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Timestamp: 2020-06-06 21:22:51+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 8954 del 19/04/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8954 del 19/04/2011
Cassazione civile sez. II, 19/04/2011, (ud. 02/02/2011, dep. 19/04/2011), n.8954
ELENA COSTRUZIONI S.N.C., in persona del suo amministratore pro
tempore I.S., rappresentata e difesa, in forza di
procura speciale in calce al ricorso, dall’Avv. Marasà Francesco,
elettivamente domiciliata in Roma, via Guido Reni, n. 2 (studio
Vianello);
C.G.C., rappresentato e difeso, in forza di
procura speciale a margine del controricorso, dall’Avv. Scannizzo
Francesco, elettivamente domiciliato nello studio dell’Avv. Cesare
Berti in Roma, via Gallia, n. 2;
avverso la sentenza della Corte d’appello di Palermo n. 492 del 18
2 febbraio 2011 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;
Che il consigliere designato ha depositato, in data 7 dicembre 2010, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.: “Il Tribunale di Termini Imerese, con sentenza n. 353 in data 18 settembre 2006, ha accolto in parte la domanda di Giovanni C.C. nei confronti della s.n.c. Elena Costruzioni, condannando la convenuta al risarcimento del danno da inadempimento del contratto di appalto stipulato inter partes.
La Corte d’appello di Palermo, con sentenza n. 492 depositata il 18 marzo 2009, ha confermato la sentenza del Tribunale, rigettando il gravame principale della società ed il gravame incidentale del C..
Per la cassazione della sentenza della Corte d’appello la s.n.c. Elena Costruzioni ha proposto ricorso, sulla base di due motivi. Ha resistito, con controricorso, l’intimato.
In via preliminare, è da accogliere l’eccezione di inammissibilità del ricorso, sollevata dal controricorrente, per nullità della procura, in quanto conferita da soggetto privo di legittimazione.
La procura speciale risulta infatti rilasciata da I. S., nella asserita qualità di legale rappresentante pro tempore della società, laddove dal certificato rilasciato dalla camera di commercio di Palermo – prodotto dal controricorrente – emerge per tabulas che legale rappresentante della stessa è, unicamente, I.S., socio amministratore della predetta società.
In ogni caso, i due motivi di cui si compone il ricorso sono inammissibili.
Il primo motivo denuncia violazione dell’art. 360 cod. proc. civ.,, comma 1, n. 4, in relazione all’art. 112 cod. proc. civ., ma è privo di idoneo quesito di diritto, prescritto dall’art. 366 bis cod. proc. civ., ratione temporis applicabile.
La sintesi finale del motivo (“Si chiede, pertanto, che la Ecc.ma Suprema Corte, verificato che nella sentenza impugnata non vi è alcuna statuizione sull’eccezione della Elena Costruzioni s.n.c., dichiari la nullità della sentenza impugnata per violazione dell’art. 360 cod. proc. civ., comma 1, n. 4, in relazione all’art. 112 cod. proc. civ.”) è assolutamente generica, non indicando neppure quale sia l’eccezione su cui la Corte di merito non si sarebbe pronunciata.
Quanto al secondo mezzo (violazione dell’art. 360 cod. proc. civ., comma 1, n. 5, in relazione agli artt. 112, 115 e 116 cod. proc. civ.), esso è privo di autosufficienza, perchè non precisa in quale atto del giudizio di merito risulti la circostanza dell’avvenuto rilascio di concessione edificatoria successivamente alla consegna.
La Corte dichiara, inammissibile il ricorso e condanna, la ricorrente al rimborso delle spese processuali sostenute dal controricorrente, liquidate in complessivi Euro 2.700, di cui Euro 2.500 per onorari, oltre a spese generali e ad accessori di legge.