Source: https://www.exeo.it/free/pianificazione-urbanistica-e-zonizzazione-territorio-zone-b-d
Timestamp: 2019-05-19 07:12:50+00:00
Document Index: 165797683

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 50', 'art. 97']

Pianificazione urbanistica e zonizzazione: le zone «B» e «D»
È legittimo destinare, all'interno della zona D (impianti industriali), determinate aree a specifiche attività produttive, ove ciò non sia palesemente incongruo con le caratteristiche dei luoghi. Ad esempio, in un territorio che ha vaste aree impiegate nella produzione di prodotti agricoli, è ragionevole prevedere aree di lavorazione di tali prodotti.
L'art. 2 del d.m. nr. 1444 del 1968, nella parte in cui definisce le zone omogenee B, è stato da sempre interpretato nel senso che le zone "parzialmente edificate" richiedano congiuntamente i due requisiti individuati dalla norma, ossia la superficie coperta dagli edifici esistenti non inferiore al 12,50% della superficie fondiaria della zona e la densità territoriale non superiore a 1,5 mc/mq.
E' zona parzialmente edificata la zona che il legislatore individui come tale, sulla scorta di parametri qualitativi e quantitativi la cui definizione è rimessa allo stesso legislatore, e non tratti da una qualsivoglia realtà preesistente.
L'art. 6, comma 2, della legge regionale della Puglia 12 febbraio 1979, nr. 6, e l'art. 3, comma 2, della legge regionale 8 marzo 1985, nr. 6, nell'individuare il "tessuto edificato", non hanno alcuna interferenza con le nozioni impiegate alla lettera B) dell'art. 2 del d.m. nr. 1444 del 1968, limitandosi entrambe a fissare un parametro per distinguere le aree a edificabilità diretta da quelle da includere necessariamente nel Programma pluriennale di attuazione.
La Regi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... con la circolare n. 1/1999, ha provveduto a dettare criteri interpretativi uniformi in tema di nozione di completamento di un'area, escludendo che in tale nozione possa rientrare la previsione di un'area a destinazione residenziale, separata da quella esistente da un asse viario", dovendosi quest'ultima intendere come una "nuova area", e ciò sia al fine di rendere applicabile in modo uniforme, sul territorio regionale, l'applicazione di una propria normativa (segnatamente, l'art. 50, co. 9, l. reg. 61/1985), sia al fine di consentire un esercizio oggettivo ed imparziale dei poteri di controllo da parte dei propri organi, nell'ambito dei procedimenti di pianificazione urbanistica, in coerenza con i principi di imparzialità e buon andamento ex art. 97 Cost..
È irragionevole la scelta di tipizzare quale area di recupero edilizio B1, nell'ambito della quale sono possibili interventi di manutenzione o recupero edilizio ma non di nuova costruzione, una zona inedificata.
E' legittima la decisione amministrativa di correlare la possibilità di espandere l'attività di impresa a situazioni di fatto diverse, come la collocazione dell'area di prop... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...; in zona D o meno.
La scelta di prevedere nella zona industriale anche insediamenti commerciali costituisce espressione di una discrezionalità amministrativa, nell'ambito della quale sussiste un consolidato orientamento giurisprudenziale che esclude il sindacato del giudice amministrativo.
L'impianto di lavaggio e selezione di inerti è un opificio produttivo-industriale che, in quanto tale, può trovare allocazione solo nelle aree a destinazione industriale produttiva (Zona D).
L'impianto di frantumazione di sfridi derivanti da lavorazioni edilizie, nonché di deposito dei materiali prodotti, è un vero e proprio opificio produttivo che, in quanto tale, può e deve essere realizzato in zone a destinazione industriale e/o produttive (Zona D), in parti del territorio cioè specificatamente vocate ad ospitare tali tipologie di opere con i connessi usi.
Nell'ambito della destinazione di un'area del territorio comunale a zona industriale non possono essere aprioristicamente ed astrattamente inibite particolari tipologie di insediamenti produttivi posto che una simile scelta di PRG non rientrerebbe nell'ambito dell... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a urbanistica, ma concreterebbe un illegittimo esercizio delle ben diverse funzioni di igiene pubblica da parte del Consiglio comunale, in luogo di altri soggetti istituzionalmente competenti.
L'amministrazione può discrezionalmente procedere alla ritenuta migliore organizzazione del suo territorio e non è tenuta ad esprimere le specifiche ragioni sulle scelte operate per il suolo di proprietà di parte ricorrente, anche se peggiorative della precedente destinazione, di tipo industriale.
Non può ritenersi irragionevole la scelta urbanistica di un'amministrazione che ritiene inopportuno incrementare lo sviluppo industriale di una zona del territorio, pur consentendo la permanenza degli opifici già realizzati in conformità alla previgente disciplina urbanistica.
È illegittima la destinazione a zona D (industriale) di area in precedenza destinata alla coltivazione di vigneti di pregio qualora nella relazione allegata al P.R.G. si faccia riferimento alla finalità di tutela delle colture di pregio.
È legittimo destinare, all'interno della zona D, determinate aree a specifiche attività produttive, ove ciò non sia pale... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ongruo con le caratteristiche dei luoghi; pertanto, in un territorio che ha vaste aree impiegate nella produzione di prodotti agricoli, è conforme a ragionevolezza prevedere delle aree di lavorazione di tali prodotti.