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Timestamp: 2017-07-21 18:55:22+00:00
Document Index: 94191513

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 22', 'art. 552', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 582']

Studio Medico Stasi - Sterilizzazione tubarica volontaria
E’ stata la legge 194/78 (“Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza”) a porre le basi giuridiche in favore della liceità della sterilizzazione tubarica volontaria. Essa infatti riconosce ai cittadini “il diritto alla procreazione cosciente e responsabile” (art. 1) ed abroga all’art. 22 la norma speciale di cui all’art. 552 c.p., depenalizzando gli atti intesi a produrre incapacità a procreare. Anche la sterilizzazione intenzionale, quale metodo contraccettivo, viene così a realizzare una delle finalità della legge stessa, che è espressamente intesa ad evitare il ricorso all’aborto quale mezzo per evitare le nascite (art. 1, comma 2).
Alla soluzione adottata non è di ostacolo l’art. 5 c.c. (che vieta genericamente gli atti che compromettono l’integrità fisica), che può essere derogato per quanto attiene a certi “atti” dispositivi della funzione procreativa. Tale deroga non contrasta con l’art. 32 della Costituzione , che tutela la “salute” –fisica e psichica- come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”; anzi, proprio tale norma costituzionale rappresenta “la corretta chiave di lettura dello stesso art. 5 c.c.”.Cioè, il concetto di “integrità fisica” (cui fa riferimento l’art. 5 c.c.) è diverso, ma meno rilevante rispetto a quello di “salute” (cui fa riferimento l’art. 32 della Costituzione), per cui è da ritenersi lecito causare una riduzione dell’integrità fisica della persona allorquando se ne protegga la salute anche solo psichica. Nella fattispecie, la sterilizzazione può determinare giovamento “all’equilibrio psichico dell’individuo che volontariamente vi si sottopone, senza nocumento per la collettività medesima”, a prescindere quindi dall’integrità fisica. La stessa sentenza precisava che la liceità dell’intervento di sterilizzazione è subordinata alla maggiore età e alla capacità della paziente di prestare un valido consenso e di essere, almeno nelle premesse, suscettibile di trarne beneficio.
Ulteriori conferme alla liceità della sterilizzazione volontaria, derivano indirettamente dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 471 del 22 ottobre 1990. Essa evidenzia come il valore dell’inviolabilità della persona umana sia costruito nel precetto di cui all’art. 13, 1° comma, della Costituzione (“La libertà personale è inviolabile”), come “libertà”, ed afferma che in tale libertà “è postulata la sfera di esplicazione del potere della persona di disporre del proprio corpo”. Successivamente, il Tribunale Civile di Milano (20 ottobre 1997), nel considerare lecita “a tutti gli effetti” la sterilizzazione, in osservanza dell’art. 2 (“la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”) e del su riportato art. 13 della Costituzione, afferma la responsabilità del medico per non aver egli eseguito correttamente l’intervento di vasectomia e aver così colposamente leso l’esercizio del “diritto assoluto di libertà dei coniugi di liberamente determinarsi rispetto alla procreazione ed alla loro vita futura”.
Va rilevato anche che il ginecologo, allorché effettua una sterilizzazione tubarica, assume un obbligo non solo di mezzi (diligente e corretta esecuzione della tecnica chirurgica), ma anche di risultato, nel senso che, contrariamente a quanto avviene per tutte le altre prestazioni mediche, la sua obbligazione nei confronti della paziente non può considerarsi regolarmente adempiuta “se l’attività dell’obbligato, quantunque diligente, non sia valsa a raggiungere il risultato previsto”(Cass. Civ. Sez. III, 10 settembre 1999, n. 9617).
Secondo la Suprema Corte, la nascita non desiderata dopo fallimento di un intervento di sterilizzazione (nel caso specifico trattavasi di “incollaggio” delle tube), proposto e praticato “quale metodo anticoncezionale sicuro al 100%”, cioè in assenza di informazione adeguata circa un pur possibile insuccesso, è considerata danno patrimoniale, comportando la condanna del ginecologo inadempiente al risarcimento dei costi di mantenimento del figlio non desiderato.
Ne deriva, perciò, che anche per la sterilizzazione tubarica (come risulta anche da gran parte delle relative sentenze in merito) assume rilievo fondamentale e imprescindibile la somministrazione preliminare di un consenso libero e realmente informato. A tal proposito, recita la sentenza di Cassazione n. 699 del 2/4/1992 che “l’attività medica svolta senza consenso in assenza di stato di necessità (art. 54 c.p.) deve ritenersi illecita poiché lesiva e quindi generatrice di responsabilità penale, civile e disciplinare a carico del sanitario per il reato di lesione volontaria e dolosa (art. 582 e 583 c.p.)”, sussistendo il reato anche in caso di “miglioramento” della salute del soggetto.
Ad oggi, la tecnica di sterilizzazione tubarica che ha mostrato il migliore rapporto costo/beneficio, nonché la migliore compliance della paziente e il minor tasso di complicanze ed eventi avversi, è la tecnica isteroscopica con applicazione di dispositivo Essure (Kerin et al., 2003; Levie & Chudnoff, 2005; Duffy et al., 2005; Franchini et al., 2008). Al maggio 2008, oltre 200.000 donne nel mondo sono state sterilizzate con questo sistema (Chapman et al., 2008).
1. In Italia, non vi sono norme giuridiche chiare e specifiche in merito alla liceità o illiceità della sterilizzazione tubarica volontaria. La giurisprudenza recente però afferma la legittimità della procedura.
2. La libertà di autodeterminarsi in merito ad atti che coinvolgono il proprio corpo ha un diretto fondamento costituzionale, per cui l’individuo ha il diritto di compiere scelte libere in campo riproduttivo.
3. Il Servizio Sanitario Nazionale prevede la possibilità dell’effettuazione della sterilizzazione tubarica, stabilendone la relativa remunerazione in specifici DRGs.
4. Quale che sia la tecnica utilizzata, l’intervento di sterilizzazione volontaria non può prescindere da un consenso libero e informato, che tra l’altro deve precisarne vantaggi, svantaggi, percentuali di insuccessi, complicanze.
5. Ad oggi, la tecnica che ha mostrato il miglior rapporto costo/beneficio, è l’applicazione per via isteroscopica di Essure.
6. Tranne che nei casi di urgenza indifferibile, il medico può astenersi dall’effettuazione della sterilizzazione tubarica volontaria, laddove la procedura sia in contrasto con i suoi convincimenti tecnico-scientifici e/o con i suoi principi etico-deontologici.
7. Naturalmente, la sterilizzazione per indicazioni strettamente terapeutiche, non comporta implicazioni di ordine né etico, né deontologico, né giuridico, se non quelle proprie di un qualsiasi atto medico, quale la verifica delle indicazioni e l’acquisizione di un valido consenso informato.
Irving e varianti	Pomeroy
Altre	Eseguibile durante l’intervento di taglio cesareo
Lunga degenza ospedaliera	Rischi legati alla procedura: embolia, peritonite, lesione vasi, perforazione intestinale
Diatermocoagulazione	Banderella di Silastic	Approccio minivasivo
Degenza inferiore all’approccio laparotomico	Anestesia generale
Rischi legati alla procedura: embolia, peritonite, lesione vasi, perforazione intestinale	Isteroscopico
Assenza di anestesia	Ottima compliance	Costi ridotti
Possibilità di eseguirla in pazienti ad elevato rischio chirurgico/anestesiologico	Rischi legati all’approccio isteroscopico
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2. Cfr. Report of the International Conference on Population and Development. Il Cairo 5-13 settembre 1994; numero del documento A/CONF. 171/13, 18 ottobre 1994. La citazione si trova nel capitolo 7, n. 72. Si veda il rapporto Reproductive Health, n. 1
3. Chapman L., Magos A.: Female sterilization. Export Rev. Med. Devices, 5, 525-37, 2008
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5. Franchini M., Cianferoni L., Lippi G., Calonaci F., Calzolari S., Mazzini M., Florio P. Tubal sterilization by laparoscopi or hysteroscopy; which is the most cost-effective procedure? Fertil Steril. 2008,17. 6. Gentile G.P., Kaufman S.C., Helbig D.W.: Is there any evidence for a post-tubal sterilization syndrome? Fertil Steril 69(2),179-186,1998
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Diagnosi prenatale	Sterilizzazione tubarica volontaria