Source: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:1994-01-12;3&dl_t=text/xml&dl_a=y&dl_id=&pr=idx,0;artic,0;articparziale,1&anc=tit5
Timestamp: 2019-12-07 10:10:09+00:00
Document Index: 38471690

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 29', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 30', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 54', 'art. 40', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 32', 'art. 41', 'art. 36', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 43', 'art. 26', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 10', 'art. 67', 'art. 45', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 16', 'art. 36', 'art. 18', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 49', 'art. 40', 'art. 50', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 53', 'art. 53']

- ESERCIZIO DEL PRELIEVO VENATORIO
- Specie oggetto di tutela
2. Le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai ratti, ai topi propriamente detti, alle nutrie, alle arvicole. In ogni caso, per le specie alloctone, comprese quelle di cui al periodo precedente, con esclusione di quelle individuate dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 19 gennaio 2015 (Elenco delle specie alloctone escluse dalle previsioni dell’articolo 2, comma 2 bis , della legge n. 157/1992), la gestione è finalizzata all’eradicazione o comunque al controllo delle popolazioni; gli interventi di controllo o eradicazione sono realizzati come disposto dall’articolo 37. (177)
Comma così sostituito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 36.
- Gestione faunistico venatoria degli ungulati (82)
Articolo inserito con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 29.
1. La gestione faunistico venatoria degli ungulati interessa l’intero territorio regionale, anche se soggetto a regime di protezione o di vincolo, persegue gli obiettivi indicati nel piano faunistico venatorio regionale (182)
Parola così sostituita con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 38.
ed è finalizzata al mantenimento delle densità sostenibili, anche interspecifiche, definite a livello locale, tenuto conto degli effettivi danneggiamenti alle coltivazioni agricole e ai boschi.
2. La Giunta regionale determina le densità sostenibili di cui al comma 1, sentiti gli ATC e le organizzazioni professionali agricole. Fino alla determinazione delle densità di cui al comma 1, la densità regionale è fissata, per il cinghiale, a 2,5 soggetti ogni 100 ettari. (183)
Comma così sostituito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 38.
3. La Giunta regionale adotta (184)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 38.
piani di gestione e prelievo di ungulati adeguati a garantire le densità sostenibili di cui al comma 2, entro il 31 maggio di ogni anno.
4. Nelle aree in cui la presenza del cinghiale e degli altri ungulati non è compatibile con lo svolgimento delle attività agricole la Giunta regionale adotta (184)
forme di gestione non conservative delle specie. La Giunta regionale predispone (184)
programmi di gestione e di controllo avvalendosi, per la loro attuazione, dei proprietari e conduttori dei fondi ovvero dei cacciatori di selezione, delle squadre di caccia al cinghiale e dei cacciatori abilitati ai sensi dell’articolo 37.
5. Durante la stagione venatoria, nelle aree di cui all’articolo 6 bis, comma 4, lettere a), b), c), d) e g), la Giunta regionale adotta (184)
piani di cattura o di abbattimento degli ungulati adeguati a garantire le densità sostenibili di cui al comma 1.
6. Nei parchi regionali e nelle aree protette di cui alla l.r. 30/2015 (184)
, l’ente gestore adotta piani di gestione degli ungulati che tengono conto delle densità sostenibili di cui al comma 1 e degli effettivi danneggiamenti alle coltivazioni agricole, anche limitrofi ai propri confini, e ai boschi. In caso di inadempienza e in presenza di danni alla produzione agricola, anche nelle aree limitrofe, la Giunta regionale (184)
interviene ai sensi dell’articolo 37.
7. Qualora le forme ordinarie di gestione degli ungulati non consentano di raggiungere o di mantenere le densità sostenibili di cui al comma 2, con conseguente incremento dei danni alle coltivazioni agricole e ai boschi, la Giunta regionale approva e realizza piani straordinari di gestione (184)
8. Abrogato. (185)
Comma abrogato con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 38.
9. Con regolamento regionale sono indicate le modalità per la caccia al cinghiale e per il prelievo selettivo degli altri ungulati, i criteri per l’abilitazione dei cacciatori all’esercizio della caccia agli ungulati. (183)
9 bis. L’efficacia del presente articolo è sospesa per il triennio successivo all’entrata in vigore della l.r. 10/2016. (186)
Comma aggiunto con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 38.
- Indennizzo dei danni causati dagli ungulati (83)
Articolo inserito con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 30.
1. Ai responsabili delle aree sottoposte a divieto di caccia, delle aree protette di cui alla l.r. 30/2015 (187)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 39.
ovvero di tutte le strutture pubbliche o private che non abbiano posto in essere i programmi di gestione e di controllo degli ungulati, predisposti o indicati dalla Regione (187)
, lo stesso ente può imputare l’indennizzo dei danni causati dalle specie selvatiche suddette entro la fascia di 200 metri circostanti i loro confini.
1 bis. L’efficacia del presente articolo è sospesa per il triennio successivo all’entrata in vigore della l.r. 10/2016. (188)
Comma aggiunto con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 39.
Art. 28 quinquies
- Circolazione fuori strada dei veicoli a motore per attività faunistico-venatorie e venatorie(257)
Articolo inserito con l.r. 13 novembre 2019, n. 65, art. 54.
1. Per lo svolgimento delle attività faunistico-venatorie e venatorie i comuni possono individuare nel proprio territorio percorsi fissi, in deroga a quanto stabilito all’articolo 2 della legge regionale 27 giugno 1994, n. 48 (Norme in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore) nei quali sia consentita la circolazione fuori strada dei veicoli a motore.
4. Il comune rilascia gratuitamente, per i casi di cui al comma 1, apposito contrassegno di autorizzazione al transito.
- Licenza di porto di fucile per uso caccia e altre abilitazioni (189)
Articolo così sostituito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 40.
1. La licenza di porto di fucile per uso di caccia ha la durata di sei anni ed è rilasciata dalla competente autorità in conformità alle leggi di pubblica sicurezza tramite apposita concessione dopo il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio venatorio a seguito di esame pubblico da sostenere di fronte ad una commissione nominata dalla Regione.
2. La composizione, l’articolazione territoriale e le regole per il funzionamento delle commissioni d’esame sono definite con deliberazione della Giunta regionale.
3. Per sostenere l’esame il candidato deve essere munito del certificato medico di idoneità.
4. L’abilitazione all’esercizio venatorio è necessaria oltre che per il primo rilascio della licenza, anche per il rinnovo della stessa in caso di revoca.
5. Le norme di cui al presente articolo si applicano anche per l’esercizio della caccia mediante l’uso dell’arco e del falco.
6. Il regolamento regionale indica i contenuti e le modalità di svolgimento dell’esame per l'abilitazione all’esercizio venatorio e degli altri esami di abilitazione previsti dalla presente legge.
7. Gli esami per l’abilitazione all’esercizio venatorio, alla caccia di selezione e alle altre abilitazioni venatorie sono svolti almeno una volta l’anno.
- Calendario venatorio
Comma così sostituito con l.r. 31 maggio 2013, n. 27, art. 8.
4. Sono oggetto di caccia le specie di cui all’ art. 18 della legge 11-02-1992 n. 157 .
Comma abrogato con l.r. 31 maggio 2013, n. 27, art. 8.
Comma abrogato con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 32.
- Mezzi di caccia consentiti
6 bis. I caricatori dei fucili ad anima rigata a ripetizione semiautomatica impiegati nella caccia non possono contenere più di due cartucce durante l’esercizio dell’attività venatoria e possono contenere fino a cinque cartucce limitatamente all’esercizio della caccia al cinghiale. (190)
Comma inserito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 41.
- Divieti
d) praticare qualsiasi forma di uccellagione, prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli appartenenti alla fauna selvatica, salvo che nei casi previsti all’ art. 36 della presente legge o nelle zone di ripopolamento e cattura, nei centri di riproduzione di fauna selvatica, nelle oasi e nelle zone di protezione per sottrarli a sicura distruzione o morte purché, se ne dia pronto avviso nelle 24 ore successive alla Regione (191)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 42.
Lettera così sostituita con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 33.
q) produrre, vendere e detenere trappole e tagliole atte alla cattura della fauna selvatica; l'uso di trappole selettive è consentito unicamente per gli interventi autorizzati dalla provincia in tutti gli istituti faunistici, faunistico venatori e allevamenti da parte del personale di vigilanza di cui all’articolo 51, comma 1, dei proprietari e conduttori degli allevamenti e da altri soggetti abilitati ai sensi dell’articolo 37, purché autorizzati dalla Regione (191)
r) l’esercizio in qualunque forma del tiro a volo su uccelli, salvo quanto previsto dall’ art. 24 ;
u) l’uso dei segugi per la caccia agli ungulati, fatta eccezione di particolari programmi approvati dalla Regione (191)
e per la caccia al cinghiale;
ff) l’immissione di fauna selvatica sul territorio regionale, salvo autorizzazione della Regione (191)
hh) l’esercizio della caccia nei fondi e nelle aree di cui all’ art. 25 della presente legge;
ii) esercitare l’attività venatoria negli specchi d’acqua dove si eserciti l’industria della pesca o dell’acquacoltura, nonché nei canali delle valli da pesca, quando il possessore, previa autorizzazione del Comune, vi apponga tabelle perimetrali esenti da tasse recanti la scritta "Valle da pesca - Divieto di caccia" conformi a quanto indicato dall’ art. 26 della presente legge;
mm) al di fuori dei periodi e degli orari fissati dal calendario venatorio l’allenamento e l’addestramento dei cani da caccia è consentito esclusivamente nelle aree di cui all’ art. 24 della presente legge. È altresì consentito nelle aziende faunistico-venatorie e nelle aziende agrituristico-venatorie, previa autorizzazione del responsabile della gestione, in altri istituti faunistici o faunistico-venatori, previa autorizzazione della Regione sentito l’ISPRA (191)
nn) il foraggiamento del cinghiale su tutto il territorio regionale salvo i casi strettamente connessi a operazioni di cattura autorizzate. La Giunta regionale, per comprovate esigenze, può, sentite le organizzazioni agricole, autorizzare foraggiamento dissuasivo. (29)
Lettera prima aggiunta con l.r. 9 aprile 2009, n. 17, art. 2; poi la lettera è così sostituita con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 42.
- Divieti speciali di caccia
5. La Giunta regionale, sentiti i comuni interessati o su richiesta degli stessi, può vietare per periodi non superiori ad un anno, l’esercizio venatorio in zone determinate, quando ricorra la necessità di proteggere la fauna selvatica per insufficiente consistenza faunistica, per la salvaguardia dell’ambiente e/o delle produzioni agricole, per la tutela della incolumità delle persone, per sopravvenute particolari condizioni stagionali, climatiche, di malattie ed altre calamità. Le zone in cui è vietato l’esercizio venatorio sono segnalate con tabelle perimetrali conformi alle prescrizioni di cui all’articolo 26. (192)
Comma così sostituito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 43.
6. È fatto divieto cacciare quando il terreno sia in tutto o nella maggior parte ricoperto di neve (89)
Parole soppresse con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 34.
salvo che per l’attuazione della caccia di selezione agli ungulati. (126)
Parole aggiunte con l.r. 30 dicembre 2014, n. 88, art. 13.
9. I divieti di cui al precedente comma sono comunicati alla Regione (193)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 43.
competente e sono segnalati con cartelli recanti la scritta "Divieto di caccia fino al ..." conformi a quanto indicato dall’ art. 26 della presente legge.
- Cattura e gestione dei richiami vivi e appostamenti (9)
5. I dati riguardanti gli uccelli di cattura relativi alla specie, alla data della cessione, al numero identificativo, al proprietario e tutte le successive variazioni devono essere riportati (194)
Parole soppresse con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 44.
in un apposito sistema informativo regionale, secondo le modalità definite dalla competente struttura della Giunta regionale. In fase di prima applicazione i soggetti abilitati all'inserimento dei dati sono individuati dalla competente struttura della Giunta regionale.
6. La Regione autorizza (195)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 44.
gli appostamenti fissi per l’esercizio dell’attività venatoria in un determinato sito, in conformità al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 26 luglio 2011, n. 33/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 “Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”). (112)
Comma così sostituito con l.r. 12 novembre 2013, n. 65, art. 1.
6 bis. La realizzazione di eventuali manufatti nel sito in cui è stato autorizzato l’appostamento fisso nel rispetto delle disposizioni della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 (Norme per il governo del territorio) (195)
che disciplinano l’attività edilizia, è consentita a condizione che i manufatti stessi:
Comma prima inserito con .l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 35, ed ora così sostituito con l.r. 12 novembre 2013, n. 65, art. 1.
Comma inserito con l.r. 12 novembre 2013, n. 65, art. 1.
6 quater. I manufatti realizzati con caratteristiche diverse dalle disposizioni del comma 6 bis (194)
, sono sottoposti a segnalazione certificata d’inizio attività (SCIA) ed a procedimento di autorizzazione paesaggistica. (113)
7. La cattura di uccelli da richiamo per la cessione ai cacciatori richiedenti è disciplinata dal regolamento regionale. La Regione assegna i richiami catturati negli impianti ai cacciatori che ne abbiano fatto richiesta secondo le modalità stabilite nel regolamento. (196)
Comma così sostituito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 44.
- Manufatti e altri interventi edilizi per esigenze venatorie (249)
Articolo prima inserito con l.r. 28 luglio 2017, n. 37, art. 10; e ora così sostituito con l.r. 12 dicembre 2017, n. 70, art. 67.
1. Per il ritrovo e l’organizzazione delle attività delle squadre di caccia al cinghiale nel territorio rurale possono essere realizzati:
a) manufatti secondo quanto previsto dall’articolo 78 della l.r. 65/2014;
b) interventi edilizi sul patrimonio esistente secondo quanto previsto dall’articolo 79 della l.r. 65/2014.
2. I manufatti di cui al comma 1 non costituiscono appostamenti fissi ai sensi dell’articolo 34.
- Giornata venatoria
- Cattura di fauna selvatica a scopo scientifico
1. Il Presidente della Giunta Regionale può autorizzare, con proprio decreto, su parere dell'ISPRA (197)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 45.
, gli istituti scientifici delle Università o del Consiglio Nazionale delle Ricerche e i Musei di storia naturale, ad effettuare la cattura e l’utilizzazione di fauna selvatica e a prelevare nidi, uova e piccoli nati, a scopo di studio.
2. Il Presidente della Giunta regionale, con proprio decreto, su parere dell'ISPRA (197)
, rilascia l’autorizzazione per la cattura temporanea al fine dell’inanellamento degli uccelli a scopo di studio, ai soggetti che abbiano superato l’esame finale di specifici corsi di istruzione organizzati dallo stesso Istituto.
4. Chiunque venga in possesso di fauna selvatica contrassegnata deve trasmettere i contrassegni, indicando il luogo e l’ora di rinvenimento all'ISPRA (197)
o alla struttura regionale competente che provvede (197)
ad informare il predetto istituto.
- Controllo della fauna selvatica
2. La Regione (135)
, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela di particolari specie selvatiche, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvede (136)
al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’ISPRA (135)
2 bis . Ai fini del controllo delle popolazioni di fauna selvatica, la Regione utilizza (135)
i metodi e le caratteristiche degli interventi ecologici come definiti dall’ISPRA. (91)
Comma aggiunto con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 36.
Comma prima sostituito con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 36, ed ora così sostituito con l.r. 9 febbraio 2016, n. 10, art. 16.
4 bis. Sono abilitati all’abbattimento delle specie storno (Sturnus vulgaris), tortora orientale dal collare (Streptopelia decaocto) e piccione di città (Columba livia forma domestica), qualora autorizzato dalla Regione (135)
per la tutela della produzione agricola e zootecnica, i cacciatori che hanno frequentato appositi corsi della durata di almeno due ore per specie organizzati dalla Regione. (135)
Comma inserito con .l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 36.
4 ter. I cacciatori iscritti nel registro di cui all’articolo 28 quater sono equiparati ai cacciatori di cui al comma 4, per le specie di riferimento. (93)
4 quater. La Regione (135)
per prevenire o eliminare i danni alle produzioni agricole autorizza, in qualsiasi periodo dell’anno, i cacciatori abilitati ai sensi del comma 4, i soggetti di cui all’articolo 51, i proprietari o conduttori dei fondi interessati e le squadre di caccia al cinghiale, indicate dall’ATC, al controllo dei cinghiali. (93)
5. I comitati di gestione degli A.T.C. dovranno predisporre programmi annuali di controllo dei predatori appartenenti a specie di cui all’ art. 18 della L. n. 157/1992 a attuarsi in periodo di caccia aperta mediante l’ausilio dei cacciatori iscritti.
6. La Regione (135)
, anche su richiesta dei Comuni, o dei comitati degli A.T.C., corredata di parere favorevole dell’I.N.F.S. può autorizzare, in qualsiasi tempo, la cattura di fauna selvatica in tutti quei territori vietati alla caccia per i quali non siano previste dalla presente legge specifiche disposizioni relative alla cattura, definendo le condizioni e le modalità di utilizzazione dei soggetti catturati.
6 bis. La Regione può (135)
predisporre piani di controllo del piccione di città (Columba livia forma domestica) per prevenire i danni alle coltivazioni agricole. (93)
- Procedure per l’attuazione delle deroghe di cui all'articolo 9 della dir. 2009/147/CE (201)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 47.
Articolo inserito con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 38.
Comma abrogato con l.r. 18 giugno 2012, n. 29, art. 38.
Lettera inserita con l.r. 18 giugno 2012, n. 29, art. 38.
Art. 37 quinquies
- Condizioni e limitazioni per l’attuazione delle deroghe di cui all'articolo 9 della dir. 299/147/CE (202)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 49.
Articolo inserito con l.r. 3 febbraio 2010, n. 2, art. 40.
- Soccorso di fauna selvatica in difficoltà (203)
Articolo così sostituito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 50.
1. Chiunque rinvenga fauna selvatica in difficoltà è tenuto a darne immediata comunicazione alla Regione o al comune nel cui territorio è avvenuto il rinvenimento ed eventualmente a consegnarla ai medesimi entro le ventiquattro ore successive al ritrovamento. La Regione provvede al ricovero della suddetta fauna selvatica presso centri specializzati di recupero o servizi veterinari e provvede alla successiva liberazione, una volta accertata la completa guarigione. La struttura regionale competente può stipulare apposite convenzioni con centri specializzati per il recupero della fauna selvatica ferita o in difficoltà, anche al fine di favorirne il funzionamento per gli scopi di cui al presente articolo.
2. Chiunque rinvenga uova, covate e piccoli nati e agisca per sottrarli a sicura morte o distruzione è tenuto a darne immediata comunicazione al comune entro le ventiquattro ore successive al ritrovamento.
- Allevamenti di fauna selvatica per fini di ripopolamento
1. La Regione autorizza gli allevamenti di fauna selvatica in stato di cattività, a scopo di ripopolamento, la cui attività è disciplinata con apposito regolamento regionale tenuto conto dei criteri formulati da ISPRA. (204)
Comma così sostituito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 51.
2. Qualora l’interessato all’esercizio di allevamento di cui al comma precedente sia titolare di un’impresa agricola, questi è tenuto a dare semplice comunicazione alla Regione (205)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 51.
e a gestirlo nel rispetto del regolamento regionale di cui al comma precedente.
3. La Regione può (205)
istituire allevamenti pubblici finalizzati alla sperimentazione di tecniche di allevamento ed alla selezione dei riproduttori.
- Allevamenti di fauna selvatica a fini alimentari (10)
3. La costituzione degli allevamenti a fini alimentari è autorizzata dalla struttura regionale competente. Qualora l'allevamento sia esercitato dal titolare di una impresa agricola, questo è tenuto a darne semplice comunicazione alla Regione. (207)
Comma così sostituito con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 53.
4. Il titolare dell'allevamento è tenuto a riportare su apposito registro a pagine numerate il movimento dei capi. (207)
6. Ogni animale deve essere munito di contrassegno predisposto dal titolare dell'allevamento e approvato dalla struttura regionale competente (208)
Parole così sostituite con l.r. 1 marzo 2016, n. 20, art. 53.
; inoltre i soggetti sono sottoposti a controllo dell'autorità sanitaria secondo le vigenti disposizioni in materia alimentare.
9. La struttura regionale competente può autorizzare persone, nominativamente indicate dal titolare dell'allevamento, all’abbattimento di soggetti ungulati, diversamente non recuperabili. L’abbattimento deve essere eseguito alla presenza del personale di vigilanza. (207)
- Divieti di caccia per la tutela della produzione agricola(1)
- Introduzione di specie di fauna selvatica dall’estero
- Cani e gatti vaganti