Source: http://www.assoagisco.it/tag/corte-giustizia/
Timestamp: 2020-08-12 17:23:14+00:00
Document Index: 125587932

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CORTE DI GIUSTIZIA EU – A.GI.SCO.
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COMUNICATO STAMPA – AGISCO: CGE BANDO MONTI, SENTENZA CHIARA E POSITIVA, NUOVAMENTE CONFERMATA VALIDITA’ DEL REGIME CONCESSORIO. ADESSO CHI NON ADERISCE ALLA “SANATORIA” DEVE ESSERE CHIUSO.
Comunicato Stampa AGISCO
AGISCO: CGE BANDO MONTI, SENTENZA CHIARA E POSITIVA, NUOVAMENTE CONFERMATA VALIDITA’ DEL REGIME CONCESSORIO. ADESSO CHI NON ADERISCE ALLA “SANATORIA” DEVE ESSERE CHIUSO.
Da una prima lettura della Sentenza è evidente che il sistema concessorio ne esce ulteriormente rafforzato e che la Corte ha riconosciuto che la normativa italiana che disciplina le concessioni si è adeguata ai dettami europei rispettando, con la Gara “Monti”, i principi di parità di trattamento, effettività e non discriminazione.
Questa sentenza deve essere valorizzata da ADM e recepita dai giudici nazionali al fine di evitare la disapplicazione della normativa penale ed amministrativa finalizzata alla interruzione dell'attività dei centri privi di titoli. Lo Stato è chiamato a mettere in campo tutte le sue forze per svolgere l'attività repressiva per garantire l'efficacia ed effettività delle sanzioni e per garantire la certezza del diritto.
La Legge Delega è la grande occasione da sfruttare per chiudere definitivamente ogni possibilità di agire al di fuori delle regole nazionali.
Di seguito il comunicato stampa odierno di Stanleybet di risposta:
Liverpool, 23/01/2015 – Secondo Agisco, il sistema concessorio risulterebbe rafforzato dalla sentenza pronunziata ieri dalla Corte di Giustizia.
Il Gruppo Stanleybet in Europa
Grazie a un innovativo modello di business la cui compatibilità con la Legge Europea è stata dimostrata in tre sentenze della Corte di Giustizia Europea, Gambelli (2003), Placanica (2007) e Costa-Cifone (2012), il gruppo Stanleybet è attualmente presente in Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Germania, Italia, Lituania, Regno Unito e Romania con oltre 2000 sportelli e 3000 dipendenti.
Il Gruppo Stanleybet vanta una tradizione ben consolidata di Compagnia privata di scommesse sportive corretta e responsabile, e continua a sostenere il suo diritto a offrire servizi all'avanguardia di scommesse sportive nell'Unione Europea in modo responsabile, trasparente e in linea con le disposizioni comunitarie.
Stanleybet, dall’inizio dell’estate del 2011, è anche impegnata, in prima linea, in attività culturali e nell’organizzazione di convegni internazionali per sensibilizzare i sistemi giuridici nazionali, e quello italiano in particolare, in tema di norme vincolanti sulla responsabilità diretta del funzionario pubblico che commette, nell’esercizio delle sue funzioni, violazioni del diritto comunitario in Paesi membri dell’Unione.
RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – RACCOLTA LANCI SU BANDO 2000 CONCESSIONI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – AGGIORNATO
21/10/2014 Ore 20:24 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, previsti gli interventi di Stanleybet, Commissione Ue, Italia, Belgio e di tre parti private
LUSSEMBURGO – Sono otto gli interventi previsti nell`udienza che si terra` domani presso la Corte di Giustizia Europea a seguito del ricorso di Stanleybet contro il bando di gara per le 2000 agenzie di scommesse. Parleranno I rappresentanti di Stanleybet International (Agnello), Stanleybet Malta (Jacchia), Commissione Europea, Governo italiano, Governo belga e di tre parti private. Non si tratta, in ogni caso, di bookmaker comunitari che hanno impugnato il bando di gara dei Monopoli di Stato.NT/Agipro
22/10/2014 Ore 09:15 – Corte Ue: si decide su bando scommesse da 70 milioni di euro
ROMA – Oltre 70 milioni di euro, rispetto ai 22 previsti dal Governo: è quanto ha portato nelle casse dello Stato il bando per 2000 punti scommesse, su cui oggi la Corte di Giustizia Europea è chiamata a esprimere un giudizio. I punti di gioco del bando sono stati assegnati dall`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a maggio del 2013, ma da subito sono partiti i ricorsi per bloccarlo: proprio da uno di questi – presentato da Stanleybet in Consiglio di Stato – è arrivato il rinvio in Corte di Giustizia. Rinvii simili sono poi arrivati da altri tribunali – da quelli amministrativi, fino alla Cassazione – relativi anche ai ricorsi di altri operatori. Il rinvio non ha bloccato il bando, ma la Corte Ue dovrà valutare se il termine per le concessioni fissato al giugno del 2016 sia rispettoso della sentenza della Corte di Giustizia Costa-Cifone del febbraio 2012 e se sia legittima una durata delle licenze inferiore a quella stabilita dal ministero dell`Economia nelle gare svolte in precedenza. Si tratta della sesta volta che il sistema delle scommesse italiano finisce sotto esame in Corte di Giustizia: oggi è l`ennesima tappa della lunga battaglia legale fra lo Stato italiano e gli operatori che operano in Italia senza la concessione del Ministero delle Finanze. Secondo un recente censimento, in Italia sono circa 7 mila i punti collegati con operatori esteri non autorizzati. Nella recente legge di stabilità del Governo Renzi, è contenuta una stretta decisa sui punti collegati a operatori non autorizzati: fra le misure antievasione il Governo ha previsto che i titolari dei punti paghino un conto salato, pari all`aliquota massima prevista per i punti regolari (l`8%) calcolata sul triplo della raccolta media provinciale. In sostanza aprire un ctd a Milano costerebbe 100 mila euro all`anno, secondo proiezioni Agipronews su dati dei Monopoli di Stato relativi al 2013, mentre Roma la spesa per ciascun punto sarebbe di 88 mila euro, a Napoli il “conto“ sarebbe pari a 90 mila euro. PG/Agipro
22/10/2014 Ore 09:52 – Bando 2000 alla Corte Ue: iniziata l`udienza davanti ai giudici comunitari, anche Italo Volpe (Adm) in aula
LUSSEMBURGO – E` iniziata da pochi minuti l`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia del Lussemburgo, nella quale si discuterà il tema della conformità al diritto comunitario della gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse. E` presente in aula, accanto all`avvocato dello Stato, anche il direttore dell`ufficio normativa dell`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Italo Volpe. Secondo quanto si apprende, è stato invertito l`ordine degli interventi dei legali Stanleybet: aprirà Roberto Jacchia, che prenderà la parola prima di Daniela Agnello. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 09:58 – Bando 2000 agenzie alla Cge, Jacchia (avv. Stanleybet Malta): “Concessioni allineate al 2016 per motivi economici in contrasto con giurisprudenza Ue“
LUSSEMBURGO – “L`esigenza dell`allineamento della scadenza di tutte le concessioni all`anno 2016 ha natura meramente economica e organizzativa, e perciò non risponde, secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia, ad un motivo imperativo di interesse generale. Tale esigenza non è, di conseguenza, idonea a giustificare la discriminazione dei nuovi aggiudicatari e potenziali aggiudicatari delle concessioni del 2012 nei confronti di quelli preesistenti, che l`asimmetria di durata inevitabilmente comporta. La restrizione sarà ancor meno giustificata, se a subirla sono dei soggetti già discriminati da precedenti violazioni del diritto dell`Unione, già accertate da precedenti sentenze della Corte“. Lo ha affermato Roberto Jacchia, legale di Stanleybet Malta, nel corso dell`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia in corso a Lussemburgo e che affronta il tema della conformità al diritto comunitario della gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse. Jacchia ha anche risposto alle osservazioni del Governo italiano, sottolineando che la finalità di riallineare la scadenza delle concessioni delle scommesse presenta natura economica, in quanto “è destinata a consentire di rimettere a gara contemporaneamente, e perciò più efficacemente, la totalità delle concessioni dopo il 2016 ed ha evitato l`onere degli indennizzi dovuti ai vecchi concessionari se si fosse seguita la strada di porre anticipatamente fine alle vecchie concessioni, rinnovarle e riallineare la loro nuova durata con quella delle nuove concessioni del 2012 per un uguale congruo termine“. In ogni caso, conclude Jacchia, è chiaro “l`obiettivo organizzativo di evitare aggravi amministrativi e di agevolare la gestione delle concessioni. Siamo, dunque, di fronte a ragioni che, secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia, non ricadono nei motivi imperativi di interesse generale“. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 10:18 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Agnello (avv. Stanleybet): “Gara ha rafforzato privilegi dei concessionari storici“
LUSSEMBURGO – L`allineamento delle concessioni non può giustificare restrizioni alle libertà fondamentali perché viola il principio di parità di trattamento tra gli operatori, impedisce di rimediare alle discriminazioni subite negli ultimi 15 anni e rafforza I privilegi concorrenziali ottenuti dai concessionari nazionali. E` quanto ha affermato l`avvocato Daniela Agnello, legale di Stanleybet International, nel corso dell`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia in corso a Lussemburgo e che affronta il tema della conformità al diritto comunitario della gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse. “Dietro l`allineamento delle licenze si nasconde in realtà la protezione dei concessionari storici“, ha affermato ancora la Agnello, che hanno “ottenuto il diritto ad operare con la gara Coni del 1999, dichiarata contraria al diritto Ue dalle sentenze Gambelli e Placanica, e ulteriori indebiti vantaggi con la gara Bersani del 2006“. Tutto cio` incide sulla qualita` dei servizi resi dai nuovi entranti, rendendo meno attraente la loro offerta: “Si crea così una sperequazione competitiva dei nuovi rispetto ai concessionari già presenti sul mercato, che hanno avuto 13 o 9 anni per realizzare I loro ammortamenti“. La nuova gara, ha aggiunto l`avvocato di Stanleybet International, non ha rimediato alle discriminazioni e non si è adeguata ai principi della sentenza Costa-Cifone, come era stato dichiarato dal legislatore italiano: “In particolare la nuova procedura ha mantenuto le ipotesi di decadenza e incameramento della cauzione già censurate dalla Corte Ue anche sotto il profilo dell`incertezza del diritto“. Secondo Stanleybet, infine, il disegno di legge di Stabilità del 2015 prevede ulteriori misure sul piano fiscale e introduce “nuove misure discriminatorie“ destinate ad aprire una nuova stagione di contenzioso comunitario e nazionale. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 10:57 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Governo italiano: “Finora solo vantaggi per Stanleybet, gara aperta con numerosi partecipanti esteri“
LUSSEMBURGO – Il gruppo Stanley ha potuto godere – per effetto della lamentata discriminazione – di condizioni concorrenziali vantaggiose, che ha potuto sfruttare offrendo migliori condizioni ai propri clienti. Il fatto che la limitata durata delle concessioni non renderebbe remunerativo l`investimento per garantire il servizio appare smentito dalla partecipazione alla gara da parte di numerosi gruppi anche non italiani. Il Governo italiano – attraverso le parole dell`avvocato dello Stato, Sergio Fiorentino – difende la gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse, nel corso dell`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia in corso a Lussemburgo. “Gli investimenti iniziali sono tutt`altro che proibitivi e comunque tali da essere remunerati nel`arco di un quadriennio. Poi, non è chiaro quale possa essere il vantaggio accordato ai precedenti concessionari, anzi Stanleybet opera già sul mercato italiano e dispone di esercizi affiliati dotati di mezzi telematici, di schermi televisivi, e di schermi per il virtual gaming: chi dispone di questa rete potrebbe utilizzarla nell`attività oggetto di concessione avendo già ammortizzato gli asset in questione“. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 10:59 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Governo italiano: “Allineamento concessioni consente collocazione di tutti I diritti nel 2016“
LUSSEMBURGO – Per quanto concerne la durata della concessione, il Governo sostiene – attraverso le parole dell`avvocato dello Stato, Sergio Fiorentino – che sia più agevole ed economico gestire licenze che scadono contemporanemente (il 30 giugno 2016, ndr): sarà così possibile ricollocare contemporaneamente tutti I diritti messi a gara, garantendo una più corretta concorrenza tra gli offerenti. Inoltre conclude, “gli oneri a carico dei concessionari sono stati ridotti notevolmente, consentendo una larghissima partecipazione alla gara Monti“. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 11:35 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Comm. Europea: “Limite eccessivo a durata della concessione rende impossibile accesso al mercato“ (1)
LUSSEMBURGO – “Un limite di durata che escluda in partenza la possibilità di recupero degli investimenti necessari costituisce un deterrente all`ingresso dei nuovi operatori tale da rendere impossibile o eccessivamente difficile l`esercizio della libertà di stabilimento e di prestazione di servizi: esso priva gli esclusi di uno strumento indispensabile per entrare nel mercato delle scommesse“. E` quanto ha sostenuto Elisabetta Montaguti, in rappresentanza della Commissione Europea, nel corso dell`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia in corso a Lussemburgo e che affronta il tema della conformità al diritto comunitario della gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse. Le gare devono offrire, secondo il Governo dell`Europa, una possibilità reale di accesso ed esercizio dell`attività economica agli operatori “illegalmente esclusi, così come nella gara precedente ne è stata offerta una agli operatori che hanno potuto partecipare“. (SEGUE)
22/10/2014 Ore 11:37 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Comm. Europea: “Limite eccessivo a durata della concessione rende impossibile accesso al mercato“ (2)
LUSSEMBURGO – D`altro canto, “nell`ambito delle concessioni non vi è obbligo di garantire la copertura di costi e investimenti sostenuti: al concessionario si trasferisce anche il rischio economico dell`attività“, a patto che si consenta di “ammortizzare gli investimenti necessari e di ottenere un profitto ragionevole“. A proposito del riordino del settore, previsto nel 2016, la Commissione Europea considera che quest`ultimo – ove si dovesse intendere come strumento di convenienza organizzativa delle amministrazioni competenti – non potrebbe costituire una valida giustificazione di misure restrittive di libertà attribuite dal Trattato e conclude che il nuovo regime “deve perseguire obiettivi legittimi di interesse generale e garantire nel suo complesso il rispetto dei principi di equivalenza e effettività“, lasciando giudice nazionale le relative valutazioni sull`applicazione concreta. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 14:40 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Whittaker (Ceo Stanleybet):“Corte indichi modo per inserirci nel mercato regolato italiano“
LUSSEMBURGO – “C`è un interesse comune a risolvere i problemi: spero che la Corte emetta una sentenza di alto profilo, che indichi la via per l`inserimento di Stanleybet nel mercato regolato italiano“ E` il commento a margine dell`udienza alla Corte di Giustizia Ue di John Whittaker, Ceo di Stanleybet. “L`impressione è che ci sia la volontà di Stanleybet e degli altri concessionari storici di esprimere un forte grido di dolore per le conseguenze della violazione della normativa comunitaria, che ha un`influenza non solo su stanleybet ma anche sui concessionari“, ha spiegato. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 15:34 – Bando 2000, Fratini (avv. Snai spa): “Legittima gara con concessioni più brevi“
LUSSEMBURGO – La durata più limitata delle concessioni scommesse messe a gara nel 2013 “rientra a pieno titolo nella discrezionalità riconosciuta agli Stati membri nella sentenza Placanica“. E` quanto spiega ad Agipronews Alessandra Fratini, legale che nell`udienza alla Corte di Giustizia Ue ha rappresentato Snai spa. “La gara aveva criteri noti in anticipo ed era aperta a tutti, anche a condizioni meno onerose di quelle precedenti – ha aggiunto Fratini – Stanleybet non è un nuovo operatore, è in Italia da almeno 15 anni senza rispettare le norme di esercizio delle concessioni“. La gara, inoltre, è stata fatta per una precisa scelta del Governo “non di carattere organizzativo, ma di riordino del sistema: una scadenza differenziata dei diversi gruppi di concessioni avrebbe reso difficile la gestione del comparto e un eventuale cambio di strategia sul gioco pubblico“. Allo scadere delle attuali concessioni “le stesse saranno rimesse sul mercato garantendo piena concorrenza a tutti – conclude Fratini – l`esigenza di riordino e riallineamento delle concessioni risponde a un motivo imperativo di interesse generale“. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 15:43 – Bando 2000, Fraccastoro (avv. Lottomatica): “Concessionari dello Stato i veri discriminati“
LUSSEMBURGO – La vera discriminazione nel settore scommesse in Italia “è per i concessionari autorizzati dallo Stato“. E` quanto dice Giorgio Fraccastoro, legale che nell`udienza alla Corte di Giustizia Ue ha rappresentato il gruppo Lottomatica Gtech. “Stanleybet sembra godere di un bonus illimitato rispetto ai concessionari storici – aggiunge Fraccastoro – non versa imposte, non dichiara redditi in Italia, non presenta certificazioni antimafia, non è tenuta a rispettare le norme antiriciclaggio, non ha obbligo di rispetto del palinsesto. Inoltre non è soggetta alla scure dello Stato sul match fixing, oltre a non dover affrontare le fortissime limitazioni alle attività imposte dagli enti locali agli operatori“. “Alla gara del 2013 hanno partecipato 119 operatori che hanno presentato 2900 offerte, a testimonianza della bontà della procedura – dice ancora il legale – nella nuova Direttiva Concessioni 23/2014 l`Europa dice che la durata è a discrezione degli Stati Membri e che sono le concessioni troppo lunghe a limitare la concorrenza, non quelle troppo corte. Stanleybet ha operato per 15 anni in Italia con il privilegio che i Ctd sono stati sottratti ai controlli di ordine pubblico. Stanleybet non ha alcuno svantaggio competitivo, piuttosto sono i concessionari a essere discriminati“. Fraccastoro ha sottolineato come le condizioni per la gara del 2013 fossero assai più favorevoli “con una base d`asta ridotta, nessun limite di concentrazione, cauzioni più basse e requisiti tecnici dei punti meno stringenti, oltre a consentire la gestione del virtual betting“. NT/Agipro
22/10/2014 Ore 17:16 – Bando 2000, Lauteri (avv. Sisal): “Riallineamento concessioni garantirà concorrenza“
ROMA – Il riallineamento delle concessioni scommesse garantirà un mercato concorrenziale e uniforme. E` quanto ritiene Annalisa Lauteri, legale che ha rappresentato Sisal nel corso dell`udienza di oggi in Corte di Giustizia Europea. Negli anni “il quadro regolatorio è cambiato per adeguarsi alla normativa comunitaria e al perseguimento di esigenze di interessi generali, come l`efficienza nel contrasto al gioco illegale, la tutela dell`ordine pubblico, la lotta alla ludopatia e alle infiltrazioni della criminalità organizzata“. Obiettivi raggiunti “attraverso l`approvazione dell`articolo 14 della legge che delega al Governo il riordino la materia dei giochi, in questo contesto viene confermata l`opportunità del riallineamento delle scadenza delle concessioni. La nuova direttiva Ue punta proprio all`apertura dei mercati alla concorrenza e alla certezza giuridica attraverso l`uniformità delle concessioni“ dice ancora l`avvocato Lauteri, mentre la durata più breve “non restringe la libertà, visto che è prevista sulla base delle esigenze interne di uno Stato membro. La diffusione dei ctd – conclude il legale – dimostra che la ricorrente (Stanleybet, ndr) vuole proseguire la propria attività in questa inammissibile situazione, all`interno di un mercato parallelo e fuori dal controllo statale“. NT/Agipro
Giochi, Assosnai: "La rete Aams prima vittima degli errori dello Stato"
15/06/2012 Ore 15:02
ROMA – Gli operatori italiani non sono stati tutelati dallo Stato e devono essere risarciti. E` quanto si legge in una nota di Assosnai dopo la circolare Aams sul pagamento dell`Imposta Unica da parte dei CTD. “Un giusto tentativo – si legge nel comunicato – di ristabilire il corretto funzionamento del mercato delle scommesse“. Nonostante questo, nella nota si ricorda la situazione complicata del mercato italiano, dove alla rete Aams si affianca la presenza di imprese che “senza avere l`obbligo di contribuire alle entrate erariali, hanno la possibilità di offrire condizioni più vantaggiose alla clientela, praticando una concorrenza sleale“. Il modello di accettazione scommesse in Italia deve, secondo Assosnai, essere completamente ridisegnato prima dell`emanazione di una gara, “stabilendo un modello unico e valido per tutti considerando che lo Stato Italiano non può vendere un diritto di esclusiva che non ha di fatto e che risulta non avere mai avuto neppure di diritto“. Se questo portasse ad un regime autorizzativo, “dovranno essere rimborsate le somme versate dalle imprese concessionarie per l`acquisto dei diritti e il pagamento dell`imposta unica, lasciando spazio all`iniziativa privata, prevedendo le regole mancanti nel nostro ordinamento a tutela dello scommettitore-consumatore“.
“La causa della sofferenza della rete Aams – continua la nota – è da imputare agli errori ed alla mancata tutela da parte dello Stato: i bandi di gara emanati dal 2000 in poi sono stati puntualmente censurati dalla Corte di Giustizia dell`Unione Europea e ciò ha creato ingenti danni principalmente alle società concessionarie italiane: a quelle del 2000, che si sono aggiudicate le gare pagando cospicue somme per acquistare una `esclusiva` sui Giochi che in realtà lo Stato non possedeva; a quelle del 2006 che, in più, sono state limitate nell`attività d`impresa dovendo sottostare a contingentamenti, distanze, limiti territoriali che in seguito sono stati disapplicati dalle Sentenze della Corte Europea“.
La richiesta di pagamento dell’imposta unica per i CTD è solo un primo passo per il raggiungimento di un modello valido per tutti. La mancata tutela della rete AAMS da parte dello Stato deve essere risarcita.
La recente circolare AAMS sul pagamento dell’Imposta Unica da parte dei CTD (Centri Trasmissione Dati collegati con operatori esteri), seguita dall’invio di formali richieste agli operatori privi di concessione, è un tentativo di ristabilire il corretto funzionamento del mercato delle scommesse, per il recupero di una situazione già da troppo tempo drammaticamente compromessa: finalmente saranno obbligati al pagamento dell’Imposta Unica e delle relative sanzioni anche i soggetti che esercitano la raccolta senza concessione AAMS. Al di la delle buone intenzioni, però, adesso la norma deve essere applicata o, in caso contrario anche i concessionari AAMS devono smettere di versare l’Imposta Unica sui Giochi.
Perdura comunque una situazione di evidente confusione, confermata anche dalla recente sentenza della Cassazione che ha evidenziato gli errori compiuti dallo Stato italiano nella gestione del regime concessorio. Ciò ha portato al proliferare di un sistema “autogestito” che affianca da anni la rete AAMS: da un lato, i concessionari che nel rispetto delle leggi nazionali sostengono gli elevati costi di concessione e di imposte sui giochi e si sottopongono a un sistema di rigidi controlli per il mantenimento di adeguati livelli di servizio; dall’altro alcune imprese che, seguendo unicamente procedure private e senza avere l’obbligo di contribuire alle entrate erariali, hanno la possibilità di offrire condizioni più vantaggiose alla clientela, praticando una concorrenza sleale nei confronti della rete AAMS. Tutto ciò lascia il consumatore abbandonato a se stesso in prodotti di gioco dove, la salute pubblica deve essere tutelata e quindi controllata.
La causa della sofferenza della rete AAMS è da dunque da imputare agli errori ed alla mancata tutela da parte dello Stato: i bandi di gara emanati dal 2000 in poi sono stati puntualmente censurati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e ciò ha creato ingenti danni principalmente alle società concessionarie italiane: a quelle del 2000, che si sono aggiudicate le gare pagando cospicue somme per acquistare una “esclusiva” sui Giochi che in realtà lo Stato non possedeva; a quelle del 2006 che, in più, sono state limitate nell’attività d’impresa dovendo sottostare a contingentamenti, distanze, limiti territoriali che in seguito sono stati disapplicati dalle Sentenze della Corte Europea.
Il modello di accettazione scommesse in Italia deve essere dunque completamente ridisegnato, stabilendo un modello unico e valido per tutti, considerando che lo Stato Italiano non può vendere un diritto di esclusiva che non ha di fatto e che risulta non avere mai avuto neppure di diritto. Se ciò dovesse portare ad un regime autorizzativo, dovranno essere rimborsate le somme versate dalle imprese concessionarie per l’acquisto dei diritti e il pagamento dell’imposta unica, lasciando spazio all’iniziativa privata, prevedendo le regole mancanti nel nostro ordinamento a tutela dello scommettitore-consumatore.
E’ necessario che ciò avvenga prima dell’emanazione di una gara che porterà a nuovi contenziosi e inevitabili responsabilità dello Stato Italiano e dei dirigenti coinvolti.
ANSA – GIOCHI: ASSOSNAI, SISTEMA CONCESSIONI NON E' IN DISCUSSIONE
(ANSA) – ROMA, 16 FEB – ''Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte gia' abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformita' ai principi dell'Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i CTD, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams''. Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, commenta cosi' il giudizio della Corte pronunciato questa mattina. ''Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell'Unione Europea senza una adeguata motivazione''. Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse. Dal punto di vista pratico non pone in discussione la legittimita' della posizione dei concessionari Aams, pur riconoscendo a soggetti legati ad un operatore penalizzato dalle specifiche norme dichiarate incompatibili la possibilita' di far valere tale incompatibilita', al fine di evitare, nel caso specifico, le relative sanzioni penali. ''Occorrera', pertanto, attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso. Auspichiamo che il legislatore, per il futuro si conformi alle prescrizioni della Corte laddove precisa che le condizioni e le modalita' di una gara devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco'', conclude Ginestra. (ANSA). COM-VN 16-FEB-12 15:31 NNNN
ADNKRONOS – SCOMMESSE: GINESTRA (ASSOSNAI), SISTEMA CONCESSIONI NON E' IN DISCUSSIONE
Roma, 16 feb. – (Adnkronos) – "Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte gia' abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformita' ai principi dell'Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i CTD, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams". Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, commenta cosi' l'atteso giudizio della Corte pronunciato questa mattina. "Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell'Unione Europea senza una adeguata motivazione". Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse. Dal punto di vista pratico non pone in discussione la legittimita' della posizione dei concessionari Aams, pur riconoscendo a soggetti legati ad un operatore penalizzato dalle specifiche norme dichiarate incompatibili la possibilita' di far valere tale incompatibilita', al fine di evitare, nel caso specifico, le relative sanzioni penali. "Occorrera', pertanto, attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso. Auspichiamo che il legislatore, per il futuro si conformi alle prescrizioni della Corte laddove precisa che le condizioni e le modalita' di una gara devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco", conclude Ginestra. (Red/Ct/Adnkronos) 16-FEB-12 17:11 NNN
AGIPRONEWS – 16 febbraio 2012 Sentenza Corte di Giustizia, Ginestra (Assosnai): "Il sistema delle concessioni non è in discussione"
ROMA – “Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte già abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformità ai principi dell’Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i CTD, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams". Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, commenta così l’atteso giudizio della Corte pronunciato questa mattina. “Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell’Unione Europea senza una adeguata motivazione”.
Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse. Dal punto di vista pratico non pone in discussione la legittimità della posizione dei concessionari Aams, pur riconoscendo a soggetti legati ad un operatore penalizzato dalle specifiche norme dichiarate incompatibili la possibilità di far valere tale incompatibilità, al fine di evitare, nel caso specifico, le relative sanzioni penali. “Occorrerà, pertanto, attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso. Auspichiamo che il legislatore, per il futuro si conformi alle prescrizioni della Corte laddove precisa che le condizioni e le modalità di una gara devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco”, conclude Ginestra.
GIOCONEWS – 16 febbraio 2012 Ginestra (Pres. Assosnai): “Il sistema delle concessioni non è in discussione"
AGICOSCOMMESSE – ASSOSNAI, SENTENZA NON LEGITTIMA I CTD
Nessuna preoccupazione da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue. Ginestra: "Occorrerà attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso"
"Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte già abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformità ai principi dell'Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i CTD, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams". Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, commenta così il giudizio della Corte pronunciato questa mattina. "Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell'Unione Europea senza una adeguata motivazione". Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse. Dal punto di vista pratico – si legge in una nota – non pone in discussione la legittimità della posizione dei concessionari AAMS, pur riconoscendo a soggetti legati ad un operatore penalizzato dalle specifiche norme dichiarate incompatibili la possibilità di far valere tale incompatibilità, al fine di evitare, nel caso specifico, le relative sanzioni penali. "Occorrerà, pertanto, attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso. Auspichiamo che il legislatore, per il futuro si conformi alle prescrizioni della Corte laddove precisa che le condizioni e le modalità di una gara devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco", conclude Ginestra.
Scommesse alla Corte Ue, in gioco il futuro del sistema italiano
I giudici italiani – ma soprattutto i concessionari di scommesse – hanno atteso con fiato sospeso la sentenza della Corte di Giustizia europea sui Centri Trasmissione Dati collegati al bookmaker Stanleybet. Dalla decisione della suprema Corte Ue – estremamente negativa per il sistema concessorio – dipende ora il futuro del sistema scommesse italiano, basato sul rilascio di concessioni del Ministero dell`Economia tramite i Monopoli di Stato: un settore che nel 2010 ha generato 3,8 miliardi di raccolta nel 2011 e incassi erariali per oltre 160 milioni. Tutto inizia a novembre 2009 con il rinvio alla CGE, da parte dei giudici della Terza Sezione della Corte di Cassazione, degli atti di un procedimento penale nei confronti di due titolari di centri trasmissione dati collegati a Stanleybet: il rinvio ha sospeso nel contempo l`esito di numerosi altri casi, provenienti anche da diversi tribunali italiani. La Corte di Giustizia ha sciolto un nodo che alimenta da anni una serrata battaglia legale tra il bookmaker inglese, che intende operare in Italia anche in assenza di concessioni, e lo Stato italiano: il sistema concessorio nazionale è compatibile con le libertà di stabilimento e circolazione dei servizi, garantite dal Trattato Ue?
L`interpretazione degli articoli in questione, secondo i giudici della Corte di Cassazione, “conserva margini di incertezza che non sono stati risolti dalle pronunce precedenti della Corte comunitaria“, in particolare in presenza di un regime come quello italiano nel quale “esiste un generale indirizzo di tutela dei titolari di concessioni rilasciate in epoca anteriore e al termine di una gara (nel 1999, ndr) che aveva illegittimamente escluso una parte degli operatori“. Il punto è proprio questo: la legittimità del bando Bersani è stata posta in dubbio in quanto tutela in alcuni punti proprio quegli operatori promossi da una gara, quella del 1999, riconosciuta illegittima. Un esempio di questa tutela è il divieto per i nuovi concessionari di collocare i propri sportelli al di sotto di una determinata distanza da quelli già esistenti. Nel 2006, all`epoca del bando Bersani, Stanleybet aveva chiesto ai Monopoli di Stato di partecipare alla gara per l`acquisizione dei diritti mantenendo anche la propria rete di centri di trasmissione di scommesse verso l`Inghilterra. Aams aveva risposto negativamente, spingendo il bookmaker ad avviare una serie di azioni legali che avevano l`obiettivo di rendere illegittimo anche il riordino della rete di accettazione disegnato dal decreto Bersani. (fine) RED/Agipro