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Timestamp: 2019-12-10 19:01:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 25', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 39', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 438', 'art. 25', 'art 39', 'art. 39']

Il rapporto di lavoro a tempo parziale (part-time) a scuola - Obiettivo Scuola
Il rapporto di lavoro a tempo parziale (part-time) a scuola
Pubblicato: 16 Luglio 2018 | Stampa	| Visite: 12051
COS'È IL PART-TIME
Il rapporto di lavoro a tempo parziale (part-time) si caratterizza per un orario inferiore all'orario "normale" di lavoro. Com'è noto, nel caso dei docenti, l'orario di lavoro si articola in attività d'insegnamento e attività funzionali alle prime. L'orario relativo alle attività d'insegnamento varia a seconda dell'ordine di scuola: 18 ore settimanali per la scuola secondaria, 25 ore per la scuola dell'infanzia, 22 ore per la scuola primaria più 2 ore settimanali dedicate all'attività di progettazione didattica. Quest'ultime due ore possono essere articolare anche su base plurisettimanale e in modo flessibile.
COSTITUZIONE DEL RAPPORTO A TEMPO PARZIALE O SUA TRASFORMAZIONE
Per il part-time il riferimento fondamentale è il D.lgs 25 febbraio 2000, n. 61, richiamato nel CCNL all'art. 39, che si applica al rapporto di lavoro di tutte le amministrazioni.
L'art. 25 del CCNL del comparto scuola prevede l'assunzione a tempo determinato e a tempo indeterminato può avvenire con rapporto di lavoro a tempo pieno o a tempo parziale. In quest'ultimo caso, il contratto individuale indica anche l'articolazione dell'orario di lavoro. Gli aspiranti interessati alla stipula del contratto a tempo determinato in regime di part - time, non sarà consentito, in sede di convocazione, scegliere una porzione di posto intero disaggregando cattedre interne o cattedre tra più scuole.
La richiesta di part-time deve essere formulata successivamente al Dirigente Scolastico della scuola assegnata. In ogni caso, è sempre consigliabile comunicare all'Ufficio Scolastico, all'atto di accettazione del ruolo, l'intenzione di richiedere il part time.
Analogamente, l'amministrazione scolastica può costituire successivamente contratti di lavoro a tempo parziale mediante trasformazione di rapporti a tempo pieno su richiesta dei dipendenti interessati (art. 56 del nuovo CCNL comparto scuola 2016\2018).
La creazione o la trasformazione di rapporti a tempo parziale può avvenire nei limiti massimi del 25% della dotazione organica complessiva di personale a tempo pieno di ciascuna classe di concorso a cattedre o posti o di ciascun ruolo e, comunque, entro i limiti di spesa massima annua previsti per la dotazione organica medesima.
In presenza di gravi e documentate situazioni familiari, preventivamente individuate dalle amministrazioni in sede di contrattazione integrativa e tenendo conto delle esigenze organizzative, è possibile elevare il contingente di cui al comma 2 fino ad un ulteriore 10% (art. 56 comma 6 nuovo CCNL comparto scuola 2016\2018).
Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da contratto scritto e deve contenere l'indicazione della durata della prestazione lavorativa.
FORME DI PART-TIME
Il tempo parziale può essere realizzato:
b) con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana del mese, o di determinati periodi dell'anno (tempo parziale verticale) con prestazione distribuita in almeno 3 giorni a settimana così come dispone l'art. 7 comma 2 della C.M. 449 del 23 luglio 1997, o giorni del mese o di determinati periodi dell’anno in relazione alla progettazione educativa di ciascuna istituzione scolastica e alla conseguente progettazione dell'attività didattica, nell'ambito dell'autonomia organizzativa.
Sull'articolazione del part-time verticale su base annuale o mensile clicca qui
Il trattamento economico del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è proporzionale alla prestazione lavorativa.
I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie e di festività soppresse pari a quello dei lavoratori a tempo pieno. I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell'anno.
Secondo l'art. 4 comma 1 dell'OM. 55/98, la prestazione a tempo parziale deve essere pari almeno al 50% dell’orario pieno. Per il personale docente tale limite deve essere osservato compatibilmente con la scindibilità dell’orario di cattedra e la salvaguardia del principio dell’unicità del docente per ciascun insegnamento e in ciascuna classe o sezione di scuola materna e secondo i criteri indicati all’articolo 7 dell’OM 446/97. Pertanto, al fine di assicurare l’unicità del docente tale orario part-time potrebbe pertanto non ammontare esattamente al 50% dell’orario a tempo pieno, ma essere superiore o inferiore a tale orario.
In particolare, il limite suddetto, secondo l'art. 4 comma 4 dell'OM 446/1997, può essere superato da parte del personale che non intende svolgere alcuna attività lavorativa aggiuntiva. Inoltre, come previsto dalla circolare n. 8 del 21 ottobre 1997 del Dipartimento della Funzione Pubblica, l’attività lavorativa del personale docente non può scendere comunque al di sotto del 30% dell’orario previsto per il Tempo Pieno.
COMPATIBILITÀ CON ALTRE ATTIVITÀ LAVORATIVE
L'art. 39 comma 9 del CCNL prevede che al personale interessato è consentito, previa motivata autorizzazione del dirigente scolastico, l'esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività d'istituto. A norma dell'art. 4 comma 1 dell'OM 446/1997 il dipendente in regime di part time non può in alcun caso avere altri rapporti di lavoro subordinato con altra amministrazione pubblica.
Ai sensi dell'art. 1, comma 56, della Legge n. 662/1996 e dell'art. 4 comma 2 dell'OM 446/1997 il personale in regime di part-time può svolgere attività di lavoro subordinato o comunque altre attività lavorative non consentite al lavoratore a tempo pieno a condizione che l'orario di lavoro non superi il 50% di quello previsto per l'analogo personale a tempo pieno. Ai sensi dell'art. 1, comma 58, della legge n.662/96, il dipendente è tenuto a comunicare, entro quindici giorni, all'Amministrazione nella quale presta servizio, l'eventuale successivo inizio o la variazione di altra attività lavorativa.
Il trattamento previdenziale e di fine rapporto è disciplinato dalle disposizioni contenute nell'art. 9 del D.lgs. n.61/2000.
PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI TRASFORMAZIONE
Secondo l'OM. 446/1997 la domanda di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, debitamente sottoscritta dall'interessato, deve essere presentata, per il tramite del dirigente scolastico, all'ufficio scolastico provinciale della provincia (adesso "ambito territoriale") in cui si trova la sede di titolarità e, per il personale dei conservatori e delle accademie, al direttore delle rispettive istituzioni entro il 15 marzo dell'anno scolastico, o accademico, antecedente a quello da cui decorre la trasformazione.
Gli effetti dei provvedimenti di trasformazione decorrono dal 1° settembre di ciascun anno scolastico. Per la durata di almeno due anni il personale non può richiedere, salvo comprovate esigenze, la cessazione del rapporto di lavoro a tempo parziale. Al termine dei due anni non è necessaria alcuna richiesta di proroga se si decide di proseguire il rapporto di lavoro part time (a meno che nel contratto stipulato non sia stata indicata una precisa scadenza). Invece il ritorno al tempo pieno deve essere esplicitamente richiesto.
VALUTAZIONE DELLA RICHIESTA DI PART-TIME
In base alla Legge 23 dicembre 1996 n. 662 così come modificata dal D.L. 112 del 2008, la trasformazione del rapporto di lavoro in part-time non è più automatica (nel limite del contingente) ma è subordinata alla valutazione discrezionale dell'amministrazione interessata.
Quindi, di fronte ad una istanza del lavoratore, l'amministrazione non ha più l'obbligo di accoglierla, né la trasformazione avviene in modo automatico. La trasformazione "può essere concessa entro 60 giorni dalla domanda".
La valutazione dell'istanza da parte dell'amministrazione si deve basare su tre elementi:
L'oggetto dell'attività, di lavoro autonomo o subordinato, che il dipendente intende svolgere a seguito della trasformazione del rapporto. Lo svolgimento dell'altra attività non deve essere incompatibilità con il lavoro che si svolge. La trasformazione non è concessa quando l'attività lavorativa di lavoro subordinato o autonomo comporti un conflitto di interessi con l'attività svolta dal dipendente pubblico. La trasformazione non può essere comunque concessa qualora l'attività' lavorativa di lavoro subordinato debba intercorrere con un'amministrazione pubblica. I dipendenti degli enti locali possono svolgere prestazioni per conto di altri enti previa autorizzazione rilasciata dall'amministrazione di appartenenza (art. 1 comma 58 bis Legge 23 dicembre 1996 n. 662).
L'impatto organizzativo della trasformazione, che può essere negata quando dall'accoglimento della stessa deriverebbe un pregiudizio alla funzionalità dell'amministrazione, in relazione alle mansioni e alla posizione organizzativa ricoperta dal dipendente.
In caso di esito negativo della valutazione, le scelte effettuate devono risultare evidenti dalla motivazione del diniego, per permettere al dipendente di conoscere le ragioni dell'atto, di ripresentare nuova domanda se lo desidera e, se del caso, consentire l'attivazione del controllo giudiziale. Qualora l'amministrazione ritenesse accoglibile l'istanza del dipendente ma con diverse modalità rispetto a quelle prospettate, al fine di perfezionare l'accordo, è comunque necessaria una nuova manifestazione del consenso da parte del dipendente.
PRECEDENZE NELL'ACCOGLIMENTO DELLA DOMANDA
L'art. 7 comma 6 del d. lgs n. 165/2001 prevede che:
Le amministrazioni pubbliche individuano criteri certi di priorità nell'impiego flessibile del personale, purché compatibile con l'organizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio personale, sociale e familiare e dei dipendenti impegnati in attività di volontariato ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266".
Questa disposizione, ripresa dai vari CCNL, stabilisce due regole:
alcuni dipendenti, in considerazione della particolare situazione in cui si trovano, hanno un titolo di priorità all'accesso delle varie forme di flessibilità (dell'orario, del rapporto) che l'amministrazione decide di attuare compatibilmente con l'organizzazione degli uffici e del lavoro;
i criteri di priorità devono essere certi, ossia predeterminati in modo chiaro e resi conoscibili, in modo da evitare scelte arbitrarie o comunque non imparziali.
Vanno però distinti i soggetti che hanno un diritto alla trasformazione da quelli che hanno un titolo di precedenza. Presentano un diritto alla trasformazione del rapporto i lavoratori affetti da patologie oncologiche per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, anche a causa di terapie salvavita, accertata dalle competenti commissioni mediche.
I soggetti che presentono titolo di precedenza nella trasformazione del rapporto di lavoro sono indicati ai commi 2 e 3 della D.lgs 61 del 2000. Pertanto, in presenza di un numero di domande eccedenti la capienza, hanno precedenza rispettivamente:
Il grado di tutela accordato dall'ordinamento alle varie situazioni è differenziato: nel caso di titolarità di un diritto alla trasformazione, una volta ricevuta l'istanza dell'interessato, l'amministrazione non può negare la trasformazione del rapporto, trovandosi in una situazione di soggezione. Pertanto, la determinazione della trasformazione deve essere presa entro 60 giorni dalla presentazione dell'istanza. Nel caso di titolarità di un diritto di precedenza, la domanda dell'interessato deve essere valutata con priorità rispetto a quella degli altri dipendenti concorrenti.
L'insegnamento di sostegno, in ragione delle sue specifiche finalità, viene caratterizzato da attività mirate e ripetute in giorni e fasi successive che non consentono di per se stesse una frammentazione della prestazione dell'insegnante. Pertanto, i docenti di sostegno con rapporto di lavoro a tempo parziale non possono essere utilizzati su posti che comportino interventi di sostegno su singoli alunni di durata superiore alla metà dell'orario settimanale obbligatorio d'insegnamento stabilito per ciascun grado di scuola (art. 7 comma 8, OM. n.446 del 22 luglio 1997).
INSEGNANTI DI SCUOLA DELL'INFANZIA E PRIMARIA
Non è consentito l'impiego di personale a tempo parziale nelle classi delle scuole elementari o nelle sezioni di scuola materna ove l'insegnamento debba essere interamente svolto da un unico docente.
PART-TIME E ANNO DI PROVA
L'art. 438 comma 2 del testo unico della scuola prevede che negli istituti e scuole di istruzione secondaria od artistica il periodo di prova del personale docente è valido anche se prestato per un orario inferiore a quello di cattedra per cui il part-time orizzontale non comporta problematiche ai fini dello svolgimento dell'anno di prova.
Per quanto riguarda, invece, il part-time verticale bisogna considerare che condizione per poter superare positivamente l'anno di formazione e prova è il raggiungimento di almeno 180 giorni di servizio effettivo di cui 120 per attività didattiche.
SUPPLENZE ANNUALI E PART-TIME
Il C.C.N.L. 2006-2009 ha previsto la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato con rapporto di lavoro a tempo parziale (art. 25 comma 6). Quindi anche i supplenti in servizio fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) o fino al termine dell'anno scolastico (31 agosto) possono richiedere di svolgere l'attività lavorativa in regime di part-time.
Gli aspiranti interessati alla stipula del contratto a tempo determinato in regime di part - time, non possono scegliere in sede di convocazione, una porzione di posto intero disaggregando cattedre interne o cattedre tra più scuole. La richiesta di part-time deve essere formulata successivamente al Dirigente Scolastico della scuola assegnata.
In ogni caso, è sempre opportuno comunicare all'Ufficio Scolastico, all'atto della proposta di supplenza, l'intenzione di richiedere il part time, anche se come detto la richiesta andrà formalizzata successivamente al Dirigente Scolastico della scuola assegnata.
RIPRORZIONAMENTO DEL CONGEDO BIENNALE NEL CASO DI PART-TIME VERTICALE
L’art 39, comma 11 del CCNL, seconda alinea del comparto scuola dispone che “I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell’anno”.
Ad ulteriore conferma della disposizione contrattuale su citata, la circolare n. 1 del 3.02.2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica chiarisce che “in caso di part time verticale la durata del congedo deve essere riproporzionata in osservanza della regola generale espressa nelle clausole, precisandosi che tale modalità applicativa continua ad applicarsi sin quando perdura la situazione che l’ha originata, ossia sino a quando il dipendente fruisce del part-time verticale”.
Va, infatti, ricordato il contenuto dell'art. 39 del CCNL comparto scuola secondo il quale “I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell'anno”.
Ordinanza Ministeriale n. 55 del 13 febbraio 1998
Ordinanza Ministeriale n.446 del 22 luglio 1997
CCNL Comparto Scuola 2007
Nuovo CCNL Comparto scuola 2016\2018
Circolare funzione pubblica n. 9 del 2011