Source: https://tributicomunali.it/altri/multe-autovelox-e-punti-patente-fare-o-no-un-ricorso/
Timestamp: 2020-08-11 22:39:16+00:00
Document Index: 57677583

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 31', 'art. 45', 'art. 39', 'art. 132', 'sentenza ', 'sentenza ']

Multe autovelox e punti patente: fare o no un ricorso – Tributi Comunali
Multe autovelox e punti patente: fare o no un ricorso
E’ normale che dopo avere ricevuto una multa per autovelox vieni preso dalla rabbia. Non riesci ad accettare sia l’importo della multa, talvolta elevato, nè, tanto meno, la sottrazione dei punti dalla patente. Quello che è certo è che le multe per l’autovelox ed i punti patente che vengono sottratti ti spingono subito sull’idea l’idea di fare un ricorso al giudice di pace o al prefetto.
Prima, però, di deciderti sull’eventuale ricorso al giudice di pace, per una multa autovelox, devi analizzare bene le condizioni che hanno originato la multa ed i motivi che puoi, eventualmente, sollevare per chiedere l’annullamento. Devi essere quasi certo di spuntarla in quanto fare un ricorso per multe autovelox (o punti patente) ha dei costi.
Bisogna incaricare un legale, vi sono costi di bolli e spese di trasferimento presso le sedi del giudice di pace per le udienze. Pertanto se, alla luce di queste ragionevoli considerazioni (da farsi preventivamente), deciderai di pagare, ti consigliamo di pagare entro 5 giorni. Risparmierai il 30% circa.
In genere, tanti cittadini si lamentano, soprattutto per le multe con autovelox con differenze minime di velocità. Spesso, non è facile controllare gli scostamenti minimi per impedire di prendere una contravvenzione per eccesso di velocità. Viene anche difficile calcolare il 5% di tolleranza mentre si è alla guida.
Come detto sopra, alle multe si somma anche la sottrazione dei punti sulla patente ed le due cose spingono a fare un ricorso. E a tale riguardo occorre ricordarsi di comunicare, all’ente che ha effettuato la multa, il nominativo della persona che guidava il mezzo e che, effettivamente, ha commesso l’infrazione. Entro 60 giorni dalla notifica del verbale Bisogna comunicare i dati del conducente. In difetto, il proprietario dell’automezzo riceverà un’altra multa per un importo che và da 292,00 € a 1.168,00 €.
Quello che fa ancor più rabbia
La tolleranza del 5% concessa dagli apparecchi autovelox
Le segnalazioni degli autovelox per evitare multe e sottrazione punti sulla patente
I meccanismi di disturbo contro l’autovelox
I motivi più importanti per fare ricorso al giudice di pace su multe autovelox
Presenza del cartello che avvisa
La taratura dell’autovelox
Distanza tra cartello e autovelox
La presenza del cartello deve essere indicata sul verbale.
Assenza dell’omologazione degli apparecchi autovelox
Mancata indicazione, nel verbale, dei dati dell’apparecchio
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Partiamo dal presupposto che applicare, all’automobilista, dei deterrenti per fargli tenere una velocità moderata ed evitare incidenti, è senz’altro positivo. Sono tanti i casi di incidenti, spesso gravi, che si verificano, tutti i giorni sulle strade italiane. Ma quello che tanti cittadini contestano è la presenza di autovelox su strade diritte e con un limite assurdo, tipo 50 o 60 km orari.
E’ fuor di dubbio che, come si diceva sopra, occorre evitare il più possibile gli incidenti per eccesso di velocità. E’ pur vero, però, che adottare dei limiti di velocità eccessivamente bassi su strade diritte e scorrevoli, può anche creare altri problemi. Inoltre, posizionare un autovelox, con un un limite di velocità troppo basso, in una strada molto scorrevole induce molti automobilisti ad incappare in delle multe.
Infatti, non è molto semplice potere mantenere velocità molto basse su strade piuttosto veloci e diritte. Da qui la tanta rabbia che porta gli automobilisti a verificare se vi sono elementi per potere contestare certe multe per autovelox (e per i punti patente) e capire se ci sono gli estremi per potere fare un ricorso al giudice di pace.
Gli apparecchi autovelox possono essere fissi e mobili. Gli autovelox fissi sono quelli installati in forma permanente sulle autostrade o su qualunque strada nazionale, provinciale o comunale. Gli autovelox mobili, invece, sono quegli apparecchi che possono essere spostati da un posto all’altro da parte delle pattuglie che li utilizzano.
In entrambi i casi, la loro presenza deve essere necessariamente segnalata agli automobilisti (ed anche in una forma ben visibile) e ciò ai sensi del Decreto Legge n. 117 del 2007 convertito nella Legge 2 ottobre n. 160/2007. Inoltre, tutte le apparecchiature autovelox utilizzate (sia fisse che mobili) devono essere obbligatoriamente omologate dal Ministero dei Trasporti.
La legge prevede, per i limiti di velocità, un minimo di tolleranza del 5% rispetto al limite imposto per una determinata strada. Ciò per annullare eventuali piccole incongruenze o differenze tra la velocità effettiva, quella del vostro tachimetro e quella dell’apparecchio autovelox. Pertanto, all’interno di tale limite del 5% (che è rappresentato da circa 5 Km orari), potete stare tranquilli che non scatterà la contravvenzione.
Però, il nostro sincero suggerimento è quello di evitare di mantenere la vostra velocità entro gli esatti limiti, anche aggiungendo il minimo di tolleranza. Infatti, se mantenete la vostra velocità entro gli esatti limiti, può esporvi a notevoli rischi di incorrere nell’infrazione e nella relativa multa.
E state certi che la multa scatterà anche per 1 Km orario in più rispetto al limite già maggiorato del 5%. L’autovelox non fà sconti a nessuno, neanche per differenze minime. Di conseguenza, mantenere un ampio margine di sicurezza rispetto ai limiti di velocità è previsti per la strada che state percorrendo, vi metterà al riparo sia dalla multa che dalla sottrazione dei punti sulla patente.
L’attuale normativa sugli autovelox impone la segnalazione degli stessi per tutte le strade in cui sono collocati. Ma oltre ai cartelli segnaletici presenti direttamente sulle strade interessate da queste apparecchiature, vi sono vari altri modi per venire a conoscenza della presenza di un autovelox. Vi è, però, da evidenziare che il codice della strada vieta l’utilizzo di certi sistemi di rilevazione degli autovelox.
Questo lo stabilisce l’art. 45, comma 9 – bis del codice della strada il quale vieta, espressamente, la produzione, la commercializzazione e l’uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento. Questo comma è stato introdotto dall’art. 31 della Legge n. 472/1999. Pertanto bisogna fare attenzione a non produrre o ad non utilizzare questi mezzi.
Sono, comunque, diffusi vari sistemi di segnalazione come quelli che indichiamo qui di seguito.
Applicazioni su smartphone. Si avvalgono di varie segnalazioni effettuate da automobilisti presenti su gruppi social o su varie community. Gli automobilisti segnala i luoghi, le velocità massime o altre informazioni.
Navigatori satellitari. Questi strumenti hanno in memoria buona parte degli apparecchi presenti in tutto il territorio nazionale. Pertanto, quando sei vicino ad un apparecchio autovelox, il navigatore te lo segnala per richiamare la tua attenzione sul fatto di moderare la tua velocità ed adeguarla al limite previsto.
Giornali quotidiani (sia cartacei che online) i quali segnalano, di frequente il posizionamento di vari autovelox.
Meccanismi di segnalazioni posti sull’auto. Questi attrezzi possono essere installati sulla parte anteriore dell’automobile oppure sul cruscotto e sono in grado di intercettare la presenza, nei pressi, di eventuali autovelox. Nel caso di rilevamento, lo segnalano con un segnale acustico.
Sono anche diffusi alcuni meccanismi di disturbo che cercano di bloccare l’eventuale azione degli autovelox e che vengono montati sul veicolo. Questi congegni mirano a lanciare dei flash di disturbo nel momento dell’eventuale foto. Vi invitiamo, comunque, ad evitare l’utilizzo di congegni e sistemi anti-autovelox vietati dalla legge e che, ai sensi dell’art. 45, comma ter, comportano una multa da Euro 802 ad Euro 3.212. Inoltre, segue anche la confisca della cosa oggetto della violazione.
Per tutti coloro che hanno valutato la congruità o meno di fare un ricorso al giudice di pace per multe autovelox (ed per i punti patente), nel presente articolo indicheremo gli aspetti più importanti per opporsi. Come detto sopra, la decisione di fare ricorso deve essere presa valutando molto bene ciò che vi è successo. Ciò anche ragionando sulle modalità che hanno caratterizzato le fasi della multa.
Dalle valutazioni che, personalmente, tu hai fatto, e leggendo anche gli spunti che ti indicheremo nei seguenti paragrafi, devi aver maturato una buona possibilità di spuntarla sul ricorso. Infatti, fare un ricorso al giudice di pace su una multa autovelox, comporta dei costi che vanno valutati molto bene al fine di evitare di spendere, inutilmente, altri soldi.
Nel caso in cui l’eccesso di velocità è stato notevole, spesso siete voi stessi ad ammettere le vostre colpe ed a desistere dal qualsiasi azione di contestazione. In effetti, andare molto veloce (ed in forte difetto rispetto ai limiti di velocità) è un rischio per te e per gli altri. Quindi, capita che tu sei anche disposto ad ignorare gli eventuali vizi che potrebbero portarti al ricorso, se ritieni di avere fatto una cosa sbagliata e di meritarti la multa.
Se, invece, ritieni di non avere colpe ed, anzi, pensi che l’ente o l’amministrazione che ti ha multato, ha commesso degli errori, allora prosegui la lettura. Qui sotto ti indichiamo i motivi principali per i quali potrebbe essere giusto (ed anche produttivo) fare un ricorso contro le multe autovelox e punti patente.
Presenza del cartello che avvisa.
La taratura dell’autovelox e la relativa indicazione nel verbale.
Distanza tra cartello e autovelox.
La contestazione immediata.
Assenza dell’omologazione degli apparecchi autovelox.
Mancata indicazione, nel verbale, dei dati distintivi dell’apparecchio.
Nei casi di apparecchi autovelox, è obbligatoria la presenza di cartelli di segnalazione sulla loro presenza. Tale segnalazione deve essere effettuata con estremo anticipo rispetto al posizionamento della strumentazione. La segnalazione va fatta sia nei casi autovelox fissi che mobili. Naturalmente, nel primo caso anche la segnalazione effettuata con un cartello fisso.
Nel caso di autovelox mobile, chiaramente, anche l’avviso verrà apposto fino alla permanenza degli apparecchi. Riguardo la distanza dei cartelli di segnalazione, va sottolineato che essa va effettuata a distanza ragionevole e tenuto conto del tipo di strada e del relativo limite di velocità. Di conseguenza va ponderata a seconda se l’autovelox è situato in autostrada (in presenza di un certo limite di velocità) o su strada normale. L’assenza di cartello, pertanto, può essere motivo di annullamento della multa.
Gli autovelox devono essere tarati almeno una volta all’anno. Della taratura occorre che vi sia idonea certificazione / verbale. Infatti, la dimostrazione della taratura deve essere fornita dall’ente, su richiesta del conducente. In assenza della certificazione di taratura la contravvenzione è nulla. Soprattutto, è importante che l’ultima taratura sia stata fatta entro un anno da quella precedente. Inoltre, i dati relativi all’aggiornamento sulla certificazione della taratura devono risultare dal verbale.
Riguardo la distanza tra il cartello indicativo e l’autovelox, occorre sottolineare che la legge non prescrive delle misure minime da rispettare. La Corte di Cassazione, pronunciandosi a riguardo, parla di “adeguato anticipo” rispetto al posizionamento dell’apparecchiatura autovelox”. Questo punto di vista della suprema corte trova, evidentemente, una giustificazione con la volontà di evitare brusche frenate (e, quindi, rischio di tamponamenti) nel caso in cui l’avviso sia posizionato a breve distanza.
Per le strade urbane, considerata la velocità più bassa, la distanza potrebbe essere inferiore rispetto alle autostrade. Purtroppo, però, l’assenza di misure ben definite (sia per le autostrade che per le strade urbane), lascia a singole interpretazioni eventuali casi di contenzioso. Forse, però, possono essere prese in considerazione le precisazioni che ha fatto il Mistero degli interni con circolare del 20/08/2007.
Con tale circolare, infatti, il Ministero chiarisce che, per tali distanze, può essere preso, come riferimento, il regolamento attuativo dell’art. 39 del codice della strada in riferimento ai segnali di prescrizione. Le predette distanze sono le seguenti.
250 metri per le autostrade e strade extraurbane principali.
150 metri per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con limite velocità superiore a 50 Km/h).
80 metri per gli altri tipi di strade.
La presenza del cartello con cui vengono avvisati gli automobilisti sul posizionamento dell’autovelox, deve essere citata all’interno del verbale. Ciò è quanto si deduce da una Sentenza della Corte di Cassazione n. 1661 del 22 gennaio 2019. Secondo la Corte, non fare menzione della presenza dei cartelli che informano sulla presenza dell’autovelox, può rendere nulla la multa.
Il principio generale impone che l’eccesso di velocità, con autovelox, venga contestato alla presenza degli agenti e non solo successivamente tramite la notifica del verbale. Quindi, non sarebbe regolare posizionare solo degli apparecchi rilevatori e senza una contestazione diretta dell’infrazione. In alcuni casi non effettuare la contestazione immediata è consentito.
Ciò accade, per esempio per le autostrade nelle quali è impossibile fermare un autoveicolo dopo l’infrazione. Ma è permesso non contestare immediatamente anche per alcune strade urbane o extraurbane. Luoghi che, per la loro particolare disposizione (posti in cui è complicato fermare un automobile se non rischiando per l’incolumità delle persone), non consentono il fermo di autoveicoli.
In tale seconda circostanza deve sussistere un provvedimento del Prefetto che individui il tratto della strada dove non è necessaria la contestazione immediata. Questi ragionamenti sono stati trascritti dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 27771/2017. A parere della Corte di Cassazione, pertanto, in presenza di un lungo rettilineo è senz’altro possibile posizionare due pattuglie (una che rileva l’infrazione e l’altra che la contesta, poco più distante).
Se organizzare due pattuglie non è cosa fattibile per un ente, bisogna rilevarlo nel verbale indicando la motivazione. Non sono, però, ammissibili giustificazioni generiche inserite nel verbale solo per aggirare il problema. Se la giustificazione non fosse veritiera, l’ente rischia l’annullamento delle multa nel caso di ricorso.
La strumentazione impiegata per le multe autovelox (che portano anche alla sottrazione dei punti dalla patente) per evitare un ricorso, deve essere rigorosamente omologata dal Ministero dei Trasporti. In difetto, la multa, nei casi di contenzioso, verrà, annullata. L’obbligo di omologazione è sancito dall’art. 132 del codice della strada. Se un apparecchio supera la prova dell’omologazione, tutti i prodotti simili possono essere utilizzati. Poi, l’utilizzo del singolo autovelox viene ufficializzato mediante la taratura e la verifica di funzionalità.
L’assenza della indicazione, nel verbale, del tipo di strumentazione utilizzata per fare le multe – autovelox è, anch’essa, causa di annullamento del verbale. E’ quanto ha anche sottolineato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8515 del 22 Giugno 2001. La multa è, ugualmente, soggetta ad annullamento se viene inserito, nella contravvenzione, un modello diverso rispetto a quello effettivo. Quest’ultima irregolarità, in sede di ricorso autovelox, è stata cassata anche dal Giudice di Pace di Alessandria con sentenza n. 382/2019.
In questo articolo abbiamo parlato delle multe da autovelox, sulla sottrazione dei punti dalla patente e sui casi in cui è possibile fare ricorso. Qui appresso vi indichiamo altri articoli di estremo interesse che vi consigliamo di leggere.
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