Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/ordinanze/om236_93.htm
Timestamp: 2019-10-19 15:30:51+00:00
Document Index: 16218667

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 9']

Art. 1.- Criteri ed obiettivi
1. La valutazione degli alunni si colloca nell'assetto culturale, educativo ed organizzativo della scuola elementare delineato dai programmi e dagli ordinamenti vigenti e si fonda su criteri di corresponsabilità, coerenza e trasparenza.
2. Essa si esplica in rapporto funzionale e dinamico con l'attività di programmazione e assume carattere promozionale, formativo, orientativo in quanto concorre ad adeguare il percorso didattico alle esigenze degli alunni.
3. La valutazione scolastica ha la funzione di:
a) rilevare sistematicamente lo sviluppo negli alunni dei quadri di conoscenza e delle abilità fondamentali prescritti dai programmi didattici, prestando attenzione alla qualità dei processi attivati e dei progressi riscontrabili nella formazione della personalità di ogni alunno;
b) documentare e comunicare ai soggetti interessati quanto la scuola fa per lo sviluppo e l'educazione degli alunni medesimi;
c) contribuire a promuovere la continuità del processo educativo nella scuola per la formazione di base.
Art. 2.- Modalità e strumenti
1. L'attività di valutazione degli alunni si esplica attraverso un percorso che muove dalla conoscenza dell'alunno, considera gli apprendimenti conseguiti, si conclude con la valutazione complessiva.
2. I docenti pertanto procedono:
- alla raccolta sistematica e continua di informazioni sugli alunni;
- alla documentazione dell'attività didattica;
- all'accertamento dei risultati in relazione agli obiettivi e ai contenuti prescritti dai programmi e definiti nella programmazione didattica;
- alla formulazione collegiale delle valutazioni periodiche complessive;
- alla comunicazione delle valutazioni ai soggetti interessati (alunni, famiglie, scuola media);
- alla certificazione degli esiti conseguiti dagli alunni.
3. Nell'esercizio di tale attività i docenti utilizzano un complesso di strumenti, tra loro correlati, così costituito: a) Agenda della programmazione e organizzazione didattica; b) Giornale dell'insegnante; c) Registro di classe; d) Documento di valutazione.
4. Gli strumenti di cui al terzo comma del presente articolo sostituiscono la scheda di valutazione ed il registro di classe previsti dal D.M. 7 settembre 1978.
5. L'Agenda della programmazione e organizzazione didattica, il Giornale dell'insegnante ed il Registro di classe dovranno essere redatti secondo le indicazioni contenute negli artt. 3, 4 e 5 della presente ordinanza.
6. Il modello di documento di valutazione è quello allegato alla presente ordinanza.
7. Per l'Attestato della frequenza e del giudizio finale resta vigente il modello previsto dal citato D.M. 7 settembre 1978.
Art. 3.- Agenda della programmazione e organizzazione didattica
1. L'Agenda della programmazione e organizzazione didattica documenta, sul piano educativo, didattico e organizzativo, l'attività delle classi. Essa è frutto di elaborazione collegiale, di competenza di tutti gli insegnanti che operano stabilmente nelle classi e partecipano alla programmazione didattica.
2. L'Agenda documenta:
- la programmazione educativa del collegio dei docenti (art. 5 della legge n. 148/1990);
- i piani di attività (art. 8 e art. 9, comma 2, della legge 5 giugno 1990, n. 148) e degli interventi (legge 5 febbraio 1992, n. 104);
- la programmazione didattica annuale (art. 5, legge 5 giugno 1990, n. 148) e la sua regolazione periodica (art. 9 della legge 5 giugno 1990, n. 148) elaborate collegialmente dai docenti;
- gli orari di attività delle classi;
- le annotazioni specifiche in itinere sugli alunni e la verbalizzazione della valutazione dei singoli alunni in casi particolari e rilevanti;
- quant'altro i docenti riterranno opportuno documentare collegialmente.
Art. 4.- Giornale dell'insegnante
1. Il Giornale dell'insegnante documenta l'attività programmatoria, didattica e valutativa di ciascun docente.
2. Ogni insegnante è tenuto a riportare nel Giornale le osservazioni, raccolte in maniera sistematica e continuativa, sugli apprendimenti e sulla disponibilità ad apprendere degli alunni in ordine agli aspetti essenziali delle diverse discipline. Il complesso delle osservazioni sistematiche costituirà lo strumento privilegiato per la continua regolazione della programmazione.
3. Nel Giornale trovano quindi spazio:
- la programmazione dell'attività didattica di competenza del docente ed i relativi adeguamenti;
- le osservazioni sui processi di apprendimento degli alunni e le notizie relative agli interventi individualizzati;
- l'orario di attività del docente nelle classi;
- quant'altro ogni docente riterrà opportuno documentare.
Art. 5.- Registro di classe
1. Il Registro di classe documenta gli aspetti amministrativi della vita di ciascuna classe.
2. La compilazione dei dati anagrafici degli alunni è di competenza dell'ufficio di segreteria della direzione didattica.
3. I docenti contitolari sono responsabili della tenuta e dell'aggiornamento del Registro.
4. Il Registro di classe riporta:
- elenco e dati anagrafici degli alunni, presenze e assenze;
- nominativi dei docenti che operano nella classe, ambiti disciplinari o discipline loro assegnati;
- orario delle attività didattiche;
- verbali degli scrutini e degli esami, dati statistici riassuntivi.
Art. 6.- Documento di valutazione
1. Il documento di valutazione concerne il processo formativo dei singoli alunni ed ha funzione regolativa, comunicativa, certificativa.
- il primo, la conoscenza dell'alunno;
- il secondo, la rilevazione degli apprendimenti conseguiti in rapporto agli interventi didattici, unitamente all'interesse e all'impegno manifestati dall'alunno per ciascuno dei campi disciplinari;
- il terzo, la valutazione complessiva dei processi formativi, cioè i progressi nell'alfabetizzazione culturale e nello sviluppo personale e sociale dell'alunno.
3. La compilazione del documento di valutazione è di competenza dei docenti impegnati nell'attività educativa nelle classi; il frontespizio è compilato a cura dell'ufficio di segreteria della direzione didattica.
4. Il documento di valutazione viene inserito di anno in anno nel fascicolo dell'alunno previsto dal D.M. 16 novembre 1992 applicativo dell'art. 2 della legge 5 giugno 1990, n. 148, come contributo a realizzare la continuità del processo educativo nella scuola dell'obbligo.
Art. 7.- Tempi
1. La valutazione degli alunni è attività che si esplica nel corso dell'intero anno scolastico.
2. La raccolta sistematica e continua di informazioni sugli alunni, l'accertamento dei risultati e gli adeguamenti della programmazione sono documentati via via sul Giornale dell'insegnante e sull'Agenda della programmazione e organizzazione didattica.
3. La valutazione degli alunni elaborata collegialmente mediante sintesi valutative iniziali, in itinere e finali, viene registrata nel documento di valutazione.
4. L'atto valutativo formale ha scansione quadrimestrale. In risposta all'esigenza di regolazione continua dell'attività didattica va effettuata anche un'ulteriore rilevazione bimestrale degli apprendimenti.
Art. 8.- Forma di comunicazione
1. Alle scadenze quadrimestrali la copia integrale del documento di valutazione viene adeguatamente illustrata e consegnata dai docenti alle famiglie degli alunni. La consegna integrale del documento e l'informazione almeno bimestrale ai genitori hanno lo scopo di fornire piena conoscenza riguardo al processo formativo degli alunni e di favorire il massimo coinvolgimento dei soggetti interessati.
Art. 9.- Disposizioni finali
1. Le disposizioni contenute nella presente O.M. entrano in vigore a partire dall'anno scolastico 1994-95 in tutte le classi elementari.
2. Il documento di valutazione e il documento illustrativo destinato ai docenti e finalizzato ad agevolare l'introduzione delle nuove procedure di valutazione degli alunni, allegati alla presente, ne costituiscono parte integrante.
3. Il periodo che precede l'applicazione della presente O.M. sarà dedicato dai collegi dei docenti allo studio e all'approfondimento dei criteri e delle nuove modalità di valutazione degli alunni, anche attraverso specifiche iniziative di aggiornamento.
4. Qualora sussistano le necessarie condizioni, i collegi dei docenti con motivata delibera potranno stabilire di utilizzare i nuovi strumenti di documentazione e di valutazione già a partire dall'anno scolastico 1993-94, anche al fine di favorire l'opportuna integrazione tra approfondimento culturale e pratica della programmazione-valutazione.
5. Gli ispettori tecnici garantiranno l'assistenza tecnica alle attività di cui ai commi 3 e 4.
6. Le norme per lo svolgimento degli scrutini e degli esami sono stabiliti con l'apposita O.M. permanente.
7. La nuova disciplina sulla valutazione trova applicazione anche nelle scuole parificate.
LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI NELLA SCUOLA ELEMENTARE
L'attuazione della riforma degli ordinamenti della scuola elementare (legge 5 giugno 1990, n. 148) e l'applicazione dei Programmi didattici (D.P.R. 12 febbraio 1985, n. 104) sollecitano una rinnovata attenzione alla valutazione degli alunni. Essa va iscritta nel processo di profonda innovazione dell'assetto culturale, educativo ed organizzativo della scuola elementare, impegnata a promuovere il pieno sviluppo della personalità di ogni alunno e l'alfabetizzazione culturale nel contesto di un ambiente educativo di apprendimento.
In tale dimensione la valutazione assume carattere formativo, in quanto concorre a modificare e rendere efficace il percorso didattico rispetto alle diverse esigenze degli alunni.
La formatività della valutazione si afferma avendo chiaro che:
a) il valutare inerisce il programmare, in quanto la valutazione riveste un ruolo strutturale nelle fasi della programmazione consentendo la regolazione continua dei processi di insegnamento/apprendimento;
b) il valutare implica la conoscenza approfondita degli alunni per rilevarne attitudini, competenze, abilità, comportamenti, al fine di disegnare percorsi didattici adeguati alle peculiari capacità ed esigenze educative di ciascun ragazzo, nella prospettiva di garantire una sostanziale equivalenza dei risultati formativi;
c) valutare significa prestare attenzione complessiva alla qualità dei processi attivati ed al progresso nella formazione della personalità di ogni alunno, avendo presente lo sviluppo di quadri di conoscenze e abilità, la disponibilità ad apprendere, l'autonomia, la responsabilità personale e sociale.
Le indicazioni normative contenute nei programmi e nel nuovo ordinamento richiamano altresì l'impegno della scuola elementare in ordine alla:
- definizione e accertamento dei risultati da conseguire in relazione alle abilità e ai contenuti formativi prescritti dai programmi;
- comunicazione e documentazione dell'attività di valutazione ai soggetti interessati. La corretta e completa informazione ai genitori circa l'andamento scolastico degli alunni si ispira, inoltre, al principio di trasparenza nel rapporto tra cittadini e pubbliche istituzioni;
- coordinazione dei sistemi di valutazione degli alunni come contributo a realizzare la continuità del processo educativo nella scuola di base. Una approfondita conoscenza dei documenti programmatici della scuola materna, della scuola media e, ovviamente, della stessa scuola elementare, consente di rilevare le costanti pedagogico-didattiche che possono dare consistenza e significato ai criteri e alle modalità di valutazione considerati nella prospettiva di un percorso educativo unitario delle tre scuole.
A titolo indicativo e limitatamente a scuola elementare e scuola media che, al momento, debbono normativamente curare la compilazione di documenti di valutazione, per ciascun alunno, si evidenziano criteri e modi di convergenza del compito valutativo. Anzitutto si riconoscono le connotazioni promozionali, formative e orientative della valutazione e del rapporto funzionale e dinamico con l'atto del programmare. Inoltre aspetti evidenti del coordinamento dei sistemi di valutazione si colgono nell'articolare i momenti di ricognizione di dati e informazioni necessari per l'atto del valutare: si muove dalla conoscenza dell'alunno, per procedere alla rilevazione degli apprendimenti conseguiti, per concludere con la valutazione complessiva.
Il Documento di valutazione costituisce solo uno, sia pure assai significativo, degli strumenti a disposizione degli insegnanti per progettare l'attività didattica, per analizzare i risultati dell'azione educativa e per organizzare in maniera ottimale risorse, mezzi e metodi di intervento in funzione degli obiettivi da raggiungere.
Esso si inserisce in un sistema di strumentazione amministrativa ed operativa per la gestione e la documentazione dei momenti salienti dell'attività didattica.
Tale sistema comprende anche l'Agenda della programmazione e organizzazione didattica, il Giornale dell'insegnante per le osservazioni sistematiche e, ai fini amministrativi, il Registro di classe .
L'insieme degli strumenti intende favorire documentabili forme di valutazione che consentano di superare rischi di genericità, parzialità, approssimazione.
Lo sviluppo di una cultura della valutazione, infatti, costituisce un passaggio essenziale del nuovo ordinamento della scuola elementare e sostanzia, in termini di qualità e di deontologia professionale, quei criteri di collegialità, corresponsabilità, contitolarità, cui devono ispirarsi i docenti che operano insieme.
Strumenti di documentazione didattica e amministrativa
Gli attuali programmi richiedono che i docenti raccolgano, in forma sintetica e in modo sistematico e continuo, informazioni sui processi di sviluppo degli alunni. Nel contempo la nuova organizzazione presuppone che gli insegnanti siano in grado di predisporre una adeguata documentazione relativa al percorso formativo dell'alunno, tale da rendere valida sul piano della legittimità la valutazione che avrà carattere collegiale.
La legge n. 148/90, ampliando il numero dei docenti impegnati nell'azione educativa e istituendo nuovi momenti di confronto collegiale, comporta l'adeguamento degli strumenti di documentazione nella vita delle classi.
La nuova strumentazione, peraltro, garantisce l'unitarietà dell'azione educativa e didattica e risponde al principio di economicità evitando ai docenti ripetitivi oneri di compilazione.
Sono previsti, come già indicato, i seguenti strumenti di documentazione:
1) L'Agenda della programmazione e organizzazione didattica è finalizzata a documentare sul piano educativo, didattico e organizzativo l'attività nelle classi dei docenti che, con ruoli diversi, vi operano stabilmente e partecipano alle riunioni di programmazione. L'agenda raccoglie tutti gli elementi di natura educativa e didattica, frutto della elaborazione collegiale, e si integra con i Giornali degli insegnanti, che costituiscono veri e propri allegati, in quanto documentano l'attività programmatoria e valutativa del singolo docente, che si esplica nell'ambito della responsabilità collegiale.
Essa contiene e documenta:
- la programmazione educativa del collegio dei docenti (art. 5 della legge n. 148/1990 e successive disposizioni applicative) nelle sue diverse articolazioni;
- i piani delle attività predisposti dai collegi dei docenti (ai sensi dell'art. 8 e dell'art. 9, comma 2, della legge n. 148/1990 nonché dell'art. 2 della legge n. 517/1977) e degli interventi a favore degli alunni portatori di handicap (legge n. 104/92);
- la programmazione didattica annuale elaborata collegialmente dai docenti (art. 5, legge n. 148/90) e sintesi significative degli incontri settimanali di programmazione (art. 9 della legge n. 148/1990) da cui emergono le tematiche affrontate e le decisioni assunte a livello collegiale in ordine alla regolazione continua della programmazione e alla verifica del funzionamento didattico delle classi;
- orari delle classi, delle attività didattiche e delle alternanze di tutti i docenti;
- annotazioni specifiche in itinere sugli alunni e/o verbalizzazioni, in casi particolari e rilevanti, della valutazione dei singoli alunni.
Nell'Agenda è previsto anche uno spazio non strutturato che i docenti del modulo possono articolare autonomamente per documentare altri aspetti significativi della vita delle classi: osservazioni collegiali, informazioni acquisite nel rapporto con le famiglie, con gli operatori socio-sanitari, con i docenti di altri gruppi o degli altri gradi di scuola.
In sintesi l'Agenda costituisce una sorta di "contenitore" e "promemoria" che documenta la vita del gruppo docente.
2) Il Giornale dell'insegnante è lo strumento individuale del docente, che documenta, per i diversi ambiti disciplinari, l'attività didattica degli insegnanti.
Vi trovano spazio:
- programmazione didattica annuale relativa agli ambiti disciplinari assegnati agli insegnanti o all'attività espletata; adeguamenti della programmazione apportati nel corso dell'anno per gli ambiti o l'attività di competenza, raccordati con l'attività didattica complessiva;
- osservazioni, sistematiche e non, sui processi di apprendimento e sui conseguenti risultati degli alunni, nonché le notizie relative agli interventi individualizzati;
- orario di attività del docente e articolazione delle sue presenze nelle classi.
Anche nel giornale dell'insegnante è previsto uno spazio, che può essere articolato autonomamente, da utilizzare -ad esempio- per riportare osservazioni e valutazioni sul profilo dinamico degli alunni ed eventuali quadri sinottici dell'andamento delle classi.
I documenti di programmazione collegiale che devono essere riportati nell'Agenda e nel Giornale possono essere opportunamente allegati in copia.
3) Il Registro di classe è il documento in dotazione a ciascuna classe e registra aspetti amministrativi, quali:
- nominativi dei docenti che operano nella classe e ambiti disciplinari loro assegnati;
- orario delle attività e orario dei docenti;
- verbali delle operazioni conclusive di valutazione, giudizio di ammissione o non ammissione alla classe successiva, dati statistici riassuntivi,
Il Registro è lo strumento che documenta l'assolvimento dell'obbligo scolastico da parte degli alunni.
Si ritiene che il sistema di strumenti qui sopra delineato sia funzionale all'attuale quadro programmatico e normativo e garantisca la completezza e l'essenzialità della documentazione necessaria a legittimare la programmazione e la valutazione.
Il Documento di valutazione presenta una struttura ed un'articolazione interna che ne evidenziano la natura dinamica. Infatti vi vengono periodicamente registrati i dati più significativi del processo di crescita educativa dell'alunno, colti nel contesto delle dinamiche di insegnamento e apprendimento promosse dalla scuola.
I tre quadri di cui si compone il documento (quadro 1 - conoscenza dell'alunno; quadro 2 - rilevazione degli apprendimenti; quadro 3 - valutazione dei processi formativi) consentono di registrare:
1. dati e informazioni utili a disegnare il profilo dell'alunno, sia nella fase iniziale dell'anno scolastico, sia in itinere;
2. rilevazioni sugli apprendimenti conseguiti, articolate negli specifici campi disciplinari previsti dai programmi, unitamente all'indicazione di eventuali interventi individualizzati;
3. una valutazione complessiva e di sintesi relativa ai progressi formativi dell'alunno ed al suo sviluppo personale.
Per una puntuale informazione/valutazione sui processi formativi e sugli apprendimenti, nella parte centrale (quadro 2), sono individuati alcuni aspetti essenziali per ogni disciplina. Rispetto ad ognuno di essi andrà espressa una valutazione utilizzando cinque enunciati, richiamati dalle lettere A, B, C, D, E, corrispondenti a diversi livelli di competenza e processi di apprendimento. Le parti iniziali e finali del documento richiedono una forma discorsiva nel delineare, all'interno del quadro 1, le caratteristiche dell'alunno secondo aree tematiche di osservazione esplicitate e, all'interno del quadro 3, le caratteristiche del processo secondo indicazioni orientative.
I tre quadri del documento, che interpretano aspetti diversi del processo valutativo, devono consentire la più sistematica e puntuale documentazione dei progressi degli alunni tramite l'analisi delle caratteristiche d'ingresso, le registrazioni degli esiti degli interventi didattici, la valutazione dell'incidenza dell'esperienza formativa sugli aspetti cognitivi, relazionali et etico-sociali della personalità dell'alunno.
Si darà così conto del quadro evolutivo e dinamico dell'alunno, con una esplicita intenzionalità promozionale -propria della scuola dell'obbligo- diretta ad esplorare il potenziale di apprendimento di ogni bambino e a sostenerne attivamente lo sviluppo.
La scansione temporale che contraddistingue i momenti della compilazione (inizio dell'anno e in itinere per il quadro 1, termine dei bimestri per il quadro 2, conclusione dei quadrimestri per il quadro 3) risponde all'esigenza di una adeguata e frequente valutazione.
I tre quadri sono tra di loro logicamente e cronologicamente correlati, nel senso che ogni quadro richiama ed è richiamato dai restanti, in una integrazione di prospettive che è garanzia di equilibrio, rigore, correttezza dell'atto valutativo e reale comprensione e interpretazione del profilo dinamico dell'alunno.
Al di là dei tempi indicati per la compilazione si richiama l'impegno dei docenti ad una frequente e tempestiva registrazione nel Giornale e nell'Agenda di osservazioni, dati, verifiche e valutazioni, prove di vario genere (formalizzate e non), sulla base dei quali operare, sia individualmente che collegialmente, le prime sintesi valutative da riportare nel documento di valutazione alle scadenze previste. Tali elementi raccolti in itinere, costituiscono documentazione indispensabile per supportare le attività settimanali di programmazione e verifica dell'attività didattica e per sviluppare efficaci rapporti con i genitori. Per favorire il più ampio coinvolgimento delle famiglie nei processi di formazione scolastica è prevista la consegna di copia integrale del documento di valutazione alle scadenze quadrimestrali.
Tale innovazione richiede chiarezza, semplicità, leggibilità nella redazione del documento, che assume la funzione prioritaria di strumento di comunicazione. Anche le parti più discorsive saranno quindi compilate con un linguaggio mirato all'espressione di enunciati pertinenti e delimitati agli aspetti propri della valutazione scolastica.
Caratteristiche del documento di valutazione
Il frontespizio del documento di valutazione riporta alcuni essenziali dati anagrafici necessari ad identificare l'alunno, la classe e la scuola di appartenenza, e dispone di uno spazio per annotare gli eventuali trasferimenti che avvengono nel corso dell'anno scolastico.
Le indicazioni relative alla scolarità precedente potranno essere attestate considerando i documenti della valutazione pertinenti la carriera scolastica dell'alunno raccolti nel fascicolo dell'alunno (D.M. 16 novembre 1992).
Quadro 1 - Conoscenza dell'alunno
L'assunzione di un corretto costume valutativo da parte dei docenti responsabili dell'attività didattica rappresenta una strategia essenziale per realizzare pienamente le funzioni di promozione educative proprie della scuola elementare. Come affermano i programmi didattici vigenti, "al fine di assicurare un'effettiva valutazione dei punti di partenza e di arrivo, dei processi, delle difficoltà riscontrate e degli interventi compensativi attuati, gli insegnanti devono raccogliere in maniera sistematica e continuativa informazioni relative allo sviluppo dei quadri di conoscenza e di abilità, alla disponibilità ad apprendere, alla maturazione del senso di sé di ogni alunno".
In tal modo la valutazione, che si esplica con continuità durante il corso dell'anno scolastico (fase iniziale, intermedia, finale), si connette strettamente ai processi di insegnamento/apprendimento, alla tipologia delle classi interessate ed alla specificità delle situazioni.
In particolare il quadro 1 si offre come spazio per registrare sinteticamente le condizioni d'ingresso dell'alunno nel processo formativo scolastico, condizioni da interpretare come bisogni specifici e come risorse.
Il profilo iniziale sarà particolarmente attento a cogliere "le attitudini individuali, le conoscenze acquisite, le sicurezze raggiunte" e avrà come riferimento primario i diversi aspetti della personalità, in relazione al contesto scolastico, da considerare come ambiente educativo di apprendimento.
Per facilitare la raccolta di elementi sufficientemente analitici, si propongono alcune indicazioni di riferimento utili per la delineazione, la più significativa possibile, del profilo d'ingresso dell'alunno.
Esperienze, conoscenze, abilità e modi dell'apprendimento:
verranno prese in considerazione le precedenti esperienze di apprendimento (scolastiche e non), gli interessi di cui ogni bambino è diversamente portatore, gli stili e i ritmi di apprendimento, i quadri di conoscenze e abilità possedute su cui innestare le nuove esperienze formative.
Relazionalità e partecipazione:
si farà riferimento alle dimensioni sociali dell'impegno scolastico, considerate come capacità di intervenire nei dialoghi, di collaborare nel gruppo e di interagire con i coetanei e con gli adulti, come progressiva assunzione di autonome iniziative, come coerenza con gli impegni.
Atteggiamenti nei confronti dell'esperienza scolastica:
andranno rilevate le motivazioni, le aspettative, la percezione ed immagine di sé nei confronti della scuola, la disponibilità ad apprendere, la sicurezza e l'autostima; tutti elementi che concorrono alla costruzione di un rapporto positivo con l'esperienza scolastica, con particolare riferimento alla capacità di attenzione e concentrazione, alla costanza dell'impegno, alle abilità di studio e di organizzazione delle attività.
Nella prospettiva della continuità educativa, con riferimento al bambino che frequenta la prima classe, per delineare un profilo iniziale più aderente alle caratteristiche del comportamento e all'eventuale esperienza vissuta nella scuola materna, si avrà cura di raccogliere -anche dalla famiglia- dati e informazioni che consentano di conoscere gli aspetti dello sviluppo motorio, linguistico, cognitivo e socio-emotivo.
A titolo di esempio si segnalano aspetti particolarmente rilevanti quali le capacità percettive; la padronanza di schemi motori di base; la capacità di ascoltare, comprendere ed esprimersi; la curiosità; la capacità di osservare, ordinare e classificare; il controllo di sé e la capacità di rispettare le norme di convivenza e le regole del gioco in gruppo; la disponibilità ad ascoltare le opinioni degli altri.
Le caratteristiche di personalità enunciate non possono essere definite e registrate una volta per tutte, quasi si trattasse di aspetti non modificabili, ma vanno osservate nel loro dinamico evolversi e rispetto ad esse la scuola svolge un insostituibile ruolo di promozione e affinamento.
Per questo motivo è utile l'aggiornamento in itinere del profilo elaborato nella fase iniziale dell'anno scolastico, per evidenziare i cambiamenti più significativi prodotti anche in virtù della partecipazione alla vita della scuola nelle sue diverse connotazioni culturali, sociali ed etiche.
Questa conoscenza in itinere potrà avvalersi di una più aperta lettura dei dati, approfondendo ed ampliando gli aspetti ritenuti più significativi.
E' opportuno sottolineare che i profili delineati nel quadro 1 svolgono una essenziale funzione diagnostica e quindi costituiscono elemento conoscitivo indispensabile al gruppo docente per regolare la progettazione educativa, anche mediante la definizione di percorsi metodologici e didattici personalizzati e adeguati alle diverse caratteristiche degli alunni. In ciò consiste la specificità funzionale del quadro 1 che, pertanto, non va confuso e non può sovrapporsi alle sintesi valutative che dovranno essere compiute nel successivo quadro 3.
Per procedere alla conoscenza degli alunni sono particolarmente utili gli apporti documentali delle esperienze scolastiche pregresse, le informazioni fornite dalle famiglie, nonché le eventuali documentazioni di specialisti.
Riguardo agli alunni che accedono alle classi prime, come già segnalato, è indispensabile un attivo rapporto con i docenti della scuola materna di provenienza, anche per definire oltre che pertinenti forme di "passaggio" delle informazioni, una opportuna coordinazione curricolare.
Conoscenze essenziali saranno assunte altresì direttamente dagli insegnanti tramite l'osservazione e l'interpretazione dei dati raccolti nel contesto delle dinamiche della classe e della scuola.
Tali rilevazioni non scaturiranno tanto da precostituite prove di accertamento (pur non escludendosene l'uso), quanto dalla osservazione delle caratteristiche e dei ritmi di partecipazione degli alunni alle complessive attività della scuola, da quelle a sfondo ludico e relazionale ai momenti più strutturati di insegnamento/apprendimento. L'atteggiamento osservativo dell'insegnante sarà continuo e sistematico e si avvarrà di criteri definiti, relativi alle caratteristiche che si intendono osservare (partecipazione, disponibilità a conoscere, stili cognitivi, capacità critica, ecc.) ai comportamenti da annotare, al tempo da impiegare, agli strumenti ed alle tecniche da utilizzare.
Quadro 2 - Rilevazione degli apprendimenti
Il processo di formazione promosso dalla scuola si realizza attraverso lo sviluppo di specifiche competenze sollecitate tramite le discipline del curricolo della scuola elementare.
Ogni campo disciplinare si caratterizza per specifici contenuti, per linguaggi e metodologie appropriate, per le operazioni logiche e cognitive sottese, elementi che contribuiscono, nelle loro specificità e interazioni, ad attivare processi personali di crescita educativa. Pertanto la puntuale rilevazione dei livelli e dei processi di apprendimento rappresenta una fase ineludibile e determinante per la delineazione del profilo complessivo dell'alunno.
Il rendimento scolastico degli alunni va infatti verificato tenendo conto degli obiettivi e dei contenuti prescrittivi indicati dai programmi, anche se gli accertamenti dei livelli di profitto dovranno sempre essere ricondotti al dinamismo dei processi formativi della personalità.
La rilevazione concernerà la padronanza degli apprendimenti conseguiti nelle diverse discipline, ma tale competenza sarà valutata anche in relazione ai progressi manifestati, all'interesse a all'impegno espressi, all'atteggiamento di fiducia che l'alunno ha nelle proprie capacità.
Poiché la competenza non è riducibile a meccanica acquisizione di contenuti e abilità, l'atto valutativo avrà anche cura di interpretare la qualità dei processi che favoriscono la formazione dell'alunno.
Nell'ambito di questa impostazione il quadro 2 si presenta come l'area del documento appositamente destinata alla rilevazione dettagliata delle competenze raggiunte e dei progressi in atto.
Per cogliere appieno il significato della proposta è necessario fornire alcune precisazioni.
a) Linee ed aspetti essenziali di ogni disciplina
Per ogni disciplina si è proceduto alla identificazione analitica delle linee essenziali così come vengono indicate dai programmi vigenti, cogliendone gli aspetti più qualificanti ed innovativi. Le linee così configurate costituiscono punti di riferimento idonei a facilitare la definizione della programmazione didattica per le diverse classi e a consentire la rilevazione degli apprendimenti conseguiti, di volta in volta, da ciascun alunno. Il confronto dei docenti su tali linee mira a garantire il maggior grado di condivisione e obiettività possibile nella rilevazione delle competenze disciplinari raggiunte e del correlato progresso educativo.
Nell'ambito della programmazione didattica, al fine di meglio rispondere alla funzione formativa della valutazione, sarà necessario articolare con indicatori più specifici le diverse abilità e competenze da sviluppare e accertare in riferimento alle varie classi. Tale articolazione sarà adeguatamente documentata nell'Agenda e nei Giornali degli insegnanti.
Queste caratteristiche motivano l'essenzialità, la prescrittività, la non differenziazione per cicli e per classi dei diversi aspetti sui quali rilevare/valutare gli apprendimenti.
Gli spazi bianchi previsti per ogni disciplina sono utilizzabili per richiami a specifici obiettivi, iscritti nella programmazione didattica al fine di adeguare le indicazioni dei programmi alle esigenze educative dell'ambiente, alla specificità della classe, ai percorsi didattici individualizzati predisposti per alunni in difficoltà di apprendimento.
Le registrazioni da compiere all'interno dei vari campi del quadro 2 costituiscono il momento terminale e formalizzato (in sede di valutazione collegiale) della raccolta continua e sistematica di informazioni e dati sul progresso degli alunni, che troverà preliminare documentazione nel Giornale e nell'Agenda.
Tali informazioni saranno raccolte mediante idonee strategie che comprenderanno sia osservazioni sistematiche, sia conversazioni, interrogazioni, vari tipi di compiti scritti e, somministrati con le tecniche appropriate, prove oggettive e test anche standardizzati. L'insieme delle informazioni assicura "un positivo confronto dei livelli di crescita individuali e collettivi" e permette al gruppo docente di disporre di una significativa mappa della situazione di classe.
Poiché il ricorso ad una frequente valutazione consente di meglio orientare il processo di insegnamento/apprendimento, è prevista una scansione bimestrale delle valutazioni da registrare nel quadro 2, ferma restando la cadenza quadrimestrale della consegna dell'intero documento alle famiglie.
c) Rilevazione degli apprendimenti
L'apprezzamento del modo in cui procede l'itinerario formativo in ordine a ciascuna delle linee essenziali delle discipline deriverà dalla sintesi valutativa dei livelli di abilità accertati e delle "modalità di lavoro" manifestate dall'allievo.
Tale rilevazione dovrà tener conto in via prioritaria del grado di padronanza dell'apprendimento dimostrata dall'alunno e di ogni apprezzabile progresso, nonchè dei livelli di interesse, partecipazione, tensione conoscitiva.
Allo scopo di rendere esplicito e più facilmente comunicabile questo tipo di rilevazione/valutazione, ci si avvarrà dei seguenti enunciati convenzionali che indicano:
A - L'alunno ha conseguito la piena competenza
B - L'alunno ha conseguito un buon livello di competenza e si impegna per migliorarlo
C - L'alunno ha conseguito una competenza essenziale e si impegna per migliorarla
D - L'alunno ha conseguito solo una competenza parziale e il suo impegno non è costante
E - L'alunno deve ancora conseguire un livello adeguato di competenza e deve manifestare un più costante impegno.
Gli enunciati corrispondenti ad ogni lettera si riferiscono alla valutazione dell'andamento degli specifici apprendimenti nelle aree disciplinari del curricolo: essi pertanto non sono assolutamente da intendere come giudizi definitori della personalità degli alunni.
Inoltre, nello spazio per eventuali annotazioni, previsto in calce alla rilevazione degli apprendimenti per ogni disciplina, potrà essere integrato e meglio precisato il significato specifico che gli enunciati assumono in rapporto ai diversi alunni.
La visualizzazione grafica che si ottiene apponendo un segno in corrispondenza di ogni aspetto della disciplina e della relativa rilevazione/valutazione, ne facilita la lettura e l'interpretazione anche da parte dei genitori.
d) Interventi individualizzati
All'interno di ogni quadro disciplinare è previsto un apposito spazio destinato alla indicazione degli interventi individualizzati, attuati o progettati affinché gli alunni -non solo quelli in ritardo di apprendimento o in difficoltà- possano seguire itinerari didattici personalizzati ed adeguati, quanto a metodologie, tempi, supporti e qualità delle esperienze educative. Tali interventi possono caratterizzarsi in attività di recupero, di consolidamento, di sviluppo. Non si tratta soltanto di progettare attività aggiuntive o integrative di quelle "curricolari" (comunque da ricondurre ad un progetto didattico unitario), ma di incidere positivamente sulle condizioni che possono favorire e facilitare processi di apprendimento adeguati per tutti gli alunni quali: valorizzazione e sviluppo di attitudini, interessi e curiosità; promozione di un positivo rapporto con la scuola; acquisizione di abilità di studio; incentivazione di forme di collaborazione e di responsabilizzazione.
Nel caso di alunni in situazione di handicap, per i quali sia prevista l'adozione di uno specifico piano educativo individualizzato, le rilevazioni del quadro 2, come pure quelle da compiersi nei quadri 1 e 3, faranno riferimento a tale progetto, anche mediante la integrazione, la sostituzione e la calibratura degli indicatori. Ciò in relazione anche al disposto dei Programmi nei quali è detto che "l'esperienza dell'alunno in situazione di handicap dovrebbe potersi sviluppare secondo un percorso unitario e fondamentalmente continuo, quanto più possibile in armonia con i ritmi di maturazione e di apprendimento proprio del soggetto". Quindi "la valutazione dei risultati scolastici di tali alunni non può essere che rapportata ai ritmi e agli obiettivi formativi individualizzati perseguiti nell'azione didattica".
Quadro 3 - Valutazione dei processi formativi
Il profilo formativo dell'alunno, che viene a delinearsi attraverso gli elementi periodicamente registrati nei quadri 1 e 2, trova un momento di sintesi descrittiva nel quadro 3 del documento. Gli spazi aperti a disposizione dei docenti, infatti, sono destinati alla stesura sintetica di una valutazione complessiva del progresso educativo e dello sviluppo personale e sociale di ogni alunno, che andrà operata al termine del primo quadrimestre e a conclusione dell'anno scolastico.
La struttura aperta deve favorire una maggiore aderenza della valutazione ai percorsi educativi intrapresi, alle caratteristiche di ogni alunno, al grado di progresso rispetto ai livelli iniziali, all'esigenza di definire gli esiti del processo educativo in termini qualitativi piuttosto che quantitativi; essa quindi porrà in risalto la conquista di abilità complesse e "trasversali" piuttosto che la riduttiva acquisizione di questo o quel contenuto, di questa o quella capacità specifica.
Per evitare approcci generici, vengono forniti alcuni criteri di orientamento per la delineazione del profilo di sintesi, criteri raggruppabili attorno ai concetti di alfabetizzazione culturale, di autonomia personale e di partecipazione alla convivenza democratica ognuno dei quali rimanda ad un'area significativa ed ampia di possibili elementi da valutare.
A titolo illustrativo si richiama di seguito il quadro di tali elementi, sottolineando ancora una volta l'esigenza di una loro lettura integrata. Infatti le capacità rilevate rimandano ad una stretta integrazione tra apprendimenti, atteggiamenti e impegno e acquistano significati via via più qualificati e consapevoli nella dinamica dei processi evolutivi personali. Tali processi sono attivati dalle "sollecitazioni culturali, operative e sociali" organizzate intenzionalmente dalla scuola e per questo si contestualizzano negli itinerari, nei contenuti e negli obiettivi delle diverse discipline del curricolo.
La valutazione complessiva sintetica terrà conto della progressione dell'alunno in merito a:
- Acquisizione di abilità operative e modalità di indagine:
capacità di azione diretta, di esplorazione, di progettazione e verifica, di riflessione, da esperire nell'interazione concreta con la realtà naturale, sociale e culturale; capacità di organizzare tempi e strumenti del lavoro scolastico; affinamento di abilità di studio, documentazione e ricerca.
- Padronanza di conoscenze e linguaggi:
sviluppo di modalità conoscitive gradualmente più approfondite (abilità senso-percettive e motorie, capacità rappresentative e logiche, padronanza dei fondamentali linguaggi che consentono l'organizzazione e l'espansione della conoscenza) in relazione ai contenuti e ai quadri conoscitivi essenziali dei diversi ambiti disciplinari.
- Sviluppo di competenze comunicative ed espressive:
capacità di comunicazione ed espressione verbale e non verbale in situazione di relazione e scambio, di fruizione e produzione, di creatività, fino ad un primo apprezzamento della dimensione estetica.
Maturazione di una consapevole identità personale, sociale e culturale;
Autostima, fiducia nei propri mezzi e immagine positiva di sé;
Progressivo autocontrollo delle condotte socio-affettive ed emotive e senso di responsabilità.
Rientrano in questo profilo formativo la consapevolezza del proprio modo di porsi di fronte ai problemi ed all'apprendimento scolastico, lo sviluppo di autonomia di giudizio, divergenza, creatività; tutti elementi che nella loro interezza concorrono alla progressiva costruzione della capacità di pensiero critico.
Partecipazione alla convivenza democratica
Modalità e atteggiamenti nella pratica dei rapporti interpersonali e delle relazioni sociali;
Capacità di iniziativa, di decisione e di scelte consapevoli;
Motivazione e impegno personale a capire, progettare e operare costruttivamente.
L'integrazione di tali condotte si configura come progressiva capacità di assumere responsabilità personali e sociali nel quadro dei valori riconosciuti della convivenza democratica.
La valutazione di sintesi del quadro 3 non si limita a registrare il conseguimento di nuove conoscenze, abilità, condotte, indicate da specifici obiettivi disciplinari, ma prende in considerazione anche e soprattutto la loro produttività formativa, prestando attenzione ai processi di assimilazione/comprensione/produzione, al consolidamento di atteggiamenti e motivazioni positive, alla reattività affettiva ed alla disponibilità dell'impegno, all'incontro e alla collaborazione con l'altro.
Nel contesto della riforma della scuola elementare, la valutazione degli alunni rappresenta una delle più complesse manifestazioni dell'impegno educativo e richiede agli insegnanti responsabilità professionale, unita a tensione deontologica, da esercitare nell'interazione collegiale tra i diversi docenti e nel rispetto della personalità dell'alunno che, per essere valutato, deve essere conosciuto, "promosso" e valorizzato.