Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1068:edilizia-laterizi-industria-ccnl-5-febbraio-1991&catid=37:1991&Itemid=61
Timestamp: 2020-01-19 21:34:42+00:00
Document Index: 26211168

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 2105', 'art. 403', 'art. 52', 'art. 63', 'art. 72', 'art. 70']

Edilizia - Laterizi, Industria: CCNL 5 febbraio 1991
Data firma: 5 febbraio 1991
Validità: 01.02.1991 - 31.08.1994
Parti: Assolaterizi, Assobeton e Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea- Cgil
Relazioni industriali e sistema di informazione su investimenti e occupazione
A ) Relazioni industriali
B) Sistema di informazioni su investimenti e occupazione
Regolamentazione comune agli impiegati e agli operai
Art. 5. - Quadri
Svolgimento di fatto delle mansioni di quadro
Art. 6. - Declaratorie e profili professionali
Categoria B 2 (mansioni tassative)
Categoria C S
Categoria C 1
Categoria C 2
Categoria D 1
Categoria D 2
Art. 7. - Disciplina dell'apprendistato
Art. 8. - Orario di lavoro
Dichiarazione comune delle parti stipulanti
Dichiarazioni programmatiche delle parti stipulanti
Art. 9. - Contratto di lavoro a tempo parziale (part-time)
Art. 10. - Contratto a termine
Art. 11. - Festività abolite
Art. 12. - Riposo settimanale
Art. 13. - Giorni festivi
Art. 14. - Chiamata e richiamo alle armi
Art. 15. - Congedo matrimoniale
Art. 16. - Assenze
Art. 17. - Trattamento in caso di maternità
Art. 18. - Minimi contrattuali
Art. 19. - Aumenti periodici di anzianità
Disposizioni particolari per i lavoratori in forza al 31.12.1979
Art. 20. - Determinazione delle quote orarie
Art. 21. - Indennità di contingenza
Art. 22. - Premio di produzione
Art. 23. - Tredicesima mensilità
Art. 24. - Risarcimento danni
Art. 25. - Trasferimenti
Art. 26. - Mensa
Art. 27. - Appalti
Art. 28. - Ambiente di lavoro - Visite mediche
Art. 29. - Infortuni sul lavoro e malattie professionali
Art. 30. - Trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 31. - Igiene sul lavoro e prevenzione infortuni
Art. 32. - Tutela tossicodipendenti e loro familiari
Art. 33. - Permessi
Art. 34. - Permessi ai lavoratori studenti Art. 35. - Permessi per cariche sindacali
Art. 36. - Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive
Art. 37. - Aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive od a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali
Art. 38. - Assemblee
Art. 40. - Versamento contributi sindacali
Art. 41. - Fondo di solidarietà
Art. 42. - Consiglio di fabbrica
Art. 43. - Relazioni sindacali
Art. 44. - Patronati
Art. 45. - Visite d'inventario e di controllo
Art. 46. - Regolamento interno di azienda
Art. 47. - Premio di fedeltà
Norma particolare per il settore dei laterizi
Art. 48. - Inizio e cessazione del lavoro
Art. 49. - Doveri del lavoratore e disciplina aziendale
Art. 50. - Provvedimenti disciplinari
Art. 51. - Multe e sospensioni
Art. 52. - Licenziamento senza preavviso
Art. 53. - Trattamento di fine rapporto
Art. 53-bis. - Certificato di lavoro
Art. 54. - Indennità in caso di morte
Art. 55. - Accordi interconfederali
Art. 56. - Mansioni promiscue
Art. 57. - Reclami e controversie
Art. 58. - Inscindibilità delle disposizioni del contratto e condizioni di miglior favore
Art. 59. - Abrogazione dei precedenti contratti
Art. 60. - Cessazione dell'attività aziendale
Art. 61. - Cessione o trasformazione dell'azienda
Art. 61 bis. - Esclusivo di stampa
Art. 62. - Decorrenza e durata
Regolamentazione per le categorie operaie
Art. 63. - Lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo
Art. 64. - Personale addetto a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia
Art. 65. - Lavoro a cottimo
Art. 66. - Lavori speciali nell'industria dei laterizi
Art. 67. - Lavoro a turni
Art. 68. - Condizioni di lavoro per la fabbricazione dei mattoni a mano nell'industria dei laterizi
Art. 69. - Passaggio di mansioni
Art. 70. - Interruzioni di lavoro
Art. 71. - Sospensione e riduzione di orario
Art. 72. - Recupero delle ore di lavoro perdute
Art. 73. - Trasferta
Art. 74. - Trattamento economico nel caso di malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 75. - Modalità di corresponsione della retribuzione
Art. 76. - Pagamento della retribuzione
Art. 77. - Trattamento economico in caso di festività
Art. 78. - Ferie
Art. 79. - Cumulo dell'anzianità di servizio per i lavoratori stagionali
Art. 80. - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 81 - Abiti da lavoro
Regolamentazione per le categorie impiegatizie
Art. 82 - Mutamento di mansioni
Art. 83. - Passaggio dalla qualifica di operaio a quella di impiegato
Art. 84. - Lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo
Art. 85. - Ferie
Art. 86. - Trasferta
Art. 87. - Pagamento della retribuzione
Art. 88. - Alloggio
Art. 89. - Indennità maneggio denaro
Art. 90. - Indennità per uso di mezzi di trasporto
Art. 91. - Trattamento economico in caso di malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 92. - Assistenza legale
Art. 93. - Previdenza
Art. 94. - Aspettativa
Art. 95. - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Addì 5 febbraio 1991 tra l'Associazione Nazionale degli Industriali dei Laterizi[…]; l'Assobeton[…]; con l'assistenza della Confederazione Generale dell'Industria Italiana[…] e la Federazione Nazionale Lavoratori Edili, Affini e del Legno – Feneal-Uil, aderente alla Uil[…]; la Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni e Affini - Filca-Cisl[…]; la Federazione Italiana Lavoratori Legno Edili Industrie Affini ed Estrattive - Fillea Costruzioni e Legno - aderente alla Cgil[…].
Sulla base dell'ipotesi di accordo raggiunta il 5 febbraio 1991 è stato stipulato il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro da valere per i lavoratori dipendenti dalle aziende produttrici di:
La stesura completa del contratto e la siglatura degli articoli sono state concluse il 12 marzo 1991.
3) Nel quadro di quanto sopra convenuto, si è stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti dalle aziende che producono laterizi con o senza confezione di prefabbricati in laterizio, manufatti in calcestruzzo armato e non, in cemento, in gesso e piastrelle.
Le parti, considerato anche quanto stabilito dagli accordi interconfederali 8.5.1986 e 25.1.1990, nonché dal protocollo del 6.7.1990, condividono l'opportunità di sviluppare ulteriormente le relazioni industriali valorizzando i reciproci rapporti al fine di migliorare la competitività delle imprese e le condizioni di lavoro dei dipendenti; pertanto esprimono la propria volontà di accrescere lo scambio di conoscenze sullo stato e le prospettive dei settori della produzione dei laterizi e dei manufatti in cemento.
Tale Commissione sarà composta da 6 membri di cui 3 in rappresentanza delle Organizzazioni Sindacali e 3 in rappresentanza delle Organizzazioni Imprenditoriali, firmatarie, e si riunirà di norma semestralmente, al fine di predisporre approfondimenti e valutazioni tecniche sulle seguenti tematiche:
all'occupazione giovanile, in rapporto all'accordo inter-confederale sui contratti di formazione e lavoro;
all'occupazione femminile, con le relative possibili azioni positive in linea con le disposizioni legislative che dovessero essere emanate, nonché con quanto stabilito dalla legislazione in tema di parità uomo-donna; alle problematiche di inserimento dei lavoratori extracomunitari, dei portatori di handicap e degli invalidi del lavoro, con riferimento alle norme di legge che li riguardano;
- i problemi dell'approvvigionamento della materia prima con riferimento alle norme di legge in materia estrattiva ed alla loro applicazione in sede amministrativa;
- la possibilità - tenuto conto dei rispettivi interessi relativi alle prospettive di andamento della previdenza obbligatoria e del regime contributivo - di realizzazione di sistemi di previdenza integrativa anche alla luce della riforma del sistema pensionistico.
Qualora, sulla base dell'esame congiunto, emergano problematiche particolari che interessano aree interregionali, caratterizzate da una significativa concentrazione di aziende dei due settori, dette problematiche formeranno oggetto di esame specifico tra le parti in sede nazionale.
Alla luce delle premesse di cui al punto precedente e nel rispetto dei principi ivi indicati, si conviene di articolare il sistema di informazioni nel modo seguente:
1)Livello nazionale: le Associazioni Nazionali stipulanti forniranno annualmente, di norma entro il primo quadrimestre, alla Feneal - Filca - Fillea, informazioni aggregate riferite al settore rappresentato riguardanti:
l) i consumi energetici.
2)Livello regionale: le Associazioni Nazionali stipulanti e le Associazioni imprenditoriali territorialmente competenti forniranno annualmente di norma non oltre il bimestre successivo alla scadenza di cui al punto 1), in sede regionale, alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, informazioni distinte per i due settori cui si applica il presente contratto riguardanti:
3)Livello territoriale : le Associazioni territoriali degli industriali forniranno annualmente alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, non oltre il secondo quadrimestre, informazioni globali distinte per i due settori cui si applica il presente contratto, riferite alle proprie Aziende associate riguardanti:
e) implicazioni interessanti le attività produttive, derivanti dalle normative regionali in materia di cave e di escavazione degli inerti.
4)Livello di gruppo: i gruppi industriali - intendendo per «gruppo» un'azienda di particolare importanza nell'ambito del settore, articolata in più stabilimenti distribuiti in diverse aree, del territorio nazionale - forniranno annualmente alla Feneal - Filca - Fillea, su richiesta della stessa, nel corso di un apposito incontro convocato dall'Associazione Nazionale del settore cui il gruppo appartiene, informazioni previsionali e globali riguardanti:
f) implicazioni derivanti all'attività produttiva da specifiche normative regionali riguardanti l'attività estrattiva.
Le informazioni previsionali di cui sopra potranno essere fornite su richiesta, ai C.d.F. per quanto di interesse relativo alle rispettive unità produttive facenti parte del gruppo.
5)Livello aziendale: le direzioni degli stabilimenti che occupano oltre 75 dipendenti forniranno annualmente al C.d.F., su richiesta dello stesso, con l'eventuale assistenza delle rispettive Associazioni sindacali, informazioni previsionali riguardanti:
e) implicazioni derivanti all'attività produttiva da specifiche normative regionali con particolare riferimento alle norme in materia estrattiva ed ai relativi riflessi sulle attività di cava e produzione.
La nuova categoria CS decorrerà dal 1 maggio 1991.
1) Lavoratori che organizzano e sovraintendono alle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti, coordinando, con eventuale apporto esecutivo diretto, il lavoro del personale addetto.
2) Lavoratori preposti all'attività di montaggio di manufatti prefabbricati pesanti che, in condizioni di specifica autonomia esecutiva ed in base alle direttive generali del proprio superiore, con facoltà decisionale e responsabilità anche in ordine alla sicurezza, guidano e coordinano il lavoro di squadre composte di addetti al montaggio con apporto esecutivo diretto.
Entro 6 mesi dalla stipula del presente contratto collettivo nazionale di lavoro le parti firmatarie si impegnano a costituire una Commissione paritetica per lo studio della classificazione dei lavoratori, con lo scopo di esaminare l'evoluzione dei profili professionali in rapporto all'introduzione di nuove tecnologie e di riorganizzazioni produttive.
Un anno prima della scadenza contrattuale le parti si incontreranno a livello nazionale per un esame dei profili relativi alle nuove figure professionali individuate dalla Commissione tecnica, verificando l'opportunità, in relazione alla loro valenza generale o settoriale, di un loro inserimento nei livelli del futuro contratto nazionale di lavoro.
In presenza di particolari esigenze produttive connesse alla maggiore utilizzazione degli impianti l'azienda e il C.d.F. potranno concordare particolari forme di distribuzione dell'orario di lavoro settimanale, comportanti Io scorrimento dei giorni di riposo.
8) E' ammesso, osservando le norme di legge, il superamento dell'orario contrattuale individuale di lavoro - dietro corresponsione di una maggiorazione del 27% computata su paga base e contingenza - fino ad un massimo di 1 ora al giorno per i lavori preparatori e complementari, come la messa a punto delle macchine e la loro pulizia.
9) Su richiesta del C.d.F. l'azienda, a scopo informativo, fornirà chiarimenti e indicazioni sul lavoro supplementare e/o straordinario effettuato ai sensi dei punti 5), 6) e 11) del presente articolo.
11)Per l'effettuazione dei lavori di manutenzione, riparazione, carico e scarico e pulizia, è data facoltà all'azienda di superare l'orario normale contrattuale giornaliero e settimanale anche mediante prestazioni lavorative nella giornata di sabato.
12)Regimi diversi dell'orario di lavoro settimanale di cui al punto 2 potranno essere realizzati al fine di corrispondere a specifiche esigenze produttive (quali, ad esempio, commesse per le quali è richiesto un termine di consegna predeterminato, esigenze di mercato legate a situazioni di punta).
Con riferimento a quanto sopra, le aziende potranno disporre orari settimanali di lavoro in regime di flessibilità, per tutta l'unità produttiva o per singoli reparti, consistenti nel prolungamento a regime normale dell'orario settimanale di lavoro - entro i limiti dell'orario di legge - nei periodi di maggiore intensità produttiva ai quali corrisponderanno nell'arco temporale annuo, equivalenti prestazioni lavorative settimanali inferiori all'orario contrattuale nei periodi di minore intensità produttiva.
Nei suddetti casi la Direzione aziendale, nel corso di un apposito incontro, prospetterà al Consiglio di Fabbrica le necessità obiettive che giustificano il ricorso ad un regime di orario articolato su un arco plurisettimanale. Nel corso di tale incontro si valuteranno le implicazioni organizzative e si definiranno le modalità di attuazione dei suddetti orari e dei relativi recuperi.
I contratti di appalto per la manutenzione ordinaria continuativa degli impianti di produzione, esclusa dalla possibilità di appalto ai sensi del presente comma, in corso alla data di entrata in vigore del precedente contratto restano validi fino alla data della loro scadenza che sarà comunicata al Consiglio di Fabbrica.
Fermo restando quanto stabilito dal 1° comma, ai fini dell'applicazione della presente normativa e di quanto previsto dalla legge 23 ottobre 1960 n. 1369, le aziende comunicheranno al C.d.F. i lavori che, ai sensi della precisata legge, sono affidati in appalto e la denominazione dell'impresa appaltatrice.
Le parti, nel ribadire l'esigenza del rispetto delle norme di legge in materia di ambiente e di sicurezza del lavoro, esamineranno, nell'ambito degli incontri previsti dal punto A) della parte generale (relazioni industriali) del CCNL, le proposte di legge e le iniziative di carattere normativo di interesse per i settori dei laterizi e manufatti in cemento che venissero avanzate in Italia o nell'ambito della CEE. Ciò con particolare riguardo alla possibilità di individuare linee di indirizzo comune che servano da orientamento per gli Organismi legislativi o amministrativi, anche con particolare riferimento alle cave. Analoghe linee di indirizzo comune saranno ricercate nei confronti delle Autorità locali.
Le Aziende forniranno altresì al C.d.F. informazioni sulla qualità, le quantità e le modalità di smaltimento degli eventuali rifiuti industriali delle proprie unità produttive.
Le parti convengono sulla necessità di evitare correggere ed eliminare le condizioni ambientali nocive o insalubri e, a tal fine, per quanto riguarda i valori-limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica, fanno riferimento a quanto previsto dall'art. 4, ultimo comma e dall'art. 24, paragr. 14 della legge 23 dicembre 1978 n. 833 « Istituzione del servizio sanitario nazionale ». Nelle more dell'attuazione di quanto disposto nei citati articoli, e quindi in attesa dell'emanazione del Testo Unico in materia di sicurezza del lavoro, le parti stesse convengono di far riferimento al documento allegato.
In conformità ed in applicazione ai criteri di cui all'art. 9 della legge 20 maggio 1970 n. 300, il Consiglio di Fabbrica ha diritto di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori.
Per l'attuazione di quanto sopra, la Direzione aziendale e il Consiglio di Fabbrica prenderanno gli opportuni accordi, secondo le procedure e modalità di cui ai commi successivi.
Il Consiglio di Fabbrica concorda con la Direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi l'esigenza, l'effettuazione di indagini ed accertamenti sull'ambiente di lavoro da affidarsi, in relazione a quanto previsto dall'art. 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978 n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle unità sanitarie locali o ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo. Le eventuali spese, se dovute, e purché l'Ente sia congiuntamente designato, saranno a carico dell'azienda.
Ai fini dei controlli e delle iniziative di miglioramento di competenza del C.d.F. ai sensi dell'art. 9 della legge 300/1970 un rappresentante del C.d.F. stesso può presenziare alle rilevazioni di cui al comma precedente, nonché alla trascrizione dei risultati nei registri dei dati ambientali e biostatistici.
Effettuate le prime rilevazioni dei fattori di nocività e di insalubrità, le successive eventuali saranno effettuate in dipendenza di obiettive alterazioni dell'ambiente di lavoro o di modifiche strutturali significative dell'impianto che le rendessero necessarie ai fini della tutela della salute e della integrità fisica dei lavoratori. Anche in tale ipotesi, la scelta dell'Ente di diritto pubblico specializzato nel campo specifico cui la rilevazione attiene sarà effettuata di comune accordo tra Direzione aziendale e Consiglio di Fabbrica.
I risultati delle rilevazioni ambientali, come sopra concordate, fermo restando quanto previsto dall'art. 2105 c.c., vengono annotati in un apposito registro dei dati ambientali conservato a cura dell'azienda e tenuto a disposizione del Consiglio di Fabbrica per la consultazione.
I risultati delle rilevazioni di cui sopra, nonché quanto trascritto sui registri aziendali degli infortuni e dei dati bio-statistici di cui ai commi seguenti, nonché i dati statistici evidenziabili dalle visite mediche, su richiesta del C.d.F., formeranno oggetto di esame congiunto nel corso di appositi incontri con la Direzione aziendale.
In caso di innovazioni tecnologiche che comportino l'impiego di nuove sostanze suscettibili d'esporre a rischio i lavoratori le aziende si atterranno alle acquisizioni scientifiche (tecnico-mediche) esistenti, dando preventiva informazione al C.d.F. delle sostanze stesse dei rischi potenziali, dei mezzi e delle procedure di prevenzione che l'azienda intende adottare.
Oltre al registro infortuni, il cui obbligo è sancito dall'art. 403 D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547, viene istituito il registro dei "dati biostatistici"; in tale registro a cura dell'azienda, sono annotate per reparto e, in forma anonima per addetto, le assenze per malattia, per infortunio o malattia professionale e sarà conservato a cura della Direzione aziendale e tenuto a disposizione del Consiglio di Fabbrica per la consultazione.
E' istituito il "libretto personale sanitario e di rischio".
Le parti stipulanti si incontreranno entro sei mesi dalla data di decorrenza del presente contratto per un esame dello stato di applicazione della legge n. 833 del 1978 in relazione agli strumenti concernenti la tutela della salute nell'ambiente di lavoro previsti dal presente articolo.
1) Le aziende prendono atto che le Organizzazioni dei lavoratori congiuntamente firmatarie dichiarano:
2) Per i rapporti con la Direzione aziendale, il Consiglio di Fabbrica, fermi restando i propri poteri decisionali o di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all'uopo costituita nel suo ambito.
Nell'esercizio dei suoi compiti, la predetta struttura esecutiva potrà farsi assistere da altri delegati componenti il Consiglio di Fabbrica e/o da lavoratori interessati, in relazione alle materie in discussione.
3) Per l'espletamento dei propri compiti, il Consiglio di Fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte annuo di 2 ore per ogni dipendente in forza presso l'unità produttiva alla data del 1 gennaio di ogni anno. Alle 2 ore si aggiungono ulteriori 15 minuti per dipendente con un massimo di incremento di 120 ore per unità produttiva.
Del monte ore di cui sopra, potranno essere ammessi a beneficiare anche i lavoratori non facenti parte del Consiglio di fabbrica, ma chiamati ad affiancare la struttura esecutiva nell'ipotesi prevista al precedente punto 2.
Al fine di migliorare le relazioni sindacali in azienda e ridurre la conflittualità, le parti assumono l'impegno, anche in relazione a quanto previsto dagli Accordi 22 gennaio 1983 e 25 gennaio 1990, di favorire, in caso di controversie collettive, l'esperimento di tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse, attraverso un esame congiunto tra Direzione aziendale e Consiglio di Fabbrica. In particolare, qualora la controversia abbia ad oggetto l'applicazione o l'interpretazione di norme contrattuali e di legge nonché l'informazione di cui alla parte generale del presente contratto, l'esame avverrà - a richiesta di una delle parti aziendali - con l'intervento delle Organizzazioni stipulanti.
Il regolamento interno di azienda non dovrà contenere norme in contrasto con quelle previste dal presente contratto, e dovrà essere portato preventivamente a conoscenza del C.d.F.
- osservare l'orario stabilito e i turni di servizio; […];
i) in qualunque modo trasgredisca le norme del presente contratto di lavoro e dei regolamenti interni o commetta mancanze che comportino violazioni alla disciplina e pregiudizi alla sicurezza ed all'igiene e che non siano passibili di licenziamento ai sensi dell'art. 52.
Art. 52.- Licenziamento senza preavviso
Il licenziamento senza preavviso può essere adottato nel rispetto delle procedure di cui all'articolo 50, nei confronti del lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina o alla diligenza nei lavoro o che provochi all'azienda grave nocumento morale o materiale o che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
3) […] danneggiamenti volontari o con colpa grave di materiali di stabilimento o di materiali di lavorazione;
Con le maggiorazioni previste ai punti 2 e 3 (per il solo settore dei laterizi) dell'art. 63 si intende compensato il lavoro eseguito in regolari turni avvicendati nei giorni feriali e/o nelle ore notturne.
Per il settore dei manufatti in calcestruzzo armato e non in cemento, in gesso e piastrelle ai lavoratori addetti a lavorazioni che si svolgono in turni avvicendati è concesso un intervallo di mezz'ora di riposo con decorrenza della retribuzione.
I periodi di forzata interruzione del lavoro e retribuiti possono essere recuperati con le modalità di cui all'art. 72.
E' consentito il recupero, a regime normale, delle ore di sospensione di lavoro regolate dall'art. 70 nonché di quelle relative a sospensioni concordate fra le parti interessate, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un'ora al giorno e si effettui entro le 2 settimane susseguenti al periodo in cui è avvenuta l'interruzione.