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Timestamp: 2017-04-28 06:27:30+00:00
Document Index: 118609819

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 61', 'art. 90', 'art. 13', 'art. 24', 'art. 30', 'art. 16', 'art. 29', 'art. 34', 'art. 29', 'art. 35', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 34', 'art. 6', 'art. 7']

GOVERNO RENZI RIFORMA P.A. - PDF
GOVERNO RENZI RIFORMA P.A.
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1 GOVERNO RENZI RIFORMA P.A. Modelli unici nazionali per SCIA e permesso di costruire ROMA 30/04/2014 Il Governo Renzi ha reso noto che successivamente alla consultazione telematica sulle "100 procedure più complicate da semplificare" in cui in cima alla graduatoria delle complicazioni, sia per cittadini che per le imprese, appaiono il fisco e l'edilizia, il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Maria Anna Madia ha capito che una delle priorità è quella di ridurre la babele di norme regionali e regolamenti comunali che rendono lunghe ed incerte le procedure e le autorizzazioni edilizie. Tra l altro anche nell audizione sulle linee programmatiche presso le commissioni riunite I e XI della Camera dei deputati il Ministro Madia aveva già parlato di semplificare la semplificazione e tra gli obiettivi aveva posto quello dell introduzione di modelli unici standardizzati per il permesso di costruire, per la SCIA edilizia, per l autorizzazione unica ambientale. Modelli che il cittadino possa scaricare da Internet e compilare, in qualsiasi comune si trovi il suo immobile. In verità già nel mese di giugno dello scorso anno, il precedente Ministro Gianpiero D Alia, in fase di presentazione delle linee programmatiche alle Commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera, aveva preannunciato che la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), avrebbe avuto un modello standard valido sull intero territorio nazionale, da usare per la dichiarazione al Comune di inizio dei lavori o per avviare, modificare e cessare un attività produttiva, senza aspettare i 30 giorni previsti nella DIA (Dichiarazione di inizio attività) ma, come sappiamo non se ne fece niente. E nel mese di gennaio di quest anno la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) aveva inviato al Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione Giampiero D Alia un interessante documento recante Proposte per la semplificazione in edilizia, urbanistica e riuso, settore agricolo e agroindustriale. Il documento, in effetti, contiene interessanti proposte in merito alla semplificazione amministrativa in materia urbanistico-edilizia ed ambientale ed, in particolare tratta, tra l altro, la semplificazione urbanistica, il superamento dei vecchi regolamenti edilizi comunali, l istituzione del fascicolo della sicurezza del fabbricato e la semplificazione della normazione tecnica. Oggi, il ministro Madia sembra abbia inserito la semplificazione delle procedure edilizie nel decreto-legge sulla Riforma della Pubblica Amministrazione in arrivo in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Ed una delle misure per la semplificazione del settore edile contenuta all interno del decreto-legge dovrebbe essere quella di un modello standard nazionale per la richiesta del permesso di costruire e la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia). Successivamente, poi, alla riforma del titolo V della Costituzione che dovrebbe riportare l'edilizia privata tra le competenze esclusive statali, sarà possibile studiare un regolamento edilizio unico nazionale.2 COMUNE DI CESENATICO CAP PROVINCIA DI FORLI' CESENA - TEL. 0547/ FAX 0547/83820 * * * * * Settore Sviluppo del Territorio Servizio Edilizia Privata REGOLAMENTO EDILIZIO MODIFICA 124 Disposizioni finali e transitorie IN VIGORE DAL 1 OTTOBRE 2012 Preadottato con delibera consiliare n. 639 del , approvato con delibera consiliare n. 216 del , pubblicato all Albo Pretorio dal al Pubblicato sul B.U.R. dell Emilia Romagna n. 90 in data Modificato con: - Delibera del Consiglio Comunale n. 251 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 008 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 164 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 113 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 029 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 063 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 114 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 078 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 010 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 026 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 020 del ; - Delibera del Consiglio Comunale n. 075 del3 STATO ATTUALE Disposizioni finali e transitorie Qualsiasi norma regionale e statale di carattere ordinativo susseguente l'entrata in vigore del presente regolamento si intende immediatamente acquisita in variante al medesimo. Sono fatti salvi dall'osservanza delle presenti norme i titoli abilitativi rilasciati in data antecedente l'entrata in vigore del presente regolamento qualora successivamente non siano assoggettati a varianti essenziali. I procedimenti relativi all attività edilizia in corso alla data di adozione di nuovi strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica o loro varianti, per i quali non sia stato possibile garantire la partecipazione degli interessati al procedimento di formazione degli strumenti medesimi, come previsto dall art. 8, comma III, della L.R , n. 20, sono conclusi secondo la normativa previgente.4 STATO MODIFICATO Disposizioni finali e transitorie e metodologia per l individuazione delle pratiche edilizie da assoggettare a controllo a campione Qualsiasi norma regionale e statale di carattere ordinativo susseguente l'entrata in vigore del presente regolamento si intende immediatamente acquisita in variante al medesimo. Sono fatti salvi dall'osservanza delle presenti norme i titoli abilitativi rilasciati in data antecedente l'entrata in vigore del presente regolamento qualora successivamente non siano assoggettati a varianti essenziali. I procedimenti relativi all attività edilizia in corso alla data di adozione di nuovi strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica o loro varianti, per i quali non sia stato possibile garantire la partecipazione degli interessati al procedimento di formazione degli strumenti medesimi, come previsto dall art. 8, comma III, della L.R , n. 20, sono conclusi secondo la normativa previgente. Punto 1) Metodologia per l individuazione delle pratiche da assoggettare a controllo. Presso il Settore Sviluppo del Territorio viene istituito un Ufficio ai Tecnici Liberi Professionisti di FRONT OFFICE attraverso il quale si intende collaborare con i Tecnici stessi per poter fornire un esame preventivo solo inerente alla documentazione relativa alla singola pratica presentata sulla quale verrà rilasciato un visto front office. A) Pratiche edilizie da assoggettare a controllo: a. tutte le pratiche di Permesso di Costruire delle quali sia stato comunicato l inizio lavori essendo decorso il termine per il rilascio del provvedimento (silenzio assenso), di cui al comma 10 dell art. 13 della Legge R. n. 31/2002; b.tutte le pratiche o interventi edilizi privi di titolo abilitativo dei quali sia pervenuta denuncia di privati cittadini o su segnalazione degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria; c. le pratiche (C.I.A. S.C.I.A. e P.d.C.) presentate prive del visto front office dell Ufficio Tecnico sempre nell ambito del 30% delle pratiche presentate; d. relativamente ai depositi sismici, gli interventi da assoggettare sempre a controllo di merito nelle seguenti categorie, sono: I. opere di interesse strategico (classe III e IV) (art. 20 comma 5 del D.L. 248 del 31/12/2007); II. opere di adeguamento sismico ( del D.M. del 14/01/2008); III. interventi edilizi in sanatoria con opere (art. 22 comma 2 L.R. 19/08); IV. opere da eseguire in abitati dichiarati da consolidare (art. 61 D.P.R. 380/01); V. interventi di sopraelevazione (art. 90 D.P.R. 380/01); in considerazione del fatto che gli interventi di cui ai punti I-III-IV-V sono sempre stati soggetti ad autorizzazione, quindi a verifica di merito, anche prima della entrata in vigore della L.R.19/2008, in vigenza di norme che prevedevano il deposito-progetto generalizzato e gli interventi di cui al punto II, effettuati su edifici esistenti rappresentano elementi di particolare rilevanza per la riqualificazione del patrimonio edilizio; e. le pratiche di Comunicazione di Inizio Attività sorteggiate pari al 30%; f. le pratiche di Segnalazione Certificata di Inizio Attività sorteggiate pari al 30%; g. le pratiche di Permesso di Costruire sorteggiate dopo l'inizio dei lavori e le relative domande del Certificato di Conformità Edilizia e Agibilità riguardanti tutte le funzioni sorteggiate pari al 20%; h. le pratiche di Deposito sismico inerenti S.C.I.A. e P.d.C. sorteggiate pari al 20% o al 30% nell'ambito delle precedenti lettere; Punto 2) Determinazione del numero di controlli a campione da effettuare ogni settimana: A) Comunicazione di Inizio Attività (C.I.A.) Il numero di controlli a campione da effettuare, ogni settimana, sarà determinato in un numero, arrotondato per eccesso, pari al 30% delle pratiche di C.I.A presentate nella settimana precedente, sottratto: a. il numero di controlli di vigilanza effettuati dall Ufficio competente, in riferimento ad interventi edilizi ricompresi nella fattispecie riconducibile al regime di C.I.A., a seguito di denuncia di privati5 cittadini o su segnalazione degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria; b. il numero delle pratiche presentate prive del visto front office dell Ufficio Tecnico. B) Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) Il numero di controlli a campione da effettuare ad ogni settimana sarà determinato in un numero, arrotondato per eccesso, pari al 30% delle pratiche di S.C.I.A presentate nella settimana precedente, sottratto: a. il numero di controlli di vigilanza effettuati dall Ufficio competente, in riferimento ad interventi edilizi ricompresi nella fattispecie riconducibile al regime di S.C.I.A., a seguito di denuncia di privati cittadini o su segnalazione degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria; b. il numero delle pratiche presentate prive del visto front office dell Ufficio Tecnico. C) Permessi di costruire (P.d.C.), Deposito Sismico e Conformità Edilizia - Agibilità Prima del rilascio del Titolo saranno singolarmente istruiti, poi dopo l inizio lavori saranno sottoposti ad un unico sorteggio con controllo su ogni pratica sorteggiata, in corso d opera, di deposito sismico e di conformità edilizia - agibilità finale. Il numero di controlli a campione da effettuare ogni mese sarà determinato in un numero, arrotondato per eccesso, pari al 20% delle pratiche di P.d.C. in cui l inizio lavori sia stato comunicato entro la settimana precedente. Punto 3) Ripartizione del numero di controlli a campione in riferimento agli elenchi Formati Il sorteggio verrà effettuato ogni settimana, per le pratiche C.I.A. e S.C.I.A. ed ogni mese per le pratiche di P.d.C. come da punto 2, tramite il programma di generazione di numeri casuali disponibile sul sito della Regione Emilia Romagna (www.regione.emilia-omagna.it/sin_ info/ generatore), con seme generatore pari alla data del giorno di estrazione (ad esempio: se nell'anno 2012 in agosto un lunedì fosse il giorno 10, il seme generatore sarebbe ), che verrà trasmesso on line sul sito del Comune di Cesenatico. Del risultato dell estrazione dei numeri verrà eseguita una stampa che verrà vidimata dal Responsabile del Settore Sviluppo del Territorio e pubblicata sul sito del Comune di Cesenatico. Punto 4) Avviso di avvio del procedimento di controllo a campione e calendario dei sopralluoghi Dell avvenuto inserimento della pratica nell elenco di quelle da assoggettarsi al controllo a campione derivanti dal sorteggio, il Responsabile del Procedimento, ne darà notizia mediante affissione nella bacheca del Settore Sviluppo del Territorio e sul sito del Comune di Cesenatico. A sorteggio avvenuto, e quindi dopo la determinazione del campione da verificare, in tempi da stabilire, verrà redatto il calendario dei sopralluoghi attribuendo ad ognuno un opportuno periodo di tempo, secondo la difficoltà stimata. Della verifica il Responsabile del Procedimento darà comunicazione al Titolare delle opere edilizie ed al Direttore dei Lavori. La visita di controllo sarà effettuata dai Tecnici Comunali coadiuvati da Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria dell Ufficio Edilizia Privata e, occorrendo, da Consulenti Specialistici. Punto 5) Modalità di Controllo A) Controlli da eseguire a. Controlli d Ufficio: - corrispondenza tra i precedenti autorizzativi dell immobile, asseverato dal Tecnico Professionista nelle pratiche edilizie, così come rappresentato nelle pratiche precedenti depositate nell archivio dell Ufficio Tecnico comunale, tale verifica verrà svolta dai tecnici del Servizio Edilizia Privata. - verifica delle dichiarazioni rese ai sensi di legge dal tecnico progettista contenute nella modulistica allegata alle pratiche edilizie; - verifica del rispetto dell intervento alla normativa edilizio-urbanistica comunale vigente al momento dell asseverazione (C.I.A. o S.C.I.A.) o della formazione del silenzio-assenso (P.d.C.).nella fattispecie prevista dall art. 13, comma 10 della L.R. n 31/2002 e s. m. e i. Nell ipotesi di pratiche edilizie per le quali sia già stato effettuata l istruttoria per la verifica di conformità edilizio-urbanistica da parte dell Ufficio tecnico, non si procederà di norma ad una ulteriore verifica. Verranno inoltre controllati i Depositi di pratiche sismiche inerenti S.C.I.A. e P.d.C. sorteggiate pari al 20% o al 30% nell'ambito dei precedenti punti;6 B) Controlli da effettuare mediante sopralluogo a. ESTERNI DEL FABBRICATO: - verifica delle dimensioni del fabbricato: lunghezza, larghezza, rientranze e sporgenze planimetriche, altezza, ubicazione sul lotto; - controllo a vista dei prospetti con il criterio degli allineamenti degli elementi della facciata: finestre, balconi, cornici e paramenti, avvalendosi anche, se ritenuto opportuno, di misurazioni; - verifica della eventuale sistemazione dell area pertinenziale secondo quanto indicato nel progetto: parcheggi, aree verdi, recinzioni, passi carrai e soluzioni finalizzate alla eliminazione delle barriere architettoniche; - verifica delle prescrizioni specifiche del titolo abilitativo, se non riconducibili a pareri espressi da Enti a cui compete l accertamento in via esclusiva. b. INTERNI DEL FABBRICATO - verifica della conformità planimetrica dell edificio rispetto al progetto, mediante controllo di tutti i vani, avvalendosi anche, se ritenuto opportuno, di misurazioni; - verifica delle altezze interne di tutti i piani (nei sottotetti a falda inclinata verrà rilevata l altezza massima e quella minima); - verifica del rispetto delle eventuali condizioni e prescrizioni particolari riportate nell atto abilitativo, se non riconducibili a pareri espressi da Enti a cui compete l accertamento in via esclusiva; - verifica della conformità dell opera a quanto attestato nella relazione sul superamento delle barriere architettoniche e il rispetto della normativa vigente in materia (art. 24 L. 104/92). C) Relazione di sopralluogo Al termine del sopralluogo sarà redatta apposita relazione tecnica con l esito dello stesso. D) Provvedimenti a seguito della relazione di sopralluogo Nel caso in cui siano accertate difformità delle opere in corso rispetto al titolo abilitativo e/o alle norme urbanistiche edilizie vigenti, si procederà all applicazione delle sanzioni. E) Monitoraggio annuale Nel corso del mese di gennaio di ogni anno dovrà essere fatta una verifica riepilogativa del numero di controlli relativi alle pratiche di Comunicazione di Inizio Attività (C.I.A.) (S.C.I.A) e di Permesso di Costruire (P.d.C.) presentate nel corso dall anno precedente, finalizzata al rispetto delle percentuali di controlli minimi stabiliti dalla Legge R. n. 31/02. Punto 6) Misure Transitorie Il primo sorteggio dei controlli verrà effettuato utilizzando quattro elenchi: - elenco n 1 per le C.I.A.; - elenco n 2 per le S.C.I.A. e deposito sismico; - elenco n 3 per i P.d.C e deposito sismico; - elenco n 4 per i P.d.C e agibilità; Questo sorteggio sarà effettuato in riferimento alle pratiche presentate a partire dal Lunedì successivo all'entrata in vigore del presente articolato. Punto 7) Sperimentazione, gestione e sanzioni La presente procedura sarà svolta in via sperimentale per un anno dalla sua entrata in vigore per ottimizzare le azioni e le procedure, nel contempo verranno non applicate eventuali sanzioni. La determinazione delle sanzioni sarà effettuata tramite successivo provvedimento Dirigenziale, a termine di legge. Il Dirigente del Settore organizza a livello gestionale il lavoro e le metodologie per i controlli, al fine di ottimizzarli. Si specifica che ogni singola pratica di C.I.A., S.C.I.A. e P.d.C. verrà sottoposta a sorteggio UNA SOLA VOLTA. Ogni norma contenuta nel presente Regolamento Edilizio in contrasto con il presente articolo si intende abrogata.7 8 PROGETTO DELL UFFICIO DI PIANO COMUNE di CESENATICO R.U.E 2014 METODOLOGIA DI LAVORO Esplicitazione dei contenuti del PSC - Piano Strutturale Comunale -, adottato con Delibera di C.C.N 29974/42 del 30/3/ 2009,ed approvato con delibera di Consiglio Provinciale n /146/2010,e 98998/189/2010, in vigore dal2010; Ricerca delle coerenze tra PRG 98, PSC e RUE Confronto con il Settore Pianificazione Territoriale della Provincia di Forlì- Cesena Cfr. RER L. R. LUGLIO 2013, N.15 - SEMPLIFICAZIONE DELLA DISCIPLINA EDILIZIA RECEPIMENTO DOCUMENTAZIONE S.U.E (Sportello Unico Edilizia) Servizi Edilizia Privata e Attività Produttive Confronto con i Responsabili di Servizio Urbanistica,Edilizia Privata,Attività Produttive e Segreteria Generale per impostazione della struttura RUE Confronto per definizione procedure, definizioni e metodologia di lettura del PRG 98 Cfr. RER L. R. LUGLIO 2013, N.15 - SEMPLIFICAZIONE DELLA DISCIPLINA EDILIZIA INCONTRI CON UFFICIO SIT Confronto con ufficio SIT per definizione delle specifiche tecniche funzionali alla stesura cartografica del RUE in spacchettamento del PRG 98. ANALISI DELLA DOCUMENTAZIONE DEL PSC Integrazione del Quadro Conoscitivo per stesura disciplina RUE Definizione tematismi da RUE in coerenza con disciplina PSC9 10 R.U.E. di CESENATICO ANALISI/OBBIETTIVI POLITICI E TECNICI Riduzione - 18bis L.R. 20/2000 Normativa - NO- Leggi Statali e Regionali PARTECIPAZIONE Società Civile/Economica per obbiettivi comuni allo sviluppo SBUROCRATIZZAZIONE effettiva delle Procedure Edilizie FILOSOFIA DEL R.U.E. Oggi nel PRG si eseguono interventi edilizi solo se specificatamente e puntualmente normati. Domani nel RUE non si possono eseguire solo gli interventi specificatamente vietati.11 12 LEGGE REGIONALE N 20/ Regolamento Urbanistico ed Edilizio (RUE) (modificati commi 1,2,3, aggiunta lett. b bis) comma 2, aggiunto comma 2-bis e abrogata lett.a) comma 4 da art. 30 L.R. 6 luglio 2009 n. 6) 1. Il Regolamento Urbanistico ed Edilizio (RUE) contiene le norme attinenti alle attività di costruzione, di trasformazione fisica e funzionale e di conservazione delle opere edilizie, ivi comprese le norme igieniche di interesse edilizio, nonché la disciplina degli elementi architettonici e urbanistici, degli spazi verdi e degli altri elementi che caratterizzano l'ambiente urbano. 2. Il RUE, in conformità alle previsioni del PSC, stabilisce la disciplina generale relativa ai seguenti interventi: a) le trasformazioni negli ambiti consolidati e nel territorio rurale; b) gli interventi diffusi sul patrimonio edilizio esistente sia nel centro storico sia negli ambiti da riqualificare; b bis) le modalità di intervento su edificio e impianti per l'efficienza energetica e le modalità di calcolo degli eventuali incentivi per il raggiungimento di livelli prestazionali superiori al requisito minimo di prestazione energetica previsto dalle norme in vigore; c) gli interventi negli ambiti specializzati per attività produttive di cui al comma 6 dell'art. A-13 dell'allegato. 2-bis. Il RUE può stabilire, per le parti del territorio specificamente individuate dal PSC, e in conformità alle previsioni del medesimo piano, la disciplina particolareggiata degli usi e delle trasformazioni ammissibili, dettandone i relativi indici e parametri urbanistici ed edilizi. 3. Gli interventi di cui ai commi 2 e 2 bis non sono soggetti al POC e sono attuati attraverso intervento diretto. 4. Il RUE contiene inoltre: a) (Abrogata). b) la disciplina degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione; c) le modalità di calcolo delle monetizzazioni delle dotazioni territoriali. 5. Il RUE è approvato in osservanza degli atti di coordinamento tecnico di cui all'art. 16 ed è valido a tempo indeterminato. 33 Procedimento di approvazione del RUE (sostituito comma 2 da art. 29 L.R. 19 dicembre 2002 n. 37, in seguito aggiunto comma 4-bis da art. 34 L.R. 6 luglio 2009 n. 6) 1. Il Comune adotta il RUE e procede al suo deposito presso la propria sede per sessanta giorni, dandone avviso su almeno un quotidiano a diffusione locale. Entro la scadenza del termine di deposito chiunque può formulare osservazioni. 2. Il Comune decide sulle osservazioni presentate ed approva il RUE. 3. Il medesimo procedimento si applica anche per le modifiche al RUE. 2. Copia integrale del RUE approvato è trasmessa alla Provincia e alla Regione ed è depositata presso il Comune per la libera consultazione. La Regione provvede alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale dell'avviso dell'avvenuta approvazione del piano. Dell'approvazione è data altresì notizia, a cura dell'amministrazione comunale, con avviso su almeno un quotidiano a diffusione locale. 3. Il RUE entra in vigore dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione dell'avviso di cui al comma Ogni modifica del RUE comporta l'obbligo della sua redazione in forma di testo coordinato. 4-bis. Il RUE, qualora presenti la disciplina particolareggiata di parti del territorio urbanizzato di cui all'articolo 29, comma 2-bis, è adottato ed approvato con il procedimento previsto dall'articolo 34.13 34 Procedimento di approvazione del POC (sostituito comma 8 da art. 29 L.R. 19 dicembre 2002 n. 37, in seguito modificato comma 2 da art. 35 L.R. 6 luglio 2009 n. 6) 1. Il procedimento disciplinato dal presente articolo trova applicazione per l'elaborazione e l'approvazione del POC e delle sue modifiche. La medesima disciplina si applica altresì al Piano comunale delle Attività Estrattive (PAE) e ai piani settoriali comunali con valenza territoriale per i quali la legge non detti una specifica disciplina in materia. 2. Nella predisposizione del POC, il Comune attua le forme di consultazione e partecipazione nonché di concertazione con le associazioni economiche e sociali previste dallo Statuto o da appositi regolamenti. Per la predisposizione dei POC relativi ad interventi di riqualificazione urbana, il Comune attua speciali modalità di consultazione dei cittadini che risiedono o operano nell'ambito di riqualificazione ovvero negli ambiti urbani interessati dagli effetti della riqualificazione, quali l'istruttoria pubblica e il contradditorio pubblico, nonché le forme di partecipazione degli operatori pubblici e privati, stabilite dall'articolo 30, comma I pareri e gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla legislazione vigente in ordine ai piani regolatori generali sono rilasciati dalle amministrazioni competenti in sede di formazione del POC, in coerenza con le valutazioni espresse ai sensi del comma 3 dell'art Il POC è adottato dal Consiglio ed è depositato presso la sede del Comune per sessanta giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione dell'avviso dell'avvenuta adozione. L'avviso contiene l'indicazione della sede presso la quale il piano è depositato e dei termini entro i quali chiunque può prenderne visione. L'avviso è pubblicato altresì su almeno un quotidiano a diffusione locale e il Comune può attuare ogni altra forma di divulgazione ritenuta opportuna. 5. Entro la scadenza del termine di deposito di cui al comma 4 chiunque può formulare osservazioni. 6. Contemporaneamente al deposito, il POC viene trasmesso alla Provincia la quale, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di ricevimento, può formulare riserve relativamente a previsioni di piano che contrastano con i contenuti del PSC o con le prescrizioni di piani sopravvenuti di livello territoriale superiore. Trascorso inutilmente tale termine si considera espressa una valutazione positiva. 7. Nei sessanta giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 4, il Consiglio comunale decide in merito alle osservazioni presentate, adegua il piano alle riserve formulate ovvero si esprime sulle stesse con motivazioni puntuali e circostanziate ed approva il piano. 8. Copia integrale del piano approvato è trasmessa alla Provincia e alla Regione ed è depositata presso il Comune per la libera consultazione. La Regione provvede alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale dell'avviso dell'avvenuta approvazione del piano. Dell'approvazione è data altresì notizia, a cura dell'amministrazione comunale, con avviso su almeno un quotidiano a diffusione locale. 9. Il piano entra in vigore dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione dell'avviso dell'approvazione, ai sensi del comma 8.14 REDAZIONE DEL QUADRO CONOSCITIVO DEL RUE Approfondimenti relativi agli ambiti oggetto di disciplina particolareggiata Analisi dettagliata e definizione di strategie in coerenza con il PSC per i CS Analisi dei sistemi paesaggistico, ambientali e loro valorizzazione ELABORATI DEL QUADRO CONOSCITIVO DEL RUE Testo Tavola. Tavola. Relazione Classificazione dei fabbricati del Centro Storico di Cesenatico Classificazione dei fabbricati del Centro Storico - Fabbricati storici nel forese REDAZIONE DELLE NORME DEL RUE E DEGLI ALLEGATI AL RUE Testo Norme Allegato Censimento edifici di valore storico- architettonico ( A8, A9 Comma2, LR 20/2000)15 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Capitolo 1 Finalità, oggetto, elaborati costitutivi, parametri 1 Finalità delle norme e degli elaborati grafici Capitolo 2 Attuazione del R.U.E. Definizioni Urbanistiche (D.A.L. R.E/R n 279/2010) Destinazione d uso degli immobili Capitolo 3 Prescrizioni generali per zone con destinazione particolare Codice della Strada Zone destinate alla viabilità, Classificazione delle strade, Caratteristiche delle strade Vincoli derivanti dalle strade Quantità minima inderogabile di aree a standards in zona di completamento.16 TITOLO II TUTELA DELL'AMBIENTE Capitolo 4 Tutela ambientale Zone di tutela, Tutela del verde negli insediamenti urbani e produttivi Tutela dei cimiteri,manufatti isolati di carattere storico ed architettonico Disciplina dei ritrovamenti archeologici, Zona storico- archeologica17 TITOLO III AZZONAMENTO Capitolo 5 Divisione del Territorio Comunale in Zone Omogenee Zonizzazione del territorio Ambiti territoriali consolidati e simboli cartografici Capitolo 6. Entro l ambito urbano consolidato si individuano i seguenti sub-ambiti: AUC1 Sub-ambitoconsolidato di matrice storica; AUC2 Sub-ambitoconsolidato di centralità urbana; AUC3 Sub-ambitoconsolidato a media densità; AUC4 Sub-ambitoconsolidato soggetto a Piano Urbanistico Attuativo (PUA) AUC5 Verde Privato; AUC6 Sub-ambitoconsolidato soggetto a Progetto Unitario; AUC7 Nuclei residenziali sparsi; Zona omogenea "A" Individuazione della zona A Aree ed edifici esterni la zona "A" di valore testimoniale a livello storico ambientale18 Capitolo 7 Zona omogenea "B" Individuazione delle zone "B" ed Utilizzazione ed attività compatibili ed incompatibili nelle zone "B" Sottozona "B1" Zona "B2" edifici a cortina di antico impianto Zona "B3" Zona "B accorpamento dei lotti con creazione di standard di parcheggio pubblico ed incremento premiale edificatorio del 20%. Capitolo 8 Zone di espansione Comparti di espansione urbana Ambiti PSC per nuovi insediamenti demandati al POC Capitolo 9 Zone produttive Suddivisione delle zone produttive19 Zone "D2" di completamento e D3 di espansione parametri e interventi previsti Prescrizioni generali per gli interventi nelle zone produttive di completamento D2 Capitolo 10 Strutture turistico- ricettive e loro riqualificazione Finalità dell'intervento nelle attività turistico- ricettive e loro riqualificazione Zonizzazione e Definizioni Classificazione delle zone turistico- ricettive di tipo ordinario e specialistico e per le attività correlate Capitolo 11 Interventi edificatori e destinazioni compatibili con la zonizzazione "D4A" Utilizzazione ed attività compatibili con la zona "D4A" Edificabilità nelle zone turistico- ricettive e di riqualificazione turistica Interventi edilizi ammissibili ed incentivi edificatori del 20% per la riqualificazione sismica e adeguamento alla prevenzione incendi ed adeguamento igienico sanitario Ampliamento dei servizi in strutture ricettive alberghiere Demolizione e ricostruzione di strutture ricettive alberghiere20 Programma di riqualificazione aziendale Piano Unitario di Intervento e interventi Capitolo 12 Trasformazione edilizia di edifici già destinati ad attività ricettiva alberghiera con mutamento di destinazione d'uso a civile abitazione e funzioni terziarie Art Finalità Ambito territoriale di riferimento Caratteristiche degli edifici interessati Modalità di intervento Intervento diretto semplice in ambito "A" Prescrizioni generali per l'intervento diretto semplice in ambito "A" Intervento diretto convenzionato in ambito "A" Convenzionamento in ambito "A" Intervento diretto in ambito "B"21 Intervento diretto in ambito "C" Disposizione permissoria Capitolo 13 Comparti delle colonie ed arenili connessi Città delle Colonie Specificità della normativa Indicazioni generali Interventi diretti ed interventi preventivi individuazione delle zone di intervento Prescrizioni generali e interventi edificatori ammessi nei comparti delle colonie Sottozona "D4B" - ambito di Ponente - comparto "A" Sottozona "D4C" - ambito di Ponente - comparto "B", ambito di Levante comparto D Sottozona "D4D" - ambito di Levante - comparto "C" Progettazione unitaria Trasferimento di volume Vedere altro
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