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Timestamp: 2017-10-19 16:28:03+00:00
Document Index: 67114035

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 18', 'art.1', 'art.9', 'art.27', 'art.1']

Orario di lavoro: il Ministero del lavoro torna sulle sanzioni | Lavoro Fisso
giovedì 19 ottobre 2017 | 17:28
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Orario di lavoro: il Ministero del lavoro torna sulle sanzioni
Il Ministero del lavoro torna sulla questione della rideterminazione delle sanzioni dichiarate illegittime dalla Consulta e riferite alle violazioni commesse dal 1° settembre 2004 al 24 giugno 2008, relativamente situazioni giuridiche pregresse che siano ancora aperte o pendenti.
Il Ministero del lavoro con la lettera circolare prot.12552 del 10 luglio 2014 ha fornito le prime indicazioni operative a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 153/2014, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18-bis, commi 3 e 4, D.Lgs.8 aprile 2003, n.66, nel testo introdotto dall’art.1, comma 1, lett. f, D.Lgs. 19 luglio 2004, n.213.
In particolare il Ministero torna sulla questione della rideterminazione delle sanzioni riferite alle violazioni commesse dal 1° settembre 2004 al 24 giugno 2008, relativamente situazioni giuridiche pregresse che siano ancora aperte o pendenti, e riferite a: – durata massima dell’orario di lavoro; – riposo giornaliero; – riposo settimanale; – ferie annuali. Nella nota la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva aveva sottolineato la necessità di rideterminare le sanzioni, in tutte quelle situazioni giuridiche pregresse ancora aperte o pendenti, secondo il regime sanzionatorio di cui all’art.9 del RDL n.692/1923 e all’art.27 della Legge n.370/1934. Ora, a sua integrazione, il Ministero specifica che la rideterminazione degli importi sanzionatori deve essere effettuata tenendo conto della previsione di cui all’art.1, comma 1177, Legge n.296 del 27 dicembre 2006, secondo cui “gli importi delle sanzioni amministrative previste per le violazioni di norme in materia di lavoro, legislazione sociale, previdenza e tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, entrate in vigore prima dell’1 gennaio 1999, sono quintuplicati”.
692/1923
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