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Timestamp: 2018-04-21 06:28:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 326', 'art. 137', 'art. 6', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 5', 'art 39', 'art. 39']

Cap. 1 - OGGETTO E IMPORTO DELL APPALTO. Art. 1 - Oggetto dell'appalto - PDF
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Gildo Bosco
2 Cap. 1 OGGETTO E IMPORTO DELL APPALTO Art. 1 Oggetto dell'appalto L appalto ha per oggetto l esecuzione di tutti i lavori, le forniture e le prestazioni necessarie per il completamento ed adeguamento degli impianti sportivi nel Comune di Marineo (Provincia di Palermo) 2 stralcio funzionale. Art. 2 Importo dei lavori in appalto 2.1. Importo dell appalto L importo complessivo a base d asta dei lavori a misura e dei lavori ed oneri compensati a corpo, compresi nel presente appalto, ammonta presuntivamente a Euro ,59 (settecentoquarantanovemiladue/59), di cui: Lavori Importo (Euro) a) per lavori a misura ,59 b) per compensi a corpo c) per lavori in economia SOMMANO ,59 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso d asta ,87 per costo manodopera non soggetto a ribasso d asta ,54 Con riferimento all importo di cui al comma 2.1, lettere a) e b), la distribuzione relativa alle varie categorie d ordine di lavoro ed oneri di lavoro da realizzare compensati a corpo e a misura risulta riassunta nel seguente prospetto: Tab. 2.1 Importo per le categorie di lavoro a misura N. Descrizione Importo (Euro) 1 Opere di adeguamento ,65 2 Opere di consolidamento ,72 3 Manto in erba artificiale ,66 4 Adeguamento spogliatoi ,04 5 Impianto elettrico spogliatoi ,35 6 Impianto idrico sanitario spogliatoi , TOTALE IMPORTI ,00 Tab. 2.2 Importo per le categorie di lavori a corpo Importo Aliquota N. Descrizione (Euro) (%) 1 Fornitura e posa in opera di porte, panchine, bandierine ,08 1,88 2 Trasferimento in cantiere di apparecchiatura per la realizzazione di pali ,00 0,99 3 Fornitura e collocazione di coppia di tubi in acciaio inox coibentato 2.120,46 0,17 4 Varie solare termico ,45 0,91 5 Fornitura e collocazione di struttura in legno lamellare ,76 3, TOTALE IMPORTI ,75 7,86 6
3 2.2. Variazione degli importi L importo della parte di lavori a corpo resta fisso e invariabile, senza che possa essere invocata da alcuna delle parti contraenti, per tali lavori, alcuna successiva verificazione sulla misura o sul valore attribuito alla quantità di detti lavori. L importo del contratto può variare, in aumento o in diminuzione, esclusivamente per la parte di lavori previsti a misura negli atti progettuali e nella "lista delle categorie di lavoro e forniture previste per l esecuzione dell appalto, in base alle quantità effettivamente eseguite, fermi restando i limiti di cui all art. 25 della legge n. 109/1994 e le condizioni previste dal l capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici. Il corrispettivo definitivo di appalto, erogato a misura e/o a corpo ai sensi dell art. 326 della legge n. 2248/1865 allegato F, sarà dato dal prezzo complessivo offerto dall Impresa aggiudicataria, in sede di gara, al netto dell I.V.A. Art. 3 Descrizione sommaria dei lavori da eseguirsi 3.1. Descrizione dei lavori L esecuzione dei lavori oggetto del presente appalto riguardano il completamento e l adeguamento degli impianti sportivi qui appresso sommariamente descritti: N. Lavori Descrizione sommaria 1 Opere di adeguamento Opere varie di adeguamento del campo, illuminazione ed irrigazione 2 Opere di consolidamento Consolidamento del terreno con realizzazione di palificata 3 Manto in erba artifficiale Fornitura, trasporto e posa in opera di manto in erba artificiale bicolore verde attestato dalla Lega Nazionale Dilettanti 4 Adeguamento spogliatoi Adeguamento degli spogliatoi con la demolizione degli esistenti e la ricostruzione con struttura in legno lamellare 5 Impianto elettrico spogliatoi Realizzazione dell impianto elettrico ed illuminazione 6 Impianto idrico sanitario Realizzazione dell impianto idrico sanitario degli spogliatoi spogliatoi Forma e principali dimensioni delle opere La forma e le principali dimensioni delle opere oggetto dell appalto, risultano dai disegni di progetto esecutivo salvo quanto potrà essere meglio precisato all atto esecutivo dalla direzione dei lavori. Art. 4 Opere escluse dall appalto Restano escluse dall appalto le seguenti opere e/o forniture, che l amministrazione si riserva di affidare ad altre Ditte, senza che l'appaltatore possa sollevare eccezione o pretesa alcuna o richiedere particolari compensi: N. Lavori e/o forniture esclusi dall appalto Importo (Euro) SOMMANO 7
4 Cap. 2 QUALITA, PROVENIENZA E NORME DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI E DELLE FORNITURE Art. 5 Accettazione, qualità ed impiego dei materiali I materiali e i componenti devono corrispondere alle prescrizioni del capitolato speciale ed essere della migliore qualità: possono essere messi in opera solamente dopo l'accettazione del Direttore dei lavori; in caso di contestazioni, si procederà ai sensi dell'art. 137 del regolamento n. 554/1999. L'accettazione dei materiali e dei componenti è definitiva solo dopo la loro posa in opera. Il Direttore dei lavori può rifiutare in qualunque tempo i materiali e i componenti deperiti dopo la introduzione in cantiere, o che per qualsiasi causa non fossero conformi alle caratteristiche tecniche risultanti dai documenti allegati al contratto; in questo ultimo caso l'appaltatore deve rimuoverli dal cantiere e sostituirli con altri a sue spese. Ove l'appaltatore non effettui la rimozione nel termine prescritto dal direttore dei lavori, la stazione appaltante può provvedervi direttamente a spese dell'appaltatore, a carico del quale resta anche qualsiasi onere o danno che possa derivargli per effetto della rimozione eseguita d'ufficio. Anche dopo l'accettazione e la posa in opera dei materiali e dei componenti da parte dell'appaltatore, restano fermi i diritti e i poteri della stazione appaltante in sede di collaudo. L'appaltatore che nel proprio interesse o di sua iniziativa abbia impiegato materiali o componenti di caratteristiche superiori a quelle prescritte nei documenti contrattuali, o eseguito una lavorazione più accurata, non ha diritto ad aumento dei prezzi e la contabilità è redatta come se i materiali avessero le caratteristiche stabilite. Nel caso sia stato autorizzato per ragioni di necessità o convenienza da parte del direttore dei lavori l'impiego di materiali o componenti aventi qualche carenza nelle dimensioni, nella consistenza o nella qualità, ovvero sia stata autorizzata una lavorazione di minor pregio, viene applicata una adeguata riduzione del prezzo in sede di contabilizzazione, sempre che l'opera sia accettabile senza pregiudizio e salve le determinazioni definitive dell'organo di collaudo. Gli accertamenti di laboratorio e le verifiche tecniche obbligatorie, ovvero specificamente previsti dal capitolato speciale d'appalto, sono disposti dalla direzione dei lavori o dall'organo di collaudo, imputando la spesa a carico delle somme a disposizione accantonate a tale titolo nel quadro economico. Per le stesse prove la direzione dei lavori provvede al prelievo del relativo campione ed alla redazione di apposito verbale di prelievo; la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali riporta espresso riferimento a tale verbale. La direzione dei lavori o l'organo di collaudo possono disporre ulteriori prove ed analisi ancorché non prescritte dal capitolato speciale d'appalto ma ritenute necessarie per stabilire l'idoneità dei materiali o dei componenti. Le relative spese sono poste a carico dell'appaltatore. Art. 6 Provvista dei materiali Se gli atti contrattuali non contengono specifica indicazione, l'appaltatore è libero di scegliere il luogo ove prelevare i materiali necessari alla realizzazione del lavoro, purché essi abbiano le caratteristiche prescritte dai documenti tecnici allegati al contratto. Le eventuali modifiche di tale scelta non comportano diritto al riconoscimento di maggiori oneri, né all'incremento dei prezzi pattuiti. Nel prezzo dei materiali sono compresi tutti gli oneri derivanti all'appaltatore dalla loro fornitura a piè d'opera, compresa ogni spesa per eventuali aperture di cave, estrazioni, trasporto da qualsiasi distanza e con qualsiasi mezzo, occupazioni temporanee e ripristino dei luoghi. A richiesta della stazione appaltante l'appaltatore deve dimostrare di avere adempiuto alle prescrizioni della legge sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità, ove contrattualmente siano state poste a suo carico, e di aver pagato le indennità per le occupazioni temporanee o per i danni arrecati. Art. 7 Sostituzione dei luoghi di provenienza dei materiali previsti in contratto Qualora gli atti contrattuali prevedano il luogo di provenienza dei materiali, il direttore dei lavori può prescriverne uno diverso, ove ricorrano ragioni di necessità o convenienza. Nel caso di cui al comma 1, se il cambiamento importa una differenza in più o in meno del quinto del prezzo contrattuale del materiale, si fa luogo alla determinazione del nuovo prezzo ai sensi degli articoli 136 e 137 del regolamento n. 554/1999. Qualora i luoghi di provenienza dei materiali siano indicati negli atti contrattuali, l'appaltatore non può cambiarli senza l'autorizzazione scritta del direttore dei lavori, che riporti l'espressa approvazione del Responsabile del procedimento. In tal caso si applica l'art. 6 del presente capitolato. Art. 8 Norme di riferimento 8
5 I materiali e le forniture da impiegare nella realizzazione delle opere dovranno rispondere alle prescrizioni contrattuali ed in particolare alle indicazioni del progetto esecutivo, ed possedere le caratteristiche stabilite dalle leggi e dai regolamenti e norme UNI vigenti in materia, anche se non espressamente richiamate nel presente Capitolato speciale d appalto. In assenza di nuove ed aggiornate norme, il Direttore dei lavori potrà riferirsi alle norme ritirate o sostitutive. In generale si applicano le prescrizioni degli artt. 39, 40 e 41 del presente Capitolato speciale d appalto. Salvo diversa indicazione, i materiali e le forniture proverranno da quelle località che l'appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione lavori, ne sia riconosciuta l'idoneità e la rispondenza ai requisiti prescritti dagli accordi contrattuali.. L'Appaltatore è obbligato a prestarsi, in qualsiasi momento, ad eseguire od a far eseguire presso il laboratorio di cantiere, presso gli stabilimenti di produzione o presso gli Istituti autorizzati, tutte le prove scritte dal presente Capitolato speciale d appalto o dalla Direzione dei lavori, sui materiali impiegati o da impiegarsi, nonché sui manufatti, sia prefabbricati che realizzati in opera e sulle forniture in generale. Il prelievo dei campioni, da eseguire secondo le norme regolamentari ed UNI vigenti, verrà effettuato in contraddittorio con l Impresa sulla base della redazione di verbale di prelievo Art. 9 Ghiaia e pietrisco 9.1. Requisiti per l accettazione Gli inerti, naturali o di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di gesso, ecc., in proporzioni nocive all indurimento del conglomerato od alla conservazione delle armature. La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche geometriche della carpenteria del getto ed all ingombro delle armature, devono essere lavati con acqua dolce qualora ciò sia necessario per eliminare materie nocive. La ghiaia deve essere bene assortita, formata da elementi resistenti e non gelivi, scevra da sostanze estranee, da parti friabili o terrose, o comunque dannose. Il pietrisco deve provenire dalla frantumazione di roccia compatta, non gessosa né geliva, non deve contenere impurità né materie pulverulenti, deve essere costituito da elementi, le cui dimensioni soddisfino alle condizioni sopra indicate per la ghiaia Norme per gli aggregati per confezione di calcestruzzi UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi Definizione, classificazione e caratteristiche. UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi. Requisiti. UNI Aggregati per confezione calcestruzzi. Determinazione del passante allo staccio 0,075 UNI UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi Determinazione del contenuto di grumi di argilla e particelle friabili. UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi. Determinazione della massa volumica e dell' assorbimento degli aggregati fini. UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi. Determinazione della massa volumica e dell'assorbimento degli aggregati grossi (metodi della pesata idrostatica e del cilindro). UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi. Determinazione della resistenza a compressione degli aggregati grossi. UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi. Determinazione della sensibilità al gelo e disgelo degli aggregati grossi. UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi Confronto in calcestruzzo con aggregati di caratteristiche note UNI Aggregati per confezione calcestruzzi Determinazione della potenziale reattività degli aggregati in presenza di alcali Norme per gli aggregati leggeri UNI Aggregati leggeri. Definizione, classificazione e pezzatura. UNI Aggregati leggeri. Identificazione visuale degli scisti e delle argille espansi. UNI Aggregati leggeri. Analisi granulometrica. UNI Aggregati leggeri. Determinazione della massa volumica del materiale in mucchio (peso in mucchio). UNI Aggregati leggeri. Determinazione della massa volumica media del granulo. UNI Aggregati leggeri. Determinazione del coefficiente di imbibizione. UNI Aggregati leggeri. Determinazione della resistenza dei granuli allo schiacciamento. UNI Aggregati leggeri. Determinazione del potere macchiante. UNI Aggregati leggeri. Determinazione della perdita al fuoco. UNI Aggregati leggeri. Determinazione della resistenza al gelo. UNI Aggregati leggeri. Determinazione della stabilità al trattamento a vapore. UNI Aggregati leggeri. Valutazione delle proprietà mediante prove su calcestruzzo convenzionale. 9
6 9.4. Norme per le prove sugli aggregati UNI EN Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati Prova al solfato di magnesio. UNI EN Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati Determinazione del ritiro per essiccamento. UNI EN Prove per determinare le proprietà chimiche degli aggregati Analisi chimica. Art. 10 Sabbia La sabbia per malte dovrà essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose, solfati ed avere dimensione massima dei grani di 2 mm per murature in genere, di 1 mm per gli intonaci e murature di paramento o in pietra da taglio. La sabbia naturale o artificiale deve risultare bene assortita in grossezza e costituita di grani resistenti, non provenienti da roccia decomposta o gessosa. Essa deve essere scricchiolante alla mano, non lasciare traccia di sporco, non contenere materie organiche, melmose o comunque dannose; dev'essere lavata con acqua dolce, qualora ciò sia necessario, per eliminare materie nocive. Tabella 10.1 Pezzature normali Trattenuto dal Passante al Sabbia setaccio 0,075 UNI 2332 setaccio 2 UNI 2332 Le sabbie da impiegarsi nel confezionamento dei conglomerati cementizi devono corrispondere alle caratteristiche granulometriche stabilite dal R.D. 16 novembre 1939, n Nelle sabbie per conglomerati è ammessa una percentuale massima del 10% di materiale trattenuto sul crivello 7,1, vedi UNI 2334 o sul setaccio 2, vedi UNI 23321, a seconda che si tratti di sabbia per conglomerati cementizi o di sabbia per conglomerati bituminosi; in ogni caso non si devono avere dimensioni inferiori a 0,05 mm. Le sabbie possono essere naturali o di frantumazione, devono presentare una perdita per decantazione in acqua inferiore al 2%. L appaltatore non può impiegare sabbie di mare che non siano state preventivamente lavate a fondo con acqua dolce. La Direzione dei lavori potrà accertare in via preliminare le caratteristiche delle cave di provenienza del materiale per rendersi conto dell uniformità della roccia, dei sistemi di coltivazione e di frantumazione, prelevando dei campioni da sottoporre alle prove necessarie per caratterizzare la roccia nei riguardi dell impiego. Il prelevamento di campioni potrà essere omesso quando le caratteristiche del materiale risultano da certificato emesso in seguito ad esami fatti eseguire da amministrazioni pubbliche, a seguito di sopralluoghi nelle cave ed i risultati di tali indagini siano ritenute idonee dalla Direzione dei lavori. Il prelevamento dei campioni di sabbia normalmente deve avvenire dai cumuli sul luogo di impiego, diversamente può avvenire dai mezzi di trasporto ed eccezionalmente dai sili. La fase di prelevamento non deve alterare le caratteristiche del materiale ed in particolare la variazione della sua composizione granulometrica e perdita di materiale fine. I metodi prova riguardano l analisi granulometrica e il peso specifico reale. Art. 11 Acqua L acqua per gli impasti deve essere dolce, limpida, priva di sali (particolarmente solfati e cloruri) in percentuali dannose, priva di materie terrose e non essere aggressiva. L acqua, a discrezione della Direzione dei lavori, in base al tipo di intervento od uso potrà essere trattata con speciali additivi per evitare l insorgere di reazioni chmicofisiche al contatto con altri componenti l impasto. Art. 12 Additivi Generalità Gli additivi per impasti cementizi si intendono classificati come segue: fluidificanti; aeranti; ritardanti; acceleranti; fluidificantiaeranti; fluidificantiritardanti; fluidificantiacceleranti; antigelosuperfluidificanti. Per le modalità di controllo ed accettazione il Direttore dei lavori potrà far eseguire prove od accettare l'attestazione di conformità alle norme vigenti Calcestruzzo I conglomerati cementizi per strutture in cemento armato dovranno rispettare tutte le prescrizioni di cui al D.M. 9 gennaio 1996 e relative circolari esplicative, in particolare l impiego di eventuali additivi dovrà essere subordinato all accertamento dell assenza di ogni pericolo di aggressività. Gli additivi dovranno possedere le seguenti caratteristiche: 10
7 dovranno essere opportunamente dosati rispetto alla massa del cemento non dovranno contenere componenti dannosi alla durabilità del calcestruzzo provocare la corrosione dei ferri d armatura interagire sul ritiro o sull espansione del calcestruzzo, in tal caso si dovrà procede alla determinazione della stabilità dimensionale Additivi acceleranti Il dosaggio degli additivi acceleranti dovrà essere contenuto tra 0,5 e 2% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento, in caso di prodotti che non contengono cloruri tali valori possono essere incrementati fino al 4%. Per evitare concentrazioni del prodotto prima dell uso dovrà essere opportunamente diluito. La Direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima dell impiego, mediante: l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo previste dal D.M. 9 gennaio 1996 e norme UNI vigenti determinazione dei tempi di inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI In generale per quanto non specificato si rimanda alla UNI EN Additivi ritardanti Gli additivi ritardanti sono da utilizzarsi per il trasporto del calcestruzzo in betoniera al fine di ritardarne l indurimento. La Direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima dell impiego, mediante: l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo previste dal D.M. 9 gennaio 1996 e norme UNI vigenti determinazione dei tempi di inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura di 28 giorni, la presenza dell additivo non deve comportare diminuzione della resistenza del calcestruzzo. In generale per quanto non specificato si rimanda alla UNI EN Additivi antigelo Gli additivi antigelo sono da utilizzarsi nel caso di getto di calcestruzzo effettuato in periodo freddo, previa autorizzazione della Direzione dei lavori. Il dosaggio degli additivi antigelo dovrà essere contenuto tra 0,5 e 2% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento che dovrà essere del tipo ad alta resistenza e in dosaggio superiore rispetto alla norma. Per evitare concentrazioni del prodotto prima dell uso dovrà essere opportunamente miscelato al fine di favorire la solubilità a basse temperature. In generale per quanto non specificato si rimanda alle seguenti norme: UNI 7109 Additivi per impasti cementizi. Additivi antigelo. Idoneità e relativi metodi di controllo. UNI 7120 Additivi per impasti cementizi. Determinazione dei tempi di inizio e di fine presa delle paste cementizie contenenti additivi antigelo. La Direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego, mediante: l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo previste dal D.M. 9 gennaio 1996 e norme UNI vigenti; determinazione dei tempi d inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura di 28 giorni, la presenza dell additivo non deve comportare diminuzione della resistenza del calcestruzzo Additivi fluidificanti e superfluidificanti Gli additivi fluidificanti sono da utilizzarsi per aumentare la fluidità degli impasti, mantenendo costante il rapporto acqua /cemento e la resistenza del calcestruzzo, previa autorizzazione della Direzione dei lavori. Il dosaggio degli additivi fluidificanti dovrà essere contenuto tra 0,2 e 0,3% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento. Gli additivi superfluidificanti vengono aggiunti in quantità superiori al 2% rispetto al peso del cemento. In generale per quanto non specificato si rimanda alla UNI EN La Direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego, mediante: determinazione della consistenza dell impasto mediante l impiego della tavola a scosse con riferimento alla UNI l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo previste dal D.M. 9 gennaio 1996 e norme UNI vigenti; prova di essudamento secondo la UNI
8 Additivi aeranti Gli additivi aeranti sono da utilizzarsi per migliorare la resistenza del calcestruzzo ai cicli di gelo e disgelo, previa autorizzazione della Direzione dei lavori. La quantità dell aerante deve essere compresa tra 0,005 e 0,05% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento. La Direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego, mediante: determinazione del contenuto d aria secondo la UNI l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo previste dal D.M. 9 gennaio 1996 e norme UNI vigenti; prova di resistenza al gelo secondo la UNI 7087; prova di essudamento secondo la UNI 7122; Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura Agenti espansivi Gli agenti espansivi sono da utilizzarsi per aumentare il volume del calcestruzzo sia in fase plastica che indurito, previa autorizzazione della Direzione dei lavori. La quantità dell aerante deve essere compresa tra 7 e 10% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento. In generale per quanto non specificato si rimanda alle seguenti norme UNI: UNI 8146 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Idoneità e relativi metodi di controllo. UNI 8147 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Determinazione dell' espansione contrastata della malta contenente l' agente espansivo. UNI 8148 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Determinazione dell' espansione contrastata del calcestruzzo contenente l' agente espansivo. UNI 8149 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Determinazione della massa volumica. La Direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego, mediante: l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo previste dal D.M. 9 gennaio 1996 e norme UNI vigenti; determinazione dei tempi di inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura Metodi di prova In generale per quanto non specificato si rimanda alle seguenti norme UNI: UNI 7110 Additivi per impasti cementizi. Determinazione della solubilità in acqua distillata ed in acqua satura di calce. UNI 7112 Additivi per impasti cementizi. Determinazione delle sostanze zuccherine riducenti. UNI 7114 Additivi per impasti cementizi. Determinazione del potere schiumogeno degli additivi aeranti e fluidificanti aeranti. UNI 7115 Additivi per impasti cementizi. Determinazione della densità degli additivi liquidi o in soluzione. UNI 7116 Additivi per impasti cementizi. Determinazione dell'alcalinità totale. UNI 7117 Additivi per impasti cementizi. Determinazione della tensione superficiale di soluzioni contenenti additivi. UNI 7118 Additivi per impasti cementizi. Determinazione del ph di soluzioni contenenti additivi. UNI EN 9342 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione Additivi per calcestruzzo Definizioni e requisiti UNI Additivi per impasti cementizi Additivi multifunzionali per calcestruzzo Definizioni, requisiti e criteri di conformità. Art. 13 Malte Malte tradizionali L acqua per gli impasti deve essere limpida, priva di sostanze organiche o grassi, non deve essere aggressiva nè contenere solfati o cloruri in percentuale dannosa. La sabbia da impiegare per il confezionamento delle malte deve essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose. Le calci aeree, le pozzolane ed i leganti idraulici devono possedere le caratteristiche tecniche ed i requisiti previsti dalle vigenti norme (R.D. 16 novembre 1939, n e R.D. n. 2231; legge 26 maggio 1965, n. 595, D.M. 14 gennaio 1966, D.M. 3 giugno 1968, D.M. 3 agosto 1972 e successive integrazioni o modificazioni). L impiego di malte premiscelate e pronte per l uso è consentito purché ogni fornitura sia accompagnata da una dichiarazione del fornitore attestante il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e degli eventuali additivi. Ove il tipo di malta non rientri tra quelli appresso indicati il fornitore dovrà certificare con prove ufficiali anche le caratteristiche di resistenza della malta stessa. 12
9 Le modalità per la determinazione della resistenza a compressione delle malte sono riportate nel D.M. 3 giugno 1968 così come modificato dal D.M. 13 settembre I tipi di malta e le loro classi sono definite in rapporto alla composizione in volume secondo la seguente tabella: Tabella 13.1 Classe e tipi di malta (D.M. 20 novembre 1987) Composizione Classe Tipo di malta Cemento Calce aerea Calce idraulica Sabbia Pozzolana M4 M4 M4 M3 M2 M1 Idraulica Pozzolanica Bastarda Bastarda Cementizia Cementizia , Tabella 13.2 Rapporti di miscela delle malte(aitec) Tipo di malta Rapporti in volume Quantità per 1 m³ di malta (kg) Calce idrata,sabbia 1: 3,5 1: 4, Calce idraulica, sabbia 1:3 1: Calce eminentemente idraulica, sabbia 1:3 1: Calce idrata, cemento, sabbia 2:1:8 2:1: Cemento, sabbia 1:3 1: Alla malta cementizia si può aggiungere una piccola quantità di calce aerea con funzione plastificante. Malte di diverse proporzioni nella composizione confezionate anche con additivi, preventivamente sperimentate, possono essere ritenute equivalenti a quelle indicate qualora la loro resistenza media a compressione risulti non inferiore ai valori seguenti: 12 N/mm² [120 kgf/cm ² ] per l equivalenza alla malta M1 8 N/ mm² [ 80 Kgf/cm ² ] per l equivalenza alla malta M2 5 N/ mm² [ 50 kgf/cm ² ] per l equivalenza alla malta M3 2,5 N/ mm² [ 25 Kgf/cm ² ] per l equivalenza alla malta M Malte speciali Le malte speciali a base cementizia (espansive, autoportanti, antiritiro, ecc.) composte da cementi ad alta resistenza, inerti, silice, additivi, da impiegarsi nei ripristini di elementi strutturali in c.a., impermeabilizzazioni, iniezioni armate, devono possedere le caratteristiche indicate nel progetto esecutivo, in caso di applicazione di prodotti equivalenti gli stessi devono essere accettati ed autorizzati dalla direzione dei lavori. Per qualunque constestazione si rimanda alle prescrizioni delle seguenti norme: UNI 8993 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Definizione e classificazione. UNI 8994 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Controllo dell'idoneità. UNI 8995 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione della massa volumica della malta fresca. UNI 8996 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione dell' espansione libera in fase plastica. UNI 8997 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Malte superfluide. Determinazione della consistenza mediante canaletta. UNI 8998 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione della quantità d'acqua d'impasto essudata. UNI EN Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo Metodi di prova Determinazione della resistenza a compressione delle malte da riparazione Metodi di prova delle malte cementizie UNI 7044 Determinazione della consistenza delle malte cementizie mediante l impiego di tavola a scosse. 13
10 UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie Determinazione della distribuzione granulometrica (mediante stacciatura). UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie Campionamento globale e preparazione delle malte di prova. UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie Determinazione della consistenza della malta fresca (mediante tavola a scosse). UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie Determinazione della consistenza della malta fresca (mediante penetrazione della sonda). UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie Determinazione della massa volumica apparente della malta fresca. UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie Determinazione del contenuto d'aria della malta fresca. UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie Determinazione della permeabilità al vapore d'acqua delle malte da intonaco indurite UNI ENV Malte e paste di cemento rinforzate con fibre di vetro (GRC) Prova mediante cicli climatici Art. 14 Gesso Il gesso è ottenuto per frantumazione, cottura e macinazione di roccia sedimentaria, di struttura cristallina, macrocristallina oppure fine, il cui costituente essenziale è il solfato di calcio biidrato (CaSO 4.2H 2 O), dovrà presentarsi perfettamente asciutto, di recente cottura, di fine macinazione, privo di materie eterogenee e non alterato per estinzione spontanea. Le caratteristiche fisiche, meccaniche e chimiche delle rocce dovranno inoltre corrispondere alle prescrizioni della norma UNI 5371 I gessi dovranno essere forniti in sacchi sigillati di idoneo materiale, riportanti il nominativo del produttore e la qualità del gesso contenuto. La conservazione dovrà essere effettuata con tutti gli accorgimenti atti ad evitare degradazioni per umidità. Art. 15 Calci Le calci impiegate dovranno avere le caratteristiche ed i requisiti prescritti dal R.D. 16 novembre 1939, n. 2231, (aggiornato alla G.U. 29 agosto 2000) recante Norme per l'accettazione delle calci. Art. 16 Cemento Fornitura I sacchi debbono essere in perfetto stato di conservazione; se l'imballaggio fosse comunque manomesso o il prodotto avariato, la merce può essere rifiutata. Se i leganti sono forniti alla rinfusa, la provenienza e la qualità degli stessi dovranno essere dichiarate con documenti di accompagnamento della merce. La qualità potrà essere accertata mediante prelievo di campioni e loro analisi Marchio di conformità. L'attestato di conformità autorizza il produttore ad apporre il marchio di conformità sull'imballaggio e sulla documentazione di accompagnamento relativa al cemento certificato. Il marchio di conformità è costituito dal simbolo dell'organismo abilitato seguito da: a) nome del produttore e della fabbrica ed eventualmente del loro marchio o dei marchi di identificazione; b) ultime due cifre dell'anno nel quale è stato apposto il marchio di conformità; c) numero dell'attestato di conformità; d) descrizione del cemento; e) estremi del decreto. Ogni altra dicitura è preventivamente sottoposta all'approvazione dell'organismo abilitato. Tabella 16.1 Requisiti meccanici e fisici dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n. 314) Classe Resistenza alla compressione (N/mm 2 ) Resistenza iniziale Resistenza normalizzata Tempo inizio presa 2 giorni 7giorni 28 giorni min 32,5 > 16 32,5 R > 10 32,5 52,5 4,25 > ,5 4,25 R > 20 62,5 Espansione mm 10 14
11 52,5 > 20 52,5 R > 30 52,5 45 Tabella 16.2 Requisiti chimici dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n. 314) Proprietà Prova secondo Tipo di cemento Classe di resistenza Requisiti Perdita al fuoco EN 1962 CEM I CEM III Tutte le classi 5,0% Residuo insolubile EN 1962 CEM I CEM III Tutte le classi 5,0% Solfati come (SO 3) EN 1962 CEM I CEM II (2) CEM IV CEM V 32,5 32,5 R 42,5 42,5 R 52,5 52,5 R Tutte le classi CEM III (3) Cloruri EN Tutti i tipi (4) Tutte le classi 0,10% Pozzolanicità EN 1965 CEM IV Tutte le classi Esito positivo della prova 1) I requisiti sono espressi come percentuale in massa 2) Questa indicazione comprende i cementi tipo CEM II/A e CEM II/B, ivi compresi i cementi Portland compositi contenenti solo un altro componente principale, per esempio II/AS o II/BV, salvo il tipo CEM II/BT che può contenere fino al 4,5% di SO3, per tutte le classi di resistenza 3) Il cemento tipo CEM III/C può contenere fino al 4,5% di SO3. 4) Il cemento tipo CEM III può contenere più dello 0,100% di cloruri ma in tal caso si dovrà dichiarare il contenuto effettivo in cloruri. 3,5% 4,0% Tabella 16.3 Valori limite dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n. 314) Valori limite Proprietà Classe di resistenza 32, 32, 42, 42, 52, 42, 5 5R 5 5R 5 5R 2 giorni 8,0 8,0 18, 18, 28, Limite inferiore di resistenza 14, (N/mm 2 7 giorni ) 0 28 giorni 30, 30, 40, 40, 50, 50, Tempo di inizio presa Limite inferiore (min) Stabilità (mm) Limite superiore 11 Tipo I Tipo II (1) 4,0 4,5 Tipo IV Contenuto di SO3 (%) Tipo V Limite superiore Tipo III/A 4,5 Tipo III/B Tipo III/C 5,0 Contenuto di cloruri (%) Limite superiore (2) 0,11 Pozzolanicità Positiva a 15 giorni (1) Il cemento tipo II/B può contenere fino al 5% di SO3 per tutte le classi di resistenza (2) Il cemento tipo III può contenere più dello 0,11% di cloruri, ma in tal caso deve essere dichiarato il contenuto reale di cloruri Metodi di prova UNI EN 1961 Metodi di prova dei cementi. Determinazione delle resistenze meccaniche. UNI EN 1962 Metodi di prova dei cementi. Analisi chimica dei cementi. UNI EN 1963 Metodi di prova dei cementi. Determinazione del tempo di presa e della stabilità. UNI ENV 1964 Metodi di prova dei cementi. Determinazione quantitativa dei costituenti. UNI EN 1965 Metodi di prova dei cementi. Prova di pozzolanicità dei cementi pozzolanici. UNI EN 1966 Metodi di prova dei cementi. Determinazione della finezza. UNI EN 1967 Metodi di prova dei cementi. Metodi di prelievo e di campionatura del cemento. UNI EN Metodi di prova dei cementi. Determinazione del contenuto di cloruri, anidride carbonica e alcali nel cemento. UNI ENV 1971 Cemento. Composizione, specificazioni e criteri di conformità. Cementi comuni. UNI ENV 1972 Cemento. Valutazione della conformità. UNI Cementi. Determinazione della calce solubilizzata nei cementi per dilavamento con acqua distillata. UNI Cementi Comuni. Valutazione della conformità. UNI ENV 4131 Cemento da muratura. Specifica. UNI EN 4132 Cemento da muratura. Metodi di prova. Art. 17 Laterizi 15
12 17.1. Generalità Si intendono per laterizi materiali artificiali da costruzione, formati di argilla, contenente quantità variabili di sabbia, di ossido di ferro, di carbonato di calcio, purgata, macerata, impastata, pressata e ridotta in pezzi di forma e di dimensioni prestabilite, pezzi che, dopo asciugamento, vengono esposti a giusta cottura in apposite fornaci, dovranno rispondere alle prescrizioni del R.D. 16 novembre 1939, n Norme per l'accettazione dei materiali laterizi Requisiti I laterizi di qualsiasi tipo, forma e dimensione debbono nella massa essere scevri da sassolini e da altre impurità; avere facce lisce e spigoli regolari; presentare alla frattura (non vetrosa) grana fine ed uniforme; dare, al colpo di martello, suono chiaro; assorbire acqua per immersione; asciugarsi all'aria con sufficiente rapidità; non sfaldarsi e non sfiorire sotto l'influenza degli agenti atmosferici e di soluzioni saline; non screpolarsi al fuoco; avere resistenza adeguata agli sforzi ai quali dovranno essere assoggettati, in relazione all'uso Accettazione e prove Per accertare se i materiali laterizi abbiano i requisiti prescritti, oltre all'esame accurato della superficie e della massa interna ed alle prove di percussione per riconoscere la sonorità del materiale, debbono essere sottoposti a prove fisiche e chimiche. Le prove debbono essere eseguite in uno dei laboratori ufficiali indicati dalle norme vigenti. Le prove fisiche sono quelle di compressione, flessione, urto, gelività, imbibimento e permeabilità. Le prove chimiche sono quelle necessarie per determinare il contenuto in sali solubili totali ed in solfati alcalini. In casi speciali può essere prescritta una analisi chimica più o meno completa dei materiali, seguendo i procedimenti analitici più accreditati. I laterizi da usarsi in opere a contatto con acque contenenti soluzioni saline sono analizzati, per accertare il comportamento di essi in presenza di liquidi di cui si teme la aggressività Prove fisiche e prove chimiche Per quanto attiene alle modalità delle prove chimiche e fisiche, si rimanda al citato R.D. 16 novembre 1939, n Norme di riferimento Elementi per murature Per la terminologia, il sistema di classificazione, i limiti di accettazione ed i metodi di prova si farà riferimento alle norme: UNI Prodotti di laterizio per murature. Terminologia e sistema di classificazione. UNI Prodotti di laterizio per murature. Limiti d accettazione. UNI Prodotti di laterizio per murature. Metodi di prova. Gli elementi da impiegarsi nelle murature dovranno avere facce piane e spigoli regolari, essere esenti da screpolature, fessure e cavità e presentare superfici atte alla adesione delle malte. I mattoni da paramento dovranno presentare in maniera particolare regolarità di forma, integrità superficiale e sufficiente uniformità di colore per l'intera partita. Gli elementi in laterizio impiegati nelle murature portanti, essi debbono rispondere alle prescrizioni contenute nel D.M. 20 novembre 1987 Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento. La resistenza meccanica degli elementi deve essere dimostrata attraverso certificati contenenti i risultati delle prove condotte da laboratori ufficiali negli stabilimenti di produzione con le modalità previste dal D.M. citato Elementi per solai Per la terminologia, il sistema di classificazione, i limiti di accettazione ed i metodi di prova si farà riferimento alle norme : UNI Elementi di laterizio per solai. Terminologia e classificazione. UNI Elementi di laterizio per solai. Limiti di accettazione. UNI Elementi di laterizio per solai. Metodi di prova. Dovranno inoltre essere rispettate le norme dei cui al punto 7, parte 1 a, del D.M. 9 gennaio Nei blocchi forati, la resistenza caratteristica a compressione, determinata secondo le prescrizioni dell'allegato 7 del D.M. citato e riferita alla sezione netta delle pareti e delle costolature, dovrà risultare non minore di: a) Solai con blocchi aventi funzioni di alleggerimento: 30 N/mm² nella direzione dei fori; 15 N/mm² nella direzione trasversale ai fori; b) Solai con blocchi aventi funzione statica in collaborazione con il conglomerato: 15 N/mm² nella direzione dei fori; 5 N/mm² nella direzione trasversale ai fori. 16
13 In assenza di cassero continuo inferiore durante la fase di armatura e getto tutti i blocchi dovranno resistere ad un carico concentrato, applicato nel centro della faccia superiore, non inferiore a 1,5 kn. Il modulo elastico non dovrà essere superiore a 25 kn/mm² Tavelle e tavelloni Si farà riferimento alle seguenti norme: 1) tipi e dimensioni: UNI 2105 Tavelle. Tipi e dimensioni. UNI 2106 Tavelloni. Tipi e dimensioni. 2) Requisiti e prove UNI 2107 Tavelle e tavelloni. Requisiti e prove. Tabella 17.1 Caratteristiche di tavelle e tavelloni di uso comune Tipo Spessore cm W (cm 3 /ml) Peso kn/m 2 Lunghezza cm Larghezza cm P (kn) Rottura Mr (knm) , , ,50 0, , ,80 1,00 Tavellone , ,70 1,00 UNI , ,50 1, ,34 0, ,10 1,00 1,00 1, ,38 0, ,60 2,30 1,95 1, , ,10 1,95 Tavellone , ,10 2,95 UNI , ,80 2, , ,60 2,95 W = Momento resistente minimo riferito alla sezione larga 1 m (4 elementi affiancati); P= Carico minimo di rottura concentrato in mezzeria di una tavella poggiante su due coltelli posti a cm 2,5 dagli estremi (Tabella UNI 2107); Mr= Momento flettente di rottura minimo riferito alla sezione larga 1 m (4 elementi affiancati. (fonte: Manualetto RDB, Fag, Milano, 1997) Tegole UNI 8089 Edilizia. Coperture e relativi elementi funzionali. Terminologia funzionale. UNI 8090 Edilizia. Elementi complementari delle coperture. Terminologia. UNI 8091 Edilizia. Coperture. Terminologia geometrica. UNI 8178 Edilizia. Coperture. Analisi degli elementi e strati funzionali. UNI , Edilizia. Prove dei prodotti per coperture discontinue. Determinazioni delle inclusioni calcaree nei prodotti di laterizio. UNI Coperture discontinue. Codice di pratica per la progettazione e l'esecuzione di coperture discontinue con tegole di laterizio e cemento. Art. 18 Manufatti di pietre naturali o ricostruite Generalità La terminologia utilizzata ha il significato di seguito riportato, le denominazioni commerciali devono essere riferite a campioni, atlanti, ecc. Per le prove da eseguire presso i laboratori ufficiali autorizzati si rimanda alle prescrizioni del R.D. 16 novembre 1939, n (Norme per l'accettazione delle pietre naturali da costruzione), al R.D. 16 novembre 1939, n ( Norme per l'accettazione dei materiali per pavimentazione, e alle norme UNI vigenti). I campioni delle pietre naturali da sottoporre alle prove da prelevarsi dalle forniture esistenti in cantiere, debbono presentare caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche conformi a quanto prescritto nei contratti, in relazione al tipo della pietra ed all'impiego che di essa deve farsi nella costruzione. Tabella 18.1 Valori indicativi di tenacità Roccia Calcare Gneiss Granito Tenacità 1 1,20 1,50 17
14 Arenaria calcaria Basalto Arenaria silicea 1,50 2,30 2,60 Tabella 18.2 Valori indicativi di resistenza a taglio Roccia Carico di rottura (Mpa) Arenarie 39 Calcare 511 Marmi 12 Granito 15 Porfido 16 Serpentini 1834 Gneiss Marmo Roccia cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 3 a 4 (quali calcite, dolomite, serpentino). A questa categoria appartengono: i marmi propriamente detti (calcari metamorfici ricristallizzati), i calcefiri ed i cipollini; i calcari, le dolomie e le brecce calcaree lucidabili; gli alabastri calcarei; le serpentiniti; oficalciti Granito Roccia fanerocristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 6 a 7 (quali quarzo, felspati, felspatoidi). Nota: A questa categoria appartengono: i graniti propriamente detti (rocce magmatiche intrusive acide fanerocristalline, costituite da quarzo, felspati sodicopotassici e miche); altre rocce magmatiche intrusive (dioriti, granodioriti, sieniti, gabbri, ecc.); le corrispettive rocce magmatiche effusive, a struttura porfirica; alcune rocce metamorfiche di analoga composizione come gneiss e serizzi Travertino Roccia calcarea sedimentaria di deposito chimico con caratteristica strutturale vacuolare, da decorazione e da costruzione; alcune varietà sono lucidabili Pietra Roccia da costruzione e/o da decorazione, di norma non lucidabile. A questa categoria appartengono rocce di composizione mineralogica svariatissima, non inseribili in alcuna classificazione. Esse sono riconducibili ad uno dei due gruppi seguenti: rocce tenere e/o poco compatte; rocce dure e/o compatte. Esempi di pietre del primo gruppo sono: varie rocce sedimentarie (calcareniti, arenarie a cemento calcareo, ecc.), varie rocce piroclastiche (peperini, tufi, ecc.); al secondo gruppo appartengono le pietre a spacco naturale (quarziti, micascisti, gneiss lastroidi, ardesie, ecc.), e talune vulcaniti (basalti, trachiti, leucititi, ecc.). Per gli altri termini usati per definire il prodotto in base alle norme, dimensioni, tecniche di lavorazione ed alla conformazione geometrica, vale quanto riportato nella norma UNI Requisiti d accettazione I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue: a) appartenere alla denominazione commerciale e/o petrografica indicata nel progetto oppure avere origine dal bacino di estrazione o zona geografica richiesta nonché essere conformi ad eventuali campioni di riferimento ed essere esenti da crepe, discontinuità, ecc. che riducono la resistenza o la funzione; b) avere lavorazione superficiale e/o finiture indicate nel progetto e/o rispondere ai campioni di riferimento; avere le dimensioni nominali concordate e le relative tolleranze; c) delle seguenti caratteristiche il fornitore dichiarerà i valori medi (ed i valori minimi e/o la dispersione percentuale): massa volumica reale ed apparente, misurata secondo la norma UNI 9724, parte 2ª; 18
15 coefficiente di imbibizione della massa secca iniziale, misurato secondo la norma UNI 9724, parte 2ª; resistenza a compressione, misurata secondo la norma UNI 9724, parte 3ª; resistenza a flessione, misurata secondo la norma UNI 9724, parte 5ª; resistenza all'abrasione, misurata secondo le disposizioni del RD 16 novembre 1939, n. 2234; d) per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutturale per murature, pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed alle prescrizioni di progetto. I valori dichiarati saranno accettati dalla Direzione dei lavori anche in base ai criteri generali dell'art 39 del presente Capitolato speciale d appalto Manufatti da lastre I manufatti da lastre devono essere ricavati da lastre di spessore non superiore a 8 cm; si hanno i seguenti prodotti: a) lastre refilate b) listelli c) modul marmo modulgranito Manufatti in spessore I manufatti in spessore devono essere ricavati da blocchi o lastre di spessore superiore a 8 cm; si hanno i seguenti prodotti: a) masselli; b) binderi c) cordoni Manufatti a spacco e sfaldo Tra i manufatti a spacco si indicano; a) cubetti di porfido; b) smolleri; c) lastre di ardesia; d) lastre di quarzite; e) lastre di serpentino f) lastre di beola c) lastre di arenaria Manufatti stradali UNI 2713 Manufatti lapidei stradali. Bocchette di scarico, di pietra. UNI 2714 Manufatti lapidei stradali. Risvolti di pietra, per ingressi carrai. UNI 2715 Manufatti lapidei stradali. Guide di risvolto, di pietra, per ingressi carrai. UNI 2716 Manufatti lapidei stradali. Scivolo di pietra, per ingressi carrai. UNI 2717 Manufatti lapidei stradali. Guide di pietra. UNI 2718 Manufatti lapidei stradali. Masselli di pietra, per pavimentazione. UNI 2712 Manufatti lapidei stradali. Cordoni di pietra Prove d accettazione. Riferimento alle norme UNI Per quanto non espressamente indicato si rinvia alle prescrizioni delle seguenti norme: UNI Materiali lapidei. Descrizione petrografica. UNI Materiali lapidei. Determinazione della massa volumica apparente e del coefficiente di imbibizione. UNI Materiali lapidei. Determinazione della resistenza a compressione semplice. UNI Materiali lapidei. Confezionamento sezioni sottili e lucide. UNI Materiali lapidei. Determinazione della resistenza a flessione. UNI Materiali lapidei. Determinazione della microdurezza Knoop. UNI Materiali lapidei. Determinazione della massa volumica reale e della porosità totale e accessibile. Art. 19 Prodotti per pavimentazione Generalità Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo strato di rivestimento dell'intero sistema di pavimentazione. Per la realizzazione del sistema di pavimentazione si rinvia all'articolo sull'esecuzione delle pavimentazioni. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei Lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni secondo le norme vigenti: R.D. 16 novembre 1939, n Norme per l'accettazione dei materiali per pavimentazione 19
16 UNI 7998 Edilizia. Pavimentazioni. Terminologia. UNI 7999 Edilizia. Pavimentazioni. Analisi dei requisiti. UNI 8437 Edilizia. Pavimentazioni. Classificazione in base all'isolamento dal rumore di calpestio. UNI 5574 Pavimenti vinilici. Metodi di prova. UNI EN 661 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della propagazione dell'acqua. UNI EN 662 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione dell'incurvamento per esposizione all'umidità. UNI EN 663 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della profondità convenzionale del rilievo. UNI EN 664 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della perdita di sostanze volatili. UNI EN 665 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione dell essudazione dei plastificanti. UNI EN 666 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della gelatinizzazione. UNI EN 669 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Determinazione della stabilità dimensionale delle piastrelle di linoleum dovuta a variazioni dell'umidità atmosferica. UNI EN 670 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Identificazione del linoleum e determinazione del contenuto di cemento e della cenere residua. UNI EN 672 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Determinazione della massa volumica apparente del sughero agglomerato UNI EN 684 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della resistenza delle giunzioni. UNI EN 685 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Classificazione. UNI EN 686 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Specifica per linoleum liscio e decorativo su un supporto di schiuma UNI EN 687 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Specifica per linoleum liscio e decorativo su un supporto di agglomerati compositi di sughero UNI EN 688 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Specifica per agglomerati di sughero linoleum UNI Posa dei rivestimenti di pavimentazione. Misurazione del contenuto di umidità negli strati di supporto cementizi o simili Caratteristiche dei prodotti in legno per pavimentazione I prodotti di legno per pavimentazione: tavolette, listoni, mosaico di lamelle, blocchetti, ecc. s intendono denominati nelle loro parti costituenti come indicato nella letteratura tecnica. I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue: a) essere della essenza legnosa adatta all'uso e prescritta nel progetto; b) sono ammessi i seguenti difetti visibili sulle facce in vista: b1) qualità I: piccoli nodi sani con diametro minore di 2 mm se del colore della specie (minore di 1 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 10% degli elementi del lotto; imperfezioni di lavorazione con profondità minore di 1 mm e purché presenti su meno del 10% degli elementi; b2) qualità II: piccoli nodi sani con diametro minore di 5 mm se del colore della specie (minore di 2 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 20% degli elementi del lotto; imperfezioni di lavorazione come per la classe I; piccole fenditure; alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti; b3) qualità III: esenti da difetti che possono compromettere l'impiego (in caso di dubbio valgono le prove di resistenza meccanica). Alburno senza limitazioni, ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti; c) avere contenuto di umidità tra il 10 ed il 15%; d) tolleranze sulle dimensioni e finitura: d1) listoni: 1 mm sullo spessore; 2 mm sulla larghezza; 5 mm sulla lunghezza; d2) tavolette: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza; d3) mosaico, quadrotti, ecc.: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza; d4) le facce a vista ed i fianchi da accertare saranno lisci; e) la resistenza meccanica a flessione, la resistenza all'impronta ed altre caratteristiche saranno nei limiti solitamente riscontrati sulla specie legnosa e saranno comunque dichiarati nell'attestato che accompagna la fornitura. Per i metodi di misura valgono quelli previsti all art del presente capitolato. f) i prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, umidità nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Nell'imballo un foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore e contenuto, almeno le caratteristiche di cui ai commi da a) ad e). Per i pavimenti in sughero si applicheranno le disposizioni delle seguenti norme UNI ISO 3813 e UNI ISO
17 19.3. Classificazione su metodo di formatura ed assorbimento d acqua delle piastrelle in ceramica Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni dovranno essere del materiale indicato nel progetto tenendo conto che le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cottoforte, gres, ecc.) devono essere associate alla classificazione basata sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua secondo la norma UNI EN 87. a) A seconda della classe di appartenenza (secondo UNI EN 87) le piastrelle di ceramica estruse o pressate di prima scelta devono rispondere alle norme seguenti: Tab Assorbimento d acqua delle piastrelle di ceramica Assorbimento d'acqua, E in % Formatura Gruppo I E 3% Gruppo IIª 3% < E 6% Gruppo II b 6% < E < 10% Gruppo III E > 10% Estruse (A) UNI EN 121 UNI EN 186 UNI EN 187 UNI EN 188 Pressate UNI EN 176 UNI EN 177 UNI EN 178 UNI EN 159 I prodotti di seconda scelta, cioè quelli che rispondono parzialmente alle norme predette, saranno accettati in base alla rispondenza ai valori previsti dal progetto, ed, in mancanza, in base ad accordi tra Direzione dei lavori e fornitore. b) Per i prodotti definiti «pianelle comuni di argilla», «pianelle pressate ed arrotate di argilla» e «mattonelle greificate» dal RD 16 novembre 1939 n. 334, devono inoltre essere rispettate le prescrizioni seguenti: resistenza all'urto 2 Nm (0,20 kgm) minimo; resistenza alla flessione 2,5 N/mm² (25 kg/cm²) minimo; coefficiente di usura al tribometro 15 mm per 1 km di percorso. c) Per le piastrelle colate (ivi comprese tutte le produzioni artigianali) le caratteristiche rilevanti da misurare ai fini di una qualificazione del materiale sono le stesse indicate per le piastrelle pressate a secco ed estruse (vedi norma UNI EN 87) per cui: per quanto attiene ai metodi di prova si rimanda alla normativa UNI EN vigente e già citata; per quanto attiene i limiti di accettazione, tenendo in dovuto conto il parametro relativo all'assorbimento d'acqua, i valori di accettazione per le piastrelle ottenute mediante colatura saranno concordati fra produttore ed acquirente, sulla base dei dati tecnici previsti dal progetto o dichiarati dai produttori ed accettate dalla Direzione dei Lavori; d) I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, sporcatura, ecc. nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa ed essere accompagnati da fogli informativi riportanti il nome del fornitore e la rispondenza alle prescrizioni predette Prodotti in gomma per pavimentazioni I prodotti di gomma per pavimentazioni sotto forma di piastrelle e rotoli devono rispondere alle prescrizioni date dal progetto ed in mancanza e/o a complemento devono rispondere alle prescrizioni seguenti: a) Essere esenti da difetti visibili (bolle, graffi, macchie, aloni, ecc.) sulle superfici destinate a restare in vista; b) Avere costanza di colore tra i prodotti della stessa fornitura; in caso di contestazione deve risultare entro il contrasto dell'elemento n. 4 della scala dei grigi di cui alla UNI Per piastrelle di forniture diverse ed in caso di contestazione vale il contrasto dell'elenco n. 3 della scala dei grigi della stessa norma UNI c) Sulle dimensioni nominali ed ortogonalità dei bordi sono ammesse le tolleranze seguenti: piastrelle: lunghezza e larghezza ± 0,3%, spessore ± 0,2 mm; rotoli: lunghezza ± 1%, larghezza ± 0,3%, spessore ± 0,2 mm; piastrelle: scostamento dal lato teorico (in millimetri) non maggiore del prodotto tra dimensione del lato (in millimetri) e 0,0012; rotoli: scostamento dal lato teorico non maggiore di 1,5 mm. d) La durezza deve essere tra 75 e 85 punti di durezza Shore A. e) La resistenza all'abrasione deve essere non maggiore di 300 mm³. f) La stabilità dimensionale a caldo deve essere non maggiore dello 0,3% per le piastrelle e dello 0,4% per i rotoli. g) La classe di reazione al fuoco deve essere la prima secondo il DM 26 giugno 1984 allegato A3.1). h) La resistenza alla bruciatura da sigaretta, intesa come altrazioni di colore prodotte dalla combustione, non deve originare contrasto di colore uguale o minore al n. 2 della scala dei grigi di cui alla UNI Non sono inoltre ammessi affioramenti o rigonfiamenti. i) Il potere macchiante, inteso come cessione di sostanze che sporcano gli oggetti che vengono a contatto con il rivestimento, per i prodotti colorati non deve dare origine ad un contrasto di colore maggiore di quello dell'elemento N3 della scala dei grigi di cui alla UNI Per i prodotti neri il contrasto di colore non deve essere maggiore dell'elemento N2. l) m) Il controllo delle caratteristiche di cui ai comma da a) ad i) e si intende effettuato secondo i criteri indicati in 54.1 utilizzando la norma UNI n) I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. 21
18 i). Il foglio di accompagnamento indicherà oltre al nome del fornitore almeno le informazioni di cui ai commi da a) ad Prescrizioni dei prodotti in vinile I prodotti di vinile, omogenei e non, ed i tipi eventualmente caricati devono rispondere alle prescrizioni di cui alle seguenti norme. UNI 5574 Pavimenti vinilici. Metodi di prova. UNI EN 649 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Rivestimenti omogenei ed eterogenei per pavimentazioni a base di policloruro di vinile Specifica UNI EN 650 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Rivestimenti per pavimentazioni a base di policloruro di vinile su supporto di iuta o di feltro di poliestere oppure su supporto di feltro di poliestere con policloruro di vinile Specifica UNI EN 651 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Rivestimenti per pavimentazioni a base di policloruro di vinile con strato di schiuma Specifica UNI EN 652 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Rivestimenti per pavimentazioni a base di policloruro di vinile con supporto a base di sughero Specifica UNI EN 653 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Rivestimenti per pavimentazioni a base di policloruro di vinile espanso (cushioned) Specifica UNI EN 654 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Piastrelle semiflessibili di policloruro di vinile Specifica UNI EN 655 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni Piastrelle di agglomerato di sughero con strato di usura a base di policloruro di vinile Specifica UNI EN 718 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della massa areica di un'armatura o di un supporto dei rivestimenti di polivinile di cloruro per pavimentazioni. I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio di accompagnamento indicherà le caratteristiche di cui alle norme precitate Prodotti di resina I prodotti di resina (applicati fluidi od in pasta) per rivestimenti di pavimenti saranno realizzati: mediante impregnazione semplice (I1); a saturazione (I2); mediante film con spessori fino a 200 mm (F1) o con spessore superiore (F2); con prodotti fluidi cosiddetti autolivellanti (A); con prodotti spatolati (S). Le caratteristiche segnate come significative nel prospetto seguente devono rispondere alle prescrizioni del progetto. I valori di accettazione sono quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dal Direttore dei lavori. I metodi di accettazione sono quelli contenuti nellaq norma UNI 8298 (varie parti). Tabella Caratteristiche significative dei prodotti di resina Caratteristiche Grado di significatività rispetto ai vari tipi i1 i2 F1 F2 A S Colore Identificazione chimicofisica Spessore Resistenza all'abrasione Resistenza al punzonamento dinamico (urto) Resistenza al punzonamento statico Comportamento all'acqua Resistenza alla pressione idrostatica inversa Reazione al fuoco Resistenza alla bruciatura della sigaretta Resistenza all'invecchiamento termico in aria Resistenza meccanica dei ripristini significativa; non significativa I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche e da agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, le caratteristiche, le avvertenze per l'uso e per la sicurezza durante l'applicazione. 22
19 19.7. Prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni I prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni a seconda del tipo di prodotto devono rispondere alle prescrizioni del progetto e di quelle del presente Capitolato speciale d appalto Mattonelle di cemento Mattonelle di cemento con o senza colorazione e superficie levigata; mattonelle di cemento con o senza colorazione con superficie striata o con impronta; marmette e mattonelle a mosaico di cemento e di detriti di pietra con superficie levigata. I prodotti sopracitati devono rispondere alle prescrizioni del R.D del 16 novembre 1939 per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza all'urto, resistenza alla flessione e coefficiente di usura al tribometro ed alle prescrizioni del progetto. L'accettazione deve avvenire secondo l art. 39 avendo il R.D. sopracitato quale riferimento. Norme di riferimento: UNI 2623 Mattonella quadrata di conglomerato cementizio. UNI 2624 Mattonella rettangolare di conglomerato cementizio. UNI 2625 Mattonella esagonale di conglomerato cementizio. UNI 2626 Marmette quadrate di conglomerato cementizio. UNI 2627 Marmette rettangolari di conglomerato cementizio. UNI 2628 Pietrini quadrati di conglomerato cementizio. UNI 2629 Pietrini rettangolari di conglomerato cementizio Masselli di calcestruzzo Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni saranno definiti e classificati in base alla loro forma, dimensioni, colore e resistenza caratteristica; per la terminologia delle parti componenti il massello e delle geometrie di posa ottenibili si rinvia alla documentazione tecnica. Essi devono rispondere alle prescrizioni del progetto in mancanza e/o completamento devono rispondere a quanto segue: a) essere esenti da difetti visibili e di forma quali protuberanze, bave, incavi che superino le tolleranze dimensionali ammesse. Sulle dimensioni nominali è ammessa la tolleranza di 3 mm per un singolo elemento e 2 mm quale media delle misure sul campione prelevato; b) le facce di usura e di appoggio devono essere parallele tra loro con tolleranza ± 15% per il singolo massello e ± 10% sulle medie; c) la massa volumica deve scostarsi da quella nominale (dichiarata dal fabbricante) non più del 15% per il singolo massello e non più del 10% per le medie; d) il coefficiente di trasmissione meccanica non deve essere minore di quello dichiarato dal fabbricante; e) il coefficiente di aderenza delle facce laterali deve essere il valore nominale con tolleranza ± 5% per 1 singolo elemento e ± 3% per le medie; f) la resistenza convenzionale alla compressione deve essere maggiore di 50 N/mm² per il singolo elemento e maggiore di 60 N/mm² per la media; g) I prodotti saranno forniti su appositi pallets opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa. Norme di riferimento : UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Terminologia e classificazione. UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Metodo di prova e di calcolo. UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Limiti di accettazione Prodotti in pietre naturali I prodotti di pietre naturali o ricostruite per pavimentazioni. Si intendono definiti come segue: elemento lapideo naturale: elemento costituito integralmente da materiali lapideo (senza aggiunta di leganti); elemento lapideo ricostituito (conglomerato): elemento costituito da frammenti lapidei naturali legati con cemento o con resine; lastra rifilata: elemento con le dimensioni fissate in funzione del luogo d'impiego, solitamente con una dimensione maggiore di 60 cm e spessore di regola non minore di 2 cm; marmetta: elemento con le dimensioni fissate dal produttore ed indipendenti dal luogo di posa, solitamente con dimensioni minori di 60 cm e con spessore di regola minore di 2 cm; marmetta calibrata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere lo spessore entro le tolleranze dichiarate; 23
20 marmetta rettificata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere la lunghezza e/o larghezza entro le tolleranze dichiarate. Per gli altri termini specifici dovuti alle lavorazioni, finiture, ecc., vedere la norma UNI a) i prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto (dimensioni, tolleranze, aspetto, ecc.) ed a quanto prescritto nell'articolo prodotti di pietre naturali o ricostruite. In mancanza di tolleranze su disegni di progetto si intende che le lastre grezze contengono la dimensione nominale; le lastre finite, marmette, ecc. hanno tolleranza 1 mm sulla larghezza e lunghezza e 2 mm sullo spessore (per prodotti da incollare le tolleranze predette saranno ridotte); b) le lastre ed i quadrelli di marmo o di altre pietre dovranno inoltre rispondere al R.D. n del 16 novembre 1939 per quanto attiene il coefficiente di usura al tribometro in mm; c) Le forniture avverranno su pallets ed i prodotti saranno opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa I prodotti tessili per pavimenti (moquettes). a) Si intendono tutti i rivestimenti nelle loro diverse soluzioni costruttive e cioè: rivestimenti tessili a velluto (nei loro sottocasi velluto tagliato, velluto riccio, velluto unilivellato, velluto plurilivello, ecc.); rivestimenti tessili piatti (tessuto, nontessuto). In caso di contestazioni circa la qualità del materiale fornito dall appaltatore si farà riferimento alle seguenti norme: UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Terminologia e classificazione. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Prelievo, numero e dimensioni delle provette. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della massa areica totale. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della massa areica dell'intero strato d utilizzazione. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della massa areica della parte utile dello strato di utilizzazione. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione dello spessore totale. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione dello spessore della parte utile dello strato d utilizzazione. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della perdita di spessore dopo applicazione di breve durata di carico statico moderato UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della perdita di spessore dopo applicazione di lunga durata di carico statico elevato. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della perdita di spessore dopo applicazione di carico dinamico. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della massa volumica del pelo utile. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della tendenza all' accumulo di cariche elettrostatiche generate dal calpestio. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione del numero di fiocchetti per unità di lunghezza e per unità di area. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della forza di strappo dei fiocchetti. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della resistenza allo sporcamento. UNI Rivestimenti tessili del pavimento fabbricati a macchina. Metodi di prova. Determinazione della resistenza elettrica orizzontale (superficiale) e verticale (trasversale). b) i prodotti devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza o completamento a quanto segue: massa areica totale e dello strato di utilizzazione; spessore totale e spessore della parte utile dello strato di utilizzazione; perdita di spessore dopo applicazione (per breve e lunga durata) di carico statico moderato; perdita di spessore dopo applicazione di carico dinamico. In relazione all'ambiente di destinazione saranno richieste le seguenti caratteristiche di comportamento: tendenza all'accumulo di cariche elettrostatiche generate dal calpestio; numero di fiocchetti per unità di lunghezza e per unità di area; forza di strappo dei fiocchetti; comportamento al fuoco; 24