Source: http://www.cbcstudiolegale.it/2019/11/04/il-d-l-26-ottobre-2019-n-124-cd-decreto-fiscale-e-in-gazzetta-ufficiale/
Timestamp: 2020-02-23 17:07:49+00:00
Document Index: 179015499

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 240', 'art. 39']

Il D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 (cd. Decreto Fiscale) è in Gazzetta Ufficiale - CBC Studio Legale
il Consiglio dei Ministri in data 26 ottobre 2019 ha approvato il decreto legge n. 124/2019 , recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili“, anche noto come Decreto Fiscale. Il provvedimento è già in Gazzetta Ufficiale e verrà ora presentato alle camere per la conversione in legge. Secondo il comunicato ufficiale del Governo, il decreto mira a combattere l’elusione fiscale mediante l’introduzione di norme anche penali. Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori. Si rafforzano le misure contro le frodi nel settore dei carburanti. Si implementa il contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.
Nello specifico, le novità rilevanti sotto il profilo penalistico poste dal nuovo decreto, che entreranno in vigore solo a seguito della conversione, sono comprese nell’art. 39 e racchiudono sia inasprimenti di pena per fattispecie già esistenti sia l’introduzione di nuove rubriche, compreso un nuovo reato presupposto nel D.Lgs. 231/2001.
Per quanto riguarda l’inasprimento delle cornici edittali, la “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” (art. 2) prevede ora una pena da un minimo di 4 a un massimo di 8 anni; nella sola ipotesi in cui l’ammontare degli elementi passivi fittizi sia inferiore a 100.000 euro, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. Per la “dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici” (art. 3), si passa da un anno e sei mesi a sei anni ad una pena compresa tra i 3 anni agli 8 anni mentre la fattispecie di “dichiarazione infedele” (art. 4) passa da uno a tre anni a da 2 a 5 anni e, contestualmente, viene ridotta la soglia prevista dal comma 1 lett. a) (da 150.000 a 100.000 euro) e ridotto a euro due milioni (da tre milioni) l’ammontare complessivo degli importi attivi sottratti all’imposizione.
Per quanto riguarda la fattispecie di “omessa dichiarazione” (art. 5), è prevista ora la pena della reclusione da 2 a 6 anni. Stretta anche per la “Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti“) (art. 8), l’attuale pena della reclusione da un anno e sei mesi a sei anni si applica nella sola ipotesi in cui “l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d’imposta” sia inferiore a euro 100.000; ove superiore, la pena va da un minimo di 4 a un massimo di 8 anni. Infine l’art. 10 (“Occultamento o distruzione di documenti contabili“) vede un inasprimento della cornice edittale che passa a un minimo di 3 e a un massimo di 7 anni di reclusione.
Viene introdotta, all’art. 12 ter, una nuova fattispecie di confisca, che a determinate condizioni, in caso di condanna o applicazione pena per uno dei reati sopra menzionati, prevede l’applicazione dell’art. 240 bis c.p..
Una delle novità più importanti portate dal decreto fiscale è certamente l’introduzione (art. 39 co.2) di un nuovo reato presupposto nel D.Lgs. n. 231/2001, e precisamente la dichiarazione fraudolenta: “Dopo l’articolo 25 -quaterdecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è aggiunto il seguente: “Art. 25 -quinquiesdecies (Reati tributari) . — 1. In relazione alla commissione del delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall’articolo 2 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, si applica all’ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote“.