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Timestamp: 2018-10-16 10:14:01+00:00
Document Index: 5790967

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 45', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 26']

LEGGE REGIONALE N. 24 DEL 06-08-1997
Provvedimenti diretti alla promozione e allo sviluppo della cooperazione
AVVERTENZA - Il testo della legge viene pubblicato con l'aggiunta delle note redatte dall'Area funzionale segreteria della Giunta e affari giuridici (Ufficio segreteria della Giunta), ai sensi dell'art. 4, commi 1, 3 e 4 della legge regionale 18 dicembre 1987, n. 54, al solo scopo di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- Il testo dell'art. 45 della Costituzione della Repubblica Italiana, è il seguente:
"45. - La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli il carattere e le finalità .
La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato".
- Il testo dell'art. 17 dello Statuto regionale approvato con legge 23 gennaio 1992, n. 44 (pubblicata nel S.O. alla G.U. n. 26 del 1 febbraio 1992 e nel B.U.R. n. 8 del 21 febbraio 1992), è il seguente:
"17. - 1. La Regione riconosce nel lavoro una condizione di libertà ed un diritto fondamentale della persona e promuove la realizzazione di pari opportunità per uomini e donne.
2. Assume, quale primario obiettivo sociale e quale fattore essenziale dello sviluppo economico regionale, la realizzazione di una condizione di piena occupazione.
3. La Regione, nel riconoscere la proprietà privata e la libertà di iniziativa economica, concorre allo sviluppo della sua funzione sociale; favorisce l'autonomo apporto del più ampio pluralismo imprenditoriale alla qualificazione dello sviluppo regionale. Promuove investimenti pubblici a fini produttivi ed occupazionali; favorisce l'assunzione della gestione di imprese da parte di comunità di lavoratori, nei limiti stabiliti dalla Costituzione.
4. Promuove e sostiene le diverse forme di associazione e di cooperazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi, per lo sviluppo dell'imprenditorialità cooperativa".
(Consulta regionale della cooperazione).
1. E' istituita presso la Giunta regionale la Consulta regionale della cooperazione, con funzioni consultive e propositive.
(Centrali cooperative).
(Strutture consortili operanti nel settore del credito).
f) a migliorare la comunicazione tra imprese e sistema bancario, anche al fine del miglior utilizzo de gli strumenti finanziari esistenti.
2. La Giunta regionale eroga contributi annuali per alimentare i fondi istituiti nell'ambito delle strutture di cui al comma 1, che contribuiscono sia alla concessione della garanzia fideiussoria, sia alla concessione dei contributi in conto interesse di cui al comma 3, lettere c) e d) dell'art. 15 della legge regionale 2 novembre 1993, n. 12. Al fine di agevolare l'accesso a credito a breve e medio termine dei soggetti operanti nel settore della cooperazione sociale pur non organizzati in strutture consortili la Giunta regionale stipula convenzioni con istituti di credito bancario di cui al comma 4 dell'art. 15, della legge regionale 2 novembre 1993, n. 12, destinando a tal fine quota parte pari al 25 per cento dello stanziamento previsto al comma 1, lett. b), dell'art. 13 della presente legge.
Nota all'art. 5, comma 2:
Il testo dell'art. 15 della legge regionale 2 novembre 1993, n. 12, recante "Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381, sulla disciplina delle cooperative sociali" (pubblicata nel B.U.R. n. 48 del 10 novembre 1993), è il seguente:
"5. Tipologie di interventi.
4. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con consorzi fidi per la cooperazione o con istituti di credito bancario per l'erogazione di contributi in conto interesse di cui alla lettera c) del precedente comma".
(Progetti di cooperazione e integrazione).
5. Nella valutazione dei progetti costituiscono altresì parametri preferenziali l'adozione di istituti della qualità , quali i bilanci sociali e i codici etici.
9. I criteri di valutazione dei progetti e le modalità di concessione dei finanziamenti sono sottoposti al preventivo parere della Consulta di cui all'art. 2, nonchè della commissione di cui all'art. 17 della legge regionale 2 novembre 1993, n. 12, per i progetti che riguardano le cooperative sociali, e vengono approvati con deliberazione della Giunta regionale.
Nota all'art. 6, comma 9:
Il testo dell'art. 17 della legge regionale 2 novembre 1993, n. 12 (si veda la nota all'art. 5, comma 2), è il seguente:
"17. Commissione regionale per la cooperazione sociale.
1. E' istituita presso la Giunta regionale la commissione regionale per la cooperazione sociale della quale fanno parte:
e) tre rappresentanti effettivi e supplenti, con comprovata esperienza nel settore sociale, designati dalle associazioni regionali delle cooperative più rappresentative, che risultino aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, riconosciute ai sensi dell'art. 5 del decreto legislativo 14 dicembre 1947, n. 1577 e successive modificazioni ed integrazioni del capo provvisorio dello Stato;
3. Ai componenti della commissione estranei all'amministrazione spetta una indennità forfettaria per ogni giornata di seduta di lire cinquantamila nonchè il rimborso delle spese previsto dalle vigenti disposizioni per il personale regionale di più elevato livello funzionale".
(Promozione della cooperazione sul territorio).
(Unità informativa per la cooperazione).
1. La Regione, nell'ambito della propria programmazione in materia di formazione professionale, tiene conto delle iniziative riguardanti il comparto della cooperazione.
La legge regionale 21 ottobre 1981, n. 69, recante "Norme sul sistema formativo regionale" (pubblicata nel B.U.R. n. 58 del 26 ottobre 1981), è stata modificata ed integrata con leggi regionali 11 agosto 1983, n. 30 (in B.U.R. n. 54 del 18 agosto 1983), 12 marzo 1984, n. 16 (in B.U.R. n. 21 del 14 marzo 1984), 26 aprile 1985, n. 33 (in B.U.R. n. 46 del 2 maggio 1985), 13 gennaio 1990, n. I (in B.U.R. n. 3 del 17 gennaio 1990) e 28 maggio 1991, n. 14 (in B.U.R. n. 28 del 5 giugno 1991).
(Attività promozionale).
1. E abrogata la legge regionale 5 maggio 1976, n.20.
Nota all'art. 11, comma unico:
La legge regionale 5 maggio 1976, n.20, recante "Adozione di provvedimenti diretti alla promozione ed allo sviluppo della cooperazione e dell'associazionismo", è pubblicata nel B.U.R. n. 20 del 12 maggio 1976.
Nota all'art. 12, comma unico:
Per la legge regionale 5 maggio 1976, n. 20, si veda la nota all'art. 11, comma unico.
3. La Giunta regionale, a norma dell'art. 28, comma 2 della legge regionale di contabilità n. 23/78 è autorizzata ad apportare al bilancio regionale di previsione per l'anno 1997 le conseguenti variazioni sia in termini di competenza che di cassa.
4. Per gli anni 1998 e successivi l'entità della spesa è determinata annualmente con legge di bilancio, a norma dell'art. 5 della legge regionale n. 23/78.
Data a Perugia, addì 6 agosto 1997
B R A C A L E N T E
- di iniziativa della Giunta regionale su proposta dell'assessore Locchi, deliberazione 30 dicembre 1996, n. 9897, atto consiliare n. 813 (VI legislatura).
- Assegnato per il parere alla II commissione consiliare permanente "Affari economici", il 24 marzo 1997.
- Effettuata sull'atto una partecipazione formale che si è svolta il 24 aprile 1997.
- Testo licenziato dalla II commissione consiliare permanente il 29 maggio 1997, con parere e relazioni orali dei consiglieri Pacioni per la maggioranza e De Sio per la minoranza (atto n. 813/bis).
- Esaminato ed approvato dal Consiglio regionale, con emendamenti, nella seduta del 1 luglio 1997, deliberazione n. 371.
- Legge vistata dal Commissario del Governo il 28 luglio 1997.
Nota all'art. 13, commi 2, lett. b), 3 e 4:
Il testo degli artt. 5, 26 commi 5 e 6, e 28, comma 2, della legge regionale 3 maggio 1978, n. 23, recante "Norme di contabilità regionale in attuazione della legge 19 maggio 1976, n. 335" (pubblicata nel B.U.R. n. 19 del 10 maggio 1978), è il seguente:
"5. Leggi regionale di spesa.
Le leggi regionali che prevedono nuove o maggiori spese ne indicano l'ammontare e la copertura con riferimento al bilancio pluriennale.
Le leggi regionali che prevedono attività o interventi a carattere continuativo o ricorrente determinano di norma solo gli obiettivi da raggiungere e le procedure da seguire, rinviando alla legge di bilancio la determinazione dell'entità della relativa spesa.
In tal caso può essere dato corso alle procedure e agli adempimenti previsti dalla legge, con esclusione degli atti dai quali comunque sorga l'obbligo dell'Amministrazione di assumere impegni a norma del successivo art. 40.
Le leggi regionali che dispongono spese di carattere pluriennale indicano di norma l'ammontare complessivo nonchè la quota eventualmente a carico del bilancio annuale in corso o già presentato al Consiglio rinviando ai successivi bilanci annuali la determinazione delle quote di spesa destinate a gravare su ciascuno dei relativi esercizi.
La quantificazione annuale della spesa può essere prevista per i casi in cui le leggi disciplinano interventi o servizi per i quali la continuità e la regolalità dell'erogazione della stessa spesa nel tempo assume un interesse preminente.
Le leggi che prevedono opere od interventi la cui esecuzione si protragga per più esercizi, possono autorizzare la stipulazione di contratti o comunque l'assunzione di obbligazioni da parte della Regione nei limiti dell'intera somma in esse indicata, fermo restando che formano impegno sugli stanziamenti di ciascun bilancio, ai sensi del successivo art. 40, soltanto le somme corrispondenti alle obbligazioni che vengono a scadere nel corso del relativo esercizio.
26. Fondi globali. - Omissis. Ai fini della copertura finanziaria di spese derivanti da provvedimenti legislativi, non approvati entro il termine dell'esercizio relativo, può farsi riferimento alle quote non utilizzate di fondi globali di detto esercizio purchè tali provvedimenti siano approvati prima del rendiconto di tale esercizio e comunque entro il termine dell'esercizio immediatamente successivo.
In tale caso resta ferma l'assegnazione degli stanziamenti dei detti fondi globali al bilancio nel quale essi furono iscritti, e delle nuove o maggiori spese al bilancio dell'esercizio nel corso del quale si perfezionano i relativi provvedimenti legislativi. Omissis.
28. Variazioni di bilancio. - Omissis. Le leggi regionali che autorizzano nuove o maggiori spese a carico del bilancio già presentato al Consiglio in corso di approvazione - finanziate in tutto o in parte mediante l'utilizzazione dei fondi globali del bilancio precedente, a norma dell'art. 26 - autorizzano la Giunta regionale ad apportare, con propria deliberazione, le conseguenti variazioni al bilancio di competenza e di cassa. Omissis".