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Timestamp: 2020-04-08 17:56:03+00:00
Document Index: 57361146

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2222']

G&G Studio, Autore presso Studio g&g - Pagina 3 di 5
Moratoria mutui PMI – Comunicato stampa ABI
la presente per informare che l’ABI, attraverso un comunicato stampa che riportiamo in calce alla presente, ha fornito ai propri associati informazioni circa l’operatività delle moratorie.
In particolare, con le nuove moratorie:
le piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19” possono chiedere la sospensione o l’allungamento dei prestiti contratti fino al 31 gennaio 2020;
è prevista la sospensione fino ad un anno del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti;
la misura si applica ai finanziamenti a medio lungo termine (compresi quelli perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie) ed alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare; in quest’ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing;
per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100 per cento della durata residua dell’ammortamento. Per il credito a breve termine il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari a 270 giorni.
Suggeriamo pertanto ai Clienti interessati di contattare gli istituti di credito per richiedere l’attivazione della moratoria.
Lo Studio rimane a disposizione e porge cordiali saluti.
COMUNICATO STAMPA - ABI
Alle nuove moratorie, sottoscritte dall’ABI e dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese, aderiscono Banche che già rappresentano il 90% in termini di totale dell’attivo, con una presenza in tutte le parti d’Italia. L’Associazione Bancaria Italiana segnala che l’Addendum all’Accordo per il Credito 2019, pubblicato il 7 marzo, è immediatamente operativo e questa mattina ha inviato ai propri associati la lettera circolare per fornire informazioni per la piena operatività delle moratorie. In particolare, con le nuove moratorie, viene estesa ai prestiti contratti fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”. La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing. Per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. Per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni. Nell’accordo è previsto che, ove possibile, le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso e si auspica che, al fine di assicurare massima tempestività nella risposta, si accelerino le procedure di istruttoria. Restano ferme le altre condizioni previste dal citato Accordo. Nell’Addendum, ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) chiedono, inoltre, di ampliare l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI e misure aggiuntive per agevolare l’accesso al credito. Al fine di favorire la realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento delle scadenze dei finanziamenti, l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese firmatarie si impegnano a promuovere, presso le competenti Autorità europee e nazionali, una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le misure di tolleranza (c.d. forbearance), necessaria in una situazione emergenziale, come quella attuale.
Coronavirus: le proposte dei commercialisti
Disapplicazione ISA generalizzata per l’anno 2020 e rinvio dei termini per l’annualità 2019, sospensione delle limitazioni delle compensazioni introdotte con il decreto fiscale 2020, rinvio a 180 giorni del termine per l’approvazione dei bilanci d’esercizio chiusi al 31 dicembre 2019. Sono alcune delle proposte che le Associazioni di categoria dei commercialisti (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, FIDDOC, SIC, UNAGRACO, UNGDCEC e UNICO) hanno avanzato per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Le proposte tengono conto tanto delle esigenze dei contribuenti quanto di quelle dei professionisti che operano nella materia tributaria.
Con una nota stampa del 10 marzo, le Associazioni dei commercialisti hanno stilato le proposte congiunte per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus.
In sintesi, i commercialisti propongono:
- l’allargamento a tutto il territorio delle misure introdotte dal D.L. n. 9/2020;
- la sospensione per sei mesi degli adempimenti fiscali, oltre che previdenziali e assistenziali, ivi compresi i relativi versamenti (anche per imposte regionali o comunali) su tutto il territorio nazionale;
- l’estensione a tutto il territorio nazionale dei provvedimenti legislativi emanati a sostegno dell’economia e delle imprese anche alle attività libero-professionali;
- la sospensione degli atti impositivi, in materia previdenziale e tributaria, con rinvio di ogni termine sostanziale, di pagamento o di impugnazione nonché processuale, ivi comprese tutte le altre scadenze di contenzioso o contraddittorio con gli uffici (quali, tra gli altri, la presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione o accertamento con adesione o ancora di autotutela);
- la sospensione per sei mesi degli atti impositivi, in materia previdenziale e tributaria, con rinvio di ogni termine sostanziale, di pagamento o di impugnazione nonché processuale, ivi comprese tutte le altre scadenze di contenzioso o contraddittorio con gli uffici, quali, tra gli altri, la presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione o accertamento con adesione o ancora di autotutela;
- sospensione di tutte le procedure cautelari in corso da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nonché degli enti pubblici per la riscossione diretta dei propri tributi, delle società in house e dei concessionari sino a 15 giorni successivi alla dichiarazione di termine dello stato di cui al D.P.C.M. 10 marzo 2020;
- la sospensione degli adempimenti e rinvio di tutti i termini connessi a procedure concorsuali ed esecutive;
- la disapplicazione ISA generalizzata per l’anno 2020 e rinvio dei termini per l’annualità 2019 ai fini ISA (stante le difficoltà di reperimento dati relativi al periodo d’imposta 2019 a fronte dell’emergenza sanitaria in corso);
- la sospensione delle limitazioni delle compensazioni introdotti con Decreto fiscale 2020, e conseguente facoltà di utilizzo dei crediti anche antecedentemente alla presentazione della dichiarazione;
- l’introduzione di un credito d’imposta pari al 100% della spesa documentata per introduzione ed implementazione di forme di smart working e telelavoro, inclusa la formazione, così da preparare gli italiani a future situazioni di emergenza ovvero, alternativamente, l’allargamento territoriale dell’ambito di applicazione dei servizi e delle soluzioni innovative collegate all’iniziativa di solidarietà digitale del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (https://solidarietadigitale.agid.gov.it);
- la previsione dell’applicazione di ammortizzatori sociali generalizzati per dipendenti di imprese e di lavoratori autonomi e di professionisti;
- l’allargamento dell’adozione di misure di sostegno a favore delle zone economiche speciali (ZES) anche ai territori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria;
- la sospensione fino a 12 mesi del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere , per famiglie, lavoratori autonomi e imprese di qualsiasi dimensione nonché la sospensione dei pagamenti dei canoni per contratti di locazione finanziaria aventi a oggetto beni strumentali all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale, agricola o professionale, con raccomandazione che la stessa sospensione non abbia ripercussioni sulla centrale rischi;
- il rinvio a 180 giorni del termine per l’approvazione dei bilanci d’esercizio chiusi al 31 dicembre 2019 e pari slittamento per approvazione dei bilanci per gli enti pubblici e enti locali;
- la proroga dei termini previsti per le misure di allerta volte ad innescare i meccanismi di prevenzione della crisi d’impresa;
- l’estensione dell’art. 16, D.L. n. 9/2020 anche a tutti i professionisti del territorio nazionale iscritti alle casse di previdenza autonome dei rispettivi Ordini professionali;
- la previsione di contributi a fondo perduto per tutti i titolari di partita IVA compreso professionisti a sostegno delle attività a causa del forzato blocco economico generalizzato;
- la moratoria all’applicazione della nuova disciplina in materia di appalti e subappalti.
Inoltre, per tutte le attività d’impresa e di lavoro autonomo, viene proposto il riconoscimento per il periodo d’imposta 2020 di una deduzione dal reddito assoggettato a IRPEF o a IRES, nonché dalla base imponibile IRAP. La deduzione sarà commisurata ad una percentuale (ad esempio 20%) da applicarsi all’importo documentato della riduzione del fatturato, o dei corrispettivi, maturata nel periodo interessato dalle misure di contenimento e per i 6 mesi successivi alla revoca delle stesse. Per tutte le altre attività d’impresa e di lavoro autonomo, non collocate nelle zone soggette alle misure di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID2019, si riconosce per il periodo d’imposta 2020 una deduzione dal reddito assoggettato ad IRPEF o ad IRES, nonché dalla base imponibile IRAP, pari al 2 % dei corrispettivi dichiarati nell’ultimo esercizio, precedente a quello in corso.
Oltre a quanto sopra specificato, le Associazioni di categoria propongono:
- l’utilizzo della delega unica telematica, per il disbrigo di tutte le pratiche di natura tributaria da parte del professionista; ovvero in subordine, la gestione delle deleghe con Agenzia delle Entrate in modalità remota;
- la registrazione di tutti gli atti in modalità remota (modalità ad oggi consentita solo per le locazioni, RLI telematico) ovvero l’ampliamento da parte dell’Agenzia delle Entrate delle attività veicolabili tramite CIVIS e l’incentivazione dei collegamenti telefonici;
- l’introduzione di un aiuto alla crescita e alla competitività con interventi di medio periodo (5 anni), attraverso contributi in conto interessi parametrato al fatturato (max 5%) o al patrimonio netto (50%), con libertà di utilizzo, a condizione che sussista la continuità aziendale ed il tutto sia asseverato da un commercialista iscritto all’albo;
- la previsione della deduzione di borse di studio erogate da imprese e professionisti a favore di borse di ricerca anche in materie non inerenti all’attività di impresa o professionale;
- procedure semplificate e straordinarie di liquidazione dei debiti in particolare della PA, diminuendo il tempo medio di pagamento fino a 40 giorni (rispetto agli attuali 70) in favore delle imprese e i lavoratori autonomi con sede legale o operativa nelle zone soggette a disposizioni restrittive.
Coronavirus - COVID19 - Avviso a Clienti ed Istituzioni
Vicenza, 12.03.2020
a seguito dell’ultimo DPCM dell’11.03.2020, ci troviamo costretti ad affrontare un’emergenza che solo qualche giorno fa era per tutti noi impensabile e che ci pone al centro di delicate responsabilità sociali e professionali.
Ecco perché il nostro Studio con la nostra società di servizi, Prima Consulting Srl, si sono attivati con la massima prontezza ed attenzione affinché sia tutelata in primis la salute del proprio personale, dei propri collaboratori e di quanti possano interagire con le nostre strutture e, al tempo stesso, sia garantito il nostro impegno verso i Clienti.
Abbiamo quindi deciso di chiudere lo Studio al pubblico, sospendendo le riunioni e gli accessi dall’esterno. Tuttavia, siamo pienamente operativi, avendo attivato lo smartworking (“lavoro agile”), quindi raggiungibili tramite e-mail e cellulare contattando il vostro professionista di riferimento.
Per eventuali urgenze e necessità non differibili al professionista vi invitiamo a scrivere a Erika Maran (emaran@gegstudio.com).
Tutto ciò, come da Decreto Ministeriale, sarà valido da oggi al 25.03.2020, salvo ulteriori proroghe a norma di legge.
Siamo convinti che le nostre risorse professionali possano continuare ad essere profuse anche in questo difficile momento, con la disponibilità di sempre, confermando che siamo a vostra completa disposizione con le nostre diverse competenze per aiutarvi ad affrontare l’emergenza ed accelerare il ritorno alla normalità.
Confidando che il nostro Governo provveda tempestivamente all’aiuto e al sostegno delle attività economiche e produttive, sarà nostra cura e premura informarvi in merito alle opportunità ed agevolazioni, eventuali proroghe di scadenze fiscali, civilistiche, societarie e tributarie già fissate, per le vostre realtà lavorative, ciò che ci sta più a cuore.
Augurandoci di tornare presto all’ordinarietà, vi ringraziamo per la vostra fiducia.
“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento” (C. Darwin)
AVVISO AI CONTRIBUENTI CHE PRESENTANO LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI (Legge di Bilancio 2020 n. 160/2019)
La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto importanti novità. In particolare l’art. 1 comma 679-680, ha previsto che dal 1° gennaio 2020, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dell’imposta lorda nella misura del 19%, spetta a condizione che la spesa venga sostenuta utilizzando sistemi di pagamento tracciabili quali:
Bancomat o pos
Pertanto TUTTE le spese che concorrono al beneficio fiscale del 19% in sede di dichiarazione dei redditi, a decorrere dall’anno 2020, non potranno essere più effettuate con l’utilizzo del denaro contante, pena la perdita della detrazione. A titolo semplificativo riassumiamo di seguito le spese soggette a questo sistema di pagamento:
Spese per attività sportiva per ragazzi
Premi per assicurazioni sulla vita e contro infortuni
Spese per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico regionale ed interregionale
Si possono ancora pagare in contanti:
Prestazioni sanitarie rese dalle sole strutture sanitarie accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.
Lo Studio è sempre a disposizione per ogni eventuale delucidazione.
Approvate le nuove specifiche tecniche in materia di fatturazione elettronica
Con il Provvedimento n. 99922 del 28.02.2020 il Direttore dell’Agenzia delle Entrate:
ha disposto un (ulteriore) differimento del termine per aderire al servizio di consultazione delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate al prossimo 4 maggio 2020;
ha previsto che i consumatori finali che abbiano effettuato l’adesione al servizio di consultazione possono consultare le proprie fatture ricevute a decorrere dal 1° marzo 2020;
ha approvato le nuove specifiche tecniche in materia di fatturazione elettronica.
Con riferimento al punto n. 3 si fa osservare che le nuove specifiche tecniche sostituiscono, con decorrenza 4 maggio 2020, la precedente versione approvata con Provvedimento del 30.04.2018.
Il medesimo Provvedimento ammette comunque la possibilità di trasmettere al SDI e di recapitare le fatture elettroniche anche secondo le specifiche tecniche precedenti fino al 30 settembre 2020.
Quanto alle novità apportate alle specifiche tecniche, queste sono in particolare rappresentate dall’introduzione di nuove importanti codifiche dei “tipi documento – TD” nonché da una maggiore articolazione dei codici relativi alla natura dell’operazione “N”.
Tra le nuove codificazioni previste dalle specifiche tecniche, riteniamo di segnalare l’introduzione di due diversi codici di identificazione della fattura differita:
il TD24 che riguarda le fatture differite che i contribuenti utilizzano per le cessioni dei beni a seguito di emissione, al momento di effettuazione dell’operazione, di specifici documenti di trasporto (DDT) ovvero per le prestazioni di servizi quando le stesse sono, al massimo al momento di effettuazione dell’operazione, idoneamente documentate (es. mediante “fattura proforma” o “avviso di parcella”). In questo caso la fattura deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
il TD25 che riguarda le fatture differite emesse in caso di c.d. “triangolare interna”, che comporta l’intervento di tre soggetti nazionali, ove un cedente “A” fattura una cessione di beni nei confronti di un proprio cliente “B” avendoli acquistati da un fornitore “C”, e per i quali ha incaricato quest’ultimo di provvedere alla consegna direttamente al medesimo cliente “B”. In questo caso la fattura deve essere emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni (mese nel quale viene spostata anche l’esigibilità dell’imposta), assumendo in tal senso rilevanza la data del DDT emesso dal primo cedente verso il destinatario dei beni.
Per un approfondimento completo delle novità contenute nel menzionato Provvedimento del 28.02.2020, si rimanda ad una Circolare dello Studio in corso di pubblicazione.
Dichiarazioni d’intento con nuove regole dal 2 marzo 2020
Per mezzo del Provvedimento n. 96911 del 27 febbraio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha disposto che a decorrere dal 2 marzo 2020 vengono resi disponibili a ciascun fornitore, per mezzo del “Cassetto fiscale”, le informazioni relative alle dichiarazioni d’intento trasmesse dagli esportatori abituali per via telematica al fine di avvalersi del regime di non imponibilità previsto dall’art. 8, co. 2 del D.P.R. n. 633/1972.
Con il sopracitato Provvedimento l’Agenzia delle Entrate fornisce (finalmente) le indicazioni operative legate alle modifiche apportate dal c.d. “Decreto Crescita” alla disciplina delle dichiarazioni d’intento, in ossequio alle quali il fornitore dell’esportatore abituale dovrà indicare sulla fattura emessa gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento.
Sempre per il tramite del Provvedimento dello scorso 27 febbraio è stato approvato un nuovo modello di lettera d’intento da utilizzare dal 2 marzo 2020. E’ comunque consentito l’utilizzo del precedente modello di lettera d’intento fino al 60° giorno successivo alla pubblicazione del menzionato Provvedimento (29 aprile 2020).
La Legge di stabilità 2018 (art. 1, comma 3, lett. b), n. 4, Legge n. 205/2018) ha integrato il D.L. n. 63/2013, relativo alle agevolazioni fiscali su opere con finalità di risparmio energetico, ampliando l’ambito degli interventi da comunicare, al termine dei lavori, all’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.
il SdI, effettuati taluni controlli (entro un lasso temporale che può variare da pochi secondi a massimo 5 giorni), recapita le fatture al domicilio informatico scelto dal destinatario (codice destinatario o pec destinatario); le fatture che non superano i citati controlli sono scartate dal SdI e si considerano (fin dall’origine) non emesse (con possibilità di ritrasmissione corretta – senza conseguenze sanzionatorie - se effettuata entro 5 giorni).
Altra novità di sicuro rilievo riguarda l’applicazione dell’imposta di bollo che, nei casi in cui sia dovuta (non sono cambiate le casistiche), va assolta esclusivamente secondo la procedura di cui all’articolo 6 D.M. 17 giugno 2014 (va versata cioè con F24 – codice tributo 2501 - entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio). Si tratta quindi di compilare gli appositi campi <BolloVirtuale> e <ImportoBollo> presenti nella sezione generale della FE; per l’eventuale scelta di rivalsa sulla controparte andrà comunque inserita apposita riga di addebito dei 2 euro (con natura N1 “escluso” o N2 “non soggetto”). Vanno dimenticate, quindi, le altre modalità vigenti per la fatturazione cartacea (contrassegno o assolvimento virtuale attraverso l’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate).
La nuova normativa sul pagamento delle retribuzioni è contenuta nel comma 910 e seguenti all'art. 1 della Legge di Bilancio 2018 (Legge 205 del 27 dicembre 2017), che ha confermato in legge la proposta del primo firmatario l'onorevole Titti Di Salvo (Pd), presentata nel 2013, che mira ad evitare che i dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, siano spinti a firmare una busta paga da cui risulta una retribuzione regolare anche se in realtà viene corrisposto un importo inferiore. Quindi dal 1 luglio 2018 il pagamento degli stipendi in contanti è vietato e diventa obbligatorio il pagamento della retribuzione tramite mezzi tracciabili. I mezzi di pagamento consentiti sono:
Pertanto, la legge indica degli specifici metodi di pagamento delle retribuzioni, ivi compreso gli acconti degli stipendi, con l'avvertenza poi chiarita dall'Ispettorato del lavoro nella nota protocollo n. 4538 del 2018, nella quale viene disposto che l’utilizzo di un qualsiasi strumento di pagamento delle retribuzioni diverso da quelli di cui sopra comporta l'irrogazione della sanzione, che può andare da 1.000 a 5.000 euro, con possibilità di riduzione a un terzo, pagando entro 60 giorni dall’eventuale verbale di contestazione.
Come confermato dall'Ispettorato del lavoro nella nota prot. n. 4538 del 22 maggio 2018, restano espressamente esclusi dal predetto obbligo i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni ed i rapporti di lavoro domestico. Quindi le famiglie italiane che pagano la colf o la badante o qualsiasi lavoratore del settore domestico, al quale viene applicato il CCNL del lavoro domestico, possono continuare ad erogare la retribuzione al lavoratore in contanti.
Sono inoltre esclusi da tale obbligo tutti i rapporti che non sono di lavoro subordinato o di collaborazione, quali ad esempio i tirocini formativi (o stage), i compensi derivanti da borse di studio e rapporti autonomi di natura occasionale (le cosiddette prestazioni occasionali ai sensi dell'art. 2222 del codice civile).
Da ultimo, la nuova normativa chiarisce che la firma nella busta paga apposta dal lavoratore non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione. Dunque l'avvenuto pagamento della retribuzione è attestato solo dalla copia del pagamento della retribuzione stessa, quindi copia del bonifico, fotocopia dell'assegno o comunque attestazione bancaria o postale.