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Timestamp: 2018-06-18 13:48:58+00:00
Document Index: 79905980

Matched Legal Cases: ['art 6', 'art. 147', 'art. 21', 'arto 1998', 'art. 14', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 17']

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI - PDF
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Evangelina Barbieri
1 LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli ultimi anni una costante crescita di attenzione, nel quadro dei processi di riforma del sistema organizzativo dell azienda pubblica, finalizzati al sistematico miglioramento delle condizioni di efficacia e di efficienza della gestione, il cui successo dipende in modo rilevante dal contributo offerto dal personale dell ente. Più specificamente la conoscenza delle attitudini e delle competenze, degli atteggiamenti e dei comportamenti, delle prestazioni e dei risultati del personale favorisce l efficace gestione delle risorse umane. In generale nella nuova gestione del rapporto di lavoro il sistema della valutazione rappresenta, tra l altro, il superamento di una cultura lavorativa prevalentemente esecutiva, per compiti, con una cultura di tipo manageriale, fondata sulla responsabilità per la gestione in cui si ponga una attenzione particolare alla programmazione ed al controllo dei risultati rispetto alle risorse assegnate. Normativamente: La valutazione del personale degli enti locali trova la sua collocazione normativa in particolare nel D.Lgs 165/2001, per quanto concerne i principi generali; Nello specifico è prevista dal l Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (98/01) art 6 - introduce i sistemi permanenti di valutazione Il ruolo della valutazione è stata poi rafforzato con il Contratto Collettivo Nazionale per i dipendenti degli Enti locali 2002/2005. Il sistema di valutazione del personale dirigenziale si inserisce in particolare nel complesso panorama del sistema di controllo interno disciplinato dal D.Lvo 286/1999 e dagli art. 147 e 196 del D.lgs 267/2000, nel D.Lvo 165/2001 ( art. 21, nella contrattazione collettiva di comparto 1998/2001 ( art. 14), e 2002/
2 Che cos è la valutazione Quando si parla di valutazione si intende una procedura organica e sistematica volta ad assicurare che su ogni dipendente venga espresso periodicamente un giudizio che serva ad individuarne, secondo criteri omogenei, il rendimento e le caratteristiche professionali che si estrinsecano nell esecuzione del lavoro. Valutare significa esprimere un giudizio impegnativo che obbliga chi lo esprime a seguire un percorso, raccogliere informazioni, avere una conoscenza diretta, seguendo i canoni della logicità, correttezza e buona fede. Finalità della valutazione Migliorare ed incentivare le prestazioni attraverso una maggiore partecipazione dei singoli agli obiettivi dell ente; Censire il potenziale umano e le competenze richieste in funzione delle attività e dei servizi erogati; Valorizzare al meglio le risorse umane dell ente facendo emergere le esigenze e le condizioni per un migliore impiego del personale. Le diverse metodologie di valutazione Si possono individuare i seguenti sistemi di valutazione: La valutazione delle posizioni La valutazione delle prestazioni lavorative La valutazione del potenziale Questi sistemi formano i sistemi permanenti di valutazione. Nella valutazione della posizione viene valutato il ruolo organizzativo indipendentemente dalla persona che lo ricopre. Questa metodologia presuppone la chiara individuazione delle aree di responsabilità presenti nell organizzazione, l identificazione delle responsabilità,finalità e competenze corrispondenti a ciascuna posizione, la graduazione, secondo l importanza relativa, delle diverse posizioni, strettamente connessa con la retribuzione di posizione (disposizioni normative di riferimento: Nuovo ordinamento professionale del 31/03/99 per il personale non dirigenziale e Contratti 1994/97 e 1998/2001 per la dirigenza). L obiettivo della valutazione è quello di capire come la singola posizione contribuisce alla realizzazione della finalità dell Ente. Le disposizioni contrattuali non forniscono alcuna indicazione circa i parametri da utilizzare per la valutazione delle posizioni lasciando così la più ampia discrezionalità agli enti molti dei quali hanno ritenuto opportuno fare 2
3 riferimento al comma 2 art. 39 del CCNL del 10 aprile 1996 per l area della Dirigenza ( es. collocazione nella struttura, la complessità organizzativa, le responsabilità gestionali). Esistono diverse metodologie per valutare la posizione tra cui possiamo identificare: il metodo della graduatoria, effettuando un confronto tra le posizioni e graduandole in ordine di importanza (ovvero di valore) per l ente.; il metodo della classificazione, in base al quale si raggruppano le diverse mansioni e/o funzioni attribuendo un particolare loro un particolare valore; il metodo del punteggio che si basa sulla comparazione di diversi fattori comuni la cui differenziazione viene fatta sulla base della maggiore o minore intensità con cui i fattori stessi sono presenti. Se nella valutazione delle posizioni, la persona non è oggetto di interesse, e l attenzione è focalizzata sul lavoro ed il ruolo organizzativo, nella valutazione delle prestazioni il riferimento è tutto sull individuo. La valutazione della prestazione valuta l individuo e quanto questo ha contribuito ai risultati dell organizzazione, a livello individuale e di gruppo nonché sulle competenze organizzative dimostrate e ad esse strumentali. In particolare la normativa vigente introduce definitivamente i sistemi di valutazione del personale come elementi di differenziazione delle politiche retributive. Tab 1 Riferimenti normativi e contrattuali Sistema di valutazione Valutazione della prestazione Valutazione delel competenze Istituti contrattuali - Valutazione della produttività Individuale e collettiva Riferimenti contrattuali e normativi Artt. 17 e 18 CCNL 1998/2001 Art. 37 CCNL 2002/ Progressione orizzontale Art. 5,6 Nop - Art. 17 CCNL 1998/ Progressione verticale Art. 4 Nop - Valutazione dei risultati della dirigenza - Valutazione dei risultati dei titolari di posizioni organizzative - Progressione orizzontale - Valutazione della dirigenza Att. 14 e 29 CCNL Dirigenza 1998/2001. art. 1 d.lgs 286/99 Art. 9 Nop Art. 5,6 Nop - Art. 17 CCNL 1998/2001, art. 11 e 13 contratto 2002/2005 area dirigenziale In particolare i sistemi di valutazione della prestazione sono collegati alla gestione della progressione economica orizzontale ed alla gestione degli incentivi variabili 3
4 La progressione economica orizzontale Gli articoli 5 6 del Nuovo Ordinamento Professionale sanciscono l utilizzo della valutazione come strumento di gestione per il sistema delle progressioni orizzontali che associa ai passaggi successivi nella categoria aumenti retributivi fissi ( quindi permanenti). Valutazione della produttività collettiva ed individuale Il CCNL con l art. 17 e 18 ha ribadito che i sistemi di retribuzione variabili ancorati alla valutazione della prestazione. Al contrario delle progressioni economiche orizzontali, in questo caso diventa importante legare la valutazione a risultati medio periodo collegati direttamente alle attività lavorative; basterà così valutare il raggiungimento di obiettivi individuali e di gruppo e comportamenti organizzativi che si vuole particolarmente valorizzare. La finalità di questo sistema sarà quello di promuovere miglioramenti nei livelli di efficienza e di efficacia degli enti e delle singole unità. Modi per valutare la prestazione La valutazione della persona si compone di: 1. Valutazione delle prestazioni a sua volta divisa in a) Valutazione dei comportamenti organizzativi b) Valutazione dei risultati c) Valutazione delle competenze **** 1.a) Con la valutazione dei comportamenti organizzativi si valuta l insieme delle capacità tecniche, organizzative e relazionale possedute dalla persona ( es. la capacità di iniziativa, il grado di precisione nel rispetto delle procedure, la capacità di adattamento ai mutamenti organizzativi, la capacità di rapportarsi con l utenza, ecc). Le tecniche utilizzate per rilevare i comportamenti sono i metodi per fattori, con gradi di valutazione. Questi metodi solitamente scompongono la prestazione in diversi fattori che descrivono i comportamenti e le capacità; su ogni fattore viene espresso un giudizio in forma di punteggi e/o giudizi verbali. 1.b) Nel caso della valutazione per obiettivi, l oggetto della valutazione è il grado di raggiungimento degli obiettivi, precedentemente stabiliti in sede di Peg, e/o concordati tra capo e collaboratore. La valutazione dei risultati è espressamente prevista ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato per i Dirigenti e per gli incaricati delle posizioni organizzative, ma risulta utile anche ai fini della corresponsione degli incentivi al resto del 4
5 personale dipendente. Per tale forma di valutazione risulta imprescindibile il riferimento agli obiettivi di peg che devono essere il più possibile chiari e misurabili attraverso diversi INDICATORI quali quantitativi. La valutazione dei comportamenti organizzativi e la valutazione del raggiungimento degli obiettivi vengono utilizzate contestualmente soprattutto nel caso di operatori posti in posizioni dotate di una certa autonomia. 1.c) Un altra importante componente della valutazione è la valutazione delle competenze. Le competenze possono essere definite come l insieme e la combinazione delle conoscenze detenute, delle capacità professionali, delle attitudini personali, del livello di aggiornamento e quindi delle caratteristiche personali necessarie a garantire prestazioni efficaci e migliori, misurate sulla base di criteri prestabiliti. Il sistema di valutazione per competenze potrà essere utilizzato anche nelle progressioni orizzontali ed in genere nello sviluppo della professionalità. La valutazione del potenziale, pur essendo meno diffusa rispetto alle precedenti, è un elemento fondamentale per una gestione pianificata delle risorse umane. Questa metodologia di valutazione consiste nell analisi delle attitudini e delle capacità del singolo dipendente ( non necessariamente espresse nell attuale attività lavorativa) e nella loro valutazione, per la quale sono stati sviluppati diversi tipi di approcci metodologici( tra cui l intervista diretta, i colloqui individuali, di gruppo ecc). Tale valutazione comporta un elevato grado di soggettività che suggerisce il ricorso a spiccate e specifiche competenze professionali. In sintesi: Valutazione della posizione Valutazione della prestazione Valutazione del potenziale Oggetto Che cosa e come si deve fare Che cosa e come si fa Che cosa e come si potrà fare Obiettivo Definire i ruoli Migliorare i risultati Pianificare lo sviluppo delle risorse umane Metodo Prevalentemente oggettivo Idem Prevalentemente soggettivo Indicatori Responsabilità e competenze Competenze dimostrate e Attitudini caratteri personali richieste dalla posizione prestazioni rese e risultati raggiunti Effetto premiante Livelli retributivi Incentivi e premi Piani di carriera Forme di incentivazione - Retribuzione di posizione - Indennità per particolari - Retribuzioni di risultato - Premi individuali e collettivi per la - Progressione economica - Progressione di carriera 5
6 posizioni di responsabilità, ecc produttività ed il miglioramento dei servizi ( verticale) - Affidamento di incarichi di responsabilità I ruoli coinvolti nella valutazione del personale RUOLI Servizio di controllo interno Nucleo di valutazione FUNZIONE Supporta tecnicamente il livello politico nella valutazione della dirigenza Gestisce in particolare il processo di valutazione della Dirigenza Direttore Generale Coordina e gestisce il processo di valutazione del personale e dei dirigenti coinvolti Dirigenti e responsabili di servizio Gestiscono la valutazione da essi dipendente in tutte le sue fasi: definizione degli obiettivi a inizio periodo, verifiche, definizione degli esiti finali Ufficio del personale E l unità di staff preposta per la gestione della parte tecnica della valutazione, e della parte operativa Le fasi della valutazione Le modalità operative di valutazione sono articolate in una serie di momenti orientati a sviluppare il confronto all interno dell ente, il coinvolgimento del personale e l affermazione di modalità di lavoro basate sulla pianificazione e la verifica dei risultati. Si dovranno quindi realizzare le seguenti fasi: 1. Definizione del sistema di valutazione: si è visto come le finalità della valutazione sono molteplici; sarà quindi necessario individuarne alcune e sulla base di queste costruire tutto il processo e quindi individuare la metodologia, gli indicatori, i parametri, le graduazioni, ecc, che ogni Ente dovrà definire tenendo conto della sua peculiare realtà e degli obiettivi contenuti nel Peg. Fondamentale sarà il coinvolgimento dei diversi soggetti preposti quali il Nucleo di Valutazione che può collaborare con l Amministrazione anche nella definizione di sistemi di indicatori e la definizione in termini misurabili degli obiettivi da raggiungere, le organizzazioni sindacali per la contrattazione dei criteri generali delle metodologie di valutazione, i Dirigenti e/i Funzionari proposti alla attività valutativa e la Giunta per l approvazione degli atti relativi. Fondamentale 6
7 sarà l adozione di apposite schede di valutazione per fattori e giudizi, che dovranno essere illustrate al dipendente durante il colloquio preliminare e consegnate allo stesso a consuntivo del periodo di valutazione. Nella fase di definizione del sistema di valutazione è molto importante l adeguata formazione del personale coinvolto, e la condivisione rispetto alle finalità del sistema. Infatti un sistema valutativo che non è in qualche modo condiviso nei suoi principi e nella sua filosofia è destinato a fallire. 2. Definizione dei tempi e delle fasi operative, ovvero quando vengono definiti gli obiettivi, in quale periodo effettuare il colloquio preliminare e la valutazione finale 3. La definizione delle regole del colloquio di valutazione 4. L individuazione di meccanismi e regole a garanzia della correttezza della valutazione 5. Avvio del vero e proprio processo valutativo che vedrà coinvolti direttamente i dirigenti e coloro che hanno responsabilità di valutazione: a) colloquio preliminare, gestito dal responsabile diretto della valutazione e servirà a chiarire gli obiettivi di lavoro per il periodo di riferimento ed i contenuti della scheda di valutazione. La finalità è stabilire cosa ci si attende dal dipendente e programmare le attività e gli obiettivi; b) Verifiche in itinere dell andamento delle prestazioni; in questa fase si potranno apportare anche modifiche al sistema degli obiettivi; c) Analisi e valutazione dei risultati, loro comunicazione e discussione della valutazione; d) Verifica dei risultati finali, fase in cui verranno elaborate le valutazioni complessive dell ente al fine di verificarne la rispondenza agli obiettivi generali. A questa fase appartiene la valutazione dei Dirigenti/ Responsabili apicali. CONSIDERAZIONI FINALI Lo sviluppo di un sistema di valutazione efficace non può prescindere dal cambiamento della cultura di fondo dell organizzazione del lavoro, in parte già avvenuta o in atto presso diversi enti locali, ma che manca completamente in altri, che valorizzi le politiche del personale, in tutti i suoi aspetti che spaziano dall attenzione alla formazione, alla motivazione, al lavoro di squadra, alla condivisione di programmi e obiettivi che hanno come finalità il soddisfacimento delle comunità di riferimento, ed il soddisfacimento personale per una migliore qualità del proprio lavoro; ciò indipendentemente dal riferimento alla leva retributiva che di per se, ha di per un impatto abbastanza relativo nell ambito dell intero processo. 7