Source: https://www.onb.it/2013/09/11/d-p-r-5-giugno-2001-n-328-3/
Timestamp: 2020-01-23 06:15:36+00:00
Document Index: 32271311

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 87', 'art. 1', 'art.6', 'art. 17', 'art.17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 50', 'art. 69', 'art. 69', 'art. 68', 'art. 142', 'art. 17', 'art. 4']

D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328 - Ordine Nazionale dei Biologi
Visto l’articolo 1, comma 18, della legge 14 gennaio 1999, n. 4, modificato dall’articolo 6, comma 4, della legge 19 ottobre 1999, n.370;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 21 maggio 2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri ad interim Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro della giustizia;
1. Il presente regolamento modifica e integra la disciplina dell’ordinamento, dei connessi albi, ordini o collegi, nonche’ dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove, delle professioni di: dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo.
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– L’art. 87, quinto comma, della Costituzione prevede che il Presidente della Repubblica “Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge”.
– L’art. 1, comma 18, della legge 14 gennaio 1999, n. 4 (Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) modificato dall’art.6, comma 4, della legge 19 ottobre 1999, n. 370 (Disposizioni in materia di università e di ricerca scientifica e tecnologica) prevede:
“18. Con uno o piu’ regolamenti adottati, a norma dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro della giustizia, sentiti gli organi direttivi degli ordini professionali, con esclusivo riferimento alle attività professionali per il cui esercizio la normativa vigente già prevede l’obbligo di superamento di un esame di Stato, e’ modificata e integrata la disciplina del relativo ordinamento, dei connessi albi, ordini o collegi, nonche’ dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove, in conformità ai seguenti criteri direttivi:
a) determinazione dell’ambito consentito di attività professionale ai titolari di diploma universitario e ai possessori dei titoli istituiti in applicazione dell’art.17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni;
b) eventuale istituzione di apposite sezioni degli albi, ordini o collegi in relazione agli ambiti di cui alla ettera a), indicando i necessari raccordi con la piu’ generale organizzazione dei predetti albi, ordini ocollegi;
– Si riporta il testo del comma 2 dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri):
3. L’iscritto alla sezione B, in possesso del necessario titolo di studio puo’ essere iscritto nella sezione A del medesimo albo professionale, previo superamento del relativo esame di Stato.
3. Il professionista iscritto in un settore non puo’, esercitare le competenze di natura riservata attribuite agli iscritti ad uno o piu’ altri settori della stessa sezione, ferma restando la possibilità di iscrizione a piu’ settori della stessa sezione, previo superamento del relativo esame di Stato.
1. Salve le disposizioni speciali previste nel presente regolamento, il numero dei componenti degli organi collegiali, a livello locale o nazionale, degli ordini o collegi relativi alle professioni di cui all’articolo 1, comma 1, qualora vengano istituite le due sezioni di cui all’articolo 2, e’ ripartito in proporzione al numero degli iscritti a ciascuna sezione. Tale numero viene determinato assicurando comunque la presenza di ciascuna delle componenti e una percentuale non inferiore al cinquanta per cento alla componente corrispondente alla sezione A. L’elettorato passivo per l’elezione del Presidente spetta agli iscritti alla sezione A.
3. Con successivo regolamento ai sensi dell’articolo 1, comma 18, legge 14 gennaio 1999, n. 4, e successive modificazioni, verranno definite le procedure elettorali e il funzionamento degli Organi in sede disciplinare, nel rispetto dei principi definiti nei commi 1 e 2.
– Per il testo dell’art. 1, comma 18, della legge 14 gennaio 1999, n. 4, si veda la nota alle premesse.
2. Salvo disposizioni speciali, gli esami consistono in due prove scritte di carattere generale, una prova pratica e una prova orale.
Sono esentati da una delle prove scritte coloro i quali provengono dalla sezione B o da settori diversi della stessa sezione e coloro che conseguono un titolo di studio all’esito di un corso realizzato sulla base di specifiche convenzioni tra le università e gli ordini o collegi professionali.
4. Nulla e’ innovato circa le norme vigenti relative alla composizione delle commissioni esaminatrici e alle modalità di espletamento delle prove d’esame.
1. Il periodo di tirocinio, ove prescritto, puo’ essere svolto in tutto o in parte durante il corso degli studi secondo modalità stabilite in convenzioni stipulate fra gli ordini o collegi e le università, ed eventualmente, con riferimento alle professioni di cui al capo XI, con gli istituti di istruzione secondaria o con gli enti che svolgono attività di formazione professionale o tecnica superiore.
2. Coloro che hanno effettuato il periodo di tircinio per l’accesso alla sezione B possono esserne esentati per l’accesso alla sezione A, sulla base dei criteri fissati con decreto del Ministro competente sentiti gli ordini e collegi.
Salvaguardia del valore dei titoli di studio e abilitativi conseguiti in conformità al precedente ordinamento
1. Fatto salvo quanto previsto dalle norme finali e transitorie contenute nel titolo II, coloro i quali hanno conseguito o conseguiranno il diploma di laurea regolato dall’ordinamento previgente ai decreti emanati in applicazione dell’articolo 17, comma 95, legge 15 maggio 1997, n. 127, sono ammessi a partecipare agli esami di Stato sia per la sezione A che per la sezione B degli albi relativi alle professioni di cui al titolo II, ferma restando la necessità del tirocinio ove previsto dalla normativa previgente.
– Il comma 95 dell’art. 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni e integrazioni (Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo) prevede:
“95. L’ordinamento degli studi dei corsi universitari, con esclusione del dottorato di ricerca, e’ disciplinato dagli atenei, con le modalità di cui all’art. 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, in conformità a criteri generali definiti, nel rispetto della normativa comunitaria vigente in materia, sentiti il Consiglio universitario nazionale e le commissioni parlamentari competenti, con uno o piu’ decreti del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con altri Ministri interessati, limitatamente ai criteri relativi agli ordinamenti per i quali il medesimo concerto e’ previsto alla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero da disposizioni dei commi da 96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui al presente comma determinano altresi’:
a) con riferimento ai corsi di cui al presente comma, accorpati per aree omogenee, la durata, anche eventualmente comprensiva dei percorso formativo già svolto, l’eventuale serialità dei predetti corsi e dei relativi titoli, gli obiettivi formativi qualificanti, tenendo conto degli sbocchi occupazionali e della spendibilità a livello internzionale, nonche’ la previsione di nuove tipologie di corsi e di titoli universitari, in aggiunta o in sostituzione a quelli determinati dagli articoli 1, 2, 3, comma 1 e 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341, anche modificando gli ordinamenti e la durata di quelli di cui al decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178, in corrispondenza di attività didattiche di base, specialistiche, di perfezionamento scientifico, di alta formazione permanente e ricorrente;
b) modalità e strumenti per l’orientamento e per favorire la mobilità degli studenti, nonche’ la piu’ ampia informazione sugli ordinamenti degli studi, anche attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e telematici;
c) modalità di attivazione da parte di università italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi universitari di cui al presente comma, nonche’ di dottorati di ricerca, anche in deroga alle disposizioni di cui al capo II del titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.”.
DISCIPLINA DEL SINGOLI ORDINAMENTI
3. La sezione B e’ ripartita nei seguenti settori:
5. L’iscrizione all’albo professionale dell’ordine dei dottori agronomi e dottori forestali e’ accompagnata, rispettivamente, dalle dizioni “sezione A – dottori agronomi e dottori forestali” e “sezione B – agronomi e forestali iuniores”, “sezione B – zoonomi”, “sezione B – biotecnologi agrari”.
2. Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti alla sezione B, settore agronomo e forestale, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni, già stabilite dalla vigente normativa, le seguenti attività:
b) la consulenza nei settori delle produzioni vegetali, animali e silvicolturali, delle trasformazioni alimentari, della commercializzazione dei relativi prodotti, della ristorazione collettiva, dell’agriturismo e del turismo rurale, della difesa dell’ambiente rurale e naturale, della pianificazione del territorio rurale, del verde pubblico e privato, del paesaggio;
d) le attività estimative relative alle materie di competenza;
h) la certificazione di qualità e le analisi delle produzioni vegetali, animali e forestali sia primarie che trasformate, nonche’ quella ambientale;
i) le attività di difesa e di recupero dell’ambiente, degli ecosistemi agrari e forestali, la lotta alla desertificazione, nonche’ la conservazione e valorizzazione della biodiversità vegetale, animale e dei microrganismi.
f) la riproduzione animale, comprendente le attività di inseminazione strumentale e di impianto embrionale in tutte le specie zootecniche e di sincronizzazione dei calori;
– Il testo dell’art. 2 della legge 10 febbraio 1992, n. 152 (Modifiche ed integrazioni alla legge 7 gennaio 1976, n. 3, e nuove norme concernenti l’ordinamento della professione di dottore agronomo e di dottore forestale), e’ il seguente:
“Art. 2. – 1. Sono di competenza dei dottori agronomi e dei dottori forestali le attività volte a valorizzare e gestire i processi produttivi agricoli, zootecnici e forestali, a tutelare l’ambiente e, in generale, le attività riguardanti il mondo rurale. In particolare, sono di competenza dei dottori agronomi e dei dottori forestali:
b) lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la stima, la contabilità e il collaudo delle opere di trasformazione e di miglioramento fondiario, nonche’ delle opere di bonifica e delle opere di sistemazione idraulica e forestale, di utilizzazione e regimazione delle acque e di difesa e conservazione del suolo agrario, sempreche’ queste ultime, per la loro natura prevalentemente extraagricola o per le diverse implicazioni professionali non richiedano anche la specifica competenza di professionisti di altra estrazione;
d) la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la stima, la contabilità ed il collaudo, compresa la certificazione statica ed antincendio, dei lavori relativi alle costruzioni rurali e di quelli attinenti alle industrie agrarie e forestali, anche se iscritte al catasto edilizio urbano ai sensi dell’art. 1, comma 5, del decreto-legge 27 aprile 1990, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 giugno 1990, n. 165, nonche’ dei lavori relativi alle opere idrauliche e stradali di prevalente interesse agrario e forestale ed all’ambiente rurale, ivi compresi gli invasi artificiali che non rientrano nelle competenze del servizio dighe del Ministero dei lavori pubblici;
f) i bilanci, la contabilità, gli inventari e quant’altro attiene alla amministrazione delle aziende e imprese agrarie, zootecniche e forestali o di trasformazione e commercializzazione dei relativi prodotti e all’amministrazione delle associazioni di produttori, nonche’ le consegne e riconsegne di fondi rustici;
l) lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la stima, la contabilità ed il collaudo dei lavori relativi alla tutela del suolo, delle acque e dell’atmosfera, ivi compresi i piani per lo sfruttamento ed il recupero di torbiere e di cave a cielo aperto, le opere attinenti all’utilizzazione ed allo smaltimento sul suolo agricolo di sottoprodotti agro-industriali e di rifiuti urbani, nonche’ la realizzazione di barriere vegetali antirumore;
v) la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la contabilità ed il collaudo di lavori relativi al verde pubblico, anche sportivo, e privato, ai parchi naturali urbani e extraurbani, nonche’ ai giardini e alle opere a verde in generale;
z) il recupero paesaggistico e naturalistico; la conservazione di territori rurali, agricoli e forestali; il recupero di cave e discariche nonche’ di ambienti naturali;
cc) le attività, le operazioni e le attribuzioni comuni con altre categorie professionali ed in particolare quelle richiamate nell’art. 19 del regio decreto 11 febbraio 1929, n. 274, ivi comprese quelle elencate sotto le lettere a), d), f), m), n) dell’art. 16 del medesimo regio decreto n. 274 del 1929 e quelle di cui all’art. 1 del regio decreto 16 novembre 1939, n. 2229, ed agli articoli 1 e 2 della legge 5 novembre 1971, n. 1086, nei limiti delle competenze dei geometri.
3. Per gli incarichi di notevole complessità sono ammessi i lavori di gruppo, formato da piu’ professionisti, se necessario ed opportuno anche di categorie professionali diverse, responsabili con firma congiunta. Sono di norma da espletare in collaborazione di gruppo interdisciplinare gli incarichi relativi alle bonifiche con impianti idraulici di
notevole portata, quelli relativi alla difesa del suolo ed alla regimazione delle acque se attuate con strutture complesse e su aree di notevole estensione, nonche’ gli incarichi relativi alla pianificazione che non sia limitata all’aspetto agricolo e rurale, con particolare riguardo ai piani regolatori generali ed ai programmi di fabbricazione.
4. L’elencazione di cui al comma 1 non pregiudica l’esercizio di ogni altra attività professionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, ne’ di quanto puo’ formare oggetto dell’attività professionale di altre categorie a norma di leggi e regolamenti.”.
Esami di Stato per l’iscrizione nella sezione A e relativa prova
2. Per l’ammissione all’esame di Stato e’ richiesto il possesso di laurea specialistica in una delle seguenti classi:
a) classe 3/S – Architettura del paesaggio;
b) classe 4/S – Architettura e ingegneria edile;
c) classe 7/S – Biotecnologie agrarie;
d) classe 38/S – Ingegneria per l’ambiente e il territorio;
e) classe 54/S – Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
f) classe 74/S – Scienze e gestione delle risorse rurali e forestali;
g) classe 77/S – Scienze e tecnologie agrarie;
h) classe 78/S – Scienze e tecnologie agroalimentari;
i) classe 79/S – Scienze e tecnologie agrozootecniche;
l) classe 82/S – Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio;
m) classe 88/S – Scienze per la cooperazione allo sviluppo.
3. L’esame di Stato e’ articolato in due prove scritte, una prova pratica e una orale. Le prove di esame di Stato per l’accesso alla sezione A vertono sugli stessi argomenti previsti per l’accesso al a sezione B, prevedendo una maggiore complessità correlata alla piu’ elevata competenza professionale.
Esami di Stato per l’iscrizione nella sezione B e relativa prova
1) classe 7 – Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale;
2) classe 20 – Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali;
1) classe 40 – Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali:
1) classe 1 – Biotecnologie.
1) per il settore agronomo e forestale – indirizzo agronomico, in un elaborato di pianificazione territoriale ambientale ovvero in un progetto di un’opera semplice di edilizia rurale corredati da analisi economico estimative ed eseguiti con “Computer Aided Design” (CAD); analisi e certificazione di qualità dei prodotti agroalimentari;
2) per il settore agronomo e forestale – indirizzo forestale, in un progetto di massima dell’impianto o recupero di bosco con le opere edilizie necessarie, corredato da disegni ed elaborati economico estimativi; analisi e certificazione di qualità dei prodotti agroalimentari;
3) per il settore zoonomo, in un piano di assistenza tecnica per un’azienda zootecnica corredato da analisi economica e da piani di alimentazione eseguiti con l’ausilio dello strumento informatico;
4) per il settore biotecnologico agrario in un’analisi di acidi nucleici o di proteine di organismi vegetali o animali o di prodotti derivati e nella interpretazione dei risultati anche con l’impiego dello strumento informatico;
1) per il settore agronomo e forestale – indirizzo agronomico, essa verte sulla conoscenza dell’agronomia generale, delle coltivazioni erbacee ed arboree, della loro difesa dagli agenti infettivi e dai parassiti microbici, vegetali e animali, delle produzioni animali, dell’economia aziendale, dell’estimo rurale e del catasto, delle principali tecnologie delle trasformazioni alimentari, delle scienze del territorio, dell’idraulica agraria, della meccanizzazione agraria, dell’edilizia rurale, del diritto agrario e della principale legislazione nazionale ed europea relativa al settore agro-alimentare;
2) per il settore agronomo e forestale – indirizzo forestale, essa verte sulla silvicoltura generale e speciale, sulla difesa degli ecosistemi forestali dai parassiti microbici, animali e vegetali, sulle tecniche dell’agricoltura montana, sull’agrosilvopastoralismo, sulla zootecnia degli animali selvatici, sull’acquacoltura montana, sull’economia e sull’estimo forestale e dendrometria, sulla tecnologia del legno e delle industrie silvane, sulle sistemazioni idraulico forestali, sulla pianificazione del territorio forestal e, sulle costruzioni forestali, sulla meccanizzazione forestale e sui cantieri, sulle fonti del diritto forestale e sulle principali leggi che regolano il settore in Italia e nella Unione europea;
4) per il settore biotecnologico agrario essa verte sulla conoscenza della biochimica agraria e della fisiologia delle piante coltivate, delle principali caratteristiche delle molecole informazionali, della agronomia generale, delle coltivazioni erbacee e arboree, della zootecnica generale, della difesa delle piante da patogeni vegetali e animali, delle principali trasformazioni agroalimentani, dell’economia aziendale e della legislazione nazionale ed europea relativa al settore biotecnologico agrario.
Professione di architetto, pianificatore paesaggista e conservatore
2. La sezione A e’ ripartita nei seguenti settori:
a) agli iscritti nel settore “architettura” spetta il titolo di architetto;
b) agli iscritti nel settore “pianificazione territoriale” spetta il titolo di pianificatore territoriale;
c) agli iscritti nel settore “paesaggistica” spetta il titolo di paesaggista;
d) agli iscritti nel settore “conservazione dei beni architettonici ed ambientali” spetta il titolo di conservatore dei beni architettonici ed ambientali.
4. La sezione B e’ ripartita nei seguenti settori:
a) agli iscritti nel settore “architettura” spetta il titolo di
architetto iunior;
b) agli iscritti nel settore “pianificazione” spetta il titolo di pianificatore iunior.
6. L’iscrizione all’albo professionale e’ accompagnata dalle ìdizioni: “sezione A – settore architettura”, “sezione A – settore pianificazione territoriale”, “sezione A – settore paesaggistica”, “sezione A – settore conservazione dei beni architettonici ed ambientali”, “sezione B – settore architettura”, “sezione B – settore pianificazione”.
1. Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella sezione A – settore “architettura”, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa, le attività già stabilite dalle disposizioni vigenti nazionali ed europee per la professione di architetto, ed in particolare quelle che implicano l’uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali.
2. Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella sezione A – settore “pianificazione territoriale”:
3. Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella sezione A – settore “paesaggistica”:
4. Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella sezione A – settore “conservazione dei beni architettonici ed ambientali”:
5. Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti
nella sezione B, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa:
3) i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica.
– La legge 20 giugno 1909, n. 364, reca: “Norme per l’inalienabilità delle antichità e delle belle arti”.
Esami di Stato per l’iscrizione nella sezione A e relative prove
1) classe 4/S – Architettura e ingegneria edile – corso di laurea corrispondente alla direttiva 85/384/CEE;
1) classe 54/S – Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
2) classe 4/S – Architettura e ingegneria edile;
c) per l’iscrizione nel settore “paesaggistica”:
1) classe 3/S – Architettura del paesaggio;
3) classe 82/S – Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio;
1) classe 10/S – Conservazione dei beni architettonici e ambientali;
2) classe 4/S – Architettura e ingegneria edile.
3) una seconda prova scritta vertente sulle problematiche culturali e conoscitive dell’architettura;
4) una prova orale consistente nel commento dell’elaborato progettuale e nell’approfondimento delle materie oggetto delle prove scritte, nonche’ sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale;
2) una prova scritta in materia di legislazione urbanistica;
3) una discussione sulle materie oggetto della prova scritta e pratica, nonche’ sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale;
1) una prova pratica avente ad oggetto le tematiche paesaggistiche ed ambientali;
2) una prova scritta su temi di cultura ambientale e paesaggistica;
d) per l’iscrizione nel settore “conservazione dei beni architettonici e ambientali”:
2) una discussione sulle materie oggetto delle prove scritte, nonche’ sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale.
Nota all’art. 17:
– La direttiva 85/384/CEE reca: “Riconoscimento dei diplomi, delle certificazioni ed altri titoli nel settore dell’architettura”.
Esami di Stato per l’iscrizione nella sezione B e relative prove
1. L’iscrizione nella sezione B e’ subordinata al superamento di
apposito esame di Stato.
1) classe n. 4 – Scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile;
2) classe n. 8 – Ingegneria civile e ambientale;
1) classe n. 7 – Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale;
2) classe n. 27 – Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.
2) una prova scritta avente ad oggetto la valutazione economico – quantitativa della prova pratica;
3) una seconda prova scritta consistente in un tema o prova
grafica nelle materie caratterizzanti il percorso formativo;
4) una prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte e in legislazione e deontologia professionale.
1. Gli attuali appartenenti all’ordine degli architetti sono
iscritti nella sezione A, settore “architettura”.
2. Coloro i quali sono in possesso dell’abilitazione professionale alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono iscriversi alla sezione A, settore “architettura”.
3. Coloro i quali conseguono l’abilitazione professionale all’esito di esami di Stato indetti prima della data di entrata in vigore del presente regolamento possono iscriversi alla sezione A, settore “architettura”.
a) per l’iscrizione nel settore “pianificazione territoriale”, la laurea in scienze ambientali e la laurea in pianificazione territoriale ed urbanistica;
Nota all’art. 19:
– Per il testo dell’art. 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, si veda in nota all’art. 8.
4. L’iscrizione all’albo professionale degli assistenti sociali e’ accompagnata, rispettivamente, dalle dizioni: “sezione degli assistenti sociali specialisti” e “sezione degli assistenti sociali”.
e) supervisione dell’attività di tirocinio degli studenti dei corsi di laurea specialistica della classe 57/S – Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali;
d) attività didattico formativa connessa al servizio sociale e supervisione del tirocinio di studenti dei corsi di laurea della classe 6 – Scienze del servizio sociale;
Esame di Stato per l’iscrizione nella sezione A e relative prove
1. L’iscrizione nella sezione A e’ subordinata al superamento di apposito esame di Stato. Per l’ammissione all’esame di Stato e’ richiesto il possesso della laurea specialistica nella classe 57/S – Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali.
2. L’esame di Stato e’ articolato nelle seguenti prove:
a) una prima prova scritta, sui seguenti argomenti:
teoria e metodi di pianificazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali; metodologie di ricerca nei servizi e nelle politiche sociali; metodologie di analisi valutativa e di supervisione di servizi e di politiche dell’assistenza sociale;
c) una prova orale sui seguenti argomenti:
discussione dell’elaborato scritto; argomenti teorico-pratici relativi all’attività svolta durante il tirocinio; legislazione e deontologia professionale.
1. L’iscrizione nella sezione B e’ subordinata al superamento di apposito esame di Stato. Per l’ammissione all’esame di Stato e’ richiesto il possesso della laurea nella classe 6 – Scienze del servizio sociale.
aspetti teorici e applicativi delle discipline dell’area di servizio sociale; principi, fondamenti, metodi, tecniche professionali del servizio sociale, del rilevamento e trattamento di situazioni di disagio sociale;
legislazione e deontologia professionale; discussione dell’elaborato scritto; esame critico dell’attività svolta durante il tirocinio professionale;
d) una prova pratica nelle seguenti materie o argomenti:
analisi, discussione e formulazione di proposte di soluzione di un caso prospettato dalla commissione nelle materie di cui alla lettera a).
4. L’iscrizione all’albo degli attuari e’ accompagnata rispettivamente dalle dizioni “sezione degli attuari” “sezione degli attuari iuniores”.
a) la gestione delle procedure di centrollo e di validazione dei dati di portafogli di rischi, propri dei sistemi assicurativi privati e sociali, delle strutture e dei mercati finanziari;
e) i calcoli e i progetti occorrenti per la valutazione di nude proprietà e di usufrutti.
– Il testo vigente dell’art. 3 della legge 9 febbraio 1942, n. 194 (Disciplina giuridica della professione si attuario) e’ il seguente:
“Art. 3. – Formano oggetto dell’attività professionale dell’attuario le prestazioni che implicano calcoli, revisioni, rilevazioni ed elaborazioni tecniche d’indole matematico-attuariale, che riguardano la previdenza sociale, le assicurazioni ovvero operazioni di carattere finanziario.
f) i calcoli e i progetti occorrenti per la valutazione di nude proprietà e di usufrutti;
g) le perizie, le consulenze tecniche e gli altri incarichi relativi all’oggetto della professione di attuario.
La elencazione che precede non pregiudica quanto puo’ formare oggetto dell’attività professionale di altre categorie.”.
– La legge 20 marzo 1975, n. 70, reca:
“Disposizioni sul riordinamento degli enti pubblici e del rapporto di lavoro del personale dipendente”.
– I decreti legislativi del 17 marzo 1995, n 174 e 175, riguardano rispettivamente l’attuazione della direttiva 92/96/CEE in materia di assicurazione diretta sulla vita e l’attuazione della direttiva 92/49/CEE in materia di assicurazione diretta diversa dall’assicurazione sulla vita.
– Il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173, reca:
“Attuazione della direttiva 91/674/CEE in materia di conti annuali e consolidati delle imprese di assicurazione”.
a) classe 19/S – Finanza;
b) classe 90/S – Statistica demografica e sociale;
c) classe 91/S – Statistica economica, finanziaria e attuariale;
d) classe 92/S – Statistica per la ricerca sperimentale
a) una prima prova scritta, di carattere generale, concernente gli strumenti probabilistici, statistici e della finanza matematica, di impiego in ambito assicurativo, finanziario e previdenziale;
b) una seconda prova scritta su temi tecnico-attuariali e matematico-finanziari delle assicurazioni vita, danni e della previdenza;
d) una prova orale su argomenti della tecnica attuariale e della finanza matematica nel campo delle assicurazioni e della previdenza, rivolta in particolare a verificare la cultura professionale del candidato, la sua capacità operativa di sintesi e di comunicazione, nonche’ la conoscenza delle regole applicative, delle linee guida e dei codici deontologici di settore, della legislazione professionale.
3. Gli iscritti nella sezione B ammessi a sostenere l’esame di Stato per l’iscrizione nella sezione A sono esentati dalla prima prova scritta.
2. Per l’ammissione all’esame di Stato e’ richiesto il possesso della laurea nella classe n. 37 – Scienze statistiche.
b) una seconda prova scritta concernente l’analisi e la selezione
di prodotti di natura assicurativa, previdenziale e finanziaria;
d) una prova orale basata sulla discussione di argomenti attinenti l’offerta e la gestione tecnica dei servizi finanziari, assicurativi e previdenziali, rivolta in particolare a verificare le conoscenze teorico-pratiche e la capacità di comunicazione del candidato, nonche’ la conoscenza della legislazione e deontologia professionale.
3. Coloro i quali conseguono l’abilitazione professionale all’esito di esami di Stato indetti prima della data di entrata in vigore del presente regolamento possono iscriversi nella sezione A dell’albo degli attuari.
4. L’iscrizione all’albo professionale dei biologi e’ accompagnata, rispettivamente, dalle dizioni: “sezione dei biologi”, “sezione dei biologi iuniores”.
a) classe 6/S – Biologia;
b) classe 7/S – Biotecnologie agrarie;
c) classe 8/S – Biotecnologie industriali;
d) classe 9/S – Biotecnologie mediche, veterinarie, e farmaceutiche;
e) classe 82/S – Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio;
f) classe 69/S – Scienze della nutrizione umana.
a) classe 12 – Scienze biologiche;
b) classe 1 – Biotecnologie;
c) classe 27 – Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.
b) direzione di laboratori chimici la cui attività consista anche nelle analisi chimiche di cui alla lettera a);
e) consulenze per l’implementazione o il miglioramento di sistemi di qualità aziendali per gli aspetti chimici nonche’ il conseguimento di certificazioni o dichiarazioni di conformità; giudizi sulla qualità di merci o prodotti e interventi allo scopo di migliorare la qualità o eliminarne i difetti;
f) assunzione della responsabilità tecnica di impianti di produzione, di depurazione, di smaltimento rifiuti, utilizzo di gas tossici, ecc; trattamenti di demetallizzazione dei vini con ferrocianuro di potassio secondo quanto previsto dal decreto del Ministro per l’agricoltura e foreste, di concerto con Ministro della sanità, del 5 settembre 1967, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 1967;
g) consulenze e pareri in materia di prevenzione incendi;
conseguimento delle certificazioni ed autorizzazioni di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818, e decreto ministeriale 25 marzo 1985, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 22 aprile 1985;
i) consulenze in materia di sicurezza e igiene sul lavoro, relativamente agi aspetti chimici; assunzione di responsabilità quale responsabile della sicurezza ai sensi del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
– La legge 7 dicembre 1984, n. 818, reca: “Norme sul nullaosta provvisorio per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, modifica degli articoli 2 e 3 della legge 4 marzo 1982, n. 66, e norme integrative dell’ordinamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”.
– Il decreto ministeriale 25 marzo 1985, reca:
“Procedure e requisiti per l’autorizzazione e l’iscrizione dei professionisti negli elenchi del Ministero dell’interno di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818”.
– Il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, prevede: “Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/1988/CEE, 97/42/CE e 1999/38/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro”.
4. L’iscrizione all’albo dei geologi e’ accompagnata dalle dizioni: “sezione dei geologi”, “sezione dei geologi iuniores”.
1. Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella sezione A, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa, oltre alle attività indicate nel comma 2, in particolare le attività implicanti assunzioni di responsabilitàdi programmazione e di progettazione degli interventi geologici e di coordinamento tecnico-gestionale, nonche’ le competenze in materia di analisi, gestione, sintesi ed elaborazione dei dati relativi alle seguenti attività, anche mediante l’uso di metodologie innovative o sperimentali:
i) rilievi geodetici, topografici, oceanografici ed atmosferici, ivi compresi i rilievi ed i parametri meteoclimatici caratterizzanti e la dinamica dei litorali; il Telerilevamento e i Sistemi Informativi Territoriali (SIT);
a) classe 82/S – Scienze e tecnologie per l’ambiente e territorio;
b) classe 85/S – Scienze geofisiche;
c) classe 86/S – Scienze geologiche.
d) una prova pratica, avente ad oggetto le materie di cui alla lettera a), nonche’ la geologia stratigrafica e sedimentologia, e la geologia strutturale, con particolare riguardo alla lettura, interpretazione ed elaborazione di carte e sezioni geologiche.
2. Per l’ammissione all’esame di Stato e’ richiesto il possesso della laurea nella classe 16 – Scienze della terra.
a) una prova scritta concernente gli aspetti tecnici delle seguenti materie: geografia fisica, geomorfologia, geologia applicata, georisorse minerarie e applicazioni mineralogiche-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali, geofisica applicata, oceanografia e fisica dell’atmosfera, topografia e cartografia, chimica dell’ambiente e dei beni culturali, pedologia;
4. Gli iscritti nella sezione B ammessi a sostenere l’esame di Stato per l’ammissione alla sezione A sono esentati dalla prova pratica, nonche’ dalla seconda prova scritta.
1. Nell’albo professionale dell’ordine degli ingegneri sono istituite la sezione A e la sezione B. Ciascuna sezione e’ ripartita nei seguenti settori:
c) dell’informazione.
4. L’iscrizione all’albo professionale degli ingegneri e’ accompagnata dalle dizioni:
“sezione degli ingegneri – settore civile e ambientale”;
“sezione degli ingegneri – settore industriale”;
“sezione degli ingegneri – settore dell’informazione”;
“sezione degli ingegneri iuniores – settore civile e ambientale”; “sezione degli ingegneri iuniores – settore industriale”;
“sezione degli ingegneri iuniores – settore dell’informazione”.
1. Le attività professionali che formano oggetto della professione di ingegnere sono cosi’ ripartite tra i settori di cui all’articolo 45, comma 1:
a) per il settore “ingegneria civile e ambientale”:
la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di opere edili e strutture, infrastrutture, territoriali e di trasporto, di opere per la difesa del suolo e per il disinquinamento e la depurazione, di opere geotecniche, di sistemi e impianti civili e per l’ambiente e il territorio;
b) per il settore “ingegneria industriale”:
la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di macchine, impianti industriali, di impianti per la produzione, trasformazione e la distribuzione dell’energia, di sistemi e processi industriali e tecnologici, di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medico-chirurgica;
c) per il settore “ingegneria dell’informazione”:
la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni.
2. Ferme restando le riserve e le attribuzioni già stabilite dalla
vigente normativa e oltre alle attività indicate nel comma 3, formano in particolare oggetto dell’attività professionale degli iscritti alla sezione A, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, comma 2, le attività, ripartite tra i tre settori come previsto dal comma 1, che implicano l’uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali nella progettazione, direzione lavori, stima e collaudo di strutture, sistemi e processi complessi o innovativi.
3) i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualunque natura;
3) le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate, quali la progettazione, direzione lavori e collaudo di singoli organi o di singoli componenti di macchine, di impianti e di sistemi, nonche’ di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva;
3) le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate, quali la progettazione, direzione lavori e collaudo di singoli organi o componenti di impianti e di sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle
informazioni, nonche’ di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva.
2) classe 28/S – Ingegneria civile;
3) classe 38/S – Ingegneria per l’ambiente e per il territorio;
1) classe 25/S – Ingegneria aerospaziale e astronautica;
2) classe 26/S – Ingegneria biomedica;
3) classe 27/S – Ingegneria chimica;
4) classe 29/S – Ingegneria dell’automazione;
5) classe 31/S – Ingegneria elettrica;
6) classe 33/S – Ingegneria energetica e nucleare;
7) classe 34/S – Ingegneria gestionale;
8) classe 36/S – Ingegneria meccanica;
9) classe 37/S – Ingegneria navale;
10) classe 61/S – Scienza e ingegneria dei materiali;
1) classe 23/S – Informatica;
3) classe 29/S – Ingegneria dell’automazione;
4) classe 30/S – Ingegneria delle telecomunicazioni;
5) classe 32/S – Ingegneria elettronica;
6) classe 34/S – Ingegneria gestionale;
7) classe 35/S – Ingegneria informatica.
a) una prova scritta relativa alle materie caratterizzanti il settore per il quale e’ richiesta l’iscrizione;
4. Gli iscritti nella sezione B ammessi a sostenere l’esame di Stato per l’ammissione alla sezione A sono esentati dalla seconda prova scritta, purche’ il settore di provenienza coincida con quello per il quale e’ richiesta l’iscrizione.
5. Per gli iscritti ad un settore che richiedono l’iscrizione ad altro settore della stessa sezione l’esame di Stato e’ articolato nelle seguenti prove:
a) una prova scritta nelle materie caratterizzanti il settore per il quale e’ richiesta l’iscrizione;
b) una prova pratica di progettazione nelle materie caratterizzanti il settore per il quale e’ richiesta l’iscrizione.
– Per la direttiva 85/384/CEE si veda la nota all’art. 17.
2. Per l’ammissione all’esame di Stato e’ richiesto il possesso
della laurea in una delle seguenti classi:
1) classe 4 – Scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile;
2) classe 8 – Ingegneria civile e ambientale;
1) classe 10 – Ingegneria industriale;
1) classe 9 – Ingegneria dell’informazione;
2) classe 26 – Scienze e tecnologie informatiche.
d) una prova pratica di progettazione nelle materie relative ad no degli ambiti disciplinari, a scelta del candidato, caratterizzanti la classe di laurea corrispondente al percorso formativo specifico.
4. Per gli iscritti ad un settore che richiedono l’iscrizione ad un altro settore della stessa sezione l’esame di Stato e’ articolato nelle seguenti prove:
b) una prova pratica di progettazione in materie caratterizzanti il settore per il quale e’ richiesta l’iscrizione.
1. Gli attuali appartenenti all’ordine degli ingegneri vengono iscritti nella sezione A dell’albo degli ingegneri, nonche’ nel settore, o nei settori, per il quale ciascuno di essi dichiara di optare.
2. Coloro i quali sono in possesso dell’abilitazione professionale alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono iscriversi nella sezione A dell’albo degli ingegneri, nonche’ nel settore, o nei settori, per il quale ciascuno di essi dichiara di optare.
3. Coloro i quali conseguono l’abilitazione professionale all’esito di esami di Stato indetti prima della data di entrata in vigore del presente regolamento possono iscriversi nella sezione A dell’albo degli ingegneri, nonche’ nel settore, o nei settori, per il quale ciascuno di essi dichiara di optare.
4. L’iscrizione all’albo professionale degli psicologi e’ accompagnata rispettivamente dalle dizioni: “sezione degli psicologi”, “sezione degli psicologi iuniores”. Nella sezione degli psicologi iuniores viene annotata la specifica attività professionale dell’iscritto in coerenza con il percorso formativo, con riferimento alle specifiche figure professionali, individuate con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, come previsto all’articolo 52, comma 1.
5. Qualora gli iscritti nella sezione A abbiano conseguito la specializzazione in psicoterapia, l’esercizio dell’attività di psicoterapeuta e’ annotata nell’Albo, come previsto dalla legge 18 febbraio 1989, n. 56.
Nota all’art. 50:
– Il titolo della legge 18 febbraio 1989, n. 56, e’ il seguente: “Ordinamento della professione di psicologo”.
b) realizza interventi psico-educativi volti a promuovere il pieno sviluppo di potenzialita di crescita personale, di inserimento e di partecipazione sociale;
c) utilizza il colloquio, le interviste, l’osservazione, i tesi psicologici e altri strumenti di analisi, ai fini della valutazione del comportamento, della personalità, dei processi cognitivi e di interazione sociale, delle opinioni e degli atteggiamenti, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
f) utilizza strumenti psicologici ed ergonomici per rendere piu’ efficace e sicuro l’operare con strumenti, il comportamento lavorativo e nel traffico, per realizzare interventi preventivi e formativi sulle tematiche della sicurezza con individui, gruppi e comunità, per modificare e migliorare il comportamento in situazione di persone o gruppi a rischio;
2. Per l’ammissione all’esame di Stato e’ richiesto il possesso della laurea specialistica nella classe 58/S – Psicologia, oltre a un tirocinio della durata di un anno.
a) una prima prova scritta sui seguenti argomenti:
aspetti teorici e applicativi avanzati della psicologia; pregettazione di interventi complessi su casi individuali, in ambito sociale o di mgrandi organizzazioni, con riferimento alle problematiche della valutazione e dello sviluppo delle potenzialità personali;
b) una seconda prova scritta sui seguenti argomenti:
progettazione di interventi complessi con riferimento alle problematiche della valutazione dello sviluppo delle potenzialità dei gruppi, della prevenzione del disagio psicologico, dell’assistenza e del sostegno psicologico, della riabilitazione e della promozione della salute psicologica;
d) una prova orale sugli argomenti della prova scritta e su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il tirocinio professionale, nonche’ su aspetti di legislazione e deontologia professionale.
Esami di Stato per l’iscrizione alla sezione B
1. L’iscrizione alla sezione B e’ subordinata al superamento di apposito esame di Stato.
2. Per l’ammissione all’esame di Stato e’ richiesto il possesso della laurea nella classe 34 – Scienze e tecniche psicologiche, oltre a un tirocinio della durata di sei mesi.
d) una prova orale consistente nella discussione delle prove scritte e della prova pratica, e nella esposizione dell’attività svolta durante il praticantato, nonche’ su aspetti di legislazione e deontologia professionale.
4. Coloro i quali conseguono l’abilitazione professionale all’esito di esami di Stato indetti prima della data di entrata in vigore del resente regolamento possono iscriversi nella sezione A dell’albo degli psicologi.
c) per la professione di perito agrario: classi 1, 7, 8, 17, 20, 27, 40;
d) per la professione di perito industriale, relativamente all’accesso alle sezioni attualmente presenti nell’albo: le classi 4, 7, 8 (sezione edilizia); la classe 9 (sezione elettronica e telecomunicazioni); la classe 10 (sezioni:
elettronica ed automazione;
cronometria;
industrie cerealicole;
industria navalmeccanica;
industria ottica;
tessile con specializzazione produzione dei tessili;
tessile con specializzazione confezione industriale;
termotecnica);
la classe 16 (sezione: industrie minerarie);
la classe 20 (sezione tecnologie alimentari);
la classe 21 (sezioni: chimica conciaria; chimico; chimica nucleare; industria tintoria);
la classe 23 (sezioni: arti fotografiche; arti grafiche);
la classe 25 (sezioni: energia nucleare; fisica industriale);
la classe 26 (sezione informatica)
la classe 42 (sezione disegno di tessuti).
3. Possono, altresi’, partecipare agli esami di Stato per le predette professioni coloro i quali, in possesso dello specifico diploma richiesto dalla normativa per l’iscrizione nei rispettivi albi, abbiano frequentato con esito positivo, corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, a norma del decreto del Ministro della pubblica istruzione 31 ottobre 2000, n. 436, recante norme di attuazione dell’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, della durata di quattro semestri, comprensivi di tirocini non inferiori a sei mesi coerenti con le attività libero professionali previste dall’albo cui si chiede di accedere.
4. Agli iscritti con il titolo di laurea di cui al comma 2 spetta il titolo professionale rispettivamente di agrotecnico laureato, geometra laureato, perito agrario laureato, perito industrialelaureato.
l presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 5 giugno 2001
Amato, Presidente del Consiglio dei “Ministri
Registrato alla Corte dei conti il 20 luglio 2001 Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi allapersona e dei beni culturali, registro n. 6, foglio n. 21
– La legge 10 febbraio 2000, n. 30, reca: “Legge-quadro in materia di riordino dei cicli dell’istruzione”.
– Il decreto del Ministro della pubblica istruzione 31 ottobre 2000, n. 436, prevede: “Norme di attuazione dell’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, concernente l’istruzione e la formazione tecnica superiore (IFTS)”.
– Si riporta il testo dell’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144 (Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all’occupazione e della normativa che disciplina l’INAIL, nonche’ disposizioni per il riordino degli enti previdenziali):
“Art. 69. – l. Per riqualificare e ampliare l’offerta formativa destinata ai giovani e agli adulti, occupati e non occupati, nell’ambito del sistema di formazione integrata superiore (FIS), e’ istituito il sistema della istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), al quale si accede di norma con il possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Con decreto adottato di concerto dai Ministri della pubblica istruzione, del lavoro e della previdenza sociale e dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti le condizioni di accesso ai corsi dell’IFTS per coloro che non sono in possesso del diploma di scuola secondaria superiore, gli standard dei diversi percorsi dell’IFTS, le modalità che favoriscono l’integrazione tra i sistemi formativi di cui all’art. 68 e determinano i criteri per l’equipollenza dei rispettivi percorsi e titoli; con il medesimo decreto sono altresi’ definiti i crediti formativi che vi si acquisiscono e le modalità della loro certificazione e utilizzazione, a norma dell’art. 142, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
2. Le regioni programmano l’istituzione dei corsi dell’IFTS, che sono realizzati con modalità che garantiscono l’integrazione tra sistemi formativi, sulla base di linee guida definite d’intesa tra i Ministri della pubblica istruzione, del lavoro e della previdenza sociale e dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e le parti sociali mediante l’istituzione di un apposito comitato nazionale. Alla progettazione dei corsi dell’IFTS concorronouniversità, scuole medie superiori, enti pubblici di ricerca, centri e agenzie di formazione professionale accreditati ai sensi dell’art. 17 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e imprese o loro associazioni, tra loro associati anche in forma consortile.
3. La certificazione rilasciata in esito ai corsi di cui al comma 1, che attesta le competenze acquisite secondo un modello allegato alle linee guida di cui al comma 2, e’ valida in ambito nazionale.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono programmabili a valere sul Fondo di cui all’art. 4 della legge 18 dicembre 1997, n. 440, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo dal Ministero della pubblica istruzione, nonche’ sulle risorse finalizzate a tale scopo dalle regioni nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio. Possono concorrere allo scopo anche altre risorse pubbliche e private. Alle finalità di cui al presente articolo la regione Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono, in relazione alle competenze e alle funzioni ad esse attribuite, secondo quanto disposto dagli statuti speciali e dalle relative norme di attuazione; a tal fine accedono al Fondo di cui al presente comma e la certificazione rilasciata in esito ai corsi da esse istituiti e’ valida in ambito nazionale.”.
Tabella A (prevista dall’8, comma 3)
(i file son in formato pdf.)
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Pubblicazione della Guida pratica agli Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di Biologo
Università di Perugia: come nominare i componenti delle commissioni per Esami di Stato
Esami di Stato per biologi. Le date per l’anno 2016