Source: https://issuu.com/apacmilano/docs/25_professione_immobiliare_gen_feb_
Timestamp: 2019-03-22 09:17:27+00:00
Document Index: 130807811

Matched Legal Cases: ['art.1', 'sentenza ', 'art. 1136', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 1136', 'art. 1136', 'art. 1138', 'sentenza ', 'art. 1138', 'art. 1136']

25 Professione immobiliare Gen Feb Mar 2019 by APAC Associazione Professionale Amministratori di Condominio - Issuu
Anno 13 n. 25 - Gennaio Febbraio Marzo 2019
Condominio!!!
Convegni/Aggiornamento/Formazione
Poste Italiane Spa - sped. abb. postale DL.353/ 2003 (conv In. 27/02/2004 n.46) art.1 comma 1,DCB Milano
per gli Amministratori, gli Ingegneri, gli Architetti e i Geometri
IVA IN EDILIZIA, AL 10% Gli eventi 2019 Condominio!!! 22 Marzo 2019 LIMITAZIONE AL NUMERO DELLE DELEGHE Teleriscaldamento: dalle prime centrali ai giorni nostri
APAC Lecce APAC Modena LISIAI
TELERISCALDAMENTO A2A Una soluzione innovativa e conveniente per riscaldare le nostre case, nel rispetto dell’ambiente. A Milano il bilancio è positivo!
Emissioni evitate nell’ambiente nel 2017
Solo nel 2017 quasi 5.000 milanesi hanno scelto il teleriscaldamento, con oltre 1,5 milioni di metri cubi riscaldati in più rispetto al 2016. Un’opportunità che hanno colto edifici simbolo della città: Duomo, Tribunale, Palazzo Marino, Palazzo Reale, Galleria Vittorio Emanuele, Università Bicocca e importanti aree urbane come Cascina Merlata e City Life con le torri Isozaky e Hadid.
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SOMMARIO Editoriale: Ing.Stefano Milanesi
Confermate le novità per agli amministratori che desiderano entrare in APAC e per i familiari di Soci APAC.
Considerazioni: Usciremo dal tunnel (8)
APAC in ITALIA:
Convenzioni La parola all’avvocato: SULLA MODIFICA DELL’ ARTICOLO DEL REGOLAMENTO CONDOMINIALE CHE PREVEDE UNA LIMITAZIONE AL NUMERO DELLE DELEGHE PER LA PARTECIPAZIONE ALL’ASSEMBLEA A2A Calore e Servizi Il Teleriscaldamento: Innovazione, Convenienza e Attenzione per l’ambiente Convenzioni: Fascicolo di Fabbricato e CIS
Agevolazioni: IVA IN EDILIZIA, AL 10% PER SCHERMATURE SOLARI E ZANZARIERE
Manutenzione La Fatica nei materiali strutturali
Attività Eureos 2019
Pubblicazione trimestrale Direttore responsabile: Ing. Stefano Milanesi
Editore EUREOS srl sito web: www.eureos.it e-mail: professioneimmobiliare@eureos.it
Una realtà in rapida accelerazione Recensioni
segreteria@eureos.it Grafica e Stampa presso Tipografia Il Punto Rosso Services S.r.l. Via Ambrogio Alciati, 5 – 20146 Milano info@ilpuntorossoservices.com
Al numero 25 di Professione Immobiliare Gennaio Febbraio Marzo 2019 hanno collaborato: Stefano Milanesi, Giuseppe Pentrella, Faustino Boioli, Lorenzo Milanesi, Nives Castenetto.
Registrazione Tribunale di Milano n. 187 del 20 marzo 2007 Testata iscritta al Registro Operatori di Comunicazione (R.O.C.) n. 15634
Professione Immobiliare è organo ufficiale di: APAC Associazione Professionale Amministratori di Condominio www.apacitalia.it
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In copertina: foto Milanesi: Barcellona - Casa Milà La Pedrera
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2019/ n.25
EDITORIALE Aggiornamento: 22 Marzo Milano e 5 Aprile Modena prossime tappe
Milano, Hotel Best Western, Viale Monza 132 e a Modena in Via Giardini 456 i Soci APAC e i (questa volta tanti) Soci delle altre associazioni, si incontreranno ancora per due evento di aggiornamento sui temi più importanti della vita degli Amministratori Condominali e per uno scambio proficuo di idee su alcuni spunti oggetto di studio e di approfondimentoi.
che hanno portato ad essere tutti più partecipi nella costruzione delle linee di sviluppo, hanno portato riflessi positivi e una nuova spinta nella direzione innovativa
Le novità introdotte negli ultimi incontri
Associazioni di Categoria Altri momenti importanti di formazione CONDOMINIO!!! si svolgeranno a Lecce, a Preganziol, a Mestre, a Padova, ecc. Il programma dettagliatpo e la possibilità di iscriversi direttamente viene offerta tramite il sito www.eureos.it.
I Convegni di Aggiornamento con area espositiva sono dedicati agli Amministratori di Condominio e a tutti gli operatori del settore immobiliare che desiderano aggiornare le proprie conoscenze per una gestione del patrimonio immobiliare più professionale e redditizia. CONDOMINIO!!! si continua a dimostrare un grande momento di aggiornamento, di formazione e di interazione tra gli stessi amministratori condominiali, i geometri, i tecnici, i professionisti e le aziende presenti nell’area espositiva.
I numeri degli eventi saranno sempre più incoraggianti. L’interesse come al solito si manifesterà sia in aula che nell’ambito dei desk esterni dove si incontreranno gli amministratori, i docenti e le aziende sponsor. che ha sempre contraddistinto la nostra Associazione APAC e da poco anche LISIAI. Sempre più infatti troviamo momenti di interscambio tra i Soci APAC e coloro i quali si sonon voluti avvicinare per la prima volta alle nostre attività o Amministratori di Altre Associazioni o non appartenenti ad
Un augurio al collega di Modena Marco Ognibene, e Enrico Le va di Lecce oltre che agli amici di LISIAI e LISIAI Veneto che camminano insieme a noi. Insomma miglioriamo di giorno in giorno e i segnali che ci giungono sono molto confortanti. Stefano Milanesi
PROGETTAZIONE: Restauro conservativo NOTIZIE Confermate anche per il 2019 le novità per agli amministratori che desiderano entrare in APAC e per i familiari di Soci APAC. Nuove categorie di inserimento Soci Con il 2016 è nata la nuova categoria di Socio (Ordinario o Aggregato) Familiare Attivo che ha le stesse caratteristiche del Socio Ordinario e al quale possono appartenere i Soci che hanno in famiglia già due Soci Ordinari o Aggregati paganti (fa fede lo Stato di Famiglia). Tale novità si è dimostrata vincente ed ha consentito ad APAC di fare un ulteriore passo in avanti nel rendere consistente il gruppo dei Soci. Ripetiamo perciò per chi non lo ricordasse, quali sono i nuovi cardini: la quota di ingresso è di 200 euro e la quota annua di 125 euro. Restano fermi gli obblighi associativi derivanti dallo
Statuto, dal Regolamento e dal Codice Deontologico.
Nuovo Socio Ordinario Senior Viene inserita una nuova categoria di Socio Ordinario Senior che ha le stesse caratteristiche del Socio Ordinario ed al quale possono appartenere i Soci che hanno i requisiti per svolgere l’attività di Amministratore di Condominio alla data di iscrizione. La quota di ingresso è di 200 euro e la quota annua di 125 euro per il primo anno, mentre per gli anni successivi rimane di 250 euro. A questa categoria di soci non possono accedere gli ex Soci APAC. Restano fermi gli obblighi associativi derivanti dallo Statuto, dal Regolamento e dal Codice Deontologico. Questa categoria di Socio è destinata in modo particolare agli amministratori
che vogliono accedere ad APAC da altre Associazioni o che non appartenevano a nessuna altra Associazione pur avendo i requisiti per esercitare la Professione in modo continuativo. Tali requisiti andranno preventivamente dimostrati con la idonea documentazione. Resta solo a Suo carico l'esame di ammissione a Socio Ordinario la cui quota è quella deliberata per tutti i Soci esame che può essere affrontato in occasione delle sessioni proposte. Potrà quindi accedere a: - tutti gli interventi di aggiornamento APAC e delle società / Enti che hanno accordi di reciprocità con APAC, - tutti i video degli aggiornamenti sin qui svolti - tutti i corsi di formazione iniziale APAC
USCIREMO DAL TUNNEL? (9) U
sciremo dal tunnel? Chissà? Alcune considerazioni: 1 - Sono molti anni che mi occupo di Progetti Europei e di come ottenere i relativi finanziamenti. In tutto questo tempo ho partecipato a numerose situazioni di progetti poi finanziati e anche a molti progetti che non hanno avuto seguito. Il bilancio personale è molto positivo. Peraltro in questi giorni ritorna, come periodicamente avviene, il solito ritornello che l’Italia non partecipa ai Bandi e non ottiene quanto potrebbe ottenere: addirittura parrebbe che nei rapporti tra Roma e Bruxelles ci sia un saldo negativo di 36 Miliardi di euro (sì, proprio miliardi, non milioni). 2 - A fronte di ciò pare che le maggiori responsabili di questo scempio siano le Regioni, le quali, a ridosso del termine del periodo, mandano avanti progetti a pioggia che hanno scarsissima se non nulla ricaduta sul territorio.
APAC IN ITALIA Geom Enrico Leva Amministratore condominiale da oltre 15 anni; Fiduciario di ARCA SUD SALENTO già IACP. Precedentemente titolare di impresa di: impianti idraulici - elettrici - termici, costruzioni ristrutturazioni e manutenzioni edili. Diploma di Geometra.
Rag. Marco Ognibene Associato APAC Associazione Professionale Amministratori Condominio n 2230 Via B. Loschi 4 - 41012 Carpi MO - Tel/Fax 059/645158 Via Vittorio Veneto 1/B - 41016 Novi MO - Tel/Fax 059/677211 Via Giardini 456/C - 41121 Modena - Tel/Fax 059/345451
APAC PUGLIA e APAC MODENA Formazione e Aggiornamento I progetti di APAC Puglia e di APAC Modena continuano. I servizi dedicati agli amministratori si concentrano, in questo difficile periodo di transizione, sul mantenimento dei requisiti dei soci, attraverso interventi in loco ed in remoto. Il “pool” di esperti presenti nel circuito APAC Puglia e APAC Modena, ha impostato, con soddisfazione da parte degli amministratori, il programma di Formazione ed aggiornamento che potete
trovare sul sito www.eureos.it. POOL arricchitosi di recente con nuove acquisizioni, è sempre a disposizione per consigli sulle manutenzioni e ristrutturazioni edili, tabelle millesimali, barriere architettoniche, aspetti giuridici e di mediazione, nonchè di Privacy (o, meglio, Protezione dei dati personali.
Per la Vostra Pubblicità su Professione Immobiliare professioneimmobiliare@eureos.it www.eureos.it APAC ed EUREOS nel 2018 Condominio!!!: la forza dell’aggiornamento 10 sessioni di corsi di formazione iniziale per i soci a Milano, Lecce,Modena, Monza, Busto Arsizio, Bologna; 18 sessioni di convegni aperti al pubblico
CONDOMINIO!!! due sessioni plenariePiù di 1.400 Consulenze gratuite ai soci via email; Consulenze gratuite ai soci telefoniche e scritte. Professione Immobiliare rivista gratuita distribuita a 16.000 Amministratori in tutta Italia; 36.000 pagine di manuali e dispense. Stand presso SAIE Bologna. (280.000 visitatori); 8 Convegni tematici - Contatti con le più importanti realtà del settore immobiliare; Contatti con le più importanti riviste del settore; Convenzioni con grandi strutture di servizio al Condominio. E-learning e gestione multimediale.
RECENSIONI La riforma del Condominio La Legge 11 dicembre 2012, n. 220, il nuovo testo della riforma del condominio, esplicita gli oneri, i diritti e gli obblighi dell’amministratore in qualità di persona preposta alla tutela del condominio e alla rappresentanza dei condomini. Obiettivo di questa riforma, infatti, è quello di rendere più trasparente la gestione amministrativa del condominio e qualificare la figura dell’amministratore. Attraverso una pratica tabella di comparazione commentata degli articoli del codice civile prima e dopo le modifiche, questo volume vuole essere una guida commentata alla riforma e in particolare alle novità introdotte in materia di parti comuni dell’edificio e di caratteristiche strutturali e funzionanti all’uso comune: dalla possibilità da parte dei condomini di accedere ai documenti in ogni momento all’obbligo di polizza assicurativa e di apertura di un conto corrente bancario (tali da costituire tracciabilità contabile). Un altro punto importante è costituito dallo snellimento delle maggioranze assembleari sia per quanto riguarda la modifica delle destinazioni d’uso, che possono perfino recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, sia per quel che concerne le innovazioni e gli impianti (es. riscaldamento centralizzato), sia per le relative maggioranze in tema costitutivo e deliberativo. Prezzo ebook 5,76 euro Il Gioco (di Melanie Abrams) Josie è una studentessa di antropologia che ha un legame un po’ magico con lo strano bimbo, forse autistico, cui fa da baby-sitter. Una sera, a cena, conosce Devesh, un chirurgo di origini indiane, un uomo enigmatico, seduttivo, molto piú grande di lei. L’incontro scatena per tutti e due un’esplosione di sensi e desideri, preludio a una storia d’amore cruda, ma anche densa di sentimento. Josie si abbandona con una strana gratitudine a un mondo di giochi di sottomissione e dominazione, come se in quel momento si sentisse finalmente appagata e i suoi desideri piú segreti si realizzassero. E sarà solo facendo ritorno a casa e ripercorrendo ricordi sepolti da anni che riuscirà a intuire cosa, in un lontano passato, abbia potuto scatenare un simile bisogno di punizioni. E per quale motivo anche il lavoro di baby-sitter fosse un richiamo tanto acuto. Una storia di amore estremo, torbida e insieme purissima. La storia di una donna che sceglie di non redimersi, in un debutto narrativo di conturbante bellezza. Einaudi 17,00 euro
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STUDIO LEGALE GIOLA MILANO (I) - LUGANO (CH)
SULLA MODIFICA DELL’ ARTICOLO DEL REGOLAMENTO CONDOMINIALE CHE PREVEDE UNA LIMITAZIONE AL NUMERO DELLE DELEGHE PER LA PARTECIPAZIONE ALL’ASSEMBLEA
a questione era molto dibattuta sia in giurisprudenza, sia in dottrina. Sul punto è intervenuta una sentenza della Cassazione a Sezioni Unite (30-12-1999, n. 943) che ha chiarito quali siano le norme regolamentari (anche contrattuali) che possono essere modificate con la maggioranza dell’art. 1136, 2° c., c.c.. Il merito della sentenza citata è molto ben riportato in una sentenza del Tribunale di Monza del 13-01-2011 che si è occupata proprio del caso riguardante il limite di deleghe in assemblea previsto dal regolamento contrattuale di un Condominio; ivi si legge: “La Cassazione ha da tempo affermato (cfr. Sent. 5315/98) che la modifica del regolamento non contrattuale, adottata con deliberazione della maggioranza dei partecipanti al condominio, nel senso di limitare il numero delle deleghe anche ad un massimo di due, non incide sulla facoltà di ciascun condomino di intervenire all’assemblea a mezzo di un proprio rappresentante, ma regola soltanto l’esercizio di quel diritto, a presidio della PROFESSIONE IMMOBILIARE
superiore esigenza di garantire l’effettività del dibattito e la concreta collegialità delle assemblee, nell’interesse di tutti i partecipanti.
modificate con deliberazione parimenti a maggioranza.
Le suddette clausole si distinguerebbero dunque da quelle contrattuali pure, le Diversa potrebbe essere quali – incidendo sui diritti la soluzione nel caso di soggettivi individuali - debbono esistenza di un regolamento essere approvate all’unanimità di natura contrattuale, e non possono essere modificate giacché - nell’ipotesi che detto senza il consenso di tutti gli regolamento non preveda alcuna interessati (ex multis Cass. limitazione al potere di delega 1057/99 e SS. UU. 943/99). (ed è appunto il caso di cui ora si discute) - l’introduzione Più recentemente la Suprema di un contingentamento Corte ha puntualizzato che “a numerico, secondo alcuni e determinare la contrattualità regolamenti sono come sostiene in questa sede dei esclusivamente le clausole il sig. La., sarebbe ammissibile solo attraverso una decisione di essi limitatrici dei diritti unanime di tutti i condomini. dei condomini sulle proprietà L’evoluzione dottrinale e esclusive o comuni ... ovvero giurisprudenziale ha superato, quelle clausole che attribuiscano però, anche tale assunto, sulla ad alcuni condomini maggiori scorta dell’individuazione, diritti rispetto ad altri. tra le varie clausole, di il regolamento quelle aventi contenuto Quindi predisposto dall’originario tipicamente regolamentare (che disciplinano, ad unico proprietario .. può non esempio, l’organizzazione e avere natura contrattuale, il funzionamento dei servizi se le sue clausole si limitano comuni), le quali possono essere a disciplinare l’uso dei beni approvate a maggioranza e, pur comuni. se contenute in regolamenti Conseguentemente, mentre contrattuali, possono essere è necessaria l’unanimità dei 2019/ n.25
PAROLA ALL’AVVOCATO condomini per modificare il regolamento convenzionale, come sopra inteso, ... è invece sufficiente una deliberazione maggioritaria dell’assemblea per apportare variazioni del regolamento che non abbia tale natura.… Le argomentazioni e le conclusioni sopra illustrate sono ragionevoli e mentano di essere condivise, dovendo questo Giudice rimarcare che la differente interpretazione proposta dalla difesa attrice è improntata a canoni troppo formalistici, antitetici alle esigenze di flessibilità, sia nell’organizzazione dei servizi comuni, sia nei meccanismi assembleari, essendo indubitabile che la limitazione del numero delle deleghe in capo ad un solo soggetto nulla toglie ai diritti di partecipazione dei singoli, ma anzi evita una negativa concentrazione di una quota del potere decisionale in capo ad un solo soggetto, stimolando la presenza diretta dei condomini o in ogni modo garantendo, con una maggiore distribuzione delle deleghe, l’effettività di un confronto dialettico a più voci”. Da quanto riportato, secondo i più recenti orientamenti giurisprudenziali, la norma regolamentare anche contrattuale che riguardi i limiti al conferimento di deleghe per la partecipazione all’assemblea non necessita dell’unanimità per la sua modifica ma solo della maggioranza ex art 1136, 2° c. c.c..
QUELLE PREVISTE DAL CODICE condominiale approvato a CIVILE PER ALCUNE DELIBERE maggioranza non possono derogare alle disposizioni Accade spesso all’interno di dell’art. 1136 c.c., in quanto un regolamento condominiale le maggioranze necessarie alle contrattuale di trovare norme delibere riguardano soprattutto che prevedano un quorum interessi collettivi dell’intero millesimale o di teste superiore condominio come ente e, a quello previsto dalle norme quindi, interessi inderogabili codicistiche per alcuni tipi di da parte di regolamenti delibere, come quelle relative approvati a maggioranza (A. alla revoca dell’Amministratore, Roma, 12.3.1964, in RGC, 1964, alle liti passive ed attive extra Comunione e condominio, attribuzioni ordinarie ed alle n. 87). L’inderogabilità è riparazioni straordinarie di affermata anche in relazione notevole entità. a regolamenti contrattuali (A. Firenze, 13.12.1962, in RGC, L’art. 1138 c.c. penultimo 1964, Comunione e condominio, comma stabilisce che: “Le norme n. 88. Nello stesso senso C. del regolamento non possono in 2427/1967, in FI, 1968, I, 144). alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun Una sentenza che si è occupata di un caso analogo a caso possono derogare alle quello appena esaminato ha disposizioni degli articoli 1118, statuito che: “Poiché non sono secondo comma, 1119, 1120, derogabili dal regolamento 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137”. condominiale, anche se di natura contrattuale, le disposizioni Pertanto “Il regolamento concernenti la composizione e il di condominio, anche se funzionamento dell’assemblea, contrattuale, approvato cioè è nulla per contrarietà a da tutti i condomini, non può norme imperative (artt. 1136 derogare alle disposizioni e 1138 c.c.) la clausola che, richiamate dall’art. 1138 , 4° inserita in tutti i contratti co., c.c. e non può menomare di acquisto dall’originario i diritti che ai condomini unico proprietario costruttore derivano dalla legge, dagli atti e, quindi, parificabile al di acquisto e dalle convenzioni” regolamento contrattuale, Cassazione 11268/1998, in RGE, preveda una maggioranza di 1999, 710. 2/3 delle quote condominiali la deliberazione di opere Poiché le maggioranze previste per di manutenzione straordinaria. dall’art. 1136 c.c. sono ritenute Conseguentemente, devono inderogabili, le delibere saranno trovare applicazione le valide se approvate secondo i maggioranze previste dall’art. dettami di codesto articolo e 1136 c.c.” (T. Lecco, 12.4.1999). non secondo quanto stabilito dalle norme regolamentari che prevedono maggioranze superiori.
SULLA PREVISIONE ALL’INTERNO DI UN REGOLAMENTO CONDOMINIALE CONTRATTUALE DI giurisprudenza ha stabilito MAGGIORANZE SUPERIORI A La che le norme di un regolamento
Teleriscaldamento, dalle prime centrali americane ai giorni nostri Brescia e Milano, modelli di sperimentazione per portare calore sostenibile negli edifici e nelle case
uando si parla di teleriscaldamento si pensa ad un’innovazione della nostra epoca. In realtà le origini di questo sistema ci portano molto indietro nel tempo: gli antichi greci e romani per riscaldare le loro residenze, producevano acqua ad altissima temperatura e la immettevano poi nelle intercapedini create sotto la pavimentazione interna. Un antico esempio che resta tale. Si dovrà, infatti, attendere fino al 1876 per vedere ideato il primo progetto vero e proprio, considerato il capostipite della moderna famiglia di impianti di teleriscaldamento.
Un po’ di storia L’ideatore del primo progetto di teleriscaldamento è stato l’ingegnere Birdsill Holly che ha immaginato un sistema costituito da una grande caldaia centralizzata in grado di fornire vapore a un gruppo di edifici circostanti attraverso una rete di tubazioni ad anello, pesantemente isolate per ridurre le perdite di calore. Le prime città che hanno adottato il sistema di Holly sono state Lockport e New York e il successo ottenuto ha spinto molte altre città nordamericane a installare sistemi analoghi, con il vantaggio di ridurre considerevolmente i rischi di incendio, allora molto frequenti,
dovuti all’uso domestico di bracieri e stufe a carbone. Dal successo statunitense all’emulazione europea il passo è stato breve e, così, alcuni Paesi del Nord Europa hanno avviato le prime sperimentazioni. Dal 1896 troviamo l’adozione di veri e propri sistemi sul modello americano in città come Amburgo, Zurigo, Ziel, Lipsia, Copenaghen, Berlino e poi in Svezia, Finlandia e in Islanda. Questo modello, dopo breve tempo, si è rivelato la risposta adeguata alle difficili condizioni economiche del primo dopoguerra e, successivamente, grazie ai primi esperimenti di utilizzo dei rifiuti per far funzionare le centrali
RISPARMIO ENERGETICO cogenerative che alimentavano i sistemi di teleriscaldamento e producevano sia elettricità che calore, anche per la crisi energetica degli anni ’70. E in Italia? Lo sviluppo del teleriscaldamento in Italia è avvenuto in ritardo rispetto al resto d’Europa a causa delle condizioni climatiche meno rigide e per il programma di metanizzazione avviato negli anni ‘50 nel Nord del Paese. L’area più promettente per lo sviluppo del teleriscaldamento è stata la Pianura padana e le prime
realizzazioni, che risalgono agli anni ’70, le troviamo a Brescia, Verona, Reggio Emilia e Modena. Brescia, in particolare è partita nel 1971. Qui ASM, la municipalizzata cittadina che insieme alle milanesi AEM e AMSA ha dato vita al Gruppo A2A nel 2008, ha portato già nel 1972, nel giro di un anno di lavori, la prima rete di Teleriscaldamento che riceveva calore da tubature
collegate da grandi caldaie a metano, nel nuovo quartiere di Brescia Due. Tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso molte altre città italiane hanno iniziato ad alimentare le loro reti con impianti di cogenerazione. E ancora oggi la crescita è notevole, anche grazie ai moderni sistemi che hanno colmato tutte le mancanze che il teleriscaldamento portava con sé, consentendo di utilizzare acqua calda a temperature contenute, ottime tubazioni e sotto-centrali capaci di gestire la domanda termica.
una vera accelerata grazie a Smart grid termiche e alla pianificazione energetica che permettono di ottimizzare le risorse mettendole a sistema e rendendo il territorio più connesso. Brescia, all’avanguardia per il teleriscaldamento fin dal 1972, oggi serve il 70% degli edifici cittadini, sia residenziali che lavorativi, grazie principalmente alla centrale di produzione del calore che utilizza come combustibile i rifiuti del termovalorizzatore. (Link ambiente 10)
IL TELERISCALDAMENTO DI A Milano, invece, dai primi progetti QUARTA GENERAZIONE E LA degli anni ’90, quando AEM ha CITTA2A Come abbiamo visto, le reti per costruire le città del futuro sono state tracciate anni fa. Ma è negli ultimi decenni che lo sviluppo di questi sistemi, anche in funzione delle necessità di risparmio energetico dei nostri giorni, ha avuto
portato il Teleriscaldamento nella città di Sesto San Giovanni, nel quartiere della Comasina, a Bensi e a Bicocca-Tecnocity, sono state realizzate: nel 2001 le centrali di Famagosta e Silla 2, nel 2002 alla Bovisa, nel 2003 a Cassano d’Adda, nel 2004 a Novate Milanese, nel 2007 a Linate e nel
RISPARMIO ENERGETICO CALORE DA IMPIANTI DI COGENERAZIONE
CALORE DA FONTI GEOTERMICHE
FONTI DEL TELERISCALDAMENTO CALORE DA TERMOVALORIZZATORI
CALORE DA BIOMASSE LEGNOSE
CALORE DI RECUPERO DA INDUSTRIA
2008 nel Canavese. A Bergamo, invece, ci sono le centrali di Goltara e Carnovali. Ma non si possono non citare alcuni recenti investimenti in impianti innovativi che hanno reso ancor più sostenibile il teleriscaldamento nell’area milanese. Parliamo dell’ampliamento della rete che ha consentito a Milano di incrementare del 225% il recupero del calore dal termovalorizzatore di Silla; il progetto di utilizzo dell’ acqua di prima falda nell’impianto di Canavese, che si traduce in un ulteriore recupero di calore pari ad oltre 25 GWh/anno; il collegamento alla rete della vetreria Vetrobalsamo di Sesto San Giovanni con un recupero di altri 20 Gwh /annui di calore da processi industriali e il nuovo impianto di cogenerazione ad acqua di falda con MM che darà calore pulito al quartiere di Comasina assicurando il 20% del calore da fonti rinnovabili e circa il 48% da cogenerazione ad alto rendimento. In programma investimenti di ottimizzazione del dispacciamento, attraverso l’implementazione di ulteriori accumuli di calore , recupero da fonti rinnovabili e aumento del riutilizzo energetico da linee fumi del Termoutlizzatore di Brescia.
Dati 2017 2.500GWh CALORE DISTRIBUITO 27impianti DI PRODUZIONE DI TELERISCALDAMENTO 1.200km DI RETE DI TELERISCALDAMENTO 175.000ton DI CO2 GLOBALI EVITATE
PROGETTAZIONE: Restauro conservativo CONVENZIONI
Fascicolo di Fabbricato e Certificato Idoneità Statica STUDIO PAROLA
Viale Tunisia, 37 20124 Milano tel. +39.02.58311597 Il Regolamento edilizio del Comune di Milano, prossimamente esteso in campo nazionale, impone l’obbligo della predisposizione del Fascicolo del fabbricato per tutti i fabbricati ed del CIS Certificato idoneità strutturale per tutti i fabbricati realizzati 50 anni or sono Si ricorda che nel Regolamento Edilizio di Milano è specificato che la mancanza del Certificato entro la data del 21 Novembre 2019 comporta la decadenza dell’agibilità del fabbricato interessato.
Il nostro Studio, che vanta una importante esperienza nel campo delle costruzioni, offre ai Soci dell’Associazione APAC e delle Associazioni convenzionate con APAC le seguenti particolari condizioni economiche. In particolare offre di elaborare i documenti sopracitati applicando lo sconto dl 40% al prezziario dell’Ordine degli ingegneri.
ing. Giancarlo Parola - mob. +39.3487098604 - parolastudio2@gmail.com C.F PRLGCR30D25F205A - P. IVA 11276880157- Ord. Ingegneri 18009 arch. Fiammetta Parola - mob. +39.3476420944 - fiammetta.parola@gmail.com C.F. PRLFMT70S70F205W P.IVA 12452240158- Ord Architetti 10292
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AGEVOLAZIONI IVA IN EDILIZIA, AL 10% PER SCHERMATURE SOLARI E ZANZARIERE Chiarimento fondamentale dell’Agenzia delle Entrate per la corretta applicazione dell’aliquota IVA su una tipologia di beni per cui c’è sempre stato un ampio dibattito
osa in opera di tutte le schermature solari con aliquota al 10%. Stessa imposta anche per il montaggio delle zanzariere dato che si tratta di interventi che rientrano nella manutenzione ordinaria. Importante chiarimento dell’Agenzia delle entrate per la corretta applicazione dell’aliquota IVA su una tipologia di beni per i quali c’è sempre stato un ampio dibattito. Solo per gli elementi di arredo è applicabile l’IVA ordinaria al 22%. Ecobonus per gli elementi oscuranti La categoria delle schermature solari è diventata di stringente attualità per la possibilità di ottenere la detrazione del 50% nell’ambito degli interventi di risparmio energetico. Rientrano tra le tipologie di schermature che danno diritto alla detrazione, come precisato dall’ENEA sul sito dedicato: – scuri; – tende alla veneziana; – tapparelle; – persiane a battente, alla veneziana o a soffietto; – tende esterne a bracci pieghevoli o rotanti, a rullo, verticali; – tende per lucernari e finestre su tetto. Proprio in riferimento a queste tipologie di beni l’Agenzia delle entrate con la circolare 15/2018 ha chiarito una volta per tutte che l’acquisto con posa in opera di questi prodotti rientra nell’ambito di applicazione dell’IVA al 10% e non in quella del 22% come previsto nel
caso di tende e tendaggi di arredamento. La precisazione dell’Agenzia Nel testo della circolare si legge infatti che le tapparelle e gli analoghi sistemi oscuranti come gli scuri o le veneziane, sono parti “funzionalmente autonome rispetto agli infissi”, in quanto, a differenza degli infissi, idonei a consentire l’isolamento ed il completamento degli immobili,
e/o interni dell’abitazione, tutti i sistemi oscuranti vanno ricompresi nel valore della prestazione di servizio soggetta ad IVA con applicazione dell’aliquota nella misura del 10%. Montaggio zanzariere al 10% Non
dubbio, fatto
l’installazione di tende esterne sia
intervento che rientra nell’ambito
al 10% dal momento che non si tratta di un complemento d’arredo. E
considerazioni, e sono installate allo scopo di proteggere gli infissi esterni dagli agenti atmosferici ed a preservare gli ambienti interni dalla luce e dal calore. In considerazione di tale autonomia funzionale rispetto agli infissi esterni
l’Agenzia,
valgono anche ai fini del trattamento fiscale degli interventi di manutenzione aventi ad oggetto l’installazione di zanzariere che non concorrono come gli infissi all’isolamento e al completamento dell’immobile, hanno
proteggere gli ambienti interni contro le zanzare e altri insetti. Ovviamente in caso di acquisto diretto l’IVA è sempre al 22% e l’aliquota
solo sulla fattura della manodopera. SM
MANUTENZIONE Lo Studio Parola si è costituito molti anni or sono. Attualmente è dotato di tutte la attrezzature più sofisticate per la progettazione e la direzione dei lavori( programmi aggiornati per la progettazione architettonica, strutturale, impiantistica sicurezza) inoltre è dotato di tutte le attrezzature necessarie per il controllo anche fisico delle strutture (cemento armato, strutture in acciaio e in legno)I responsabili dello studio sono l’ing. Giancarlo Parola e l’arch. Fiammetta Parola.
La Fatica nei materiali strutturali
a che cosa è la fatica? La fatica è il complesso dei fenomeni per cui un elemento strutturale, soggetto a sollecitazioni cicliche mostra una resistenza inferiore a quella rilevata nelle prove con sollecitazione statica. La misura della fatica è data dal numero di cicli in campo elastico, cioè con il ritorno alle condizioni originarie, che un materiale può sopportare senza modifica delle sue caratteristiche. Nel campo dell’ingegneria meccanica il problema della fatica è stato studiato già da due secoli perché già nell’800 si erano verificati alcuni incidenti anche importanti con conseguenze anche molto gravi per le persone (cito ad es. l’incidente di Versailles del 1842 che, per la rottura a fatica di un asse di una vettura di un convoglio ferroviario, provocò la morte di sessanta persone). Invece nel campo dell’ingegneria civile il problema non è molto sentito. Eppure anche le strutture civili sono soggette a fatica per azioni esterne di vario tipo (vento, onde, veicoli in movimento, ecc.) Strutture civili tipicamente soggetto a fatica sono: torri eoliche, antenne, moli, pontili, ecc. , ma non bisogna
dimenticare edifici di notevole altezza, ponti, strallature, attacchi di stralli, selle di appoggio tipo gerber, gru, carri ponte, strutture di sostegno di macchine vibranti (magli, mulini, centrifughe, argani e motori, ecc.) Non bisogna dimenticare l’azione combinata di corrosione, fluage ed eventualmente fuoco. Da ultimo è opportuno citare anche il fenomeno della fatica oligociclica che
è il fenomeno che si presenta quando la sollecitazione di fatica porta il materiale alla rottura dopo pochi cicli. Ciò avviene quando a seguito di carichi elevati si hanno deformazioni plastiche. Esistono studi e calcoli che consentono di determinare il valore del numero di cicli che separa la zona con deformazioni elastiche dalla zona con deformazioni plastiche, anche se queste applicazioni
sono caratteristiche dell’ingegneria meccanica e la loro applicazione in campo civili dove le strutture sono più complesse è abbastanza difficoltosa. Come è possibile tenere conto di questi fenomeni e come prevenirli o contrastarli nel campo delle strutture civili? è proprio il controllo periodico delle strutture e la loro manutenzione che consentono di ottenere questo risultato perché un dissesto non avviene mai senza che si sia rivelato prima qualche sintomo anche nel caso del cemento armato. I Controlli che si possono fare con interventi, il cui costo è molto modesto (sostanzialmente sul calcestruzzo, sul copriferro e sul ferro oltre alle indagini visive che sono molto importanti), consentono di prevenire guai maggiori. E’ per questo motivo che non mi stancherò mai di insistere sulla necessità della manutenzione preventiva. N.B. di proposito non si è voluto citare o intervenire sul problema del crollo del ponte sul Polcevera, che peraltro è un esempio emblematico, perché le indagini sono ancora in corso e per quanto io abbia già i mei convincimenti, è necessario attendere i risultati
ATTIVITAâ&#x20AC;&#x2122; EUREOS 2019
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25 Professione immobiliare Gen Feb Mar 2019
Professione Immobiliare 25
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