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Timestamp: 2016-10-21 09:13:46+00:00
Document Index: 111096205

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 80', 'art. 9', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 80', 'art. 80', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ']

1A.70/2000 (21.09.2000)
Il 21 ottobre 1999 il MPC, rilevato tra l'altro che i titolari del conto non avevano presentato osservazioni, ha ordinato la trasmissione integrale all'Autorit� estera della documentazione sequestrata.
C.- Avverso questa decisione i contitolari del conto X.________ hanno inoltrato al Tribunale federale un ricorso di diritto amministrativo. Chiedono, concesso al gravame effetto sospensivo, di annullare la decisione impugnata e di non trasmettere all'Autorit� richiedente la documentazione bancaria. Dei motivi si dir�, in quanto necessario, nei considerandi.
b) Secondo la norma speciale dell'art. 25 cpv. 6 AIMP, il Tribunale federale non � vincolato dalle censure e dalle conclusioni delle parti; esso esamina liberamente se i presupposti per la concessione dell'assistenza sono adempiuti e in quale misura questa debba esser prestata (DTF 123 II 134 consid. 1d, 118 Ib 269 consid. 2e). Non � tuttavia tenuto, come lo sarebbe un'autorit� di vigilanza, a verificare la conformit� delle decisioni impugnate con l'insieme delle norme applicabili (DTF 123 II 134 consid. 1d).
Il gravame � stato presentato dai titolari del conto oggetto della contestata misura di assistenza. Dalla decisione impugnata risulta che si tratta dell'inquisito B.________ e di sua moglie D.________: la loro legittimazione a ricorrere � quindi pacifica (art. 80h lett. b AIMP in relazione con l'art. 9a lett. a AIMP; DTF 126 II 258 consid. 2d, 125 II 356 consid. 3b/aa-bb). I loro nomi possono essere indicati nella sentenza poich�, trattandosi di decisione di trasmissione, non v'� pi� alcun motivo per mantenere l'anonimato.
d) Il MPC considera il ricorso tempestivo poich� inoltrato entro trenta giorni dalla notifica della decisione impugnata al legale dei ricorrenti. Essa era stata intimata per una svista alla banca, sebbene il patrocinatore dei ricorrenti avesse comunicato il 23 luglio 1999 l'elezione di domicilio di questi ultimi presso il suo studio legale. Dall'incarto risulta che la banca non ha potuto informare i ricorrenti non pi� reperibili all'indirizzo a lei noto. In tali circostanze, la citata svista del MPC non pu� causare pregiudizi ai ricorrenti, il cui gravame dev'essere ritenuto tempestivo (art. 80m cpv. 1 lett. b in relazione con l'art. 80k AIMP; FF 1995 III 33 seg. ; cfr. DTF 125 II 65 consid. 2a).
2.- L'atto di ricorso � stato interposto, con un unico allegato, oltre che dai ricorrenti, anche dai titolari dei conti Z.________, Q.________, W.________, tutti presso la K.________ SA di Lugano, i quali sono insorti avverso un atto del 28 gennaio 2000 con cui il MPC ha respinto una domanda di riesame delle ordinanze di trasmissione del 17 e del 26 novembre 1999; questi tre ricorsi sono stati respinti, in quanto ammissibili, con sentenze del 13 settembre 2000 (cause 1A.67-69/2000).
a) Riguardo al conto X.________ i ricorrenti si limitano ad addurre che non sarebbe sufficiente sostenere l'utilit� della documentazione del conto affermando, come ha fatto il MPC, ch'esso � cointestato a un indagato nel procedimento estero. Poich� il conto litigioso � servito per versarvi solo fr. 1800.--, senza effettuarvi nessun'altra operazione, la relativa documentazione sarebbe inutile per l'inchiesta estera: ci� a maggior ragione poich� il versamento, effettuato nel 1990, non avrebbe alcun valore indiziante per il prospettato reato di corruzione avvenuto nel 1986.
L'asserita carenza di motivazione della decisione impugnata riguardo alla rilevanza della documentazione da trasmettere non ne comporta l'annullamento, gi� per il fatto che un'eventuale violazione del diritto di essere sentito dei ricorrenti sarebbe stata sanata nell'ambito della presente procedura di ricorso (DTF 124 II 132 consid. 2d, 117 Ib 64 consid. 4 pag. 87; Robert Zimmermann, La coop�ration judiciaire internationale en mati�re p�nale, Berna 1999, n. 273).
Di primo acchito la critica ricorsuale sull'inutilit� della documentazione, visto l'importo versato sul conto, importo non parrebbe priva di ogni consistenza. Al riguardo giova rilevare nondimeno che dalla decisione impugnata si evince che i ricorrenti hanno lasciato scadere infruttuosamente il termine fissatogli dal MPC per presentare le loro osservazioni. Ora, spetta alle persone o societ� interessate dimostrare, in modo chiaro e preciso, perch� i documenti e le informazioni da trasmettere non presenterebbero alcun interesse per il procedimento estero:
esse sono quindi tenute, pena la decadenza del loro diritto, di indicare all'Autorit� di esecuzione quali documenti, e per quali motivi, non dovrebbero, secondo loro, essere trasmessi. Dal profilo della buona fede non sarebbe infatti ammissibile che il detentore di documenti sequestrati lasci che l'autorit� di esecuzione proceda da sola alla cernita degli atti, senza parteciparvi, per rimproverarle in seguito, nell'ambito di un ricorso, d'aver violato il principio della proporzionalit� (DTF 126 II 258 consid. 9b e c). Non adducendo tempestivamente l'asserita inutilit� della documentazione litigiosa i ricorrenti hanno pertanto trascurato il loro dovere di cooperazione con l'Autorit� di esecuzione e la critica odierna � quindi inammissibile: essa dovrebbe comunque essere disattesa.
b) I ricorrenti disattendono infatti che non si tratta di trasmettere unicamente documenti bancari di un conto cointestato a un inquisito, sul quale � stato effettuato, quattro anni dopo il compimento del prospettato reato, solo un versamento di fr. 1800.--. Nell'esecuzione della rogatoria sono stati individuati infatti tre altri conti, di cui due intestati ai ricorrenti e uno a D.________ e E.________, per cui la trasmissione degli atti della documentazione di tutti i conti � giustificata (Zimmermann, op. cit. , n. 478 pag. 370). Con sentenze dell' 11 settembre 2000 il Tribunale federale ha infatti confermato l'utilit� della documentazione di questi tre conti per il procedimento penale estero (cause 1A.353-355/1999). Per di pi�, il 21 gennaio 2000 l'Autorit� richiedente ha ribadito, riferendosi proprio al conto X.________, l'interesse all'esecuzione della rogatoria. In effetti, poich� il MPC aveva ritenuto che contro la decisione di trasmissione - notificata solo alla Banca - non era stato interposto ricorso, la documentazione di questo conto era stata trasmessa all'Autorit� richiedente, come comunicato dal MPC ai ricorrenti l'8 febbraio 2000; l'11 febbraio 2000 la Procura di Perugia, su istanza del MPC, gli ha rinviato la documentazione del conto X.________, assicurando che le informazioni emerse dall'analisi della stessa non sarebbero state utilizzate a fini procedurali. Anche in quello scritto la Procura ha ribadito la necessit� di poter acquisire la documentazione del conto in discussione. Ne segue che, nonostante l'esiguit� dell'importo versatovi, la documentazione del conto appare comunque, viste la particolarit� della fattispecie, potenzialmente utile a far progredire il procedimento estero, ritenuto che sussiste una connessione sufficiente tra la relazione bancaria e il prospettato reato (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3; sull'opportunit� di assumere determinate prove e sull'idoneit� delle stesse si richiama la sentenza dell'11 settembre 2000 concernente i ricorrenti quali contitolari del conto 8908 Antiquario, consid. 4).
L'assunto ricorsuale secondo cui nella documentazione in discussione non vi sarebbero n� firme n� riferimenti ai coimputati F.________ e C.________ non � decisivo (v. al riguardo la sentenza appena citata, consid. 3).
L'Autorit� italiana, contrariamente all'Autorit� svizzera, dispone infatti di tutte le risultanze processuali e pu� quindi valutare compiutamente la posizione dei ricorrenti accertando, se del caso, l'estraneit� del conto al prospettato reato.
3.- Sulle istanze di restituzione in intero del 23 marzo e del 19 aprile 2000, e sulla portata delle dichiarazioni che i ricorrenti chiedono di acquisire agli atti il Tribunale federale si � gi� espresso con sentenze del 13 settembre 2000 nei loro confronti (cause 1A.67 e 68/2000), alle quali, per brevit� si rinvia, visto che tali scritti non ostano alla concessione dell'assistenza.