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Timestamp: 2020-08-09 01:42:55+00:00
Document Index: 103264170

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2361', 'art. 147', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 25']

DIRITTO SOCIETARIO: IL FALLIMENTO SI ESTENDE ALLE SOCIE DI CAPITALI DI SOCIETA’ DI FATTO.
Sul presupposto che possa configurarsi l’esistenza di una società di fatto anche se soci ne siano una pluralità di società di capitali la Cassazione, con sentenza n. 1095 depositata il 21 gennaio 2016, stabilisce l’estensione del fallimento anche alle società di capitali che siano state riconosciute socie della società di fatto fallita. Nel caso di specie la S.C. non ha ritenuto rilevante, con riferimento ai rapporti esterni, la circostanza che dette partecipazioni in una società personale venissero assunte in mancanza di una deliberazione assembleare ex art. 2361, 2° c.c. e concludeva sancendo l'estensione del fallimento, ai sensi dell'art. 147 della legge fallimentare, a tutti i soci illimitatamente responsabili, ergo, anche ai soci che siano società di capitali ...
Rinnovabili: la Regione Veneto interviene sulle garanzie di rimessa in pristino
La deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 253 del 22 febbraio 2012 è stata pubblicata sul BUR Veneto con i relativi allegati ed è tesa a definire la discliplina delle garanzie per la rimessa in pristino dei luoghi al termine della vita di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tale disciplina interessa gli impianti su cui la Regione ha competenza autorizzatoria: impianti fotovoltaici a terra di potenza maggiore o uguale a 20 kW; impianti eolici di potenza maggiore o uguale a 60 kW; impianti idroelettrici di potenza maggiore o uguale a 100 kW; impianti alimentati a biomassa di potenza maggiore o uguale a 200 kW; impianti di biogas da produzioni agricole, forestali e zootecniche, da gas di discarica e di processi di depurazione di potenza maggiore o uguale a 250 kW; infine, impianti fotovoltaici integrati e non integrati con potenza di picco fino ad 1 MW, ...
Contratto di lavoro a termine e valutazione del datore di lavoro dei rischi
La Corte di Cassazione Civile, Sez. Lav., con sentenza n. 5241 del 2 aprile 2012 ha stabilito che "la clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, è nulla per contrarietà a norma imperativa e il contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato." La Corte di Cassazione ribadisce quindi il divieto all'apposizione del termine (al contratto di lavoro subordinato) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del citato d. lgs. 19 settembre 1994, n. 626, già previsto dall'art. 3, lett. d), del d.lgs. n. 368/01. Nella disciplina del lavoro a termine il termine assurge ad elemento accidentale, con la conseguenza che la nullità della relativa clausola non si estende all'intero contratto. La sentenza perciò ...
Appalti: i chiarimenti sull’applicabilità della responsabilità solidale agli accordi che intrecciano lavori e forniture di beni
La circolare dell'agenzia delle Entrate n. 2/E del 1° marzo 2013 ha escluso dall'ambito oggettivo di applicazione della norma sulla solidarietà fiscale prevista dall'art. 13 ter decreto legge 83/12, tra gli altri, gli appalti di fornitura di beni, argomentando che tale tipologia contrattuale, sebbene richiamata dal comma 28 ter, non è prevista negli altri commi 28 e 28 bis che invece richiamano esclusivamente l'appalto di opere o servizi. Si pone però un problema interpretativo in presenza dei contratti misti, nei quali cioè figurano prestazioni sia di forniture, che di lavoro o di servizi. Si fa riferimento in particolare alla fattispecie disciplinata dalle norme pubblicistiche dell'art. 14 del D.lgs. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici), secondo cui è considerato appalto pubblico di forniture un contratto avente per oggetto la fornitura di prodotti e a titolo accessorio, lavori di posa in opera e di installazione. A differenza dei contratti misti di servizi per ...
Lavori a contatto con i minori: obbligatorio il certificato penale del casellario giudiziale
Con il D.Lgs n. 39/2014 l’Esecutivo ha emanato, con urgenza, alcune disposizioni finalizzate alla lotta contro lo sfruttamento minorile sotto l’aspetto sessuale e la pornografia. Tale provvedimento, all’art. 2, interviene sul D.P.R. n. 313/2002 introducendo l’art. 25 bis il quale afferma che chi intende impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali od attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori (quindi non sporadici), deve richiedere il certificato penale del casellario giudiziale della persona che intende impiegare, dal quale risulti l’assenza di condanne ai sensi degli articoli 600 bis, 600 ter, 600 quater, 600 quinquies, 609 undecies del codice penale e l’assenza di misure interdittive che comportino il divieto do contatti diretti e regolari con minori. Il datore di lavoro inadempiente a tale obbligo è soggetto ad una sanzione pecuniaria amministrativa compresa tra Euro 10.000 ed Euro 15.000 ...
Pensioni – Lavori usuranti
Via libera dal Consiglio dei Ministri alla pensione anticipata per chi svolge lavori usuranti. Il D. Lgs. n. 67 del 21 aprile 2011, indica come requisiti necessari per la domanda di pensionamento anticipato: a) la previsione di un requisito anagrafico minimo ridotto di tre anni e, in ogni caso, non inferiore a 57 anni di età, fermi restando il requisito minimo di anzianità contributiva di 35 anni ; b) essere lavoratori impiegati in mansioni particolarmente usuranti, quali lavori in gallerie, cave e miniere, in cassoni ad aria compressa, quelli eseguiti ad alte temperatura, in ambienti confinanti, i lavori in periodo notturno, quelli degli addetti alle attività svolte in “catena di montaggio” e, più in generale, tutti quei lavori per il cui svolgimento è richiesto un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee; c) essere lavoratori che hanno svolto le predette ...