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Timestamp: 2019-11-13 20:28:18+00:00
Document Index: 152161955

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 25']

La strada interpoderale o vicinale, ove iscritta negli elenchi comunali, si presume assoggettata al pubblico transito
La strada interpoderale o vicinale, ove iscritta negli elenchi comunali, si presume assoggettata al pubblico transito, quale diritto reale dell'ente esponenziale, salvo che il privato non fornisca in giudizio la prova contraria.
Le strade vicinali, ancorché private, sono assimilate a quelle comunali nel presupposto del loro uso pubblico
Le strade vicinali, ancorché private, sono assimilate a quelle comunali ai sensi dell'art. 2, comma 6, lett. d), del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), caratterizzandosi per la presunzione (sia pure iuris tantum) di uso pubblico, superabile solo con la prova contraria dell'inesistenza di tale diritto di godimento da parte della collettività.
Nell'istituire un consorzio per la gestione e manutenzione di una strada vicinale pubblica il comune mantiene il potere di scioglierlo o modificarlo
In caso di Consorzio istituito ai sensi del D.Lgs.Lgt. n. 1446 del 1918 ai fini della gestione e manutenzione di una strada vicinale destinata a pubblico transito, nonchè ai sensi della L. n. 126 del 1958, art. 14 il Comune non esaurisce la propria potestà provvedimentale con la delibera istitutiva del Consiglio Comunale, ma conserva il potere di incidere, sempre attraverso atti amministrativi autoritativi, sulla vita del Consorzio, ben potendo deliberare il suo scioglimento ovvero sue modificazioni oggettive o soggettive.
Strada vicinale pubblica: deve sussistere il passaggio collettivo di interesse generale e un titolo valido a fondamento del diritto di uso pubblico
Una strada vicinale pubblica può essere qualificata come tale solo quando sussistano determinati elementi di fatto, consistenti nell'esistenza di un effettivo passaggio esercitato “iure servitutis publicae” da una collettività di persone qualificate dall'appartenenza ad un gruppo territoriale, dalla concreta idoneità del bene a soddisfare esigenze di carattere generale (anche per il collegamento con la pubblica via), nonché dalla esistenza di un titolo valido a fondamento del diritto di uso pubblico, non essendo sufficienti l'iscrizione della strada nell'elenco delle strade vicinali e la mancanza di un provvedimento comunale di declassamento.
Gli errori nella determinazione del bene oggetto di un provvedimento amministrativo non comportano necessariamente la sua invalidità, quando il bene sia comunque descritto e individuato con sufficiente precisione. Tuttavia la corretta individuazione di una strada vicinale non può che essere il necessario presupposto degli obblighi di manutenzione a carico dei proprietari frontisti.
La natura di strada vicinale non è desumibile dalla previsione contenuta in una carta provinciale degli itinerari turistici ed escursionistici: quest'ultima infatti non documenta un utilizzo pubblico in atto, ma indica soltanto la possibilità di escursioni.
I consorzi per la manutenzione e ricostruzione delle strade vicinali possono formarsi solo per iniziativa degli utenti di esse
I consorzi per la manutenzione e ricostruzione delle strade vicinali possono formarsi solo con le forme previste dall'art. 2 del d.lgs. lgt. n. 1446 del 1918, cioè nell'ipotesi di iniziativa “popolare”, quando siano gli stessi utenti delle strade vicinali a promuoverne la costituzione del consorzio per la relativa gestione, assumendosi anche gli oneri di carattere economico.
Gli errori nella determinazione del bene oggetto di un provvedimento amministrativo non comportano necessariamente la sua invalidità, quando il bene sia comunque descritto e individuato con sufficiente precisione. Tuttavia, la corretta individuazione della strada interessata non può che essere il necessario presupposto degli obblighi di manutenzione a carico dei proprietari frontisti. Anche ammettendo che tale individuazione errata (o comunque perplessa) della strada possa essere comunque superata allegando al provvedimento una precisa indicazione cartografica della medesima, l'errore non può certo essere rettificato attraverso documentazione presentata successivamente, la quale costituirebbe un'inammissibile integrazione postuma del provvedimento.
L'amministrazione titolare di una servitù pubblica su strada vicinale non può autorizzare l'apertura di un passo carrabile tra il fondo privato e l'area asservita
L'amministrazione titolare di una servitù pubblica su strada vicinale può esercitare tutti i poteri intesi a garantire e ad assicurare l'uso della strada da parte dei cittadini, ma soltanto nei limiti dettati dal pubblico interesse, mentre non può esercitare quei poteri che, invece, le spettano su suolo di natura demaniale, quale l'autorizzazione all'apertura di un passo carrabile tra il fondo privato e l'area soggetta a servitù.
L'uso pubblico di interesse generale di una strada vicinale extraurbana non determina l'obbligatoria sua classificazione come strada comunale
La circostanza che una strada extraurbana, classificata come strada vicinale, sia adibita ad uso pubblico e sia concretamente adibita a soddisfare un interesse generale non limitato ai soli residenti, non determina l'obbligatoria sua classificazione come strada comunale, considerato che, ai sensi del comma 6 lett. d), dell'art. 2, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, le strade "vicinali" sono solo "assimilate" alle strade comunali, assimilazione che si riferisce alla disciplina della circolazione e non al soggetto che deve ritenersi titolare della strada e, quindi, provvedere alla sua manutenzione.
L'imposizione di un vincolo di uso pubblico sulle strade vicinali non ne altera il diritto di proprietà privata
L'imposizione di un vincolo di uso pubblico sulle strade vicinali permette alla collettività di esercitarvi il diritto di servitù di passaggio con le modalità consentite dalla conformazione della strada, senza alterare il diritto di proprietà della medesima, che rimane privata.
La natura di strada vicinale non è desumibile dalla previsione contenuta in una carta provinciale degli itinerari turistici ed escursionistici
La natura di strada vicinale non è desumibile dalla previsione contenuta in una carta provinciale degli itinerari turistici ed escursionistici, in quanto quest'ultima non documenta un utilizzo pubblico in atto, ma indica soltanto la possibilità di escursioni.
L'allargamento della strada vicinale richiede il permesso di costruire
L'allargamento della strada vicinale, con realizzazione di una piazzola e sostituzione del muro di contenimento, non presenta le caratteristiche di un'attività di manutenzione straordinaria, ma si connota quale intervento di trasformazione edilizio-urbanistica, cosicché si ricade in una fattispecie assoggettata a permesso di costruire ai sensi dell'art. 10 del d.P.R. n. 380 del 2001.
È competente il comune a rilasciare la preventiva concessione per realizzare attraversamenti delle strade anche vicinali in vista del passaggio di linee elettriche
Nell'incertezza circa la proprietà di una strada, volendo ritenere che si è in presenza di una strada vicinale, ai fini della disciplina dettata dal codice della strada, le strade vicinali, ai sensi dell'art. 2, comma 6, lett. D, sono assimilate a quelle comunali e, secondo il disposto dell'art. 14, comma 4 “per le strade vicinali i poteri dell'ente proprietario sono esercitati dal Comune”. Pertanto, ai sensi dell'art. 25 del codice della strada, è competente il Comune a rilasciare la preventiva concessione per poter realizzare attraversamenti o l'uso delle strade anche vicinali, in vista del passaggio di linee elettriche (sia aeree che sotterranee).
Una strada vicinale è soggetta al pubblico transito quando può essere percorsa indistintamente da tutti i cittadini, per una molteplicità di usi, e con una pluralità di mezzi, e la presenza del pubblico transito non può essere negata solo perché materialmente la strada vicinale si presenta disagevole in alcuni tratti e poco frequentata nel complesso. Non è neppure rilevante il numero ordinario di utilizzatori. Tutte queste sono situazioni di mero fatto, talvolta occasionali, e comunque reversibili.
Caratteristica delle servitù di uso pubblico per il transito su strade vicinali è la mancanza di un fondo dominante, in quanto poste a vantaggio dell'intera collettività
Le servitù di uso pubblico, che possono avere ad oggetto il transito su strade private (cd. strade vicinali), sono pesi imposti a carico di un bene privato per il conseguimento di un fine di pubblico interesse. Caratteristica di tali servitù è la mancanza di un fondo dominante, in quanto la servitù risulta posta a vantaggio dell'intera collettività dei cittadini.
La natura di strade vicinali può essere dedotta dalle risultanze catastali anche senza iscrizione nell'elenco comunale
Pur in difetto dell'iscrizione di una strada nell'elenco di quelle vicinali, tale natura è infatti desumibile da elementi presuntivi, tra i quali sono comprese le risultanze delle mappe del catasto.
La menzione in un regolamento condominiale di una strada vicinale non fa venir meno la servitù di uso pubblico
La menzione in un regolamento condominiale di una strada inserita negli elenchi delle strade vicinali non ne comporta il venir meno della natura pubblica, occorrendo la produzione degli atti di acquisto e delle relative trascrizioni.