Source: http://www.assoamianto.it/dpr_n_302_19031956.htm
Timestamp: 2018-12-10 03:04:23+00:00
Document Index: 176216622

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 40', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 84']

Le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro contenute nel presente decreto sono
integrative di quelle generali emanate con il DPR 27.Aprile.1955, n° 547.
Sono soggette alle norme del presente decreto le attività previste dall'art. 1 del DPR 27.Aprile.1955, numero 547, con le esclusioni previste dal successivo art. 2.
Alle norme suddette sono soggetti i datori di lavoro, i dirigenti, i preposti ed i lavoratori, nonchè i costruttori e i commercianti indicati rispettivamente negli artt. 4, 5 e 6 e nell'art. 7 del DPR 27.Aprile.1955 n° 547.
I lavoratori che effettuano operazioni presentanti rischi specifici devono essere protetti con mezzi ed attrezzature atti a salvaguardarne l'integrità fisica ed in particolare:
c) con l'effettuazione di lavorazioni in blinda o a distanza, comandate da posizioni di sicurezza, nel caso di lavorazioni di maggior pericolo quale la fresatura degli esplosivi, lo smontaggio o il taglio dei proiettili, il petrinaggio meccanico e la molazzatura.
I lavoratori appena entrati negli stabilimenti di fabbricazione, manipolazione o deposito di materie esplodenti, devono indossare appositi indumenti e calzature di lavoro, che devono essere loro fornite dall'impresa.
E' vietato portare coltelli, chiavi, anelli e qualsiasi altro oggetto di metallo.
I mezzie le attrezzature occorrenti per il trasporto dei prodotti esplodenti nel passaggio da una fase all'altra della lavorazione e nel corso delle lavorazioni stesse, devono avere requisiti che tengano conto del grado di sensibilità e delle caratteristiche dell'esplosivo nella fase in cui si trova. Essi devono essere di facile pulizia e di sicuro maneggio.
Misure contro l'elettricità statica
Quando l'esplosivo viene riscaldato come nel caso di fusione del tritolo e miscele, di paraffinatura delle cartucce di dinamite:
a) devono essere usate come mezzo scaldante esclusivamente l'acqua e il vapore;
b) gli apparecchi con serpentina percorsa da vapore o camicia di vapore devono essere adoperati solo nei casi richiesti dalla natura dell'esplosivo da fondere. In tale ipotesi la temperatura massima del mezzo scaldante deve essere limitata, nel caso di vapore, da un gruppo "valvola di riduzione-valvola di sicurezza" applicato tra il generatore di vapore ed il recipiente e da una valvola di sicurezza applicata sul corpo scaldante del recipiente, che limiti la temperatura entro valori compatibili con la natura dell'esplosivo. Le valvole devono essere del tipo regolamentare e mantenute in perfette condizioni di regolazione e di efficienza. Nel riscaldamento ad acqua calda il recipiente contenente l'acqua deve essere provvisto di tubo di scarico libero ed essere costruito e collocato in modo che la temperatura non possa, in ogni caso, superare i 100 gradi centigradi;
d) il recipiente nel quale si effettua il riscaldamento dell'esplosivo deve essere provvisto di doppia serie di strumenti di controllo della temperatura e, se nel caso, della pressione.
E' fatto divieto di immettere direttamente vapore nell'esplosivo o nelle lance che iniettano acqua calda nei proiettili per il recupero dell'esplosivo a mezzo di fusione.
Istruzioni sull'uso degli esplosivi
Trasporto degli esplosivi nell'interno dei cantieri
La distruzione deve essere fatta, da lavoratori appositamente incaricati e sotto la vigilanza di persona competente, bruciando l'esplosivo per piccole quantità, disponendola striscie o in cartucce aperte ai due capi messe una di seguito all'altra. L'accensione deve essere fatta ad uno degli estremi con una miccia a lenta combustione o di lunghezza sufficiente in modo che dopo l'accensione della miccia, il lavoratore possa mettersi al sicuro.
Distribuzione degli esplosivi per l'impiego
E' vietata la consegna di dinamiti congelate.
1) l'accoppiamento miccia-detonatore deve essere fatto a distanza di sicurezza. Per fissare la miccia alla capsula di innesco si deve far uso esclusivamente di pinze o di tenaglie, le quali non possono essere composte di elementi di ferro o di acciaio. E' vietato schiacciare la capsula di innesco con i denti;
devono essere effettuate esclusivamente da personale munito di speciale licenza,da rilasciarsi,su parere favorevole della Commissione Tecnica Provinciale per gli esplosivi, dal Prefetto previo accertamento del possesso dei requisiti soggettivi di idoneità da parte del richiedente all'esercizio del predetto mestiere.
d) della conoscenza delle norme di sicurezza e di legge riguardanti l'impiego degli esplosivi nei lavori di mina.
E' vietato annodare le micce fra di loro o in matasse o comunque piegarle con piccoli raggi di curvature o sottoporle a trazione, torsione o compressione.
E' vietato utilizzare per nuove mine, canne o fori da mina preesistenti.
L'intasamento o borraggio deve essere fatto con materie prive di granelli o noduli quarzosi piritosi o metallici.
Nel caso che, a caricamento completato, venga riscontrata la non continuità del circuito e l'inconveniente risieda nel difettoso funzionamento di uno o più detonatori, non si deve procedere alla loro rimozione scaricando a mano le relative mine; solo nel caso che se ne possa togliere facilmente l'intasamento, si può aggiungere una nuova cartuccia innescata nell'interno della canna, inserendola nel circuito; ove l'intasamento non possa essere tolto senza pericolo, i detonatori difettosi devono essere esclusi dal circuiti.
E' vietato l'impiego dell'accensione elettrica ogniqualvolta siano in corso temporali entro un raggio di 10 Km dal posto di brillamento delle mine.
E' comunque vietato impiegare il brillamento elettrico delle mine quando linee elettriche o telefoniche, condutture o funi metalliche o binari si estendano a meno di 30 metri dal punto in cui il circuito dei reofori degli inneschi elettrici si connette alla linea di collegamento dell'esploditore.
Quando sia accertato o esista il dubbio che una o più mine non siano esplose, non si deve accedere alla fronte di lavoro prima che siano trascorsi almeno trenta minuti dall'ultimo colpo.
Si può provocarne l'esplosione con una cartuccia sovrapposta alla prima, soltanto se può essere tolto facilmente l'intasamento senza far uso di strumenti di ferro o di acciaio e senza urti con corpi duri. Quando ciò non sia possibile,si deve praticare un'altra mina lateralmente a quella inesplosa per procurarne lo scoppio, non dovendosi lasciare abbandonate mine cariche inesplose.
b) all'accurata ispezione della fronte di sparo per individuare le eventuali mine inesplose;
c) all'accertamento della eventuale esistenza di residui dell'esplosivo nei fondelli.
Nel caso di mine inesplose, e ove non sia rintracciabile la mina gravida sulla fronte e sia perciò presumibile l'avvenuta asportazione della stessa, si deve ricercarne attentamente i frammenti nel materiale abbattuto. In tal caso la rimozione del materiale deve essere effettuata con cautela.
Il fornitore o il costruttore e il committente devono notificarsi a vicenda e prima dell'inizio delle prove, i nominativi e le qualifiche professionali delle persone incaricate di effettuare, sotto la direzione del tecnico indicato nell'articolo precedente. il collaudo nonchè le eventuali sostituzioni o aggiunte.
Il costruttore o il fornitore deve comunicare al committente, prima del collaudo, istruzioni precise sulla condotte e regolazione dell'impianto o del macchinario e fargli conoscere i rischi noti ed i mezzi per prevenirli ed attenuarli.
Ove il rischio di esplosione sia molto grande e probabile quando trattasi di impianti o di macchinari di nuova ideazione o dell'impiego di nuove sostanze o miscele per la lavorazione di esplosivi, deve provvedersi di opportuni ricoveri o blindaggi per gli addetti al collaudo ed ai comandi a distanza.
I locali di cui al comma precedente devono essere ubicati a sufficiente distanza dagli altri locali di lavoro in modo da escludere, per quest'ultimi, ogni pericolo. La detta norma deve essere seguita nel caso di collaudo in cui per difetto di funzionamento possano prodursi nell'ambiente polveri, vapori o gas che con l'aria formano miscele esplodenti.
Il collaudo presso il committente deve essere effettuato fuori dall'orario di lavoro del reparto nel quale viene eseguito il collaudo stesso; qualora ciò non sia possibile, deve essere eseguito a reparto sgombro.
I collaudi di cui alla lettera c) dell'art. 40 del presente decreto, effettuati dopo la installazione presso il committente, di macchinario pericoloso, devono essere eseguiti fuori dell'orario di lavoro del reparto.
Ove ciò non sia possibile per le esigenze della continuità della lavorazione, il reparto deve rimanere sgombro di personale, normalmente occupato, per tutta la durata del collaudo, a meno che si verifichino le condizioni di cui al secondo comma dell'articolo precedente.
- di almeno il 20% per le mole sottili per troncare;
- di almeno il 25% per le mole la cui velocità massima di uso non superi 25 ms/sec;
- di almeno il 40% per tutte le altre mole.
Ogni mola deve portare un'etichetta con l'indicazione del tipo, della qualità, del diametro e della velocità massima di uso, espressa in numero di giri al minuto primo (velocità angolare) riferita a mola nuova ed in metri al minuto secondo (velocità periferica) nonchè il nome e la sede del costruttore. Per le mole di diametro non superiore a 50 mm è ammessa la sostituzione dell'etichetta con un cartellino di accompagnamento anche cumulativo per gruppi di mole delle stesse dimensioni e caratteristiche; detto cartellino di accompagnamento deve indicare la velocità massima di uso espressa in numero di giri al minuto primo, nonchè il nome e la sede del costruttore.
La velocità da riportare nell'etichetta o nel cartellino, ai sensi del comma precedente, deve essere esclusivamente indicata con la dizione << velocità massima di uso >>.
E' vietato far menzione delle velocità di collaudo.
a) con l'ammenda da lire 200000 a lire 300000 per la inosservanza delle norme di cui agli articoli 6 secondo comma, 7 primo, secondo, terzo e quarto comma, 9, 13, 14 primo e secondo comma, 15, 16, 17, 18, 20, 23 primo e secondo comma, 24 primo e secondo comma 29 primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo, ottavo e nono comma, 30, 31 primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto comma, 32 primo,secondo, terzo e quinto comma, 33, 34 primo comma, 35, 36 primo, secondo e terzo comma,37. Nei casi di maggior gravità, i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi;
b) con l'ammenda da lire 100000 a 200000 per la inosservanza delle norme di cui agli artt.
c) con l'ammenda da lire 50000 a lire 100000 per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 19, 21 e 52.
a) con l'ammenda da lire 200000 a lire 300000 per la inosservanza delle norme di cui agli artt. 43, 44, 45, 46 primo, secondo e terzo comma, 50. Nei casi di maggior gravità, i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi;
b) con l'ammenda da lire 100000 a lire 200000 per la inosservanza delle norme di cui agli artt. 42 primo comma, 51 e 52;
c) con l'ammenda da lire 50000 a lire 100000 per la inosservanza delle norme di cui all'articolo 42 secondo e terzo comma.
a) con l'ammenda da lire 200000 a lire 300000 per la inosservanza delle norme di cui agli artt. 43 secondo comma, 44, 47, 48 e 50. Nei casi di maggior gravità, i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi;
b) con l'ammenda da lire 100000 a lire 200000 per la inosservanza delle norme di cui all'art. 42 primo comma;
c) con l'ammenda da lire 50000 a lire 100000 per la inosservanza delle norme di cui all'art. 42 secondo e terzo comma.
a) con l'ammenda da lire 10000 a lire 20000 per la inosservanza delle norme di cui agli artt. 7 quarto e sesto comma, 10, 11, 12, 22 primo, secondo, terzo e quarto comma, 25 primo, secondo, terzo e quarto comma, 29 primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo e nono comma, 30 primo e terzo comma, 31 primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto comma, 32 primo e secondo comma, 33, 34, 35 terzo comma, 36, 37, e 38. Nei casi di maggior gravità, i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi;
b) con l'ammenda da lire 5000 a lire 10000 per la inosservanza delle norme di cui agli artt. 24 quarto comma, 26 e 28 primo comma.
Nei casi di maggior gravità, i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi;
b) con l'ammenda da lire 1000 a lire 2500 per la inosservanza delle norme di cui agli artt. 24 quarto comma, 26, 28 primo comma.
La norma contenuta nell'art. 84 del D.P.R. 27 aprile 1955, n° 547, è abrogata.