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Timestamp: 2019-04-25 20:38:30+00:00
Document Index: 8548764

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 14 luglio 2010: comunicazione ai fini IVA delle operazioni con paesi “black list” in attesa dei chiarimenti delle Entrate; settore costruzioni: versamento senza sanzioni per chi si adegua agli studi di settore; diligenza professionale e governance anche nella “piccola” banca; enti locali: verso la “Carta delle autonomie” | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 14 luglio 2010: comunicazione ai fini IVA delle operazioni con paesi “black list” in attesa dei chiarimenti delle Entrate; settore costruzioni: versamento senza sanzioni per chi si adegua agli studi di settore; diligenza professionale e governance anche nella “piccola” banca; enti locali: verso la “Carta delle autonomie”
1) Comunicazione ai fini IVA delle operazioni con paesi “black list” in attesa dei chiarimenti delle Entrate
2) Settore costruzioni: Versamento senza sanzioni per chi si adegua agli studi di settore
3) E’ “culpa in vigilando” per il cliente del Commercialista
4) Ecofin: Via libera alla manovra dell’Italia
5) Diligenza professionale e governance anche nella “piccola” banca
6) Enti locali: Verso la “Carta delle autonomie”
Il primo invio telematico della comunicazione viene previsto per il 31 agosto 2010 con riferimento ai soggetti mensili (per obbligo o per opzione).
I soggetti “trimestrali”, invece, dovranno comunicare le operazioni del terzo trimestre solare del 2010 entro il 31 ottobre 2010.
La periodicità prevista per tali elenchi IVA riprende sostanzialmente quanto previsto per gli elenchi Intrastat dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 22 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2010.
Pertanto, secondo dottrina, la casistica riportata nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 18 marzo 2010 in relazione alla presentazione degli elenchi Intrastat dovrebbe costituire un utile riferimento.
In particolare, in mancanza di disposizioni specifiche concernenti la prima applicazione della Comunicazione – ed analogamente a quanto chiarito dalla C.M. 14/E/2010 in relazione al debutto dei nuovi elenchi Intrastat – dovrebbe essere possibile assumere la periodicità trimestrale in considerazione della difficoltà di reperimento dei dati relativi alle operazioni pregresse.
Al fine di determinare la corretta periodicità mensile o trimestrale occorre considerare distintamente l’ammontare di ciascuna tipologia di operazione rilevante.
Conseguentemente, potrebbe verificarsi una periodicità trimestrale anche in relazione ad un ammontare di scambi intrattenuti con controparti localizzate nei Paesi black list che nel complesso superano i 50.000,00 euro ma che, separatamente considerate, non oltrepassano la soglia indicata.
La lotta alle frodi IVA realizzate (anche) mediante lo schema delle operazioni “carosello” si avvale dal 1 luglio 2010 di un nuovo strumento: l’obbligo posto a carico di tutti i soggetti passivi IVA della comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate delle operazioni di acquisto e vendita di beni e servizi realizzati con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nei Paesi cd. “black list” .
Si tratta del nuovo adempimento che è stato introdotto dall’art. 1 del D.L. 25 marzo 2010, n. 40.
Con il D.M. 30 marzo 2010 sono stati definiti modalità e termini per l’effettuazione dell’adempimento.
Le operazioni effettuate a partire dal 1 luglio 2010 dovranno essere comunicate all’Agenzia delle Entrate in via telematica, utilizzando il modello approvato con provvedimento del 28 maggio 2010.
L’art. 1, comma 1, del D.L. 40/2010 – ed in modo sostanzialmente analogo l’art. 2, del D.M. 30 marzo 2010 – prevede l’obbligo di segnalazione delle seguenti operazioni:
– prestazioni di servizi rese;
– acquisti di beni,
– prestazioni di servizi ricevute,
effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori individuati dai decreti black list del 4 maggio 1999 e del 21 novembre 2001.
Periodo di riferimento e decorrenza
Il modello di comunicazione è presentato con riferimento a:
– Comunicazione trimestrale (1° invio: operazioni di luglio, agosto e settembre entro il 31 ottobre 2010):
– Soggetti che hanno effettuato nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro
– Soggetti che hanno iniziato l’attività da meno di 4 mesi sempre nel rispetto di detto limite
– Comunicazione mensile (1° invio: operazioni di luglio entro il 31 agosto 2010):
– Soggetti che hanno effettuato nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria un ammontare totale trimestrale superiore a 50.000 euro
– soggetti tenuti alla comunicazione trimestrale che decidono di inviare la comunicazione mensilmente.
Superamento limiti e cambio periodicità
Coloro che presentano la comunicazione trimestralmente e che nel corso del trimestre superano 50.000 euro, presentano la comunicazione mensilmente a partire dal mese di superamento.
Per le operazioni registrate o soggette a registrazione occorre comunicare:
– Codice fiscale e partita IVA del soggetto tenuto alla comunicazione
– Codice fiscale o altro codice identificativo della controparte
– Dati anagrafici controparte
– Per ciascuna controparte le operazioni attive e passive distinto tra operazioni imponibili, non imponibili, esenti e non soggette al netto delle variazioni e importo totale dell’imposta
– Per ciascuna controparte per le note di variazione relative ad anni precedenti, l’importo complessivo delle operazioni e della relativa imposta.
Per ultimo il Provvedimento del 5/07/2010 ha approvato le specifiche tecniche per la comunicazione da parte dei soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto dei dati relativi alle operazioni, effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato.
– effettuate verso privati:
– escluse da IVA in via “oggettiva” e non soggette a registrazione ai fini Iva in Italia.
Ai sensi del comma 3 del D.L. 40/2010, l’omissione della comunicazione, ovvero, l’effettuazione della stessa con dati incompleti o non veritieri è punita con la sanzione applicabile per le violazioni di tipo residuale in materia di imposte sui redditi, IRAP e IVA prevista dall’art. 11 del DLgs 18 dicembre 1997, n. 471 (sanzione amministrativa pecuniaria da € 258,23 ad € 2.065,83), elevata al doppio.
Pertanto, in caso di omessa od irregolare presentazione della Comunicazione si applicherà una penalità da un minimo di € 516,46 ad un massimo di € 4.131,66.
Oltre al raddoppio delle sanzioni il D.L. 40/2010 esclude l’applicazione delll’art. 12 del DLgs 18 dicembre 1997, n. 472 che consente, nei casi di continua e ripetuta violazione della norma fiscale, la riduzione delle sanzioni (cd. cumulo giuridico).
L’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa n. 149 del 13 luglio 2010, ha precisato che la nuova versione 1.0.4 del software GERICO, pubblicata lo scorso 2 luglio, ha modificato il calcolo dei ricavi stimati dallo studio UG69U al fine di tener conto della correzione della territorialità del livello delle retribuzioni.
L’aggiornamento ha riguardato tutti i comuni, nonostante nella pagina web di pubblicazione del software sia stato fatto riferimento ai soli comuni che avevano subito cambiamenti delle coordinate amministrative.
Potrebbe pertanto essersi verificato che i contribuenti che avevano utilizzato la
precedente versione 1.0.3 del software GERICO non abbiano provveduto al ricalcolo utilizzando la versione 1.0.4.
In tal caso, tenuto conto dei principi di collaborazione e di buona fede previsti dallo Statuto dei diritti del contribuente, qualora il contribuente ritenga opportuno adeguarsi ai ricavi stimati sulla base della versione 1.0.4. (sempre che gli stessi siano diversi da quelli calcolati con la versione 1.0.3) potrà farlo versando le maggiori imposte dovute per adeguamento entro il termine del 5 agosto 2010 senza il pagamento della maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.
Il contribuente che si avvale, per le proprie incombenze fiscali, di un professionista del settore deve vigilare sul suo operato, poiché in caso di irregolarità, riscontrate dai verificatori del fisco, lo stesso contribuente non può estraniarsi così facilmente (magari affermando, “ma io non ne capisco niente”).
Il cliente è esposto alle sanzioni derivanti dall’omissione del Commercialista per la cd. “culpa in vigilando”.
Infatti, come ha denotato il notiziario fiscale dell’Agenzia delle Entrate del 13 luglio 2010, la prova del conferimento dell’incarico a un professionista, alla tenuta delle scritture contabili e alla presentazione della dichiarazione dei redditi, non è condizione sufficiente a tenere il contribuente al riparo dalle sanzioni eventualmente irrogate in seguito alla mancata osservanza del mandato.
Tutto ciò sulla base della conclusione della Corte di Cassazione, contenuta nelle ordinanze nn. 12472 e 12473, depositate il 21 maggio 2010.
La vicenda è scaturita dalle contestazioni del socio di una Snc contro l’avviso di accertamento contenente sanzioni a causa degli inadempimenti del proprio consulente.
I giudici di grado inferiore avevano accolto le richieste del ricorrente annullando l’applicazione delle sanzioni irrogate per la circostanza di avere affidato la gestione delle incombenze amministrative e fiscali della società al Commercialista.
Ma la Suprema Corte non si è dimostrata d’accordo con tale decisione sottostante ai suoi poteri di legittimità, poiché ha, infatti, cassato (con rinvio) la sentenza, emessa dal collegio di grado inferiore.
In particolare, la Cassazione ha censurato tale conclusione, puntualizzando che la responsabilità del contribuente non si configura solo nei casi di dolo ma anche di colpa; nel caso di specie, quest’ultima era ravvisabile nell’omissione di ogni controllo, da parte del contribuente sul mandatario, in ordine alla effettiva esecuzione dell’incarico conferito.
Nella pronuncia non è mancato il riferimento ad una precedente decisione (Cassazione, sentenza n. 22890/2006) che ha rimarcato la presunzione di colpa a carico del contribuente (salvo l’onere di provare, da parte sua, di aver agito senza colpa), escludendo nel contempo la rilevabilità d’ufficio di una presunta carenza dell’elemento soggettivo, sotto il profilo della mancanza assoluta di colpa.
Infine, è stato ricordato il contenuto della sentenza n. 9916, depositata il 26 aprile 2010 dalla terza sezione della Suprema Corte, che (in ossequio al principio di osservanza degli obblighi di diligenza che sono prescritti in capo allo stesso professionista) aveva confermato la legittimità della condanna del professionista al pagamento della metà delle sanzioni applicate dall’Erario, avendo tale soggetto (in quel caso) contabilizzato costi privi di documentazione e oneri non riguardanti l’anno della dichiarazione redditi del cliente.
Dall’Ecofin è giunto il via libera alla manovra dell’Italia: Il governo ha finora rispettato gli impegni Ue sul fronte della riduzione del deficit e del risanamento delle proprie finanze pubbliche.
Ne ha dato notizia la nota Ansa del 13 luglio 2010 sull’ok avuto a Bruxelles: “Non c’e’ stato nessun arretramento sui numeri, nessun arretramento sulle norme. Anzi, in certi casi c’é stato un miglioramento”: così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sulla manovra che si appresta ad essere varata dal Senato e che il 13 luglio 2010 a Bruxelles ha ricevuto l’ok dell’Ecofin.
“Pur con qualche criticità comunicativa – ha detto Tremonti nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles – il testo della manovra é lo stesso presentato all’inizio dal governo, sia per quel che riguarda le quantità, sia per quel che riguarda la qualità”.
Il ministro ha quindi sottolineato come tra i miglioramenti apportati alla manovra c’é “la più grande riforma delle pensioni fatta in Europa quest’anno.
E – ha aggiunto – fatta con un emendamento con cui si è realizzato un consolidamento strutturale del sistema previdenziale italiano. Una riforma fatta nella pace sociale, senza neanche un giorno di sciopero”.
Il governo italiano ha finora rispettato gli impegni Ue sul fronte della riduzione del deficit e del risanamento delle proprie finanze pubbliche.
Questa la valutazione dell’Ecofin che ieri (13 luglio 2010) ha dato il via libera alla manovra dell’Italia, sottolineando come le misure prese dal governo siano “conformi alle raccomandazioni” formulate dalla Commissione e dal Consiglio Ue.
“E’ stato valutato come l’Italia abbia adottato misure effettive ed adeguate, perfettamente in linea con gli impegni presi”, ha commentato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
Di tale argomento se ne è occupata Assonime con il Caso n. 6 del 13 luglio 2010.
Il Caso Assonime n. 6/2010 ha, infatti, commentato una sentenza della Corte di Cassazione del 15 giugno 2010, che ha confermato la sanzione pecuniaria inflitta al componente del Consiglio di amministrazione di una piccola banca di credito cooperativo, al quale erano imputabili gravi negligenze nell’adempimento del suo incarico.
La Suprema Corte ha affermato il principio secondo il quale l’incarico di amministratore di società bancaria impone a chi lo svolge di adottare uno standard di diligenza professionale che prescinde dalle dimensioni dell’impresa e dalla misura del compenso ricevuto.
Nella determinazione dell’ammontare della sanzione amministrativa, il meccanismo stabilito dalla legge 689/81 sulle sanzioni amministrative pecuniarie consente tuttavia al giudice di comminare una sanzione che, nel rispetto dei limiti imposti dalla legge, tenga conto delle circostanze e delle condizioni soggettive dell’amministratore.
Approvato dalla Camera dei Deputati il disegno di legge recante l’individuazione delle funzioni fondamentali di Province e Comuni, semplificazione dell’ordinamento regionale e degli enti locali, nonché delega al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle autonomie locali (A. C. 3118-A) ed abbinate (A.C. 67-68-711-736-846-1616-2062-2247-2471-2488-2651-2892-3195) e già trasmesso al Senato per il proseguo dell’iter (A. S. 2259).
Al testo, nel corso dell’esame parlamentare, sono state apportate diverse modifiche.
E’ quanto ha reso noto il CNDCEC, nella Rubrica Focus Legislativo di luglio 2010.
“In particolare, nel provvedimento viene indicato l’oggetto delle disposizioni contenute nell’articolato e i fini a cui si ispirano, tra cui l’individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane e l’introduzione di alcune misure di razionalizzazione degli enti locali.
Inoltre, è stata soppressa dall’oggetto della legge la riduzione del numero di consiglieri e assessori, in considerazione delle disposizioni introdotte con la legge finanziaria 2010 (L. 191/2009), come modificata dal D.L. 2/2010.
Altre disposizioni individuano le funzioni fondamentali degli enti locali e le modalità del loro esercizio, secondo quanto disposto con la riforma del titolo V dall’articolo 117, secondo comma, lett. p) della Costituzione che indica, tra le materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato, le funzioni fondamentali di Comuni, Province, e Città metropolitane, accanto alla legislazione elettorale e alla disciplina degli organi di governo degli enti locali. Sulla materia delle funzioni dei comuni sono intervenuti gli articoli 14, commi 25-29 (in materia di funzioni fondamentali dei comuni ed esercizio associato), 30 (individuazione da parte della regione degli ambiti ottimali di svolgimento delle funzioni fondamentali dei comuni) e 31 (attuazione da parte dei comuni nel termine fissato con d.p.c.m.) del D.L. 78/2010 (manovra per il 2011) attualmente all’esame del Senato in prima lettura.
Inoltre, diversi articoli riformano, attraverso numerose novelle al Tuel, la disciplina dei controlli negli enti locali, prevedendo in particolare le seguenti tipologie di controlli interni: controllo di regolarità amministrativa e contabile; controllo strategico; controlli sulle società partecipate; controllo degli equilibri finanziari; controlli sugli organismi gestionali.
Disposizioni analoghe sono contenute nel disegno di legge del Governo A.S. 2156 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione), all’esame in prima lettura della 1ª Commissione (Affari Costituzionali) e 2ª (Giustizia) del Senato della Repubblica.
Altresì, il provvedimento reca quattro disposizioni di delega: conferimento delle funzioni amministrative alle regioni ed agli enti locali nelle materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato), “Carta delle autonomie locali”, riordino delle disposizioni concernenti il comune di Campione d’Italia e razionalizzazione delle province”.