Source: https://it.scribd.com/document/119534802/Phishing-Trib-Nocera-2011
Timestamp: 2019-10-18 11:42:40+00:00
Document Index: 112303901

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art. 186', 'art. 183', 'art. 186', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 190', 'Cass. Sez. ', 'art. 31', 'art. 15', 'art. 2050', 'art. 2051', 'art 14']

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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI NOCERA INFERIORE Tribunale di Nocera Inferiore, II^ Sezione Civile,
in composizione monocratica nella persona del G.O.T. Dr. Francesco Spiezia ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile n 5950/2006 del Ruolo Generale del Tribunale di Nocera Inferiore Sezione Civile, promossa da Avv. A.B., elett.te dom.ta presso se stessa nei confronti del legale rapp.te p.t. delle Poste Italiane S.p.a., con l'Avv. Carmela Malandrino, nonch nei confronti dei chiamati in causa Signori Cianci Riccardo con l'Avv. Antonio Mastrangeli e U.N. (contumace), avente ad oggetto restituzione somme. FATTO - SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto di citazione notificato il 23/11/2006 l'avv. A.B. citava in giudizio le Poste Italiane S.p.a., previa declaratoria di responsabilit contrattuale ed extracontrattuale, per la illecita sottrazione delle somme dal conto corrente postale n ...omissis..., per sentirle condannare alla restituzione a suo favore di somme illegittimamente distratte dal predetto conto corrente, mediante quattro bonifici postagiro on line, mai ordinati dall'attrice, oltre al risarcimento del danno causato dalla indebita sottrazione delle somme nonch dallo svincolo anticipato di altre somme di danaro, detenute sempre presso le Poste Italiane S.p.a., a titolo di polizze, il tutto da liquidarsi anche in via equitativa. L'avv. A.B. rappresentava che non avendo mai disposto alcuno dei postagiro on line sopraindicati, si recava immediatamente presso la Stazione dei Carabinieri di Nocera Inferiore e sporgeva denuncia contro ignoti per l'illecito commesso ai suoi danni. Successivamente a tale denuncia venivano instaurati due procedimenti penali a carico e del sig. U.N. di Casarano (LE) e del sig. C.R. di Frosinone, titolari dei conti correnti sui quali risultavano versate le somme sottratte all'attrice. Le Poste Italiane S.p.a.. si costituivano in giudizio invocando la presenza di un fenomeno denominato phishing , un procedimento che, senza violare il sistema di sicurezza di Bancoposta, pu catturare i codici di accesso all'internet banking dei clienti, mediante la ricezione da parte di quest'ultimi di una email, che sembra inviata da Bancoposta, in cui si richiede di accedere ad un link e di inserire i codici di accesso. Le Poste Italiane S.p.a., affermavano di godere di un sistema ampiamente tutelato e protetto ed eccepivano, pertanto, l'assoluta estraneit ai fatti dannosi attribuendo la responsabilit esclusivamente ai signori U.N. e C.R., autori e beneficiari dei postagiro on line, e chiedevano di essere autorizzati ex art. 107 C.p.c. alla chiamata in causa dei signori U.N. e C.R.. Il Giudice, a seguito della richiesta di parte convenuta, autorizzava la chiamata in causa dei soggetti beneficiari dei postagiro on line. Il sig. U.N. rimaneva contumace ed invece il sig. R.C. si costituiva in giudizio chiedendo dichiararsi l'inammissibilit e/o la nullit dell'atto di chiamata in causa per tutti i motivi ampiamente esposti nella comparsa di costituzione e di risposta, in via preliminare che fosse dichiarata l'incompetenza territoriale dell'adito Tribunale essendo competente il Tribunale di Frosinone, e quindi il rigetto della domanda proposta dalle Poste Italiane S.p.a., nei suoi confronti, previa eventuale chiamata in causa del sig. K.T., essendo anch'egli una vittima per aver ricevuto un'offerta di lavoro on line nell'agosto del 2005 e per aver fornito a sua volta i dati del proprio conto corrente, ove ricevere il ricavato della vendita di prodotti; indi effettuare un versamento a mezzo Western Union a favore del proponente K.T. per le somme ricevute. Il giudice non autorizzava la chiamata in causa del sig. T.. L'attrice formulava istanza ex art. 186 ter c.p.c., al fine di ottenere l'emissione di un'ordinanza di ingiunzione di pagamento nei confronti delle Poste Italiane S.p.a., ma con,
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provvedimento del 25/02/2008 il giudice istruttore non accoglieva la richiesta ritenendo "non sufficientemente provata la negligenza delle Poste Italiane S.p.a." e concedeva termini ex art. 183 VI comma c.p.c. Con ordinanza del 20/01/2009 il G.I. ammetteva l'interrogatorio formale del legale rappresentante delle. Poste Italiane S.p.a.. All'udienza fissata a tal fine compariva il dirigente delle Poste Italiane S.p.a., la dott.ssa C.M., non munita di procura, essendo di nomina recente. L'attrice si opponeva all'assunzione dell'interrogatorio formale e riproponeva istanza ex art. 186 ter c.p.c. Il Giudice riservatosi, con ordinanza del 02/07/2009 assumeva che non era comparso per la convenuta Poste Italiane S.p.a. alcuno con validi poteri rappresentativi per rendere l'interrogatorio formale, e ordinava, ex art. 186 ter c.p.c, alle Poste Italiane S.p.a.. di pagare la somma di euro 18.494,00 oltre interessi e rivalutazione monetaria fino al soddisfo e rinviava la causa per la precisazione delle conclusioni. Le Poste Italiane S.p.a.. proponevano reclamo alla ordinanza sopraindicata. Il Tribunale in composizione collegiale decideva il 10/11/2010, per l'inammissibilit del reclamo medesimo. All'udienza del 10/11/2010 il giudice assegnava la causa a sentenza concedendo i termini ex art. 190 c.p.c. ridotti alla met. DIRITTO La domanda attorea va accolta. Dalla documentazione versata agli atti risulta che l'attrice era titolare di un conto corrente Banco Posta n ...omissis... abilitato all'operativit on line dal 16/12/2002 ed in data 26/09/2005 e 27/09/2005 venivano eseguiti quattro bonifici on line a favore dei sigg.ri U.N. e C.R.. Tali operazioni non venivano autorizzate dall'attrice, ma dalla stessa disconosciute mediante denuncia sporta presso la Stazione dei Carabinieri di Nocera Inferiore in data 08/10/2005. Il rapporto di conto corrente intercorso tra le parti risulta incontestato. Le Poste Italiane S.p.a., cos come la banca, svolgono un'attivit professionale e devono adempiere tutte le obbligazioni assunte nei confronti dei propri clienti con la diligenza particolarmente qualificata dell'accorto banchiere, non solo con riguardo all'attivit di esecuzione di contratti bancari in senso stretto, ma anche in relazione ad ogni tipo di atto o di operazione oggettivamente esplicate. Quindi, la societ convenuta responsabile, fino a prova contraria, dell'approntamento dei mezzi meccanici, della loro idoneit e del loro funzionamento e, comunque, degli errori dovuti a dolo o colpa grave. Sul cliente ricade contrattualmente l'onere, in caso di furto o di smarrimento della carta bancomat, o di manomissioni di informare tempestivamente le Poste Italiane S.p.a.; ma, anche nel caso che tale obbligo non sia adempiuto, questa non pu dirsi liberata dal proprio obbligo di adempiere con la diligenza dell'accorto banchiere. Costituisce regola generale quella secondo la quale il creditore che agisce in giudizio sia per l'adempimento sia per la risoluzione ed il risarcimento del danno, deve fornire la prova della fonte negoziale del suo diritto, limitandosi ad allegare l'inadempimento della. controparte, su cui incombe l'onere di dimostrazione del fatto estintivo costitutivo dell'adempimento (Cass. Sez. Unite 30/10/2001 n 13533). Nel caso de quo l'attrice ha provato l'esistenza del rapporto obbligatorio in forza del quale agisce ed allegato l'inadempimento della convenuta, ma le Poste Italiane S.p.a. nulla hanno dimostrato in ordine al corretto adempimento delle proprie obbligazioni. Parimenti fondato risulta lo svincolo anticipato delle somme costituenti le polizze di assicurazione sulla vita n ...omissis... per euro 5.000,00 e n ...omissis... per euro 7.500,00, contratte dalla attrice sempre con le poste Italiane S.p.a., con decorrenza dal 11/11/2002 e con scadenza al 17/12/2012. Parte attrice ha allegato agli atti sia la copia dei contratti che dell'istanza di riscatto con accredito alla data del 11/10/2005, richiesto immediatamente alla scoperta della sottrazione illegittima delle somme.
Le Poste Italiane S.p.a. hanno semplicemente affermato che l'attrice si sarebbe limitata a dichiarare di non aver mai effettuato il bonifico in favore di terzi, ma non avrebbe riferito, n tanto meno provato di non aver comunicato ad alcuno ed in alcun modo le sue coordinate di identificazione on line, le misure di sicurezza predisposte per evitare l'accesso al sistema, senza spiegare e giustificare le ragioni della loro idoneit ad impedire l'accesso. Invero il sistema predisposto dalla societ convenuta non appare adeguato alla tecnologia esistente. L'art. 31 del d.lgs. n 196/2003 impone che i dati personali oggetto di trattamento siano custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in maniera tale da ridurre al minimo, attraverso l'adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita anche accidentale dei dati stessi di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalit della raccolta. Va, quindi applicata, nel caso di specie la previsione di cui all'art. 15 del d.lgs. n 196/2003, che statuisce che chiunque cagiona un danno ad altri per effetto del trattamento dei dati personali tenuto al risarcimento ex art. 2050 c.c. Le Poste Italiane S.p.a., non impedendo a terzi estranei di introdursi illecitamente nel proprio sistema hanno provocato un danno alla propria cliente, titolare del trattamento dei dati personali. Le Poste Italiane S.p.a., avrebbero dovuto adottare tutte le misure di sicurezza tecnicamente idonee e conosciute in base al progresso tecnico a prevenire danni, come quelli subiti dall'attrice, non essendo sufficiente la non violazione di norme di legge, considerato che la diligenza richiesta deve essere valutata con maggiore rigore visto che la prestazione inerente ad un'attivit professionale. Ai sensi dell'art. 2051 cc, inoltre, ciascuno responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito, le Poste Italiane S.p.a.. sono responsabili per i danni causati al proprio cliente non avendo dimostrato che la truffa subita dall'avv. A.B. rivesta i caratteri di imprevedibilit ed assoluta eccezionalit. Anzi, pi volte le stesse Poste Italiane S.p.a., in corso di causa, hanno affermato la notoriet e frequenza di una simile truffa costituita dalla violazione del sistema di sicurezza di Bancoposta, riuscendo a catturare i codici di accesso all'internet banking dei clienti mediante la ricezione da parte di questi ultimi di una email in cui si chiede di accedere ad un link e di inserire i codici di accesso. Le Poste Italiane S.p.a., non hanno provveduto a strutturare il proprio sistema per evitare le ripetute truffe agli utenti e non hanno, quindi, adempiuto gli obblighi di vigilanza di propria pertinenza. Le Poste Italiane S.p.a., rispondono dei rischi tipici della propria sfera professionale, di quei rischi, cio, inerenti agli specifici obblighi gravanti su di essa per la cui eliminazione deve porre in essere i mezzi idonei, e quindi, con riferimento al servizio di bonifico on line, se al di l di contrarie previsioni regolamentari (dei quali occorrerebbe valutare la tenuta di fronte a inderogabili regole civilistiche), le Poste Italiane S.p.a. siano comunque responsabili laddove non abbiano provveduto con strumenti idoneit garantire la sicurezza contro eventuali manomissioni. Quindi la misura della diligenza nelle obbligazioni inerenti all'esercizio di un'attivit professionale, ne fa dipendere la valutazione dalla natura dell'attivit: di qui il carattere tecnico della diligenza secondo il quale il buon padre di famiglia deve assumere la figura dell'accorto professionista dedito a quel particolare ramo di affari. Nel caso de quo alcuna prova stata fornita ed il sistema adottato dalla convenuta appare inadeguato se raffrontato con quello utilizzato da altri operatori, cui successivamente la stessa societ si conformata, riconoscendo cos anche la condotta colposa. P.Q.M.
Il G.O.T. del Tribunale Civile di Nocera Inferiore, Dr. Francesco Spiezia, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Avv. A.B., elett.te dom.ta presso se stessa nei confronti del legale rapp.te p.t. delle Poste Italiane S.p.a.. con l'Avv. Carmela Malandrino, nonch nei confronti dei chiamati in causa Signori C.R. con l'Avv. Antonio Mastrangeli e U.N. (contumace), avente ad oggetto restituzione somme, cos provvede: 1) accoglie la domanda dell'attrice proposta con atto di citazione del 14/11/2006 e condanna la societ Poste Italiane S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore al pagamento della somma di euro 18.494,00, oltre rivalutazione monetaria ed interessi al tasso legale, e, commisurandoli alla somma medesima rivalutata di anno in anno sino all'effettivo soddisfo; 2) condanna la societ Poste Italiane S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, al risarcimento del danno che, considerato anche lo svincolo anticipato effettuato dall'attrice delle somme costituenti le polizze di assicurazione, viene quantificato in euro 5.000,00 e liquidato in via equitativa; 3) condanna la societ Poste Italiane S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, al pagamento delle spese processuali sostenute dall'attrice, che si liquidano in complessivi Euro 6.500,00 di cui euro 230,00 per spese, euro 3.800,00 per onorari, oltre il rimborso forfetario spese generali 12,50% su competenze ed onorari ex art 14 tariffa professionale, otre IVA e CPA; 4) condanna altres C.R. e U.N. al pagamento delle spese processuali in favore delle Poste Italiane S.p.A. in persona del legale rapp.te pro tempore che si liquidano in complessivi euro 3.000,00, di cui euro 100,00 per spese, euro 1.800,00 per onorari. Cos deciso in Nocera Inferiore il 18/02/2011.
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