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Timestamp: 2017-11-24 14:29:49+00:00
Document Index: 186242521

Matched Legal Cases: ['art. 221', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 54', 'art. 20', 'art. 52', 'art. 30', 'art. 142', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 38', 'art. 2135', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 5', 'art. 240', 'art. 245']

Articoli di Settembre 2014
1 T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014
Il proprietario dell’immobile deve sempre e comunque ritenersi passivamente legittimato rispetto al provvedimento di demolizione, indipendentemente dall’essere o meno estraneo alla realizzazione dell’abuso
2 T.A.R. Marche, Sezione I, maggio 2014
[A] Il responsabile dell’abuso non può essere ritenuto inadempiente ad un ordine di demolizione se, nel momento in cui il provvedimento va eseguito, egli ha perso la disponibilità del bene. [B] Sui concetti di definitività e di inoppugnabilità dell’atto amministrativo
3 T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, maggio 2014
[A] Sulla necessità o meno del permesso i costruire per l’installazione di un chiosco da adibire a bar. [B] In tema di autorizzazione paesaggistica, l’onere di puntuale motivazione non sussiste solo in caso di diniego del titolo, non essendo dubbia la sua doverosità per l’assenso
4 T.A.R. Toscana, Sezione III, maggio 2014
La qualità di responsabile dell’abuso non appare sufficiente a chiedere la sanatoria edilizia
5 Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2014
Già nel regime dell'art. 221 del Testo unico delle leggi sanitarie e dell'art. 4 del d.P.R. n. 425 del 1994, ed ora nel regime degli art. 24 e 25 del d.P.R. n. 380 del 2001, è condizionato non soltanto alla salubrità degli ambienti, ma anche alla conformità edilizia dell'opera
6 T.A.R. Toscana, Sezione III, maggio 2014
[A] Sull’ordinanza contingibile ed urgente con la quale il Sindaco del Comune di Prato Il Sindaco del Comune di Prato ha ordinato lo sgombero di locali adibiti ad attività produttiva ed a dormitori, ricavati con pareti in cartongesso e privi di aerazione, ovvero a cucina e servizi igienici (anch’essi privi di aerazione), contigui agli spazi adibiti all’attività lavorativa. [B] Il novellato art. 54 del D.Lgs. n. 267/00, che disciplina le funzioni del Sindaco quale ufficiale di governo, introduce delle innovazioni non di poco conto quali, in particolare, un ampliamento del campo di intervento dell’Autorità Locale che si estende verso ambiti volti a preservare e salvaguardare i concetti di “incolumità pubblica” e “sicurezza urbana”. [C] Sulle irregolarità accertate dalla p.a. che hanno comportato la dichiarazione di inagibilità dell’immobile locato per uso non abitativo e sulla possibilità o meno che le stesse, determinino la nullità del contratto stesso per impossibilità dell’oggetto
7 T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, maggio 2014
Sull’adozione di un PRG e sulla possibilità o meno che possono discendere in capo agli interessati aspettative edificatorie qualificate rispetto alle successive scelte pianificatorie operate in via definitiva dal Comune
8 T.A.R. Liguria, Sezione I, maggio 2014
[A] Al fine della formazione dell'acquiescenza, non è sufficiente un atteggiamento di mera tolleranza contingente e neppure il compimento di atti resi necessari od opportuni, nell'immediato, dall'esistenza di un provvedimento allo stato lesivo e in una logica soggettiva di riduzione del pregiudizio. [B] Sulla piena conoscenza dalla quale decorre il termine decadenziale per la proposizione dell'impugnazione avverso il titolo edilizio. [C] In caso di lavori edilizi da eseguirsi anche su parti indicate come comuni del fabbricato, laddove si tratti di opere non connesse all'uso normale della cosa comune (come nel caso di trasformazione tramite una nuova bucatura), essi devono essere preceduti dal previo assenso dei comproprietari
9 C.G.A.R.S., maggio 2014
La pretesa all’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione non ha la consistenza di un diritto soggettivo del concessionario ma rappresenta una facoltà autorizzatoria del Comune
10 T.A.R. Toscana, Sezione III, maggio 2014
[A] Anche dopo il d.l. n. 70/2011 il comma ottavo dell’art. 20 DPR n. 380/2001 continua ad escludere la formazione del silenzio − assenso nelle ipotesi in cui l’intervento edilizio ricada in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale o culturale. [B] Sulla l. r. Toscana n. 1/2005 che separa i contenuti della pianificazione urbanistica in due livelli, distinguendo (art. 52) la pianificazione territoriale (affidata al Piano strutturale) e il governo del territorio (affidata al Regolamento urbanistico, al Piano complesso di intervento e ai Piani attuativi). [C] Sulla ricostruzione su ruderi o su edificio già da tempo demolito e ricadente in zona soggetta a vincolo paesaggistico
11 T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, maggio 2014
[A] La totale preclusione introdotta dalla deliberazione impugnata con riguardo al Centro storico risulta irragionevole e sproporzionata, ove rapportata ad un’attività economica quale è quella concretamente intrapresa dalla ricorrente (vendita di materiale erotico o pornografico mediante apparecchi automatici). [B] Problemi di grande spessore sociale come quello rappresentato nella relazione comunale - nella specie di inciviltà ed inosservanza delle regole nonché dell'abuso di alcolici di taluni gruppi giovanili - non possono essere unilateralmente risolti inibendo una tipologia di iniziativa economica
12 T.A.R. Sardegna, Sezione I, maggio 2014
La mera circostanza della prossimità all'opera da realizzare non è idonea a radicare un interesse all'impugnazione da parte del Comune confinante
13 T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, maggio 2014
L'indicazione dell'area di sedime, così come di quella necessaria per opere analoghe a quelle abusive, non costituisce elemento essenziale dell’ordinanza di demolizione
14 T.A.R. Marche, Sezione I, maggio 2014
Sulla realizzazione di un piazzale attraverso il disboscamento e lo spianamento di un'area agricola
15 T.R.G.A. Trento, maggio 2014
Sull’ordinanza di ripristino emessa dopo trenta anni
16 T.A.R. Toscana, Sezione III, maggio 2014
La fattispecie normativa di cui all’art. 30 del DPR n. 380 del 2001 è tale da consentire, ove integrata, l’adozione di atti amministrativi volti a colpire e sanzionare sul piano amministrativo la lottizzazione abusiva di terreni, senza che esista una sorta di pregiudiziale penale
17 T.A.R. Basilicata, Sezione I, maggio 2014
Il Giudice Ordinario è competente a conoscere le controversie instaurate per ottenere gli importi dovuti ovvero per contrastare l’Amministrazione che, servendosi impropriamente degli istituti amministrativi della revoca o dell’annullamento, ha in realtà utilizzato gli istituti civilistici della decadenza o della risoluzione
18 T.A.R. Liguria, Sezione I, maggio 2014
Sulla deroga di cui all’art. 142, comma 2, d. lgs. 42/04 secondo cui: “La disposizione di cui al comma 1, lettere a), b), c), d), e), g), h), l), m), non si applica alle aree che alla data del 6 settembre 1985: a) erano delimitate negli strumenti urbanistici , ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come zone territoriali omogenee A e B; b) erano delimitate negli strumenti urbanistici ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come zone territoriali omogenee diverse dalle zone A e B, limitatamente alle parti di esse ricomprese in piani pluriennali di attuazione, a condizione che le relative previsioni siano state concretamente realizzate; c) nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati ai sensi dell'articolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865”
19 T.A.R. Calabria Reggio Calabria, maggio 2014
[A] Le risultanze emerse nel corso di un procedimento penale ben possono indurre l’amministrazione a riconsiderare la legittimità dei propri precedenti atti e a valutare se attivare e concludere procedimenti in sede di autotutela. [B] L’esigenza di tutelare i valori riconducibili all’art. 9 della Costituzione ha una sicura preminenza rispetto all’interesse contrapposto di chi intenda continuare una attività economica sulla base di illegittimi atti
20 T.A.R. Campania Napoli, Sezione VI, maggio 2014
Sulla necessità o meno dell’autorizzazione paesaggistica per le opere pertinenziali o precarie
21 T.A.R. Toscana, Sezione III, maggio 2014
Sulle sanzioni previste in caso di frazionamento e mutamento di destinazione d’uso residenziale delle R.T.A.
22 T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, maggio 2014
[A] La VIA è finalizzata alla tutela preventiva dell’ambiente inteso nella sua più ampia accezione, con riferimento alle sue varie componenti: il paesaggio, le risorse naturali, le condizioni di vivibilità degli abitanti e gli aspetti culturali. [B] La qualificazione della V.I.A. come attività ampiamente discrezionale non può valere ad escludere l’obbligo di rendere visibile – e, dunque, intellegibile- il percorso motivazionale logico-giuridico seguito
23 T.A.R. Campania Napoli, Sezione VII, maggio 2014
[A] Il concetto di pertinenza rileva solo a fini urbanistici e non per quelli ambientali. [B] Sul vincolo paesaggistico e la realizzazione di volumi interrati
24 T.A.R. Calabria Catanzaro, maggio 2014
Sussiste un interesse personale, attuale e concreto ad impugnare tale atto in capo al proprietario frontista all’area in cui è autorizzata la realizzazione di un impianto eolico
25 T.A.R. Umbria, Sezione I, maggio 2014
Deve ritenersi possibile per il g.a., anche in sede di giurisdizione generale di legittimità, l’emanazione di pronunce di tipo dichiarativo e di condanna (adempimento) allorché non vi osti la sussistenza di profili di discrezionalità amministrativa o tecnica, come nel caso di rilascio di titoli abilitativi edilizi
26 T.A.R. Marche, Sezione I, maggio 2014
[A] La individuazione da parte delle Regioni delle aree e dei siti non idonei per l’installazione di impianti a biomasse non deve avere quale risultato finale la sottrazione di porzioni significative del territorio regionale. [B] L’installazione di impianti a biomassa può però danneggiare quelle aziende agricole confinanti che hanno affiancato alla tradizionale attività di coltivazione del fondo altre iniziative economiche (agriturismi, country houses, etc.) che presuppongono la conservazione del paesaggio agricolo tradizionale
27 T.A.R. Campania Salerno, Sezione IV, maggio 2014
A fronte dalla serie di condoni edilizi concessi negli ultimi decenni, ammettere la sostanziale estinzione di un abuso per il mero decorso del tempo significherebbe costruire una sorta di sanatoria di fatto che opererebbe anche quando l’interessato non abbia ritenuto di avvalersi del corrispondente istituto previsto dalla citata normativa premiale
28 T.A.R. Liguria, Sezione I, maggio 2014
Fino alla verifica effettiva dell’interesse culturale, i beni di cui all’art. 10 del D. Lgs. n. 42/2004 (tra i quali le pubbliche piazze) rimangono comunque soggetti alle disposizioni di tutela
29 T.A.R. Umbria, Sezione I, maggio 2014
Per giurisprudenza consolidata, il rilascio del certificato di agibilità, lungi dall'essere subordinato all'accertamento dei soli requisiti igienico-sanitari, presuppone altresì la conformità urbanistica ed edilizia dell'opera
30 T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, maggio 2014
[A] Sulla necessità o meno che il parere antisismico intervenga prima dell’adozione dello strumento urbanistico generale o particolareggiato. [B] Sul momento nel quale va acquisita la VAS tra adozione ed approvazione del piano
31 Consiglio di Stato, Sezione VI, maggio 2014
La costruzione di un parcheggio, benché interrato, determina inevitabilmente una rilevante alterazione dello stato dei luoghi, anche a considerare tutte le opere di mitigazione dell’impatto ambientale studiate e ipoteticamente realizzabili
32 Consiglio di Stato, Sezione VI, maggio 2014
Ai sensi del D.M. 471 del 1999 i parametri da controllare sull'eluato sono quelli della Tabella 2 con i relativi valori di concentrazione limite riportati, da intendersi nel senso che i valori riscontrati nella frazione granulometrica passante al vaglio di 2 mm debbano essere riferiti unicamente al peso secco della massa di materiale che è passato a tale vaglio
33 T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, maggio 2014
Sull’individuazione dell’elemento della colpa nel giudizio vertente sul risarcimento del danno da provvedimento illegittimo della pubblica amministrazione
34 C.G.A.R.S., maggio 2014
Sulla giurisdizione competente a decidere riguardo alla domanda di risarcimento del privato per la lesione dell'affidamento ingenerato dalla legittimità di atti amministrativi di cui era stato beneficiario e che poi sono stati annullati in sede giurisdizionale o anche in autotutela
35 Consiglio di Stato, Sezione VI, maggio 2014
Sull’art. 38 del D.P.R. 380 del 2001 e sui casi in cui il titolo edilizio non sia stato annullato in autotutela ma da parte del giudice amministrativo
36 T.A.R. Campania Napoli, Sezione VII, maggio 2014
Sulla ricostruzione dello jus sepulcri
37 T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Bis, maggio 2014
La stipula della convenzione urbanistica anche dopo l’approvazione formale del piano dell’intervento rappresenta un atto meramente discrezionale
38 T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Quater, maggio 2014
Sulla responsabilità o meno del proprietario locatore dell'immobile interessato da interventi abusivi realizzati dal conduttore
39 T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Ter, maggio 2014
Sulla nozione di imprenditore agricolo ai sensi dell’art. 2135 c.c.
40 T.A.R. Veneto, Sezione II, maggio 2014
Sul termine per proporre l’impugnazione delle deliberazioni comunali e sulla decorrenza dalla data di inizio pubblicazione oppure da quella di fine
41 T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione III, maggio 2014
Sulla realizzazione di un barbecue in muratura ed una voliera con tettoia coperta
42 T.A.R. Toscana, Sezione III, maggio 2014
[A] La mera illegittimità di un atto amministrativo non ne impone l’annullamento d’ufficio, in quanto l’esercizio del potere discrezionale di autotutela presuppone la ricorrenza di altri requisiti, tra i quali, come si dirà appresso, l’interesse pubblico al ritiro e la prevalenza di detto interesse su eventuali interessi privati antagonisti. [B] Sul ragionevole lasso di tempo entro il quale deve essere adottato l’atto di autotutela
43 T.A.R. Toscana, Sezione III, maggio 2014
Sulla legittimità o meno di una norma urbanistica che vieti taluni interventi ed il mutamento di destinazione d’uso di immobili condonati
44 T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, maggio 2014
[A] Sui presupposti per l’emanazione di un’ordinanza contingibile ed urgenze ex. art. 54 del D.lgs 267 del 2000. [B] Sulla giurisdizione competente a decidere la controversia relativa al recupero delle spese per l'effettuazione d'ufficio da parte di un comune di opere a tutela della pubblica incolumità oggetto di ordinanza contingibile ed urgente rimasta ineseguita dal destinatario
45 T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, maggio 2014
[A] L’onere probatorio della verifica della sussistenza di tutte le condizioni per l’applicazione del regime di favore e differenziato dei sottoprodotti e delle terre e rocce da scavo, rispetto a quello dei rifiuti è a carico di colui che lo invoca. [B] Sul recupero delle terre e rocce da scavo a mezzo di impianto mobile di cui agli artt. 214 e 216 del codice dell’ambiente
46 Consiglio di Stato, Sezione VI, maggio 2014
[A] Sulla possibilità o meno che possa costituire indice rivelatore dell'intenzione di rendere abitabile in via permanente un locale sottotetto, il fatto che questo sia suddiviso in vani distinti e comunicanti con il piano sottostante mediante una scala interna o che il piano di copertura, impropriamente definito sottotetto, costituisca in realtà una mansarda in quanto dotato di rilevante altezza media rispetto al piano di gronda. [B] Sulla nozione di volume tecnico
47 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2014
Il principio comunitario che accolla al colpevole dell’inquinamento l’onere di porvi rimedio, sia con misure di bonifica sia di messa in sicurezza, non può essere inteso come assoluto ma va contemperato con gli altri principi di precauzione, prevenzione e tutela dell’ambiente, per cui al proprietario ancorché non responsabile della situazione di inquinamento illecito si possono accollare limitati e definiti oneri di realizzazione di misure precauzionali
48 T.A.R. Toscana, Sezione II, maggio 2014
Sulla necessità o meno che i pareri resi dagli enti competenti nel procedimento di screening ambientale siano resi in sede di conferenza di servizi piuttosto che singolarmente
49 T.A.R. Toscana, Sezione II, maggio 2014
[A] L’art. 54, comma 3, c.p.a. che ha previsto come la sospensione feriale dei termini non si applichi al processo cautelare, va inteso nel senso che è possibile la trattazione delle domande cautelari anche nel periodo di sospensione feriale dei termini ai sensi dell’art. 5 L. 742/1969, non che il ricorrente debba obbligatoriamente presentare il ricorso nel termine dei sessanta che devono essere calcolati anche inserendo il periodo di sospensione dei termini. [B] La valutazione circa la necessità o meno della V.I.A. costituisce un autonomo sub procedimento il cui atto conclusivo è impugnabile, ma in ogni caso la lesività dell’atto discende dal fatto che non è senza conseguenze per il richiedente la decisione di sottoporre o meno il suo progetto a V.I.A.
50 Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2014
[A] Nel caso di impugnazione di strumenti urbanistici, anche particolareggiati, o di loro varianti, il semplice rapporto di vicinitas è sufficiente, se dimostra la sussistenza di una generica legitimatio ad causam. [B] Sul termine di impugnazione dell’accordo di programma
51 T.A.R. Toscana, Sezione I, maggio 2014
[A] Gli impianti necessari all’espletamento del servizio pubblico di trasporto non possono essere ricompresi nel novero di quelli che possono essere oggetto di “pubbliche” affissioni, poiché non ne presentano le caratteristiche. Essi infatti, a norma della legge della Regione Toscana 31 luglio 1998, n. 42, vengono conferiti dal gestore uscente nella disponibilità del gestore subentrante, in proprietà o ad altro titolo, e rimangono nel suo dominio fino al termine del periodo di affidamento del servizio stesso. [B] L’apposizione dei gonfaloni sui pali per la pubblica illuminazione può ritenersi conforme alle normative tecniche in materia, ma determina un problema di stabilità strutturale dei pali stessi laddove non risultino soddisfatte le verifiche di sicurezza previste dalle norme tecniche vigenti
52 T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, maggio 2014
Anche la vegetazione, insistente nell’area considerata, e gli sbancamenti – movimenti di terra previsti in progetto, costituiscono aspetti inerenti alla tutela paesaggistica
53 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2014
I principi di precauzione e di prevenzione possono legittimare l'imposizione, a prescindere dalla prova circa la sussistenza del nesso di causalità, in capo al soggetto che, essendo proprietario del sito contaminato, si trova nelle migliori condizioni per attuarle, non solo delle misure di prevenzione descritte dall'art. 240, comma 1, lett.i) decreto legislativo n. 152 del 2006, (già previste a suo carico dall'art. 245, comma 2, decreto legislativo n. 152 del 2006), ma anche di misure di sicurezza di emergenza
54 T.A.R. Lombardia Milano, Sezione I, maggio 2014
[A] Sulla qualificazione giuridica del servizio di teleriscaldamento e sulla sua configurabilità o meno come servizio pubblico locale o attività di libero mercato. [B] Il teleriscaldamento rappresenta una soluzione alternativa, rispettosa dell’ambiente, sicura ed economica per la produzione di acqua igienicosanitaria e il riscaldamento degli edifici residenziali, terziari e commerciali. La sua diffusione è partita da New York, dove nel 1876 venne costruito il primo impianto di teleriscaldamento urbano; successivamente divenne molto diffuso anche in Europa centro - settentrionale, in America del nord, in Giappone, in Cina e nei paesi dell’Est Europa. In Italia, fatta eccezione per i casi peculiari di Modena e Mantova, la prima città ad adottare il servizio di teleriscaldamento con un progetto di successo internazionale è stata Brescia nel 1972
55 T.A.R. Lazio Roma, Sezione maggio 2014
La valutazione di impatto ambientale, in quanto implica una valutazione anticipata, finalizzata alla tutela preventiva dell'interesse pubblico, non si risolve in un mero giudizio tecnico, ma presenta comunque profili particolarmente elevati di discrezionalità amministrativa, che finiscono per sottrarre al sindacato giurisdizionale le scelte effettuate dalla amministrazione, qualora non si presentino manifestamente illogiche ed incongrue