Source: http://www.cartellopoli.net/2011/10/megaimpianto-in-via-laurentina-853_21.html
Timestamp: 2019-04-20 11:11:39+00:00
Document Index: 41719712

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 13', 'art. 31', 'art. 23', 'art. 31', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 31', 'art. 31']

CARTELLOPOLI: Megaimpianto in Via Laurentina 853 aggiornamento
Segnalazione inviata il 17 ottobre 2001 a: polmunicipaleseg12@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; info@aequaroma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it
Con il messaggio di posta elettronica trasmesso il 17 gennaio 2011 (sotto riportato per opportuna conoscenza) questa associazione ha segnalato un megaimpianto installato in via Laurentina n. 853 all'interno di un'area privata, che all’epoca era individuata come sede della ditta "Nuovi Spazi Pubblicitari”.
Non é dato di sapere se in via Laurentina 853 si trovi tutt’oggi la sede della S.r.l. “Nuovi Spazi” né se ad essa sia attribuibile la titolarità del megaimpianto: si fa presente ad ogni modo che la ditta “Nuovi Spazi”, che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8.9.2011) risulta registrata al codice 0066, si é resa responsabile della installazione di molti impianti pubblicitari abusivi, per lo più segnalati da questa associazione e rimossi in numero sicuramente maggiore di 3 violazioni, che avrebbe dovuto comportare l’applicazione del comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento comunale (approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009) ai sensi del quale l’ulteriore violazione oltre la terza deve dar luogo alla pronuncia di decadenza di tutte le “autorizzazioni” rilasciate alla “Nuovi Spazi” S.r.l. ed al conseguente annullamento dal mercato di tale società tramite apposita Determinazione Dirigenziale che non risulta essere stata invece emanata.
Alla segnalazione ha dato seguito la Segreteria del XII Gruppo Polizia Municipale con un messaggio di posta elettronica trasmesso il 2 febbraio 2011 (pur esso sotto riportato per opportuna conoscenza) con cui ha comunicato che l’impianto di dimensioni di metri 8.00 x 4.00 era stato contravvenzionato fin dal 2 dicembre 2010.
Con il suddetto messaggio é stato anche comunicato che era stata “inoltrata segnalazione agli uffici competenti per i successivi atti”, che a distanza ormai di più di 10 mesi e mezzo non risultano essere stati adottati.
Ai sensi del 4° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 “i competenti Uffici comunali, previa diffida al trasgressore e al soggetto pubblicizzato, se conosciuti, dispongono altresì la rimozione forzata in danno dei mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o installati in difformità della stessa o di quelli che non siano di proprietà comunale e per i quali non sia stato pagato il relativo canone o risultino non in regola con il presente regolamento o con le vigenti leggi in materia”: il successivo comma 5 dispone che “con la diffida di cui al comma precedente, a valere anche come comunicazione di avvio del procedimento, il trasgressore è invitato a rimuovere l’impianto abusivo o difforme entro dieci giorni dalla notificazione, nonché a far pervenire ai suddetti uffici, entro il medesimo termine, le proprie osservazioni. Decorso inutilmente tale termine e valutate, se pervenute, tali osservazioni, con determinazione dirigenziale viene disposta la eventuale rimozione forzata d’Ufficio, a spese del trasgressore”.
Si chiede al Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, di far sapere se abbia firmato e trasmesso quanto meno alla ditta titolare del megaimpianto la diffida a rimuoverlo entro 10 giorni dalla notificazione, facendo conoscere in caso negativo le ragioni per cui non sia stata trasmessa la diffida ed in caso invece affermativo se siano state presentate osservazioni, specificando comunque i motivi per cui non ha disposto la Determinazione Dirigenziale di rimozione forzata d’ufficio.
Dalla stessa fonte che aveva segnalato il megaimpianto é pervenuto in data 14 ottobre 2011 un messaggio di posta elettronica, corredato delle foto allegate, con cui é stato fatto presente che il megaimpianto non solo deve essere ancora rimosso, ma in tutto questo tempo é stato sfruttato per continuare a farvi pubblicità irregolare.
Ai sensi del 6° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento“in tutti i casi i competenti Uffici comunali possono provvedere altresì alla copertura immediata della pubblicità irregolare e possono disporre, ai sensi dell’art. 13, comma 2, della legge 24 novembre 1981, n. 689, il sequestro cautelare degli impianti abusivamente utilizzati che non siano di proprietà comunale, anche prima della loro materiale rimozione”.
Si chiede di sapere le ragioni per cui “i competenti Uffici comunali” non abbiano provveduto ad oscurare la pubblicità irregolare che veniva fatta al momento della contravvenzione del megaimpianto e non abbiano nemmeno disposto il suo sequestro cautelare.
Secondo la fonte dalla data del 2 dicembre 2010 in cui é stato sanzionato vi si sono succedute quanto meno le seguenti 6 campagne pubblicitarie, di 5 delle quali é stata fornita prova documentale con le rispettive foto allegate:
- Confitalia ITALCARD (vedi foto allegata come “20101123_Confitalia Italcard.jpg”, scattata il 22 novembre 2010);
- Circo MOIRA ORFEI;
- MADAMA OLIVA (vedi foto allegata come “20110422_Madama Oliva.jpg”, scattata il 22 aprile 2011);
- Yogurt MÜLLER (vedi foto allegata come “20110720_Yogurt Muller.jpg”, scattata il 20 luglio 2011);
- T.E.F.J. DIGITAL (vedi foto allegata come “20110823_T.R.F.J.Digital.jpg”, scattata il 23 agosto 2011);
- Sisal SUPERENALOTTO (vedi foto allegata come “20111013_Sisal Superenalotto.jpg”, scatta il 13 ottobre 2011).
Ai sensi del 1° comma sempre dell’art. 31 del vigente Regolamento “nei casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata, ...., l’indennità pari al canone ed una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a quello dell’indennità, ne superiore al doppio della medesima. Soggetti passivi si intendono il titolare di autorizzazione per l’esposizione pubblicitaria e di locazione degli impianti comunali, nonché in via solidale il soggetto richiedente la pubblicità ed il soggetto che produce o vende il bene o servizio oggetto della pubblicità. In caso di mezzi non autorizzati sono soggetti passivi il proprietario del mezzo medesimo, l’utilizzatore dello stesso, nonché il soggetto richiedente la pubblicità ed il soggetto che produce o vende il bene o servizio oggetto della pubblicità”.
Si chiede al Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (GSSU) di far sapere se, una volta ricevuto il Verbale di Accertata Violazione (VAV) da parte del XII Gruppo Polizia Municipale, abbia provveduto a sanzionare quanto meno la ditta titolare del megaimpianto.
La S.p.A. “Aequa Roma”, stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it, “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”: nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.
Si chiede pertanto di sapere se la S.p.A. ”Aequa Roma” abbia provveduto o abbia comunque fatto provvedere a multare tutti e 6 i suddetti inserzionisti che si sono succeduti nello sfruttamento della pubblicità irregolare fatta sul megaimpianto.
Si fa presente al riguardo che con la legge n. 111 del 15 luglio 2011 é stato sostituito il comma 12 dell’art. 23 del D.Lgs. n. 286/1992 (nuovo Codice della Strada) ai sensi del quale ora “chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo é soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato”: con tale nuova norma la sanzione minima che era di soli 155 euro é stata aumentata a 1.376,55 euro, mentre la sanzione massima da 624 euro é stata innalzata a 13.765,50 euro.
Dal momento che questa nuova norma é entrata in vigore il giorno dopo la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 16 luglio 2011, si chiede di sapere se ai soggetti che hanno richiesto la pubblicità della Yogurt MÜLLER, della T.E.F.J. DIGITAL e della Sisal Superenalotto sia stata applicata quanto meno la sanzione minima maggiorata di 1.376,55 euro.
Si mette in grande evidenza che a giustificazione dell’enorme ritardo che si registra in genere nella rimozione degli impianti pubblicitari accertati come abusivi, in uno dei suoi diversi pareri contrari espressi nei confronti della proposta di delibera di iniziativa popolare di modifica ed integrazione della deliberazione n. 37/2009, il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, con riguardo proprio ai tempi senza limiti certi delle rimozioni degli impianti abusivi autodenunciati, ha affermato che “i tempi dell’istruttoria e dell’attuazione dei conseguenti provvedimenti sono direttamente proporzionati al numero degli impianti installati sul territorio ed alla sua vastità nonché indirettamente proporzionati alle risorse economiche e di personale a disposizione”.
Va ribadito al riguardo che l’ultimo periodo del 5° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento prescrive che la rimozione forzata d’ufficio deve sempre avvenire a spese del trasgressore, che é chiamato quindi comunque a rimborsare le spese sostenute dal Comune, per cui ai fini della rimozione d’ufficio vanno solo anticipate delle somme di denaro che dovranno comunque rientrare nella casse del Comune: il comma 13-quater dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 stabilisce infatti che l'ente proprietario delle strade esegue senza indugio la rimozione del mezzo pubblicitario e che “successivamente alla stessa, l'ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute al prefetto, che emette ordinanza - ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge”.
Quanto meno dalla entrata in vigore della legge n. 111/2011 il Comune di Roma non dovrebbe più sostenere che non si possono fare le rimozioni per mancanza di fondi e di personale, specie se si considera che alle somme suddette ricavate dall’incasso delle sanzioni amministrative, incamerabili in modo certo prima della materiale rimozione dal Servizio Affissioni e Pubblicità pretendendole se non altro dagli inserzionisti che si sono serviti di impianti pubblicitari abusivi, si debbono sommare anche gli importi delle rispettive “indennità” pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (in sigla CIP): con questi fondi si potrebbe, se non si dovrebbe, aprire una vera e propria “partita di giro” dove le “entrate” (delle sanzioni amministrative) non potranno mai essere superate dalle “uscite” (costituite dalle spese delle rimozioni).
A tal riguardo si fa presente che secondo l’intervista rilasciata dall’allora Assessore al Commercio On. Daniela Valentini (poi pubblicata sulla cronaca di Roma de “Il Messaggero” di giovedì 24 luglio 2003) i costi per un intervento di rimozione di un impianto pubblicitario abusivo erano a quell’epoca di 600 euro: pur con i dovuti aggiornamenti dei prezzi, il costo di una rimozione da parte di una ditta può oscillare oggi tra i 600 e gli 800 euro, aumentabili anche a 1.000 euro per impianti di maggiori dimensioni come quelle dell’impianto di cui all’oggetto, che sono cifre comunque ben più basse dei 1.376,55 euro della nuova sanzione amministrativa minima che è scattata dallo scorso 17 luglio.
Ne deriva che il Comune non può più dilazionare sine die la rimozione di tutti quegli impianti abusivi che è dovuta per legge, per cui si torna a richiedere di sapere quali siano state le ragioni ostative che hanno impedito fino ad oggi di rimuovere il megaimpianto e che non hanno nemmeno permesso di provvedere alla copertura della pubblicità irregolare che vi si é continuato a svolgere senza interruzione per più di 10 mesi e mezzo.
To: polmunicipaleseg12@comune.roma.it ; francesco.paciello@comune.roma.it ; Davide Bordoni ; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it
Sent: Monday, January 17, 2011 6:45 PM
Subject: Megaimpianto pubblicitario installato all'altezza di Via Laurentina 853
In data 14 gennaio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate), secondo la quale all'interno di un'area privata - che viene individuata come sede della ditta "Nuovi Spazi Pubblicitari (vedi foto allegata "Via_Laurentina_853_pianta.jpg") - é stato installato un megaimpianto pubblicitario, forse di dimensioni 4 x 10 (vedi foto allegate scattate il 23.11.2010 "Via_Laurentina_853_dopo_01.jpg" e "Via_Laurentina_853_dopo_02.jpg"), dotato di un sistema di faretti per la sua illuminazione notturna: a dimostrazione della installazione più o meno recente del megaimpianto, in allegato alla segnalazione é stata trasmessa la foto "Via_Laurentina_853_prima.jpg".
Ai sensi della lettera b) del 2° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento comunale delle affissioni, approvato con delierazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, "sono vietati: .... b) gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati, salvo quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lett. F) in materia di impianti non soggetti ai limiti di formato", che non sembrano comunque riguardare il caso in questione: l'impianto di cui all'oggetto ha dimensioni del tutto superiori al formato massimo consentito di mt. 4 x 3.
Si chiede pertanto di voler accertare la natura totalmente abusiva dell'impianto ed in caso affermativo provvedere alla sua immediata rimozione ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.
From: polmunicipaleseg12
To: 'Rodolfo Bosi' ; polmunicipaleseg12@comune.roma.it
Sent: Wednesday, February 02, 2011 3:15 PM
Subject: R: [Polmunicipaleseg12] Megaimpianto pubblicitario installatoall'altezza di Via Laurentina 853
20101123_Confitalia Italcard.jpg
20110418_Madama Oliva.jpg
20110720_Yogurt M++ller.jpg
20110823_T.E.F.J. Digital.jpg
20111013_Sisal Superenalotto.jpg
si parla di bosi-segnala, Megaimpianto Via Laurentina 853, Nuovi Spazi
Anonimo 21 ottobre 2011 13:30
Bosi eroe..soprannaturale !
Anonimo 22 ottobre 2011 12:24
Una domanda: ma qulacuno degli impianti della nuovispaziexenvadaexnuovispazi.... è mai stato rimosso, a roma? ho l'impressione che siano intoccabili. Le segnalazioni ci sono, i verbali - ogni tanto - sembra pure, ma sbaglio o di quei pozzi-ginori gialli e neri non se ne è mai sradicato nessuno?
Rodolfo Bosi 22 ottobre 2011 15:27
Sia della ditta "Nevada" che della ditta "Nuovi Spazi" ho segnalato molti impianti installati in violazione della normativa vigente in materia.
Della ditta "Nuovi Spazi" sono stati rimossi quanto meno i seguenti 7 impianti:
- impianto installato in piazza Vittorio, poi rimosso in data 11 ottobre 2010;
- impianto installato in via Giovanni Lanza, poi rimosso in data 11 ottobre 2010;
- 2 impianti bifacciale installati in Via Circo Massimo, poi rimosso nella giornata di giovedì 21 ottobre 2010;
- impianto bifacciale installati in Viale Aventino fronte Circo Massimo, poi rimosso nella giornata di giovedì 21 ottobre 2010;
- impianto installato in Piazza della Repubblica, poi rimosso dal I° Municipio;
- impianto installato in via Pietro Barbieri, poi rimosso dal I° Municipio.
Benché come sopra attestato la sola ditta "Nuovi Spazi" sia incorsa ormai in ben più di tre violazioni, il Dott. Francesco Paciello non ha ancora provveduto a dichiarare decadute ai sensi del comma 14 dell'art. 31 del vigente Regolamento tutte le "autorizzazioni" rilasciate tanto alla ditta "Nevada" quanto alla ditta "Nuovi Spazi" che è subentrata ad essa.
Anonimo 24 ottobre 2011 11:19
Quindi, formalmente, il dottor Paciello può essere imputato di omissione di atti d'ufficio?