Source: http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/it/lp-1999-10/legge_provinciale_14_dicembre_1999_n_10.aspx?view=1
Timestamp: 2019-10-23 10:25:01+00:00
Document Index: 103885274

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 30', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 38', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 19']

Normativa provinciale Agricoltura Igiene dei prodotti alimentari Legge provinciale 14 dicembre 1999, n. 10
(1) Per l'esecuzione dei controlli e il rilascio dei relativi certificati prescritti dalla disciplina comunitaria o da altre norme statali o provinciali sui prodotti agricoli o su quelli derivati dalla loro lavorazione o trasformazione, la Provincia autonoma di Bolzano può avvalersi di organismi di diritto privato aventi specifiche competenze nel settore e svolgenti funzioni di pubblico interesse, accreditati dalla Provincia autonoma di Bolzano.
(2) La Giunta provinciale determina i criteri per l'eventuale rimborso, parziale o completo, delle spese sostenute dagli organismi per l'attività di controllo.3)
L'art. 1/bis è stato inserito dall'art. 31 della L.P. 28 luglio 2003, n. 12.
(1) In Alto Adige sono esentate dall'iscrizione al registro delle imprese di cui all'articolo 2, comma 3, della legge 25 marzo 1997, n. 77, anche le imprese che svolgono un'attività di cui all’articolo 1. 4)
L'art. 1/ter è stato inserito dall'art. 10, comma 1, della L.P. 23 ottobre 2014, n. 10.
(1) Negli spacci per la vendita di carne fresca, congelata o comunque preparata è consentita la vendita di carne equina, purché questa avvenga in spazi separati.
(1) Gli imprenditori agricoli singoli che nella loro azienda producono pane e lo pongono in vendita non necessitano per tale attività di autorizzazione o di altro atto di consenso comunque denominato e non devono essere iscritti in registri o elenchi di qualsiasi genere, a condizione che vengano utilizzati cereali prodotti nei propri fondi, che vengano garantiti gli standard igienico-sanitari minimi a tutela della salute pubblica e che l'attività costituisca attività ausiliaria a quella propria dell'agricoltura. L'inizio dell'attività va denunciata al sindaco competente per territorio.
(2) Il pane può essere venduto presso l'azienda agricola nonché sul mercato contadino.5)
L'art. 2/bis è stato inserito dall'art. 38 della L.P. 28 dicembre 2001, n. 19.
(1) Nell'ambito di competenza della Provincia autonoma di Bolzano, il direttore del Servizio veterinario provinciale provvede al riconoscimento degli stabilimenti di cui all'articolo 2, comma 1, lettere h), i), l) e m) del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, n. 54.
(1) La Giunta provinciale può concedere agli imprenditori agricoli singoli od associati nonché alle cooperative lattiero-casearie ed alle loro associazioni contributi per l'introduzione, l'incremento ed il mantenimento di uno standard diretto a garantire la qualità e l'igiene del latte e dei prodotti derivati nonché per la consulenza dei produttori di latte.
(1) Presso la Ripartizione provinciale Agricoltura è istituita l'anagrafe provinciale delle imprese agricole quale strumento per l'individuazione delle imprese agricole operanti sul territorio provinciale, delle loro caratteristiche e delle variazioni di queste. Detta anagrafe è pubblica e fa parte del sistema informativo agricolo. Con regolamento di esecuzione sono disciplinati il contenuto e la gestione dell'anagrafe.7)
L'art. 5/bis è stato inserito dall'art. 20 della L.P. 9 gennaio 2003, n. 1.
Art. 5/ter 8)
L'art. 5/ter è stato inserito dall'art. 20 della L.P. 9 gennaio 2003, n. 1, e successivamente abrogato dall'art. 30, comma 1, lettera a), della L.P. 11 luglio 2018, n. 10.
(1) I programmi di qualità dei prodotti agricoli e delle carni sono fissati dalla Giunta provinciale e pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione.
(2) Ai fini della realizzazione di quanto previsto dal comma 1 e per assicurare i sistemi di rintracciabilità dei prodotti agricoli e delle carni, la Giunta provinciale può concedere appositi contributi nell'ammontare di spesa autorizzata con la legge finanziaria annuale.9)
L'art. 5/quater è stato inserito dall'art. 20 della L.P. 9 gennaio 2003, n. 1.
(1) Al fine di armonizzare le esigenze legate alla tutela della salute dei consumatori e della tutela dell'ambiente con quelle connesse alla redditività economica della gestione di aziende agricole, l'amministrazione provinciale promuove la produzione integrata quale produzione economica di frutti di alta qualità, ottenuta dando priorità ai metodi ecologicamente più sicuri, minimizzando gli effetti collaterali indesiderabili e l'uso di prodotti chimici di sintesi.
(2) L'utilizzo della denominazione attestante la provenienza di prodotti dalla produzione integrata è consentito solamente agli aderenti a un programma per la produzione integrata, predisposto da un'apposita associazione provinciale riconosciuta come tale dalla Giunta provinciale. La Giunta provinciale fissa i principi, ai quali l'associazione deve ispirare il proprio statuto e il programma di produzione integrata per ottenere il riconoscimento.
(3) La Giunta provinciale può concedere a favore delle associazioni riconosciute ai sensi del comma 2 contributi fino al 50 per cento delle spese per l'esercizio delle funzioni di controllo sul rispetto delle prescrizioni da queste fissate per i propri aderenti.
(4) Le violazioni delle norme contenute nella legge provinciale 30 aprile 1991, n. 12, e successive modifiche, per le quali alla data di entrata in vigore della presente legge non è stata ancora emanata la relativa ordinanza-ingiunzione, soggiacciono comunque alle sanzioni amministrative pecuniarie ivi contenute.10)
L'art. 5/quinquies è stato inserito dall'art. 20 della L.P. 9 gennaio 2003, n. 1.
(1) Se la situazione epidemiologica relativa alle malattie trasmissibili attraverso le carni non richieda specifici interventi e gli obblighi di registrazione previsti dalla normativa vigente per il detentore siano stati regolarmente effettuati, la macellazione a domicilio delle specie macellabili, ad eccezione degli animali da sottoporre, in base all'età, a test per encefalopatia spongiforme trasmissibile (TSE) o ad altre prove diagnostiche obbligatorie per i quali permane l'obbligo della macellazione presso il macello, può essere effettuata in deroga a quanto previsto dall'articolo 13 del regio decreto 20 dicembre 1928, n. 3298, e comunque entro il limite massimo annuale di due unità bovine adulte (UBA). Il detentore deve comunicare l'avvenuta macellazione degli animali al Servizio veterinario dell'Azienda sanitaria secondo i termini previsti dalla normativa vigente.11)
(2) Le carni ottenute dalle macellazioni domiciliari possono essere destinate al solo consumo nell'ambito familiare e non possono essere commercializzate nè somministrate al pubblico.
(3) I residui di macellazione, i cadaveri e le carcasse degli animali, nonché i materiali da essi derivanti non idonei al consumo umano ai sensi delle disposizioni vigenti e provenienti direttamente dall'azienda agricola possono essere trasportati dall'imprenditore agricolo senza ulteriori oneri autorizzativi alla più vicina struttura autorizzata ai fini dello smaltimento, a condizione che il trasporto avvenga in modo tale da evitare la fuoriuscita e la dispersione di liquidi organici dal mezzo di trasporto stesso.
(4) Per la violazione delle prescrizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 viene comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 260,00 a euro 2.600,00.
(5) La vigilanza sull'osservanza delle disposizioni contenute nel presente articolo viene esercitata dal servizio veterinario delle aziende sanitarie.12)
L'art. 5/sexies, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 21, comma 1, della L.P. 10 giugno 2008, n. 4.
L'art. 5/sexies è stato inserito dall'art. 38 della L.P. 8 aprile 2004, n. 1.
(1) La Provincia autonoma di Bolzano con regolamento di esecuzione disciplina le modalità e i criteri per il riconoscimento, il controllo e la vigilanza delle organizzazioni di produttori di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.13)
L'art. 5/septies è stato inserito dall'art. 25 della L.P. 23 luglio 2004, n. 4.
(1) La Giunta provinciale disciplina l'istituzione e la conservazione delle aziende agricole montane quale compendio unico, come disciplinato dalla legislazione nazionale, determinando in particolare l'estensione della superficie minima indivisibile.14)
L'art. 5/octies è stato inserito dall'art. 2 della L.P. 20 giugno 2005, n. 4.
(1) Negli impianti di compostaggio dei rifiuti organici in cui, in applicazione delle disposizioni relative alla raccolta differenziata dei rifiuti, vengono trasformati in compost principalmente rifiuti biodegradabili di cucine e mense (codice CER 200108 del Catalogo Europeo dei Rifiuti), può essere aggiunto al rifiuto organico, come supporto tecnologico, fino al cinque per cento di stallatico e di contenuto del tubo digerente di ruminanti e equidi, qualora la situazione epidemiologica a livello provinciale relativa alle malattie trasmissibili non obblighi a specifici interventi previsti dalla normativa vigente. Tali impianti sono esclusi dal riconoscimento previsto dal regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, e successive modifiche. 15)
L'art. 5/nonies è stato inserito dall'art. 13, comma 1, della L.P. 12 dicembre 2011, n. 14.
Art. 6 16)
Reca modifiche alla L.P. 7 gennaio 1959, n. 2.
Art. 7 17)
Reca modifiche alla L.P. 12 giugno 1980, n. 16.
Reca modifiche alla L.P. 30 aprile 1991, n. 12.
Art. 9 19)
Integra l'art. 2, comma 3, della L.P. 17 giugno 1998, n. 6.
Art. 10 20)
Reca modifiche alla L.P. 23 marzo 1981, n. 8.
Il titolo III salvo l'art. 12/bis è abrogato. 22)
La lettera b) è stata modificata dall'art. 19 della L.P. 15 maggio 2000, n. 9.
(1) La spesa per gli interventi previsti agli articoli 4 e 5 della presente legge e all'articolo 2/bis della legge provinciale 23 marzo 1981, n. 8, introdotto con l'articolo 10, comma 2, della presente legge, sarà autorizzata con legge finanziaria annuale.
l'articolo 15 della legge provinciale 12 gennaio 1983, n. 3, e successive modifiche, recante "Esercizio delle funzioni in materia veterinaria e riordino dei servizi veterinari";
la lettera e) del comma 1 dell'articolo 18 della legge provinciale 30 aprile 1991, n. 12, e successive modifiche, recante "Norme per la regolamentazione e promozione dell'agricoltura biologica e della produzione integrata".
Reca modifiche alla L.P. 13 gennaio 1992, n. 1, e alla L.P. 24 febbraio 1993, n. 6.