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Timestamp: 2020-08-04 03:05:46+00:00
Document Index: 54197019

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 335', 'art. 366', 'art. 2054', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 334']

Sentenza Cassazione Civile n. 216 del 05/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 216 del 05/01/2011
Cassazione civile sez. III, 05/01/2011, (ud. 02/12/2010, dep. 05/01/2011), n.216
E.K.N. (OMISSIS) in proprio ed in veste di
esercente la potesta’ sulla figlia minore I.R.,
elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZALE DELLE MEDAGLIE D’ORO 72,
presso lo studio dell’avvocato CIUFO CLAUDIO, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato CARNEVALI GIOVANNI, giusta procura
alle liti a margine del ricorso;
NATIONALE SUISSE ASSICURAZIONI SPA in persona dei suoi procuratori
nonche’ L.F., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA
PARIOLI 180, presso lo studio dell’avv. BRASCHI FRANCESCO LUIGI, che
li rappresenta e difende unitamente agli avvocati ISI GIOVANNI
LUDOVICO, ISI GIOVANNI BATTISTA, giusta procura speciale a margine
B.M.R.;
avverso la sentenza n. 1840/2008 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA del
12.2.08, depositata il 05/11/2008;
02/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. MAURIZIO MASSERA;
udito per la ricorrente l’Avvocato Giovanni Carnevali che si riporta
ai motivi del ricorso, insistendo per la trattazione dello stesso in
pubblica udienza;
udito per i controricorrenti e ricorrenti incidentali l’Avvocato
Francesco Luigi Braschi che si riporta agli scritti;
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. GOLIA
Aurelio che nulla osserva rispetto alla relazione scritta.
1 – Con ricorso notificato il 14 dicembre 2009 E.K.N., in proprio e quale esercente la potesta’ sulla figlia minore R. I., ha chiesto la cassazione della sentenza, non notificata, depositata in data 5 novembre 2008 dalla Corte d’Appello di Bologna, confermativa della sentenza del Tribunale di Parma – Sezione distaccata di Fidenza – che aveva affermato che il sinistro stradale in cui era deceduto il loro congiunto M.R. si era verificato per colpa concorsuale e aveva condannato i convenuti, Nationale Suisse Assicurazioni S.p.A., L.F. e B. M.R., al risarcimento del conseguente danno.
La Nationale Suisse Assicurazioni S.p.A. ha proposto ricorso incidentale tardivo (notificato il 21 gennaio 2009), mentre il L. e la B. non hanno svolto attivita’ difensiva.
Preliminarmente i due ricorsi, proposti avvero la medesima sentenza, vanno riuniti ai sensi dell’art. 335 c.p.c..
2 I due motivi del ricorso (adde: principale) risultano inammissibili, poiche’ la loro formulazione non soddisfa i requisiti stabiliti dall’art. 366-bis c.p.c..
3. – Il primo motivo denuncia violazione falsa applicazione dell’art. 2054 c.c.; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine all’esame e alla valutazione dei fatti e delle risultanze istruttorie emerse in corso di causa.
Il motivo tratta congiuntamente violazioni di legge e vizi di motivazione e gia’ tale modus censurandi si pone in contrasto con la norma di riferimento. Inoltre contiene censure intrinsecamente contraddittorie poiche’ violazione e falsa applicazione di norme non sono sinonimi, ma l’una esclude l’altra e la motivazione di un capo della sentenza non puo’ essere nello stesso tempo omessa, insufficiente e contraddittoria, di talche’ viene a mancare la necessaria indicazione specifica delle doglianze.
Le argomentazioni addotte a sostegno implicano lettura degli atti e valutazioni di merito. Il quesito di diritto e’ astratto poiche’ prescinde dai necessari riferimenti al caso concreto e alla motivazione della sentenza impugnata (tra l’altro trascurando totalmente di considerare il comportamento del ciclista). Manca il momento di sintesi necessario per circoscrivere il fatto controverso e specificare in quali parti e per quali ragioni la motivazione della sentenza si riveli, rispettivamente, omessa, insufficiente, contraddittoria.
Il secondo motivo lamenta omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Anche questa censura si sviluppa con argomentazioni che non prescindono dall’esame degli atti e da valutazioni di merito e, soprattutto, manca del momento di sintesi idoneo alla chiara indicazione del fatto controverso e alla specificazione degli asseriti vizi motivazionali.
Le argomentazioni addotte con la memoria non inducono a diversa statuizione restando confermati il mancato rispetto dell’art. 366 bis c.p.c. e il carattere fattuale delle censure;
che, a seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, il collegio ha condiviso i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, inoltre, ha rilevato che sostanzialmente la ricorrente sollecita una diversa ricostruzione del sinistro e una difforme attribuzione di responsabilita’;
che pertanto il ricorso principale va dichiarato inammissibile con conseguente inefficacia ex art. 334 c.p.c., comma 2 del ricorso incidentale tardivo (e’ stato notificato trascorso il termine lungo annuale prolungato dei 46 giorni di sospensione feriale dei termini processuali); le spese seguono la soccombenza;
Dichiara il ricorso principale inammissibile e il ricorso incidentale inefficace. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 3.200,00, di cui Euro 3.000,00 per onorari, oltre spese generali e accessori di legge. Dispone l’oscuramento del nome del minore.