Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-10909-del-08-06-2020
Timestamp: 2020-07-10 01:06:10+00:00
Document Index: 100062198

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 14', 'Cass. Sez. ', 'art. 8', 'Cass. Sez. ', 'art. 8', 'art. 32', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 10909 del 08/06/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10909 del 08/06/2020
Cassazione civile sez. I, 08/06/2020, (ud. 27/02/2020, dep. 08/06/2020), n.10909
sul ricorso 1474-2019 proposto da:
S.A., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA MAZZINI n. 8,
avverso la sentenza n. 1021/2018 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
Il Tribunale di Ancona, con ordinanza comunicata il 3.3.2017, respingeva il ricorso avverso il predetto provvedimento di rigetto.
Interponeva appello avverso detta decisione S.A. e la Corte di Appello di Ancona, con la sentenza impugnata n. 1021/2018, rigettava il gravame.
Propone ricorso per la cassazione della decisione di rigetto S.A. affidandosi a quattro motivi.
In prossimità dell’adunanza camerale il ricorrente ha depositato memoria.
Con il primo motivo, articolato a sua volta in due distinti profili, il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, artt. 8 e 27, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 perchè la Corte di Appello avrebbe valutato la storia personale del richiedente senza svolgere alcuna effettiva istruttoria sulle condizioni del Paese di provenienza e dunque in violazione dei criteri previsti dalla legislazione speciale per l’esame delle domande di protezione internazionale.
La sentenza impugnata non reca alcuna indicazione di fonti informative sul Paese di origine del richiedente, a parte una fonte ANSA genericamente descritta, sulla base della quale il giudice di merito ha ritenuto che la situazione in Gambia fosse in via di normalizzazione dopo l’insediamento, avvenuto il (OMISSIS), del nuovo governo presieduto da A.B. ed ha quindi affermato che non sussisterebbero, in particolare, i presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria del D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. c) (cfr. pag. 6).
Va data continuità al principio secondo cui è onere del giudice di merito indicare in modo puntuale le fonti consultate e le informazioni specifiche tratte da essa. Sul punto questa Corte ha affermato, con le ordinanze n. 13449/2019, n. 13450/2019, n. 13451/2019 e n. 13452/2019, la prima delle quali massimata (cfr. Cass. Sez. 1, Ordinanza n. 13449 del 17/05/2019, Rv.653887) il principio per cui il giudice di merito, nel fare riferimento alle cd. fonti privilegiate di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 comma 3, deve indicare la fonte in concreto utilizzata nonchè il contenuto dell’informazione da essa tratta e ritenuta rilevante ai fini della decisione, così da consentire alle parti la verifica della pertinenza e della specificità dell’informazione predetta rispetto alla situazione concreta del Paese di provenienza del richiedente la protezione (sul punto, cfr. anche Cass. Sez. 1, Ordinanza n. 11312 del 26.4.2019, non massimata).
Ne deriva l’insufficienza del generico riferimento a “quanto desumibile da fonte ANSA” perchè non idoneo a specificare quale fonte, in concreto, è stata utilizzata dal giudice di merito, nè ad indicarne la collocazione temporale, e quindi non sufficiente ad assicurare il controllo sull’attendibilità di essa e soprattutto sulla sua effettiva ricomprensione nel novero di quelle previste dal richiamato dal D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3.
L’accoglimento del primo motivo implica l’assorbimento delle altre tre doglianze, con le quali il ricorrente censura, rispettivamente, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32 e il D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, perchè il giudice di merito avrebbe violato il principio della cd. cooperazione istruttoria (secondo motivo), la nullità della sentenza per omessa pronuncia sulla domanda di protezione sussidiaria (terzo motivo) ed il mancato riconoscimento dello status di rifugiato o, in alternativa, della protezione sussidiaria (quarto motivo).
La decisione impugnata va di conseguenza cassata in relazione alla censura accolta e la causa rinviata alla Corte di Appello di Ancona, in differente composizione, anche per le spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso e dichiara assorbiti gli altri. Cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di Appello di Ancona, in differente composizione.