Source: https://taxfacile.com/en/guida-per-impugnare-gli-avvisi-dellagenzia-delle-entrate/
Timestamp: 2019-08-24 18:27:38+00:00
Document Index: 45243901

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 14', 'art.12', 'art. 13', 'art. 12']

Ricorso e mediazione tributaria contro gli atti dell'Agenzia delle Entrate
29 October 2014 da TaxFacile Lascia un Commento
Quando si riceve un avviso (di accertamento o di liquidazione) da parte dell’Agenzia delle Entrate è possibile optare per tre soluzioni alternative:
Il pagamento di quanto dovuto (ossia l’importo corrispondente all’imposta evasa, comprensivo di interessi e sanzioni);
Opposizione al pagamento con contestuale rinuncia all’impugnazione;
L’impugnazione dell’atto che si assume come illegittimo.
In ogni caso, prima di prendere una decisione definitiva, si consiglia di dare preliminarmente uno sguardo a questa preziosa mini-guida che il sito www.moneylaundering.it ha scritto per voi.
La prima cosa utile da fare quando si riceve un avviso di accertamento/liquidazione è leggere attentamente le informazioni contenute nel documento che ritroviamo come allegato all’atto che ci è stato notificato.
Nel documento troveremo sotto la voce “INFORMAZIONI PER IL CONTRIBUENTE” l’indicazione “RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO”, accanto alla quale dovrebbero essere riportati il nome e il cognome del responsabile del procedimento di accertamento del tributo.
Il responsabile del procedimento costituisce, tra l’altro, la persona con cui possiamo metterci in contatto per ottenere informazioni e chiarimenti sul pagamento del tributo.
Qualora non siano riportati il nome e il cognome del responsabile del procedimento, quest’ultimo va individuato nel direttore dell’Ufficio che ha emesso l’atto (che solitamente è scritto sulla prima pagina dell’avviso).
Dopo aver ottenuto dall’Agenzia delle Entrate tutte le informazioni che riguardano il pagamento del tributo con relativi interessi e sanzioni, è possibile scegliere se:
Pagare regolarmente il tributo;
Opporsi al pagamento con rinuncia all’impugnazione;
Impugnare l’avviso (o presentare istanza di reclamo-mediazione).
1 PAGAMENTO REGOLARE DEL TRIBUTO
2 MANCATO O TARDIVO PAGAMENTO
3 RIESAME IN AUTOTUTELA
4 PRESENTAZIONE DEL RECLAMO-MEDIAZIONE E DEL RICORSO
5 QUANDO E COME PRESENTARE ISTANZA DI RECLAMO-MEDIAZIONE (art. 17-bis del Dlgs n. 546/1992, inserito dal DI n. 98/2011).
6 QUANDO E COME PRESENTARE IL RICORSO
7 A CHI PRESENTARE L’ISTANZA DI RECLAMO-MEDIAZIONE O IL RICORSO
8 COME NOTIFICARE L’ISTANZA DI RECLAMO-MEDIAZIONE O IL RICORSO
9 DATI DA INDICARE NELL’ISTANZA Di RECLAMO-MEDIAZIONE O NEL RICORSO:
10 COSTITUZIONE IN GIUDIZIO
PAGAMENTO REGOLARE DEL TRIBUTO
Qualora si ritiene che l’avviso sia legittimo e che la pretesa del Fisco sia fondata, il pagamento di quanto dovuto può essere effettuato, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, mediante versamento presso una banca, un ufficio postale o un agente della riscossione con modello F24 appositamente compilato.
Se non si paga entro il termine sopra indicato, l’amministrazione finanziaria procederà all’iscrizione a ruolo delle somme dovute e verrà emessa una cartella di pagamento dall’agente della riscossione (Equitalia).
Se si ritiene che l’avviso di accertamento/liquidazione non sia fondato, in tutto o in parte, si può chiedere che venga riesaminato in autotutela, invitando l’Agenzia delle Entrate a riconsiderare gli elementi e i dati su cui si basa. La domanda, in carta semplice, con allegata la documentazione su cui si fonda la richiesta di annullamento d’ufficio, deve essere presentata alla DIREZIONE PROVINCIALE TERRITORIALMENTE COMPETENTE anche per posta o via fax.
Si deve tener presente che l’istanza di autotutela non sospende alcun termine. Quindi, continuerà a decorrere il conteggio dei giorni per presentare domanda di reclamo-mediazione, qualora la presentazione di quest’ultima risulti ammissibile, o ricorso.
QUANDO E COME PRESENTARE ISTANZA DI RECLAMO-MEDIAZIONE (art. 17-bis del Dlgs n. 546/1992, inserito dal DI n. 98/2011).
Per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, si deve presentare istanza di reclamo—mediazione all’Agenzia delle Entrate altrimenti non si potrà procedere con l’eventuale ricorso alla Commissione tributaria.
Infatti, al fine di prevenire le “liti minori”, che possono essere risolte senza ricorrere al giudice, il DI n. 98/2011 ha introdotto l’istituto del reclamo-mediazione, che garantisce al Contribuente tempi brevi e certi per ottenere una risposta dell’Agenzia e, in caso di accordo, sanzioni ridotte al 40%.
La mancata presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione è causa di improcedibilità del ricorso alla Commissione tributaria. L’istanza va presentata con le stesse modalità e nello stesso termine di 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione previsto per il ricorso.
In ogni caso, la domanda deve riportare il contenuto integrale del ricorso; infatti, trascorsi 90 giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento dell’istanza o senza che sia stata conclusa la mediazione, ci si può costituire in giudizio in Commissione tributaria provinciale depositando l’istanza di reclamo-mediazione, che vale come ricorso. Alla richiesta deve essere allegata copia dei documenti che s’intendono utilizzare nell’eventuale giudizio in Commissione tributaria provinciale.
La presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione comporta la sospensione per 90 giorni della riscossione e del pagamento delle somme dovute in base all’atto impugnato, per consentire lo svolgimento del procedimento di mediazione.
Decorsi 90 giorni dalla presentazione dell’istanza senza che sia stato notificato l’accoglimento dell’istanza o conclusa la mediazione, la sospensione viene meno e sono dovuti gli interessi maturati durante il periodo di sospensione del pagamento. Il termine di 90 giorni è sospeso dal 1° agosto al 15 settembre.
La sospensione non si applica nel caso di improcedibilità del reclamo-mediazione.
QUANDO E COME PRESENTARE IL RICORSO
Se si sceglie di impugnare l’avviso di accertamento/liquidazione, si ha 60 giorni di tempo dalla data di notifica per presentare ricorso, tenendo conto che il conteggio dei giorni è sospeso nel periodo che va dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno.
A CHI PRESENTARE L’ISTANZA DI RECLAMO-MEDIAZIONE O IL RICORSO
L’istanza di reclamo-mediazione deve essere intestata e notificata all’Agenzia delle Entrate — DIREZIONE PROVINCIALE COMPETENTE TERRITORIALMENTE. II ricorso deve essere intestato alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente e notificato alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate.
COME NOTIFICARE L’ISTANZA DI RECLAMO-MEDIAZIONE O IL RICORSO
– Ufficiale giudiziario (articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile)
– consegna diretta all’Agenzia delle Entrate, che rilascia la relativa ricevuta
– spedizione con plico raccomandato senza busta con ricevuta di ritorno.
DATI DA INDICARE NELL’ISTANZA Di RECLAMO-MEDIAZIONE O NEL RICORSO:
– la Commissione tributaria provinciale;
– le generalità di chi presenta l’istanza di reclamo-mediazione o il ricorso;
– il codice fiscale, oltre che della parte, anche dei rappresentanti in giudizio (art. 23, comma 50, del DI n. 98/2011);
– l’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o della parte;
– il rappresentante legale, se si tratta di una società o di un ente;
– la residenza o la sede legale o il domicilio eventualmente eletto;
– la DIREZIONE PROVINCIALE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE COMPETENTE;
– il numero dell’avviso di accertamento/liquidazione;
– i motivi dell’istanza di reclamo-mediazione o del ricorso e, nel caso in cui nell’istanza di reclamo-mediazione venga formulata una proposta di mediazione, i motivi della proposta con la rideterminazione dell’ammontare della pretesa – le conclusioni, ovvero la richiesta oggetto dell’istanza di reclamo-mediazione o del ricorso, e la dichiarazione dalla quale risulta il valore della lite, pari all’importo dei soli tributi contestati, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito (art. 14, comma 3 bis, DPR n. 115/2002) – la firma di chi presenta istanza di reclamo-mediazione o ricorso o del difensore incaricato.
Se l’importo contestato è pari o superiore a 2.582,28 euro, esclusi gli interessi e le sanzioni (oppure, in caso di contestazioni relative esclusivamente a sanzioni, se il loro ammontare è pari o superiore a 2.582,28 euro), in base all’art.12 del Dlgs n. 546/1992, è necessario essere obbligatoriamente assistiti da un difensore appartenente a una delle categorie indicate nel comma 2 dello stesso articolo (ad esempio: avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali iscritti nei relativi albi).
Entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso, è necessario – a pena di inammissibilità – costituirsi in giudizio, si deve cioè depositare il proprio fascicolo del ricorso presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale o spedirlo per posta, in plico raccomandato senza busta e con avviso di ricevimento.
– l’originale del ricorso (e dell’eventuale istanza di reclamo-mediazione), se è stato notificato tramite l’Ufficiale giudiziario, oppure la copia conforme all’originale se il ricorso è stato consegnato o spedito per posta;
– la fotocopia della ricevuta del deposito o della spedizione per raccomandata;
– la documentazione relativa al contributo unificato;
– la fotocopia dell’avviso di liquidazione, completa della documentazione relativa alla notifica;
– la nota di iscrizione a ruolo, con l’indicazione delle parti, del difensore che si costituisce, dell’atto impugnato, della materia del contendere, del valore della controversia e della data di notifica del ricorso.
Se è stata presentata istanza di reclamo-mediazione, il termine di 30 giorni per costituirsi in giudizio decorre dai novantesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda. Il termine di 90 giorni è sospeso dal 1° agosto al 15 settembre.
La parte che perde in giudizio può essere condannata a pagare le spese.
Prima della costituzione in giudizio si deve pagare il contributo unificato in base al valore della controversia (art. 13, comma 6-quater, del DPR n. 115/2002). Questo valore (determinato ai sensi dell’art. 12, comma 5, del D.lgs n. 546/1992) deve risultare da un’apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del reclamo-mediazione o del ricorso, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito.
uffici postali, utilizzando l’apposito bollettino di conto corrente postale;
banche, utilizzando il modello F23;
tabaccherie e agenti della riscossione (se si decide di versare il contributo presso le tabaccherie, si deve utilizzare l’apposito modello per la comunicazione di versamento e su questo mettere il contrassegno rilasciato dai tabaccai a conferma dell’avvenuto pagamento). I modelli per il pagamento del contributo unificato sono disponibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
Questo è tutto… per ottenere ulteriori consigli o informazioni è possibile mettersi in contatto con la redazione del nostro sito: www.moneylaundering.it .
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