Source: https://www.forzearmate.org/la-guardia-di-finanza-si-e-data-un-nuovo-codice-deontologico-ai-finanzieri-e-consentito-gracchiare-di-cleto-iafrate/
Timestamp: 2019-12-13 17:24:03+00:00
Document Index: 6214554

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 14', 'art 5', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13']

LA GUARDIA DI FINANZA SI E’ DATA UN NUOVO CODICE DEONTOLOGICO. AI FINANZIERI E’ CONSENTITO “GRACCHIARE”? - di Cleto Iafrate - ForzeArmate.org
Pubblicato il 4 Luglio 2016 in Comparto Difesa e Sicurezza
LA GUARDIA DI FINANZA SI E’ DATA UN NUOVO CODICE DEONTOLOGICO
AI FINANZIERI E’ CONSENTITO “GRACCHIARE[1]”? – di Cleto Iafrate
La Guardia di Finanza, allo scopo di recepire la vigente normativa anticorruzione, a distanza di 20 anni dal precedente, si è data un nuovo Codice deontologico (clicca per aprirlo). Il documento è stato presentato come uno “strumento idoneo a prevenire e contrastare fenomeni di illegalità, nonché a garantire ulteriormente la trasparenza nelle azioni compiute dai militari”.
Fermo restando l’obbligo di denuncia all’Autorità Giudiziaria, l’appartenente al Corpo segnala al proprio superiore gerarchico, anche ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, eventuali situazioni di illecito all’interno della Guardia di finanza di cui sia venuto a conoscenza.
Ma la norma statuale non impone, per ovvi motivi, la doppia comunicazione. La previsione di cui al comma 1 dell’art. 54-bis D.Lgs. n. 165/2001, infatti, espressamente dispone che il pubblico dipendente denunci all’Autorità Giudiziaria oppure alla Corte dei conti, oppure riferisca al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro.
In nessun caso l’appartenente al Corpo ricorre allo scritto anonimo, indipendentemente dall’oggetto e dalla veridicità di quanto rappresentato.
La Procura Generale Militare è ben consapevole che all’interno delle amministrazioni militari, a volte, l’interesse a tutelare l’immagine del corpo prevale su quello ad assicurare la giustizia.
L’autorità nazionale anticorruzione ha stabilito di prendere in considerazione anche le segnalazioni anonime perché in certi casi il grado di compromissione – l’altezza del ramo delle istituzioni coinvolto – è tale da suggerire il ricorso allo scritto anonimo.
Uno a caso. Ben quattro anni prima che venisse alla luce lo “scandalo dei petroli” – noto anche come “scandalo dei 2.000 miliardi truffati all’erario” – il Colonnello della Guardia di Finanza Aldo Vitali inoltrò ai suoi superiori una relazione nella quale precisava alcune ipotesi su come il contrabbando stava avvenendo; ebbene l’ufficiale fu trasferito e gli furono anche abbassate le note caratteristiche, venne valutato “ufficiale troppo credulone e quindi poco serio”[11].
Perché il nuovo Codice deontologico ha vietato categoricamente ai finanzieri di ricorrere a scritti anonimi? Cui prodest? A questa domanda risponda, se ritiene, il lettore e scriva la sua risposta sul forum di questo sito oppure nel commento in fondo all’articolo.
“L’appartenente al Corpo non è tenuto a segnalare al proprio superiore gerarchico eventuali situazioni di illecito all’interno della Guardia di finanza di cui sia venuto a conoscenza e che abbia denunciato all’Autorità Giudiziaria oppure all’Autorità Nazionale Anticorruzione”.
[2] Paolo di Tarso ne era ben consapevole: «Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (Rm. 7,18-19).
Ancora prima lo aveva capito Aristotele, che nel suo capolavoro dedicato all’amministrazione della polis (Τὰ πολιτικὰ), delineò una forma di governo nella quale distinse tre momenti nell’attività dello Stato: deliberativo, esecutivo e giudiziario.
Nel 1749 Montesquieu nella sua opera monumentale – L’esprit des lois – scriveva: «Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti … Perché non si possa abusare del potere occorre che il potere arresti il potere. .. Il potere assoluto corrompe assolutamente». L’autore vedeva nella separazione dei poteri la via che porta all’uguaglianza e alla pace; di contro, la monarchia si basa sul principio dell’onore – ossia l’ambizione personale – e il dispotismo sulla paura che si infonde nei cuori dei sudditi.
[4] http://www.ficiesse.it/home-page/9738/i-finanzieri-possono-soffiare-il-fischietto—di-cleto-iafrate
– sull’applicazione del Codice vigilano i rispettivi superiori gerarchici (art. 14).
– al militare è fatto divieto di assumere impegni o anticipare l’esito di decisioni o azioni proprie o altrui inerenti all’ufficio; tale divieto, però, può essere derogato su autorizzazione dei superiori gerarchici (relaz.illustr.art 5).
– l’appartenente al Corpo informa il proprio superiore di ogni circostanza di rilievo che lo riguardi o che possa comunque avere riflessi sul servizio (art. 4, lettera d.).
– l’appartenente alla Guardia di finanza, anche in relazione a singoli incarichi, informa tempestivamente il proprio superiore, di norma per iscritto, circa l’esistenza o la sopravvenienza di situazioni di incompatibilità o di conflitto d’interessi (art. 9, primo comma).
– l’appartenente al Corpo si astiene dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto anche potenziale d’interessi di qualsiasi natura informandone il proprio superiore. Sull’astensione decide il comandante del reparto (art. 9, secondo comma). La valutazione dell’esistenza dei presupposti dell’astensione è ricondotta alle attribuzioni dei comandanti di reparto (relaz.illustrativa art. 9).
– fermo restando l’obbligo di denuncia all’Autorità Giudiziaria, l’appartenente al Corpo segnala al proprio superiore gerarchico, anche ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, eventuali situazioni di illecito all’interno della Guardia di finanza di cui sia venuto a conoscenza (art. 10, secondo comma).
– l’appartenente al Corpo evita di stipulare contratti di entità significativa, a titolo privato, con persone o imprese, nei confronti delle quali abbia svolto, nel quinquennio precedente, attività autoritativa o negoziale per conto dell’Amministrazione. Qualora per qualsivoglia giustificato motivo ritenga di instaurare siffatti rapporti, ne informa, di norma per iscritto, il proprio superiore (art. 13, comma 2 lettera b). Ove sussistano giustificati motivi, è consentito istaurare comunque i rapporti contrattuali, ma in tal caso deve essere informato il superiore, di norma per iscritto (relaz.illustrativa art. 13).
[9] Per un approfondimento in marito alla la mancata tipizzazione degli illeciti sanzionabili disciplinarmente, leggi IL PARADOSSO DI UN’EUROPA PIU’ ATTENTA A FORME E DIMENSIONI DEI CETRIOLI CHE NON AL DIRITTO DI LIBERTA’ PERSONALE DEI CITTADINI MILITARI
[11] P. Calderoni, G. Modolo, “La Supertruffa”, in L’Espresso, n.45, 1980, p.56.
Articolo Precedente: Oggi è l’Independence Day, la Festa dell’Indipendenza americana: origini e tradizioni del 4 Luglio
Articolo Successivo: Così i giganti delle armi fanno affari con la militarizzazione delle frontiere