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Timestamp: 2020-01-25 19:29:41+00:00
Document Index: 113819029

Matched Legal Cases: ['art. 62', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 19']

Castelfranco Veneto (TV): Concorso di idee per la riqualificazione del POLO SPORTIVO
l Comune di Castelfranco Veneto (TV), indice un concorso di idee finalizzato alla selezione di una proposta che sintetizzi una nuova concezione dello spazio architettonico, urbano, paesaggistico dell'ambito degli impianti sportivi situati a nord-ovest del centro storico di Castelfranco Veneto.
In particolare l'intervento di riqualificazione del polo sportivo dovrà:
coniugare e valorizzare le seguenti emergenze storico - artistiche - paesaggistiche che rappresentato gli elementi significativi:
il torrente Muson dei Sassi lungo il lato ovest dell'area;
l'apertura visuale verso la piazza del mercato (piazza Giorgione);
la visuale verso le Mura medievali;
il Palazzetto dello Sport progettato dall'arch. Angelo Tramontini e oggetto di tutela nell'ambito delle architettura del ‘900 ai sensi dell'art. 62 delle NTA del PTRC;
la cortina edilizia lungo il perimetro est e sud dell'area di intervento.
risolvere alcuni punti critici relativi alla viabilità del centro urbano, in particolare il completamento della pista ciclabile di via Redipuglia, il collegamento al "sentiero degli Ezzelini", la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali verso est e in generale l'accessibilità ciclopedonale alle attrezzature sportive.
Materiale illustrativo del concorso
Dal sito internet del Comune potrà essere scaricato a partire dal giorno di pubblicazione del presente bando il seguente materiale illustrativo del concorso: - Piano di assetto del territorio - Piano degli Interventi – zonizzazione e norme tecniche di attuazione - Regolamento Edilizio - Rilievo edifici esistenti - Estratto ortofoto - Estratto carta tecnica regionale - Planimetria del percorso ciclo-pedonale “sentiero degli Ezzelini”. Presso gli uffici del Settore Tecnico 5°, del Comune di Castelfranco Veneto, Via F.M. Preti, N. 36, 31033 Castelfranco Veneto (Tv), potrà essere ritirato lo stesso materiale illustrativo, previo appuntamento da fissare telefonicamente al n. 0423 735554, su supporto informatico (DVD con files leggibili con i più comuni programmi). A coloro che ne richiederanno l’invio tramite servizio postale, verrà inviato entro 15 giorni dopo la scadenza del termine di iscrizione al concorso.
Concorso di progettazione con preselezione per la realizzazione de “Il parco centrale di Prato”
Il Comune di Prato indice un concorso di progettazione con preselezione, denominata “Il parco centrale di Prato”. L’Amministrazione Comunale intende realizzare nell’area dell’ex ospedale, un parco urbano a servizio della città e dei territori limitrofi che svolga le funzioni basilari dei luoghi verdi, legate al relax, alle passeggiate, al tempo libero, al riequilibrio eco-biologico del centro città. Il parco dovrà costituire anche un'attrattiva turistica, che vada oltre allo svolgimento delle funzioni classiche legate al “parco urbano”, ma che si configuri come un nuovo luogo in grado di veicolare l'immagine di Prato città contemporanea, contribuendo allo sviluppo socioeconomico del centro cittadino, con funzioni che possano svolgersi nell'intero arco della giornata. Il progetto dovrà essere improntato sui temi della accessibilità e sostenibilità ambientale e tener conto in modo adeguato delle problematiche della sicurezza. Al vincitore sarà affidato l'incarico della redazione del progetto definitivo ed esecutivo del parco, per l’importo indicato all’art. 4.11. Per una più dettagliata descrizione degli obiettivi del concorso si rimanda al Documento Preliminare alla Progettazione (allegato A) che costituisce a tutti gli effetti parte integrante del presente Bando.
Richieste di chiarimenti e sopralluoghi sull’area di intervento Quesiti e richieste di chiarimenti in merito al presente bando ed al materiale fornito, dovranno pervenire alla Segreteria del concorso solo ed esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 30 gennaio 2016. I quesiti ricevuti e le relative risposte, se pertinenti, verranno inseriti sul sito del Comune di Prato (sito ufficiale) e sul sito dedicato www.ilparcocentralediprato.it, entro 10 giorni dalla richiesta, e comunque entro il 10 febbraio 2016. Nessun’altra procedura è ammessa, non verranno fornite indicazioni telefoniche, né accettati quesiti via posta o via fax. Il sopralluogo sull’area di intervento è facoltativo in fase di preselezione ed obbligatorio in fase di concorso. Relativamente alla fase di preselezione, le date per lo svolgimento del sopralluogo saranno le seguenti: giovedì 28 gennaio 2016 alle ore 11 e venerdì 29 gennaio 2016 alle ore 11, presso la piazza dell’Ospedale. Prima di tale data, i candidati sono pregati di comunicare all’indirizzo di posta elettronica Pagina 8 di 21 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la data in cui intendono, se lo ritengono opportuno, effettuare il sopralluogo ed il numero di partecipanti. Relativamente al concorso di progettazione, il sopralluogo sarà effettuato secondo le procedure descritte all’art. 4.3.
1. Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, nei casi di cui all'articolo 41. 2. Le attività di cui al comma 1 sono realizzate previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 3. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali. 4. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), e quello di cui all'articolo 26, comma 3, devono essere custoditi presso l'unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi. 5. Fermo restando quanto previsto al comma 6-ter, i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012 (1), gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g). (2) 6. Fermo restando quanto previsto al comma 6-ter, (3) i datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Nelle more dell'elaborazione di tali procedure trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, e 4. 6-bis. Le procedure standardizzate di cui al comma 6, anche con riferimento alle aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV, sono adottate nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 28. 6-ter. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare, sulla base delle indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, sulla base di criteri e parametri oggettivi, desunti dagli indici infortunistici dell'INAIL e relativi alle malattie professionali di settore e specifiche della singola azienda. Il decreto di cui al primo periodo reca in allegato il modello con il quale, fermi restando i relativi obblighi, i datori di lavoro delle aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico possono dimostrare di aver effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17 e 28 e al presente articolo. Resta ferma la facoltà delle aziende di utilizzare le procedure standardizzate previste dai commi 5 e 6 del presente articolo. (4) 6-quater. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 6-ter per le aziende di cui al medesimo comma trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 5, 6 e 6-bis. (4) 7. Le disposizioni di cui al comma 6 non si applicano alle attività svolte nelle seguenti aziende: a) aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g); b) aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all'esposizione ad amianto; (...) (5) (1) Termine così prorogato dall’ art. 1, L. 24 dicembre 2012, n. 228. (2) Il comma che recitava: "5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g)." è stato così modificato dall’ art. 1, D.L. 12 maggio 2012, n. 57, convertito con L. 12 luglio 2012, n. 101, e, successivamente, dall’art. 32, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con L. 9 agosto 2013, n. 98. (3) Le parole: "Fermo restando quanto previsto al comma 6-ter," sono state aggiunte dall’art. 32, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con L. 9 agosto 2013, n. 98. (4) Comma inserito dall’art. 32, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con L. 9 agosto 2013, n. 98. (5) Lettera abrogata dall’ art. 19, co. 1, lett. c), D. Lgs. 3 agosto 2009, n. 106. La lettera così recitava: “c) aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV del presente decreto.”
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 34, il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione all'interno della azienda o della unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici, secondo le regole di cui al presente articolo. 2. Gli addetti e i responsabili dei servizi, interni o esterni, di cui al comma 1, devono possedere le capacità e i requisiti professionali di cui all'articolo 32, devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell'azienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa della attività svolta nell'espletamento del proprio incarico. 3. Nell'ipotesi di utilizzo di un servizio interno, il datore di lavoro può avvalersi di persone esterne alla azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, ove occorra, l'azione di prevenzione e protezione del servizio. 4. Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti che, all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 32. 5. Ove il datore di lavoro ricorra a persone o servizi esterni non è per questo esonerato dalla propria responsabilità in materia. 6. L'istituzione del servizio di prevenzione e protezione all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, è comunque obbligatoria nei seguenti casi: a) nelle aziende industriali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette all'obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto; b) nelle centrali termoelettriche; c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni; d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. 7. Nelle ipotesi di cui al comma 6 il responsabile del servizio di prevenzione e protezione deve essere interno. 8. Nei casi di aziende con più unità produttive nonché nei casi di gruppi di imprese, può essere istituito un unico servizio di prevenzione e protezione. I datori di lavoro possono rivolgersi a tale struttura per l'istituzione del servizio e per la designazione degli addetti e del responsabile.
1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. 1-bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 è effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui all’articolo 6, comma 8, lettera m-quater), e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a fare data dal 1° agosto 2010. 2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione può essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 53, su supporto informatico e, deve essere munito anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui all’articolo 53, di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e del medico competente, ove nominato, e contenere: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. La scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione; b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo articolo 17, comma 1, lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresì rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto. 3-bis. In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività.
e) prendere le misure appropriate affinche’ soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
f) richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonche’ delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinche’ i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), nonche’ consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r);
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonche’ per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;
bb) vigilare affinche’ i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.