Source: http://sdp.comune.livorno.it/opac/archivi_c/arc_s/arc_storico_cons.html
Timestamp: 2019-04-19 08:46:28+00:00
Document Index: 175459641

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 1']

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Guida alla consultazione: in questa sezione è possibile scaricare la tabella che riporta in dettaglio i dati relativi all'Archivio storico, ogni voce è descritta nell'elenco sottostante.
Statuti e Regolamenti del “Municipio” di Livorno e Opere Pie gestite
Stato Civile - sezione preunitaria
Stato Civile - sezione post-unitaria
Leva Militare - sezione preunitaria
Leva e Servizi Militari - sezione postunitaria
Biblioteca Labronica “Francesco Domenico Guerrazzi”
Tecnico-Edilizia Privata-Urbanistica
Fondazione Dal Borro
Ente Comunale di Assistenza e Opere Pie gestite
Istituto Professionale e Casa di Riposo “Giovanni Pascoli”
“Pietro Monte”-Osservatorio Meteorologico
Istituto Preventoriale Infantile “Santa Famiglia”
“G. Schiavazzi”-Osservatorio Geodinamico
Elenco completo delle voci
In 13 tomi sono raccolti gli Statuti ed i Regolamenti Storici, preziosi strumenti per la ricerca storica.
Sulla costola delle copertine dei primi 2 volumi non è indicata la numerazione, dal terzo inizia la segnalazione del volume, dal “vol. 1” fino al “vol. 21”; mancano i numeri 3, 9, 11 e dal 14 al 20.
I volumi della serie, in buono stato di conservazione, consegnati dalla Segreteria Generale del Comune all’Archivio nell’anno 2000, sono stati conservati fino al 2003 presso l’Archivio Protocollo e poi trasferiti all’Archivio Storico.
La serie è articolata in tre sottoserie.
Deliberazioni del Consiglio Comunale.
La sottoserie è composta da registri di piccole dimensioni rilegati in pergamena che riportano la segnalazione di una precedente inventariazione.
Ogni unità documentaria raccoglie trimestralmente i verbali delle sedute del Consiglio in ordine cronologico, segue una numerazione e mantiene un repertorio in ogni volume. Nella adunanza del 16 dicembre 1865 viene eletto il primo Sindaco di Livorno, Eugenio Sansoni, ma nei primi anni dell’Unità d’Italia si alterneranno ai sindaci numerosi Delegati Straordinari. Il materiale schedato riguarda gli anni che vanno dal 1865 al 1954.
Da segnalare la presenza di alcune lacune per gli anni 1900-1919. Sugli esemplari del 1951 si usa la dicitura “Vecchia Amministrazione”, mentre dal mese di giugno viene usata la parola “Nuova Amministrazione”.
Deliberazioni della Giunta Municipale.
I registri che compongono la sottoserie raccolgono le deliberazioni cronologicamente e seguono una numerazione di registrazione. Le unità archivistiche sono corredate di repertori e registrano trimestralmente le sedute di Giunta. Ogni volume riporta una segnalazione, sulla costola, di una più antica inventariazione e, come i precedenti, si presentano rilegati in pergamena. Il materiale schedato riguarda gli anni che vanno dal 1865 al 1954. La sottoserie mantiene ad oggi delle lacune per gli anni 1900 fino al 1921 e dal 1927 fi no al 1943. Con la registrazione della seduta del 29 luglio 1944 riprende la vita politica cittadina con il nuovo Sindaco Furio Diaz.
Deliberazioni inviate alla Regia Prefettura.
I dieci registri che formano questa sottoserie coprono gli anni dal 1898 al 1911 e dal 1916 fino al 1920. Le unità documentarie, nella maggior parte dei casi, riportano l’oggetto delle Deliberazioni, seguendo un numero d’ordine, e sono disposte in successione cronologica. Le unità archivistiche sono rilegate in pergamena e cartone e riportano una antica numerazione. Il materiale schedato riguarda gli anni che vanno dal 1898 al 1920.
La serie è formata da registri degli anni 1926-1944 nei quali vengono riportate le deliberazioni secondo numero d’ordine e di data.
Repertori delle Deliberazioni Podestarili.
La sottoserie raccoglie registri dattiloscritti degli anni 1927-1944. I registri risultano compilati annualmente ad eccezione dell’ultimo che comprende la registrazione di due anni.
I cinque registri riportano i “Verbali delle Adunanze” degli anni 1928-1943. I verbali sono in ordine cronologico e numerico, ad eccezione dell’ultimo registro dove i verbali risultano non numerati.
Questa serie costituisce la parte più consistente dell’Archivio Storico livornese e raccoglie gli atti dell’Amministrazione.
Si tratta della serie più ampia e articolata dell’archivio. Oggetto della schedatura sono gli anni che vanno dal 1865 al 1954.
La documentazione è organizzata in fascicoli numerati e con una intitolazione.
Per ogni anno si conservano tra i due e i trecento fascicoli, raccolti in buste; il numero varia a seconda delle esigenze dell’Amministrazione, gli scarti effettuati o i furti subiti.
La serie si presenta condizionata in faldoni (in linguaggio tecnico archivistico definiti “buste”), che riportano fino al 1900 una vecchia numerazione d’inventario e le indicazioni dei numeri dei fascicoli raccolti.
Poco numerose sono le lacune. Anche per gli anni del periodo bellico è conservato un numero consistente di buste (53 buste per il 1941, 31 per il 1942, 36 per il 1943 e 20 per il 1944). Dei contenitori originali si è cercato di conservare, quando possibile, almeno la costola a documentazione della primitiva sistemazione.
I fascicoli sono organizzati in ordine alfabetico e per aree di interesse; la titolatura può aiutare a ricostruire l’ordinamento politico-amministrativo dei Comuni, stabilito con la L. n. 2248 del 20 Maggio 1865 e le successive modificazioni.
È importante ricordare che l’Amministrazione del Comune di Livorno non ha mai messo in atto le disposizioni della circolare ministeriale del 1 Maggio 1897, che prevedeva la suddivisione degli atti in categorie e classi.
Nella schedatura informatizzata sono stati riportati testualmente i titoli dei fascicoli nello spazio appositamente creato nella scheda di registrazione, denominato “Suddivisione interna delle unità documentarie”, che ha permesso di avere per ogni anno un elenco degli atti trattati dall’Amministrazione.
Le informazioni raccolte in quest’area sono completate dalle altre trascritte nel campo “Note dello schedatore”, dove si precisa l’eventuale scarto effettuato del materiale (importanti operazioni di scarto a favore della Croce Rossa Italiana furono effettuate negli anni precedenti le due guerre mondiali; in tali occasioni veniva alienato il contenuto del fascicolo e conservato il medesimo, con un timbro che ne segnalava l’avvenuta eliminazione), la presenza di documenti eccezionali o semplicemente se il fascicolo è vuoto.
Repertorio degli affari.
Si tratta di registri di piccole dimensioni utilizzati come rubriche alfabetiche dei titoli dei fascicoli contenuti nelle buste della serie “Affari” per gli anni 1865-1941. Gli anni 1892-95 e 1898-99 sono mancanti. Per l’anno 1891 sono conservate due copie. Alcuni esemplari sono copie dall’originale, come segnalato nelle rispettive schede; i registri originali sono conservati fino al 1941. Per gli anni successivi è stato possibile ‘creare’ - con il sistema CDS/ISIS - i repertori, che sono stati resi a stampa come strumento di corredo per facilitare la ricerca. Affissioni.
La sottoserie è costituita da buste contenenti avvisi e manifesti raccolti annualmente e divisi in fascicoli per argomenti fino all’anno 1902. Dal 1903 sono numerati, ma non raccolti in fascicoli. La sottoserie è stata individuata nel corso del secondo intervento di schedatura. Le buste si trovavano sugli scaffali di seguito a quelle degli Affari dell’anno relativo, ma presentavano già una diversa connotazione.
Si tratta di buste e registri relativi ad argomenti specifici, in alcuni casi comprendenti più anni. Carteggio relativo alla illuminazione a gas 1866-1901
Si tratta di 3 buste contenenti i documenti relativi alle vicende della prima gestione dell’illuminazione pubblica cittadina.
Carteggio relativo alla conduttura di acqua potabile in Livorno 1882-1896
Il materiale documentario, riguardante la fornitura di acqua potabile in città, è costituito da 3 buste e 2 registri. Contiene atti, progetti, piante e bilanci dell’ufficio competente.
Carteggio relativo alla Festa del Centenario della fondazione di Livorno 1906
Le 3 buste, che costituiscono questo gruppo di documenti, sono relative al III centenario della fondazione di Livorno e contengono atti sulle iniziative del Comitato dei festeggiamenti, la contabilità relativa e carte del “I Congresso regionale dei Comuni toscani”, tenutosi a Livorno in occasione del suddetto centenario.
Oggetto della schedatura è stato il materiale dall’anno 1865 al 1954. Si tratta di registri di grandi dimensioni nei quali, giornalmente, venivano registrati gli Affari del Comune, assegnando a ciascuno un numero progressivo.
Ogni registro comprende circa due mesi di registrazioni, per ogni anno quindi si trovano in media sei registri. Le registrazioni prendono avvio con l’anno 1865 fino al 1954, ad eccezione degli anni 1889-92 e 1897 che sono mancanti.
La serie raccoglie anche due sottoserie.
Indici degli affari Registri
di grandi dimensioni, che elencano per titolo gli affari contenuti nei Protocolli. Prendono avvio con l’anno 1865 e continuano fino al 1954. Manca il registro relativo al 1866. Per l’anno 1883 sono conservati due registri, di cui uno definito “Supplemento”. Gli anni 1889-92, 1897, 1900 e 1902 sono mancanti.
Registri come i precedenti, che elencano i nominativi delle persone legate agli affari contenuti nei Protocolli.
Le registrazioni prendono avvio con il 1865 fino al 1954. Sono mancanti i registri relativi agli anni 1865, 1867, 1874, 1888-90, 1897-1902.
Stato Civile - sezione pre-unitaria
Mairie di Livorno 1808-1814 Con il decreto del 22 agosto 1808 il territorio toscano fu ripartito nei dipartimenti di Arno, Ombrone e Mediterraneo nel quale si trovava Livorno. I dipartimenti erano divisi a loro volta in Circondari e Mairie.
Ai maires, nominati dal governo centrale, venne affidato il potere esecutivo locale, ma oggetto della schedatura sono stati prevalentemente i documenti prodotti dallo stato civile. Si tratta di registri per l’annotazione di nascite, morti, matrimoni, una busta di atti vari e tre registri dei censimenti.
Il 1° gennaio 1866 nasce lo Stato Civile italiano, il cui ordinamento è previsto dal R.D. 2602 del 1865. La normativa attribuisce ai Sindaci dei Comuni funzioni di ufficiali di governo e di ufficiali di stato civile. Il R.D. 2135 del 1874 stabilisce la tenuta di registri per la trascrizione di nascita, matrimonio, morte e cittadinanza. Una copia dei registri, vidimati prima dell’uso dal Presidente del Tribunale, deve essere consegnata ogni anno alla Cancelleria del Tribunale. Modifiche all’ordinamento sono state poi apportate con R.D. 1238 del 1939. I limiti alla consultazione dei documenti dello Stato Civile, previsti in 70 anni, sono dettati dall’art. 22 del D. L.gvo 22.01.2004 n. 42.
Questa serie documentaria comprende 300 registri di Stato Civile e 84 registri di cittadinanza dell’Isola di Gorgona. I registri, in ottimo stato di conservazione, sono stati rilevati in elenchi nell’anno 1998 e si trovano in una stanza dell'Ufficio Stato Civile - piazza del Municipio 50.
In data 16 ottobre 1938 il Gran Consiglio del Fascismo approvò “La dichiarazione sulla razza”, che venne pubblicata sul “Foglio d’ordine” del Partito Nazionale Fascista il 26 ottobre 1938. Questo fu il primo atto di indirizzo a cui seguì l’emanazione delle “Leggi sulla difesa della razza” meglio note come “Leggi antisemite”. Con il Regio Decreto Legge 17.11.1938 n. 1728 “Provvedimenti per la difesa della razza” all’art. 8 vengono stabiliti i criteri atti ad individuare l’appartenenza alla razza ebraica; l’art. 9 prevede l’obbligo di denuncia ed annotazione di appartenenza razziale sui registri di Stato Civile. L’art. 19 stabilisce che “In applicazione dell’art. 9, tutti coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 8, devono farne denuncia all'ufficio di Stato Civile del Comune di residenza entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto…”. Questa serie comprende:
Denunce razza ebraica - 1939
Sono 12 grandi registri che riportano in ogni pagina in alto la dicitura: “Registro della denuncia di appartenenza alla razza ebraica” (art. 8 e 19 R.D. Legge 17.11.1938 - XVII n. 1728).
Denuncia di non appartenenza alla razza ebraica - 1939-1943
Si tratta di una busta contenente gli inserti in ordine alfabetico nominativo dei cittadini che hanno adempiuto all’obbligo di denuncia. La documentazione è stata trasferita dall'Ufficio di Stato Civile all’Emeroteca nell’anno 1993 e dal 2003 è conservata nei locali dell’Archivio Storico. Le unità archivistiche sono in ottimo stato di conservazione.
L’Archivio raccoglie tutta la documentazione relativa all’attività cimiteriale svolta, nel periodo post-unitario, presso il Cimitero Comunale La Cigna. Si individuano le seguenti tipologie documentarie:
Iniziano dal 1896 e sono rilegati a formare 700 registri.
Riguardano la concessione di loculi ed ossari e le operazioni di cremazione.
Sono raccolti in 200 buste, che contengono anche le fatture.
Sono conservati in ordine cronologico dal 1866. Vi sono registrati i seppellimenti, le esumazioni, le estumulazioni e le cremazioni. Sono corredati da elenchi topografi ci e rubriche. In totale sono presenti 130 registri.
Sono 20 e descrivono l’utilizzo del “porticato” dal tempo della costruzione. L’Archivio, individuato e descritto nell’anno 1996, in quanto oggetto di ricerche e verifi ca corrente indispensabile per l’attività dell'Ufficio Servizi Cimiteriali, è conservato nei locali di una palazzina nell’area del Cimitero Comunale La Cigna in via Don Aldo Mei 19. La documentazione è in buono stato di conservazione.
La documentazione è raccolta in 3 buste contenenti i resoconti del Servizio Statistica e Studi sulla situazione di Livorno negli anni cinquanta e sessanta, la Conferenza Economica tenuta presso l’Università di Pisa su “Redditi e Tributi nel Comune di Livorno” ed il “Convegno Economico del Porto” relativi allo stesso periodo, il “Progetto preliminare per il nuovo assetto dello Scalo marittimo livornese” del 1981.
Sono presenti inoltre 6 registri sui movimenti della popolazione dal 1866 al 1930. Le buste e i registri, in ottimo stato conservativo, nel mese di maggio del 2003 sono stati trasferiti dall'Ufficio Ragioneria all’Archivio Storico.
Fino al 1894 era attribuito alla Giunta Municipale il compito di procedere, con cadenza annuale, alla formazione e revisione delle Liste Elettorali amministrative e politiche, che dovevano poi essere approvate dal Consiglio Comunale e successivamente dalla Commissione Elettorale Provinciale. Con la L. n. 286 del 1894 il ruolo della Giunta e del Consiglio venne attribuito ad una Commissione Elettorale Comunale, appositamente costituita. Con Legge n. 666 del 1912 fu istituito il suffragio universale. La Legge n. 563 del 1926 introdusse un nuovo requisito essenziale per l’iscrizione nelle liste: l’attestazione del pagamento di un contributo sindacale; tale iniziativa era il risultato di una organizzazione sociale corporativa. Nel 1926 l’Amministrazione comunale era di competenza esclusiva di un Podestà di nomina regia, quindi il sistema elettorale amministrativo fu abolito. Le liste politiche venivano predisposte anche se, con l’abolizione dell’istituto della fiducia prevista dalla L. n. 2263 del 1925, non esisteva più un regime parlamentare. Il sistema elettorale amministrativo cessò dall’anno 1927 al 1938. Nel 1946, ricostituiti gli organi elettivi comunali, si svolsero le procedure per la formazione delle nuove liste elettorali maschili e femminili previste dal D.L. n. 1 dello stesso anno. Questa serie inizia con la documentazione relativa alle procedure preparatorie delle liste degli aventi diritto al voto per le elezioni della Costituente e del Referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 19467, la predisposizione di sezioni e collegi territoriali, l’allestimento dei seggi, le statistiche, i manifesti. È stata conservata la documentazione delle elezioni svolte fino all’anno 1957. Il materiale documentario si articola nella seguente maniera.
Le carte sono contenute in 3 buste.
Le carte costituiscono 131 buste.
Sono rilegate a formare 70 grossi volumi. La documentazione, che si trovava in locali disastrati dell’ex Officina della Segnaletica del Comune in via Capocchi, nell’anno 1996 è stata risanata fisicamente, rilevata e trasferita nei locali dell’Emeroteca in via del Toro 8 e nell’anno 2003 è stata inserita nell’Archivio Storico. La documentazione è in discreto stato di conservazione.
Leva Militare - sezione pre-unitaria
Elenchi generali dei nati La sottoserie è composta da cinque registri nei quali si annotavano annualmente i nati. I registri sono formati da moduli prestampati inviati dai parroci della cattedrale e dalle chiese di San Jacopo in Acquaviva, di Salviano, della Valle Benedetta, dei Greci Uniti, di Montenero, di Ardenza, di San Matteo, di Antignano, della Gorgona, degli Armeni e degli acattolici.
Leva e Servizi Militari - sezione pos-tunitaria
I documenti relativi alla leva militare coprono gli anni 1866-1958 e sono stati organizzati nelle seguenti sottoserie:
La sottoserie raccoglie registri con l’elenco d’iscrizione nelle liste di leva dal 1866 al 1914. Per ogni anno gli elenchi sono raccolti in due volumi.
Liste di leva La sottoserie è composta da registri dei nominativi che formano le liste di leva annuali.
Dal 1929 le registrazioni sono raccolte in due volumi.
Ruoli Matricolari La sottoserie è composta da registri annuali dei nominativi che formano i ruoli matricolari.
Registri dei renitenti La sottoserie è composta da registri comprendenti più anni, che contengono le annotazioni relative ai renitenti alla leva.
Liste dei riformati rivisitati Si tratta di 11 registri compilati dal 1915 al 1917 e dal 1940 al 1948, relativi ad arruolamenti straordinari, che comportavano la revisione delle liste dei riformati. Registri di Minute di dichiarazione di consenso Sono tre registri che riportano le dichiarazioni di consenso dei genitori per l’arruolamento volontario dei figli minorenni per gli anni 1927-1940.
Fascicoli personali e sussidi La sottoserie è composta da buste contenenti fascicoli personali di ciascun cittadino chiamato alle armi ed eventuali sussidi ai familiari. I fascicoli sono ordinati alfabeticamente, secondo i cognomi degli interessati.
Le buste schedate vanno dalla lettera A alla lettera Z.
Elenchi nominativi relativi alla guerra italo-austriaca dal 1918 al 1927 Si tratta di 4 registri di grandi dimensioni relativi ai nominativi dei prigionieri, dei dispersi, dei caduti e di coloro che sono morti per cause dipendenti dalla I guerra mondiale.
Orfani di guerra La sottoserie consta di sei buste degli anni 1945-1950 in cui sono raccolte le pratiche per l’iscrizione all’elenco degli aventi diritto per i sussidi, divisi per ordine alfabetico.
La serie è suddivisa nelle seguenti sottoserie: Bilanci Preventivi dal 1911 al 1929 I registri appartenenti a questa serie sono 32.
In molti casi risultano allegate ad essi carte sciolte, relative ai bilanci preventivi della Fondazione “Piero Sardi”, del “Premio ai soccorritori di asfittici” e dal 1926 in poi della “Fondazione dott. G. Valensin Pascià”.
Conti Consuntivi dal 1902 al 1927 Si tratta di 38 registri come i precedenti e anche in questo caso, dal 1910 in poi, risultano allegate carte sciolte relative, oltre che alle medesime fondazioni, anche alla “Azienda Autonoma dell'Officina del gas”.
Registri di Cassa dal 1901 al 1903 Si tratta di due soli registri relativi agli anni 1901 e 1903. Si annotano in particolare la tassa sui cani, le tasse scolastiche ed altre.
Libri Mastri dal 1911 al 1940 Registri di grandi dimensioni di cui 57 relativi alle Uscite dal 1911 al 1940 con lacune per gli anni 1927 e 1930-1937; i volumi riportano le annotazioni relative agli articoli di spesa da 1 a 50, da 51 a 100 e per alcuni anni anche da 101 a 178. I 24 registri relativi alle Entrate dal 1911 al 1931 presentano una lacuna per l’anno 1930.
Registri Giornali di entrata e uscita dal 1911 al 1928 I registri sono 18 di grandi dimensioni, in cui vengono annotate le entrate e le uscite giorno per giorno.
Ad oggi costituisce la serie un unico registro intitolato ”Libro Mastro del forno normale del Municipio di Livorno” redatto nel 1915.
Questa serie documentaria è costituita da 25 registri di grandi dimensioni e 17 buste, che si distinguono nelle seguenti tipologie.
Personale assunto dal Comune Sono trascritte in 18 registri le informazioni sul personale assunto, dal 1865 al 1955, per ricoprire varie categorie occupazionali: insegnanti, levatrici, lavandaie, medici, ostetriche ed altre attività.
Per ogni nominativo è riportata la data di assunzione e le successive variazioni della carriera come le promozioni, i trasferimenti, gli aumenti di stipendio, i concorsi e gli esami svolti fino alla collocazione a riposo; contengono inoltre annotazioni di merito e di demerito. I dipendenti sono elencati in ordine cronologico di assunzione.
Dipendenti non di ruolo In 3 registri sono contenute le notizie riguardanti i dipendenti collocati, con delibera di G.M. del 1951, nel ruolo speciale.
Ordinanze Sindacali In 4 volumi, datati dal 7 agosto 1900 al 31 dicembre 1948, sono raccolti i provvedimenti di gestione dei dipendenti.
Atti In 17 buste sono conservati i documenti relativi ai contratti di lavoro ed alla gestione del personale dal 1900 al 1948. La documentazione, in ottimo stato di conservazione, nel 1999 è stata trasferita dall'Ufficio del Personale del Comune all’Archivio di Deposito di via Provenzal. Nel 2003 è stata collocata presso l’Archivio Storico.
La documentazione è costituita da bandi, prove e graduatorie di concorsi esterni ed interni, banditi dal Comune per procedere ad assunzioni o passaggi di livello. La documentazione, archiviata cronologicamente e distinta per concorso, è contenuta in 33 buste in ottimo stato di conservazione. I documenti, conservati presso l'Ufficio Concorsi del Comune, sono stati trasferiti nel 1999 presso l’Archivio di Deposito di via Provenza e nel 2003 sono stati inseriti nell’Archivio Storico.
La prima legge italiana riguardante il sistema scolastico fu la Legge Casati, emanata da Vittorio Emanuele II il 13 novembre 1859 per il Piemonte e la Lombardia e che nel 1861, dopo l’Unità d’Italia, venne estesa alle altre regioni.
La legge prevedeva che la pubblica istruzione si dividesse in tre rami: al primo apparteneva l’istruzione superiore, cioè l’università; al secondo ramo apparteneva l’istruzione secondaria classica; al terzo l’istruzione tecnica e primaria.
La scuola elementare prevista dalla legge Casati aveva la durata di quattro anni divisi in un biennio inferiore ed uno superiore; le scuole maschili erano separate da quelle femminili. L’istruzione elementare competeva ai Comuni che, secondo l’articolo 317, dovevano provvedervi in proporzione delle loro facoltà e secondo i bisogni degli abitanti ed avevano l’obbligo di “assicurare almeno una scuola, nella quale verrà data l’istruzione elementare del grado inferiore” (Articolo 319).
Un altro contributo importante per la scuola italiana venne dalla Legge Coppino (15 luglio 1877) che dettava un insieme di norme per rendere effettivo l’obbligo scolastico, come l’istituzione di una sorta di “anagrafe scolastica”, cioè un “elenco di fanciulli per ragioni di età obbligati” alla frequenza del corso elementare inferiore8.
Nel 1904 veniva approvata la Legge Orlando che innalzava l’obbligo scolastico a dodici anni e consentiva, là dove le esigenze organizzative lo rendessero necessario, la formazione di classi miste; inoltre dava vita ad una serie di iniziative scolastiche relativa agli adulti: i corsi serali e festivi9.
Nel corso del 1923 il ministro della pubblica istruzione Gentile fece approvare una serie di decreti noti con il nome di Riforma Gentile. La scuola elementare veniva divisa in tre gradi: quello preparatorio, di durata triennale, corrisponde all’incirca alla nostra materna; il grado inferiore dalla prima alla terza elementare; quello superiore dalla quarta alla quinta elementare.
Dal 1929 al 1943 cominciarono gli anni dell’ “era fascista” della scuola, caratterizzata da una serie di provvedimenti via via sempre più pervasivi, che interessavano non solo il sistema scolastico in senso stretto, ma anche gli insegnanti, i libri di testo e più in generale tutte le attività connesse all’educazione fisica, morale e spirituale dei giovani. Le leggi razziali del 1938 interessarono anche il sistema scolastico: a partire dall’autunno di quell’anno, infatti, migliaia di studenti e impiegati furono espulsi da tutte le scuole del regno. La ricostruzione delle scuola italiana iniziò quando la guerra era ancora in corso, ma si sviluppò soprattutto a partire dal 1946, durante i lavori dell’Assemblea Costituente.
Nell’Maggio 1947, l’aula approvava definitivamente gli articoli 33 e 34 della Costituzione Italiana relativi alla scuola e all’istruzione.
La scuola italiana così trovava un punto di riferimento ineludibile nella Costituzione, che assicura all’educazione alcuni diritti fondamentali, non soltanto con l’affermazione generale per cui la scuola è aperta a tutti, ma anche con quella relativa al diritto “dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi […] di raggiungere i gradi più alti dell’istruzione” (Articolo 34).
I registri relativi all’attività storica delle direzioni didattiche cittadine, conservati nei vari uffici comunali, sono stati riuniti nel gennaio 1996 in una sede di conservazione provvisoria presso i locali del Mercato Centrale. Durante l’anno 2003 la medesima documentazione è stata trasferita presso l’Archivio Storico Comunale in via del Toro 8.
La serie è composta da 275 registri in ottimo stato di conservazione.
Nel 1816 Giuseppe Vivoli istituì, con il beneplacito del Granduca Ferdinando III di Lorena, l’Accademia Labronica per promuovere le scienze, le lettere e le arti. Presso l’Accademia, che cessò di esistere prima del Novecento, fu creata una biblioteca per i soci che, arricchitasi di un grande patrimonio librario a seguito di donazioni, nel 1840 fu aperta al pubblico e nel 1852 fu donata al Comune. La Biblioteca Comunale crebbe a seguito di acquisti, donazioni ed acquisizioni di collezioni di autografi , manoscritti e biblioteche private tra cui quella di Francesco Domenico Guerrazzi che darà il nome alla biblioteca. La biblioteca conserva anche edizioni stampate a Livorno a partire dal Seicento ed edizioni di valore tecnico e scientifico a partire dal Settecento11.
La documentazione, affluente a questa serie, prodotta dalla Biblioteca, testimonia tutta l’attività svolta nel settore bibliotecario dal 1945 al 1965, conserva la testimonianza delle donazioni bibliotecarie e museali recepite dall’Amministrazione Comunale ed i trasferimenti dei beni culturali a scopo di tutela effettuati nel periodo bellico e post-bellico.
La serie è costituita da 22 buste titolate “Atti ufficio e Personale” e da 7 registri di Protocollo archiviati in ordine cronologico.
La serie documentaria, in ottimo stato di conservazione, è stata trasferita nell’anno 1999 dai magazzini posti nei locali dei “Bottini dell’Olio” in via Forte San Pietro all’Archivio di Deposito di via Provenzal; nell’anno 2003 è stata poi inserita nell’Archivio Storico.
Questa serie è costituita dalla documentazione relativa al servizio auto-filoviario di gestione STUComune dal 1946; contiene inoltre il Piano di Costituzione dell’“Azienda unificata di trasporto delle Province di Pisa e Livorno” e la costituzione dell’Azienda ATAM del 1949. Della gestione ATAM sono conservati i verbali di deliberazioni, le circolari, i regolamenti, le disposizioni, la gestione del personale e della direzione, i trasporti in concessione rilasciati anche per autolinee speciali per conto di enti pubblici e privati con le relative tariffe e bilanci, fino all’anno 1977.
Sono documentati la ristrutturazione del riassetto dei servizi del 1967-1968, il piano del traffico dei trasporti del 1967, le autolinee ATAM extra-urbane e le concessioni di autolinee urbane a SITA, LAZZI, Sforzini e Papucci, le bozze di bilanci (per fine gestione ATAM) ATAM-ACIT del 1978. Una busta del 1970 contiene documentazione riguardante la “Funivia- Montenero - Quercianella”, mentre una busta datata 1976-1978 contiene carte relative alla “Funicolare di Montenero - Ammodernamento progetto Agudio”. Nelle buste dalla n. 59 alla n. 81 sono conservati disegni di linee urbane e progetti di viabilità.
La serie documentaria, composta da 81 buste in buono stato di conservazione, rinvenuta nell’anno 1996 nei locali dell’Officina della Segnaletica Comunale in via G.M. Terreni, è stata riordinata, ricostituita, rilevata in elenchi e trasferita presso i locali del Mercato delle Vettovaglie adibiti ad archivio; nell’anno 2003 è stata inserita nella sede dell’Archivio Storico Comunale.
Il materiale, confluito da diverse sedi, ha permesso una ricostruzione della storia dell'uffi cio stesso. L’organizzazione era basata sulla divisione in sezioni e servizi: segreteria, disegnatori, tecnologico, edilizia, fabbricati, strade, urbanistica, fognature, risanamento.
Il materiale è condizionato in faldoni contenenti numerosi disegni planimetrici e carte tecniche.
La documentazione copre gli anni dal 1894 al 1982.
Fino all’anno 1913 la documentazione afferente al settore tecnico è archiviata nella serie “Affari”, nasce poi l’esigenza, per l’espandersi delle attività costruttive, di costituire una serie distinta. In questa serie sono conservate a partire dal 1914, in ordine cronologico di presentazione all'ufficio comunale, tutte le richieste dei privati di edificare, apportare varianti ed ampliamenti ad immobili posti sul territorio comunale. Gli inserti contengono disegni, progetti e foto e sono condizionati in buste.
La documentazione si distingue in quattro sottoserie. Pratiche approvate
Gli inserti sono contenuti in 39 buste che coprono gli anni dal 1914 al 1942. È presente anche 1 busta del 1951 che contiene l’approvazione del progetto del “villaggio La Rosa”. Pratiche sospese Queste pratiche rimaste insolute si riferiscono agli anni dal 1926 al 1931 e sono contenute in 1 busta.
Le pratiche, presentate dal 1931 al 1938, sono contenute in 2 buste. Pratiche respinte
Le richieste che non hanno avuto esecuzione dall’anno 1945 al 1959 sono conservate in 19 buste.
Nel 1998 questa documentazione, in buono stato di conservazione, è stata trasferita da una soffitta del Palazzo Comunale all’Archivio di Deposito di via Provenzal; nel 2003 è stata collocata nell’Archivio Storico.
La serie conservata in archivio è costituita da 12 unità archivistiche.
Variazioni della nomenclatura delle strade avanti del censimento del 1901 Si tratta di un piccolo registro in cui sono riportati i nomi delle vie in ordine alfabetico. Elenco stradario con variazioni
Si tratta di 4 registri di grosse dimensioni senza copertina. Vi sono annotate le variazioni rispettivamente dal 1901, dal 1931, dal 1951 e dal 1954.
Sono 2 registri degli anni trenta che riportano i nomi delle strade in ordine alfabetico. Stradario con rilevazione dei fabbricati
Si tratta di 2 registri grandi, rubricati, in cui sono segnate in ordine alfabetico i nomi delle vie ed i fabbricati ivi esistenti. Il primo contiene le modifiche fi no al 1954, il secondo è aggiornato all’anno 1980.
Insulario toponomastico
È un registro di grandi dimensioni aggiornato con i censimenti del 1961 e 1971. Stradario
Sono 2 grandi registri aggiornati con i censimenti del 1961 e 1971.
La documentazione, che era conservata in una soffitta del Palazzo Comunale, è stata trasferita nel 2003 presso l’Archivio Storico. I registri sono in discreto stato di conservazione.
La documentazione è costituita dalle seguenti sottoserie. Domande di alloggio In 162 buste sono raccolte le domande presentate dai “senza-tetto” e “baraccati” a seguito degli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Atti Si tratta di una busta che contiene dei piccoli registri dove sono trascritti i pareri della Commissione alloggi, delle rubriche alfabetiche in cui sono trascritti i nominativi dei richiedenti e altri atti della Commissione. Protocolli di corrispondenza del Commissariato Alloggi Sono conservati un registro dell’anno 1945, 4 registri del 1946, 5 registri del 1947 ed 1 registro del 1948. Questa serie, conservata presso una soffitta del Palazzo Comunale in stato confuso, è stata ricondizionata e trasferita nell’Archivio Storico nell’anno 2003.
La documentazione di questa serie riguarda le attività e le procedure attivate sul territorio comunale per l’esercizio del commercio sia ambulante che in sede fissa. Le pratiche conservate sono relative al periodo precedente alla Legge 11.6.1971 n. 426 che introduceva la “Nuova disciplina del Commercio”, disciplina che prevedeva la conversione delle licenze in autorizzazioni.
Il materiale documentario è condizionato in 268 buste e 15 scatole in discreto stato di conservazione ed è archiviato nella seguente maniera.
In 13 buste sono conservate le statistiche sulle attività commerciali svolte dall’anno 1954 al 1970, gli atti del referendum sugli orari del commercio del 1964 e le vendite promozionali degli anni ottanta.
In 174 buste sono contenuti gli atti riguardanti il Commercio fisso, ambulanti e cessati per conversione da licenza in autorizzazione, in osservanza delle normative progressivamente variate a partire da inizio 1900.
Le domande di sub-ingresso nel commercio fisso dei cessati sono contenute in 41 buste, quelle di Società commerciali in sede fissa cessate per sub-ingresso sono contenute in 40 buste. Tutte le domande sono archiviate in ordine alfabetico. La ricerca nominativa, che non risulta agevole se non si conoscono le date relative alle variazioni normative, è possibile per l’esistenza di cartellini nominativi esplicativi contenuti in 12 scatole.
La serie documentaria, che si trovava in stato di abbandono in una soffitta del Palazzo Comunale, è stata recuperata, le buste sono state risanate ed è stato ricostituito l’ordine originario di archiviazione. Nell’anno 1998 la documentazione è stata trasferita nell’Archivio di Deposito in via Provenza e, a seguito di indagini per acquisire strumenti che potessero rendere le carte consultabili, sono state trovate, in una stanza inutilizzata della sede dei Pubblici Macelli in Forte San Pietro, 12 scatole di cartoncini descrittivi della documentazione. Dopo un intervento di disinfezione e pulizia, le scatole sono state trasferite insieme alla documentazione nell’Archivio Storico nell’anno 2003.
Il riordino dei cartellini è in corso.
Il Forte San Pietro, sorto come un importante centro di difesa di Livorno, ha ospitato i Pubblici Macelli dal 1889 fino all’anno 1996 durante il quale è cessata l’attività.
La documentazione, conservata in 114 buste e 69 registri, attesta i compiti istituzionali del cessato servizio dei PP. Macelli. Sono documentati i servizi di trasporto e scarico bestiame, i rapporti con le associazioni di allevatori, le norme di macellazione, lo smaltimento di rifiuti speciali e la gestione amministrativa. È presente una rubrica che descrive il sistema di archiviazione usato e gli oggetti a cui sono stati assegnati numeri romani e lettere, trascritte sulla costola dei contenitori.
L’Archivio, consegnato al momento della cessazione del servizio, è stato trasportato dai locali del Forte San Pietro a quelli dell’archivio di deposito in via Provenzal; nel giugno del 2003 è stato poi trasferito nell’Archivio Storico. La documentazione è in buono stato di conservazione.
La Fondazione, nominata “Case Pie”, venne istituita nel 1862 per iniziativa del Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici con lo scopo di accogliervi gratuitamente fanciulli poveri di entrambi i sessi. A curarne la nascita fu il marchese Marco Alessandro Dal Borro, governatore civile e militare di Livorno, che alla sua morte, nel 1701, lasciò quasi tutto il suo cospicuo patrimonio alla Fondazione.
Il 13 Maggio 1867 la Fondazione fu eretta a Ente Morale.
Il Ministero della Marina, nel 1911, concesse alla sezione maschile delle “Case Pie” imbarcazioni e istruttori per le esercitazioni a remi e vela e gli allievi iniziarono ad indossare la divisa del marinaio senza stellette e ad essere chiamati i “Marinaretti”.
Alcuni anni più tardi furono ammessi nell’istituto anche allievi paganti, mentre, per ragioni finanziarie, nel 1937, veniva soppressa la sezione femminile. Due anni più tardi la sede dell’istituto veniva trasferita dagli Scali del Refugio a via Montebello 78.
Nell’anno 1958 la Fondazione dette vita ad un Istituto dove i ragazzi che frequentavano le scuole pubbliche potevano ricevere vitto, alloggio, educazione morale e religiosa; la preferenza era accordata a coloro che frequentavano l’Istituto Nautico “Alfredo Cappellini”.
Questo istituto fu denominato Marco Alessandro Dal Borro. Undici anni più tardi, più precisamente il 13 maggio 1969, la stessa Fondazione Case Pie prese il nome di Fondazione Dal Borro.
La seconda guerra mondiale produsse grandissimi danni al patrimonio immobiliare delle Case Pie e negli anni successivi al conflitto iniziarono le prime diffi coltà economiche dell’Ente, che peggiorarono nel corso degli anni sessanta. L’Istituto venne chiuso il primo ottobre 1970; fino al 1999 il Comune ne mantenne una gestione commissariale.
La documentazione della Fondazione Dal Borro è stata versata all’Archivio Storico comunale nel luglio 2001 dopo che, con delibera del 26 novembre 1999, il Comune aveva sancito l’estinzione dell’ente e l’acquisizione del suo patrimonio.
Il fondo, conservato presso l’Archivio Storico del Comune di Livorno, è costituito da 411 unità archivistiche, che vanno dal 1682 al 2001.
Il materiale, tutto in buono stato di conservazione, è stato suddiviso nelle seguenti serie. Statuti e Regolamenti 1755-2000
n. 2 fascicoli, n. 1 registro, n. 1 busta. Delibere 1837-2000 La serie raccoglie 22 unità archivistiche contenenti i verbali delle adunanze e il relativo oggetto delle deliberazioni.
Le adunanze avevano luogo normalmente una volta al mese ed erano presiedute dal Presidente; i relativi verbali erano stesi dal segretario e venivano sottoscritti dalla Congregazione dei Governatori.
La serie Delibere si suddivide in otto sottoserie:
Delibere della Fondazione Case Pie 1837-1969, n. 13 registri, n. 4 fascicoli
Delibere della Fondazione M. A. Dal Borro 1970-1993, n. 7 registri
Delibere e Disposizioni della Fondazione M.A. Dal Borro 1994-2000, n. 2 fascicoli
Delibere sottoposte all’approvazione della Giunta Provinciale 1878-1893, n. 1 registro
Delibere vistate dal Prefetto 1956-1972, n. 8 buste
Delibere vistate dal Comitato di Controllo Regionale 1972-1991, n. 4 buste
Delibere Interne 1948-1964, n. 2 registri
Delibere copie per albo 1995-2000, n. 1 registro.
Carteggio 1951-2001
Questa serie, composta da 13 buste e 4 fascicoli, raccoglie documenti riguardanti la gestione dei servizi e l’amministrazione dei fabbricati e carte importanti per la ricostruzione della storia dell’Ente.
Carteggio del Segretario 1965-1990, n. 2 buste, n. 2 fascicoli.
Questa sottoserie è stata creata per le pratiche curate dai segretari della Fondazione. Protocolli della Corrispondenza 1956-2000
La serie è composta da 14 registri.
Contratti 1682-1997
Questa serie comprende le due unità archivistiche più antiche del fondo, che coprono l’arco cronologico 1682-1800.
La serie raccoglie anche le due sottoserie:
Repertori degli Atti 1959-1997, n. 2 registri
Livelli e Censi 1682-1947, n. 2 buste, n. 2 registri.
Contenzioso 1968-2000
Serie composta da due buste e due fascicoli contenenti pratiche legali.
Patrimonio Immobiliare 1712-2000
In questa serie sono stati riuniti i 16 fascicoli e le 12 buste dai quali possiamo apprendere la consistenza del patrimonio immobiliare posseduto dalla Fondazione Dal Borro.
Inventari 1900-2000
Questa serie raccoglie tre registri con l’inventario dei beni immobili della Fondazione e un bollettario di corredo all’inventario dei beni mobili.
Allievi 1954-1973
La serie è composta da due registri e un fascicolo riguardanti gli allievi dell’Istituto.
Personale 1950-2000
La serie si suddivide in cinque sottoserie:
Fascicoli personale 1950-1970, n. 2 buste
Stipendi 1957-1970, n. 3 registri
Contributi e Assicurazioni Personale 1955-2000, n. 8 fascicoli
Concorsi 1964, n. 1 busta
Varie Personale 1956-1987, n. 1 busta.
Contabilità e Finanza 1817-2001
Questa serie comprende una busta che raccoglie carte datate 1817 attinenti alla contabilità dell’Ente e un registro contenente i verbali della Commissione finanza dal 1913 al 1936.
La serie raccoglie anche le sottoserie:
Bilanci di Previsione 1954-1976, n. 19 registri
Conti Consuntivi e Conti Finanziari 1942-1977, n. 37 registri
Esercizi Finanziari 1977-2001, n. 14 buste
Libri Mastri 1952-1979, n. 29 registri
Libri di Cassa 1962-1972, n. 2 registri
Libri Giornali 1952-1976, n. 17 registri
Entrate e Uscite 1952-1999, n. 42 buste
Carteggio Contabile 1951-2001, n. 3 buste
Contributi 1949-1976, n. 4 fascicoli, n. 1 busta
Tasse, Imposte e Denunce dei Redditi 1955-2001, n. 40 fascicoli.
Manutenzione e Ristrutturazione immobili 1949-2000
La serie è composta da 53 unità, tra buste e fascicoli.
È stato qui inserito tutto il materiale relativo ai lavori di manutenzione e ristrutturazione compiuti sugli immobili di proprietà della Fondazione.
Atti vari 1753-1979
La serie è stata creata per ospitare i pezzi che non potevano essere inseriti, per difformità di contenuto e di struttura, in nessuna delle precedenti serie. Si tratta di un saggio del 1753 dal titolo “Rovine di Palmira”, di un registro con le firme di coloro che dal 1914 al 1949 hanno visitato l’Istituto Dal Borro e di un quaderno con formule matematiche del 1979.
Fotografie 1868-1960
Si tratta di quattro unità archivistiche che raccolgono fotografi e dal 1868 al 1960.
A Livorno alcune Istituzioni, prima di beneficenza e poi di assistenza agli individui ed alle famiglie, sono state presenti fin dal sec. XVII.
L’archivio E.C.A. (Ente Comunale di Assistenza) comprende sia i documenti delle Opere Pie da essa amministrate, sia le carte superstiti degli enti che, precedentemente all’istituzione dell’E.C.A., svolgevano un’attività simile.
La prima istituzione preposta alle erogazioni caritative e alle opere pie fu creata a Livorno il 16 Maggio 1681, con il nome di “Magistrato di Carità”.
Durante l’occupazione francese, nel 1809, fu installato a Palazzo Comunale “Il Comitato di Beneficenza”, che sostanzialmente manteneva le funzioni del vecchio magistrato a cui era subentrato. Con la fine dell’occupazione francese il Comitato di Benefi cenza prese il nome di Regio Ufficio di Carità.
Con l’Unità d’Italia, il nuovo Stato ritenne necessario dare un assetto alle varie istituzioni di beneficcenza emanando una legge che istituiva in ogni Comune una “Congregazione di Carità”, che aveva il compito di amministrare i beni destinati genericamente ai poveri e le Opere Pie ad essa affidate.
La Congregazione si avvaleva di una rendita patrimoniale e riceveva annualmente numerose somme attraverso oblazioni, legati ed elemosine; il Comune, inoltre, le corrispondeva un assegno annuo.
Numerose Opere Pie furono, tra il 1883 e il 1910, concentrate nella Congregazione di Carità, che divenne organo di controllo e ne curò la gestione amministrativa.
L’ E.C.A., cioè l’Ente Comunale d’Assistenza, venne istituito con la legge del 3 giugno 1937 ed iniziò la sua attività dal primo luglio dello stesso anno.
Le finnalità principali dell’Ente erano l’assistenza agli individui e alle famiglie particolarmente bisognose, la tutela degli orfani, dei ciechi e dei sordomuti e l’amministrazione degli istituti pubblici di assistenza e beneficenza.
Essendo privo di rendite patrimoniali, l’E.C.A. aveva come principale fonte di entrata un’addizionale sui tributi erariali provinciali e comunali, acquisita con il D.L. 30 novembre 1937.
L’E.C.A. provvedeva, inoltre, alla distribuzione di apparecchi ortopedici, erogati dall’Amministrazione Comunale, ed alla concessione della maggiorazione assistenziale contemplata nella legge n. 997 del 30 novembre 1950 per conto della prefettura; per quest’ultima, insieme alla Direzione provinciale di assistenza post-bellica, disponeva l’assistenza ai profughi, agli sfollati e ai senza tetto.
La legge regionale n. 35 del 30 maggio 1978 (art. 16) sopprimeva l’Ente Comunale di Assistenza con effetto dal primo luglio 1978, trasferendo i beni, il personale e le funzioni ai rispettivi Comuni.
Nell’archivio dell’E.C.A. sono confluiti numerosi documenti relativi alla gestione di un particolare ente pubblico di assistenza: l’E.N.A.O.L.I. (Ente Nazionale Assistenza Orfani Lavoratori Italiani) istituito con la legge n. 987 del 27 giugno 1941.
L’E.N.A.O.L.I. aveva lo scopo di provvedere al mantenimento ad alla educazione morale, civile e professionale degli orfani dei lavoratori, attraverso l’istituzione di propri collegi o il mantenimento delle rette per gli orfani presso istituti di altri Enti. Nel 1978, con la legge n. 641 anche l’E.N.A.O.L.I. fu soppresso.
L’archivio E.C.A. ha subito, nel corso degli anni, vari spostamenti: dalla sede di via dei Mulini a quella di via Matteotti 54, per poi essere trasferito nei locali del Mercato Centrale e infine nell’Archivio Storico Comunale in via del Toro 8.
L’archivio E.C.A. è formato complessivamente da 919 pezzi; lo stato di conservazione delle carte è discreto, eccetto un certo numero di buste e registri, circa 70, che hanno subito danni irreparabili a causa di infiltrazioni di acqua piovana verifi catesi quando ancora l’archivio si trovava nella sede di via dei Mulini.
Il materiale, i cui estremi cronologici vanno dal 1790 al 1979, è articolato nella seguente maniera.
Serie composta da 8 buste e 2 registri, che coprono l’arco cronologico 1810-1938.
Opere Pie Serie che raccoglie la documentazione delle varie Opere Pie amministrate prima dalla Congregazione di Carità e poi dall’E.C.A.; si tratta di 50 buste, 4 registri e una cartella che vanno dall’anno 1796 al 1969.
Serie costituita da 32 buste, 3 quaderni e 2 registri degli anni 1900-1978; le deliberazione fino all’anno 1936 sono della Congregazione di Carità, poi dell’E.C.A.
Protocolli delle deliberazioni 1863-1914, n. 22 registri.
La serie raccoglie 49 registri, 4 buste e una cartella, che coprono gli anni 1843-1978. Carteggio ordinario
La serie comprende 39 buste della Congregazione di Carità degli anni 1900-1936 e 66 buste dell’E.C.A. degli anni 1937-1974.
Serie costituita da 38 buste e 9 registri che coprono l’arco cronologico 1914-1978.
La serie, costituita da 29 buste, 8 registri, 2 cartelle degli anni 1895-1979, comprende anche otto sottoserie.
Bilanci Preventivi 1915-1954, n. 3 buste, n. 2 registri
Conti Consuntivi 1863-1959, n. 49 buste, n. 19 registri
Libri Mastri 1937-1974, n. 36 registri
Libri Giornali 1926-1974, n. 39 registri, n. 1 busta
Libri Cassa 1895-1973, n. 5 registri, n. 2 buste
Mandati e Reversali 1924-1974, n. 98 buste, n. 5 registri
Contabilità 1961-1978, n. 8 registri, n. 3 buste
Giustificazioni 1953-1975, n. 51 buste.
La serie costituita da 15 buste degli anni 1952-1973, comprende anche 11 sottoserie.
Pratiche assistiti e non assistiti 1937-1975, n. 14 buste, n. 3 registri
Schede personali contributi assistiti 1952-1972, n. 11 buste, n. 6 cassette
Ruolo sussidi 1947-1978, n. 33 buste
Asilo Infantile e minori 1825-1974, n. 31 buste
Profughi 1947-1977, n. 12 buste
Sfrattati, Baracche, Affitti, Terremotati 1959-1975, n. 20 buste, n. 2 registri
Invalidi Civili 1926-1974, n. 12 buste
Soccorso invernale 1946-1963, n. 5 buste
Presenze vitto caldo e asilo notturno 1945-1976, n. 7 buste, n. 1 registri, n. 1 tubo di carta
E.N.A.O.L.I. 1958-1973, n. 36 buste, n. 12 registri.
Nei primi anni dell’Ottocento la situazione per le strade di Livorno era critica a causa della presenza di un numero sempre crescente di mendicanti senza fissa dimora; alcuni cittadini sentirono quindi l’esigenza di presentare nel 1803 un progetto al Comune per la costruzione di un Ricovero per i poveri ma, a causa della febbre gialla, delle vicende politiche e della mancanza di mezzi, non fu realizzato.
Nel 1841 il Governatore di Livorno Marchese Don Neri dei Principi Corsini, allo scopo di “liberare la città dalla piaga dell’accattonaggio e di provvedere all’educazione morale del popolo”, propose la costituzione di una Pia Casa di Lavoro.
Il progetto dell’architetto Alessandro Gherardesca fu approvato dal Governo Granducale con sovrano motuproprio il 16 ottobre 1844.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1845 con i fondi provenienti da speciali tasse consentite dal Governo Granducale.
A seguito di ritardi nei lavori, l'edificio fu inaugurato il 16 luglio 1861, data in cui iniziò l’attività vera e propria, ospitando 200 poveri di ambo i sessi.
Secondo le norme di un Regolamento provvisorio, approvato con risoluzione governativa il 23 maggio 1861 e con il quale veniva mutata la denominazione in “Pia Casa di S. Andrea”, l’amministrazione spettava ad una Deputazione composta da il Gonfaloniere pro tempore, un Consigliere del Governo locale, due possidenti ed un negoziante.
La Deputazione veniva nominata dal Consiglio Comunale e dalla Camera di Commercio.
Con le modifiche a tale Regolamento, approvate con R.D.5.7.1863, la Deputazione venne sostituita da una Congregazione Collegiale gratuita, composta da un Presidente e da otto consiglieri eletti dal Consiglio Comunale.
Nel 1866 la “Famiglia” raggiunse i 500 ricoverati di ambo i sessi, compresi gli inabili al lavoro e gli orfani dai 7 ai 12 anni.
Ai bambini si voleva dare una educazione morale e fisica con istruzione professionale.
Nel 1886 le Figlie della Carità della Casa Pia venivano richieste per l’assistenza agli anziani e per l’educazione dei giovani.
Il Regolamento definitivo del Ricovero, deliberato il 31 agosto 1871, fu approvato con R.D.21.12.871.
Nel 1892 con R.D. del 2 settembre l’Opera mutò nome in “Ricovero di Mendicità”.
Fu eretto in Ente Morale con il R.D.16.12.1897.
Nel 1908 il Ricovero accolse i profughi del terremoto di Messina e durante la guerra del 1914-18 ospitò i profughi di Gorizia, per cui gli assistiti superarono le 800 unità.
Lo Statuto del 20 ottobre 1920, approvato con R.D. 19.12.
1920, mutava la composizione del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione inserendo un presidente nominato dal Ministero dell’Interno ed uno dei quattro consiglieri nominato dal Ministero dell’Industria.
L’art. 1 dello Statuto modificava anche la denominazione dell’Istituzione in “Casa di Ricovero per Inabili al lavoro e per minorenni poveri di Livorno”.
Con R.D. 8.3.1925 fu approvato un nuovo Statuto organico e cambiato il nome in “Istituto Professionale e Casa di Riposo Giovanni Pascoli”.
Nel 1943, a seguito dei bombardamenti, 200 ricoverati dovettero sfollare nella provincia di Lucca e non poterono ritornare nel 1945 a causa della proibizione delle Autorità Alleate, che occupavano la sede dell’Istituto.
I ricoverati furono così dislocati in locali di fortuna a Montenero ed all’Ardenza.
Nel 1947 si ebbe di nuovo la disponibilità dell’edificio i cui locali, che erano disastrati, furono restaurati a carico dello Stato negli anni successivi.
L’Istituto, che dalla sua fondazione ha svolto un ruolo sia di Casa di Riposo per Anziani che di Scuola Professionale per i giovani, ha formato artigiani qualificati come falegnami, meccanici, tipografi e ragazze specializzate in lavori di ricamo e maglieria; corsi elementari venivano svolti all’interno dell’Istituto, successivamente ai giovani venivano fatti frequentare l’Istituto Tecnico Industriale o l’Istituto Professionale o altre scuole statali, oppure veniva trovato loro un lavoro adeguato.
Nell’adunanza del 2 maggio 1863 la Deputazione cittadina, composta dal Presidente Cav.
Michele D’Angelo e dai deputati Giuseppe Tommasi e Tito Malenchini, approvò l'edificazione di una scuola materna attigua all’Istituto, con l’elemosina elargita dal Sig.Cav. Carlo Grabau, scuola che dal nome del benefattore si chiamerà “Asilo Grabau”.
Nell’anno 1931 nell’Asilo erano assistiti 170 bambini.
L’Archivio “G.Pascoli” comprende 433 tra buste e fascicoli e 644 registri per un totale di 1077 unità, tutte in ottimo stato di conservazione.
La produzione documentale ha dato luogo alla formazione di 15 serie archivistiche con relative sottoserie in cui viene individuato l’Ente Giuridico produttore che si è avvicendato cronologicamente.
Statuti, Regolamenti, Ordinanze 1861-1949
La serie è costituita da 20 registri e 3 fascicoli.
Nel primo registro sono raccolti tutti gli Statuti, Regolamenti, Conti Morali e Consuntivi dal 1861 al 1880.
Il terzo registro contiene le deliberazioni e le ordinanze della Direzione della “Casa di S.
Andrea di Livorno”ed è datato 1861-1883.
I registri dal n. 4 al 19 riguardano l’attività del “Ricovero di Mendicità di Livorno” dal 1884 al 1925.
Il registro n.20 ed i 3 fascicoli riguardano l’“Istituto Professionale Giovanni Pascoli” dal 1926 al 1949.
Protocolli e Repertori delle Deliberazioni 1845-1966 La serie comprende 75 registri: 4 registri dal 1845 al 1863 sono prodotti dalla “Pia Casa di Lavoro S.
Andrea”; 37 registri dal 1863 al 1925 sono prodotti dalla Congregazione “Ricovero di Mendicità di Livorno”; 11 registri dal 1925 al 1951 sono prodotti dall’“Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”; 2 registri dal 1886 al 1895 sono prodotti dal Ricovero di Mendicità di Livorno e contengono le “Deliberazioni soggette alla Deputazione Provinciale”; 9 registri dal 1902 al 1928 sono prodotti dal Ricovero di Mendicità di Livorno e contengono “Deliberazioni in bollato”; 12 registri dal 1928 al 1966 sono prodotti dall’“ Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”.
Affari 1803-1968 La serie è costituita da 297 buste.
Le prime 6 buste, dal 1803 al 1860, riportano sulla costola “Governo di Livorno” e “Regia Deputazione” con indicazione “F-categoria-protocollo”.
Analoga classificazione è riportata su tutte le buste successive.
Le buste dalla 7 alla 11 vanno dal 1861 al 1863 e riportano in costola: “Congregazione amm.
ce della Pia Casa di S. Andrea”.
Gli atti prodotti dalla Pia Casa di Lavoro sono stati tutti protocollati nell’anno 1902 sotto la denominazione di Ricovero di Mendicità.
Dal 1853 i documenti sono raccolti in fascicoli con descrizione dell’Affare, conservati in ordine cronologico e distinti per anni.
Le buste dalla 12 alla 218 sono relative agli anni dal 1863 al 1932 e riportano sulla costola la dicitura: “Congregazione Amm.
ce del Ricovero di Mendicità” fino al 1866, poi “Ricovero di Mendicità”.
Dal 1914 al 1928 l’archiviazione è svolta personalmente dal direttore Masoni e si ha una classificazione definitiva in 14 serie, distinte in categorie (fino a 10).
All’elenco viene allegata copia dell’“Ordinamento dell’Archivio” obbligatorio.
I singoli documenti protocollati sono descritti in cartellini.
Dal 1922 i cartellini portano l’indicazione dell’“Istituto G.Pascoli” e sono compilati con macchina da scrivere, altri sono stati aggiunti scritti a mano per ulteriori Affari.
I cartellini sono completi dal 1929 al 1965, proseguono fino al 1974 ma incompleti.
Sono tenuti in 7 cassettini di legno.
Le buste dalla 219 alla 297 coprono il periodo dall’anno 1933 al 1968 e portano sulla costola la scritta “Istituto G.Pascoli”.
Protocolli e Repertori degli Affari 1803-1960 I registri sono 58.
Il primo registro va dal 1845 al 1852 e porta scritto in copertina: “Deputazione della Pia Casa S.
Andrea-Repertorio Generale”.
Gli Affari della Pia Casa sono stati protocollati e classificati per materia dal Ricovero di Mendicità nel 1902.
I protocolli dal n. 2 al 30 sono stati prodotti dal 1803 al 1926 dal “Ricovero di Mendicità”.
I protocolli dal n. 31 al 58 vanno dal 1926 al 1960, Ente produttore è l’“Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”.
Inventari 1863-1940 I beni sono trascritti in 75 registri.
I primi 50 registri vanno dall’anno 1963 al 1925 e sono intestati “Ricovero di Mendicità”, i successivi 25 registri dall’anno 1926 al 1940 sono intestati “Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”.
Fascicoli personali dei ricoverati 1880-1987 I fascicoli personali protocollati sono inseriti in 103 buste.
Le prime 35 buste dal 1880 al 1932 sono prodotte dal “Ricovero di Mendicità”, dalla n. 36 del 1933 il produttore diviene l’“Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”.
Si rileva una lacuna: mancano i nn. di protocollo dal 7101 al 7999 relativi al periodo ottobre 1940-gennaio 194112.
Bilanci Preventivi 1903-1960 I registri di bilancio sono 69.
I primi 33 registri (compreso un registro allegato) vanno dall’anno 1903 al 1927 e riportano l’intestazione “Ricovero di Mendicità”, dal n. 34 al 68, degli anni dal 1928 al 1968, l’intestazione è “Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”.
Mandati a Titolo e Copia-titoli 1815/1896-1946 La serie è formata da 51 registri, di cui 21 sono “Copia titoli” e 30 “Copia mandati a titolo”.
Il primo registro dell’anno 1815 riporta l’attività della “Pia Casa di Lavoro”, i successivi 31 registri dal 1896 al 1926 sono prodotti dal “Ricovero di Mendicità”, i registri dal 1927 al 1946 riguardano la gestione dell’“Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”.
Mandati 1844-1950 In totale sono presenti 92 registri.
I primi 5, dal 31 ottobre 1844 all’anno 1852, riguardano le Tasse e le Assegnazioni destinate a servire alla Istituzione della “Pia Casa di Lavoro” di Livorno, i successivi fino al n. 8 si riferiscono all’attività della “Pia Casa di S.
Andrea di Livorno” dall’anno 1852 al 1863.
I registri dal n. 9 al n. 69, per il periodo dal 1864 al 1925, riguardano il “Ricovero di Mendicità di Livorno”.
I registri dal 70 al 92, che vanno dall’anno 1926 al 1950, hanno l’intestazione “Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”.
Libri Mastri 1844-1960 Sono conservati 24 registri con repertori.
I primi 2 registri vanno dal 1844 al 1866 e portano in copertina la scritta: “Pia Casa di Lavoro - Libro Maestro della Scrittura dal n. al n.”.
I successivi 9 registri, dal 1866 al 1904, riportano in copertina la scritta: “Ricovero di Mendicità di Livorno - Libro Maestro n…”.
La numerazione è segnata con i numeri romani dal II al X.
Mancano i registri dal 1905 al 1946.
Dal 1947 al 1970 sono presenti 13 registri con l’intestazione “Libro Maestro” dell’“Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”.
Manca il registro dell’anno 1959.
Libri Giornale 1947-1966 Sono conservati 15 registri prodotti dall’“Istituto Professionale e Casa di Riposo G.Pascoli”, che portano l’intestazione di “Libro Giornale”, ad eccezione dell’anno 1947 su cui è stampigliato “Giornale” e del 1955 titolato “Registro Giornale”.
Mancano gli anni dal 1948 al 1950.
I registri sono annuali al eccezione di uno che contiene gli anni dal 1956 al 1958.
Conti Finanziari-Consuntivi 1901-1960 I Conti sono raccolti in 91 registri, nel medesimo volume si trova sia il Conto Finanziario che il Consuntivo.
I primi 28 registri vanno dal 1901 al 1916 e si riferiscono al “Ricovero di Mendicità”.
Manca l’anno 1904.
I successivi 63 registri vanno dal 1902 al 1960 e riguardano l’attività dell’“Istituto Professionale e Casa di Riposo G. Pascoli”.
Mancano i registri degli anni 1903 e dal 1908 al 1912.
Entrate e Giustificazioni 1844-1874
I documenti sono conservati in 6 buste che riportano in copertina la scritta “Ragioneria entrate e giustificazioni”.
Le prime 3 buste riguardano l’attività della Pia Casa di Lavoro S.
Andrea, le successive riguardano l’attività del Ricovero di Mendicità.
Documenti giustificativi 1817/1844-1870/1896 I giustificativi sono conservati in 24 buste che portano la scritta: “Ragioneria-spese di vitto-provviste di mobili” e sono di competenza del “Ricovero di Mendicità”.
Le buste dal 1944 al 1870 si susseguono senza lacune; sono presenti inoltre due buste, una del 1817 ed una del 1896.
Conto Morale e Relazione Finanziaria e Morale 1865-1923
La serie è composta da 74 registri prodotti dal Ricovero di Mendicità.
Il primo registro del 1865 è titolato “Conto Morale e prospetto di sviluppo e statistiche dal 1863”.
Mancano i registri degli anni 1869, 1872, 1876 e 1880.
Nell’anno 1996 l'Ufficio Archivio Storico del Comune, verificando la buona tenuta della serie “Affari”, procedette ad un recupero esclusivamente fisico dei condizionamenti ed alla ricostituzione dell’ordine di sedimentazione delle altre serie.
Sono stati quindi compilati elenchi dettagliati per consentire la consultazione di tutta la documentazione.
Durante l’anno 2003 la documentazione è stata trasferita presso la sede dell’Archivio Storico.
Osservatorio Meteorologico e biblioteca scientifica 1856-1993
L’osservatorio meteorologico fu fondato dal Prof. Cav. Pietro Monte (Tonengo-TO 1823- Livorno 14.5.1888), padre Barnabita e professore di Fisica del Liceo Regio, che trascrisse giornalmente le osservazioni metereologiche dal 1856 fino al 1888, anno del suo decesso.
L’impegno fu poi assunto fino al 4 dicembre 1913 dal Cav. Prof. Gaetano Pietrosemolo.
In seguito a concorso per titoli bandito dal Municipio di Livorno, fu nominato direttore il Prof. Dott. Vittorio Boccara, insegnante di meteorologia nel Regio Istituto Nautico di Livorno. Il Prof. Boccara ricoprì l’incarico presso l’osservatorio dal 1914 al 31 dicembre 1938. Nell’anno 1939 la direzione passò al Prof. Giocondo Sizzi, che si avvaleva per le rilevazioni della collaborazione del Sig. Acchiardi, dipendente dell'ufficio Tecnologico del Comune.
Cessata l’attività del Prof. Sizzi, per raggiunti limiti di età, nel 1983 il servizio di rilevazione fu assegnato all'Ufficio Incidenti dei Vigili Urbani, che lo hanno mantenuto fino al 1993.
Le osservazioni sono state effettuate dal 1 novembre 1856 in un locale del Collegio Barnabita di San Sebastiano e dal 1862 al 1993 nell'edificio di via della Pace, l’attuale via Ernesto Rossi, all’ultimo piano del Liceo classico Niccolini.
L’Archivio, costituito da 178 registri e 7 quaderni di osservazioni meteorologiche, in ottimo stato di conservazione, si articola in sottoserie.
Osservazioni di Pietro Monte - 1 nov. 1856 - 4 mag. 1888
Pietro Monte riporta personalmente, anche più volte al giorno, su 63 registri e 7 quadernetti osservazioni meteorologiche, barometriche, magnetiche, declinometro, riassunti e medie diverse, riassunti e note varie. Per le rilevazioni si avvale delle strumentazioni presenti nel laboratorio: anemometro, termografo, idrografo a capello-termografo, teodolite con cannocchiali, binocolo oculare, dinamometro Bourbon, barometro, termometro a vetro, termometro a minima, densimetro, termometro a mercurio, amperometro, igrometro a capello, pluviografo, anemometro a soffitto, barometro aneroide, termoigrografo, anemoscopio, eliografo. Queste strumentazioni sono attualmente in corso di restauro.
Osservazioni di Gaetano Pietrosemolo - 30 giu. 1888 - 4 dic. 1913
Le “Rilevazioni” sono riportate in 6 registri di registrazioni varie e notizie.
Osservazioni di Vittorio Boccara – 1 gen. 1914 - 31 dic. 1938
Le osservazioni sono trascritte in 39 registri. Dal 1 agosto 1916 sono stati utilizzati i Modelli del “Ministero dell’Agricoltura e Foreste-Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica e Geofisica”, rilegati in piccoli registri semestrali.
In un registro per il “Ministero dei Lavori Pubblici - sez. Genio Civile di Firenze” sono contenute le osservazioni termo-idrometriche dei bacini tra il Calabrone e la foce del Fine dal 1936 al 193913.
Osservazioni di Giocondo Sizzi con la collaborazione di Icilio Iaccardi 1940-1983
Dall’anno 1940 al 1943 le osservazioni sono riportate sui modelli del Ministero in uso dal 1916; i modelli sono fascicolati ma non rilegati. I fascicoli sono 4 distinti per anno. Non esistono rilevazioni dal 1943 al 1950. Dal 1951 al 1983 i modelli, raccolti in 43 fascicoli, sono di grandi dimensioni. Dal 1951 al 1960 in 11 fascicoli sono state riassunte le rilevazioni sul vento.
Osservazioni del Corpo dei Vigili Urbani di Livorno 1984 - sett. 1992
Le osservazioni sono trascritte in 12 fascicoli contenenti i modelli del Ministero in uso.
Biblioteca scientifica aggregata
L’osservatorio è dotato di una preziosa biblioteca scientifica composta da 224 volumi acquisiti in gran parte da Pietro Monte; sono testi originali editi in Europa ed in Italia e per la maggior parte stampati fra il 1757 ed il 1888.
L’Archivio con biblioteca aggregata è stato riordinato nell’anno 1998 e trasferito presso la sede dell’Archivio Storico nell’anno 2005 per garantirne la conservazione e la consultazione.
L’Ospedalino Infantile “La Santa Famiglia” è stato fondato nel 1880 per iniziativa ed a spese delle Dame di Carità di S. Vincenzo de’ Paoli e vi erano impegnate le Suore Figlie del medesimo ordine.
Scopo di questa Pia Istituzione, sostenuta da oblazioni locali, era il ricovero e la cura dei bambini fino all’età di dieci anni ed assumeva il carattere di colonia profilattica per i predisposti alle malattie tubercolari.
La sede dell’Ospedalino era nella via Nazionale, ora Viale Marconi. Con R.D. n. 946 del 9 luglio 1931 l’Ospedalino fu eretto in Ente Morale con amministrazione autonoma e con un nuovo Statuto.
Questo Regio Decreto permise l’ammissione anche di bambini infermi non poveri, dietro il versamento di una retta stabilita dall’Amministrazione. Dopo la II guerra mondiale le entrate diminuirono e le spese vennero sostenute da Enti Assistenziali che corrispondevano la retta stabilita.
L’Autorità tutoria dell’Ospedalino era costituita dalla Prefettura di Livorno.
Il Consiglio di Amministrazione era composto da sette signore nominate dal Consiglio delle Dame di Carità di Livorno e la Presidente era designata dal Prefetto.
Dopo la guerra furono ricoverati anche gli orfani. Nel 1949 il Consiglio di Amministrazione si impegnò nella costruzione di un nuovo padiglione da adibire a Preventorio antitubercolare, i cui lavori iniziarono nel 1954.
Nello stesso periodo l’Amministrazione Provinciale di Livorno chiese all’Ente la concessione di un appezzamento di terreno nell’area dell’Ospedalino per costruirvi un nuovo Preventorio per bambini, ma la proposta non fu accettata.
Nell’anno 1970, a seguito delle migliorate condizioni sanitarie della popolazione e dell’assistenza offerta all’infanzia, l’Istituto perdette le caratteristiche preventoriali di origine e si trasformò in un convitto o semiconvitto per bambini assegnati da vari Enti Locali.
Agli atti è conservata una lettera del Commissario Prefettizio che, in data 28 Maggio 1970, scrisse al Presidente dell’Associazione Nazionale di Assistenza agli Spastici proponendo, considerata la rilevanza sociale dei minori spastici in stato di indigenza, di assistere questa categoria di bambini. Nel mese di maggio del 1970 l’Associazione Nazionale per l’Assistenza agli Spastici accolse l’offerta. Venne quindi modificato lo Statuto originario dell’Ente in data 24 Maggio 1970. L’archivio comprende lo Statuto della “Santa Famiglia”, i verbali del Consiglio, le delibere, i bilanci, le pratiche di gestione, le corrispondenze, le pratiche riguardanti gli assistiti (senza tetto) ed i fornitori, la costruzione dell'edificio per la sede sul viale Marconi negli anni 1950-53, i ricoveri dei minori, le rette, le corrispondenze con il Consiglio Prov.le Assistenza Spastici. Sono documentati eventi della vita nella “Famiglia” anche con foto.
L’Archivio, rinvenuto in una stanza della sede dell’Azienda USL in Viale Marconi 54, è stato consegnato per la conservazione nel mese di febbraio del 2000 e quindi trasferito nell’Archivio di Deposito di via Provenzal; nel 2003 è stato riordinato ed inserito nell’Archivio Storico. La documentazione è condizionata in 52 buste e 60 registri in buono stato di conservazione.
Il lavoro dell’O.N.M.I. si svolgeva presso i centri assistenziali cittadini e il più importante a Livorno era situato in Via degli Asili, dove le assistenti promuovevano le inchieste sulle famiglie dei bambini più bisognosi. L’ente si interessava anche della distribuzione di razioni alimentari e svolgeva sorveglianza igienico sanitaria sui neonati, oltre che a provvedere in alcuni casi al pagamento degli affitti alle famiglie bisognose.
La serie è composta da due sottoserie.
Sono qui raccolti i documenti riguardanti l’assegnazione sussidi, assegni di maternità raccolti in buste e divisi in ordine alfabetico, dall’inizio del 1932 fino alla fi ne della seconda guerra mondiale.
La sottoserie è costituita da sette buste riguardanti gli anni dal 1943 fino al 1949 e raccoglie prevalentemente elenchi di nominativi per la distribuzione di pacchi U.N.R.R.A. alimentari.
Giuseppe Schiavazzi fondò nel 1912 a Livorno un osservatorio sismico dotandolo di apparecchiature all’avanguardia.
Le prime osservazioni furono svolte nel gennaio del 1912 in locali sugli Scali del Vescovado.
Nel 1916 il laboratorio fu dotato di numerosi nuovi strumenti per le rilevazioni sismiche tra cui un sismografo Galli-Brassart, un avvisatore Maccioni e dei pendoli orizzontali, un tromometrografo che registra le vibrazioni trasmesse dalle onde del mare ed un trepidografo che registra invece i movimenti della strada.
Le osservazioni dello Schiavazzi furono interrotte nel 1940 a seguito degli eventi bellici e l’attività riprese solo nel dopoguerra.
Il materiale archivistico, rinvenuto presso la vecchia sede dell’Osservatorio Sismologico nel mese di Maggio del 2003, in occasione dei lavori di rifacimento dei locali, comprende rilevazioni a partire dal 1950, riguardanti per lo più terremoti avvenuti molto lontano da Livorno a causa delle caratteristiche di periodo medio-lungo degli strumenti.
L’Archivio è costituito da: 1 busta di Bollettini dell’Osservatorio Sismologico di Bucarest degli anni dal 1954 al 1966, 2 buste contenenti appunti, corrispondenza, pubblicazioni e libretti tecnici, 3 buste di Bollettini Sismologici di Taiwan e Ungheria degli anni ‘50-’60, 2 rotoli grandi di rilevamento terremoti degli anni ’50-’60 (ogni rotolo contiene molti rilevamenti), 1 rotolo grande di rilevamenti di venti e mari, 62 rotoli piccoli con rilevamenti di piccoli terremoti degli anni ’70-’90.
La documentazione in buono stato di conservazione è stata trasferita nel 2003 presso l’Archivio Storico.