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Timestamp: 2020-04-09 01:19:22+00:00
Document Index: 85309282

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 11', 'art. 11']

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Aisopos > Nota Legale > Il caso CR7 e l’art. 11 del Regolamento Disciplinare UEFA
Il ritorno degli ottavi di finale fra Juventus e Atletico Madrid non sarà ricordato soltanto per la straordinaria rimonta dei bianconeri, ma anche per gli strascichi polemici seguiti al gesto di Cristiano Ronaldo nei confronti dei tifosi avversari.
Come noto, il portoghese, evidentemente scimmiottando il gesto – anch’esso poco elegante – fatto dall’allenatore dei colchoneros nella gara d’andata, ha mostrato i cosiddetti attributi al settore occupato dagli ospiti. La cosa non è passata inosservata dall’Uefa, che il 18 Febbraio ha aperto ufficialmente un procedimento disciplinare nei confronti del calciatore.
La Procura dell’Uefa ha contestato a CR7 la violazione dell’art. 11 comma 2 lett. b) e d) del Regolamento Disciplinare, che fissa i principi generali di condotta stabilendo che i club e i loro giocatori devono rispettare i principi di etica, lealtà e sportività.
Al comma 2 lett. b) si legge che commette una violazione di questi principi colui che tiene una condotta offensiva o vìola in altro modo le regole di decenza, laddove invece la lettera d) sanziona condotte che possano recare discredito al calcio e, in particolare, all’ UEFA.
Il punto è che chi si è reso responsabile di queste violazioni incorre in sanzioni disciplinari che tuttavia, nell’art. 11 del suddetto regolamento, non sono espressamente tipizzate, ma che è possibile far rientrare in una forbice che va dal semplice richiamo alla squalifica per uno o più turni della competizione.
Come si decide, dunque, nel concreto, il quantum della pena che spetta a un potenziale trasgressore?
Detto in parole semplici, si guardano, fra le altre cose, i precedenti giurisprudenziali, in combinato disposto con i regolamenti procedurali.
L’art. 23 del Regolamento disciplinare dell’UEFA, ad esempio, indicando discrezionalità nella determinazione delle misure, precisa che il Collegio Disciplinare prende in considerazione gli elementi oggettivi e soggettivi dell’offesa, tenendo conto, altresì, delle circostanze attenuanti ed aggravanti.
Recentemente l’ UEFA aveva aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Diego Pablo Simeone, allenatore dell’ Atletico Madrid, il quale, nel match di andata contro la Juventus aveva compiuto lo stesso gesto, ora contestato a Ronaldo, rivolgendosi ai propri sostenitori.
In quell’ occasione la violazione riguardava soltanto l’art. 11 c. 2 lett. b) e la commissione disciplinare della UEFA ha deciso di sanzionare l’allenatore con una sanzione pecuniaria di 20mail euro.
E’ possibile considerare alla stregua di precedente la sanzione appena disposta nei confronti dell’allenatore dell’Atletico Madrid? La risposta, suffragata dall’esito del procedimento, noto al momento in cui scriviamo, è senz’altro affermativa, pur nella presenza di un elemento, a nostro avviso non secondario.
La contestazione mossa a Cristiano Ronaldo potrebbe, infatti, si sarebbe potuta considerare più grave rispetto a quella nei confronti dell’allenatore argentino, poiché il gesto del portoghese è stato indirizzato ai tifosi dell’Atletico presenti all’Allianz Arena e non ai propri sostenitori, come nel caso di Simeone.
Sarebbe stato, pertanto, legittimo aspettarsi nei confronti del giocatore della Juventus una sanzione pecuniaria anche più elevata rispetto a quella stabilita a suo tempo per l’allenatore colchonero.
Ad ogni modo, giovedì 21 marzo, la Commissione disciplinare dell’UEFA ha deciso: CR7 è stato sanzionato con una multa di 20mila euro per violazione dell’art. 11 del Regolamento Disciplinare dell’UEFA, esattamente come Diego Pablo Simeone circa due settimane prima.
Tags:Tag:Atletico Madrid, CR7, Juventus, Regolamento Disciplinare UEFA
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