Source: https://issuu.com/uspi0/docs/2notiziariouspifebbraio2014
Timestamp: 2018-07-16 15:10:34+00:00
Document Index: 40791947

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art.7', 'art.2', 'art. 2', 'art.3', 'art. 7', 'art.12', 'art.6', 'art. 3', 'art. 2']

notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 1
Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI anno 2014, pagina 3 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 6 Circola una “strana” lettera di Poste Italiane di verifica delle tariffe applicate ai prodotti editoriali
GIU’ LE MANI DALLE TARIFFE POSTALI DELLE ASSOCIAZIONI L’USPI ha segnalato il caso al Vice Ministro Catricalà e al Sottosegretario Legnini, contestando le tesi di Poste e producendo documentazione circa l’esatta interpretazione delle norme
alla fine di dicembre scorso, Poste Italiane – Grandi Imprese e Pubblica Amministrazione sta recapitando agli editori, soprattutto no-profit, una lettera con la richiesta di “aggiornamento della documentazione e verifica delle tariffe applicate ai prodotti editoriali”, invitando i destinatari a produrre la versione aggiornata della “Dichiarazione sostitutiva” di atto di notorietà per spedire a Tariffa ROC (l’unica rimasta anche per le onlus e assimilate, dopo l’equiparazione introdotta dalla Legge 73/2010). Il problema consiste nel fatto che, secondo Poste Italiane, combinando l’articolo 1 della Legge 416/1981 con il Decreto legge 353/2003 (conv. in Legge 46/2004), gli editori interessati devono far “evincere chiaramente”, non solo la loro iscrizione al ROC (cosa del tutto regolare), ma anche la “natura di ‘impresa editrice’” (vedi a pagina 5). Requisito, quest’ultimo, impossibile da dichiarare per tutte le “Associazioni senza fini di lucro”.
SI BADI BENE!: La questione in discussione non riguarda le Onlus, le OnG, le associazioni di promo2 zione sociale, quelle con scopi religiosi…
SALTATO IL BONUS ALLE PERSONE FISICHE PER L’ACQUISTO DI LIBRI Il credito di imposta spostato sui redditi degli esercizi commerciali che effettuano vendita di libri al dettaglio – Pochi fondi restano solo per gli studenti delle scuole superiori di secondo grado
ome pubblicato sullo scorso numero di questo Notiziario, nel Decreto “Destinazione Italia” era prevista una norma che prevedeva detrazioni fiscali sui libri, destinate ai lettori. L’idea era quella di istituire uno sgravio fiscale del 19% sui libri cartacei, scolastici e non, acquistati in libreria, fino al una spesa massima di 2.000 euro annui (mille per libri scolastici e mille per tutte le altre pubblicazioni). Era un tentativo di favorire il settore libri e incentivare la lettura in un Paese in cui si legge poco. Stanziamento: 50 milioni con esclusione degli ebook. Lo stravolgimento è avvenuto alla Camera, durante l’esame del provvedimento presso le Commissioni riunite Attività produttive e Finanze: il “bonus libri” si è trasformato in un “bonus librai”, dal cliente al venditore. 6
LA PRODUZIONE E LA LETTURA DI LIBRI IN ITALIA – Seconda parte
Il Complesso delle Poste Italiane all’Eur – Roma
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 50° - MENSILE - 11 NUMERI - 2 febbraio 2014 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 2
GIU’ LE MANI DALLE TARIFFE POSTALI DELLE ASSOCIAZIONI 1
e quante altre sono ricomprese ed individuate dettagliatamente nel Decreto legge 353/2003, per le quali, nella “Dichiarazione sostitutiva” sono contemplate le singole peculiarità (cioè, le “caselle” da barrare). Riguarda, invece, tutte le Associazioni senza fine di lucro ( e sono centinaia…), associazioni in generale, culturali, sportive, amatoriali, sindacali, di categoria, politiche… non ricomprese nello specifico elenco dettato dal DL 353/03, e conv. in L. 46/04. Secondo la tesi di Poste Italiane, tali Associazioni (che, ripetiamo, sono centinaia…), non essendo espressamente previste dalla normativa postale, non possono più accedere alla Tariffa ROC e devono obbligatoriamente scontare il c.d. “Regime Libero”.
LA FORZA DELL’USPI
Anche la vicenda delle tariffe postali per le Associazioni senza fini di lucro, approfondita in queste pagine, rivela l’importanza dell’USPI nell’attenzione posta al settore e nella capacità di sollecitare le Istituzioni e proporre soluzioni. Il riconoscimento del peso e della serietà delle proprie proposte, che l’USPI si è guadagnato in tutti questi anni, è frutto non solo della riconosciuta autorità dei propri rappresentanti, ma anche della sua rappresentatività del settore della piccola e media editoria, che consegue alle centinaia di editori e migliaia di testate iscritte. Tutto il settore della piccola editoria si è avvantaggiato delle battaglie portate avanti dall’USPI, nel corso di questi anni. Ci sono molti editori – invece -, soprattutto piccoli, anche tra i nostri associati, che ritengono che i problemi dell’editoria, in particolare quella media e minore, si risolvano quasi da sé, che il Governo sia sempre attento ai loro bisogni e che non sia necessario un loro apporto e supporto all’azione che quotidianamente l’USPI mette in pratica. Iscrivendosi (o rinnovando annualmente l’iscrizione), gli editori conferiscono più forza alla voce dell’USPI. 2
Per metterla in soldoni…: non più 0,20/0,22 (Tariffa ROC) circa a copia spedita, bensì 0,31 (Regime Libero). Ma, dato che – come di dice – il guaio non viene mai da solo, nella lettera si minaccia, inoltre, di “richiedere l’integrazione delle somme dovute a titolo di differenza tariffaria tra la tariffa agevolata… e quella stabilita per il Regime Libero” e che “decorso inutilmente il termine (di 15 gg. !?!) si procederà senza indugio al recupero delle somme dovute”. Ricordiamo, anche se i nostri associati lo sanno bene, che, fin dal 2003, le Associazioni senza fine di lucro sono state autorizzate ad accedere alla Tariffa ROC (al posto di quella che una volta era la “Tariffa no-profit) se rispettavano i criteri di “pubblicazione dello scorporo della quota abbonamento dalla quota associativa” e “rispetto del requisito minimo di spedizione – 50% - agli associati/abbonati”. Ma c’è un altro aspetto della questione, che non si ricava direttamente dalla lettera di Poste, ma da conversazioni informali, che riguarda in particolare le ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, I SINDACATI E I MOVIMENTI POLITICI che sono stati esclusi dalla categoria (per le spedizioni postali) del “no-profit” dall’articolo 2undecies della Legge 22/5/2010, n. 73. Poste interpreta la citata normativa come ESCLUSIONE TOTALE di tali soggetti dalle Tariffe “ex agevolate”, ora “Tariffe massime”. Quindi: applicazione dell’esoso “Regime Libero” e recupero delle somme non pagate dal maggio 2010 ad oggi. Di fronte a tali prese di posizione di Poste Italiane, l’USPI, nella persona del Segretario Generale, Avv. Vetere, ne ha immediatamente informato il Ministero dello Sviluppo economico, ed in particolare il Vice Ministro On. Catricalà, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Sottosegretario con delega all’editoria, Sen. Legnini, chiedendo loro un pronto intervento per il ripristino dell’esatta interpretazione della normativa postale. La lettera inviata dall’USPI, a Catricalà e Legnini, è allegato uno schematico documento riepilogativo della questione postale, con le “controdeduzioni” della nostra Unione. Pubblichiamo di seguito tutto il materiale:
in questo numero Giù le mani dalle tariffe postali delle associazioni (pagine 1, 2, 4, 5) Saltato il bonus alle persone fisiche per l’acquisto di libri (pagine 1, 6) La forza dell’USPI (pagina 2) Assemblea USPI, anno 2014 (pagina 3) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 6) Le quote associative USPI, anno 2014 (pagina 7) Giornalisti, obbligo di formazione per mantenere l’iscrizione (pagina 8) La produzione e la lettura di libri in Italia – IIa parte (pagine 9, 10, 11) Circolare INPGI n. 1/2014 (pagine 12, 13, 15, 16) Who’s who in italy (pagina 14) L’Eco della Stampa (pagina 15) I Fedelissimi USPI: Agristampa (pagina 16) Convenzione USPI-SDA (pagina 16) LETTERA USPI On. Giovanni Legnini Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ———————Cons. On. Antonio Catricalà Vice Ministro Ministero dello Sviluppo Economico ———————Illustrissimo Signor… ( Sottosegretario/Vice ministro) faccio riferimento alla questione delle Tariffe Postali dell’editoria, con particolare riferimento ai periodici editi da associazioni NON ONLUS e da associazioni di categoria in generale. In pratica, l’Ufficio Legale di Poste Italiane SpA, dopo più di tre anni di applicazione del nuovo regime tariffario ha modificato autonomamente ed arbitrariamente l’interpretazione delle norme di cui al D.L.353/03 (conv. in L.46/04)., ritenendo che debbano essere escluse dalle agevolazioni tariffarie (ora, tariffe massime) le associazioni NON ONLUS e, addirittura, che le 4 Notiziario USPI n° 2/2014
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 3
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 4
GIU’ LE MANI DALLE TARIFFE POSTALI DELLE ASSOCIAZIONI 2
associazioni di categoria debbano essere escluse perfino dalla tariffa ministeriale per i prodotti editoriali. Allegata alla presente Le trasmettiamo una nota esplicativa, contenente l’interpretazione che noi riteniamo corretta e che negli scorsi tre anni è stata applicata al settore. Mi preme di notare che: a) Non è possibile che Poste Italiane, o qualsiasi altro soggetto incaricato di un pubblico servizio, da un momento all’altro decida, per qualunque motivo, di intervenire in questo modo provocando danni incalcolabili all’intero settore, ancora di più se, come paventato, Poste Italiane dovesse richiedere gli arretrati dal 2010; b) Mai e poi mai nelle lunghe trattative tra Poste Italiane, editori e Presidenza del Consiglio dei Ministri si era ritenuto che fossero esclusi dalle nuove tariffe i prodotti editoriali delle associazioni. Anzi, alcuni interventi correttivi furono pensati per adeguare specificamente a tali soggetti le norme applicative (ad es.: lo scorporo della quota associativa indicato come prezzo allo scopo di soddisfare il requisito dal prezzo di copertina); c) Se le associazioni editrici avessero ritenuto di essere escluse dalle agevolazioni, avrebbero fatto altre scelte. Per esempio avrebbero potuto scegliere di editare unicamente on line, oppure di diminuire il numero dei prodotti spediti. Ma le associazioni, il Governo e Poste Italiane non avevano mai messo in discussione il diritto delle associazioni di accedere a quelle tariffe, quindi nessun dubbio ci aveva mai preoccupato; d) Questo è l’ennesimo episodio di un momento storico nel quale il nostro comparto viene sistematicamente attaccato e danneggiato, senza che venga espressa una chiara volontà di proteggere pluralismo e lavoro nel settore editoriale. Permettere che l’Ufficio Legale di un Ente possa comportarsi in questo modo, senza un reale controllo sulla legittimità e sulla opportunità del suo operato significa non avere a cuore per niente le sorti del nostro settore. Spero vivamente che questa situazione possa essere risolta con saggezza e alto senso dell’azione di Governo e per questo, con la stima di sempre, richiedo il Suo intervento, nel più breve tempo possibile, perché ogni giorno che passa la situazione peggiora. 4
Con ossequi, Avv. Francesco Saverio Vetere Si allegano: - Lettera Poste Italiane SpA - Appunto esplicativo APPUNTO ESPLICATIVO SULLE TARIFFE POSTALI ROC PER LE ASSOCIAZIONI SENZA FINI DI LUCRO A) PRIMA QUESTIONE IN DISCUSSIONE: ANTEFATTO: Poste Italiane sta recapitando a tutte le Associazioni senza fini di lucro (associazioni in generale, culturali, sindacali, di categoria, politiche… vedi anche seconda questione) non ricomprese nello specifico elenco dettato dal DL 353/03, conv. in L. 46/04 (Onlus, Ong, Promozione sociale, religiose…) una lettera in cui si richiede esplicitamente di sottoscrivere una Dichiarazione sostitutiva nella quale “si evinca chiaramente la specifica natura di impresa editrice”, al fine di verificare la possibilità, per dette associazioni, di accedere alla “Tariffa Roc”. Nella lettera, inoltre, si minaccia di “richiedere l’integrazione delle somme dovute a titolo di differenza tariffaria tra la tariffa agevolata… e quella stabilita per il Regime Libero” e che “decorso inutilmente il termine (di 15 gg.) si procederà senza indugio al recupero delle somme dovute”. TESI DI POSTE ITALIANE: Poste mette in correlazione il comma 1 dell’articolo 1 del DL 353/03 “Agevolazioni tariffarie postali per la spedizione di prodotti editoriali”, che così recita: “1. A decorrere dal 1º gennaio 2004, le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e le imprese editrici di libri possono usufruire di tariffe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali…”, con l’articolo 1 della Legge 416/81 “Titolarità delle imprese”, concludendo che le Associazioni (se non ricomprese nella previsione del DL 353/03) non possano accedere alla Tariffa ROC.
possono essere editi da associazioni, ma ci sono molte altre periodicità delle riviste (settimanale, mensile, bi/trimestrale…) che possono essere edite da associazioni. 2) L’articolo 1, comma 2, del DL 353/03 prescrive che “accedono altresì alle tariffe agevolate le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro”. Finora: se ricomprese nella specifica lista, all’allora Tariffa no-profit; se ad di fuori di tale lista, alla Tariffa Roc (con scorporo del prezzo e associati/abbonati paganti). 3) Tutte le Associazioni senza fini di lucro sono iscritte e riconosciute come “editori”, sia nel Registro Stampa del Tribunale Civile, sia nel Registro degli operatori di comunicazione dell’AGCOM. 4) Da molto prima dell’entrata in vigore della L. 46/04, dalla L.662/96 e dai decreti ministeriali del 1997, a tutte le Associazioni senza fine di lucro (articolo 2,comma 20, lettera c) i cui periodici contenevano pubblicità (condizione allora esclusa per accedere alla Tariffa specifica) era applicata la Tariffa dei “profit”. 5) Già nella Lettera-Circolare di Poste Italiane del 21.01.2003, a firma dell’allora direttore Pantano, in merito al DPCM 27/11/2002 (propedeutico del DL 353/03), si specificava, tra l’altro, quanto segue (testuale “concordato con il competente Dipartimento dell’Editoria”) in merito al prezzo per copia/abbonamento per accedere alla Tariffa profit (ora Tariffa ROC): “Per il raggiungimento del 60% (ora 50%) degli abbonamenti a titolo oneroso, non è da considerarsi computabile una quota associativa corrisposta dagli associati, a meno che la quota relativa all’abbonamento non sia esplicitamente scorporata dalla quota associativa”. Tale precisazione non avrebbe avuto senso se le Associazioni non potevano usufruire della Tariffa “profit”. SOLUZIONE PROSPETTATA: Mettendo in correlazione il comma 1, dell’articolo 1, del DL 353/03: “le imprese editrici di quotidiani e periodici” e il comma 2 dello stesso articolo: “le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro”, riteniamo che la normativa sulle tariffe postali per l’editoria si debba applicare, come sempre fatto, agli “editori” (in generale) iscritti al ROC.
CONTRODEDUZIONI: 1) L’articolo 1 della Legge 416/81 fa specifico riferimento all’ “esercizio dell’impresa editrice di giornali quotidiani”, che non
B) SECONDA QUESTIONE IN DISCUSSIONE (correlata con la prima): ANTEFATTO: Notiziario USPI n° 2/2014
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 5
L’articolo 2-undecies della L. 22/5/2010 n. 73 ha soppresso dalla previsione dei beneficiari delle “tariffe agevolate”: “le associazioni le cui pubblicazioni periodiche abbiano avuto riconosciuto il carattere politico dai gruppi parlamentari di riferimento nonché, relativamente ai bollettini dei propri organi direttivi, gli ordini professionali, i sindacati, le associazioni professionali di categoria. ..”. N.B.: Tali soggetti accedevano alla c.d. “Tariffa no profit”.
TESI DI POSTE ITALIANE: Poste interpreta la sopra citata normativa come ESCLUSIONE TOTALE di tali soggetti dalle Tariffe “ex agevolate”, ora “Tariffe massime”. Quindi: applicazione dell’esoso “Regime Libero” e recupero delle somme non pagate dal maggio 2010 ad oggi. CONTRODEDUZIONI: 1) L’articolo 2-undecies ha escluso i soggetti di cui sopra dall’applicazione, ad essi, della “Tariffa no profit”, non l’esclusione tout-court dalle tariffe ministeriali. Se il legislatore così avesse voluto avrebbe ricompreso i soggetti di cui sopra nell’articolo 2 (Prodotti editoriali esclusi dalle agevolazioni) del Decreto Legge n.353/03 convertito e integrato dalla Legge n. 46 del 27/2/04. 2) Le Onlus e assimilate (pur non avendo più delle tariffe specifiche, perché ormai equiparate alle Tariffe ROC) mantengono tuttora una normativa di favore, non dovendo sottostare agli obblighi di esibire un prezzo per copia e/o abbonamento e di rispettare la percentuale minima di abbonamenti a titolo oneroso. L’articolo 2-undecies ha escluso i soggetti di cui sopra da tale normativa di favore, ma non dalle tariffe ministeriali, rientrando nel più generale concetto di “Associazioni senza fini di lucro” (vedi prima questione). SOLUZIONE PROSPETTATA: Per non creare una ingiustificata discriminazione tra soggetti simili, TUTTE le Associazioni senza fini di lucro, non rientranti nello specifico elenco del comma 3, articolo 1, del DL 353/03, “editrici” dei loro periodici, possono accedere alle Tariffe ROC, qualora rispettino il requisito prescritto del prezzo (scorporato dalla quota associativa) e della percentuale minima di spedizione agli abbonati/associati paganti direttamente la quota annuale. Notiziario USPI n° 2/2014
PdL “ Delega Fiscale” (A.S. N. 1058) CONFERMATO
In particolare, tra i criteri direttivi enunciati, vi sono:
PUbbLICITà PER GIOChI D’AZZARDO
Delega al Governo per il riordino di tale materia - Il testo del provvedimento passa ora all’esame della Camera per l’approvazione definitiva Il Senato ha approvato, con modificazioni, la proposta di legge “Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita” (c.d. “Delega fiscale”). L’art. 14 del provvedimento reca una serie di disposizioni relative ai giochi pubblici; in particolare, vengono definiti i principi di delega al Governo per il riordino di tale materia ,da attuare con appositi decreti. Tra le materie oggetto di riordino, vi è anche quella relativa alla pubblicità dei giochi.
- il rafforzamento del monitoraggio, controllo e verifica circa il rispetto e l’efficacia delle disposizioni vigenti in materia di divieto di pubblicità per i giochi con vincita in denaro, soprattutto per quelli online, anche ai fini della revisione della disciplina in materia, con particolare riguardo all’obiettivo della tutela dei minori; - l’introduzione del divieto di pubblicità nelle trasmissioni radiofoniche e televisive nel rispetto dei princìpi sanciti in sede europea relativi alla tutela dei minori per i giochi con vincita in denaro che inducono comportamenti compulsivi; - la previsione di una limitazione massima della pubblicità riguardante il gioco online, in particolare di quella realizzata da soggetti che non conseguono concessione statale di gioco. 5
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 6
SALTATO IL BONUS ALLE PERSONE FISICHE PER L’ACQUISTO DI LIBRI 1
Infatti, il riferimento di legge alle “persone fisiche e giuridiche” è stato sostituito con quello agli “esercizi commerciali che effettuano vendita di libri al dettaglio”, con buona pace per i lettori. Qualcosa è rimasto per gli studenti delle scuole secondarie, sia pubbliche sia private, con redditi familiari sotto i 25 mila euro. Un buono timbrato e numerato con il quale gli studenti potranno ottenere uno sconto sui libri di lettura, ma non su quelli scolastici. Come ha scritto Ignazio Pedullà su Italia Oggi del 7 febbraio scorso: “Alcune domande sorgono spontanee. La prima: evidentemente, per i nostri parlamentari gli studenti delle medie o quelli Universitari non leggono e quindi non sono meritevoli dello sconto. La seconda: i libri di testo sono, come al solito, visti nell’ottica della scuola di un dì: non libri da fare propri e studiare gioiosamente, quindi equiparabili a un bel romanzo, ma «mattoni» che si devono mandar giù, e figuriamoci se ti facciano pure lo sconto”. Nel bonus rientrano i libri digitali. Qualcuno sostiene che ciò favorirà un colosso come Amazon. Ecco il nuovo testo approvato, con le modifiche apportate, evidenziate in rosso: Articolo 9 Misure per favorire la diffusione della lettura 1. Nell’ambito di apposito Programma Operativo Nazionale della prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari, previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essa previste ed a seguito dell’approvazione della Commissione europea, è disposta l’istituzione di un credito di imposta sui redditi degli esercizi commerciali che effettuano vendita di libri al dettaglio con decorrenza dal periodo d’imposta determinato con il decreto di cui al comma 5 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016, per l’acquisto di libri anche in formato digitale muniti di codice ISBN. 2. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sulla base della popolazione studentesca nell’anno scolastico 2014-2015, fissa per ogni studente di isti6
tuto di istruzione secondaria di secondo grado pubblico o legalmente parificato avente sede nel territorio nazionale l’importo disponibile ai sensi del comma 5. I dirigenti scolastici dei predetti istituti rilasciano a ciascuno studente un buono sconto di pari importo, timbrato e numerato, utilizzabile ai fini dell’ottenimento di uno sconto del 19 per cento per l’acquisto di libri di lettura, presso gli esercizi commerciali che decidono di avvalersi della misura di cui al comma 1. 3. abrogato 4. abrogato 5. Previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essa previste, fruibili a seguito dell’approvazione da parte della Commissione europea del Programma Operativo Nazionale relativo alla Competitività di responsabilità del Ministero dello sviluppo economico , con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la coesione territoriale, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, è stabilito l’ammontare dell’intervento nella misura massima di 50 milioni di euro a valere sulla proposta nazionale relativa alla prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari. 6. Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale il beneficio è maturato. Esso non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. 7. Le risorse individuate ai sensi del comma 5, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato e successivamente riassegnate, per le finalità di spesa di cui al presente articolo, ad apposito programma dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. A tal fine, il Ministero dello sviluppo economico comunica al Fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, gli importi comunitari e nazionali riconosciuti a titolo di credito di imposta da versare all’entrata del bilancio dello Stato.
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI FEBBRAIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA e MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2013); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2013) ENTRO IL MESE DI MARZO Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2013); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2013). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2014. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Notiziario USPI n° 2/2014
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 7
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 8
Articolo 7 del DPR 137/2012
GIORNALISTI, OBBLIGO DI FORMAZIONE PER MANTENERE L’ISCRIZIONE Dal 1° gennaio, sarà necessario maturare 60 crediti in un triennio (di cui almeno 15 su temi deontologici) per non essere cancellati – Necessaria la PEC Arriva l’obbligo di formazione per i giornalisti. Pena la cancellazione dall’Ordine. In base all’art. 7 del DPR 137/2012, a partire dal primo gennaio anche i giornalisti italiani saranno chiamati ad assolvere all’obbligo della Formazione Professionale Continua (FPC) per adeguarsi alla normativa che prevede l’aggiornamento, per tutti gli iscritti ad un Ordine professionale, come una delle condizioni per poter mantenere la propria iscrizione all’Ordine stesso. Per assolvere all’obbligo formativo – spiega lo stesso Ordine dei Giornalisti, in una nota pubblicata sul proprio sito -, ogni iscritto dovrà maturare 60 crediti in un triennio (con un minimo di 15 crediti annuali) di cui almeno 15 su temi deontologici. In base all’art. 3 del Regolamento attuativo approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, i crediti potranno essere ottenuti in svariati modi fra cui attività formative anche a distanza, frequenza di corsi, seminari e master organizzati anche da soggetti formatori terzi (ad esempio le Università) autorizzati dal CNOG. Ogni ora trascorsa per partecipare ad un evento formativo darà diritto a due crediti. L’impegno massimo per ogni iscritto sarà dunque di 10 ore l’anno. La formazione deontologica, che prevede un quarto dei crediti totali richiesti nel triennio, sarà gratuita per ogni iscritto e, dunque, a carico dell’Ordine. I primi piani formativi, contenenti gli eventi utili al conseguimento dei crediti, saranno pubblicati entro la fine del mese di marzo su un’apposita sezione dei siti del CNOG e degli Ordini regionali. “Nella convinzione che la formazione continua dei giornalisti sia un’opportunità da sfruttare nel migliore dei modi – recita la nota dell’Odg – il CNOG ha già stanziato nei mesi scorsi risorse economiche importanti che verranno messe a disposizione degli ordini regionali e, dunque, di tutti i 8
colleghi”. NOTA DELL’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI (www.odg.it) Giornalisti, la formazione accende i motori “Per effetto dell’art. 7 del DPR 137/2012, dal primo gennaio 2014 anche i giornalisti italiani dovranno assolvere all’obbligo della Formazione Professionale Continua (FPC) per adeguarsi ad una normativa che prevede l’aggiornamento per tutti gli iscritti ad un Ordine professionale come una delle condizioni per poter mantenere la propria iscrizione all’Ordine stesso. Per assolvere all’obbligo formativo, ogni iscritto dovrà maturare 60 crediti in un triennio (con un minimo di 15 crediti annuali) di cui almeno 15 su temi deontologici. In base all’art. 3 del Regolamento attuativo approvato dal CNOG, i crediti potranno essere ottenuti in svariati modi fra cui attività formative anche a distanza, frequenza di corsi, seminari e master organizzati anche da soggetti formatori terzi (ad esempio le Università) autorizzati dal CNOG. Ogni ora trascorsa per partecipare ad un evento formativo darà diritto a due crediti. L’impegno massimo per ogni iscritto sarà dunque di 10 ore l’anno. La formazione deontologica, che prevede un quarto dei crediti totali richiesti nel triennio, sarà gratuita per ogni iscritto e, dunque, a carico dell’Ordine. A questo proposito, sarà disponibile già nelle prossime settimane un corso e-learning sviluppato dal Centro di Documentazione Giornalistica sulla base delle indicazioni fornite dal CNOG.
già stanziato nei mesi scorsi risorse economiche importanti che verranno messe a disposizione degli ordini regionali e, dunque, di tutti i colleghi”. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012 , n. 137 Articolo 7 Formazione continua 1. Al fine di garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell’utente e della collettività, e per conseguire l’obiettivo dello sviluppo professionale, ogni professionista ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale secondo quanto previsto dal presente articolo. La violazione dell’obbligo di cui al periodo precedente costituisce illecito disciplinare. 2. I corsi di formazione possono essere organizzati, ai fini del comma 1, oltre che da ordini e collegi, anche da associazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti, autorizzati dai consigli nazionali degli
ordini o collegi. Quando deliberano sulla domanda di autorizzazione di cui al periodo precedente, i consigli nazionali trasmettono motivata proposta di delibera al ministro vigilante al fine di acquisire il parere vincolante dello stesso. 3. Il consiglio nazionale dell’ordine o collegio disciplina con regolamento, da emanarsi, previo parere favorevole del ministro vigilante, entro un anno dall’entrata in vigore del presente decreto: a) le modalità e le condizioni per l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l’organizzazione dell’attività di aggiornamento a cura degli ordini o collegi territoriali, delle associazioni professionali e dei soggetti autorizzati;
I primi piani formativi, contenenti gli eventi utili al conseguimento dei crediti, saranno pubblicati entro la fine del mese di marzo su un’apposita sezione dei siti del CNOG e degli Ordini regionali.
Nella convinzione che la formazione continua dei giornalisti sia un’opportunità da sfruttare nel migliore dei modi, il Cnog ha
c) il valore del credito formativo professionale quale unità di misura della formazione continua. Notiziario USPI n° 2/2014
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 9
dialogando dialogando Nel 2013, oltre 24 milioni di persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto, nei 12 mesi precedenti l’intervista, almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2012, la quota di lettori di libri è scesa dal 46% al 43%. Nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 49,3% della popolazione femminile e solo il 36,4% di quella maschile. La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già in età scolare, a partire dagli 11 anni. La fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (57,2%). La propensione alla lettura dipende dalla scuola, ma anche dall’ambiente familiare: leggono libri il 75% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 35,4% di quelli con genitori che non leggono. Permangono le differenze territoriali: nelle regioni settentrionali legge oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (50,1% nel Nord-ovest e 51,3% nel Nordest), mentre nel Sud e nelle Isole la quota di lettori è pari solo al 30,7%. (SECONDA PARTE)
Lo studio rivela risultati inquietanti della crisi economica e culturale: diminuisce la lettura di libri rispetto al 2012 - Una famiglia su dieci non ha libri in casa - Si riduce la produzione libraria, soprattutto dei piccoli editori - La scarsa alfabetizzazione informatica ostacola la diffusione di e-book In secondo luogo, la scarsa diffusione della lettura viene ricondotta al livello culturale della popolazione considerato complessivamente modesto (36,6%); a tale fattore strutturale si aggiungerebbero, inoltre, politiche pubbliche di incentivazione dell’acquisto dei libri ritenute inadeguate e insufficienti per promuovere e sostenere la domanda e a incoraggiare gli acquisti in libreria (35,3%).
ti (39%), quindi i canali di distribuzione online (librerie online, siti di e-commerce, ecc.) con il 30,8%, e, in misura molto inferiore (9,9%) le librerie di catena. Pochi consensi (9,2%) per la grande distribuzione organizzata (supermercati, multistore, ecc.) e ancor meno (4,1%) vengono espressi per altri canali di distribuzione generici .
Anche la scarsa promozione dei libri da parte dei media è indicata tra i fattori che penalizzano la diffusione della lettura (23,4% dei rispondenti). A tale proposito, non appare trascurabile il
A tale proposito, si consideri che, nel 2012, quasi due piccoli editori su tre (63,3%) e l’83,9% degli editori di media dimensione hanno dichiarato di aver utilizzato i canali della distribuzione online, come le librerie online o i siti di e-commerce. I punti vendita generici e non specializzati, come le edicole, le cartolerie, le rivendite all’interno dei centri commerciali, dei supermercati, delle stazioni, degli uffici postali, degli autogrill o di altri esercizi pubblici, sono appannaggio soprattutto dei grandi editori (51,3%), mentre se ne è potuto avvalere rispettivamente solo il 38% e il 45,7% dei piccoli e dei medi editori.
Il piacere della lettura fatto che gran parte degli operatori del settore editoriale italiano, fortemente polarizzato dal punto di vista dimensionale, soffrano in particolar modo la scarsa visibilità e pubblicità che ha il settore librario.
A fronte di una domanda effettiva di libri storicamente modesta, circoscritta e sostanzialmente statica, e di una domanda potenziale estremamente vasta, gli operatori del settore editoriale hanno indicato gli elementi che considerano maggiormente critici e le possibili aree di intervento per promuovere la lettura e lo sviluppo del settore editoriale.
Si pensi che i piccoli e medi editori, cioè quelli che pubblicano non più di 50 titoli all’anno, rappresentano l’88,5% del numero complessivo di editori attivi, ma sono i pochi grandi editori (pari all’11,4% del totale) a pubblicare quasi i tre quarti (74,4%) dei libri proposti ai lettori e a determinare perciò in modo preponderante le caratteristiche dell’offerta (i grandi editori pubblicano 11 volte più titoli e 31 volte più copie dei piccoli editori e 4 volte più titoli e 9 volte più copie di quelli di medie dimensioni).
Tra i principali fattori che ostacolano la lettura nel nostro Paese gli editori indicano in primo luogo (44,5% delle risposte) la mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura.
Riguardo ai canali di distribuzione, quelli ritenuti dalla platea degli editori di maggiore rilevanza strategica per accrescere la domanda e ampliare il pubblico dei lettori sono in primo luogo le librerie indipenden-
Politiche scolastiche, incentivi pubblici e visibilità sui media per allargare la domanda
Notiziario USPI n° 2/2014
Nonostante le differenti forme di distribuzione e modalità di commercializzazione, per quasi il 26% degli editori rispondenti, non meno della metà dei titoli pubblicati nel corso del 2012 sono rimasti invenduti, resi dalle librerie o giacenti in magazzino. Si riduce la produzione libraria, soprattutto dei piccoli editori Nel 2012, i circa 1.600 editori attivi censiti hanno pubblicato 59.230 titoli. In termini di tiratura, nello stesso anno sono stati stampati circa 3 volumi per ogni cittadino italiano: un’offerta che appare sproporzionata rispetto alla capacità di assorbimento dell’utenza e che, in tempo di crisi e con margini di profitto sempre più esigui, risulta difficilmente sostenibile. Se si confronta la produzione libraria degli editori che hanno partecipato alla rilevazione negli ultimi due anni il 2012 segna, rispetto al 2011, una battuta d’arresto: le opere pubblicate si riducono infatti del 7,3% e le tirature del 7,6%. 10 9
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 10
In media, quindi, la tiratura di ciascuna opera è rimasta pressoché invariata (0,4%). I piccoli editori hanno proposto, rispetto al 2011, quasi un quinto di titoli in meno (16,5%), i medi editori il 6,8% in meno e anche i grandi editori hanno ridimensionato la propria offerta del 6,7%. Al contrario, in termini di tiratura, i medi editori hanno ridotto solo di poco il numero di copie stampate (-6,7%). Limitato il mercato internazionale dei diritti d’autore Il mercato editoriale descritto dalla rilevazione, almeno per quanto riguarda i titoli, si dimostra per l’85% alimentato dalla produzione nazionale: sono circa 8.600 le opere pubblicate nel 2012 che hanno comportato il pagamento dei diritti di edizione all’estero. In termini di tirature, però, le opere i cui diritti sono stati acquistati all’estero sono state stampate nel loro insieme in oltre 41 milioni e mezzo di copie, pari a circa il 23% della produzione del 2012. Tra di essi, 19 titoli hanno superato le 100.000 copie. La materia prevalente dei titoli acquistati all’estero è la narrativa moderna. Si punta sulle novità per conquistare lettori Le opere originali pubblicate in “prima edizione” costituiscono quasi due terzi (64,8%) del numero complessivo delle proposte editoriali del 2102. Le “ristampe” non raggiungono un terzo del totale (29,2%) e i titoli ripubblicati in “edizioni successive” sono una quota residuale pari al 6%. Rispetto al 2011, la contrazione della produzione libraria ha colpito soprattutto le riedizioni, che sono diminuite del 67,3% in termini di titoli e del 78,2% in termini di copie stampate. In proporzione, le opere in ristampa sono quelle che non hanno subito flessioni (+3,5% di titoli e +6,4% di copie), mentre le prime edizioni, benché siano diminuite del 5% in termini di titoli e del 7,1% in termini di tiratura, continuano a rappresentare oltre la metà dell’offerta editoriale. Nonostante la crisi, i prezzi non diminuiscono Nel 2012 la quota più consistente di titoli (25,8%) e di copie (39,2%) è rappresentata dalla categoria di prezzo fino a 10 euro, con 10
una tiratura media di 4.612 esemplari per opera . Le opere con un prezzo di copertina non superiore ai 15 euro sono oltre la metà della produzione libraria: rappresentano il 51% dei titoli e il 60% delle tirature. In media, le politiche commerciali non hanno puntato su una riduzione dei prezzi che sembrano rimasti sostanzialmente stabili. I prezzi praticati dai piccoli editori sono mediamente più alti (25,05 euro), mentre le opere pubblicate dai grandi editori hanno un prezzo medio di 19,72 euro . Il primato della narrativa e la flessione dell’editoria per ragazzi Rispetto ai contenuti, quasi un libro pubblicato su quattro (23,2%) appartiene alla categoria dei testi letterari moderni che comprende romanzi, racconti, libri gialli e d’avventura, nonché libri di poesia e testi teatrali. In particolare, gli oltre 9.000 romanzi e racconti pubblicati nel 2012 costituiscono il 15,5% dei titoli e il 26,5% delle copie stampate. Oltre alla letteratura moderna, le prime posizioni sono detenute dai testi di argomento religioso e teologico (8% dei titoli), dai libri di diritto e amministrazione pubblica (7,5%), dalle opere di storia (6,5%) e da quelli di pedagogia e didattica (3,7%). L’esame per generi conferma la flessione, già rilevata negli ultimi anni, della produzione editoriale destinata al pubblico dei bambini e dei ragazzi. Infatti, nel 2012 esse diminuiscono del 6,3% nei titoli e del 5% nelle tirature. La produzione dell’editoria educativo-scolastica presenta una leggera flessione: -2,5% dei titoli e -3,7% delle tirature. Solo il 16% dei testi scolastici ha un prezzo contenuto entro i 10 euro, mentre oltre i due quinti (46%) comportano una spesa non inferiore ai 20 euro. La scarsa alfabetizzazione informatica ostacola la diffusione di e-book Nel 2012, circa il 21% delle opere pubblicate a stampa in Italia, cioè oltre 12.000 titoli, è stato reso accessibile al pubblico anche sotto forma di e-book. La percentuale di libri elettronici sale al 21,8% dei titoli in ristampa, e tocca il 65,2% con riferimento ai testi scolastici . L’86,4% dei prodotti pubblicati in digitale è stata realizzata da grandi editori, i quali
hanno reso disponibile anche in tale formato quasi un quarto (il 24,5%) della loro produzione a stampa. I titoli per i quali si rende disponibile l’edizione elettronica sono soprattutto quelli di “varia adulti” (66,1%), seguiti dai libri di testo per le scuole primarie (per i quali gli e-book arrivano al 52,2% dei volumi a stampa), quelli di matematica (50,6%), filologia e linguistica (44,4%) e i libri di geografia, di viaggio e gli atlanti (42,6%). Un quinto degli e-book proposti nel 2012 presenta contenuti o funzionalità aggiuntive rispetto alla versione a stampa della stessa opera, come ad esempio collegamenti ipertestuali e applicazioni audio-visive o multimediali; per il resto – a parte una quota pari al 4,4% di titoli di cui non vengono specificate le caratteristiche – si tratta di semplici trasposizioni su supporto elettronico dello stesso testo proposto a stampa. Attualmente sono i grandi editori a controllare, con il 70% delle pubblicazioni proposte, il mercato degli e-book, soprattutto nel genere scolastico (45,3%) e nella saggistica (38,0%). I piccoli e medi editori si orientano invece maggiormente verso la narrativa e altri generi della categoria “varia adulti”. Secondo le indicazioni fornite dagli editori intervistati (60,6% dei rispondenti), il fattore competitivo degli e-book che rappresenta la caratteristica maggiormente apprezzata dal pubblico è il prezzo di vendita, generalmente più conveniente rispetto a quello delle corrispondenti edizioni cartacee. In secondo luogo, è la facilità di trasporto e di archiviazione dei contenuti (indicata dal 38,7% editori), il requisito degli e-book più frequentemente riconosciuto dal pubblico dei lettori. Gli altri aspetti, segnalati da una quota decisamente inferiore di intervistati, sono le modalità di fruizione interattiva dei contenuti, attraverso la possibilità di effettuare ricerche sul testo, disporre di segnalibri, note, applicazioni per la formattazione, ecc. (19,4% degli intervistati), seguite dalla facilità di reperimento e di acquisizione dei titoli (14,3%) e la multimedialità dei contenuti (12,8% delle risposte). Che cosa ostacola, dunque, secondo gli editori, la diffusione dell’e-book in Italia? La principale difficoltà segnalata dagli intervistati è da imputare alla scarsa alfabetizzazione informatica nell’utilizzo delle nuove tecnologie (segnalata dal 35,4% degli intervistati) seguita dall’immaterialità del libro digitale, che penalizza l’e-book rispetto al libro di carta (32,2%). Per molti intervistati (23,6%) pesa anche il costo dei dispositivi di lettura e, in misura minore (17,4%), la mancanza di un formato standard. Notiziario USPI n° 2/2014
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 11
Guardando al futuro, più della metà degli editori che hanno risposto al quesito (51,5%) ritiene che nei prossimi tre anni l’impatto della diffusione dell’e-book sul mercato editoriale sarà molto o abbastanza positivo. Gli scettici si concentrano fra i medi editori, che, per quasi il 20%, esprimono previsioni molto o abbastanza negative. Al contrario, pronosticano un ruolo futuro importante per il libro elettronico soprattutto i grandi editori (58,3%), per i quali l’impatto atteso è considerato molto o abbastanza positivo. Il Web e gli e-book: un’opportunità per la lettura? Se nel complesso la domanda di libri in Italia è ancora molto circoscritta e in molte case i libri sono del tutto assenti, negli ultimi anni si sta lentamente, ma progressivamente, espandendo il consumo di prodotti editoriali digitali. Nel nostro Paese, sono 5 milioni 224 mila le persone di 6 anni e più che hanno dichiarato di avere letto o scaricato libri online o e-book (pari al 17,3% delle persone che hanno utilizzato Internet negli ultimi tre mesi ed al 9,1% della popolazione di 6 anni e più). Anche in questo caso, si conferma la relazione diretta tra il possesso di libri in famiglia ed i livelli di consumo dei prodotti digitali: la percentuale di persone che negli ultimi 3 mesi hanno letto o scaricato libri online o e-book cresce, infatti, in proporzione al numero di libri presenti in casa, toccando il picco del 26% tra le persone che dispongono già di una biblioteca domestica con più di 200 volumi. É però interessante osservare che anche il 5,2% delle persone che hanno dichiarato di non avere a casa nessun libro e che hanno utilizzato Internet negli ultimi tre mesi ha letto o scaricato libri online o e-book. La diffusione dei libri online e degli e-book potrebbe, dunque, rappresentare una opportunità di accesso e esercitare funzione di traino, promuovendo la lettura anche nelle famiglie che finora hanno una minore confidenza con le librerie e i libri cartacei. La lettura e il download di libri online ed ebook sono attività diffuse soprattutto tra i giovani e, in particolare quelli tra i 20 ed i 24 anni (sono il 24,9% dei coetanei che navigano sui Internet). La quota di coloro che praticano la lettura di libri in formato digitale scende sotto il 20% dai 35 anni in poi. Contrariamente a quanto rilevato per i libri tradizionali, a leggere e scaricare libri onliNotiziario USPI n° 2/2014
ne sono in proporzione più i maschi che le femmine (18,2% dei maschi che frequentano il Web contro il 16,3% delle femmine). Internet sembra poter ridurre le disparità e attenuare anche le differenza di carattere territoriale. L’accesso ai libri in formato digitale attraverso la Rete è, infatti, piuttosto omogenea a livello nazionale, con valori che oscillano dal 18,1% dell’Italia centrale al 16,5% del Nord-est, e che si discostano poco dalla media anche nel Sud (17,8%) e nelle Isole (17,1%).. Sembrano, invece, restare significative le differenze legate al tipo di comune: le attività online di lettura e download di libri ed e-book attraverso Internet risultano maggiormente diffuse nei comuni centro di aree metropolitane (20,4%), rispetto ai piccoli centri (circa il 16% nei comuni con meno di 50 mila abitanti). Rispetto al titolo di studio, il profilo dei lettori digitali corrisponde a quello dei lettori tradizionali: tra le persone che frequentano la Rete sono infatti i laureati a dichiarare con maggiore frequenza di aver letto o scaricato un libro online o un e-book (28,5%).
oltre 200 libri. I dati sul commercio online dei prodotti editoriali mostrano che, tra le persone di 16-74 anni che negli ultimi 12 mesi hanno utilizzato Internet per effettuare acquisti di beni e servizi, la quota di quelli che, in particolare, hanno utilizzato Internet per comprare libri e e-book è pari a 35,9% tra i lettori (un valore pari a 2 milioni 178 mila persone in valore assoluto) e che i valori salgono all’aumentare del numero dei libri letti, fino a un picco pari al 53,1% in corrispondenza dei lettori forti. Complessivamente, dei quasi 2 milioni e mezzo di acquirenti di libri online, oltre la metà (54,4%) sono maschi. Circa un terzo degli acquirenti online di libri e e-book sono giovani con un’età compresa tra i 20 e di 34 anni (746 mila persone, pari al 32,2% degli acquirenti online), mentre quelli con età compresa tra i 35 e i 44 anni sono oltre 720 mila persone (pari al 29,3% del totale di acquirenti online). Nonostante il primato della diffusione dell’e-commerce di libri riguardi tre regioni del Nord (Valle d’Aosta, Lombardia e
La categoria di utenti che legge maggiormente i libri su Internet sono gli studenti (29,3% di coloro che hanno utilizzato Internet), Raffaello, Michelangelo e Caravaggio scendono in seguita da quella dei campo per promuovere la lettura (libreriamo.it) dirigenti, degli Friuli-Venezia Giulia), almeno in questo imprenditori e dei liberi professionisti caso non si può parlare di una netta diffe(23%), mentre la quota più bassa si risconrenza tra Nord e Sud d’Italia, come invece tra tra le casalinghe (8,9%). evidenziato per altri aspetti legati all’editoria e alla lettura. Il mercato di libri e di e-book in Rete sta crescendo progressivamente e sta assumenIn questo senso, Internet e i servizi telemado dimensioni significative. Sono quasi 2 tici potrebbero forse rappresentare un’opmilioni e 500 mila le persone che negli ultiportunità in grado di favorire l’accesso alle mi 12 mesi hanno dichiarato di aver ordinarisorse culturali anche in contesti territoriato o acquistato libri o e-book online. li svantaggiate sul piano della domanda e dell’offerta. Allo stato attuale, sono soprattutto le persone che già frequentano i libri e la lettura ad Un elemento che nel nostro Paese si conavvalersi delle innovazioni tecnologiche e ferma invece ancora una volta un fattore delle opportunità telematiche di acquisto strutturale ricorrente e che condiziona in online, dal momento che i valori percentuamodo significativo tutti i comportamenti li crescono in misura direttamente proporlegati alla lettura, compresi i fenomeni zionale al numero di libri posseduti in casa. legati all’e-commerce, è il livello d istruzione della popolazione. Ad acquistare libri La quota degli acquirenti che hanno comed e-book online sono, infatti, in larga magprato libri ed e-book online passa, infatti, gioranza le persone laureate, le quali rapdal 15,2% per le persone con età compresa presentano circa l’82% degli acquirenti tra i 16 ed i 74 ani che hanno non più di 50 telematici. libri, al 39,6% per quelli che hanno in casa 11
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 12
Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE Circolare n. 1 del 15/01/2014 OGGETTO: A.GESTIONE SOSTITUTIVA DELL’AGO (LAVORO SUBORDINATO)- MINIMI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI PER L’ANNO 2014; B.GESTIONE SEPARATA (LAVORO AUTONOMO) - MASSIMALE IMPONIBILE E ALIQUOTE CONTRIBUTIVE 2014; C.RATEAZIONE DEBITI CONTRIBUTIVI; D.CONTRIBUZIONE 2014;
A) GESTIONE SOSTITUTIVA A.G.O. (LAVORO DIPENDENTE) - MINIMI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI PER IL 2014. - MINIMALI DI RETRIBUZIONE PER L’ANNO 2014. L’ISTAT, con comunicato del 14/01/2014, ha determinato l’indice di variazione dei prezzi al consumo (indice FOI senza tabacchi) per il 2013 nella misura dell’1,1 %. Di conseguenza, si segnala che i minimali retributivi previsti dall’art.7 del D.L. n. 463/1983, convertito con modificazioni in legge n. 638/1983 e successive modificazioni ed integrazioni, a decorrere dal 1/01/2014 risultano rideterminati in 47,58 euro giornalieri, pari a 1.237,08 euro mensili. Si ricorda che le vigenti disposizioni legislative prevedono che la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali non può essere inferiore all’importo stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o individuali, qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dalla contrattazione collettiva (D.L. n. 338/1989 convertito in legge n.389/1989). Si fa presente che anche i datori di lavoro non aderenti alla disciplina collettiva posta in essere dalle citate Organizzazioni Sindacali sono obbligati, agli effetti del versamento delle predette contribuzioni, al rispetto dei trattamenti retributivi stabiliti 12
dalla disciplina collettiva. Infatti, l’art.2 comma 25 - della legge 549/1995 ha disposto che, in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti per la stessa categoria, la retribuzione ai fini del calcolo dei contributi è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative nella categoria. Nel caso dei giornalisti ha, quindi, valenza il contratto stipulato tra la FNSI e la FIEG, e - limitatamente al settore giornalistico della emittenza radiotelevisiva in ambito locale - il contratto stipulato tra la FNSI ed il coordinamento Aeranti-Corallo. In relazione ai rapporti di lavoro regolati dall’art. 2 o 12 del CNLG Fieg/Fnsi (qualifica di collaboratore o corrispondente) che non sono legati alla presenza quotidiana - le contribuzioni dovute all’INPGI non potranno essere determinate su retribuzioni inferiori al suddetto importo minimo mensile. Per i giornalisti dipendenti della Pubblica Amministrazione e per i giornalisti dipendenti da aziende che operano in settori diversi da quello editoriale e/o radiotelevisivo - titolari di un rapporto di lavoro regolato dal CCNL del comparto di appartenenza - le retribuzioni minime di riferimento sono, invece, quelle relative al contratto collettivo applicato. - CONTRIBUZIONE AGGIUNTIVA 1% DI CUI ALL’ART. 3 TER DELLA LEGGE N. 438/1992. Si comunica che, relativamente all’anno 2014, la fascia retributiva annua oltre la quale deve essere corrisposta l’aliquota aggiuntiva dell’1% (posta a carico del dipendente), prevista dall’art.3 ter della legge n. 438/1992, è pari a 44.456,00 euro (importo pari alla 1^ fascia di retribuzione pensionabile - art. 7 Regolamento INPGI). L’importo indicato, rapportato a dodici mesi, è pari a 3.705,00 euro. Si conferma, altresì, che il versamento del contributo ha cadenza mensile, salvo conguaglio da effettuarsi con la denuncia contributiva del mese di dicembre, ovvero alla cessazione del rapporto di lavoro, se interviene in corso d’anno. Per le modalità di determinazione e versamento si rimanda alle disposizioni già impartite con precedenti circolari. Si ricorda che in base all’art.12, comma 9, della legge 30/04/1969 n.153, come da ultimo modificato dall’art.6 del decreto legislativo 2/09/1997 n. 314, “le gratifiche annuali e periodiche, i conguagli di retribuzione spettanti a seguito di norma di legge
o di contratto aventi effetto retroattivo e i premi di produzione sono in ogni caso assoggettati a contribuzione nel mese di corresponsione”. Di conseguenza, tali elementi di retribuzione, in deroga al principio generale di competenza, devono essere assoggettate a contribuzione unitamente alla retribuzione riferita al mese in cui sono corrisposte, anche ai fini del contributo aggiuntivo dell’1% di cui all’art. 3 ter della legge n. 438/92. VARIAZIONE, PER L’ANNO 2014, DELL’ALIQUOTA IVS A CARICO DEL DATORE DI LAVORO. Si ricorda che – a decorrere dal 1° gennaio 2014 – l’aliquota IVS a carico del datore di lavoro è aumentata di un punto percentuale (vedi Circolare INPGI n. 7 del 6/12/2013). DETERMINAZIONE, PER L’ANNO 2014, DELLE RETRIBUZIONI CONVENZIONALI PER I GIORNALISTI OPERANTI ALL’ESTERO IN PAESI NON CONVENZIONATI, DI CUI ALL’ART. 4 – COMMA 1 – DEL D.L. 31/07/1987, N. 317 (LEGGE N. 398/87). Con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, del 23 dicembre 2013 (G.U. 2 gennaio 2014, n° 2), sono state fissate le retribuzioni convenzionali di cui agli articoli 1 e 4 del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n.398, da prendere a base per il calcolo dei contributi dovuti per l’assicurazione obbligatoria a favore dei giornalisti (italiani, comunitari ed extracomunitari) operanti nei Paesi extracomunitari non legati all’Italia da accordi di sicurezza sociale. Per l’anno 2014, i valori retributivi sono i seguenti: tabella 1 (pagina 15) Si ricorda che i valori convenzionali mensili, nel caso di instaurazioni, di risoluzioni del rapporto di lavoro, trasferimenti da o per l’estero, avvenuti nel corso del mese, sono divisibili in ragione di 26 giornate. La contribuzione deve essere riferita alle retribuzioni convenzionali in ragione di dodici mensilità. Ai fini dell’individuazione della fascia di retribuzione convenzionale da prendere a riferimento per il calcolo dei contributi, deve essere preventivamente determinato - dividendolo per dodici - il trattamento retributivo spettante secondo la Notiziario USPI n° 2/2014
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 13
normativa di legge e/o contrattuale italiana. Si ricorda, altresì, che la disciplina relativa all’imponibile previdenziale sulla base delle retribuzioni convenzionali non riguarda i giornalisti operanti nell’ambito dei Paesi comunitari (Unione Europea). Si ricorda che, oltre all’Italia, fanno parte dell’Unione Europea i seguenti Stati: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Romania e Ungheria. La suddetta disciplina non riguarda, inoltre, i giornalisti impiegati nei Paesi dello spazio SEE (Islanda, Norvegia e Liechtenstein), in Svizzera, in Turchia e nei seguenti Paesi extracomunitari legati all’Italia da accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale: Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Capoverde, Repubblica di Corea, Israele, Jersey e Isole del Canale, exJugoslavia (Repubblica Serba, Repubblica del Montenegro, Repubblica di Macedonia e Repubblica di Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, San Marino, Tunisia, Uruguay, Stati Uniti d’America, Venezuela e Vaticano. - ART. 42, COMMA 5, D.LGS N. 151/2001 - INDENNITÀ ECONOMICA PER I PERIODI DI CONGEDO RICONOSCIUTI PER L’ASSISTENZA AI FAMILIARI PORTATORI DI HANDICAP GRAVE. Si ricorda che - a decorrere dal 1/05/2011 l’autorizzazione al congedo straordinario ed il pagamento dell’indennità economica rientra nelle competenze dell’INPS, anche per i giornalisti dipendenti da datori di lavoro privati assicurati presso l’INPGI (vedi la Circolare INPGI n. 4 del 7/04/2011 ed il Messaggio INPS n. 12440 dell’8/06/2011). L’INPGI – a richiesta del giornalista - provvede solo ed esclusivamente all’accredito della contribuzione figurativa. Si riportano, in ogni caso, le misure previste per l’anno 2014, sulla base delle quali saranno accreditate le contribuzioni figurative (determinate tenendo conto dell’aliquota contributiva IVS dell’INPGI, pari nel 2014 al 30,97% della retribuzione imponibile): tabella 2 (pagina 15) B) GESTIONE SEPARATA (LAVORO AUTONOMO SVOLTO SOTTO FORMA DI CO.CO.CO.) - MASSIMALE IMPONIBILE E ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL 2014. Notiziario USPI n° 2/2014
- GESTIONE SEPARATA EX DLGS 103/96 - ALIQUOTE CONTRIBUTIVE. L’aliquota contributiva da applicare sui compensi dovuti ai giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, che non risultino contestualmente assicurati presso altre forme obbligatorie e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche, per l’anno 2014, sono confermate nelle seguenti misure: tabella 3 (pagina 15) L’aliquota contributiva dovuta, invece, dai committenti in favore dei collaboratori coordinati e continuativi che siano titolari contestualmente anche di altra posizione assicurativa o pensionati e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche restano così stabilite: tabella 4 (pagina 15) Per le modalità applicative delle predette aliquote contributive, si rimanda alle disposizioni di cui alla circolare INPGI n. 5 del 10/03/2009. Si ricorda che, per il versamento dei contributi in favore dei collaboratori, i cui compensi - ai sensi dell’articolo 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342 - sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente, trova applicazione il disposto del primo comma dell’articolo 51 del T.U.I.R., in base al quale le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio si considerano percepite nel periodo d’imposta precedente. Di conseguenza, i compensi erogati ai collaboratori entro la data del 12 gennaio 2014, purché riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2013, sono da assoggettare a contribuzione con riferimento all’anno 2013 (aliquota e massimale 2013), avendo l’accortezza di dichiararli nella procedura DASM come compenso arretrato 12/2013. Per quanto riguarda, invece, i compensi per attività giornalistica svolta in forma autonoma diversi dalle collaborazioni coordinate e continuative (con o senza progetto), come meglio individuati nella citata circolare INPGI n. 5 del 10/03/2009, resta confermata la misura del contributo integrativo del 2 % a carico del committente (D.lgs 103/96), da erogare direttamente al giornalista. Si ricorda che - a decorrere dal 1/01/2012 è venuta meno la facoltà di NON iscrizione prevista per i soggetti con più di 65 anni di età (Art. 18, comma 11, decreto legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito nella legge 15 luglio 2011, n. 111). Di conseguenza, a decorrere dalla predetta data, il contributo integrativo del 2% di cui sopra dovrà essere erogato anche ai giornalisti ultra sessantacinquenni. - MASSIMALE IMPONIBILE Per i giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa la contribuzione determinata con le aliquote di cui sopra - è dovuta nel limite del massimale contributivo annuo di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995. Tale massimale, per l’anno 2014, è fissato in 100.123,00 euro. Il predetto massimale contributivo è riferito, ovviamente, anche ai giornalisti che svolgono attività libero professionale assicurati presso la Gestione Previdenziale separata INPGI. - REDDITO MINIMO PER L’ACCREDITO DELLA CONTRIBUZIONE L’accredito dei contributi mensili nelle posizioni assicurative dei singoli giornalisti titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa è basato sul minimale di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990. Tale minimale per l’anno 2014 è pari a 15.516,35 euro. Pertanto, nel caso in cui - alla fine dell’anno - il predetto minimale non fosse stato raggiunto si procederà ad una contrazione dei contributi mensili accreditati, in proporzione al contributo versato. Si precisa che il committente è tenuto a determinare la contribuzione dovuta all’INPGI sulla base dei compensi effettivamente corrisposti ai propri collaboratori e non è richiesto, quindi, l’adeguamento al predetto importo. Il predetto minimale di reddito, ai fini dell’attribuzione dell’anzianità contributiva, si applica anche ai giornalisti che svolgono attività autonoma giornalistica libero professionale (ancorché senza partita IVA e/o mediante cessione del diritto d’autore). C) RATEAZIONE DEI DEBITI CONTRIBUTIVI. Si fa seguito alla circolare INPGI n. 5 del 1° ottobre 2008 in materia di versamento rateale del debito contributivo da parte dei datori di lavoro e/o committenti, per comunicare che - per l’anno 2014 - si prescinde dalla garanzia fideiussoria nei casi in cui il debito oggetto di rateazione sia inferiore a 45.166,00 euro, purché la durata del rateizzo sia limitata a massimo 12 mesi. Per la rateazione di debiti contributivi maggiori del predetto importo e/o di durata superiore ai 12 mesi, si rimanda 16 13
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 14
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 15
Tabella 1 Retribuzione Nazionale
Tabella 2 ANNO
Importo Complessivo Importo massimo annuo Annuo della retribuzione figurativa
Tabella 3 Decorrenza dal
Tabella 4 Decorrenza dal
notiziario uspi 2013_nuovo notiziario.qxd 19/02/2014 09:36 Pagina 16
I FEDELISSIMI USPI
alle disposizioni di cui alla citata circolare INPGI n. 5 del 1/10/2008.
In questa rubrica, presentiamo (e vogliamo ringraziare) quelle testate e quegli editori che, da molti anni, sono ininterrottamente iscritti alla nostra Unione. Segno non solo della importanza che attribuiscono al nostro lavoro, ma della totale condivisione ai princìpi ed ai valori promossi dall’USPI.
D) CONTRIBUZIONE VOLONTARIA Per i giornalisti ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione, per l’anno 2014, gli importi minimi dovuti sono i seguenti: - Gestione sostitutiva dell’AGO (lavoro dipendente): 813,00 euro mensili; - Gestione separata INPGI (co.co.co. e/o co.co.pro): 336,20 euro mensili; Per i liberi professionisti (con Partita IVA, ritenuta acconto e/o Cessione diritti autore) iscritti alla Gestione separata INPGI, il contributo volontario è pari all’importo del contributo soggettivo ed integrativo versato nell’ultimo anno. Tuttavia, al fine di attribuire n. 12 mesi di anzianità assicurativa nell’anno è necessario che il contributo soggettivo volontario sia almeno pari a 1.551,60 euro annui. In caso contrario, in assenza di integrazione, si procederà ad una contrazione dei contributi mensili accreditati, in proporzione all’importo del contributo effettivamente versato.
ASSOCIAtA DAL 1957 “AGRIStAMPA” Editore: Confagricoltura di Forlì, Cesena e Rimini Direttore responsabile: Maurizio tortolone Indirizzo: Corso della repubblica, 45 - 47121 Forlì - telefono: 0543.33466 - Fax: 0543.33485 www.confagricoltura.com Categoria: Periodici associativi Periodicità: Mensile Confagricoltura di Forlì, Cesena e Rimini edita, per il tramite della Società AGER S.r.l., due periodici mensili, “Foglio Notizie” ed “Agristampa”. tali periodici, organi ufficiali dell’associazione, tengono informati gli associati sulla vita dell’Associazione e sulle scadenze operative e sono di supporto all’attività svolta giornalmente dai dipendenti a
diretto contatto col pubblico. Cura e gestisce un sito internet puntualmente aggiornato sui temi di attualità sia del settore che di quelli con cui l’agricoltura ha rapporti sinergici o contrastanti. NOtIzIE StORICHE L’evoluzione della storia di Confagricoltura Forlì - Cesena e Rimini va di pari passo con le lotte bracciantili dell’inizi del secolo. Nel gennaio 1929 si pubblica il primo numero dell’attuale Foglio Notizie con la denominazione di Bollettino Quindicinale. Nasce, il 31 ottobre 1945, la Federazione Provinciale. Il 20 aprile 1970, si adotta un nuovo Statuto, e prende vita l’Unione Provinciale Agricoltori. Nel 2009 si attribuisce l’attuale denominazione di Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini in adesione alle direttive della Confagricoltura.
Il n. 2 febbraio 2014 è stato stampato il 18 febbraio 2014
Notiziario USPI Edizione Febbraio 2014