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Timestamp: 2020-08-15 14:17:14+00:00
Document Index: 165305624

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1134', 'art. 1134', 'art. 1134', 'art. 1123', 'sentenza ', 'art. 167', 'art. 345']

Sentenza Cassazione Civile n. 23244 del 05/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23244 del 05/10/2017
Cassazione civile, sez. II, 05/10/2017, (ud. 16/02/2017, dep.05/10/2017), n. 23244
F.G.C. (o G.), (OMISSIS), elettivamente
domiciliato in ROMA, LARGO DELLA GANCIA 5, presso lo studio
dell’avvocato RENATO MIELE, rappresentato e difeso dall’avvocato
LUIGINO MARIA MARTELLATO;
(OMISSIS) S.r.l. in persona del legale rappresentante pro tempore,
ora FALLIMENTO (OMISSIS) S.r.l. in persona del Curatore pro tempore;
avverso la sentenza n. 250/2011 del TRIBUNALE di SASSARI – SEDE
DISTACCATA di ALGHERO, depositata il 06/12/2011;
16/02/2017 dal Consigliere Dott. CHIARA BESSO MARCHEIS;
1. La società (OMISSIS) ha ottenuto nei confronti di F.G.C. (o G.) un decreto di ingiunzione a pagare una somma di denaro a titolo di pagamento, pro quota, di spese che la ricorrente assumeva di aver sostenuto per la manutenzione ordinaria e straordinaria di parti e impianti comuni compresi nel complesso immobiliare denominato Condominio (OMISSIS), al cui interno la società esercitava un’attività alberghiera.
F. ha instaurato giudizio di opposizione, chiedendo la revoca del decreto e, in via riconvenzionale, domanda di indennizzo dell’utilizzo esclusivo dei beni comuni. L’opposizione si è chiusa con il rigetto, da parte del Giudice di pace di Alghero, delle domande proposte da F..
1. Con il primo motivo è denunciata la violazione dell’art. 1134 c.c. nonchè motivazione omessa/insufficiente/ contraddittoria circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio: il giudice d’appello avrebbe errato nel ritenere richiedibili al ricorrente spese sostenute dalla società (OMISSIS) per il suo esclusivo godimento di parti comuni e comunque nel ritenere sussistente il requisito dell’urgenza ex art. 1134.
Il motivo è da ritenersi fondato, in conformità a quanto questa Corte ha già statuito, in cause sovrapponibili alla presente (cfr. Cass. 20151/2013, nonchè più di recente Cass. 9177/2017).
Il Tribunale ha sì ritenuto che, trattandosi di un condominio, il rimborso delle spese per la conservazione e la manutenzione delle parti comuni, anticipate da uno dei condomini, trova la sua disciplina nell’art. 1134 c.c., in base al quale il diritto è riconosciuto soltanto per le spese urgenti e non in base al mero dato della trascuratezza degli altri comunisti, ma ha poi – con falsa applicazione di legge che si riflette nella contraddittorietà della motivazione – ravvisato l’urgenza in una situazione di fatto in cui tale urgenza delle spese (intesa, secondo lo stesso Tribunale che si richiama alla pronuncia delle sezioni unite n. 2046/2006, come l’erogazione che non può essere differita senza danno o pericolo) non è ravvisabile (il Tribunale richiama infatti la diffusa inerzia degli altri titolari di immobili compressi nel complesso e la “difficoltà di procurarsi tempestivamente il consenso e la necessaria cooperazione degli altri condomini”, in relazione all’ “adeguamento di tutti gli impianti e servizi comuni alle normative di igiene e sicurezza pubblica disciplinanti l’attività alberghiera” e, comunque, al mantenimento degli spazi comuni).
2. L’accoglimento del primo motivo determina l’assorbimento dei restanti cinque motivi, con i quali è denunciata violazione degli artt. 167 e 345 c.p.c., art. 1123 c.c., nullità della sentenza per omesso esame di un motivo d’appello, motivazione omessa/insufficiente/contraddittoria circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (secondo motivo); violazione degli artt. 345 e 167 c.p.c., D.P.R. 26 ottobre 1972, motivazione omessa/insufficiente/contraddittoria circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (terzo motivo); violazione dell’art. 167 c.p.c., motivazione omessa/insufficiente/contraddittoria circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (quarto motivo); motivazione omessa/insufficiente/contraddittoria circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (quinto motivo); violazione dell’art. 345 c.p.c., motivazione omessa insufficiente contraddittoria circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (sesto motivo).