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Timestamp: 2018-06-20 17:22:01+00:00
Document Index: 100699789

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art.  3', 'art.  36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 1', 'art.  6', 'art. 39', 'art.  30', 'art.  16', 'art. 26', 'art.  30', 'art. 5', 'art. 30']

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 18 aprile 2008, n. 4 - Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) - Linee guida ed indirizzi in materia di mobilita'. (GU n. 188 del 12-8-2008 | Architetto.info
<MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 1 agosto 2008
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 5 settembre 2008>
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA FUNZIONE PUBBLICA – CIRCOLARE 18 aprile 2008, n. 4 – Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) – Linee guida ed indirizzi in materia di mobilita’. (GU n. 188 del 12-8-2008
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 18 aprile 2008, n. 4 - Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) - Linee guida ed indirizzi in materia di mobilita'. (GU n. 188 del 12-8-2008 )
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA FUNZIONE
CIRCOLARE 18 aprile 2008 , n. 4
Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) – Linee guida
ed indirizzi in materia di mobilita’.
A      tutte      le      pubbliche
amministrazioni  di cui all’art. 1,
comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165
La   legge  24 dicembre  2007,  n.  244  (legge  finanziaria  2008)
introduce  alcune  novita’  in  tema  di assegnazioni temporanee e di
mobilita’ del personale.
Il   quadro   normativo   generale   rimane  caratterizzato  da  un
particolare   favor  riservato  all’istituto  della  mobilita’  quale
strumento   per   conseguire   una   piu’   efficiente  distribuzione
organizzativa   delle   risorse   umane  nell’ambito  della  pubblica
amministrazione  globalmente  intesa,  con significativi riflessi sul
contenimento  della  spesa  pubblica,  nonche’  sull’effettivita’ del
diritto al lavoro quale diritto costituzionalmente garantito.
Anche   a   riscontro   dei   numerosi   quesiti   proposti   dalle
amministrazioni, appare opportuno fornire alcuni chiarimenti dedicati
alla  disciplina  generale  della mobilita’, oltre che alla normativa
contenuta nella legge finanziaria vigente.
1. L’assegnazione  temporanea:  le  novita’  introdotte  dall’art. 3,
L’art.  3,  comma 79,  della  legge  n. 244 del 2007, ha sostituito
l’art.  36  del  decreto  legislativo  n. 165 del 2001 intervenendo a
mutare  la  disciplina  relativa  al ricorso alle tipologie di lavoro
flessibile nelle pubbliche amministrazioni.
I primi quattro commi del nuovo art. 36 cosi’ dispongono:
«1.   Le  pubbliche  amministrazioni  assumono  esclusivamente  con
contratti  di  lavoro subordinato a tempo indeterminato e non possono
avvalersi  delle forme contrattuali di lavoro flessibile previste dal
codice  civile  e  dalle  leggi  sui  rapporti  di lavoro subordinato
nell’impresa  se  non  per  esigenze  stagionali  o  per  periodi non
superiori  a  tre  mesi,  fatte  salve le sostituzioni per maternita’
relativamente   alle  autonomie  territoriali.  Il  provvedimento  di
assunzione  deve contenere l’indicazione del nominativo della persona
2.  In nessun caso e’ ammesso il rinnovo del contratto o l’utilizzo
del medesimo lavoratore con altra tipologia contrattuale.
3.  Le  amministrazioni  fanno  fronte  ad  esigenze  temporanee ed
eccezionali  attraverso  l’assegnazione  temporanea  di  personale di
altre  amministrazioni  per  un periodo non superiore a sei mesi, non
4.  Le  disposizioni  di  cui  ai commi 1, 2 e 3 non possono essere
derogate dalla contrattazione collettiva.».
Tali  previsioni sono finalizzate a ribadire la regola generale del
ricorso  a rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato nelle
pubbliche  amministrazioni, riconducendo i rapporti di lavoro a tempo
determinato  alle  sole  esigenze  della  assoluta temporaneita’ (tre
mesi)  e  del  picco  produttivo  (stagionalita) e si collocano in un
disegno  normativo,  tracciato  dalla  legge finanziaria per il 2008,
rivolto  ad  un significativo contenimento del ricorso all’assunzione
di personale con contratti di lavoro flessibile.
Da quanto evidenziato deriva, pertanto, la necessita’ di effettuare
una  interpretazione  sistematica  del novellato art. 36, leggendo la
disposizione  contenuta  nel  comma 3 in coerenza con il disposto del
comma 1.  Essa,  infatti,  assolve  la  funzione  di contemperare gli
effetti  del  ridimensionamento  del  ricorso  a  rapporti  di lavoro
flessibile  attraverso  la individuazione di un nuovo istituto che si
aggiunge  a  quelli  gia’  codificati dall’ordinamento, attraverso il
quale   le   amministrazioni  hanno  la  possibilita’  di  richiedere
l’utilizzo   di   personale   ad  altri  datori  di  lavoro  pubblici
temporaneamente  –  non  piu’  di  sei  mesi  non  rinnovabili  –  ed
eccezionalmente,  laddove non sia possibile utilizzare altre forme di
lavoro flessibile.
Ulteriormente   il   legislatore   afferma   che  per  le  esigenze
individuate  nei  commi 1  e  3 le amministrazioni possono utilizzare
solo  gli  istituti  ivi  indicati  e con le modalita’ ivi contenute,
stabilendo  che la contrattazione collettiva non puo’ derogare a tali
Appare  pertanto  opportuno  chiarire che l’intervento normativo in
questione non ha inteso innovare o ridisciplinare il comando od altri
analoghi  istituti,  gia’  previsti  e  che comunque sono regolati da
specifiche   disposizioni   di   legge  o  dai  contratti  collettivi
nazionali,   bensi’  ha  inteso  introdurre  un  nuovo  strumento  di
flessibilita’  organizzativa in un quadro normativo generale di forte
contenimento degli istituti di lavoro flessibile.
Si  evidenzia  inoltre che alla straordinarieta’ ed all’urgenza che
sottendono  il  ricorso  a tale nuovo istituto dovrebbe corrispondere
una   celerita’  di  espletamento  delle  procedure  di  assegnazione
temporanea   da   parte   dell’amministrazione  di  appartenenza  dei
dipendenti   richiesti,   onde   non   vanificare  la  natura  stessa
dell’assegnazione.   Conseguentemente  ogni  diniego  di  nulla  osta
all’utilizzo  di  tale  personale  potra’  essere  sostenuto  solo da
motivazioni   analoghe,   insistenti   sugli   stessi   elementi   di
straordinarieta’    ed   urgenza,   comprovate   dai   documenti   di
programmazione triennali ed annuali del fabbisogno.
In  ogni  caso, come gia’ evidenziato, l’assegnazione temporanea e’
uno   strumento,   previsto   dalla   legge  o  dalla  contrattazione
collettiva,  diretto  a  soddisfare esigenze temporanee. Qualora tali
esigenze  dovessero divenire permanenti occorre procedere nell’ambito
della  programmazione  dei fabbisogni all’inquadramento del personale
2. Il principio del previo esperimento delle procedure di mobilita’.
Dal  complesso  delle  disposizioni  che  governano  i  processi di
mobilita’  di  personale nella pubblica amministrazione si enuclea il
principio  del  «previo esperimento delle procedure di mobilita», che
privilegia  l’acquisizione  di  risorse  umane  tramite  la mobilita’
rispetto alle ordinarie misure di reclutamento e che puo’ affiancarsi
ai  principi  generali  indicati dall’art. 1, comma 1, lettere a), b)
e c),  nonche’  dall’art.  6, comma 1, del decreto legislativo n. 165
del  2001,  cui  debbono  conformarsi le pubbliche amministrazioni in
termini  di  efficienza,  razionalizzazione  del  costo  del  lavoro,
migliore utilizzazione delle risorse umane.
Tale  principio  si  ricava  sostanzialmente  dal  complesso  delle
disposizioni  che  regolano  il  regime  delle assunzioni, fra cui in
primo  luogo l’art. 39 della legge n. 449 del 1997, ed in particolare
il  comma 3-ter,  il  quale  ha  disposto che al fine di garantire la
coerenza    con    gli   obiettivi   di   riforma   organizzativa   e
riqualificazione  funzionale  delle  amministrazioni  interessate, le
richieste  di  autorizzazione ad assumere debbono essere corredate da
una  relazione  illustrativa dalla quale si evinca l’impraticabilita’
di  soluzioni  alternative  legate  all’attivazione  di  procedure di
mobilita’.
Le  successive  disposizioni  che  richiamano  l’obbligo del previo
esperimento   delle  procedure  di  mobilita’  assumono  una  valenza
ricognitiva  di un principio affermato chiaramente dall’ordinamento e
rispetto al quale la Corte costituzionale ha ravvisato la qualita’ di
criterio  di  organizzazione  dettato  dal  legislatore  statale  per
governare  i  processi  di  acquisizione  del  personale  al  fine di
contenere  la  spesa  corrente  (sentenze n. 390 del 2004, n. 388 del
2004 e n. 88 del 2006).
A  sua  tutela  e’  intervenuto  poi  il legislatore con la novella
dell’art.  30,  comma 2,  del decreto legislativo n. 165 del 2001 (ex
art.  16,  comma 1,  lettera b), della legge n. 246 del 2005), che ha
comminato  la  nullita’  degli  accordi,  degli  atti  o  anche delle
clausole  dei  contratti  collettivi volti ad eludere, per l’appunto,
l’applicazione  del  principio del previo esperimento delle procedure
di mobilita’ rispetto al reclutamento di nuovo personale.
Al  riguardo, deve segnalarsi che il contratto collettivo nazionale
2006/2009  del comparto Ministeri, all’art. 26, nel definire, a norma
dell’art.  30 del decreto legislativo n. 165 del 2001 dinanzi citato,
le  procedure e i criteri generali per l’attuazione dell’istituto, ha
previsto  che  «nel quadro di meccanismi che favoriscono la mobilita’
fra    sedi    ed    amministrazioni   diverse,   periodicamente   le
amministrazioni  pubblicano  bandi  di  mobilita’,  anche  al fine di
consentire,  prioritariamente  l’assorbimento del personale coinvolto
nei  processi  di  trasformazione,  soppressione  e riordino di altre
pubbliche amministrazioni.».
Il  sistema  si  completa  con  le disposizioni recate dall’art. 5,
comma 1-quater,  del  decreto-legge  n.  7 del 2005 (convertito dalla
legge  n.  43  del  2005), che ha aggiunto il comma 2-bis all’art. 30
citato, sull’obbligo che hanno le amministrazioni di procedere, prima
di  attivare  le procedure concorsuali per la copertura delle vacanze
in  organico,  all’immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da
altre  amministrazioni,  e  collocati  presso di esse in posizione di
comando  o  fuori ruolo che facciano domanda di trasferimento. Queste
previsioni  sottolineano  l’intento  del legislatore di garantire una
piu’  efficiente allocazione delle risorse umane quando si ricorre ad
istituti   tipicamente   temporanei  per  corrispondere  ad  esigenze
durature.  Occorre pertanto definire queste situazioni di incertezza,
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LA FUNZIONE PUBBLICA – CIRCOLARE 18 aprile 2008, n. 4 – Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) – Linee guida ed indirizzi in materia di mobilita’. (GU n. 188 del 12-8-2008 redazione redazione 2015-05-05T16:15:14+00:00