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Timestamp: 2018-10-17 18:01:58+00:00
Document Index: 86704102

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 3', 'art. 56', 'art.56', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 56', 'art. 56']

N. 412 ORDINANZA 10 - 26 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Regione Calabria - Urbanistica - Realizzazione di reti di telecomunicazione di rilevante impatto edilizio e urbanistico - Sottoposizione al regime dell'autorizzazione, anziche' a quello della concessione edilizia previsto dalle leggi dello Stato - Intervenuta modifica del parametro costituzionale invocato dal rimettente - Difetto di motivazione sul punto - Manifesta inammissibilita' della questione. - Legge Regione Calabria 3 ottobre 1997, n. 10, art. 56, commi 1 e 6. | Periti.info
N. 412 ORDINANZA 10 – 26 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Regione Calabria – Urbanistica – Realizzazione di reti di telecomunicazione di rilevante impatto edilizio e urbanistico – Sottoposizione al regime dell’autorizzazione, anziche’ a quello della concessione edilizia previsto dalle leggi dello Stato – Intervenuta modifica del parametro costituzionale invocato dal rimettente – Difetto di motivazione sul punto – Manifesta inammissibilita’ della questione. – Legge Regione Calabria 3 ottobre 1997, n. 10, art. 56, commi 1 e 6.
N. 412 ORDINANZA 10 - 26 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Regione Calabria - Urbanistica - Realizzazione di reti di telecomunicazione di rilevante impatto edilizio e urbanistico - Sottoposizione al regime dell'autorizzazione, anziche' a quello della concessione edilizia previsto dalle leggi dello Stato - Intervenuta modifica del parametro costituzionale invocato dal rimettente - Difetto di motivazione sul punto - Manifesta inammissibilita' della questione. - Legge Regione Calabria 3 ottobre 1997, n. 10, art. 56, commi 1 e 6. - Costituzione, artt. 3, 9 e 117; legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3, art. 3. (GU n. 30 del 31-7-2002)
N.  412 ORDINANZA 10 – 26 luglio 2002.
Regione   Calabria   –   Urbanistica   –  Realizzazione  di  reti  di
telecomunicazione  di  rilevante  impatto  edilizio e urbanistico –
Sottoposizione  al  regime  dell’autorizzazione,  anziche’ a quello
della  concessione  edilizia  previsto  dalle  leggi  dello Stato –
Intervenuta  modifica  del  parametro  costituzionale  invocato dal
rimettente   –   Difetto  di  motivazione  sul  punto  –  Manifesta
inammissibilita’ della questione.
– Legge Regione Calabria 3 ottobre 1997, n. 10, art. 56, commi 1 e 6.
– Costituzione,  artt. 3, 9 e 117; legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3,
(GU n. 30 del 31-7-2002)
Giudici:  Riccardo  CHIEPPA,  Gustavo  ZAGREBELSKY,  Valerio ONIDA,
Guido  NEPPI MODONA, Piero Alberto CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Franco
BILE, Giovanni Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano
VACCARELLA;
nel giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art.56, commi 1 e 6,
della  legge  della  Regione Calabria 3 ottobre 1997, n. 10 (Norme in
materia  di  valorizzazione  e  razionale utilizzazione delle risorse
idriche  e  di  tutela  delle  acque dall’inquinamento. Delimitazione
degli  ambiti  territoriali  ottimali  (A.T.O.)  per  la gestione del
servizio  idrico integrato), promosso con ordinanza datata 10 ottobre
2001  e  depositata  il 28 novembre 2001 dal Tribunale amministrativo
regionale  della  Calabria  – sezione staccata di Reggio Calabria sul
ricorso proposto da Latella Santo ed altri contro il comune di Reggio
Calabria  ed  altre,  iscritta  al n. 75 del registro delle ordinanze
2002  e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 8, 1a
serie speciale, dell’anno 2002.
Visti gli atti di costituzione di Telecom Italia S.p.a. ed altra;
Udito nell’udienza pubblica del 9 luglio 2002 il Giudice relatore
Riccardo Chieppa;
Ritenuto  che,  nel  corso  di  un giudizio promosso per ottenere
l’annullamento  dell’autorizzazione  rilasciata il 30 aprile 1998 dal
dirigente  dell’Ufficio  pianificazione  territoriale  del  comune di
Reggio Calabria alla S.p.a. Telecom Italia per l’installazione di “un
palo metallico con annesso container per il servizio radiomobile”, il
Tribunale  amministrativo regionale della Calabria – sezione staccata
di Reggio Calabria, con ordinanza datata 10 ottobre 2001 e depositata
il  28 novembre  2001, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 9 e
117  della  Costituzione,  questione  di  legittimita’ costituzionale
dell’art. 56,  commi  1  e  6,  della  legge  della  Regione Calabria
3 ottobre 1997, n. 10 (Norme in materia di valorizzazione e razionale
utilizzazione   delle   risorse  idriche  e  di  tutela  delle  acque
dall’inquinamento.  Delimitazione  degli ambiti territoriali ottimali
(A.T.O.) per la gestione del servizio idrico integrato);
che  la  questione  era gia’ stata sollevata dallo stesso Tar
nel  corso  del medesimo giudizio, ma, con ordinanza n. 553 del 2000,
questa  Corte  aveva  ordinato  la restituzione degli atti al giudice
rimettente, per una nuova valutazione della rilevanza alla luce della
sopravvenuta  legge  della  Regione  Calabria  24 maggio  1999, n. 14
(Disposizioni   per   la  formazione  del  bilancio  annuale  1999  e
pluriennale  1999/2001  della  Regione Calabria – legge finanziaria),
pubblicata   nel  Bollettino  Ufficiale  n. 54  del  24 maggio  1999,
contenente  modifiche  alle  norme  denunciate (con soppressione, tra
l’altro, della parola “telecomunicazioni”);
che  il giudice a quo ha riproposto la questione, ritenendone
la  perdurante  rilevanza,  in  quanto  il predetto ius superveniens,
privo di efficacia retroattiva, non sarebbe applicabile nel giudizio,
essendo  entrato  in  vigore il 24 maggio 1999, in data successiva al
provvedimento  impugnato,  che pertanto resterebbe disciplinato dalla
norma censurata, nella sua formulazione originaria;
che   il   Tar  –  richiamando  la  precedente  ordinanza  di
rimessione  –  sottolinea,  in  particolare,  la rilevanza della gia’
sollevata  questione  di  legittimita’ costituzionale, dovendosi fare
applicazione  in  giudizio  della  norma  denunciata ed essendo stati
rigettati gli altri motivi del ricorso;
che,  nel  merito, il Tribunale rimettente, sempre citando la
precedente ordinanza, afferma che la norma censurata – nel consentire
la   realizzazione   di   antenne   di  rilevante  impatto  edilizio,
urbanistico  e  funzionale con una mera autorizzazione e senza tenere
conto  della  destinazione  di  zona  prevista  dal  piano regolatore
generale  –  porrebbe  “una deroga, del tutto arbitraria, ai principi
affermati  dalla  legislazione  statale  in materia di pianificazione
urbanistico-ambientale  e  di governo del territorio”, che impongono,
invece,  il rilascio di una concessione edilizia ed il rispetto della
destinazione  urbanistica;  tanto piu’ che, nella fattispecie (avente
ad  oggetto  una  antenna  per  la telefonia mobile, costituita da un
traliccio  alto 37 metri, connesso ad un container di metri 2,5 per 6
per  3  di altezza), sarebbero “potenzialmente incisi beni che godono
di  una  speciale  tutela  nell’ordinamento,  quali  l’ambiente  e le
condizioni di vita dei cittadini”;
che  si  sono costituite la S.p.a. Telecom Italia e la S.p.a.
TIM  –  Telecom  Italia  Mobile,  parti  nel  giudizio a quo, con due
memorie   di   identico   contenuto   chiedendo  la  declaratoria  di
inammissibilita’ o, in subordine, di infondatezza della questione, da
un   lato,   in   quanto   l’invocata   pronuncia  di  illegittimita’
costituzionale  non  potrebbe  piu’  incidere  sul  rapporto  sorto e
disciplinato  in  base  alla  (abrogata)  norma denunciata -, perche’
ormai  definito con il rilascio dell’autorizzazione edilizia e con la
materiale  realizzazione  dell’opera,  e,  d’altro lato, in quanto il
rimettente  non  avrebbe  motivato  sulla  permanente rilevanza della
questione, a seguito dell’abrogazione della norma censurata.
Considerato  che  la  questione  di  legittimita’  costituzionale
investe  l’art. 56,  commi  1 e 6, della legge della Regione Calabria
(A.T.O.)  per  la  gestione del servizio idrico integrato), nel testo
anteriore  alla modifica apportata dalla legge della Regione Calabria
24 maggio  1999,  n. 14  (Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale  1999  e pluriennale 1999/2001 della Regione Calabria – legge
finanziaria);
che  le  norme impugnate vengono censurate dal giudice a quo,
in  riferimento agli artt. 3, 9 e 117 della Costituzione, nella parte
in  cui  consentono la realizzazione di opere pubbliche o di pubblico
interesse  relative  a reti di telecomunicazioni di rilevante impatto
edilizio,  urbanistico  e  funzionale  con  una mera autorizzazione e
senza  tenere  conto  della  destinazione  di zona prevista dal piano
regolatore generale;
che,  anteriormente al deposito dell’ordinanza di rimessione,
e’  entrata  in vigore la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3,
recante   “Modifiche   al   titolo   V   della  parte  seconda  della
Costituzione”,  il  cui  art. 3,  tra l’altro, ha sostituito l’intero
testo dell’art. 117 della Costituzione;
che  il  Tribunale  rimettente,  nonostante  la vigenza della
nuova  disciplina  al  momento  del  deposito  del  provvedimento  di
rimessione,  non  ha  motivato  in  ordine all’incidenza, sui termini
della  sollevata  questione,  dell’intervenuto  mutamento  di uno dei
parametri  costituzionali  evocati  (ordinanza n. 351 del 2002) ed ha
anzi   indicato  quale  momento  della  propria  decisione  una  data
anteriore  all’entrata  in  vigore della citata legge costituzionale,
richiamando  altresi’  testualmente,  per  la concreta prospettazione
delle  censure,  il  contenuto  di  una  sua  precedente ordinanza di
rimessione;
che,  pertanto,  la  questione di legittimita’ costituzionale
deve essere dichiarata manifestamente inammissibile.
Dichiara   la   manifesta  inammissibilita’  della  questione  di
legittimita’  costituzionale  dell’art. 56,  commi 1 e 6, della legge
della  Regione  Calabria  3 ottobre  1997, n. 10 (Norme in materia di
valorizzazione  e  razionale utilizzazione delle risorse idriche e di
tutela  delle  acque  dall’inquinamento.  Delimitazione  degli ambiti
territoriali  ottimali  (A.T.O.)  per la gestione del servizio idrico
integrato),  sollevata,  in  riferimento  agli artt. 3, 9 e 117 della
Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale della Calabria –
sezione staccata di Reggio Calabria, con l’ordinanza in epigrafe.
Il redattore: Ruperto
02C0816
N. 412 ORDINANZA 10 – 26 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Regione Calabria – Urbanistica – Realizzazione di reti di telecomunicazione di rilevante impatto edilizio e urbanistico – Sottoposizione al regime dell’autorizzazione, anziche’ a quello della concessione edilizia previsto dalle leggi dello Stato – Intervenuta modifica del parametro costituzionale invocato dal rimettente – Difetto di motivazione sul punto – Manifesta inammissibilita’ della questione. – Legge Regione Calabria 3 ottobre 1997, n. 10, art. 56, commi 1 e 6. redazione redazione 2015-05-06T10:49:37+00:00