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Timestamp: 2018-05-26 06:10:39+00:00
Document Index: 38933960

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 204', 'art. 4', 'art. 203', 'art. 202', 'art. 204', 'art. 204', 'art. 24', 'art. 202']

Corte Costituzionale n° 336 - divieto di superamento di veicoli fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause di congestione della circolazione 16.12.2011. - - Giudice di Pace
Corte Costituzionale n° 336 - divieto di superamento di veicoli fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause di congestione della circolazione 16.12.2011. -
Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Circolazione stradale - Divieto di superamento di veicoli fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause di congestione della circolazione - Previsione del medesimo trattamento sanzionatorio per ipotesi disomogenee, con conseguente impossibilita' per il giudicante di graduare la sanzione accessoria in ragione della specifica condotta tenuta dal trasgressore, nonche' della medesima sanzione accessoria applicabile anche alle diverse ipotesi contemplate dagli artt. 142, comma 9, e 143, comma 12, cod. strada - Denunciata violazione dei principi di uguaglianza, di ragionevolezza e di certezza del diritto - Erronea ricostruzione della normativa censurata - Difettiva descrizione della fattispecie preclusiva dell'esame della rilevanza - Attribuzione alla discrezionalita' del legislatore della scelta e della quantificazione delle sanzioni penali o amministrative - Manifesta inammissibilita' della questione. - (GU n. 53 del 21-12-2011 )
Giudici: Franco GALLO, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Giuseppe
CARTABIA, Sergio MATTARELLA;
Ordinanza nel giudizio di legittimita' costituzionale dell'articolo 204-bis, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 4, comma 1-septies, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, promosso dal Giudice di pace di Osimo nel procedimento vertente tra D.M.B.G. e il Comune di Osimo con ordinanza del 5 giugno 2008, iscritta al n. 13 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 6, prima serie speciale, dell'anno 2011. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri.
che, in punto di non manifesta infondatezza, il rimettente osserva che il comma 1 dell'art. 204-bis cod. strada (come «inserito», nel d.lgs. n. 285 del 1992, dall'art. 4 del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214) prevede che, alternativamente alla proposizione del ricorso al Prefetto, il trasgressore, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta (nei casi in cui e' consentito), puo' proporre ricorso al giudice di pace competente per territorio nel termine di sessanta giorni dalla data della contestazione della violazione o della sua notificazione; che, secondo il Giudice di pace di Osimo, per consolidato principio della Corte di legittimita' (pur dopo l'intervento legislativo in precedenza riferito), in tema di sanzioni amministrative, il pagamento della somma portata dall'ordinanza-ingiunzione non comporta di per se' acquiescenza, ne' incide sull'interesse a proporre od a coltivare l'opposizione ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), potendo ricollegarsi alla volonta' dell'intimato di sottrarsi all'esecuzione forzata esperibile in base a detto provvedimento, qualora non ne venga sospesa l'esecutivita' dal giudice dell'opposizione;
che d'altra parte, prosegue il rimettente, il suesposto principio, sempre in base alla giurisprudenza della Corte di legittimita', conserva la sua validita' anche nell'ipotesi in cui l'opposizione sia stata proposta direttamente avverso il verbale di accertamento, dal momento che tale verbale, in mancanza di pagamento del relativo importo o di opposizione al Prefetto, costituisce, ex art. 203, ultimo comma, cod. strada, titolo esecutivo;
che, d'altronde, il termine per il pagamento, in misura ridotta, ex art. 202, comma 1, cod. strada, scadeva il 9 ottobre 2006, tanto che il ricorrente effettuo' il pagamento della sanzione pecuniaria in data 3 ottobre 2006, mentre il termine per proporre opposizione al giudice di pace, avverso il verbale di accertamento della violazione, ex art. 204-bis cod. strada, scadeva il 23 novembre 2006 (tenuto conto dell'applicabilita' della sospensione dei termini nel periodo feriale);
che, infine, il ricorso al giudice di pace era stato spedito a mezzo servizio postale ed era pervenuto nella cancelleria in data 14 settembre 2006, mentre il provvedimento del giudice di pace rimettente, contenente anche la sospensione del provvedimento impugnato, e' stato notificato al ricorrente in data 5 ottobre 2006;
che, nel caso sottoposto al suo esame, l'avvenuto pagamento della sanzione pecuniaria, dunque, non sarebbe stato «il risultato di una libera determinazione dell'interessato», bensi' un atto necessariamente condizionato dall'aggravamento dell'entita' della predetta sanzione conseguente alla scadenza del termine per il pagamento in misura ridotta, pur in pendenza del termine per esercitare il diritto di azione concessogli dalla pendenza del termine di cui al citato art. 204-bis cod. strada;
che, pertanto, la norma contrasterebbe con l'art. 24 Cost., secondo cui «tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi», dato che, in casi come quello sottoposto all'esame del rimettente, l'imposizione dell'onere economico di cui all'art. 202 cod. strada comporterebbe l'effetto preclusivo dello svolgimento del giudizio e, essendo necessitato dalla scadenza temporale descritta, creerebbe una disparita' di trattamento tra soggetti che possono operare quella libera scelta e soggetti che, per le precedenti situazioni temporali, non possono operare alcuna scelta ma sono necessariamente condizionati a tenere un solo comportamento;