Source: https://treviso.coldiretti.it/news/fatturazione-elettronica-2/
Timestamp: 2020-08-04 14:43:09+00:00
Document Index: 91165209

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 34', 'art. 74', 'art. 17', 'art. 36', 'art. 34']

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FATTURAZIONE ELETTRONICA – FAQ Agenzia Entrate
La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che va a sostituire integralmente quelle cartacee, che dal 01/01/2019 non possono più essere considerate fiscalmente valide.
La fattura elettronica è l’unica fattura fiscalmente riconosciuta; si tratta di un documento informatico emesso in formato strutturato “XML” che il cedente del bene o il prestatore del servizio deve emettere ed inoltrare telematicamente all’Agenzia delle Entrate allo SDI (Sistema di Interscambio) e da questo recapitato al soggetto ricevente (acquirente – committente).
Il Sistema di Interscambio (SDI) è un sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate che svolge il servizio di “postino” tra chi emette la fattura e chi la riceve; controlla i dati obbligatori fiscali, compreso il codice fiscale e la partita I.V.A. del cliente (scartando le fatture con partita I.V.A. errata) e controlla la validità del codice di destinazione o dell’indirizzo PEC del ricevente. Dal 01/01/2019 è stato abrogato l’obbligo di presentazione degli elenchi clienti/fornitori (Spesometro) sostituiti dalla fatturazione elettronica
L’obbligo della fatturazione elettronica vale per tutti gli operatori soggetti passivi I.V.A. residenti e stabiliti nel territorio nazionale.
Pertanto la fattura elettronica non è obbligatoria se emessa a:
SOGGETTI NON RESIDENTI O NON STABILITI NEL TERRITORIO DELLO STATO: sono operatori residenti nei paesi dell’Unione Europea, Extra Europa o identificati in Italia, per i quali rimane la vecchia fattura cartacea e l’obbligo di trasmettere mensilmente i dati delle fatture emesse e ricevute (ESTEROMETRO); Non va considerato come stabilito in Italia, mantenendo lo status di non residente, il soggetto passivo UE o Extra UE che in Italia si è “solo” identificato direttamente o ha nominato un rappresentate I.V.A. italiano. In effetti, ai sensi dell’art. 11 paragrafo 3, del Regolamento nr. 282/2011 “il fatto di disporre di un numero di identificazione I.V.A. non è di per sè sufficiente per ritenere che un soggetto passivo abbia una stabile organizzazione in Italia".
ESTEROMETRO deve essere inviato con cadenza mensile telematicamente entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione; Per data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’I.V.A.
E’ possibile evitare la trasmissione telematica mensile dell’esterometro, qualora si opti (facoltà) per l’emissione della fattura in modalità elettronica anche nei confronti di cessionari o committenti non residenti privi di una partita I.V.A. italiana oltre che per i soggetti non residenti identificati con partita I.V.A. italiana. Quindi, ad esempio, è possibile fatturare elettronicamente anche le cessioni all’esportazione (art. 8 lett. a); le cessioni intracomunitarie, i servizi intracomunitari, ecc. a condizione che sia assicurata la possibilità al soggetto non residente di ottenere copia cartacea della fattura ove ne faccia richiesta.
Non è possibile, invece, evitare l’esterometro, per gli acquisti transfrontalieri diversi dalle importazioni come specificato in una FAQ dell’Agenzia delle Entrate “per gli acquisti intracomunitari e per gli acquisti di servizi extracomunitari, l’operatore I.V.A. residente o stabilito in Italia sarà tenuto ad effettuare l’adempimento della comunicazione dei dati delle fatture d’acquisto”. Tale disposizione riguarda i residenti nei comuni di Livigno e Campione D’Italia che non rientrano nel territorio dello stato ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. 633/72.
INTRA, per le cessioni in ambito comunitario resta obbligatoria la presentazione del modello INTRA anche se il fornitore italiano emette la fattura elettronica (con indicazione della sigla XXXXXXX in quanto destinatario non residente).
Si ricorda che le disposizioni relative all’obbligo di comunicazione dei modelli INTRA, relativi agli acquisti di beni e servizi intracomunitari, sono state modificate nel corso del 2017.
Dall’1.1.2018 è previsto che:
l’obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2bis resta in capo (ai soli fini statistici) ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di beni intracomunitari per
importi trimestrali pari o superiori a € 200.000;
l’obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2quater resta in capo (ai soli fini statistici) ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di servizi intracomunitari per
importi trimestrali pari o superiori a € 100.000.
Per disposizione normativa, sono esonerati dall’obbligo dell’emissione della fatturazione elettronica e conseguentemente dalla presentazione mensile dello spesometro, i seguenti soggetti residenti in Italia che applicano regimi agevolati:
“REGIME DI VANTAGGIO” o regime dei minimi (di cui all’art. 27 commi 1 e 2 D.L. NR. 98/2011);
“REGIME FORFETARIO” (di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, Legge nr. 190/2014);
“REGIME DI ESONERO IVA” dei produttori agricoli (di cui all’art. 34 comma 6 del D.P.R. 633/72), per l’acquisto di prodotti agricoli da tali soggetti, sarà l’acquirente/committente che deve emettere l’“autofattura” elettronica e deve consegnare al produttore agricolo esonerato una copia cartacea dell’autofattura emessa elettronicamente (non cambia nulla rispetto al passato).
“REGIME LEGGE 398/91” ovvero dei soggetti passivi che hanno optato per il regime forfetario I.V.A., svolgendo delle attività commerciali secondarie rispetto all’attività prevalente di carattere istituzionale; l’esonero rimane fin tanto che non vengano superati nell’anno precedente (2018) l’ammontare di €. 65.000 di incassi a titolo di proventi nell’ambito della propria attività commerciale. In caso di proventi commerciali superiori a €. 65.000, i predetti soggetti “assicurano” che la fattura sia emessa per loro conto dall’acquirente/committente soggetto I.V.A.
OPERATORI SANITARI sono esonerati dall’obbligo della fatturazione elettronica (non possono emetterla), solo per il periodo d’imposta 2019 e solo per le fatture i cui dati devono essere trasmessi al Sistema TS-Tessera Sanitaria (farmacie, medici, veterinari, infermieri, psicologi,ecc.);
RICEZIONE FATTURA. Se chi riceve la fattura elettronica sono:
Privati senza partita I.V.A.;
I condomini (soggetti non titolare di partita I.V.A. considerato come un soggetto privato);
Enti non commerciali non titolari di partita I.V.A. considerato come un soggetto privato;
Enti non commerciali con partita I.V.A. che svolgono esclusivamente attività istituzionale;
Produttori agricoli in regime di esonero I.V.A.;
la relativa fattura elettronica viene emessa da parte del soggetto I.V.A. con codice destinatario “0000000”, mettendo a disposizione il “file fattura” nell’area autenticata dell’acquirente/committente (privato, ecc.) nel sito dell’Agenzia delle Entrate, con l’obbligo di consegnare una copia della fattura emessa in formato cartaceo o in file PDF, salvo che il cliente finale rinunci ad avere la copia;
N.B. è stato precisato, che i suddetti soggetti non hanno l’obbligo della conservazione elettronica delle fatture ovvero dei files XML ricevuti prodotti dal soggetto emittente.
I soggetti, invece, che ricevono la fattura elettronica:
dopo che si sono attivati per riceverla nel codice di destinazione o PEC previa comunicazione Agenzia delle Entrate sono obbligati a provvedere all’archiviazione elettronica dei file XML ricevuti e quindi devono comunicare al proprio fornitore l’indirizzo PEC/Codice Destinatario dove ricevere le fatture.
N.B. In ogni caso i soggetti che applicano il regime dei minimi/forfetario, qualora decidano di non comunicare al proprio fornitore l’indirizzo PEC/Codice Destinatario, ma solo la volontà di ricevere la fattura in modalità cartacea (il fornitore indica il Codice Destinatario “0000000”), gli stessi verranno trattati come i privati ovvero saranno esonerati dall’obbligo dell’archiviazione elettronica delle fatture ricevute, fermo restando la necessità di confermare il valore probatorio della stampa della fattura elettronica.
Enti non commerciali se svolgono attività commerciale diventano soggetti I.V.A. e pertanto per le relative operazioni sono tenuti ad emettere fattura elettronica, fermo restando quanto sopra illustrato con riferimento ai soggetti che applicano il regime di cui alla Legge nr. 398/91.
Con riferimento alle fatture d’acquisto, trattandosi di attività commerciale, trova applicazione “ordinariamente” la fatturazione elettronica. Comunicazione al fornitore della propria PEC/Codice Destinatario e relativo obbligo dell’archiviazione elettronica dei files XML.
Si riporta la seguente tabella:
LA SCELTA DELL’INDIRIZZO DI RECAPITO DELLE FATTURE ELETTRONICHE
Già con il Provvedimento del 30/04/2018, l’Agenzia delle Entrate ha individuato le “Regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche” specificando che il contribuente, in qualità di committente/acquirente, ha la possibilità di scegliere tra diverse alternative per individuare l’indirizzo presso il quale ricevere le fatture elettroniche allo stesso destinate.
L’operatore Iva può decidere di ricevere la fattura:
ad un indirizzo PEC direttamente a lui intestato;
può farla ricevere, per suo conto, da un soggetto terzo (solitamente un intermediario come ad es.: Impresa Verde Tv-BL) che offre servizi specifici proprio di trasmissione e ricezione delle fatture elettroniche.
su un canale telematico (FTP o Web Service) direttamente da lui gestito;
Il “postino” (SdI) consegna le fatture elettroniche all’indirizzo PEC o sul canale telematico che legge dalla fattura, indipendentemente se questi sono direttamente riconducibili al cliente o meno.
Per essere quindi sicuri di ricevere correttamente una fattura, è indispensabile comunicare in modo chiaro e tempestivo al fornitore non solo la propria partita Iva e i propri dati anagrafici, come accadeva con le fatture tradizionali, ma anche l’indirizzo telematico (PEC o Codice Destinatario di 7 cifre) che il fornitore dovrà riportare nella fattura affinché il SdI sia in grado di consegnare la fattura stessa.
Si ricorda che nel caso in cui il cliente non registri al SdI l’indirizzo telematico oppure non comunichi alcun indirizzo telematico (PEC o Codice Destinatario di 7 cifre identificativo di un canale telematico) l fornitore, e quest’ultimo inserisca il valore “0000000” nel campo Codice Destinatario della fattura, l’unico modo di recuperare la fattura elettronica per il cliente sarà quello di accedere nella sua area riservata di “Consultazione - Dati rilevanti ai fini IVA” del portale “Fatture e Corrispettivi” (se nel frattempo si è accreditato).
Si ricorda che, nel caso in cui il cliente sia un consumatore finale, un operatore in regime di vantaggio o forfettario, un piccolo produttore agricolo, un condominio o un Ente non commerciale, il fornitore dovrà rilasciargli una copia su carta (o per email) della fattura inviata al SdI ricordandogli che potrà consultare e scaricare l’originale della fattura elettronica nella sua area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate (“Consultazione - Dati rilevanti ai fini IVA” del portale “Fatture e Corrispettivi” se nel frattempo si è accreditato).
Pertanto, qualora il destinatario non abbia utilizzato il servizio di registrazione:
se nel file fattura il campo “CodiceDestinatario” è riportato un canale di trasmissione attivo, il SdI inoltra il file fattura al canale individuato;
se nel file fattura il campo “CodiceDestinatario” contiene il valore “0000000” ed è compilato il campo “PECDestinatario”, il SdI inoltra il file alla casella PEC indicata;
se nel file fattura il campo “CodiceDestinatario” contiene il valore “0000000” e il campo “PECDestinatario” non è compilato (es.: cliente privato), il SdI mette a disposizione il file fattura nell’area autenticata dell’acquirente/committente nel sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.
se, nel caso di cliente straniero, si opta per l’invio della fattura in modalità elettronica, dovrà essere valorizzato il campo “CodiceDestinatario” con il valore “XXXXXXX”, mentre il campo PECDestinatario” non va compilato, e la fattura non verrà inoltrata al cliente straniero, ma rimane al SdI ed in questo caso il soggetto emittente sarà esonerato dall’esterometro.
Per maggior chiarezza, si riassume nella seguente tabella:
Indirizzo PEC per ricezione/trasmissione delle fatture è confermato che, ai fini della trasmissione/ricezione delle fatture elettroniche, è possibile utilizzare un indirizzo PEC dedicato, diverso da quello presente nell’INI-PEC (Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata: www.inipec.gov.it). Il soggetto IVA può anche scegliere, senza alcun obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate, di trasmettere/ricevere le fatture elettroniche tramite l’indirizzo PEC di un intermediario ovvero di un soggetto terzo che presta servizi di trasmissione/ricezione delle fatture elettroniche. Il SdI recapita le fatture elettroniche all’indirizzo telematico riportato nelle stesse, salvo il caso in cui l’acquirente/cessionario non abbia preventivamente registrato sul sito Internet dell’Agenzia (Fatture e Corrispettivi) l’indirizzo telematico presso il quale intende ricevere “di default” tutte le fatture elettroniche trasmesse dai fornitori, che ha la priorità su altre opzioni.
Nell’ambito degli incontri con la stampa specializzata, l’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di utili chiarimenti in merito all’obbligo di fatturazione elettronica che si riportano testualmente:
MORATORIA, il Collegato Fiscale alla Finanziaria 2019 convertito in Legge con decorrenza dal 19/12/2018, per incontrare le esigenze degli operatori impegnati nella fatturazione elettronica, ha previsto un periodo di moratoria senza sanzioni o con sanzioni ridotte:
a) per i contribuenti trimestrali fino al 30/06/2019;
b) per i contribuenti mensili fino al 30/09/2019.
E’ stato previsto che la disapplicazione delle sanzioni se la fattura immediata o differita è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’I.V.A. Es.: contribuente mensile con fattura di beni consegnati il giorno 20/01/2019 (DDT), la fattura può essere emessa (anche con data di febbraio) entro il 15/02/2019 termine per la liquidazione mensile dell’I.V.A.; se invece trattasi di fattura immediata, la fattura verrà emessa con data 20/01 emessa entro il 15/02 e dovrà essere compresa nella liquidazione del mese di gennaio. Se il soggetto fosse stato trimestrale, aveva tempo di emettere la fattura entro il 15/05/2019 e la fattura deve essere ricompresa nella liquidazione del I° trimestre.
La sanzione è inoltre ridotta dell’80% se la fattura immediata o differita è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione dell’I.V.A. del periodo successivo (ovvero nello stesso esempio, se la stessa fattura va registrata entro il 15/03/2019 o 15/08/2019);
A REGIME, a decorrere dal 01/07/2019:
la fattura va emessa entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione determinata ai sensi dell’art. 6, DPR n. 633/72;
nella fattura deve essere riportata anche la data in cui è effettuata la cessione/prestazione
ovvero la data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, ossia la data di effettuazione dell’operazione, sempreché diversa dalla data di emissione.
Devono essere annotate nel registro delle fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento allo stesso mese di effettuazione. La nuova disposizione non differenzia più tra fattura immediata e differita.
Es.: data consegna 25/07/2019, fattura il 04/08/2019, liquidazione nel mese di luglio 2019.
Le fatture relative alle cessioni di beni effettuate dall’acquirente nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente, c.d. “triangolazioni nazionali”, emesse entro il mese successivo a quello della consegna/spedizione, vanno annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione e con riferimento al medesimo mese.
ANNOTAZIONE FATTURE ACQUISTI
E’ stata confermata la modalità di annotazione delle fatture ricevute prevedendo che il contribuente deve annotare nel registro degli acquisti le fatture/bollette doganali relative ai beni/ servizi acquistati/importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, comprese le autofatture (art. 17, comma 2, DPR n. 633/72, anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitata la detrazione dell’imposta. Es.: una fattura di acquisto che riporta la data del 30/01/2019 ed è ricevuta attraverso il SdI il giorno 01/02/2019, potrà (facoltà) essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta con riferimento al mese di gennaio.
È comunque mantenuto il termine ultimo di annotazione entro il termine di presentazione del mod. IVA dell’anno di ricezione e con riferimento al medesimo anno, quindi viene fatta un eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente.
E’ stato soppresso l’obbligo di numerare in ordine progressivo le fatture/bollette doganali e di conseguenza di riportare lo stesso nel registro.
Fattura emessa in modalità cartacea il mancato utilizzo della fatturazione elettronica dall’1.1.2019 da parte del cedente/prestatore determina l’impossibilità, in capo all’acquirente/ committente, di esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA. Infatti, la fattura emessa con altre modalità è considerata fiscalmente inesistente. L’acquirente/committente deve pertanto attivarsi richiedendo al fornitore l’emissione della fattura elettronica tramite lo SdI e, qualora non la riceva entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, è tenuto a regolarizzare l’operazione, ai sensi dell’art. 6, comma 8, D.Lgs. n. 471/97, con l’emissione di un’autofattura. Ne consegue che già a partire dalle regolarizzazioni riferite a operazioni effettuate da settembre 2018, l’acquirente/committente dovrà emettere un’autofattura elettronica specificando nel file XML (TipoDocumentoTD20).
Indebita detrazione l’acquirente/committente che riceve una fattura in formato cartaceo, anziché elettronico, e che detrae la relativa IVA, non è soggetto a sanzione qualora, entro il termine di liquidazione periodica:
a) riceva la fattura in formato elettronico;
b) provveda allo storno della registrazione precedente e all’annotazione della fattura nel registro IVA degli acquisti (ad esempio, fattura emessa il 21.4.2019 in formato cartaceo con detrazione della relativa IVA da parte dell’acquirente/committente nella liquidazione del mese di aprile, in scadenza il 16.5, e ricevimento della medesima fattura in formato elettronico il 13.5).
Si ricorda, come detto sopra, con la legge di conversione del Collegato alla Finanziaria è stato disposto che entro il termine della liquidazione periodica I.V.A. possa essere detratta l’I.V.A. a credito relativa alle fatture ricevute e annotate entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione, ad eccezione per le fatture relative ad operazioni effettuate nell’anno precedente dove la detrazione può essere operata con riferimento al mese di ricezione a prescindere dal fatto che le fatture sono state ricevute entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione.
Emissione delle fatture elettroniche a fronte di DDT (Documenti di Trasporto)
Ai sensi dell’art. 21 comma 2 lett. b) del D.P.R. 633/72 è disposto che la fattura emessa (anche elettronica) deve indicare: “natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione”: L’amministrazione finanziaria ha sempre richiesto una analitica descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi in modo da consentire i necessari controlli.
Ora, premesso che i DDT continuano ad essere prodotti in formato cartaceo, possono continuare ad essere conservati in modalità cartacea anche quando sono richiamati nella fattura elettronica con solo gli estremi (data e numero del DDT) in luogo della descrizione analitica. La modalità è corretta nella misura in cui il DDT richiamato in fattura contenga obbligatoriamente tutti gli elementi necessari a descrivere con precisione “natura, qualità e quantità dei beni ceduti” e lo stesso venga trasmesso al cliente, correttamente conservato (in modalità cartacea) ed esibito agli organi ispettivi in caso di controllo.
Le medesime considerazioni valgono nel caso di fattura differita emessa in relazione a prestazioni di servizi dove può essere utilizzata la documentazione commerciale prodotta e conservata per poter individuare con certezza la prestazione eseguita, la data di effettuazione e le parti contraenti, come ad esempio, un documento attestante l’avvenuto incasso, il contratto, la nota di consegna dei lavori, la lettera d’incarico oppure la relazione professionale.
Commercianti al dettaglio, bar, ristoranti, agrituristi e coloro che operano nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, rilasciano ordinariamente al cliente uno scontrino/ricevuta fiscale ma, in base all’articolo 22 del D.P.R. 633/72 dovranno emettere la fattura elettronica ove la stessa fosse richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione. Qualora all’atto del pagamento/ultimazione della prestazione essi non fossero in condizione di inviare al cliente la fattura elettronica, si dovrà valutare se rilasciare comunque uno scontrino/ricevuta fiscale, dato che una fattura può avere funzione sostitutiva dei documenti soltanto se emessa immediatamente (Circolare nr. 97 del 04/04/1997).
In conseguenza, l’esercente potrà alternativamente:
in caso di fattura differita, emettere una ricevuta fiscale/scontrino fiscale da utilizzare come documenti idonei (documento equipollente al DDT) per l’emissione di una “fattura differita” (art. 21, comma 4, lett. a), DPR n. 633/72). In tal caso, come previsto nella Circolare 11.10.96, n. 249/E, l’ammontare dei corrispettivi certificati da ricevuta/ scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita va scorporato dal totale giornaliero dei corrispettivi;
in caso di fattura immediata, trasmettere al SdI entro i termini della liquidazione periodica, la fattura con l’indicazione della data di effettuazione dell’operazione e rilasciare al cliente, al momento di effettuazione dell’operazione, apposita quietanza che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale. In luogo della quietanza può essere rilasciata alla parte una stampa della fattura o della ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico.
Resta ferma la possibilità di rilascio dello scontrino/ricevuta fiscale (ovvero del c.d. “documento commerciale”) nel caso l’esercente effettui la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi mediante registratore telematico. In tale ultimo caso, come già detto, l’ammontare dei corrispettivi oggetto di fatturazione andrà scorporato dal totale dei corrispettivi giornalieri.
Trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate saranno cadenzati con la seguente decorrenza:
a decorrere dall’01.01.2020 scatterà l’obbligo di inviare i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità fissate dal D.Lgs. n. 127/2015 per la generalità dei commercianti al minuto e soggetti assimilati di cui all’art. 22, DPR n. 633/72;
tale obbligo scatterà anticipatamente dall’01.07.2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a € 400.000.
In merito, per completezza, si ricorda che:
con apposito Decreto potranno essere individuate delle zone, in base “al livello di connessione alla rete necessaria per la trasmissione dei dati”, nelle quali le cessioni di beni/ prestazioni di servizi di cui all’art. 22, DPR n. 633/72, potranno continuare ad essere documentate con ricevuta fiscale/scontrino fiscale;
nel 2019/2020 sarà riconosciuto un contributo per l’acquisto/adattamento degli strumenti mediante i quali effettuare la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi pari al 50% della spesa sostenuta nel limite di € 250 in caso di acquisto/€ 50 in caso di adattamento, per ciascun strumento. Il contributo è anticipato dal fornitore sotto forma di sconto sul prezzo praticato ed è a questo rimborsato sotto forma di credito d'imposta, da utilizzare in compensazione tramite il mod. F24.
Fatture per conto terzi, si tratta del caso di fattura emessa dall’acquirente/committente per conto del cedente/prestatore. Ad esempio, cooperative agricole che emettono la fattura per conto dei propri soci produttori agricoli conferenti, ai sensi dell’art. 34, comma 7, DPR n. 633/72, con l’obbligo di consegnare una copia della fattura al socio per i successivi adempimenti ai fini I.V.A.; Ora fino al 31/12/2018 la cooperativa emetteva la fattura per conto del socio, osservando una propria numerazione progressiva interna; il socio rinumerava le fatture seguendo la propria numerazione progressiva senza annullare il numero precedentemente attribuito dalla cooperativa. Dal 01/01/2019 la fatturazione elettronica non consente più tale procedura, pertanto, la società cooperativa di conferimento potrà emettere la fattura per ogni singolo socio conferente utilizzando una distinta numerazione per ciascun conferente (ad esempio, 1/Cop__, 2/Cop__, ecc). In tal modo, le fatture emesse dalla cooperativa per conto del socio risulteranno progressive con riferimento al singolo socio, e saranno distinte da tutte le altre fatture emesse dal socio stesso ad altri clienti, che seguiranno una numerazione progressiva diversa (ad esempio, per gli altri clienti il socio numererà le fatture con 1, 2, 3, ecc.; tale numero risulterà diverso ovviamente da quello attribuito dalla cooperativa, rispettando così la progressività di emissione prevista dalla normativa vigente).
Le fatture andranno registrate da parte del socio in registri sezionali diversi.
Qualora la cooperativa, nel predisporre la fattura elettronica, inserisca il proprio indirizzo telematico (per esempio, il proprio indirizzo PEC o il proprio codice destinatario) come indirizzo del destinatario della fattura, affinché il socio abbia un esemplare della fattura, la cooperativa deve comunicare al produttore agricolo socio di avere emesso la fattura e deve trasmettergli (tramite email o altro strumento ritenuto utile) duplicato del file XML della fattura elettronica (per la conservazione) e/o copia cartacea in formato PDF della fattura avendo cura di indicare nella stessa che non costituisce documento valido ai fini fiscali (eventualmente con la relativa ricevuta di avvenuta consegna pervenuta dal SdI). La cooperativa verificherà che la fattura sia correttamente ricevuta (e recapitata) da parte del Sistema di Interscambio.
Fatture fuori campo IVA in presenza di operazioni fuori campo IVA (ad esempio operazioni in regime monofase (art. 74, DPR n. 633/72), non è richiesta l’emissione della fattura (neanche elettronica). Tuttavia si evidenzia che nel Provvedimento del 30.04.2018 l’Agenzia delle Entrate ha specificato che è consentita l’emissione/ricezione tramite SdI anche di fatture elettroniche fuori campo IVA utilizzando il codice natura “N2”.
Imposta di bollo per semplificare il pagamento dell’imposta di bollo relativo alle fatture elettroniche, l’Agenzia delle Entrate comunicherà trimestralmente ai contribuenti il dovuto. Tale modalità fa seguito all’emanazione di un decreto del MEF del 28/12/2018 e più precisamente, sarà messo a disposizione, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, un servizio in grado di consentire al contribuente di pagare l’imposta di bollo con addebito sul conto corrente bancario o postale, restando tuttavia ferma la possibilità di effettuare il versamento mediante F24 PRECOMPILATO con codice tributo 2501 così come approvato dalla Risoluzione nr. 106 del 2014. L’imposta di bollo riguarda le fatture elettroniche relative alle operazioni esenti, non imponibili, escluse o fuori campo I.V.A. di importo superiore ad €. 77,47 dove il cedente/prestatore (colui che emette) dovrà valorizzare nel tracciato XML della fattura gli appositi spazi “assolvimento virtuale dell’imposta ai sensi del D.M. 17/06/2014” e “importo del bollo” e procedere al versamento entro 20 gg. dalla chiusura del trimestre di riferimento. Pertanto il versamento, relativo al primo trimestre 2019, dovrà essere effettuato entro il 20/04/2019 (differito al 23/04 in quanto il 20/04 cade di sabato). Per coloro che sono esonerati dalla fatturazione elettronica, il cui documento sarà emesso in formato cartaceo, valgono le vecchie modalità di assolvimento all’imposta di bollo: apposizione marche oppure secondo la modalità virtuale con autorizzazione preventiva della Dre.
Per maggior chiarezza si propone la seguente tabella:
Fattura 2018 ricevuta nel 2019 l’obbligo della modalità elettronica decorre dalle fatture emesse
dall’1.1.2019. Rileva pertanto la data di emissione della fattura. Di conseguenza, le fatture emesse e trasmesse dal cedente/prestatore nel 2018 in modalità cartacea e ricevute dall’acquirente/committente nel 2019 non sono interessate dal nuovo obbligo: sono valide fiscalmente. In ogni caso, nel 2019 una nota di variazione di una fattura ricevuta nel 2018 va emessa in modalità elettronica.
Fattura emessa a partita IVA inesistente/cessata qualora la fattura elettronica sia emessa:
con l’indicazione della partita IVA/codice fiscale del cessionario/committente inesistente per l’Anagrafe tributaria, il SdI scarta la fattura, in quanto non conforme;
con l’indicazione di una partita IVA cessata ovvero del codice fiscale di un cessionario/ committente deceduto, la fattura è considerata emessa e non è scartata dall’SdI. L’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli successivi al fine di verificare la veridicità dell’operazione.
Fattura per merce non ricevuta qualora un soggetto riceva una fattura elettronica per merce che non ha acquistato può rifiutarla/contestarla comunicando direttamente con il cedente (a mezzo mail, telefono, ecc.). Il rifiuto/contestazione non può essere effettuato tramite l’SdI.
“Autofatture” in reverse charge in merito agli obblighi di fattura elettronica in presenza di operazioni soggette a reverse charge gli adempimenti previsti si distinguono a seconda della tipologia di operazione. Infatti:
in presenza di acquisti intraUE e acquisti di servizi extraUE, la fattura arriverà cartacea e il soggetto IVA residente/ stabilito in Italia deve comunicare i dati delle fatture d’acquisto (c.d. “spesometro estero” o esterometro);
in presenza di acquisti in Italia (subbapalto edile, manutenzione, ecc.) per cui il soggetto IVA riceve una fattura elettronica riportante la natura “N6” (operazione in reverse charge ai sensi dell’art. 17, DPR n. 633/72), lo stesso deve integrare la fattura ricevuta e annotarla ai sensi degli artt. 23 e 25, DPR n. 633/72. E’ obbligo predisporre un altro documento da allegare al file della fattura contenente i dati necessari per l’integrazione e gli estremi della stessa che sarà inviato allo SdI. (Tipo documento TD1).
Fattura emessa a esportatore abituale l’indicazione, nella fattura elettronica emessa nei confronti di un esportatore abituale, del numero e della data della dichiarazione d’intento (Art. 8 lett. c), va riportata nel file XML utilizzando uno dei campi facoltativi relativi ai dati generali della fattura (ad esempio, “Causale”) che sono stati lasciati a disposizione dei contribuenti.
Autofattura omaggi a partire dall’1.1.2019 le autofatture per omaggi vanno emesse in formato elettronico ed inviate allo SdI.
Fattura per passaggi interni (da contabilità agricola ad agriturismo, da contabilità agricola ad attività commerciale, autoconsumo dell’imprenditore individuale, ecc.), ovvero tra contabilità separate (art. 36, DPR n. 633/72), devono essere emesse in formato elettronico ed inviate allo SdI.
Fattura pro-forma (o avviso di parcella) nel caso di prestazioni di servizi, riportante la descrizione delle prestazioni fornite, la data di effettuazione e gli identificativi delle parti contraenti, sono idonei a supportare l’emissione della fattura elettronica differita entro il giorno 15 del mese successivo a quello dell’incasso del corrispettivo (fino al 30/06/2019); dal 01/07/2019 entro 10 gg. dall’effettuazione dell’operazione.
Moduli polivalenti ricevute/fatture fiscali acquistati presso le tipografie autorizzate e adottati in molti settori (alberghi, ristoranti, artigiani che prestano servizi in locali aperti al pubblico o presso clienti, ecc.) con stampigliato una serie di numerazione fiscale, potranno essere utilizzati solo per il rilascio di semplice ricevuta fisale e non per la fattura che dovrà essere dal 01/01/2019 solo elettronica via SdI. I predetti stampati fiscali potranno essere utilizzati eventualmente come fattura fiscale, solo dagli operatori esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica (regime minimi, regime forfetario, ecc.).
Registri sezionali per la registrazione delle fatture elettroniche e cartacee sono facoltativi; i contribuenti non sono tenuti ad adottare registri sezionali/sotto sezionali ai fini della registrazione e della conservazione delle fatture elettroniche e cartacee e possono eventualmente seguire un'unica numerazione delle fatture come chiarito nella Risoluzione nr. 1 del 10/01/2013 e proseguire ininterrottamente. Va da sé, che laddove si ritiene di tenere le registrazioni con più chiarezza amministrativa si debba “gestire” dei registri sezionali con numerazioni distinte.
Agricoltore che si avvale del regime di esonero I.V.A., in caso di fuoriuscita dal regime di esonero avendo superato il limite di €. 7.000 di volume di affari, con la conseguente cessazione del regime speciale dal periodo d’imposta successivo, a condizione che non sia superato il limite di 1/3 delle cessioni di beni diversi da quelli cui si applica il regime speciale di cui al comma 1 del medesimo art. 34 del D.P.R. 633/72 e in qual caso deve annotare tutte le fatture emesse e ricevute in quell’anno in un apposito registro.
E’ stato disposto che, in nessun caso, muta in corso d’anno il regime IVA applicabile ai prodotti agricoli, di cui alla Tabella A, Parte I, DPR n. 633/72, che rimangono soggetti alla c.d. aliquota di compensazione, mentre alle cessioni di prodotti diversi si applica l’aliquota IVA propria del bene.
Pertanto, in considerazione che le “autofatture” emesse dai committenti/cessionari e le fatture di acquisto dei soggetti in parola transitano comunque dal SdI, nessuna ulteriore emissione di fattura deve essere effettuata dagli operatori agricoli che fuoriescono dal regime di esonero I.V.A.