Source: https://www.laleggepertutti.it/57182_impugnazione-della-sentenza-a-seguito-di-lettura-del-dispositivo-in-udienza
Timestamp: 2018-07-20 20:14:34+00:00
Document Index: 24991835

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 325']

Impugnazione della sentenza a seguito di lettura del dispositivo in udienza
Lo sai che? Impugnazione della sentenza a seguito di lettura del dispositivo in udienza
La lettura del dispositivo in udienza non è idonea a far decorrere il termine breve.
Anche se non capita spesso, il codice di procedura civile [1] consente al giudice monocratico di decidere la causa a seguito di una trattazione orale.In tal caso, una volta emessa la sentenza, egli dà lettura del dispositivo in udienza esponendo, in modo conciso, le ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda la decisione.
Tuttavia, ai fini del calcolo dei termini per l’impugnazione, tale circostanza non cambia le carte in tavola. Infatti, una recentissima sentenza della Cassazione [2] ha chiarito che la lettura del dispositivo e della motivazione in udienza non equivale però alla notificazione della sentenza, che è un atto di parte, e pertanto non è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione [3].
Pertanto, anche in caso di trattazione orale e successiva lettura del dispositivo in udienza, benché le parti siano state, in questo modo, pienamente informate “in tempo reale” dell’esito del giudizio, è sempre necessario che la parte diligente notifichi detta sentenza alla controparte onde far decorrere il termine di 30 giorni dell’appello.
Ricordiamo che una peculiarità di questa procedura è che la pubblicazione del provvedimento avviene già solo con la semplice sottoscrizione da parte del giudice del verbale che contiene la sentenza. Il che verosimilmente significa – sebbene ciò non sia stato trattato dalla sentenza in commento – che il termine lungo per l’impugnazione decorre, questa volta, proprio dalla lettura in udienza del dispositivo.
[2] Cass. sent. n. 19743 del 19.09.2014.
[3] Ai sensi dell’art. 325 cod. proc. civ.