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Timestamp: 2020-07-14 11:53:33+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 445', 'art. 445', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 445', 'art. 384', 'art. 152']

Sentenza Cassazione Civile n. 2609 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2609 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/01/2017, (ud. 01/12/2016, dep.31/01/2017), n. 2609
sul ricorso 20093/2015 proposto da:
avverso il decreto del TRIBUNALE di VIBO VALENTIA, R.g. 228/13,
Con ricorso del 12.2.2013 V.F. presentava istanza per accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., per la verifica della propria condizione inabilitante ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento.
Il c.t.u. officiato accertava solo la sussistenza di una invalidità del 100% (non, dunque, una impossibilità di deambulare autonomamente ovvero di attendere agli atti quotidiani della vita). Avverso tali conclusioni non venivano mosse contestazioni.
Il Tribunale, con decreto ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., comma 5, omologava l’accertamento relativo requisito sanitario. Con lo stesso decreto il Giudice poneva a carico dell’I.N.P.S. le spese processuali nonchè quelle della c.t.u., liquidate come da separato decreto.
V.F. è rimasto intimato.
Con il motivo di ricorso l’I.N.P.S. censura la sentenza per violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., in relazione all’art. 445 bis c.p.c., comma 5.
Lamenta che esso Istituto, nonostante fosse stata parte totalmente vittoriosa, sia stato condannato al pagamento delle spese processuali (le doglianze, invero, riguardano solo la parte della pronuncia nella quale è liquidata al difensore del ricorrente la somma di Euro 600,00, oltre IVA e CAP come per legge “che pone a carico dell’I.N.P.S.”, non anche la regolamentazione delle spese di c.t.u.).
Il ricorso è ammissibile sulla scorta di quanto già affermato dalla giurisprudenza di questa Corte Suprema in fattispecie analoga (cfr. Cass. n. 6084/14, cui si rinvia in parte qua), perchè, là dove condanna l’I.N.P.S. alle spese, costituisce un provvedimento definitivo, di carattere decisorio, che incide indubbiamente sui diritti patrimoniali e che è non soggetto ad impugnazione in altre sedi.
Orbene, nel caso di specie il giudice adito ha provveduto, nel decreto di omologa, alla statuizione sulle spese in favore della parte privata pur essendo indubbio che l’Istituto fosse totalmente vittorioso, non essendo stato riconosciuto a V.F. il requisito sanitario da lui invocato.
In sede di merito vi è stata dunque un’evidente e totale soccombenza della parte che ha intrapreso l’accertamento tecnico preventivo di cui all’art. 445 bis c.p.c., di guisa che l’I.N.P.S., totalmente vittorioso, non poteva essere condannato al pagamento delle spese in favore della parte privata (si vedano anche Cass. 8 giugno 2015, n. 11781, Cass., 2 luglio 2015, n. 13550).
In conclusione, alla luce delle considerazioni esposte il ricorso deve essere accolto con cassazione del decreto di omologa nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali in favore dell’odierno intimato e decisione nel merito, ex art. 384 c.p.c..
Per l’effetto le spese dell’accertamento tecnico preventivo devono essere dichiarate non ripetibili atteso che l’invalido aveva formulato nel ricorso introduttivo, la dichiarazione sostitutiva di certificazione della sua situazione reddituale al fine di ottenere l’esenzione dal pagamento delle spese, come richiesto dall’art. 152 disp. att. c.p.c..
Del pari devono essere dichiarate non ripetibili le spese del giudizio di legittimità.
La Corte, accoglie il ricorso. Cassa il decreto con riguardo al capo delle spese e decidendo nel merito dichiara non ripetibili le spese del giudizio di primo grado oltre che quelle del giudizio di legittimità.