Source: https://www.armimilitari.it/wordpress/le-armi-antiche-vanno-denunciate/comment-page-1/
Timestamp: 2020-07-12 19:35:19+00:00
Document Index: 43440815

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 30', 'art 38', 'art. 38', 'art.38', 'art. 30', 'art. 38']

﻿ Le armi antiche vanno denunciate – Armi Militari
Pubblicato il Marzo 29, 2019 di Michele Schiavo
Ricordiamo che la denuncia delle armi è regolamentata dall’art. 38 del T.U.L.P.S.
Art. 38 – R.D. 773 del 18 giugno 1931.
Chiunque detiene armi comuni da sparo senza essere in possesso di alcuna licenza di porto d’armi, ad eccezione di coloro che sono autorizzati dalla legge a portare armi senza licenza e dei collezionisti di armi antiche, è tenuto a presentare ogni cinque anni la certificazione medica prevista dall’articolo 35, comma 7, secondo le modalità disciplinate con il decreto di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 204. ((128))
AGGIORNAMENTO (128) Il D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 104 ha disposto (con l’art. 12, comma 2) che “Fino all’adozione del decreto regolamentare previsto dall’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 204, l’adempimento di cui all’articolo 38, quarto comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come modificato dal presente decreto, è assolto presentando un certificato rilasciato dal settore medico legale delle Aziende sanitarie locali, o da un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dal quale risulti che il richiedente non è affetto da malattie mentali oppure da vizi che ne diminuiscono, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere”.
Ha inoltre disposto (con l’art. 14, comma 3) che “L’obbligo di cui all’articolo 38, quarto comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è assolto entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Decorsi i dodici mesi è sempre possibile la presentazione del certificato nei 60 giorni successivi al ricevimento della diffida da parte dell’ufficio di pubblica sicurezza competente”.
Ciò che pare creare confusione è l’inizio del periodo, ovvero: “armi, parti di esse, di cui all’articolo 1-bis, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 527, munizioni finite o materie esplodenti di qualsiasi genere”.
Per completezza di comprensione riportiamo l’art. 1-bis, comma 1, lettera b del Dlgs 527/92:
Art. 1-bis, comma 1, lettera b del Dlgs 527/92
Appare cristallino come la richiamata lettera b) definisca esclusivamente le parti di armi, e che quindi si possa affermare che l’obbligo di denuncia è in capo a chi detiene: armi, canne, telai, fusti (upper o lower), carrelli, tamburi, blocchi di culatta, otturatori, munizioni, materiale esplodente.
Il fatto che il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 527 sia il recepimento della Direttiva Europea 477, e che questa sia riferita solo alle armi “moderne”, nulla toglie all’ordinamento nazionale dei singoli Paesi membri qualora applicassero norme maggiormente restrittive.
Anzi, ricordiamo che per la nostra legislazione, la definizione di arma è quella dell’articolo 30 del T.U.L.P.S. ovvero tutte le armi da sparo [da sparo, non solo quelle da fuoco, quindi anche quelle ad aria compressa, la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona].
Art. 30. (Art. 29 T. U. 1926) – R.D. 773 del 18 giugno 1931.
Appare quindi chiarito che anche la detenzione delle armi antiche è soggetta a denuncia.
Rimangono esenti soltanto i soggetti indicati nel secondo comma dell’art. 38.
Per completezza vi ricordiamo questo nostro vecchio articolo: Le Baionette Vanno Denunciate
CategorieVademecum TagArt. 1 Bis - Dlgs 527/1992, Art. 30 - T.U.L.P.S., Art. 38 - T.U.L.P.S.
5 risposte a “Le armi antiche vanno denunciate”
Marzo 31, 2019 alle 20:54
E’ vero che l’art. 30 definisce le armi proprie ma é l’art 38 che stabilisce cosa denunziare oppure no ed è chiaro che l’art. 38 si riferisce solo al decreto legislativo 30-12-1992 N. 527. Dal mio punto di vista le armi antiche ad avancarica non essendo menzionate nelle categorie A-B-C. sono escluse dalla direttiva e così anche le armi bianche. Quello che mi lascia perplesso è perché in questo paese tutto deve essere scritto in burocratese. Ci sono molti modi per scrivere una frase in modo che tutti la possano capire, ma forse si chiede troppo!
Nicola Rito Bettetini ha detto:
Gennaio 16, 2020 alle 18:36
ricevo risp dal Presidente del BNP:
“Gentile Bettetini,
prima dell’entrata in vigore del D.M. 362/01 le repliche di arma ad avancarica monocolpo di modelli precedenti al 1890 erano soggetti agli obblighi di denuncia.
Il D.M. citato consente la derubricazione di tali armi che ovviamente transitano da un regime di denuncia di detenzione ex art.38 TULPS, allo stato di armi liberalizzate”
Lo stesso BNP si pone a disposizione, per 40 euro circa, a verificare se la propria avancarica sia ANTICa (pre 1890) o STORICA (tra il 1890 e 50 anni fà)
Giugno 8, 2020 alle 02:49
Armi ANTICHE (pistole e fucili fine 700 e pre-1890), a pietra focaia, non più atti allo sparo e a offendere, devono ancora essere denunciati?
Giugno 21, 2020 alle 22:34
Le armi antiche ad avancarica indipendentemente siano a luminello (del 1828 circa), a ruota (del 1600 circa), a miccia (del 1500 circa), a pietra focaia (del 1700 circa) sono armi da fuoco come da art. 30 del TULPS. Il successivo art. 38 del TULPS regola la denunzia delle armi e si riferisce esclusivamente al Decreto Legislativo 30-12-1992 N. 527. E’ scritto in burocratese e dal mio punto di vista non dovrebbero essere da denunziare in quanto per la Direttiva Europea non sono armi. Non dimenticando anche il controsenso delle repliche ad avancarica mono colpo costruite con acciai speciali che sono di libera vendita. Queste armi antiche sono di libera vendita e detenzione anche in tutti i paesi Europei e con questa circolare ci si adeguerebbe a loro almeno in parte. “Le armi antiche ad avancarica mono colpo sono equiparate alla normativa vigente delle repliche ad avancarica mono colpo” Basterebbe un po’ di buona volontà, buon senso e professionalità da parte del Ministero per emanare questa semplice circolare. Sono le piccole cose che fanno grande un paese!
Giugno 22, 2020 alle 08:28
Ne segue che, ai sensi, la normale destinazione di “armi ad avancarica”, sia antiche che riproduzioni, hanno come normale destinazione quelle di “essere o rimanere appese al muro”, funzione ben lungi da rientrare nel concetto di armi. Se antiche, certificate o meno (ma nel dubbio), vanno però denunciate ai sensi dei Beni Culturali Dlgvo 42/2004. Il problema che il 42/2004, in caso di mancanza di certificato, ne riconosce solo la denuncia per “ritrovamento”. Ma come tale però è contraria al CP e Dlvo del 2000 che chiede la denuncia sia veritiera.
Articolo precedente:Precedente Comunicato AUDA del 2019-02-16
Articolo successivoSuccessivo Comunicato AUDA del 2019-05-06