Source: https://dokodoc.com/classificazione-delle-aree-rurali-della-campania-per-la-prog.html
Timestamp: 2019-03-21 19:50:47+00:00
Document Index: 135765585

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'art.18', 'art.20', 'art.20', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.19', 'art.20', 'art.19', 'art.18', 'art.19', 'art.20', 'art.19', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.19', 'art.19', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.20', 'art.18', 'art.20', 'art.18', 'art.20', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.19', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.20']

Classificazione delle aree rurali della Campania per la programmazione Allegato 1 al PSR della Regione Campania - PDF Free Download
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Classificazione delle aree rurali della Campania per la programmazione 2014-2020 Allegato 1 al PSR della Regione Campania 15 OTTOBRE 2015
Di seguito si espone il percorso che ha condotto alla definizione delle classi (macroaree) di riferimento per la Programmazione dello Sviluppo Rurale 2014-2020 il Campania. Tale percorso è stato indirizzato, a livello nazionale, dal MiPAAf, ed è parte integrante del processo di messa a punto dell’Accordo di Partenariato. In tale contesto la Regione Campania ha partecipato, per il territorio di competenza, ad affinare la classificazione delle macroaree di intervento, nel rispetto delle indicazioni fornite dalla programmazione nazionale. Inoltre, poiché alcune misure, per loro natura, trovano applicazione in ambiti territoriali la cui perimetrazione prescinde da tale classificazione, si ritiene opportuno fornire ulteriori elementi conoscitivi a riguardo, con specifico riferimento a:
La Classificazione delle Aree rurali
Occorre premettere che la metodologia adottata al fine di giungere ad una classificazione delle aree rurali in Campania nell’ambito del PSR 2014-2020 è sensibilmente cambiata rispetto alla programmazione 2007-2013, e ciò produce alcune modifiche alla perimetrazione delle macroaree regionali. E’ dunque importante dar conto dei cambiamenti di “impostazione metodologica” al fine di comprendere i motivi che hanno generato, per alcuni comuni, una diversa classificazione rispetto al PSR 2007-2013. In sintesi: •
nel periodo di programmazione 2007-2013 la classificazione territoriale in Campania si è basata su una puntuale analisi riferita ai 45 Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS) del Piano Territoriale Regionale (PTR). Le variabili prese in considerazione erano principalmente due: il rapporto tra la superficie agricola (SAT) e la superficie complessiva; il “grado di ruralità” calcolato in base ad un adattamento della metodologia proposta dall’OCSE1. Ad esse si aggiungevano altri indicatori volti a rappresentare il contesto ambientale (superfici protette; Zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola); i modelli di agricoltura (Reddito Lordo Standard; SAU media aziendale); la vocazionalità territoriale (indici di specializzazione agricola e della trasformazione agroalimentare). Tutti i dati raccolti sono stati elaborati con riferimento a ciascun STS.
per la programmazione 2014-2020, in linea con le indicazioni formulate nell’ambito dell’Accordo di Partenariato, il metodo elaborato dal Mipaaf prevede che le analisi vengano sviluppate a livello di ogni singola provincia e, in ogni ambito provinciale, all’interno delle fasce altimetriche (pianura, collina, montagna)2 come definite dall’Istat. In altri termini, le unità di analisi territoriale non sono più rappresentate dagli STS, ma da aggregati di comuni omogenei per fascia altimetrica. Un ulteriore elemento di novità è rappresentato dal fatto che le variabili tenute in considerazione sono cambiate. In particolare, la metodologia nazionale ha considerato le superfici agro-forestali (e non, semplicemente, le superfici agricole aziendali). Il metodo considera due variabili chiave (rapporto SAT/superficie territoriale; densità di popolazione); il primo indicatore è stato però ricalcolato 1
L’OCSE ha elaborato un metodo al fine di distinguere i territori “prevalentemente rurali”, “significativamente rurali” e “urbani”. Tale metodo è applicato ad aree territoriali di livello NUTS III (ovvero, per quanto riguarda l’Italia, alle province). La variabile presa in considerazione ai fini della classificazione territoriale è la densità abitativa. In particolare, sono considerati: • “prevalentemente urbani” i territori (province) in cui meno del 15% della popolazione risiede in comuni che hanno una densità abitativa inferiore ai 150 ab/kmq; • “significativamente rurali” (o “intermedi”) i territori in cui una quota di popolazione compresa tra il 15% ed il 50% vive in comuni la cui densità abitativa è inferiore a 150 ab/kmq; • “prevalentemente rurali” i territori in cui oltre il 50% della popolazione risiede in comuni la cui densità abitativa inferiore ai 150 ab/kmq. Già nel corso della programmazione 2007-2013 il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale (PSN) aveva proposto un adattamento di tale metodo, al fine di tener conto delle specificità dei diversi contesti territoriali della Penisola. In particolare, l’unità di riferimento considerata non è la provincia, bensì - all’interno di questa - raggruppamenti di comuni appartenenti ad ognuna delle tre fasce altimetriche di pianura, collina e montagna. Tale criterio (solo parzialmente considerato nel PSR della Campania nel PSR 2007-13) è stato riproposto a livello anche per il ciclo di programmazione 2014-2020. 2
L’Istat fornisce le seguenti definizioni:
Zona altimetrica di collina: Il territorio caratterizzato dalla presenza di diffuse masse rilevate aventi altitudini, di regola, inferiori a 600 metri nell’Italia settentrionale e 700 metri nell’Italia centro-meridionale ed insulare. Eventuali aree di limitata estensione aventi differenti caratteristiche, intercluse, si considerano comprese nella zona di collina. Zona altimetrica di montagna: Il territorio caratterizzato dalla presenza di notevoli masse rilevate aventi altitudini, di norma, non inferiori a 600 metri nell’Italia settentrionale e 700 metri nell’Italia centro-meridionale e insulare. […]. Le aree intercluse fra le masse rilevate, costituite da valli, altipiani ed analoghe configurazioni del suolo, s’intendono comprese nella zona di montagna. Zona altimetrica di pianura: Il territorio basso e pianeggiante caratterizzato dall’assenza di masse rilevate. Si considerano nella zona di pianura anche le propaggini di territorio che nei punti più discosti dal mare si elevino ad altitudine, di regola, non superiore ai 300 metri, purché presentino nell’insieme e senza soluzione di continuità, inclinazione trascurabile rispetto al corpo della zona di pianura. Si escludono dalla pianura i fondovalle aperti ad essa oltre l’apice delle conoidi fluviali ancorché appiattite e si escludono, altresì, le strisce litoranee pianeggianti di modesta estensione. Eventuali rilievi montagnosi o collinari, interclusi nella superficie pianeggiante e di estensione trascurabile, si considerano compresi nella zona di pianura.
considerando al numeratore anche la superficie forestale tratta da stime statistiche fornite dal modello Populus. Non sono invece stati considerati, in questa fase, ulteriori elementi di analisi (indici di specializzazione, modelli di agricoltura, profilo ambientale).
Costruzione ed applicazione del metodo: le elaborazioni del Mipaaf Il modello elaborato dal Mipaaf individua quattro macro-tipologie di aree: a) Aree urbane e periurbane, b) Aree rurali ad agricoltura intensiva, c) Aree rurali intermedie d) Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo In considerazione delle modifiche intervenute nel quadro territoriale e settoriale rispetto al periodo di impostazione del PSN 2007-2013, è stato necessario aggiornare la classificazione delle aree seguendo un percorso articolato in 3 fasi: 1. classificazione del territorio; 2. aggregazione dei comuni nelle quattro macro-aree di cui sopra; 3. affinamento della classificazione a livello regionale.
Fase 1: classificazione del territorio L’aggiornamento della classificazione, come abbiamo visto, si basa su indicatori semplici (densità abitativa e incidenza della superficie agro-forestale) calcolati per zona altimetrica in ciascuna provincia (dunque per aggregati di comuni). Rispetto al 2007-2013 l’analisi si è arricchita tenendo conto delle aree forestali3, una variabile importante per la definizione del rurale che ha consentito di migliorarne la stima. Come per il passato, sono stati isolati dall’analisi i comuni-capoluogo di provincia con densità oltre 150 ab./kmq e con una superficie rurale (in % della superficie complessiva) inferiore al 75%. Tali comuni, che concentrano una buona parte dei fenomeni di urbanizzazione e le maggiori attività extra-agricole, sono pertanto stati esclusi dalle successive elaborazioni al fine di evitare eccessive distorsioni nelle valutazioni della sua reale entità. I rimanenti comuni sono stati riclassificati, in ciascuna zona altimetrica provinciale, sulla base della densità abitativa (calcolata in base al metodo OCSE “adattato”) e dell’incidenza delle superfici agroforestali sulla superficie territoriale totale. Sono stati quindi identificati: - comuni prevalentemente urbani, ossia, quelli ricompresi in una zona altimetrica nella quale la popolazione residente in comuni con densità abitativa inferiore ai 150 ab/kmq rappresenta meno del 15% della popolazione totale; -
comuni rurali urbanizzati, così detti per la presenza di centri densamente popolati. In questa definizione sono rappresentate due situazioni: o
la prima riguarda le aree in cui una quota compresa tra il 15 ed il 50% della popolazione totale risiede in comuni con una densità abitativa inferiore ai 150 ab./kmq. In queste aree, tuttavia, oltre la metà della popolazione risiede in centri con densità abitativa superiore ai 150 ab/kmq. In questa fascia rientrano, ad esempio, zone che presentano un’agricoltura forte (quali le zone di pianura nell’Italia settentrionale) ;
la seconda comprende i comuni capoluogo di provincia la cui densità abitativa è superiore ai 150 ab./kmq, e nei quali la superficie rurale (agro-forestale) ha un peso assolutamente rilevante nel territorio (oltre il 75% della superficie territoriale totale); 3
Per i dati sulle superfici agro-forestali si è fatto riferimento ad elaborazioni Sian-INEA su dati Agrit-Popolus (Mipaaf).
comuni significativamente rurali. Questo caso si differenzia dal precedente poiché, nell’area analizzata, la popolazione dei centri con densità superiore ai 150 ab./Kmq rappresenta meno del 50% della popolazione totale;
comuni prevalentemente rurali. Sono compresi in questa classe i comuni delle aree nelle quali la maggioranza della popolazione risiede in centri con densità abitativa non superiore ai 150 ab./kmq.
Il calcolo dell’incidenza della popolazione dei comuni “rurali” sulla popolazione totale è stato effettuato non a livello provinciale (come nella metodologia OCSE), bensì per zona altimetrica in ciascuna provincia (pianura, collina o montagna).
Fase 2: aggregazione dei comuni nelle quattro macro-aree Dal processo di classificazione così condotto risultano 12 tipi di aree, derivanti dall’incrocio delle tre zone altimetriche (montagna, collina e pianura) per le quattro categorie di base appena descritte (Prevalentemente urbane; Rurali urbanizzate; Significativamente rurali; Prevalentemente rurali) Le 12 categorie di aree così ottenute sono state riaggregate, così come nella precedente programmazione, a livello sub-provinciale in base alla fascia altimetrica ISTAT seguendo la procedura seguente: A. Aree urbane e periurbane: includono i capoluoghi di provincia che sono urbani in senso stretto e i gruppi di comuni “prevalentemente urbani”; B. Aree rurali ad agricoltura intensiva: includono i comuni rurali (siano essi rurali urbanizzati, significativamente o prevalentemente rurali) collocati in prevalenza nelle aree di pianura del paese, dove, sebbene in alcuni casi la densità media sia elevata, la superficie rurale appare sempre avere un peso rilevante (superiore ai 2/3 del totale); C. Aree rurali intermedie: includono i comuni rurali di collina e montagna a più alta densità di popolazione e sede di uno sviluppo intermedio (urbanizzati di collina e di montagna, significativamente e prevalentemente rurali di collina (nelle regioni centro-settentrionali), relativamente rurali di montagna) ; D. Aree rurali con problemi di sviluppo: includono i comuni significativamente e prevalentemente rurali di collina (nelle regioni meridionali) e quelli rurali di montagna a più bassa densità di popolazione. Fase 3: affinamento della classificazione a livello regionale (fine tuning) I risultati cui è pervenuto il Mipaaf a seguito delle due fasi appena descritte, sono stati presentati alle Regioni nel novembre 2013. Da quel momento è stata avviata, con le singole Regioni, una fase di fine tuning volta a calibrare l’applicazione del metodo rispetto alle specificità dei vari contesti territoriali. La Regione Campania ha condiviso il modello di classificazione delle aree rurali proposto dal Mipaaf, ma ha ritenuto necessario approfondirne l’applicazione al fine di rendere la stessa maggiormente rappresentativa delle peculiarità che caratterizzano i diversi sistemi rurali regionali (fine tuning). I parametri utilizzati per affinare la classificazione sono: la densità abitativa, la percentuale di superficie rurale rispetto alla superficie territoriale totale e la classificazione in comuni interamente montani ai sensi dell’art. 3, paragrafo 3 della Direttiva CEE 75/268. Le fonti dati utilizzate sono l’ISTAT ed elaborazioni SIAN-INEA su dati Agrit-Populos (MiPAAF) per le superfici agro-forestali (tale ultima fonte è la stessa utilizzata per la classificazione riportata nell’AdP). Il processo logico utilizzato è il seguente: • sono stati spostati nella macroarea A:
− i comuni classificati come appartenenti alle macroaree B, C e D che hanno una densità abitativa •
superiore a 2 volte la densità abitativa media della Campania (431*2=860 ab./kmq) ed una superficie rurale inferiore a due terzi della superficie territoriale totale; sono stati spostati nella macroarea B:
− i comuni classificati come appartenenti alla macroarea A che hanno una superficie rurale •
maggiore dei due terzi della superficie territoriale totale; sono stati spostati nella macroarea C:
− il comune di Benevento, come già avvenuto nella programmazione 2007-2013, in considerazione
dell’elevato rapporto tra la superficie agroforestale rispetto a quella totale (il 75% della superficie territoriale totale); − i comuni classificati come appartenenti alla macroarea D che hanno una densità abitativa superiore a 150 ab./kmq; sono stati spostati nella macroarea D:
− i comuni classificati come appartenenti alla macroarea C che hanno una densità abitativa inferiore a 150 ab./kmq e una superficie rurale superiore ai due terzi della superficie territoriale totale e classificati come montani dall’ISTAT o come interamente montani ai sensi dell’art. 3, paragrafo 3 della Direttiva CEE 75/268 sono stati spostati alla macroarea D.
Infine va evidenziato che nella quantificazione della superficie rurale si è tenuto conto della superficie forestale, che non veniva considerata nel calcolo del periodo 2007-2013 e pertanto ne consegue un incremento della superficie rurale dei comuni interessati. Inoltre nel periodo di programmazione 20072013 la classificazione territoriale in Campania si è basata sui 45 Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS) del Piano Territoriale Regionale (PTR), mentre nel 2014-2020 essa è stata condotta su aggregati di comuni per fascia altimetrica e provincia con conseguente difficoltà di confronto tra le due classificazioni. Con la nuova classificazione, la ripartizione della superficie tra le diverse macroaree risulta quella riportata nella tabella 1. In figura 1 è riportata una mappa della Campania con la ripartizione nelle 4 macroaree individuate. Dall’esame della tabella 1 appare evidente che la superficie agro-forestale della Campania risulta essere pari all’83% della superficie totale, anche se con l’attribuzione dei comuni alle diverse macroaree, considerato che per definire il territorio rurale viene preso in considerazione l’intero territorio comunale, il territorio rurale della Campania (macroaree B, C e D) risulta essere pari al 91,5% dell’intero territorio regionale. A
% totale Fine tuning % totale
Sup. Rurale
%Sup rur/Sup. tot Macroarea
Sup. Tota le
%Sup rur/Sup. tot Ma croarea
89.393 51.237
589.949
524.339
1.359.025
Sup. Totale AdP -MiPAAF
B Sup. Rurale
115.488 58.314 8,5
7.255.060
Tabella 1 - Ripartizione della superficie totale e della superficie agro-forestale della Campania nelle 4 macroare individuate dall’Accordo di Partenariato e delle stesse macroaree ridefinite a seguito del processo di affinamento, con l’indicazione della percentuale della superficie totale e della superficie agro-forestale di ciascuna macroarea nei confronti, rispettivamente della superficie totale e della superficie agro-forestale della Campania
Fig. 1: La classificazione territoriale del PSR 2014-2020 della Campania Di seguito si acclude l’elenco dei comuni raggruppati nelle quattro macroaree di appartenenza.
Classificazione dei comuni per tipologia di area - PSR Campania 2014-2020
63034 63036 63037 63038 63041 63042 63045 63046 63047 63048 63049 63050 63057 63058 63059 63060 63061 63062 63063 63064 63066 63067 63070 63073 63074 63075 63077 63081 63083 63084 63087 63089 63090 64006 64008 65006 65007 65011
Giugliano in Campania Grumo Nevano Ischia Lacco Ameno Marano di Napoli Mariglianella Melito di Napoli Meta Monte di Procida Mugnano di Napoli Napoli Nola Pomigliano d'Arco Pompei Portici Pozzuoli Procida Qualiano Quarto Ercolano San Gennaro Vesuviano San Giorgio a Cremano San Sebastiano al Vesuvio Sant'Antimo Sant'Antonio Abate San Vitaliano Scisciano Striano Torre Annunziata Torre del Greco Villaricca Volla Santa Maria la Carità Atripalda Avellino Amalfi Angri Atrani
Aversa Capodrise Carinaro Casagiove Casapulla Caserta Cesa Curti Gricignano di Aversa Lusciano Maddaloni Marcianise Portico di Caserta Recale San Cipriano d'Aversa San Marcellino San Nicola la Strada San Prisco Santa Maria Capua Vetere Sant'Arpino Teverola Trentola-Ducenta Casapesenna San Marco Evangelista Afragola Arzano Bacoli Boscoreale Brusciano Caivano Calvizzano Camposano Capri Cardito Casalnuovo di Napoli Casamicciola Terme Casandrino Casavatore
61005 61013 61016 61018 61021 61022 61029 61032 61043 61046 61048 61049 61062 61067 61074 61077 61078 61081 61083 61087 61092 61094 61103 61104 63002 63005 63006 63008 63010 63011 63012 63013 63014 63016 63017 63019 63020 63021
Macroarea A: Poli urbani
Casoria Castellammare di Stabia Castello di Cisterna Cercola Cicciano Cimitile Crispano Forio Frattamaggiore Frattaminore
Codice Istat 63023 63024 63025 63026 63027 63028 63030 63031 63032 63033
65034 65078 65079 65088 65102 65108 65116 65122 65132 65137
Castel San Giorgio Nocera Inferiore Nocera Superiore Pagani Praiano Roccapiemonte Salerno San Marzano sul Sarno San Valentino Torio Scafati
61098 61099 61100 61101 63001 63015 63029 63040 63043 63052 63055 63069 63076 65014 65025 65050 65099 65130 65135 65140 65158
Villa di Briano Villa Literno Vitulazio Falciano del Massico Acerra Carbonara di Nola Comiziano Liveri Marigliano Palma Campania Poggiomarino San Paolo Bel Sito Saviano Battipaglia Capaccio Eboli Pontecagnano Faiano Sant'Egidio del Monte Albino Sarno Serre Bellizzi
Macroarea B B B B B B B B B B B B B B B B B B B B B
Bellona Calvi Risorta Cancello ed Arnone Capua Carinola Casal di Principe Casaluce Castel Volturno Francolise Frignano Grazzanise Macerata Campania Mondragone Orta di Atella Parete Pastorano Pignataro Maggiore Santa Maria la Fossa San Tammaro Sparanise Succivo
61007 61010 61012 61015 61017 61019 61020 61027 61036 61037 61042 61047 61052 61053 61054 61055 61060 61084 61085 61089 61090
Macroarea B: Aree rurali ad agricoltura intensiva
61004 61009 61011 61026 61028 61057 61058 61075 61082 61095 61097 61102 62001 62002 62003 62005 62008 62010 62011 62012 62013 62014 62015 62019 62027 62028 62029 62030 62032 62033 62034 62037 62038 62039 62040 62043 62045 62046
Arienzo Caiazzo Camigliano Castel Morrone Cervino Piedimonte Matese Pietramelara San Felice a Cancello Santa Maria a Vico Vairano Patenora Valle di Maddaloni Cellole Airola Amorosi Apice Arpaia Benevento Bucciano Buonalbergo Calvi Campolattaro Campoli del Monte Taburno Casalduni Castelvenere Dugenta Durazzano Faicchio Foglianise Forchia Fragneto l'Abate Fragneto Monforte Guardia Sanframondi Limatola Melizzano Moiano Montesarchio Paduli Pago Veiano
Macroarea C: Aree rurali intermedie
64039 64042 64043 64045 64046 64047 64048 64049 64050 64053 64054 64055 64056 64059 64121 64065 64067 64068 64069 64070 64072
Grottolella Lapio Lauro Luogosano Manocalzati Marzano di Nola Melito Irpino Mercogliano Mirabella Eclano Montefalcione Monteforte Irpino Montefredane Montefusco Montemiletto Montoro Mugnano del Cardinale Ospedaletto d'Alpinolo Pago del Vallo di Lauro Parolise Paternopoli Pietradefusi
64074 64075 64076 64078 64080 64081 64082 64083 64084 64086 64088 64089 64090 64093 64095 64100 64101
Prata di Principato Ultra Pratola Serra Quadrelle Roccabascerana Rotondi Salza Irpina San Mango sul Calore San Martino Valle Caudina San Michele di Serino San Potito Ultra Santa Lucia di Serino Sant'Andrea di Conza Sant'Angelo all'Esca Santa Paolina Santo Stefano del Sole Sirignano Solofra
Pannarano Paolisi Paupisi Pesco Sannita Pietrelcina Ponte Puglianello Reino San Giorgio del Sannio San Leucio del Sannio San Lorenzello San Lorenzo Maggiore San Lupo San Martino Sannita San Nazzaro San Nicola Manfredi San Salvatore Telesino Sant'Agata de' Goti Sant'Angelo a Cupolo Telese Terme Torrecuso Sant'Arcangelo Trimonte Agerola Anacapri Barano d'Ischia Boscotrecase Casamarciano Casola di Napoli Gragnano Lettere Massa Lubrense Ottaviano Piano di Sorrento Pimonte Pollena Trocchia Roccarainola San Giuseppe Vesuviano Sant'Agnello Sant'Anastasia Serrara Fontana Somma Vesuviana
64103 64104 64106 64107 64109 64110 64113 64116 64117 65002 65003 65004 65005 65008 65010 65012 65013 65015 65016 65017 65018 65028 65031 65032 65035 65037 65041 65044 65045 65046 65047 65051 65052 65053 65066 65067 65068 65072 65073 65081 65082
Sperone Sturno Taurano Taurasi Torella dei Lombardi Torre Le Nocelle Tufo Venticano Villamaina Agropoli Albanella Alfano Altavilla Silentina Aquara Atena Lucana Auletta Baronissi Bellosguardo Bracigliano Buccino Buonabitacolo Casal Velino Castellabate Castelnuovo Cilento Castel San Lorenzo Cava de' Tirreni Cetara Conca dei Marini Controne Contursi Terme Corbara Felitto Fisciano Furore Maiori Mercato San Severino Minori Montecorvino Pugliano Montecorvino Rovella Ogliastro Cilento Olevano sul Tusciano
Codice Istat 62047 62048 62049 62050 62052 62053 62055 62056 62058 62060 62061 62062 62063 62065 62066 62067 62068 62070 62071 62074 62076 62078 63003 63004 63007 63009 63018 63022 63035 63039 63044 63051 63053 63054 63056 63065 63068 63071 63072 63078 63079
Sorrento Terzigno Tufino Vico Equense Visciano Trecase Massa di Somma Aiello del Sabato Altavilla Irpina Avella Baiano Bonito Candida Capriglia Irpina Castel Baronia Castelfranci Cervinara Cesinali Contrada Domicella Flumeri Fontanarosa Forino Frigento Gesualdo Grottaminarda
Codice Istat 63080 63082 63085 63086 63088 63091 63092 64001 64002 64007 64010 64012 64016 64018 64022 64023 64025 64026 64029 64031 64032 64033 64034 64035 64036 64038
65084 65089 65090 65093 65097 65100 65104 65106 65110 65111 65114 65117 65118 65121 65125 65129 65134 65138 65142 65146 65147 65151 65154 65156 65157
Omignano Palomonte Pellezzano Pertosa Polla Positano Ravello Roccadaspide Romagnano al Monte Roscigno Sala Consilina Salvitelle San Cipriano Picentino San Mango Piemonte San Pietro al Tanagro Sant'Arsenio Sapri Scala Siano Teggiano Torchiara Tramonti Vallo della Lucania Vibonati Vietri sul Mare
61001 61002 61003 61006 61008 61014 61023
Ailano Alife Alvignano Baia e Latina Caianello Capriati a Volturno Castel Campagnano
64073 64077 64079 64085 64087 64091 64092
Macroarea D: Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo
Pietrastornina Quindici Rocca San Felice San Nicola Baronia San Sossio Baronia Sant'Angelo a Scala Sant'Angelo dei Lombardi
Castel di Sasso Castello del Matese Ciorlano Conca della Campania Dragoni Fontegreca Formicola Gallo Matese Galluccio Giano Vetusto Gioia Sannitica Letino Liberi Marzano Appio Mignano Monte Lungo Piana di Monte Verna Pietravairano Pontelatone Prata Sannita Pratella Presenzano Raviscanina Riardo Rocca d'Evandro Roccamonfina Roccaromana Rocchetta e Croce Ruviano San Gregorio Matese San Pietro Infine San Potito Sannitico Sant'Angelo d'Alife Sessa Aurunca Teano Tora e Piccilli Valle Agricola Apollosa Arpaise Baselice Bonea Castelfranco in Miscano
64096 64097 64098 64099 64102 64105 64108 64111 64112 64114 64115 64118 64119 64120 65001 65009 65019 65020 65021 65022 65023 65024 65026 65027 65029 65030 65033 65036 65038 65039 65040 65042 65043 65048 65049 65054 65055 65056 65057 65058 65059
Codice Istat 61024 61025 61030 61031 61033 61034 61035 61038 61039 61040 61041 61044 61045 61050 61051 61056 61059 61061 61063 61064 61065 61066 61068 61069 61070 61071 61072 61073 61076 61079 61080 61086 61088 61091 61093 61096 62004 62006 62007 62009 62016
Savignano Irpino Scampitella Senerchia Serino Sorbo Serpico Summonte Teora Torrioni Trevico Vallata Vallesaccarda Villanova del Battista Volturara Irpina Zungoli Acerno Ascea Caggiano Calvanico Camerota Campagna Campora Cannalonga Casalbuono Casaletto Spartano Caselle in Pittari Castelcivita Castelnuovo di Conza Castiglione del Genovesi Celle di Bulgheria Centola Ceraso Cicerale Colliano Corleto Monforte Cuccaro Vetere Futani Giffoni Sei Casali Giffoni Valle Piana Gioi Giungano Ispani
65060 65061 65062 65063 65064 65065 65069 65070 65071 65074 65075 65076 65077 65080 65083 65085 65086 65087 65091 65092 65094 65095 65096 65098 65101 65103 65105 65107 65109 65112 65113 65115 65119 65120 65123 65124 65126 65127 65128 65131 65133
Laureana Cilento Laurino Laurito Laviano Lustra Magliano Vetere Moio della Civitella Montano Antilia Montecorice Monteforte Cilento Monte San Giacomo Montesano sulla Marcellana Morigerati Novi Velia Oliveto Citra Orria Ottati Padula Perdifumo Perito Petina Piaggine Pisciotta Pollica Postiglione Prignano Cilento Ricigliano Roccagloriosa Rofrano Rutino Sacco Salento San Giovanni a Piro San Gregorio Magno San Mauro Cilento San Mauro la Bruca San Rufo Santa Marina Sant'Angelo a Fasanella Santomenna Sanza
Comune Castelpagano Castelpoto Castelvetere in Val Fortore Cautano Ceppaloni Cerreto Sannita Circello Colle Sannita Cusano Mutri Foiano di Val Fortore Frasso Telesino Ginestra degli Schiavoni Molinara Montefalcone di Val Fortore Morcone Pietraroja Pontelandolfo San Bartolomeo in Galdo San Giorgio La Molara San Marco dei Cavoti Santa Croce del Sannio Sassinoro Solopaca Tocco Caudio Vitulano Andretta Aquilonia Ariano Irpino Bagnoli Irpino Bisaccia Cairano Calabritto Calitri Caposele Carife Casalbore Cassano Irpino Castelvetere sul Calore Chianche Chiusano di San Domenico Conza della Campania
Codice Istat 62017 62018 62020 62021 62022 62023 62024 62025 62026 62031 62035 62036 62041 62042 62044 62051 62054 62057 62059 62064 62069 62072 62073 62075 62077 64003 64004 64005 64009 64011 64013 64014 64015 64017 64019 64020 64021 64024 64027 64028 64030
Greci Guardia Lombardi Lacedonia Lioni Montaguto Montecalvo Irpino Montella Montemarano Monteverde Morra De Sanctis Moschiano Nusco Petruro Irpino
65136 65139 65141 65143 65144 65145 65148 65149 65150 65152 65153 65155
Codice Istat 64037 64040 64041 64044 64051 64052 64057 64058 64060 64063 64064 64066 64071
Sassano Serramezzana Sessa Cilento Sicignano degli Alburni Stella Cilento Stio Torraca Torre Orsaia Tortorella Trentinara Valle dell'Angelo Valva
Le aree ammissibili al metodo Leader L’individuazione delle aree ammissibili alla misura Leader (regolamento UE 1305/2013, artt. 42-44) discende da alcune valutazioni di carattere generale. In particolare, occorre considerare: •
gli indirizzi formulati nell’Accordo di Partenariato per l’Italia 2014-2020 (AdP)4;
L’AdP stabilisce che la popolazione del territorio interessati alla strategia del CLLD non può essere inferiore ai 10 mila abitanti, né superiore ai 150 mila. Il numero di Gruppi di Azione Locale e delle Strategie di Sviluppo Locale non sarà superiore a 13 per evitare un’eccessiva parcelizzazione territoriale che impedirebbe una aggregazione significativa, inoltre in deroga a quanto indicato nell’AdP i GAL adotteranno un’area ammissibile più ampia (min. 30.000 abitanti, max 150.000 abitanti) ciò per dare l’opportunità ad ogni singolo GAL di spingere all’aggregazione territoriale e avere a disposizione maggiore massa critica in termini di risorse umane, finanziarie ed economiche in grado di sostenere una strategia di sviluppo duratura. Le aree LEADER saranno costituite da comuni inclusi nelle macroaree “C” e “D”. I comuni classificati come appartenenti alle macroaree “A” e “B” non possono essere interessati alla strategia leader.
Le Aree interne In fase di avvio della consultazione pubblica finalizzata alla preparazione dell’Accordo di Partenariato (AdP) e dei Programmi cofinanziati dai Fondi SIE il Ministro della Coesione, d’intesa con i Ministri del lavoro e delle Politiche Sociali e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha presentato un documento di apertura del confronto pubblico5 nel quale, tra le altre, è stata avanzata un’opzione strategica relativa al rilancio delle Aree Interne, i cui obiettivi generali - per quanto apparentemente distanti - sono fortemente interconnessi tra di loro e riguardano tematiche di primario interesse per lo sviluppo rurale: ·
promuovere la diversità naturale e culturale
concorrere ad una nuova stagione di sviluppo
Nel lungo percorso che ha caratterizzato il processo di elaborazione dell’AdP, è stato messo a punto un metodo per individuare le aree di riferimento, che parte da una lettura policentrica del territorio italiano, cioè un territorio caratterizzato da una rete di comuni o aggregazioni di comuni (centri di offerta di servizi) attorno ai quali gravitano aree caratterizzate da diversi livelli di perifericità spaziale. Rimandando, per una più approfondita trattazione, alla nota metodologica elaborata dal DPS, in questa sede si sottolinea che il carattere di “centro di offerta di servizi” è riservato solo ed esclusivamente a quei comuni, o aggregati di comuni confinanti, in grado di offrire simultaneamente tutta l’offerta scolastica secondaria; ospedali sedi di DEA di I livello 2 e stazioni ferroviarie Platinum, Gold o Silver 3. Per la selezione delle Aree di Intervento è stata utilizzata una metodologia di tipo sequenziale basata su un approccio desk e di analisi e uno invece più di campo e di lavoro diretto col territorio. L’approccio analitico ha considerato innanzitutto le seguenti variabili di contesto: ·
persistenza di fenomeni di spopolamento negli ultimi venti anni;
fenomeni negativi nell’uso del suolo (superficie agricola utilizzata, superficie forestale, fenomeni di dissesto idrogeologico);
episodi di crisi del tessuto produttivo esistente, anche in aree fortemente legate in maniera funzionale alle aree interne.
E’ stata inoltre analizzata l’organizzazione dei servizi (scuola, sanità e mobilità).
Si veda, in particolare, il Capitolo 3.1: Disposizioni volte a garantire un approccio integrato all’uso dei fondi SIE per lo sviluppo territoriale di singole aree sub-regionali, in particolare le modalità di applicazione degli art. 32,33 e 36, corredate dei principi per l’individuazione delle aree urbane in cui devono essere realizzate le azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile. 5 Metodi ed obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014-2020.
Ai fini della delimitazione delle aree di intervento sono state inoltre assunte alcune scelte di fondo: ·
le aree devono essere composte da più comuni per consentire il raggiungimento di un’appropriata “massa critica”, affinché i progetti possano dispiegare effetti di scala significativa;
le aree oggetto d’intervento andrebbero individuate all’interno di quelle definite con il metodo proposto dal DPS, ma senza alcun vincolo rigido di delimitazione.
La metodologia proposta ed adottata si sostanzia in due fasi principali: 1) Individuazione dei poli, secondo un criterio di capacità di offerta di alcuni servizi essenziali; 2) Classificazione dei restanti comuni in 4 fasce: aree periurbane; aree intermedie; aree periferiche e aree ultra periferiche, in base alle distanze dai poli misurate in tempi di percorrenza. La mappatura finale risulta quindi principalmente influenzata da due fattori: i criteri con cui selezionare i centri di offerta di servizi e la scelta delle soglie di distanza per misurare il grado di perifericità delle diverse aree. A tale proposito, la classificazione dei comuni è stata ottenuta sulla base di un indicatore di accessibilità calcolato in termini di minuti di percorrenza rispetto al polo più prossimo. Figura 2.App: Aree interne: classificazione delle diverse aree
Fonte: DPS - Nota esplicativa sul metodo di classificazione delle aree
L’applicazione della metodologia su esposta ha prodotto, con riferimento alla Campania, la mappatura illustrata nella figura seguente. L’elenco dei comuni, classificati in base alla metodologia, è riprodotto nella tabella App. 2.
Figura 3.App.: Aree interne della Campania
Elenco completo dei comuni come delimitati ai sensi degli art. 18, 19 e 20 del Regolamento (CE) n. 1257/1999, ordinati per codice ISTAT di provincia e di comune.
Denominazione del comune
Mignano Monte Lungo Piedimonte Matese
Presenzano Raviscanina
Rocca d'Evandro Roccamonfina
PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS (art.19 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS (art.19 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS (art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PS (art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999)
San Pietro Infine San Potito Sannitico
Tora e Piccilli Valle Agricola
013 015 016
Campolattaro Casalduni Castelfranco in Miscano
PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS (art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM-PS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999)
Fragneto l'Abate Fragneto Monforte Frasso Telesino
Montefalcone di Val Fortore Morcone
Paduli Pago Veiano Pannarano
Pesco Sannita Pietraroja
Pietrelcina Pontelandolfo
Reino San Bartolomeo in Galdo
078 072
Sant'Arcangelo Trimonte Sassinoro
TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM-PS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) TS(art.19 Reg. Ce 1257/1999) TM (art.18 Reg. Ce 1257/1999) PM (art.18 Reg. Ce 1257/1999)
Napoli Napoli Napoli Napoli Napoli Napoli Napoli Napoli Napoli
063 063 063 063 063 063 063 063 063
003 022 024 035 039 044 053 054 065
Agerola Casola di Napoli Castellammare di Stabia Gragnano Lettere Massa Lubrense Piano di Sorrento Pimonte Roccarainola
063 063 063 063
071 080 086 088
Sant'Agnello Sorrento Vico Equense Visciano
Capriglia Irpina Carife
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Gesualdo Greci
Lapio Lauro
Montemiletto Monteverde
Paternopoli Petruro Irpino
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Sant'Angelo all'Esca Sant'Angelo dei Lombardi
Sturno Summonte
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Villamaina Villanova del Battista
Albanella Alfano
Salerno Salerno Salerno Salerno
065 065 065 065
005 006 008 009
Altavilla Silentina Amalfi Aquara Ascea
Atrani Auletta
Bellosguardo Bracigliano
Capaccio Casalbuono
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035 030
Castel San Lorenzo Castelcivita
Cava de' Tirreni Celle di Bulgheria
Cetara Cicerale
Conca dei Marini Controne Contursi Terme
Corbara Corleto Monforte
Felitto Fisciano
Furore Futani
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066 068 069
Maiori Minori Moio della Civitella
Montesano sulla Marcellana Morigerati
Pagani Palomonte
Pertosa Petina
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Praiano Prignano Cilento
Ravello Ricigliano
Roccadaspide Roccagloriosa
Roscigno Rutino
Sant'Egidio del Monte Albino Santomenna
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Serre Sessa Cilento
Tramonti Trentinara
Legenda: PM
Parzialmente con vincoli naturali significativi
Totalmente con vincoli naturali significativi
Zone con vincoli specifici
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Report "Classificazione delle aree rurali della Campania per la programmazione Allegato 1 al PSR della Regione Campania"