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Timestamp: 2017-01-17 23:34:01+00:00
Document Index: 100414901

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 35', 'art. 1599', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 2 del 04.01.2008
luglio 2000, n. 212. Interpretazione degli artt. 10, primo comma, n..8 del
D.P.R. n. 633 del 1972 e 30 della legge n. 724 del 1994
La società ALFA S.r.l., in persona del legale
rappresentante, ha presentato istanza di interpello ai sensi dell'art. 11 della
legge 27 luglio 2000, n. 212,
dichiarando di aver acquistato dagli eredi della sig.ra BETA, una palazzina.
L'istante precisa che l'immobile è composto da alcuni
appartamenti, attualmente sottoposti ad interventi di ristrutturazione, e da tre
negozi concessi in locazione dalla sig.ra BETA, con contratti regolarmente
registrati e non ancora scaduti, nei quali, in seguito al citato trasferimento
di proprietà, la ALFA S.r.l è subentrata in veste di locatrice.
La società istante, nel manifestare l'intenzione di
esercitare l'opzione per l'imponibilità dei canoni di locazione ai fini IVA ex
art. 10, comma 1, numero 8), del
D.P.R. del 26 ottobre 1972, n. 633, precisa che, essendo subentrata il
30/01/2007 nei contratti di locazione stipulati dalla sig.ra BETA, ritiene non
applicabili le disposizioni contenute nel provvedimento emanato dall'Agenzia
delle Entrate il 14/9/2006, e chiede istruzioni circa le modalità da seguire
per comunicare l'opzione per l'imponibilità ai fini IVA.
In subordine, la ALFA S.r.l. dichiara che sia i negozi
sia gli appartamenti sono al momento iscritti nello stato patrimoniale del
bilancio di esercizio nell'attivo circolante, tra le rimanenze, ovvero più
specificatamente nella voce C.I.4), "Rimanenze di prodotti finiti e
merci", pertanto non ammortizzati.
Nello specifico, tale imputazione è stata fatta
poiché la società è intenzionata a vendere sia i negozi, alla scadenza dei
rispettivi contratti di locazione, sia gli appartamenti, i quali, una volta
terminati i lavori di ristrutturazione, potrebbero essere temporaneamente
locati, nell'attesa di trovare un acquirente interessato al loro acquisto.
Ciò premesso, l'istante chiede se sia possibile
mantenere l'iscrizione dei suddetti cespiti nel "magazzino prodotti finiti
e merci" anziché tra gli immobili strumentali, fermo restando il fine
ultimo della Società di procedere all'alienazione di tutti gli appartamenti e
La società istante ritiene corretta la
comunicazione dell'opzione per l'imponibilità ai fini IVA dei canoni di
locazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento all'Ufficio
dell'Agenzia delle Entrate competente. In merito al secondo quesito la ALFA
S.r.l. non propone alcuna soluzione.
primo comma, n. 8, del D.P.R. n. 633/1972 esclude dal novero delle operazioni
esenti le locazioni di "fabbricati strumentali che per le loro
trasformazioni effettuate nei confronti dei soggetti indicati alle lettere b) e
c) del numero 8-ter) ovvero per le quali, nel relativo atto, il locatore abbia
espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione". Sulla base del
predetto articolo sono imponibili le prestazioni di locazione di fabbricati
strumentali per natura:
se effettuate nei confronti di soggetti che
svolgono in via esclusiva o prevalente attività che conferiscono il diritto
alla detrazione d'imposta in percentuale pari o
non agiscono nell'esercizio d'impresa, arti o professioni;
se il locatore ha esercitato l'opzione per
l'imponibilità. In relazione alla fattispecie oggetto dell'istanza di
interpello si ritiene che la società istante, in quanto locatore di beni
strumentali per natura, rappresentati dai negozi acquistati, possa optare per
l'imponibilità dei canoni di locazione, ai sensi del sopra richiamato art. 10, primo comma, n. 8, del D.P.R. n.
In riferimento alle modalità di esercizio dell'opzione
la scrivente condivide la soluzione ipotizzata dalla società istante secondo
cui tale opzione può essere esplicitata mediante invio di raccomandata con
ricevuta di ritorno all'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate competente.
Al riguardo si rammenta che il Provvedimento del
Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 14 settembre 2006, al quale l'art. 35, comma 10-quinquies del
D.L. 223/2006 aveva fatto rinvio per regolamentare i contratti di locazione in
corso al 4 luglio 2006, ha stabilito che la scelta per l'imponibilità dovesse
essere operata dal locatore in sede di registrazione del contratto di locazione.
Data l'impossibilità per l'istante di procedere in tal
senso, in quanto lo stesso è subentrato nel contratto di locazione con
l'acquisto degli immobili, secondo quanto previsto dall'art. 1599 c.c., si deve
ritenere operata validamente l'opzione, prevista dal più volte citato art. 10, n. 8), formalizzata dall'istante
mediante invio di raccomandata con ricevuta di ritorno all'ufficio dell'Agenzia
Con riferimento al secondo quesito prospettato
dall'istante si rileva, in via preliminare, che l'istituto dell'interpello
ordinario è concepito quale strumento per portare a conoscenza dell'Agenzia
delle Entrate fattispecie concrete relativamente alle quali sussistano dubbi
circa il corretto inquadramento tributario. Trattandosi, come detto, di istituto
demandato ad invocare la soluzione di problematiche di carattere fiscale, lo
stesso non può essere utilizzato per richiedere un parere circa la legittimità
di scelte ed impostazioni contabili da adottare nel bilancio d'esercizio.
Relativamente a tale quesito l'istanza di interpello
è, pertanto, da ritenersi inammissibile, ai sensi dell'art. 1, comma 1, del
D.M. 26 aprile 2001, n. 209,
sostanziandosi nella richiesta di parere circa la legittimità contabile di
un'impostazione da adottare in bilancio. Al riguardo si osserva che, comunque,
l'eventuale contabilizzazione dei menzionati immobili tra le rimanenze di
magazzino non ne escluderebbe automaticamente la rilevanza ai fini della
disciplina di contrasto alle cd. società non operative di cui all'art. 30 della
legge n. 724 del 1994.
Come precisato, infatti, nella circolare n. 25/E del 4 maggio 2007 (par. 3.2.2)
"gli immobili iscritti in magazzino (c.d."immobili merce"), non
essendo compresi tra gli asset indicati nel primo comma dell'articolo 30, non
rientrano nel test di operatività" ma solo " condizione che la
classificazione tra gli immobili merce sia improntata a corretti principi
contabili".
scrivente ai sensi dell'art. 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001,
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