Source: https://www.ediesseonline.it/prodotto/anno-lxii-2011-n4/
Timestamp: 2019-09-19 02:07:49+00:00
Document Index: 9104016

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 8', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 44', 'art. 1460', 'art. 18', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 19', 'art. 18']

ANNO LXII – 2011 – N4 – Ediesse
Brevi note su principio di autosufficienza e giusto processo >
L'A. mette in risalto la necessità di "filtrare" l’ingresso in cassazione dei ricorsi senza però impedire l’uscita delle questioni residue. Esclude l’utilizzo distorto del principio del giusto processo (che dovrebbe garantire la durata accettabile della controversia e in sede di legittimità la trattazione solo di questioni decisive), al fine di escludere la compromissione del diritto di difesa. Viceversa, tale compromissione si verificherebbe se il principio del giusto processo venisse attuato senza cautela, facendo prevalere esigenze deflattive e un uso non comprensibile dell'autosufficienza
Scritto da: Sergio Vacirca
Diritto dell’Unione europea e lavoro degli extracomunitari irregolari >
SOMMARIO: 1. Il quadro di riferimento normativo nel TUe e nel TfUe. — 2. La lotta contro l’immigrazione illegale a mezzo di sanzioni e di provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare: la Direttiva n. 2009/52/Ce. — 3. Segue: la disciplina introdotta dalla Direttiva. — 4. In attesa del suo recepimento nell’ordinamento italiano.
Scritto da: Giovanni Cellamare
Il rinnovo del Ccnl 2011-2013 nel settore terziario-distribuzione e servizi >
Il commento offre un’analisi degli effettivi contenuti di innovazione del “controverso” Ccnl Terziario – distribuzione e servizi, stipulato tra Confcommercio (26.02.2011)/Confesercenti (15.03.2011) da un lato, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dall’altro, ma non da Filcams-Cgil. Anche al fine di verificare le possibili ragioni del dissenso di quest’ultima organizzazione, in un settore con oltre 3000000 di addetti, si ripone particolare attenzione sia sulla derogabilità del Ccnl da parte della contrattazione di II livello, sia sulla disciplina dell’arbitrato e della clausola compromissoria.
L’arbitrato si fa in quattro. Problemi (tanti) e prospettive (poche) dopo la legge n. 183/2010 >
L'Autore esamina in chiave critica la riforma dell'arbitrato operata con il Collegato Lavoro analizzando talune problematiche interpretative nascenti dal nuovo testo legislativo per ognuna delle quattro tipologie arbitrali. Si sofferma, in particolare, sul quarto tipo che definisce "selvaggio" in quanto rimette la devoluzione arbitrale e ogni atto potenzialmente dismissorio dei diritti del lavoratore previsto nella procedura esclusivamente all'autonomia individuale delle parti, senza alcuna forma di tutela per la posizione debole del lavoratore.
Scritto da: Francesco Stolfa
Indennizzo previdenziale e risarcimento del danno. Profili processuali del danno differenziale >
Il saggio si propone di analizzare taluni dei complessi problemi di ordine sostanziale e processuale in materia di concorso tra la tutela indennitaria e quella risarcitoria fissata dall’art. 10 del T.U. 1124/1965 si è gradualmente complicata a causa della intervenuta sovrapposizione sull’assetto originario delle sentenze della Corte Costituzionale, delle sostanziali modifiche dell’oggetto della copertura assicurativa introdotte dal D. Lgs. 38/2000, dell’intervento delle Sezioni Unite del novembre 2008 in tema di danno non patrimoniale
Scritto da: Angelo Leuzzi
L’efficacia soggettiva del contratto collettivo >
L'A. affronta i temi dell'evoluzione delle relazioni industriali e dell'efficacia soggettiva del contratto collettivo dopo lo Statuto dei lavoratori. Proprio lo Statuto ha giocato un ruolo fondamentale per il riconoscimento dell'attore sindacale, recependo un modello relazionale nei rapporti tra Stato e ordinamento sindacale di stampo pluralistico o pluri-ordimentale. L'A. si sofferma sull’Accordo interconfederale del giugno 2011 e sull'art. 8 del d.l. n.138/2011, relativo alla contrattazione di prossimità, che ha travolto brutalemente gli equilibri definiti nell'accordo di giugno.
Scritto da: Giuseppe Ferraro
I diritti dimenticati dei disabili e dei loro familiari in seguito alle recenti riforme >
Il saggio - segnalando la necessità di un riordino della normativa, considerata la complessità della legislazione vigente in materia di diritti dei disabili e dei loro familiari, distribuita in parte nella legge quadro sull’handicap e in parte nel Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità - evidenzia l’inadeguatezza dell'ultima riforma legislativa intervenuta sul punto; in relazione a questa si profilano dubbi di costituzionalità e di onformità al diritto comunitario, oltre che di opportunità politica
Ragioni politico-giuridiche del superamento del sistema sindacale di fatto >
La “brutta”vicenda della conclusione dei contratti collettivi separati nel settore metalmeccanico riflette chiaramente la volontà sia di parte del mondo politico (rappresentato dall’ex governo di centro-destra), sia delle organizzazioni sindacali sostanzialmente filogovernative di isolare il movimento sindacale portatore di elementi antagonistici e dialettici. In questa ottica si deve leggere la sottoscrizione, da parte di Cisl e Uil, il 22 gennaio 2009 dell’accordo-quadro sulla riforma degli assetti contrattuali e dei contratti “separati” firmati nel breve e successivo arco temporale.
Regime contributivo dell'indennità erogata ai lavoratori cd. trasfertisti >
L’indennità di trasferta erogata dal datore di lavoro è soggetta al regime con- tributivo di cui all’art. 48, comma 6, d.lgs. n. 314/1997, e quindi è computa- ta nell’imponibile contributivo in ragione del 50% del suo ammontare, allor- ché è erogata in favore di lavoratori cd. «trasfertisti», che per contratto sono te- nuti allo svolgimento dell’attività lavorativa in luoghi sempre variabili e diver- si, tali essendo quelli estranei alla sede dell’impresa. (1)
La disciplina dei contributi sindacali tra acquisizioni giurisprudenziali e nuove questioni >
La Cirte di Cassazione torna sui contributi sindacali e conferma l'orientamento ormai consolidatosi dopo la sentenza delle Sez. Un. del 2005 (esistenza di una cessione del credito ed obbligo di effettuare il versamento fino al limite dell'eccessiva gravosità). Il commento evidenzia le linee fondamentali dell'istituto e affronta alcuni temi non ancora giunti al vaglio della giurisprudenza di legittimità (tra cui il presunto divieto di cessione che una parte dei giudici di merito fanno derivare dal d.P.R. 180/1950).
Il licenzimento discriminatorio come violazione del principio di uguaglianza >
Scritto da: Mara Parpaglioni
Condotta antisindacale e "infelici coincidenze": distacco illegittimo durante il rinnovo del contratto aziendale >
La Sezione lavoro del Tribunale di Ravenna ha sanzionato la condotta antisindacale del gruppo industriale Marcegaglia s.p.a. che si è concretizzata in illecita interposizione di manodopera attraverso lavoratori distaccati illegittimamente da altra società al solo scopo di alterare e condizionare le trattative sindacali per la stipula di un accordo aziendale con deroghe peggiorative per il nuovo personale da assumere.
La Cassazione sul diritto alla salute dopo la Carta di Nizza >
La discrezionalità della p.a. nel valutare, sia le esigenze sanitarie di colui che richieda una prestazione del Servizio sanitario nazionale, sia le proprie disponibilità finanziarie, non sussiste allorché l’assistito chieda il riconoscimento del diritto all’erogazione di cure tempestive non ottenibili dal servizio pubblico, facendo valere una pretesa correlata al proprio diritto alla salute che, per sua natura, non è suscettibile di affievolimento.
Scritto da: Maria Bonacci
Considerazioni in tema di applicazionie dell'autotutela inerente la sicurezza nei luoghi di lavoro >
Atteso il carattere contrattuale dell'art. 2087 cod. civ., questa norma, insieme all'art. 44 del T.U. del 2008, svolge una essenziale funzione preventiva e consente l'astensione legittima del lavoratore dallo svolgimento della prestazione in condizioni di pericolo. Tale astensione può essere ritenuta una applicazione dell'art. 1460 cod. civ., secondo cui, se una delle parti del rapporto sinallagmatico non adempie alle proprie obbligazioni, comprese quelle che compongono il dovere di sicurezza, l'altra è legittimata a non eseguire la propria prestazione.
Gli insegnanti precari nella pubblica amministrazione: stabilizzazione o risarcimento del danno? >
L’A., ripercorrendo le vie giurisprudenziali createsi in materia di sanzioni contro l’abuso nell’utilizzo dei contratti a termine nella p.a., si interroga sulla adeguatezza delle soluzioni sanzionatorie prospettate, ed è giunto a giustificare la prevalenza della soluzione sanzionatoria rispetto a quella della stabilizzazione, anche in considerazione dei principi normativi comunitari e nazionali. Con la precisazione che il risarcimento del danno deve essere basato su parametri certi: il lavoratore – che non può essere reintegrato - avrà diritto al risarcimento secondo i criteri dell'art. 18 St.
La revoca del part-time dopo il Collegato lavoro: la nuova amministrazione autoritaria e la flessibilità negata >
L’art. 16 l. 183/10, nel prevedere la revoca unilaterale dei provvedimenti di concessione del part time solleva dubbi in ordine al diritto interno e al diritto UE. Quanto al primo aspetto si ritiene che il rispetto dei principi di correttezza e buona fede contenuti nel disposto normativo implichino la manifestazione esplicita delle ragioni alla base della ri-trasformazione del rapporto così da consentire al lav. di ‘valutare’ la non arbitrarietà della scelta del datore.
Risarcimento del danno per compressione dei riposi settimanali: prime applicazioni della sentenza Kücüdveci >
: Con la sentenza in esame la Corte d’appello di Torino, sulla base dei principi affermati dalla Corte di Giustizia con la sentenza Kücükdeveci, disapplica l’art. 9, co. 2, d.lgs. n. 66/2003, come modificato dall’art. 41 co. 6 D.L. 112/2008, conv. in L. 133/2008, che ammette la deroga alla regola del riposo settimanale di 24+11 ore per le attività a turni “tutte le volte che il lavoratore cambia squadra o turno ..”, in quanto la norma per la sua chiarezza e precisione non si presta ad una interpretazione conforme alla direttiva n. 2003/88
Le Corti europee rimettono in gioco i diritti del personale Ata >
Dimissioni in bianco e art. 19 dello Statuto >
Diffusa continua ad essere la pratica illecita con cui i datori impongono ai propri dipendenti di sottoscrivere una lettera di dimissioni priva dell’indicazione della data, destinata ad esservi poi inserita nel momento in cui decidono di risolvere il rapporto. Relegata la l. 188/07 nell’angolo delle occasioni mancate, di tale problema si è occupata la giurisprudenza. L’A si sofferma su due interessanti sentenze del Trib Monza e Corte App. Milano, che hanno equiparato l’utilizzo delle dimissioni in bianco a un licenziamento illegittimo, dando applicazione alla tutela reale ex art. 18 Stat. lav.
Scritto da: Anna Fenoglio
Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2011 >
1. Opzione tra trattamenti d’invalidità e disoccupazione. — 2. Pensione per operai agricoli a tempo determinato
Brevi osservazioni sull’inderogabilità del divieto di ius variandi in peius >
Sorprende in un momento di involuzione evidente della produzione legislativa in materia il fatto che una recente decisione della S.C. abbia espressamente sancito che «l’articolo 2103 cod. civ., che tutela la professionalità del prestatore di lavoro nonché il diritto a prestare l’attività lavorativa per la quale si è stati assunti o si è successivamente svolta, vietandone l’adibizione a mansioni inferiori, è norma imperativa e quindi non derogabile nemmeno tra le parti, come sancisce l’ultimo comma di tale norma: “ogni patto contrario è nullo”».
«Sciopero» delle mansioni: un ritorno alla tecnica definitoria? >
La Cassazione, con le sentenze in esame, afferma il principio in base al quale soltanto l’astensione totale dalla prestazione lavorativa, in una determinata unità di tempo, può essere considerata quale sciopero. Di conseguenza, il cd. sciopero delle mansioni rappresenta inadempimento contrattuale che rende legittime le sanzioni disciplinari irrogate nei confronti dei partecipanti all’astensione. L’A., dopo aver ricordato l’elaborazione giurisprudenziale in materia di sciopero, sottopone a critica il principio espresso dalla Corte.