Source: http://www.anconabenecomune.it/category/odg/page/2/
Timestamp: 2018-10-20 17:34:41+00:00
Document Index: 162438364

Matched Legal Cases: ['art 2', 'e contrario', 'art.37', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 9', 'art. 28', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 10']

ODG | STEFANO CRISPIANI SINDACO 2013 - Part 2
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ODG URGENTE IN SOSTEGNO A MAX FANELLI
Ordine del giorno Urgente:
” Io sto con Max , appello per la legge sul fine vita e eutanasia legale ”
- La costituzione riconosce in più parti il diritto all’autodeterminazione, a non soffrire ed a non essere sottoposti a trattamenti contro la propria volontà ;
Constato che :
- Tali diritti sono costantemente violati ;
- Il parlamento continua a rinviare la discussione sulla proposta di legge proposta dall’associazione Luca Coscioni, sostenuta da migliaglia di firme e depositata dal senatore Manconi;
- Dopo essersi battuto per mesi senza ricevere ricontri positivi Max Fanelli , malato di sla da sempre in prima linea in questa battaglia , ha deciso nei giorni scorsi di interrompere le prorpie cure per chiedere al parlamento di fare presto;
- Non c’è assolutamente più tempo da perdere riscontrato un ritardo ormai cronico del nostro paese su questo tema;
Il consiglio comunale di Ancona con tale atto chieda al Parlamento italiano una calendarizzazione immediata della proposta di legge Manconi ed impegna il sindaco a trasmettere tale atto a tutti i capigruppo di Camera e Senato.
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ORDINE DEL GIORNO NO TRIVELLE APPROVATO IN CONSIGLIO
MOZIONE: NO ALLE TRIVELLE NEL MARE ADRIATICO
I sottoscritti Consiglieri comunali sottopongono all’esame del Consiglio comunale la seguente mozione:
la preservazione dell’ambiente, sia terrestre che acquatico, dovrebbe essere il punto principale del programma di ogni Stato e anche dell’Unione Europea;
il decreto Sblocca Italia ( n. 133 del 12 settembre 2014), tra le altre cose, prevede una semplificazione riguardo le autorizzazioni per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, di fatto eliminando quelle che erano le competenze delle Regioni a tal proposito;
le trivellazioni nel Mare Adriatico, un mare chiuso e con un ecosistema molto fragile, produrranno solamente pericoli ambientali e metteranno a rischio le attività legate alla pesca e al turismo;
nelle Marche il 22% del territorio è a rischio trivellazioni e 459 mila ettari di mare ricadono in concessioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi;
nel Mare Adriatico le concessioni già attive per l’estrazione di gas e petrolio sono 78, i permessi di ricerca rilasciati in area italiana sono 17, con 24 richieste avanzate, mentre sono 29 i permessi in fase di rilascio nell’area croata;
da Giugno il Ministero dell’Ambiente ha emanato decreti di compatibilità ambientale che hanno dato il via a 13 progetti di prospezione di idrocarburi ( a 7 aziende) che riguardano anche 1,4 milioni di ettari di mare tra Rimini e Termoli;
contro questa follia di voler “bucare” indiscriminatamente i fondali marini sono scese in piazza oltre 50 mila persone (manifestazione di Lanciano del 23 Maggio) e il 20 giugno, ad una manifestazione lanciata a livello internazionale organizzata da Legambiente, hanno aderito oltre 60 associazioni (italiane, croate, montenegrine, slovene e albanesi). Questo a dimostrazione di quanto la tutela del territorio sia sentita dei cittadini e di quanto sia alta la voglia di dire basta ai vecchi metodi e ai vecchi combustibili per appagare il bisogno energetico nazionale per lasciare il posto alle fonti rinnovabili e non inquinanti;
in sede di Conferenza internazionale delle Regioni adriatiche e ioniche di Venezia del 9 novembre 2012 è stato approvato un ordine del giorno in tema di salvaguardia delle coste delle regioni del mar Mediterraneo dall’estrazione di idrocarburi in mare;
l’Assemblea legislativa regionale del 20 novembre 2012 ha approvato una risoluzione volta a sollecitare il riconoscimento del tratto di mare prospiciente le coste regionali delle Marche e, più in generale, dei tratti di mare ricompresi nell’area adriatico-ionica quali zone particolarmente sensibili (cosiddetto PSSA);
il Consiglio Regionale delle Marche, in data 14 Ottobre 2014, ha approvato una mozione intitolata: “Contrarietà della Regione Marche agli indirizzi contenuti nel cosiddetto decreto ‘Sblocca Italia’ in punto di semplificazione delle procedure relative al settore energetico (idrocarburi convenzionali e non)”;
la Regione Marche, a seguito dell’approvazione in Consiglio Regionale della mozione sopra menzionata, ha presentato ricorso contro gli artt. 37e 38 del decreto Sblocca Italia davanti alla Corte Costituzionale, come fatto anche dalle Regioni Veneto, Abruzzo, Campania, Lombardia e Puglia;
con decreto ministeriale del 23/07/2015 è stata dichiarata la compatibilità ambientale relativamente al progetto denominato “Clara Sud Est” consistente nella installazione di una piattaforma adibita alla produzione di gas a 42.3 Km a est dalla costa marchigiana di Anconache prevede lo scavo di ulteriori due pozzi;
è stato emanato il Decreto di VIA positiva per lo stoccaggio sperimentale di Co2 “Sibilla” di fronte a Senigallia;
è in corso la procedure di VIA per una nuova piattaforma, la Bianca-Luisella, nel mare tra Pesaro e Riccione;
il Ministero dell’Ambiente sta emanando decine di Decreti con altrettanti provvedimenti di compatibilità ambientale per progetti di prospezione e ricerca di idrocarburi con l’ausilio della tecnica dell’Air-Gun, dannosa per cetacei e pesci, nel mare Adriatico sul versante italiano;
la direttiva 2008/CE/56, MSFD prevede che ogni stato membro sviluppi una strategia per il conseguimento o il mantenimento del Buono Stato Ambientale dell’ambiente marino entro il 2020;
gli indicatori di “vitalità” del Mare Adriatico attestano una situazione decisamente criticacome evidenziato dal recente studio dell’Agenzia Europea dell’Ambiente “State of the Europe’s Seas”;
durante la metà del mese di Agosto sono state avvistate le 2 piattaforme Bonaccia Nw e Clara Nw (Eni) che si posizioneranno rispettivamente a 60 km e a 45 km dalla costa anconetana;
il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha dichiarato che la Regione è contraria a qualsiasi nuova trivellazione in mare;
il Presidente ANCI Marche si è detto nettamente contrario alle trivelle e ha auspicato “la cancellazione dei progetti di trivellazione e stoccaggio di CO2 per salvaguardare l’ecosistema del Mare Adriatico, la pesca e l’economia turistica non solo delle città della costa marchigiana, ma di tutto il territorio regionale”.
l’ANCI Marche ha più volte sottolineato i potenziali rischi del decreto Sblocca Italia, dove queste attività sono previste;
essere contrari alla ricerca di petrolio in mare non significa essere contrari all’indipendenza energetica del Paese, come molti erroneamente affermano, ma significa voler incentivare la ricerca e l’utilizzo delle attuali e di nuove forme di energia pulita, non impattanti sul nostro territorio;
svariati Paesi avanzati del mondo stanno già attuando questa politica ambientale;
a contrastare in qualunque modo possibile queste attività legate alla ricerca di idrocarburi nella zona Adriatica e a dichiarare la posizione nettamente contraria dell’Amministrazione Comunale rispetto a tali scelte politiche, come già fatto da varie regioni e da tanti altri comuni,
a valutare ogni eventuale profilo di illegittimità degli atti relativi ai procedimenti amministrativi collegati, compresi i decreti di compatibilità ambientale rilasciati dal Ministero dell’Ambiente, con conseguente impugnazione avanti alle sedi giurisdizionalmente competenti ,
a trasmettere il presente atto al Consiglio Regionale.
Ancona 29 settembre 2015
Ancona, 29/09/2015
f.to Michele Polenta, Massimo Fazzini, Andrea Quattrini, Francesco Rubini Filogna, Tommaso Sanna, Loredana Pistelli, Angelo Gramazio
ORDINE DEL GIORNO : NO TRIVELLE IN ADRIATICO
Sblocca Italia: trivellazioni e norme sulla prospezione ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi.
Contrarietà a politiche energetiche basate sulle attività di prospezione, ricerca ed estrazione degli idrocarburi liquidi e gassosi
Premesso che con l’approvazione del D.L. n. 133 del 12 settembre 2014 recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” (c.d. decreto “Sblocca-Italia”), con particolare riferimento agli articoli 37 e 38 vengono stabilite una serie di misure che influenzano sensibilmente il territorio della nostra Regione condizionando pesantemente le attività degli enti locali spogliandole talvolta di alcune funzioni centrali per l’attività di programmazione e governo del territorio;
Premesso che il decreto “Sblocca Italia” è stato convertito con L. 11 novembre 2014, n.164;
Considerato che il decreto “Sblocca Italia”, con particolare riferimento all’art.37, qualifica le attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi e la realizzazione degli oleodotti e dei gasdotti come di “interesse strategico”, di “pubblica utilità” e “indifferibili”, limitando, con ciò, le prerogative riconosciute dalla Costituzione agli Enti territoriali circa l’esercizio delle funzioni amministrative, come ad es. in relazione ai piani di gestione e tutela del territorio, ai piani urbanistici ed edilizi e ai piani paesaggistici;
Considerato che il decreto “Sblocca Italia” all’art. 38, stabilendo che la rete di stoccaggio di gas naturale e le attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi sono di interesse strategico, di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti, prevede:
1. che il titolo concessorio unico contenga il “vincolo preordinato all’esproprio dei beni” già a partire dalla fase della ricerca;
2. che “qualora le opere comportino una variazione del piano urbanistico, la relativa autorizzazione ha effetto di variante urbanistica” con ciò determinando uno svuotamento del diritto delle comunità a scegliere il proprio modello di sviluppo;
Considerato che in particolare l’art. 38 del decreto-legge n. 133 del 2014 solleva dubbi di legittimità in relazione alle garanzie sancite dalla Costituzione in favore degli Enti locali e delle Regioni;
Considerato che la Regione Marche, ha impugnato la legittimità degli artt. 37 e 38 del decreto-legge n.113 del 2014 davanti alla Corte Costituzionale;
Considerato che gli artt. 37 e 38 del decreto legge n.113 del 2014 sono stati impugnati, davanti alla Corte Costituzionale, anche dalle Regioni Abruzzo, Lombardia, Veneto, Puglia e Campania;
Considerato che lo scorso 23 luglio il Ministero dell’Ambiente ha emanato il Decreto di Compatibilità Ambientale per la perforazione di due pozzi per l’estrazione di metano proprio di fronte ad Ancona, a 24 miglia dalla costa (PROGETTO CLARA – ENI) ;
Considerato che il Ministero dell’Ambiente a giugno ha emanato due decreti di compatibilità ambientale (relativi alla Valutazione di Impatto Ambientale) per prospezioni petrolifere che prevedono l’uso della tecnica dell’air-gun su vastissime aree dell’Adriatico;
Considerato che il Decreto 103 del 3 giugno 2015 è relativo a due istanze di prospezione presentate dalla Spectrum Geo Ltd denominate “d 1 B.P. -.SP” e “d 1 F.P.-.SP” che riguardano immense aree dell’Adriatico da Rimini al Salento per un totale di 3 milioni di ettari;
Considerato che nel mare antistante la Regione Marche lo Stato ha già assegnato numerosi titoli minerari e diversi procedimenti sono tuttora aperti;
Tenuto conto degli studi scientifici riguardo i rischi di tipo geologico, dalla subsidenza ai terremoti indotti e/o innescati, collegati ai progetti di ricerca e/o coltivazione degli idrocarburi e agli stoccaggi di gas nel sottosuolo e che due comuni della Provincia di Ancona, Sirolo e Numana, hanno fatto opposizione, per il rischio di sismi indotti;
Tenuto conto che Il mare Adriatico è un ambiente estremamente fragile per le caratteristiche proprie di “mare chiuso” e che i procedimenti di prospezione, ricerca, stoccaggio e coltivazione di idrocarburi comporterebbero un impatto devastante non solo per l’ecosistema marino, ma anche per le attività che oggi costituiscono una preziosa risorsa economica per i Paesi costieri, come la pesca e il turismo;
Il consiglio comunale di Ancona ,
dichiarando l’assoluta e totale contrarietà a politiche energetiche basate sulle attività di prospezione, ricerca ed estrazione degli idrocarburi liquidi e gassosi; con forte preoccupazione per la notizia dell’arrivo di due piattaforme petrolifere a largo di Ancona,
- Ad impugnare , di concerto con il Presidente della Giunta Regionale delle Marche e con le Province e i Comuni competenti per territorio, innanzi al TAR, tutti i decreti di compatibilità ambientale rilasciati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per le attività di prospezione petrolifera al largo delle coste marchigiane, nonché a promuovere ogni altra azione utile volta a scongiurare la possibilità che i relativi procedimenti amministrativi in corso si concludano con esito positivo;
-A sollecitare il Presidente della Giunta Regionale delle Marche ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale ogni altro atto conseguente alla L.11 novembre 2014, n.164, ritenuto lesivo dei diritti costituzionalmente garantiti agli Enti Locali;
- A promuovere un intervento legislativo del Parlamento nazionale di modifica del decreto “Sblocca Italia” e a favore di una politica energetica nazionale che non contempli le trivellazioni petrolifere fra le proprie attività strategiche, coinvolgendo le altre Regioni;
- A sollecitare un accordo adriatico con gli altri paesi rivieraschi in conformità con i trattati internazionali per la moratoria delle attività collegate agli idrocarburi in considerazione della vulnerabilità ambientale specifica di questo mare e della rilevanza delle attività collegate al turismo e alla pesca;
- A promuovere, coinvolgendo le altre Regioni, una consultazione transfrontaliera per promuovere l’uso non conflittuale dei mari comuni a diversi Paesi;
- A sollecitare il Presidente della Giunta Regionale delle Marche a promuovere, a causa della assoluta urgenza determinata dall’accelerazione di una serie di procedure di V.I.A. che renderebbero tardivi i rimedi legislativi e transfrontalieri citati, processi partecipativi territoriali e coinvolgimento di altre Regioni;
Di inviare copia della presente delibera del Consiglio Comunale al sig. Presidente della Giunta Regionale delle Marche e al governo per gli atti conseguenti.
Stefano Crsipiani
ORDINE DEL GIORNO: TRASCRIZIONE MATRIMONI PERSONE STESSO SESSO CONTRATTI ALL’ESTERO
Posted on 10 aprile 2015 by admin
OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO: TRASCRIZIONE MATRIMONI.
I Consiglieri comunali Francesco Rubini Filogna e Stefano Crispiani sottopongono all’esame del Consiglio comunale il seguente ordine del giorno:
le norme di diritto internazionale privato attribuiscono ai matrimoni celebrati all’estero tra cittadini italiani ovvero tra italiani e stranieri immediata validità e rilevanza nel nostro ordinamento, sempre che essi risultino celebrati secondo le forme previste dalla legge straniera – e quindi spieghino effetti civili nell’ordinamento interno dello Stato straniero (Cass. civ. n. 10351/1998);
il matrimonio tra persone dello stesso sesso produce effetti nel nostro ordinamento tutte le volte in cui occorra far applicazione di norme di fonte Europea, nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 9 della Carta di Nizza, ovvero:
-il matrimonio tra persone dello stesso sesso produce effetti quando uno dei due coniugi non è un cittadino comunitario, poiché consente l’ottenimento del ricongiungimento familiare, facendo applicazione in Italia di norme di origine europea;
-nell’applicazione del diritto europeo, quando il presupposto della norma è la sussistenza dello stato coniugale. Dunque poiché lo stato coniugale è provabile solo servendosi dell’atto di matrimonio iscritto (o trascritto) nel registro dei matrimoni dall’Ufficiale dello stato civile, la trascrizione del matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero conferisce la possibilità di provare l’esistenza dello status coniugale e godere di tutti i benefici e le tutele derivanti dall’applicazione in Italia di norme europee;
la trascrizione del matrimonio contratto all’estero solo quando uno dei coniugi sia straniero comporterebbe a carico dei coniugi cittadini italiani, una discriminazione fondata (non sull’orientamento sessuale, bensì) sulla cittadinanza: ovvero si riserverebbe ai cittadini italiani un trattamento peggiore rispetto a cittadini di Paesi non comunitari;
che, l’art. 28 della Legge 218/95 prevede che “ il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione, o dalla legge nazionale di almeno uno dei coiugi al momento della celebrazione, o dallo Stato di comune residenza in tale momento”;
che l’art. 65 della medesima legge dispone che “ hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacità delle persone nonchè all’esistenza dei rapporti di famiglia o ai diritti di personalità quando sono stati richiamati dalla autorità dello Stato in cui la legge è richiamata o producono effetti nell’ordinamento di quello stato, purchè non siano contrari all’ordine pubblico”;
secondo quanto precisato dalla Cassazione con sentenza 4184/12 “la trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, non è contraria all’ordine pubblico”;
con Ordinanza del 3 aprile del 2014, il Tribunale di Grosseto ha confermato che la trascrizione di un matrimonio celebrato all’estero anche fra persone dello stesso sesso è un onere formale che non comporta nessuna valutazione nel merito da parte dell’Ufficiale dello Stato Civile;
che il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi al momento della celebrazione o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento;
che hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacità delle persone nonché all’esistenza di rapporti di famiglia o di diritti della personalità;
che nelle norme di cui agli artt. da 84 a 88 del codice civile non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie per contrarre matrimonio;
che non è previsto, nel nostro ordinamento, alcun ulteriore e diverso impedimento derivante da disposizione di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all’estero secondo le forme previste dalla legge straniera e che, quindi, spieghi effetti civili nell’ordinamento dello Stato dove è stato celebrato, non avendo tale trascrizione natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé sulla base del principio “tempus regit actum”;
Tutto ciò ritenuto
il Sindaco ad emanare una apposita Direttiva con la quale dispone che il Servizio anagrafe, stato civile ed elettorale del Comune di Ancona e, per esso, i delegati alle funzioni di Ufficiale di Stato civile provvederanno a trascrivere nell’archivio di cui all’art. 10 DPR 396/2000, su richiesta degli interessati, previo scrutinio della documentazione prodotta ai sensi degli artt. 21 e 22 del medesimo DPR, gli atti attestanti la celebrazione di matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso.
Ancona, 8.10.2014
f.to Francesco Rubini Filogna
INTERROGAZIONI URGENTI 18\2\2015
INTERROGAZIONI URGENTI CONSIGLIO COMUNALE 18\2\2015
1)Con l’Ordinanza Sindacale n°22 del 02-02-07 il Comune di Ancona, per motivi di sicurezza, aveva ordinato il divieto di accesso e stazionamento entro un definito tratto di costa del nostro litorale, affiggendo cartelli di divieto in aree del tutto sicure, nei punti d’accesso ai sentieri che scendono verso il mare, con un criterio non corrispondente alle condizioni di effettivo pericolo e quindi non rispettoso del diritto dei cittadini di avere accesso alle aree naturali poste lungo la falesia. Tutti i sentieri di rilevante interesse pubblico di quest’area possono essere percorsi in condizioni di sostanziale sicurezza fino al limitare del bordo superiore della falesia e in alcuni casi anche fino alla sua base, in quanto si trovano esternamente alle aree definite in frana e quindi pericolose sulla base della documentazione cartografica (P.A.I.) redatta dall’Autorità di Bacino della Regione Marche. Lo dimostra il fatto che all’interno di quest’area si trovano case di civile abitazione attualmente abitate e strade interpoderali.
Il 12 maggio 2013 si è svolta a Pietralacroce una grande manifestazione cui hanno partecipato diverse centinaia di cittadini (tra cui mi risulta ci fosse anche l’allora candidato sindaco Manicinelli), per chiedere che i cartelli di segnalazione della suddetta ordinanza, che di fatto delimita un’area interdetta al transito dei cittadini, venissero correttamente ricollocati nel rispetto delle effettive condizioni di sicurezza delle aree interessate.
La mancata fruizione pubblica di tali aree non pericolose impedisce la conservazione e la perpetuazione della memoria storica dei sentieri a mare, nonché il pubblico godimento di beni ambientali e paesaggistici di notevole valore e interesse turistico, tra i quali un sentiero ufficiale del Parco del Conero.
Una richiesta formale al Sindaco del Comune di Ancona è stata inviata dalle associazioni che avevano organizzato la manifestazione il 19 aprile del 2013 (vedi sotto seconda pagina).
Circa un anno dopo un geologo incaricato dal Comune di Anconae dal Parco del Conero, Papi, ha svolto un sopralluogo per individuare sulla cartografia con il gps i punti esatti in cui ricollocare i cartelli di segnalazione dell’ordinanza insieme ad Alberto Dubbini , in rappresentanza delle associazioni e comitati che avevano organizzato la manifestazione . Tutti i punti di riposizionamento dei cartelli sono stati individuati e condivisi in quella occasione dai due partecipanti al sopralluogo.
Vogliamo sapere per qual motivo ancora oggi, a distanza di quasi due anni dalla manifestazione del 12 maggio 2013, i cartelli dell’ordinanza non siano ancora stati riposizionati nei punti individuati e concordati da Papi e Dubbini.
2) Materiale spiagge Portonovo
In seguito alle mareggiate della prima settimana di febbraio il mare aveva riformato la naturale spiaggia bianca sassosa tipica di Portonovo.
È dei giorni scorsi una seconda foto che invece ritrae la spiaggia di Portonovo di un materiale diverso e non naturale che ricopre quasi completamente ciò che il mare aveva ristabilito.
Chiedo all’assessore competente se tale manovra è opera del comune e se si di che cosa si tratta e con quale fine è stata messa in pratica.
Chiedo inoltre delucidazioni nel caso in cui tale manovra non sia stata svolta direttamente dal comune.
3) PIANO STRATEGICO
Gentili rappresentanti della giunta del Comune di Ancona.
Con la presente interrogazione vogliamo chiedervi delucidazioni in merito alla Manifestazione di Interesse per l’affidamento mediante procedura di cottimo fiduciario*** del servizio di redazione del Piano Strategico Partecipato della città di Ancona e del relativo programma di gestione partecipata, scaduta in data 29 gennaio 2015.
Nello specifico siamo a richiedere:
• Aggiornamenti sull’esito dell’avviso a manifestare interesse e su come sta andando avanti la procedura di affidamento dei lavori
• Come il Comune intende garantire trasparenza dell’intero procedimento di assegnazione e quali sono i tempi previsti per espletare la procedura stessa.