Source: http://www.dbnmagazine.it/leggi-e-sentenze/281-sistema-italia-crescita-o-fallimento
Timestamp: 2018-06-21 23:22:56+00:00
Document Index: 153729665

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 33', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 20', 'art. 33']

Sistema Italia: crescita o fallimento - DBN Magazine | La rivista delle Discipline Bio Naturali, Discipline Olistiche, Discipline Orientali
Sistema Italia: crescita o fallimento
Alcuni mesi fa avevamo sintetizzato la situazione relativamente alle Discipline Bio Naturali, e alla legalità del lavoro nel settore, con il documento “Lo Shiatsu è legale, lo dice la legge”, che abbiamo inviato agli Associati assieme alla rivista e che si può trovare sul sito www.shiatsuapos.com alla voce News
A cura di Lorenzo Argolini. Pubblicato dicembre 2011
Ovviamente quanto riferito allo Shiatsu è da intendersi valido anche per tutte le altre DBN, ma non solo. Il ragionamento è valido anche per tutte le altre centinaia di attività non regolamentate (si veda il box relativo alla vicenda Counselor-Psicologi). Nella fattispecie il Tribunale di Lucca ha assolto due counselor accusati di abuso di professione.
Essendo le attività lavorative centinaia, è ovvio che la condizione normale è che non siano regolamentate, altrimenti ingesseremmo totalmente un’economia che già oggi è asfittica.
Infatti, nei Paesi ad economia più liberista, più moderna direi, economicamente più brillante, per esempio quelli del nord Europa, le professioni regolamentate sono pochissime. L’Italia, purtroppo, come spesso accade, ha il record mondiale negativo delle professioni regolamentate: 32!
Abbiamo più volte affermato che una professione non regolamentata è lecita, è legale nella misura in cui non invade le attività riservate a quelle regolamentate.
Nel documento citato, si spiega che nella Costituzione vi sono due articoli, il 35 - “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni” - e il 41 - “L’iniziativa economica privata è libera” -, tutele queste che, essendo costituzionali, hanno il massimo del rango. Tutele che vengono difese dalla Magistratura con sentenze dei vari gradi, soprattutto da quelle della Corte di Cassazione, cioè il grado più alto.
Nei pochissimi casi di accusa di abuso della professione, i professionisti che hanno rispettato le riserve di professioni regolamentate, sono sempre stati assolti. In sostanza, la tutela delle Professioni regolamentate non può andare oltre quanto scritto nelle varie leggi istitutive, altrimenti si lederebbero due diritti fondamentali della Costituzione.
Nel documento si esamina quanto dicono le leggi che istituiscono le figure del Medico, del Fisioterapista e dell’Estetista e si conclude, assolutamente senza forzature, che l’attività dell’operatore Shiatsu e in altre DBN non rientrano fra quelle riservate alle figure summenzionate. A conferma di ciò, come già detto, vi sono diverse sentenze della Corte di Cassazione.
E arriviamo a questa estate. L’Italia, diverse Regioni ed importanti Comuni (per esempio Milano), vengono declassati dalle Agenzie di Rating, tanto da determinare una sfiducia diffusa fra i vari livelli di risparmiatori. Lo spread fra i BTP e i Bund tedeschi schizza vicino a 400, costringendoci a pagare tassi di interesse vicini al 6% a fronte del circa 2% dei tedeschi.
Diciamolo chiaro e tondo: gli esperti considerano questa una situazione insostenibile; ogni 100 punti di spread corrispondono, considerando il nostro enorme debito, a circa 19 miliardi di Euro di maggiori interessi! In pratica, le due manovre permetteranno semplicemente di far fronte al maggior costo del nostro debito; altro che riduzione del debito.
L’unica strada è quella di evitare delle manovre depressive che aumentano le tasse e diminuiscono la propensione alla spesa e al risparmio, e puntare a stimolare al massimo la crescita economica, favorendo, in ogni modo, il lavoro e l’attività delle imprese.
A causa del gravissimo momento economico, il Governo ha finalmente emesso alcune norme atte a stimolare la crescita economica. Nella manovra finanziaria del 15 luglio 2011, legge 111, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 16 luglio 2011, l’articolo 29 bis (vedere sul sito www.shiatsuapos.com alla voce News), così recita: “Al fine di incrementare il tasso di crescita dell’economia nazionale, ferme restando le categorie di cui all’art. 33, quinto comma della Costituzione, sentita l’Alta Commissione di cui al comma 2, il Governo formulerà alle categorie interessate proposte di riforme in materia di liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche; trascorso il termine di otto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ciò che non sarà espressamente regolamentato sarà libero.”
Le categorie di cui all’art. 33 della Costituzione sono le professioni regolamentate, oggetto, da tempo, di considerazioni finalizzate a favorire la concorrenza. Rilevante è “ciò che non sarà espressamente regolamentato sarà libero”. Ammesso che ce ne fosse il bisogno, questa legge conferma la tutela del lavoro, in tutte le sue espressioni e dell’attività d’impresa, posta dalla Costituzione con gli art. 35 e 41 già menzionati. Con questo articolo, il Governo fa un chiaro invito a tutte le Amministrazioni ad evitare di porre lacci e laccioli al lavoro di migliaia di persone che svolgono la loro professione con passione e competenza.
Da oggi la domanda da porsi è: “lo Shiatsu (e naturalmente ogni altra singola DBN) è espressamente regolamentato dalla legge che istituisce e regolamenta la figura del Medico o del Fisioterapista o dell’Estetista?”. Ovviamente la risposta in tutti e tre i casi è: no.
Non ce n’era bisogno, ma certo questa legge nazionale è molto chiara e permetterà di bloccare le attività del Ministero della Salute, delle ASL, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, dei NAS, delle Camere di Commercio, delle Commissioni Regionali per l’Artigianato e di qualsiasi altro Ente che, per eccesso di zelo, ritiene di fare cosa buona e giusta, impedendo il lavoro a migliaia di operatori delle DBN e di altri settori con la considerazione, profondamente sbagliata: non è regolamentato per cui è illegale. Oppure: è un’attività riservata alle Estetiste, ai Fisioterapisti o ai Medici.
D’ora in avanti, ogni dirigente, quadro, funzionario, impiegato, insomma tutti, dovranno valutare le situazioni secondo il criterio contenuto nella norma nazionale, e cioè: “questa attività è espressamente regolamentata nella legge istitutiva della figura professionale xyz, per esempio Estetista o Fisioterapista o Medico?”.
E nel rispondere bisognerà tenere bene in considerazione il fatto che rispondere “si, è espressamente regolamentata”, vorrà dire impedire il lavoro a centinaia, migliaia di persone, quindi, il sostegno a loro, alle loro famiglie e all’economia italiana.
LA SECONDA MANOVRA
La seconda manovra finanziaria è stata strutturata e approvata in momenti economicamente ancora più drammatici, con ulteriori declassamenti da parte di Agenzie di Rating e lo spread fra i BTP italiani e i Bund tedeschi alle stelle.
Il Decreto Legge è il n. 138 del 13 agosto 2011 comparso sulla Gazzetta Ufficiale n 216 del 16-9-2011. Di particolare importanza è l’art. 3 del titolo II, (vedere sul sito www.shiatsuapos.com alla voce News) di cui riportiamo le parti relative alla libera attività lavorativa.
Titolo II - “Liberalizzazioni, privatizzazioni ed altre misure per favorire lo sviluppo”, Art. 3 - Abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni e delle attività economiche.
Si noti l’utilizzo del termine “indebite restrizioni”, che rende molto bene il senso dell’urgenza e della gravità della situazione.
1. In attesa della revisione dell’articolo 41 della Costituzione, Comuni, Province, Regioni e Stato, entro un anno dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla leggi.
Con questo comma, viene confermato che il Governo intende rafforzare ulteriormente l’art. 41 della Costituzione, nel senso di tutelare maggiormente la libera iniziativa economica privata.
2. Il comma 1 costituisce principio fondamentale per lo sviluppo economico e attua la piena tutela della concorrenza fra le imprese.
Parole fortissime, che ben sottolineano l’importanza della concorrenza per lo sviluppo economico. Prima di impedire a qualcuno di lavorare bisogna pensarci molto bene.
4. L’adeguamento di Comuni, Province e Regioni all’obbligo di cui al comma 1 costituisce elemento di valutazione della virtuosità dei predetti enti ai sensi dell’art. 20, comma 3 del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 convertito dalla legge 15 luglio 2011 n. 111.
Quindi, più i Comuni, le Province e le Regioni stimolano, favoriscono l’iniziativa privata, il lavoro e più verranno considerati virtuosi.
5. Fermo restando l’esame di Stato di cui all’art. 33 comma 5 della Costituzione per l’accesso alle professioni regolamentate, gli ordinamenti professionali devono garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza...
Le stesse attività ordinistiche devono aprirsi secondo i principi della libera concorrenza.
6. Fermo quanto previsto dal comma 5, per le professioni, l’accesso alle attività economiche e il loro esercizio si basano sul principio di libera impresa.
7. Le disposizioni vigenti che regolano l’accesso e l’esercizio delle attività economiche devono garantire il principio di libertà d’impresa e di garanzia della concorrenza. Le disposizioni relative all’introduzione di restrizioni all’accesso e all’esercizio delle attività economiche devono essere oggetto di interpretazione restrittiva.
Ulteriore sottolineatura, e si noti l’invito, nei pochi casi di possibili restrizioni ad una interpretazione restrittiva.
8. Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle attività economiche previste dall’ordinamento vigente sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto.
Risulta evidente la volontà di favorire al massimo le attività lavorative.
9. Il termine “restrizione”, ai sensi del comma 8, comprende... g) la limitazione dell’esercizio di una attività economica attraverso l’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore.
Il punto g) è rilevante in quanto in alcuni casi si è arrivati, perfino, ad imporre la forma giuridica con cui lavorare. Per esempio, viene imposto di iscriversi alla Camera di Commercio, mentre l’operatore intende lavorare come professionista aprendo la Partita IVA. Auguriamoci, per il bene di tutti, che l’atteggiamento delle Amministrazioni cambi nel senso di favorire invece di bloccare la crescita economica.
Pubblicato in Leggi e Sentenze