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Timestamp: 2019-07-21 06:30:19+00:00
Document Index: 123037903

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 71', 'art. 43', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42']

Già il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Lettera circolare n. 3884 del 18 febbraio 2010, si era espresso sull'argomento per precisare che la residenza nel medesimo stabile, sia pure in interni diversi, non pregiudica in alcun modo l'effettività e la continuità dell'assistenza al genitore disabile. Il concetto di "convivenza", pertanto, non viene più ricondotto alla coabitazione, ma a tutte quelle situazioni in cui, sia il disabile che il soggetto che lo assiste hanno la residenza nello stesso Comune, allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se in interni (appartamenti) diversi.
Questo nuovo orientamento era stato recepito dall'INPS nel Messaggio n. 6512 del 4 marzo 2010. Infatti, alla luce delle nuove indicazioni ministeriali, l'Istituto previdenziale aveva confermato che l'accertamento del requisito della "convivenza", nei casi di specie, deve essere effettuato ritenendo sufficiente solo la residenza nel medesimo stabile, stesso numero civico, ma non anche nello stesso appartamento.
il requisito della convivenza si intende soddisfatto anche nei casi in cui vi sia la dimora temporanea, risultante dall'iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui all'art. 32 del D.P.R. 223/1989. Le amministrazioni saranno deputate ai controlli del caso (D.P.R. 445/2000 art. 71).
Precedentemente, in riferimento all'esatta portata del termine "convivenza" l'INPS (previo parere del Ministero del Lavoro), con il Messaggio n. 19583 del 2 settembre 2009, aveva chiarito che:
"alla luce della necessità di una assistenza continuativa, per convivenza si deve fare riferimento, in via esclusiva, alla residenza, luogo in cui la persona ha la dimora abituale, ai sensi dell'art. 43 c.c., non potendo ritenersi conciliabile con la predetta necessità la condizione di domicilio né la mera elezione di domicilio speciale previsto per determinati atti o affari dall'art. 47 c.c.".
Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 - "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53";Messaggio INPS 2 settembre 2009, n. 19583 - Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito - "Chiarimenti sul concetto di "convivenza", espresso nella sentenza n. 19/2009, in caso di richiesta di congedo straordinario di cui all'art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151/2001";
Circolare 18 febbraio 2010, Prot. 3884 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, - "D.lgs. 151/01 art. 42 comma 5 - Sentenza Corte Costituzionale n. 19/2009 - inclusione del figlio convivente nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo. Chiarimenti sul concetto di "convivenza";
Messaggio INPS 4 marzo 2010, n. 6512 - "Sentenza Corte Costituzionale n. 19/2009. Inclusione del figlio convivente nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario di cui all'art. 42, 5° comma, del D.Lgs. n. 151/2001. Chiarimenti sul concetto di convivenza";
Circolare INPDAP 28 dicembre 2011, n. 22 - "Art. 42, commi da 5 a 5-quinquies, del decreto legislativo 151/2001 - Retribuzione e copertura contributiva per periodi di congedo riconosciuti in favore dei familiari di portatori di handicap. Chiarimenti";
Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 3 febbraio 2012, n. 1 - "Modifiche alla disciplina in materia di permessi e congedi per l'assistenza alle persone con disabilità - d.lgs. 18 luglio 2011, n.119";
Circolare INPS 6 Marzo 2012, n. 32 - "Decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011. "Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi". Modifica alla disciplina in materia di congedi e permessi per l'assistenza a disabili in situazione di gravità.
Circolare INPS del 15 Novembre 2013, n. 159 – “Sentenza della Corte costituzionale n. 203 del 3 luglio 2013 - Estensione del diritto al congedo di cui all’ art. 42, comma 5, decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 a parente o affine entro il terzo grado convivente con la persona in situazione di disabilità grave.”;
Sentenza della Corte Costituzionale 7 dicembre 2018, 232 - “Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53)”.
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