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Timestamp: 2019-06-18 08:07:49+00:00
Document Index: 175595177

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art.1', 'art. 11', 'art. 156', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ']

14 Novembre 2018 | di Francesco Licenziato
27 Settembre 2017 | di Saverio Cinieri
Non è possibile definire le liti instaurate avverso gli atti dell'agente della riscossione, come ad esempio avviso di iscrizione di ipoteca o fermo amministrativo, qualora l'Agenzia delle entrate non sia stata chiamata in giudizio né sia intervenuta volontariamente. Inoltre, a seguito di fallimento del contribuente, la legittimazione a presentare l'istanza di definizione agevolata delle controversie pendenti è riconosciuta al curatore e, in caso d'inerzia di quest'ultimo, al fallito. Questi alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare 25 settembre 2017, n. 23/E con la quale l’Agenzia, a pochi giorni dalla scadenza per aderire (fissata al 2 ottobre), ha fatto luce su alcuni aspetti particolari della c.d. chiusura liti pendenti, prevista dall’art. 11 D.L. n. 50/2017, completando, così, quanto già anticipato alcune settimane or sono con la circolare n. 22/E del 28 luglio 2017. Nel nuovo documento di prassi ci si sofferma anche sul modo corretto di compilare il modello di pagamento F24, su altre ipotesi per le quali la definizione agevolata non è applicabile (ad esempio in caso di contributi INPS), sul rapporto tra la definizione agevolata delle liti e la precedente definizione dei carichi iscritti a ruolo in pendenza di giudizio.
29 Agosto 2017 | di Ivano Tarquini
Con la riforma del procedimento di notifica degli atti processuali e delle multe adottato dalla riforma contenuta all'art.1, co. 57 e 58 della L. 4 agosto 2017 n° 124, G.U. 14 agosto 2017 recante modifiche al Decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261 , il Governo pone il via libera alla liberalizzazione dei servizi postali per la notifica degli atti processuali e delle multe. Così dal 10 settembre potranno essere notificati anche gli atti tributari senza più incorrere nella c.d. inesistenza giuridica della notifica.
08 Agosto 2017 | di Federico Gavioli
16 Maggio 2017 | di Marco Ligrani
L’art. 11, D.L. n. 50/2017, intitolato “Definizione agevolata delle controversie tributarie”, ha introdotto la possibilità di chiudere le liti con l’Agenzia delle Entrate risparmiando le sanzioni e gli interessi di mora, così come è già accaduto con la rottamazione dei ruoli di Equitalia. Se è vero che la norma consentirà, almeno nelle sue intenzioni iniziali, di deflazionare l’ingente carico di lavoro dei giudici tributari (con particolare riguardo alle pendenze in Cassazione), non mancano le prime perplessità circa la reale convenienza ad aderire alla procedura, che, almeno nella sua versione attuale, non tiene conto dello stato in cui si trovi il giudizio e, in particolare, dell’esito eventualmente vittorioso ottenuto dal contribuente. Accanto a questo, si profila un ulteriore e rilevante motivo di incertezza sull’appeal – e sullo stesso iter – della procedura, rappresentato dal possibile incrocio con la rottamazione dei ruoli, rispetto alla quale la sanatoria delle liti fiscali dovrebbe rappresentare il funzionale (ma non sempre agevole) collegamento, come confermato dalla stessa Amministrazione finanziaria.
L’invalidità della notifica non è sanabile con la costituzione in giudizio successiva al termine di decadenza dall'azione
17 Giugno 2016 | di Isabella Buscema
Ritenuta la nullità della notifica, non può dirsi sanato il vizio per via della costituzione in giudizio, in quanto, al momento in cui la costituzione è avvenuta, la decadenza dall'azione tributaria si era già verificata. Se la sanatoria di una notificazione interviene dopo che il termine per la notifica dell'accertamento è scaduto, la decadenza si verifica comunque. La proposizione del ricorso del contribuente produce l'effetto di sanare la nullità della notificazione dell'avviso di accertamento per raggiungimento dello scopo dell'atto, ex art. 156 c.p.c. Tuttavia, tale sanatoria può operare soltanto se il conseguimento dello scopo avvenga prima della scadenza del termine di decadenza - previsto dalle singole leggi d'imposta - per l'esercizio del potere di accertamento. Tale principio è stato espresso dalla Cassazione con la sentenza n. 11720/2016.
Accertamento: il contraddittorio raddoppia nel controllo formale della dichiarazione
21 Marzo 2016 | di Leda Rita Corrado
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4591/2016 del 9 marzo scorso, ha affermato che il procedimento attraverso il quale l’Amministrazione finanziaria effettua il controllo formale delle dichiarazioni, in base all’art. 36-ter, D.P.R. n. 600/1973, è caratterizzato da due momenti di contraddittorio con il contribuente, vale a dire la richiesta di chiarimenti e la comunicazione dell’esito dell’istruttoria.
Frenata delle SS.UU. al contraddittorio endoprocedimentale: quali effetti pratici?
17 Dicembre 2015 | di Dario Sopranzetti
Cass. civ. 11 dicembre 2015, n. 24823
Le SS.UU. della Cassazione hanno spento tutte le velleità di coloro che credevano ormai consolidato l’orientamento giurisprudenziale volto a ritenere il contraddittorio endoprocedimentale un principio immanente non solo dell’Ordinamento comunitario, ma anche di quello nazionale. Nell’attesa che il Legislatore prenda una (auspicata) posizione, quali effetti determinerà questo arresto in chiave contenziosa?
07 Ottobre 2015 | di Francesca Valerio
La cartella o il ruolo non notificato in modo valido e del quale il contribuente abbia avuto contezza tramite l'estratto di ruolo, è impugnabile. È quanto hanno chiarito le Sezioni Unite con la sentenza dello scorso 2 ottobre, n. 19704. Il contributo si sofferma sulla differenza tra "ruolo" ed "estratto di ruolo" e sulla ammissibilità dell'impugnazione.