Source: https://www.informamolise.com/campobasso/poste-il-giudice-afferma-il-diritto-al-lavoro/
Timestamp: 2018-05-21 07:19:25+00:00
Document Index: 7391987

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 2', 'art 1', 'art 2', 'art 1', 'sentenza ']

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Poste: Il Giudice afferma il diritto al lavoro
Un altro ricorso vinto da un’ex lavoratrice CTD, patrocinata dall’Avvocato Mauro De Cesare e dal Sindacato CISL. Il Tribunale di Campobasso con sentenza resa in data 03 dicembre 2013 ha confermato un orientamento giurisprudenziale – afferma l’avvocato Mauro De Cesare, difensore della lavoratrice – in tema di successione di contratti a termine ossia in caso di assunzione con le modalità di cui all’art 2 c. 1 bis del Dlgs 368/2001, la riassunzione (secondo, terzo quarto ecc. contratto) – sia ammissibile esclusivamente “ai sensi dell’art 1”, quindi solo a condizione che vi sia una puntuale specificazione delle causali giustificatrici l’apposizione del termine.
Specifica il difensore, che per i rinnovi di tutti i contratti a termine, anche per quelli originariamente stipulati ai sensi dell’art 2 c. 1 bis, è sempre necessaria la specificazione delle condizioni di cui all’art 1, cioè delle “ragioni oggettive” menzionate dalla Clausola 5 della Direttiva.
Infine l’Avv. Mauro De Cesare dichiara che il principio giuridico affermato nella citata sentenza dovrà essere riconosciuto anche nel caso di un singolo contratto a termine poiché la Clausola 5 dell’accordo quadro, riferita all’abuso derivante dall’utilizzo di una successione di contratti di rapporti di lavoro a tempo determinato, può essere rilevato non solo dal punto di vista del singolo lavoratore ma anche da quello della globale utilizzazione del lavoro precario in ambito aziendale, ossia, nel medesimo stabile posto di lavoro, nella medesima ordinaria mansione per 12 mesi su 12 l’anno tanto è abusivo utilizzare in successione temporizzata un medesimo lavoratore, quanto farvi ruotare lavoratori diversi con singoli contratti.
Antonio D’Alessandro Segretario della CISL POSTE nel ribadire, ancora una volta, la fiducia da sempre riposta nella magistratura, invita i dirigenti di Poste Italiane a non dissipare le risorse economiche dell’Azienda con azioni legali che si rivelano inutili e dannose. La loro negligenza gestionale e strategica sta raggiungendo limiti insopportabili. Voglio ricordare alla nostra dirigenza – continua D’Alessandro – che le risorse sono frutto del lavoro dei lavoratori postali, che nonostante il grave clima instaurato dall’Azienda, continua con abnegazione e sacrificio a fare il proprio lavoro.
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