Source: http://www.periti.info/normativa/decreto-legislativo-10-dicembre-2010-n-219-attuazione-della-direttiva-2008105ce-relativa-a-standard-di-qualita-ambientale-nel-settore-della-politica-delle-acque-recante-modifica-e-successiva/
Timestamp: 2018-12-19 07:49:36+00:00
Document Index: 184935403

Matched Legal Cases: ['arte\n5', 'arte 2', 'arte  2', 'arte 2', 'arte  2', 'arte  2', 'arte  2', 'art.  10', 'art. 14', 'art. 81', 'art.  11', 'art.  14', 'art. 1', 'art. 48', 'art. 1', 'art. 170', 'art. 63', 'art. 9', 'art.  74', 'art. 2', 'art. 74', 'art. 2', 'art. 114', 'art.  76', 'art.   16', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 121', 'art.  3', 'art.  63', 'art.  64', 'art. 57', 'art. 65', 'art. 62']

DECRETO LEGISLATIVO 10 dicembre 2010, n. 219 - Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualita' ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonche' modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l'analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque. (10G0244) - (GU n. 296 del 20-12-2010 | Periti.info
DECRETO LEGISLATIVO 10 dicembre 2010, n. 219 – Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualita’ ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque. (10G0244) – (GU n. 296 del 20-12-2010
DECRETO LEGISLATIVO 10 dicembre 2010, n. 219 - Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualita' ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonche' modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l'analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque. (10G0244) - (GU n. 296 del 20-12-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 04/01/2011
DECRETO LEGISLATIVO 10 dicembre 2010 , n. 219
Attuazione  della  direttiva  2008/105/CE  relativa  a  standard   di
qualita’ ambientale nel settore della politica delle  acque,  recante
modifica  e  successiva  abrogazione  delle   direttive   82/176/CEE,
83/513/CEE,  84/156/CEE,  84/491/CEE,  86/280/CEE,  nonche’  modifica
della direttiva 2000/60/CE e recepimento della  direttiva  2009/90/CE
che stabilisce, conformemente alla direttiva  2000/60/CE,  specifiche
tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio  dello  stato  delle
acque. (10G0244)
Vista  la  direttiva  2008/105/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 16 dicembre 2008,  relativa  a  standard  di  qualita’
ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e
successiva abrogazione  delle  direttive  del  Consiglio  82/176/CEE,
83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE  e  86/280/CEE,  nonche’  modifica
della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
Vista la direttiva 2009/90/CE della Commissione, del 31 luglio 2009
che  stabilisce,  conformemente   alla   direttiva   2000/60/CE   del
Parlamento europeo e del Consiglio, specifiche tecniche per l’analisi
chimica e il monitoraggio dello stato delle acque;
alla Comunita’ europea – Legge comunitaria 2009,  ed  in  particolare
l’articolo 1 e 3 e l’allegato B;
Vista  la  decisione  2455/01/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 20 novembre 2001, relativa all’istituzione di un elenco
di sostanze prioritarie  in  materia  di  acque  e  che  modifica  la
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006  n.  152,  e  successive
modificazioni, recante norme in materia ambientale, ed in particolare
la parte terza, nonche’ l’allegato 1 e l’allegato 3 alla medesima;
Visto l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.
208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009,  n.
Visto  il  decreto  legislativo  16  marzo  2009,  n.  30,  ed   in
particolare l’articolo 9;
territorio e del mare in data 17 luglio 2009, recante  individuazione
delle informazioni territoriali  e  modalita’  per  la  raccolta,  lo
scambio e l’utilizzazione dei dati necessari alla predisposizione dei
rapporti  conoscitivi  sullo  stato  di  attuazione  degli   obblighi
comunitari e nazionali in materia di acque, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 203 del 2 settembre 2009;
seduta del 29 luglio 2010;
riunione del 18 novembre 2010;
dell’economia  e  delle  finanze,  dello  sviluppo  economico,  della
salute, delle politiche agricole  alimentari  e  forestali  e  per  i
Modificazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152,
1. Al decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.  152,  e  successive
a)  all’articolo  74,  comma  2,  sono  apportate   le   seguenti
1) la lettera z) e’ sostituita dalla seguente:
«z) buono  stato  chimico  delle  acque  superficiali:  lo  stato
chimico richiesto per conseguire, entro  il  22  dicembre  2015,  gli
obiettivi ambientali per le acque superficiali fissati dalla presente
sezione ossia lo stato raggiunto da un corpo idrico superficiale  nel
quale la concentrazione degli inquinanti non superi gli  standard  di
qualita’ ambientali fissati per le sostanze dell’elenco di  priorita’
di cui alla tabella 1/A della  lettera  A.2.6  dell’allegato  1  alla
parte terza;»;
«uu-bis) limite di rivelabilita’:  il  segnale  in  uscita  o  il
valore di concentrazione al di sopra del quale si puo’ affermare, con
un livello di fiducia dichiarato, che un dato campione e’ diverso  da
un bianco che non contiene l’analita;
uu-ter) limite di quantificazione:  un  multiplo  dichiarato  del
limite di rivelabilita’ a una concentrazione  dell’analita  che  puo’
ragionevolmente essere  determinata  con  accettabile  accuratezza  e
precisione.  Il  limite  di  quantificazione  puo’  essere  calcolato
servendosi di un materiale di riferimento o di un campione adeguato e
puo’ essere ottenuto dal punto di taratura piu’ basso sulla curva  di
taratura, dopo la sottrazione del bianco;
uu-quater) incertezza di misura: un parametro  non  negativo  che
caratterizza la dispersione dei valori quantitativi attribuiti  a  un
misurando sulla base delle informazioni utilizzate;
uu-quinquies)     materiale     di     riferimento:     materiale
sufficientemente   omogeneo   e   stabile   rispetto   a   proprieta’
specificate, che si e’ stabilito essere  idonee  per  un  determinato
utilizzo in una misurazione o nell’esame di proprieta’ nominali.»;
b) l’articolo 78 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 78.
Standard di qualita’ ambientale
per le acque superficiali
1. Ai fini della identificazione del buono stato  chimico,  di  cui
all’articolo 74, comma 2, lettera z), si applicano  ai  corpi  idrici
superficiali  gli  standard  di  qualita’  ambientale,   di   seguito
denominati: “SQA”, di cui alla lettera  A.2.6  dell’allegato  1  alla
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano adottano per la colonna  d’acqua  gli
SQA di cui alla tabella 1/A della lettera A.2.6 dell’allegato 1  alla
parte terza, secondo le modalita’ riportate alla  lettera  A.2.8  del
medesimo allegato.
3. Le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano,  in
alternativa alle disposizioni di cui al comma 2, possono identificare
il buono stato chimico delle acque marino-costiere e delle  acque  di
transizione, utilizzando le matrici sedimenti e  biota  limitatamente
alle sostanze per le quali sono definiti SQA nelle suddette  matrici.
In tal caso le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano:
a) applicano per il biota gli  SQA  riportati  alla  tabella  3/A
della lettera A.2.6. dell’allegato 1 alla parte terza;
b) applicano per i sedimenti gli SQA riportati alla  tabella  2/A
della lettera A.2.6 dell’allegato 1 alla parte terza;
c)  rispettano  le  disposizioni  di  cui  alla  lettera  A.2.6.1
dell’allegato  1  alla   parte   terza   concernenti   modalita’   di
monitoraggio e classificazione;
d) trasmettono al Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare,  le  motivazioni  della  scelta,  al  fine  di
fornire elementi di supporto per la notifica alla Commissione europea
e agli altri Stati membri, tramite il comitato di cui all’articolo 21
della direttiva 2000/60/CE, secondo la procedura prevista dalle norme
4. Per le sostanze per le  quali  non  sono  definiti  SQA  per  le
matrici sedimenti e biota nelle acque marino-costiere e  nelle  acque
di transizione, le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano effettuano il monitoraggio nella colonna d’acqua applicando i
relativi SQA di cui alla  tabella  1/A  dell’allegato  1  alla  parte
5. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
effettuano  l’analisi  della   tendenza   a   lungo   termine   delle
concentrazioni delle sostanze dell’elenco di priorita’  di  cui  alla
tabella 1/A, lettera A.2.6  dell’allegato  1  alla  parte  terza  che
tendono ad accumularsi nei sedimenti e nel biota, ovvero in una  sola
delle  due  matrici,  con  particolare  attenzione  per  le  sostanze
riportate nella citata tabella ai numeri 2, 4, 7, 13, 14, 17, 18, 19,
20, 21, 23, 28, 30 e 34, conformemente al punto A.3.2.4 dell’allegato
1 alla parte terza.
6. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
adottano  misure  atte  a  garantire  che  tali  concentrazioni   non
aumentino in maniera significativamente rilevante nei  sedimenti  e/o
nel biota.
7.  Le   disposizioni   del   presente   articolo   concorrono   al
raggiungimento entro il 20 novembre 2021 dell’obiettivo di  eliminare
le sostanze pericolose prioritarie indicate come PP alla tabella  1/A
della lettera A.2.6. dell’allegato 1 alla parte terza negli scarichi,
nei  rilasci  da  fonte  diffusa  e   nelle   perdite,   nonche’   al
raggiungimento dell’obiettivo di ridurre gradualmente negli stessi le
sostanze prioritarie individuate come P nella medesima  tabella.  Per
le  sostanze  indicate   come   E   l’obiettivo   e’   di   eliminare
l’inquinamento delle acque causato  da  scarichi,  rilasci  da  fonte
diffusa e perdite.»;
«Art. 78-bis.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono
designare zone di mescolamento adiacenti ai punti di scarico di acque
reflue contenenti sostanze dell’elenco di priorita’ nel rispetto  dei
criteri tecnici stabiliti con decreto del Ministero  dell’ambiente  e
della tutela del territorio e del mare, sulla base delle linee  guida
definite a livello comunitario, ai sensi dell’articolo  4,  paragrafo
4, della direttiva 2008/105/CE.  Le  concentrazioni  di  una  o  piu’
sostanze di detto elenco possono superare, nell’ambito di  tali  zone
di mescolamento, gli SQA applicabili, a condizione che il superamento
non abbia conseguenze sulla conformita’ agli SQA del resto del  corpo
idrico superficiale.
2. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
designano le zone di mescolamento  assicurando  che  l’estensione  di
ciascuna di tali zone:
b) sia calibrata sulla base delle  concentrazioni  di  inquinanti
nel punto di scarico, dell’applicazione delle disposizioni in materia
di  disciplina  degli  scarichi  di  cui  alla  normativa  vigente  e
dell’adozione delle migliori tecniche disponibili,  in  funzione  del
raggiungimento o mantenimento degli obiettivi ambientali.
3. Le regioni, le province autonome di Trento e  di  Bolzano  e  le
autorita’ di  distretto  riportano,  rispettivamente,  nei  piani  di
tutela e nei piani di gestione  le  zone  di  mescolamento  designate
b) gli approcci e le  metodologie  applicati  per  definire  tali
c)  le  misure  adottate  allo  scopo  di  limitare   in   futuro
l’estensione delle zone di mescolamento, quali quelle necessarie alla
riduzione   ed   all’eliminazione   dell’inquinamento   delle   acque
superficiali causato dalle sostanze dell’elenco  di  priorita’  o  le
misure consistenti nel riesame  delle  autorizzazioni  rilasciate  ai
sensi del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59,  e  successive
modificazioni, o delle autorizzazioni preventive rilasciate ai  sensi
4. Le disposizioni di cui al presente  articolo  non  si  applicano
nelle aree protette elencate all’allegato 9, alle  lettere  i),  ii),
iii), v).
Art. 78-ter.
Inventario dei rilasci da  fonte  diffusa,  degli  scarichi  e  delle
1. Le regioni e le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
ciascuna per la  parte  di  territorio  di  competenza  ricadente  in
ciascun distretto idrografico, mettono a disposizione  attraverso  il
sistema SINTAI  le  informazioni  di  cui  alla  lettera  A.2.8.-ter,
sezione A “Stato delle acque superficiali”, parte 2 “Modalita’ per la
classificazione  dello  stato   di   qualita’   dei   corpi   idrici”
dell’allegato 1 alla  parte  terza,  secondo  le  scadenze  temporali
riportate nel medesimo allegato. Le informazioni sono ricavate  sulla
base dell’attivita’  di  monitoraggio  e  dell’attivita’  conoscitiva
delle pressioni e degli impatti di cui rispettivamente all’allegato 1
e all’allegato 3 – sezione C, alla parte terza.
2. L’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale,  di
seguito: ISPRA, rende disponibili  attraverso  il  sistema  SINTAI  i
formati standard, aggiornandoli sulla base delle linee guida adottate
a livello comunitario, nonche’ i servizi per la messa a  disposizione
delle informazioni da parte delle regioni e delle  province  autonome
3. L’ISPRA elabora l’inventario, su scala di distretto, dei rilasci
derivanti da fonte  diffusa,  degli  scarichi  e  delle  perdite,  di
seguito “l’inventario”, distinto in due sezioni:  sezione  A  per  le
sostanze appartenenti all’elenco di priorita’  e  sezione  B  per  le
sostanze non  appartenenti  a  detto  elenco  di  priorita’.  L’ISPRA
effettua ulteriori elaborazioni sulla base di specifiche esigenze del
4. L’inventario e’ redatto  sulla  base  della  elaborazione  delle
informazioni di cui al comma 1, dei dati raccolti in  attuazione  del
regolamento (CE) n.  166/2006,  nonche’  sulla  base  di  altri  dati
ufficiali. Nell’inventario sono altresi’ riportate, ove  disponibili,
le carte topografiche e, ove  rilevate,  le  concentrazioni  di  tali
sostanze ed inquinanti nei sedimenti e nel biota.
5. L’inventario  e’  finalizzato  a  verificare  il  raggiungimento
dell’obiettivo di cui  ai  commi  1  e  7  dell’articolo  78,  ed  e’
sottoposto a riesami sulla base degli aggiornamenti effettuati  dalle
attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 118, comma 2.
6. L’ ISPRA, previa verifica e validazione da parte delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano, mette a  disposizione
di ciascuna autorita’ di distretto, tramite il  sistema  SINTAI,  gli
inventari aggiornati su scala distrettuale ai  fini  dell’inserimento
della sezione A dell’inventario nei piani di gestione riesaminati  da
Art. 78-quater.
1. Qualora si  verifichi  un  superamento  di  un  SQA  nei  bacini
idrografici transfrontalieri, le regioni e le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano interessate  non  si  ritengono  inadempienti  se
possono dimostrare che:
a) il superamento dell’SQA e’ dovuto ad una fonte di inquinamento
al di fuori della giurisdizione nazionale;
b) a causa di tale inquinamento transfrontaliero si e’ verificata
l’impossibilita’ di adottare misure efficaci per rispettare l’SQA  in
c)  sia  stato  applicato,  per  i  corpi   idrici   colpiti   da
inquinamento transfrontaliero,  il  meccanismo  di  coordinamento  ai
sensi dei commi 7 e 8 dell’articolo 75 e,  se  del  caso,  sia  stato
fatto  ricorso  alle  disposizioni  di  cui  ai  commi  6,  7  e   10
dell’articolo 77.
2. Qualora si verifichino le circostanze di  cui  al  comma  1,  le
regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e  le  autorita’
di distretto competenti  forniscono  le  informazioni  necessarie  al
il successivo inoltro alla Commissione europea  e  predispongono  una
relazione sintetica delle misure adottate  riguardo  all’inquinamento
transfrontaliero da inserire rispettivamente nel piano  di  tutela  e
nel piano di gestione.
Art. 78-quinquies.
superficiali e sotterranee
1. L’ISPRA assicura che i metodi di analisi, compresi i  metodi  di
laboratorio, sul campo e on line, utilizzati dalle agenzie  regionali
per la protezione dell’ambiente , di seguito: “ARPA”, e dalle agenzie
provinciali per la protezione dell’ambiente, di seguito:  “APPA”,  ai
fini  del  programma  di  monitoraggio  chimico   svolto   ai   sensi
dell’allegato 1 alla parte terza, siano convalidati e documentati  ai
sensi della norma UNI-EN  ISO/CEI  –  17025:2005  o  di  altre  norme
equivalenti internazionalmente accettate.
2. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di  cui  all’articolo
78, commi 1 e 2, e 78-bis, il monitoraggio e’  effettuato  applicando
le metodiche di campionamento e di  analisi  riportati  alle  lettere
A.2.8, punti 16, 17 e 18, e A.3.10 dell’allegato 1 alla parte terza.
3. Le disposizioni di  cui  al  presente  articolo,  agli  articoli
78-sexies, 78-septies e 78-octies ed alla  lettera  A.2.8.-bis  della
sezione A “Stato delle acque superficiali” della parte  2  “Modalita’
per  la  classificazione  dello   stato   di   qualita’   dei   corpi
idrici”dell’allegato 1 alla parte terza si  applicano  per  l’analisi
chimica e il monitoraggio dello stato dei corpi idrici superficiali e
Art. 78-sexies.
Requisiti minimi di prestazione
per i metodi di analisi
1. L’ISPRA verifica che i requisiti minimi di prestazione per tutti
i metodi di analisi siano basati su una incertezza di misura definita
conformemente ai criteri tecnici riportati alla  lettera  A.2.8.-bis,
dell’allegato 1 alla parte terza.
2. In mancanza di standard  di  qualita’  ambientali  per  un  dato
parametro o di un metodo di analisi che rispetti i  requisiti  minimi
di prestazione di cui al comma 1, le ARPA e le APPA assicurano che il
monitoraggio sia svolto applicando le migliori tecniche disponibili a
costi sostenibili.
Art. 78-septies.
Calcolo dei valori medi
1. Ai fini del calcolo dei  valori  medi  si  applicano  i  criteri
tecnici riportati alla lettera A.2.8.-bis,  sezione  A  “Stato  delle
acque superficiali”, parte 2 “Modalita’ per la classificazione  dello
stato di qualita’ dei corpi idrici” dell’allegato 1 alla parte terza.
Art. 78-octies.
Garanzia e controllo di qualita’
1. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
assicurano che i laboratori delle Agenzie  regionali  per  l’ambiente
(ARPA), e delle agenzie provinciali per l’ambiente  (APPA),  o  degli
enti appaltati da queste ultime applichino pratiche di gestione della
qualita’   conformi   a   quanto   previsto   dalla   norma    UNI-EN
ISO/CEI-17025:2005  e  successive  modificazioni  o  da  altre  norme
equivalenti internazionalmente riconosciute.
2. L’ISPRA assicura la comparabilita’ dei risultati  analitici  dei
laboratori ARPA, APPA o degli enti appaltati da queste ultime,  sulla
a) della  promozione  di  programmi  di  prove  valutative  delle
competenze che comprendono i metodi di analisi  di  cui  all’articolo
78-quinquies  per   i   misurandi   a   livelli   di   concentrazione
rappresentativi dei programmi di monitoraggio delle sostanze chimiche
svolti ai sensi del presente decreto;
b) dell’analisi di materiali di  riferimento  rappresentativi  di
campioni prelevati nelle attivita’ di monitoraggio e  che  contengono
livelli di concentrazioni adeguati rispetto agli standard di qualita’
ambientali di cui all’articolo 78-sexies, comma 1.
3. I programmi di prove valutative di cui al comma 2,  lettera  a),
vengono organizzati dall’ISPRA o da  altri  organismi  accreditati  a
livello  nazionale  o  internazionale,  che  rispettano   i   criteri
stabiliti dalla norma UNI EN ISO/CEI  17043:2010  o  da  altre  norme
equivalenti  accettate  a  livello  internazionale.   L’esito   della
partecipazione a tali programmi viene valutato sulla base dei sistemi
di punteggio definiti dalla norma UNI EN  ISO/CEI  17043:2010,  dalla
norma ISO-13528:2006 o da altre norme equivalenti  internazionalmente
accettate.»;
d) al comma 2 dell’articolo 118 le parole: “sono aggiornati  ogni
sei anni” sono sostituite dalle seguenti: “sono aggiornati  entro  il
22 dicembre 2013 e successivamente ogni sei anni”;
e) al numero 18, lettera A.2.8 della parte A dell’allegato 1 alla
parte terza l’ultimo periodo e’ soppresso;
1) i numeri 8, 9, 10, 12, 13, 14  e  15  della  lettera  A.2.8,
classificazione dello stato di qualita’ dei corpi idrici”;
2) i numeri 2, 3, 4, 6 , 7, 8 e 9 della lettera A.2.1,  Sezione
B “Acque sotterranee”, parte  2  “Modalita’  per  la  classificazione
dello stato di qualita’ dei corpi idrici”;
g) all’allegato 1 alla parte terza dopo la lettera A.2.8, sezione
A “Stato  delle  acque  superficiali”,  parte  2  “Modalita’  per  la
classificazione dello  stato  di  qualita’  dei  corpi  idrici”  sono
inserite le seguenti;
“A. 2.8.-bis.
Requisiti minimi di prestazione per i metodi di analisi e calcolo dei
a)  fattore  di  copertura:  fattore  numerico  utilizzato   come
moltiplicatore   dell’incertezza   tipo   composta    per    ottenere
un’incertezza estesa (1) . [UNI  13005:2000].  Nel  caso  dei  metodi
utilizzati per le valutazioni riportate  in  questo  decreto  ‘k’  e’
stato scelto pari a 2;
b) incertezza tipo:  incertezza  del  risultato  ‘x i  ‘  di  una
misurazione espressa come scarto tipo. [UNI 13005:2000];
c) incertezza tipo composta: incertezza del risultato ‘y’ di  una
misurazione allorquando il risultato e’ ottenuto mediante i valori di
un certo numero di  altre  grandezze;  essa  e’  uguale  alla  radice
quadrata positiva di una somma di termini, che sono le varianze o  le
covarianze di quelle  grandezze  pesate  secondo  la  variazione  del
risultato della misurazione al variare di esse. [UNI 13005:2000];
d)  incertezza  estesa:  grandezza  che  definisce   intorno   al
risultato di  una  misurazione,  un  intervallo  che  ci  si  aspetta
comprendere una frazione rilevante  della  distribuzione  dei  valori
ragionevolmente attribuibili al misurando. (2) (3) [UNI 13005:2000];
e) ripetibilita’  intermedia  di  misura:  precisione  di  misura
ottenuta  in  condizione  di   ripetibilita’   intermedia.   [UNI/CEI
70099:2008];
f) giustezza: grado di concordanza tra  la  media  di  un  numero
infinito di valori misurati ripetuti  e  un  valore  di  riferimento.
[UNI/CEI 70099:2008];
g) materiale di riferimento certificato: materiale di riferimento
accompagnato da un documento rilasciato da  organismi  accreditati  a
livello nazionale ed internazionale nel quale sono riportati i valori
di  una  o  piu’  proprieta’  specificate,  con   le   corrispondenti
incertezze, riferibilita’ e  rintracciabilita’,  definite  impiegando
procedure valide. [UNI/CEI 70099:2008];
g) colonna d’acqua: porzione rappresentativa di acqua  del  corpo
idrico nella quale fase solida e fase liquida non sono  separate  tra
1) I metodi di misurazione da  utilizzare  per  l’applicazione  del
presente decreto devono avere le seguenti prestazioni minime:
a) alle concentrazioni dello  standard  di  qualita’  (SQA-MA  ed
SQA-CMA) l’incertezza estesa associata al  risultato  di  misura  non
deve essere superiore al 50% del valore dello standard  di  qualita’.
L’incertezza estesa  sara’  ottenuta  dall’incertezza  tipo  composta
ponendo il fattore di copertura k uguale a 2  per  un  intervallo  di
fiducia di circa il 95%;
b) il limite di quantificazione dei metodi deve essere uguale  od
inferiore al 30% dei valori dello standard di qualita’ (SQA-MA).
2. Per quanto riguarda la valutazione dell’incertezza di misura  e’
necessario distinguere i metodi che includono i  dati  di  precisione
(ripetibilita’  e  riproducibilita’)  stimati   alle   concentrazioni
prossime al valore dello standard di qualita’ (SQA-MA ed SQA-CMA)  da
quelli che non sono caratterizzati da questi dati.  Per  i  primi  il
laboratorio che li adotta deve:
a) verificare che l’incertezza estesa (k=2) ottenuta dal dato  di
riproducibilita’ del metodo sia inferiore al  50%  del  valore  dello
standard di qualita’ (SQA-MA ed SQA-CMA);
b) valutare sperimentalmente la  ripetibilita’  a  concentrazioni
prossime allo standard di qualita’ (SQA-MA ed SQA-CMA);
c) verificare che  la  ripetibilita’  calcolata  all’interno  del
laboratorio sia inferiore o uguale al valore  di  ripetibilita’  dato
d) calcolare l’incertezza estesa dai dati di riproducibilita’ del
3) Nel  caso  di  metodi  normati  che  non  includano  i  dati  di
precisione, il laboratorio deve procedere alla convalida  del  metodo
ai sensi della UNI EN ISO/CEI 17025:2005, stimando  la  ripetibilita’
intermedia del  metodo  stesso  nonche’  lo  scostamento  sistematico
(giustezza) per mezzo di  un  appropriato  materiale  di  riferimento
certificato o una soluzione certificata. Questi principali contributi
all’incertezza di misura, insieme ad  altri  se  ritenuti  necessari,
devono  essere  combinati   secondo   le   regole   di   propagazione
dell’incertezza (vedi UNI 13005:2000). Dall’incertezza tipo  composta
cosi’ ottenuta si ottiene l’incertezza estesa  moltiplicando  per  il
fattore di copertura k=2.
1) Nel seguito sono  riportati  i  criteri  da  utilizzare  per  il
calcolo dei valori medi (SQA-MA) e di misurandi  rappresentati  dalla
somma totale  di  parametri  chimico-fisici  o  di  singole  sostanze
(SQA-MA ed SQA-CMA) in presenza di  valori  inferiori  ai  limiti  di
quantificazione del metodo di analisi:
a) i risultati di misura inferiori al limite  di  quantificazione
sono posti pari alla meta’ del valore del limite  di  quantificazione
del metodo (risultato della singola misura  inferiore  al  limite  di
quantificazione =LQ/2);
b) il valore medio (SQA-MA), calcolato in  conformita’  al  punto
precedente, che risulti inferiore al limite  di  quantificazione  del
metodo, e’ restituito come inferiore  al  limite  di  quantificazione
(valore medio < LQ);
c) nel calcolo dei misurandi rappresentati dalla somma totale  di
parametri chimico-fisici o di singoli misurandi  chimici  (SQA-MA  ed
SQA-CMA),  che  includono  i  principali  metaboliti  e  prodotti  di
degradazione e di reazione, il  risultato  di  misura  delle  singole
sostanze inferiore al limite di quantificazione e' considerato uguale
a zero (risultato di misura=0).
A. 2.8-ter.
Informazioni ai fini dei rapporti conoscitivi
trasmettono le informazioni di seguito riportate secondo il  seguente
a) il primo invio deve essere effettuato  entro  il  30  novembre
2011. Le informazioni sono rappresentative dell'anno 2010;
b) il secondo invio e' effettuato entro il 23 dicembre 2013 ed e'
rappresentativo delle  rilevazioni  effettuate  nell'anno  precedente
rispetto all'anno dell'invio;
c) i successivi aggiornamenti sono inviati ogni  6  anni  e  sono
sempre rappresentativi dell'anno precedente l'invio.
1.1. Informazioni per singoli scarichi.
1.1.1. Per ogni  singolo  scarico  che  recapita  in  corpo  idrico
superficiale occorre indicare le seguenti informazioni:
a) date di rilascio e scadenza dell'autorizzazione;
b) ciclo/i produttivo/i;
c) applicazione IPPC;
d) coordinate dello scarico;
f) volume annuo scaricato (mc/anno);
g) sostanze appartenenti all'elenco di priorita'  presenti  nello
h) "altre sostanze"  non  appartenenti  all'elenco  di  priorita'
presenti nello scarico.
1.1.2. Per ogni sostanza riportare:
b) concentrazione autorizzata (mg/l);
c) la concentrazione nei corpi idrici viene fornita come previsto
al successivo punto 3.
1.2. Informazioni per le altre fonti (rilascio  da  fonti  diffuse  o
perdite).
1.2.1. Le informazioni sono relative alle seguenti fonti:
a) siti contaminati da bonificare ai sensi  della  parte  IV  del
decreto legislativo n. 152/2006, ove siano disponibili almeno i  dati
di caratterizzazione del sito;
b) attivita' agricole;
c) altre tipologie di fonti (discariche, stoccaggio  di  rifiuti,
stoccaggio di materiali da attivita' di dragaggio, ecc).
1.2.2. Per ogni fonte occorre individuare:
b)  il  codice  del  bacino   idrografico   o   del   sottobacino
influenzato;
c) le sostanze di cui all'elenco di priorita' rilevate;
d) per ogni sostanza la stima  del  carico  espresso  in  kg/anno
immesso in ogni bacino idrografico o sotto bacino.
1.3. Informazioni sui corpi idrici superficiali.
a) codice del corpo idrico recettore;
c) categoria del corpo idrico recettore (4)
d) appartenenza rete nucleo (intercalibrazione);
e) stato chimico del corpo idrico recettore  (colonna  d'acqua  ,
sedimento e biota) (5) ;
f) stato ecologico del corpo idrico recettore  (colonna  d'acqua,
sedimento e biota) (6) .
1.4. Informazioni per l'analisi di tendenza.
1.4.1. In attuazione del comma 3 dell'articolo 78-bis, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano raccolgono, aggiornano  e
trasmettono  i  dati  relativi  alle  concentrazioni   rilevate   nei
sedimenti e nel biota in particolare per  le  seguenti  sostanze,  se
rilevate:
a) antracene;
c) cadmio  e  composti  (in  funzione  delle  classi  di  durezza
dell'acqua);
d) cloro alcani, C10-13 (7) ;
t) tributilstagno (composti) (Tributilstagno catione).
1.4.2. I predetti dati e i relativi  aggiornamenti  sono  trasmessi
ogni sei anni a partire dal 23 dicembre 2013 e  riportano  gli  esiti
dei monitoraggi effettuati con frequenza almeno  triennale  nell'arco
del sessennio di riferimento.
A. 2.8.-quater.
Numeri UE sostanze prioritarie
Tabella 1: Elenco Numeri UE sostanze prioritarie
1) Numero UE: inventario europeo delle sostanze chimiche  esistenti
a carattere commerciale  (Einecs)  o  lista  europea  delle  sostanze
chimiche notificate (Elincs).
2) Nel caso di gruppi di sostanze (tra parentesi  e  senza  numero)
sono indicate, a titolo di parametro indicativo, le singole  sostanze
tipiche rappresentative. Per questi gruppi di sostanze  il  parametro
indicativo deve essere definito col metodo analitico.
3) Solo pentabromodifenil etere.
4) Questi gruppi  di  sostanze  in  genere  comprendono  un  numero
consistente di singoli composti. Allo stato attuale non e'  possibile
fornire parametri indicativi appropriati.
5) Il fluorantene e' stato iscritto nell'elenco quale indicatore di
altri idrocarburi policiclici aromatici piu' pericolosi.".
h) dopo il terzo capoverso della lettera A.3.5. della  sezione  A
"Stato delle acque superficiali" della  parte  2  "Modalita'  per  la
classificazione  dello  stato   di   qualita'   dei   corpi   idrici"
dell'allegato 1 alla parte terza, e' aggiunto il seguente:
"In particolare, qualora si  verifichi  nella  colonna  d'acqua  il
superamento dello standard di qualita'  ambientale  per  le  sostanze
dell'elenco di priorita' e per le  altre  sostanze  non  appartenenti
all'elenco di priorita'  sono  applicate  le  misure  necessarie  per
ripristinare il buono  stato  del  corpo  idrico  conformemente  alle
disposizioni vigenti. In tal caso, a condizione  che  ci  siano  dati
sufficienti a stabilire in maniera affidabile lo  stato  di  qualita'
dei corpi idrici, il monitoraggio  operativo  nella  colonna  d'acqua
puo' essere effettuato con  frequenze  ridotte,  sufficienti  per  la
verifica dell'efficacia delle misure intraprese per  ripristinare  il
buono stato del  corpo  idrico.  La  riduzione  delle  frequenze  del
monitoraggio non e'  prevista  per  i  corpi  idrici  destinati  alla
produzione di acqua potabile.  Fermo  restando  i  contenuti  di  cui
all'allegato 4 , nei Piani di gestione e nei Piani  di  tutela  delle
acque sono altresi' inserite le informazioni relative alla  riduzione
delle frequenze del monitoraggio operativo.";
i) alla nota 2 alla tabella 1/A della lettera A.2.6 dell'allegato
1  alla  parte  terza  e'  aggiunto  il  seguente  periodo:  "Se  non
altrimenti specificato lo standard di qualita' ambientale si  applica
alla concentrazione totale di tutti gli isomeri.";
l) la nota 10 della tabella 1/A della lettera A.2.6 dell'allegato
1 alla parte terza e' soppressa.».
(1) Il fattore di copertura k e' tipicamente compreso nell'intervallo
da 2 a 3.
(2) La frazione puo' essere  interpretata  come  la  probabilita'  di
copertura o livello di fiducia dell'intervallo.
(3) Per  poter   associare   uno   specifico   livello   di   fiducia
all'intervallo definito dall'incertezza estesa e' necessario fare
ipotesi,  esplicite   o   implicite,   sulla   distribuzione   di
probabilita' caratterizzata dal  risultato  della  misurazione  e
dalla sua incertezza tipo composta. Il  livello  di  fiducia  che
puo' essere attribuito a questo intervallo puo' essere conosciuto
solo nei limiti entro i quali quelle ipotesi siano giustificate.
(4) Indicare  se:  lago,  fiume,  acque  marino  costiere,  acque  di
transizione.;
(5) Nel caso in cui lo stato chimico non risulti buono a causa di una
o  piu'  sostanze  dell'elenco  di  priorita'  e/o  delle  «altre
sostanze»  e'  indicata  la  concentrazione  media  annua   delle
sostanze che determinano  tale  classificazione.  Riportare,  ove
rilevate ed  indipendentemente  dallo  stato,  la  concentrazione
delle sostanze prioritarie e delle altre sostanze nei sedimenti e
(6) Nel caso in cui il corpo idrico  risulti  classificato  in  stato
ecologico sufficiente a  causa  del  superamento  degli  standard
fissati per uno o piu'  delle  altre  sostanze  non  appartenenti
all'elenco di priorita' e' indicata la concentrazione media annua
delle sostanze che determinano tale  classificazione.  Riportare,
ove rilevate ed indipendentemente dallo stato, la  concentrazione
(7) Per questo parametro il monitoraggio si effettua allorche'  sara'
disponibile il relativo metodo analitico.
dell'art.  10,  commi  2  e  3  del   testo   unico   delle
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'
- La direttiva 2008/105/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
24 dicembre 2008, n. L 348.
- La direttiva 2009/90/CE e' pubblicata nella  G.U.U.E.
1 agosto 2009, n. L 201.
- Il testo degli articoli 1 e 3 e dell'allegato B della
legge 4 giugno 2010, n. 96 «Disposizioni per  l'adempimento
di obblighi derivanti  dall'appartenenza  dell'Italia  alle
Comunita' europee. (Legge comunitaria 2009).» e' pubblicata
cosi' recitano:
1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine
allegati A e B, il cui  termine  di  recepimento  sia  gia'
entrata in vigore  della  presente  legge,  il  Governo  e'
Governo e' delegato ad adottare i decreti legislativi entro
dell'art. 14  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su
giustizia, dell'economia e delle finanze e  con  gli  altri
Ministri  interessati  in   relazione   all'oggetto   della
attuazione  delle  direttive  elencate   nell'allegato   B,
quelli relativi  all'attuazione  delle  direttive  elencate
nell'allegato A, sono trasmessi, dopo l'acquisizione  degli
e al Senato della  Repubblica  affinche'  su  di  essi  sia
Su di essi e' richiesto anche il parere  delle  Commissioni
formulate con  riferimento  all'esigenza  di  garantire  il
rispetto dell'art. 81, quarto  comma,  della  Costituzione,
dalla presente legge, il  Governo  puo'  adottare,  con  la
procedure di cui  all'art.  11,  comma  8,  della  legge  4
cui una o piu' deleghe di cui  al  comma  1  non  risultino
relazione   che   da'   conto   dei   motivi   addotti    a
politiche europee,  ogni  sei  mesi,  informa  altresi'  la
secondo  modalita'  di  individuazione  delle   stesse   da
di violazioni di disposizioni comunitarie
1. Al fine di assicurare la  piena  integrazione  delle
norme comunitarie nell'ordinamento nazionale,  il  Governo,
fatte  salve  le  norme  penali  vigenti,  e'  delegato  ad
in vigore della presente legge, per i quali non  sono  gia'
2. La delega di  cui  al  comma  1  e'  esercitata  con
decreti legislativi adottati ai sensi  dell'art.  14  della
informano ai principi e criteri direttivi di  cui  all'art.
al Senato della Repubblica per l'espressione del parere  da
parte dei competenti organi parlamentari con le modalita' e
nei termini previsti dai commi 3 e 8 dell'art. 1.».
concernente  l'accordo  tra  la  Comunita'  delle  ferrovie
interoperabilita' transfrontaliera nel settore ferroviario;
sistema ferroviario della Comunita';
19 novembre 2008, sulla tutela penale dell'ambiente;
fine di includere  le  attivita'  di  trasporto  aereo  nel
16  dicembre  2008,  relativa  a   standard   di   qualita'
1272/2008 relativo alla classificazione,  all'etichettatura
e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele;
2008/114/CE  del  Consiglio,  dell'8   dicembre   2008,
relativa  all'individuazione  e  alla  designazione   delle
necessita' di migliorarne la protezione;
riguarda taluni aspetti dei contratti  di  multiproprieta',
sulle norme minime per l'applicazione dei regolamenti (CEE)
modifica l'allegato  III  della  direttiva  2006/22/CE  del
l'applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE)  n.
dell'11 marzo 2009, concernente i diritti aeroportuali;
attuazione dell'accordo concluso dall'Associazione armatori
della Comunita' europea (ECSA) e dalla Federazione  europea
dell'11  marzo  2009,  recante  modifica  della   direttiva
relativa  all'istituzione  di  un  sistema  comunitario  di
monitoraggio del traffico navale e d'informazione;
23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso  dell'energia  da
combustibile diesel e gasolio nonche' l'introduzione di  un
obblighi di comunicazione a carico delle societa' di  medie
dimensioni e l'obbligo di redigere conti consolidati;
delle  autorizzazioni  all'immissione  in   commercio   dei
18 giugno 2009, sull'utilizzazione e la commercializzazione
comune  d'imposta  sul   valore   aggiunto   in   relazione
all'evasione fiscale connessa all'importazione;
interno dell'energia elettrica e che  abroga  la  direttiva
per  l'aggiudicazione  di  taluni  appalti  di  lavori,  di
l'analisi chimica  e  il  monitoraggio  dello  stato  delle
membri, alle societa' a mente dell'art. 48, secondo  comma,
16 settembre 2009, in materia di  diritto  delle  societa',
relativa alle societa' a responsabilita'  limitata  con  un
98/8/CE, relativa all'immissione sul mercato  dei  biocidi,
per quanto riguarda l'estensione di determinati periodi  di
stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di  mantenere  un
relativa   all'inquinamento   provocato   dalle   navi    e
all'introduzione di sanzioni per violazioni;
21 ottobre 2009, relativa all'istituzione di un quadro  per
l'elaborazione   di   specifiche   per   la   progettazione
ecocompatibile   dei    prodotti    connessi    all'energia
modifica l'allegato  VII  della  direttiva  2008/57/CE  del
all'interoperabilita' del sistema ferroviario comunitario;
attivita'   di   assicurazione   e    di    riassicurazione
(solvibilita' II) (rifusione);
rischi connessi con un'esposizione all'amianto  durante  il
2008/118/CE."
- La decisione 2455/01/CE e' pubblicata nella  G.U.C.E.
15 dicembre 2001, n. L 331.
-  Il  testo  della  parte  terza,  dell'allegato  1  e
dell'allegato 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.
152  (Norme  in  materia  ambientale),   pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale  14  aprile  2006,  n.  88,  S.O.  cosi'
«Parte terza
Norme  in  materia  di  difesa  del  suolo  e  lotta   alla
desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento
e di gestione delle risorse idriche
I DISTRETTI IDROGRAFICI, GLI STRUMENTI,
Obiettivo di qualita' ambientale e obiettivo di qualita'
per specifica destinazione
Aree richiedenti specifiche misure di prevenzione
dall'inquinamento e di risanamento
Piani di gestione e piani di tutela delle acque
VIGILANZA, CONTROLLI E PARTECIPAZIONE
USI PRODUTTIVI DELLE RISORSE IDRICHE
Disposizioni transitorie e finali».
«Allegati alla parte III
Monitoraggio e classificazione delle acque
in funzione degli obiettivi di qualita' ambientale
Rilevamento delle caratteristiche dei bacini idrografici
e   analisi    dell'impatto    esercitato    dall'attivita'
antropica».
- Il testo del comma 1 dell'art. 1,  del  decreto-legge
30 dicembre 2008, n. 208 «Misure straordinarie  in  materia
di  risorse  idriche  e  di   protezione   dell'ambiente.»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31  dicembre  2008,  n.
304, cosi' recita:
«Art. 1 (Autorita' di bacino di rilievo  nazionale).  -
1. Il comma 2-bis dell'art. 170 del decreto  legislativo  3
aprile 2006, n. 152, e' sostituito  dal  seguente:  "2-bis.
legislativa, le Autorita' di bacino di cui  alla  legge  18
dei Ministri di cui al comma 2, dell'art. 63  del  presente
decreto.".».
- Il testo dell'art. 9 del decreto legislativo 16 marzo
2009  n.  30  (Attuazione  della   direttiva   2006/118/CE,
relativa   alla   protezione   delle   acque    sotterranee
dall'inquinamento e dal deterioramento),  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 4 aprile 2009, n. 79, cosi' recita:
«Art.  9  (Modifiche  alla  Parte  terza  del   decreto
modificazioni).  -  1.  Alla  Parte   Terza   del   decreto
legislativo n. 152 del 2006,  e  successive  modificazioni,
a) le lettere i), aa) e dd) del comma  2  dell'art.  74
sono rispettivamente sostituite dalle lettere m), c)  e  d)
dell'art. 2 del presente decreto;
b)  il  punto  1.2  dell'Allegato   1   e'   sostituito
dall'Allegato 1, Parte A, al presente decreto;
c)  la  lettera  B  del  punto  2  dell'Allegato  1  e'
sostituita dagli Allegati 3 e 4 al presente decreto;
d) i punti 2.1 e 2.3 del punto 2 dell'Allegato  3  sono
sostituiti dall'Allegato 1, Parte B al presente decreto.».
- Si riporta il testo dell'art. 74, del citato  decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  cosi'  come  modificato
«Art. 74 (Definizioni). - 1.  Ai  fini  della  presente
a)   abitante   equivalente:   il   carico   organico
biodegradabile avente una richiesta biochimica di  ossigeno
a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno;
b) acque  ciprinicole:  le  acque  in  cui  vivono  o
possono vivere pesci appartenenti ai ciprinidi (Cyprinidae)
o a specie come i lucci, i pesci persici e le anguille;
c) acque  costiere:  le  acque  superficiali  situate
all'interno rispetto a una retta immaginaria  distante,  in
punto  piu'  vicino  della  linea  di  base  che  serve  da
riferimento per definire il limite delle acque territoriali
e che si estendono eventualmente  fino  al  limite  esterno
delle acque di transizione;
d) acque  salmonicole:  le  acque  in  cui  vivono  o
possono vivere pesci appartenenti a specie come le trote, i
temoli e i coregoni;
e) estuario: l'area di transizione tra le acque dolci
e le acque costiere alla foce di un  fiume,  i  cui  limiti
esterni  verso  il  mare  sono  definiti  con  decreto  del
Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio;  in
via transitoria tali  limiti  sono  fissati  a  cinquecento
metri dalla linea di costa;
f) acque dolci: le acque che si presentano in  natura
con una concentrazione di sali tale da  essere  considerate
appropriate per l'estrazione e il trattamento  al  fine  di
produrre acqua potabile;
g) acque reflue domestiche: acque reflue  provenienti
da  insediamenti  di  tipo  residenziale  e  da  servizi  e
derivanti  prevalentemente  dal  metabolismo  umano  e   da
attivita' domestiche;
h) "acque  reflue  industriali":  qualsiasi  tipo  di
acque reflue scaricate da edifici od  impianti  in  cui  si
svolgono attivita' commerciali o  di  produzione  di  beni,
diverse  dalle  acque  reflue  domestiche  e  dalle   acque
meteoriche di dilavamento;
i) "acque reflue urbane": acque reflue  domestiche  o
il miscuglio di acque reflue domestiche,  di  acque  reflue
industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in
reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomera;
l) acque sotterranee: tutte le acque che  si  trovano
al di sotto della  superficie  del  suolo,  nella  zona  di
saturazione e  in  diretto  contatto  con  il  suolo  e  il
m) acque termali: le acque minerali naturali  di  cui
all'art. 2, comma 1, lettera a),  della  legge  24  ottobre
2000, n. 323, utilizzate per le finalita' consentite  dalla
n) agglomerato: l'area in cui la popolazione,  ovvero
le attivita' produttive, sono concentrate in misura tale da
rendere ammissibile, sia tecnicamente che economicamente in
rapporto anche  ai  benefici  ambientali  conseguibili,  la
raccolta e il  convogliamento  delle  acque  reflue  urbane
verso un  sistema  di  trattamento  o  verso  un  punto  di
recapito fina;
o) applicazione al terreno: l'apporto di materiale al
terreno  mediante  spandimento  e/o  mescolamento  con  gli
strati superficiali, iniezione, interramento;
p) utilizzazione agronomica: la gestione di effluenti
di  allevamento,  acque  di  vegetazione  residuate   dalla
lavorazione  delle  olive,  acque  reflue  provenienti   da
aziende agricole e piccole aziende  agro-alimentari,  dalla
loro produzione fino all'applicazione al terreno ovvero  al
loro   utilizzo   irriguo   o   fertirriguo,    finalizzati
all'utilizzo delle  sostanze  nutritive  e  ammendanti  nei
medesimi contenute;
q) autorita' d'ambito: la forma di  cooperazione  tra
comuni e province per l'organizzazione del servizio  idrico
r) gestore del servizio idrico integrato: il soggetto
che gestisce il servizio  idrico  integrato  in  un  ambito
territoriale  ottimale  ovvero  il  gestore  esistente  del
servizio pubblico soltanto fino alla piena operativita' del
s) bestiame: tutti gli animali  allevati  per  uso  o
t) composto azotato:  qualsiasi  sostanza  contenente
azoto, escluso quello allo stato molecolare gassoso;
u) concimi chimici: qualsiasi fertilizzante  prodotto
mediante procedimento industriale;
v)  effluente  di  allevamento:  le   deiezioni   del
bestiame o una  miscela  di  lettiera  e  di  deiezione  di
bestiame, anche sotto forma di  prodotto  trasformato,  ivi
compresi i reflui provenienti da attivita' di piscicoltura;
z)  eutrofizzazione:  arricchimento  delle  acque  di
nutrienti, in particolare modo di composti  dell'azoto  e/o
del fosforo, che  provoca  una  abnorme  proliferazione  di
alghe e/o di forme superiori di vita  vegetale,  producendo
la perturbazione dell'equilibrio degli  organismi  presenti
nell'acqua e della qualita' delle acque interessate;
aa) fertilizzante:  fermo  restando  quanto  disposto
dalla legge 19 ottobre 1984, n. 748, le sostanze contenenti
uno o piu' composti  azotati,  compresi  gli  effluenti  di
allevamento, i residui degli allevamenti ittici e i fanghi,
sparse  sul  terreno  per  stimolare  la   crescita   della
bb)  fanghi:  i  fanghi  residui,  trattati   o   non
trattati, provenienti dagli impianti di  trattamento  delle
acque reflue urbane;
cc) inquinamento: l'introduzione diretta o indiretta,
a seguito di attivita'  umana,  di  sostanze  o  di  calore
nell'aria, nell'acqua o nel  terreno  che  possono  nuocere
alla  salute  umana  o  alla  qualita'   degli   ecosistemi
acquatici  o  degli  ecosistemi  terrestri  che   dipendono
direttamente   da   ecosistemi   acquatici,    perturbando,
deturpando o  deteriorando  i  valori  ricreativi  o  altri
legittimi usi dell'ambiente;
dd) "rete fognaria": un sistema di  condotte  per  la
raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane;
ee) fognatura separata: la rete  fognaria  costituita
da due canalizzazioni, la prima delle  quali  adibita  alla
raccolta ed al convogliamento delle sole  acque  meteoriche
di dilavamento, e dotata  o  meno  di  dispositivi  per  la
raccolta e la separazione delle acque di prima  pioggia,  e
la seconda adibita alla raccolta ed al convogliamento delle
acque reflue urbane  unitamente  alle  eventuali  acque  di
prima pioggia;
ff)   scarico:   qualsiasi   immissione    effettuata
esclusivamente tramite un sistema stabile di  collettamento
che collega senza soluzione  di  continuita'  il  ciclo  di
produzione  del  refluo  con  il  corpo   ricettore   acque
superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria,
indipendentemente  dalla  loro  natura  inquinante,   anche
sottoposte a preventivo trattamento  di  depurazione.  Sono
esclusi i rilasci di acque previsti all'art. 114;
gg)  acque  di  scarico:  tutte   le   acque   reflue
provenienti da uno scarico;
hh) scarichi esistenti: gli scarichi di acque  reflue
urbane che alla data del 13 giugno 1999 erano in  esercizio
e  conformi  al  regime  autorizzativo  previgente  e   gli
scarichi di impianti di trattamento di acque reflue  urbane
per i quali alla stessa data erano  gia'  state  completate
tutte  le  procedure  relative  alle  gare  di  appalto   e
all'affidamento dei lavori, nonche' gli scarichi  di  acque
reflue domestiche che alla data del 13 giugno 1999 erano in
esercizio e conformi al previgente regime  autorizzativo  e
gli scarichi di acque reflue industriali che alla data  del
13 giugno 1999 erano in esercizio e gia' autorizzati;
ii) trattamento  appropriato:  il  trattamento  delle
acque reflue urbane mediante un processo ovvero un  sistema
di  smaltimento  che,  dopo  lo  scarico,   garantisca   la
conformita'  dei  corpi  idrici   recettori   ai   relativi
obiettivi di qualita' ovvero sia conforme alle disposizioni
della parte terza del presente decreto;
ll) trattamento primario: il trattamento delle  acque
reflue che comporti la sedimentazione  dei  solidi  sospesi
mediante processi fisici e/o chimico-fisici  e/o  altri,  a
seguito dei quali prima dello scarico il BOD5  delle  acque
in trattamento sia ridotto almeno del 20  per  cento  ed  i
solidi sospesi totali almeno del 50 per cento;
mm)  trattamento  secondario:  il  trattamento  delle
acque reflue mediante un processo che in genere comporta il
trattamento  biologico  con  sedimentazione  secondaria,  o
mediante altro processo in cui vengano comunque  rispettati
i requisiti di cui alla  tabella  1  dell'Allegato  5  alla
parte terza del presente decreto;
nn)  stabilimento  industriale,  stabilimento:  tutta
l'area sottoposta al controllo di un unico  gestore,  nella
quale si svolgono attivita' commerciali o  industriali  che
comportano   la   produzione,   la    trasformazione    e/o
l'utilizzazione delle sostanze di cui all'Allegato  8  alla
parte terza del presente decreto,  ovvero  qualsiasi  altro
processo  produttivo  che  comporti  la  presenza  di  tali
sostanze nello scarico;
oo)   valore   limite   di   emissione:   limite   di
accettabilita' di una sostanza inquinante con tenuta in uno
scarico, misurata in concentrazione, oppure  in  massa  per
unita' di prodotto o di materia prima lavorata, o in  massa
per unita' di tempo; i valori limite di  emissione  possono
essere fissati anche per  determinati  gruppi,  famiglie  o
categorie di sostanze. I valori limite di  emissione  delle
sostanze si applicano di norma  nel  punto  di  fuoriuscita
delle   emissioni   dall'impianto,   senza   tener    conto
dell'eventuale diluizione; l'effetto  di  una  stazione  di
depurazione  di  acque  reflue   puo'   essere   preso   in
considerazione nella determinazione dei  valori  limite  di
emissione  dell'impianto,  a  condizione  di  garantire  un
livello equivalente di  protezione  dell'ambiente  nel  suo
insieme  e  di  non  portare  carichi  inquinanti  maggiori
nell'ambiente;
pp)  zone  vulnerabili:  zone   di   territorio   che
scaricano direttamente o indirettamente composti azotati di
origine agricola o zootecnica in acque gia' inquinate o che
potrebbero esserlo in conseguenza di tali tipi di scarichi.
2. Ai fini della presente sezione  si  intende  inoltre
a) acque superficiali: le acque interne ad  eccezione
di quelle sotterranee, le acque di transizione e  le  acque
costiere, tranne per quanto riguarda lo stato  chimico,  in
relazione  al   quale   sono   incluse   anche   le   acque
b)  acque  interne:  tutte  le   acque   superficiali
correnti  o  stagnanti,  e  tutte  le   acque   sotterranee
all'interno della linea di base che  serve  da  riferimento
c)  fiume:  un  corpo  idrico  interno   che   scorre
prevalentemente  in   superficie   ma   che   puo'   essere
e) acque di transizione: i corpi idrici  superficiali
in  prossimita'  della  foce  di   un   fiume,   che   sono
alle acque costiere,  ma  sostanzialmente  influenzate  dai
f)  corpo  idrico  artificiale:   un   corpo   idrico
superficiale creato da un'attivita' umana;
g)  corpo  idrico  fortemente  modificato:  un  corpo
fisiche dovute a  un'attivita'  umana,  e'  sostanzialmente
modificata,  come  risulta   dalla   designazione   fattane
dall'autorita' competente in base alle  disposizioni  degli
articoli 118 e 120;
h) corpo idrico superficiale: un elemento distinto  e
bacino artificiale, un torrente, fiume o canale,  parte  di
un torrente, fiume o canale,  acque  di  transizione  o  un
i) acquifero: uno o piu' strati sotterranei di roccia
o altri strati geologici di  permeabilita'  sufficiente  da
consentire un flusso significativo di acque  sotterranee  o
l'estrazione   di   quantita'   significative   di    acque
l) corpo idrico sotterraneo: un  volume  distinto  di
acque sotterranee contenute da una o piu' falde acquifere;
m)  bacino  idrografico:  il  territorio  nel   quale
mare in un'unica foce, a estuario o delta;
n) sotto-bacino idrografico: il territorio nel  quale
di torrenti,  fiumi  e  laghi  per  sfociare  in  un  punto
specifico di un corso d'acqua,  di  solito  un  lago  o  la
confluenza di un fiume;
o) distretto idrografico: l'area di terra e di  mare,
costituita da uno o piu'  bacini  idrografici  limitrofi  e
costituisce la principale unita' per la gestione dei bacini
p)  stato  delle  acque  superficiali:  l'espressione
complessiva dello stato di un  corpo  idrico  superficiale,
determinato dal valore piu' basso del suo stato ecologico e
q) buono stato delle  acque  superficiali:  lo  stato
raggiunto da un corpo idrico superficiale  qualora  il  suo
stato, tanto sotto il profilo ecologico quanto sotto quello
chimico, possa essere definito almeno "buono";
r)  stato  delle  acque  sotterranee:   l'espressione
complessiva dello stato di  un  corpo  idrico  sotterraneo,
determinato  dal  valore   piu'   basso   del   suo   stato
quantitativo e chimico;
s) buono stato  delle  acque  sotterranee:  lo  stato
raggiunto da un corpo idrico  sotterraneo  qualora  il  suo
stato, tanto sotto il  profilo  quantitativo  quanto  sotto
quello chimico, possa essere definito almeno "buono";
t)  stato  ecologico:  l'espressione  della  qualita'
della  struttura  e  del  funzionamento  degli   ecosistemi
acquatici associati alle acque superficiali, classificato a
norma  dell'Allegato  1  alla  parte  terza  del   presente
u) buono stato ecologico: lo stato di un corpo idrico
superficiale classificato in base all'Allegato 1 alla parte
terza del presente decreto;
v) buon potenziale ecologico: lo stato  di  un  corpo
idrico   artificiale   o   fortemente   modificato,   cosi'
classificato   in   base   alle   disposizioni   pertinenti
dell'Allegato 1 alla parte terza del presente decreto;
z) buono stato chimico delle acque  superficiali:  lo
stato  chimico  richiesto  per  conseguire,  entro  il   22
dicembre  2015,  gli  obiettivi  ambientali  per  le  acque
superficiali fissati dalla presente sezione ossia lo  stato
raggiunto da un corpo  idrico  superficiale  nel  quale  la
concentrazione degli inquinanti non superi gli standard  di
qualita' ambientali fissati per le sostanze dell'elenco  di
priorita' di cui  alla  tabella  1/A  della  lettera  A.2.6
dell'allegato 1 alla parte terza;
aa) buono stato chimico: lo stato chimico di un corpo
idrico sotterraneo che risponde alle condizioni di cui agli
articoli 3 e 4 ed all'Allegato 3, Parte A;
bb) stato quantitativo: l'espressione  del  grado  in
cui un corpo idrico sotterraneo e' modificato da estrazioni
dirette e indirette;
cc)  risorse  idriche  sotterranee  disponibili:   il
risultato  della  velocita'  annua  media  di  ravvenamento
globale a lungo termine del corpo idrico  sotterraneo  meno
la  velocita'  annua  media  a  lungo  termine  del  flusso
necessario  per  raggiungere  gli  obiettivi  di   qualita'
ecologica  per  le  acque  superficiali  connesse,  di  cui
all'art.  76,  al  fine   di   evitare   un   impoverimento
significativo dello stato ecologico di tali acque,  nonche'
danni rilevanti agli ecosistemi terrestri connessi;
dd)  buono   stato   quantitativo:   stato   definito
all'Allegato 3, Parte B;
ee) sostanze pericolose:  le  sostanze  o  gruppi  di
sostanze tossiche, persistenti e bio-accumulabili  e  altre
sostanze  o  gruppi  di  sostanze   che   danno   adito   a
preoccupazioni analoghe;
ff)  sostanze  prioritarie  e   sostanze   pericolose
prioritarie:  le  sostanze  individuate  con   disposizioni
comunitarie  ai  sensi   dell'art.   16   della   direttiva
2000/60/CE;
gg)  inquinante:   qualsiasi   sostanza   che   possa
inquinare, in particolare quelle elencate  nell'Allegato  8
alla parte terza del presente decreto;
hh)  immissione  diretta  nelle  acque   sotterranee:
l'immissione di inquinanti nelle  acque  sotterranee  senza
infiltrazione attraverso il suolo o il sottosuolo;
ii) obiettivi ambientali: gli obiettivi  fissati  dal
titolo II della parte terza del presente decreto;
ll)   standard    di    qualita'    ambientale:    la
concentrazione di un particolare  inquinante  o  gruppo  di
inquinanti nelle acque, nei sedimenti e nel biota  che  non
deve  essere  superata  per  tutelare  la  salute  umana  e
mm) approccio combinato: l'insieme dei controlli,  da
istituire o realizzare,  salvo  diversa  indicazione  delle
normative di seguito citate, entro  il  22  dicembre  2012,
riguardanti tutti gli scarichi  nelle  acque  superficiali,
comprendenti  i  controlli  sulle  emissioni  basati  sulle
migliori tecniche disponibili, quelli sui pertinenti valori
limite di emissione e, in caso di impatti  diffusi,  quelli
comprendenti, eventualmente, le migliori prassi ambientali;
1) nel decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59,
sulla    prevenzione    e    la     riduzione     integrate
dell'inquinamento;
2)  nella  parte  terza  del  presente  decreto  in
materia di acque  reflue  urbane,  nitrati  provenienti  da
fonti   agricole,   sostanze    che    presentano    rischi
significativi  per  l'ambiente   acquatico   o   attraverso
l'ambiente  acquatico,  inclusi  i  rischi  per  le   acque
destinate alla produzione di acqua potabile e  di  scarichi
di Hg, Cd, HCH, DDT, PCP, aldrin,  dieldrin,  endrin,  HCB,
HCBD,   cloroformio,   tetracloruro   di   carbonio,   EDC,
tricloroetilene, TCB e percloroetilene;
nn)  acque  destinate  al  consumo  umano:  le  acque
disciplinate dal decreto legislativo 2  febbraio  2001,  n.
oo) servizi idrici: tutti i  servizi  che  forniscono
alle famiglie, agli enti pubblici o a  qualsiasi  attivita'
1) estrazione, arginamento, stoccaggio, trattamento
e distribuzione di acque superficiali o sotterranee;
2) strutture per la raccolta e il trattamento delle
acque reflue, che  successivamente  scaricano  nelle  acque
pp) utilizzo delle acque: i servizi idrici unitamente
agli altri usi risultanti dall'attivita' conoscitiva di cui
all'art. 118 che incidono in modo significativo sullo stato
delle acque. Tale nozione si applica ai  fini  dell'analisi
economica di cui  all'Allegato  10  alla  parte  terza  del
qq) (abrogata);
rr)  controlli  delle  emissioni:  i  controlli   che
comportano una limitazione specifica  delle  emissioni,  ad
esempio  un  valore  limite  delle  emissioni,  oppure  che
definiscono altrimenti limiti o condizioni in  merito  agli
effetti,  alla  natura  o  ad  altre   caratteristiche   di
un'emissione o condizioni operative che  influiscono  sulle
ss) costi ambientali: i costi  legati  ai  danni  che
l'utilizzo stesso delle risorse idriche causa all'ambiente,
agli ecosistemi e a coloro che usano l'ambiente;
tt)  costi  della  risorsa:  i  costi  delle  mancate
opportunita' imposte ad altri utenti in  conseguenza  dello
sfruttamento intensivo delle risorse al  di  la'  del  loro
livello di ripristino e ricambio naturale;
uu) impianto: l'unita' tecnica permanente in cui sono
svolte una o piu'  attivita'  di  cui  all'Allegato  I  del
decreto legislativo 18 febbraio 2005, n.  59,  e  qualsiasi
altra attivita' accessoria, che siano tecnicamente connesse
con le attivita'  svolte  in  uno  stabilimento  e  possono
influire sulle emissioni e sull'inquinamento; nel  caso  di
attivita' non rientranti  nel  campo  di  applicazione  del
decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, l'impianto  si
identifica nello stabilimento. Nel caso di attivita' di cui
all'Allegato  I  del  predetto   decreto,   l'impianto   si
identifica con il complesso  assoggettato  alla  disciplina
della prevenzione e controllo integrati dell'inquinamento;
uu-bis) limite di rivelabilita': il segnale in uscita
o il valore di concentrazione al di sopra del quale si puo'
affermare, con un livello di  fiducia  dichiarato,  che  un
dato campione e' diverso da  un  bianco  che  non  contiene
l'analita;
uu-ter)  limite  di  quantificazione:   un   multiplo
dichiarato del limite di rivelabilita' a una concentrazione
dell'analita che puo'  ragionevolmente  essere  determinata
con accettabile accuratezza  e  precisione.  Il  limite  di
quantificazione puo'  essere  calcolato  servendosi  di  un
materiale di riferimento o di un campione adeguato  e  puo'
essere ottenuto dal punto  di  taratura  piu'  basso  sulla
curva di taratura, dopo la sottrazione del bianco;
uu-quater) incertezza di  misura:  un  parametro  non
negativo  che  caratterizza  la  dispersione   dei   valori
quantitativi attribuiti a un  misurando  sulla  base  delle
informazioni utilizzate;
uu-quinquies)  materiale  di  riferimento:  materiale
sufficientemente omogeneo e stabile rispetto  a  proprieta'
specificate, che si  e'  stabilito  essere  idonee  per  un
determinato utilizzo in una  misurazione  o  nell'esame  di
proprieta' nominali.».
- Si riporta il testo dell'art. 118, del citato decreto
«Art. 118 (Rilevamento delle caratteristiche del bacino
idrografico    ed    analisi    dell'impatto     esercitato
dall'attivita' antropica). - 1. Al fine  di  aggiornare  le
informazioni necessarie alla redazione del Piano di  tutela
di cui all'art. 121, le regioni attuano appositi  programmi
di   rilevamento   dei   dati   utili   a   descrivere   le
caratteristiche  del  bacino  idrografico  e   a   valutare
l'impatto antropico esercitato sul medesimo,  nonche'  alla
raccolta   dei   dati   necessari   all'analisi   economica
dell'utilizzo  delle   acque,   secondo   quanto   previsto
dall'Allegato 10 alla parte terza del presente decreto.  Le
risultanze delle attivita' di cui sopra sono  trasmesse  al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ed al
Dipartimento  tutela   delle   acque   interne   e   marine
dell'Agenzia  per  la  protezione  dell'ambiente  e  per  i
servizi tecnici (APAT).
2. I programmi di cui  al  comma  1  sono  adottati  in
conformita' alle indicazioni di  cui  all'Allegato  3  alla
parte terza del presente decreto e di cui alle disposizioni
adottate con apposito decreto dal Ministro dell'ambiente  e
della tutela del territorio e sono aggiornati entro  il  22
dicembre 2013 e successivamente ogni sei anni.
3. Nell'espletamento dell'attivita' conoscitiva di  cui
al comma 1, le regioni sono tenute ad utilizzare i  dati  e
le informazioni gia' acquisite.».
- Per i riferimenti all'allegato 1 della parte terza si
1. All'allegato al  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio in  data  18  settembre  2002,  pubblicato  nel
Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del  18  ottobre
2002,  alla  parte  B  (scarichi  industriali   e   da   insediamenti
produttivi), parte prima del settore 2 (Disciplina  degli  scarichi),
le schede con numerazione da 7 a 26 sono abrogate.
2. Il  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio 6 novembre 2003, n. 367, e' abrogato.
- Il decreto ministeriale  6  novembre  2003,  n.  367,
abrogato dal presente decreto, recava:
«Regolamento concernente la fissazione di  standard  di
qualita'   nell'ambiente   acquatico   per   le    sostanze
pericolose, ai sensi dell'art.  3,  comma  4,  del  decreto
legislativo 11 maggio 1999, n. 152.».
maggiori oneri, ne' minori entrate a carico della finanza pubblica.
2.  Le  autorita'   pubbliche   provvedono   all'attuazione   delle
disposizioni di cui al presente  decreto  nell'ambito  delle  proprie
attivita' istituzionali ed utilizzando a tali fini le risorse  umane,
1.  Ai  fini  dell'adempimento  degli  obblighi   derivanti   dalle
direttive 2000/60/CE e  2007/60/CE,  nelle  more  della  costituzione
delle autorita' di bacino distrettuali di  cui  all'articolo  63  del
a) le autorita' di bacino di rilievo nazionale, di cui alla legge
18 maggio 1989, n. 183, provvedono  all'aggiornamento  dei  piani  di
gestione previsti all'articolo 13 della direttiva 2000/60/CE. A  tale
fine dette autorita' svolgono funzioni di coordinamento nei confronti
delle regioni ricadenti nei rispettivi distretti idrografici;
b) le autorita' di bacino di rilievo nazionale, di cui alla legge
18 maggio 1989, n. 183, e  le  regioni,  ciascuna  per  la  parte  di
territorio di propria competenza,  provvedono  all'adempimento  degli
obblighi previsti dal decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49. Ai
fini della predisposizione degli strumenti di pianificazione  di  cui
al predetto decreto legislativo n.  49  del  2010,  le  autorita'  di
bacino di rilievo nazionale svolgono  la  funzione  di  coordinamento
nell'ambito del distretto idrografico di appartenenza.
2. Agli adempimenti di cui al comma 1, lettere a) e b), nel caso di
distretti nei quali non e' presente alcuna  autorita'  di  bacino  di
rilievo nazionale, provvedono le regioni.
3. L'approvazione di atti di rilevanza distrettuale  e'  effettuata
dai comitati istituzionali e tecnici delle  autorita'  di  bacino  di
rilievo nazionale, integrati da componenti designati dalle regioni il
cui territorio ricade nel distretto idrografico a  cui  gli  atti  si
riferiscono se non gia' rappresentate nei medesimi comitati.
Dato a Roma, addi' 10 dicembre 2010
- La direttiva 2000/60/CE e' pubblicata nella  G.U.C.E.
22 dicembre 2000, n. L 327.
- La direttiva 2007/60/CE e' pubblicata nella  G.U.U.E.
- Il testo  dell'art.  63  del  decreto  legislativo  3
aprile 2006, n 152 e successive modificazioni, citato nelle
premesse cosi' recita:
«Art. 63 (Autorita' di bacino distrettuale).  -  1.  In
ciascun  distretto  idrografico  di  cui  all'art.  64   e'
istituita l'Autorita' di bacino  distrettuale,  di  seguito
Autorita' di bacino, ente pubblico non economico che  opera
in conformita' agli obiettivi  della  presente  sezione  ed
uniforma la propria  attivita'  a  criteri  di  efficienza,
efficacia, economicita' e pubblicita'.
2. Sono organi dell'Autorita' di bacino: la  Conferenza
Ministri, su proposta del Ministro  dell'ambiente  e  della
dell'economia e delle finanze e  con  il  Ministro  per  la
sono definiti i criteri e le modalita' per l'attribuzione o
3. Le autorita'  di  bacino  previste  dalla  legge  18
Autorita' di bacino distrettuale di cui  alla  parte  terza
pianificazione delle Autorita' di bacino  vengono  adottati
partecipanti, dal Ministro dell'ambiente e della tutela del
dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio  ,   delle
infrastrutture e dei trasporti, delle attivita' produttive,
pubblica,  per  i  beni  e  le  attivita'  culturali  o   i
Sottosegretari dai medesimi delegati, nonche' i  Presidenti
e' interessato dal distretto idrografico  o  gli  Assessori
Piano di bacino in conformita' agli indirizzi ed ai criteri
di cui all'art. 57;
b) individua tempi e  modalita'  per  l'adozione  del
Piano di bacino, che potra'  eventualmente  articolarsi  in
costituiscono interessi comuni a piu' regioni;
comunque l'elaborazione del Piano di bacino;
f) controlla l'attuazione degli schemi previsionali e
e, in caso di grave ritardo nell'esecuzione  di  interventi
programma, diffida l'amministrazione inadempiente, fissando
il  termine  massimo  per  l'inizio  dei  lavori.   Decorso
infruttuosamente tale termine,  all'adozione  delle  misure
necessarie ad assicurare l'avvio dei  lavori  provvede,  in
interessata che, a tal fine, puo'  avvalersi  degli  organi
6. La Conferenza operativa di servizi e'  composta  dai
regioni e delle province autonome interessate,  nonche'  da
e' convocata dal Segretario Generale, che  la  presiede,  e
provvede all'attuazione ed esecuzione di quanto disposto ai
sensi  del  comma  5,  nonche'  al  compimento  degli  atti
7. Le Autorita'  di  bacino  provvedono,  tenuto  conto
a) all'elaborazione del Piano di bacino  distrettuale
di cui all'art. 65;
c) all'elaborazione, secondo le  specifiche  tecniche
decreto, di un'analisi delle caratteristiche del distretto,
di un esame sull'impatto delle attivita' umane sullo  stato
delle acque superficiali e sulle acque sotterranee, nonche'
di un'analisi economica dell'utilizzo idrico.
sensi dell'art. 62, le Autorita'  di  bacino  coordinano  e
sovrintendono le attivita' e le funzioni di titolarita' dei
febbraio 1933, n. 215, nonche' del consorzio del  Ticino  -
dell'opera regolatrice del  lago  Maggiore,  del  consorzio
dell'Oglio - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione
ed esercizio dell'opera regolatrice del lago d'Iseo  e  del
consorzio dell'Adda - Ente  autonomo  per  la  costruzione,
manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice  del  lago
di   Como,   con   particolare   riguardo   all'esecuzione,
dei corsi d'acqua ed alla fitodepurazione.».
- La  legge  18  maggio  1989  n.  183  (Norme  per  il
riassetto  organizzativo  e  funzionale  della  difesa  del
suolo), e' pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  25  maggio
1989, n. 120, S.O.
- Il  decreto  legislativo  23  febbraio  2010,  n.  49
(Attuazione  della  direttiva  2007/60/CE   relativa   alla
valutazione e alla gestione dei rischi  di  alluvioni),  e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 aprile 2010, n. 77.
DECRETO LEGISLATIVO 10 dicembre 2010, n. 219 – Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualita’ ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque. (10G0244) – (GU n. 296 del 20-12-2010 redazione redazione 2015-05-05T20:41:57+00:00