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Timestamp: 2020-04-01 23:58:32+00:00
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roberto cota | Yes, political!
Invisibili. Senza più valore (cit.) twitter.com/AlekosPrete/st… 18 hours ago
Tag / roberto cota
ottobre 19, 2010 ottobre 19, 2010 by Davide Serafin
elezioni regionali 2010, liste fraudolente, piemonte, riconteggio, roberto cota
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Cota contro la sentenza del Tar che ha imposto il riconteggio delle schede delle elezioni Regionali 2010 in Piemonte
Così recita il dispositivo della sentenza: “considerato che all’esito della decisione in camera di consiglio è emersa la fondatezza dell’appello” [di Cota e] “l’infondatezza degli appelli incidentali proposti da Mercedes Bresso e dagli altri liti consorti, ha accolto l’istanza cautelare e per l’effetto ha sospeso integralmente l’efficacia della sentenza impugnata” (Repubblica.it – Torino). Naturalmente le motivazioni potranno essere esaminate solo fra quindici giorni. L’ansa riporta una notizia diversa:
La decisione di oggi ha carattere sospensivo, mentre, scrive l’Ansa, restano ancora da discutere nel merito i ricorsi. Le parti potranno inoltre proporre ricorso per Cassazione (ciwati).
La sentenza ha del clamoroso. Bresso non si aspettava tale esito: “le sentenze si rispettano”, ha affermato mestamente, e poi “valuteremo nel merito quando si conosceranno le motivazioni dell’ordinanza emessa dalla Quinta sezione”. Le rimane la possibilità di ricorrere in Cassazione, ma dubito che procederà oltre. D’altronde, sul capo di Cota, pende ancora il giudizio sul caso Giovine della lista Pensionati e il falso in firme (Giovine vale altri 27mila voti, tre volte il distacco Cota-Bresso, pari a 9mila). Giovine e la sua lista fasulla fa parte della maggioranza che sostiene Cota. Bresso proseguirà sulla linea del ricorso amministrativo o cederà definitivamente al leghista le redini della Regione?
Su questo blog, alcuni lettori (uno) hanno parlato di golpe rosso se Cota fosse stato dichiarato illegittimo governatore. Sono stati usati termini pesanti che un tempo furono usati per il caso Molise (ma dall’altra parte, a centro-sinistra), dicei anni fa. Il caso-Molise si giocò anch’esso in Consiglio di Stato – sentenza 3212 del 2001. E’ curioso che il medesimo organo si pronunci diversamente su vicende così simili. così si esprimeva allora il giudice amministrativo:
La partecipazione di liste, che avrebbero dovuto essere escluse, ha inciso sull’ esito elettorale in termini che non sono esattamente individuabili. Si rende quindi necessaria la rinnovazione del procedimento elettorale (Archivio Repubblica.it).
In cosa e in quali aspetti il caso-Piemonte differisce da quello molisano? Eccovi le 39 pagine della Sentenza CDS_3212/2001:
Sentenza Consiglio di Stato 3212/2010
[della sentenza odierna su Cota non è possibile leggere neanche il dispositivo sul sito del CDS essendo esso, come noto, aggiornato sempre con qualche giorno di ritardo, quindi non è possibile sapere se il CDS ha discusso nel merito il ricorso o se si è limitato a definirne la non-infondatezza].
ottobre 12, 2010 by Davide Serafin
elezioni regionali 2010, liste fraudolente, mercedes bresso, regione piemonte, riconteggio, roberto cota, sentenza tar
Riconteggio Piemonte, dove eravamo rimasti? Cota praticamente non è più il Presidente della Regione: non è una predizione, è matematica. Il sito del Comitato per il Riconteggio è l’unico organo di informazione con la situazione riconteggio aggiornata. Fatti i dovuti calcoli, Bresso avrebbe 1.033.326 voti, Cota 1.027.739. Ergo, Cota è giù dalla sedia. Certo, sul riconteggio pende il ricorso della Lega in Consiglio di Stato. Motivo: la Lega contesta l’interpretazione del Tar circa l’assegnazione dei voti di lista al candidato correlato. Secondo il Tar, l’elettore avrebbe dovuto esplicitamente crociare anche il nome del candidato e non solo quello della lista, indi per cui i voti dati alle sole liste fraudolente non possono essere ritenuti validi per il candidato governatore. Da ciò è nata l’esigenza del riconteggio. Per i leghisti, tutta la procedura è nulla poiché l’interpretazione data alla legge elettorale dal Tar è errata. L’elettore, votando per la lista, ha comunque anche scelto il candidato.
In ogni caso, questa la situazione aggiornata ad oggi, 12 ottobre 2010:
Manca solo la provincia di Torino.
(fonte immagini: http://www.riconteggioinpiemonte.info/index.php).
settembre 14, 2010 settembre 14, 2010 by Davide Serafin
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agosto 7, 2010 agosto 7, 2010 by Davide Serafin
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luglio 27, 2010 by Davide Serafin
Cota contro il Tar, vince il Tar. Il giro di parole del Tg1 per non dirlo
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Il ricorso con il quale Roberto Cota ha impugnato la decisione del Tar del Piemonte sul riconteggio dei voti delle liste fraudolente è stato rigettato. Sei pagine, dicono le agenzie, in cui la V sezione ha così liquidato la richiesta di sospensiva del verdetto del giudice amministrativo:
non c’è motivo di sospendere l’ordinanza del Tar che ordinava il riconteggio perché “non sussistono allo stato attuale gli estremi del danno grave e irreparabile asseritamente derivante dall’esecuzione del dispositivo impugnato, atteso che esso non é in grado di paralizzare o anche solo di ostacolare il corretto funzionamento degli organi della Regione Piemonte” (asca.it).
Insomma, poche parole e chiare. No alla sospensiva; il riconteggio non paralizza un bel nulla. Poco fa la versione – tutta da leggere – del Tg1:
Lo trascrivo, perché è esilarante: “Rigettata la richiesta di sospensiva della decisione con cui il Tar ha ordinato il riconteggio di circa 15mila schede elettorali delle ultime elezioni regionali. Ora si attende la pronuncia sul merito”. Un triplo salto mortale, non c’è che dire. Proviamo a tradurlo, per capire la portata delle omissioni operate nel modo di dare una notizia del genere: rigettata la richiesta di sospensiva, avanzata dal neo-presidente Cota, della decisione con cui il Tar ha ordinato il riconteggio di circa 15mila schede elettorali delle ultime elezioni regionali, equivalenti a altrettanti voti attribuiti alle liste truccate che hanno permesso la vittoria di Cota medesimo. Ora si attende la pronuncia sul merito da parte del Tar, nella udienza del 7 ottobre prossimo, durante la quale sarà reso noto l’esito del riconteggio che potrebbe anche comportare la ufficializzazione di Mercedes Bresso presidente.
luglio 16, 2010 luglio 16, 2010 by Davide Serafin
elezioni regionali 2010, mercedes bresso, michele giovine, piemonte, ricorsi, roberto cota, scanderebech, tar, verdi verdi
Dopo una camera di consiglio durata fino all’una di notte, il Tar ha così deciso:
ricorso Verdi Verdi, respinto;
ricorso Consumatori e lista Scanderebech: si va al riconteggio dei voti; occorre vedere quanti di questi voti sono andati alla sola lista e quanti invece sono stati dati espressamente a Cota. A prima vista, trattasi di puro cerchiobottismo giudiziario. Ma non dovrebbe già esser chiaro quali sono i voti della lista e quali sono quelli andati esclusivamente a Cota? Forse il giudice teme di trovare fra le schede attribuite alla lista anche indicazioni di voto alla presidenza; in tal caso, forse assolutamente residuale, il giudice potrebbe ritenerli validi. Nuova udienza per il 7 Ottobre (tempi biblici, insomma);
ricorso lista Michele Giovine: il Tar rinvia al 18 Novembre prossimo venturo, dando 60 giorni di tempo ai ricorrenti per presentare querela per falso (ma non c’è già un procedimento in corso? a che serve la querela?).
[Aggiornato 16/07, ore 19.20]
Il bestiario del dopo sentenza:
Cota: sentenza incompensibile, io governo
Bresso: non si vince violando le regole
PD Piemonte, Davide Gariglio: come Pd abbiamo annunciato la massima disponibilità a collaborare al governo regionale per evitare che questa fase di incertezza, che capita in un periodo di grave crisi economica, possa arrecare danni alla nostra comunità (eh?);
UDC, deputato Delfino: le scomposte reazioni del presidente Cota, della Lega Nord e del Pdl alla decisione del Tar sui ricorsi elettorali confermano un deficit culturale democratico gravissimo. Per loro la giustizia esiste solo se gli da ragione, altrimenti non c’e’. La pronuncia del Tar e’ stata chiara e potra’ essere appellata, ma va rispettata fino a prova contraria. Il presidente Cota sapeva benissimo i rischi che correva stipulando accordi con le liste oggi cancellate ma, incautamente, pur di vincere, e’ andato avanti ed oggi ne paga le conseguenze. I riconteggi sono pienamente leggitimi;
Cota 2: per qualcuno non dovevo vincere
Cicchitto (PdL): la vicenda del Piemonte e’ incredibile. La sinistra, dopo aver perso le elezioni regionali, non essendo riuscita a ottenere il consenso popolare per governare la Regione, adesso cerca di ribaltare il risultato per via giudiziaria.
Le scomposte reazioni del presidente Cota, della Lega Nord e del Pdl alla decisione del Tar sui ricorsi elettorali confermano un deficit culturale democratico gravissimo. Per loro la giustizia esiste solo se gli da ragione, altrimenti non c’e’. La pronuncia del Tar e’ stata chiara e potra’ essere appellata, ma va rispettata fino a prova contraria. Il presidente Cota sapeva benissimo i rischi che correva stipulando accordi con le liste oggi cancellate ma, incautamente, pur di vincere, e’ andato avanti ed oggi ne paga le conseguenze. I riconteggi sono pienamente leggitimi
luglio 15, 2010 luglio 15, 2010 by Davide Serafin
Ricorsi Tar: attesa per Cota
liste regionali, mercedes bresso, michele giovine, piemonte, ricorsi tar, roberto cota
Il Tar sta giudicando sui ricorsi contro le liste imbroglione delle scorse elezioni regionali in Piemonte. Non c’è stato rinvio. I giudici sono attualmente in camera di consiglio. La decisione è attesa in serata.
Si parla di decisione su uno solo dei due ricorsi, quello per le irregolarità delle liste Verdi Verdi e per la lista Scanderebech, mentre per il ricorso contro la lista “Pensionati per Cota”, di Michele Giovine, si prevede un rinvio al fine di consentire il sereno giudizio della magistratura ordinaria. Giovine è intervenuto poco fa, nel baillame delle dichiarazioni di fine udienza, per mezzo del proprio legale secondo il quale la perizia calligrafica della procura di Torino sarebbe grottesca: sosterrebbe infatti che la “stessa firma di Giovine sarebbe falsa”. L’udienza di oggi però non era limitata alla sola questione delle firme false di Giovine, sulle quali la procura non sembra aver alcun dubbio. Il Tar non sta decidendo sulla autenticità delle firme, bensì sulla ammissibilità della lista. Ed è proprio su questo fatto che si è concentrata la strategia difensiva dei legali di Cota, i quali hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale riguardo alla parte della norma elettorale che regolamenta la presentazione dei ricorsi stessi – articolo 83/11 del dpr 570/1960 – in cui si stabilisce che si può fare ricorso contro la proclamazione degli eletti:
“Con la sentenza 236 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma elettorale nella parte in cui non prevede immediatamente l’impugnazione degli atti preparatori alle elezioni […] L’impugnazione tardiva – ha dichiarato Procacci davanti al presidente del Tar Franco Bianchi – è una grave lesione del diritto dell’elettorato attivo. Va contro l’articolo 48 della Costituzione che stabilisce che tutti i cittadini possono partecipare al voto e contro il principio di conservazione dell’espressione della volontà popolare. Inoltre va anche contro l’articolo 97 della Costituzione che sancisce il principio di buona andamento della pubblica amministrazione e quindi anche del governo regionale. Se si dovessero infatti rifare le elezioni così tardi questo creerebbe un danno alla Regione e ai suoi cittadini” […] La controparte invece – conclude l’avvocato di Cota – impugna l’atto di proclamazione degli eletti ma in realtà si riferisce a vizi di ammissione delle liste. Avrebbe dovuto farlo prima. Se uno è effettivamente parte lesa il ricorso lo deve fare subito e non aspettare con opportunismo alla finestra l’esito delle elezioni (Piemonte/ Legale Cota: Ricorsi tardivi grave lesione diritto voto – Politica – Virgilio Notizie).
I ricorsi – secondo la difesa Cota – sarebbero “tardivi”. Secondo questa ottica, se si ha notizia di irregolarità nella presentazione delle liste ma oramai le elezioni si sono svolte, non è possibile fare ricorso. Se un governatore venisse eletto con l’appoggio di una lista che ha barato, anche quando ciò sia dimostrato incontrovertibilmente, i ricorsi non sarebbero ammissibili. Per dimostrare la incoerenza del teorema, potrei qui citare il caso Molise della precedente tornata elettorale (2004), e invece no. Se ne è già parlato altrove e persino un numero di volte francamente eccessivo. Lascio a voi l’incombenza.
Bresso, in serata, si è detta fiduciosa, ma non si sa perché. D’altronde, anche nel caso Cota venga deposto, Bresso non sarà della partita: è Chiamparino il candidato ombra per il PD.
Piemonte: legali Cota, respingere ricorsi o rimettere questione a Consulta – Libero-news.it
Piemonte/ Legale Cota: Ricorsi tardivi grave lesione diritto voto – Politica – Virgilio Notizie