Source: http://diritto-online.com/?cat=737&paged=3
Timestamp: 2018-01-19 19:02:17+00:00
Document Index: 183387053

Matched Legal Cases: ['art 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte Di Cassazione | Diritto Online - Il Portale Del Diritto - Part 3
Posted by admin in Corte di cassazione Wednesday, 17 January 2018 18:58 No Comments
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di accusa e difese, confermando le condanne nei confronti dei responsabili dell’omicidio di Giacomo Caracciolese, boss del quartiere San Pasquale freddato a Bari il 5 aprile del 2013, del triplice delitto a colpi di kalashnikov avvenuto a maggio 2013 al quartiere San Paolo, in cui morirono Vitantonio Fiore, Antonio Romito e Claudio Fanelli e del tentato omicidio di Domenico Cantalice, pregiudicato. La Suprema Corte ha quindi confermato le condanne inflitte con rito abbreviato: per il pregiudicato Donato Cassano 18 anni di carcere, reo confesso del delitto Caracciolese. Vent’anni, invece, per Nicola Fumai, tra i sicari della strage al San Paolo, per la quale non è ancora definitiva la pena per Antonio Moretti, reo confesso del triplice omicidio, già condannato con rito ordinario in Appello a 30 anni di reclusione. Per quanto riguarda il tentato omicidio di Catalice, invece, confermate le condanne a 10 anni per Vito De Tullio, a 8 anni per Luigi Milloni, a 7 anni e 4 mesi per Vito Milloni e Michele Lanave.
Article source: http://www.baritoday.it/cronaca/omicidio-caracciolese-strage-san-paolo-confermate-condanne-cassazione.html
Posted by admin in Corte di cassazione Wednesday, 17 January 2018 18:36 No Comments
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere nei confronti degli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli del deputato di Forza Italia ed ex presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro.
Gli imprenditori sono detenuti da maggio dello scorso anno nell’ambito dell’inchiesta condotta dai pm della Dda di Napoli Mariella Di Mauro e Giuseppe Visone su presunte infiltrazioni della camorra nella gestione del Pip (Piano di insediamento produttivo) del comune di Marano, a nord di Napoli. La Cassazione ha respinto l’istanza di revoca della misura cautelare, che era già stata confermata dal Tribunale del Riesame di Napoli.
Nei giorni scorsi la Procura ha depositato agli atti dell’inchiesta nuovi documenti, tra cui le rivelazioni di un ex detenuto che, nel carcere di Poggioreale, avrebbe appreso di un piano dei Cesaro per calunniare un pm titolare dell’inchiesta. Vicenda sulla quale sono in corso indagini da parte degli inquirenti.
In una nota, il professore Vincenzo Maiello che, insieme con il professore Franco Coppi e gli avvocati Raffaele Quaranta e Paolo Trofino, assiste gli imprenditori Raffaele e Aniello Cesaro dichiarano: “La pronuncia della Corte di Cassazione riguarda la situazione processuale esistente al tempo dell’ordinanza cautelare del gip, aprile 2017. Non ha potuto tenere conto delle acquisizioni probatorie successive che, secondo l’opinione della difesa, hanno sensibilmente modificato il
quadro delle prove rendendo insostenibile dal punto di vista logico e giuridico l’ipotesi di accusa secondo cui i fratelli Cesaro avrebbero stretto un patto con la criminalità organizzata. La verità è di segno assolutamente diverso e va nella direzione che vede i fratelli Cesaro vittime di pesanti e molto gravi attività estorsive. La storia imprenditoriale dei fratelli Cesaro si oppone decisamente all’accusa mossa nei loro confronti”.
Article source: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/01/17/news/la_cassazione_conferma_il_carcere_per_i_fratelli_cesaro-186702840/
Veronica Lario in Cassazione contro l’azzeramento del maxi-assegno
Posted by admin in Corte di cassazione Wednesday, 17 January 2018 13:06 No Comments
17 gennaio 2018La saga giudiziaria tra Silvio Berlusconi e l’ex moglie Veronica Lario, iniziata nel 2009, si arricchisce di un nuovo capitolo.
Nei giorni scorsi, secondo quanto risulta all’agenzia Il Sole 24 Radiocor, Lario ha notificato alla Corte di Cassazione il ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che aveva azzerato il suo assegno di mantenimento post divorzio e l’aveva obbligata a restituire al Cavaliere una somma attorno a 45 milioni di euro. Subito dopo la sentenza, che risale al 16 novembre scorso, il legale di Veronica Lario, Cristina Morelli, aveva definito ‘profondamente ingiusta’ la decisione della Corte d’Appello, che aveva eliminato l’assegno di mantenimento da 1,4 milioni mensili stabilito nel 2013 dal Tribunale di Monza. Così, nei giorni scorsi, è arrivato puntuale il ricorso in Cassazione, entro il termine previsto dei 60 giorni.
La Corte d’Appello di Milano aveva deciso di applicare al caso Berlusconi-Lario il precedente dell’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che l’anno scorso si era visto riconoscere – proprio dalla Cassazione – il diritto a non dover mantenere la moglie, in quanto economicamente autonoma, scardinando così il principio dello ‘stesso tenore di vita’. Una linea che si è rivelata efficace, per la causa tra Berlusconi e la ex moglie, anche e soprattutto per la parte della decisione che ha riguardato il passato e quindi sancito la restituzione di quanto in precedenza versato.
Article source: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Veronica-Lario-in-Cassazione-contro-azzeramento-maxi-assegno-Berlusocni-ca99afbb-fb7c-444a-845a-e613a613442b.html
Posted by admin in Corte di cassazione Wednesday, 17 January 2018 11:18 No Comments
Article source: https://www.statoquotidiano.it/17/01/2018/condanne-definitive-cassazione-11-arresti-della-mobile-bari/599656/
Manfredonia. Procedimento “Atlantide”, Cassazione rigetta i ricorsi
Posted by admin in Corte di cassazione Tuesday, 16 January 2018 18:06 No Comments
Bari. PROCEDIMENTO “Atlantide“: con recente sentenza, la Corte di Cassazione di Roma ha rigettato i ricorsi presentati da Michelantonio Nenna, classe 1955 Manfredonia e Matteo Castriotta, classe 1989 Manfredonia, per l’annullamento della decisione della sentenza della Corte di Appello di Bari del dicembre 2014, con la quale in parziale riforma della decisione di primo grado, sentenza del Tribunale di Foggia del dicembre 2013, era stata rideterminata la pena inflitta a Bushi Guri, in anni due e mesi otto di reclusione, e inflitta al Nenna e al Castriotta una pena pari ad anni tre e mesi quattro di reclusione, con conferma per questi ultimi il giudizio di primo grado di equivalenza delle circostanze attenuanti ed aggravanti, mentre per il Bushi erano state ritenute le prime prevalenti sulle seconde.
Come detto, con sentenza del dicembre 2013 il Gup presso il Tribunale di Foggia aveva ritenuto Nenna Michelangelo, Castriotta Matteo e Bushi Guri colpevoli dei reati loro ascritti (detenzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana (…) introduzione nel territorio dello Stato, acquisto, detenzione e porto illegali di un’arma da guerra e relativo munizionamento (..); detenzione e porto illegali di una pistola e relativo munizionamento (..); nonché i primi due: trasporto e procurato ingresso illegale nel territorio dello Stato dello straniero, Bushi Guri di nazionalità albanese, privo di titolo di residenza permanente (…); condannando i primi due, alla pena di anni otto (…), il terzo alla pena di anni sette e mesi quattro (….), previo riconoscimento per tutti delle circostanze attenuanti generiche in misura equivalente alle contestate aggravanti.
A seguito di impugnazione proposta dagli imputati, la Corte di appello di Bari, con sentenza resa il 18 dicembre 2014, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva rideterminato la pena inflitta al Bushi, in anni due e mesi otto di reclusione (…) e quella inflitta al Nenna e al Castriotta in anni tre e mesi quattro di reclusione (…), confermando per questi ultimi il giudizio di primo grado di equivalenza delle circostanze attenuanti ed aggravanti, mentre per il Bushi riteneva le prime prevalenti sulle seconde.
Dalla sentenza della Corte di Cassazione di legge tra l’altro come “le difese omettono, tuttavia, di considerare nel loro complesso le argomentazioni a sostegno delle conformi decisioni di merito, attraverso le quali viene puntualmente ricostruito, in termini logici e coerenti rispetto alle risultanze esaminate, il ruolo determinante e rilevante assunto da ciascuno degli imputati nella commissione del fatto (dalla messa a disposizione del peschereccio al viaggio intrapreso personalmente in acque montenegrine per recuperare il carico di marijuana, assicurandone il trasporto fino alle coste italiane).
A fronte di tale ricostruzione, rivelatrice del contributo offerto dai predetti (tutt’altro che di minima importanza) le difese hanno contrapposto argomenti confutativi, inidonei a rilevare fratture logiche della decisione impugnata, in quanto sorretti da alternative valutazioni in fatto (tendenti a minimizzare
l’apporto fornito da ciascuno nella commissione del fatto) che non possono trovare ingresso in sede di legittimità”.
Article source: https://www.statoquotidiano.it/16/01/2018/manfredonia-procedimento-atlantide-cassazione-rigetta-ricorsi/599523/