Source: https://danielemajori.com/2015/01/16/nel-processo-amministrativo-e-inammissibile-il-ricorso-notificato-a-mezzo-pec-in-assenza-di-previa-autorizzazione-presidenziale-ex-art-52-co-2-c-p-a/
Timestamp: 2020-07-07 11:24:27+00:00
Document Index: 148388665

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 39', 'art. 52', 'art. 76']

Anche il Tar Lazio conferma l’inammissibilità del ricorso notificato a mezzo PEC in assenza di previa autorizzazione presidenziale ex art. 52, co. 2, c.p.a. (considerando, in particolare, che all’opzione interpretativa secondo cui la notificazione a mezzo PEC potrebbe essere reputata possibile giusta l’art. 1 l. n. 53 del 1994, si contrappone il disposto dell’art. 16-quater, co. 3-bis, d.l. n. 179/12, che escluderebbe l’applicabilità al processo amministrativo del meccanismo di notificazione in argomento). | Avvocato Daniele Majori
Amministrazione digitale, Giustizia amministrativa, Processo amministrativo, Processo telematico
Archiviato in art. 1 legge n. 53 del 1994, art. 16-quater comma 3-bis d.l. n. 179/12, art. 39 comma 2 c.p.a., autorizzazione presidenziale ex art. 52 comma 2 c.p.a., cad, codice dell'amministrazione digitale, d.l. 18 ottobre 2012 n. 179, d.l. n. 90/2014, d.lgs. n. 82/2005, d.m. 21 febbraio 2011 n. 44, inammissibile, l. 21 gennaio 1994 n. 53, notifica a mezzo PEC, nullità della notifica, ricorso al Tar, ricorso introduttivo, rimessione in termini
(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 13 gennaio 2015, n. 396)
«Il ricorso, notificato a mezzo pec, è inammissibile, non essendo le documentate (e consentite, alla stregua del principio espresso da Cons. giust. amm. 3 settembre 2014, n. 505) deduzioni della parte istante idonee a superare i rilievi in rito.
A tale statuizione si oppongono tuttavia considerazioni di economia processuale, essendo [la ricorrente] comunque decaduta dal potere di proporre ricorso per decorrenza del termine di impugnazione alla stregua di quanto si passa a dire […]».
« Se la stazione appaltante – nella lex specialis di un appalto avente ad oggetto servizi esclusi di cui all’all. II B del Codice dei contratti pubblici – richiama esplicitamente la disciplina delle offerte anomale tout court, si autovincola al rispetto degli artt. 86 e 87 d.lgs. n. 163/2006.
Il Consiglio di Stato osserva che l’attestazione SOA non è cedibile e che – in caso di cessione di ramo d’azienda, ai sensi dell’art. 76, co. 11, d.P.R. n. 207/2010 – sia la cedente sia la cessionaria che intendano avvalersi dell’attestazione di qualificazione devono richiedere alla SOA una nuova attestazione, che avrà però efficacia solo dopo il suo rilascio (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha perciò respinto l’appello, confermando l’illegittimità dell’aggiudicazione, atteso che, a seguito della cessione del ramo d’azienda effettuata dalla società ausiliaria, la società aggiudicataria era risultata temporaneamente priva della prescritta qualificazione, requisito necessario per l’aggiudicazione). »