Source: http://www.consulenza-impresa.it/informativa201220.asp
Timestamp: 2019-05-21 03:20:23+00:00
Document Index: 81133096

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 31', 'art. 28', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 31']

Informativa n. 20 del 26 novembre 2012
INFORMATIVA N. 20 DEL 26 NOVEMBRE 2012 STAMPA
Crediti commerciali certificati vantati nei confronti di Amministrazioni pubbliche - Compensazione con cartelle di pagamento o atti esecutivi.
1. Premessa 2. Crediti commerciali utilizzabili in compensazione 2.1 Caratteristiche dei crediti
2.2 Certificazione dei crediti
3. Somme che possono essere compensate con i crediti commerciali 4. Termine per effettuare la compensazione 5. Procedura di compensazione 5.1 Verifica della validità della certificazione
5.2 Effettuazione della compensazione
5.3 Comunicazione dell’avvenuta compensazione
5.4 Interessi di mora e aggio di riscossione
6. Riscossione nei confronti dell’Ente debitore
L’art. 28-quater del DPR 602/73, inserito dall’art. 31 co. 1-bis del DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122, ha previsto la possibilità di utilizzare in compensazione, con le somme dovute per cartelle di pagamento e atti esecutivi, i crediti commerciali vantati nei confronti di Amministrazioni pubbliche, oggetto di apposita certificazione.
Con il DM 25.6.2012 (pubblicato sulla G.U. 2.7.2012 n. 152) è stato emanato il provvedimento attuativo di tale disciplina, relativo alla compensazione dei crediti:
• maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del servizio sanitario nazionale;
• relativi a somministrazioni, forniture e appalti;
• non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, che sono stati oggetto di apposita certificazione
L’art. 28-quater del DPR 602/73 è stato però successivamente modificato dall’art. 13-bis co. 2 del DL 7.5.2012 n. 52 convertito nella L. 6.7.2012 n. 94 e dall’art. 16 co. 10 del DL 6.7.2012 n. 95 convertito nella L. 7.8.2012 n. 135, prevedendo, in particolare, che la suddetta disciplina in materia di compensazione si applichi anche in relazione ai crediti vantati nei confronti dello Stato e degli Enti pubblici nazionali, relativi a somministrazioni, forniture e appalti.
Conseguentemente, con il DM 19.10.2012 (pubblicato sulla G.U. 6.11.2012 n. 259) è stata data attuazione a tale novità, stabilendo che ai crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti dello Stato e degli Enti pubblici nazionali, ai fini della loro compensazione ai sensi dell’art. 28-quater del DPR 602/73, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del citato DM 25.6.2012.
Di seguito si analizzano tali provvedimenti.
2. CREDITI COMMERCIALI UTILIZZABILI IN COMPENSAZIONE
La disciplina della compensazione di cui all’art. 28-quater del DPR 602/73 si applica ai crediti commerciali vantati nei confronti:
• dello Stato;
• degli Enti pubblici nazionali (es. INPS e INAIL);
• delle Regioni;
• degli Enti locali (es. Province, Comuni e Comunità montane);
• degli Enti del servizio sanitario nazionale, vale a dire:
– le aziende ospedaliere;
– gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, anche se trasformati in fondazioni;
– le aziende ospedaliere universitarie integrate con il servizio sanitario nazionale;
– gli istituti zooprofilattici.
2.1 CARATTERISTICHE DEI CREDITI
Ai fini dell’utilizzo in compensazione, i crediti vantati nei confronti delle suddette Amministrazioni pubbliche devono essere:
• non prescritti, certi, liquidi ed esigibili.
Ai fini dell’utilizzo in compensazione, i suddetti crediti devono essere stati oggetto di apposita certificazione da parte dell’Ente debitore, ai sensi:
• del DM 22.5.2012 e successive modifiche ed integrazioni, se si tratta di crediti vantati nei confronti delle Amministrazioni statali e degli Enti pubblici nazionali;
• dell’ulteriore DM 25.6.2012 e successive modifiche ed integrazioni, se si tratta di crediti vantati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del servizio sanitario nazionale.
3. SOMME CHE POSSONO ESSERE COMPENSATE CON I CREDITI COMMERCIALI
I suddetti crediti commerciali certificati possono essere utilizzati per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute:
• per cartelle di pagamento e atti esecutivi di cui agli artt. 29 e 30 del DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122, notificati entro il 30.4.2012;
• in relazione a:
– tributi erariali;
– tributi regionali e locali;
– premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
– entrate spettanti all’Ente che ha rilasciato la certificazione.
Il pagamento mediante compensazione è ammesso anche per gli oneri accessori, gli aggi e le spese a favore dell’Agente della Riscossione.
Con successivo decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze tale compensazione potrà essere estesa ad altre entrate riscosse mediante ruolo.
4. TERMINE PER EFFETTUARE LA COMPENSAZIONE
I crediti commerciali certificati possono essere utilizzati per la suddetta compensazione entro 12 mesi dal rilascio della certificazione.
5. PROCEDURA DI COMPENSAZIONE
Il titolare del credito commerciale, acquisita la suddetta certificazione dell’Ente debitore, la presenta all’Agente della Riscossione competente, per il pagamento totale o parziale delle previste somme.
Nel caso in cui il pagamento riguardi solo una parte delle somme dovute, il contribuente è tenuto, contestualmente, ad indicare all’Agente della Riscossione le posizioni debitorie che intende estinguere. In caso di mancata indicazione, l’imputazione dei pagamenti è effettuata dall’Agente della Riscossione ai sensi dell’art. 31 del DPR 602/73, vale a dire:
• il pagamento deve essere prioritariamente imputato alle rate scadute;
• nei riguardi delle rate scadute, l’imputazione è fatta, rata per rata, iniziando dalla più remota, al debito d’imposta, alle sanzioni e agli interessi;
• l’imputazione ai diritti e alle spese maturati a favore dell’Agente della Riscossione può avvenire solo dopo la completa estinzione del debito per le rate scadute e relativi interessi di mora;
• per i debiti di imposta già scaduti, l’imputazione è fatta con preferenza alle imposte o quote di imposta meno garantite;
• fra imposte o quote di imposta ugualmente garantite, l’imputazione è fatta con precedenza a quella più remota.
• trattiene l’originale della certificazione;
• ne rilascia copia timbrata per ricevuta al titolare del credito commerciale.
5.1 VERIFICA DELLA VALIDITÀ DELLA CERTIFICAZIONE
L’Agente della Riscossione procede alla verifica dell’esistenza e della validità di tale certificazione:
• mediante richiesta trasmessa all’Ente debitore;
• entro i tre giorni lavorativi successivi.
Entro il decimo giorno successivo alla richiesta dell’Agente della Riscossione, l’Ente debitore è tenuto a comunicare l’esito della verifica all’Agente della Riscossione richiedente, che informa il titolare del credito commerciale.
In caso di esito positivo della verifica:
• il debito iscritto a ruolo o derivante da atti esecutivi si estingue limitatamente all’importo corrispondente al credito certificato e utilizzato in compensazione;
• il titolare del credito commerciale ritira l’attestazione di avvenuta compensazione presso lo sportello del competente Agente della Riscossione.
Ove l’importo certificato venga utilizzato solo in parte dal creditore in compensazione con le suddette somme, l’importo del credito residuo da utilizzare in compensazione è annotato sulla copia della certificazione rilasciata dall’Agente della Riscossione.
Il credito residuo può essere utilizzato solo se la copia della certificazione è accompagnata dall’attestazione di avvenuta compensazione.
L’Agente della Riscossione comunica l’avvenuta compensazione:
• all’Ente debitore e all’Ente impositore;
• entro i cinque giorni lavorativi successivi.
Restano in ogni caso dovuti gli eventuali interessi di mora e l’aggio, maturati dal momento della quantificazione del debito fino alla data di estinzione del debito.
L’Ente debitore delle somme relative a somministrazioni, forniture e appalti è tenuto al pagamento all’Agente della Riscossione dell’importo oggetto della certificazione e utilizzato in compensazione.
In caso di mancato pagamento spontaneo da parte dell’Ente debitore dell’importo oggetto di certificazione utilizzato in compensazione:
• l’Agente della Riscossione ne dà comunicazione ai Ministeri dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze;
• l’importo oggetto della compensazione è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all’Ente debitore, a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali; dai suddetti recuperi sono comunque escluse le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale.
Qualora il recupero non sia stato possibile, l’Agente della Riscossione procede, nei confronti dell’Ente debitore:
• alla riscossione coattiva secondo le disposizioni del DPR 602/73;
• sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del credito commerciale.