Source: https://www.camera.it/leg17/522?tema=la_difesa_del_suolo
Timestamp: 2020-01-25 02:01:44+00:00
Document Index: 99178252

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 10']

E' stata prevista, inoltre, una specifica procedura per l'utilizzo delle citate risorse, con precise scadenze temporali ed è stato stabilito che la mancata pubblicazione del bando di gara o il mancato affidamento dei lavori entro il 31 dicembre 2014 (termine prorogato al 30 giugno 2015 dall'art. 9, comma 2, del D.L. 192/2014, c.d. milleproroghe) comporti la revoca del finanziamento statale (concesso dal comma 111) e la contestuale rifinalizzazione (con decreto interministeriale) delle risorse ad altri interventi contro il dissesto idrogeologico.
Un'altra norma era contenuta nel comma 7, che destinava quota parte (senza tuttavia specificarne l'ammontare) delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) al finanziamento di una serie di interventi, tra cui quelli di messa in sicurezza del territorio. Tale disposizione è però stata abrogata dalla lettera b) del comma 704 della legge di stabilità 2015 (L. 190/2014), nell'ambito della ridefinizione delle procedure di programmazione delle risorse del FSC operata dal comma 703 della medesima legge.
Le relazioni annuali e le relazioni di fine mandato dei Commissari straordinari (28 gennaio 2015)
Art. 6 del D.L. 136/2013 (febbraio 2014)
Informazioni sugli esiti di tali procedure di revoca sono state fornite, dal Ministro dell'ambiente, nella seduta del 5 luglio 2017, in risposta all'interrogazione 3/03130.
Si segnala infine che, in seguito alle modifiche operate dal comma 238 della legge di stabilità 2015 (L. 190/2014), il comma 3 dell'art. 3 del D.L. 133/2014 prevede che una quota, pari a 50 milioni di euro, a valere sulle risorse del c.d. Fondo "sblocca cantieri" (di cui ai commi 1 e 1-bis dell'articolo 3 del medesimo decreto-legge) sia destinata all'attuazione di interventi urgenti in materia di:
Art. 7 del D.L. 133/2014 (c.d. sblocca Italia)
La stipula di tali accordi è avvenuta il 4 novembre 2015 (come risulta dal comunicato web del 4 novembre 2015 della Struttura di missione).
Utili informazioni - incluso un quadro puntuale dello stato degli interventi finanziati dal Piano Stralcio Aree Metropolitane, indicati alla tabella B del D.P.C.M. 15 settembre 2015, e delle risorse erogate fino a dicembre 2016 - sono contenute nella risposta all'interrogazione 5/10840, fornita nella seduta del 27 aprile 2017, e nella risposta all'interrogazione 4/03685, fornita nella seduta del 30 novembre 2017.
Relativamente alla distribuzione delle risorse (come ricordato dal Governo in risposta all'interrogazione 3/03077, nonché all'interrogazione 4/14345) "è stato elaborato un indicatore di riparto - calcolato sulla base di dati ed elaborazioni fornite da ISPRA - approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre 2016, che tiene conto della superficie territoriale e della popolazione residente in ciascuna Regione - seguendo il modello adottato nella legge n. 183 del 1989 - con l'aggiunta di un indicatore sintetico di rischio, calcolato sulla base di quattro indicatori relativi a frane, alluvioni, erosione costiera e valanghe".
La tabella E della legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015) ha disposto un rifinanziamento di 1.950 milioni di euro (50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, 150 milioni di euro per il 2018 e 1.700 milioni di euro per gli anni 2019 e successivi) dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 111, della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013), utilizzata per la copertura delle esigenze della programmazione ante-2015 nonché della nuova programmazione, come illustrato in precedenza.
Lo schema di decreto di riparto di tale fondo è stato trasmesso alle Camere (Atto del Governo n. 421). Il testo definitivo del decreto è stato pubblicato nella G.U. del 27 settembre 2017 (D.P.C.M. 21 luglio 2017).
La legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) non si è limitata a rifinanziare il citato "fondo investimenti", ma ha anche stabilito che - ai fini del monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del "fondo investimenti" e dell'effettivo utilizzo delle citate risorse - ciascun Ministero invia entro il 15 settembre di ogni anno alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell'economia e delle finanze e alle Commissioni parlamentari competenti per materia, una apposita relazione contenente anche un aggiornamento della previsione sugli ulteriori stati di avanzamento, nonché una indicazione delle principali criticità riscontrate nell'attuazione delle opere.
L'articolo 55 della legge n. 221/2015 (c.d. collegato ambientale) ha previsto, al fine di consentire la celere predisposizione del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, favorendo le necessarie attività progettuali, l'istituzione, presso il Ministero dell'ambiente, del Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico e ha demandato ad un apposito D.P.C.M. (da adottare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge) la definizione delle modalità di funzionamento del Fondo medesimo (tale definizione è avvenuta con il D.P.C.M. 14 luglio 2016). La norma ha consentito di destinare alla progettazione degli interventi le risorse, pari a 100 milioni di euro (a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020), assegnate dal punto 1.4 della delibera CIPE n. 32/2015.
Utili informazioni sullo stato di attuazione del Fondo sono state fornite in risposta all'interrogazione 5/12057, nella seduta del 3 agosto 2017.
Nel maggio 2017 la struttura di missione ha presentato il rapporto "Il piano nazionale di opere e interventi e il piano finanziario per la riduzione del rischio idrogeologico", ove sono contenute le schede di dettaglio, regione per regione, degli interventi e una sintesi (riportata nell'appendice 1) dei principali dati finanziari.
Riguardo ai prestiti BEI-CBE indicati nella figura precedente, occorre ricordare che nella risposta all'interrogazione 5/12425, fornita nella seduta del 12 ottobre 2017, è stato sottolineato che "nessuna richiesta di finanziamento con la Bei e la Ceb ... è stata sottoscritta".
La struttura di missione #Italiasicura ha però sottolineato (in un comunicato datato 22 dicembre 2017) che le disposizioni del comma 1074 dell'art. 1 della L. 205/2017 (v. infra) consentono di sbloccare "in tutto 1 miliardo di euro in arrivo dalla Banca europea degli investimenti".
I commi da 485 a 501 e da 506 a 508 dell'art. 1 della legge di bilancio 2017 (L. 232/2016) assegnano alle regioni e agli enti locali spazi finanziari per l'effettuazione di spese di investimento, disciplinando nel contempo la procedura di concessione degli stessi ed i requisiti necessari per l'ottenimento delle risorse stanziate da parte degli enti richiedenti. Tra gli investimenti che possono essere finanziati con priorità sono inclusi quelli finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico. In attuazione di tali disposizioni sono stati adottati il D.M. 14 marzo 2017 e il D.M. 26 aprile 2017.
Le norme recate dai commi indicati sono state modificate dalla legge di bilancio 2018 (L. 205/2017). In particolare il comma 886 dell'art. 1 ha introdotto, tra gli investimenti finanziabili in via prioritaria, gli "investimenti degli enti locali, finanziati con avanzo di amministrazione o da operazioni di indebitamento, finalizzati al ripristino e alla messa in sicurezza del territorio, a seguito di danni derivanti da eccezionali eventi meteorologici per i quali sia stato dichiarato, nell'anno precedente la data della richiesta di spazi finanziari, lo stato di emergenza".
In materia è intervenuto il comma 512 dell'art. 1 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017), che ha stabilito che le risorse destinate dai Patti per lo sviluppo stipulati con gli enti territoriali al finanziamento, mediante apposite delibere del CIPE, degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico e degli interventi infrastrutturali necessari a risolvere situazioni di pericolo connesse alla viabilità provinciale e comunale, ai collegamenti con le aree interne e ai presìdi di protezione civile confluiscono direttamente nella contabilità speciale dei presidenti delle regioni in qualità di commissari straordinari delegati per il sollecito espletamento delle procedure relative alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, che assicurano l'attuazione degli interventi con i compiti, le modalità e i poteri previsti dall'art. 10 del D.L. 91/2014 (si rinvia, in proposito, al paragrafo "Le misure contenute nei decreti-legge nn. 91 e 133 del 2014").
Il comma 1074 dell'art. 1 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) prevede la predisposizione di un programma nazionale di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Sul tema, prima dell'approvazione di tale disposizione, sono state svolte diverse interrogazioni parlamentari (nn. 5-07434, 4-13497 e 4-17784).
In attuazione di tale disposizione è stato emanato il D.M. Ambiente 22 luglio 2016, recante "Modelli e linee guida relativi alla procedura per la presentazione della domanda di concessione per l'accesso ai finanziamenti per gli interventi di rimozione o di demolizione delle opere o degli immobili realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato ovvero dei quali viene comprovata l'esposizione a rischio idrogeologico in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire". L'indicatore di riparto delle risorse è stato successivamente adottato con la delibera della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali del 22 dicembre 2016.
L'articolo 55 ha previsto, al fine di consentire la celere predisposizione del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, favorendo le necessarie attività progettuali, l'istituzione, presso il Ministero dell'ambiente, del Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico e ha demandato ad un successivo D.P.C.M. la definizione delle modalità di funzionamento del Fondo medesimo. Tale definizione è avvenuta con il D.P.C.M. 14 luglio 2016.
Impegni precisi in merito alla valorizzazione e al finanziamento dei contratti di fiume sono stati indirizzati al Governo con l'approvazione, nella seduta del 15 novembre 2017 dell'VIII Commissione (Ambiente), della risoluzione 8/00271.
Una prima disposizione introdotta nel corso della XVII legislatura è stata quella dettata dal comma 2 dell'articolo 24 della legge europea per il 2013 (legge 97/2013), che ha disposto che le Autorità di bacino di rilievo nazionale (di cui alla legge 183/1989 sulla difesa del suolo) continuano ad avvalersi, nelle more della costituzione delle autorità di bacino distrettuali, dell'attività dei comitati tecnici costituiti nel proprio ambito, al fine di poter disporre del supporto tecnico necessario al corretto ed integrale adempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva 2000/60/CE, nonché dalla direttiva 2007/60/CE (relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni).
Ulteriori disposizioni sono state successivamente dettate dai commi 532-536 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) che destinano risorse per lo svolgimento delle funzioni delle autorità di bacino distrettuali e per l'adeguamento della struttura organizzativa di alcune autorità (Autorità di bacino nazionale dei fiumi Liri Garigliano e Volturno; Autorità di distretto dell'Appennino meridionale; Autorità di distretto del fiume Po). Tali norme autorizzano inoltre l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale ad assumere personale e prorogano l'applicazione del contratto collettivo nazionale regioni ed enti locali a favore del personale delle autorità di bacino distrettuali.
Informazioni sul sistema di allertamento sono contenute nella relazione del Capo del Dipartimento della Protezione civile, presentata nel corso dell'audizione del 20 settembre 2017.
In risposta all'interrogazione 3/03940, il rappresentante del Governo, nella seduta del 12 ottobre 2017, ha sottolineato che "l'ISPRA, nell'ambito dei propri compiti istituzionali di raccolta, elaborazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo, realizza, in collaborazione con le Regioni e Province autonome, l'inventario dei fenomeni franosi in Italia (progetto IFFI) che contiene ad oggi oltre 614.000 frane, verificatesi sul territorio nazionale. L'ISPRA realizza, altresì, le mosaicature nazionali della pericolosità da frana - piani di assetto idrogeologico (PAI) - e idraulica e gli indicatori nazionali di rischio idrogeologico che forniscono un quadro ufficiale di riferimento sul rischio per frane e alluvioni in Italia e un importante strumento a supporto delle politiche di mitigazione".
Tali dati sono stati presentati nel rapporto Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio - 2015, pubblicato dall'ISPRA nel dicembre 2015.
Ulteriori modifiche al decreto legislativo n. 49/2010 sono contenute nel D.L. 91/2014, che dispone:
Ministero dell?ambiente, Documento conclusivo del tavolo tecnico Stato­Regioni ? Indirizzi operativi per l?attuazione della direttiva 2007/60/CE con riferimento alla predisposizione delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni (2013)
Nella seduta del 7 marzo 2017, l'Assemblea del Senato ha approvato la mozione n. 1/00707 (testo 3) sul progetto di realizzazione della nuova carta geologica, denominato «Progetto Carg» (informazioni relative al medesimo progetto sono state fornite in risposta all'interrogazione 4/15360).
Con la risoluzione 8/00271, approvata nella seduta del 15 novembre 2017 dell'VIII Commissione (Ambiente), sono invece stati indirizzati al Governo precisi impegni in merito alla valorizzazione e al finanziamento dei contratti di fiume.
L'VIII Commissione (Ambiente) della Camera ha esaminato la proposta di legge n. 3342, che contiene disposizioni per agevolare la realizzazione di interventi di prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico e sismico prevedendo detrazioni fiscali (articoli 1, 2 e 3) e l'esclusione dal patto di stabilità interno di talune tipologie di spese. Ulteriori disposizioni riguardano l'istituzione degli uffici geologici comunali e delle cabine di regia regionali per il dissesto idrogeologico (art. 5), la promozione delle tecniche di ingegneria naturalistica (art. 7 e allegato 1), nonché l'irrogazione di sanzioni pecuniarie (art. 9).
Presso il Senato è invece stato avviato l'esame del disegno di legge n. 1101 recante "Misure urgenti in materia di gestione e prevenzione del rischio idrogeologico", su cui la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un documento in data 22 dicembre 2016.
Sempre presso il Senato si è svolto l'esame del disegno di legge n. 2734 (recante "Misure urgenti per il completamento della cartografia geologica d'Italia e della microzonazione sismica su tutto il territorio nazionale"), che si propone di dare seguito agli impegni presi dal Governo con la citata mozione n. 1/00707 (testo 3). Nel corso dell'esame di tale disegno di legge, la 13a Commissione ha svolto una serie di audizioni informali.
Il primo atto normativo emanato nella XVII legislatura, in materia di incendi, è stato il D.P.R. 5 aprile 2013, n. 40, con cui - in attuazione delle norme di riforma della protezione civile approvate nella legislatura precedente e contenute nel D.L. 59/2012 - è stato regolato il trasferimento della flotta aerea antincendio della protezione civile al Dipartimento dei vigili del fuoco (informazioni sull'entità dei velivoli trasferiti sono state fornite dal Governo in risposta all'interrogazione 4/05449, nella seduta del 6 marzo 2015).
Una norma che avuto impatti sull'assetto organizzativo delle attività AIB è scaturita dall'attuazione della delega recata dall'art. 8, comma 1, lettera a), della L. 124/2015. Con il D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 177 (entrato in vigore il 13 settembre 2016 ed integrato e corretto dal D.Lgs. 228/2017), infatti, è stato previsto l'assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, a cui sono state conferite le funzioni già svolte dal citato Corpo, ad eccezione di alcuni compiti, tra cui quelli in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei degli stessi, attribuiti al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco (artt. 7-9).
Al fine di definire ogni utile sinergia operativa e di migliorare ulteriormente l'efficacia degli interventi nell'ambito del nuovo quadro organizzativo scaturito dal D.Lgs. 177/2016 (come sottolineato dal Governo in risposta all'interrogazione 4-17411), in data 5 aprile 2017, in vista dell'approssimarsi della stagione estiva, è stato firmato un apposito protocollo d'intesa tra l'Arma dei Carabinieri e il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
Al fine di prevenire, per quanto possibile, su tutto il territorio nazionale, eventuali disfunzioni operative in materia di lotta attiva agli incendi boschivi (come sottolineato dal Governo in risposta all'interrogazione 4-17319), è stato sottoscritto il 4 maggio 2017, un apposito accordo quadro tra il Governo e le regioni, pubblicato nella G.U. del 14 giugno 2017.
Ulteriori indicazioni sono state diramate con il comunicato del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicato nella G.U. del 15 giugno 2017, recante "Attività antincendio boschivo per la stagione estiva 2017. Individuazione dei tempi di svolgimento e raccomandazioni per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia ed ai rischi conseguenti" (si tratta di un comunicato che viene diramato ogni anno all'inizio della stagione estiva, essendo la stessa la più critica dal punto di vista degli incendi boschivi, in attuazione del disposto dell'art. 1 del D.L. 90/2005).
In particolare l'art. 4 dispone, tra l'altro, che ferme restando le competenze delle regioni e del Dipartimento della protezione civile, in materia di spegnimento degli incendi boschivi, le strutture centrali e periferiche del Corpo nazionale assicurano "gli interventi tecnici urgenti di propria competenza diretti alla salvaguardia dell'incolumità delle persone e dell'integrità dei beni e svolgono i compiti che la legge assegna allo Stato in materia di lotta attiva agli incendi boschivi. Sulla base di preventivi accordi di programma, il Corpo nazionale pone, inoltre, a disposizione delle regioni risorse, mezzi e personale per gli interventi di lotta attiva contro gli incendi boschivi". Ulteriori disposizioni relative al Corpo dei vigili del fuoco sono state emanate con il D.M. Interno 12 gennaio 2018 che - in attuazione dell'art. 9, comma 2, del D.Lgs. 177/2016, e in relazione al trasferimento dal Corpo forestale dello Stato al Corpo nazionale dei vigili del fuoco delle competenze in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei degli stessi e delle relative risorse umane, logistiche, strumentali e finanziarie - ha disciplinato l'individuazione, nell'ambito del Corpo nazionale, del servizio antincendio boschivo e la sua articolazione in strutture centrali e territoriali.
In risposta all'interrogazione 4-07942, il Ministro dell'ambiente ha ricordato di aver provveduto ad emanare una direttiva, in data 12 luglio 2017, "ove sono previste, tra l'altro, raccomandazioni volte a rafforzare le attività di programmazione, prevenzione, lotta attiva (in particolare per la gestione dei mezzi antincendio boschivo), nonché a promuovere il catasto delle aree percorse dal fuoco dei Comuni ricadenti nelle aree protette statali. Secondo la direttiva, gli enti gestori delle aree protette statali dovranno inviare ogni anno apposita circolare ai Comuni ricadenti nelle suddette aree al fine di sollecitare i Comuni inadempienti nel predisporre o aggiornare il relativo "catasto delle aree percorse dal fuoco" di cui all'art. 10 della legge n. 353 del 2000" (ulteriori informazioni sulle attività svolte dal Ministero e sulla situazione dei piani AIB delle aree protette sono state fornite in risposta all'interrogazione 4/17569, nella seduta del 27 ottobre 2017).
Ulteriori informazioni sono contenute nella relazione sullo stato dell'attività del Dipartimento della protezione civile e nei relativi allegati di approfondimento, consegnati, nel corso dell'audizione del 20 settembre 2017, dal Capo del medesimo Dipartimento.
Nella seduta del 25 ottobre 2017, la Commissione VIII (Ambiente) della Camera ha svolto l'audizione di rappresentanti del Corpo nazionale Vigili del fuoco, nel corso del quale è stato consegnato un documento che sintetizza i dati principali della campagna AIB 2017.
Ministero dell'ambiente, Sezione “Attività antincendi boschivi” del sito web