Source: http://verificastrutturalegru.com/index.php/normativa
Timestamp: 2019-12-10 21:04:33+00:00
Document Index: 48665444

Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 70', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 71']

Normativa Vigente e Domande Frequenti
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Il Decreto Ministeriale 11 Aprile 2011, entrato in vigore il 24 Gennaio 2012, ha reso obbligatoria per gli apparecchi di sollevamento che superano i 20 anni l'INDAGINE SUPPLEMENTARE.
L'indagine supplementare consiste nella verifica strutturale dell'apparecchio finalizzata ad individuare eventuali vizi, anomalie, stabilendo lo stato e la vita residua dello stesso.
È Obbligatoria La Verifica Strutturale Sulla Gru?
Si è obbligatoria
L’obbligo esiste sulla base delle seguenti normative:
D.P.R. 24 maggio 1988, n. 224 (Recepimento Italiano CEE n. 85/ 374) Prodotto difettoso
ART. 1 - Responsabilità del produttore.
Il produttore è responsabile del danno cagionato dai difetti del suo prodotto.
ART. 14 - Decadenza.
Il diritto al risarcimento si estingue alla scadenza di dieci anni dal giorno in cui il produttore o l'importatore nella Comunità europea ha messo in circolazione il prodotto che ha cagionato il danno.
Venendo a decadere la responsabilità del produttore, le norme prevedono la così detta "ISPEZIONE APPROFONDITA (Punto 7 della norma ISO 9927-3:2005) DA PARTE DELL’INGEGNERE ESPERTO (Punto 5.2.2 della norma UNI ISO 9927-1)"
Sempre la medesima norma raccomanda tali ispezioni approfondite ad intervalli periodici dalla messa in servizio: 4 anni , 8 anni, 10 anni, 12 anni, 14 anni, ed ogni anno dopo il 14°. E’ opportuno procedere, superati i 10 anni dalla messa in servizio secondo quanto prescritto dalla ISO 12482-1 e la FEM 9.755, eseguire la verifica strutturale del mezzo di sollevamento determinando effettuazione di un accertamento per il periodo residuo di esercizio dell’apparecchio (calcolo dei cicli di vita residua).
Per quali apparecchi di sollevamento occorre l'obbligo di denuncia e di verifica periodica?
L'obbligo di denuncia e di verifica periodica occorre per tutte le attrezzature di lavoro in elenco di cui nell' Allegato VII. D.Lgs 81/08 s.m.i.
Cosa occorre fare se si demolisce, vende o si pone fuori servizio una attrezzatura di lavoro?
Il datore di lavoro deve comunicare alla sede INAIL competente per territorio la demolizione, la vendita o la messa fuori servizio, come previsto dal D.M. 11 aprile 2011 allegato II al punto 5.3.3 e per conoscenza alla ASL territorialmente competente, allegando il libretto ex ENPI/ISPESL.
Per quanto tempo è valida la verifica periodica?
Il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in allegato VII, con la frequenza indicata nel medesimo allegato richiedendo la verifica periodica almeno 30 giorni prima della scadenza della verifica effettuata dal tecnico della A.S.L.. o soggetti abilitati.
Il perché di tali verifiche e la determinazione dei cicli di vita residui?
La progettazione degli apparecchi di sollevamento a avviene mediante l’applicazione di norme tecniche (FEM, DIN, UNI-CNR, ecc..) che individuano, in relazione alla Classe di utilizzazione e allo Spettro di carico, il numero di cicli di lavoro in sicurezza della stessa.
Di conseguenza le strutture metalliche vengono progettate a fatica e al raggiungimento del numero di cicli previsti la struttura non conserva le caratteristiche di sicurezza, in quanto possono verificarsi cedimenti della struttura , allo stesso modo i meccanismi di sollevamento, traslazione, ecc. sono progettati per poter funzionare un numero di ore proporzionato al ciclo di vita dell´apparecchio di sollevamento.
E´ evidente che il numero limite di cicli previsto in fase di progettazione può essere raggiunto prima o dopo il periodo di vita ipotizzato in sede di progettazione, in relazione al reale utilizzo. ed è quindi opportuno eseguire l’ispezione approfondita dell’apparecchio in modo ciclico in modo da verificarne lo stato e la vita residua lavorativa dello stesso.
Che cosa si intende per indagine supplementare?
Attività finalizzata ad individuare eventuali vizi, difetti o anomalie prodottisi nell'utilizzo di attrezzature di lavoro messe in esercizio da oltre 20 anni. Nonché a stabilire la vita residua in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza. ( D.M. 111 aprile 2011 allegato II comma 2 punto c ).
Sulle gru mobili, sulle gru trasferibili e sui ponti sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato. (D.M. 111 aprile 2011 allegato II comma 3.2.3).
Quali sono gli obblighi del datore di lavoro che possiede un apparecchio di sollevamento?
(art. 70 comma 1 D.Lgs. 81/08): Le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere MARCATE CE.
SANZIONE: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente
(art. 70 comma 2 D.Lgs. 81/08): Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all’emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, (ANTE CE) devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all’ ALLEGATO V del D.Lgs. 81/08.
(art. 71 comma 4 D.Lgs. 81/08): Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché le attrezzature di lavoro siano:
assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza
SANZIONE:arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente
(art. 71 comma 7 D.Lgs. 81/08): Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto una informazione, formazione ed addestramento adeguata;
SANZIONE:arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente
(art. 71 comma 8 D.Lgs. 81/08): Il datore di lavoro provvede affinché:
le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l'installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne l'installazione corretta e il buon funzionamento;
(art. 71 comma 11 D.Lgs. 81/08): Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in ALLEGATO VII (D.Lgs. 81/08) a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche è effettuata dall’INAIL (ex ISPESL) che vi provvede nel termine di 60 giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL e di soggetti pubblici o privati abilitati. Le successive verifiche sono dai soggetti di cui al precedente periodo, che vi provvedono nel termine di 30 giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati.
SANZIONE: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 500 a euro 1.800 per il datore di lavoro ed il dirigente
Perché è necessario tenere il registro di controllo?
Perché la verifica va documentata. Infatti, è obbligo di legge (Art 71, comma 9 - D.Lgs 81 del 2008): "I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.
SANZIONE: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente
Chi può eseguire la Verifica periodica volontaria (art. 71 comma 8 D.Lgs. 81/08)?
Può eseguire la verifica il tecnico competente, cioè il personale che abbia conoscenze adeguate per poter rilevare, o dichiarare l'assenza, di anomalie sulla attrezzatura.
Il datore di lavoro può eseguire da sé la verifica volontaria?
In teoria, se ha le competenze tecniche necessarie a rilevare e dichiarare l’assenza di anomalie a carico dell'attrezzatura. E' tuttavia molto improbabile che a fronte di un infortunio (e quindi in un'inchiesta penale) un utilizzatore possa dimostrare che era in grado di VALUTARE CON COMPETENZA se la macchina era idonea ad un uso IN SICUREZZA.
La Verifica volontaria sostituisce il controllo periodico (annuale, biennale o triennale) previsto dalla legge da parte dell’Organo di Vigilanza INAIL/ASL/SOGGETTI PRIVATI ABILITATI (D.Lgs 81/08 Art 71, comma 11)?
Il controllo periodico previsto da legge è un contraddittorio obbligatorio di tutti i controlli periodici fatti dal datore di lavoro alla luce delle indicazioni del costruttore dell’attrezzatura di lavoro.
Chi è il responsabile della mancata esecuzione delle verifiche?
Il proprietario del mezzo, ossia il datore di lavoro di chi utilizza il mezzo stesso.
Si deve fare richiesta di prima verifica periodica per i carrelli semoventi a braccio telescopico, gli ascensori e montacarichi da cantiere con cabina/piattaforma guidata verticalmente e gli idroestrattori a forza centrifuga?
Il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in allegato VII, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. Per tali attrezzature messe in servizio in assenza di direttiva di prodotto specifica, dovrà essere attestata da parte del datore di lavoro o da persona competente da lui incaricata la conformità della macchina ai requisiti di sicurezza di cui all'allegato V del D.Lgs. 81/08 s.m.i.: tale attestazione dovrà essere allegata alla richiesta della prima delle verifiche periodiche ( D.M. 11 aprile 2011 allegato II punto 5.1.) Per tali attrezzature munite di marcatura "CE" e messe in servizio antecedentemente all'entrata in vigore del D.M. 11 aprile 2011 la richiesta di prima verifica costituisce adempimento dell'obbligo di comunicazione all'INAIL (punto 5.1.1 ).
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