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Timestamp: 2019-01-19 09:05:00+00:00
Document Index: 63012751

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art.\n18', 'art. 18', 'art.  18', 'art. 31', 'art. 7', 'art. 18', 'art.\n18', 'art. 141', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 7', 'art.  18', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 18']

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003: Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell'art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55 | Architetto.info
<MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 12 febbraio 2003: Impegno di Euro 27.109.243,55 ed erogazione di Euro 22.515.621,23 a favore delle regioni a statuto speciale e delle provincie autonome di Trento e Bolzano>
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003: Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell’art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55
AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003: Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell'art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55 - Facolta' di controllo esercitabili dalla stazione appaltante. (Determinazione n. 6/2003). (GU n. 77 del 2-4-2003)
DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003
Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell’art.
18,  comma  12,  della  legge  19  marzo  1990,  n.  55 – Facolta’ di
controllo  esercitabili dalla stazione appaltante. (Determinazione n.
6/2003).
Ad  opera  di  diverse  amministrazioni  sono  pervenute  a  questa
Autorita’ numerose richieste di parere, incentrate sulla disciplina e
sugli  adempimenti  che  le  stazioni  appaltanti  devono adottare in
relazione   agli   affidamenti   di  sub-contratti  che  non  possano
classificarsi  come  subappalti, nell’accezione fornita dall’art. 18,
comma  12,  della  legge  19 marzo 1990, n. 55, come modificato dalla
legge 18 novembre 1998, n. 415, e dalla legge 1 agosto 2002, n. 166.
Su  tale  aspetto  anche  l’ANCE il 14 febbraio 2003 ha inviato una
nota.  In particolare ha richiesto un chiarimento sull’ultimo periodo
del  punto  N) della determinazione 16 ottobre 2002, n. 27, che a suo
parere  si  presta  ad  una  interpretazione  errata.  Puo’, infatti,
ritenersi che sono da considerarsi contratti similari anche quelli di
importo  inferiore  al  2%  del  contratto o a 100.000 euro e cio’ in
contrasto  con  l’art.  18,  comma  12,  della  legge  n.  55/1990  e
Gli   interrogativi   prospettati   concernono  sostanzialmente  le
seguenti problematiche principali:
1) facolta’ di controllo che possono e/o devono essere attribuite
alla stazione appaltante in materia di sub-affidamenti non soggetti a
regime autorizzatorio;
2) ricadute sulla gestione operativa dell’appalto (ad esempio, in
materia   di   piani  di  sicurezza  e  di  rispetto  degli  obblighi
previdenziali  ed  assistenziali),  conseguenti  al ricorso, da parte
dell’aggiudicatario,  a ripetuti sub-contratti non qualificabili come
subappalti.
Le  incertezze rappresentate riguardano, ad esempio, l’esistenza di
un  limite  numerico  o  economico nel ricorso a tali affidamenti, la
documentazione  che  la  stazione  appaltante  deve  acquisire  ed  i
controlli   che   deve   operare,   la   necessita’  di  una  precisa
corrispondenza  tra  l’oggetto  del  sub-contratto  e  le lavorazioni
riportate   nel   computo   metrico,   gli  effetti  delle  possibili
interferenze   tra   soggetti   appartenenti   a   distinte   realta’
imprenditoriali  (non  contemplate  in sede di redazione del piano di
sicurezza   e   coordinamento   o   del  piano  operativo  presentato
dall’aggiudicatario  nei  termini  di  cui all’art. 31 della legge 14
febbraio 1994 e successive modificazioni).
Considerato  che  i quesiti prospettati concernono problematiche di
carattere generale e che, in materia di subappalto, l’art. 7, comma 3
della  legge n. 166/2002 ha variato l’art. 18, comma 9 della legge n.
55/1990   e   successive   modificazioni,  si  ritiene  opportuno  un
intervento  chiarificatore  da parte di questa Autorita’, richiamando
peraltro  alcuni dei precedenti avvisi contenuti nelle determinazioni
del 22 maggio 2001, n. 12, e del 16 ottobre 2002, n. 27.
Prima  di  esaminare  la  portata delle variazioni introdotte dalla
legge n. 166/2002, appare opportuno richiamare il contenuto dell’art.
18,  comma  12,  della  legge  n. 55/1990 e successive modificazioni,
laddove   si   chiarisce  che  “ai  fini  del  presente  articolo  e’
considerato   subappalto   qualsiasi   contratto  avente  ad  oggetto
attivita’  ovunque  espletate che richiedono l’impiego di manodopera,
quali  le  forniture  con  posa  in  opera  e  i  noli  a  caldo,  se
singolarmente  di  importo  superiore al 2 per cento dell’importo dei
lavori  affidati  o  di  importo  superiore  a  100.000 ecu e qualora
l’incidenza  del costo della manodopera e del personale sia superiore
al 50 per cento dell’importo del contratto da affidare”.
A  questa  disposizione  si e’ ricollegato l’art. 141, comma 5, del
decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, per
precisare  che “le attivita’ ovunque espletate ai sensi dell’art. 18,
comma  12,  della  legge  19  marzo 1990, n. 55, sono quelle poste in
essere nel cantiere cui si riferisce l’appalto”.
Il  testo  del  suddetto  comma  12  si  e’  tuttavia prestato alla
seguente  duplice  interpretazione,  per quanto concerne l’estensione
dell’ambito applicativo:
1)  qualsiasi sub-affidamento di valore contenuto entro le soglie
(percentuali  o in valore assoluto) indicate dalla legge n. 55/1990 e
seguenti  modifiche  non  va  considerato  subappalto e non e’ quindi
sottoposto al regime di autorizzazione;
2)   i   soli   sub-affidamenti   relativi   a   prestazioni  non
qualificabili  come  lavori sono sottratti alla disciplina che regola
il subappalto, purche’ di incidenza inferiore alle predette soglie.
Nella  prima  delle due interpretazioni, che e’ risultata in questi
anni  ampiamente  condivisa dalle stazioni appaltanti e dalle imprese
appaltatrici,  tutti  i  sub-contratti  per i quali non sussisteva la
concorrenza   delle   condizioni  anzidette  erano  svincolati  dalla
disciplina  autorizzatoria  del  subappalto,  descritta nell’art. 18,
commi  3,  4,  6,  7,  8  e  9  della  legge  n. 55/1990 e successive
modificazioni,   risultando   unicamente   necessario   l’obbligo  di
comunicazione  alla stazione appaltante, ai sensi dell’ultimo periodo
del comma 12 del predetto articolo.
Riferendosi  invece alla seconda interpretazione, va richiamato qui
quanto  gia’  affermato  da  questa Autorita’ nella determinazione n.
12/2001,  laddove  si specificava che mentre i commi da uno ad undici
ed  i  commi 13 e 14 dell’art. 18 della legge n. 55/1990 e successive
modificazioni  “contengono  le  disposizioni  da  applicarsi  per  il
subappalto  delle  prestazioni  che sono qualificate come lavori”, il
comma 12 “opera una definizione legale del subappalto”, estendendo le
garanzie  previste  per  i  lavori  a  quei “sub-contratti relativi a
prestazioni  che  non  sono  lavori  ma  prevedono  l’impiego di mano
d’opera,  come  quelli  di  fornitura  con  posa in opera e di nolo a
caldo”,   nel   caso  in  cui  tali  sub-contratti  avessero  assunto
un’incidenza  percentuale superiore a quella precisata nella norma ed
un  costo della mano d’opera, espletata in cantiere, superiore al 50%
dell’importo del sub-contratto.
Come  appare  evidente,  fra le due interpretazioni possibili della
norma  in  questione  vi  era  spazio per una divergenza sostanziale,
concernente  l’estensione (o meno) della disciplina autorizzatoria al
singolo subappalto di lavori, se di importo complessivo non superiore
alle soglie percentuali indicate dalla legge.
A  fronte  di  questo  possibile duplice quadro interpretativo, con
l’entrata   in   vigore  della  legge  n.  166/2002,  pubblicata  nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale n. 181 del 3 agosto
2002,  e’  intervenuta  una  significativa innovazione nella suddetta
materia,  stante  il  tenore  dell’art. 7, comma 3, che introduce una
variazione  all’art.  18, comma 9 della legge n. 55/1990 e successive
modificazioni,  sotto  forma di aggiunta del seguente periodo: “Per i
subappalti o cottimi di importo inferiore al 2 per cento dell’importo
dei  lavori  affidato o di importo inferiore a 100.00 euro, i termini
per   il   rilascio   dell’autorizzazione  da  parte  della  stazione
appaltante sono ridotti della meta’”.
Va  inoltre  aggiunto che tale variazione non e’ stata accompagnata
da  alcuna  modifica del successivo comma 12 del medesimo art. 18, il
quale  sottrae  alla  definizione  stessa  di subappalto (e quindi al
regime  di  autorizzazione)  “qualsiasi  contratto  avente ad oggetto
quali  le  forniture  con posa in opera e i noli a caldo”, purche’ di
incidenza  non superiore al 2% dell’importo dei lavori affidati o, in
valore  assoluto,  a  100.000  euro,  oppure,  qualora  di  incidenza
superiore a tali soglie, il peso della mano d’opera sia non superiore
al 50% dell’importo totale del contratto.
Prescindendo  dal  congetturare  eventuali  antitesi  contenute nel
testo  di  legge o dall’invocare l’implicita abrogazione di una norma
precedente,  resa  incompatibile  per effetto di quella sopravvenuta,
deve  invece  trarsi  dalle  considerazioni  esposte un convincimento
rafforzato  circa  la  validita’  di  quanto  ritenuto  nella  citata
determinazione n. 12/2001, che e’ stato poi ulteriormente ribadito al
punto  N)  della  recente  determinazione  n. 27/2002, recante “Prime
indicazioni sulla applicazione della legge 1 agosto 2002, n. 166”.
In  quest’ultima  pronuncia,  rispondendo  ad  un  quesito circa il
rapporto  fra  i  commi  9  e  12 della legge n. 55/1990 e successive
modificazioni,  per  effetto della disposizione inserita dall’art. 7,
comma  3,  della legge n. 166/2002, e’ stato ribadito che il comma 12
riguarda  i cosiddetti contratti similari (cioe’ quei sub-affidamenti
relativi  a prestazioni che non sono lavori ma prevedono l’impiego di
mano  d’opera,  come nel caso della fornitura con posa in opera e dei
noli  a  caldo),  in  relazione  ai quali vengono stabilite le soglie
economiche  per  considerarli  equiparati  ai subappalti di lavori ed
assoggettarli, conseguentemente, alla medesima disciplina.
Si   e’   affermato  percio’  che  “la  nuova  disciplina  riguarda
esclusivamente il subappalto o i cottimi relativi alle prestazioni da
qualificarsi  come  lavori  e,  quindi,  nessuna  variazione e’ stata
apportata  alle  disposizioni  in  materia  dei  cosiddetti contratti
similari”.
In   definitiva,   per   effetto  dell’innovazione  introdotta  dal
legislatore,  l’unica interpretazione logica della norma in questione
porta  a  ritenere,  oltre ogni ragionevole dubbio, che devono essere
soggetti  al  regime  di autorizzazione tutti i subappalti di lavori,
senza alcun discrimine …
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003: Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell’art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55 redazione redazione 2015-05-06T13:39:13+00:00