Source: http://www.camcomtaranto.gov.it/Pagine/Tributi/termini_versamento.shtml
Timestamp: 2020-02-16 18:48:33+00:00
Document Index: 123061708

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2364', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 55', 'art. 53', 'art. 9', 'art. 85', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 32', 'art. 12', 'art. 17']

Il pagamento del diritto annuale per tutte le imprese (e le relative unità locali) nonché i soggetti R.E.A. già iscritti al 1.01.2019, deve avvenire, in unica soluzione, con le modalità previste dal capo III del D.Lgs. 9/07/1997, n. 241, entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto di tali imposte (termine stabilito dall'art. 17 comma 3 lettera a) del D.P.R. 7/12/2001 n. 435 e s.m.i.) .
Altro è invece il termine di pagamento per le imprese e i soggetti R.E.A., nonché le unità locali che si iscrivono nel corso del 2019, che debbono provvedere al pagamento del diritto annuale contestualmente alla presentazione della domanda di iscrizione ComUnica (per cassa automatica con l'invio della pratica telematica) oppure entro i successivi 30 giorni con modello F24. Decorso tale termine, il versamento in ritardo sarà soggetto a sanzione, ma è possibile sanare la violazione con la procedura del ravvedimento operoso (vedi apposito capitolo e foglio di calcolo).
Si ricorda ancora una volta che le imprese che si trasferiscono da un'altra provincia sono tenute al pagamento del diritto annuale a favore della Camera di commercio dove il soggetto è iscritto al 1.01.2019 (entro il termine ordinario di pagamento del primo acconto delle imposte come per tutte le imprese già iscritte) o alla diversa data se l'impresa è costituita successivamente.
I termini ordinari di pagamento previsti dall’art. 17 comma 1 del DPR n. 435/2001 ”Razionalizzazione dei termini di pagamento” per il versamento del saldo della dichiarazione dei redditi e IRAP (termine entro cui si deve versare anche la prima rata di acconto cui è collegata la scadenza del diritto annuale) in vigore dal 1 gennaio 2017 (giusta modifica intervenuta con l'art. 7 quater del D.L. n. 193/2016) sono i seguenti:
Persone fisiche, società di persone, società semplici o associazioni di cui all'art. 5 T.U. imposte redditi (DPR n. 917/86): entro il 30 giugno dell'anno di presentazione della dichiarazione dei redditi e IRAP. (Nel 2019 questo termine cade di domenica e quindi slitta al 1 luglio 2019).
(Termini diversi sono previsti per le società o associazioni di cui all'art. 5 T.U. citato nelle ipotesi di cui agli articoli 5 e 5 bis del DPR n. 322/1998 – dichiarazioni nei casi di liquidazione, trasformazione, fusione e scissione – che effettuano i suddetti versamenti entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del termine di presentazione della relativa dichiarazione).
Persone giuridiche:
entro l'ultimo giorno del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta per le persone giuridiche sia con periodo di imposta coincidente con l'anno solare sia con periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare (c.d. esercizi a cavallo) il cui termine di approvazione del bilancio è fissato entro i 4 mesi dalla chiusura dell'esercizio;
entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di approvazione del bilancio per i soggetti che, in base a disposizioni di legge, approvino il bilancio oltre il termine di 4 mesi dalla chiusura dell'esercizio (sia con periodo di imposta coincidente con l'anno solare, che non coincidente, c.d. "esercizi a cavallo");
se il bilancio non è approvato nel termine stabilito, in base alle disposizioni di legge di cui al periodo precedente, il versamento deve essere comunque effettuato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del termine stesso.
Sull’argomento si veda la Circolare MAP n. 3587/C del 20.06.2005, le Circolari dell'Agenzia delle Entrate n. 51/E del 14.06.2002 e n. 28/E del 4.08.2006. Si ricorda infatti che - ai sensi dell'art. 2364 c.c. - per poter utilizzare il maggior termine di 180 giorni per l'approvazione del bilancio sono necessarie due condizioni:
a) espressa previsione statutaria o nel caso di redazione del bilancio consolidato;
b) indicazione, da parte dell'organo amministrativo, delle particolari esigenze – relative alla struttura ed all'oggetto della società – nella relazione di gestione o in mancanza nella nota integrativa, nel caso di bilancio abbreviato.
Ai sensi dell'art. 17 comma 2 del D.P.R. n. 435/2001 e s.m.i. i versamenti di cui al 1 comma possono essere effettuati entro il trentesimo giorno successivo ai termini già indicati, maggiorando le somme da versare dello 0,40% di interesse corrispettivo (con arrotondamento dell'importo al centesimo di euro).
Ricordiamo che l'interesse corrispettivo si versa sullo stesso codice tributo (3850) in aggiunta al diritto annuale già dovuto (ed espresso in unità di euro) con arrotondamento al centesimo di euro (anche in caso di compensazione integrale o parziale con altri tributi su modello F24).
RINVIO DEI TERMINI DI PAGAMENTO PER IL 2019
L'art. 12-quinquies comma 3 del Decreto Legge 30 aprile 2019 n. 34 "Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi" convertito con modifiche nella Legge 28.06.2019 n. 58 entrato in vigore dal 30/06/2019 (G.U. n. 151 del 29.06.2019 supplemento ordinario) ha disposto la proroga al 30 settembre 2019 dei termini dei versamento risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive di cui all'art. 17 del D.P.R. n. 435/2001, nonché dell'imposta sul valore aggiunto, che scadono nel periodo che va dal 30 giugno al 30 settembre 2019 per i soggetti che:
esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale ISA (vedi D.M. 23 marzo 2018 e 28 dicembre 2018) di cui all'art. 9-bis del D.L. 24.04.2017 n. 50 convertito con modifiche nella legge 21 giugno 2017, n. 96;
dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del M. E. F. (pari ad euro 5.164.569).
Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano, ai sensi del comma 4 del medesimo articolo, anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese si sensi degli articoli 5, 115 e 116 del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. n. 917/86, aventi i requisiti già indicati in precedenza.
E' importante sottolineare l'ambito soggettivo di applicazione delle disposizioni di cui ai commi 3 e 4 dell'art. 12-quinquies D.L. n. 34/2019 convertito in Legge n. 58/2019 come chiarito dalla risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 64 del 28/06/2019 e dalla risposta n. 330 all'interpello "Indici sintetici di affidabilità fiscale – Proroga dei versamenti – Imprenditori agricoli titolari di reddito agrario" del 02/08/2019.
La proroga al 30/09/2019 dei termini di versamento si riferisce a tutti i contribuenti che, contestualmente, esercitano in forma di impresa o di lavoro autonomo, attività per le quali sono stati approvati gli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all'art. 9 bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni, dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96) e che dichiarino ricavi e compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascun indice.
Quindi condizione per poter beneficiare della proroga dettata dall'art. 12-quinquies, commi 3 e 4 del D.L. n 34 del 2019 è si l'approvazione degli ISA, ma tale riferimento è da intendersi esclusivamente ai soggetti che dichiarano redditi di impresa di cui all'art. 55 del TUIR oppure redditi derivanti dell'esercizio di arti o professioni di cui all'art. 53 del medesimo TUIR.
Questa specifica appare evidente in base all'art. 9-bis del D.L. n. 50 del 2016, ove il richiamo operato al comma 6 ai ricavi di cui all'art. 85 comma 1 del TUIR (o ai compensi di cui all'art. 54 comma 1 del TUIR) quale termine di riferimento per individuare i limiti di applicazione degli ISA consente di ritenere che gli stessi sono istituiti per gli esercenti "attività d'impresa".
Pertanto, i soggetti che esercitano attività agricole applicano gli ISA solo quando dichiarino redditi d'impresa (cfr. art. 55 del TUIR). Tenuto conto di quanto precede l'Agenzia delle Entrate ha indicato con risposta n. 330 del 2/08/2019 ad un interpello su questo argomento che non possono beneficiare della proroga dei versamenti i soggetti che:
svolgono esclusivamente le attività agricole di cui agli art. 32 e seguenti del TUIR
sono titolari di soli redditi agrari, da dichiarare nel quadro RA del modello REDDITI.
Solo per questi soggetti essendo spirato il 31/07/2019 il termine di versamento con lo 0,40% di interesse corrispettivo è possibile ora sanare l'omesso versamento utilizzando la procedura del ravvedimento operoso (foglio di calcolo ravvedimento operoso 2019).
Per tutti gli altri soggetti con risoluzione n. 71 del 01/08/2019 l'Agenzia delle Entrate ha ulteriormente chiarito che i contribuenti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare che beneficiano della proroga e versano in unica soluzione (come il caso del diritto annuale) effettuano il versamento:
entro il 30/09/2019 senza alcuna maggiorazione;
entro il 30/10/2019 con la maggiorazione dello 0,40% di interesse corrispettivo.
La proroga stabilita si applica anche al versamento del diritto annuale relativo all'anno 2019 per le imprese già iscritte al 1.01.2019 che abbiano i requisiti previsti dall'art. 12-quinquies commi 3 e 4 del D.L. 30.04.2019, n. 34 convertito, con modifiche, in Legge n. 58 del 28.06.2019, secondo quanto confermato dal Ministero dello Sviluppo Economico con nota prot. n. 0172631 del 2/07/2019.
Società con esercizio non coincidente con l'anno solare (c.d. esercizi a cavallo) ed esercizio prolungato
Nel caso in cui la società chiuda l'esercizio in data diversa dal 31/12 (c.d. esercizio a cavallo) il diritto annuale dovrà essere versato rispettando sempre il criterio generale della scadenza del primo acconto delle imposte, ovvero sia secondo i termini già indicati nel precedente paragrafo (Persone giuridiche punti a), b) e c)).
E' sempre possibile - ai sensi dell'art. 17 comma 2 DPR 435/2001 e s.m.i. - effettuare il pagamento nei 30 giorni successivi al termine ordinario di versamento, maggiorando gli importi dovuti dello 0,40% di interesse corrispettivo, interesse che si versa sullo stesso codice tributo (3850) in aggiunta al diritto annuale dovuto (arrotondato ad unità di euro) e si arrotonda al centesimo di euro, anche in caso di presenza di compensazione integrale o parziale con altri tributi su modello F24.
Sia nel caso di esercizio solare che nel caso di esercizio c.d. "a cavallo d'anno" l'anno di riferimento del diritto annuale da indicare sul modello F24 come anno di competenza del versamento coincide sempre con l'anno che dà il nome al modello IRAP (quindi IRAP 2019 versamento diritto annuale 2019); il diritto annuale infatti è determinato sulla base del fatturato dell'esercizio precedente (l'esercizio 2018 è la base di calcolo del pagamento del diritto annuale 2019).
Nel caso di "esercizio a cavallo" si ricorda che per determinare correttamente quale sia l'esercizio 2018 si deve far sempre riferimento all'esercizio che chiude l'annualità (il cui dato è riportato sul modello IRAP 2019).
Ad esempio nel caso di un esercizio che chiude al 30/09 di ogni anno l'esercizio 2018 è quello che va dal 1/10/2018 al 30/09/2019 e quindi la scadenza ordinaria del versamento del diritto annuale è il 31/03/2020.
La scadenza del diritto annuale per questi soggetti è infatti sempre posticipata rispetto alla scadenza dei soggetti con esercizio solare.
1° esempio: esercizio chiuso al 30/05/2019, versamento del diritto annuale 2019 entro il 30/11/2019 (che cadendo di sabato va al 02/12/2019)
2° esempio: esercizio chiuso al 31/08/2019 versamento del diritto annuale 2019 entro il 29/02/2020
3° esempio: esercizio chiuso al 30/11/2019 versamento del diritto annuale 2019 entro il 31/05/2020
Nei tre casi proposti si suppone sempre che il bilancio sia approvato nei 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio stesso. Nel caso di bilancio approvato entro il quinto mese dalla chiusura dell'esercizio le scadenze rimangono invariate rispetto a quelle già viste, mentre se il bilancio è approvato nei 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (rispettando le condizioni già riportate in precedenza) le scadenze diventano rispettivamente il 31/12/2019, il 31/03/2020 e 30/06/2020 (salvo slittamenti per termini che cadono di giorni di sabato o festivi).
E' sempre possibile inoltre effettuare il pagamento negli ulteriori 30 giorni successivi, maggiorando gli importi dovuti dello 0,40% di interesse corrispettivo (anche in caso di versamento in compensazione con altri tributi).
Nel caso di passaggio da esercizio coincidente con l’anno solare a esercizio infra-annuale o viceversa, si applicheranno le regole già viste: ovvero in base al fatturato dichiarato sul modello IRAP anno (n) redditi (n-1) si pagherà il diritto annuale con l'indicazione dell'anno (n). Se, a causa di tale passaggio, lo stesso modello IRAP anno (n) redditi (n-1) viene utilizzato per due esercizi consecutivi, in occasione della seconda di tali dichiarazioni si procederà ad una rideterminazione del tributo dovuto alla Camera di commercio per l'anno(n): ciò proprio per il carattere "annuale" del tributo.
Nel caso invece di società con esercizio prolungato (ovvero quando al momento della costituzione si decida di adottare un esercizio di durata superiore ai 12 mesi) tali soggetti verseranno il diritto dovuto al momento dell'iscrizione (come imprese di nuova iscrizione con la misura fissa stabilita), l'anno successivo - quando il primo esercizio ancora non è terminato – effettueranno di nuovo il versamento per la classe minima di fatturato alla scadenza ordinaria del versamento prevista per le imprese già iscritte al 1 gennaio dell'anno di riferimento. Questo al fine di mantenere il carattere "annuale" del tributo (in proposito si veda la nota Circolare MAP n. 555358 del 25.07.2003).
Aggiornata al 05.08.2019