Source: https://alexmarini.com/2019/11/21/impianti-sportivi-in-trentino-agcm-interviene-provincia-e-comuni-se-ne-lavano-le-mani/?shared=email&msg=fail
Timestamp: 2019-12-12 08:27:50+00:00
Document Index: 12993081

Matched Legal Cases: ['art.30', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 90', 'art. 3', 'art. 164', 'art. 164', 'art. 30', 'art. 54', 'art. 35', 'art. 54', 'art.35', 'art.30', 'art 90', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 90', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 3', 'art. 164', 'art. 164', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 54', 'art.3', 'art. 20', 'sentenza ', 'art 90', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 90']

Impianti sportivi in Trentino: AGCM interviene, Provincia e comuni se ne lavano le mani – Alex Marini
Posted on 21 novembre 2019 di alexmarinim5s
Nei mesi scorsi abbiamo presentato un paio di interrogazioni per avere chiarimenti sulle modalità di affidamento e gestione degli impianti sportivi in Trentino. Siamo partiti da due casi concreti: l’impianto sportivo comunale situato in località Conca d’oro a Torbole destinato all’attività velica e lo stadio Quercia di Rovereto.
Nel primo caso l’interrogazione ha riguardato il rinnovo dell’affidamento a trattativa privata della gestione dell’impianto sportivo posto nel Comune di Nago-Torbole alla società cooperativa “Circolo Vela Torbole” (723/XVI – testo integrale a piè di pagina), azione che a nostro avviso suscitava molti dubbi di legittimità, perché escludente verso le società sportive dilettantistiche che avessero anche solo preso in considerazione l’idea di concorrere alla gestione della struttura sportiva in questione.
Nell’atto chiedevamo inoltre se fosse intenzione della Giunta provinciale predisporre un censimento per fare una ricognizione degli impianti ludico sportivi trentini costruiti con finanziamenti pubblici e redigere un elenco accessibile al pubblico in cui fosse posta in evidenza una serie molto precisa di dati, e cioè: le informazioni riguardo alla misura dei finanziamenti provinciali erogati per la costruzione, se la gestione avesse o fosse priva di rilevanza economica, le procedure di affidamento, i vincoli e le modalità di gestione degli impianti previste dall’art.30, le regole di accesso previste per singoli atleti e società sportive diverse dal soggetto gestore e l’indicazione della tipologia e del nome del soggetto gestore e della scadenza della convenzione in essere.
Nel caso dello stadio “Quercia” invece, oltre al tentativo di far luce sulle modalità di gestione dell’impianto chiedevamo alla Giunta anche di adottare iniziative per assicurare l’accesso e la possibilità di usufruire dell’impianto di atletica di Rovereto da parte di singoli cittadini come avviene per il Campo scuola atletica leggera di Trento. Il “Quercia” di Rovereto infatti risulta utilizzabile solo dalle società sportive (724/XVI – testo integrale a piè di pagina).
Il tema che abbiamo sollevato è sicuramente caldo tanto che successivamente alle nostre interrogazioni è stata presentata da parte di un soggetto privato una segnalazione all’Autorità della Concorrenza e del Mercato (AGCM) in merito alle procedure di affidamento di un campo da calcio situato sempre nel comune di Nago-Torbole. L’AGCM non ha perso tempo emanando un provvedimento (AS1623 – Bollettino n.46 del 18.11.2019) che ha giudicato la legge provinciale sullo sport nella parte che disciplina le modalità di affidamento come discriminatoria e non conforme al principio della concorrenza poiché si escludono a priori soggetti potenzialmente interessati a gestire gli impianti sportivi di proprietà pubblica.
Nel frattempo, pochi giorni dopo l’emanazione del provvedimento da parte di AGCM sul caso del campo sportivo di Nago-Torbole, sono arrivate anche le risposte alle interrogazioni da parte della Giunta sulle modalità di affidamento e gestione delle strutture sportive, le quali purtroppo non aiutano a risolvere i problemi evidenziati ma rimando ad altri soggetti le soluzioni.
In particolare l’assessore allo sport afferma che la valutazione delle modalità di affidamento degli impianti comunali non compete alla provincia e che la stessa non può intervenire sulle condizioni di fruibilità pattuite tra amministrazioni comunali e associazioni che le gestiscono. Il tenore pilatesco della risposta è stato il medesimo anche per quanto riguarda la richiesta di procedere con un censimento degli impianti sportivi sul territorio provinciale. L’assessore scrive che se ne sta già occupando il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e che eventuali ulteriori iniziative si dovranno valutare all’esito di tale attività.
Peccato che in Trentino sia una legge provinciale del 2016 a prevedere che la Provincia debba fare un censimento aggiornando annualmente le schede degli impianti sportivi per consentire una programmazione territoriale degli interventi e la ricerca di un miglior rapporto tra i costi di gestione e i ricavi.
Peccato ancora che la medesima legge provinciale preveda che la provincia debba favorire l’attività sportiva sia in forma organizzata che individuale.
Se la provincia non si attiva per far applicare correttamente le proprie leggi e demanda ad altri la risoluzione delle problematiche ad esse connesse che senso ha mettersi a invocare ogni tre per due l’Autonomia?
Segue testo integrale delle interrogazioni 723 e 724 e delle relative risposte:
Interrogazione 723/XVI del 19 agosto 2019 “Ricognizione degli impianti ludico-sportivi realizzati attraverso finanziamenti pubblici con indicazione delle relative modalità di gestione” (il caso degli spazi per l’attività velica di Torbole)
I dati riguardanti la pratica di attività sportive che vengono svolte in modo continuativo in Trentino Alto Adige risultano più che positivi. Più in generale, le regioni del nord presentano livelli superiori alla media nazionale, ma è proprio il Trentino Alto Adige la regione con la più alta percentuale di persone che praticano sport (39,1%), seguita da Lombardia (30,4%), Veneto (30,2%) e Friuli (30%). Nelle regioni del sud si registrano invece livelli ampiamente inferiori: 21,9% in Puglia, 18,1% in Sicilia, 17,2% in Calabria e all’ultimo posto la Campania, dove solo il 17% della popolazione al di sopra dei 3 anni pratica sport (fonte: elaborazione openpolis su dati Istat, ultimo aggiornamento lunedì 31 dicembre 2018);
la possibilità di fare attività fisica dipende da molti fattori tra cui, in grande misura, la diffusione di apposite strutture sul territorio. Un servizio che può essere organizzato e promosso da diversi attori, dai privati all’amministrazione pubblica. In riferimento all’utilizzo degli impianti sportivi, la Corte Costituzionale si è pronunciata affermando che:
l’uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali territoriali deve essere aperto a tutti i cittadini e deve essere garantito, sulla base di criteri oggettivi, a tutte le società e associazioni sportive (Corte costituzionale, comma 24 della sentenza n.424/2004) (Che ruolo hanno i comuni nella promozione di attività sportive – Openpolis, giovedì 25 luglio 2019);
anche se il dato generale riguardante la pratica sportiva è ottimo, in Trentino non mancano problematiche specifiche riguardanti la gestione degli impianti. Ad esempio, in merito all’affidamento dell’impianto sportivo in località Conca d’Oro nel Comune di Nago-Torbole alla Società Cooperativa “Circolo Vela Torbole”, diversi sono i punti critici sui quali gli interroganti chiedono chiarezza e trasparenza;
con la delibera n. 67 del 06/06/2019 della Giunta comunale di Nago-Torbole veniva dato in “concessione in uso precario fino al 31/05/2020” il compendio sportivo alla predetta società. Si riportano di seguito i passaggi della delibera dai quali emergono le motivazioni (giuridiche e di fatto) indicate a sostegno della decisione della Giunta:
“ritenuto quindi di poter procedere al rinnovo fino al 31/05/2020 della concessione in parola alla Società Cooperativa a.r.l. Circolo Vela Torbole mediante trattativa privata ai sensi dell’art. 21 comma 2 lettere b ter) e c) della L.P. 19/07/1990 n. 23 e ss.mm., trattandosi di affidamento che rende impossibile l’espletamento di pubbliche gare […]” (pagina 9 della delibera);
l’ art. 21 (trattativa privata) della Legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23 (Legge sui contratti e sui beni provinciali) stabilisce che:
1. Con la trattativa privata si fa luogo alla conclusione del contratto direttamente con la persona o la ditta ritenuti idonei previo confronto concorrenziale, salvo quanto previsto da quest’articolo.
2. Il ricorso alla trattativa privata è ammesso nei seguenti casi: […]
b ter) qualora, per motivi di natura tecnica, artistica o per ragioni attinenti alla tutela di diritti esclusivi, l’esecuzione dei servizi possa venire affidata unicamente a un particolare prestatore di servizi;
c) per l’acquisto di beni o la fornitura di servizi la cui natura rende impossibile l’espletamento di pubbliche gare;
Il rinnovo della concessione alla Società Cooperativa a.r.l. Circolo Vela Torbole viene giustificata attraverso il suddetto articolo, affermando che si tratta di “affidamento che rende impossibile l’espletamento di pubbliche gare”, tuttavia non vi è alcuna spiegazione in merito alle motivazioni che farebbero sì che ciò non possa avvenire;
a pagina 6 della delibera n. 67 del 06/06/2019 della Giunta comunale di Nago-Torbole si legge che:
“ai fini dell’affidamento del bene in parola è stato eccezionalmente stabilito di effettuare un’indagine di mercato, preordinata esclusivamente a conoscere l’assetto del mercato, nell’ambito della promozione della Vela da parte di soggetti qualificati”;
“l’indagine di mercato effettuata ha pertanto confermato che l’unico potenziale contraente idoneo a soddisfare le esigenze di pubblico interesse collegate alla storica promozione dello sport della Vela, senza scopo di lucro, e senza suddivisione di utili, è proprio l’attuale Circolo Vela Torbole, mentre gli altri soggetti interessati si qualificano rispettivamente quali società di capitali (commerciali) aventi scopo di lucro, taluna in situazione di collegamento nonché già operante peraltro sul territorio comunale, in qualità di concessionaria di beni immobili comunali (Scuola di Surf), e rispettivamente quale Associazione sportiva che al momento della presentazione dell’istanza non risulta in possesso dei requisiti minimi per l’affidamento in esame, sia in relazione alla composizione che alle finalità statutarie”;
a pagina 7 della succitata delibera si specifica che:
“l’affidamento della concessione mediante pubblica gara, anche per l’inesistenza di albi di gestori specializzati nelle materie in questione, non darebbe all’Amministrazione le necessarie garanzie che invece il Circolo Vela può fornire con il grado di competenza, spirito di iniziativa e di passione sportiva indispensabili alla corretta gestione dell’area”;
successivamente, alcuni consiglieri comunali, hanno presentato un’opposizione alla delibera n. 67 con cui si dava in concessione l’impianto sportivo alla Società Cooperativa “Circolo Vela Torbole”, evidenziando una serie di criticità con riguardo alle motivazioni alla base della procedura di concessione dell’impianto sportivo alla Società in questione che qui si riportano:
“in tale avviso esplorativo, così come nella successiva deliberazione giuntale di affidamento a trattativa diretta della concessione in questione, manca qualsiasi riferimento utile ai fini di un inquadramento normativo della natura della concessione oggetto di affidamento”;
“l’avviso esplorativo è stato indirizzato a Società regolarmente iscritte alla Camera di Commercio Industria e Artigianato e Agricoltura risponde, dunque, ad una precisa scelta dell’Amministrazione quella di indirizzare l’avviso alle sole “Società regolarmente iscritte alla C.C.I.A.A.”, che, come tali, svolgono attività imprenditoriale, normalmente a fini di lucro; l’avviso esplorativo non annovera, invece, tra i propri potenziali destinatari le associazioni dilettantistiche sportive, che pacificamente possono partecipare alle gare pubbliche (cfr. TAR Catanzaro, 21.03.2018, n. 685), a condizione che possano esercitare impresa, indipendentemente dalla finalità di lucro” (pag. 3);
secondo quanto affermato nel punto 5.1 della sentenza del TAR di Catanzaro, 21.03.2018, n. 685:
“innanzitutto, va premesso che la categoria degli operatori economici ammessi a partecipare alle procedure ad evidenza pubblica è ampia e variegata, in ragione del principio, di derivazione europea, del favor partecipationis. Tra di essi vi sono, senza dubbio alcuno, le associazioni sportive dilettantistiche. Anzi, l’art. 90, comma 25 l. 27 dicembre 2002, n. 289, stabilisce che nei casi in cui l’ente pubblico territoriale non intenda gestire direttamente gli impianti sportivi, la gestione è affidata in via preferenziale a società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive nazionali”;
nell’opposizione alla delibera della Giunta comunale si fa riferimento ad una delibera dell’ANAC che si è espressa sull’argomento. In merito alla gestione degli impianti sportivi, la Deliberazione ANAC n. 1300 del 14 dicembre 2016 ha operato una distinzione tra due tipologie di impianti:
gestione di impianti sportivi con rilevanza economica (servizi sportivi che, pur essendo di pubblica utilità, rientrino in una situazione di mercato appetibile per gli imprenditori in quanto la loro gestione consente una remunerazione dei fattori di produzione e del capitale e permette all’impresa di trarre dalla gestione la fonte della remunerazione, con esclusione di interventi pubblici), qualificabile quale “concessione di servizi”, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. vv) del d.lgs. n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici), da affidare nel rispetto delle previsioni di cui all’art. 164 e seguenti del Codice stesso, con applicazione delle parti I e II del Codice stesso (per quanto compatibili);
gestione di impianti sportivi privi di rilevanza economica (servizi sportivi che si ritiene debbano essere resi alla collettività anche al di fuori di una logica di profitto d’impresa, cioè quelli che il mercato privato non è in grado o non è interessato a fornire), sottratta alla disciplina delle concessioni di servizi (art. 164, comma 3) e riconducibile, invece, nella categoria degli “appalti di servizi”, da aggiudicare secondo le specifiche previsioni dettate dal Codice per gli appalti di servizi sociali di cui al Titolo VI, sez. IV; in entrambe le ipotesi considerate, pertanto, la gestione, se non assunta direttamente dall’ente, non può che sottostare alle regole dell’evidenza pubblica, in esito ad una procedura selettiva;
inoltre secondo quanto stabilito dall’art. 30 co.1 della Legge provinciale 21 aprile 2016, n. 4 (Legge provinciale sullo sport 2016):
Gli enti locali, sulla base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri d’uso e previa determinazione di criteri generali e obiettivi per l’individuazione dei soggetti affidatari, possono affidare la gestione e concedere l’uso dei propri impianti sportivi direttamente a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive con sede nel loro territorio e che svolgono la disciplina sportiva afferente agli impianti, previo adeguato confronto concorrenziale tra di esse. La procedura di affidamento garantisce congrue condizioni di accesso agli impianti da parte delle associazioni non affidatarie. Per la gestione degli impianti sportivi d’interesse economico si applica la disciplina prevista dall’articolo 13 della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino);
il caso sopra esposto è solo un esempio di come le procedure di affidamento della gestione degli impianti sportivi da parte delle amministrazioni comunali a società ed associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive possano essere poco chiare e trasparenti. Ciò che si può notare con frequenza è una certa arbitrarietà delle decisioni prese dagli enti locali a fronte di procedure di difficile decifrazione e non oggettivamente tracciabili. Sarebbe pertanto opportuno assicurarne la massima trasparenza, coerentemente con quanto previsto dall’ANAC e dalle altre norme di riferimento oltre che con i valori di rispetto delle regole e di fair play che dovrebbero caratterizzare lo sport e stimolare l’appartenenza alla comunità e alla cittadinanza attiva;
se è vero che la gestione degli impianti sportivi spetta ai Comuni è altrettanto vero che alla luce dell’art. 54 dello Statuto di Autonomia, la Giunta provinciale oltre ad amministrare il patrimonio della provincia (n. 4), ha il compito di vigilare sulle amministrazioni comunali (n. 5), ed è altresì palese come, in mancanza di una procedura chiara ed evidente e di un sistema di raccolta dei dati in possesso agli enti locali, tale attività diventi oltremodo complicata ed inefficiente;
appare perciò chiaro come il fatto di non avere delle informazioni complete e di dettaglio sulle procedure di affidamento degli impianti sportivi, la loro gestione, i vincitori dei bandi e gli eventuali finanziamenti erogati per la costruzione, l’ammodernamento o la gestione, possa essere nocivo per le amministrazioni, ma soprattutto per le comunità, poiché in presenza di procedure di affidamento opache risulta difficile individuare con precisione dove si annidino inefficienze e malagestione. Per sgomberare il campo dall’incertezza sarebbe bene sviluppare buone pratiche, al fine di dar luogo a procedure di affidamento corrette. Così facendo, qualora si verificassero risparmi, essi potrebbero venire impiegati per attività di sostegno e di promozione dello sport, per l’edificazione di nuovi impianti o l’ammodernamento di quelli esistenti;
si richiama infine l’art. 35 (Censimento degli impianti sportivi) della LP 4/2016 con cui si prevede che ogni cinque anni la Provincia effettui un censimento degli impianti sportivi e che ogni anno aggiorni le schede degli impianti e dei compendi sportivi che, in particolare, possono consentire una programmazione territoriale degli interventi e la ricerca di un miglior rapporto tra i costi di gestione e i ricavi;
se intenda verificare e chiarire le modalità di affidamento degli spazi per l’attività velica siti in località Conca d’Oro da parte del Comune di Nago-Torbole, alla luce della pronuncia del TAR di Catanzaro e della delibera ANAC citate nelle premesse, adempiendo così all’obbligo imposto dall’art. 54 dello Statuto di Autonomia di vigilare sull’operato delle amministrazioni comunali;
se, nell’esecuzione del censimento previsto dall’art.35 della LP 4/2016, intenda predisporre una ricognizione degli impianti ludico sportivi trentini costruiti con finanziamenti pubblici e redigere un elenco accessibile al pubblico in cui siano poste in evidenza: le informazioni riguardo alla misura dei finanziamenti provinciali erogati per la costruzione, se la gestione abbia o sia priva di rilevanza economica, le procedure di affidamento, i vincoli e le modalità di gestione degli impianti previste dall’art.30, le regole di accesso previste per singoli atleti e società sportive diverse dal soggetto gestore, nonché l’indicazione della tipologia e del nome del soggetto gestore e della scadenza della convenzione in essere;
Risposta del 19 novembre 2019 all’interrogazione 723 (risposta a firma dell’assessore allo sport Roberto Failoni)
Con riferimento all’interrogazione in oggetto, si forniscono di seguito gli elementi di risposta.
La valutazione delle modalità di affidamento degli spazi per l’attività velica, siti in località Conca d’Oro da parte del Comune di Nago -Torbole non compete alla scrivente Amministrazione.
Si evidenzia peraltro che tale questione non è di così pacifica soluzione. Sebbene infatti l’ANAC, nel parere n. 1300 del 14 dicembre 2016, abbia espressamente dichiarato incompatibile con il codice dei contratti pubblici (d.lgs n. 50/2016) l’art 90, comma 25 della legge n. 289/2002 (norma di cui l’art. 30 della l.p. n. 4/2016 costituisce attuazione), il legislatore è successivamente intervenuto con l’art. 13 del d.lgs. n. 87/2018 a far rivivere il citato art. 90, comma 25, ripresentando così il problema della sua applicazione.
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) sta effettuando su tutto il territorio nazionale, compreso quello della provincia di Trento, un censimento degli impianti sportivi, attraverso sopralluoghi presso tutte le strutture esistenti. Eventuali iniziative dovranno valutarsi all’esito di tale attività.
Interrogazione 724/XVI del 19 agosto 2019 “Gestione dello stadio Quercia di Rovereto e relative procedure di affidamento”
La possibilità di fare attività fisica dipende da molti fattori tra cui, in grande misura, la diffusione di apposite strutture sul territorio. Un servizio che può essere organizzato e promosso da diversi attori, dai privati all’amministrazione pubblica. In riferimento all’utilizzo degli impianti sportivi, la Corte Costituzionale si è pronunciata affermando che “l’uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali territoriali deve essere aperto a tutti i cittadini e deve essere garantito, sulla base di criteri oggettivi, a tutte le società e associazioni sportive (Corte costituzionale, comma 24 della sentenza n. 424/2004) (Che ruolo hanno i comuni nella promozione di attività sportive – Openpolis, giovedì 25 luglio 2019);
nel sito istituzionale del Comune di Rovereto si legge quanto segue: “la giunta ha deciso – nella sua ultima seduta di martedì 12 dicembre – di prorogare il rapporto di collaborazione per il periodo 1 gennaio 2018 – 31 dicembre 2019, con le stesse modalità e così come previsto dalla convenzione in essere. In vista della scadenza della convenzione il competente assessorato allo sport aveva aperto un confronto con il gestore volto a ribadire i criteri e le modalità della gestione e l’obiettivo di consentire adeguata fruibilità dell’impianto anche ad altre associazioni sportive richiedenti l’utilizzo di campi, piste e palestra pesi. L’US Quercia ha quindi confermato per iscritto la volontà di gestire l’impianto anche nei prossimi due anni con le stesse modalità” (Gestione Impianti Sportivi: tre proroghe – sito istituzionale Comune di Rovereto, aggiornato al 21 Dicembre 2017);
con la delibera della Giunta comunale di Rovereto n. 125 del 2014, veniva affidata la gestione dell’impianto sportivo alla società US Quercia per il periodo 01/01/2015 – 31/12/2017, una volta scaduta la convenzione, come descritto al paragrafo precedente, si è proceduto alla proroga di quest’ultima fino al 31/12/2019;
l’art. 30 (Gestione ordinaria degli impianti) co.1 della Legge provinciale 21 aprile 2016, n. 4 (legge provinciale sullo sport 2016) stabilisce che:
gli enti locali, sulla base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri d’uso e previa determinazione di criteri generali e obiettivi per l’individuazione dei soggetti affidatari, possono affidare la gestione e concedere l’uso dei propri impianti sportivi direttamente a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive con sede nel loro territorio e che svolgono la disciplina sportiva afferente agli impianti, previo adeguato confronto concorrenziale tra di esse. La procedura di affidamento garantisce congrue condizioni di accesso agli impianti da parte delle associazioni non affidatarie […];
risulta difficilmente identificabile il modo con cui sarebbe stato rispettato quell’ “adeguato confronto concorrenziale” che l’art. 30 della lp 4/2016 richiede, ciò senza l’espletamento di alcuna gara ad evidenza pubblica, dato che l’unico confronto che emerge sembra essere quello fatto, in vista della scadenza della convenzione, con il gestore dello stadio;
per far luce sulla disciplina è d’obbligo citare il passaggio della delibera ANAC 1300 del 14 dicembre 2016 che si è espressa sulla questione effettuando una distinzione tra due tipologie di gestione:
la gestione di impianti sportivi con rilevanza economica, qualificabile quale “concessione di servizi” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. vv) del Codice, deve essere affidata nel rispetto delle previsioni di cui all’art. 164 e seguenti del Codice stesso, con applicazione delle parti I e II del Codice stesso (per quanto compatibili);
la gestione degli impianti sportivi privi di rilevanza economica, sottratta alla disciplina delle concessioni di servizi (art. 164, comma 3), deve essere ricondotta nella categoria degli “appalti di servizi”, da aggiudicare secondo le specifiche previsioni dettate dal Codice per gli appalti di servizi sociali di cui al Titolo VI, sez. IV;
in entrambi i casi è comunque previsto l’utilizzo di una procedura ad evidenza pubblica che sembrerebbe non essere avvenuta riguardo all’assegnazione della gestione dello Stadio Quercia menzionata in precedenza;
inoltre secondo l’art. 5 (Oneri di gestione e manutenzione) del Regolamento per uso e gestione degli impianti e delle strutture comunali per attività sportive, culturali, sociali e civili del Comune di Rovereto:
sono ad esclusivo carico del gruppo sportivo o associazione tutti gli oneri e spese inerenti alla manutenzione ed alla gestione ordinaria dell’impianto sportivo concesso in gestione, con annessi spogliatoi e relative attrezzature;
l’art. 13 della delibera n. 125 del 09/09/2014 della Giunta comunale di Rovereto con la quale veniva affidata la gestione dello stadio alla Società US Quercia, afferma che:
l’affidatario deve rimborsare, una quota pari al 25% delle spese sostenute annualmente dal Comune stesso per la fornitura dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas occorrenti per il funzionamento dell’impianto durante il periodo di validità del contratto. Il rimborso avverrà dietro presentazione, da parte del Comune, di apposita fattura;
la suddetta parte della delibera sembrerebbe in contrasto con quanto stabilito dal regolamento comunale in merito al pagamento delle spese per la gestione e la manutenzione ordinarie dell’impianto;
a ciò si aggiunge il fatto che la suddetta Società sportiva secondo quanto stabilito nella delibera della giunta comunale n. 52 del 4 aprile 2017 riceve altri contributi per un totale di € 45.000: 15.000 € per l’attività sportiva svolta e 30.000 € attraverso il gruppo dilettantistico Palio Città Quercia;
un altro aspetto da sottolineare relativamente alle modalità di gestione è che i singoli cittadini, come scritto anche nel sito istituzionale del Comune, non possono accedere allo stadio, in quanto sono ammessi solo Associazioni sportive di Rovereto e/o di altri comuni (singoli privati esclusi);
a Trento, a differenza di quanto avviene per lo stadio di Rovereto, ai singoli cittadini è riconosciuto il diritto di accedere al campo scuola atletica leggera. Per assicurare il pieno accesso e soddisfare le esigenze dei singoli utenti sono previste diverse tariffe: ingresso singolo (€ 2,80); abbonamento di 10 ingressi (€ 23,80); una card annuale ad ingressi illimitati al costo di € 210 (fonte: sito ufficiale Asis – Tariffario);
se è vero che la gestione degli impianti sportivi spetta ai Comuni è altrettanto vero che alla luce dell’art. 54 dello Statuto di Autonomia, la Giunta provinciale oltre ad amministrare il patrimonio della provincia (co. 4), ha il compito di vigilare sulle amministrazioni comunali (co. 5) sulla corretta attuazione delle disposizioni legislative. E’ altresì palese come, in mancanza di una procedura chiara ed evidente e di un sistema di raccolta dei dati in possesso agli enti locali, tale attività diventi oltremodo complicata ed inefficiente;
la Provincia ha il compito di attuare le finalità della LP 4/2016 ovvero di riconoscere e promuovere la diffusione dello sport e il diritto all’attività motoria per la crescita, il benessere psico-fisico, il miglioramento degli stili di vita, anche quali fattori di sviluppo delle relazioni sociali, delle pari opportunità di genere e dei settori economici, nonché di miglioramento della salute nel territorio trentino;
in particolare l’art.3, comma 1, lettera e) della LP 4/2016 prevede che la Provincia favorisce e sostiene la fruibilità degli impianti sportivi da parte delle associazioni sportive e dei cittadini. A tal riguardo è pacifico che la Provincia e gli enti pubblici non possano limitare le possibilità di accesso dei singoli cittadini nell’accesso agli impianti sportivi poiché verrebbe compromessa la funzione educativa di integrazione e aggregazione sociale come sancita anche dall’art. 20 (Diffusione dello sport di cittadinanza per tutti) che qui si riporta:
1. La Provincia promuove la diffusione dello sport di cittadinanza per tutti attraverso il sostegno di iniziative che favoriscono l’attività motoria praticata in forma organizzata o individuale dalle persone di ogni genere ed età, anche con disabilità, per incentivare i corretti stili di vita, per sviluppare le relazioni sociali, la formazione educativa e l’integrazione interculturale, per favorire la parità di genere e per mantenere un adeguato stato di salute.
2. Le linee guida previste dall’articolo 4 evidenziano le strategie, gli obiettivi generali e le priorità attraverso i quali la Provincia e gli enti locali nell’ambito delle rispettive competenze garantiscono la diffusione dello sport di cittadinanza per tutti, tenuto conto anche di quanto previsto da questa legge e in particolare dall’articolo 21;
tutto ciò premesso, gli interroganti ritengono necessario far luce sulle apparenti discrepanze fra le procedure di affidamento gestionale adottate dal Comune di Rovereto riguardo allo Stadio Quercia, le linee guida ANAC e le leggi provinciali. In virtù dei finanziamenti pubblici erogati a favore dell’affidatario del medesimo impianto sportivo gli interroganti valutano altresì come opportuno un intervento da parte della Provincia Autonoma di Trento al fine di garantire l’accesso allo stesso da parte di tutti i cittadini e non soltanto delle associazioni sportive;
se le procedure di affidamento della gestione dello stadio Quercia di Rovereto e di rilascio della relativa proroga siano conformi alle linee guida dettate dall’ANAC nelle sopracitate delibere;
se, ai sensi della sentenza 424/2004 della Corte Costituzionale e della LP 4/2016, anche alla luce dei finanziamenti pubblici che l’affidatario percepisce per la gestione dello stadio Quercia di Rovereto, non ritenga di adottare le iniziative di competenza nei confronti dell’amministrazione comunale per assicurare l’accesso e la possibilità di usufruire dell’impianto da parte di singoli cittadini come avviene per il Campo scuola atletica leggera di Trento
Risposta all’int.724/XVI dell’assessore allo sport Roberto Failoni del 19 novembre 2019:
Con riferimento all’interrogazione in oggetto, si evidenzia per ciascuno dei quesiti quanto di seguito.
La valutazione della procedura di affidamento dello Stadio Quercia dal Comune di Rovereto all’Associazione Sportiva US Quercia non compete alla scrivente Amministrazione.
Si rileva peraltro che la questione evidenziata nell’Atto ispettivo in oggetto non è di così pacifica soluzione. Sebbene infatti l’ANAC, nel parere n. 1300 del 14 dicembre 2016, abbia espressamente dichiarato incompatibile con il codice dei contratti pubblici (d.lgs n. 50/2016) l’art 90, comma 25 della legge n. 289/2002 (norma di cui l’art. 30 della l.p. n. 4/2016 costituisce attuazione), il legislatore è successivamente intervenuto con l’art. 13 del d.lgs. n. 87/2018 a far rivivere il citato art. 90, comma 25, ripresentando così il problema della sua applicazione.
Le condizioni di fruibilità dello Stadio Quercia sono regolate nella convenzione stipulata tra il Comune di Rovereto, proprietario, e l’associazione sportiva US Quercia. La Provincia pertanto non ha facoltà di intervenire nel merito.
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