Source: http://www.guidaallacontabilitaebilanciodigital.ilsole24ore.com/edizione/201610
Timestamp: 2018-01-17 20:07:53+00:00
Document Index: 126174548

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2481', 'art. 161', 'art. 1', 'art. 167', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 2407']

Numero 10 6 ottobre 2016
Bancarotta fraudolenta: ultime novità dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, mediante due recenti pronunce emesse nell’ambito del reato di bancarotta fraudolenta, offre lo spunto per soffermare l’attenzione sulle possibili condotte distrattive , cui l’amministratore nello svolgimento della sua attività può incorrere. In particolare, con la Sentenza 34991/2016 , viene evidenziato il rischio stante nel trasferimento dei diritti reali sugli immobili in favore dei figli , a seguito di debito precedentemente contratto nei confronti dei medesimi. Con la Sentenza 35000/2016 , invece, ci si concentra sul mancato versamento nelle casse della società di denaro ricevuto in contanti dai clienti, in violazione della normativa antiriciclaggio .
Fatture false: non basta la sottoscrizione
La responsabilità penale del legale rappresentante di una società che sottoscrive la dichiarazione fiscale non può essere meramente dedotta dal ruolo rivestito , ma è necessario un accertamento in concreto sulla consapevolezza della fittizietà delle fatture utilizzate ai fini della presentazione di una dichiarazione fiscale fraudolentemente falsa : è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, Terza sezione penale, nella sentenza 19 settembre 2016 , n. 38717. L’Organo di legittimità ha posto l’accento sulla necessità che l’accertamento non muova da un dato puramente formale della mera preposizione formale alla legale rappresentanza della società. Occorre accertare la reale riconducibilità dei fatti all' imputato; diversamente, il legale rappresentante dovrà essere assolto per la mancanza dell’ elemento soggettivo del reato.
Aumenti gratuiti del capitale sociale nelle Srl
Analisi della Massima 159 « Deliberazione di aumento gratuito non proporzionale nella s.r.l. (art. 2481-­ter, c.c.)» emanata dal Consiglio notarile di Milano lo scorso maggio. In essa si trova un’apertura alla legittimità di una clausola di non proporzionalità rispetto alle quote di partecipazione possedute, purché la delibera sia adottata con il voto favorevole di tutti i soci destinatari di un incremento non proporzionale e fermo restando il rispetto di clausole limitative alla circolazione delle quote , che potrebbero rendere necessario deliberare all’unanimità.
Commissario nel concordato «in bianco»
Il Cndcec ha fornito alcune indicazioni operative per i professionisti incaricati dal tribunale a seguito del ricorso «con riserva» previsto dall'art. 161, co. 6, R.D. 16 marzo 1942, n. 267. Le principali tematiche affrontate riguardano i requisiti di nomina, i primi adempimenti, le specifiche funzioni del pre-commissario giudiziale – in materia di vigilanza, verifica dell'informativa periodica e rilascio di pareri tassativi – e i rapporti con gli organi e i soggetti della procedura (tribunale, giudice delegato, ricorrente e professionista attestatore). Sono, inoltre, esaminati i casi di revoca, sostituzione e cessazione del pre-commissario giudiziale, nonché i criteri di determinazione del compenso.
Con la C.M. 16 settembre 2016, n. 37/E l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti sul tema delle assegnazioni agevolate , di cui ai commi da 115 a 120, dell’art. 1, L. 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016). Si tratta del secondo documento di prassi sull’argomento dopo quello emanato dall’Agenzia delle Entrate lo scorso giugno (C.M. 1° giugno 2016, n. 26/E). L’agevolazione in questione si traduce nella facoltà della società di assegnare o cedere i beni ai soci mediante l’assolvimento di un’ imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap pari all’8 per cento, ovvero al 10,5 per cento per le società considerate non operative o in perdita sistematica in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione. L’imposta sostitutiva va applicata su una base imponibile determinata sulla differenza tra il valore normale del bene assegnato ed il suo costo fiscalmente riconosciuto. Nel prosieguo verranno analizzati i principali chiarimenti contenuti all’interno del nuovo documento di prassi emanato dall’Agenzia.
Cfc: chiarimenti sul Decreto Internazionalizzazione
Con la corposa C.M. 4 agosto 2016, n. 35/E l’Agenzia delle Entrate ha fornito numerosi ed importanti chiarimenti in merito alle modifiche apportate dal D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 , alla disciplina Cfc di cui all’art. 167, Tuir [CFF5267] . Le modifiche hanno decorrenza dal 2015 (esercizi solari) ed hanno quindi avuto un impatto già sulla dichiarazione dei redditi Modello Unico 2016. In questo intervento ci si focalizzerà sulle regoli applicabili nell’esercizio 2016 , anche in vista della sua chiusura non troppo lontana.
Falcidiabilità dell'Iva nel concordato
La Corte di Giustizia Ue, con la sentenza 7 aprile 2016 causa C-546/14, ha ritenuto compatibile con la disciplina comunitaria una proposta di concordato preventivo che preveda il pagamento soltanto parziale del debito per Iva , a condizione che un esperto indipendente attesti che tale debito non troverebbe un trattamento migliore in caso di fallimento.
Oic 9: Svalutazione delle immobilizzazioni
Nell’ambito del progetto di aggiornamento dei principi contabili nazionali, avviato a seguito delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 139 di recepimento della Direttiva 34/2013/UE, sono state pubblicate in consultazione le bozze dei principi contabili Oic 9 « Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali » , Oic 17 « Bilancio consolidato e metodo del patrimonio netto» , Oic 23 « Lavori in corso su ordinazione», Oic 25 «Imposte sul reddito» e Oic 26 « Operazioni, attività e passività in valuta estera» . L’Oic ha elaborato una nuova edizione dell’Oic 9 in attuazione del potere riconosciutogli dalla L. 11 agosto 2014, n. 116 di emanare « principi contabili nazionali per la redazione dei bilanci secondo le disposizioni del codice civile » e del compito ad esso attribuito dall’art. 12, D.Lgs. 139/2015 di aggiornare « i principi contabili nazionali sulla base delle disposizioni contenute nel decreto».
Comportamento del collegio sindacale nella crisi d'impresa
Il ruolo del collegio sindacale è cruciale nell’ambito delle società, in quanto posto a presidio dei soci e dei terzi. Tale rilevanza appare peraltro sempre crescente, con attribuzione ai sindaci di una responsabilità spesso preoccupante. Questo responsabilità diventa ulteriormente accentuata nel caso di imprese in crisi, ove l’allerta del verificatore deve essere massima ma anche commisurata alla situazione. Le Norme di comportamento del Collegio Sindacale elaborate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e definitive dal settembre 2015, dedicano la Norma 11 proprio al comportamento del collegio sindacale nella crisi d’impresa . Diventa interessante a questo punto un’analisi della Norma per comprendere la concreta applicazione.
Denuncia di fatti censurabili al collegio sindacale
È facoltà del socio (di S.p.a.) denunciare fatti (ritenuti) censurabili al collegio sindacale , le cui conseguenze mutano in relazione alla percentuale di capitale sociale rappresentata dai soci stessi. Infatti, in presenza di denuncia proveniente da tanti soci che rappresentino il 5% del capitale sociale (ovvero il 2% per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio), il collegio sindacale ha l’onere di indagare senza rita r do sui fatti denunciati, presentando le proprie conclusioni ed eventuali proposte all’ assemblea , che andrà altresì direttamente convocata dallo stesso organo di controllo, qualora i fatti censurabili siano di rilevante gr a vità e vi sia urgente necessità di provvedere. Configura inosservanza al generale dovere di vigilanza imposto ai sindaci dall’art. 2407, co. 2, Codice civile e, quindi, giusta causa di revoca dell’incarico, oltre alla richiesta di risarcimento danni, il mancato approfondimento di quanto denunciato e la conseguente relazione all’assemblea.
Operazioni di «leveraged buy-out»: profili fiscali
Con la C.M. 30 marzo 2016, n. 6/E l’Agenzia delle Entrate interviene su molte delle tematiche fiscali connesse alle operazioni di acquisizione con indebitamento, cd. leveraged buy-out . Uno dei principali temi è quello relativo agli interessi passivi che gravano sul debito contratto dalla società veicolo. La circolare ha riconosciuto l’inerenza di quelli relativi ai finanziamenti contratti dalla società veicolo per l’acquisizione, in quanto ritenuti funzionali all’acquisizione della società Target , sia nell’ipotesi di fusione (tipica delle operazioni di Mlbo), sia nella fattispecie in cui la compensazione degli interessi avvenga mediante il consolidato fiscale .