Source: https://renatodisa.com/2015/06/16/corte-di-cassazione-sezione-iii-sentenza-8-giugno-2015-n-24342-il-delitto-di-cui-allart-609-quater-a-differenza-dellipotesi-di-cui-allart-609-bis-in-generale-punisce-chiunque-compia-at/
Timestamp: 2018-11-14 09:59:14+00:00
Document Index: 178247985

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 609', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 609', 'art. 609']

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 giugno 2015, n. 24342. Il delitto di cui all'art. 609 quater, a differenza dell'ipotesi di cui all'art. 609 bis, in generale, punisce chiunque compia atti sessuali con persona minore, anche se consenziente, senza che assumano rilievo la concreta lesione della libertà sessuale della vittima ed il suo successivo corretto sviluppo psicofisico. In sostanza, tale fattispecie prescinde dalla concreta soggezione della persona offesa, assegnando rilevanza (nei n. 1) al mero dato dell'età, (nei n. 2) al dato formale della relazione esistente tra l'agente ed il minore e (nel 2 comma) all'abuso dei poteri connessi ad una delle posizioni qualificate dell'agente, rispetto al minore - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 giugno 2015, n. 24342. Il delitto di cui all’art. 609 quater, a differenza dell’ipotesi di cui all’art. 609 bis, in generale, punisce chiunque compia atti sessuali con persona minore, anche se consenziente, senza che assumano rilievo la concreta lesione della libertà sessuale della vittima ed il suo successivo corretto sviluppo psicofisico. In sostanza, tale fattispecie prescinde dalla concreta soggezione della persona offesa, assegnando rilevanza (nei n. 1) al mero dato dell’età, (nei n. 2) al dato formale della relazione esistente tra l’agente ed il minore e (nel 2 comma) all’abuso dei poteri connessi ad una delle posizioni qualificate dell’agente, rispetto al minore
È chiaro, infatti, che il legislatore, punendo gli atti sessuali con minore infrasedicenne – sia pure circoscrivendo la sanzione alle ipotesi di soggetti ‘qualificati’ – ha inteso predisporre una tutela ‘avanzata’ anche per il minore ‘emancipato’ ed apparentemente ‘consenziente’ sull’implicito convincimento che la maturità complessiva del minore di anni 18 non sia ancora tale da consentirgli di esprimere un consenso valido e soppesato rispetto alla delicata sfera sessuale (che,, soprattutto nei giovani, è guidata più da pulsioni istintive che da sentimenti profondi e scelte mediatte).
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-06-16T18:22:48+00:0016 giugno 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti