Source: http://acformat.it/pagina_20.htm
Timestamp: 2018-10-19 00:43:23+00:00
Document Index: 70985084

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 136', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 15']

Quadro normativo sulla formazione professionale.
La Repubblica promuove la formazione e l’elevazione professionale in attuazione degli artt. 3, 4, 35, 38 della Costituzione al fine di favorire la crescita personale attraverso l’acquisizione di una cultura professionale. Al fine di promuovere la crescita e la valorizzazione del patrimonio culturale e professionale acquisito dalla persona nel corso della sua esistenza garantendone il riconoscimento, la trasparenza e la spendibilità, la formazione professionale, strumento della politica attiva del lavoro, tende a favorire l’occupazione, la produzione e l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro in armonia con il progresso scientifico e tecnologico.
Nel quadro normativo è significativo rilevare:
Legge Quadro n. 845 del 21 dicembre 1978 in materia di formazione professionale riporta all’art. 2 che le iniziative di formazione professionale costituiscono un servizio di interesse pubblico inteso ad assicurare un sistema di interventi formativi finalizzati alla diffusione delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie per svolgere ruoli professionali e rivolti al primo inserimento, alla qualificazione, alla riqualificazione, alla specializzazione, all’aggiornamento ed al perfezionamento di tutti i soggetti in un quadro di formazione permanente.
Legge regionale n. 18 del 19 aprile 1985, definisce l’ordinamento della formazione professionale in Calabria.
Legge regionale n. 16 del 19 aprile 1985, introduce le norme per interventi in materia di promozione culturale.
Legge regionale n. 27 del 08 maggio 1985, definisce le norme per l’attuazione del diritto allo studio in Calabria.
Circolare ministeriale n. 309 del 02 luglio 1996, specifica le modalità di presentazione delle richieste di autorizzazione delle iniziative di formazione ed aggiornamento promosse dalle associazioni professionali e dagli enti culturali e scientifici.
Deliberazione Giunta regionale n. 1140 del 24 febbraio 1997, indica la presa d’atto nuovi attestati di qualifica professionale, note per la compilazione, verbale degli esami.
Legge n. 196 del 24 giugno 1997, in tema di riordino della formazione professionale, all’art. 17 valorizza la formazione professionale quale strumento per migliorare la qualità dell’offerta di lavoro, elevare le capacità competitive del sistema produttivo ed incrementare l’occupazione.
Legge n. 53 del 08 marzo 2000, reca le disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura ed alla formazione professionale (congedi per la formazione).
Decreto n. 166 del 25 maggio 2001, definisce il sistema di Accreditamento delle sedi formative ed orientative; l'Accreditamento è un atto con cui l'amministrazione pubblica riconosce ad un organismo la possibilità di proprorre e realizzare interventi di formazione e/o orientamento.
Decreto n. 174 del 31 maggio 2001, all’art. 1 definisce che una certificazione, nel sistema della formazione professionale, è finalizzata a garantire la trasparenza dei percorsi formativi ed il riconoscimento delle competenze comunque acquisite dagli individui per il conseguimento dei relativi titoli e qualifiche; all’art. 2 definisce che per competenze certificabili s’intende un insieme strutturato di conoscenze e di abilità, di norme riferibili a specifiche figure professionali, acquisibili attraverso percorsi di formazione professionale; all’art. 5 specifica che le certificazioni devono essere riportate sinteticamente nel libretto formativo del cittadino.
Legge regionale n. 34 del 12 agosto 2002, in tema di riordino delle funzioni amministrative regionali e locali, definisce all’art. 136 per “sistema di formazione professionale” il complesso delle azioni destinate a fornire le conoscenze e le competenze necessarie a svolgere uno o più tipi di attività professionale.
Legge n. 30 del 14 febbraio 2003, in materia di occupazione e mercato del lavoro, ha intrapreso un riforma per il lavoro.
Legge n. 53 del 28 marzo 2003, “Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale” ha dato avvio ad un percorso importante per l'istruzione e la formazione tecnica e professionale.
Decreto lgs. n. 276 del 10 settembre 2003 (Riforma Biagi), all’art. 2 ha approvato il modello di libretto formativo del cittadino, ovvero il libretto personale in cui devono essere registrate le competenze acquisite durante la formazione continua svolta nell’arco della vita lavorativa ed effettuata da soggetti accreditati dalle Regioni, nonché le competenze acquisite in modo non formale ed informale secondo gli indirizzi dell’UE in materia di apprendimento permanente, purché riconosciute e certificate.
Il libretto formativo raccoglie informazioni, dati ed attestazioni riguardanti le esperienze di tipo educativo, formativo e lavorativo effettuate da ogni cittadino; è uno strumento di certificazione definito a livello nazionale, finalizzato a documentare e valorizzare le competenze degli individui e favorire al contempo il riconoscimento dei crediti da apprendimento formale, non formale ed informale, è dunque un raccoglitore di informazioni aggregate ed evolutive delle competenze di una persona. Esso viene rilasciato dalle Regioni; responsabile del suo aggiornamento è essenzialmente il cittadino-lavoratore che ne è titolare in quanto facilita la riconoscibilità della sua professionalità e delle sue competenze anche in una dimensione europea. Predisposto in formato cartaceo ed elettronico è articolato in due sezioni: nella prima occorre riportare le informazioni personali, le esperienze professionali e formative ed i relativi titoli, mentre nella seconda parte occorre descrivere le competenze acquisite durante i percorsi di apprendimento.
Circolare n. 41 del 05 dicembre 2003, definisce la tipologia di soggetti promotori, l’ammissibilità delle spese e massimali di costo per le attività cofinanziate dal FSE.
Conferenza Stato-Regioni del 15 gennaio 2004, sancisce la definizione degli standard formativi minimi relativi alle competenze di base e concepiti sia con riferimento all’occupabilità delle persone sia al fine di garantire i diritti di cittadinanza a partire dal possesso di un quadro culturale di formazione di base; in particolare l’area 2 (tecnologica) prevede quale standard formativo minimo l’utilizzo di strumenti tecnologici ed informatici per consultare archivi, gestire informazioni ed analizzare dati: un pieno riferimento alla certificazione ECDL.
Regolamento regionale n. 2 del 09 dicembre 2004, riporta il vecchio regolamento per l’istituzione dell’elenco delle sedi operative accreditate alla gestione di interventi di formazione finanziati con risorse pubbliche.
Decreto Legislativo n. 76 del 15 aprile 2005, “Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione” all’art. 1 specifica che la Repubblica promuove l'apprendimento in tutto l'arco della vita e assicura a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea.
Raccomandazione del Parlamento Europeo del 18 dicembre 2006 approvata in via definitiva il 23 aprile 2008, ribadisce la necessità di un Quadro di Riferimento Europeo per definire le nuove competenze di base da assicurare lungo l’apprendimento permanente in risposta alla globalizzazione ed al passaggio verso economie basate sulla conoscenza; ribadisce anche la necessità di dotare tutti i cittadini delle competenze di cui hanno bisogno contestualmente alle strategie di apprendimento permanente portate avanti dagli Stati membri. Tale Raccomandazione contribuisce allo sviluppo di un’istruzione e di una formazione professionale di qualità assicurando a tutti i giovani i mezzi per sviluppare competenze chiave ad un livello tale che li prepari per la vita adulta ed agli adulti i mezzi per sviluppare ed aggiornare le loro competenze chiave durante il percorso di apprendimento permanente.
Decreto n. 139 del 22 Agosto 2007, all’art. 2 specifica che i saperi e le competenze assicurano l'equivalenza formativa di tutti i percorsi formativi nel rispetto dell'identità dell'offerta formativa e degli obiettivi che caratterizzano i curricoli dei diversi ordini, tipi e indirizzi di studio.
Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente.
Quadro Europeo delle Qualifiche (QEQ) per l’apprendimento permanente ovvero European Qualification Framework (EQF), è divenuto ormai il riferimento per l’attuazione dei programmi comunitari in materia di istruzione e formazione professionale per assicurare che tali programmi promuovano l’acquisizione delle competenze chiave; ciò ha consentito il passaggio da una didattica per conoscenze alla didattica per competenze. Lo sviluppo ed il riconoscimento delle conoscenze, delle abilità e delle competenze dei cittadini sono fondamentali per lo sviluppo individuale, la competitività, l’occupazione e la coesione sociale della comunità.
“Conoscenze”: sono il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento; sono un insieme di fatti, principi, teoria e pratiche relative ad un settore di lavoro o di studio.
“Abilità”: indicano la capacità di applicare conoscenze giungendo alla risoluzione di compiti e problemi; sono descritte come cognitive o pratiche.
“Competenze”: indicano la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale; sono descritte in termini di responsabilità ed autonomia. Le competenze sono definite alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità ed attitudini appropriate al contesto; le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, l’inclusione social e l’occupazione nella società della conoscenza: sono definite “chiave” perché sono delle “metacompetenze”, travalicano cioè le specificità disciplinari per delineare quegli strumenti culturali, metodologici che permettono alle persone di partecipare e di incidere nella realtà.
L’EQF delinea le otto competenze chiave che fanno da cornice e sfondo a tutti i saperi ed alle competenze specifiche riferite ai diversi settori in cui l’apprendimento e l’attività umana si dispiegano:
Comunicazione nella madrelingua, ovvero la capacità di esprimere ed interpretare concetti, pensieri, fatti ed opinioni in forma sia orale sia scritta.
Comunicazione nelle lingue straniere, ovvero le principali abilità per la comunicazione, la mediazione e la comprensione interculturale tra le diverse lingue straniere.
Competenza matematica e competenze di base in scienze e tecnologia, ovvero l’abilità sia di sviluppare ed applicare il pensiero matematico per risolvere problemi quotidiani, sia di comprendere i cambiamenti determinati dall’attività umana e la consapevolezza della responsabilità di ciascuno.
Competenza digitale (ECDL), “consiste nel sapere utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie informatiche per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC, ovvero l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet. La competenza digitale presuppone una solida consapevolezza e conoscenza delle TIC: in ciò rientrano le principali applicazioni informatiche come trattamento testi, fogli elettronici, banche dati, memorizzazione e gestione delle informazioni oltre ad una consapevolezza delle opportunità e dei potenziali rischi di Internet e della comunicazione tramite i supporti elettronici per il lavoro, il tempo libero, la condivisione e la collaborazione, l’apprendimento e la ricerca. Essa fornisce anche la consapevolezza di come le TIC possano coadiuvare la creatività e l’innovazione; possano fornire problematiche legate alla validità ed affidabilità delle informazioni disponibili e dei principi giuridici ed etici che si pongono nel loro uso interattivo. Le abilità necessarie comprendono la capacità di cercare, raccogliere e trattare le informazioni, di usarle n modo critico e sistematico; di usare strumenti per produrre, presentare e comprendere informazioni complesse; di sapere accedere ai servizi basati su Internet, farvi ricerche ed usarli. L’uso delle TIC comporta un’attitudine critica e riflessiva nei confronti delle informazioni disponibili ad un uso responsabile dei mezzi di comunicazione interattivi; ed anche un interesse ad impegnarsi in comunità e reti a fini culturali, sociali e/o professionali serve a rafforzare tale competenza”.
Imparare ad imparare, ovvero l’abilità di preservare nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento anche mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni, di sormontare gli ostacoli per apprendere in modo efficace.
Competenze sociali e civiche, ovvero le competenze personali, interpersonali ed interculturali che riguardano tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, di impegnarsi ad una partecipazione attiva e democratica.
Spirito di iniziativa ed imprenditorialità, ovvero la capacità di una persona di tradurre le idee in azione, la capacità di pianificare e gestire progetti per raggiungere obiettivi.
Consapevolezza ed espressione culturale, ovvero la consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione.
Pertanto i saperi sono articolati in abilità, capacità e conoscenze con riferimento al sistema di descrizione previsto per l’adozione dell’EQF; gli assi culturali di riferimento costituiscono il tessuto per la costruzione di percorsi di apprendimento orientati all’acquisizione delle competenze chiave che preparino i giovani alla vita adulta e che costituiscono la base per consolidare ed accrescere saperi e competenze in un processo di apprendimento permanente.
Circolare n. 2 del 02 febbraio 2009, Ministero del lavoro e delle Politiche sociali.
Decreto ministeriale n. 9 del 27 gennaio 2010, ha diramato un modello nuovo di certificazione delle competenze relative all'obbligo di istruzione.
Comunicazione della Commissione Europea del 23 novembre 2010, ha posto come priorità dell’Agenda la necessità di dare ai cittadini gli strumenti per acquisire le competenze necessarie all’esercizio di una professione; a tal fine i sistemi di istruzione e formazione professionale devono offrire la giusta combinazione di competenze, comprese le fondamentali competenze informatiche ed abilità necessarie per un passaggio rapido ed efficace al mondo del lavoro.
Regolamento regionale n. 1 del 15 febbraio 2011, reca il nuovo regolamento per l’accreditamento degli organismi di formazione ed orientamento professionale della Regione Calabria. L’accreditamento è l’atto col quale l’amministrazione regionale riconosce ad un organismo il possesso dei requisiti per realizzare interventi di formazione professionale e/o di orientamento.
Legge n. 92 del 28 giugno 2012, ha definito le norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e la validazione degli apprendimenti non formali ed informali; degli standard minimi del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze.
Decreto lgs. n. 13 del 16 gennaio 2013 (G.U. n. 39 del 15/02/2013), definisce le norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e la validazione degli apprendimenti non formali ed informali e degli standard minimi di servizio del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze; promuove l’apprendimento permanente, attraverso un sistema di certificazione entrato in vigore il 02 marzo 2013, quale diritto della persona ed assicura a tutti pari opportunità di riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite in accordo con le attitudini e le scelte individuali ed in una prospettiva personale, civica, sociale ed occupazionale (art. 1).
Il decreto definisce all’art. 2 il concetto di apprendimento nelle sue possibili derivazioni e quello di competenza:
- apprendimento permanente, qualsiasi attività intrapresa dalla persona in modo formale, non formale ed informale al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una prospettiva di crescita personale, civica, sociale ed occupazionale;
- apprendimento formale, si attua nel sistema di istruzione e formazione e nelle Università ed Istituzioni di alta formazione e si conclude con il conseguimento di un titolo di studio, di una qualifica, di un diploma professionale o di una certificazione riconosciuta nel rispetto della legislazione vigente;
- apprendimento non formale, è caratterizzato da una scelta intenzionale della persona, che si realizza al di fuori dei sistemi sopra citati in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi;
- apprendimento informale, si realizza nello svolgimento, da parte di ogni persona, di attività nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che in essa hanno luogo nell’ambito del contesto di lavoro, familiare e del tempo libero;
- competenza, ovvero la comprovata capacità di utilizzare, in situazioni di lavoro, di studio o nello sviluppo professionale e personale, un insieme strutturato di conoscenze e di abilità acquisite nei contesti di apprendimento formale, non formale o informale;
- certificazione delle competenze, ovvero la procedura di formale riconoscimento da parte di un ente accreditato delle competenze acquisite dalla persona in contesti formali, non formali ed informali e che si conclude con il rilascio di un certificato conforme agli standard minimi.
Il decreto definisce all’art. 3 il Sistema Nazionale delle Certificazioni delle Competenze, ovvero una fondamentale infrastruttura di raccordo tra le politiche di istruzione, formazione, lavoro, competitività e cittadinanza attiva in sintonia con le dinamiche di crescita e sviluppo dell’UE; infatti, favorisce l’incontro tra domanda ed offerta nel mercato del lavoro ed accresce la trasparenza degli apprendimenti e l’ampia spendibilità delle certificazioni in ambito nazionale ed europeo. In particolare si rileva che i certificati rilasciati a conclusione dell’individuazione e validazione della certificazione delle competenze costituiscono atti pubblici.
Il decreto definisce all’art. 8 il Repertorio Nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, ovvero il quadro di riferimento unitario per la certificazione delle competenze e delle qualificazioni professionali attraverso la loro corre labilità anche tramite un sistema condiviso di riconoscimento di crediti formativi in chiave europea.
Legge Regionale n. 53 del 18 dicembre 2013 (BUR n. 24 del 16 dicembre 2013, supplemento straordinario n. 6 del 27 dicembre 2013), definisce la disciplina del Sistema Regionale dell'Istruzione e Formazione professionale, quale insieme di percorsi funzionali all’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione professionale.
Decreto 30 giugno 2015 - MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - Definizione di un quadro operativo per il riconoscimento a livello nazionale delle qualificazioni regionali e delle relative competenze, nell'ambito del Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13. (15A05469) (G.U. Serie Generale n. 166 del 20-7-2015)
Al fine di promuovere l'apprendimento permanente quale diritto della persona ad accrescere e aggiornare le proprie competenze, abilità e conoscenze nei contesti di apprendimento formali, non formali e informali, il presente decreto, in coerenza con le norme generali e gli standard minimi di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, definisce un quadro operativo per il riconoscimento a livello nazionale delle qualificazioni regionali e delle relative competenze.
Dlgs 14 settembre 2015 n. 150 - MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00162) (GU n. 221 del 23-9-2015 - Suppl. Ordinario n. 53) Vigente al: 24-9-2015.
Il decreto legislativo di riordino dei servizi per il lavoro e delle politiche attive modifica i regimi di accreditamento dei soggetti privati che operano nel mercato del lavoro; prevede anche l'istituzione da parte dell'Anpal di un albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive del lavoro. In particolare l'art. 15 riporta "Albo nazionale degli enti accreditati a svolgere attività di formazione professionale e sistema informativo della formazione professionale".
Decreto n. 69 del 14 gennaio 2016 -Dipartimento N. 7 Sviluppo Economico, Lavoro Formazione e Politiche Sociali - Adempimenti di cui alla DGR n. 541 del 16 dicembre 2015 di Approvazione della nuova Struttura organizzativa della Giunta Regionale.
Deliberazione n. 215 del 13 giugno 2016 -Dipartimento N. 7 Scuola, lavoro, welfare e Politiche Sociali - Allegato alla Deliberazione n. 215 del 2016 -Dipartimento N. 7 Sviluppo Economico, Lavoro Formazione e Politiche Sociali - Istituzione del Repertorio Regionale delle Qualificazioni e delle Competenze.
REGOLAMENTO (UE) 2016/679 in materia di protezione dei dati personali - GDPR, General Data Protection Regulation -
DGR n. 172 del 27 aprile 2017 in materia di accreditamento regionale per l'erogazione dei servizi per il lavoro. -
DECRETO 8 gennaio 2018 Istituzione del Quadro nazionale delle qualificazioni rilasciate nell'ambito del Sistema nazionale di certificazione delle competenze di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13. Il QNQ rappresenta il dispositivo nazionale per la referenziazione delle qualificazioni italiane al Quadro europeo delle qualifiche di cui alla Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2017, con la funzione di raccordare il sistema italiano delle qualificazioni con i sistemi degli altri Paesi europei.
Raccomandazione del Parlamento Europeo del 22 maggio 2018 relativa alle nuove competenze chiave per l'apprendimento permanente.
La strada e la legittimazione per muoversi verso una didattica per competenza è ormai aperta!