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Timestamp: 2019-07-20 07:56:51+00:00
Document Index: 34061007

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 40', 'art. 40', 'art.40', 'art. 40']

LA MALASANITA' (*) NON "ABITA " SOLO NEGLI OSPEDALI
Pubblicato: Sabato, 31 Marzo 2012 22:08 | Scritto da Nicola Scipione | | Visite: 4436
C'è anche una malasanità burocratico-amministrativa che "abita " negli uffici delle Aziende Sanitarie. E non è che sia meno dannosa di quella ospedaliera. Anzi, per certi aspetti, può essere anche peggiore per il danno , sia effettivo che potenziale conseguente ad un "silenzio" inqualificabile, sia come rapporto con i cittadini assistiti che come mancato rispetto ( o conoscenza? ) della normativa vigente. Mi riferisco alla conferma di iscrizione nell' elenco degli assistiti di un medico di fiducia personale, definita, in burocrazia, "scelta in deroga". La deroga riguarda la non rispondenza della domanda all' interpretazione soggettiva e all' uso burocratico della funzione concettuale della "residenza" prevista dalla L. 833 istitutiva delle USLL , ora ASL,
La mia richiesta era, ed è, la conferma di essere assegnato ad un medico che mi segue da quasi 20 anni , ma per la ASL di Chieti il rapporto medico- paziente non ha importanza, anche se l' Accordo Collettivo Nazionale e Regionale dei medici di medicina generale sanciscono tutto il contrario . Insomma , per la ASL di Chieti vale di più la residenza anagrafica che il diritto costituzionale , previsto anche dalla L.833, art. 19 , alla libera scelta del medico di fiducia , nonché all' accesso, per motivate ragioni, ai servizi di qualsiasi USL , non solo, cioè, a quella di iscrizione anagrafica.
(*) L' insieme degli avvenimenti e delle situazioni che rendono evidenti le disfunzioni del sistema sanitario. (Dal vocabolario Treccani).
Per dovere di chiarezza e di correttezza verso i lettori di INTERVENTI ripeto quando già scrissi nel gennaio 2009: gli interventi che seguono non sono notizie di cronaca da commentare ma la divulgazione di una esperienza personale che da tre anni e tre mesi mi costringe allo stato di "assistito occasionale" in quanto la ASL di Chieti ha deciso di non confermare la scelta in deroga di un medico di cui mi fido da circa 20 anni. E ciò solo perché ho trasferito l' iscrizione anagrafica nel Comune di nascita, in provincia di Pescara. Il conseguente rigetto , sia formale che non, mi costringerebbe, però, a servirmi di medici che non mi conoscono e che comunque non riscuotono la fiducia prevista dalla Costituzione, oltre che dalla legge 833 e dalle successive specifiche norme di gestione sanitaria . In merito, dal 2009, è stato avviato un contenzioso con la ASL che non ancora si riesce a concludere.
La mancanza di rispetto delle norme e la proterva insistenza a non emettere un atto ufficiale di rigetto è incredibile ed inaccettabile, al limite del pericoloso, mentre stimola il pensiero di un comportamento dispettoso, se non vendicativo ,nei miei confronti.
Nei giorni scorsi, però, alcuni visitatori, che probabilmente sono venuti a conoscenza del mio fascicolo personale presente nella Direzione Generale della ASL teatina, sono entrati nel sito per conoscere quanto era stato scritto sulla questione con gli articoli che ripubblichiamo a beneficio di chi non li avesse già letti.
A questo punto non posso escludere che siano proprio questi articoli ad aver indispettito la dirigenza ASL di Chieti.
Per semplificare sintetizzo la vicenda .
1) Sono stato iscritto nell' elenco degli assistiti ASL di Chieti dal 1987 fino al 2008 di cui gli ultimi quattro utilizzando la "scelta in deroga" del medico di fiducia, sempre concessa senza problemi dalla stessa ASL.
2) Dal 2005 ho trasferito l' iscrizione anagrafica nel mio paese di nascita in provincia di Pescara per curare gli interessi di un' azienda agricola ereditata, ma anche per ragioni socio /politiche , conservando però domicilio e dimora in Chieti per ragioni familiari e di lavoro come Responsabile di questo giornale ondine.
Ciò è stato ed è ancora possibile perché l' attività agricola non comporta la residenza con dimora fissa, ma stagionale e periodica. La presenza abituale nel domicilio dell' abitazione principale a Chieti è dunque prevalente sulla dimora anagrafica in un comune di altra Azienda Sanitaria.
3) Nel luglio 2009, con una lettera interlocutoria di 6/7 righe il Presidente del Comitato Aziendale di medicina generale comunica che il Comitato ha dato parere negativo alla richiesta. Ma la Direzione generale non risponde con un atto ufficiale contestabile con ricorso al TAR. Non so se il Presidente del Comitato ha consegnato il parere solo a me ma non al Direttore Generale.
4) Per ottenere un atto ufficiale di rigetto ho continuato a ripetere la richiesta rivolgendomi anche al Giudice di Pace al cui invito la ASL non si è presentata.
5) Nel 2010 e 2011 ho continuato a reiterare le richieste ( 4 o 5) alle quali non c'è stata risposta, cosa che mi ha fatto decidere di presentare ricorso al Procuratore della Repubblica denunciando la Direzione generale e il Comitato Aziendale per abuso di potere ed omissione di atti d' ufficio. L' indagine è ancora in corso. Nel frattempo nel mese di ottobre 2011 ho presentato l' ultima richiesta per la quale è pervenuta la seconda letterina interlocutoria fuori tempo massimo (90 giorni ex legge 241 che prevede la decisione entro 30 giorni dalla richiesta e comunque non oltre i 90) non contestabile davanti al TAR perché per la seconda volta non si tratta di un atto ufficiale di diniego. Ho risposto chiedendo delucidazioni normative in data 27-01-12. Fino ad oggi nessuna risposta. Non hanno risposto alle mie richieste neanche l' Ordine dei Medici , l' Assessorato regionale alla Sanità e il Tribunale del malato. Adesso mi sono rivolto anche all' Assessore regionale alla sanità per chiedere un intervento sostitutivo previsto dal recente Decreto semplificazioni. Restiamo in attesa .
A questo punto ri-pubblico quanto già reso noto, tre anni fa, a maggior chiarimento di quanto sopra sintetizzato
ALCUNE ANOMALIE DELLA SANITA' ABRUZZESE (Articolo pubblicato in data 7 agosto 2009)
NOTA : In merito a questo punto si reputa non pertinente ripubblicare il commento relativo.
- 2) E' sorto un problema 10 giorni fa nella Val Pescara che a nostro avviso dovrebbe coinvolgere il servizio sanitario regionale ed in particolare delle Aziende Sanitarie di Chieti e Pescara. Nella zona industriale di Chieti, infatti, un incendio ha distrutto un' azienda ( la SEAB) di smaltimento , lavorazione e riciclaggio di rifiuti pericolosi, come la plastica, diffondendo una nube di fumo che probabilmente (il dubbio è doveroso ) ha rilasciato diossina ( cancerogena ) sulle campagne di diversi paesi chietini e pescaresi. Per l' occasione il servizio Sanitario regionale e locale sembra abbiano svolto solo un ruolo marginale, di cui , forse, neanche i sindaci interessati hanno tenuto conto.
NOTA : Anche in merito a questo punto si reputa non pertinente ripubblicare il commento relativo.
- 3) C' è, infine, un caso che ci riguarda personalmente. Lo scorso gennaio è stato pubblicato un intervento col quale abbiamo illustrato come avviene la scelta del medico curante, in deroga alla normale procedura, da parte dei cittadini NON residenti nell' ambito territoriale dell' Azienda Sanitaria locale .di Chieti Da gennaio abbiamo avuto risposta negativa alla nostra richiesta una settimana fa con l' invito a riportare la residenza anagrafica dal nostro paese di nascita al Comune di Chieti.
LA SCELTA DEL MEDICO DI FIDUCIA "IN DEROGA"
Di questo problema à stato già scritto nel mese di gennaio ( vedi testo in fondo). La risposta negativa alla nostra richiesta ci è arrivata alla fine di luglio. Abbiamo risposto con la lettera che segue affidando la valutazione ai lettori.
CHIETI SABATO 1° agosto '09
AL SIG. DIRETTORE GENERALE DELLA A.S.L. DI CHIETI
ALL'ON. ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' PESCARA
AL SIG. PRESIDENTE DEL "COMITATO AZIENDALE MEDICINA GENERALE" DELLA A.S.L. DI CHIETI
OGGETTO Scelta del medico in deroga. Osservazioni alla nota n. 34162 del 15.07.09 , firmata dal Presidente del Comitato aziendale, dott.ssa ( OMISSIS) .
Egr. Signori, con la presente nota si vuol richiamare l' attenzione delle SS.VV. su alcune ( chiamiamole così) anomalie della nota in oggetto , con cui la dott.ssa (omissis) ha comunicato allo scrivente il diniego del Comitato di confermare la scelta in deroga del mio medico curante ,dott.(omissis), col quale esiste un rapporto ultradecennale, vi chiedo ,quindi , il suo annullamento e il conseguente accoglimento della mia richiesta. Ma andiamo in ordine.
1^ Anomalia : Ho presentato la richiesta di scelta datata 23 gennaio 2009 dopo aver discusso per telefono con una sig.ra che , con una certa saccenteria, mi diceva che l' art. 40 (*) del vigente ACN, non consentiva la deroga. Ma di questo dirò dopo. L' anomalia, invece, è che per deliberare la risposta negativa il Comitato ha impiegato quasi SETTE mesi lasciandomi, quindi, mezzo anno senza assistenza medica . Mi rivolgerò , tramite il mio legale, alle autorità competenti per sapere se ho diritto ad un qualunque tipo di risarcimento morale e materiale.
2^ Anomalia: La normale procedura burocratica – amministrativa prevede che gli atti amministrativi riferiti alle persone debbono contenere l' indicazione della possibilità di ricorrere , ed a chi, avverso la decisione adottata dall' Amministrazione. La nota in oggetto non riporta queste indicazioni . Da qui la pluralità degli indirizzi , sperando di indovinare, e la conseguente richiesta di provvedere .
3^ Anomalia : Nel parere del Comitato c' è una evidente contraddizione logica. Il diniego viene giustificato dal fatto di aver fruito ripetutamente della deroga, cosa che invece dimostra proprio il contrario, cioè la necessità di un' assistenza medica la più vicina e funzionale alla sede della mia attività giornalistica, in Chieti Scalo . Ma non solo. L' art. 40 dell' ACN (riportato in calce) non prevede il rifiuto quale conseguenza di aver fruito più volte dell' assistenza temporanea. Il Comitato, invece, oltre a non aver citato la Legge che prevede la residenza obbligatoria, non ha tenuto conto delle condizioni richieste, ai fini della scelta, dall' art. 40.dell' ACN che costituisce una specie di Regolamento di attuazione della Legge stessa Basta leggere in calce per credere.
4^ Anomalia : Il Comitato, oltre a non aver letto con la dovuta attenzione l' art. 40 , già di per sé sufficiente a concedere la deroga, non ha ritenuto di chiedere ulteriori spiegazioni e motivi allo scrivente, oltre che allo stesso medico richiesto.(ex art. 40 c. 10) In tal caso, infatti, avrebbe acquisito maggiori e più precisi dettagli a favore del superamento della residenza anagrafica prevista solo per una logica di organizzazione ordinatoria delle USL , ora Aziende sanitarie . Ma tale logica non può annullare il diritto costituzionale alla scelta personale del luogo di cura e della scelta del medico curante.
5^ Anomalia: Non è accettabile, infine, che un anonimo Comitato Aziendale di cui non sono noti al pubblico né i componenti né l' organizzazione né l' autorità superiore preposta al controllo del suo funzionamento ( come e perché, ad esempio, il Comitato dalla data della mia richiesta è stato convocato solo nel mese di luglio? ), non è accettabile, si diceva, che un organismo di questo genere si possa permettere di invitare in maniera perentoria a cambiare residenza senza conoscere i motivi e le premesse della richiesta in deroga. E soprattutto come può invitare a cambiare residenza senza conoscere le esigenze personali e familiari di chiunque abbia bisogno si assistenza medica ? Il Comitato, o chi per lui, è andato al di là delle proprie competenze, sicuramente per la leggerezza con cui ha trascurato di approfondire con la dovuta attenzione sia le norme legislative che l' Accordo Collettivo .
6^ Anomalia riassuntiva : Nessun atto normativo e/o ordinatorio ha previsto espressamente l' obbligo della residenza anagrafica quale condizione indispensabile per la scelta del medico, anche in deroga.
Conclusione : Alla luce di quanto sopra la nota in oggetto, oltre ad essere illegale ed illegittima, è viziata di abuso di potere da parte del Comitato aziendale.
Sulla base delle osservazioni sopra esposte lo scrivente CHIEDE alle autorità in indirizzo:
1) L' ANNULLAMENTO, PER AUTOTUTELA, DELLA NOTA 34162 DEL 20 /07/09 E LA CONSEGUENTE CONCESSIONE DELLA SCELTA IN DEROGA;
2) COPIA INTEGRALE DEL VERBALE DI RIUNIONE DEL COMITATO AZIENDALE
3) COPIA DELL' ACCETTAZIONE , O DEL RIFIUTO, DEL DOTT. ...(omissis) .
Con riserva di ogni altra eventuale azione di tutela .
Si trascrive la lettera di risposta del Comitato Aziendale avente per oggetto : Scelta del medico in deroga.
""Con riferimento alla Sua richiesta inerente l' oggetto, sentito il parere del Comitato Aziendale, si comunica che la stessa non viene accolta poiché ha già ripetutamente usufruito dell' assistenza temporanea ai sensi dell' art. 40 del vigente ACN.
Pertanto si invita la S.S., qualora fosse intenzionata a voler essere assistita a tempo indeterminato da un medico iscritto negli elenchi della scrivente Azienda, ad effettuare il cambio di residenza. Distinti saluti. ""
IL PRESIDENTE (OMISSIS)
(NOTA: L' ultima letterina interlocutoria in risposta alla mia richiesta dell' ottobre 2011 scritta dalla stessa Presidenza del Comitato non nega ma chiede documenti e indica condizioni. Ho risposto per chiedere di voler conoscere le norme che giustificano la richiesta nonché di ricevere copia del verbale del Comitato. Fino ad oggi, già fuori tempo massimo , nessuna risposta. Qual'era la funzione della letterina? Mistero! Lo dovrebbe risolvere il Procuratore a cui è stato consegnato. )
Segue la trascrizione dei commi relativi al problema del più volte citato art. 40 dell' accordo Collettivo Nazionale dei medici di medicina generale.
(*) Dall' art. 40 dell' ACN
Comma 1 - " La costituzione e lo svolgimento del rapporto tra medico e assistito sono fondati sul rapporto di fiducia. "
Comma 2- " Il rapporto di fiducia tra medico e assistito si fonda anche sulla reciproca conoscenza e sulla trasparenza dei rapporti reciproci........"
Comma 10 - "L' Azienda , sentito il parere del Comitato di cui all' art. 23.......consente che la scelta sia effettuata in favore di un medico (diverso da quello di competenza territoriale ) per esplicita richiesta di prosecuzione del rapporto fiduciario da parte dell' assistito...."
L'Azienda, sentito il parere obbligatorio del Comitato di cui all'art. 23 e acquisita l'accettazione del medico di scelta, consente che la scelta sia effettuata in favore di un medico iscritto in un elenco diverso da quello proprio dell'ambito territoriale in cui l'assistito è residente per esplicita richiesta di prosecuzione del rapporto fiduciario da parte dell'assistito o quando la scelta sia o diventi obbligata, oppure quando per ragioni di vicinanza o di migliore viabilità la residenza dell'assistito graviti su un ambito limitrofo e tutte le volte che gravi ed obiettive circostanze ostacolino la normale erogazione dell'assistenza.
Comma 12 - Per i cittadini non residenti la scelta è a tempo determinato da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 1 anno, fatte salve documentate situazioni di maggiore durata del permesso di soggiorno, alla quale sarà adeguata la durata della scelta provvisoria, con contemporanea cancellazione della scelta eventualmente già in carico al medico della Azienda di provenienza del cittadino. La scelta è espressamente prorogabile.
NOTA: Se la proroga vale per chi ha bisogno del permesso di soggiorno perché non deve valere per il cittadino italiano?
A tutt ' oggi, dopo una settimana, nessun destinatario ha risposto. Probabilmente dovremo interessare altre autorità competenti.
La mancanza di risposte decisionali, come previsto dalla Legge 241 citata continua ancora adesso. Con la presente informazione si spera solo di fare cosa utile anche ad altri cittadini che si trovassero nelle mie condizioni. Anche questo intervento sarà consegnato alla Procura della Repubblica.
Testo del primo articolo che ha avviato il contenzioso.
Quattro anni fa abbiamo avuto la necessità di trasferire la nostra residenza anagrafica nel comune di nascita dove i genitori ci hanno lasciato alcuni interessi da curare. Ma i motivi potrebbero anche essere altri , come quello elettorale, ad esempio. Per non parlare di un diritto costituzionale che non necessita di motivazione. Dopo il trasferimento , comunicato alla ASL dal Comune, abbiamo chiesto ed ottenuto senza problemi la conferma della scelta del medico curante nella località di domicilio. La conferma è stata reiterata di anno in anno fino al 2008 compreso, con scadenza 10 gen. 2009. Questa mattina prima di andare allo sportello, quasi per presentimento, abbiamo telefonato per chiedere cosa dovevamo fare per rinnovare la scelta . Risposta : egregio signore la sua richiesta non può essere accolta per disposizione superiore (regionale). La cosa si può fare solo per gli studenti extraregionali che dimorano in città e per gli extracomunitari. Se vuole saperne di più telefoni a questo numero....e avrà tutte le spiegazioni. Noi eseguiamo solo un ordine verbale . Dopo alcuni tentativi a vuoto siamo riusciti a parlare con l' ufficio preposto per chiedere se era possibile avere copia del provvedimento regionale relativo alla questione . La signora che ci ha risposto , con un pizzico di saccenteria ed autosufficienza, ha precisato che la "norma" messa in atto da quest' anno non ha origine regionale ma nazionale, perchè la stessa è contenuta nell' art. 40 dell' Accordo Collettivo Nazionale per la medicina generale siglato a Roma in data 20 gen. 2005. con i sindacati di categoria.
In meno di 5 minuti abbiamo trovato il testo dell' accordo dal quale preleviamo i pezzi dell' art. 40 che regolano la questione :
Ci sembra che sia sufficiente a smentire la signora dello sportello la quale, in merito, ha candidamente ammesso di non aver ricevuto alcuna disposizione scritta ma solo una comunicazione verbale. Né crediamo fosse tenuta a conoscere il testo dell' accordo sindacale che riguarda un settore diverso dal suo..Invece la signora che ci ha indicato l' art.40, ma solo dopo aver capito che stava parlando con un giornalista, ha dato l' impressione di sapere ma di non voler dire, cercando di scaricare la responsabilità sul superiore circa le informazioni da fornire in merito. Affidiamo ai lettori il compito di commentare il modo come nei nostri uffici pubblici si danno disposizioni per l' applicazione delle norme che incidono in modo anche pesante sulla gente che ha problemi di salute da gestire possibilmente senza complicazioni ed impedimenti. Lunedì, dunque, porteremo la nostra richiesta scritta ed aspetteremo la risposta non senza segnalare l' urgenza.
Ma a questo punto ci è venuto il dubbio che chi ha deciso l' applicazione restrittiva del' art. 40 avrà pur avuto le sue ragioni. Abbiamo cercato, così , di saperne di più. Le informazioni ricevute, però, sono solo ipotesi, al momento non sostenibili. Le citiamo, quindi solo per dovere di chiarezza e di riflessione.
1) Sembra che ci siano state lamentele da parte dei "medici di montagna" che dall' autunno a primavera vedono emigrare i propri pazienti anziani verso paesi e città più "calde" per coabitare con figli o parenti, servendosi, ovviamente , di altri medici . Ci sarebbe , cioè, un interesse economico soggettivo comprensibile ma non molto se si pensa alle difficoltà generate.
2) L' altra ipotesi, invece, sarebbe pure di ordine economico ma a favore del bilancio sanitario regionale e delle aziende sanitarie locali che avrebbero difficoltà a far quadrare i conti. A nostro avviso , per quanto fondati possano essere, questi motivi non possono annullare il diritto costituzionale alla libera scelta del medico e della cura.
La mancanza di risposte decisionali, come previsto dalla Legge 241 citata continua ancora adesso. Con la presente informazione si spera solo di fare cosa utile anche ad altri cittadini che si trovassero nelle mie condizioni. Anche questo intervento sarà consegnato alla Procura della Repubblica, oltre che alla stampa parlata e scritta.