Source: http://naturagiuridica.com/gestione-dei-rifiuti.php?p=25
Timestamp: 2017-11-21 11:41:33+00:00
Document Index: 30589957

Matched Legal Cases: ['art. 181', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 10', 'art. 183', 'art. 2', 'art. 208']

Impianto di frantumazione di inerti in zona classificata agricola - Consiglio Stato, n. 4505/11
La prevista destinazione agricola di un suolo non deve rispondere necessariamente all’esigenza di promuovere specifiche attività di coltivazione, mentre siffatta destinazione risulta concretamente volta a sottrarre parti del territorio comunale a nuove edificazioni; tuttavia, tali assunti interpretativi non valgono a far propendere per l’ammissibilità della realizzazione e dell’esercizio di un impianto di frantumazione di inerti in zona agricola. Invero, si è in presenza di un’opera che, in ragione all’uso cui è preposta, reca necessariamente caratteristiche strutturali e tipologiche del tutto inconciliabili con la destinazione agricola.
Recupero rifiuti non pericolosi: natura del termine di 90gg dalla comunicazione di inizio attività - Cassazione, n. 25035/11
Il termine di 90 gg dalla comunicazione di inizio attività alla provincia competente, al cui decorso è subordinata la possibilità di svolgere attività di recupero dei rifiuti con procedura semplificata, deve riferirsi all'ipotesi in cui la documentazione inoltrata sia completa. Nella specie, a fronte di una documentazione risultata incompleta, i ricorrenti osservavano che, a decorrere dall'entrata in vigore della legge della L.R. Lombardia n. 8/2007, non era più richiesto il nulla osta comunale per lo svolgimento di attività di recupero di rifiuti non pericolosi, per cui il fatto loro ascritto non costituiva più reato. La corte ha opposto che rimane fermo il rilievo penale del fatto anteriormente commesso.
Nozione di rifiuto, sottoprodotto e materia prima secondaria - Cassazione, n. 14427/11
Con il D.Lgs n. 205/2010 il legislatore ha abrogato, l'art. 181 bis del D. Lgs n. 152/2006, che conteneva la definizione di materia prima secondaria e indicava i requisiti richiesti dalla norma per tale classificazione, escludendo le materie prime secondarie dalla categoria dei rifiuti di cui all'art. 183, comma 1, lett. a), del medesimo testo unico. Il nuovo articolo 184 bis ridefinisce, ampliandone la sfera di applicabilità, le caratteristiche del sottoprodotto, la cui nozione è stata espunta dall'art. 183 del medesimo testo unico in sede di ridefinizione della norma contenuta nell'art. 10 del D. Lgs n. 205/2010 che ha sostituito il testo del medesimo art. 183. Si tratta, pertanto, di un criterio di classificazione innovativo.
Limiti alla piena alternatività e indifferenza tra barriera geologica e artificiale - Tar Lecce, 355/11
La disposizione dell’art. 2.4.2.- Barriera geologica dell’Allegato I al d.lgs. n. 36/03 non detta un principio di piena alternatività e indifferenza tra barriera geologica e barriera artificiale, ma si limita solo a prevede il “completamento” delle eventuali insufficienze tipologiche del terreno tramite l’intervento dell’uomo. In un sistema di questo tipo, non può certamente essere considerata irrazionale una previsione di fonte regionale che, in determinate circostanze eccezionali, preveda una disciplina più restrittiva, costituita dalla limitazione ai soli casi in cui sia presente una tipologia geologica del territorio circostante che offra maggiori garanzie rispetto ai parametri inseriti nel citato articolo.
Quando si applica la procedura autorizzatoria semplificata per impianti mobili di smaltimento rifiuti - Cassazione, n. 21859/11
Gli impianti mobili adibiti alla macinatura, vagliatura e deferrizzazione dei materiali inerti prodotti da cantieri edili di demolizione non possono essere considerati impianti che effettuano una semplice riduzione volumetrica e separazione di eventuali frazioni estranee, essendo essi impiegati per effettuare un'operazione "di trattamento" il cui principale risultato è quello di permettere ai residui ferrosi "di svolgere un ruolo utile": è per questo che si applica l'art. 208 c. 15 del TUA, la procedura semplificata per l'autorizzazione degli impianti mobili di smaltimento e di recupero dei rifiuti, secondo la quale i soggetti interessati devono richiedere alla Regione l'autorizzazione definitiva all'uso dell'impianto.
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