Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/624
Timestamp: 2019-11-23 01:41:17+00:00
Document Index: 26589391

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 669', 'art. 612', 'art. 624', 'art. 617', 'art. 624', 'art. 617', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 474', 'art. 624', 'art. 617', 'art. 615', 'art. 624', 'art. 491', 'art. 624', 'art. 624', 'art. 615', 'art. 624', 'art. 615', 'sentenza ', 'art. 624', 'art. 624', 'art. 644', 'art. 624', 'art. 624', 'art. 624', 'art. 617', 'art. 624', 'art. 618', 'art. 624', 'art. 624', 'sentenza ', 'art. 669', 'art. 642', 'art. 624', 'art. 624']

Sospensione per opposizione all’esecuzione
IV. La disposizione di cui al terzo comma si applica, in quanto compatibile, anche al caso di sospensione del processo disposta ai sensi dell’articolo 618. (1)
Ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo in sede di opposizione a precetto – Reclamabilità.
Il provvedimento con il quale il giudice dell’opposizione all’esecuzione, proposta prima che questa sia iniziata ed ai sensi del primo comma dell’art. 615 cod. proc. civ., decide sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo è impugnabile col rimedio del reclamo ai sensi dell’art. 669-terdecies cod. proc. civ. al collegio del tribunale cui appartiene il giudice monocratico – o nel cui circondario ha sede il giudice di pace – che ha emesso il provvedimento. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Luglio 2019, n. 19889. Segue...
Ordinanza ex art. 612 c.p.c. – Reclamo ex art. 624 c.p.c. ed opposizione ex art. 617 c.p.c. – Limiti – Appello – Esclusione.
In tema di esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare, l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che decida in ordine alla portata sostanziale del titolo esecutivo ed all'ammissibilità dell'azione esecutiva non è appellabile, ma reclamabile ex art. 624 c.p.c. ove tale decisione sia stata presa solo in vista della mera sospensione della procedura (che resta pendente) in attesa dell'esito del giudizio di merito da instaurare, mentre è opponibile ai sensi dell'art. 617 c.p.c. ove abbia dichiarato la definitiva chiusura del processo esecutivo. In nessun caso è possibile la proposizione dell'appello. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato senza rinvio la sentenza di accoglimento dell'appello proposto dagli istanti in esecuzione per obblighi di fare avverso l'ordinanza con la quale il giudice dell'esecuzione aveva dichiarato ineseguibile la sentenza di accertamento della linea di confine tra due fondi e di condanna all'apposizione di cippi e alla ricostruzione della canalina ivi esistente, e improcedibile l'esecuzione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Giugno 2019, n. 17440. Segue...
Il contratto di mutuo condizionato risulta, quindi, inidoneo ad essere impiegato come titolo esecutivo dal mutuante, atteso che, nonostante sia stato stipulato con atto notarile, difetta dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità di cui all’art. 474 c.p.c. e, pertanto, in tali casi deve necessariamente essere disposta la sospensione dell’esecuzione, ricorrendo i gravi motivi previsti dall’art. 624 c.p.c. (Vincenzo Cancrini) (Beatrice Cancrini) (riproduzione riservata) Tribunale Tivoli, 05 Aprile 2019. Segue...
Esecuzione forzata – Dichiarazione di improcedibilità – Impugnazione del provvedimento.
Nei casi in cui il giudice dell’esecuzione dichiari l’improcedibilità (o l’estinzione cd. atipica, o comunque adotti altro provvedimento di definizione) della procedura esecutiva in base al rilievo della mancanza originaria o sopravvenuta del titolo esecutivo o della sua inefficacia, il provvedimento adottato in via né sommaria né provvisoria, a definitiva chiusura della procedura esecutiva, è impugnabile esclusivamente con l’opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c.; diversamente, se adottato in seguito a contestazioni del debitore prospettate mediante una formale opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., in relazione alla quale il giudice abbia dichiarato di volersi pronunziare, il provvedimento sommario di provvisorio arresto del corso del processo esecutivo, che resta perciò pendente, è impugnabile con il reclamo ai sensi dell’art. 624 c.p.c.. Al fine di distinguere tra le due ipotesi deve ritenersi decisivo indice della natura definitiva del provvedimento la circostanza che con esso sia disposta (espressamente, o quanto meno implicitamente, ma inequivocabilmente) la liberazione dei beni pignorati. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 Febbraio 2019, n. 4961. Segue...
Esecuzione forzata – Opposizione a precetto – Reclamabilità per via sistematica o analogica dell’ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo – Esclusione.
Inoltre l’applicazione analogica della disciplina dettata per la fase esecutiva (e, dunque, dal pignoramento in poi ex art. 491 c.p.c.) nell’art. 624 c.p.c., sembrerebbe esclusa da ragioni di carattere ermeneutico e sistematico: l’art. 624 c.p.c., innanzitutto, è norma dettata esclusivamente per il processo di esecuzione, essendo diretta a disciplinare l’attività del g.e. e stante l’espresso richiamo all’esecuzione forzata; l’ordinanza ex art. 615 co. 1 c.p.c., invece, andrebbe ricondotta ai provvedimenti sommari di natura inibitoria, piuttosto che cautelare in senso proprio, atteso che il periculum in sede di opposizione a precetto è immanente nella necessità di evitare l’esercizio illegittimo dell’azione esecutiva, con la conseguenza che laddove l’opposizione presenti immediatamente un elevato grado di fondatezza, operando un concreto bilanciamento dei contrapposti interessi, occorre inibire un’esecuzione contra ius, che deve essere oggetto di verifica puntuale e rigorosa, a differenza dei procedimenti cautelati in cui il periculum va apprezzato alla luce del concreto pregiudizio paventato in danno al destinatario del provvedimento (cfr. Trib. Napoli, Ordinanza del 7.4.2015, Pres. Di Lorenzo - Est. Di Lonardo).
In definitiva non sussistono valide ragioni - né di ordine costituzionale, né di natura sistemica - per ritenere necessaria l’equiparazione, quanto al regime delle impugnazioni, delle ordinanze “sospensive” adottate in sede esecutiva (art. 624 c.p.c.) con le ordinanze di (concessione o diniego della) sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo ex art. 615 co. 1 c.p.c., trattandosi questi ultimi di provvedimenti suscettibili di riesame (nel senso della conferma o della revoca) con la sentenza che definisce il giudizio e residuando, in ogni caso, il rimedio ex art. 624 c.p.c. per l’eventualità (affatto scontata) di avvio del processo esecutivo. (Dario Nardone) (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 28 Gennaio 2019. Segue...
Tasso soglia usura - Riferimento per i mutui a SAL - Mutui ipotecari .
I mutui a stato avanzamento lavori (SAL) vanno collocati nella categoria dei “mutui ipotecari” e non in quella degli “altri finanziamenti”, essendo il rischio ridimensionato e proporzionale atteso che l’istituto di credito acconsente alla erogazione dopo aver verificato l’avanzamento dei lavori e quindi l’incremento di valore del bene oggetto di garanzia reale, già considerato a garanzia della prima erogazione.
Il peso della garanzia ipotecaria rende meno rischioso il finanziamento e quindi giustifica un tasso di interesse più contenuto poiché al momento della prima erogazione, se è vero che l'opera non è ancora iniziata, esiste pur sempre il terreno edificabile oggetto di ipoteca che ha un valore di cui si deve tener conto nella determinazione del rischio effettivo mentre, per le successive erogazioni, il versamento avviene dopo la constatazione dello stato di avanzamento dei lavori.
In senso contrario non soccorrono le istruzioni della Banca d'Italia (versione agosto 2009), poiché, ad una più attenta lettura, si evince che nella categoria "altri finanziamenti" sono collocati i mutui che prevedono l'erogazione a stato di avanzamento lavori, senza specificazione dell'ulteriore connotato costituito dalla effettiva garanzia ipotecaria; per cui l’allineamento ai mutui chirografari, contenuto nella definizione della stessa categoria "10", lascia intendere che siano stati considerati come "altri finanziamenti" i mutui a SAL non adeguatamente garantiti da ipoteca su beni già esistenti, il cui valore non sia in grado, cioè, di supportare la prima erogazione. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 21 Dicembre 2018. Segue...
Esecuzione forzata - Sospensione - Istanza per la prosecuzione - Termine.
I creditori possono depositare istanza per la prosecuzione della procedura sospesa ai sensi dell'art. 624 bis c.p.c. in ogni momento successivo al deposito dell'ordinanza che ha disposto la sospensione e fino a dieci giorni dalla cessazione del periodo di sospensione.
L’istanza non richiede formule sacramentali, essendo necessario soltanto che il creditore manifesti la volontà che l’esecuzione riprenda il suo corso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 05 Aprile 2018. Segue...
Tasso di mora usurario – Non debenza di alcun interesse – Sospensione dell’esecuzione se all’epoca del precetto non v’è morosità in linea capitale – Sussiste.
In tal caso, se all’epoca del precetto non può configurarsi inadempimento, ne discende l’illegittimità del pignoramento che giustifica l’accoglimento della chiesta sospensione della procedura esecutiva. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 01 Marzo 2018. Segue...
Tasso di mora usurario – Non debenza di alcun interesse – Illegittima la maggiorazione del 2,1% del tasso di mora – Sospensione dell’esecuzione se alla data della risoluzione o del precetto non v’è morosità in linea capitale – Sussiste.
Qualora il tasso di mora pattuito sia di poco inferiore al tasso soglia vigente al momento pattizio, dovendosi tener conto di tutte le voci di costo del rapporto come prescrive l’art. 644 c.p., si rende necessario, in sede istruttoria del giudizio di merito a cognizione piena, accertare l’incidenza di tali costi sul TAEG contrattuale, oltre all’incidenza, sul computo del tasso effettivo, dell’interesse di mora da pagare non solo sulle rate insolute, ma anche sul capitale residuo in caso di inadempimento.
Non può condividersi il criterio invocato dalla banca che, nel computo della soglia rispetto agli interessi di mora, invoca una maggiorazione del 2,1%, trattandosi di criterio che non trova alcun referente positivo avendo il legislatore delineato precisamente il criterio di computo del tasso soglia, modificato nel 2011.
Come anche confermato da Cass. Civ. Sez. VI 04.10.2017 n. 23192, l’usurarietà pattizia del tasso di mora comporta la non debenza di alcun interesse, neanche corrispettivo, sicché quanto pagato dal mutuatario va imputato integralmente al capitale da restituire.
In tal caso, se alla data di comunicazione della risoluzione del mutuo ovvero di notifica dell’atto di precetto quanto complessivamente versato dal mutuatario estingue il debito in linea capitale, la morosità non sussiste e l’esecuzione va sospesa ricorrendo i gravi motivi ex art. 624 c.p.c., attesa anche la serietà delle questioni sollevate con l’opposizione (cfr. Cass. 22033/2011). (Dario Nardone) (Giuseppe Baldassarre) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 11 Gennaio 2018. Segue...
Tasso di mora usurario - Non debenza di alcun interesse - Sospensione dell’esecuzione se al momento della risoluzione non v’è morosità in linea capitale - Sussiste.
In tal caso, se alla data di comunicazione della risoluzione del mutuo quanto complessivamente versato dal mutuatario estingue il debito in linea capitale, la morosità non sussiste, difetta il titolo esecutivo e l’esecuzione va sospesa ricorrendo i gravi motivi ex art. 624 c.p.c.
Attesa la nullità ab origine della clausola usuraria, il difetto originario del credito si risolve in un vizio genetico del titolo esecutivo inficiante ab initio l’intera procedura esecutiva, con effetto travolgente i successivi interventi di creditori seppur titolati (Cass. SS. UU. Sentenza 7 gennaio 2014, n. 6). (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 24 Ottobre 2017. Segue...
Esecuzione forzata - Estinzione del processo - In genere - Art. 624, comma 3, c.p.c. nel testo introdotto dalla l. n. 69 del 2009 - Estinzione del processo esecutivo sospeso - Estinzione del giudizio di merito sull'opposizione - Riconducibilità.
L'estinzione del processo esecutivo sospeso ai sensi dell'art. 624, comma 3, c.p.c. (nella formulazione introdotta dalla l. n. 69 del 2009) si produce anche in caso di estinzione del giudizio di merito sull'opposizione, pur tempestivamente introdotto o riassunto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Marzo 2017, n. 7043. Segue...
Espropriazione forzata - Delega delle operazioni ad un professionista - Impugnazione diretta degli atti del professionista - Esclusione.
Questo giudice non ignora che, per giurisprudenza consolidata, il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi di cui all'art. 617 c.p.c. è esperibile esclusivamente nei confronti di atti riferibili al giudice dell'esecuzione, il quale è l'unico titolare del potere di impulso e controllo del processo esecutivo; pertanto, ove tale giudice abbia delegato ad un notaio lo svolgimento delle operazioni, gli atti assunti dal professionista possono essere sottoposti al controllo del giudice dell'esecuzione nelle forme desumibili dalla disciplina del procedimento esecutivo azionato, ma non possono essere impugnati direttamente con l'opposizione agli atti esecutivi (in questi termini Cass. 8868/2011, per medesime considerazioni Cass. ord. 20 gennaio 2011 n. 1335). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Maggio 2016. Segue...
Espropriazione forzata - Vendite delegate professionisti - Impugnazione degli atti del processo esecutivo - Termine e decorrenza - Esaurimento del sub-procedimento gestito dal professionista - Compimento del primo atto adottato dal giudice dell'esecuzione successivamente a quello viziato.
Quando si tratta di vendite delegate a professionisti, il principio generale dell'onere dell'impugnazione degli atti del processo esecutivo immobiliare entro il termine decorrente dall'esaurimento della fase, ovvero del sub-procedimento nel quale si inserisce l'atto impugnato (sulla strutturazione del processo esecutivo, soprattutto immobiliare, come serie di sub-procedimenti, ciascuno dei quali consistente in autonoma serie di atti ordinati a distinti provvedimenti successivi, la giurisprudenza è costante: tra le ultime, v. Cass. 29 settembre 2009 n. 20814), va temperato nel senso che il termine stesso decorre dal compimento (o dalla legale conoscenza) del primo atto adottato dal giudice dell'esecuzione successivamente a quello viziato (in questi termini Cass. 8868/2011) (nel caso di specie dal decreto di trasferimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Maggio 2016. Segue...
Esecuzione – Rigetto richiesta di sospensione – Mancata introduzione del giudizio di merito nel termine perentorio – Reclamo – Interesse ad agire per il debitore – Mancanza – Inammissibilità.
Esecuzione – Accoglimento dell’istanza di sospensione – Mancata introduzione del giudizio di merito nel termine perentorio – Utilitas sub specie dell’estinzione del giudizio – Reclamo – Interesse ad agire per il creditore – Configurabilità.
Esecuzione – Sospensione – Provvedimento c.d. anticipatorio – Non configurabilità – Ultrattività degli effetti – Non ammissibilità..
Nel caso in cui il procedimento esecutivo non sia stato sospeso, l’unico soggetto avente interesse ad agire, ai fini di una pronuncia di merito sull’opposizione deve essere individuato nell’opponente-debitore, dal momento che il diniego della cautela consente la regolare prosecuzione della procedura a vantaggio delle altre parti, per cui in difetto dell’introduzione del merito difetterebbe l’interesse ad agire ai fini del reclamo. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)
Data l’espressa previsione dell’art. 624, comma 3, c.p.c., applicabile, nei limiti della sua compatibilità, anche alla sospensione disposta ex art. 618 c.p.c.., il debitore opponente potrebbe optare per l’istanza di estinzione ai sensi di tale ultima norma, per cui, onde prevenire il provvedimento ex art. 624, co.3°, c.p.c., “ogni altro interessato” – e, dunque, anche l’eventuale creditore opposto – ha interesse ad instaurare il giudizio di merito sull’opposizione. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)
Il provvedimento di sospensione del giudice dell’esecuzione non è integralmente anticipatorio, producendo effetti solo sul processo esecutivo, sospendendolo, ed è di tale natura da richiedere necessariamente - ai fini della stabilizzazione degli effetti - un esito ulteriore: esito, che, a seguito dell’introduzione dell’art. 624, co.3°, c.p.c., deve essere individuato, in via alternativa, nella sentenza conclusiva del giudizio di opposizione ovvero nell’estinzione della procedura esecutiva. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 04 Dicembre 2012. Segue...
Espropriazione presso terzi – Sospensione dell’esecuzione – Rigetto dell’istanza – Reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. – Ammissibilità..
E’ ammissibile il reclamo avverso l’ordinanza del giudice dell’esecuzione che rigetti l’istanza di sospensione della procedura esecutiva proposta ai sensi dell’art. 642, comma 2, codice procedura civile. (fb) Tribunale Avellino, 20 Maggio 2008, n. 0. Segue...
Processo esecutivo – Sospensione ex art. 624 c.p.c. – Omessa presentazione del reclamo ed omessa instaurazione del giudizio di opposizione – Cancellazione del pignoramento..
Deve essere ordinata, su istanza dell’opponente, la cancellazione del pignoramento qualora l’ordinanza di sospensione del processo esecutivo ai sensi del primo comma dell’art. 624 c.p.c. non sia stata fatta oggetto di reclamo e non sia stato proposto giudizio di merito sull’opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Mantova, 08 Marzo 2007. Segue...