Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/08/novita-fiscali-dall11-al-24-agosto-2009-fisco-e-contabilita-dm-sullapplicazione-dei-principi-contabili-internazionali.html
Timestamp: 2019-02-15 21:35:38+00:00
Document Index: 52217745

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1405', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 109', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 74']

Novità fiscali dall'11 al 24 agosto 2009: fisco e contabilità: D.M. sull’applicazione dei principi contabili internazionali; scheda di trasporto: l’export viaggia senza la bolla; modificato il Modello F24 auto UE; ICI delle aree portuali; modello F24: codice tributo credito d’imposta imprese di autotrasporto di merci; F24: versamenti del contributo per l'emersione di badanti e colf; immobili d’impresa: rivalutazione anche senza bilancio se i beni fanno parte del patrimonio aziendale; contratto per persona da nominare: procedura di variazione in diminuzione IVA; detrazioni per interventi di risparmio energetico; acquisto di preparazioni galeniche: certificazione della spesa sostenuta; conservazione sostitutiva dei documenti analogici: natura del responsabile della conservazione; credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate; spese per ospitalità alberghiera e per somministrazione di alimenti e bevande; soggetti esonerati dall’obbligo di presentare la comunicazione dati IVA: con la manovra estiva è stato modificato il limite | Commercialista Telematico
Novità fiscali dall'11 al 24 agosto 2009: fisco e contabilità: D.M. sull’applicazione dei principi contabili internazionali; scheda di trasporto: l’export viaggia senza la bolla; modificato il Modello F24 auto UE; ICI delle aree portuali; modello F24: codice tributo credito d’imposta imprese di autotrasporto di merci; F24: versamenti del contributo per l'emersione di badanti e colf; immobili d’impresa: rivalutazione anche senza bilancio se i beni fanno parte del patrimonio aziendale; contratto per persona da nominare: procedura di variazione in diminuzione IVA; detrazioni per interventi di risparmio energetico; acquisto di preparazioni galeniche: certificazione della spesa sostenuta; conservazione sostitutiva dei documenti analogici: natura del responsabile della conservazione; credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate; spese per ospitalità alberghiera e per somministrazione di alimenti e bevande; soggetti esonerati dall’obbligo di presentare la comunicazione dati IVA: con la manovra estiva è stato modificato il limite
1) Fisco e contabilità: D.M. sull’applicazione dei principi contabili internazionali
2) Circolare ministeriale sugli adempimenti relativi alla scheda di trasporto: L’export viaggia senza la bolla
3) Palermo autorizzata ad aumentare l’Irpef
4) Modificato il Modello F24 auto UE: F24 Versamenti con elementi identificativi
5) ICI: Disciplina tributaria delle aree portuali oggetto di concessioni demaniali
6) Modello F24: Istituito il codice tributo per l’uso del credito d’imposta in favore delle imprese di autotrasporto di merci
7) F24: Versamenti del contributo per l’emersione di badanti e colf
8) Immobili d’impresa: rivalutazione anche senza bilancio se i beni fanno parte del patrimonio aziendale
9) Contratto per persona da nominare: procedura di variazione in diminuzione Iva
10) Detrazioni per interventi di risparmio energetico: Individuazione delle caratteristiche tecniche di un impianto termico
11) Acquisto di preparazioni galeniche: certificazione della spesa sostenuta
12) Conservazione sostitutiva dei documenti analogici: natura del responsabile della conservazione
13) Credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate: Concetto di struttura produttiva
14) Spese per ospitalità alberghiera e per somministrazione di alimenti e bevande
15) Soggetti esonerati dall’obbligo di presentare la comunicazione dati IVA: Con la manovra estiva è stato modificato il limite
16) Brevi fiscali
Pronto il Decreto Ministeriale che regola, per i soggetti Ias, gli effetti fiscali dei cambiamenti dei principi contabili internazionali e il transito dal regime fiscale ordinario a quello Ias, in sede di prima applicazione dei principi internazionali (Fta). Le regole sono in realtà le stesse che i soggetti Ias hanno dovuto applicare nell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 per il passaggio dal “doppio binario” alla “derivazione rafforzata” (art. 15, commi da 1 a 7 e 9 del Dl 185/08).
Il comma 8 dell’art. 15 ne ha esteso il campo di applicazione alle ipotesi di transizione sopra indicata.
In questi casi la disciplina transitoria e in materia di riallineamento prevista dall’art. 15 citato opera “a regime” fornendo lo strumento atto a ridurre le complesse problematiche connesse alla gestione di due diverse masse di valori (in tal senso Marco Piazza in il Sole 24 Ore del 19.08.2009).
Le divergenze possono essere riallineate ai sensi della disciplina di cui all’art. 15, commi 3, 4, 5, 6, 7, 7-bis e 9, del D.L. n. 185/2008.
Al riguardo, il comma 2 del neo decreto, in attesa di pubblicazione sulla G.U., precisa che le divergenze oggetto di “riallineamento” sono quelle esistenti all’inizio del periodo d’imposta di prima applicazione dei principi IAS/IFRS, con effetto da tale esercizio.
L’opzione per il riallineamento va esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio precedente a quello di prima applicazione dei principi contabili internazionali e il versamento della sostitutiva deve avvenire in unica soluzione entro il termine di versamento a saldo delle imposte relative al medesimo esercizio.
Per i soggetti che adottano gli IAS nel 2008 e nel 2009 il versamento dell’imposta sostitutiva per il riallineamento deve avvenire in un’unica soluzione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al 2008 anziché entro il termine di versamento delle imposte a saldo relative al medesimo esercizio, essendo tale termine già scaduto.
I trasporti internazionali non sono soggetti all’obbligo della scheda di trasporto. La scheda può essere esibita al controllo su strada anche in copia semplice o fax.
Possibile il rinvio alle bolle di consegna nel caso di trasporti con più luoghi di scarico.
In presenza di sub-vettori non è ammessa la scheda unica ma ogni operatore deve avere la propria.
Sono questi alcuni dei chiarimenti forniti dai Ministeri dei trasporti e dell’interno con la circolare interministeriale del 06.08.2009 relativa al nuovo adempimento, fissato dal D.M. del 30.06.2009 e in vigore dal 19.07.2009.
Con un ordinanza del presidente del consiglio, il Comune di Palermo è stato autorizzato ad aumentare l’addizionale Irpef (dallo 0,4% allo 0,8%), bloccata per tutti gli altri enti locali.
– Dal 06.08.2009, giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’ordinanza del Consiglio dei ministri, il Comune di Palermo è autorizzato a disporre la variazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche con deliberazione della Giunta.
L’amministrazione di Palazzo delle Aquile potrà quindi aumentare l’addizionale Irpef che per tutti gli altri sindaci è bloccata dal maggio 2008.
Il Governo Berlusconi, dopo l’assegnazione a Palermo di 150 milioni dei Fondi per le aree sottoutilizzate, ha messo così un altro tassello verso la risoluzione dell’emergenza rifiuti.
Gran parte delle risorse aggiuntive che proverranno dall’aumento dell’addizionale Irpef saranno infatti destinate all’Amia, l’ex municipalizzata che si occupa della raccolta rifiuti nel capoluogo e che ha un buco di bilancio di oltre 130 milioni di euro.
(Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 luglio 2009, pubblicata in G.U. n. 181 del 06.08.2009)
Il modello “F24 IVA immatricolazione auto UE” è stato modificato con Provvedimento del 07.08.2009.
Le principali novità riguardano la denominazione del modello stesso (da modello “F24 Iva immatricolazione auto Ue” a “F24 Versamenti con elementi identificativi”) e le variazioni di alcuni campi al fine di estendere l’utilizzo del modello ad altri tipi di versamenti che richiedono informazioni non riportabili nell’F24 ordinario.
Nuovo nome di battesimo per il modello F24 auto Ue, che cambia look per accogliere anche altri tipi di versamenti.
È stato firmato il 10.08.2009, avverte il comunicato del 10.08.2009, il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che modifica da “F24 Iva immatricolazione auto Ue” a “F24 Versamenti con elementi identificativi” la denominazione del modello utilizzato per versare l’Iva sugli acquisti intracomunitari di veicoli, variando anche la dizione di alcuni campi.
In particolare, al posto di “numero telaio” trova spazio la voce “elementi identificativi”, i campi “tipo veicolo” e “codice tributo” diventano più generici e scompare la legenda relativa ad auto, moto e rimorchi. Insieme al modello rinnovato, il provvedimento citato approva anche le relative avvertenze per la compilazione.
Solo per i servizi online di banche e poste, la documentazione prodotta con le caratteristiche grafiche del vecchio modello, come ad esempio le ricevute, sarà valida fino al 11.01.2010.
Tutto ciò si è reso necessario per estendere l’uso del modello ad altri tipi di versamenti che richiedono informazioni non riportabili nell’F24 ordinario.
(Provvedimento del 07.08.2009 recante approvazione delle modifiche al modello “F24 IVA immatricolazione auto UE”, pubblicato il 10.08.2009 ai sensi dell’art. 1, comma 361, della L. 24.12.2007, n. 244)
L’area demaniale è esente da ICI – ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera b), del D.Lgs n. 504/1992 – qualora faccia parte di un compendio destinato al traffico marittimo e/o ad operazioni strettamente necessarie alle attività portuali e, come tale, vada incorporata in un’unità immobiliare censita al Catasto Edilizio Urbano nella categoria E/1.
Qualora, invece, all’interno dell’area demaniale si realizzino interventi od opere non destinate agli usi suddetti ed aventi caratteristiche tali da far assumere all’area, o a porzione di essa, natura di un’autonoma unità immobiliare ai sensi del D.M. 2 gennaio 1998, n. 28, si deve procedere alla presentazione delle dichiarazioni in catasto, rappresentando le variazioni intervenute.
Dette unità immobiliari potrebbero, quindi, essere assoggettate al pagamento dell’ICI nell’eventualità in cui venissero accertate in una categoria diversa da quelle richiamate nel gruppo “E” del quadro di qualificazione catastale.
Sono comunque assoggettabili all’ICI i fabbricati che insistono sulle aree in questione, laddove, ovviamente, gli stessi siano censiti al Catasto Edilizio Urbano in una categoria catastale diversa da quella del gruppo “E”.
Infine, nel caso in cui, per gli immobili iscritti nelle categorie catastali E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9, ricorrano le condizioni previste dall’art. 2, commi 40 e seguenti del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, occorre procedere alla presentazione della relativa dichiarazione in catasto.
Infatti, le tali norme prevedono che nelle unità immobiliari censite nelle suddette categorie catastali non possono essere più compresi immobili o porzioni di immobili destinati ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale.
Dette unità immobiliari richiedono una revisione della loro qualificazione e, quindi, della rendita e devono essere dichiarate in catasto da parte dei soggetti obbligati.
(Ministero dell’Economia e Finanze, risoluzione n. 3/DF del 10.08.2009)
Istituito il codice tributo per l’utilizzo, con il modello F24, del credito d’imposta corrispondente a una quota parte dell’importo pagato quale tassa automobilistica per l’anno 2009, in favore delle imprese autorizzate all’autotrasporto di merci
L’art. 15, comma 8-septies, del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, ha previsto la concessione di un credito d’imposta corrispondente ad una quota parte dell’importo pagato quale tassa automobilistica per l’anno 2009 per ciascun veicolo di massa complessiva non inferiore a 7,5 tonnellate posseduto ed utilizzato per attività autorizzata di autotrasporto merci.
Al riguardo, con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 06.08.2009 è
stata determinata la misura del credito d’imposta.
– “6819”, denominato “Credito d’imposta corrispondente a una quota parte dell’importo pagato quale tassa automobilistica per l’anno 2009, in favore delle imprese di autotrasporto – art. 15, c. 8-septies, d.l. 1/07/2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102”.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 208/E del 10.08.2009)
Al via i versamenti del contributo per l’emersione di lavoratori occupati in attività di assistenza alla persona e nel lavoro domestico.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 209 del 11.08.2009 ha istituito i codici da indicare per il versamento, da parte dei datori di lavoro, del contributo per l’emersione di lavoratori italiani, comunitari ed extracomunitari occupati in attività di assistenza alla persona e nel lavoro domestico (badanti e colf).
Il pagamento del contributo (500 euro per ogni lavoratore) va effettuato a partire dal 21.08.2009 presentando il modello “F24 versamenti con elementi identificativi” presso qualunque sportello bancario, postale e presso gli agenti della riscossione o telematicamente utilizzando esclusivamente i servizi on line dell’Agenzia delle Entrate con esclusione, quindi, di quelli offerti dal sistema bancario (home banking e corporate banking) e postale (home banking).
Regolarizzazione colf e badanti: L’Inps ha pubblicato la circolare applicativa
L’Inps, dal canto suo, ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione della disciplina relativa alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro di colf e badanti, così come stabilito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
I datori di lavoro che al 30 giugno 2009 occupavano alle proprie dipendenze irregolarmente lavoratori domestici da almeno tre mesi, dovranno presentare domanda per l’emersione di tali rapporti dal 1° al 30 settembre, seguendo le modalità indicate nella circolare Inps n. 101 del 10 agosto 2009.
L’assenza di un bilancio formale non impedisce alle imprese di rivalutare gli immobili di loro proprietà, a patto però che dimostrino l’inclusione di questi beni nel patrimonio aziendale.
È questo il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 210/E del 11.08.2009, con cui l’Agenzia delle Entrate ha fornito nuovi chiarimenti sulla disciplina di rivalutazione degli immobili per le società che non adottano i principi contabili internazionali.
In particolare, la citata risoluzione si è soffermata sulle disposizioni introdotte in materia dal decreto anticrisi (D.L. n. 185/2008), in base alle quali sono rivalutabili, in linea generale, gli immobili iscritti sia nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2008, sia in quello che riguarda il periodo immediatamente precedente.
Le finalità sono quelle di tenere fuori dalla rivalutazione i beni acquisiti di recente.
Quindi, anche se l’impresa non ha un bilancio formale, può comunque dimostrare la presenza dei beni nei suoi asset patrimoniali nei due esercizi previsti dalla legge.
Si pensi, ad esempio, alle imprese in contabilità semplificata che possono effettuare la rivalutazione sui beni, acquisiti entro il 31 dicembre 2007, che risultano dal registro dei beni ammortizzabili – qualora istituito – ovvero dal registro degli acquisti tenuto ai fini IVA (circolare 11/E del 2009).
In particolare, partendo da questa precisazione la risoluzione considera rivalutabili:
a) gli immobili appartenenti a consorzi assoggettati alla procedura di liquidazione coatta e tornati in bonis nel 2008, ossia usciti dalla procedura di amministrazione controllata e di nuovo capaci di onorare normalmente tutte le obbligazioni contratte;
b) un immobile ceduto gratuitamente da una cooperativa dieci anni fa e successivamente rientrato nella sua disponibilità in base a una sentenza dell’anno scorso, pubblicata nel 2009, che ha annullato l’atto di cessione.
In entrambe le situazioni vi è solo un bilancio al 31 dicembre 2008 nel quale iscrivere il maggior valore della rivalutazione, mentre manca un bilancio al 31 dicembre 2007 che dimostri la presenza dei beni nel patrimonio aziendale. Questa, però, nel primo caso si può desumere dal rendiconto patrimoniale redatto dal commissario liquidatore o dal registro dei beni ammortizzabili e, nel secondo, dalla sentenza del tribunale che ha dichiarato nullo il contratto di cessione.
Per beneficiare dell’imposta al 4% sulla prima casa l’effettivo acquirente deve essere nominato entro un termine certo.
Non spetta l’agevolazione Iva prevista per la prima casa nel caso di contratto per persona da nominare se il termine per la designazione del compratore finale non sia stato determinato né oggettivamente determinabile.
In tal modo, si viene a configurare, infatti, la cessione del contratto da parte del contraente del preliminare di acquisto.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 212/E del 11.08.2009, ha così risposto ad una istanza di interpello.
Nel caso di specie, quindi, non si è perfezionato un contratto per persona da nominare.
Per conseguenza, gli effetti del contratto non si sono prodotti ex tunc in capo alla persona nominata, ma in capo al terzo quale cessionario di un contratto che ha prodotto i suoi effetti tra i contraenti originari ai sensi dell’art. 1405 c.c, secondo cui “se la dichiarazione di nomina non è fatta validamente nel termine stabilito dalla legge o dalle parti, il contratto produce effetti tra i contraenti originari”.
In conclusione, secondo l’Agenzia delle Entrate, riguardo gli acconti versati e fatturati dall’originario acquirente in sede di preliminare con Iva al 10%, non si può procedere ad effettuare la variazione in diminuzione dell’Iva ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta del 4% spettante, nei casi generali, per l’acquisto della prima casa.
Risparmio energetico: Spetta il beneficio fiscale anche per camini e stufe fisse se assimilati agli impianti termici.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 215/E del 12.08.2009, che ha ammesso la detrazione del 55% prevista per gli interventi di risparmio energetico anche ai contribuenti che ristrutturano una casa dichiarata inagibile dopo un terremoto e già dotata di tre focolari e una stufa fissa.
Fisco in versione ecologica, quindi, anche per la riqualificazione energetica di edifici riscaldati da vecchi impianti come caminetti, stufe e scaldacqua.
Un bonus verde concesso però a patto che gli apparecchi di riscaldamento siano fissi e che le loro potenze nominali raggiungano almeno la soglia dei 15 kw.
Solo in questo caso stufe, camini e scaldacqua unifamiliari possono essere assimilati agli impianti termici.
Una condizione indispensabile perché l’edificio in cui si trovano possa godere del bonus ecologico.
Peraltro, per fruire della detrazione fiscale del 55% gli immobili devono rispondere a due requisiti fondamentali: essere iscritti in catasto e, in secondo luogo, avere sistemi termici funzionanti, a meno che non si installino pannelli solari.
Per usufruire della detrazione Irpef del 19% è sufficiente anche una fattura a condizione che contenga natura, qualità e quantità del farmaco acquistato.
Pertanto, in assenza di scontrino fiscale cosiddetto “parlante” il farmacista può emettere una fattura che contenga la natura, la qualità e la quantità del preparato oltre all’indicazione del codice fiscale dell’acquirente.
Per cui la detrazione d’imposta ai fini Irpef prevista per l’acquisto di medicinali, ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera c) del Tuir, non viene riconosciuta se manca alternativamente uno dei due documenti di spesa.
Questa è una importante precisazione data dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 218/E del 12.08.2009 a una contribuente che ha riscontrato difficoltà a farsi rilasciare lo scontrino fiscale “parlante” per l’acquisto di preparazioni galeniche presso alcune farmacie.
La questione è derivata dalla circostanza che un contribuente ha acquistato delle preparazioni galeniche contando, peraltro, di potere usufruire della detrazione della spesa d’acquisto dei medicinali da riportare nella dichiarazione dei redditi.
Tuttavia, gli scontrini fiscali di cui è in possesso non riportano le specificazioni richieste per poter beneficiare dell’agevolazione prevista, dal momento che la signora ha avuto molte difficoltà, in diverse farmacie, per ottenere il previsto scontrino “parlante”.
Questo perché, a detta dei farmacisti interpellati, non è stato possibile l’emissione di detti documenti, per le preparazioni predisposte presso i laboratori interni, in quanto le confezioni risultano prive del codice a barre, che consente la lettura ottica da parte del registratore di cassa.
Pertanto, l’Agenzia ha dato il proprio benestare riguarda la eventualità di “scaricare” tali spese anche in mancanza dello scontrino parlante, ciò a causa dei problemi riscontrati.
La firma elettronica qualificata e la marca temporale possono essere apposte anche sull’insieme dei documenti da conservare e non necessariamente sul singolo documento oggetto di conservazione.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 220/E del 13.08.2009.
La normativa attuale consente la possibilità di delegare la responsabilità del procedimento di conservazione anche a soggetti diversi dalle persone fisiche.
Pertanto, il contribuente può delegare il servizio di conservazione sostitutiva dei documenti rilevanti ai fini tributari ad uno o più operatori, sia persone fisiche che persone giuridiche.
Tuttavia, l’affidamento dell’incarico di effettuare la conservazione dei documenti fiscali non fa venire meno la responsabilità del contribuente nei confronti dell’Amministrazione finanziaria della corretta tenuta e conservazione delle scritture contabili e di tutti i documenti fiscalmente rilevanti (risoluzioni 03.10.2008, n. 364/E e 09.07.2007, n. 161/E).
Riguardo alle modalità di conservazione dei documenti analogici, il D.M. 23.01.2004 prevede la memorizzazione delle relative immagini secondo le modalità di cui alla deliberazione AIPA n. 42/2001, sostituita integralmente dalla delibera CNIPA (risoluzione 15.06.2009, n. 158/E, punto 4).
Inoltre, tale D.M. stabilisce che i documenti possono essere memorizzati su qualsiasi supporto di cui sia garantita la leggibilità nel tempo, purché siano assicurati l’ordine cronologico, senza soluzione di continuità per ciascun periodo d’imposta, e le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni dagli archivi informatici.
Con la risoluzione 15.06.2009, n. 158/E, l’Agenzia delle Entrare ha evidenziato come sia necessario che il procedimento di acquisizione dell’immagine dei documenti garantisca che l’immagine rispecchi in maniera fedele, corretta e veritiera i dati, i fatti e gli atti che il documento rappresenta.
Per quanto riguarda le fatture, occorre che dall’immagine acquisita ai fini della conservazione, risultino rappresentati gli elementi essenziali, indicati dall’art. 21, comma 2, del D.P.R. n. 633/72.
Il processo di conservazione sostitutiva termina con la sottoscrizione elettronica e l’apposizione della marca temporale “sull’insieme dei predetti documenti ovvero su un’evidenza informatica contenente l’impronta o le impronte dei documenti, o di insiemi di essi, da parte del responsabile della conservazione” (art. 3, comma 2, del D.M. 23.01.2004).
Ne deriva che la firma elettronica qualificata e la marca temporale possono essere apposte anche sull’insieme dei documenti da conservare e non necessariamente sul singolo documento oggetto di conservazione.
Inoltre, nel caso di specie, esaminato dall’Agenzia delle Entrate con la citata risoluzione n. 220/E del 13.08.2009, l’art. 23, commi 4 e 5, del D.Lgs. n. 82/2005 (“Codice dell’amministrazione digitale”), modificato dall’art. 16, comma 12, del D.L. n. 185/2008, convertito dalla legge n. 2/2009, non si può applicare.
Prima poiché tale articolo si riferisce già nella rubrica alle “Copie di atti e documenti informatici”.
Anche a prescindere dal riferimento alle copie contenuto espressamente nella norma, in ogni caso, l’art. 23, comma 4, del Codice dell’amministrazione digitale non si occupa in alcun modo del procedimento di conservazione dei documenti.
Quest’ultimo, di conseguenza, resta regolato, ai fini fiscali, per quanto riguarda i documenti analogici originali, dal citato articolo 4 del D.M. 23.01.2004.
L’art. 23, comma 5, del suddetto Codice stabilisce che “Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l’obbligo della conservazione dell’originale analogico oppure, in caso di conservazione ottica sostitutiva, la loro conformità all’originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato con dichiarazione da questi firmata digitalmente ed allegata al documento informatico”.
A differenza del precedente comma 4, il comma in esame si occupa espressamente del procedimento di conservazione sostitutiva dei documenti analogici originali unici ed innova la disciplina generale, limitando l’intervento del pubblico ufficiale (finora previsto per il processo di conservazione di tutti i documenti analogici originali unici) al processo di conservazione di quei soli documenti analogici originali unici che, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, saranno contemplati da un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri non ancora emanato.
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la disposizione contenute nel D.M. 23 gennaio 2004, abbiano carattere speciale e, dunque, conservino il loro valore precettivo, in virtù del combinato disposto dell’art. 21, comma 5 e 71, comma 2, del Codice dell’Amministrazione Digitale.
Pertanto, ai fini della conservazione sostitutiva dei documenti analogici originali unici rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie, i contribuenti devono continuare ad attenersi alle indicazioni già fornite con circolare 36/E del 2006.
La struttura produttiva va individuata nell’ambito di ciascun comune “agevolato” in cui l’impresa esercita la propria attività, che, pertanto, si identifica come l’insieme di tutti i beni facenti parte del medesimo processo produttivo dell’impresa che sono ubicati nel territorio dello stesso comune anche se diversamente dislocati.
Ne deriva che un’impresa avrà tante strutture produttive quanti sono i comuni in cui la stessa esercita, per mezzo delle proprie diramazioni, l’attività economica riferibile al medesimo processo produttivo.
Nel caso particolare che una singola struttura produttiva sia l’unica “presenza” dell’impresa sul territorio comunale, risultano integrati i presupposti per considerarla come un’autonoma struttura produttiva.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 222/E del 13.08.2009, la quale ha prima ricordato che il credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate è concesso alle imprese che realizzano investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nelle aree territoriali ammesse alle deroghe di cui alle lettere a) e c) dell’articolo 87 del Trattato UE delle regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (le cosiddette “aree svantaggiate”, come individuate dalla “Carta italiana degli aiuti a finalità regionale 2007-2013”).
Pertanto, nel caso di specie, descritto nell’istanza di interpello, <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Società deve considerare come unica struttura produttiva l’insieme degli “apparati di rete radio” e degli “apparati di rete fissa” appartenenti al medesimo processo produttivo ed insistiteti nel territorio di ciascun comune delle “aree svantaggiate”.
Il progetto di investimento agevolato consiste nella realizzazione di impianti (“apparati di rete radio” e “apparati di rete fissa”) “installati in via non definitiva, con modalità diversificate, su terreni e aree sia localizzati in ambito urbano e posti allasommità di fabbricati che in ambito rurale su porzioni di terreni agricoli e non, ovvero nei cortili di edifici industriali e non”.
Ove non siano assimilabili a spese inerenti all’attività d’impresa, le spese di ospitalità alberghiera e per la somministrazione di alimenti e bevande, pur se correlate all’attività principale del contribuente, devono essere assoggettate al limite di deducibilità del 75%, come previsto nell’ultimo periodo del comma 5, art. 109 del Tuir.
E’ questa la precisazione dell’Agenzia delle Entrate fornita con la risoluzione n. 225/E del 18.08.2009, che è scaturita da una richiesta presentata da una società che opera nel campo dei giochi d’azzardo e, per agevolare la permanenza dei propri clienti e accompagnatori presso le strutture che operano in tale ambito, sostiene spese di vitto e alloggio nei loro confronti.
La società aveva fatto presente che tali spese sono una componente fondamentale dell’offerta di gioco proposta ai propri clienti e si aggirano, in media, intorno al 10% del valore della produzione realizzato.
La società, invece, riteneva, sulla scorta dei chiarimenti forniti dalle circolari 53/2008 e 6/2009, che tali spese potessero essere dedotte integralmente, giacché direttamente riferibili alla produzione del reddito dell’impresa, anche se non costituenti oggetto dell’attività esercitata.
A seguito delle ultime novità contenute nella manovra estiva, nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione annuale IVA entro il mese di febbraio, i contribuenti sono esonerati dall’obbligo di presentazione della comunicazione dati IVA.
Inoltre, è stato ridotto a 25.000,00 euro (prima 25.822,84 euro, pari a 50 milioni di lire) il limite di volume d’affari per l’esonero dalla presentazione della comunicazione dati IVA (cd. Dichiarazione annuale Iva sintetica).
La modifica normativa è, infatti, in vigore dal 01/07/2009, per l’intervento effettuato all’art. 8 bis del D.P.R. n. 322/1998, dall’art. 10 del D.L. del 01/07/2009, n. 78, appena convertito in Legge.
Difatti, il nuovo testo della norma rimodulato prevede che il contribuente presenta in via telematica, direttamente o tramite gli intermediari abilitati, entro il mese di febbraio di ciascun anno, una comunicazione dei dati relativi all’imposta sul valore aggiunto riferita all’anno solare precedente, redatta in conformità al modello approvato con l’apposito provvedimento.
La predetta comunicazione va presentata anche dai contribuenti che non hanno effettuato operazioni imponibili.
Adesso viene previsto che siano esonerati dall’obbligo di comunicazione i contribuenti che per l’anno solare precedente hanno registrato esclusivamente operazioni esenti Iva, tranne che abbiano registrato operazioni intracomunitarie, i contribuenti esonerati ai sensi di specifiche disposizioni normative dall’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale di cui all’art. 8, i soggetti di cui all’art. 74 del TUIR, i soggetti sottoposti a procedure concorsuali, nonché le persone fisiche che hanno realizzato nel periodo di riferimento un volume d’affari inferiore o uguale a euro 25.000.
Sono inoltre esonerati i contribuenti che presentano la dichiarazione annuale entro il mese di febbraio.
– Aliquote di accisa ridotte – Assegnazione delle quote di alcuni carburanti per l’anno 2009
Agenzia delle Dogane: Bioetanolo – etbe
Assegnate le quote per l’anno 2009 relative al programma agevolativo sul bioetanolo, sull’etere etilterbutilico e sugli additivi e riformulanti ottenuti da biomasse ai sensi dell’articolo 22 bis, comma 5 del D.L.vo n. 504/95: istruzioni
per la presentazione delle domande di partecipazione.