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Timestamp: 2018-09-20 07:45:07+00:00
Document Index: 93663096

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 630', 'art. 27', 'art. 58', 'art. 289', 'sentenza ', 'art. 656', 'sentenza ', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 649', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 656', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 228', 'art. 679', 'art. 67', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 66', 'art. 656', 'art. 47', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 77', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 186', 'art. 677', 'art. 56', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 656', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 656', 'art. 7', 'art. 47', 'art. 385', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 444', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 133', 'art. 223', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 73', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 1', 'art. 322', 'art. 9', 'art. 30', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 666', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 7', 'art. 58', 'art. 69', 'art. 111', 'art. 30', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 7', 'art. 656', 'art. 656', 'art. 673', 'sentenza ', 'art. 609', 'art. 722', 'art. 303', 'art. 47', 'art. 222', 'art. 660', 'art. 4', 'art. 27', 'art. 4', 'art. 101', 'art. 1']

Illegittimità costituzionale dell’art. 21-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui, attraverso il rinvio al precedente art. 21, con riferimento alle detenute condannate alla pena della reclusione per uno dei delitti di cui all’art. 4-bis, commi 1, 1-ter e 1-quater, della legge n. 354 del 1975, non consente l’accesso all’assistenza all’esterno dei figli di età non superiore agli anni dieci oppure lo subordina alla previa espiazione di una frazione di pena, salvo che sia stata accertata la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 58-ter della medesima legge.
Corte Costituzionale, sentenza 21 giugno 2018 (dep. 11 luglio 2018), n. 141
Illegittimità costituzionale dell’art. 58-quater, comma 4, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui si applica ai condannati all’ergastolo per il delitto di cui all’art. 630 del codice penale che abbiano cagionato la morte del sequestrato; 2) in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), illegittimità costituzionale dell’art. 58-quater, comma 4, della legge n. 354 del 1975, nella parte in cui si applica ai condannati all’ergastolo per il delitto di cui all’art. 289-bis del codice penale che abbiano cagionato la morte del sequestrato.
Corte Costituzionale, sentenza 6 febbraio 2018 (dep. 2 marzo 2018), n. 41
Illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 5, del codice di procedura penale, nella parte in cui si prevede che il pubblico ministero sospende l’esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non superiore a tre anni, anziché a quattro anni.
Corte Costituzionale, sentenza 8 marzo 2017 (dep. 12 aprile 2017), n. 76
Illegittimità costituzionale dell’art. 47-quinquies, comma 1-bis, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), limitatamente alle parole «Salvo che nei confronti delle madri condannate per taluno dei delitti indicati nell’articolo 4-bis,».
Corte Costituzionale, sentenza 31 maggio 2016 (dep. 21 luglio 2016), n. 200
Illegittimità costituzionale dell’art. 649 c.p.p. nella parte in cui esclude che il fatto sia il medesimo per la sola circostanza che sussiste un concorso formale tra il reato già giudicato con sentenza divenuta irrevocabile e il reato per cui è iniziato il nuovo procedimento penale
Corte Costituzione, sentenza 6 aprile 2016 (dep. 1° giugno 2016), n. 125
Illegittimo il divieto di sospensione della condanna ex art. 656 c.p. in caso di *furto con strappo*.
Corte Costituzionale, sentenza 22 ottobre 2014 (dep. 22 ottobre 2014), n. 239
Incostituzionalità dell'art. 4 bis ord. penit. laddove non esclude dal divieto di concessione dei benefici la detenzione domiciliare speciale e ordinaria in favore delle detenute madri
Corte Costituzionale, sentenza 9 ottobre 2013 (dep. 22 novembre 2013, n. 279
La Corte si pronuncia sul problema del sovraffollamento carcerario italiano nel confronto con la CEDU e il senso di "umanità" della pena
Corte Costituzionale, sentenza 17 giugno 2013 (dep. 20 giugno 2013), n. 143
Illegittimità costituzionale dell’articolo 41-bis, comma 2-quater, lettera b), ultimo periodo, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), come modificato dall’articolo 2, comma 25, lettera f), numero 2), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), limitatamente alle parole «con i quali potrà effettuarsi, fino ad un massimo di tre volte alla settimana, una telefonata o un colloquio della stessa durata di quelli previsti con i familiari».
Tribunale di Sorveglianza di Torino, ordinanza 22 agosto 2012; Pres. Est. VIGNERA, ric. P.
Poiché il riconoscimento del figlio naturale può essere fatto pure nella località di detenzione dell’interessato, va rigettata l’istanza di permesso motivata dalla necessità per il detenuto di recarsi a tal fine presso il luogo di nascita del figlio stesso.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, ordinanza 20 giugno 2012, Pres. COCILOVO, Est. VIGNERA; ric. F.
Le misure alternative dell’affidamento in prova al servizio sociale ex art. 47 O.P. e quella della detenzione domiciliare “generica” ex art. 47 ter, comma 1-bis O.P. presuppongono entrambe l’idoneità del beneficio ad evitare che il condannato commetta altri reati, cambiando soltanto l’intensità del pericolo di recidiva, che concretamente la misura deve tendere a neutralizzare.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, ordinanza 28 marzo 2012, Pres. Viglino, Est. Vignera; ric. M.
A differenza del divieto di espulsione previsto dal secondo comma dell’art. 19 d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, quello stabilito dal primo comma dello stesso art. 19 nei confronti del rifugiato non fa acquistare allo straniero il diritto a permanere nel territorio dello Stato italiano. La presentazione di una domanda di asilo politico in un altro Stato membro dell’Unione Europea non impedisce l’espulsione del richiedente dal territorio dello Stato italiano, qualunque possa essere stato l’esito della domanda stessa.
Magistrato di Sorveglianza di Alessandria, decreto 29 marzo 2012, Giudice Vignera, ric. D. L.
Anche in applicazione dell’art. 3, comma 1, della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, l’evento familiare di particolare gravità, che legittima la concessione del permesso ai sensi del 2° comma dell'art. 30 l. 354/1975, può essere rappresentato da avvenimenti riguardanti la vita del figlio minore, rispetto ai quali l’assenza del genitore detenuto potrebbe gravemente disturbare il processo evolutivo della personalità del figlio stesso (fattispecie relativa al ricevimento del Sacramento dell’Eucarestia da parte del minore).
Tribunale di Sorveglianza di Torino, ordinanza 22 febbraio 2012, Pres. Est. VIGNERA; ric. D.
Rispetto a reati commessi per finalità di arricchimento personale da un soggetto che all’epoca della loro consumazione disponeva di adeguate risorse culturali, affettive, abitative ed economiche, l’avvio della sua revisione critica ed il ridimensionamento della sua pericolosità sociale possono normalmente considerarsi effettivi (e giustificare la concessione di benefici penitenziari) solo in presenza di congrue attività restitutorie delle utilità economiche costituenti il prezzo, il prodotto o il profitto dei reati stessi.
Magistrato di Sorveglianza di Alessandria, decreto 11 novembre 2011; Giudice VIGNERA, ric. B.
Il provvedimento di approvazione dell’ammissione del detenuto al lavoro all’esterno (pronunciato dal magistrato di sorveglianza ex art. 21, comma 4, O.P.) ha natura amministrativa e, pertanto, può essere revocato o annullato in autotutela dallo stesso ufficio, che lo aveva precedentemente emesso.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 23 agosto 2011; Pres. Est. VIGNERA, ric. C.
Al pari di ogni altro beneficio penitenziario, pure la concessione della detenzione al domicilio ex art. 1, l. 199/2010 presuppone che il condannato sia effettivamente meritevole della misura
Magistrato di Sorveglianza di Alessandria, Ordinanza 12 agosto 2011; Giudice VIGNERA, ric. D.
Sulla competenza per territorio del Magistrato di Sorveglianza
Magistrato di Sorvegianza di Torino, Ordinanza 6 maggio 2011; Giudice VIGNERA, ric. G.
Poiché i contenuti tipici della libertà vigilata descritti dall’art. 228 cod. pen. non possono essere attuati nei confronti di un collaboratore di giustizia sottoposto a speciali misure di protezione, nei confronti di quest’ultimo la misura di sicurezza predetta può essere applicata ex art. 679 cod. proc. pen. solo dopo la cessazione delle misure di protezione
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 23 febbraio 2011, Pres. Est. Vignera; ric. B.
Il divieto di misure alternative alla detenzione previsto dall’art. 67 l. 24 novembre 1981 n. 689 nei confronti del condannato in espiazione di pena detentiva per conversione effettuata ai sensi dell’art. 66, 1° comma, stessa legge non va limitato a quelle (espressamente previste) dell’affidamento in prova al servizio sociale e della semilibertà, ma va esteso ad ogni altra misura alternativa non avente finalità umanitaria o terapeutica e, in particolare, alla detenzione domiciliare c.d. generica. Anche in applicazione del principio di economia processuale e/o di quello della ragionevole durata del processo, le misure alternative alla detenzione non vietate dall’art. 67 l. 24 novembre 1981 n. 689 vanno richieste dall’interessato in stato di libertà nell’ambito dello stesso procedimento (innanzi al tribunale di sorveglianza) instaurato per la conversione ex art. 66 stessa legge; di guisa che, esauritosi quel procedimento senza l’applicazione di una misura alternativa, non è consentito al pubblico ministero sospendere l’esecuzione ai sensi dell’art. 656, 5° comma, c.p.p.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, ordinanza 27 ottobre 2010, Pres. est. VIGNERA; ric. P.
Va rigettata l’istanza di affidamento in prova al servizio sociale allorché essa, per la mancata prospettazione di un’attività lavorativa o di volontariato da espletare durante l’esecuzione della misura, si basa soltanto sull’idoneità della misura stessa ad evitare il pericolo della recidiva, la quale (idoneità) invece di per sé sola costituisce il presupposto della detenzione domiciliare “generica” ex art. 47, comma 1 bis, O.P. (fattispecie nella quale l’istanza di affidamento in prova è stata considerata elusiva del divieto di concessione della detenzione domiciliare “generica” al soggetto condannato per uno dei delitti indicati dall’art. 4 bis O.P.). Diversamente da quanto previsto dall’art. 47 ter, comma 01, O.P. (detenzione domiciliare per il condannato ultrasettantenne) e comma 1 bis (detenzione domiciliare “generica”), rispetto alla detenzione domiciliare divisata dall’art. 47 ter, comma 1, O.P. (detenzione domiciliare per motivi di salute, famiglia o studio) ed a quella prevista dal comma 1 ter dello stesso articolo (detenzione domiciliare alternativa al rinvio dell’esecuzione della pena) la condanna per uno dei delitti previsti dall’art. 4 bis O.P. costituisce una causa (non “assolutamente ostativa”, ma solo) “relativamente ostativa” alla concessione del beneficio, operante cioè nei modi e nei limiti previsti dallo stesso art. 4 bis.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, ordinanza 27 ottobre 2010, Pres. est. VIGNERA ; ric. T.
Per la configurazione dell’illecito disciplinare previsto dall’ art. 77, comma 1, n. 8, D.P.R. 30 giugno 2000 n. 230 (possesso di oggetti non consentiti) è sufficiente che vi sia una relazione stabile tra la res ed il detenuto e che quest’ultimo, pur non essendone il proprietario, ne abbia comunque la disponibilità.
Corte Cosituzionale, sentenza 4 ottobre 2010 (dep. 8 ottobre 2010) n. 287
Illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 2, lettera d), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti), limitatamente all’inciso «salvo che sia stato concesso alcuno dei benefici di cui agli articoli 163 e 175 del codice penale»
Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 10 giugno 2010 (dep. 18 agosto 2010), n. 32021
In tema di guida in stato di ebbrezza ed incidente stradale, la confisca del veicolo è disposta soltanto quando il valore del tasso alcoolemico sia superiore a 1,5 (fattispecie relativa alla formulazione dell'art. 186 C.d.S. precedente alla novella di cui alla l. 120/2010).
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 20 aprile 2010, Pres. est. VIGNERA; ric. F.
Una volta rigettata o dichiarata inammissibile l’istanza di misura alternativa alla detenzione presentata a seguito di sospensione dell’esecuzione, non ha più ragion d’essere la competenza speciale del tribunale di sorveglianza del luogo ove ha sede l’ufficio del P.M. preposto all’esecuzione, di guisa che la nuova istanza eventualmente riproposta dall’interessato (sia in ordine a diversa misura alternativa, sia in ordine alla medesima diversamente motivata) rientra nella competenza del tribunale di sorveglianza individuato in base alle regole generali di cui all’art. 677 c.p.p.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 13 gennaio 2010; Pres. Est. VIGNERA; ricorrente C.
La sospensione della patente di guida conseguente alla sanzione sostitutiva della libertà controllata (art. 56 l. 24 novembre 1981, n. 689) è finalizzata ad evitare che il condannato possa allontanarsi agevolmente dal luogo di residenza. Pertanto, tale sospensione comprende pure il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 13 gennaio 2010; Pres. Est. VIGNERA; ricorrente G.
Ai condannati per i reati di cui all’art. 4 bis, 1° comma, l. 26 luglio 1975, n. 354, è precluso l’accesso alle misure alternative alla detenzione diverse dalla sospensione obbligatoria o facoltativa della pena e, in particolare, a quella della detenzione domiciliare
Va rigettata l’istanza di semilibertà allorché il lavoro esterno non appare concretamente idoneo a contribuire al reinserimento sociale del detenuto (nella fattispecie l’istante avrebbe dovuto svolgere la stessa attività già espletata ex art. 21 O.P. in un ambito territoriale a lui del tutto estraneo)
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 4 novembre 2009; Pres. est. VIGNERA; V. G.
Va rigettata la richiesta di detenzione domiciliare motivata da esigenze dell’istante (nella fattispecie, familiari e lavorative) esistenti già al momento della consumazione del reato di cui titolo esecutivo, specialmente quando questa sia avvenuta in epoca non lontana
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 7 ottobre 2009; Pres. est. VIGNERA; C. B.
Poiché l’art. 656, comma 9, lettera a), c.p.p. (in quanto norma di natura processuale) è applicabile a tutti i rapporti esecutivi non ancora esauriti, deve essere revocato il decreto di sospensione dell’esecuzione di una sentenza di condanna per i delitti ex artt. 609 bis, 609 ter, 609 quater e 609 octies c.p., ancorché emesso prima dell’entrata in vigore dell’art. 15 l. 6 febbraio 2006 n. 38 [che ha incluso codesti delitti tra quelli previsti dall’art. 4 bis l. 26 luglio 1975 n. 354, richiamato dall’art. 656, comma 9, lettera a), c.p.p.] e sempreché il relativo procedimento sia ancora pendente.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 7 ottobre 2009; Pres. est. VIGNERA; A. C.
Va rigettata la domanda di affidamento in prova al servizio, le cui modalità attuative costituirebbero violazione delle pene accessorie inflitte con la condanna in esecuzione (nella fattispecie, dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e dell’incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa).
European Court of Human Right, Grand Chamber, Case of Scoppola vs. Italy (no. 2), Application no. 10249/03, Judgement September 17th 2009
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo condanna l'Italia per violazione degli artt. 6 e 7 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, sancendo che l'art. 7 predetto prevede la retroattività della legge penale più favorevole.
Corte Costituzionale, Sentenza 10 giugno 2009 (dep. 12 giugno 2009), n. 177
Illegittimità costituzionale dell’art. 47-ter, commi 1, lettera a), seconda parte, e 8, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui non limita la punibilità ai sensi dell’art. 385 del codice penale al solo allontanamento che si protragga per più di dodici ore, come stabilito dall’art. 47-sexies, comma 2, della suddetta legge n. 354 del 1975, sul presupposto, di cui all’art. 47-quinquies, comma 1, della medesima legge, che non sussista un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti
Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, Sentenza 10 aprile 2007 (dep. 10 luglio 2007), n. 26976
In caso di successione nel tempo di legge penale più favorevole, l'invito, rivolto al Giudice, all'udienza di trattazione della richiesta ex art. 444 c.p.p., a rideterminare la pena in maniera conforme al nuovo ed inferiore limite edittale equivale a revoca della richiesta di applicazione della pena, nella specie ammissibile, in quanto fondata sullo jus superveniens, avuto riguardo all’art. 2 comma 4° c.p.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 30 ottobre 2008 (dep. 29 gennaio 2009) n. 4187
Ingiusta detenzione: declaratoria di prescrizione e misura cautelare sofferta superiore alla pena riportata in primo grado
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 20 gennaio 2009; Pres. BURZIO, Est. VIGNERA; O.
In materia di concessione dei benefici penitenziari in favore dei collaboratori di giustizia ex art. 16 nonies l. 15 marzo 1991, n. 82, ai fini dell’accertamento del requisito del ravvedimento assume rilevanza pure la condotta intramuraria del detenuto (fattispecie nella quale tale condotta si era estrinsecata in atti di protesta nei confronti della pena da espiare).
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 20 gennaio 2009; Pres. BURZIO, Est. VIGNERA; B.
Poiché la qualità di collaboratore di giustizia va accertata in via incidentale nel procedimento avente ad oggetto la concessione di un beneficio penitenziario, anche ai fini di tale accertamento è territorialmente competente la magistratura di sorveglianza di Roma ex art. 16 nonies, 8° comma, l. 15 marzo 1991, n. 82, allorché l’interessato é persona sottoposta a speciali misure di protezione.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 18 novembre 2008; Pres. Est. VIGNERA; ric. N.
Ai fini dell'aggravamento della misura di sicurezza con l'assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro, previsto in ipotesi di trasgressione degli obblighi della libertà vigilata, la particolare gravità della trasgressione stessa va accertata in base ai criteri indicati dall’art. 133 cod. pen.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 18 novembre 2008; Pres. Est. VIGNERA; ric. C.
In tema di affidamento in prova per fini terapeutici, va esclusa l’idoneità del programma al recupero del condannato tossicodipendente allorché la pena in esecuzione abbia una durata così esigua da non consentire l’utile attuazione del programma stesso.
Magistrato di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 21 novembre 2008; Giudice VIGNERA; ric. G.
Pur nel silenzio dell’art. 223, 2° comma, c.p. ed alla stregua di una sua interpretazione estensivo-adeguatrice, è ammissibile sostituire con il ricovero in una casa di cura e di custodia la misura di sicurezza del ricovero in un riformatorio giudiziario, qualora quest’ultima debba essere eseguita nei confronti di persona divenuta maggiorenne.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 22 ottobre 2008; Pres. BURZIO; Est. VIGNERA; ric. S. M.
L’espulsione dello straniero prevista dall’art. 16, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, in quanto misura alternativa alla detenzione, presuppone che al momento della sua esecuzione lo stato detentivo del destinatario sia ancora attuale.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 22 ottobre 2008; Pres. BURZIO; Est. VIGNERA; ric. M.
In tema di liberazione anticipata, la valutazione negativa della condotta del condannato relativa ad un semestre può incidere sfavorevolmente su quella del semestre immediatamente precedente; a tal fine assume particolare rilievo la data del comportamento censurabile (nella fattispecie posto in essere in epoca liminare ai due semestri) ed il suo disvalore ordinamentale (nella fattispecie trattavasi di condotta penalmente rilevante).
Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, Sentenza 27 giugno 2008 (dep. 4 settembre 2008) n. 34620
Stupefacenti: i presupposti per l’applicazione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 10 luglio 2008 (dep. 23 settembre 2008), n. 36522
In relazione alla condanna da sentenza straniera scontata in Italia si può beneficiare dell'indulto
Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione VI, Sentenza 6 maggio 2008 (dep. 8 agosto 2008), n.3902
Anche per la giurisprudenza amministrativa l'effetto estintivo del patteggiamento è del tutto equiparabile ad una riabilitazione
Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 25 giugno 2008 (dep. 28 luglio 2008), n. 31440
La Suprema Corte fa proprio il pacchetto sicurezza: la concessione delle attenuanti generiche non è un diritto e va sempre motivata
Tribunale di Sorvegliana di Torino, Ordinanza 11 giugno 2008; Pres. est. VIGNERA
A seguito di Corte cost. 4 luglio 2006, n. 255, la concessione del beneficio della sospensione condizionata dell’esecuzione della pena residua (c.d. indultino) dipende dagli stessi elementi rilevanti ai fini dell’applicazione delle altre misure alternative alla detenzione e, in particolare, dall’eventuale previa esperienza di permessi premiali
Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 4 marzo 2008 (dep. 8 maggio 2008), n. 18473
Anche nel bilanciamento con l'attenuenate ad effetto speciale di cui all'art. 73, comma quinto, TU stupefacenti, la recidiva prevista dall'art. 99, comma quarto, c.p., anche dopo le modifiche della L. n. 251 del 2005, deve ritenersi tuttora facoltativa, salvo che si tratti di uno dei delitti previsti dall'articolo 407, comma secondo, lettera a), c.p.p. (art. 99, comma quinto, c.p.).
Giudice dell'Udienza Preliminare di Trento, Ordinanza 12 febbraio 2008
Sollevata questione di legittimità costituzionale del comma 143 dell'art. 1 della legge 244/2007, novellante l'art. 322 ter c.p.p. nella parte in cui consente la confisca obbligatoria per reati tributarî commessi precedentemente all'entrata in vigore della legge stessa.
Magistrato di Sorveglianza di Alessandria, Decreto 20 febbraio 2008; Giudice VIGNERA; ric. M.
Anche in applicazione dell’art. 9, comma 3, della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, l’evento familiare di particolare gravità, che legittima la concessione del permesso a mente del 2° comma dell'art. 30 l. 354/1975, può essere rappresentato dal concreto pericolo di recisione definitiva del rapporto personale ed affettivo tra il detenuto e la prole minorenne, alla quale il giudice minorile abbia vietato di visitare il padre in carcere.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 29 gennaio 2008; Pres. est. VIGNERA; ric. R.
La mancata estinzione della pena pecuniaria inflitta con la sentenza di condanna impedisce la decorrenza del termine previsto per la riabilitazione e rende conseguentemente inammissibile la relativa richiesta. Condanne per fatti successivi alla sentenza costituente l’oggetto della domanda di riabilitazione rendono non configurabile il requisito della buona condotta, allorchè tali fatti siano della stessa indole di quelli precedenti.
Magistrato di Sorveglianza di Alessandria, Decreto 7 febbraio 2008; Giudice VIGNERA; ric. T.
Sebbene non espressamente menzionato dall’art. 16 nonies, comma 8, d. l. 15 gennaio 1991 n. 8 ed alla stregua di un’interpretazione logico-sistematica di tale disposizione, il differimento dell’esecuzione della pena ex artt. 146-147 c.p. richiesto da un collaboratore di giustizia rientra tra i benefici penitenziari, sulla cui concessione è competente a decidere il Tribunale di Sorveglianza di Roma.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 29 gennaio 2008; Pres. est. VIGNERA; ric. M.
Va rigettata la domanda di riabilitazione allorchè il condannato non abbia allegato alcunché in ordine all’adempimento delle sue obbligazioni civili derivanti dal reato, rendendo così impossibile al tribunale di procedere ai relativi accertamenti.
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 29 gennaio 2008; Pres. est. VIGNERA; ric. V.
L’affidamento in prova per fini terapeutici presuppone l'attualità dello stato di tossicodipendente del beneficiario, per l’accertamento del quale il tribunale di sorveglianza non è vincolato dalla certificazione rilasciata al riguardo dalla struttura sanitaria pubblica (Ser.T.).
Corte Costituzionale, Sentenza 14 gennaio 2008 (dep. 18 gennaio 2008), n. 2
Prescrizione "ordinaria" per i reati di competenza del Giudice di Pace. Prescrizione triennale soltanto per i reati puniti esclusivamente con pene "paradetentive"
Tribunale di Sorvegliana di Torino, Ordinanza 20 novembre 2007; Pres. est. VIGNERA; ricorrente C. F.
La sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza impugnata per cassazione ex art. 666, 7° comma, c.p.p. presuppone la compresenza del fumus boni iuris in ordine alla fondatezza dell’impugnazione e del periculum in mora
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 28 marzo 2007, Pres. Burzio, Est. Vignera; G.
Gli effetti estintivi del decreto penale di condanna, decorsi i termini di legge, sono del tutto equivalenti a quelli derivanti dalla riabilitazione. Ne consegue l'inammissibilità dell'istanza volta ad ottenere quest'ultima
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 18 aprile 2007, Pres. Burzio, Est. Vignera; V.
Il Tribunale, discrezionalmente, può convertire la libertà controllata violata in detenzione o misura alternativa
Magistrato di Sorvegliana di Alessandria, Decreto 24 maggio 2007; Giud. Vignera; D.
Pronunciata sentenza di condanna di primo grado nei confronti dell’imputato sottoposto a custodia cautelare e proposto ricorso immediato per cassazione avverso la sentenza predetta, la competenza a provvedere sull’istanza di permesso presentata dall’imputato stesso appartiene, nel corso del procedimento di cassazione, al presidente dell’ufficio giudiziario da cui promana la sentenza impugnata.
Corte Costituzionale, Sentenza 5 marzo 2007 (dep. 16 marzo 2007), n. 79
Sorveglianza ed ex-Cirielli: illegittimità costituzionale dei commi 1 e 7-bis dell’art. 58-quater della legge 26 luglio 1975 n. 375, introdotti dall’art. 7, commi 6 e 7, della legge 5 dicembre 2005 n. 251, nella parte in cui non prevedono che i benefici in essi indicati possano essere concessi, sulla base della normativa previgente, nei confronti dei condannati che, prima della entrata in vigore della citata legge n. 251 del 2005, abbiano raggiunto un grado di rieducazione adeguato ai benefici richiesti
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 10 luglio 2006 (dep. 06 ottobre 2006), n.33634/2006 (2257/2006)
La Cassazione interviene ancora sulla recidiva: 1) Per aversi recidiva "applicata", l'aggravante deve essere contestata e ritenuta almeno equivalente rispetto alle attenuanti; 2) Se la condanna è passata in giudicato prima dell'8 dicembre 2005, il superecidivo non incorre nella preclusione introdotta dal nuovo art. 58-quater O.P.
Corte Costituzionale, Sentenza 23 ottobre 2006, n. 341 (dep. 27 ottobre 2006)
Sulle questioni di lavoro subordinato e licenziamento del detenuto decide il giudice del lavoro e non il magistrato di sorveglianza (illegittimità costituzionale dell’art. 69, sesto comma, lettera a), O.P. in relazione all'art. 111 Cost.)
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 25 maggio 2006 (dep. 9 agosto 2006), n. 28621/2006 (1907/2006)
Indulto e cumulo ex artt. 78 e 80 cp: di fatto lo sconto non c'è
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 12 luglio 2006 (dep. 9 agosto 2006), n. 28662/2006 (2438/2006)
Permessi premio anche agli ergastolani
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 13 luglio 2006 (dep. 03 agosto 2006), n.27853 /2006 (2487/2006)
Ex-Cirielli: non è detto che il condannato ultrasettantenne eviti il carcere
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 05 luglio 2006 (dep. 18 luglio 2006), n. 24767/2006 (2321/2006)
Ex Cirielli: il nuovo 50 bis OP si applica anche alle condanne anteriori all'entrata in vigore della legge n. 251/05
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 30 maggio 2006 (dep. 17 luglio 2006), n.24561/06
Il divieto di sospensione dell’esecuzione delle pene detentive, di cui all’articolo 656 comma 9 lettera a) Cpp, per effetto della recente modifica dell’articolo 4bis citato ad opera dell’articolo 15 legge 38/2006, opera, dopo l’entrata in vigore di quest’ultima legge, anche per gli specifici delitti in materia sessuale di cui agli articoli 609bis e seguenti Cp anche al di fuori del vincolo associativo: la nuova disciplina, non avendo natura di norma penale sostanziale, per il principio tempus regit actum trova immediata applicazione in tutti i procedimenti pendenti.
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 23 marzo 2006 (dep. 19 maggio 2006), n. 17462/2006 (505/2006)
Ex-Cirielli, disciplina transitoria e reato continuato: nei processi pendenti valgono le vecche norme
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 9 maggio 2006 (dep. 13 giugno 2006), n.20035/2006 (1608/2006)
Ex Cirielli: le norme in materia di esecuzione della pena e misure alternative non sono norme sostaziali; un particolare dictum sul caso di un detenuto ultrasettantenne
Corte Costituzionale, Sentenza 21 giugno 2006 (dep. 4 luglio 2006), n. 257
Ex-Cirielli, Ordinamento Penitenziario e diritto transitorio: illegittimità costituzionale dell’art. 30-quater della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), introdotto dall’art. 7 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui non prevede che il beneficio del permesso premio possa essere concesso sulla base della normativa previgente nei confronti dei condannati che, prima della entrata in vigore della citata legge n. 251 del 2005, abbiano raggiunto un grado di rieducazione adeguato al beneficio richiesto.
Corte Costituzionale, Sentenza 21 giugno 2006 (dep. 4 luglio 2006), n. 255
Indultino: illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 1° agosto 2003, n. 207 (Sospensione condizionata dell’esecuzione della pena detentiva nel limite massimo di due anni), nella parte in cui non prevede che il giudice di sorveglianza possa negare la sospensione condizionata dell’esecuzione della pena detentiva al condannato quando ritiene il beneficio non adeguato alle finalità previste dall’art. 27, terzo comma, della Costituzione.
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 16 maggio 2006 (dep. 30 maggio2006), n. 19121/2006 (1753/2006)
Se il reato è stato depenalizzato, la condanna non è di ostacolo alla concessione di una seconda sospensione condizionale della pena (cfr Cass. Sezioni Unite 20 dicembre 2005 n.4687)
Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, Pres. est. Bonsignore, Ordinanza 12 gennaio 2006
Ancora sulla L.251/2005 (c.d. ex - Cirielli). La nuova disciplina delle misure alternative alla detenzione, ed in particolare le fattispecie impeditive formulate dall’art. 7, entrate in vigore nel tempo intercorso fra la proposizione dell’istanza e la decisione, non possono trovare applicazione ai fini della concessione della misura. La recidiva deve comunque considerarsi "applicata" ai sensi della L. 251/2005 non solo qualora abbia determinato in concreto un aumento della pena, ma anche quando sia stata utilizzata nel giudizio di comparazione.
Tribunale di Cagliari in composizione monocratica, Sez. I Pen., Ordinanza 23 febbraio 2006
Ancora sulla L.251/2005 (c.d. ex - Cirielli). La nuova disciplina sulla esecuzione (art. 656, comma 9°, lett. c, c.p.p.) non può essere applicata alle sentenze pronunciate prima dell'8 dicembre 2005 e messe in esecuzione dopo l'entrata in vigore della L. 251 del 2005.
Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma - Ufficio IX, Ordinanza 21 febbraio 2006 (dep.21 febbraio 2006) (est. Dr. Mancinetti)
La ex-Cirielli aiuta a far chiarezza nell'interpretazione dell'art. 656 IX comma lettera a) in materia di esecuzione di condanne per reati di violenza sessuale
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 20 dicembre 2005 (dep. 06.02.2006), n. 4687
Le Sezioni Unite hanno affermato il seguente principio di diritto: "nell’adottare i provvedimenti conseguenti alla revoca di condanne relative a fatti non costituenti più reato, il giudice dell’esecuzione può disporre, a norma dell’art. 673 c.p.p., la sospensione condizionale della pena inflitta con una successiva sentenza qualora l’applicazione del beneficio, nel giudizio di cognizione, sia stata negata a causa dell’impedimento costituito dalle condanne poi revocate e sia giustificata dalla valutazione degli elementi acquisiti nel momento in cui è formulato il giudizio prognostico"
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 14 ottobre 2005 (dep. 22 novembre 2005), n. 42001 (n. 3402/2005)
Il detenuto straniero può fruire di permessi premio sotto forma di telefonate all'estero ai propri familiari: anche questa è risocializzazione
Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma - Ordinanza 8 novembre 2005 (dep. 8 novembre 2005)
Sospensione dell'esecuzione della pena: possibile anche in relazione al reato di cui all'art. 609-bis c.p.
Corte Costituzionale, Sentenza 8 luglio 2004 (dep. 25 luglio 2004), n. 253
Illegittimità costituzionale dell’art. 722 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all’estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato sia computata anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall’art. 303, commi 1, 2 e 3, dello stesso codice.
Corte Costituzionale, Sentenza 24 novembre (dep. 5 dicembre 2003), n. 350
Illegittimità costituzionale dell’art. 47-ter, comma 1, lettera a), l. 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui non prevede la concessione della detenzione domiciliare anche nei confronti della madre condannata, e, nei casi previsti dal comma 1, lettera b), del padre condannato, conviventi con un figlio portatore di handicap totalmente invalidante.
Corte Costituzionale, Sentenza 2 luglio 2003 (dep. 18 luglio 2003), n. 253
Illegittimità costituzionale dell’art. 222 c.p. (Ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario), nella parte in cui non consente al giudice, nei casi ivi previsti, di adottare, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità sociale.
Corte Costituzionale, Sentenza 4 giugno 2003 (dep.18 giugno 2003), n. 212
Illegittimità costituzionale degli artt. 237, 238 e 299 - quest’ultimo nella parte in cui abroga l’art. 660 c.p.p. - d.lgs. 30 maggio 2002, n. 113 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia).
Corte Costituzionale, Sentenza 9 aprile 2003 (dep. 24 aprile 2003), n. 135
Non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4-bis, comma 1, primo periodo, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), come modificato dal decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito nella legge 7 agosto 1992, n. 356, sollevata, in riferimento all’art. 27, terzo comma, Cost.
Corte Costituzionale, Sentenza 22 aprile 2002 (dep. 3 maggio 2002), n. 145
Illegittimità costituzionale dell’art. 4, comma 2, l. 27 marzo 2001, n. 97 nella parte in cui dispone che la sospensione perde efficacia decorso un periodo di tempo pari a quello di prescrizione del reato.
Corte Costituzionale, Sentenza 23 maggio 2001(dep. 31 maggio 2001), n. 169
Illegittimità costituzionale dell'art. 101, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’art. 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).
Corte Costituzionale, Sentenza 21 marzo 2001 (dep. 4 aprile 2001), n. 95
Illegittimità costituzionale dell’articolo 302 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che le misure cautelari coercitive, diverse dalla custodia cautelare, e quelle interdittive, perdono immediatamente efficacia se il giudice non procede all’interrogatorio entro il termine previsto dall’articolo 294, comma 1-bis.