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Timestamp: 2020-08-15 11:32:46+00:00
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Azione civile e contributo unificato nel processo penale | Salvis Juribus
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Pubblicato 3 July 2020 | by Gaetano Walter Caglioti | in Civile, Penale
Abstrat. L’azione civile nel processo penale ne comporta, alle condizioni stabilite dalla legge, il pagamento del contributo unificato [1] Alla “semplificazione” relativa alla quantificazione dell’importo dovuto legato, a differenza di quanto avviene nel processo civile [2], alla determinazione in sentenza del risarcimento del danno o dell’anticipazione di somma a titolo di provvisionale, fanno da contraltare le difficoltà in relazione alle situazioni,oggettive e soggettive, che si determinano nel processo penale [= momento della prenotazione a debito , numero di imputati, numero di parti civili, riferibilità dei capi di imputazione , appello non promosso dalla parte civile e c.d. “principio di immanenza”]
Sommario: 1. Fonte normativa, presupposti e momento della riscossione – 2. Azione civile diretta e contributo unificato – 3. Quantificazione del contributo unificato – 4. Criticità nella determinazione del pagamento del contributo unificato – 5. Contributo unificato nel processo penale di Appello – 6. Contributo unificato nel processo penale di Cassazione – 7. Contributo unificato nel reato estinto per amnistia o per prescrizione – 8. Recupero nei confronti dell’imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato – 9. Azione civile c.d. indiretta
1. Fonte normativa, presupposti e momento della riscossione
Per il successivo articolo 12 “1. L’esercizio dell’azione civile nel processo penale non è soggetto al pagamento del contributo unificato, se è chiesta solo la condanna generica del responsabile. 2. Se è chiesta, anche in via provvisionale, la condanna al pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno, il contributo è dovuto, in caso di accoglimento della domanda, in base al valore dell’importo liquidato e secondo gli scaglioni di valore di cui all’articolo 13 ”.
Non trova, infatti, in materia penale, per espressa disposizione normativa [vedasi successivo paragrafo 2], la regola applicabile al solo processo civile, a che il contributo unificato[4] si paghi anche nel caso di valore indeterminabile [5].
Nel processo penale il contributo unificato si prenota a debito [6] e prescinde dall’ammissione di parte civile al patrocinio a spese dello Stato.
La ministeriale del 19 novembre 2008 [7] evidenzia “ le peculiarità della normativa relativa alla determinazione dell’importo dovuto a titolo di contributo unificato e alla riscossione di tale credito nel processo penale, in base alla specifica disposizione prevista dal combinato disposto di cui agli articoli 11 e 12 del Testo unico delle spese di giustizia. Tali disposizioni infatti prevedono, all’articolo 11 del citato testo unico delle spese di giustizia, il diritto della parte civile, la quale dovrebbe essere tenuta all’anticipazione della spesa,a non effettuare alcun pagamento in quanto l’importo è prenotato a debito”.
2. Azione civile diretta e contributo unificato
Come precisa la direttiva ministeriale del 26 febbraio 2002 [8] : “ … la costituzione di parte civile (per la quale non possono comunque applicarsi le imposte di bollo, né le altre voci escluse in via generale [9] ) non è soggetta al pagamento del contributo unificato nel caso in cui sia richiesta solo la pronuncia di condanna generica del responsabile.
Concetto ribadito dalla direttiva ministeriale del 13 maggio 2002 [10] ai sensi della quale “.... la norma prevede che il contributo non sia dovuto nell’ipotesi in cui sia richiesta solo la pronuncia di condanna generica del responsabile.
Nel caso in cui la parte civile, oltre all’affermazione della responsabilità civile chieda anche la condanna al pagamento di una somma di denaro, il contributo è dovuto, in caso di accoglimento della domanda, in base all’importo del valore liquidato in sentenza ed è prenotato a debito per essere recuperato nei confronti della parte obbligata al risarcimento del danno…” [11]
3. Quantificazione del contributo unificato
Per la determinazione e, successiva individuazione del momento temporale, del pagamento del contributo unificato nel processo penale non valgono le regole del processo civile.
Una delle principali differenzazioni è nel momento temporale della determinazione e nella consequenziale quantificazione: all’introduzione della causa nel processo civile, con obbligo della parte che introduce la domanda o nelle ipotesi di cui al comma 3 dell’articolo 14 Testo Unico spese di giustizia di quantificarne l’importo, con specifica dichiarazione di valore ex articolo 15 Testo Unico spese di giustizia; al momento della decisione della causa nel processo penale, con quantificazione dell’importo e prenotazione a debito dello stesso da parte della Cancelleria del giudice che definisce il grado del giudizio.
La richiamata direttiva ministeriale del 19 novembre 2008 [12] ha sottolineato, la differenzazione di disciplina dell’istituto in oggetto tra il processo civile [e quello amministrativo e tributario] con quello penale : “l’art. 12 del medesimo testo unico prevede inoltre che la quantificazione dell’importo dovuto a titolo di contributo unificato, avvenga non in ragione della domanda, come nel processo civile, ma in base a quanto disposto in sentenza” .
Concludendo “….dalla architettura normativa sopra delineata consegue che la quantificazione della spesa è determinata , in via amministrativa, dall’ufficio giudiziario e non dalla parte come avviene nel processo civile.”
Inoltre, ai sensi della direttiva ministeriale del 3 marzo 2010 [13] “in risposta alla nota del 22 luglio 2009 con la quale sono stati formulati alcuni quesiti relativi alla riforma del Testo unico delle spese di giustizia, introdotta dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, si rappresenta quanto segue. La legge in parola non ha modificato i criteri di quantificazione degli importi dovuti per il contributo unificato…in tema di contributo unificato sono infatti rimasti immutati gli articoli 11 e 12 del Testo Unico delle spese di giustizia….”.
Riepilogando: 1) non è dovuto nessun contributo unificato in caso di condanna generica; 2) non paga chi avanza la richiesta risarcitoria ma chi è condannato al risarcimento; 3) non si paga al momento della domanda ma alla definizione del giudizio; 4) il contributo unificato viene, previa quantificazione dell’importo da parte della cancelleria, prenotato a debito e recuperato nei confronti dell’imputato o del responsabile civile al risarcimento del danno.
4. Criticità nella determinazione del pagamento del contributo unificato
La quantificazione delle spese processuali per le quali è stata emessa sentenza di condanna successivamente alla data di entrata in vigore della legge [14] deve essere effettuata in base alle nuove disposizioni del!’articolo 535 c.p.p.-
Le spese devono essere, quindi, quantificate per intero e suddivise per quota, in parti uguali, nei confronti di ciascun imputato condannato, in base all’importo complessivo delle spese ripetibili del processo penate, come riportato nel foglio delle notizie, ma senza tener conto del riferimento ai reati cui la condanna si riferisce” [15].
A seguito della riforma legislativa in materia di recupero delle spese penali [16] “ In risposta alla nota del 22 luglio 2009 con la quale sono stati formulati alcuni quesiti relativi alla riforma del Testo unico delle spese di giustizia, introdotta dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, si rappresenta quanto segue.
In tema di contributo unificato sono infatti rimasti immutati gli articoli 11 e 12 del Testo Unico delle spese di giustizia mentre, per quanto riguarda l’imposta di registro, la cui liquidazione permane di competenza degli uffici finanziari, gli articoli 73 – bis e ter, introdotti dalla legge 69/2009, hanno modificato i soli termini per la registrazione della sentenza penale.
Determinati pertanto gli importi dovuti, il recupero di tali spese dovrà essere effettuato nei confronti delle parti condannate al risarcimento del danno, non più con vincolo di solidarietà, bensì, ai sensi dell’articolo 205 del citalo Testo Unico, da ciascun condannato al risarcimento del danno alla parte civile, per quota, in parti uguali, come precisato da questa Direzione Generale nelle istruzioni diramate con nota del 14 luglio 2009 protocollo n. 92331.” [17]
Analizziamo, nello specifico, i casi che si possono determinare e le possibili soluzioni: a) più imputati nei confronti di una sola parte civile: il problema trova soluzione nella, richiamata, direttiva ministeriale del 3 marzo 2010,03/03/2010.0032236.U, ai sensi della quale “ in caso di condanna di più imputati l’obbligo del pagamento del contributo unificato avverrà per quota” quindi contributo unificato pari allo scaglione corrispondente alla somma totale delle condanne al risarcimento diviso per il numero di soggetti condannati; b) condanna al risarcimento danni di più imputati a favore di più parti civili: la quantificazione avverrà autonomamente per ogni singola posizione processuale; più pagamenti per singola parte civile si sommano e contributo unico ai sensi della direttiva ministeriale di cui al precedente punto a); c) singolo imputato nei confronti di più parti civili , in questo caso non ci appare conforme alla normativa far pagare più contributi unificati alla stessa persona , nel civile ci troveremmo in una ipotesi di litis consorzio facoltativo che comporta, ai fini della determinazione del quantum da riscuotere la somma degli importi delle singole condanne [18] .
In relazione alla, successiva ed eventuale, vendita dei beni sequestrati nei procedimenti penali, il contributo unificato, nella fase del processo esecutivo civile, “si determina ai sensi dell’art. 12 tu spesi di giustizia quindi in base alla somma conseguita dalla vendita” [19].
5. Contributo unificato nel processo penale di Appello
Se vi è impugnazione la Cancelleria dell’Ufficio giudiziario di primo grado non procede a recupero limitandosi ad annotare il contributo unificato, quantificato nello scaglione corrispondente alla somma liquidata in sentenza a favore di parte civile, nel foglio delle notizie [20] che invierà, unitamente al fascicolo processuale, alla Cancelleria dell’ufficio del grado di appello [21].
Ricordiamo che le spese processuali a favore dello Stato si recuperano , ai sensi dell’articolo 227-ter Testo Unico spese di giustizia “ entro un mese dalla data di passaggio in giudicato della sentenza..”.[22]
Giusta direttiva ministeriale del 13 novembre 2019 [23]“ ..il contributo unificato è dovuto per il grado di appello anche a prescindere dalla riproposizione , in quella sede della costituzione di parte civile, oppure dall’impugnazione del capo di sentenza relativo alla quota risarcitoria..
….e l’importo dello stesso sarà ancora una volta determinato sulla base di quanto statuito in sentenza: in caso di conferma delle statuizioni civili contenute nella sentenza di primo grado, il contributo sarà di importo pari [ndr = aumentato della metà ai sensi dell’articolo 13 comma 1-bis testo unico spese di giustizia] a quello dovuto per il primo grado del giudizio;in caso di parziale riforma della sentenza di primo grado , il contributo sarà determinato [ndr = aumentandolo della metà ai sensi dell’articolo 13 comma 1-bis testo unico spese di giustizia] sulla base dell’importo risarcitorio liquidato , anche a titolo di provvisionale,con la sentenza di appello” .[24]
Trova, quindi, applicazione il c.d. “principio di immanenza” in virtù del quale “ una volta costituita in giudizio la parte civile rimane tale anche nelle successive fasi processuali [25] senza necessità di formalizzare nuovamente la costituzione”. [26]
In questo caso “ diversamente da ciò che avviene nel processo civile ( articolo 300 c.p.c.)non si verifica l’interruzione del processo”.
Per la giurisprudenza della Corte di Cassazione [27] “ alla morte della persona costituitasi parte civile non si verifica l’interruzione del rapporto processuale, prevista dall’articolo 300 c.p.c. ed inapplicabile al processo penale, che, invece , è ispirato all’impulso di ufficio..”.
Riepilogando: a) in caso di appello nel processo penale il contributo unificato è dovuto, al determinarsi delle condizioni di cui all’articolo 12 testo unico spese di giustizia, anche se la parte civile non si costituisce nel grado di appello; b) in caso di conferma delle statuizioni di primo grado in materia di azione civile si recupera il contributo unificato annotato nel foglio notizie di primo grado oltre al contributo del grado di appello [ aumentato della metà ex articolo 13 comma 1-bis d.P.R. 115/02]; c) in caso di riforma oltre che il contributo unificato annotato nel foglio notizie di primo grado si recupera il contributo unificato determinato [aumentato della metà ex articolo 13 comma 1-bis d.P.R. 115/02] sulla base dell’importo risarcitorio liquidato dall’appello.
6. Contributo unificato nel processo penale di Cassazione
Nel ricorso in Cassazione “ ..il contributo unificato è dovuto nelle sole ipotesi disciplinate dall’articolo 578 del c.p.p.” [28]
L’importo di tale contributo viene quantificato in base alla somma liquidata dal giudice all’esito del processo , dalla circostanza che, di norma , la Corte di cassazione non si pronuncia sulla quantificazione del danno deriva che non vi sarà alcun importo da prenotare a tale titolo”. [29]
Trova, infine, a parere di chi scrive, applicazione anche nel processo penale, la direttiva ministeriale del 14 maggio 2018 [30] ai sensi della quale “ il giudizio di rinvio non è configurabile dall’ordinamento processuale come grado del processo ma come una fase (rescissoria) del procedimento di cassazione e non può quindi considerarsi impugnazione ai fini del pagamento del contributo unificato” .
7. Contributo unificato nel reato estinto per amnistia o per prescrizione
Per la direttiva ministeriale giustizia [31] “ l’unica eccezione è rappresentata dalle ipotesi di estinzione del reato per amnistia o per prescrizione.”
8. Recupero nei confronti dell’imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato
L’articolo 107 Testo Unico spese di giustizia [32] tra gli effetti dell’ammissione al patrocinio da parte dell’imputato annovera solo spese anticipate e spese gratuite ( nella fattispecie i soli diritti di copia.
Gli Uffici giudiziari, in applicazione dell’attuale normativa in materia di patrocinio a spese dello Stato [33], procedono al recupero nei confronti dell’imputato condannato, se pur ammesso al patrocinio, di tutte le spese che lo Stato anticipa e prenotate a debito a favore della parte civile ammessa al patrocinio elencate negli articoli 107 [ i cui effetti si estendono alla parte civile per effetto del richiamo del seguente articolo 108] e 108 Testo Unico spese di giustizia, oltre alle spese anticipate non comprese nell’articolo 107 [34].
Trova in materia applicazione l’indirizzo ministeriale del 9 febbraio 2011 [35], emanano a seguito di rilievi da parte dell’Ispettorato Generale dello stesso Ministero della Giustizia, ai sensi del quale “ Il legislatore dispone che nel caso in cui l’imputato sia ammesso al patrocinio a spese dello Stato , alcune spese siano gratuite ed altre siano anticipate dall’erario e che , in caso di revoca, le spese di cui all’articolo 107 siano recuperate nei confronti dell’imputato.
9. Azione civile c.d. indiretta
[4] per una disamina completa dell’istituto vedi “Guida al contributo unificato” in VADEMECUM www.professionegiustizia.it – “Guida al Contributo Unificato nel processo civile e penale normativa, giurisprudenza e direttive ministeriali. Monografica completa sul contributo unificato”
[5] articolo 13 comma 1 lettere c) e d) Testo Unico spese di giustizia
[6] articolo 3 , lettera s), D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 Prenotazione a debito “è l’annotazione a futura memoria di una voce di spesa per la quale non vi è pagamento , ai fini dell’eventuale successivo recupero”
[7] circolare Ministero Giustizia DAG.19/11/2008.0152465.U
[8] Circolare Ministero Giustizia del 26 febbraio 2002 n.1
[9] NDR =ad esclusione dell’anticipazione forfettaria dei privati ex articolo 30 testo unico spese di giustizia ( attualmente l’importo € 27) ; tale anticipazione è dovuta dal momento della costituzione di parte civile, se la parte civile è ammessa al patrocinio a spese dello Stato l’importo sarà, a cura della cancelleria, prenotato a debito(i in proposito nota Ministero della Giustizia 5 marzo 2008 prot. n.341688.U ).
[10] Circolare Ministero Giustizia del 13/5/2002 n.3
[11] conforme, da ultimo, direttiva Ministero della Giustizia DAG.13/11/2019 .0217643.U
[12] vedi nota 5
[13] Circolare Ministero Giustizia DAG.03/03/2010.0032236.U
[14] decreto legislativo 18 giugno 2009 n. 69 che all’articolo 67 ha modificato l’articolo 205 del DPR 115/02 modificando ( da solidale a per quota) il sistema di ripartizione delle spese, nel concorso di più soggetti tenuti al pagamento.
[15] circolare Ministero della Giustizia DAG.14/07/2009.0092331.U
[16] Legge 18 giugno 2009, n. 69
[17] circolare Ministero della giustizia DAG.03/03/2010.0032236.U
[18] in materia civile nel caso di più ricorrenti e/o attori nota n. 17072 del 30 gennaio 2015 conf. nota 4 maggio 2016 n.0081583/U e nota 21 febbraio 2017 n. 0032861/U
[19] Ministero della Giustizia DAG.29/05/2018.0108285.U
[20] Ai sensi dell’art. 280, 1° comma, Testo Unico spese di giustizia, “ in ogni fascicolo processuale civile, penale e fallimentare deve essere allegato un foglio delle notizie ai fini del recupero del credito, dove andranno annotate tutte la spese anticipate e quelle prenotate”.
[21] Ai sensi della circolare n 9 del 26 giugno 2003 “ il foglio notizie deve essere redatto in ogni fase e grado del processo civile o penale..” Come sottolinea la circolare Min. Giust.,Dip. Aff. Giustizia Ufficio I n 1/12311/44/U.04 del 18 novembre 2004 “Il foglio delle notizie è uno strumento che ha la funzione di riepilogare l’elenco delle spese del processo, al fine di non ritardare l’esatta quantificazione del credito da parte dell’ufficio responsabile del recupero. Tale esigenza, ovviamente, è presente in ogni fase di giudizio. “
[22] nota Ministero della Giustizia – Direzione Generale Giustizia Civile – prot. 16318, 8 febbraio 2011
[23] Ministero della Giustizia DAG.13/11/2019.0217643.U
[24] in tal senso anche Ministero della Giustizia provvedimento del 23 ottobre 2019 Foglio Informazione n. 1/2020 in https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_40.page
[25] E’ dovuto il contributo unificato anche quando, ai sensi dell’articolo 572 codice di procedura penale, il Pubblico Ministero propone impugnazione su richiesta della parte civile o della persona offesa non costituita in giudizio
[26] per la Corte di Cassazione sentenza n. 24637 del 6 aprile 2018 “la parte civile costituita che non partecipi al giudizio di appello personalmente e non presenti conclusioni scritte ai sensi dell’articolo 523 c.p.p. deve ritenersi comunque presente nel processo e le sue conclusioni , pur rassegnate in primo grado, restano valide in ogni stato e grado in virtù del principio di immanenza previsto dall’articolo 76 c.p.p.”
[27] Corte di Cassazione sentenza n. 17054 del 13 dicembre 2018
[28] Provvedimento 23 ottobre 2019 Foglio Informativo n 1/2020 in https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_40.page
[29] Ministero della Giustizia DAG.13/11/2019.0217643.U
[30] in Foglio informazione 3/2018 in https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_40.page
[31] Ministero della Giustizia DAG.13/11/2019.0217643.U
[32] Nota Ministero Giustizia DAG.20/12/2010-0165521.U “ nei casi in cui l’imputato gode del patrocinio a spese dello Stato trova applicazione l’articolo 107che disciplina espressamente gli effetti dell’ammissione”
[33] Parte III Titolo I testo unico spese di giustizia.
[34] intercettazioni telefoniche e demolizioni, con il dubbio se vadano recuperate anche delle c.d. spese forfettarie previste dall’articolo 208 DPR 115/02 che non risultano elencate nell’articolo 107 DPR 115/02 ( per lo scrivente si)
[35] Circolare Ministero della Giustizia DAG.09/02/2011.0017349U