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Timestamp: 2018-10-20 08:03:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 40', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 7', 'art.24', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2']

Novità fiscali del 7 luglio 2008: contratto di credito a garanzia di un'operazione di leasing finanziario: no IVA, si imposta di registro proporzionale; settore della pesca: premi ed incentivi non tassabili per la crisi latente; agevolazioni fiscali per i coltivatori diretti | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 7 luglio 2008: contratto di credito a garanzia di un'operazione di leasing finanziario: no IVA, si imposta di registro proporzionale; settore della pesca: premi ed incentivi non tassabili per la crisi latente; agevolazioni fiscali per i coltivatori diretti
1) Lavoratori domestici: In scadenza il termine per pagare i contributi all’INPS
2) Settore della pesca: Concessi premi ed incentivi non tassabili per la crisi latente
3) Nel contratto di credito stipulato a garanzia di un’operazione di leasing finanziario niente IVA, ma imposta di registro proporzionale dello 0,50%
4) Agevolazioni fiscali per i coltivatori diretti: La cause di decadenza non si verificano se il concedente continua a coltivare il fondo anche se tramite società
5) Operazioni di denaturazione dei prodotti petroliferi: Le modalità in vigore da oggi
Scadrà giovedì 10 luglio il termine per pagare all’Inps i contributi per i lavoratori domestici, relativi alla seconda rata 2008 (periodo aprile/giugno).
E’ possibile effettuare il pagamento dei contributi con il servizio Pagamento online contributi lavoratori domestici .
La procedura consente anche la stampa della ricevuta di versamento tramite il codice BancoPosta.
Sempre online, inoltre, è disponibile un’apposita procedura semplificata per il calcolo dei contributi dovuti.
Si può anche pagare presso gli uffici postali, utilizzando uno dei bollettini di conto corrente inviati dall’Inps direttamente a casa degli interessati (da richiedere on line o al numero gratuito 803.164).
L’ammontare dei contributi è determinato in base alla retribuzione e all’orario di lavoro: se
quest’ultimo non supera le 24 ore settimanali, il contributo è commisurato a tre diverse fasce di retribuzione oraria; se invece l’orario di lavoro settimanale supera le 24 ore (è cioè di almeno 25 ore settimanali), il contributo dovuto è fisso, qualunque sia l’importo della retribuzione oraria.
In quest’ultimo caso l’importo del contributo è sensibilmente più basso, a patto che le ore siano effettuate tutte presso lo stesso datore di lavoro.
Gli importi da pagare per ogni ora di lavoro, per rapporti di lavoro fino a 24 ore settimanali
1) per retribuzioni orarie fino a 6,95 €: 1,29 € (di cui 0,31 € a carico del lavoratore);
2) per retribuzioni orarie oltre 6,95 € e fino a 8,48 €: 1,46 € (0,35 € a carico del lavoratore);
3) per retribuzioni orarie oltre 8,48 €: 1,78 € (0,43 € a carico del lavoratore).
(INPS, nota del 04/07/2008)
2) Settore della pesca (fermo di emergenza temporaneo e definitivo): Concessi premi ed incentivi non tassabili
Emanato un Decreto Legge, contenente delle misure urgenti per fronteggiare l’aumento delle materie prime e dei carburanti nel settore della pesca, nonché per il rilancio competitivo del settore, che è in vigore dal 04/07/2008, ma si attende un successivo provvedimento attuativo.
A causa della situazione di crisi riguardante il settore della pesca anche a seguito dei rialzi dei costi energetici e di produzione è stato concesso, per impresa, l’arresto temporaneo delle attività di pesca per le imbarcazioni a strascico e/o volante, per una durata di trenta giorni nell’arco temporale di quattro mesi a decorrere dal 04/07/2008 (data di entrata in vigore del suddetto decreto) .
Per tale motivo, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali è stato autorizzato a concedere alle imprese di pesca una compensazione che, oltre a non concorre a formare la base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP, non rileva neppure ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR.
A ciò è stata, inoltre, aggiunta l’erogazione di una indennità giornaliera per garantire a ciascun membro dell’equipaggio imbarcato il minimo contrattuale ed i relativi oneri previdenziali ed assistenziali.
Per ottimizzare il rapporto tra consistenza della flotta di pesca e le risorse biologiche del mare, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali attiva entro il 15 luglio 2008, nei limiti delle disponibilità finanziarie esistenti per ciascuno degli anni della programmazione 2007/2013 il procedimento di ristrutturazione della flotta, utilizzando le risorse dell’Asse prioritario 1 – misura di arresto definitivo – del regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio 2006, per l’intero periodo di programmazione.
Le modalità di attuazione del fermo temporaneo, l’entità del premio, le relative erogazioni e la definizione dei periodi di fermo supplementare per esigenze biologiche misure di gestione e controllo, tenuto conto del sistema di localizzazione satellitare, per la tutela delle risorse ittiche giovanili nella fascia costiera e nelle zone di tutela biologica, sono definiti con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentita la Commissione consultiva centrale della pesca marittima.
Infine, le modalità di attuazione della misura da stanziare, compreso il regime di alternatività rispetto a tale misura, e le modalità di erogazione del premio saranno definiti con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentita la Commissione consultiva centrale della pesca marittima.
(Decreto Legge del 03/07/2008 n. 114, pubblicato in G.U. n. 154 del 03/07/2008)
3) Trattamento fiscale del contratto di cessione di crediti: Nel contratto di credito stipulato a garanzia di un’operazione di leasing finanziario niente IVA, ma imposta di registro proporzionale dello 0,50%
Il contratto di cessione di crediti (tipico dotato di una propria causa giuridica), rilevando in maniera autonoma in una serie distinta di contratti, è escluso dal campo di applicazione IVA (art. 2, comma 3, lett. a, D.P.R. n. 633/1972).
Per conseguenza, la cessione di crediti va assoggettata all’imposta di registro nella misura proporzionale dello 0,50%.
In particolare, il caso di specie, su cui si è soffermata l’Agenzia delle Entrate, si è caratterizzato per la stipula da parte di soggetti giuridicamente autonomi dei seguenti quattro distinti contratti:
1) contratto di cessione del complesso immobiliare ad uso opificio da parte della OMEGA (alienante) ad un pool di società di leasing (acquirente);
2) contratto di leasing finanziario avente ad oggetto il complesso immobiliare ad uso opificio tra le società di leasing (concedente) e ALFA (utilizzatore);
3) contratto di locazione commerciale del complesso immobiliare ad uso opificio tra ALFA (locatore) e OMEGA (conduttore);
4) contratto di cessione di crediti, identificabili nei canoni derivanti dalla locazione commerciale di importo corrispondente ai canoni del contratto di leasing, da ALFA (cedente) a favore delle società di leasing (cessionario).
Secondo la società istante ALFA (utilizzatore)nel caso di specie la cessione dei crediti non avrebbe assunto autonoma rilevanza giacché rientrante in una operazione complessa di natura finanziaria (leasing).
Viceversa, l’Agenzia delle Entrate non ha condiviso tale tesi prospettata dall’istante.
La cessione del credito é disciplinata dagli artt. 1260 e seguenti del codice civile.
Il comma 1 di tale art. stabilisce che: “Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge”.
La cessione del credito consiste in un accordo bilaterale, mediante il quale la parte creditrice (cedente) trasferisce ad un’altra parte (cessionario) – a titolo oneroso o gratuito – il proprio credito vantato verso la parte debitrice (ceduto).
Ciò comporta che il negozio di cessione dei crediti abbia una propria causa giuridica, giacché é dotato di un’autonoma funzione economico-sociale che non viene compressa anche in presenza di un collegamento con lo schema unitario del contratto di leasing.
Il contratto di leasing si caratterizza, invece, per la circostanza che a fronte del pagamento di un canone periodico a favore del proprietario del bene (concedente) l’utilizzatore ne acquisisce la disponibilità per un determinato periodo.
Nella prassi operativa vi è la distinzione tra alcuni tipi di leasing, a seconda che il locatore sia il produttore del bene o un finanziatore che lo acquista per conto dell’utilizzatore (leasing operativo o leasing finanziario), mentre se viene pattuita o meno l’opzione per il riscatto del bene al termine del periodo di utilizzazione dello stesso si distingue tra leasing traslativo e leasing di godimento.
In sostanza, il leasing e’ uno schema contrattuale “atipico”, che presenta molteplici varianti in grado di caratterizzarlo, la cui causa giuridica é individuabile nella interazione tra differenti schemi contrattuali (ad esempio: funzione di scambio o di fornitura e di finanziamento, in tal senso la Corte di Cassazione con la sentenza 29 settembre 2007, n. 20592).
Per quanto riguarda il trattamento tributario cui sono assoggettabili i contratti di locazione finanziaria, i relativi chiarimenti interpretativi sono contenuti nella circolare 4 agosto 2006, n. 27.
Diversi negozi giuridici collegati
Le parti possono effettuare collegamenti tra diversi negozi giuridici, in modo da perseguire un risultato economico unitario, tuttavia tale collegamento non fa venire meno la causa giuridica di ogni singolo contratto e con essa il relativo regime giuridico e fiscale.
Trattamento da riservare ai fini delle imposte indirette all’atto di cessione dei crediti
Il contratto di cessione dei crediti può dare luogo ad:
– operazioni di natura finanziaria, rientranti nel campo applicativo dell’IVA tra le operazioni esenti ex art. 10, primo comma, n. 1), del DPR n. 633/1972;
– operazioni di natura non finanziaria, escluse dal campo applicativo dell’IVA.
Ai fini dell’IVA, ai sensi dell’art. 3, comma 2, n. 3), del D.P.R. n. 633/1972, rientrano tra le prestazioni di servizio, se effettuate dietro corrispettivo, “… le operazioni finanziarie mediante la negoziazione, anche a titolo di cessione pro soluto, di crediti. ….”.
Nel caso di specie, come è stato espressamente convenuto nel contratto di cessione di crediti stipulato tra ALFA ed il pool di società di leasing, detta cessione ha la funzione giuridica di garantire lo “… esatto adempimento delle obbligazioni tutte assunte in dipendenza del Contratto di Locazione Finanziaria ed, in particolare, a garanzia del pagamento dei canoni, dei relativi interessi … e di quant’altro dovuto in dipendenza dell’eventuale risoluzione anticipata, di eventuali imposte, nonché a garanzia di qualunque altra somma, compreso il risarcimento danni, dovuta in dipendenza del presente contratto …” (art. 2 del contratto di cessione di crediti tra ALFA ed il pool di società di leasing).
La motivata ed espressa rappresentazione della causa contrattuale ha fatto escludere che il suddetto contratto di cessione di crediti potesse avere natura finanziaria.
Il citato contratto di cessione dei crediti va, pertanto, ricondotto nell’ambito dell’art. 2, comma 3, lett. a), del DPR n. 633/1972, in base al quale ” Non sono considerate cessioni di beni: a) le cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro”.
Tale inquadramento comporta l’esclusione dell’operazione dal campo di applicazione IVA, con conseguente applicazione della disposizione recata dall’art. 6 della Tariffa, parte prima, allegata al TUR, per la quale le cessioni di crediti scontano l’imposta di registro nella misura proporzionale dello 0,50%.
In definitiva, si applica l’imposta di registro nella misura proporzionale dello 0,50% in presenza delle seguenti fattispecie:
– cessioni di crediti;
– compensazioni e remissioni di debiti;
– quietanze, tranne quelle rilasciate mediante scrittura privata non autenticata;
– garanzie reali e personali a favore di terzi, se non richieste dalla legge.
Nel caso di specie, la cessione di crediti rileva autonomamente, poiché si tratta di un contratto tipico dotato di una propria causa giuridica.
Infine, per completezza, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che il contratto di locazione commerciale del complesso immobiliare ad uso opificio stipulato tra ALFA (locatore) e OMEGA (conduttore) é imponibile ai fini IVA a seguito della riferita opzione per l’imposizione esercitata in base all’art. 10, n. 8), ultimo periodo, DPR n. 633/1972.
In tal caso, in virtù dell’art. 40, comma 1-bis), del TUR e dell’art. 5, comma 1, lett. a-bis), della Tariffa Parte prima allegata allo stesso TUR, su tale locazione si applica anche l’imposta di registro nella misura proporzionale dell’1%.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 04/07/2008, n. 278)
L’affitto a favore di una società agricola, costituita tra lo stesso coltivatore diretto, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado, del fondo acquistato con le agevolazioni per la PPC, effettuato prima del decorso di cinque anni dall’acquisto, non comporta la decadenza dalle predette agevolazioni a patto che il concedente continui a coltivare direttamente il fondo acquistato con le agevolazioni.
Tra le agevolazioni tributarie di cui all’art. 9 del D.Lgs n. 228/2001 vengono comprese anche quelle previste in materia di formazione ed arrotondamento della piccola proprietà contadina, pertanto la norma stessa va interpretata nel senso di riconoscere, ai coltivatori diretti e agli IAP, il mantenimento dei benefici goduti in qualità di imprenditori individuali nell’ipotesi in cui decidano di costituire una società di persone tramite la quale, in veste di soci, continuare l’esercizio dell’attività agricola.
Infine, il citato art. 9 va correlato con le disposizioni contenute nell’art. 7 della legge n. 604/1954, in virtù delle quali si ha decadenza dalle agevolazioni qualora l’acquirente, prima che siano decorsi cinque anni dall’acquisto, cessi la coltivazione diretta del fondo.
Nel caso di affitto del fondo, prima del decorso dei cinque anni, ad una società di persone esercente attività agricola della quale siano soci lo stesso concedente, il coniuge e i parenti entro il terzo grado o gli affini entro il secondo grado, perché i benefici possano continuare ad essere goduti dal concedente necessita, pertanto, che il medesimo provveda alla coltivazione diretta dello specifico fondo.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 04/07/2008, n. 279)
5) operazioni di denaturazione dei prodotti petroliferi: Le modalità in vigore da oggi (07 luglio 2008)
Da oggi (7 luglio 2008), è entrata in vigore la determinazione direttoriale prot.n.2228/UD del 28 dicembre 2007 (pubblicata sulla G.U. n. 6 dell’8 gennaio 2008), con la quale, ai sensi dell’art.24-bis, comma 1 del D.Lgs. 504/95 sono stabilite le formule e le modalità di denaturazione per i prodotti energetici.
Le istruzioni operative concernenti prevalentemente l’art. 8 della predetta disposizione (relativo ai Metodi analitici per la verifica del dosaggio) sono state comunicate con la circolare 35/D del 28 dicembre 2007.
Adesso l’Agenzia delle Dogane con la circolare n. 29 del 4/7/2008, ha fornito chiarimenti e istruzioni concernenti le restanti disposizioni della medesima determinazione.
I depositi per i quali la determinazione trova applicazione sono:
– i depositi fiscali;
– i depositi doganali gestiti in regime di deposito fiscale;
– i depositi commerciali “intermedi” di cui all’art. 2, comma 5, del D.M.322/95, per i soli prodotti energetici destinati ad usi diversi da carburazione e combustione (esenti ai sensi del punto 1 della Tabella A del D.Lgs. 504/95);
– i depositi di operatori registrati, sempre per i predetti impieghi e per la fattispecie di cui all’art. 2, comma 3, del sopra citato decreto (denaturazione atipica).
L’ampia citata circolare tratta, inoltre, delle seguenti argomentazioni:
– sostanze e pacchetti denaturanti;
– Autorizzazione alle operazioni di denaturazione;
– comunicazioni preventive e disciplina generale di controllo;
– Modalità delle operazioni di denaturazione;
– deposito e contabilizzazione dei denaturanti e comunicazioni consuntive;
– commercializzazione e circolazione dei prodotti denaturati;
– metodi analitici per la verifica del dosaggio;
– formule chimiche dei denaturanti.
(Agenzia delle Dogane, circolare del 04/07/2008, n. 29)