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Timestamp: 2020-08-09 18:22:56+00:00
Document Index: 150996303

Matched Legal Cases: ['art. 377', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 111', 'art. 348', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 15956 del 29/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15956 del 29/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 29/07/2016, (ud. 26/05/2016, dep. 29/07/2016), n.15956
Dott. MANNA Felice – rel. Presidente –
sul ricorso 11836-2014 proposto da:
S.M., elettivamente domiciliato in ROMA, V.LE PARIOLI
74/C, presso lo studio dell’avvocato SAVERIO MENNITI, rappresentato
e difeso dall’avvocato ADRIANO DI FALCO giusta procura a margine del
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MONTE ZEBIO 30, presso lo
studio dell’avvocato GIAMMARIA CAMICI, che lo rappresenta e difende
unitamente all’avvocato ANTONELLA NARDI giusta procura a margine del
avverso l’ordinanza n. R.G. 1266/2013 della CORTE D’APPELLO di
FIRENZE del 4/03/2014, depositata il 07/03/2014
26/05/2016 dal Presidente Relatore Dott. FELICE MANNA.
1. – Il Consigliere relatore, designato ai sensi dell’art. 377 c.p.c., ha depositato in cancelleria la seguente relazione ex artt. 380-bis e 375 c.p.c.:
“1. – S.M. propone ricorso per cassazione avverso l’ordinanza in data 7.3.2014, con la quale la Corte d’appello di Firenze ha dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c. l’appello proposto dallo stesso S. contro la sentenza n. 1116/12 del Tribunale di Pistoia.
1.1. – L’intimato condominio “(OMISSIS)” resiste con controricorso.
2. – Con l’unico motivo d’impugnazione il ricorrente deduce la violazione o falsa applicazione degli artt. 1130, 1131, 1372, 1703, 1704, 1387, 1388 e 1392 c.c., nonchè degli artt. 100 e 113 c.p.c., contestando che l’amministratore avesse il potere di rappresentare il condominio nella stipula d’un contratto d’appalto per l’esecuzione di lavori di straordinaria manutenzione.
3. – Il ricorso è manifestamente inammissibile.
L’ordinanza di inammissibilità dell’appello resa ex art. 348-ter c.p.c. è ricorribile per cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., comma 7, limitatamente ai vizi suoi propri costituenti violazioni della legge processuale (quali, per mero esempio, l’inosservanza delle specifiche previsioni di cui all’art. 348-bis c.p.c., comma 2, e art. 348-ter c.p.c., comma 1, primo periodo e comma 2, primo periodo), purchè compatibili con la logica e la struttura del giudizio ad essa sotteso (così, Cass. S.U. n. 1914/16).
3.1. – Non è questo il caso di specie, basandosi il ricorso esclusivamente sulla violazione di norme di carattere sostanziale (del tutto inconferenti, poi, i richiami agli artt. 100 e 113 c.p.c.); sicchè il ricorrente avrebbe dovuto proporre ricorso per cassazione non contro l’ordinanza della Corte d’appello, ma avverso la sentenza di primo grado, ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c., comma 3.
4. – Pertanto, si propone la decisione del ricorso con le forme camerali, nei sensi di cui sopra, in base all’art. 375 c.p.c., n. 1″.
2. – La Corte condivide la relazione, in ordine alla quale la memoria depositata dalla parte ricorrente non apporta elementi di novità.
In particolare, la tesi per cui “(i)l ricorso, ancorchè formalmente proposto nei confronti dell’ordinanza di inammissibilità della Corte d’Appello di Firenze, in sostanza, è avverso la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Pistoia, in quanto i motivi attengono esclusivamente a quest’ultima” (così, a pag. 1 della memoria ex art. 380-bis c.p.c., comma 2), da un lato conferma la scelta processuale scientemente operata dalla parte, dall’altro è vana non essendo lecito in nessuna sede giudiziale separare l’aspetto formale da quello formale, per di più ex post factum e secondo la convenienza del momento.
3. – Pertanto, s’impone la declaratoria d’inammissibilità del ricorso.
4. – Le spese, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza della parte ricorrente.
5. – Ricorrono i presupposti per l’applicazione del raddoppio del contributo unificato a carico della parte ricorrente, a norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 bis, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese, che liquida in Euro 1.700,00, di cui 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie ed accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento a carico della parte ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1-bis.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 2 della Corte Suprema di Cassazione, il 26 maggio 2016.