Source: https://www.laleggepertutti.it/166184_quando-il-portiere-del-condominio-puo-andare-in-ferie
Timestamp: 2018-09-19 06:00:56+00:00
Document Index: 40826695

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2109', 'art. 10', 'art. 2109', 'art. 79', 'art. 1130']

Quando il portiere del condominio può andare in ferie?
Il portiere non può richiedere ferie dal 1° luglio al 31 agosto, oltre che dal 20 dicembre al 10 gennaio.
Se è vero che la funzione del portiere è quella di custodire l’edificio condominiale e i singoli appartamenti, preservandoli da ladri e altri malintenzionati, è anche vero che questi non può andare in ferie proprio quando i proprietari degli appartamenti sono assenti per le vacanze. Diversamente la sua funzione verrebbe meno proprio nel momento di maggiore bisogno. Proprio per questo il contratto collettivo di lavoro (Ccnl) dei Proprietari di fabbricati prevede [1] che il portiere del condominio non può andare in ferie dal 1° luglio al 31 agosto e dal 20 dicembre al 10 gennaio per come chiarito anche da una sentenza del Tribunale di Roma [2]. Questo però non toglie che il portiere non abbia diritto al riposo settimanale e annuale, per come previsto anche dalla Costituzione. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di districare questa apparentemente complicata matassa, chiarendo quando il portiere del condominio può andare in ferie.
1 Il diritto alle ferie dei portieri degli edifici condominiali
2 Chi decide quando il portiere può andare in ferie?
3 Che succede se il portiere vuol andare in ferie d’estate?
4 Le ferie dei portieri a Milano
5 Il portiere non può rinunciare alle ferie
Il diritto alle ferie dei portieri degli edifici condominiali
Come tutti i lavoratori anche i portieri devono riposarsi dal lavoro. Questo diritto è concesso loro, in via generale dalla Costituzione e dalla legge. In particolare la normativa di settore stabilisce che i portieri hanno diritto ogni anno a 26 giorni di ferie, calcolati escludendo le domeniche, le festività nazionali, quelle infrasettimanali, quelle del Santo Patrono. Lo stipendio per i giorni di ferie è lo stesso di quello che viene percepito durante il servizio e non subisce diminuzioni.
Il portiere non può accumulare i giorni di ferie relativi a più anni e usarli tutti in una volta.
Chi decide quando il portiere può andare in ferie?
La scelta dei giorni di ferie spetta, per metà, al portiere e, per l’altra metà, al condominio (quindi all’amministratore, sentita l’assemblea). Il portiere ha quindi la possibilità di individuare 13 giorni dell’anno (su un totale di 26) in cui assentarsi dal lavoro. Tali giorni, però, non possono essere quelli che vanno dal 1° luglio al 31 agosto e dal 20 dicembre al 10 gennaio. Infatti, per ragioni di sicurezza dello stabile, nei periodi in cui molti inquilini partono lasciando il proprio appartamento incustodito, il portiere non può andare in vacanza. In ogni caso l’amministratore di condominio, sentita l’assemblea, può accordare al portiere uno o più giorni di ferie a ridosso dei suddetti periodi tra luglio e agosto e tra dicembre e gennaio; si tratta di una concessione, tuttavia, che se anche ripetuta negli anni, non può diventare “consuetudine” e, quindi, non fa acquisire al portiere un diritto di esigerla anche per il futuro.
Nel momento in cui il portiere decide il periodo di ferie, deve comunicarlo al condominio per iscritto almeno tre mesi prima dall’inizio dei giorni di ferie richiesti.
Se il portiere non comunica i giorni che ha deciso di utilizzare come ferie, spetta all’amministratore comunicargli, con almeno tre mesi di anticipo, la collocazione di tutto il periodo di ferie, che andrà goduto dal primo aprile dell’anno in corso fino al 31 marzo dell’anno successivo, in non più di due tranches, salvo diversi accordi.
Che succede se il portiere vuol andare in ferie d’estate?
Se il portiere chiede le ferie nel periodo che va dal 1° luglio al 31 agosto o dal 20 dicembre al 10 gennaio, l’amministratore può rigettare la richiesta anche senza sentire prima l’assemblea. Infatti rientra nei suoi doveri di mandato quello di garantire tanto le parti comuni dell’edificio quanto la sorveglianza e sicurezza dell’intero condominio. Se il portiere dovesse assentarsi dal lavoro nei suddetti periodi senza autorizzazione dell’assemblea il suo comportamento potrebbe dar luogo a licenziamento.
Le ferie dei portieri a Milano
Da segnalare come il contratto integrativo per i Dipendenti da Proprietari di Fabbricati valido per la provincia di Milano ha inteso modificare il Contratto Collettivo nazionale di lavoro. Il portiere può scegliere due settimane consecutive di ferie nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre: il periodo di ferie estive prescelto dovrà essere comunicato dal lavoratore all’amministrazione entro il mese di marzo di ogni anno; e l’amministratore, in considerazione delle particolari esigenze del condominio, potrà esercitare la facoltà di anticipare o posticipare il periodo feriale prescelto dal lavoratore sino ad un massimo di 10 giorni.
Il portiere non può rinunciare alle ferie
Il diritto alle ferie non è disponibile; in altre parole il portiere (come ogni altro lavoratore) non può rinunciare ai giorni di riposo, neanche se viene remunerato adeguatamente [3]. Quindi il condominio non può – neanche per ragioni di sicurezza – barattare tutto o parte del diritto alle ferie del portiere con una maggiore retribuzione. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, spetterà al lavoratore un’indennità pari alla retribuzione globale di fatto dovuta per le giornate di ferie non ancora godute e maturate fino alla data della cessazione stessa.
[1] Art. 82 del Contratto Collettivo di lavoro Proprietari di fabbricati.
[2] Trib. Roma, sent. dell’11.11.2012.
[3] Art. 10 dlgs n. 66/2003, come modificato dal dl n. 213/2004.
Ciò premesso, deve ritenersi l’insussistenza del fumus boni iuris atteso che in generale, fatto salvo il dovere di comunicazione preventiva al lavoratore del periodo di ferie (art. 2109 comma 3 c.c.); inoltre l’art. 10 del D.L.vo n. 66/03 prevede che, fermo restando quanto previsto dall’art. 2109 citato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo di ferie annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane e che tale periodo, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, deve essere goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell’anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.
Inoltre l’art. 79 del CCNL Portieri applicabile nella fattispecie prevede espressamente che il lavoratore ha facoltà di scegliere metà del periodo di ferie di 26 giorni lavorativi contrattualmente previsto da godere nell’anno in corso “esclusi in ogni caso i periodi dal 1° luglio al 31 agosto e dal 20 dicembre al 10 gennaio” e che “in caso di mancato esercizio della facoltà di scelta di cui al comma precedente, nonché per il restante 50% del periodo in caso di avvenuta scelta da parte del lavoratore, il datore di lavoro comunicherà al lavoratore stesso la collocazione del periodo di ferie, da effettuare nel periodo dall’1 aprile al 31 marzo dell’anno successivo. Tale comunicazione scritta dovrà aver luogo almeno entro il termine dei tre mesi antecedenti l’inizio del periodo di ferie stesso. La scelta di tale periodo, frazionabile in non più di due tranches, salvo diversi accordi, sarò fatta dal datore di lavoro sentito il lavoratore”.
né è possibile ritenere che il ricorrente abbia acquisito un diritto soggettivo individuale derogatorio della disciplina collettiva, integrativa del contratto individuale di lavoro, sulla base del fatto che nel corso dei precedenti anni abbia goduto di un periodo limitato di ferie nel mese di agosto atteso che dalla documentazione versata in atti (lettere del 2009 e del 2010 dell’amministrazione del condominio in materia di ferie e verbali di assemblea condominiale del 2004, del 2006 e del 2011) non risulta provato, nei limiti della sommarietà dell’istruttoria necessitata dalla natura cautelare del procedimento de quo, che ciò sia avvenuto in virtù di una pattuizione intervenuta con il consenso del condominio, che è l’effettivo datore di lavoro del ricorrente, ed espressosi tramite l’assemblea dei condòmini, dai cui verbali prodotti in atti si evince invero una volontà contraria nel tempo al godimento delle ferie da parte del ricorrente in periodi diversi da quelli contrattualmente previsti;
né, infine, appare fondata la doglianza relativa al fatto che l’amministratore del condominio non abbia il potere di rigettare la richiesta di ferie del ricorrente in assenza di autorizzazione dell’assemblea dei condòmini atteso che l’art. 1130 comma 1 lett. 2) c.c. prevede tra gli obblighi ex lege dell’amministratore, oltre quello di eseguire le deliberazioni dell’assemblea dei condòmini e di curare l’osservare del regolamento, anche quello di disciplinare la prestazione dei servizi nell’interesse comune, quale deve considerarsi il servizio di portierato.