Source: https://fiscotoday.it/trasmissione-telematica-dei-dati-iva-e-ravvedimento-operoso/
Timestamp: 2020-04-01 08:14:42+00:00
Document Index: 130453819

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Trasmissione telematica dei dati IVA e ravvedimento operoso – Fiscotoday
Trasmissione telematica dei dati IVA e ravvedimento operoso
Nell’ambito delle misure di contrasto all’evasione in materia di IVA, il decreto legge n. 193/2016, convertito dalla legge n. 225/2016, ha introdotto, con decorrenza 1° gennaio 2017, alcuni nuovi adempimenti comunicativi telematici: si tratta della comunicazione trimestrale obbligatoria dei dati delle fatture emesse, di quelle ricevute e registrate e delle relative note di variazione e, inoltre, della comunicazione dei dati di sintesi delle liquidazioni periodiche IVA (articoli 21 e 21-bis del D.L. n. 78/2010, convertito dalla n. 122/2010).
A fronte della previsione di tali obblighi, il decreto 193/2016 ha disciplinato gli aspetti sanzionatori derivanti alla loro eventuale violazione.
In particolare: per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture, è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa di 2 euro per ciascuna fattura, con un limite massimo di euro 1.000 per ogni trimestre:, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza ordinaria oppure se, nello stesso termine, viene effettuata la trasmissione corretta dei dati, la sanzione è ridotta al 50%, entro il limite massimo di 500 euro.
Per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è prevista la sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro, ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza prevista oppure se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
In proposito l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto richieste di chiarimenti in merito all’applicabilità dell’istituto del ravvedimento operoso ai fini della regolarizzazione delle violazioni citate.
A tali richieste l’Amministrazione finanziaria risponde con la risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017, nella quale evidenzia che la disciplina sanzionatoria descritta è contenuta nell’art. 11, commi 2-bis) e 2-ter), del D.Lgs. n. 471/1997 (modificato dal citato D.L. n. 193/2016) ed ha, quindi, natura amministrativo-tributaria; dunque, in assenza di una deroga espressa, alla stessa risulta applicabile l’istituto del ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997, ricordando che il ravvedimento è possibile salva la notifica degli atti di accertamento.
Rispetto alle modalità operative di regolarizzazione, per renderle maggiormente fruibili per i contribuenti, con la medesima risoluzione n. 104/E dello scorso 28 luglio, vengono fornite le istruzioni relative, rispettivamente, alle comunicazioni dei dati delle fatture e alle liquidazioni periodiche IVA.
Comunicazioni dei dati delle fatture
Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture si applicano le regole ordinarie, quindi la violazione può essere regolarizzata inviando la comunicazione (inizialmente omessa/errata) e applicando alla sanzione di cui all’art. 11, comma 2-bis), del D.Lgs. n. 471/1997 le riduzioni previste dall’art. 13, comma 1, lett. a-bis) e seguenti, del D.Lgs. n. 472 del 1997, a seconda del momento in cui viene effettuato il versamento.
Riportiamo l’esempio contenuto nella risoluzione n. 104/E. In caso di errata comunicazione dei dati di 180 fatture relative al primo trimestre del 2017 (con scadenza entro il 16 settembre 2017), se il contribuente si ravvede in data 3 novembre 2017 deve nuovamente assolvere all’obbligo comunicativo e versare 40 euro (sanzione base di euro 360 ridotta a 1/9, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. a-bis, D.Lgs. n. 472/1997).
Nel documento di prassi sono inoltre contenute due tabelle nelle quali, considerando l’esempio limitatamente alle 180 fatture i cui dati sono stati erroneamente inviati, sono riepilogate le scadenze, a regime, per l’invio delle comunicazioni dei dati delle fatture con, evidenziato, il termine per la correzione dell’adempimento (tabella A, entro i primi 15 giorni; tabella B oltre i 15 giorni).
Comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA
Ricordato che la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche rappresenta un adempimento che, benché diverso e autonomo rispetto a quello dichiarativo, è comunque preparatorio a quest’ultimo, in un’ottica di ravvedimento della mancata, parziale o errata effettuazione della comunicazione, si applicano le regole ordinarie dettate dall’art. 13, comma 1, lett. a-bis) e seguenti, del D.Lgs. n. 472/1997.
In particolare, fermo restando il versamento della sanzione di cui all’art. 11, comma 2-ter), del D.Lgs. n. 471/1997 eventualmente ridotta per effetto del ravvedimento, se la regolarizzazione interviene prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA, si deve comunque inviare la comunicazione inizialmente omessa, incompleta o errata; tale obbligo di invio, invece, viene meno se la regolarizzazione interviene direttamente con la dichiarazione annuale IVA o dopo la sua presentazione. In particolare, se con la dichiarazione annuale vengono inviati, integrati o corretti i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni periodiche, si paga la sola sanzione di cui all’art. 11, comma 2-ter), del D.Lgs. n. 471/1997, eventualmente ridotta.
Se, invece, con la dichiarazione annuale le omissioni-irregolarità non sono sanate, ai fini del ravvedimento si deve presentare una dichiarazione annuale integrativa, versando la sanzione di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. 471, eventualmente ridotta ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. a-bis) e seguenti, del D.Lgs. n. 472, e inoltre quella di cui all’art. 11, comma 2-ter), del D.Lgs. n. 471/1997, da versare in misura sempre ridotta a seconda del momento in cui interviene il ravvedimento.
Riportiamo l’esempio contenuto nella risoluzione n. 104/2017. In caso di omessa comunicazione della liquidazione periodica relativa al primo trimestre del 2017 (la cui scadenza è stata rinviata al 12 giugno 2017), se il contribuente si ravvede in data:
a) 31 luglio 2017, deve assolvere all’obbligo comunicativo e versare 55,56 euro (sanzione base di 500 euro ridotta a 1/9, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. a-bis, D.Lgs. n. 472/1997);
b) 10 settembre 2018, se nella dichiarazione IVA 2018 (presentata entro la scadenza del 30 aprile 2018) sono stati correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa, deve versare solo 71,43 euro (sanzione base di 500 euro ridotta a 1/8, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. b, D.Lgs. n. 472/1997);
c) 10 settembre 2018, se nella dichiarazione IVA 2018 non sono stati correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa, deve presentare la dichiarazione integrativa versando la relativa sanzione cui si aggiunge quella di 71,43 euro (sanzione base di 500 euro ridotta a 1/7, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. b-bis, D.Lgs. n. 472/1997).
Anche in questo caso, nella risoluzione in commento si riportano le tabelle riepilogative delle scadenze, a regime, per l’invio delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA con, evidenziato, il termine per la correzione dell’adempimento (tabella A, entro i primi 15 giorni; tabella B oltre i 15 giorni).