Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-22965-del-29-09-2017
Timestamp: 2020-08-12 08:05:11+00:00
Document Index: 84189363

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Sentenza Cassazione Civile n. 22965 del 29/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22965 del 29/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 29/09/2017, (ud. 20/07/2017, dep.29/09/2017), n. 22965
sul ricorso 513-2016 proposto da:
COMUNE DI SASSARI, – C.F. (OMISSIS), in persona del Sindaco pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la
dall’avvocato MARCO LOI;
I.L.A.S. INDUSTRIE LAVORAZIONI ASSOCIATE S.R.L. IN LIQUIDAZIONE –
C.F. (OMISSIS), in persona del liquidatore e legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PANAMA 95,
presso lo studio dell’avvocato FRANCO PICCIAREDDA, che la
sul ricorso 14656-2016 proposto da:
COMUNE DI SASSARI – C.F. (OMISSIS), in persona del Sindaco pro
per il ricorso iscritto al n. 513/2016 avverso la sentenza n.
175/08/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI CAGLIARI –
SEZIONE DISTACCATA DI SASSARI, depositata il 05/05/2015;
per il ricorso iscritto al n. 14656/2016 avverso la sentenza n.
176/08/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI CAGLIARI –
SEZIONE DISTACCATA SASSARI, depositata il 05/05/2015;
Con sentenza n. 176/8/2015, depositata il 5 maggio 2015, non notificata, la CTR della Sardegna – sezione staccata di Sassari – ha parzialmente accolto l’appello proposto dal Comune di Sassari nei confronti della Ilas Industrie Associate in liquidazione (di seguito Ilas), avverso la sentenza di primo grado della CTP di Sassari, che pronunciando sui ricorsi riuniti proposti dalla Ilas avverso avviso di accertamento in rettifica ai fini ICI relativo all’anno 2003 sul valore dell’area fabbricabile in contestazione e avverso cartella di pagamento emessa a seguito dell’iscrizione a ruolo per detto accertamento, nonchè per l’iscrizione a ruolo di ulteriore importo richiesto dall’Agenzia delle Entrate per tassa di possesso per lo stesso anno d’imposta relativa ad autoveicolo di proprietà della società – aveva rigettato il ricorso proposto avverso l’iscrizione a ruolo della somma dovuta per tassa auto ed aveva accolto invece il ricorso della contribuente avverso l’avviso di accertamento ai fini ICI e la conseguente iscrizione a ruolo. La CTR, in parziale accoglimento dell’appello del Comune, ha rideterminato il valore di area fabbricabile oggetto di accertamento ai fini ICI per l’anno 2003 in Euro 2.273.068,67 rispetto al valore stimato nell’atto impositivo in Euro 3607.254,00.
Avverso la pronuncia della CTR il Comune ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un solo motivo, cui resiste con controricorso la contribuente.
Con sentenza n. 178/8/2015 resa contestualmente dallo stesso collegio giudicante e depositata pure in data 5 maggio 2015, la CTR della Sardegna – sezione staccata di Sassari – fissava nel medesimo importo il valore del’area in oggetto ai fini ICI per l’anno d’imposta 2004.
Avverso detto pronuncia il Comune di Sassari ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, cui ugualmente resiste con controricorso la società.
In via preliminare va rilevato che non è stata evocata in giudizio l’Agenzia delle Entrate, nei confronti della quale peraltro non occorre disporre l’integrazione del contraddittorio, trattandosi, relativamente alla pretesa inerente alla tassa auto, di causa scindibile ed essendosi comunque sul punto, in assenza di impugnazione incidentale da parte della società, formato il giudicato.
Sempre preliminarmente, come richiesto dalla società controricorrente, va disposta la riunione del giudizio RG n. 14656/16 a quello recante il n. RG 513/16.
In effetti, essi, pur formalmente derivanti dall’impugnazione di due diverse sentenze, traggono origine da un unico processo, atteso che, come eccepito dalla controricorrente, la CTR della Sardegna – sezione staccata di Sassari – aveva già pronunciato in data 10 febbraio 2015 ordinanza con la quale aveva disposto la riunione dei giudizi aventi ad oggetto l’impugnazione degli avvisi di accertamento emessi dal Comune di Sassari per la maggiore ICI ritenuta dovuta per gli anni d’imposta 2003 e 2004, salvo poi rendere impropriamente due sentenze distinte.
A tale verifica consegue la manifesta infondatezza dell’unico motivo di ricorso proposto dal Comune avverso la sentenza n. 176, con il quale l’amministrazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7, dell’art. 115 c.p.c. e dell’art. 24 Cost. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, sul presupposto che la suddetta decisione sarebbe stata fondata su un documento, la perizia di parte sul valore dell’immobile redatta dall’arch. B., non acquisita regolarmente agli atti del giudizio e quindi assunta a fondamento della decisione con lesione del principio del regolare contraddittorio tra le parti e del principio dispositivo.
Quanto sopra rilevato in ordine alla disposta riunione dei giudizi, anteriormente al deposito, in grado d’appello, in uno alla memoria illustrativa in data 16 aprile 2015 per l’udienza di discussione fissata il 27 aprile 2015, della citata relazione tecnica di parte da parte della società, rende la doglianza espressa dal Comune come unico motivo di ricorso avverso la sentenza n. 176 manifestamente infondata, avendo giudicato la CTR in forza di un documento allegato ritualmente al processo.
In forza di ciò la società assume che sul valore dell’immobile secondo la determinazione della perizia di stima redatta dal tecnico sopra menzionato si sarebbe formato il giudicato (qualificato dalla controricorrente come esterno) anche per la diversa annualità d’imposta 2004, su cui ha pronunciato la sentenza n. 178.
A prescindere dal fatto che la pronuncia n. 176 non poteva essere munita dell’attestazione di passaggio in giudicato, essendo stato proposto avverso detta pronuncia ricorso per cassazione, tale assunto non può essere condiviso, proprio alla stregua della considerazione che il processo era già formalmente riunificato e che su di esso avrebbe dovuto essere pronunciata un’unica sentenza, donde la contestazione del valore riferita formalmente da parte del Comune ricorrente alla sola pronuncia 178 deve intendersi unitariamente riferita ad entrambe le annualità d’imposta.
Ciò premesso, con il primo motivo di ricorso avverso la sentenza n. 178 il Comune di Sassari denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32, comma 1 e 58, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, lamentando che il giudice tributario d’appello avrebbe deciso la controversia in base ad un documento tardivamente prodotto in grado d’appello.
Con il secondo motivo l’amministrazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5 e art. 112 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, assumendo che la decisione impugnata, che ha espressamente affermato che la stima dell’arch. B. è rispettosa dei criteri di valutazione previsti dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5 avrebbe in realtà, nella parte in cui definisce le aree in oggetto ricadenti in una porzione di territorio classificabile come estrema periferia urbana, indotto la CTR a disapplicare la Delib. Consiglio comunale di Sassari 30 giugno 1999, n. 70 che, nella ripartizione del territorio comunale in 10 microzone omogenee, aveva classificato le aree in questione nella terza microzona, definita “semicentrale”.
La giurisprudenza di questa Corte ha più volte avuto modo di precisare che le perizie estimative, tanto che provengano da organi tecnici dell’amministrazione, quanto da privati nell’interesse del contribuente, hanno contenuto di allegazione difensiva a contenuto tecnico, sia che esse siano singolarmente prodotte, sia che la relativa allegazione avvenga nel contesto di scritti difensivi. Con specifico riferimento al processo tributario ciò è stato, tra le altre, affermato da Cass. sez. 5, ord. 11 novembre 2011, n. 23590 e, più di recente, da Cass. sez. 5, 1 aprile 2016, n. 6351 e da Cass. sez. 6-5, ord. 19 ottobre 2016, n. 21132. In conformità a detto indirizzo, cui si ritiene di dare continuità, ritiene la Corte che la produzione della perizia estimativa, nel contesto di memoria difensiva, nel rispetto del termine di dieci giorni prima dell’udienza pubblica di discussione della causa in appello, come sopra evidenziato, sia rispettosa del combinato disposto del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 58, comma 2 e art. 32, comma 2.
La pronuncia più recente di questa Corte (Cass. sez. 5, 24 febbraio 2015, n. 3661) indicata dal Comune di Sassari non è riferita specificamente alla problematica in esame ma all’indicazione del limite temporale di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32, comma 1, della produzione in appello di nuovo documento nella sua ordinaria accezione di prova.
Deve ritenersi invece inammissibile il secondo motivo, atteso che, sub specie del vizio di violazione di legge, l’amministrazione ricorrente mira a sollecitare al giudice di legittimità una nuova valutazione, in senso difforme da quella operata dal giudice d’appello, nel merito delle risultanze della succitata perizia estimativa di parte, che la CTR ha espressamente ritenuto conforme ai criteri di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5 del quale l’amministrazione ricorrente ha lamentato invece la violazione in combinato disposto con il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7 e art. 112 c.p.c. (cfr., tra le molte, Cass. sez. 6-5, 30 settembre 2016, n. 19469; Cass. sez. 6-5, 20 gennaio 2017, n. 1436).
In ogni caso va osservato che l’attribuzione di valore per aree omogenee con delibera comunale ai fini della determinazione della base imponibile ICI per aree fabbricabili non ha natura imperativa, ma costituisce fonte di presunzioni dedotte da dati di comune esperienza, liberamente valutabili ed utilizzabili dal giudice (cfr. Cass. sez. 6-5, ord. 18 febbraio 2014, n. 3757; Cass. sez. 5, 13 marzo 2015, n. 5068).
I ricorsi riuniti vanno, pertanto, rigettati.
Le spese dei giudizi riuniti seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.
Rigetta i ricorsi riuniti e condanna il ricorrente al pagamento in favore della controricorrente delle spese dei giudizi di legittimità riuniti, che liquida in Euro 2.300,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi, liquidati in Euro 400,00 ed agli accessori di legge, se dovuti.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per ciascun ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.