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Timestamp: 2020-02-20 18:54:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 49', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6']

Istruzioni Fatturazione
XVa Raccolta Farmaci
La riorganizzazione della Croce Rossa Italiana
Con il D.L. 178/12 "Riorganizzazione dell'Associazione italiana della Croce Rossa (C.R.I.), vengono attuati radicali cambiamenti dell’Ente, che da Ente pubblico non economico si trasforma in Associazione di diritto privato, con le Componenti Volontaristiche che si fondono nella Componente Unica e per le attività, il personale dipendente e il patrimonio. Il nuovo organismo eredita tutte le attività svolte fin'ora dalla CRI ed è iscritta di diritto nel Registro Nazionale, nonchè nei Registri Regionali e Provinciali delle Associazione di Promozione Sociale (Legge 383 del 7 dicembre 2000), posta sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Le modalità operative relative all'iscrizione ai Registri Provinciali per i Comitati Locali e Provinciali esistenti alla data del 31/12/2013 sono state definiti dalle Regioni. Ogni Comitato deve provvedere ad accettare lo statuto approvato dall'Assemblea a Solferino con deposito presso l'Agenzia delle entrate che prevede il pagamento della tassa fissa di registrazione di 200 € oltre all'imposta di bollo di 16 € ogni cento righe (4 facciate di 25 righe o frazione) oppure con deposito presso un notaio con esborso nettamente superiore generalmente quadruplo.
Lo statuto tipo dei Comitati Locali
Attualmente La Croce Rossa Italiana conta 23.041 soci ordinari e 139.004 soci attivi per un totale di 162.045 unità.
Il testo integrale del D.L. 28 settembre 2012, n. 178
Riorganizzazione dell'Associazione italiana della Croce Rossa (C.R.I.), a norma dell'articolo 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 ottobre 2012, n. 245.
Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma della Costituzione;
Vista la legge 24 febbraio 2012, n. 14, di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, ed in particolare l'articolo 1, comma 2, che ha differito il termine per l'esercizio della delega di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183, per la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero della salute al 30 giugno 2012;
Vista la legge 7 agosto 2012, n. 131, ed in particolare l'articolo 1, comma 2, che ha ulteriormente differito il termine per l'esercizio della predetta delega al 30 settembre 2012;
Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
Vista la legge 20 marzo 1975, n. 70, e successive modificazioni, recante disposizioni sul riordinamento degli enti pubblici e del rapporto di lavoro del personale dipendente;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, recante il riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 613, concernente il riordinamento della Croce rossa italiana;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2005, n. 97, e successive modificazioni, recante approvazione del nuovo Statuto dell'Associazione italiana della Croce rossa;
Ritenuto necessario procedere, in attuazione della delega di cui al citato articolo 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183, al riordino dell'Associazione italiana della Croce rossa secondo i principi di cui alla citata legge delega e a quelli di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 24 febbraio 2012, n. 14 e dell'articolo 1, comma 2, della legge 7 agosto 2012, n. 131;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 giugno 2012;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, reso nella seduta del 25 luglio 2012;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, resi rispettivamente in data 19 settembre 2012 e in data 25 settembre 2012;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 settembre 2012;
Sulla proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e la semplificazione, dello sviluppo economico, della difesa, degli affari esteri, dell'interno e per la cooperazione internazionale e l'integrazione;
Art. 1 Trasferimento di funzioni alla costituenda Associazione della Croce Rossa italiana
In vigore dal 31 ottobre 2013
1. Le funzioni esercitate dall'Associazione italiana della Croce rossa (CRI), di seguito denominata CRI, di cui al comma 4, sono trasferite, a decorrere dal 1° gennaio 2015, alla costituenda Associazione della Croce Rossa italiana, di seguito denominata Associazione, promossa dai soci della CRI, secondo quanto disposto nello statuto di cui all'articolo 3, comma 2. L'Associazione è persona giuridica di diritto privato ai sensi del Libro Primo, titolo II, capo II, del codice civile ed è iscritta di diritto nel registro nazionale, nonché nei registri regionali e provinciali delle associazioni di promozione sociale, applicandosi ad essa, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, la legge 7 dicembre 2000, n. 383. L'Associazione è di interesse pubblico ed è ausiliaria dei pubblici poteri nel settore umanitario; è posta sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica. (2)
2. Dal 1° gennaio 2015 l'Associazione è l'unica Società nazionale di Croce rossa autorizzata ad operare sul territorio nazionale quale organizzazione di soccorso volontario conforme alle Convenzioni di Ginevra del 1949, ai relativi protocolli aggiuntivi, di seguito denominati Convenzioni e protocolli, ai principi fondamentali del Movimento internazionale di Croce rossa e Mezzaluna Rossa, di seguito denominato Movimento, nonché alle risoluzioni e decisioni degli organi del medesimo, utilizzando gli emblemi previsti e autorizzati dai predetti atti. La Associazione subentra alla CRI nel riconoscimento da parte del Comitato Internazionale della Croce Rossa e nell'ammissione alla Federazione Internazionale delle Società di Croce rossa e Mezzaluna Rossa, assumendone i relativi obblighi e privilegi. (2)
3. La Repubblica Italiana rispetta in ogni tempo l'osservanza da parte dell'Associazione dei principi di cui al comma 2.
4. L'Associazione è autorizzata ad esercitare le seguenti attività d'interesse pubblico:
a) organizzare una rete di volontariato sempre attiva per assicurare allo Stato Italiano l'applicazione, per quanto di competenza, delle Convenzioni e protocolli, delle risoluzioni internazionali, nonché il supporto di attività ricomprese nel servizio nazionale di protezione civile;
b) collaborare con le società di Croce rossa e di Mezzaluna Rossa degli altri paesi, aderendo al Movimento;
c) adempiere a quanto demandato dalle Convenzioni, risoluzioni e raccomandazioni degli organi della Croce rossa internazionale alle società della Croce rossa e Mezzaluna Rossa, nel rispetto dell'ordinamento vigente;
d) organizzare e svolgere, in tempo di pace e in conformità a quanto previsto dalle vigenti convenzioni e risoluzioni internazionali, servizi di assistenza sociale e di soccorso sanitario in favore di popolazioni, anche
straniere, in occasione di calamità e di situazioni di emergenza, di rilievo locale, regionale, nazionale e internazionale;
e) svolgere attività umanitarie presso i centri per l'identificazione e l'espulsione di immigrati stranieri, nonché gestire i predetti centri e quelli per l'accoglienza degli immigrati ed in particolare dei richiedenti asilo;
f) svolgere in tempo di conflitto armato il servizio di ricerca e di assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati, dei dispersi, dei profughi, dei deportati e rifugiati e, in tempo di pace, il servizio di ricerca delle persone scomparse in ausilio alle forze dell'ordine;
g) svolgere attività ausiliaria delle Forze Armate, in Italia ed all'estero, in tempo di pace o di grave crisi internazionale, attraverso il Corpo militare volontario e il Corpo delle Infermiere volontarie, secondo le regole determinate dal Movimento;
h) svolgere attività ausiliaria dei pubblici poteri, in Italia e all'estero, sentito il Ministro degli affari esteri, secondo le regole determinate dal Movimento;
i) agire quale struttura operativa del servizio nazionale di protezione civile ai sensi dell'articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in luogo della CRI;
l) promuovere e diffondere, nel rispetto della normativa vigente, l'educazione sanitaria, la cultura della protezione civile e dell'assistenza alla persona;
m) realizzare interventi di cooperazione allo sviluppo in Paesi esteri, d'intesa ed in raccordo con il Ministero degli affari esteri e con gli uffici del Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione;
n) collaborare con i componenti del Movimento in attività di sostegno alle popolazioni estere oggetto di rilevante vulnerabilità;
o) svolgere attività di advocacy e diplomazia umanitaria, così come intese dalle convenzioni e risoluzioni degli organi internazionali della Croce rossa;
p) svolgere attività con i più giovani ed in favore dei più giovani, anche attraverso attività formative presso le scuole di ogni ordine e grado;
q) diffondere e promuovere i principi e gli istituti del diritto internazionale umanitario nonché i principi umanitari ai quali si ispira il Movimento;
r) promuovere la diffusione della coscienza trasfusionale e della cultura della donazione di sangue, organi e tessuti tra la popolazione e organizzare i donatori volontari, nel rispetto della normativa vigente e delle norme statutarie;
s) svolgere, ai sensi dell'articolo 1, comma 2-bis, della legge 3 aprile 2001, n. 120, e successive modificazioni, nell'ambito della programmazione regionale ed in conformità alle disposizioni emanate dalle regioni, attività di formazione per il personale non sanitario e per il personale civile all'uso di dispositivi salvavita in sede extra ospedaliera e rilasciare le relative certificazioni di idoneità all'uso;
t) svolgere, nell'ambito della programmazione regionale ed in conformità alle disposizioni emanate dalle regioni, attività di formazione professionale, di formazione sociale, sanitaria e sociosanitaria, anche a favore delle altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile.
5. L'Associazione svolge ogni altro compito previsto dal proprio statuto.
6. L'Associazione, anche per lo svolgimento di attività sanitarie e socio sanitarie per il Servizio sanitario nazionale (SSN), può sottoscrivere convenzioni con pubbliche amministrazioni, partecipare a gare indette da pubbliche amministrazioni e sottoscrivere i relativi contratti. Per lo svolgimento delle attività di cui al presente articolo, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono autorizzate a stipulare convenzioni prioritariamente con l'Associazione. L'Associazione e le sue strutture territoriali possono concorrere all'erogazione di fondi per attività di volontariato, compresi quelli derivanti dalla donazione del 5 per mille di cui alla normativa vigente in materia, nonché per la protezione civile territoriale. L'Associazione è inoltre autorizzata a presentare progetti e a concorrere ai finanziamenti previsti dalle disposizioni vigenti in materia di cooperazione internazionale. L'utilizzazione da parte della Associazione delle risorse disponibili a livello nazionale, regionale e locale per le Associazioni di promozione sociale è condizionata all'emanazione di un decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, con il quale è stabilita la misura massima della medesima utilizzazione.
(2) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. a), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
Art. 1-bis Trasformazione dei comitati locali e provinciali (3)
1. I comitati locali e provinciali esistenti alla data del 31 dicembre 2013, ad eccezione dei comitati delle province autonome di Trento e di Bolzano, assumono, alla data del 1° gennaio 2014, la personalità giuridica di diritto privato, sono disciplinati dalle norme del titolo II del libro primo del codice civile e sono iscritti di diritto nei registri provinciali delle associazioni di promozione sociale, applicandosi ad essi, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, la legge 7 dicembre 2000, n. 383. Entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del presente articolo, i predetti comitati, con istanza motivata con riferimento a ragioni di carattere organizzativo, possono chiedere al Presidente nazionale della CRI il differimento, comunque non oltre il 30 giugno 2014, del termine di assunzione della personalità giuridica di diritto privato. Sulla base delle istanze pervenute, il Presidente, nei successivi dieci giorni, trasmette, ai fini della successiva autorizzazione, al Ministero dell'economia e delle finanze una relazione da cui risulti l'assenza di
oneri per la finanza pubblica derivanti dal predetto differimento. Le istanze non autorizzate entro il 20 dicembre 2013 si intendono respinte.
4. I comitati locali e provinciali si avvalgono, con oneri a loro totale carico, del personale con rapporto di lavoro a tempo determinato già operante nell'ambito dell'espletamento di attività in regime convenzionale ovvero nell'ambito di attività finanziate con fondi privati, ai sensi dell'articolo 6, comma 9.
(3) Articolo inserito dall’ art. 4, comma 10-ter, D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
Art. 2 Riordino della CRI fino alla liquidazione
1. La CRI è riordinata secondo le disposizioni del presente decreto e dal 1° gennaio 2015 fino alla data della sua liquidazione assume la denominazione di «Ente strumentale alla Croce Rossa italiana», di seguito denominato Ente, mantenendo la personalità giuridica di diritto pubblico come ente non economico, sia pure non più associativo, con la finalità di concorrere temporaneamente allo sviluppo dell'Associazione. L'Ente e l'Associazione sottoscrivono un protocollo per disciplinare l'utilizzo, da parte dell'Ente, degli emblemi di cui alle Convenzioni e protocolli, compatibilmente con la normativa internazionale in materia di utilizzo degli emblemi. In ogni caso l'Ente non può
utilizzare gli emblemi di cui alla predetta normativa internazionale se non per i casi espressamente previsti dalla suddetta convenzione. All'Ente si applicano le disposizioni vigenti per gli enti pubblici non economici, salvo quanto previsto dal presente articolo.
2. L'Ente svolge le attività in ordine al patrimonio e ai dipendenti della CRI di cui al presente decreto, nonché ogni altra attività di gestione finalizzata all'espletamento delle funzioni di cui al presente articolo.
3. Sono organi dell'Ente:
a) un comitato, nominato con decreto del Ministro della salute, presieduto dal Presidente nazionale dell'Associazione in carica che è anche Presidente dell'Ente, da tre componenti designati dal Presidente tra i soci della CRI con particolari competenze amministrative e da altri tre componenti designati rispettivamente dai Ministri della salute, dell'economia e delle finanze e della difesa, con compiti di indirizzo e di approvazione dei regolamenti interni di organizzazione e funzionamento, di amministrazione, finanza e contabilità ai quali si applica l'articolo 7. In caso di parità nelle deliberazioni prevale il voto del Presidente, salvo per quelle relative agli indirizzi nelle materie di cui all'articolo 4, comma 1, lettere c) ed h), e all'articolo 6 che devono essere assunte all'unanimità;
b) un collegio dei revisori dei conti, nominato dal Ministro della salute, costituito da tre componenti, di cui uno magistrato della Corte dei conti con funzioni di Presidente, uno designato dal Ministro dell'economia e delle finanze, uno designato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
c) un amministratore, con compiti di rappresentanza legale e di gestione, nominato dal Ministro della salute.
4. Il Presidente dell'Ente, i componenti il comitato, l'amministratore, i componenti del collegio dei revisori dei conti durano in carica fino al 31 dicembre 2016. L'incarico di amministratore è incompatibile con ogni altra attività esterna all'Ente e all'Associazione. Il trattamento economico dell'amministratore e dei componenti del collegio dei revisori dei conti è determinato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute. Gli incarichi di Presidente e di componente del comitato sono svolti a titolo gratuito, salvo rimborso delle spese. Ove l'amministratore sia dipendente di pubbliche amministrazioni si applicano le disposizioni vigenti in materia di aspettativa di diritto. (5)
5. Le risorse finanziarie a carico del bilancio dello Stato, diverse da quelle di cui all'articolo 1, comma 6, che sarebbero state erogate alla CRI nell'anno 2014, secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia, nonché risorse finanziarie, di pari ammontare a quelle determinate per l'anno 2014, salvo quanto disposto dall'articolo 6, comma 6, per l'anno 2015, sono attribuite all'Ente e all'Associazione, con decreti del Ministro della salute, del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro della difesa, ciascuno in relazione alle proprie competenze, ripartendole tra Ente e Associazione in relazione alle funzioni di interesse pubblico ad essi affidati, senza determinare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica. I decreti del Ministro della difesa tengono conto delle esigenze dei corpi ausiliari.
(4) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. a), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(5) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. b), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
Art. 3 Disposizioni sui tempi e sulle modalità di applicazione delle disposizioni degli articoli 1 e 2
1. Ai fini della compiuta attuazione del presente decreto, in via di prima applicazione e senza determinare nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica:
a) entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Commissario della CRI, con propria ordinanza, modifica lo statuto vigente della CRI riducendo il numero delle attuali componenti volontaristiche non ausiliarie delle Forze Armate di cui all'articolo 9, comma 2, numeri 3), 4), 5) e 6), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2005, n. 97, secondo criteri di semplificazione, omogeneità ed efficienza e applicando le risoluzioni e le linee guida del Movimento, nonché le direttive internazionali sulla valorizzazione del contributo dei giovani, approvate a Ginevra nel novembre 2011;
b) entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Commissario predispone e trasmette al Ministro della salute uno schema di nuovo regolamento elettorale che nei successivi 10 giorni è emanato dal Ministro. Il Commissario convoca quindi le elezioni per i presidenti regionali, provinciali e locali della CRI, che esercitano fino al 1° gennaio 2015 le competenze attribuite dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 97 del 2005 agli organi del corrispondente livello territoriale. I Presidenti dei Comitati locali sono eletti dai soci del comitato locale; i Presidenti dei comitati provinciali sono eletti dai soci della provincia. I Presidenti dei comitati locali e dei comitati provinciali eleggono il Presidente della Regione di riferimento. In ogni caso il Presidente di ciascun livello territoriale è scelto tra i soci del medesimo ambito territoriale. Nelle Regioni in cui vi è un solo comitato provinciale, il Presidente del comitato provinciale assolve anche alla funzioni di Presidente del comitato regionale. Per le province autonome di Trento e di
Bolzano sono eletti due Presidenti provinciali e non si procede all'elezione del Presidente regionale. Tutte le elezioni di cui alla presente lettera si svolgono entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Nel caso in cui un candidato sia eletto per più cariche, rimane in carica per quella relativa alla maggiore dimensione territoriale e decade dalle altre. Sono in ogni caso esclusi dall'elettorato passivo coloro che non avevano il requisito di socio della Croce Rossa italiana alla data di nomina a Commissario ai diversi livelli della CRI;
c) entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si svolge l'Assemblea straordinaria, convocata dal Commissario, costituita esclusivamente dai Presidenti regionali, provinciali e locali che vengono eletti ai sensi della lettera b) entro e non oltre il termine di 90 giorni ivi previsto. Tale Assemblea, presieduta dal Commissario, elegge un Presidente nazionale e due Vice presidenti, di seguito denominati Presidente nazionale e Vice Presidenti, che durano in carica fino al 1° gennaio 2015, esercitando le competenze attribuite dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 97 del 2005 al presidente, al consiglio direttivo e all'Assemblea nazionale della CRI; i Vice Presidenti agiscono su delega del presidente. L'elettorato attivo e passivo è disciplinato ai sensi dell'articolo 12 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 97 del 2005. Il commissariamento è vigente fino alla data di elezione del Presidente nazionale e cessa dalla predetta data. (6)
2. Il Presidente nazionale e i Vice Presidenti predispongono una proposta di atto costitutivo e di statuto provvisorio dell'Associazione, che si ispira ai principi del Movimento, nonché ai criteri direttivi della volontarietà, dell'elettività e della rinnovabilità delle cariche, della riduzione a non più di tre dei livelli organizzativi con capacità di spesa e dell'adozione di atti negoziali, dello snellimento degli organi esecutivi, dell'adeguata rappresentanza dei giovani e di genere. La proposta è sottoposta ad un'ulteriore Assemblea straordinaria costituita, oltre che dal Presidente nazionale e dai Vice presidenti, dai Presidenti regionali, provinciali e locali di cui al comma 1, lettera b), il cui funzionamento è disciplinato dal Presidente nazionale e dai Vice Presidenti. La predetta Assemblea è convocata e presieduta dal Presidente nazionale ed elegge anche i membri del comitato di cui all'articolo 2, comma 3, lettera a). Lo statuto e l'atto costitutivo sono approvati dalla predetta Assemblea entro sei mesi dalla data di elezione del Presidente nazionale. L'associazione è costituita una volta approvati l'atto costitutivo e lo statuto e acquista la personalità giuridica, in deroga al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, il 1° gennaio 2015, previa iscrizione nel registro delle persone giuridiche. (7)
3. Il Commissario della CRI ovvero il Presidente nazionale sono autorizzati ad utilizzare, escluse le risorse derivanti da raccolte fondi finalizzate, nonché escluse le risorse provenienti dal Ministero della Difesa per gli anni 2010, 2011, il 2013 e il 2014 e destinate ai Corpi Ausiliari delle Forze Armate, la quota vincolata dell'avanzo accertato dell'amministrazione sia del comitato centrale che del consolidato alla data di entrata in vigore del presente decreto, per il ripiano immediato di debiti anche a carico dei bilanci dei comitati con riferimento all'ultimo conto consuntivo consolidato approvato, a quello che sarà
approvato per il 2012 e per le esigenze del bilancio di previsione 2013 e 2014, nonché ad utilizzare beni immobili tra quelli di cui all'
articolo 4, comma 1, lettera c), a garanzia di mutui, prestiti o anticipazioni per fronteggiare carenze di liquidità per spese obbligatorie e inderogabili. (8)
4. A far data dal 1° gennaio 2015 l'Associazione subentra in tutte le convenzioni in essere con la CRI alla predetta data e ad essa sono trasferiti i beni mobili e le risorse strumentali necessari all'erogazione dei servizi in convenzione, salvo quelli di cui all'articolo 4, comma 1, lettera h). Il Ministro della salute, con proprio decreto, su proposta del Presidente nazionale, sulla base degli statuti provvisori approvati per l'Ente e l'Associazione, determina gli altri rapporti attivi e passivi della CRI, cui succede l'Associazione dal 1° gennaio 2015. Il Presidente nazionale, sulla base di quanto disposto dagli articoli 1 e 2, in data antecedente al 1° gennaio 2015 definisce le linee operative provvisorie per l'Ente e l'Associazione, predispone lo schema di fabbisogno quantitativo e qualitativo di personale per entrambi i soggetti. Predispone inoltre, sentite le Organizzazioni sindacali, un piano di utilizzazione provvisorio del personale, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato della CRI, da parte dell'Ente e dell' Associazione. (7)
(6) Lettera così modificata dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. a), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(7) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. a), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(8) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quinquies, D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
Art. 4 Patrimonio (9)
1. Il Commissario e successivamente il Presidente nazionale, fino al 31 dicembre 2014, con il parere conforme di un comitato nominato con la stessa composizione e modalità di designazione e nomina di quello di cui all'articolo 2, comma 3, lettera a) nonché, dalla predetta data fino al 31 dicembre 2016, l'Ente: (10)
a) redigono, almeno entro il 31 dicembre 2014, e di seguito aggiornano lo stato di consistenza patrimoniale e l'inventario dei beni immobili di proprietà o
comunque in uso della CRI, nonché elaborano e aggiornano un piano di valorizzazione degli immobili per recuperare le risorse economiche e finanziarie per il ripiano degli eventuali debiti accumulati anche a carico di singoli comitati, con riferimento all'ultimo conto consuntivo consolidato approvato e alle esigenze di bilancio di previsione a decorrere dall'anno 2013;
b) identificano i beni immobili, non pervenuti all'attuale CRI con negozi giuridici modali, da mantenere all'Ente a garanzia di potenziali debiti per procedure giurisdizionali in corso, fino alla definizione della posizione debitoria;
c) dismettono, nella fase transitoria e in deroga alla normativa vigente in materia economico-finanziaria e di contabilità degli enti pubblici non economici, nei limiti del debito accertato anche a carico dei bilanci dei singoli comitati e con riferimento ai conti consuntivi consolidati e alle esigenze di bilancio di previsione a decorrere dall'anno 2013, gli immobili pervenuti alla CRI, a condizione che non provengano da negozi giuridici modali e che non siano necessari al perseguimento dei fini statutari e allo svolgimento dei compiti istituzionali e di interesse pubblico dell'Associazione;
d) trasferiscono all'Associazione, a decorrere dal 1° gennaio 2015, i beni pervenuti alla CRI attraverso negozi giuridici modali e concedono in uso gratuito, con spese di manutenzione ordinaria a carico dell'usuario, alla medesima data quelli necessari allo svolgimento dei fini statutari e dei compiti istituzionali; (12)
e) compiono le attività necessarie per ricavare reddito, attraverso negozi giuridici di godimento, dagli immobili non necessari allo svolgimento dei compiti istituzionali e di interesse pubblico;
f) esercitano la rinuncia a donazioni modali di immobili non più proficuamente utilizzabili per il perseguimento dei fini statutari;
g) restituiscono, sentite le amministrazioni pubbliche titolari dei beni demaniali o patrimoniali indisponibili in godimento, i beni stessi ove non necessari allo svolgimento dei compiti istituzionali e di interesse pubblico;
h) trasferiscono all'Associazione, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e con le modalità di cui all'articolo 2, comma 3, lettera a), i beni mobili acquistati con i contributi del Ministero della difesa per l'esercizio dei compiti affidati al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie, nonché i beni mobili acquisiti con contributi pubblici e finalizzati all'esercizio dei compiti elencati all'articolo 1, comma 4. (12)
2. Sino al 31 dicembre 2016 il Commissario, e successivamente il Presidente dell'Ente, provvede al ripiano dell'indebitamento pregresso della CRI mediante procedura concorsuale disciplinata dal presente articolo. A tale fine accerta la massa passiva risultante dai debiti insoluti per capitale, interessi e spese accertati anche a carico dei bilanci dei singoli comitati e con riferimento all'ultimo conto consuntivo consolidato approvato, ed istituisce apposita gestione separata, nella quale confluiscono esclusivamente i predetti debiti la cui causa giuridica si sia verificata in data anteriore al 31 dicembre 2011 anche se accertata successivamente. Nell'ambito di tale gestione separata è, altresì, formata la massa attiva con l'impiego del ricavato dall'alienazione degli immobili prevista dal comma 1, lettera c) per il pagamento anche parziale dei debiti, mediante periodici stati di ripartizione, secondo i privilegi e le graduazioni previsti dalla legge. (13)
3. Avverso il provvedimento del Commissario o del Presidente dell'Ente che prevede l'esclusione, totale o parziale, di un credito dalla massa passiva, i creditori esclusi possono proporre ricorso, entro il termine di trenta giorni dalla notifica, al Ministro della salute, che si pronuncia entro sessanta giorni dal ricevimento decidendo allo stato degli atti.
4. Il Commissario o il Presidente dell'Ente è autorizzato a definire transattivamente, con propria determinazione, le pretese dei creditori, in misura non superiore al 70 per cento di ciascun debito complessivo, con rinuncia ad ogni altra pretesa e con la liquidazione obbligatoria entro trenta giorni dalla conoscenza dell'accettazione della transazione.
5. Il Commissario o il Presidente dell'Ente, entro il 31 ottobre 2015, predispone il piano di riparto finale e lo sottopone al Ministero della Salute che lo approva entro il 31 dicembre 2016. (13)
6. L'atto di approvazione di cui al comma 5 è trasmesso al Tribunale di Roma, che, verificatane la correttezza formale, pronuncia, con ordinanza, l'esdebitazione della CRI e dell'Ente, con liberazione di essi dai debiti di cui al comma 2 residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti. Con tale atto è disposta la cancellazione dei pignoramenti e delle ipoteche a qualunque titolo ed in qualunque momento iscritte su beni della CRI. Contro l'atto di approvazione del piano i creditori possono proporre reclamo al Tribunale di Roma, in composizione collegiale, funzionalmente competente, che decide con ordinanza in camera di consiglio. Contro tale provvedimento può essere proposto soltanto ricorso alla Corte di cassazione per motivi di legittimità.
7. Per quanto non disposto dal presente articolo si applicano le norme sulla liquidazione coatta amministrativa di cui al titolo V del regio decreto n. 267 del 1942, e successive modificazioni in quanto compatibili, intendendosi che le funzioni del comitato di cui all'articolo 198 dello stesso regio decreto sono svolte dal comitato di cui al comma 1 fino al 31 dicembre 2014 e da quello di cui all'articolo 2, comma 3, lettera a) sino al 31 dicembre 2016. (14)
(9) Vedi, anche, l’ art. 49-quater, comma 1, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98.
(10) Alinea così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. b) e c), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(11) Lettera così modificata dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. c), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(12) Lettera così modificata dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. a), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(13) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. b), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(14) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. b) e c), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
Art. 5 Corpi militari ausiliari delle Forze armate
1. Il Corpo militare della CRI, che assume la denominazione di Corpo militare volontario e il Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa sono ausiliari delle Forze armate e i loro appartenenti sono soci della CRI e successivamente dell'Associazione, contribuendo all'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 1, comma 4. Le modalità della loro appartenenza all'Associazione sono disciplinate dallo statuto di cui all'articolo 3, comma 2, nel rispetto della loro funzione ausiliaria delle Forze Armate.
2. Il Corpo militare volontario resta disciplinato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni, nonché dal decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, e successive modificazioni, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto. Il Corpo delle infermiere volontarie di Croce rossa resta disciplinato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni, nonché dal decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, e successive modificazioni. Il richiamo di cui all'articolo 986, comma 1, lettera b), nei confronti del personale del Corpo militare è disposto in ogni caso senza assegni.
3. Il Corpo militare volontario, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 6, comma 1, è costituito esclusivamente da personale volontario in congedo, iscritto in un ruolo unico comprensivo delle categorie direttive dei medici, dei commissari e dei farmacisti, nonché della categoria del personale di assistenza. Il personale appartenente al ruolo di cui al primo periodo non è soggetto ai codici penali militari e alle disposizioni in materia di disciplina militare recate dai citati codici dell'ordinamento militare e relativo testo unico regolamentare, fatta eccezione per quelle relative alla categoria del congedo.
4. Il servizio prestato dal Corpo militare volontario e dal Corpo delle infermiere volontarie è gratuito, fatta salva, in quanto compatibile, l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 1758 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.
5. Il personale del Corpo militare costituito dalle unità già in servizio continuativo per effetto di provvedimenti di assunzione a tempo indeterminato transita, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 6, comma 1, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, in un ruolo ad esaurimento nell'ambito del personale civile della CRI e successivamente dell'Ente ed è collocato in congedo nonché iscritto, a domanda, nel ruolo di cui al comma 3. Al predetto personale, fino all'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 6, commi 2 e 3, continua ad essere corrisposta la differenza tra il trattamento economico in godimento, limitatamente a quello fondamentale ed accessorio avente natura fissa e continuativa, e il trattamento del corrispondente personale civile della CRI come assegno ad personam riassorbibile in caso di adeguamenti retributivi. Fino alla data dell'effettivo transito di cui al secondo periodo si applicano al personale ivi indicato le disposizioni di cui all'articolo 9, commi 1 e 21, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. I procedimenti disciplinari avviati in sede militare sono riassunti in sede civile; a tal proposito i termini per la contestazione dell'addebito o per la conclusione del procedimento, se ancora pendenti, si interrompono alla data di entrata in vigore del presente decreto e riprendono a decorrere dalla data del transito nel ruolo ad esaurimento.
6. Fermo restando quanto previsto dai commi 3, secondo periodo e 5 del presente articolo, allo scopo di assicurare la funzionalità e il pronto impiego dei servizi ausiliari alle Forze armate rese dai Corpi ausiliari, con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono determinati i criteri per la costituzione, nell'ambito del personale di cui al comma 5 del presente articolo e di cui all'articolo 6, comma 9, terzo periodo, previa selezione per titoli, di un contingente di personale del Corpo militare in servizio attivo, la cui dotazione massima e la successiva alimentazione con personale civile della CRI e quindi dell'Ente avente altresì, la qualifica di militare in congedo, è stabilita in trecento unità. Tra i criteri per la selezione sono comunque previsti: la presentazione di una domanda da parte degli interessati, il possesso di requisiti di competenza tecnico-logistica, di esperienza operativa e nelle emergenze, nonché il rendimento in servizio ed i precedenti disciplinari; tali requisiti devono essere valutati da una Commissione presieduta da un rappresentante del Ministero della difesa e composta da sei membri, quattro dei quali designati rispettivamente dal Ministero della salute, dal Ministero dell'economia e delle finanze, dal Ministro per la pubblica amministrazione e semplificazione, dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché due dei quali designati dalla CRI, tenendo conto delle sue componenti. Il contingente, assicurate prioritariamente le funzioni ausiliarie, concorre agli impieghi di protezione civile. La partecipazione alla Commissione è a titolo
gratuito. Il personale del Corpo militare in servizio attivo di cui al presente comma transita nel ruolo civile della CRI e quindi dell'Ente alla data determinata con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro della salute e comunque non oltre il 31 dicembre 2016 e dalla predetta data è soggetto alle disposizioni di cui all'
articolo 6. (15)
(15) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. b), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, della difesa e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentito il Presidente della CRI, sono stabiliti i criteri e le modalità di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della CRI e quelli del personale di cui all'articolo 5 già appartenente al Corpo militare, nonché tra i livelli delle due predette categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della Pubblica amministrazione, previa informativa alle organizzazioni sindacali.
2. Alla data del 1° gennaio 2015 il personale della CRI e quindi dell'Ente è utilizzato temporaneamente dall'Associazione, mantenendo il proprio stato giuridico e il proprio trattamento economico a carico dell'Ente. Entro i successivi 90 giorni l'Associazione definisce un organico provvisorio di personale valido fino al 31 dicembre 2016. Il predetto organico è valutato in sede di adozione dei decreti di cui all'articolo 2, comma 5, sentite le organizzazioni sindacali, al fine di garantire fino al 1° gennaio 2017 l'esercizio da parte dell'Associazione dei suoi compiti istituzionali in modo compatibile con le risorse a ciò destinate. A decorrere dalla data di determinazione dell'organico dell'Associazione e fino al 31 dicembre 2016, il personale della CRI può esercitare l'opzione tra la risoluzione del contratto con l'Ente e la contestuale assunzione, se in possesso dei requisiti qualitativi richiesti e nei limiti dell'organico, da parte dell'Associazione ovvero la permanenza in servizio presso l'Ente. Per l'esercizio delle convenzioni l'Associazione impiega prioritariamente, secondo il proprio contratto collettivo di appartenenza, personale civile e militare già utilizzato dalla CRI con rapporto a tempo indeterminato o determinato nella diretta fornitura dei servizi oggetto delle convenzioni medesime. (16)
3. Al personale a tempo indeterminato rimasto in servizio presso l'Ente, non impiegato nelle convenzioni ed eccedente l'organico dell'Associazione, si applicano, salvo quanto previsto al presente articolo, le disposizioni vigenti sugli strumenti utilizzabili per la gestione di eccedenze di personale nelle pubbliche amministrazioni. La mobilità può in ogni caso aver luogo anche con riferimento ad amministrazioni con sede in province diverse rispetto a quella di impiego, con preferenza per le amministrazioni aventi sede nella provincia di impiego.
4. Il Presidente nazionale, entro il 30 giugno 2015, determina sentite le organizzazioni sindacali e previe intese con il Ministero della difesa, l'organico a regime con una proiezione pluriennale, tenendo conto delle risorse finanziarie disponibili, dello sviluppo dell'attività dell'Associazione e delle competenze necessarie, nonché dell'esigenza di garantire assoluta continuità all'attività di cui all'articolo 5, comma 6, mediante un'aliquota dedicata di personale iscritto o che si iscrive nei Corpi ausiliari; tale personale assicura la funzionalità e il pronto impiego dei servizi alle Forze Armate resi dai Corpi ausiliari, in condizioni di impiego sia ordinarie che straordinarie e secondo moduli disciplinari assimilabili a quelli dell'ordinamento militare. Il Presidente, sentite le organizzazioni sindacali, entro la medesima data bandisce altresì una procedura finalizzata all'assunzione graduale, nell'ambito delle disponibilità finanziarie, da parte dell'Associazione ovvero da soggetti da essa costituiti, anche con contratti part-time o di solidarietà, del personale rimasto a quella data in servizio presso l'Ente, che aveva un rapporto a tempo indeterminato con la CRI alla data di entrata in vigore del presente decreto e che alla data del 31 dicembre 2016 sia ancora in servizio e debba rimanere in servizio più di due anni per essere collocato a riposo, nonché di quello di cui all'articolo 6, comma 9, terzo periodo. Restano in ogni caso fermi i limiti di importo del finanziamento pubblico di cui all'articolo 8, comma 2, quinto periodo e l'assenza di ulteriori oneri per la finanza pubblica. La procedura condiziona alla verifica della professionalità richiesta per le attività dell'associazione l'assunzione del personale già assunto dalla CRI non a seguito di concorso pubblico e che non abbia seguito eventuali percorsi di riqualificazione. (17)
5. Al fine di coordinare e supportare il processo di mobilità del personale è istituita, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, una sede di confronto presso il Dipartimento della funzione pubblica alla quale partecipano rappresentanti dello stesso Dipartimento, dei Ministeri della salute, dell'economia e delle finanze e della difesa, della CRI e quindi dell'Ente e dell'Associazione, delle Regioni, delle organizzazioni sindacali del personale della CRI. Nella medesima sede si svolge un confronto circa il contratto collettivo cui aderisce l'Associazione. Gli organi della CRI e quindi dell'Ente assicurano la circolazione delle informazioni presso i dipendenti dei posti offerti in mobilità e operano attivamente nella ricerca di idonee soluzioni di impiego anche attraverso attività di riqualificazione.
6. Al personale della CRI e quindi dell'Ente assunto da altre amministrazioni si applicano le disposizioni di cui all'articolo 30, comma 2-quinquies, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il personale della CRI e quindi dell'Ente in
mobilità può essere assunto da altre amministrazioni pubbliche per le quali si verifichino tutte le condizioni previste dalla normativa vigente per procedere a nuove assunzioni; inoltre le amministrazioni devono già aver conseguito l'autorizzazione a procedere, tramite concorso da bandire o già bandito, alle predette nuove assunzioni, con risorse finanziarie all'uopo già destinate, ovvero deve trattarsi di assunzioni già programmate e con disponibilità di risorse già assicurate. La quota di contributo del Ministero dell'economia e delle finanze erogata annualmente alla CRI e quindi all'Ente corrispondente al trattamento economico in godimento da parte del dipendente assunto in mobilità da altra amministrazione è così ripartita, con decreti dello stesso Ministro:
a) per un terzo a favore dell'amministrazione di destinazione, per 5 anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto;
b) per un terzo è ridotta di pari importo;
c) per un terzo è assegnata alla CRI e successivamente all'Ente e all'Associazione fino al 1° gennaio 2017, per la copertura degli oneri per le attività di interesse pubblico, per il ripiano dell'indebitamento e per sviluppare attività volte ad incrementare l'autofinanziamento presso privati. (18)
7. Con accordo ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, può essere favorito il passaggio di personale della CRI e quindi dell'Ente presso enti e aziende del Servizio sanitario nazionale, senza apportare nuovi e maggiori oneri alla finanza pubblica e comunque, compatibilmente con i vincoli previsti in materia di personale sia dalla legislazione vigente sia, con riferimento alle regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari o ai programmi operativi di prosecuzione degli stessi, da detti piani o programmi. Per le Regioni che deliberano di gestire in via diretta, tramite il Servizio sanitario nazionale, le attività sanitarie e socio sanitarie già affidate in convenzione alla CRI, l'accordo di cui al periodo precedente, in deroga al comma 6, terzo periodo, può prevedere il passaggio di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato della CRI a tali attività preposto, disponendo il trasferimento delle risorse finanziarie occorrenti al relativo trattamento economico in applicazione dell'articolo 30, comma 2-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
8. In applicazione dell'articolo 4, comma 89, della legge 12 novembre 2011, n. 183 le Regioni subentrano per tre anni al Ministero della salute nella convenzione con la CRI e quindi con l'Associazione e l'Ente per il pronto soccorso aeroportuale, previo trasferimento alle regioni delle relative risorse.
9. I contratti di lavoro a tempo determinato relativi al personale della CRI, vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto e stipulati per attività in regime convenzionale ovvero per attività integralmente finanziate con fondi privati, permangono in vigore fino al 31 dicembre 2014 ovvero, se scaduti alla data di entrata in vigore del presente decreto, possono essere prorogati non oltre il 31 dicembre 2014. A decorrere dal 1° gennaio 2015 i predetti contratti, ove stipulati per convenzioni per le quali l'Associazione subentra alla CRI alla medesima data, proseguono con l'Ente e sono prorogati fino alla scadenza
delle convenzioni, se precedente al 31 dicembre 2016 ovvero, se successiva, fino all'eventuale assunzione da parte dell'Associazione. Il Commissario e successivamente il Presidente, fino al 31 dicembre 2014 può richiamare in servizio, nei limiti delle disponibilità di bilancio, per il tempo strettamente necessario all'esigenza per la quale la chiamata è effettuata, il personale appartenente al Corpo militare che, per effetto di richiami ai sensi dell'
articolo 1668 del codice dell'ordinamento militare, è in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto ed è continuativamente e senza soluzione di continuità in servizio almeno a far data dal 1° gennaio 2007. (19)
(16) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. a), b) e d), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(17) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. b), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(18) Lettera così modificata dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. d), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(19) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. a), b) e c), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
Art. 7 Modalità di vigilanza sulla CRI e sull'Ente
In vigore dal 3 novembre 2012
1. Al fine di verificare il perseguimento dei fini statutari e dei compiti istituzionali ed il raggiungimento degli obiettivi previsti dalle disposizioni normative vigenti e fatte salve le specifiche disposizioni relative all'Ente, il Ministro della salute e, per quanto di competenza, il Ministro della difesa, adottano atti di indirizzo ed esercitano la funzione di vigilanza sulla CRI e successivamente sull'Ente.
2. I compiti di vigilanza di cui al comma 1 possono essere esercitati anche attraverso ispezioni e verifiche disposte dal Ministro della salute o dal Ministro della difesa, nonché mediante richiesta di atti, documenti e ulteriori informazioni su specifiche materie di particolare rilevanza.
3. Le deliberazioni di adozione dei regolamenti di amministrazione e contabilità, di organizzazione e funzionamento, gli atti di programmazione, le variazioni del ruolo organico, il bilancio di previsione con le relative variazioni e il rendiconto della CRI e successivamente dell'Ente sono trasmessi, entro dieci giorni dalla data dell'adozione, al Ministero della salute, che li approva nei sessanta giorni successivi dalla acquisizione, ridotti a trenta per le delibere di variazione al bilancio di previsione, o ne chiede il riesame con provvedimento motivato. In tal caso, la CRI e successivamente l'Ente nei successivi dieci giorni dalla ricezione, può recepire le osservazioni trasmettendo il nuovo testo per il controllo, ovvero motivare in merito alle ragioni per le quali ritiene di confermare la delibera e gli atti adottati. Decorsi dieci giorni dalla ricezione dei nuovi atti dalla conferma della delibera e degli atti adottati, il Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, procede all'approvazione o all'annullamento degli atti.
4. Le deliberazioni di adozione dei regolamenti di organizzazione e funzionamento, di amministrazione e contabilità, il bilancio di previsione con le relative variazioni e il rendiconto di cui al comma 3, sono approvati dal Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. Gli atti di programmazione, il bilancio di previsione, sono approvati dal Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e, per quanto di competenza, di concerto con il Ministero della difesa. Le variazioni del ruolo organico sono approvate di concerto con il Dipartimento per la funzione pubblica e con il Ministero dell'economia e delle finanze.
5. In caso di impossibilità o di prolungata difficoltà di funzionamento dell'organo di cui all'articolo 2, comma 3, lettera a), il Ministro della salute nomina un commissario, anche ad acta.
Art. 8 Norme transitorie e finali
1. A decorrere dal 1° gennaio 2015 sono abrogati il decreto-legge 19 novembre 2004, n. 276, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 gennaio 2005, n. 1, fatto salvo l'articolo 2, nonché il decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 613, e il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2005, n. 97. Fino alla predetta data si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 97 del 2005. Restano ferme per gli anni 2012, 2013 e 2014 le disposizioni vigenti in materia di contributi a carico del bilancio dello Stato in favore della CRI. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 6, si applicano alla CRI per gli anni 2012, 2013 e 2014, nonché per quanto riguarda l'erogazione
dei fondi, di cui al secondo periodo del predetto comma, di competenza dell'anno 2011.
2. A far data 1° gennaio 2017 l'Ente è soppresso e posto in liquidazione ai sensi della legge 4 dicembre 1956, n. 1404, come modificata e integrata dal decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, salvo quanto previsto nel secondo periodo del presente comma. Alla medesima data i beni mobili e immobili rimasti di proprietà dell'Ente sono trasferiti all'Associazione, che subentra in tutti i rapporti attivi e passivi, salvo quelli relativi al trattamento del personale rimasto dipendente dell'Ente, che restano in carico alla gestione liquidatoria; il predetto personale, ove non assunto alla data del 1° gennaio 2017 dall'Associazione, è collocato in disponibilità ai sensi del comma 7 dell'articolo 33 e dell'articolo 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. L'assunzione ai sensi dell'articolo 6, comma 4, determina la cessazione dello stato di disponibilità. Il finanziamento è attribuito tenuto conto dei compiti di interesse pubblico da parte dell'Associazione mediante convenzioni annuali tra Ministero della salute, Ministero dell'economia e delle finanze, Ministero della difesa e Associazione. Il finanziamento annuale dell'Associazione non può superare l'importo complessivamente attribuito all'Ente e Associazione ai sensi dell'articolo 2, comma 5, per l'anno 2014, decurtato del 10 per cento per il 2016 e del 20 per cento a decorrere dall'anno 2017. In sede di prima applicazione le convenzioni sono stipulate entro il 1° gennaio 2017. Nelle convenzioni sono stabilite procedure di verifica dell'utilizzo dei beni pubblici trasferiti all'Associazione. Per l'assolvimento di compiti di interesse pubblico, con particolare riguardo alle attività in continuità con quanto previsto dall'articolo 5, comma 6, ai servizi resi dai Corpi ausiliari, alla protezione civile e alla formazione alle emergenze, l'Associazione, con la partecipazione dei Corpi ausiliari, costituisce una fondazione anche con soggetti pubblici e privati, che può essere destinataria di beni di cui al presente comma e che impiega in distacco il personale di cui all'aliquota dedicata prevista al comma 4, primo periodo, dell'articolo 6, nonché altro personale dell'Associazione con esperienza nel settore delle emergenze. Il Ministero della difesa può stipulare la convenzione di cui al quarto periodo del presente comma direttamente con la fondazione. (21)
3. Il termine di cui all'articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n 216, convertito con modificazioni dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14è prorogato fino alla data dell'elezione del Presidente nazionale e comunque non oltre il 31 gennaio 2013. Sono fatti salvi gli atti compiuti dal Commissario dal 1° ottobre 2012 fino alla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. Fino al 31 dicembre 2014 la CRI continua ad esercitare i compiti istituzionali di cui all'articolo 1, comma 4, applicando le disposizioni del presente decreto e quelle di cui alla disciplina vigente sulla medesima CRI compatibili con il decreto medesimo. (22)
5. Il Ministro della salute informa il Parlamento con relazioni semestrali sugli adempimenti previsti dal presente decreto.
(20) Comma così modificato dall’ art. 4, commi 10-quater, lett. a), e 10-sexies, D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(21) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. d), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
(22) Comma così modificato dall’ art. 4, comma 10-quater, lett. c), D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.
Art. 9 Invarianza di oneri
La Croce Rossa Italiana, fondata il 15 giugno 1864 ed eretta originariamente in
corpo morale con Regio Decreto 7 febbraio 1884, n. 1243, è un’Associazione senza
fini di lucro che si basa sulle Convenzioni di Ginevra del 1949 e sui successivi
Protocolli aggiuntivi, di cui la Repubblica Italiana è firmataria.
I principi del diritto internazionale umanitario sono rispettati in ogni tempo dalla
Croce Rossa Italiana e ne guidano l’opera.
La Croce Rossa Italiana rispetta ed agisce in conformità ai Principi Fondamentali
del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
(brevemente: “Movimento”), adottati dalla XX Conferenza Internazionale della
Croce Rossa e riaffermati dalla XXV Conferenza Internazionale della Croce Rossa,
a. Umanità: il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna
Rossa, nato dall’intento di assistere, senza discriminazione, i feriti sul campo di
battaglia, si adopera, sia a livello internazionale che nazionale, per prevenire ed
alleviare ovunque la sofferenza umana. Il suo scopo è quello di proteggere la
vita e la salute e garantire il rispetto dell’essere umano. Esso promuove la
comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione e la pace duratura tra i
popoli;
b. Imparzialità: il Movimento non fa alcuna distinzione di nazionalità, razza, credo
religioso, classe o opinione politica. Si dedica esclusivamente ad alleviare le
sofferenze degli individui, guidato soltanto dai loro bisogni e dando la
precedenza ai casi più urgenti;
c. Neutralità: per poter continuare a godere della fiducia di tutti, il Movimento non si
schiera con nessuna delle parti in conflitto, né prende parte a controversie di
carattere politico, razziale, religioso o ideologico;
d. Indipendenza: il Movimento è indipendente. Le Società Nazionali, in quanto
ausiliarie nelle attività umanitarie del loro governo e sottoposte alle leggi dei loro
rispettivi paesi, devono tuttavia mantenere un’autonomia che permetta loro di
operare in ogni momento in conformità ai principi del Movimento;
e. Volontarietà: il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna
Rossa è un movimento volontario di soccorso che non è mosso dal desiderio di
f. Unità: in ogni Paese non vi può essere che una sola Società della Croce Rossa
o della Mezzaluna Rossa. Essa deve essere aperta a tutti e deve estendere le
sue attività umanitarie all’intero territorio nazionale;
g. Universalità: il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna
Rossa, nel quale tutte le Società Nazionali godono di uguale status e
condividono uguali responsabilità e obblighi di aiuto reciproco, è universale.
La Croce Rossa Italiana è ufficialmente riconosciuta dalla Repubblica Italiana con il
decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178 quale Società volontaria di soccorso
ed assistenza, ausiliaria dei poteri pubblici in campo umanitario, in conformità alle
Convenzioni di Ginevra ed ai successivi Protocolli aggiuntivi, e quale unica Società
Nazionale della Croce Rossa autorizzata ad esplicare le sue attività sul territorio
La Croce Rossa Italiana gode, nei confronti dei poteri pubblici, di un’autonomia tale
da permetterle di adempiere alla propria missione e di agire in ogni circostanza
secondo i Principi Fondamentali del Movimento (brevemente: “Principi
Fondamentali”).
I poteri pubblici rispettano in ogni circostanza l’osservanza della Croce Rossa
Italiana ai Principi Fondamentali.
La Croce Rossa Italiana è persona giuridica di diritto privato ai sensi del Libro
Primo, titolo II, capo II del codice civile ed è iscritta di diritto nel registro nazionale,
nonché nei registri regionali e provinciali delle associazioni di promozione sociale,
applicandosi ad essa, per quanto non diversamente disposto, la legge 7 dicembre
2000, n. 383. Sono fatte salve le norme di cui al Dlgs. 15 marzo 2010, n. 66 e al
DPR 15 marzo 2010 n. 90 che disciplinano l’espletamento dei compiti propri dei
Corpi C.R.I. Ausiliari delle Forze Armate (brevemente: “Corpi Ausiliari”).
La Croce Rossa Italiana è un’associazione di interesse pubblico, istituita senza limiti
di tempo, con sede in Roma.
La Croce Rossa Italiana è posta sotto l’alto Patronato del Presidente della
RELAZIONI CON LE ALTRE COMPONENTI DEL MOVIMENTO
La Croce Rossa Italiana fa parte del Movimento. Il Comitato Internazionale della
Croce Rossa ha preso nota della sua fondazione nel 1864.
La Croce Rossa Italiana è fondatrice della Lega delle Società di Croce Rossa,
costituita nel 1919, e ribattezzata dapprima Lega delle Società di Croce Rossa e
della Mezzaluna Rossa e poi Federazione Internazionale delle Società di Croce
Rossa e di Mezzaluna Rossa (brevemente: “Federazione Internazionale”), di cui
l’Associazione è attualmente membro.
La Croce Rossa Italiana soddisfa le condizioni di cui all’articolo 4 dello statuto del
Movimento e regola i suoi rapporti con le altre componenti del Movimento in
conformità all’articolo 3 del medesimo statuto.
La Croce Rossa Italiana è vincolata dagli obblighi previsti dall’articolo 5 della
Costituzione della Federazione Internazionale.
Tra gli emblemi previsti dalle Convenzioni di Ginevra e dai successivi Protocolli
aggiuntivi, la Croce Rossa Italiana adotta come proprio la croce rossa su fondo
Tale emblema, posto all’interno di due cerchi concentrici di colore rosso, tra i quali è
riportata la scritta “Convenzione di Ginevra 22 agosto 1864”, e sempre abbinato alla
scritta per esteso “Croce Rossa Italiana”, ne costituisce il logotipo identificativo.
La Croce Rossa Italiana è l’unica associazione, nell’ambito del territorio nazionale
ed a prescindere dagli usi previsti per la protezione dei servizi sanitari, autorizzata
ad utilizzare l’emblema, come previsto e riconosciuto dalle Convenzioni di Ginevra,
dai successivi Protocolli aggiuntivi, dallo statuto nonché dalle risoluzioni e decisioni
degli organi del Movimento.
Il Consiglio Direttivo Nazionale della Croce Rossa Italiana approva un regolamento
per l’uso dell’emblema redatto in conformità alle Convenzioni di Ginevra, ai
Protocolli aggiuntivi, alle leggi vigenti ed al Regolamento sull’utilizzo dell’emblema
della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa da parte delle Società Nazionali,
approvato dalla XX Conferenza Internazionale della Croce Rossa (Vienna 1965) e
modificato dal Consiglio dei Delegati (Budapest, novembre 1991), le cui disposizioni
sono vincolanti per l’intera Società Nazionale.
La Croce Rossa Italiana si impegna a tutelare l’emblema e il logotipo identificativo
ed a veicolarne il significato. In caso di uso illecito del nome e dell’emblema di
Croce Rossa, si applicano le sanzioni previste dalla legge, dalle disposizioni interne
e dai regolamenti vigenti per l’intero Movimento.
La Croce Rossa Italiana celebra ogni anno:
a. l’8 maggio, giornata mondiale della Croce Rossa;
b. il 15 giugno, anniversario della sua fondazione.
Ogni anno la Croce Rossa Italiana, con la tradizionale fiaccolata da Solferino a
Castiglione delle Stiviere, celebra il ricordo della nascita dell’Idea di Croce Rossa.
TITOLO II - OBIETTIVI GENERALI E COMPITI SPECIFICI
L’obiettivo principale della Croce Rossa Italiana è quello di prevenire ed alleviare la
sofferenza in maniera imparziale, senza distinzione di nazionalità, razza, sesso,
credo religioso, lingua, classe sociale o opinione politica, contribuendo al
mantenimento e alla promozione della dignità umana e di una cultura della non
violenza e della pace.
Per raggiungere questo obiettivo la Croce Rossa Italiana si propone in particolare
a. intervenire in caso di conflitto armato e, in tempo di pace, prepararsi ad
intervenire in tutti i campi previsti dalle Convenzioni di Ginevra e dai Protocolli
aggiuntivi ed in favore di tutte le vittime di guerre o di gravi crisi internazionali,
siano esse civili che militari;
b. tutelare la salute, prevenire le malattie ed alleviare le sofferenze;
c. formare la popolazione alla prevenzione dei danni causati da disastri di qualsiasi
natura, predisponendo le attività a tal fine necessarie, nei modi e forme stabilite
dalla legge e dai programmi nazionali o locali;
d. proteggere e soccorrere le persone coinvolte in incidenti o colpite da catastrofi,
calamità, conflitti sociali, malattie, epidemie o altre situazioni di pericolo
e. operare nel campo dei servizi alla persona, ovvero nelle attività che hanno
l’obiettivo di assicurare ai soggetti ed alle famiglie un sistema integrato di
interventi, di promuovere azioni per garantire la qualità della vita, pari
opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, di prevenire, eliminare o
ridurre le condizioni di bisogno individuale e familiare derivanti da inadeguatezza
f. promuovere e collaborare in azioni di solidarietà, di cooperazione allo sviluppo e
rivolte al benessere sociale in generale e di servizio assistenziale o sociale, con
particolare attenzione a gruppi o individui con difficoltà di integrazione sociale;
g. promuovere i Principi Fondamentali del Movimento e quelli del diritto
internazionale umanitario allo scopo di diffondere gli ideali umanitari tra la
h. promuovere la partecipazione di bambini e giovani alle attività della Croce
i. assumere, formare ed assegnare il personale necessario all’adempimento delle
proprie responsabilità;
j. cooperare con i poteri pubblici per garantire il rispetto del diritto internazionale
umanitario e proteggere gli emblemi della croce rossa e della mezzaluna rossa.
La Croce Rossa Italiana ispira la sua attività ai Principi Fondamentali ed ai Valori
Umanitari del Movimento e la fonda sull’analisi delle necessità e delle vulnerabilità
delle comunità quotidianamente servite dall’Associazione.
L’attività della Croce Rossa Italiana è periodicamente verificata e adattata sulla
base delle esigenze del territorio, delle vulnerabilità locali, nazionali ed
internazionali nonché delle intervenute variazioni di strategia da parte degli organi
L’azione della Croce Rossa Italiana è, in ogni caso, trasparente nei rapporti con i
terzi, rispettosa dalle leggi nazionali, delle Convenzioni di Ginevra e dei successivi
Protocolli aggiuntivi nonché delle decisioni degli organi statutari del Movimento, in
particolare delle risoluzioni della Conferenza Internazionale del Movimento e delle
decisioni della Assemblea Generale e del Consiglio di Amministrazione della
Un regolamento disciplina l’organizzazione delle bande, delle fanfare nonché dei
gruppi sportivi della Croce Rossa Italiana.
COMPITI DI INTERESSE PUBBLICO
La Croce Rossa Italiana, ai sensi dell’articolo 1 comma 4 del decreto legislativo 28
settembre 2012, n. 178, è autorizzata ad esercitare le seguenti attività d’interesse
a. organizzare una rete di volontariato sempre attiva per assicurare allo Stato
Italiano l’applicazione, per quanto di competenza, delle Convenzioni di Ginevra,
dei successivi Protocolli aggiuntivi e delle risoluzioni internazionali, nonché il
supporto di attività ricomprese nel servizio nazionale di protezione civile;
b. organizzare e svolgere, in tempo di pace e in conformità a quanto previsto dalle
vigenti convenzioni e risoluzioni internazionali, servizi di assistenza sociale e di
soccorso sanitario in favore di popolazioni, anche straniere, in occasione di
calamità e di situazioni di emergenza, di rilievo locale, regionale, nazionale e
c. svolgere attività umanitarie presso i centri per l’identificazione e l’espulsione di
immigrati stranieri, nonché gestire i predetti centri e quelli per l’accoglienza degli
immigrati ed in particolare dei richiedenti asilo;
d. svolgere in tempo di conflitto armato il servizio di ricerca e di assistenza dei
prigionieri di guerra, degli internati, dei dispersi, dei profughi, dei deportati e
rifugiati e, in tempo di pace, il servizio di ricerca delle persone scomparse in
ausilio alle forze dell’ordine;
e. svolgere attività ausiliaria dei pubblici poteri, in Italia e all’estero, sentito il
Ministro degli affari esteri nonché il Ministero della difesa in caso di impieghi di
carattere ausiliario delle Forze Armate, secondo le regole determinate dal
f. agire quale struttura operativa del servizio nazionale di protezione civile ai sensi
dell’articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
g. promuovere e diffondere, nel rispetto della normativa vigente, l’educazione
sanitaria, la cultura della protezione civile e dell’assistenza alla persona;
h. realizzare interventi di cooperazione allo sviluppo in Paesi esteri, d’intesa ed in
raccordo con il Ministero degli affari esteri e con gli uffici del Ministro per la
cooperazione internazionale e l’integrazione;
i. collaborare con i componenti del Movimento in attività di sostegno alle
popolazioni estere oggetto di rilevante vulnerabilità;
j. svolgere attività di advocacy e diplomazia umanitaria, così come intese dalle
convenzioni e risoluzioni degli organi internazionali della Croce rossa;
k. svolgere attività con i più giovani ed in favore dei più giovani, anche attraverso
attività formative presso le scuole di ogni ordine e grado;
diffondere e promuovere i principi e gli istituti del diritto internazionale umanitario
nonché i principi umanitari ai quali si ispira il Movimento;
m. promuovere la diffusione della coscienza trasfusionale e della cultura della
donazione di sangue, organi e tessuti tra la popolazione, effettuare la raccolta
ed organizzare i donatori volontari, nel rispetto della normativa vigente e delle
norme statutarie;
n. svolgere, ai sensi dell’articolo 1, comma 2-bis, della legge 3 aprile 2001, n. 120,
e successive modificazioni, nell’ambito della programmazione regionale ed in
conformità alle disposizioni emanate dalle regioni, attività di formazione per il
personale non sanitario e per il personale civile all’uso di dispositivi salvavita in
sede extra ospedaliera e rilasciare le relative certificazioni di idoneità all’uso;
o. svolgere, nell’ambito della programmazione regionale ed in conformità alle
disposizioni emanate dalle Regioni, attività di formazione professionale, di
formazione sociale, sanitaria e sociosanitaria, anche a favore delle altre
componenti e strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile.
La Croce Rossa Italiana, anche per lo svolgimento di attività sanitarie e socio
sanitarie, ivi compresi il servizio di pronto soccorso e trasporto infermi per il Servizio
sanitario nazionale, i soccorsi speciali ed il servizio psicosociale, può sottoscrivere
convenzioni con pubbliche amministrazioni, partecipare a gare indette da pubbliche
amministrazioni e sottoscrivere i relativi contratti.
La Croce Rossa Italiana per lo svolgimento delle attività sociali e dei servizi alla
persona può sottoscrivere convenzioni con pubbliche amministrazioni, partecipare a
gare indette da pubbliche amministrazioni e sottoscrivere i relativi contratti.
La Croce Rossa Italiana può altresì svolgere attività di formazione, sia interna che
esterna, in qualità di agenzia riconosciuta a livello nazionale, anche mediante la
stipula di convenzioni con lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, le strutture
del Servizio sanitario nazionale, le università ed altri enti pubblici o privati.
Come previsto dal decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, per lo svolgimento
delle attività di cui al presente articolo, le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 stipulano convenzioni
prioritariamente con l’Associazione.
La Croce Rossa Italiana e gli organi territoriali di cui al successivo articolo 20
possono usufruire dell’erogazione di fondi per attività di volontariato, compresi quelli
derivanti dalla donazione del 5 per mille di cui alla normativa vigente, nonché per la
protezione civile territoriale.
La Croce Rossa Italiana è inoltre autorizzata a presentare progetti e a concorrere ai
finanziamenti previsti dalle disposizioni vigenti in materia di cooperazione
A TTIVITÀ AUSILIARIE DELLE FORZE ARMATE
La Croce Rossa Italiana, attraverso il Corpo militare volontario C.R.I. e il Corpo
delle Infermiere volontarie C.R.I. e nel rispetto della normativa vigente, svolge
attività ausiliaria delle Forze Armate, in Italia ed all’estero, sia in tempo di pace che
in tempo di guerra.
La Croce Rossa Italiana in tempo di guerra, di grave crisi internazionale o di
conflitto armato:
a. contribuisce, in conformità a quanto previsto dalle convenzioni di Ginevra del 12
agosto 1949, rese esecutive dalla legge 27 ottobre 1951, n. 1739, allo sgombero
e alla cura dei feriti e dei malati di guerra nonché delle vittime dei conflitti armati
e allo svolgimento dei compiti di carattere sanitario e assistenziali connessi
all’attività di difesa civile;
b. collabora con le Forze armate per il servizio di assistenza sanitaria e socio-
assistenziale, secondo quanto previsto dalle Convenzioni di Ginevra e dai
successivi Protocolli aggiuntivi;
c. disimpegna il servizio di ricerca e di assistenza dei prigionieri di guerra, degli
internati e dei dispersi.
L’attivazione e l’impiego della Croce Rossa Italiana in tempo di guerra, di grave crisi
internazionale o di conflitto armato, sono disposti ai sensi e per gli affetti della legge
vigente e non possono compromettere l’integrità della Croce Rossa Italiana né
contrastare con le regole determinate dal Movimento.
Per l’assolvimento dei servizi ausiliari C.R.I. delle Forze Armate sono costituiti i
Centri di Mobilitazione, posti alla dipendenza del Presidente Nazionale della Croce
Rossa Italiana, il quale può delegare le relative funzioni agli ispettori nazionali per i
rispettivi Corpi e, altresì, ne determina sede e competenze territoriali, corrispondenti
con l’organizzazione territoriale dell’Esercito italiano.
L’organizzazione e il funzionamento dei servizi della Croce Rossa Italiana ausiliari
delle Forze Armate sono sovvenzionati dallo Stato.
A CCORDI E OBBLIGAZIONI
La Croce Rossa Italiana può stringere accordi con altre organizzazioni, enti,
associazioni o organismi nonché con i poteri pubblici per la realizzazione di progetti
specifici, conformi ai Principi Fondamentali ed agli scopi dell’Associazione.
Tali accordi sono regolarizzati unicamente per iscritto e non possono vincolare e/o
costringere in nessun modo la Croce Rossa Italiana ad agire contro i Principi
Fondamentali né ledere la sua completa indipendenza ed autonomia.
Le obbligazioni assunte e gli accordi sottoscritti dai Comitati della Croce Rossa
Italiana a tutti i livelli di cui all’articolo 20, nel rispetto dei commi precedenti,
vincolano solo il Comitato e non l’intera Associazione, in coerenza con la reciproca
e distinta autonomia patrimoniale.
10.1.10.2.A DESIONE ALLA CROCE ROSSA I TALIANA
Tutti, senza alcuna distinzione, possono aderire alla Croce Rossa Italiana.
L’adesione ai Principi Fondamentali è condizione per l’iscrizione alla Croce Rossa
11.1. I soci della Croce Rossa Italiana, attraverso un sistema di rappresentanza, ne
determinano la politica, la strategia, gli obiettivi e gli organi di governo. Tramite i
suoi membri, la Croce Rossa Italiana individua i bisogni e fornisce assistenza in
maniera imparziale.
11.2. I soci della Croce Rossa Italiana si distinguono in volontari, sostenitori, benemeriti,
onorari e temporanei.
11.3. All’atto della loro iscrizione alla Croce Rossa Italiana, tutti i soci manifestano
formale adesione ai Principi Fondamentali e sottoscrivono il codice etico.
11.4. I Soci volontari sono persone fisiche che svolgono in maniera regolare e
continuativa un’attività di volontariato per la Croce Rossa Italiana e ne eleggono gli
organi statutariamente previsti. Essi entrano a far parte dell’Associazione a seguito
della frequenza di un corso di formazione organizzato in sede locale nel rispetto
della normativa nazionale, che stabilisce altresì l’ammontare della quota associativa
annuale. Un regolamento, approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale, disciplina
l’organizzazione, le attività, la formazione e l’ordinamento dei volontari.
11.5. I Soci sostenitori sono persone fisiche o giuridiche che versano un contributo
economico a sostegno dell’azione associativa. Essi entrano a far parte
dell’Associazione con il versamento del contributo, stabilito a livello nazionale.
Fanno altresì parte della categoria dei Soci sostenitori anche coloro i quali
frequentano il corso di formazione per diventare Soci volontari, le allieve Infermiere
Volontarie della C.R.I. e/o chi dona il sangue a favore della Croce Rossa Italiana.
11.6. I Soci benemeriti sono persone fisiche o giuridiche che si distinguono per donazioni
rilevanti ripetute nel tempo oppure per ingenti donazioni una tantum che
contribuiscono in maniera determinante al sostentamento dell’Associazione.
Competente a designare i soci benemeriti è il Consiglio Direttivo Nazionale.
11.7. I Soci onorari sono persone fisiche o giuridiche che si sono distinte per eccezionali
meriti in campo umanitario e sociale oppure persone fisiche che hanno reso servizi
straordinari alla Croce Rossa Italiana. Competente a designare i Soci onorari è il
Consiglio Direttivo Nazionale.
11.8. I Soci temporanei sono persone fisiche, temporaneamente reclutate, da impiegare
in caso di necessità. Essi entrano a far parte dell’Associazione con le modalità
previste da un apposito regolamento.
11.9. Presso i Comitati della Croce Rossa Italiana è istituito il libro soci, comprensivo di
tutte le categorie di cui al presente articolo. Il Presidente del Comitato C.R.I. ne è
responsabile, ne cura la tenuta ed il costante aggiornamento e ne trasmette i
contenuti, nel rispetto delle norme che disciplinano la tutela dei dati personali, al
Comitato Regionale C.R.I., dove viene redatto l’elenco soci consolidato. Il
Presidente del Comitato Regionale C.R.I. provvede, a sua volta, a trasmettere i dati
al Comitato Nazionale,Croce Rossa Italiana.
competenteaSTATUTO
tenere il registro nazionaledei Soci della
ORGANISMI VOLONTARISTICI AUSILIARI DELLE F ORZE ARMATE
12.1. Rientrano nella categoria dei soci volontari di cui all’articolo precedente gli
appartenenti ai seguenti organismi volontaristici della Croce Rossa Italiana ausiliari
delle Forze Armate, purché in regola con il versamento delle quote associative:
a. Corpo militare volontario della C.R.I.;
b. Corpo delle Infermiere Volontarie della C.R.I.
12.2. I Corpi Ausiliari dipendono direttamente dal Presidente Nazionale della Croce
Rossa Italiana. Ad essi si applicano le norme previste dal decreto legislativo 15
marzo 2010, n. 66 e dal D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, come vigenti nonché, e per
quanto non previsto dalla legge, le norme di cui al precedente articolo 11.3.
12.3. I rappresentanti del Corpo militare volontario C.R.I. e le Ispettrici II.VV. sono tenuti
ad improntare i rapporti con il Presidente del corrispettivo livello territoriale con leale
collaborazione e preventiva informazione di ogni attività. I Presidenti di ciascun
livello territoriale sono tenuti a rispettare le prerogative dei Corpi Ausiliari, in
accordo con le disposizioni di legge vigenti. Fatto salvo quanto specificamente
previsto dalla legge, i rappresentanti del Corpo militare volontario C.R.I. e le
Ispettrici II.VV. devono seguire le direttive del Comitato C.R.I. di appartenenza,
concordando con il rispettivo Presidente le modalità di impiego delle risorse dei
Corpi, in tutte le attività non ausiliarie delle Forze Armate. Essi trasmettono al
Presidente periodica relazione relativa alle attività svolte ed al personale in servizio.
12.4. A tutti i livelli territoriali i rappresentanti del Corpo militare volontario C.R.I. e le
Ispettrici II.VV., ove costituiti, intervengono ai lavori dei Consigli Direttivi secondo le
modalità di cui agli articoli 273 e 993 del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90.
12.5. L’ispettore nazionale del Corpo militare volontario della C.R.I. è prescelto fra i
colonnelli in servizio provenienti dal medesimo corpo ed è nominato, con il
contestuale conferimento del grado di maggiore generale, con decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della difesa, su designazione
del Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana.
12.6. L’ispettrice nazionale del Corpo delle Infermiere Volontarie C.R.I. è nominata con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della
difesa e del Ministro della salute, nell’ambito di una terna di nomi, indicata dal
Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana. L’Ispettrice è scelta tra le
Infermiere Volontarie che abbiano i requisiti di specifica preparazione tecnica e
attitudini al comando. Dura in carica quattro anni ed è confermabile per non più di
una volta consecutivamente. Il Presidente Nazionale individua la terna dei nomi
delle candidate con atto motivato, tenendo conto sia delle indicazioni delle vice
ispettrici nazionali e della segretaria generale dell’ispettorato sia di ogni altro
elemento utile ai fini della individuazione e valutazione delle candidature.
12.7. A norma dell’articolo 97 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, i Corpi
Ausiliari celebrano il 25 giugno quale ricorrenza della concessione della bandiera
13.1. La Croce Rossa Italiana riconosce il ruolo dei Giovani, ovvero dei Soci volontari di
età compresa fra i quattordici ed i trentuno anni, quali agenti di cambiamento,
innovatori, ambasciatori interculturali, facilitatori alla pari, mobilitatori delle comunità
e sostenitori dei vulnerabili.
13.2. La Croce Rossa Italiana riconosce che i Giovani si caratterizzano per essere il
presente dell’Associazione, prima ancora che il futuro, e sono attivi nel costruire e
sostenere comunità che si basano sul rispetto e sulla solidarietà. A tal fine, la Croce
Rossa Italiana:
a. riconosce la necessità di attrarre e coinvolgere, tramite il confronto tra pari, un
sempre maggior numero di giovani;
b. si impegna a promuovere lo sviluppo dei giovani tramite la formazione, sia
all’interno che all’esterno dell’Associazione, a dotare i giovani volontari di
adeguati strumenti ed a metterli in condizione di avere un ruolo attivo nella
pianificazione, nella conduzione e nella partecipazione, tanto nelle attività
volontaristiche quanto nel governo dell’Associazione. Il Comitato Nazionale
stanzia un apposito fondo per lo scopo;
c. garantisce l’autodeterminazione dei giovani nella scelta della strategia della
Croce Rossa Italiana in ambito giovanile nonché nella scelta, democratica e
partecipata, dei propri rappresentanti in seno ai Consigli Direttivi. A tal fine, il
Consiglio Direttivo Nazionale, su proposta dei Giovani della Croce Rossa
Italiana, approva un documento che traccia la strategia, le idee, le azioni e le
peculiarità formative della gioventù, nonché un regolamento che disciplina gli
organi rappresentativi dei Giovani a tutti i livelli e le rispettive Consulte, quali
luoghi di confronto, aggregazione e definizione delle iniziative con e per i
13.3. Ai Giovani della Croce Rossa Italiana si applicano immediatamente, e senza
necessità di apposito recepimento, le indicazioni della Federazione Internazionale
delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa costituenti la “Politica della
Gioventù”.
13.4. I Giovani della Croce Rossa Italiana svolgono attività, anche di confronto, assieme
ai Giovani delle altre Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e sono
parte attiva delle reti sovranazionali della Gioventù del Movimento Internazionale.
13.5. I Giovani della Croce Rossa Italiana, nel rispetto del principio di Neutralità,
prendono parte al Forum Nazionale dei Giovani, di cui sono membri, nonché agli
organi di coordinamento ed alle piattaforme di rappresentanza giovanile a livello
nazionale e territoriale.
13.6. L’azione dei giovani è pienamente integrata all’interno dei Comitati C.R.I. Ad ogni
livello le attività di promozione e sviluppo della gioventù e della cittadinanza attiva
sono approvate dai Consigli Direttivi dei Comitati C.R.I. e rientrano nella relativa
14.1.DIRITTI DEI SOCI
Ciascun Socio della Croce Rossa Italiana nell’esercizio delle sue funzioni ha diritto:
a. ad essere identificato come Socio della Croce Rossa Italiana. A tal fine, egli
riceve apposito tesserino, la cui foggia è stabilita dal Consiglio Direttivo
b. ad essere disciplinato da regole chiare, comprensibili e facilmente reperibili;
c. ad esprimere in ogni circostanza il proprio pensiero attraverso comunicazioni
scritte o verbali in via gerarchica.
14.2. I Soci volontari, inoltre, hanno diritto:
a. ad usufruire di locali idonei, nonché di mezzi e materiali messi a disposizione
dall’Associazione;
b. se in servizio, ad usufruire di idonee uniformi la cui foggia, unitamente a quella
dei distintivi, è disciplinata con provvedimento del Consiglio Direttivo Nazionale,
fatto salvo quanto previsto dalla legge per i Corpi Ausiliari;
c. ad ottenere l’anticipo oppure il rimborso delle somme spese, in relazione a
missioni preventivamente approvate dal Comitato di appartenenza, nonché
ottenere il rimborso delle spese di vitto effettuate durante le ore di servizio e
documentate, nel rispetto della legge e dei regolamenti vigenti;
d. a trasferirsi, con le formalità previste dal regolamento di cui al precedente
articolo 11.4, ad altro Comitato e con l’automatico riconoscimento di anzianità,
titoli e qualifiche. Sono fatte salve le norme dettate dalla legge per i Corpi
e. ad un’assicurazione che copra la responsabilità civile verso terzi ed i rischi di
malattie ed infortuni contratti durante il servizio per l’Associazione, nonché – ove
l’Assemblea del Comitato C.R.I. lo deliberi – ad un’assicurazione che copra la
responsabilità civile, i danni patrimoniali e la tutela legale, relativamente alle
attività svolte in qualità di Presidente o membro di Consiglio Direttivo;
f. a periodico accertamento sanitario, in funzione delle attività svolte, a cura e con
oneri a carico del Comitato di appartenenza, secondo quanto previsto da un
apposito regolamento approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale, nel rispetto
g. ad essere formati e preparati in relazione alle attività da svolgere ed a prendere
parte agli eventi formativi organizzati a tutti i livelli, così da assicurare
professionalità a qualsiasi tipo di servizio reso all’interno ed all’esterno. Ogni
volontario C.R.I. ha il diritto di prendere parte ai corsi di formazione e di
specializzazione organizzati, in ragione del suo impegno nell’attività, della
disponibilità a seguire, al termine dell’evento, le iniziative ed i progetti attivi nel
proprio Comitato C.R.I., nonché nel rispetto delle proprie inclinazioni personali. I
Comitati C.R.I. hanno l’obbligo di porre in essere quanto necessario per
assicurare l’esercizio di tale diritto;
h. ad essere informati periodicamente dell’andamento delle attività e delle iniziative
avviate;
i. a partecipare, con voto personale, libero, uguale e segreto all’elezione dei
membri degli organi statutari dell’Associazione.
14.3. I Soci volontari:
a. sono titolari di elettorato attivo se iscritti da almeno un anno ed in regola con i
versamenti della quota associativa annuale;
b. sono titolari di elettorato passivo se iscritti da almeno due anni, maggiorenni ed
in regola con i versamenti della quota associativa annuale.
Gli appartenenti al Corpo militare volontario della C.R.I. acquisiscono i diritti di
elettorato attivo e passivo conformemente al comma precedente ed esclusivamente
se svolgono servizio in maniera regolare, continuativa e gratuita; tale ultimo
requisito è certificato dal competente Centro di Mobilitazione. In nessun caso hanno
diritto all’elettorato passivo i dipendenti appartenenti al Corpo Militare.
Le Infermiere Volontarie della C.R.I. acquisiscono i diritti di elettorato attivo e
passivo al momento dell’ottenimento della matricola, purché in regola con i
versamenti della quota associativa annuale.
Il percepimento di emolumenti a qualsiasi titolo da parte della Croce Rossa Italiana
comporta, per l’intera durata del rapporto oneroso, la sospensione dei diritti
L’eventuale elezione ad una carica di un Socio non in possesso dei requisiti richiesti
15.1. L’azione dei Soci C.R.I. presuppone un intervento formativo, volto ad assicurare
professionalità a qualsiasi tipo di servizio reso all’interno ed all’esterno. La
formazione è strumentale alla crescita qualitativa del servizio reso, alla maturazione
del Volontario ed allo sviluppo dell’Associazione.
15.2. La Croce Rossa Italiana organizza corsi di formazione e di specializzazione sulle
attività, caratterizzati da qualità, professionalità e funzionalità alle iniziative ed ai
progetti organizzati ai vari livelli. Può, a tal fine, istituire Centri di formazione
regionali o interregionali o delle Province Autonome di Trento e Bolzano, ponendoli
in rete con la Scuola nazionale. Il relativo regolamento è approvato dal Consiglio
Direttivo Nazionale della C.R.I.
16.1.DOVERI DEI SOCI
Ciascun Socio della Croce Rossa Italiana deve mantenere un comportamento
corretto e degno dell’Associazione cui appartiene. In particolare è tenuto a:
a. osservare i Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa
e Mezzaluna Rossa, rispettarne gli emblemi e prevenirne gli abusi;
b. osservare lealmente e diligentemente lo Statuto, il codice etico, i regolamenti, le
altre norme vigenti;
c. improntare il suo comportamento a serietà ed impegno, in osservanza alle
disposizioni emanate dagli Organi direttivi centrali e territoriali dell’Associazione
d. non coinvolgere la Croce Rossa Italiana in attività di propaganda promossa o
organizzata da movimenti politici o associazioni di chiara ispirazione politica;
e. seguire in ogni occasione, sia all’interno della Croce Rossa Italiana che nei
contatti esterni, la via gerarchica quale determinata dallo Statuto e dai
f. tenere un comportamento responsabile ad ogni livello e nell’utilizzo di ogni
strumento di comunicazione esterna, avendo cura di specificare che le proprie
opinioni non coinvolgono l’intera Associazione, tutelare la riservatezza di tutti i
soggetti destinatari delle attività, evitare di associare l’uniforme e l’emblema a
discussioni di carattere politico, religioso o filosofico;
g. versare annualmente la quota associativa entro i termini stabiliti.
16.2. I Soci volontari, inoltre, sono tenuti a:
a. usare nei rapporti con i terzi cortesia, comprensione, fermezza ed onestà,
nonché operare con imparzialità e rispetto verso tutti i soggetti destinatari
dell’attività;
b. osservare rigorosa riservatezza su quanto udito, visto o fatto durante l’attività di
c. rispettare ed utilizzare adeguatamente i simboli, le uniformi, gli equipaggiamenti
e qualsiasi altro tipo di materiale appartenente alla Croce Rossa Italiana;
d. non essere iscritti né iscriversi ad associazioni che perseguono finalità in
contrasto con i principi del Movimento Internazionale e/o che svolgono attività
direttamente concorrenziali a quelle della Croce Rossa Italiana. Le fattispecie di
incompatibilità sono disciplinate dal Codice etico;
e. partecipare attivamente alle Assemblee ed alle riunioni degli organi statutari.
16.3. Se il Socio volontario è designato a ruoli di rappresentanza e coordinamento
dell’Associazione, è altresì tenuto a:
a. garantire la trasparenza delle decisioni, trasmettere circolari e note riguardanti le
nuove attività, rendere semplice l’accesso alle vigenti normative ed assicurare
massima pubblicità alle relative innovazioni;
b. prendere parte attiva all’organismo per la durata prevista;
c. approfondire la natura e la funzione dell’organismo stesso;
d. prepararsi adeguatamente per la trattazione dei temi posti all’ordine del giorno
delle riunioni, anche raccogliendo valutazioni e consigli degli altri Soci;
e. astenersi dal decidere su materie in cui è parte in causa;
f. assicurarsi che venga tenuta una fedele verbalizzazione della riunioni;
g. garantire, al termine del mandato, la trasmissione esaustiva di informazioni e
documentazioni per favorire la continuità e l’azione efficace di chi subentra.
16.4. La violazione dei doveri è sanzionabile, secondo quanto previsto dai successivi
17.1. Ogni socio può rassegnare le dimissioni per iscritto ed in qualsiasi momento.
17.2. I Soci volontari decadono:
a. in caso di mancato pagamento della quota associativa annuale entro i termini
inderogabili stabiliti dal Consiglio Direttivo Nazionale;
b. in caso di inattività, come disciplinata dal regolamento nazionale di cui al
precedente articolo 11.4.
17.3. L’adesione dei Soci sostenitori scade dopo dodici mesi, salvo rinnovo.
17.4. Lo status di Socio si perde anche in caso di radiazione.
18.1. Ai Soci, in rapporto alla gravità delle infrazioni e/o trasgressioni compiute in servizio,
possono essere applicati i provvedimenti disciplinari del richiamo, dell’ammonizione
scritta, della sospensione temporanea per un periodo massimo di sei mesi e della
radiazione. Sono fatte salve le disposizioni di legge in materia disciplinare in vigore
per i Corpi Ausiliari.
18.2. I provvedimenti disciplinari sono comminati previa contestazione del
comportamento all’interessato, che deve essere messo in condizione di conoscere:
a. l’oggetto del procedimento promosso ed i fatti contestati;
b. l’ufficio e la persona responsabile del procedimento;
c. la data entro la quale deve concludersi il procedimento;
d. l’ufficio in cui può prendere visione degli atti;
e. il termine entro cui presentare le proprie controdeduzioni ed essere
personalmente sentito.
18.3. È costituito un Collegio disciplinare nazionale, eletto dall’Assemblea Nazionale e
composto da cinque Soci di comprovata etica associativa, in possesso di adeguate
competenze giuridiche, e che non ricoprano cariche statutarie né alcun altro
incarico associativo. Il Collegio disciplinare nazionale è competente in ordine ai
provvedimenti disciplinari sui Presidenti e sui membri dei Consigli Direttivi a tutti i
livelli, nonché sui ricorsi in appello presentati sui provvedimenti adottati dai Collegi
disciplinari regionali.
18.4. Un regolamento, approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale, disciplina le
fattispecie che comportano l’irrogazione dei provvedimenti disciplinari, le modalità e
l’organo competente all’adozione, i ricorsi, nonché la composizione, l’elezione, la
durata ed il funzionamento del Collegio disciplinare nazionale, i cui membri non
possono candidarsi alle prime elezioni successive degli organi statutari
19.1. La Croce Rossa Italiana conferisce riconoscimenti a chi si distingue nelle attività di
volontariato o nel sostegno, collaborazione, difesa, diffusione e compimento dei
principi e degli obiettivi di Croce Rossa.
19.2. I riconoscimenti si distinguono in onorificenze per merito, benemerenze e croci di
19.3. Un regolamento, adottato dal Consiglio Direttivo Nazionale, disciplina le modalità
per il conferimento dei riconoscimenti.
20.1. L’ordinamento della Croce Rossa Italiana si ispira ai principi di sussidiarietà, di
democrazia ed elettività delle cariche associative, di separazione tra le funzioni di
indirizzo e controllo e le funzioni operative di autonomia degli organi territoriali,
nonché ai criteri di efficacia, efficienza ed economicità.
20.2. La struttura organizzativa deve facilitare i Soci al perseguimento degli obiettivi
statutari dell’Associazione.
20.3. La Croce Rossa Italiana si articola nei seguenti organi territoriali:
a. un’organizzazione locale articolata in Comitati, che agisce sul territorio;
b. un’organizzazione regionale articolata in Comitati Regionali e delle Province
Autonome di Trento e Bolzano, che coordina e controlla, mediante specifiche
attribuzioni, l’attività dei Comitati della regione che operano nella regione, nel
rispetto dell’autonomia di ciascun Comitato;
c. un’organizzazione nazionale, che stabilisce la strategia dell’Associazione ed
approva le normative generali, denominata Comitato Nazionale.
21.1. I Comitati della Croce Rossa Italiana sono il nucleo essenziale dell’Associazione e
consentono all’Associazione medesima di estendere le sue attività statutarie a tutto
21.2. Ai Comitati afferiscono i Soci della Croce Rossa Italiana.
21.3. I Comitati sono costituiti in un ambito territoriale omogeneo, di norma pari a quello
di un Comune, di una o più municipalità di un’Area Metropolitana o di più Comuni di
modeste dimensioni ed uniti tra loro per legami associativi, geografici o storici. Nella
costituzione dei Comitati si tiene conto delle esigenze e delle risorse del territorio
nonché dell’organizzazione politica dello Stato. I Comitati sono denominati con
l’indicazione del territorio in cui sono costituiti.
21.4. I Comitati sono soggetti autonomi e sono dotati di autonomia patrimoniale in quanto
reperiscono le risorse economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento
delle loro attività dalle entrate previste dagli articoli 4 e 13 della legge 7 dicembre
2000, n. 383, come vigente nonché da ogni altra entrata prevista dal presente
21.5. I Comitati operano con propri organi, autonomia organizzativa, amministrativa,
finanziaria ed operativa sotto il coordinamento dei Comitati Regionali, in coerenza
con le disposizioni di legge e del presente Statuto.
21.6. I Comitati possono disporre l’approvvigionamento di beni e servizi ed approvano il
fabbisogno di personale dipendente in sede locale secondo quanto previsto dalle
vigenti norme in materia di contrattazione collettiva (modifica introdotta dal
Presidente Nazionale in virtù delle delega ricevuta dall’Assemblea Straordinaria e al
fine di garantire il rispetto di norme di legge),.
21.7. I Comitati rendono conto del proprio operato ai Soci ed al Comitato Regionale con
la predisposizione di un bilancio annuale redatto in termini finanziari entro il 30
giugno di ciascun anno, ove devono essere riportate tutte le entrate e le uscite con
separata indicazione delle variazioni nel patrimonio.
21.8. L’istituzione dei Comitati è disposta dal Consiglio Direttivo Nazionale, su proposta
del Comitato Regionale di competenza, sentito il Comitato territorialmente
competente, previa verifica della sussistenza dei requisiti concernenti il numero
minimo dei soci, la presenza di adeguate risorse economiche, sufficienti a garantire
lo svolgimento delle attività. Con la medesima procedura, verificata la perdita dei
requisiti previsti, è disposto lo scioglimento del Comitato, il trasferimento dei Soci,
l’accorpamento del suo territorio ad uno o più Comitati limitrofi, nonché la
21.9. Il Consiglio Direttivo Regionale propone il commissariamento del Comitato in caso
di gravi irregolarità nella gestione o di impossibilità di funzionamento del Comitato
e, comunque, nel caso in cui il bilancio annuale del Comitato evidenzi un risultato
negativo. Ove necessario, al relativo ripiano si provvede in ambito regionale, previa
delibera dell’Assemblea Regionale. Qualora ne ricorrano i presupposti, il Comitato
Regionale può proporre lo scioglimento del Comitato ai sensi del comma
precedente, fatta salva l’eventuale azione di responsabilità.
21.10. A norma del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, i Comitati sono iscritti ai
registri delle organizzazioni di volontariato.
21.11. I Comitati possono istituire Sedi della Croce Rossa Italiana nei Comuni del territorio
di competenza. Le Sedi della Croce Rossa Italiana sono uffici del Comitato che le
ha istituite.
21.12. Sono organi del Comitato:
22.1. L’Assemblea dei Soci è costituita da tutti i Soci volontari iscritti nel Comitato e titolari
del diritto di elettorato attivo.
22.2. L’Assemblea dei Soci:
a. elegge il Presidente ed i membri del Consiglio Direttivo, e può sfiduciarli;
b. approva le linee generali di sviluppo dell’attività del Comitato, consistenti nella
carta dei servizi, il piano delle attività e delle conseguenti iniziative formative, il
bilancio di previsione redatto per il raggiungimento di tali obiettivi, nonché la
relazione annuale delle attività ed il bilancio annuale;
c. nomina il revisore dei conti o l’organo esterno di certificazione del bilancio del
Comitato. La relazione del revisore o della società esterna o dello studio esterno
di revisione è trasmessa all’Assemblea dei Soci ed al Consiglio Direttivo,
nonché al Consiglio Direttivo Regionale.
22.3. L’Assemblea dei Soci si riunisce almeno due volte l’anno in via ordinaria e, in via
straordinaria, ogni qual volta il Consiglio Direttivo o un terzo dei Soci volontari ne
faccia richiesta. Il Presidente si adopera affinché le convocazioni siano equamente
divise nell’anno solare. La convocazione è disposta dal Presidente tramite avviso,
contenente l’ordine del giorno, affisso all’albo del Comitato almeno quindici giorni
prima della data fissata per la riunione. La seduta straordinaria deve tenersi entro e
non oltre trenta giorni dalla richiesta di convocazione. L’avviso di convocazione è
inviato anche al Presidente del Comitato C.R.I. sovraordinato.
22.4. L’Assemblea dei Soci è presieduta dal Presidente ed è validamente costituita in
prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno e, in seconda
convocazione, qualunque sia il numero dei presenti.
22.5. L’Assemblea dei Soci adotta le proprie decisioni a maggioranza dei presenti, salvo
nei casi in cui lo Statuto preveda una maggioranza diversa.
22.6. Dell’Assemblea è redatto apposito verbale, sottoscritto da chi la presiede e da un
segretario all’uopo nominato, e trasmesso al Presidente del Comitato C.R.I.
sovraordinato entro i successivi quindici giorni.
23.1. Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente, che lo presiede, da un Vice
Presidente e da tre Consiglieri.
23.2. Il Consiglio Direttivo è eletto dai Soci volontari del Comitato in possesso del diritto di
elettorato attivo. Le modalità di elezione sono stabilite all’interno di un regolamento
elettorale approvato dall’Assemblea Nazionale. In ogni caso, all’interno del
Consiglio devono essere ricompresi entrambi i generi ed un rappresentante dei
Giovani della Croce Rossa Italiana.
23.3. Il Consiglio Direttivo:
a. delibera in merito ai programmi ed ai piani di attività e indica le priorità e gli
obiettivi strategici del Comitato, in coerenza con quanto disposto dall’Assemblea
dei Soci;
b. predispone la carta dei servizi, il piano delle attività e delle conseguenti iniziative
formative, il bilancio di previsione redatto per il raggiungimento di tali obiettivi,
nonché la relazione annuale delle attività ed il bilancio annuale;
c. approva le variazioni di bilancio apportate per raggiungere gli obiettivi approvati
dall’Assemblea dei Soci;
d. coordina, anche per il tramite di delegati e referenti di progetto, le attività del
Comitato e ne verifica la rispondenza alle esigenze locali ed alla
programmazione nazionale e regionale;
e. può cooptare fino a due membri aggiuntivi provenienti dalla società civile e scelti
per particolari meriti e capacità professionali. La cooptazione avviene
all’unanimità dei componenti il Consiglio. Le personalità cooptate non hanno
diritto di voto, decadono con il Consiglio che le ha cooptate ed assumono lo
status di Socio sostenitore. Non può essere cooptato chi riveste una carica
23.4. Alla prima seduta, il Consiglio Direttivo designa al suo interno, e su proposta del
Presidente, il Vice Presidente. Il Vice Presidente svolge le funzioni in caso di
assenza o impedimento del Presidente.
23.5. Il Consiglio Direttivo rimane in carica quattro anni. I membri non possono essere
rieletti più di una volta consecutivamente nel medesimo ruolo, fatta esclusione per
quei Comitati che insistono su un territorio comunale con popolazione pari o
inferiore ai 10.000 abitanti.
24.1. Il Presidente:
a. rappresenta la Croce Rossa Italiana nell’ambito territoriale del Comitato;
b. rappresenta tutti i Soci del Comitato;
c. cura in via esclusiva, salvo delega, i rapporti con le autorità locali e con gli altri
enti ed associazioni esterni;
d. esercita funzioni di rappresentanza legale e sottoscrive gli atti fondamentali del
24.2. Il Presidente rimane in carica quattro anni e può essere rieletto una sola volta
consecutivamente. In ogni caso, è immediatamente ineleggibile al ruolo anche chi
abbia ricoperto il mandato di vertice del Comitato, eletto o nominato, per oltre otto
anni consecutivi.
24.3. Il Presidente può essere sfiduciato dall’Assemblea dei Soci, su richiesta di
inserimento all’ordine del giorno di almeno un terzo dei componenti. La mozione di
sfiducia, che può essere proposta una sola volta nell’arco del mandato, è approvata
a maggioranza di due terzi dei Soci volontari titolari del diritto di elettorato attivo
presenti alla seduta, e provoca la decadenza del Presidente e del Consiglio
Direttivo, nonché l’immediata nomina di un Commissario, che svolge le funzioni
attribuite al Presidente ed al Consiglio Direttivo.
25.1.25.2.25.3.LOCALITÀ OVE SONO PRESENTI MINORANZE LINGUISTICHE
Nei Comuni ove sono presenti minoranze linguistiche tutelate dalla Costituzione, dai
trattati internazionali e dalle leggi dello Stato, i Comitati hanno diritto ad utilizzare le
vigenti normative ed il materiale, anche promozionale, in modalità bilingue.
In sede di candidature alle cariche locali è posta in essere ogni utile iniziativa al fine
di assicurare la rappresentatività dei diversi ceppi linguistici.
Il Comitato Nazionale ed i Comitati Regionali assicurano il necessario supporto.
26.1.COMITATI REGIONALI E DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO
I Comitati Regionali, il Comitato della Provincia Autonoma di Trento ed il Comitato
della Provincia Autonoma di Bolzano:
a. svolgono compiti in materia associativa attribuiti dalla legge e dal presente
b. svolgono azione di controllo e coordinamento dell’attività della Croce Rossa
Italiana all’interno dei rispettivi territori;
c. indicano le strategie di indirizzo sui Comitati circa le attività da svolgere nel
d. possono organizzare attività e stipulare convenzioni o accordi che coinvolgono
l’intero territorio regionale o della provincia autonoma;
e. istituiscono i Centri di formazione regionali per il perseguimento delle finalità di
cui all’articolo 15 del presente Statuto;
f. approvano il fabbisogno del personale dipendente relativo al solo livello
regionale, secondo quanto previsto dalle vigenti norme in materia di
contrattazione collettiva (modifica introdotta dal Presidente Nazionale in virtù
delle delega ricevuta dall’Assemblea Straordinaria e al fine di garantire il rispetto
di norme di legge), e ne hanno la gestione;
g. possono disporre la centralizzazione su base regionale delle procedure di
approvvigionamento di beni e servizi;
h. si interfacciano istituzionalmente con le autorità regionali, gli enti e le
associazioni di rilevanza regionale.
A norma del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, i Comitati Regionali e
delle Province Autonome di Trento e Bolzano sono iscritti ai registri regionali e
provinciali delle organizzazioni di volontariato nonché ai registri regionali e
provinciali delle associazioni di promozione sociale.
I Comitati Regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano sono soggetti
autonomi e sono dotati di autonomia patrimoniale in quanto reperiscono le risorse
economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento delle loro attività dalle
entrate previste dagli articoli 4 e 13 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, come
I Comitati Regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano operano con
propri organi, autonomia organizzativa, amministrativa, finanziaria ed operativa, in
coerenza con le disposizioni di legge e del presente Statuto.
I Comitati e Regionali delle Province Autonome di Trento e Bolzano rendono conto
del proprio operato all’Associazione con la predisposizione di un bilancio annuale
redatto in termini finanziari entro il 30 giugno di ciascun anno, ove devono essere
riportate tutte le entrate e le uscite con separata indicazione delle variazioni nel
Le entrate dei Comitati Regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano
sono costituite:
a. da contributi e sovvenzioni di qualsiasi natura, provenienti dalle Regioni e da
ogni altro ente pubblico e privato;
b. da donazioni, lasciti, oblazioni, pubbliche raccolte di fondi;
c. dai corrispettivi derivanti dall’attività del Comitato Regionale medesimo;
d. dai contributi dei Comitati e del Comitato Nazionale, elargiti sulla base di
apposito regolamento e solo a fronte di servizi effettivamente erogati.
Sono organi dei Comitati Regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano:
b. il Consiglio Direttivo Regionale;
c. il Presidente Regionale.
27.1. L’Assemblea Regionale è costituita dal Presidente Regionale, che la presiede, dai
membri del Consiglio Direttivo Regionale e dai Presidenti dei Comitati istituiti nella
regione. Ne fanno altresì parte, come osservatori, il rappresentante del Corpo
militare volontario C.R.I. e l’Ispettrice Regionale II.VV. operanti nella regione. In
caso di assenza o impedimento, i Presidenti dei Comitati possono delegare in loro
vece il Vice Presidente o, in subordine, un membro del Consiglio Direttivo.
27.2. L’Assemblea Regionale:
a. approva le linee generali di sviluppo dell’attività della regione, consistenti nel
piano delle attività e delle conseguenti iniziative formative, il bilancio di
previsione redatto per il raggiungimento di tali obiettivi, nonché la relazione
annuale delle attività ed il bilancio annuale;
b. nomina il revisore dei conti o l’organo esterno di certificazione del bilancio del
di revisione è trasmessa all’Assemblea ed al Consiglio Direttivo regionale,
nonché al Consiglio Direttivo Nazionale.
c. delibera in ordine alle competenze di cui ai punti d) e g) del precedente articolo
L’Assemblea Regionale si riunisce almeno due volte l’anno in via ordinaria e, in via
straordinaria, ogni qual volta il Consiglio Direttivo, ovvero un terzo dei componenti
ne faccia richiesta. La convocazione è disposta dal Presidente tramite avviso,
contenente l’ordine del giorno, affisso all’albo e pubblicato sul sito internet
istituzionale almeno quindici giorni prima della data fissata per la riunione. La
seduta straordinaria deve tenersi entro e non oltre trenta giorni dalla richiesta di
convocazione. L’avviso di convocazione è inviato anche al Presidente del Comitato
L’Assemblea Regionale è presieduta dal Presidente Regionale ed è validamente
costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno dei
componenti e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei presenti.
L’Assemblea Regionale adotta le proprie decisioni a maggioranza dei presenti,
salvo nel caso in cui lo Statuto preveda una maggioranza diversa.
Dell’Assemblea è redatto apposito verbale, sottoscritto da chi la presiede e da un
segretario all’uopo nominato, e trasmesso al Presidente Nazionale entro i
successivi quindici giorni.
28.1. Il Consiglio Direttivo Regionale è composto dal Presidente Regionale, che lo
presiede, da due Vice Presidenti e da due Consiglieri.
28.2. Il Consiglio Direttivo Regionale è eletto dai Presidenti dei Comitati istituiti nella
regione. Nel caso in cui nel territorio non siano costituiti almeno cinque Comitati, il
Presidente ed i membri del Consiglio sono eletti da tutti i Soci volontari della
regione titolari del diritto di elettorato attivo. Le modalità di elezione sono stabilite
all’interno di un regolamento elettorale approvato dall’Assemblea Nazionale. In ogni
caso, all’interno del Consiglio devono essere ricompresi entrambi i generi ed
almeno un rappresentante dei Giovani della Croce Rossa Italiana, che svolge le
funzioni di Vice Presidente.
28.3. Il Consiglio Direttivo Regionale:
a. delibera in merito ai programmi ed ai piani di attività regionali e indica le priorità
e gli obiettivi strategici della regionale in coerenza con quanto disposto
dall’Assemblea Regionale;
b. predispone il piano delle attività e delle conseguenti iniziative formative, il
d. nomina e revoca il Segretario del Comitato Regionale, cui affida i compiti di
gestione operativa. Il Segretario Regionale risponde del raggiungimento degli
obiettivi che il Consiglio Direttivo gli affida. Un regolamento stabilisce le modalità
di assunzione del Segretario. In ogni caso, il Segretario regionale decade al
momento della decadenza del Consiglio Direttivo che l’ha nominato.
e. coordina, anche per il tramite di delegati e referenti di progetto, le attività
regionali e ne verifica la rispondenza alle esigenze regionali ed alla
programmazione nazionale e locale;
f. nomina, ove i Comitati interessati non vi provvedano, i revisori dei conti o gli
organi esterni di certificazione dei bilanci del Comitati della regione;
g. propone al Consiglio Direttivo Nazionale, laddove necessario ed in conformità
alle disposizioni del presente Statuto, il Commissariamento di un Comitato della
h. può cooptare fino a due membri aggiuntivi provenienti dalla società civile e scelti
28.4. Il Consiglio Direttivo Regionale rimane in carica quattro anni. I membri non possono
essere rieletti più di una volta consecutivamente nel medesimo ruolo.
29.1. Il Presidente Regionale:
a. rappresenta la Croce Rossa Italiana in ambito regionale;
b. rappresenta tutti i Soci della regione;
c. cura in via esclusiva, salvo delega, i rapporti con le autorità regionali e con gli
altri enti ed associazioni di rilevanza regionale;
e. nomina, su proposta vincolante dei Presidenti dei Comitati costituiti in ciascuna
provincia o Città metropolitana, un referente della Croce Rossa Italiana per i
rapporti con l’Amministrazione provinciale o della Città Metropolitana, la
Prefettura e gli altri organi ed amministrazioni su scala provinciale. Sono fatte
salve le specifiche competenze attribuite ai Corpi Ausiliari dalla normativa
vigente in materia di difesa civile.
29.2. Il Presidente Regionale può individuare tra i due Vice Presidenti il proprio vicario,
che ne svolge le funzioni in caso di sua assenza o impedimento. Della nomina deve
essere data comunicazione formale al Presidente Nazionale ed ai presidenti dei
Comitati della regione.
29.3. Il Presidente Regionale rimane in carica quattro anni e può essere rieletto una sola
volta consecutivamente. In ogni caso, è immediatamente ineleggibile al ruolo anche
chi abbia ricoperto il mandato di vertice del Comitato Regionale, eletto o nominato,
per oltre otto anni consecutivi.
29.4. Il Presidente Regionale può essere sfiduciato dall’Assemblea Regionale, su
richiesta di inserimento all’ordine del giorno di almeno un terzo dei componenti. La
mozione di sfiducia, che può essere proposta una sola volta nell’arco del mandato,
è approvata a maggioranza di due terzi dei membri dell’Assemblea presenti alla
seduta, e provoca la decadenza del Presidente e del Consiglio Direttivo Regionale,
nonché l’immediata nomina di un Commissario, che svolge le funzioni proprie del
Presidente e del Consiglio Direttivo Regionale.
ORDINAMENTO DEI COMITATI COSTITUITI NELLA CAPITALE D’ITALIA
30.1. Al fine di adeguare la struttura alle peculiarità della Capitale d’Italia nonché
consentire una più incisiva presenza della Croce Rossa Italiana all’interno dei
Municipi, ai sensi e per gli effetti previsti dal presente Statuto, l’ente Roma Capitale
è parificato ad una regione.
30.2. Il Presidente, il Consiglio Direttivo e l’Assemblea dei Soci capitolina sono titolari dei
medesimi poteri e funzioni dei Comitati Regionali con competenza esclusiva sui
Comitati istituiti in Roma Capitale.
30.3. I Comitati costituiti all’interno dell’ente territoriale di Roma Capitale assumono la
denominazione dei rispettivi Municipi.
31.1. Il Comitato Nazionale formula la missione e la politica della Croce Rossa Italiana,
elabora la struttura e la cultura necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati,
definisce i criteri che regolano i rapporti con i collettivi vulnerabili, i beneficiari, i Soci
ed il personale dipendente.
31.2. Il Comitato Nazionale approva il fabbisogno del personale dipendente nel livello
nazionale e nelle unità direttamente amministrate, secondo quanto previsto dalle
fine di garantire il rispetto di norme di legge).
31.3. Il Comitato Nazionale ha sede in Roma.
31.4. Sono organi del Comitato:
b. il Consiglio Direttivo Nazionale;
e. la Consulta Nazionale.
32.1. L’Assemblea Nazionale è il più alto organo rappresentativo della Croce Rossa
32.2. L’Assemblea Nazionale è costituita dal Presidente Nazionale, dai due Vice
Presidenti Nazionali, dai due Consiglieri Nazionali, dai Presidenti dei Comitati
Regionali C.R.I. e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, dai Presidenti dei
Comitati C.R.I., dall’Ispettore Nazionale del Corpo militare volontario C.R.I. e
dall’Ispettrice Nazionale II.VV. In caso di assenza o impedimento, i Presidenti dei
Comitati possono delegare in loro vece un Vice Presidente o, in subordine, un
membro del Consiglio Direttivo.
32.3. L’Assemblea Nazionale:
a. definisce la missione e la politica della Croce Rossa Italiana, approvandone il
relativo piano strategico;
b. approva il rapporto delle attività e delle iniziative formative, come predisposto
dal Consiglio Direttivo Nazionale;
c. determina l’ammontare delle quote associative annuali;
d. delibera le modifiche statutarie a maggioranza di due terzi dei componenti;
e. può approvare raccomandazioni in ordine all’aggiornamento dei regolamenti;
f. nomina la società di revisione contabile o lo studio esterno di revisione di cui al
successivo articolo 42.5;
g. verifica che le leggi nazionali siano compatibili con gli obiettivi della Croce
Rossa e della Mezzaluna Rossa;
h. approva il bilancio di previsione ed il bilancio annuale della Croce Rossa
L’Assemblea Nazionale si riunisce almeno una volta l’anno in via ordinaria e, in via
straordinaria, ogni qual volta il Consiglio Direttivo, la Consulta Nazionale, ovvero un
terzo dei componenti ne faccia richiesta. La convocazione è disposta dal Presidente
Nazionale tramite avviso, contenente l’ordine del giorno, pubblicato sul sito internet
L’Assemblea Nazionale è presieduta dal Presidente Nazionale ed è validamente
L’Assemblea Nazionale adotta le proprie decisioni a maggioranza dei presenti,
salvo nei casi in cui lo Statuto preveda una maggioranza diversa.
Dell’Assemblea deve essere redatto apposito verbale, sottoscritto da chi la presiede
e da un segretario all’uopo nominato, e pubblicato sul sito internet istituzionale
entro i successivi quindici giorni.
33.1. Il Consiglio Direttivo Nazionale è composto dal Presidente Nazionale, che lo
33.2. Il Consiglio Direttivo Nazionale è eletto dai Presidenti dei Comitati e dai Presidenti
dei Comitati Regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Le modalità
di elezione sono stabilite all’interno di un regolamento elettorale approvato
dall’Assemblea Nazionale. In ogni caso, all’interno del Consiglio devono essere
ricompresi entrambi i generi ed almeno un rappresentante dei Giovani della Croce
Rossa Italiana, che svolge le funzioni di Vice Presidente.
33.3. Il Consiglio Direttivo Nazionale:
obiettivi strategici della Croce Rossa Italiana in coerenza con quanto disposto
dall’Assemblea Nazionale;
b. delibera il piano nazionale delle attività e delle conseguenti iniziative formative;
d. approva i regolamenti previsti dal presente Statuto, acquisito il parere favorevole
della Consulta Nazionale;
e. istituisce i Comitati C.R.I.;
f. concede e revoca l’utilizzo dell’emblema e del logotipo identificativo;
g. coordina, anche per il tramite di delegati e referenti di progetto, le attività
nazionali e ne verifica la rispondenza alle esigenze della programmazione
h. decide sulle proposte di commissariamento di Comitato avanzate dai Consigli
Direttivi Regionali;
i. può cooptare fino a due membri aggiuntivi provenienti dalla società civile e scelti
j. può autorizzare la costituzione dei Comitati delle Città Metropolitane,
corrispondenti a tale livello territoriale, in luogo e con i poteri del corrispondente
Comitato Locale.
33.4. Il Consiglio Direttivo Nazionale rimane in carica quattro anni. I membri non possono
34.1. Il Presidente Nazionale:
a. rappresenta la Croce Rossa Italiana sia in Italia che all’estero, di fronte ai terzi
ed in giudizio;
b. rappresenta tutti i Soci della Croce Rossa Italiana;
c. cura i rapporti con le altre Società Nazionali e gli organi del Movimento, e siede
di diritto nei relativi consessi come rappresentante della Croce Rossa Italiana;
d. cura i rapporti con le autorità istituzionali della Repubblica Italiana e con gli altri
enti ed associazioni esterni a diffusione nazionale;
e. in tempo di guerra ed al momento della mobilitazione delle Forze armate dello
Stato, assume i poteri ai sensi della legge vigente;
f. in occasione di calamità di rilievo nazionale o sovra regionale, assume il
coordinamento di tutti i servizi di pronto intervento dell’Associazione.
34.2. Il Presidente Nazionale può individuare tra i due Vice Presidenti il proprio vicario,
essere data comunicazione formale al Consiglio Direttivo Nazionale, al Segretario
Generale ed ai Presidenti dei Comitati Regionali e delle Province Autonome di
34.3. Il Presidente Nazionale rimane in carica quattro anni e può essere rieletto una sola
chi abbia ricoperto il mandato di vertice nazionale dell’Associazione, eletto o
nominato, per oltre otto anni consecutivi.
34.4. Il Presidente Nazionale può essere sfiduciato dall’Assemblea Nazionale, su
seduta, e provoca la decadenza del Presidente e del Consiglio Direttivo Nazionale,
e l’immediata indizione delle elezioni. Nelle more, svolge le funzioni proprie del
Presidente e del Consiglio Direttivo Nazionale un collegio di tre Presidenti Regionali
estratti a sorte e presieduto dal più anziano per iscrizione all’Associazione.
35.1. La Consulta Nazionale è composta dal Presidente Nazionale, che la presiede, dai
membri del Consiglio Direttivo Nazionale, dai Presidenti dei Comitati Regionali e
delle Province Autonome di Trento e Bolzano e dal Presidente del Comitato
35.2. La Consulta Nazionale si riunisce di regola ogni due mesi e, in via straordinaria,
ogni qualvolta il Presidente o un terzo dei componenti ne avveda la necessità.
35.3. La Consulta Nazionale:
a. assicura il costante coordinamento e la leale cooperazione fra il livello nazionale
ed i livelli territoriali della Croce Rossa Italiana;
b. esprime un parere sul raggiungimento degli obiettivi assegnati al Segretario
c. esprime un parere vincolante su tutte le proposte di regolamenti interni della
36.1. Il Segretario Generale è a capo della gestione della Croce Rossa Italiana ed esplica
le sue attività seguendo le direttive del Presidente Nazionale e del Consiglio
Direttivo Nazionale.
36.2. Il Segretario Generale:
a. mette in pratica le decisioni del Consiglio Direttivo Nazionale ed i mandati
affidatigli dall’Assemblea Nazionale;
b. redige il bilancio preventivo, il bilancio annuale ed i rapporti finanziari;
c. organizza i servizi del Segretariato e ne decide la struttura conformemente alle
decisioni dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Direttivo Nazionale. A tal
fine, può assumere personale conformemente alla legge ed alla
regolamentazione interna. In ogni caso, le linee guida sulla struttura del
Segretariato, sono soggette all’approvazione del Consiglio Direttivo Nazionale;
d. esplica qualsiasi altra funzione conferita dalla legge, dallo Statuto o affidata dal
Consiglio Direttivo Nazionale o dal Presidente Nazionale, e ne riferisce;
e. partecipa con voto consultivo alle adunanze del Consiglio Direttivo Nazionale,
della Consulta Nazionale ed è di diritto il segretario dell’Assemblea Nazionale.
36.3. Il Segretario Generale è nominato dal Consiglio Direttivo Nazionale, che può
revocarlo in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati. Un
Regolamento stabilisce le modalità di assunzione del Segretario Generale. In ogni
caso, il Segretario Generale decade al momento della decadenza del Consiglio
Direttivo Nazionale che l’ha nominato.
37.1. In caso di grave ed ingiustificata omissione o ritardo nell’adozione di atti o
nell’attivazione di procedure regolamentari da parte di un Comitato, il Presidente
gerarchicamente sovraordinato, previa formale diffida ad adempiere entro il termine
perentorio di dieci giorni, può assumere ogni iniziativa idonea ad assicurare il
rispetto delle disposizioni contenute nel presente Statuto.
38.1. Il commissariamento di un Comitato è disposto nei seguenti casi:
a. qualora nel corso di una procedura elettorale si registri la mancanza di candidati
o non si raggiunga il numero legale per la validità della consultazione;
b. a seguito di mozione di sfiducia avverso il Consiglio Direttivo e il Presidente;
c. in caso di gravi violazioni dello Statuto da parte del Presidente o del Consiglio
Direttivo nel suo complesso. È ammesso ricorso al Presidente Nazionale;
d. in caso di decadenza del Presidente dalla carica, conseguente all’applicazione
della sanzione disciplinare della sospensione o della radiazione;
e. nel caso di Comitati assenti per più di due volte nello stesso anno solare alle
riunioni delle assemblee sovraordinate.
38.2. In caso di dimissioni di un Presidente prima della scadenza naturale del mandato, la
nomina del Commissario è disposta solo ove il Vice Presidente non assicuri
l’ordinaria amministrazione delle attività.
38.3. Il Commissario del Comitato:
a. è un Socio volontario della Croce Rossa Italiana, titolare del diritto di elettorato
b. è nominato dal Presidente Nazionale, su proposta del Presidente Regionale;
c. rimane in carica per un periodo massimo di sei mesi o fino alla risoluzione delle
problematiche che hanno determinato il commissariamento;
d. esercita, ove non sia disposto altrimenti, i poteri del Presidente e del Consiglio
e. non può trovarsi nelle situazioni di incompatibilità di cui all’articolo seguente;
f. può essere sostituito prima dello scadere del mandato con la stessa procedura
con cui è stato nominato.
38.4. Con le medesime procedure può essere disposta la nomina di uno o due Vice
38.5. Per il commissariamento di un Comitato Regionale e di provincia autonoma si
procede applicando, in quanto compatibili, le norme di cui ai commi precedenti.
38.6. Il Commissariamento del livello nazionale non è ammesso.
39.1. Tutte le cariche elettive di cui al presente Statuto, ivi comprese quelle di membri dei
Consigli Direttivi, nonché le cariche di rappresentante del Corpo militare volontario
C.R.I. nei predetti Consigli o di Ispettrice II.VV. a tutti i livelli, e fatto salvo quanto
previsto dalla legge per l’Ispettore Nazionale del Corpo militare volontario C.R.I.,
a. tra di loro;
b. con il percepimento di emolumenti da parte della Croce Rossa Italiana, anche
indiretto (agenzie interinali, cooperative, società partecipate);
c. con la titolarità di cariche presso altro ente, società e/o associazione, che
persegue scopi ed attività istituzionali analoghi ed in concorrenza a quelli della
d. con la titolarità di cariche di responsabilità e rappresentatività in partiti e
movimenti politici nonché di cariche elettive previste per le elezioni
amministrative locali – ad eccezione di quelle dei Comuni con popolazione
inferiore ai 10.000 abitanti – provinciali e regionali (ivi comprese le Comunità
montane), politiche e per il Parlamento europeo e con la titolarità della carica di
assessore, sottosegretario di Stato o ministro. Le cariche elettive nazionali di cui
al presente Statuto sono incompatibili altresì con la titolarità di incarichi di
responsabilità e rappresentatività di rilievo nazionale in altri movimenti,
sindacati, confessioni religiose e associazioni. L’incompatibilità decorre al
momento dell’accettazione della candidatura o della nomina.
39.2. Il diritto di opzione si esercita entro cinque giorni dal momento in cui si verifica la
situazione di incompatibilità. Il mancato esercizio comporta la decadenza dalla
carica cui si è stati eletti.
39.3. La candidatura o la nomina ad una delle cariche di cui alla lettera d) del primo
comma, comporta l’immediata decadenza dalle cariche elettive di cui al presente
Statuto, ivi comprese quelle di membri dei Consigli Direttivi, nonché le cariche di
rappresentante del Corpo militare volontario C.R.I. nei Consigli Direttivi o di
Ispettrice II.VV. a tutti i livelli.
TITOLO V – RISORSE
40.1. Il personale dipendente della Croce Rossa Italiana è soggetto al contratto collettivo
nazionale definito secondo le modalità di cui all’art. 6 comma 5 del Decreto
Legislativo 28 settembre 2012 n. 178 (modifica introdotta dal Presidente Nazionale
in virtù delle delega ricevuta dall’Assemblea Straordinaria e al fine di garantire il
rispetto di norme di legge).
40.2. Il personale dipendente è assunto dal Comitato Nazionale, dai Comitati Regionali e
delle Province Autonome, nonché dai Comitati nel rispetto del relativo fabbisogno di
personale dipendente, secondo quanto previsto dalle vigenti norme in materia di
contrattazione collettiva (modifica introdotta dal Presidente Nazionale in virtù delle
delega ricevuta dall’Assemblea Straordinaria e al fine di garantire il rispetto di
norme di legge), e compatibilmente con le proprie disponibilità di bilancio.
41.1. Il patrimonio della Croce Rossa Italiana è destinato all’assolvimento degli scopi
statutari.
41.2. Costituiscono entrate dell’Associazione:
a. le quote associative dei Soci;
b. le donazioni, i legati, le eredità ed i lasciti in genere;
c. i contributi e le sovvenzioni ordinarie e speciali dello Stato, delle regioni e di ogni
altro ente pubblico o privato;
d. i contributi e le sovvenzioni delle istituzioni dell’Unione europea, degli altri
organismi ed istituzioni esteri o internazionali;
e. i proventi delle attività espletate e le entrate derivanti da prestazioni di servizi
f. le provvidenze previste per le associazioni di volontariato e per quelle di
promozione sociale;
g. le oblazioni e le pubbliche raccolte di fondi;
h. le erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
i. le entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento,
quali feste, lotterie e sottoscrizioni anche a premi;
j. i redditi patrimoniali;
k. i proventi derivanti da attività di sponsorizzazione con aziende nazionali e
internazionali, poste in essere sotto l’egida di organismi del Movimento
l. le altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di
promozione sociale, nel rispetto della legge vigente.
41.3. La Croce Rossa Italiana non accetta donazioni, sponsorizzazioni o patrocini
provenienti dai proventi di attività contrarie ai Principi Fondamentali.
41.4. Entro i limiti definiti dai propri obiettivi, la Croce Rossa Italiana acquista, possiede,
aliena e amministra qualsiasi bene ritenga opportuno.
41.5. La Croce Rossa Italiana può costituire e amministrare qualsiasi riserva,
assicurazione o fondo per il suo personale o una delle sue attività.
41.6. I Comitati, ad ogni livello, sono tenuti per almeno tre anni alla conservazione della
documentazione, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse
economiche di cui al precedente articolo 41.2. lettere b), c), d), e), nonché, per le
risorse economiche di cui alla lettera h), della documentazione relativa alle
erogazioni liberali, se finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal
reddito imponibile previste dalla legge.
41.7. I documenti, le determinazioni ed i beni sono archiviati e custoditi, anche in formato
digitale consultabile, per continuità di documentazione delle attività e per successivi
fini di ricerca.
41.8. Il materiale storico ed archivistico, compresi i beni e l’oggettistica conservati presso
i Comitati, gli archivi e le strutture museali della Croce Rossa Italiana, già tutelato ai
sensi del vigente Codice dei beni culturali, costituisce patrimonio storico, unico ed
inscindibile, dell’Associazione e ne forma memoria.
41.9. Il materiale storico ed archivistico è catalogato e gestito nel rispetto di uno specifico
ORDINAMENTO CONTABILE E FINANZIARIO
42.1. L’esercizio finanziario inizia l’1 gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
42.2. L’ordinamento finanziario e contabile della Croce Rossa Italiana è disciplinato da un
regolamento approvato dall’Assemblea Nazionale in ossequio alle disposizioni e
per il raggiungimento degli obiettivi del presente Statuto. Il regolamento deve
prevedere l’obbligo per ogni Comitato C.R.I. di destinare:
a. un’aliquota destinata alle operazioni di emergenza;
b. un’aliquota destinata alla cooperazione internazionale;
c. un’aliquota destinata alla formazione dei proprio Soci;
d. un’aliquota destinata al sovvenzionamento del Comitato Regionale C.R.I., a
fronte di funzioni e servizi prestati verso i Comitati C.R.I.
42.3. I proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra i Soci,
neppure in forma indiretta. L’avanzo di gestione è destinato esclusivamente in
favore delle attività istituzionali.
42.4. A tutti i livelli, i Comitati:
a. devono conseguire il pareggio di bilancio, dandone atto nel bilancio annuale;
b. sono dotati di autonomia gestionale, economica, finanziaria e patrimoniale;
c. possono richiedere un proprio codice fiscale ed una propria partita IVA, salvo
che intendano restare attributari del codice fiscale e della partita IVA del proprio
Comitato Regionale. Il regolamento di contabilità ed organizzazione ne contiene
la disciplina specifica;
d. rispondono delle obbligazioni direttamente assunte e non rispondono a nessun
titolo, ragione e causa di obbligazioni assunte dalle altre strutture territoriali;
e. possono richiedere, su deliberazione del proprio Consiglio Direttivo e
ricorrendone i presupposti di legge, l’iscrizione al registro delle organizzazioni
non lucrative di utilità sociale. In tal caso, essi assumono la denominazione di
“Comitato della Croce Rossa Italiana di ... – ONLUS”.
42.5. Alla fine di ogni anno finanziario, i conti della Croce Rossa Italiana a livello
nazionale sono controllati da una società di revisione contabile o da uno studio
esterno di revisione che redige un apposito rapporto. I revisori nominati ai vari livelli
territoriali devono essere iscritti all’albo dei revisori contabili.
A DOZIONE E MODIFICHE
43.1. Il presente Statuto, deliberato a norma del decreto legislativo 28 settembre 2012, n.
178, entra in vigore l’1 gennaio 2014 ed abroga il previgente Statuto ed ogni altra
norma in contrasto precedentemente emanata.
43.2. Le modifiche allo Statuto sono approvate dall’Assemblea Nazionale della Croce
Rossa Italiana, previa comunicazione al Segretario Generale della Federazione
Internazionale e previo parere favorevole della Commissione congiunta CICR/FICR
sullo Statuto delle Società Nazionali.
44.1. Al momento dell’entrata in vigore del presente Statuto:
a. i Comitati Locali assumono la denominazione di Comitati;
b. il Comitato Centrale assume la denominazione di Comitato Nazionale;
c. i Comitati Provinciali ove sia costituito il Comitato locale del capoluogo sono
sciolti;
d. gli altri Comitati Provinciali sono di diritto costituiti in Comitati; a loro è assegnato
il medesimo ambito territoriale dell’ex Comitato Provinciale.
44.2. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente Statuto, il Presidente Nazionale
procede, anche su proposta di ciascun Presidente Regionale, ad assegnare le
competenze territoriali a tutti i Comitati costituiti.
44.3. Entro dodici mesi dall’approvazione del presente Statuto sono approvati i seguenti
a. Regolamento elettorale. Il Regolamento elettorale deve contenere le norme per
l’istituzione degli Uffici elettorali a tutti i livelli, la cui composizione e le cui
procedure devono essere ispirate a terzietà ed imparzialità;
b. Regolamento di contabilità ed organizzazione;
c. Regolamento sull’uso dell’emblema e sui patrocini;
d. Regolamento, sull’organizzazione, le attività, la formazione e l’ordinamento dei
e. Codice etico, provvedimenti disciplinari e collegi disciplinari;
f. Regolamento sulla tutela della sicurezza e della salute dei Volontari;
g. Regolamento per l’assunzione del Segretario Generale e dei Segretari regionali;
h. Documento sulla politica della Gioventù e regolamento sui Giovani della Croce
Rossa Italiana;
i. Regolamento per il conferimento dei riconoscimenti della Croce Rossa Italiana;
j. Regolamento per la protezione degli archivi e del materiale di interesse storico
della Croce Rossa Italiana;
k. Regolamento sull’organizzazione delle bande, delle fanfare nonché dei gruppi
sportivi della Croce Rossa Italiana;
l. Regolamento dei Soci temporanei della Croce Rossa Italiana ex articolo 11.8.
44.4. I regolamenti di cui al comma precedente sono approvati dal Consiglio Direttivo
Nazionale sentito il parere della Consulta Nazionale. Fino alle elezioni degli organi
associativi, tali regolamenti sono approvati dal Presidente Nazionale sentito il
parere favorevole e vincolante della Consulta Nazionale. Il regolamento di cui alla
lettera a) è approvato dall’Assemblea Nazionale unitamente al calendario elettorale
entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente Statuto.
Entro dodici mesi dall’approvazione del presente Statuto, il Presidente provvede a
quanto disposto dal precedente articolo 8.4.
Entro dodici mesi dall’approvazione del presente Statuto, il Presidente Nazionale
provvede a indire le elezioni dei Presidenti e dei Consigli Direttivi a tutti i livelli
Le norme che disciplinano la circolazione dei veicoli della Croce Rossa Italiana,
emanate con il Testo Unico C.R.I. di riferimento ai sensi dell’articolo 138 del D.Lgs.
30 aprile 1992, n. 285, si applicano, direttamente e senza necessità di altro
recepimento, in tutte le articolazioni della Croce Rossa Italiana.
Il patrimonio storico della Croce Rossa Italiana permane nelle articolazioni, archivi e
strutture museali della Croce Rossa Italiana ove è ubicato al momento dell’entrata
in vigore del presente Statuto. Le medesime articolazioni territoriale ne
assicureranno la continuità di conservazione, custodia, aggiornamento e gestione.
Il computo degli otto anni che determina l’ineleggibilità di cui agli articoli 24.2, 29.3 e
34.3 comincia a decorrere dalle elezioni indette successivamente all’entrata in
vigore del presente Statuto. In ogni caso non sono considerati nel computo i
mandati espletati nella C.R.I. ente di diritto pubblico sotto i previgenti Statuti.