Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_fallimentare/94
Timestamp: 2019-02-20 12:23:26+00:00
Document Index: 44522759

Matched Legal Cases: ['art. 79', 'art. 95', 'art. 2945', 'art. 1310', 'art. 2945', 'art. 1310', 'art. 2880', 'art. 20', 'art. 120', 'art. 94']

Effetti della domanda (1)
I. La domanda di cui all’articolo 93 produce gli effetti della domanda giudiziale per tutto il corso del fallimento.
(1) Articolo sostituito dall’art. 79 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.
Ammissione allo stato passivo - Motivazione del provvedimento del giudice delegato - Rinvio “per relationem” alle ragioni esposte dal curatore - Sufficienza - Condizioni.
Il decreto di rigetto della domanda di insinuazione al passivo che operi un rinvio "per relationem" alle motivazioni esposte dal curatore fallimentare nel progetto di cui all'art. 95 l.fall., può ritenersi adeguatamente motivato a condizione che il richiamo sia univoco e che le contestazioni del curatore siano sufficientemente specifiche, in modo da garantire pienamente il diritto di difesa del creditore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Ottobre 2018, n. 24794. Segue...
Fallimento - Ammissione al passivo - Domanda - Effetti - Prescrizione - Interruzione - Efficacia - Nei confronti del fideiussore del fallito - Operatività.
La presentazione dell'istanza di insinuazione al passivo fallimentare, equiparabile alla domanda giudiziale, determina, ai sensi dell'art. 2945, comma 2, c.c., l'interruzione della prescrizione del credito, con effetti permanenti fino alla chiusura della procedura concorsuale, anche nei confronti del fideiussore del fallito, ex art. 1310, comma 1, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018, n. 9638. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo - Domanda - Effetti - Prescrizione - Interruzione - Efficacia - Nei confronti del coobbligato solidale del fallito - Sussistenza - Fattispecie.
La presentazione dell'istanza di insinuazione al passivo fallimentare, equiparabile alla domanda giudiziale, determina, ai sensi dell'art. 2945, comma 2, c.c., l'interruzione della prescrizione del credito, con effetti permanenti fino alla chiusura della procedura concorsuale, anche nei confronti del condebitore solidale del fallito, ex art. 1310, comma 1, c.c. (In applicazione del principio, la S.C. ha respinto il motivo del coobbligato in solido della società fallita che, in sede di opposizione a cartella esattoriale, collegava gli effetti permanenti dell'interruzione, non già alla presentazione della domanda, ma alla successiva ammissione al passivo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 30 Agosto 2016, n. 17412. Segue...
Ipoteca - Diritto di espropriare il bene - Diritto di credito - Distinzione - Prescrizione dell’ipoteca verso il terzo acquirente - Esercizio del diritto di espropriazione - Necessità - Ammissione al passivo del fallimento del debitore - Interruzione della prescrizione - Esclusione.
In tema di ipoteca, l'art. 2880 c.c. detta una disciplina che distingue il diritto di espropriare il bene (che spetta al creditore nei confronti del terzo acquirente) dal diritto di credito (che spetta al creditore nei confronti del debitore), in modo che, per evitare la prescrizione dell'ipoteca verso il terzo acquirente, il creditore è tenuto ad esercitare il diritto di espropriazione del bene ipotecato promuovendo nei termini il processo esecutivo individuale contro il terzo, posto che l'ammissione al passivo del fallimento del debitore iscritto, che di quel bene abbia perduto la disponibilità, non costituisce valido atto interruttivo della prescrizione del diritto di garanzia. La regola non trova deroga nemmeno nel disposto del R.D. 16 luglio 1905, n. 646, art. 20, (ove applicabile ratione temporis) che, nell'ipotesi di mancanza della notificazione del subentro dei successori a titolo universale o particolare e degli aventi causa, prevede che gli atti giudiziari, compresi quelli di rinnovazione di ipoteche e di interruzione della prescrizione di esse, possono essere diretti contro il debitore iscritto; in tale eventualità, il privilegio riconosciuto al creditore fondiario è dato dalla possibilità di promuovere l'azione esecutiva individuale direttamente nei confronti del debitore, rivolgendo a quest'ultimo gli atti relativi, anche quando il bene sia stato venduto a terzi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 07 Luglio 2016, n. 13940. Segue...
Fallimento - Esecutorietà dello stato passivo - Esclusione del credito in sede di riparto - Fatti estintivi sopravvenuti.
Il decreto di esecutorietà dello stato passivo non preclude al giudice delegato in sede di riparto di escludere il credito già ammesso al concorso ove il curatore faccia valere il fatto estintivo sopravvenuto all'ammissione. (Nel caso di specie, il credito è stato escluso dal riparto in ragione della integrale soddisfazione del creditore da parte dei coobligati in solido del fallito). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Gennaio 2016, n. 525. Segue...
Chiusura del fallimento - Effetti - Imposte sui redditi - Riscossione - Contribuente tornato "in bonis" - Potere dell'amministrazione finanziaria di esercitare la pretesa tributaria nei suoi confronti - Sussistenza - Previa insinuazione del credito nel passivo fallimentare - Necessità - Esclusione - Fondamento.
Tra gli effetti della chiusura del fallimento non è compresa la liberazione del fallito dalle obbligazioni non fatte valere o non soddisfatte nel corso della procedura fallimentare e, pertanto, ai sensi dell'art. 120 della legge fall., nel testo anteriore alla riforma apportatagli con il d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, i creditori riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore tornato "in bonis" per la parte non soddisfatta dei loro crediti, sia per capitale che per interessi. Ne consegue che l'amministrazione finanziaria può azionare il proprio credito tributario nei confronti del contribuente tornato "in bonis" (salvo che non ne sia decaduta ex art. 94 legge fall.), senza che - di per sé - la presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del curatore (e del fallito) possa aver comportato l'onere per l'amministrazione di insinuarsi nel passivo del fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 Marzo 2014, n. 6473. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Giudicato endoconcorsuale - Effetti - Preclusione endoconcorsuale limitata al diritto fatto valere in via sommaria in sede di verifica del passivo..
Fallimento - Errore essenziale di fatto - Nozione - Accertamento del passivo - Conflitto fra giudicati - Revocazione - Esclusione..
L’errore essenziale di fatto si concreta non già in un inesatto apprezzamento del materiale probatorio od in una errata valutazione giuridica di un fatto, ma in una falsa percezione della realtà da parte del giudice; in sede concorsuale, non può, quindi, essere considerato tale il conflitto fra giudicati, posto che l'articolo 96 L.F. non prevede quale ipotesi di revocazione l'errore di diritto e in particolare il conflitto di giudicati, ma solo la falsità, il dolo, l'errore essenziale di fatto o il rinvenimento di documenti decisivi prima ignorati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 09 Gennaio 2013. Segue...
Conto corrente (contratto di) - Contenuto del conto - In genere - Credito di una banca garantito da mutuo ipotecario - Acquisto del bene ipotecato da parte di un terzo - Fallimento del mutuatario - Azione della banca nei confronti del terzo acquirente - Valore probatorio dell'estratto conto - Limiti - Verifica in sede fallimentare - Necessità..
Ove una banca sia creditrice di una somma a titolo di mutuo e tale credito sia garantito da ipoteca su un bene immobile poi acquistato da un terzo, il soddisfacimento dell'intero credito garantito, comprensivo di interessi, attraverso l'espropriazione forzata individuale o fallimentare in danno del debitore, estingue anche l'ipoteca nei confronti del terzo; ne consegue che - dichiarato il fallimento del mutuatario - la banca, potendo agire anche nei confronti del terzo nei limiti della somma garantita, al fine di provare l'esatto ammontare del credito residuo non può valersi dell'efficacia probatoria dell'estratto conto dichiarato conforme alle scritture contabili, ma deve provare tale ammontare in base alla verifica giudiziale in sede fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 25 Settembre 2009, n. 20656. Segue...