Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/134
Timestamp: 2020-04-02 03:59:30+00:00
Document Index: 88669745

Matched Legal Cases: ['art. 291', 'art. 553', 'art. 553', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 487']

Forma, contenuto e comunicazione dell'ordinanza
I. L'ordinanza è succintamente motivata. Se è pronunciata in udienza, è inserita nel processo verbale; se è pronunciata fuori dell'udienza, è scritta in calce al processo verbale oppure in foglio separato, munito della data e della sottoscrizione del giudice o, quando questo è collegiale, del presidente.
II. Il cancelliere comunica alle parti l'ordinanza pronunciata fuori dell'udienza, salvo che la legge ne prescriva la notificazione.
[III. L'avviso di cui al secondo comma può essere effettuato a mezzo telefax o a mezzo di posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di volere ricevere l'avviso] (1).
(1) Comma aggiunto dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv., con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80. Il secondo periodo è stato aggiunto dalla legge di conversione. La legge 12 novembre 2011, n. 183 ha successivamente abrogato l'intero terzo comma con effetto dal 31 gennaio 2012.
Adozione - Adozione dei minori d'età - Adottandi - Adottabilità - Opposizione - Procedimento - Impugnazione - Rito camerale - Termine per la notifica del ricorso e del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza - Carattere perentorio - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie relativa al procedimento per declaratoria di stato di adottabilità di un minore.
L'omessa notifica, nel termine assegnato dal giudice, del ricorso introduttivo dell'appello avverso la declaratoria dello stato di adottabilità e del relativo decreto di fissazione di udienza (nella specie, per la rilevata mancanza di prova della ricezione della stessa, effettuata a mezzo posta elettronica certificata), non comporta, in assenza di una espressa previsione in tal senso, l'improcedibilità dell'impugnazione, dovendosi evitare interpretazioni formalistiche delle norme processuali che limitino l'accesso delle parti alla tutela giurisdizionale, ma solo la necessità dell'assegnazione di un nuovo termine, perentorio, in applicazione analogica dell'art. 291 c.p.c., sempre che la parte appellata non si sia costituita, così sanando il vizio della notificazione con effetto "ex tunc". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Agosto 2016, n. 16335. Segue...
Fallimento – Inefficacia ex lege – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. – Sentenza dichiarativa di fallimento – Contestualità temporale – Prevalenza funzionale della Sentenza di fallimento..
Non è opponibile al fallimento l’ordinanza di assegnazione ai sensi dell’art. 553 c.p.c. sottoscritta dal giudice dell’esecuzione il medesimo giorno del deposito della sentenza dichiarativa di fallimento: la prevalenza di quest’ultima, in una prospettiva funzionale, discende dalla priorità attribuita dal legislatore a suoi effetti su quelli, eventualmente concorrenti, dell’esecuzione individuale, posto che “salvo diversa disposizione della legge, dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento” (art. 51 l. fall. nel testo anteriore alla riforma). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 21 Marzo 2011. Segue...
Provvedimenti emessi dal giudice dell'esecuzione - Richiesta di revoca o modifica - Configurabilità - Provvedimento di rigetto della chiesta revoca o modifica - Impugnabilità - Configurabilità - Modalità - Condizioni - Limiti - Fondamento
Provvedimenti emessi dal giudice dell'esecuzione - Art. 487, primo comma, cod. proc. civ. - Fondamento - Forma - Modificabilità - Revocabilità - Controllo - Configurabilità - Condizioni - Limiti - Modalità.
Il provvedimento del giudice dell'esecuzione di diniego della modifica o della revoca di un proprio precedente provvedimento rientra nel novero degli atti esecutivi impugnabili (e cioè opponibili o reclamabili) solo quando all'istante, pur rimanendo inalterata la sua posizione giuridica che tale precedente provvedimento fonda, possa derivare pregiudizio dagli argomenti addotti dal giudice a sostegno del rigetto. (massima ufficiale)
I provvedimenti emessi dal giudice dell'esecuzione sono normalmente assunti, ai sensi dell'art. 487, primo comma, cod. proc. civ., con ordinanza, e sono modificabili o revocabili finché non abbiano avuto esecuzione, costituendo anch'essi espressione del potere di direzione del processo e, in quanto diversamente regolanti quanto già disciplinato dal provvedimento precedentemente adottato, sono soggetti a riesame mediante opposizione agli atti esecutivi. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. III, 15 Marzo 2004, n. 5238. Segue...