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Timestamp: 2020-02-24 07:22:12+00:00
Document Index: 103416757

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 5', 'art. 100', 'sentenza ', 'art. 639', 'art. 7']

Richiesta intervento per l'ordine pubblico presso le marine di Palagiano - CasaPalagiano
Richiesta intervento per l’ordine pubblico presso le marine di Palagiano
By Casa Palagiano Luglio 24, 2017 No Comments
Constatando su segnalazione di vari cittadini la situazione di degrado urbano e mancanza di sicurezza nelle località marine di Chiatona e Pino di Lenne, oggi il consigliere Gennaro Gisonna ha prodotto tramite PEC la richiesta di applicazione immediata del decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 2017 insieme alla legge di conversione 18 aprile 2017, n. 48.
Per combattere questa condizione di mancanza di tutela degli spazi delle nostre bellissime marine il Sindaco possiede per legge tutti i poteri necessari, ci auguriamo abbia la volontà di metterli in atto.
Di seguito un approfondimento sul tema:
Decreto Legge 20 febbraio 2017, n. 14 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 2017 insieme alla legge di conversione 18 aprile 2017, n. 48.
Si tratta di un articolato pacchetto di misure, il cui obiettivo è potenziare l’intervento degli enti territoriali e delle forze di polizie nella lotta al degrado delle aree urbane, con un approccio che privilegia il coordinamento delle forze e la programmazione di interventi integrati.
Vediamo quali sono le principali novità introdotte dal decreto legge, così come modificato in sede di conversione.
Si intende l’insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province autonome di Trento e Bolzano, dagli enti locali e da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità:
con accordo in sede di Conferenza unificata su proposta del Ministro dell’interno, sono definite le
linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata:
Obiettivo delle linee generali è coordinare e favorire la collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale nei seguenti settori d’intervento:
scambio informativo tra polizia locale e forze di polizia presenti sul territorio;
interconnessione, a livello territoriale, tra le sale operative della polizia locale e quelle delle forze di polizia, e regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica per il controllo delle aree e attività soggette a rischio;
aggiornamento professionale integrato per gli operatori.
Le linee generali devono tenere conto della necessità di migliorare la qualità della vita e del territorio e favorire l’inclusione sociale e la riqualificazione socio-culturale delle aree interessate.
accordi per la promozione della sicurezza integrata: in attuazione delle linee guida lo Stato e le Regioni e Province autonome possono concludere specifici accordi per la promozione della sicurezza integrata, anche diretti a disciplinare gli interventi a sostegno della formazione e dell’aggiornamento professionale del personale della polizia locale;
sulla base di questi accordi le Regioni e le Province autonome possono sostenere iniziative e progetti per attuare interventi di promozione della sicurezza integrata nel territorio di riferimento; tra queste, l’adozione di misure di sostegno finanziario a favore dei comuni maggiormente interessati da fenomeni di criminalità diffusa.
E’ definita come il bene pubblico relativo alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso il contributo congiunto degli enti territoriali attraverso i seguenti interventi:
Patti per la sicurezza urbana
Sono accordi sottoscritti tra il prefetto ed il sindaco, nel rispetto di linee guida adottate su proposta del Ministro dell’interno con accordo sancito in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali: i patti individuano, in relazione alla specificità dei contesti, interventi per la sicurezza urbana volti a perseguire i seguenti obiettivi:
promozione del rispetto della legalità, anche mediante iniziative di dissuasione di ogni forma di condotta illecita, comprese l’occupazione arbitraria di immobili e lo smercio di beni contraffatti o falsificati, nonché la prevenzione di altri fenomeni che comunque turbano il libero utilizzo degli spazi pubblici;
promozione del rispetto del decoro urbano, anche valorizzando forme di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni competenti, finalizzate a coadiuvare l’ente locale nell’individuazione di aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi di cultura interessati da consistenti flussi turistici, o adibite a verde pubblico, da sottoporre a particolare tutela.
Reti territoriali di volontari e videosorveglianza
Per prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, i patti per la sicurezza urbana possono prevedere il coinvolgimento, mediante specifici accordi, anche di reti territoriali di volontari nella tutela dell’arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini.
I patti per la sicurezza possono inoltre favorire l’impiego delle forze di polizia per far fronte ad esigenze straordinarie di controllo del territorio e prevedere l’installazione di sistemi di videosorveglianza.
Maggiori poteri ai Sindaci
Sono introdotte modifiche al testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (d.lgs. n. 267/2000)volte a rafforzare i poteri di intervento dei sindaci:
il sindaco, quale rappresentante della comunità locale, può adottare ordinanze dirette a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana; in particolare:
per tutelare la tranquillità e il riposo dei residenti, anche con interventi in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche; in questa materia i Comuni possono anche adottare specifici regolamenti;
le ordinanze contingibili e urgenti che il sindaco può adottare, quale ufficiale del Governo ex art. 54
T.U. Enti locali, sono dirette a prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, o fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti.
Disposizioni a tutela della sicurezza e e del decoro urbano
E’ introdotta la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 300 euro per chi pone in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione delle infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi ivi previsti;
autorità competente in relazione alle violazioni di cui sopra è il sindaco del comune interessato ed i proventi delle sanzioni sono devoluti al comune e destinati all’attuazione di iniziative di miglioramento del decoro urbano;
Ordine di allontanamento e divieto di accesso
L’ordine di allontanamento è rivolto per iscritto dall’organo accertatore e contiene l’indicazione che la sua efficacia cessa trascorse quarantotto ore dall’accertamento del fatto e che la sua violazione è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui sopra aumentata del doppio;
in caso di reiterazione, il questore, qualora dalla condotta tenuta possa derivare pericolo per la sicurezza, può disporre, con provvedimento motivato e per un periodo non superiore a 6 mesi, il divieto di accesso ad una o più delle aree di cui sopra, individuando, inoltre modalità applicative del divieto compatibili con le esigenze di mobilità, salute e lavoro del destinatario dell’atto;
Sospensione condizionale con divieto di accesso
In caso di condanna per reati contro la persona o il patrimonio commessi nei luoghi o nelle aree di cui sopra, la concessione della sospensione condizionale della pena può essere subordinata all’imposizione del divieto di accedere a luoghi o aree specificamente individuati.
Misure contro le occupazioni arbitrarie di immobili
E’ attribuito al Prefetto il compito di impartire, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, disposizioni per prevenire, in relazione al numero degli immobili da sgomberare, il pericolo di possibili turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica e per assicurare il concorso della Forza pubblica all’esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria concernenti i medesimi immobili;
gli interventi di sgombero devono seguire criteri di priorità basati sulla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica negli ambiti territoriali interessati, i possibili rischi per l’incolumità e la salute pubblica, i diritti dei proprietari degli immobili, i livelli assistenziali che possono essere assicurati agli aventi diritto dalle regioni e dagli enti locali;
l’eventuale annullamento da parte del giudice amministrativo del provvedimento prefettizio può dare luogo solo a risarcimento in forma specifica (salvo il caso di dolo o cola grave): la p.a. avrà obbligo di adottare gli interventi necessari ad assicurare la cessazione della situazione di occupazione arbitraria dell’immobile.
In caso di occupazioni abusive di immobili, in presenza di persone minorenni o bisognose di aiuto, a tutela delle condizioni igienico-sanitarie il Sindaco potrà consentire, in deroga ai divieti previsti dall’art. 5 del decreto-legge n. 47/2014, il rilascio della residenza e l’allacciamento a pubblici servizi (energia elettrica, gas, servizi idrici e telefonia fissa, nonché la partecipazione alle procedure di assegnazione di alloggi della medesima natura per i 5 anni successivi alla data di accertamento dell’occupazione abusiva.
il questore potrà disporre la sospensione dell’attività dell’esercizio pubblico ex art. 100 del T.U.L.P. fino a 15 giorni in caso di reiterata inosservanza delle ordinanze sindacali in tema di vivibilità e decoro urbano e vendita di alcolici e superalcolici.
Ulteriori misure contro la spaccio di stupefacenti
Sono stabilite ulteriori misure di polizia per il contrasto dello spaccio stupefacenti all’interno o in prossimità di locali pubblici, aperti al pubblico e pubblici esercizi:
il questore potrà disporre il divieto di accesso o stazionamento (per la durata da 1 a 5 anni) nei locali di cui sopra o nelle loro immediate vicinanze nei confronti di persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi tre anni per fatti di
vendita o cessione di stupefacenti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze dei locali; la misura potrà riguardare anche minori ultraquattordicenni;
nei medesimi casi il questore potrà inoltre disporre, per la durata massima di 2 anni, una o più delle seguenti misure:
— obbligo di presentazione alla p.g. almeno due volte a settimana, obbligo di rientrare nella propria abitazione entro una determinata ora e di non uscirne prima di altra ora prefissata;
— obbligo di soggiorno nel comune di residenza;
— obbligo di comparire in un ufficio o comando di polizia negli orari di entrata ed uscita dagli istituti scolastici.
La violazione dei divieti è punita con sanzione amministrativa pecuniaria da 10 mila a 40 mila euro e sospensione della patente di guida da 6 mesi a 1 anno;
in caso di condanna per i reati in materi di stupefacenti di cui sopra, la concessione della sospensione condizionale della pena potrà essere subordinata all’imposizione del divieto di accesso in specifici locali o esercizi pubblici.
Misure contro il deturpamento e l’imbrattamento di immobili pubblici o mezzi di trasporto
In caso di condanna per il reato di deturpamento e imbrattamento di immobili pubblici, mezzi di
trasporto o cose di interesse artistico (art. 639, comma 2, c.p.), il giudice potrà subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena al ripristino e alla ripulitura dei luoghi oppure, se ciò non è possibile, al pagamento o rimborso delle spese relative, o ancora, se il condannato non si oppone, al lavoro di pubblica utilità.
Sistemi di sorveglianza e monitoraggio attivo da parte di privati
I patti sulla sicurezza urbana e gli accordi per la promozione della sicurezza integrata possono riguardare anche progetti di privati per la messa in opera di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, con software di analisi video per il monitoraggio attivo e invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o istituti di vigilanza privata convenzionati.
I progetti possono essere proposti dai seguenti soggetti:
enti gestori di edilizia residenziale;
amministratori di condomíni;
imprese, anche individuali, dotate di almeno dieci impianti;
associazioni di categoria o consorzi o comitati comunque denominati costituiti ad hoc fra imprese, professionisti o residenti.
Detrazioni IMU e TASI per gestione di sistemi di sorveglianza
Dal 2018 i comuni possono deliberare detrazioni dall’IMU o dallla TASI a favore dei soggetti che assumono a proprio carico quote degli oneri di investimento, di manutenzione e di gestione dei sistemi tecnologicamente avanzati realizzati in base ad accordi o patti di cui sopra.
Ai fini dell’arresto per reati commessi con violenza alle persone o alle cose, compiuti alla presenza di più persone anche in occasioni pubbliche, quando non è possibile l’arresto immediato per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica, si considera in stato di flagranza “colui il quale, sulla base di documentazione video fotografica dalla quale emerga inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore”; è necessario che l’arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario all’identificazione dell’autore e, comunque, entro le 48 ore dal fatto.
L’estensione del concetto di “stato di flagranza” varrà fino a giugno 2020.
Lotta contro il fenomeno dei parcheggiatori abusivi
Con una modifica all’art. 7 del Codice della Strada si prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, l’esercizio abusivo (anche avvalendosi di altre persone) o l’induzione all’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.500 euro.
In caso di impiego di minori o di reiterazione, la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata del doppio.
In ogni caso si applica la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite.
Via libera a nuove assunzioni nella polizia locale
Per rafforzare le attività connesse al controllo del territorio e le nuove disposizioni del decreto, nel 2017 e nel 2018 i Comuni in regola con le norme sul pareggio di bilancio possono assumere a tempo indeterminato personale di polizia locale entro determinati limiti di spesa.
Al personale della polizia locale si applicano gli istituti dell’equo indennizzo e del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio.5
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