Source: https://briciolanellatte.com/altri-scritti/a-domanda-rispondo/indice-luci-e-fari-nel-codice-della-strada/classifichiamo-le-luci-e-i-fari/luci-e-fari-i-dispositivi-obbligatori/
Timestamp: 2017-05-25 10:33:39+00:00
Document Index: 118646646

Matched Legal Cases: ['art. 151', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 78', 'art. 151', 'art. 151']

Luci e fari: i dispositivi obbligatori | Briciolanellatte Weblog
Quelli seguenti sono i dispositivi obbligatori:
Luce di posizione: le luci di posizione anteriori sono di colore bianco o giallo, quelle posteriori rosso mentre quelle laterali arancione; servono per evidenziare luminosamente agli altri utenti la presenza della propria vettura in strada (l’art. 151, lett. h, li indica come dispositivi che servono a segnalare contemporaneamente la presenza e la larghezza del veicolo viste dalla parte anteriore, posteriore e laterale); va qui ricordato che le luci di un colore diverso dal bianco o dal giallo o dall’arancione (vale a dire azzurre, verde o altro) sono vietate. Le luci di posizione vanno tenute accese durante la sosta all’interno della carreggiata in strade scarsamente illuminate che rendono difficoltosa l’immediata individuazione del veicolo e possono essere sostituite dalla luce di parcheggio dalla parte del traffico.
Proiettore anabbagliante: (le cosiddette ‘luci basse’) sono di colore bianco o giallo. Il fascio di luce è poco profondo ed è rivolto verso il basso. Nell’Unione europea sono obbligatorie solo in Italia, Danimarca, Svezia, Finlandia e paesi dell’Europa orientale; per essere regolare il proiettore deve illuminare almeno 10 m di strada. Spesso l’altezza del proiettore sul piano strada è regolabile in cabina (a seconda del carico della macchina che, notoriamente, abbassa la vettura nella parte posteriore alzando quella anteriore).
È il tipo di faro maggiormente utilizzato per la visione notturna della strada. (L’art. 151, lett. b) lo definisce il dispositivo come quello che serve ad illuminare la strada antistante il veicolo senza abbagliare). Gli anabbaglianti devono essere sempre in funzione:
su tutte le strade extraurbane;
da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima del sorgere del sole nei centri abitati per i veicoli;
sempre acceso per motocicli e ciclomotori. Vedi tabella –> uso obbligatorio delle luci;
in città, durante situazioni di emergenza, ad esempio nel trasporto di feriti gravi.
il funzionamento è collegato a una spia verde sul quadro strumenti. L’uso di fari anabbaglianti in città fuori dai casi obbligatori non è vietato e dunque non è sanzionabile.
Per sapere di più su cosa si deve intendere per strade extraurbane –> le strade extraurbane.
Proiettore abbagliante: di colore bianco o giallo (possono essere due o quattro). Di solito non presenti sui ciclomotori, questi fari proiettano una luce che illumina in profondità e a lunga distanza la strada in modo orizzontale, sicché sono in grado di abbagliare i conducenti che sopravvengono sulla corsia opposta. Per la sua intensità e invasività (e quindi pericolosità) il loro utilizzo è sottoposto a particolare regolamentazione limitativa da parte del codice della strada che ne vieta l’uso nei centri abitati e in presenza di altri veicoli, in quanto può abbagliare i conducenti e far perdere il controllo del mezzo.
La luce abbagliante va commutata in quella anabbagliante prima di incrociare il veicolo che viene nel senso opposto perché, in caso contrario, non si eviterà, anche se solo per un attimo, l’abbagliamento. In ogni caso se il conducente opposto non dovesse abbassare i fari a sua volta abbaglianti, nonostante la nostra richiesta (luminosa) di farlo, non vanno accesi a nostra volta i nostri abbaglianti per ripicca in quanto ciò può essere rischioso non solo per il conducente opposto ma anche per noi se quest’ultimo dovesse perdere il controllo del mezzo; dobbiamo piuttosto distogliere lo sguardo dai fari e, tutt’al più, fermarci.
Le luci abbaglianti si usano soltanto fuori dai centri abitati in mancanza della pubblica illuminazione e a condizione che:
non si incroci nessun veicolo;
non si segua nessun veicolo e non vi siano altri utenti sulla strada; se anche la vettura che precede è munita di specchietto retrovisore antiriflesso non è motivo sufficiente e legittimante l’uso dei fari abbaglianti;
non vi sia un corso d’acqua su cui si possa riflettere la luce.
È consentito lampeggiare con gli abbaglianti in sostituzione del clacson al fine di attenzionare altri utenti. Su questa possibilità si veda –> TalkingCars ©.
È indicato sul pannello degli strumenti da una spia blu. (L’art. 151 lett. a lo definisce proiettore di profondità vale a dire il dispositivo che serve ad illuminare in profondità la strada antistante il veicolo).
Luce di stop: fanale posteriore di colore rosso vivo, più luminoso delle luci di posizione; segnala agli utenti della strada che seguono l’azionamento del freno a pedale. (L’art. 151 lett. n la definisce luce di arresto vale a dire il dispositivo che serve ad indicare agli altri utenti che il conducente aziona il freno di servizio). È possibile aggiungere una terza luce di stop, purché omologata e posta al centro tra quelle esistenti, senza incorrere nella necessità, ai sensi dell’art. 78 Codice della strada, di richiedere la prova presso gli uffici della competente Motorizzazione Civile.
Proiettore di retromarcia: di solito è di colore bianco ed è normalmente assente nei motocicli. È sia un dispositivo di segnalazione, in quanto consente agli altri utenti di capire le proprie intenzioni di retrocedere, sia un dispositivo di illuminazione perché permette di illuminare la porzione di strada retrostante al veicolo. Può essere una luce singola o doppia. (L’art. 151 lett. d lo definisce il dispositivo che serve ad illuminare la strada retrostante al veicolo e ad avvertire gli altri utenti della strada che il veicolo effettua o sta per effettuare la retromarcia;
Freccia: indicatore luminoso di direzione per lo più di color arancione a luci intermittenti, presenti (in coppia, per lato) in posizione frontale e posteriore; in molti Paesi (compresa l’Italia) viene ripetuta anche lateralmente; sono quattro nelle moto, sei nelle auto, otto nei bus. Quelli laterali possono essere allocati sulla fiancata del mezzo e anche sugli specchietti retrovisori parimenti laterali. (L’art. 151 lett. e lo definisce indicatore luminoso di direzione a luci intermittenti).
Gli indicatori vanno azionati per far comprendere in anticipo agli altri utenti l’intenzione di svoltare a destra o sinistra, di cambiare corsia, di sorpassare, di effettuare partenze o fermate sul lato della strada, ma anche di fare inversione a U; quando si eseguono movimenti di direzione le frecce vanno usate anche quanto non si è seguiti da nessun altro veicolo e teoricamente non servirebbero a segnalare tale intenzione a nessuno. Deve invece diventare, in altri termini, un gesto automatico di segnalazione perché potrebbe venire il momento in cui, pur essendo necessario il relativo utilizzo, lo si dimentichi.
Luce della targa: serve a illuminare la targa posteriore per renderla più visibile, in quanto il codice prescrive che essa debba essere leggibile anche di notte a una distanza di almeno 20 metri. Viene accesa (di solito) contemporaneamente alle luci di posizione e non c’è un pulsante per poterla spegnere separatamente. È di color bianco. Va inoltre ricordato che per le direttive europee applicabili in materia la luce della targa deve essere solo di color bianco e può essere a incandescenza, alogena o allo xeno purché previsto dal libretto e installata prima dell’omologazione del veicolo.
–> Luci e fari: i dispositivi ausiliari