Source: https://www.apertacontrada.it/2010/09/06/consiglio-di-giustizia-amministrativa-per-la-regione-siciliana-sez-giurisdizionale-sentenza-6-settembre-2010-n-1266/
Timestamp: 2020-06-05 14:56:24+00:00
Document Index: 41288524

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 242', 'art. 23', 'art. 210', 'art. 55', 'art. 23', 'art. 210', 'sentenza ', 'sentenza ']

Apertacontrada » Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana – sez. giurisdizionale, sentenza 6 settembre 2010, n. 1266
di Osservatorio Energia - 6 Settembre 2010
Ritiene il Collegio che le coordinate qualificatorie del servizio pubblico ben si attagliano al caso delle attività di bonifica e di messa in sicurezza dei siti inquinati disciplinate dall’art. 242 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152. Difatti le procedure di messa in sicurezza e di bonifica sono obbligatorie ex lege al ricorrere di determinati presupposti di fatto, sono disciplinate da fonti di rango primario, sono svolte (anche) a favore di una collettività indeterminata di beneficiari (gli abitanti di una zona inquinata), mirano al perseguimento di un interesse pubblico (alla salubrità ambientale e al ripristino del bene- interesse violato dagli inquinamenti) e, infine, consistono in attività produttive e di rilievo economico.
Nella fattispecie, risulta fondata l’eccezione di irricevibilità degli appelli perché notificati tardivamente rispetto alle regole speciali dettate dall’art. 23-bis della L. n. 1034/1971.
– Ric. n. 962/09 – ENI S.P.A. – DIVISIONE REFINING & MARKETING, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Corrado V. Giuliano e Stefano Grassi, elettivamente domiciliata in Palermo, via Massimo D’Azeglio, n. 27/C, presso il primo difensore;
AGENZIA REGIONALE RIFIUTI E ACQUE, oggi ASSESSORATO REGIONALE ENERGIA e ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura distrettuale dello Stato, legalmente domiciliata in Palermo, via A. De Gasperi, n. 81;
ERG RAFFINERIE MEDITERRANEE S.P.A., ISAB-IMPIANTI NORD DI PRIOLO GARGALLO, SYNDIAL S.P.A. e POLIMERI EUROPA S.P.A., in persona dei legali rappresentanti pro tempore, non costituitesi in giudizio;
– Ricorso n. 963/09 – POLIMERI EUROPA S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Corrado V. Giuliano e Stefano Grassi, elettivamente domiciliata in Palermo, via Massimo D’Azeglio, n. 27/C, presso il primo difensore;
AGENZIA REGIONALE RIFIUTI E ACQUE, oggi ASSESSORATO REGIONALE ENERGIA e ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, come sopra rappresentati e difesi ed elettivamente domiciliati;
ERG RAFFINERIE MEDITERRANEE S.P.A., ISAB-IMPIANTI NORD DI PRIOLO GARGALLO, SYNDIAL S.P.A. ed ENI S.P.A. – DIVISIONE REFINING & MARKETING, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, non costituitesi in giudizio;
– Ricorso n. 964/09 – SYNDIAL S.P.A. (nuova denominazione di ENICHEM S.P.A.), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Corrado V. Giuliano e Stefano Grassi, elettivamente domiciliata in Palermo, via Massimo D’Azeglio, n. 27/C, presso il primo difensore;
ERG RAFFINERIE MEDITERRANEE S.P.A., ISAB-IMPIANTI NORD DI PRIOLO GARGALLO, POLIMERI EUROPA S.P.A. (STABILIMENTO DI PRIOLO) ed ENI S.P.A. – DIVISIONE REFINING & MARKETING-PRIOLO, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, non costituitesi in giudizio;
ERG RAFFINERIE MEDITERRANEE S.P.A., RAFFINERIA ISAB-IMPIANTI NORD DI PRIOLO GARGALLO, POLIMERI EUROPA S.P.A. (STABILIMENTO DI PRIOLO), SYNDIAL S.P.A. ed ENI S.P.A. – DIVISIONE REFINING & MARKETING, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, non costituitesi in giudizio;
– il decreto n. 93 del 3 agosto 2006, con cui l’Agenzia regionale rifiuti e acque (nel prosieguo “Arra”) ebbe a rilasciare alla IAS “l’autorizzazione ai sensi dell’art. 210 del D.lgs n.152/2006 all’eser-cizio delle operazioni di trattamento (D9), nell’impianto biologico consortile della ricorrente, dei rifiuti costituiti dalla acque contaminate identificate con il codice CER 191307 … provenienti dalla falda superficiale sottostante l’area dell’impianto IAS, per un quantitativo di 30 mc/h e per un quantitativo di 250 mc/h, provenienti dalle operazioni di messa in sicurezza e bonifica … previo trattamento nell’impianto RAS della … Società ERG e successivo invio all’impianto biologico consortile IAS”;
La IAS è una società consortile alla quale è affidata la gestione dell’impianto biologico di depurazione che fa capo al Consorzio per l’Area di Sviluppo industriale (ASI) di Siracusa. In tale impianto sono convogliati, attraverso un unico collettore, anche tutti i reflui, sia civili che industriali, provenienti dai comuni e dagli insediamenti industriali produttivi insediati nel polo di Priolo Gargallo.
Il sito di Priolo Gargallo è stato individuato dal D.M. n. 468/2001 quale “sito di interesse nazionale” ai fini della disciplina alla bonifica dei siti contaminati.
Analoga attività di emunzione delle acque è svolta altresì dall’ERG Raffinerie Mediterranee S.pA., dalla Polimeri Europa S.p.A., dall’ENI S.pA., dalla Syndial S.p.A. e da altre società insistenti nel medesimo contesto territoriale. In particolare, in ragione della interconnessione delle tubature a servizio delle suddette imprese, le acque emunte dalle stesse confluiscono, miscelandosi, nell’impianto TAS (trattamento acque superficiali) della ERG ove si effettua il recupero della frazione oleosa (attività quest’ultima autorizzata, con provvedimenti straordinari, sin dal 7 novembre 2002).
Terminato il regime emergenziale, la IAS chiese all’Arra il rilascio dell’autorizzazione al trattamento, nell’attuale impianto di depurazione, delle acque emunte dalla falda sottostante la propria area, mentre la ERG Raffinerie S.p.A., unitamente alla Polimeri Europa, all’ENI, alla Syndial e alla stessa IAS, ciascuna per quanto di rispettiva competenza, chiesero alla medesima Arra l’autorizzazione a effettuare operazioni di trattamento delle acque di falda, provenienti dall’attività di messa in sicurezza, fino ad un massimo di 250 mc/h e al recupero dei prodotti oleosi fino ad un massimo di 10 mc/h, onde poi avviare tali acque all’impianto biologico consortile gestito dalla IAS nel rispetto dei limiti previsti dal contratto di utenza tra ERG e IAS.
Il T.A.R. di Palermo, dopo averli riuniti, respinse i ricorsi della IAS. In particolare, il primo Giudice, sulla base di un’articolata motivazione, qualificò come rifiuti liquidi le acque emunte dalle falde sotterranee nell’ambito dell’attività di bonifica del sito di Priolo Gargallo, avendo giudicato non corretta la tesi, patrocinata dalla ricorrente, in ordine all’applicabilità alla fattispecie della sola disciplina sugli scarichi delle acque reflue; inoltre il primo Giudice ha ritenuto legittimo il provvedimento con il quale l’Arta richiese alla IAS di avviare la procedura di V.I.A. ex art. 55 del D.P.R. 12 aprile 1996.
3. – Il sindacato rimesso al Collegio deve investire, in via prioritaria, le eccezioni di irricevibilità e di inammissibilità degli appelli, sollevate dall’Avvocatura erariale per conto delle Amministrazioni evocate in giudizio. In particolare, sono state eccepite l’irricevibilità degli appelli per violazione dell’art. 23-bis della L. n. 1034 del 1971 e l’inammis-sibilità, per difetto di interesse, delle impugnazioni interposte dalla Sindyal, dall’ENI e dalla Polimeri Europa.
Onde illustrare le ragioni giuridiche sulle quali poggia il con-vincimento del Collegio, occorre muovere dalla considerazione che nell’impianto biologico consortile, gestito dalla IAS, oltre alla normale attività già autorizzata, convergono sia le acque emunte dalla falda superficiale sottostante il terreno della stessa Industria ricorrente sia quelle emunte da altre imprese, sempre nell’ambito della bonifica del sito di rilevanza nazionale Priolo Gargallo. Siffatte attività di emungimento e di convogliamento sono svolte, in attesa del completamento dell’impianto TAF (trattamento acque di falda), nell’ambito di operazioni di disinquinamento di siti contaminati da idrocarburi e da altre sostanze chimiche.
In dettaglio, come sopra accennato, le acque provenienti dalla messa in sicurezza e bonifica della falda sottostante il sito industriale di Priolo Gargallo, una volta fuoriuscite dall’impianto TAS ove subiscono un primo trattamento, sono avviate, confluendo in un unico collettore e miscelandosi con le normali acque provenienti dai processi industriali, direttamente all’impianto biologico consortile IAS al quale è affidata la fase di depurazione completa, con restituzione delle stesse nei limiti di emissione stabiliti per le acque reflue industriali.
Da quanto sopra osservato emerge allora con evidenza che le attività sulle quali hanno inciso i provvedimenti dei quali si controverte (principalmente la richiesta di autorizzazione ex art. 210 del D.lgs. n. 152/2006) attengono, per taluni aspetti, alla gestione di un normale servizio di depurazione di reflui industriali (a prescindere dalla questione relativa alla loro esatta qualificazione ai sensi della normativa a tutela dell’ambiente) e, per altri aspetti, allo specifico svolgimento di un’attività di messa in sicurezza e di bonifica di siti inquinati.
Calati i principi sopra enunciati alla fattispecie, risulta la fondatezza dell’eccezione di irricevibilità con riferimento agli appelli introdotti con i ricorsi n. 964/2009, proposto dalla Syndial S.p.A., e n. 974/2009, interposto dalla IAS, giacché notificati a giugno 2009, ancorché la notificazione della sentenza risalga al precedente mese di aprile.
4. – È pure fondata l’altra eccezione riguardante il difetto di interesse ad appellare delle società ENI e Polimeri Europa (eccezione che, a ben vedere, si attaglia anche al capo della Syndial, il cui ricorso è già stato dichiarato irricevibile).
In effetti, vale osservare che il presente giudizio è stato introdotto in primo grado per contestare la legittimità di atti amministrativi incidenti unicamente sulla posizione della IAS quale incaricata sia della gestione dell’impianto biologico di depurazione che fa capo al Consorzio per l’Area di Sviluppo industriale (ASI) di Siracusa sia del trattamento delle acque di falda emunte dal sito contaminato di Priolo Gargallo. Le circostanze che le altre società appellanti siano coinvolte, al pari peraltro di altre imprese i cui impianti sono insediati sul sito in questione, nell’attività di messa in sicurezza e di bonifica e che le acque di falda siano emunte anche nelle aree di loro competenza non sono idonee a costituire in capo alle stesse una posizione differenziata e qualificata tale da fondare una legittimazione a contestare, con impugnazioni autonome, le statuizioni giurisdizionali veicolate dalle sentenza impugnata e riferibili ad atti dei quali la IAS è la sola destinataria.