Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2653-del-01-02-2017
Timestamp: 2020-08-13 00:47:52+00:00
Document Index: 21748832

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 173', 'art. 2506', 'art. 360', 'art. 173', 'art. 15', 'art. 2506', 'art. 2506']

Sentenza Cassazione Civile n. 2653 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2653 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 01/12/2016, dep.01/02/2017), n. 2653
sul ricorso 24810/2015 proposto da:
MARLIN SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona del liquidatore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA DEL TRITONE N. 169, presso lo studio
OLGA PORTA, giusta procura in calce al ricorso;
EQUITALIA SUD – REGIONE CAMPANIA – SPA, in persona del responsabile
presso la CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato ANTONIO
MELILLO, giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 3133/28/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI del 30/03/2015, depositata il 02/04/2015;
Con sentenza n. 3133/28/15, depositata il 2 aprile 2015, non notificata, la CTR della Campania rigettò l’appello proposto dalla società Marlin S.r.l. in liquidazione (di seguito società) nei confronti del Comune di Marano di Napoli e di Equinlia Sud S.p.A., per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Napoli, che aveva a sua volta rigettato il ricorso proposto dalla contribuente avverso cartella di pagamento per ICI relativa agli anni dal 1993 al 1997.
Peraltro risulta dalla stessa sentenza impugnata che la notifica degli avvisi di accertamento è avvenuta tra il 29 novembre ed il 1 dicembre 2000 alla Nuova Progest S.r.l. alla quale solo allora gli atti impositivi dovevano essere notificati, essendosi verificata nel 2004 la scissione parziale dalla quale ha tratto origine la Marlin Costruzioni S.r.l., già denominata Nuove Costruzioni S.r.l..
Con il secondo motivo la ricorrente deduce l’erronea applicazione dell’art. 173 T.U.I.R. e art. 2506 c.c. e segg., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
La decisione impugnata, infatti, si è attenuta al principio di diritto affermato da questa Corte, in analoga controversia tra le stesse parti afferente all’impugnazione da parte della società di altra cartella di pagamento per ICI relativa all’anno 1996 (cfr. Cass. sez. 5, 11 maggio 2016, n. 9594; in senso conforme si veda anche Cass. sez. 5, 24 giugno 2015, n. 13059), secondo cui, “in tema di scissione parziale, per i debiti fiscali della società scissa relativi a periodi d’imposta anteriori all’operazione, rispondono, ai sensi del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 173, comma 13, solidalmente ed illimitatamente tutte le società partecipanti la scissione, come conferma del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 15, comma 2, che, con riguardo alle somme da pagarsi in conseguenza delle violazioni fiscali commesse dalla società scissa, prevede la solidarietà illimitata di tutte le beneficiarie, differentemente dalla disciplina della responsabilità relativa alle obbligazioni civili, per la quale, invece, l’art. 2506 bis c.c., comma 2 e art. 2506 quater c.c., comma 3, prevedono limiti precisi”.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità in favore di Equitalia Sud S.p.A. e del Comune di Marano di Napoli, che liquida, per ciascuno dei controricorrenti, in Euro 200,00 per esborsi ed in Euro 5000,00 per compenso, oltre rimborso spese forfettarie ed accessori, se dovuti.