Source: https://www.insic.it/Tutela-ambientale/Notizie/Inquinanti-organici-persistenti-la-nuova-disciplina-europea/feafc12e-d3ef-49ca-9ed0-68a70388cc1c
Timestamp: 2020-06-06 03:57:45+00:00
Document Index: 10034208

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.5', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 2', 'art.7', 'art.9', 'art.16', 'art.15', 'art.11', 'art.13', 'art.13', 'art.14']

Con Regolamento (UE) 2019/1021 il Parlamento europeo e il Consiglio disciplinano la gestione degli inquinanti organici persistenti attuando una rifusione del precedente regolamento (CE) n. 850/2004 (che è dunque abrogato), in vigore a 20 giorni dalla pubblicazione, avvenuta sulla GUUE L 169 del 25 giugno 2019)
Il Regolamento ha l'obiettivo di tutelare la salute umana e l'ambiente dai persistent organic pollutants-"POP" vietando, eliminando gradualmente il prima possibile o limitando la fabbricazione, l'immissione in commercio e l'uso di sostanze soggette alla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti e al Protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riducendo al minimo, in vista dell'eliminazione, ove possibile e in tempi brevi, il rilascio di tali sostanze ed istituendo disposizioni concernenti i rifiuti costituiti da tali sostanze o che le contengono o che ne sono contaminati.
Divieti di fabbricazione e deroghe
Spiegano le Istituzioni europee, che l'immissione in commercio e l'uso della maggior parte dei POP che figurano nel protocollo o nella convenzione sono già stati gradualmente eliminati all'interno dell'Unione: per ottemperare agli obblighi che l'Unione ha assunto a norma del Protocollo e della Convenzione e per ridurre al minimo le emissioni di POP, è tuttavia necessario e opportuno vietare anche la fabbricazione di dette sostanze (elencate nell'allegato I e nell'allegato II, sia allo stato puro che all'interno di miscele o di articoli) e limitare al minimo le deroghe (previste in art.4 per specifiche sostanze) , che saranno possibili soltanto qualora una sostanza svolga una funzione essenziale in un'applicazione specifica.
All'articolo 4 sono dettate le deroghe per
Se una sostanza viene aggiunta nell'allegato I o II dopo il 15 luglio 2019, l'articolo 3 non si applica per un periodo di sei mesi se tale sostanza è presente negli articoli prodotti alla data in cui il presente regolamento diventa applicabile alla sostanza in questione o prima di tale data.
Scorte e gestione rifiuti
Il detentore di scorte (art.5) costituite da qualsiasi delle sostanze elencate nell'allegato I o II di cui l'uso non è consentito, o contenenti tali sostanze, è tenuto a gestire tali scorte come se fossero rifiuti e in conformità con l'articolo 7 il quale articolo a sua volta prescrive (comma 1) a chi produce e chi detiene rifiuti di evitare, ove possibile, la contaminazione dei rifiuti da parte di sostanze elencate nell'allegato IV: i rifiuti costituiti da qualsiasi delle sostanze elencate nell'allegato IV o che la contengono o ne sono contaminati, vanno smaltiti o recuperati (punto 2) con tempestività e conformemente alla parte 1 dell'allegato V, in modo da garantire che il contenuto di POP sia distrutto o trasformato irreversibilmente affinché i rifiuti residui e i rilasci non presentino le caratteristiche dei POP. Possibile la separazione della sostanza pericolosa dai rifiuti (comma 3), a condizione di essere successivamente smaltita, mentre sono vietate le operazioni di smaltimento o recupero che possano portare al recupero, al riciclaggio, alla rigenerazione o al reimpiego in quanto tali delle sostanze elencate all'allegato IV.
Al punto 4 dell'articolo 7 le deroghe all'obbligo di smaltimento del comma 2 nel caso di:
b) uno Stato membro o l'autorità competente designata da detto Stato membro può, in casi eccezionali, consentire che i rifiuti elencati nella parte 2 dell'allegato V, che contengono una sostanza elencata nell'allegato IV o ne sono contaminati fino ai valori limite di concentrazione indicati nella parte 2 dell'allegato V, siano in alternativa trattati secondo uno dei metodi elencati nella parte 2 dell'allegato V, purché siano rispettate specifiche condizioni dettagliate nell'art.7 comma 4.
Previsto in articolo 6 del Reg. 2019/1021 che entro due anni dalla sua entrata in vigore gli Stati membri preparino, e successivamente mantengano, inventari dei rilasci in atmosfera, nelle acque e nel suolo delle sostanze elencate nell'allegato III, conformemente ai loro obblighi ai sensi della convenzione e del protocollo. Ogni Stato membro dovrà comunicare, alla Commissione, all'Agenzia e agli altri Stati membri, il proprio piano d'azione (dettagliato e specificato in art.9) concernente misure volte ad individuare, caratterizzare e minimizzare, nella prospettiva di eliminare se possibile quanto prima, i rilasci complessivi delle sostanze elencate nell'allegato III, quali registrati nell'inventario stilato conformemente agli obblighi assunti ai sensi della convenzione.
Istituzioni e Autorità competenti
All'articolo 8 vengono dettagliati i compiti in materia, dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (di cui viene regolato anche il Bilancio in art.16) e del Forum per lo scambio di informazioni sull'applicazione istituito dal regolamento (CE) n. 1907/2006, utilizzato per coordinare la rete delle autorità degli Stati membri responsabili dell'applicazione del regolamento.
All'articolo 10 si ricorda che la Commissione (che potrà essere assistita dal Comitato istituito dall'articolo 133 del regolamento (CE) 1907/2006), con il sostegno dell'Agenzia, e gli Stati membri predispongono o gestiscono in stretta collaborazione adeguati programmi e meccanismi di monitoraggio dei dati comparabili sulla presenza nell'ambiente delle sostanze elencate nella parte A dell'allegato III tenendo conto degli sviluppi avvenuti nell'ambito del protocollo e della convenzione. Potrà anche modificare gli allegati I, II e III (si veda in art.15) per adattarli alle modifiche dell'elenco delle sostanze attraverso un atto delegato distinto per ciascuna sostanza; inoltre la Commissione riesaminerà costantemente gli allegati IV e V e, se del caso, presenterà proposte legislative volte a modificare tali allegati per adattarli alle modifiche dell'elenco delle sostanze al fine di adeguarle al progresso tecnico e scientifico.
Previsto quindi uno scambio di informazioni (art.11) all'interno dell'Unione e con i paesi terzi, riguardo alla riduzione, alla minimizzazione o all'eliminazione, ove fattibile, della fabbricazione, dell'uso e dei rilasci di POP nonché riguardo alle alternative a dette sostanze, specificando i rischi e i costi socio-economici connessi a tali alternative. Il regolamento prevede poi (art.13) una collaborazione tra Commissione e Stati membri per fornire un'assistenza tecnica e finanziaria ai paesi in via di sviluppo e ai paesi ad economia in transizione, ed un Monitoraggio dell'attuazione delle disposizioni del regolamento (art.13) attraverso una relazione almeno triennale da presentare alla Commissione con le informazioni nazionali raccolte, aggiornata, se del caso ogni anno.
Ogni Stato membro potrà designare l'autorità competente o le l'autorità competenti incaricate di espletare le funzioni amministrative e l'esecuzione necessarie ai fini del regolamento e dovrà informarne la Commissione entro tre mesi dall'entrata in vigore del regolamento.
Inoltre, gli stati vengono autorizzati a imporre sanzioni in caso di violazione del presente regolamento (art.14) che siano effettive, proporzionate e dissuasive.
REGOLAMENTO (UE) 2019/1021 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 giugno 2019
relativo agli inquinanti organici persistenti (rifusione)
(GUUE L 169 del 25.6.2019)