Source: https://www.studiocerbone.com/corte-di-cassazione-sentenza-11-maggio-2020-n-8719-lart-2953-c-c-in-tema-di-prescrizione-decennale-dellactio-iudicati-si-applica-solo-ai-crediti-portati-da-sentenze-di-condanna-passate-i/
Timestamp: 2020-05-31 03:00:33+00:00
Document Index: 69261697

Matched Legal Cases: ['art. 2953', 'art. 2953', 'art. 2953', 'art. 19', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 30']

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 maggio 2020, n. 8719 - L'art. 2953 c.c., in tema di prescrizione decennale dell'actio iudicati, si applica solo ai crediti portati da sentenze di condanna passate in giudicato non potendo equipararsi la loro irretrattabilità agli effetti del giudicato, discendenti solo da un provvedimento giurisdizionale contenzioso irrevocabile - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 maggio 2020, n. 8719 – L’art. 2953 c.c., in tema di prescrizione decennale dell’actio iudicati, si applica solo ai crediti portati da sentenze di condanna passate in giudicato non potendo equipararsi la loro irretrattabilità agli effetti del giudicato, discendenti solo da un provvedimento giurisdizionale contenzioso irrevocabile
Sei qui: Home » CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 maggio 2020, n. 8719 – L’art. 2953 c.c., in tema di prescrizione decennale dell’actio iudicati, si applica solo ai crediti portati da sentenze di condanna passate in giudicato non potendo equipararsi la loro irretrattabilità agli effetti del giudicato, discendenti solo da un provvedimento giurisdizionale contenzioso irrevocabile
Tributi – TARSU – Somme iscritte a ruolo – Istanza in autotutela di sgravio per prescrizione – Diniego di sgravio – Atto impugnabile ex art. 19, D.Lgs. n. 546 del 1992
In disparte, infatti, la considerazione che il rapporto di affidamento esistente tra il Comune e il suo agente della riscossione configura quest’ultimo come una sorta di mandatario senza rappresentanza, al quale l’ente impositore potrebbe sempre richiedere gli atti da esso formati o detenuti necessari per difendersi in giudizio, il Comune avrebbe comunque potuto chiedere di chiamare in giudizio l’agente della riscossione, sulla base dell’art. 23, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992, afinchè fosse accertata, anche nei suoi confronti, ed anche al fine di stigmatizzare una sua responsabilità in merito, l’inesistenza di atti interruttivi della prescrizione dei crediti affidati al suo recupero.
Condanna il Comune di Milano al pagamento, in favore del condominio ricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che si liquidano in euro duemilasettecento per onorari, oltre al contributo unificato, al rimborso delle spese generali, Iva e cpa come per legge.
CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 aprile 2019, n. 9277 - La sentenza di condanna generica passata in giudicato determina, nei confronti di coloro che hanno promosso il giudizio concluso con la condanna generica, l'assoggettamento dell'azione diretta…
CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 luglio 2019, n. 20466 - In tema di rimborso dell'eccedenza dell'IVA, così come prevista dall'art. 30 del d.P.R. 633 del 1972, l'impugnazione in sede giurisdizionale delle sole "poste" disconosciute dall'Ufficio non…