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Timestamp: 2019-07-20 06:13:18+00:00
Document Index: 14663292

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131', 'art. 129', 'art. 130', 'art. 7', 'art.52']

Liguria Indipendente -> COSTITUZIONE
COSTITUZIONE, bozza per una costituente
adamaney
Inviato il: Lunedì, 01-Set-2008, 09:58
Utente Nr: 139
Iscritto il: 27-Ago-2008
Posto una bozza per una futura costituente. Non sono un costituzionalista per cui è probabile possa esserci qualche pasticcio (spero pochi). La struttura portante è quella della Costituzione italiana del 1948, con spunti dal testo francese del 1958 ed altri elementi. Cordialità, Dario
La Liguria è una Repubblica democratica federale, laica e sociale, costituita da Terraferma e Corsica.
L’identità dello Stato, occupato in modo illegittimo dopo il Congresso di Vienna del 1814 contro la volontà del Popolo e del Governo, è ricostituita con il nome ufficiale di Eccellentissima Repubblica Ligure.
È compito della Repubblica, nel rispetto della struttura federale dello Stato, rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona e l'effettiva partecipazione di tutti all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. La Repubblica assicura, con azioni positive, le pari opportunità in ogni campo, sulla base dei principi di pari diritti e pari trattamento tra donne ed uomini.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che lo rendano effettivo.
Le lingue della Repubblica sono il Corso, il Francese, l’Italiano ed il Ligure.
Ciascun comune della Repubblica sceglie ed adotta una sola lingua, sulla base del principio di maggior rappresentatività in rapporto alla popolazione residente.
Sulla base di tale principio la Repubblica sceglie ed adotta l’italiano.
La Repubblica sostiene le Comunità dei Liguri nel Mondo.
Lo Stato ne regola i rapporti con apposite norme.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico ligure.
Tutela il patrimonio paesaggistico ambientale promuovendo lo svilupo sostenibile.
Tutela il patrimonio storico, linguistico, culturale e artistico della Nazione, anche al di fuori dei confini dello Stato.
L'ordinamento giuridico ligure si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione ligure, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
La Liguria ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
La bandiera della Repubblica è la croce di San Giorgio, di rosso al campo d’argento, inquartata al primo cantone d’un moro di Corsica.
L’inno della Repubblica è stabilito con referendm popolare fra tre proposti da apposita commissione nominata dal Senato.
Lo stemma della Repubblica è il grifo rampante di Genova, volto alla destra araldica.
Il motto della Repubblica è “Libertà, Eguaglianza”.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o ai fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per i fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, nè di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
La stampa, anche virtuale, non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre dodici ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle dodici ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. È vietato il finanziamento pubblico della stampa periodica a tiratura superiore alle 5.000 copie.
Le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume sono regolati dalla legge.
Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti da leggi militari speciali in stato di guerra.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio tra due esseri umani.
E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.
La Repubblica tutela allo stesso modo il matrimonio eterosessuale e quello omosessuale.
La Repubblica tutela la libera scelta sessuale dell’individuo non consentendo a coniugi dello stesso sesso l’adozione di minori.
Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza alcun onere per lo Stato o per altre istituzioni pubbliche.
E' prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Il personale giudicante non deve operare nell’ambito del provveditorato agli studi dove i giudicati hanno svolto il proprio percorso di studi da almeno 5 anni.
L'istruzione inferiore impartita per almeno dieci anni, è obbligatoria e gratuita.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro ligure all'estero.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge e non può comunque eccedere le 12 ore.
La legge stabilisce in anni 14 compiuti il limite minimo di età per il lavoro salariato.
I diversamente abili hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme stabilite dalla legge.
La Repubblica garantisce il diritto di sciopero.
Esso si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perchè l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
L’emissione della moneta è riservata allo Stato.
È istituito il Banco di San Giorgio, banca centrale dello Stato, ad esclusiva partecipazione pubblica.
Lo Stato si avvale della banca centrale per l’emissione della moneta. È vietata qualsiasi forma di speculazione privata, anche indiretta, sull’emissione di moneta.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo coerente con il libero mercato, espropriata per motivi di interesse generale.
Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa i limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e media proprietà.
La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane e di quelle ad economia di pesca.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico ed è promosso dallo Stato.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne
assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione del Senato, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile e nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
E' vietata l’organizzazione, sotto qualsiasi forma, di partiti ispirati all’ideologia fascista.
Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni al Senato, ai Dipartimenti, ai Comuni per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini i liguri non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive non può svolgere attività che possano entrare in conflitto di interessi con la carica ricoperta o con quelle ad essa correlate. In particolare, non può essere tenutario di qualsiasi forma di controllo, anche indiretto, formale od economico, su mezzi di informazione e divulgazione, né lo possono essere i suoi congiunti sino al terzo grado di parentela. La legge stabilisce i casi di violazione in cui sia prevista l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, nè l'esercizio dei diritti politici.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina, onore, efficienza, efficacia, qualità e trasparenza, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Il Senato della Repubblica si compone del Senato di Terraferma e del Senato di Corsica.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei casi e per le materie stabiliti dalla Costituzione. Le votazioni comuni al Senato di Terraferma e a quello di Corsica avvengono in contemporanea.
Il Senato della Repubblica è eletto a suffragio universale e diretto, su base dipartimentale.
Il numero dei senatori è di cento, tredici dei quali eletti nel Senato di Corsica.
Nessun Dipartimento può avere un numero di senatori inferiore a due.
La ripartizione dei seggi tra i Dipartimenti si effettua in proporzione alla popolazione degli stessi, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il diciottesimo anno di età.
Sono eleggibili tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i trenta anni di età e non hanno ancora compiuto i sessantacinque anni di età.
Il Senato della Repubblica è eletto per 4 anni.
La durata non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.
Le elezioni del nuovo Senato hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti.
La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
Finché non sia riunito il nuovo Senato sono prorogati i poteri del precedente.
Ciascun Senato si riunisce di diritto il primo giorno non festivo di ciascun mese solare.
Ciascun Senato può essere convocato in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di almeno un terzo più uno dei suoi componenti.
Quando si riunisce in via straordinaria una Senato, è convocato di diritto anche l'altro.
Ciascun Senato elegge fra i suoi componenti il Presidente.
Quando il Senato si riunisce in seduta comune, il Presidente è quello del Senato di Terraferma.
Ciascun Senato adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei propri componenti.
Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascun Senato, o entrambi, possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.
Le deliberazioni del Senato di Terraferma, del Senato di Corsica e del Senato della Repubblica non sono valide se non è presente la maggioranza dei rispettivi componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.
La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore.
Nessuno può appartenere contemporaneamente ai due senati.
Ciascun Senato giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.
Ogni senatore rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
I senatori non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione congiunta di almeno tre magistrati appartenenti a tre tribunali di tre differenti dipartimenti, nessun senatore può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.
Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i senatori ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.
I membri del Parlamento ricevono una indennità e dei benefici, stabiliti dalla legge.
La legge è sottoposta a referendum popolare confermativo.
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dal Senato di Terraferma e dal Senato di Corsica.
L'iniziativa delle leggi appartiene ai Governi, di Terraferma o di Corsica, ciascuno per il proprio ambito, a ciascun membro del Senato ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno tremila elettori, di un progetto redatto in articoli.
Ogni disegno di legge presentato ad un Senato è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dal Senato stesso, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso al Senato, se il Governo o un decimo dei componenti della Senato o un quinto della commissione richiedono che sia discusso e votato dal Senato stesso oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto.
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte del Senato è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.
Se il Senato di Terraferma e il Senato di Corsica, ciascuno a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essi stabilito.
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato al Senato chiedere una nuova deliberazione.
Se il Senato approva nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
E' indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono trentamila elettori o tre Consigli Dipartimentali.
Per ogni tornata elettorale non potranno svolgersi votazioni per più di tre quesiti referendari.
La legge determina le altre modalità di attuazione del referendum.
L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato a ciascun Governo se non con maggioranza dei due terzi più uno di ciascun Senato, con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
I Governi non possono, senza delegazione del proprio Senato, emanare decreti con valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, un Governo adotta, sotto diretta responsabilità del Presidente del Consiglio dei Ministri, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione al proprio Senato che, anche se sciolto, è appositamente convocato e si riunisce entro tre giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Ciascun Senato può tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
Il Senato della Repubblica delibera lo stato di guerra e conferisce al Governo di Terraferma i poteri necessari.
L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi più uno dei componenti di ciascun Senato, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
Il Senato della Repubblica autorizza con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
Ciascun Senato approva ogni anno il bilancio e il rendiconto consuntivo presentato dal proprio Governo.
L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a tre mesi.
Ciascun Senato può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione d'inchiesta ha durata limitata, rende conto al Senato e procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Senato in seduta comune dei suoi membri.
All'elezione partecipano venticinque delegati Dipartimentali eletti dai Consigli Dipartimentali in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze.
La ripartizione dei delegati tra i Dipartimenti è proporzionale e si effettua con le modalità di cui all’articolo 57.
Nessun Dipartimento può avere un numero di delegati inferiore a uno.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge, sottoposta a referendum popolare confermativo.
Il Presidente della Repubblica è eletto per cinque anni.
Trenta giorni prima che scada il termine il Presidente del Senato di Terraferma convoca in seduta comune il Senato della Repubblica e i delegati dipartimentali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
Se il Senato della Repubblica è sciolto, o manca meno di tre mesi alla sua cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione del nuovo Senato. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.
Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato di Terraferma.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato di Terraferma indice la elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se il Senato della Repubblica è sciolto o manca meno di tre mesi alla sua cessazione.
Può inviare messaggi al Senato della Repubblica.
Indice le elezioni del nuovo Senato della Repubblica e ne fissa la prima riunione.
Autorizza la presentazione al Senato della Repubblica dei disegni di legge di iniziativa dei Governi.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione del Senato della Repubblica.
Ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dal Senato della Repubblica e ne informa la Nazione.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i Presidenti del Senato di Corsica e Terraferma, sciogliere il Senato della Repubblica o anche un solo Senato.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Senato in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri, o da almeno sette consigli dipartimentali, ciascuno a maggioranza assoluta dei suoi membri.
Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Senato in seduta comune.
Il Governo di Terraferma ed il Governo di Corsica sono composti ciascuno del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina i Presidenti dei Consigli dei ministri e, su proposta di questi, i ministri.
Il Governo della Repubblica coincide con il Governo di Terraferma.
Esso, sentito il Governo di Corsica:
- determina e dirige la politica nazionale
- dispone dell'amministrazione e delle forze armate.
- ne è responsabile davanti al Senato di Terraferma e davanti al Senato di Corsica
I Presidenti del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Il Governi devono avere ciascuno la fiducia del proprio Senato.
Ciascun Senato accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta al proprio Senato per ottenerne la fiducia.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti del Senato e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
I Presidenti dei Consigli dei ministri dirigono ciascuno la politica generale del proprio Governo e ne sono responsabili. Mantengono l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei propri ministri.
Il Senato della Repubblica ed il Governo di Terraferma hanno legislazione esclusiva nelle materie indicate all’articolo 115.
I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del proprio Consiglio dei ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri.
La legge provvede all'ordinamento delle Presidenze dei Consigli e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.
Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione congiunta di almeno sei magistrati appartenenti a sei tribunali di sei differenti dipartimenti e sentito il Presidente della Repubblica, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
Se sono membri del Senato, non possono conseguire promozioni.
E' organo di consulenza dei Senati e dei Governi per le materie e secondo le funzioni attribuitegli dalla legge.
Ha iniziativa legislativa e può contribuire ad elaborare la legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
La Corte dei Conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti dei Governi, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente al Senato di Terraferma ed a quello di Corsica sul risultato del riscontro eseguito.
La legge assicura l'indipendenza dei due istituti e dei loro componenti di fronte ai Governi.
Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione, degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
Gli altri componenti sono eletti per tre quarti da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un quarto dal Senato in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo venti anni di esercizio.
Il Consiglio elegge un vice presidente fra i componenti designati dal Senato.
I membri elettivi del Consiglio durano in carica tre anni e non sono immediatamente rieleggibili.
Non possono, finchè sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, nè far parte del Senato o di un Consiglio Dipartimentale.
Lo Stato garantisce al Consiglio superiore della magistratura adeguata disponibilità finanziaria.
Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all'ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano venti anni d'esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti al giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamento sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore.
I DIPARTIMENTI, I COMUNI
La Repubblica è costituita dai Comuni, dai Dipartimenti e dallo Stato.
I Comuni e i Dipartimenti sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.
Genova è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.
La Corsica dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, con proprio Senato e proprio Governo, secondo proprio statuto speciale adottato con legge costituzionale.
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 115 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altri Dipartimenti al di fuori della Corsica, con legge dello Stato, su iniziativa del Dipartimento interessato, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 117. La legge è approvata dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e il Dipartimento interessato.
La potestà legislativa è esercitata dalla Terraferma e dalla Corsica nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
La Terraferma ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati esteri;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali dei Dipartimenti;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, dipartimentale e locale; opere dell'ingegno;
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea dei Dipartimenti; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta al Senato di Corsica e al Senato di Terraferma la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta al Senato di Corsica e al Senato di Terraferma la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega al Senato di Corsica o al Senato di Terraferma. La potestà regolamentare spetta al Senato di Corsica e al Senato di Terraferma in ogni altra materia. I Comuni e i Dipartimenti hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.
Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite ai Dipartimenti o allo Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni e i Dipartimenti sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
Stato, Dipartimenti e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.
I Comuni e i Dipartimenti hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
I Comuni e i Dipartimenti hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni e ai Dipartimenti di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni e Dipartimenti.
I Comuni e i Dipartimenti hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E' esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.
È vietato istituire dazi di importazione o esportazione o transito all’interno dello Stato, o adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra i Dipartimenti, o limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
I Governi possono sostituirsi a organi dei propri Dipartimenti o Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.
Sono organi del Dipartimento: il Consiglio dipartimentale, la Giunta e il suo presidente.
Il Consiglio dipartimentale esercita le funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge al Senato.
La Giunta dipartimentale è l'organo esecutivo del Dipartimento.
Il Presidente della Giunta rappresenta il Dipartimento; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; emana i regolamenti dipartimentali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato al Dipartimento, conformandosi alle istruzioni del proprio Governo.
Il sistema d'elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta dipartimentale nonchè dei consiglieri dipartimentali sono disciplinati con legge del Senato di pertinenza nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta dipartimentale e ad un Senato, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta dipartimentale.
I consiglieri dipartimentali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Il Presidente della Giunta dipartimentale, salvo che lo statuto dipartimentale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.
Ciascun Dipartimento ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento e la forma di governo. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi del Dipartimento e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti dipartimentali.
Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio dipartimentale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l'apposizione del visto da parte del Commissario del Governo cui fa riferimento il Dipartimento. Ciascun Governo può promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti dipartimentali, anche non di propria pertinenza, dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione.
Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori del Dipartimento o un quinto dei componenti il Consiglio dipartimentale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.
In ogni Dipartimento, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra il Dipartimento e gli enti locali.
Quattro commissari del Governo, dotati di propri Uffici Commissariali, sopraintendono alle funzioni esercitate dallo Stato, e le coordinano con quelle esercitate dai Dipartimenti di propria competenza.
Un commissario risiede a Nizza, per i Dipartimenti di Nizza, San Remo, Oneglia-Porto e Savona.
Un commissario risiede a Genova, per i Dipartimenti di Genova e Novi.
Un commissario risiede a La Spezia, per i Dipartimenti del Tigullio, della Spezia e di Lunezia.
Un commissario risiede a Corte, per i Dipartimenti di Ajaccio-Solenzara, Bastia-Calvi e Corte-Bonifacio.
Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi del Dipartimento è esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La legge può in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio dipartimentale.
Nel Dipartimento sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l'ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo di DIpartimento.
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio dipartimentale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di senatori costituita, per le questioni dipartimentali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.
Il Consiglio dipartimentale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione non può essere discussa prima di tre giorni dalla presentazione.
Ciascun Governo, quando ritenga che una legge del proprio ambito (Terraferma o Corsica) ne ecceda la competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.
Il dipartimento, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un altro Dipartimento leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge.
Un organo del Dipartimento, costituito
Messaggio modificato da adamaney il Lunedì, 01-Set-2008, 18:08
Inviato il: Lunedì, 01-Set-2008, 10:16
Un organo del Dipartimento, costituito nei modi stabiliti da legge della Repubblica, esercita, anche in forma decentrata, il controllo di legittimità sugli atti dei Comuni e degli altri enti locali.
Sono costituiti i seguenti Dipartimenti:
Nizza, con sede a Nizza
San Remo, con sede a San Remo
Oneglia-Porto Maurizio, con sede a Porto San Maurizio
Savona, con sede a Savona
Genova, con sede a Genova
Novi, con sede a Novi
Tigullio, con sede a Chiavari
La Spezia, con sede a La Spezia
Lunezia, con sede a Sarzana
Ajaccio-Solenzara, con sede ad Ajaccio
Bastia-Calvi, con sede a Bastia
Corte-Bonifacio, con sede a Bonifacio
Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli dipartimentali, disporre la fusione di Dipartimenti esistenti o la creazione di nuovi Dipartimenti con un minimo di centocinquantamila abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Si può con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni del dipartimento o dei dipartimenti interessati e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli dipartimentali, consentire che dipartimenti e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da un dipartimento ed aggregati ad un altro.
Il Dipartimento, sentite le popolazioni interessate tramite referendum, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e dei Dipartimenti;
sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e i Dipartimenti e tra i Dipartimenti;
La Corte costituzionale è composta di dieci giudici. Due sono nominati dal Presidente della Repubblica, tre dal Parlamento in seduta comune e cinque dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
I giudici della Corte costituzionale sono nominati per sette anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati.
L'ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento o d'un Consiglio dipartimentale, con l'esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, otto membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni sette anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata al Senato di Terraferma e al Senato di Corsica nonché ai Consigli dipartimental interessati, affinchè, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.
Le leggi di revisione della Costituzione, le altre leggi costituzionali e la legge elettorale per l’elezione dei Senatori sono adottate da ciascun Senato con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascun Senato nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri del Senato della Repubblica o trentamila elettori o quattro Consigli dipartimentali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascun Senato a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
La legge elettorale per l’elezione dei Senatori si fonda sul principio di rappresentatività dei Cittadini.
Con l'entrata in vigore della Costituzione, il capo provvisorio dello Stato esercita le attribuzioni di Presidente della Repubblica e ne assume il titolo.
Il Capo Provisorio dello Stato provvede alla nomina per decreto, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Costituzione, dei cento componenti del primo senato provvisorio, scelti tra coloro i quali posseggono i requisiti di legge per essere senatori, con preferenza, in base al principio di rappresentanza, per a) i deputati e i senatori della Repubblica Italiana e della Repubblica Francese in carica, o eletti in passato, nelle circoscrizioni ora facenti parte della Repubblica Ligure
cittadini che già ricoprono o hanno ricoperto cariche pubbliche nelle preesistenti amministrazioni c) personalità che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.
Il rifiuto della nomina è possibile tramite
Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull'ordinamento giudiziario in conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dei rispettivi ordinamenti vigenti sul suolo Italiano e Francese.
Fino a quando non entri in funzione la Corte Costituzionale, la decisione delle controversie indicate nell'art. 131 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme preesistenti all'entrata in vigore della Costituzione.
Le elezioni dei Consigli dipartimentali sono indette entro sei mesi dall'entrata in vigore della Costituzione.
Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali di Italia e Francia e delle funzioni regionali o dipartimentali attribuite ai nuovi dipartimenti. Fino a quando non si sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali, restano alle province ed ai comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le regioni deleghino loro l'esercizio.
La Repubblica, entro tre anni dall'entrata in vigore della Costituzione, adegua le sue leggi alle esigenze delle autonomie locali e alle competenze legislative attribuite dalla Costituzione.
Fino a tre anni dall'entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare diversamente i dipartimenti o formarne altri, a modificazione dell'elenco di cui all'art. 129, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell'art. 130, fermo rimanendo l'obbligo di sentire le popolazioni interessate.
Lo stato si riserva ogni azione legale risarcitoria per i danni causati dal sacco di Genova del 1848, come quantificati dalla relativa commissione e aggiornati con gli interessi stabiliti dalla legge, nei confronti dei discendenti di Casa Savoia.
I predicati di quelli esistenti valgono come parte del nome.
Entro due anni dall'entrata in vigore della Costituzione si procede alla armonizzazione delle codificazioni civile e penale e relativi codici di procedura esistenti e alla loro nuova promulgazione
- Entro tre anni dall'entrata in vigore della Costituzione si procede alla armonizzazione dei codici della strada ed alla nuova promulgazione
Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della Costituzione il Senato ed il Governo provvisori della Repubblica provvedono alla promulgazione della legge per l'elezione del Senato della Repubblica, dello statuto speciale della Corsica e sulla legge per la stampa.
La presente Costituzione è promulgata dal capo provvisorio dello Stato entro tre giorni dalla sua approvazione da parte del Senato provvisorio, ed entra in vigore il … .
Affinchè ogni cittadino possa prenderne cognizione, il testo della Costituzione è tradotto in Francese, Ligure e Corso da apposita commissione nominata dal Senato e supervisionata dal consiglio superiore della magistratura, depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica in tutte e quattro le lingue, e resterà esposto durante tutto il biennio … .
La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata e fatta osservare come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato.
Inviato il: Lunedì, 01-Set-2008, 10:40
Sôlo 'na segnalaçion...
A léngoa "ligure" a no l'existe.
Gh'é o zenéize, o savonéize, etc., ma no gh'é 'na léngoa da poéise ciamâ "ligure".
Inviato il: Lunedì, 01-Set-2008, 11:35
è un bel lavoro,naturalmente da valutare da un'assemblea costituente, su una cosa non sono daccordo,possiamo rivendicare solamente i territori della repubblica di Genova con annessi feudi imperiali,la lunigiana non è mai stata sotto la Repubblica di Genova,qualunque territorio vorra unirsi a noi sarà ben accetto,ma non possiamo certamente prenderlo così ,segnando un confine sulla carta,stesso discorso vale per Nissa, oggi è territorio francese,se gli Occitani decidono di lasciare la Francia e unirsi a Noi ben vengano, ma per loro scelta.
Ben diverso è il discorso Corso,Loro giustamente rivendicano il diritto di autogovernarsi da secoli.
Altra cosa che non condivido è la bandiera.
Deve rimanere tale quale,niente campo argentato o teste di moro.
Messaggio modificato da Ambrones il Lunedì, 01-Set-2008, 12:42
Inviato il: Lunedì, 01-Set-2008, 12:37
LUNEDI' 08/09/08 RIUNIONE IN SEDE
X ADAMANEY potresti partecipare
Inviato il: Lunedì, 01-Set-2008, 12:44
Molto interessante, non ho ancora avuto tempo di leggerla tutta.
Ti segnalo u piccolo errore
L'Italia ripudia
e riprendo a dire che la Corsica non era parte della Reubblica al momento della liberazione dalla Francia da parte di Lord Bentick, percui la escluderei dalla Federazione (al momento) e dalla bandiera.
Per Draughtsplayer:
è vero, non esiste una lingua ligure ma.... (c'era già una discussione apposta)
Inviato il: Lunedì, 01-Set-2008, 18:04
Capisco naturalmente quanto scrivete riguardo Nizza e la Corsica. Si tratta di una bozza che vuole essere un po' provocatoria, se volete, l'idea di base è "l'unione fa la forza", sia per la Corsica che per Nizza e la Lunigiana o Lunezia (!) che la si chiami. Ma in effetti può essere controproducente. Quindi sono d'accordo con SPQI, dovrebbe solo eventualmente essere un passo successivo.
Deve rimanere tale quale,niente campo argentato o teste di moro
La questione della bandiera era solo in questo senso (federazione con la Corsica). Il campo d'argento già c'è ... è la bandea de Zena
(il bianco in araldica è argento)
Tecnicamente è vero, ma è anche uno dei motivi della sua lenta estinzione (una mancata codifica univoca superando le varianti). Per non far torto a nessuno si potrebbe parlare di Ligure visto che è ormai codificato come lingua ed anche l'UNI l'ha ormai riconosciuto come tale al pari di alcune Università, facendo prevalere il genovese metropolitano a discapito delle altre varianti - ve lo dico da savonese! -
perdonatemi, non sono ancora molto pratico: mi potreste ripetere luogo e orario? Grazie sin d'ora per la vostra pazienza
Messaggio modificato da adamaney il Lunedì, 01-Set-2008, 18:09
Inviato il: Lunedì, 01-Set-2008, 19:57
la sede è in Via XX Settembre 21/7 (4° piano) - sul lato di via San Vincenzo poco più in giù, verso piazza della Vittoria (nel tratto senza portici)
Inviato il: Martedì, 02-Set-2008, 13:08
Grazie! a che ora è il ritrovo, lunedì? confermato ore 21?
Messaggio modificato da adamaney il Martedì, 02-Set-2008, 13:25
Inviato il: Martedì, 02-Set-2008, 16:52
Premetto che non m'intendo di 'legiferazione'.
Ho letto la bozza di "Costituzione" che Adamaney ha scritto. Mi congratulo con lui per il monumentale lavoro che ha fatto. In linea di massima sono d'accordo, tuttavia ho trovato diversi punti che andrebbero o cancellati o modificati a parer mio. Ne scriverò in altro momento, per ora mi limito a tre considerazioni:
-art. 7 ; 3° comma: correggere....adotta l'italiano esclusivamente per i contatti con Enti, Società,ecc. "extra mura", ossia estranei ai confini dello Stato, fermo restando che la lingua ufficiale interna ai confini è il ligure (o genovese)
-all'art.52: La legge, nel rispetto della storia e delle tradizioni, stabilisce che alle massime cariche dirigenziali e a quelle elettive, possono essere eletti esclusivamente cittadini genovesi o liguri che siano tali da almeno due generazioni.
(Ritengo che questi possano dirsi veri liguri. Mi ricordo del passato Sindaco, prima generazione, che avrebbe inteso eliminare la Lanterna da simbolo di Genova! - Non si può amare un luogo e sentire di appartenergli dopo soltanto una generazione e mezza!)
- l'art.VIII delle disposizioni transitorie e finali, lo modificherei così: "i titoli nobiliari non sono riconosciuti, ad eccezione di quelli ereditati e attribuiti dalla gloriosa, antica Repubblica ai loro antenati che hanno dato lustro, gloria e fama all'antica Repubblica di Genova della quale la presente intende essere continuatrice."
Alla correttezza della forma pensateci voi.
Inviato il: Mercoledì, 03-Set-2008, 05:52
Concedere i "DIRITTI" in una Carta Costituzionale "solamente" a chi può dimostrare di essere Ligure da più generazioni, è la cosa "PIU' STUPIDA" che si può fare !!
1°) Il fatto di essere "LIGURE" da più generazioni, non dimostra che si è "MIGLIORI". Se TUTTI i LIGURI da più generazioni veramente avessero sentito l'amore per la loro PATRIA, non avrebbero dovuto aspettare che un "marchigiano" di origini, come il sottoscritto, ma profondamente LIGURE per libera scelta, si desse tanto da fare per fondare il M.I.L. !!!!
2°) Anche attualmente non vediamo TANTI "LIGURI" da più generazioni che si danno da fare per l'INDIPENDENZA della LIGURIA !!
Anzi i più critici e scettici sono proprio loro !
QUINDI occorre soprattutto puntare su "CHI SI SENTE LIGURE" !
E dimostra , CON I FATTI, di volere l'INDIPENDENZA della LIGURIA!
Se un extra-comunitario decide di "stabilirsi" in Liguria e di diventare LIGURE a tutti gli effetti, innamorandosi della sua Storia, Tradizioni, Costumi, rispetta le leggi ed "ha voglia di lavorare" , merita di più di un LIGURE da sette generazioni che invece...."se ne frega" !
Ricordiamoci SEMPRE l'esempio dei DURAZZO : erano schiavi extra-comunitari Albanesi ! Sono diventati "Genovesi" a tutti gli effetti ed hanno dato 0tto Dogi alla Repubblica !
A noi "servirebbero" altri DIECI Durazzo !!!
Messaggio modificato da vincenzo il Mercoledì, 03-Set-2008, 05:54
Inviato il: Mercoledì, 03-Set-2008, 10:19
Mi sembra assolutamente fondamentale esprimere qui e ora il mio più completo accordo con quanto espresso nel post precedente dal Presidente Matteucci.
O si considerano le cose come ottimamente espresse dal nostro Presidente, o è meglio lasciar perdere (saremmo solo come uno dei tanti movimenti italiani) ...
In fin dei conti, spesso (troppo spesso!) chi ama la Liguria è chi viene da fuori (e sa che cosa c'è fuori dalla terra più bella del mondo, nonché dalla più ricca, se solo i suoi abitanti lo volessero ...).
Lo stesso Matteucci, anima e cuore del nostro amato movimento, non è di origine ligure, ma è ligure senza dubbio, senza esitazione, nel cuore e nell'anima.
Inviato il: Mercoledì, 03-Set-2008, 11:56
Mi rimangio in parte quanto ho scritto sopra perchè in effetti sono vere le tue affermazioni Vincenzo, ma non posso dimenticare il fatto che qui in Liguria tanti 'immigrati' italiani che occupano posti di lavoro e di dirigenza, ottenuto un posto lo occupano e vi lavorano con molta calma, senza stancarsi e, se c'è da aiutare qualcuno, prima si danno da fare per amici, conoscenti corregionali e poi, ma solo poi se c'è ancora spazio, per i nativi: i liguri.
Esperienze vissute da famigliari. I VERI liguri sono meno di parte o più obiettivi, a mio parere. Constatato!
Vincenzo, ti ringrazio per il "più stupida". Ti sei sentito offeso perchè non sei ligure doc? Non sapevo di essere competente in "stupidari!" Grazie per avermi, se pur non esplicitamente, gratificato.
Inviato il: Mercoledì, 03-Set-2008, 12:34
Caro Pierin,
ho volutamente "forzato" un pò la mano, perchè su certi "principi" è meglio essere subito molto drastici. Non c'è nulla di personale. Per il resto hai ragione tu, ma è questa "società" che permette loro tali "comportamenti" ( "ottenuto un posto lo occupano e vi lavorano con molta calma.....prima si danno da fare per amici , conoscenti corregionali e poi, ma solo poi se c'è ancora spazio , , per i nativi : i liguri." ), Caro Pierin, con l'Indipendenza potremo fare "leggi LIGURI" che "castighino" tutto questo.
Inviato il: Mercoledì, 03-Set-2008, 13:10
se vogliamo reintrodurre la nobiltà allora siamo veramente messi male
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