Source: https://www.csm.it/web/csm-internet/-/brevi-dal-ple-75
Timestamp: 2020-01-25 20:18:24+00:00
Document Index: 69911867

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 35', 'art. 18', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35']

Il plenum, nelle sedute del 17 aprile 2019, ha adottato le seguenti delibere:
Presidente sezione tribunale Agrigento: nominato Marco Salvatori, attualmente giudice tribunale Agrigento
Guido Raimondi, attualmente fuori ruolo quale giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: deliberato il ricollocamento in ruolo quale consigliere corte cassazione (posto precedentemente occupato)
Roberto Rustichelli, attualmente giudice tribunale Napoli: deliberato il collocamento fuori ruolo quale Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato
Raffaele Sabato, attualmente consigliere corte cassazione: deliberato il collocamento fuori ruolo quale giudice della Corte europea per i Diritti dell’Uomo
Maria Casola, attualmente fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, Direttore generale dei magistrati: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, capo dipartimento affari di giustizia
Roberto Tartaglia, attualmente sostituto procuratore Palermo: proposto il collocamento fuori ruolo quale collaboratore Commissione parlamentare antimafia
Su proposta della Settima commissione, in una seduta cui ha partecipato il Ministro della Giustizia, è stato espresso parere favorevole all’aumento delle piante organiche degli uffici di legittimità.
Su proposta della Settima commissione, in risposta ad un quesito, è stata chiarita la portata applicativa dell’incompatibilità introdotta dall’art. 35 comma 4 bis d.lgs. 159/2011, a norma del quale tale incompatibilità riguarda amministratori giudiziari, coadiutori, curatori fallimentari che abbiano rapporto di parentela o affinità con magistrati “addetti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l’incarico”.
Il primo problema riguarda la nozione di ufficio giudiziario, atteso che rispetto ad una accezione onnicomprensiva dello stesso, potrebbe invece trovare applicazione la nozione più ristretta di cui agli artt. 18 e 19 ord.giud. in materia di incompatibilità con magistrati o esercenti la professione forense. La delibera, dopo una compiuta ricostruzione del citato art. 35, rileva che non è praticabile un percorso esegetico modellato su una applicazione analogica del regime previsto dagli art. 18 e 19, perché questi ultimi presuppongono un accertamento in concreto dell’incompatibilità, mentre l’art. 35 prevede un divieto “secco”. Quindi, non possono essere utilizzati, nel caso in esame, i criteri della dimensione dell’ufficio, dell’assegnazione tabellare e della materia trattata, atteso che il menzionato art. 35 fa esclusivo riferimento all’ufficio giudiziario nella sua interezza.
Da ciò deriva la conseguenza che l’incompatibilità non si estende alla Procura della repubblica, trattandosi di diverso ufficio giudiziario.
Il secondo problema che viene affrontato riguarda le ipotesi in cui la suindicata incompatibilità viene meno: essa non sussiste nel momento in cui viene meno l’appartenenza del magistrato all’ufficio giudiziario, come ad esempio nel caso di collocamento fuori ruolo. Non cessa, invece, in caso di mero esonero dalle funzioni giudiziarie di magistrato che resta incardinato nella pianta organica dell’ufficio.
Infine, si specifica che il regime di cui all’art. 35 si applica alle sole nomine successive all’entrata in vigore della nuova disposizione.
I testi di tutte le proposte approvate dal plenum (fatti salvi eventuali emendamenti) sono consultabili nella sezione del sito relativa agli ordini del giorno di plenum. Nella sezione concorsi e interpelli, inoltre, sarà disponibile nei prossimi giorni l’interpello per applicazione straordinaria al tribunale di Reggio Calabria.