Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/11/la-deducibilita-dei-costi-black-list-dal-reddito-impresa.html
Timestamp: 2019-05-23 12:43:51+00:00
Document Index: 93729965

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 2']

La deducibilità dei costi black list dal reddito d'impresa | Commercialista Telematico
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 22901 del 29 settembre 2017, ha confermato il principio secondo cui “in tema di reddito d’impresa, all’esito delle modifiche retroattive introdotte dall’art. 1, commi 301, 302 e 303 della legge n. 296 del 2006 e prima di quelle di cui alla legge n. 208 del 2015, applicabili a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, la separata indicazione, nella dichiarazione annuale dei redditi, delle spese e degli altri componenti negativi inerenti ad operazioni commerciali intercorse con fornitori aventi sede in Stati a fiscalità privilegiata (cd. paesi “black list”) è un mero obbligo formale, che non ne condiziona la deducibilità; e la cui violazione espone il contribuente unicamente alla sanzione amministrativa ex art. 8, comma 3 bis, del d.lgs. n. 471 del 1997, da cumulare, per le sole violazioni anteriori all’entrata in vigore della legge n. 296 del 2006, con la sanzione di cui al medesimo art. 8, comma 1, a ciò non ostando la presentazione della dichiarazione integrativa di cui all’art. 2, comma 8, del d.P.R. n. 322 del 1998, ove operata dal contribuente dopo l’avvio dei controlli (in termini, Cass. 21955/15; 5085/17)”.
a) con decorrenza dall’1 gennaio 2007, i commi 301 e 302 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 hanno mutato la disciplina che sanciva l’indeducibilità dei costi scaturenti da operazioni commerciali intercorse con soggetti residenti in Stati a fiscalità privilegiata (cd. paesi black list), ove non fosse provato che i contraenti esteri svolgessero effettiva attività commerciale; che le operazioni poste in essere rispondessero ad un effettivo interesse economico; che le stesse avessero avuto concreta esecuzione e, in ogni caso, che i costi non fossero stati separatamente indicati nella dichiarazione dei redditi;
b) la separata indicazione dei costi risulta, in particolare, essere stata degradata da presupposto sostanziale della relativa deducibilità, ad obbligo di carattere formale; tuttavia passibile di corrispondente sanzione amministrativa specifica, pari al 10% dell’importo complessivo delle spese e dei componenti negativi non (separatamente) indicati nella dichiarazione, con un minimo di € 500 ed un massimo di €. 50.000;
c) in ordine al regime transitorio dettato dal comma 303 del citato articolo 1 della legge n. 296/2006, anche le violazioni dell’obbligo di separata indicazione dei costi in esame poste in essere prima dell’entrata in vigore della legge non comportano, di per se stesse, l’applicazione del regime di assoluta indeducibilità dei costi medesimi (e di connessa sanzionabilità ex art. 1, c. 2, del d.lgs. n. 471/1997), in quanto ridotte a violazioni di carattere formale, soggette alla sanzione proporzionale suddetta; alla quale (solo per le situazioni di regime transitorio e, dunque, già assoggettate al rigoroso regime d’indeducibilità) si cumula, in forza dell’ultima parte del comma 303 cit., la sanzione prevista dall’art. 8, c. 1, del D.Lgs. n. 471/1997 (che, per i vizi formali della dichiarazione, prevede la sanzione amministrativa da € 258 a € 2065);
d) tale lettura della disciplina di cui ai commi 301, 302 e 303 dell’articolo 1 della legge n. 296/2006 non viola il principio di legalità, posto che, sotto il profilo sanzionatorio e degli effetti che ne conseguono, il regime introdotto dalla normativa sopravvenuta è, nel suo complesso, certamente meno gravoso, per il contribuente, rispetto a quello previgente;
e) l’applicazione delle sanzioni in questione, sebbene ora riconducibili a violazione di ordine formale, non è evitata dall’avvenuta presentazione della dichiarazione integrativa di cui all’art. 2, c. 8 e più specificamente 8–bis, del d.P.R. n. 322 del 1998.
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