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Timestamp: 2019-10-19 22:36:31+00:00
Document Index: 56000810

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ']

1 Civile Sent. Sez. 5 Num Anno 2017 Presidente: CAPPABIANCA AURELIO Relatore: ESPOSITO ANTONIO FRANCESCO Data pubblicazione: 28/02/2017 SENTENZA sul ricorso proposto da: RUOSI WOLFANGO, elettivamente domiciliato in ROMA VIA L. CARO 62, presso lo studio dell'avvocato SIMONE CICCOTTI, che lo rappresenta e difende giusta delega a margine; - ricorrente contro AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI MILANO 1, ANGEZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE GENERALE; - intimati - avverso la sentenza n. 126/2009 della COMM.TRIB.REG. dak <-0 FAMR.h A curenn, depositata il 12/11/2009;
2 udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 26/10/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO FRANCESCO ESPOSITO; udito per il ricorrente l'avvocato CICCOTTI che ha chiesto l'accoglimento; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. MARIELLA DE MASELLIS che ha concluso per l'accoglimento del ricorso.
3 Ritenuto in fatto Wolfango Ruosi, esercente la professione di avvocato, propone ricorso per cassazione, con un motivo, avverso la sentenza con la quale la Commissione tributaria regionale della Lombardia, in accoglimento dell'appello dell'agenzia delle Entrate, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal contribuente avverso la cartella di pagamento dell'importo di complessivi C 5.015,11 emessa ai sensi dell'art. 36 bis D.P.R. 600/73 a titolo di saldo IRAP per l'anno di imposta La C.T.R. perveniva all'accoglimento dell'appello dell'ufficio rilevando che "nella fase della riscossione, essendo la cartella di pagamento espressione di un mero controllo formale operato dall'ufficio sulla correttezza dei calcoli eseguiti dal contribuente e sui versamenti dallo stesso effettuati o non effettuati, il ricorso si deve limitare alla contestazione dei vizi propri della cartella e di niente altro". L'Agenzia delle Entrate non ha svolto difese. Il ricorrente ha depositato memoria. Considerato in diritto 1. Il Collegio ha autorizzato la redazione della sentenza in forma semplificata, giusta decreto del Primo Presidente del 14 settembre Con l'unico motivo di ricorso si denuncia violazione degli artt. 36 bis D.P.R. 600/73 e 1988 c.c., nonché degli artt. 19 D.Lgs. 546/92 e 24 Cost., in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c., per avere erroneamente la C.T.R. ritenuto che il contribuente potesse far valere solo i vizi propri della cartella di pagamento in quanto egli stesso aveva indicato nella 3
4 dichiarazione l'imposta e il valore correlato; per contro, costituendo la cartella di pagamento emessa ai sensi dell'art. 36 bis D.P.R. 600/73 il primo atto impositivo, erano suscettibili di deduzione in giudizio tutti i vizi della pretesa tributaria integrati nella determinazione dell'amministrazione finanziaria di iscrivere la somma a ruolo. 3. Il ricorso è fondato. La C.T.R., asserendo che "il ricorso si deve limitare alla contestazione dei vizi propri della cartella e di niente altro, essendo la cartella di pagamento espressione di un mero controllo formale operato dall'ufficio sulla correttezza dei calcoli eseguiti dal contribuente e sui versamenti dallo stesso effettuati o non effettuati", si è posta in aperto contrasto con il consolidato orientamento di legittimità in materia. Questa Corte ha in proposito affermato che l'impugnazione della cartella di pagamento, emessa in seguito a procedura di controllo automatizzato ai sensi dell'art. 36 bis D.P.R. 600/73, non è preclusa dal fatto che l'atto impositivo sia fondato sui dati evidenziati dal contribuente nella propria dichiarazione, in quanto tale conclusione presupporrebbe la irretrattabilità delle dichiarazioni del contribuente che, invece, avendo natura di dichiarazioni di scienza, sono emendabili in ragione della acquisizione di nuovi elementi di conoscenza o di valutazione (ex multis, Cass. civ., sez. trib., , n. 9872). Va inoltre osservato che la cartella di pagamento emessa ai sensi dell'art. 36 bis D.P.R. 600/73 può essere impugnata, ex art. 19 D.P.R. 546/92, non solo per vizi propri ma anche per motivi attinenti al merito della pretesa impositiva, poiché essa non rappresenta la mera richiesta di 4
5 pagamento di una somma definita con precedenti atti di accertamento, autonomamente impugnabili e non impugnati, ma riveste anche natura di atto impositivo, trattandosi del primo ed unico atto con cui la pretesa fiscale è stata esercitata nei confronti del dichiarante (Cass. civ., sez. trib., , n. 1263; nello stesso senso, Cass. civ., sez. trib., , n ; Cass., civ., sez. trib., , n ). 4. Il ricorso va dunque accolto e la sentenza impugnata cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità. P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione. Così deciso in Roma il 26 ottobre 2016.
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Civile Ord. Sez. 6 Num. 21767 Anno 2018 Presidente: CIRILLO ETTORE Relatore: NAPOLITANO LUCIO Data pubblicazione: 07/09/2018 ORDINANZA sul ricorso 7323-2017 proposto da: MODULO S.R.L. C.F.04185310721,
Civile Sent. Sez. L Num. 11484 Anno 2015 Presidente: COLETTI DE CESARE GABRIELLA Relatore: BALESTRIERI FEDERICO Data pubblicazione: 03/06/2015 SENTENZA sul ricorso 18540-2009 proposto da: LO COCO MARIA
Civile Sent. Sez. 5 Num. 15453 Anno 2019 Presidente: CHINDEMI DOMENICO Relatore: MONDINI ANTONIO Data pubblicazione: 07/06/2019 SENTENZA sul ricorso 7633-2018 proposto da: TRUST DEL FALLIMENTO FLLI MUSSI
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Civile Ord. Sez. 5 Num. 29323 Anno 2018 Presidente: CAMPANILE PIETRO Relatore: LOCATELLI GIUSEPPE Data pubblicazione: 14/11/2018 ORDINANZA sul ricorso 20326-2012 proposto da: AGENZIA DELLE ENTRATE in persona