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Timestamp: 2019-11-16 01:19:12+00:00
Document Index: 103716553

Matched Legal Cases: ['art. 84', 'art. 89', 'art. 105', 'art. 198', 'art. 80', 'art. 30', 'art. 110', 'art. 67', 'art. 2359']

Circostanze di esclusione | gliappalti.it
Circostanze di esclusione
Chi partecipa ad una pubblica gara di appalto deve conoscere l’iter burocratico come ad esempio, i motivi per escludere un concorrente sono specificati nell’articolo 80 del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016 (codice degli appalti). Questa norma del codice si collega ad altre disposizioni che sono, l’art. 84 sulla qualificazione degli esecutori di lavori pubblici, l’art. 89 per il contratto di avvalimento, l’art. 105 per il sub appalto, l’art. 198 per le gare del contraente generale.
In linee generali, i motivi di esclusione dell’art. 80 del codice si applicano anche nel caso in cui l’operatore economico chieda il rilascio di una attestazione di qualificazione o chieda l’iscrizione nell’elenco fornitori di un ente pubblico.
In particolare, il comma 5 dell’articolo 80 ha un notevole rilievo per il motivo che tale disposizione, trova applicazione negli appalti e le concessioni sopra e sotto soglia nei settori ordinari. Il testo del predetto comma 5 è il seguente:
h) l’operatore economico abbia violato il divieto di intestazione fiduciaria di cui all’articolo 17 della legge 19 marzo 1990, 55. L’esclusione ha durata di un anno decorrente dall’accertamento definitivo della violazione e va comunque disposta se la violazione non è stata rimossa;
m) l’operatore economico si trovi rispetto ad un altro partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale.”
Qui sotto ci sono i testi di alcune parti del codice, richiamati nel comma 5 di cui sopra ed il primo che vedremo è il comma 5 lettera a). Questa disposizione riguarda la sicurezza del lavoro e gli obblighi derivanti dalle leggi in materia di tutela ambientale.
Sicurezza del lavoro e tutela ambientale.
Nel comma 5 lettera a), si specifica che se la stazione appaltante accerta l’esistenza di infrazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, questo determina l’esclusione del concorrente; altri motivi di esclusione sono quelli indicati dall’art. 30 comma 3 del codice che ti riporto :
“3.Nell’esecuzione di appalti pubblici e di concessioni, gli operatori economici rispettano gli obblighi in materia ambientale, sociale e del lavoro stabiliti dalla normativa europea e nazionale, dai contratti collettivi o dalle disposizioni internazionali elencate nell’allegato X.”
Dunque, anche le infrazioni in materia ambientale possono essere un motivo di esclusione. Resta implicito che le infrazioni devono risultare da atti formali.
Procedure concorsuali del concorrente.
Così come previsto dal comma 5 lettera b) la stazione appaltante verifica se il concorrente sia in uno stato di fallimento, liquidazione coatta o concordato preventivo per il motivo che tutte queste situazioni determinano l’esclusione dalla gara. Esistono delle situazioni particolari che la stazione appaltante dovrà valutare caso per caso, con esplicito richiamo all’art. 110 del codice che ti riporto:
1. Le stazioni appaltanti, in caso di fallimento, di liquidazione coatta e concordato preventivo, ovvero procedura di insolvenza concorsuale o di liquidazione dell’appaltatore, o di risoluzione del contratto ai sensi dell’articolo 108 ovvero di recesso dal contratto ai sensi dell’articolo 88, comma 4-ter, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, ovvero in caso di dichiarazione giudiziale di inefficacia del contratto, interpellano progressivamente i soggetti che hanno partecipato all’originaria procedura di gara, risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento del completamento dei lavori.
3. Il curatore del fallimento, autorizzato all’esercizio provvisorio, ovvero l’impresa ammessa al concordato con continuità aziendale, su autorizzazione del giudice delegato, sentita l’ANAC, possono:
4. L’impresa ammessa al concordato con continuità aziendale non necessita di avvalimento di requisiti di altro soggetto. L’impresa ammessa al concordato con cessione di beni o che ha presentato domanda di concordato a norma dell’articolo 161, sesto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, può eseguire i contratti già stipulati, su autorizzazione del giudice delegato, sentita l’ANAC.
La novità contenuta in questa fase è il ruolo di garante attribuito all’Agenzia anti corruzione.
Illeciti professionali.
Dalla lettura del comma 5 lettera c) di cui sopra, si può affermare che gli illeciti professionali del concorrente sono motivo di esclusione. Dal tono letterale della norma, sono illeciti gli episodi che hanno messo in dubbio l’integrità morale o professionale del soggetto; in linee generali, sono illeciti tutti i comportamenti che nel loro insieme mettono in dubbio la moralità o la correttezza nei rapporti contrattuali, la competenza o capacità tecnica-professionale del concorrente. Tutti questi elementi riscontrati, “con mezzi adeguati” dalla stazione appaltante, determinano l’esclusione del concorrente.
Conflitto d’interesse e distorsione della concorrenza.
Più difficile per la stazione appaltante dimostrare che la partecipazione di un concorrente determina un conflitto d’interesse oppure una distorsione della concorrenza. In tema di conflitto d’interesse, il comma 5 lettera d) richiama l’articolo 42 comma 2 che ti riporto:
“2. Si ha conflitto d’interesse quando il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che, anche per conto della stazione appaltante, interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione. In particolare, costituiscono situazione di conflitto di interesse quelle che determinano l’obbligo di astensione previste dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, 62.”
Per quanto riguarda l’esclusione del concorrente per evidente distorsione della concorrenza, nel comma 5 lettera e) richiama l’applicazione dell’art. 67 del codice che ti riporto:
Partecipazione precedente di candidati o offerenti.
2. Qualora non sia in alcun modo possibile garantire il rispetto del principio della parità di trattamento, il candidato o l’offerente interessato è escluso dalla è procedura. In ogni caso, prima di provvedere alla loro esclusione, la è amministrazione aggiudicatrice invita i candidati e gli offerenti, entro un termine comunque non superiore a dieci giorni, a provare che la loro partecipazione alla preparazione della procedura di aggiudicazione dell’appalto non costituisce causa di alterazione della concorrenza.
Tieni presente che prima di escludere il concorrente, la stazione appaltante verifica se esistono delle soluzioni da adottare per risolvere il conflitto d’interesse o distorsione della concorrenza, con provvedimenti motivati.
Reati penali ed illeciti amministrativi.
A norma del comma 5, lettere f), g), h), i), l), la stazione appaltante verifica se il concorrente abbia avuto condanne o se sono in corso dei procedimenti per reati di mafia, associazione a delinquere, truffa o reati contro il patrimonio. Oltre a questo, si verifica l’esistenza di sanzioni interdittive o divieti di contrarre con la pubblica amministrazione. In tutte queste fasi, l’Agenzia anti corruzione mette a disposizione dell’ente appaltante il casellario informatico nel quale, è possibile verificare se il soggetto sia stato inserito per aver prodotto false dichiarazioni o se abbia consegnato documenti falsi alla società S.O.A. per l’attestazione ed altre informazioni utili per valutare l’esclusione.
Società controllate o collegate.
Nel comma 5 lettera m) si affronta il problema del concorrente che tramite le sue quote o azioni possedute controlla un secondo soggetto economico che partecipa pure lui alla medesima gara di appalto oppure, che per effetto di partecipazioni azionarie incrociate il concorrente A sia collegato al concorrente B e quest’ultimo ad un concorrente C (art. 2359 del codice civile) e tutti questi soggetti, partecipano alla medesima gara formando un ”cartello”. In questi casi, per la stazione appaltante non è facile dimostrare che il concorrente A controlla il soggetto B, se non attraverso delle visure dei fascicoli depositati nel Registro delle imprese.
Gli argomenti di cui sopra sono fonte di controversie fra stazione appaltante, da una parte, e concorrente escluso dall’altra. Gli operatori hanno chiesto all’Agenzia anticorruzione di specificare alcuni punti e redigere una linea guida.
In data 16 novembre 2016, con delibera 1293 l’Autorità ha risposto con la “linea guida n. 6”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2017.
Trattandosi di un documento importante, ti suggerisco di scaricare la predetta “linea guida n. 6 – ANAC” collegandoti al seguente link:
linea guida n. 6