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Timestamp: 2020-01-19 18:54:15+00:00
Document Index: 61550068

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 77', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 26', 'art. 36']

Privilegio per IVA di rivalsa: stesso trattamento per professionisti e prestatori d’opera anche non intellettuale
09.01.2020 | di La Redazione
Corte Costituzionale, 3 gennaio 2020, n. 1 – sent.
Giudice competente sulla eccezione di prescrizione dei crediti tributari sollevata dal curatore post notifica della cartella
08.01.2020 | di La Redazione
Cass. Civ., Sez. Unite, 24 dicembre 2019, n. 34447
Comunicazione ex art. 92 L.F. del curatore fallimentare
16.01.2020 | di Girolamo Lazoppina
Cass. civ., sez. II
Fallibilità della holding personale ed esenzione dal fallimento dell'impresa agricola
08.01.2020 | di Gabriele Piccinini
Tribunale di Forlì, Decreto 10 Aprile 2019
L'esclusione degli enti pubblici dall'ambito applicativo del Codice
15.01.2020 | di Beatrice Armeli
La ripartizione della competenza tra giudice del lavoro e giudice del concorso
07.01.2020 | di Alessandro Valentini
Le misure di allerta ed il correttivo: un dettaglio che rischia di fare naufragare uno strumento sulla carta efficace
13.01.2020 | di Riccardo Ranalli
Concordato in bianco e partecipazione a gare per l’affidamento di contratti pubblici
13.12.2019 | di Beatrice Armeli
L’azione di responsabilità spetta al curatore anche nelle s.r.l. fallite
23.12.2019 | di La Redazione
Limiti alla nomina di arbitri in caso di azione di responsabilità proposta dal curatore
18.12.2019 | di La Redazione
Funzione del Pubblico Ministero e limiti di attivazione per la dichiarazione dello stato di insolvenza
06 Luglio 2012 | di Maria Grazia Sirna
Il Pubblico Ministero è legittimato a proporre richiesta di fallimento nel caso, collegato alla sua funzione tipica, in cui abbia attinto la notitia decoctionis dalle indagini assunte nell’ambito di un procedimento penale pendente o, in alternativa, se l’abbia desunta dalla condotta dell’imprenditore estrinsecatasi nei fatti tipizzati dall’art. 7 l. fall., non necessariamente integranti ipotesi di reato, verificati anche al di fuori ed a prescindere dalla pendenza di un procedimento penale.
Trasferimento della sede all’estero: sussiste la giurisdizione italiana fino all’iscrizione nel Registro delle imprese straniero
05 Luglio 2012 | di Monica Pereno
Agli effetti dell’art. 9, comma 5, l. fall., in forza del cui disposto il trasferimento della sede dell’impresa all’estero non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana se è avvenuto dopo il deposito dell’istanza di fallimento, è necessario che il trasferimento della sede legale dell’impresa debitrice sia stato perfezionato con l’iscrizione dell’impresa nel registro delle imprese del Paese straniero, permanendo sino a tale iscrizione lo status giuridico di impresa italiana, e non essendo sufficiente la mera delibera di trasferimento, ancorché depositata presso il Registro delle imprese italiano in epoca anteriore al deposito dell’istanza di fallimento.
Problemi applicativi circa il superamento della soglia minima di fallibilità di cui all’art. 15, ultimo comma, l. fall.
03 Luglio 2012 | di Barbara Rovati
Corte d'appello di Firenze
È ben vero che il creditore può rifiutare un pagamento parziale, ma tale suo diritto non può espandersi fino a far dichiarare, a seguito di tale rifiuto, il fallimento del debitore il quale dimostri, seriamente (e il suo deposito banco iudicis di assegni circolari assolve a tale onere), di non versare in stato di insolvenza, ma, semmai, in una temporanea difficoltà di far fronte, per intero, alle sue obbligazioni (nella specie, il rifiuto del pagamento, che ben avrebbe potuto avvenire con riserva di procedere per il residuo, atteneva alla parte più consistente del credito, che era anche quella originaria sulla quale si fondava l’istanza di fallimento, evidenziando un inadempimento per una frazione che andava a collocarsi ampiamente al di sotto del limite ex art. 15 l. fall.).
Leasing: ammissione del credito del concedente prima che il bene sia nuovamente collocato sul mercato
29 Giugno 2012 | di Davide Lambicchi
In caso di fallimento dell’utilizzatore e scioglimento del contratto di leasing, quando il bene non sia ancora stato ricollocato sul mercato, il credito della società di leasing può essere ammesso al passivo in via condizionata, per un importo pari alla somma delle rate scadute e non pagate, dei relativi interessi anche di mora fino al fallimento, e dell’eventuale differenza tra il credito per capitale residuo - tale dovendosi intendere il capitale compreso nelle sole rate con scadenza successiva al fallimento - ed il minor valore di collocazione del bene sul mercato.
Concordato preventivo della fondazione esercente attività d’impresa e poteri del Tribunale nella disciplina della liquidazione
26 Giugno 2012 | di Giuseppina Ivone, Francesco Macario
L’omologazione del concordato preventivo proposto da una fondazione esercente un’impresa commerciale (nella specie, Fondazione Centro San Raffaele Del Monte Tabor, con attività sanitaria, assistenziale e di ricerca scientifica) determina l’estinzione dell’ente, con la liquidazione dei beni e delle attività oggetto di cessione ai creditori soggetta alle norme della legge fallimentare.
Titolarità di un fondo comune di investimento immobiliare e sua (non) rivendicabilità
22 Giugno 2012 | di Giacomo Pescatore
Opposizione al passivo
I partecipanti al fondo sono titolari, sostanzialmente, dei diritti sui beni conferiti nel fondo, la cui titolarità formale spetta tuttavia alla SGR che in quel momento gestisce il fondo, con la conseguenza che essi vantano unicamente un diritto di credito al valore residuo della quota, all’esito della liquidazione del fondo e del pagamento dei creditori.
La cessione di ramo di azienda: il confine tra scelta gestoria lecita e bancarotta per distrazione
21 Giugno 2012 | di Fabrizio D’Arcangelo
Integra il delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione la cessione del ramo di azienda quando la perdita della disponibilità del cespite privi l'impresa non soltanto di una porzione di ricchezza, ma anche della capacità di perseguire utilmente l'oggetto sociale.
Abrogazione della dichiarazione d'ufficio di fallimento: sollevata la questione di legittimità costituzionale
18 Giugno 2012 | di Danilo Galletti
E’ rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all’art. 77 della Costituzione e al tenore letterale logico della legge delega (art. 1, commi 5 e 6, l. n. 80/2005), la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 D. Lgs. n. 5/2006, nella parte in cui tale norma ha cancellato dal primo comma dell’art. 6 R.D. 16 marzo 1942 n. 267 l’inciso “oppure d’ufficio”.
Società in mano pubblica esercente servizio pubblico e procedure concorsuali
15 Giugno 2012 | di Giacomo D'Attorre
Tribunale di S.M. Capua Vetere
Una società per azioni partecipata interamente da enti pubblici locali ed avente ad oggetto il servizio pubblico del trasporto su gomma rimane un soggetto giuridico privato, terzo rispetto agli enti pubblici che la partecipano, e non può beneficiare della causa di esenzione dal fallimento prevista dall’art. 1, comma 1, l.fall. per gli enti pubblici.
Poteri del G.D. in sostituzione del comitato dei creditori e cognizione del collegio in sede di reclamo. Insussistenza di un conflitto d’interessi nella votazione concordataria
11 Giugno 2012 | di Andrea Govi
Votazione nelle procedure concorsuali e adunanza dei creditori
Il provvedimento reso dal giudice delegato ai sensi dell’art. 41, comma 4, l. fall., in sostituzione del comitato dei creditori, è attratto al regime proprio degli atti del magistrato e non dell’organo gestorio, pertanto soggetto al reclamo ai sensi dell’art. 26 l. fall. per ragioni sia di legittimità sia di merito, non applicandosi il limite della violazione di legge ai sensi dell’art. 36.