Source: http://porettimagnani.it/it/chi-siamo.html
Timestamp: 2017-07-26 10:28:19+00:00
Document Index: 98215608

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'in fine', 'art. 1', 'art. 5', 'in fine', 'art. 12']

Fondazione Poretti Magnani, Chi siamo
Codice Etico e di Condotta (stralcio)
La Fondazione “ANGELO PORETTI e ANGELO MAGNANI” ONLUS, Residenza Sanitario Assistenziale (RSA) ha una mission precisa e definita nell’art. 2 del proprio Statuto Costitutivo come segue:
ART. 2 – Attività e scopi "La Fondazione si propone esclusivamente il perseguimento di finalità sociali nei settori dell’assistenza sociale e socio sanitaria ed opera nell’ambito della Regione Lombardia.
La Fondazione può valorizzare l’opera del volontariato; può stabilire forme di raccordo e collaborare con soggetti, pubblici e privati, operanti con analoghe finalità, anche in vista della possibile gestione associata di servizi e presidi.
La Fondazione ha per scopo di esplicare in Vedano Olona, e nei limiti delle proprie possibilità, primariamente l’attività di allestimento e gestione di una R.S.A a favore di anziani, totalmente o parzialmente non autosufficienti.
La R.S.A. accoglie ed assiste prioritariamente anziani parzialmente o completamente non autosufficienti; i soggetti residenti in Vedano Olona hanno priorità nell’accesso alla Struttura.
La Struttura fornisce, oltre ad adeguate prestazioni di carattere alberghiero, servizi specifici di carattere assistenziale, prestazioni di tipo culturale e ricreativo, nonché prestazioni sanitarie dirette anche a migliorare o recuperare l’autosufficienza.
La Fondazione può, altresì, realizzare altri servizi di carattere residenziale o ambulatoriale o domiciliare, a favore degli anziani bisognosi.
La Fondazione si propone di operare in stretto raccordo col Comune di Vedano Olona, tenuto conto delle indicazioni dello stesso Comune nell’individuazione dei servizi e delle prestazioni da erogare.”
La Fondazione si identifica, in base alla normativa, come Fondazione che costituisce una soluzione di cura e assistenza dell’anziano non autosufficiente, quando le condizioni di salute o la rete dei servizi presenti sul territorio non permettono la sua permanenza presso l’abitazione di residenza.
La Fondazione nell’ambito della rete regionale delle unità di offerta sociali e socio-sanitarie, vive ed agisce in un tessuto sociale che comprende diversi soggetti, molti dei quali attenti all’azione degli operatori sanitari e socio-sanitari.
Le azioni ed i comportamenti più o meno etici di una Fondazione si riferiscono a tutti i cittadini che non ritengono più sufficienti astratte dichiarazioni, ma esigono un impegno costante, che discende da un preciso e puntuale sistema di organizzazione.
L’esigenza di esplicitare con chiarezza i propri diritti e doveri, derivante dalla rilevanza sociale delle attività svolte, crea l’esigenza di soddisfare legittimi bisogni ed attese degli Ospiti e di coloro che gravitano intorno alla Fondazione.
Per tali ragioni il Codice Etico:
*costituisce uno strumento importante per l’attuazione di politiche di Responsabilità Sociale e fissa le regole di comportamento cui debbono attenersi i destinatari nel rispetto dei valori e dei Principi Etici enunciati dalle Leggi e dai Regolamenti della Repubblica Italiana.
*entra a pieno titolo nell’ordinamento dell’Ente e rappresenta il complesso dei diritti e dei doveri morali e la conseguente responsabilità etico-sociale di ogni partecipante alla organizzazione.
*ha l’ulteriore obiettivo di attestare la prevenzione rispetto ai comportamenti irresponsabili e/o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dell’ente perché definisce l’ambito delle responsabilità etiche e sociali di tutti gli operatori.
*non sostituisce e non si sovrappone alle norme legislative e regolamentari esterne ed interne, ma nell’azione di integrazione e di rafforzamento dei principi contenuti in tali fonti, introduce modelli organizzativi e comportamentali volti ad impedire ed ostacolare condotte “criminose” o che portino indebiti vantaggi.
*è’ strumento per migliorare la qualità di servizi in quanto incentiva condotte coerenti con i principi e le regole in esso contenute, nonché strumento di comunicazione verso tutti i componenti l’organizzazione, permettendo nel contempo agli stakeholder esterni di conoscere i principi informatori dell’ente, e la possibilità quindi di richiederne una più puntuale attuazione.
La Fondazione per la delicatezza delle interlocuzioni che ha verso la Pubblica Amministrazione, gli Enti Locali e la Committenza privata, deve costruire la sua crescita su una reputazione solida, fedele a valori di onestà e correttezza in ogni processo di lavoro quotidiano.
I principi ai quali si deve ispirare l’attività della Fondazione nel realizzare la sua missione sono quelli di una rigorosa osservanza della legge, di una concorrenza leale, di rispetto degli interessi legittimi di tutte le parti interessate e, in particolare, dei beneficiari delle azioni formative e orientative.
Ogni comportamento aziendale deve essere immediatamente riconducibile a questi principi. E’ importante quindi definire con chiarezza l’insieme dei valori che la Fondazione riconosce, accetta, condivide e applica a tutti i livelli, senza distinzioni o eccezioni.
Si riporta integralmente la relazione che il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha redatto in data 14/07/2003, allegata ed a corredo dei documenti inerenti alla trasformazione da IPAB a Fondazione
“Vedano Olona, 14/07/2003
LEGGE REGIONALE 13 febbraio 2003, n. 1
“Riordino della disciplina delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza operanti in Lombardia”
Con riferimento al testo della legge sopra citata, nonchè alle delibere n. 84 e 85, assunte dal consiglio di amministrazione della Casa di Riposo, in data 7 luglio 2003, contenenti, queste ultime, le intenzioni di trasformarsi in “persona giuridica di diritto privato senza scopo di lucro nel rispetto delle tavole di fondazione e della volontà dei fondatori”
Per continuare nell’iter procedurale che porterà questo istituto alla trasformazione in argomento, è necessario ed indispensabile produrre un profilo storico – sia pure esposto per sommi capi – relativo all’itinerario che la Casa di Riposo ha percorso dalla sua fondazione fino alla data odierna.
E’ ovviamente impossibile fornire in un breve spazio un’illustrazione dettagliata della nascita e dello sviluppo dell’attività che questa Casa ha prodotto nel tempo, ed è altrettanto impossibile descrivere, se non con una parvenza di idee, il lavoro compiuto, sotto forma di assistenza agli anziani – così come previsto ed imposto dalle Tavole di fondazione – nonché ogni altra attività che i vari Consigli di Amministrazione hanno, con assoluta determinazione, impostata, varata e portata a termine con il solo scopo di nobilitare la permanenza dell’anziano e della sua esistenza, fra le mura dell’Istituto.
Ritengo in ogni modo utile, nel tracciare il profilo storico dell’Istituto, mettere in evidenza le forti trasformazioni che hanno caratterizzato la vita e l’attività della Casa di Riposo, a partire dal periodo della sua fondazione, fortemente legata alle origini esclusivamente geriatriche, per passare negli anni settanta/ottanta ad una conduzione fortemente medicalizzata, per giungere ai nostri giorni che risultano gravitanti attorno ad una visione che, pur comprendendo le caratterizzazioni precedenti, tiene in debito conto anche di quella specialistica e tecnicizzata dell’habitat in cui inserire l’ospite anziano.
Ai nostri giorni, infatti, non è più possibile, sull’onda lunga della revisione del ruolo degli anziani nella società e parallelamente alla crescita quantitativa degli anni del pensionamento, non partecipare all’evoluzione dei rapporti tra la gerontologia, la scienza medica e la sociologia, che si occupano delle condizioni di sopravvivenza dell’anziano, senza tenere in debito conto della valenza che l’architettura specialistica deve fornire al fine di migliorare le condizioni di vita e di permanenza dello stesso Ospite nella Casa di Riposo.
Il grado più elevato di coniugazione tra le esigenze poste in evidenza, è stato raggiunto proprio in questi giorni, a seguito dell’ampliamento dell’Istituto, consistente nell’attuazione di un insediamento che persegue lo scopo di migliorare l’integrazione della persona anziana all’interno della Casa di Riposo, avendo predisposto tutte le cure e gli interventi necessari per rendere l’habitat personale “resistente alla vita” o meglio agli imprevisti connessi con il prolungamento dell’età senile.
Nell’affrontare questo soggetto, senza correre il rischio di dilungarmi nella narrazione del superfluo o nell’elencazione di notizie inerenti alla vita ed il passato della Casa di Riposo, mi vedo costretto a limitarmi all’essenziale, tracciando un profilo storico meramente schematico.
Le notizie ed i riferimenti come in appresso riportati, sono stati reperiti attraverso la puntuale consultazione dei documenti in giacenza e conservati con ogni buona cura, presso l’Archivio della Casa di Riposo.
*TESTAMENTO – la Signora ANNA NOVAK vedova MAGNANI, in data 11 febbraio 1927 dispone a titolo di legato la somma di Lire 2.000.000. (lire duemilioni) da destinare ad una istituenda Casa di Riposo per vecchi di ambo i sessi, poveri, di Vedano Olona, che dovrà sorgere come da intenzione del suo compianto marito, sui terreni ed aree dal medesimo già individuati, oltre ad altre proprietà immobiliari denominate “Sacchettone e Moscone” poste in Vedano Olona
*Con delibera n. 160 del 4 gennaio 1930, la Congregazione di Carita’ di Vedano Olona, accetta il lascito disposto dalla Signora Anna Novak vedova Magnani.
*Con delibera n. 161 del 10 febbraio 1930, la Congregazione di Carita’ di Vedano Olona, chiede la costituzione in Ente morale della istituenda Casa di Riposo per vecchi d’ambo i sessi, poveri, di Vedano Olona da intitolarsi ai nomi di Angelo Poretti e Angelo Magnani, nonché di approvare il relativo Statuto Organico uniformato al modello già predisposto dall’On. Ministero dell’Interno e composto di n. 23 articoli
*Con delibera n. 45 del 15 febbraio 1930, il Comune di Vedano Olona, esprime parere favorevole alla costituzione in Ente morale della Casa di Riposo “Angelo Poretti e Angelo Magnani” approvando anche il relativo Statuto Organico, come venne deliberato dal Presidente della Congregazione di Carità in data 10 febbraio 1930, composto di n. 23 articoli
*GAZZETTA UFFICIALE DEL REGNO D’ITALIA – n. 294 del 19 dicembre 1930, numero di pubblicazione n. 1946
REGIO DECRETO 17 ottobre, n. 1619 “erezione in ente morale della Fondazione “Casa di Riposo Angelo Poretti e Angelo Magnani” con sede in Vedano Olona
N. 1619 R. Decreto 17 ottobre 1930, col quale, sulla proposta del Capo del Governo, Primo Ministro, Ministro per l’Interno, la Fondazione “Casa di Riposo Angelo Poretti e Angelo Magnani” con sede in Vedano Olona (Varese), viene eretta in ente morale, con amministrazione autonoma, e ne è approvato con modifica lo statuto organico.
Registrato alla corte dei conti, addì 16 dicembre 1930
Tutto ciò a seguito e per effetto del regio decreto n. 1819, firmato in data 17 ottobre 1930, nella tenuta di san rossore, dal Re Vittorio Emanuele III e da Mussolini, nel quale è anche riportata la modifica consistente nell’aggiunta all’articolo 2 del seguente comma, che ritengo interessante riscrivere:
“Possono essere ammessi al beneficio del ricovero anche i vecchi, i quali essendo sprovvisti di altri mezzi abbiano ottenuto una pensione d’invalidità dalla Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali, purchè versino alla cassa del Pio Istituto non meno dei due terzi della pensione goduta, salvo, in ogni caso, a non eccedersi la misura della retta stabilita per i ricoverati abbienti non provvisti di pensione”
*Con delibera del 6 febbraio 1932 e del 16 aprile 1932, il Consiglio di Amministrazione della Casa di Riposo, approva le modifiche allo Statuto Organico, così come sopra indicato.
*Il primo Statuto Organico, predisposto dal Presidente della Casa di Riposo Gen. Lo Monaco Aprile, viene approvato e firmato nella tenuta di San Rossore in data 3 novembre 1932, dal Re Vittorio Emanuele III e da Mussolini, con le seguenti modificazioni, che ritengo interessante riscrivere:
in fine dell’art. 1° è aggiunto il seguente comma: “l’Opera Pia è stata eretta in ente morale con il Regio Decreto 17 ottobre 1930, n. 1819, ed ha attualmente un patrimonio valutato nell’ammontare complessivo di circa lire due milioni e trecentoventicinquemila”
nell’art. 5, in fine del primo comma, sono aggiunte le parole seguenti:”e degli invalidi e mutilati, per la causa nazionale”
nell’art. 12, primo comma, alle parole:”per tre sedute consecutive”, sono sostituite le altre: ”per tre mesi consecutivi”
*Con delibera del 16 giugno 1936, n. 6, il Consiglio di Amministrazione della Casa di Riposo, approva un nuovo Statuto Organico, proposto dal Presidente Avv. Giacomo Cohen, ed approvato dal Ministero dell’Interno in data 29 ottobre 1936, con le modifiche disposte dal Regio Decreto di approvazione in data 29 ottobre 1936, firmato dal Ministro Mussolini
*Con delibera del 7 aprile 1973, n. 16 e del 23 giugno 1973, n. 33, il Consiglio di Amministrazione della Casa di Riposo, approva le modifiche allo Statuto Organico, proposte dal Presidente rag. Fortunato Mella, ed approvato dalla Sezione Provinciale di Controllo in data 11 luglio 1973, al progressivo n. 21083.
Notizie inerenti alla costruzione dell’edificio:
*progettista Dott. Ing. Carlo Banfi di Milano
*i lavori di costruzione dell’edificio storico, vennero affidati all’Impresa Frattini di Varese, che diede avvio all’esecuzione delle opere nel maggio del 1931;
*i lavori vennero condotti con celerità, tanto che la Casa di Riposo cominciò a funzionare dal 4 gennaio 1932
Dott. Arch. Savio Binaghi
Modello comportamentale inerente l’onestà amministrativa dell’Ente
Il nostri bilanci non nascondono grosse fette di sprechi né contengono soluzioni di governance manageriale (1) obsolete o comunque al nostro Ente convenienti: essi sono redatti con assoluta precisione e meticolosità nel rispetto della destinazione “ONLUS”.
Il non profit guida ed informa ogni nostra attività e ci trova impegnati, così come ci stiamo impegnando, a gestire con efficienza ed efficacia il benessere dei soggetti deboli a noi affidati, documentando puntualmente, con assoluta precisione, con onestà e trasparenza, il buon fine dell’utilizzo delle risorse ricevute.
Le fonti di sostentamento necessarie alla funzionalità dell’Ente e di ogni sua specifica attività, provengono in gran parte dall’esborso da parte degli Ospiti della retta di mantenimento (circa il 70%) e, per la rimanente parte (circa il 30%) quale contributo Regionale, quindi denaro pubblico.
(1) governante manageriale: sistema in base al quale le Imprese (od Enti) sono dirette e controllate (focus: il Consiglio di Amministrazione e gli Organi Societari).
Il Consiglio di Amministrazione è responsabile della definizione degli indirizzi strategici, della identificazione dei massimi livelli dirigenziali responsabili del raggiungimento degli obiettivi nonché della supervisione del management nel suo complesso. Inoltre procede alla definizione dei processi e dei comportamenti che influiscono sul modo in cui le competenze sono esercitate con particolare riferimento ai principi di apertura, partecipazione, responsabilità, efficacia e coerenza; in ultima analisi: principi di buona amministrazione che corrispondono al complesso delle strutture delle regole e delle strategie che sono peculiari alla guida di una qualsiasi Azienda.
Arch. Binaghi Savio