Source: http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=7c4f13926eb94e539ad934fa3f4a241d
Timestamp: 2019-03-25 07:58:09+00:00
Document Index: 121837904

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 16']

Valutazione di impatto ambientale del progetto denominato "Sistemazione idraulica del compartimento dei canali Naviglia, Burla e Terrieri - Risezionamento e riprofilatura del canale Burla e realizzazione di una cassa di espansione delle piene" proposto dal Consorzio della Bonifica Parmense. Presa d'atto delle determinazioni della Conferenza di Servizi (Titolo III della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni) — E-R BUR 213/2015
a) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, sul progetto denominato “sistemazione idraulica del compartimento dei Canali Naviglia, Burla e Terrieri (zona est e sud-est di Parma e Sorbolo) – Risezionamento e riprofilatura del Canale Burla e realizzazione di una cassa di espansione delle piene – secondo stralcio attuativo – prima fase cassa di espansione”; presentato dal Consorzio della Bonifica Parmense, poiché l'intervento previsto è, secondo gli esiti dell’apposita Conferenza di Servizi, nel complesso ambientalmente compatibile;
per quanto riguarda la viabilità della S.P. 72, si prescrive di perseguire prioritariamente la soluzione progettuale che evita la deviazione del tratto stradale interessato;
si chiede che nell’ambito del progetto esecutivo venga fornito un elaborato grafico planimetrico con evidenziata la sintesi delle risultanze idrauliche della Fase 1 dal quale emergano le portate drenate dai vari bacini afferenti considerati, quelle in ingresso alla cassa e quelle in uscita. Tale elaborato consentirà all’Amministrazione Comunale di avere chiara evidenza delle porzioni di territorio sottese idraulicamente alla cassa d’espansione e del relativo grado di impermeabilizzazione considerato e ciò al fine di non entrare in contrasto, nei documenti pianificatori, con l’impostazione del progetto cassa d’espansione;
dovrà essere richiesto il preventivo di spesa per lo spostamento/interramento qualora le opere in progetto risultassero interferenti con elettrodotti BT aerei esistenti. L’esecuzione dei lavori in prossimità di impianti elettrici esistenti dovrà avvenire in applicazione ed osservanza rigorosa di tutte le norme di sicurezza e di prevenzione infortuni vigenti in materia, in particolare dovrà essere richiesto, ad AEM Torino distribuzione, con congruo anticipo e mediante comunicazione scritta, il fuori servizio degli impianti interferenti a qualunque titolo, ivi compresa la sicurezza, con i lavori medesimi;
dovrà essere inviata eventuale richiesta di fornitura di energia elettrica nel caso necessaria, secondo quanto previsto dalla AEEGSI;
si dovrà verificare, relativamente alle interferenze, la necessità di risolvere quelle con le reti acqua e gas e di verificarne l’esistenza con i collettori fognari del nuovo complesso SPIP nord – Ravadese;
poiché le terre e rocce da scavo risultanti dall’intervento non saranno completamente riutilizzate in loco, andrà presentato, in fase di progetto esecutivo, il piano di riutilizzo ai sensi del D.M. 161/2012, da sottoporre a valutazione dell’ente competente;
in merito al deposito dei materiali scavati si rammenta che devono essere riutilizzati entro il termine indicato dal piano di utilizzo (PdU). Allo scadere dei termini viene a meno la qualifica di sottoprodotto con conseguente obbligo di gestire i materiali come rifiuto. Resta la facoltà entro due mesi dalla data di scadenza di presentare un nuovo piano di riutilizzo con validità massima di un anno;
in fase di cantiere, dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:
dovranno essere contenute le concentrazioni delle polveri;
i rifiuti che verranno prodotti dovranno essere stoccati in sicurezza in apposita area delimitata in attesa di smaltimento e/o recupero e nel rispetto delle condizioni fissate dalla legge per il deposito temporaneo;
si prescrive un controllo archeologico in corso d’opera da effettuarsi sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna di Bologna, ma senza oneri per lo stesso;
dovranno venire realizzate le misure di mitigazione e compensazione previste nel SIA;
c) di dare atto che il parere della Provincia di Parma (art. 18, comma 5, LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni) sulla compatibilità ambientale del progetto, è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
d) di dare atto che il parere del Comune di Parma (art. 18, comma 5, LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni) sulla compatibilità ambientale del progetto, è contenuto all’interno del Rapporto conclusivo dei lavori della Conferenza di Servizi che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
e) di dare atto che con nota prot. 14807 del 19/12/2014 (acquisita dal Consorzio di Bonifica Parmense in data 22/12/2014 al prot. 8459) è pervenuto il nulla osta della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna di Bologna per la realizzazione delle opere in progetto, con le seguenti prescrizioni: “si prescrive un controllo archeologico in corso d’opera da effettuarsi sotto la direzione scientifica di questo Ufficio, ma senza oneri per lo stesso”; la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna non ha partecipato alla conferenza di servizi conclusiva; trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14 ter, comma 7, della L. 241/90;
f) di dare atto che per quanto riguarda il permesso di costruire (L.R. 25 novembre 2002, n. 31) del Comune di Parma, verrà rilasciato in seguito alla approvazione della presente deliberazione;
g) di dare atto che per quanto riguarda l’autorizzazione all'attraversamento e all'uso delle strade e alla risoluzione delle interferenze con la strada provinciale, la Provincia Parma, in sede di Conferenza di Servizi conclusiva ha consegnato la nota Prot. n.44009 del 24/06/2015 in cui il Settore Strade e Infrastrutture dichiara che “non si ritiene di inserire/modificare alcuna prescrizione” definita nel Rapporto Ambientale;
h) di dare atto che poiché le terre e rocce da scavo risultanti dall’intervento non saranno completamente riutilizzate in loco, andrà presentato, in fase di progetto esecutivo, il piano di riutilizzo ai sensi del D.M. 161/2012, da sottoporre a valutazione dell’ente competente;
i) di dare atto che con nota prot. D1000262/2015/P del 20/01/2015 (acquisita in data 23/01/2015 al prot. PG/2015/0040016 della Regione Emilia-Romagna) è pervenuto il nulla osta di AEM Torino distribuzione (gruppo Iren) per la realizzazione delle opere in progetto, con le seguenti prescrizioni:
“dovrà essere richiesto il preventivo di spesa per lo spostamento/interramento qualora le opere in progetto risultassero interferenti con elettrodotti BT aerei esistenti;
l’esecuzione dei lavori in prossimità di impianti elettrici esistenti dovrà avvenire in applicazione ed osservanza rigorosa di tutte le norme di sicurezza e di prevenzione infortuni vigenti in materia, in particolare dovrà essere richiesto, con congruo anticipo e mediante comunicazione scritta, il fuori servizio degli impianti interferenti a qualunque titolo, ivi compresa la sicurezza, con i lavori medesimi;
dovrà essere inviata eventuale richiesta di fornitura di energia elettrica nel caso necessaria, secondo quanto previsto dalla AEEGSI”.
AEM Torino distribuzione non ha partecipato alla conferenza di servizi conclusiva; trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14 ter, comma 7, della L. 241/90;
j) di dare atto che con nota prot. EM010491/2014/P del 22/12/2014 (acquisita dalla Provincia di Parma in data 31/12/2014 al prot. 0082706) è pervenuto il nulla osta di Iren Emilia per la realizzazione delle opere in progetto, con le seguenti prescrizioni:
“si dovrà verificare, relativamente alle interferenze, la necessità di risolvere quelle con le reti acqua e gas e di verificarne l’esistenza con i collettori fognari del nuovo complesso SPIP nord – Ravadese”.
Iren Emilia non ha partecipato alla conferenza di servizi conclusiva; trova quindi applicazione quanto disposto dall’art. 14 ter, comma 7, della L. 241/90;
k) di dare atto che al fine dell’efficacia degli atti, il Consorzio proponente è tenuto a perfezionare le istanze delle singole autorizzazioni accorpate nella presente procedura, provvedendo al pagamento degli oneri, a qualsiasi titolo dovuti, previsti dai diversi dispositivi di legge;
l) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione al Consorzio della Bonifica Parmense, alla Provincia di Parma, al Comune di Parma, all’Autorità di Bacino del Po, alla Soprintendenza Archeologica per l’Emilia-Romagna, ad A.U.S.L.– Parma, ad ARPA Sezione Provinciale di Parma e ad IREN - Servizi Tecnici Territoriali;
m) di fissare, ai sensi dell’art. 17, comma 7, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, la conclusione dei lavori di realizzazione in anni 5 (cinque);
n) di pubblicare per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della LR 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente partito di deliberazione;
o) di pubblicare integralmente la presente delibera sul sito web della Regione Emilia-Romagna.