Source: http://www.lpo.it/codice_civile.htm
Timestamp: 2020-06-02 20:30:39+00:00
Document Index: 27772293

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2118', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 9', 'art. 409', 'art. 6', 'art. 31', 'art. 2114', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2120', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2200', 'art. 205', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 2147', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 2178', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2215', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 53', 'art. 53']

::: Codice Civile
Il lavoro è tutelato in tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche e manuali secondo i principi della Carta del lavoro]. (1)
(1) Parole soppresse dal d.lgs.lgt. 14 settembre 1944, n. 287 (G.U 9-11-1944, n. 79)
L'ordinamento delle categorie professionali è stabilito dalle leggi, dai regolamenti, dai provvedimenti dell'autorità governativa [e dagli statuti delle associazioni professionali]. (1)
(1) Parole soppresse dal d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 369 (G.U. 16-12-1944, n. 95)
L'esercizio professionale delle attività economiche è disciplinato dalle leggi, dai regolamenti [e dalle norme corporative]. (1)
Delle ordinanze corporative e degli accordi economici collettivi (1)
(1) Capo da considerarsi interamente abrogato a seguito della soppressione dell'ordinamento corporativo con d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 369 (G.U. 16-12-1944, n. 95).
[Le ordinanze corporative per il coordinamento della produzione e degli scambi possono avere per oggetto:
Le materie indicate nel n. 2 possono anche, nei casi e nei modi stabiliti dalla legge, formare oggetto di accordi economici collettivi tra le associazioni professionali che rappresentano le categorie interessate].
[La formazione e la pubblicazione delle ordinanze corporative e degli accordi economici collettivi sono regolate dalle leggi speciali].
[Le ordinanze corporative e gli accordi economici collettivi hanno efficacia per tutti coloro che esercitano la loro attività nel ramo di produzione regolato dalle ordinanze e dagli accordi medesimi].
[I contratti individuali non possono derogare alle ordinanze corporative e agli accordi economici collettivi, salvo che questi lo consentano.
Le clausole dei contratti individuali, difformi dalle norme inderogabili contenute nelle ordinanze e negli accordi previsti nel presente capo, sono sostituiti di diritto dalle norme suddette.
La disposizione del comma precedente non si applica ai contratti stipulati prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza corporativa o dell'accordo economico collettivo.
L'ordinanza e l'accordo possono tuttavia stabilire che le norme in essi contenute si applicano anche ai contratti ad esecuzione continuata o periodica in corso, per la parte non ancora eseguita].
Sono altresì sottratti alla disciplina del contratto collettivo i rapporti di lavoro concernenti prestazioni di carattere personale o domestico. (1)
(1) La Corte cost., con sentenza 27 marzo-9 aprile 1969, n. 68 (G.U. 16-4-1969, n. 98), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo comma, «nella parte in cui dispone che sono sottratti alla disciplina del contratto collettivo i rapporti di lavoro concernenti prestazioni di carattere domestico».
Il contratto collettivo deve contenere le disposizioni occorrenti, secondo la natura del rapporto, per dare esecuzione alle norme di questo codice concernenti la disciplina del lavoro, i diritti e gli obblighi degli imprenditori e dei prestatori di lavoro. (1)
(1) Comma così modificato dall'art. 3, comma 2, d.lgs.lgt. 14 settembre 1944, n. 287 (G.U 9-11-1944, n. 79).
Artt. 2072-2076 (1)
(1) Articoli implicitamente abrogati a seguito della soppressione dell'ordinamento corporativo con d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 369 (G.U. 16-12-1944, n. 95).
Le clausole difformi dei contratti individuali preesistenti o successivi al contratto collettivo, sono sostituite di diritto da quelle del contratto collettivo, salvo che contengano speciali condizioni più favorevoli ai prestatori di lavoro.
La disciplina del contratto collettivo di lavoro si applica anche ai rapporti di associazione agraria regolati dal Capo II del titolo II ed a quelli di affitto a coltivatore diretto del fondo.
Art. 2081 (1)
(1) Articolo abrogato a seguito della soppressione dell'ordinamento corporativo con d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 369 (G.U. 16-12-1944, n. 95).
Le altre condizioni per l'esercizio delle diverse categorie di imprese sono stabilite dalla legge [e dalle norme corporative].
Il controllo sull'indirizzo della produzione e degli scambi in relazione all'interesse unitario dell'economia nazionale è esercitato dallo Stato, nei modi previsti dalla legge [e dalle norme corporative].
Artt. 2088-2092 (1)
I prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai (1)
Le leggi speciali [e le norme corporative], in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell'impresa, determinano i requisiti di appartenenza alle indicate categorie.
(1) Comma così modificato dall'art. 1, l. 13 maggio 1985, n. 190 (G.U. 17-5-1985, n. 115).
[Salvo diversa disposizione delle norme corporative], l'assunzione del prestatore di lavoro per un periodo di prova deve risultare da atto scritto.
Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d'indennità. Se però la prova è stabilita per un tempo minimo necessario, la facoltà di recesso non può esercitarsi prima della scadenza del termine. (1)
(1) La Corte cost., con sentenza 16-22 dicembre 1980, n. 189 (G.U 31-12-1980, n.357), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo comma, «nella parte in cui non riconosce il diritto alla indennità di anzianità di cui agli artt. 2120 e 2121 stesso codice, al lavoratore assunto con patto di prova nel caso di recesso dal contratto durante il periodo di prova medesimo».
Art. 2097 - Durata del contratto di lavoro (1)
(1) Articolo abrogato dall'art. 9, l. 18 aprile 1962, n. 230 (G.U. 17-5-1962, n. 125).
Art. 2098 - Violazione delle norme sul collocamento dei prestatori di lavoro
La domanda di annullamento è proposta dal pubblico ministero, su denunzia dell'ufficio di collocamento entro un anno dalla data dell'assunzione del prestatore di lavoro.
In mancanza [di norme corporative o] di accordo tra le parti, la retribuzione è determinata dal giudice, [tenuto conto, ove occorra, del parere delle associazioni professionali].
[Le norme corporative determinano i rami di produzione e i casi in cui si verificano le condizioni previste nel comma precedente e stabiliscono i criteri per la formazione delle tariffe].
[Le norme corporative possono stabilire che le tariffe di cottimo non divengano definitive se non dopo un periodo di esperimento].
Le tariffe possono essere sostituite o modificate soltanto se intervengono mutamenti nelle condizioni di esecuzione del lavoro, e in ragione degli stessi. [In questo caso la sostituzione o la variazione della tariffa non diviene definitiva se non dopo il periodo di esperimento stabilito dalle norme corporative].
Se le [norme corporative o] la convenzione non dispongono diversamente, la partecipazione agli utili spettante al prestatore di lavoro e determinata in base agli utili netti dell'impresa, e, per le imprese soggette alla pubblicazione del bilancio, in base agli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato e pubblicato.
Salvo che ricorrano le condizioni di cui al secondo e al quarto comma e fermo quanto disposto al sesto comma, ogni patto contrario è nullo.(1)
(1) Articolo così sostituito dall'art. 3, D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81
L'inosservanza delle disposizioni contenute nei due articoli precedenti può dar luogo all'applicazione di sanzioni disciplinari, secondo la gravità dell'infrazione [e in conformità delle norme corporative].
I limiti entro i quali sono consentiti il lavoro straordinario e quello notturno, la durata di essi e la misura della maggiorazione sono stabiliti dalla legge [o dalle norme corporative].
Art. 2109 - Periodo di riposo (1)
Ha anche diritto [dopo un anno d'ininterrotto servizio] (2) ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l'imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La durata di tale periodo è stabilita dalla legge, [dalle norme corporative] dagli usi o secondo equità.
(1) La Corte cost., con sentenza 16-22 dicembre 1980, n. 189 (G.U 31-12-1980, n.357), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo articolo, «nella parte in cui non prevede il diritto a ferie retribuite anche per il lavoratore assunto in prova in caso di recesso dal contratto durante il periodo di prova medesimo».
La Corte cost., con sentenza 16-30 dicembre 1987, n. 616 (G.U. 8-1-1988, n. 1 - 1 S. sp.), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo articolo, «nella parte in cui non prevede che la malattia insorta durante il periodo feriale ne sospenda il decorso».
(2) La Corte cost., con sentenza 7-10 maggio 1963, n. 66 (G.U. 18-5-1963, n. 132), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo comma, limitatamente all'inciso «dopo un anno d'ininterrotto servizio».
In caso d'infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge [o le norme corporative] non stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o un'indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, [dalle norme corporative] dagli usi o secondo equità.
Nei casi indicati nel comma precedente, l'imprenditore ha diritto di recedere dal contratto a norma dell'art. 2118, decorso il periodo stabilito dalla legge [dalle norme corporative], dagli usi o secondo equità.
[La chiamata alle armi per adempiere gli obblighi di leva risolve il contratto di lavoro salvo diverse disposizioni delle norme corporative]. (1)
(1) Comma implicitamente abrogato dall'art. 1 d.lgs. c.p.s. 13 settembre 1946, n. 303 (G.U. 20-11-1946, n. 264) che così ha stabilito «La chiamata alle armi per adempiere obblighi di leva sospende il rapporto di lavoro per tutto il periodo del servizio militare di leva e il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto».
Art. 2112 - Trasferimento dell'azienda (1)
L'effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo livello.
Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando il ramo d'azienda oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore opera un regime di solidarietà di cui all'articolo di cui all'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.(3)
(1) Articolo così sostituito dall'art. 1, comma 1, d.lgs. 2 febbraio 2001, n. 18 (G.U. 21-2-2001, n. 43).
(2) Comma così sostituito dall’art. 32, comma 1, d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 (G.U. 9-10-2003, n. 235 – S.O. n. 159/L).
(3) Comma inserito dall’art. 32, comma 2, d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 (G.U. 9-10-2003, n. 235 – S.O. n. 159/L) e successivamente così modificato dall'art. 9, comma 1, D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251.
Le rinunzie e le transazioni, che hanno per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili della legge e dei contratti o accordi collettivi concernenti i rapporti di cui all'art. 409 Cod. Proc. Civ., non sono valide.
Le disposizioni del presente articolo non si applicano alla conciliazione intervenuta ai sensi degli artt. 185, 410 e 411, 412-ter e 412-quater Cod. Proc. Civ.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 6 l. 11 agosto 1973, n. 533 (G.U. 13-9-1973, n. 237) e così modificato dall'art. 31, comma 7, Legge n. 183/2010.
Le leggi speciali (e le norme corporative) determinano i casi e le forme di previdenza e di assistenza obbligatorie e le contribuzioni e prestazioni relative.
Salvo diverse disposizioni della legge [o delle norme corporative] l'imprenditore e il prestatore di lavoro contribuiscono in patti eguali alle istituzioni di previdenza e di assistenza.
E' nullo qualsiasi patto diretto ad eludere gli obblighi relativi alla previdenza o all'assistenza.
Le prestazioni indicate nell'art. 2114 sono dovute al prestatore di lavoro, anche quando l'imprenditore non ha versato regolarmente i contributi dovuti alle istituzioni di previdenza e di assistenza, salvo diverse disposizioni delle leggi speciali [o delle norme corporative].
Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti [dalle norme corporative], dagli usi o secondo equità.
Art. 2120 - Disciplina del trattamento di fine rapporto (1)
b) acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile. (2)
(1) Articolo così sostituito dall'art. 1, comma 1, l. 29 maggio 1982, n. 297 (G.U. 31-5-1982, n. 147).
(2) La Corte cost. con sentenza 18 marzo-5 aprile 1982 (G.U. 10-4-1982, n. 15 - 1 S.sp.) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questa lettera, «nella parte in cui non prevede la possibilità di concessione dell'anticipazione in ipotesi di acquisto in itinere comprovato con mezzi idonei a dimostrarne l'effettività».
Fa parte della retribuzione anche l'equivalente del vitto e dell'alloggio dovuto al prestatore di lavoro.(1)
(1) Articolo così sostituito dall'art. 1, comma 2, l. 29 maggio 1982, n. 297 (G.U. 31-5-1982, n. 147).
L'art. 2, comma.5, l. 8 agosto 1995, n. 335 così dispone: «Per i lavoratori assunti dal 1º gennaio 1996 alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1 del d.lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, i trattamenti di fine servizio, comunque denominati, sono regolati in base a quanto previsto dall'art. 2120 del codice civile in materia di trattamento di fine rapporto».
In caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità indicate dagli artt. 2118 e 2120 devono corrispondersi al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado.
In mancanza delle persone indicate nel primo comma, le indennità sono attribuite secondo le norme della successione legittima. (1)
E nullo ogni patto anteriore alla morte del prestatore di lavoro circa l'attribuzione e la ripartizione delle indennità.
(1) La Corte cost., con sentenza 13-19 gennaio 1972, n. 8 (G.U. 26-1-1972, n. 23), ha dichiarato costituzionalmente illegittimo questo comma «nella parte in cui esclude che il lavoratore subordinato, in mancanza delle persone indicate nel primo comma, possa disporre per testamento delle indennità di cui allo stesso articolo».
Il periodo di tirocinio non può superare i limiti stabiliti [dalle norme corporative o] dagli usi.
Art. 2135. - Imprenditore agricolo.
Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge (1).
(1) Articolo così sostituito dall'art. 1, comma 1, d. lgs. 18 maggio 2001, n. 228 (G.U. 15-6-2001, n. 137 - S.O. n.149/L).
Le norme relative all'iscrizione nel registro delle imprese non si applicano agli imprenditori agricoli, salvo quanto e disposto dall'art. 2200.
I poteri dei dirigenti preposti all'esercizio dell'impresa agricola e quelli dei fattori di campagna, se non sono determinati per iscritto dal preponente, sono regolati [dalle norme corporative e, in mancanza], dagli usi.
Art. 2140 (1)
(1) Articolo abrogato dall'art. 205 l. 19 maggio 1975, n. 151 (G.U. 23-5-1975, n. 135 - Ed. Str.).
Art. 2142 - Famiglia colonica (1)
(1) Articolo tacitamente abrogato dall'art. 7, l. 15 settembre 1964, n. 756 (G.U. 22-9-1964, n. 233).
La mezzadria a tempo indeterminato s'intende convenuta per la durata di un anno agrario [salvo diverse disposizioni delle norme corporative] e si rinnova tacitamente di anno in anno, se non è stata comunicata disdetta almeno sei mesi prima della scadenza nei modi fissati [dalle norme corporative], dalla convenzione o dagli usi.
[La direzione dell'impresa spetta al concedente, il quale deve osservare le norme della buona tecnica agraria]. (1)
(1) Comma tacitamente abrogato dall'art. 6, l.15 settembre 1964 n. 756 (G.U. 22-9-1964, n. 233).
Le scorte vive e morte sono conferite dal concedente e dal mezzadro in parti uguali, salvo diversa disposizione [delle norme corporative,] della convenzione o degli usi.
E a carico del mezzadro, salvo diverse disposizioni [delle norme corporative,] della convenzione o degli usi, la spesa della mano d'opera eventualmente necessaria per la normale coltivazione del podere.
Egli deve custodire il podere e mantenerlo in normale stato di produttività. Egli deve altresì custodire e conservare le altre cose affidategli dal concedente, con la diligenza del buon padre di famiglia, e non può senza il consenso del concedente o salvo uso contrario, svolgere attività a suo esclusivo profitto o compiere prestazioni a favore di terzi.
Nei rapporti relativi alla mezzadria il mezzadro rappresenta, nei confronti del concedente, i componenti della famiglia colonica
Le spese per la coltivazione del podere e per l'esercizio delle attività connesse, escluse quelle per la mano d'opera previste dall'art. 2147, sono a carico del concedente e del mezzadro in parti eguali.
Se il mezzadro e sfornito di mezzi propri, il concedente deve anticipare senza interesse, sino alla scadenza dell'anno agrario in corso, le spese indicate nel precedente comma. (1)
(1) Articolo tacitamente abrogato dall'art. 5, l. 15 settembre 1964, n. 756 (G.U. 22-9-1964, n. 233).
La misura del compenso, se non è stabilita [dalle norme corporative,] dalla convenzione o dagli usi, è determinata dal giudice, [sentite, ove occorra, le associazioni professionali] e tenuto conto dell'eventuale incremento di reddito realizzato dal mezzadro.
Salvo diverse disposizioni [delle norme corporative,] della convenzione o degli usi, sono a carico del mezzadro le riparazioni di piccola manutenzione della casa colonica e degli strumenti di lavoro, di cui egli e la famiglia colonica si servono.
Se la quota dei prodotti spettante al mezzadro per scarsezza del raccolto a lui non imputabile, non è sufficiente ai bisogni alimentari della famiglia colonica, e questa non e in grado di provvedervi, il concedente deve somministrare senza interesse il necessario per il mantenimento della famiglia colonica [,salvo rivalsa mediante prelevamento sulla parte dei prodotti e degli utili spettanti al mezzadro].
[Salvo diverse disposizioni (delle norme corporative,) della convenzione o degli usi, il mezzadro deve trasportare ai magazzini del concedente la quota a questo assegnata nella divisione]. (1)
(1) Comma tacitamente abrogato dall'art. 4, l. 15 settembre 1964, n. 756 (G.U. 22-9-1964, n. 233).
[La vendita dei prodotti, che in conformità degli usi non si dividono in natura, è fatta dal concedente previo accordo col mezzadro e, in mancanza, sulla base del prezzo di mercato.
La divisione si effettua sul ricavato della vendita, dedotte le spese.] (1)
(1) Articolo tacitamente abrogato dalla l. 15 settembre 1964, n. 756 (G.U. 22-9-1964, n. 233).
Art. 2157 - Diritto di preferenza del concedente (1)
[Il mezzadro, nella vendita dei prodotti assegnatigli in natura, deve, a parità di condizioni, preferire il concedente].
In tutti i casi, se il podere non è coltivato con la dovuta diligenza, il concedente può fare eseguire a sue spese i lavori necessari, [salvo rivalsa mediante prelevamento sui prodotti e sugli utili].
Salvo diverse disposizioni [delle norme corporative,] della convenzione o degli usi, l'assegnazione delle scorte al termine della mezzadria deve farsi secondo le norme seguenti:
La misura della ripartizione dei prodotti e degli utili è stabilita [dalle norme corporative,] dalla convenzione o dagli usi.
Alla scadenza del termine il contratto non cessa di diritto, e la parte che non intende rinnovarlo deve darne disdetta almeno sei mesi prima della scadenza o nel maggior termine fissato [dalle norme corporative] dalla convenzione o dagli usi.
Art. 2178 – Accrescimenti, prodotti, utili e spese
Gli accrescimenti, i prodotti, gli utili e le spese si dividono tra le parti secondo le proporzioni stabilite [dalle norme corporative] dalla convenzione o dagli usi.
Salve le norme generali sulla risoluzione dei contratti per inadempimento, ciascuna delle parti può chiedere lo scioglimento del contratto, quando si verificano fatti tali da non consentire la prosecuzione del rapporto.
Il soccidante preleva, d'accordo con il soccidario, un complesso di capi che, avuto riguardo al numero, alla razza, al sesso, al peso, alla qualità e all'età, sia corrispondente alla consistenza del bestiame apportato all'inizio della soccida. Il di più si divide a norma dell'art. 2178.
Gli accrescimenti, i prodotti, gli utili, le spese e, al termine del contratto, il bestiame conferito si dividono nella proporzione stabilita [dalle norme corporative] dalla convenzione o dagli usi.
Per quanto non è disposto dagli articoli precedenti, si applicano alla soccida parziaria le disposizioni relative alla soccida semplice
E' istituito il registro delle imprese (1) per le iscrizioni previste dalla legge.
(1) Istituito con L. 29 dicembre 1993, n. 580.
Il rifiuto dell'iscrizione deve essere comunicato con raccomandata al richiedente.
Se una iscrizione obbligatoria non è stata richiesta, l'ufficio del registro invita mediante raccomandata l'imprenditore a richiederla entro un congruo termine. Decorso inutilmente il termine assegnato, il giudice del registro può ordinarla con decreto.
Contro il decreto del giudice del registro emesso a norma degli articoli precedenti l'interessato, entro quindici giorni dalla comunicazione può ricorrere al tribunale dal quale dipende l'ufficio del registro.
Salvo quanto disposto dagli artt. 2626 e 2634, chiunque omette di richiedere l'iscrizione nei modi e nel termine stabiliti dalla legge, è punito con l'ammenda da L 20.000 a L. 1.000.000.
Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano..
1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, la cittadinanza; (1)
[All'atto della richiesta l'imprenditore deve depositare la sua firma autografa e quelle dei suoi institori e procuratori]. (2)
(1) Così modificato per effetto dell'art. 1 l. 31 ottobre 1955, n. 1064 (G.U. 19-11-1955, n. 267) e dall'art. 3 d.lgs.lgt. 14 settembre 1944, n. 287 (G.U. 9-11-1944, n. 79).
(2) Comma abrogato dall'art. 33, comma 1, l. 24 novembre 2000, n. 340 (G.U. 24-11-2000, n. 275).
Nello stesso termine la richiesta deve essere fatta all'ufficio del luogo nel quale é istituita la sede secondaria, indicando altresì la sede principale, e il cognome e il nome del rappresentante preposto alla sede secondaria. [Il rappresentante deve depositare presso il medesimo ufficio la sua firma autografa.
La disposizione del secondo comma si applica anche all'imprenditore che ha all'estero la sede principale dell'impresa]. (1)
(1) Periodo abrogato dall'art. 33, comma 1, l. 24 novembre 2000, n. 340 (G.U. 24-11-2000, n. 275).
Art. 2198 - Minori interdetti e inabilitati
I provvedimenti di autorizzazione all'esercizio di una impresa commerciale da parte di un minore emancipato o di un inabilitato o nell'interesse di un minore non emancipato o di un interdetto e i provvedimenti con i quali l'autorizzazione viene revocata devono essere comunicati senza indugio a cura del cancelliere all'ufficio del registro delle imprese per l'iscrizione.
Sono soggette all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese le società costituite secondo uno dei tipi regolati nei Capi III e seguenti del Titolo V e le società cooperative anche se non esercitano un'attività commerciale.
Gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un'attività commerciale sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese.
Per gli affari da essi conclusi, i commessi dell'imprenditore sono autorizzati a ricevere per conto di questo le dichiarazioni che riguardano l'esecuzione del contratto e i reclami relativi alle inadempienze contrattuali.Sono altresì legittimati a chiedere i provvedimenti cautelari nell'interesse dell'imprenditore.
Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle lettere ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite
Art. 2215 - Libro giornale e libro degli inventari
Il libro giornale e il libro degli inventari, prima di essere messi in uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e bollati in ogni foglio dall'ufficio del registro delle imprese o da un notaio secondo le disposizioni delle leggi speciali.
Art. 2216 - Contenuto e vidimazione del libro giornale (1)
(1) Articolo così sostituito dall'art. 7-bis, d. l. 10 giugno 1994, n. 357, conv., con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1994, n. 489.
L'inventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite, il quale deve dimostrare con evidenza e verità gli utili conseguiti o le perdite subite. Nelle valutazioni di bilancio l'imprenditore deve attenersi ai criteri stabiliti per i bilanci delle società per azioni, in quanto applicabili.
L'inventario deve essere sottoscritto dall'imprenditore entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette (1).
(1) Comma così sostituito dall'art. 7-bis, d. l. 10 giugno 1994, n. 357, conv., con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1994, n. 489.
L'imprenditore può far bollare e vidimare nei modi indicati nell'art. 2215 gli altri libri da lui tenuti.
Tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di un'ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine. Non vi si possono fare abrasioni e, se è necessaria qualche cancellazione, questa deve eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili.
Le scritture e documenti di cui al presente articolo possono essere conservati sotto forma di registrazioni su supporti di immagini, sempre che le registrazioni corrispondano ai documenti e possano in ogni momento essere rese leggibili con mezzi messi a disposizione dal soggetto che utilizza detti supporti. (1)
(1) Comma aggiunto dall'art. 7-bis, d. l. 10 giugno 1994, n. 357, conv., con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1994, n. 489.
Le disposizioni di questo Capo si osservano anche se la materia e fornita dal prestatore d'opera, purché le parti non abbiano avuto prevalentemente in considerazione la materia, nel qual caso si applicano le norme sulla vendita.
Se l'esecuzione dell'opera diventa impossibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti, il prestatore d'opera ha diritto ad un compenso per il lavoro prestato in relazione alla utilità della parte dell'opera compiuta.
Il prestatore d'opera deve eseguire personalmente l'incarico assunto. Può tuttavia valersi, sotto la propria direzione e responsabilità, di sostituti e ausiliari, se la collaborazione di altri è consentita dal contratto o dagli usi e non è incompatibile con l'oggetto della prestazione.
Il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice, sentito il parere dell'associazione professionale (ora consiglio dell’Ordine) a cui il professionista appartiene.
Art. 2242 – Vitto, alloggio e assistenza
Il prestatore di lavoro, oltre al riposo settimanale secondo gli usi, ha diritto, [dopo un anno di ininterrotto servizio] (1), ad un periodo di ferie retribuito, che non può essere inferiore a otto giorni.
(1) La Corte cost., con sentenza 12-17 febbraio 1969, n. 16 (G.U. 26-2-1969, n.52), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo articolo limitatamente all'inciso «dopo un anno di ininterrotto servizio».
[Se gli usi lo stabiliscono, l'indennità è dovuta anche nel caso di dimissioni volontarie] (1)
(1) L'art. 17, L 2 aprile 1958, n. 339 prevede l'indennità di anzianità "in caso di licenziamento o di dimissioni".
Art. 2549. Nozione
Con il contratto di associazione in partecipazione l'associante attribuisce all'associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto.
Nel caso in cui l'associato sia una persona fisica l'apporto di cui al primo comma non può consistere, nemmeno in parte, in una prestazione di lavoro.(1)
[In caso di violazione del divieto di cui al presente comma, il rapporto con tutti gli associati il cui apporto consiste anche in una prestazione di lavoro si considera di lavoro subordinato a tempo indeterminato.](2)
(1) Comma così modificato dall'art. 53, comma 1, lett. a), D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81.
(2) Comma abrogato dall'art. 53, comma 1, lett. b), D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81.
Art. 2550. Pluralità di associazioni
Art. 2551. Diritti ed obbligazioni dei terzi
Art. 2552. Diritti dell'associante e dell'associato
Art. 2553. Divisione degli utili e delle perdite
Salvo patto contrario, l'associato partecipa alle perdite nella stessa misura in cui partecipa agli utili, ma le perdite che colpiscono l'associato non possono superare il valore del suo apporto.
Art. 2554. Partecipazione agli utili e alle perdite
Per le partecipazioni agli utili attribuite ai prestatori di lavoro resta salva la disposizione dell'articolo 2102.