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Timestamp: 2019-08-20 16:47:10+00:00
Document Index: 168808142

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.3', 'art.6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

poste – Federconsumatori Bologna
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Maggio 24, 2016 /0 Commenti/in News /da ester
Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze stipulate spesso dai genitori, perché trascorsi più di due anni dalla morte dell’assicurato. Le cosiddette “polizze dormienti”, trasferite con il capitale relativo al Fondo dormiente, senza possibilità di smobilizzarle.
Con il governo Monti i termini di prescrizione delle polizze vita furono protratti da 2 a 10 anni, per aver più tempo per recuperare i soldi di una polizza vita scaduta e dimenticata. La nuova normativa si applica però solo alle nuove polizze.
Per quelle già emesse, scadute e già devolute al Fondo, è possibile chiedere che vengano “risvegliate”, presentando l’apposita domanda.
Quindi chi possiede una polizza assicurativa scaduta prima del 1° luglio 2010 versata dalla compagnia nel Fondo dormienti ha tempo fino al 1° luglio 2016 per richiedere il rimborso.
La scadenza della polizza (o la morte dell’intestatario) deve essere avvenuta dopo il 1° gennaio 2006;
La prescrizione di questo diritto deve essere avvenuta prima del 1° luglio 2010;
La compagnia che ha venduto la polizza deve aver rifiutato il pagamento del capitale, perché la polizza era prescritta e già trasferita al Fondo dormienti.
Fino al 1° luglio 2016 è possibile inviare la domanda. Bisogna in via prioritaria richiedere alla compagnia assicurativa l’attestazione in cui dichiara di aver devoluto la polizza al Fondo dormienti.
Il ministero dello Sviluppo economico ha stanziato 3,5 milioni di euro destinati ai rimborsi. Se la domanda sarà accolta, verrà pagato solo il 70% dell’importo della polizza.
Inoltre se le richieste saranno superiori alle risorse disponibili si procederà a un rimborso parziale anche della quota del 70%.
Per sapere se la richiesta è andata a buon fine bisognerà aspettare la fine di febbraio 2017quando il Ministero indicherà chi avrà diritto al pagamento e con che percentuale (il pagamento avverrà entro la fine di marzo 2017).
La Federconsuamtori di Bologna è a disposizione per fornire informazioni e l’assistenza per la presentazione delle richieste.
presidente Federconsumatori Bologna
http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2016/05/polizze.jpg 360 542 ester http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/feder-bologna-1-1030x357.jpg ester2016-05-24 13:46:502017-11-10 15:06:41Polizze dormienti: fino al 1 luglio si può chiedere il rimborso
Già da qualche tempo è possibile per chiunque aprire un conto corrente con Poste Italiane. Ma è proprio la stessa identica cosa che aprire un conto con un banca? La risposta è NO e vedremo nel dettaglio perché.
Innanzi tutto è bene precisare che trasformare la posta in banca è stata un’idea forse geniale ma pericolosa da parte di una banca milanese – indovinate di chi – che con un semplice atto notarile ha aperto 14.000 filiali senza investire nulla, ma proprio perché nulla ha investito la preparazione del personale non è stata curata e nemmeno si è provveduto ad adeguare la legislazione vigente o almeno ad informare opportunamente la clientela circa i comportamenti da adottare.
E così quello che si chiama “conto corrente postale” e non “conto corrente bancario” gode sì delle medesime garanzie in caso di insolvenza da parte del depositario delle somme (fino ad € 103.131,59) ma ha anche sgradevoli deficienze. La più grave e ricorrente è quella che descriviamo.
Se in un conto corrente bancario con saldo vicino allo zero versiamo un assegno, la relativa somma ci verrà accreditata di norma con valuta leggermente postergata, tale da consentire alla banca di incassare l’assegno dalla banca trattaria e di venire pertanto in possesso della somma in questione. Questa operazione richiede qualche giorno; di qui l’esigenza della banca di ritardare la valuta di accredito. Se lo stesso giorno del versamento (quando cioè la valuta applicata dalla banca non è ancora maturata) emettiamo un nostro assegno la banca pagherà sì l’assegno, ma riservandosi – a termini di contratto – di richiedere per questo anticipo di contanti un congruo interesse per i giorni mancanti alla maturazione della valuta. Come sostengono gli economisti, in tal modo la banca ha emesso moneta, cioè ha messo in circolazione denaro in quel momento inesistente. E a compiere questa operazione le banche sono autorizzate.
Se tutto questo avviene invece con un conto corrente postale la procedura non è del tutto identica. I giorni di valuta richiesti per l’accredito dell’assegno sono presenti anche in questa realtà; ma se lo stesso giorno il correntista emette un assegno sul conto postale senza avere la provvista, la Posta NON PUO’ pagare l’assegno (ancorché la data di maturazione della valuta dell’assegno precedentemente versato sia molto prossima) perché non è autorizzata ad emettere moneta e pertanto le regole in vigore la obbligano a protestare l’assegno anche senza avvertire il correntista. Non si tratta pertanto di cattiveria o di insipienza da parte degli addetti alle Poste, ma di un vuoto legislativo vero e proprio. E va precisato che purtroppo in questi casi Federconsumatori non può intervenire a favore del Consumatore in quanto la legge è stata rispettata, pertanto non c’è spazio per alcun intervento in difesa del malcapitato.
Federconsumatori non pretende di fare o di modificare le leggi, ma sarebbe verosimile che fino ad un certo importo prefissato (si può ipotizzare euro 2000/2500) la Posta possa ugualmente pagare un assegno, ancorché non perfettamente coperto, posto che veramente entro uno/due giorni maturi la valuta di un assegno precedentemente versato. Questo ovviamente dietro adeguato e legittimo compenso. In alternativa si potrebbe autorizzare la Posta ad avvertire preventivamente i correntisti: in tutti i casi da noi esaminati è emerso che se i correntisti fossero stati allertati avrebbero facilmente e celermente provveduto a quanto necessario, ovvero, come si dice, a “fare i fondi”. Federconsumatori si ripromette di portare all’attenzione di chi di dovere questo problema. Nel frattempo sarebbe quanto meno auspicabile fornire ai correntisti, da parte di Poste Italiane, una adeguata informativa circa i rischi che si corrono non rispettando alla lettera le regole contrattuali. In particolare i correntisti dovrebbero sapere con precisione che emettendo un assegno subito dopo averne versato un altro sul conto corrente postale può essere molto rischioso se sul conto non era già da prima presente la somma necessaria a coprire l’assegno emesso.
Gustavo Tortoreto – Consulente Federconsumatori
http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/a-BancoPosta.jpg 316 400 ester http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/feder-bologna-1-1030x357.jpg ester2011-12-21 23:14:582017-11-10 15:08:04Il Conto Corrente Postale: è davvero come quello bancario?
Caos Poste: risarcimenti
Giugno 10, 2011 /0 Commenti/in Modulistica, News /da ester
**********ARTICOLO AGGIORNATO IL 19-6-11 **********
Dopo il caos generato in moltissimi uffici postali dai problemi informatici del loro server interno, Poste Italiane hanno aperto un tavolo di trattativa con le Associzaioni dei Consumatori per la definizione dei rimborsi e degli indennizzi agli utenti danneggiati.
Il 9 giugno si è tenuto il primo incontro, che ha riguardato la fissazione dei criteri e delle modalità degli indennizzi.
Possono essere indennizati i seguenti casi:
a) Danni accertati e documentabili dovuti al ritardato pagamento di multe tasse, mutui, bonifici, bollette, ecc.
b) Danni dovuti alla mancata spedizioni di raccomandate per concorsi di varia natura
c) Disagio subito da categorie particolari quale quella dei pensionati.
In un incontro successivo tenuto il 17 giugno, Poste Italiane ha confermato la disponibilità a valutare le richiesta di rimborso.
I cittadini, coinvolti nei disservizi postali verificatisi all’inizio di giugno e che hanno subito un danno economico documentato relativo all’impossibilità di effettuare un pagamento, di ritirare il contante o di spedire pacchi e corrispondenza, o di altri danni verificabili, potranno essere risarciti secondo le modalità previste dall’accordo attraverso un processo di conciliazione gratuito gestito dalle parti, sia a livello nazionale, che nelle varie Regioni.
Inoltre si è convenuto di tradurre concretamente le scuse porte dalle Poste attraverso un’offerta gratuita presso gli sportelli dedicata ai pensionati sopra i 65 che hanno subito i disagi causati da questi disservizi.
Questi potranno scegliere in via del tutto gratuita tra un conto Banco Posta Plus per un anno o, in alternativa, una polizza di infortuni senior per 3 mesi, corrispondenti a un valore che vaia tra 31 e 45 Euro.
L’informativa ed il modulo per avviare la conciliazione saranno disponibili presso gli uffici postali, le sedi delle Associazioni dei Consumatori, e sui rispettivi siti internet.
Nel frattempo, Federconsumatori e le altre associazioni hanno chiesto alle varie istituzioni centrali e locali e alle aziende di pubblico servizio di concedere una proroga dei termini di pagamento e/o la sospensione degli oneri aggiuntivi come nel caso di multe per violazione del codice della strada, bollette per forniture di luce,gas,acqua e tasse comunali.
Modulo POSTE
http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/500_poste.jpg 281 500 ester http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/feder-bologna-1-1030x357.jpg ester2011-06-10 16:01:532017-11-10 15:08:11Caos Poste: risarcimenti
Servizi Postali: sentenza Corte Costituzionale n.46 /2011
Febbraio 15, 2011 /0 Commenti/in Sentenze /da ester
La Corte Costituzionale ha dichiarato incompatibile con l’art.3 della Costituzione (principio di uguaglianza) l’art.6 del DPR n. 156/73 “nella parte in cui dispone che l’Amministrazione ed i concessionari del servizio telegrafico non incontrano alcuna responsabilità per il ritardato recapito delle spedizioni effettuate con il servizio Postacelere”.
La sentenza nasce da una richiesta di risarcimento danni rivolta a Poste Italiane per lo smarrimento di un plico contenente documenti. La società mittente, a causa del disservizio, aveva perso la possibilità di partecipare ad una gara di appalto ed aveva chiesto in tribunale il risarcimento per la perdita di opportunità, mentre Poste Italiane aveva solo offerto il rimborso del costo di spedizione.
La sentenza è comunque applicabile anche ad altri casi che vedono coinvolti i consumatori in qualità di danneggiati dai disservizi postali.
corte-costituzionale-46-2011
http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/feder-bologna-1-1030x357.jpg 0 0 ester http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/feder-bologna-1-1030x357.jpg ester2011-02-15 17:35:302017-11-10 15:08:14Servizi Postali: sentenza Corte Costituzionale n.46 /2011
Polizze Poste Vita
Maggio 2, 2010 /0 Commenti/in News /da Lauro
Polizze Poste vita: una storia di inganni ed espropriazioni di Stato
L’argomento è complesso e ancora incerto sotto il profilo legislativo (il Parlamento
dovrebbe convertire e non si sa se con modifiche il Dl. n. 40/2010), ma estremamente
esemplificativo del modus operandi del sistema finanziario e della classe politica
Quella che si propone è una sintesi inevitabilmente molto parziale.
E’ successo negli ultimi anni che parecchi risparmiatori su sollecitazione delle Poste
Italiane spa, abbiano stipulato delle polizze “Poste Vita”. Tali polizze emesse da Poste
vita spa, ramo assicurativo di Poste Italiane spa, dovevano essere nell’intenzione dei
contraenti (e nelle prospettazioni delle Poste) uno strumento utile per trasmettere ai
parenti delle somme di denaro, usufruendo delle agevolazioni di legge per tale tipologia
di contratti.
In realtà, è accaduto che i contratti stipulati non fossero “semplici” contratti di
assicurazione sulla vita, ma contratti di natura cd. mista: da una parte l’elemento
assicurativo, dall’altra quello di investimento finanziario. I soldi del risparmiatore
(spesso ignaro, di età superiore i 65 anni e con nessuna conoscenza finanziaria) non di
rado venivano investiti in strumenti finanziari rischiosi, collegati ad indici della borsa
(index linked), emessi da società distinte rispetto a Poste Vita che si limitava, come
molte altre società assicurative, ad immettere sul mercato dei “prodotti finanziari
travestiti da assicurazioni” senza neppure garantire il capitale investito. Questa grave
anomalia-distorsione del mercato italiano in cui mancavano i“meccanismi di tutela e
garanzia tipici dei contratti di assicurazione, spesso affievoliti in prestazioni
demografiche a bassissimo valore aggiunto per gli assicurati” veniva corretta con anni
di ritardo dall’ISVAP con il Regolamento n. 32 dell’11 giugno 2009.
A questi fatti, già di per sé indicativi della sostanziale impunità degli operatori
finanziari-assicurativi, si deve aggiungere un altro particolare, all’apparenza innocuo
ma, in realtà, come vedremo, fondamentale per le vicende che si espongono: alla morte
dell’assicurato i funzionari delle Poste consigliavano ai beneficiari delle polizze di non
chiedere la liquidazione, ma di aspettare il termine naturale di scadenza degli
investimenti. Poste prometteva per iscritto che non avrebbe eccepito l’eccezione di
prescrizione annuale e che il beneficiario avrebbe potuto riscuotere la polizza entro
dieci anni. Sulla base di tali promesse quasi sempre i beneficiari accettavano.
Parallelamente il legislatore, attraverso una complessa serie di provvedimenti
normativi (l. 3/12/2005 n. 266, D.p.r. 116/2007, l. 27/10/2008 n. 166, e l. 4/12/2008 n.
190, Circolare 11/3/2009, n. 19677 del Ministero Economia e Finanze, Dl. n. 40 del
2010), decideva di creare un sistema di indennizzo dei risparmiatori “traditi”. Tale
sistema di indennizzo, ancora incompiuto e non operativo, si configura in palese
contrasto, sotto ogni profilo, con il modello comunitario di riferimento costituito dalla
Direttiva 97/9/CE. Mentre, infatti, la Direttiva stabilisce un sistema di indennizzo
sostenuto principalmente dalle imprese di investimento, il sistema previsto dal
legislatore italiano ha la forma invece di un fondo alimentato con le risorse
“espropriate” ai risparmiatori. Lo Stato, infatti, con la Legge n. 166/08 stabiliva
che venissero devoluti al Fondo di garanzia, con effetto retroattivo, oltre ai soldi
provenienti dai conti correnti cd. dormienti, le somme ricavate dalle polizze
prescritte a far data dal 2006.
Con l’entrata in vigore della legge n. 166/08 si saldano, dunque, le due parti delle
vicende descritte, venendosi a creare una situazione paradossale: i cittadini
beneficiari delle polizze Poste vita si vedono “espropriare” dallo Stato i soldi a loro
destinati dai genitori e parenti a favore del Fondo di garanzia presso il Ministero
dell’Economia e Finanze (che controlla per il 65% Poste Italiane spa…) creato per
indennizzare proprio i risparmiatori. Poste Italiane, che aveva promesso di applicare la
prescrizione decennale, rifiuta la liquidazione delle polizze affermando che deve
applicare la legge. Le associazioni dei consumatori, in particolare Federconsumatori,
denunciano l’incostituzionalità di quello che si configura come un furto di Stato. Il
Governo tentenna. Alla fine, dopo molte pressioni da varie parti, sotto le elezioni,
decide che è il caso di mettere rimedio alla situazione grottesca che ha contribuito a
creare, ma lo fa in modo ambiguo e parziale.
Il Decreto n. 40/2010, infatti, corregge solo in parte la precedente normativa,
stabilendo che: 1) sono salve le polizze prescritte prima del 28/10/08 non devolute al
Fondo alle quali si potrà applicare la prescrizione decennale prevista da Poste Italiane;
2) sono devolute al Fondo e quindi perse tutte le somme relative a polizze per cui la
prescrizione è avvenuta dopo il 28/10/08; 3) rimangono nel Fondo – a prescindere da
quando è intervenuta la prescrizione – e sono quindi perse tutte le somme già nel Fondo.
A questo punto alcuni interrogativi: È legittimo e politicamente accettabile il citato
Decreto che ricorda molto il detto “chi avuto avuto chi ha dato ha dato …”? E’ giusto
inquadrare come polizze vita (prescrizione annuale) quelli che sono a tutti gli effetti
degli investimenti finanziari (prescrizione decennale)? Perché il legislatore non ha
previsto, come invece è stabilito per i conti correnti dormienti (D.p.r. 116/2007),
l’obbligo per le società assicuratrici di comunicare per iscritto al beneficiario della
polizze vita l’esistenza della polizza vita, vincolando all’adempimento di detto obbligo la
devoluzione al Fondo delle relative somme? E da ultimo, cosa accadrà se il Governo
non convertirà il Decreto?
Per le risposte consigliamo di rivolgersi agli sportelli Federconsumatori, per le proteste
al Ministero dell’Economia e Finanze e alla Presidenza del Consiglio, per farsi ascoltare
da politici che fino ad oggi si sono mostrati perlomeno sordi ed inetti.
Consulente Legale Federconsumatori Bologna, Avv. Giuseppe Genna
http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2010/04/poste-vita1.jpg 212 239 Lauro http://www.federconsumatoribologna.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/feder-bologna-1-1030x357.jpg Lauro2010-05-02 09:29:392017-11-10 15:08:38Polizze Poste Vita
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