Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25866-del-14-10-2019
Timestamp: 2020-04-01 02:01:28+00:00
Document Index: 150514357

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 295', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 337', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9']

Sentenza Cassazione Civile n. 25866 del 14/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25866 del 14/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 14/10/2019, (ud. 28/05/2019, dep. 14/10/2019), n.25866
sul ricorso 15298-2018 proposto da:
S.V., S.S.M.;
avverso la sentenza n. 3372/24/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della PUGLIA, depositata il 17/11/2017;
partecipata del 28/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott.
l’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe, con cui la Commissione Tributaria Regionale della Puglia aveva respinto l’appello proposto avverso la sentenza n. 835/2013 della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce in accoglimento del ricorso proposto da S.S.M. e S.V. avverso avviso di accertamento con il quale l’allora Agenzia del Territorio, all’esito del procedimento sulla revisione del classamento delle unità immobiliari site in microzone comunali per le quali si era rilevato un significativo scostamento tra il rapporto valore medio di mercato/valore medio catastale della singola microzona e l’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, in applicazione della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, aveva notificato al contribuente la rideterminazione della classe di merito e della rendita catastale;
1. è infondato il primo motivo di ricorso, con cui si deduce violazione dell’art. 295 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, per non avere la C.T.R. sospeso il processo, in attesa della decisione del giudice amministrativo sulla legittimità degli atti amministrativi generali relativi alle microzone comunali, non ricorrendo un’ipotesi di sospensione necessaria, preso atto della data di deposito della sentenza, successiva all’entrata in vigore, il primo gennaio 2016, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, comma 1-bis, quale aggiunto dal D.Lgs. n. 156 del 2015, art. 9, comma 1, lett. o), secondo cui “la commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui decisione dipende la decisione della causa”; nè può nella fattispecie trovare applicazione l’art. 337 c.p.c., comma 2, c.p.c. – peraltro non invocato dalla ricorrente – in forza del quale il giudice di merito può disporre la sospensione del processo, trattandosi di facoltà e non di obbligo (cfr. Cass. n. 29553/2017);
2.1. vanno disattesi anche il secondo ed il terzo motivo, che possono congiuntamente esaminarsi, con i quali si deduce violazione della L. n. 212 del 200, art. 7 e della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, trattandosi di norma a carattere speciale, volta a un aumento delle rendite in microzone autonome (revisione generalizzata), e che attengono entrambi al contenuto motivazionale minimo necessario per rendere adeguato a parametri di tutela del contribuente e di trasparenza amministrativa la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in microzone comunali c.d. anomale;
2.2. il Collegio, sul punto, rileva che il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui alla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” dal D.P.R. n. 23 marzo 1998, n. 138, art. 9, sì da sottrarne l’attuazione alla piena discrezionalità della competente Amministrazione pubblica;
4. al rigetto del ricorso non segue la condanna della ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore degli intimati, in mancanza di attività difensiva di questi ultimi.