Source: http://cittadiniprotagonisti.it/Cons%202003/cons%2022%2009%2003.htm
Timestamp: 2019-02-17 01:32:30+00:00
Document Index: 99847495

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'art.3', 'art.42', 'art.49', 'art. 7']

Consiglio Comunale lunedì 22 settembre 2003
nota : file delibere rilasciati dall'Ufficio di Segreteria del Comune
Conferimento della cittadinanza onoraria di Longarone
all'avv. Odoardo Ascari.
Il Sindaco spiega che il conferimento della cittadinanza onoraria di Longarone all'avv. Odoardo Ascari è strettamente legata alla ricorrenza del quarantesimo anniversario della tragedia del Vajont. Ricorda come l'avv. Ascari sia stato il legale del Comune nelle complesse cause penali e civili connesse alla catastrofe del 9 ottobre 1963, e come abbia dato un apporto sostanziale nella più recente fase della transazione con Montedison e dell'accordo transattivo intervenuto tra i corresponsabili del disastro. Ma reputa l'avvocato innanzi tutto un amico della comunità longaronese. Dà quindi lettura al Consiglio Comunale delle sotto riportate premesse, che hanno condotto al conferimento all'avv. Ascari della cittadinanza onoraria di Longarone. Illustra infine la sintetica motivazione finale del provvedimento. Aggiunge che la cerimonia ufficiale avrà luogo il 9 ottobre stesso, alla presenza del Capo dello Stato. Conclude affermando che la comunità di Longarone è onorata di conferire la propria cittadinanza onoraria ad un'illustre personalità come quella dell'avv. Odoardo Ascari.
Il consigliere Fiorenzo DE COL, nel chiarire come l'avv. Ascari sia stato uno dei principali protagonisti del dopo Vajont, ritiene che per comprendere appieno la sua figura e il compito affidatogli, sia necessario ritornare alla situazione di allora. Afferma che alla luce di ciò si delinea tutto il suo coraggio. Cita quindi alcuni passi dalle premesse e dalle conclusioni di "Una arringa per Longarone", che riporta il discorso alla Corte dell'avv. Ascari nelle fasi finali del processo tenutosi nel 1971 avanti alla Cassazione: "…………. E' quanto di più difficile io abbia affrontato nella mia vita, anche in considerazione dei problemi tecnici di estrema complessità, di cui occorreva comprendere i dati e la soluzione. L'impegno umano e personale è stato, nonostante ogni proposito di disimpegno, immenso. Ma questa arringa è anche il frutto di una lunga e sofferta passione civile. Al fondo di questa causa vi è anzitutto una tragedia nazionale, che è quella della sua classe dirigente impari al suo compito, perennemente tentata di trafugare le proprie responsabilità in alibi disinvolti, pronta a qualificare tecnici i problemi invece morali. Al tempo stesso questa causa coincide in larga parte, col dramma dell'uomo moderno, figlio della tecnica, preso dall'amore dell'opera in sé e per sé considerata, come fonte di orgoglio e di profitto e, soprattutto, come fine a se stessa. Egli finisce con lo sbagliare in generale, senza commettere errori, come tutti gli specialisti, e col risolvere a svantaggio dell'uomo stesso il quesito se un mondo di valori al centro del quale la persona umana dovrebbe stare, proprio il protagonista debba essere sacrificato da una logica disumana ammantata dal volto seducente del progresso. …………..Considero una grande ventura quella di avere avuto una parte in un dramma così vasto e così complesso. Ho cercato di servire le idee e le cose in cui credo, anche se esse sono migliori di me." "……..Signori, prendo commiato da voi. Una vicenda come questa non merita troppe parole a chiusura e non tollera nemmeno retorica, come le tombe dei grandi, da Caprera a Ravenna, dagli Invalidi a Amboise, dove Leonardo, al cospetto del fiume caro ai bianchi castelli di Francia, dorme il sonno senza fine coperto dal solo suo nome. Vorrei potervi dare una sintesi di questa vicenda che maturò la notte di un lontano ottobre, quando il Piave fu riconsacrato al sangue ed alla morte dall'orgoglio interessato e dalla follia degli uomini. Anzitutto vorremmo una sentenza riparatrice. In questi anni troppe volte è accaduto che don Rodrigo non sia morto di peste, ma sia diventato governatore, che la peste abbia colpito Renzo, che Lucia sia diventata castellana, si sia sentimentalmente unita all'Innominato e poi abbia concesso interviste; noi vorremmo che al bene finisse col corrispondere il bene, e al male col corrispondere il male, in un manzoniano, cristiano, civile equilibrio. Infine. Come disse Giovanni, con incredibile preveggenza, se il "logos" non è "apud Deum", se la scienza non è assistita da una volontà morale, se essa cerca soltanto in sé la sua giustificazione, il suo fine, compromette definitivamente la sorte dell'uomo: sotto questo aspetto quella che dovete emettere è una sentenza religiosa. Vi ringrazio di avermi ascoltato." Il consigliere Fiorenzo De Col aggiunge che la triste storia del Vajont dà insegnamenti di spessore e di alta moralità. Ritiene che la cittadinanza onoraria all'avv. Odoardo Ascari sia il rilievo che va riconosciuto ai giusti, che hanno operato affinché il Vajont lasciasse una memoria. Conclude affermando che il gruppo di minoranza condivide la presente deliberazione, e unisce idealmente all'avv. Ascari le altre persone che hanno operato per Longarone nella fase successiva al disastro.
Il Sindaco esprime la considerazione che, dopo il conferimento della cittadinanza onoraria di Longarone al giudice Fabbri e all'on. Orsini, e il conferimento del Premio Longarone al sindaco Protti, con il presente atto consiliare si chiude il cerchio sulle principali personalità del dopo Vajont. Ritiene doveroso questo atto nei confronti di tutti i protagonisti di allora, ormai entrati nella memoria storica di Longarone.
- che la significativa ricorrenza del 40° anniversario della tragedia del Vajont è anche occasione di doveroso ricordo e riconoscimento di quanti furono vicini alla collettività e al Comune nelle innumerevoli vicende legate alla catastrofe, tra cui quelle conseguenti alla viva esigenza di verità e di giustizia sulle responsabilità dell'evento;
- che tra coloro che si impegnarono a tale scopo, ottenuto dopo un lungo e travagliato cammino, va rimarcata la figura e l'opera dell'avv. Odoardo Ascari di Modena, che è stato per oltre trent'anni legale e consulente del Comune nei procedimenti giudiziari e transattivi connessi al disastro;
- che lo stesso, già a partire dalla prima fase del procedimento penale presso il tribunale dell'Aquila e, quindi, successivamente, in Corte d'Appello e in Cassazione, è stato lucido, appassionato e coraggioso interprete delle richieste della comunità superstite e del Comune di Longarone;
- che la sua azione è continuata poi per l'altrettanto lungo e faticoso percorso dei procedimenti civili, sino ad esplicarsi, con uguale intelligenza ed efficacia, nelle più recenti vicende legate alle richieste risarcitorie del Comune, per concludersi positivamente, dopo quasi quarant'anni dalla tragedia, negli accordi transattivi tra Comune e le controparti in causa;
- che pertanto i risultati ottenuti dal Comune in proposito vanno ascritti in buona parte al suo impegno, esplicatosi con tenacia, convinzione, preparazione giuridica, il tutto alimentato dalla passione civile, dalla difesa della memoria e delle ragioni delle vittime, dall'affetto verso la comunità superstite ed anche da una profonda fede nei valori ;
- che non vanno infine dimenticati, guardando a tutta la sua vita, il suo impegno in difesa dei più deboli, il rispetto del valore della persona, il servizio agli ideali di libertà e di Patria, vissuti sin da giovane, talora con sacrificio e sofferenze , soprattutto nelle dolorose vicende della guerra, della deportazione, della ricostruzione civile e politica del Paese;
RITENUTO perciò doveroso dare adeguato rilievo a quanto egli ha fatto per il nostro paese, esprimendogli la stima e la gratitudine dell'Amministrazione Comunale e della collettività intera, e che ciò possa essere efficacemente espresso attraverso il significativo conferimento della cittadinanza onoraria di Longarone;
Con voti unanimi favorevoli espressi in forma palese
1) Di CONFERIRE la cittadinanza onoraria di Longarone all'avv. Odoardo Ascari con la seguente motivazione:
" Per la lunga, generosa e proficua opera, condotta per oltre trent'anni come legale del Comune di Longarone nei procedimenti giudiziari conseguenti al disastro del Vajont, opera condotta con grande impegno e passione in difesa della memoria delle Vittime, volta alla soddisfazione dell'esigenza di verità e di giustizia della comunità superstite, e continuata poi nel prezioso aiuto fornito al Comune nella delicata conclusiva fase degli accordi transattivi intesi a risarcire Longarone dei danni subiti".
2) di DICHIARARE la presente deliberazione, con separata votazione unanime espressa in forma palese, immediatamente eseguibile ai sensi di legge.
Costituzione Fondazione Vajont 9 ottobre 1963 -ONLUS e nomina del rappresentante del Consiglio Comunale in seno al Consiglio di Amministrazione.
Il Sindaco ricorda le vicende storiche che hanno dato origine alla costituzione della Fondazione, in particolare l'accordo transattivo tra Comune e Montedison (ora Edison) siglato il 23 giugno 1999, che stabiliva come 5 miliardi di lire del risarcimento ottenuto dal Comune dovevano essere destinati a una fondazione che si occupasse delle tematiche dell'ambiente e della memoria. Spiega che la Fondazione non è stata costituita subito in quanto si è voluto assegnarle compiti più ampi ed anche coinvolgere gli altri soggetti corresponsabili della tragedia. Ricorda anche l'accordo transattivo stipulato nel luglio 2000 presso la Presidenza del Consiglio, laddove si è concordato che le responsabilità connesse al disastro del Vajont venivano ripartite in misura uguale tra Stato, Enel e Montedison, e sono state quindi definite le relative partite finanziarie, mettendo definitivamente la parola fine alle complesse vicende legali. All'interno dell'accordo si stabiliva la rinuncia da parte di Enel ad azioni di rivalsa nei confronti del Comune di Longarone. Aggiunge che il Comune di Longarone ha quindi chiesto all'Enel e alla Regione di entrare a far parte della Fondazione e che il relativo percorso non è stato facile, ma ora possiamo annoverare come partners anche questi due soggetti. Afferma che i Comuni di Castellavazzo, Erto e Casso e Vajont potranno diventare soci fondatori entro due anni dalla costituzione facendone espressa richiesta, e che fin da subito vengono considerati soci onorari. Espone quindi gli scopi della Fondazione, come contenuti nell'art. 2 dello Statuto. Sostiene che la Fondazione nasce già con dei contenuti, primo tra tutti il laboratorio Grjl, per la mitigazione del rischio idrogeologico, nato dalla collaborazione scientifica italo - giapponese, e poi cita il collegamento con il mondo accademico italiano. Ritiene che la Fondazione potrebbe diventare un soggetto propositivo di progetti di legge a livello regionale. Ricorda anche i contatti con l'Università di Padova per lo studio degli aspetti psicologici post-trauma, iniziati con la tesi di laurea sull'argomento di Cristina Zaetta, e ritiene che siano necessari degli approfondimenti, fa tuttavia presente che i superstiti sono restii a parlare della loro terribile esperienza. Sul tema della memoria ricorda che ultimamente si è visto un proliferare di testi e documentari sul Vajont, ma che non si tratta sempre di corretta informazione, per cui la Fondazione può assumere un ruolo di controllo e di garanzia. Cita poi l'importante iniziativa degli informatori del Vajont, nati per volontà del Comune e in collaborazione con la locale Pro Loco. Ritiene poi che in Italia non sia stata ancora pienamente assimilata una cultura dell'ambiente e della Protezione Civile, basti pensare al fatto che dopo il Vajont si è costruita la zona industriale di Longarone sull'alveo di un fiume, e sostiene che la Fondazione, con l'indispensabile apporto della Regione Veneto, può dare un contributo a livello di Piani di Protezione Civile e di Piano di Assetto Idrogeologico.
Interviene il consigliere Fiorenzo DE COL, che dà lettura dell'art. 3 dell'accordo transattivo tra Comune e Montedison, approvato con delibera consiliare n. 37 del 27.05.1999, e si sofferma in particolare sulla spinta ideale alla base della costituzione della Fondazione, che trova il suo cuore e la sua anima nella volontà di trarre dalla tragedia del Vajont un nucleo positivo e propositivo, un impegno in prospettiva volto a prevenire l'accadimento di analoghi disastri, in modo che la Fondazione diventi strumento di sviluppo sostenibile del territorio. Aggiunge che i contatti e le iniziative già in corso dimostrano che il lavoro da fare è notevole. Si sofferma sull'importanza di questo atto che il Consiglio Comunale si accinge a compiere ed evidenzia il fatto che si tratta di una vera e propria svolta in prospettiva. Ritiene che i responsabili della Fondazione debbano impegnarsi profondamente, in modo che la azioni della Fondazione si rivelino utili e raggiungano lo scopo, proprio in ragione del grande slancio morale che sta alla base della Fondazione stessa. Afferma quindi che il gruppo di minoranza concorda sullo Statuto presentato sostiene che l'impegno maggiore anche per il Consiglio Comunale si avrà nel futuro, per far sì che l'operato della Fondazione sia il migliore possibile.
Il consigliere Ornella D'INCA' afferma che fin dall'inizio di questa legislatura, all'indomani dell'accordo transattivo con la Montedison, il Sindaco asseriva che per la Fondazione era in atto un importante fase di studio e approfondimento, chiede come mai i tempi siano stati così lunghi - ben 4 anni - e, ritenendo che la motivazione sia da ricondurre ai rapporti tra i soci fondatori, come mai Regione ed Enel si siano tanto attardati. Prende poi atto dei partner scientifici della Fondazione e dei laboratori già attivi, come illustrato dal Sindaco, e chiede se tali laboratori abbiano già prodotto dei risultati, in particolare sul tema delle frane. Domanda inoltre come mai si sia dovuti ricorrere ad un professionista per la redazione dello Statuto e per la fase costitutiva della Fondazione, e quale sia stato il lavoro svolto. Manifesta quindi la speranza che i contenuti dati alla Fondazione non restino tali solo sulla carta, e che dopo l'anniversario del quarantennale, che richiama fortemente l'attenzione di pubblico e istituzioni, non segua un riscontro carente nelle attività, come accade a talune fondazioni. Auspica infine una intensa collaborazione della Fondazione con il Centro Regionale di Protezione Civile, che pure ha sede in Longarone, e di cui è socia la Regione Veneto, e ritiene che debba avere un'importanza analoga a quella della costituenda Fondazione. Ricorda infine la necessità di collaborazione anche con la Fondazione per l'Università e l'Alta Cultura in Provincia di Belluno.
Il Sindaco nota che il consigliere D'Incà è probabilmente d'accordo sulla costituzione della Fondazione. Risponde che i tempi lunghi dell'adesione di Enel e Regione Veneto sono dovuti al cambio di presidenza all'Enel, alle elezioni regionali e ai movimenti all'interno delle Commissioni Consiliari regionali. Aggiunge di non essere interessato alla risonanza sui mass media del quarantennale, ma solo ai contenuti, e ritiene che con un buon Consiglio di Amministrazione e Comitato Scientifico non ci saranno problemi per le attività della Fondazione, ricorda che tra i partner scientifici si potrà annoverare anche il CNR e che le risorse finanziarie a disposizione saranno cospicue, per cui ci sarà senz'altro la possibilità di sviluppare interessanti contenuti. Si dice consapevole dei tempi e delle difficoltà incontrate per far decollare il Centro di Protezione Civile, per cui se si è atteso finora per la costituzione della Fondazione è stato anche per riempirla di contenuti.
Il consigliere Ornella D'INCA' chiede che la cospicua quantità di denaro a disposizione della Fondazione non venga sprecata.
Il Sindaco risponde che l'aver stabilito che la presidenza della Fondazione spetti al Sindaco pro -tempore di Longarone, che risponde al Consiglio Comunale e ai cittadini del suo operato, è un fatto importante, ed è la più importante garanzia per l'attività della Fondazione. Aggiunge poi che anche gli altri partners hanno esaminato con grande attenzione lo Statuto, e che non è stata scontata l'assegnazione al Sindaco della presidenza. Rassicura quindi sul fatto che la Fondazione non sarà un carrozzone, piuttosto ritiene importante dare dei precisi confini alle attività, in modo da evitare dispersioni di energie, e aggiunge comunque che i frutti del lavoro svolto non saranno visibili in pochi mesi. Ricorda l'importanza di curare una formazione ambientale nei tecnici degli enti locali, che si ripercuoterebbe poi favorevolmente sui piani urbanistici.
Il consigliere Ornella D'INCA' chiede notizie sui progetti che si stanno elaborando e se siano depositati presso il Municipio.
Il Sindaco risponde che il Grjl, laboratorio scientifico italo - giapponese, procede autonomamente, mentre gli altri progetti andranno approvati dal consiglio di amministrazione.
Il consigliere Celeste LEVIS afferma che per la comunità di Longarone questo è un momento storico, e dà atto all'Amministrazione Comunale di avere raggiunto questo obiettivo. Ai responsabili della Fondazione e alle future generazioni lancia un monito: di avere sempre presente che la Fondazione ha tratto origine da una tragedia che è costata 1910 vite umane.
L'assessore Bruno PRADELLA pone l'accento sulla rilevanza della presente deliberazione, che considera forse la più importante di questa Amministrazione, come hanno fatto rilevare anche molti dei superstiti. Si complimenta quindi con il Segretario, che ha seguito la costituzione della Fondazione, e con il Sindaco, che ha avuto il peso di tutti i contatti con i partners. Rileva che in sede di accordo transattivo con Montedison si era previsto che la Fondazione dovesse essere costituita entro 10 anni, e che questa Amministrazione è giunta al traguardo in 4 anni.
Il consigliere Fiorenzo DE COL afferma che il presente dibattito ha confermato gli intendimenti, e chiarito la portata dell'impegno di chi dovrà lavorare per la Fondazione, e le grosse responsabilità nei confronti del Consiglio Comunale e di quanti all'esterno considerano questa nascente realtà uno strumento di sviluppo. Sostiene che il gruppo di minoranza è consapevole dell'importanza di questo atto, che costituisce un valore aggiuntivo e un fatto importante per questa comunità. Afferma di nutrire fiducia nella Fondazione, e fa notare che alcune delle attività che si stanno delineando la proiettano oltre i confini nazionali. Sottolinea in particolare i valori che stanno alla base della Fondazione, e si augura che il tempo intercorso sia servito a far maturare una profonda convinzione negli scopi della Fondazione. Conclude affermando la condivisione del gruppo di minoranza sull'argomento.
Il consigliere Giorgio BARTOLI ringrazia tutte le persone che si sono adoperate per la costituzione della Fondazione, e in particolare il Sindaco e gli uffici.
Il consigliere Ornella D'INCA' afferma che prima del Consiglio Comunale era tutt'altro che orientata ad un voto favorevole, a causa di alcune perplessità, ma, prendendo atto di quanto è emerso dal dibattito, e considerata la particolare seduta del Consiglio Comunale e l'imminente quarantesimo anniversario, dichiara il proprio voto favorevole, sperando che le perplessità trovino in futuro risposte adeguate.
Il Sindaco risponde che una verifica dei primi risultati della Fondazione si potrà effettuare dopo un biennio di lavoro, ed auspica che si mantenga nel tempo quello slancio ideale che sta alla base della Fondazione. A tal fine dà particolare importanza all'operato dei rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione. Ribadisce che la Fondazione può svolgere un importante ruolo propositivo a livello legislativo. Aggiunge che il Consiglio Regionale venerdì scorso si è espresso all'unanimità sul relativo progetto di legge e che sarà comunque necessaria un'ulteriore deliberazione della Giunta Regionale. Fa presente che con il presente atto si dà mandato al Sindaco di convenire singole e limitate modifiche dello Statuto.
Si procede quindi alla votazione palese di cui ai punti 1), 2), 3), 4) e 5) del deliberato.
In merito alla nomina del rappresentante del Comune di Longarone nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione il Sindaco afferma che è necessaria una personalità autorevole, e presenta la candidatura del prof. Gioachino Bratti, superstite, ex Sindaco di Longarone, che vanta una notevole esperienza amministrativa. Dà quindi lettura al Consiglio del curriculum del prof. Bratti.
Il consigliere Fiorenzo DE COL afferma che il gruppo di minoranza ha maturato e condiviso con la maggioranza la candidatura del prof. Gioachino Bratti. Ritiene che la sua moralità e autorevolezza siano motivo di esempio per l'operato degli amministratori comunali, e afferma che persona migliore non poteva essere scelta.
Il consigliere Giorgio BARTOLI dà lettura della relazione riportata in allegato (allegato 1 ).
PREMESSO che l'accordo transattivo tra il Comune di Longarone e la Montedison Spa (ora Edison Spa) approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 37 del 27 maggio 1999, prevede espressamente all'art.3 che: "Il Comune di Longarone e la Montedison Spa convengono che una quota delle somme versate, pari a lire cinque miliardi (€ 2.582.284,50), verrà devoluta dal Comune di Longarone entro dieci anni ad una costituenda fondazione, con nome da definire, con partecipazione, anche negli organi di rappresentanza e gestione della fondazione, di un esponente designato dalla Montedison Spa, fondazione che avrà tra i propri scopi lo studio dei problemi ecologici della montagna alpina e della zona del Vajont e ogni ricerca utile per la loro più sana e sicura valorizzazione, nei decenni futuri, nel ricordo reso così partecipe e fattivo delle vittime della sciagura, che fu frutto, come i processi e la storia hanno accertato, di miope sfruttamento industriale delle risorse della natura ad opera della Sade e Enel. Alla stessa fondazione potrà confluire, per iniziativa del Comune, il Centro di Protezione Civile di Longarone che con simili scopi di studio, ricerca e formazione, il Comune ha già istituito assieme alla Regione Veneto e ad altri enti della Provincia":
CONSIDERATO che a seguito di numerosi incontri si è convenuto di far partecipare alla fondazione come fondatori oltre che il Comune di Longarone e la Edison Spa, anche la Regione Veneto e l'Enel Spa;
CHE tra i quattro soci fondatori: Comune di Longarone, Edison Spa, Regione Veneto ed Enel Spa è stato concordato l'unito Statuto e che a tal proposito hanno deliberato l'adesione alla fondazione in forza dei seguenti atti: · Deliberazione del Consiglio di Amministrazione della Edison Spa in data 25/03/2003; · Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato nella seduta di venerdì 19 settembre u.s. il Progetto di Legge 375 della Giunta Regionale ad oggetto:"Partecipazione della Regione del Veneto alla costituzione quale socio fondatore della Fondazione "Vajont 9 ottobre 1963" con sede in Longarone (BL)"; · La comunicazione dell'Enel Spa prot. n. 162 in data 31.07.2003 a firma dell'Amministratore Delegato, con la quale viene confermata la volontà dell'Enel di aderire in qualità di Socio Fondatore alla Fondazione, conferendo al Fondo di Dotazione un contributo una tantum complessivo pari a € 375.000 ripartiti in tre anni;
VISTO l'art.42 lettera c) del D.Lgs 18/08/2000 n.267 che attribuisce espressa competenza al Consiglio Comunale in merito al presente provvedimento;
VISTO l'allegato schema di statuto della fondazione;
VISTI i pareri espressi ai sensi dell'art.49 D.Lgs 267/2000;
1) DI COSTITUIRE per i motivi esposti in premessa la fondazione: "Vajont 9 ottobre 1963 - ONLUS";
2) DI APPROVARE lo schema di statuto della costituenda fondazione che viene allegato al presente atto quale parte integrante e sostanziale;
3) DI DEVOLVERE alla fondazione l'importo di € 2.582.284,50 provvedendo al versamento alla fondazione stessa come segue: -a) 90% €2.324.056,05 costituente il fondo di dotazione -b) 10% €258.228,45 a disposizione del Consiglio di Amministrazione della fondazione per le spese di costituzione e di organizzazione della fondazione stessa, la cui destinazione sarà deliberata dal Consiglio di Amministrazione della fondazione;
4) DI DARE ATTO che con successivo provvedimento del Responsabile dell'Area Amministrativa si provvederà all'impegno di tali importi ed al conseguente versamento;
5) DI DELEGARE il Sindaco pro-tempore alla sottoscrizione dell'Atto costitutivo, del relativo atto contestuale di dotazione, a convenire singole e limitate modifiche dello statuto, ove opportuno e necessario e compiere ogni operazione collegata;
CON successiva votazione segreta accertata dagli scrutatori sigg. consiglieri Da Cas Giosuè, Feltrin Giuseppe e Sacchet Giuseppe che dà il seguente esito viene nominato rappresentante del Consiglio Comunale in seno al Consiglio di Amministrazione il prof. Gioachino Bratti (in possesso dei requisito per la nomina come da curriculum presentato in data 18.09.2003 e ricevuto in data 19.09.2003 con prot.n. 11455): votanti 16 - prof. Gioachino Bratti voti 16
SI DA' ATTO che i rappresentanti del Comune in seno al Consiglio di Amministrazione per il primo quinquennio, come previsto dall'art. 7 dello Statuto, risultano pertanto essere: Sindaco pro-tempore Presidente di Diritto prof. Gioachino Bratti Rappresentante Comunale
CON separata votazione unanime, espressa in forma palese, la presente deliberazione viene dichiarata immediatamente eseguibile ai sensi di legge.
(Intervento del capogruppo di maggioranza)
Longarone, 22.09.2003
Consiglio Comunale del 22.09.2003 Dichiarazione di voto:
Sig. Sindaco, Sig. Assessori, Sig. Consiglieri:
Prendo la parola in qualità di Consigliere Comunale e Capogruppo di maggioranza.
II riferimento del mio intervento è il punto 4 dell'ordine dei giorno e appunto la nomina da parte di questo Consiglio Comunale, della persona incaricata da questa Amministrazione a rappresentare il Comune di Longarone nel Consiglio di Amministrazione della costituenda FONDAZIONE VAJONT O.N.L.U.S.
Sono profondamente convinto che la scelta fatta dall'Amministrazione, nella persona del professor Gioacchino Bratti, sia stata una scelta centrata, in quanto, e dì questo ne sono convinto, le qualità morali e di immagine generali del professor Bratti siano comunque a garanzia per l'assolvimento dell'importante incarico che sarà chiamato ad assolvere.
Di tutto questo, ripeto! non ne ho il minimo dubbio.
Non posso comunque esimermi dal dichiarare che questa opportunità avrebbe permesso a questa Amministrazione, dì dare un segno alla popolazione del nostro Comune, della volontà di cambiamento e dell'alternanza democratica per quanto riguarda l'occupazione delle cariche negli Enti, associazioni e quant'altro, dove !a nomina la decide l'Amministrazione Comunale.
Nel confermare il mio voto favorevole alla scelta della nomina fatta dalla Maggioranza, dovere e rispetto verso la quale ho sempre contribuito, a mio parere positivamente nell'espletamento delle mie mansioni, dichiaro di essere convinto che un'alternanza e un rinnovo nell'occupazione delle cariche pubbliche, sia segno di democrazia, nonché di rispetto verso i cittadini tutti, i quali, ne sono certo, lo vedrebbero per così dire, "Di buon occhio".
Sono perciò convinto che una politica di maggiore informazione a riguardo, possa costituire un vantaggio per la cittadinanza tutta e anche per la stessa Amministrazione.
Negli uomini e nelle donne della nostra comunità esiste la potenzialità.
Il dovere delle Amministrazioni è quella di ricercarla e dì promuoverla Sig. Sindaco! I cittadini di Longarone se lo aspettano e di più ancora; se lo meritano.
Con rispetto Giorgio Bartoli