Source: http://tomasi-hr.eu/normative.php
Timestamp: 2017-11-25 01:37:50+00:00
Document Index: 77823713

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 85', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 85', 'art. 4']

Normativa che disciplina in ambito nazionale Italiano la fornitura, da parte di imprese stabilite in un Stato membro della CE, di proprio personale in regime di lavoro temporaneo.
E’ possibile inviare proprio personale presso Utilizzatori aventi sede in Italia in forza dell’art. 4 D. L.vo 72/2000 (così come modificato dall’art. 85 D. Lgs. 276/2003) di attuazione della Direttiva 97/91/CE in materia di distacco di lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi, il quale espressamente prevede ai punti:
“1. Le imprese stabilite in uno Stato membro dell'Unione europea diverso dall'Italia che, in quanto imprese fornitrici di lavoro temporaneo, distaccano un lavoratore presso un'impresa utilizzatrice avente la propria sede o un'unita' produttiva in territorio nazionale italiano, sono soggette alle disposizioni della legge 24 giugno 1997, n. 196, ( ora D.Lgs. 276/2003 ) e successive modificazioni, purche' durante il periodo della fornitura continui ad esistere un rapporto di lavoro fra il lavoratore distaccato e l'impresa fornitrice di lavoro temporaneo. 2. L'autorizzazione prevista dall'articolo 2 della citata legge n. 196 del 1997 (ora art. 4 D.Lgs. 276/2003) non e' richiesta alle imprese fornitrici di lavoro temporaneo di cui al comma 1. che dimostrino di operare in forza di un provvedimento amministrativo equivalente, rilasciato dall'autorita' competente di uno Stato membro dell'Unione europea diverso dall'Italia.”
L’attestazione di equivalenza, già richiesta dallo stesso art. 2 e art. 3 del citato D.L.vo 72/2000 non è più richiesta in conseguenza dell’abrogazione di detto comma operata dal citato art. 85 D.Lgs. 276/2003.
La circolare n. 7 del 22/02/2005 (G.U. n.60 dd 14/03/2005) del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in tema di fornitura di lavoro temporaneo da parte di imprese stabilite in altri Stati Membri, ha ribadito che:
"Con specifico riguardo alla attività di somministrazione nell'ambito di prestazioni transnazionali di servizi, così come disciplinata dal decreto legislativo n. 72 del 2000, attuativo della direttiva 97/91/CE, si evidenzia che, ai sensi dell'art. 4, di tale medesimo decreto, le imprese di somministrazione stabilite in uno Stato membro dell'U.E. possono operare senza che sia necessario rilasciare alle stesse un'autorizzazione ove dimostrino di operare in forza di un provvedimento equivalente rilasciato da un'autorità competente di uno Stato membro. Si evidenzia poi che con l'abrogazione del comma 3 dell'articolo in esame non è inoltre più previsto il rilascio, ai predetti fini, di una attestazione di equivalenza da parte di questo Ministero.”