Source: https://www.self-entilocali.it/2019/05/07/il-codice-dei-contratti-pubblici-dopo-le-modifiche-apportate-dal-decreto-sblocca-cantieri-16/
Timestamp: 2019-09-21 09:06:36+00:00
Document Index: 62704508

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 179', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 317', 'art. 179', 'art. 317', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 12', 'art. 216', 'art. 59', 'art. 1']

Il Codice dei Contratti Pubblici dopo le modifiche apportate dal Decreto Sblocca Cantieri - Self - Servizi e Corsi di Formazione per Enti Locali e Pubblica Amministrazione
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Il Codice dei Contratti Pubblici dopo le modifiche apportate dal Decreto Sblocca Cantieri
Le nuove disposizioni, di seguito analizzate, si applicano alle procedure i cui bandi o avvisi, con i quali si indice una gara, sono pubblicati successivamente al 19 aprile 2019 (data di entrata in vigore del d.l. 32/2019), nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte (art. 1, comma 3, del d.l. 32/2019).
Il parziale superamento delle Linee guida ANAC
Calcolo del valore stimato degli appalti e Anticipazione del prezzo all’appaltatore
Criteri di aggiudicazione: OEPV e minor prezzo
Appalti dei Comuni non capoluogo
Tra le principali novità vi è l’abbandono del c.d. soft law e della normazione mediante le Linee Guida vincolanti dell’ANAC, a favore del ritorno ad un regolamento unico recante le disposizioni attuative ed esecutive del d.lgs. 50/2016.
Attraverso la modifica dell’articolo 35 del d.lgs. 50/2016, che disciplina le soglie di rilevanza comunitaria e i metodi di calcolo del valore stimato degli appalti, viene chiarito che il computo del valore complessivo stimato della totalità dei lotti si applica anche nel caso di appalti aggiudicati per lotti distinti, e non solo in caso di aggiudicazione contemporanea di lotti distinti [lettera a) dei commi 9 e 10 dell’art. 35].
Inoltre, la modifica apportata al comma 18 dell’articolo 35 ha esteso l’ambito di applicazione dell’anticipazione del prezzo da corrispondere dalla stazione appaltante all’appaltatore, sino ad oggi prevista per i soli lavori, anche ai servizi e alle forniture.
Nello specifico è stato sostituito il riferimento al termine “lavori” con quello più generale di “prestazione”
Di particolare rilevanza le modifiche apportate alla disciplina dei contratti sotto soglia, di cui all’articolo 36 del d.lgs. 50/2016, con riferimento sia alle modalità di affidamento che alle corrispondenti classi di importo.
A seguito di tali modifiche, le fasce di importo vengono ridotte da quattro a tre, in quanto è stata eliminata, per i lavori, la fascia di importo tra 150.000 euro e 1.000.000 di euro:
Si evidenzia che l’articolo 1, comma 2, del. d.l. 32/2019 ha abrogato la disciplina derogatoria introdotta, limitatamente all’anno 2019, dall’articolo 1, comma 912, della legge 145/2018, ovvero la possibilità di:
Per completezza, di seguito si riporta il testo dell’articolo 36 del d.lgs. 50/2016 come modificato dal Decreto Sblocca Cantieri
Art. 36 Contratti sotto soglia
b) per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 200.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici per i lavori, e, per i servizi e le forniture di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti. I lavori possono essere eseguiti anche in amministrazione diretta, fatto salvo l’acquisto e il noleggio di mezzi, per i quali si applica comunque la procedura negoziata previa consultazione di cui al periodo precedente. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei soggetti invitati;
[c) per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 1.000.000 di euro, mediante procedura negoziata con consultazione di almeno quindici operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei soggetti invitati;]
d) per i lavori di importo pari o superiore a 200.000 euro e fino alle soglie di cui all’articolo 35 mediante ricorso alle procedure di cui all’articolo 60, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 97, comma 8
6. Ai fini dell’ammissione e della permanenza degli operatori economici nei mercati elettronici di cui al comma 6, il soggetto responsabile dell’ammissione verifica l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80 su un campione significativo di operatori economici. Dalla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 81, comma 2, tale verifica sarà effettuata attraverso la Banca dati nazionale degli operatori economici di cui all’articolo 81, anche mediante interoperabilità fra sistemi. I soggetti responsabili dell’ammissione possono consentire l’accesso ai propri sistemi agli operatori economici per la consultazione dei dati, certificati e informazioni disponibili mediante la banca dati di cui all’articolo 81 per la predisposizione della domanda di ammissione e di permanenza ai mercati elettronici.
6-quater. In luogo del DGUE, i soggetti che gestiscono mercati elettronici ovvero che istituiscono o gestiscono un sistema dinamico di acquisizione per lavori, servizi e forniture possono predisporre formulari standard mediante i quali richiedere e verificare il possesso dei requisiti di cui all’articolo 80 ed ogni eventuale ulteriore informazione necessaria all’abilitazione o all’am-missione. Nell’ambito della fase del confronto competitivo la stazione appaltante utilizza il DGUE per richiedere eventuali informazioni, afferenti la specifica procedura, ulteriori a quelle già acquisite in fase di abilitazione o ammissione.
Di seguito, si riepilogano le nuove soglie e le relative modalità di affidamento dei contratti sotto soglia:
Importo del contratto Modalità di affidamento
X < 40.000 Affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori
40.000 ≤ x < 200.000 (lavori)
40.000 ≤ x < 221.000 (servizi e forniture) Procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno:
· 3 operatori economici per i lavori
· 5 operatori economici per servizi e forniture individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, con rotazione degli inviti, ovvero tramite amministrazione diretta
(per i lavori) X ≥ 200.000 Procedura aperta con obbligo di esclusione automatica delle offerte anomale
Viene modificato l’articolo 95 in materia di criteri di aggiudicazione dell’appalto, aggiungendo una nuova fattispecie a quelle già elencate (al comma 3) per le quali si procede alla aggiudicazione esclusivamente sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, inserendo anche il riferimento ai contratti di servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.
Ne consegue che devono essere aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo:
i contratti relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonché ai servizi ad alta intensità di manodopera, fatti salvi gli affidamenti diretti fino a 40.000 euro;
i contratti relativi all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e degli altri servizi di natura tecnica e intellettuale di importo pari o superiore a 40.000 euro;
i contratti di servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.
Al comma 4 dell’articolo 95, sono soppresse le lettere a) e c), che prevedevano il possibile utilizzo del criterio del minor prezzo, rispettivamente:
per i lavori di importo pari o inferiore a 2.000.000 di euro, quando l’affidamento dei lavori avveniva con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo;
per i servizi e le forniture di importo fino a 40.000 euro, nonché per i servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro e sino alla soglia comunitaria, solo se caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.
Resta, quindi, in vigore la sola lettera b), che prevede il possibile utilizzo del criterio del minor prezzo per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato.
Inoltre, attraverso la modifica del comma 10-bis dell’articolo 95, viene soppresso l’obbligo di rispettare il tetto massimo del 30% per l’attribuzione del punteggio economico qualora si utilizzi il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
E’ stato inoltre riscritto il comma 15, prevedendo che ogni variazione che intervenga, anche in conseguenza di una pronuncia giurisdizionale, successivamente alla fase amministrativa di prima ammissione (precedentemente “fase di ammissione”), regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva ai fini del calcolo di medie nella procedura, né per l’individuazione della soglia di anomalia delle offerte.
Sono state modificate le metodologie di calcolo della soglia di anomalia.
Nei casi di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso, il previgente articolo 97, comma 2, del d.lgs. 50/2016, recava cinque diversi metodi di calcolo della soglia di anomalia, da scegliersi mediante sorteggio.
Con la modifica introdotta sono previste due procedure di calcolo da applicare, rispettivamente:
si calcola la somma e la media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, escludendo il 10%, arrotondato all’unità superiore, delle offerte più alte e di quelle più basse (cosiddetto taglio delle ali). Nell’effettuare il taglio delle ali, le offerte di uguale valore di ribasso sono da considerare distintamente e se, effettuando il calcolo, sono presenti più offerte di uguale valore delle offerte da accantonare, le suddette offerte sono comunque da accantonare;
la soglia calcolata al punto c) viene diminuita di un valore percentuale pari al prodotto delle prime due cifre decimali della somma dei ribassi di cui alla lettera a) applicato allo scarto medio aritmetico di cui alla lettera b). Si ottiene così la soglia di anomalia
si calcola la media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, dopo aver comunque effettuato il “taglio delle ali” del 10% delle offerte di maggiore e minore ribasso. Nell’effettuare il taglio delle ali, le offerte di uguale valore di ribasso sono da considerare distintamente e se, effettuando il calcolo, sono presenti più offerte di uguale valore delle offerte da accantonare, le suddette offerte sono comunque da accantonare
si calcola, quindi, lo scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano media aritmetica dei ribassi precedentemente ottenuta;
si calcola, quindi, il rapporto tra lo scarto medio e la media aritmetica ottenuti nei passaggi precedenti;
Se tale rapporto:
è pari o inferiore al valore 0,15, la soglia di anomalia sarà data dalla media aritmetica dei ribassi incrementata del 20%della stessa media;
è superiore a 0,15, la soglia di anomalia si ottiene sommando la media dei ribassi e lo scarto, come sopra ottenuti
E’ stato infine modificato il comma 8 dell’articolo 97, concernente l’esclusione automatica delle offerte anomale.
Mentre nel testo previgente l’inserimento nel bando dell’esclusione automatica assumeva carattere opzionale, la nuova disposizione stabilisce che la stazione appaltante prevede nel bando (non più quindi come facoltà) l’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia al ricorrere delle seguenti condizioni:
E’ stato modificato l’articolo 80 del Codice, in materia di motivi di esclusione.
è stato eliminato, al comma 1 dell’articolo 80 (reati accertati con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione), e al comma 5 dell’articolo 80, il riferimento al subappaltatore, facendo in tal modo venir meno la possibilità che un operatore economico possa essere escluso da una procedura di gara quando la causa di esclusione riguardi non già l’operatore medesimo, bensì un suo subappaltatore
è stato aggiunto, al comma 2 dell’articolo 80, il quale contempla quale ulteriore motivo di esclusione, la sussistenza – con riferimento ai soggetti indicati al comma 3 (titolare o direttore tecnico in caso di impresa individuale; socio o direttore tecnico in caso di società in nome collettivo; soci accomandatari o direttore tecnico, in caso di società in accomandita semplice, ecc.) – di cause di decadenza, sospensione o divieto di cui all’articolo 67del d.lgs. 159/2011, recante il c.d. Codice delle leggi antimafia, un periodo per specificare che resta altresì fermo quanto previsto dall’articolo 34-bis, commi 6 e 7, del d.lgs. 159/2011
è stato modificato il comma 3 dell’articolo 80 che, in relazione alla forma dell’impresa, individua i soggetti nei confronti dei quali disporre l’esclusione dalla procedura d’appalto o concessione, a seguito di sentenza/decreto penale di condanna o misura interdittiva.
In particolare, vengono fatte rientrare nel novero dell’applicabilità della disposizione anche le società composte da 4 soci e non solo quelle composte da un numero inferiore di soci (la nuova dicitura fa riferimento, infatti, alle “società con un numero di soci pari o inferiore a quattro”).
Inoltre, viene aggiunto che l’esclusione non va disposta nei casi di condanna ad una pena accessoria perpetua, quando questa sia stata dichiarata estinta ai sensi dell’art. 179, settimo comma, del codice penale (in aggiunta al caso in cui il reato è stato depenalizzato, ovvero quando è intervenuta la riabilitazione, ovvero quando il reato è stato dichiarato estinto dopo la condanna, ovvero in caso di revoca della condanna medesima)
è stato modificato il comma 4 dell’articolo 80, introducendo un nuovo periodo finalizzato a prevedere – in tema di regolarità contributiva previdenziale – la possibilità di escludere un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto quando la stazione appaltante possa dimostrarne la violazione degli obblighi attinenti al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati.
L’esclusione non potrà essere disposta, oltre al caso in cui l’operatore economico abbia ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, purché il pagamento o l’impegno siano stati formalizzati prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande, anche nell’eventualità in cui il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l’estinzione, il pagamento o l’impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande
è stato modificato il comma 5, lett. b) dell’articolo 80, prevedendo l’esclusione dell’operatore economico che sia stato sottoposto a fallimento (anziché si trovi in stato di fallimento) o si trovi in stato di liquidazione coatta o di concordato preventivo o sia in corso nei suoi confronti un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, fermo restando quanto previsto dagli articoli 110 e 186-bis del Regio Decreto n. 267 del 1942, che disciplina il concordato con continuità aziendale (viene, quindi, espunto il riferimento esplicito al concordato con continuità aziendale, e si aggiunge il rinvio all’art. 186-bis del citato Regio Decreto del 1942)
Inoltre, attraverso la modifica del comma 10 dell’articolo 80, sono stati meglio specificati i tempi di durata dell’esclusione dalla procedura d’appalto o concessione, laddove la sentenza penale di condanna definitiva non fissi la durata della pena accessoria dell’incapacità di contrarre con la PA.
In particolare, si prevede che tale durata sia:
perpetua, nei casi in cui alla condanna consegue di diritto la pena accessoria perpetua, ai sensi dell’art. 317-bis, primo comma, primo periodo, del codice penale, salvo che la pena sia dichiarata estinta ai sensi del dell’art. 179, settimo comma, del codice penale;
pari a 7 anni nei casi previsti dall’art. 317-bis, primo comma, secondo periodo, del codice penale, salvo che sia intervenuta riabilitazione;
pari a 5 anni nei casi diversi da quelli di cui alle lettere precedenti, salvo che sia intervenuta riabilitazione.
Infine, con il nuovo comma 10-bis, si prevedere che, nei casi di cui alle precedenti lettere b) e c), se la pena principale ha una durata inferiore, rispettivamente, a 7 e 5 anni di reclusione, la durata dell’esclusione è pari alla durata della pena principale.
Nei casi di cui al comma 5 la durata dell’esclusione è pari a 3 anni, decorrenti dalla data di adozione del provvedimento amministrativo di esclusione ovvero, in caso di contestazione in giudizio, dalla data di passaggio in giudicato della sentenza.
Si prevede, peraltro, che, nel tempo occorrente alla definizione del giudizio, la stazione appaltante debba tenere conto di tale fatto ai fini della propria valutazione circa la sussistenza del presupposto per escludere dalla partecipazione alla procedura l’operatore economico che l’abbia commesso.
Per maggiore comprensione, di seguito si riporta il testo dell’articolo 80 del d.lgs. 50/2016 come modificato dal Decreto Sblocca Cantieri
b-bis) false comunicazioni sociali di cui agli articoli 2621 e 2622 del codice penale;
2. Costituisce altresì motivo di esclusione la sussistenza, con riferimento ai soggetti indicati al comma 3, di cause di decadenza, di sospensione o di divieto previste dall’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 84, comma 4, del medesimo decreto. Resta fermo quanto previsto dagli articoli 77, comma 4-bis, e 92, commi 2 e 3, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, con riferimento rispettivamente alle comunicazioni antimafia e alle informazioni antimafia. Resta fermo altresì quanto previsto dall’articolo 34-bis, commi 6 e 7, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
3. L’esclusione di cui ai commi 1 e 2 va disposta se la sentenza o il decreto ovvero la misura interdittiva sono stati emessi nei confronti: del titolare o del direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale; di un socio o del direttore tecnico, se si tratta di società in nome collettivo; dei soci accomandatari o del direttore tecnico, se si tratta di società in accomandita semplice; dei membri del consiglio di amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, ivi compresi institori e procuratori generali, dei membri degli organi con poteri di direzione o di vigilanza o dei soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo, del direttore tecnico o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società con un numero di soci pari o inferiore a quattro, se si tratta di altro tipo di società o consorzio. In ogni caso l’esclusione e il divieto operano anche nei confronti dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, qualora l’impresa non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione della condotta penalmente sanzionata; l’esclusione non va disposta e il divieto non si applica quando il reato è stato depenalizzato ovvero quando è intervenuta la riabilitazione ovvero, nei casi di condanna ad una pena accessoria perpetua, quando questa è stata dichiarata estinta ai sensi dell’articolo 179, settimo comma, del codice penale ovvero quando il reato è stato dichiarato estinto dopo la condanna ovvero in caso di revoca della condanna medesima.
4. Un operatore economico è escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Costituiscono gravi violazioni quelle che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle contenute in sentenze o atti amministrativi non più soggetti ad impugnazione. Costituiscono gravi violazioni in materia contributiva e previdenziale quelle ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), di cui al decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, ovvero delle certificazioni rilasciate dagli enti previdenziali di riferimento non aderenti al sistema dello sportello unico previdenziale. Un operatore economico può essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se la stazione appaltante è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati. Il presente comma non si applica quando l’operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, ovvero quando il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l’estinzione, il pagamento o l’impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande.
b) l’operatore economico sia stato sottoposto a fallimento o si trovi in stato di liquidazione coatta o di concordato preventivo o sia in corso nei suoi confronti un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, fermo restando quanto previsto dagli articoli 110 e 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
l) l’operatore economico che, pur essendo stato vittima dei reati previsti e puniti dagli articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, non risulti aver denunciato i fatti all’autorità giudiziaria, salvo che ricorrano i casi previsti dall’articolo 4, primo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 589. La circostanza di cui al primo periodo deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell’imputato nell’anno antecedente alla pubblicazione del bando e deve essere comunicata, unitamente alle generalità del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all’ANAC, la quale cura la pubblicazione della comunicazione sul sito dell’Osservatorio;
m) l’operatore economico si trovi rispetto ad un altro partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice penale o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale.
10. Se la sentenza penale di condanna definitiva non fissa la durata della pena accessoria della incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, la durata della esclusione dalla procedura d’appalto o concessione è:
10-bis. Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma 10, se la pena principale ha una durata inferiore, rispettivamente, a sette e cinque anni di reclusione, la durata della esclusione è pari alla durata della pena principale. Nei casi di cui al comma 5, la durata della esclusione è pari a tre anni, decorrenti dalla data di adozione del provvedimento amministrativo di esclusione ovvero, in caso di contestazione in giudizio, dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. Nel tempo occorrente alla definizione del giudizio, la stazione appaltante deve tenere conto di tale fatto ai fini della propria valutazione circa la sussistenza del presupposto per escludere dalla partecipazione alla procedura l’operatore economico che l’abbia commesso.
In linea con quanto segnalato dall’ANAC nell’atto di segnalazione n. 1 del 9 gennaio 2019, è stato aggiunto il comma 3-bis all’articolo 77 del d.lgs. 50/2016, al fine di consentire alle stazioni appaltanti di procedere alla nomina, anche parziale, dei commissari, in caso di indisponibilità o di disponibilità insufficiente di esperti iscritti nella sezione ordinaria dell’Albo tenuto presso l’Anac.
Viene modificato l’articolo 105 del d.lgs. 50/2016 in materia di subappalto prevedendo:
All’articolo 37 del d.lgs. 50/2016 è stato modificato il comma 4 eliminando l’obbligo per i comuni non capoluogo di provincia di ricorrere a formule di aggregazione per l’acquisizione di lavori, beni e servizi.
I comuni non capoluogo di provincia, infatti, potranno procedere direttamente e autonomamente oppure secondo una delle seguenti modalità:
mediante unioni di comuni costituite e qualificate come centrali di committenza, ovvero associandosi o consorziandosi in centrali di committenza nelle forme previste dall’ordinamento.
ricorrendo alla stazione unica appaltante costituita presso le province, le città metropolitane ovvero gli enti di area vasta ai sensi della legge 56/2014
E’ stato novellato l’articolo 47 del d.lgs. 50/2016 in materia di consorzi stabili.
E’ stata introdotta una disciplina semplificata per i contratti di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che non prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere o degli impianti.
Il novellato comma 3-bis dell’articolo 23 del d.lgs. 50/2016, prevede la possibilità di:
affidare i contratti sulla base del progetto definitivo, a condizione che lo stesso abbia un contenuto informativo minimo, indicato dalla norma. Nel dettaglio viene richiesto che il progetto sia costituito almeno da una relazione generale, dall’elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste, dal computo metrico-estimativo, dal piano di sicurezza e di coordinamento con l’individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso;
eseguire i lavori senza redigere e/o approvare il progetto esecutivo.
E’ stato modificato il comma 5 dell’articolo 23 del d.lgs. 50/2016 che disciplina le fasi di elaborazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica.
La nuova disciplina prevede che il progetto di fattibilità tecnica ed economica è obbligatoriamente preceduto dal documento di fattibilità delle alternative progettuali solo per i lavori pubblici “sopra soglia” (cioè di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza europea fissata dall’art. 35 del Codice).
Per i lavori sotto-soglia, invece, l’elaborazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali sarà effettuata solo, eventualmente, su richiesta della stazione appaltante.
E’ stato modificato il comma 6 dell’articolo 23 del d.lgs. 50/2016 che disciplina i documenti e le attività che stanno alla base dell’elaborazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica.
La norma prevede che il progetto di fattibilità sia basato:
su studi di fattibilità ambientale e paesaggistica e non, come disponeva il testo previgente, su studi preliminari sull’impatto ambientale;
sulla descrizione delle misure di compensazione e di mitigazione dell’impatto ambientale e non, come disponeva il testo previgente, sulle esigenze di compensazioni e di mitigazione dell’impatto ambientale.
Infine sono stati aggiunti, all’articolo 23 del d.lgs. 50/2016, i commi 11-bis e 11-ter.
La previsione del comma 11-bis prevede che tra le spese tecniche da prevedere nel quadro economico di ciascun intervento sono comprese le spese di carattere strumentale sostenute dalle amministrazioni aggiudicatrici in relazione all’intervento.
Il successivo comma 11-ter dispone che le spese strumentali, incluse quelle per sopralluoghi, riguardanti le attività finalizzate alla stesura del Piano generale degli interventi del sistema accentrato delle manutenzioni degli immobili in uso alle amministrazioni pubbliche (previsto dall’art. 12 del d.l. 98/2011) sono a carico delle risorse iscritte sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze trasferite all’Agenzia del Demanio.
E’ stato modificato il comma 7 dell’articolo 24 del d.lgs. 50/2016 che, nel testo previgente, vietava (salvo il verificarsi di precise condizioni) agli affidatari di incarichi di progettazione, per progetti posti a base di gara, di poter ottenere l’affidamento degli appalti o delle concessioni di lavori pubblici, nonché degli eventuali subappalti o cottimi, per i quali avessero svolto la suddetta attività di progettazione.
A seguito della modifica resta ferma la disciplina previgente per il caso di appalti, subappalti e cottimi.
Per le concessioni di lavori pubblici, invece, la nuova disciplina prevede che gli affidatari di incarichi di progettazione per progetti posti a base di gara possono essere affidatari delle concessioni di lavori pubblici a condizione che l’amministrazione aggiudicatrice adotti misure adeguate per garantire che la concorrenza non sia falsata dalla loro partecipazione.
Il d.l. 32/2019 ha previsto la reintroduzione della facoltà di ricorrere al c.d. appalto integrato per le opere i cui progetti definitivi siano approvati dall’organo competente entro il 31.12.2020, con pubblicazione del bando entro i successivi dodici mesi dall’approvazione dei predetti progetti. Il soggetto incaricato della predisposizione del progetto esecutivo non può assumere le funzioni di direttore dei lavori in relazione al medesimo appalto (art. 216, comma 4-bis, del d.lgs. 50/2016).
In caso di appalto integrato, i requisiti minimi per lo svolgimento della progettazione oggetto del contratto devono essere previsti nei documenti di gara. I requisiti devono essere posseduti dalle imprese attestate per prestazioni di sola costruzione attraverso un progettista raggruppato o indicato in sede di offerta, in grado di dimostrarli. Le imprese attestate per prestazioni di progettazione e costruzione devono invece documentare i requisiti per lo svolgimento della progettazione esecutiva laddove tali requisiti non siano dimostrati dal proprio staff di progettazione (articolo 59, comma 1-bis, del d.lgs. 50/2016).
Viene inoltre prevista la corresponsione diretta, da parte della stazione appaltante nei confronti del progettista incaricato, della quota di compenso corrispondente agli oneri di progettazione (art. 59, comma 1 ter, del d.lgs. 50/2016).
E’ stata modificata la disciplina inerente gli incentivi per funzioni tecniche, relativamente alle attività incentivabili, reintroducendo l’incentivo del 2% per le attività di progettazione, di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e di verifica preventiva della progettazione, svolte dai dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici.
L’art. 1, comma 4, del d.l. 32/2019 ha modificato l’articolo 120 del codice del processo amministrativo abrogando il cosiddetto rito super accelerato.
A seguito della modifica, in sostanza, non vi è più alcun onere di immediata impugnazione delle ammissioni dei concorrenti prima dell’aggiudicazione della procedura e, di conseguenza, non vi è più alcuna preclusione per gli operatori economici partecipanti alle gare pubbliche circa l’impugnazione degli atti, emanati dalle stazioni appaltanti, ritenuti lesivi e pregiudizievoli dell’interesse concreto ed attuale circa l’ottenimento del c.d. bene della vita, vale a dire l’aggiudicazione e la successiva stipula del contratto, se successivamente emanati ai provvedimenti di ammissione/esclusione.
Per coerenza logica è stato quindi soppresso il secondo, il terzo e il quarto periodo dell’articolo 29, comma 1, del d.lgs. 50/2016 che disponeva, con riferimento alla cd. pubblicità legale che produce effetti legali:
E’ stato tuttavia novellato l’articolo 76 del d.lgs. 50/2016 in materia di informazione dei candidati e degli offerenti, introducendo il nuovo comma 2-bis in base la quale si stabilisce che ai candidati e ai concorrenti venga dato avviso, con le modalità del Codice dell’amministrazione digitale (o strumento analogo negli altri Stati membri), del provvedimento che determina le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni ad essa all’esito della verifica della documentazione attestante l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80, nonché la sussistenza dei requisiti economico-finanziari e tecnico-professionali, indicando l’ufficio o il collegamento informatico ad accesso riservato dove sono disponibili i relativi atti.
Tale informazione si prevede sia fornita immediatamente o comunque entro un termine non superiore a 5 giorni.