Source: https://www.fiscooggi.it/rubrica/giurisprudenza/articolo/cassazione-solo-ricorsi-snelli-codice-non-ammette-ridondanze
Timestamp: 2020-08-08 06:42:24+00:00
Document Index: 5400337

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 366', 'art. 360', 'art. 334', 'art. 348', 'art. 606']

FiscoOggi.it - In Cassazione solo ricorsi snelli, il codice non ammette ridondanze
In Cassazione solo ricorsi snelli,
il codice non ammette ridondanze
In un’ottica di economia processuale, il discorso deve essere conciso e condurre alla subitanea individuazione dei fatti di causa storici e alle valutazioni del Collegio di merito
I giudici di legittimità, che si sono trovati al cospetto di un ricorso di 239 pagine, articolato in dodici motivi, illustrati anche in una memoria (ex articolo 378 cpc), ne hanno dichiarato l’inammissibilità con puntuali osservazioni precedute dalla considerazione che, in base all’articolo 366, primo comma, nn. 3 e 4, cpc, l’atto di impugnazione deve essere “redatto in forma sintetica, con una selezione dei profili di fatto e di diritto della vicenda sub iudice, in un'ottica di economia processuale, che deve trovare riscontro nella formulazione, altrettanto concisa, dei motivi di ricorso, i quali, in assenza di un simile sforzo di sintesi, si risolvono in censure astratte ed avulse da un contesto storico”.
Per la Cassazione “l'inosservanza del dovere di chiarezza e sinteticità espositiva degli atti processuali…espone il ricorrente al rischio di una declaratoria di inammissibilità dell'impugnazione, non già per l'irragionevole estensione del processo (che non è sanzionata da alcuna norma) ma in quanto rischia di pregiudicare l'intelligibilità delle questioni, rendendo oscura l'esposizione dei fatti di causa e confuse le censure mosse alla sentenza gravata, ridondando nella violazione delle prescrizioni di cui ai nn. 3 e 4, dell'art. 366, cod. proc. civ., assistite, queste sì, da una sanzione testuale di inammissibilità” (Cassazione, n 21297/2016). Il ricorso alla loro attenzione travalica abbondantemente tali limiti.
In proposito, si sono più volte pronunciate le sezioni unite della Cassazione, precisando che “in tema di ricorso per cassazione, lo scrutinio ex art. 360-bis, n. 1, c.p.c., da svolgersi relativamente ad ogni singolo motivo e con riferimento al momento della decisione, impone, come si desume in modo univoco dalla lettera della legge, una declaratoria d'inammissibilità, che può rilevare ai fini dell'art. 334, comma 2, c.p.c., sebbene sia fondata, alla stregua dell'art. 348-bis c.p.c. e dell'art. 606 c.p.p., su ragioni di merito, atteso che la funzione di filtro della disposizione consiste nell'esonerare la Suprema Corte dall'esprimere compiutamente la sua adesione al persistente orientamento di legittimità, così consentendo una più rapida delibazione dei ricorsi ‘inconsistenti’” (cfr Cassazione, sezioni unite, nn. 7155/2017, 4366/2018 e 5001/2018).
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