Source: https://www.exeo.it/Articoli/5121/legittimazione-passiva-per-demolizione-opere-in-violazione-distanze-legali.aspx
Timestamp: 2019-09-18 14:19:20+00:00
Document Index: 149869232

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'art. 983', 'art. 105', 'art. 983', 'art. 949', 'art. 1016', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Sintesi: La legittimazione passiva all'azione di demolizione di opere edilizie eseguite in violazione delle distanze legali compete unicamente al proprietario attuale del manufatto.
Sintesi: La legittimazione passiva in ordine all'azione di riduzione in pristino conseguente all'esecuzione, su di un immobile concesso in usufrutto, di opere edilizie illegittime perché realizzate in violazione delle distante legali, spetta al nudo proprietario, potendosi riconoscere all'usufruttuario il solo interesse a spiegare nel giudizio intervento volontario ad adiuvandum, ai sensi dell'art. 105 c.p.c., comma 2, volto a sostenere le ragioni del nudo proprietario alla conservazione del suo immobile, anche quando le opere realizzate a distanza illegittima abbiano riguardato sopravvenute accessioni sulle quali si sia esteso il godimento spettante all'usufruttuario in conformità dell'art. 983 cod. civ.
Estratto: «4. - E' manifestamente fondata la prima censura, il cui accoglimento assorbe l'esame della seconda.4.1. - E' fermo orientamento di questa Corte Suprema che la legittimazione passiva all'azione di demolizione di opere edilizie eseguite in violazione delle distanze legali compete unicamente al proprietario attuale del manufatto (cfr. Cass. nn. 5520/98, 13072/95 e 2722/93).4.1.1. - Nel caso di immobile su cui gravi un diritto di usufrutto, poi, è stato ulteriormente specificato di recente che la legittimazione p... _OMISSIS_ ... riduzione in pristino conseguente all'esecuzione, su di un immobile concesso in usufrutto, di opere edilizie illegittime perché realizzate in violazione delle distante legali, spetta al nudo proprietario, potendosi riconoscere all'usufruttuario il solo interesse a spiegare nel giudizio intervento volontario ad adiuvandum, ai sensi dell'art. 105 c.p.c., comma 2, volto a sostenere le ragioni del nudo proprietario alla conservazione del suo immobile, anche quando le opere realizzate a distanza illegittima abbiano riguardato sopravvenute accessioni sulle quali si sia esteso il godimento spettante all'usufruttuario in conformità dell'art. 983 cod. civ. (Cass. n. 5900/10).4.2. - Nel caso in esame, l'azione (da sussumere nell'ambito della negatoria servitutis di cui al cpv. dell'art. 949 c.c.) è stata rettamente introdotta nei confronti del nudo proprietario, unico soggetto legittimato passivamente, sicché l'esistenza di un diritto di usufrutto pro quota non avrebbe dovuto produrre effetto alcuno sul contraddittorio, essendo la posizione del titolare di tale diritto soggetta alla regola dell'art. 1016 c.c. e dipendente processualmente da quella del nudo proprietario.Pertanto, la Corte territoriale ha erroneamente dichiarato la nullità della sentenza impugnata e rimesso le parti al primo giudice.»
Sintesi: La condanna alla demolizione delle opere edificate in violazione delle distanze tra le costruzioni non pu... _OMISSIS_ ... di un soggetto diverso dal titolare del diritto di proprietà dell'immobile sul quale la condanna andrebbe eseguita.
Estratto: «4.1. Il quarto motivo, denunciando motivazione illogica e contraddittoria su un punto decisivo della controversia, censura la sentenza laddove non aveva adeguatamente motivato in ordine alla domanda di ricostruzione della scala nel luogo in cui era originariamente ubicata, non avendo considerato quanto al riguardo era risultato dalla consulenza V. e dall'accordo dell'8-10-1967 da cui si desumeva altresì il diritto di passaggio sulla scala attribuito a G.G. in quanto funzionale per accedere al proprio terreno; di tale diritto attualmente sono titolari gli attuali ricorrenti, quali eredi di G.G.. Poichè l'ordine di demolizione emesso presupponeva che la scala era stata ricostruita in luogo diverso da quello ove esisteva prima del 1967 e ritenuto che la convenzione del 1967 era valevole fra le parti, illogica era la sentenza laddove aveva ritenuto gli attuali ricorrenti carenti di interesse.4.2. Il motivo è infondato.La sentenza ha adeguatamente motivato in ordine al rigetto della domanda di ricostruzione della scala sul rilievo che i medesimi erano carenti di interesse a chiedere la ricostruzione della scala nel sito originario, cioè entro la particella 109 attualmente di proprietà di C.F. (figlio dell'attrice). In tal modo, i Giudici in sostanza hanno inteso affermare che, in ... _OMISSIS_ ...videntemente) reale della pretesa azionata, la domanda di condanna non poteva essere emessa nei confronti dell'attrice, soggetto diverso dal titolare del diritto di proprietà dell'immobile sul quale la condanna andrebbe eseguita ed estraneo al presente giudizio.»
Sintesi: In tema di distanze, l'azione ripristinatoria di natura reale, volta all'eliminazione fisica dell'abuso, deve essere proposta necessariamente nei confronti del proprietario della costruzione illegittima anche se materialmente realizzata da altri, potendo egli soltanto essere destinatario dell'ordine di demolizione che il ripristino delle distanze legali tende ad attuare.
Sintesi: In tema di distanze, l'azione risarcitoria diretta alla tutela non del diritto dominicale fondiario, ma dell'integrità anche economica del suo oggetto, può essere esercitata anche nei confronti dell'autore materiale dell'edificazione illegittima, al fine di ottenere la condanna al ristoro del danno per gli effetti economicamente pregiudizievoli dell'illecito aquiliano.
Estratto: «4) Da accogliere è il terzo motivo di ricorso,che lamenta che la Corte d'appello abbia confermato la carenza di legittimazione passiva tanto dell'eredità giacente di Carlo RE, quanto del nuovo proprietario del manufatto oggetto di denuncia, sig. F.. La sentenza ha ritenuto che la domanda non poteva essere proposta contro R.C., perché non più proprie... _OMISSIS_ ...