Source: http://www.avvocatopalma.it/2018/04/26/illegittima-la-cartella-notificata-con-il-formato-pdf/
Timestamp: 2019-05-26 06:54:42+00:00
Document Index: 126411248

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 27', 'art. 149', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 71', 'art. 21', 'art. 1350', 'art. 26', 'art. 20', 'sentenza ']

Illegittima la cartella notificata con il formato .pdf – Avvocato Giovanni Palma
Illegittima la cartella notificata con il formato .pdf
Avvocato Giovanni Palma > News > Law > Illegittima la cartella notificata con il formato .pdf
Il formato “.pdf” dell’atto notificato via pec, inficia la validità della notifica con conseguente illegittimità della cartella allegata alla pec.
L’art. 26, comma 2 del D.P.R. n. 602 del 1973, con riferimento alla notificazione delle cartelle avvenuta prima del l° giugno 2016, consentiva la notificazione per posta elettronica certificata, con le modalità di cui al D.P.R. n. 68 del 2005 (“Regolamento recante disposizioni per l ‘utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell’art. 27 della L. n. 3 del 2003 “), che espressamente esclude l’applicazione dell’art. 149-bis, c.p.c.
Come noto, il sistema di trasmissione della posta certificata prevede una ricevuta telematica di consegna della comunicazione presso l’indirizzo digitale del destinatario, che ha lo stesso valore legale della ricevuta di ritorno della raccomandata A/R, indipendentemente dall’effettiva conoscenza da parte del destinatario.
L’art. 20, comma 1 bis del D. Lvo n. 82 del 2005 prevede che “l’idoneità a soddisfare il requisito della forma scritta del documento informatico (oggetto della notifica), è liberamente valutabile in giudizio, fermo restando quanto disposto dal comma 2 dell’art. 20 del D. Lvo n. 82 del 2005 citato il quale, attribuendo valore legale al documento informatico (ed al cartaceo sottostante) con l’identificazione del sottoscrittore, prevede che “il documento informatico sottoscritto con firma elettronica qualificata o con firma digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’art. 71, che garantiscono l’identificabilità dell’autore, l’integrità ed immodificabilità del documento, si presume riconducibile ai titolare del dispositivo di firma ai sensi dell’art. 21, comma 2 e soddisfa comunque il requisito della forma scritta, anche nei casi previsti, sotto pena di nullità, dall’art. 1350, comma l , numeri da 1 a 12 del Codice Civile”.
Ora, richiamando l’art. 26, comma 2 del D.P.R. n. 602 del 1973, con la posta elettronica certificata, in luogo della copia della cartella di pagamento, si notifica il documento informatico della cartella medesima.
Alla Commissione quindi viene demandato il compito, delegatole dall’art. 20, comma l bis, del D. Lvo n. 82 del 2005, di accertare se la notificazione della cartella di pagamento sotto il formato digitale del pdf garantisca la conformità del documento informatico notificato all’originale e se sia valida la firma digitale dell’Agente della riscossione.
Nel caso di specie il formato digitale del file telematico della cartella di pagamento scelto dall’Agente della riscossione è il c.d. “.pdf’ ed a tal proposito rileva questa Commissione, così come sostenuto in udienza dalla difesa di parte ricorrente, che la notifica via pec non è valida se avviene, come nella fattispecie, tramite messaggio di posta elettronica certificata contenente il file della cartella con estensione “.pdf anziché “.p7m”, atteso che non solo l’integrità e l’immodificabilità del documento informatico, ma anche, per quanto attiene alla firma digitale, l’identificabilità del suo autore e conseguentemente la paternità dell’ atto, è garantita solo attraverso l’estensione del file “.p7m”.
nfatti, con la notifica via pec in formato “.pdf, non viene prodotto l’originale della cartella, ma solo un copia elettronica senza valore perché priva di attestato di conformità da parte di un Pubblico Ufficiale.
In definitiva solo l’estensione “.p7m” del file notificato, estensione che rappresenta la cosiddetta “busta crittografica” contenente al suo interno il documento originale, l’evidenza informatica della firma e la chiave per la sua verifica, può attestare la certificazione della firma.
Ciò vuoi dire che, sulla base delle norme sopra richiamate, il formato (estensione del file) in “.pdf” e non in formato “.p7m” dell’atto notificato via pec, inficia la validità della notifica con conseguente illegittimità della cartella allegata alla pec.
Così Ctp di Sondrio con la sentenza n. 9/02/2018 pubblicata il 18 gennaio 2018.
fonte.iltuotributarista.it