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Timestamp: 2018-06-25 00:05:45+00:00
Document Index: 66141224

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art.  19', 'art. 28', 'art. 19', 'art. 19', 'art.  6', 'art. 24', 'art.  19', 'art.\n23', 'art. 9', 'art. 21', 'art.  7', 'art. 74', 'art.   20', 'art.  4', 'art. 74', 'art.\n21', 'art.   3', 'art.  3', 'art. 32', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 23', 'art.  8', 'art.  9', 'art. 19', 'art.  21', 'art.\n9', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 74', 'art. 22', 'art. 95', 'art.  55', 'art.\n24', 'art. 54', 'art.  11', 'art. 13', 'art. 55', 'art. 13', 'art.  11', 'art. 55', 'art.  3', 'art.1', 'art.\n55', 'art.\n55', 'art. 7', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 15', 'art. 16', 'art.  58', 'art. 316', 'art. 59', 'art. 58', 'art.  316', 'art. 3', 'art. 11', 'art.\n55', 'art.  13', 'art. 55', 'art.  16', 'art. 58', 'art.  316', 'art. 13', 'art.  55', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 4', 'art.  13', 'art. 16', 'art.  16', 'art. 13', 'art.\n13', 'art.  16', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 55', 'art.\n55', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 653', 'art.\n55', 'art.\n13', 'sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art.55', 'art.  55', 'art.55', 'sentenza ', 'art.   18', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 74', 'art.  13', 'art. 35', 'art. 66', 'art.  66', 'art.  32', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 49', 'art.   23', 'art.  51', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 2', 'art.  52', 'art.   26', 'art.  58', 'art. 7', 'art. 26', 'art.\n26', 'art. 28', 'art.  23', 'art.\n23', 'art.\n28', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 20', 'art.   9', 'art. 41', 'art. 16', 'art. 45', 'art.  19', 'art. 43', 'art.  29', 'art. 8', 'art.  30', 'art.  56', 'art. 57', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 54', 'art.  2', 'art. 54']

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - CCNL relativo al personale dirigente dell'Area VIII della Presidenza del Consiglio dei Ministri - quadriennio normativo 2006-2009 | Geometra.info
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – CCNL relativo al personale dirigente dell’Area VIII della Presidenza del Consiglio dei Ministri – quadriennio normativo 2006-2009
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - CCNL relativo al personale dirigente dell'Area VIII della Presidenza del Consiglio dei Ministri - quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007, sottoscritto in data 4 agosto 2010. (10A11181) (GU n. 221 del 21-9-2010 - Suppl. Ordinario n.221)
del Consiglio  dei  Ministri  –  quadriennio  normativo  2006-2009  e
biennio economico 2006-2007, sottoscritto  in  data  4  agosto  2010.
(10A11181)
RELATIVO AL PERSONALE DIRIGENTE DELL’AREA VIII DELLA PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTERI
QUADRIENNIO NORMATIVO 2006 – 2009
BIENNIO ECONOMICO 2006 – 2007
Il giorno 4 agosto 2010 alle ore 15,00 presso la sede  dell’Aran,  ha
L’ ARAN nella persona del Commissario straordinario
Organizzazioni sindacali :                      Confederazioni :
FP CIDA_____firmato___                    CIDA__________firmato____
SNAPRECOM___firmato___                    CONFINTESA____firmato____
DIRSTAT_____firmato___                    CONFEDIRSTAT__firmato____
CISL FPS____firmato___                    CISL____firmato__________
UIL/PA______firmato___                    UIL_____firmato__________
FP CGIL_____firmato___                    CGIL____firmato__________
quadriennio normativo 2006 – 2009 e biennio economico 2006 – 2007.
QUADRIENNIO 2006-2009
RELATIVO AL PERSONALE DIRIGENTE DELL’AREA VIII
Art. 2 Durata, decorrenza, tempi  e  procedure  di  applicazione  del
Art. 3 Conferimento incarichi dirigenziali
CAPO II: Misurazione e valutazione dell’attivita’ della Presidenza
CAPO III: Valutazione dei dirigenti
Art. 5 I sistemi di valutazione
Art. 6 Effetti della valutazione
CAPO IV: Responsabilita’ dirigenziale
Art. 7 Fattispecie di responsabilita’ dirigenziale
Art. 8 Collocamento del dirigente a disposizione dei ruoli
Art. 9 Recesso per responsabilita’ dirigenziale
CAPO V: Responsabilita’ disciplinare
Art. 11 Obblighi del dirigente
Art. 12 Sanzioni e procedure disciplinari
Art. 17 La determinazione concordata della sanzione
Art. 18 Reintegrazione del dirigente illegittimamente licenziato
Art. 19 Indennita’ sostitutiva della reintegrazione
Art. 20 Norma finale in materia di responsabilita’ disciplinare
CAPO VII: Istituti di particolare interesse
Art. 22 Clausole speciali in materia di formazione
CAPO I: Consiglieri e dirigenti di I fascia
Art. 23 Trattamento  economico  fisso  per  i  consiglieri  e  per  i
Art. 25 Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione  e
della retribuzione di risultato dei consiglieri e dei dirigenti di  I
CAPO II: Referendari e dirigenti II fascia
Art. 26 Trattamento  economico  fisso  per  i  referendari  e  per  i
Art. 27 Effetti dei nuovi trattamenti economici
Art. 28 Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione  e
di risultato dei referendari e dei dirigenti di II fascia
Art. 29 Retribuzione di posizione dei referendari e dei dirigenti  di
II fascia preposti ad uffici dirigenziali non generali
Art. 30 Retribuzione dei referendari e dei  dirigenti  di  II  fascia
incaricati di funzioni dirigenziali generali
CAPO III: Trattamento accessorio
Art. 31 Retribuzione di risultato dei referendari e dei dirigenti  di
Art. 32 Criteri per l’erogazione della retribuzione  di  risultato  a
referendari e dirigenti di seconda fascia
Art. 34 Disapplicazioni
ALLEGATO 1 – Codice di comportamento dei dipendenti  delle  pubbliche
2. I decreti legislativi 30 luglio 1999, n. 303 e 30 marzo  2001,  n.
165 e successive modificazioni ed integrazioni, nonche’  la  legge  4
marzo 2009, n. 15 ed il decreto legislativo 27 ottobre 2009,  n.  150
sono riportati nel testo del presente contratto rispettivamente  come
d.lgs. n. 303 del 1999, d.lgs. n. 165 del 2001, l. n. 15 del  2009  e
d.lgs. n. 150 del 2009.
3. Il riferimento alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  e’
4. Il  riferimento  ai  consiglieri,  ai  referendari  e  agli  altri
1. Il presente contratto concerne il periodo 1°  gennaio  2006  –  31
dicembre 2009 per la parte normativa e 1° gennaio 2006 – 31  dicembre
2007 per la parte economica.
2. Gli effetti giuridici decorrono dal giorno successivo alla data di
stipulazione,  salvo  diverse  prescrizioni  e  decorrenze   previste
espressamente dal presente  contratto.  La  stipulazione  si  intende
avvenuta al momento della sottoscrizione del contratto da  parte  dei
soggetti negoziali a seguito del perfezionamento delle  procedure  di
cui agli artt. 47 e 48 del D.Lgs. n. 165 del 2001.
3.  L’  amministrazione  destinataria  del  presente  contratto   da’
attuazione agli  istituti  a  contenuto  economico  e  normativo  con
carattere vincolato ed automatico entro 30 giorni dalla  sua  entrata
in vigore, ai sensi del comma 2.
4. Il presente contratto, alla scadenza, si  rinnova  tacitamente  di
anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti  con
fino  a  quando  non  siano  sostituite  dal   successivo   contratto
collettivo. Resta altresi’ fermo quanto previsto dall’art. 48,  comma
3, del D.Lgs. n. 165 del 2001.
1. Tutti i dirigenti, appartenenti  al  ruolo  della  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri e a tempo indeterminato, hanno diritto  ad  un
incarico.   L’incarico    viene    conferito,    con    provvedimento
dell’amministrazione, secondo quanto previsto  dall’art.  19  del  D.
Lgs. n. 165  del  2001  e,  per  quanto  riguarda  gli  incarichi  di
direzione di Dipartimenti e Uffici autonomi  ed  equiparati  in  base
all’art. 28 della legge n. 400 del 1988. Il  provvedimento  individua
l’oggetto, la durata dell’incarico e gli obiettivi da conseguire, con
riferimento  alle  priorita’,  ai  piani  ed  ai  programmi  definiti
dall’organo di direzione  politica  nella  direttiva  annuale  e  nei
propri atti di indirizzo ed alle eventuali modifiche degli stessi che
intervengano nel corso del rapporto.
2. Il conferimento degli incarichi dirigenziali avviene, nel rispetto
di quanto previsto dall’art. 19, comma 1, del  d.  lgs.  n.  165  del
2001, in base ai seguenti criteri generali:
a) natura e  caratteristiche  dei  programmi  e  degli  obiettivi  da
realizzare, con riferimento sia  a  quelli  di  competenza  ordinaria
dell’ufficio cui l’incarico si riferisce sia a quelli  specificamente
fissati nella direttiva annuale dell’organo di direzione politica;
b)  specifici  requisiti  culturali  e  professionali  del  dirigente
deducibili dal curriculum o da altri atti di  ufficio,  coerenti  con
l’incarico da conferire;
c) attitudini dimostrate dal dirigente nei precedenti  incarichi,  in
particolare nell’ultimo triennio;
d) capacita’ professionali manifestate nelle esperienze maturate,  in
e) valutazione dei risultati conseguiti dal dirigente nel  precedente
incarico, con specifico  riferimento  agli  obiettivi  fissati  nella
direttiva annuale e negli altri  atti  di  indirizzo  dell’organo  di
direzione politica, in particolare nell’ultimo triennio;
f) rotazione degli incarichi, nel rispetto dei criteri  di  cui  alle
precedenti lett. da a) ad e), la cui applicazione  e’  finalizzata  a
garantire la piu’ efficace ed efficiente utilizzazione delle  risorse
in relazione ai mutevoli assetti funzionali  ed  organizzativi  e  ai
processi di riorganizzazione, al fine di favorire lo  sviluppo  della
professionalita’ dei dirigenti.
I suddetti criteri sono applicati  anche  nel  caso  di  conferimento
degli incarichi di cui ai commi 5-bis e 6 dell’art. 19 del d.lgs.  n.
165  del  2001,  fermo  restando  quanto  previsto   dalle   medesime
disposizioni in  relazione  ai  requisiti  di  assegnazione  di  tali
3. Nel rispetto delle previsioni  del  comma  2,  la  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri  adotta  in  via  preventiva  il  sistema  dei
criteri per il conferimento, il mutamento e la revoca degli incarichi
dirigenziali, nonche’  le  relative  procedure,  garantendo  che  gli
stessi siano improntati a principi di trasparenza e pubblicita’.
4. I criteri generali e le procedure di cui al comma 3  sono  oggetto
dell’informazione preventiva di cui  all’art.  6  (Informazione)  del
5. Il provvedimento di affidamento o anche di conferma  dell’incarico
deve essere adeguatamente motivato, in forma scritta,  con  specifico
riguardo ai criteri di conferimento  adottati  dalla  Presidenza  del
6. Il conferimento dell’incarico  avviene  previo  confronto  con  il
dirigente  in  ordine  alla  determinazione  delle   risorse   umane,
finanziarie e strumentali in rapporto agli obiettivi  ed  all’oggetto
del provvedimento, nonche’ ai risultati da conseguire.
7. Al provvedimento di conferimento dell’incarico accede un contratto
individuale  con  il  quale,  nel  rispetto  dei  principi  stabiliti
dall’art. 24 del D. Lgs. n. 165 del 2001 e di quanto  previsto  dalle
disposizioni contrattuali vigenti, viene definito  il  corrispondente
8. Tutti gli incarichi sono conferiti a tempo determinato  e  possono
essere rinnovati. La durata degli stessi e’ correlata agli  obiettivi
prefissati e non puo’ essere inferiore a tre  anni  ne’  superiore  a
cinque anni. Per gli incarichi di  cui  all’art.  19,  comma  6,  del
citato D. Lgs. n. 165 del 2001 la durata  e’  stabilita  dal  decreto
9. Il conferimento di incarichi di livello  dirigenziale  generale  a
dirigenti di seconda fascia assegnati alla Presidenza in posizione di
prestito non e’ utile per la maturazione del periodo di cui  all’art.
23, comma 1,  terzo  periodo,  del  d.lgs.  n.  165  del  2001,  come
modificato dal d.lgs. n. 150 del 2009. Si conferma, altresi’,  quanto
previsto dall’art. 9-bis, comma 5, del d.lgs.  n.  303  del  1999  in
merito all’accesso ai ruoli dirigenziali della Presidenza.
10. La revoca anticipata rispetto alla scadenza puo’ avere luogo solo
per  ragioni  organizzative  e  gestionali,  adeguatamente   motivate
nell’atto con cui viene disposta, oppure in seguito  all’accertamento
dei  risultati  negativi  di  gestione  o  della  inosservanza  delle
direttive impartite ai sensi dell’art. 21 del D. Lgs. n.165 del  2001
e  secondo  le  disposizioni  di  cui  all’art.  7  (Fattispecie   di
responsabilita’ dirigenziale).
11. La Presidenza adotta procedure dirette a consentire il tempestivo
conferimento o rinnovo degli incarichi  dei  dirigenti,  al  fine  di
assicurare la certezza delle situazioni  giuridiche  e  garantire  la
continuita’ dell’azione amministrativa,  nel  rispetto  dei  principi
costituzionali  del  buon  andamento   e   dell’imparzialita’   delle
pubbliche amministrazioni stesse.
12.  La  Presidenza  prevede  adeguate  ed  efficaci  modalita’   che
consentano la pubblicita’ ed il continuo aggiornamento di  tutti  gli
incarichi conferiti e di tutti i posti  dirigenziali  vacanti,  anche
mediante la semplificazione delle relative procedure.
13. Il sistema di pubblicita’ di cui al comma precedente e’  diretto,
altresi’, a consentire le  medesime  opportunita’  nell’accesso  agli
incarichi, nonche’  l’esercizio  del  diritto  a  produrre  eventuali
domande per l’assegnazione di quelli disponibili.
14. Nella  individuazione  delle  procedure  indicate  al  comma  12,
possono essere previste modalita’ per il conferimento degli incarichi
di prima  fascia  ai  dirigenti  di  seconda  fascia,  garantendo  la
correlazione tra la  capacita’  professionale  richiesta  da  ciascun
incarico  ed  il  possesso  da  parte  del  dirigente  dei   relativi
15. Nel conferimento degli incarichi, l’Amministrazione deve, in ogni
caso, tenere presente le esigenze di  buon  andamento  e  continuita’
dell’attivita’   amministrativa    mediante    l’individuazione    di
professionalita’, che abbiano  acquisito  una  comprovata  esperienza
correlata all’incarico da conferire, nonche’ alla specificita’  della
Presidenza. A tal fine, con il DPCM, previsto dall’art. 74, comma  3,
del d.lgs. n. 150 del 2009, la Presidenza puo’ individuare  ulteriori
criteri per l’affidamento degli incarichi dirigenziali, ivi  compresi
quelli di livello apicale, a professionalita’ interne,  nel  rispetto
delle disposizioni legislative vigenti.
16.  Il  presente  articolo  sostituisce  l’art.   20   (Conferimento
incarichi dirigenziali) del CCNL del 13 aprile 2006.
MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA’ DELLA PRESIDENZA
1. La Presidenza riconosce la rilevanza dei processi di innovazione e
di   miglioramento    organizzativo    e    gestionale,    ai    fini
dell’espletamento   dei   propri   compiti   istituzionali,   nonche’
dell’instaurazione  di  una  gestione  sempre   piu’   orientata   al
conseguimento dei risultati connessi con la specifica attivita’ della
2. Al fine di consentire  la  concreta  attuazione  dei  processi  di
sviluppo indicati al comma precedente, la Presidenza procede, in  via
prioritaria, alla fissazione di obiettivi ed alla predisposizione  di
appositi programmi di azione che ne  consentano  la  realizzazione  e
favoriscano la misurazione  dei  risultati  dell’attivita’  posta  in
3. I programmi di azione di cui al comma  2,  inoltre,  avranno  come
principali destinatari gli utenti esterni, ove individuabili,  ovvero
gli utenti interni, quali destinatari di specifiche  attivita’  poste
in  essere  da  altri  uffici  della  medesima  amministrazione,   in
relazione alle competenze di ciascuno.
4. Nella programmazione  delle  attivita’  da  porre  in  essere,  si
dovranno  prendere  in  considerazione  anche  specifiche   aree   di
risultato concernenti:
a)   il   miglioramento   delle   prestazioni   legate   ai   servizi
istituzionali,   con   particolare   riguardo   alla   valorizzazione
dell’attivita’ di supporto alle  funzioni  di  impulso,  indirizzo  e
coordinamento di competenza della Presidenza del Consiglio;
b) la promozione ed il  potenziamento  dei  processi  di  innovazione
organizzativa e tecnologica che garantiscano il rispetto  di  elevati
standard di qualita’;
c) l’ ottimizzazione delle attivita’ di progettazione, coordinamento,
monitoraggio e verifica degli indirizzi  politici  generali  e  delle
politiche settoriali del  Governo,  attribuite  alla  Presidenza  del
d) lo sviluppo di procedure che consentano la  semplificazione  delle
modalita’ di espletamento delle attivita’, anche  in  riferimento  ad
una piu’  agevole  fruibilita’  e  ad  una  riduzione  dei  tempi  di
svolgimento delle stesse;
e) il conseguimento di obiettivi di efficienza ed economicita’  nella
gestione delle risorse assegnate.
5.  In  questo  quadro  di  riferimento,   la   Presidenza   assicura
l’istituzione di un sistema di valutazione  delle  proprie  attivita’
ispirato a principi e criteri altamente  idonei  ad  evitare  che  il
medesimo abbia  una  valenza  meramente  formale  ed  a  favorire  la
concreta verifica della gestione delle  risorse  utilizzate  e  della
corrispondenza di tali attivita’ ad oggettivi standard di qualita’.
6. In sede di attuazione del sistema di  valutazione,  la  Presidenza
dovra’, in ogni caso, tenere presenti le seguenti metodologie:
– individuazione e quantificazione degli obiettivi da conseguire;
– identificazione dei processi nei quali si articola l’azione;
– individuazione delle risorse necessarie, con  particolare  riguardo
alle competenze ed alle professionalita’ coinvolte;
– indicazione dei dirigenti responsabili delle strutture  interessate
e degli obiettivi ad essi assegnati.
7. Con cadenza annuale, la Presidenza deve procedere alla valutazione
dei  risultati  ottenuti,  anche  attraverso  la  misurazione   della
maggiore produttivita’ conseguita, nonche’ del grado di miglioramento
e di innovazione raggiunto, verificandone la implementazione sotto il
profilo qualitativo e quantitativo. La valutazione finale puo’ essere
preceduta  da  fasi  intermedie   di   verifica   del   processo   di
conseguimento degli  obiettivi  prefissati,  che  possono  consentire
eventuali  interventi  correttivi,  in  presenza  di  scostamenti   o
criticita’, e limitare i casi di mancato raggiungimento degli stessi.
8. La Presidenza deve rendere conto degli esiti  della  procedura  di
valutazione in termini  di  risultati  conseguiti,  costi  sostenuti,
risorse umane impiegate, assicurandone la piu’  ampia  trasparenza  e
pubblicita’. Tali risultati vengono  utilizzati  dall’Amministrazione
anche per definire successive misure di miglioramento dell’attivita’.
9. La verifica dell’attivita’ amministrativa nel suo complesso,  come
delineata  nei  precedenti  commi,  costituisce  anche  un   elemento
essenziale,   che   potra’    favorire    una    valutazione    delle
strutture/uffici e di tutto il personale,  effettivamente  improntata
ai canoni di oggettivita’ e trasparenza.
1.  Nel  quadro  della  valutazione  e   misurazione   dell’attivita’
amministrativa e dei servizi pubblici, di cui  all’art.  4  (Principi
generali)  la  Presidenza  attribuisce   particolare   rilievo   alla
valutazione dei dirigenti e alla loro responsabilita’  in  merito  al
raggiungimento degli obiettivi prefissati nell’incarico conferito, ai
sensi  di  quanto   previsto   dalle   disposizioni   legislative   e
2. In relazione a quanto previsto al comma 1, la Presidenza,  con  il
DPCM previsto dall’art. 74, comma 3, del  d.lgs.  n.  150  del  2009,
adotta un sistema di  valutazione  permanente  delle  prestazioni  di
tutto il personale dirigenziale, e definisce i criteri  generali  che
informano le procedure di valutazione dei dirigenti  e  dei  relativi
risultati  di  gestione,  tenendo  conto  di  quanto   previsto   dai
3. La Presidenza, privilegiando l’utilizzazione  di  dati  oggettivi,
definisce meccanismi e strumenti di monitoraggio  e  valutazione  dei
costi, dei rendimenti  e  dei  risultati  dell’attivita’  svolta  dai
dirigenti, in relazione alle direttive, ai programmi e agli obiettivi
da perseguire correlati alle risorse umane, finanziarie e strumentali
effettivamente rese disponibili.
4. La valutazione ha per oggetto la prestazione lavorativa tenuta dal
dirigente nell’espletamento dell’incarico affidato, con  riguardo  ai
risultati conseguiti ed alla capacita’ professionale  espressa.  Tali
elementi sono, altresi’, ricollegati:
• alle direttive emanate dall’organo di  direzione  politica  e  agli
obiettivi gestionali ed istituzionali assegnati, anche in termini  di
apprezzabile e significativo miglioramento conseguito;
• ai parametri qualitativi individuati in relazione alle funzioni  di
impulso,  indirizzo  e  coordinamento  della   Presidenza   e   delle
specifiche attivita’ in cui le stesse si concretizzano;
• ai comportamenti organizzativi ed alla  capacita’  di  gestire  con
efficienza le risorse finanziarie e  strumentali  assegnate,  nonche’
curare, in particolare,  la  gestione  e  l’ottimale  utilizzo  delle
risorse umane, nella piu’ ampia trasparenza e pubblicita’;
•  all’attitudine  all’innovazione,   con   particolare   riferimento
all’attuazione di modifiche organizzative, tecnologiche e di servizio
ed  alla   partecipazione   attiva   ai   processi   di   cambiamento
5. Per quanto non previsto dal presente articolo si  rinvia  all’art.
21 del CCNL del 13 aprile 2006.
Effetti della valutazione
1. La valutazione e’ finalizzata a valorizzare  le  competenze  e  le
capacita’ professionali  del  dirigente  al  fine  del  miglioramento
qualitativo e quantitativo  dei  servizi,  nel  quadro  dell’ottimale
perseguimento dei fini istituzionali della Presidenza.
a) dell’affidamento degli incarichi o della conferma o revoca,  anche
in corso di contratto, di quelli gia’ ricoperti, secondo i criteri  e
la   disciplina   di   cui   all’art.   3   (Conferimento   incarichi
dirigenziali);
b) dell’affidamento di incarichi  dirigenziali  di  fascia  economica
superiore o di livello generale, secondo la  disciplina  dell’art.  3
(Conferimento incarichi dirigenziali);
c)  dell’erogazione  della  retribuzione  di  risultato,  secondo  la
disciplina dell’art. 32 (Criteri per l’erogazione della  retribuzione
di risultato dei dirigenti di seconda fascia);
d) dell’applicazione delle misure di cui all’art. 7  (Fattispecie  di
responsabilita’ dirigenziale), nel caso in cui essa  abbia  contenuti
negativi   a   seguito   dell’accertamento   della    responsabilita’
Fattispecie di responsabilita’ dirigenziale
1. Qualora a seguito dell’espletamento delle procedure di valutazione
della  prestazione  dei  dirigenti  venga  accertata   l’ipotesi   di
responsabilita’ dirigenziale, ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. n. 165
del 2001, in relazione all’inosservanza delle direttive  impartite  o
al mancato raggiungimento degli obiettivi nella gestione finanziaria,
tecnica,  organizzativa   ed   amministrativa,   si   determina   una
valutazione non positiva.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, in relazione  alla  gravita’  dei
casi, la Presidenza adotta, per il  personale  dirigenziale  a  tempo
indeterminato, una delle seguenti misure:
a)  affidamento  di  un  incarico  dirigenziale  con  un  valore   di
retribuzione di posizione immediatamente  inferiore,  compatibilmente
con le disponibilita’ organiche;
b) revoca dell’incarico e collocamento dei dirigenti  a  disposizione
dei ruoli, di cui all’art. 23 del D.Lgs. n.  165  del  2001,  per  un
periodo massimo di  due  anni,  secondo  la  disciplina  dell’art.  8
(Collocamento del dirigente a disposizione dei ruoli);
c) recesso dal rapporto di lavoro, nei casi di particolare  gravita’,
secondo  la  disciplina  dell’art.  9  (Recesso  per  responsabilita’
dirigenziale).
3. Qualora l’incarico dirigenziale sia stato conferito con  contratto
a termine ai sensi dell’art. 19, comma 6 del d. lgs. n. 165 del 2001,
la valutazione negativa di cui  al  comma  1,  espressa  prima  della
scadenza dell’incarico o al termine dello stesso, comporta:
a)  per  i   dipendenti   della   stessa   o   di   altre   pubbliche
amministrazioni, la risoluzione del rapporto di  lavoro  dirigenziale
e, rispettivamente,  la  restituzione  al  profilo  di  inquadramento
ovvero il rientro presso le  amministrazioni  di  appartenenza  nella
posizione lavorativa precedentemente ricoperta;
b)  per  gli  estranei  alla  pubblica  amministrazione   la   revoca
dell’incarico e la risoluzione del rapporto di lavoro.
Collocamento del dirigente a disposizione dei ruoli
1. Il dirigente, secondo la disciplina  dell’art.  21,  comma  1  del
d.lgs. n. 165 del 2001, secondo  periodo,  puo’  essere  collocato  a
disposizione dei ruoli, per una durata massima di due anni.
2. Durante il periodo di collocamento a disposizione  dei  ruoli,  di
cui  al  comma  1,  il  dirigente  interessato  ha  diritto  al  solo
trattamento  economico  stipendiale  di  cui  agli  artt.  23  e   26
(Trattamento  economico  fisso  dei  dirigenti  di  prima  e  seconda
fascia); nello stesso periodo il dirigente  e’  tenuto  ad  accettare
eventuali incarichi dirigenziali proposti  dalla  amministrazione  di
appartenenza.  L’ingiustificata  mancata  accettazione  dell’incarico
comporta il recesso da parte dell’amministrazione, ai sensi dell’art.
9 (Recesso per responsabilita’ dirigenziale).
3. L’accettazione del nuovo incarico di cui al comma 2, determina  il
venire meno del collocamento a disposizione  disposto  ai  sensi  del
comma 1 ed al dirigente sono corrisposte la retribuzione di posizione
e quella di risultato ad esso relative.
4.  Prima  della  scadenza  del  periodo  massimo  di  due  anni   di
collocamento a disposizione, puo’ trovare applicazione la  disciplina
della risoluzione consensuale, ai sensi dell’art. 40 del CCNL del  13
aprile 2006; in tal caso l’importo della indennita’ supplementare  di
cui al comma 2, dello stesso art. 40, non  puo’  superare  un  valore
corrispondente a 12 mensilita’ del  solo  stipendio  tabellare.  Tale
importo non e’ pensionabile e non e’ utile ai fini del trattamento di
fine servizio e di quello di fine rapporto.
Recesso per responsabilita’ dirigenziale
1.  La  responsabilita’  particolarmente  grave,  accertata  con   le
procedure di valutazione adottate  nel  rispetto  delle  disposizioni
vigenti in materia, costituisce giusta causa di recesso.  Nelle  more
dell’attuazione dell’art. 74, comma 3 del d.lgs. n. 150 del 2009,  la
responsabilita’ particolarmente  grave  e’  correlata  ad  una  delle
seguenti ipotesi, da applicare in via alternativa:
a) al mancato raggiungimento di obiettivi  particolarmente  rilevanti
per il conseguimento  dei  fini  istituzionali  dell’amministrazione,
previamente individuati nei documenti di programmazione e formalmente
assegnati al dirigente;
b)  alla  inosservanza  delle  direttive  generali  per   l’attivita’
amministrativa e la gestione, formalmente comunicate al dirigente,  i
cui contenuti siano  stati  espressamente  qualificati  di  rilevante
L’annullamento  delle  predette  procedure  di   accertamento   della
responsabilita’ fa venir meno il recesso.
2. Prima di formalizzare  il  recesso,  la  Presidenza  contesta  per
iscritto  l’addebito  convocando  l’interessato,  per  una  data  non
anteriore al quinto giorno dal ricevimento della  contestazione,  per
essere sentito a sua difesa. Il dirigente puo’ farsi assistere da  un
rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o  conferisce
mandato o da un legale di sua fiducia. Ove lo ritenga necessario,  la
Presidenza, in concomitanza con la contestazione,  puo’  disporre  la
sospensione dal lavoro del dirigente, per un periodo non superiore  a
30  giorni,  con  la   corresponsione   del   trattamento   economico
complessivo  in  godimento  e  la  conservazione  dell’anzianita’  di
3. Resta fermo quanto previsto dall’art. 22 del  d.lgs.  n.  165  del
1. In considerazione dei contenuti professionali e delle  particolari
responsabilita’ che caratterizzano la funzione  del  dirigente  della
Presidenza del Consiglio il cui ruolo e’ strettamente  connesso  alle
specifiche   connotazioni   dell’attivita’   di    Governo    nonche’
all’ordinamento della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  che
discende dall’art. 95 della Costituzione, dalla legge n. 400 del 1988
e dal d.lgs. n. 303 del 1999, si riconosce il particolare rilievo  al
rapporto fiduciario tra il dirigente stesso e la Presidenza.  A  tale
rapporto, da parte del dirigente, deve corrispondere un comportamento
di   assoluta   coerenza   con   i    valori    e    gli    obiettivi
dell’Amministrazione,   la   massima   imparzialita’   dell’attivita’
amministrativa, la piu’ assoluta riservatezza e la  piu’  integerrima
condotta sia all’interno che all’esterno dell’Amministrazione.
2. In tale ambito, al fine di assicurare una  migliore  funzionalita’
ed operativita’ dell’attivita’  della  Presidenza,  sono  individuate
specifiche  fattispecie  di  responsabilita’  disciplinare   per   la
dirigenza nonche’ il relativo sistema sanzionatorio, con la  garanzia
di adeguate tutele per il dirigente, tenuto conto  della  distinzione
tra le funzioni di indirizzo e controllo e le  funzioni  di  gestione
3. La responsabilita’  disciplinare,  di  cui  al  precedente  comma,
attiene alla violazione  degli  obblighi  di  comportamento  e  resta
distinta dalla  responsabilita’  dirigenziale,  che  viene  accertata
secondo le procedure definite nell’ambito del sistema di valutazione,
nel rispetto della normativa vigente. Restano ferme le altre forme di
responsabilita’ di cui all’art.  55,  comma  2,  primo  periodo,  del
D.Lgs. n. 165 del  2001,  che  hanno  distinta  e  specifica  valenza
rispetto alla responsabilita’ disciplinare.
1. Il dirigente conforma la sua condotta al dovere costituzionale  di
servire la Repubblica con impegno e responsabilita’ e di rispettare i
principi   di   buon   andamento,   imparzialita’    e    trasparenza
dell’attivita’ amministrativa nonche’ quelli di leale collaborazione,
di diligenza e fedelta’ di cui agli artt.  2104  e  2105  del  codice
civile, anteponendo il rispetto della legge  e  l’interesse  pubblico
agli interessi privati propri ed altrui.
2. Nello svolgimento della propria attivita’, il  dirigente  assicura
il  rispetto  della  legge,  nonche’  l’osservanza  delle   direttive
generali e di quelle impartite dall’Amministrazione, organizzando  ed
assicurando il tempo di lavoro e la presenza in servizio in relazione
alle  esigenze  della  struttura  ed  all’espletamento  dell’incarico
3. Il dirigente e’ tenuto ad instaurare un rapporto di fiducia  e  di
collaborazione con gli altri dirigenti, con il personale addetto alla
struttura, nonche’  con  le  altre  amministrazioni,  astenendosi  da
comportamenti lesivi della dignita’ della persona  o  che,  comunque,
possono nuocere all’immagine della Presidenza.
4.  Il  dirigente  sovrintende,  nell’esercizio  del  proprio  potere
direttivo, al corretto  espletamento  dell’attivita’  del  personale,
anche di livello dirigenziale, assegnato alla struttura,  nonche’  al
rispetto delle norme del codice di comportamento e disciplinare,  ivi
compresa l’attivazione dell’azione disciplinare.
5. Nell’espletamento delle proprie funzioni,  il  dirigente  mantiene
una condotta  uniformata  a  principi  di  correttezza,  astenendosi,
altresi’, dal partecipare all’adozione di decisioni  o  ad  attivita’
che  possano  coinvolgere  direttamente  o  indirettamente  interessi
finanziari o non finanziari propri, del coniuge, dei parenti e  degli
affini fino al quarto grado e dei conviventi.
6. Il dirigente garantisce il rispetto delle norme vigenti in materia
di riservatezza e  protezione  dei  dati  personali,  trasparenza  ed
accesso  all’attivita’   amministrativa,   informazione   all’utenza,
autocertificazione, nonche’ protezione degli  infortuni  e  sicurezza
sul lavoro, nonche’ di segreto  d’ufficio,  cosi’  come  disciplinato
dagli ordinamenti delle singole amministrazioni, ai  sensi  dell’art.
24 della legge 7 agosto 1990, n.  241.  Il  dirigente  e’,  altresi’,
tenuto, ad informare l’Amministrazione di  essere  stato  rinviato  a
giudizio o che nei suoi confronti e’ esercitata l’azione penale.
7. Il dirigente si attiene, altresi’,  ai  principi  ed  alle  regole
contenute nel codice di comportamento dei dipendenti delle  pubbliche
amministrazioni, adottato con Decreto della Presidenza del  Consiglio
dei Ministri – 28 novembre 2000, che viene allegato al presente  CCNL
(Allegato 1). Al fine di salvaguardare  la  specificita’  dei  propri
obiettivi istituzionali, la Presidenza, con  apposito  provvedimento,
puo’ disporre integrazioni  e  specificazioni  delle  previsioni  del
suddetto codice, ai sensi dell’art. 54, comma 5, del  d.lgs.  n.  165
1. Le violazioni, da parte dei dirigenti, degli obblighi disciplinati
nell’art.  11  (obblighi  del   dirigente),   secondo   la   gravita’
dell’infrazione,  previo  procedimento  disciplinare,   danno   luogo
all’applicazione delle seguenti sanzioni:
a) sanzione pecuniaria da un minimo di € 200,00 ad un  massimo  di  €
b)  sospensione  dal  servizio  con  privazione  della  retribuzione,
secondo le previsioni dell’art. 13 (Codice disciplinare);
2. Per le infrazioni cui sono applicabili  le  sanzioni  previste  al
comma 1, lett. a) e lett. b), con riferimento  alla  sospensione  dal
servizio fino a 10 giorni, il titolare  della  struttura  in  cui  il
dirigente presta servizio provvede alla  contestazione  dell’addebito
ed  alla  convocazione  per   l’espletamento   del   contraddittorio,
istruisce il procedimento disciplinare ed  applica  la  sanzione.  Le
medesime  funzioni  sono  svolte  dall’ufficio   competente   per   i
procedimenti disciplinari, cosi’ come individuato  dalla  Presidenza,
con riguardo all’applicazione delle sanzioni disciplinari di  cui  al
comma 1, lett. b), con  riferimento  alla  sospensione  dal  servizio
superiore a 10 giorni, lett. c) e d).  Resta  fermo  quanto  previsto
dall’art. 55,  comma  4,  del  D.Lgs.  n.  165  del  2001  in  merito
all’individuazione del soggetto competente nelle  specifiche  ipotesi
di illeciti disciplinari ivi indicate.
3. Il titolare della struttura ai sensi  del  comma  2  procede  alla
contestazione scritta dell’addebito, che deve  basarsi  su  riscontri
obiettivi, entro 20 giorni dalla data di acquisizione  della  notizia
dell’avvenuta   violazione.    A    seguito    della    contestazione
dell’addebito, il titolare della struttura convoca,  per  iscritto  e
con un preavviso di almeno 10 giorni, il  dirigente  interessato  per
l’esperimento della fase del contraddittorio.
4. Il dirigente interessato puo’ farsi assistere da un procuratore  o
da un rappresentante dell’associazione sindacale cui egli aderisce  o
conferisce mandato. Ove il dirigente, in caso di grave  ed  oggettivo
impedimento, non possa  essere  presente  all’audizione,  lo  stesso,
entro il termine fissato dal responsabile della  struttura  ai  sensi
del comma 3, secondo periodo, puo’ chiedere un rinvio oppure, se  non
intende presentarsi, puo’ inviare una memoria scritta con le  proprie
controdeduzioni, nel rispetto del medesimo termine.
5.  Il  titolare  della  struttura,  sulla  base  degli  accertamenti
effettuati e delle controdeduzioni addotte dal dirigente  interessato
o delle memorie scritte prodotte dallo  stesso,  irroga  la  sanzione
applicabile, nel rispetto dei principi e criteri di cui all’art. 13 (
Codice disciplinare). Nel caso in cui sia accertata l’infondatezza  o
l’irrilevanza  degli  addebiti  ovvero  l’inesistenza  dei  fatti   a
fondamento  degli  stessi,  il  titolare  della   struttura   dispone
l’archiviazione del procedimento per  le  predette  ragioni,  dandone
tempestiva   comunicazione   all’interessato.   In   ogni   caso   il
procedimento  disciplinare  si  conclude  entro   60   giorni   dalla
6. In caso di sanzioni di maggiore gravita’, di cui al comma 1, lett.
b), con riferimento alla sospensione  dal  servizio  superiore  a  10
giorni, lett. c)  e  d),  il  titolare  della  struttura  in  cui  il
dirigente lavora, entro 5 giorni dalla notizia,  segnala  all’Ufficio
competente per i procedimenti disciplinari, i fatti da contestare  al
dirigente per l’istruzione  del  procedimento  disciplinare,  dandone
contestuale  comunicazione  all’interessato.  In  caso   di   mancata
segnalazione nel termine predetto  si  dara’  corso  all’accertamento
della responsabilita’ del soggetto tenuto alla comunicazione.
7. Qualora anche nel corso del  procedimento,  gia’  avviato  con  la
contestazione, emerga che la sanzione da applicare  non  sia  di  sua
competenza,  il  responsabile  della  struttura,  entro   5   giorni,
trasmette tutti gli atti all’ufficio competente, dandone  contestuale
comunicazione  all’interessato.  Il   procedimento   prosegue   senza
soluzione di continuita’ presso quest’ultimo ufficio, secondo  quanto
previsto dal  comma  seguente,  e  senza  ripetere  la  contestazione
scritta dell’addebito. In caso di mancata comunicazione  nel  termine
predetto si applica quanto previsto in  tema  di  responsabilita’  al
8.  Nei  casi  di  cui  al  comma  6,  l’Ufficio  competente  per   i
procedimenti disciplinari  contesta  l’addebito  al  dirigente  entro
quaranta giorni dalla data di ricezione degli atti trasmessi ai sensi
dei predetti  commi  ovvero  dalla  data  nella  quale  l’ufficio  ha
altrimenti acquisito  notizia  dell’infrazione,  lo  convoca  per  il
contraddittorio, con un preavviso di almeno venti giorni, istruisce e
conclude il procedimento disciplinare, secondo le modalita’  previste
ai commi da 3 a 5. In ogni  caso,  il  procedimento  disciplinare  si
conclude entro 120 giorni dalla  data  di  prima  acquisizione  della
notizia della violazione.
9. Qualora, per impedimento del  dipendente,  si  sia  verificato  un
differimento superiore ai 10 giorni del  termine  per  l’espletamento
del contraddittorio, il termine per la conclusione  del  procedimento
disciplinare, di  cui  ai  commi  5  e  8,  e’  prorogato  in  misura
corrispondente. Il differimento puo’ essere disposto una  sola  volta
nell’ambito del procedimento disciplinare.
10. La violazione dei termini  previsti  dal  presente  articolo,  ad
eccezione  di  quello  indicato  ai  commi  6  e  7,  comporta,   per
l’amministrazione, la decadenza dall’azione disciplinare, ovvero, per
il dirigente, dall’esercizio del diritto di difesa.
11. Al dirigente o, su espressa delega, alla persona che  lo  assiste
ai sensi del comma 4, e’ consentito l’accesso, anche per l’estrazione
di copia, a tutti gli atti riguardanti il procedimento a suo  carico.
Nell’ambito del procedimento disciplinare, le comunicazioni destinate
al  dipendente  sono  effettuate   tramite   la   posta   elettronica
certificata, se il dipendente dispone di idonea casella di posta,  la
consegna a mani, ovvero tramite l’utilizzo di un numero  di  fax,  di
cui egli o  il  suo  procuratore  abbia  la  disponibilita’,  per  la
comunicazioni successive alla contestazione dell’addebito o,  infine,
attraverso la raccomandata postale con ricevuta di ritorno.
12. In caso di trasferimento del dirigente, a  qualunque  titolo,  in
un’altra amministrazione pubblica, il  procedimento  disciplinare  e’
avviato o concluso o la sanzione e’ applicata presso quest’ultima. In
tali casi i termini per  la  contestazione  dell’addebito  o  per  la
conclusione del procedimento, se ancora pendenti, sono  interrotti  e
riprendono a decorrere alla data del trasferimento.
13. In caso di dimissioni del dirigente, se per l’infrazione commessa
e’ prevista la sanzione del licenziamento  o  se  comunque  e’  stata
disposta la  sospensione  cautelare  dal  servizio,  il  procedimento
disciplinare ha egualmente corso secondo le disposizioni del presente
articolo e le determinazioni conclusive sono assunte  ai  fini  degli
effetti giuridici non  preclusi  dalla  cessazione  del  rapporto  di
14.  Non  puo’  tenersi  conto,  ai  fini   di   altro   procedimento
disciplinare, delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro
15. I  provvedimenti  cui  al  presente  articolo  non  sollevano  il
dirigente dalle eventuali responsabilita’ di altro genere nelle quali
egli sia  incorso,  compresa  la  responsabilita’  dirigenziale,  che
verra’ accertata nelle forme previste dal sistema di valutazione.
1. Nel rispetto del principio di gradualita’ e proporzionalita’ delle
sanzioni in relazione alla gravita’ della mancanza,  sono  fissati  i
seguenti criteri generali riguardo il tipo e  l’entita’  di  ciascuna
– la intenzionalita’ del comportamento, il  grado  di  negligenza  ed
imperizia, la rilevanza della inosservanza  degli  obblighi  e  delle
disposizioni violate;
– le responsabilita’ connesse con l’incarico dirigenziale  ricoperto,
nonche’  con  la  gravita’  della   lesione   del   prestigio   dell’
Amministrazione o con l’entita’  del  danno  provocato  a  cose  o  a
persone, ivi compresi gli utenti;
– l’eventuale sussistenza di  circostanze  aggravanti  o  attenuanti,
anche connesse al comportamento tenuto complessivamente dal dirigente
o al concorso nella violazione di piu’ persone.
2. La recidiva nelle mancanze previste ai  commi  4,  5,  e  6,  gia’
sanzionate nel biennio  di  riferimento,  comporta  una  sanzione  di
maggiore gravita’ tra quelle  individuate  nell’ambito  dei  medesimi
3. Al dirigente responsabile di  piu’  mancanze  compiute  con  unica
ed accertate con un unico procedimento, e’  applicabile  la  sanzione
prevista per la mancanza piu’ grave se le  suddette  infrazioni  sono
4. La sanzione disciplinare pecuniaria da un minimo di € 200,00 ad un
massimo di € 500,00, si applica, graduando l’entita’ della stessa  in
relazione ai criteri del comma 1, nei casi di:
a) inosservanza degli obblighi  di  cui  all’art.  11  (obblighi  del
dirigente), comma 2, ove non  ricorrano  le  fattispecie  considerate
nell’art. 55-quater, comma 1, lett. A) del D.Lgs. n. 165 del 2001;
b) condotta, negli ambienti di lavoro, non conforme  ai  principi  di
correttezza   verso   i   componenti   degli   organi   di    vertice
dell’Amministrazione,  gli  altri  dirigenti,  i  dipendenti  o   nei
confronti degli utenti, ove individuabili, o terzi;
c)  alterchi  negli  ambienti  di  lavoro,  anche  con  utenti,   ove
individuabili, o terzi;
d) violazione  degli  obblighi  di  cui  all’art.  3  del  Codice  di
comportamento  dei  dipendenti   delle   pubbliche   amministrazioni,
allegato al presente CCNL;
e) inosservanza degli obblighi previsti  in  materia  di  segreto  di
ufficio, di prevenzione degli infortuni o di  sicurezza  del  lavoro,
anche  se  non  ne  sia  derivato  danno   o   disservizio   per   l’
Amministrazione o per gli utenti, ove individuabili;
f) violazione dell’obbligo di comunicare di essere stato  rinviato  a
giudizio o che  nei  suoi  confronti  e’  stata  esercitata  l’azione
L’importo delle ritenute per la sanzione pecuniaria e’ introitato dal
bilancio dell’Amministrazione.
5. La  sanzione  disciplinare  della  sospensione  dal  servizio  con
privazione della retribuzione da unminimo di  3  giorni  fino  ad  un
massimo di sei mesi, si applica, graduando l’entita’  della  sanzione
a) recidiva nel biennio delle mancanze previste nei  commi  4,  5,  e
5-bis, quando sia stata gia’ comminata  la  sanzione  massima  oppure
quando le mancanze previste dai medesimi commi si caratterizzano  per
una particolare gravita’;
b)  minacce,  ingiurie  gravi,  calunnie  o  diffamazioni  verso   il
pubblico, altri dirigenti o dipendenti ovvero  alterchi  con  vie  di
fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti, ove individuabili;
c) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’Amministrazione salvo
che siano espressione della liberta’ di pensiero, ai sensi dell’art.1
d) tolleranza di irregolarita’ in servizio, di atti di  indisciplina,
di contegno scorretto o di abusi di particolare gravita’ da parte del
e) salvo che  non  ricorrano  le  fattispecie  considerate  nell’art.
55-quater, comma 1, lett.b) del  D.Lgs.  n.  165  del  2001,  assenza
ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello  stesso;  in
tali ipotesi l’entita’ della sanzione  e’  determinata  in  relazione
alla  durata  dell’assenza  o   dell’abbandono   del   servizio,   al
disservizio  determinatosi,  alla  gravita’  della  violazione  degli
obblighi   del    dirigente,    agli    eventuali    danni    causati
all’Amministrazione, agli utenti, ove individuabili, o ai terzi;
f) occultamento  da  parte  del  dirigente  di  fatti  e  circostanze
relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione  di
somme o beni di pertinenza dell’ Amministrazione o ad esso affidati;
g)  qualsiasi  comportamento  dal  quale  sia  derivato  grave  danno
all’Amministrazione  o  a  terzi,  salvo  quanto  previsto  dall’art.
55-sexies, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001;
h) atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano
forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei  confronti
di dirigenti o altri dipendenti;
i) atti, comportamenti  o  molestie,  anche  di  carattere  sessuale,
j) grave e ripetuta inosservanza dell’obbligo di provvedere  entro  i
termini  fissati  per  ciascun  provvedimento,  ai  sensi  di  quanto
previsto dall’art. 7, comma 2, della legge n. 69 del 2009.
6. Sono fatte salve  le  ipotesi  di  sospensione  dal  servizio  con
privazione della retribuzione  previste  dalle  vigenti  disposizioni
legislative, anche con riferimento al d.lgs. n. 150 del 2009.
7. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per  giusta  causa  o
giustificato motivo, la sanzione disciplinare  del  licenziamento  si
a) le ipotesi considerate dall’art. 55-quater, comma 1, lett.b) e  c)
del D.Lgs. n.165 del 2001;
b) recidiva plurima, in una delle mancanze previste ai commi 4, 5,  e
6, anche se di diversa  natura,  o  recidiva,  nel  biennio,  in  una
mancanza che abbia  gia’  comportato  l’applicazione  della  sanzione
massima di sei mesi di sospensione dal servizio;
a) le ipotesi considerate nell’art. 55-quater, comma 1, lett. a), d),
e) ed f) del D.Lgs. n. 165 del 2001;
b) commissione di gravi  fatti  illeciti  di  rilevanza  penale,  ivi
compresi quelli che possono dar  luogo  alla  sospensione  cautelare,
secondo la disciplina dell’art. 15 (Sospensione cautelare in caso  di
procedimento penale), fatto salvo quanto previsto dall’art. 16, comma
1 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale);
1. i delitti gia’ indicati  nell’art.  58,  comma  1,  lett.  a),  b)
limitatamente all’art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed  e),  e
nell’art. 59, comma  1,  lett.  a),  limitatamente  ai  delitti  gia’
indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a) e all’art.  316  del  codice
penale, lett. b) e c), del D. Lgs. n. 267 del 2000;
3. delitti previsti dall’art. 3, comma 1 della legge 27 marzo 2001 n.
d) recidiva plurima di sistematici e reiterati atti  o  comportamenti
aggressivi, ostili e denigratori che assumano anche forme di violenza
morale o di persecuzione psicologica nei  confronti  di  dirigenti  o
altri dipendenti;
e) recidiva plurima di  atti,  comportamenti  o  molestie,  anche  di
carattere sessuale, lesivi della dignita’ della persona.
8. Le mancanze non espressamente previste nei commi da  4  a  7  sono
comunque sanzionate secondo i criteri di cui al  comma  1,  facendosi
riferimento, quanto all’individuazione dei fatti  sanzionabili,  agli
obblighi dei dirigenti di cui all’art. 11  (Obblighi  del  dirigente)
quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai  principi  desumibili
9. Al codice disciplinare di cui al presente  articolo,  deve  essere
data  la  massima  pubblicita’,  mediante  pubblicazione   sul   sito
istituzionale dell’Amministrazione, secondo le  previsioni  dell’art.
55, comma 2, ultimo periodo, del D.Lgs. n.165 del 2001.
10. In sede di  prima  applicazione  del  presente  CCNL,  il  codice
disciplinare deve essere obbligatoriamente reso pubblico nelle  forme
di cui al comma 9, entro 15 giorni dalla  data  di  stipulazione  del
CCNL e si applica dal quindicesimo giorno successivo a  quello  della
1. La Presidenza,  qualora  ritenga  necessario  espletare  ulteriori
accertamenti su fatti addebitati al dirigente, in concomitanza con la
contestazione e  previa  puntuale  informazione  al  dirigente,  puo’
disporre la sospensione dal lavoro dello  stesso  dirigente,  per  un
periodo non superiore a trenta  giorni,  con  la  corresponsione  del
trattamento economico complessivo in godimento.
2. Qualora il procedimento disciplinare si concluda con  la  sanzione
disciplinare della sospensione  dal  servizio  con  privazione  della
retribuzione, il periodo dell’allontanamento cautelativo deve  essere
computato  nella  sanzione,  ferma  restando  la   privazione   della
retribuzione limitata agli effettivi giorni di sospensione irrogati.
3. Il periodo trascorso in allontanamento cautelativo, escluso quello
computato come sospensione dal servizio, e’ valutabile  agli  effetti
1.  Il  dirigente  colpito  da  misura  restrittiva  della   liberta’
personale e’ obbligatoriamente sospeso dal servizio, con  sospensione
per tutta la durata dello stato di restrizione della liberta’,  salvo
che la Presidenza non proceda direttamente  ai  sensi  dell’art.  13,
comma 7, punto 2 (Codice disciplinare).
2. Il dirigente puo’ essere sospeso dal servizio con privazione della
retribuzione e con sospensione dell’incarico anche nel  caso  in  cui
sia sottoposto a  procedimento  penale,  anche  se  non  comporti  la
restrizione della liberta’ personale o questa sia  comunque  cessata,
qualora la Presidenza disponga, ai sensi dell’art. 55-ter del  D.lgs.
n. 165 del 2001, la sospensione del procedimento disciplinare fino  a
termine di  quello  penale,  ai  sensi  dell’art.  16  (Rapporto  tra
procedimento disciplinare e procedimento penale).
3. Resta fermo l’obbligo di sospensione del dirigente in presenza dei
casi  gia’  previsti  dagli  artt.  58,  comma  1,  lett.   a),   b),
59, comma  1,  lett.  a),  limitatamente  ai  delitti  gia’  indicati
nell’art. 58 comma 1, lett. a) e  all’art.  316  del  codice  penale,
lett. b),  e  c),  del  D.  Lgs  .n.  267  del  2000.  E’fatta  salva
l’applicazione dell’art. 13, comma 7, punto 2 (Codice  disciplinare),
qualora la Presidenza non disponga, ai  sensi  dell’art.  55-ter  del
D.lgs. n. 165 del 2001, la sospensione del procedimento  disciplinare
fino al termine di quello penale, ai sensi dell’art. 16 (Rapporto tra
4. Nel caso dei delitti previsti all’art. 3, comma 1, della legge  n.
97 del 2001, trova applicazione la disciplina ivi  stabilita.  Per  i
medesimi delitti, qualora intervenga condanna anche  non  definitiva,
ancorche’ sia concessa la sospensione condizionale della pena,  trova
applicazione l’art. 4, comma 1, della citata legge n.  97  del  2001.
Resta ferma, in ogni caso, l’applicabilita’ dell’art.  13,  comma  7,
punto 2 (Codice disciplinare), qualora la Presidenza non disponga  la
sospensione del procedimento disciplinare fino al termine  di  quello
penale, ai sensi dell’art. 16 (Rapporto tra procedimento disciplinare
e procedimento penale).
5. Nei casi indicati ai commi precedenti si applica  comunque  quanto
previsto  dall’art.  16  in  tema  di   rapporti   tra   procedimento
6. Ove la Presidenza proceda all’applicazione della sanzione  di  cui
all’art. 13, comma 7, punto 2, (Codice disciplinare)  la  sospensione
del dirigente  disposta  ai  sensi  del  presente  articolo  conserva
efficacia fino alla conclusione del procedimento disciplinare.  Negli
altri casi, la sospensione  dal  servizio  eventualmente  disposta  a
causa di procedimento penale conserva efficacia, se non revocata, per
un periodo non superiore a cinque anni. Decorso tale termine, essa e’
revocata ed il dirigente e’ riammesso in servizio, salvo i  casi  nei
quali, in presenza di reati che comportano  l’applicazione  dell’art.
13, comma 7, punto 2 (Codice disciplinare), la Presidenza ritenga che
la permanenza in servizio del dirigente provochi un pregiudizio  alla
credibilita’  della  stessa  a  causa  del  discredito  che  da  tale
permanenza potrebbe derivarle da parte dei  cittadini  e/o  comunque,
per ragioni di opportunita’ ed operativita’ della Presidenza  stessa.
In tal  caso,  puo’  essere  disposta,  per  i  suddetti  motivi,  la
sospensione dal  servizio,  che  sara’  sottoposta  a  revisione  con
cadenza  biennale.  Ove  il  procedimento  disciplinare   sia   stato
eventualmente sospeso fino  all’esito  del  procedimento  penale,  ai
sensi  dell’art.  16  (Rapporto  tra  procedimento   disciplinare   e
procedimento penale), tale sospensione puo’ essere  prorogata,  ferma
restando in ogni caso l’applicabilita’ dell’art. 13, comma 7, punto 2
(Codice disciplinare).
7. Al dirigente sospeso dal servizio ai sensi del  presente  articolo
sono corrisposti un’indennita’ alimentare pari al 50% dello stipendio
tabellare, la retribuzione individuale di anzianita’  o  il  maturato
economico annuo, ove spettanti, e gli  eventuali  assegni  familiari,
qualora ne abbia titolo.
8. Nel caso di sentenza penale definitiva di assoluzione, pronunciata
con la formula “il fatto  non  sussiste”  o  “l’imputato  non  lo  ha
commesso”, quanto corrisposto,  durante  il  periodo  di  sospensione
cautelare, a titolo di assegno  alimentare  verra’  conguagliato  con
quanto dovuto al dirigente se  fosse  rimasto  in  servizio,  tenendo
conto anche della retribuzione di  posizione  in  godimento  all’atto
della sospensione. Ove  il  procedimento  disciplinare  riprenda  per
altre infrazioni, ai sensi dell’art. 16, comma  2,  secondo  periodo,
(Rapporto tra procedimento disciplinare  e  procedimento  penale)  il
conguaglio dovra’ tener conto delle sanzioni eventualmente applicate.
9.  In  tutti  gli  altri  casi  di  riattivazione  del  procedimento
una  sanzione  diversa  dal  licenziamento,  quanto  corrisposto   al
dirigente precedentemente sospeso viene conguagliato quanto dovuto se
fosse stato in servizio, tenendo conto anche  della  retribuzione  di
posizione in godimento all’atto  della  sospensione;  dal  conguaglio
sono  esclusi  i  periodi  di  sospensione  del  comma  1  e   quelli
eventualmente  inflitti   a   seguito   del   giudizio   disciplinare
1. Nell’ipotesi di procedimento disciplinare che abbia ad oggetto, in
tutto o in parte, fatti in relazione  ai  quali  procede  l’autorita’
giudiziaria, trovano applicazione le disposizioni dell’art. 55-  ter,
del D.Lgs.n.165 del 2001.
2. Nel caso del procedimento disciplinare sospeso, ai sensi dell’art.
55-ter del D.Lgs. n. 165 del 2001, qualora per i  fatti  oggetto  del
procedimento penale intervenga una sentenza  penale  irrevocabile  di
assoluzione  che  riconosce  che  il  “fatto  non  sussiste”  o  “non
costituisce illecito penale” o che “l’imputato non lo  ha  commesso”,
l’autorita’ disciplinare procedente, nel  rispetto  delle  previsioni
dell’art. 55-ter, comma 4, del D.Lgs. n. 165 del  2001,  riprende  il
procedimento disciplinare ed  adotta  le  determinazioni  conclusive,
applicando le disposizioni dell’art. 653,  comma  1,  del  codice  di
procedura  penale.  In   questa   ipotesi,   ove   nel   procedimento
disciplinare sospeso,  al  dirigente,  oltre  ai  fatti  oggetto  del
giudizio penale per i quali vi sia  stata  assoluzione,  siano  state
contestate altre violazioni,  oppure  i  fatti  contestati,  pur  non
costituendo   illecito   penale,   rivestano    comunque    rilevanza
disciplinare,  il  procedimento  riprende  e   prosegue   per   dette
infrazioni, nei tempi e  secondo  le  modalita’  stabilite  dall’art.
55-ter, comma 4.
3. Se il procedimento disciplinare non sospeso si  sia  concluso  con
l’irrogazione della sanzione del licenziamento,  ai  sensi  dell’art.
13, comma 7, punto 2  (codice  disciplinare),  e  successivamente  il
procedimento penale sia definito con una sentenza penale irrevocabile
di assoluzione, che riconosce che il  “fatto  non  sussiste”  o  “non
ove il medesimo procedimento sia riaperto e si concluda con  un  atto
di archiviazione, ai sensi dell’art. 55-ter, comma 2, del  D.Lgs.  n.
165 del 2001, il dirigente ha diritto dalla data  della  sentenza  di
assoluzione alla riammissione in servizio  presso  l’amministrazione,
anche in soprannumero nella medesima sede o in  altra  sede,  nonche’
all’affidamento  di  un  incarico  di  valore  equivalente  a  quello
posseduto  all’atto  del  licenziamento.  Analoga  disciplina   trova
applicazione nel caso che  l’assoluzione  del  dirigente  consegua  a
sentenza pronunciata a seguito di processo di revisione.
4. Dalla data di riammissione di cui al  comma  3,  il  dirigente  ha
diritto a tutti gli  assegni  che  sarebbero  stati  corrisposti  nel
periodo di licenziamento, tenendo conto anche dell’eventuale  periodo
di sospensione antecedente nonche’ della retribuzione di posizione in
godimento all’atto del licenziamento. In  caso  di  premorienza,  gli
stessi compensi spettano al coniuge o al convivente superstite  e  ai
5. Qualora, oltre ai fatti che hanno determinato il licenziamento  di
cui al comma 3, siano state contestate al dirigente altre violazioni,
ovvero nel caso in cui le violazioni siano  rilevanti  sotto  profili
diversi da quelli che hanno portato al licenziamento, il procedimento
disciplinare  viene  riaperto  secondo  le  procedure  previste   dal
1. L’autorita’  disciplinare  competente  ed  il  dirigente,  in  via
conciliativa, possono procedere alla determinazione concordata  della
sanzione disciplinare da applicare fuori dei  casi  per  i  quali  la
legge  ed  il  contratto  collettivo  prevedono   la   sanzione   del
licenziamento, con o senza preavviso.
2. La sanzione concordemente  determinata  in  esito  alla  procedura
conciliativa di cui al comma 1 non puo’ essere di specie  diversa  da
quella  prevista  dalla  legge  o  dal   contratto   collettivo   per
l’infrazione  per  la  quale  si  procede  e  non  e’   soggetta   ad
3. L’autorita’ disciplinare competente o il dirigente  puo’  proporre
all’altra parte, l’attivazione della procedura conciliativa di cui al
comma 1, che non ha natura obbligatoria, entro il termine dei  cinque
giorni successivi alla audizione del dirigente per il contraddittorio
a sua difesa, ai sensi dell’art. 55-bis, comma 2,  del  D.Lgs.  n.165
del 2001. Dalla data  della  proposta  sono  sospesi  i  termini  del
procedimento disciplinare, di cui all’art. 55-bis del D.Lgs.  n.  165
del 2001. La proposta dell’autorita’ disciplinare o del  dirigente  e
tutti gli altri atti della procedura sono comunicati all’altra  parte
con le modalita’ dell’art. 55-bis, comma 5, del  D.Lgs.  n.  165  del
4.  La  proposta  di  attivazione   deve   contenere   una   sommaria
prospettazione dei fatti, delle risultanze del contraddittorio  e  la
proposta in ordine alla misura della sanzione  ritenuta  applicabile.
La mancata formulazione della proposta entro il  termine  di  cui  al
comma 3 comporta la decadenza delle parti dalla facolta’ di  attivare
ulteriormente la procedura conciliativa.
5. La disponibilita’ della  controparte  ad  accettare  la  procedura
conciliativa deve essere comunicata entro i cinque giorni  successivi
al ricevimento della  proposta,  con  le  modalita’  dell’art.55-bis,
comma 5, del D.Lgs. n. 165 del 2001. Nel caso di mancata accettazione
entro il suddetto termine, da tale momento riprende  il  decorso  dei
termini del procedimento disciplinare, di  cui  all’art.  55-bis  del
D.Lgs. n. 165 del 2001. La mancata accettazione comporta la decadenza
delle parti dalla possibilita’ di attivare ulteriormente la procedura
6. Ove la proposta sia accettata, l’autorita’ disciplinare competente
convoca nei tre  giorni  successivi  il  dirigente,  con  l’eventuale
assistenza  di   un   procuratore   ovvero   di   un   rappresentante
dell’associazione sindacale cui il lavoratore aderisce  o  conferisce
7.  Se  la  procedura  conciliativa  ha  esito  positivo,   l’accordo
raggiunto  e’  formalizzato  in  un  apposito  verbale   sottoscritto
dall’autorita’ disciplinare e dal dirigente e la sanzione  concordata
dalle parti,  che  non  e’  soggetta  ad  impugnazione,  puo’  essere
irrogata dall’autorita’ disciplinare competente.
8. In caso di esito negativo,  questo  sara’  riportato  in  apposito
verbale e la procedura  conciliativa  si  estingue,  con  conseguente
ripresa del decorso dei termini del procedimento disciplinare, di cui
all’art.55-bis del D.Lgs. n. 165 del 2001.
9. In ogni caso la procedura conciliativa deve concludersi  entro  il
termine  di  trenta  giorni  dalla  contestazione  e  comunque  prima
dell’irrogazione della sanzione. La scadenza di tale termine comporta
la estinzione della procedura conciliativa eventualmente gia’ avviata
ed ancora in corso di svolgimento e la decadenza  delle  parti  dalla
facolta’ di avvalersi ulteriormente della stessa.
1. La Presidenza, a  domanda,  reintegra  in  servizio  il  dirigente
illegittimamente o ingiustificatamente licenziato  dalla  data  della
sentenza   che   ne   ha    dichiarato    l’illegittimita’    o    la
ingiustificatezza, anche in soprannumero nella  medesima  sede  o  in
altra su sua  richiesta,  con  il  conferimento  allo  stesso  di  un
incarico di  valore  equivalente  a  quello  posseduto  all’atto  del
licenziamento. Al dirigente spetta, inoltre, il trattamento economico
che sarebbe stato corrisposto nel periodo di licenziamento, anche con
riferimento alla retribuzione di posizione in godimento all’atto  del
2. Qualora, oltre ai fatti che hanno determinato il licenziamento  di
cui al comma 1, siano state contestate al dirigente altre violazioni,
disciplinare viene  riaperto  secondo  le  procedure  previste  dalle
Indennita’ sostitutiva della reintegrazione
1. L’Amministrazione o il dirigente possono proporre all’altra parte,
in sostituzione della reintegrazione nel  posto  di  lavoro,  di  cui
all’art.   18   (Reintegrazione   del   dirigente    illegittimamente
licenziato), il pagamento a favore  del  dirigente  di  un’indennita’
supplementare determinata, in relazione alla valutazione dei fatti  e
delle circostanze emerse, tra un minimo  pari  al  corrispettivo  del
preavviso  maturato,  maggiorato  dell’importo  equivalente   a   due
mensilita’, ed un  massimo  pari  al  corrispettivo  di  ventiquattro
2. L’indennita’ supplementare di cui al comma  1  e’  automaticamente
aumentata, ove l’eta’ del dirigente sia compresa fra  i  46  e  i  56
anni, nelle seguenti misure:
• x 7 mensilita’ in corrispondenza del 51esimo anno compiuto;
• x 6  mensilita’  in  corrispondenza  del  50esimo  e  52esimo  anno
• x 5  mensilita’  in  corrispondenza  del  49esimo  e  53esimo  anno
• x 4  mensilita’  in  corrispondenza  del  48esimo  e  54esimo  anno
• x 3  mensilita’  in  corrispondenza  del  47esimo  e  55esimo  anno
• x 2  mensilita’  in  corrispondenza  del  46esimo  e  56esimo  anno
3. Nelle mensilita’ di cui ai commi 1 e  2  e’  ricompresa  anche  la
retribuzione di posizione gia’ in godimento del dirigente al  momento
del licenziamento, con esclusione di quella di risultato.
4. Il dirigente che accetti l’indennita’ supplementare in luogo della
reintegrazione non puo’ successivamente adire l’autorita’ giudiziaria
per ottenere la reintegrazione. In caso di pagamento  dell’indennita’
supplementare, l’Amministrazione non puo’  assumere  altro  dirigente
nel posto precedentemente  coperto  dal  dirigente  cessato,  per  un
periodo corrispondente al numero di mensilita’ riconosciute, ai sensi
dei commi 1 e 2.
5. Il dirigente che abbia  accettato  l’indennita’  supplementare  in
luogo della reintegrazione, per  un  periodo  pari  ai  mesi  cui  e’
decorrenza dalla sentenza che ha  dichiarato  l’illegittimita’  o  la
ingiustificatezza del licenziamento, puo’ avvalersi della  disciplina
di cui all’art. 30 del d.lgs. n. 165 del 2001. Qualora si realizzi il
numero di mensilita’ pari al solo periodo non lavorato.
6. La presente disciplina trova applicazione dalla data di definitiva
sottoscrizione del presente CCNL.
Norma  finale  in   materia   di   responsabilita’   disciplinare   e
1. A seguito di monitoraggio in merito all’applicazione  delle  norme
relative alla responsabilita’ disciplinare e dirigenziale, introdotte
dal presente CCNL, la Presidenza, con il DPCM, previsto dall’art. 74,
comma 3, del d.lgs. n. 150 del 2009, puo’ definire, previo  confronto
con i soggetti di cui all’art.  13  del  CCNL  del  13  aprile  2006,
ulteriori integrazioni e/o specificazioni delle predette disposizioni
contrattuali, nel rispetto delle vigenti norme di legge, nonche’  dei
principi generali dell’ordinamento che regolano la  materia,  tenendo
presente la distinzione tra la due forme di responsabilita’.
1. L’art. 35 ( Accordi di mobilita’) del CCNL del 13 aprile del  2006
e’ integrato dal seguente comma:
“9 bis. Non puo’ costituire causa di recesso l’esigenza organizzativa
e gestionale nelle situazioni  di  esubero;  in  tali  situazioni  si
applicano prioritariamente le vigenti  procedure  di  mobilita’,  ivi
comprese quelle previste dal presente articolo ”.
2. All’art. 66, comma 1, (Responsabilita’ civile e patrocinio legale)
del CCNL del 13 aprile 2006 e’ aggiunto il seguente paragrafo:
“Tale assicurazione non puo’ essere diretta alla copertura  di  danni
erariali che i dirigenti potrebbero essere chiamati  a  risarcire  in
conseguenza della loro responsabilita’ amministrativo – contabile.”
3. Il comma 3  dell’art.  66  (Responsabilita’  civile  e  patrocinio
legale) del CCNL del 21 aprile 2006 e’ cosi’ sostituito:
“3. La Presidenza, sentite le OO.SS. firmatarie  del  presente  CCNL,
stipula,  salvo  quanto   eventualmente   previsto   dall’ordinamento
dell’Amministrazione,  polizze  con  la  societa’  di  assicurazione,
selezionata sulla base della  vigente  normativa.  Il  dirigente  che
voglia  aumentare  i  massimali  o  stipulare  una  polizza  su  base
volontaria  e’  tenuto  a  sottoscrivere  un  autonomo  contratto  di
assicurazione    distinto     rispetto     a     quello     stipulato
dall’Amministrazione, con oneri a proprio carico”
Clausole speciali in materia di formazione
1. Le parti confermano che, nel  quadro  evolutivo  dei  processi  di
riforma  e  modernizzazione  della   pubblica   amministrazione,   la
formazione del personale svolge un ruolo primario nelle strategie  di
cambiamento dirette a conseguire una maggiore qualita’  ed  efficacia
dell’attivita’ della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
2. La formazione si configura, altresi’, come un  valore  consolidato
ed un  metodo  diffuso  e  condiviso  atto  a  supportare  le  scelte
strategiche  adottate  dall’Amministrazione,   assumendo,   altresi’,
rilevanza fondamentale nell’ottica di favorire il consolidarsi di una
nuova  cultura  gestionale  improntata  al   risultato,   nonche’   a
consentire un piu’ efficace conseguimento degli obiettivi  prioritari
3. Gli interventi formativi di cui ai  commi  precedenti,  realizzati
nel rispetto delle risorse destinate a tale finalita’, sono diretti a
sviluppare ed a valorizzare il patrimonio professionale del dirigente
e, a tale fine, vengono specificamente correlati sia a  tematiche  di
carattere  generale  proprie  della  funzione  dirigenziale,  sia  ad
aspetti specifici riferiti agli incarichi assegnati.
4.  Nell’ottica  di  favorire   il   costante   potenziamento   della
qualificazione professionale della  dirigenza,  la  Presidenza  puo’,
inoltre, prevedere la realizzazione di programmi di alta  formazione,
anche nella prospettiva dell’intensificarsi di esperienze  europee  e
internazionali, nonche’ di  favorire  i  rapporti  istituzionali  con
organismi analoghi di altri Stati europei.
5. Per garantire l’obiettivo di una formazione permanente e  diffusa,
correlata agli specifici contesti di lavoro nonche’  a  programmi  di
riqualificazione ad alto sviluppo  informatico  e  tecnologico,  sono
definite specifiche misure per realizzare iniziative di formazione  a
distanza,  nonche’  attivita’   formative   basate   su   metodologie
innovative, come ad esempio la formazione sul  posto  di  lavoro,  la
formazione mista (sia in aula che sul posto di lavoro), le  comunita’
di apprendimento e le comunita’ di pratica.
6.  Resta  fermo  quanto  previsto  dall’art.  32   (Formazione   dei
dirigenti) del CCNL del 13 aprile 2006.
CONSIGLIERI E DIRIGENTI DI I FASCIA
1. Lo stipendio tabellare  dei  consiglieri  e  dei  dirigenti  di  I
fascia, definito ai sensi dell’art. 2,  comma  2,  del  CCNL  del  13
aprile 2006, relativo al biennio economico  2004-2005,  nella  misura
annua lorda di €  51.329,04  comprensiva  del  rateo  di  tredicesima
mensilita’, e’ incrementato, con decorrenza dalle date sottoindicate,
dei  seguenti  importi  mensili  lordi  da   corrispondere   per   13
• dal 01/01/2006 di € 53,56
• rideterminato dal 01/01/2007 in € 180,85
tabellare annuo lordo a regime  dei  consiglieri  e  dirigenti  di  I
fascia  dal  1/1/2007  e’  rideterminato  in  €  53.680,09   per   13
3. La retribuzione  di  posizione  di  parte  fissa,  come  stabilita
dall’art. 2, comma 3, secondo punto del  CCNL  del  13  aprile  2006,
relativo  al  biennio  economico  2004-2005,  e’   rideterminata,   a
decorrere dal 1° gennaio 2007 in € 35.173,90 annui lordi, comprensivi
di tredicesima mensilita’.
4. Resta confermata la retribuzione individuale  di  anzianita’,  gli
5. Gli incrementi di cui al  comma  1  assorbono  e  comprendono  gli
prevista dall’art. 2, comma 6, del CCNL del 13  aprile  2006  per  il
quadriennio 2002-2005, nonche’ le misure dell’indennita’  integrativa
speciale di cui all’art. 49, comma 6, del medesimo CCNL.
1.  Le  retribuzioni  risultanti   dall’applicazione   dell’art.   23
(Trattamento economico fisso dei consiglieri e  dei  dirigenti  di  I
fascia) hanno effetto sul trattamento  ordinario  di  previdenza,  di
quiescenza normale e privilegiato, sull’indennita’ di buonuscita o di
fine  servizio,  sull’indennita’  alimentare,  sull’equo  indennizzo,
quiescenza dei consiglieri e dirigenti di I fascia  comunque  cessati
dal servizio, con diritto a pensione,  nel  periodo  di  vigenza  del
presente biennio contrattuale di  parte  economica  alle  scadenze  e
negli importi previsti dalle disposizioni  richiamante  nel  presente
articolo. Agli effetti dell’indennita’ di buonuscita, dell’indennita’
sostitutiva di preavviso e di quella prevista dall’articolo 2122  del
cod. civ. si considerano solo gli scaglionamenti maturati  alla  data
di cessazione dal  servizio  nonche’  la  retribuzione  di  posizione
percepita fissa e variabile provvedendo al  recupero  dei  contributi
non versati a totale carico degli interessati.
4. All’atto  del  conferimento  dell’incarico  di  consigliere  o  di
livello  dirigenziale  generale   e’   conservata   la   retribuzione
individuale di anzianita’ in godimento.
dei consiglieri e dei dirigenti di I fascia
1. Fermo  restando  quanto  stabilito  dall’art.  51  (Fondo  per  il
risultato dei consiglieri e dei dirigenti di I fascia) del  CCNL  per
il quadriennio 2002-2005,  il  fondo  ivi  previsto,  come  integrato
dall’art. 4 del CCNL per il biennio economico 2004  –  2005,  del  13
aprile 2006,  e’  ulteriormente  incrementato  dei  seguenti  importi
percentuali,  calcolati  sul  monte  salari  anno  2005  relativo  ai
consiglieri ed ai dirigenti di I fascia:
• 3,14% a decorrere dal 01/01/2007;
• rideterminato dal 31/12/2007 nel 3,53%.
fissa definita ai sensi dell’art. 23, comma 3, (trattamento economico
che residua, sono destinate alla retribuzione di risultato.
REFERENDARI E DIRIGENTI DI II FASCIA
Trattamento economico fisso per i referendari e per i dirigenti di II
1. Lo stipendio tabellare, definito ai sensi del CCNL del  13  aprile
2006, relativo al biennio economico  2004-2005,  nella  misura  annua
lorda di € 40.129,98 comprensiva del rateo di tredicesima mensilita’,
e’  incrementato,  con  decorrenza  dalle  date  sottoindicate,   dei
seguenti importi mensili lordi da corrispondere per 13 mensilita’:
• dal 01/01/2006 di € 21,83
• rideterminato dal 01/01/2007 in € 141,386
tabellare annuo lordo a regime dei referendari e dirigenti di seconda
fascia  dal  1/1/2007  e’  rideterminato  in  €  41.968,00   per   13
3. Per i referendari e dirigenti di  II  fascia  la  retribuzione  di
posizione – parte fissa, di cui dell’art. 5, comma 3,  secondo  punto
del CCNL per il  biennio  economico  2004-2005,  e’  rideterminata  a
decorrere dal 01/01/2007 in € 11.778,61 annui lordi,  comprensivi  di
importi erogati a titolo di indennita’ di vacanza contrattuale di cui
all’art. 2, comma 6, del CCNL del 13 aprile 2006 per  il  quadriennio
2002-2005, nonche’ le  misure  dell’indennita’  integrativa  speciale
negli importi in godimento dei dirigenti come prevista dall’art.  52,
comma 6, del medesimo CCNL.
1.  Le  retribuzioni  risultanti   dall’applicazione   dell’art.   26
(Trattamento economico fisso per i  referendari  e  dirigenti  di  II
quiescenza dei referendari e dirigenti di II fascia comunque  cessati
4.  All’atto  dell’attribuzione  della  qualifica  di  referendari  e
dirigenti di II fascia e’ conservata la retribuzione  individuale  di
anzianita’ in godimento.
e della retribuzione di risultato dei referendari e dei dirigenti  di
1. Fermo  restando  quanto  stabilito  dall’art.  58  (Fondo  per  il
risultato dei referendari e dirigenti di II fascia) del CCNL  per  il
quadriennio  2002-2005,  il  fondo  ivi  previsto,   come   integrato
dall’art. 7 del CCNL per il biennio economico 2004  –  2005,  del  13
percentuali, calcolati sul monte salari dell’anno  2005  relativo  ai
referendari ed ai dirigenti di II fascia:
• 2,01% a decorrere dal 01/01/2007;
• rideterminato dal 31/12/2007 nel 2,40%.
fissa definita ai sensi dell’art. 26, comma 3, (trattamento economico
fisso per i referendari e per i dirigenti di  II  fascia)  e  per  la
parte che residua, sono destinate alla retribuzione di risultato.
Retribuzione di posizione dei referendari
e dei dirigenti di II fascia preposti
ad uffici dirigenziali non generali
1. La retribuzione di posizione e’ definita,  per  ciascuna  funzione
dirigenziale, nell’ambito del 85% delle risorse complessive, entro  i
seguenti valori annui lordi, a regime, per tredici mensilita’: da  un
minimo di € 11.778,61 che costituisce la parte fissa di cui  all’art.
26, comma 3, (trattamento economico fisso per i referendari e  per  i
dirigenti di II  fascia)  del  presente  CCNL,  a  un  massimo  di  €
47.832,47.
2. In presenza di una maggiore  complessita’  funzionale  e  di  piu’
ampie   responsabilita’   operative    e    relazionali,    accertate
dall’Amministrazione con proprio provvedimento in relazione a  talune
strutture, il valore delle retribuzioni di posizione di cui al  comma
1 puo’ essere elevato dalla Presidenza, entro il limite  massimo  del
10% dell’importo previsto, ove siano disponibili le relative  risorse
nell’ambito del fondo di cui all’art. 28 (Fondo per il  finanziamento
della retribuzione di posizione e della retribuzione di risultato dei
referendari e dei dirigenti di II fascia) del presente CCNL. Cio’, al
fine  di  valorizzare  il  maggiore  impegno  correlato  al   diretto
coinvolgimento    nelle    modifiche    dell’assetto    organizzativo
dell’Amministrazione,  anche  con  riferimento  alla  gestione  degli
effetti dei processi di cambiamento attuati.
Retribuzione dei referendari e dei dirigenti di II fascia incaricati
di funzioni dirigenziali generali
1. Ai dirigenti di seconda fascia incaricati di funzioni dirigenziali
generali  compete,  limitatamente  alla  durata   dell’incarico,   la
retribuzione stabilita per i  dirigenti  di  prima  fascia  ai  sensi
dell’art.  23  (Trattamento  economico  fisso  per  i  consiglieri  e
dirigenti di prima fascia), fermo restando quanto previsto  dall’art.
23, comma 1, del d. lgs. n. 165 del 2001.
Retribuzione di risultato dei  referendari  e  dei  dirigenti  di  II
1.   Al   fine   di   sviluppare,   all’interno   della   Presidenza,
l’orientamento ai risultati anche attraverso la valorizzazione  della
quota della retribuzione accessoria ad essi legata, al  finanziamento
della retribuzione di risultato per  tutti  i  dirigenti  di  seconda
fascia sono destinate parte delle risorse complessive di cui all’art.
28 (Fondo per il finanziamento  della  retribuzione  di  posizione  e
della retribuzione di risultato dei  dirigenti  di  seconda  fascia),
comunque  in  misura  non  inferiore  al   15%   del   totale   delle
2.  Le  somme  destinate  al  finanziamento  della  retribuzione   di
risultato  devono  essere  integralmente  utilizzate   nell’anno   di
riferimento. Ove cio’ non sia possibile,  le  eventuali  risorse  non
spese sono destinate al finanziamento della predetta retribuzione  di
risultato nell’anno successivo.
3. L’importo annuo individuale della componente di risultato  di  cui
al presente articolo non puo’ in nessun caso essere inferiore al  20%
del valore annuo della retribuzione di posizione in  atto  percepita,
nei limiti delle risorse disponibili, ivi comprese  quelle  derivanti
dall’applicazione del principio dell’onnicomprensivita’.
Criteri per l’erogazione della retribuzione di risultato
a referendari e dirigenti di II fascia
1. L’Amministrazione definisce i criteri per la determinazione e  per
l’erogazione annuale della retribuzione di risultato ai dirigenti  di
seconda fascia anche attraverso  apposite  previsioni  nei  contratti
individuali di ciascun  dirigente.  Nella  definizione  dei  criteri,
l’Amministrazione deve prevedere che  la  retribuzione  di  risultato
debba  essere  erogata  solo  a  seguito  di  preventiva,  tempestiva
determinazione degli obiettivi annuali, nel rispetto dei principi  di
cui all’art. 14, comma 1, del d.  lgs.  n.  165  del  2001,  e  della
positiva  verifica  e  certificazione  dei  risultati   di   gestione
conseguiti in coerenza con detti obiettivi, secondo le risultanze dei
sistemi di valutazione, di cui all’art. 5 (I sistemi di  valutazione)
del presente CCNL.
2. La retribuzione di risultato e’ attribuita sulla base del  diverso
grado di raggiungimento degli obiettivi e sul  livello  di  capacita’
manageriale dimostrata nella realizzazione degli stessi, misurati con
il sistema di valutazione di cui all’art. 5. Nell’ottica di garantire
un’effettiva premialita’, tale componente retributiva  e’  articolata
in  livelli  di  merito,  non  inferiori  a  tre,  graduati  mediante
l’applicazione di specifici parametri, definiti nel predetto  sistema
di valutazione, che garantiscano una adeguata differenziazione  degli
3. In caso di mancato rispetto dei principi e criteri in  materia  di
valutazione, l’Amministrazione non potra’ erogare le somme  stanziate
per la corresponsione della retribuzione di risultato ai dirigenti.
1. Per quanto non previsto dal presente contratto  restano  ferme  le
disposizioni contenute nei CCNL del 13 aprile 2006.
• con riferimento all’art. 3 (Conferimento  incarichi  dirigenziali):
l’art. 20 del CCNL del 13 aprile 2006;
•  con  riferimento   all’art.   9   (Recesso   per   responsabilita’
dirigenziale): l’art. 41 del CCNL del 13 aprile 2006;
• con riferimento all’art. 16 (Rapporto  tra  procedimento  penale  e
procedimento disciplinare): l’art. 45 del CCNL del 13 aprile 2006;
•  con  riferimento  all’art.  19   (Indennita’   sostitutiva   della
reintegrazione): l’art. 43 del CCNL del 13 aprile 2006;
•  con  riferimento  all’art.  29  (Retribuzione  di  posizione   dei
referendari  e  dei  dirigenti  di  II  fascia  preposti  ad   uffici
dirigenziali non generali): l’art. 8, comma 3, del CCNL del 13 aprile
2006 – biennio economico 2004/2005;
•  con  riferimento  all’art.  30  (Retribuzione  di  posizione   dei
referendari e dei dirigenti di II fascia incaricati  di  funzioni  di
consigliere e funzioni dirigenziali generali): l’art.  56,  comma  1,
del CCNL del 13 aprile 2006;
• con riferimento  agli  artt.  31  (Retribuzione  di  risultato  dei
referendari  e  dei  dirigenti  di  II  fascia)  e  32  (Criteri  per
l’erogazione  della  retribuzione  di  risultato  a   referendari   e
dirigenti di II fascia): l’art. 57 del CCNL del 13 aprile 2006.
Con riferimento all’art. 3 (Conferimento incarichi  dirigenziali)  le
parti,  al  fine  di  garantire  la  migliore   funzionalita’   della
Presidenza,   convengono   sull’opportunita’   che   gli    incarichi
dirigenziali,  ivi  compresi  quelli  di  capo  dipartimento,   siano
conferiti  in  via  prevalente  ai  dirigenti  di  ruolo,  attesa  la
complessita’ e la tipicita’ dei compiti assegnati,  il  cui  ottimale
svolgimento  richiede  l’acquisizione  di  una  specifica   capacita’
professionale maturata all’interno della Presidenza stessa.
In riferimento all’art. 18 le parti, si  danno  reciprocamente  atto,
che in conformita’ ai principi  generali  in  materia,  nel  caso  di
reintegra  in   soprannumero   del   dirigente   illegittimamente   o
ingiustificatamente licenziato, la posizione  soprannumeraria  dovra’
essere riassorbita a seguito delle eventuali cessazioni dal  servizio
al momento del loro verificarsi.
1. I  principi  e  i  contenuti  del  presente  codice  costituiscono
imparzialita’,  che  qualificano  il   corretto   adempimento   della
prestazione lavorativa. I dipendenti pubblici – escluso il  personale
militare, quello della polizia  di  Stato  ed  il  Corpo  di  polizia
penitenziaria,   nonche’   i   componenti   delle   magistrature    e
dell’Avvocatura dello Stato – si  impegnano  ad  osservarli  all’atto
2. I contratti collettivi provvedono, a norma dell’art. 54, comma  3,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al  coordinamento  con
le previsioni in materia  di  responsabilita’  disciplinare.  Restano
ferme le disposizioni riguardanti le altre forme  di  responsabilita’
dei pubblici dipendenti.
3. Le disposizioni che seguono trovano applicazione in tutti  i  casi
in cui non siano applicabili  norme  di  legge  o  di  regolamento  o
comunque per i profili  non  diversamente  disciplinati  da  leggi  o
regolamenti. Nel rispetto dei  principi  enunciati  dall’art.  2,  le
previsioni degli articoli 3 e seguenti  possono  essere  integrate  e
specificate dai codici  adottati  dalle  singole  amministrazioni  ai
sensi dell’art. 54, comma 5, del decreto legislativo 30  marzo  2001,
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di
servire esclusivamente la  Nazione  con  disciplina  ed  onore  e  di
rispettare   i   principi   di   buon   andamento   e   imparzialita’
dell’amministrazione.  Nell’espletamento  dei  propri   compiti,   il
2. Il dipendente mantiene una posizione di indipendenza, al  fine  di
evitare di prendere decisioni o svolgere attivita’ inerenti alle  sue
mansioni  in  situazioni,  anche  solo  apparenti,  di  conflitto  di
interessi. Egli non svolge alcuna  attivita’  che  contrasti  con  il
corretto adempimento dei compiti d’ufficio e si  impegna  ad  evitare
situazioni e comportamenti  che  possano  nuocere  agli  interessi  o
3. Nel rispetto dell’orario di lavoro, il dipendente dedica la giusta
quantita’ di tempo  e  di  energie  allo  svolgimento  delle  proprie
competenze, si impegna  ad  adempierle  nel  modo  piu’  semplice  ed
efficiente nell’interesse dei cittadini e assume  le  responsabilita’
4. Il dipendente usa e custodisce con cura i beni di cui dispone  per
ragioni di ufficio e non utilizza a fini privati le  informazioni  di
cui dispone per ragioni di ufficio.
5. Il comportamento del dipendente deve essere tale da  stabilire  un
rapporto  di   fiducia   e   collaborazione   tra   i   cittadini   e
l’amministrazione. Nei rapporti con i  cittadini,  egli  dimostra  la
massima disponibilita’ e non ne  ostacola  l’esercizio  dei  diritti.
Favorisce l’accesso degli stessi  alle  informazioni  a  cui  abbiano
titolo e, nei limiti in cui cio’ non sia vietato, fornisce  tutte  le
notizie  e  informazioni  necessarie  per   valutare   le   decisioni
6. Il dipendente limita gli adempimenti  a  carico  dei  cittadini  e
comunque, lo svolgimento, da parte  dei  cittadini,  delle  attivita’
loro consentite, o comunque non contrarie alle  norme  giuridiche  in
7. Nello svolgimento dei propri compiti, il  dipendente  rispetta  la
distribuzione delle funzioni tra  Stato  ed  enti  territoriali.  Nei
e dei compiti da parte dell’autorita’ territorialmente  competente  e
(Regali e altre utilita’)
1. Il dipendente non chiede,  per  se’  o  per  altri,  ne’  accetta,
neanche in occasione di festivita’, regali  o  altre  utilita’  salvo
quelli d’uso di modico valore,  da  soggetti  che  abbiano  tratto  o
comunque possano trarre benefici da decisioni  o  attivita’  inerenti
2. Il dipendente non chiede, per se’ o per altri, ne’ accetta, regali
o altre utilita’ da un subordinato o da suoi parenti entro il  quarto
grado. Il  dipendente  non  offre  regali  o  altre  utilita’  ad  un
sovraordinato o a suoi parenti entro il quarto grado,  o  conviventi,
1. Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di associazione,
il dipendente comunica al dirigente dell’ufficio la propria  adesione
ad associazioni ed organizzazioni, anche a carattere non riservato, i
cui  interessi  siano  coinvolti  dallo  svolgimento   dell’attivita’
dell’ufficio, salvo che si tratti di partiti politici o sindacati.
2. Il  dipendente  non  costringe  altri  dipendenti  ad  aderire  ad
associazioni ed organizzazioni, ne’ li  induce  a  farlo  promettendo
1. Il dipendente informa per iscritto il  dirigente  dell’ufficio  di
tutti i rapporti di collaborazione in qualunque modo  retribuiti  che
egli abbia avuto nell’ultimo quinquennio, precisando:
a) se egli, o suoi  parenti  entro  il  quarto  grado  o  conviventi,
b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti  che
abbiano interessi in  attivita’  o  decisioni  inerenti  all’ufficio,
2.  Il  dirigente,  prima  di  assumere  le  sue  funzioni,  comunica
attivita’ politiche, professionali o economiche  che  li  pongano  in
coinvolte nelle decisioni o nelle attivita’ inerenti all’ufficio.  Su
motivata richiesta del dirigente  competente  in  materia  di  affari
generali e personale,  egli  fornisce  ulteriori  informazioni  sulla
1. Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni
o ad attivita’ che possano coinvolgere interessi  propri  ovvero:  di
suoi parenti entro il quarto grado  o  conviventi;  di  individui  od
organizzazioni con cui egli stesso o il coniuge abbia causa  pendente
o grave inimicizia o rapporti di credito o debito;  di  individui  od
organizzazioni di  cui  egli  sia  tutore,  curatore,  procuratore  o
agente; di  enti,  associazioni  anche  non  riconosciute,  comitati,
societa’ o stabilimenti di cui egli sia amministratore  o  gerente  o
esistano gravi ragioni  di  convenienza.  Sull’astensione  decide  il
(Attivita’ collaterali)
1. Il dipendente non accetta da soggetti diversi dall’amministrazione
retribuzioni o altre utilita’ per prestazioni alle  quali  e’  tenuto
per lo svolgimento dei propri compiti d’ufficio.
2.  Il  dipendente  non  accetta  incarichi  di  collaborazione   con
individui od organizzazioni che abbiano, o abbiano avuto nel  biennio
precedente, un interesse economico in decisioni o attivita’  inerenti
3. Il dipendente non sollecita ai propri superiori il conferimento di
incarichi remunerati.
(Imparzialita’)
1. Il  dipendente,  nell’adempimento  della  prestazione  lavorativa,
assicura la parita’ di trattamento tra i  cittadini  che  vengono  in
contatto con l’amministrazione da cui dipende. A tal fine,  egli  non
rifiuta ne’ accorda  ad  alcuno  prestazioni  che  siano  normalmente
2. Il dipendente si  attiene  a  corrette  modalita’  di  svolgimento
1.   Il   dipendente   non   sfrutta   la   posizione   che   ricopre
nell’amministrazione per ottenere utilita’ che non gli spettino.  Nei
rapporti   privati,   in   particolare   con    pubblici    ufficiali
nell’esercizio delle loro funzioni, non menziona  ne’  fa  altrimenti
intendere, di propria iniziativa, tale posizione, qualora cio’  possa
1. Il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda  ne’  affida
ad altri dipendenti  il  compimento  di  attivita’  o  l’adozione  di
2. Nel rispetto delle previsioni contrattuali, il  dipendente  limita
le assenze dal luogo di lavoro a quelle strettamente necessarie.
3. Il dipendente non utilizza a fini privati materiale o attrezzature
di cui dispone per ragioni di ufficio. Salvo casi d’urgenza, egli non
utilizza le linee telefoniche dell’ufficio per esigenze personali. Il
dipendente che dispone di mezzi di trasporto dell’amministrazione  se
ne serve per lo svolgimento dei  suoi  compiti  d’ufficio  e  non  vi
trasporta abitualmente persone estranee all’amministrazione.
4. Il dipendente non accetta per uso personale, ne’ detiene o gode  a
titolo personale, utilita’  spettanti  all’acquirente,  in  relazione
all’acquisto di beni o servizi per ragioni di ufficio.
1. Il dipendente in diretto rapporto con il pubblico presta  adeguata
attenzione alle domande di ciascuno e fornisce le spiegazioni che gli
siano richieste  in  ordine  al  comportamento  proprio  e  di  altri
dipendenti  dell’ufficio.  Nella  trattazione  delle  pratiche   egli
rispetta l’ordine cronologico e non rifiuta  prestazioni  a  cui  sia
con i cittadini e risponde sollecitamente ai loro reclami.
2.  Salvo  il  diritto  di   esprimere   valutazioni   e   diffondere
informazioni a tutela dei  diritti  sindacali  e  dei  cittadini,  il
detrimento dell’immagine dell’amministrazione.  Il  dipendente  tiene
informato il dirigente  dell’ufficio  dei  propri  rapporti  con  gli
3. Il dipendente non prende impegni  ne’  fa  promesse  in  ordine  a
decisioni o azioni proprie o altrui  inerenti  all’ufficio,  se  cio’
4.  Nella  redazione  dei  testi  scritti  e  in   tutte   le   altre
comunicazioni  il  dipendente   adotta   un   linguaggio   chiaro   e
5. Il dipendente che  svolge  la  sua  attivita’  lavorativa  in  una
amministrazione che fornisce servizi al  pubblico  si  preoccupa  del
rispetto  degli  standard  di  qualita’  e   di   quantita’   fissati
preoccupa di assicurare la continuita’ del  servizio,  di  consentire
agli utenti la scelta tra i  diversi  erogatori  e  di  fornire  loro
informazioni sulle  modalita’  di  prestazione  del  servizio  e  sui
1. Nella stipulazione di contratti per conto dell’amministrazione, il
dipendente non ricorre a mediazione o ad altra opera  di  terzi,  ne’
corrisponde   o   promette   ad   alcuno   utilita’   a   titolo   di
intermediazione, ne’ per facilitare o aver facilitato la  conclusione
o l’esecuzione del contratto.
2.  Il  dipendente  non  conclude,  per  conto  dell’amministrazione,
titolo  privato   nel   biennio   precedente.   Nel   caso   in   cui
finanziamento o assicurazione, con imprese con le  quali  egli  abbia
concluso contratti  a  titolo  privato  nel  biennio  precedente,  si
astiene  dal  partecipare  all’adozione  delle  decisioni   ed   alle
3. Il dipendente che stipula contratti a titolo privato  con  imprese
con cui abbia concluso, nel biennio precedente, contratti di appalto,
fornitura,  servizio,  finanziamento  ed  assicurazione,  per   conto
dell’amministrazione,  ne   informa   per   iscritto   il   dirigente
4. Se nelle situazioni di cui ai commi 2 e 3 si trova  il  dirigente,
questi informa per iscritto il dirigente  competente  in  materia  di
1. Il dirigente ed il dipendente forniscono  all’ufficio  interno  di
controllo tutte le informazioni necessarie ad una  piena  valutazione
dei  risultati  conseguiti  dall’ufficio  presso  il  quale  prestano
servizio.  L’informazione  e’  resa  con  particolare  riguardo  alle
seguenti   finalita’:   modalita’   di   svolgimento   dell’attivita’
dell’ufficio; qualita’ dei servizi prestati; parita’  di  trattamento
tra le diverse categorie di cittadini e utenti; agevole accesso  agli
uffici, specie per gli utenti disabili; semplificazione  e  celerita’
delle  procedure;   sollecita   risposta   a   reclami,   istanze   e
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – CCNL relativo al personale dirigente dell’Area VIII della Presidenza del Consiglio dei Ministri – quadriennio normativo 2006-2009 redazione redazione 2015-05-05T20:19:07+00:00