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Timestamp: 2018-08-16 08:54:36+00:00
Document Index: 22176301

Matched Legal Cases: ['art. 2110', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 211', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2110']

Indennità di malattia per impresa classificata nel settore “industria” dall’INPS che applica il CCNL “CED”
CdApp-Ge- 784-2012
Centro elaborazione dati – Classificazione INPS – Industria – Sussiste – Indennità di malattia – impiegati del settore industria – intervento a carico dell’INPS – Non sussiste – CCNL Ced – anticipazione e integrazione a carico del datore di lavoro del trattamento di malattia INPS non dovuti ove l’INPS non corrisponda l’indennità – diritto al trattamento di malattia interamente a carico del datore di lavoro - Sussiste – diritto al trattamento di malattia a carico del datore di lavoro anche ex art. 2110 c.c. - Sussiste – Misura – Ex art. 6 R.D.L. 1825/1924 (L. 562/1926) inerente disposizioni relative al contratto di impiego – Mancato pagamento della malattia da parte del datore di lavoro – Giusta causa di dimissioni – Non sussiste
Poichè l’INPS classifica i centri elaborazione dati nel settore industria e conseguentemente, per legge, non è tenuto a corrispondere l’indennità di malattia agli impiegati del settore industriale, posto che il CCNL CED afferma che le indennità di malattia a carico del datore di lavoro “non sono dovute se l’INPS non corrisponde per qualsiasi motivo l’indennità”, ma nel caso di specie la situazione non è quella dell’istituto che “non corrisponde” l’indennità, ma addirittura “non esiste in obbligo INPS” di corrispondere l’indennità, risultando pertanto la predetta norma contrattuale non applicabile alla fattispecie, il trattamento di malattia è dovuto al prestatore di lavoro che opera alle dipendenze di un centro elaborazione dati interamente a carico del datore di lavoro; e lo stesso è determinato nella misura di cui all’art. 6 comma 5 RDL 1825/1924 convertito in L. 562/1926 inerente disposizioni relative al contratto di impiego. A tale disposizione si devono intendere far riferimento anche le disposizioni imperative di cui all’art. 211o c.c., essendo dovuto il trattamento di malattia nella misura determinata “dalle leggi speciali” ove il contratto collettivo non disciplini il trattamento.
Il mancato pagamento da parte del datore di lavoro dell’indennità di malattia nel caso di specie non costituisce giusta causa di dimissioni del lavoratore; Essendo il datore tenuto al versamento per tre mesi, decorsi questi (malgrado il mancato pagamento) “quell’inadempimento non era più in essere” (SIC!); inoltre risalendo il mancato pagamento “ad una situazione normativa complessa ed incerta” non si può affermare il venir meno della fiducia del lavoratore rispetto alla propria controparte.
Corte D’Appello di Genova, Sent. 13 luglio 2012 n. 784 – Pres. Ghinoy, Est. Bellè
La sentenza fa seguito a quella della stessa Corte D’Appello di Genova e alla successiva del Tribunale di Massa (di cui la presente sentenza costituisce esito dell’appello) pubblicate su questa rivista il 10 maggio 2011 (rintracciabili digitando ”Genova” nel “cerca”). Si ricorda che il Tribunale di Massa, in causa del tutto identica a quella già decisa dalla Corte D’Appello di Genova che aveva riformato la precedente sentenza dello stesso Tribunale, motivatamente aveva mostrato di non condividere e disapplicare l’orientamento del proprio giudice di appello, anche perchè ritenuto contrario a norma imperativa (art. 2110 c.c.). La Corte D’Appello di Genova muta il proprio orientamento e riconosce effettivamente dovuto il trattamento di malattia. Risultando peraltro inapplicabile la norma contrattuale (che pone la malattia a carico dell’INPS, che al contrario non è tenuto al versamento essendo i CED imprese classificate come “industriali” ai fini previdenziali), per la misura dell’indennità, interamente a carico del datore di lavoro, richiama l’obsoleta legge sull’impiego privato emanata ancora in epoca fascista ma a tutt’oggi mai abrogata ed ancora vigente.
In proposito si dimostra quanto mai auspicabile un intervento delle parti della contrattazione collettiva per la modifica di una disposizione contrattuale che, richiamando la disciplina del commercio non applicabile alla fattispecie dei CED, finisce per negare il diritto al trattamento di malattia e costringe a ricorrere, per la sua liquidazione, a disposizioni estremamente risalenti nel tempo e che mostrano evidenti tutti i segni della propria obsolescenza.