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Timestamp: 2019-02-22 19:05:10+00:00
Document Index: 137480935

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 48', 'art. 6', 'art. 71', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 71', 'art. 48', 'art. 19']

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SERVIZI CONNESSI ALL ESERCIZIO DELL ATTIVITA SPORTIVA
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1 SERVIZI CONNESSI ALL ESERCIZIO DELL ATTIVITA SPORTIVA - SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE - ATTIVITA COMMERCIALE DI VICINATO - PUBBLICITA VISIVA E FONICA
2 FONTI NORMATIVE Regolamento Comunale Del. C.C. 21 del per la concessione in gestione degli impianti sportivi di proprietà comunale Convenzione che regola i rapporti fra l Amm.ne e i soggetti assegnatari degli impianti polisportivi L.R. 28/2005 e ss.sm.ii. - Codice del Commercio D.P.R. 235/2001 Somministrazione nei circoli D.L.gs. 59 del attuazione della direttiva 2006/123/CE - art. 71 requisiti di accesso e di esercizio delle attività commerciali
3 COSA PREVEDE LA NORMA Regolamento Comunale Del. C.C. 71/ art. 2 tra le parti funzionali dell impianto vi sono anche i servizi connessi all esercizio dell attività sportiva quali : somministrazione, una attività commerciale di vicinato per la vendita di articoli sportivi strettamente correlati con le attività sportive praticate, impianti pubblicitari. Convenzione - art. 6 riconosce al concessionario il diritto ad esercitare le sopra richiamate attività
4 SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE art Codice del Commercio per somministrazione s intende la vendita per il consumo sul posto che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell esercizio o in una superficie aperta al pubblico, appositamente attrezzati e gestiti per la funzionalità dell esercizio
5 SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE Art. 48 esercizi di somministrazione fuori parametro: quelli nei quali la somministrazione viene effettuata congiuntamente ad attività prevalente di spettacolo, trattenimento e svago, sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari, impianti sportivi, nonché congiuntamente ad attività culturali, in cinema, teatri,musei, librerie, gallerie d arte. quelli svolti nelle sedi istituzionali delle associazioni e dei circoli di cui all art. 2 del Dpr 235/2001 (circoli affiliati ad un ente nazionale)
6 ATTIVITÀ NON SOGGETTA AI REQUISITI COMUNALI (esercizi di somministrazione fuori parametro) Rappresentano tutti i casi in cui l attività di somministrazione è rivolta ad un pubblico predeterminato (mense aziendali, scuole, ospedali caserme, treni, navi) ma anche i casi in cui sia prevalente l attività di spettacolo (discoteche, sale da gioco), commerciale (librerie), culturale (musei, teatri) o sportiva (campi di calcio, tennis, piscine, palestre, stadi, ippodromi) Il criterio della prevalenza dell attività viene definito oggettivamente dalla superficie destinata all attività accessoria di somministrazione rispetto all attività principale (qualificata in una percentuale autocertificabile da parte dell impresa, pari al 25% massimo della superficie totale aperta al pubblico, ovvero quella complessivamente a disposizione per lo svolgimento dell attività sportiva) Nel caso della prevalenza di attività sportiva la scelta da parte del gestore di svolgere attività di somministrazione all interno dell impianto sportivo rappresenta la naturale integrazione dell attività principale, dalla cui gestione possono scaturire le risorse finanziarie necessarie a sostenere l attività sportiva.
7 LA SOMMINISTRAZIONE RISERVATA AI SOCI DEL CIRCOLO SPORTIVO Fra le tipologie di somministrazione dell art. 48 del Codice del Commercio escluse dalla programmazione comunale si colloca la somministrazione effettuata in forma diretta dai soci del Circolo ricreativo, culturale, sportivo (associato ad ente nazionale come prevede la specifica normativa D.P.R. 235/2001) o tramite affidamento ad un soggetto esterno impresa in possesso dell organizzazione e dei requisiti professionali per svolgere l attività di somministrazione. In entrambi i casi la somministrazione deve svolgersi nei locali sede del circolo e può rivolgersi esclusivamente ai soci.
8 ATTIVITA COMMERCIALE DI VICINATO Art. 16 Codice del Commercio l apertura, il trasferimento di sede e l ampliamento della superficie di vendita fino al limite di 250 mq e la modifica di settore merceologico di un esercizio di vicinato sono soggetti a previa dichiarazione di inizio attività al Comune e possono essere effettuati dalla data di ricevimento della dichiarazione
9 FRUITORI DELL ATTIVITA ACCESSORIA I servizi accessori connessi all attività principale di impianto sportivo sono, ancorché gestiti in forma imprenditoriale, destinati al pubblico generico frequentatore dell impianto sportivo, a qualunque titolo accedano a tale impianto, non necessariamente solo gli iscritti (utilizzatore diretto, visitatore, accompagnatore, spettatore, ecc..) purché il servizio sia svolto NELL ORARIO DI APERTURA DELL IMPIANTO SPORTIVO L impianto sportivo non può essere tenuto aperto solo per l esercizio delle attività accessorie (ad esempio se l utilizzo degli impianti termina alle 23 le attività accessorie di somministrazione e commercio non possono continuare in maniera indipendente oltre tale orario) Nel caso in cui si svolga attività di somministrazione o di commercio legata ad eventi o manifestazioni organizzate nell ambito delle attività previste dalla Convenzione sull area in concessione, occorre presentare la comunicazione al SUAP con l apposito modello
10 TITOLARITA DELL ATTIVITA ACCESSORIA - nel caso in cui l attività accessoria non venga gestita direttamente dal concessionario bensì, in base alla facoltà di cui al punto C) dell art. 6 della Convenzione, venga subconcessa ad altro soggetto, dovrà essere quest ultimo, previa dimostrazione dell ottemperanza di tutti i requisiti di legge, a comunicare l avvio dell attività accessoria (somministrazione o commercio al dettaglio) - l attività NON potrà essere ulteriormente sub-concessa - nel caso in cui il rapporto di sub-affidamento si interrompa e venga individuato un nuovo sub-concessionario, il precedente dovrà comunicare la cessazione dell attività accessoria (alla Direzione Sviluppo Economico) e il nuovo soggetto dovrà presentare nuova dichiarazione di avvio dell attività accessoria (non potendosi configurare ipotesi di subingresso )
11 PRESCRIZIONI E LIMITI REQUISITI IGIENICO SANITARI: deve essere presentata apposita Notifica Igiene degli Alimenti ai sensi del Reg. CE 852/2004. In essa viene indicata la tipologia dell attività svolta ORARI: le attività accessorie devono essere svolte durante l orario di apertura dell impianto sportivo LIMITAZIONI MERCEOLOGICHE: nell esercizio di vicinato possono essere venduti solo articoli sportivi strettamente connessi con le attività sportive praticate sull impianto VENDITA PER ASPORTO: l esercizio di somministrazione fuori parametro NON è abilitato a vendere i prodotti che somministra anche per asporto
12 IDONEITA DEI LOCALI Se locali che ospitano le attività accessorie, ancorché parti funzionali dell impianto sportivo, necessitano di interventi edilizi di adeguamento (es. servizi igienici, magazzini ecc..), le relative pratiche devono essere presentate al Suap presso la Direzione Sviluppo Economico
13 REQUISITI SPECIFICI PERSONALI - Morali (art. 71 D.L.gs. 59/2010) 1. Non possono esercitare l'attivita' commerciale di' vendita e di somministrazione: a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione; b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale; c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione; d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanita' pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale; e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o piu' condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attivita', per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali; f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza non detentive; 2. Non possono esercitare l'attivita' di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralita' pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, per infrazioni alle norme sui giochi. 3. Il divieto di esercizio dell'attivita', ai sensi del comma 1, lettere b), e), d), e) e f) permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena e' stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. 4. Il divieto di' esercizio dell'attivita' non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione. 5. In caso di societa', associazioni od organismi collettivi i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attivita' commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252.
14 REQUISITI SPECIFICI PERSONALI - Professionali (art. 71 D.L.gs. 59/2010) 6. L'esercizio, in qualsiasi forma, di un'attivita' di commercio relativa al settore merceologico alimentare e di un'attivita' di somministrazione di alimenti e bevande, anche se effettuate nei confronti di una cerchia determinata di persone, e' consentito a chi e' in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali: a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano; b) avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l'attivita' nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualita' di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualita' di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore in qualita' di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'istituto nazionale per la previdenza sociale; c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purche' nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti. 3. Sono abrogati i commi 2, 4 e 5 dell'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e l'articolo 2 della legge 25 agosto 1991, n. 287.
15 LA MODULISTICA SOMMINISTRAZIONE: Modello PE art. 48 Avvio/Modifica attività di somministrazione fuori programmazione comunale Notifica Igiene degli Alimenti COMMERCIO AL DETTAGLIO: Modello CF1 Esercizio di Vicinato Notifica Igiene degli Alimenti (se settore alimentare)
16 CONTATTI Per contattare gli uffici della Direzione Sviluppo Economico: P.O. Attività di Somministrazione Dott. Franco Ferrera tel fax (mart-giov dalle ore 15,00 alle ore 17,00) mail: P.O. Commercio in sede fissa Dott.ssa Valentina Brandi tel fax (mart-giov dalle ore 15,00 alle ore 17,00) mail: Sportelli per il pubblico Lun-Merc dalle ore 9,00 alle 13,00 Giov dalle ore 15,00 alle ore 17,00
VENDITA PRESSO IL DOMICILIO DEI CONSUMATORI - Definizione - Pre-requisiti - Cosa occorre fare - Informazioni sull istanza - Normativa di riferimento - Codice attività ATECO - Annotazioni DEFINIZIONE La
ALL UNIONE DEI COMUNI VALLE DEL SAVIO SERVIZIO ATTIVITA ECONOMICHE UFFICIO POLIZIA AMMINISTRATIVA Piazza del Popolo n.
SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA DI SOMMINISTRAZIONE TEMPORANEA DI ALIMENTI E BEVANDE ai sensi dell art. 19 della Legge n. 241/1990 e successive modifiche Art. 10, comma 1, L.R. 26.7.2003, n.