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Timestamp: 2020-06-02 08:58:25+00:00
Document Index: 17166908

Matched Legal Cases: ['art. 2050', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2050', 'art. 2055', 'art. 2050', 'sentenza ']

Attività pericolosa - fuochi d'artificio - presunzione di colpa - concorso di colpa - oneri probatori
Corte di Cassazione - Sez. Sesta civile -Ordinanza 3424 del 05.03.2012
In caso di esercizio di attività pericolosa, la presunzione di colpa, a carico del danneggiante, sancita dall'art. 2050 c.c., presuppone il previo accertamento dell'esistenza del nesso eziologico tra l'esercizio dell'attività medesima e l'evento dannoso; che la prova di siffatto nesso incombe al danneggiato, mentre resta a carico del danneggiante quella di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il pregiudizio
DITTA S.G. - ricorrente -
P.L., quale erede testamentario della signora C. G.,
GENERALI ASSICURAZIONI SPA, COMITATO FESTA PATRONALE MARIA SANTISSIMA del SOCCORSO;
avverso la sentenza n. 119/2009 del Tribunale di Foggia, Sezione Distaccata di San Severo del 30/05/09, depositata il 17/11/2009;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 12/01/2012 dal Consigliere Relatore Dott. Adelaide Amendola;
udito l'Avvocato Di D. A. difensore della ricorrente che si riporta agli scritti e deposita n. 1 cartolina A/R;
udito l'Avvocato S. J., difensore del controricorrente che si riporta agli scritti;
è presente il P.G. in persona del Dott. Rosario Giovanni Russo che nulla osserva.
"1. G. C. convenne in giudizio innanzi al Giudice di Pace di San Severo la Ditta S.G., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni conseguenti all'incendio di un albero di olivo secolare di sua proprietà. Dedusse che il sinistro era stato provocato dall'esplosione di fuochi pirotecnici, da parte della convenuta, in occasione della festa patronale del paese.
La convenuta Ditta S. contestò l'avversa pretesa. Chiese, ed ottenne, di chiamare in causa il Comitato della Festa Maria Santissima del Soccorso nonchè Generali Assicurazioni s.p.a. i quali, costituitisi in giudizio, eccepirono, rispettivamente, il proprio difetto di legittimazione passiva e la inoperatività, nella fattispecie, della garanzia assicurativa. Con sentenza del 14 agosto 2006 il giudice adito rigettò la domanda.
Proposto dalla soccombente gravame, il Tribunale di Foggia, in data 17 novembre 2009, in riforma della decisione impugnata, ha condannato la Ditta S.G. al pagamento, in favore dell'attrice, della somma di Euro 1.730,13, oltre interessi e spese.
2. La Ditta S.G. ha proposto ricorso per cassazione, formulando due motivi e notificando l'atto a G.G., al Comitato per la Festa Patronale, e a Generali Assicurazioni s.p.a.
4 Con il primo motivo di ricorso l'impugnante lamenta vizi motivazionali in relazione alla ritenuta sussistenza dei presupposti per l'operatività della presunzione di responsabilità di cui all'art. 2050 c.c., e, segnatamente, alla ritenuta sussistenza del nesso eziologico tra l'esercizio dell'attività pericolosa e l'evento dannoso.
5 Le censure sono fondate.
Quel che il giudice di merito ha acclarato è la dipendenza causale dell'incendio dalla esplosione di fuochi pirotecnici, avvenuta in occasione della festa patronale, non già la dipendenza causale dell'incendio dalla specifica attività della Ditta S. Valga a riguardo considerare che il giudice d'appello, precisato che altri esperti si erano avvicendati nella esecuzione dei fuochi, come da programma, ha esplicitato che sussisteva un dubbio aggettivo e reale in ordine alla individuazione del responsabile del sinistro nella Ditta convenuta. E in tale contesto, non essendo configurabile, neppure approssimativamente, la responsabilità in capo all'uno o all'altro dei soggetti, ovvero la misura delle singole responsabilità, ha ritenuto applicabile il ricorso alla presunzione di uguaglianza delle colpe di cui all'art. 2055 c.c., arrivando, per questa via, ad affermare che legittimamente parte attrice aveva chiesto l'intero risarcimento ad uno solo dei condebitori in solido.
E allora, pacifico che, in caso di esercizio di attività pericolosa, la presunzione di colpa, a carico del danneggiante, sancita dall'art. 2050 c.c., presuppone il previo accertamento dell'esistenza del nesso eziologico tra l'esercizio dell'attività medesima e l'evento dannoso; che la prova di siffatto nesso incombe al danneggiato, mentre resta a carico del danneggiante quella di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il pregiudizio (confr. Cass. civ. 15 luglio 2008, n. 19449; Cass. civ. 9 marzo 2006, n. 5080), non poteva il decidente considerare assolti gli oneri probatori posti a carico dell'attrice in responsabilità, a fronte della conclamata impossibilità di stabilire a chi, tra le varie ditte che si erano esibite, fosse in concreto imputabile l'incendio".
Ti collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, che non sono in alcun modo infirmate dalle deduzioni svolte nella memoria di parte resistente. Ne deriva che, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio, anche per le spese del giudizio di cassazione, al Tribunale di Foggia in diversa composizione.
Corte di Cassazione - Sesta civile Ordinanza 3424 del 05.03.2012