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Timestamp: 2018-05-25 23:07:10+00:00
Document Index: 40597231

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art.18', 'art.37', 'art.30', 'art.18', 'art. 4', 'art. 10', 'art.3', 'art.3', 'art.18']

DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO ALESSANDRIA - PDF
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1 DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO ALESSANDRIA Gestione del rischio incendio e delle misure mitigative negli istituti scolastici
2 DPR 151/2011 CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI n. Attività A B C 67 Scuole di ogni ordine, grado fino a 150 Oltre 150 e oltre 300 e tipo, collegi, accademie persone fino a 300 persone con oltre 100 persone persone; presenti; Asili nido Asili nido con oltre 30 persone presenti. Valutazione progetto SCIA Verbale Visita Tecnica Verbale CPI Tecnica
3 Obblighi del datore di lavoro (art.17) Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Valutazione dei rischi: Individuazione rischi Individuazione misure di prevenzione Individuazione misure di protezione Programma di miglioramento Organizzazione aziendale di sicurezza Le norme prese a riferimento per l elaborazione del documento
4 Obblighi del datore di lavoro o del dirigente (art.18) 1) Adozione del Regolamento interno di sicurezza Lett. e) misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; Lett.f): disposizioni aziendali in materia di sicurezza e norme vigenti; lett. t) misure necessarie ai fini della prevenzione incendi: Allegato II DM 10/03/98 - MISURE DI TIPO GESTIONALE: controlli sulle misure di sicurezza da osservare);
5 Formazione dei lavoratori (art.37) Formazione di ciascun lavoratore 1.a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti itti e doveri dei vari soggetti aziendali; 1.b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione 6. La formazione dei lavoratori deve essere ripetuta periodicamente in relazione all'evoluzione dei rischi o all'insorgenza di nuovi 7. Formazione dei preposti p 9. Formazione Addetti antincendi: secondo Allegato IX DM 10 marzo Formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 14. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sottoposto a vigilanza da parte degli organi competenti.
6 Modelli di organizzazione e di gestione (art.30) 1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; h) Alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate 2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1.
7 Obblighi del datore di lavoro o del dirigente (art.18) 3) Individuazione degli addetti antincendi Lettera b: Nomina lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di PREVENZIONE INCENDI e quelle previste dal PIANO DI EMERGENZA
8 ALLEGATO IX - CONTENUTI MINIMI DEI CORSI DI FORMAZIONE PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DELLE EMERGENZE, IN RELAZIONE AL LIVELLO DI RISCHIO DELL'ATTIVITÀ I contenuti minimi dei corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze in caso di incendio, devono essere correlati alla tipologia delle attività ed al livello di rischio di incendio delle stesse, nonchéagli specifici compiti affidati ai lavoratori.
9 ISTITUTI SCOLASTICI QUALE LIVELLO DI RISCHIO? D.M. 10/03/1998 Art Valutazione dei rischi di incendio La valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione, costituiscono parte specifica del documento di cui all'art. 4, comma 2, del decreto legislativo n. 626/1994. Nel documento di cui al comma 1 sono altresì riportati i nominativi dei lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze, o quello del datore di lavoro, nei casi di cui all'art. 10, comma 1, del decreto legislativo n. 626/1994. La valutazione dei rischi di incendio può essere effettuata in conformità ai criteri di cui all'allegato I. Nel documento di valutazione dei rischi il datore di lavoro valuta il livello di rischio di incendio del luogo di lavoro e, se del caso, di singole parti del luogo medesimo, classificando tale livello in una delle seguenti categorie, in conformità ai criteri di cui all'allegato 1: livello di rischio elevato b)livello di rischio medio c) livello di rischio basso;
10 Allegato IX ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCENDIO ELEVATO [ ] A titolo esemplificativo e non esaustivo si riporta un elenco di attività da considerare ad elevato rischio di incendio: a) industrie e depositi di cui agli articoli 4 e 6 del DPR n. 175/1988, e successive modifiche ed integrazioni; m) scuole di ogni ordine e grado con oltre 1000 persone presenti. ATTIVITA' A RISCHIO DI INCENDIO MEDIO A titolo esemplificativo e non esaustivo rientrano in tale categoria di attività: i luoghi di lavoro compresi nell'allegato al D.M. 16 febbraio 1982 e nelle tabelle A e B annesse al D.P.R. n. 689 del 1959, con esclusione delle attività considerate a rischio elevato.
11 Allegato IX ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCENDIO BASSO Rientrano in tale categoria di attività quelle non classificabili a medio ed elevato rischio e dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme
12 Attività a rischio BASSO Attività a rischio MEDIO Attività a rischio ELEVATO Corso A Corso B (durata 4 ore) (durata 8 ore) Corso C (durata 16 ore) 2 ore teoria 5 ore teoria 12 ore teoria 2 ore esercit. pratiche 3 ore esercit. pratiche 4 ore esercit. pratiche
13 Acquisizione attestato di idoneità tecnica degli addetti antincendi Gli addetti antincendi nei luoghi di lavoro elencati in Allegato X del DM 10/03/98 devono essere in possesso dell attestato di idoneità tecnica di cui all art.3 Legge 28/11/96 n. 609 I Comandi Provinciali VV.F., previo superamento di prova tecnica, rilasciano attestato di idoneità degli addetti antincendi.
14 Allegato X DM 10/03/98: obbligo attestato per gli addetti antincendi a) industrie e depositi di cui al D.LGs. 334/99 b) fabbriche e depositi di esplosivi c) centrali termoelettriche d) impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili e) impianti e laboratori nucleari; f) depositi al chiuso di materiali combustibili con superficie > m 2 g) attività commerciali/espositive con superficie aperta al pubblico > m 2 h) aeroporti, stazioni ferroviarie con superficie aperta al pubblico, > a 5000 m 2 e metropolitane i) alberghi con oltre 100 posti letto; l) ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani m) scuole di ogni ordine e grado con oltre 300 persone presenti n) uffici con oltre 500 dipendenti o) locali di spettacolo e trattenimento con capienza superiore a 100 posti p) edifici pregevoli per arte e storia con superficie aperta a pubblico >1000 m 2 q) cantieri in sotterraneo di lunghezza superiore a 50 m r) cantieri ove si impiegano esplosivi
15 Acquisizione attestato di idoneità tecnica degli addetti antincendi Gli addetti antincendi nei luoghi di lavoro elencati in Allegato X del DM 10/03/98 devono essere in possesso dell attestato di idoneità tecnica di cui all art.3 Legge 28/11/96 n. 609 I Comandi Provinciali VV.F., previo superamento di prova tecnica, rilasciano attestato di idoneità degli addetti antincendi.
16 Art.37 Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti I lavoratori incaricati dell attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza emergenza devono ricevere un adeguata unadeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626.
17 Obblighi del datore di lavoro o del dirigente (art.18) 2) Adozione del Piano di emergenza h): misure per il controllo delle situazioni di rischio e/o per l abbandono della zona pericolosa; i) procedure per i lavoratori esposti a rischi particolari; t) provvedimenti in caso di pericolo grave e immediato e procedure di evacuazione dei luoghi di lavoro;
18 DM 10/03/1998 ALLEGATO VIII PIANIFICAZIONE DELLE PROCEDURE DA ATTUARE IN CASO DI INCENDIO CONTENUTI: ORGANIGRAMMA AZIENDALE RESPONSABILITA ELENCO COMPLETO ADDETTI ANTINCENDI NUMERO MINIMO DI ADDETTI ANTINCENDI CONTEMPORANEAMENTE PRESENTI SCENARI INCIDENTALI PREVISTI O PREVEDIBILI AZIONI DA COMPIERE PER OGNI SCENARIO
19 DM 10/03/1998 ALLEGATO VIII PIANIFICAZIONE DELLE PROCEDURE DA ATTUARE IN CASO DI INCENDIO AZIONI DA COMPIERE PER OGNI SCENARIO (in funzione dell evoluzione dello stesso) Procedure di estinzione Procedure per la messa in sicurezza degli impianti tecnologici Procedure per l'evacuazione Assistenza ai disabili. Comunicazioni esterne (VVF, 118, )
20 DM 10/03/1998 ALLEGATO VIII PIANIFICAZIONE DELLE PROCEDURE DA ATTUARE IN CASO DI INCENDIO Fattori da tenere presenti: Sistema di rivelazione e di allarme incendio Livello di compartimentazione t i disponibileibil per ogni piano Presenza di pubblico Lavoratori esposti a rischi particolari Numero di persone da assistere in emergenza Livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori. Presenza di più datori di lavoro Modalità di attivazione della squadra antincendi
21 DM 10/03/1998 ALLEGATO VIII PIANIFICAZIONE DELLE PROCEDURE DA ATTUARE IN CASO DI INCENDIO Elaborati grafici i per gli insediamenti più complessi: Il piano deve includere anche una planimetria con i seguenti dati: Resistenza al fuco delle strutture portanti dell intero fabbricato Compartimenti antincendi con indicati destinazione d uso, resistenza al fuoco, carico di incendio, protezione attiva Percorsi di esodo (percorsi protetti) Punti di sezionamento degli impianti tecnici (elettrico, gas infiammabili/comburenti/pericolosi, liquidi combustibili, condizionamento, ) Ubicazione dei punti di consegna di energia elettrica e gas Luoghi con pericolo di esplosione Depositi di sostanze e/o installazioni incompatibili con l acqua
22 ESERCITAZIONI ANTINCENDIO
23 Provvedimenti gestionali Misure di protezione DM 10/03/98: Addestramento Allegato VII ESERCITAZIONI ANTINCENDIO almeno una volta l'anno: Luoghi di lavoro di grandi dimensioni: i i Evacuazione delle singole aree/reparti Attuazione procedure di allarme/preallarme selettive Funzionamento apparati radiomobili Attivazione impianto di diffusione sonora Sala gestione emergenze: raduno squadra aziendale Controllo funzionamento attrezzature speciali di intervento ricezione delle informazioni sull incidente Elaborazione fac-simile comunicazioni esterne D.LGS. 81/2008 Alimentazione dei servizi/impianti attivati con le sole sorgenti di sicurezza
24 D.Lgs. 626 Provvedimenti gestionali Misure di protezione - Addestramento D.LGS. 81/2008 DM 10/03/98 Allegato VII ESERCITAZIONI ANTINCENDIO luoghi di lavoro di piccole dimensioni: percorrere le vie di uscita identificare le porte resistenti al fuoco, ove esistenti; identificare la posizione i dei dispositiviiti i di allarme; identificare l'ubicazione delle attrezzature di spegnimento. Partecipazione dei fruitori se opportuno. Esercitazione successiva in caso di: Rilievo carenze e dopo che sono stati presi i necessari provvedimenti; incremento del numero dei lavoratori; effettuazioni lavori che abbiano comportato modifiche alle vie di esodo. Quando nello stesso edificio esistono più datori di lavoro l'amministratore condominiale i promuove la collaborazione tra di essi per la realizzazione i delle esercitazioni antincendio.
25 Circolare DCPREV 9060 del 25/6/2013