Source: https://renatodisa.com/2017/04/27/consiglio-di-stato-sezione-v-sentenza-5-aprile-2017-n-1598/
Timestamp: 2017-10-17 20:27:21+00:00
Document Index: 154714869

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 92', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Tuesday, October 17th, 2017	|
8.998.547 click
Unisciti a 2.346 altri iscritti
Archivi Seleziona mese ottobre 2017 (167) settembre 2017 (300) agosto 2017 (125) luglio 2017 (286) giugno 2017 (247) maggio 2017 (282) aprile 2017 (252) marzo 2017 (324) febbraio 2017 (255) gennaio 2017 (271) dicembre 2016 (195) novembre 2016 (267) ottobre 2016 (285) settembre 2016 (259) agosto 2016 (124) luglio 2016 (244) giugno 2016 (299) maggio 2016 (255) aprile 2016 (238) marzo 2016 (238) febbraio 2016 (237) gennaio 2016 (230) dicembre 2015 (211) novembre 2015 (217) ottobre 2015 (248) settembre 2015 (248) agosto 2015 (114) luglio 2015 (231) giugno 2015 (236) maggio 2015 (228) aprile 2015 (215) marzo 2015 (270) febbraio 2015 (224) gennaio 2015 (236) dicembre 2014 (189) novembre 2014 (226) ottobre 2014 (276) settembre 2014 (246) agosto 2014 (67) luglio 2014 (184) giugno 2014 (204) maggio 2014 (175) aprile 2014 (207) marzo 2014 (235) febbraio 2014 (223) gennaio 2014 (177) dicembre 2013 (134) novembre 2013 (172) ottobre 2013 (205) settembre 2013 (190) agosto 2013 (57) luglio 2013 (169) giugno 2013 (129) maggio 2013 (163) aprile 2013 (112) marzo 2013 (128) febbraio 2013 (107) gennaio 2013 (144) dicembre 2012 (111) novembre 2012 (148) ottobre 2012 (156) settembre 2012 (112) agosto 2012 (83) luglio 2012 (91) giugno 2012 (96) maggio 2012 (92) aprile 2012 (88) marzo 2012 (60) febbraio 2012 (66) gennaio 2012 (63) dicembre 2011 (51) novembre 2011 (69) ottobre 2011 (80) settembre 2011 (73) agosto 2011 (37) luglio 2011 (70) giugno 2011 (47) maggio 2011 (46) aprile 2011 (36) marzo 2011 (19) febbraio 2011 (19) gennaio 2011 (16) dicembre 2010 (3)
Categorie Seleziona una categoria Articoli e saggi (108) Articoli in PDF (77) Codice degli appalti (149) Codice della privacy (32) Codice della strada (349) Diritto Amministrativo (1.843) Diritto Bancario (154) Diritto Civile e Procedura Civile (4.880) Contratti – Obbligazioni (1.097) Contratti atipici (64) Assicurazione fideiussoria (4) Concessione (1) Contratto autonomo di garanzia (5) Factoring (1) Informazione (1) Intermediazione finanziaria (12) Leasing (20) Ormeggio (2) Parcheggio (3) Ricovero (1) sale and lease back (1) Sponsorizzazione (3) Trust (8) Vitalizio alimentare (4) Contratti tipici (807) Agenzia (19) Appalto (98) Assicurazione (77) Associazione in partecipazione (1) Commissione (1) Comodato (21) Compravendita (119) Conto corrente (8) Deposito (10) Estimatorio (2) Fideiussione (27) Locazione (204) Mandato (25) Mediazione (25) Mutuo (29) Permuta (6) Preliminare (115) Prestazione d’opera (18) Rendita vitalizia (6) Somministrazione (6) Spedizione (2) Transazione (6) Trasporto (17) Contratto in generale (232) Annullabilità (15) Cessione del contratto (6) Collegamento (14) condizioni generali di contratto (2) Forma (1) Interpretazione (30) Nullità (25) Prelazione (7) Rappresentanza (8) Recesso (8) Risoluzione (64) Simulazione (24) Vessatorietà (10) Delle persone e della Famiglia (662) Diritti reali e Condominio (759) Accessione (10) Atti emulativi (3) Azioni possessorie e petitorie (68) Comunione (53) Condominio (408) Distanze (101) Divisione (24) Immissioni (50) Occupazione (5) Possesso (19) Servitù (62) Stillicidio e scolo delle acque (2) Superficie (6) Uso (3) Usucapione (42) Usufrutto (15) Illecito aquiliano (o extracontrattuale) (579) Societario (172) Successioni (208) Tutela dei diritti (91) Cause di prelazione e conservazione della garanzia patrimoniale (25) Le prove (30) Prescrizione e decadenza (14) Responsabilità patrimoniale (3) Trascrizione (18) Diritto Comunitario (11) Diritto del consumatore (88) Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale (1.187) Diritto Fallimentare (471) Diritto Penale e Procedura Penale (4.851) Diritto Tributario (719) Diritto Urbanistico (245) Leggi – Decreti – Regolamenti – Relazioni della Cassazione – Circolari (169) Anno 2010 (1) Anno 2011 (49) Anno 2012 (23) Anno 2013 (15) Anno 2014 (24) Anno 2015 (24) Anno 2016 (19) Anno 2017 (11) Responsabilità e deontologia professionale (284) Sentenze – Ordinanze (13.522) Consiglio di Stato (1.752) Consiglio di Stato 2011 (7) Consiglio di Stato 2012 (10) Consiglio di Stato 2013 (73) Consiglio di Stato 2014 (245) Consiglio di Stato 2015 (423) Consiglio di Stato 2016 (458) Consiglio di Stato 2017 (537) Corte Costituzionale (150) Corte Costituzionale 2011 (15) Corte Costituzionale 2012 (21) Corte Costituzionale 2013 (28) Corte Costituzionale 2014 (30) Corte Costituzionale 2015 (29) Corte Costituzionale 2016 (21) Corte Costituzionale 2017 (6) Corte di Cassazione (11.601) Cassazione civile 2011 (302) Sezioni Unite (23) Cassazione civile 2012 (589) Sezioni Unite (40) Cassazione civile 2013 (978) Sezioni Unite (57) Cassazione civile 2014 (1.293) Sezioni Unite (51) Cassazione civile 2015 (1.191) Sezioni Unite (81) Cassazione civile 2016 (1.377) Sezioni Unite (96) Cassazione civile 2017 (1.064) Sezioni Unite (63) Cassazione penale 2011 (201) Sezioni Unite (21) Cassazione penale 2012 (454) Sezioni Unite (23) Cassazione penale 2013 (613) Sezioni Unite (11) Cassazione penale 2014 (865) Sezioni Unite (28) Cassazione penale 2015 (1.016) Sezioni Unite (22) Cassazione penale 2016 (971) Sezioni Unite (28) Cassazione penale 2017 (691) Sezioni Unite (14) Senza categoria (6)
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 aprile 2017, n. 1598
By Avv. Renato D'Isa on 27 aprile 2017 • ( Lascia un commento )
Il divieto di cumulo fra rivalutazione monetaria e interessi, sancito per i crediti di lavoro dall’art. 22, comma 36, della legge 23 dicembre 1994 n. 724, trova applicazione soltanto per gli inadempimenti successivi all’entrata in vigore di tale norma (e quindi dal 1 gennaio 1995), con la conseguenza che sui crediti retributivi maturati sino al 31 dicembre 1994 vanno corrisposti oltre gli interessi legali anche il danno da svalutazione (mentre per i crediti maturati dopo il 31 dicembre 1994 competono solo gli interessi legali).
sentenza 5 aprile 2017, n. 1598
sul ricorso in appello iscritto al numero di registro generale 1985 del 2009, proposto da:
Mu. Fo., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Em. Co. e Pi. Gi. Do., con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Em. Co. in Roma, via (…);
Comune di (omissis), in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Lo. Ma., con domicilio eletto presso lo studio Gi. Ma. Gr. in Roma, corso (…);
della sentenza del T.A.R. EMILIA-ROMAGNA – BOLOGNA: SEZIONE I n. 00006/2008, resa tra le parti, concernente il riconoscimento del diritto alla corresponsione di stipendi arretrati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di (omissis)
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 marzo 2017 il Cons. Daniele Ravenna e uditi per le parti gli avvocati Gi. Ca., in sostituzione degli avv. Co. e Do., e An. Cl., su delega dell’avv. Ma.;
1.Si ricorda che il sig. Mu., dipendente del Comune di (omissis), sospeso cautelativamente per 15 mesi, a decorrere dal 21 novembre 1982, dal servizio di custode inserviente notturno presso la Ca. di Ri. di S.P. in Ba., in quanto denunciato per lesioni personali lievi ad un anziano ospite della casa e per questo sottoposto a procedimento disciplinare, chiedeva al TAR per l’Emilia Romagna il riconoscimento del diritto alla corresponsione della retribuzione non percepita durante il periodo di sospensione cautelare e la ricostruzione giuridico-economica della carriera, con condanna dell’intimata amministrazione comunale al relativo pagamento, ciò in conseguenza dell’intervenuta archiviazione del procedimento penale e della perenzione di quello disciplinare.
Il TAR adito, con la sentenza segnata in epigrafe, accoglieva il ricorso.
2. L’interessato ha tuttavia chiesto la riforma di detta sentenza, lamentando con un primo motivo la mancata pronuncia sulla spettanza della rivalutazione monetaria e degli interessi legali sulle somme riconosciute e con un secondo motivo l’erroneità della disposta compensazione delle spese di lite, anche in ragione del comportamento processuale dell’amministrazione resistente, che sarebbe stato “ingiustificatamente e palesemente contrario a buona fede”.
Ha resistito al gravame il Comune di (omissis), deducendone l’inammissibilità e l’infondatezza, giacché, quanto al primo motivo, non vi sarebbe stata una omessa pronuncia, ma una implicita pronuncia di rigetto e, quanto al secondo, la censura sarebbe stata generica.
Con una successiva memoria l’amministrazione appellata si è soffermata sulla base di calcolo da assumere per gli interessi e rivalutazione monetaria, richiamando in particolare i principi fissati dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza n. 18 del 13 ottobre 2011.
Anche l’appellante con apposita memoria ha illustrato le proprie tesi difensive, insistendo per l’accoglimento del gravame.
3. All’udienza pubblica del 2 marzo 2017, dopo la rituale discussione, la causa è stata trattenuta in decisione.
4. L’eccezione di inammissibilità dell’appello sollevata dall’amministrazione comunale deve essere respinta.
Non può ragionevolmente dubitarsi della sufficiente puntualità e chiarezza del primo motivo di gravame, con il quale l’interessato ha contestato che i primi giudici, pur accogliendo la domanda di condanna dell’amministrazione al pagamento della retribuzione non corrisposta per il periodo di sospensione dal servizio (stante l’archiviazione del procedimento penale e la perenzione di quello disciplinare), non si sarebbero pronunciati sulla spettanza su tali somme anche della rivalutazione monetaria e degli interessi, irrilevante a tal riguardo essendo la prospettato differenza tra omessa pronuncia e diniego implicito; né può condividersi la tesi della genericità della censura circa la compensazione delle spese di giudizio, in relazione al quale l’appellante ha contestato il difetto di motivazione, anche in ragione del comportamento processuale dell’amministrazione resistente.
5. Passando all’esame dell’appello la Sezione è dell’avviso che il primo motivo sia fondato.
Posto che non è stato contestato dall’amministrazione il capo della sentenza impugnata che ha riconosciuto al ricorrente la spettanza delle retribuzioni non percepite durante il periodo di sospensione dal servizio, deve rilevarsi che non vi è ragione per negare la spettanza su quelle somme anche della rivalutazione monetaria e degli interesse legali, essendo stato più volte ribadito peraltro da questo Consiglio (ex multis, Sez. V, 22 ottobre 2015, n. 4864; 23 luglio 2013, n. 3948; sez. III, 11 febbraio 2013, n. 748) che “il divieto di cumulo fra rivalutazione monetaria e interessi, sancito per i crediti di lavoro dall’art. 22, comma 36, della legge 23 dicembre 1994 n. 724, trova applicazione soltanto per gli inadempimenti successivi all’entrata in vigore di tale norma (e quindi dal 1 gennaio 1995), con la conseguenza che sui crediti retributivi maturati sino al 31 dicembre 1994 vanno corrisposti oltre gli interessi legali anche il danno da svalutazione (mentre per i crediti maturati dopo il 31 dicembre 1994 competono solo gli interessi legali)”.
Quanto alle concrete modalità di calcolo è sufficiente rinviare a quanto statuito nelle sentenze dell’Adunanza Plenaria n. 3 del 25 giugno 1998 e n. 18 del 13 ottobre 2011.
Deve essere invece respinto il secondo motivo di gravame, con cui è stata chiesta la riforma della statuizione impugnata nella parte in cui ha compensate le spese di lite.
E’sufficiente rilevare al riguardo che nel processo amministrativo il potere di compensazione delle spese di causa si fonda su considerazioni di opportunità di carattere ampiamente discrezionale, non sindacabili in appello al di fuori dei casi di decisione manifestamente irrazionale o in cui sia stato disposto il pagamento di somme palesemente inadeguate e ciò anche dopo le modifiche all’art. 92 c.p.c. apportate dagli artt. 2 della legge 28 dicembre 2005, n. 263, e 45 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (Cons. Stato sez. IV, 18 novembre 2016, n. 4808; sez. V, 16 novembre 2016, n. 4748)
Non può peraltro sottacersi che nel caso di specie la decisione di compensare le spese di lite risulta anche logicamente giustificata da “motivi di equità, in relazione alla natura ed al carattere complessivo della controversia”, il che esclude in radice ogni sua presunta irrazionalità o abnormità. 6. In conclusione l’appello deve essere accolto in parte, nei sensi di cui in motivazione.
Le spese del presente grado di giudizio possono essere compensate per metà e per l’altra metà, nella misura di €. 2.000,00, sono poste a carico dell’amministrazione comunale appellata.
(Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie in parte nei sensi di cui in motivazione e per l’effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso di primo grado anche relativamente alla spettanza di rivalutazione monetaria ed interesse legali sulle somme riconosciute. Condanna il Comune di (omissis) al pagamento delle spese del presente grado di giudizio che liquida per la metà in €. 2.000,00 (duemila), compensandole per l’altra metà.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2017 con l’intervento dei magistrati:
Carlo Saltelli – Presidente
Fabio Franconiero – Consigliere
Daniele Ravenna – Consigliere,
Categorie:Consiglio di Stato 2017, Diritto Amministrativo, Sentenze - Ordinanze
Con tag:dipendente comunale,pubblico impiego,Sospensione cautelare dal servizio
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 5 aprile 2017, n. 1592
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 aprile 2017, n. 1599