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Timestamp: 2018-08-16 15:25:55+00:00
Document Index: 9806467

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1']

Osteopata e chiropratico "per grazia ricevuta": il diavolo ha fatto la pentola.... (di Romualdo Carini, Fisioterapista e Giornalista Pubblicista - Responsabile Blog) | Riabilitazione Info
Venerdì 22 dicembre 2017, l’Aula del Senato ha approvato, in via definitiva, il Disegno di Legge 1324 bis, “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”, conosciuto anche come Disegno di Legge Lorenzin, dal nome della Ministra della Salute (rifiuto sanitario pericoloso a rischio infettivo), che lo ha voluto e sponsorizzato; Disegno di Legge istitutivo, fra i vari provvedimenti, degli Ordini ed Albi delle Professioni Sanitarie già regolamentate ma non ancora ordinate (in attesa da più di 10 anni!), compresa quella del Fisioterapista.
La sua trasformazione in Legge dello Stato è avvenuta sul filo di lana del fine legislatura, con i seguenti numeri in Aula:
Presenti 173
Favorevoli 148
Così, finalmente, dopo un’attesa durata più di 10 anni dall’approvazione della Legge 43/2006, anche le Professioni Sanitarie della Riabilitazione regolamentate ma non ancora ordinate, fra cui appunto quella del Fisioterapista, avranno Ordini ed Albi.
Anzi, proprio quella del Fisioterapista avrà presto un Ordine solo per sé, al contrario delle altre che confluiranno, con i loro Albi, nell’Ordine già esistente dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica. Infatti, un emendamento approvato in Aula alla Camera, prevede, per quelle Professioni che raggiungeranno almeno 50.000 iscritti (e in Italia, secondo recenti stime, i Fisioterapisti sono più di 60.000) un Ordine tutto per sé.
Ma non si parli di “regalo di Natale”!! Non si celebri “il grande senso di responsabilità delle tante Forze Politiche” che hanno permesso il raggiungimento di questo traguardo!!
Si tratta semplicemente di quanto professionalmente dovuto e per anni promesso, proposto in Parlamento, emendato ma mai approvato e così sempre negato alle Professioni Sanitarie, da più Parlamenti e Governi, dimostratisi in questi anni inefficienti, impreparati, inadeguati per il raggiungimento di questo obiettivo e spesso disponibili solo ad approcci clientelari! (“A che gioco stanno giocando? Cronistoria di ordinaria, vergognosa (e premeditata?) inefficienza politica).
E non è tutto oro, almeno per noi Fisioterapisti, quello che luccica in questa Legge.
Se dal punto di vista generale è innegabile la soddisfazione per quanto finalmente ottenuto, il rovescio della medaglia è rappresentato, appunto per noi Fisioterapisti, dal mantenimento, all’interno del Disegno di Legge, di quella “porcata” (vedi Treccani), già inserita vergognosamente al Senato quando il Disegno di Legge é stato approvato in prima lettura, che inventa l’osteopata e il chiropratico professioni sanitarie “per grazia ricevuta” (art. 7).
Passato dal Senato alla Camera in seconda lettura, l’on. Marazziti (altro “rifiuto sanitario pericoloso a rischio infettivo”) di Democrazia Solidale – Centro Democratico, Presidente della Commissione Affari Sociali di questo ramo del Parlamento, nonché Relatore del Disegno di Legge, menando per lungo tempo il can per l’aia è riuscito ad inventarsi, certamente con non poche difficoltà e “licenze….normative”, l’escamotage, “la trovata ingegnosa, il trucco, il sotterfugio messo in atto con abilità ed astuzia”, per risolvere una situazione compromessa, per uscire da un vicolo cieco, in altre (e più adeguate parole) la “furbata”, che ha permesso di aggirare le norme vigenti fino a poco tempo fa (art. 5 legge 43/2006) riguardanti l’individuazione di nuove professioni sanitarie e così provare a identificare e successivamente provare a istituire l’osteopata e il chiropratico.
Non poteva infatti, detta Commissione, avallare sic et simpliciter la porcata voluta e fatta approvare al Senato dall’esimia sen.ce De Biasi del Partito Democratico (altro “rifiuto sanitario pericoloso a rischio infettivo”), perchè vistosamente e vergognosamente contra legem (il già citato art. 5 Legge 43/2006) ed inoltre in forte odore di inciucio clientelare, come emerso anche dal dibattito in Commissione e in Aula.
Ed allora ecco: se una Legge non la si può aggirare, eludere, derogare, per accontentare i clienti la si modifica a loro vantaggio, la si “adegua alle nuove esigenze della società”, la si “modernizza”, la si fa “uscire dall’immobilismo”. Come? Inventando un complicato e non facilmente decifrabile art. 6 del Disegno di Legge (perchè più una normativa è scritta in modo confuso, più si presta ad interpretazioni di comodo) che ha sostituito, annacquandolo e indebolendolo, quello scomodo art. 5 della Legge 43, eliminando quei “paletti” che ostacolavano l’inciucio.
Al comma 1 di detto articolo 6 è stata inserita la possibilità, anche da parte di “associazioni professionali rappresentative”, di presentare istanza al Ministero della salute per ottenere il riconoscimento delle professioni che rappresentano. Significa che, in futuro, anche nuove professioni “le più fantasiose”, potranno aspirare ad entrare nella Sanità (basta che trovino un’altra Lorenzin e un’altra De Biase).
E’ stato poi di fatto eliminato il comma 3 dell’art. 5 della 43/2006, che prevedeva, per dare “un parere tecnico-scientifico riguardo nuove professioni”, la nomina di “apposite commissioni, operanti nell’ambito del Consiglio superiore di sanità”, di cui dovevano fare parte anche “rappresentanti degli ordini delle professioni di cui all’articolo 1, comma 1”. Tanto per capirci, è stato eliminato il “paletto” dei Fisioterapisti sulla strada del riconoscimento dell’osteopata e del chiropratico.
L’istituzione di una nuova professione avviene poi ora “previo parere tecnico-scientifico del Consiglio superiore di sanità”. “Previo” significa “precedente”; l’istituzione sembra quindi non essere più “subordinata ad un parere tecnico-scientifico”, come normava il citato comma 3. Il parere richiesto è vincolante oppure no, anche se nel contesto della norma citata sembrerebbe sottinteso?
E’ subito apparso chiaro l’ulteriore favoritismo clientelare fatto a osteopati e chiropratici ed ha francamente suscitato una certa perplessità, nel settore, la posizione dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI), che è sembrata non accorgersi del pericoloso vulnus inserito nel testo ed anzi ha “benedetto” l’approvazione del provvedimento da parte della Commissione Affari Sociali (“Ddl Lorenzin. Sì dei Fisioterapisti al nuovo testo sul riconoscimento delle professioni”).
Meno male che qualche “lupo solitario” della Riabilitazione, già avvezzo a contrastare il più possibile i tanti misfatti perpetrati nel nostro settore (vedasi ad esempio il famigerato art. 1-septies, che voleva la laurea in scienze motorie equipollente a quella in fisioterapia), ha cercato di correre ai ripari, o almeno “salvare la faccia”.
Occorre dare merito ai Colleghi Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti, per aver cercato, in extremis, di tentare di correggere la stortura e ottenere anche qualcosa in più. Sono stati infatti loro a scrivere e far presentare in Aula, alla Camera, dal On. Gigli (Democrazia Solidale – Centro Democratico), l’emendamento che avrebbe potuto, nero su bianco, rendere “vincolante” il parere del Consiglio Superiore di Sanità e l’emendamento che avrebbe permesso, ad una Professione con almeno 40.000 iscritti di avere un Ordine proprio. Non approvato (non senza contrasti in Aula) il primo, approvato invece il secondo, fatto ritirare a Gigli e fatto proprio dal Pd, con soglia di iscritti innalzata a 50.000 unità.
Dalla vicenda dell’osteopata e del chiropratico professioni sanitarie “per grazia ricevuta”, anche se la loro istituzione in qualche modo è stata riportata ad un certo rispetto delle regole e del buon senso, dopo la vergognosa e clientelare proposta uscita dal Senato, la cosiddetta “Casta” a mio giudizio ne esce (anzi ne DEVE USCIRE), agli occhi dei Fisioterapisti, ma anche delle altre Professioni Sanitarie, molto, ma molto ridimensionata e con molti dubbi riguardo la sua credibilità istituzionale.
D’ora in poi l’individuazione e l’istituzione di nuove professioni sanitarie (e credo se ne renda conto anche la classe medica) potrebbe avvenire anche SOLO per via politica (il che vuol dire clientelare, come appena verificato), a prescindere, volendo, da qualsiasi valutazione tecnico-scientifica riguardante la loro efficienza ed efficacia.
Dico “potrebbe”, invece di “potrà”, perchè appunto potrebbe non essere detta l’ultima parola.
Il condizionale mi sembra possibile e anche d’obbligo, perché, ad esempio, tanto per cominciare, nel primo passaggio dall’individuazione all’istituzione, qualora il Consiglio Superiore di Sanità dovesse dare parere negativo su osteopata e chiropratico (o su altre future professioni) e, nonostante questo, la “Casta”, per questioni clientelari, volesse ugualmente procedere, sarò curioso di vedere,la reazione della Classe Medica (DdL Lorenzin. Simfer e Srn: “No a sanatorie a discapito della qualità delle cure offerte ai cittadini”), (“Riforma degli Ordini e le ragioni del ‘no’ di medici, farmacisti e veterinari al DdL Lorenzin. Le audizioni in Commissione Sanità”) Accademica (Osteopata, professione sanitaria “per grazia ricevuta”? Stop dalla Conferenza delle Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie”) e dello stesso Consiglio Superiore di Sanità, importante organo istituzionale depotenziato della sua funzione consultiva…..e considerato come “il due di picche”. Per cosa gli si chiede un parere, se poi non se ne tiene in alcun conto? Ma si potrebbero prospettare anche altri scenari…..
Forse osteopati e chiropratici farebbero bene ad aspettare prima di esultare….il Diavolo (Lorenzin e De Biasi) ha fatto la pentola, ma forse non ha previsto il, anzi, “i coperchi”……
Buon Anno per ora….