Source: https://www.codiceappalti.it/Art._245._Strumenti_di_tutela.htm
Timestamp: 2020-01-25 17:31:37+00:00
Document Index: 159389217

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 245', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 245', 'art. 79', 'art. 66', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 113', 'art. 245']

Art. 245. Strumenti di tutela (DLGS_163/2006)
RICORSO GIURISDIZIONALE AVVERSO L'AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA - NOTIFICAZIONE A MEZZO POSTA
TAR SICILIA PA SENTENZA 2013
Come recentemente statuito da questa sezione con la sentenza n. 491/2011 – relativa peraltro ad un gravame concernente la medesima gara oggetto del presente ricorso - ai sensi del combinato disposto degli artt. 106 e 107 del D.P.R. n. 1229/1959, e degli artt. 3 e ss. del R.D. n. 642/1907 (quest'ultimo applicabile nella specie ratione temporis), i ricorsi al Consiglio di Stato e al T.A.R. possono essere notificati dagli ufficiali giudiziari solo nell'ambito del mandamento in cui ha sede l'ufficio al quale essi sono addetti, mentre la notificazione (a mezzo posta) al di fuori di tale mandamento puo' essere effettuata soltanto dagli ufficiali giudiziari aventi sede nella citta' in cui ha sede l'adito organo di giustizia amministrativa; con conseguente inammissibilita' del ricorso notificato a mezzo posta dall'ufficiale giudiziario il cui ufficio non si trovi nella stessa citta' del T.A.R. adito (C.g.a. in sede giurisd., 11 maggio 2009, n. 399; T.a.r. Sicilia, III, 27 luglio 2010, n. 8974). Nel caso in esame, le notifiche sono state effettuate da parte dell'ufficiale giudiziario presso il Tribunale di Agrigento il cui mandamento non ricomprende ne' il luogo presso i quale tali notifiche andavano operate ne' quello in cui ha sede il giudice adito; conseguentemente, in applicazione degli artt. 106 e 107 del D.P.R. 15/12/1959 n. 1229 (Consiglio di Stato, Ad. Plen. n. 4 del 26/03/1982), dato che i soggetti intimati non si sono costituiti, non si è correttamente instaurato alcun contraddittorio (cfr. Cass. Civ., sez. un., 23 marzo 2005, n. 6217). Il presente ricorso è comunque irricevibile. Nella presente fattispecie trova infatti applicazione, ratione temporis, l'art. 245, comma 2° quinquies, lett. b del D.Lgs. n. 163/2006, come introdotto dall'art. 8, lett. c, del D.Lgs. n. 53/2010, entrato in vigore in data 27 aprile 2010 - seppur successivamente modificato a far data dall'entrata in vigore del c.p.a. – in forza del quale i ricorsi in materia di appalti devono essere depositati entro dieci giorni dalla loro notificazione, termine non rispettato nella presente fattispecie.
RICORSO INTRODUTTIVO DEL GIUDIZIO - TERMINI PROPOSIZIONE
Pertanto, a far data dall’entrata in vigore del d.lgs n° 53 del 20 marzo 2010 (entrato in vigore il 27 aprile 2010), il termine per la proposizione del ricorso introduttivo del giudizio, nella fattispecie in esame, non è di 60 giorni, bensi' di 30.
L’art. 8 di tale d.lgs. ha modificato l’art. 245 del d.lgs n. 163/06 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione della direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”, introducendo il comma 2 quinquies, secondo il quale: “i termini processuali sono stabiliti: a) trenta giorni per la notificazione del ricorso e per la proposizione di motivi aggiunti avverso atti diversi da quelli gia' impugnati, decorrenti dalla ricezione della comunicazione degli atti ai sensi dell’art. 79 o, per i bandi e gli avvisi con cui si indice una gara autonomamente lesivi, dalla pubblicazione di cui all’art. 66, comma 8; b) dieci giorni per il deposito del ricorso principale, del ricorso incidentale, dell’atto contenente i motivi aggiunti, dell’appello avverso l’ordinanza cautelare;……”.
In conclusione , da quanto precede emerge l’irricevibilita' del ricorso in esame poiche' proposto tardivamente.
GIUDIZIO - REDAZIONE SENTENZE IN FORMA SEMPLIFICATA
Il comma 2 undecies dell’articolo 245 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, come introdotto dall’articolo 8 del decreto legislativo 20 marzo 2010, n. 53 dispone, tra l’altro, che “…la sentenza che decide il ricorso è redatta, ordinariamente, in forma semplificata”. Tale disposizione si applica altresi' in grado d’appello come statuisce il successivo comma terdecies del medesimo articolo 245 d. lgs n. 163/2006 (anche qui introdotto ex art. 8 d. lgs n. 53/2010).
La redazione della sentenza in forma semplificata, peraltro, risponde a un’esigenza di chiarezza e di economia processuale che è sostanzialmente intrinseca al sistema e che ha trovato punti di emersione nella legge 20 luglio 2000, n. 205, senza dimenticare la formulazione dell’articolo 65 del regio decreto 17 agosto 1907, n. 642 secondo il quale l’esposizione dei motivi di fatto e di diritto deve essere succinta.
SERVIZI PUBBLICI LOCALI - GESTIONE IN HOUSE - LIMITI AL SUBENTRO DEL RICORRENTE
Posto che l’art. 113, V c., del D. Lgs. n. 267 del 2000, prevede che la gestione dei servizi pubblici locali avvenga secondo una delle alternative modalita' ivi contemplate, tra cui quella che si sostanzia nel conferire il servizio a societa' a capitale interamente pubblico, e che il ricorso all'affidamento diretto è sempre consentito, alla sola condizione che sussistano i requisiti indicati nella lett. c) di detto quinto comma, puo' convenirsi che non sia necessaria un'apposita ed approfondita motivazione di tale scelta, ma solo dopo che sia stata dimostrata non solo la sussistenza dei presupposti richiesti per l'autoproduzione, ma anche la convenienza rispetto all’affidamento della gestione del servizio a soggetti terzi, perche', in difetto, la scelta sarebbe del tutto immotivata e contraria al principio di buona amministrazione cui deve conformarsi l’operato della P.A.
Dispone l'art. 245-ter, del D. Lgs. n. 163 del 2006, che fuori dei casi di violazioni gravi (che nella specie non ricorrono), il Giudice che annulla l'aggiudicazione, se il tipo di vizio riscontrato non comporta l'obbligo di rinnovo della gara e dunque se vi sono fondati elementi per ritenere che l'appalto sarebbe stato aggiudicato al ricorrente vittorioso, valuta, avuto riguardo a una serie di elementi di fatto, se privare di effetti il contratto, facendovi subentrare il ricorrente, ovvero accordare il risarcimento del danno solo per equivalente. Occorre in particolare tener conto dello stato di esecuzione del contratto, della possibilita' per il ricorrente di conseguire l'aggiudicazione e subentrare nel contratto, nonche' degli interessi di tutte le parti.