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Timestamp: 2019-10-21 18:34:46+00:00
Document Index: 37684869

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1227', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 2051']

risarcimento danni | 14 Agosto 2019
di Claudio Zambrano
La Corte d’Appello ha offerto una conferma della definizione di mobbing quale «condotta tenuta dal datore di lavoro nei confronti del suo dipendente consistente in una serie ripetuta di ingiustificati soprusi diretti ad isolarlo ed a screditarlo nell'ambiente di lavoro e preordinati alla sua estromissione dallo stesso, condotta tale da comportare per il lavoratore gravi menomazioni sia in relazione alla sua capacità lavorativa che alla sua integrità fisica».
(Corte d’Appello di Firenze, sez. Lavoro, sentenza n. 393/19; depositata il 26 giugno)
La mancanza dei dati nel modulo è addebitabile alla cliente. Ciò nonostante, pare evidente l’inadempimento dell’istituto di credito che avrebbe dovuto comunicarle tempestivamente l’esito negativo del mandato conferito per il pagamento dell’IRPEF. Riprende quota l’ipotesi di un risarcimento in favore della donna, che si è ritrovata sul groppone una cartella dell’Agenzia delle Entrate.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 20640/19; depositata il 31 luglio)
Confermata in Cassazione la visione adottata dal Tribunale, laddove si è riconosciuto il diritto risarcitorio del conducente del motociclo, limitato però alle sole lesioni alla spalla e al corpo. Fatale l’avere utilizzato un casco irregolare per il mezzo condotto.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 20558/19; depositata il 30 luglio)
risarcimento danni | 29 Luglio 2019
L’abuso edilizio è in grado di recidere, ex art. 1227, comma 1, c.c., il nesso causale tra il bene in custodia della Pubblica Amministrazione e il danno subìto dal privato possessore del bene costruito abusivamente, azzerando la responsabilità della prima ex art. 2051 c.c..
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 20312/19; depositata il 26 luglio)
risarcimento danni | 22 Luglio 2019
Cane in fuga dal convento, aggredisce un ragazzino: salvo il prete, condannata la ‘perpetua’
L’animale è risultato di proprietà della donna, che è quindi ritenuta responsabile per l’omessa custodia che ha permesso al quadrupede di spaventare il ragazzino, appena uscito dalla messa. Ella dovrà sborsare oltre 18mila euro come risarcimento. Nessun addebito invece per il sacerdote, che ha semplicemente tollerato la presenza del cane nell’abitazione della sua collaboratrice.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 19506/19; depositata il 19 luglio)
risarcimento danni | 19 Luglio 2019
Dovendo dare attuazione ad un obbligo di non facere, ben vi può essere una gradazione tra l’inibitoria totale delle immissioni tramite la cessazione dell’attività e una inibitoria mediante imposizione di accorgimenti nello svolgimento dell’attività.
L’applicazione dell’art. 2043 c.c. in luogo dell’art. 2051 c.c. impone che la responsabilità dell’ente si affermi solo previa individuazione del concreto comportamento colposo ad esso ascrivibile e cioè che gli siano imputabili condotte, a seconda dei casi, specificamente o genericamente colpose che abbiano reso possibile il verificarsi dell’evento dannoso. Di contro, slegando la responsabilità dell’Ente dal concetto di colpa la si farebbe transitare nell’alveo della responsabilità oggettiva da cose in custodia secondo le regole di cui agli artt. 2051, 2052 e 2053 c.c..
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Danno al terzo trasportato congiunto del conducente e azione di surrogazione