Source: http://www.outsidernews.it/corte-costituzionale-il-contributo-consortile-non-e-dovuto-senza-beneficio/
Timestamp: 2019-08-26 03:08:00+00:00
Document Index: 115939839

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.119', 'art.59', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23']

Corte Costituzionale: il contributo consortile non è dovuto senza beneficio | Outsider News - Media Company 4.0
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La Corte costituzionale con sentenza n.188/2018 ha dichiarato illegittimo il contributo consortile, e con esso la Legge Regionale che lo disciplina e regola, richiamando la garanzia del principio di proporzionalità e regolarità contributiva.
Tale principio stabilisce l’obbligo contributivo in funzione del solo esclusivo beneficio apportato. In base alla citata sentenza, il contributo consortile è dovuto SOLO se al fondo è apportato un BENEFICIO diretto e specifico (e quindi il tributo non è più dovuto – come in passato – indipendentemente dal beneficio). Diversamente sino ad oggi, e lo riconosce la Suprema Corte, si è assistito ad un abuso e violazione dell’art.119 Cost. nonché’ alla violazione dell’art.59 del Regio Decreto 215 del 13.02.1933.
La sentenza rivoluziona il concetto in sé di contributo di bonifica. Questo per anni, decenni, è stato considerato un’imposta in piena regola: una tassa iniqua, ingiustificata ed incomprensibile. È bene qui chiarire la differenza tra contributo (dovuto a fronte di un’attività e beneficio apportati) e tassa (obbligatoria senza una controprestazione o un arricchimento/accrescimento diretto; senza, ancora, un’attività concreta e tangibile posta a beneficio dell’azienda consorziata tenuta al pagamento).
La sentenza recepisce un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato (si veda sentenza Cass. n. 11801/2013) secondo cui appare scontata la non obbligatorietà del tributo (contributo) ogniqualvolta sia provata e documentata l’assenza di qualsiasi utile, beneficio diretto o incremento all’ area/ fondo/ terreno dell’azienda consorziata.
La sentenza n.188/2018 resa dalla Corte Costituzionale, dichiarando l’illegittimità dell’art. 23 comma I lett.a) della Legge regionale Calabria n.11/2003, rende ufficiale il citato principio di diritto della differenza tra tassa e contributo.