Source: http://www.italiacheraglia.com/index.php/2013/07/18/sperimentazione-animale-in-italia-si-preferisce-uccidere-la-ricerca-piuttosto-che-i-topi-da-laboratorio/
Timestamp: 2019-01-23 14:47:43+00:00
Document Index: 78597467

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art.12', 'art.12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 9', 'art.12', 'art.12', 'art. 12', 'art 12', 'art. 12', 'arte 2']

Sperimentazione animale: in Italia si preferisce uccidere la ricerca piuttosto che i topi da laboratorio - Italia che Raglia
Siamo alle solite: come per gli OGM, anche la ricerca in campo biomedico in Italia viene repressa e limitata, mentre il resto del mondo investe, sperimenta, ci “ruba” capitale umano e con esso il potenziale progresso tecnologico ed economico di cui potremmo beneficiare grazie a loro. Questo è il “progresso all’italiana”, questa è la nostra “povera” Italia, povera non solo economicamente ma anche (e soprattutto) culturalmente…
http://protestitalia.wordpress.com/2013/07/15/no-allemendamento-alla-direttiva-europea-sulla-sperimentazione/
COMITATO SCIENTIFICO ♦ LUGLIO 15, 2013
Noi, come Pro-Test Italia, abbiamo mandato il testo che trovate qui di seguito a tutti i deputati. […]
Questo è un punto particolarmente critico. Gli xenotrapianti, ovvero il trapianto di un organo da una specie ad un’altra, sono molto utilizzati per terapie sperimentali per patologie molto gravi, tanto da essere considerata un tecnica di routine in qualsiasi laboratorio di ricerca biomedica. Una delle ultime pubblicazioni, di Matsunari et al. sul giornale Proceedings of the National Academy of Sciences [7], dimostra come sia possibile far crescere un organo “estraneo” in un animale ospite tramite iniezione di cellule staminali pluripotenti indotte. Questa metodologia, se gli esperimenti continueranno a mostrare risultati promettenti, permetterebbe di “generare” in un animale ospite organi perfettamente compatibili con il ricevente umano.Questo emendamento cancellerebbe la possibilità di effettuare questo tipo di ricerche, e quindi di utilizzare questi organi una volta che saranno disponibili, gli autori infatti prevedono di iniziare le sperimentazioni sull’uomo in uno o due anni.
L’aula del Senato ha appena approvato l’ex art. 9-bis ora art.12 (Criteri di delega al Governo per il recepimento della Direttiva 2010-63-EU del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici). L’articolo avrebbe dovuto recepire lo spirito e la sostanza della Direttiva EU, che non vieta l’utilizzazione degli animali ma indica i principi da rispettare nel loro uso e allevamento a fini sperimentali. L’Art. 5 della Direttiva, infatti, stabilisce che gli animali possono essere utilizzati per la ricerca di base e per quella biomedica, finalizzata allo studio delle malattie ed al loro trattamento. L’art.12, stravolgendo il principio ispiratore e le indicazioni della Direttiva, introduce invece una serie di divieti che colpiscono, la ricerca di base, la ricerca finalizzata alla cura delle malattie (ricerca traslazionale) e l’allevamento degli animali da esperimento.
Come scienziati siamo fortemente preoccupati del fatto che, se applicati, i divieti contenuti nell’art. 12, produrranno inevitabilmente il blocco dei finanziamenti, sia futuri che già attribuiti, alla ricerca di base, e di fatto l’impossibilità di praticarla. In questo l’Italia sarebbe unica tra le nazioni europee e mondiali.
Inoltre, inspiegabilmente, e in contraddizione con il punto c) che consente la ricerca finalizzata alla cura, l’art. 12, al punto g), vieta l’utilizzo degli animali per lo studio dei xenotrapianti e delle sostanze d’abuso. Gli xenotrapianti sono fondamentali per terapie innovative e sperimentali volte alla cura di gravi patologie, per lo sviluppo di terapie antitumorali personalizzate e per la ricerca di tipi più avanzati e sicuri di valvole cardiache. L’utilizzo di queste tecniche ha salvato milioni di vite umane ed il loro abbandono metterebbe a serio rischio la salute dell’Uomo. Secondo l’art. 9bis, l’Italia, unica nazione al mondo, non dovrebbe effettuare ricerche in questo campo.
L’art.12 contiene poi una serie di indicazioni, come per esempio quelle riguardanti l’esecuzione degli esperimenti (punto e) e i principi cui dovranno ispirarsi le norme per l’uso degli animali transgenici (punto f), principi che, se applicati in maniera restrittiva, potrebbero di fatto impedire l’uso di questi animali, ormai fondamentale per la ricerca biomedica. Anche in questo caso l’art.12 si dimostra più realista del re, visto che, per l’uso degli animali transgenici, la direttiva europea non prevede alcuna norma speciale, diversa da quelle che si applicano agli altri animali.
Infine, l’art. 12 vieta in Italia l’allevamento per cani, gatti e primati non-umani destinati alla ricerca scientifica (punto h). Ciò comporterebbe, sul piano economico, un aumento dei costi d’acquisto e una dipendenza dall’estero e, sul piano scientifico, l’impossibilità di fare ricerca sullo sviluppo pre- e peri-natale. Molte ricerche verrebbero trasferite all’estero, con evidente danno per la scienza e l’economia italiane (punto h). La Direttiva invita gli stati membri a stabilire una serie di criteri per l’allevamento degli animali da esperimento ma non lo vieta.
L’art 12, stravolgendo la Direttiva EU 63-2010, intacca uno dei suoi pilastri fondativi della UE, l’armonizzazione delle regole nei diversi Stati. Tecnicamente ciò potrebbe portare il nostro Paese in procedura di infrazione, scientificamente metterebbe la ricerca italiana fuori dall’Europa.
Per tutte queste considerazioni chiediamo che l’art. 12 (ex 9bis) venga riscritto e riportato nel solco della Direttiva comunitaria.
http://protestitalia.wordpress.com/2013/07/17/comunicato-stampa-lassociazione-pro-test-italia-e-stata-convocata-alla-camera-dei-deputati/
UFFICIO STAMPA PRO-TEST ITALIA ♦ LUGLIO 17, 2013
http://oggiscienza.wordpress.com/2013/08/07/approvata-la-legge-restringi-vivisezione/
Pubblicato da Cristina Tognaccini – 7 agosto 2013
CRONACA – Non sono servite a molto le audizioni di alcuni noti scienziati che chiedevano di ridiscutere l’articolo 13 della Direttiva europea sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Il 1 agosto infatti la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il provvedimento che di fatto limiterà non poco la ricerca biomedica italiana. La normativa – già restrittiva di per se – poteva essere semplicemente recepita, senza modifiche, come hanno fatto la maggior parte dei Paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Svezia, Francia, Belgio, Spagna e Danimarca. In questo modo la legge – nonostante abbia suscitato la gioia di Lav e altre associazioni contro la “vivisezione” – pone il nostro Paese in difficoltà su più fronti: prima di tutto si rischia di andare incontro a un’infrazione perché la legge italiana va in una direzione opposta a quella europea; in secondo luogo si rischia di perdere ricercatori che non potranno portare avanti il proprio lavoro, e competitività in un settore già fortemente tartassato in Italia. Infine, e non per ultimo, il rallentamento della ricerca biomedica nostrana compromette la comprensione di malattie ancora senza cura e lo sviluppo di nuove terapie.
[…] Assolutamente contraria la comunità scientifica di cui si è fatto portavoce Silvio Garattini, farmacologo e direttore dell’Istituto Mario Negri, che in un’intervista al Correre della Sera ha dichiarato che se questa legge venisse applicata alla lettere «non potremo più sperimentare tumori sui topi, trasferire elementi di maiale, non potremo più condurre studi sulle droghe e saremo impediti anche nell’uso o meno dell’anestesia: una vera stupidaggine. Non potremo neanche più competere su questo fronte con altri progetti europei».
L’ultima parola da parte delle Camere arriverà comunque entro la fine dell’anno e intanto la virologa Ilaria Capua la scorsa settimana ha presentato, con Scelta Civica, un ordine del giorno approvato dal Governo, che lo impegna a recepire la Direttiva europea senza ulteriori restrizioni. «Sono orgogliosa di aver condotto questa battaglia in nome dei ricercatori italiani» ha dichiarato la Capua. «La mia professionalità specifica in questo settore mi ha permesso di rappresentare la posizione del mondo della ricerca, troppo spesso dimenticata».
Non tutto è ancora perduto, quindi, per la ricerca italiana e intanto la Lav, soddisfatta per questo provvedimento, punta già a una legge che vieti del tutto la “vivisezione”: «Purtroppo in Parlamento non era all’ordine del giorno il no totale alla vivisezione, il nostro obiettivo – ha dichiarato la Lav alle agenzie – ma l’approvazione dell’articolo 13 rappresenterà una svolta in Italia e un esempio per tanti altri Paesi».
NdItaliaCheRaglia: “un esempio per tanti altri Paesi”!?! Ma QUESTA GENTE NON SI RENDE MINIMAMENTE CONTO DEI DANNI CHE STA PROVOCANDO AL NOSTRO PAESE grazie alla sua ignoranza ed ottusità!!! Cosa faranno gli altri Paesi? Una cosa è certa: ridere di noi (e magari anche compatirci)!!!
http://www.animalresearch.info/it/progressi-in-medicina/153/trapianti-cardiaci-riusciti-nelluomo/
Trapianti cardiaci riusciti nell’uomo
[…] Norman Shumway e Richard Lower a San Francisco, Adrian Kantrowitz a New York e Christiaan Barnard in Sudafrica, tutti hanno indagato sulla possibilità del trapianto cardiaco attraverso la ricerca sui cani. La procedura di trapianto nei cani fu tentata dapprima da Shumway and Lower nel 1958 per essere poi sviluppata completamente nel 1961. Nel 1967, dopo dieci anni di ricerca, a molti dei cani si potè restituire la salute successivamente alla chirurgia, con una sopravvivenza di un anno o più.
Il primo trapianto riuscito di cuore umano fu eseguito eccellentemente dal chirurgo sudafricano Christiaan Barnard il 3 dicembre del 1967 […]. Nel 1980, dopo 12 anni di ulteriore ricerca, il 65% dei trapiantati di cuore sopravviveva per oltre un anno dopo l’intervento chirurgico. Oggi vengono eseguiti migliaia di trapianti di cuore ogni anno, e il 95% dei trapiantati sopravvive per oltre cinque anni. La ricerca sui trapianti continua alla scoperta di nuove fonti di donatori di organi e di nuovi modi di aumentare la speranza di vita dei pazienti trapiantati. […]
http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2012/08/22/gli-ignoranti-la-chiamano-vivisezione/
La vivisezione non è che una piccola parte della sperimentazione animale, come le prostitute sono una piccola parte delle donne… chiamare la sperimentazione animale “vivisezione”, equivale a rivolgersi alle donne chiamandole “prostitute”. In entrambi i casi si usa un termine denigratorio, che identifica una parte per tacciare il complesso e, a ben pensarci, è la stessa attitudine dei razzisti e xenofobi che basandosi sui reati compiuti da singoli immigrati traggono giudizi su un intero popolo.
di ELENA CATTANEO* – 27 novembre 2013
*biologa e senatrice a vita
http://www.lastampa.it/2014/01/08/scienza/tuttoscienze/primo-passo-sfatiamo-le-tre-menzogne-contro-i-test-sugli-animali-BfqQ1xDM4tbrSIJnZspNcP/pagina.html
Primo passo: sfatiamo le tre menzogne contro i test sugli animali
GIACOMO RIZZOLATTI – UNIVERSITÀ DI PARMA – 08/01/2014
[…] Per anni le organizzazioni animaliste hanno bombardato l’opinione pubblica con messaggi basati su Tre Menzogne: a) la sperimentazione animale non serve e non è servita a niente, b) gli animali con cui i ricercatori lavorano sono «vivisezionati» e quindi soffrono terribilmente, c) nella ricerca biomedica si può sostituire la sperimentazione animale con metodi alternativi.
La terza menzogna è così stupida che è quasi divertente. E’ noto a tutti i ricercatori che l’uso di metodi statistici e di modelli arricchisce la ricerca sugli animali. Non c’è niente di alternativo. Personalmente ho collaborato per anni con Michael Arbib, matematico allievo di Norbert Wiener e tra i maggiori «modellisti» del sistema nervoso. Michael non ha mai inventato dati, ma ansiosamente chiedeva i nostri, tratti da veri esperimenti, per aiutarci a capire il sistema motorio. […]
A parte queste amenità, purtroppo tanto nocive, è importante che l’iniziativa della senatrice Cattaneo e della Commissione Igiene e Sanità del Senato non resti isolata. Ci sono per fortuna movimenti ed associazioni in Italia che crescono e tendono a fare fronte all’oscurantismo animalista. […]
http://oggiscienza.wordpress.com/2014/02/07/sperimentazione-animale-due-bocciature-per-il-decreto-di-recepimento-della-direttiva-europea/
Pubblicato da Valentina Murelli – 7 febbraio 2014
Vedi l’articolo “Trilogia dell’anti-scienza italiana – parte 2: perché è importante la sperimentazione animale?“
Tags: animalisti, Direttiva europea 2010/63/EU, Lav, sperimentazione animale, vivisezione