Source: https://www.laleggepertutti.it/278937_guida-in-stato-di-ebbrezza-ultime-sentenze
Timestamp: 2020-08-11 01:07:12+00:00
Document Index: 180640555

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 186', 'art. 133', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 131', 'art. 131', 'art. 186', 'art. 224', 'art. 186', 'art. 131', 'art. 133']

Guida in stato di ebbrezza: ultime sentenze
Guida in stato di ebbrezza e sanzioni; lavori di pubblica utilità; particolare tenuità del fatto; diniego di detenzione delle armi; rifiuto di sottoporsi all’alcoltest; omicidio stradale.
La guida in stato di ebbrezza è punita in modo diverso in base al tasso di alcol riscontrato nel conducente del veicolo. Ecco le possibili conseguenze: sanzione amministrativa pecuniaria; arresto e ammenda; sospensione o revoca della patente; confisca del veicolo. La guida in stato di ebbrezza costituisce una circostanza aggravante dei delitti di omicidio stradale e di lesioni stradali gravi o gravissime.
1 Guida in stato di ebbrezza e condizione di doppia punibilità
2 Guida in stato di ebbrezza e lavori di pubblica utilità
3 Guida in stato di ebbrezza: è un’aggravante dell’omicidio stradale
4 Diniego di detenzione delle armi
5 Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
6 Particolare tenuità del fatto: è compatibile con la guida in stato di ebbrezza?
7 Revoca della patente per la guida in stato di ebbrezza
8 Lavori di pubblica utilità e revoca della patente
9 Guida in stato di ebbrezza e tipologia di veicolo
10 Tasso di alcool nel sangue e omicidio stradale
11 Rifiuto del conducente di sottoporsi a visita medica
12 Incidente stradale e accertamento del tasso alcolemico
13 Offerta di denaro per sottrarsi all’alcoltest
14 Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
Guida in stato di ebbrezza e condizione di doppia punibilità
Per soddisfare la condizione della doppia punibilità prevista dalla L. 22 aprile 2005, n. 69, art. 7, comma 1, non è necessario che lo schema astratto della norma incriminatrice dell’ordinamento straniero trovi il suo esatto corrispondente in una norma dell’ordinamento italiano, ma è sufficiente che la concreta fattispecie sia punibile come reato in entrambi gli ordinamenti, a nulla rilevando l’eventuale diversità, oltre che del trattamento sanzionatorio, anche del titolo e di tutti gli elementi richiesti per la configurazione del reato. In particolare in tema di guida in stato di ebbrezza, è stato affermato che il giudice deve operare una valutazione del disvalore dell’azione nel proprio ordinamento, prescindendo da una comparazione assoluta delle fattispecie criminose: pertanto, rispetto alla guida in stato di ebbrezza, comportamento genericamente riconosciuto contrastante con le norme dello Stato, non può assumere rilevanza la graduazione tra illecito amministrativo e sanzione penale, prevista nel nostro territorio sulla base dei valori di mg/l di alcool accertati sulla persona sottoposta a controllo, trattandosi di libero esercizio della discrezionalità normativa da parte del singolo Stato membro, che non condiziona la sussistenza di disvalori comuni di riferimento, su cui si basa il presupposto della doppia punibilità.
Cassazione penale sez. VI, 13/03/2019, n.11494
L’ammissione ai lavori di pubblica utilità, in sostituzione della pena prevista per il reato di giuda in stato di ebbrezza ex art. 186, comma 9-bis, c.strad., è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice alla stregua dei criteri dettati dall’art. 133 c.p., ossia, considerando la modalità del fatto e la gravità della condotta del reo.
Cassazione penale sez. IV, 13/02/2019, n.9464
Guida in stato di ebbrezza: è un’aggravante dell’omicidio stradale
La condotta di guida in stato di ebbrezza alcolica costituisce circostanza aggravante dei delitti di omicidio stradale e di lesioni stradali gravi o gravissime, dovendosi conseguentemente escludere, in applicazione della disciplina del reato complesso, che gli stessi possano concorrere con la contravvenzione di cui all’art. 186 codice della strada.
Cassazione penale sez. IV, 19/12/2018, n.144
Diniego di detenzione delle armi
Deve ritenersi legittimo il provvedimento di diniego di detenzione delle armi emesso dal Prefetto, qualora lo stesso si sia basato sulla circostanza che parte ricorrente sia stato responsabile di guida in stato d’ebbrezza, potendo essere tale considerazione un’idonea valutazione di non affidabilità nell’uso delle armi, indipendentemente dal fatto che vi sia stata o meno la commissione di un reato.
TAR Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 07/12/2018, n.920
La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto trova applicazione anche in relazione alla fattispecie di guida in stato di ebbrezza non essendo, in astratto, incompatibile, con il giudizio di particolare tenuità la presenza di soglie di punibilità all’interno della fattispecie tipica (nella specie, la Corte ha sottolineato che il giudizio di particolare tenuità va espresso considerando l’escursione di gravità interna alla singola fattispecie e non la complessiva scala di gravità definita dagli illeciti descritti dalle disposizioni di cui all’art. 186, comma 2, lett. b) e c), c.d.s. e ha cassato la decisione del giudice del merito che aveva valutato, al fine dell’applicabilità dell’art. 131-bis c.p., il solo dato numerico del livello del tasso alcolemico, trascurando gli altri indicatori della tenuità tra cui la modalità della condotta, l’esiguità del danno o del pericolo ed il grado di colpevolezza).
Cassazione penale sez. IV, 04/12/2018, n.5009
Particolare tenuità del fatto: è compatibile con la guida in stato di ebbrezza?
La causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131 bis cod. pen., in quanto configurabile, in presenza dei presupposti e nel rispetto dei limiti fissati dalla norma, in relazione ad ogni fattispecie criminosa, è applicabile anche in relazione al reato di guida in stato di ebbrezza, non essendo, in astratto, incompatibile, con il giudizio di particolare tenuità, la presenza di soglie di punibilità all’interno della fattispecie tipica, rapportate ai valori di tassi alcolemici accertati.
Cassazione penale sez. IV, 09/11/2018, n.54018
Revoca della patente per la guida in stato di ebbrezza
Non vi è alcuna similitudine tra le condotte sanzionate dalle distinte disposizioni incriminatrici dell’art. 186 C.d.S., commi 2 e 2-bis e il comma 7 del medesimo articolo e, pertanto, non può porsi un problema di disparità di trattamento di situazioni simili.
Pertanto non vi è alcun problema di disparità di trattamento di situazioni simili tra la disposizione che prevede la revoca della patente per la guida in stato di ebbrezza e quella che dispone la sospensione della patente per il rifiuto di sottoporsi all’accertamento del tasso alcolemico.
Lavori di pubblica utilità e revoca della patente
La sanzione accessoria della revoca della patente, per chi viene condannato per guida in stato di ebbrezza, deve essere sospesa nel caso di applicazione della pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità. In caso di estinzione del reato per positivo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, “in forza della norma generale di cui all’art. 224 cod. strada”, la competenza a provvedere sulla sanzione accessoria della revoca della patente di guida spetta al prefetto e non al giudice. Pertanto, il giudice dovrà necessariamente – in caso di esito positivo della attività in favore della collettività – dichiarare l’estinzione del reato e disporre, di conseguenza, la trasmissione degli atti al prefetto.
Cassazione penale sez. IV, 23/10/2018, n.56962
Guida in stato di ebbrezza e tipologia di veicolo
Il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso anche mediante la conduzione di una bicicletta, in ragione della concreta idoneità del mezzo usato a interferire sulle condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale; tuttavia la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, applicabile in relazione a illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, non può essere disposta nei confronti di chi sia posto alla guida di un veicolo per cui non è richiesta alcuna abilitazione, come un velocipede.
Cassazione penale sez. IV, 11/10/2018, n.54032
Tasso di alcool nel sangue e omicidio stradale
Il conducente di un veicolo a motore che, messosi alla guida con un tasso di alcool nel sangue maggiore di 0,8 g/l, causa un incidente con morti o feriti gravi, risponde unicamente delle relative fattispecie aggravate di omicidio stradale o lesioni personali stradali gravi e gravissime, previste rispettivamente dagli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale, e non anche della contravvenzione di guida in stato di ebbrezza, di cui all’articolo 186 del Cds.
A chiarirlo è la Cassazione secondo la quale l’articolo 589-bis del codice penale ha introdotto nel nostro ordinamento una figura di reato del tutto nuova e autonoma, la cui condotta ha caratteristiche specifiche e specializzanti rispetto all’omicidio colposo, con la conseguenza che il fatto stigmatizzato dalla contravvenzione può dirsi assorbito dalla specifica circostanza aggravante prevista nel reato di omicidio stradale, che si configura così come reato complesso, disciplinato dall’articolo 84 del codice penale, che consente di non addebitare più volte all’imputato lo stesso fatto storico.
Rifiuto del conducente di sottoporsi a visita medica
Guida in stato di ebbrezza, la Prefettura ha la facoltà, e non l’obbligo, di sospendere la patente di guida qualora il soggetto sanzionato non adempia all’obbligo di sottoporsi alla visita medica di revisione. Tale facoltà si traduce nell’adozione di un apposito provvedimento amministrativo.
Cassazione civile sez. II, 26/09/2018, n.22886
Incidente stradale e accertamento del tasso alcolemico
In tema di guida in stato di ebbrezza, sussiste l’obbligo di previo avviso al conducente coinvolto in un incidente stradale di farsi assistere da un difensore di fiducia, ai sensi degli artt. 356 cod. proc. pen. e 114 disp. att. cod. proc. pen., in relazione al prelievo ematico presso una struttura sanitaria finalizzato all’accertamento del tasso alcolemico, qualora l’esecuzione di tale prelievo non avvenga nell’ambito degli ordinari protocolli sanitari, ma sia autonomamente richiesta dalla polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 186, comma 5, cod. strada.
(Nella fattispecie, in cui l’indagato era stato ricoverato d’urgenza al pronto soccorso a seguito di incidente stradale, ed era stato sottoposto ai necessari accertamenti terapeutici, la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione della corte d’appello che aveva considerato utilizzabile l’accertamento del tasso alcolemico compiuto in tale contesto, senza che fosse stato dato l’avviso, ritenendo che la separata richiesta da parte della polizia giudiziaria, nel frattempo recatasi presso il nosocomio, non rendesse il compiuto accertamento clinico mera esecuzione di tale richiesta.
Cassazione penale sez. IV, 25/09/2018, n.49371
Offerta di denaro per sottrarsi all’alcoltest
Cassazione penale sez. VI, 19/09/2018, n.46015
Ai fini della configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131 bis cod. pen., il giudizio sulla tenuità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto, ai sensi dell’art. 133, primo comma, cod. pen., delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell’entità del danno o del pericolo (esclusa, nella specie, l’esimente de quo, per l’imputato, colto alla guida in stato di ebbrezza in ora notturna lungo un’arteria stradale ad alto scorrimento).
Cassazione penale sez. IV, 13/09/2018, n.51304
Autore immagine: guida in stato di ebbrezza di Paul Biryukov