Source: http://www.fattodiritto.it/formigoni-indagato-per-corruzione-e-finanziamenti-illecito-elettorale-lo-rivela-il-corriere-della-sera/
Timestamp: 2017-07-28 15:01:01+00:00
Document Index: 1109928

Matched Legal Cases: ['art. 318', 'art. 319', 'art. 317', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 7']

Formigoni indagato per corruzione e finanziamenti illecito elettorale. Lo rivela il Corriere della Sera | Fatto & Diritto
/ Formigoni indagato per corruzione e finanziamenti illecito elettorale. Lo rivela il Corriere della Sera
Formigoni indagato per corruzione e finanziamenti illecito elettorale. Lo rivela il Corriere della Sera
Posted by Avv. Tommaso Rossi on 23 giugno 2012 in Inchieste | 19 Views | Leave a response	MILANO, 23 GIUGNO ’12 – Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, è indagato dalla procura di Milano per aver ottenuto nel 2010 un finanziamento elettorale illecito di oltre mezzo milione di euro per le elezioni regionali. Il finanziamento sarebbe arrivato da un’azienda sanitaria privata. Non solo, tra i reati contestati c’è anche la corruzione per la somma di numerosi benefici, come Yacht, ville, vacanze, che gli metteva a disposizione Pierangelo Daccò. La notizia viene data dal Corriere della Sera: Formigoni sarebbe indagato sull’inchiesta milanese volta a far luce sui 70milioni di euro che la fondazione Maugeri, polo privato della sanità, avrebbe elargito negli anni a Daccò che fungeva da intermediario tra la fondazione e il Pirellone, dove ha sede la Regione Lombardia. Al momento nell’ambito dell’inchiesta sono finite in manette sette persone tra cui lo stesso Daccò, dietro le sbarre dal novembre scorso, e un altro amico di Formigoni, Antonio Simone, ex assessore regionale democristiano. Difficile pensare che dietro gli sviluppi dell’inchiesta ci siano solo le ammissioni di Daccò e Simone.
D: Corruzione e finanziamento illecito ai partiti sono i reati contestati. Di che si tratta?
R: La corruzione consiste nella condotta del pubblico ufficiale che per compiere un atto del suo ufficio (art. 318 c.p.) o per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o aver compiuto un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.), riceve per sé o per un terzo, una retribuzione che non gli è dovuta (in denaro o altra utilità) o ne accetta la promessa. Si distingue dalla concussione (art. 317 c.p.) che invece è commessa da pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce qualcuno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità. Pertanto, mentre nella concussione il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, abusando della loro qualità, costringono qualcuno a dare o promettere una qualche utilità, nel reato di corruzione, invece, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio percepiscono l’utilità in seguito all’accordo con un privato che viene punito in eguale maniera.
La legge 195/1974 all’art. 7 vieta i finanziamenti o i contributi, sotto qualsiasi forma ed in qualsiasi modo erogati, da parte di organi della pubblica amministrazione, di enti pubblici e di società con partecipazione di capitale pubblico (superiore al 20%), a favore di partiti, loro articolazione e di gruppi parlamentari. Sono vietati altresì i finanziamenti di partiti da parte di società non comprese tra quelle sopra dette, salvo che tali finanziamenti o contributi siano stati deliberati dall’organo sociale competente e siano regolarmente iscritti in bilancio (purchè non siano comunque vietati dalla legge). Per chi corrisponde o riceve contributi in violazione dei divieti sanciti è prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 4 anni e della multa fino al triplo delle somme versate in violazione della presente legge. L’art. 4 della legge 659/1981 e successive modifiche hanno esteso l’ipotesi di reato di cui al suddetto art. 7 anche ai finanziamenti e contributi in qualsiasi forma o modo erogati, anche indirettamente, ai singoli membri del Parlamento nazionale oltre che ai membri italiani del Parlamento europeo, ai consiglieri regionali, provinciali e comunali, ai candidati alle predette cariche, ai raggruppamenti interni dei partiti politi e a tutti altri soggetti elencati nella norma.
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