Source: http://www.earmi.it/diritto/leggi/guardie%20giurate3.htm
Timestamp: 2017-10-17 20:31:11+00:00
Document Index: 113348398

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'sentenza ', 'art. 53']

Legge 6 giugno 2008 n. 101 - modifica T.U. Leggi di P.S.
Legge 6 giugno 2008, n. 101 - Modifiche al TU Leggi di PS per guardie giurate
Nel 2007 è uscita la seguente sentenza:
SENTENZA della Corte Europea di giustizia (Seconda Sezione) del 13 dicembre 2007 nella causa promossa dalla
sig.ra E. Montaguti,
Repubblica italiana, rappresentata dal sig. I.M. Braguglia, in qualità di agente, assistito dal sig. D. Del Gaizo, avvocato dello Stato.
Alla luce di quanto precede, si deve constatare che l’Italia, avendo disposto, nell’ambito del Testo Unico di PS, che:
– l’attività di guardia particolare possa essere esercitata solo previa prestazione di un giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa derivanti dagli artt. 43 CE e 49 CE;
– l’attività di vigilanza privata possa essere esercitata dai prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro solo [previo] rilascio di un’autorizzazione del Prefetto con validità territoriale, senza tenere conto degli obblighi cui tali prestatori sono già assoggettati nello Stato membro di origine, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa derivanti dall’art. 49 CE;
– la detta autorizzazione abbia una validità territoriale limitata ed il suo rilascio sia subordinato alla considerazione del numero e dell’importanza delle imprese di vigilanza privata già operanti nel territorio in questione, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa derivanti dagli artt. 43 CE e 49 CE;
- le imprese di vigilanza privata debbano avere una sede operativa in ogni provincia in cui esse esercitano la propria attività, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa derivanti dall’art. 49 CE;
– il personale delle suddette imprese debba essere individualmente autorizzato ad esercitare attività di vigilanza privata, senza tenere conto dei controlli e delle verifiche già effettuati nello Stato membro di origine, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa derivanti dall’art. 49 CE;
– le imprese di vigilanza privata debbano utilizzare un numero minimo e/o massimo di personale per essere autorizzate, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa derivanti dagli artt. 43 CE e 49 CE;
– le imprese di cui trattasi debbano versare una cauzione presso la Cassa depositi e prestiti, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa derivanti dagli artt. 43 CE e 49 CE, e
– i prezzi per i servizi di vigilanza privata siano fissati con autorizzazione del Prefetto nell’ambito di un determinato margine d’oscillazione, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa derivanti dall’art. 49 CE.
A seguito di questa sentenza é stata emanata la legge
Come è noto, e come sopra riportato, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per la normativa che regola il lavoro delle Guardie Giurate. Era di totale evidenza che si trattava di una normativa fascista e arretrata, ma il Ministero ha continuato a difenderla imperterrito, trattando le guardie come delle persone pericolose da controllare e limitare in ogni modo.
Invece di arrendersi all’evidenza e di cercare di comportarsi con un po’ di onestà intellettuale ha mandato in Lussemburgo il suo avv. Del Gaizo ad arrampicarsi sugli specchi per affermare cose che la Corte ha immediatamente smascherato come falsità contrarie a ciò che dice il nostro TULPS. L’Italia è andata a raccontare la fandonia che le Guardie Giurate in Italia hanno pubblici poteri perché “aiutano la polizia nel trasporto dei valori”, perché possono arrestare, perché fanno verbali. La Corte ha subito scoperto il falso e gli fatto osservare che le GG possono arrestare solo come fa ogni cittadino, che i loro verbali non hanno alcun valore privilegiato, che non c’è bisogno di pubblici ufficiali per scortare un furgone. E ci ha anche condannato a pagare le spese. Che figura di m...!
Tutto questo solo per poter mantenere un controllo fascista su un lavoro che si differenzia dagli altri solo perché si rischia la vita e si deve andare armati, non certo per proprio piacere.
Ora dopo un anno l’Italia si è “adeguata”. Ma come?
1) Non ha ancora cambiato una virgola nella normativa interna, sebbene si doveva scrivere una sola riga :”i controlli e le licenze in contrasto con quanto stabilito dalla Corte Europea sono aboliti”.
2) Si inventa una attività di recupero crediti con relativa licenza (una particolare attività che rientra fra quelle delle agenzie di affari) sebbene sia una attività che, in base alle regole europee, potrebbe benissimo fare a meno di licenze (già lo fanno senza bisogno di essa gli studi legali).
3) Non si preoccupa degli investigatori privati sebbene i loro problemi siano identici a quelli delle guardie giurate; anzi è sicuro che al Ministero li considerano più pericolosi delle spie straniere.
4) Cambia qualche cosa, ma solo per consentire agli stranieri comunitari di lavorare in Italia.
5) Inserisce la botta finale per cercare di “fregare” la Commissione Europea: tu mi dici che le guardie giurate non hanno poteri pubblici? Ebbene ecco come si fa il giochetto delle tre carte: “io dico che dei poteri ce l’hanno, dico che sono incaricati di pubblico servizio” e così posso continuare a controllarle come voglio!
Ma nella loro ignoranza hanno ignorato un piccolo particolare: che l’incaricato di un pubblico servizio non ha affatto pubblici poteri: non può arrestare nessuno, non può accompagnare nessuno in caserma per l’identificazione, non può fare uso legittimo delle armi a norma art. 53 C.P.
Ma vi è di più: le guardie giurate volontarie erano già considerati pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni; forse che ora vengono “degradati”?
Ed infine: è giusto che una guardia che accerta contravvenzioni sia un pubblico ufficiale; ma una guardia giurata privata, che svolge un servizio privato all’interno di un’area privata, perché mai dovrebbe svolgere un pubblico servizio? E’ una oscenità giuridica; ragionando così chiunque difende la propria casa lo consideriamo incaricato di un p. s. ?
Fin troppo chiaro che si tratta di un sciocco escamotage inventato da un sciocco funzionario per poter sostenere che le guardie giurate devono essere controllate.
(8-08-2008)