle Autorità nazionali di
regolamentazione, quale vero snodo amministrativo
di un nuovo sistema a rete che fa capo alla
Commissione europea, e al quale viene affidato il
governo dei mercati di riferimento nazionale,
ossia leffettiva concretizzazione del principio
di libera concorrenza.
7 LADEGUAMENTO DELLA NORMATIVA NAZIONALE
D.Lgs. 214 del 2003
Con questo decreto legislativo, denominato Codice
delle comunicazioni elettroniche, si è data
attuazione alle nuove norme comunitarie.
Il Codice fa proprio limpianto complessivo della
normativa comunitaria, discostandosene tuttavia
in ordine a tre profili molto importanti
Disciplina unitaria dellintero settore della
comunicazione elettronica il Codice infatti
prevede che rimangano ferme, e prevalgano sul
Codice, le norme speciali in materia di reti
utilizzate per la diffusione circolare di
programmi sonori e visivi il mantenimento di
questa distinzione tra telecomunicazioni e
radiotelevisione, è confermata dalla diversa
iniziativa legislativa per ciò che attiene alla
televisione, e che abbiamo visto.
2) Titoli abilitativi il Codice recepisce
correttamente quanto richiesto dalla normativa
comunitaria, nel senso di fare delle
autorizzazioni generali (spogliate di ogni
contenuto discrezionale) la regola, e delle
licenze individuali leccezione, salvo poi
rimandare per un lungo periodo lentrata in
vigore di questa legge, prevedendo chi i titoli
abilitativi in materia di reti e
telecomunicazioni ad uso pubblico continuino ad
essere validi fino alla loro naturale scadenza
(là dove la direttiva disponeva chiaramente per
la scadenza anticipata dei titoli pregressi).
3) Ruolo dellAutorità di regolamentazione altro
aspetto che ha suscitato (fondate) perplessità, è
quello che il Codice, pur identificando
correttamente nellAutorità garante per le
comunicazioni lAutorità nazionale di
regolamentazione, indicata nelle direttive come
il soggetto cui spetta il compito di assucirare
il pieno rispetto delle nuove regole, il Codice
in realtà attribuisce una serie importante di
poteri (riconducibili allattività di
regolamentazione delle direttive CE) al Ministero
Così lart. 25 individua nel Ministero per le
comunicazioni il soggetto incaricato di ricevere
le dichiarazioni di inizio attività, di
verificare ex post i requisiti e i presupposti
dellautorizzazione, difettando i quali il
Ministero può disporre il divieto di proseguire
nellattività.
Ancora lart. 27 affida al Ministero il potere di
concedere diritti individuali duso.
Sotto un altro profilo, il Codice presenta invece
una lacuna là dove lascia del tutto invariata la
disciplina della nomina dei membri dellAutorità
nazionale di regolamentazione (4 membri espressi
dalla maggioranza, 4 espressi dallopposizione),
conferendo allAutorità una coloritura
politico-partitica che mal si concilia con il
carattere di imparzialità e indipendenza
dellAutorità stessa, come invece intendeva la
8 CONSIDERAZIONI COSTITUZIONALI CONCLUSIVE
Lavvio della convergenza tecnologica apre una
questione giuridica che merita un accenno.
Nel passato infatti il settore delle
telecomunicazioni trovava la sua naturale
collocazione nellambito di quanto previsto
dallart. 15 Cost. , cioè libertà e segretezza
della corrispondenza, da intendersi come ogni
forma di comunicazione con un destinatario
Oggi, invece, la pluralità delle attività
comunicative che posso transitare sullo stesso
mezzo allarga inevitabilmente lorizzonte dei
riferimenti costituzionali al diverso sistema di
garanzie e limiti previsti dallart. 21, ossia di
comunicazioni rivolte ad un pubblico
Appunto uno dei problemi più delicati è quello di
stabilire quando si è in presenza delluna
(corrispondenza) o dellaltra (manifestazione del
pensiero), posto che i nuovi mezzi consentono
tipi di comunicazione nel quale il discrimine tra
luna e laltra non è così pacifico.
Si pensi, ad es. alla pay-tv, che non si rivolge
ad un pubblico indifferenziato, o a quelle forme
di comunicazione (diverse dalla posta elettronica
che trova pacificamente inquadramento nella
libertà di corrispondenza) fra un numero aperto
di persone (mailing-list, newsgroup, chat-lines),
le quali solo recentemente sono state fatte
rientrare sotto lart. 21.
Si pensi, ancora, alle problematiche collegate ai
videomessaggi trasmessi a più persone restano
corrispondenza o sono invece libera
manifestazione del pensiero?
Al di là di questi problemi specifici, il venir
meno, nei moderni mezzi di comunicazione, di una
linea di confine certa tra corrispondenza
intersoggettiva e attività comunicativa di tipo
diffusivo, ha spinto parte della dottrina
giuridica a voler applicare entrambe le norme
costituzionali, coordinate tra loro.
Linterpretazione costituzionale dei nuovi mezzi
di comunicazione va dunque nel senso di
assicurare a tutti la libertà di comunicare con
altri il proprio pensiero, attraverso qualunque
mezzo (quella che è chiamata libertà di
Per quanto riguarda leffettiva tutela delle due
libertà (corrispondenza, manifestaz. del
pensiero), essa deve essere calibrata sulla
concreta modalità espressiva prescelta, idonea o
meno a trasmettere messaggi a singoli o a una
generalità, e dunque una verifica da farsi caso
per caso e non predeterminabile a priori.
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Diapositiva 1 - TV Analogica TV Digitale Accesso ad Internet Broadband IPTV Audiovisivo Telecomunicazioni ... IPTV e tutti i contenuti che abbiamo chiamato VIP-OTT ...	| PowerPoint PPT presentation | free to view
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Informazioni Sistemi TLC - Title: Informazioni Sistemi TLC Last modified by: Luca Rugini Created Date: 1/1/1601 12:00:00 AM Document presentation format: Presentazione su schermo (4:3)	| PowerPoint PPT presentation | free to view
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