Source: http://www.camera.it/leg17/465?tema=attuazione_riforma_pa
Timestamp: 2019-02-22 17:10:32+00:00
Document Index: 99255655

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 17']

aggiornato a 6 marzo 2018
Presidenza del Consiglio dei ministri, La riforma della pubblica amministrazione
Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, La riforma della PA
Tabella. I provvedimenti di attuazione della legge 124 del 2015
Modifica e abrogazione di disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti non legislativi di attuazione. Atto del Governo 249, 11 dicembre 2015
Collana: Atti del Governo n°242, pubblicato il 11 dicembre 2015
Schema di decreto legislativo recante modifica e abrogazione di disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti non legislativi di attuazione (249)
Nell'adottare in via definitiva il provvedimento, il Governo ha tenuto conto dei pareri resi dalle competenti Commissioni di Camera e Senato sulo schema di decreto (Atto del Governo n. 267). Si veda in proposito il dossier sull'esito dei pareri al Governo.
Il decreto interviene su due provvedimenti: il decreto legislativo 33/2013, recante il riordino della disciplina in materia di trasparenza; e la c.d. legge Severino (legge 190/2012, si tratta della legge che ha conferito diverse deleghe al Governo, tra cui quella attuata con il D.Lgs. 33/2013). Vengono modificate, in particolare, le disposizioni relative al Piano nazionale anticorruzione, e ai piani per la prevenzione della corruzione predisposti dalle singole amministrazioni .
In attuazione di tali disposizioni, l'Autorità anticorruzione ha emanato, il 28 dicembre 2016, le Linee guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all'accesso civico e le Prime linee guida recanti indicazioni sull'attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni.
Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza. Esito dei pareri al Governo, luglio 2016
Collana: Atti del Governo n°263/2, pubblicato il 1 luglio 2016
Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza. Schede di lettura, marzo 2016
Collana: Atti del Governo n°263, pubblicato il 3 marzo 2016
Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza. Testo a fronte, marzo 2016
Collana: Atti del Governo n°263/1, pubblicato il 3 marzo 2016
Consiglio di Stato, Parere sullo schema di D.Lgs. in materia di trasparenza e prevenzione della corruzione, 24 febbraio 2016
Parere della Conferenza unificata, 3 marzo 2016
Garante per la protezione dei dati personali, Parere su uno schema di decreto legislativo concernente la revisione e semplificazione delle disposizioni di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, 3 marzo 2016
ANAC, Atto di segnalazione 2 marzo 2016, n. 1, Decreto legislativo di cui all'art. 7 della legge n. 124 del 2015
Il primo di essi (D.Lgs. 30 giugno 2016, n. 126) contiene alcune disposizioni generali applicabili ai procedimenti relativi alle attività non assoggettate ad autorizzazione espressa (cd. SCIA 1). Le novità principali sono tre.
Collana: Atti del Governo n°287, pubblicato il 19 aprile 2016
Collana: Atti del Governo n°324, pubblicato il 15 settembre 2016
Schema di decreto legislativo recante attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) (291)
Schema di decreto legislativo recante individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti (322)
Collana: Atti del Governo n°293, pubblicato il 2 maggio 2016
Schema di decreto legislativo recante norme per il riordino della disciplina in materia di conferenza di servizi (293)
3 Atti Governo
La legge di riforma della pubblica amministrazione (articoli 16 e 18 della legge 7 agosto 2015 n, 124) ha previsto una delega per il riordino della disciplina in materia di partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche. In attuazione della delega è stato emanato il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 recante il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica.
In seguito alla pronuncia della Corte, il 20 marzo 2017 il Governo ha adottato il decreto legislativo n. 100 del 2017, correttivo del Testo unico.
Sullo schema di decreto legislativo (A.G. 404), al fine di sanare il vizio procedurale rilevato dalla pronuncia, il Governo aveva previamente richiesto l'intesa in sede di conferenza unificata, intervenuta il 16 marzo 2017. Le competenti Commissioni di Camera e Senato si sono poi espresse favorevolmente sullo schema il successivo 2 maggio - con alcune condizioni ed osservazioni.
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo n. 175 del 2016 (T.U. società partecipate)
Collana: Atti del Governo n°402, pubblicato il 3 aprile 2017
Schema di decreto legislativo recante testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, AG 297
Collana: Atti del Governo n°294, pubblicato il 2 maggio 2016
Schema di decreto legislativo recante testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. AG 297-bis
Collana: Atti del Governo n°294/1, pubblicato il 26 luglio 2016
Schema di decreto legislativo recante testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (297)
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (404)
Il D.Lgs. 4 agosto 2016, n. 169, dispone la riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali, in attuazione dell'articolo 8 della legge 124/2015 - recante una ampia delega per la riorganizzazione complessiva dell'amministrazione dello Stato - ed in particolare della lettera f), che ha per oggetto la disciplina del CONI e delle autorità portuali.
Riorganizzazione delle Autorità portuali
Collana: Atti del Governo n°303, pubblicato il 7 giugno 2016
Schema di decreto legislativo recante riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84 (303)
Il decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, introduce nuove disposizioni in materia di dirigenza sanitaria in attuazione dell'articolo 11, comma 1, lettera p) della legge 124/2015.
In seguito alla pronuncia della Corte costituzionale n. 251 del 2016, che ha dichiarato illegittima la procedura relativa alla delega in oggetto, il Governo ha adottato un decreto correttivo (decreto legislativo 26 luglio 2017, n. 126), sul quale è stata sancita l'intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome. Le novelle del decreto riguardano, più specificamente, gli incarichi di direttore generale (negli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale), mentre non sono modificate le norme di cui al medesimo D.Lgs. n. 171 sul conferimento degli incarichi di direttore amministrativo, di direttore sanitario e (qualora tale figura sia prevista dalla legislazione regionale) di direttore dei servizi socio-sanitari.
Attuazione della delega di cui all'articolo 11, comma 1, lettera p), della legge 7 agosto 2015, n. 124
Collana: Atti del Governo n°302, pubblicato il 31 maggio 2016
Schema di decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all'articolo 11, comma 1, lettera p), della legge 7 agosto 2015, n. 124 (305)
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, di attuazione della delega di cui all'articolo 11, comma 1, lettera p), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di dirigenza sanitaria (410)
In attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione è stato adottato dapprima il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177 (poi integrato dal D.Lgs. 228/2017), volto a dare attuazione alla delega nella parte in cui detta principi e criteri direttivi relativi al complessivo riordino delle Forze di polizia, alla razionalizzazione, al potenziamento dell'efficacia delle richiamate funzioni e al transito del personale del Corpo forestale dello Stato in altre Forze di polizia che assorbe il medesimo Corpo.
Norme per la semplificazione e l'accelerazione dei procedimenti amministrativi (AG 309), giugno 2016
Collana: Atti del Governo n°307, pubblicato il 22 giugno 2016
Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente regolamento recante norme per la semplificazione e l'accelerazione dei procedimenti amministrativi (309)
Schema di decreto legislativo recante il codice della giustizia contabile - Atto del Governo n. 313 (art. 20 della legge 7 agosto 2015, n. 124) - Schede di lettura
n°349 pubblicato il 14 luglio 2016
Schema di decreto legislativo recante il codice della giustizia contabile (313)
In attuazione, il 19 ottobre 2016 è stato presentato alle Camere lo schema di d.lgs. n. 349 , recante una disciplina simmetrica, per la maggior parte delle previsioni, a quella prevista per il CONI dal d.lgs 249/1999.
E' stato quindi pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 27 febbraio 2017, n. 43.
l'adozione – anche d'intesa con la Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del Comitato tecnico sanitario, istituito ai sensi dell'art. 2 del DPR 44/2013 – di misure di prevenzione e repressione dell'uso di sostanze che alterano le naturali prestazioni fisiche degli atleti paralimpici;
Disciplina del Comitato italiano paralimpico, a norma dell'art. 8, co. 1, lett. f), della L. 7 agosto 2015, n. 124
Collana: Atti del Governo n°350, pubblicato il 10 novembre 2016
In particolare, la delega prevista dall'art. 17, comma 1, lett. r), della L. 124/2015 reca i seguenti principi e criteri direttivi: semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e di premialità; razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, anche al fine della migliore valutazione delle politiche; sviluppo di sistemi distinti per la misurazione dei risultati raggiunti dall'organizzazione e dei risultati raggiunti dai singoli dipendenti; potenziamento dei processi di valutazione indipendente del livello di efficienza e qualità dei servizi e delle attività delle amministrazioni pubbliche e degli impatti da queste prodotti, anche mediante il ricorso a standard di riferimento e confronti; riduzione degli adempimenti in materia di programmazione anche attraverso una maggiore integrazione con il ciclo di bilancio; coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni; previsione di forme di semplificazione specifiche per i diversi settori della pubblica amministrazione.
Schema di decreto legislativo recante modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, in attuazione dell'articolo 17, comma 1, lettera r), della legge 7 agosto 2015, n. 124 (391)
La delega per la riforma della dirigenza
La legge di riforma della P.A., contiene una delega al Governo per la revisione della disciplina in materia di dirigenza pubblica, da esercitare entro dodici mesi (articolo 11 della L. n. 124/2015).
La delega prevede l'istituzione del sistema della dirigenza pubblica, articolato in ruoli unificati e coordinati, che hanno requisiti omogenei di accesso e procedure analoghe di reclutamento. Sono tre i ruoli unici in cui verranno ricompresi, rispettivamente:
i dirigenti dello Stato (amministrazioni statali, enti pubblici non economici nazionali, università statali, enti pubblici di ricerca, agenzie governative), con soppressione dell'attuale distinzione in prima e seconda fascia. Si prevede l'istituzione di sezioni per le professionalità speciali e l'eventuale confluenza nel ruolo del personale appartenente alle carriere speciali (esclusa la carriera diplomatica);
i dirigenti regionali, inclusa la dirigenza delle camere di commercio e la dirigenza del Servizio sanitario nazionale, ad eccezione della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria;
i dirigenti degli enti locali, in cui confluiscono anche gli attuali segretari comunali e provinciali, la cui figura (e il relativo albo) sono contestualmente aboliti. In sostituzione del segretario, gli enti locali hanno l'obbligo di nominare un dirigente apicale. Inoltre, si mantiene la figura del direttore generale negli enti locali di maggiore dimensione.
E' esclusa dai ruoli unici la dirigenza scolastica, oggetto di una disciplina speciale.
Saranno contenuti in una banca dati - tenuta dal Dipartimento della funzione pubblica, cui è affidata altresì la gestione tecnica dei ruoli - i dati professionali e gli esiti delle valutazioni relativi a ciascun dirigente appartenente ai tre ruoli unici.
Inoltre, ai decreti delegati spetta la definizione – per l'accesso alle predette dirigenze - degli istituti del corso-concorso e del concorso, secondo principi di delega stabiliti nel testo, tra cui la cadenza annuale per ciascuno dei tre ruoli, il possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea magistrale, il necessario superamento di un successivo esame dopo un primo periodo di immissione in servizio, nonché l'esclusione di graduatorie di idonei.
Altri criteri di delega riguardano: la riforma della Scuola nazionale dell'amministrazione; la semplificazione e l'ampliamento della mobilità della dirigenza tra amministrazioni pubbliche e tra queste ed il settore privato; la definizione di una nuova disciplina sul conferimento degli incarichi dirigenziali nel rispetto di una serie di principi; la definizione di presupposti oggettivi per la revoca degli incarichi ed una disciplina dei dirigenti privi di incarico; la rilevanza della valutazione ai fini del conferimento degli incarichi e del percorso di carriera; il riordino delle norme relative alle ipotesi di responsabilità dirigenziale, amministrativo-contabile e disciplinare dei dirigenti; la definizione della disciplina della retribuzione dei dirigenti secondo criteri tra i quali, in particolare, l'omogeneizzazione del trattamento economico, fondamentale ed accessorio, nell'àmbito di ciascun ruolo unico e la determinazione di limiti assoluti, stabiliti in base a criteri oggettivi, correlati alla tipologia dell'incarico.
Nel mese di agosto 2016 è stato trasmesso alle Camere, che hanno reso i prescritti pareri, lo schema di decreto legislativo di riforma della dirigenza (A.G. 328), adottato in attuazione della delega. Il provvedimento che, a seguito della sentenza n. 251 del 2016 della Corte costituzionale, non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, disponeva, in primo luogo l'articolazione del "sistema della dirigenza pubblica" nei tre ruoli della dirigenza statale, regionale e locale, ai quali si accede tramite procedure di reclutamento e requisiti omogenei, cui si affianca il ruolo della dirigenza delle autorità indipendenti. I ruoli della dirigenza regionale e locale sono istituiti previa intesa, rispettivamente, in sede di Conferenza Stato-regioni e di Conferenza Stato-città ed autonomie locali.
Sono esclusi dall'applicazione della nuova disciplina i dirigenti scolastici e i dirigenti medici, veterinari e sanitari del Servizio sanitario nazionale.
Viene sancito il principio in base al quale la qualifica dirigenziale è unica e ogni dirigente iscritto in uno dei tre ruoli, in possesso dei requisiti previsti dalla legge, può ricoprire qualsiasi incarico dirigenziale. La distinzione tra dirigente di prima e seconda fascia viene quindi superata, attribuendo alle amministrazioni pubbliche la facoltà di articolare gli uffici dirigenziali in diversi livelli di responsabilità, anche introducendo la distinzione tra incarichi dirigenziali generali e altri incarichi dirigenziali.
E' contestualmente disposta, presso il Dipartimento della funzione pubblica, la realizzazione di una banca dati contenente l'elenco degli uffici dirigenziali, dei titolari di incarichi, del relativo curriculum vitae e percorso professionale.
Il provvedimento dispone, al contempo, l'istituzione delle Commissioni per la dirigenza statale (entro 90 giorni), regionale e locale (previa intesa, rispettivamente, in sede di Conferenza Stato-regioni e di Conferenza Stato-città ed autonomie locali), cui sono attribuite funzioni che investono, tra le altre, le procedure per il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali e la definizione di criteri generali per l'assegnazione degli incarichi e la relativa valutazione.
Alla dirigenza pubblica si accede mediante le due modalità del corso-concorso e del concorso, salvo il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni alle amministrazioni nei limiti di quanto stabilito dalla legge.
Lo schema di decreto legislativo interviene quindi sull'assetto e sulle funzioni della Scuola nazionale dell'amministrazione (SNA), di cui è disposta la trasformazione in agenzia, operante sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio e soggetta al controllo della corte dei conti. Alla SNA competono, in particolare, funzioni di reclutamento e di formazione del personale delle pubbliche amministrazioni, anche avvalendosi di istituzioni nazionali ed internazionali.
Specifiche disposizioni sono dettate relativamente alla formazione dei dirigenti, tenuti a frequentare corsi di formazione (organizzati o approvati dalla SNA) per un numero di ore definito dal regolamento di attuazione.
Gli incarichi dirigenziali sono sempre conferiti mediante procedura comparativa con avviso pubblico, ad eccezione dell'assegnazione del primo incarico e di quanto previsto ai fini della procedura per i dirigenti privi di incarico. Ai fini del conferimento di ciascun incarico dirigenziale, l'amministrazione definisce i criteri di scelta nell'ambito dei criteri generali fissati dalle istituende Commissioni per la dirigenza pubblica, regionale e locale. Per gli incarichi relativi a uffici dirigenziali non generali la scelta dell'amministrazione è comunicata alle Commissioni che, entro 15 giorni, possono rilevare il mancato rispetto dei requisiti e dei criteri fissati. Per gli incarichi relativi a uffici dirigenziali generali le suddette Commissioni selezionano una short list di candidati ritenuti più idonei in base ai richiamati criteri generali.
Viene mantenuta la possibilità di attribuzione degli incarichi dirigenziali a soggetti esterni alle pubbliche amministrazioni individuando miniti massimi.
Quanto alla durata degli incarichi dirigenziali, viene previsto il termine di 4 anni, rinnovabile di ulteriori 2 anni, a condizione che il dirigente abbia conseguito una valutazione positiva e con decisione motivata dell'amministrazione, per una sola volta; successivamente, viene svolta la procedura comparativa con avviso pubblico, cui può partecipare il dirigente già titolare dell'incarico salvo il caso di uffici a rischio di corruzione per i quali la legge già richiede il rispetto del principio della rotazione.
Alla scadenza di ogni incarico il dirigente rimane iscritto al ruolo ed è collocato in disponibilità fino all'attribuzione di un nuovo incarico. Una disciplina specifica viene introdotta per i dirigenti privi di incarico: essi hanno l'obbligo di partecipare, ogni anno, ad almeno 5 procedure comparative per le quali abbiano i requisiti; decorso un anno le amministrazioni possono conferire direttamente incarichi dirigenziali per i quali essi abbiano i requisiti; qualora sia decorso un anno senza incarico nell'anno successivo, ai fini del trattamento economico, sono ridotti di un terzo le parti fisse. Decorsi 2 anni dal collocamento di disponibilità, il Dipartimento per la funzione pubblica provvede a collocarli direttamente presso le amministrazioni in cui vi siano posti disponibili, ove ne abbiano i requisiti; viene previsto che, in caso di rifiuto, il dirigente decade dal ruolo. Le amministrazioni possono altresì attribuire ai dirigenti privi di incarico, con il loro consenso, funzioni di supporto senza il conferimento di incarichi dirigenziali e retribuzioni aggiuntive. In ogni caso, i dirigenti privi di incarico possono in ogni momento formulare richiesta di ricollocazione in qualifiche non dirigenziali.
Vengono inoltre elencati una serie di fattori che vengono in rilievo ai fini della valutazione dei dirigenti. Tra questi, in particolare: la capacità di gestione delle risorse umane assegnate alla struttura e di controllo e valutazione sulle presenze e sull'apporto motivazionale di ciascun dipendente; la tempestiva individuazione di fattori di rischio; la garanzie di trasparenza; l'individuazione di metodologie migliorative e coinvolgenti l'utenza nella valutazione dell'operato della struttura.
Il provvedimento individua ulteriori ipotesi di mancato raggiungimento degli obiettivi dirigenziali, che possono dare luogo alla revoca dell'incarico dirigenziale.
Viene affidato al decreto legislativo da adottare entro il 28 febbraio 2016, in attuazione della medesima legge 124/2015 (art. 17), in materia di pubblico impiego, l'individuazione delle forme di controllo sulle modalità con cui i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali generali esplicano il proprio potere sindacatorio e di controllo sull'attività dei dirigenti e di periodica verifica del raggiungimento dei risultati dell'ufficio. In tale quadro, sono altresì definite le modalità di controllo sull'attuazione del programma da parte del segretario generale dei ministeri (in cui è presente tale figura), dei titolari di direzione di strutture articolate in uffici dirigenziali generali, dei dirigenti generali.
E' inoltre enunciato il principio di non derogabilità delle disposizioni del decreto legislativo da parte di contratti o accordi collettivi.
In sede di prima attuazione, sono iscritti di diritto ai ruoli della dirigenza tutti i dirigenti a tempo indeterminato facenti parte delle relative amministrazioni alla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Per gli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale nelle amministrazioni statali, fino ad esaurimento della qualifica di prima fascia, il conferimento dell'incarico avviene, in misura non inferiore al 30 per cento delle relative posizioni, ai dirigenti di prima fascia facenti parte dei ruoli dell'amministrazione alla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Gli incarichi dirigenziali sono disciplinati dalla normativa vigente fino alla definizione dei criteri generali da parte delle Commissioni.
Il provvedimento detta inoltre disposizioni finalizzate, da una parte, a prevedere, nell'ambito dei contratti collettivi, una graduale convergenza del trattamento economico fondamentale di tutti coloro che sono iscritti nei ruoli della dirigenza utilizzando le economie derivanti dalle nuove previsioni; viene stabilito, in particolare, che il trattamento economico accessorio deve costituire almeno il 50 per cento della retribuzione complessiva del dirigente e la parte collegata ai risultati almeno il 30 per cento (60 e 40 per cento per i titolari di incarichi dirigenziali generali). La retribuzione di posizione deve essere interamente correlata alle funzioni attribuite ed alle connesse responsabilità.
Per quanto riguarda la dirigenza degli enti locali, è disposto il superamento della figura dei segretari comunali e provinciali (a decorrere dall'effettiva costituzione del ruolo della dirigenza locale e fatti salvi, fino alla naturale scadenza, gli incarichi in essere), che confluiscono nel ruolo della dirigenza locale; gli attuali segretari comunali e provinciali vengono assunti dalle amministrazioni che conferiscono loro incarichi dirigenziali nei limiti delle dotazioni organiche. Norme specifiche sono altresì dettate in sede di prima applicazione nonché per coloro che appartengono alla fascia professionale C e per i vincitori di procedure concorsuali già avviate al 28 agosto 2015.
E' previsto, al contempo, l'obbligo per gli enti locali di nominare un dirigente apicale cui affidare compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa e controllo della legalità, che non può essere coordinato da altra figura di dirigente generale; le città metropolitane e i comuni con più di 100.000 abitanti possono, in alternativa, nominare un direttore generale e affidare il controllo della legalità e la funzione rogante ad un dirigente iscritto nei ruoli della dirigenza. Per i comuni con meno di 5.000 abitanti (o 3.000 se appartenenti a comunità montane) è stabilito l'obbligo di gestire in forma associata la funzione di direzione apicale.
Collana: Atti del Governo n°327, pubblicato il 19 settembre 2016
Schema di decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica (328)
Il decreto legislativo n.75 del 2017 ha modificato in più parti il Testo unico del pubblico impiego (decreto legislativo n.165/2001), con l'obiettivo di ridefinire alcune importanti regole del lavoro pubblico.
Il decreto legislativo 29 maggio 2017 n. 98, sulla Razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico, ha previsto che la carta di circolazione costituisca il documento unico di circolazione dei veicoli e che sia pertanto soppresso il certificato di proprietà, attuando quanto previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera d) e 5 della legge 124/215. Per approfondire si veda il focus relativo nell'area Trasporti e comunicazioni.
Collana: Atti del Governo n°326, pubblicato il 19 settembre 2016
Collana: Atti del Governo n°326/1, pubblicato il 14 novembre 2016
Schema di decreto legislativo recante riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (327)