Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9281-del-03-04-2019
Timestamp: 2020-04-08 10:11:54+00:00
Document Index: 148576506

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 9281 del 03/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9281 del 03/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 03/04/2019, (ud. 20/12/2018, dep. 03/04/2019), n.9281
sul ricorso n. 3122 – 2018 R.G. proposto da:
M.M., c.f. (OMISSIS) – elettivamente domiciliato, con
Energie” s.p.a.) c.f./p.i.v.a. (OMISSIS) – in persona del
avverso la sentenza del tribunale di Salerno n. 3106/2017;
Con decreti n. 314, n. 315, n. 316, n. 319 e n. 320 del 2010 il giudice di pace di Cava dè Tirreni, su ricorso della “GDF Suez Energie” s.p.a. (già “Italcogim Energie” s.p.a., ora “Engie Italia” s.p.a.), ingiungeva all’avvocato M.M. il pagamento alla ricorrente s.p.a., con ciascun decreto, della somma di Euro 1.606,82, oltre interessi moratori e spese.
Riuniti i giudizi, con sentenza n. 967/2011 il giudice di pace di Cava dè Tirreni accoglieva le opposizioni e revocava le ingiunzioni di pagamento.
Proponeva appello la “Engie Italia” s.p.a..
Con sentenza n. 3106/2017 il tribunale di Salerno accoglieva il gravame ed, in riforma dell’appellata sentenza, rigettava le opposizioni proposte dall’appellato avverso le ingiunzioni di pagamento.
Deduce che l’appello esperito dall(‘allor)a “Italcogim Energie” avverso le sentenze del giudice di pace di Cava dè Tirreni ebbe ad investire anche la pronuncia sulle spese, sicchè, sebbene difensore anticipatario e sebbene non evocato in giudizio, doveva reputarsi parte sostanziale dei giudizi definiti dal tribunale di Salerno con le statuizioni, non impugnate, dell’anno 2009.
In verità si spiega altresì che l’impugnazione della sentenza non deve essere rivolta anche contro il difensore distrattario e che il difensore distrattario subisce legittimamente gli effetti della sentenza di appello di condanna alla restituzione delle somme già non evocato personalmente in giudizio (cfr. Cass. (ord.) 25.10.2017, n. 25247; Cass. 15.4.2010, n. 9062).
Infatti questa Corte spiega che la pronunzia di rigetto non più soggetta ad impugnazione non costituisce giudicato implicito – con efficacia vincolante nei futuri giudizi – laddove del rapporto che ne costituisce il presupposto logico – giuridico, non abbiano costituito oggetto di specifica disamina e valutazione da parte del giudice le questioni concernenti l’esistenza, la validità e la qualificazione (cfr. Cass. 16.5.2006, n. 11356).
Ossia che i rapporti di debito – credito tra l’avvocato M.M. e la “Italcogim Energie” s.p.a. (ora “Engie Italia” s.p.a.), correlati alla distrazione degli onorari e delle spese inizialmente disposta dal giudice di pace di Cava dè Tirreni, nascevano ab origine plurimi e distinti. Ciò viepiù che la controricorrente ha addotto che “i singoli crediti sono stati per quanto possibile raggruppati ed assolutamente non frammentati” (così controricorso, pag. 11).
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione ai sensi del D.P.R. cit., art. 13, comma 1 bis.
La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente, M.M., a rimborsare alla controricorrente, “Engie Italia” s.p.a.., le spese del giudizio di legittimità, che si liquidano in complessivi Euro 1.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario delle spese generali nella misura del 15%, i.v.a. e cassa come per legge; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione ai sensi dell’art. 13, comma 1 bis, cit..