Source: http://archive.partitodemocratico.it/doc/232409/interpretazioni-statutarie-e-regolamentarie.htm
Timestamp: 2017-09-21 08:37:20+00:00
Document Index: 138667311

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 11', 'art. 11', 'art.9', 'art. 40', 'art. 14', 'art. 40', 'art. 2', 'art. 3', 'art 44', 'art. 46', 'art 17', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 21', 'art.13', 'art. 39', 'art. 22', 'art. 34', 'art. 7']

Interpretazioni statutarie e regolamentarie | Partito Democratico
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A cura della Commissione nazionale di Garanzia
(art. 40 comma 10 dello Statuto nazionale Pd)
pubblicato il 13 marzo 2012 , 9616 letture
La Commissione nazionale di Garanzia, visto l'art. 11 comma 3 dello Statuto nazionale (Gli Statuti delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano sono approvati e modificati dalla relativa Assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti. Essi entrano in vigore entro trenta giorni dalla loro approvazione, a meno che entro tale termine la Commissione nazionale di garanzia, la quale ha il compito di verificarne la conformità con i principi fondamentali dello Statuto nazionale, non rinvii lo Statuto con le relative osservazioni all’Unione regionale o alle Unioni provinciali di Trento e Bolzano affinché provvedano a modificarlo. In tal caso, se la relativa Assemblea non intende adeguarsi in tutto o in parte alle osservazioni della Commissione nazionale di garanzia può ricorrere all’Assemblea nazionale, la quale decide in via definitiva con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti entro i successivi sessanta giorni) ha ritenuto anzitutto che gli statuti adottati dalla Circoscrizione Estero e dalla Organizzazione giovanile rientrino in tale procedura.
La Commissione nazionale di Garanzia ha quindi precisato che gli statuti per i quali la Commissione ha formulato o formulerà osservazioni ai sensi del suriportato art. 11 si intendono entrati in vigore ad eccezione delle norme oggetto di rilievi. In tal caso, le strutture interessate potranno adeguarsi alle osservazioni della Commissione nazionale, rendendo così interamente operativi i rispettivi statuti, ovvero ricorrere all'Assemblea nazionale la quale decide in via definitiva.
Le strutture che non hanno ancora approvato lo statuto, ovvero l'hanno approvato ma non l'hanno ancora trasmesso alla Commissione nazionale di Garanzia, sono invitate a farlo con urgenza ed inviarlo alla segreteria della Commissione per posta o via internet (giampietrosestini@yahoo.it).
La Commissione nazionale di Garanzia ritiene legittime le norme del regolamento congressuale per l'elezione del segretario e dell'assemblea nazionale laddove subordinano la presentazione di liste di candidati all’autorizzazione del candidato segretario.
- é principio generale, anche per le elezioni politiche, che nessuna lista possa collegarsi ad una mozione politica (o partito) se la mozione stessa (o partito) non è d'accordo;
- lo statuto nazionale non disciplina le modalità per il collegamento, ma stabilisce (art.9.1) che “Le elezioni per il Segretario e per l’Assemblea nazionale sono disciplinate da un Regolamento approvato dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti";
- il regolamento così approvato dalla Direzione nazionale poteva pertanto prevedere legittimamente che la presentazione di liste debba essere subordinata all’autorizzazione del candidato segretario;
- in caso contrario, l'accettazione di liste di candidati non autorizzate dal candidato segretario potrebbe dare luogo ad eventuali e strumentali iniziative frazionistiche nei confronti del candidato
2. in cima alle schede elettorali è scritto chiaramente: "SI PUO' VOTARE SOLTANTO UNA LISTA";
- visto l'art. 40.4 dello Statuto nazionale (L'incarico di componente di una delle Commissioni di garanzia è incompatibile con l'appartenenza a qualunque altro organo del Partito Democratico...);
- visto l'art. 14 dello stesso Statuto che definisce i Circoli "unità organizzative di base" rimandando agli Statuti regionali la loro disciplina;
- vista la diffusione dei Circoli sull'intero territorio nazionale;
- considerato che per divenire "garante" occorre comunque essere iscritti ad un Circolo;
- considerato che il caso esaminato attiene all’interpretazione di disposizioni per le quali è necessario garantire un’applicazione uniforme a livello nazionale;
ritiene che l'incarico di componente di una qualsiasi Commissione di Garanzia non sia incompatibile con quello di Coordinatore o membro del Direttivo di un Circolo, salvo diverse disposizioni dei rispettivi statuti regionali.
Ciò fermo restando il rispetto delle incompatibilità previste dall'art. 40.4 dello Statuto e con l'ovvia precisazione che in caso di eventuali ricorsi e/o fatti comunque riguardanti il Circolo di appartenenza del garante, lo stesso non intervenga ai lavori della Commissione che deve pronunciarsi in merito.
- rilevato che a norma di Statuto art. 2 comma 2, l’iscrizione al partito avviene sottoscrivendo il Manifesto dei valori, lo Statuto e il Codice etico, sottoscrizione con la quale l’iscritto/a si impegna “a non appartenere ad Associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche Istituzioni”;
- allo scopo di verificare che le Associazioni di appartenenza non rientrino in quelle di cui all’art. 3 del Codice etico e di comprovare la validità dell’impegno assunto con il Pd;
- le norme statutarie, in caso di loro modifica, sono di immediata applicazione;
- per la loro entrata in vigore non sono necessarie modifiche agli Statuti regionali in quanto esse, in base all’art 44 dello Statuto nazionale, "prevalgono, in caso di difformità, su quelle degli Statuti e dei regolamenti regionali".
La Commissione nazionale di garanzia, visto l'art. 46 delle “norme transitorie e finali” dello Statuto nazionale (introdotto per consentire, nelle more dell’adeguamento degli statuti regionali alle modifiche statutarie approvate dalla Assemblea nazionale del 22 maggio 2010, lo svolgimento uniforme dei Congressi provinciali e di circolo sull’intero territorio nazionale, ai sensi degli articoli 12, 15 e 44 dello Statuto); ha ritenuto che gli statuti ovvero i regolamenti attuativi regionali possono comunque prevedere che i candidati alla Segreteria territoriale, oppure determinate figure individuate per funzione, possano essere "integrati" nelle rispettive Assemblee territoriali.
- Non fanno parte del numero di delegati eletti all’Assemblea che determinano - in caso di maggioranza assoluta - l’elezione del segretario;
- Non fanno parte - in assenza di tale maggioranza - del numero di delegati che determinano i due candidati che partecipano al ballottaggio per l’elezione del Segretario;
- Non danno luogo ad alcun riequilibrio, anche perché potrebbero non essere ascrivibili ad una singola lista.
- Hanno sempre diritto di voto tranne che in occasione della nomina del Segretario o della sua sfiducia.
- La locuzione “appartenenti ad altri movimenti politici”, volutamente molto ampia, ha inteso superare la precedente disposizione che faceva unicamente riferimento alla iscrizione ai partiti politici e ricomprende pertanto anche le associazioni che abbiano dato vita a liste civiche. La sanzione dell’esclusione dall’anagrafe degli iscritti e dall’albo degli elettori vale pertanto anche per i candidati di tali associazioni qualora esse abbiano presentato liste in alternativa a quelle presentate dal PD e senza essere state a ciò autorizzate dal PD stesso.
- Detta esclusione deve intendersi applicabile anche retroattivamente. Ciò in quanto tale ipotesi, sebbene non esplicitata nel precedente testo statutario, era ricavabile in via interpretativa nell’ambito delle fattispecie rientranti nei casi di iscrizione ad altri partiti e di adesione, all’interno degli organi istituzionali elettivi, a gruppi di altri partiti.
- Ove i responsabili di tale violazione siano stati esclusi dall’anagrafe degli iscritti o dall’albo degli elettori prima dell’ultima modifica statutaria e – come consentito dal testo previgente - la competente commissione di garanzia abbia previsto il decorso di un periodo di tempo inferiore al biennio prima di consentire una nuova iscrizione, tale periodo resta confermato anche sotto la vigenza dell’attuale statuto.
- L’esclusione dall’anagrafe degli iscritti e dall’albo degli elettori per coloro che nelle assemblee elettive (nelle quali sia presente il gruppo consiliare del PD) aderiscano a gruppi consiliari diversi da quello del PD si applica anche per coloro che abbiano aderito a gruppi alternativi a quello del PD prima dell’ultima modifica statutaria (21-22 maggio 2010).
- vista la richiesta del Segretario nazionale di parere sulla nomina di un Commissario al PD di Napoli;
- visto l’art 17 comma 3 dello Statuto;
- ritiene che in casi particolari di “necessità e di urgenza” nonché “di gravi e ripetute violazioni dello Statuto e del Codice etico” rientri nel potere–dovere del Segretario nazionale di intervenire, pur con le garanzie del caso (parere della Commissione nazionale di Garanzia e successiva ratifica della Direzione nazionale in tempi brevi) con la nomina di un organo sostitutivo degli organi esecutivi delle strutture del PD, comprese quelle sub-regionali.
- visto l’art. 2.4 del Codice etico, che impegna gli uomini e le donne del Partito Democratico a sostenere “un modello di comunicazione basato sull’ascolto, sul dialogo, sulla chiarezza di espressione” ed a “condurre il confronto con volontà d’intesa, ricercando cioè una reale interlocuzione”; nonché l’art. 3.2.a) che impegna gli eletti e le elette del PD a “comunicare all’organo di garanzia territorialmente competente, ai sensi dello Statuto, le situazioni personali che evidenziano o possono produrre un conflitto di interessi, ovvero condizionare l’attività del partito o lederne l’immagine pubblica, in primo luogo nel caso di esistenza di un procedimento penale o di adozione di una misura di prevenzione nei propri confronti”;
- preso atto che né lo Statuto, né il Codice etico, né il Regolamento delle Commissioni di Garanzia prevedono conseguenti sanzioni al riguardo;
ritiene che le infrazioni ai predetti comma 2.4 e 3.2.a) del Codice etico siano passibili di richiamo scritto ai sensi dell'art. 13.1.a) del Regolamento delle Commissioni di Garanzia, e che eventuali reiterazioni siano suscettibili delle ulteriori sanzioni previste dal predetto art. 13.1.
- la distinzione fra i "quorum" calcolati sui “componenti della Assemblea” e sugli “iscritti” prevista nel predetto articolo è direttamente riferibile ai territori ove insistono più circoli PD e si rende quindi necessaria la costituzione di un organismo rappresentativo (assemblea) di secondo livello (e quindi la previsione di un diverso “quorum” deliberativo rispetto agli iscritti);
- tale distinzione perde di significato pratico nei territori ove insiste un solo circolo PD, ove i “componenti della assemblea” coincidono con gli “iscritti”;
- in mancanza di una esplicita norma statutaria che disciplini tale evenienza;
La Commissione nazionale di Garanzia, visto l’art. 21 dello Statuto nazionale, all'unanimità ha ritenuto che:
3. in caso di cumulo di incarichi non autorizzato, l'iscritto deve dimettersi da uno dei due incarichi ricoperti entro trenta giorni. Qualora non si dimetta, sarà passibile delle sanzioni di cui all'art.13 del Regolamento delle Commissioni di Garanzia;
4. gli iscritti che, ricoprendo un incarico elettivo od esecutivo, intendono candidarsi per un ulteriore incarico elettivo in un altro e diverso ente, al momento della sottoscrizione della candidatura debbono presentare, insieme alla documentazione di rito, anche una dichiarazione scritta con cui si impegnano a dimettersi, qualora eletti, dall'incarico già ricoperto.
La Commissione nazionale di Garanzia, visto l’art. 39 comma 5 dello Statuto nazionale (I componenti delle Commissioni di Garanzia nazionale, delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano sono eletti dall’Assemblea del rispettivo livello territoriale con il metodo del “voto limitato”), considerato che l'obiettivo della norma è quello di garantire nella composizione delle Commissioni di Garanzia la maggiore rappresentatività possibile di tutte le diverse anime del PD, ha ritenuto unanimemente che, fatto salvo il caso in cui sia stata presentata un'unica lista concordata (e come tale confermata dal risultato della votazione palese), non sia consentito porre in votazione palese più liste contrapposte di candidati. In tal caso si deve infatti procedere a votazione segreta, nel corso della quale ciascun votante non può esprimere preferenze in numero superiore alla metà più uno dei componenti da eleggere (es: quattro su sette componenti o cinque su nove).
- L'utilizzo del simbolo del PD spetta alle strutture del Partito;
- I candidati ufficiali del PD nelle varie consultazioni elettorali possono utilizzare il simbolo del partito con la correttezza e le modalità d'uso sancite dal Codice etico;
- I singoli iscritti al PD possono utilizzare il simbolo previa autorizzazione della competente struttura del Partito, rilasciata su loro motivata richiesta;
- Eventuali casi di utilizzo del simbolo da parte di iscritti al PD al di fuori dei suddetti casi sono suscettibili di sanzioni disciplinari da parte delle competenti Commissioni di Garanzia;
- Eventuali casi di utilizzo del simbolo da parte di persone o di gruppi non aderenti al PD sono suscettibili di denuncia alla magistratura da parte del rappresentante legale della competente struttura del Partito;
- Gli iscritti al PD titolari di cariche pubbliche, eletti o amministratori, sono tenuti a depositare il loro stato patrimoniale presso la Commissione di Garanzia del territorio ove ricoprono il loro incarico;
- Allo scopo di agevolare i relativi adempimenti ed uniformarli nell’intero territorio nazionale, la Commissione nazionale di Garanzia ha ritenuto opportuno predisporre, in collaborazione con il Tesoriere nazionale, un apposito modello che sarà trasmesso quanto prima a tutte le Commissioni di Garanzia nonché alle strutture territoriali del PD affinché collaborino alla gestione delle anagrafi patrimoniali;
- Qualora l’iscritto abbia già depositato il suo stato patrimoniale presso l'Istituzione ove è stato eletto o designato, è sufficiente che ne depositi copia alla Commissione di Garanzia competente;
- Le procedure per la pubblicizzazione degli stati patrimoniali dovranno rispettare le norme del “Codice in materia di protezione dei dati personali”, di cui al Dlgs 30 giugno 2003, n. 196.
La Commissione nazionale di Garanzia, visto il quesito inoltrato dal presidente della Commissione regionale di Garanzia della Sardegna, visti l'art. 22 comma 2 e l'art. 34 commi 1 e 2 dello Statuto nazionale nonché l’art. 7 commi 1 e 2 del regolamento finanziario nazionale, ritiene che non esistano divieti alla autonomia delle Unioni regionali di richiedere il versamento di contributi anche da parte dei loro iscritti eletti al Parlamento italiano o europeo.