Source: http://www.semaforo-verde.it/t-a-r-emilia-romagna-sentenza-numero-284-del-28-03-2011/
Timestamp: 2019-06-19 01:49:05+00:00
Document Index: 92251420

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 128', 'sentenza ', 'sentenza ']

T.A.R. Emilia Romagna, sentenza numero 284 del 28/03/2011 – Semaforo verde
T.A.R. Emilia Romagna, sentenza numero 284 del 28/03/2011
T.A.R. Emilia Romagna, Sezione prima Bologna, sentenza n. 284 del 28 marzo 2011
Considerato che per consolidata giurisprudenza, cui aderisce il Collegio, i provvedimenti di revisione della patente di guida, adottati ai sensi dell’art. 128 del codice della strada, sono finalizzati alla verifica della permanenza dei requisiti psicofisici e di idoneità tecnica per il possesso della patente e vengono adottati quando il comportamento del conducente sia stato tale da far sorgere dubbi in ordine al possesso di tali requisiti, con la conseguenza che tale provvedimento non ha finalità sanzionatorie o punitive e non presuppone l’accertamento di una violazione delle norme sul traffico o di quelle penali o civili, ma qualunque episodio che giustifichi un ragionevole dubbio sulla persistenza dell’idoneità psicofisica o tecnica (cfr. ex multis, Cons. di Stato, sez. III, 01 dicembre 2009, n. 322);
Ritenuto, nel caso di specie, che dal verbale redatto dai competenti organi di polizia municipale emergano circostanze che attestano irregolarità nella condotta di guida da parte del ricorrente che ha causato il sinistro (il quale circolava nella corsia riservata ai mezzi pubblici e, svoltando a sinistra dopo avere oltrepassato la striscia continua longitudinale delimitante il senso di marcia, ha effettuato una manovra pericolosa oltre che vietata);
Ritenuto pertanto che le circostanze emerse siano tali, nell’ambito della valutazione discrezionale riservata alla stessa Amministrazione, da giustificare l’adozione di un provvedimento di revisione;
Considerato infine che risulta essere stato comunicato l’avvio del procedimento (All. 2 alla relazione dell’Amministrazione);
Ritenuto pertanto il ricorso infondato;
Ritenuto che le spese debbano seguire la soccombenza e liquidarsi come da dispositivo.
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, che liquida in €.2.000,00 (duemila/00).
Così deciso in Bologna nella camera di consiglio del giorno 10 marzo 2011 con l’intervento dei magistrati:
G. C., Presidente
G. B., Consigliere, Estensore
U. D. B., Consigliere
Depositata in segreteria il 28 marzo 2011.
Autore AngeloPubblicato il 21 Marzo 2019 22 Marzo 2019 Categorie Sentenze
Precedente Articolo precedente: Cassazione Civile, sentenza numero 20308 del 04/10/2011
Successivo Articolo successivo: Cassazione Penale, sentenza numero 18080 del 12/05/2010