Source: http://www.prendiminaffetto.it/affido-familiare/informazioni-utili.html
Timestamp: 2019-10-18 03:58:24+00:00
Document Index: 30087794

Matched Legal Cases: ['art.80', 'art. 38', 'art. 3', 'art.19', 'art. 38', 'art 80', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 12', 'art. 3', 'art.15', 'art. 33']

Gli Enti titolari o delegati corrispondono agli affidatari, indipendentemente dalla loro condizione economica, una somma mensile per il mantenimento del minore, come stabilito dal l’art.80 della L.184/83 sostituito dall’art. 38 della L.149/01 e dal punto 7 della direttiva regionale 1378/2000.
Gli Enti titolari o delegati che hanno in gestione l’affidamento familiare stipulano un contratto di assicurazione per coprire eventuali danni dei quali può essere vittima il minore o che lo stesso può arrecare a terzi, compresi gli stessi affidatari; in merito a ciò, gli Enti ne daranno adeguata informazione.
L’iscrizione nello stato di famiglia
L’iscrizione del minore nello stato di famiglia degli affidatari può essere fatta negli affidamenti
a lungo termine, in accordo con il Servizio e con i genitori del minore (se non non sono decaduti dalla potestà), qualora questo corrisponda all’interesse del bambino, oppure stabilita dal Tribunale dei Minori.
La quota affido rimane tuttavia a carico dell’Ente nel cui territorio si è verificato il bisogno e nel quale resta la residenza della famiglia d’origine; i Servizi del medesimo Ente, restano inoltre titolari della responsabilità giuridica dell’affido e potranno utilizzare la collaborazione del Servizio Sociale Minori della zona di residenza della famiglia affidataria, salvo soluzioni alternative concordate.
Se un bambino viene affidato ad una famiglia residente nell’ambito della stessa Azienda U.S.L. rimane valido il tesserino sanitario e se, in accordo con i Servizi ne viene valutata la necessità, la famiglia affidataria può chiedere la variazione del medico. Qualora la famiglia affidataria risieda sul territorio di altra Azienda U.S.L., al minore sarà rilasciato, sulla base dei documenti attestanti l’affido, un nuovo tesserino sanitario.
Gli affidatari sono tenuti, salvo diversa e documentata indicazione medica, a provvedere alle vaccinazioni obbligatorie del minore affidato. Le vaccinazioni facoltative dovranno essere concordate di volta in volta dagli affidatari con il tutore o chi esercita la potestà e il pediatra del bambino.
Le decisioni urgenti di carattere sanitario
Gli affidatari sono tenuti ad assumere le decisioni più opportune, in caso di necessità ed urgenza, per salvaguardare la salute del minore loro affidato (ad es. ricovero o altri interventi d’urgenza) dandone, appena possibile, comunicazione al Servizio. Successivamente l’autorità sanitaria che prende in cura il minore valuterà se richiedere l’autorizzazione del tutore o di chi esercita la potestà per proseguire le cure o per le ulteriori indagini da effettuare.
La documentazione per recarsi all’estero
La domanda per ottenere il documento necessario al minore affidato per recarsi all’estero deve essere firmata dai genitori naturali o dal tutore dello stesso ed inoltrata all’ufficio passaporti della Questura, legge 1185/67 art. 3. Se manca il consenso dei genitori o del tutore occorre l’autorizzazione del Giudice Tutelare.
La domanda dovrà essere corredata da un valido documento d’identità del minore e dalla copia dell’atto di affidamento.
Per tale documentazione, la famiglia affidataria deve rivolgersi agli operatori che hanno in carico il bambino, i quali daranno le necessarie indicazioni.
Data la complessità e i tempi lunghi della pratica è opportuno attivarsi almeno due mesi in anticipo.
Il percorso scolastico del minore affidato (iscrizione scolastica, cambiamento di scuola, di classe, ecc.) deve essere concordato tra gli affidatari, il Servizio Sociale competente e possibilmente la famiglia naturale. Il Servizio provvede ad attivare eventuali richieste di priorità e/o gratuità previste dalle strutture scolastiche territoriali a favore del minore (retta asilo nido, retta scuola materna, mensa scolastica, ecc.) e si impegna inoltre ad inviare comunicazione formale alla scuola in merito all’ affidamento familiare del minore, indicando la famiglia affidataria che farà le veci dei genitori (per giustificazioni e autorizzazioni varie) e l’operatore sociale di riferimento.
Gli affidatari devono mantenere i periodici contatti con gli insegnanti circa l’andamento scolastico e partecipare il più possibile alle attività che la scuola propone per i genitori.
In quest’ottica gli affidatari partecipano all’elezione degli organi collegiali (DPR 416/74, art.19, comma 2°), a tale riguardo si segnala che, sulla base delle ordinanze del Ministero della Pubblica Istruzione (OM n° 215, 216, 217 del 1991), non viene prevista la possibilità per i genitori affidatari di essere eletti in tali organi.
Per gli affidamenti disposti dagli Enti Locali, previo consenso dei genitori del minore, il Giudice Tutelare, nel rendere esecutivo l’affidamento, può prevedere, in relazione alla durata dello stesso, l’erogazione degli assegni familiari a favore dell’affidatario, qualora la famiglia rientri nelle fasce di reddito per le quali sono previsti. Per gli affidamenti disposti dal Tribunale per i Minorenni è il Tribunale stesso che deve prevedere nel decreto tale diritto. ( art. 38 della legge 149/01 che sostituisce l’art 80 della legge 184/83).
La materia degli assegni familiari, disciplinata dal decreto presidenziale 797/55 all’art. 3, già prevede il diritto degli affidatari agli assegni familiari. In base a tale norma e agli art. 38 e 39 dello stesso decreto, l’affidatario presentando al datore di lavoro il proprio stato di famiglia da cui risulta l’iscrizione del minore in affidamento, corredato dal provvedimento giudiziario o amministrativo, può ottenere dal datore di lavoro automaticamente gli assegni, essendo compito di quest’ultimo comunicare all’I.N.P.S. le variazioni relative a quel lavoratore.
Sono applicabili agli affidatari le detrazioni d’imposta per carichi di famiglia, purché l’affidato risulti a carico ( DPR n. 917/86 art. 12) e ciò sia comprovato da un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Anche questa possibilità va richiesta e dovrà essere disposta dal Giudice Tutelare nell’affidamento consensuale e dal Tribunale per i Minorenni nell’affidamento giudiziario.
La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori affidatari
La nuova legislazione per il sostegno della maternità e della paternità, legge 53/2000, capo II, art. 3 “congedo dei genitori” punto 5 e in particolare il decreto legislativo del 26 marzo 2001 n. 151 “ Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’art.15 della legge 8 marzo 2000, n.53 “ e della circolare INPS n.109 del giugno 2000 punto 1.2 “genitori adottivi e affidatari”, stabiliscono che i genitori adottivi ed affidatari (con affidamento pre-adottivo o temporaneo) hanno gli stessi diritti, le stesse opportunità, le stesse tutele previste per i genitori naturali in materia di congedo di maternità, congedo di paternità, congedi parentali, congedi per la malattia del figlio e congedi per riposi giornalieri.
Cambia solo la decorrenza dei congedi, dal momento che si deve fare riferimento alla data dell’ingresso del bambino nel nucleo familiare e cambia l’età massima del bambino.
Se i genitori sono affidatari di un bambino handicappato in situazione di gravità accertata e lavorano entrambi, hanno i diritti previsti dall’art. 33 della legge 104 del 5/2/1995.