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Timestamp: 2020-05-26 17:59:18+00:00
Document Index: 86107550

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 890', 'art. 890']

Sentenza Cassazione Civile n. 22367 del 26/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22367 del 26/09/2017
Cassazione civile, sez. II, 26/09/2017, (ud. 22/06/2017, dep.26/09/2017), n. 22367
sul ricorso 7290/2012 proposto da:
D.T.D. ((OMISSIS)), elettivamente domiciliato in ROMA,
VIALE GIUSEPPE MAZZINI 13, presso lo studio dell’avvocato EMMA
CERSOSIMO, che lo rappresenta e difende;
A.R.P. ((OMISSIS)), elettivamente domiciliato in
SABINO GERARDO FACCIOLONGO, rappresentato e difeso dall’avvocato
SABINO PALMIERI;
avverso la sentenza n. 172/2011 del TRIBUNALE DI TRANI – SEDE
DISTACCATA di CANOSA DI PUGLIA, depositata il 06/12/2011;
– la vicenda oggetto del giudizio trae origine dalle asserite immissioni di fumo provenienti dal camino di A.R.P. e patite dal fondo viciniore di proprietà di D.T.D.;
– a conclusione dei giudizi di merito, il Tribunale di Trani (Sezione distaccata di Canosa di Puglia), riformando la sentenza del locale Giudice di pace, rigettò la domanda con la quale il D.T. aveva chiesto la condanna dell’ A. ad innalzare la canna fumaria sino al filo superiore dell’apertura più alta dell’abitazione dell’attore e a sostituire il comignolo con altro a norma del D.Lgs. n. 153 del 2006;
– avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione D.T.D. sulla base di un unico motivo;
– A.R.P. ha resistito con controricorso.
– l’unico motivo di ricorso (proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, per avere il Tribunale ritenuto che la canna fumaria non fosse nociva o pericolosa per il fondo del vicino ai sensi dell’art. 890 c.c.) è inammissibile, in quanto – premesso che i camini (ma ciò vale anche per gli impianti di riscaldamento per uso domestico alimentati a nafta) sono assoggettati alla disciplina posta dall’art. 890 c.c., che pone una presunzione legale di nocività e pericolosità che è solo “relativa”, ed è quindi superabile con la prova che non esiste danno o pericolo per il fondo vicino, quando, come nella specie, non esiste una norma del regolamento edilizio comunale che prescriva una determinata distanza (Cass., Sez. 2, n. 10607 del 23/05/2016; Sez. 2, n. 4286 del 22/02/2011; Sez. 2, n. 22389 del 22/10/2009) – la doglianza, per un verso, si riduce ad una censura di merito in ordine alla valutazione delle risultanze della esperita C.T.U., e, per altro verso, risulta non specifica per difetto di autosufficienza, laddove si lamenta che non siano state valutate le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio formale e di escussione dei testimoni, senza trascriverle per intero nel ricorso, in modo da consentire a questa Corte di vagliarne la decisività;