Source: https://www.umbertodavide.it/responsabilita-precontrattuale-pubblica-amministrazione/
Timestamp: 2019-04-21 07:22:23+00:00
Document Index: 9533085

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 29', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1337', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 25']

Responsabilità precontrattuale pubblica amministrazione
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In merito alla responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione, l’Adunanza plenaria ha enunciato i seguenti principi di diritto:
Consiglio di Stato, Sezione AP Sentenza 4 maggio 2018, n. 5
Regione Calabria, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Gi. Na., con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Gr. Pu. in Roma, via (…);
La Ca. Gl. Se. s.r.l., Ca. Gr. s.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentante pro tempore, entrambe rappresentate e difese dall’avvocato Mi. Pe., con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via (…);
Azienda sanitaria provinciale (A.S.P.) di Cosenza, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato An. Ga., domiciliata ai sensi dell’art. 25 Cod. proc. amm. presso la Segreteria del Consiglio di Stato in Roma, piazza (…);
S.I. s.p.a., non costituita in giudizio;
La Ca. Gl. Se. s.r.l. e Ca. Gr. s.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, entrambe rappresentate e difese dall’avvocato Mi. Pe., con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via (…);
S.I. s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Fr. Iz., domiciliata ai sensi dell’art. 25 Cod. proc. amm. presso la Segreteria del Consiglio di Stato in Roma, piazza (…);
Azienda sanitaria provinciale (A.S.P.) di Cosenza, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato An. Ga., domiciliato ai sensi dell’art. 25 Cod. proc. amm. presso la Segreteria del Consiglio di Stato in Roma, piazza (…);
Visti gli atti di costituzione in giudizio di La Ca. Gl. Se. S.r.l., di Ca. Gr. S.r.l., di Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, della Regione Calabria e di S.I. S.p.A.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 14 marzo 2018 il Cons. Roberto Giovagnoli e uditi per le parti gli avvocati Gi. Na. e Mi. Pe.;
Il raggruppamento temporaneo di imprese “La Ca. Gl. Se. s.r.l. – Ca. Gr. s.r.l.” ha partecipato alla gara in relazione al lotto n. 4, riguardante l’Azienda sanitaria di Cosenza, avente un valore stimato di E. 18.927.347,40, per la durata di 36 mesi.
Il R.T.I. La Ca. – Ca. Gr. (di seguito anche solo R.T.I. La Ca.) aveva presentato, infatti, un’offerta economica pari ad euro 4.885.136,10 annui, corrispondente ad una percentuale di ribasso del 22,23% rispetto al valore stimato annuo dell’appalto, pari ad euro 6.309.115,80, tenuto conto della durata dell’appalto desumibile dal bando di gara (3 anni) e dell’importo complessivo previsto dal bando (riferito all’intera durata del contratto) pari ad euro 18.927.347,40.
Ad avviso della stazione appaltante, invece, la durata dell’appalto era pari a 48 mesi, tenuto conto che nel disciplinare di gara era prevista la possibilità di proroga per 12 mesi: pertanto, la stazione appaltante ha ritenuto che l’offerta presentata dal raggruppamento La Ca. – pari ad E. 4.885.136,10 annui – sarebbe stata superiore a quella posta a base di gara (pari ad E. 4.731.836,85) e dunque sarebbe stata inammissibile.
E’ stata escluso, per ragione analoga, anche l’unico altro concorrente rimasto in gara R.T.I. In. S.p.a. – La. S.p.a. (l’altro concorrente S.I. S.r.l., infatti, era stato già escluso in precedenza).
3. Con sentenza n. 1730 del 18 novembre 2015 il Tribunale amministrativo regionale della Calabria ha accolto il ricorso del R.T.I. La Ca. contro il provvedimento di esclusione. In sede di appello, il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2497 del 10 giugno 2016, ha confermato l’accoglimento del ricorso, annullando definitivamente l’atto di esclusione.
a) il bando prevede l’importo di euro 18.927.347,40 e la durata di 36 mesi, il che comporta che il valore annuale dell’appalto è pari ad euro 6.309.115,80 (18.927.347,40: 3);
b) il disciplinare di gara, dopo aver riportato il valore complessivo dell’appalto (pag. 5), a pagina 7 prevede che “la durata è di 36 mesi a decorrere dalla data di inizio del servizio, oltre 12 mesi opzionali di eventuale rinnovo, ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.”.
c) il capitolato speciale di appalto (art. 3, pag. 2) dispone, con riferimento alla durata contrattuale, che “Il contratto avrà la durata di 3 (tre) anni, decorrenti, dalla sua sottoscrizione. L’Azienda si riserva la facoltà, qualora ne ravvisi l’opportunità, di chiedere all’aggiudicatario la prosecuzione del servizio per i tempi necessari per l’indizione ed all’aggiudicazione di una nuova procedura di gara, e comunque non oltre un anno dalla data di scadenza del contratto”.
4.5. Gli atti della gara in questione – pur non essendo stati redatti in modo chiaro – vanno complessivamente interpretati nel loro senso letterale, attribuendo rilievo decisivo al fatto che il bando ha fissato il termine di “durata del contratto” in 36 mesi, pur prevedendo la “possibilità” della proroga per un anno.
6. La Ca. Gl. Se. s.r.l. e Ca. Gr. s.r.l. hanno impugnato tale provvedimento, deducendone l’illegittimità e chiedendo l’annullamento, oltre che la condanna dell’Amministrazione al risarcimento dei danni.
8. Avverso la sentenza hanno interposto separati appelli sia la Regione Calabria che La Ca. Gl. Se. S.r.l. – Ca. Gr. S.r.l.
b) rigettato i motivi dell’appello di Ca. Gl. Se. S.r.l. e Ca. Gr. S.r.l. concernenti il capo della sentenza con la quale il Tribunale amministrativo regionale aveva respinto la domanda di annullamento dei provvedimenti impugnati a mezzo del ricorso introduttivo;
d) dato avviso che con separata ordinanza sarebbe stata richiesto l’intervento dell’Adunanza Plenaria, dirimente ai fini della decisione dell’intero gravame proposto dalla Regione Calabria, nonché di parte del gravame proposto Ca. Gl. Se. S.r.l. e Ca. Gr. S.r.l.
23. E’ tuttavia noto come il superamento dell’ordinamento corporativo (e con esso del regime e della cornice ideologica nell’ambito del quale è maturato il codice civile del 1942), e il successivo avvento della Costituzione repubblicana abbiano determinato l’avvio di un processo (cui hanno contribuito tanto la dottrina quanto la giurisprudenza civilistica) di rilettura e rivisitazione, in un’ottica costituzionalmente orientata, di numerose disposizioni codicistiche, specie di quelle che, come l’art. 1337 cod. civ., utilizzano “clausole generali” (la buona fede appunto), destinate, per loro stessa natura, ad adeguarsi ai mutamenti che interessano l’ordinamento giuridico e la società civile.
29. In primo luogo, la tesi che il dovere di correttezza non sia diretto solo a favorire l’utile conclusione della trattativa (con un contratto valido) trova conferma nell’orientamento accolto dalle Sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza 19 dicembre 2017, n. 26725, che ha ritenuto configurabile la c.d. responsabilità precontrattuale da contratto valido ma svantaggioso. E’ il caso in cui il comportamento sleale non ha reso la trattativa inutile (perché il contratto è stato validamente concluso), ma il contraente che ha subito la scorrettezza (ad es. una reticenza informativa antidoverosa), lamenta che a causa di tale slealtà ha concluso un contratto (valido ma) economicamente pregiudizievole.
39. Innanzitutto, l’art. 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (nella versione risultante inseguito alla riforma introdotta dall’art. 1 della legge 11 febbraio 2015, n. 15) assoggetta l’attività amministrativa ai principi dell’ordinamento comunitario, tra i quali assume un rilievo primario la tutela dell’affidamento legittimo. E’ noto, infatti, come il principio della tutela dell’affidamento, sebbene non espressamente contemplato dai Trattati, sia stato più volte affermato dalla Corte di giustizia (a partire dalla sentenza Topfer del 3 maggio 1978, C-12/77), che lo ha elevato al rango di principio dell’ordinamento comunitario.
40. Sono, inoltre, emblematiche di tale tendenza tutte le riforme ispirate alla semplificazione e alla trasparenza dell’attività amministrativa, non ultima la l. n. 124 del 2015, intervenuta, tra le altre cose, sui presupposti del potere di autotutela, che deve sempre considerare l’affidamento del privato rispetto a un precedente provvedimento ampliativo della propria sfera giuridica e sul quale basa una precisa strategia imprenditoriale (cfr. art. 21-nonies, comma 1, l. n. 241 del 1990, come modificato dall’art. 25, comma 1, lettera b-quater, l. n. 164 del 2014, e poi dall’art. 6, comma 1, l. n. 124 del 2015; nonché l’art. 21-quinquies, come modificato dall’art. 25, comma 1, lettera b-ter, l. n. 164 del 2014).
L’illecito civile si incentra sull’ingiusta lesione della situazione giuridica soggettiva (o, in caso di responsabilità contrattuale, sull’inadempimento dell’obbligazione), senza che assumano rilievo le specifiche modalità comportamentali che hanno determinato tale lesione (o l’inadempimento dell’obbligazione). E’, dunque, mutuando una qualificazione penalistica, un illecito a forma libera e causalmente orientato.
Contratto di trasporto limiti di risarcibilità disciplinati L. 450/1985
umberto davide - 4 Marzo 2018