Source: https://puntocartesiano.it/formazione/guides/il-diritto-dautore/
Timestamp: 2018-12-13 01:16:17+00:00
Document Index: 68673428

Matched Legal Cases: ['art. 2575', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 2']

Diritto d’Autore | Punto Cartesiano
1. La disciplina del Diritto d'Autore
Il Diritto d'Autore e i testi scritti
Tutelare le creazioni artistiche, come i libri, la musica, i quadri, le fotografie, i programmi informatici, le banche dati ecc.
A differenza della protezione delle invenzioni, il diritto d'autore protegge solo la forma di espressione delle idee non le idee di per sé. La creatività che protegge il diritto d'autore è nella scelta della disposizione delle parole, delle note musicali, dei colori, delle forme. Chi crea è titolare di un diritto sull'opera che realizza; ciò significa che il diritto d'autore non è attribuito al suo titolare da un soggetto terzo, ma si costituisce con la creazione dell'opera.
Il diritto d'autore tutela le creazioni artistiche, come i libri, la musica, i quadri, le fotografie, i programmi informatici, le banche dati ecc..
A differenza della protezione delle invenzioni, il diritto d'autore protegge solo la forma di espressione delle idee non le idee di per sé.
La creatività che protegge il diritto d'autore è nella scelta della disposizione delle parole, delle note musicali, dei colori, delle forme. Chi crea è titolare di un diritto sull'opera che realizza; ciò significa che il diritto d'autore non è attribuito al suo titolare da un soggetto terzo, ma si costituisce con la creazione dell'opera.
In Italia il diritto d'autore è disciplinato dalla Legge 633 del 1941 che regola le opere intellettuali. L'articolo 1 della legge italiana tutela le opere di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Oltre alla disciplina prevista dalla legge sul diritto d'autore, esistono una serie di Convenzioni Internazionali tra cui la Convenzione di Berna stipulata nel 1866 per la protezione dei diritti degli autori sulle loro opere letterarie ed artistiche. I paesi firmatari, che attualmente sono 171, si impegnano ad adottare una disciplina il più possibile uniforme da applicare alle opere letterarie ed artistiche.
Per approfondimenti, consultare Convenzioni e Trattati Internazionali
Root: La disciplina del Diritto d'Autore
Cosa può essere tutelato dal Diritto d'Autore in Europa
Come precostituire la prova della titolarità dell’opera
Il carattere creativo
Diritti morali e patrimoniali dell'autore nel sistema nazionale italiano
Diritto d'autore e modello industriale (design)
Il diritto d'autore protegge le opere dell'ingegno.
Sono opere dell'ingegno, le opere "di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione" (art. 2575 codice civile).
Analogamente, l'art. 1 della L. 633/1941 prevede che “sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione".
L'opera è oggetto di protezione solo nel momento in cui si realizza concretamente per cui la semplice idea non è proteggibile, oggetto della tutela è, dunque, la forma dell'opera, il modo in cui questa viene espressa, esteriorizzata.
Il diritto d'autore sull'opera nasce al momento della creazione: non è necessaria alcuna formalità di acquisizione da parte dell'autore. Il requisito necessario perché un'opera dell'ingegno sia oggetto del diritto d'autore è il carattere creativo.
Cosa significa Diritto d’Autore o Copyright in Europa
Una materia come il diritto d'autore non può essere trattata in un'ottica prettamente nazionale.
Questo però crea alcuni problemi dal punto di vista giuridico, in quanto non sempre i sistemi giuridici dei paesi coinvolti nel mercato globale delle opere dell'ingegno hanno le stesse norme di protezione.
Una prima differenza, ad esempio, riguarda la stessa terminologia per cui si tende ad usare indifferentemente i termini "diritto d'autore" e "copyright" come se fossero dei sinonimi.
Tra i due termini esiste, invece, una differenza sostanziale, infatti, il concetto di diritto d'autore è più ampio rispetto a quello di copyright.
Il significato della parola "copyright" è diritto di copia, quindi diritto di riprodurre e distribuire sul mercato copie di un'opera; esso è un diritto di origine anglosassone.
Da ciò deriva che il copyright tutela maggiormente gli interessi dell'imprenditore (editore, produttore ecc.) che investe nella commercializzazione dell'opera.
Il diritto d'autore italiano, compreso quello dei paesi dell'Europa continentale, conferisce (almeno nella sua disciplina originaria), invece, maggior centralità all'autore, il quale, anche dopo la cessione dei diritti patrimoniali sull'opera, conserva un controllo sulla stessa.
Si è cercato di superare la diversità dei sistemi normativi attraverso la stipula di trattati e convenzioni internazionali che tendono a uniformare i principi fondamentali delle varie leggi in modo tale da avvicinare reciprocamente i concetti di diritto d'autore e di copyright.
Il diritto d'autore attiene alla sfera delle opere dell'ingegno.
Sono protette ai sensi della legge italiana n. 633 del 1941 le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie secondo la convenzione di Berna, comprese le banche dati che per scelta o per disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell'autore.
Oggetto di protezione sono, dunque, le cosiddette opere dell'ingegno che il legislatore italiano individua in modo puntuale all'articolo 2 della legge n. 633 del 1941.
Si tratta di un'elencazione non tassativa, per cui è ben possibile che vengano individuate altre opere dell'ingegno di carattere creativo, che possano godere della protezione del diritto d'autore, pur non essendo espressamente individuate come tali dalla legge.
L'opera è oggetto di protezione solo nel momento in cui si realizza concretamente per cui la semplice idea non è proteggibile. Oggetto della tutela è, dunque, la forma dell'opera, il modo in cui questa viene espressa, esteriorizzata.
Il diritto d'autore comprende i diritti morali (diritto alla paternità dell'opera, il diritto al ritiro dell'opera dal commercio e il diritto all'integrità dell'opera) e i diritti patrimoniali (diritto di pubblicare l'opera, diritto di riproduzione, diritto di trascrizione, diritto di utilizzare economicamente l'opera, diritto di comunicare al pubblico l'opera, diritto di eseguire rappresentare o recitare in pubblico l'opera; diritto di distribuzione dell'opera, diritto di tradurre, diritto di elaborare, diritto di modificare, diritto di noleggiare, diritto di dare in prestito, ecc.).
Il diritto d'autore su un’opera originale si acquista automaticamente al momento della creazione dell’opera e non è soggetto all'adempimento di alcuna formalità (deposito o registrazione).
La precauzione fondamentale per poter dimostrare l’anteriorità della creazione, in caso di controversie sulla paternità o plagio, è precostituire la prova della paternità dell’opera originale prima di farla circolare.
La SIAE mette a disposizione di chiunque il Deposito Opere Inedite così da poter tutelare dal plagio tutte le opere non ancora pubblicate (romanzi, canzoni, racconti, poesie, copioni, trame, soggetti, opere audiovisive, software, banche dati, etc.). Tramite questo deposito si ottiene una prova dell’esistenza dell’opera con data certa, a partire dalla quale possono essere fatti valere i diritti d'autore sull'opera realizzata. Questo tipo di registrazione è facoltativa, serve esclusivamente a facilitare la prova della titolarità del diritto, in quanto si presume che il soggetto che ha depositato l’opera ne sia l'autore. Tale presunzione non è però assoluta, ed è dunque possibile fornire anche la prova contraria.
La prova di essere l'autore di una determinata opera ad una certa data può essere fornita anche attraverso altri sistemi, ad esempio mediante il deposito presso un notaio, ovvero anche la “autospedizione” di un piego contenente l’opera a mezzo raccomandata a/r, o ancora attraverso l'autoinvio (del formato digitale dell’opera) a mezzo posta elettronica certificata (PEC), che equivale per legge alla raccomandata a/r. Oppure utilizzando, o combinando, altri strumenti digitali quali i sistemi di firma digitale certificata ed in particolare quelli di marcatura temporale (strumento con valore legale che consente di certificare la data e l’ora certa di un documento informatico).
Questi strumenti consentono di tutelarsi legalmente rispetto ad eventuali dichiarazioni di altri, successive in ordine cronologico, in quanto forniscono uno strumento di prova in più in caso di controversia sulla paternità o plagio. Tuttavia, non sono questi procedimenti a originare i diritti d’autore.
Infatti i diritti d’autore nascono e sono tutelabili fin dall'atto della creazione dell'opera (per effetto dell’art. 6 legge 633/41).
Caratteristiche di contenuto di un'opera dell’ingegno tutelabile dal diritto d'autore
La legge sul diritto d'autore stabilisce che sono protette le opere dell'ingegno che hanno carattere creativo, per cui il requisito base per l'applicazione della tutela è il "carattere creativo".
Tale requisito si identifica con l'originalità e la novità dell'opera; originalità significa che l'opera deve essere il frutto di un lavoro intellettuale che esprima la personalità dell'autore, mentre per novità si intende presenza di elementi che oggettivamente distinguano un'opera da altre dello stesso genere.
Secondo la Corte di Cassazione (Cass. civ. Sez. I, Sent., 28-11-2011, n. 25173) “il carattere creativo e la novità dell'opera sono elementi costitutivi del diritto d'autore sull'opera dell'ingegno […] sia sotto il profilo della compiutezza espressiva, sia sotto il profilo della novità”.
Ma, sempre secondo la Cassazione, il concetto giuridico di creatività, cui fa riferimento l'art. 1 della legge n. 633 del 1941, “non coincide con quello di creazione, originalità e novità assoluta, riferendosi, per converso, alla personale e individuale espressione di un'oggettività appartenente alle categorie elencate, in via esemplificativa, nell'art. 1 della legge citata, di modo che un'opera dell'ingegno riceva protezione a condizione che sia riscontrabile in essa un atto creativo, seppur minimo, suscettibile di manifestazione nel mondo esteriore, con la conseguenza che la creatività non può essere esclusa soltanto perché l'opera consiste in idee e nozioni semplici, ricomprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia”.
L’autore di un’opera dell’ingegno di che diritti gode?
Il diritto d'autore è costituito da diritti morali e diritti patrimoniali.
I diritti morali sono previsti dagli articoli 20-24 della legge sul diritto d'autore e sono: il diritto a rivendicare la paternità dell'opera, cioè il diritto ad essere riconosciuto il creatore dell'opera, tale diritto può essere esercitato anche nel caso di un autore anonimo e pseudonimo; il diritto all'integrità dell'opera, al fine di opporsi a deformazioni o modificazioni dell'opera e ad ogni altro atto a danno dell'opera stessa, che possano comportare pregiudizio all'onore o alla reputazione dell'autore e il diritto di ritirare l'opera dal commercio per gravi ragioni morali.
La caratteristica di questi diritti è che si tratta di diritti perpetui (ovvero dopo la morte dell'autore passano agli eredi), sono incedibili e indisponibili; per cui essi nascono in capo all'autore automaticamente con la creazione dell'opera e l'autore non ne può disporre liberamente.
Per approfondimenti, consultare Diritti morali - Art. 20 L.d.a.
I diritti patrimoniali, cioè i diritti di sfruttamento economico dell'opera sono i seguenti: il diritto esclusivo di riprodurre ovvero il diritto di realizzare copie materiali dell'opera; il diritto esclusivo di trascrivere inteso come l'uso dei mezzi necessari a trasformare l'opera orale in opera scritta; il diritto esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico, il diritto esclusivo di comunicazione al pubblico dell'opera, il diritto esclusivo di distribuzione, inteso come la messa in commercio dell'originale dell'opera o degli esemplari di essa; il diritto esclusivo di tradurre l'opera in altra lingua; il diritto esclusivo di elaborare l'opera (che include tutte le forme di modificazione, di elaborazione e di trasformazione dell'opera previste nell'art. 4 della legge); il diritto esclusivo di pubblicare le opere in raccolte, il diritto esclusivo di noleggiare, dare in prestito e autorizzare il noleggio della propria opera. La durata dei diritti patrimoniali è stabilita dall'art. 25 della legge: "I diritti di utilizzazione economica dell'opera durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte". Questa è la regola generale riconosciuta anche a livello internazionale, originariamente il termine era di cinquant'anni dalla morte dell'autore.
Quando un modello industriale è tutelato anche dal diritto d’autore
La legge sul diritto d'autore si applica anche alle opere di industrial design.
La Direttiva 98/71/CE sulla protezione giuridica dei disegni e dei modelli (implementata in Italia con il D.lgs 95/2001) ha sancito il principio della cumulabilità della protezione offerta dal diritto d'autore, con quella specifica sui disegni e modelli registrati.
In particolare, il D.lgs 95/2001 ha modificato anche l'art. 2 della l.d.a, concedendo la protezione del diritto d'autore anche alle “opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico”.
L'opera di industrial design che abbia queste caratteristiche gode dunque sia della tutela mediante la registrazione che mediante il diritto d'autore.
In particolare, sulla base del Codice della Proprietà Industriale (D.lgs 30/2005), che regola attualmente la materia, possono costituire oggetto di registrazione i disegni e i modelli che siano nuovi ed abbiano carattere individuale.
Anche l'interior design di un locale commerciale gode della tutela offerta dalla l.d.a.
È quanto ha stabilito il Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Impresa, in relazione al ricorso presentato da una catena di profumeria e make-up contro una concorrente, colpevole di aver copiato pedissequamente il concept che sta alla base degli store. Il Tribunale di Milano ha stabilito che gli elementi di arredo utilizzati dalla ricorrente, benché caratterizzati da elementi semplici e di uso comune, sono stati combinati tra loro in maniera originale e creativa, contraddistinguono in modo inconfondibile il brand e quindi i progetti di interior design così sviluppati sono tutelabili dalla l.d.a.. La creatività dunque “non è costituita dall'idea in sé ma dalla forma della sua espressione” (Trib. Milano sent. 13 ottobre 2015 n. 11416).
Per approfondimenti, consultare Modello industriale (design) - Registrazione
2018 SardegnaRicerche