Source: http://pierluigirausei.postilla.it/2015/10/22/la-maxisanzione-riformata/
Timestamp: 2019-06-24 22:17:18+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 3']

La maxisanzione riformata - Postilla
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La maxisanzione riformata
L’art. 22, comma 1, del d.lgs. n. 151/2015 modifica completamente l’apparato sanzionatorio previsto dall’art. 3, comma 3, del d.l. n. 12/2002, convertito dalla legge n. 73/2002, più volte modificato (da ultimo con il d.l. n. 145/2013, convertito dalla legge n. 9/2014), relativo alla maxisanzione contro il lavoro sommerso.
Il Ministero del Lavoro, con Lettera circolare n. 16494 del 7 ottobre 2015 e con la Circolare n. 26 del 12 ottobre 2015, ha chiarito che il nuovo quadro sanzionatorio in materia trova applicazione esclusivamente nei confronti degli illeciti commessi successivamente all’entrata in vigore del decreto delegato, quindi dal 24 settembre 2015, per effetto dell’art. 1 della legge n. 689/1981.
Ne deriva, conseguentemente, che per le condotte iniziate e cessate prima del 24 settembre si applica l’apparato sanzionatorio previgente, compresa la fattispecie attenuata della maxisanzione cd. “affievolita”, non potendo tali illeciti essere oggetto della procedura di diffida introdotta dal D.Lgs. n. 151/2015, con riferimento ai contenuti sostanziali della stessa e, in particolare, al mantenimento in servizio per almeno tre mesi dei lavoratori irregolari successivamente alla regolarizzazione.
Il Ministero precisa anche che alle condotte illecite iniziate prima del 24 settembre 2015, ma proseguite successivamente, in considerazione della natura permanente dell’illecito che, quindi, si consuma nel momento stesso in cui cessa la condotta antidoverosa, si applicherà quanto stabilito dall’art. 22 del D.Lgs. n. 151/2015 per l’intero periodo della violazione oggetto di accertamento, compresa la nuova procedura di diffida.
La sanzione amministrativa pecuniaria viene, invece, completamente rimodulata in chiave progressiva proporzionale, sulla base di fasce o soglie di gravità, abbandonando il modello della maggiorazione giornaliera aggiuntiva rispetto alla sanzione base, in ragione del numero delle giornate di lavoro irregolare effettuate da ciascun lavoratore.
L’impianto sanzionatorio novellato in vigore dal 24 settembre 2015 per la cosiddetta “maxisanzione” contro il lavoro sommerso si struttura nelle seguenti tre soglie di gravità, in ordine crescente:
– da euro 1.500 a euro 9.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a 30 giorni di lavoro effettivo,
– da euro 3.000 a euro 18.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da 31 e sino a 60 giorni di lavoro effettivo;
– da euro 6.000 a euro 36.000 per ciascun lavoratore irregolare per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre 60 giorni di lavoro effettivo.
Ipotesi aggravata
Novità di rilievo è data dall’incremento sanzionatorio del 20% previsto in caso di impiego di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, o con permesso scaduto e non rinnovato (art. 22, comma 12, del d.lgs. n. 286/1998), ovvero anche di minori in età non lavorativa (art. 3, comma 3-quater).
In queste ipotesi, quindi, la nuova maxisanzione aggravata espone il datore di lavoro alle seguenti sanzioni amministrative:
– da euro 1.800 a euro 10.800 per ciascun lavoratore straniero o minore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a 30 giorni di lavoro effettivo,
– da euro 3.600 a euro 21.600 per ciascun lavoratore straniero o minore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da 31 e sino a 60 giorni di lavoro effettivo;
– da euro 7.200 a euro 43.200 per ciascun lavoratore straniero o minore irregolare per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre 60 giorni di lavoro effettivo.
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3 Commenti a “La maxisanzione riformata”
Scritto il 26-10-2015 alle ore 09:43
Sai quanta gente con questi verbali abnormi ci pulirà il deretano … ma che bastardi i legislatori! ma perchè non li assumono tutti loro nella pubblica amministrazione i disoccupati ?? dal 2016 AUMENTERANNO Ancora i contributi sulle buste paga … senza considerare nessuno sgravio concreto per il sud …. lavoro nero a go go e gli ispettori se girano davvero a fare sanzioni come queste come minimo li ammazzano … sai quante ditte nascono intestate a nullatenenti anche …. MA ! LEGGI DEGLI IMBECILLI ! e poi dicono che uno sposta l’ Azienda all’ Estero !!
Scritto il 10-11-2015 alle ore 11:05
Rubo (se posso) lo spazio all’amico Pierluigi per dibattere con il commento precedente.
Si sta parlando non di sanzioni formali o burocratiche, si sta parlando di lavoro NERO, cioè di aziende che nel 2015 (quasi 16) pensano ancora possibile impiegare lavoratori senza alcuna forma di regolarizzazione.
Anche ammesso che tali imprenditori non siano dei veri e propri delinquenti, con le varie forme a disposizione del datore di lavoro credo sia veramente da sprovveduti inserire nella propria compagine qualcuno senza prima essersi garantiti sul suo corretto inquadramento (sanzioni o no, è per mille motivi una garanzia per l’azienda impostare un rapporto in modo regolare).
Allora, se posso giocare sulle parole di Aldo, non leggi fatte “dagli” imbecilli ma leggi fatte PER gli imbecilli (se non peggio).
Poi mi riservo un prossimo commento sulla legge, che a me non piace del tutto ma per altri motivi.
Scritto il 16-1-2016 alle ore 12:04
Grazie all’amico Andrea, ma come dire che Aldo ha torto? Non si può. Aldo ha ragione. I toni sono esasperati e le parole ineleganti, ma la sostanza è vera. La difficoltà di fare ispezioni (non solo nel Mezzogiorno). La gestione subdola dei lavoratori “in nero”. Inoltre, il lavoro stenta a ripartire nonostante le somme destinate a generosi esoneri contributivi senza garanzia di migliore (effettiva) e maggiore occupazione. Mentre le aziende sanzionate (specie se a titolarità extracomunitaria) “sfuggono” alle procedure di riscossione coattiva delle sanzioni pecuniarie spesso ancor prima di ricevere la cartella di pagamento. Purtroppo.