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Timestamp: 2019-01-16 15:14:10+00:00
Document Index: 38613175

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 366']

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Cassazione Civile, Sez. III (Sent.), 13.02.2013, n. 3553: L'assicurazione copre i danni derivanti dalle parti comuni se non diversamente previsto
Presidente Dott. Uccella Fulvio, Relatore Dott. Cirillo Francesco Maria
Il contratto di assicurazione, salvo diversa ed esplicita previsione in esso contenuta, in ossequio alle regole generali in tema di funzionamento del condominio, non è operativo in relazione ai guasti riconducibili ai tratti di proprietà dei singoli condomini.
(Nel caso di specie la polizza stipulata dal condominio copriva, oltre ai danni di cui deve rispondere il medesimo, anche la responsabilità di ciascun condomino verso gli altri condomini; ma in questo caso restavano esclusi dalla garanzia i danneggiamenti conseguenti al verificarsi di un sinistro rientrante nei rischi di cui all'articolo della polizza che prevedeva "i danni diretti e materiali provocati da acqua condotta a seguito di guasto o rottura accidentale degli impianti idrici, igienici o di riscaldamento installati nei fabbricati descritti nel contratto". Tale previsione veniva interpretata dalla Corte d'Appello nel senso che la garanzia poteva ritenersi operante in riferimento ai danni derivanti dalla rottura accidentale della tubazione condominiale, ma non anche per rottura accidentale degli impianti dei singoli condomini)
1. M.S., nella qualità di proprietario di un appartamento sito in uno stabile condominiale in Comune di (...), citava a giudizio, davanti al Tribunale di Lecce, M.R.C., chiedendo che fosse condannata a risarcirgli i danni cagionati all'appartamento di sua proprietà dalle infiltrazioni di umidità derivanti dal cattivo funzionamento dell'impianto fognante del sovrastante appartamento, di proprietà della convenuta; precisava che tali danni ammontavano a lire 8.098.000.
2. Contro la sentenza di primo grado proponevano appello principale la società assicuratrice e appello incidentale il M..
Osservava la Corte territoriale, per quanto ancora rileva in questa sede, che il Tribunale aveva errato nel ritenere che i danni in questione rientrassero nella copertura assicurativa fornita dalla Reale mutua assicurazioni, perchè nella specie essi erano estranei alla garanzia, sicchè doveva essere chiamata a risponderne la sola M.R..
La polizza stipulata dal condominio, infatti, copriva, oltre ai danni di cui deve rispondere il medesimo, anche la responsabilità di ciascun condomino verso gli altri condomini; ma in questo caso restavano esclusi dalla garanzia i danneggiamenti conseguenti al verificarsi di un sinistro rientrante nei rischi di cui all'art. 7 della polizza; e l'art. 7 prevedeva "i danni diretti e materiali provocati da acqua condotta a seguito di guasto o rottura accidentale degli impianti idrici, igienici o di riscaldamento installati nei fabbricati descritti nel contratto".
Tale previsione veniva interpretata dalla Corte leccese nel senso che la garanzia poteva ritenersi operante in riferimento ai danni derivanti dalla rottura accidentale della tubazione condominiale, ma non anche per rottura accidentale degli impianti dei singoli condomini. E poichè, nella specie, la relazione tecnica aveva accertato che i danni patiti dal M. erano derivati dalla rottura delle tubazioni di proprietà della M. R., era solo quest'ultima che doveva essere chiamata a risponderne.
La Corte, quindi, poneva l'obbligo risarcitorio a carico della sola M.R..
3. Avverso la sentenza della Corte d'appello di Lecce propone ricorso M.R.C., con atto affidato ad un motivo.
1. Col l'unico motivo di ricorso si lamenta, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 cod. civ., sul rilievo che la Corte di merito avrebbe errato nel ritenere che il fatto dannoso oggetto di causa sia escluso dalla garanzia assicurativa.
Osserva, al riguardo, la M.R. che la lettura del contratto di assicurazione compiuta dalla Corte leccese sarebbe incompleta, essendosi quel giudice limitato a considerare il solo art. 3 delle Condizioni generali di assicurazione.
Una lettura globale, invece, avrebbe consentito di verificare, alla luce dell'art. 2, comma 4, del contratto, che la polizza non comprendeva, fra l'altro, i danni derivanti da infiltrazioni, spargimenti e rigurgiti di fogna, a meno che gli stessi non fossero conseguenti a guasti accidentali.
Ciò evidenzia il contrasto fra l'interpretazione esclusiva della Corte d'appello e il carattere accidentale del guasto.
Si tratta, all'evidenza, di un'interpretazione del tutto ragionevole, oltre che rispondente alle regole generali in tema di funzionamento del condominio.
A sostegno di questa ricostruzione - che costituisce attività tipica del giudice di merito, insindacabile in sede di giudizio di legittimità ove correttamente motivata - la Corte territoriale ha provveduto anche a riportare stralci del testo del contratto di assicurazione.
Il ricorso in questione - che si colloca, fra l'altro, nel periodo di vigenza dell'art. 366 bis cod. proc. civ. - oltre ad essere concluso da un quesito di diritto che è ai limiti dell'inammissibilità, in quanto contiene una sollecitazione della Corte a fornire una propria interpretazione del citato contratto, si risolve in un improprio tentativo di ottenere dal giudice di legittimità un nuovo esame del materiale probatorio esistente, pretendendo di fornire una personale e più gradita interpretazione dei contestato contratto.
Si tratta, all'evidenza, di una pretesa che non può trovare sbocco in questa sede.
Tribunale Bologna, (Sent.), 12.04.2012: Il singolo condomino ha azione diretta nei confronti dell'assicurazione condominiale
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