Source: http://alberinonantenne.superweb.ws/normativa6.htm
Timestamp: 2018-10-22 01:04:24+00:00
Document Index: 87729067

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 9', 'art.8', 'art. 8', 'art. 8', 'art.8', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 4', 'art.4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 8', 'art.8', 'art. 8']

PROGRAMMI ANNUALI DELLE INSTALLAZIONI FISSE DI TELEFONIA MOBILE
PROGRAMMI ANNUALI DELLE INSTALLAZIONI FISSE DI TELEFONIA MOBILE (SRB):
Protocollo regionale ARPA/DSP AUSL
Stato di fatto, archivio delle sorgenti e modelli previsionali 5
Procedura per le valutazioni preventive dei Programmi annuali delle installazioni SRB 7
ITER PROCEDURALE 7
FASE MACROLOCALIZZAZIONE 8
a) Macrolocalizzazione su cartografia di PRG
FASE MICROLOCALIZZAZIONE 9
Proposta localizzativa
b) Presentazione del Programma annuale delle installazioni
Gerarchizzazione siti potenziali
c) Convocazione di un "confronto preliminare"
Elaborazione Piano microlocalizzazione e Selezione siti
d) Definizione dei siti da autorizzare
e) Pubblicazione del Programma
MODALITA' DI VALUTAZIONE 10
1. Valutazione integrata
2. Impianti non considerati nella valutazione integrata
4. Rete microcellulare
REGOLAMENTI E DISPOSIZIONI LOCALI 13
VINCOLI SULL'URBANIZZAZIONE DEL TERRITORIO 13
Coinvolgimento delle Amministrazioni Comunali 15
Lo sviluppo straordinario dei mezzi di comunicazione ha fatto emergere la preoccupazione di nuovi rischi per la salute delle persone senza che la scienza abbia potuto dare risposte esaustive.
Il dibattito scientifico è determinato dall’incertezza di chi ritiene che vi sia un rischio per la salute dall’esposizione ai campi elettromagnetici (c.e.m.) e da chi ritiene il problema irrilevante.
Di sicuro i campi elettromagnetici interagiscono con i tessuti biologici e tale interazione può produrre effetti biologici che non necessariamente si traducono in un danno.
Non si conoscono a pieno i reali effetti biologici e quindi non è possibile allo stato attuale quantificarne la rilevanza sanitaria.
I risultati degli studi condotti nel campo delle radiazioni non ionizzanti (NIR) non possono affermare né la patogenicità né l’innocuità dei c.e.m., né si è in grado di poter affermare se esiste una interazione dei c.e.m. con l’esposizione ad altri rischi a cui siamo individualmente esposti.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avviato nel 1996 un progetto pluriennale denominato “Progetto CEM” che si propone l’obiettivo di fornire un quadro di riferimento internazionale per rispondere alle preoccupazioni espresse da più parti sul rapporto tra campi elettromagnetici e salute.
Limitandosi al tema radiofrequenze (RF) e microonde (MO), si può affermare che l’assenza di un quadro coerente di indicazioni epidemiologiche, congiuntamente alla mancanza di adeguate prove biologiche, non consente di stabilire in modo chiaro e convincente una relazione causa effetto tra l’esposizione a questo rischio e il processo di cancerogenesi.
Poiché l’OMS definisce la salute uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia o di infermità, è comprensibile che lo stato di disagio e di preoccupazione di chi deve convivere con impianti che emettono NIR possa influire negativamente sul benessere , anche se non esistono prove certe di un danno alla salute.
A fronte delle incertezze e alla luce delle conoscenze scientifiche e tecniche del momento, nell’ottica di perseguire uno sviluppo sostenibile, non si ritiene però necessario attendere di disporre delle prove scientifiche per adottare le misure necessarie atte a ridurre il rischio potenziale. Si può riconoscere che la nozione centrale e più innovativa nel campo della prevenzione igienico sanitaria ed ambientale riconosce nell’aggiornamento continuo delle conoscenze e nella loro massima divulgazione il suo punto di forza. “L’idea di una scientificità della prudenza che si accompagna alla validità ed all’eticità della scienza, vuole indicare qualcosa di diverso, una posizione che non asseconda le paure irrazionali, ma esige la partecipazione di un pubblico consapevole ed informato” (Hans Jonas).
Nell’ottica della prudenza la Commissione Europea ha adottato la comunicazione 2 febbraio 2000, con cui ha stabilito che il “principio di precauzione” trova applicazione in tutti i casi in cui una preliminare valutazione scientifica obiettiva indica che vi sono ragionevoli motivi di temere che i possibili effetti nocivi sull’ambiente e sulla salute degli esseri umani possono essere incompatibili con l’elevato livello di protezione prescelto dalla comunità.
Il perseguire il principio di precauzione mediante una differenziazione degli standard vede, accanto alla previsione dei limiti tradizionali di esposizione, anche l’introduzione di valori di attenzione e di obiettivi di qualità:
· I valori di attenzione - cioè valori di campo elettrico, campo magnetico, campo elettromagnetico – vanno considerati come valori di immissione che non possono essere superati negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenza prolungata di persone; costituiscono una misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine e devono essere raggiunti nei tempi e nei modi previsti dalla legge.
· Gli obiettivi di qualità sono intesi come criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni per l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, valori di campo elettrico, campo magnetico, campo elettromagnetico, definiti dallo Stato, ai fini della progressiva minimizzazione dell’esposizione ai campi medesimi.
Stante la necessità di affrontare il momento di valutazione dei programmi annuali delle installazioni fisse di telefonia mobile (SRB) in modo uniforme e condiviso su tutto il territorio regionale, si è deciso di procedere ad un confronto fra ARPA e Dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende USL (DSP) per una piena attuazione di quanto affermato nell’art. 17 della L.R. 44/95, richiamato peraltro dalla L.R. 30/00 là dove fa riferimento al parere tecnico di supporto all’Ente titolare della funzione autorizzativa.
Il lavoro del gruppo tecnico misto ARPA/DSP, nella definizione di procedure e metodologie per delineare i criteri di valutazione dei programmi annuali delle installazioni SRB, si è ispirato ai principi, ricapitolati in questa premessa, che rappresentano gli obiettivi della L.R.31.10.2000 n. 30.
Il procedimento di valutazione dei programmi annuali di telefonia mobile ha i seguenti obiettivi:
· garantire la trasparenza degli atti e l’informazione ai cittadini, come previsto dal comma 3 art. 8 della L.R. 30/00;
· garantire la coerenza con gli altri atti e strumenti di pianificazione, sia comunali che provinciali;
· ricercare soluzioni che limitino il più possibile l’esposizione della popolazione a c.e.m. nel rispetto del principio di precauzione.
Sulla base di questi obiettivi il presente protocollo trova i suoi punti chiave nella definizione di una procedura che “fotografi” lo stato esistente al momento immediatamente precedente la presentazione dei programmi, a cui segue la valutazione vera e propria.
Quest’ultima fase consiste in una valutazione preventiva dei livelli dei c.e.m. nell’ambito di un percorso metodologico pianificatorio, che permette, adottando “vincoli” basati su criteri che tengono conto di elementi ambientali, pianificatori e normativi, di razionalizzare il numero di installazioni e ottimizzare la loro localizzazione.
Stato di fatto, archivio delle sorgenti e modelli previsionali
La Deliberazione della Giunta regionale 20.2.2001 n° 197 prescrive al p.to 8.1 a carico dei Gestori sia la valutazione strumentale del fondo elettromagnetico in corrispondenza degli edifici maggiormente interessati dai lobi primari di induzione, sia la valutazione previsionale del campo elettrico generato dall’impianto nelle condizioni di massimo esercizio.
Le valutazioni tecniche di ARPA saranno dunque rivolte principalmente al controllo delle misure dei valori di campo preesistente e delle previsioni effettuate dal Gestore, fino alla valutazione congiunta dei c.e.m. emessi da impianti di più Gestori (valutazione integrata), seguendo i criteri esposti nel capitolo successivo.
Le caratteristiche radioelettriche delle singole SRB, fornite dai Gestori in fase di autorizzazione, permettono inoltre di costruire un archivio delle sorgenti che serva da input ai modelli previsionali utilizzati da ARPA per la valutazione preventiva integrata.
Allo stato attuale non esistono specifiche condivise a livello nazionale né sulla tipologia di archivi da predisporre, né sulla tipologia di modelli da utilizzare in modo uniforme nell'effettuazione delle analisi preventive. Esistono tuttavia diverse proposte, piuttosto recenti, provenienti dalla rete ANPA/ARPA. Il Centro Tematico Nazionale Agenti Fisici (CTN_AGF), nel corso dell’attività 2000, ha infatti elaborato un prodotto “Sviluppo di criteri per la realizzazione della banca dati delle sorgenti di inquinamento elettromagnetico (RF)”, in cui sono analizzati alcuni modelli previsionali e presentata la struttura della base dati proposta per l’inventario nazionale delle sorgenti RF.
La Sezione di Piacenza di ARPA gestisce un archivio regionale, in corso di implementazione, sulla base di dati trasmessi periodicamente dai gestori della telefonia mobile ed inoltre, alcune Sezioni Provinciali di ARPA (es. Ravenna), hanno da tempo strutturato un proprio archivio provinciale.
ARPA Emilia Romagna ha inoltre collaborato con il Dipartimento di Elettronica Informatica Sistemistica (DEIS) – Università di Bologna per la messa a punto di “Armonica”: uno strumento di previsione di c.e.m. accurato e facilmente utilizzabile, che si ritiene possa essere un prodotto fruibile a disposizione di tutte le Sezioni di ARPA.
In Allegato al presente protocollo si propone una tipologia di archivio regionale alfanumerico di possibile utilizzo, ricordando che si tratta solamente di una proposta da adeguare/integrare eventualmente, nelle parti non corrispondenti, a tipologie diverse che si dovessero diffondere a livello nazionale.
Un archivio alfanumerico di tale tipologia deve ovviamente essere considerato insieme ad un supporto cartografico (GIS) sul quale georeferenziare la posizione delle SRB, i punti di rilievo delle misurazioni strumentali effettuate e tutte le situazioni di vincolo o di favore. L’archivio proposto può essere utilizzato per lo studio delle caratteristiche di distribuzione del campo elettromagnetico e di impatto delle sorgenti su una certa zona (es. valutazione integrata).
I modelli previsionali utilizzati per le presenti valutazioni integrate, anche se costruiti su piattaforme differenti, assicureranno in generale prestazioni corrette in situazioni di campo libero e di campo lontano.
L'output dovrà tendere ad assicurare, soprattutto nei casi di maggiore complessità, oltre a previsioni puntuali su griglie spaziali di punti (con passo ridefinibile), anche elaborati grafici quali:
- curve (o superfici) di isolivello del campo elettrico ad opportune altezze;
- curve (o superfici) dell'altezza a cui si verifica il superamento di un prefissato valore di campo elettrico;
- andamento del campo elettrico in sezioni verticali lungo particolari direzioni.
L'uso della modellistica si rivela uno strumento potente ed irrinunciabile nell'analisi preventiva delle emissioni da sorgenti a RF e MO, soprattutto nelle grandi città (tipicamente i capoluoghi di provincia) dove possono presentarsi intorni complessi.
Eventuali rilievi effettuati in fase di collaudo degli impianti dovranno essere confrontati con le previsioni modellistiche effettuate, tenuto ovviamente conto delle ipotesi molto cautelative considerate in fase di analisi preventiva (impianti emittenti continuativamente alla massima potenza, ecc…).
Procedura per le valutazioni preventive dei Programmi annuali delle installazioni SRB
Per raggiungere gli obiettivi definiti in premessa, è necessaria una sequenza ordinata di fasi di approfondimento, aventi lo scopo di condurre al riconoscimento di aree complessivamente compatibili con i vincoli di natura ambientale, sanitaria e urbanistica e quindi in possesso di caratteristiche di idoneità. A tal fine è indispensabile stabilire una serie di criteri sensibili ad elementi ambientali, pianificatori e normativi. Definiti tali strumenti il Piano di localizzazione comunale viene elaborato principalmente attraverso due processi: la fase di “macrolocalizzazione” e di individuazione delle aree non idonee, che fornisce gli elementi per uno “screening” preliminare, e la fase di “microlocalizzazione”, che deve fornire un ventaglio di possibilità ed una gerarchizzazione dei siti potenziali, all’interno della quale poter definire la localizzazione degli impianti, selezionando i siti da autorizzare, anche tramite verifica della compatibilità dei valori di campo elettromagnetico.
Il processo stabilisce, infatti, inizialmente una fase di competenza comunale: la “Fase di macrolocalizzazione" e di individuazione delle aree vincolate, di attenzione e preferenziali, comprensiva dell’approvazione del documento correlato. Il processo di macrolocalizzazione produce infatti la Carta di macrolocalizzazione comunale degli impianti per telefonia cellulare, documento che fornisce ai gestori gli elementi per l’attuazione di una fase di loro competenza, la “Fase di Presentazione del Programma annuale”, ovvero l’avvio del processo di microlocalizzazione e quindi di definizione di uno strumento di approfondimento delle analisi e delle problematiche connesse all’installazione di impianti “Fase di confronto preliminare con i gestori”. Tale fase deve fornire al comune delle proposte di microlocalizzazione puntuale o delle aree di ricerca per le quali esprimere un parere motivato.
La “Fase di definizione dei siti da autorizzare” da parte delle amministrazioni comunali, all’interno di quelli potenziali proposti, presuppone il parere tecnico favorevole di ARPA e DSP per gli impianti prescelti e risulta contestuale alla “Fase di pubblicazione del programma” che assicura la trasparenza degli atti.
L’elaborazione del Piano di localizzazione comunale, documento di sintesi che contiene eventualmente tutte le licenze edilizie, di competenza comunale, conclude il procedimento autorizzativo.
Schema riassuntivo delle FASI di definizione del Piano di localizzazione comunale
1. Elaborazione del documento di macrolocalizzazione, ossia definizione della Carta tematica
2. Approvazione del documento
1. Presentazione proposte di microlocalizzazione
2. Confronto preliminare con i gestori e valutazione
1. Gestori
1. Definizione dei siti da autorizzare e loro valutazione tecnica
2. Pubblicazione del programma
1. Gestori/Comune/ARPA/DSP
Elaborazione del Piano di localizzazione comunale (documento di sintesi che contiene l’autorizzazione, comprensiva di eventuali licenze edilizie)
FASE MACROLOCALIZZAZIONE
a) Macrolocalizzazione su cartografia di PRG.
Prima dell’avvio della procedura autorizzativa è necessaria, da parte dell’Amministrazione Comunale, la preventiva individuazione delle aree di cui ai punti successivi, tenuto conto sia dello stato di attuazione del PRG, sia anche delle previsioni urbanistiche non ancora attuate che potrebbero costituire un vincolo. Si ritiene opportuno, nell'ottica del principio di cautela e nell'ambito della valutazione di compatibilità ambientale di cui al punto 8.4 della Direttiva Regionale e delle conseguenti misure previste per la minimizzazione degli impatti negativi, tenere in debito conto i fattori di pressione ambientale già presenti sul territorio, anche al fine di evitare per quanto possibile una concentrazione di condizioni ambientali sfavorevoli in alcune aree del territorio, con conseguente incremento della percezione del rischio e di situazioni di disagio nella popolazione. Tali aree sono:
* aree non idonee all'installazione (fattore escludente)
§ con vincoli derivanti da norme urbanistiche ed ambientali;
§ esplicitamente escluse dall'art. 9 della L.R. 30/2000;
§ contrastanti con Regolamenti locali e/o specifiche Delibere od Ordinanze.
* aree di attenzione, sottoposte a limitazioni (fattore limitante), che richiedono una particolare cura nella progettazione degli impianti e l'adozione di soluzioni progettuali non tradizionali (come ad esempio antenne con attenuazioni dei lobi secondari di almeno 20 db) perché:
§ caratterizzate da valori di fondo, stimati o misurati, che vengono considerati non trascurabili. A titolo esemplificativo si può fare riferimento al valore dei 3 V/m, ovvero alla metà del valore di cautela fissato all’art. 4 del D.M. 381/98;
§ prossime alle aree di divieto di cui all'art. 9 comma 1 della L.R. 30/2000 (con particolare riferimento alle scuole ed alle strutture sanitarie di degenza) per le quali è necessario perseguire obiettivi di qualità che minimizzino l'esposizione ai campi elettromagnetici, tendendo al non incremento del fondo preesistente sulle aree soggette al divieto. La delimitazione delle aree di attenzione può essere riconducibile all'assunzione di una distanza di 200 metri dall'area di esclusione (Tale distanza è in accordo con quella individuata al punto 8.1 della Direttiva Regionale, per l'indicazione degli edifici presenti, delle loro altezze e delle loro destinazioni d'uso);
§ in aree con elevata densità di immobili a destinazione residenziale;
§ aree compatibili, individuate dall’Amministrazione, ma a diretto contatto di immobili a destinazione residenziale la cui altezza risulta uguale o superiore a quella dell’antenna da realizzarsi;
§ ospitano già impianti per i quali, nell'ambito della propria azione di coordinamento il Comune intende assumere iniziative di rilocalizzazione.
* aree compatibili/preferibili, in cui non sussistono limitazioni palesi o emerge un'eventuale idoneità-attitudine alla localizzazione, eventualmente già indicate negli strumenti di pianificazione, quali ad esempio:
§ aree con assenza di ricettori sensibili;
§ aree tecnologiche individuate dagli strumenti urbanistici;
§ rotatorie stradali di ampie dimensioni al centro delle quali installare strutture apposite;
§ aree agricole in adiacenza a centri abitati o a strade di grande traffico.
Tali aree sono quelle per le quali è più facilmente praticabile l'azione di razionalizzazione degli impianti con aggregazione di più gestori (fattori preferenziali).
La macrolocalizzazione comunale va sottoposta ai Gestori (con congruo anticipo rispetto alla scadenza di presentazione del Programma annuale) per fornire tutti gli elementi necessari per uno screening preliminare dei siti potenziali. Gli indirizzi dell’Amministrazione possono essere tradotti in una Delibera, comprensiva di approvazione della carta tematica.
FASE MICROLOCALIZZAZIONE
b) Presentazione del Programma annuale delle installazioni, da parte dei gestori, con indicazione dei potenziali siti puntuali già contrattualizzati* (fase di microlocalizzazione) e delle eventuali aree di ricerca, sia per le SRB sia per le installazioni microcellulari, per le quali il Comune valuta la compatibilità urbanistico- edilizia ed ambientale (art.8 della Deliberazione della Giunta Regionale n.197 del 20.02.01)
Per quanto viene proposto nelle aree di attenzione, è opportuno che il Gestore proceda all'individuazione di siti alternativi, da considerare nella fase di integrazione dei programmi annuali dei diversi gestori, nell'ambito della predisposizione dei piani comunali.
In tale ambito devono essere evidenziate:
§ Le motivazioni della scelta del sito all'interno del piano di copertura dell'area (baricentricità), cioè ragioni tecniche sottostanti alla scelta di localizzare l'impianto in aree del territorio per le quali era stata evidenziata la presenza di criticità valutate nell’ambito di incompatibilità urbanistiche, territoriali, ecc.;
§ L’avvenuta ricerca di opportunità esistenti:
- condivisione delle infrastrutture, quali edifici e/o pali di sostegno delle antenne, già presenti;
- aree comunali o pubbliche rese disponibili dall’Amministrazione.
c) Convocazione di un "confronto preliminare" da attuarsi immediatamente dopo la presentazione del programma annuale da parte di tutti i Gestori, o del termine di presentazione individuato dalla Direttiva (con la presenza dell'Amministrazione Comunale e dei Gestori e il supporto all'Amministrazione da parte di ARPA/DSP) stante la necessità di adottare criteri oggettivi e preventivamente concertati con i Gestori, per la soluzione di situazioni di incompatibilità, che comportino la totale o parziale rinuncia a siti puntuali già individuati e contrattualizzati.
E' in tale fase che occorre applicare il principio della minimizzazione del rischio, tenuto anche conto:
§ della funzione di razionalizzazione e coordinamento delle proposte presentate, attribuite al Comune dall'art. 8 comma 7 della L.R. 30/00;
§ dell'esigenza di raccordare le proposte dei singoli gestori definendo un quadro complessivo delle installazioni esistenti sul territorio e di quelle proposte al fine di favorire la valutazione integrata del contributo di tutte le sorgenti di radiofrequenza.
d) Definizione dei siti da autorizzare con le procedure previste dal SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) sulla base della documentazione tecnica relativa all’impianto, indicate al punto 8.4 della Direttiva; per tali siti è necessario il parere ARPA e DSP.
e) Pubblicazione del Programma per consentire le osservazioni dei Cittadini e delle Associazioni ai sensi del comma 3 dell’art. 8 della L.R. 30/00.
Il Piano Comunale che emerge dall'integrazione dei programmi dei singoli gestori, tenuto conto delle osservazioni dei cittadini, costituisce un atto tecnico - politico di gestione del territorio finalizzato a tutelare, anche attraverso il risanamento degli impianti esistenti, la salute della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente.
L'insieme di tutte le autorizzazioni costituisce il Piano di localizzazione comunale, cioè uno strumento di sintesi della situazione esistente e futura, sulla base del quale si fonda la programmazione degli anni successivi.
Va ribadito che, mentre i siti puntuali dovranno essere soggetti a valutazione previsionale dei valori di campo elettromagnetico secondo le modalità di seguito indicate, per le aree di ricerca in cui si prevede di localizzare altri impianti, tale valutazione non è da effettuarsi, in quanto il Comune, come previsto all’art.8 della Deliberazione della Giunta Regionale n.197 del 20.02.01, ne valuta esclusivamente la compatibilità urbanistico-edilizia ed ambientale.
La valutazione previsionale dei valori di campo elettromagnetico prodotti dalle nuove installazioni, tenuto conto del contributo di quelle già esistenti e di quelle proposte da altri soggetti, sarà effettuata con l'utilizzo delle metodiche e dei modelli che consentono la stima puntuale in corrispondenza dei ricettori interessati dall'irradiazione.
Qualora, nonostante o per effetto della funzione di razionalizzazione e coordinamento dei programmi annuali presentati dai singoli gestori, il quadro complessivo delle installazioni proposte e di quelle esistenti sia caratterizzato da sovrapposizioni e vicinanze di posizioni fra singole stazioni radiobase o fra queste e ripetitori radiotelevisivi, si procederà ad una valutazione integrata dei livelli di campo elettromagnetico tenendo conto del contributo almeno di tutte le sorgenti presenti nel raggio di 500 metri, se radio televisive, e di almeno 200 metri, se SRB. La valutazione integrata comporterà l’esame dettagliato dei livelli di campo in corrispondenza degli edifici maggiormente esposti in un raggio di 200 metri da ciascuna stazione radiobase. In particolare, per gli impianti microcellulari la valutazione integrata verrà effettuata entro 20 m, tenuto conto della presenza di :
- impianti della stessa tipologia o ad es. impianti quali DECT entro 20 m;
- impianti quali SRB entro un raggio di 200 m;
- impianti radioTV entro un raggio di 500m.
In attesa del Piano Provinciale di localizzazione dell'emittenza radio e televisiva di cui all'art. 3 della Direttiva Regionale, le informazioni sulla collocazione e sulle caratteristiche tecniche degli impianti RTV possono essere assunte facendo riferimento ad una o a entrambe le seguenti fonti:
- ai catasti degli impianti attualmente esistenti resi disponibili ad ARPA dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni;
- alla georeferenziazione delle stesse nell'ambito del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e degli strumenti urbanistici subordinati (PSC e POC).
Indipendentemente dai confini amministrativi, qualora:
- sia prevista l'installazione di una SRB entro i 200 m. da un confine comunale;
- siano ipotizzabili/evidenziabili impianti di trasmissione radiotelevisiva in altro territorio
comunale, ma a distanze inferiori a 500 metri dalla nuova SRB,
la valutazione integrata dovrà tener conto del contributo fisico ai valori di campo indipendentemente dai confini amministrativi, ricercando il coordinamento tra tutti i servizi territoriali interessati.
La valutazione integrata non tiene conto:
· degli impianti radioamatoriali che possono raggiungere potenze al connettore d’antenna di circa 200 W, ma che di norma presentano una attività discontinua; si ritiene che ai fini di tutela della popolazione da esposizioni prolungate a campi elettromagnetici ad alta frequenza, il cumulo con impianti funzionanti in continuo, quali SRB e ripetitori radioTV, sia trascurabile e quindi da non considerare nella valutazione integrata.
Per le interferenze dei singoli impianti radioamatoriali e la loro compatibilità con edifici con permanenza prolungata di persone, si rimanda all'apposito regolamento previsto all'art. 2 comma 2 della L.R. 30/00.
· degli impianti delle Forze Armate esclusi dal campo di applicazione della L.R. 30/00, ma caratterizzati da contributo potenzialmente significativo al campo elettromagnetico delle aree circostanti; conseguentemente si dovrebbe tendere ad escludere dalla programmazione comunale della telefonia mobile quegli impianti ricompresi in un raggio di 500 metri da installazioni militari dotate di radar. Ciò anche al fine di evitare di sommarne i contributi in corrispondenza dei ricettori sensibili o incrementare l'esposizione degli addetti agli impianti militari stessi, già professionalmente esposti.
· degli impianti della Protezione Civile e dei servizi di emergenza sanitaria e di Enti pubblici esclusi dal campo di applicazione all'art. 2 della L.R. 30/00, caratterizzati da:
- indisponibilità di dati;
- potenze in gioco molto ridotte
- attività discontinua e tempo di trasmissione mediamente inferiore a 6 minuti al giorno, indicato quale tempo di valutazione dal D.M. 381/98.
Si ritiene che questi impianti possano essere esclusi dalla valutazione integrata anche perché non contribuiscono in modo significativo all’esposizione della popolazione ai c.e.m.
Si precisa che per gli impianti di cui al presente punto 2, la valutazione verrà eventualmente effettuata attraverso la verifica strumentale del fondo elettromagnetico.
La valutazione di compatibilità delle stazioni radiobase proposte nell'ambito dei programmi annuali di telefonia mobile deve essere orientata:
a) alla verifica dell'idoneità sanitaria ed ambientale dei siti, sulla base dei vincoli posti:
§ dall'art. 9 della L.R. 30/00 (aree di esclusione);
§ da Regolamenti comunali od altri provvedimenti locali, indicanti obiettivi di qualità e/o vincoli ambientali ed urbanistici più restrittivi.
b) alla verifica delle proposte di installazione all'interno delle "aree di attenzione" e in tal caso:
§ delle ragioni tecniche prodotte dai Gestori per sostenere la scelta di localizzare l'impianto in aree critiche del territorio;
§ degli accorgimenti tecnologici adottati dai gestori nella progettazione al fine di limitare l'esposizione.
Tali accorgimenti possono essere ricondotti, ad esempio:
- alla preventiva ricerca del sito specificamente orientata ad evitare la prossimità ad aree sensibili e/o residenziali;
- a massimizzare il dislivello tra antenne ed edifici circostanti, sia nella ricerca degli edifici che mediante il ricorso ad installazioni su palo;
- alla riduzione delle dimensioni delle antenne;
- all’orientamento delle antenne e dei relativi diagrammi di irradiazione;
- all’ottimizzazione di tiltaggio , potenza e guadagno delle antenne.
I possibili criteri di valutazione sono i seguenti:
Escludenti:
se i valori stimati, comprensivi del fondo preesistente risultano superiori o uguali ai limiti previsti dalla normativa vigente, in corrispondenza di ricettori caratterizzati da permanenza prolungata di persone, si esprime parere negativo.
l'obiettivo da perseguire è il non incremento del valore di fondo preesistente in prossimità di edifici scolastici e strutture sanitarie di degenza o strutture socio assistenziali nelle quali sia prevista la presenza prolungata di persone.
Gli incrementi di tale valore devono essere motivati da ragioni tecniche che esplicitino le esigenze di copertura del servizio e da un'analisi territoriale che dimostri che la soluzione prescelta è quella di minor impatto.
Inoltre si tende preferenzialmente ad escludere incrementi del valore di fondo, qualora questo sia già considerato non trascurabile (vedi Fase di macrolocalizazione, lett.a aree di attenzione).
La rete di telefonia mobile costituita da microcelle è stata proposta per integrare l’insufficiente copertura fornita dalle SRB di tipo “tradizionale”, particolarmente nei centri storici, grandi centri commerciali etc.
Vista la peculiarità degli impianti microcellulari, si ritiene di proporre specifici criteri di valutazione per gli stessi anche sulla base delle prime esperienze ad oggi maturate da Arpa (sperimentazioni/valutazioni a Bologna e Piacenza)
§ altezze d’installazione delle antenne inferiori a 3,5 m;
§ antenne non distanziate di almeno 30 cm dal muro o soffitto nel caso in cui siano presenti locali retrostanti o sovrastanti l’antenna, con presenza prolungata di persone;
§ nel caso d’installazione sotto i portici, quando il portico è di altezza inferiore a 4,5 m misurata nel punto più alto del solaio sovrastante l’impianto;
§ valore di fondo in prossimità dell’impianto, nei luoghi ove è possibile prevedere permanenza prolungata di persone, uguale o superiore alla metà del valore di cautela fissato all’art. 4 del D.M. 381/98 (3 V/m).
§ potenza complessiva ai connettori d’antenna superiore ad 1 W;
§ quando è prevista l’installazione di un nuovo impianto microcellulare a distanza minore od uguale a 50 metri da un impianto microcellulare esistente od in progetto;
§ l'installazione sotto i portici o comunque sotto quelli caratterizzati da una altezza inferiore ai 6 metri,;
§ per i siti caratterizzati da impianti all'esterno dei portici è importante evitare la collocazione nelle immediate vicinanze di finestre;
§ direzione di propagazione:
- perpendicolare alla strada con presenza di edifici a distanze inferiori a 20 metri;
- parallela alla facciata dell’edificio di installazione (è preferibile che siano orientate obliquamente).
§ valori di fondo o valore complessivo stimato per l’impianto, ad altezza massima di 2 m, uguale o superiore alla metà del valore di cautela fissato all’art.4 del D.M. 381/98 (3 V/m).
§ posizionamento impianti all'esterno dei portici, in corrispondenza di elementi strutturali che non comportino la presenza di persone nelle parti retrostanti;
§ posizionamento impianti in luoghi distaccati da edifici, quali ad esempio pali d’illuminazione o semafori, ecc.
Si precisa inoltre che la presenza dell’antenna deve essere segnalata con la seguente dicitura:
“Antenna per telefonia - non aprire/manomettere”.
REGOLAMENTI E DISPOSIZIONI LOCALI
Numerosi Comuni hanno definito all'interno di propri regolamenti , atti deliberativi od ordinanze, criteri di pianificazione del territorio che perseguono obiettivi di qualità per la minimizzazione dell'esposizione a campi elettromagnetici e che prevedono:
§ Distanze di rispetto da aree o siti sensibili (scuole, strutture sanitarie, etc.), indipendentemente dai valori di campo elettromagnetico attesi (es. Regolamento edilizio di Imola; Regolamento d’Igiene di Parma, ecc.);
§ Obiettivi di qualità più restrittivi dei valori di cautela indicati dall'art. 4 comma II del D.M. 381/98 (es. Delibera tipo proposta dalla Conferenza Metropolitana di Bologna);
§ Ordinanza di collocazione delle SRB all'esterno del perimetro urbanizzato (es. Comune di Loiano).
Qualora tali vincoli locali siano di carattere geometrico dovranno essere riportati nella cartografia dei vincoli ambientali ed urbanistici e quindi delle aree non idonee fornita dalle Amministrazioni Comunali ai Gestori di Telefonia Mobile.
Qualora i regolamenti e le disposizioni locali prevedano il rispetto di valori di c.e.m. più restrittivi della normativa vigente, ARPA e DSP esprimeranno la propria valutazione tecnico/sanitaria considerando il rispetto dei valori previsti dalle leggi in vigore e contemporaneamente forniranno il necessario supporto all’Amministrazione Comunale nella verifica del rispetto dei valori più restrittivi da questa adottati.
VINCOLI SULL'URBANIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Rispetto all’urbanizzazione del territorio, l’approvazione del Programma annuale delle installazioni SRB può indurre dei vincoli che di seguito si ricapitolano:
§ in cui sia prevedibile la permanenza prolungata di persone, l'inserimento di una SRB può precludere l'uso futuro di spazi circostanti, in per tutta la durata del contratto di localizzazione. Tale vincolo e l’inopportunità di prevedere sviluppi urbanistici non compatibili con obiettivi di qualità indicati dalle singole amministrazioni va richiamato nel parere ARPA/DSP;
§ la valutazione di compatibilità di una nuova SRB deve tener conto non solo dell'esistente, ma anche dei vincoli e delle previsioni urbanistiche già contenute nei piani comunali;
§ la presenza di antenne radiotelevisive può costituire un vincolo temporaneo determinato dai tempi previsti:
- per l'attuazione dei piani di risanamento di cui all'art. 7 comma 2 della Direttiva regionale;
- per l'attuazione del piano provinciale di localizzazione degli impianti.
Il vincolo cessa solo ad avvenuto risanamento.
Coinvolgimento delle Amministrazioni Comunali
Il lavoro di valutazione preventiva dei programmi annuali di installazione delle SRB deve essere svolto con la fattiva collaborazione delle Amministrazioni Comunali, di ARPA e dei DSP che devono operare in stretta sinergia.
L’approfondimento condotto nell’elaborazione del presente protocollo ha messo in luce alcune azioni, punti cruciali del processo di valutazione, che è necessario siano realizzate dalle competenti strutture comunali.
§ disciplinare con apposito atto che la decorrenza dei 90 gg di tempo per le valutazioni dei programmi annuali prevista dall’art. 8 della L.R. 30/00, scatti a partire dalla data di scadenza prevista all’art.8 della Deliberazione della Giunta Regionale n.197 del 20.02.01; ciò è essenziale perché si possa fare una vera valutazione integrata di tutte le installazioni proposte dai diversi gestori;
§ predisporre una cartografia di PRG con la preventiva individuazione delle aree non idonee all’installazione di SRB, di quelle compatibili e di quelle da considerare con attenzione. Le indicazioni specifiche su questa cartografia sono riportate nel presente documento, nel capitolo inerente la procedura di valutazione, fase macrolocalizzazione, alla lettera a);
§ organizzare un momento di confronto con i gestori immediatamente dopo che questi abbiano presentato i programmi annuali; obiettivi e finalità di questo momento di concertazione sono riportate nel presente documento, nel capitolo inerente la procedura di valutazione, fase di microlocalizzazione, gerarchizzazione siti potenziali, alla lettera c);
§ adoperarsi perché nelle nuove pianificazioni urbanistiche vengano inseriti quei vincoli alle nuove previsioni che potrebbero generarsi nell’intorno di SRB autorizzate; ARPA e DSP si impegnano a segnalare tali vincoli nel parere tecnico di competenza;
§ disciplinare con apposito atto le modalità di informazione alla cittadinanza (comma 3 dell’art. 8 della L.R. 30/00) con il coinvolgimento di ARPA e DSP stante lo stretto rapporto tra questi enti e la popolazione. Si ritiene comunque necessario che l’informazione alla popolazione venga data dopo il confronto preliminare di cui alla succitata lett. c) del capitolo sulle procedure di valutazione.
Qualora sia prevista l’installazione di una SRB entro 200 metri dal confine comunale o entro 500 metri in caso di impianto di trasmissione radio televisiva, al fine di favorire il corretto coinvolgimento delle Amministrazioni interessate l’informazione è dovuta:
§ al Comune confinante per il coordinamento con il proprio Piano Comunale;
§ alla comunità rappresentata dal comune confinante, che ha diritto a fare osservazioni in modo analogo al cittadino residente nel comune di installazione dell’impianto.
ALLEGATO: Archivio alfanumerico dei rilievi e delle sorgenti
Listato dei campi delle 13 tabelle che compongono un possibile archivio alfanumerico dei rilievi (misure eseguite da operatori ARPA) e delle sorgenti (dati anagrafici e tecnici degli impianti)
Si riportano di seguito le strutture con degli esempi di dati inseriti (ove presenti).
ANTENNA: Contiene i principali dati fisici del sistema d’antenna utilizzato ed il riferimento allo specifico file contenente il diagramma di irraggiamento verticale ed orizzontale. Contiene inoltre il codice dell’impianto a cui appartiene.
Tabella Antenna_trasmittente
Cod_Ant_trasm
Cod_impianto
Cod_antenna
Cod_tecnologia
N_trasm
Dir_PO
Tabella Comune
Cod_comune_ISTAT
GESTORE: Contiene, oltre al codice univoco che identifica ogni gestore, anche la sua denominazione e i dati relativi allasede legale
Tabella Gestore_Servizio
Cod_gestore
Tabella Grandezza Fisica
Cod_GrandezzaFisica
B (microTesla)
IMPIANTO: Contiene i dati anagrafici di ubicazione dell’impianto, la tipologia di emittente (telefonia, radio, televisione) e costituisce il legame principale con le altre tabelle
Tabella Impianto
Cod_sito
Comune_località
Cod_sostegno
Data_attivazione
Tabella Operatore_Misure
Cod_OpMisura
ARPA_RA
ARPA Sezione di Ravenna
via Alberoni, 17/19 Ravenna
0544 210630
Tabella Provincia
Cod_ISTAT_PR
MISURE: Contiene i dati anagrafici, le coordinate geografiche, i valori di campo elettromagnetico misurato, nonché i codici di collegamento alle tabelle contenenti iformazioni relative all’operatore che ha eseguito l’intervento e la strumentazione utilizzata
Cod_Misura
Valore_Misura
Cod_TipoSonda
Com_loc
SITO: Contiene i dati anagrafici e amministrativi dei siti, intesi come un insieme di antenne
appartenenti ad uno o più gestori ed installate su uno o più impianti posti in un determinato punto/area circoscritta del territorio
Tabella Sito_geografico
Tabella Tipo_Antenna
ETEL02
Sira ETEL 02 omnidir.
Tabella Tipo_Sonda
Range_freq
BL_8.1
EMR 300 - Banda Larga - W&G 8.1 (100 KHz - 3 GHz)
Tabella Tipo_Sostegno
Sostegno diverso
Traliccio metallico
Tabella Tipo_Tecnologia
GSM_1800
GSM_900
Ponte Radio Analogico
Ponte Radio Numerico
TACS 900 MHz (TIM)
UMTS_2400
UMTS 2400 MHz
Figura 1: Struttura logica della Banca Dati proposta
* con il termine contrattualizzati si intendono siti per i quali il Gestore ha acquisito il diritto ad un utilizzo a fini di installazione.