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Timestamp: 2018-09-20 09:47:19+00:00
Document Index: 128205364

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 210', 'art. 155', 'art. 5']

Separazione: il coniuge ha diritto al CUD o alla dichiarazione dei redditi dell'ex
Separazione: il coniuge ha diritto al CUD o alla dichiarazione dei redditi dell’ex
30 settembre 2013 | Autore: Maria Elena Casarano
Nel corso di un giudizio di separazione o divorzio, il coniuge ha diritto ad ottenere dalla pubblica amministrazione le dichiarazioni dei redditi o il modello CUD dell’altro e non può chiedere al giudice di ordinarne l’esibizione.
Nel corso di un giudizio di separazione o divorzio, quando un coniuge chiede, nei confronti dell’altro, l’assegno di mantenimento, ha logicamente interesse a che i redditi di quest’ultimo siano dichiarati in modo corretto e trasparente; ciò affinché non venga occultata alcuna ricchezza e l’ammontare dell’assegno possa rispecchiare le effettive capacità economiche di quest’ultimo. A tal fine – secondo una recente pronuncia del Tribunale di Foggia [1] – egli ha diritto a chiedere e ottenere che l’altra parte depositi la propria dichiarazione dei redditi e/o il modello CUD.
In caso di rifiuto dell’altro coniuge, tale richiesta va presenta direttamente all’Agenzia dell’Entrate [2]: infatti ogni parte ha un preciso diritto di accesso [3] a questi atti di natura amministrativa.
Pertanto chi, ad esempio, intenda dimostrare che il coniuge dipendente pubblico, riceve delle indennità (non rientranti nella dichiarazione dei redditi o nello stipendio) che possano incidere sul mantenimento, non potrà vedersi negare dalla pubblica amministrazione l’accesso al CUD con la scusa della tutela della privacy: infatti le somme percepite dal coniuge non costituiscono un dato sensibile [4].
Attenzione però! Questa richiesta va fatta prima della causa o, comunque, non oltre il termine utile per presentare le prove al giudice. Infatti, non si può pretendere che sia il magistrato ad ordinare, alla pubblica amministrazione, l’esibizione di tali documenti. Questo violerebbe, infatti, un principio del processo civile (gli avvocati lo chiamano “principio dell’onere della prova”) secondo cui è chi assume di avere un diritto che lo deve anche dimostrare.
Dunque, il soggetto interessato ad avere il CUD o la dichiarazione dei redditi dell’ex coniuge deve procurarseli da sé.
Nel caso relativo alla sentenza in commento, il giudice ha dichiarato inammissibile la richiesta fattagli da un coniuge, nel corso del giudizio di separazione, di ordinare l’esibizione [5] dei documenti fiscali dell’altro. In tal modo egli ha voluto sottolineare il predetto principio dell’onere della prova [6].
In caso di inadempienza della pubblica amministrazione, la parte dovrebbe promuovere un autonomo giudizio amministrativo contro il terzo.
Rimane fermo, in ogni caso, il potere del giudice, qualora lo ritenga necessario, di disporre indagini sui redditi delle parti, anche tramite la polizia tributaria, nel caso in cui la documentazione prodotta in giudizio non dovesse risultare sufficiente per determinare l’assegno di mantenimento [7].
Il coniuge che abbia interesse ad ottenere dichiarazioni dei redditi o il CUD dell’altro nel corso di un giudizio dovrà formulare la domanda direttamente alla Agenzia delle Entrate e non al giudice in corso di giudizio. La domanda andrà fatta personalmente o mezzo di un legale, indicando i motivi che ne sono alla base.
Ufficio di……
“La sig.ra …, nata …
-chiede di poter accedere alle dichiarazioni dei redditi periodo di imposta … del sig. (indicare i dati del marito).
Tale richiesta si rende necessaria per la difesa dei propri diritti in sede di instaurando giudizio di separazione (o di giudizio instaurato; nel qual caso indicare il numero del procedimento e il nome del giudice).
Precisa, a proposito, che l’accesso ai redditi le è consentito in quanto, come affermato dal TAR LAZIO con sent. n.35020/10, essi non costituiscono un dato sensibile, non rientrando nell’elenco dell’art. 4, co.1 del Dlgs 196/2003.
Si esibisce copia della carta di identità, stato di famiglia ed estratto atto di matrimonio…”.
[1] Trib. di Foggia, ordinanza del 26.6.13 nel proc. di divorzio n. 3356/11.
[2] Cfr. Cass. sent. 19475/05.
[3] L. 241/90 art. 24 comma 7.
[4] Tar del Lazio, sent. n. 35020 del 2/12/10
[5] Ordine di esibizione fatto all’autorità giudiziaria ex art. 210 cod. proc. civ.
[6] Art. 2697 cod. civ.
[7] Per i procedimenti di separazione, l’art. 155 cod. civ. autorizza il giudice, ai fini della determinazione dell’assegno di mantenimento a favore dei figli, a disporre, “ove le informazioni di carattere economico fornite dai genitori non risultino sufficientemente documentate, un accertamento della Polizia tributaria sui redditi e sui beni oggetto della contestazione, anche se intestati a soggetti diversi”;
per i procedimenti di divorzio, l’art. 5 della L. 1° dicembre 1970, n. 898, obbliga i coniugi a “presentare all’udienza di comparizione avanti al presidente del tribunale la dichiarazione personale dei redditi e ogni documentazione relativa ai loro redditi e al loro patrimonio personale e comune”. In caso di contestazioni, “il tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull’effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della Polizia tributaria”.
13 Ott 2014 | di Maria Elena Casarano
Come fare per provare i guadagni in nero dell’ex
08/05/2014 alle 15:16
Inviarre la richiesta all’agenzia delle entrate in modo generico è come buttare un ago in un pagliaio, a quale ufficio di competenza bisogna inoltrare la richiesta.
16/07/2017 alle 09:16
Non si deve inviare alcuna richiesta di accesso agli atti amministrativi in modo generico all’Agenzia delle Entrate ne ad alcuna amministrazione pubblica, INPS, Agenzia delle Entrate, PRA hanno tutti i moduli per la richiesta di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e tra gli altri documenti che si ha diritto di ottenere c’è anche l’anagrafe tributaria che può essere legittimamente chiesta alla Agenzia delle Entrate e se rifiuta di concedere l’accesso si presenta ricorso alla Commissione per l’Accesso agli Atti Amministrativi.
In relazione a quest’ultimo atto non solo troverete una totale indisponibilità dell’Agenzia delle Entrate e dei suoi dirigenti ma se denuncerete i dirigenti responsabili per la consumazione del reato di rifiuto di atti d’ufficio scoprirete che anche i giudici si schiereranno dalla parte dei dirigenti al fine di garantire loro impunità (a meno che non si tratti di dirigenti di livello molto basso nel qual caso allora le cose possono cambiare).
egidio iannece ha detto:
17/09/2014 alle 16:22
giusto a chi vanno inviate ste richieste? ed i documenti devono essere in originale? etratto matrimonio e stato famiglia?
Marco Vivaldi ha detto:
19/09/2014 alle 15:08
Ottime domande…io ne aggiungerei un’altra: lo stato di famiglia deve essere relativo ad un periodo in cui si viveva ancora sotto lo stesso tetto? Se si è già effettuato il cambio di residenza occorre comunque mettere quello attuale dove si figura vivere da soli?
29/09/2014 alle 15:42
NON ABBIAMO AVUTO RISPOSTE
29/09/2014 alle 17:17
La domanda va inoltrata alla sede dell’agenzia territoriale competente per zona del richiedente.
Consigliamo in ogni caso ai lettori la lettura di questo articolo https://www.laleggepertutti.it/56573_il-tuo-ex-non-vuole-pagare-lassegno-ora-con-lanagrafe-tributaria-e-incastrato
antonio autieri ha detto:
12/11/2015 alle 18:58
dichiarazione ex coniuge