Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-119-codice-penale-valutazione-delle-circostanze-di-esclusione-della-pena
Timestamp: 2019-01-16 15:28:10+00:00
Document Index: 29899355

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 68', 'art. 51', 'art. 68', 'art. 119', 'art. 68', 'art. 119', 'art. 57', 'art. 376', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 376', 'art. 119', 'art. 62', 'art. 119']

Art. 119 codice penale: Valutazione delle circostanze di esclusione della pena | La Legge per tutti
Le circostanze soggettive, le quali escludono la pena per taluno di coloro che sono concorsi nel reato hanno effetto soltanto riguardo alla persona a cui si riferiscono (1).
(1) In tale categoria rientra anche la desistenza volontaria [v. 56] che, pertanto, esime dalla pena soltanto il concorrente o i concorrenti che desistono volontariamente dall’azione criminosa che non ha ancora completato il suo iter esecutivo.
Non è, tuttavia, agevole stabilire in quali casi ricorra una desistenza volontaria in relazione ad un reato che si manifesta in forma concorsuale. Infatti, secondo un orientamento più rigoroso, affinché si configuri una desistenza ex art. 56, comma 3 è necessario che il concorrente (sebbene non esecutore materiale ma semplice partecipe) impedisca la commissione del reato anche da parte degli altri concorrenti; secondo un diverso orientamento è invece sufficiente che il concorrente, il quale assuma il ruolo di semplice partecipe, elimini completamente il contributo da lui fornito alla realizzazione dell’impresa criminosa (ancorché essa sia portata a compimento dai concorrenti che non abbiano desistito). Così, ad esempio, dovrebbe andare esente da pena il soggetto che avendo fornito i mezzi per realizzare il reato, li abbia ritirati prima della loro utilizzazione.
La speciale causa di giustificazione prevista dall'art. 68, comma 1, Cost. in favore del parlamentare che esprima opinioni nell'esercizio delle proprie funzioni configura una ipotesi di legittimo esercizio di un diritto (art. 51 c.p.) ed integra, come tale, una causa di giustificazione. Ne consegue che, in tal caso, la condotta è lecita, in quanto espressione dell'esercizio di un diritto che non può configurare una mera causa di esclusione della colpevolezza che lascerebbe sussistere la illiceità del fatto e, pertanto, la insindacabilità delle espressioni usate dal parlamentare, riconosciuta dall' art. 68 Cost., giova al concorrente, ai sensi dell'art. 119 c.p.
Cassazione penale sez. V 27 ottobre 2006 n. 38944
La causa di non punibilità prevista dall'art. 68 comma 1 cost. in favore dei membri del Parlamento con riguardo alle opinioni espresse ed ai voti dati nell'esercizio delle loro funzioni si estende, ai sensi dell'art. 119 c.p., a tutti coloro che, ancorché non parlamentari, abbiano concorso nel medesimo reato (principio affermato, nella specie, con riguardo al direttore responsabile di una testata radiotelevisiva, chiamato a rispondere a titolo di concorso, e non per omesso controllo ai sensi dell'art. 57 c.p., del reato di diffamazione addebitato ad un parlamentare).
La ritrattazione di una testimonianza falsa, ai termini dell'art. 376 c.p., costituisce circostanza obiettiva di esclusione della punibilità e come tale merita valutazione ai fini del concorso di persone del reato. Ne consegue che essa dovrà giovare, al concorrente morale del reato ai sensi dell'art. 119 c.p.
Cassazione penale sez. un. 23 novembre 1985
La ritrattazione non può essere considerata causa di estinzione del reato o della pena ma ha natura giuridica di causa di esclusione della punibilità riconducibile, come tale, tra le circostanze previste dall'art. 119 c.p.; essa, risolvendosi in un impedimento volontario del danno o pericolo derivante dalla falsità commessa ed eliminando in radice la ragione stessa della punibilità della condotta illecita, ha carattere oggettivo ed è pertanto estensibile al concorrente (nella specie istigatore).
La ritrattazione, compiuta ai termini dell'art. 376 c.p., è una causa di esclusione della punibilità e come tale è compresa tra le circostanze previste dall'art. 119 c.p., che si configura come regola generale per la valutazione delle circostanze di esclusione della pena nei casi di concorso di persone nel reato. Ne consegue che essa, avendo carattere oggettivo, giova anche all'istigatore concorrente nel reato.
Quando il risarcimento del danno avviene ad opera di uno solo dei concorrenti nel delitto, la circostanza di cui all'art. 62 n. 6 c.p., data la sua natura soggettiva, non può essere applicata ad altro compartecipe, ostandovi la norma dell'art. 119 c.p.
Cassazione penale sez. VI 17 ottobre 1978