Source: http://docplayer.it/55894186-Corte-di-cassazione-copia-non-ufficiale.html
Timestamp: 2019-01-21 10:00:34+00:00
Document Index: 27286419

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 5', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 369', 'art. 13']

Raffaello Longhi
1 Civile Sent. Sez. L Num Anno 2016 Presidente: VENUTI PIETRO Relatore: ESPOSITO LUCIA Data pubblicazione: 07/04/2016 SENTENZA sul ricorso proposto da: AUCHAN SPA C.F , in persona del legale rappresentante pro tempore,;éiettivamente domiciliata in ROMA, VIA GERMANICO 96, presso lo studio dell'avvocato LUCA DI PAOLO, rappresentata e difesa dagli avvocati ROBERTO ALBERTO, FRANCESCO SAVERIO FRASCA, giusta delega in atti g-..a2-(1~-0 A71.- remr el«ol. a_ e rt, (-( ricorrente contro - MINURRI VITO C.F. MNRVT162D03B9230, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CASSIODORO 1/A presso
2 lo studio dell'avvocato GENNARO UVA, che lo rappresenta e difende, giusta delega in atti; - controricorrente - avverso la sentenza n. 1905/2012 della CORTE D'APPELLO di MILANO, depositata il 05/12/2012 R.G.N. 1759/2010; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 17/12/2015 dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO; udito l'avvocato DI PAOLO LUCA per delega verbale Avvocato FRASCA FRANCESCO; udito l'avvocato SPRECACE' D'ILARIO MARIA GRAZIA per delega Avvocato UVA GENNARO: udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. FRANCESCA CERONI che ha concluso per l'inammissibilità in subordine rigetto del ricorso.
3 Svolgimento del processo 1.La Corte d'appello di Milano, con sentenza del 5/12/2012, ha confermato la decisione del giudice di primo grado che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento comminato a Vito Minurri da Auchan Spa il 12/12/2008, disponendo la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro. 2.1 giudici del merito ponevano a fondamento del decisunn il rilievo che, sulla base dell'istruttoria espletata, non era emersa la prova della condotta dolosa addebitata al lavoratore, che ricopriva il ruolo di capo reparto, consistita nella sottrazione di alcune rondelline metalliche del valore complessivo di C 2,90, che erano state riposte dal predetto nella tasca della giacca e non erano state mostrate al momento del pagamento alla cassa. Di conseguenza, tenuto conto del contesto di assoluta esclusione di pregressi precedenti disciplinari, avevavv.1 ritenuto non proporzionata la sanzione espulsiva. 3. Avverso la sentenza propone ricorso per cassazione Auchan Spa sulla base di due motivi. Il lavoratore resiste con controricorso. Motivi della decisione 1.Con il primo motivo U. ricorrente deduce travisamento delle risultanze istruttorie, - errata ricostruzione della vicenda; omesso esame di elementi decisivi alla risoluzione della controversia, ai sensi dell'art. 360 n. 5 c.p.c.; violazione e falsa applicazione dell'art. 5 I. 15/7/1966 n. 604 e dell'art c.c. in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c. Osserva che la sentenza impugnata da un lato attribuisce verosimiglianza sul piano della logica ad elementi che secondo l'id quod plerumque accidit devono ritenersi tutt'altro che verosimili, dall'altro non prende in considerazione altri elementi indiziari rispetto a quelli addotti dal ricorrente, questi ultimi connotati da caratteri di minore genuinità. Rileva che la configurazione della fattispecie illecita posta a base dell'atto di recesso era sufficiente a provare il possesso e l'illegittimità del medesimo. 2.Deduce, ancora, violazione e falsa applicazione dell'art c.c in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c. Rileva che la sentenza valuta in maniera erronea i principi generali in materia di giusta causa di recesso desumibiedall'art c.c., in
4 relazione ai quali non è richiesta una prova del fatto illecito nei termini previsti dal processo penale, ma esclusivamente una valutazione anche solo di ragionevole probabilità che gli accadimenti si siano sviluppati in modo che conduca/al coinvolgimento del lavoratore. 3.Entrambi i motivi, al di là del richiamo in rubrica a profili di violazione di legge, concernono in realtà vizi motivazionali, contenendo una valutazione diversa da quella offerta dai giudici del merito riguardo agli elementi di fatto sui quali si fonda la ritenuta insussistenza dei presupposti del licenziamento. Gli stessi motivi sono inammissibili in un contesto (applicabile ratione temporis) di nuova formulazione dell'art. 360 n. 5 e di doppia decisione di merito conforme. Va premesso che nella formulazione vigente ratione temporis, l'art. 360 n. 5 c.p.c., nel testo novellato ex I. 134/2012, non consente la denuncia, come si legge nel ricorso, di "omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio", ma, piuttosto, di 'omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti". In proposito, secondo l'insegnamento delle Sezioni Unite (Sez. U, Sentenza n del 07/04/2014, Rv ), il nuovo testo dell'art. 360 c.p.c., n. 5) introduce nell'ordinamento un vizio specifico che concerne l'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che se esaminato avrebbe determinato un esito diverso della controversia); l'omesso esame di elementi istruttori non integra di per sé vizio di omesso esame di un fatto decisivo, se il fatto storico rilevante in causa sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, benché la sentenza non abbia dato conto dì tutte le risultanze probatorie; la parte ricorrente dovrà indicare - nel rigoroso rispetto delle previsioni di cui all'art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6), e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4), - il "fatto storico", il cui esame sia stato omesso, il "dato", testuale o extratestuale, da cui ne risulti l'esistenza, il "come" e il "quando" (nel quadro processuale) tale fatto sia stato oggetto di discussione tra le parti, e la "decisività" del fatto stesso. 4. Gli indicati parametri non risultane rispettati nella specie. Pertanto il ricorso va dichiarato inammissibile. 5. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo. P.Q.M.
5 La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio, liquidate in C 100,00 per esborsi e in C 3.500,00 per compensi, oltre accessori di legge. Ai sensi dell'art. 13 comma 1 quater del D.P.R. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dei comma 1 bis dello stesso articolo 13. Così deciso in Roma il 17/12/2015
Civile Sent. Sez. L Num. 6087 Anno 2017 Presidente: DI CERBO VINCENZO Relatore: ESPOSITO LUCIA Data pubblicazione: 09/03/2017 SENTENZA sul ricorso 28190-2013 proposto da: AUTOSTRADE PER L'ITALIA S.P.A.
Civile Sent. Sez. L Num. 6407 Anno 2017 Presidente: NAPOLETANO GIUSEPPE Relatore: BALESTRIERI FEDERICO Data pubblicazione: 13/03/2017 SENTENZA sul ricorso 497-2014 proposto da: POSTE ITALIANE SPA P.I.
Civile Sent. Sez. L Num. 10647 Anno 2017 Presidente: BRONZINI GIUSEPPE Relatore: CINQUE GUGLIELMO Data pubblicazione: 02/05/2017 SENTENZA sul ricorso 21821-2015 proposto da: PLUTINO BRUNO C.F. PLTBRN68L01C665J,
Civile Sent. Sez. U Num. 67 Anno 2016 Presidente: AMOROSO GIOVANNI Relatore: MATERA LINA Data pubblicazione: 07/01/2016 SENTENZA sul ricorso 16249-2014 proposto da: COMUNE DI FORMIA, in persona del Sindaco
Civile Sent. Sez. L Num. 20718 Anno 2015 Presidente: STILE PAOLO Relatore: MAISANO GIULIO Data pubblicazione: 14/10/2015 SENTENZA sul ricorso 14066-2010 proposto da: COMUNE DI FRAGNETO L'ABATE, in persona
Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Sentenza del 17 gennaio 2014, n.902 Integrale Lavoro ed occupazione - licenziamento - individuale REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA
Civile Sent. Sez. L Num. 15070 Anno 2014 Presidente: LAMORGESE ANTONIO Relatore: TRIA LUCIA Data pubblicazione: 02/07/2014 SENTENZA sul ricorso 20431-2013 proposto da: IELO ANTONIO SALVATORE C.F. LIENNS48L04H224V,
Civile Sent. Sez. 6 Num. 25215 Anno 2014 Presidente: FINOCCHIARO MARIO Relatore: CARLUCCIO GIUSEPPA Data pubblicazione: 27/11/2014 sul ricorso 6302-2013 proposto da: SENTENZA GHIRINGHELLI BARBARA GHRBBR70D61D987X,
Civile Sent. Sez. L Num. 20070 Anno 2015 Presidente: STILE PAOLO Relatore: MAISANO GIULIO Data pubblicazione: 07/10/2015 SENTENZA sul ricorso 24626-2010 proposto da: FLORESTA SEBASTIANA FLRSST49R51F158L,