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Timestamp: 2020-04-10 12:57:08+00:00
Document Index: 120775593

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 38', 'art. 48', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 360', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 48', 'art. 47', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 48', 'art. 47', 'art. 41', 'art. 48', 'art. 11', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 19853 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19853 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 05/10/2016, (ud. 21/06/2016, dep. 05/10/2016), n.19853
sul ricorso 7194-2012 proposto da:
S.C., elettivamente domiciliato in ROMA VIALE PARSOLI 43,
avverso la sentenza n. 78/2011 della COMM. TRIB. REG. di GENOVA,
depositata il 02/12/2011;
La ctp accoglieva l’eccezione preliminare di decadenza, del D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 38, comma 2, relativamente agli anni dal (OMISSIS), mentre, nel merito dichiarava dovuto il predetto rimborso, per gli anni dal (OMISSIS), sulle ritenute operate sulla base imponibile del trattamento pensionistico superiore all’87,50%, mentre la CTR accoglieva parzialmente l’appello dell’ufficio, solo relativamente all’eccezione di decadenza da estendersi fino al 24.2.2004.
Avverso tale sentenza, l’ufficio ha proposto ricorso per cassazione sulla base di un unico motivo, mentre il contribuente ha resistito con controricorso.
Con l’unico motivo di ricorso, l’ufficio denuncia la violazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48 comma 7 bis e D.Lgs. n. 124 del 1993, art. 7 bis, art. 13, comma 8, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto le prestazioni pensionistiche erogate dal fondo CAP istituito presso l’INPS non potevano fruire del regime della tassazione nella misura dell’87,50% in quanto la tassazione sulla ridotta base imponibile dell’87,50% riguardava solo i fondi di previdenza relativi agli enti di cui alla L. n. 70 del 1975, mentre, per gli altri fondi preesistenti (c.d. vecchi fondi), tra i quali rientrava anche quello per il personale dell’ex consorzio autonomo del Porto di Genova, la tassazione agevolata sulla base dell’87,50% doveva riconoscersi solo per quelli inquadrati nel settore della previdenza complementare disciplinato dal D.Lgs. n. 124 del 1993; di conseguenza, occorreva verificare, caso per caso, se detti fondi esercitassero l’attività sulla base della preventiva autorizzazione della COVIP e se i medesimi erano iscritti nell’albo tenuto dallo stesso Comitato ed erano sottoposti alla sua vigilanza; pertanto, poichè il Fondo per il personale dell’ex consorzio autonomo del Porto di Genova gestito dall’INPS non era iscritto all’albo anzidetto nè risultava soggetto alla vigilanza COVIP, lo stesso non era sottoposto al regime agevolato indicato dalla CTR; inoltre, la CTR non avrebbe considerato che l’Inps eroga in un’unica soluzione sia la pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e sia la quota a carico del fondo medesimo, sì che le due componenti costituiscono un’unica pensione complessiva, infine, l’ufficio ha evidenziato come la ragione giustificatrice del trattamento fiscale agevolato risiedeva nella volontà del legislatore di evitare la doppia imposizione, in quanto tutti i fondi pensione e le casse soggette al D.Lgs. n. 124 del 1993, che erogavano trattamenti periodici ovvero prestazioni in forma capitale, indipendentemente dalle modalità di costituzione, erano soggetti ad un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, prevista dal D.Lgs. n. 124 cit., art. 14, che non era mai stata applicata nei confronti del fondo in questione.
Ciò premesso, secondo l’insegnamento di questa Corte “In tema di imposte dirette sulle prestazioni pensionistiche complementari il D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47, art. 10, comma 1, lett. f), nella parte in cui, modificando il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 48-bis, comma 1, lett. d), prevede che le prestazioni pensionistiche di cui al D.P.R. n. 917 cit., art. 47, comma 1, lett. h) – bis, nel testo modificato dal D.Lgs. n. 47, art. 10, comma 1, lett. e), si assumono al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta e di quelli di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 41, comma 1, lett. g) – quinquies, se determinabili, si applica, a decorrere dal (OMISSIS) (e fino al dicembre 2003), a coloro che risultano iscritti a forme di previdenza complementare al momento di entrata in vigore del D.Lgs. n. 47 del 2000, i cui diritti siano maturati anteriormente (Cass n 14310/2009, inoltre, secondo Cass. ordinanza 9996/2015 ” (…) proprio in relazione al mutato quadro normativo – D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48 bis, lett. d, risultano applicabili le nuove disposizioni che impongono la tassazione sull’intera base imponibile (come d’altronde questa Corte ha già affermato: v. Cass. n. 11156/2010; n. 14310/2009;Cass. n. 30751/2011) anche per i diritti maturati anteriormente giacchè, a decorrere dall'(OMISSIS) e per tutto il periodo successivo che qui rileva “le prestazioni pensionistiche di cui all’art. 47, comma 1, lett. h – bis), erogate in forma periodica (..) si assumono al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta e di quelli di cui all’art. 41, comma 1, lett. g quinquies), se determinabili”; ovverosia sono tassabili non già solo sull’87,5 per cento dell’ammontare lordo corrisposto, come sostenuto dalla commissione regionale nella presente controversia sulla scorta dell’originario testo normativo, sebbene sull’intero, quel testo non essendo più in vigore al momento (fiscalmente rilevante) dell’erogazione assoggettata al prelievo fiscale (conf. Cass. n. 240/2015 e Cass. n. 30751/2011)”. Nella presente fattispecie, pertanto, si rileva come il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48, comma 7 bis, come introdotto dalla L. n. 335 del 1995, art. 11, comma 8, entrato in vigore il 17 agosto 1995, ha disposto che le prestazioni periodiche indicate nell’art. 47, comma 1, lett. h bis, dello stesso decreto presidenziale costituiscono reddito per l’87,5 dell’ammontare corrisposto e non per il loro intero ammontare. Successivamente, la disposizione di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48 bis, lett. d (introdotta, con effetto dal 1 gennaio 1998, dal D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314, art. 4), ha stabilito che le prestazioni periodiche richiamate all’art. 47, comma 1, lett. h bis, dello stesso decreto presidenziale, non sono più soggette alle disposizioni dell’art. 48, dello stesso decreto presidenziale (nel testo sostituito, con effetto dal 1 gennaio 1998, dal D.Lgs. n. 314 del 1997, art. 3), ma continuano a costituire reddito per l’87,5 per cento dell’ammontare lordo corrisposto. La disciplina è stata in seguito ancora modificata dal D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47, art. 10, comma 1, lett. f), entrato in vigore il 26 maggio 2001 con effetto decorrente però dal (OMISSIS), come disposto dall’art. 19, comma 1, dello stesso decreto legislativo, modificato dal D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168, art. 13, con il quale si è previsto che le prestazioni pensionistiche di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 47, comma 1, lett. h bis, si assumono al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta, ovverosia sono tassabili non già solo sull’87,5 per cento dell’ammontare lordo corrisposto, come sostenuto dalla CTR sulla scorta dell’originario testo normativo, sebbene sull’intero, quel testo non essendo più in vigore al momento dell’erogazione assoggettata al prelievo fiscale (v. Cass. n. 14310 del 20.4.2009 citata). A tale principio non si è conformata la CTR nella sentenza qui impugnata, avendo riconosciuto al contribuente il diritto alla liquidazione dei tributo sul minore importo dell’87,50% degli emolumenti corrisposti dall’INPS. Alla luce di tali considerazioni va, pertanto, accolto il ricorso dell’Agenzia, attenendo la controversia (in seguito alla decadenza del contribuente al rimborso per gli anni dal 1997 al 24.2.2004, affermata dalla CTR nell’impugnata sentenza, non oggetto sul punto di alcuna doglianza) a prestazioni pensionistiche erogate successivamente al (OMISSIS).
Pronunciando sul ricorso cassa l’impugnata sentenza e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del contribuente.