Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-168-cod-proc-penale-relazione-di-notificazione
Timestamp: 2020-01-27 21:51:18+00:00
Document Index: 154954130

Matched Legal Cases: ['art. 168', 'art. 479', 'art. 111', 'art. 157', 'art. 168', 'art. 415', 'art. 168', 'art. 176', 'art. 168', 'art. 171', 'art. 168', 'art. 176']

Art. 168 cod. proc. penale: Relazione di notificazione | La Legge per tutti
1. Salvo quanto previsto dall’articolo 157 comma 6, l’ufficiale giudiziario che procede alla notificazione scrive, in calce all’originale e alla copia notificata, la relazione in cui indica l’autorità o la parte privata richiedente, le ricerche effettuate, le generalità della persona alla quale e’ stata consegnata la copia, i suoi rapporti con il destinatario, le funzioni o le mansioni da essa svolte, il luogo e la data della consegna della copia, apponendo la propria sottoscrizione.
2. Quando vi e’ contraddizione tra la relazione scritta sulla copia consegnata e quella contenuta nell’originale, valgono per ciascun interessato le attestazioni contenute nella copia notificata.
In tema di notificazioni, la mancata previsione, nell'art. 168 c.p.p., del principio circa la natura "fidefaciente" fino ad impugnazione di falso del contenuto della relata di notifica eseguita dall'ufficiale giudiziario con riguardo a quanto egli attesti aver fatto o essere avvenuto in sua presenza, non significa che il giudice possa liberamente valutare la falsità di un estremo documentato nella relazione sulla base di quanto la parte adduce, ma comporta soltanto la caduta del presupposto dell'incidente di falso in omaggio al principio della semplificazione e speditezza del processo; ne consegue che restano sottratte alla libera valutazione del giudice le attestazioni concernenti i fatti compiuti dall'ufficiale notificatore e quelli avvenuti a suo cospetto, e che se la parte vuole addurre la falsità delle modalità emergenti dalla relata non può provarle se non dimostrando che il pubblico ufficiale ha commesso il reato di cui all'art. 479 c.p. Rigetta, App. Roma, 23 Settembre 2005
Cassazione penale sez. II 08 aprile 2008 n. 17737
In tema di notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari la nullità per difetto (per mancanza totale, incompletezza o errore) dell'indicazione della data della consegna nella copia notificata all'interessato sussiste solo nel caso in cui la data non possa stabilirsi con certezza, in base ad elementi contenuti nell'atto medesimo o in atti a questo connessi, secondo quanto previsto dall'art. 111 c.p.p. Pertanto, nell'ipotesi in cui la notifica sia avvenuta nelle forme di cui all'art. 157 c.p.p., e le attestazioni della copia notificata non siano complete, non si versa in un'ipotesi di contraddizione tra la relazione scritta sulla copia consegnata e quella contenuta nell'originale, circostanza in cui, per ciascun interessato farebbero fede le attestazioni contenute nella copia notificata, ai sensi del comma 2 dell'art. 168 c.p.p., ma va adottato il criterio dell'integrazione dell'atto notificato con i dati emergenti dall'originale. (Fattispecie in cui la Corte di cassazione ha rigettato la tesi secondo cui, in caso di notifica dell'avviso di conclusione delle indagini consegnato all'indagato, in assenza dell'indicazione del giorno, tale elemento doveva essere individuato presuntivamente nell'ultimo giorno del mese, con conseguente violazione del termine previsto dal comma 3 dell'art. 415 bis c.p.p.; in questo caso, infatti, in ossequio al criterio di conformità alla realtà processuale, il giorno della notifica poteva essere individuato facendo riferimento alla data completa riportata nell'originale dell'atto).
Cassazione penale sez. II 04 novembre 2005 n. 41559
Costituisce mero errore materiale, in quanto tale inidoneo a inficiare la validità dell' atto pubblico, l'attestazione nella relata di notifica della consegna di un atto diverso da quello effettivamente consegnato, considerato, peraltro, che l'art. 168 c.p.p. non contiene la previsione del previgente art. 176, comma 2 - per il quale la relazione di notifica faceva fede sino ad impugnazione di falso, per quanto l'ufficiale che ha eseguito la notificazione attesta avere fatto o essere avvenuto in sua presenza -, ne ha confermato l'istituto dell'incidente di falso, con la conseguenza che al giudice non è inibito di valutare liberamente la falsità di un estremo documentato dalla relazione. (Nella specie, la relazione di notifica attestava la consegna a mani proprie dell'avviso di chiusura delle indagini preliminari, mentre l'atto effettivamente consegnato era il decreto di citazione a giudizio in primo grado).
Cassazione penale sez. V 14 giugno 2004 n. 26650
Sebbene l'art. 168 c.p.p. imponga all'ufficiale giudiziario di indicare nella relazione di notificazione anche le ricerche effettuate, l'omissione della loro indicazione o persino l'omissione delle stesse ricerche, sempreché la notifica sia comunque avvenuta in forme idonee ad assicurare la conoscenza legale dell'atto, costituisce una mera irregolarità e non determina alcuna nullità, posto che queste sono tassativamente indicate nell'art. 171 c.p.p.
Ufficio Indagini preliminari Napoli 29 settembre 2001
Poiché il vigente codice di rito non contiene, all'art. 168, la statuizione del codice abrogato (art. 176) secondo cui la relazione di notifica "fa fede fino ad impugnazione di falso, per quanto l'ufficiale che eseguì la notificazione attesta aver fatto o essere avvenuto in sua presenza", il giudice può liberamente valutare le attestazioni contenute nella relazione predetta.
Cassazione penale sez. II 19 ottobre 1999 n. 12622