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Timestamp: 2018-09-22 15:16:04+00:00
Document Index: 1977201

Matched Legal Cases: ['art.33', 'art.33', 'art.33', 'sentenza ', 'art.42', 'art.4', 'art.2', 'art.33']

PATRONATO I.N.C.A. C.G.I.L. PROVINCIALE TORINO - CONGEDI & PERMESSI : NUOVE REGOLE - DI COSA SI TRATTA? - PDF
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1 PATRONATO I.N.C.A. C.G.I.L. PROVINCIALE TORINO - CONGEDI & PERMESSI : NUOVE REGOLE - DI COSA SI TRATTA? Il Decreto legislativo 18 luglio 2011 n.119 Recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi e la legge n.92 del 28 giugno 2012 recante Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita e la legge di stabilità 2013 (n.228/2012) hanno introdotto nel quadro normativo nuove tipologie di permessi e interventi volti alla promozione di una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. In particolare, istituiscono per il padre, lavoratore dipendente, un congedo obbligatorio (pari a un giorno) e un congedo facoltativo (pari a due giorni). Un altra disposizione ha invece ampliato la possibilità di fruizione del congedo parentale, anche ad ore, secondo le regole adottate dai contratti collettivi. Inoltre è stato chiarito che i meccanismi operativi che riguardano il godimento del congedo parentale e i criteri di calcolo della base oraria, possono essere regolamentati anche dalla contrattazione di secondo livello e non solo da quella nazionale di settore. L obiettivo e la ratio di questi interventi è quella di contribuire a una maggiore produttività nelle aziende, attraverso una più ampia flessibilita del lavoro. L accordo tra Confindustria e le Organizzazioni sindacali del 28 giugno 2011 può far sì che il ruolo della contrattazione di secondo livello possa svolgere un attività di integrazione e adattamento alle diverse tipologie di congedi alle singole realtà imprenditoriali, così da creare una stretta correlazione tra il livello contrattuale e quello legislativo. CONGEDO OBBLIGATORIO PER IL PADRE Il congedo obbligatorio di un giorno è fruibile dal padre, lavoratore dipendente, entro il quinto mese di vita del bambino e, quindi, durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente, purchè entro il limite temporale dei cinque mesi. E importante sottolineare che il congedo obbligatorio si configura come un diritto autonomo e quindi è aggiuntivo a quello della madre e spetta indipendentemente dal diritto della madre al congedo obbligatorio.
2 CONGEDO FACOLTATIVO PER IL PADRE La fruizione, da parte del padre lavoratore dipendente, del congedo facoltativo, è a pari a uno o due giorni, anche continuativi, è condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non usufruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, anticipando così il termine finale del congedo parentale. Non si tratta quindi di un diritto autonomo, bensì di un diritto derivato da quello della madre lavoratrice dipendente o iscritta alla gestione separata. Questo congedo è fruibile anche contemporaneamente all astensione della madre e spetta al padre, anche se la madre, pur avendone diritto, non si avvale del congedo di maternità. Entrami i congedi spettano anche al padre adottivo o affidatario. Il padre lavoratore che si avvale dei suddetti congedi ha diritto a un indennità giornaliera a carico dell Inps, apri al 100% della retribuzione. Tale pagamento è anticipato dal datore di lavoro, fatti salvi i casi in cui sia previsto il pagamento diretto, così come previsto per l indennità di maternità in generale. Il padre deve comunicare in forma scritta la richiesta le date della fruizione dei congedi con un anticipo di almeno 15 giorni sulla base della data presunta del parto. I congedi possono essere richiesti anche durante il periodo indennizzato di AspI e Mini AspI, Mobilità e Cassa integrazione guadagni; è prevalente la fruizione dei congedi rispetto alle prestazioni a sostegno al reddito. In entrambi i casi è prevista la copertura contributiva figurativa. MODIFICHE introdotte dal DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2011 n.119 L oggetto e le finalità del D.L. sono riordinare le tipologie dei permessi, ridefinire i presupposti oggettivi e precisare i requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la fruizione dei congedi, dei permessi e delle aspettative, nonché razionalizzare e semplificare i documenti da presentare. Art.2 : flessibilità congedo di maternità 2
3 Nel caso di interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180 giorno dall inizio della gestione, nonché in caso di decesso dell bambino, le lavoratrici hanno facoltà di riprendere in qualunque momento l attività lavorativa, con un preavviso di 10 giorni al datore di lavoro, a condizione che il medico specialista e competente attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla loro salute. Art.3 : modifiche al congedo parentale Per ogni minore con handicap grave, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto, entro il compimento dell ottavo anno di vita del figlio, al prolungamento del congedo parentale, per un periodo, continuativo o frazionato, massimo non superiore ai tre anni, purchè il figlio non sia ricoverato a tempo pieno. Art.4 : congedo straordinario e permessi per assistenza portatore handicap grave Il congedo ed i permessi di cui all art.33 comma 3 della legge n.104/92 non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per l assistenza alla stessa persona. Per l assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, i diritti sono riconosciuti ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono usufruirne alternativamente, ma negli stesi giorni l altro genitore non può fruire dei benefici di cui all art.33 commi 2 e 3 legge 104. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire l indennità e la contribuzione figurativa, fino ad un importo complessivo massimo pari a ,78 annui indicizzati e rivalutati annualmente. Art.6 : modifiche all art.33 della legge 5 febbraio 1992 n.104 in materia di assistenza ai portatori di handicap grave Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo o secondo grado qualora il coniuge o i genitori abbiano compiuto 65 anni di età oppure siano anch essi affetti da patologie invalidanti o deceduti o mancanti. Inoltre, il lavoratore che usufruisce dei permessi, residente in comune situato a distanza stradale superiore ai 150 km. rispetto a quello di residenza del lavoratore, deve attestare con titolo di viaggio, o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza dell assistito. Art.7 : congedo per cure agli invalidi I lavoratori mutilati e invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per cento (sup 50%) possono fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo superiore a trenta giorni. Tale congedo è accordato dal datore di lavoro a seguito di domanda del dipendente interessato accompagnata dalla richiesta del medico convenzionato con S.S.N. o appartenente ad una struttura pubblica dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all infermità invalidante riconosciuta. 3
4 Durante il suddetto periodo di congedo, che non rientra nel periodo di comporto, il dipendente invalido o mutilato ha diritto a percepire il trattamento economico calcolato secondo il regime delle assenze per malattia. Occorre documentare in maniera idonea l avvenuta sottoposizione alle cure. SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE DEL 3-18 LUGLIO 2013 N.203: MODIFICHE CONGEDO STAORDINARIO EX Art.4 c.5 D.lgs151/2011 Con sentenza del 3 luglio 2013, depositata in data 18 luglio 2013, la Corte Costituzionale ha dichiarato l illegittimità costituzionale dell art.42 comma 5 del D.lgs.151/01 nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario, il parente o l affine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso, o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla disposizione predetta, idonei a prendersi cura della persona in situazione di grave disabilità. L art.4 del D.lgs. n.119/11 ha ampliato il novero dei soggetti beneficiari del congedo per assistenza di soggetto portatore di handicap grave ed individuando un ordine gerarchico tra gli stessi: coniuge, genitori (naturali, adottivi o affidatari), figlio, fratelli o sorelle. Nell ipotesi di mancanza, decesso o presenza di patologie invalidanti del soggetto avente diritto in via prioritaria, il beneficio spetterà al soggetto rientrante nella categoria successiva. La circolare Inps n.32 del 6 marzo 2012, ha ulteriormente precisato cosa si deve intendere per mancanza, patologie invalidanti e convivenza dei beneficiari del congedo. Con il termine mancanza non si riferisce solo alla situazione di assenza naturale e giuridica, ma anche ogni altra condizione, quale divorzio, separazione legale o abbandono. Per patologie invalidanti si intendono quelle a carattere permanente indicate dal art.2 comma 1 del Decreto Interministeriale n.278 del 21 luglio 2000; detto elenco è da ritenersi tassativo. Il requisito della convivenza sarà accertato d ufficio, per il reperimento dei dati inerenti alla residenza anagrafica ovvero all eventuale dimora temporanea (vedi iscrizione nello schedario della popolazione temporanea) ove diversa dalla dimora abituale (residenza) del dipendente o del disabile. Sono inclusi, dunque, nel novero dei beneficiari del congedo straordinario i parenti o affini entro il terzo grado conviventi, così come era già stato riconosciuto per il diritto a tre giorni di permesso al mese, ex art.33 comma 3 legge n.104/92. Ricordiamo, altresì, che il congedo spetta a condizione che la persona bisognosa di assistenza non sia ricoverata a tempo pieno presso istituti specializzati. 4
5 Per ricovero a tempo pieno, si deve intendere che la persona gravemente disabile si a ricoverata per le intere 24 ore presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa. Sono pertanto esclusi i ricoveri in day hospital e in centri diurni con finalità assistenziali o riabilitative o occupazionali. Esistono delle eccezioni: Interruzione del ricovero a tempo pieno del disabile per effettuare visite e terapie al di fuori della struttura che lo ospita Ricovero di un disabile in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine Ricovero di un disabile per il quali risulti documentato dai sanitari della struttura ospedaliera il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare (ipotesi già prevista per i bambini fino a tre anni di età) Vi invitiamo a leggere con attenzione la circolare Inps n.159 del 15/11/2013 e allegati. GENITORI BENEFICIARI DEL CONGEDO STRAORDINARIO PER UNO O PIU FIGLI PORTATORI DI HANDICAP GRAVE Il congedo può essere concesso ad un genitore nello stesso periodo in cui l altro genitore fruisce del congedo di maternità o del congedo parentale per il medesimo figlio. Il familiare beneficiario ha diritto di usufruire del congedo entro 60 giorni dalla richiesta. Lo svolgimento dell attività lavorativa è condizione necessaria per poter usufruire del congedo; non è, dunque possibile presentare la richiesta di congedo nell ipotesi di sospensione totale del rapporto di lavoro come, ad esempio, nel caso di CIG a zero ore. Il congedo ha durata massima complessiva di due anni nell arco dell intera attività lavorativa del richiedente; tale limite costituisce anche quello complessivo fruibile tra tutti gli aventi diritto per ogni persona disabile. In caso di più figli disabili, il beneficio spetta per ciascuno di essi, ma è necessario che sia riconosciuta l impossibilità di assistere entrambi i figli usufruendo di un unico congedo straordinario. INDENNITA ECONOMICA L indennità economica a cui ha diritto il beneficiario è a carico Inps, anticipata dal datore di lavoro e pari alla retribuzione percepita nell ultimo mese di lavoro precedente il congedo. Il periodo di congedo e la relativa indennità non rilevano ai fini delle maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del TFR. 5
6 Torino, li 01/12/2013. Responsabile Formazione Inca Torino Roberta Vigna 6