Source: http://pietrodigennaro.it/UNI_Leggi/legislazione/DL_30-07-1999_n300.html
Timestamp: 2018-09-23 12:15:40+00:00
Document Index: 99283483

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 58', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

D.Lgs. 30-07-1999, n. 300 Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59
Vista lalegge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa, ed in particolare l'articolo 11, comma 1, come modificato dall'articolo 7 della legge 15 maggio 1997, n. 127, dall'articolo 1 della legge 16 giugno 1998, n. 191, e dall'articolo 9 della legge 8 marzo 1999, n. 50;
Articolo 2 - (Ministeri)
18) Ministero della solidarietà sociale. [1] [2]
3. Sono in ogni caso attribuiti ai ministri, anche con riferimento alle agenzie dotate di personalità giuridica, la titolarità dei poteri di indirizzo politico di cui agli articoli 3 e14 del decreto legislativo n. 29 del 1993 e la relativa responsabilità.
1 Comma sostituito dall'art. 1, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, dall'art. 1, comma c. 1, D.L. 18 maggio 2006, n. 181 , convertito, con modificazioni, dalla L. 17 luglio 2006, n. 233.
2 A norma dell'art. 3, comma c. 1, lett. b), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173, gli Uffici centrali del bilancio presso i Ministeri di cui al presente comma c. , si configurano come uffici di livello dirigenziale generale.
Articolo 3 - (Disposizioni generali) [1]
1 Articolo sostituito dall'art. 2, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, dall'art. 1, comma c. 1, D.Lgs. 6 dicembre 2002, n. 287.
Articolo 4 - (Disposizioni sull'organizzazione)
4. All'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale di ciascun ministero e alla definizione dei relativi compiti si provvede con decreto ministeriale di natura non regolamentare [1] .
1 Per l'individuazione degli uffici dirigenziali di livello non generale del Ministero della pubblica istruzione, vedi cfr. ilD.M. 30 gennaio 2001; del Ministero dell'economia e delle finanze, dipartimento per le politiche fiscali, vedi cfr. il D.M. 21 novembre 2001; del Ministero della giustizia, dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, vedi cfr. il D.M. 22 gennaio 2002; del Ministero delle politiche agricole e forestali, vedi cfr. il D.M. 15 marzo 2002.
Articolo 5 - (I dipartimenti)
Articolo 6 - (Il segretario generale) [1]
1 Articolo sostituito dall'art. 2, comma c. 1, D.Lgs. 6 dicembre 2002, n. 287.
Articolo 7 - (Uffici di diretta collaborazione con il ministro) [1] [2]
1 Per l'organizzazione degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri, vedi cfr. il D.P.R. 6 marzo 2001, n. 230.
2 Per l'organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, vedi cfr. il D.P.R. 22 settembre 2000, n. 451;
Ministero delle finanze, vedi cfr. il D.P.R. 6 aprile 2001, n. 121;
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, vedi cfr. il D.P.R. 19 settembre 2000, n. 455;
Ministro della sanità, vedi cfr. il D.P.R. 6 marzo 2001, n. 216 e il D.P.R. 12 giugno 2003, n. 208;
Ministro dei trasporti e della navigazione, vedi cfr. il D.P.R. 24 aprile 2001, n. 225;
Ministro degli affari esteri, vedi cfr. il D.P.R. 24 maggio 2001, n. 233;
Ministro della difesa, vedi cfr. il D.P.R. 14 maggio 2001, n. 241;
Ministro dei lavori pubblici, vedi cfr. il D.P.R. 6 marzo 2001, n. 243;
Ministro dell'ambiente, vedi cfr. il D.P.R. 6 marzo 2001, n. 245;
Ministro delle comunicazioni, vedi cfr. il D.P.R. 14 maggio 2001, 258;
Ministro del commercio con l'estero, vedi cfr. il D.P.R. 3 maggio 2001, n. 291;
Ministro del lavoro, vedi cfr. il D.P.R. 17 maggio 2001, n. 297;
Ministro delle politiche agricole e forestali, vedi cfr. il D.P.R. 14 maggio 2001, n. 303;
Ministro per i beni e le attività culturali, vedi cfr. il D.P.R. 6 luglio 2001. n. 307;
Ministro della giustizia, vedi cfr. il D.P.R. 25 luglio 2001, n. 315;
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, vedi cfr. ilD.P.R. 24 aprile 2001, n. 320;
Ministero dell'interno, vedi cfr. il D.P.R. 21 marzo 2002, n. 98.
Articolo 8 - (L'ordinamento)
Articolo 9 - (Il personale e la dotazione finanziaria)
Articolo 10 - (Agenzie fiscali) [1]
1. Le agenzie fiscali sono disciplinate, anche in deroga agli articoli 8 e 9, dalle disposizioni del Capo II del Titolo V del presente decreto legislativo ed alla loro istituzione si provvede secondo le modalità e nei termini ivi previsti. [2]
1 Rubrica modificata dall'art. 1, comma c. 1, lett. a) , D.L. 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 2001, n. 401.
2 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. b) , D.L. 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 2001, n. 401.
Articolo 11 - (Prefettura - Ufficio territoriale del governo) [1]
3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 10 della legge 5 giugno 2003, n. 131, ai fini di cui al comma 2, il Prefetto, titolare della Prefettura - Ufficio territoriale del Governo, è coadiuvato da una conferenza provinciale permanente, dallo stesso presieduta e composta dai responsabili di tutte le strutture amministrative periferiche dello Stato che svolgono la loro attività nella provincia nonché da rappresentanti degli enti locali. Il Prefetto titolare della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo nel capoluogo della regione è altresì coadiuvato da una conferenza permanente composta dai rappresentanti delle strutture periferiche regionali dello Stato, alla quale possono essere invitati i rappresentanti della regione.
6. Con regolamento da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede ad adottare le disposizioni per l'attuazione del presente articolo e per l'adeguamento della normativa regolamentare vigente. [2]
1 Articolo modificato dall'art. 10, comma c. 10, legge 5 giugno 2003, n. 131, dall'art. 1, comma c. 1, D.Lgs. 30 dicembre 2003, n. 366, a decorrere dal 9 gennaio 2004 e, successivamente, sostituito dall'art. 1, comma c. 1, D.Lgs. 21 gennaio 2004, n. 29.
2 Il provvedimento previsto dal presente comma c. è stato emanato con D.P.R. 3 aprile 2006, n. 180.
Articolo 12 - (Attribuzioni)
1. Al ministero degli affari esteri sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di rapporti politici, economici, sociali e culturali con l'estero; di rappresentanza, di coordinamento e di tutela degli interessi italiani in sede internazionale; di analisi, definizione e attuazione dell'azione italiana in materia di politica internazionale; di rapporti con gli altri Stati con le organizzazioni internazionali; di stipulazione e di revisione dei trattati e delle convenzioni internazionali e di coordinamento delle relative attività di gestione; di studio e di risoluzione delle questioni di diritto internazionale, nonché di contenzioso internazionale; di rappresentanza della posizione italiana in ordine all'attuazione delle disposizioni relative alla politica estera e di sicurezza comune previste dal Trattato dell'Unione europea e di rapporti attinenti alle relazioni politiche ed economiche esterne dell'Unione europea; di cooperazione allo sviluppo; di emigrazione e tutela delle collettività italiane e dei lavoratori all'estero; cura delle attività di integrazione europea in relazione alle istanze ed ai processi negoziali riguardanti i trattati dell'Unione europea, della Comunità europea, della CECA, dell'EURATOM.
2. Nell'esercizio delle sue attribuzioni, il ministero degli affari esteri assicura la coerenza delle attività internazinali ed europee delle singole amministrazioni con gli obiettivi di politica internazionale.
Articolo 13 - (Ordinamento)
2. Restano in vigore, per il ministero degli affari esteri, la riserva di cui all'articolo 6, comma 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, così come modificato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, concernente le particolari disposizioni dettate dalle normative di settore e l'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18.
Articolo 14 - (Attribuzioni)
1. Al Ministero dell'interno sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di: garanzia della regolare costituzione e del funzionamento degli organi degli enti locali e funzioni statali esercitate dagli enti locali, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, difesa civile, politiche di protezione civile e prevenzione incendi, salve le specifiche competenze in materia del Presidente del Consiglio dei Ministri, tutela dei diritti civili, cittadinanza, immigrazione, asilo e soccorso pubblico. [1]
d-bis) organizzazione e funzionamento delle strutture centrali e periferiche dell'amministrazione, con particolare riguardo alle politiche del personale dell'amministrazione civile e alla promozione e sviluppo delle relative attività formative nonché alla gestione delle risorse strumentali e finanziarie del ministero. [2]
3. Il ministero svolge attraverso il corpo nazionale dei vigili del fuoco anche gli altri compiti ad esso assegnati dalla normativa vigente. [3]
4. Restano ferme le disposizioni dellalegge 1° aprile 1981, n. 121.
1 Comma sostituito dall'art. 1, comma c. 1, lett. c) , D.L. 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 2001, n. 401.
2 Lettera inserita dall'art. 1, comma c. 1, D.Lgs. 30 ottobre 2003, n. 317.
3 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. d) , D.L. 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 2001, n. 401.
Articolo 15 - (Ordinamento)
1. Il ministero si articola in dipartimenti, disciplinati ai sensi degli articoli 4 e 5 del presente decreto. Il numero dei dipartimenti non può essere superiore a cinque. [1]
1 Comma modificato dall'art. 2, comma c. 1, D.L.gs. 30 ottobre 2003, n. 317.
Articolo 16 - (Attribuzioni)
2. Il ministro della giustizia svolge le funzioni e i compiti ad esso attribuiti dalla Costituzione, dalle leggi e dai regolamenti in materia di giustizia e attività giudiziaria ed esecuzione delle pene, rapporti con il consiglio superiore della magistratura, attribuzioni concernenti i magistrati ordinari, vigilanza sugli ordini professionali, archivi notarili, cooperazione internazionale in materia civile e penale.
4. Relativamente all'ispettorato generale restano salve le disposizioni dellalegge 12 agosto 1962, n. 1311 e successive modifiche ed integrazioni, nonché dell'articolo 8 della legge 24 marzo 1958, n. 195.
Articolo 17 - (Ordinamento)
Articolo 18 - (Incarichi dirigenziali)
1. Agli uffici di diretta collaborazione con il ministro ed ai dipartimenti, sono preposti i dirigenti di cui all'articolo 23 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come sostituito dall'articolo 15 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, i magistrati delle giurisdizioni ordinarie e amministrative, i professori e ricercatori universitari, gli avvocati dello Stato, gli avvocati; quando ricorrono specifiche esigenze di servizio, ai medesimi uffici possono essere preposti anche soggetti estranei all'amministrazione ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come sostituito dall'articolo 23 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80.
Articolo 19 - (Magistrati) [1]
1. Il numero massimo dei magistrati collocati fuori dal ruolo organico della magistratura e destinati al Ministero non deve superare le 65 unità .
1 Articolo modificato dall'art. 5, comma c. 1, D.L. 11 novembre 2002, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla L. 10 gennaio 2003, n. 1 e, successivamente, sostituito dall'art. 1-bis, comma c. 1, D.L. 24 dicembre 2003, n. 354, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 fabbraio 2004, n. 45, a decorrere dal 1° luglio 2004.
Articolo 20 - (Attribuzioni)
a) area tenico operativa: difesa e sicurezza dello Stato, del territorio nazionale e delle vie di comunicazione marittime ed aree, pianificazione generale operative delle Forze armate e Interforze con i conseguenti programmi tecnico finanziari; partecipazione a missioni anche multinazionali per interventi a supporto della pace; partecipazione agli organismi internazionali ed europei competenti in materia di difesa e sicurezza militare o le cui deliberazioni comportino effetti sulla difesa nazionale ed attuazione delle decisioni da questi adottate; rapporti con le autorità militari degli altri Stati; informativa al Parlamento sull'evoluzione del quadro strategico e degli impegni operativi; classificazione, organizzazione e funzionamento degli enti dell'area operativa: interventi di tutela ambientale, concorso nelle attività di protezione civile su disposizione del Governo, concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni ed il bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità;
Articolo 21 - (Ordinamento)
1. Il ministero si articola in direzioni generali in numero non superiore a undici, coordinate da un segretario generale. [1]
2. Sono fatte salve le disposizioni contenute nellalegge 18 febbraio 1997, n. 25 e nei decreti legislativi 16 luglio 1997, n. 264, 28 novembre 1997, n. 459 e 28 novembre 1997, n. 464, nonché nell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965, n. 1478.
1 Comma modificato dall'art. 8, comma c. 1, D.L. 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla L. 27 luglio 2004, n. 186.
Articolo 22 - (Agenzia Industrie Difesa)
1. E' istituita, nelle forme disciplinate dagli articoli 8 e 9, l'Agenzia Industrie Difesa, con personalità giuridica di diritto pubblico. L'agenzia è posta sotto la vigilanza del ministro della difesa, ed è organizzata in funzione del conseguimento dei suoi specifici obiettivi, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera r), della legge 15 marzo 1997, n. 59. Scopo dell'agenzia è quello di gestire unitariamente le attività delle unità produttive ed industriali della difesa di cui allatabella C allegata al decreto del ministro della difesa 20 gennaio 1998 indicati con uno o più decreti dello stesso ministro, da adottare entro il 31 marzo 2000. L'agenzia utilizza le risorse finanziarie materiali ed umane delle unità dalla stessa amministrate nella misura stabilita dal regolamento di cui al comma 2.
2. Le norme concernenti l'organizzazione ed il funzionamento dell'agenzia sono definite con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4 bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto dell'obiettivo dell'economica gestione e dei principi che regolano la concorrenza ed il mercato in quanto applicabili [1] . Con decreto del ministro della difesa, di concerto con il ministro del tesoro, bilancio e programmazione economica, possono essere aggiornati i termini di cui all'articolo 4, comma 5, del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 459, e ridefinita la procedura ivi prevista, nonché definite le modalità per la trasformazione in società per azioni delle unità produttive ed industriali di cui al comma 1 ovvero per la loro alienazione, assicurando al personale il diritto di cui all'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1998, n. 283.
1 Il regolamento di cui alle presenti disposizioni è stato emanato con D.P.R. 15 novembre 2000, n. 424.
Articolo 23 - (Istituzione del ministero e attribuzioni)
2. Al ministero sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di politica economica, finanziaria e di bilancio, programmazione degli investimenti pubblici, coordinamento della spesa pubblica e verifica dei suoi andamenti, politiche fiscali e sistema tributario, demanio e patrimonio statale, catasto e dogane. Il ministero svolge altresì i compiti di vigilanza su enti e attività e le funzioni relative ai rapporti con autorità di vigilanza e controllo previsti dalla legge. [1]
3. Al ministero sono trasferite, con le inerenti risorse, le funzioni dei ministeri del tesoro, bilancio e programmazione economica e delle finanze, eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto, ad altri ministeri o ad agenzie e fatte in ogni caso salve, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma 2, e 3, comma 1, lettere a) e b) della legge 15 marzo 1997, n. 59, le funzioni conferite dalla vigente legislazione alle regioni ed agli enti locali e alle autonomie funzionali.
1 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 2-bis, D.L. 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 luglio 2006, n. 233.
Articolo 24 - (Aree funzionali)
1. Il ministero svolge, in particolare, le funzioni di spettanza statale nelle sguenti aree funzionali:
a) politica economica e finanziaria, con particolare riguardo all'analisi dei problemi economici, monetari e finanziari interni e internazionali, alla vigilanza sui mercati finanziari e sul sistema creditizio, all'elaborazione delle linee di programmazione economica e finanziaria, alle operazioni di copertura del fabbisogno finanziario e di gestione del debito pubblico ; alla valorizzazione dell'attivo e del patrimonio dello Stato; alla gestione di partecipazioni azionarie dello Stato, compreso l'esercizio dei diritti dell'azionista e l'alienazione dei titoli azionari di proprietà dello Stato; alla monetazione; alla prevenzione delle frodi sui mezzi di pagamento diversi dalla moneta nonchè sugli strumenti attraverso i quali viene erogato il credito al consumo e dell'utilizzazione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, ferme restando le competenze del Ministero dell'interno in materia; [1]
b) politiche, processi e adempimenti di bilancio, con particolare riguardo alla formazione e gestione del bilancio dello Stato, compresi gli adempimenti di tesoreria e la verifica dei relativi andamenti e flussi di cassa, assicurandone il raccordo operativo con gli adempimenti in materia di copertura del fabbisogno finanziario previsto dalla lettera a), nonché alla verifica della quantificazione degli oneri derivanti dai provvedimenti e dalle innovazioni normative ed al monitoraggio della spesa pubblica, coordinandone e verificandone gli andamenti e svolgendo i controlli previsti dall'ordinamento, ivi comprese le funzioni ispettive ed i controlli di regolarità amministrativa e contabile effettuati, ai sensi della normativa vigente, dagli Uffici centrali del bilancio costituiti presso i Ministeri e dalle ragionerie provinciali dello Stato; [2]
d) politiche fiscali, con particolare riguardo alle funzioni di cui all'articolo 56, all'analisi del sistema fiscale e delle scelte inerenti alle entrate tributarie ed erariali in sede nazionale, comunitaria e internazionale, alle attività di coordinamento, indirizzo, vigilanza e controllo previste dalla legge sulle agenzie fiscali e sugli altri enti o organi che comunque esercitano funzioni in materia di tributi ed entrate erariali di competenza dello Stato, al coordinamento, monitoraggio e controllo del sistema informativo della fiscalità e della rete unitaria di settore, alla informazione istituzionale nel settore della fiscalità, alle funzioni previste dalla legge in materia di demanio, catasto e conservatorie dei registri immobiliari; [3]
e) amministrazione generale, servizi indivisibili e comuni del Ministero, con particolare riguardo alle attività di promozione, coordinamento e sviluppo della qualità dei processi e dell'organizzazione e alla gestione delle risorse; linee generali e coordinamento delle attività concernenti il personale del Ministero; affari generali ed attività di gestione del personale del Ministero di carattere comune ed indivisibile; programmazione generale del fabbisogno del Ministero e coordinamento delle attività in materia di reclutamento del personale del Ministero; rappresentanza della parte pubblica nei rapporti sindacali all'interno del Ministero; tenuta della banca dati, del ruolo e del sistema informativo del personale del Ministero; tenuta dell'anagrafe degli incarichi del personale del Ministero; servizi del tesoro, incluso il pagamento delle retribuzioni, ed acquisti centralizzati; coordinamento della comunicazione istituzionale del Ministero. [4]
1-bis. Le funzioni in materia di organizzazione, programmazione del fabbisogno, reclutamento, formazione e gestione del personale delle singole aree sono svolte nell'ambito delle stesse aree. [5]
1 Lettera modificata dall'art. 1, comma c. 1, lett. a), n. 1, lett. a), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173 e, successivamente, dall'art. 8, comma c. 1, L. 17 agosto 2005, n. 166, a decorrere dal 23 agosto 2005.
2 Lettera modificata dall'art. 1, comma c. 1, lett. a), n. 1, lett. b), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
3 Lettera modificata dall'art. 1, comma c. 1, lett. a), n. 1, lett. c), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
4 Lettera sostituita dall'art. 1, comma c. 1, lett. a), n. 1, lett. d), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
5 Comma aggiunto dall'art. 1, comma c. 1, lett. a), n. 2, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 25 - (Ordinamento)
1. Il ministero si articola in dipartimenti, disciplinati ai sensi degli articoli 4 e 5 del presente decreto. Il numero dei dipartimenti non può essere superiore a cinque, in riferimento alle aree funzionali definite nel precedente articolo. Il Servizio consultivo ed ispettivo tributario opera alle dirette dipendenze del Ministro. [1]
2. L'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, disciplinata ai sensi dell'articolo 4 del presente decreto legislativo, svolge le funzioni attribuite al Ministero dell'economia e delle finanze in materia di giochi, scommesse e concorsi pronostici, ivi comprese quelle riguardanti i relativi tributi, fatta eccezione per le imposte dirette e l'imposta sul valore aggiunto, nonché in materia di amministrazione, riscossione e contenzioso concernenti le accise sui tabacchi lavorati. [2] [3]
1 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. b), n. 1, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
2 Comma sostituito dall'art. 1, comma c. 1, lett. b), n. 2, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
3 L'art. 39, comma c. 13-ter, D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, ha interpretato il presente comma c. nel senso che, tra le funzioni, in esso contenute, rientrano quelle di controllo sulle attività che costituiscono, per la mancanza di reali scopi promozionali, elusione del monopolio statale dei giuochi.
Articolo 26 - (Riforma del ministero delle finanze)
1. In attesa della costituzione del ministero dell'economia e delle finanze, e comunque entro il termine di diciotto mesi dalla data dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo, si provvede, anche in fasi successive, alla trasformazione del ministero delle finanze, alla istituzione delle agenzie fiscali e all'ordinato trasferimento delle funzioni e delle risorse, secondo le disposizioni e con le modalità stabilite dal Capo II del Titolo V.
Articolo 27 - (Istituzione del ministero e attribuzioni) [1]
2. Il Ministero, ferme restando le competenze del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha lo scopo di formulare e attuare politiche e strategie per lo sviluppo del sistema produttivo, ivi inclusi gli interventi in favore delle aree sottoutilizzate, secondo il principio di sussidiarietà e di leale collaborazione con gli enti territoriali interessati e in coerenza con gli obiettivi generali di politica industriale e, in particolare, di: [2]
e) monitorare l'impatto delle misure di politica economica, industriale, infrastrutturale, sociale e ambientale sulla competitività del sistema produttivo. [3]
e) definisce le strategie e gli interventi della politica commerciale e promozionale con l'estero, ferme restando le competenze del Ministero degli affari esteri, del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministro per gli italiani nel Mondo. [4]
2-ter. Il Ministero elabora ogni triennio, sentite le amministrazioni interessate ed aggiornandolo con cadenza annuale, un piano degli obiettivi, delle azioni e delle risorse necessarie per il loro raggiungimento, delle modalità di attuazione, delle procedure di verifica e di monitoraggio. [4]
2-quater. Restano in ogni caso ferme le attribuzioni degli altri Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. [4]
1 Articolo sostituito dall'art. 3, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317.
2 Alinea modificato dall'art. 1, comma c. 2-ter, D.L. 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 luglio 2006, n. 233.
3 Comma modificato, dall'art. 50, comma c. 1, L. 16 gennaio 2003, n. 3 e, successivamente, sostituito dall'art. 1, comma c. 1, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 34.
4 Comma aggiunto dall'art. 1, comma c. 2, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 34.
Articolo 28 - (Aree funzionali) [1]
b) internazionalizzazione: indirizzi di politica commerciale con l'estero, in concorso con il Ministero degli affari esteri e del Ministero dell'economia e delle finanze; elaborazione di proposte, negoziazione e gestione degli accordi bilaterali e multilaterali in materia commerciale; tutela degli interessi della produzione italiana all'estero; valorizzazione e promozione del made in Italy, anche potenziando le relative attività informative e di comunicazione, in concorso con le amministrazioni interessate; disciplina del regime degli scambi e gestione delle attività di autorizzazione; collaborazione all'attività di cooperazione internazionale e di aiuto allo sviluppo, di competenza del Ministero degli affari esteri e del Ministero dell'economia e delle finanze, e concorso al relativo coordinamento con le politiche commerciali e promozionali; coordinamento delle attività della commissione CIPE per la politica commerciale con l'estero, disciplina del credito all'esportazione e dell'assicurazione del credito all'esportazione e partecipazione nelle competenti sedi internazionali e comunitarie ferme restando le competenze del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero degli affari esteri; attività di semplificazione degli scambi, congiuntamente con il Ministero degli affari esteri, e partecipazione nelle competenti sedi internazionali; coordinamento, per quanto di competenza, dell'attività svolta dagli enti pubblici nazionali di supporto all'internazionalizzazione del sistema produttivo ed esercizio dei poteri di indirizzo e vigilanza di competenza del Ministero delle attività produttive; sviluppo dell'internazionalizzazione attraverso il coordinamento e la gestione degli strumenti commerciali, promozionali e finanziari a sostegno di imprese, settori e distretti produttivi, con la partecipazione di enti territoriali, sistema camerale, sistema universitario e parchi tecnico-scientifici, ferme restando le competenze dei Ministeri interessati; politiche e strategie promozionali e rapporti con istituzioni pubbliche e private che svolgono attività di internazionalizzazione; promozione integrata all'estero del sistema economico, in collaborazione con il Ministero degli affari esteri e con gli altri Dicasteri ed enti interessati; rapporti internazionali in materia fieristica, ivi comprese le esposizioni universali e coordinamento della promozione del sistema fieristico di rilievo internazionale, d'intesa con il Ministero degli affari esteri; coordinamento, avvalendosi anche degli sportelli regionali, delle attività promozionali nazionali, raccordandole con quelle regionali e locali, nonché coordinamento, congiuntamente al Ministero degli affari esteri ed al Ministero dell'economia e delle finanze, secondo le modalità e gli strumenti previsti dalla normativa vigente, delle attività promozionali in ambito internazionale; sostegno agli investimenti produttivi delle imprese italiane all'estero, ferme restando le competenze del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero degli affari esteri; promozione degli investimenti esteri in Italia, congiuntamente con le altre amministrazioni competenti e con gli enti preposti; promozione della formazione in materia di internazionalizzazione; sviluppo e valorizzazione del sistema turistico per la promozione unitaria dell'immagine dell'Italia all'estero;
c) sviluppo economico: definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale e provvedimenti ad essi inerenti; rapporti con organizzazioni internazionali e rapporti comunitari nel settore dell'energia, ferme restando le competenze del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli affari esteri, compresi il recepimento e l'attuazione dei programmi e delle direttive sul mercato unico europeo in materia di energia, ferme restando le competenze del Presidente del Consiglio dei Ministri e delle Regioni; attuazione dei processi di liberalizzazione dei mercati energetici e promozione della concorrenza nei mercati dell'energia e tutela dell'economicità e della sicurezza del sistema; individuazione e sviluppo delle reti nazionali di trasporto dell'energia elettrica e del gas naturale e definizione degli indirizzi per la loro gestione; politiche di ricerca, incentivazione e interventi nei settori dell'energia e delle miniere; ricerca e coltivazione di idrocarburi e risorse geotermiche; normativa tecnica, area chimica, sicurezza mineraria, escluse le competenze in materia di servizio ispettivo per la sicurezza mineraria e di vigilanza sull'applicazione della legislazione attinente alla salute sui luoghi di lavoro, e servizi tecnici per l'energia; vigilanza su enti strumentali e collegamento con le società e gli istituti operanti nei settori dell'energia; gestione delle scorte energetiche nonché predisposizione ed attuazione dei piani di emergenza energetica; organizzazione articolata delle attività per i brevetti, i modelli industriali e per marchi di impresa e relativi rapporti con le autorità internazionali, congiuntamente con il Ministero degli affari esteri per la parte di competenza; politiche di sviluppo per l'innovazione tecnologica nei settori produttivi; politiche di incentivazione per la ricerca applicata e l'alta tecnologia; politiche per la promozione e lo sviluppo del commercio elettronico; partecipazione ai procedimenti di definizione delle migliori tecnologie disponibili per i settori produttivi; politiche nel settore delle assicurazioni e rapporti con l'ISVAP, per quanto di competenza; promozione della concorrenza nel settore commerciale, attività di sperimentazione, monitoraggio e sviluppo delle nuove forme di commercializzazione, al fine di assicurare il loro svolgimento unitario; coordinamento tecnico per la valorizzazione e armonizzazione del sistema fieristico nazionale; disciplina ed attuazione dei rapporti commerciali e della loro evoluzione, nel rispetto dell'ordinamento civile e della tutela della concorrenza; sostegno allo sviluppo della responsabilità sociale dell'impresa, con particolare riguardo ai rapporti con fornitori e consumatori e nel rispetto delle competenze delle altre amministrazioni; sicurezza e qualità dei prodotti e degli impianti industriali ad esclusione dei profili di sicurezza nell'impiego sul lavoro e di vigilanza sugli enti di normazione tecnica e di accreditamento degli organismi di certificazione di qualità e dei laboratori di prova per quanto di competenza; partecipazione al sistema di certificazione ambientale, in particolare in materia di ecolabel e ecoaudit; qualità dei prodotti, ad esclusione di quelli agricoli e di prima trasformazione di cui all'allegato I del Trattato istitutivo della Comunità economica europea, sicurezza dei prodotti, etichettatura e qualità dei servizi destinati al consumatore, ferme le competenze delle regioni in materia di commercio; metrologia legale e determinazione del tempo; politiche per i consumatori e connessi rapporti con l'Unione europea, ferme restando le competenze del Presidente del Consiglio dei Ministri, gli organismi internazionali e gli enti locali; attività di supporto e segreteria tecnico-organizzativa del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU); attività di tutela dei consumatori nel settore turistico a livello nazionale; monitoraggio dei prezzi liberi e controllati nelle varie fasi di scambio ed indagini sulle normative, sui processi di formazione dei prezzi e delle condizioni di offerta di beni e servizi; controllo e vigilanza delle manifestazioni a premio, ferme le attribuzioni del Ministero dell'economia e finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato - in materia di giochi, nonché di prevenzione e repressione dei fenomeni elusivi del relativo monopolio statale; vigilanza sul sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, secondo quanto disposto dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e sulla tenuta del registro delle imprese; politiche per lo sviluppo dei servizi nei settori di competenza; vigilanza sulle società fiduciarie e di revisione nei settori di competenza.
1 Articolo modificato dall'art. 4, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, sostituito dall'art. 2, comma c. 1, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 34.
Articolo 29 - (Ordinamento) [1]
1 Articolo modificato dall'art. 4-bis, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, sostituito dall'art. 3, comma c. 1, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 34.
Articolo 30 - (Attribuzioni di funzioni ad altri ministeri) [1]
1 Per l'operatività delle disposizioni del presente articolo dal 1° giugno 2001, vedi cfr. l'art. 3, D.P.C.M. 10 aprile 2001.
Articolo 31 - (Agenzia per le normative ed i controlli tecnici) [1]
1 Articolo modificato dall'art. 5, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, abrogato dall'art. 4, comma c. 1, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 34.
Articolo 32 - (Agenzia per la proprietà industriale) [1]
1 Articolo abrogato dall'art. 4, comma c. 1, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 34.
Ministero delle comunicazioni [1]
Articolo 32-bis - (Istituzione del Ministero e attribuzioni) [2]
1. E' istituito il Ministero delle comunicazioni.
1 Capo inserito dall'art. 6, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317.
2 Articolo inserito dall'art. 6, comma c. 2, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317..
Articolo 32-ter - (Funzioni) [1]
2. Nelle materie proprie del Ministero delle comunicazioni l'accertamento delle violazioni e l'applicazione delle relative sanzioni amministrative sono espletati dagli uffici centrali e periferici del Ministero stesso, nell'ambito delle rispettive competenze, ferme restando le funzioni spettanti agli organi di polizia. L'ordinanza-ingiunzione, di cui al secondo comma dell'articolo 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è adottata nel termine di 180 giorni dalla scadenza del termine indicato nel primo comma dell'articolo 16 della medesima legge.
1 Articolo inserito dall'art. 6, comma c. 2, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, sostituito dall'art. 2, comma c. 1, D.Lgs. 30 dicembre 2003, n. 366, a decorrere dal 9 gennaio 2004.
Articolo 32-quater - (Organizzazione del Ministero) [1]
1. Il Ministero si articola in uffici centrali di livello dirigenziale generale ed in ispettorati territoriali di livello dirigenziale non generale. Opera nell'ambito del Ministero e sotto la sua vigilanza l'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione, di livello dirigenziale generale.
3. Sono, altresì, previste tre posizioni di livello dirigenziale generale anche per l'assolvimento di compiti di coordinamento di progetti speciali, di ispezione, di controllo, nonché di studio e di ricerca. [2]
b) la commissione per l'assetto del sistema radiotelevisivo di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422;
d) l'unità organizzativa del forum internazionale per lo sviluppo delle comunicazioni nel Mediterraneo per i compiti previsti dalla «Dichiarazione di Palermo» del 30 giugno 2000;
5. L'assetto organizzativo di cui al presente articolo può essere modificato con regolamento ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, senza «oneri aggiuntivi.
1 Articolo inserito dall'art. 6, comma c. 2, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, sostituito dall'art. 3, comma c. 1, D.Lgs. 30 dicembre 2003, n. 366, a decorrere dal 9 gennaio 2004.
2 Per la soppressione di una delle tre posizioni di livello dirigenziale, di cui al presente comma c. , vedi cfr. l'art. 5, D.P.R. 29 dicembre 2006, n. 309.
Articolo 32-quinquies - (Struttura del Ministero) [1]
Con i decreti di cui al comma 1 si provvede altresì al riordino della Scuola superiore di specializzazione in telecomunicazioni annessa all'Istituto di cui al comma 2.
1 Articolo inserito dall'art. 6, comma c. 2, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, sostituito dall'art. 4, comma c. 1, D.Lgs. 30 dicembre 2003, n. 366, a decorrere dal 9 gennaio 2004.
Articolo 33 - (Attribuzioni)
b) qualità dei prodotti agricoli e dei servizi: riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione per la qualità; trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari come definiti dal paragrafo 1 dell'articolo 32 del trattato che istituisce la Comunità europea, come modificato dal trattato di Amsterdam, di cui alla legge 16 giugno 1998, n. 209;; tutela e valorizzazione della qualità dei prodotti agricoli e ittici; agricoltura biologica; promozione e tutela della produzione ecocompatibile e delle attività agricole nelle aree protette; certificazione delle attività agricole e forestali ecocompatibili; elaborazione del codex alimentarius; valorizzazione economica dei prodotti agricoli, e ittici; riconoscimento e sostegno delle unioni e delle associazioni nazionali dei produttori agricoli; accordi interprofessionali di dimensione nazionale; prevenzione e repressione – attraverso l'ispettorato centrale repressione frodi di cui all'articolo 10 del decreto legge 18 giugno 1986, n. 282, convertito con modificazioni, dallalegge 7 agosto 1986, n. 462 – nella preparazione e nel commercio dei prodotti agroalimentari e ad uso agrario; controllo sulla qualità delle merci di importazione, nonché lotta alla concorrenza sleale. [1]
1 Lettera modificata dall'art. 6-bis, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317.
Articolo 34 - (Ordinamento)
Articolo 35 - (Istituzione del ministero e attribuzioni)
2. Al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato relativi alla tutela dell'ambiente, del territorio e dell'ecosistema, con particolare riguardo alle seguenti materie: [1]
3. Al ministero sono trasferite, con le inerenti risorse, le funzioni e i compiti dei ministeri dell'ambiente e dei lavori pubblici, eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto, ad altri ministeri o agenzie e fatte in ogni caso salve le funzioni conferite alle regioni e agli enti locali anche ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma 2, e 3, comma 1, lettere a) e b) della legge 15 marzo 1997, n. 59; sono altresì trasferite le funzioni e i compiti attribuiti al ministero delle politiche agricole in materia di polizia forestale ambientale [2] .
1 Comma sostituito dall'art. 3, comma c. 1, D.Lgs. 6 dicembre 2002, n. 287.
2 Per l'operatività delle disposizioni del presente comma c. dal 1° giugno 2001, limitatamente alle funzioni e ai compiti in materia di difesa del suolo e di gestione e tutela delle risorse idriche e alle inerenti risorse , vedi cfr. l'art. 1, commi c. 2 e 3, D.P.C.M. 10 aprile 2001.
Articolo 36 - (Poteri di indirizzo politico e di vigilanza del Ministro) [1]
1-bis. Nei processi di elaborazione degli atti di programmazione del Governo aventi rilevanza ambientale è garantita la partecipazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. [2]
1 Articolo sostituito dall'art. 4, comma c. 1, D.Lgs. 6 dicembre 2002, n. 287.
2 Comma aggiunto dall'art. 1, comma c. 20, L. 15 dicembre 2004, n. 308.
Articolo 37 - (Ordinamento)
1. Il Ministero si articola in un numero non superiore a sei direzioni generali, alla cui individuazione ed organizzazione si provvede ai sensi dell'articolo 4, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. [1]
1 Comma sostituito dall'art. 5, comma c. 1, D.Lgs. 6 dicembre 2002, n. 287.
Articolo 38 - (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici)
4. Lo statuto dell'Agenzia, emanato ai sensi dell'articolo 8, comma 4, prevede l'istituzione di un consiglio federale rappresentativo delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, con funzioni consultive nei confronti del direttore generale e del comitato direttivo. Lo statuto prevede altresì che il comitato direttivo sia composto di quattro membri, di cui due designati dal Ministero dell'ambiente e due designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Lo statuto disciplina inoltre le funzioni e le competenze degli organismi sopra indicati e la loro durata, nell'ambito delle finalità indicate dagli articoli 03, comma 5, e 1, comma 1, lettera b), del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61. [1]
1 Comma sostituito dall'art. 2, comma c. 2, L. 23 marzo 2001, n. 93.
Articolo 39 - (Funzioni dell'agenzia)
a) la protezione dell'ambiente, come definite dall'articolo 1 del decreto legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito dallalegge 21 gennaio 1994, n. 61, nonché le altre assegnate all'agenzia medesima con decreto del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio;
b) il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo e delle acque di cui agli articoli 1 e 4 della legge 18 maggio 1989, n. 183, nonché ogni altro compito e funzione di rilievo nazionale di cui all'articolo 88 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, ad eccezione dell'emanazione della normativa tecnica di cui all'articolo 88, comma 1, lettera v), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che rientra nell'esclusiva competenza del Registro italiano dighe RID. [1]
1 Lettera modificata dall'art. 5-bis, comma c. 2, D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
Articolo 40 - (Abrogazioni)
b) l'articolo 1–ter, 2 e 2–ter del decreto legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dallalegge 21 gennaio 1994, n. 61.
Articolo 41 - (Istituzione del ministero e attribuzioni)
Articolo 42 - (Aree funzionali)
a) programmazione, finanziamento, realizzazione e gestione delle reti infrastrutturali di interesse nazionale, ivi comprese le reti elettriche, idrauliche e acquedottistiche, e delle altre opere pubbliche di competenza dello Stato, ad eccezione di quelle in materia di difesa; qualificazione degli esecutori di lavori pubblici; costruzioni nelle zone sismiche; [1]
d-bis) sicurezza e regolazione tecnica, salvo quanto disposto da leggi e regolamenti, concernenti le competenze disciplinate dall'articolo 41 e dal presente comma, ivi comprese le espropriazioni; [2]
d-ter) pianificazione delle reti, della logistica e dei nodi infrastrutturali di interesse nazionale, realizzazione delle opere corrispondenti e valutazione dei relativi interventi; [2]
d-quater) politiche dell'edilizia concernenti anche il sistema delle città e delle aree metropolitane. [2]
1 Lettera modificata dall'art. 1, comma c. 5, D.L. 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 luglio 2006, n. 233.
2 Lettera aggiunta dall'art. 1, comma c. 1, D.Lgs. 12 giugno 2003, n. 152.
Articolo 43 - (Ordinamento)
2. Il Ministero si articola in un numero non superiore a 16 direzioni generali e in uffici di funzioni dirigenziali di livello generale, alla cui individuazione e organizzazione si provvede ai sensi dell'articolo 4, nei limiti di posti di funzione individuati dalla pianta organica di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 177. La dotazione organica dei dirigenti di seconda fascia di cui alla tabella A allegata al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 177 del 2001 è ridotta di due unità. [1]
2-bis. Il Ministero si avvale delle Capitanerie di porto, alle quali non si applica il disposto dell'articolo 11. [2]
2-ter. Sono istituiti a livello sovraregionale non più di dieci Servizi integrati infrastrutture e trasporti, di seguito denominati S.I.I.T., quali organi decentrati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Ogni S.I.I.T. è articolato in due settori relativi, rispettivamente, all'area infrastrutture e all'area trasporti, a ciascuno dei quali è preposto un dirigente generale, nominato ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Al S.I.I.T. competente per le regioni Lazio e Abruzzo è preposto un dirigente generale nominato ai sensi dell'articolo 19, comma 3, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001. I S.I.I.T. svolgono funzioni di carattere tecnico, amministrativo, operativo e gestionale nell'ambito delle competenze di cui agli articoli 41 e 42, comprese le corrispondenti attività di servizio. [3]
2-quater. I S.I.I.T. possono promuovere e fornire, su base convenzionale, servizi di contenuto tecnico operativo e gestionale alle amministrazioni pubbliche, comprese quelle regionali e locali anche ad ordinamento autonomo, nonché ai soggetti di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni e integrazioni, nel rispetto delle funzioni e dei compiti ad essi spettanti. [2]
2-quinquies. Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, si provvede alla struttura organizzativa e funzionale dei S.I.I.T. e alla loro articolazione territoriale, secondo il criterio dell'efficiente dimensionamento delle strutture e dei corrispondenti bacini di utenza, utilizzando prioritariamente il personale assegnato agli altri uffici, anche al fine di incrementare la qualità delle funzioni e delle attività rese nei confronti dei singoli, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni appartenenti agli enti territoriali. [2]
2-sexies. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2-quinquies sono soppresse le strutture periferiche del Ministero dei trasporti e della navigazione e del Ministero dei lavori pubblici. [2]
2–septies. Con uno o più decreti del Presidente della Repubblica, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro dell'economia e delle finanze, si provvede, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni:
b) al riordinamento del Consiglio superiore dei lavori pubblici quale organo di consulenza obbligatoria del Governo e organo di consulenza facoltativa per le regioni e gli altri enti pubblici competenti in materia di lavori pubblici. [2]
1 Comma sostituito dall'art. 2, comma c. 1, lett. a), D.Lgs. 12 giugno 2003, n. 152.
2 Comma inserito dall'art. 2, comma c. 1, lett. b), D.Lgs. 12 giugno 2003, n. 152.
3 Comma inserito dall'art. 2, comma c. 1, lett. b), D.Lgs. 12 giugno 2003, n. 152 e, successivamente, modificato dall'art. 2, comma c. 4, D.L.29 marzo 2004, n. 79, convertito, con modificazioni, dall' art. 1, comma c. 1, L. 28 maggio 2004, n. 132.
Articolo 44 - (Agenzia dei trasporti terrestri e delle infrastrutture)
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali [1]
Articolo 45 - (Istituzione del ministero e attribuzioni)
1. E' istituito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. [2]
2. Sono attribuite al Ministero le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone e delle famiglie, di politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del sistema previdenziale. [2]
3. Al Ministero sono trasferite, con le inerenti risorse, le funzioni del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, nonché le funzioni del Dipartimento per gli affari sociali, operante presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ivi compresa quelle in materia di immigrazione, eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto, ad altri Ministeri o Agenzie, e fatte in ogni caso salve, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma 2, e 3, comma 1, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997, n. 59, le funzioni conferite dalla vigente legislazione alle regioni e agli enti locali. Il Ministero esercita le funzioni di vigilanza sull'Agenzia per il servizio civile, di cui all'articolo 10, commi 7 e seguenti, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303. Il Ministero esercita altresì le funzioni di vigilanza spettanti al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, a norma dell'articolo 88, sull'Agenzia per la formazione e istruzione professionale. [2]
4. Al ministero sono altresì trasferite, con le inerenti risorse, le funzioni che, da parte di apposite strutture e con riferimento alle materie di cui al comma 1, sono esercitate: dal ministero degli affari esteri, in materia di tutela previdenziale dei lavoratori emigrati; dal ministero dei trasporti e della navigazione, in materia di vigilanza sul trattamento giuridico, economico, previdenziale ed assistenziale del personale delle aziende autoferrotranviarie e delle gestioni governative, nonché in materia di organizzazione, assistenza e previdenza del lavoro marittimo, portuale e della pesca; dallo stesso ministero dei trasporti e della navigazione in materia di previdenza e assistenza dei lavoratori addetti ai servizi di trasporto aereo; dal ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, in materia di servizio ispettivo per la sicurezza mineraria e di vigilanza sull'applicazione della legislazione attinente alla salute sui luoghi di lavoro; dal ministero dell'interno, iniziative di cooperazione internazionale e attività di prevenzione e studio sulle emergenze sociali. [3] [4]
1 Rubrica sostituita dall'art. 7, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317. Precedentemente la presente rubrica era: "Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali".
2 Comma sostituito dall'art. 8, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317.
3 Comma modificato dall'art. 9, comma c. 4, D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 419.
4 Per l'operatività delle disposizioni del presente comma c. dal 1° giugno 2001, vedi cfr. l'art. 4, D.P.C.M. 10 aprile 2001.
Articolo 46 - (Aree funzionali)
1 Lettera soppressa dall'art. 9, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317.
Articolo 47 - (Ordinamento)
1. Costituiscono strutture di primo livello del Ministero le direzioni generali alla cui individuazione ed organizzazione si provvede a norma dell'articolo 4, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. [1]
1 Comma modificato dall'art. 10, comma c. 01, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e successivamente sostituito dall'art. 1, comma c. 1, D.Lgs. 11 agosto 2003, n. 214.
2 Comma sostituito dall'art. 10, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317 e, successivamente, abrogato dall'art. 2, comma c. 1, D.Lgs. 21 gennaio 2004, n. 29.
Ministero della salute [1]
Art. 47-bis - (Istituzione del Ministero e attribuzioni). [2]
1 Capo inserito dall'art. 11, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317.
2 Articolo inserito dall'art. 11, comma c. 2, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317, che al comma c. 1 ha previsto l'introduzione dell'intero Capo X-bis.
Art. 47-ter - (Aree funzionali) [1]
b) tutela della salute umana e sanità veterinaria: tutela della salute umana anche sotto il profilo ambientale, controllo e vigilanza sui farmaci, sostanze e prodotti destinati all'impiego in medicina e sull'applicazione delle biotecnologie; adozione di norme, linee guida e prescrizioni tecniche di natura igienico-sanitaria, relative anche a prodotti alimentari; organizzazione dei servizi sanitari; professioni sanitarie; concorsi e stato giuridico del personale del servizio sanitario nazionale; polizia veterinaria; tutela della salute nei luoghi di lavoro.
1 Articolo inserito dall'art. 11, comma c. 2, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317, che al comma c. 1 ha previsto l'introduzione dell'intero Capo X-bis.
Art. 47-quater - (Ordinamento) [1]
2 Comma abrogato dall'art. 2, comma c. 1, D.Lgs. 21 gennaio 2004, n. 29.
Articolo 48 - (Istituto superiore di sanità e Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) [1]
1 Articolo abrogato dall'art. 9, comma c. 4, D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 419. A seguito dell'introduzione del Capo X-bis, prevista dall'art. 11, comma c. 1, D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317, il presente articolo, facente precedentemente parte dal Capo X, risulta ora inserito nel Capo X-bis.
Articolo 49 - (Istituzione del ministero e attribuzioni)
3. Al ministero sono trasferite, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, le funzioni dei ministeri della pubblica istruzione e della università e ricerca scientifica e tecnologica, eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto, ad altri ministeri o ad agenzie, e fatte in ogni caso salve, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma 2, e 3, comma 1, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997, n. 59, le funzioni conferite dalla vigente legislazione alle regioni ed agli enti locali. È fatta altresì salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e l'autonomia delle istituzioni universitarie e degli enti di ricerca, nel quadro di cui all'articolo 1, comma 6, e dell'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. Il ministero esercita le funzioni di vigilanza spettanti al ministero della pubblica istruzione, a norma dell'articolo 88, sull'agenzia per la formazione e l'istruzione professionale.
Articolo 50 - (Aree funzionali)
a) istruzione non universitaria: organizzazione generale dell'istruzione scolastica, ordinamenti e programmi scolastici, stato giuridico del personale; definizione dei criteri e dei parametri per l'organizzazione della rete scolastica; criteri e parametri per l'attuazione delle politiche sociali nella scuola; determinazione e assegnazione delle risorse finanziarie a carico del bilancio dello Stato e del personale alle istituzioni scolastiche autonome; valutazione del sistema scolastico; ricerca e sperimentazione delle innovazioni funzionali alle esigenze formative; riconoscimento dei titoli di studio e delle certificazioni in ambito europeo e internazionale e attivazione di politiche dell'educazione comuni ai paesi dell'Unione europea; assetto complessivo dell'intero sistema formativo, individuazione degli obiettivi e degli standard formativi e percorsi formativi in materia di istruzione superiore e di formazione tecnica superiore; consulenza e supporto all'attività delle istituzioni scolastiche autonome; competenze di cui allalegge 11 gennaio 1996, n. 23; istituzioni di cui all'articolo 137, comma 2, ed all'articolo 138, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
b) compiti di indirizzo, programmazione e coordinamento della ricerca scientifica e tecnologica nazionale di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204; istruzione universitaria, ricerca scientifica e tecnologica; programmazione degli interventi sul sistema universitario e degli enti di ricerca non strumentali; indirizzo e coordinamento, normazione generale e finanziamento delle università e degli enti di ricerca non strumentali; monitoraggio e valutazione, anche mediante specifico Osservatorio, in materia universitaria; attuazione delle norme comunitarie e internazionali in materia di istruzione universitaria, armonizzazione europea e integrazione internazionale del sistema universitario, anche in attuazione degli accordi culturali stipulati a cura del ministero degli affari esteri; monitoraggio degli enti di ricerca non strumentali e supporto alla valutazione del CIVR; completamento dell'autonomia universitaria; formazione di grado universitario; razionalizzazione delle condizioni d'accesso all'istruzione universitaria; partecipazione alle attività relative all'accesso alle amministrazioni e alle professioni, al raccordo tra istruzione universitaria, istruzione scolastica e formazione; valorizzazione e sostegno della ricerca libera nelle università e negli enti di ricerca; integrazione tra ricerca applicata e ricerca pubblica; coordinamento della partecipazione italiana a programmi nazionali e internazionali di ricerca; indirizzo e sostegno della ricerca aerospaziale; cooperazione scientifica in ambito nazionale, comunitario ed internazionale; promozione e sostegno della ricerca delle imprese ivi compresa la gestione di apposito fondo per le agevolazioni anche con riferimento alle aree depresse e all'integrazione con la ricerca pubblica.
Articolo 51 - (Ordinamento)
Articolo 52 - (Attribuzioni) [1]
1. Il ministero per i beni e le attività culturali esercita, anche in base alle norme del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e del testo unico approvato con decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, le attribuzioni spettanti allo Stato in materia di beni culturali e ambientali, spettacolo e sport, eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto, ad altri ministeri o ad agenzie, e fatte in ogni caso salve, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma 2, e 3, comma 1, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997, n. 59, le funzioni conferite dalla vigente legislazione alle regioni ed agli enti locali. [2]
1 Per l'organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, vedi cfr. il D.P.R. 29 dicembre 2000, n. 441.
2 Comma modificato dall'art. 4, comma c. 10, L. 29 dicembre 2000, n. 400, a decorrere dal giorno successivo alla sua pubblicazione in G.U.
Articolo 53 - (Aree funzionali) [1]
Articolo 54 - (Ordinamento) [1] [2]
2. L'individuazione e l'ordinamento degli uffici del Ministero sono stabiliti ai sensi dell'articolo 4.
1 Articolo sostituito dall'art. 1, comma c. 1, D.Lgs. 8 gennaio 2004, n. 3, modificato, dall'art. 1, comma c. 19-ter, lett. a), b) e c), D.L. 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 luglio 2006, n. 233 e, successivamente, sostituito dall'art. 2, comma c. 94, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
2 Per l'entrata in vigore dell'articolazione degli uffici del Ministero, di cui al presente articolo, vedi cfr. l'art. 2, comma c. 95, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
Articolo 55 - (Procedura di attuazione ed entrata in vigore)
1. A decorrere dalla data del decreto di nomina del primo governo costituito a seguito delle prime elezioni politiche successive all'entrata in vigore del presente decreto legislativo [1] e salvo che non sia diversamente disposto dalle norme del presente decreto:
– il ministero dell'economia e delle finanze,
– il ministero delle attività produttive,
– il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio,
– il ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
– il ministero del lavoro, e delle politiche sociali,
– il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
– il Ministero della salute; [2]
– il ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
– il ministero delle finanze,
– il ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
– il ministero del commercio con l'estero,
– il dipartimento per il turismo della presidenza del Consiglio dei ministri,
– il ministero dell'ambiente,
– il ministero dei lavori pubblici,
– il ministero dei trasporti e della navigazione,
– il dipartimento per le aree urbane della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
– il ministero del lavoro e della previdenza sociale,
– il ministero della sanità,
– il dipartimento per le politiche sociali della Presidenza del Consiglio dei ministri,
– il ministero della pubblica istruzione,
– il ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica. [3]
3. Sino all'attuazione del comma 1, con regolamento adottato ai sensi del comma 4 bis dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, si può provvedere al riassetto dell'organizzazione dei singoli ministeri, in conformità con la riorganizzazione del governo e secondo i criteri ed i principi previsti dal presente decreto legislativo [4] .
4. Sono, comunque, fatti salvi i regolamenti di organizzazione già adottati ai sensi del comma 4–bis dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dellalegge 3 aprile 1997, n. 94.
6. Salvo disposizione contraria, la decorrenza dell'operatività delle disposizioni del presente decreto è distribuita, con decreto del presidente del consiglio dei ministri, entro l'arco temporale intercorrente tra l'entrata in vigore del presente decreto e la data di cui al comma 1. Qualora ricorrano specifiche e motivate esigenze, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, può, con proprio decreto, differire o gradualizzare temporalmente singoli adempimenti od atti, relativi ai procedimenti di riorganizzazione dei Ministeri [5] [6] .
8. A far data dal 1° gennaio 2000, le funzioni relative al settore agroindustriale esercitate dal ministero per le politiche agricole sono trasferite, con le inerenti risorse, al ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Per l'esercizio delle funzioni di cui agli articoli 35 e 36 del presente decreto legislativo il ministero dell'ambiente si avvale del Corpo forestale dello Stato. [7]
1 Con i D.P.R. 10 giugno 2001 sono stati nominati il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri del nuovo Governo (G.U. 15 giugno 2001)
2 Lettera modificata dall'art. 6, comma c. 2-bis, lett. a), D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317.
3 Lettera modificata dall'art. 6, comma c. 2-bis, lett. b), D.L. 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla L. 3 agosto 2001, n. 317.
4 Per l'organizzazione del Ministero della sanità, vedi cfr. ilD.P.R. 7 dicembre 2000, n. 435; del Ministero della giustizia, vedi cfr. il D.P.R. 6 marzo 2001, n. 55; del Ministero delle politiche agricole e forestali, vedi cfr. il D.P.R. 28 marzo 2000, n. 450; del Ministero delle attività produttive, vedi cfr. il D.P.R. 26 marzo 2001, n. 175; del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, vedi cfr. il D.P.R. 26 marzo 2001, n. 176; del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, vedi cfr. ilD.P.R. 26 marzo 2001, n. 177; del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, vedi cfr. ilD.P.R. 27 marzo 2001, n. 178;
5 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 4, L. 6 luglio 2002, n. 137.
6 Per l'operatività delle disposizioni del presente decreto, vedi cfr. il D.P.C.M. 10 aprile 2001.
7 Comma modificato dall'art. 5, comma c. 4, L. 6 febbraio 2004, n. 36.
Articolo 56 - (Attribuzioni del ministero delle finanze)
2. Fermi restando l'articolo 1 della legge 23 aprile 1959, n. 189, l'autonomia organizzativa ed i compiti di polizia economica e finanziaria attribuiti al corpo della guardia di finanza, il coordinamento fra la guardia di finanza e le agenzie fiscali nelle attività operative inerenti alle funzioni trasferite alle agenzie stesse è curato sulla base delle direttive impartite dal ministro delle finanze per realizzare la migliore collaborazione nella lotta all'evazione fiscale.
3. Nell'esercizio delle proprie funzioni il ministero favorisce ed attua la cooperazione con le regioni e gli enti locali ed il coordinamento con le loro attività.
Articolo 57 - (Istituzione delle agenzie fiscali)
Articolo 58 - (Organizzazione del ministero)
1. Il ministero è organizzato secondo i prinicpi di distinzione tra direzione politica e gestione amministrativa.
3. L'organizzazione, la disciplina degli uffici e le dotazioni organiche del ministero sono stabilite con regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 4–bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400 [1] [2] .
1 Per le modalità di avvio delle agenzie fiscali e l'istituzione del ruolo speciale provvisorio nelle more dell'entrata in vigore del regolamento di cui al presente comma c. , vedi cfr. ilD.M. 28 dicembre 2000.
2 Il regolamento relativo all'organizzazione del Ministero delle finanze è stato emanato con D.P.R. 26 marzo 2001, n. 107.
Articolo 59 - (Rapporti con le agenzie fiscali)
2. Il ministro e ciascuna agenzia, sulla base del documento di indirizzo, stipulano una convenzione triennale, con adeguamento annuale per ciascun esercizio finanziario, con la quale vengono fissati: [1]
1 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. c), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 60 - (Controlli sulle agenzie fiscali)
2. Le deliberazioni del comitato di gestione relative agli statuti, ai regolamenti e agli atti di carattere generale, individuati nella convenzione di cui all'articolo 59, che regolano il funzionamento delle agenzie sono trasmesse, per l'approvazione, al Ministro dell'economia e delle finanze. L'approvazione può essere negata per ragioni di legittimità o di merito. Le deliberazioni si intendono approvate ove nei quarantacinque giorni dalla ricezione delle stesse non venga emanato alcun provvedimento ovvero non vengano chiesti chiarimenti o documentazione integrativa; in tale ultima ipotesi il termine per l'approvazione è interrotto sino a che non pervengono gli elementi richiesti. Per l'approvazione dei bilanci e dei piani pluriennali di investimento si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1998, n. 439. Per l'Agenzia del demanio le disposizioni di cui ai primi tre periodi del presente comma si applicano con riferimento alle deliberazioni del comitato di gestione relative agli statuti, ai regolamenti ed ai bilanci. [1]
3. Fermi i controlli sui risultati e quanto previsto dal comma 2, gli altri atti di gestione delle agenzie non sono sottoposti a controllo ministeriale preventivo. [2]
1 Comma sostituito dall'art. 1, comma c. 1, lett. e), n. 1, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
2 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. e), n. 2, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 61 - (Principi generali)
1. Le agenzie fiscali hanno personalità giuridica di diritto pubblico. L'Agenzia del demanio è ente pubblico economico. [1]
1 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. f), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
2 Comma abrogato dall'art. 27, comma c. 5, L. 24 novembre 2000, n. 340.
Articolo 62 - (Agenzia delle entrate) [1]
1. All'agenzia delle entrate sono attribuite tutte le funzioni concernenti le entrate tributarie erariali che non sono assegnate alla competenza di altre agenzie, amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, enti od organi, con il compito di perseguire il massimo livello di adempimento degli obblighi fiscali sia attraverso l'assistenza ai contribuenti, sia attraverso i controlli diretti a contrastare gli inadempimenti e l'evasione fiscale. [2]
2. L'agenzia è competente in particolare a svolgere i servizi relativi alla amministrazione, alla riscossione e al contenzioso dei tributi diretti e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di tutte le imposte, diritti o entrate erariali o locali, entrate anche di natura extratributaria, già di competenza del dipartimento delle entrate del ministero delle finanze o affidati alla sua gestione in base alla legge o ad apposite convenzioni stipulate con gli enti impositori o con gli enti creditori [3] .
1 Per l'approvazione dello statuto dell'Agenzia delle entrate, vedi cfr. la deliberazione 13 dicembre 2000, n. 6; per il regolamento di amministrazione, vedi cfr. la deliberazione 30 novembre 2000, n. 4; per l'organizzazione interna delle strutture di vertice dell'Agenzia, vedi cfr. il provvedimento 23 febbraio 2001, n. 36122.
2 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. g), n. 1, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
3 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. g), n. 2, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 63 - (Agenzia delle dogane) [1]
1. L'agenzia delle dogane è competente a svolgere i servizi relativi all'amministrazione, alla riscossione e al contenzioso dei diritti doganali e della fiscalità interna negli scambi internazionali, delle accise sulla produzione e sui consumi, escluse quelle sui tabacchi lavorati, operando in stretto collegamento con gli organi dell'Unione europea nel quadro dei processi di armonizzazione e di sviluppo dell'unificazione europea. All'agenzia spettano tutte le funzioni attualmente svolte dal dipartimento delle dogane del ministero delle finanze, incluse quelle esercitate in base ai trattati dell'Unione europea o ad altri atti e convenzioni internazionali. [2]
1 Per lo statuto, il regolamento di amministrazione e il regolamento di contabilità dell'Agenzia delle dogane, vedi cfr. ladeliberazione 5 dicembre 2000, n. 3, la deliberazione 5 dicembre 2000, n. 1 e ladeliberazione 5 dicembre 2000, n. 2.
2 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. h), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 64 - (Agenzia del territorio) [1]
4. Il comitato di gestione di cui all'articolo 67 del presente decreto legislativo è integrato, per l'agenzia del territorio, da due membri nominati su designazione della Conferenza Stato-città ed autonomie locali. [2]
1 Per lo statuto, il regolamento di amministrazione e il regolamento di contabilità dell'Agenzia del territorio, vedi cfr. il comunicato 21 agosto 2001.
2 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. d), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 65 - (Agenzia del demanio) [1] [2]
1. All'agenzia del demanio è attribuita l'amministrazione dei beni immobili dello Stato, con il compito di razionalizzarne e valorizzarne l'impiego, di sviluppare il sistema informativo sui beni del demanio e del patrimonio, utilizzando in ogni caso, nella valutazione dei beni a fini conoscitivi ed operativi, criteri di mercato, di gestire con criteri imprenditoriali i programmi di vendita, di provvista, anche mediante l'acquisizione sul mercato, di utilizzo e di manutenzione ordinaria e straordinaria di tali immobili. All'agenzia è altresì attribuita la gestione dei beni confiscati. [3]
2-bis. L'Agenzia del demanio è dotata di un proprio patrimonio, costituito da un fondo di dotazione e dai beni mobili ed immobili strumentali alla sua attività. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono individuati i beni che costituiscono il patrimonio iniziale. [4]
1 Per lo statuto, il regolamento di amministrazione e di contabilità dell'Agenzia del demanio, vedi cfr. il comunicato 6 giugno 2001.
2 Per l'approvazione del nuovo statuto, del regolamento di amministrazione e di contabilità dell'Agenzia del demanio, vedi cfr. l'art. 3, comma c. 4, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
3 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. i), n. 1, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
4 Comma aggiunto dall'art. 1, comma c. 1, lett. i), n. 2, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 66 - (Statuti)
1. Le agenzie fiscali sono regolate dal presente decreto legislativo, nonché dai rispettivi statuti, deliberati da ciascun comitato di gestione ed approvati con le modalità di cui all'articolo 60 dal ministro delle finanze. L'Agenzia del demanio è regolata, salvo che non sia diversamente disposto dal presente decreto legislativo, dal codice civile e dalle altre leggi relative alle persone giuridiche private [1] [2] . [3]
3. L'articolazione degli uffici, a livello centrale e periferico, è stabilita con disposizioni interne che si conformano alle esigenze della conduzione aziendale favorendo il decentramento delle responsabilità operative, la semplificazione dei rapporti con i cittadini e il soddisfacimento delle necessità dei contribuenti meglio compatibile con i criteri di economicità e di efficienza dei servizi. [4]
1 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. d) e l), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
2 Per lo statuto dell'Agenzia delle entrate, vedi cfr. la deliberazione 13 dicembre 2000, n. 6; per lo statuto dell'Agenzia del territorio, vedi cfr. il comunicato 21 agosto 2001; per lo statuto dell'Agenzia delle dogane, vedi cfr. ladeliberazione 5 dicembre 2000, n. 3; per lo statuto dell'Agenzia del demanio, vedi cfr. il comunicato 6 giugno 2001.
3 Per l'approvazione dello statuto dell'Agenzia del demanio, vedi cfr. l'art. 3, comma c. 4, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
4 Per l'organizzazione interna delle strutture di vertice dell'Agenzia delle entrate, vedi cfr. il provvedimento 23 febbraio 2001, n. 36122.
Articolo 67 - (Organi)
b) il comitato di gestione, composto da sei membri e dal direttore dell'agenzia, che lo presiede. [1] [2]
2. Il direttore è nominato con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle finanze, sentita la conferenza unificata Stato-regioni-autonomie locali. L'incarico ha la durata massima di tre anni [3] , è rinnovabile ed è incompatibile con altri rapporti di lavoro subordinato e con qualsiasi altra attività professionale privata. [4]
3. Il comitato di gestione è nominato per la durata di tre anni con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze. Metà dei componenti sono scelti tra i professori universitari e i dipendenti di pubbliche amministrazioni dotati di specifica competenza professionale attinente ai settori nei quali opera l'agenzia. I restanti componenti sono scelti tra i dirigenti dell'agenzia. [5]
4. Il collegio dei revisori dei conti è composto dal presidente, da due membri effettivi e due supplenti iscritti al registro dei revisori contabili, nominati con decreto del ministro delle finanze di concerto con il ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. I revisori durano in carica tre anni [3] e possono essere confermati una sola volta. Il collegio dei revisori dei conti esercita le funzioni di cui all'articolo 2403 del codice civile, in quanto applicabile. [6]
5. I componenti del comitato di gestione non possono svolgere attività professionale, né essere amministratori o dipendenti di società o imprese, nei settori di intervento dell'agenzia. [7]
1 Lettera modificata dall'art. 1, comma c. 1, lett. d), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173 e, successivamente, dall'art. 37, comma c. 52, D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248.
2 A norma dell'art. 3, comma c. 2, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173, sino alla costituzione dei comitati di gestione, da effettuare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del medesimo D.Lgs. 173/2003, continuano ad operare i comitati direttivi delle Agenzie fiscali
3 A norma dell'art. 3, comma c. 2, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173, in sede di prima applicazione, il termine di durata triennale dell'incarico dei direttori e dei collegi dei revisori dei conti delle Agenzie decorre dalla data in cui le Agenzie sono state rese operative.
4 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. m), n. 1, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
5 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. m), n. 2, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173 e, successivamente, dall'art. 1, comma c. 18, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286; per l'applicazione di tali ultime disposizioni vedi cfr. , il comma c. 19 del predetto art. 1, D.L. n. 262/2006, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
6 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. m), n. 3, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
7 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. d), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 68 - (Funzioni)
2. Il comitato di gestione delibera, su proposta del presidente, lo statuto, i regolamenti e gli altri atti di carattere generale che regolano il funzionamento dell'agenzia, i bilanci preventivi e consuntivi, i piani aziendali e le spese che impegnino il bilancio dell'agenzia, anche se ripartite in più esercizi, per importi superiori al limite fissato dallo statuto. Il direttore sottopone alla valutazione del comitato di gestione le scelte strategiche aziendali e le nomine dei dirigenti responsabili delle strutture di vertice a livello centrale e periferico [1] .
1 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. d), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 69 - (Commissario straordinario)
1. Nei casi di gravi inosservanze degli obblighi sanciti nella convenzione, di risultati particolarmente negativi della gestione, di manifesta impossibilità di funzionamento degli organi di vertice dell'agenzia o per altre gravi ragioni di interesse pubblico, con decreto del presidente del consiglio dei ministri su proposta del ministro delle finanze può essere nominato un commissario straordinario, il quale assume i poteri, previsti dal presente decreto legislativo e dallo statuto di ciascuna agenzia, del direttore del comitato di gestione dell'agenzia. Per i compensi del commissario straordinario si applicano le disposizioni dell'articolo 67, comma 6. [1]
2. La nomina è disposta per il periodo di un anno e può essere prorogata per non oltre sei mesi. A conclusione dell'incarico del commissario sono nominati il direttore e il comitato di gestione subentranti. [1]
Articolo 70 - (Bilancio e finanziamento)
2. I finanziamenti di cui al comma 1, lettera a), vengono determinati in modo da tenere conto dell'incremento dei livelli di adempimento fiscale e del recupero di gettito nella lotta all'evasione. I finanziamenti vengono accreditati a ciascuna Agenzia su apposita contabilità speciale soggetta ai vincoli del sistema di tesoreria unica. [1]
5. Il comitato di gestione delibera il regolamento di contabilità, che è sottoposto al ministro delle finanze secondo le disposizioni dell'articolo 60 [2] [3] . Il regolamento si conforma, nel rispetto delle disposizioni generali in materia di contabilità pubblica e anche prevedendo apposite note di raccordo della contabilità aziendale, ai principi desumibili dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile. [4]
1 Comma sostituito dall'art. 1, comma c. 72, L. 23 dicembre 2005, n. 266, a decorrere dal 1°gennaio 2006.
2 Per il regolamento di contabilità dell'Agenzia delle entrate, vedi cfr. la deliberazione 30 novembre 2000, n. 3; per il regolamento di contabilità dell'Agenzia del territorio, vedi cfr. il comunicato 21 agosto 2001; per il regolamento di contabilità dell'Agenzia delle dogane, vedi cfr. ladeliberazione 5 dicembre 2000, n. 2; per il regolamento di contabilità dell'Agenzia del demanio, vedi cfr. il comunicato 6 giugno 2001.
3 Per l'approvazione del regolamento di contabilità dell'Agenzia del demanio, vedi cfr. l'art. 3, comma c. 4, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
4 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. d), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 71 - (Personale)
1. Il rapporto di lavoro del personale dipendente delle agenzie fiscali è disciplinato dalla contrattazione collettiva e dalle leggi che regolano il rapporto di lavoro privato, in conformità delle norme del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, anche per quanto attiene alla definizione del comparto di contrattazione per le agenzie fiscali; ciascuna agenzia definisce la contrattazione integrativa aziendale di secondo livello. [1]
2. Al fine di garantire l'imparzialità e il buon andamento nell'esercizio della funzione pubblica assegnata alle agenzie fiscali, con regolamento da emanare entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono emanate disposizioni idonee a garantire l'indipendenza e l'autonomia tecnica del personale. [2]
3. Il regolamento di amministrazione è deliberato, su proposta del direttore dell'agenzia, dal comitato di gestione ed è sottoposto al ministro vigilante secondo le disposizioni dell'articolo 60 del presente decreto legislativo [3] . [4] In particolare esso, in conformità con i principi contenuti nel decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni: [5]
1 A norma dell'art. 3, comma c. 5, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173, le disposizioni di cui al presente comma c. si applicano al personale dell'Agenzia del demanio fino alla stipulazione del relativo contratto collettivo di lavoro, da riferire ad uno specifico settore individuato nello statuto.
2 Per il regolamento sull'indipendenza e autonomia tecnica del personale delle agenzie fiscali, vedi cfr. il D.P.R. 16 gennaio 2002, n. 18.
3 Per il regolamento di amministrazione dell'Agenzia delle entrate, vedi cfr. la deliberazione 30 novembre 2000, n. 4; per il regolamento di amministrazione dell'Agenzia del territorio, vedi cfr. il comunicato 21 agosto 2001; per il regolamento di amministrazione dell'Agenzia delle dogane, vedi cfr. la deliberazione 5 dicembre 2000, n. 1; per il regolamento di amministrazione dell'Agenzia del demanio, vedi cfr. il comunicato 6 giugno 2001.
4 Per l'approvazione del nuovo regolamento di amministarzioine dell'Agenzia del demanio, vedi cfr. l'art. 3, comma c. 4, D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
5 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. d), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 72 - (Rappresentanza in giudizio)
Articolo 73 - (Gestione e fasi del cambiamento) [1]
1. Con decreto ministeriale può essere costituita, alle dirette dipendenze del ministro delle finanze, un'apposita struttura interdisciplinare di elevata qualificazione scientifica e professionale. La struttura collabora con il ministro al fine di curare la transizione durante le fasi del cambiamento e fino al pieno funzionamento del regime di gestione previsto dal presente decreto legislativo. Alle relative spese si provvede con gli stanziamenti ordinari dello stato di previsione della spesa del ministero delle finanze e dello stato di previsione della spesa dell'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Quando vengono trattate questioni riguardanti le materie trattate dalle agenzie fiscali, alle riunioni della struttura di cui al presente comma partecipano, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, i direttori delle agenzie interessate. [2] [3]
7. Con l'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 58, comma 3, sono abrogate tutte le norme sulla organizzazione e sulla disciplina degli uffici dell'amministrazione finanziaria incompatibili con le disposizioni del presente decreto legislativo e, in particolare quelle del regio decreto-legge 8 dicembre 1927, n. 2258 e successive integrazioni e modifiche, del decreto legislativo 26 aprile 1990, n. 105 e successive integrazioni e modifiche, dellalegge 29 ottobre 1991, n. 358 e successive integrazioni e modifiche, degli articoli da 9 a 12 della legge 24 aprile 1980, n. 146 e successive integrazioni e modifiche.
1 Per le modalità di avvio delle agenzie fiscali e l'istituzione del ruolo speciale provvisorio nelle more dell'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 58, comma c. 3, del presente decreto, vedi cfr. ilD.M. 28 dicembre 2000.
2 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. n), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
3 A norma dell'art. 1, comma c. 17, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, la struttura interdisciplinare prevista dal presente comma c. è soppressa.
Articolo 74 - (Disposizioni transitorie sul personale)
1. A partire dalla data fissata con decreto del ministro delle finanze, tutto il personale del ministero è incluso in un ruolo speciale e distaccato presso i nuovi uffici del ministero o presso le agenzie fiscali secondo un piano diretto a consentire l'avvio delle attività in conformità con le trasformazioni attuate con il presente decreto legislativo. Il piano si conforma, previa concertazione con le organizzazioni sindacali, a criteri di maggiore aderenza alle funzioni ed alle attività svolte in precedenza dai singoli dipendenti, inclusi quelli appartenenti ad uffici soppressi [1] .
4. Il regolamento emanato ai sensi dell'art. 4 disciplina l'inquadramento definitivo dei dirigenti provvisoriamente distaccati presso il ministero a termini del comma 3 del presente articolo e può, a parità di oneri a carico del bilancio dello Stato, trasformare le posizioni economiche regolate dalle disposizioni di leggi vigenti per il ministero delle finanze in rapporti di lavoro o di consulenza conformi alle funzioni attribuite dal presente decreto legislativo al ministero. [2]
2 Comma modificato dall'art. 1, comma c. 1, lett. o), D.Lgs. 3 luglio 2003, n. 173.
Articolo 75 - (Disposizioni particolari per l'area dell'istruzione non universitaria) [1]
a) individuazione dei dipartimenti in numero non superiore a due e ripartizione fra essi dei compiti e delle funzioni secondo criteri di omogenità, coerenza e completezza;
3. Relativamente alle competenze in materia di istruzione non universitaria, il ministero ha organizzazione periferica, articolata in uffici scolastici regionali di livello dirigenziale generale, quali autonomi centri di responsabilità amministrativa, che esercitano tra le funzioni residuate allo Stato in particolare quelle inerenti all'attività di supporto alle istituzioni scolastiche autonome, ai rapporti con le amministrazioni regionali e con gli enti locali, ai rapporti con le università e le agenzie formative, al reclutamento e alla mobilità del personale scolastico, ferma restando la dimensione provinciale dei ruoli del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliare, alla assegnazione delle risorse finanziarie e di personale alle istituzioni scolastiche. Ai fini di un coordinato esercizio delle funzioni pubbliche in materia di istruzione è costituito presso ogni ufficio scolastico regionale un organo collegiale a composizione mista, con rappresentanti dello Stato, della regione e delle autonomie territoriali interessate, cui compete il coordinamento delle attività gestionali di tutti i soggetti interessati e la valutazione della realizzazione degli obiettivi programmati. Alla organizzazione degli uffici scolastici regionali e del relativo organo collegiale si provvede con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 4 bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400. A decorrere dalla entrata in vigore del regolamento stesso, sono soppresse le sovrintendenze scolastiche regionali e, in relazione all'articolazione sul territorio provinciale, anche per funzioni, di servizi di consulenza e supporto alle istituzioni scolastiche, sono contestualmente soppressi i provveditorati agli studi.
5. Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4 il ministro della pubblica istruzione è autorizzato a sperimentare anche con singoli atti modelli organizzativi conformi alle disposizioni del presente decreto legislativo che consentano l'aggregazione di compiti e funzioni omogenee con attribuzione delle connesse responsabilità amministrative e contabili al dirigente preposto. Per tali finalità è altresì autorizzato a promuovere i procedimenti di formazione, riconversione riqualificazione necessari in relazione alla nuova organizzazione e alle competenze dell'amministrazione.
1 Per il regolamento recante norme di organizzazione del Ministero della pubblica istruzione, vedi cfr. il D.P.R. 6 novembre 2000, n. 347.
Articolo 76 - (Riordino degli istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativi)
3. L'organizzazione amministrativa, organizzativa e finanziaria degli IRRE è definita dall'apposito regolamento di cui all'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, che ne individua gli organi di direzione, scientifici e di controllo e i relativi poteri, le risorse di personale e finanziarie e definisce i raccordi con l'amministrazione regionale [1] . Si applica l'articolo 19 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
1 Per l'organizzazione degli Istituti regionali di ricerca educativa, vedi cfr. ilD.P.R. 6 marzo 2001, n. 190.
Articolo 77 - (Disposizioni per l'università e la ricerca)
1. Fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione del ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica è riordinato ai sensi dell'articolo 17, comma 4–bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, prevedendo un dipartimento per le funzioni finali, con non più di due uffici di livello dirigenziale generale al suo interno, nonché non più di due uffici di livello dirigenziale generale per funzioni strumentali.
Articolo 78 - (Disposizioni per le politiche agricole)
1. Fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione del nuovo ministero delle politiche agricole e forestali, il ministero per le politiche agricole è riordinato ai sensi dell'articolo 17, comma 4 bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, prevedendo che il dipartimento delle politiche di mercato e il dipartimento della qualità dei prodotti agroalimentari e dei servizi, sono articolati rispettivamente in due ed in tre uffici di livello dirigenziale generale.
Agenzia di protezione civile [1]
Articolo 79 - (Agenzia di protezione civile) [2]
1 Capo soppresso dall'art. 1. comma c. 1, lett. f), D.L. 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 2001, n. 401.
2 Articolo abrogato dall'art. 1, comma c. 1, lett. e) , D.L. 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 2001, n. 401.
Articolo 80 - (Vigilanza) [1]
1 Articolo abrogato dall'art. 1, comma c. 1, lett. e) , D.L. 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 2001, n. 401.
Articolo 81 - (Compiti) [1]
Articolo 82 - (Organi) [1]
Articolo 83 - (Commissione grandi rischi e comitato operativo della protezione civile) [1]
Articolo 84 - (Fonti di finanziamento) [1]
Articolo 85 - (Personale) [1]
Articolo 86 - (Primo inquadramento del personale) [1]
Articolo 87 - (Norme finali e abrogazioni) [1]
Articolo 88 - (Agenzia per la formazione e l'istruzione professionale)
4. Lo statuto dell'agenzia è approvato con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 8, comma 4, su proposta dei ministri del lavoro, della pubblica istruzione, di concerto con il ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. E' altresì sentita la Conferenza per i rapporti permanenti tra Stato, regioni e province autonome. Lo statuto conferisce compiti di controllo gestionale ad un organo a composizione mista Stato-regioni.
Articolo 89 - (Disposizioni finali)