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Timestamp: 2017-08-23 04:19:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 275', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 705', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: aprile 2011
DANNI CIVILI – DANNO NON PATRIMONIALE - RISARCIMENTO DEL C.D. DANNO "CATASTROFALE" - CONDIZIONI
Il risarcimento del c.d. danno “catastrofale” – ossia del danno patito dalla persona che lucidamente assiste allo spegnersi della propria vita – può essere riconosciuto agli eredi, a titolo di danno morale, solo a condizione che sia entrato a far parte del patrimonio della vittima al momento della morte. Perciò, in assenza di prova della sussistenza di uno stato di coscienza nel breve intervallo tra il sinistro e la morte, la lesione del diritto alla vita non è suscettibile di risarcimento e ai congiunti spetta il solo risarcimento conseguente alla lesione della possibilità di godere del rapporto parentale con la persona defunta.
Testo Completo: Sentenza n. 6754 del 24 marzo 2011.
(Sezione Terza Civile, Presidente R. Preden – Relatore A. Amatucci).
MISURE CAUTELARI - PERSONALI - CUSTODIA IN CARCERE - PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA - REATO DI OMICIDIO - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA'
La Corte di cassazione ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, c.p.p., nella parte in cui estende al reato di omicidio la presunzione assoluta di adeguatezza della sola custodia cautelare in carcere, per sospetta violazione degli artt. 3, 13 e 27 comma 2 Cost..
Testo Completo: Ordinanza n. 13619 del 22 marzo 2011 – depositata il 5 aprile 2011
FALLIMENTO - CONCORDATO FALLIMENTARE - OMESSA PREVISIONE DELLE CLASSI DA PARTE DEL PROPONENTE - SINDACABILITA' DELLA PROPOSTA - POTERE DEL TRIBUNALE - ESCLUSIONE
Nel concordato fallimentare, il tribunale è investito del potere di sindacare la convenienza della proposta solo quando essa preveda positivamente la suddivisione dei creditori in classi e risulti l’opposizione nel merito di un creditore appartenente ad una classe dissenziente, dovendo in tale caso operarsi un giudizio comparativo sul diverso trattamento del credito in base alle alternative concretamente praticabili; a fronte di una scelta del proponente di non ripartire i creditori in classi non è però ravvisabile alcun obbligo di imporre tale formazione, pur in presenza di interessi di taluni creditori differenziati rispetto a quelli della generalità degli altri, essendo tale modalità organizzatoria del concordato meramente discrezionale ed essendo i creditori stessi, in tal caso, accomunati dall’interesse al maggior grado di soddisfacimento possibile, di cui è arbitra la maggioranza di voto dei creditori medesimi.
Testo Completo: Sentenza n. 3274 del 10 febbraio 2011
(Sezione Prima Civile, Presidente V. Proto, Relatore V. Zanichelli)
FALLIMENTO - PROCEDIMENTO PER LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO - NOTIFICA DEL RICORSO E DEL DECRETO DI CONVOCAZIONE - TERMINE DILATORIO DI QUINDICI GIORNI RISPETTO ALL'UDIENZA CAMERALE - GIORNI LIBERI O MENO -
RITIRO DELL'ATTO DA PARTE DEL NOTIFICANDO - SCADENZA IL SABATO E SUA CONSIDERAZIONE COME FESTIVO, AI FINI DELLA PROROGA - RIMESSIONE DELLA QUESTIONE ALLE SEZIONI UNITE
In sede di esame del ricorso avverso la sentenza della corte d’appello di revoca del fallimento, pronunciata per omesso rispetto del termine di quindici giorni - fissato dall’art. 15, comma 3, legge fallim. e nella specie altresì indicato dal tribunale - che deve intercorrere tra la notifica del ricorso e del decreto, da un lato, e l’udienza camerale, dall’altro, la questione circa la natura, se perentoria od ordinatoria, di detto termine, è stata rimessa all’esame delle Sezioni Unite, avuto riguardo al dubbio sul carattere di liberi o meno dei predetti giorni e sulla proroga o meno della scadenza del periodo, ai fini del ritiro dell’atto da parte del notificando, se ricadente in giorno di sabato quale eventualmente festivo.
Testo Completo: Ordinanza n. 5144 del 3 marzo 2011
SANZIONI AMMINISTRATIVE - SOLIDARIETA' - ESTINZIONE DELL'OBBLIGAZIONE PRINCIPALE PER MORTE DELL'AUTORE MATERIALE DELL'ILLECITO - EFFETTI - ESTINZIONE DELL'OBBLIGAZIONE SOLIDALE
In tema di sanzioni amministrative, la morte dell'autore della violazione determina non solo l'intrasmissibilità ai suoi eredi dell'obbligo di pagare la somma dovuta per la sanzione, ma anche l'estinzione dell'obbligazione a carico dell'obbligato solidale per la sanzione amministrativa.
Testo Completo: Sentenza 10 marzo 2011, n. 5717
(Sezione Lavoro, Presidente F. Miani Canevari, Est. P. Stile)
GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA – GIURISDIZIONE ESCLUSIVA DEL G.A. – LIMITI
Testo Completo: Sentenza n. 4614 del 25 febbraio 2011
SPESE GIUDIZIALI CIVILI – ELIMINAZIONE DEI MINIMI TARIFFARI - OPERATIVITA' IN SEDE DI LIQUIDAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE - ESCLUSIONE
Le Seconda Sezione civile della Corte di cassazione, con ordinanza n. 7293 del 30 marzo 2011, ha stabilito che l’eliminazione dei minimi tariffari disposta dall’art. 2 del d.l. n. 223 del 2006 opera tra cliente e professionista, ma non anche in sede di liquidazione da parte del giudice in ossequio al principio della soccombenza.
Ordinanza n. 7293 del 30 marzo 2011
(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj – Estensore S. Petitti).
La Sez. VI ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata, con riferimento agli artt. 3, 27, comma terzo, 117, comma primo, Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 40 della L. 22 aprile 2005, n. 69 e dell’art. 705 cod. proc. pen., nella parte in cui non prevedono, in una situazione analoga a quella richiamata dall’art. 18, lett. r), della L. n. 69/05, che la Corte d’appello – in relazione ad una domanda di estradizione presentata dopo il 14 maggio 2005 da uno Stato membro dell’U.E., sulla base di una sentenza di condanna a pena detentiva, divenuta esecutiva dopo la data del 1° gennaio 2004, per un reato commesso anteriormente alla data del 7 agosto 2002 – pronunci sentenza contraria all’estradizione di un cittadino di uno Stato membro dell’U.E., che legittimamente ed effettivamente abbia la residenza o la dimora nel territorio italiano, quando ritenga che tale pena sia eseguita in Italia conformemente al diritto interno. (Fattispecie relativa ad una domanda di estradizione esecutiva avanzata dalla Romania). (analogamente, v. Sez. VI, 26 gennaio 2011 – 14 febbraio 2011, n. 5580).
Testo Completo: Sentenza n. 12198 udienza del 18 febbraio 2011 - depositata il 25 marzo 2011
(Sesta Sezione Penale, Presidente A. S. Agrò, Relatore E. Calvanese)