Source: https://www.miolegale.it/norme/direttiva-prevenzione-contrasto-comportamenti-causa-incidenti-stradali/
Timestamp: 2020-07-15 04:53:00+00:00
Document Index: 134248364

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 345', 'art. 12', 'art. 61', 'art. 12', 'art.345', 'art. 201', 'art. 142', 'art. 170', 'art.142', 'art.12', 'art. 201', 'art.142', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 142', 'art. 4', 'art. 201', 'art. 14', 'art. 201', 'art. 4', 'art.4', 'art. 2', 'art. 200', 'art. 4', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 12', 'art. 22', 'art. 12', 'art. 142']

Direttiva per la prevenzione e il contrasto ai comportamenti causa di incidenti stradali
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Direttiva Ministero dell’Interno 21 luglio 2017
28 Luglio 2017 - Aggiornato il 29 Luglio 2017
– nel contrasto di tutti quei comportamenti che costituiscono motivo di distrazione per il conducente e, in primo luogo, l’uso del cellulare o dello smartphone durante la guida; la necessità dì porre particolare attenzione a tale fenomeno trova la sua giustificazione anche nelle evidenze statistiche più recenti.
MODALITÀ’ DI COLLOCAZIONE E USO DEI DISPOSITIVI O MEZZI TECNICI DI CONTROLLO FINALIZZATI AL RILEVAMENTO DELLE VIOLAZIONI DELLE NORME DI COMPORTAMENTO DI CUI ALL’ART 142 DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 APRILE 1992, N. 285 (NUOVO CODICE DELLA STRADA).
PARTE II INDIVIDUAZIONE DEI TRATTI DI STRADA IN CUI È CONSENTITO IL CONTROLLO A DISTANZA DELLE VIOLAZIONI SENZA LA PRESENZA DI OPERATORI DI POLIZIA
3. CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DEI TRATTI DI STRADA IN CUI E POSSIBILE L’UTILIZZO DI DISPOSITIVI E MEZZI DI CONTROLLO DEL TRAFFICO
PARTE III MODALITÀ’ DI CONTROLLO E DI CONTESTAZIONE
Facendo seguito alle precedenti direttive impartite in materia ed in particolare alla direttiva 14 agosto 2009, prot. n. 300/A/10307/09/144/5/20/3 (direttiva per garantire un’azione coordinata di prevenzione e contrasto dell’eccesso di velocità sulle strade) e successive integrazioni e modificazioni, il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali ed il Dipartimento della Pubblica Sicurezza di questo Ministero, d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno provveduto alla redazione delle allegate istruzioni operative, che sostituiscono, rinnovano ed adeguano al progresso tecnologico ed alle modifiche normative sopravvenute le istruzioni allegate alla predetta circolare fornendo, altresì, una risposta alla problematica della corretta taratura dei dispositivi di controllo, emersa a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 113 del 18 giugno 2015.
È necessario dare nuovo impulso alle attività organizzate di contrasto del grave fenomeno della guida in stato d’ebbrezza alcoolica, sollecitando le Forze di Polizia e le Polizie Locali, nei limiti delle risorse economiche disponibili, ad incrementare l’acquisto ed il sistematico utilizzo di dispositivi di controllo (etilometri e precursori) dei conducenti, conformemente agli indirizzi forniti dal Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, con le circolari in materia di impiego di strumenti di accertamento finalizzati alla verifica dello stato di ebbrezza alcolica e di alterazione psicofisica correlata all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope , indirizzi che si richiamano integralmente.
Sebbene le norme che impongono l’uso delle cinture di sicurezza ed altri sistemi di ritenuta e protezione siano ormai consolidate, i dati dell’infortunistica stradale mostrano che-in tale settore non c’è stato un completo adeguamento delle condotte dei condycenti.
Si impone, pertanto, una rinnovata attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’impiego delle cinture nei sedili posteriori degli autoveicoli e dei dispositivi di ritenuta per bambini prevedendo, ove necessario, l’organizzazione di coordinate campagne di controllo ad elevato impatto, con l’impiego massiccio di controlli mirati, in aree ed orari in cui più elevato è il fenomeno del mancato utilizzo di tali dispostivi.
La distrazione alla guida si sta rivelando, soprattutto negli ultimi anni, la principale causa d’incidente stradale. In particolare, accanto a comportamenti collegati all’utilizzo scorretto dei dispostivi elettronici o di riproduzione sonora nei veicoli, preoccupa il fenomeno dell’utilizzo scorretto dei telefoni cellulari e, soprattutto, degli smartphones che, in taluni casi, costituiscono motivo di gravissimi incidenti. Su questo fronte appare, perciò, necessario concentrare ogni sforzo nell’azione di contrasto che veda protagonisti non solo gli organi di polizia stradale istituzionalmente dedicati al controllo stradale, ma ogni operatore di polizia che, anche occasionalmente, si trovi a svolgere compiti di controllo del territorio. Anche in questo ambito, peraltro, appare indispensabile pianificare mirate azioni di controllo ad alto impatto su tutto il territorio nazionale, sollecitando ogni attore della sicurezza stradale alla promozione, nel proprio ambito operativo, di condotte virtuose adeguate.
– dispositivi per l’accertamento della velocità media. Quanto a modalità di funzionamento in:
Nei sistemi di rilevazione della velocità media, l’accertamento della velocità è compiuto nei luogo in cui è situata la sezione di rilevamento del tempo impiegato a percorrere il tratto; tale luogo è da considerarsi a tutti gli effetti di legge (soprattutto per la determinazione della competenza territoriale per i ricorsi al Prefetto di cui all’articolo 203 del C.d.S. e al Giudice di Pace di cui all’articolo 204 bis del C.d.S.), come luogo della commessa violazione.
Dispositivi di questo tipo impongono di norma che il limite di velocità sull’intero tratto oggetto del controllo sia omogeneo; tuttavia, condizioni eccezionali – quali, ad esempio la presenza di un cantiere in un tratto inferiore al segmento di strada oggetto del controllo della velocità media – non eliminano la possibilità per l’organo di polizia stradale di effettuare l’accertamento, considerando le eccedenze di velocità rispetto al limite ordinario , a condizione che gli eventuali diversi limiti vigenti lungo parte della tratta sottoposta a controllo siano occasionali e temporanei, e che il riferimento per la determinazione delle entità della violazione sia riferita al limite massimo di velocità costante valido per l’intera tratta.
Affinché i sistemi di rilevazione della velocità media possano svolgere al meglio la loro funzione – ivi compresa una vera e propria attività didattico-educativa nei confronti dell’utenza stradale – l’azione di controllo deve essere attuata su tratti di strada non troppo brevi, tali da far prospettare un controllo pressoché simile a quello della velocità istantanea o puntuale. A tal fine si ritiene opportuno che la distanza minima tra le sezioni di ingresso e di uscita del tratto stradale lungo il quale si esegue il controllo non risulti inferiore a cinquecento metri, se la velocità ammessa lungo lo stesso tratto non sia superiore ai 60 Km/h, ed a mille metri se la velocità ammessa è superiore o uguale a 110 km/h, con distanze minime intermedie in funzione della velocità nell’intervallo tra 60 e 110 km/h.
Restano immutate tutte le altre condizioni e prescrizioni che sono alla base della scelta della ubicazione delle unità di rilevamento e di impiego del sistema, ed in particolare quella che lungo la tratta controllata vige, o sia imposto, un limite massimo di velocità costante in condizioni ordinarie .
Ai sensi ell’art. 3 del decreto ministeriale 29 ottobre 1997, le approvazioni delle apparecchiature per l’osservanza dei limiti di velocità, concesse a decorrere dal 1° gennaio 1981, decadono venti anni dopo il loro rilascio. Da tale data gli apparecchi non possono essere più commercializzati , se la loro approvazione non è stata rinnovata.
Con sentenza n.113, depositata il 18 giugno 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, l’articolo 45, comma 6,del C.d.S., nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate per l’accertamento delle violazioni ai limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.
Per i dispositivi o sistemi che sono approvati per più di una modalità di funzionamento (ad esempio per velocità istantanea in modalità stazionaria o in movimento, con rilevamento in avvicinamento o in allontanamento, per rilevamento della velocità istantanea o media età), le verifiche di funzionalità e taratura devono essere effettuate in relazione alle modalità di funzionamento del dispositivo o sistema adottate dall’organo di polizia stradale che impiega i medesimi.
Alla velocità accertata dall’apparecchio di misura deve essere applicata una riduzione a favore del trasgressore pari al 5% del valore rilevato, con un minimo di 5 km/h. Eventuali decimali risultanti da questa operazione non possono essere oggetto di ulteriore arrotondamento, né è possibile tener conto di eventuali ulteriori percentuali di riduzione collegate all’incertezza della misura dello strumento che sono già comprese nella percentuale sopra citata .
La riduzione si applica alle risultanze ottenute da tutti gli strumenti di misura approvati per l’accertamento della velocità sia istantanea o puntuale che media .
Gli apparecchi di misura utilizzati per contestare Ì eccesso di velocità devono essere nella completa disponibilità degli Uffici o Comandi da cui dipendono gli organi accertatori.
L’accertamento delie violazioni in materia di circolazione stradale, tra cui quella relativa al superamento dei limiti massimi di velocità, ricade tra le attività di cui all’art. 11, comma 1, lett. a), C.d.S., e pertanto, costituendo servizio di polizia stradale, non può essere delegato a terzi, pena la nullità degli accertamenti .
Nel richiamare la disposizione di cui all’art. 345, comma 4, Reg., nella quale è stabilito che le apparecchiature per il rilevamento della velocità devono essere gestite direttamente dagli organi preposti all’espletamento dei servizi di polizia stradale elencati dall’art. 12 C.d.S., si rammenta altresì che l’art. 61 della Legge 120/2010, prevede che ai fini dell’accertamento delle violazioni esclusivamente con l’impiego del personale dei corpi e dei servizi di polizia locale, è consentito l’uso di apparecchi acquisiti da loro in proprietà, con contratto di locazione finanziaria o di noleggio a canone fisso.
Possono, invece, essere affidate a terzi o svolte sotto il diretto controllo degli organi di polizia stradale le attività puramente manuali e complementari quali, a titolo esemplificativo, la rimozione e sostituzione dei rullini, lo sviluppo degli stessi e la stampa dei fotogrammi, la masterizzazione dei dati relativi, ovvero la predisposizione degli stampati per le procedure di notifica. ‘
elaborazione informatica dei dati delle violazioni senza alcun potere decisionale
in ordine alla validazione ed all’accertamento che rimane di esclusiva
competenza dei soggetti di cui all’art. 12 del C.d.S.;
stampa dei processi verbali relativi alle violazioni accertate dai soggetti di cui al
punto precedente e relativo imbustamento;
attività di data entry relativamente ai dati attinenti le singole fasi che concorrono alla corretta gestione amministrativa del procedimento sanzionatorio (es. esiti notifiche, pagamenti, ricorsi, comunicazioni varie, ecc.);
Per quanto riguarda, invece, la fase dello sviluppo dei fotogrammi impressionati, si ribadisce la necessità che un operatore di polizia presenzi alle operazioni demandate ad un laboratorio privato al fine di garantire la legittimità dell’operazione e l’obbligo di gestione diretta prevista dal citato art.345 Reg. Esec. C.d.S..
Le spettanze da elargire all’aggiudicatario dell’appalto di locazione devono essere rapportate alle disposizioni degli artt.142, comma 12 ter, e 208 C.d.S., relative alla destinazione dei proventi degli illeciti amministrativi, ove è prevista tra l’altro, la possibilità della fornitura dei mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale. Il corrispettivo, perciò, deve essere sempre commisurato al costo delle apparecchiature e/o in funzione del tempo di utilizzo delle stesse e non legato alle sanzioni eventualmente riscosse.
Le spese di accertamento devono avere un costo documentabile ed analitico poiché gravanti sul trasgressore ai sensi dell’art. 201, comma 4, del C.d.S, in aggiunta al dovuto quale sanzione amministrativa pecuniaria corrispondente alla violazione commessa. Non possono rientrare tra le spese di accertamento il costo delle attività che non concorrono direttamente alla definizione della procedura inerente
l’individuazione del trasgressore ovvero alla notifica del verbale di contestazione al medesimo, diverse da quelle definite dal paragrafo 5.2. Analogamente non possono rientrare i costi connessi alla gestione amministrativa del procedimento sanzionatorio successivi alla notificazione dei verbali di contestazione ( assistenza legale, recupero credito, ecc. ).
I dispositivi di controllo utilizzati per l’accertamento dell’ eccesso di velocità che consentono di documentare la violazione, ed a richiesta dell’interessato la visione successiva, devono essere impiegati nel rispetto delle norme sulla riservatezza personale D.Lgs. 196/2003).
Diverso è il caso di impiego di dispositivi automatici di rilevamento della velocità, senza contestazione immediata della violazione, debitamente approvati, che effettuano la ripresa frontale del veicolo, provvisti di un programma che provvede all’oscuramento automatico dalla parte di immagini rilevate ( essenzialmente la zona del parabrezza ) che consentono di identificare le persone che vi si trovano a bordo.
L’art. 142, comma 6-bis, C.d.S. impone che le postazioni dì controllo per il rilevamento della velocità siano:
e) le caratteristiche costruttive dei segnali stradali utilizzabili (forma, colore di fondo, altezza dei caratteri in funzione della velocità locale predominante, ecc.) sono quelle previste dal Reg. per i segnali di indicazione; per i dispostivi luminosi a messaggio variabile, invece, occorre far riferimento alle disposizioni dell’art. 170 del medesimo regolamento.
L’informazione sulla presenza della postazione di controllo, sia fissa che temporanea, deve essere fornita attraverso la collocazione di idonei segnali stradali di indicazione, anche a messaggio variabile, che possono essere installati, in via provvisoria o definitiva, ad adeguata distanza dal luogo in cui viene utilizzato il dispositivo di rilevamento secondo le indicazioni del decreto ministeriale 15 agosto 2007.
Per le postazioni temporanee possono essere utilizzati segnali collocati in modo permanente sulla strada solo quando la posizione dei dispositivi di rilevamento sia stata oggetto di preventiva pianificazione coordinata ed il loro impiego in quel tratto di strada non sia occasionale, ma, per la frequenza dei controlli, assuma il carattere di sistematicità .
Per postazione di rilevamento si deve intendere «l’insieme di tutte le componenti essenziali per il suo funzionamento tecnico, normativo e di protezione che attengono al rilevatore della velocità» – ovvero il rilevatore vero e proprio – i suoi accessori di funzionamento, nonché eventuali protezioni o box all’interno dei quali è collocato lo strumento di misurazione, nonché la segnaletica volta ad assicurare la visibilità della medesima postazione .
Non esiste alcun obbligo di utilizzo di segnaletica luminosa e/o intermettente per rendere visibile la postazione di controllo, né di utilizzare colorazioni particolari riguardo ai contenitori ( box) e/o supporti ( pali ) dei dispositivi di controllo.
Il fatto che la distanza sia in relazione alla presenza del segnale di limite massimo di velocità esclude che tale condizione si applichi qualora il limite imposto sia quello generalizzato previsto dall’art.142, comma 1, del C.d.S. , per i vari tipi di strada, vigente lungo il tratto stradale in cui avviene il controllo, o sia riferito al particolare veicolo in circolazione.
L’obbligo della distanza di almeno un chilometro dal segnale posto dopo l’intersezione non si applica qualora la velocità massima consentita sia la stessa su tutti i rami dell’ intersezione, a condizione che la segnaletica presente su tali rami sia comunque ad una distanza di almeno un chilometro dalla postazione di controllo. In sintesi, la distanza di almeno un chilometro deve essere assicurata a tutti gli utenti in approssimazione alle postazioni dì rilevamento, quale che sia il tratto di strada percorso.
Poiché secondo la norma la distanza di almeno un chilometro dal segnale vale sia per l’utilizzo che per la installazione della postazione, nel caso di dispositivi di rilevamento -che operano l’accertamento con veicolo in avvicinamento alla postazione – il chilometro deve essere computato rispetto al punto in cui viene effettivamente rilevata la violazione, e non rispetto al punto di installazione del dispositivo.
Per quanto riguarda gli accertamenti con i dispositivi di determinazione della velocità con rilevamento a distanza, si ritiene che la prescrizione indicata dal legislatore nel citato articolo 25, comma 2, della legge 120/2010, intenda sollecitare nell’utente della strada un comportamento virtuoso, consentendo allo stesso di adeguare la velocità al limite indicato dalla segnaletica stradale non solo a partire dal segnale stesso, ma anche nel successivo chilometro; conseguentemente, all’interno di tale spazio viene inibita l’azione di controllo con rilevamento a distanza senza la presenza dell’operatore di polizia.
Il divieto non concerne l’impiego di tali sistemi quando oggetto del controllo è la velocità media mantenuta dal veicolo tra due portali del sistema, anche se il segnale di limite di velocità sia installato a meno di 1 chilometro dal primo dei due portali, considerato che il momento dell’accertamento dell’eventuale infrazione, generata dall’aver mantenuto nel tratto oggetto di controllo una velocità media superiore a quella prescritta dal segnale verticale apposto a meno di un chilometro, coincide con il luogo ove è collocato il secondo dei due portali del sistema – punto che, quindi, si deve trovare sempre a più di un chilometro dal segnale verticale collocato dall’ente proprietario della strada.
Resta impregiudicata, per i restanti organi di polizia stradale richiamati ai commi 2 e 3 dell’art.12 C.d.S., la facoltà di utilizzare dispositivi di controllo finalizzati all’accertamento diretto delle violazioni, procedendo, quando possìbile, alla prescritta contestazione immediata delle stesse. I medesimi soggetti, peraltro, possono utilizzare i dispositivi di controllo senza effettuare la contestazione immediata nei casi previsti dall’art. 201 del C.d.S., a condizione che il loro impiego avvenga con la presenza e sotto il diretto controllo di loro dipendenti abilitati allo svolgimento di compiti di polizia stradale.
INDIVIDUAZIONE DEI TRATTI DI STRADA IN CUI È CONSENTITO IL
CONTROLLO A DISTANZA DELLE VIOLAZIONI SENZA LA PRESENZA DI
L’articolo 4 del d.l. 20.6.2002, n.121, come convertito e modificato con legge 01.8.2002, n.168, e successivamente modificato con d.l. 27.06.2003, n. 151, convertito con legge 01.08.2003, n. 214, consente sia l’impiego di dispositivi che di mezzi tecnici di controllo del traffico, per l’accertamento a distanza di alcune violazioni, tra cui l’eccesso di velocità (art.142 C.d.S.).
In particolare è possibile l’installazione e l’impiego di dispositivi in grado di rilevare, anche in modo automatico le violazioni, senza la presenza o l’intervento contestuale dell’operatore di polizia stradale, ovvero di mezzi tecnici che mettono in condizione l’organo preposto all’attività di monitoraggio del traffico a distanza di accertare l’illecito in un luogo diverso da quello in cui esso si sviluppa e dal momento in cui si compie.
La norma legittima l’accertamento e la contestazione differita delle violazioni rilevate con i predetti dispositivi tecnici senza richiedere che l’impossibilità della contestazione immediata sia adeguatamente motivata caso per caso, ma considerandola oggettivamente ed in via presuntiva presente in tutte le fattispecie indicate.
I dispositivi di controllo si identificano con gli strumenti tecnici costruiti specificamente per accertare violazioni (quali, a titolo esemplificativo, i misuratori di velocità), mentre i mezzi tecnici di controllo sono costituiti, più genericamente, da tutti gli apparecchi che consentono di controllare il traffico a distanza (videocamere, sistemi digitali di rilevamento del passaggio, ecc.).
2. INDIVIDUAZIONE CON DECRETO DEL PREFETTO DELLE STRADE SULLE
QUALI È AMMESSO L’USO DEI DISPOSITIVI E DEI MEZZI TECNICI DI CONTROLLO
Relativamente alle strade classificate dall’art. 2, comma 2, C.d.S. di tipo A (autostrade) e B (strade extraurbane principali) i dispositivi di controllo a distanza possono essere sempre utilizzati, ragion per cui non è necessaria una preventiva ricognizione da parte del Prefetto. Per le strade di tipo C (strade extraurbane secondarie) e D (strade urbane di scorrimento) spetta al Prefetto, con proprio decreto, la determinazione dei tratti in cui è possibile l’attività di controllo remoto del traffico finalizzata all’accertamento delle violazioni per eccesso di velocità, sentiti gli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, comma 1, C.d.S. e su conforme parere degli enti proprietari delle strade.
Nell’ipotesi, pertanto, che tali arterie assumano la classificazione di strade urbane di quartiere o strade locali, non è consentita l’installazione di sistemi di rilevamento a distanza; viceversa, è ammessa quando assumono la classificazione di strade urbane di scorrimento, previa individuazione puntuale da parte del Prefetto del tratto di strada ai sensi dell’art. 4, comma 2 del D.L. 20.6.2002, n.121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1.8.2002, n. 168.
Sulle strade di tipo A e B nonché sui tratti di altre strade individuati dal Prefetto è sempre consentita la contestazione differita della violazione .
Con l’utilizzazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza della violazione di cui all’ art. 142 C.d.S, si esclude tout court l’obbligo della contestazione immediata. La norma del predetto art. 4, peraltro, non pone una generalizzata esclusione dell’impiego delle apparecchiature elettroniche di rilevamento al di fuori delle strade sopra citate, in cui è possibile procedere alla rilevazione senza la presenza degli organi accertatori. Infatti, le predette apparecchiature possono essere utilizzate nelle tipologie di strade diverse dalle precedenti anche nei casi indicati dall’art. 201, lett. a) ed e) del C.d.S., che consentono l’accertamento senza contestazione immediata, purché sia presente un operatore di polizia.
3. CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DEI TRATTI DI STRADA IN CUI E
POSSIBILE L’UTILIZZO DI DISPOSITIVI E MEZZI DI CONTROLLO DEL TRAFFICO
4. PROCEDIMENTO DI INDIVIDUAZIONE ED EMISSIONE DEL DECRETO DA
– relazione conclusiva del responsabile dell’ufficio, con la quale si illustrano le attività di polizia svolte sulla strada e le difficoltà riscontrate nell’utilizzazione degli
– ordinari modelli operativi di controllo, senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità dei conducenti controllati e del personale operante.
Tale parere ha natura obbligatoria e vincolante, ed ha per oggetto la compatibilità tecnica dell’installazione o dell’utilizzazione dei dispositivi con la conservazione delle infrastrutture stradali, la tutela della fluidità del traffico e la sicurezza della circolazione.
In via generale, un eventuale diniego al nulla osta all’installazione di un dispositivo per il rilevamento della velocità da parte di un ente proprietario della strada può essere fondato solo su motivi di carattere tecnico strutturale della strada, o per quelli inerenti i poteri e i compiti di cui all’art. 14 C.d.S., considerate le eventuali responsabilità imputabili ai sensi degli artt. 2043 e 2051 del Codice Civile , al medesimo ente. Nel caso di installazione a bordo strada, deve essere valutata la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacoli, ancorché posti al di fuori della carreggiata, e la conseguente opportunità di proteggerli adeguatamente ai sensi della vigente normativa in materia di dispositivi di ritenuta.
Le postazioni fisse in modalità automatica di controllo remoto delle violazioni, senza la presenza di un operatore di polizia, possono essere utilizzate solo quando ricorrono le condizioni indicate dall’art. 201, comma 1-bis, lett. f), C.d.S , che richiama l’art. 4 della legge 168/2002 e precisamente:
a) sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali. L’utilizzazione o l’installazione dei dispositivi o dei mezzi tecnici in argomento è ammessa senza la necessità di una preventiva verifica della possibilità di procedere alla contestazione immediata (21) in ragione dell’oggettiva difficoltà di procedere al fermo dei veicoli dei trasgressori da parte di chi svolge attività di vigilanza stradale;
b) sugli altri tratti di strada individuati dal prefetto ai sensi dell’art.4 della L. 168/2002. Sulle altre strade, cioè su quelle classificate dall’art. 2 C.d.S. lettere C e D come extraurbane secondarie ovvero urbane di scorrimento, l’utilizzazione o l’installazione dei predetti dispositivi è sottoposta ad una preventiva valutazione da parte del Prefetto tendente a verificare che, in concreto, sussistano le obiettive ragioni per l’impiego di strumenti di accertamento a distanza delle violazioni, in deroga al principio generale della contestazione immediata sancito dall’art. 200 C.d.S.
1.1.Strumenti utilizzabili; approvazione, taratura e modalità d’impiego. Rinvio Si rinvia a: parte I – paragrafi 1, 2 e 3.(22)
Nei casi indicati alle lettere a) e b) del precedente paragrafo 1, possono essere utilizzate anche le apparecchiature a funzionamento automatico di tipo temporaneo, senza la presenza di un operatore di polizia. I dispositivi di misura possono essere alloggiati all’interno di veicoli in sosta fuori della carreggiata, ovvero collocati su cavalietti o in strutture rimuovibili poste fuori della carreggiata.
Rientrano, infatti, nella categoria degli strumenti di controllo a distanza anche i dispositivi rimuovibili in grado di rilevare e documentare in modo automatico le violazioni. L’intervento dell’operatore di polizia è limitato all’attivazione e alla verifica della funzionalità dell’apparecchio, le cui risultanze – fotografie, filmati o analoghi sistemi di memorizzazione dell’immagine – sono successivamente sviluppate in un verbale di contestazione.
a) se sono utilizzati in autostrada, sulle strade extraurbane principali e sulle strade indicate nel decreto del Prefetto di cui all’art. 4 L.168/2002, è sempre ammessa la contestazione differita della violazione e, quindi, possono essere impiegati anche senza necessità di motivare le ragioni per le quali non si è proceduto al fermo del veicolo condotto in eccesso di velocità;
b) se impiegati su altre strade, anche urbane, la contestazione differita della violazione è ammessa solo quando l’apparecchiatura di controllo è utilizzata sotto il diretto controllo di un operatore di polizia e ricorre una delle condizioni indicate dall’art. 201 del C.d.S (23). In tali casi, il verbale di contestazione, con richiamo alle disposizioni dell’art. 201, deve solo indicare le modalità di effettuazione del servizio di controllo che legittimano il mancato fermo immediato del veicolo in eccesso di velocità(24) ;
Fuori dei casi in cui si rende possibile il controllo remoto delle violazioni e la loro contestazione differita, è sempre opportuno procedere alla contestazione immediata degli illeciti stradali – se necessario con l’impiego articolato di più unità operative – nel rispetto della prioritaria esigenza della salvaguardia dell’incolumità degli operatori e dei trasgressori, anche in considerazione dell’indubbia efficacia deterrente dovuta alla concreta possibilità di applicare eventuali misure sanzionatone a carico del conducente nella immediatezza della violazione.
Nel caso di postazioni presidiate, ovvero in presenza dell’operatore di polizia stradale – non necessariamente visibile ma nelle immediate vicinanze – in occasione dell’espletamento del servizio con un dispositivo automatico, ai fini del controllo della funzionalità dello strumento lo stesso operatore deve essere in grado di verificare costantemente il corretto funzionamento del medesimo, che deve essere sotto il suo “ diretto controllo”, per poter tempestivamente intervenire in caso di alterazioni funzionali , o per poter determinare il veicolo in violazione nei casi dubbi – per esempio se nel fotogramma risultano ripresi più veicoli – non essendo pertanto sufficiente la mera e passiva presenza dell’agente accertatore. L’attività di presidio può essere effettuata anche verificando la funzionalità dei dispositivo di controllo previa l’utilizzo di supporti di controllo (tablet o palmari).
Si fa presente che in applicazione dell’art. 201, comma 1 bis, lett. e), C.d.S., per svolgere accertamenti circa le violazioni dell’eccesso di velocità con apparecchiature omologate o approvate a tale scopo e con la presenza dell’organo di polizia stradale, non occorre alcuna preventiva autorizzazione del Prefetto localmente competente, salvo ovviamente che sussista la competenza territoriale dell’organo accertatore e sempre nel rispetto del coordinamento esercitato dal medesimo Prefetto; quest’ultimo, nell’ esercizio delle sue funzioni, ha anche il compito di scongiurare una eventuale sovrapposizione di una medesima attività di controllo espletata contemporaneamente da parte di più organi di polizia stradale su uno stesso tratto di strada. Gli organi di polizia stradale, nell’ambito della competenza territoriale, sono abilitati a compiere legittimamente la loro attività di accertamento istituzionale nell’ambito dell’espletamento dei servizi di polizia stradale, lungo tutte le tipologie di strada; conseguentemente, possono effettuare accertamenti e contestazioni di violazioni di norme del C.d.S. anche quando il tracciato su cui si verifica l’infrazione sia una strada statale, regionale o provinciale dentro o fuori del centro abitato. Questa disciplina generale, che identifica l’ambito territoriale di competenza della polizia municipale con il territorio comunale, trova un puntuale riscontro nell’art. 12, comma 1, lett. e), C.d.S., che attribuisce l’espletamento dei servizi di polizia stradale ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza, ed è richiamata dall’art. 22 del Reg. , il quale dispone, al comma 3, che i servizi di polizia stradale sono espletati dagli appartenenti alle amministrazioni di cui all’art. 12, commi 1 e 2, in relazione agli ordinamenti ed ai regolamenti interni delle stesse.
Sulla base delle disposizioni dell’art. 142, comma 6, C.d.S. e conformemente ad un consolidato orientamento giurisprudenziale, in caso di accertamento con contestazione immediata la fotografia o la ripresa rappresenta una documentazione ulteriore, ma non indispensabile, ai fini del raggiungimento della piena prova della violazione stessa. Le risultanze fornite dagli apparecchi omologati o approvati coincidono, infatti, con la visualizzazione della velocità sul display degli apparecchi stessi; pertanto, la piena efficacia e la validità della contestazione si realizzano con l’accertamento diretto da parte dell’operatore addetto al controllo.
In particolare, il personale, posto a valle del punto di rilevazione, direttamente oppure ricevuta notizia via radio dall’accertatore della velocità desunta dal monitor dell’apparecchiatura nonché del tipo, della targa o di altri elementi di riconoscimento del veicolo che ha superato il limite di velocità, procede al fermo dello stesso ed alla contestazione dell’infrazione. Peraltro, l’accertamento della violazione è effettuato dal personale che presidia l’apparecchio ed ha rilevato la velocità e, quindi, nel corpo del verbale di contestazione dovrà essere espressamente indicato il nominativo degli agenti accertatori e che la rilevazione dell’eccesso di velocità è stata compiuta dagli stessi.
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