Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_procedura_civile/369
Timestamp: 2019-05-24 05:21:14+00:00
Document Index: 73966077

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 369', 'art. 3', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 369', 'art. 96', 'sentenza ', 'art. 96', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 369']

I. Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della corte, a pena d'improcedibilità, nel termine di giorni venti dall'ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto.
II. Insieme col ricorso debbono essere depositati, sempre a pena d'improcedibilità:
3) la procura speciale, se questa è conferita con atto separato;
4) gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda (1).
III. Il ricorrente deve chiedere alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata o del quale si contesta la giurisdizione la trasmissione alla cancelleria della Corte di cassazione del fascicolo d'ufficio; tale richiesta è restituita dalla cancelleria al richiedente munita di visto, e deve essere depositata insieme col ricorso.
(1) Numero sostituito dall'art. 7 d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006 (vedi nota all'art. 360).
Processo civile – Impugnazione – Notifica della sentenza di appello con modalità telematiche – Attestazione della conformità dell’analogico al digitale – Onere del difensore – Improcedibilità.
Qualora la notifica della sentenza di appello sia avvenuta con modalità telematiche, il difensore - sia che abbia ricevuto la notifica della sentenza sia che abbia egli stesso provveduto a tale notifica - ben può attestare la conformità dell’analogico al digitale degli atti di cui dispone per procedere agli adempimenti richiesti, a pena di improcedibilità, dall’art. 369 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 19 Febbraio 2019, n. 4764. Segue...
Ricorso per cassazione – Procedimento – Notificazione della sentenza impugnata con modalità telematica – Deposito della copia autentica della relazione di notificazione – Modalità.
In tema di ricorso per cassazione, qualora la notificazione della sentenza impugnata sia stata eseguita con modalità telematica ai sensi dell’art. 3-bis della legge n. 53 del 1994, per soddisfare l’onere di deposito della copia autentica della relazione di notificazione ex art. 369, comma 2, n. 2, cod. proc. civ., il difensore del ricorrente, destinatario della notificazione, deve estrarre copie cartacee del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e della relazione di notificazione redatta dal mittente ex art. 3-bis, comma 5, della legge n. 53 del 1994, attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali delle copie analogiche formate e depositare queste ultime presso la cancelleria della Corte entro il termine stabilito dalla disposizione codicistica. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 14 Luglio 2017, n. 17450. Segue...
Ricorso per cassazione – Sentenze impugnabili e motivi di ricorso – Omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti – Oneri del ricorrente – Omesso esame di elementi istruttori – Irrilevanza.
L'art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c., riformulato dall'art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in legge 7 agosto 2012, n. 134, introduce nell'ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia): ne consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni degli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, c. p. c., il ricorrente deve indicare il "fatto storico", il cui esame sia stato omesso, il "dato", testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il "come" e il "quando" tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua "decisività", fermo restando che l'omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Dicembre 2016. Segue...
Impugnazioni civili - Ricorso per cassazione - Deposito di atti - Della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio - Deposito di copia incompleta, benché autentica, della sentenza impugnata - Procedibilità dell'impugnazione - Condizioni - Fattispecie in tema di impugnazione di decisione disciplinare del Consiglio Nazionale Forense.
In tema di ricorso per cassazione (nella specie avverso la decisione emessa in sede disciplinare dal Consiglio Nazionale Forense), il deposito di una copia incompleta, benché autentica, della sentenza impugnata non è causa di improcedibilità del ricorso stesso se, per il principio dell'idoneità dell'atto al raggiungimento dello scopo, sancito dall'art. 156, comma 3, c.p.c., esso sia tempestivo e l'impugnazione possa essere scrutinata sulla base della pur incompleta copia prodotta perchè l'oggetto cui la prima si riferisce è interamente desumibile dalla parte di sentenza risultante da tale copia. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 03 Ottobre 2016, n. 19675. Segue...
Impugnazioni civili - Ricorso per cassazione - Deposito di atti - Della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio - Deposito di copia "uso studio" priva del visto di conformità - Improcedibilità.
Il ricorso per cassazione è improcedibile, ai sensi dell'art. 369, comma 2, c.p.c., qualora sia depositata una copia della sentenza impugnata "uso studio", priva del visto di conformità, in luogo della copia autentica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 05 Agosto 2016, n. 16498. Segue...
Ricorso per cassazione avverso decreto decisorio di opposizione allo stato passivo - Deposito di copia autentica del decreto sfornita della prova dell'avvenuta notificazione o comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall. - Improcedibilità del ricorso - Fondamento - Acquisizione "aliunde" dei predetti documenti - Esclusione.
In tema di giudizio di cassazione, il deposito della copia autentica del decreto decisorio dell'opposizione allo stato passivo non corredata della prova della sua notificazione o della sua comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall., benchè queste ultime siano state espressamente allegate, determina l'improcedibilità del relativo ricorso, ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., atteso che tale omissione impedisce alla Suprema Corte la verifica - a tutela dell'esigenza pubblicistica del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, a nulla valendo la mera indicazione delle corrispondenti date nell'epigrafe del ricorso, o la non contestazione dell'osservanza del termine breve da parte del controricorrente, ovvero il deposito, da parte sua, di una copia con la relata o la presenza di tale copia nel fascicolo d'ufficio, da cui emerga, in ipotesi, la tempestività dell'impugnazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2016, n. 9987. Segue...
Chiusura del fallimento - In genere - Contenzioso tributario - Sentenza pronunciata dopo detta chiusura - Legittimazione passiva al ricorso per cassazione - Spettanza - Al fallito tornato "in bonis" - Notifica al curatore - Responsabilità aggravata dell'Amministrazione ex art. 96 cod. proc. civ. - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.
La chiusura del fallimento di una società priva il curatore della capacità di stare in giudizio, sicché la legittimazione passiva, rispetto al ricorso per cassazione avverso la sentenza pronunciata dopo tale evento, spetta alla società tornata "in bonis". (Nella specie, la S.C. ha escluso la responsabilità aggravata dell'Amministrazione, ai sensi dell'art. 96 cod. proc. civ., invocata dall'ex curatore fallimentare erroneamente evocato nel giudizio di legittimità, e che tuttavia aveva a suo tempo impugnato l'avviso di accertamento tributario notificatogli ad oggetto di causa, cui era seguita definizione del relativo giudizio con il non luogo a procedere per chiusura del fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Luglio 2013, n. 17008. Segue...
Ricorso per Cassazione – Nullità atto citazione – Indeterminatezza oggetto domanda – Cognizione giudice legittimità..
Quando col ricorso per cassazione venga denunciato un vizio che comporti la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, ed in particolare un vizio afferente alla nullità dell'atto introduttivo del giudizio per indeterminatezza dell'oggetto della domanda o delle ragioni poste a suo fondamento, il giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all'esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti ed i documenti sui quali il ricorso si fonda, purchè la censura sia stata proposta dal ricorrente in conformità alle regole fissate al riguardo dal codice di rito (ed oggi quindi, in particolare, in conformità alle prescrizioni dettate dall'art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4)". (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 Maggio 2012, n. 8077. Segue...