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Timestamp: 2018-06-25 09:39:12+00:00
Document Index: 59417892

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 4', 'art. 6', 'art.\n84', 'art. 52', 'art. 4', 'art.  8', 'art.  222', 'art. 210', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 13', 'art.  66', 'art.\n12', 'art.  12', 'art.  18', 'art.  1', 'art. 48', 'art. 1', 'art. 5', 'art.  1', 'art. 12', 'art.  1', 'art. 1', 'art.  20', 'art.   83', 'art.  1', 'art.   1', 'art.   1', 'art. 12', 'art.  1', 'art. 54', 'art. 6', 'art.\n8', 'art.   8', 'art.  8', 'art.   8', 'art.  8', 'art.  9', 'art.  8', 'art. 57', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 174', 'art.\n151', 'art. 134', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 3', 'art.  3', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 50', 'art.  100', 'art. 12', 'art. 12', 'art.  10', 'art. 10', 'art.  106', 'art. 120', 'art. 8', 'art. 1202', 'art. 17', 'art. 15', 'art.  11', 'art. 7', 'art. 39', 'art. 38', 'art. 10', 'art. 22', 'art.  17', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art.  8', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art.  1', 'art. 1', 'art.   1', 'art. 61', 'art.  11', 'art. 7', 'art. 40', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 10', 'art.\n1', 'art. 1']

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 27 maggio 2008, n. 93 - Testo del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 124 del 28 maggio 2008), coordinato con la legge di conversione 24 luglio 2008, n. 126 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 2), recante: «Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie». (GU n. 174 del 26-7-2008 | Ingegneri.info
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 27 maggio 2008, n. 93 – Testo del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 124 del 28 maggio 2008), coordinato con la legge di conversione 24 luglio 2008, n. 126 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 2), recante: «Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie». (GU n. 174 del 26-7-2008
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 27 maggio 2008, n. 93 - Testo del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 124 del 28 maggio 2008), coordinato con la legge di conversione 24 luglio 2008, n. 126 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 2), recante: «Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie». (GU n. 174 del 26-7-2008 )
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 27 maggio 2008 , n. 93
Testo  del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (in Gazzetta Ufficiale
–  serie  generale  –  n.  124 del 28 maggio 2008), coordinato con la
legge  di  conversione  24 luglio  2008,  n.  126  (in  questa stessa
Gazzetta  Ufficiale  alla pag. 2), recante: «Disposizioni urgenti per
salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie».
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del D.P.R.
28  dicembre  1985,  n.  1092, nonche’ dell’art. 10, comma 2 e 3, del
Tali modifiche sono riportate nel video tra i segni ((…)).
1.  A  decorrere  dall’anno  2008  e’ esclusa dall’imposta comunale
sugli  immobili  di  cui  al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
504,  l’unita’  immobiliare  adibita  ad  abitazione  principale  del
2.  Per  unita’  immobiliare  adibita  ad abitazione principale del
soggetto  passivo  si  intende  quella  considerata tale ai sensi del
decreto   legislativo   30 dicembre   1992,   n.  504,  e  successive
modificazioni,  nonche’  quelle  ad  esse  assimilate  dal comune con
regolamento o (( delibera comunale )) vigente alla data di entrata in
vigore  del  presente  decreto,  ad  eccezione di quelle di categoria
catastale  A1,  A8  e  A9  per  le  quali  continua  ad applicarsi la
detrazione  prevista dall’articolo 8, commi 2 e 3, del citato decreto
n. 504 del 1992.
3.    L’esenzione   si   applica   altresi’   nei   casi   previsti
dall’articolo 6, comma 3-bis, e dall’articolo 8, comma 4, del decreto
legislativo  n.  504  del  1992,  e  successive  modificazioni;  sono
conseguentemente abrogati il comma 4 dell’articolo 6 ed i commi 2-bis
e 2-ter dell’articolo 8 del citato decreto n. 504 del 1992.
4.  La minore imposta che deriva dall’applicazione dei commi 1, 2 e
3,  pari  a  1.700  milioni  di  euro  a decorrere dall’anno 2008, e’
rimborsata  ai  singoli  comuni,  in  aggiunta  a quella prevista dal
comma 2-bis  dell’articolo 8 del decreto legislativo n. 504 del 1992,
introdotto dall’articolo 1, comma 5, della legge 24 dicembre 2007, n.
244.   A   tale   fine,  nello  stato  di  previsione  del  Ministero
dell’interno  l’apposito  fondo  e’  integrato  di  un importo pari a
quanto  sopra  stabilito  a  decorrere  dall’anno  2008.  In  sede di
Conferenza  Stato-Citta’  ed  autonomie  locali sono stabiliti, entro
criteri  e  modalita’ per la erogazione del rimborso ai comuni che il
Ministro  dell’interno provvede ad attuare con proprio decreto, (( da
emanare  entro  trenta  giorni  dalla data di entrata in vigore della
legge  di  conversione  del  presente  decreto,  secondo principi che
tengano  conto  dell’efficienza  nella  riscossione dell’imposta, del
rispetto  del  patto  di  stabilita’ interno, per l’esercizio 2007, e
della  tutela  dei  piccoli  comuni.  )) Relativamente alle regioni a
statuto  speciale,  ad eccezione delle regioni Sardegna e Sicilia, ed
alle  province  autonome  di  Trento e di Bolzano, i rimborsi sono in
ogni   caso  disposti  a  favore  dei  citati  enti,  che  provvedono
all’attribuzione  delle  quote  dovute  ai  comuni  compresi nei loro
territori  nel rispetto degli statuti speciali e delle relative norme
((    4-bis.  Per l’anno 2008, il Ministero dell’interno, fatti salvi
4-ter. In sede di prima applicazione, fino all’erogazione effettiva
di quanto spettante a titolo di acconto a ciascun comune ai sensi del
comma 4-bis, il limite dei tre dodicesimi di cui all’articolo 222 del
decreto   legislativo   18 agosto   2000,   n.   267,  e’  maggiorato
dell’importo  equivalente  al  credito  dell’imposta  comunale  sugli
immobili  determinatosi, per effetto delle norme di cui ai commi da 1
a  4,  a  favore delle singole amministrazioni comunali nei confronti
6.  I  commi 7, 8 e 287 dell’articolo 1 della legge n. 244 del 2007
((    6-bis.  In sede di prima applicazione delle disposizioni di cui
ai  commi precedenti,  con  esclusivo riferimento alle fattispecie di
cui al comma 2, non si fa luogo all’applicazione di sanzioni nei casi
di  omesso  o  insufficiente versamento della prima rata dell’imposta
presente decreto. ))
definizione  dei  contenuti del nuovo patto di stabilita’ interno, in
funzione  della  attuazione  del  federalismo  fiscale, e’ sospeso il
potere  delle  regioni  e degli enti locali di deliberare aumenti dei
fatte  salve,  per  il  settore  sanitario,  le  disposizioni  di cui
all’articolo 1,  comma 174,  della  legge 30 dicembre 2004, n. 311, e
successive  modificazioni,  e  all’articolo 1, comma 796, lettera b),
della  legge  27 dicembre  2006,  n. 296, e successive modificazioni,
nonche’,  per  gli  enti  locali, gli aumenti e le maggiorazioni gia’
previsti   dallo   schema   di   bilancio  di  previsione  presentato
dall’organo  esecutivo  all’organo  consiliare per l’approvazione nei
termini  fissati  ai  sensi  dell’articolo 174  del testo unico delle
leggi   sull’ordinamento   degli  enti  locali,  di  cui  al  decreto
legislativo  18 agosto  2000,  n.  267. (( Resta fermo che continuano
comunque  ad  applicarsi le disposizioni relative al mancato rispetto
del  patto di stabilita’ interno, di cui ai commi 669, 670, 671, 672,
691,  692 e 693 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti verificano il
rispetto  delle  disposizioni  di  cui  al  presente comma, riferendo
l’esito  di tali controlli alle sezioni riunite in sede di controllo,
ai  fini  del  referto  per  il  coordinamento del sistema di finanza
pubblica,  ai  sensi dell’articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio
1994,  n.  20, come modificato, da ultimo, dall’articolo 3, comma 65,
della  legge  24 dicembre  2007,  n.  244, nonche’ alla sezione delle
7-bis.  I  comuni  che  abbiano  in corso di esecuzione rapporti di
prestazione di servizi. ))
– Si  riporta il testo degli articoli 8 e 6 del decreto
legislativo  30 dicembre  1992,  n.  504  recante «Riordino
della  finanza degli enti territoriali, a norma dell’art. 4
della  legge  23 ottobre  1992,  n.  421», pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  30 dicembre  1992,  n. 305, S.O., come
«Art.  8 (Riduzioni  e  detrazioni  dall’imposta). – 1.
L’imposta  e’  ridotta  del  50  per cento per i fabbricati
dichiarati   inagibili   o   inabitabili  e  di  fatto  non
utilizzati,  limitatamente  al periodo dell’anno durante il
quale   sussistono   dette   condizioni.  L’inagibilita’  o
inabitabilita’  e’  accertata dall’ufficio tecnico comunale
con  perizia  a  carico del proprietario, che allega idonea
documentazione   alla   dichiarazione.  In  alternativa  il
contribuente   ha   facolta’  di  presentare  dichiarazione
sostitutiva  ai  sensi  della  legge 4 gennaio 1968, n. 15,
rispetto   a   quanto   previsto  dal  periodo  precedente.
L’aliquota  puo’  essere  stabilita dai comuni nella misura
del  4  per  mille, per un periodo comunque non superiore a
tre  anni,  relativamente  ai  fabbricati realizzati per la
vendita  e  non venduti dalle imprese che hanno per oggetto
esclusivo  o  prevalente  dell’attivita’  la  costruzione e
l’alienazione di immobili.
2.   Dalla  imposta  dovuta  per  l’unita’  immobiliare
adibita  ad  abitazione  principale  del  soggetto passivo,
intendendosi  per  tale,  salvo  prova contraria, quella di
residenza anagrafica, si detraggono, fino a concorrenza del
suo ammontare, lire 200.000 rapportate al periodo dell’anno
durante  il quale si protrae tale destinazione; se l’unita’
immobiliare  e’  adibita  ad  abitazione principale da piu’
soggetti  passivi,  la detrazione spetta a ciascuno di essi
proporzionalmente  alla  quota per la quale la destinazione
medesima  si verifica. Per abitazione principale si intende
quella  nella  quale  il  contribuente,  che  la possiede a
titolo  di proprieta’, usufrutto o altro diritto reale, e i
2-bis. [Abrogato].
2-ter. [Abrogato].
3.  A  decorrere  dall’anno  di  imposta  1997,  con la
deliberazione  di  cui  al  comma 1  dell’art. 6, l’imposta
dovuta  per  l’unita’  immobiliare  adibita  ad  abitazione
principale del soggetto passivo puo’ essere ridotta fino al
50 per cento; in alternativa, l’importo di lire 200.000, di
cui  al comma 2 del presente articolo, puo’ essere elevato,
fino  a  lire  500.000,  nel  rispetto  dell’equilibrio  di
bilancio. La predetta facolta’ puo’ essere esercitata anche
limitatamente  alle  categorie di soggetti in situazioni di
particolare   disagio  economico-sociale,  individuate  con
deliberazione del competente organo comunale.
4.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente articolo si
applicano  anche alle unita’ immobiliari, appartenenti alle
cooperative  edilizie  a  proprieta’  indivisa,  adibite ad
abitazione  principale  dei  soci assegnatari, nonche’ agli
alloggi  regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per
le case popolari.».
«Art. 6 (Determinazione delle aliquote e dell’imposta).
–  1.  L’aliquota  e’ stabilita dal consiglio comunale, con
deliberazione da adottare entro il 31 ottobre di ogni anno,
con  effetto  per  l’anno successivo. Se la delibera non e’
adottata  entro  tale  termine, si applica l’aliquota del 4
per  mille,  ferma restando la disposizione di cui all’art.
84  del  decreto  legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, come
modificato dal decreto legislativo 11 giugno 1996, n. 336.
2.  L’aliquota  deve  essere  deliberata  in misura non
inferiore  al  4  per mille, ne’ superiore al 7 per mille e
puo’   essere   diversificata   entro   tale   limite,  con
riferimento ai casi di immobili diversi dalle abitazioni, o
posseduti  in  aggiunta  all’abitazione  principale,  o  di
alloggi  non  locati;  l’aliquota  puo’ essere agevolata in
rapporto  alle  diverse tipologie degli enti senza scopi di
2-bis.   La  deliberazione  di  cui  al  comma 1,  puo’
fissare, a decorrere dall’anno di imposta 2009, un’aliquota
agevolata dell’imposta comunale sugli immobili inferiore al
4  per mille per i soggetti passivi che installino impianti
a  fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica
o  termica  per  uso  domestico,  limitatamente alle unita’
immobiliari  oggetto  di  detti  interventi e per la durata
massima  di  tre  anni per gli impianti termici solari e di
cinque   anni   per  tutte  le  altre  tipologie  di  fonti
rinnovabili.    Le    modalita’   per   il   riconoscimento
dell’agevolazione    di    cui   al   presente   comma sono
disciplinate con regolamento adottato ai sensi dell’art. 52
del   decreto  legislativo  15 dicembre  1997,  n.  446,  e
3.   L’imposta  e’  determinata  applicando  alla  base
imponibile l’aliquota vigente nel comune di cui all’art. 4.
3-bis.   Il   soggetto   passivo   che,  a  seguito  di
provvedimento    di   separazione   legale,   annullamento,
matrimonio,  non risulta assegnatario della casa coniugale,
determina l’imposta dovuta applicando l’aliquota deliberata
dal  comune  per l’abitazione principale e le detrazioni di
cui  all’art.  8, commi 2 e 2-bis, calcolate in proporzione
alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si
applicano  a  condizione  che  il  soggetto passivo non sia
titolare del diritto di proprieta’ o di altro diritto reale
su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso
comune ove e’ ubicata la casa coniugale.
4. [Abrogato].».
– Si   riporta  il  testo  dell’art.  222  del  decreto
«Art.  222   (Anticipazioni  di  tesoreria).  –  1.  Il
tesoriere,   su   richiesta   dell’ente   corredata   dalla
deliberazione    della    Giunta,   concede   allo   stesso
anticipazioni di tesoreria, entro il limite massimo dei tre
dodicesimi  delle  entrate  accertate  nel  penultimo  anno
precedente,  afferenti per i comuni, le province, le citta’
metropolitane  e le unioni di comuni ai primi tre titoli di
entrata  del  bilancio  e per le comunita’ montane ai primi
2.  Gli  interessi  sulle  anticipazioni  di  tesoreria
decorrono   dall’effettivo  utilizzo  delle  somme  con  le
modalita’ previste dalla convenzione di cui all’art. 210.».
– Si  riporta  il testo del comma 174 dell’art. 1 della
legge  30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni
(Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005):
«174.    Al    fine    del   rispetto   dell’equilibrio
economico-finanziario,  la  regione, ove si prospetti sulla
base   del   monitoraggio  trimestrale  una  situazione  di
squilibrio,  adotta  i provvedimenti necessari. Qualora dai
dati  del  monitoraggio del quarto trimestre si evidenzi un
disavanzo  di  gestione  a  fronte del quale non sono stati
adottati  i  predetti  provvedimenti, ovvero essi non siano
sufficienti,  con  la procedura di cui all’art. 8, comma 1,
della  legge  5 giugno  2003,  n.  131,  il  Presidente del
Consiglio  dei  Ministri  diffida  la regione a provvedervi
entro   il  30 aprile  dell’anno  successivo  a  quello  di
riferimento.  Qualora  la  regione  non  adempia,  entro  i
successivi  trenta  giorni  il presidente della regione, in
qualita’  di  commissario  ad  acta, approva il bilancio di
esercizio  consolidato  del Servizio sanitario regionale al
fine  di  determinare  il  disavanzo di gestione e adotta i
necessari   provvedimenti  per  il  suo  ripianamento,  ivi
inclusi   gli   aumenti  dell’addizionale  all’imposta  sul
reddito   delle   persone   fisiche   e   le  maggiorazioni
dell’aliquota   dell’imposta   regionale   sulle  attivita’
produttive   entro  le  misure  stabilite  dalla  normativa
vigente.  I  predetti  incrementi  possono  essere adottati
anche in funzione della copertura dei disavanzi di gestione
accertati   o   stimati   nel  settore  sanitario  relativi
all’esercizio  2004  e  seguenti.  Qualora  i provvedimenti
necessari per il ripianamento del disavanzo di gestione non
vengano  adottati  dal  commissario  ad  acta  entro  il 31
maggio,  nella  regione  interessata,  con riferimento agli
anni  di  imposta  2006 e successivi, si applicano comunque
nella  misura  massima  prevista  dalla  vigente  normativa
e  le  maggiorazioni  dell’aliquota  dell’imposta regionale
sulle  attivita’  produttive;  scaduto  il  termine  del 31
maggio, i provvedimenti del commissario ad acta non possono
avere   ad   oggetto   l’addizionale   e  le  maggiorazioni
d’aliquota   delle   predette  imposte  ed  i  contribuenti
liquidano  e  versano  gli  acconti  d’imposta  dovuti  nel
medesimo    anno    sulla   base   della   misura   massima
dell’addizionale  e  delle maggiorazioni d’aliquota di tali
imposte.».
– Si  riporta  il testo del comma 796 dell’art. 1 della
legge  27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni
«796.   Per   garantire   il  rispetto  degli  obblighi
comunitari  e  la  realizzazione degli obiettivi di finanza
pubblica  per  il  triennio  2007-2009,  in  attuazione del
protocollo  di  intesa  tra  il  Governo,  le  regioni e le
province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano per un patto
nazionale  per  la  salute  sul  quale  la Conferenza delle
regioni  e  delle  province  autonome,  nella  riunione del
28 settembre 2006, ha espresso la propria condivisione:
a) il finanziamento del Servizio sanitario nazionale,
cui  concorre  ordinariamente  lo  Stato, e’ determinato in
96.040  milioni  di euro per l’anno 2007, in 99.082 milioni
di  euro  per  l’anno 2008 e in 102.285 milioni di euro per
l’anno  2009,  comprensivi  dell’importo  di  50 milioni di
euro,  per  ciascuno  degli  anni  indicati,  a  titolo  di
ulteriore finanziamento a carico dello Stato per l’ospedale
“Bambino  Gesu'”,  preventivamente  accantonati  ed erogati
direttamente  allo stesso ospedale dallo Stato. All’art. 1,
comma 278, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le parole:
“a   decorrere   dall’anno   2006”  sono  sostituite  dalle
seguenti: “limitatamente all’anno 2006”;
b) e’  istituito  per il triennio 2007-2009, un Fondo
transitorio  di  1.000  milioni di euro per l’anno 2007, di
850  milioni  di  euro  per l’anno 2008 e di 700 milioni di
euro  per  l’anno  2009, la cui ripartizione tra le regioni
interessate  da  elevati  disavanzi e’ disposta con decreto
del  Ministro  della  salute,  di  concerto con il Ministro
dell’economia  e  delle finanze, d’intesa con la Conferenza
province  autonome  di  Trento e di Bolzano. L’accesso alle
risorse   del   Fondo  di  cui  alla  presente  lettera  e’
subordinato  alla  sottoscrizione  di  apposito  accordo ai
sensi dell’art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, e successive modificazioni, comprensivo di un piano
di   rientro  dai  disavanzi.  Il  piano  di  rientro  deve
contenere   sia  le  misure  di  riequilibrio  del  profilo
erogativo   dei   livelli  essenziali  di  assistenza,  per
renderlo  conforme  a  quello  desumibile dal vigente Piano
sanitario  nazionale  e  dal vigente decreto del Presidente
del  Consiglio  dei  Ministri  di  fissazione  dei medesimi
livelli  essenziali di assistenza, sia le misure necessarie
all’azzeramento  del  disavanzo  entro  il  2010,  sia  gli
obblighi  e  le  procedure previsti dall’art. 8 dell’intesa
23 marzo  2005  sancita  dalla  Conferenza permanente per i
Trento  e  di Bolzano, pubblicata nel supplemento ordinario
n.  83  alla  Gazzetta  Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.
Tale  accesso  presuppone  che  sia scattata formalmente in
modo  automatico o che sia stato attivato l’innalzamento ai
livelli  massimi dell’addizionale regionale all’imposta sul
reddito  delle persone fisiche e dell’aliquota dell’imposta
regionale   sulle  attivita’  produttive,  fatte  salve  le
aliquote  ridotte  disposte  con  leggi  regionali a favore
degli  esercenti un’attivita’ imprenditoriale, commerciale,
artigianale  o comunque economica, ovvero una libera arte o
professione,  che  abbiano denunciato richieste estorsive e
per i quali ricorrano le condizioni di cui all’art. 4 della
legge  23 febbraio 1999, n. 44. Qualora nel procedimento di
verifica annuale del piano si prefiguri il mancato rispetto
di   parte  degli  obiettivi  intermedi  di  riduzione  del
disavanzo  contenuti  nel  piano  di  rientro,  la  regione
interessata  puo’  proporre  misure  equivalenti che devono
essere approvate dai Ministeri della salute e dell’economia
e  delle  finanze. In ogni caso l’accertato verificarsi del
mancato  raggiungimento  degli obiettivi intermedi comporta
che,  con  riferimento  all’anno  d’imposta  dell’esercizio
successivo,  l’addizionale  all’imposta  sul  reddito delle
persone  fisiche  e l’aliquota dell’imposta regionale sulle
attivita’  produttive  si applicano oltre i livelli massimi
previsti  dalla  legislazione  vigente  fino  all’integrale
copertura   dei  mancati  obiettivi.  La  maggiorazione  ha
carattere   generalizzato   e   non  settoriale  e  non  e’
suscettibile di differenziazioni per settori di attivita’ e
per  categorie  di  soggetti  passivi.  Qualora  invece sia
verificato  che  il  rispetto  degli obiettivi intermedi e’
stato  conseguito  con risultati ottenuti quantitativamente
migliori,   la   regione   interessata  puo’  ridurre,  con
riferimento  all’anno  d’imposta dell’esercizio successivo,
e   l’aliquota   dell’imposta   regionale  sulle  attivita’
produttive per la quota corrispondente al miglior risultato
ottenuto.   Gli   interventi   individuati   dai  programmi
operativi    di    riorganizzazione,    qualificazione    o
potenziamento  del  servizio sanitario regionale, necessari
per   il   perseguimento   dell’equilibrio  economico,  nel
rispetto  dei  livelli  essenziali  di  assistenza, oggetto
degli  accordi  di  cui  all’art. 1, comma 180, della legge
30 dicembre  2004, n. 311, e successive modificazioni, come
integrati dagli accordi di cui all’art. 1, commi 278 e 281,
della  legge  23 dicembre 2005, n. 266, sono vincolanti per
la   regione   che   ha   sottoscritto   l’accordo   e   le
determinazioni  in esso previste possono comportare effetti
di variazione dei provvedimenti normativi ed amministrativi
gia’   adottati   dalla  medesima  regione  in  materia  di
programmazione  sanitaria.  Il  Ministero  della salute, di
concerto  con  il  Ministero dell’economia e delle finanze,
assicura  l’attivita’  di  affiancamento  delle regioni che
hanno  sottoscritto l’accordo di cui all’art. 1, comma 180,
della  legge  30 dicembre  2004,  n. 311, comprensivo di un
Piano   di   rientro   dai   disavanzi,  sia  ai  fini  del
monitoraggio   dello   stesso,   sia  per  i  provvedimenti
regionali  da sottoporre a preventiva approvazione da parte
del  Ministero della salute e del Ministero dell’economia e
delle  finanze,  sia  per  i  Nuclei  da  realizzarsi nelle
singole   regioni   con  funzioni  consultive  di  supporto
tecnico,  nell’ambito  del  Sistema nazionale di verifica e
controllo  sull’assistenza  sanitaria  di  cui  all’art. 1,
comma 288, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
c) all’art.  1,  comma 174,  della  legge 30 dicembre
2004,  n.  311,  e  successive  modificazioni,  le  parole:
“all’anno  d’imposta  2006” sono sostituite dalle seguenti:
“agli  anni  di imposta 2006 e successivi”. Il procedimento
per l’accertamento delle risultanze contabili regionali, ai
fini  dell’avvio  delle  procedure di cui al citato art. 1,
comma 174,   della   legge  30 dicembre  2004,  n.  311,  e
successive  modificazioni, e’ svolto dal Tavolo tecnico per
la  verifica  degli  adempimenti  di  cui all’art. 12 della
citata intesa 23 marzo 2005;
d) al   fine   di   consentire   in   via  anticipata
l’erogazione del finanziamento a carico dello Stato:
1)  in  deroga  a  quanto  stabilito  dall’art. 13,
comma 6,  del  decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56,
il  Ministero  dell’economia  e delle finanze, per gli anni
2007,  2008 e 2009, e’ autorizzato a concedere alle regioni
a  statuto  ordinario  anticipazioni  con  riferimento alle
somme   indicate  alla  lettera a)  del  presente  comma da
accreditare  sulle  contabilita’ speciali di cui al comma 6
dell’art.  66  della  legge  23 dicembre  2000,  n. 388, in
essere  presso  le tesorerie provinciali dello Stato, nella
misura pari al 97 per cento delle somme dovute alle regioni
a  statuto  ordinario a titolo di finanziamento della quota
indistinta   del   fabbisogno   sanitario,   quale  risulta
dall’intesa  espressa,  ai sensi delle norme vigenti, dalla
ripartizione  delle  disponibilita’ finanziarie complessive
per i medesimi anni;
2)  per  gli  anni  2007, 2008 e 2009, il Ministero
dell’economia  e  delle  finanze e’ autorizzato a concedere
alla  Regione  siciliana anticipazioni nella misura pari al
97  per cento delle somme dovute a tale regione a titolo di
finanziamento   della   quota   indistinta,  quale  risulta
per i medesimi anni, al netto delle entrate proprie e delle
partecipazioni della medesima regione;
3)  alle  regioni  che  abbiano  superato tutti gli
adempimenti  dell’ultima  verifica  effettuata  dal  Tavolo
tecnico  per  la verifica degli adempimenti di cui all’art.
12  della  citata  intesa  23 marzo  2005,  si riconosce la
possibilita’   di   un   incremento  di  detta  percentuale
4)  all’erogazione  dell’ulteriore  3 per cento nei
confronti  delle  singole  regioni  si  provvede  a seguito
dell’esito   positivo   della  verifica  degli  adempimenti
previsti dalla vigente normativa e dalla presente legge;
5)  nelle more dell’intesa espressa, ai sensi delle
norme  vigenti,  dalla Conferenza permanente per i rapporti
di   Bolzano   sulla   ripartizione   delle  disponibilita’
finanziarie  complessive  destinate  al  finanziamento  del
Servizio   sanitario   nazionale,   le  anticipazioni  sono
commisurate  al  livello del finanziamento corrispondente a
quello  previsto dal riparto per l’anno 2006, quale risulta
dall’intesa  espressa  dalla  Conferenza  permanente  per i
Trento  e di Bolzano, e incrementato, a decorrere dall’anno
2008, sulla base del tasso di crescita del prodotto interno
lordo nominale programmato;
6)   sono   autorizzati,  in  sede  di  conguaglio,
eventuali  recuperi  necessari anche a carico delle somme a
qualsiasi  titolo  spettanti  alle regioni per gli esercizi
7)  sono autorizzate, a carico di somme a qualsiasi
titolo  spettanti, le compensazioni degli importi a credito
e  a  debito  di  ciascuna  regione  e  provincia autonoma,
connessi  alla  mobilita’  sanitaria  interregionale di cui
all’art.  12,  comma 3, lettera b), del decreto legislativo
30 dicembre  1992,  n.  502,  e  successive  modificazioni,
nonche’  alla  mobilita’  sanitaria  internazionale  di cui
all’art.  18,  comma 7, dello stesso decreto legislativo n.
502  del  1992,  e  successive  modificazioni.  I  predetti
importi  sono definiti dal Ministero della salute di intesa
e) ai  fini  della  copertura dei disavanzi pregressi
nel   settore   sanitario,   cumulativamente  registrati  e
certificati  fino  all’anno  2005, al netto per l’anno 2005
della  copertura derivante dall’incremento automatico delle
aliquote,   di  cui  all’art.  1,  comma 174,  della  legge
30 dicembre  2004,  n. 311, come da ultimo modificato dalla
lettera c)  del presente comma, per le regioni che, al fine
della  riduzione  strutturale  del disavanzo, sottoscrivono
l’accordo  richiamato  alla  lettera b) del presente comma,
risultano   idonei   criteri   di   copertura  a  carattere
pluriennale   derivanti   da  specifiche  entrate  certe  e
vincolate, in sede di verifica degli adempimenti del Tavolo
12 della citata intesa 23 marzo 2005;
f) per  gli  anni  2007 e seguenti sono confermate le
misure  di  contenimento  della  spesa farmaceutica assunte
dall’Agenzia  italiana  del  farmaco  (AIFA)  ai  fini  del
rispetto  dei  tetti  stabiliti  dall’art. 48, comma 1, del
decreto-legge  30 settembre  2003,  n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, con le
deliberazioni  del  consiglio  di amministrazione n. 34 del
22 dicembre  2005,  n.  18  dell’8 giugno  2006,  n. 21 del
21 giugno  2006,  n.  25  del 20 settembre 2006 e n. 26 del
27 settembre 2006, salvo rideterminazioni delle medesime da
parte  dell’AIFA  stessa  sulla base del monitoraggio degli
andamenti effettivi della spesa;
g) in  riferimento  alla  disposizione  di  cui  alla
lettera f)  del  presente  comma,  per  il periodo 1° marzo
2007-29 febbraio  2008  e  limitatamente  ad  un importo di
manovra  pari  a 807 milioni di euro di cui 583,7 milioni a
carico  delle aziende farmaceutiche, 178,7 milioni a carico
dei farmacisti e 44,6 milioni a carico dei grossisti, sulla
base    di    tabelle    di   equivalenza   degli   effetti
economico-finanziari  per  il Servizio sanitario nazionale,
approvate  dall’AIFA  e  definite per regione e per azienda
farmaceutica,  le  singole  aziende farmaceutiche, entro il
termine  perentorio  del  30 gennaio 2007, possono chiedere
alla medesima AIFA la sospensione, nei confronti di tutti i
propri  farmaci, della misura della ulteriore riduzione del
5  per  cento  dei  prezzi  di  cui  alla deliberazione del
consiglio   di   amministrazione   dell’AIFA   n.   26  del
27 settembre 2006. La richiesta deve essere corredata dalla
contestuale  dichiarazione  di  impegno  al  versamento,  a
favore  delle  regioni  interessate, degli importi indicati
nelle  tabelle  di equivalenza approvate dall’AIFA, secondo
le modalita’ indicate nella presente disposizione normativa
e  nei  provvedimenti  attuativi  dell’AIFA, per un importo
complessivo  equivalente  a  quello  derivante,  a  livello
nazionale,  dalla  riduzione  del  5  cento  dei prezzi dei
propri farmaci. L’AIFA delibera, entro il 10 febbraio 2007,
l’approvazione   della   richiesta  delle  singole  aziende
farmaceutiche  e  dispone, con decorrenza 1° marzo 2007, il
ripristino  dei  prezzi  dei  relativi farmaci in vigore il
30 settembre   2006,   subordinando   tale   ripristino  al
versamento,   da  parte  dell’azienda  farmaceutica,  degli
importi dovuti alle singole regioni in base alle tabelle di
equivalenza,  in tre rate di pari importo da corrispondersi
entro   i   termini  improrogabili  del  20 febbraio  2007,
20 giugno  2007 e 20 settembre 2007. Gli atti che attestano
il versamento alle singole regioni devono essere inviati da
ciascuna  azienda farmaceutica contestualmente all’AIFA, al
Ministero  dell’economia  e  delle  finanze  e al Ministero
della  salute  rispettivamente  entro  il 22 febbraio 2007,
22 giugno    2007   e   22 settembre   2007.   La   mancata
corresponsione, nei termini previsti, a ciascuna regione di
una  rata comporta, per i farmaci dell’azienda farmaceutica
inadempiente, l’automatico ripristino, dal primo giorno del
mese  successivo,  del  prezzo  dei  farmaci  in  vigore il
1° ottobre 2006;
h) in  coerenza con quanto previsto dalla lettera g),
l’AIFA   ridetermina,   in  via  temporanea,  le  quote  di
spettanza dovute al farmacista e al grossista per i farmaci
oggetto  delle misure indicate nella medesima disposizione,
in  modo  tale da assicurare, attraverso la riduzione delle
predette   quote   e  il  corrispondente  incremento  della
percentuale  di  sconto  a  favore  del  Servizio sanitario
nazionale,  una  minore  spesa  dello  stesso  Servizio  di
entita’  pari a 223,3 milioni di euro, di cui 178,7 milioni
a  carico  dei  farmacisti  e  44,6  milioni  a  carico dei
i) in   caso  di  rideterminazione  delle  misure  di
contenimento  della  spesa  farmaceutica ai sensi di quanto
stabilito  nella  parte conclusiva della lettera f), l’AIFA
provvede  alla conseguente rimodulazione delle disposizioni
attuative  di  quanto  previsto  dalle  norme  di  cui alle
lettere g) e h);
l) nei  confronti  delle regioni che abbiano comunque
garantito  la copertura degli eventuali relativi disavanzi,
e’  consentito  l’accesso  agli  importi di cui all’art. 1,
comma 181,  della  legge  30 dicembre  2004,  n.  311,  con
riferimento   alla   spesa  farmaceutica  registrata  negli
esercizi 2005 e 2006 anche alle seguenti condizioni:
1)  con riferimento al superamento del tetto del 13
per  cento,  per  la  spesa  farmaceutica convenzionata, in
assenza del rispetto dell’obbligo regionale di contenimento
della spesa per la quota a proprio carico, con le misure di
cui all’art. 5 del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  16 novembre
2001,  n.  405,  l’avvenuta applicazione, entro la data del
28 febbraio   2007,  nell’ambito  della  procedura  di  cui
all’art.  1,  comma 174,  della  legge 30 dicembre 2004, n.
311,   come  da  ultimo  modificato  dalla  lettera c)  del
presente  comma,  di  una  quota  fissa  per  confezione di
importo  idoneo a garantire l’integrale contenimento del 40
per  cento.  Le  regioni  interessate,  in alternativa alla
predetta  applicazione  di  una quota fissa per confezione,
possono   adottare   anche   diverse  misure  regionali  di
contenimento   della   spesa   farmaceutica  convenzionata,
purche’   di   importo  adeguato  a  garantire  l’integrale
contenimento del 40 per cento, la cui adozione e congruita’
e’  verificata entro il 28 febbraio 2007 dal Tavolo tecnico
di  verifica  degli  adempimenti  di  cui all’art. 12 della
citata  intesa  del 23 marzo 2005, avvalendosi del supporto
tecnico dell’AIFA;
2)  con riferimento al superamento della soglia del
3  per  cento, per la spesa farmaceutica non convenzionata,
in   assenza   del   rispetto   dell’obbligo  regionale  di
contenimento  della  spesa  per  la quota a proprio carico,
l’avvenuta    presentazione,   da   parte   della   regione
interessata,   entro  la  data  del  28 febbraio  2007,  ai
Ministeri  della  salute e dell’economia e delle finanze di
un   Piano   di   contenimento   della  spesa  farmaceutica
ospedaliera,  che  contenga interventi diretti al controllo
dei    farmaci   innovativi,   al   monitoraggio   dell’uso
appropriato degli stessi e degli appalti per l’acquisto dei
farmaci,   la   cui   idoneita’   deve   essere  verificata
congiuntamente    nell’ambito   del   Comitato   paritetico
permanente  per  la  verifica  dell’erogazione  dei livelli
essenziali  di  assistenza  e  del  Tavolo  tecnico  per la
verifica  degli  adempimenti  di  cui  alla  citata  intesa
23 marzo 2005;
m) all’art.  1,  comma 28,  della  legge  23 dicembre
1996, n. 662, sono apportate le seguenti modificazioni:
1)  il  secondo periodo e’ sostituito dal seguente:
“I  percorsi  diagnostico-terapeutici sono costituiti dalle
linee-guida  di  cui  all’art. 1, comma 283, terzo periodo,
della  legge  23 dicembre 2005, n. 266, nonche’ da percorsi
definiti   ed   adeguati  periodicamente  con  decreto  del
Ministro  della  salute,  previa  intesa  con la Conferenza
province  autonome  di Trento e di Bolzano, su proposta del
Comitato  strategico  del Sistema nazionale linee-guida, di
cui  al  decreto  del Ministro della salute 30 giugno 2004,
integrato  da un rappresentante della Federazione nazionale
degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri”;
2)  al terzo periodo, le parole: “Il Ministro della
sanita’” sono sostituite dalle seguenti: “Il Ministro della
salute,  di  concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze,”  e dopo le parole: “di Trento e di Bolzano,” sono
inserite le seguenti: “entro il 31 marzo 2007,”;
n) ai fini del programma pluriennale di interventi in
materia  di  ristrutturazione  edilizia e di ammodernamento
tecnologico,  l’importo  fissato  dall’art.  20 della legge
11 marzo  1988,  n.  67,  e  successive modificazioni, come
rideterminato    dall’art.   83,   comma 3,   della   legge
23 dicembre 2000, n. 388, e’ elevato a 23 miliardi di euro,
fermo   restando,  per  la  sottoscrizione  di  accordi  di
programma  con  le regioni e l’assegnazione di risorse agli
altri  enti  del  settore  sanitario interessati, il limite
annualmente  definito in base alle effettive disponibilita’
di  bilancio.  Il  maggior  importo  di  cui  alla presente
lettera   e’   vincolato   per  100  milioni  di  euro  per
l’esecuzione  di  un programma pluriennale di interventi in
tecnologico  del patrimonio sanitario pubblico, finalizzato
al  potenziamento delle “unita’ di risveglio dal coma”; per
7   milioni  di  euro  per  l’esecuzione  di  un  programma
pluriennale  di  interventi  in materia di ristrutturazione
edilizia  e  di  ammodernamento  tecnologico del patrimonio
sanitario  pubblico,  destinati  al  potenziamento  e  alla
creazione  di  unita’ di terapia intensiva neonatale (TIN);
per  3  milioni  di  euro  per l’esecuzione di un programma
pluriennale  di  interventi  in  materia  di ammodernamento
tecnologico  del  patrimonio  sanitario pubblico, destinati
all’acquisto  di  nuove  metodiche analitiche, basate sulla
spettrometria  di  “massa tandem”, per effettuare screening
neonatali  allargati, per patologie metaboliche ereditarie,
per la cui terapia esistono evidenze scientifiche efficaci;
per 500 milioni di euro alla riqualificazione strutturale e
tecnologica   dei   servizi   di   radiodiagnostica   e  di
radioterapia   di   interesse  oncologico  con  prioritario
riferimento  alle  regioni meridionali ed insulari, per 150
milioni  di  euro  ad  interventi  per  la realizzazione di
strutture  residenziali  e l’acquisizione di tecnologie per
gli  interventi territoriali dedicati alle cure palliative,
ivi  comprese  quelle  relative alle patologie degenerative
neurologiche    croniche    invalidanti   con   prioritario
riferimento   alle   regioni   che  abbiano  completato  il
programma  realizzativo  di  cui  all’art.  1, comma 1, del
decreto-legge  28 dicembre  1998,  n.  450, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 26 febbraio 1999, n. 39, e che
abbiano  avviato  programmi  di  assistenza domiciliare nel
campo  delle  cure  palliative,  per  100  milioni  di euro
all’implementazione   e   all’ammodernamento   dei  sistemi
informatici   delle  aziende  sanitarie  ed  ospedaliere  e
all’integrazione  dei  medesimi  con  i sistemi informativi
sanitari  delle  regioni  e  per  100  milioni  di euro per
strutture di assistenza odontoiatrica. Nella sottoscrizione
di  accordi  di programma con le regioni, e’ data, inoltre,
priorita’  agli  interventi  relativi  ai  seguenti settori
assistenziali,    tenuto   conto   delle   esigenze   della
programmazione    sanitaria    nazionale    e    regionale:
realizzazione    di   strutture   sanitarie   territoriali,
residenziali e semiresidenziali. Il Ministero della salute,
attraverso  la  valutazione  preventiva  dei  programmi  di
investimento  e  il  monitoraggio  della  loro  attuazione,
assicura   il   raggiungimento   dei   predetti   obiettivi
prioritari,  verificando  nella programmazione regionale la
copertura   del  fabbisogno  relativo  anche  attraverso  i
precedenti  programmi  di  investimento.  Il riparto fra le
regioni  del  maggiore importo di cui alla presente lettera
e’  effettuato con riferimento alla valutazione dei bisogni
relativi ai seguenti criteri e linee prioritarie:
1)  innovazione  tecnologica  delle  strutture  del
Servizio  sanitario  nazionale, con particolare riferimento
alla  diagnosi  e  terapia nel campo dell’oncologia e delle
3)  possibilita’  per  le  regioni che abbiano gia’
realizzato  la  programmazione pluriennale, di attivare una
programmazione aggiuntiva;
4) messa a norma delle strutture pubbliche ai sensi
dell’atto  di  indirizzo  e coordinamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, pubblicato
nel  supplemento ordinario n. 37 alla Gazzetta Ufficiale n.
42 del 20 febbraio 1997;
5)  premialita’  per  le  regioni  sulla base della
tempestivita’   e   della   qualita’   di   interventi   di
ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico gia’
eseguiti per una quota pari al 10 per cento;
o) fatto   salvo   quanto   previsto  in  materia  di
aggiornamento  dei  tariffari  delle  prestazioni sanitarie
dall’art.   1,   comma 170,  quarto  periodo,  della  legge
30 dicembre  2004,  n.  311, come modificato dalla presente
lettera,  a  partire  dalla data di entrata in vigore della
presente  legge  le  strutture private accreditate, ai fini
della  remunerazione  delle  prestazioni rese per conto del
Servizio  sanitario nazionale, praticano uno sconto pari al
2  per  cento  degli  importi  indicati  per le prestazioni
specialistiche  dal  decreto  del  Ministro  della  sanita’
22 luglio 1996, pubblicato nel supplemento ordinario n. 150
alla  Gazzetta  Ufficiale  n.  216 del 14 settembre 1996, e
pari  al  20  per  cento  degli  importi  indicati  per  le
prestazioni  di  diagnostica  di  laboratorio  dal medesimo
decreto.  Fermo  restando  il  predetto  sconto, le regioni
provvedono,  entro  il  28 febbraio  2007,  ad approvare un
piano   di  riorganizzazione  della  rete  delle  strutture
pubbliche   e   private  accreditate  eroganti  prestazioni
specialistiche  e  di  diagnostica  di laboratorio, al fine
dell’adeguamento   degli   standard   organizzativi   e  di
personale   coerenti   con   i   processi   di   incremento
dell’efficienza  resi  possibili  dal  ricorso  a metodiche
automatizzate.   All’art.   1,   comma 170,   della   legge
30 dicembre  2004,  n.  311,  sono  aggiunte,  in  fine, le
seguenti  parole:  “, sentite le societa’ scientifiche e le
associazioni di categoria interessate”;
p) a   decorrere   dal   1° gennaio   2007,   per  le
prestazioni  di  assistenza specialistica ambulatoriale gli
assistiti  non  esentati  dalla  quota di partecipazione al
costo  sono  tenuti  al  pagamento di una quota fissa sulla
ricetta  pari  a  10  euro.  Per  le prestazioni erogate in
regime  di  pronto  soccorso  ospedaliero  non  seguite  da
ricovero, la cui condizione e’ stata codificata come codice
bianco, ad eccezione di quelli afferenti al pronto soccorso
a  seguito  di  traumatismi  ed  avvelenamenti  acuti,  gli
assistiti  non esenti sono tenuti al pagamento di una quota
fissa  pari  a  25  euro. La quota fissa per le prestazioni
erogate  in  regime  di  pronto  soccorso non e’, comunque,
dovuta  dagli  assistiti  non esenti di eta’ inferiore a 14
anni.   Sono  fatte  salve  le  disposizioni  eventualmente
assunte dalle regioni che, per l’accesso al pronto soccorso
ospedaliero,  pongono  a  carico degli assistiti oneri piu’
elevati;
p-bis) per le prestazioni di assistenza specialistica
ambulatoriale,  di  cui  al primo periodo della lettera p),
fermo  restando  l’importo di manovra pari a 811 milioni di
euro per l’anno 2007, 834 milioni di euro per l’anno 2008 e
834 milioni di euro per l’anno 2009, le regioni, sulla base
della  stima  degli effetti della complessiva manovra nelle
singole  regioni,  definita  dal  Ministero della salute di
anziche’  applicare  la quota fissa sulla ricetta pari a 10
euro, possono alternativamente:
1) adottare altre misure di partecipazione al costo
delle prestazioni sanitarie, la cui entrata in vigore nella
regione  interessata e’ subordinata alla certificazione del
loro   effetto   di   equivalenza   per   il   mantenimento
dell’equilibrio  economico-finanziario  e  per il controllo
dell’appropriatezza,  da  parte  del  Tavolo tecnico per la
verifica  degli  adempimenti di cui all’art. 12 dell’intesa
Stato-Regioni del 23 marzo 2005;
2)  stipulare  con  il  Ministero della salute e il
Ministero  dell’economia  e delle finanze un accordo per la
definizione  di  altre  misure  di  partecipazione al costo
delle  prestazioni  sanitarie, equivalenti sotto il profilo
del  mantenimento  dell’equilibrio  economico-finanziario e
del  controllo  dell’appropriatezza.  Le misure individuate
dall’accordo  si  applicano,  nella  regione interessata, a
decorrere dal giorno successivo alla data di sottoscrizione
q) all’art.  1,  comma 292,  della  legge 23 dicembre
2005, n. 266, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:
“a) con le procedure di cui all’art. 54 della legge
27 dicembre 2002, n. 289, si provvede, entro il 28 febbraio
2007,  alla  modificazione degli allegati al citato decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001,
e  successive  modificazioni,  di  definizione  dei livelli
essenziali   di  assistenza,  finalizzata  all’inserimento,
nell’elenco     delle    prestazioni    di    specialistica
ambulatoriale,  di  prestazioni  gia’  erogate in regime di
ricovero   ospedaliero,   nonche’   alla   integrazione   e
modificazione   delle   soglie  di  appropriatezza  per  le
prestazioni  di  ricovero ospedaliero in regime di ricovero
ordinario diurno”;
r) a  decorrere  dal  1° gennaio  2007,  i cittadini,
anche  se esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria,
che  non  abbiano  ritirato  i  risultati di visite o esami
diagnostici  e  di laboratorio sono tenuti al pagamento per
intero  della  prestazione usufruita, con le modalita’ piu’
idonee   al  recupero  delle  somme  dovute  stabilite  dai
provvedimenti regionali;
s) a   decorrere   dal  1° gennaio  2008,  cessano  i
transitori  accreditamenti  delle  strutture  private  gia’
convenzionate,  ai  sensi dell’art. 6, comma 6, della legge
23 dicembre  1994, n. 724, non confermati da accreditamenti
provvisori   o   definitivi  disposti  ai  sensi  dell’art.
8-quater “del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
e successive modificazioni”;
t) le  regioni  provvedono  ad adottare provvedimenti
finalizzati a garantire che dal 1° gennaio 2010 cessino gli
accreditamenti  provvisori  delle strutture private, di cui
all’art.   8-quater,   comma 7,   del  decreto  legislativo
30 dicembre    1992,   n.   502,   non   confermati   dagli
accreditamenti   definitivi   di   cui  all’art.  8-quater,
comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 502 del 1992;
u) le  regioni  provvedono  ad adottare provvedimenti
finalizzati  a  garantire  che,  a decorrere dal 1° gennaio
2008,  non possano essere concessi nuovi accreditamenti, ai
sensi    dell’art.   8-quater   del   decreto   legislativo
30 dicembre  1992,  n.  502, e successive modificazioni, in
assenza  di  un  provvedimento  regionale di ricognizione e
conseguente   determinazione,  ai  sensi  del  comma 8  del
medesimo  art.  8-quater del decreto legislativo n. 502 del
1992.  Il  provvedimento  di  ricognizione  e’ trasmesso al
Comitato    paritetico    permanente    per   la   verifica
dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza di cui
all’art.  9  della  citata  intesa  23 marzo  2005.  Per le
regioni   impegnate   nei   piani   di   rientro   previsti
dall’accordo di cui alla lettera b), le date del 1° gennaio
2008  di  cui  alla presente lettera e alla lettera s) sono
anticipate  al  1° luglio  2007  limitatamente alle regioni
nelle  quali  entro il 31 maggio 2007 non si sia provveduto
ad  adottare  o ad aggiornare, adeguandoli alle esigenze di
riduzione strutturale dei disavanzi, i provvedimenti di cui
all’art.  8-quinquies,  commi 1  e  2,  del  citato decreto
legislativo   30 dicembre   1992,   n.  502,  e  successive
v) il   Ministero  della  salute,  avvalendosi  della
Commissione   unica   sui   dispositivi   medici   e  della
collaborazione  istituzionale  dell’Agenzia  per  i servizi
sanitari  regionali,  individua,  entro il 31 gennaio 2007,
tipologie   di   dispositivi   per   il   cui  acquisto  la
corrispondente  spesa  superi  il  50 per cento della spesa
complessiva   dei  dispositivi  medici  registrata  per  il
Servizio   sanitario   nazionale.   Fermo  restando  quanto
previsto  dal  comma 5 dell’art. 57 della legge 27 dicembre
2002,  n.  289,  e  dal  numero  2)  della  lettera a)  del
comma 409 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
entro  il  30 aprile  2007,  con decreto del Ministro della
finanze,  di  intesa  con  la  Conferenza  permanente per i
Trento   e   di   Bolzano,  sono  stabiliti  i  prezzi  dei
dispositivi individuati ai sensi della presente lettera, da
assumere,  con  decorrenza  dal  1° maggio  2007, come base
d’asta per le forniture del Servizio sanitario nazionale. I
prezzi  sono  stabiliti tenendo conto dei piu’ bassi prezzi
unitari   di  acquisto  da  parte  del  Servizio  sanitario
nazionale  risultanti  dalle informazioni in possesso degli
osservatori   esistenti   e   di  quelle  rese  disponibili
dall’ottemperanza  al disposto del successivo periodo della
presente   lettera.  Entro  il  15 marzo  2007  le  regioni
trasmettono  al Ministero della salute – Direzione generale
dei  farmaci e dei dispositivi medici, anche per il tramite
dell’Agenzia  per  i  servizi  sanitari regionali, i prezzi
unitari  corrisposti  dalle aziende sanitarie nel corso del
biennio  2005-2006;  entro  la  stessa  data le aziende che
producono  o  commercializzano in Italia dispositivi medici
trasmettono alla predetta Direzione generale, sulla base di
criteri  stabiliti con decreto del Ministro della salute, i
prezzi  unitari  relativi  alle  forniture  effettuate alle
aziende  sanitarie  nel  corso  del medesimo biennio. Nelle
gare  in cui la fornitura di dispositivi medici e’ parte di
una  piu’  ampia  fornitura  di beni e servizi, l’offerente
deve  indicare  in  modo  specifico  il  prezzo unitario di
ciascun  dispositivo  e i dati identificativi dello stesso.
Il  Ministero  della  salute, avvalendosi della Commissione
unica   sui   dispositivi  medici  e  della  collaborazione
istituzionale   dell’Istituto   superiore   di   sanita’  e
dell’Agenzia  per i servizi sanitari regionali, promuove la
realizzazione, sulla base di una programmazione annuale, di
studi   sull’appropriatezza   dell’impiego   di  specifiche
tipologie    di    dispositivi   medici,   anche   mediante
comparazione  dei  costi rispetto ad ipotesi alternative. I
risultati degli studi sono pubblicati sul sito Internet del
z) la  disposizione  di  cui all’art. 3, comma 2, del
decreto-legge  17 febbraio  1998,  n.  23,  convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  8 aprile  1998, n. 94, non e’
applicabile  al  ricorso  a terapie farmacologiche a carico
del  Servizio  sanitario  nazionale,  che,  nell’ambito dei
presidi  ospedalieri  o  di  altre  strutture  e interventi
sanitari,  assuma  carattere  diffuso  e  sistematico  e si
configuri,  al  di fuori delle condizioni di autorizzazione
all’immissione  in commercio, quale alternativa terapeutica
rivolta  a  pazienti  portatori  di  patologie per le quali
risultino autorizzati farmaci recanti specifica indicazione
al  trattamento.  Il  ricorso  a tali terapie e’ consentito
solo   nell’ambito   delle   sperimentazioni  cliniche  dei
medicinali di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003, n.
211,   e  successive  modificazioni.  In  caso  di  ricorso
improprio  si  applicano le disposizioni di cui all’art. 3,
commi 4  e 5, del citato decreto-legge 17 febbraio 1998, n.
23,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 8 aprile
1998,  n.  94.  Le  regioni provvedono ad adottare entro il
28 febbraio  2007  disposizioni  per  le  aziende sanitarie
locali,   per   le  aziende  ospedaliere,  per  le  aziende
ospedaliere  universitarie e per gli Istituti di ricovero e
cura  a carattere scientifico volte alla individuazione dei
responsabili    dei    procedimenti    applicativi    delle
disposizioni  di  cui alla presente lettera, anche sotto il
profilo  della  responsabilita’  amministrativa  per  danno
erariale.  Fino  alla  data  di  entrata  in  vigore  delle
disposizioni  regionali  di cui alla presente lettera, tale
responsabilita’  e’ attribuita al direttore sanitario delle
aziende  sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, delle
aziende  ospedaliere  universitarie  e  degli  Istituti  di
ricovero e cura a carattere scientifico.».
– Si  riporta  il  testo  dell’art. 174 del gia’ citato
decreto legislativo n. 267 del 2000:
«Art. 174 (Predisposizione ed approvazione del bilancio
e dei suoi allegati). – 1. Lo schema di bilancio annuale di
previsione,  la relazione previsionale e programmatica e lo
schema di bilancio pluriennale sono predisposti dall’organo
esecutivo  e  da  questo  presentati  all’organo consiliare
unitamente  agli  allegati ed alla relazione dell’organo di
2. Il regolamento di contabilita’ dell’ente prevede per
tali  adempimenti  un  congruo  termine,  nonche’ i termini
entro i quali possono essere presentati da parte dei membri
dell’organo  consiliare emendamenti agli schemi di bilancio
predisposti dall’organo esecutivo.
3.  Il  bilancio  annuale  di  previsione e’ deliberato
dall’organo  consiliare entro il termine previsto dall’art.
151.  La  relativa  deliberazione  ed  i  documenti ad essa
allegati sono trasmessi dal segretario dell’ente all’organo
4.  Il  termine  per  l’esame  del  bilancio  da  parte
dell’organo regionale di controllo, previsto dall’art. 134,
decorre dal ricevimento.».
– Si  riporta  il  testo  dei commi 669, 670, 671, 672,
691,  692  e 693 dell’art. 1 della gia’ citata legge n. 296
«669.   In  caso  di  mancato  rispetto  del  patto  di
stabilita’  interno relativo agli anni 2007-2009, accertato
con  le  procedure di cui ai commi 667 e 668, il Presidente
del  Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’art. 8, comma 1,
della  legge  5 giugno  2003,  n. 131, diffida la regione o
provincia  autonoma  ad  adottare i necessari provvedimenti
entro   il  31 maggio  dell’anno  successivo  a  quello  di
riferimento.  Detti  provvedimenti devono essere comunicati
al  Ministero  dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della  Ragioneria  generale  dello Stato, entro la medesima
data,  con  le  modalita’  definite  dal  decreto di cui al
comma 666.  Qualora l’ente non adempia, il presidente della
regione,  in  qualita’ di commissario ad acta, adotta entro
il  30 giugno  i  necessari provvedimenti che devono essere
comunicati,   entro   la   medesima  data,  con  le  stesse
modalita’.   Allo   scopo  di  assicurare  al  contribuente
l’informazione necessaria per il corretto adempimento degli
obblighi  tributari,  il  Ministero  dell’economia  e delle
finanze  –  Dipartimento  della  Ragioneria  generale dello
Stato, cura la pubblicazione sul sito informatico di cui al
comma 666 degli elenchi contenenti le regioni e le province
autonome  che  non  hanno rispettato il patto di stabilita’
interno,   di   quelle   che   hanno   adottato   opportuni
provvedimenti e di quelle per le quali i commissari ad acta
non hanno inviato la prescritta comunicazione.».
«670.  Decorso  inutilmente  il  termine  del 30 giugno
previsto  dal  comma 669,  nella  regione o nella provincia
autonoma interessata, con riferimento all’anno in corso, si
applica automaticamente:
a) l’imposta     regionale    sulla    benzina    per
autotrazione,  di  cui  all’art. 17 del decreto legislativo
21 dicembre  1990, n. 398, nella misura di euro 0,0258, con
efficacia dal 15 luglio;
b) la  tassa  automobilistica,  di cui al titolo III,
capo  I,  del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,
con   l’aumento   di  5  punti  percentuali  delle  tariffe
vigenti.».
«671.  Nelle  regioni  e nelle province autonome in cui
l’imposta  regionale  sulla benzina e’ gia’ in vigore nella
misura  massima prevista dalla legge si applica l’ulteriore
aumento di euro 0,0129.».
«672.  Scaduto il termine del 30 giugno i provvedimenti
del  commissario  ad  acta  non  possono avere ad oggetto i
tributi di cui ai commi 670 e 671.»
«691.   In  caso  di  mancato  rispetto  del  patto  di
stabilita’  interno,  accertato  con la procedura di cui al
comma 686   del   presente   articolo,  il  Presidente  del
Consiglio  dei  Ministri,  ai  sensi  dell’art. 8, comma 1,
della  legge 5 giugno 2003, n. 131, diffida gli enti locali
ad  adottare  i  necessari provvedimenti entro il 31 maggio
dell’anno   successivo   a  quello  di  riferimento.  Detti
provvedimenti   devono   essere   comunicati  al  Ministero
Ragioneria  generale  dello  Stato, entro la medesima data,
con  le modalita’ definite dal decreto di cui al comma 685.
Qualora  i  suddetti  enti  non  adempiano, il sindaco o il
presidente  della  provincia,  in qualita’ di commissari ad
acta,    adottano    entro   il   30 giugno   i   necessari
provvedimenti,  che  devono  essere  comunicati,  entro  la
medesima data, con le modalita’ indicate dal decreto di cui
al  comma 685.  Allo  scopo  di  assicurare al contribuente
Stato  cura la pubblicazione sul sito informatico di cui al
comma 685  degli elenchi contenenti gli enti locali che non
hanno  rispettato il patto di stabilita’ interno, di quelli
che  hanno  adottato  opportuni  provvedimenti  nonche’  di
quelli  per  i quali i commissari ad acta non hanno inviato
la prescritta comunicazione.».
«692.  Decorso  inutilmente  il  termine  del 30 giugno
previsto dal comma 691:
a) nei comuni interessati, con riferimento al periodo
di  imposta  in  corso, i contribuenti tenuti al versamento
dell’addizionale  comunale  all’imposta  sul  reddito delle
persone  fisiche calcolano l’imposta maggiorando l’aliquota
vigente nei comuni stessi dello 0,3 per cento;
b) nelle  province  interessate,  con  riferimento al
periodo  di  imposta  in  corso,  l’imposta  provinciale di
trascrizione, per i pagamenti effettuati a decorrere dal 1°
luglio,  e’ calcolata applicando un aumento del 5 per cento
sulla tariffa vigente nelle province stesse.».
«693.  Scaduto il termine del 30 giugno i provvedimenti
tributi di cui al comma 692.».
– Si  riporta  il  testo  del comma 4 dell’art. 3 della
legge  14 gennaio  1994, n. 20, (Disposizioni in materia di
giurisdizione  e  controllo  della  Corte  dei  conti) come
modificato  dall’art.  3, comma 65, della legge 24 dicembre
2007, n. 244:
«4.  La  Corte  dei  conti  svolge,  anche  in corso di
bilancio  e del patrimonio delle amministrazioni pubbliche,
nonche’  sulle  gestioni  fuori  bilancio  e  sui  fondi di
provenienza  comunitaria,  verificando la legittimita’ e la
regolarita’  delle  gestioni,  nonche’ il funzionamento dei
anche  in base all’esito di altri controlli, la rispondenza
dei  risultati dell’attivita’ amministrativa agli obiettivi
stabiliti  dalla  legge,  valutando comparativamente costi,
modi  e tempi dello svolgimento dell’azione amministrativa.
La  Corte  definisce annualmente i programmi e i criteri di
riferimento   del  controllo  sulla  base  delle  priorita’
parlamentari  a  norma  dei  rispettivi  regolamenti, anche
tenendo  conto, ai fini di referto per il coordinamento del
sistema  di finanza pubblica, delle relazioni redatte dagli
organi,  collegiali  o monocratici, che esercitano funzioni
autorita’   amministrative   indipendenti   o   societa’  a
prevalente capitale pubblico.».
Misure sperimentali per l’incremento
della produttivita’ del lavoro
1.  Salva  espressa  rinuncia scritta del prestatore di lavoro, nel
periodo  dal  1° luglio 2008 al 31 dicembre 2008, sono soggetti a una
imposta  sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e
a)  per prestazioni di lavoro straordinario, ai sensi del decreto
rese  in  funzione  di  clausole  elastiche  effettuate  nel  periodo
suddetto  e  con  esclusivo riferimento a contratti di lavoro a tempo
c)  in  relazione  a  incrementi di produttivita’, innovazione ed
efficienza   organizzativa  e  altri  elementi  di  competitivita’  e
2.  I  redditi  di  cui al comma 1 non concorrono ai fini fiscali e
della  determinazione  della  situazione  economica  equivalente alla
formazione  del  reddito complessivo del percipiente o del suo nucleo
familiare  entro  il  limite  massimo  di  3.000 euro. Resta fermo il
computo  dei  predetti  redditi ai fini dell’accesso alle prestazioni
previdenziali  e  assistenziali,  salve  restando  le  prestazioni in
3.  L’imposta  sostitutiva e’ applicata dal sostituto d’imposta. Se
quest’ultimo  non  e’  lo  stesso che ha rilasciato la certificazione
unica  dei  redditi per il 2007, il beneficiario attesta per iscritto
l’importo  del  reddito  da lavoro dipendente conseguito nel medesimo
4.   Per   l’accertamento,   la   riscossione,  le  sanzioni  e  il
contenzioso,  si  applicano,  in  quanto  compatibili,  le  ordinarie
5.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi da  1  a  4  hanno  natura
sperimentale  e  trovano  applicazione  con  esclusivo riferimento al
settore  privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non
superiore,  nell’anno  2007,  a  30.000 euro. Trenta giorni prima del
delle  politiche sociali procede, con le organizzazioni sindacali dei
datori   e   dei   prestatori   di   lavoro   comparativamente   piu’
rappresentative  sul  piano  nazionale,  a una verifica degli effetti
delle  disposizioni  in esso contenute. Alla verifica partecipa anche
il  Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, al fine
di  valutare  l’eventuale  estensione del provvedimento ai dipendenti
delle  amministrazioni  pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del
decreto   legislativo   30 marzo   2001,   n.   165,   e   successive
6.  Nell’articolo 51,  comma 2,  del  testo unico delle imposte sui
–  Il  decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 recante
«Attuazione  della  direttiva  93/104/CE  e della direttiva
2000/34/CE  concernenti  taluni aspetti dell’organizzazione
dell’orario   di   lavoro»  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
– Si  riporta  il  testo  del  comma 2  dell’art. 1 del
modificazioni  (Norme  generali sull’ordinamento del lavoro
alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche):
amministrazioni  dello  Stato,  ivi compresi gli istituti e
scuole  di  ogni ordine e grado e le istituzioni educative,
le  aziende  ed  amministrazioni dello Stato ad ordinamento
autonomo,  le  Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita’
montane,  e  loro  consorzi  e associazioni, le istituzioni
universitarie,  gli  Istituti  autonomi  case  popolari, le
loro  associazioni,  tutti  gli enti pubblici non economici
l’Agenzia  per  la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni  (ARAN)  e  le  Agenzie  di  cui al decreto
– Si  riporta  il  testo  del  comma 2 dell’art. 51 del
n.  917  (Approvazione  del  testo  unico delle imposte sui
redditi), come modificato dalla presente legge:
«2. Non concorrono a formare il reddito:
a) i contributi previdenziali e assistenziali versati
dal  datore  di  lavoro  o dal lavoratore in ottemperanza a
disposizioni di legge; i contributi di assistenza sanitaria
versati  dal  datore  di  lavoro o dal lavoratore ad enti o
casse   aventi   esclusivamente   fine   assistenziale   in
conformita’  a  disposizioni di contratto o di accordo o di
regolamento   aziendale,   che   operino  negli  ambiti  di
intervento  stabiliti  con  il  decreto  del Ministro della
salute  di cui all’art. 10, comma 1, lettera e-ter), per un
importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai
fini  del  calcolo del predetto limite si tiene conto anche
dei  contributi  di  assistenza  sanitaria versati ai sensi
dell’art. 10, comma 1, lettera e-ter);
c) le  somministrazioni  di vitto da parte del datore
di lavoro, nonche’ quelle in mense organizzate direttamente
dal   datore   di  lavoro  o  gestite  da  terzi,  o,  fino
all’importo  complessivo  giornaliero  di  lire  10.240, le
prestazioni  e  le  indennita’ sostitutive corrisposte agli
addetti  ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a
carattere temporaneo o ad unita’ produttive ubicate in zone
dove manchino strutture o servizi di ristorazione;
d) le  prestazioni di servizi di trasporto collettivo
alla  generalita’  o  a  categorie  di dipendenti; anche se
affidate   a  terzi  ivi  compresi  gli  esercenti  servizi
e) i  compensi  reversibili  di  cui  alle lettere b)
ed f) del comma 1 dell’art. 50;
f) l’utilizzazione  delle  opere e dei servizi di cui
al  comma 1  dell’art.  100  da  parte dei dipendenti e dei
soggetti indicati nell’art. 12;
f-bis)  le  somme  erogate  dal datore di lavoro alla
generalita’  dei dipendenti o a categorie di dipendenti per
frequenza  di  asili  nido e di colonie climatiche da parte
dei  familiari  indicati nell’art. 12, nonche’ per borse di
studio a favore dei medesimi familiari;
g) il  valore  delle  azioni offerte alla generalita’
dei    dipendenti    per    un    importo   non   superiore
complessivamente  nel periodo d’imposta a lire 4 milioni, a
condizione   che  non  siano  riacquistate  dalla  societa’
emittente  o  dal  datore di lavoro o comunque cedute prima
che  siano  trascorsi  almeno  tre  anni  dalla percezione;
qualora  le azioni siano cedute prima del predetto termine,
l’importo  che  non  ha  concorso  a  formare il reddito al
momento  dell’acquisto  e’  assoggettato  a  tassazione nel
periodo d’imposta in cui avviene la cessione;
g-bis)  la  differenza  tra il valore delle azioni al
momento  dell’assegnazione  e  l’ammontare  corrisposto dal
dipendente,  a  condizione  che  il  predetto ammontare sia
almeno  pari  al  valore  delle  azioni  stesse  alla  data
dell’offerta;  se  le  partecipazioni, i titoli o i diritti
posseduti  dal  dipendente rappresentano una percentuale di
diritti  di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria o di
partecipazione  al capitale o al patrimonio superiore al 10
per  cento,  la  predetta  differenza concorre in ogni caso
interamente a formare il reddito;
h) le somme trattenute al dipendente per oneri di cui
all’art.  10  e  alle  condizioni  ivi previste, nonche’ le
erogazioni effettuate dal datore di lavoro in conformita’ a
contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali a
fronte  delle  spese  sanitarie di cui allo stesso art. 10,
comma 1,  lettera b).  Gli  importi delle predette somme ed
erogazioni devono essere attestate dal datore di lavoro;
i) le  mance  percepite dagli impiegati tecnici delle
case  da  gioco  (croupiers) direttamente o per effetto del
riparto a cura di appositi organismi costituiti all’interno
dell’impresa  nella  misura del 25 per cento dell’ammontare
percepito nel periodo d’imposta;
i-bis)    le    quote   di   retribuzione   derivanti
dall’esercizio,  da parte del lavoratore, della facolta’ di
rinuncia  all’accredito contributivo presso l’assicurazione
generale  obbligatoria per l’invalidita’, la vecchiaia ed i
scadenza  utile  per  il  pensionamento di anzianita’, dopo
aver   maturato  i  requisiti  minimi  secondo  la  vigente
normativa.».
1.  Il  Ministero  dell’economia  e  delle finanze e l’Associazione
bancaria  italiana definiscono con apposita convenzione, da stipulare
entro  trenta  giorni  dalla  data  di entrata in vigore del presente
decreto,  aperta  all’adesione  delle  banche  e  degli  intermediari
finanziari  ai sensi dell’articolo 106 del testo unico delle leggi in
materia   bancaria  e  creditizia,  di  cui  al  decreto  legislativo
1° settembre   1993,   n.   385,   le   modalita’  ed  i  criteri  di
rinegoziazione,  anche in deroga, laddove fosse applicabile, a quanto
stabilito  ai  sensi  dell’articolo 120,  comma 2, del citato decreto
legislativo  n.  385  del 1993, dei mutui a tasso variabile stipulati
per  l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione
principale  anteriormente alla data di entrata in vigore del presente
decreto.  (( Al fine di favorire una maggiore concorrenza nel mercato
a   vantaggio  dei  mutuatari,  nella  convenzione  e’  espressamente
prevista  la  possibilita’  che  le singole banche aderenti adottino,
dandone   puntuale  informazione  ai  clienti,  eventuali  condizioni
migliorative  rispetto  a  quanto  previsto ai commi 2 e seguenti del
presente  articolo,  ferma  restando  l’opzione  di  portabilita’ del
mutuo, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n.
7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e
successive modificazioni. )).
2.  La rinegoziazione assicura la riduzione dell’importo delle rate
del  mutuo  ad  un  ammontare pari a quello della rata che si ottiene
applicando  all’importo  originario  del  mutuo il tasso di interesse
come  risultante  dalla media aritmetica dei tassi applicati ai sensi
del  contratto  nell’anno  2006. L’importo della rata cosi’ calcolato
3.  La  differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano
di   ammortamento   originariamente   previsto  e  quello  risultante
dall’atto   di  rinegoziazione  e’  addebitata  su  di  un  conto  di
finanziamento  accessorio  regolato  al  tasso che si ottiene in base
all’IRS  a  dieci  anni, alla data di rinegoziazione, (( maggiorabile
fino ad un massimo )) di uno spread dello 0,50 (( annuo. )).
la  differenza  tra  l’importo  della rata dovuta secondo il piano di
ammortamento  originariamente  previsto e quello risultante dall’atto
di   rinegoziazione  generi  saldi  a  favore  del  mutuatario,  tale
differenza  e’  imputata  a  credito  del  mutuatario  sul  conto  di
finanziamento  accessorio.  Qualora  il  debito  del conto accessorio
risulti  interamente  rimborsato  l’ammortamento  del  mutuo ha luogo
5.  L’eventuale  debito risultante dal conto accessorio, alla data
di  originaria  scadenza  del  mutuo, e’ rimborsato dal cliente sulla
base  di  rate  costanti il cui importo e’ uguale all’ammontare della
rata  risultante  dalla  rinegoziazione e l’ammortamento e’ calcolato
sulla  base  dello stesso tasso a cui e’ regolato il conto accessorio
purche’ piu’ favorevole al cliente.
((    6.  Le  garanzie  gia’  iscritte  a fronte del mutuo oggetto di
al  decreto  legislativo  1° settembre  1993,  n.  385.  La  presente
del mutuo oggetto dell’operazione di cartolarizzazione. )).
7.  Le banche e gli intermediari finanziari di cui all’articolo 106
del   decreto  legislativo  n.  385  del  1993  che  aderiscono  alla
convenzione  di  cui  al  comma 1  formulano  ai clienti interessati,
secondo  le  modalita’ definite nella stessa convenzione, la proposta
di  rinegoziazione entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto.  L’accettazione  della  proposta e’ comunicata dal
mutuatario  alla banca o all’intermediario finanziario entro tre mesi
dalla  comunicazione  della  proposta  stessa.  La rinegoziazione del
e  tasse  di  alcun  genere  e  per esse le banche e gli intermediari
((     8-bis.  Le  disposizioni del presente articolo sono derogabili
solo in senso piu’ favorevole al mutuatario. )).
– Si   riporta  il  testo  dell’art.  106  del  decreto
legislativo  1° settembre  1993,  n. 385 (Testo unico delle
«Art.  106 (Elenco  generale).  –  1.  L’esercizio  nei
confronti  del  pubblico  delle  attivita’ di assunzione di
partecipazioni,   di  concessione  di  finanziamenti  sotto
qualsiasi  forma,  di prestazione di servizi di pagamento e
di  intermediazione  in  cambi  e’ riservato a intermediari
finanziari iscritti in un apposito elenco tenuto dall’UIC.
2.  Gli  intermediari  finanziari  indicati nel comma 1
possono   svolgere  esclusivamente  attivita’  finanziarie,
a) forma  di  societa’  per  azioni,  di  societa’ in
c) capitale  sociale  versato  non inferiore a cinque
d) possesso,  da parte dei titolari di partecipazioni
e  degli  esponenti aziendali, dei requisiti previsti dagli
4.  Il  Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti
a) specifica  il  contenuto  delle attivita’ indicate
nel   comma 1,   nonche’   in   quali  circostanze  ricorra
l’esercizio  nei  confronti  del  pubblico.  Il  credito al
consumo  si considera comunque esercitato nei confronti del
b) per   gli  intermediari  finanziari  che  svolgono
determinati  tipi  di  attivita’,  puo’, in deroga a quanto
previsto  dal  comma 3,  vincolare  la  scelta  della forma
5.  L’UIC indica le modalita’ di iscrizione nell’elenco
e  da’ comunicazione delle iscrizioni alla Banca d’Italia e
6.  Al fine di verificare il rispetto dei requisiti per
l’iscrizione   nell’elenco,   l’UIC   puo’   chiedere  agli
intermediari  finanziari dati, notizie, atti e documenti e,
se  necessario,  puo’  effettuare  verifiche presso la sede
degli  intermediari  stessi, anche con la collaborazione di
direzione  e  controllo  presso gli intermediari finanziari
comunicano   all’UIC,   con   le   modalita’  dallo  stesso
– Si  riporta  il  testo  del comma 2 dell’art. 120 del
citato decreto legislativo n. 385 del 1993:
«2.  Il  CICR  stabilisce  modalita’  e  criteri per la
produzione  di  interessi  sugli  interessi  maturati nelle
operazioni  poste  in  essere nell’esercizio dell’attivita’
bancaria,  prevedendo  in ogni caso che nelle operazioni in
conto corrente sia assicurata nei confronti della clientela
la  stessa  periodicita’  nel conteggio degli interessi sia
debitori sia creditori.».
– Si  riporta  il  testo  dell’art. 8 del decreto-legge
31 gennaio  2007,  n.  7  (Misure urgenti per la tutela dei
consumatori,  la  promozione della concorrenza, lo sviluppo
di  attivita’  economiche,  la nascita di nuove imprese, la
valorizzazione  dell’istruzione  tecnico-professionale e la
rottamazione di autoveicoli) convertito, con modificazioni,
dalla   legge   2 aprile   2007,   n.   40,   e  successive
«Art. 8 (Portabilita’ del mutuo; surrogazione). – 1. In
caso  di  mutuo,  apertura di credito od altri contratti di
finanziamento   da   parte   di   intermediari   bancari  e
finanziari,   la   non   esigibilita’   del  credito  o  la
pattuizione  di  un  termine  a  favore  del  creditore non
preclude  al  debitore  l’esercizio  della  facolta’ di cui
all’art. 1202 del codice civile.
2.  Nell’ipotesi  di surrogazione ai sensi del comma 1,
il  mutuante  surrogato subentra nelle garanzie accessorie,
personali  e  reali, al credito surrogato. L’annotamento di
surrogazione  puo’  essere  richiesto al conservatore senza
formalita’,   allegando   copia   autentica   dell’atto  di
surrogazione   stipulato  per  atto  pubblico  o  scrittura
3.   E’   nullo   ogni  patto,  anche  posteriore  alla
stipulazione  del contratto, con il quale si impedisca o si
renda oneroso per il debitore l’esercizio della facolta’ di
surrogazione  di  cui al comma 1. La nullita’ del patto non
comporta   la   nullita’  del  contratto.  Resta  salva  la
possibilita’  del  creditore  originario  e del debitore di
pattuire  la  variazione, senza spese, delle condizioni del
contratto  di  mutuo  in essere, mediante scrittura privata
anche non autenticata.
3-bis.  La  surrogazione  di cui al comma 1 comporta il
trasferimento   del  contratto  di  mutuo  esistente,  alle
condizioni stipulate tra il cliente e la banca subentrante,
con  l’esclusione  di  penali  o  altri  oneri di qualsiasi
natura.  Non  possono  essere  imposte  al  cliente spese o
commissioni   per  la  concessione  del  nuovo  mutuo,  per
l’istruttoria  e  per  gli  accertamenti  catastali, che si
svolgono  secondo procedure di collaborazione interbancaria
improntate  a criteri di massima riduzione dei tempi, degli
adempimenti e dei costi connessi.
4.  La  surrogazione  per  volonta’  del  debitore e la
ricontrattazione di cui al presente articolo non comportano
il venir meno dei benefici fiscali.
4-bis.  Nell’ipotesi di cui al comma 2 non si applicano
l’imposta  sostitutiva  di  cui all’art. 17 del decreto del
Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, ne’
le imposte indicate nell’art. 15 del medesimo decreto.
4-ter.    All’onere   derivante   dall’attuazione   del
comma 4-bis,  valutato  in  2,5  milioni  di  euro  annui a
decorrere    dall’anno    2007,    si   provvede   mediante
parzialmente  utilizzando, quanto a 2,5 milioni di euro per
l’anno  2007 e a decorrere dall’anno 2009, l’accantonamento
relativo  al  medesimo Ministero e, quanto a 2,5 milioni di
euro   per   l’anno   2008,  l’accantonamento  relativo  al
Ministero della solidarieta’ sociale.
4-quater.  Il  Ministro  dell’economia  e delle finanze
provvede    al    monitoraggio    degli   oneri   derivanti
dall’applicazione    del   comma 4-bis,   anche   ai   fini
dell’applicazione  dell’art.  11-ter,  comma 7, della legge
5 agosto  1978,  n.  468,  e  successive  modificazioni,  e
trasmette alle Camere, corredati da apposite relazioni, gli
eventuali  decreti  emanati  ai  sensi dell’art. 7, secondo
comma,  numero  2),  della citata legge n. 468 del 1978. Il
Ministro  dell’economia  e  delle finanze e’ autorizzato ad
apportare,  con propri decreti, le occorrenti variazioni di
– Si  riporta  il  testo  del  comma 5 dell’art. 39 del
«5.  I  debitori,  ogni  volta  che  abbiano estinto la
quinta  parte  del  debito  originario, hanno diritto a una
riduzione  proporzionale  della  somma iscritta. Essi hanno
inoltre  il  diritto di ottenere la parziale liberazione di
uno   o  piu’  immobili  ipotecati  quando,  dai  documenti
prodotti  o  da  perizie,  risulti  che per le somme ancora
dovute   i   rimanenti  beni  vincolati  costituiscono  una
garanzia sufficiente ai sensi dell’art. 38.».
2.  Le  risorse rivenienti dalla riduzione delle dotazioni di spesa
previste  dal comma 1, pari a (( 869 milioni di euro per l’anno 2008,
725,8 milioni di euro per l’anno 2009, 567 milioni di euro per l’anno
2010  e  186,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011, )) nonche’
quelle derivanti dalle modifiche normative previste dai commi 9, 10 e
11, (( pari a 746,1 milioni di euro per l’anno 2008, 819,1 milioni di
euro  per  l’anno  2009, 260,1 milioni di euro per l’anno 2010, 109,5
milioni  di  euro  per  l’anno 2011, 116,5 milioni di euro per l’anno
2012,  64,5  milioni di euro per l’anno 2013 e 60,5 milioni di euro a
decorrere  dall’anno 2014, )) sono iscritte nel «Fondo per interventi
strutturali  di politica economica», di cui all’articolo 10, comma 5,
del   decreto-legge   29 novembre   2004,  n.  282,  convertito,  con
((    2-bis.  Nel  fondo di cui al comma 2 confluiscono, altresi’, le
risorse  di  cui  al  comma 11-bis,  pari  a  40  milioni di euro per
3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 22, comma 22, della
legge  24 dicembre  2007,  n.  245,  in  via  sperimentale, fino alla
salvo  quanto  previsto  dagli  articoli 2,  comma 4-quinquies, della
citata  legge  n.  468  del  1978,  e  successive modificazioni, e 3,
comma 5,  del  decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, nel caso si
tratti   di   dotazioni   finanziarie   direttamente  determinate  da
disposizioni di legge, i pareri espressi dalle Commissioni competenti
per  i  profili  di  carattere  finanziario  sono vincolanti. Ciascun
Ministro   prospetta   le   ragioni   della   riconfigurazione  delle
autorizzazioni  di  spesa di propria competenza nonche’ i criteri per
il    miglioramento    dell’economicita’    ed   efficienza   e   per
l’individuazione  di  indicatori  di  risultato,  relativamente  alla
gestione  di  ciascun programma, nelle relazioni al Parlamento di cui
al  comma 68 dell’articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il
termine  previsto  dal citato comma 68 dell’articolo 3 della legge n.
244 del 2007 e’ differito, per l’anno 2008, al 30 settembre 2008. ))
4.  Nello  stato  di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ istituito un fondo con una dotazione pari a (( 115 milioni
di  euro  per l’anno 2008, 120 milioni di euro per l’anno 2009 e 55,5
milioni  di  euro per l’anno 2010, )) da utilizzare a reintegro delle
dotazioni finanziarie dei programmi di spesa. L’utilizzo del fondo e’
disposto,  con  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta  del  Ministro  competente,  di  concerto  con  il  Ministro
5.   Gli   articoli 22-quater  e  47-quinquies  del  decreto-legge
31 dicembre  2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge
28 febbraio  2008, n. 31, sono abrogati e sono revocati gli eventuali
6.  La  somma  iscritta  nel  bilancio dello Stato per l’anno 2008,
nell’ambito  della  missione  «Infrastrutture pubbliche e logistica»,
programma   «Sistemi   stradali   e   autostradali»,   in  attuazione
dell’articolo  1,  comma 1155,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
affluisce  al fondo di cui al comma 2 per l’intero importo di 1.363,5
milioni  di  euro  e’ versata nell’anno 2008 su apposita contabilita’
speciale,  ai  fini  del  riversamento all’entrata del bilancio dello
Stato nell’anno 2009 per 438 milioni di euro e nell’anno 2010 per 173
((   7. Ai maggiori oneri derivanti dagli articoli 1 e 2, nonche’ dal
comma 4  del  presente  articolo,  pari  a 2.464 milioni di euro, che
aumentano  a  2.679,1 milioni di euro, ai fini della compensazione in
termini  di  indebitamento  netto,  per  l’anno  2008, pari a 2.221,5
milioni  di  euro per l’anno 2009, pari a 1.755,5 milioni di euro per
l’anno  2010  e  pari  a  1.700 milioni di euro a decorrere dall’anno
2011, si provvede:
a) quanto  a  2.482,6  milioni  di  euro per l’anno 2008, a 1.757
dei commi 2-bis, 6 e 8; )).
b) quanto  a  37  milioni  di  euro  per  l’anno  2010 mediante
utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’articolo 2, comma 6;
c)  quanto  a 438 milioni di euro per l’anno 2009 e 173 milioni
di  euro  per  l’anno  2010, mediante utilizzo delle maggiori entrate
((        d) quanto  a  995,8  milioni  di euro a decorrere dall’anno
2010,   mediante   riduzione   lineare   del  6,85  per  cento  degli
stanziamenti  di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa
come  determinate  dalla  Tabella C  allegata  alla legge 24 dicembre
d-bis) quanto  a 15 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009,
allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244;
e) quanto  a  234,5  milioni  di  euro  per l’anno 2008, a 44,5
milioni di euro per l’anno 2009 e a 452,4 milioni di euro a decorrere
2008,  allo scopo parzialmente utilizzando i seguenti accantonamenti:
|  (( 2008  |   2009   |     2010
Ministero dell’economia e delle|           |          |
finanze            | 5.658.000 |    –     |  17.418.000
previdenza sociale       |     –     |    –     |    29.000
istruzione           |34.750.000 |    –     |      –
Ministero dell’interno     |43.000.000 |10.000.000|  64.093.000
agricole alimentari e forestali|  171.000  |    –     |      –
attivita’ culturali      | 4.989.000 |    –     |  11.809.000
Ministero dei trasporti    |  800.000  |    –     |  3.120.000
Ministero dell’universita’ e  |           |          |
della ricerca         | 4.372.000 |    –     |  2.958.000
Ministero della solidarieta’  |           |          |
Totale .  .  .         |234.500.000|44.500.000|452.400.000 ))
8. Affluiscono,  altresi’,  al fondo di cui al comma 2 le risorse
fini  del  bilancio  triennale  2008-2010,  nell’ambito del programma
«Fondi  di  riserva  e  speciali» della missione «fondi da ripartire»
per l’anno 2008, relative ai seguenti accantonamenti:
| (( 2008  |   2009    |     2010
Ministero dell’economia e delle|          |           |
Ministero affari esteri    |2.300.000 | 3.000.000 |      –
forestali           |    –     |     –     |   200.000
attivita’ culturali      |7.700.000 |41.000.000 |  41.800.000
Totale .  .  .         |75.000.000|172.100.000|240.000.000 ))
9. Alla  legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguenti
((        1) al  comma 57,  le  parole da: «che per l’anno 2008» fino
alla  fine  sono  sostituite  dalle seguenti: «che per l’anno 2008 e’
integrato di 15 milioni di euro»; )).
2) al  comma 60,  lettera a),  le  parole:  «12,5 milioni» sono
3) al  comma 61,  le  parole:  «1 milione  di euro per ciascuno
degli  anni  2008,  2009  e  2010»  sono  sostituite  dalle seguenti:
«500.000 euro per l’anno 2008»;
4) al  comma 205,  le  parole  da: «14 milioni» fino alla fine,
sono  sostituite  dalle  seguenti:  «8,8  milioni  di euro per l’anno
2008.»;      5) al  comma 247,  le  parole da: «35 milioni» fino alla
fine,  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «17,5  milioni di euro per
l’anno 2008.»;
((       5-bis) il comma 255 e’ sostituito dal seguente:
«255. Per   la  progettazione  e  l’avvio,  ai  sensi  della  legge
21 dicembre  2001,  n.  443, e successive modificazioni, delle tratte
delle  linee  metropolitane  delle  citta’ di Bologna e di Torino, e’
milioni di euro per l’anno 2010»;
5-ter) al comma 278, le parole: «la spesa di 20 milioni di euro
milioni  di euro per l’anno 2010» sono sostituite dalle seguenti: «la
2010»; )).
6) al  comma 309,  le parole da: «2 milioni» fino alla fine del
comma sono sostituite dalle seguenti: «1,9 milioni di euro per l’anno
7) al comma 310, le parole da: «2 milioni» fino alla fine, sono
sostituite dalle seguenti: «100 mila euro per l’anno 2008.»;
8)  al  comma 401, le parole: «All’onere derivante dai commi da
396  a  400, pari a complessivi euro 3,5 milioni per l’anno 2008 e ad
euro  100.000  annui  a  decorrere  dal  2009,» sono sostituite dalle
seguenti:  «All’onere  derivante dai commi 396 e da 398 a 400, pari a
9)   al  comma 409,  le  parole:  «A  decorrere  dall’esercizio
finanziario  2008  e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro» sono
sostituite  dalle  seguenti:  «Per  l’esercizio  finanziario  2008 e’
10)  al  comma 410,  le  parole: «3 milioni di euro a decorrere
dall’anno»  sono  sostituite dalle seguenti: «1,5 milioni di euro per
l’anno»;
11)   il   comma 437   e’   sostituito   dal   seguente:  «437.
L’autorizzazione  di  spesa  di  cui  all’articolo 20, comma 8, della
legge  8 novembre  2000,  n.  328, relativa al fondo nazionale per le
politiche  sociali  e’  ridotta  di 1,25 milioni di euro per ciascuno
((       12) il comma 519 e’ sostituito dal seguente:
«519.  Per consentire all’Istituto per lo sviluppo della formazione
in coerenza con le esigenze dell’ente, il processo di stabilizzazione
previsto   dalla  legge  27 dicembre  2006,  n.  296,  il  contributo
ordinario  annuale  per il funzionamento e le attivita’ dell’Istituto
medesimo  e’  incrementato di ulteriori 10 milioni di euro per l’anno
2008,  di  20 milioni di euro per l’anno 2009 e di 25 milioni di euro
annui  a  decorrere  dall’anno  2010.  Fino all’inserimento nei ruoli
organici  del  predetto ente e’ in ogni caso garantita la continuita’
del    servizio   del   personale   interessato   dal   processo   di
stabilizzazione.  L’autorizzazione  di  spesa  di cui all’articolo 1,
comma 1209,  della  legge  27 dicembre 2006, n. 296, e’ ridotta di 35
milioni  di  euro  per l’anno 2008 e di 50 milioni di euro per l’anno
2009.  Le  risorse del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1,
comma 7,  del  decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, sono ridotte di 35
milioni  di  euro  per  l’anno 2008, di 20 milioni di euro per l’anno
2009 e di 55 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2010;
13)   il   comma 535   e’   sostituito   dal   seguente:  «535.
L’autorizzazione  di  spesa  di  cui all’articolo 3, comma 151, della
legge 24 dicembre 2003, n. 350, e’ ridotta di 1,5 milioni di euro per
14)  al  comma 538,  il  capoverso  1152-bis  e’ sostituito dal
«1152-bis.   L’autorizzazione  di  spesa  di  cui  all’articolo 61,
comma 1,  della  legge  27 dicembre  2002,  n. 289, e’ ridotta di 500
milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009»; )).
10.  Al  decreto-legge  31 dicembre  2007,  n. 248, convertito, con
a)  all’articolo 6-ter,  comma 1,  le  parole: «20 dicembre 2008»
sono  sostituite  dalle  seguenti:  «30 giugno  2008» e al comma 2 il
primo  periodo  e’  sostituito  dai  seguenti: «L’onere derivante dal
comma 1  e’  valutato  in  24,8  milioni  di  euro  per  l’anno 2008.
L’autorizzazione  di  spesa di cui al decreto-legge 3 maggio 1991, n.
142,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 3 luglio 1991, n.
2007, n. 244, e’ ridotta di 48,8 milioni di euro per l’anno 2008.»;
c)  all’articolo 4,  comma 4,  del  decreto  legislativo 4 maggio
2001,  n.  207,  le  parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle
((    11.  All’articolo 1  della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono
a)  al  comma 983,  le  parole:  «A  decorrere  dall’anno 2007 e’
dell’ammontare di 50 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti:
«E’  istituito presso il Ministero dei trasporti un fondo perequativo
per l’anno 2010 e di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011»;
b)  al  comma 1267,  le  parole: «50 milioni di euro per ciascuno
degli  anni  2007,  2008  e 2009» sono sostituite dalle seguenti: «50
11-bis.  Gli importi riferiti all’autorizzazione di spesa di cui al
comma 361  dell’articolo 1  della  legge  30 dicembre 2004, n. 311, e
comma 361, come rideterminate in attuazione del presente comma. )).
12.  Sono  abrogate  tutte  le  disposizioni  incompatibili  con la
rideterminazione  delle  autorizzazioni  di spesa di cui all’elenco 1
11,  restano  comunque  ridotte  tutte  le  autorizzazioni  di  spesa
utilizzate  per la copertura degli oneri derivanti dalle disposizioni
legislative   rideterminate  ai  sensi  del  presente  articolo.  Gli
eventuali  provvedimenti  attuativi  adottati,  incompatibili  con il
13.  Il  Ministro  dell’economia  e delle finanze e’ autorizzato ad
– Si  riporta  il  testo  del  comma 5 dell’art. 10 del
decreto-legge   29 novembre   2004,  n.  282  (Disposizioni
urgenti   in   materia   fiscale  e  di  finanza  pubblica)
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  27 dicembre
– Si  riporta  il testo del comma 22 dell’art. 22 della
legge  24 dicembre  2007,  n.  245  (Bilancio di previsione
dello   Stato   per  l’anno  finanziario  2008  e  bilancio
pluriennale per il triennio 2008-2010):
«22.  Ai  fini  di  assicurare  alle Amministrazioni la
necessaria  flessibilita’  nella  gestione  delle risorse a
seguito  della  ristrutturazione  del bilancio, il Ministro
dell’economia  e  delle  finanze,  su proposta del Ministro
competente,   e’   autorizzato  ad  effettuare  con  propri
decreti, da comunicare alle Commissioni parlamentari e alla
Corte   dei   conti   per   la   registrazione,  variazioni
compensative    tra    capitoli   della   medesima   unita’
previsionale  di  base  di  parte  corrente “funzionamento,
interventi,  oneri  comuni, oneri del debito pubblico” e di
conto  capitale  «investimenti  e  oneri  comuni», che sono
stati  frazionati  per  la  loro  allocazione  sui  diversi
programmi dello stesso stato di previsione.».
– Si   riporta  il  testo  dell’art.  17,  della  legge
5 agosto   1978,   n.  468  (Riforma  di  alcune  norme  di
contabilita’ generale dello Stato in materia di bilancio):
«Art.  17 (Assestamento  e  variazioni  di bilancio). –
Entro  il  mese  di giugno  di ciascun anno il Ministro del
tesoro,  di  concerto  con il Ministro del bilancio e della
programmazione   economica,   presenta   al  Parlamento  un
apposito  disegno di legge, ai fini dell’assestamento degli
stanziamenti   di   bilancio,   anche  sulla  scorta  della
consistenza  dei residui attivi e passivi accertata in sede
di   rendiconto   dell’esercizio   scaduto  il  31 dicembre
Ulteriori variazioni delle dotazioni di competenza e di
cassa  possono  essere presentate al Parlamento entro e non
oltre il termine del 31 ottobre.
Il Ministro del tesoro e’ autorizzato a provvedere alle
variazioni  di  bilancio  occorrenti per l’applicazione dei
provvedimenti  legislativi  pubblicati successivamente alla
presentazione  del  bilancio  di previsione, indicando, per
ciascun  capitolo  di spesa, sia le dotazioni di competenza
che quelle di cassa.
Il  Ministro  del  tesoro  e’  altresi’  autorizzato ad
integrare, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei
conti,  le  dotazioni di cassa in correlazione al trasporto
all’esercizio   successivo   di  titoli  di  spesa  rimasti
insoluti    alla    chiusura   dell’esercizio   precedente,
limitatamente  a quei capitoli di spesa le cui dotazioni di
cassa  non  presentino, nelle more dell’assestamento di cui
al  precedente  primo comma, sufficienti disponibilita’ per
il pagamento dei titoli trasportati.».
– Si riporta il testo del comma 4-quinquies dell’art. 2
della   citata   legge   n.  468  del  1978,  e  successive
«4-quinquies.   In  apposito  allegato  allo  stato  di
previsione,  le  unita’ previsionali di base sono ripartite
in    capitoli,    ai   fini   della   gestione   e   della
rendicontazione.  I  capitoli sono determinati in relazione
al  rispettivo oggetto per l’entrata e secondo il contenuto
economico  e  funzionale  per  la spesa. La ripartizione e’
effettuata con decreto del Ministro del tesoro d’intesa con
le  amministrazioni  interessate. Su proposta del dirigente
responsabile,  con  decreti  del  Ministro  competente,  da
comunicare,  anche  con  evidenze informatiche, al Ministro
del  tesoro  e  alle  Commissioni  parlamentari competenti,
possono   essere  effettuate  variazioni  compensative  tra
capitoli   della   medesima   unita’   previsionale,  fatta
eccezione   per   le  autorizzazioni  di  spesa  di  natura
obbligatoria,  per  le  spese  in  annualita’ e a pagamento
differito  e per quelle direttamente regolate con legge. Al
fine  di favorire una maggiore flessibilita’ nell’uso delle
risorse  destinate  agli  investimenti  e  di consentire la
determinazione  delle dotazioni di cassa e di competenza in
misura  tale  da  limitare  la  formazione  di  residui  di
stanziamento,    possono   essere   effettuate   variazioni
compensative,  nell’ambito della stessa unita’ previsionale
di base, di conto capitale, anche tra stanziamenti disposti
da  leggi  diverse, a condizione che si tratti di leggi che
finanzino  o rifinanzino lo stesso intervento. Sono escluse
le  variazioni  compensative fra le unita’ di spesa oggetto
della  deliberazione parlamentare. La legge di assestamento
del    bilancio   o   eventuali   ulteriori   provvedimenti
legislativi di variazione possono autorizzare compensazioni
tra le diverse unita’ revisionali.».
– Si  riporta  il  testo  del  comma 5  dell’art. 3 del
decreto  legislativo  7 agosto 1997, n. 279 (Individuazione
del rendiconto generale dello Stato):
«5. Variazioni compensative possono essere disposte, su
– Si  riporta  il  testo del comma 68 dell’art. 3 della
legge   24 dicembre  2007,  n.  244  (Disposizioni  per  la
«68.  Entro il 15 giugno di ciascun anno, ogni Ministro
trasmette   alle   Camere,   per  l’esame  da  parte  delle
profili   di  coerenza  ordinamentale  e  finanziaria,  una
relazione   sullo   stato   della   spesa,   sull’efficacia
nell’allocazione  delle  risorse  nelle  amministrazioni di
rispettiva competenza e sul grado di efficienza dell’azione
amministrativa  svolta,  con riferimento alle missioni e ai
programmi  in  cui  si articola il bilancio dello Stato. Le
relazioni,  predisposte sulla base di un’istruttoria svolta
dai   servizi   per  il  controllo  interno,  segnalano  in
particolare, con riferimento all’anno precedente e al primo
quadrimestre dell’anno in corso:
a) lo  stato  di  attuazione  delle  direttive di cui
all’art.  8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286,
con     riguardo     sia     ai     risultati    conseguiti
dall’amministrazione   nel  perseguimento  delle  priorita’
politiche   individuate  dal  Ministro,  sia  al  grado  di
realizzazione   degli   obiettivi   di   miglioramento,  in
relazione  alle  risorse assegnate e secondo gli indicatori
stabiliti,   in   conformita’   con  la  documentazione  di
bilancio,  anche  alla  luce  delle  attivita’ di controllo
interno,  nonche’  le  linee  di  intervento  individuate e
perseguite   al   fine   di   migliorare  l’efficienza,  la
produttivita’     e    l’economicita’    delle    strutture
amministrative e i casi di maggior successo registrati;
b) gli   adeguamenti   normativi   e   amministrativi
ritenuti   opportuni,   con   particolare   riguardo   alla
soppressione  o  all’accorpamento delle strutture svolgenti
funzioni  coincidenti,  analoghe,  complementari o divenute
c) le    misure    ritenute    necessarie   ai   fini
dell’adeguamento   e  della  progressiva  razionalizzazione
delle  strutture  e  delle  funzioni amministrative nonche’
della  base normativa in relazione alla nuova struttura del
bilancio per missioni e per programmi.».
– Si  riporta il testo del comma 1155 dell’art. 1 della
citata legge n. 296 del 2006:
«1155. All’art. 2, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n.
2006, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al  comma 92,  le parole: “in apposito capitolo di
spesa   dello  stato  di  previsione  del  Ministero  delle
infrastrutture  `Interventi  per  la realizzazione di opere
infrastrutturali  e  di  tutela  dell’ambiente e difesa del
suolo  in  Sicilia  e  in  Calabria’” sono sostituite dalle
seguenti:  «in due distinti capitoli di spesa del Ministero
delle  infrastrutture e del Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare denominati rispettivamente
`Interventi  per la realizzazione di opere infrastrutturali
in   Sicilia   e  in  Calabria’  e  `Interventi  di  tutela
dell’ambiente   e   difesa   del  suolo  in  Sicilia  e  in
Calabria’”;
b) al    comma 93,   le   parole:   “Ministro   delle
infrastrutture, di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della  tutela  del territorio e del mare e” sono sostituite
dalle  seguenti: “Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di concerto”.».
–  La  legge  26 febbraio  1987,  n. 49, recante «Nuova
disciplina  della  cooperazione  dell’Italia con i Paesi in
via  di  sviluppo»  e’  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
28 febbraio 1987, n. 49, S.O.
– Si riporta il testo dei commi 57, 60 e 61 dell’art. 2
della  citata  legge n. 244 del 2007, come modificati dalla
«57.   Quota   parte   delle  risorse  derivanti  dalle
iniziative  di  cui  ai  commi 55  e 56, previa verifica ed
accertamento,  e’  destinata ad alimentare, nel limite di 5
milioni di euro per l’anno 2008 e nel limite di 7,5 milioni
di  euro  a  decorrere  dall’anno  2009,  il  fondo  di cui
all’art. 3, comma 39, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,
che per l’anno 2008 e’ integrato di 35 milioni di euro, e a
decorrere  dall’anno  2009  e’  integrato  di 15 milioni di
«60.  Con  riferimento  alle politiche di sostegno agli
italiani nel mondo e di informazione, promozione culturale,
scientifica e dell’immagine del Paese all’estero, di cui ai
programmi  n.  4.8 e n. 4.9, e’ autorizzata per l’anno 2008
la spesa ulteriore di:
a) 9  milioni  di  euro,  per  le spese relative alla
tutela e all’assistenza dei connazionali;
b) 4  milioni  di  euro,  per  il finanziamento delle
iniziative  scolastiche,  di  assistenza  scolastica  e  di
formazione  e  perfezionamento  professionali,  di cui alla
legge 3 marzo 1971, n. 153.».
«61. Per la razionalizzazione di iniziative nel settore
della  divulgazione  della  cultura italiana all’estero, da
realizzare  anche  in connessione con eventi internazionali
gia’  programmati, e’ autorizzata per l’allestimento di una
mostra  itinerante  la  spesa  di  500.000  euro per l’anno
– Si  riporta  il  testo  dei commi 205, 247, 278, 309,
310,  401, 409, 410 e 538 dell’art. 2 della citata legge n.
244 del 2007, come modificati dalla presente legge:
«205.  Per  il  completamento  degli  interventi di cui
all’art. 3 della legge 16 marzo 2001, n. 88, e’ autorizzata
la spesa di 8,8 milioni di euro per l’anno 2008.».
«247.  Al  fine  di  implementare  le  azioni  tese  ad
accrescere  la  sicurezza  stradale  e dare attuazione alle
azioni   previste   dal  Piano  nazionale  della  sicurezza
stradale  mediante  azioni  mirate  e  sinergiche  volte  a
rafforzare   i   controlli   su   strada  anche  attraverso
l’implementazione    di    idonee   attrezzature   tecniche
funzionali     all’aumento    dei    controlli    stradali,
intensificare l’attivita’ ispettiva e le verifiche previste
dal  codice della strada, dotare gli uffici ed il personale
preposto ad attivita’ di sicurezza stradale degli opportuni
strumenti  per  l’esercizio  delle attivita’ istituzionali,
ivi compresa la formazione, e’ autorizzata la spesa di 17,5
milioni di euro per l’anno 2008.».
«278. Al fine di fronteggiare l’emergenza penitenziaria
con l’adeguamento infrastrutturale degli edifici esistenti,
in via prioritaria, o la realizzazione di nuovi edifici, e’
autorizzata  la  spesa  di  5  milioni di euro per ciascuno
degli  anni  2008,  2009 e 2010 per l’avvio di un programma
straordinario  di  edilizia  penitenziaria,  approvato  con
decreto interministeriale dal Ministro delle infrastrutture
e  dal  Ministro  della  giustizia. Con il predetto decreto
sono  individuati  gli  interventi da realizzare in ciascun
anno,    avvalendosi    dei    competenti    provveditorati
interregionali alle opere pubbliche.».
«309.  Al fine di promuovere la ricerca e la formazione
in  materia  di  trasporti  anche  mediante il ricorso alla
ricerca  e  alla  formazione interuniversitaria, prevedendo
anche   degli   aiuti  volti  alla  formazione  in  materia
trasportistica in ambito internazionale, in una prospettiva
multidisciplinare  e multilaterale, e’ autorizzata la spesa
di 1,9 milioni di euro per l’anno 2008.».
«310.  Per  le  finalita’  di  cui all’art. 5, comma 1,
della  legge  9 gennaio  2006,  n.  13,  e con le modalita’
previste  dall’art.  1, comma 1042, della legge 27 dicembre
2006,  n. 296, e’ autorizzata la spesa di 100 mila euro per
l’anno 2008.».
«401. All’onere derivante dai commi 396 e da 398 a 400,
pari  a  complessivi  euro 100.000 a decorrere dal 2008, si
provvede mediante utilizzo delle risorse di cui all’art. 1,
comma 1142,  della  legge  27 dicembre  2006,  n. 296, allo
scopo      intendendosi     corrispondentemente     ridotta
l’autorizzazione    di    spesa   recata   dalla   medesima
«409.  Per  l’esercizio finanziario 2008 e’ autorizzata
la   spesa   di  1,5  milioni  di  euro  per  le  spese  di
funzionamento  nonche’  per  le attivita’ istituzionali del
Centro  per  il  libro  e  la  lettura, istituito presso il
Ministero  per  i  beni  e  le  attivita’  culturali con il
compito   di   promuovere   e  di  realizzare  campagne  di
promozione  della lettura, di organizzare manifestazioni ed
eventi  in  Italia e all’estero per la diffusione del libro
e  della  lettura  promosse  da  altri  soggetti pubblici e
materia  e  di  istituire  l’Osservatorio del libro e della
territoriali  e  locali competenti e con i soggetti privati
che  operano in tutta la filiera del libro. Con decreto del
Ministro  per  i beni e le attivita’ culturali, di concerto
con   il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  sono
«410.    All’onere    derivante   dall’attuazione   del
comma 409,  pari  a 1,5 milioni di euro per l’anno 2008, si
«538.   Il   comma 1152,   dell’art.   1,  della  legge
27 dicembre 2006, n. 296, e’ sostituito dai seguenti:
“1152.   Per   interventi   di   ammodernamento   e  di
potenziamento  della  viabilita’ secondaria esistente nella
Regione  siciliana  e  nella regione Calabria, non compresa
nelle  strade  gestite  dalla  societa’ ANAS Spa, una quota
rispettivamente  pari a 350 milioni di euro e a 150 milioni
di  euro  per  l’anno  2007 e’ assegnata in sede di riparto
delle    somme    stanziate   sul   fondo   per   le   aree
sottoutilizzate.    Con    decreto   del   Ministro   delle
infrastrutture,  di concerto con il Ministro dello sviluppo
economico,  si  provvede  alla ripartizione di tali risorse
tra le province della Regione siciliana e le province della
regione  Calabria,  in proporzione alla viabilita’ presente
in  ciascuna  di esse, e sono stabiliti criteri e modalita’
di gestione per l’utilizzo delle predette risorse.
1152-bis. L’autorizzazione di spesa di cui all’art. 61,
comma 1,  della  legge 27 dicembre 2002, n. 289, e’ ridotta
di  500  milioni  di  euro  per  ciascuno degli anni 2008 e
2009.”.».
– Si  riporta  il  testo degli articoli 6-ter e 40, del
decreto-legge  31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini
in  materia  finanziaria)  convertito,  con  modificazioni,
dalla  legge 28 febbraio 2008, n. 31, come modificati dalla
«Art.   6-ter (Regolarizzazione   e  versamenti  per  i
territori  colpiti  dagli  eventi  sismici  del  31 ottobre
2002).   –  1.  I  termini  previsti  dalle  ordinanze  del
Presidente  del Consiglio dei Ministri n. 3344 del 19 marzo
2004,  n.  3354  del 7 maggio 2004, n. 3496 del 17 febbraio
2006,  n.  3507 del 5 aprile 2006 e n. 3559 del 27 dicembre
2006, sono differiti al 30 giugno 2008 per tutti i soggetti
privati   residenti   o   aventi  domicilio  nei  territori
maggiormente  colpiti  dagli  eventi sismici del 31 ottobre
2002 e individuati con i decreti del Ministro dell’economia
e  delle  finanze del 14 e 15 novembre 2002 e del 9 gennaio
2.  L’onere  derivante  dal comma 1 e’ valutato in 24,8
milioni  di euro per l’anno 2008. L’autorizzazione di spesa
di  cui al decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito,
con  modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, come
determinata dalla tabella C allegata alla legge 24 dicembre
2007, n. 244, e’ ridotta di 48,8 milioni di euro per l’anno
2008. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede al
monitoraggio degli oneri di cui al presente articolo, anche
ai  fini  dell’adozione dei provvedimenti correttivi di cui
all’art.  11-ter,  comma 7,  della  legge 5 agosto 1978, n.
468,  e  successive  modificazioni.  Gli  eventuali decreti
emanati,  ai  sensi  dell’art. 7, secondo comma, numero 2),
della  citata  legge n. 468 del 1978, prima dell’entrata in
vigore dei provvedimenti di cui al periodo precedente, sono
tempestivamente   trasmessi   alle   Camere,  corredati  di
apposite relazioni illustrative.».
– Si  riporta il testo del comma 3-bis dell’art. 40 del
gia’ citato decreto-legge n. 248 del 2007:
«3-bis.  All’art. 24 del decreto-legge 1° ottobre 2007,
n.   159,   convertito,   con  modificazioni,  dalla  legge
29 novembre  2007,  n.  222,  sono  apportate  le  seguenti
1)  dopo  il primo periodo e’ inserito il seguente:
«Per  le  medesime finalita’ di cui al periodo precedente e
per  i  soli enti che abbiano deliberato il dissesto tra il
30 giugno  2001  e  il  31 dicembre 2002, e’ trasferita una
somma  pari  a  5  milioni  di euro per l’effettuazione dei
pagamenti entro il 31 dicembre 2008»;
2)  al  secondo  periodo,  le  parole: «Detta somma
sara’  ripartita»  sono  sostituite  dalle seguenti: «Dette
somme saranno ripartite»;
b)  soppressa;
c) al comma 3, le parole: «la somma di cui al comma 1
rientra»  sono  sostituite dalle seguenti: «le somme di cui
al comma 1 rientrano».
– Si  riporta  il  testo  del  comma 4  dell’art. 4 del
decreto  legislativo  4 maggio  2001,  n. 207 (Riordino del
sistema   delle   istituzioni  pubbliche  di  assistenza  e
beneficenza,  a  norma  dell’art. 10 della legge 8 novembre
2000, n. 328), come modificato dalla presente legge:
«4.  In  sede di prima applicazione, e comunque fino al
30 giugno   2008,  gli  atti  relativi  al  riordino  delle
istituzioni  in  aziende di servizi o in persone giuridiche
di  diritto  privato sono esenti dalle imposte di registro,
ipotecarie  e catastali, e sull’incremento del valore degli
immobili e relativa imposta sostitutiva.».
– Si  riporta  il testo dei commi 983 e 1267, dell’art.
1,  della  citata  legge  n.  296 del 2006, come modificati
«983. E’ istituito presso il Ministero dei trasporti un
fondo  perequativo dell’ammontare di 50 milioni di euro per
l’anno  2007, di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni
2008  e 2009, di 23 milioni di euro per l’anno 2010 e di 50
milioni   di  euro  a  decorrere  dall’anno  2011,  la  cui
dotazione   e’   ripartita  annualmente  tra  le  autorita’
portuali  secondo  criteri fissati con decreto del Ministro
dei  trasporti,  al  quale  compete  altresi’  il potere di
indirizzo  e  verifica  dell’attivita’  programmatica delle
autorita’   portuali.   A  decorrere  dall’anno  2007  sono
conseguentemente  soppressi gli stanziamenti destinati alle
autorita’ portuali per manutenzioni dei porti.».
«1267.  Al  fine  di  favorire l’inclusione sociale dei
migranti  e  dei  loro  familiari,  e’  istituito presso il
Ministero  della  solidarieta’  sociale un fondo denominato
«Fondo  per l’inclusione sociale degli immigrati», al quale
e’ assegnata la somma di 50 milioni di euro per l’anno 2007
e 5,1 milioni di euro per l’anno 2008. Il Fondo e’ altresi’
finalizzato    alla   realizzazione   di   un   piano   per
l’accoglienza degli alunni stranieri, anche per favorire il
rapporto  scuola-famiglia, mediante l’utilizzo per fini non
didattici  di  apposite  figure  professionali  madrelingua
quali mediatori culturali.».
– Si  riporta  il testo dei commi 354 e 361 dell’art. 1
della  legge  30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la
(legge finanziaria 2005):
«354.  E’  istituito, presso la gestione separata della
Cassa  depositi e prestiti Spa, un apposito fondo rotativo,
denominato  «Fondo  rotativo per il sostegno alle imprese e
gli  investimenti in ricerca». Il Fondo e’ finalizzato alla
concessione  alle  imprese,  anche  associate  in  appositi
organismi,  anche  cooperativi, costituiti o promossi dalle
associazioni  imprenditoriali  e dalle Camere di commercio,
industria,  artigianato  e  agricoltura,  di  finanziamenti
agevolati   che   assumono   la  forma  dell’anticipazione,
rimborsabile  con  un  piano  di  rientro  pluriennale.  La
dotazione iniziale del Fondo, alimentato con le risorse del
risparmio  postale,  e’ stabilita in 6.000 milioni di euro.
Le  successive  variazioni  della  dotazione  sono disposte
dalla  Cassa  depositi  e  prestiti  Spa, in relazione alle
dinamiche di erogazione e di rimborso delle somme concesse,
e  comunque  nel  rispetto  dei limiti annuali di spesa sul
bilancio dello Stato fissati ai sensi del comma 361.».
«361. Per le finalita’ previste dai commi da 354 a 360,
e’  autorizzata  la  spesa di 80 milioni di euro per l’anno
2005  e  di 150 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2006.  Una  quota  dei predetti oneri, pari a 55 milioni di
euro  per  l’anno 2005 e a 100 milioni di euro per ciascuno
degli  anni  2006, 2007 e 2008, e’ posta a carico del Fondo
per  le  aree sottoutilizzate per gli interventi finanziati
dallo  stesso.  La restante quota relativa agli anni 2005 e
2006,  pari  rispettivamente  a  25  milioni di euro e a 50
milioni  di  euro,  e’ posta a carico della parte del Fondo
unico  per  gli  incentivi alle imprese non riguardante gli
interventi  nelle aree sottoutilizzate; alla quota relativa
agli  anni  2007  e  2008,  pari  a  50 milioni di euro per
ciascun  anno, ed all’onere decorrente dal 2009, pari a 150
milioni  di euro annui, si provvede con le maggiori entrate
derivanti dal comma 300.».
quello  della  sua pubblicazione nella (( Gazzetta Ufficiale )) della
(( L’elenco 1 e’ sostituito dal seguente: ))
—->  Vedere Elenco da pag. 29  a  pag. 30
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 27 maggio 2008, n. 93 – Testo del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 124 del 28 maggio 2008), coordinato con la legge di conversione 24 luglio 2008, n. 126 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 2), recante: «Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie». (GU n. 174 del 26-7-2008 redazione redazione 2015-05-05T15:56:29+00:00