Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/sgsl-mog-dlgs-231/01-C-58/81/08-231/01-modelli-organizzativi-per-la-sicurezza-AR-8102/
Timestamp: 2016-06-30 01:30:43+00:00
Document Index: 85961609

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 25', 'art. 30', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 30']

81/08 e 231/01: modelli organizzativi per la sicurezza
03 luglio 2008 - Cat: SGSL, MOG, dlgs 231/01
Un confronto tra i requisiti dei modelli organizzativi per la sicurezza codificati all’art. 30 del D.Lgs. 81/08 e quelli fissati dal D.Lgs. 231/01. A cura di G. Battisti.
google_ad_client Ospitiamo un approfondimento che confronta i requisiti dei modelli organizzativi per la sicurezza codificati all’art. 30 del D.Lgs. 81/08 e quelli fissati dal D.Lgs. 231/01.
A cura di Giovanni Battisti.
per i delitti ex art. 25 septies, attraverso la costruzione di un sistema organizzativo che garantisca l’adempimento degli obblighi sanciti dalla normativa quali (a puro titolo esemplificativo) il rispetto degli standard tecnico-strutturali e di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; la valutazione dei rischi e la predisposizione delle conseguenti misure di prevenzione e protezione etc; per i delitti previsti dai restanti articoli del D.Lgs. 231/01, attraverso la valutazione del rischio che i processi aziendali siano utilizzati per commettere tali rischi e la costruzione di un sistema di controllo che non possa essere aggirato se non “fraudolentemente” (cfr. Linee Guida Confindustria).
nel primo caso si dovranno essenzialmente formalizzare tutte le procedure inerenti le materie elencate al comma 1 dell’art. 30 del D.Lgs. 81/08, e il sistema di controllo dovrà garantire l’esecuzione di tali attività; nel secondo caso si dovrà adottare un approccio “risk based”, analizzando il rischio di possibile commissione dei reati, valutando il sistema di controllo esistente e definendo i gap (e le conseguenti azioni correttive) rispetto ad un sistema di controllo che evidenzi eventuali tentativi di commissione dei reati prima della commissione del reato stesso.
Un'altra differenza che vale la pena focalizzare è la seguente:
secondo il legislatore, “i modelli di organizzazione e di gestione (ex D.Lgs. 231/01, art. 6, ndr) possono essere adottati, …, sulla base di codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti, comunicati al Ministero della giustizia ...” (D.Lgs. 231/01, art. 6, co. 3);
secondo l’art. 30, co. 5 del D.Lgs. 81/08 “i modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla” Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro istituita presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale (le linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro del 28 settembre 2001 o il British Standard OHSAS 18001:2007 varrebbero soltanto “in sede di prima applicazione”).