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Timestamp: 2017-04-24 15:32:36+00:00
Document Index: 106656371

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 102', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 617', 'art. 617', 'art. 2363', 'art. 2564', 'art. 60', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 57', 'art 8', 'art. 186', 'art. 180']

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SEZIONE SPECIALIZZATA PROPRIETA' INDUSTRIALE ED INTELLETTUALE
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1 N. R.G /2011 TRIBUNALE di MILANO SEZIONE SPECIALIZZATA PROPRIETA' INDUSTRIALE ED INTELLETTUALE Nella causa civile iscritta al n. R.G /2011 promossa da: SAMSUNG ELECTRONICS CO. LTD e SAMSUNG ELECTRONICS ITALIA S.P.A., in persona dei legali rappresentanti pro tempore, con il patrocinio del Prof. Avv. ADRIANO VANZETTI, nonché degli Avv.ti GIULIO ENRICO SIRONI ed ANNA COLMANO, VIA DAVERIO, MILANO, elettivamente domiciliate presso lo studio dei medesimi, in forza di procura in atti, RICORRENTI contro APPLE INC., APPLE ITALIA S.R.L., APPLE RETAIL ITALIA S.R.L., APPLE SALES INTERNATIONAL, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, con il patrocinio del Prof. Avv. GIUSEPPE SENA e degli Avv.ti PAOLA TARCHINI e BARBARA LA TELLA, società elettivamente domiciliate in CORSO VENEZIA, MILANO, presso lo studio degli Avv.ti Sena e Tarchini, in forza di procura in atti, RESISTENTI Il Giudice dott. MARINA ANNA TAVASSI, a scioglimento della riserva assunta all udienza del 16 dicembre 2011, ha pronunciato la seguente ORDINANZA Visti gli atti e i documenti di causa, udite le discussioni orali svolte a cura dei difensori delle parti alle udienze del 26 ottobre e 16 dicembre 2011, sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 16 dicembre 2011, il G.D. osserva quanto segue: 12 1. Premesse in fatto - Le tesi delle società ricorrenti 1.1 Il presente procedimento è stato proposto con ricorso cautelare ante causam dalle società Samsung Electronics Co. Ltd e Samsung Electronics Italia s.p.a. nei confronti delle società Apple Inc., Apple Italia s.r.l., Apple Retail Italia s.r.l. e Apple Sales International. Il procedimento si affiancava ad un giudizio di merito (R.G. N /2011) in corso tra le medesime parti per contraffazione di brevetti in titolarità di Samsung e addebiti di concorrenza sleale, nell'ambito del quale Samsung ha presentato un ulteriore ricorso cautelare (R.G. N /2011) Detti procedimenti coinvolgono le stesse parti, si fondano su brevetti che coprono porzioni del medesimo standard di telecomunicazione (c.d. standard 3G/UMTS) e hanno ad oggetto lo stesso prodotto di Apple, ossia il nuovo modello di smartphone, denominato iphone4s, nonché il presente procedimento ante causam un altro prodotto di Apple, denominato tablet computer. Le società ricorrenti (di seguito, anche Gruppo Samsung o Samsung ) affermavano di essere leader mondiali nella produzione di apparecchiature elettroniche e nello sviluppo di tecnologie all avanguardia, tanto che nel tempo le stesse hanno assunto la titolarità di un vastissimo portafoglio di brevetti. Oggetto del ricorso de quo è in particolare il brevetto europeo EP (di seguito anche EP 269 ), concesso il 13 ottobre 2004, su domanda depositata il 6 luglio 2000 rivendicante una priorità coreana del 6 luglio 1999, validato in Italia l'11 gennaio 2005, relativo a sistemi di telecomunicazioni su rete di telefonia mobile. 1.3 Giova inquadrare il contesto in cui si inserisce il brevetto fatto valere nel presente procedimento da Samsung, al fine di meglio cogliere i rilievi e le doglianze rispettivamente formulate dalle parti. Il mercato di riferimento dei prodotti in questione (e/o che implementano i dispositivi) e le tecnologie rilevanti nel caso in esame si caratterizzano per la compresenza di numerosi produttori e apparecchi telematici eterogenei fra loro. Un simile mercato impone la creazione di c.d. standard (ovvero raccolte di specifiche tecniche) condivisi, al fine di poter realizzare un sistema di comunicazione effettiva sulle reti di telefonia mobile. I fornitori delle infrastrutture di rete mettono a disposizione strumenti che consentono la comunicazione sulla base delle suddette regole standard. 23 In Europa, la definizione degli standard di comunicazione è demandata all ETSI European Telecommunications Standards Institute. Ad oggi, l architettura, ovvero l insieme delle infrastrutture componenti un sistema di telecomunicazione, è lo standard 3G (Terza Generazione), il quale consente non solo di effettuare telefonate tra gli utenti, ma anche di scambiare file, e lo streaming di contenuti multimediali (e.g. video, canali televisivi, ecc.). In Europa, le reti che seguono lo standard 3G sono chiamate UMTS Universal Mobile Telecommunications System. Per quanto riguarda le reti 3G, ed in particolare i sistemi UMTS, la definizione delle specifiche tecniche dello standard è effettuata dal Gruppo 3GPP (Third Generation Partnership Project), una associazione di diversi enti, tra i quali l'etsi, che si occupano della standardizzazione dei sistemi di comunicazione in varie parti del mondo e che collaborano ai fini della definizione appunto di specifiche tecniche di applicabilità globale. Come sopra detto, dette reti di terza generazione garantiscono la trasmissione di diversi tipi di informazione, ciascuno con specifiche esigenze di prestazione (c.d. "qualità di servizio" o "QoS - quality of service"), con riferimento in particolare ai tassi di errore accettabili e alle diverse soglie di tollerabilità della qualità. Questi errori d altra parte sono ineliminabili, entrando in gioco numerose cause non del tutto ponderabili ex ante (i.e. perturbazioni atmosferiche, ostacoli fisici, interferenze con altri segnali, ecc.). Per questa ragione, esistono diversi canali appropriati per la trasmissione di ogni tipologia di informazione (i.e. voce, video) chiamati canali di trasporto (TrCH). Per ogni canale di trasporto esiste un sistema per ridurre l incidenza di queste cause di errore: questo sistema si chiama codifica di canale, tale per cui l informazione reale che si vuole trasmettere viene opportunamente codificata, nel senso che tipicamente si aggiunge ad essa un informazione ridondante (ossia un'informazione ulteriore generata e appunto aggiunta a quella "vera" dal sistema di codifica del canale), in modo che l errore si distribuisca tra l informazione reale e l informazione ridondante, pesando conseguentemente di meno sull informazione reale. La codifica di canale oltre a proteggere dagli errori l informazione utile, ha anche l ulteriore scopo di consentire a chi la riceve il riconoscimento e la eventuale correzione degli errori. L eterogeneità dei dati implica che la trasmissione degli stessi possa avvenire ad una frequenza temporale variabile o con una lunghezza dei blocchi dei dati parimenti 34 variabile. Dovendo detti dati poter essere riconosciuti dal ricevitore, quest ultimo deve essere informato sulla frequenza o tasso temporale ( rate ) oppure sulla lunghezza del blocco. A questo scopo, fa parte della tecnica nota prevedere all interno del frame di dati trasmessi un indicatore, chiamato TFCI (Transport Format Combination Indicator), il quale svolge anche la funzione di mettere al corrente il ricevitore della frequenza/tasso dei dati, in modo che questi possa appunto riconoscere di quale tipologia di dati si tratti. A livello operativo, le informazioni sono trasmesse sotto forma di bit, ovvero di cifre 1 e 0 opportunamente raggruppate, secondo il sistema di numerazione binario utilizzato per la trasmissione di dati tra apparecchi elettronici. È essenziale che il TFCI venga trasmesso e ricevuto correttamente, in quanto la ricezione di un TFCI errato impedirebbe la corretta lettura del frame da parte del ricevitore. E' dunque necessario che la ricostruzione del TFCI dal ricevitore sia affidabile anche in condizioni di trasmissione sfavorevoli, nelle quali i bit sono trasmessi in modo incompleto o errato (circostanza che tende a verificarsi di frequente nei casi di c.d. TFCI estesi). I canali di trasporto vengono poi accorpati in un unico flusso di dati, mediante un procedimento tecnicamente chiamato multiplazione o multiplexing, per essere trasmessi sul canale fisico, ovvero via radio. La possibilità di avere canali di trasporto separati permette di elaborare le varie informazioni in base alle suddette esigenze di prestazione. Tra le specifiche tecniche (TS) che si riferiscono alle reti 3G ed in particolare ai sistemi UMTS, particolarmente importante è la numero TS , v , stilata dal gruppo 3GPP. Detta specifica riguarda essenzialmente la codifica di canale appunto utilizzata nelle reti di terza generazione. La versione del settembre 2002 è vincolante per le reti UMTS, in quanto fa parte della c.d. "Release 99", la prima riguardante appunto le reti UMTS, ed è la più recente per questa release (si intende per "release" l'insieme degli standard relativi ad un certo sistema). Essa descrive le elaborazioni subite dalla informazione da trasmettere per ogni canale di trasporto prima della sua mappatura, ossia del suo "trasferimento", sul canale fisico. 1.4 Sulla base delle premesse sin qui esposte, si può quindi esaminare il contenuto del brevetto azionato nel presente procedimento. Questo brevetto viene qualificato dalla ricorrente Samsung quale brevetto c.d. standard essential, cioè essenziale per lo 45 standard, nel senso che copre parti dello standard medesimo che devono essere necessariamente attuate per poter comunicare informazioni secondo il sistema 3G/UMTS. Il problema che il brevetto EP '269 risolve è quello di rendere possibile la codifica di TFCI "estesi" di lunghezza diversa (ad esempio, 10, 12, 14, ecc. bit), migliorando la capacità di correzione degli errori. La rivendicazione 1 di EP '269 traduce questo concetto nei seguenti termini: 1. Apparecchio di codifica di Indicatori di Combinazione di Formato di Trasporto TFCI per un sistema di comunicazione, comprendente: un generatore di sequenze ortogonali (810) per generare una pluralità di sequenze biortogonali di base secondo una prima parte di bit di informazioni; un generatore di sequenze di maschera (820) per generare una pluralità di sequenze di maschera di base secondo una seconda parte di bit di informazioni, e un sommatore (860) per sommare le sequenze biortogonali di base e le sequenze di maschera di base generate dal generatore di sequenze e il generatore di sequenze di maschera. Sarebbe proprio l introduzione delle c.d. sequenze di maschera a rendere innovativo il brevetto e ad introdurre una tecnica più favorevole rispetto all arte nota. 1.5 E evidente che esiste spesso una relazione biunivoca tra standard e insegnamenti protetti mediante brevetti per invenzione, dal momento che i primi presuppongono l adozione e l implementazione della migliore tecnologia esistente. Questo implica che: o è impossibile aderire ad uno standard senza attuare l insegnamento del brevetto (che copre una certa funzione dello standard), e si parla in tal caso di brevetto essenziale per lo standard (o standard essential); oppure non è tecnicamente impossibile aderire allo standard senza violare un brevetto: di fatto, è altamente probabile che, per realizzare una funzione prevista dallo standard, si faccia uso della tecnologia brevettata. Ciò avviene, ad esempio, quando lo standard definisce diverse possibili modalità di attuazione di una funzione, comunque compatibili tra loro, in cui la variante brevettata è peraltro la modalità ottimale per la realizzazione di quella funzione Quest ultima sarebbe, secondo la ricostruzione di Samsung, l ipotesi verificatasi nel caso di specie. Riferiva la difesa delle società ricorrenti che in data 4 ottobre 2011 era stato presentato da Tim Cook (Apple) il nuovo iphone4s, in commercio anche in Italia dal 28 ottobre6 Pur senza esaminare il prodotto, già sulla base delle specifiche tecniche divulgate in occasione del lancio sul mercato, Samsung ha ritenuto possibile sostenere che l'iphone4s costituisce contraffazione del proprio brevetto EP '269, qui azionato. Infatti gli standard WCDMA/HSPA oppure HSPA+ secondo i quali opera l'iphone 4S, così come lo standard LTE, sono standard rientranti nella famiglia UMTS (ed in particolare nel release 99) Alla luce delle riportate considerazioni, Samsung ha individuato il fumus boni iuris in capo a sé ed il periculum in mora nella condotta di Apple; si rivolgeva quindi a questa Sezione Specializzata per scongiurare il rischio che il lancio sul mercato del nuovo iphone 4S da parte di Apple potesse arrecarle un danno irreparabile, considerata anche la veloce obsolescenza dei prodotti di alta tecnologia. In particolare Samsung ha chiesto: 1) di inibire ad Apple la produzione, importazione, offerta in vendita, commercializzazione e pubblicizzazione degli smartphones iphone 4S, ed in generale qualsiasi attività relativa ai prodotti in questione; 2) ordinare ad Apple il ritiro dal commercio dei prodotti di cui al punto 1); 3) disporre il sequestro dei prodotti di cui al punto 1) che si trovino presso le sedi, i magazzini e le unità locali di Apple nonché presso terzi che ne facciano commercio, autorizzando un rappresentante delle società Samsung e i loro difensori e consulenti tecnici di parte ad assistere alle operazioni di sequestro; 4) disporre il sequestro o, in subordine, la descrizione delle scritture contabili relative ad attività in Italia di Apple al fine di poter individuare il volume complessivo della produzione e/o importazione e delle vendite degli smartphones iphone 4S, nonché di individuare i soggetti coinvolti nell'illecito; autorizzando un rappresentante delle società Samsung e i loro difensori e consulenti tecnici contabili di parte ad assistere alle operazioni di sequestro o di descrizione, e nominando un perito contabile perché assista l'ufficiale Giudiziario, con espressa autorizzazione a estrarre copia dei documenti sequestrati o descritti; 5) fissare una penale pari a euro , o al diverso importo ritenuto congruo, dovuta da Apple per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione dell'emanando provvedimento e per ogni unità di prodotto fabbricata, importata o venduta in violazione del provvedimento stesso, e più in generale per ogni violazione del provvedimento, constatate successivamente al suo deposito; 67 6) ordinare la pubblicazione dell'emanando provvedimento; 7) ordinare ad Apple la pubblicazione sui loro siti Internet dell'emanando provvedimento, dando congruo risalto al provvedimento in questione nella home page dei siti medesimi; 8) condannare Apple a rifondere alle società Samsung spese, diritti e onorari del presente procedimento e successive occorrende. 2. La costituzione delle società Apple 2.1 Costituendosi nel procedimento con memoria depositata in data 20 ottobre 2011, la difesa delle società resistenti svolgeva argomenti in replica alle deduzioni delle ricorrenti e chiedeva il rigetto di ogni domanda proposta nei confronti di dette società, proponendo in via di eccezione una serie di argomenti che coinvolgevano la validità (asserita non validità da parte di Apple) del brevetto Samsung, la sua (negata) contraffazione ad opera dell'iphone 4S, in ogni caso l'abuso di posizione dominante di Samsung per aver rifiutato ad Apple una licenza a condizione FRAND, l'esaurimento degli eventuali diritti in capo a Samsung in forza del contratto stipulato con Qualcomm. Secondo Apple il presente procedimento si porrebbe, come i diversi procedimenti azionati in molti Paesi da Samsung, quale ritorsione nei confronti di Apple a seguito di precedenti azioni che vedevano in posizione di attrice l odierna resistente (convenuta nel procedimento di merito n. R.G /11) riguardanti brevetti e design di titolarità di Apple, al fine di rafforzare e/o acquisire potere negoziale (si veda sul punto il paragrafo 55 della memoria di costituzione Apple). 2.2 Entrando nel merito, la difesa Apple delineava a sua volta il contesto della controversia, rilevando che la Policy dell ETSI sui diritti di proprietà intellettuale si basava su due requisiti fondamentali: la tempestiva comunicazione all Istituto dei diritti di proprietà intellettuale essenziali e l impegno a concedere in licenza i medesimi sulla base di condizioni FRAND ( Fair, Reasonable And Non-Discriminatory ). In alcuni casi - secondo Apple - avveniva che fossero dichiarati essenziali allo standard un numero di brevetti maggiore di quanto necessario, come la stessa Samsung avrebbe fatto in più occasioni; rappresentava infatti parte resistente che la qualificazione di un determinato brevetto come essenziale è fatta dal titolare del brevetto, senza alcuna verifica da parte dell ETSI circa la veridicità della rivendicazione. 78 2.3 Nell intento di accertare la reale natura e lo scopo della condotta di Samsung nel tentare di azionare il brevetto EP 269, la difesa Apple procedeva quindi a sintetizzare gli eventi che avevano preceduto la dichiarazione da parte di Samsung del brevetto EP 269 come brevetto essenziale per l uso dello standard UMTS. Come supportato in via documentale con la dichiarazione di Michael Walker (doc. 10, cit., in particolare sezione IV B), entro una settimana da quando Samsung aveva depositato la domanda di brevetto coreana rispetto alla quale EP 269 rivendicava la priorità, i due inventori indicati nell' EP 269 avevano partecipato ad un meeting dove erano state discusse le proposte relative alle porzioni di standard della specifica TS25.212, per la quale Samsung aveva dichiarato l essenzialità del brevetto. L incontro, nel quale era stata discussa la relativa porzione di standard, aveva avuto luogo nell agosto 1999; a quell incontro Samsung aveva fatto numerose proposte ed i due inventori erano stati indicati come possibile contatto per una di dette proposte. Rilevava Apple che una di quelle proposte conteneva una tavola che sembrava essere una copia esatta di una porzione del documento di priorità coreano. Il meeting in cui la specifica tecnica TS versione era stata finalizzata aveva avuto luogo nel dicembre 1999, ma, nonostante il coinvolgimento estremamente attivo di Samsung e degli inventori del brevetto in questione nel determinare la specifica TS e l invito rivolto al gruppo di lavoro ad includere nello standard la tecnologia che oggi Samsung rivendicava come protetta da EP 269, Samsung in quella occasione avrebbe convenientemente dimenticato di rivelare l esistenza ed il carattere asseritamente essenziale di EP 269 fino al dicembre 2003, ovvero ben quattro anni dopo. Sarebbe dunque chiaro, secondo Apple, che così agendo Samsung, consapevolmente e maliziosamente, era venuta meno agli obblighi previsti dall IPR Policy dell ETSI e che tale consapevole e maliziosa violazione era stata fatta allo scopo di precostituirsi le armi per il futuro azionamento degli (auto)dichiarati brevetti essenziali, condotta che avrebbe potuto essere inquadrata nel fenomeno generalmente noto con il termine di patent ambush. 2.4 Sebbene Samsung avesse consapevolmente ritardato la dichiarazione del brevetto essenziale EP 269, alla fine essa aveva comunque fatto tale comunicazione nel rispetto della clausola 6.1 della Policy IPR dell ETSI, cosicché la stessa sarebbe stata obbligata a rilasciare una licenza irrevocabile per l EP 269 a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie (si veda l All. JJ alla dichiarazione Walker, doc. 10 cit. e dichiarazione 89 del prof. Delebecque, doc. 32 Apple: una dichiarazione fatta all ETSI secondo l art. 6.1 della Policy ETSI sui diritti di proprietà intellettuale produce effetti legali nei riguardi di un altro membro dell ETSI o di un'altra parte interessata nell implementazione del relativo standard. Una dichiarazione resa all ETSI costituisce un offerta di un effettiva licenza che è accettata una volta che una parte inizia ad implementare il relativo standard e non un semplice impegno ad iniziare trattative ai fini di un contratto di licenza e inoltre: Quando una parte si impegna nei confronti dell ETSI a concedere licenze secondo termini FRAND, essa rinuncia al diritto di domandare un provvedimento cautelare nei confronti di un altra parte che stia utilizzando i diritti di proprietà intellettuale coperti dall impegno FRAND ). 2.5 Nonostante Apple nutrisse (e nutra tuttora) dubbi circa l effettiva essenzialità e validità del brevetto EP 269 (essendo secondo Apple un estensione oltre il contenuto della descrizione originaria, quindi in violazione dell Art. 138(1c) EPC e l Art. 76(1c) CPI, nonché dal contenuto poco chiaro e privo di vera altezza inventiva e carattere di novità), la stessa Apple si era attivata per aprire un tavolo di trattative con Samsung per disciplinare lo sfruttamento del brevetto in questione. In una lettera del 13 maggio 2011 Samsung aveva risposto ad Apple (doc. 15 Apple ) affermando che Samsung considera gli impegni FRAND seriamente ed è disponibile a concedere a Apple una licenza non esclusiva per qualsivoglia brevetto Samsung relativo a dispositivi Wireless, UMTS e WCDMA, che siano sottoposti agli impegni FRAND (incluso, dunque, EP 269). Il 17 maggio 2011 Apple scriveva a Samsung (Doc. 16 Apple) fornendo le informazioni richieste da Samsung e confermando la propria intenzione ad ottenere informazioni a titolo non confidenziale, rilevando che, se Samsung si fosse davvero impegnata a rilasciare licenze a condizioni non discriminatorie, essa avrebbe dovuto rivelare ad Apple informazioni a proposito dell esistenza di contratti di licenza tra Samsung e i produttori di chip UMTS WCDMA. Questo punto, secondo la difesa Apple, sarebbe decisivo in quanto l asserita contraffazione di EP 269 riguarderebbe solo un chip contenuto nei prodotti Apple. Detto chip non è prodotto da Apple (bensì da Qualcomm); quindi, ove il terzo soggetto fornitore avesse una licenza da Samsung, i prodotti di Apple non potrebbero essere considerati in nessuno modo in contraffazione dei diritti Samsung, posto che tali diritti 910 risulterebbero esauriti dal consenso all utilizzo del brevetto rilasciato da Samsung al produttore del chip. Solo dopo quattro mesi di trattative (condotte con lentezza da Samsung, per un evidente a detta Apple fine dilatorio), Samsung aveva risposto ad Apple dichiarandosi disponibile ad offrirle in licenza i brevetti alla royalty del 2,4% per ciascun prodotto connesso. Tale tasso, ad avviso di Apple appariva esorbitante ed assolutamente non FRAND (si veda sul punto il paragrafo 31 della memoria di costituzione Apple e la pronuncia del giudice olandese, sub doc. 2 di Apple). Inoltre, la difesa della resistente lamentava che anche la base imponibile alla quale la royalty si sarebbe dovuta applicare non appariva congrua, dal momento che comprendeva l intero valore dei prodotti finali di Apple e non solo quelli interessati dalle tecnologie e insegnamenti di cui al brevetto oggetto di causa. Tale offerta inoltre era dichiarata valida da Samsung solo per 10 giorni lavorativi (circostanza che per Apple appariva palesemente in contrasto con la sua obbligazione FRAND di concedere licenze irrevocabili). 2.6 Dal punto di vista processuale, la difesa Apple rilevava come la richiesta di emissione di misure cautelari effettuata da Samsung in relazione al brevetto EP 269 nel presente procedimento non soddisfacesse i requisiti stabiliti dalle norme processuali per la loro concessione, ovvero in termini di fumus boni iuris, di periculum in mora e di bilanciamento di interessi (sul punto, ampiamente paragrafi 60 e ss. memoria di costituzione Apple). Con riferimento al fumus la difesa Apple rilevava che le richieste delle società Samsung non avrebbero dovuto trovare accoglimento perché il tentativo di azionare il brevetto integrava un ipotesi di abuso di posizione dominante ed era comunque da sanzionare anche in base all exceptio doli generalis, rilevando detta difesa che la chiara finalità dell azione di Samsung era quella di causare ad Apple un danno di enormi proporzioni, piuttosto che proteggere un suo diritto da una pretesa violazione. 2.7 Quanto al periculum, la difesa Apple rilevava come le ricorrenti avessero completamente omesso di spiegare in che modo l iphone 4S costituisse una violazione del brevetto EP 269 diversa rispetto a quella che sarebbe stata imputabile anche agli altri prodotti Apple, da lungo tempo presenti sul mercato, cosicché solo ora, in relazione all iphone 4S, sarebbe stato ravvisabile un pericolo di danno irreparabile. 1011 Inoltre, Samsung non avrebbe offerto alcuna prova dell affermazione secondo cui, se non ci fosse stata l asserita contraffazione, la sua quota di mercato si sarebbe potuta espandere in misura maggiore. A tutto voler concedere, l unico danno ipotizzabile per Samsung sarebbe secondo Apple quello relativo alla (mancata) corresponsione delle royalties per lo sfruttamento del brevetto, essendo di fatto la quantificazione della royalty la principale questione rimasta in sospeso tra le parti, e quindi un pregiudizio di natura esclusivamente economica. Il desiderio di Samsung di ottenere una royalty frand per il suo portafoglio di brevetti, dichiarato essenziale, non giustificherebbe pertanto l emanazione di provvedimenti cautelari. Inoltre, la difesa Apple ha rilevato come nessun attuale e concreto rischio corra seriamente ed in concreto Samsung, essendo fuori di dubbio che Apple sia una società solvibile; la stessa, in ogni caso, ha depositato in via fiduciaria una somma denaro a garanzia delle royalties presumibilmente dovute a Samsung nel caso che i suoi brevetti dovessero essere ritenuti validi e contraffatti (doc. 30 Apple). 2.8 La difesa Apple ha poi ancora sostenuto come sussista un altro elemento fattuale da prendere in considerazione, ovvero che i basebands chips forniti alle società Apple e contenuti nell iphone 4S sono oggetto di licenza da parte di Samsung in virtù dell accordo di licenza concluso da Samsung con la società statunitense Qualcomm, cosicché tutti i pretesi diritti di Samsung risulterebbero oggetto di esaurimento a norma dell art. 5 del Codice di Proprietà Industriale. Samsung, pertanto, non potrebbe far valere il proprio brevetto allo scopo di impedire l ulteriore circolazione dei prodotti incorporanti l invenzione oggetto del brevetto medesimo; peraltro, Samsung si sarebbe sempre opposta alle reiterate richieste di Apple di formale procedura di discovery o di rilascio di una copia dei contratti di licenza con Qualcomm, tanto che Apple era riuscita ad avere il contratto in questione in forza di un ordine del giudice americano. Il criterio per stabilire se uno specifico prodotto possa beneficare del principio dell esaurimento è il consenso dell avente diritto a vendere il prodotto nella Comunità Europea o in uno Paese membro dello Spazio Economico Europeo. Tale consenso determina l esaurimento del diritto, cosicché il titolare del diritto di proprietà industriale non può azionare il proprio diritto contro alcun soggetto che abbia acquistato quel prodotto dal titolare del diritto stesso o da terzi che abbiamo ottenuto il consenso di detto titolare. 1112 Ricorda la difesa Apple che Samsung e Qualcomm avevano sottoscritto il 4 novembre 2009 un contratto di licenza incrociato ( Accordo Samsung-Qualcomm ), che copre i brevetti per le telecomunicazioni (CDMA/WCDMA/OFDM) (doc.33 di Apple) della durata di 15 anni. Dunque, i chips UMTS, che Samsung assume essere contraffatti da Apple, applicati negli iphone 4S, sono forniti da Qualcomm ad Apple, come confermato da una dichiarazione resa l 11 ottobre 2011 dal sig. Saku Hieta, alle dipendenze di Apple Inc. come senior manager (doc. 32 Apple). 2.9 Sempre in base agli accordi Samsung-Qualcomm, le odierne resistenti non avevano diritto di azionare il brevetto EP 269 contro Apple, essendo contenuto negli accordi Samsung-Qualcomm un espresso impegno a non agire in giudizio contro gli acquirenti dei chips di Qualcomm. Sul punto la difesa Apple rilevava ancora come nessun effetto potesse avere la lettera inviata il 21 aprile 2011 da Samsung a Qualcomm del seguente tenore: in virtù dell accordo esistente tra Samsung e Qualcomm Inc ( Qualcomm ) e delle relative modifiche, Samsung con la presente esercita il suo diritto di limitare immediatamente lo scopo di qualunque pattuizione tra Samsung e Qualcomm e gli acquirenti di quest ultima per escludere l applicazione in relazione a qualunque prodotto realizzato, usato, venduto o altrimenti concesso ad Apple o a sue società affiliate. Secondo la tesi di Apple, infatti, ai sensi dell accordo Samsung-Qualcomm (clausola 5.2) la licenza e gli impegni potevano essere sospesi solo se le società Apple avesse agito in giudizio per far valere dei brevetti sulla base dell uso o della inclusione da parte di Samsung di componenti Qualcomm, mentre il caso di specie non rientrerebbe in questa previsione. Il tentativo attuato da Samsung di boicottare un competitor, sospendendo selettivamente una licenza in relazione ad un componente vitale, con il chiaro intento di causare ad esso un danno che non ha alcuna connessione con l oggetto della lite sarebbe, a detta di Apple, una chiara violazione dell art del codice civile e degli articoli 2 e 3 della Legge n. 287/ Quanto al contenuto del brevetto azionato, Apple ne contesta in ogni caso la validità e comunque la contraffazione tramite l iphone 4S. In particolare, evidenzia sul punto che lo specifico standard citato dalle ricorrenti si riferirebbe ad un metodo di codifica e non prescriverebbe invece una particolare realizzazione di tale metodo, né un particolare apparato di codifica, sicché tutte le rivendicazioni del brevetto azionato sarebbero solo rivendicazioni di apparato, e non di metodo. Quindi, benché 1213 l iphone4s, contestato dalle ricorrenti possa essere conforme con lo standard citato, ciò non implicherebbe affatto che automaticamente tale dispositivo includa l apparecchio rivendicato da EP 269, né che i presunti aspetti inventivi rivendicati in EP '269 siano riprodotti nel prodotto contestato, né che il prodotto contestato ricada nell ambito di tutela del brevetto azionato Secondo le ulteriori prospettazioni della difesa Apple, la condotta di Samsung nel caso specifico rileverebbe anche per diversi profili anticoncorrenziali. Samsung, infatti, deterrebbe una posizione dominante nel settore delle telecomunicazioni, anzi, - secondo Apple - un vero e proprio monopolio nella fornitura, sul mercato europeo, della tecnologia coperta dai brevetti necessari alla produzione e commercializzazione di un telefono cellulare che faccia uso della tecnologia 3G attraverso lo standard UMTS. L abuso di Samsung deriverebbe dal fatto che il rifiuto a concedere una licenza a condizioni FRAND in presenza di (pretesi) brevetti inclusi nello standard ostacoli lo sviluppo tecnologico pregiudizievole tanto nei confronti dei concorrenti di Samsung quanto dei consumatori. Inoltre, sul punto, Apple cita la normativa comunitaria in materia di concorrenza (e, in particolare, gli articoli 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell Unione Europea TFUE ), che proibisce l utilizzazione abusiva del brevetto da parte del suo titolare, quando questi si trovi in una posizione dominante sul mercato. Molte decisioni hanno affrontato questo specifico tema (Rambus Inc. COMP / , provvedimento della Corte di Giustizia del 9 dicembre 2009). Pertanto, in ossequio alle norme richiamate (artt. 101 e 102 TFUE) dovrebbe essere impedito a Samsung di distorcere la concorrenza sul mercato e, in particolare, di escludere dal mercato, attraverso modalità non corrette, i propri concorrenti, tra i quali Apple, che si pongono in competizione sul mercato medesimo. Il divieto menzionato sarebbe opponibile a Samsung sia nel caso in cui il brevetto in questione venisse considerato essenziale per lo standard come è rivendicato da Samsung e contestato da Apple sia nel caso (ritenuto da Apple) che il brevetto non venisse valutato essenziale allo standard. In particolare, in questo secondo caso, la posizione dominante sarebbe il risultato della falsa rappresentazione della realtà offerta da Samsung, affinché i consumatori ed i produttori siano indotti a credere che Samsung abbia un diritto di controllo sulla tecnologia. Conseguentemente, l apparente posizione 1314 dominante detenuta da Samsung, anche se non fosse ritenuta sussistente, potrebbe integrare un abuso di diritto in relazione alle modalità con cui viene presentata e recepita dal mercato. Apple riporta la consolidata giurisprudenza comunitaria secondo la quale il rifiuto da parte di un impresa in posizione dominante di concedere accesso ad una risorsa essenziale o ad un infrastruttura o di vendere o acquistare un prodotto o servizio essenziale ad una parte cui sia stato richiesto o che ne abbia fatto richiesta, costituisce un abuso di posizione dominante. Conforme a tale impostazione, deve essere ricordata la dottrina della cosiddetta essential facility che impone ad imprese o soggetti che facciano uso diffuso di un bene - che non può essere facilmente duplicato per ragioni economiche o giuridiche di rendere lo stesso disponibile a chi ne faccia richiesta a condizioni leali; in caso contrario, si realizzerebbe un abuso di diritto (si veda la sent. Ladbroke Tribunale di Primo Grado delle Comunità Europee, 12 giugno 1997, caso T-504/93). Per tutte le considerazioni esposte la difesa di Apple ha concluso per il rigetto delle istanze cautelari formulate nei suoi confronti dalle società Samsung. 3. Ulteriore sviluppo processuale 3.1 All udienza del 26 ottobre 2011 la difesa delle ricorrenti chiedeva termine per il deposito di memoria di replica, e parte resistente pur non ritenendo necessaria l assegnazione di termini per memorie ed il conseguente differimento dell udienza chiedeva che fosse consentito anche ad essa di depositare una memoria in controreplica. Il G.D. accordava alle parti adeguati termini - secondo le scadenze dalle stesse richieste - per consentire lo sviluppo delle rispettive difese e rinviava il procedimento all udienza del 16 dicembre Entro i termini assegnati le parti provvedevano a depositare le proprie memorie difensive. Quindi, all udienza del 16 dicembre 2011, i difensori discutevano oralmente, in modo approfondito, i punti principali delle loro tesi difensive. Il G.D. si riservava di decidere. 1415 4 La memoria di Samsung 4.1 Con la memoria depositata il 15 novembre 2011 la difesa di Samsung svolgeva le proprie difese replicando agli argomenti ed alle eccezioni su cui si era fondata la difesa Apple nella memoria costitutiva. In particolare riferiva che fino all estate 2010 i rapporti fra le parti erano incanalati in una pacifica relazione commerciale: Apple aveva acquistato da Samsung memorie solide, la memoria temporanea (DRAM) ed alcuni processori. In seguito, Apple aveva iniziato a vendere in deliberata contraffazione. Nel luglio/agosto 2010 Apple aveva iniziato a contestare a Samsung la violazione di suoi brevetti ed a pretendere consistenti canoni di licenza (5% sullo smartphone, doc. 9 di Samsung). Si erano quindi susseguite varie riunioni, come documentato dalle dichiarazioni rese dal dott. Seungho Ahn e dall ing. Jaehawk Lee (docc. 9 e 10), a conferma delle quali la difesa ricorrente chiedeva che eventualmente i medesimi dichiaranti fossero assunti a sommarie informazioni. Nel corso di tali trattative Apple operava sottostimando i brevetti Samsung e sopravvalutando i propri: per smartphone e tablet chiedeva royalties del 5%, non considerando che senza i brevetti Samsung detti smartphone e tablet non avrebbero potuto comunicare. Ricordava ancora la difesa ricorrente come in data Samsung avesse scritto ad Apple una , dai toni cordiali, che manifestava la piena intenzione di portare avanti i negoziati (doc. 11). A ciò Apple aveva risposto notificando una citazione per contraffazione nell aprile 2011, negli Stati Uniti. Alla fine dell aprile 2011 Apple chiedeva a Samsung una licenza sui brevetti di quest ultima (docc. 13/27) e Samsung manifestava la sua disponibilità. Con comunicazioni in data e Apple chiedeva a Samsung una licenza frand per i brevetti standard essential per la tecnologia UMTS/WCDMA (docc. Apple 13 e 14). Il Samsung rispondeva dichiarandosi disponibile e chiedendo ad Apple alcuni elementi essenziali per acconsentire alla licenza (estensione territoriale e temporale, licenza incrociata), nonché l impegno a sottoscrivere un accordo di confidenzialità, secondo le linee ETSI Guide on Intellectual Property Rights (doc. 12), che difatti, al par. 4.4 NDA, prevede il c.d. non-disclosure agreement. 1516 Tra il 17 maggio ed il 1 luglio 11 (docc. Apple 16/20) Apple non si dichiarava disposta a sottoscrivere l accordo di confidenzialità e lamentava nello stesso tempo di non aver ancora ricevuto l offerta di Samsung. Il successivo 14 luglio (doc. 21 di Apple) Samsung contestava ad Apple la sua scorrettezza (secondo le dichiarazioni rese nel giudizio pendente in Giappone circa il fatto che Samsung si sarebbe rifiutata di dare la licenza a condizioni frand). Il 18 luglio 11 (doc. 22 di Apple) finalmente Apple dichiarava la propria accettazione ad assumere l impegno di riservatezza. Rispondeva quindi Samsung (con lettera , doc.13 di Sansung.) comunicando la disponibilità ad accordare la licenza frand. Quindi, avendo Apple firmato l impegno di riservatezza (come da doc. 23 di Apple), Samsung formulava (in data ) la sua offerta per tutti gli standard di tecnologia UMTS/WCDMA, chiedendo la royalty del 2,4 %. In data 18 agosto 11 (doc. 24 di parte resistente) Apple rispondeva imputando a Samsung ogni sorta di violazioni, indicando come FRAND una royalty dello 0,275% e chiedendo che Samsung rivelasse le condizioni di licenze praticate ad altri operatori. Infine il 5 settembre 11 (doc. 25 di Apple ) Apple dichiarava di voler prendere in licenza solo le porzioni olandesi di 4 brevetti con una royalty dello 0, %. Sansung replicava alla proposta della controparte (lett e , doc. 26 e 27 di parte resistente), ribadendo la propria volontà a concludere sulla base di una licenza a condizioni frand. In data 31 ottobre 11 (doc. 14 di Samsung) Apple allegava ancora violazioni da parte di Samsung e sosteneva che l offerta della royalty alla percentuale del 2,4% non fosse da considerarsi frand. 4.2 Richiamando ancora la IPRs Policy dell ETSI ed in particolare l Annex 6 alle ETSI Rules of Procedure (doc. 7 di Apple), la difesa di Samsung rilevava come ad essa fossero state imputate due violazioni da parte della società avversaria: in primo luogo, la non tempestiva comunicazione all ETSI della natura di standard essential del brevetto EP 269 (par in a timely fashion ); secondariamente il rifiuto di concedere una licenza c.d. FRAND, venendo così accusata di abuso dei diritti di brevetto (patent ambush). La difesa avversaria aveva inoltre sostenuto che, in base alla legge francese (applicabile ai rapporti tra ETSI ed i suoi membri), la licenza doveva ritenersi già conclusa ed efficace. 1617 4.2.1 Quanto al primo di detti addebiti Samsung produceva (doc. 15) il parere di Ansgar Bergmann, capo del team di ETSI responsabile dello sviluppo e gestione della standardizzazione GSM e UMTS. In particolare rilevava che (sub l allegato 6 del doc. 15) il tempo medio di comunicazione degli standard all ETSI era di 4 anni e sei mesi (richiamava due casi, Ericsson e Motorola), ricordando che una comunicazione era stata fatta anche dopo 9 anni e 9 mesi (vedi all. 4, 5 e 6 al documento in esame), essendo stata in simile situazione la stessa Apple (doc. 15 parr. 13, ). La difesa di parte ricorrente richiamava la sentenza olandese del 14 ottobre 11 (doc. 2 Apple e 19 di Samsung) al punto Ribadiva che già il 14 dicembre 1998 (doc. 20) Samsung si era dichiarata disposta a concedere licenze a condizioni frand sui suoi brevetti essenziali per la tecnologia UMTS/WCDMA Con riferimento al secondo degli addebiti mossi nei suoi riguardi dall avversaria (il rifiuto di concedere una licenza c.d. frand), Samsung conclamava il proprio adempimento ricordando come, secondo Bergmann (parr ) bastava una general IPR declaration (quale era rappresentata da doc. 20 di Samsung). Così era stato ritenuto anche dalla già richiamata sentenza olandese (doc. 2 Appe e 19 Samsung) ai punti 4.23 e Per un approfondimento sul concetto di patent ambush la difesa delle ricorrenti rinviava al decisione USA del (doc. 21 Samsung) e al caso Rambus della Commissione europea (doc. 22). Riferiva come anche la sentenza olandese avesse escluso il patent ambush nel rilievo che Samsung già si fosse impegnata, con la dichiarazione del 1998, a negoziare una licenza frand. 4.3 Quanto alle condizioni frand ed alla royalty richiesta nella misura del 2,4% (p. 21 della memoria Samsung) la difesa ricorrente asseriva che detta royalty rappresentava semplicemente la base per l avvio di una trattativa, rispetto alla quale la disponibilità di Samsung appariva manifesta. Secondo Apple (facendo riferimento alle opinions di Michael Walker e di Richard Donaldson, docc. 10 e 11, quest'ultimo basato sul rapporto Fairfield, sottoposto a critica da parte di Samsung alle pagg. 24 e 29 della memoria del ) con un tetto per le royalties aggregate per tutti i brevetti essenziali del 5% Samsung avrebbe avuto diritto solo ad una piccola frazione, pari allo 0,273 % di questo 5%, da calcolare non sul 1718 prezzo finale di vendita di smartphone e tablets, ma sul costo del singolo chip che attuava la tecnologia brevettata. La difesa Samsung ha richiamato i pareri di due massimi esperti nel settore delle licenze di tecnologie, Erik Stasik e David Teece (docc. 23 e 24 Samsung), i quali hanno asserito che non esiste un tetto massimo predeterminato per le royalties aggregate. La proposta del 5% non aveva poi avuto seguito (ricordava la proposta Nokia del 2006, che era stata respinta). La royalty chiesta da Samsung del 2,4% non era da ritenersi esorbitante, considerato che, per un portafoglio brevetti per la tecnologia UMTS/WCDMA (coinvolgente ben 3196 brevetti), la royalty si collocava fra l 1 e il 2,75% (doc. 23 parr ; all. 7 indica il 4%, all. 8 tra l 1 e il 3%, ecc. all. 9 e 10). Aggiungeva la difesa Samsung che i calcoli proposti da Apple partendo dalla prospettiva c.d. patent counting e derivati dall'opinione Donaldson erano da considerarsi inattendibili: l'opinione Donaldson si fondava infatti su una ricerca di settore (il già citato Fairfield Report) condotta - secondo Samsung - con metodologia approssimativa e dai risultati non scientificamente supportati, e per questo motivo generalmente criticata e non seguita dagli esperti e nella prassi (doc. 23, par , contenente una dettagliata elencazione di tutti gli errori metodologici e dei salti logici che vizierebbero il report in questione). Conseguentemente anche l'affermazione di Apple secondo cui, se si applicasse al portafoglio di brevetti Samsung una royalty del 2,4%, si arriverebbe, proporzionalmente, a delle royalties aggregate complessive del 44% per avere in licenza tutti i brevetti essenziali, risulterebbe a sua volta sbagliata ed arbitraria, discendendo dagli errori sopra indicati. Osservava ancora la difesa Samsung che la percentuale del 2,4% richiesta non era assolutamente esorbitante. Infatti, un calcolo corretto fondato sulla prassi di mercato mostrava che per un portafoglio brevetti sulla tecnologia UMTS/WCDMA (ben 3196 brevetti) del valore di quello di Samsung valore riconosciuto da altri importanti operatori del settore: doc. 23, all. 5 e 6 - un'offerta iniziale frand sull'intero portafoglio si collocava tra l'1% e il 2,75% (doc. 23, parr ). Anche pubblicazioni specialistiche confermavano che per i brevetti essenziali su tecnologia W-CDMA il tasso di royalty praticato dal singolo titolare arrivava al 4% (doc. 23, all. 7) e che, ad esempio, InterDigital richiedeva per il suo portafoglio di brevetti essenziali W-CDMA royalties tra l'1 e il 3% (doc. 23, all. 8). Anche per il diverso standard LTE (4G), per il quale l'ammontare delle royalties avrebbe potuto 1819 essere considerato omogeneo rispetto a quello dello standard W-CDMA, il tasso di royalty annunciato da ciascun operatore andava dallo 0,8% al 3,25%, con una media del 2,1% (doc. 23 all. 9 e 10). La difesa Samsung segnalava inoltre che la stessa Commissione Europea, in una procedura ai sensi dell'art. 102 TFUE, nei confronti di un soggetto accusato di patent ambush, aveva ritenuto soddisfacente l'impegno da parte di questo soggetto di praticare tassi di royalties che per alcuni prodotti arrivavano al 2,65% (così la decisione della Commissione Europea del 9 dicembre 2009 nel caso Rambus, doc. 25 di Samsung). In conclusione nella prospettiva Samsung l'offerta iniziale del 2,4% rientrava ampiamente in un range frand e non era affatto arbitraria (arbitraria era semmai la royalty del 5% chiesta da Apple per i suoi brevetti non essenziali durante le trattative di cui prima si è detto). Mette conto subito riferire che, in replica alle percentuali indicate dalla difesa avversaria come frand per il settore, la difesa delle resistenti ha notato che questa percentuale si riferiva ad un portafoglio di brevetti e non ad un brevetto soltanto (vedi dichiarazioni Stasic doc. 31 par. 22). Secondo Apple (pag. 30 in basso della memoria 6 dicembre 11) le dichiarazioni di Stasik e Teece erano generiche e non potevano assumere alcun valore probatorio. Osservava ancora la difesa delle ricorrenti come non avesse senso che Samsung dovesse operare le stesse royalties pagate da altri, perché nel caso concreto potevano sussistere differenti ragioni (pagg memoria Samsung). Del resto Apple ben avrebbe potuto ridurre detto tasso offrendo di dare in licenza incrociata altri diritti di IP di sua spettanza. 4.4 La difesa Samsung sviluppava ancora il tema dell'inesistenza di una licenza che potesse dirsi già conclusa fra Samsung ed Apple in base alla legge francese (pag. 30/33 memoria Samsung), invocando in proposito i pareri di esperti francesi, prodotti sub docc Va a tale riguardo premesso che Apple, citando passi di un'opinione del prof. Delebecque (doc. 30 di Apple), ha sostenuto nel presente procedimento che la dichiarazione fatta da Samsung all'etsi circa la sua disponibilità a negoziare licenze frand dovrebbe interpretarsi, in base al diritto francese applicabile ai rapporti tra l'etsi ed i suoi associati, come una offerta di licenza a tutti gli altri associati, compresa Apple; 1920 in tal modo Apple, iniziando ad attuare lo standard, avrebbe accettato quest'offerta, cosicché vi sarebbe già un valido contratto di licenza tra le parti. La tesi ad avviso della difesa Samsung sarebbe sicuramente errata, e ciò risulterebbe confermato dai tre pareri di esperti di diritto francese Mrs. Laëtitia Bénard, Prof. Georges Bonet e Prof. Rémy Libchaber - che la stessa difesa ha prodotto come docc La dichiarazione dello standard, che Samsung ha reso in relazione a EP '269, si limita alla seguente affermazione: "the signatory and/or its affiliates hereby declare that they are prepared to grant irrevocable licences under the IPRs on terms and conditions which are in accordance with Clause 6.1 of the ETSI IPR Policy, in respect of the standard, to the extent that the IPRs remain essential" (doc. 29). Si tratterebbe quindi, secondo la difesa Samsung, già in base al significato letterale delle espressioni usate, non di un'offerta di licenza, bensì dell'espressione di una mera disponibilità - "prepared to" - a negoziare e concedere una simile licenza. Al riguardo l'art. 4.1 della citata ETSI Guide on IPRs (doc. 12 di Samsung ) stabilisce che "Specific licensing terms and negotiations are commercial issues between the companies and shall not be addressed within ETSI", con ciò inequivocabilmente indicando che le licenze non si concludono in ambito ETSI per il mero fatto della dichiarazione, ma devono poi essere oggetto di negoziati commerciali tra le parti. Ed ancora - osserva la difesa ricorrente - l'art. 8.2 della Policy ETSI (cfr. doc. 7 di Apple) prevede un articolato meccanismo di procedure e rimedi che trovano applicazione allorché un associato, dopo l'incorporazione nello standard di una tecnologia da lui brevettata, si rifiuti di concedere un licenza a condizioni frand. Secondo la difesa Samsung una simile disposizione non avrebbe senso se si dovesse ritenere che, per il solo fatto della dichiarazione e dell'attuazione dello standard da parte del terzo, vi sia già una licenza conclusa. La difesa Samsung segnalava infine che la IPRs Policy ETSI era accompagnata da alcune FAQ (doc. 30), di cui meritava considerare la n. 6 e la n. 7, trascritte a pag. 31 della memoria Samsung nei seguenti termini: "Question 6: Does one have to take permission from ETSI for using the patents as listed by ETSI in the Standards? Answer 6: It is necessary to obtain permission to use patents declared as essential to ETSI's STANDARDS. To this end, each STANDARD user should seek directly a license from a patent holder. In order to obtain the contact details of a patent holder, please make 20 Vedere altro
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