Source: https://www.propit.it/threads/paralisi-della-conciliazione-articolo.11010/
Timestamp: 2017-06-28 01:57:33+00:00
Document Index: 98209992

Matched Legal Cases: ['art.24', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 116', 'art.116', 'art. 8']

Paralisi della conciliazione? Articolo | propit.it - Forum per la Casa
Paralisi della conciliazione? Articolo
Discussione in 'Mediazione e Conciliazione Civile' iniziata da tovrm, 13 Aprile 2011.
Il Tar Lazio rinvia alla Consulta la conciliazione obbligatoria - Il Sole 24 ORE
Grazie della segnalazione tovrm.
In effetti su questo istituto si continua a discettare,a criticare ed a sfornare continue pubblicazioni (ne avrò letto una decina).
Su un punto peraltro sono d'accordo:che non si possa affidare ad un "non laureato in giurisprudenza" questioni legali di cui non capisce proprio niente.Basterebbe un corso di cinquanta ore?Personalmente il mio" corso" è di quarant'anni ed ancora ho dubbi e perplessità anche perchè il diritto continua ad evolversi a seconda dei tempi.Ed occorre seguirne gli sviluppi.
Il termine dei quattro mesi per una decisione ( o non) potrebbe contribuire a smaltire l'immenso arretrato,ma farne una condizione di procedibilità dell'azione....Il che urterebbe anche contro l'art.24 della Costituzione per cui "Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi".
Insomma questa figura sarebbe un semplice mediatore che quanto meno dovrebbe avere delle notevoli doti di persuasore,ma come andrà con gli avvocati presenti alla conciliazione? I quali useranno termini giuridici di cui avrà scarsa dimestichezza?
Il tuo pensiero è assolutamente condivisibile.
D'accordo su tutto.:daccordo:
A maidealista, Jrogin e Vinnie The Kid piace questo elemento.
Ok.Mi fa piacere.
Ma sopratutto quelle manine che si stringono (smiley) mi inducono a pensare che non serbi alcun rancore. E questo è da persona altamente intelligente.
Torto mio o tuo non ha alcuna importanza.
Essenziale è che il battibecco venga dimenticato.Qualche mio amico ci ha definito due "galletti..".Bellissima espressione,sopratutto perchè detta simpaticamente.Ma anche i galletti possono convivere nello stesso pollaio,no?
Ora occorre che grazie anche alla tua esperienza e cultura contribuiamo a risolvere,nei limiti del possibile,i problemi quotidiani che assillano delle persone che non sanno come comportarsi.E che qui almeno trovano qualche suggerimento che possa aiutarle.Senza che pretendano da noi l'impossibile.Il Forum deve ancora crescere e molto.
Ricambio di cuore la stretta di mano.
:daccordo: :daccordo: :daccordo: :daccordo: :daccordo:
torvm e Gatta stasera hanno sicuramente fatto felici il sottoscritto, maidealista e Guardiano Jrogin,
Nessun rancore, te lo confermo con la massima serenità . E poi, spesso, le migliori intese nascono da precedenti contrapposizioni. :daccordo:
È vero, non ho una formazione giuridica (anche se qualche esame di diritto l'ho sostenuto con profitto anche io ), però mi documento, studio e cerco di tenermi aggiornato, anche imparando da gente competente e preparata come te ed altri in questo forum.
Cerco, nel mio piccolo, di dare il mio contributo.
Buona serata, «galletto»! tovrm,
...in fondo il titolo non è che conti tanto.
L'essenziale è studiare,studiare,studiare e tenersi aggiornati.
Contiamo molto sulla tua collaborazione e grazie di tutto.
A proposito dell'art. 4 del D.Lgs n.28 del 2010 (Mediazione), vorrei chiedere se è legittimo ed opportuno per un nipote, abitante a Salerno, presentare domanda di mediazione civile ad un organismo di Salerno al fine di ottenere la cifra di 10mila euro, relativa ad una vertenza ereditaria sorta con una zia pensionata abitante a Milano, a proposito di un immobile sito a Milano. Leggevo infatti sul v/s forum che l'istanza dovrà essere territorialmente ragionevole, in quanto una non presentazione della controparte per motivi di distanza potrebbe essere ritenuta, nella fase successiva dal giudice, quale colpa del richiedente. In questo caso, che rischi corre la zia a non presentarsi giù a Salerno e ad aspettare che l'eventuale giudizio si svolga a Milano, presso il tiribunale civile territorialmente competente?
leliof,
é proprio questo il nodo, quali conseguenze ha uno che non si presenta alla chiamata del mediatore??? o meglio quando si ritiene che la scelta sia irragionevole? di fatto se il luogo coincide con la residenza di chi la chiede parrebbe logico tale individuazione geografica ma poi se si va in giudizio il luogo "logico" è dove esiste l'oggetto del contendere e qui "cade l'asino". Anch'io mi trovo diffronte ad una situazione analoga, io Ferrarese e i miei coeredi Cuneesi, vorrei iniziare la mediazione ma, a parte altri dubbi ancora non chiariti, penso che farla là dove esiste il contendere sia dimostrazione, nel caso si ricorra in giudizio, di buona volontà affinchà si giunga ad un esito positivo e di questo il giudice non possa che tenerne conto.
E' chiaro che in questo caso i costi ed il disagio aumenta e quindi deve valerne la pena.
Attendo anch'io eventuali altri indicazioni.
Per la fogli e leliofiocco,fermo restando che la materia è tuttora "in ebollizione",si richiama quanto sin qui si è detto nell'ambito forense ed in dottrina.
L’art. 8 comma 5 del D.L. n. 28/2010 consente al giudice di desumere argomenti di prova, dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, “…ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile”.
Il secondo comma dell’art. 116 c.p.c. recita : “Il giudice può desumere argomenti di prova…in generale, dal contegno delle parti stesse nel processo”.
In casi del genere un "bravo" legale dovrà sottolineare in sede di precisazione della conclusioni l'atteggiamento di ostruzione della parte.
Talchè il giudicante dovrebbe tener conto di tale comportamento a' sensi dell'art.116/2 cpc.Questa la dottrina più accreditata sul punto:cfr. SANTI A., Commento all’art. 8, in La Mediazione per la Composizione delle Controversie Civili e Commerciali, COVATA, DI ROCCO, MARUCCI, MINELLI, SANTI, TARRCONE, Commento al D. Lgs.28/2010 a cura di Mauro Bove, Cedam, 2011, pag. 244 e, nello stesso senso, CICOGNA, La nuova disciplina della mediazione delle controversie civili e commerciali, Commentario al D. Lgs. 28/2010...).
Per Gatta. Quindi qual'è il consiglio? meglio affrontare la mediazione là dove esiste, territorialmente parlando, l'oggetto del contendere o trova giustificato motivo la scelta del luogo in cui resiede il richiedente?
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