Source: http://www.studiocarugnoecimarelli.it/news/archives/07-2014
Timestamp: 2018-09-23 23:55:50+00:00
Document Index: 129111295

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 338', 'sentenza ', 'art. 610', 'art. 611', 'art. 159', 'art. 33']

A VOLTE RITORNANO. COME I FILM HORROR.
Paola Severino il peggior Ministro della Giustizia; quella della soppressione dei Tribunali Minori; quella della legge sulla incandidabilità; quella sulle nuove tariffe forensi; quella quindi legata alle leggi peggio scritte e fatte, in materia di giustizia, ritorna.
Torna come Presidente dell'Osservatorio per il monitoraggio degli effetti delle riforme sulla giustizia.
I compiti dell'Osservatorio sono quelli riportati appresso.
-analisi del funzionamento del sistema della giustizia civile e penale, anche mediante l’analisi dei quadri informativiopportunamentedefinitidalla Direzione Generale per le Statisticheedalla Direzione Generale perl’Informatica e i Sistemi Automatizzati del Ministero,al fine di dar conto degli andamenti dei principali indicatori di funzionalità dell’amministrazione della giustizia;
-esame(da effettuare anche sulla base di indagini statistiche e con l’utilizzo delle tecniche statistico-econometriche di “valutazione delle politiche” applicate al sistema giudiziario) degli effetti sull’economia e la società delle riforme realizzate, rispetto agli obiettivi annunciati e con riferimento alle principali variabili di funzionalità del sistema:
-esamedell’impatto delle riforme sui principali indicatori internazionali (Word Economic Forum, Doing Busines, Cepej);-analisi delpotenziale effetto di eventuali misure di assestamento delle riforme in corso di realizzazione,c qui per effettuare modifiche.
Possiamo aspettarci effetti devastanti.
Qui sotto il ink per scaricare il decreto di nomina in pdf.
osservatorio_economico.pdf
2 Riforma Processo Civile. Le idee del Governo.
Nell’ipotesi in cui la traslatio sia disposta in grado d’appello, è previsto un tempo di centoventi giorni, entro il quale la soluzione stragiudiziale della controversia deve avvenire; in mancanza il processo deve essere riassunto entro i successivi sessanta giorni. Solo quando il processo è riassunto il lodo non può più essere pronunciato. E’ espressamente prevista l’estinzione del processo ove, nel caso di mancata pronuncia del lodo, non si faccia luogo alla riassunzione. Sono quindi richiamati, sempre nell’ipotesi in cui la traslatio in sede arbitrale avvenga in appello, il regime degli effetti dell’estinzione del procedimento di impugnazione sulla sentenza impugnata di cui all’art. 338 c.p.c.. Ancora, si potrebbe introdurre un termine di sessanta giorni per la riassunzione del giudizio a seguito di declaratoria di nullità del lodo pronunciato a seguito del trasferimento. Naturalmente la previsione sarà riferita al caso in cui alla declaratoria di nullità del lodo non si accompagni una decisione nel merito della controversia. Il previsto termine decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che pronuncia la nullità del lodo arbitrale.Conciliazione con l’assistenza degli avvocati (negoziazione assistita)
Andrà previsto in particolare:che i difensori siano tenuti a trasmettere copia degli accordi raggiunti mediante la procedura di negoziazione assistita al Consiglio dell’ordine circondariale del luogo ove l’accordo stesso è stato raggiunto;che il Consiglio nazionale forense provveda, con cadenza annuale, al monitoraggio delle procedure di negoziazione assistita e trasmette i dati significativi delle medesime procedure al Ministero della giustizia, al fine di una compiuta valutazione dell’efficacia dell’istituto.
Con la finalità di accelerare e razionalizzare le procedure di assunzione delle prove (prospettiva che si assume complementare all’ampio spazio concesso nel presente intervento normativo alla risoluzione stragiudiziale delle controversie), si propone di introdurre - nel capo II del titolo I del libro sul processo di cognizione del codice di procedura civile - una specifica norma mediante la quale si realizza la tipizzazione delle dichiarazioni scritte rese al difensore, quali fonti di prova che la parte può produrre in giudizio sui fatti rilevanti che ha l’onere di provare.
L’ambito applicativo dell’intervento non dovrà comprendere l’esecuzione per consegna o rilascio e quella degli obblighi di fare e non fare, posto che in tali procedure l’intervento del GE è eventuale, essendo previsto:dall’art. 610, quando “sorgono difficoltà”dall’art. 611, quando è necessaria la liquidazione delle spese.
In considerazione del numero e della eterogeneità degli elementi ai quali occorre dare rilievo anche ai fini di elaborazione statistica degli stessi, con riguardo in particolare alla complessità dei dati identificativi dei beni pignorati (soprattutto dei beni immobili, identificati sulla base delle coordinate catastali), è previsto che con proprio decreto, avente natura non regolamentare, il Ministro della giustizia possa individuare elementi della nota di iscrizione a ruolo del processo esecutivo ulteriori rispetto a quelli indicati nell’art. 159-bis disp. att. c.p.c..Il creditore deve poter conoscere tutti i beni del suo debitore
E’ evidente che l'interesse tutelato dal criterio dettato dal citato articolo 26 va identificato con quello del terzo chiamato a rendere la dichiarazione: l’interesse di un soggetto, cioè, che non è parte dell'espropriazione.
Già con la riforma dell’esecuzione forzata del 2006, è previsto che il terzo, nell'assoluta maggioranza dei casi, può rendere la dichiarazione a mezzo lettera raccomandata indirizzata al creditore procedente. Con l’intervento in esame verrà definitivamente eliminato l’obbligo del terzo di comparire in udienza anche per i crediti retributivi: in tal caso la dichiarazione sarà resa a mezzo raccomandata ovvero mediante posta elettronica certificata.
Per la procedura fallimentare, di concordato preventivo con cessione dei beni e con continuità aziendale e per le procedure esecutive individuali su beni immobili sarà prevista - a cura del curatore, del liquidatore o del commissario giudiziale - l’obbligo di elaborazione e di deposito del rapporto riepilogativo finale, da redigere in conformità a quanto già previsto dall’art. 33, quinto comma, legge fallimentare. In caso di concordato con continuità aziendale, è introdotto anche l’obbligo del commissario giudiziale di redigere il rapporto riepilogativo periodico, già previsto per il concordato liquidatorio. I rapporti, sia periodici che finali, andranno obbligatoriamente redatti attenendosi ai modelli che saranno adottati con decreti del Ministro della giustizia e depositati in cancelleria con modalità telematiche.
Tratto dal sito del Ministero di Giustizia.