Source: http://www.civilme.org/2016/06/27/autocertificazioni-e-dpr-4452000/
Timestamp: 2020-02-24 09:23:57+00:00
Document Index: 150702673

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art.46', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art.46', 'art.47', 'art.76', 'art.74', 'art. 47', 'arte 2']

Autocertificazione e DPR 445/2000 | CIVILME
Capita molte volte (ormai quasi sempre) di presentare alle pubbliche amministrazioni autocertificazioni riguardanti temi tecnici o in sostituzione di pareri da parte di enti terzi.
Ma come funziona esattamente l’autocertificazione?
Per capirlo, bisogna leggere il DPR 445/2000 e successive modifiche ed integrazioni (ss.mm.ii). Per chi non ha voglia di leggerlo completamente, se ne propone, in seguito, un riassunto personale.
L’autocertificazione consiste nella possibilità da parte di un soggetto di presentare una dichiarazione in sostituzione ad un certificato. Come si fa? Secondo le modalità descritte nell’art. 38 del DPR 445/2000. Sostanzialmente si presenta una dichiarazione firmata ed in allegato la carta d’identità del sottoscrittore.
Il documento prodotto ha la stessa validità temporale del certificato che sostituisce.
La norma dice che l’autocertificazione ha lo stesso valore dei certificati, ma non costa nulla (art.46 del DPR 445/2000). Praticamente si può presentare quando se ne ha bisogno, principalmente in sostituzione di un certificato o quando c’è la necessita di dichiarare “qualcosa” di cui si è certi (dichiarazione sostitutiva di atto notorio).
C’è però una novità, dal 1° gennaio 2012 i certificati rilasciati ai privati non potranno essere esibiti ad altre Pubbliche Amministrazioni e gestori di pubblici servizi (art. 40 d.p.r. 28/12/2000). Per effetto dell’entrata in vigore delle modifiche all’ art. 40 d.p.r. 445/2000, tutte le certificazioni riporteranno, a pena di nullità, la seguente dicitura: “A partire dal 1 Gennaio 2012 il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi (art. 40 c.2 d.p.r. 28 dicembre 2000 n. 445)”.
COSA POSSO AUTOCERTIFICARE
Sono comunque previsti due tipi di autocertificazioni:
L’art.46 del DPR 445/2000 prevede l’autocertificazione relativamente ai seguenti temi:
L’art.47 invece prevede l’autocertificazione di stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato. Questi ultimi sono quelli che interessano generalmente noi tecnici.
POSSO DICHIARARE QUALCOSA DI FALSO?
Chiaramente non si può dichiarare il falso e l’amministrazione che riceve l’autocertificazione ha la facoltà di verificare la veridicità nel caso in cui sussitano dei dubbi sulla stessa.
Il rilascio di dichiarazioni non vere, creare atti falsi o farne uso nei casi previsti dal D.P.R. 445/2000 è punito secondo il codice penale e secondo l’art.76 D.P.R. 445/2000. L’esibizione inoltre di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale all’uso di atto falso.
Naturalmente, ai sensi dell’art.74 del D.P.R. 445/2000 nel caso in cui l’autocertificazione non è veritiera, decade il beneficio prodotto dal documento stesso.
Cosa si può concludere da quanto è stato appena scritto? Da un punto di vista tecnico, tramite la dichiarazione sostitutiva di atto notorio (art. 47 D.P.R. 445/2000) è possibile autocertificare un aspetto di carattere tecnico, magari di piccola entità, che potrebbe richiedere un parere da parte di un ente terzo, risparmiando così del tempo (e denaro).
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