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Timestamp: 2018-05-22 10:11:18+00:00
Document Index: 73191414

Matched Legal Cases: ['art.   23', 'art.  23', 'art. 61', 'art. 23', 'art. 9', 'art. 195', 'art. 6', 'art. 8', 'art.   23', 'art. 15', 'art. 41', 'art. 4', 'art.  13', 'art. 3', 'art.   23', 'art.\n2', 'art.  119', 'art.  17', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 1', 'art.  55', 'arte\n1', 'art.  35', 'art.  77', 'art.  51', 'art. 23', 'art. 234', 'art.  2', 'art. 113', 'art. 24', 'art. 143', 'art.  150', 'art.  202', 'art. 18', 'art. 4']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 168 - Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell'articolo 23-bis, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133. (10G0189) - (GU n. 239 del 12-10-2010 | Edilone.it
<MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – COMUNICATO – Consultazione pubblica ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n.259, inerente la copertura NGA del territorio da parte degli operatori di rete di comunicazione elettronica. (10A12035) – (GU n. 237 del 9-10-2010
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 26 luglio 2010>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 168 – Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell’articolo 23-bis, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133. (10G0189) – (GU n. 239 del 12-10-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 168 - Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell'articolo 23-bis, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133. (10G0189) - (GU n. 239 del 12-10-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 27/10/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010 , n. 168
Regolamento in  materia  di  servizi  pubblici  locali  di  rilevanza
economica, a norma dell’articolo 23-bis, comma 10, del  decreto-legge
agosto 2008, n.133. (10G0189)
Visto l’articolo 23-bis e, in particolare, i commi 4-bis e 10,  del
Visto l’articolo 15 del decreto-legge 25 settembre  2009,  n.  135,
seduta del 29 aprile 2010;
Udito il parere del  Consiglio  di  Stato,  espresso  nell’adunanza
della Sezione consultiva per gli atti normativi del 24 maggio 2010;
riunione del 22 luglio 2010
Sulla proposta del Ministro per i rapporti con le regioni e per  la
1. Il presente regolamento, in attuazione dell’articolo 23-bis  del
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  e  successive  modificazioni,  di
seguito denominato «articolo 23-bis», si applica ai servizi  pubblici
locali  di  rilevanza  economica,  di  seguito  denominati   «servizi
pubblici locali».
2. Con riguardo alla gestione del servizio idrico integrato restano
ferme l’autonomia  gestionale  del  soggetto  gestore,  la  piena  ed
esclusiva proprieta’  pubblica  delle  risorse  idriche,  nonche’  la
spettanza esclusiva alle  istituzioni  pubbliche  del  governo  delle
risorse  stesse,  ai  sensi  dell’articolo  15,  comma   1-ter,   del
decreto-legge  25   settembre   2009,   n.   135,   convertito,   con
3. Sono esclusi dall’applicazione del presente regolamento:
a) il servizio di  distribuzione  di  gas  naturale,  di  cui  al
decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
b) il servizio di distribuzione di energia elettrica, di  cui  al
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e alla legge 23 agosto 2004,
n. 239;
c) il servizio di trasporto  ferroviario  regionale,  di  cui  al
decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422;
d) la gestione delle farmacie  comunali,  di  cui  alla  legge  2
aprile 1968, n. 475;
e) i servizi strumentali all’attivita’ o al  funzionamento  degli
enti affidanti di cui all’articolo 13, comma 1, del  decreto-legge  4
agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni.
del Consiglio  dei  Ministri»,  pubblicato  nella  Gazzetta
–  Si   riporta   il   testo   dell’art.   23-bis   del
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  recante
Ufficiale 25 giugno 2008, n. 147:
«Art. 23-bis  (Servizi  pubblici  locali  di  rilevanza
economica) –  1.  Le  disposizioni  del  presente  articolo
disciplinano  l’affidamento  e  la  gestione  dei   servizi
pubblici locali di  rilevanza  economica,  in  applicazione
della disciplina comunitaria e al fine di favorire la  piu’
ampia diffusione dei principi di concorrenza,  di  liberta’
di stabilimento e di  libera  prestazione  dei  servizi  di
tutti gli operatori economici interessati alla gestione  di
servizi di interesse generale in ambito locale, nonche’  di
garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalita’
ed accessibilita’ dei servizi pubblici locali ed al livello
essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’ articolo  117,
secondo  comma,  lettere  e)  e  m),  della   Costituzione,
assicurando un adeguato livello  di  tutela  degli  utenti,
secondo i principi di  sussidiarieta’,  proporzionalita’  e
leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel  presente
articolo si applicano a tutti i servizi pubblici  locali  e
prevalgono sulle relative discipline di  settore  con  esse
incompatibili. Sono fatte salve le disposizioni del decreto
legislativo 23 maggio 2000, n. 164, e dell’articolo  46-bis
del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 29 novembre  2007,  n.  222,  in
materia di distribuzione di gas naturale,  le  disposizioni
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e della legge
23 agosto 2004, n. 239,  in  materia  di  distribuzione  di
energia elettrica, le disposizioni  della  legge  2  aprile
1968, n. 475, relativamente alla  gestione  delle  farmacie
comunali,  nonche’  quelle  del  decreto   legislativo   19
novembre 1997, n. 422, relativamente  alla  disciplina  del
trasporto ferroviario regionale.  Gli  ambiti  territoriali
minimi di cui al comma 2 del citato  articolo  46-bis  sono
determinati, entro il 31 dicembre 2012, dal Ministro  dello
sviluppo economico, di  concerto  con  il  Ministro  per  i
rapporti con le regioni, sentite la Conferenza unificata di
cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,
n. 281,  e  successive  modificazioni,  e  l’Autorita’  per
l’energia elettrica e il gas,  tenendo  anche  conto  delle
interconnessioni degli  impianti  di  distribuzione  e  con
riferimento alle specificita’ territoriali e al numero  dei
clienti finali. In  ogni  caso  l’ambito  non  puo’  essere
inferiore al territorio comunale.
2. Il conferimento della gestione dei servizi  pubblici
locali avviene, in via ordinaria:
a)  a  favore  di  imprenditori  o  di  societa’   in
qualunque forma costituite individuati  mediante  procedure
competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi
del Trattato che istituisce  la  Comunita’  europea  e  dei
principi generali relativi  ai  contratti  pubblici  e,  in
particolare,  dei  principi  di  economicita’,   efficacia,
imparzialita’,  trasparenza,  adeguata   pubblicita’,   non
discriminazione,    parita’    di    trattamento,     mutuo
riconoscimento e proporzionalita’;
b) a  societa’  a  partecipazione  mista  pubblica  e
privata, a condizione che la selezione  del  socio  avvenga
mediante procedure competitive ad  evidenza  pubblica,  nel
rispetto dei principi di cui  alla  lettera  a),  le  quali
abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualita’ di socio e
l’attribuzione di specifici compiti operativi connessi alla
gestione del servizio e che al  socio  sia  attribuita  una
partecipazione non inferiore al 40 per cento.
3. In deroga alle modalita’ di affidamento ordinario di
cui al comma 2, per situazioni eccezionali che, a causa  di
peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e
geomorfologiche del contesto territoriale  di  riferimento,
non permettono un efficace  e  utile  ricorso  al  mercato,
l’affidamento puo’ avvenire a favore di societa’ a capitale
interamente pubblico,  partecipata  dall’ente  locale,  che
abbia i requisiti  richiesti  dall’ordinamento  comunitario
per la gestione cosiddetta  “in  house”  e,  comunque,  nel
rispetto  dei  principi  della  disciplina  comunitaria  in
materia di controllo analogo sulla societa’ e di prevalenza
dell’attivita’ svolta dalla stessa con l’ente  o  gli  enti
pubblici che la controllano.
4. Nei casi di cui al comma 3,  l’ente  affidante  deve
dare adeguata pubblicita’ alla scelta, motivandola in  base
ad un’analisi del mercato e contestualmente trasmettere una
relazione contenente  gli  esiti  della  predetta  verifica
all’Autorita’ garante della concorrenza e del  mercato  per
l’espressione di un parere  preventivo,  da  rendere  entro
sessanta giorni dalla ricezione della  predetta  relazione.
Decorso il termine, il parere,  se  non  reso,  si  intende
espresso in senso favorevole.
4-bis. I regolamenti di cui al comma 10 definiscono  le
soglie oltre le quali gli affidamenti di  servizi  pubblici
locali assumono  rilevanza  ai  fini  dell’espressione  del
parere di cui al comma 4.
5. Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la
loro gestione puo’ essere affidata a soggetti privati.
6. E’ consentito l’affidamento simultaneo con  gara  di
una pluralita’ di servizi pubblici locali nei casi  in  cui
possa essere dimostrato che tale scelta sia  economicamente
vantaggiosa. In questo  caso  la  durata  dell’affidamento,
unica per tutti i servizi, non puo’ essere  superiore  alla
media calcolata sulla base della durata  degli  affidamenti
indicata dalle discipline di settore.
7. Le regioni e  gli  enti  locali,  nell’ambito  delle
rispettive  competenze  e  d’intesa   con   la   Conferenza
unificata di cui all’ articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, e  successive  modificazioni,  possono
definire, nel rispetto delle normative settoriali, i bacini
di gara per i diversi servizi, in maniera da consentire  lo
sfruttamento delle economie di scala e di scopo e  favorire
una maggiore efficienza ed efficacia nell’espletamento  dei
servizi, nonche’ l’integrazione di servizi a domanda debole
nel  quadro  di  servizi  piu’  redditizi,  garantendo   il
raggiungimento della dimensione minima efficiente a livello
di impianto per piu’ soggetti gestori e la copertura  degli
obblighi di servizio universale.
8. Il regime transitorio degli affidamenti non conformi
a quanto stabilito ai commi 2 e 3 e’ il seguente:
a) le gestioni in essere alla data del 22 agosto 2008
affidate conformemente ai principi comunitari in materia di
cosiddetta “in house” cessano,  improrogabilmente  e  senza
necessita’ di deliberazione da parte  dell’ente  affidante,
alla data del 31 dicembre 2011. Esse cessano alla  scadenza
prevista dal contratto di servizio a condizione  che  entro
il 31 dicembre 2011 le amministrazioni cedano almeno il  40
per cento del capitale attraverso le modalita’ di cui  alla
lettera b) del comma 2;
b) le gestioni affidate  direttamente  a  societa’  a
partecipazione  mista  pubblica  e  privata,   qualora   la
selezione  del  socio  sia  avvenuta   mediante   procedure
di cui alla lettera a) del comma 2, le  quali  non  abbiano
avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualita’ di  socio  e
l’attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione
del servizio, cessano, improrogabilmente e senza necessita’
di apposita deliberazione dell’ente  affidante,  alla  data
del 31 dicembre 2011;
c) le gestioni affidate  direttamente  a  societa’  a
di cui alla lettera a) del comma 2, le quali abbiano  avuto
ad oggetto,  al  tempo  stesso,  la  qualita’  di  socio  e
del servizio, cessano alla scadenza prevista nel  contratto
d) gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1°
ottobre 2003 a  societa’  a  partecipazione  pubblica  gia’
quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate
ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, cessano alla
scadenza prevista nel contratto di servizio,  a  condizione
che   la   partecipazione   pubblica   si   riduca    anche
progressivamente, attraverso procedure ad evidenza pubblica
ovvero forme di  collocamento  privato  presso  investitori
qualificati e  operatori  industriali,  ad  una  quota  non
superiore al 40 per cento entro il 30  giugno  2013  e  non
superiore al 30 per cento entro il 31  dicembre  2015;  ove
siffatte condizioni non  si  verifichino,  gli  affidamenti
cessano improrogabilmente e senza  necessita’  di  apposita
deliberazione dell’ente  affidante,  rispettivamente,  alla
data del 30 giugno 2013 o del 31 dicembre 2015;
e) le gestioni affidate che non rientrano nei casi di
cui alle lettere da a) a d) cessano comunque  entro  e  non
oltre la data del 31 dicembre  2010,  senza  necessita’  di
apposita deliberazione dell’ente affidante.
9. Le societa’, le  loro  controllate,  controllanti  e
controllate  da  una  medesima  controllante,   anche   non
appartenenti a Stati membri dell’Unione  europea,  che,  in
Italia o all’estero, gestiscono di fatto o per disposizioni
di legge, di atto amministrativo o  per  contratto  servizi
pubblici locali in virtu’ di affidamento  diretto,  di  una
procedura non ad evidenza  pubblica  ovvero  ai  sensi  del
comma 2, lettera b), nonche’ i soggetti cui e’ affidata  la
gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni
patrimoniali   degli   enti   locali,   qualora    separata
dall’attivita’  di  erogazione  dei  servizi,  non  possono
acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti
territoriali diversi, ne’ svolgere servizi o attivita’  per
altri  enti  pubblici  o  privati,  ne’  direttamente,  ne’
tramite loro controllanti o altre  societa’  che  siano  da
essi controllate o partecipate, ne’ partecipando a gare. Il
divieto di cui al primo periodo opera per tutta  la  durata
della gestione e non si applica alle  societa’  quotate  in
mercati regolamentati e al socio selezionato ai sensi della
lettera b) del comma 2. I soggetti  affidatari  diretti  di
servizi pubblici  locali  possono  comunque  concorrere  su
tutto il territorio nazionale alla  prima  gara  successiva
alla cessazione del  servizio,  svolta  mediante  procedura
competitiva ad  evidenza  pubblica,  avente  ad  oggetto  i
servizi da essi forniti.
10. Il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti
con le regioni ed entro il 31  dicembre  2009,  sentita  la
Conferenza unificata di cui all’  articolo  8  del  decreto
modificazioni,   nonche’    le    competenti    Commissioni
parlamentari, adotta uno o piu’ regolamenti, ai sensi dell’
articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,  n.  400,
a)   prevedere   l’assoggettamento    dei    soggetti
affidatari cosiddetti in house di servizi  pubblici  locali
al  patto  di  stabilita’  interno,  tenendo  conto   delle
scadenze fissate al comma 8, e l’osservanza da parte  delle
societa’ in house e delle societa’ a  partecipazione  mista
pubblica e privata di procedure ad  evidenza  pubblica  per
l’acquisto di beni e servizi e l’assunzione di personale;
b)  prevedere,  in   attuazione   dei   principi   di
proporzionalita’ e di adeguatezza di cui all’ articolo  118
della Costituzione, che i comuni con un limitato numero  di
residenti  possano  svolgere  le  funzioni  relative   alla
gestione dei servizi pubblici locali in forma associata;
c) prevedere una netta distinzione tra le funzioni di
regolazione e le funzioni di gestione dei servizi  pubblici
locali, anche  attraverso  la  revisione  della  disciplina
sulle incompatibilita’;
d)  armonizzare  la  nuova  disciplina  e  quella  di
settore applicabile ai  diversi  servizi  pubblici  locali,
individuando le  norme  applicabili  in  via  generale  per
l’affidamento  di  tutti  i  servizi  pubblici  locali   di
rilevanza  economica  in  materia  di  rifiuti,  trasporti,
energia elettrica e gas, nonche’ in materia di acqua;
f)  prevedere   l’applicazione   del   principio   di
reciprocita’ ai fini dell’ammissione alle gare  di  imprese
g) limitare,  secondo  criteri  di  proporzionalita’,
sussidiarieta’ orizzontale e razionalita’ economica, i casi
di gestione in  regime  d’esclusiva  dei  servizi  pubblici
locali, liberalizzando le  altre  attivita’  economiche  di
prestazione di servizi  di  interesse  generale  in  ambito
locale compatibili con  le  garanzie  di  universalita’  ed
accessibilita’ del servizio pubblico locale;
h)  prevedere  nella  disciplina  degli   affidamenti
idonee forme  di  ammortamento  degli  investimenti  e  una
durata degli affidamenti strettamente proporzionale  e  mai
superiore ai tempi di recupero degli investimenti;
i)  disciplinare,  in  ogni  caso  di  subentro,   la
cessione dei beni, di proprieta’  del  precedente  gestore,
necessari per la prosecuzione del servizio;
l)  prevedere  adeguati  strumenti  di   tutela   non
giurisdizionale anche con riguardo agli utenti dei servizi;
m) individuare espressamente  le  norme  abrogate  ai
11.  L’articolo  113  del  testo  unico   delle   leggi
sull’ordinamento degli  enti  locali,  di  cui  al  decreto
legislativo  18  agosto  2000,   n.   267,   e   successive
modificazioni, e’ abrogato nelle parti incompatibili con le
disposizioni di cui al presente articolo.
12. Restano salve  le  procedure  di  affidamento  gia’
avviate alla data di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto.».
dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, recante «Disposizioni
Comunita’ europee», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  25
settembre 2009, n. 223:
«Art. 15 (Adeguamento alla  disciplina  comunitaria  in
materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica).
– 1. (omissis).
1-bis. Ai fini  dell’applicazione  dell’  art.  23-bis,
comma 8, lettera e), del decreto-legge 25 giugno  2008,  n.
2008, n. 133, come sostituito  dal  comma  1  del  presente
articolo, nelle regioni a statuto speciale e nelle province
autonome di Trento e  di  Bolzano  sono  fatti  salvi,  nel
rispetto delle attribuzioni previste  dagli  statuti  delle
predette regioni e province autonome e dalle relative norme
di attuazione,  i  contratti  di  servizio  in  materia  di
trasporto pubblico locale su gomma di cui all’art. 61 della
legge 23 luglio 2009, n. 99, in atto alla data  di  entrata
1-ter. Tutte le forme di affidamento della gestione del
servizio idrico integrato di cui all’art. 23-bis del citato
decreto-legge   n.   112   del   2008,   convertito,    con
modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, devono avvenire
nel rispetto  dei  principi  di  autonomia  gestionale  del
soggetto  gestore  e  di  piena  ed  esclusiva   proprieta’
pubblica delle  risorse  idriche,  il  cui  governo  spetta
esclusivamente alle istituzioni pubbliche,  in  particolare
in  ordine  alla  qualita’  e  prezzo  del   servizio,   in
conformita’ a quanto previsto  dal  decreto  legislativo  3
aprile  2006,  n.   152,   garantendo   il   diritto   alla
universalita’ ed accessibilita’ del servizio.
2. All’art. 9-bis, comma 6, del decreto-legge 28 aprile
2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge  24
giugno 2009, n. 77, il quarto periodo e’ soppresso.
2-bis. All’ art. 195,  comma  2,  lettera  e),  secondo
periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  le
parole: “diciotto mesi”  sono  sostituite  dalle  seguenti:
“due anni”.
2-ter. All’ art. 6, comma 1, lettera  p),  del  decreto
legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, le parole: “31 dicembre
2009” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2010”.
2-quater. All’ art. 8-sexies, comma 2,  terzo  periodo,
modificazioni, dalla legge 27  febbraio  2009,  n.  13,  la
parola:  “centoventi”   e’   sostituita   dalla   seguente:
“duecentodieci”.».
–  Per   il   testo   dell’art.   23-bis   del   citato
successive modificazioni, si veda nelle note alle premesse.
– Per il testo dell’art. 15, comma  1-ter,  del  citato
modificazioni, dalla legge 20 novembre  2009,  n.  166,  si
– Il  decreto  legislativo  23  maggio  2000,  n.  164,
recante «Attuazione della direttiva 98/30/CE recante  norme
comuni per il mercato interno del  gas  naturale,  a  norma
dell’art. 41  della  legge  17  maggio  1999,  n.  144»  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 giugno 2000, n. 142.
– Il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,  recante
«Attuazione della direttiva 96/92/CE recante  norme  comuni
per  il  mercato   interno   dell’energia   elettrica»   e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 marzo 1999, n. 75.
– La legge 23 agosto 2004, n.  239,  recante  «Riordino
del settore energetico, nonche’ delega al  Governo  per  il
riassetto  delle  disposizioni  vigenti   in   materia   di
energia»,  e’  pubblicata  nella  Gazzetta   Ufficiale   13
settembre 2004, n. 215.
– Il decreto legislativo  19  novembre  1997,  n.  422,
recante «Conferimento alle regioni ed agli enti  locali  di
funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale,
a norma dell’art. 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n.
59», e’ pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  10  dicembre
1997, n. 287.
– La legge  2  aprile  1968,  n.  475,  recante  «Norme
concernenti il servizio farmaceutico» e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 27 aprile 1968, n. 107.
– Si riporta  il  testo  dell’art.  13,  comma  1,  del
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.  248,  recante
«Disposizioni urgenti per il rilancio economico e  sociale,
per il contenimento  e  la  razionalizzazione  della  spesa
pubblica, nonche’ interventi in materia  di  entrate  e  di
contrasto all’evasione fiscale», pubblicato nella  Gazzetta
Ufficiale 4 luglio 2006, n. 153:
«Art. 13  (Norme  per  la  riduzione  dei  costi  degli
apparati pubblici regionali  e  locali  e  a  tutela  della
concorrenza).  –  1.  Al  fine  di  evitare  alterazioni  o
distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare
la parita’ degli operatori  nel  territorio  nazionale,  le
societa’,  a  capitale  interamente   pubblico   o   misto,
costituite o partecipate  dalle  amministrazioni  pubbliche
regionali e locali per la  produzione  di  beni  e  servizi
strumentali all’attivita’ di tali enti  in  funzione  della
loro attivita’, con esclusione dei servizi pubblici  locali
e  dei  servizi  di  committenza  o   delle   centrali   di
committenza apprestati a livello regionale  a  supporto  di
enti  senza   scopo   di   lucro   e   di   amministrazioni
aggiudicatrici di cui all’art. 3, comma 25, del codice  dei
di cui al decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.  163,
nonche’,  nei  casi  consentiti   dalla   legge,   per   lo
svolgimento esternalizzato di  funzioni  amministrative  di
loro competenza, devono operare con gli enti costituenti  o
partecipanti o affidanti, non possono svolgere  prestazioni
a favore di altri  soggetti  pubblici  o  privati,  ne’  in
affidamento diretto ne’ con gara, e non possono partecipare
ad  altre  societa’  o  enti  aventi  sede  nel  territorio
nazionale.  Le  societa’  che   svolgono   l’attivita’   di
intermediazione finanziaria prevista dal testo unico di cui
al decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.  385,  sono
escluse dal divieto di partecipazione ad altre  societa’  o
enti.».
Misure in tema di liberalizzazione
1. Gli enti locali verificano la realizzabilita’  di  una  gestione
concorrenziale dei servizi pubblici locali, limitando  l’attribuzione
di diritti di esclusiva, ove non diversamente previsto  dalla  legge,
ai casi in cui,  in  base  ad  una  analisi  di  mercato,  la  libera
iniziativa economica privata non risulti idonea, secondo  criteri  di
proporzionalita’,  sussidiarieta’  orizzontale   ed   efficienza,   a
garantire un servizio  rispondente  ai  bisogni  della  comunita’,  e
liberalizzando in  tutti  gli  altri  casi  le  attivita’  economiche
compatibilmente  con   le   caratteristiche   di   universalita’   ed
accessibilita’ del servizio.
2. All’esito della verifica l’ente adotta una delibera  quadro  che
alla liberalizzazione, i fallimenti  del  sistema  concorrenziale  e,
all’interno della comunita’ locale derivanti dal mantenimento  di  un
3. Alla delibera di  cui  al  comma  precedente  e’  data  adeguata
pubblicita’; essa e’ inviata all’Autorita’ garante della  concorrenza
4. La verifica di cui al comma 1 e’ effettuata  entro  dodici  mesi
dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  regolamento  e  poi
periodicamente secondo i rispettivi ordinamenti  degli  enti  locali;
essa e’ comunque effettuata prima di procedere al conferimento  e  al
rinnovo della gestione dei servizi.
5. Gli enti locali, per  assicurare  agli  utenti  l’erogazione  di
servizi pubblici che abbiano ad  oggetto  la  produzione  di  beni  e
attivita’ rivolte  a  realizzare  fini  sociali  e  a  promuovere  lo
sviluppo economico e civile delle comunita’ locali, definiscono,  ove
necessario,  gli  obblighi  di  servizio  pubblico,   prevedendo   le
eventuali compensazioni economiche alle aziende esercenti  i  servizi
stessi, tenendo conto dei proventi  derivanti  dalle  tariffe  e  nei
limiti della disponibilita’ di bilancio destinata allo scopo.
6.  All’attribuzione  di  diritti  di   esclusiva   ad   un’impresa
incaricata  della  gestione  di  servizi  pubblici  locali   consegue
l’applicazione di quanto disposto  dall’articolo  9  della  legge  10
svolgere attivita’ in mercati diversi da quelli in cui sono  titolari
di diritti di  esclusiva,  sono  soggetti  alla  disciplina  prevista
– Si riporta il testo degli articoli 23, 9 e  8,  commi
2, 2-bis e 2-quater recante  «Norme  per  la  tutela  della
concorrenza  e  del  mercato»,  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 13 ottobre 1990, n. 240:
«Art. 23 (Relazione annuale). – 1. L’Autorita’ presenta
al Presidente del Consiglio dei Ministri, entro il 31 marzo
di ogni anno, una relazione sull’attivita’ svolta nell’anno
precedente.  Il  Presidente  del  Consiglio  dei   Ministri
trasmette entro trenta giorni la relazione al Parlamento.».
«Art. 9 (Autoproduzione). – 1.  La  riserva  per  legge
allo Stato ovvero a un ente pubblico del  monopolio  su  un
mercato,  nonche’  la  riserva  per  legge  ad   un’impresa
incaricata della gestione di attivita’  di  prestazione  al
pubblico di beni o di  servizi  contro  corrispettivo,  non
comporta per i terzi il divieto di produzione di tali  beni
o servizi per uso proprio, della  societa’  controllante  e
delle societa’ controllate.
2. L’autoproduzione non e’ consentita nei casi  in  cui
in base alle disposizioni che prevedono la riserva  risulti
che la stessa e’ stabilita per motivi di  ordine  pubblico,
sicurezza  pubblica  e  difesa  nazionale,  nonche’,  salvo
concessione,  per  quanto   concerne   il   settore   delle
«Art. 8 (Imprese pubbliche e in monopolio legale). –  1
2. Le disposizioni di cui ai precedenti articoli non si
applicano alle imprese  che,  per  disposizioni  di  legge,
esercitano la gestione di servizi  di  interesse  economico
generale ovvero operano in regime di monopolio sul mercato,
per  tutto  quanto  strettamente  connesso  all’adempimento
degli specifici compiti loro affidati.
2-bis. Le imprese di cui al comma 2, qualora  intendano
svolgere attivita’ in mercati  diversi  da  quelli  in  cui
agiscono ai sensi del medesimo comma  2,  operano  mediante
societa’ separate.
2-ter. (Omissis).
2-quater. Al fine di  garantire  pari  opportunita’  di
iniziativa economica, qualora le imprese di cui al comma  2
rendano  disponibili  a  societa’  da  esse  partecipate  o
controllate nei mercati diversi di cui al comma 2-bis  beni
o  servizi,  anche   informativi,   di   cui   abbiano   la
disponibilita’  esclusiva  in  dipendenza  delle  attivita’
svolte ai sensi del medesimo comma 2, esse  sono  tenute  a
rendere accessibili  tali  beni  o  servizi,  a  condizioni
equivalenti, alle altre imprese direttamente concorrenti.».
Norme applicabili in via generale per l’affidamento
1.  Le  procedure  competitive  ad  evidenza  pubblica,   di   cui
all’articolo  23-bis,  comma  2,  sono  indette  nel  rispetto  degli
standard qualitativi, quantitativi, ambientali, di equa distribuzione
sul territorio e di sicurezza definiti dalla  legge,  ove  esistente,
dalla competente autorita’ di settore o, in mancanza di  essa,  dagli
enti affidanti.
2. Le societa’ a capitale interamente pubblico possono  partecipare
alle procedure competitive ad evidenza pubblica di  cui  all’articolo
23-bis, comma 2, lettera  a),  sempre  che  non  vi  siano  specifici
divieti previsti dalla legge.
3. Al fine di promuovere e proteggere l’assetto concorrenziale  dei
mercati interessati, il bando di gara o la lettera di invito:
a) esclude che la disponibilita’ a qualunque titolo  delle  reti,
costi socialmente sostenibili ed essenziali per  l’effettuazione  del
servizio possa costituire elemento discriminante per  la  valutazione
b)  assicura  che   i   requisiti   tecnici   ed   economici   di
partecipazione alla gara siano proporzionati alle  caratteristiche  e
al valore del servizio e che la definizione dell’oggetto  della  gara
garantisca  la  piu’  ampia  partecipazione  e  il  conseguimento  di
c) indica, ferme restando le discipline  di  settore,  la  durata
dell’affidamento commisurata alla consistenza degli  investimenti  in
immobilizzazioni materiali previsti nei capitolati di gara  a  carico
del soggetto gestore. In ogni caso  la  durata  dell’affidamento  non
puo’  essere  superiore  al  periodo  di  ammortamento  dei  suddetti
d) puo’ prevedere l’esclusione di  forme  di  aggregazione  o  di
collaborazione tra soggetti che possiedono singolarmente i  requisiti
tecnici  ed  economici  di  partecipazione  alla  gara,  qualora,  in
relazione alla prestazione oggetto del servizio, l’aggregazione o  la
collaborazione  sia  idonea  a  produrre  effetti  restrittivi  della
concorrenza sulla base di un’oggettiva e motivata analisi  che  tenga
conto di struttura, dimensione e numero degli operatori  del  mercato
commissione nominata  dall’ente  affidante  e  composta  da  soggetti
f) indica i criteri e le modalita’ per l’individuazione dei  beni
di  cui  all’articolo  10,  comma  1,   e   per   la   determinazione
dell’eventuale importo spettante al gestore al momento della scadenza
o della cessazione anticipata della gestione ai  sensi  dell’articolo
10, comma 2;
g) prevede l’adozione di carte dei servizi al fine  di  garantire
4. Fermo restando quanto previsto al comma 3, nel caso di procedure
aventi  ad  oggetto,  al  tempo  stesso,  la  qualita’  di  socio   e
l’attribuzione di specifici compiti operativi connessi alla  gestione
del servizio, il bando di gara o la lettera di invito assicura che:
a) i criteri di valutazione delle offerte basati  su  qualita’  e
corrispettivo del servizio prevalgano di norma su quelli riferiti  al
b) il socio privato  selezionato  svolga  gli  specifici  compiti
servizio stesso e che, ove cio’ non si  verifica,  si  proceda  a  un
nuovo affidamento ai sensi dell’articolo 23-bis, comma 2;
c) siano previsti criteri e modalita’ di liquidazione  del  socio
Per  il  testo   dell’art.   23-bis,   comma   2,   del
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  si  veda
Parere dell’Autorita’ garante della concorrenza
1. Gli affidamenti di servizi pubblici locali assumono rilevanza ai
fini dell’espressione del parere di cui all’articolo 23-bis, comma 4,
se il valore economico del servizio oggetto  dell’affidamento  supera
la somma complessiva di 200.000,00 euro annui.
2. Nella richiesta del parere di cui al comma 1, esclusivamente per
i  servizi  relativi  al  settore  idrico,  l’ente   affidante   puo’
rappresentare specifiche condizioni  di  efficienza  che  rendono  la
gestione  «in  house»  non  distorsiva   della   concorrenza,   ossia
comparativamente non svantaggiosa per  i  cittadini  rispetto  a  una
modalita’ alternativa di gestione dei servizi  pubblici  locali,  con
a) alla chiusura dei bilanci in utile, escludendosi  a  tal  fine
qualsiasi trasferimento non riferito  a  spese  per  investimenti  da
parte dell’ente affidante o altro ente pubblico;
b) al reinvestimento nel servizio almeno dell’80 per cento  degli
utili per l’intera durata dell’affidamento;
c) all’applicazione di una tariffa media inferiore alla media  di
3. Nel rendere il parere di cui al comma 1 si  tiene  espressamente
conto  delle  condizioni  rappresentate  ai  sensi  del  comma  2   e
dichiarate dall’ente affidante sotto la personale responsabilita’ del
suo legale rappresentante.
4. L’effettivo rispetto delle condizioni  di  cui  al  comma  2  e’
verificato annualmente dall’ente affidante, che invia  gli  esiti  di
tale verifica all’Autorita’ garante della concorrenza e del  mercato.
In caso negativo, anche su  segnalazione  della  medesima  Autorita’,
l’ente procede alla revoca dell’affidamento e al  conferimento  della
gestione del servizio ai sensi dell’articolo 23-bis, comma 2.
1. Al patto di stabilita’ interno sono assoggettati gli  affidatari
«in house» di servizi pubblici locali ai sensi dell’articolo  23-bis,
2. Gli enti locali vigilano sull’osservanza, da parte dei  soggetti
indicati  al  comma  1  al  cui  capitale  partecipano,  dei  vincoli
derivanti dal patto di stabilita’ interno.
3. Le modalita’ e la modulistica per l’assoggettamento al patto  di
stabilita’ interno dei soggetti di cui al comma 1  sono  definite  in
sede di attuazione di  quanto  previsto  dall’articolo  2,  comma  2,
lettera  h),  della  legge  5  maggio  2009,  n.  42,  e   successive
modificazioni, in materia di bilancio consolidato.
– Si riporta il testo del comma 2, lettera h) dell’art.
2,  della  legge  5  maggio  2009,  n.  42,  e   successive
modificazioni, recante «Delega al  Governo  in  materia  di
federalismo fiscale,  in  attuazione  dell’art.  119  della
Costituzione», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 6 maggio
a) – g) (Omissis).
«h) adozione di regole contabili  uniformi  e  di  un
comune piano dei conti integrato; adozione di comuni schemi
di bilancio articolati in missioni e programmi coerenti con
la classificazione economica e funzionale individuata dagli
altri organismi controllati,  secondo  uno  schema  comune;
previsione di sanzioni ai  sensi  dell’art.  17,  comma  1,
lettera e), in caso di mancato rispetto di tale termine;».
Acquisto di beni e servizi da parte
delle societa’ «in house» e delle societa’ miste
1. Le societa’ «in house» e le  societa’  a  partecipazione  mista
pubblica  e  privata,  affidatarie  di   servizi   pubblici   locali,
applicano, per l’acquisto di beni e servizi, le disposizioni  di  cui
2. L’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 12 aprile  2006,
n. 163, e successive modificazioni, limitatamente alla  gestione  del
servizio per il quale le societa’ di cui al comma 1, lettera c),  del
la scelta del socio  privato  e’  avvenuta  secondo  quanto  previsto
dall’articolo 23-bis, comma 2, lettera b).  Restano  ferme  le  altre
condizioni stabilite dall’articolo 32, comma 3, numeri 2) e  3),  del
– Si riporta il testo dell’art. 32, commi 1  e  3,  del
modificazioni,  recante  «Codice  dei  contratti   pubblici
direttive  2004/17/CE   e   2004/18/CE»,   pubblicato   nel
supplemento ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  2  maggio
2006, n. 100:
«Art.  32  (Amministrazioni  aggiudicatrici   e   altri
soggetti aggiudicatori) (articoli 1 e 8, direttiva 2004/18;
art. 2, legge n. 109/1994; art. 1, decreto  legislativo  n.
358/1992; articoli 2 e 3, comma 5, decreto  legislativo  n.
157/1995). – 1. Salvo quanto dispongono il  comma  2  e  il
comma 3, le norme del presente titolo, nonche’ quelle della
parte I, IV e V, si  applicano  in  relazione  ai  seguenti
contratti, di importo pari o superiore alle soglie  di  cui
a)  lavori,  servizi,   forniture,   affidati   dalle
b)  appalti   di   lavori   pubblici   affidati   dai
concessionari   di   lavori   pubblici   che    non    sono
amministrazioni  aggiudicatrici,   nei   limiti   stabiliti
dall’articolo 142;
c) lavori, servizi, forniture affidati dalle societa’
con capitale pubblico, anche  non  maggioritario,  che  non
sono organismi di diritto pubblico, che  hanno  ad  oggetto
della loro attivita’ la realizzazione di  lavori  o  opere,
ovvero la produzione di beni o servizi,  non  destinati  ad
essere  collocati  sul  mercato   in   regime   di   libera
concorrenza, ivi comprese le societa’ di cui agli  articoli
113, 113-bis, 115 e 116 del decreto legislativo  18  agosto
2000, n. 267,  testo  unico  delle  leggi  sull’ordinamento
d) lavori,  affidati  da  soggetti  privati,  di  cui
all’allegato I, nonche’  lavori  di  edilizia  relativi  ad
ospedali, impianti sportivi,  ricreativi  e  per  il  tempo
libero,  edifici   scolastici   e   universitari,   edifici
destinati a funzioni pubbliche amministrative,  di  importo
superiore a un milione di euro, per  la  cui  realizzazione
sia previsto, da parte dei soggetti di cui alla lettera a),
un contributo diretto e specifico, in conto interessi o  in
conto capitale che, attualizzato, superi il  50  per  cento
dell’importo dei lavori;
e) appalti di servizi, affidati da soggetti  privati,
relativamente ai servizi il cui valore  stimato,  al  netto
dell’i.v.a., sia pari o superiore a 211.000 euro, allorche’
tali appalti sono connessi ad un appalto di lavori  di  cui
alla lettera d) del presente  comma,  e  per  i  quali  sia
previsto, da parte dei soggetti di cui alla lettera a),  un
contributo diretto e specifico, in  conto  interessi  o  in
dell’importo dei servizi;
f) lavori  pubblici  affidati  dai  concessionari  di
servizi, quando essi  sono  strettamente  strumentali  alla
gestione del servizio e le  opere  pubbliche  diventano  di
proprieta’ dell’amministrazione aggiudicatrice;
g)  lavori  pubblici  da  realizzarsi  da  parte  dei
soggetti privati, titolari di permesso  di  costruire,  che
assumono  in  via  diretta  l’esecuzione  delle  opere   di
urbanizzazione a scomputo totale o parziale del  contributo
previsto  per  il   rilascio   del   permesso,   ai   sensi
dell’articolo 16, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e dell’articolo 28, comma
5, della legge 17 agosto 1942, n.  1150.  L’amministrazione
che rilascia il permesso di costruire puo’  prevedere  che,
in   relazione   alla   realizzazione   delle   opere    di
urbanizzazione, l’avente diritto a richiedere  il  permesso
di costruire presenti all’amministrazione stessa,  in  sede
di  richiesta  del  permesso  di  costruire,  un   progetto
preliminare delle opere da eseguire, con l’indicazione  del
tempo massimo in cui devono essere completate, allegando lo
schema    del    relativo     contratto     di     appalto.
L’amministrazione, sulla  base  del  progetto  preliminare,
indice una gara con le  modalita’  previste  dall’art.  55.
Oggetto del contratto,  previa  acquisizione  del  progetto
definitivo  in  sede  di  offerta,  sono  la  progettazione
esecutiva e le esecuzioni di lavori. L’offerta relativa  al
prezzo indica distintamente il corrispettivo richiesto  per
la progettazione definitiva ed esecutiva, per  l’esecuzione
dei lavori e per gli oneri di sicurezza;
h) lavori,  servizi  forniture  affidati  dagli  enti
aggiudicatori di cui all’articolo 207,  qualora,  ai  sensi
dell’articolo   214,   devono   trovare   applicazione   le
disposizioni della parte II anziche’ quelle della parte III
3. Le societa’ di cui al comma 1, lettera c)  non  sono
tenute ad applicare le  disposizioni  del  presente  codice
limitatamente alla realizzazione dell’opera pubblica o alla
gestione del servizio per i quali sono state specificamente
costituite, se ricorrono le seguenti condizioni:
1) la  scelta  del  socio  privato  e’  avvenuta  nel
rispetto di procedure di evidenza pubblica;
2) il socio privato ha i requisiti di  qualificazione
previsti dal presente codice in relazione alla  prestazione
per cui la societa’ e’ stata costituita;
3)  la  societa’  provvede  in   via   diretta   alla
realizzazione  dell’opera  o  del   servizio,   in   misura
superiore al 70% del relativo importo.».
Assunzione di personale da parte
1. Le societa’ a partecipazione  pubblica  che  gestiscono  servizi
pubblici  locali  adottano,  con  propri  provvedimenti,  criteri   e
modalita’ per il reclutamento del personale  e  per  il  conferimento
degli  incarichi  nel  rispetto  dei  principi  di  cui  al  comma  3
dell’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165.  Il
presente articolo non si applica alle  societa’  quotate  in  mercati
regolamentati.
– Si riporta  il  testo  dell’art.  35,  comma  3,  del
modificazioni, recante «Norme generali sull’ordinamento del
lavoro alle dipendenze  delle  amministrazioni  pubbliche»,
Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106:
«3.  Le  procedure  di  reclutamento  nelle   pubbliche
amministrazioni si conformano ai seguenti principi:
a) adeguata pubblicita’ della selezione  e  modalita’
di   svolgimento   che   garantiscano   l’imparzialita’   e
assicurino  economicita’  e  celerita’   di   espletamento,
ricorrendo,  ove  e’  opportuno,  all’ausilio  di   sistemi
automatizzati,  diretti  anche  a   realizzare   forme   di
b) adozione di meccanismi  oggettivi  e  trasparenti,
idonei a verificare il possesso dei requisiti  attitudinali
e professionali richiesti in relazione  alla  posizione  da
ricoprire;
c) rispetto delle pari opportunita’ tra lavoratrici e
e) composizione delle commissioni esclusivamente  con
esperti di provata competenza nelle  materie  di  concorso,
scelti tra funzionari  delle  amministrazioni,  docenti  ed
estranei  alle   medesime,   che   non   siano   componenti
dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che
non  ricoprano  cariche   politiche   e   che   non   siano
rappresentanti sindacali o designati  dalle  confederazioni
ed   organizzazioni   sindacali   o   dalle    associazioni
Distinzione tra funzioni di regolazione
e funzioni di gestione
1. Gli amministratori, i dirigenti e i responsabili degli uffici o
dei servizi dell’ente  locale,  nonche’  degli  altri  organismi  che
espletano  funzioni  di  stazione  appaltante,  di  regolazione,   di
indirizzo e di controllo di  servizi  pubblici  locali,  non  possono
dette  funzioni  sono  state  svolte  nei  tre  anni  precedenti   il
conferimento dell’incarico inerente la gestione dei servizi  pubblici
2. Il divieto di cui al comma  1  opera  anche  nei  confronti  del
coniuge, dei parenti  e  degli  affini  entro  il  quarto  grado  dei
soggetti indicati allo stesso comma, nonche’ nei confronti di  coloro
che prestano, o hanno prestato nel triennio precedente,  a  qualsiasi
titolo attivita’ di consulenza o collaborazione in favore degli  enti
locali o dei soggetti che hanno affidato  la  gestione  del  servizio
3.  Non  possono  essere  nominati   amministratori   di   societa’
partecipate da enti locali coloro che nei tre  anni  precedenti  alla
nomina  hanno  ricoperto  la  carica  di   amministratore,   di   cui
all’articolo 77 del decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,  e
successive modificazioni, negli enti locali che  detengono  quote  di
4. I componenti della commissione di gara per  l’affidamento  della
gestione di servizi  pubblici  locali  non  devono  aver  svolto  ne’
possono  svolgere  alcun’altra  funzione   o   incarico   tecnico   o
amministrativo relativamente alla gestione del  servizio  di  cui  si
5. Coloro che hanno rivestito, nel biennio precedente, la carica di
amministratore locale, di cui al comma 3, non possono essere nominati
componenti della commissione di gara relativamente a servizi pubblici
locali da affidare da parte del medesimo ente locale.
6. Sono esclusi da successivi incarichi di commissario coloro  che,
in qualita’ di componenti di commissioni di gara,  abbiano  concorso,
7. Si applicano ai componenti delle commissioni di gara le cause di
astensione previste dall’articolo 51 del codice di procedura civile.
8. Nell’ipotesi in cui alla gara concorre una societa’  partecipata
dall’ente locale che la indice, i  componenti  della  commissione  di
gara non possono essere ne’ dipendenti ne’  amministratori  dell’ente
9. Le incompatibilita’ e i divieti di cui ai  commi  precedenti  si
applicano alle nomine e agli incarichi da  conferire  successivamente
alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
10. In caso di affidamento  della  gestione  dei  servizi  pubblici
locali ai sensi dell’articolo 23-bis, comma 3, e in tutti i  casi  in
cui il capitale sociale del soggetto gestore e’ partecipato dall’ente
locale affidante, la verifica del rispetto del contratto di  servizio
nonche’ ogni eventuale aggiornamento e  modifica  dello  stesso  sono
sottoposti,  secondo  modalita’  definite  dallo  statuto   dell’ente
locale, alla vigilanza dell’organo di revisione di cui agli  articoli
234 e seguenti del decreto legislativo 18  agosto  2000,  n.  267,  e
successive modificazioni. Restano  ferme  le  disposizioni  contenute
nelle discipline di settore vigenti alla data di  entrata  in  vigore
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  77  del   decreto
legislativo 18 agosto 2000,  n.  267,  «Testo  unico  delle
leggi sull’ordinamento degli enti locali»,  pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 28  settembre
2000, n. 227:
«Art. 77 (Definizione di amministratore locale).  –  1.
La Repubblica tutela il diritto di ogni cittadino  chiamato
a ricoprire cariche pubbliche nelle  amministrazioni  degli
enti locali ad espletare il mandato, disponendo del  tempo,
dei servizi e delle  risorse  necessari  ed  usufruendo  di
indennita’ e di  rimborsi  spese  nei  modi  e  nei  limiti
2.  Il  presente  capo  disciplina  il   regime   delle
aspettative,  dei  permessi  e   delle   indennita’   degli
amministratori degli enti  locali.  Per  amministratori  si
intendono, ai soli fini del presente capo, i sindaci, anche
metropolitani, i presidenti delle province,  i  consiglieri
dei  comuni  anche  metropolitani  e  delle   province,   i
componenti   delle   giunte   comunali,   metropolitane   e
provinciali,   i   presidenti   dei   consigli    comunali,
metropolitani e provinciali, i presidenti, i consiglieri  e
gli assessori delle comunita’ montane, i  componenti  degli
organi delle unioni di  comuni  e  dei  consorzi  fra  enti
locali,   nonche’   i   componenti    degli    organi    di
decentramento.».
– Si riporta  il  testo  dell’art.  51  del  codice  di
«Art. 51. (Astensione del giudice).  –  Il  giudice  ha
l’obbligo di astenersi:
1) se ha interesse nella causa o in altra vertente su
identica questione di diritto;
2) se egli stesso o la  moglie  e’  parente  fino  al
quarto grado o legato da  vincoli  di  affiliazione,  o  e’
convivente o commensale abituale di una delle  parti  o  di
alcuno dei difensori;
3) se egli stesso o la moglie  ha  causa  pendente  o
grave inimicizia o rapporti di credito  o  debito  con  una
delle parti o alcuno dei suoi difensori;
4) se ha dato consiglio o prestato  patrocinio  nella
causa, o ha deposto in essa come testimone,  oppure  ne  ha
conosciuto come magistrato in altro grado  del  processo  o
come arbitro o vi ha prestato  assistenza  come  consulente
5)  se  e’  tutore,   curatore,   amministratore   di
sostegno, procuratore, agente o datore  di  lavoro  di  una
delle parti; se, inoltre, e’ amministratore o gerente di un
ente, di un’associazione  anche  non  riconosciuta,  di  un
comitato, di una societa’ o stabilimento che  ha  interesse
nella causa.
In ogni altro caso in cui  esistono  gravi  ragioni  di
convenienza,   il   giudice   puo’   richiedere   al   capo
dell’ufficio   l’autorizzazione   ad   astenersi;    quando
l’astensione riguarda il capo dell’ufficio l’autorizzazione
e’ chiesta al capo dell’ufficio superiore.».
– Per il testo dell’art. 23-bis, comma  3,  del  citato
– Si riporta il testo dell’art. 234 del citato  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267:
«Art. 234 (Organo di revisione  economico-finanziario).
– 1.  I  consigli  comunali,  provinciali  e  delle  citta’
metropolitane eleggono con voto limitato a due  componenti,
un collegio di revisori composto da tre membri.
a) uno tra gli  iscritti  al  registro  dei  revisori
contabili, il quale svolge le funzioni  di  presidente  del
b)  uno  tra  gli  iscritti  nell’albo  dei   dottori
3.  Nei  comuni  con  popolazione  inferiore  a  15.000
abitanti, nelle unioni dei comuni e nelle comunita’ montane
la revisione economico-finanziaria e’ affidata ad  un  solo
revisore eletto dal  consiglio  comunale  o  dal  consiglio
dell’Unione di  comuni  o  dall’assemblea  della  comunita’
montana a maggioranza assoluta dei membri e  scelto  tra  i
soggetti di cui al comma 2.
4. Gli enti locali comunicano  ai  propri  tesorieri  i
nominativi dei soggetti cui e’ affidato l’incarico entro 20
giorni  dall’avvenuta  esecutivita’   della   delibera   di
nomina.».
1. Le imprese estere, non appartenenti a Stati  membri  dell’Unione
europea,  possono  essere  ammesse  alle  procedure  competitive   ad
evidenza pubblica per l’affidamento  di  servizi  pubblici  locali  a
partecipare  alle  gare  indette  negli  Stati  di  provenienza   per
Cessione dei beni in caso di subentro
1. Alla scadenza della gestione del servizio pubblico locale  o  in
caso di sua cessazione anticipata,  il  precedente  gestore  cede  al
gestore  subentrante  i  beni  strumentali  e  le   loro   pertinenze
per  la  prosecuzione  del  servizio,  come  individuati,  ai   sensi
dell’articolo 3, comma 3, lettera f), dall’ente affidante,  a  titolo
gratuito e liberi da pesi e gravami.
2. Se, al momento della cessazione della gestione, i beni di cui al
comma  1  non  sono  stati  interamente  ammortizzati,   il   gestore
subentrante corrisponde al precedente  gestore  un  importo  pari  al
valore contabile originario non  ancora  ammortizzato,  al  netto  di
Restano ferme le disposizioni contenute nelle discipline di  settore,
anche regionali, vigenti alla data di entrata in vigore del  presente
regolamento, nonche’ restano salvi eventuali diversi accordi  tra  le
parti  stipulati  prima   dell’entrata   in   vigore   del   presente
3. L’importo di cui al comma  2  e’  indicato  nel  bando  o  nella
lettera di invito  relativi  alla  gara  indetta  per  il  successivo
affidamento del servizio pubblico locale a seguito della  scadenza  o
Tutela non giurisdizionale
1. I contratti di servizio e, se  emanate,  le  carte  dei  servizi
concernenti la gestione  di  servizi  pubblici  locali  prevedono  la
possibilita’, per l’utente o per la categoria di utenti  che  lamenti
la violazione di un diritto o di un interesse giuridico rilevante, di
promuovere la risoluzione non giurisdizionale delle controversie, che
avviene  entro  trenta  giorni  successivi   al   ricevimento   della
2. La procedura conciliativa prevista al comma 1 e’ avviata secondo
lo schema-tipo di formulario  di  cui  all’allegato  A  del  presente
3. Restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 2, comma  461,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonche’ quelle contenute  nelle
discipline di settore vigenti alla data  di  entrata  in  vigore  del
– Si riporta il testo dell’art.  2,  comma  461,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante  «Disposizioni  per
Stato (legge finanziaria 2008)», pubblicata nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 28 dicembre 2007, n. 300:
«461. Al fine di tutelare i diritti dei  consumatori  e
degli utenti dei servizi pubblici locali e di garantire  la
qualita’, l’universalita’ e l’economicita’  delle  relative
prestazioni, in sede di stipula dei contratti  di  servizio
gli enti  locali  sono  tenuti  ad  applicare  le  seguenti
a) previsione dell’obbligo per il soggetto gestore di
emanare una “Carta della qualita’ dei servizi”, da redigere
e  pubblicizzare  in   conformita’   ad   intese   con   le
associazioni  di  tutela   dei   consumatori   e   con   le
associazioni  imprenditoriali  interessate,   recante   gli
standard  di  qualita’  e  di   quantita’   relativi   alle
prestazioni erogate cosi’ come determinati nel contratto di
servizio, nonche’ le modalita’ di accesso alle informazioni
garantite, quelle per proporre reclamo e quelle  per  adire
le vie conciliative e giudiziarie nonche’ le  modalita’  di
ristoro  dell’utenza,  in  forma   specifica   o   mediante
restituzione totale o parziale del  corrispettivo  versato,
in caso di inottemperanza;
b) consultazione obbligatoria delle associazioni  dei
c) previsione che sia periodicamente verificata,  con
la  partecipazione  delle  associazioni  dei   consumatori,
l’adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi  del
servizio erogato fissati nel  contratto  di  servizio  alle
esigenze dell’utenza cui il  servizio  stesso  si  rivolge,
ferma restando la possibilita’ per ogni  singolo  cittadino
di presentare osservazioni e proposte in merito;
d)  previsione  di   un   sistema   di   monitoraggio
permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto
di  servizio  e  di  quanto  stabilito  nelle  Carte  della
qualita’   dei   servizi,   svolto   sotto    la    diretta
responsabilita’ dell’ente locale o dell’ambito territoriale
ottimale, con  la  partecipazione  delle  associazioni  dei
consumatori ed aperto  alla  ricezione  di  osservazioni  e
proposte da  parte  di  ogni  singolo  cittadino  che  puo’
rivolgersi, allo scopo, sia all’ente locale, sia ai gestori
dei servizi, sia alle associazioni dei consumatori;
e) istituzione di una sessione  annuale  di  verifica
del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestori  dei
servizi ed associazioni dei consumatori nella quale si  dia
conto dei reclami, nonche’ delle proposte  ed  osservazioni
pervenute a ciascuno dei soggetti partecipanti da parte dei
f) previsione che le attivita’ di  cui  alle  lettere
b), c) e d) siano finanziate con un prelievo a  carico  dei
soggetti gestori del servizio, predeterminato nel contratto
di servizio per l’intera durata del contratto stesso.».
1. A decorrere dall’entrata in vigore del presente regolamento sono
o restano abrogate le seguenti disposizioni:
a) articolo 113, commi 5, 5-bis, 6, 7, 8,  9,  escluso  il  primo
periodo, 14, 15-bis, 15-ter e 15-quater, del decreto  legislativo  18
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni;
b) articolo 150, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile  2006,
n. 152, e successive modificazioni, ad eccezione della parte  in  cui
individua la competenza dell’Autorita’ d’ambito per  l’affidamento  e
l’aggiudicazione;
c) articolo 202, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile  2006,
2. Le leggi, i regolamenti, i decreti, o altri  provvedimenti,  che
fanno  riferimento  al  comma  7  dell’articolo   113   del   decreto
abrogato dal comma 1, lettera a), si intendono riferiti  al  comma  1
dell’articolo 3 del presente regolamento.
3. All’articolo 18,  comma  3-bis,  secondo  periodo,  del  decreto
legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni,  la
parola «esclusivamente» e’ soppressa.
4. Per il trasporto pubblico  locale  il  presente  regolamento  si
applica in quanto compatibile con  le  disposizioni  del  regolamento
(CE) 23 ottobre 2007, n. 1370/2007.
5. Le disposizioni  del  presente  regolamento  si  applicano  alle
Bolzano, in quanto compatibili con gli statuti speciali e le relative
6. Al fine di assicurare il monitoraggio delle modalita’  attuative
del presente regolamento il Ministro per i rapporti con le regioni  e
per la coesione territoriale  promuove  la  stipula  di  un  apposito
Registrato alla Corte dei conti il 28 settembre 2010
Ministeri istituzionali, registro n. 14, foglio n. 397
– Si riporta il testo dell’art. 113 del citato  decreto
modificazioni, come modificato dal presente decreto:
«Art.  113  (Gestione  delle  reti  ed  erogazione  dei
servizi pubblici locali di rilevanza economica).  –  1.  Le
disposizioni del  presente  articolo  che  disciplinano  le
modalita’ di gestione ed affidamento dei  servizi  pubblici
locali  concernono  la  tutela  della  concorrenza  e  sono
inderogabili ed integrative delle  discipline  di  settore.
Restano ferme le altre disposizioni di settore e quelle  di
attuazione di  specifiche  normative  comunitarie.  Restano
esclusi dal campo di applicazione del presente  articolo  i
settori disciplinati dai decreti legislativi 16 marzo 1999,
n. 79, e 23 maggio 2000, n. 164.
1-bis. Le disposizioni del  presente  articolo  non  si
applicano al settore  del  trasporto  pubblico  locale  che
resta disciplinato  dal  decreto  legislativo  19  novembre
1997, n. 422, e successive modificazioni.
2. Gli enti locali non  possono  cedere  la  proprieta’
degli  impianti,  delle  reti  e  delle   altre   dotazioni
destinati all’esercizio dei  servizi  pubblici  di  cui  al
comma 1, salvo quanto stabilito dal comma 13.
2-bis. Le disposizioni del  presente  articolo  non  si
applicano  agli  impianti  di  trasporti  a  fune  per   la
mobilita’ turistico-sportiva eserciti in aree montane.
3. Le discipline di settore  stabiliscono  i  casi  nei
quali l’attivita’ di gestione delle reti e  degli  impianti
destinati alla produzione dei servizi  pubblici  locali  di
cui al comma 1 puo’ essere separata da quella di erogazione
degli stessi. E’, in ogni caso,  garantito  l’accesso  alle
reti a tutti  i  soggetti  legittimati  all’erogazione  dei
4. Qualora sia separata  dall’attivita’  di  erogazione
dei servizi, per la gestione delle reti, degli  impianti  e
delle altre dotazioni patrimoniali gli enti  locali,  anche
in forma associata, si avvalgono:
a) di soggetti allo scopo costituiti, nella forma  di
societa’ di capitali con la partecipazione  totalitaria  di
capitale pubblico cui  puo’  essere  affidata  direttamente
tale attivita’, a condizione che gli enti pubblici titolari
del capitale sociale esercitino sulla societa’ un controllo
analogo a quello esercitato sui propri  servizi  e  che  la
societa’ realizzi la parte piu’  importante  della  propria
attivita’  con  l’ente  o  gli   enti   pubblici   che   la
b)  di  imprese  idonee,  da   individuare   mediante
procedure ad evidenza pubblica, ai sensi del comma 7.
5-bis. (Abrogato).
5-ter. In ogni caso in  cui  la  gestione  della  rete,
separata o integrata con l’erogazione dei servizi, non  sia
stata affidata con gara ad evidenza  pubblica,  i  soggetti
gestori   di   cui   ai   precedenti    commi    provvedono
all’esecuzione dei lavori comunque connessi  alla  gestione
della rete esclusivamente mediante contratti di  appalto  o
di concessione di lavori pubblici, aggiudicati a seguito di
procedure di evidenza  pubblica,  ovvero  in  economia  nei
limiti di cui all’art. 24 della legge 11 febbraio 1994,  n.
109, e all’art. 143 del regolamento di cui al  decreto  del
Presidente della  Repubblica  21  dicembre  1999,  n.  554.
Qualora la gestione della rete, separata o integrata con la
gestione dei servizi, sia stata affidata con  procedure  di
gara, il soggetto gestore puo’  realizzare  direttamente  i
lavori  connessi  alla   gestione   della   rete,   purche’
qualificato ai sensi della normativa vigente e  purche’  la
gara espletata abbia avuto ad oggetto sia la  gestione  del
servizio relativo alla rete, sia  l’esecuzione  dei  lavori
connessi. Qualora, invece, la gara abbia avuto  ad  oggetto
esclusivamente la gestione del servizio relativo alla rete,
il gestore deve appaltare i lavori a terzi con le procedure
ad evidenza pubblica previste dalla legislazione vigente.
9. Alla scadenza del periodo di affidamento, e in esito
alla successiva gara di affidamento, le reti, gli  impianti
e le altre dotazioni patrimoniali di proprieta’ degli  enti
locali o delle societa’ di cui al comma 13  sono  assegnati
al nuovo gestore.
10. E’  vietata  ogni  forma  di  differenziazione  nel
trattamento dei gestori di pubblico servizio in  ordine  al
regime tributario, nonche’  alla  concessione  da  chiunque
dovuta di contribuzioni o agevolazioni per la gestione  del
11. I rapporti degli enti locali  con  le  societa’  di
erogazione del servizio e con le societa’ di gestione delle
reti  e  degli  impianti  sono  regolati  da  contratti  di
servizio, allegati ai  capitolati  di  gara,  che  dovranno
prevedere i livelli dei servizi  da  garantire  e  adeguati
strumenti di verifica del rispetto dei livelli previsti.
12. L’ente locale puo’  cedere  tutto  o  in  parte  la
propria partecipazione nelle societa’ erogatrici di servizi
mediante procedure ad evidenza pubblica da rinnovarsi  alla
scadenza del periodo  di  affidamento.  Tale  cessione  non
comporta effetti sulla durata  delle  concessioni  e  degli
affidamenti in essere.
13. Gli enti locali, anche in forma associata, nei casi
in cui non sia vietato dalle normative di settore,  possono
conferire la proprieta’ delle reti, degli impianti, e delle
altre  dotazioni  patrimoniali  a   societa’   a   capitale
interamente pubblico,  che  e’  incedibile.  Tali  societa’
pongono  le  reti,  gli  impianti  e  le  altre   dotazioni
patrimoniali a disposizione dei  gestori  incaricati  della
gestione del servizio o, ove prevista la gestione  separata
della rete, dei gestori di quest’ultima,  a  fronte  di  un
canone stabilito dalla competente Autorita’ di settore, ove
prevista, o dagli enti locali. Alla societa’  suddetta  gli
enti locali possono anche assegnare, ai sensi della lettera
a) del comma 4, la gestione delle reti, nonche’ il  compito
di espletare le gare di cui al comma 5.
15.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  non  si
applicano alle regioni a statuto speciale e  alle  province
autonome di Trento e di Bolzano, se  incompatibili  con  le
attribuzioni previste dallo statuto e dalle relative  norme
15-bis. (Abrogato).
15-ter. (Abrogato).
15-quater. (Abrogato).».
– Si riporta il  testo  dell’art.  150,  comma  1,  del
decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.  152,  e  successive
modificazioni,  recante  «Norme  in  materia   ambientale»,
Ufficiale 14  aprile  2006,  n.  88,  come  modificato  dal
«Art. 150 (Scelta della forma di gestione  e  procedure
di affidamento).n – 1. L’Autorita’ d’ambito,  nel  rispetto
del piano d’ambito e del  principio  di  unitarieta’  della
gestione  per  ciascun  ambito,  delibera   la   forma   di
– Si riporta il  testo  dell’art.  202,  comma  1,  del
citato  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e
successive  modificazioni,  come  modificato  dal  presente
«Art. 202 (Affidamento del servizio). – 1.  L’Autorita’
d’ambito aggiudica il servizio di  gestione  integrata  dei
rifiuti urbani.».
– Si riporta il testo dell’art. 18,  comma  3-bis,  del
decreto legislativo  19  novembre  1997,  n.  422,  recante
«Conferimento alle regioni ed agli enti locali di  funzioni
e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a  norma
dell’art. 4, comma 4, della legge 15 marzo  1997,  n.  59»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10  dicembre  1997,  n.
«3-bis. Le regioni prevedono un periodo transitorio, da
concludersi comunque entro il 31 dicembre 2007,  nel  corso
del  quale  vi  e’  la  facolta’  di  mantenere  tutti  gli
affidamenti agli attuali  concessionari  ed  alle  societa’
derivanti dalle trasformazioni di cui al comma  3,  ma  con
l’obbligo di affidamento di quote di servizio o di  servizi
speciali mediante procedure concorsuali,  previa  revisione
dei contratti di  servizio  in  essere  se  necessaria;  le
regioni procedono altresi’ all’affidamento  della  gestione
dei relativi servizi alle societa’  costituite  allo  scopo
dalle  ex  gestioni  governative,  fermo  restando   quanto
previsto dalle norme in  materia  di  programmazione  e  di
contratti di servizio di  cui  al  capo  II.  Trascorso  il
periodo  transitorio,  tutti  i  servizi  vengono  affidati
tramite le procedure concorsuali di cui al comma 2, lettera
a).».
– Il testo del Regolamento (CE)  23  ottobre  2007,  n.
1370/2007 relativo ai  servizi  pubblici  di  trasporto  di
passeggeri  su  strada  e  per  ferrovia  e  che  abroga  i
regolamenti del Consiglio  (CEE)  n.  1191/69  e  (CEE)  n.
1107/70, e’ pubblicato nella G.U.U.E. 3 dicembre 2007, n. L
315 (Gazzetta Ufficiale, seconda serie speciale, 17 gennaio
2008, n. 5).
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 168 – Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell’articolo 23-bis, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133. (10G0189) – (GU n. 239 del 12-10-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:31:16+00:00