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Timestamp: 2017-05-01 04:15:44+00:00
Document Index: 45219376

Matched Legal Cases: ['art. 337', 'art.404', 'art. 29', 'art.1', 'art.2', 'art.1', 'art.2', 'art 1']

Il nuovo concetto legale di Famiglia dopo l’approvazione della legge n.76 del 20 maggio 2016 :: Diritto di famiglia :: Diritto & Diritti
Pubblicato dal 30/03/2017
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- Hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario ( com.38);
- In caso di malattia o ricovero, hanno diritto reciproco di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali (com.39);
- Ciascuno di loro può designare l’altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati :
- Relativamente alla casa familiare , salvo quanto previsto dall’art. 337-sexies del cod. civ.., in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente supestite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni (com. 42);
- Nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facoltà di succedergli nel contratto(com. 44);
- Nel caso di cui l’appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parità di condizioni, i conviventi di fatto(com. 45);
- Al convivente di fatto che presta stabilmente la propria opera all’interno dell’impresa dell’altro convivente spetta una partecipazione agli utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, commisurata al lavoro prestato (com. 46);
- Il convivente di fatto può essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno, qualora l’altra parte sia dichiarata interdetta o inabilitata ai sensi delle norme vigenti ovvero ricorrano i presupposti di cui all’art.404del cod. civ. (com. 48);
- In caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell’individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite ( com. 49);
- I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza (com. 50).
- per matrimonio o altra unione;
Autore Dott.ssa Caterina Catalfamo Mediazione Civile, Familiare e Penale
Dalla riforma del diritto di famiglia, promulgato in Italia nel 1975 (legge n.151, del 19 maggio 1975), ad oggi molto è cambiato. Allora, l’esigenza fu quella di parificare i ruoli tra uomo e donna nella famiglia; riconoscere la parità dei figli naturali (nati fuori dal matrimonio) ai figli legittimi; introdurre la comunione legale dei beni, regolare l’impresa familiare. Nel corso di questi ultimi 41 anni la società ha continuato a cambiare e di pari passo anche il diritto, viste le continue riforme e innovazioni che si sono rese necessarie e che hanno cercato di accompagnare, e qualche volta accelerare, la trasformazione della società italiana. Oggi, il numero dei matrimoni celebrati è in netto calo e, conseguentemente , è in continuo aumento il numero di figli nati fuori dal matrimonio. A ciò si aggiunge, da un lato, un aumento delle separazioni e dei divorzi e, dall’altro, la formazione di nuove forme di famiglia composte da coppie dello stesso sesso che necessitano di riconoscimento e protezione. In quasi 41 anni non c’è più un solo modello di famiglia, ma tante sono le opzioni e conseguentemente tanti sono i risvolti giuridici che hanno necessitato interventi legislativi volti a consentire un riconoscimento formale utile ad una consistente parte della società. La legge n.76 del 20 maggio 2016 In ordine temporale innovativo in quest’ambito si pone la legge istitutiva dell’unione civile e delle convivenze di fatto: la legge n. 76 del 20 maggio 2016 (c.d. legge Cirinnà, dal nome della prima firmataria), entrata in vigore il 5 giugno 2016, e successivi decreti attuativi (decreti legislativi n. 5,6 e 7 del 19 gennaio 2017). La legge n. 76 del 20 maggio 2016, istituisce, regolandole, le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze di fatto tra etero e omosessuali. Rilevante è la portata non solo giuridica ma anche politica e sociale di tale legge resasi necessaria dopo l’ennesima condanna comminata all’Italia dalla Corta di Strasburgo per il mancato riconoscimento delle unioni civili. Le forme famigliari risultanti all’esito dell’approvazione della legge risultano ora essere: Il Matrimonio (artt. 79cc e ss; art. 29 Cost.): negozio giuridico solenne mediante il quale
quale un uomo e una donna costituiscono tra loro una comunione spirituale e materiale e acquistano lo status di coniuge. L’Unione civile (legge 76/2016 art.1, commi 1-34; art.2 Cost.) specifica formazione sociale ritualmente costituita, mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni, da due persone maggiorenni dello stesso sesso, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale. Con la celebrazione dell’unione le parti acquistano lo status familiare di unito civilmente. La Convivenza (legge 76/2016 art.1, commi 36-65; art.2 Cost.): tra due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile. La qualifica di convivente non costituisce uno status familiae. Il percorso legislativo della riforma può dirsi concluso con l’approvazione dei decreti attuativi che hanno adeguato le norme dell’ordinamento dello Stato in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni, le disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili e quelle di coordinamento in materia penale. Unione civile art 1 comm.1-35 L. 76/2016 Vediamo in sintesi il neo istituto dell’unione civile, alla luce anche dei recenti decreti attuativi resisi necessari al fine di chiarire i punti critici emersi in fase di attuazione della legge. L’unione civile è una specifica formazione sociale, alternativa e diversa dal matrimonio, dalla quale derivano, per le parti, specifici diritti e doveri cui non è possibile derogare. L’unione civile si costituisce mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. Come chiarito dai decreti attuativi, la delega delle funzioni di ufficiale di stato civile potrà essere assunta, proprio come per i matrimoni, da consiglieri,
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