Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/132
Timestamp: 2020-04-07 17:11:09+00:00
Document Index: 81064448

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 164', 'art. 366', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 64', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 161', 'art. 118', 'sentenza ']

I. La sentenza è pronunciata in nome del popolo italiano e reca l'intestazione: Repubblica italiana.
II. Essa deve contenere:
III. La sentenza emessa dal giudice collegiale è sottoscritta soltanto dal presidente e dal giudice estensore. Se il presidente non può sottoscrivere per morte o per altro impedimento, la sentenza viene sottoscritta dal componente più anziano del collegio, purchè prima della sottoscrizione sia menzionato l'impedimento; se l'estensore non può sottoscrivere la sentenza per morte o altro impedimento è sufficiente la sottoscrizione del solo presidente, purche’ prima della sottoscrizione sia menzionato l'impedimento.
(1) Numero sostituito dall’art. 45, comma 17, della l. 18 giugno 2009, n. 69. In base all’art. 58 della citata legge, la modifica si applica anche ai giudizi pendenti in primo grado alla data del 4 luglio 2009 e ciò a differenza delle altre modifiche apportate dalla medesima legge che si applicano ai giudizi instaurati dopo tale data (art. 58, comma 2, legge cit.).
Esecuzione forzata – Mancato rispetto del termine per il versamento del fondo spese – Conseguenze – Potere del giudice di ordinare l’estinzione del processo – Applicazione analogica dell’art. 164-bis disp. att. c.p.c. – Valutazione del caso concreto.
In caso di mancato versamento del fondo spese nel termine assegnato dal giudice dell’esecuzione, spetta a questi valutare se da tale comportamento possa desumersi il disinteresse per il creditore alla prosecuzione del processo esecutivo; pur non essendo dunque prevista l’estinzione del processo, il Giudice che ha la facoltà di determinare le conseguenze del mancato rispetto del termine dovendosi accertare con riferimento al caso concreto – attraverso la valutazione discrezionale del complessivo comportamento processuale della parte – se vi siano o meno i presupposti per potersi parlare, effettivamente e sostanzialmente, di “inattività delle parti” ed emettere quindi il provvedimento di estinzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Gennaio 2020. Segue...
Ricorso per cassazione - Art. 366, comma 1, n. 6), c.p.c. - Specifica indicazione degli atti e documenti posti a fondamento del ricorso - Contrasto con il principio di effettività della tutela giurisdizionale di cui alla Convenzione EDU - Insussistenza - Ragioni.
Non contrasta con il principio di effettività della tutela giurisdizionale, sancito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, la disciplina del ricorso per cassazione, nella parte in cui prevede - all'art. 366, comma 1, n. 6), c.p.c. - requisiti di ammissibilità di contenuto-forma, giacché essi sono individuati in modo chiaro (tanto da doversi escludere che il ricorrente in cassazione, tramite la difesa tecnica, non sia in grado di percepirne il significato e le implicazioni) ed in armonia con il principio della idoneità dell'atto processuale al raggiungimento dello scopo, sicchè risultano coerenti con la natura di impugnazione a critica limitata propria del ricorso per cassazione e con la strutturazione del giudizio di legittimità quale processo sostanzialmente privo di momenti di istruzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 03 Gennaio 2020, n. 27. Segue...
Motivazione - Art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. - Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione - Mancanza - Nullità della sentenza - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie.
In tema di contenuto della sentenza, la concisione della motivazione non può prescindere dall'esistenza di una pur succinta esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione impugnata, la cui assenza configura motivo di nullità della sentenza quando non sia possibile individuare il percorso argomentativo della pronuncia giudiziale, funzionale alla sua comprensione e alla sua eventuale verifica in sede di impugnazione. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto nulla la sentenza gravata la cui motivazione, costituita da una sola pagina, era priva dell'esposizione degli elementi in base ai quali la Corte territoriale ha ritenuto che "l'appello non contesti la sentenza del tribunale nella parte rilevante della decisione"). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 15 Novembre 2019, n. 29721. Segue...
Sentenza - Motivazione apparente.
La motivazione della sentenza è solo apparente quando le ragioni giuridiche ivi esposte non rendono percepibile il fondamento della decisione. Tale è la motivazione che, seppur graficamente presente, è oggettivamente inidonea a rivelare il ragionamento su cui si basa il convincimento del giudice. (Paola Merli) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 14 Gennaio 2019, n. 604. Segue...
Avvocato - Giudizi disciplinari - Azioni esecutive fondate su titoli emessi in favore dello stesso avvocato e già adempiuti - Sentenza del giudice disciplinare applicativa della sanzione della radiazione - Apprezzamento circostanziato della rilevanza disciplinare e della gravità del fatto - Difetto motivazionale - Insussistenza.
In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocato, deve escludersi che sia affetta da anomalia motivazionale - ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., come riformulato dall'art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv. in l. n. 134 del 2012 (applicabile "ratione temporis") - la sentenza del C.N.F. che, a fronte di una condotta del professionista consistente nella proposizione di più azioni esecutive fondate su titoli emessi nei confronti del medesimo debitore, e da questi già regolarmente adempiuti, abbia applicato la sanzione della radiazione dall'albo, avuto riguardo, per un verso, alla accertata violazione dei fondamentali doveri professionali connessa con l'assunzione di iniziative connotate da malafede e colpa grave e, per altro verso, alla rilevante entità delle somme concretamente incassate, alla pluralità delle azioni poste in essere in esecuzione di un medesimo disegno criminoso nel corso degli anni, alla gravità del pregiudizio provocato alla controparte e all'immagine della categoria, nonché, infine, al contegno successivo all'illecito, tradottosi nella restituzione di una parte soltanto del denaro indebitamente ricevuto. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 29 Novembre 2018, n. 30868. Segue...
Sentenza civile – Dattiloscritta – Nullità per difficile comprensione – Esclusione.
In caso di mera difficoltà di comprensione del testo, stilato dall’estensore con scrittura manuale, non è configurabile la nullità della sentenza attesa l’assenza di una espressa comminatoria e la facoltà della parte di richiedere alla cancelleria copia conforme dattiloscritta, che deve essere leggibile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 26 Luglio 2018, n. 19831. Segue...
Sentenza - Vizi di motivazione - Assenza - Error in procedendo - Nullità.
La motivazione è solo apparente, e la sentenza è nulla perchè affetta da "error in procedendo", quando, benché graficamente esistente, non renda, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, in quanto recante argomentazioni obbiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all'interprete il compito di integrarla con le più varie, ipotetiche congetture. (Giovanni Sanna) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 14 Dicembre 2017, n. 30104. Segue...
Provvedimenti del giudice civile - Sentenza - Contenuto - In genere - Sentenza illeggibile - Nullità - Esclusione - Rimedi.
In tema di provvedimenti giudiziari, in caso di mera difficoltà di comprensione del testo, stilato dall'estensore con scrittura manuale, non è configurabile la nullità della sentenza attesa l'assenza di una espressa comminatoria e la facoltà della parte di richiedere alla cancelleria, ex artt. 743 e 746 c.p.c., copia conforme dattiloscritta, che deve essere leggibile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 23 Settembre 2016, n. 18663. Segue...
Sentenza, ordinanza e decreto in materia civile – Motivazione – Criteri .
Per lo svolgimento della funzione nomofilattica della Corte, tutti i provvedimenti devono rispettare i canoni della chiarezza, essenzialità e funzionalizzazione della motivazione alla decisione. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 14 Settembre 2016, n. 136. Segue...
Provvedimenti del giudice civile – Sentenza – Contenuto – Motivazione – Sentenza di appello – Motivazione "per relationem" alla sentenza di primo grado – Legittimità – Modalità e condizioni.
La sentenza pronunziata in sede di gravame è legittimamente motivata "per relationem" ove il giudice d'appello, facendo proprie le argomentazioni del primo giudice, esprima, sia pure in modo sintetico, le ragioni della conferma della pronuncia in relazione ai motivi di impugnazione proposti, sì da consentire, attraverso la parte motiva di entrambe le sentenze, di ricavare un percorso argomentativo adeguato e corretto, ovvero purché il rinvio sia operato sì da rendere possibile ed agevole il controllo, dando conto delle argomentazioni delle parti e della loro identità con quelle esaminate nella pronuncia impugnata, mentre va cassata la decisione con cui il giudice si si sia limitato ad aderire alla decisione di primo grado senza che emerga, in alcun modo, che a tale risultato sia pervenuto attraverso l'esame e la valutazione di infondatezza dei motivi di gravame. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Luglio 2016, n. 14786. Segue...
Sentenza del giudice civile (o tributario) – Motivazione meramente riproduttiva di un atto di parte – Nullità – Esclusione – Condizioni – Indice sintomatico di difetto di imparzialità – Esclusione.
Nel processo civile – ed in quello tributario, in virtù di quanto disposto dal secondo comma dell’art. 1 d.lgs. n. 546 del 1992 – non può ritenersi nulla la sentenza che esponga le ragioni della decisione limitandosi a riprodurre il contenuto di un atto di parte (ovvero di altri atti processuali o provvedimenti giudiziari) eventualmente senza nulla aggiungere ad esso, sempre che in tal modo risultino comunque attribuibili al giudicante ed esposte in maniera chiara, univoca ed esaustiva, le ragioni sulle quali la decisione è fondata. È inoltre da escludere che, alla stregua delle disposizioni contenute nel codice di rito civile e nella Costituzione, possa ritenersi sintomatico di un difetto di imparzialità del giudice il fatto che la motivazione di un provvedimento giurisdizionale sia, totalmente o parzialmente, costituita dalla copia dello scritto difensivo di una delle parti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Gennaio 2015, n. 642. Segue...
Provvedimenti del giudice civile - Sentenza - Contenuto - Motivazione - Pluralità di argomentazioni - Inammissibilità di una domanda, o di un capo di essa o di un motivo di gravame - Motivazione anche sul merito - "Potestas iudicandi" - Insussistenza - Motivo di ricorso per cassazione solo sotto tale secondo profilo - Inammissibilità - Fattispecie..
Qualora il giudice che abbia ritenuto inammissibile una domanda, o un capo di essa, o un singolo motivo di gravame, così spogliandosi della "potestas iudicandi" sul relativo merito, proceda poi comunque all'esame di quest'ultimo, è inammissibile, per difetto di interesse, il motivo di impugnazione della sentenza da lui pronunciata che ne contesti solo la motivazione, da considerarsi svolta "ad abundantiam", su tale ultimo aspetto. (Nella specie, una società trasferita all'estero aveva censurato la sentenza reiettiva del reclamo da essa proposto avverso la sua dichiarazione di fallimento per avere, tra l'altro, ritenuto possibile una siffatta declaratoria in assenza della notifica, nei suoi confronti, del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza prefallimentare, malgrado tale decisione di rigetto fosse stata preceduta da una valutazione di inammissibilità, per asserita genericità, dello stesso motivo di reclamo, successivamente non investita dal proposto ricorso per cassazione). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 30 Ottobre 2013, n. 24469. Segue...
Sentenza, ordinanza e decreto in materia civile – Motivazione – Funzione – Assenza – Giusto processo – Violazione – Delibazione sentenza straniera priva di motivazione – Impossibilità – Fondamento..
La funzione della motivazione è quella di consentire che l’iter logico-giuridico seguito dal giudice nella decisione sia sottoposto ad un triplice controllo: del giudice (estensore / membri del collegio), per verificare il ragionamento seguito (c.d. controllo interno); delle parti, al fine di consentire, mediante l’impugnazione (impossibile in assenza di motivazioni), un pieno ed effettivo esercizio del diritto di difesa (c.d. controllo esterno); da parte dei cittadini e dello Stato al fine di verificare che di giurisdizione si sia trattato e non di arbitrio (c.d. «controllo democratico»). Per quanto semplificata e ridotta all’essenziale, essa deve in ogni caso sussistere perché si possa parlare di giurisdizione. (Antonino Fazio) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Luglio 2013. Segue...
Delibazione (Giudizio di) – Dichiarazione di efficacia di sentenze straniere – Procedimento.
Delibazione (Giudizio di) – Dichiarazione di efficacia di sentenze straniere – Procedimento – Controllo del giudice italiano – Oggetto – ordine pubblico interno – Sentenza straniera priva di motivazione – Impossibilità di riconoscimento – Sussiste.
Sentenza, ordinanza e decreto in materia civile – Motivazione – Funzione – Assenza – Giusto processo – Violazione – Delibazione sentenza straniera priva di motivazione – Impossibilità – Fondamento.
Ingiuria e diffamazione – Diffamazione col mezzo della stampa, della radio, del cinema, della televisione e di internet – Cause di esclusione – Cognizione incidentale del fatto ai fini del giudizio civile – Possibilità – Fondamento.
Ingiuria e diffamazione – Diffamazione col mezzo della stampa, della radio, del cinema, della televisione e di internet – Diritto di critica – Fondamento – Bilanciamento con valori di pari rango costituzionale – Necessità. .
Non può trovare applicazione il procedimento di cui agli artt. 730 ss. c.p.p., applicabile per le sole sentenze penali che richiedano esecuzione: sentenze di condanna, o di proscioglimento che implichi l’applicazione di misure di sicurezza. Deve pertanto ritenersi che la sentenza penale di assoluzione, di cui viene chiesta l’applicazione agli effetti civili, ed oggetto di contestazione, sia soggetta a riconoscimento secondo gli artt. 64ss L. 218/1995 (che hanno abrogato i corrispondenti artt. 796-805 c.p.c.).
Il giudice adito per la delibazione deve limitarsi ad accertare l'esistenza dei requisiti del riconoscimento, indicati nella L. n. 218 del 1995, art. 64, non potendosi procedere né ad una nuova statuizione sul rapporto sostanziale dedotto in giudizio dinanzi al giudice straniero, né ad accertamenti o statuizioni su questioni estranee al mero accertamento dei requisiti del riconoscimento. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Il giudice, prima di procedere all'accertamento dei requisiti necessari al riconoscimento previsti dalla L. n. 218 del 1995, art. 64, deve verificare, come in ogni altro processo, l'esistenza dei presupposti processuali e delle condizioni dell'azione sancite dal nostro ordinamento (Cass. Sez. Un. 22663/2006). Ciò implica la necessità di includere, tra le condizioni oggetto di verifica prodromica al riconoscimento della sentenza straniera, la sua compatibilità con i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano.
Va consentita al giudice adito una cognizione meramente incidentale e sommaria al fine di evitare l’ingresso nel nostro ordinamento di pronunce strutturalmente incompatibili con i suoi principi fondamentali; e dunque, in prima battuta, anche con i canoni del giusto processo regolato dalla legge scolpiti a chiare lettere negli artt. 3, 24 e 111 Cost.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
La funzione della motivazione è quella di consentire che l’iter logico-giuridico seguito dal giudice nella decisione sia sottoposto ad un triplice controllo: del giudice (estensore / membri del collegio), per verificare il ragionamento seguito (c.d. controllo interno); delle parti, al fine di consentire, mediante l’impugnazione (impossibile in assenza di motivazioni), un pieno ed effettivo esercizio del diritto di difesa (c.d. controllo esterno); da parte dei cittadini e dello Stato al fine di verificare che di giurisdizione si sia trattato e non di arbitrio (c.d. «controllo democratico»). Per quanto semplificata e ridotta all’essenziale, essa deve in ogni caso sussistere perché si possa parlare di giurisdizione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
L’evidente incompatibilità con il nostro ordinamento processuale di un provvedimento privo di motivazione è resa manifesta dalla sua espressa qualificazione come illecito disciplinare del magistrato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
La decisione priva di motivazione degrada il processo a mero simulacro. È allora un atto che viola l’art. 111 Cost., il che costituisce condizione ostativa al riconoscimento. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Non essendo concepito l’esperimento di mezzi di impugnazione nei confronti di una sentenza straniera, essa, se conforme ai canoni costituzionali della giurisdizione, merita automatico riconoscimento in quanto atto di pari dignità ed efficacia giuridica; se non conforme, è atto non riconoscibile perché incompatibile con l’ordinamento giuridico italiano. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
La pronuncia straniera, non riconoscibile, di assoluzione non assume la rilevanza di accertamento dei fatti passato in cosa giudicata, idoneo a fondare una presunzione di dolo in capo all’autore di affermazioni contrastanti con tale statuizione e pertanto prima facie diffamanti. Essa rileva, viceversa, quale mero fatto storico da porsi sullo stesso piano degli altri fatti storici rilevanti e rimessi al prudente apprezzamento del giudicante ai fini del riscontro dell’elemento soggettivo della diffamazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Consistendo l’asserita diffamazione nella pubblicazione, da parte del quotidiano, di un giudizio fortemente negativo sull’attore espresso da un lettore nella apposita rubrica, si verte in tema non già di esercizio del diritto di cronaca bensì del diritto di critica, consistendo lo scritto censurato nella manifestazione del pensiero, garantita dalla Costituzione all’art. 21; donde la necessità di un apprezzamento particolarmente prudente, e di un attento bilanciamento con il contrapposto interesse, del pari garantito dalla Suprema Legge, dell’attore al mantenimento della propria reputazione in considerazione della presunzione di innocenza di cui all’art. 25 Cost.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Luglio 2013. Segue...
Processo civile – Sentenza – Motivazione – Principio della ragione più liquida..
Per il principio della ragione più liquida, la domanda può essere respinta sulla base della soluzione di una questione assorbente, pur se logicamente subordinata, senza che sia necessario esaminare previamente tutte le altre. (gm) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 28 Ottobre 2010. Segue...
Rapporti bancari – Variazione unilaterale delle condizioni contrattuali – Comunicazione chiara e specifica – Necessità.
Processo civile – Motivazione della sentenza – Riferimento a precedenti giurisprudenziali conformi – Finalità – Snellimento delle motivazioni – Ripetizione del percorso motivazionale – Esclusione..
La comunicazione della variazione delle condizioni applicate ai rapporti di conto corrente prevista dall’art. 6 della legge 17 febbraio 1992, n. 154 (norma ora abrogata dall’art. 161 d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385), deve essere chiara ed esplicita, non potendosi ritenere a tal fine sufficiente l’indicazione della variazione (nella specie relativa al tasso di interesse) nei riepiloghi tecnici dei conteggi periodicamente inviati al cliente. E’, infatti, noto che tali documenti non sono di immediata comprensione per i clienti, specie se privi di adeguata cultura o preparazione, nei confronti dei quali solo una comunicazione tempestiva e specifica, resa per iscritto, può garantire il raggiungimento dello scopo prefisso dalla norma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La modifica all’art. 118 delle disposizioni per l’attuazione del codice procedura civile operata dalla legge n. 69/2009, per la quale la motivazione della sentenza di cui all’articolo 132 del codice, può aver luogo anche facendo riferimento a precedenti conformi, ha il significato non tanto di consentire la citazione di precedenti giurisprudenziali (facoltà, costantemente osservata, della quale non si è mai dubitato), quanto piuttosto di consentire un deciso snellimento delle motivazioni, evitando di dover ripetere per intero un percorso motivazionale già disponibile altrove e facilmente rintracciabile attraverso le banche dati e gli archivi specializzati del web. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 22 Marzo 2010. Segue...