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Timestamp: 2018-02-22 14:51:51+00:00
Document Index: 9462356

Matched Legal Cases: ['art. 2359', 'art. 57', 'sentenza ', 'art. 128', 'art. 16', 'art, 16', 'art. 4', 'art. 128', 'art. 61', 'art. 1', 'art. 128', 'art. 117']

Novità fiscali del 2 settembre 2009: fermare il click-day dell’Irap; Entratel: c’è tempo fino al 31 ottobre per comunicare i gestori incaricati senza perdere l’abilitazione; sanatoria colf e badanti: dall'1 settembre l’invio telematico delle domande; imposta di registro sugli atti di espropriazione per pubblica utilità; requisito del controllo di diritto civilistico; riallineamento di valori contabili in sede di prima applicazione dei principi IAS/IFRS
Novità fiscali del 2 settembre 2009: fermare il click-day dell’Irap; Entratel: c’è tempo fino al 31 ottobre per comunicare i gestori incaricati senza perdere l’abilitazione; sanatoria colf e badanti: dall’1 settembre l’invio telematico delle domande; imposta di registro sugli atti di espropriazione per pubblica utilità; requisito del controllo di diritto civilistico; riallineamento di valori contabili in sede di prima applicazione dei principi IAS/IFRS
1) Imposte di registro, ipotecarie e catastali sugli atti di espropriazione per pubblica utilità
2) La rettifica dell’IVA va sempre motivata
3) Consolidato: Sussistenza di disallineamento, rilevante in caso di deduzione rateizzata di svalutazioni
4) Requisito del controllo di diritto civilistico (art. 2359 c.c.) ai fini dell’accesso al consolidato nazionale
5) Sanatoria colf e badanti: Dal 1 settembre l’invio telematico delle domande
6) Fermare il click-day dell’Irap
7) Riallineamento di valori contabili in sede di prima applicazione dei principi IAS/IFRS
8) Entratel: C’è tempo fino al 31 ottobre per comunicare i gestori incaricati senza perdere l’abilitazione
Secondo l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 243/E del 01.09.2009) ai decreti di espropriazione per pubblica utilità o di trasferimento coattivo della proprietà o di cessioni volontarie di immobili a suo favore, posti in essere dall’ANAS SpA, soggetto distinto dallo Stato, con una propria autonomia patrimoniale, gestionale e contabile, non è possibile applicare il regime esentativo previsto a favore dello Stato dall’art. 57, comma 8, del TUR e dagli artt. 1 e 10 del TUIC.
In materia di contenzioso fiscale giungono nuove indicazioni dalla Suprema Corte.
In particolare, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17572 del 29.07.2009 ha stabilito che ai fini della rettifica dei costi derivanti da presunte false fatturazioni, l’Amministrazione Finanziaria non si può limitare ad indicare genericamente dei fatti, senza spiegare perché da quegli stessi fatti dovrebbero trarsi elementi, forniti dei requisiti della gravità, precisione e concordanza, idonei a fondare la presunzione di inesistenza di quelle operazioni su cui si basa l’accertamento.
Le svalutazioni di partecipazioni dedotte in quinti da parte di una società, che esercita l’opzione in qualità di consolidata, potendo generare un disallineamento ai sensi dell’art. 128 del Tuir, devono necessariamente rilevare quali rettifiche di valore temporaneamente indeducibili.
Il valore della partecipazione – detenuta dalla consolidata – la cui svalutazione è dedotta pro rata temporis (per quote costanti in cinque anni), assume, sotto il profilo fiscale, un diverso valore in relazione alla disciplina da applicare, risultando lo stesso:
1) diminuito dell’intera svalutazione effettuata, a prescindere dai quinti dedotti, ai fini del calcolo della svalutazione rilevante da considerare in capo alla partecipante (sia essa consolidante, consolidata o controllata non esercente l’opzione), ai sensi dell’art. 16, comma 2, lettera a), del decreto attuativo;
2) diminuito solo dei quinti dedotti, ai fini della determinazione dei valori fiscali degli elementi dell’attivo patrimoniale da considerarsi in capo alla società partecipata consolidata, su cui operare il riallineamento, ai sensi dell’art, 16, comma 2, lettera b), del decreto attuativo;
3) diminuito dell’intera svalutazione effettuata a prescindere dai quinti dedotti, ai limitati fini del calcolo della differenza da cessione determinata in vigenza delle previsioni di carattere transitorio di cui all’art. 4, comma 1, lettere c) e d), del D.Lgs. n. 344/2003.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 244/E del 01.09.2009.
Peraltro, l’art. 128 del Tuir dispone che “fino a concorrenza delle svalutazioni determinatesi per effetto di rettifiche di valore ed accantonamenti fiscalmente non riconosciuti, (…), dedotte nel periodo d’imposta antecedente a quello dal quale ha effetto l’opzione di cui all’articolo 117 e nei nove precedenti dalla società o ente controllante o da altra società controllata, anche se non esercente l’opzione di cui all’articolo 117, i valori fiscali degli elementi dell’attivo e del passivo della società partecipata se, rispettivamente, superiori o inferiori a quelli contabili sono ridotti o aumentati dell’importo delle predette svalutazioni in proporzione ai rapporti tra la differenza dei valori contabili e fiscali dell’attivo e del passivo e l’ammontare complessivo di tali differenze”.
La consolidata è obbligata, nel primo periodo di tassazione di gruppo, all’adeguamento dei propri valori patrimoniali (diminuendo il valore fiscale degli elementi dell’attivo e aumentando quelli del passivo) quando:
– nel suo bilancio, relativo all’esercizio che precede quello da cui decorre la tassazione di gruppo, sia presente un disallineamento tra valori civili e fiscali ci sia stata una svalutazione “rilevante” da parte della controllante;
– tale svalutazione (effettuata, ai sensi dell’art. 61, comma 3, lettera b) del Tuir ante-Ires, in relazione alla diminuzione patrimoniale subita dalla controllata), sia frutto di rettifiche di valore e/o accantonamenti, effettuati dalla consolidata negli esercizi in perdita (ai fini dell’adeguamento, le rettifiche e gli accantonamenti rilevano proprio nella misura in cui gli stessi hanno contribuito a determinare la perdita).
Sono “rilevanti” le svalutazioni relative a partecipazioni detenute direttamente nelle consolidate operate da parte della consolidante, delle controllate che partecipano alla tassazione di gruppo o che, pur possedendone i requisiti, non hanno esercitato l’opzione, delle società partecipanti alla tassazione di gruppo, o che hanno i requisiti per parteciparvi, che hanno ceduto le partecipazioni ad altre società con i medesimi requisiti, delle società o enti che controllano, direttamente o indirettamente, la consolidante dedotte nei dieci periodi d’imposta che precedono quello dal quale ha effetto l’opzione per la tassazione di gruppo.
Il quadro di riferimento si è completato con l’art. 1, lettera b), del Dl 209/2002, in base al quale le svalutazioni delle partecipazioni (immobilizzazioni finanziarie), operate a decorrere dal periodo d’imposta avente inizio successivamente al 31 dicembre 2001 e chiuso successivamente al 31 agosto 2002, potevano dedursi in quote costanti nell’esercizio di iscrizione e nei quattro successivi.
Esempio proposto dalla suddetta risoluzione
Una società “A” (controllante di grado più elevato) ha iscritto in bilancio ad un costo fiscale riconosciuto di 10.000 la partecipazione totalitaria nella controllata “B” (interposta) la quale ha iscritto nel proprio bilancio, ad un costo fiscale riconosciuto di 1.000, la partecipazione totalitaria nella controllata “C”.
Nel 2002, avendo “C” rilevato una perdita d’esercizio che decrementa il proprio PN in misura pari al 10%, la società “B” svaluta, in proporzione, la partecipazione in “C” che, iscritta per 1.000, viene svalutata per 100.
Nel medesimo periodo di imposta, anche “B” chiude il bilancio con una perdita di esercizio esattamente corrispondente alla svalutazione (pari a 100) operata su “C”.
La svalutazione di 100 potrà essere dedotta da “B” in quote costanti (pari a 20) a partire dal 2002 e fino al 2006.
Si supponga che detta perdita d’esercizio di 100 decrementi il PN di “B” in misura pari al 10% (PN che da 1.000 passa a 900) e che, conseguentemente “A” svaluti, in proporzione (10%), la partecipazione in “B”, che, iscritta per 10.000, viene svalutata per 1.000.
Ai fini della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2002:
1) la società “A”, avendo svalutato la partecipazione in “B” per 1.000 deve operare una variazione in aumento per 1.000 e una variazione in diminuzione per 200, in relazione al 1° quinto da dedurre. Il valore fiscale della partecipazione in “B”, conseguentemente, risulterà disallineato rispetto a quello contabile fino alla deduzione dell’ultimo quinto;
2) la società “B”, avendo svalutato la partecipazione in “C” per 100, deve operare una variazione in aumento per 100 e una variazione in diminuzione per 20, in relazione al 1° quinto da dedurre. Il valore fiscale della partecipazione in “C”, conseguentemente, risulterà disallineato rispetto a quello contabile fino alla deduzione dell’ultimo quinto.
Alla data del 31.12.2003, la partecipazione detenuta da “B” in “C” è iscritta in bilancio per 900 (1.000 – 100) e fiscalmente vale 960 [1.000 – 40 (i due quinti dedotti)], mentre quella detenuta da “A” in “B” è iscritta in bilancio per 9.000 (10.000 – 1.000) e fiscalmente vale 9.600 [10.000 – 400 (i due quinti dedotti)] (vedi tabella).
Nel 2004, le società “A” e “B” optano per il consolidato fiscale nazionale, rispettivamente come consolidante e consolidata.
Relativamente a tale periodo di imposta, si supponga che “A” rilevi un imponibile positivo di 90 mentre “B” un imponibile negativo di 20, pari esattamente alla variazione in diminuzione conseguente la deduzione del terzo quinto.
In sede di dichiarazione dei redditi del gruppo consolidato, per effetto della compensazione degli imponibili di ciascun soggetto partecipante al regime (nel caso di specie “A” e “B”), l’imponibile del gruppo è pari a 70.
In tale circostanza, il reddito di “A” viene ridotto dall’imponibile negativo di “B” (pari a 20) conseguente alla deduzione della quota (annuale costante) della svalutazione da quest’ultima operata, nel 2002, sulla partecipazione in “C”.
Per effetto dell’opzione, in pratica, essendo “B” in perdita, il reddito di “A” viene abbattuto direttamente dalla variazione in diminuzione del quinto (20) relativo alla svalutazione operata da “B” su “C”.
Tale ultima operazione (cioè la svalutazione di “C” da parte di “B”), tuttavia, ha già determinato, seppur indirettamente, in capo ad “A” un beneficio fiscale in termini di deduzione della svalutazione del valore della partecipazione in “B”.
In tal modo, rispetto alla consolidante “A” si realizza quel doppio beneficio che il legislatore ha inteso evitare attraverso la previsione contenuta nell’art. 128 del Tuir.
In proposito, tuttavia, il riallineamento dei valori della consolidata si deve effettuare anche quando il rischio di una duplicazione del beneficio non sussiste.
Infine, prosegue l’Agenzia delle Entrate, la stessa cosa si dovrà effettuare nel caso in cui tale duplicazione si possa in concreto verificare.
L’eventuale impossibilità, di fatto, del soggetto controllante “di diritto” di esercitare il potere di determinare in modo unilaterale ed autonomo le scelte gestionali della società consolidata e di imporre definitivamente ed autonomamente la propria volontà nell’organo assembleare di quest’ultima, non costituisce causa ostativa all’attivazione del regime del consolidato nazionale, qualora, come nel caso di specie, detto soggetto detenga una partecipazione cui corrisponde la maggioranza dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria della società partecipata.
In particolare, non ha alcuna importanza il fatto che, in conseguenza di determinate clausole statutarie, l’esercizio del potere di controllo sia in realtà esercitato da un socio di minoranza.
A tal fine, l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 245/E del 01.09.2009 ha chiarito che la circostanza secondo cui il controllo della consolidata (ALFA) è, di fatto, esercitato dal socio di minoranza (GAMMA) e non dalla consolidante (BETA), ancorché quest’ultima ne sia la controllante “di diritto”, non influenza la sussistenza del requisito del controllo “rilevante” di cui all’art. 117 del Tuir in capo alla consolidante.
Dal 1° settembre 2009, e fino al 30 settembre 2009 i datori di lavoro italiani, comunitari o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno di lunga durata possono accedere alla procedura di emersione di rapporti di lavoro irregolari con colf e badanti (italiane, comunitarie o extracomunitarie), instaurati almeno dal 1° aprile 2009.
La domanda di emersione deve essere presentata:
1) Allo Sportello unico per l’immigrazione, on line al sito del Ministero Interno (tramite l’invio telematico del modello EM), se si intende regolarizzare un lavoratore extracomunitario sprovvisto di un valido titolo di soggiorno (segue poi la fase della convocazione del datore di lavoro e del lavoratore presso lo Sportello Unico per l’immigrazione ai fini della sottoscrizione del contratto di soggiorno, per poi finire con la comunicazione all’INPS entro 24 ore dalla sottoscrizione);
2) all’INPS (tramite il modello LD-EM2009), se si vuole regolarizzare un lavoratore italiano, comunitario o extracomunitario con regolare permesso di soggiorno.
Prima di inviare la domanda occorre pagare, con il modello F24, un contributo forfetario pari a euro 500,00 per ciascun lavoratore interessato.
Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla modalità di accesso (esclusivamente per via telematica) all’istanza di rimborso parziale dell’IRAP, potrebbe essere valutato un sistema alternativo per la presentazione delle domande.
Tutto parte dal D.L. n. 185 del 2008, che ha introdotto per la prima volta, la parziale deducibilità dell’Irap (per un valore del 10% dall’imposta sui redditi. Che potrà essere fatta valere anche per le annualità contributive precedenti quella in corso al 31 dicembre 2008.
Un miliardo di euro i fondi messi a disposizione ma le richieste potranno essere inoltrate solo tramite internet dal 14 settembre 2009.
Un aspetto criticato sia dalle imprese che dai professionisti, perché la priorità cronologica e la limitata disponibilità di fondi potrebbe far trasformare il «click day» in una corsa telematica al rimborso.
E anche questa volta l’associazione di imprese sta valutando di procedere per vie legali.
Per non parlare poi dell’accesso a internet e dei relativi problemi tecnici di sovraccarico che potrebbero scaturire il 14 settembre.
Possono accedere al rimborso le società di capitali ed enti commerciali, società di persone e imprese individuali, banche e altri enti e società finanziarie, imprese di assicurazione persone fisiche e società semplici.
La deduzione pari al 10% dell’Irap, potrà essere fatta valere a condizione che alla formazione del valore della produzione imponibile, abbiano concorso spese per lavoro dipendente oppure interessi passivi non ammessi in deduzione nella determinazione della base imponibile Irap.
7) Riallineamento di valori contabili in sede di prima applicazione dei principi IAS/IFRS e di successiva variazione degli stessi principi
Il Decreto 30 luglio 2009 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 28/08/2009 ed in vigore dal 28/08/2009, infatti, é entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta.
E stata resa disponibile anche la relativa relazione illustrativa.
La legge finanziaria 2008 (legge n. 244/2007) ha introdotto un innovativo sistema di determinazione della base imponibile IRES per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali, stabilendo che valgono, ai fini fiscali, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione previsti dai suddetti principi, che attribuiscono rilevanza determinante alla sostanza economica degli atti di gestioni, piuttosto che all’aspetto giuridico-formale.
Le divergenze possono essere riallineate ai sensi della disciplina di cui all’articolo 15, commi 3, 4, 5, 6, 7, 7-bis e 9, del D.L. n. 185/2008.
Al riguardo, il comma 2 del decreto precisa che le divergenze oggetto di “riallineamento” sono quelle esistenti all’inizio del periodo d’imposta di prima applicazione dei principi IAS/IFRS, con effetto da tale esercizio.
Soltanto per i soggetti che hanno adottato i suddetti principi contabili a partire dal 2008 o dal 2009, il comma 3 stabilisce che le divergenze “riallineabili” sono quelle esistenti all’inizio del 2009.
Detti soggetti si trovano in una posizione sostanzialmente assimilabile a quella dei soggetti che, già in regime IAS, hanno dovuto confrontarsi con le nuove norme in materia di determinazione della base imponibile introdotte dalla legge n. 244/2007.
La decorrenza indicata coincide, infatti, con quella prevista dallo stesso dall’articolo 15, comma 2, del D.L. n. 185/2008.
Tuttavia, per i soggetti che adottano gli IAS nel 2008 e nel 2009 il versamento dell’imposta sostitutiva per il riallineamento deve avvenire in un’unica soluzione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al 2008 anziché entro il termine di versamento delle imposte a saldo relative al medesimo esercizio, essendo tale termine già scaduto.
8) Servizi telematici, stop dal 01.09.2009 alle credenziali generiche per gli enti: C’è tempo fino al 31 ottobre per comunicare i gestori incaricati senza perdere l’abilitazione
Scatta oggi il semaforo rosso all’utilizzo delle credenziali generiche da parte di enti pubblici e privati abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia.
Le abilitazioni di coloro che non hanno ancora indicato i nominativi dei gestori non saranno revocate, ma resteranno congelate finché non saranno comunicati, entro il 31 ottobre prossimo, i dati di almeno un gestore incaricato.
Secondo quanto previsto dal provvedimento 10 giugno 2009, infatti, in linea con le prescrizioni in merito adottate dal Garante della privacy, a partire da oggi è bloccato l’accesso a Entratel e Fisconline tramite credenziali generiche da parte dei soggetti persone non fisiche: ciò significa che essi sono tenuti a effettuare tutte le transazioni telematiche con l’Agenzia delle Entrate tramite i propri gestori e gli eventuali operatori incaricati.
La comunicazione dei gestori può essere realizzata:
Per poter interagire con il sistema ciascun gestore/operatore, naturalmente, deve essere in possesso di abilitazione a Entratel o a Fisconline, in base ai propri requisiti personali.
Soltanto a partire dal 1° novembre 2009 saranno definitivamente disabilitati i soggetti non persone fisiche che non si sono nel frattempo adeguati alla normativa vigente e non hanno provveduto, entro il 31 ottobre, a effettuare la comunicazione dei gestori incaricati. In questo caso gli interessati dovranno necessariamente chiedere una nuova abilitazione al servizio telematico Entratel o Fisconline.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 01 settembre 2009)