Source: http://leggenaturale.blogspot.com/2011/
Timestamp: 2018-06-21 09:54:21+00:00
Document Index: 39876892

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'CGUE\n', '§ 17', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6']

Diritto Naturale: 2011
"La Grande Guerra", puntata sulla fecondazione eterologa
Qui si può ascoltare la puntata odierna de "La Grande Guerra", dedicata alla fecondazione eterologa. Insieme a Marco Crevani commento la sentenza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo, di cui ho dato conto nel post del 4 novembre u.s.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 16:02
"La Grande Guerra", puntata sulla sindrome post-aborto
Qui invece riporto il file audio della puntata dello scorso aprile de "La grande guerra" (v. post precedente), dedicata alla sindrome post-aborto.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 10:14
Sperimentazione sugli embrioni e sentenza della CGUE
Qui si può ascoltare la puntata de "La grande guerra", trasmissione di Radio Ticino, da me registrata e in onda oggi alle 15.30. La trasmissione, condotta da Marco Crevani, è dedicata agli attacchi alla vita dell'uomo. L'odierna puntata verte su: "La sperimentazione sugli embrioni e la recente sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea".
Pubblicato da Marco Ferraresi a 12:40
Nessun risultato scientifico giustifica la soppressione di un solo embrione
Il Magistero di Benedetto XVI è davvero luce nelle tenebre di questo mondo.
In questo discorso tenuto ai partecipanti ad un importante convegno sulla ricerca sulle cellule staminali, promosso dal Pontificio consiglio per la cultura, il Pontefice ribadisce che nessun possibile risultato scientifico, nemmeno quello che in ipotesi potesse salvare una intera popolazione, giustifica metodologie di ricerca che implichino la soppressione di un solo embrione umano:
La ricerca scientifica offre una opportunità unica per esplorare la meraviglia dell'universo, la complessità della natura e la bellezza peculiare dell'universo, inclusa la vita umana. Tuttavia, poiché gli esseri umani sono dotati di anima immortale e sono creati a immagine e somiglianza di Dio, ci sono dimensioni dell'esistenza umana che stanno al di là di ciò che le scienze naturali sono in grado di determinare [...]
La mentalità pragmatica che tanto spesso influenza il processo decisionale nel mondo di oggi è fin troppo pronta ad approvare qualsiasi strumento disponibile a ottenere l'obiettivo desiderato, nonostante siano ampie le prove delle conseguenze disastrose di questo modo di pensare. Quando l'obiettivo prefissato è tanto desiderabile quanto la scoperta di una cura per malattie degenerative, è una tentazione per gli scienziati e per i responsabili delle politiche ignorare tutte le obiezioni etiche e proseguire con qualunque ricerca sembri offrire la prospettiva di un successo. Quanti difendono la ricerca sulle cellule staminali embrionali nella speranza di raggiungere tale risultato compiono il grave errore di negare il diritto inalienabile alla vita di tutti gli esseri umani dal momento del concepimento fino alla morte naturale. La distruzione perfino di una sola vita umana non si può mai giustificare nei termini del beneficio che ne potrebbe presumibilmente conseguire per un'altra. (Benedetto XVI, 12.11.2011)
Pubblicato da Marco Ferraresi a 15:01
I vescovi italiani ribadiscono: sulla vita, nessun compromesso
Riporto un breve ma deciso passaggio del Messaggio della CEI per la Giornata della Vita 2012 (qui il testo integrale):
"l’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso"
Pubblicato da Marco Ferraresi a 17:04
Anche in San Paolo (Rm 1,18-25) si esprime chiaramente come la legge naturale sia universale. Essa è davvero scritta nel cuore dell'uomo, cioè nella sua intima costituzione. La Rivelazione e il Magistero ovviamente agevolano il suo riconoscimento, la sua comprensione e ci indicano gli strumenti per restare saldi nell'osservanza della legge naturale stessa.
Ma questa resta universale e vincola ogni uomo a prescindere dalle sue convinzioni confessionali:
"l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen".
Pubblicato da Marco Ferraresi a 18:30
Vietare la fecondazione eterologa non contrasta con la CEDU
La Gran Camera della Corte europea di Strasburgo ha ribaltato la decisione di primo grado, che aveva condannato l'Austria in quanto vieta il ricorso alla fecondazione eterologa (salve eccezioni che consentono la donazione di sperma mediante iniezione negli organi riproduttivi femminili).
Come al solito, la motivazione non è eccezionale (del tipo: la questione è eticamente dibattuta, in Austria non c'è consenso sul tema, gli Stati hanno una certa autonomia su queste materie, ma attenzione perché le tecniche si evolvono, dunque bisogna pensarci e forse bisognerà cambiare la legge, ecc.). Ma, con i tempi che corrono, contentiamoci di un risultato sostanzialmente positivo.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 09:28
La preghiera cristiana Atto di dolore termina dicendo: "Propongo... di fuggire le occasioni prossime di peccato".
Credo che questo importante insegnamento della Chiesa, necessario per custodire la vita morale, valga anche per i precetti del diritto naturale. Non solo perché essi almeno in parte coincidono con i precetti della morale naturale e cristiana ("non uccidere" è una norma sia morale sia giuridica). Ma pure perché anche i precetti del diritto naturale vanno custoditi nella mente e nella condotta di vita, affinché non li perdiamo di vista.
Come vanno custoditi?
Un esempio, che sembrerà banale, ma è invece serio e reale: chi frequenta amicizie, circoli culturali, associazioni varie, movimenti politici o sindacali, ecc., nel cui ambito si coltivano e si diffondono idee, dottrine, iniziative incompatibili con il diritto naturale, facilmente ne rimarrà condizionato.
Parimenti, chi è assiduo più alle letture di testi che professano l'errore, che ai testi del Magistero e degli autori ad esso ispirati, facilmente si formerà una cultura ed una mentalità in contrasto con i precetti del diritto naturale. E la mentalità, ovviamente, è alla base delle azioni della vita.
Custodire il diritto naturale è dovere di ogni uomo.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 10:03
In cosa consiste concretamente il diritto naturale? Quali sono i suoi precetti? Il Decalogo ne è la sintesi. Ciò non rende tuttavia "confessionale" il diritto naturale. Nessuno è dispensato dalla sua osservanza. Poiché è radicato nella natura umana, da tutti è conoscibile con la ragione:
"Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica (Dt 30,11-14)"
E' però vero che, senza l'aiuto della Grazia, vuoi per i condizionamenti interni (gli errori che possono occorrere nell'uso della ragione; l'influsso sulle convinzioni determinato dalle incoerenze dello stile di vita) vuoi per quelli esterni (la cultura, la mentalità dominante, il cattivo esempio altrui), è facile perdere di vista tali precetti, come insegnato ad es. dal Venerabile Pio XII nella enciclica Humani generis:
"sebbene la ragione umana, per dirla semplicemente, con le sole sue forze e la sua luce naturale possa realmente pervenire ad una conoscenza vera e certa di un Dio personale, il quale con la sua provvidenza si prende cura del mondo e lo governa, come pure di una legge naturale inscritta dal Creatore nelle nostre anime, tuttavia la stessa ragione incontra non poche difficoltà ad usare efficacemente e con frutto questa sua capacità naturale. Infatti le verità che concernono Dio e riguardano i rapporti che intercorrono tra gli uomini e Dio trascendono assolutamente l'ordine delle cose sensibili, e, quando devono tradursi in azioni e informare la vita, esigono devoto assenso e la rinuncia a se stessi. Lo spirito umano, infatti, nella ricerca intorno a tali verità, viene a trovarsi in difficoltà sotto l'influsso dei sensi e dell'immaginazione ed anche a causa delle tendenze malsane nate dal peccato originale. Da ciò consegue che gli uomini facilmente si persuadono, in tali argomenti, che è falso o quanto meno dubbio ciò che essi non vorrebbero che fosse vero"
Pubblicato da Marco Ferraresi a 17:01
Meraviglioso, per dottrina e per stile, il discorso del Venerabile Pio XII in occasione del primo congresso dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani (6.11.1949). Ecco un passaggio sul diritto naturale:
"Se [il giurista] non sa innalzarsi alla visione della realtà somma e trascendente, dalla cui volontà deriva l'ordine dell'universo visibile e di quella piccola sua parte che è il genere umano con le sue leggi immanenti e moralmente necessarie, gli sarà impossibile di vedere in tutta la sua mirabile unità e nelle sue più intime profondità spirituali l'intreccio delle relazioni sociali, cui il diritto presiede, e le loro norme regolatrici. Se, come affermava il grande giureconsulto e oratore romano, « natura iuris... ab hominis repetenda (est) natura » (Cicer. De legibus, l. I cap. 5 § 17), la natura o l'essenza del diritto non può essere derivata se non dalla natura stessa dell'uomo; e poichè, d'altra parte, questa natura non può essere conosciuta, nemmeno approssimativamente, nella sua perfezione, dignità ed elevatezza e nei fini che ne comandano e subordinano a sè le azioni, senza la connessione ontologica, dalla quale è legata alla sua causa trascendente, è chiaro che al giurista non sarà possibile di conquistare un sano concetto del diritto, nè di conseguire un suo sistematico ordinamento, se non rinunziando a vedere l'uomo e le cose umane fuori della luce, che piove dalla divinità a rischiarargli il cammino faticoso della sua indagine".
Pubblicato da Marco Ferraresi a 09:42
Qui si può rileggere il discorso, felicemente politicamente scorretto, tenuto da Madre Teresa di Calcutta in occasione del conferimento del Premio Nobel per la pace.
Di seguito, riporto quanto disse sull'aborto:
"io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta – un’uccisione diretta – un omicidio commesso dalla madre stessa.
E leggiamo nelle Scritture, perché Dio lo dice molto chiaramente: anche se una madre dimenticasse il suo bambino – io non ti dimenticherò – ti ho inciso sul palmo della mano. Siamo incisi nel palmo della Sua mano, così vicini a lui che un bambino non nato è stato inciso nel palmo della mano di Dio. E quello che mi colpisce di più è l’inizio di questa frase, che persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile – ma perfino se si potesse dimenticare – io non ti dimenticherò. E oggi il più grande mezzo – il più grande distruttore della pace è l’aborto. E noi che stiamo qui – i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla".
Pubblicato da Marco Ferraresi a 12:22
Si è parlato del recente documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e, giustamente, si è sottolineato come questo, sin dal titolo, guardi con favore alla possibilità di una autorità pubblica a competenza universale, che sembra sempre più necessaria al fine di affrontare problemi (come quelli economici e finanziari) di rilievo globale.
Ma su cosa può fondarsi una simile autorità? Basta un consenso tra gli Stati? A pag. 5 si dice una cosa importante:
"Per interpretare con lucidità l’attuale nuova questione sociale, occorre senz’altro, però, evitare l’errore, figlio anch’esso dell’ideologia neoliberista, di ritenere che i problemi da affrontare siano di ordine esclusivamente tecnico. Come tali, essi sfuggirebbero alla necessità di un discernimento e di una valutazione di tipo etico. Ebbene, l’enciclica di Benedetto XVI mette in guardia contro i pericoli dell’ideologia della tecnocrazia, ossia di quell’assolutizzazione della tecnica che «tende a produrre un’incapacità di percepire ciò che non si spiega con la semplice materia » ed a minimizzare il valore delle scelte dell’individuo umano concreto che opera nel sistema economico-finanziario, riducendole a mere variabili tecniche. La chiusura ad un «oltre », inteso come un di più rispetto alla tecnica, non solo rende impossibile trovare soluzioni adeguate
per i problemi, ma impoverisce sempre più, sul piano materiale e morale, le principali vittime della crisi. Anche nel contesto della complessità dei fenomeni la rilevanza dei fattori etici e culturali non può, dunque, essere trascurata o sottostimata".
E a pag. 12 si conclude così:
Nell’umanità è ben presente il rischio che i popoli finiscano per non capirsi più e che le diversità culturali siano motivo di contrapposizioni insanabili. L’immagine della Torre di Babele ci avverte anche che bisogna guardarsi da una «unità » solo di facciata, nella quale non cessano egoismi e divisioni, poiché non sono stabili le fondamenta della società. In entrambi i casi, Babele è l’immagine di ciò che i popoli e gli individui possono divenire, quando non riconoscono la loro intrinseca dignità trascendente e la loro fraternità.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 12:00
La dottrina della Chiesa sulla procreazione assistita è Magistero definitivo?
La dottrina della Chiesa sulla illiceità morale del ricorso alla procreazione medicalmente assistita (attraverso fecondazione in vitro o altre nuove tecniche) è da considerarsi ormai Magistero definitivo della Chiesa cattolica? Se sì, allora questa dottrina, anche se non solennemente proclamata, è de fide tenenda. Pertanto chi la negasse "assumerebbe una posizione di rifiuto di verità della dottrina cattolica e pertanto non sarebbe più in piena comunione con la Chiesa cattolica" (Congregazione per la Dottrina della Fede, Nota dottrinale illustrativa della formula conclusiva della Professione di Fede», 1998).
Se no, certo non significherebbe comunque che la Chiesa stia sbagliando sul punto (a questo Magistero detto ordinario appartengono "tutti quegli insegnamenti — in materia di fede o morale —presentati come veri o almeno come sicuri, anche se non sono stati definiti con giudizio solenne né proposti come definitivi dal magistero ordinario e universale": dalla Nota citata).
Resterebbe comunque Magistero autentico al quale il fedele deve l'ossequio religioso della volontà e dell'intelletto: "La proposizione contraria a tali dottrine può essere qualificata rispettivamente come erronea oppure, nel caso degli insegnamenti di ordine prudenziale, come temeraria o pericolosa e quindi tuto doceri non potest" (Dalla Nota citata).
Non sono un teologo, però la mia impressione è che sia Magistero definitivo e questo perché:
1. L'insegnamento, anche se recente (perché relativamente recenti sono le tecniche di p.m.a.), è costante in tutti i documenti e gli interventi del Magistero.
2. Il tenore dei documenti è sicuro, deciso, perentorio.
3. Si tratta di sviluppo immediato della tradizionale dottrina della Chiesa sul rispetto della natura dell'atto coniugale e della vita umana nascente.
Solo parziale la tutela degli embrioni nella sentenza UE
Un interessante articolo a complemento del post precedente. Si evidenzia la tutela solo parziale offerta dalla recente sentenza della Corte UE. V. qui
Pubblicato da Marco Ferraresi a 16:41
Corte UE: l'embrione è tale dal concepimento. E va protetto
E' significativa la sentenza della Corte di giustizia UE di ieri 18 ottobre 2011 (nel procedimento C-34/10). Non possono brevettarsi utilizzazioni, nemmeno a fini di ricerca scientifica, o invenzioni che comportino la distruzione dell'embrione umano. E questo è tale sin dal concepimento. Ecco alcuni passaggi importanti:
35 In tal senso, sin dalla fase della sua fecondazione qualsiasi ovulo umano deve essere considerato come un «embrione umano», ai sensi e per gli effetti dell’art. 6, n. 2, lett. c), della direttiva, dal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano
49 Pertanto, per i medesimi motivi esposti ai punti 32-35 della presente sentenza, un’invenzione deve essere esclusa dalla brevettabilità, anche se le rivendicazioni del brevetto non vertono sull’utilizzazione di embrioni umani, ove l’attuazione dell’invenzione richieda la distruzione di embrioni umani.
Il Card. Angelo Bagnasco, nel discorso di ieri a Todi in occasione di una riunione di cattolici sulla politica italiana, è stato molto chiaro: i valori negoziabili prima di tutto.
La giusta preoccupazione verso questi temi non deve far perdere di vista la posta in gioco che è forse meno evidente, ma che sta alla base di ogni altra sfida: una specie di metamorfosi antropologica. Sono in gioco, infatti, le sorgenti stesse dell’uomo: l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino. Proprio perché sono ’sorgenti’ dell’uomo, questi principi sono chiamati ‘non negoziabili’. Quando una società s’incammina verso la negazione della vita, infatti, ‘finisce per non trovare più le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono’ (Benedetto XVI, Caritas in veritate, n. 28). Senza un reale rispetto di questi valori primi, che costituiscono l’etica della vita, è illusorio pensare ad un’etica sociale che vorrebbe promuovere l’uomo ma in realtà lo abbandona nei momenti di maggiore fragilità.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 10:08
Dio ha piena sovranità sulla nostra vita:
"La Chiesa non si limita a ricordare agli uomini la giusta distinzione tra la sfera di autorità di Cesare e quella di Dio, tra l’ambito politico e quello religioso. La missione della Chiesa, come quella di Cristo, è essenzialmente parlare di Dio, fare memoria della sua sovranità, richiamare a tutti, specialmente ai cristiani che hanno smarrito la propria identità, il diritto di Dio su ciò che gli appartiene, cioè la nostra vita" (Benedetto XVI, Omelia nella Santa Messa per la nuova evangelizzazione, 16.10.2011)
Pubblicato da Marco Ferraresi a 18:20
Ieri sera l'incontro con Pietro Barcellona è stato interessante. La sua esperienza personale di conversione è certo appassionante. Meno convincente mi è parso il Nostro quando parlava del diritto naturale, categoria che lui in sostanza minimizza al fine di riconoscere la norma giusta. Eppure Gesù stesso ha fatto una lezione di diritto naturale. Cfr. Mc 10, 2 ss.:
avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 16:40
Giuristi internazionali per la difesa del concepito
Si chiamano "San José Articles": è un documento di illustri giuristi, medici e politici di diverse Nazioni, che affermano l'inesistenza di un diritto all'aborto radicato nel diritto internazionale, nel quale, anzi, è da ravvisare il principio di tutela della vita umana sin dal concepimento. Lo potete leggere qui.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 12:59
Di sindrome post-aborto si parla poco. Eppure, ha spiegato la dott.ssa Daniela Amato in un convegno a Pavia dello scorso aprile organizzato da Unione Giuristi Cattolici e Centro di Aiuto alla Vita, si tratta di vera e propria patologia, non di un generico senso di colpa. Un sito raccoglie alcune testimonianze.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 17:18
Ieri sera presso l'Almo Collegio Borromeo di Pavia la Prof. Assuntina Morresi ha tenuto una conferenza sul tema "Perché una legge sul fine vita?" (qui la locandina di un interessante ciclo di tre incontri). Ha ripercorso la genesi storica del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. La Prof. Morresi ha anche detto che, prima della vicenda di Eluana Englaro, era sempre stata contraria ad un intervento legislativo in materia. Ma gli sviluppi giudiziari riguardanti Eluana hanno reso possibile sul piano giuridico l'introduzione di pratiche eutanasiche e perciò, ha detto la relatrice, è oggi opportuna una legge che impedisca il reiterarsi di simili esiti.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 09:45
E' il titolo del convegno di Unione Giuristi Cattolici di Pavia "Beato Contardo Ferrini" e Centro Culturale Giulio Bosco, che si terrà a Pavia, giovedì 13 ottobre 2011, alle ore 21 in Aula del Quattrocento dell'Università.
L'incontro, introdotto da Elena Pagetti, sarà moderato dal Prof. Giampaolo Azzoni.
Pubblicato da Marco Ferraresi a 17:21
Occorre tornare a discutere pubblicamente di diritto naturale
Qui potete leggere l'importante discorso di Benedetto XVI al parlamento tedesco del 22 settembre 2011.
"L’idea del diritto naturale è considerata oggi una dottrina cattolica piuttosto singolare, su cui non varrebbe la pena discutere al di fuori dell’ambito cattolico, così che quasi ci si vergogna di menzionarne anche soltanto il termine"
Pubblicato da Marco Ferraresi a 16:29