Source: http://studiocecchi.com/id138.html
Timestamp: 2017-07-25 22:44:48+00:00
Document Index: 168055702

Matched Legal Cases: ['art.\n14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.\n15', 'art. 26', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 332', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il D.L. 212/2011 e le sue ripercussioni sul processo civile
studiocecchi.com
Decreto Legge n. 212 del 22 dicembre
2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22 dicembre 2011 - I - MODIFICHE AL CODICE
DI PROCEDURA CIVILEModifiche introdotte dall’art.
14 del D.L. 22.12.2011, n. 212, in vigore a far data dal 23 dicembre 2011:Art. 82. Patrocinio(modifiche
apportate al primo comma)Davanti al giudice
di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede euro 516,46 euro mille.Negli altri casi,
le parti non possono stare in giudizio se non col ministero o con l’assistenza di un difensore. Il giudice di pace tuttavia, in considerazione della natura ed entità della causa, con decreto emesso anche su istanza verbale della parte, può autorizzarla a stare in
giudizio di persona.Salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti, davanti al tribunale e alla Corte d’appello le parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente; e davanti
alla Corte di cassazione col ministero di un avvocato iscritto nell'apposito
albo.***********************•
Art. 91. Condanna alle spese(aggiunta dell'ultimo
comma)Il giudice, con la sentenza che chiude
il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle
spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accoglie la domanda in misura non superiore all’eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento
delle spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, salvo
quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 92.Le spese della sentenza sono liquidate dal cancelliere con nota in margine alla stessa;
quelle della notificazione della sentenza del titolo esecutivo e del precetto
sono liquidate dall’ufficiale giudiziario con nota in margine all’originale
e alla copia notificata.I reclami contro le liquidazioni
di cui al comma precedente sono decisi con le forme previste negli articoli
287 e 288 dal capo dell’ufficio a cui appartiene il cancelliere o l’ufficiale giudiziario.Nelle cause previste dall’articolo
82, primo comma, le spese, competenze ed onorari liquidati dal giudice non possono superare il valore della domanda.*********** - II - MODIFICHE ALLE DISPOSIZIONI INTRODOTTE CON LA LEGGE DI STABILITA'
2012 AL CODICE DI PROCEDURA CIVILEL’art.
15 del D.L. modifica l’art. 26 della Legge 12 novembre 2011, n. 183
(in vigore il 1° gennaio 2012):• Art. 26. Misure straordinarie per la riduzione del
contenzioso civile pendente davanti alla Corte di
cassazione e alle corti di appello (modifiche al primo e
al terzo comma e sostizione dell secondo)1. Nei procedimenti
civili pendenti davanti alla Corte di cassazione, aventi ad oggetto ricorsi avverso
le pronunce pubblicate prima della data di entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, e in quelli pendenti davanti alle corti di appello da oltre due anni da
oltre tre anni prima della data di entrata in vigore
della presente legge, la cancelleria avvisa le parti costituite dell'onere di presentare istanza di trattazione del procedimento,
con l'avvertimento delle
conseguenze di cui al comma 2. le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna delle parti, con istanza sottoscritta personalmente dalla
parte che ha conferito la procura alle liti e autenticata dal difensore,
dichiara la persistenza dell’interesse alla loro trattazione entro
il termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge. 2. Le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna delle parti, con
istanza sottoscritta personalmente
dalla parte che ha sottoscritto il mandato, dichiara la persistenza dell’interesse alla loro trattazione entro il termine perentorio di sei mesi dalla ricezione del predetto avviso di cui al
comma 1.2. Il periodo di sei mesi di cui al comma 1 non si computa ai fini di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo 2001 n. 89 3. Nei casi di cui
al comma Nei casi di cui al comma 1 il presidente del collegio dichiara
l’estinzione con decreto.*****************- III - MODIFICHE
ALLE DISPOSIZIONI INTRODOTTE CON LA LEGGE DI STABILITA' 2012 Legge 12 novembre 2011, n. 183 (Legge di stabilità 2012) così come modificata dal Decreto Legge n. 212 del 22 dicembre 2011(…)DISPOSIZIONI SULL’IMPIEGO
DELLA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA NEL PROCESSO CIVILEModifiche introdotte dall'articolo 25 della legge di stabilità
entrano in vigore il 1° gennaio 2012. • Modifiche
al codice di procedura civile:•
Art. 125. Contenuto e sottoscrizione degli atti di parte.(viene modificato il primo comma)Salvo
che la legge disponga altrimenti, la citazione, il ricorso, la comparsa, il controricorso, il precetto debbono indicare l'ufficio giudiziario, le parti, l'oggetto, le ragioni della domanda e le conclusioni o l'istanza, e, tanto nell'originale quanto nelle copie da notificare, debbono
essere sottoscritti dalla parte, se essa sta in giudizio personalmente, oppure
dal difensore che indica il proprio codice fiscale. Il difensore deve, altresì,
indicare l’indirizzo di posta
comunicato al proprio ordine e il proprio numero di fax.La procura al difensore dell'attore può essere rilasciata in data posteriore alla
notificazione dell'atto, purché anteriormente alla costituzione della
parte rappresentata.La disposizione del comma precedente
non si applica quando la legge richiede che la citazione sia sottoscritta
dal difensore munito di mandato speciale.********************** • Art. 133. Pubblicazione e comunicazione della sentenza.(abrogato il terzo comma)La sentenza è resa pubblica mediante deposito nella cancelleria del giudice che
l'ha pronunciata. Il cancelliere dà atto del deposito
in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma, ed entro cinque giorni,
mediante biglietto contenente il dispositivo, ne dà notizia alle parti che si sono costituite.L'avviso di cui al secondo comma può essere effettuato a mezzo telefax
o a mezzo di posta elettronica
nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi.
A tal fine il difensore
indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere l'avviso.***************************** • Art. 134. Forma, contenuto e comunicazione dell'ordinanza.(abrogato il terzo comma)L'ordinanza è succintamente motivata. Se è pronunciata in udienza è
inserita nel processo verbale; se è pronunciata fuori dell'udienza,
è scritta in calce al processo verbale oppure in foglio separato,
munito della data e della sottoscrizione del giudice o, quando questo è collegiale, del presidente.Il cancelliere comunica
alle parti l'ordinanza pronunciata fuori dell'udienza, salvo che la legge ne prescriva
la notificazione.L'avviso di cui al secondo comma può essere effettuato a mezzo telefax
indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere l'avviso.************** • Art. 136. Comunicazioni.(sostituiti
il secondo e il terzo comma; abrogato il quarto comma)Il cancelliere, con biglietto di cancelleria in carta non bollata, fa le comunicazioni che sono prescritte dalla legge o dal giudice al pubblico ministero, alle parti, al consulente, agli altri ausiliari del giudice e ai testimoni, e dà notizia di quei provvedimenti per i
quali è disposta dalla legge tale forma abbreviata di comunicazione.Il biglietto è consegnato
dal cancelliere al destinatario, che ne rilascia ricevuta, ovvero trasmesso a mezzo posta elettronica certificata, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei
documenti informatici.Salvo che la legge disponga diversamente, se non è
possibile procedere ai sensi del comma
che precede, il biglietto viene trasmesso a mezzo telefax, o è rimesso all’ufficiale giudiziario per la notifica.Tutte le comunicazioni
alle parti devono essere effettuate con le modalità di cui al terzo comma.************************ • Art. 170.
Notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento.(soppressi gli ultimi tre periodi del quarto comma)Dopo la costituzione in giudizio tutte le notificazioni e le comunicazioni si fanno al procuratore costituito, salvo che la legge disponga altrimenti.È sufficiente la consegna di una sola copia dell'atto anche se il procuratore è costituito per più
parti.Le
notificazioni e le comunicazioni alla parte che si è costituita personalmente si fanno nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto.Le comparse e le memorie consentite dal giudice si comunicano mediante deposito in cancelleria oppure mediante notificazione o mediante scambio documentato con l'apposizione sull'originale, in calce o in margine, del visto della parte o del procuratore. Il giudice
può autorizzare per singoli atti, in qualunque stato
e grado del giudizio, che lo scambio o la comunicazione
di cui al presente comma possano avvenire anche a mezzo telefax o posta
elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. La parte che vi procede in relazione ad un atto di impugnazione deve darne comunicazione alla cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza impugnata.
A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo
utile il numero di telefax o l'indirizzo di posta elettronica
presso cui dichiara di voler ricevere le comunicazioni.************************** • Art. 176. Forma dei provvedimenti.(soppressa
la parte finale del secondo comma)Tutti i provvedimenti
del giudice istruttore, salvo che la legge disponga altrimenti hanno la forma
dell'ordinanza.Le ordinanze pronunciate in udienza si
ritengono conosciute dalle parti presenti e da quelle che dovevano comparirvi;
quelle pronunciate fuori dell'udienza sono comunicate a cura del cancelliere
entro i tre giorni successivi anche a mezzo telefax o a mezzo di posta elettronica nel
rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo
di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere
la comunicazione.************************ • Art. 183. Prima comparizione delle parti e trattazione della causa.(abrogato il decimo comma)All'udienza fissata per la prima comparizione delle parti e la trattazione il giudice istruttore verifica d'ufficio la regolarità del contraddittorio e, quando occorre, pronuncia i provvedimenti
previsti dall'articolo 102, secondo comma, dall'articolo 164, secondo, terzo
e quinto comma, dall'articolo 167, secondo e terzo comma, dall'articolo 182
e dall'articolo 291, primo comma.Quando pronunzia i provvedimenti
di cui al primo comma, il giudice fissa una nuova udienza di trattazione.Il giudice istruttore fissa altresì una nuova udienza se deve
procedersi a norma dell'articolo 185.Nell'udienza di
trattazione ovvero in quella eventualmente fissata ai sensi del terzo comma, il giudice
richiede alle parti, sulla base dei fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le questioni rilevabili d'ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione.Nella stessa udienza l'attore può proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della
domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto. Può
altresì chiedere di essere autorizzato a chiamare un terzo ai sensi
degli articoli 106 e 269, terzo comma, se l'esigenza è sorta dalle
difese del convenuto. Le parti possono precisare e modificare le domande,
le eccezioni e le conclusioni già formulate.Se
richiesto, il giudice concede alle parti i seguenti termini perentori: 1)
un termine di ulteriori trenta giorni per il deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte; 2) un termine di ulteriori trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall'altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande
e delle eccezioni medesime e per l'indicazione dei mezzi di prova e produzioni
documentali; 3) un termine di ulteriori venti giorni per le sole indicazioni
di prova contraria.Salva l'applicazione dell'articolo
187, il giudice provvede sulle richieste istruttorie fissando l'udienza di
cui all'articolo 184 per l'assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e rilevanti.
Se provvede mediante ordinanza emanata fuori udienza, questa deve essere pronunciata
entro trenta giorni.Nel caso in cui vengano disposti
d'ufficio mezzi di prova con l'ordinanza di cui al settimo comma, ciascuna
parte può dedurre, entro un termine perentorio assegnato dal giudice con la medesima ordinanza, i mezzi di prova che si rendono necessari in relazione ai primi nonché depositare memoria di replica nell'ulteriore termine perentorio parimenti assegnato dal giudice, che si riserva di provvedere ai sensi del settimo comma.Con l'ordinanza che ammette le prove il giudice può in ogni caso disporre, qualora
lo ritenga utile, il libero interrogatorio delle parti; all'interrogatorio
disposto dal giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui al terzo
comma.L'ordinanza di cui al settimo comma è comunicata a cura del cancelliere
entro i tre giorni successivi al deposito, anche a mezzo
telefax, nella sola ipotesi in cui il numero sia stato indicato
negli atti difensivi, nonché a mezzo di posta elettronica, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione e la trasmissione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel
primo scritto difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo
gli atti.************** • Art. 250. Intimazione ai testimoni.(sostituito il terzo comma)L'ufficiale giudiziario, su richiesta della parte interessata, intima ai testimoni ammessi dal giudice istruttore di comparire nel luogo, nel giorno e nell'ora fissati, indicando il giudice
che assume la prova e la causa nella quale debbono essere sentiti.L'intimazione di cui al primo comma, se non è eseguita in mani
proprie del destinatario o mediante servizio postale, è effettuata
in busta chiusa e sigillata.L’intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti private a comparire in udienza può essere effettuata dal difensore attraverso l’invio
di copia dell’atto mediante lettera
raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo posta elettronica certificata o a mezzo telefax.Il
difensore che ha spedito l'atto da notificare con lettera raccomandata deposita nella cancelleria del giudice copia dell'atto inviato, attestandone la conformità all'originale, e l'avviso di ricevimento.************************************• Art. 366. Contenuto del ricorso.(modificato il secondo comma e sostituito il quarto comma)Il ricorso deve contenere, a pena di inammissibilità: 1) l'indicazione delle parti; 2) l'indicazione della
sentenza o decisione impugnata; 3) l'esposizione sommaria dei fatti della
causa; 4) i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l'indicazione
delle norme di diritto su cui si fondano, secondo quanto previsto dall'articolo
366-bis; 5) l'indicazione della procura, se conferita con atto separato e,
nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo decreto; 6) la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi
collettivi sui quali il ricorso si fonda.Se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma ovvero non ha indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine, le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria
della Corte di cassazione. Nel caso previsto nell'articolo
360, secondo comma, l'accordo delle parti deve risultare mediante visto apposto
sul ricorso dalle altre parti o dai loro difensori muniti di procura speciale, oppure mediante atto separato, anche anteriore alla sentenza impugnata, da unirsi al ricorso stesso.Le comunicazioni della cancelleria
e le notificazioni tra i difensori di cui agli articoli 372 e 390 sono effettuate ai sensi dell’articolo 136, secondo e terzo comma.*********************************** • Art. 518. Forma del pignoramento.(sostituito il secondo periodo del sesto comma)L'ufficiale giudiziario redige delle sue operazioni processo verbale nel quale dà atto dell'ingiunzione di cui all'articolo 492 e descrive le cose pignorate, nonché il loro stato,
mediante rappresentazione fotografica ovvero altro mezzo di ripresa audiovisiva,
determinandone approssimativamente il presumibile valore di realizzo con
l'assistenza, se ritenuta utile o richiesta dal creditore, di un esperto
stimatore da lui scelto. Se il pignoramento cade su frutti non ancora raccolti
o separati dal suolo, l'ufficiale giudiziario ne descrive la natura, la qualità e l'ubicazione.Quando ritiene opportuno differire le operazioni di stima l'ufficiale giudiziario redige
un primo verbale di pignoramento, procedendo senza indugio e comunque entro
il termine perentorio di trenta giorni alla definitiva individuazione dei
beni da assoggettare al pignoramento sulla base dei valori indicati dall'esperto,
al quale è consentito in ogni caso accedere al luogo in cui i beni si trovano.Il giudice dell'esecuzione liquida le spese ed il compenso spettanti
all'esperto, tenuto conto dei valori di effettiva vendita o assegnazione
dei beni o, in qualunque altro caso, sulla base dei valori stimati.Nel processo verbale l'ufficiale giudiziario fa relazione delle disposizioni
date per conservare le cose pignorate.Se il debitore non è presente, l'ufficiale giudiziario rivolge l'ingiunzione alle persone indicate
nell'articolo 139, secondo comma, e consegna loro un avviso dell'ingiunzione
stessa per il debitore. In mancanza di dette persone affigge l'avviso alla
porta dell'immobile in cui ha eseguito il pignoramento.Il processo verbale, il titolo esecutivo e il precetto devono essere depositati in cancelleria
entro le ventiquattro ore dal compimento delle operazioni. Il cancelliere
al momento del deposito forma il fascicolo dell'esecuzione. L’ufficiale giudiziario trasmette copia del processo verbale al creditore e al debitore che lo richiedono
a mezzo posta elettronica certificata ovvero,
quando ciò non è possibile, a mezzo telefax o a mezzo posta ordinaria.Su istanza del creditore, da depositare non oltre il termine per il deposito dell'istanza
di vendita, il giudice, nominato uno stimatore quando appare opportuno, ordina
l'integrazione del pignoramento se ritiene che il presumibile valore di realizzo
dei beni pignorati sia inferiore a quello indicato nel primo comma. In tale
caso l'ufficiale giudiziario riprende senza indugio le operazioni di ricerca
dei beni.****************************• Modifica alle disposizioni per
l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni
transitorie. • Art. 173-bis. Contenuto della
relazione di stima e compiti dell'esperto.(sostituita
la parte finale del terzo comma)L'esperto provvede
alla redazione della relazione di stima dalla quale devono risultare: 1)
l'identificazione del bene, comprensiva dei confini e dei dati catastali; 2)
una sommaria descrizione del bene; 3) lo stato di possesso del bene, con
l'indicazione, se occupato da terzi, del titolo in base al quale è
occupato, con particolare riferimento alla esistenza di contratti registrati in data antecedente al pignoramento; 4) l'esistenza di formalità, vincoli
o oneri, anche di natura condominiale, gravanti sul bene, che resteranno
a carico dell'acquirente, ivi compresi i vincoli derivanti da contratti incidenti sulla attitudine edificatoria dello stesso o i vincoli connessi con il suo carattere storico-artistico; 5) l'esistenza di formalità, vincoli e oneri, anche di natura condominiale, che saranno cancellati
o che comunque risulteranno non opponibili all'acquirente; 6) la verifica della regolarità edilizia e urbanistica del bene nonché l'esistenza della
dichiarazione di agibilità dello stesso previa acquisizione o aggiornamento
del certificato di destinazione urbanistica previsto dalla vigente normativa.L'esperto, prima di ogni attività, controlla la completezza
dei documenti di cui all'articolo 567, secondo comma, del codice, segnalando
immediatamente al giudice quelli mancanti o inidonei.L'esperto,
terminata la relazione, ne invia copia ai creditori procedenti o intervenuti e al debitore, anche se non costituito, almeno quarantacinque giorni prima dell'udienza fissata ai sensi dell'articolo 569 del codice, a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando ciò non è possibile, a mezzo telefax o a mezzo posta ordinaria.Le parti
possono depositare all'udienza note alla relazione purché abbiano provveduto, almeno quindici giorni prima, ad inviare le predette note al perito, secondo le modalità fissate al terzo comma; in tale caso l'esperto interviene all'udienza per rendere i chiarimenti.**************************************** • Art. 173-quinquies. Ulteriori modalità di presentazione delle offerte d’acquisto,
di prestazione della cauzione e di versamento del prezzo.(sostituita la parte finale del primo comma)Il giudice, con l’ordinanza di vendita di cui all’articolo
569, terzo comma, del codice, può disporre che la presentazione dell’offerta
d’acquisto e la prestazione della cauzione ai sensi degli articoli
571, 579, 580 e 584 del medesimo codice possano avvenire con sistemi telematici di pagamento ovvero con carte di debito, di credito o prepagate o con altri mezzi di pagamento con moneta elettronica disponibili nei circuiti bancario e postale e mediante la comunicazione, a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando ciò non
è possibile, a mezzo telefax,di
una dichiarazione contenente le indicazioni prescritte dai predetti articoli.Il versamento
del prezzo può essere effettuato con le stesse modalità di cui al primo comma.************************************ • Modifica della legge 21 gennaio 1994, n. 53 (Facoltà
di notificazioni di atti civili, amministrativi e
stragiudiziali per gli avvocati e procuratori legali) •
Art. 1(modificato il primo comma)1. L'avvocato o il procuratore legale, munito di procura alle liti
a norma dell'articolo 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione
del consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto a norma dell'articolo
7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, ovvero
a mezzo della posta elettronica certificata salvo che l'autorità
giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente.********************** • Art. 3.(sostituito il comma 3-bis)1. Il notificante di cui all'articolo 1 deve: a) scrivere la relazione di notificazione sull'originale e sulla copia dell'atto, facendo menzione dell'ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento; b) presentare
all'ufficio postale l'originale e la copia dell'atto da notificare; l'ufficio postale appone in calce agli stessi il timbro di vidimazione, inserendo quindi la copia, o le copie, da notificare nelle buste di cui all'articolo 2, sulle quali il notificante ha preventivamente apposto
le indicazioni del nome, cognome, residenza o dimora o domicilio del destinatario,
con l'aggiunta di ogni particolarità idonea ad agevolarne la ricerca;
sulle buste devono essere altresì apposti il numero del registro cronologico
di cui all'articolo 8, la sottoscrizione ed il domicilio del notificante;
c) presentare contemporaneamente l'avviso di ricevimento compilato con le
indicazioni richieste dal modello predisposto dall'Amministrazione postale,
con l'aggiunta del numero di registro cronologico.2. Per le notificazioni di atti effettuate prima dell'iscrizione a ruolo della causa o
del deposito dell'atto introduttivo della procedura, l'avviso di ricevimento
deve indicare come mittente la parte istante e il suo procuratore; per le
notificazioni effettuate in corso di procedimento, l'avviso deve indicare
anche l'ufficio giudiziario e, quando esiste, la sezione dello stesso.3. Per il perfezionamento della notificazione e per tutto quanto non previsto dal presente articolo, si applicano, per quanto possibile, gli articoli 4 e seguenti della legge 20 novembre 1982, n. 890.3-bis. La notifica è effettuata a mezzo della posta elettronica certificata solo
se l’ndirizzo del destinatario risulta
da pubblici elenchi. Il notificante procede con le modalità previste dall’articolo 149-bis del codice di procedura civile, in quanto compatibili,specificando nella relazione di notificazione il numero di registro
cronologico di cui all’articolo 8.********************** • Art. 4.(modificato
il primo comma e sostituito il secondo comma)1.
L'avvocato o il procuratore legale, munito della procura e dell'autorizzazione di cui all'articolo 1, può eseguire notificazioni in materia civile, amministrativa e stragiudiziale, direttamente,
a mezzo posta elettronica certificata, ovvero
mediante consegna di copia dell'atto nel domicilio del destinatario, nel caso in cui il destinatario sia altro avvocato o procuratore legale,
che abbia la qualità di domiciliatario di una parte e che sia iscritto
nello stesso albo del notificante.2. La notifica può essere
eseguita mediante consegna di copia dell’atto nel domicilio del destinatario se questi ed il notificante sono iscritti nello stesso albo. In tal caso l’originale e la copia dell’atto devono essere previamente
vidimati e datati dal consiglio dell’ordine
nel cui albo entrambi sono iscritti.********************** • Art. 5.(sostituito il primo comma e modificati i commi 2 e 3)1. Nella notificazione di cui all’articolo 4 l’atto deve
essere trasmesso a mezzo posta elettronica
certificata all’indirizzo di posta elettronica certificata che il destinatario ha comunicato al proprio ordine, nel rispetto della normativa, anche regolamentare,
concernente la sottoscrizione, la trasmissione
e la ricezione dei documenti informatici.2. Quando la notificazione
viene effettuata ai sensi dell’articolo 4, comma 2, l’atto deve essere consegnato nelle mani proprie del destinatario.
Se la consegna non può essere fatta personalmente al destinatario, l'atto è consegnato, nel domicilio risultante al consiglio dell'ordine
in cui il destinatario è iscritto, a persona addetta allo studio ovvero
al servizio del destinatario. 3. Nei casi previsti dal comma 2 l'originale e la copia dell'atto notificato nonché il registro
cronologico di cui all'articolo 8 sono sottoscritti dalla persona alla quale
l'atto è consegnato e, quando la consegna sia effettuata a persona
diversa dal destinatario, la firma deve essere seguita, su entrambi i documenti
summenzionati, dalla specificazione delle generalità e della qualità rivestita dal consegnatario.************************************• Modifica dell’articolo
16 (Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese) del D.L. 29 novembre 2008, n. 185 conv. con L. 28 gennaio 2009, n. 2 • Art. 16. Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese (inserito il comma sette-bis)7. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi
ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o
analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 entro un anno dalla
data di entrata in vigore del presente decreto. Gli ordini e i collegi pubblicano
in un elenco riservato, consultabile in via telematica esclusivamente dalle
pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativoindirizzo
di posta elettronica certificata.7-bis. L’omessa pubblicazione dell’elenco riservato previsto dal comma 7, ovvero il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati
previsti dal medesimo comma, costituiscono
motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o dell’ordine inadempiente.******************** DISPOSIZIONI RECANTI
MISURE STRAORDINARIE PER LA RIDUZIONE DEL CONTENZIOSO CIVILE PENDENTE DAVANTI ALLA CASSAZIONE E ALLE CORTI D’APPELLO DALLA LEGGE DI STABILITA'Art. 26. (Misure
straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente davanti alla Corte
di cassazione e alle corti di appello)1. Nei procedimenti civili
pendenti davanti alla Corte di cassazione, aventi ad oggetto ricorsi avverso le pronunce
pubblicate prima della data di entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, e in quelli pendenti davanti alle corti di appello da oltre due anni da
oltre tre anni prima della data di entrata in vigore della
presente legge, la cancelleria avvisa le parti costituite dell'onere di presentare istanzadi trattazione del procedimento, con
l'avvertimento delle conseguenze di cui al comma 2. le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna
delle parti, con istanza sottoscritta personalmente
dalla parte che ha conferito la procura alle liti e autenticata dal difensore, dichiara la persistenza dell’interesse alla loro trattazione entro il termine perentorio
di sei mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge. 2. Le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna delle parti,
con istanza sottoscritta personalmente dalla parte che ha
sottoscritto il mandato, dichiara la persistenza dell’interesse alla
loro trattazione entro il termine perentorio di sei mesi dalla ricezione del predetto avviso di cui al comma 1.2. Il periodo di sei mesi di cui al comma 1 non si computa ai fini di cui all’art. 2 della legge
24 marzo 2001 n. 893. Nei
casi di cui al comma 2 Nei casi di cui al comma 1 il presidente del collegio dichiara l’estinzione con decreto.********************** Modifiche
previste dall’articolo 27 della legge di stabilità vigenti dal 1° gennaio 2012. • Art. 283. Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria in appello.(aggiunto un secondo comma)Il giudice dell'appello, su istanza di parte, proposta con l'impugnazione principale o
con quella incidentale, quando sussistono gravi e fondati motivi, anche in
relazione alla possibilità di insolvenza di una delle parti, sospende
in tutto o in parte l'efficacia esecutiva o l'esecuzione della sentenza impugnata,
con o senza cauzione.Se l’istanza prevista dal comma che precede è inammissibile o manifestamente infondata il giudice, con ordinanza non impugnabile, può condannare
la parte che l’ha proposta ad una
pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro 10.000. L’ordinanza è revocabile con la sentenza che definisce il giudizio.******************** • Art. 350. Trattazione.(modificato
il primo comma)Davanti alla corte di appello la trattazione
dell'appello è collegiale ma
può delegare per l’assunzione dei mezzi istruttori uno dei suoi componenti; davanti al tribunale
l'appello è trattato e deciso dal giudice monocratico. Nella
prima udienza di trattazione il giudice verifica la regolare costituzione del giudizio e, quando occorre, ordina l'integrazione di esso o la notificazione prevista dall'art. 332, oppure dispone che si rinnovi la notificazione dell'atto di appello.Nella stessa udienza il giudice dichiara la contumacia dell'appellato, provvede alla riunione degli
appelli proposti contro la stessa sentenza e procede al tentativo di conciliazione
ordinando, quando occorre, la comparizione personale delle parti.************************************ • Art. 351. Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria.(modificato il primo comma e aggiunto il comma finale)Sull'istanza prevista dall'articolo 283 il giudice provvede con ordinanza non
impugnabile nella prima udienza.La parte può, con ricorso al giudice, chiedere che la decisione sulla sospensione
sia pronunciata prima dell'udienza di comparizione. Davanti alla corte di
appello il ricorso è presentato al presidente del collegio.Il presidente del collegio o il tribunale, con decreto in calce al
ricorso, ordina la comparizione delle parti in camera di consiglio, rispettivamente,
davanti al collegio o davanti a sé. Con lo stesso decreto, se ricorrono
giusti motivi di urgenza, può disporre provvisoriamente l'immediata sospensione
dell'efficacia esecutiva o dell'esecuzione della sentenza; in tal caso, all'udienza in camera di consiglio il collegio o il tribunale conferma, modifica o revoca il decreto con ordinanza non impugnabile.Il giudice, all’udienza prevista dal primo comma, se ritiene la causa matura per la
decisione, può provvedere ai sensi
dell’articolo 281-sexies. Se per la decisione sulla sospensione è stata fissata l’udienza di cui al terzo comma, il giudice fissa apposita udienza per la decisione della causa nel rispetto dei
termini a comparire.********************* • Art. 352. Decisione.(aggiunto il comma finale)Esaurita l'attività prevista negli articoli 350 e 351, il giudice, ove non provveda a norma dell'articolo 356, invita le parti a precisare le conclusioni e dispone lo scambio delle
comparse conclusionali e delle memorie di replica a norma dell'articolo 190;
la sentenza è depositata in cancelleria entro sessanta giorni dalla
scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica.Se l'appello è proposto alla corte di appello, ciascuna delle
parti, nel precisare le conclusioni, può chiedere che la causa sia
discussa oralmente dinnanzi al collegio. In tal caso, fermo restando il rispetto
dei termini indicati nell'articolo 190 per il deposito delle difese scritte, la richiesta deve essere riproposta al presidente della corte alla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica.Il
presidente provvede sulla richiesta fissando con decreto la data dell'udienza di discussione da tenersi entro sessanta giorni; con lo stesso decreto designa il relatore.La discussione è preceduta dalla relazione della causa; la sentenza è depositata
in cancelleria entro i sessanta giorni successivi.Se l'appello è proposto al tribunale, il giudice, quando una delle parti lo richiede,
dispone lo scambio delle sole comparse conclusionali a norma dell'articolo
190 e fissa l'udienza di discussione non oltre sessanta giorni dalla scadenza
del termine per il deposito delle comparse medesime; la sentenza è
depositata in cancelleria entro i sessanta giorni successivi.Quando non provvede ai sensi dei commi che precedono, il giudice può decidere
la causa ai sensi dell’articolo 281-sexies.*************************** • Art. 431. Esecutorietà della sentenza.(aggiunto il comma finale)Le sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di cui all'articolo 409 sono provvisoriamente esecutive.All'esecuzione si può procedere con la sola copia del dispositivo, in pendenza del termine per
il deposito della sentenza.Il giudice di appello può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa
quando dalla stessa possa derivare all'altra parte gravissimo danno.La sospensione disposta a norma del comma precedente può essere
anche parziale e, in ogni caso, l'esecuzione provvisoria resta autorizzata
fino alla somma di euro 258,23.Le sentenze che pronunciano
condanna a favore del datore di lavoro sono provvisoriamente esecutive e
sono soggette alla disciplina degli articoli 282 e 283.Il
giudice di appello può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa in tutto o in parte quando ricorrono gravi motivi.Se l’istanza per la sospensione di cui al terzo ed al sesto
comma è inammissibile o manifestamente
infondata il giudice, con ordinanza non impugnabile, può condannare la parte che l’ha proposta ad una pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non
superiore ad euro 10.000. L’ordinanza
è revocabile con la sentenza che definisce il giudizio.******************* • Art. 445-bis. Accertamento tecnico preventivo obbligatorio.(aggiunto il comma finale)Nelle controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità
civile, handicap e disabilità, nonché di pensione di inabilità
e di assegno di invalidità, disciplinati dalla legge 12 giugno 1984, n.
222, chi intende proporre in giudizio domanda per il riconoscimento dei propri diritti presenta con ricorso al giudice competente ai sensi dell'articolo 442 codice di procedura civile, presso il Tribunale nel cui circondario risiede l'attore, istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa fatta valere. Il
giudice procede a norma dell'articolo 696 - bis codice di procedura civile,
in quanto compatibile nonché secondo le previsioni inerenti all'accertamento
peritale di cui all'articolo 10, comma 6-bis, del decreto-legge 30 settembre
n. 248, e all'articolo 195.L'espletamento dell'accertamento
tecnico preventivo costituisce condizione di procedibilità della domanda
di cui al primo comma. L'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto a pena di decadenza o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che l'accertamento tecnico preventivo non è stato espletato ovvero che è iniziato ma non si
è concluso, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la
presentazione dell'istanza di accertamento tecnico ovvero di completamento
dello stesso.La richiesta di espletamento dell'accertamento
tecnico interrompe la prescrizione.Il giudice, terminate
le operazioni di consulenza, con decreto comunicato alle parti, fissa un termine
perentorio non superiore a trenta giorni, entro il quale le medesime devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell'ufficio.In assenza
di contestazione, il giudice, se non procede ai sensi dell'articolo 196, con decreto pronunciato fuori udienza entro trenta giorni dalla scadenza del termine previsto dal comma precedente omologa l'accertamento del requisito sanitario secondo le risultanze probatorie indicate nella relazione del consulente tecnico dell'ufficio provvedendo sulle spese.
Il decreto, non impugnabile nè modificabile, è notificato agli
enti competenti, che provvedono, subordinatamente alla verifica di tutti
gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa vigente, al pagamento delle
relative prestazioni, entro 120 giorni.Nei casi di mancato
accordo la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente
tecnico dell'ufficio deve depositare, presso il giudice di cui al comma primo, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla formulazione della dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo del giudizio, specificando, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione.La sentenza che definisce il giudizio
previsto dal comma precedente è inappellabile.************************** MODIFICHE IN MATERIA DI SPESE DI GIUSTIZIAModifiche introdotte dall'articolo 28 della
legge di stabilità in materia di contributo unificato• Modifiche al DPR 30 maggio
2002 n. 115: • Articolo 13. Importi.(aggiunti il comma 1-bis; la modifica è applicabile alle
controversie pendenti nelle quali il provvedimento impugnato è stato pubblicato ovvero, nei
casi in cui non sia prevista la pubblicazione, depositato, successivamente
alla data di entrata in vigore - 1° gennaio 2012 - della legge di stabilità)1. Il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi:a) euro 37 per i processi di valore fino a 1.100 euro, nonché
per i processi per controversie di previdenza e assistenza obbligatorie,
salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 1-bis, per i procedimenti di
cui all'articolo 711 del codice di procedura civile, e per i procedimenti di cui all'articolo
4, comma 16, della legge 1° dicembre 1970, n. 898;b)
euro 85 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5.200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo
I e capo VI, del codice di procedura civile, e per i processi contenziosi
di cui all'articolo 4 della legge 1 dicembre 1970, n. 898;c) euro 206 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per
i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva
del giudice di pace;d) euro 450 per i processi di valore
superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili di valore
indeterminabile;e) euro 660 per i processi di valore
superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;f) euro
1.056 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000;g) euro 1.466 per i processi di valore superiore a euro 520.000.1-bis. Il contributo di cui al comma l è aumentato
della metà per i giudizi di impugnazione
ed è raddoppiato per i processi dinanzi alla Corte di cassazione.2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 242. Per gli altri
processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà.
Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro il contributo
dovuto è pari a euro 37. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi
il contributo dovuto è pari a euro 146.2-bis.
Fuori dei casi previsti dall’articolo 10, comma 6-bis, per i processi dinanzi alla Corte di cassazione, oltre al contributo unificato, è dovuto un importo pari all’imposta fissa di
registrazione dei provvedimenti giudiziari.3. Il contributo è ridotto alla metà per i processi speciali previsti nel
libro IV, titolo I, del codice di procedura civile, compreso il giudizio
di opposizione a decreto ingiuntivo e di opposizione alla sentenza dichiarativa
di fallimento e per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti
di pubblico impiego, salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 1-bis. Ai fini del contributo dovuto, il valore dei processi di sfratto per morosità si determina in base all'importo dei canoni non corrisposti alla data di notifica dell'atto di citazione per la convalida
e quello dei processi di finita locazione si determina in base all'ammontare
del canone per ogni anno.3-bis. Ove il difensore non
indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio numero
di fax ai sensi degli articoli 125, primo comma, del codice di procedura civile e il proprio indirizzo di posta elettronica certificata ai sensi dell'articolo 16, comma 1-bis, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nell'atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel ricorso
il contributo unificato è aumentato della metà.4. (abrogato con l. 191/2009).5. Per la procedura fallimentare, che è la procedura dalla sentenza dichiarativa
di fallimento alla chiusura, il contributo dovuto è pari a euro 740.6. Se manca la dichiarazione di cui all'articolo 14, il processo si
presume del valore indicato al comma 1, lettera g). Se manca la dichiarazione
di cui al comma 3-bis dell'articolo 14, il processo si presume del valore
indicato al comma 6-quater, lettera f).6-bis. Il contributo
unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al
Consiglio di Stato è dovuto nei seguenti importi:a)
per i ricorsi previsti dagli articoli 116 e 117 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, per quelli aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza
del giudicato il contributo dovuto è di euro 300. Non è dovuto
alcun contributo per i ricorsi previsti dall'articolo 25 della citata legge
n. 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale;b) per le controversie concernenti rapporti di pubblico impiego, si applica il comma 3;c) per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto
dal libro IV, titolo V, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, nonché
da altre disposizioni che richiamino il citato rito, il contributo dovuto
è di euro 1.500;d) per i ricorsi di cui all'articolo
119, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 2 luglio 2010, n.
104, il contributo dovuto è di euro 4.000;e) in
tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 600.6-bis.1.
Gli importi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 6-bis sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell'articolo 136 del codice del processo amministrativo di cui
al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, ovvero qualora la parte ometta
di indicare il codice fiscale nel ricorso. L'onere relativo al pagamento
dei suddetti contributi è dovuto in ogni caso dalla parte soccombente,
anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si è costituita in giudizio. Ai fini predetti, la soccombenza si determina con il passaggio in giudicato della sentenza. Ai fini del presente comma, per ricorsi si intendono quello principale,
quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove.6- ter. Il maggior gettito derivante dall'applicazione delle disposizioni
di cui al comma 6- bis è versato al bilancio dello Stato, per essere
riassegnato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze, per le spese riguardanti il funzionamento del Consiglio di Stato e dei
Tribunali amministrativi regionali.6-quater. Per i ricorsi
principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali
e regionali è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi: a)
euro 30 per controversie di valore fino a euro 2.582,28; b) euro 60 per controversie
di valore superiore a euro 2.582,28 e fino a euro 5.000; c) euro 120 per
controversie di valore superiore a euro 5.000 e fino a euro 25.000 e per le controversie
tributarie di valore indeterminabile; d) euro 250 per controversie di valore
superiore a euro 25.000 e fino a euro 75.000; e) euro 500 per controversie
di valore superiore a euro 75.000 e fino a euro 200.000; f) euro 1.500 per
controversie di valore superiore a euro 200.000.********************* • 14. Obbligo di pagamento.(sostituito il terzo comma)1. La parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l'assegnazione o la vendita dei
beni pignorati, è tenuta al pagamento contestuale del contributo unificato.2. Il valore dei processi, determinato ai sensi del codice di procedura
civile, senza tener conto degli interessi, deve risultare da apposita dichiarazione
resa dalla parte nelle conclusioni dell'atto introduttivo, anche nell'ipotesi
di prenotazione a debito.3. La parte di cui al comma 1, quando modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui consegue l’aumento del valore
della causa, è tenuta a farne espressa
dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo. Le altre parti, quando modificano la domanda o propongono domanda riconvenzionale o formulano chiamata in causa o svolgono intervento autonomo, sono
tenute a farne espressa dichiarazione e
a procedere al contestuale pagamento di un autonomo
contributo unificato, determinato in base al valore della domanda proposta.3-bis. Nei processi tributari, il valore della lite, determinato ai sensi del comma 5
dell'articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive
modificazioni, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte
nelle conclusioni del ricorso, anche nell'ipotesi di prenotazione a debito.