Source: http://docplayer.it/11438204-Il-collegio-di-napoli-avv-giuseppe-leonardo-carriero-membro-designato-dalla-banca-d-italia.html
Timestamp: 2018-08-17 00:13:44+00:00
Document Index: 127453242

Matched Legal Cases: ['art. 125', 'art. 2', 'art. 125', 'art. 11', 'art. 125', 'art. 54', 'art. 54']

1 IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - prof. avv. Enrico Quadri... Presidente - avv. Giuseppe Leonardo Carriero... membro designato dalla Banca d'italia - prof. avv. Giuseppe Conte... membro designato dalla Banca d'italia - prof.ssa Marilena Rispoli Farina... membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario - avv. Pierfrancesco Bartolomucci... membro designato dal Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (estensore) seduta del il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica FATTO Nel mese di giugno 2006 il ricorrente stipulava un contratto di finanziamento mediante cessione pro solvendo del quinto della retribuzione mensile, per un importo di euro ,60, rimborsabile in centoventi rate di euro 354,80 ciascuna. In occasione della sottoscrizione corrispondeva euro 1.249,67 a titolo di premio assicurativo ed euro 1.712,78 a titolo di commissioni. Il finanziamento veniva estinto anticipatamente nel mese di giugno 2010, in corrispondenza della quarantasettesima rata di rimborso, mediante la stipula di un nuovo prestito con un altro intermediario. Non avendo vista retrocessa alcuna delle somme anticipatamente versate alla stipula del primo finanziamento, con lettera di reclamo inviata per il tramite di un associazione di categoria, chiedeva la restituzione della quota non maturata delle commissioni e del premio assicurativo; l intermediario in risposta a tali richieste precisava la correttezza dei calcoli effettuati con il conteggio estintivo (con particolare riguardo alla retrocessione della somma di euro 183,64 relative alle commissioni soggette a maturazione nel tempo), mentre dichiarava la propria carenza di legittimazione passiva in ordine al premio assicurativo. Pag. 2/6
2 Di conseguenza, il ricorrente si rivolgeva a questo Arbitro reiterando la domanda restitutoria: in particolare, lamentava la mancanza di chiarezza e trasparenza delle clausole contrattuali che escludono il diritto al rimborso delle quote relative a commissioni bancarie e costi assicurativi non goduti in caso di estinzione anticipata. In particolare, data la qualità di consumatore, tali clausole rileverebbero anche ai sensi degli artt. 22 e 33 cod. cons., oltre a porsi in insanabile contrasto con le previsioni di cui all art. 125, comma 2 t.u.b., posto che anche la giurisprudenza ha negato efficacia all approvazione, sia pure separata, di un elencazione meramente numerica delle clausole vessatorie, priva di richiamo al preciso contenuto delle stesse. Osservava, inoltre, che la qualifica di consumatore assume rilievo anche con riferimento all art. 2 cod. cons., che riconosce come fondamentale il diritto ad un adeguata informazione e ad una corretta pubblicità. Il ricorrente invocava inoltre il diritto a svincolarsi dall obbligazione della restituzione prima della scadenza naturale, con rimborso del capitale residuo, maggiorato di un eventuale compenso ex art. 125-sexies t.u.b. Quanto alla richiesta di rimborso del premio assicurativo, invece, richiamava l accordo ABI- Ania del 22 ottobre 2008 (che assegnava all intermediario collocatore della polizza il compito, a tutela dell interesse del cliente, di prospettargli la facoltà di recedere dal rapporto in conseguenza dell estinzione dell obbligazione principale), nonché le indicazioni fornite dalla Banca d Italia nella comunicazione del 7 aprile 2011, nella misura in cui il premio per le polizze assicurative costituisce una componente economica pagata anticipatamente, ma soggetta a maturazione nel corso del tempo. Pertanto chiedeva la restituzione dell importo complessivo di euro 1.802,15, oltre interessi al tasso legale maturati dal giorno dell estinzione anticipata. L intermediario costituitosi ritualmente nel presente procedimento, contestava le richieste avversarie; quanto alle commissioni, precisava che dopo alcune verifiche effettuate anche con la rete di vendita, la quale aveva riferito di aver svolto attività istruttoria e preliminare alla concessione del prestito si era già reso disponibile alla retrocessione della somma di euro 183,64 corrispondente alla quota parte (proporzionalmente determinata in corrispondenza delle rate non scadute) delle sole commissioni riferibili ad attività connesse con lo svolgimento dell intero rapporto; tuttavia, il ricorrente non si era reso disponibile all incasso di detta somma. In merito al rimborso degli oneri assicurativi, invece, riteneva in primo luogo che la domanda restitutoria non potesse essere fatta valere nei propri confronti, posto che non era mai entrato nella effettiva disponibilità delle somme; inoltre, dopo aver rivolto la richiesta alle compagnie assicuratrici, riportava che queste avessero negato l esistenza di un diritto al rimborso, fondato sulle norme del d.p.r. n. 180/1950; aggiungeva, altresì, che l obbligo della copertura assicurativa, imposto da detta normativa alle operazioni garantite dalla cessione del quinto dello stipendio, fosse stato previsto a tutela del pubblico risparmio e non anche del singolo finanziatore, deducendo di conseguenza che a questo non potessero essere richiesti i rimborsi in caso di anticipata estinzione del finanziamento. Per tali ragioni chiedeva il rigetto delle domande del ricorrente. DIRITTO La domanda di rimborso avanzata dal ricorrente è relativa alla restituzione della quota parte delle commissioni e del premio assicurativo, relativa alle rate non scadute in Pag. 3/6
3 seguito all estinzione anticipata del finanziamento contratto mediante la cessione di una quota della propria retribuzione mensile. In simili fattispecie l uniforme giurisprudenza di questo Arbitro ha sempre riconosciuto tale diritto al rimborso, sulla scorta di inequivoci riferimenti normativi, rinvenibili sia dal testo unico bancario, sia dalla disciplina speciale di cui al d.p.r. n. 180/1950 e successive modificazioni. Tale diritto, infatti, trova il proprio fondamento sul principio di equa riduzione del costo del finanziamento, ogni qualvolta questo sia estinto in anticipo rispetto alla data di scadenza convenuta tra le parti; l entità di tale diritto di rimborso è evidentemente connessa a quelle sole attività che devono essere compiute durante l intero corso del rapporto negoziale, con la conseguenza che se questo viene anticipatamente estinto va retrocessa la quota corrispondente alla parte non maturata del medesimo rapporto. In ragione di tale principio, anche la Banca d Italia facendo seguito ad alcuni arresti di questo Collegio ha rivolto alcuni indirizzi (nel 2007 e nel 2011) agli intermediari operanti nel comparto della cessione del quinto dello stipendio, raccomandando una più precisa indicazione (nelle clausole contrattuali) di queste attività, specificando la loro natura meramente prodromica e preliminare ovvero connessa con l intera vita del finanziamento, al fine di rendere edotto il cliente dell eventuale diritto di retrocessione in caso di anticipata estinzione. Nel caso di specie, il contratto si limita a disporre il versamento della somma di euro 1.712,78 a titolo di commissioni, senza specificarne in alcun modo la natura; nelle condizioni generali di contratto, all art. 11 (che peraltro prevede la mancata restituzione in caso di estinzione anticipata), ci si limita a prevedere che dette voci unitamente ad altre siano connesse alla concessione del prestito. Dinanzi a formulazioni tanto generiche, si palesa non solo una violazione del principio di equa riduzione del costo (di cui all art. 125, comma 2, t.u.b., oggi art sexiest.u.b.), nella misura in cui espressamente di prevede la mancata restituzione delle commissioni, ma anche delle disposizioni dell Autorità di vigilanza; in simili fattispecie, anche questo Collegio ha sempre stabilito il diritto al rimborso (cfr. ex multis dec. nn. 2611;. 746/2012). Del resto lo stesso intermediario, già in risposta al reclamo e poi nelle proprie controdeduzioni, ha accolto tale assunto, riconoscendosi disponibile al rimborso della somma di euro 183,64; tuttavia, il determinazione del quantum non appare effettuata in maniera adeguata. Parte resistente, infatti, afferma che essa risulti dal calcolo, effettuato secondo il criterio proporzionale alla rate non scadute, delle sole voci riferibili ad attività recurring, autonomamente determinate ex post, senza alcun sicuro riferimento contrattuale: in particolare, essa afferma che della complessiva somma di euro 1.712,78, una parte (pari ad euro 1.139,03) sia stata già retrocessa alla rete di vendita, quale corrispettivo per lo svolgimento di attività preliminari alla concessione del prestito ed un altra parte (pari ad euro 260,00) sia stata impiegata per lo svolgimento di attività istruttoria. Tuttavia, dalla produzione documentale dello stesso resistente, emerge che, da un lato, la retrocessione alla rete di vendita sia limitata ad un importo corrispondente ad euro 813,60; per lo svolgimento dell attività istruttoria, invece, non emerge alcun criterio, univoco e razionale, che comporti l esatta determinazione della somma di euro 260,00. Di conseguenza, va riconosciuto il diritto al rimborso della quota parte delle commissioni corrisposte dal ricorrente in sede di stipula del contratto, determinato in applicazione del criterio proporzionale alla vita residua del finanziamento estinto Pag. 4/6
4 anticipatamente, al netto della somma di euro 813,60 retrocessa alla rete di vendita e di cui v è prova documentale (547,00). Quanto alla richiesta di rimborso del premio assicurativo, prive di pregio appaiono, a parere del Collegio, le argomentazioni difensive proposte dall intermediario. In primo luogo, questo Arbitro ha più volte affermato che il diritto al rimborso trovi il proprio fondamento anche per i contratti conclusi precedentemente al dies a quo fissato dal regolamento dell ISVAP n. 35/2010 che lo riconosce espressamente; allorquando, unitamente alla sottoscrizione del contratto di finanziamento, venga concluso anche un contratto di assicurazione, si realizza tra i due negozi un collegamento negoziale, rilevante sia dal punto di vista soggettivo (data la comune intenzione delle parti tesa a realizzare un disegno negoziale unitario), sia dal punto di vista oggettivo (dato che i due contratti, pur formalmente distinti, contribuiscono alla costruzione di un unica operazione economica). In tali termini l uniforme giurisprudenza dell ABF (cfr., tra le tante, Collegio di Napoli, dec. n. 2187/2012), ha adattato a tali fattispecie i principi generali espressi dalla Corte di Cassazione (cfr. Cass., 16 febbraio 2007, n. 3645; Cass., 10 luglio 2008, n ). Rispetto alla ricostruzione appena operata, non meritano di essere condivise le considerazioni svolte sul punto dal resistente, sia con riferimento all art. 54 d.p.r. n. 180/1950, sia con riferimento all intervenuta prescrizione ex art cod civ. L intermediario rileva che l art. 54 d.p.r. n. 180/1950 avrebbe previsto la copertura assicurativa obbligatoria per garantire la stabilità dell intero sistema piuttosto che l interesse del singolo; in virtù di ciò, ritiene che la capacità finanziaria del prenditore sarebbe salvaguardata, non al fine di far trarre vantaggio alla banca, ma in quanto il capitale da rimborsare proverrebbe dal pubblico risparmio. La ricostruzione ora accennata dei rapporti negoziali inter partes consente di superare tale considerazione: l imposizione della copertura assicurativa per tutti i finanziamenti garantiti dalla cessione del quinto dello stipendio è stabilita al fine di evitare il rischio derivante da tutti quegli eventi (coperti dalla polizza) che non consentirebbero l effettivo rimborso delle somme finanziate, con sicuro noncumento per l intero pubblico risparmio, costituzionalmente garantito e oramai concepito anche nella sua accezione privatistica. Tale interpretazione non viene meno neppure nelle ipotesi in cui il cliente esercitando un diritto garantito della normativa speciale, qual è quello all estinzione anticipata ponendo fine in anticipo al rapporto di finanziamento, chieda la restituzione della quota non maturata del premio assicurativo integralmente corrisposto: la restituzione, infatti, è limitata alla quota non maturata del prestito, a copertura di un rischio che è ormai venuto meno in ragione dell anticipata estinzione. In secondo luogo, con riferimento all eccezione di prescrizione ai sensi dell art cod. civ., come più volte affermato da questo Collegio (cfr., per tutte, dec. n. 2441/2012), si ribadisce che il diritto al rimborso del rateo non goduto relativo alla polizza assicurativa non è sottoposto al termine di prescrizione breve, il quale viene sancito dalla norma richiamata per i soli diritti che si ricollegano direttamente e unicamente alla disciplina legale o pattizia, nella quale trovano il loro titolo immediato e esclusivo, e non anche per quelli che invece sorgano sulla base di altro titolo, seppure in occasione o in esecuzione del contratto di assicurazione (cfr. ex multis, per la giurisprudenza di legittimità Cass. civ., sez. III, 18 febbraio 2010, n. 3913). Anche con riferimento a dette somme, la quantificazione della retrocessione va stabilita in attuazione di un criterio proporzionale alla vita residua del finanziamento estinto in via anticipata. A fronte del premio corrisposto, va quindi riconosciuto il diritto al rimborso nella misura di euro 760,22. Pag. 5/6
5 P.Q.M. In parziale accoglimento del ricorso, il Collegio dichiara l intermediario tenuto al rimborso della somma complessiva di 1.307,22, oltre interessi legali dalla data del reclamo. Il Collegio dispone inoltre, ai sensi della vigente normativa, che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di 200,00 quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente la somma di 20,00 quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. firma 1 IL PRESIDENTE Pag. 6/6