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Timestamp: 2018-02-21 09:02:52+00:00
Document Index: 6664573

Matched Legal Cases: ['art. 2220', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 2424', 'art. 2425', 'art. 2427', 'art. 2428', 'art. 2429', 'art. 209', 'art. 2421', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 51', 'art. 1']

Conservazione delle fatture su supporto informatico: le regole da seguire - PDF
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1 Fattura elettronica Conservazione delle fatture su supporto informatico: le regole da seguire di Francesco Scopacasa Codice civile Normativa tributaria Validità fiscale La possibilità di conservare su supporti di immagini le fatture e le altre scritture contabili obbligatorie per l imprenditore commerciale era stata stabilita già dal Codice civile fin dal 1994 (art. 2220). Nel medesimo anno fu definito dalla normativa nazionale che tale possibilità era applicabile anche a tutte le scritture e i documenti rilevanti ai fini tributari; tuttavia, un decreto del Ministro delle finanze avrebbe dovuto determinare le modalità per la conservazione su supporti di immagini delle scritture e dei documenti (art. 7 bis, D.L. n. 357/1994). L iter di formazione di tale decreto è stato complesso e travagliato per la necessità di superare i notevoli problemi tecnici posti dalla materia e si è concluso solo il 23 gennaio Ipotesi operative Conservazione su supporti di immagini : indicazioni del decreto Le disposizioni del decreto si riferiscono a quattro specifiche ipotesi operative: 1 l emissione 2 la conservazione 3 l esibizione 4 la conservazione (riversamento) di documenti informatici di documenti analogici in forma di documenti informatici in forma di documenti informatici Regole applicative Tale provvedimento (art. 2) richiama in proposito le regole applicative di norme i cui contenuti, tuttavia, sono stati nel frattempo sostituiti con altre norme, alle quali occorre pertanto fare oggi riferimento come segue: DPR n. 445/2000 (Testo Unico sulla documentazione amministrativa) DPCM 8 febbraio1999 (regole tecniche) Le disposizioni che qui interessano sono state trasferite nel! D.Lgs. n. 82/2005 (Codice amministrazione digitale) sostituito con! DPCM 13 gennaio 2004 (regole tecniche) 47
2 Deliberazione AIPA 13 dicembre 2001, n. 42 (regole tecniche) sostituita con! Deliberazione CNIPA 19 febbraio 2004, n. 11 (regole tecniche) Data la continua evoluzione della materia, le regole tecniche sono in corso di ulteriore rielaborazione e saranno quanto prima sostituite con nuovi provvedimenti normativi. Elenco documenti Documenti informatizzabili Le procedure previste dal decreto per l emissione, la conservazione e l esibizione su supporti informatici si applicano ai seguenti documenti, che sono stati indicati, in via esemplificativa, dall Amministrazione finanziaria (C.M. n. 36/E, 2006); tale elenco non deve dunque considerarsi esaustivo, ma può essere oggetto di futuri ampliamenti. 1 Libro giornale e libro degli inventari. 2 Scritture ausiliarie nelle quali devono essere registrati gli elementi patrimoniali e reddituali. 3 Scritture ausiliarie di magazzino. 4 Registro dei beni ammortizzabili. 5 Bilancio d esercizio, composto da stato patrimoniale (art. 2424, c.c.), conto economico (art. 2425, c.c.) e nota integrativa (art. 2427, c.c.). 6 Documenti che per legge devono essere allegati al bilancio d esercizio: relazione sulla gestione (art. 2428, c.c.); relazione dei sindaci (art. 2429, c.c.); relazione dei revisori contabili (art. 209, D.Lgs. n. 58/1998). 7 Libri sociali (art. 2421, c.c.): libro dei soci; libro delle obbligazioni; libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione; libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee; libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale; libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo; libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti. 8 Registri prescritti ai fini IVA, quali, ad esempio: registro degli acquisti; registro dei corrispettivi; registro delle fatture emesse. 9 Dichiarazioni fiscali (UNICO, IVA, ecc.). 10 Modulistica relativa ai pagamenti (ad esempio, modelli di versamento F23 ed F24) 11 Fatture e documenti simili (comprese le bollette per la somministrazione di acqua, gas ed energia elettrica). 12 Documento di trasporto (C.M. n. 36/E, 2006). 13 Giornale di fondo dei misuratori fiscali (DGFE) (C.M. n. 36/E, 2006). 48
3 Documenti esclusi DAU, DAA e DAS Documenti tributari del settore doganale Le regole del decreto si applicano a tutti i documenti tributari esclusi quelli relativi al settore doganale, delle accise e delle imposte di consumo di competenza dell Agenzia delle Dogane. Restano quindi ferme le ordinarie regole di conservazione cartacea per i documenti, ad esempio, relativi all importazione o esportazione di merci (bollette doganali DAU - documento amministrativo unificato, documenti di trasporto DAA - documento accompagnamento accise e DAS - Documento accompagnamento semplificato, ecc.). È stato precisato, invece, che rientrano nelle procedure previste dal decreto (e, pertanto, possono essere oggetto di emissione, trasmissione e conservazione in forma elettronica) i documenti emessi nei confronti della clientela per l addebito dei corrispettivi (fatture), comprensivi delle imposte di consumo e delle accise, emessi o pervenuti in qualunque formato. Si tratta, in sostanza, delle fatture (c.d. bollette ) emesse dalle imprese che erogano agli utenti i servizi di somministrazione di acqua, gas ed energia elettrica (D.M. n. 370/2000). La precisazione è stata fatta dall Agenzia delle Entrate (C.M. n. 45/E, 2005), conformemente al parere espresso precedentemente dall Agenzia delle Dogane (C.M. n. 5/D, 2005). Libro matricola e libro paga Registri in materia di lavoro Per quanto riguarda i registri previsti dalla legislazione del lavoro, quali il libro matricola e il libro paga, la relativa conservazione deve essere effettuata nel rispetto delle istruzioni fornite in proposito dal competente Ministero del lavoro e delle politiche sociali (C.M. n. 33/2003) alle quali si fa rinvio. Ricevute e scontrini Tabella riassuntiva Altri documenti fiscali Non possono essere emessi in forma informatica né le ricevute fiscali, che devono essere emesse utilizzando gli appositi moduli cartacei stampati da tipografie autorizzate, né gli scontrini fiscali, che devono essere emessi tramite gli appositi registratori di cassa (apparecchi misuratori fiscali) (C.M. n. 36/E, 2006). Documenti non informatizzabili 1 Documenti doganali (DAU, DAA, DAS, ecc.) 2 Documenti relativi al settore delle accise (esclusi i documenti commerciali - fatture - con addebito di corrispettivi comprensivi di accisa) 3 Documenti relativi al settore delle imposte di consumo 4 Registri previsti dalla legislazione del lavoro (libro paga e libro matricola) (esclusi i documenti commerciali - fatture - con addebito di corrispettivi comprensivi di imposta di consumo) Regole di tenuta e conservazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (C.M. n. 33/2003) 5 Ricevuta fiscale (C.M. n. 36/E, 2006) 6 Scontrino fiscale (C.M. n. 36/E, 2006) 49
4 Requisiti Emissione e memorizzazione dei documenti informatici I documenti informatici devono: 1 essere emessi come documenti statici non modificabili 2 essere emessi con il riferimento temporale e la sottoscrizione elettronica 3 essere memorizzati su disco ottico o su qualsiasi altro supporto 4 essere memorizzati: con rispetto dell ordine cronologico; per periodo d imposta; senza soluzione di continuità 5 essere memorizzati con funzioni di ricerca con chiave cioè senza macroistruzioni o codici eseguibili per la conservazione è invece richiesta la marca temporale; la sottoscrizione si realizza tramite la firma digitale di cui sia garantita la leggibilità nel tempo quindi senza salti nell ambito di ciascuna tipologia di documento. cioè ricerca per cognome, nome, denominazione, codice fiscale, partita IVA, data e loro associazioni logiche Documento statico non modificabile Riferimento temporale Supporto informatico Memorizzazione L Agenzia delle Entrate ha precisato che il documento è statico non modificabile quando il suo contenuto risulti non alterabile durante le fasi di accesso e di conservazione, nonché immutabile nel tempo. A tal fine, non deve contenere macroistruzioni (ad esempio, i comandi che permettono l aggiornamento automatico della data, la quale, per espressa previsione normativa, deve invece restare immutata) né codici eseguibili (ad esempio, le istruzioni non sempre visibili all utente, in grado di controllare, in modo non pilotato da chi apre il documento, l aspetto e il contenuto dello stesso) (C.M. n. 36/E, 2006). Il riferimento temporale consiste in una semplice informazione che associa al documento informatico la data e l ora. È quindi diverso dalla marca temporale, che è, invece, richiesta per la successiva conservazione del documento informatico ed ha la caratteristica di essere opponibile ai terzi, come si dirà oltre. Per quanto riguarda la tipologia di supporto informatico, data la rapida evoluzione tecnologica, essa non è più individuata - come era avvenuto in origine - esclusivamente nel disco ottico. Il contribuente è libero di adottare supporti diversi, ma deve assicurarsi preventivamente che sia garantita la loro leggibilità nel tempo. La memorizzazione consiste nella trasposizione del documento informatico su un qualsiasi idoneo supporto, attraverso un processo di elaborazione. Questa operazione, come si dirà oltre, è comune anche per la trasposizione di documenti analogici (cartacei) su un qualsiasi idoneo supporto. Conservazione delle fatture elettroniche La procedura di conservazione delle fatture emesse o ricevute in forma elettronica e degli altri documenti informatici si articola nelle seguenti fasi (art. 3, Deliberazione CNIPA n. 11/ 2004): 50
5 Fasi 1 Archiviazione Fase eventuale, non obbligatoria, né tipizzata 2 Memorizzazione Processo di trasposizione, su un qualsiasi idoneo supporto, attraverso un processo di elaborazione, di documenti informatici 3 Sottoscrizione elettronica Applicazione della firma digitale da parte del responsabile del procedimento 4 Marca temporale Da parte del responsabile del procedimento (in luogo del riferimento temporale) Archiviazione vs conservazione Impronta Requisiti La conservazione di documenti informatici può essere preceduta da una fase eventuale, non obbligatoria, detta di archiviazione elettronica dei documenti, consistente in un processo di memorizzazione, su un qualsiasi idoneo supporto, di documenti informatici, anche sottoscritti, (...), univocamente identificati mediante un codice di riferimento, antecedente all eventuale processo di conservazione (art. 1, Deliberazione CNIPA ). L archiviazione elettronica è quindi una fase non obbligatoria che eventualmente precede la conservazione vera e propria ed è attuata mediante una procedura libera e non tipizzata, cioè non soggetta a particolari modalità operative. La conservazione è dunque, in senso stretto, un processo che inizia con la memorizzazione, su supporti ottici o altri idonei supporti, dei documenti, e termina con la sottoscrizione elettronica (firma digitale) e l apposizione della marca temporale non sul singolo documento, ma sull insieme dei documenti. Ne consegue che, nonostante il fatto che i due termini siano spesso erroneamente utilizzati come sinonimi, l archiviazione differisce dalla conservazione dei documenti, in quanto la prima procedura ha il solo scopo di identificare univocamente i documenti, mentre la seconda ne consente il loro mantenimento nel tempo. Pertanto, quando ci si riferisce all obbligo fiscale, questo è costituito dalla conservazione delle fatture e degli altri documenti aventi rilevanza fiscale e non da quello della loro mera e libera archiviazione. Va tenuto presente, infine, che la memorizzazione sul supporto può avere ad oggetto i documenti informatici ed eventualmente anche delle loro impronte e che la sottoscrizione elettronica e la marca temporale possono essere apposte anche su un evidenza informatica (ossia una sequenza di bit oggetto di elaborazione informatica) contenente l impronta o le impronte dei documenti o di insiemi di essi (art. 3, Decreto). Con il termine impronta si intende il risultato di una procedura consistente nell applicare ad un documento informatico una funzione matematica detta funzione di hash. La caratteristica di questa procedura consiste nel fatto che mentre il documento informatico cui si applica la funzione è costituito da una sequenza di simboli binari (bit) di lunghezza variabile per ciascun documento, la funzione di hash genera, invece, una sequenza di simboli binari (bit)) di lunghezza sempre fissa, breve e predefinita. L impronta costituisce, quindi, un riassunto (per usare un termine semplicistico) del documento informatico di partenza, che possiede, tuttavia, due requisiti fondamentali: risulta di fatto impossibile, a partire dall impronta, rigenerare il documento informatico di partenza; risulta di fatto impossibile che la funzione di hash, applicata ad una coppia di sequenze di simboli binari (cioè a due diversi documenti informatici), generi impronte uguali. Il concetto di impronta sarà ripreso successivamente, in quanto la normativa in vigore (art. 51
6 5, Decreto) prevede anche l obbligo per i contribuenti di comunicazione alle Agenzie fiscali dell impronta relativa ai documenti informatici rilevanti ai fini tributari. Questo obbligo, tuttavia, non è ancora efficace, ma diverrà operativo solo quando l Agenzia delle Entrate ne avrà indicato le modalità di trasmissione con un apposito provvedimento. Marca temporale Infine, la marca temporale consiste in una evidenza informatica (cioè in una sequenza di simboli binari - bit - elaborabile con una procedura informatica), che consente di rendere opponibile ai terzi un riferimento temporale (cioè l informazione contenente la data e l ora che viene associata ad uno o più documenti informatici). L utente inoltra la richiesta ad un sistema di validazione temporale secondo la procedura stabilita dal certificatore ed il sistema appone la data e l ora in conformità alle regole tecniche sulla validazione temporale (Titolo IV, DPCM 13 gennaio 2004). La generazione delle marche temporali deve garantire un tempo di risposta, misurato come differenza tra il momento della ricezione della richiesta e l ora riportata nella marca temporale, non superiore al minuto primo. La data e l ora contenute nella marca temporale sono specificate con riferimento al Tempo Universale Coordinato (UTC). L ora assegnata ad una marca temporale deve corrispondere, con una differenza non superiore ad un minuto secondo rispetto alla scala di tempo UTC (IEN), al momento della sua generazione. Periodicità del processo di conservazione delle fatture elettroniche Il processo di conservazione descritto deve avvenire periodicamente e cioè con cadenza almeno quindicinale per le fatture e con cadenza almeno annuale per le gli altri documenti. Regole del Ministero Anticipazione del termine di conservazione In proposito, l Agenzia delle Entrate ha affermato che il processo di conservazione delle fatture elettroniche debba essere operato entro i quindici giorni dal ricevimento o dalla emissione delle stesse, fermi restando i termini previsti per l assolvimento degli obblighi di annotazione (artt. 23 e 25, DPR n. 633/1972), rispettivamente nel registro delle fatture emesse e nel registro degli acquisti. Resta inteso che la conservazione può, a discrezione del contribuente, avere luogo anche ad intervalli più ravvicinati (C.M. n. 45/E, 2005). Occorre sottolineare, inoltre, che l obbligo di conservazione elettronica dei documenti informatici deve essere anticipato rispetto alla cadenza stabilita dalla norma nell ipotesi in cui siano in corso controlli ed ispezioni da parte degli organi competenti. Conservazione delle fatture cartacee Come già detto per la conservazione delle fatture elettroniche, anche le fatture e gli altri documenti emessi o ricevuti su supporto cartaceo (analogico) sono conservati attraverso una procedura articolata nelle quattro fasi dell archiviazione (eventuale), della memorizzazione e dell apposizione della marca temporale e della firma digitale. Tuttavia, per i documenti cartacei la procedura evidenzia due differenze fondamentali: Caratteristiche della procedura nel supporto deve essere memorizzata l immagine (cioè la rappresentazione grafica) del documento; la firma digitale deve essere apposta dal responsabile del procedimento, se trattasi di documento originale non unico, ovvero da un pubblico ufficiale (notaio) se trattasi di documento originale unico. 52
7 Documento originale non unico Regole del Ministero Tabella riassuntiva Per documento originale non unico si intende quello per il quale sia possibile risalire al suo contenuto attraverso altre scritture o documenti di cui sia obbligatoria la conservazione, anche in possesso di terzi. Da notare che il testo del decreto, pur avendo fornito una distinta definizione tra documenti unici e non unici (art. 1), sembra invece ignorarla nello stabilire la procedura di conservazione dei documenti analogici e nel prevedere genericamente per essi la firma digitale da parte del pubblico ufficiale. Ciò avrebbe comportato per il contribuente l assurda necessità di ricorrere al notaio ogni volta che avrebbe voluto conservare le fatture su supporto informatico. L Agenzia delle Entrate ha invece successivamente affermato che la disposizione deve, tuttavia, coordinarsi con le previsioni contenute nella delibera CNIPA, cui lo stesso decreto rinvia per definire la procedura di conservazione e deve essere interpretata alla luce delle esigenze di semplificazione poste a fondamento di tutta la disciplina in esame. In particolare, ai sensi della delibera, l intervento del pubblico ufficiale è limitato alla sola conservazione dei documenti analogici originali unici, per i quali le caratteristiche di non ricostruibilità del documento impongono razionalmente maggiori cautele in fase di conservazione (C.M. n. 36/E, 2006). Conservazione delle fatture e degli altri documenti analogici 1 Archiviazione Fase eventuale, non obbligatoria, né tipizzata 2 Memorizzazione Processo di trasposizione, su un qualsiasi idoneo supporto, attraverso un processo di elaborazione, dell immagine di documenti analogici. 3 Sottoscrizione elettronica Applicazione della firma digitale da parte del responsabile del procedimento, se trattasi di documenti non unici, ovvero da parte del notaio se trattasi di documenti unici 4 Marca temporale Da parte del responsabile del procedimento (in luogo del riferimento temporale) Requisiti Limitazione della conservazione Il processo di conservazione dei documenti analogici può essere limitato ad una o più tipologie di documenti, purché: sia assicurato l ordine cronologico delle registrazioni; non vi sia soluzione di continuità per ogni periodo d imposta. Va tenuto presente che se la fattura elettronica è trasmessa e ricevuta in forma elettronica, essa deve essere conservata esclusivamente in forma elettronica. Al contrario, la fattura che pur essendo stata emessa in forma elettronica, è stata consegnata o spedita in formato cartaceo, può essere conservata in formato elettronico o, in alternativa, su supporto cartaceo. Conservazione per tipologie di documenti Tuttavia, come si è detto, il contribuente ha l obbligo di effettuare la conservazione elettronica per tipologie di documenti. Ne consegue che se è stata scelta in un periodo d imposta una determinata modalità di conservazione (elettronica o cartacea), questa deve essere adottata per tutti i documenti che fanno parte della medesima categoria, indipendentemente dal fatto che la legge consenta modalità alternative. 53
8 Per quanto riguarda in particolare le fatture ricevute, se il contribuente ha acconsentito a ricevere da alcuni fornitori le fatture in formato elettronico, dovrà conservare tutte le fatture passive di quel periodo d imposta in formato elettronico (cioè anche quelle eventualmente ricevute in formato cartaceo da altri fornitori dovranno essere riversate su supporto informatico). Se, invece, il contribuente non ha dato il predetto consenso, potrà scegliere di convertire le fatture cartacee in documenti elettronici anche in un momento successivo. La stessa scelta il contribuente potrà adottarla in relazione alle fatture emesse in formato cartaceo. In tal caso, infatti, egli deve registrare e conservare la fattura in formato cartaceo, ma può sempre decidere di convertire il documento analogico in documento informatico e procedere alla sua conservazione elettronica. Distruzione del documento cartaceo Il contribuente, infine, deve conservare il documento cartaceo fino alla positiva conclusione del processo di conservazione elettronica e potrà procedere alla sua distruzione solo al termine del predetto processo. 54
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