Source: http://luigidevaleri.postilla.it/2017/05/16/abilitazione-scientifica-nazionale-on-line-i-primi-giudizi-della-tornata-2016/
Timestamp: 2018-12-19 03:06:47+00:00
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Postilla » Diritto » Il Blog di Luigi De Valeri » Diritto civile » Abilitazione scientifica nazionale: online i primi giudizi della tornata 2016
Il tema A.S.N. continua ad essere di grande interesse nella community universitaria, dopo il precedente commento “Abilitazione scientifica nazionale. Aggiornamenti per i potenziali ricorrenti…” pubblicato l’8 luglio 2014 sul blog, sono pervenuti svariati riscontri dagli interessati.
Come noto i candidati che verificando la loro posizione sul sito abilitazione.miur.it apprendono di essere stati ritenuti non idonei possono valutare l’opportunità di presentare un ricorso al TAR Lazio, unico competente, per conseguire l’annullamento del proprio giudizio ed una nuova valutazione, ricorso da notificarsi entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione che corrisponde alla decorrenza dell’abilitazione, oppure entro 120 giorni il Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, deciso dal Consiglio di Stato.
Colgo l’occasione per evidenziare un recente intervento della Cassazione civile in materia di classificazione delle riviste scientifiche ai fini dell’A.S.N. sintetizzandone i contenuti.
Le Sezioni Unite della Cassazione civile con la sentenza n. 5058 del 21 febbraio 2017 hanno censurato l’operato dell’A.N.V.U.R che aveva escluso dalle pubblicazioni di eccellenza una rivista scientifica dell’area giuridica.
La vicenda giudiziaria trae origine dall’azione avviata da alcuni professori universitari, responsabili di una rivista di diritto amministrativo, che era stata ritenuta pubblicazione “non di eccellenza” e non inserita dal Consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca nella lista delle riviste scientifiche di area giuridica incluse nella classe A, ai fini dell’abilitazione scientifica nazionale.
La questione sottoposta al vaglio giudiziale si riferiva alla identificazione ed applicazione per la rivista dell’indice (rating) di scientificità di una rivista giuridica, agli effetti della valutazione e inclusione nella classe (o fascia) A di cui al D.M. 7 giugno 2012, n. 76, allegato B, che stabilisce:
“2. Per ciascun settore concorsuale di cui al numero 1 (vale a dire: per i “settori concorsuali cui si applicano gli indicatori di attività scientifica non bibliometrici”, tra i quali è l’area disciplinare n. 12, Scienze giuridiche) l’A.N.V.U.R, anche avvalendosi dei gruppi di esperti della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) e delle società scientifiche nazionali, effettua una suddivisione delle riviste su cui hanno pubblicato gli studiosi italiani in tre classi di merito:
Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio dichiarava inammissibile il ricorso in relazione alla domanda di annullamento degli atti inerenti la procedura di abilitazione scientifica nazionale (per difetto di interesse dei ricorrenti) e improcedibile quella di annullamento e di nullità degli originali provvedimenti di classificazione poichè l’Agenzia aveva adottato una nuova classificazione in esecuzione dell’ordinanza di sospensiva conseguita dai ricorrenti.
Successivamente con la sentenza 25 marzo 2015, n. 1584, il Consiglio di Stato accoglieva il ricorso e conseguentemente annullava gli atti dell’A.N.V.U.R che avevano negato il carattere di eccellenza alla rivista.
Di conseguenza con apposita delibera del Consiglio direttivo l’ANVUR confermava il riconoscimento del carattere scientifico della rivista Diritto e processo amministrativo, ma la collocava nella classe B.
Pertanto, i ricorrenti chiedevano al Consiglio di Stato di accertare e dichiarare l’inottemperanza dell’ANVUR per quanto deciso dalla sentenza n. 1584 del 2015.
Il Consiglio di Stato, con sentenza in data 11 gennaio 2016, accoglieva il ricorso ordinando l’esecuzione della sentenza dall’autorità amministrativa.
Il giudice amministrativo evidenziava che l’amministrazione aveva già espresso per la prima volta un giudizio in data 24 ottobre del 2012, collocando la rivista in questione in classe B; che, a seguito dell’ordinanza cautelare di primo grado n. 934 del 2013, l’amministrazione aveva rinnovato la valutazione, confermando tuttavia la disposta classificazione in classe B, che, a seguito dell’annullamento in sede giurisdizionale della rinnovata classificazione, l’A.N.V.U.R aveva adottato un terzo atto di sostanziale conferma dei precedenti.
Sarebbe pertanto contrastante con i principi di garanzia e di efficienza amministrativa e di effettività della portata obbligante del giudicato “l’ennesima edizione in capo al Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca e all’A.N.V.U.R di una intatta potestà valutativa” il Consiglio di Stato decideva per riconoscimento della classificazione della rivista nella classe A di cui all’ allegato B al D.M. n. 76 del 2014.
Il Consiglio di Stato ordinava all’Agenzia di provvedere entro trenta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della decisione ad iscrivere la rivista nella classe A.
La controversia per impulso dell’Agenzia e del MIUR è approdata alla Cassazione e decisa a febbraio dalle Sezioni Unite.
Ai giudici di piazza Cavour veniva sottoposta la questione di diritto: se sussista la giurisdizione di merito tipica del giudizio di ottemperanza (con gli annessi poteri di sostituzione del giudice alla pubblica amministrazione) allorquando ad essere censurato sia un provvedimento amministrativo che presenti cumulativamente le seguenti caratteristiche: (a) sia successivo a una pronuncia giudiziale di annullamento; (b) presenti un contenuto non satisfattivo per il ricorrente vittorioso nel giudizio di cognizione; (c) risulti fondato su ragioni estranee alla dimensione oggettiva del giudicato cognitorio.
Secondo l’Avvocatura di Stato non sarebbe sostenibile la tesi dell’esaurimento del potere discrezionale in conseguenza di un giudicato di annullamento, la delibera del Consiglio direttivo n. 71 del 2015, recante la conferma della collocazione in classe B, non poteva considerarsi in contrasto con il giudicato di appello (e dunque passibile di ricorso in ottemperanza) solo in ragione del suo contenuto non favorevole alla parte vittoriosa nel giudizio di cognizione.
Il motivo del ricorso è stato respinto sul rilievo che “poichè nel giudizio di ottemperanza è attribuita al giudice amministrativo una giurisdizione anche di merito, per distinguere le fattispecie in cui il sindacato sui limiti di tale giurisdizione è consentito da quello in cui risulta invece inammissibile, risulta decisivo stabilire se quel che viene in questione è il modo in cui il potere giurisdizionale di ottemperanza è stato esercitato dal giudice amministrativo, attenendo ciò ai limiti interni della giurisdizione, oppure il fatto stesso che un tal potere, con la particolare estensione che lo caratterizza, a detto giudice non spettava”.
Secondo il giudice di legittimità l’amministrazione non aveva attuato “in modo corretto e coerente la parte centrale della sentenza n. 1584 del 2015″, finendo per operare la rivalutazione della rivista ancora una volta senza fare uso di criteri predeterminati: il Consiglio direttivo dell’ANVUR ha ritenuto di poter desumere i criteri di valutazione del caso di specie dal dictum della citata pronuncia, ma ha omesso di fare applicazione proprio del principale di tali criteri (quello relativo alla predeterminazione dei parametri valutativi).”
Il Consiglio di Stato aveva rilevato che “le rinnovate operazioni di valutazione si sono poste in violazione ed elusione del giudicato anche per altri aspetti: (a) là dove hanno considerato per l’inserimento in fascia A, contrariamente a quanto stabilito dalla sentenza n. 1584 del 2015, l’internazionalizzazione della rivista, la presenza dell’abstract in lingua inglese e l’accessibilità dei contenuti alla comunità scientifica internazionale; (b) nella parte in cui hanno continuato a valutare in modo immotivato ed insufficiente il parere della società scientifica nazionale di riferimento (si tratta dell’AIPDA l’Associazione italiana dei professori di diritto amministrativo); (c) per quanto riguarda l’utilizzo del criterio della peer review”.
Conclusivamente la Cassazione rigettando il ricorso dell’Agenzia e del MIUR ha sottolineato che “l’obbligo di dare esecuzione ai provvedimenti del giudice vale specialmente per la pubblica amministrazione, in un’ottica di leale e imparziale esercizio del munus publicum; e dopo avere sottolineato che è preclusa all’amministrazione una riedizione del potere sulla medesima fattispecie, laddove essa abbia già adottato provvedimenti negativi sempre dichiarati illegittimi in sede giurisdizionale e successivamente abbia riprovveduto in violazione ed esecuzione del primo giudicato, senza peritarsi di introdurre nella fattispecie nuovi elementi di diniego rispettosi del primo giudicato di annullamento”.
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Un commento a “Abilitazione scientifica nazionale: online i primi giudizi della tornata 2016”
Scritto il 3-7-2017 alle ore 11:56
Intanto in ambito medico segnalo la pubblicazione dei risultati dei seguenti settori concorsuali per la seconda tornata:
05/H2 – Istologia
06/A4 – Anatomia patologica
06/N2 – Scienze dell’esercizio fisico e dello sport
Auguri ai neo idonei… per gli altri leggere con attenzione il giudizio di non idoneità sia generale che dei singoli commissari alla luce di quanto inserito maxime le opere ed attività svolte. Per coloro che hanno dubbi sulla validità del giudizio è possibile chiedere una consulenza preventiva ai recapiti dello Studio o mail studiolegaledevaleri@hotmail.com per ricevere un parere sull’opportunità o meno di ricorrere al TAR Lazio.