Source: http://www.edizionieuropee.it/LAW/HTML/14/zn33_01_084.html
Timestamp: 2020-08-10 10:44:36+00:00
Document Index: 169591800

Matched Legal Cases: ['§ 33', '§ 33', '§ 33', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 2268', 'art. 26', 'art. 164', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 20', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 26', 'art. 164', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 82', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 3']

ï»¿ Â§ 33.1.84 - D.L. 25 settembre 2001, n. 351 . Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di [...]
Â§ 33.1.84 - D.L. 25 settembre 2001, n. 351 .
Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di [...]
Art. 1. Ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico
Art. 2. Privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico
Art. 3. ModalitÃ per la cessione degli immobili
Art. 3 bis. (Valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni immobili tramite concessione o locazione).
Art. 3 ter. (Processo di valorizzazione degli immobili pubblici).
Art. 4. Conferimento di beni immobili a fondi comuni di investimento immobiliare
Art. 5. Disposizioni in materia di fondi comuni d'investimento immobiliare
Art. 6. Regime tributario del fondo ai fini delle imposte sui redditi
Art. 7. Regime tributario dei partecipanti
Art. 8. Regime tributario del fondo ai fini IVA
Art. 9. Disposizioni di coordinamento
Art. 10. Norma finale
Â§ 33.1.84 - D.L. 25 settembre 2001, n. 351 [1].
(G.U. 26 settembre 2001, n. 224)
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PRIVATIZZAZIONE E
Â Â Â Â Art. 1. Ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico
Â Â Â Â 1. Per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, anche in funzione della formulazione del conto generale del patrimonio, di cui agli articoli 5, comma 2, della legge 3 aprile 1997, n. 94, e 14, comma 2, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, l'Agenzia del demanio, con propri decreti dirigenziali, individua, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso gli archivi e gli uffici pubblici, i singoli beni, distinguendo tra beni demaniali e beni facenti parte del patrimonio indisponibile e disponibile.
Â Â Â Â 2. L'Agenzia del demanio, con propri decreti dirigenziali, individua i beni degli enti pubblici non territoriali, i beni non strumentali in precedenza attribuiti a societÃ a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta, riconosciuti di proprietÃ dello Stato, nonchÃ© i beni ubicati all'estero. L'individuazione dei beni degli enti pubblici e di quelli giÃ attribuiti alle societÃ suddette Ã¨ effettuata anche sulla base di elenchi predisposti dagli stessi [2] .
Â Â Â Â 3. I decreti di cui ai commi 1 e 2, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, hanno effetto dichiarativo della proprietÃ , in assenza di precedenti trascrizioni, e producono gli effetti previsti dall'articolo 2644 del codice civile, nonchÃ© effetti sostitutivi dell'iscrizione del bene in catasto.
Â Â Â Â 4. Gli uffici competenti provvedono, se necessario, alle conseguenti attivitÃ di trascrizione, intavolazione e voltura.
Â Â Â Â 5. Contro l'iscrizione del bene negli elenchi di cui ai commi 1 e 2, Ã¨ ammesso ricorso amministrativo all'Agenzia del demanio entro sessanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, fermi gli altri rimedi di legge.
Â Â Â Â 6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai beni di regioni, province, comuni ed altri enti locali che ne facciano richiesta, nonchÃ© ai beni utilizzati per uso pubblico, ininterrottamente da oltre venti anni, con il consenso dei proprietari [3] .
Â Â Â Â 6-bis. I beni immobili non piÃ¹ strumentali alla gestione caratteristica dell'impresa ferroviaria, di proprietÃ di Ferrovie dello Stato S.p.a. o delle societÃ dalla stessa direttamente o indirettamente controllate, ai sensi dell'articolo 43 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, e dell'articolo 5 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, nonchÃ© i beni acquisiti ad altro titolo, sono alienati e valorizzati da Ferrovie dello Stato S.p.a., o dalle societÃ da essa controllate, direttamente o con le modalitÃ di cui al presente decreto. Le alienazioni di cui al presente comma sono effettuate con esonero dalla consegna dei documenti relativi alla proprietÃ e di quelli attestanti la regolaritÃ urbanistica, edilizia e fiscale degli stessi beni. Le previsioni di cui ai primi due periodi del presente comma, previa emanazione dei decreti previsti dal presente articolo, si applicano a tutte le societÃ controllate direttamente o indirettamente dallo Stato al momento dell'alienazione e valorizzazione dei beni [4].
Â Â Â Â 6-ter. I beni immobili appartenenti a Ferrovie dello Stato Spa ed alle societÃ dalla stessa direttamente o indirettamente integralmente controllate si presumono costruiti in conformitÃ alla legge vigente al momento della loro edificazione. Indipendentemente dalle alienazioni di tali beni, Ferrovie dello Stato Spa e le societÃ dalla stessa direttamente o indirettamente integralmente controllate, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, possono procedere all'ottenimento di documentazione che tenga luogo di quella attestante la regolaritÃ urbanistica ed edilizia mancante, in continuitÃ d'uso, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Allo scopo, dette societÃ possono proporre al comune nel cui territorio si trova l'immobile una dichiarazione sostitutiva della concessione allegando: a) dichiarazione resa ai sensi dell'articolo 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, corredata dalla documentazione fotografica, nella quale risulti la descrizione delle opere per le quali si rende la dichiarazione; b) quando l'opera supera i 450 metri cubi una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere e una certificazione redatta da un tecnico abilitato all'esercizio della professione attestante l'idoneitÃ statica delle opere eseguite. Qualora l'opera sia stata in precedenza collaudata, tale certificazione non Ã¨ necessaria se non Ã¨ oggetto di richiesta motivata da parte del sindaco; c) denuncia in catasto dell'immobile e documentazione relativa all'attribuzione della rendita catastale e del relativo frazionamento; d) attestazione del versamento di una somma pari al 10 per cento di quella che sarebbe stata dovuta in base all'Allegato 1 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, per le opere di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. La dichiarazione sostitutiva produce i medesimi effetti di una concessione in sanatoria, a meno che entro sessanta giorni dal suo deposito il comune non riscontri l'esistenza di un abuso non sanabile ai sensi delle norme in materia di controllo dell'attivitÃ urbanistico-edilizia e lo notifichi all'interessato. In nessun caso la dichiarazione sostitutiva potrÃ valere come una regolarizzazione degli abusi non sanabili ai sensi delle norme in materia di controllo dell'attivitÃ urbanistico-edilizia. Ai soggetti che acquistino detti immobili da Ferrovie dello Stato Spa e dalle societÃ dalla stessa direttamente o indirettamente integralmente controllate Ã¨ attribuita la stessa facoltÃ , ma la somma da corrispondere Ã¨ pari al triplo di quella sopra indicata [5].
Â Â Â Â 6-quater. Sui beni immobili non piÃ¹ strumentali alla gestione caratteristica dellâ€™impresa ferroviaria, di proprietÃ di Ferrovie dello Stato spa o delle societÃ dalla stessa direttamente o indirettamente controllate, che siano ubicati in aree naturali protette e in territori sottoposti a vincolo paesaggistico, in caso di alienazione degli stessi Ã¨ riconosciuto il diritto di prelazione degli enti locali e degli altri soggetti pubblici gestori delle aree protette. I vincoli di destinazione urbanistica degli immobili e quelli peculiari relativi alla loro finalitÃ di utilitÃ pubblica sono parametri di valutazione per la stima del valore di vendita [6].
Â Â Â Â Art. 2. Privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico
Â Â Â Â 1. Il Ministro dell'economia e delle finanze Ã¨ autorizzato a costituire o a promuovere la costituzione, anche attraverso soggetti terzi, di piÃ¹ societÃ a responsabilitÃ limitata con capitale iniziale di 10.000 euro, aventi ad oggetto esclusivo la realizzazione di una o piÃ¹ operazioni di cartolarizzazione dei proventi derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato e degli altri enti pubblici di cui all'articolo 1. Le societÃ possono essere costituite anche con atto unilaterale del Ministero dell'economia e delle finanze; non si applicano in tale caso le disposizioni previste dall'articolo 2497, secondo comma, del codice civile. Delle obbligazioni nei confronti dei portatori dei titoli e dei concedenti i finanziamenti di cui al comma 2, nonchÃ© di ogni altro creditore nell'ambito di ciascuna operazione di cartolarizzazione, risponde esclusivamente il patrimonio separato con i beni e diritti di cui al comma 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce al Parlamento ogni sei mesi, a decorrere dalla data di costituzione delle societÃ di cui al presente comma, sui risultati economico-finanziari conseguiti [7] .
Â Â Â Â 2. Le societÃ costituite ai sensi del comma 1 effettuano le operazioni di cartolarizzazione, anche in piÃ¹ fasi, mediante l'emissione di titoli o l'assunzione di finanziamenti. Per ogni operazione sono individuati i beni immobili destinati al soddisfacimento dei diritti dei portatori dei titoli e dei concedenti i finanziamenti. I beni cosÃ¬ individuati, nonchÃ© ogni altro diritto acquisito nell'ambito dell'operazione di cartolarizzazione, dalle societÃ ivi indicate nei confronti dello Stato e degli altri enti pubblici o di terzi, costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello delle societÃ stesse e da quello relativo alle altre operazioni. Su ciascun patrimonio separato non sono ammesse azioni da parte di qualsiasi creditore diverso dai portatori dei titoli emessi dalle societÃ ovvero dai concedenti i finanziamenti da esse reperiti.
Â Â Â Â 3. Con i decreti di cui al comma 1 dell'articolo 3 sono disciplinati i casi in cui i titoli emessi e i finanziamenti reperiti dalle societÃ di cui al comma 1 beneficiano in tutto o in parte della garanzia dello Stato e sono specificati i termini e le condizioni della stessa.
Â Â Â Â 4. Alle societÃ di cui al comma 1 si applicano le disposizioni contenute nel titolo V del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1Â° settembre 1993, n. 385, ad esclusione dell'articolo 106, commi 2, 3, lettere b) e c), e 4, e dell'articolo 107, nonchÃ© le corrispondenti norme sanzionatorie previste dal titolo VIII del medesimo testo unico.
Â Â Â Â 5. I titoli emessi dalle societÃ di cui al comma 1 sono assimilati ai fini fiscali ai titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e si considerano emessi all'estero qualora siano ammessi a quotazione in almeno un mercato regolamentato estero ovvero ne sia previsto il collocamento anche sui mercati esteri. Gli interessi e altri proventi corrisposti in relazione ai finanziamenti effettuati da soggetti residenti in Stati o territori individuati dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze previsto dall'articolo 168-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e raccolti dalle societÃ di cui al comma 1 ai fini delle operazioni di cartolarizzazione ivi indicate, non sono soggetti alle imposte sui redditi [8] .
Â Â Â Â 6. Ciascun patrimonio separato di cui al comma 2 non Ã¨ soggetto alle imposte sui redditi nÃ© all'imposta regionale sulle attivitÃ produttive. Le operazioni di cartolarizzazione di cui al comma 1 e tutti gli atti, contratti, trasferimenti e prestazioni posti in essere per il perfezionamento delle stesse, nonchÃ© le formalitÃ ad essi connesse, sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonchÃ© da ogni altro tributo o diritto. Ai fini dell'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili, i trasferimenti di beni immobili alle societÃ costituite ai sensi del comma 1 non si considerano atti di alienazione. Soggetti passivi dell'imposta comunale sugli immobili sono i gestori individuati ai sensi del comma 1, lettera d), dell'articolo 3 per tutta la durata della gestione, nei limiti in cui l'imposta era dovuta prima del trasferimento di cui al comma 1 dell'articolo 3. Non si applica la ritenuta prevista dai commi 2 e 3 dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600, sugli interessi ed altri proventi dei conti correnti bancari delle societÃ di cui al comma 1. Sono escluse dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto le locazioni in favore di amministrazioni dello Stato, enti pubblici territoriali e altri soggetti pubblici [9] .
Â Â Â Â 7. Si applicano le disposizioni della legge 30 aprile 1999, n. 130, per quanto compatibili. In deroga al comma 6 dell'articolo 2 della medesima legge, la riscossione dei crediti ceduti e dei proventi derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare puÃ² essere svolta, oltre che dalle banche e dagli intermediari finanziari indicati nel citato comma 6, anche dallo Stato, dagli enti pubblici e dagli altri soggetti il cui intervento Ã¨ previsto dalle disposizioni del presente decreto e dei decreti di cui al comma 1 dell'articolo 3. In tale caso le operazioni di riscossione non sono oggetto dell'obbligo di verifica di cui al medesimo comma 6.
Â Â Â Â Art. 3. ModalitÃ per la cessione degli immobili
Â Â Â Â 1. I beni immobili individuati ai sensi dell'articolo 1 possono essere trasferiti a titolo oneroso alle societÃ costituite ai sensi del comma 1 dell'articolo 2 con uno o piÃ¹ decreti di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. L'inclusione nei decreti produce il passaggio dei beni al patrimonio disponibile. Con gli stessi decreti sono determinati [10] :
Â Â Â Â a) il prezzo iniziale che le societÃ corrispondono a titolo definitivo a fronte del trasferimento dei beni immobili e le modalitÃ di pagamento dell'eventuale residuo, che puÃ² anche essere rappresentato da titoli [11] ;
Â Â Â Â b) le caratteristiche dell'operazione di cartolarizzazione che le societÃ realizzano per finanziare il pagamento del prezzo. All'atto di ogni operazione di cartolarizzazione Ã¨ nominato un rappresentante comune dei portatori dei titoli, il quale, oltre ai poteri stabiliti in sede di nomina a tutela dell'interesse dei portatori dei titoli, approva le modificazioni delle condizioni dell'operazione [12] ;
Â Â Â Â c) l'immissione delle societÃ nel possesso dei beni immobili trasferiti [13] ;
Â Â Â Â d) la gestione dei beni immobili trasferiti e dei contratti accessori, da regolarsi in via convenzionale con criteri di remunerativitÃ ;
Â Â Â Â e) le modalitÃ per la valorizzazione e la rivendita dei beni immobili trasferiti [14] .
Â Â Â Â 1 bis Per quanto concerne i beni immobili di enti pubblici soggetti a vigilanza di altro Ministero, i decreti del Ministro dell'economia e delle finanze sono adottati di concerto con il Ministro vigilante. Per i beni dello Stato di particolare valore artistico e storico i decreti del Ministro dell'economia e delle finanze sono adottati di concerto con il Ministro per i beni e le attivitÃ culturali. [15]
Â Â Â Â 2. Fino alla rivendita dei beni immobili trasferiti ai sensi del comma 1 i gestori degli stessi, individuati ai sensi del comma 1, lettera d), sono responsabili a tutti gli effetti ed a proprie spese per gli interventi necessari di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonchÃ© per l'adeguamento dei beni alla normativa vigente.
Â Â Â Â 3. E' riconosciuto in favore dei conduttori delle unitÃ immobiliari ad uso residenziale il diritto di opzione per l'acquisto, in forma individuale e a mezzo di mandato collettivo, al prezzo determinato secondo quanto disposto dai commi 7 e 8. Le modalitÃ di esercizio dell'opzione sono determinate con i decreti di cui al comma 1. Sono confermate le agevolazioni di cui al comma 8 dell'articolo 6 del decreto legislativo 16 febbraio 1996, n. 104. Le medesime agevolazioni di cui al comma 8 dell'articolo 6 del decreto legislativo 16 febbraio 1996, n. 104, sono estese ai conduttori delle unitÃ ad uso residenziale trasferite alle societÃ costituite ai sensi del comma 1 dell'articolo 2 [16].
Â Â Â Â 3-bis. E' riconosciuto in favore dei conduttori delle unitÃ immobiliari ad uso diverso da quello residenziale il diritto di opzione per l'acquisto in forma individuale, al prezzo determinato secondo quanto disposto dal comma 7. Le modalitÃ di esercizio del diritto di opzione sono determinate con i decreti di cui al comma 1 [17]
Â Â Â Â 4. E' riconosciuto il diritto dei conduttori delle unitÃ immobiliari ad uso residenziale, con reddito familiare complessivo annuo lordo, determinato con le modalitÃ previste dall'articolo 21 della legge 5 agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni, inferiore a 19.000 euro, al rinnovo del contratto di locazione per un periodo di nove anni, a decorrere dalla prima scadenza del contratto successiva al trasferimento dell'unitÃ immobiliare alle societÃ di cui al comma 1 dell'articolo 2, con applicazione del medesimo canone di locazione in atto alla data di scadenza del contratto. Per le famiglie con componenti ultrasessantacinquenni o con componenti disabili il limite del reddito familiare complessivo lordo, determinato con le modalitÃ indicate nel periodo precedente, Ã¨ pari a 22.000 euro. Nei casi previsti dai primi due periodi del presente comma, qualora l'originario contratto di locazione non sia stato formalmente rinnovato ma ricorrano comunque le condizioni previste dal primo periodo del comma 6, il rinnovo del contratto di locazione per un periodo di nove anni decorre dalla data, successiva al trasferimento dell'unitÃ immobiliare alle societÃ di cui al comma 1 dell'articolo 2, in cui sarebbe scaduto il contratto di locazione se fosse stato rinnovato. Per le unitÃ immobiliari occupate da conduttori ultrasessantacinquenni o nel cui nucleo familiare siano compresi soggetti conviventi, legati da rapporti di coniugio o di parentela in linea retta, portatori di handicap, accertato ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, Ã¨ consentita l'alienazione della sola nuda proprietÃ , quando essi abbiano esercitato il diritto di opzione e prelazione di cui al comma 5 con riferimento ai solo diritto di usufrutto [18].
Â Â Â Â 5. E' riconosciuto il diritto di prelazione in favore dei conduttori delle unitÃ immobiliari ad uso residenziale delle unitÃ immobiliari ad uso diverso da quello residenziale nonchÃ¨ in favore degli affittuari dei terreni, solo per il caso di vendita degli immobili ad un prezzo inferiore a quello di esercizio dell'opzione. Il diritto di prelazione eventualmente spettante ai sensi di legge ai conduttori delle singole unitÃ immobiliari ad uso diverso da quello residenziale puÃ² essere esercitato unicamente nel caso di vendita frazionata degli immobili. Il diritto di prelazione sussiste anche se la vendita frazionata Ã¨ successiva ad un acquisto in blocco. La vendita si considera frazionata esclusivamente nel caso in cui ciascuna unitÃ immobiliare sia offerta in vendita singolarmente a condizioni specificatamente riferite a tale unitÃ . I decreti di cui al comma 1 individuano, anche in deroga a quanto previsto dalla vigente normativa, gli adempimenti necessari al fine di consentire l'esercizio del diritto di prelazione da parte dei soggetti che ne sono titolari. [19]
Â Â Â Â 6. I diritti dei conduttori e degli affittuari dei terreni sono riconosciuti se essi sono in regola con il pagamento dei canoni e degli oneri accessori e sempre che non sia stata accertata l'irregolaritÃ dell'affitto o della locazione. Sono inoltre riconosciuti i diritti dei conduttori delle unitÃ immobiliari ad uso residenziale purchÃ© essi o gli altri membri conviventi del nucleo familiare non siano proprietari di altra abitazione adeguata alle esigenze del nucleo familiare nel comune di residenza. I diritti di opzione e di prelazione spettano anche ai familiari conviventi, nonchÃ© agli eredi del conduttore con lui conviventi ed ai portieri degli stabili oggetto della vendita, in caso di eliminazione del servizio di portineria [20].
Â Â Â Â 7. Il prezzo di vendita degli immobili e delle unitÃ immobiliari Ã¨ determinato in ogni caso sulla base delle valutazioni correnti di mercato, prendendo a riferimento i prezzi effettivi di compravendite di immobili e unitÃ immobiliari aventi caratteristiche analoghe. I terreni e le unitÃ immobiliari liberi ovvero i terreni e le unitÃ immobiliari per i quali gli affittuari o i .conduttori non hanno esercitato il diritto di opzione per l'acquisto, sono posti in vendita ai miglior offerente individuato con procedura competitiva, le cui caratteristiche sono determinate dai decreti di cui al comma 1, fermo restando il diritto di prelazione di cui al comma 5 [21].
Â Â Â Â 7 bis Ai conduttori delle unitÃ immobiliari ad uso diverso da quello residenziale, nell'ipotesi di vendita in blocco, spetta il diritto di opzione all'acquisto a mezzo di mandato collettivo, a condizione che questo sia conferito dai conduttori che rappresentino il 100 per cento delle unitÃ facenti parte del blocco oggetto di vendita. Il prezzo di acquisto Ã¨ quello risultante all'esito della procedura competitiva. Le modalitÃ ed i termini di esercizio del diritto di opzione stabilito dal presente comma sono determinati con i decreti di cui al comma 1. [22]
Â Â Â Â 8. Il prezzo di vendita delle unitÃ immobiliari ad uso residenziale, escluse quelle di pregio ai sensi del comma 13, offerte in opzione ai conduttori che acquistano in forma individuale Ã¨ pari al prezzo di mercato delle stesse unitÃ immobiliari libere diminuito del 30 per cento. Per i medesimi immobili Ã¨ altresÃ¬ confermato l'ulteriore abbattimento di prezzo, secondo i coefficienti in vigore, in favore esclusivamente dei conduttori che acquistano a mezzo di mandato collettivo unitÃ immobiliari ad uso residenziale che rappresentano almeno l'80 per cento delle unitÃ residenziali complessive dell'immobile, al netto di quelle libere. Per i medesimi immobili Ã¨ concesso, in favore dei conduttori che acquistano a mezzo di mandato collettivo e rappresentano almeno il 50 per cento, ma meno dell'80 per cento delle unitÃ residenziali complessive dell'immobile al netto di quelle libere, un abbattimento del prezzo di cui al primo periodo fino a un massimo dell'8 per cento. Le modalitÃ di applicazione degli abbattimenti di prezzo sono determinate con i decreti di cui al comma 1. Il prezzo di vendita dei terreni Ã¨ pari al prezzo di mercato degli stessi immobili liberi, diminuito del 30 per cento. E' riconosciuto agli affittuari il diritto di opzione per l'acquisto da esercitarsi con le modalitÃ e nei termini di cui al comma 3 del presente articolo. Agli affittuari coltivatori diretti o imprenditori agricoli che esercitano il diritto di opzione per l'acquisto, Ã¨ concesso l'ulteriore abbattimento di prezzo secondo percentuali analoghe a quelle previste dal presente comma e determinate con i decreti di cui al comma 1. Gli affittuari che esercitano il diritto di opzione possono procedere all'acquisto dei terreni attraverso il regime di aiuto di Stato n. 110/2001, approvato dalla Commissione europea con decisione comunitaria n. SG (2001) D/288933 del 3 giugno 2001. Non si applicano alle operazioni fondiarie attuate attraverso il regime di aiuto di Stato n. 110/2001 le disposizioni previste dall'articolo 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, e dall'articolo 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817. Tali operazioni usufruiscono delle agevolazioni tributarie per la formazione e l'arrotondamento della proprietÃ contadina previste dalla legge 6 agosto 1954, n. 604 [23].
Â Â Â Â 9. La determinazione esatta del prezzo di vendita di ciascun bene immobile e unitÃ immobiliare, nonchÃ© l'espletamento, ove necessario, delle attivitÃ inerenti l'accatastamento dei beni immobili trasferiti e la ricostruzione della documentazione ad essi relativa, possono essere affidati all'Agenzia del territorio e a societÃ aventi particolare esperienza nel settore immobiliare, individuate con procedura competitiva, le cui caratteristiche sono determinate dai decreti di cui al comma 1.
Â Â Â Â 10. I beni immobili degli enti previdenziali pubblici ricompresi nei programmi straordinari di dismissione di cui all'articolo 7 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni, che non sono stati aggiudicati alla data del 31 ottobre 2001, sono alienati con le modalitÃ di cui al presente decreto [24] .
Â Â Â Â 11. I beni immobili degli enti previdenziali pubblici, diversi da quelli di cui al comma 10 e che non sono stati venduti alla data del 31 ottobre 2001, sono alienati con le modalitÃ di cui al presente decreto. La disposizione non si applica ai beni immobili ad uso prevalentemente strumentale. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali emana direttive agli enti previdenziali pubblici per l'unificazione dei rispettivi uffici, sedi e sportelli.
Â Â Â Â 12. Il prezzo per il trasferimento dei beni immobili Ã¨ corrisposto agli enti previdenziali titolari dei beni medesimi. Le relative disponibilitÃ sono acquisite al bilancio per essere accreditate su conti di tesoreria vincolati intestati all'ente venditore; sulle giacenze Ã¨ riconosciuto un interesse annuo al tasso fissato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. E' abrogato il comma 3 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. La copertura delle riserve tecniche e delle riserve legali degli enti previdenziali pubblici vincolati a costituirle Ã¨ realizzata anche utilizzando il corrispettivo di cui al comma 1, lettera a), e i proventi di cui all'articolo 4. Viene estesa all'INPDAI la facoltÃ di accesso alla Tesoreria centrale dello Stato per anticipazioni relative al fabbisogno finanziario delle gestioni previdenziali, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 16 della legge 12 agosto 1974, n. 370, nonchÃ© dell'articolo 35 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 [25] .
Â Â Â Â 13. Con i decreti di cui al comma 1, su proposta dell'Agenzia del territorio, sono individuati gli immobili di pregio. Si considerano comunque di pregio gli immobili situati nei centri storici urbani, ad eccezione di quelli individuati nei decreti di cui al comma 1, su proposta dell'Agenzia per il territorio, che si trovano in stato di degrado e per i quali sono necessari interventi di restauro e di risanamento conservativo, ovvero di ristrutturazione edilizia [26] .
Â Â Â Â 14. Sono nulli gli atti di disposizione degli immobili ad uso residenziale non di pregio ai sensi del comma 13 acquistati per effetto dell'esercizio del diritto di opzione e del diritto di prelazione prima che siano trascorsi cinque anni dalla data dell'acquisto [27] .
Â Â Â Â 15. Ai fini della valorizzazione dei beni il Ministero dell'economia e delle finanze convoca una o piÃ¹ conferenze di servizi o promuove accordi di programma per sottoporre all'approvazione iniziative per la valorizzazione degli immobili individuati ai sensi dell'articolo 1. Con i decreti di cui al comma 1 sono stabiliti i criteri per l'assegnazione agli enti territoriali interessati dal procedimento di una quota, non inferiore al 5 per cento e non superiore al 15 per cento, del ricavato attribuibile alla rivendita degli immobili valorizzati.
Â Â Â Â 15-bis. Per la valorizzazione di cui al comma 15, lâ€™Agenzia del demanio puÃ² individuare, dâ€™intesa con gli enti territoriali interessati, una pluralitÃ di beni immobili pubblici per i quali Ã¨ attivato un processo di valorizzazione unico, in coerenza con gli indirizzi di sviluppo territoriale, che possa costituire, nellâ€™ambito del contesto economico e sociale di riferimento, elemento di stimolo ed attrazione di interventi di sviluppo locale. Per il finanziamento degli studi di fattibilitÃ dei programmi facenti capo ai programmi unitari di valorizzazione dei beni demaniali per la promozione e lo sviluppo dei sistemi locali si provvede a valere sul capitolo relativo alle somme da attribuire allâ€™Agenzia del demanio per lâ€™acquisto dei beni immobili, per la manutenzione, la ristrutturazione, il risanamento e la valorizzazione dei beni del demanio e del patrimonio immobiliare statale, nonchÃ© per gli interventi sugli immobili confiscati alla criminalitÃ organizzata. E' elemento prioritario di individuazione, nellâ€™ambito dei predetti programmi unitari, la suscettivitÃ di valorizzazione dei beni immobili pubblici mediante concessione dâ€™uso o locazione, nonchÃ© lâ€™allocazione di funzioni di interesse sociale, culturale, sportivo, ricreativo, per lâ€™istruzione, la promozione delle attivitÃ di solidarietÃ e per il sostegno alle politiche per i giovani, nonchÃ© per le pari opportunitÃ [28].
Â Â Â Â 15-ter. [Nellâ€™ambito dei processi di razionalizzazione dellâ€™uso degli immobili pubblici ed al fine di adeguare lâ€™assetto infrastrutturale delle Forze armate alle esigenze derivanti dallâ€™adozione dello strumento professionale, il Ministero della difesa puÃ² individuare beni immobili di proprietÃ dello Stato mantenuti in uso al medesimo Dicastero per finalitÃ istituzionali, suscettibili di permuta di beni e di servizi con gli enti territoriali, con le societÃ a partecipazione pubblica e con i soggetti privati. Le procedure di permuta sono effettuate dal Ministero della difesa, d'intesa con l'Agenzia del demanio, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico-contabile] [29].
Â Â Â Â 16. La pubblicazione dei decreti di cui al comma 1 produce gli effetti previsti dall'articolo 2644 del codice civile in favore della societÃ beneficiaria del trasferimento. Si applica la disposizione di cui al comma 4 dell'articolo 1.
Â Â Â Â 17. Il diritto di prelazione, eventualmente spettante a terzi sui beni immobili trasferiti ai sensi del comma 1, non si applica al trasferimento ivi previsto e puÃ² essere esercitato all'atto della successiva rivendita dei beni da parte delle societÃ . I trasferimenti di cui al comma 1 e le successive rivendite non sono soggetti alle autorizzazioni previste dal testo unico di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, nÃ© a quanto disposto dal comma 113 dell'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, concernente il diritto di prelazione degli enti locali territoriali, e dall'articolo 19 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come modificato dall'articolo 1 della legge 2 aprile 2001, n. 136, concernente la proposizione di progetti di valorizzazione e gestione di beni immobili statali. Le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici territoriali e gli altri soggetti pubblici non possono in alcun caso rendersi acquirenti dei beni immobili di cui al presente decreto. Il divieto previsto nel terzo periodo del presente comma non si applica agli enti pubblici territoriali che intendono acquistare beni immobili ad uso non residenziale per destinarli a finalitÃ istituzionali degli enti stessi [30] .
Â Â Â Â 17-bis. Il divieto di cui al terzo periodo del comma 17 non si applica agli enti pubblici territoriali che intendono acquistare, sulla base dei valori correnti di mercato, unitÃ immobiliari residenziali, escluse quelle di pregio ai sensi del comma 13, poste in vendita ai sensi del presente articolo che risultano libere, ovvero che intendono acquistare, con le diminuzioni di prezzo previste dal primo e, in caso di acquisto di un intero immobile, dal secondo periodo del comma 8, unitÃ immobiliari a uso residenziale poste in vendita ai sensi del presente articolo locate ai medesimi enti pubblici territoriali al fine di fronteggiare l'emergenza abitativa o per le quali non sia stato esercitato il diritto di opzione da parte dei conduttori che si trovano nelle condizioni di disagio economico di cui al comma 4, ai fini dell'assegnazione delle unitÃ immobiliari ai predetti soggetti [31].
Â Â Â Â 18. Lo Stato e gli altri enti pubblici sono esonerati dalla consegna dei documenti relativi alla proprietÃ dei beni e alla regolaritÃ urbanistica-edilizia e fiscale nonchÃ¨ dalle dichiarazioni di conformitÃ catastale previste dall'articolo 19, commi 14 e 15, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Restano fermi i vincoli gravanti sui beni trasferiti. Con i decreti di cui al comma 1 puÃ² essere disposta in favore delle societÃ beneficiarie del trasferimento la garanzia di un valore minimo dei beni ad esse trasferiti e dei canoni di affitto o locazione [32].
Â Â Â Â 19. Per la rivendita dei beni immobili ad esse trasferiti, le societÃ sono esonerate dalla garanzia per vizi e per evizione e dalla consegna dei documenti relativi alla proprietÃ dei beni e alla regolaritÃ urbanistica-edilizia e fiscale nonchÃ¨ dalle dichiarazioni di conformitÃ catastale previste dall'articolo 19, commi 14 e 15, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. La garanzia per vizi e per evizione Ã¨ a carico dello Stato ovvero dell'ente pubblico proprietario del bene prima del trasferimento a favore delle societÃ . Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 59, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, si applicano alle rivendite da parte delle societÃ di tutti i beni immobili trasferiti ai sensi del comma 1. Gli onorari notarili relativi alla vendita dei beni immobiliari di cui al presente articolo sono ridotti alla metÃ . La stessa riduzione si applica agli onorari notarili per la stipulazione di mutui collegati agli atti di vendita medesimi, anche fuori dalle ipotesi disciplinate dal testo unico di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385. In caso di cessione agli affittuari o ai conduttori detti onorari sono ridotti al 25 per cento. I notai, in occasione degli atti di rivendita, provvederanno a curare le formalitÃ di trascrizione, di intavolazione e di voltura catastale relative ai provvedimenti e agli atti previsti dai commi 1 e 2 dell'articolo 1 e dai commi 1 e 1 bis del presente articolo se le stesse non siano state giÃ eseguite [33].
Â Â Â Â 19-bis. Nei casi delle operazioni immobiliari di cui al presente articolo, e di quelle di cui all'articolo 11-quinquies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, l'attestato di prestazione energetica di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, puÃ² essere acquisito successivamente agli atti di trasferimento e non si applica la disposizione di cui al comma 3 del medesimo articolo 6 [34].
Â Â Â Â 20. Le unitÃ immobiliari definitivamente offerte in opzione entro il 26 settembre 2001 sono vendute, anche successivamente al 31 ottobre 2001, al prezzo e alle altre condizioni indicati nell'offerta. Le unitÃ immobiliari, escluse quelle considerate di pregio ai sensi del comma 13, per le quali i conduttori, in assenza della citata offerta in opzione, abbiano manifestato volontÃ di acquisto entro il 31 ottobre 2001 a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, sono vendute al prezzo e alle condizioni determinati in base alla normativa vigente alla data della predetta manifestazione di volontÃ di acquisto. Per gli acquisti in forma non individuale, l'ulteriore abbattimento di prezzo di cui al secondo periodo del comma 8 Ã¨ confermato limitatamente ad acquisti di sole unitÃ immobiliari optate e purchÃ© le stesse rappresentino almeno l'80 per cento delle unitÃ residenziali complessive dell'immobile, al netto di quelle libere [35].
Â Â Â Â 20-bis. Agli immobili del patrimonio abitativo dell'Istituto nazionale della previdenza sociale oggetto di conferimenti o trasferimenti a uno o piÃ¹ fondi comuni di investimento immobiliare di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 5 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2014, continuano ad applicarsi le disposizioni dei commi da 3 a 20 del presente articolo. Al fine di accelerare il processo di dismissione del patrimonio suddetto ai conduttori, il termine previsto dal comma 1 dell'articolo 7-bis del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, Ã¨ prorogato al 31 dicembre 2013 [36].
Art. 3 bis. (Valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni immobili tramite concessione o locazione). [37]
Â Â Â Â 1. I beni immobili di proprietÃ dello Stato individuati ai sensi dellâ€™articolo 1 possono essere concessi o locati a privati, a titolo oneroso, ai fini della riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro, ristrutturazione anche con lâ€™introduzione di nuove destinazioni dâ€™uso finalizzate allo svolgimento di attivitÃ economiche o attivitÃ di servizio per i cittadini, ferme restando le disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni [38].
Â Â Â Â 2. Il Ministero dellâ€™economia e delle finanze-Agenzia del demanio puÃ² convocare una o piÃ¹ conferenze di servizi o promuovere accordi di programma per sottoporre allâ€™approvazione iniziative per la valorizzazione degli immobili di cui al presente articolo [39].
Â Â Â Â 3. Ai Comuni interessati dal procedimento di cui al comma 2 Ã¨ rimessa, per l'intera durata della concessione o della locazione, un'aliquota pari al 10 per cento del relativo canone. Qualora espressamente previsto dal bando di gara, ai Comuni Ã¨, altresÃ¬, riconosciuta una somma non inferiore al 50 per cento e non superiore al 100 per cento del contributo di costruzione dovuto ai sensi dell'articolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e delle relative leggi regionali, per l'esecuzione delle opere necessarie alla riqualificazione e riconversione. Tale importo Ã¨ corrisposto dal concessionario o dal locatario all'atto del rilascio o dell'efficacia del titolo abilitativo edilizio [40].
Â Â Â Â 4. Le concessioni e le locazioni di cui al presente articolo sono assegnate con procedure ad evidenza pubblica, per un periodo di tempo commisurato al raggiungimento dellâ€™equilibrio economico-finanziario dellâ€™iniziativa e comunque non eccedente i cinquanta anni.
Â Â Â Â 4-bis. Al termine del periodo di tempo previsto dalle concessioni e locazioni di cui al presente articolo, il Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia del demanio, verificato il raggiungimento della finalitÃ di riqualificazione e riconversione dei beni riconosce al locatario/concessionario, ove non sussistano esigenze di utilizzo per finalitÃ istituzionali, il diritto di prelazione per l'acquisto del bene, al prezzo di mercato [41].
Â Â Â Â 5. I criteri di assegnazione e le condizioni delle concessioni o delle locazioni di cui al presente articolo sono contenuti nei bandi predisposti dall'Agenzia del demanio, prevedendo espressamente:
Â Â Â Â a. il riconoscimento all'affidatario di un indennizzo valutato sulla base del piano economico-finanziario, nei casi di revoca della concessione per sopravvenute esigenze pubbliche o di recesso dal contratto di locazione nei casi previsti dal contratto;
Â Â Â Â b. la possibilitÃ , ove richiesto dalla specifica iniziativa di valorizzazione, di subconcedere le attivitÃ economiche o di servizio di cui al precedente comma 1. Alle concessioni disciplinate dal presente articolo non si applica, pertanto, il divieto di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 296 del 13 settembre 2005 [42].
Â Â Â Â 6. Per il perseguimento delle finalitÃ di valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni di cui al presente articolo, i beni medesimi possono essere affidati a terzi ai sensi dellâ€™articolo 143 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in quanto compatibile.
Art. 3 ter. (Processo di valorizzazione degli immobili pubblici). [43]
Â Â Â Â 1. L'attivitÃ dei Comuni, CittÃ metropolitane, Province, Regioni e dello Stato, anche ai fini dell'attuazione del presente articolo, si ispira ai principi di cooperazione istituzionale e di copianificazione, in base ai quali essi agiscono mediante intese e accordi procedimentali, prevedendo, tra l'altro, l'istituzione di sedi stabili di concertazione al fine di perseguire il coordinamento, l'armonizzazione, la coerenza e la riduzione dei tempi delle procedure di pianificazione del territorio.
Â Â Â Â 2. Al fine di contribuire alla stabilizzazione finanziaria, nonchÃ¨ per promuovere iniziative volte allo sviluppo economico e alla coesione sociale e per garantire la stabilitÃ del Paese, il Presidente della Giunta regionale, d'intesa con la Provincia e i comuni interessati, promuove, anche tramite la sottoscrizione di uno o piÃ¹ protocolli d'intesa ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, la formazione di "programmi unitari di valorizzazione territoriale" per il riutilizzo funzionale e la rigenerazione degli immobili di proprietÃ della Regione stessa, della Provincia e dei comuni e di ogni soggetto pubblico, anche statale, proprietario, detentore o gestore di immobili pubblici, nonchÃ¨ degli immobili oggetto di procedure di valorizzazione di cui al decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85. Nel caso in cui tali programmi unitari di valorizzazione territoriale non coinvolgano piÃ¹ Enti territoriali, il potere d'impulso puÃ² essere assunto dall'Organo di governo di detti Enti. Qualora tali programmi unitari di valorizzazione siano riferiti ad immobili di proprietÃ dello Stato o in uso alle Amministrazioni centrali dello Stato, il potere d'impulso Ã¨ assunto, ai sensi del comma 15 dell'articolo 3 del presente decreto, dal Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia del demanio, concordando le modalitÃ di attuazione e i reciproci impegni con il Ministero utilizzatore.
Â Â Â Â 3. Nel rispetto dei principi di sussidiarietÃ , differenziazione e adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione, nonchÃ¨ di leale collaborazione tra le istituzioni, lo Stato partecipa ai programmi di cui al comma 2 coinvolgendo, a tal fine, tutte le Amministrazioni statali competenti, con particolare riguardo alle tutele differenziate ove presenti negli immobili coinvolti nei predetti programmi, per consentire la conclusione dei processi di valorizzazione di cui al presente articolo.
Â Â Â Â 4. Per l'attuazione delle norme contenute nel presente articolo il Ministero dell'economia e finanze - Agenzia del demanio e le strutture tecniche della Regione e degli enti locali interessati possono individuare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, le azioni, gli strumenti, le risorse, con particolare riguardo a quelle potenzialmente derivanti dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, che saranno oggetto di sviluppo nell'ambito dei programmi unitari di valorizzazione territoriale, eventualmente costituendo una struttura unica di attuazione del programma, anche nelle forme di cui all'articolo 33 bis del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
Â Â Â Â 5. I programmi unitari di valorizzazione territoriale sono finalizzati ad avviare, attuare e concludere, in tempi certi, autodeterminati dalle Amministrazioni partecipanti, nel rispetto dei limiti e dei principi generali di cui al presente articolo, un processo di valorizzazione unico dei predetti immobili in coerenza con gli indirizzi di sviluppo territoriale e con la programmazione economica che possa costituire, nell'ambito del contesto economico e sociale di riferimento, elemento di stimolo ed attrazione di interventi di sviluppo sostenibile locale, nonchÃ¨ per incrementare le dotazioni di servizi pubblici locali e di quelle relative all'abitare. Restano esclusi dai programmi unitari di valorizzazione territoriale disciplinati dal presente articolo, i beni giÃ inseriti in programmi di valorizzazione di cui decreto ministeriale richiamato al comma 5 bis dell'articolo 5 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, nonchÃ¨ di alienazione e permuta giÃ avviati e quelli per i quali, alla data di entrata in vigore del presente articolo, risultano sottoscritti accordi tra Amministrazioni pubbliche, a meno che i soggetti sottoscrittori concordino congiuntamente per l'applicazione della presente disciplina.
Â Â Â Â 6. Qualora sia necessario riconfigurare gli strumenti territoriali e urbanistici per dare attuazione ai programmi di valorizzazione di cui al comma 2, il Presidente della Giunta regionale, ovvero l'Organo di governo preposto, promuove la sottoscrizione di un accordo di programma ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonchÃ¨ in base alla relativa legge regionale di regolamentazione della volontÃ dei soggetti esponenziali del territorio di procedere alla variazione di detti strumenti di pianificazione, al quale partecipano tutti i soggetti, anche in qualitÃ di mandatari da parte degli enti proprietari, che sono interessati all'attuazione del programma.
Â Â Â Â 7. Nell'ambito dell'accordo di programma di cui al comma 6, puÃ² essere attribuita agli enti locali interessati dal procedimento una quota compresa tra il 5% e il 15% del ricavato della vendita degli immobili valorizzati se di proprietÃ dello Stato da corrispondersi a richiesta dell'ente locale interessato, in tutto o in parte, anche come quota parte dei beni oggetto del processo di valorizzazione. Qualora tali immobili, ai fini di una loro valorizzazione, siano oggetto di concessione o locazione onerosa, all'Amministrazione comunale Ã¨ riconosciuta una somma non inferiore al 50% e non superiore al 100% del contributo di costruzione dovuto ai sensi dell'articolo 16 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e delle relative leggi regionali per l'esecuzione delle opere necessarie alla riqualificazione e riconversione, che il concessionario o il locatario corrisponde all'atto del rilascio o dell'efficacia del titolo abilitativo edilizio. La regolamentazione per l'attribuzione di tali importi Ã¨ definita nell'accordo stesso, in modo commisurato alla complessitÃ dell'intervento e alla riduzione dei tempi del procedimento e tali importi sono finalizzati all'applicazione dei commi da 138 a 150 dell'articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220. I suddetti importi sono versati all'Ente territoriale direttamente al momento dell'alienazione degli immobili valorizzati.
Â Â Â Â 8. L'accordo deve essere concluso entro il termine perentorio di 120 giorni dalla data della sua promozione. Le Regioni possono disciplinare eventuali ulteriori modalitÃ di conclusione del predetto accordo di programma, anche ai fini della celere approvazione della variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e dei relativi effetti, della riduzione dei termini e delle semplificazioni procedurali che i soggetti partecipanti si impegnano ad attuare, al fine di accelerare le procedure, delle modalitÃ di superamento delle criticitÃ , anche tramite l'adozione di forme di esercizio dei poteri sostitutivi previste dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonchÃ¨ ogni altra modalitÃ di definizione del procedimento utile a garantire il rispetto del termine di 120 giorni anzidetto. Qualora l'accordo non sia concluso entro il termine di 120 giorni sono attivate dal Presidente della Giunta regionale le procedure di cui al comma 7 dell'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che si devono concludere entro i successivi 60 giorni, acquisendo motivate proposte di adeguamento o richieste di prescrizioni da parte delle Amministrazioni partecipanti al programma unitario di valorizzazione territoriale. Il programma unitario di valorizzazione territoriale, integrato dalle modifiche relative alle suddette proposte di adeguamento e prescrizioni viene ripresentato nell'ambito del procedimento di conclusione dell'accordo di programma. La ratifica dell'accordo di programma da parte dell'Amministrazione comunale, ove ne ricorrano le condizioni, puÃ² assumere l'efficacia di cui al comma 2 dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
Â Â Â Â 9. Il Presidente della Giunta Regionale, le Provincie e i comuni, ovvero l'Amministrazione promuovente per l'attuazione dei processi di valorizzazione di cui al comma 2, possono concludere uno o piÃ¹ accordi di cooperazione con il Ministero per i beni e le attivitÃ culturali, ai sensi dei commi 4 e 5 dell'articolo 5 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, anche per supportare la formazione del programma unitario di valorizzazione territoriale, identificando gli elementi vincolanti per la trasformazione dei beni immobili, in coerenza con la sostenibilitÃ economica-finanziaria e attuativa del programma stesso.
Â Â Â Â 10. Gli organi periferici dello Stato, preposti alla valutazione delle tutele di natura storico-artistica, archeologica, architettonica e paesaggistico-ambientale si esprimono nell'ambito dell'accordo di cui al comma 6, unificando tutti i procedimenti previsti dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Qualora tale espressione non avvenga entro i termini stabiliti nell'accordo di programma, il Ministro per i beni e le attivitÃ culturali puÃ² avocare a sÃ¨ la determinazione, assegnando alle proprie strutture centrali un termine non superiore a 30 giorni per l'emanazione dei pareri, resi ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, anche proponendo eventuali adeguamenti o prescrizioni per l'attuazione del programma unitario di valorizzazione territoriale. Analoga facoltÃ Ã¨ riservata al Ministro per l'ambiente, per la tutela del territorio e del mare, per i profili di sua competenza.
Â Â Â Â 11. Per le finalitÃ di cui al presente articolo, Ã¨ possibile avvalersi di quanto previsto negli articoli 33 e 33 bis del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e delle procedure di cui all'articolo 58 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Per il finanziamento degli studi di fattibilitÃ e delle azioni di supporto dei programmi unitari di valorizzazione territoriale, l'Agenzia del demanio, anche in cofinanziamento con la Regione, le Province e i comuni, puÃ² provvedere a valere sui propri utili di gestione ovvero sul capitolo relativo alle somme da attribuire all'Agenzia del demanio per l'acquisto dei beni immobili, per la manutenzione, la ristrutturazione, il risanamento e la valorizzazione dei beni del demanio e del patrimonio immobiliare statale, nonchÃ¨ per gli interventi sugli immobili confiscati alla criminalitÃ organizzata.
Â Â Â Â 12. [In deroga a quanto previsto all'ultimo periodo del comma 2, per la valorizzazione degli immobili in uso al Ministero della difesa, lo stesso Ministro, previa intesa con il Presidente della Giunta regionale o il Presidente della Provincia, nonchÃ¨ con gli Organi di governo dei comuni, provvede alla individuazione delle ipotesi di destinazioni d'uso da attribuire agli immobili stessi, in coerenza con quanto previsto dagli strumenti territoriali e urbanistici. Qualora gli stessi strumenti debbano essere oggetto di riconformazione, il Presidente della Giunta regionale o il Presidente della Provincia promuove un accordo di programma ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, anche ai sensi della relativa legislazione regionale applicabile. A tale accordo di programma possono essere applicate le procedure di cui al presente articolo] [44].
Â Â Â Â 13. Per garantire la conservazione, il recupero e il riutilizzo degli immobili non necessari in via temporanea alle finalitÃ di difesa dello Stato Ã¨ consentito, previa intesa con il Comune e con l'Agenzia del demanio, per quanto di sua competenza, l'utilizzo dello strumento della concessione di valorizzazione di cui all'articolo 3-bis. In considerazione della specificitÃ degli immobili militari, le concessioni e le locazioni di cui al presente comma sono assegnate dal Ministero della difesa con procedure ad evidenza pubblica, per un periodo di tempo commisurato al raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa e comunque non eccedente i cinquanta anni, e per le stesse puÃ² essere riconosciuta, nei suddetti limiti temporali, la costituzione di un diritto di superficie ai sensi degli articoli 952 e seguenti del codice civile. L'utilizzo deve avvenire nel rispetto delle volumetrie esistenti, anche attraverso interventi di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 3 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e delle relative leggi regionali e possono, eventualmente, essere monetizzati gli oneri di urbanizzazione. Oltre alla corresponsione della somma prevista nel predetto articolo 3-bis, Ã¨ rimessa al Comune, per la durata della concessione stessa, un'aliquota del 10 per cento del canone relativo. Il concessionario, ove richiesto, Ã¨ obbligato al ripristino dello stato dei luoghi al termine del periodo di concessione o di locazione. Nell'ambito degli interventi previsti per la concessione dell'immobile possono essere concordati con l'Amministrazione comunale l'eventuale esecuzione di opere di riqualificazione degli immobili per consentire parziali usi pubblici dei beni stessi, nonchÃ¨ le modalitÃ per il rilascio delle licenze di esercizio delle attivitÃ previste e delle eventuali ulteriori autorizzazioni amministrative ovvero alla scadenza del termine di durata del diritto di superficie [45].
Â Â Â Â Art. 4. Conferimento di beni immobili a fondi comuni di investimento immobiliare
Â Â Â Â 1. Il Ministro dell'economia e delle finanze Ã¨ autorizzato a promuovere la costituzione di uno o piÃ¹ fondi comuni di investimento immobiliare, conferendo o trasferendo beni immobili a uso diverso da quello residenziale dello Stato, dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e degli enti pubblici non territoriali, individuati con uno o piÃ¹ decreti del Ministro dell'economia e delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. I decreti disciplinano altresÃ¬ le procedure per l'individuazione o l'eventuale costituzione della societÃ di gestione, per il suo funzionamento e per il collocamento delle quote del fondo e i criteri di attribuzione dei proventi derivanti dalla vendita delle quote [46].
Â Â Â Â 2. Le disposizioni di cui agli articoli da 1 a 3 si applicano, per quanto compatibili, ai trasferimenti dei beni immobili ai fondi comuni di investimento di cui al comma 1.
Â Â Â Â 2-bis. I crediti per finanziamenti o rifinanziamenti concessi, dalle banche o dalla Cassa depositi e prestiti spa, ai fondi di cui al comma 1 godono di privilegio speciale sugli immobili conferiti o trasferiti al fondo e sono preferiti ad ogni altro credito anche ipotecario acceso successivamente. I decreti di cui al comma 1 possono prevedere la misura in cui i canoni delle locazioni e gli altri proventi derivanti dallo sfruttamento degli immobili conferiti o trasferiti al fondo siano destinati prioritariamente al rimborso dei finanziamenti e rifinanziamenti e siano indisponibili fino al completo soddisfacimento degli stessi [47].
Â Â Â Â 2-ter. Gli immobili in uso governativo, conferiti o trasferiti ai sensi del comma 1, sono concessi in locazione all'Agenzia del demanio, che li assegna ai soggetti che li hanno in uso, per periodi di durata fino a nove anni rinnovabili, secondo i canoni e le altre condizioni fissate dal Ministero dell'economia e delle finanze sulla base di parametri di mercato. L'Agenzia del demanio puÃ² assegnare i predetti immobili, laddove non necessari per soddisfare le esigenze istituzionali di amministrazioni statali di cui all'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, agli enti pubblici anche territoriali, entro il 31 dicembre 2019 per il Fondo immobili pubblici e il 31 dicembre 2020 per il Fondo Patrimonio Uno. I contratti di locazione possono prevedere la rinuncia al diritto di cui all'ultimo comma dell'articolo 27 della legge 27 luglio 1978, n. 392. Il fondo previsto dal comma 1, quinto periodo, dell'articolo 29 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, puÃ² essere incrementato anche con quota parte delle entrate derivanti dal presente articolo [48].
Â Â Â Â 2-quater. Si applicano il comma 1, quinto e nono periodo, ed il comma 1-bis dell'articolo 29 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 [49].
Â Â Â Â 2-quinquies. Le operazioni di provvista e finanziamento connesse agli apporti e ai trasferimenti di cui al comma 1, nonchÃ¨ quelle relative a strumenti finanziari derivati, e tutti i provvedimenti, atti, contratti, trasferimenti, prestazioni e formalitÃ inerenti ai predetti apporti, trasferimenti e finanziamenti, alla loro esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate e alle loro eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, ivi incluse le cessioni di credito stipulate in relazione a tali operazioni e le cessioni anche parziali dei crediti e dei contratti ad esse relativi, sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonchÃ¨ da ogni altro tributo o diritto [50].
DISCIPLINA DEI FONDI COMUNI D'INVESTIMENTO IMMOBILIARE
Â Â Â Â Art. 5. Disposizioni in materia di fondi comuni d'investimento immobiliare
Â Â Â Â 1. All'articolo 1, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, alla lettera j), dopo le parole: "in monte; sono aggiunte le seguenti: "il patrimonio del fondo, sia aperto che chiuso, puÃ² essere raccolto mediante una o piÃ¹ emissioni di quote;â€�. [51]
Â Â Â Â 1 bis. All'articolo 37, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 dopo la lettera d), Ã¨ aggiunta la seguente:
Â Â Â Â "d-bis) alle condizioni e alle modalitÃ con le quali devono essere effettuati gli acquisti o i conferimenti dei beni, sia in fase costitutiva che in fase successiva alla costituzione del fondo, nel caso di fondi che investano esclusivamente o prevalentemente in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in societÃ immobiliariâ€�. [52]
Â Â Â Â 1 ter. All'articolo 37, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, la lettera b) Ã¨ sostituita dalle seguenti:
Â Â Â Â "b) le cautele da osservare, con particolare riferimento all'intervento di esperti indipendenti nella valutazione dei beni, nel caso di cessioni o conferimenti di beni al fondo chiuso effettuati dai soci della societÃ di gestione o dalle societÃ facenti parte del gruppo cui essa appartiene, comunque prevedendo un limite percentuale rispetto all'ammontare del patrimonio del fondo, e nel caso di cessioni dei beni del fondo ai soggetti suddetti;
Â Â Â Â b-bis) i casi in cui Ã¨ possibile derogare alle norme prudenziali di contenimento e di frazionamento del rischio stabilite dalla Banca d'Italia, avendo riguardo anche alla qualitÃ e all'esperienza professionale degli investitori; nel caso dei fondi previsti alla lettera d-bis) del comma 1 dovrÃ comunque prevedersi che gli stessi possano assumere prestiti sino a un valore di almeno il 60 per cento del valore degli immobili, dei diritti reali immobiliari e delle partecipazioni in societÃ immobiliari e del 20 per cento per gli altri beni nonchÃ© che possano svolgere operazioni di valorizzazione dei beni medesimi". [53]
Â Â Â Â 2. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze, la Banca d'Italia e la CONSOB adottano, ciascuno per quanto di competenza, le modifiche ai regolamenti e ai provvedimenti necessari per dare attuazione a quanto disposto dai commi 1, 1 bis e 1 ter. [54]
Â Â Â Â 3. Fino all'emanazione dei regolamenti e provvedimenti previsti dal comma 2, alle societÃ di gestione del risparmio continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti in quanto compatibili con quanto disposto dai commi 1, 1 bis, e 1 ter. [55]
Â Â Â Â 4. Le societÃ di gestione del risparmio, relativamente ai fondi giÃ istituiti alla data di entrata in vigore del presente decreto, possono optare per l'applicazione del regime, ivi incluso quello fiscale, previsto dal presente decreto, dandone comunicazione alle competenti autoritÃ entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dello stesso.
Â Â Â Â Art. 6. Regime tributario del fondo ai fini delle imposte sui redditi
Â Â Â Â 1. I fondi comuni d'investimento immobiliare istituiti ai sensi dell'articolo 37 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e dell'articolo 14 bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, non sono soggetti alle imposte sui redditi e all'imposta regionale sulle attivitÃ produttive. Le ritenute operate sui redditi di capitale sono a titolo d'imposta. Non si applicano le ritenute previste dall'articolo 26, commi 2, 3, 3 bis e 5, e quella di cui all'articolo 26-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonchÃ© le ritenute previste dall'articolo 10 ter della legge 23 marzo 1983, n. 77 [56].
Â Â Â Â 2. [Sull'ammontare del valore netto contabile del fondo, la societÃ di gestione preleva annualmente un ammontare pari all'1 per cento a titolo di imposta sostitutiva. Il valore netto del fondo deve essere calcolato come media annua dei valori risultanti dai prospetti periodici redatti ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera c), numero 3), del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, tenendo anche conto dei mesi in cui il fondo non ha avuto alcun valore perchÃ© avviato o cessato in corso d'anno. Ai fini dell'applicazione della presente disposizione non concorre a formare il valore del patrimonio netto l'ammontare dell'imposta sostitutiva dovuta per il periodo d'imposta e accantonata nel passivo] [57] .
Â Â Â Â 3. [L'imposta sostitutiva di cui al comma 2 Ã¨ corrisposta entro il 20 febbraio dell'anno successivo. Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi dell'imposta sostitutiva si applicano le disposizioni stabilite in materia di imposte sui redditi] [58] .
Â Â Â Â 3 bis. Alle cessioni ed ai conferimenti ai fondi di investimento immobiliare istituiti ai sensi degli articoli 37 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e 14 bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, si applica l'articolo 37 bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Ai conferimenti di beni ai medesimi fondi non si applicano, in ogni caso, le disposizioni del decreto legislativo 8 ottobre 1997, n. 358. [59]
Â Â Â Â Art. 7. Regime tributario dei partecipanti [60]
Â Â Â Â 1. Sui proventi di cui all'articolo 41, comma 1, lettera g), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dalla partecipazione a fondi comuni d'investimento immobiliare di cui all'articolo 6, comma 1, la societÃ di gestione del risparmio opera una ritenuta del 20 per cento. La ritenuta si applica sull'ammontare dei proventi riferibili a ciascuna quota risultanti dai rendiconti periodici redatti ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera c), numero 3), del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, distribuiti in costanza di partecipazione nonchÃ¨ sulla differenza tra il valore di riscatto o di liquidazione delle quote ed il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto. Il costo di sottoscrizione o acquisto Ã¨ documentato dal partecipante. In mancanza della documentazione il costo Ã¨ documentato con una dichiarazione sostitutiva [61].
Â Â Â 2. La ritenuta di cui al comma 1 Ã¨ applicata a titolo d'acconto nei confronti di: a) imprenditori individuali, se le partecipazioni sono relative all'impresa commerciale; b) societÃ in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate; societÃ ed enti indicati nelle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 87 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle societÃ e degli enti di cui alla lettera d) del predetto articolo. Nei confronti di tutti gli altri soggetti, compresi quelli esenti o esclusi da imposta sul reddito delle societÃ , la ritenuta Ã¨ applicata a titolo d'imposta. La ritenuta non Ã¨ operata sui proventi percepiti dalle forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e dagli organismi d'investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia e disciplinati dal testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 [62].
Â Â Â Â 2-bis. Qualora le quote dei fondi comuni di investimento immobiliare di cui all'articolo 6, comma 1, siano immesse in un sistema di deposito accentrato gestito da una societÃ autorizzata ai sensi dell'articolo 80 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, la ritenuta di cui al comma 1 Ã¨ applicata, alle medesime condizioni di cui ai commi precedenti, dai soggetti residenti presso i quali le quote sono state depositate, direttamente o indirettamente aderenti al suddetto sistema di deposito accentrato nonchÃ¨ dai soggetti non residenti aderenti a detto sistema di deposito accentrato ovvero a sistemi esteri di deposito accentrato aderenti al medesimo sistema [63].
Â Â Â Â 2-ter. I soggetti non residenti di cui al comma 2-bis nominano quale loro rappresentante fiscale in Italia una banca o una societÃ di intermediazione mobiliare residente nel territorio dello Stato, una stabile organizzazione in Italia di banche o di imprese di investimento non residenti, ovvero una societÃ di gestione accentrata di strumenti finanziari autorizzata ai sensi dell'articolo 80 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Il rappresentante fiscale risponde dell'adempimento dei propri compiti negli stessi termini e con le stesse responsabilitÃ previste per i soggetti di cui al comma 2-bis, residenti in Italia e provvede a:
Â Â Â Â a) versare la ritenuta di cui al comma 1;
Â Â Â Â b) fornire, entro quindici giorni dalla richiesta dell'Amministrazione finanziaria, ogni notizia o documento utile per comprovare il corretto assolvimento degli obblighi riguardanti la suddetta ritenuta [64].
Â Â Â Â 2-quater. Nel caso di societÃ di gestione del risparmio estera che istituisce e gestisce in Italia organismi di investimento collettivo del risparmio immobiliari, la ritenuta di cui al comma 1 Ã¨ applicata direttamente dalla societÃ di gestione estera operante nel territorio dello Stato in regime di libera prestazione di servizi ovvero da un rappresentante fiscale scelto tra i soggetti indicati nell'articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, che risponde in solido con l'impresa estera per gli obblighi di determinazione e versamento dell'imposta e provvede alla dichiarazione annuale delle somme. Il percipiente Ã¨ tenuto a comunicare, ove necessario, i dati e le informazioni utili per la determinazione dei redditi consegnando, anche in copia, la relativa documentazione o, in mancanza, una dichiarazione sostitutiva nella quale attesti i predetti dati e informazioni. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter [65].
Â Â Â 3. La ritenuta non si applica sui proventi percepiti da fondi pensione e organismi di investimento collettivo del risparmio esteri, semprechÃ¨ istituiti in Stati o territori inclusi nella lista di cui al decreto ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonchÃ¨ su quelli percepiti da enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia e da banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato [66].
Â Â Â Â 3-bis. Per i proventi di cui al comma 1 spettanti a soggetti residenti in Stati con i quali siano in vigore convenzioni per evitare la doppia imposizione sul reddito, ai fini dell'applicazione della ritenuta nella misura prevista dalla convenzione, i sostituti d'imposta di cui ai commi precedenti acquisiscono:
Â Â Â Â a) una dichiarazione del soggetto non residente effettivo beneficiario dei proventi, dalla quale risultino i dati identificativi del soggetto medesimo, la sussistenza di tutte le condizioni alle quali Ã¨ subordinata l'applicazione del regime convenzionale, e gli eventuali elementi necessari a determinare la misura dell'aliquota applicabile ai sensi della convenzione;
Â Â Â Â b) un'attestazione dell'autoritÃ fiscale competente dello Stato ove l'effettivo beneficiario dei proventi ha la residenza, dalla quale risulti la residenza nello Stato medesimo ai sensi della convenzione. L'attestazione produce effetti fino al 31 marzo dell'anno successivo a quello di presentazione [67].
Â Â Â Â Art. 8. Regime tributario del fondo ai fini IVA
Â Â Â Â 1. La societÃ di gestione Ã¨ soggetto passivo ai fini dell'imposta sul valore aggiunto per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi relative alle operazioni dei fondi immobiliari da essa istituiti. L'imposta sul valore aggiunto Ã¨ determinata e liquidata separatamente dall'imposta dovuta per l'attivitÃ della societÃ secondo le disposizioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, ed Ã¨ applicata distintamente per ciascun fondo. Al versamento dell'imposta si procede cumulativamente per le somme complessivamente dovute dalla societÃ e dai fondi. Gli acquisti di immobili effettuati dalla societÃ di gestione e imputati ai singoli fondi, nonchÃ© le manutenzioni degli stessi, danno diritto alla detrazione dell'imposta ai sensi dell'articolo 19 del citato decreto. Ai fini dell'articolo 38 bis del medesimo decreto, gli immobili costituenti patrimonio del fondo e le spese di manutenzione sono considerati beni ammortizzabili ed ai rimborsi d'imposta si provvede entro e non oltre sei mesi, senza presentazione delle garanzie previste dal medesimo articolo.
Â Â Â Â 1-bis. Gli apporti ai fondi immobiliari chiusi disciplinati dall'articolo 37 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, e dall'articolo 14-bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, e successive modificazioni, costituiti da una pluralitÃ di immobili prevalentemente locati al momento dell'apporto, si considerano compresi, agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto, tra le operazioni di cui all'articolo 2, terzo comma, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, nonchÃ¨, agli effetti delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, fra gli atti previsti nell'articolo 4, comma 1, lettera a), numero 3), della tariffa, parte I, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nell'articolo 10, comma 2, del testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, e successive modificazioni, e nell'articolo 4 della tariffa allegata al citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 347 del 1990. La disposizione recata dal presente comma ha effetto dal 1Â° gennaio 2004 [68].
Â Â Â Â 2. In alternativa alla richiesta di rimborso la societÃ di gestione puÃ² computare gli importi, in tutto o in parte, in compensazione delle imposte e dei contributi ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, anche oltre il limite fissato dall'articolo 25, comma 2, del citato decreto. PuÃ² altresÃ¬ cedere a terzi il credito indicato nella dichiarazione annuale. Si applicano le disposizioni degli articoli 43 bis e 43 ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Gli atti pubblici o le scritture private autenticate, aventi ad oggetto la cessione del credito, sono soggetti ad imposta di registro nella misura fissa di L. 250.000.
Â Â Â Â 3. Con decreto dell'amministrazione finanziaria sono stabilite le modalitÃ di attuazione delle disposizioni dei commi 1 e 2, anche con riguardo al versamento dell'imposta, all'effettuazione delle compensazioni e alle cessioni dei crediti.
Â Â Â Â Art. 9. Disposizioni di coordinamento
Â Â Â Â 1. L'articolo 7 della tabella allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, deve intendersi applicabile anche ai fondi d'investimento immobiliare disciplinati dall'articolo 37 testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e dall'articolo 14 bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86. [69]
Â Â Â Â 2. Gli atti comportanti l'alienazione di immobili dello Stato, di enti previdenziali pubblici, di regioni, di enti locali o loro consorzi, nei quali i fondi intervengono come parte acquirente, sono soggetti alle imposte di registro, ipotecarie e catastali nella misura fissa di un milione di lire per ciascuna imposta.
Â Â Â Â 3. Nell'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 1Â° aprile 1996, n. 239, la lettera d) Ã¨ abrogata. [70]
Â Â Â Â 4. Nell'articolo 27, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, le parole: "nonchÃ© sugli utili in qualunque forma corrisposti a fondi d'investimento immobiliare di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 86" sono soppresse.
Â Â Â Â 5. Nell'articolo 14 bis, comma 10, della legge 25 gennaio 1994, n. 86, il terzo periodo Ã¨ soppresso.
Â Â Â Â 6. Nella legge 25 gennaio 1994, n. 86, l'articolo 15 Ã¨ abrogato, salvo quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 5 del presente decreto. [71]
Â Â Â Â 7. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono determinate le regolazioni contabili degli effetti finanziari per lo Stato e le regioni, conseguenti all'attuazione del presente capo.
Â Â Â Â Art. 10. Norma finale
Â Â Â Â 1. Per il periodo d'imposta 2001, l'imposta sostitutiva di cui all'articolo 6 Ã¨ dovuta proporzionalmente al valore del patrimonio netto del fondo riferito al periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore del presente decreto ed il 31 dicembre 2001. Le disposizioni dell'articolo 6, comma 1, si applicano ai redditi di capitale divenuti esigibili dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Â Â Â Â Art. 11. Entrata in vigore
Â Â Â Â 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarÃ presentato alle Camere per la conversione in legge.
[1] Convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della L. 23 novembre 2001, n. 410.
[2] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[3] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[4] Comma inserito dall'art. 26 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, giÃ modificato dall'art. 1 della L. 30 dicembre 2004, n. 311 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 2 del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla L. 24 novembre 2006, n. 286.
[5] Comma aggiunto dall'art. 1, comma 88, della L. 23 dicembre 2005, n. 266. La Corte costituzionale, con sentenza 25 gennaio 2008, n. 9, ha dichiarato l'illegittimitÃ dell'art. 1, comma 88, della L. 266/2005.
[6] Comma inserito dall'art. 1, comma 265, della L. 27 dicembre 2006, n. 296.
[7] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[8] Comma giÃ modificato dalla legge di conversione e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 1 della L. 24 dicembre 2007, n. 244.
[9] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[10] Alinea cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[11] Lettera cosÃ¬ modificata dalla legge di conversione.
[12] Lettera cosÃ¬ modificata dalla legge di conversione.
[13] Lettera cosÃ¬ modificata dalla legge di conversione.
[14] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[15] Comma inserito dalla legge di conversione.
[16] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 26 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
[17] Comma inserito dall'art. 26 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
[18] Comma giÃ modificato dalla legge di conversione, dall'art. 26 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 1 del D.L. 23 febbraio 2004, n. 41, convertito dalla L. 23 aprile 2004, n. 104.
[19] Comma giÃ modificato dall'art. 9 del D.L. 15 aprile 2002, n. 63 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dagli artt. 26 e 28 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
[20] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 28 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
[21] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 28 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
[22] Comma inserito dall'art. 9 del D.L. 15 aprile 2002, n. 63.
[23] Comma cosÃ¬ modificato dagli artt. 26 e 28 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
[24] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[25] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[26] Comma giÃ modificato dalla legge di conversione e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 26 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
[27] Comma giÃ modificato dalla legge di conversione e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 26 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.
[28] Comma inserito dall'art. 1, comma 262, della L. 27 dicembre 2006, n. 296.
[29] Comma inserito dall'art. 1, comma 262, della L. 27 dicembre 2006, n. 296, modificato dall'art. 14 bis del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 e abrogato dall'art. 2268 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.
[30] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[31] Comma aggiunto dall'art. 26 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326 e cosÃ¬ sostituito dall'art. 164 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla L. 17 luglio 2020, n. 77.
[32] Comma giÃ modificato dalla L. di conversione, dall'art. 28 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 20 del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito dalla L. 11 novembre 2014, n. 164. Per un'interpretazione autentica del presente comma, vedi l'art. 11 quinquies del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248.
[33] Comma giÃ modificato dalla L. di conversione, dall'art. 28 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 20 del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito dalla L. 11 novembre 2014, n. 164. Per un'interpretazione autentica del presente comma, vedi l'art. 11 quinquies del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248.
[34] Comma inserito dall'art. 20 del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito dalla L. 11 novembre 2014, n. 164.
[35] Comma sostituito dalla legge di conversione, modificato dall'art. 26 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 3 della L. 24 dicembre 2003, n. 350, a decorrere dal 1 gennaio 2004.
[36] Comma aggiunto dall'art. 20 del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito dalla L. 11 novembre 2014, n. 164.
[37] Articolo inserito dall'art. 1, comma 259, della L. 27 dicembre 2006, n. 296.
[38] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 3 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 135.
[39] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 3 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 135.
[40] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 3 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 135.
[41] Comma inserito dall'art. 1, comma 308, della L. 24 dicembre 2012, n. 228.
[42] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 3 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 135.
[43] Articolo inserito dall'art. 27 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214.
[44] Comma abrogato dall'art. 26 del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito dalla L. 11 novembre 2014, n. 164.
[45] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 164 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla L. 17 luglio 2020, n. 77.
[46] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 4 del D.L. 12 luglio 2004, n. 168, convertito dalla L. 30 luglio 2004, n. 191.
[47] Comma aggiunto dall'art. 4 del D.L. 12 luglio 2004, n. 168, convertito dalla L. 30 luglio 2004, n. 191.
[48] Comma aggiunto dall'art. 4 del D.L. 12 luglio 2004, n. 168, convertito dalla L. 30 luglio 2004, n. 191 e cosÃ¬ modificato dall'art. 19 sexies del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172.
[49] Comma aggiunto dall'art. 4 del D.L. 12 luglio 2004, n. 168, convertito dalla L. 30 luglio 2004, n. 191.
[50] Comma aggiunto dall'art. 4 del D.L. 12 luglio 2004, n. 168, convertito dalla L. 30 luglio 2004, n. 191.
[51] Comma cosÃ¬ sostituito dalla legge di conversione.
[52] Comma inserito dalla legge di conversione.
[53] Comma inserito dalla legge di conversione.
[54] Comma cosÃ¬ sostituito dalla legge di conversione.
[55] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[56] Comma giÃ modificato dalla legge di conversione, dall'art. 2 del D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, con la decorrenza ivi prevista al comma 69 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 2 del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, con la decorrenza ivi prevista al comma 24. Il testo previgente recava: "1. I fondi comuni d'investimento immobiliare istituiti ai sensi dell'articolo 37 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e dell'articolo 14 bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, non sono soggetti alle imposte sui redditi e all'imposta regionale sulle attivitÃ produttive. Le ritenute operate sui redditi di capitale sono a titolo d'imposta. Non si applicano le ritenute previste dall'articolo 26, commi 2, 3, 3 bis e 5, e quella del 12,50 per cento di cui all'articolo 26-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonchÃ© le ritenute previste dall'articolo 10 ter della legge 23 marzo 1983, n. 77."
[57] Comma modificato dalla legge di conversione e abrogato dall'art. 41 bis del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, a decorrere dal 1 gennaio 2004.
[58] Comma modificato dalla legge di conversione e abrogato dall'art. 41 bis del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, a decorrere dal 1 gennaio 2004.
[59] Comma inserito dalla legge di conversione e cosÃ¬ sostituito dall'art. 9 del D.L. 15 aprile 2002, n. 63.
[60] Articolo sostituito dall'art. 41 bis del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, con le limitazioni di cui al comma 11 dello stesso art. 41 bis, D.L. 269/2003.
[61] Comma giÃ modificato dall'art. 82 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 14 del D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 44.
[62] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 14 del D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 44.
[63] Comma inserito dall'art. 1, comma 481, della L. 23 dicembre 2005, n. 266.
[64] Comma inserito dall'art. 1, comma 481, della L. 23 dicembre 2005, n. 266.
[65] Comma aggiunto dall'art. 14 del D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 44.
[66] L'originario comma 3 Ã¨ stato cosÃ¬ sostituito dagli attuali commi 3 e 3 bis per effetto dell'art. 32 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, con la decorrenza ivi prevista.
[67] L'originario comma 3 Ã¨ stato cosÃ¬ sostituito dagli attuali commi 3 e 3 bis per effetto dell'art. 32 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, con la decorrenza ivi prevista.
[68] Comma inserito dall'art. 3 della L. 24 dicembre 2003, n. 350, a decorrere dal 1 gennaio 2004 e cosÃ¬ sostituito dall'art. 3 quater del D.L. 3 agosto 2004, n. 220, convertito dalla L. 19 ottobre 2004, n. 257.
[69] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[70] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.
[71] Comma cosÃ¬ modificato dalla legge di conversione.