Source: http://www.balzamo.it/tag/infortunio/
Timestamp: 2017-06-25 20:45:26+00:00
Document Index: 186011498

Matched Legal Cases: ['art. 2119', 'art.18', 'art. 2119', 'sentenza ', 'art.7', 'art.48', 'sentenza ']

Infortunio | Quattro chiacchiere per ragionare
Questo articolo è stato pubblicato in Lavoro, Sicurezza Lavoro, Sindacato e taggato come inail, infortunio, lavoratori, Lavoro, morti il 30 agosto 2012 da Gino	Sul TFR
Lascia una risposta	Ecco alcuni informazioni basilari inerenti il TFR o Trattamento di Fine Rapporto tratte da wikilabour.
Questo articolo è stato pubblicato in Lavoro, Sindacato e taggato come 122, accordo, infortunio, inps, lavoratore, lavoratori, Lavoro, pensione il 23 maggio 2011 da Gino	Aspettativa lavorativa
4 Repliche	Argomento disciplinato sia dalla Costituzione che dalle leggi vigenti (151/2001) nonché dai contratti nazionali nonché eventuale integrativi di II° livello. Attendo vostre integrazioni o casistiche che mi sono sfuggite.
Questo articolo è stato pubblicato in Economia, Lavoro, Sindacato, Wind e taggato come congedi, contratto, infortunio, lavoratore, lavoratori, Lavoro, licenziamento, maternità, Parlamento, pensione, permessi, tlc il 9 gennaio 2011 da Gino	Il licenziamento
Lascia una risposta	(tratto da “La guida dei lavoratori 2009” e dal CCNL TLC)
Prosegue la serie di email informative su diversi argomenti che riguardano gli aspetti economici, normativi e “di analisi del mercato, della società attuale”.
Tratto l’argomento licenziamento dando alcuni spunti legislativi (codice civile art. 2119, legge 300/70) nonché relativi al CCNL delle TLC. Precisiamo che sintetizzo le informazioni sul licenziamento individuale (quello collettivi hanno norme diverse).
Il licenziamento è considerato legittimo solo se:
Vi sia una giusta causa o un giustificato motivo (ad esempio il comportamento del lavoratore o ragioni tecnico-organizzative) e deve essere comprovabile;
Il datore di lavoro deve seguire determinate procedure affinché il lavoratore possa contestare il licenziamento:
Deve comunicare le dimissioni per iscritto
Qualora richiesto dal lavoratore, deve indicarne le motivazioni.
Se l’azienda ha più di 15 dipendenti, grazie all’art.18 della legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), qualora il giudice annulli il licenziamento si applica la tutela reale (reintegrazione sul posto di lavoro); diversamente (meno di 15 dipendenti) si applica la tutela obbligatoria (riassunzione o indennizzo economico).
La giusta causa (codice civile art. 2119) è un fatto così grave che provoca il licenziamento in tronco. Di norma, è il CCNL che codifica i vari casi. Non vi è preavviso, né indennità di mancato preavviso.
Il giustificato motivo ha due ipotesi. La prima riguarda gravi mancanze del lavoratore rispetto ad obblighi contrattuali; la seconda è legata ad esigenze organizzative, tecnico-produttive. E’ di difficile contestazione, in quanto la magistratura non sempre ha espresso orientamenti omogenei.
Un lavoratore licenziato deve richiedere le motivazioni entro 15 giorni e, in tal caso, il datore di lavoro dovrà informarlo entro 7 giorni. Per impugnare un licenziamento si hanno 60 giorni di tempo. La contestazione va fatta per iscritto ed inviata con raccomandata (ricevuta di ritorno) al datore di lavoro. E’ previsto un obbligatorio passaggio di conciliazione ed uno “facoltativo” presso un collegio di arbitrato (entro 20 giorni dal fallito tentativo di conciliazione) che dovrà rispondere entro 30 giorni.
Il licenziamento disciplinare (si legga sentenza Corte Costituzionale n° 204 del 30-11-82 ed art.7 legge 300/70) può avvenire, a prescindere dal numero di dipendenti aziendali, se :
È stato pubblicizzato il codice di disciplina aziendale
Contestato per iscritto i fatti addebitati al lavoratore
Ascolto del lavoratore a sua difesa, anche con l’assistenza di un rappresentante sindacale
Sono sempre considerati nulli , indipendentemente dalla motivazione adottata, i licenziamenti per credo politico, religioso, razziali, di lingua, sesso, di età, di orientamento sessuale, convinzioni personali, presenza di handicap, di appartenenza sindacale o per svolgimento di attività sindacali.
Non si può licenziare per causa matrimonio (nel periodo che va tra la richiesta di pubblicazione e fino ad un anno del matrimonio) e può essere impugnato anche dopo 60 giorni.
E’ vietato il licenziamento durante il periodo di gravidanza fino ad un anno di vita del bambino (o nei primi 3 mesi dal parto in caso di aborto o morte del figlio).
Sono esclusi dalle tutele i lavoratori 60-enni con requisiti pensionistici, i lavoratori domestici, i lavoratori assunti in prova (per un periodo max di 6 mesi) ed i dirigenti.
A parte il licenziamento in tronco (per giusta causa) il datore è tenuto a dare preavviso nei termini e nei modi previsti dal CCNL. Se non si rispetta il preavviso, il datore di lavoro deve pagare la retribuzione che sarebbe spettata durante il periodo di preavviso, a meno di un accordo tra lavoratore e datore di lavoro. Esempio, se si riceve licenziamento con dispensa di effettuare il preavviso, Il lavoratore può rifiutare tale dispensa chiedendo con raccomandata con ricevuta di ritorno l’effettuazione del servizio del preavviso. Se durante il preavviso avviene una malattia o un infortunio, il preavviso s’interrompe. Il periodo di ferie non può essere computato come preavviso.
Ecco il nostro CCNL (art.48) quali motivazioni riporta per licenziamento con preavviso
E’ stato già discusso in precedenza ovvero cause così gravi da prevedere il licenziamento in tronco.
Preavviso di licenziamento (e di dimissioni)
Questo articolo è stato pubblicato in Lavoro, Sindacato e taggato come accordo, assistenza, handicap, infortunio, lavoratore, lavoratori, Lavoro, licenziamento, tlc il 31 gennaio 2010 da Gino	Allarme ora legale: spostare le lancette provoca più infortuni a chi lavora
Questo articolo è stato pubblicato in Lavoro, Sicurezza Lavoro e taggato come inail, infortunio, lavoratori, Lavoro, sicurezza il 7 settembre 2009 da Gino	Infortunio sul lavoro
Lascia una risposta	L’INAIL è l’ente che si occupa della prevenzione e gestione degli infortuni su lavoro nonché delle malattie professionali lavorative, oltre a tante altre finalità similari.
Quando avviene un infortunio durante l’orario lavorativo (che include anche il percorso per giungere alla sede di lavoro cioè “in itinere”) bisogna immediatamente avvisare il proprio datore di lavoro ed andare in ospedale. In caso di malattia professionale, informare il proprio datore entro 15 giorni.
Il datore di lavoro entro 2 giorni, invia relativa denuncia all’INAIL. E’ probabile che l’INAIL chieda di sottoporsi a visita medica presso i propri uffici.
Per ritornare a lavoro, è necessario certificato medico che attesti l’idoneità alla ripresa lavorativa (salvo eventuali ricadute). Il datore di lavoro deve pagare il 100% della retribuzione per la giornata in cui è avvenuto l’infortunio o si manifesta la malattia professionale ed il 60% della retribuzione per i successivi 3 giorni (+ integrazione CCNL).
L’INAIL deve pagare dal 4° giorno successivo a quello in cui è avvenuto l’infortunio o si è manifestata la malattia professionale e fino alla guarigione clinica (senza limiti di tempo). Dal 91° giorno e fino a guarigione clinica aumenta del 75% l’indennità di pagamento. Il lavoratore è tenuto a rispettare gli orari di visita medica in coerenza con la sentenza della Corte di Cassazione 15773/2002
I lavoratori Wind hanno anche una polizza infortuni che indennizza economicamente sia gli infortuni sul lavoro che extra-professionali.
Sulla intra-net vi sono riportate tutte le informazioni utili.
Questo articolo è stato pubblicato in Lavoro, Sicurezza Lavoro e taggato come inail, infortunio, lavoratore, lavoratori, Lavoro, pace, Wind il 20 luglio 2008 da Gino	Lavoro interinale
Questo articolo è stato pubblicato in Lavoro, Sindacato e taggato come accordo, cgil, contratto, gara, infortunio, lavoratore, lavoratori, Lavoro, pace, pozzuoli il 20 luglio 2008 da Gino	Ricerca per: