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Timestamp: 2020-04-06 22:45:58+00:00
Document Index: 86026666

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 72', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2740', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 72', 'art. 545', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 89', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cassazione sentenza n. 1113 del 21 gennaio 2014 - Pignoramento esattoriale presso terzi e fermo amministrativo - Studio Cerbone
Cassazione sentenza n. 1113 del 21 gennaio 2014 – Pignoramento esattoriale presso terzi e fermo amministrativo
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 gennaio 2014, n. 1113
Tributi – Riscossione – Atti esecutivi – Pignoramento esattoriale presso terzi – Fermo amministrativo
Il tribunale di Enna, decidendo sull’opposizione agli atti esecutivi proposta da G. con riferimento ad un pignoramento esattoriale presso terzi promosso ex art. 72-bis del DPR 602/1973 dalla S.S., dichiaratane in limine la ammissibilità e la tempestività, la accolse.
Non trattandosi, nella specie, di pagamenti stricto sensu privatistici (il procedimento era stato instaurato dalla Camera di Commercio di Enna con riferimento alla corresponsione, in favore della ditta G., di somme a titolo contributivo ex art. 27 della legge regionale 3/196 per l’assunzione di lavoratori apprendisti), essi non potevano essere sottoposti né al fermo de quo – che andava, secondo quanto opinato dal tribunale, “annullato poiché adottato in carenza di potere” – né al pignoramento, che andava a sua volta annullato.
Per la cassazione della sentenza del giudice siciliano la S. ha proposto ricorso illustrato da 3 motivi di censura.
Con il primo motivo, si denuncia violazione e/o falsa applicazione degli artt. 615 e 617 c.p.c. in relazione all’art. 360 n. c.p.c.
Con il secondo motivo, si denuncia viola z ione e falsa applicazione dell’art. 2740 c.c. in relazione all’art. 360 n. 3 c.p. c.
Con il terzo motivo, si denuncia violazione e/o falsa applicazione di norme degli artt. 48 bis e 72 bis del DPR n. 602 del 1973 in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.
È fondata, difatti, la doglianza relativa alla qualificazione giuridica dell’opposizione, che, per aver mosso all’atto di pignoramento censure fondate soltanto sull’asserita impossibilità, per la S., di procedere ad esecuzione nelle forme analiticamente indicate ed esaminate nel provvedimento oggi impugnato – e cioè per aver contestato l’esistenza stessa del diritto a procedere ad esecuzione da parte del creditore attesa l’asserita impignorabilità dei crediti fondata sull’interpretazione fornita da una circolare dell’assessorato – integrava gli estremi dell’opposizione all’esecuzione, non essendovi mai stata contestazione formale delle cartelle di pagamento rappresentative del titolo in base al quale la S. aveva agito in executiviis.
È altrettanto fondata la correlata censura secondo la quale, nell’ambito dell’opposizione di specie, le uniche contestazioni legittimamente proponibili avevano riguardo alla pignorabilità dei beni, esclusa ex lege (art. 72 bis del più volte ricordato DPR 602/1973) soltanto quanto ai crediti pensionistici ed a quelli di cui al quarto, quinto e sesto comma dell’art. 545 c.p.c.
Nessuna altra ipotesi di impignorabilità risulta prevista per la speciale procedura esattoriale, onde la soluzione suggestivamente adottata dal giudice di merito con riferimento ai crediti aventi natura di sovvenzione pubblica si risolve, nella sostanza, nella individuazione, pretoria ed extra legem, di una ulteriore categoria di beni impignorabili, sia pur nella forma della procedura semplificata, senza che questo possa ritenersi consentito dal complessivo assetto normativo subiecta materia.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia il procedimento al tribunale di Enna in diversa composizione.
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