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Organizzazione Gite Giornaliere | Page 2 | Forum FormazioneTurismo.com
Autore Discussione black61
Data d'inizio 19 Marzo 2012
chiedo gentilmente un chiarimento legato alla iniziativa che vorrei implementare.
Aprendo una partita iva è possibile organizzare quando segue?
1) organizzare visite guidate all'interno di aziende o allevamenti o cantina con personale interno delle aziende
2) tour enostromici in ristoranti
3) visite culturali in castelli
affidando anche il trasporto di persone a società esterna di autotrasporti.
marcosardegna
perdon, non ne capisco nulla.., ma il codice del turismo come si interpone con la questione dell'utilizzo di un mezzo gratuito da parte di una guida abilitata?
Per sgombrare il campo da ogni interpretazione personale, ribadisco che la "INTERMEDIAZIONE TURISTICA" può essere svolta solo dalle agenzie di viaggi e tour operator AUTORIZZATI dalle regioni. Articolo 117 comma 4 della Costituzione italiana: le competenze residuali o innominate delle regioni, in merito al turismo, riguardano: strutture ricettive e agenzie di viaggi.
Ciao tutti. Mi sono appena iscritta e ho trovato molti argomenti interessanti su questo forum. Infatti cercavo proprio delle risposte circa questo argomento. Ho aperto un'agenzia che si occupa dell'incoming e come molti di voi vorrei organizzare anche i transfer da/per aeroporto o escursioni verso i siti d'interesse storico/culturale. Se non ho capito male, la vettura che si può utilizzare (per evita di noleggiare NCC) deve essere intestata all'agenzia? Se, però, io ho un dipendente autista, proprietario della macchina (van) adibito al trasporto di persone, potrei utilizzare lui e la sua macchina? grazie mille per il chiarimento.
Il mezzo deve essere di proprietà dell'impresa e sul libretto, intestato alla stessa impresa, va indicato che il mezzo viene impiegato, anche, per l'attività imprenditoriale.
Gentile Saverio, sono una guida autorizzata dalla Regione Sardegna. Alla data di oggi, acquistando un fuoristrada a nome della mia dita, se nel libretto di circolazione viene inserita la dicitura che abilita il mezzo allo svolgimento dell'attività da me svolta, a cura dell'ACI, non chiedendo una tariffa ulteriore per il servizio di transfer, potrei svolgere l'attività di accompagnamento secondo quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato N.4898/09 Reg. Dec. N. Reg. Ric. 8357 ANNO 2004, citata nei precedenti quesiti, di questo stesso forum? mille grazie. Marco
Preg.mo Marco, assolutamente si. Tenga sempre con lei: copia della sentenza, la partita IVA e il tesserino di guida, per dimostrare la legittimità del suo operato. Purtroppo, qualche volta, gli agenti di P.S. non conoscono le norme, perché i loro campi di azione sono molteplici.
Gentile Saverio, quindi anche nei confronti degli ncc nn dovremo porci problemi? Mille grazie. Marco
Preg.mo Marco, nessuno, a parte le forze dell'ordine, può contestare il suo operato.
Gentile Saverio, mi sono informato per quanto concerne la dicitura sul libretto di circolazione della macchina..da quello che mi hanno detto alla motorizzazione nn è possibile inserire la dicitura..però la macchina la farò fatturare a nome della mia ditta, pertanto potro scaricarla
Preg.mo Marco non sono d'accordo con la motorizzazione.
Riporto il mio parere sulla possibilità di accompagnare i turisti in moto, per analogia in auto. Provi a portare la sentenza e la direttiva Bolkestein. L'Unione Europea ha emanato la direttiva Bolkestein per le imprese e le professioni che prestano servizi.
La questione é estremamente interessante e stimolante. Per svolgere questa attività da "antesignani", si potrebbe iniziare avendo come riferimenti normativi:
la direttiva sulla liberalizzazione dei servizi (Bolkestein);
la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 4898 del 4 agosto 2009, ha stabilito la possibilità per una impresa, di immatricolare ad uso proprio un veicolo da destinare al trasporto di propri clienti.
La Bolkestein deve essere applicata sia alle imprese che alle professioni. La sentenza del Consiglio di Stato n. 4898 del 4 agosto 2009, ha stabilito la possibilità per una impresa, nel caso specifico agenzie di viaggi e strutture ricettive, di impiegare un mezzo di proprietà dell'impresa per lo svolgimento della propria attività. Ritengo che l'estensione ai professionisti, potrebbe essere una strada percorribile, in quanto la Bolkestein si riferisce ad imprese e professionisti. Tale attività integrativa NON DEVE PREVEDERE COSTI AGGIUNTIVI, altrimenti si prefigura come attività di nolo con autista.
Quindi immaginiamo che un professionista del turismo decida di accompagnare i turisti con il proprio mezzo: auto, moto. Se il mezzo è di proprietà, il professionista si recherà alla motorizzazione civile e chiederà che nel libretto di circolazione sia specificato che lo stesso mezzo verrà impegnato, anche, per lo svolgimento di attività d'impresa o di professione.
Proporrei un passaggio "deontologico", prima di imbarcare il turista sul mezzo. I professionisti, autorizzati con norme regionali, dovrebbero mostrare gli estremi dell'assicurazione per la responsabilità civile per danni alle persone. Infatti, in mancanza di assicurazione, in caso di incidente e di eventuali danni alle persone, si aprirebbero scenari a dir poco, inquietanti. Il risarcimento é dovuto per legge, ma se il soggetto che lo ha provocato non è assicurato chi tutela il danneggiato? Se chi procura il danno non ha niente, non risarcisce niente. Allora il povero danneggiato dovrà rivolgersi al "Fondo di garanzia per le vittime della strada".
Riporto una sintesi della sentenza del Consiglio di Stato sopra citata.
Il Consiglio di Stato, Sezione VI, con la sentenza n. 4898 del 4 agosto 2009, ha stabilito la possibilità per una impresa, nel caso specifico un’agenzia di viaggi, di immatricolare ad uso proprio un veicolo da destinare al trasporto di propri clienti.
Inoltre, viene chiarito che “per la categorie imprenditoriali (i.e. strutture alberghiere) che – in funzione della propria specifica vocazione d’impresa – trasportino la propria clientela da e per mete specifiche, ubicate all’interno del territorio comunale di appartenenza (i.e. una stazione ferroviaria, un porto, una stazione di bus, unb aeroporto, uno stabilimento od una spiaggia per la balneazione, un impianto sciistico), non vi è pratica incidenza economica, da far predire neppure alla cosiddetta contrattazione a titolo gratuito, che pure tra cliente ed imprenditore avrebbe senz’altro natura economica.” Tale affermazione, secondo il Ministero, trova riscontro nella circostanza che il prezzo unitario della prestazione di base (i.e. soggiorno e/o pasti) non varia tra il cliente che ha usufruito del trasporto ed il cliente che non ne ha fruito, sicché appare incontrovertibile considerare tale trasporto come di cortesia. Sussiste trasporto (contrattuale) a titolo gratuito, e non mero trasporto di cortesia, invece, quando il vettore abbia un interesse al trasporto. È ravvisabile, ad esempio, un contratto di trasporto gratuito qualora un'impresa, in vista del soddisfacimento di un proprio interesse (anche mediato, purché giuridicamente rilevante come trasferire i propri clienti dalla stazione all’albergo) assuma, nei confronti di altri soggetti, l'obbligo di trasferirli da un luogo ad un altro, (Cassazione civile, sez. III, 20 aprile 1989, n. 1855.)
Il Ministero dei trasporti ha emanato il decreto ministeriale 4 luglio 1994 “Direttive e criteri per l’immatricolazione in uso proprio degli autobus”, che stabilisce (articolo 2, comma 1) che "gli enti pubblici, la collettività o le imprese che intendono ottenere l’immatricolazione in uso proprio devono rivolgerne domanda all’Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile e Trasporti in Concessione della provincia nella quale hanno residenza"; il comma 2 dell'articolo 2 del citato decreto ministeriale dispone, inoltre, che la predetta "domanda, oltre alla precisazione delle esigenze di trasporto del richiedente
dovrà contenere la specificazione delle ragioni che dimostrano che l'attività di trasporto è funzionale al soddisfacimento di necessità strettamente connesse con l'attività principale".
SINTESI dal sito Pl.com articolo di Marilisa Bombi[/b]Partecipa al Forum - Registrati e condividi sentenza del Consiglio di Stato N.4898/09 Reg. Dec. N. Reg. Ric. 8357 ANNO 2004
approfitto della Sua esperienza in merito per farLe la seguente domanda.
Sono una Guida Ambientale Escursionistica abilitato presso la Regione Emilia Romagna. Ho da poco preso il patentino e quindi non ho intenzione per il momento almeno di aprire una partita IVA ma di cominciare offrendo prestazioni occasionali. Siccome abito a Rimini e vorrei sfruttare il turismo volevo accompagnare i turisti interessati fornendo anche il trasporto con un minibus che io stesso intenderei guidare (con la patente B so che posso portare fino a 8 passeggeri).
1) Posso farlo pure lavorando con "prestazione occasionale" o per forza devo aprire partita iva perchè il minibus deve risultare facente parte dell'impresa personale?
2) Posso farlo noleggiando il minibus o facendomelo dare in prestito da conoscenti piuttosto che acquistandolo?
3) Dovrei per forza prendere l'abilitazione CAB KB?
4) Il trasporto deve risultare gratuito in fase di fatturazione al cliente mi pare di aver capito?
Grazie mille per la Sua pazienza.
L'apertura della partita IVA è assolutamente indispensabile. L'IVA permette di operare come: impresa o libero professionista. In questo caso riscrivo il mio parere sopra citato.
Nel caso in cui venisse offerto il trasporto, nell'ambito dello svolgimento dell'attività di guida, autorizzata dalle norme regionali, nessun compenso extra potrebbe essere chiesto, oltre la tariffa per il servizio di guida.
Grazie mille Saverio della sua gentilezza,
mi permetto di chiederle ulteriori due chiarimenti in riferimento a quanto da lei scritto.
Mi pare di aver capito quindi che per poter trasportare eventuali miei clienti nel luogo in cui svolgerò la guida devo
1) Avere per forza partita IVA e NON OPERARE COME COLLABORATORE OCCASIONALE (come potrei fare come guida in caso non percepisca più di 5000 € annui).
2) Avere un automezzo di proprietà e NON NOLEGGIATO o PRESTATO DA TERZI
3) NON FARSI PAGARE il trasporto altrimenti dovrei prendermi altre abilitazioni (o almeno non renderlo manifesto fiscalmente, poi posso aumentare la spesa per le mie guide)
4) Estendere l'assicurazione RC che già avrei come guida anche al trasporto.
Se il punto 1 e soprattutto il 2 (comprarmi il minibus) sono necessari mi vedo costretto ad andare incontro ad un mucchio di spese per cominciare una attività che non so nemmeno se prenderà piede ed ho paura che non riuscirò a far partire niente dei progetti che ho in mente.
Le sue interpretazioni sono esatte. La ragione per la quale non può operare nel "nolo con autista" riguarda la normativa di riferimento che disciplina tale materia. Se si lavora in un settore, bisogna rispettare tutte le norme che lo disciplinano.
fully68
Ho un T.O. e le miaedomande sono le seguenti:
1) Io sono l'amministratore della società, posso guidare io il mezzo o devo assumere una persona?
2) Devo assolutamente restare nel mio comune o posso recarmi presso altri siti dei comuni limitrofi?
Certamente, sia lei che il personale che è inquadrato nell'organigramma della sua impresa, così dispone il codice civile e la Costituzione.
Può operare in tutti i paesi dell'Unione europea, in base ai principi di libera prestazione dei servizi e delle attività commerciali.
E non sono necessarie abilitazioni particolari quali CAP e CQC?
Non sono necessarie le carte di attestazione e qualifica professionale, in quanto non si tratta di specifica attività di nolo con autista, ma di attività complementare all'attività d'impresa.
Ma quindi io (da accompagnatore certificato, con partita iva e auto di proprietà) posso offrire autonomamente un servizio di accompagnamento + trasporto senza necessitare di particolari abilitazioni ulteriori, ammesso che il trasporto non venga esplicitamente remunerato?
Oppure il trasporto deve essere occasionale e solo in assenza di altri metodi veloci per raggiungere il luogo di destinazione?
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