Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/citazione
Timestamp: 2018-10-23 02:14:05+00:00
Document Index: 86790634

Matched Legal Cases: ['art. 316', 'art. 342', 'art. 398', 'art. 405', 'art. 164', 'art. 163', 'art. 167', 'art. 166', 'art. 168', 'art. 125']

Citazione – La Legge per tutti
Citazione (d. p. civ.): È l’atto processuale con il quale un soggetto (attore) propone una domanda nei confronti di un altro soggetto (convenuto).
L’atto ha la funzione duplice di chiamare in giudizio il convenuto (vocatio in ius) e di chiedere al giudice la tutela di una determinata posizione giuridica (editio actionis).
La citazione introduce la domanda giudiziale nel processo di cognizione di 1° grado: a questo fine è un atto sempre necessario, salvo le eccezioni di legge (art. 316 c.p.c.). Può, però, trovare luogo anche al di fuori del processo di 1° grado, come, per esempio, per proporre appello [vedi] in via principale (art. 342 c.p.c.), per la revocazione [vedi] (art. 398 c.p.c.) e per l’opposizione di terzo [vedi] (art. 405 c.p.c.).
La citazione è atto formale, che deve essere sottoscritto dalla parte personalmente o dal suo difensore (al quale deve aver conferito procura ad litem); nonché atto recettizio in quanto per produrre i suoi effetti deve essere notificato al destinatario ed inoltre si rivolge anche al giudice al quale si chiede una pronuncia sulla controversia.
Citazione diretta a giudizio (d. p. pen.): [vedi Procedimento innanzi al tribunale monocratico].
È disciplinata dall’art. 164 c.p.c. che prende in considerazione due tipologie di vizi relativi alla:
1) vocatio in ius (chiamata in giudizio), che incidono cioè sulla capacità dell’atto a rendere nota alla controparte che vi è un’udienza fissata e che egli ha l’onere di costituirsi con determinate modalità ed entro precisi termini. Determinano tale nullità la mancanza, od assoluta incertezza, dell’indicazione del giudice innanzi a cui comparire o delle generalità delle parti; l’omissione dell’indicazione della data dell’udienza di comparizione; l’assegnazione di un termine per comparire inferiore a quello previsto (90 giorni, ex art. 163bis c.p.c.); l’omissione dell’avvertimento al convenuto che la costituzione oltre i termini comporta le decadenze di cui all’art. 167 c.p.c.;
2) editio actionis (contenuto della domanda), che incidono cioè sulla capacità dell’atto a rendere nota al convenuto la pretesa attorea. Determinano tale nullità l’omissione o l’assoluta incertezza dell’oggetto della domanda (petitum) o dell’esposizione dei fatti posti a suo fondamento (causa petendi).
A fronte di una citazione nulla, si possono verificare tre situazioni:
a) il convenuto si costituisce egualmente, senza nulla eccepire; ne consegue che l’atto è sanato;
b) il convenuto si costituisce, ma eccepisce la nullità. In tal caso il giudice deve rinviare la causa, fissando una nuova udienza nel rispetto dei termini per comparire (nel caso di vizio della vocatio in ius), altresì ordinando l’integrazione della domanda, in caso di vizio dell’editio actionis;
c) il convenuto non si costituisce; in tal caso il giudice deve ordinare la rinnovazione della (—), corretta dai vizi, fissando una nuova udienza.
La sanatoria della citazione nulla non produce però gli stessi effetti. Infatti per i vizi relativi alla vocatio, essi si sanano retroattivamente (ex tunc) e gli effetti processuali e sostanziali della domanda (es. interruzione della prescrizione) si producono a decorrere dalla prima citazione. Per i vizi relativi alla editio, la sanatoria non ha effetto retroattivo (opera ex nunc), sicché se, ad esempio, tra la prima citazione e la sua rinnovazione si è maturata una prescrizione o una decadenza, esse rimangono ferme.
Requisiti formali: l’atto di citazione deve contenere:
– l’indicazione del tribunale davanti al quale la domanda è proposta;
– il nome, il cognome, la residenza e il codice fiscale dell’attore; il nome, il cognome, il codice fiscale la residenza o il domicilio o la dimora del convenuto e delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono. Se attore o convenuto è una persona giuridica, un’associazione non riconosciuta o un comitato, la citazione deve contenere la denominazione o la ditta, con l’indicazione dell’organo o ufficio che ne ha la rappresentanza in giudizio;
– l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni;
– l’indicazione specifica dei mezzi di prova dei quali l’attore intende valersi e in particolare dei documenti che offre in comunicazione;
– il nome e il cognome del procuratore e l’indicazione della procura, qualora questa sia stata già rilasciata;
– l’indicazione del giorno dell’udienza di comparizione;
– l’invito al convenuto a costituirsi nel termine di venti giorni prima dell’udienza indicata ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166, ovvero di dieci giorni prima in caso di abbreviazione dei termini, e a comparire, nell’udienza indicata, dinanzi al giudice designato ai sensi dell’art. 168bis c.p.c., con l’avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c.
Ai sensi dell’art. 125 c.p.c., il difensore deve indicare il proprio codice fiscale, l’indirizzo di PEC comunicato al proprio ordine e il proprio numero di fax.
Termini per comparire: al fine di non dilatare eccessivamente la durata del processo e di non permettere una vocatio in ius troppo dilatoria per il convenuto, la legge stabilisce un numero di giorni liberi minimo che l’attore deve concedere alla controparte nella fissazione della data della prima udienza per la comparizione davanti al giudice. I termini minimi per comparire non possono essere minori di:
– 90 giorni liberi dalla data di notifica dell’atto al convenuto, se questi è residente in Italia;
– 150 giorni liberi nel caso in cui il convenuto risieda all’estero.
I termini possono essere ridotti fino alla metà per questioni urgenti, con apposita istanza dell’attore e con decreto del presidente del tribunale adito.
Notificazione: la notificazione dell’atto di citazione serve a rendere edotto della domanda il soggetto nei cui confronti essa è proposta. È una attività compiuta dall’ufficiale giudiziario, su richiesta della parte, e consiste nella consegna di una copia dell’atto al destinatario o ad altre persone, indicate dalla legge, secondo determinate modalità.