Source: http://frontelibero.blogspot.com/2012/09/il-manifesto-del-contribuente.html
Timestamp: 2017-06-26 20:45:03+00:00
Document Index: 45735329

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 111', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 17', 'art. 360', 'art. 47', 'art. 15', 'art. 39', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 19']

Fronte libero: Il manifesto del contribuente. L’illegittima alternativa: pagare o conciliare
Il manifesto del contribuente. L’illegittima alternativa: pagare o conciliare
Non è mia intenzione rovinarvi la giornata, ma notizie come questa vanno conosciute e sciolte nei nostri succhi gastrici possibilmente non facendoci venire la bile. È un po lunghetto ma credetemi ne vale la pena.
Qualcuno ieri mi ha detto che ormai il nostro bel paese non è più vivibile e forse sarebbe il caso di pensare a qualche posto esotico dove passare gli ultimi anni della nostra vita. Pensare a questa soluzione mi fa male. Forse la soluzione è combattere, chissà?
Attenzione che le leggi citate escono da un percorso iniziato dal nostro precedente disastroso governo e purtroppo non vedo come quello attuale possa cambiare strada. Lottiamo assieme agli autori del manifesto per far in modo che questo stato di cose cambi.
Quando sento, incredule, che qualche cittadino si è tolto la vita anche in modo eclatante dandosi fuoco e ora dopo aver letto questo articolo e penso a tutto quello che hanno potuto passare inermi contro questa amministrazione a delinquere allora, oggi comprendo questo orribile gesto.
...dal Tao The Cing ci giungono insegnamenti per i governanti che tendono al bene del loro popolo:
A seguito delle numerose modifiche amministrative e giudiziali – deficitarie ed inefficaci, a parere degli scriventi - operate nel settore tributario, appaiono evidenti i continui intenti limitativi del diritto di difesa dei contribuenti, che vengono messi costantemente innanzi ad un illegittimo bivio: pagare o conciliare.
Il contribuente onesto deve, come garantito dalla Costituzione - art. 111 - potersi difendere con gli strumenti predisposti a garanzia dei suoi diritti, senza essere costretto ad operare scelte radicali prive di fondamento alcuno.
1. Modifiche organizzative: D.L. 27 giugno 2012, n. 87, art. 4, comma 6 recante “misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario.” – La modifica varata dal D.L. 27 giugno 2012, n. 87 – recante “misure urgenti in materia di efficientamento(!!), valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico – finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario” – prevede, all’art. 4, comma 6, che: “ a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto la direzione della giustizia tributaria e la direzione comunicazione istituzionale della fiscalità sono trasferite, con il relativo assetto organizzativo e gli attuali titolari, al dipartimento dell’amministrazione generale del personale e dei servizi. La direzione comunicazione istituzionale della fiscalità assume la denominazione di direzione comunicazione istituzionale e svolge propri compiti con riferimento a tutti i compiti istituzionali del Ministero. Il dipartimento delle finanze, direzione legislazione tributaria, esercita le competenze in materia di normativa, monitoraggio e analisi del contenzioso tributario; il predetto dipartimento continua inoltre ad esercitare le competenze in materia di coordinamento della comunicazione relativa alle entrate tributarie e alla normativa fiscale”.
Il personale delle commissioni tributarie, ovviamente, ha sollevato notevoli polemiche a riguardo, anche alla luce del fatto che ad opera del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modif. dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, art. 37, comma 6 , è stato introdotto nel processo tributario, in un’ottica di regolamentazione delle spese di giustizia e, quindi, di efficienza del sistema giudiziario, il contributo unificato, unica fonte di sovvenzionamento della giustizia che “lotta contro l’evasione”. Questa è l’esatta dimostrazione del fatto che , sia da un punto di vista organizzativo, che da un punto di vista gestionale, il MEF intende sminuire il valore e l’importanza della giustizia tributaria, affinché il processo di ridimensionamento delle commissioni tributarie sia predisposto e asservito sempre più al MEF stesso.
Non è dato sapere quale connotazione giuridica, oltre che costituzionale, possa appartenere, in re ipsa, ad una “riorganizzazione” di questo genere, ma sarebbe auspicabile che la giustizia tributaria fosse gestita da un organo terzo, imparziale, estraneo ai fatti di causa, oltre che giusto, quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri o il Ministero della Giustizia. Infatti, ai sensi dell’art. 111 della Costituzione, il Giudice, per essere terzo ed imparziale deve anche “apparire tale”, cioè non dipendere gerarchicamente da una delle parti in causa, com’è nell’attuale normativa. 2. Modifiche procedurali – accertamento esecutivo, mediazione fiscale obbligatoria, precedenti conformi ai fini del ricorso per cassazione –. Nel corso del 2011 e del 2012 ci sono stati numerosi interventi legislativi che hanno prodotto, e continuano a produrre, soltanto delle limitazioni al diritto di difesa dei contribuenti, creando non pochi problemi – spesso di impraticabile risoluzione – soprattutto nella fase relativa alla riscossione delle imposte.
Accertamento esecutivo: introdotto dal D.L. 31 maggio 2010, n. 78 - coordinato con la legge di conversione 30 luglio 2010, n. 122, art. 29; successivamente modificato (ovvero posticipato al 1 luglio 2011) dal D.L. 6 luglio 2011, n. 98, art. 30, comma 2; Reclamo e mediazione obbligatoria: disciplinato dall’art. 17 bis D.Lgs. 546/92, introdotto dal D.L. n. 98 del 06.07.2011 -convertito con modificazioni in L. n. 111 del 15.07.2011, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 16 luglio 2011 (manovra economica 2012-2014)-, art.. 39 commi 9-10-11; Inammissibilità del ricorso per Cassazione: disciplinato dall’art. 360 bis c.p.c., introdotto dalla L. 18.06.2009, n. 69, art. 47. a. Accertamento esecutivo
Il D.L. 31.5.2010, n. 78, c.d. “Manovra correttiva 2010”, convertito dalla Legge 30.7.2010, n. 122 ha introdotto “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”.
a partire dall’1.7.2011 (termine successivamente prorogato al 01.10.2011); relativi ai periodi d’imposta in corso al 31.12.2007 e successivi; gli avvisi di accertamento per II.DD. ed IVA emessi dall’Agenzia delle entrate ed il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni dovranno contenere l’intimazione al pagamento entro il termine di presentazione del ricorso.
gli avvisi di accertamento emessi dall’Ufficio sono esecutivi trascorsi 60 giorni dalla notifica. In particolare, si evidenzia che, per effetto della predetta Manovra, la nuova disciplina consentirà all’Ufficio di avviare, con una maggior rapidità, le procedure di riscossione; infatti, gli atti notificati, a partire dal 1° ottobre 2011, oltre alla quantificazione della pretesa impositiva, devono altresì contenere l’intimazione ad adempiere all’obbligo di pagamento:
degli importi dovuti a titolo provvisorio ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 602/1973 (i.e. un terzo delle imposte corrispondenti agli imponibili o ai maggiori imponibili accertati e dei relativi interessi) in caso di tempestiva impugnazione dell’atto. Di non poca importanza i disagi recati dalle modifiche relative alla nuova procedura di riscossione; i contribuenti, in ogni caso, alla scadenza del primo termine previsto, dovranno comunque pagare all’erario una parte delle maggiori imposte.
b. Reclamo e mediazione obbligatoria Con il D.L. n. 98 del 06.07.2011 - convertito con modificazioni in L. n. 111 del 15.07.2011, pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 16 luglio 2011 (manovra economica 2012-2014)- , è introdotto, dall’art. 39, commi 9-10-11, l’art. 17 bis D.Lgs. 546/92 (recante disposizioni in materia di processo tributario), rubricato “il reclamo e la mediazione”.
Senza contare, poi, che “la proposizione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso” - comma 2, art. 17.
A seguito della riforma al codice di procedura civile, operata dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, ed in virtù del rinvio contenuto nell’art. 1 del D.Lgs. 546/92, è stato introdotto l’art. 360 bis c.p.c., il quale prevede, al comma 1, un motivo di inammissibilità del ricorso ovvero quando “il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l’esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l’orientamento della stessa”.
3. Proposte di modifica legislativa
i giudici devono essere “a tempo pieno”, professionali, specializzati nella materia tributaria e devono ricevere compensi dignitosi e congrui all’attività che svolgono, parificati a quelli dei giudici ordinari (ricordiamo che il MEF corrisponde ai giudici tributari la somma di € 25,00 a sentenza depositata e nulla corrisponde per le ordinanze di sospensione -ad oggi, non è ancora stato corrisposto il compenso per il II semestre 2011!-);
tra gli atti impugnabili - ex art. 19, D.Lgs. 546/92 - deve essere inserito anche il diniego di autotutela, sia tacito che espresso;
i giudici tributari devono poter decidere, sulla base delle loro valutazioni di merito, anche relativamente ai risarcimenti conseguenti ad atti illegittimamente notificati, purchè il contribuente ne dia opportuna e documentata prova. Conclusioni
La riforma fiscale in cantiere deve tenere conto delle grosse lacune oggi presenti nel percorso processuale-tributario, adoperandosi per una urgente e necessaria riforma del processo tributario; perché, se è giusto e corretto combattere l’evasione fiscale, dev’essere altrettanto giusto e corretto, nonchè costituzionalmente legittimo, concedere la facoltà (attualmente garantita dalla Costituzione, almeno sulla carta) al contribuente onesto, di difendersi al cospetto di un giudice terzo ed imparziale, oltre che competente, senza soggiacere a nessun tipo di limitazione istruttoria o a nessun declassamento difensivo.
Nessun contribuente deve essere costretto a seguire questo illogico ed illegittimo bivio: pagare o conciliare!
(Altalex, 14 settembre 2012. Manifesto a cura di Francesca Sannicandro e Maurizio Villani)