Source: https://danielemajori.com/2016/03/02/e-illegittima-la-procedura-di-gara-in-cui-la-commissione-giudicatrice-non-abbia-dato-lettura-in-seduta-pubblica-dei-punteggi-attribuiti-alle-offerte-tecniche/
Timestamp: 2020-05-30 21:28:22+00:00
Document Index: 86409799

Matched Legal Cases: ['art. 283', 'art. 283', 'art. 283', 'art. 283', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 6']

E’ illegittima la procedura di gara in cui il presidente della commissione giudicatrice – in violazione dell’art. 283, co. 3, d.P.R. n. 207/2010 – non abbia dato lettura in seduta pubblica dei punteggi attribuiti alle offerte tecniche, prima dell’apertura delle offerte economiche, limitandosi a comunicare ai presenti il fatto dell’avvenuta valutazione delle offerte tecniche e l’attribuzione dei relativi punteggi, il tutto verbalizzato in un prospetto separato e allegato al verbale in busta chiusa sigillata (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione di primo grado anche nella parte in cui il Tar aveva accolto la censura di illegittimità del disciplinare, il quale disponeva che le buste contenenti i campioni fossero aperte in seduta riservata e non in seduta pubblica, censura ritenuta tempestiva poiché l’interesse a sollevarla veniva a sorgere solo dopo l’esito sfavorevole della gara per la ricorrente). | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in apertura delle buste, art. 283 d.P.R. n. 207/2010, buste contenenti i campioni, lettura in seduta pubblica dei punteggi attribuiti alle offerte tecniche, parametro della congruità della valutazione dell’offerta tecnica, presidente della commissione giudicatrice, prima dell’apertura delle offerte economiche, Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice dei contratti pubblici, seduta pubblica, seduta riservata, Selezione delle offerte, verbalizzazione
(Consiglio di Stato, sez. V, 22 febbraio 2016, n. 706)
«L’art. 283 (Selezione delle offerte), comma 3, d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 statuisce: «In seduta pubblica, il soggetto che presiede la gara dà lettura dei punteggi attribuiti alle offerte tecniche, procede all’apertura delle buste contenenti le offerte economiche, dà lettura dei ribassi espressi in lettere e delle riduzioni di ciascuna di esse e procede secondo quanto previsto dall’articolo 284».
La previsione risulta qui essere stata disapplicata dalla commissione giudicatrice.
Infatti nella seduta del 28 gennaio 2000 il presidente della commissione si era limitato a comunicare ai presenti in fatto dell’avvenuta valutazione delle offerte tecniche e l’attribuzione dei relativi punteggi (il tutto verbalizzato in un prospetto separato e allegato al verbale in busta chiusa sigillata), procedendo successivamente alla comunicazione dell’avvenuta valutazione della campionatura.
Inoltre, all’apertura delle buste con le offerte tecniche, non era stata data pubblica lettura dei punteggi per le stesse offerte tecniche prima di procedere all’apertura delle buste con l’offerta economica, malgrado l‘inerente obbligo di cui al detto art. 283 (e dell’art. 15 del disciplinare di gara) e senza nemmeno riportarli nel pubblico verbale. È palese il vulnus alla garanzia della trasparenza delle operazioni e alla prevenzione della commistione tra le valutazioni dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.
È poi da considerare che è corretto quanto rilevato dalla gravata sentenza circa l’assunto per cui i “campioni” sono un elemento dell’offerta tecnica (art. 10, lett. d) del disciplinare di gara, per il quale i campioni sono parametro per valutare congruità e corrispondenza del prodotto offerto alle specifiche tecniche richieste e standard di riferimento per le successive forniture). Poiché la valutazione dei campioni era dunque parametro della congruità della valutazione dell’offerta tecnica, quella valutazione non poteva che avvenire in seduta pubblica e contrariamente al disposto del capitolato all’art. 15. Sicché la riservata valutazione, come in realtà avvenuta, è priva di giustificazioni, considerando anche che lasciava all’oscuro i concorrenti circa la genuinità di quanto deliberato. Il che rende fondata, come giustamente ha ritenuto il primo giudice, la censura in parte qua contro l’art. 15 del disciplinare di gara».
« In materia edilizia, lo sbancamento del terreno, finalizzato ad usi diversi da quelli agricoli, non può ritenersi opera di ordinaria manutenzione e, pertanto, necessita sempre di un previo permesso di costruire: infatti, le attività di scavo di terreno costituiscono attività libere ex art. 6 d.P.R. n. 380/2001 solo ove strettamente connesse all’esercizio dell’attività agricola.
Per il Tar Emilia Romagna – Parma (così come già affermato dal Tar Abruzzo), è errata l’interpretazione dell’ANAC secondo cui la sanzione pecuniaria prevista dagli artt. 38, comma 2-bis, e 46, comma 1-ter, d.lgs. n. 163/ 2006 può essere applicata soltanto quando il concorrente che sia incorso in un’irregolarità essenziale decida di avvalersi del soccorso istruttorio, integrando o regolarizzando la dichiarazione resa, dovendo invece applicarsi anche nell’ipotesi in cui questi, non avvalendosi del soccorso istruttorio, venga escluso dalla procedura di gara. »