Source: https://www.laleggepertutti.it/136996_reclamo-mediazione-tributaria-effetti
Timestamp: 2019-04-24 13:06:00+00:00
Document Index: 146750166

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 17', 'sentenza ', 'art.17', 'art. 17']

Reclamo mediazione tributaria: effetti
Gli effetti sostanziali e processuali della presentazione dell’istanza di mediazione.
La notifica dell’istanza di mediazione alla Direzione produce, innanzitutto, l’effetto (sostanziale) di interrompere il decorso del termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto.
Ed invero, la chiamata in giudizio, ossia il momento in cui il contribuente comunica all’Amministrazione resistente la propria intenzione di adire il Giudice, si realizza, relativamente alle controversie cui si applica l’art. 17bis, con la notifica del ricorso-reclamo.
La costituzione in giudizio, con cui si chiede al Giudice l’annullamento dell’atto impugnato, instaurando l’effettivo rapporto processuale, si ha, invece, con il deposito presso la segreteria della Commissione tributaria del medesimo ricorso-reclamo.
Ciò in quanto «il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo».
Nelle controversie tributarie per le quali non è prevista la procedura di cui all’art. 17bis del d.lgs. 546/1992, la «chiamata in giudizio» è regolata dai citati articoli 18, 19, 20 e 21 del medesimo decreto, i quali disciplinano appunto le modalità di presentazione del ricorso, sia in relazione al suo contenuto sia in riferimento ai tempi (60 giorni) e alle modalità (notifica) per la presentazione dello stesso alla controparte.
La costituzione in giudizio, ovvero la presentazione del ricorso al Giudice, è invece disciplinata dagli articoli 22 e seguenti.
Gli effetti processuali della presentazione dell’istanza
Nella precedente formulazione, il comma 9 dell’art. 17bis del d.lgs. 546/1992 prescriveva che «Decorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso. I termini di cui agli articoli 22 e 23 decorrono dalla predetta data. Se l’Agenzia delle Entrate respinge il reclamo in data antecedente, i predetti termini decorrono dal ricevimento del diniego. In caso di accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla notificazione dell’atto di accoglimento parziale».
Per espresso disposto normativo, quindi, l’istanza proposta ai sensi dell’art. 17bis produceva gli effetti del ricorso, con la conseguenza che la notificazione dell’istanza equivaleva alla notificazione del ricorso (effetto di chiamata in giudizio) e che il termine di trenta giorni, stabilito dall’art. 22 del d.lgs. 546/1992 per instaurare la controversia innanzi alla Commissione tributa- ria provinciale mediante il deposito del ricorso (effetto di costituzione in giudizio) andava calcolato a partire dal giorno successivo:
— a quello di compimento dei novanta giorni dal ricevimento dell’istanza da parte della Direzione, senza che fosse stato notificato il provvedimento di accoglimento della stessa ovvero senza che fosse stato formalizzato l’accordo di mediazione;
— a quello di comunicazione del provvedimento con il quale l’Ufficio respingeva l’istanza prima del decorso dei predetti novanta giorni;
— a quello di comunicazione del provvedimento con il quale l’Ufficio, prima del decorso di novanta giorni, accoglieva parzialmente l’istanza.
Nel caso in cui il contribuente riceveva comunicazione del provvedimento dopo la scadenza del novantesimo giorno, il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio decorreva comunque dal giorno successivo a quello di compimento dei novanta giorni.
Tale quadro normativo è stato rivisto dall’art. 1, comma 611, della legge n. 147/2013 (legge di stabilità per il 2014), ai sensi della quale, per gli atti ricevuti dal contribuente a decorrere dal 2 marzo 2014, il ricorso presentato dal contribuente in CTP (ossia la costituzione in giudizio del ricorrente) senza prima aver aspettato l’esito della mediazione non andava più sanzionato con la dichiarazione di inammissibilità dello stesso, ma con l’improcedibilità. In particolare, l’art. 1, comma 611, della citata legge ha sostituito il comma 2 dell’articolo 17bis del d.lgs. 546/1992 con il seguente: «La presentazione del reclamo è condizione di procedibilità del ricorso. In caso di deposito del ricorso prima del decorso del termine di novanta giorni di cui al comma 9, l’Agenzia delle entrate, in sede di rituale costituzione in giudizio può eccepire l’improcedibilità del ricorso e il presidente, se rileva l’improcedibilità, rinvia la trattazione per consentire la mediazione» (4). La presentazione dell’istanza non era più condizione di ammissibilità del ricorso, ma rileva come condizione di procedibilità dello stesso. Ciò significava che solo dopo il compimento di 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio decorrevano i termini previsti per il compimento degli atti processuali (deposito del ricorso, delle controdeduzioni, di memorie e documenti, ecc.) e per l’adozione dei provvedimenti giudiziali, posto che, come si affermava al comma 9 dell’art. 17bis, a partire da tale data «il reclamo produce gli effetti del ricorso».
A seguito di presentazione dell’istanza, si attivava, dunque, il procedimento di mediazione che doveva essere concluso entro 90 giorni dalla ricezione della stessa da parte dell’Ufficio (5); qualora non fosse adottato un provvedimento di accoglimento totale, o formalizzato un accordo di mediazione, decorso il predetto termine, l’istanza produceva gli effetti del ricorso e il contribuente, se intendeva costituirsi, doveva farlo nei successivi 30 giorni.
Anche il legislatore della novella 2015 ha confermato che il ricorso depositato dal contribuente in Commissione tributaria prima del decorso del predetto termine di 90 giorni è improcedibile (6). L’improcedibilità può essere eccepita dall’Ufficio, in sede di rituale costituzione in giudizio, ossia mediante il deposito delle controdeduzioni di cui all’art. 23, comma 3, d.lgs. 546/1992, entro il termine di 150 giorni dalla presentazione dell’istanza ai sensi del combinato disposto degli artt. 17bis e 23 del d.lgs. 546/1992 (90 giorni per lo svolgimento del procedimento di mediazione + 60 giorni per la costituzione in giudizio del resistente).
Se il Giudice fissa l’udienza per una data antecedente al termine di cui all’art. 17bis (90 giorni per lo svolgimento del procedimento di mediazione + 60 giorni per la costituzione in giudizio dell’Ufficio + 30 giorni per l’invio dell’avviso di trattazione), l’Ufficio, prima dell’udienza, si costituisce in giudizio, eccepisce l’improcedibilità del ricorso e chiede il rinvio dell’udienza, in applicazione del combinato disposto degli articoli 17bis, 30 e 31 del d.lgs. 546/1992, al fine di consentire il corretto e tempestivo esercizio del diritto di difesa. Qualora il Giudice non accolga l’eccezione di improcedibilità e da ciò derivi un ostacolo alla difesa dell’Ufficio, la sentenza emessa all’esito del giudizio può essere impugnata anche per violazione dell’articolo 17bis del D.lgs. n. 546/1992.
In buona sostanza, occorre, comunque, attendere (silenzio, risposta negati- va, risposta parzialmente negativa dell’Ente impositore) il compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ente impositore prima che il contribuente possa costituirsi in giudizio entro i successivi 30 giorni.
Con la nuova formulazione dell’art.17bis, il legislatore del 2015 è previsto che: «2. Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale.
Il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente decorre dalla scadenza del ter- mine di cui al comma 2. Se la Commissione rileva che la costituzione è avvenuta in data anteriore rinvia la trattazione della causa per consentire l’esame del reclamo».
[1] Nella versione antecedente la modifica in esame, il comma 2 del citato art. 17bis prevedeva che «La presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso. L’inammissibilità è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio».
[2] Si osserva che, qualora non contenga una proposta di mediazione, il contenuto del reclamo non si differenzia sostanzialmente da quello del ricorso.
[3] Il ricorso è dunque procedibile alla scadenza del termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, ossia quando, in caso di esito negativo della mediazione, l’istanza produce gli effetti del ricorso. Dal momento in cui il ricorso è procedibile decorrono i termini per la costituzione in giudizio delle parti.