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Timestamp: 2020-07-08 00:28:47+00:00
Document Index: 13640609

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 76', 'art. 87', 'art. 12', 'art. 333', 'art. 334', 'art. 24', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 115', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 18']

Decreto Legislativo 22 maggio 1999, n. 185 recante "Attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza" - Aeranti
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Decreto Legislativo 22 maggio 1999, n. 185 recante “Attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza”
DECRETO LEGISLATIVO 22 maggio 1999, n.185
(Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.143 del 21 giugno 1999)
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee (G.U.C.E.).
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
– La direttiva 97/7/CE e’ pubblicata in G.U.C.E.
– La legge 24 aprile 1998, n. 128, reca:
“Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee. (Legge comunitaria 1995-1997)”.
– Il decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50, reca:
“Attuazione della direttiva 85/577/CEE in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali”.
– La legge 23 agosto 1988, n. 400, reca: “Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
a) di fornitura di servizi la cui esecuzione sia iniziata, con l’accordo del consumatore, prima della scadenza del termine di sette giorni previsto dal comma 1;
2. In caso di mancata esecuzione dell’ordinazione da parte del fornitore, dovuta alla indisponibilita’, anche temporanea, del bene o del servizio richiesto, il fornitore, entro il termine di cui al comma 1, informa il consumatore, secondo le modalita’ di cui all’articolo 4, comma 1, e provvede al rimborso delle somme eventualmente gia’ corrisposte per il pagamento della fornitura.
Salvo consenso del consumatore, da esprimersi prima o al momento della conclusione del contratto, il fornitore non puo’ adempiere eseguendo una fornitura diversa da quella pattuita, anche se di valore e qualita’ equivalenti o superiori.
– Si riporta il testo dell’art. 12 del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197, recante “Provvedimenti urgenti per limitare l’uso del contante e dei titoli al portatore nelle transazioni e prevenire l’utilizzazione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio”:
“Art. 12 (Carte di credito, di pagamento e documenti che abilitano al prelievo di denaro contante). – 1. Chiunque, al fine di trarne profitto per se’ o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire seicentomila a lire tre milioni. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto per se’ o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonche’ ordini di pagamento prodotti con essi”.
– Si riporta il testo degli articoli 13 e 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, recante:
“Modifiche al sistema penale”:
“Art. 13 (Atti di accertamento). – Gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione e’ prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.
Possono altresi’ procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa, nei modi e con i limiti con cui il codice di procedura penale consente il sequestro alla polizia giudiziaria.
E’ sempre disposto il sequestro del veicolo a motore o del natante posto in circolazione senza essere coperto dall’assicurazione obbligatoria e del veicolo posto in circolazione senza che per lo stesso sia stato rilasciato il documento di circolazione.
All’accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, i quali, oltre che esercitare i poteri indicati nei precedenti commi, possono procedere, quando non sia possibile acquisire altrimenti gli elementi di prova, a perquisizioni in luoghi diversi dalla privata dimora, previa autorizzazione motivata del pretore del luogo ove le perquisizioni stesse dovranno essere effettuate. Si applicano le disposizioni del primo comma dell’art. 333 e del primo e secondo comma dell’art. 334 del codice di procedura penale.
E’ fatto salvo l’esercizio degli specifici poteri di accertamento previsti dalle leggi vigenti”.
“Art. 17 (Obbligo del rapporto). – Qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, il funzionario o l’agente che ha accertato la violazione, salvo che ricorra l’ipotesi prevista nell’art. 24, deve presentare rapporto, con la prova delle eseguite contestazioni o notificazioni, all’ufficio periferico cui sono demandati attribuzioni e compiti del Ministero nella cui competenza rientra la materia alla quale si riferisce la violazione o, in mancanza, al prefetto.
Nelle materie di competenza delle regioni e negli altri casi, per le funzioni amministrative ad esse delegate, il rapporto e’ presentato all’ufficio regionale competente.
Per le violazioni dei regolamenti provinciali e comunali il rapporto e’ presentato, rispettivamente, al presidente della giunta provinciale o al sindaco. L’ufficio territorialmente competente e’ quello del luogo in cui e’ stata commessa la violazione. Il funzionario o l’agente che ha proceduto al sequestro previsto dall’art. 13 deve immediatamente informare l’autorita’ amministrativa competente a norma dei precedenti commi, inviandole il processo verbale di sequestro.
Con il decreto indicato nel comma precedente saranno stabilite le modalita’ relative alla esecuzione del sequestro previsto dall’art. 13, al trasporto ed alla consegna delle cose sequestrate, alla custodia ed alla eventuale alienazione o distruzione delle stesse; sara’ altresi’ stabilita la destinazione delle cose confiscate. Le regioni, per le materie di loro competenza, provvederanno con legge nel termine previsto dal comma precedente”.
– Si riporta il testo dell’art. 3 delle legge 30 luglio 1998, n. 281 recante: “Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti”:
“Art. 3 (Legittimazione ad agire). – 1. Le associazioni dei consumatori e degli utenti inserite nell’elenco di cui all’art. 5 sono legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi, richiedendo al giudice competente:
c) di ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o piu’ quotidiani a diffusione nazionale oppure locale nei casi in cui la pubblicita’ del provvedimento puo’ contribuire a correggere o eliminare gli effetti delle violazioni accertate.
2. Le associazioni di cui al comma 1 possono attivare, prima del ricorso al giudice, la procedura di conciliazione dinanzi alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio a norma dell’art. 2, comma 4, lettera a), della legge 29 dicembre 1993, n. 580. La procedura e’, in ogni caso, definita entro sessanta giorni.
4. Il pretore, accertata la regolarita’ formale del processo verbale, lo dichiara esecutivo con decreto. Il verbale di conciliazione omologato costituisce titolo esecutivo.
5. In ogni caso l’azione di cui al comma 1 puo’ essere proposta solo dopo che siano decorsi quindici giorni dalla data in cui le associazioni abbiano richiesto al soggetto da esse ritenuto responsabile, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, la cessazione del comportamento lesivo degli interessi dei consumatori e degli utenti.
7. Fatte salve le norme sulla litispendenza, sulla continenza, sulla connessione e sulla riunione dei procedimenti, le disposizioni di cui al presente articolo non precludono il diritto ad azioni individuali dei consumatori che siano danneggiati dalle medesime violazioni”.
Dato a Roma, addi’ 22 maggio 1999
Bersani, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato Dini, Ministro degli affari esteri
Amato, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica Visto, il Guardasigilli: Diliberto
– Si riporta il testo dell’art. 9 del decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50, recante “Attuazione della direttiva 85/577/CEE in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali”:
“Art. 9 (Altre forme speciali di vendita).
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano anche ai contratti riguardanti la fornitura di beni o la prestazione di servizi, negoziati fuori dei locali commerciali sulla base di offerte effettuate al pubblico tramite il mezzo televisivo o altri mezzi
audiovisivi, e finalizzate ad una diretta stipulazione del contratto stesso, nonche’ ai contratti conclusi mediante l’uso di strumenti informatici e telematici.
2. Per i contratti di cui al comma 1, l’informazione sul diritto di cui all’art. 4 deve essere fornita nel corso della presentazione del prodotto o del servizio oggetto del contratto, compatibilmente con le particolari esigenze poste dalle caratteristiche dello strumento impiegato e dalle relative evoluzioni tecnologiche. Per i contratti negoziati sulla base di una offerta effettuata tramite il mezzo televisivo l’informazione deve essere fornita all’inizio e nel corso della trasmissione nella quale sono contenute le offerte. L’informazione di cui all’art. 5 deve essere altresi’ fornita per iscritto, con le modalita’ previste dal comma 3 di tale articolo, non oltre il momento in cui viene effettuata la consegna della merce. Il termine per l’invio della comunicazione, indicato nel precedente art. 6, decorre dalla data di ricevimento della merce”.
– Si riporta il testo degli articoli 18 e 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante: “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’art. 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59”:
“Art. 18 (Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione). – 1. La vendita al dettaglio per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione e’ soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale. L’attivita’ puo’ essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.
3. Nella comunicazione di cui al comma 1, deve essere dichiarata la sussistenza del possesso dei requisiti di cui all’art. 5 e il settore merceologico.
6. Chi effettua le vendite tramite televisione per conto terzi deve essere in possesso della licenza prevista dall’art. 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
7. Alle vendite di cui al presente articolo si applicano altresi’ le disposizioni di cui al decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50, in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali”.
“Art. 19 (Vendite effettuate presso il domicilio dei consumatori). – 1. La vendita al dettaglio o la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori, e’ soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale.
3. Nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza dei requisiti di cui all’art. 5 e il settore merceologico.
4. Il soggetto di cui al comma 1, che intende avvalersi per l’esercizio dell’attivita’ di incaricati, ne comunica l’elenco all’autorita’ di pubblica sicurezza del luogo nel quale ha la residenza o la sede legale e risponde agli effetti civili dell’attivita’ dei medesimi. Gli incaricati devono essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 5, comma 2.
5. L’impresa di cui al comma 1, rilascia un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate, che deve ritirare non appena esse perdano i requisiti richiesti dall’art. 5, comma 2.
9. Alle vendite di cui al presente articolo si applica altresi’ la disposizione dell’art. 18, comma 7″.