Source: https://www.4clegal.com/opinioni/risarcimento-danno-cd-micropermanente-laccertamento-lesione-fini-risarcitori-nellart-139
Timestamp: 2019-09-15 06:22:53+00:00
Document Index: 111045305

Matched Legal Cases: ['art. 139', 'art. 32', 'art. 139', 'art. 139', 'sentenza ', 'art. 139', 'art. 32']

Risarcimento del danno da c.d. micropermanente: l’accertamento della lesione a fini risarcitori nell’art. 139, III c., Codice Assicurazioni Private | 4cLegal
Per la Cassazione Civile, l'accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente dell'integrità psico-fisica, deve avvenire con rigorosi ed oggettivi criteri medico-legali e, tuttavia l'accertamento clinico strumentale obiettivo non dovrà ritenersi l'unico mezzo probatorio che consenta di riconoscere tale lesione a fini risarcitori.
L’ art. 32, comma 3 ter e 3 quater della L. n. 27/2012, recante "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività", nel convertire con modificazioni il D.L. “Cresci Italia” n. 1/2012, ha rivisto i criteri di accertamento del danno alla persona che sia derivato da sinistri stradali e che abbia prodotto postumi permanenti in misura non superiore o pari al 9% della complessiva validità dell'individuo.
Pertanto, anche alla luce della sopravvenuta L. n. 124/2017, il secondo comma dell’ art. 139 del Codice delle Assicurazioni Private, risulta oggi così riscritto: “Ai fini di cui al comma 1, per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all'integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un'incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacita' di produrre reddito. In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, ovvero visivo, con riferimento alle lesioni, quali le cicatrici, oggettivamente riscontrabili senza l'ausilio di strumentazioni, non possono dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”.
E così opportuno (e condivisibile) è il recente intervento della Cassazione Civile, la quale ha individuato nelle modifiche apportate all’art. 139/2 CdA, l’obiettivo di introdurre criteri più rigorosi nell’accertamento dell'esistenza di postumi micropermanenti (cfr. ordinanza Cass. Civ. n. 5820/2019).
Ciò nel solco tracciato (per tutte) dalla sentenza n. 22066/2018, con la quale la VI sezione della Cassazione Civile, ha stigmatizzato il principio secondo il quale “in materia di risarcimento del danno da c.d. micropermanente, il d.lg. 7 settembre 2005, n. 209, art. 139, comma 2, nel testo modificato dall'art. 32, commi 3 ter d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, inserito dalla l. di conversione 24 marzo 2012, n. 27, va interpretato nel senso che l'accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente dell'integrità psico-fisica deve avvenire con rigorosi ed oggettivi criteri medico-legali ma non può essere esclusa sulla base della sola circostanza che la lesione non risulti documentata da un referto strumentale per immagini, né l'accertamento clinico strumentale obiettivo potrà in ogni caso ritenersi l'unico mezzo probatorio che consenta di riconoscere tale lesione a fini risarcitori, a meno che non si tratti di una patologia, difficilmente verificabile sulla base della sola visita del medico legale, che sia suscettibile di riscontro oggettivo soltanto attraverso l'esame clinico strumentale”.
E non va trascurato, che anche la Corte Costituzionale, si è occupata della questione e ritenuto non censurabile “la prescrizione della (ulteriore e necessaria) diagnostica strumentale ai fini della ricollegabilità di un danno permanente alle microlesioni e affermato che, in relazione a tale tipologia di danno, la limitazione imposta al correlativo accertamento (che sarebbe altrimenti sottoposto ad una discrezionalità eccessiva, con rischio di estensione a postumi invalidanti inesistenti o enfatizzati) è stata ritenuta rispondente a criteri di ragionevolezza, in termini di bilanciamento, «in un sistema, come quello vigente, di responsabilità civile per la circolazione dei veicoli obbligatoriamente assicurata, in cui le compagnie assicuratrici, concorrendo ex lege al Fondo di garanzia per le vittime della strada, perseguono anche fini solidaristici, e nel quale l'interesse risarcitorio particolare del danneggiato deve comunque misurarsi con quello, generale e sociale, degli assicurati ad avere un livello accettabile e sostenibile dei premi assicurativi»” (cfr. Corte Cost. Ord. n. 242/2015).