Source: http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?highlight_docid=aza%3A%2F%2F06-08-2003-6P-19-2003&lang=de&type=show_document
Timestamp: 2017-10-21 17:50:26+00:00
Document Index: 27222462

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 84', 'art. 90', 'DTF ', 'art. 90', 'DTF ', 'art. 86', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 4', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 19', 'DTF ', 'art. 19', '§14', 'art. 7', 'DTF ', 'art. 7', 'art. 3', 'DTF ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 19', 'DTF ', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 19', 'in fine', 'art. 19', 'art. 19', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 19', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 19', 'DTF ', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 19', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 260', 'art. 19', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 21', 'DTF ', 'in fine', 'art. 3', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 63', 'DTF ', 'art. 63', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ']

6P.19/2003 06.08.2003
Introdotto in tempo utile per violazione di diritti costituzionali (art. 8, 9 e 32 cpv. 1 Cost.) contro una decisione finale della suprema istanza del Cantone, il ricorso è ricevibile in virtù degli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 89 cpv. 1 OG. La legittimazione dell'insorgente è pacifica.
4.2 Giusta l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziale e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati; deve inoltre precisare in che cosa consiste l'asserita violazione. Ne segue che, in questo ambito, il Tribunale federale vaglia solo quelle censure che sono state sollevate in modo chiaro e dettagliato, conformemente all'obbligo di articolare le censure con una motivazione giuridica dalla quale si possa dedurre che, ed in quale misura, la decisione impugnata colpisce il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 127 III 279 consid. 1c; 126 III 534 consid. 1b; 125 I 492 consid. 1b). Quando l'ultima autorità cantonale dichiara una censura ricorsuale irricevibile per ragioni formali, e non procede all'esame di merito, il ricorrente deve spiegare, conformemente all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, perché l'autorità avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali (DTF 118 Ib 26 consid. 2b; 134 consid. 2). Censure relative al merito della vertenza sono invece inammissibili, ritenuto che la loro omessa trattazione in sede cantonale comporta il mancato esaurimento delle istanze cantonali (art. 86 e 87 OG; v. DTF 109 Ia 248 consid. 1).
5.1 Ora, se è vero che le autorità cantonali non hanno potuto stabilire la data esatta della telefonata e che, d'altra parte, i documenti trasmessi dal Servizio doganale americano dimostrano che l'8 gennaio 1990 il ricorrente è effettivamente entrato negli USA giungendo all'aeroporto di Fort Lauderdale (v. allegato 82 del rapporto di polizia), è altrettanto vero che agli atti non vi è alcun elemento a suffragio della tesi del ricorrente che la telefonata sarebbe avvenuta dopo l'8 gennaio 1990 in Florida; del tutto sostenibile è inoltre la deduzione della CCRP per la quale il ricorrente non si sarebbe recato oltre oceano per incontrare C.________ senza aver prima conferito con lui almeno una volta telefonicamente. L'insorgente, certo, dà delle deposizioni e degli atti ritenuti dalla Corte del merito un'interpretazione diversa; va però rilevato che il Giudice non incorre nell'arbitrio qualora le sue conclusioni non corrispondano alla versione del ricorrente (DTF 116 Ia 85 consid. 2b) e siano comunque sostenibili nel risultato, e qualora nell'ambito di una valutazione generale e approfondita di un complesso di prove, non attribuisca carattere determinante a un fatto. A giusto titolo quindi la CCRP ha confermato la decisione in giudizio su questo punto, negandone l'arbitrarietà.
Nel merito, valutando globalmente gli indizi considerati - il contenuto dei rapporti di polizia, le dichiarazioni sostanzialmente concordanti del ricorrente e del correo B.________ e l'esperienza acquisita dai due in occasione del precedente traffico di stupefacenti (sentenza della Corte delle assise, pagg. 55 e segg.) -, è del tutto condivisibile l'argomentazione contenuta nella sentenza di prima istanza per la quale il ricorrente era consapevole di partecipare alla preparazione di un'operazione di analoghe proporzioni alla precedente. Da parte sua la CCRP ha escluso l'arbitrio rilevando che, seppur al momento in cui egli ha desistito dall'impresa il traffico non fosse ancora stato pianificato nel dettaglio, il ricorrente sapeva fin dall'inizio a quale trasporto avrebbe partecipato, quale stupefacente avrebbe trasportato, quale imbarcazione avrebbe utilizzato e quali erano i trafficanti con i quali avrebbe collaborato, giacché perfettamente a conoscenza - per avervi partecipato altre volte - di tutti i meccanismi dell'operazione (sentenza impugnata, pag. 22, consid. 12f). Il ricorrente, nel vano tentativo di sminuire le proprie responsabilità nell'accaduto, si limita a discutere in modo libero l'entità e la rilevanza di alcuni elementi dell'inchiesta, menzionando segnatamente alcuni passaggi delle deposizioni del teste E.________; così facendo egli non dimostra però il carattere arbitrario della valutazione delle prove compiute dalla Corte cantonale del merito.
7.2 A prescindere dalla sua dubbia ammissibilità, la censura non ha comunque pregio. Il principio dell'uguaglianza o parità di trattamento iscritto all'art. 8 Cost. (e in precedenza dedotto dall'art. 4 vCost.) impone di trattare fattispecie giuridicamente uguali in modo uguale e fattispecie giuridicamente diverse in modo diverso, a meno che non vi siano ragioni serie e obiettive che giustifichino un trattamento differenziato (DTF 125 I 1 consid. 2b/aa; 122 I 61 consid. 3a con rinvii). Nel diritto penale, va inoltre ricordato che le disparità in materia di commisurazione della pena sono di norma riconducibili al principio dell'individualizzazione delle pene (DTF 124 IV 44 consid. 2c; 123 IV 150 consid. 2a). Ora, la CCRP ha ripreso a questo proposito le pertinenti argomentazioni sviluppate dai giudici di merito (v. sentenza impugnata pag. 30), osservando che, se nella seconda operazione il ricorrente è stato senza dubbio meno attivo di B.________, sulla pena a suo carico hanno però pesantemente influito il ruolo trainante avuto nella prima operazione, i suoi gravi antecedenti nel traffico di droga, nonché il fatto che egli ha introdotto il giovane correo - sino ad allora incensurato - nel mondo del crimine. La Corte cantonale ha inoltre evidenziato che, a differenza dell'insorgente, B.________ ha potuto beneficiare dell'applicazione di attenuanti generiche (giovane età al momento dei primi reati) e specifiche (sincero pentimento), che imponevano una sensibile riduzione della pena. L'eccezione di violazione del principio costituzionale dell'uguaglianza giuridica risulta pertanto infondata.
Il ricorrente si duole di un'errata applicazione del diritto federale da parte della CCRP, reputando che quest'ultima (come in precedenza la Corte delle assise) abbia erroneamente ritenuto data la competenza territoriale svizzera ai sensi dei combinati disposti di cui agli art. 3 e 7 CP, escludendo invece l'applicazione dell'art. 19 n. 4 LStup. La tesi ricorsuale è, in sintesi, quella che i reati sono avvenuti esclusivamente all'estero, per cui tornerebbe applicabile al caso concreto l'art. 19 n. 4 LStup, e con esso il requisito della doppia punibilità, in Svizzera e all'estero, dell'atto perseguito in Svizzera, che però non sarebbe dato, essendo intervenuta dopo 5, rispettivamente 7 anni dai fatti oggetto del primo traffico di droga, la prescrizione penale secondo il diritto federale americano e quello dello stato della Florida.
12.1 Giusta l'art. 3 n. 1 cpv. 1 CP, il Codice penale svizzero si applica a chiunque commette un crimine o un delitto nella Svizzera (principio di territorialità). Un crimine o un delitto si reputa commesso tanto nel luogo in cui l'agente lo compie quanto in quello in cui si verifica l'evento (art. 7 cpv. 1 CP; cosiddetta teoria dell'ubiquità relativa). Quest'ultima distinzione richiama quella tra reati formali ("Tätigkeitsdelikte"), che si esauriscono nell'atto illecito e non presuppongono la sopravvenienza di un evento distinto dal comportamento dell'agente, e reati materiali ("Erfolgsdelikte"), che si scompongono invece in un atto e in un evento distinti. Le infrazioni all'art. 19 LStup sono considerati dei reati di messa in pericolo astratta, nel senso che la legge reprime gli atti che creano in generale un rischio accresciuto di lesione del bene giuridicamente protetto; la realizzazione dell'atto basta, senza che sia necessario provare che il pericolo si è concretizzato e in particolare che vi sia stato consumo dello stupefacente (DTF 118 IV 200 consid. 3f; Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol. II, Berna 2002, n. 16 ad art. 19 LStup, pagg. 765-766). Di principio tali reati - di natura formale - vanno ritenuti commessi solo nel luogo in cui l'agente ha compiuto il reato, ovvero laddove è avvenuto il comportamento illecito suscettibile di ledere il bene giuridico protetto dalla norma in questione.
12.2 Secondo la dottrina maggioritaria, non occorre che per essere commesso in Svizzera un crimine o un delitto debba essere perpetrato interamente sul territorio nazionale: basta che in Svizzera sia compiuto un suo elemento costitutivo, foss'anche isolato, ma che in relazione con altri concorra a integrare la fattispecie (Hurtado Pozo, Droit pénal, Partie générale, 2a. ediz., Zurigo 1997, pag. 131 n. 377; Trechsel/Noll, Schweizerisches Strafrecht, Parte generale I, 5a ediz., Zurigo 1998, §14/B, pag. 59; Hans Schultz, Der Begehungsort, in FJS 1210 pag. 3 in alto). La giurisprudenza relativa all'art. 7 CP ha precisato che quando l'autore svolge in Svizzera i primi passi verso il compimento del reato, che nel progetto delittuoso costituiscono il cosiddetto "punto di non ritorno" possibile (salvo l'intervento di circostanze esterne), ad esempio quando prende contatto epistolare o telefonico con terzi, si accorda sulla data di un incontro o prepara il viaggio e parte dalla Svizzera, la connessione territoriale con la Svizzera - e di conseguenza la competenza dei tribunali svizzeri di applicare la legge nazionale - è sufficientemente fondata anche se poi l'autore agisce prevalentemente all'estero (DTF 104 IV 175 consid. 3; Trechsel, Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2a. ediz., Zurigo 1997, n. 2 e n. 4 ad art. 7 CP).
Conformemente all'art. 3 n. 1 cpv. 1 CP, la Svizzera rivendica la sua giurisdizione anche laddove, trattandosi di un reato unico, solo una parte di quest'ultimo sia stata commessa in Svizzera e uno stato estero si consideri pure competente a promuovere l'azione penale in ragione degli atti compiuti sul suo territorio (DTF 111 IV 1 consid. 2a). Ora, in tema di stupefacenti, si parla di infrazione unica quando vengono commessi più atti (anche in differenti nazioni) dichiarati punibili dall'art. 19 n. 1 LStup tendenti ad un unico scopo complessivo (v. Corboz, op. cit., n. 66 e 67 ad art. 19 LStup, pagg. 777-778). Gli atti preparatori non vengono solitamente presi in considerazione per la determinazione del luogo di commissione del reato, a meno che essi non costituiscano di per sé un comportamento delittuoso punibile (Corboz, op. cit., n. 45 ad art. 19 LStup, pag. 772; Trechsel, op. cit., n. 2 ad art. 7 CP; H. Pozo, op. cit., n. 378 pag. 132), ciò che è il caso in materia di legge federale sugli stupefacenti giusta l'art. 19 n. 1 cpv. 6 LStup (DTF 121 IV 198 consid. 2a; 117 IV 309 consid 1 d-f; 113 IV 91 consid. 1a; 112 IV 106 consid. 3a; 106 IV 74 consid. 3, 432 consid. 1). Il Tribunale federale, allineandosi con parte della dottrina, ritiene inoltre elementi costitutivi del reato anche gli atti successivi alla consumazione dello stesso ("Vollendung"), fino alla sua conclusione ("Beendigung") (Trechsel, op. cit., n. 3 ad art. 7 CP e n. 6 e 7 all'introduzione dell'art. 21 CP; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Parte generale I, 2a ediz., Berna 1996, pag. 98 n. 7; "contra": Albrecht, Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, art. 19-28 BetmG, Berna 1995, n. 53 in fine ad art. 19); nell'ambito specifico degli stupefacenti, sono stati ad esempio ritenuti atti punibili ai sensi dell'art. 19 n. 1 cpv. 4 e n. 2 LStup quelli compiuti da un correo o un complice che si è prestato consapevolmente a ricevere il prezzo dello stupefacente e a farlo pervenire al venditore (DTF 106 IV 295).
12.3.1 Secondo la giurisprudenza commette degli atti preparatori colui che, nell'intento di acquisire della droga, si informa sulle fonti di approvvigionamento, a differenza invece di colui che, nel medesimo intento, si fa aprire un conto di risparmio (DTF 117 IV 309 consid. 1d). Parimenti, è passibile di un accusa per atti preparatori ai sensi dell'art. 19 n. 1 cpv. 6 LStup colui che nell'intento di compiere un traffico di stupefacenti, prende contatto con gli ambienti della droga, si informa sulle fonti di approvvigionamento, sulle possibilità di smercio nel mercato o ancora sui controlli effettuati alle frontiere (DTF 106 IV 74 consid. 3; v. anche DTF 112 IV 106 consid. 3 e 106 IV 431). In particolare, il Tribunale federale ha applicato l'art. 19 n. 1 cpv. 6 LStup ad un autore che si è recato in Turchia per incontrarvi un probabile fornitore di cui aveva ricevuto il nominativo in Svizzera, e che si è informato presso questa persona della possibilità di acquistare un importante partita di eroina, ma che ha poi rinunciato all' "affare" in ragione dei rischi elevati dell'operazione e delle difficoltà di finanziamento (DTF 117 IV 309 consid. 1f).
12.3.2 In concreto i giudici cantonali di primo e secondo grado hanno concluso - dopo un'attenta e non arbitraria valutazione di tutti gli elementi dell'inchiesta (v. consid. 5-5.1 supra) - che la proposta del correo C.________ di partecipare ad un ingente trasporto di droga nei Caraibi sia giunta al ricorrente in Svizzera e che egli ha immediatamente accettato tale proposta. In simili evenienze, il colloquio telefonico intercorso esorbita dal semplice stadio di progetto o di speculazione teorica sulla possibilità di eseguire un traffico di stupefacenti e si configura - ai sensi della richiamata giurisprudenza - come un atto preparatorio punibile giusta l'art. 19 n. 1 cpv. 6 LStup; il ricorrente non può del resto negare di aver voluto partecipare (e poi partecipato) di persona a questo traffico (v. sentenza 6S.684/2000 del 22 marzo 2001, consid. 2d). Rettamente le autorità cantonali hanno ritenuto che la proposta non necessitava di particolari dettagli, essendo perfettamente chiari per il destinatario - che pochi anni prima aveva partecipato ad un identico traffico con la medesima imbarcazione - i termini dell'operazione a cui era chiamato a partecipare. Che la telefonata fatta in seguito dal ricorrente al correo B.________ non sia stata considerata alla medesima stregua, è semplicemente da ricercare nel fatto che la prima Corte non ha ritenuto accertato che il colloquio telefonico vertesse su una proposta di trasportare stupefacente, ciò che invece era evidente nel contesto della telefonata ricevuta dal C.________.
12.3.3 Il ricorrente pretende però che non sia possibile isolare gli episodi delle singole telefonate in Svizzera, definendole come atti preparatori punibili, per fondare la connessione con il territorio elvetico dell'intero reato di infrazione aggravata alla LStup, posto che il traffico di stupefacenti vero e proprio è avvenuto all'estero. La critica è infondata: se il ricorrente non è stato formalmente accusato di atti preparatori bensì del complessivo reato di infrazione aggravata alla LStup giusta l'art. 19 n. 1 e 2 LStup, è perché il reato progettato ha avuto luogo, e gli atti preparatori punibili sono quindi stati assorbiti nella consumazione di tale reato (DTF 111 IV 149 e richiami); la decisione del ricorrente di partecipare all'operazione illecita ha in realtà rappresentato solo il primo, ma significativo atto di un'infrazione unica da lui compiuta consistente nella presa in consegna della droga nei Caraibi, nel suo trasporto e importazione negli Stati Uniti, nella tenuta in deposito per un certo periodo di tempo, nella consegna ai destinatari e nella spartizione del relativo provento (sentenza della Corte delle assise, pagg. 71 in basso/72 in alto). Ciò non toglie che questo primo atto dell'infrazione è sufficiente, ai sensi della dottrina e della giurisprudenza evocate in precedenza (v. consid. 12.2), per fondare una connessione con il territorio elvetico ai sensi degli art. 3 e 7 CP.
12.4 È in definitiva a torto che il ricorrente invoca l'applicazione dell'art. 19 n. 4 LStup. Secondo questa disposizione, l'autore di un reato commesso all'estero, arrestato in Svizzera e non estradato, è punito secondo le disposizioni dei numeri 1 e 2 se l'atto è punibile anche nel paese in cui è stato perpetrato. In concreto, come detto, le autorità cantonali hanno accertato che l'accettazione della proposta di partecipare al traffico illecito e il versamento di parte del compenso spettante al correo sono avvenuti su suolo svizzero, ciò che consente, senza violare il diritto federale, di considerare fondata la competenza territoriale giusta gli art. 3 e 7 CP. La prima condizione dell'art. 19 n. 4 LStup - quella del reato compiuto all'estero - non è pertanto adempiuta, per cui tale norma non può essere applicata nella fattispecie. Le censure ricorsuali in merito all'insufficiente connessione con il territorio svizzero dei reati vanno quindi respinte.
13.1 Ai sensi dell'art. 260bis cpv. 2 CP, è esente da pena "chi spontaneamente desiste dal consumare un atto preparatorio", nella misura in cui gli atti preparatori punibili di cui al cpv. 1 dello stesso articolo oppure definiti tali da altre leggi (v. art. 19 n. 1 cpv. 6 LStup) siano stati compiuti (DTF 115 IV 121 consid. 1e). In applicazione di questa norma è esente da pena chi spontaneamente, dopo aver eseguito tutti gli atti preparatori conformemente a un piano, abbia dimostrato di non essere più disposto a commettere il reato principale. Ove l'agente non abbia ancora portato a termine tutti gli atti preparatori pianificati, basta, perché possa ammettersi la sua desistenza, che egli abbia rinunciato spontaneamente a eseguire una parte essenziale degli atti preparatori.
13.2 Nella sentenza DTF 121 IV 198 il Tribunale federale ha invero stabilito che nel caso di atti preparatori giusta l'art. 19 n. 1 cpv. 6 LStup, è esclusa l'applicazione delle attenuanti di pena in base ai principi generali del Codice penale. Questa sentenza, è vero, si riferiva specificatamente al tentativo ai sensi dell'art. 21 e segg. CP, mentre ha lasciato aperta la questione a sapere se anche le disposizioni relative alla desistenza (art. 21 cpv. 2 e 260bis cpv. 2 CP) debbano essere applicate per analogia (DTF 121 IV 198 consid. 2a "in fine").
Il ricorrente lamenta una violazione degli art. 3 e 7 CP - nonché dell'art. 19 n. 4 LStup - ritenendo che la CCRP abbia a torto ammesso la competenza dei tribunali svizzeri per giudicare dei fatti che, perlomeno per quanto attiene al primo traffico di stupefacenti del 1991, si sono svolti esclusivamente all'estero.
La critica è infondata. Come già riportato in precedenza, la CCRP ha accertato in modo insindacabile che il ricorrente ha accettato, in Svizzera, di partecipare al traffico illecito proposto da A.________ (anche se a quel momento ancora non sapeva si trattasse di stupefacenti) ma soprattutto che, sempre in Svizzera, ha incassato dalle mani del correo la mercede per i servizi resi nel contesto del primo trasporto di cocaina; dagli atti dell'incarto traspare infatti inequivocabilmente che la consegna del compenso di 80'000 US$ è avvenuta in Ticino (v. pag. 54 della sentenza di primo grado). Ora, come testé illustrato nella disamina del ricorso per cassazione del correo A.________ (v. dottrina e giurisprudenza riassunte al consid. 12.2 supra), tali atti sono sufficienti per fondare una connessione con il territorio svizzero ai sensi degli art. 3 e 7 CP, ed escludere invece l'applicazione al caso concreto dell'art. 19 n. 4 LStup, che si riferisce alla punibilità di reati compiuti all'estero (v. consid. 12.4 supra). In particolare, l'incasso di parte del compenso promesso dai trafficanti, ancorché per la via mediata del correo A.________, ha consentito al ricorrente di assicurarsi l'indebito profitto dell'operazione a cui ha partecipato di prima persona.
17.1 Secondo l'art. 63 CP, il giudice commisura la pena essenzialmente in funzione della colpa del reo. Questa disposizione non elenca in modo dettagliato ed esauriente gli elementi pertinenti per la commisurazione della stessa. La giurisprudenza ha tuttavia interpretato questa disposizione in DTF 117 IV 112 consid. 1 e 116 IV 288 consid. 2a a cui si rinvia. In questa sede basta rilevare che il giudice di merito, più vicino ai fatti, fruisce di un'ampia autonomia. Il Tribunale federale interviene solo quando egli cade nell'eccesso o nell'abuso del suo potere di apprezzamento, ossia laddove la pena fuoriesca dal quadro legale, sia valutata in base a elementi estranei all'art. 63 CP o appaia eccessivamente severa o clemente (DTF 127 IV 101; 123 IV 150 consid. 2a; 122 IV 156 consid. 3b). Il giudice di merito deve motivare la pena pronunciata per permettere di controllare se egli non abbia ecceduto il proprio ampio potere di apprezzamento o se ne abbia abusato. Non gli incombe tuttavia di pronunciarsi su ogni censura particolareggiata sollevata dalle parti né di indicare in cifre o in percentuale l'importanza attribuita agli elementi determinanti per la commisurazione della pena; egli può omettere di richiamare i fatti che, senza arbitrio, gli appaiono non accertati o di scarsa rilevanza (DTF 121 IV 49 consid. 2a/aa; 120 IV 136 consid. 3a e rinvii). Deve comunque esporre gli elementi da lui considerati decisivi - concernenti in particolare il reato e la personalità dell'agente - in maniera tale che sia possibile controllare se e in quale modo tutti i fattori determinanti, aggravanti e attenuanti, sono stati effettivamente ponderati. In altre parole, la motivazione deve giustificare la pena pronunciata e permettere in particolare di seguire il ragionamento che ne è alla base. La sola enumerazione delle aggravanti e delle attenuanti non è di per sé sufficiente.
17.2 Nella fattispecie, la pena irrogata - dodici anni di reclusione - non da adito a critica e si situa all'interno dell'ampio quadro legale previsto all'art. 19 LStup, tenuto conto anche dell'oggettiva gravità dei reati. La CCRP, alle cui pertinenti considerazioni (sentenza impugnata, pag. 18) si può senz'altro rinviare (art. 36a OG), ha esaminato e valutato correttamente gli elementi oggettivi e soggettivi determinanti ai fini di una giusta commisurazione della pena. In tal senso, riferendosi alla sentenza dei primi giudici, essa ha preso in considerazione il ruolo del ricorrente in entrambi i traffici (v. sentenza impugnata, pag. 16, lett. g), nonché l'applicazione dell'attenuante specifica del sincero pentimento operata dalla Corte delle assise, che ha giustificato una riduzione di pena di circa 3 anni. Nel suo gravame il ricorrente non indica alcun nuovo elemento suscettibile di giustificare una modifica della pena inflitta, che i giudici cantonali avrebbero tralasciato di prendere in considerazione oppure avrebbero considerato a torto; egli si limita a sviluppare argomenti a suo favore che incombe esclusivamente al giudice di merito di ponderare in modo sovrano e ripropone quanto già disatteso dalla CCRP che, su questo punto, aveva peraltro giudicato il ricorso come insufficientemente motivato. Le censure espresse dall'insorgente su questo punto sono quindi irricevibili.
In diritto, il ricorrente si duole in primo luogo di un'errata applicazione delle norme sulla competenza territoriale da parte della CCRP. A suo parere infatti, nessun atto a lui imputabile con riferimento al traffico di stupefacenti avvenuto nel periodo 1990/1991 si è svolto sul territorio svizzero, per cui le autorità penali cantonali avrebbero dovuto applicare alla fattispecie l'art. 19 n. 4 LStup.
21.1 Le censure sollevate sono infondate. L'autorità cantonale ha riconosciuto il ricorrente colpevole di infrazione (aggravata) alla LStup in relazione al trasporto e alla detenzione di almeno 1000 kg di cocaina di cui 40 kg consegnati a terzi, e segnatamente per avere proposto a A.________ nel 1990 di partecipare all'ingente traffico di cocaina, mantenendo poi con questo regolari contatti durante tutto il trasporto dello stupefacente dai Caraibi alla Florida (facendo da tramite a N.________), reperito l'abitazione per lo scarico della merce dietro compenso di 20'000 US$, presenziato alla scarico della merce, avvisato i destinatari della merce dell'avvenuto furto di gran parte della droga da parte di finti poliziotti e assistito di persona alla consegna della cocaina residua sul piazzale di un supermercato a Miami (v. sentenza impugnata, pag. 34 in alto). Tale condanna non viola il diritto federale. Secondo costante giurisprudenza, è correo di un'infrazione chi collabora con altri compartecipi intenzionalmente e in modo determinante alla decisione, pianificazione ed esecuzione di un reato, così da apparire come uno dei protagonisti (DTF 120 IV 17 consid. 2d; 118 IV 397 consid. 2b; 108 IV 88 consid. 2a). Affinché sussista correità non occorre tuttavia che il reato sia eseguito materialmente da tutti i correi; basta invece che il singolo correo abbia prestato il proprio concorso alla decisione e alla pianificazione, in occasione della quale erano stati accettati consapevolmente e volontariamente, perlomeno nel senso del dolo eventuale, anche gli elementi risultanti dagli ulteriori atti commessi (DTF 120 IV 17 consid. 2d; 115 IV 161). Ora, premesso ciò, non è lesivo del diritto federale ritenere che il ricorrente, per la funzione che ha svolto nel contesto di tale operazione, è tenuto a rispondere (anche) degli atti commessi dagli altri partecipanti al reato, segnatamente da coloro che hanno materialmente trasportato ed importato la cocaina.
21.2 Ad analogo risultato sarebbe peraltro giunta l'autorità cantonale qualora avesse voluto punire il ricorrente per gli atti commessi di persona. La LStup non reprime unicamente comportamenti precisi come il trasporto, l'importazione o la messa in commercio di stupefacenti, bensì pure gli atti preparatori compiuti in vista di questi comportamenti. Secondo la giurisprudenza, la fattispecie del reato consistente nel far preparativi in vista di un traffico illecito di stupefacenti (art. 19 n. 1 cpv. 6 LStup) comprende sia il tentativo - nelle sue diverse forme - sia determinati atti preparatori specifici relativi ai comportamenti definiti nell'art. 19 n. 1 cpv. 1-5 LStup. Entrambi, atti preparatori e tentativo, sono elevati a reati indipendenti, sanzionati allo stesso modo delle altre infrazioni previste dall'art. 19 LStup (DTF 121 IV 198 consid. 2a; 112 IV 106 consid. 3b). Ai fini di una condanna per atti preparatori in vista di un traffico illecito di stupefacenti, sono irrilevanti sia la circostanza che il ricorrente non abbia importato o trasportato di persona la cocaina, sia quella ch'egli non abbia finanziato il traffico o ricevuto dei compensi dai trafficanti. Determinante, e sufficiente, è bensì che l'interessato abbia preso contatto con il corriere (A.________), dopo averne evidentemente ottenuto il numero telefonico da un membro dell'organizzazione o da persona ad essa vicina, allo scopo di portare a compimento il traffico di stupefacenti in corso (DTF 106 IV 74 consid. 3; v. anche sentenza 6S.372/1998 del 10 luglio 1998, consid. 4). Comunque sia, la condanna pronunciata dall'autorità cantonale non viola dunque il diritto federale.