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Timestamp: 2018-03-22 11:52:56+00:00
Document Index: 69319260

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 148', 'art. 145', 'art. 2193', 'sentenza ', 'art. 143', 'art. 46', 'art. 2193', 'art. 145', 'art. 143']

Art. 2193 codice civile: Efficacia dell'iscrizione
Codice civile Art. 2193 codice civile: Efficacia dell’iscrizione
I fatti dei quali la legge prescrive l’iscrizione, se non sono stati iscritti, non possono essere opposti ai terzi da chi è obbligato a richiederne l’iscrizione, a meno che questi provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza.
In tema di notifiche alle persone giuridiche, l'art. 46 cod. civ. - che stabilisce che i terzi "possono" considerare come sede, oltre a quella amministrativa, anche quella effettiva - va interpretato alla luce dei principi di buona fede, di solidarietà e della finalità, propria delle notifiche, di portare a conoscenza del destinatario gli atti processuali, cosicché il precetto normativo non può tradursi nella facoltà di non tenere conto della sede effettiva conosciuta dal notificante, deponendo in tal senso la previsione di obblighi di ricerca del destinatario gravanti sull'ufficiale giudiziario ai sensi dell'art. 148, secondo comma, cod. proc. civ. (che presuppongono, a loro volta, l'obbligo del notificante di indicare tutti gli elementi utili in suo possesso) e il disposto di cui all'art. 145 cod. proc. civ., che, non distinguendo ai fini della notificazione tra sede legale ed effettiva, comporta che quest'ultima non possa essere pretermessa ove conosciuta dal notificante, nonché, con riguardo alla materia societaria, il rilievo della conoscenza dei fatti, indipendentemente dalla loro iscrizione nel registro delle imprese, stabilito in via generale dall'art. 2193, primo comma, cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che ha ritenuto la nullità della notifica ex art. 143 cod. proc. civ. in quanto inizialmente tentata presso la sede legale di una società e non anche presso la sede effettiva, ben conosciuta dal notificante, avendovi egli provveduto alla notificazione di precedenti atti processuali). Rigetta, App. Milano, 12/05/2011
Cassazione civile sez. I 20 marzo 2014 n. 6559
L'espressione sede amministrativa, risultante dal registro delle imprese, è idonea a esprimere sinteticamente il concetto di sede effettiva e cioè il luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell'ente e ove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti, ossia il luogo deputato o stabilmente utilizzato per l'accentramento dei rapporti interni e con i terzi, in vista del compimento degli affari e della propulsione dell'attività dell'ente.
Sebbene l'art. 46 c.c. stabilisca che i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quella effettiva, ciò non si traduce nella facoltà di non tenere conto di tale sede, da essi conosciuta. Il sistema delle notificazioni, infatti, è preordinato a portare gli atti processuali a conoscenza del destinatario della notificazione e deve essere utilizzato dal notificante secondo i principi di buona fede e di solidarietà. Al riguardo, rilevano, anzitutto, gli obblighi di ricerca che gravano sull'ufficiale giudiziario e che evidentemente presuppongono l'obbligo del notificante di fornire gli elementi in suo possesso, non potendosi ipotizzare che quest'ultimo richieda la notificazione senza indicare quel logo da lui conosciuto, che una ricerca fruttuosa, da parte dell'ufficiale giudiziario potrebbe individuare. Inoltre, da un lato, in materia societaria il rilievo della conoscenza dei fatti, indipendentemente dalla loro iscrizione nel registro delle imprese, è stabilito in via generale dall'art. 2193 c.c., dall'altro, l'art. 145 c.p.c. prevede che la notificazione alle persone giuridiche si esegue presso la loro sede, senza distinguere tra sede legale e sede effettiva, il che comporta che questa ultima non possa essere pretermessa, ove sia conosciuta dal notificante. (Nella specie il giudice del merito aveva ritenuto la nullità della notificazione effettuata, ai sensi dell'art. 143 c.p.c., nei confronti del legale rappresentante della società fallenda dopo l'esito negativo delle notificazioni presso la sede legale della società e presso il domicilio del suo legale rappresentante, sebbene la società medesima fosse operativa e reperibile in una località ove aveva stabilimento e sede amministrativa, come risultava presso il competente registro delle imprese e ben noto alla parte che aveva proposto istanza di fallimento. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha confermato una tale statuizione).