Source: https://www.eziobonanni.com/pubblicazioni-ezio-bonanni/
Timestamp: 2020-02-25 23:53:45+00:00
Document Index: 166837488

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 47', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Pubblicazioni - Avv. Ezio Bonanni
Pubblicazioni & libri dell'Avv. Ezio Bonanni
Pubblicazioni su amianto e tutela legale vittime
L'Avv. Ezio Bonanni, oltre a essere titolare del suo studio legale e a tutelare i cittadini, ha svolto attività di docenza in diverse università. Ha insegnato Diritto Penale e Diritto Pubblico presso l'Università degli Studi di Siena, Facoltà di Medicina, è stato docente presso l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, ed è stato docente nel master di II livello sul mobbing presso la Facoltà di Giurisprudenza e Medicina della Università degli Studi di Bari.
L'Avv. Ezio Bonanni è autore di pubblicazioni in materia di amianto e tutela della salute e dell'ambiente, per la prevenzione primaria, secondaria e per il risarcimento di tutti i danni subiti dalle vittime e dai famigliari: “Lo Stato dimentica l’amianto killer” (2009), "Patologie Ambientali e Lavorative. MCS - Amianto & Giustizia - Vittime del progresso" (Ed. Minerva Medica, Torino 2011), "La Storia dell'Amianto nel mondo del lavoro" (2012), "Il danno da amianto" (Giuffré editore, Milano 2013), "Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento del danno" ed altre.
L'Avv. Ezio Bonanni ha continuato la sua attività di ricerca e studio, ed ha collaborato e collabora con il Centro Studi Diritto dei Lavori istituito presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Aldo Moro di Bari ed è componente del comitato di redazione della Rivista scientifica Diritto dei Lavori (www.dirittodeilavori.it).
L'Avv. Ezio Bonanni è stato relatore nei più importanti incontri di studio e convegni in materia di amianto.
LIBRI&PUBBLICAZIONI °DOWNLOAD°
Sicilia il libro delle morti bianche - Cause eventi e testimonianze
La tutela dell'integrità psico-fisica del cittadino
Lo stato dimentica l'Amianto killer - diritti negati - Ricorso a Strasburgo
Come curare e sconfiggere il mesotelioma
La storia dell'amianto nel mondo del lavoro (Carducci Editore - Gennaio 2012 - Bari)
Il danno da amianto - Profili risarcitori e tutela medico legale (Giuffrè Editore - Milano 2013
Trattato di Lisbona: nuove fonti normative e tutele nel diritto del lavoro
Amianto killer per l'uomo e per l'ambiente
Fin dall’antichità l’essere umano si è progressivamente adattato a vivere fronteggiando poche centinaia di molecole o elementi chimici nocivi di origine naturale e a livelli esigui di agenti fisici presenti in natura. Dalla rivoluzione industriale in poi l’uomo si è trovato di fronte a centinaia di migliaia di nuove molecole che ha iniziato a produrre a concentrazioni esagerate.
Molti dei veleni messi in campo dal progresso sono o diventano agenti cancerogeni. L’amianto poi è emblematico sia sotto il profilo biomedico, sia per le implicazioni socio-sanitarie.
Presentato a Roma Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia firmato dall'Avv. Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha tracciato i dati della strage che, ogni anno, causa 6mila morti nel nostro Paese e 107mila nel mondo (il libro può essere acquistato anche online). L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie). Ezio Bonanni ha dettagliato le morti per patologia: “1.900 di Mesotelioma, 600 per Asbestosi (stima conforme a quella dell’INAIL)3.600 per Tumori polmonari (40.000 nuovi casi ogni anno in Italia, circa 33.000 decessi)”.
Si tratta di una definizione (psico-fisica) dalla quale si evince che il benessere fisico non è mai da considerare l'unico e il solo fattore che determina la stabilità e la qualità della vita sociale di un individuo.
Ne deriva che, rispetto al danno biologico, tali voci non sono suscettibili di autonoma valutazione e di specifico risarcimento, ma costituiscono elementi, dei quali il giudice deve tener conto in sede di accertamento, personalizzazione e, in definitiva, determinazione dell’entità complessiva dello stesso danno biologico. Scopri di più scarica il libro degli Avv. Ezio Bonanni e Emanuela Sborgia.
La legge 257 del 1992, che ha abolito l'uso dell'amianto in Italia, ha previsto anche forme di tutela previdenziale per i lavoratori esposti all'amianto. La normativa emanata successivamente ha drasticamente ridotto la portata di tale tutela, sia riducendo l'universo dei siti nei quali si è verificata l'esposizione all'aereodispersione delle fibre di amianto, sia imponendo tempi di esposizione e misure di esposizione che di fatto esclude la gran parte dei lavoratori esposti.
In questo libro si narra la loro storia, le vicende giudiziarie e si da conto dei motivi che hanno spinto le associazioni degli esposti a ricorrere alla Corte di Strasburgo per cercare di ottenere giustizia.
Questo volume si pone come un agile introduzione alle scienze criminali, in particolare - codice di procedura penale alla mano - come si conducono le indagini, senza sorvolare sulla dignità della persona umana nel cui plesso pone le sue radici, morali prima che culturali, perché al centro c’è e ci deve essere l’uomo, così da “cominciare e finire”, poiché “que tout, au monde, existe pour aboutir à un livre” (secondo l’incipit di Mallarmé), e questo libro cerca “l’esplicazione … del mondo”, in una visione orfica, onirica e magica “della Terra”, perché scruta il sapere con mezzi moderni, proiettati al futuro, senza rinnegare il passato e le radici dell’uomo.
Il quaderno Tematico dell'ONA n.123 "Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni" è un manuale esplicativo di facile consultazione con la funzione di guida per coloro che sono stati esposti ad amianto e sono malati o temono di ammalarsi. Consigli per la tumore pleura sopravvivenza: Il quaderno Tematico ONA n.123, a cura dell'Avvocato Ezio Bonanni, dal titolo "Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni" è un manuale esplicativo di facile consultazione con la funzione di guida per coloro che per via di esposizione ad amianto hanno contratto patologie asbesto correlate o corrono il rischio di ammalarsi.
L'Avv. Ezio Bonanni ha elaborato questo manuale con all'interno le mesotelioma cure per una più completa tutela dei diritti delle vittime e l'ha reso consultabile gratuitamente proprio per essere più accessibile a tutti. Clicca sulla copertina per scaricare la pubblicazione gratuitamente.
Nel gennaio 2012 è stata pubblicata una edizione speciale della rivista “Diritto dei lavori” (anno VI, n. 1 – numero speciale) in cui è contenuta la pubblicazione dell’opera La storia dell’amianto nel mondo del lavoro, con il Centro Studi del Diritto dei Lavori (Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro, di Bari).
La storia dell’amianto nel mondo del lavoro è un vero e proprio reportage di una storia ormai millenaria che ripropone la diuturna battaglia dei medici del lavoro per affermare la necessità di tutelare la salute umana dagli agenti patogeni e cancerogeni, tra cui tutte le polveri, di cui quelle di silice cristallina sono ritenute le più dannose.
La storia dell’amianto nel mondo del lavoro rappresenta la sintesi del contenuto delle diverse pubblicazioni scientifiche della medicina ed igiene del lavoro che si sono susseguite nel tempo: dalle antiche miniere egizie e romane ad oggi, con un unico fil rouge costituito dalla antica consapevolezza della pericolosità delle polveri di amianto. Già nel 1700, l’insigne scienziato fondatore della moderna medicina del lavoro consigliava di combattere le polveri lavorando in ambienti molto ampi, rivolgendo la schiena al vento e lavandosi spesso viso e bocca con acqua e aceto e infine eventualmente di cambiare attività lavorativa se minacciati da malattia polmonare incipiente. Scarica il libro gratuitamente e scopri di più.
Il volume affronta il tema sotto un profilo storico, giuridico, medico, assistenziale, previdenziale, con particolare riferimento alla responsabilità del datore di lavoro e alla tutela dell'ambiente sia in campo nazionale che internazionale. L'obiettivo è quello di analizzare i problemi inerenti il nesso causale tra insorgenza della malattia e decesso del lavoratore e offre spunti e suggerimenti in tema di accertamento del fatto, atteso che, data la lunga latenza della patologia, la situazione fattuale ove la vittima ha prestato la propria attività è, nel corso del tempo, profondamente mutata.
Particolare attenzione viene rivolta al risarcimento del danno, con riguardo al "timore di ammalarsi", analizzando le situazioni dei più recenti casi affrontati dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, oltre ai riconoscimenti previdenziali e contributivi, afferenti le rendite e i prepensionamenti cui hanno diritto i lavoratori esposti e vittime dell'amianto, il tutto attraverso l'esperienza acquisita dagli autori in procedimenti penali e civili.
Da ultimo l'opera affronta il delicato profilo di tutela medico-legale, con particolare attenzione agli aspetti metodologici sull'accertamento e la valutazione del danno subita dagli esposti-amianto, il percorso di insorgenza della malattia e l'indicazione dei "barèmes", ritenuti più consoni da applicare nelle patologie asbesto correlate e gli strumenti utili alla prevenzione al monitoraggio periodico dei soggetti esposti.
La drammatica condizione dei luoghi di vita e di lavoro nel nostro Paese, in relazione alla presenza di materiali di amianto e di altri agenti tossico-nocivi e la ormai atavica incapacità del Legislatore, delle Istituzioni e della stessa classe politica ad affrontare tali problematiche e di applicare le leggi dello Stato, hanno portato ad approfondire i temi di diritto comunitario, anche parificato, attraverso i quali giungere a una diretta applicabilità delle norme di diritto comunitario, anche quelle portate dalle direttive self-executive, nel diritto interno con disapplicazione delle norme nazionali che fossero ritenute in contrasto con tali disposizioni nell’ambito del principio della primauté.
L'Avv. Ezio Bonanni è autore di pubblicazioni in materia di amianto e tutela della salute e dell'ambiente, per la prevenzione primaria, secondaria e per il risarcimento di tutti i danni subiti dalle vittime e dai famigliari.
La drammatica condizione dei luoghi di vita e di lavoro nel nostro Paese, in relazione alla presenza di materiali di amianto e di altri agenti tossico-nocivi e la ormai atavica incapacità del Legislatore, delle Istituzioni e della stessa classe politica ad affrontare tali problematiche e di applicare le leggi dello Stato, ha indotto l'avvocato ad approfondire tali tematiche valorizzando, sia l'aspetto sociale che le problematiche ambientali sempre più gravose. Basti pensare alle attuali problematiche sul tema climatico.
“Soltanto un’esposizione prolungata e ad alte dosi aumenta il rischio di malattia”. Tutti i tipi di amianto sono cancerogeni, ma sostenere che basta una fibra nell’aria per ammalarsi è falso. Ciò non significa che debbano essere trascurate le esposizioni anche modeste.
Mesotelioma, asbestosi e tumore del polmone sono i rischi da amianto che stanno preoccupando molto.
Quanto amianto occorre respirare per ammalarsi? Le probabilità che il nostro organismo sviluppi patologie tumorali come quelle descritte, sono direttamente proporzionali ai tempi di esposizione dell’organismo stesso alle pericolose polveri.
Come già detto un’esposizione diretta alle fibre ad ago può risultare dannosa anche se occasionale. Scopri di più scaricando gratuitamente il libro dell'Avv. Ezio Bonanni in cui ricostruisce dettagliatamente i singoli passaggi di tale problematica.
Minacce presunte che ogni giorno vengono divulgate dai media nel nostro Paese, vengono sbandierate ad arte, sono diventate una fabbrica di consensi elettorali. Quelle che invece sono vere minacce , non godono purtroppo della stessa enfasi mediatica e sono incredibilmente lasciate nel dimenticatoio, con tutto quello che ne consegue sull’aumento dei rischi per la vita. Tra queste c’è l’amianto, la fibra killer messa al bando 27 anni fa con la legge 257/92 ma ancora molto diffusa negli edifici del nostro Paese.
Di magistrale importanza la divulgazione delle informazioni rivolte ai cittadini, sui pericoli per la salute derivanti dall’esposizione all’amianto e quelle di formazione per il personale tecnico (Asl, Arpa, medici del lavoro). Il nemico killer da cui difendersi non proviene dal mare da barcacce dissestate alla ricerca disperata di un porto sicuro e di speranza, ma lo troviamo sui tetti, nelle canne fumarie, nei pannelli isolanti, nelle fabriche nelle scuole. Non è poi così difficile da capire, non impossibile da vedere. Basta aprire gli occhi, e usare il cervello.
In questo fascicolo vengono elencati i criteri di classificazione della IARC( Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ). Gli esperti che formano il gruppo di lavoro chiamato a redigere la Monografia classificano separatamente l’evidenza a supporto di un potenziale effetto cancerogeno dell’esposizione in ciascuno dei due ambiti di ricerca.
Vengono esaminati separatamente gli studi epidemiologici e gli studi sugli animali da laboratorio.L'amianto è la denominazione commerciale generica per un gruppo di fibre di silicato minerale presenti in natura delle serie serpentine e anfibolo.
Questi includono il minerale serpentino crisotilo (noto anche come "amianto bianco") e i cinque minerali di anfibolo - actinolite, amosite (noto anche come "amianto bruno"), antofillite, crocidolite (noto anche come "amianto blu") e tremolite (IARC, 1973; USGS, 2001).
Le conclusioni raggiunte sull'amianto e sui suoi rischi cancerogeni si applicano a questi sei tipi di fibre ovunque si trovino e che includono talco contenente fibre di amianto.
Pubblicazioni nella rivista “Il diritto dei lavori” - (Cacucci Editore)
Le pubblicazioni presso il Centro Studi del Diritto dei Lavori, istituito presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Facoltà di Giurisprudenza
Già sul finire del 2008 ho avuto un incontro entusiasmante con il Prof. Gaetano Veneto, maestro del Diritto del Lavoro, che mi ha onorato della sua fiducia e considerazione e che mi ha permesso di inaugurare, in un periodo in cui sono stato anche docente di Diritto Penale e di Diritto Pubblico presso l’Università di Siena, Facoltà di Medicina e Chirurgia, un fecondo percorso di formazione e al tempo stesso di approfondimento nelle tematiche del diritto del lavoro, interno e comunitario. Sono stato chiamato, quindi, alla docenza presso il Master di II livello in “Prevenzione e gestione multidisciplinare del mobbing” presso l’Università di Bari, Facoltà di Giurisprudenza e Facoltà di Medicina e Chirurgia, ed a far parte del Centro Studi e del comitato di redazione della rivista Diritto dei Lavori.
Ulteriori pubblicazioni 1:
Già nel settembre 2012, la giurisprudenza di merito ha affermato l’esatta interpretazione delle norme di cui all’art. 13 comma 8 L. 257/92, in relazione alle modifiche portate dall’art. 47 L. 326/03, che aveva sancito la riduzione del coefficiente a 1,25 con l’applicazione del termine di decadenza nel caso di mancata presentazione della domanda all’INAIL entro il 15.06.2005.Ho sostenuto che tale decadenza non potesse essere dichiarata nel caso in cui debba essere applicata la normativa di cui all’originaria formulazione dell’art. 13 comma 8 L. 257/92.Infatti, il Tribunale di Civitavecchia, in funzione di Magistratura del Lavoro, con sentenza n. 743/2012, ha rigettato l’eccezione di decadenza dell’INPS per mancata presentazione di domanda di certificazione di esposizione all’INAIL entro il 15.06.2005 in quanto in quel caso si applicava la precedente normativa. Il tutto sulla scorta di una precedente sentenza già emessa nel 2009.La diatriba giurisprudenziale è proseguita per anni, fino a quando la Corte di Cassazione, Sezione lavoro, inaugurando un orientamento giurisprudenziale teso ad avallare tale tesi, si è definitivamente pronunciata sulla fattispecie, dapprima con la sentenza n. 24998/2014, con la quale la Suprema Corte, sollecitata in relazione alle prospettazioni di incostituzionalità della diversa regolamentazione normativa in ordine all’entità del beneficio e al profilo di decadenza anche per chi al 02.10.2003 avesse maturato il diritto, ha dichiarato non fondata l’eccezione di illegittimità costituzionale e pregiudizialità comunitaria e successivamente con la sentenza n. 5928/2015 con la quale, pur rigettando il ricorso promosso nell’interesse di un lavoratore che alla data del 2.10.2003 non aveva ancora maturato il diritto ai benefici amianto e non aveva presentato la domanda all’INAIL entro il 15.06.2005, ha ribadito che per tutti gli altri casi la domanda all’INAIL entro il 15.06.2005 non è necessaria e che la giurisprudenza deve intendersi consolidata.
Ulteriori pubblicazioni 2:
Linee guida per esposizione al talco rischio morbigeno
Relazione sull'Amianto in Italia