Source: http://www.edscuola.eu/wordpress/?m=20190503
Timestamp: 2019-11-12 03:04:57+00:00
Document Index: 99981087

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 3']

3 | Maggio | 2019 | Edscuola
Archivi giornalieri: venerdì 3 Maggio 2019
Il testo unificato approvato ieri dalla Camera dei Deputati si differenzia sostanzialmente dalle proposte di legge discusse in Commissione:
scompare la previsione di una disciplina autonoma da assegnare ad uno specifico insegnante;
non si prevede più l’aggiunta di 33 ore al monte ore annuale;
si rimette all’autonomia delle istituzioni scolastiche la definizione di un curricolo di educazione civica trasversale a tutte le discipline;
vengono ricondotti all’insegnamento di educazione civica tutti quei percorsi educativi già presenti nella stragrande maggioranza dei PTOF (cittadinanza, legalità, sviluppo eco-sostenibile, tutela del patrimonio culturale e ambientale, cittadinanza digitale, benessere, volontariato, ecc.);
si introduce la valutazione periodica e finale espressa con voto decimale;
si prevede la figura del coordinatore;
si prescrive l’obbligo di formazione sulle tematiche afferenti all’educazione civica per tutti i docenti e non solo per i “docenti di educazione civica”;
si richiama la responsabilità delle famiglie, anche estendendo alla scuola primaria il Patto di Corresponsabilità.
Commentando il disegno di legge approvato dalla Camera, il Presidente Marotta si è dichiarato molto soddisfatto, in quanto il testo licenziato dalla Commissione Cultura recepisce gran parte delle proposte ANDIS illustrate in audizione lo scorso 4 aprile.
In tale occasione Marotta aveva sottolineato che:
la promozione delle competenze di cittadinanza non può essere ricondotta ad una singola disciplina;
l’Insegnamento dell’educazione civica deve prevedere, accanto ai tradizionali contenuti disciplinari, la promozione delle competenze di cittadinanza;
i percorsi di promozione della cittadinanza vanno assegnati a tutti i docenti contitolari della classe, secondo modalità definite da ciascuna istituzione scolastica nell’ambito della propria autonomia didattica;
la verifica e la valutazione dei percorsi attivati va resa obbligatoria;
la legge deve lasciare in capo alle istituzioni scolastiche la facoltà di organizzare autonomamente i quadri orari dei percorsi e delle discipline, fissando un monte‐ore di almeno 33 ore all’anno all’interno del curricolo obbligatorio;
devono essere valorizzati i percorsi trasversali già in atto nelle nostre istituzioni scolastiche relativi all’educazione ai valori della società democratica, all’ambiente, alla salute, alla legalità, al bello, all’arte, ai diritti umani, all’utilizzo consapevole di internet e dei dispositivi digitali;
va prevista una specifica attività di formazione in servizio sulle competenze di cittadinanza che dovrà interessare tutti i docenti;
va promossa una nuova e più solida alleanza educativa tra docenti e genitori che impegni tutti all’interno di un patto di corresponsabilità.
“Auspichiamo – ha aggiunto il Presidente Marotta – che con il passaggio al Senato si possa migliorare ulteriormente la legge, prevedendo specifiche risorse per la formazione dei docenti e per la nuova figura del coordinatore”.
Memoria presentata in audizione https://andis.it/_webfiles/documenti_nazionali/Audizione_4aprile_2019_su_Atti_Camera_insegnamento_Educazione_civica.pd
Il IV STATO dell’ ACQUA
Il IV STATO dell’ ACQUA e i SEGRETI CHE SVELANO LE CORRELAZIONI TRA ACQUA E LA VITA
Abstract :-à L’ acqua e la base della vita di tutte le forme viventi . infatti l’ Acqua e stata da secoli il simbolo di purificazione, benedizione , fertilita della donna e della salute dell’ uomo e dell’ ambiente . Leonado Da Vinci, di cui oggi ricorre il 500 anno della morte ritenne che “La vita è creata dalla acqua e vive con l’acqua” ed infatti osserviamo che la linfa dei fiumi da vita alla terra ed il sangue irrora la vita dell’uomo .
Vedi :Tesi sulla Acqua: https://www.sanpellegrino-corporate.it/files/tesi/Tiziana%20Biunno.pdf Paolo Manzelli
Educazione civica, primo via libera alla legge che introduce un’ora in più a settimana
Via libera della Camera alla proposta di legge che reintroduce l’educazione civica come materia obbligatoria nella scuola primaria e secondaria. I voti a favore sono stati 451, nessun contrario, tre gli astenuti. La nuova “materia” sarà insegnata per non meno di 33 ore annue, pari a 1 a settimana, e una volta decollata prenderà il posto dell’attuale cittadinanza e costituzione (prevista da Mariastella Gelmini, ma debuttata solo recentemente).
Ecco articolo per articolo il contenuto del provvedimento che ora passa all’esame del Senato.
Il Miur dovrà istituire l’Albo delle buone pratiche di educazione civica al fine di condividere e diffondere soluzioni organizzative ed esperienze di eccellenza. Inoltre, si prevede l’indizione, con cadenza annuale, di un concorso nazionale per la valorizzazione delle migliori esperienze in materia di educazione civica, per ogni ordine e grado di istruzione. Il concorso è indetto con decreto Miur. Ogni due anno il Miur dovrà presentare una relazione al Parlamento sull’attuazione della legge, anche al fine di un’eventuale modifica dei quadri orari volta a introdurre un’ora di insegnamento specificamente dedicata all’educazione civica.
Si stabilisce che l’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. Inoltre, si prevede che l’educazione civica declina nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea, anche al fine di promuovere i principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona.
Nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, l’offerta formativa relativa all’insegnamento dell’educazione civica prevede almeno il conseguimento delle seguenti abilità e conoscenze digitali, da sviluppare con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti: analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali; interagire attraverso una varietà di tecnologie digitali e individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto; informarsi e partecipare al dibattito pubblico attraverso l’utilizzo di servizi digitali pubblici e privati. E ancora: cercare opportunità di crescita personale e di cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali; conoscere le norme comportamentali da osservare nell’ambito dell’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’interazione in ambienti digitali. Adattare le strategie di comunicazione al pubblico specifico ed essere consapevoli della diversità culturale e generazionale negli ambienti digitali; creare e gestire l’identità digitale, essere in grado di proteggere la propria reputazione, gestire e tutelare i dati che si producono attraverso diversi strumenti digitali, ambienti e servizi, rispettare i dati e le identità altrui. Utilizzare e condividere informazioni personali identificabili proteggendo se stessi e gli altri; conoscere le politiche sulla privacy applicate dai servizi digitali sull’uso dei dati personali; essere in grado di evitare, usando tecnologie digitali, rischi per la salute e minacce al proprio benessere fisico e psicologico; essere in grado di proteggere se stessi e gli altri da eventuali pericoli in ambienti digitali; essere consapevoli delle tecnologie digitali per il benessere psicofisico e l’inclusione sociale. Via libera anche all’istituzione della Consulta dei diritti e dei doveri dell’adolescente digitale, che opera in coordinamento con il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo.
Conoscenza della costituzione già all’infanzia
Si dispone che la conoscenza della Costituzione rientra tra le competenze di cittadinanza che gli studenti di ogni percorso di istruzione e formazione devono conseguire, e che gli studenti devono avvicinarsi ai contenuti della Carta costituzionale già a partire dalla scuola dell’infanzia, oltre che nel corso del primo e del secondo ciclo di istruzione. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, sono inoltre attivate iniziative per lo studio degli statuti delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale. E ancora: richiamando esplicitamente gli artt. 1 e 4 della Costituzione, si stabilisce che possono essere promosse attività per sostenere l’avvicinamento responsabile e consapevole degli studenti al mondo del lavoro.
Da emanare apposite linee guida
Il Miur, con proprio decreto, dovrà definire linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, che individuano specifici traguardi per lo sviluppo delle competenze e obiettivi specifici di apprendimento, con riferimento a: Costituzione italiana; istituzioni nazionali, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale; Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; educazione alla cittadinanza digitale; elementi fondamentali di diritto, con particolare riferimento al diritto del lavoro; educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; educazione alla legalità; educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.
Dal 1° settembre dell’anno scolastico successivo alla data di entrata in vigore della legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è attivato l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, ed esso è oggetto di valutazione periodica e finale, espressa in decimi. Inoltre, l’articolo stabilisce che nella scuola dell’infanzia sono avviate iniziative di sensibilizzazione al tema della cittadinanza responsabile. Le istituzioni scolastiche prevedono l’insegnamento dell’educazione civica nel curricolo di istituto, per un numero di ore annue non inferiore a 33 (corrispondente a 1 ora a settimana), da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto numero di ore, gli istituti scolastici possono avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo. Per l’insegnamento dell’educazione civica si prevede l’utilizzo delle risorse dell’organico dell’autonomia. In particolare, l’insegnamento è affidato, anche in contitolarità, a docenti della classe e, più nello specifico, ove disponibili, a docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche. Per ciascuna classe, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, è individuato un docente coordinatore che ha, tra l’altro, il compito di formulare la proposta di voto, acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti a cui è affidato il medesimo insegnamento. Per lo svolgimento dei compiti di coordinamento non sono dovuti compensi o indennità, salvo che la contrattazione d’istituto non stabilisca diversamente con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Si prevede che, al fine di valorizzare l’insegnamento dell’educazione civica e di sensibilizzare gli studenti alla cittadinanza responsabile, la scuola rafforza la collaborazione con le famiglie, anche integrando il Patto educativo di corresponsabilità ed estendendolo alla scuola primaria. Con un emendamento del governo, approvato, si prevede che i bambini delle scuole elementari non dovranno più temere le sanzioni disciplinari, le note sul registro e le espulsioni. Si abrogano gli articoli dal 412 al 414 del Regio Decreto 26 aprile 1928 che prevedeva queste punizioni. In pratica saranno le istituzioni scolastiche con l’estensione alla primaria del patto di corresponsabilità, quindi anche coinvolgendo le famiglie, a individuare le eventuali mancanze disciplinari e relative sanzioni e non più norme risalenti addirittura all’anteguerra.
Si prevede l’aggiornamento del piano nazionale di formazione al fine di ricomprendervi le attività di formazione dei docenti sulle tematiche afferenti all’insegnamento dell’educazione civica.
L’insegnamento dell’educazione civica è integrato con esperienze extrascolastiche con altri soggetti istituzionali, del volontariato o del terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva. I comuni possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole per quanto attiene, in modo specifico, alla conoscenza delle amministrazioni locali e dei loro organi, nonché della storia del territorio. Tali iniziative possono riguardare anche la fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali
«È stata approvata, in abbinamento alla proposta di legge sull’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole, un’altra proposta, a mia prima firma, che prevede l’opportunità di introdurre, nelle scuole primarie e secondarie, l’insegnamento della storia del contrasto al fenomeno mafioso. Attraverso questa proposta, vogliamo permettere alle giovani generazioni di conoscere più a fondo il funzionamento della criminalità organizzata nel nostro Paese, fornendo loro dei validi strumenti per combatterne le logiche di violenza e sopraffazione». Lo scrive su Facebook Dalia Nesci (M5s), membro della commissione parlamentare Antimafia.
L’altra proposta di legge approvata
È sempre Nesci a spiegare i contenuti dell’altra proposta di legge approvata a Montecitorio. «Insegnando, insieme all’educazione civica quella del contrasto alle mafie – ha aggiunto la deputata -, potremo dare l’opportunità ai nostri ragazzi di conoscere la storia delle tante personalità, passate e presenti, che si sono opposte con coraggio alle mafie sul territorio italiano: penso alla storia dei giudici Borsellino e Falcone e della testimone di giustizia Piera Aiello. Il M5S, così, intende incentivare una seria e lungimirante opera di rivoluzione culturale, per rinvigorire e diffondere la cultura dell’antimafia tra le giovani generazioni».
Pd presenta odg alla Camera per più fondi a prof, ok dal governo
Alla Camera il governo ha dato parere favorevole, con riformulazione, all’ordine del giorno della deputata Pd Patrizia Prestipino per incrementare i fondi destinati alla reintroduzione dell’Educazione civica alle elementari e medie inferiori.
In particolare, l’incremento riguarda la formazione dei prof. «La politica non sia esempio di diseducazione civica – ha detto Prestipino in Aula -. Per la reintroduzione dell’educazione civica nelle scuole servono mezzi idonei: non vincoliamo la legge alla formula di invarianza finanziaria, i soldi servono, risorse necessarie per la formazione dei docenti che andranno a insegnare l’educazione civica e per la figura del coordinatore».
«Ho fatto il coordinatore, di Lettere – ha aggiunto Prestipino, che è una docente alle superiori -, è un lavoro massacrante e non veniamo retribuiti. Mi arrivano in questi giorni segnalazioni di docenti che temono che una legge, buona e giusta, nella sua applicazione
rischi di ricadere ancora una volta sulla comunità scolastica».
Oggi prova Invalsi di inglese per gli alunni di quinta elementare
I bambini della quinta elementare dovranno mettersi alla prova con i test Invalsi nelle stesse materie in cui si sono cimentati i loro colleghi più grandi: inizieranno oggi, 3 maggio, con la prova di inglese, per poi proseguire il 6 maggio con italiano e concludere il 7 maggio con
La prova Invalsi di inglese, come spiegato da Skuola.net, richiede agli alunni di quinta primaria un livello di preparazione pari ad A1, ovvero quello di base nel quadro di riferimento per le certificazioni europee. Sarà una prova in formato cartaceo e strutturata in due parti che mirano a verificare il consolidamento di diverse competenze ben distinte.
Gli studenti avranno a disposizione 30 minuti per svolgere ognuna delle due parti. La prima parte di “reading” prevede la lettura e quindi la comprensione di testi in lingua inglese; la
seconda parte di ‘listening’, propone un brano audio in lingua inglese sulla base del quale gli studenti dovranno poi rispondere a delle domande per verificare se ne hanno compreso il contenuto.
Concorso Dirigenti Scolastici 2011, corretto percorso riservato della Buona Scuola. Sentenza Corte Costituzionale
Sentenza del 2 maggio della Corte Costituzionale sulla legittimità costituzionale degli articoli da 87 a 90 della legge 107/2015 (Legge La Buona Scuola).
Il Consiglio di Stato aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 87, 88, 89 e 90, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
Il comma 87 dell’art. 1 della legge n. 107 del 2015 prevede una speciale procedura selettiva dei dirigenti scolastici, indetta con decreto del MIUR, realizzata attraverso lo svolgimento di un corso intensivo di formazione e della relativa unica prova scritta finale. La procedura è riservata ad alcune categorie di aspiranti, previste dal successivo comma 88.
Sono ammessi a partecipare al concorso: «[…] a) i soggetti già vincitori ovvero utilmente collocati nelle graduatorie ovvero che abbiano superato positivamente tutte le fasi di procedure concorsuali successivamente annullate in sede giurisdizionale, relative al concorso per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici indetto con decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011; b) i soggetti che abbiano avuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio ovvero non abbiano avuto, alla data di entrata in vigore della presente legge, alcuna sentenza definitiva, nell’ambito del contenzioso riferito ai concorsi per dirigente scolastico di cui al decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004, e al decreto del Ministro della pubblica istruzione 3 ottobre 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 76 del 6 ottobre 2006, ovvero avverso la rinnovazione della procedura concorsuale ai sensi della legge 3 dicembre 2010, n. 202».
Infine, il comma 90 prevede una sessione speciale di esame per i soggetti di cui al precedente comma 88, lettera a), «che, nell’anno scolastico 2014/2015, hanno prestato servizio con contratti di dirigente scolastico». Tale sessione consiste nell’espletamento di una prova orale sull’esperienza maturata nel corso del servizio prestato. 1.2.–
Ad avviso del giudice a quo, il complesso di tali disposizioni violerebbe gli artt. 3, 51, primo comma, e 97, quarto comma, Cost., poiché la speciale procedura di reclutamento ivi prevista – non consentendo la partecipazione di coloro che abbiano impugnato gli atti del concorso del 2011 − limiterebbe in modo irragionevole l’accesso ai ruoli dei dirigenti scolastici; inoltre tale procedura sarebbe strutturata in modo non idoneo a garantire la selezione dei soggetti più meritevoli. Le disposizioni censurate si porrebbero altresì in contrasto con l’art. 117, primo comma, Cost., in relazione all’art. 6, paragrafo 1, CEDU, poiché si consentirebbe a coloro che abbiano in corso un contenzioso non ancora definito relativo ai concorsi del 2004 e del 2006 di partecipare, per ciò solo, alla procedura riservata. Ad essi sarebbe permesso di conseguire il bene della vita cui aspirano con modalità più agevoli di quelle ordinarie e senza riguardo all’esito del giudizio, interferendo così sul suo svolgimento. 1.3.– In via subordinata, il giudice a quo censura il solo art. 1, comma 88, della stessa legge n. 107 del 2015, denunciando la violazione dell’art. 3 Cost., per l’irragionevole disparità di trattamento fra i soggetti che hanno partecipato ai concorsi del 2004 e del 2006, i quali possono accedere alla procedura riservata per il solo fatto di aver presentato ricorso giurisdizionale, e quelli che hanno partecipato al concorso del 2011, i quali possono accedervi solo se abbiano superato le relative prove.
Il giudice a quo evidenzia che le parti appellanti hanno partecipato al concorso del 2011 e, non avendo superato le relative fasi, ne hanno impugnato l’esito, nell’ambito di giudizi tuttora pendenti. Con ulteriori e successivi ricorsi, oggetto dei giudizi a quibus, essi hanno, inoltre, denunciato l’illegittimità del richiamato d.m. n. 499 del 2015, nella parte in cui li esclude dalla successiva procedura di reclutamento. Ad avviso del Consiglio di Stato, la situazione delle parti appellanti, già ricorrenti avverso gli atti di una procedura concorsuale, in attesa di una risposta giudiziale, sarebbe simile a quella dei soggetti contemplati dalla lettera b) del richiamato comma 88. Tuttavia essi non sono legittimati a partecipare alla procedura straordinaria, avendo impugnato gli atti di un concorso diverso da quelli indicati nella menzionata lettera b).
Stipendio, Bussetti “dobbiamo riconoscere straordinario lavoro insegnanti”
Il ministro Bussetti, in una intervista a Linkiesta conferma l’intenzione di procedere con un nuovo contratto scuola e con adeguati aumenti stipendiali per gli insegnanti.
“Abbiamo certamente intenzione di procedere con il nuovo contratto di comparto – afferma Bussetti – Proprio nei giorni scorsi come governo abbiamo siglato un’importante intesa con i sindacati del mondo della scuola. Dobbiamo riconoscere lo straordinario lavoro di chi opera ogni giorno nei nostri istituti, al fianco dei nostri ragazzi. E ci impegneremo per far sì che questo riconoscimento professionale si traduca in stipendi adeguati. D’altra parte, mentre il Governo che ci ha preceduti sbandierava importanti risultati per quanto riguarda il contratto, è stato questo esecutivo che nella scorsa legge di bilancio ha stanziato i fondi necessari per evitare la riduzione degli stipendi dei pubblici dipendenti. Riduzione che era stata programmata a partire da gennaio 2019, sempre da chi ci ha preceduto. Abbiamo previsto inoltre risorse aggiuntive, più di 1,7 miliardi all’anno, per consentire da subito una ripresa della contrattazione dei vari comparti, Scuola compresa, e un nuovo adeguamento degli stipendi.”
Per quanto riguarda lo stipendio, ricordiamo che è già visibile su NoiPA l’importo relativo al mese di maggio
Su NoiPA è visibile, per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato o supplenza al 31 agosto o 30 giugno, l’importo dello stipendio del mese di maggio.
Prosegue anche nel mese di maggio l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale.
Già pagata dal mese di aprile l’indennità di vacanza contrattuale aumenterà da luglio 2019.
Dal mese di marzo fino a novembre lo stipendio dei pubblici dipendenti è invece gravato dalle “addizionali regionali e comunali. Controlla le aliquote
Conguaglio arretrati elemento perequativo
Nello stipendio del mese di maggio 2019 saranno applicati gli arretrati derivanti dal conguaglio dell’elemento perequativo
Gli arretrati sono identificati dai codici 4PA/4PB – ARR. PEREQUATIVO CCNL 2016/2018 AC/AP
L’attività ha lo scopo di regolarizzare tutte le casistiche particolari (successive al 28 settembre 2018)
a) Ricostruzioni di carriera
b) Inserimento di riduzioni economiche che abbattono il 100% della retribuzione fissa per periodi superiori ai 15 giorni nell’arco dello stesso mese
c) Nuove attivazioni con generazione di rate pregresse o riattivazioni
Il cedolino dello stipendio sarà visibile, sempre nell’area riservata, nei giorni precedenti l’erogazione che avverrà mercoledì 23 maggio.
L’importo può essere consultato anche tramite l’APP NoiPa , che permette di visualizzare l’importo netto relativo all’ultima rata elaborata, in anticipo rispetto alla pubblicazione del cedolino stipendiale.
Educazione alla cittadinanza digitale, ecco gli obiettivi da conseguire
Il testo di legge, che introdurrà l’educazione civica come disciplina con voto autonomo, prevede che nell’ambito di tale insegnamento rientri anche l’educazione alla cittadinanza digitale.
Ricordiamo in questa scheda le ore dedicate al “nuovo” insegnamento di educazione civica e gli obiettivi previsti in relazione all’educazione alla cittadinanza digitale.
Ed. Civica: ore e docenti
Le ore annue da destinare all’educazione civica sono 33, ossia 1 ora la settimana.
Saranno i docenti di classe, anche in contitolarità, a farsi carico del nuovo insegnamento, sotto la “guida” della nuova figura del “coordinatore” che va individuato per ciascuna classe.
L’insegnamento, laddove presenti, va affidato ai docenti abilitati nell’insegnamento delle materie giuridico-economiche.
Educazione alla cittadinanza digitale: obiettivi
n° 102 del 03-05-2019