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Timestamp: 2019-08-19 03:40:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.12', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 60', 'art. 12', 'sentenza ']

Esame avvocati, quando il giudizio negativo è illegittimo. - Il Commentario del Merito
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Esami orali di abilitazione alla professione di avvocato (sessione 2014) – illegittimità del giudizio negativo nel caso in cui le domande poste non siano state formulate sulla base di quesiti predeterminati dalla Commissione ed estratti a sorte dal candidato –Disposizione di cui all’art.12 del D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487 per i concorsi pubblici – Applicabilità anche agli esami di abilitazione alla professione forense.
Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia – Catania, sentenza 15 febbraio 2016 n. 510
Massima: E’ illegittimo il giudizio negativo espresso dalla Commissione per l’abilitazione all’esercizio della professione di Avvocato ove, nel corso dello svolgimento delle prove orali, non risulti osservato quanto previsto dall’art. 12 del D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487, in cui si dispone che le domande da porsi in sede di orali siano formulate sulla base di quesiti predeterminati dalla Commissione ed estratti a sorte dal candidato (art. 12 cit. “le commissioni esaminatrici … immediatamente prima dell’inizio di ciascuna prova orale, determinano i quesiti da porre ai singoli candidati per ciascuna delle materie di esame”; “tali quesiti sono proposti a ciascun candidato previa estrazione a sorte”). Il TAR catanese estende pertanto l’applicabilità di detta norma anche all’esame per l’abilitazione della professione forense seppur specificando che non possa essere definito “concorsuale” in senso stretto, in virtù del fatto che essa norma rappresenta comunque una disposizione volta a garantire che un candidato non venga agevolato/penalizzato rispetto ad altri, in applicazione del principio di imparzialità.
La pronuncia in esame va ad aggiungersi alle posizioni espresse dalla giustizia amministrativa in tema di impugnazione dei risultati sugli scritti dell’esame per l’abilitazione forense, che qui si ricordano per completezza: 1) esaustività e sufficienza del voto espresso in termini numerici, 2) ininfluenza dell’assenza di segni di correzione o di altro segno indicativo dell’iter logico-giuridico seguito per la correzione, 3) possibilità del vaglio del G.A. sulla logicità e correttezza dei segni di correzione qualora presenti.
Sentenza n.510/2016 REG.PROV.COLL.
ex art. 60 cod. proc. amm. sul ricorso numero di registro generale 65 del 2016, proposto da: Agata Vanessa Riolo, rappresentata e difesa dall’avv. Filippo Maugeri, con domicilio eletto presso Filippo Maugeri in Catania, Via Caronda, 172;
Comm. Centrale per l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato – sessione 2014, istituita c/o Ministero della Giustizia, Commissione per l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato – sessione 2014, istituita c/o la Corte di Appello di Catania; Ministero della Giustizia, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, domiciliata in Catania, Via Vecchia Ognina, 149;
del provvedimento di valutazione insufficiente e di conseguenza di bocciatura alle prove orali in ordine agli esami di avvocato per il Distretto della Corte d’Appello di Catania, del verbale del 27-10-2015 emesso dalla II^ Sottocommissione c/o la Corte d’Appello di Catania, nella parte in cui esprime la valutazione negativa, nonché dell’intero procedimento e di ogni altro atto connesso.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 28 gennaio 2016 il dott. Dauno Trebastoni e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
La ricorrente è stata ammessa a sostenere le prove orali dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato.
Con il ricorso in esame essa lamenta, tra l’altro, la violazione dell’art. 12 del D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487, perché le domande poste nello svolgimento delle prove orali non sono state formulate sulla base di quesiti predeterminati dalla Commissione ed estratti a sorte dal candidato.
Il motivo è fondato, e pertanto, assorbite ulteriori censure, il ricorso va accolto.
Come già precisato da questa Sezione (vedi sentenza n. 2331 del 2509.2015), la citata disposizione, ai sensi della quale “le commissioni esaminatrici,…immediatamente prima dell’inizio di ciascuna prova orale, determinano i quesiti da porre ai singoli candidati per ciascuna delle materie di esame”, e “tali quesiti sono proposti a ciascun candidato previa estrazione a sorte”, deve trovare applicazione anche a procedure di esame che non potrebbero, in senso stretto, essere definite “concorsuali”, in quanto disposizione volta a garantire, in applicazione del principio di imparzialità, che un candidato non venga preferito (o penalizzato) rispetto ad altri.
Di conseguenza, il ricorso va accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato, e l’obbligo per la commissione d’esame, in diversa composizione, di ripetere, entro 40 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza, la prova d’esame orale, in osservanza della citata normativa.
In considerazione della novità della questione, le spese possono essere compensate.
Ordina all’Amministrazione intimata la ripetizione della prova orale, nei termini di cui in motivazione.
Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 28 gennaio 2016 con l’intervento dei magistrati:
DEPOSITATA IN SEGRETERIA il 15/02/2016.
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