Source: https://www.bolognaforense.net/2020/02/incompatibilita-professionale-art-18-19-legge-247-2012-societa-familiare-in-accomandita-socio-accomandatario-limiti-verbale-18-12-2019/
Timestamp: 2020-07-14 11:48:41+00:00
Document Index: 180965892

Matched Legal Cases: ['art 18', 'art 18', 'art. 18', 'art. 6', 'art.18', 'art. 18', 'art.18', 'art. 3', 'art.3', 'art. 18']

Incompatibilità professionale – art 18, 19 legge 247/2012 – società familiare in accomandita – socio accomandatario – limiti – Verbale 18/12/2019 – Bologna Forense
Incompatibilità professionale – art 18, 19 legge 247/2012 – società familiare in accomandita – socio accomandatario – limiti – Verbale 18/12/2019
Riferisce il Consigliere Avv. Katia Lanosa in merito alla richiesta di parere preventivo dell’Avv. Gianluigi Caio.
In data 5/11/2019 l’Avv. Gianluigi Caio ha depositato presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna, richiesta di parere preventivo in ordine alla compatibilità tra l’iscrizione all’albo degli avvocati e l’assunzione della carica di socio accomandatario nella costituenda Società di persone in accomandita semplice avente ad oggetto l’amministrazione e la gestione di beni familiari.
L’esame della fattispecie non può prescindere dalla ratio sottesa all’art. 18 della L. 31/12/2012 n. 247.
La disciplina della incompatibilità, e le sue eccezioni, sono, infatti, rispettivamente contenute negli articoli 18 e 19.
Al precedente dettato normativo deve poi aggiungersi il diretto richiamo effettuato dall’art. 6 del C.D.F. che sancisce per l’Avvocato il divieto di esercitare attività incompatibili con la permanenza dell’iscrizione all’albo e con i doveri di indipendenza, dignità e decoro della professione forense.
A tal fine è stato rilevato che in ordine all’ipotesi in cui l’avvocato non si limita a svolgere l’attività di amministratore di condominio ma assume al contempo la carica di amministratore di società avente ad oggetto l’attività di gestione del condominio, per il Cnf trova applicazione la disposizione di cui all’art.18, lettera c) della legge 247/2012 in base alla quale l’esercizio della professione forense è incompatibile con “la qualità di socio illimitatamente responsabile o di amministratore di società di persone, aventi quale finalità l’esercizio di attività di impresa commerciale …. nonché con la qualità di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente di consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione. L’incompatibilità non sussiste se l’oggetto dell’attività delle società è limitato esclusivamente all’amministrazione di beni, personali o familiari” (CNF parere del 16 gennaio 2019 n.1, rel. Baffa).
Già con parere n. 23 del 20 febbraio 2013, il CNF aveva ritenuto che non sussiste incompatibilità alcuna tra l’esercizio della professione forense e lo svolgimento di attività di gestione di condomini.
Nel caso di specie, tuttavia, rileva la circostanza specifica che l’iscritto non si limita a svolgere l’attività di amministratore di condominio, ma assume al contempo la carica di amministratore di società avente ad oggetto l’attività di gestione del condominio. Da ciò consegue che trova applicazione, nella specie, la disposizione di incompatibilità di cui all’art. 18, lett. c) della legge n. 247/12.
La norma di cui all’art.18 lettera c) è una integrazione speciale del disposto di cui alla lettera precedente. Anche in questo caso, il Legislatore si è attenuto agli orientamenti giurisprudenziali formatisi durante la vigenza dell’art. 3 del r.d.l. n. 1578 del 1933, di cui si è dato conto sopra.
L’intento del legislatore è stato quella di renderla più consona, adeguata e conforme alle esigenze della società contemporanea.
Per tale motivo è stato chiesto all’Avv. Caio di trasmettere una bozza della costituenda società in accomandita semplice.
Venivano inviati in data 17 dicembre 2019 elenco dei beni costituenti patrimonio sociale e atto di costituzione di società in accomandita semplice a ministero Notaio Andrea Forlani che all’art.3 testualmente prevede “La società ha per oggetto le seguenti attività: la gestione, l’amministrazione ed il godimento di beni immobili, beni mobili e beni mobili registrati di proprietà della stessa che le pervengono da patrimonio personale o familiare dei soci, nonché la locazione degli stessi, con particolare riferimento all’attività di “charter” per il conseguimento dell’oggetto sociale.
La società potrà compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari e finanziarie attinenti e necessarie nel perseguimento dell’oggetto sociale. La Società potrà occasionalmente, in via secondaria e non principale, assumere partecipazioni ai fini comunque di investimento stabile e non ai fini del collocamento ed interessenze sotto qualsiasi forma, in aziende commerciali o industriali, in società costituite o costituende, aventi oggetto analogo od affine o comunque connesso al proprio...”
Si evidenzia come l’espressione contenuta nel primo capoverso “…con particolare riferimento all’attività di charter…” e quella di cui al secondo capoverso “…in aziende commerciali o industriali…” profilerebbero un’ipotesi di incompatibilità con l’esercizio della professione forense considerato che, l’attività di charter non è mera locazione ma attività imprenditoriale e consentendo la seconda la compartecipazione in società commerciali; viceversa stralciando i due incisi dal testo dell’atto non pare doversi ravvisare incompatibilità alcuna.
Da quanto precede è possibile concludere che, non sussista, nella specie, alcuna causa di incompatibilità che osti all’adesione, da parte dell’Avv. Gianluigi Caio, alla proposta di ricoprire la carica di socio accomandatario della costituenda società di persone in accomandita semplice avente ad oggetto l’amministrazione e la gestione di beni familiari sempre che, l’esercizio delle funzioni attribuitegli – anche nell’ambito dei poteri individuali di gestione – dovrà costantemente risultare rispettoso dei principi etici e morali dettati dalle norme deontologiche professionali, in funzione del conseguimento dello scopo che si prefigge la S.a.S. e sempre che l’atto di costituzione della società in accomandita semplice venga redatto con gli accorgimenti di cui si è detto sopra.
In tal senso si rilascia il parere richiesto, ritenendo che, attenendosi ai dettami normativi e alle disposizioni richiamati, nonché al parere reso nel suo insieme, l’istante possa trovare adeguata e satisfattiva risposta al quesito formulato, per la migliore rappresentanza della categoria professionale e, al tempo stesso, della società.
Il Consiglio, all’esito, ringrazia il Consigliere Avv. Katia Lanosa e delibera di far proprio il parere espresso.
art. 18-19 legge 247/2012 incompatibilità professionale limiti società familiare in accomandita socio accomandatario