Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19059-del-28-09-2016
Timestamp: 2020-07-13 00:04:31+00:00
Document Index: 156495412

Matched Legal Cases: ['art. 348', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 380', 'art. 112', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 348', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 348']

Sentenza Cassazione Civile n. 19059 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19059 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 19/05/2016, dep. 28/09/2016), n.19059
sul ricorso 5086/2014 proposto da:
SAES SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LUIGI SETTEMBRINI 24, presso
lo studio dell’avvocato ANTONINO ORDILE, che la rappresenta e
difende giusta procura in calce del ricorso;
OBERTI SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G. MAZZINI 73, presso lo
studio dell’avvocato GIANLUCA VARVO, rappresentato e difeso
dall’avvocato FRANCESCO RIMANO giusta procura in calce del
avverso l’ordinanza rg. n. 888/13 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
udito l’Avvocato ORDILE ANTONINO difensore del ricorrente che si
riporta agli scritti; chiede la fissazione in pubblica udienza;
udito l’Avvocato IULIANO FRANCESCO, difensore del resistente che si
riporta agli scritti inammissibilità.
p.1. La S.A.E.S. s.r.l., ha proposto ricorso per cassazione, ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c. , comma 3, contro la s.r.l. Oberti avverso l’ordinanza ex art. 348-bis c.p.c., del 24 dicembre 2013, con cui la Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato inammissibile l’appello da essa ricorrente proposto contro la sentenza di primo grado in una controversia inter partes dal Tribunale di Ferrara il 30 gennaio 2013.
p.2. Al ricorso ha resistito con contriricorso la s.r.l. intimata.
p.3. Prestandosi il ricorso ad essere trattato con il procedimento di cui all’art. 380-bis c.p.c., è stata redatta relazione ai sensi di tale norma e ne è stata fatta notificazione agli avvocati delle parti costituite, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza della Corte.
p.3. Il ricorso può essere deciso in Camera di consiglio ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c, in quanto appare manifestamente inammissibile.
p.3.1. Nel ricorso il ricorrente, con un primo motivo deduce violazione dell’art. 112 c.p.c., per omessa pronuncia su un motivo di appello e con il secondo un error in indicando.
Si tratta di vizi che, anche a seguito della sentenza n. 1914 del 2016 non sono deducibili contro l’ordinanza di cui all’art. 348-bis c.p.c., come si evince dalla motivazione della decisione, cui si rinvia”.
p.2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, pur dovendosi dare atto che in essa si fa riferimento a due motivi, anzichè a tre motivi, che, in effetti il ricorso contiene.
Esse non sono in alcun modo messe in crisi dalle deduzioni svolte dalla parte ricorrente nella sua memoria.
p.2.1. Con riferimento al primo motivo nella memoria si svolgono considerazioni che omettono completamente di confrontarsi con il principio di diritto, implicitamente evocato dalla relazione, secondo cui: “L’ordinanza di inammissibilità dell’appello resa ex art. 348 ter c.p.c., non è ricorribile per cassazione, nemmeno ai sensi dell’art. 111 Cost., comma 7, ove si denunci l’omessa pronuncia su un motivo di gravame, attesa la natura complessiva del giudizio “prognostico” che la caratterizza, necessariamente esteso a tutte le impugnazioni relative alla medesima sentenza ed a tutti i motivi di ciascuna di queste, ponendosi, eventualmente, in tale ipotesi, solo un problema di motivazione.” (Cass. sez. un. n. 1914 del 2016).
Ne segue che tutto ciò che argomenta la memoria è del tutto irrilevante, tant’è che si basa sull’evocazione di giurisprudenza sull’omessa pronuncia ai sensi dell’art. 112 c.p.c., come motivo di un ricorso per cassazione ordinario.
Parte ricorrente va, dunque, semplicemente rinviata alla motivazione enunciata a fondamento del detto principio dalle Sezioni Unite nelle pagine 16-17.
p.2.2. In ordine al secondo e terzo motivo la memoria si astiene dallo svolgere rilievi che dovrebbero giustificare la loro deducibilità contro l’ordinanza, che è manifestamente esclusa, denunciando il terzo motivo, come il secondo, un preteso error in indicando della motivazione dell’ordinanza stessa, di modo che si esorbita dall’àmbito di impugnabilità dell’ordinanza ex art. 348-ter c.p.c., affermato dalle Sezioni Unite, così come la relazione aveva enunciato a proposito del solo secondo motivo.
p.3. Il ricorso è conclusivamente dichiarato inammissibile.