Source: http://www.dirittoinrete.net/lex/27-nessuna-responsabilita-penale-del-host-provider
Timestamp: 2019-03-19 15:51:33+00:00
Document Index: 134963235

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 40', 'art. 10', 'sentenza ']

www.dirittoinrete.net - Nessuna responsabilità penale del host provider
L'art. 15 (Responsabilità nell'attività di memorizzazione temporanea – Caching) dispone:
Infine, l'art. 16 (Responsabilità nell'attività di memorizzazione di informazioni – Hosting) sancisce:
Il Dlgs 70/2003 all'art. 17, in relazione agli illeciti realizzati dagli utenti attraverso i contenuti da loro pubblicati, esclude per l'host provider un generale dovere di responsabilità, infatti si legge:
Pertanto, una responsabilità sia civile che penale del provider è configurabile solo per fatto proprio, per esempio per una violazione di un marchio registrando un sito, o diffondere materiale pedo-pornografico o offrire un softwar pirata e così via.
Il problema sorge nel caso in cui il provider deve rispondere del fatto illecito altrui e della sua responsabilità, anche in considerazione del fatto che il Decreto in esame non fissa delle specifiche ipotesi di responsabilità penali in capo alle tre figure di provider ipotizzate. Occorre stabilire se in capo a questi sussiste un obbligo giuridico di impedire l’evento, ossia se può parlare di concorso omissivo nel reato commissivo posto in essere da altri, in relazione all’art. 40, comma 2, c.p. in combinazione al disposto dell’art. 10 c.p..
Per la prima volta nel febbraio 2004 il Tribunale di Milano ha affrontato un caso di responsabilità penale del provider per il contenuto illecito del sito gestito da terzi (in questo caso materiale pedopornografico). Il Tribunale si è orientata nel ritenere il provider estraneo ai fatti, in quanto non vi erano due presupposti essenziali per configurare tale responsabilità: la titolarità di una posizione di garanzia ed il contemporaneo potere di controllo preventivo sul contenuto del sito. Per quanto riguarda quest’ultimo presupposto, il Tribunale, riteneva impossibile che il provider potesse controllare preventivamente tutti i messaggi e i dati che transitano in un sito, e in merito alla posizione di garanzia nessun disposto normativo prevede tale obbligo.
A conferma di ciò evidenziamo una sentenza della Suprema Corte di Cassazione (Cass. Pen. Sez. III, 3-2-2014, n. 5107), che afferma: “L’Internet Hosting Provider, per la mancanza di un obbligo generale di sorveglianza, non è responsabile della liceità del trattamento dei dati personali memorizzati a richiesta degli utenti su una piattaforma video accessibile sulla rete internet”.