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Timestamp: 2020-05-25 08:44:34+00:00
Document Index: 171657968

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 34', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 20', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 45', 'art. 44', 'art. 48', 'art. 49', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 37', 'art. 37']

Convention du Conseil de l’Europe du 25 octobre 2007 sur la protection des enfants contre l’exploitation et les abus sexuels
Capitolo I: Scopo, principio di non discriminazione e defini...
Art. 5 Reclutamento, formazione e sensibilizzazione di chi l...
Art. 7 Programmi o misure d’intervento preventivo
Art. 9 Coinvolgimento dei minori, del settore privato, dei m...
Art. 10 Misure nazionali di coordinamento e di collaborazion...
Art. 12 Segnalazione di sospetti di sfruttamento o di abuso ...
Capitolo V: Programmi o misure d’intervento
Art. 16 Destinatari dei programmi e delle misure d’intervent...
Art. 21 Reati consistenti nel coinvolgimento di un minore in...
Capitolo VII: Indagini, perseguimento penale e diritto proce...
Art. 37 Registrazione e conservazione dei dati nazionali sui...
Art. 38 Principi generali e misure di cooperazione internazi...
Art. 42 Rapporto con la Convenzione sui diritti del fanciull...
Campo d’applicazione l’11 giugno 2019
Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuali
Approvata dall’Assemblea federale il 27 settembre 20131
considerato che lo scopo del Consiglio d’Europa è di rafforzare l’Unione tra i suoi membri;
preso atto che lo sfruttamento sessuale dei minori, in particolare la pedopornografia e la prostituzione minorile, nonché ogni forma di abuso sessuale ai danni di minori, compresi gli atti commessi all’estero, mettono in grave pericolo la salute e lo sviluppo psicosociale del minore;
preso atto che lo sfruttamento e l’abuso sessuali commessi su minori hanno assunto proporzioni inquietanti su scala sia nazionale che internazionale, in particolare per l’accresciuto utilizzo delle tecnologie di comunicazione e d’informazione da parte dei minori e degli autori di reati, e che la cooperazione internazionale è indispensabile per prevenire e contrastare tali atti;
considerato che il benessere e l’interesse superiore dei minori costituiscono valori fondamentali condivisi da tutti gli Stati membri e vanno promossi senza discriminazione alcuna;
richiamando il Piano d’azione adottato in occasione del terzo Vertice dei capi di Stato e di Governo del Consiglio d’Europa (Varsavia, 16–17.05.2005), che raccomanda l’elaborazione di misure per porre fine allo sfruttamento sessuale dei minori;
richiamando in particolare le raccomandazioni del Comitato dei Ministri R (91)11 sullo sfruttamento sessuale, la pornografia, la prostituzione e il traffico di bambini e di giovani adulti e Rec(2001)16 sulla protezione dell’infanzia dallo sfruttamento sessuale, nonché la Convenzione sulla cibercriminalità (STE n. 185), in particolare l’articolo 9, e la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (STCE n. 197);
tenute presenti la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (19502, STE n. 5), la Carta sociale europea riveduta (1996, STE n. 163) e la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori (1996, STE n. 160);
tenute altresì presenti la Convenzione sui diritti del fanciullo3, in particolare l’articolo 34, il Protocollo facoltativo concernente la vendita di fanciulli, la prostituzione infantile e la pedopornografia4, il Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini5, nonché la Convenzione concernente il divieto delle forme più manifeste di sfruttamento del fanciullo sul lavoro e l’azione immediata volta alla loro abolizione6;
tenute presenti la decisione quadro del Consiglio dell’Unione europea relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile (2004/68/GAI), la decisione quadro del Consiglio dell’Unione europea relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale (2001/220/GAI) e la decisione quadro del Consiglio dell’Unione europea sulla lotta alla tratta degli esseri umani (2002/629/GAI);
tenuti in debito conto gli altri importanti strumenti giuridici e programmi internazionali in materia, in particolare la dichiarazione e il programma d’azione di Stoccolma adottati in occasione del primo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali (27–31.08.1996), l’impegno globale di Yokohama adottato in occasione del secondo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali (17–20.12.2001), l’impegno e il piano d’azione di Budapest adottati in occasione della conferenza preparatoria al secondo Congresso (20–21.11.2001), la risoluzione S-27/2 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite «Un mondo a misura di bambino» e il programma triennale «Costruire un’Europa per e con i bambini» adottato a seguito del Vertice di Varsavia e lanciato in occasione della Conferenza di Monaco (4–5.4.2006);
determinati a concorrere efficacemente al comune obiettivo di proteggere i minori dallo sfruttamento e dall’abuso sessuali, quali che ne siano gli autori, e a fornire assistenza alle vittime;
tenuto conto della necessità di uno strumento internazionale globale che ponga l’accento sugli aspetti preventivi, protettivi e penali della lotta a ogni forma di sfruttamento e abuso sessuali ai danni di minori e che istituisca un meccanismo di monitoraggio specifico,
prevenire e combattere lo sfruttamento e l’abuso sessuali commessi su minori;
promuovere la cooperazione nazionale e internazionale contro lo sfruttamento e l’abuso sessuali commessi su minori.
2. La presente Convenzione istituisce un meccanismo di monitoraggio specifico per assicurarne l’attuazione efficace per opera delle Parti.
L’attuazione della presente Convenzione per opera delle Parti, e in particolare il beneficio delle misure a tutela dei diritti delle vittime, va assicurata senza discriminazione alcuna, sia essa fondata sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, l’opinione politica o di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la condizione economica, la nascita, l’orientamento sessuale, lo stato di salute, la disabilità o qualsiasi altra condizione.
Ai fini della presente Convenzione s’intendono:
per «sfruttamento e abuso sessuali commessi su minori»: le condotte contemplate agli articoli 18–23;
1. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere per sensibilizzare alla protezione e ai diritti dell’infanzia le persone che intrattengono contatti regolari con i minori nei settori dell’istruzione, della salute, della tutela sociale, della giustizia, delle forze dell’ordine, nonché nel campo delle attività sportive, culturali e del tempo libero.
2. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché le persone citate nel paragrafo 1 abbiano un’adeguata conoscenza dello sfruttamento e dell’abuso sessuali commessi su minori, dei mezzi per individuare tali atti e della possibilità prevista all’articolo 12 paragrafo 1.
Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché i minori, durante l’istruzione elementare e media, ricevano informazioni adeguate alla loro fase evolutiva sui rischi di sfruttamento e di abuso sessuali, come pure sui mezzi per difendersi. Tale informazione, fornita all’occorrenza in collaborazione con i genitori, deve iscriversi in un contesto più ampio di educazione sessuale e prestare particolare attenzione alle situazioni a rischio, specialmente quelle derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Le Parti provvedono affinché le persone che temano di poter commettere qualcuno dei reati configurati in conformità con la presente Convenzione possano accedere, all’occorrenza, a programmi o misure d’intervento efficaci finalizzati a valutare e prevenire il rischio di concretare l’atto.
1. Le Parti promuovono o conducono campagne di sensibilizzazione per informare il pubblico sul fenomeno dello sfruttamento e dell’abuso sessuali ai danni di minori e sulle misure di prevenzione che possono essere adottate.
1. Le Parti incoraggiano il coinvolgimento dei minori, in funzione della loro fase evolutiva, nell’elaborare e attuare politiche, programmi pubblici o altre iniziative di lotta contro lo sfruttamento e l’abuso sessuali commessi su minori.
2. Le Parti incoraggiano il settore privato, in particolare quello delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, l’industria del turismo e viaggi, i settori bancari e finanziari, come pure la società civile, a partecipare all’elaborazione e all’attuazione di politiche per prevenire lo sfruttamento e l’abuso sessuali commessi su minori e a concretare regole interne ricorrendo all’autoregolamentazione o alla coregolamentazione.
3. Le Parti incoraggiano i media a fornire informazioni appropriate su tutti gli aspetti dello sfruttamento e dell’abuso sessuali commessi su minori, nel rispetto dell’indipendenza dei media e della libertà di stampa.
4. Le Parti incoraggiano, all’occorrenza procedendo alla creazione di fondi, il finanziamento di progetti e programmi realizzati dalla società civile allo scopo di prevenire lo sfruttamento e l’abuso sessuali commessi su minori e di proteggerli da tali atti.
1. Le Parti adottano le misure necessarie per assicurare il coordinamento nazionale o locale tra i vari servizi di protezione, prevenzione e lotta allo sfruttamento e all’abuso sessuali commessi su minori, in particolare tra il settore dell’istruzione, il settore sanitario, i servizi sociali, le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie.
3. Le Parti incoraggiano la cooperazione tra le autorità competenti, la società civile e il settore privato al fine di meglio prevenire e combattere lo sfruttamento e l’abuso sessuali commessi su minori.
2. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché alle vittime la cui età sia incerta siano accordate, se vi è motivo di ritenerle minorenni, le misure di protezione e di assistenza previste per i minori nell’attesa di verificarne e determinarne l’età.
1. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché le norme sulla riservatezza che il diritto nazionale impone a determinati professionisti chiamati a lavorare a contatto con i minori non costituisca un ostacolo alla possibilità, per tali professionisti, di segnalare ai servizi di protezione dell’infanzia ogni situazione di un minore che ritengono, per motivi ragionevoli, vittima di sfruttamento o di abuso sessuali.
Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere per incoraggiare e sostenere l’attivazione di servizi di assistenza, ad esempio per telefono o Internet, che consentano di fornire consigli a chi chiama, anche a titolo confidenziale e nel rispetto del loro anonimato.
2. Le Parti adottano le misure conformi al proprio diritto nazionale per cooperare con le organizzazioni non governative, con altre organizzazioni competenti o altri elementi della società civile impegnati nell’assistenza alle vittime.
3. Se i genitori o le persone alle quali è affidato il minore sono coinvolti nei fatti di sfruttamento o di abuso sessuali ai suoi danni, gli interventi attuati in applicazione dell’articolo 11 paragrafo 1 comportano:
la possibilità di allontanare la vittima dal suo contesto familiare. Le modalità e la durata di tale allontanamento sono determinate nel rispetto dell’interesse superiore del minore.
4. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché le persone vicine alle vittime possano beneficiare, all’occorrenza, di assistenza terapeutica, segnatamente di sostegno psicologico d’urgenza.
1. Le Parti prevedono o promuovono, in accordo con il proprio diritto nazionale, programmi o misure d’intervento efficaci nei confronti delle persone di cui all’articolo 16 paragrafi 1 e 2, al fine di prevenire e minimizzare il rischio che commettano ancora reati a carattere sessuale ai danni di minori. Tali programmi o misure devono essere accessibili in ogni momento della procedura, fuori e dentro il penitenziario, secondo le condizioni definite nel diritto nazionale.
2. Le Parti prevedono o promuovono, in accordo con il proprio diritto nazionale, lo sviluppo di partenariati o altre forme di cooperazione tra le autorità competenti, segnatamente i servizi sanitari e sociali, le autorità giudiziarie e gli altri organismi incaricati di seguire le persone di cui all’articolo 16 paragrafi 1 e 2.
3. Le Parti provvedono, in accordo con il proprio diritto nazionale, a valutare la pericolosità e il rischio di reiterazione dei reati configurati in conformità con la presente Convenzione per opera delle persone di cui all’articolo 16 paragrafi 1 e 2, allo scopo di individuare programmi o misure adeguati.
4. Le Parti provvedono, in accordo con il proprio diritto nazionale, a valutare l’efficacia dei programmi e delle misure d’intervento messe in atto.
Art. 16 Destinatari dei programmi e delle misure d’intervento
1. Le Parti provvedono, in accordo con il proprio diritto nazionale, affinché le persone perseguite per uno dei reati configurati in conformità con la presente Convenzione possano accedere ai programmi o alle misure di cui all’articolo 15 paragrafo 1, in condizioni che non siano né pregiudizievoli né contrarie ai diritti di difesa e ai requisiti di un processo equo e imparziale, e segnatamente nel rispetto delle norme che governano il principio della presunzione di non colpevolezza.
2. Le Parti provvedono, in accordo con il proprio diritto nazionale, affinché le persone condannate per i reati configurati in conformità con la presente Convenzione possano accedere ai programmi o alle misure di cui all’articolo 15 paragrafo 1.
3. Le Parti provvedono, in accordo con il proprio diritto nazionale, a far elaborare o adattare programmi o misure d’intervento per rispondere ai bisogni di sviluppo dei minori che commettono reati sessuali, compresi quelli che non hanno ancora raggiunto l’età della responsabilità penale, allo scopo di curarne i problemi di condotta sessuale.
1. Le Parti provvedono, in accordo con il proprio diritto nazionale, affinché le persone di cui all’articolo 16 invitate a seguire programmi o misure d’intervento siano pienamente informate dei motivi di tale proposta e diano il loro consenso in piena conoscenza di causa.
2. Le Parti provvedono, in accordo con il proprio diritto nazionale, affinché le persone invitate a seguire programmi o misure d’intervento possano rifiutarle e, se si tratta di condannati, siano informate delle eventuali conseguenze del loro rifiuto.
praticare atti sessuali con un minore che, secondo le disposizioni specifiche del diritto nazionale, non abbia raggiunto l’età legale per praticare atti sessuali;
2. Ai fini dell’applicazione del paragrafo 1 le Parti specificano l’età al di sotto della quale non sono consentiti atti sessuali con un minore.
accedere consapevolmente a materiale pedopornografico usando tecnologie di comunicazione e d’informazione.
raffigurante minori che abbiano raggiunto l’età fissata in applicazione dell’articolo 18 paragrafo 2, se tali immagini sono prodotte o possedute da essi stessi, con il loro consenso ed esclusivamente per loro uso privato.
2. Le Parti possono riservarsi il diritto di limitare l’applicazione del paragrafo 1 lettera c ai casi in cui i minori siano stati coinvolti o costretti conformemente al paragrafo 1 lettera a o b.
Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere per rendere punibile il fatto intenzionale di far assistere, per scopi sessuali, ad abusi o atti sessuali un minore di età inferiore a quella fissata in applicazione dell’articolo 18 paragrafo 2, anche senza coinvolgerlo in tali atti.
Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere per rendere punibile la proposta intenzionale fatta da un adulto, usando le tecnologie di comunicazione e d’informazione, di incontrare un minore di età inferiore a quella fissata in applicazione dell’articolo 18 paragrafo 2, allo scopo di commettere nei suoi confronti un reato configurato in conformità con gli articoli 18 paragrafo 1 lettera a o 20 paragrafo 1 lettera a, qualora la proposta sia seguita da atti materiali che portano a tale incontro.
2. Le Parti si adoperano ad adottare le necessarie misure legislative o di altro genere per istituire la propria competenza giurisdizionale su ogni reato configurato in conformità con la presente Convenzione, se commesso contro un loro cittadino residente all’estero o contro una persona che abbia residenza abituale sul loro territorio.
3. Le Parti possono, al momento della firma o al momento di depositare lo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, dichiarare al Segretario generale del Consiglio d’Europa che si riservano il diritto di non applicare le norme giurisdizionali del paragrafo 1 lettera e, o di applicarle soltanto in condizioni o casi specifici.
4. Ai fini del perseguimento dei reati configurati in conformità con gli articoli 18, 19, 20 paragrafo 1 lettera a e 21 paragrafo 1 lettere a e b, le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché l’istituzione della propria competenza giurisdizionale in virtù del paragrafo 1 lettera d non venga vincolata alla condizione che i fatti siano perseguibili nel luogo in cui sono stati commessi.
5. Per i reati configurati in conformità con l’articolo 18 paragrafo 1 lettera b secondo e terzo trattino, le Parti possono, al momento della firma o al momento di depositare lo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, dichiarare al Segretario generale del Consiglio d’Europa che si riservano il diritto di limitare l’applicazione del paragrafo 4 ai casi in cui il proprio cittadino abbia residenza abituale sul loro territorio.
6. Ai fini del perseguimento dei reati configurati in conformità con gli articoli 18, 19, 20 paragrafo 1 lettera a e 21, le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché l’istituzione della propria competenza giurisdizionale in virtù del paragrafo 1 lettere d ed e non venga vincolata alla condizione che l’azione giudiziaria presupponga una denuncia della vittima o dello Stato in cui i fatti sono stati commessi.
7. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere per istituire la propria competenza giurisdizionale sui reati configurati in conformità con la presente Convenzione se il presunto autore soggiorna sul loro territorio e non può essere estradato verso l’altra Parte in ragione della sua nazionalità.
sulla facoltà di esercitare il controllo all’interno della persona giuridica.
2. In aggiunta ai casi contemplati nel paragrafo 1, le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere per chiamare a rispondere le persone giuridiche quando la mancanza di supervisione o di controllo da parte di una persona fisica di cui al paragrafo 1 ha permesso a una persona fisica che agisca per conto della persona giuridica di commettere, a vantaggio di quest’ultima, un reato configurato in conformità con la presente Convenzione.
1. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché i reati configurati in conformità con la presente Convenzione siano passibili di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive e che tengano conto della loro gravità. Tali sanzioni comprendono le pene detentive implicanti l’estradizione.
2. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché le persone giuridiche ritenute responsabili in applicazione dell’articolo 26 siano passibili di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, comprendenti pene pecuniarie criminali e non criminali ed eventuali altri provvedimenti, quali in particolare:
l’esclusione dal beneficio di contributi o di aiuti pubblici;
consentire la chiusura temporanea o definitiva di ogni struttura utilizzata per commettere i reati configurati in conformità con la presente Convenzione senza pregiudicare i diritti di terzi in buona fede, oppure per vietare all’autore di tali reati, a titolo temporaneo o definitivo, l’esercizio dell’attività professionale o volontaria a contatto con minori nel corso della quale tali reati siano stati commessi.
il reato è stato commesso nell’ambito di un’organizzazione criminale;
l’autore del reato è recidivo per fatti della stessa natura.
Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché, nel determinare la pena, si possa tenere conto delle condanne definitive pronunciate da un’altra Parte per reati configurati in conformità con la presente Convenzione.
1. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché le indagini e i procedimenti penali si svolgano nell’interesse superiore e nel rispetto dei diritti del minore.
4. Le Parti provvedono affinché le misure applicabili secondo il presente capitolo non pregiudichino i diritti di difesa e i requisiti di un processo equo e imparziale, in conformità con l’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
consentire alle unità o ai servizi inquirenti di identificare le vittime dei reati configurati in conformità con l’articolo 20, segnatamente analizzando materiale pedopornografico come fotografie e registrazioni audiovisive trasmesse o rese disponibili attraverso tecnologie di comunicazione e d’informazione.
informandole sui loro diritti e i servizi a loro disposizione e, sempre che vogliano ricevere tali informazioni, sul seguito dato alla loro denuncia, i capi d’accusa, l’andamento generale delle indagini o del procedimento e il ruolo che vi assumono, così come sulla decisione pronunciata;
provvedendo affinché, almeno nei casi in cui sono in pericolo, le vittime e le loro famiglie siano, all’occorrenza, informate quando la persona perseguita o condannata è rilasciata a titolo temporaneo o definitivo;
offrendo loro un’assistenza appropriata affinché i loro diritti e i loro interessi siano debitamente presentati e considerati;
badando che le vittime e gli autori dei reati non si trovino a contatto diretto nei tribunali e negli uffici delle forze dell’ordine, eccettuati i casi in cui le autorità competenti decidano diversamente nell’interesse superiore del minore e i casi in cui lo richieda l’indagine o il procedimento.
3. Le Parti provvedono affinché le vittime abbiano accesso, a titolo gratuito per quanto opportuno, all’assistenza legale dal momento in cui possono essere parte in un procedimento penale.
4. Le Parti provvedono affinché l’autorità giudiziaria possa nominare un rappresentante speciale per la vittima che, in virtù del diritto nazionale, sia parte nel procedimento penale, se i detentori dell’autorità parentale non possono rappresentarla in tale contesto per un conflitto d’interessi.
Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere per assicurare che i termini di prescrizione dell’azione penale per i reati configurati in conformità con gli articoli 18, 19 paragrafo 1 lettere a e b nonché 21 paragrafo 1 lettere a e b siano sufficienti a consentire l’avvio del procedimento dopo che la vittima abbia raggiunto la maggiore età, e che siano proporzionati alla gravità del reato in questione.
1. Le Parti adottano i necessari provvedimenti affinché le persone, le unità o i servizi incaricati delle indagini siano specializzati nella lotta allo sfruttamento e all’abuso sessuali commessi su minori, o che delle persone siano formate a tale scopo. Tali servizi o unità devono disporre di adeguate risorse finanziarie.
2. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché l’incertezza sull’età reale della vittima non pregiudichi l’avvio di un’inchiesta penale.
gli interrogatori del minore abbiano luogo, all’occorrenza, in locali concepiti o adattati allo scopo;
3. Alla vittima la cui età sia incerta si applicano, se vi è motivo di ritenerla minorenne, le misure previste ai paragrafi 1 e 2 nell’attesa di verificarne e determinarne l’età.
1. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere, con il dovuto rispetto per le norme che disciplinano l’autonomia delle professioni legali, affinché tutte le persone coinvolte nei procedimenti giudiziari, segnatamente giudici, procuratori e avvocati, possano accedere a una formazione sui diritti dei minori e sul tema dello sfruttamento e dell’abuso sessuali.
il giudice possa ordinare l’udienza a porte chiuse;
1. Ai fini della prevenzione e della repressione dei reati configurati in conformità con la presente Convenzione, le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere per registrare e conservare, nel rispetto delle disposizioni nazionali sulla protezione dei dati personali e di altre norme e garanzie appropriate, i dati riguardanti l’identità e il profilo genetico (DNA) delle persone condannate per i reati configurati in conformità con la presente Convenzione.
2. Le Parti comunicano al Segretario generale del Consiglio d’Europa, al momento della firma o al momento di depositare lo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, nome e indirizzo della sola autorità nazionale competente ai fini del paragrafo 1.
3. Le Parti adottano le necessarie misure legislative o di altro genere affinché i dati di cui al paragrafo 1 possano essere trasmessi all’autorità competente di un’altra Parte in conformità con le condizioni del proprio diritto nazionale e gli specifici strumenti internazionali.
3. Se una Parte che subordina l’estradizione o l’assistenza giudiziaria in materia penale all’esistenza di un trattato riceve la rogatoria o la richiesta di estradizione da una Parte con la quale non ha stipulato un tale trattato, essa può considerare la presente Convenzione come base legale per la mutua assistenza giudiziaria in materia penale o per l’estradizione per i reati configurati in conformità con la presente Convenzione.
4. Le Parti s’impegnano a integrare nei programmi di assistenza a beneficio di Stati terzi, per quanto opportuno, la prevenzione e la lotta allo sfruttamento e all’abuso sessuali commessi su minori.
2. Il Comitato delle Parti è convocato dal Segretario generale del Consiglio d’Europa. La prima riunione si tiene entro un anno dall’entrata in vigore della presente Convenzione in seguito alla ratifica da parte del decimo firmatario. In seguito il Comitato si riunisce a richiesta di almeno un terzo delle Parti o del Segretario generale.
1. L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, il Commissario per i diritti dell’uomo, il Comitato europeo per i problemi criminali (CDPC), come pure altri comitati intergovernativi specifici del Consiglio d’Europa, designano ciascuno un rappresentante presso il Comitato delle Parti.
2. Il Comitato dei Ministri può invitare altri organi del Consiglio d’Europa a designare un rappresentante presso il Comitato delle Parti, dopo aver consultato quest’ultimo.
3. Al Comitato delle Parti possono essere ammessi, in veste di osservatori, i rappresentanti della società civile, segnatamente delle organizzazioni non governative, conformemente alla procedura prevista dalle norme specifiche del Consiglio d’Europa.
4. I rappresentanti designati in virtù dei paragrafi 1–3 partecipano alle riunioni del Comitato delle Parti senza diritto di voto.
1. Il Comitato delle Parti è incaricato di vigilare sull’attuazione della presente Convenzione. La procedura di valutazione dell’attuazione si fonda sulle norme procedurali del Comitato delle Parti.
2. Il Comitato delle Parti si adopera per agevolare la raccolta, l’analisi e lo scambio d’informazioni, di esperienze e di buone pratiche fra gli Stati, al fine di potenziare la loro capacità di prevenire e combattere lo sfruttamento e l’abuso sessuali commessi su minori.
agevolare l’effettiva applicazione e attuazione della presente Convenzione, compresi l’individuazione di eventuali problemi e gli effetti di dichiarazioni o riserve formulate in conformità con la presente Convenzione;
esprimersi in merito a ogni questione inerente all’applicazione della presente Convenzione e agevolare lo scambio d’informazioni su importanti sviluppi giuridici, politici o tecnici.
4. Nell’esercizio delle funzioni derivanti dal presente articolo, il Comitato delle Parti è assistito dal Segretariato del Consiglio d’Europa.
5. Il CDPC è informato periodicamente delle attività previste ai paragrafi 1–3.
2. Le Parti possono concludere fra di loro accordi bilaterali o multilaterali sulle materie disciplinate dalla presente Convenzione, al fine di integrarne o rafforzarne le disposizioni o per agevolare l’applicazione dei principi che vi sono sanciti.
3. Le Parti che sono membri dell’Unione europea applicano, nelle loro reciproche relazioni, le norme della Comunità e dell’Unione europea disciplinanti tale particolare materia e applicabili nel caso di specie, senza pregiudizio dell’oggetto e dello scopo della presente Convenzione né della sua applicazione completa nei confronti di altre Parti.
1. Ogni emendamento alla presente Convenzione proposto da una Parte va comunicato al Segretario generale del Consiglio d’Europa, che lo inoltra agli Stati membri del Consiglio d’Europa, a ogni altro Stato firmatario, a ogni Parte, alla Comunità europea, a ogni Stato invitato a firmare la presente Convenzione in conformità con l’articolo 45 paragrafo 1, nonché a ogni Stato invitato ad aderire alla presente Convenzione in conformità con l’articolo 46 paragrafo 1.
3. Il Comitato dei Ministri esamina l’emendamento proposto e il parere del CDPC e può, previa consultazione degli Stati non contraenti della presente Convenzione, approvare l’emendamento.
5. Ogni emendamento approvato in conformità con il paragrafo 3 entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza del periodo di un mese dalla data in cui tutte le Parti ne hanno comunicato l’accettazione al Segretario generale.
2. La presente Convenzione è soggetta a ratifica, accettazione o approvazione. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario generale del Consiglio d’Europa.
3. La presente Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui cinque firmatari, dei quali almeno tre Stati membri del Consiglio d’Europa, abbiano espresso il loro consenso a essere vincolati dalla Convenzione in conformità con quanto disposto nel paragrafo precedente.
4. Se uno Stato contemplato nel paragrafo 1 o la Comunità europea esprimono successivamente il proprio consenso a essere vincolati dalla Convenzione, quest’ultima entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui è stato depositato lo strumento di ratifica, accettazione o approvazione.
1. Dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa può, previa consultazione delle Parti e ottenuto il loro consenso unanime, invitare qualsiasi Stato non membro del Consiglio d’Europa, che non abbia partecipato all’elaborazione della Convenzione, ad aderire alla presente Convenzione in virtù di una decisione maggioritaria secondo l’articolo 20 lettera d dello Statuto del Consiglio d’Europa1 e del voto unanime dei rappresentanti degli Stati contraenti aventi diritto di sedere nel Comitato dei Ministri.
2. Per tutti gli Stati contraenti, la Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui lo strumento di adesione è stato depositato presso il Segretario generale del Consiglio d’Europa.
2. Ogni Parte può, mediante dichiarazione presentata al Segretario generale del Consiglio d’Europa, estendere in qualsiasi momento successivo l’applicazione della presente Convenzione a ogni altro territorio, specificato in tale dichiarazione, delle cui relazioni internazionali è responsabile e a nome del quale è autorizzata ad assumere impegni. Per tale territorio la Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dalla data di ricezione della dichiarazione da parte del Segretario generale.
3. Ogni dichiarazione presentata in virtù dei due paragrafi precedenti può, per qualsiasi territorio specificato in tale dichiarazione, essere ritirata mediante notifica al Segretario generale del Consiglio d’Europa. Tale ritiro ha effetto il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dalla data di ricezione della notifica da parte del Segretario generale.
1. Ogni Parte può, in qualsiasi momento, denunciare la presente Convenzione mediante notifica al Segretario generale del Consiglio d’Europa.
Il Segretario generale del Consiglio d’Europa notifica agli Stati membri del Consiglio d’Europa, a tutti gli Stati firmatari, a tutte le Parti, alla Comunità europea, a tutti gli Stati invitati a firmare la presente Convenzione in conformità con le disposizioni dell’articolo 45, nonché a tutti gli Stati invitati ad aderire alla Convenzione in conformità con le disposizioni dell’articolo 46:
ogni emendamento adottato in conformità con l’articolo 44, nonché la data di entrata in vigore di tale emendamento;
ogni riserva in virtù dell’articolo 48;
ogni denuncia in virtù delle disposizioni dell’articolo 49;
Fatto a Lanzarote, il 25 ottobre 2007, nelle lingue francese e inglese, entrambi i testi facenti ugualmente fede, in un solo esemplare depositato presso gli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario generale del Consiglio d’Europa ne invia copia conforme a ciascuno degli Stati membri del Consiglio d’Europa, agli Stati non membri che hanno partecipato all’elaborazione della presente Convenzione, alla Comunità europea e a ogni altro Stato invitato ad aderire alla presente Convenzione.
Campo d’applicazione l’11 giugno 20197
Le riserve e le dichiarazioni non sono pubblicate nella RU, eccetto quelle della Svizzera. Il testo, in francese e inglese, può essere consultato sul sito Internet del Consiglio d’Europa: www.coe.int > Explorer > Bureau des Traités > Liste complète oppure ottenuto presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.
Riserva relativa all’articolo 20 paragrafo 1 lettere a ed e
Visto l’articolo 20 paragrafo 3 secondo trattino, la Svizzera si riserva il diritto di non applicare l’articolo 20 paragrafo 1 lettere a ed e alla fabbricazione e al possesso di materiale pornografico raffigurante minori che abbiano raggiunto la maggiore età prevista dall’ordinamento nazionale se tali immagini sono fabbricate e possedute da essi stessi, con il loro consenso ed esclusivamente per loro uso privato.
Riserva relativa all’articolo 24 paragrafo 2
Visto l’articolo 24 paragrafo 3, la Svizzera si riserva il diritto di non applicare l’articolo 24 paragrafo 2 al tentativo di commettere un reato secondo l’articolo 23.
Riserva relativa all’articolo 25 paragrafo 1 lettera e
Visto l’articolo 25 paragrafo 3, la Svizzera si riserva il diritto di non applicare l’articolo 25 paragrafo 1 lettera e.
Comunicazione secondo l’articolo 37 paragrafo 2
L’autorità competente per la registrazione e la conservazione di dati secondo l’articolo 37 paragrafo 1 è l’Ufficio federale di polizia (fedpol) del Dipartimento federale di giustizia e polizia, Nussbaumstrasse 29, 3003 Berna.
7RU 2014 1165, 2015 3123, 2016 2893 e 2019 1957. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
5. Der CDPC wird in regelmässigen Zeitabständen über die Tätigkeiten nach den Absätzen 13 unterrichtet.
Conclue à Lanzarote le 25 octobre 2007
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 27 septembre 20131
Instrument de ratification déposé par la Suisse le 18 mars 2014
Entrée en vigueur pour la Suisse le 1er juillet 2014
(Etat le 11 juin 2019)
Les Etats membres du Conseil de l’Europe et les autres signataires de la présente Convention;
considérant que tout enfant a droit, de la part de sa famille, de la société et de l’Etat, aux mesures de protection qu’exige sa condition de mineur;
constatant que l’exploitation sexuelle des enfants, notamment sous les formes de la pornographie enfantine et de la prostitution, ainsi que toutes les formes d’abus sexuel concernant des enfants, y compris lorsque les faits sont commis à l’étranger, mettent gravement en péril la santé et le développement psychosocial de l’enfant;
constatant que l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants ont pris des dimensions inquiétantes tant au niveau national qu’international, notamment pour ce qui est de l’utilisation accrue des technologies de communication et d’information par les enfants et les auteurs d’infractions, et que, pour les prévenir et les combattre, une coopération internationale s’avère indispensable;
considérant que le bien-être et l’intérêt supérieur des enfants sont des valeurs fondamentales partagées par tous les Etats membres et doivent être promus sans aucune discrimination;
rappelant le Plan d’action adopté lors du 3e Sommet des chefs d’Etat et de gouvernement du Conseil de l’Europe (Varsovie, 16 à 17 mai 2005), qui préconise l’élaboration de mesures pour mettre fin à l’exploitation sexuelle des enfants;
rappelant notamment les Recommandations suivantes du Comité des Ministres: no R (91) 11 sur l’exploitation sexuelle, la pornographie, la prostitution, ainsi que sur le trafic d’enfants et de jeunes adultes et Rec(2001)16 sur la protection des enfants contre l’exploitation sexuelle, et la Convention sur la cybercriminalité (STE no 185), et en particulier son art. 9, ainsi que la Convention du Conseil de l’Europe sur la lutte contre la traite des êtres humains (STCE no 197);
ayant à l’esprit la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libertés fondamentales2 (1950, STE no 5), la Charte sociale européenne révisée (1996, STE no 163), la Convention européenne sur l’exercice des droits des enfants (1996, STE no 160);
ayant également à l’esprit la Convention des Nations Unies relative aux droits de l’enfant3, en particulier l’art. 34, le Protocole facultatif concernant la vente d’enfants, la prostitution des enfants et la pornographie mettant en scène des enfants4, ainsi que le Protocole additionnel à la Convention des Nations Unies contre la criminalité transnationale organisée visant à prévenir, réprimer et punir la traite des personnes, en particulier des femmes et des enfants5, ainsi que la Convention de l’Organisation internationale du travail concernant l’interdiction des pires formes de travail des enfants et l’action immédiate en vue de leur élimination6;
ayant à l’esprit la Décision-cadre du Conseil de l’Union européenne relative à la lutte contre l’exploitation sexuelle des enfants et la pédopornographie (2004/68/JAI), la Décision-cadre du Conseil de l’Union européenne relative au statut des victimes dans le cadre de procédures pénales (2001/220/JAI) et la Décision-cadre du Conseil de l’Union européenne relative à la lutte contre la traite des êtres humains (2002/629/JAI);
tenant dûment compte d’autres instruments juridiques et programmes internationaux pertinents dans ce domaine, notamment la Déclaration et le Programme d’action de Stockholm, adoptés lors du 1er Congrès mondial contre l’exploitation sexuelle des enfants à des fins commerciales (27 à 31 août 1996); l’Engagement mondial de Yokohama, adopté lors du 2e Congrès mondial contre l’exploitation sexuelle des enfants à des fins commerciales (17 à 20 décembre 2001); l’Engagement et le plan d’action de Budapest, adoptés à l’issue de la conférence préparatoire du 2e Congrès mondial contre l’exploitation sexuelle des enfants à des fins commerciales (20 à 21 novembre 2001); la Résolution adoptée par l’Assemblée générale des Nations Unies S-27/2 «Un monde digne des enfants» et le Programme triennal «Construire une Europe pour et avec les enfants», adopté à la suite du 3e Sommet et lancé par la Conférence de Monaco (4 à 5 avril 2006);
déterminés à contribuer efficacement à réaliser l’objectif commun consistant à protéger les enfants contre l’exploitation et les abus sexuels quels qu’en soient les auteurs, et à fournir une assistance aux victimes;
tenant compte de la nécessité d’élaborer un instrument international global qui soit centré sur les aspects liés à la prévention, la protection et le droit pénal en matière de lutte contre toutes les formes d’exploitation et d’abus sexuel concernant des enfants, et qui mette en place un mécanisme de suivi spécifique;
Chapitre I Objet, principe de non-discrimination et définitions
1) La présente Convention a pour objet:
de prévenir et de combattre l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants;
de protéger les droits des enfants victimes d’exploitation et d’abus sexuels;
de promouvoir la coopération nationale et internationale contre l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants.
2) Afin d’assurer une mise en oeuvre efficace de ses dispositions par les Parties, la présente Convention met en place un mécanisme de suivi spécifique.
Art. 2 Principe de non-discrimination
La mise en oeuvre de la présente Convention par les Parties, en particulier le bénéfice des mesures visant à protéger les droits des victimes, doit être assurée sans discrimination aucune, fondée notamment sur le sexe, la race, la couleur, la langue, la religion, les opinions politiques ou toutes autres opinions, l’origine nationale ou sociale, l’appartenance à une minorité nationale, la fortune, la naissance, l’orientation sexuelle, l’état de santé, le handicap ou toute autre situation.
le terme «enfant» désigne toute personne âgée de moins de 18 ans;
l’expression «exploitation et abus sexuels concernant des enfants» inclut les comportements visés aux art. 18 à 23 de la présente Convention;
le terme «victime» désigne tout enfant victime d’exploitation ou d’abus sexuels.
Chapitre II Mesures préventives
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour prévenir toute forme d’exploitation et d’abus sexuels concernant des enfants et pour protéger ces derniers.
Art. 5 Recrutement, formation et sensibilisation des personnes travaillant au contact des enfants
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour promouvoir la sensibilisation à la protection et aux droits de l’enfant des personnes amenées à avoir des contacts réguliers avec des enfants dans les secteurs de l’éducation, de la santé, de la protection sociale, de la justice, des forces de l’ordre ainsi que dans les secteurs relatifs aux activités sportives, culturelles et de loisirs.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les personnes visées au par. 1 aient une connaissance adéquate de l’exploitation et des abus sexuels concernant des enfants, des moyens de les détecter et de la possibilité prévue à l’art. 12, par. 1.
3) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires, conformément à son droit interne, pour que les conditions d’accès aux professions dont l’exercice comporte de manière habituelle des contacts avec les enfants permettent de s’assurer que les candidats à ces professions n’ont pas été condamnés pour des actes d’exploitation ou d’abus sexuels concernant des enfants.
Art. 6 Education des enfants
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les enfants reçoivent, au cours de la scolarité primaire et secondaire, des informations sur les risques d’exploitation et d’abus sexuels, ainsi que sur les moyens de se protéger, adaptées à leur stade de développement. Cette information, dispensée, le cas échéant, en association avec les parents, s’inscrit dans une information plus générale sur la sexualité et porte une attention particulière aux situations à risque, notamment celles résultant de l’utilisation des nouvelles technologies de l’information et de la communication.
Art. 7 Programmes ou mesures d’intervention préventive
Chaque Partie veille à ce que les personnes qui craignent pouvoir commettre l’une des infractions établies conformément à la présente Convention puissent accéder, le cas échéant, à des programmes ou mesures d’intervention efficaces destinés à évaluer et à prévenir les risques de passage à l’acte.
Art. 8 Mesures à l’égard du public
1) Chaque Partie promeut ou organise des campagnes de sensibilisation qui informent le public sur le phénomène de l’exploitation et des abus sexuels concernant des enfants et les mesures préventives qui peuvent être prises.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour prévenir ou interdire la diffusion de matériels qui font la publicité des infractions établies conformément à la présente Convention.
Art. 9 Participation des enfants, du secteur privé, des médias et de la société civile
1) Chaque Partie encourage la participation des enfants, selon leur stade de développement, à l’élaboration et à la mise en oeuvre des politiques, des programmes publics ou autres portant sur la lutte contre l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants.
2) Chaque Partie encourage le secteur privé, notamment les secteurs des technologies de communication et de l’information, l’industrie du tourisme et du voyage et les secteurs bancaires et financiers, ainsi que la société civile, à participer à l’élaboration et à la mise en oeuvre des politiques de prévention de l’exploitation et des abus sexuels concernant des enfants, et à mettre en oeuvre des normes internes à travers l’autorégulation ou la corégulation.
3) Chaque Partie encourage les médias à fournir une information appropriée concernant tous les aspects de l’exploitation et des abus sexuels concernant des enfants, dans le respect de l’indépendance des médias et de la liberté de la presse.
4) Chaque Partie encourage le financement, y compris, le cas échéant, par la création de fonds, des projets et programmes pris en charge par la société civile en vue de prévenir et de protéger les enfants contre l’exploitation et les abus sexuels.
Chapitre III Autorités spécialisées et instances de coordination
Art. 10 Mesures nationales de coordination et de collaboration
1) Chaque Partie prend les mesures nécessaires pour assurer la coordination au plan national ou local entre les différentes instances chargées de la protection des enfants, la prévention et la lutte contre l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants, notamment le secteur de l’éducation et de la santé, les services sociaux, les forces de l’ordre et les autorités judiciaires.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour mettre en place ou désigner:
des institutions nationales ou locales indépendantes compétentes pour la promotion et la protection des droits de l’enfant, en veillant à ce qu’elles soient dotées de ressources et de responsabilités spécifiques;
des mécanismes de recueil de données ou des points d’information, au niveau national ou local et en coopération avec la société civile, permettant, dans le respect des exigences liées à la protection des données à caractère personnel, l’observation et l’évaluation des phénomènes d’exploitation et d’abus sexuels concernant des enfants.
3) Chaque Partie encourage la coopération entre les pouvoirs publics compétents, la société civile et le secteur privé, afin de mieux prévenir et combattre l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants.
Chapitre IV Mesures de protection et assistance aux victimes
1) Chaque Partie établit des programmes sociaux efficaces et met en place des structures pluridisciplinaires visant à fournir l’appui nécessaire aux victimes, à leurs parents proches et à ceux auxquels elles sont confiées.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que, en cas d’incertitude sur l’âge de la victime et lorsqu’il existe des raisons de croire qu’elle est un enfant, les mesures de protection et d’assistance prévues pour les enfants lui soient accordées, dans l’attente que son âge soit vérifié et établi.
Art. 12 Signalement des soupçons d’exploitation ou d’abus sexuels
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les règles de confidentialité imposées par le droit interne à certains professionnels amenés à travailler en contact avec des enfants ne fassent pas obstacle à la possibilité, pour ces professionnels, de signaler aux services chargés de la protection de l’enfance, toute situation d’un enfant pour lequel ils ont des motifs raisonnables de croire qu’il est victime d’exploitation ou d’abus sexuels.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour encourager toute personne ayant connaissance ou suspectant, de bonne foi, des faits d’exploitation ou d’abus sexuels concernant des enfants à les signaler aux services compétents.
Art. 13 Services d’assistance
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour encourager et soutenir la mise en place de services de communication, tels que des lignes téléphoniques ou internet, permettant de prodiguer des conseils aux appelants, même confidentiellement ou dans le respect de leur anonymat.
Art. 14 Assistance aux victimes
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour assister, à court et à long termes, les victimes en vue d’assurer leur rétablissement physique et psychosocial. Les mesures prises en application du présent paragraphe tiennent dûment compte des vues, besoins et préoccupations de l’enfant.
2) Chaque Partie prend des mesures, selon les conditions prévues par son droit interne, afin de coopérer avec les organisations non gouvernementales, d’autres organisations compétentes ou d’autres éléments de la société civile, engagés dans l’assistance aux victimes.
3) Lorsque les parents ou les personnes auxquelles l’enfant est confié sont impliqués dans les faits d’exploitation ou d’abus sexuels commis à son encontre, les procédures d’intervention prises en application du par. 1 de l’art. 11 comportent:
la possibilité d’éloigner l’auteur présumé des faits;
la possibilité de retirer la victime de son milieu familial. Les modalités et la durée de ce retrait sont déterminées conformément à l’intérêt supérieur de l’enfant.
4) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les proches de la victime puissent bénéficier, le cas échéant, d’une aide thérapeutique, notamment d’un soutien psychologique d’urgence.
Chapitre V Programmes ou mesures d’intervention
Art. 15 Principes généraux
1) Chaque Partie prévoit ou promeut, conformément à son droit interne, des programmes ou mesures d’intervention efficaces pour les personnes visées à l’art. 16, par. 1 et 2, en vue de prévenir et de minimiser les risques de réitération d’infractions à caractère sexuel sur des enfants. Ces programmes ou mesures doivent être accessibles à tout moment de la procédure, en milieu carcéral et à l’extérieur, selon les conditions définies par le droit interne.
2) Chaque Partie prévoit ou promeut, conformément à son droit interne, le développement de partenariats ou autres formes de coopération entre les autorités compétentes, notamment les services de santé et les services sociaux, et les autorités judiciaires et autres en charge du suivi des personnes visées à l’art. 16, par. 1 et 2.
3) Chaque Partie prévoit, conformément à son droit interne, d’effectuer une évaluation de la dangerosité et des risques de réitération éventuels d’infractions établies conformément à la présente Convention des personnes visées à l’art. 16, par. 1 et 2, dans le but d’identifier les programmes ou mesures appropriés.
4) Chaque Partie prévoit, conformément à son droit interne, d’effectuer une évaluation de l’efficacité des programmes et mesures d’intervention mis en oeuvre.
Art. 16 Destinataires des programmes et mesures d’intervention
1) Chaque Partie prévoit, conformément à son droit interne, que les personnes poursuivies pour l’une des infractions établies conformément à la présente Convention, puissent accéder aux programmes ou mesures mentionnés à l’art. 15, par. 1, dans des conditions qui ne soient ni préjudiciables ni contraires aux droits de la défense et aux exigences d’un procès équitable et impartial, et notamment dans le respect des règles qui régissent le principe de la présomption d’innocence.
2) Chaque Partie prévoit, conformément à son droit interne, que les personnes condamnées pour avoir commis l’une des infractions établies conformément à la présente Convention puissent accéder aux programmes ou mesures mentionnés à l’art. 15, par. 1.
3) Chaque Partie prévoit, conformément à son droit interne, que des programmes ou mesures d’intervention soient mis en place ou adaptés pour répondre aux besoins liés au développement des enfants qui ont commis des infractions à caractère sexuel, y compris ceux en deçà de l’âge de la responsabilité pénale, afin de traiter leurs problèmes de comportement sexuel.
Art. 17 Information et consentement
1) Chaque Partie prévoit, conformément à son droit interne, que les personnes visées à l’art. 16 auxquelles des programmes ou mesures d’intervention sont proposés, soient pleinement informées des raisons de cette proposition et qu’elles consentent au programme ou à la mesure en parfaite connaissance de cause.
2) Chaque Partie prévoit, conformément à son droit interne, que les personnes auxquelles des programmes ou mesures d’intervention sont proposés puissent les refuser et, s’il s’agit de personnes condamnées, qu’elles soient informées des conséquences éventuelles qui pourraient s’attacher à leur refus.
Chapitre VI Droit pénal matériel
Art. 18 Abus sexuels
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour ériger en infraction pénale les comportements intentionnels suivants:
le fait de se livrer à des activités sexuelles avec un enfant qui, conformément aux dispositions pertinentes du droit national, n’a pas atteint l’âge légal pour entretenir des activités sexuelles;
le fait de se livrer à des activités sexuelles avec un enfant:
en faisant usage de la contrainte, de la force ou de menaces, ou
en abusant d’une position reconnue de confiance, d’autorité ou d’influence sur l’enfant, y compris au sein de la famille, ou
en abusant d’une situation de particulière vulnérabilité de l’enfant, notamment en raison d’un handicap physique ou mental ou d’une situation de dépendance.
2) Pour l’application du par. 1, chaque Partie détermine l’âge en deçà duquel il n’est pas permis de se livrer à des activités sexuelles avec un enfant.
3) Les dispositions du par. 1.a n’ont pas pour objet de régir les activités sexuelles consenties entre mineurs.
Art. 19 Infractions se rapportant à la prostitution enfantine
le fait de recruter un enfant pour qu’il se livre à la prostitution ou de favoriser la participation d’un enfant à la prostitution;
le fait de contraindre un enfant à se livrer à la prostitution ou d’en tirer profit ou d’exploiter un enfant de toute autre manière à de telles fins;
le fait d’avoir recours à la prostitution d’un enfant.
2) Aux fins du présent article, l’expression «prostitution enfantine» désigne le fait d’utiliser un enfant aux fins d’activités sexuelles, en offrant ou en promettant de l’argent ou toute autre forme de rémunération, de paiement ou d’avantage, que cette rémunération, ce paiement, cette promesse ou cet avantage soit fait à l’enfant ou à un tiers.
Art. 20 Infractions se rapportant à la pornographie enfantine
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour ériger en infraction pénale les comportements intentionnels suivants, lorsqu’ils sont commis sans droit:
la production de pornographie enfantine;
l’offre ou la mise à disposition de pornographie enfantine;
la diffusion ou la transmission de pornographie enfantine;
le fait de se procurer ou de procurer à autrui de la pornographie enfantine;
la possession de pornographie enfantine;
le fait d’accéder, en connaissance de cause et par le biais des technologies de communication et d’information, à de la pornographie enfantine.
2) Aux fins du présent article, l’expression «pornographie enfantine» désigne tout matériel représentant de manière visuelle un enfant se livrant à un comportement sexuellement explicite, réel ou simulé, ou toute représentation des organes sexuels d’un enfant à des fins principalement sexuelles.
3) Chaque Partie peut se réserver le droit de ne pas appliquer, en tout ou en partie, le par. 1.a et e à la production et à la possession:
de matériel pornographique constitué exclusivement de représentations simulées ou d’images réalistes d’un enfant qui n’existe pas;
de matériel pornographique impliquant des enfants ayant atteint l’âge fixé en application de l’art. 18, par. 2, lorsque ces images sont produites et détenues par ceux-ci, avec leur accord et uniquement pour leur usage privé.
4) Chaque Partie peut se réserver le droit de ne pas appliquer, en tout ou en partie, le par. 1.f.
Art. 21 Infractions se rapportant à la participation d’un enfant à des spectacles pornographiques
le fait de recruter un enfant pour qu’il participe à des spectacles pornographiques ou de favoriser la participation d’un enfant à de tels spectacles;
le fait de contraindre un enfant à participer à des spectacles pornographiques ou d’en tirer profit ou d’exploiter un enfant de toute autre manière à de telles fins;
le fait d’assister, en connaissance de cause, à des spectacles pornographiques impliquant la participation d’enfants.
2) Chaque Partie peut se réserver le droit de limiter l’application du par. 1.c aux situations où des enfants ont été recrutés ou contraints conformément au par. 1.a ou b.
Art. 22 Corruption d’enfants
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour ériger en infraction pénale le fait intentionnel de faire assister, à des fins sexuelles, un enfant n’ayant pas atteint l’âge fixé en application de l’art. 18, par. 2, même sans qu’il y participe, à des abus sexuels ou à des activités sexuelles.
Art. 23 Sollicitation d’enfants à des fins sexuelles
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour ériger en infraction pénale le fait pour un adulte de proposer intentionnellement, par le biais des technologies de communication et d’information, une rencontre à un enfant n’ayant pas atteint l’âge fixé en application de l’art. 18, par. 2, dans le but de commettre à son encontre une infraction établie conformément aux art. 18, par. 1.a, ou 20, par. 1.a, lorsque cette proposition a été suivie d’actes matériels conduisant à ladite rencontre.
Art. 24 Complicité et tentative
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour ériger en infraction pénale toute complicité lorsqu’elle est commise intentionnellement en vue de la perpétration d’une des infractions établies conformément à la présente Convention.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour ériger en infraction pénale toute tentative intentionnelle de commettre l’une des infractions établies conformément à la présente Convention.
3) Chaque Partie peut se réserver le droit de ne pas appliquer, en tout ou en partie, le par. 2 aux infractions établies conformément à l’art. 20, par. 1.b, d, e et f, 21, par. 1.c, 22 et 23.
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour établir sa compétence à l’égard de toute infraction pénale établie conformément à la présente Convention, lorsque l’infraction est commise:
sur son territoire; ou
à bord d’un navire battant pavillon de cette Partie; ou
à bord d’un aéronef immatriculé selon les lois de cette Partie; ou
2) Chaque Partie s’efforce de prendre les mesures législatives ou autres nécessaires pour établir sa compétence à l’égard de toute infraction pénale établie conformément à la présente Convention, lorsque l’infraction est commise à l’encontre de l’un de ses ressortissants ou d’une personne ayant sa résidence habituelle sur son territoire.
3) Chaque Partie peut, au moment de la signature ou du dépôt de son instrument de ratification, d’acceptation, d’approbation ou d’adhésion, dans une déclaration adressée au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe, déclarer qu’elle se réserve le droit de ne pas appliquer, ou de n’appliquer que dans des cas ou conditions spécifiques, les règles de compétence définies au par. 1.e du présent article.
4) Pour la poursuite des infractions établies conformément aux art. 18, 19, 20, par. 1.a, et 21, par. 1.a et b, de la présente Convention, chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que l’établissement de sa compétence au titre du point d du par. 1 ne soit pas subordonnée à la condition que les faits soient également punissables au lieu où ils ont été commis.
5) Chaque Partie peut, au moment de la signature ou du dépôt de son instrument de ratification, d’acceptation, d’approbation ou d’adhésion, par une déclaration adressée au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe, déclarer qu’elle se réserve le droit de limiter l’application du par. 4 du présent article en ce qui concerne les infractions établies conformément à l’art. 18, par. 1.b, deuxième et troisième tirets, aux cas où son ressortissant a sa résidence habituelle sur son territoire.
6) Pour la poursuite des infractions établies conformément aux art. 18, 19, 20, par. 1.a, et 21 de la présente Convention, chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que l’établissement de sa compétence au titre des points d et e du par. 1 ne soit pas subordonné à la condition que la poursuite soit précédée d’une plainte de la victime ou d’une dénonciation de l’Etat du lieu où les faits ont été commis.
7) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour établir sa compétence à l’égard de toute infraction établie conformément à la présente Convention, lorsque l’auteur présumé est présent sur son territoire et ne peut être extradé vers une autre Partie à raison de sa nationalité.
8) Lorsque plusieurs Parties revendiquent leur compétence à l’égard d’une infraction présumée établie conformément à la présente Convention, les Parties concernées se concertent, lorsque cela est opportun, afin de déterminer la mieux à même d’exercer les poursuites.
9) Sans préjudice des règles générales de droit international, la présente Convention n’exclut aucune compétence pénale exercée par une Partie conformément à son droit interne.
Art. 26 Responsabilité des personnes morales
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les personnes morales puissent être tenues pour responsables des infractions établies conformément à la présente Convention, lorsqu’elles sont commises pour leur compte par toute personne physique, agissant soit individuellement, soit en tant que membre d’un organe de la personne morale, qui exerce un pouvoir de direction en son sein, sur les bases suivantes:
2) Outre les cas déjà prévus au par. 1, chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour s’assurer qu’une personne morale puisse être tenue pour responsable lorsque l’absence de surveillance ou de contrôle de la part d’une personne physique mentionnée au par. 1 a rendu possible la commission d’une infraction établie conformément à la présente Convention pour le compte de ladite personne morale par une personne physique agissant sous son autorité.
3) Selon les principes juridiques de la Partie, la responsabilité d’une personne morale peut être pénale, civile ou administrative.
4) Cette responsabilité est établie sans préjudice de la responsabilité pénale des personnes physiques ayant commis l’infraction.
Art. 27 Sanctions et mesures
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les infractions établies conformément à la présente Convention soient passibles de sanctions effectives, proportionnées et dissuasives, tenant compte de leur gravité. Celles-ci incluent des sanctions privatives de liberté pouvant donner lieu à l’extradition.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les personnes morales déclarées responsables en application de l’art. 26 soient passibles de sanctions effectives, proportionnées et dissuasives, qui incluent des amendes pénales ou non pénales et éventuellement d’autres mesures, notamment:
des mesures d’exclusion du bénéfice d’un avantage ou d’une aide à caractère public;
3) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires:
pour permettre la saisie et la confiscation:
de biens, documents et autres moyens matériels utilisés pour commettre les infractions établies conformément à la présente Convention ou en faciliter la commission,
du produit de ces infractions ou des biens dont la valeur correspond à ces produits;
pour permettre la fermeture temporaire ou définitive de tout établissement utilisé pour commettre l’une des infractions établies conformément à la présente Convention, sans préjudice des droits des tiers de bonne foi, ou interdire à l’auteur de ces infractions, à titre temporaire ou définitif, l’exercice de l’activité, professionnelle ou bénévole, impliquant un contact avec des enfants, à l’occasion de laquelle celles-ci ont été commises.
4) Chaque Partie peut adopter d’autres mesures à l’égard des auteurs d’infractions, telles que la déchéance des droits parentaux, le suivi ou la surveillance des personnes condamnées.
5) Chaque Partie peut établir que les produits du crime ou les biens confisqués conformément au présent article puissent être alloués à un fond spécial pour financer des programmes de prévention et d’assistance aux victimes d’une des infractions établies conformément à la présente Convention.
Art. 28 Circonstances aggravantes
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les circonstances suivantes, pour autant qu’elles ne constituent pas déjà des éléments constitutifs de l’infraction, puissent, conformément aux dispositions pertinentes de droit interne, être prises en considération en tant que circonstances aggravantes dans la détermination des peines relatives aux infractions établies conformément à la présente Convention:
l’infraction a porté une atteinte grave à la santé physique ou mentale de la victime;
l’infraction est précédée ou accompagnée d’actes de torture ou de violences graves;
l’infraction a été commise à l’encontre d’une victime particulièrement vulnérable;
l’infraction a été commise par un membre de la famille, une personne qui cohabite avec l’enfant ou une personne ayant abusé de son autorité;
l’infraction a été commise par plusieurs personnes agissant conjointement;
l’infraction a été commise dans le cadre d’une organisation criminelle;
l’auteur a déjà été condamné pour des faits de même nature.
Art. 29 Condamnations antérieures
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour prévoir la possibilité de prendre en compte, dans le cadre de l’appréciation de la peine, les condamnations définitives prononcées dans une autre Partie pour des infractions établies conformément à la présente Convention.
Chapitre VII Enquêtes, poursuites et droit procédural
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les enquêtes et procédures pénales se déroulent dans l’intérêt supérieur et le respect des droits de l’enfant.
2) Chaque Partie veille à adopter une approche protectrice des victimes, en veillant à ce que les enquêtes et procédures pénales n’aggravent pas le traumatisme subi par l’enfant et que la réponse pénale s’accompagne d’une assistance, quand cela est approprié.
3) Chaque Partie veille à ce que les enquêtes et procédures pénales soient traitées en priorité et sans retard injustifié.
4) Chaque Partie veille à ce que les mesures adoptées conformément au présent chapitre ne portent pas préjudice aux droits de la défense et aux exigences d’un procès équitable et impartial, conformément à l’art. 6 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libertés fondamentales.
5) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour, conformément aux principes fondamentaux de son droit interne:
garantir des enquêtes et des poursuites efficaces des infractions établies conformément à la présente Convention, permettant, s’il y a lieu, la possibilité de mener des enquêtes discrètes;
permettre aux unités ou services d’enquêtes d’identifier les victimes des infractions établies conformément à l’art. 20, notamment grâce à l’analyse des matériels de pornographie enfantine, tels que les photographies et les enregistrements audiovisuels, accessibles, diffusés ou transmis par le biais des technologies de communication et d’information.
Art. 31 Mesures générales de protection
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour protéger les droits et les intérêts des victimes, notamment en tant que témoins, à tous les stades des enquêtes et procédures pénales, en particulier:
en les tenant informées de leurs droits et des services à leur disposition et, à moins qu’elles ne souhaitent pas recevoir une telle information, des suites données à leur plainte, des chefs d’accusation retenus, du déroulement général de l’enquête ou de la procédure et de leur rôle au sein de celle-ci ainsi que de la décision rendue;
en veillant à ce que, au moins dans les cas où il existerait un danger pour les victimes et leurs familles, celles-ci puissent être informées, si cela s’avère nécessaire, de toute remise en liberté, temporaire ou définitive, de la personne, poursuivie ou condamnée;
en leur donnant, d’une manière conforme aux règles de procédure du droit interne, la possibilité d’être entendues, de fournir des éléments de preuve et de choisir les moyens selon lesquels leurs vues, besoins et préoccupations sont présentés et examinés, directement ou par recours à un intermédiaire;
en leur fournissant une assistance appropriée, pour que leurs droits et intérêts soient dûment présentés et pris en compte;
en protégeant leur vie privée, leur identité et leur image et en prenant des mesures conformes au droit interne pour prévenir la diffusion publique de toute information pouvant conduire à leur identification;
en veillant à ce qu’elles soient, ainsi que leurs familles et les témoins à charge, à l’abri des risques d’intimidation, de représailles et de nouvelle victimisation;
en veillant à ce que les victimes et les auteurs d’infractions ne se trouvent en contact direct dans les locaux des services d’enquête et les locaux judiciaires, à moins que les autorités compétentes n’en décident autrement dans l’intérêt supérieur de l’enfant ou pour les besoins de l’enquête ou de la procédure.
2) Chaque Partie garantit aux victimes, dès leur premier contact avec les autorités compétentes, l’accès aux informations sur les procédures judiciaires et administratives pertinentes.
3) Chaque Partie prévoit que la victime ait accès, gratuitement lorsque cela est justifié, à une aide juridique, lorsqu’elle peut avoir la qualité de partie à la procédure pénale.
4) Chaque Partie prévoit la possibilité pour l’autorité judiciaire de désigner un représentant spécial pour la victime lorsque, en vertu du droit interne, celle-ci peut avoir la qualité de partie à la procédure judiciaire et que les détenteurs des responsabilités parentales se voient privés de la faculté de la représenter dans cette procédure à la suite d’un conflit d’intérêts avec elle.
5) Chaque Partie prévoit, au moyen de mesures législatives ou autres et conformément aux conditions prévues par son droit interne, la possibilité pour des groupes, fondations, associations ou organisations gouvernementales ou non gouvernementales d’assister et/ou de soutenir les victimes qui y consentent au cours des procédures pénales concernant les infractions établies conformément à la présente Convention.
6) Chaque Partie veille à ce que les informations données aux victimes, conformément aux dispositions du présent article, le soient d’une manière adaptée à leur âge et à leur degré de maturité et dans une langue qu’elles peuvent comprendre.
Art. 32 Mise en oeuvre de la procédure
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les enquêtes ou les poursuites concernant les infractions établies conformément à la présente Convention ne soient pas subordonnées à la déclaration ou à l’accusation émanant d’une victime et que la procédure puisse se poursuivre même si la victime se rétracte.
Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que le délai de prescription pour engager des poursuites du chef des infractions établies conformément aux art. 18, 19, par. 1.a et b, et 21, par. 1.a et b, continue de courir pour une durée suffisante pour permettre l’engagement effectif des poursuites, après que la victime a atteint l’âge de la majorité, et qui est proportionnelle à la gravité de l’infraction en question.
Art. 34 Enquêtes
1) Chaque Partie adopte les mesures nécessaires pour que des personnes, des unités ou des services en charge des enquêtes soient spécialisés dans la lutte contre l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants ou que des personnes soient formées à cette fin. Lesdits services ou unités doivent disposer des ressources financières adéquates.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour qu’une incertitude quant à l’âge réel de la victime n’empêche pas l’ouverture d’une enquête pénale.
Art. 35 Auditions de l’enfant
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que:
les auditions de l’enfant aient lieu sans retard injustifié après que les faits ont été signalés aux autorités compétentes;
les auditions de l’enfant se déroulent, s’il y a lieu, dans des locaux conçus ou adaptés à cet effet;
les auditions de l’enfant soient menées par des professionnels formés à cette fin;
dans la mesure du possible et lorsque cela est approprié, l’enfant soit toujours interrogé par les mêmes personnes;
le nombre des auditions soit limité au minimum et dans la mesure strictement nécessaire au déroulement de la procédure;
l’enfant puisse être accompagné par son représentant légal ou, le cas échéant, par la personne majeure de son choix, sauf décision contraire motivée prise à l’égard de cette personne.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les auditions de la victime ou, le cas échéant, celles d’un enfant témoin des faits, puissent faire l’objet d’un enregistrement audiovisuel et que cet enregistrement puisse être admissible comme moyen de preuve dans la procédure pénale, selon les règles prévues par son droit interne.
3) En cas d’incertitude sur l’âge de la victime et lorsqu’il existe des raisons de croire qu’elle est un enfant, les mesures prévues aux par. 1 et 2 s’appliquent, dans l’attente que son âge soit vérifié et établi.
Art. 36 Procédure judiciaire
1) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires, dans le respect des règles qui régissent l’autonomie des professions judiciaires, pour que des formations en matière de droits de l’enfant, d’exploitation et d’abus sexuels concernant des enfants, soient disponibles au profit des acteurs de la procédure judiciaire, notamment les juges, les procureurs et les avocats.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que, selon les règles prévues par le droit interne:
le juge puisse ordonner que l’audience se déroule hors la présence du public;
la victime puisse être entendue à l’audience sans y être présente, notamment par le recours à des technologies de communication appropriées.
Chapitre VIII Enregistrement et conservation de données
Art. 37 Enregistrement et conservation des données nationales sur les délinquants sexuels condamnés
1) Aux fins de prévention et de répression des infractions établies conformément à la présente Convention, chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour enregistrer et conserver, conformément aux dispositions pertinentes sur la protection des données à caractère personnel et aux autres règles et garanties appropriées telles que prévues dans le droit interne, les données relatives à l’identité ainsi qu’au profil génétique (ADN) des personnes condamnées pour les infractions établies conformément à la présente Convention.
2) Chaque Partie, au moment de la signature ou du dépôt de ses instruments de ratification, d’acceptation, d’approbation ou d’adhésion, communique au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe les nom et adresse de la seule autorité nationale responsable aux fins du par. 1.
3) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les informations visées au par. 1 puissent être transmises à l’autorité compétente d’une autre Partie, conformément aux conditions établies par son droit interne et les instruments internationaux pertinents.
Chapitre IX Coopération internationale
Art. 38 Principes généraux et mesures de coopération internationale
1) Les Parties coopèrent, conformément aux dispositions de la présente Convention, en application des instruments internationaux et régionaux pertinents applicables, des arrangements reposant sur des législations uniformes ou réciproques et de leur droit interne, dans la mesure la plus large possible aux fins:
de protéger et d’assister les victimes;
de mener des investigations ou des procédures concernant les infractions établies conformément à la présente Convention.
2) Chaque Partie prend les mesures législatives ou autres nécessaires pour que les victimes d’une infraction établie conformément à la présente Convention et commise sur le territoire d’une Partie autre que celui dans lequel elles résident puissent porter plainte auprès des autorités compétentes de leur Etat de résidence.
3) Si une Partie qui subordonne l’entraide judiciaire en matière pénale ou l’extradition à l’existence d’un traité reçoit une demande d’entraide ou d’extradition d’une Partie avec laquelle elle n’a pas conclu pareil traité, elle peut considérer la présente Convention comme la base légale de l’entraide judiciaire en matière pénale ou de l’extradition pour les infractions établies conformément à la présente Convention.
4) Chaque Partie s’efforce d’intégrer, s’il y a lieu, la prévention et la lutte contre l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants dans les programmes d’assistance au développement conduits au profit d’Etats tiers.
Chapitre X Mécanisme de suivi
Art. 39 Comité des Parties
1) Le Comité des Parties est composé des représentants des Parties à la Convention.
2) Le Comité des Parties est convoqué par le Secrétaire Général du Conseil de l’Europe. Sa première réunion doit se tenir dans un délai d’un an suivant l’entrée en vigueur de la présente Convention pour le dixième signataire l’ayant ratifié. Il se réunira par la suite à la demande d’au moins un tiers des Parties ou du Secrétaire Général.
3) Le Comité des Parties adopte ses propres règles de procédure.
Art. 40 Autres représentants
1) L’Assemblée Parlementaire du Conseil de l’Europe, le commissaire aux droits de l’homme, le Comité européen pour les problèmes criminels (CDPC) ainsi que d’autres comités intergouvernementaux pertinents du Conseil de l’Europe désignent chacun un représentant auprès du Comité des Parties.
2) Le Comité des Ministres peut inviter d’autres organes du Conseil de l’Europe à désigner un représentant au Comité des Parties après avoir consulté ce dernier.
3) Des représentants de la société civile, et notamment des organisations non gouvernementales, peuvent être admis en tant qu’observateurs au Comité des Parties suivant la procédure établie par les règles pertinentes du Conseil de l’Europe.
4) Les représentants désignés en vertu des par. 1 à 3 ci-dessus participent aux réunions du Comité des Parties sans droit de vote.
Art. 41 Fonctions du Comité des Parties
1) Le Comité des Parties est chargé de veiller à la mise en oeuvre de la présente Convention. Les règles de procédure du Comité des Parties déterminent les modalités de la procédure d’évaluation de la mise en oeuvre de la présente Convention.
2) Le Comité des Parties est chargé de faciliter la collecte, l’analyse et l’échange d’informations, d’expériences et de bonnes pratiques entre les Etats afin d’améliorer leur capacité de prévenir et combattre l’exploitation et les abus sexuels concernant des enfants.
3) Le Comité des Parties est également chargé, le cas échéant:
de faciliter l’usage et la mise en oeuvre effectifs de la présente Convention, y compris l’identification de tout problème en la matière, ainsi que les effets de toute déclaration ou réserve faite conformément à la présente Convention;
d’exprimer un avis sur toute question relative à l’application de la présente Convention et faciliter l’échange d’informations sur les développements juridique, politique ou technique importants.
4) Le Comité des Parties est assisté par le Secrétariat du Conseil de l’Europe dans l’exercice de ses fonctions découlant du présent article.
5) Le CDPC est tenu périodiquement au courant des activités prévues aux par. 1, 2 et 3 du présent article.
Chapitre XI Relation avec d’autres instruments internationaux
Art. 42 Relation avec la Convention des Nations Unies relative aux droits de l’enfant et son Protocole facultatif concernant la vente d’enfants, la prostitution des enfants et la pornographie mettant en scène des enfants
La présente Convention ne porte pas atteinte aux droits et obligations découlant des dispositions de la Convention des Nations Unies relative aux droits de l’enfant et son Protocole facultatif concernant la vente d’enfants, la prostitution des enfants et la pornographie mettant en scène des enfants; elle a pour but de renforcer la protection instaurée par ces instruments et de développer et compléter les normes qu’ils énoncent.
Art. 43 Relation avec d’autres instruments internationaux
1) La présente Convention ne porte pas atteinte aux droits et obligations découlant des dispositions d’autres instruments internationaux auxquels les Parties à cette Convention sont Parties ou le deviendront, qui contiennent des dispositions relatives aux matières régies par la présente Convention et assurent une plus grande protection et assistance aux enfants victimes d’exploitation ou d’abus sexuels.
2) Les Parties à la Convention peuvent conclure entre elles des accords bilatéraux ou multilatéraux relatifs aux questions réglées par la présente Convention, aux fins de compléter ou de renforcer les dispositions de celle-ci ou pour faciliter l’application des principes qu’elle consacre.
3) Les Parties qui sont membres de l’Union européenne appliquent, dans leurs relations mutuelles, les règles de la Communauté et de l’Union européenne dans la mesure où il existe des règles de la Communauté ou de l’Union européenne régissant le sujet particulier concerné et applicables au cas d’espèce, sans préjudice de l’objet et du but de la présente Convention et sans préjudice de son entière application à l’égard des autres Parties.
Chapitre XII Amendements à la Convention
Art. 44 Amendements
1) Tout amendement à la présente Convention proposé par une Partie devra être communiqué au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe et être transmis par ce dernier aux Etats membres du Conseil de l’Europe, à tout autre Etat signataire, à tout Etat Partie, à la Communauté européenne, à tout Etat ayant été invité à signer la présente Convention conformément à l’art. 45, par. 1, et à tout Etat invité à adhérer à la présente Convention, conformément aux dispositions de l’art. 46, par. 1.
2) Tout amendement proposé par une Partie est communiqué au CDPC, qui soumet au Comité des Ministres son avis sur ledit amendement.
3) Le Comité des Ministres examine l’amendement proposé et l’avis soumis par le CDPC et, après consultation avec les Etats non membres parties à la présente Convention, peut adopter l’amendement.
4) Le texte de tout amendement adopté par le Comité des Ministres conformément au par. 3 du présent article sera communiqué aux Parties, en vue de son acceptation.
5) Tout amendement adopté conformément au par. 3 du présent article entrera en vigueur le premier jour du mois suivant l’expiration d’une période d’un mois après la date à laquelle toutes les Parties auront informé le Secrétaire Général qu’elles l’ont accepté.
Art. 45 Signature et entrée en vigueur
1) La présente Convention est ouverte à la signature des Etats membres du Conseil de l’Europe, des Etats non membres ayant participé à son élaboration ainsi que de la Communauté européenne.
2) La présente Convention est soumise à ratification, acceptation ou approbation. Les instruments de ratification, d’acceptation ou d’approbation sont déposés près le Secrétaire Général du Conseil de l’Europe.
3) La présente Convention entrera en vigueur le premier jour du mois suivant l’expiration d’une période de trois mois après la date à laquelle cinq signataires, dont au moins trois Etats membres du Conseil de l’Europe, auront exprimé leur consentement à être liés par la Convention, conformément aux dispositions du paragraphe précédent.
4) Si un Etat visé au par. 1 ou la Communauté européenne exprime ultérieurement son consentement à être lié par la Convention, cette dernière entrera en vigueur, à son égard, le premier jour du mois suivant l’expiration d’une période de trois mois après la date du dépôt de l’instrument de ratification, d’acceptation ou d’approbation.
Art. 46 Adhésion à la Convention
1) Après l’entrée en vigueur de la présente Convention, le Comité des Ministres du Conseil de l’Europe pourra, après consultation des Parties à la Convention et en avoir obtenu l’assentiment unanime, inviter tout Etat non membre du Conseil de l’Europe n’ayant pas participé à l’élaboration de la Convention à adhérer à la présente Convention par une décision prise à la majorité prévue à l’art. 20.d du Statut du Conseil de l’Europe1, et à l’unanimité des voix des représentants des Etats contractants ayant le droit de siéger au Comité des Ministres.
2) Pour tout Etat adhérent, la Convention entrera en vigueur le premier jour du mois suivant l’expiration d’une période de trois mois après la date du dépôt de l’instrument d’adhésion près le Secrétaire Général du Conseil de l’Europe.
Art. 47 Application territoriale
1) Tout Etat ou la Communauté européenne peut, au moment de la signature ou au moment du dépôt de son instrument de ratification, d’acceptation, d’approbation ou d’adhésion, désigner le ou les territoires auxquels s’appliquera la présente Convention.
2) Toute Partie peut, à tout autre moment par la suite, par une déclaration adressée au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe, étendre l’application de la présente Convention à tout autre territoire désigné dans cette déclaration dont elle assure les relations internationales ou au nom duquel elle est autorisée à prendre des engagements. La Convention entrera en vigueur à l’égard de ce territoire le premier jour du mois suivant l’expiration d’une période de trois mois après la date de réception de la déclaration par le Secrétaire Général.
3) Toute déclaration faite en vertu des deux paragraphes précédents pourra, à l’égard de tout territoire désigné dans cette déclaration, être retirée par notification adressée au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe. Ce retrait prendra effet le premier jour du mois suivant l’expiration d’une période de trois mois après la date de réception de la notification par le Secrétaire Général.
Art. 48 Réserves
Aucune réserve n’est admise aux dispositions de la présente Convention, à l’exception de celles expressément prévues. Toute réserve peut être retirée à tout moment.
2) Cette dénonciation prendra effet le premier jour du mois suivant l’expiration d’une période de trois mois après la date de réception de la notification par le Secrétaire Général.
Art. 50 Notification
Le Secrétaire Général du Conseil de l’Europe notifiera aux Etats membres du Conseil de l’Europe, à tout Etat signataire, à tout Etat Partie, à la Communauté européenne, à tout Etat ayant été invité à signer la présente Convention conformément aux dispositions de l’art. 45, et à tout Etat invité à adhérer à la Convention conformément aux dispositions de l’art. 46:
toute date d’entrée en vigueur de la présente Convention, conformément aux art. 45 et 46;
tout amendement adopté conformément à l’art. 44, ainsi que la date d’entrée en vigueur dudit amendement;
toute réserve en vertu de l’art. 48;
toute dénonciation faite en vertu des dispositions de l’art. 49;
Fait à Lanzarote, le 25 octobre 2007, en français et en anglais, les deux textes faisant également foi, en un seul exemplaire qui sera déposé dans les archives du Conseil de l’Europe. Le Secrétaire Général du Conseil de l’Europe en communiquera copie certifiée conforme à chacun des Etats membres du Conseil de l’Europe, aux Etats non membres ayant participé à l’élaboration de la présente Convention, à la Communauté européenne et à tout autre Etat invité à adhérer à la présente Convention.
Champ d’application le 11 juin 20197
Les réserves et déclarations, à l’exception de celles de la Suisse, ne sont pas publiées au RO. Les textes en français et en anglais peuvent être consultés à l’adresse du site Internet du Conseil de l’Europe: www.coe.int > Explorer > Bureau des Traités > Liste complète, ou obtenus auprès de la Direction du droit international public (DDIP), Section des traités internationaux, 3003 Berne.
Réserve relative à l’art. 20, par. 1, let. a et e
Se fondant sur l’art. 20, par. 3, 2e tiret, la Suisse se réserve le droit de ne pas appliquer l’art. 20, par. 1, let. a et e, à la production et à la possession de matériel pornographique impliquant des enfants ayant atteint l’âge de la majorité en vigueur dans le pays concerné, lorsque ces images sont produites et détenues par ceux-ci, avec leur accord et uniquement pour leur usage privé.
Réserve relative à l’art. 24, par. 2
Se fondant sur l’art. 24, par. 3, la Suisse se réserve le droit de ne pas appliquer l’art. 24, par. 2, à l’acte de sollicitation au sens de l’art. 23.
Réserve relative à l’art. 25, par. 1, let. e
Se fondant sur art. 25, par. 3, la Suisse se réserve le droit de ne pas appliquer l’art. 25, par. 1, let. e.
Communication en vertu de l’art. 37, par. 2
L’Office fédéral de la police (fedpol) du Département fédéral de justice et police, Nussbaumstrasse 29, 3003 Berne, est l’autorité compétente pour la réception et la conservation des données au sens de l’art. 37, par. 1.
RO 2014 1165; FF 2012 7051
1 Art. 1, al. 1, de l’AF du 27 sept. 2013 (RO 2014 1159)
7 La présente publication complète celles qui figurent au RO 2014 1165, 2015 3123, 2016 2893 et 2019 1957. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).