Source: https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/la-tutela-del-terzo-possessore-ad-usucapionem-di-un-bene-immobile-sottoposto-ad-espropriazione
Timestamp: 2019-10-15 08:34:49+00:00
Document Index: 154825866

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 619', 'art. 620', 'art. 619', 'art. 620', 'art. 2920', 'art. 2921', 'art. 619', 'art. 156']

LA TUTELA DEL TERZO POSSESSORE AD USUCAPIONEM DI UN BENE IMMOBILE SOTTOPOSTO AD ESPROPRIAZIONE - Expartecreditoris
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L’acquisto a titolo originario, rimane insensibile al pignoramento, prevalendo su qualsiasi trascrizione
Orbene, quanto alla prima questione, invero dibattuta, una recente sentenza della Cassazione (04.04.13 n. 8205) ha chiarito, secondo una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 619, 1° co. c.p.c., letto in relazione all’art. 620, che l’opposizione di terzo può essere proposta sino a che la vendita non sia avvenuta (v. Trib. Roma 22.08.98; in dottrina v. CORSARO  BOZZI, Manuale dell’esecuzione forzata, Giuffrè, pag. 427 e segg), cioè quando non sia stata perfezionata attraverso l’aggiudicazione del bene pignorato.
È di tutta evidenza, allora, che le due disposizioni normative debbano leggersi in modo combinato dacchè deve concludersi che la opposizione ex art. 619 c.p.c. può essere introdotta anche successivamente alla udienza in cui sono disposte le vendite del bene (in dottrina v. Corsaro  Bozzi, Manuale della Esecuzione Forzata, Giuffrè, pag. 427 e segg; in senso contrario, v. Trib. Latina 28.01.91 il quale ha ritenuto tardiva l’opposizione di terzo alla esecuzione immobiliare proposta successivamente alla udienza di fissazione della vendita).
In merito al secondo quesito, deve condividersi la opinione della dottrina (v. es. Anna Maria Soldi – Manuale Esecuzione Forzata, Cedam 2011; Bruno Capponi  Manuale Diritto della Esecuzione Civile, Giampichelli 2010; Castoro  Il Processo di esecuzione, Giuffrè, pag. 693), e della giurisprudenza (v. ad es. Trib. Bari 12.01.2006 n. 2561), secondo i quali l’ambito elettivo di applicazione dell’art. 620 è quello della espropriazione mobiliare, considerato che detta norma è speculare all’art. 2920 c.c., mentre nel caso della espropriazione immobiliare resterebbe ferma la norma di cui all’art. 2921 c.c.
Il primo prevede espressamente: “Se soggetto della vendita è una cosa mobile, coloro che avevano la proprietà o altri diritti reali su di essa, ma non hanno fatto valere le loro ragioni sulla somma ricavata dall’esecuzione, non possono farle valere nei confronti dell’acquirente di buona fede, né possono ripetere dai creditori la somma distribuita. Resta ferma la responsabilità del creditore procedente di mala fede per i danni e per le spese“.
Il secondo: “L’acquirente della cosa espropriata, se ne subisce l’evizione, può ripetere il prezzo non ancora distribuito, dedotte le spese e, se la distribuzione è già avvenuta, può ripeterne da ciascun creditore la parte che ha riscossa e dal debitore l’eventuale residuo, salva la responsabilità del creditore procedente per i danni e per le spese“.
E come sopra si è visto, la posizione dell’usucapiente è quella di colui che ha proceduto ad un acquisto a titolo originario ditalchè le vicende successive (pignoramento/assegnazione) appaiono incompatibili con detto principio.
Numero Protocolo Interno : 586/2014
Tags : art. 619 cpc, avv. antonio arseni, espropriazione, Possesso, procedura esecutiva, terzo, usucapione
PCT: costituzione ammissibile per raggiungimento dello scopo ex art. 156 c.p.c.