Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/spettacoli-e-trattenimenti-pubblici
Timestamp: 2018-07-16 05:11:23+00:00
Document Index: 92747083

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 80', 'art. 11', 'art. 68', 'art. 69', 'art. 19', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 82', 'art. 85', 'art. 85']

Spettacoli e trattenimenti pubblici – La Legge per tutti
Che significa? Spettacoli e trattenimenti pubblici
Spettacoli e trattenimenti pubblici (leg. di p.s.)
Le norme che disciplinano la materia relativa agli spettacoli e ai trattenimenti pubblici si possono distinguere in:
— norme relative alle rappresentazioni che mirano a tutelare la morale, l’ordine pubblico e il buon costume e, quindi, il controllo dello Stato è incentrato soprattutto sugli organizzatori degli spettacoli (art. 68 T.U.L.P.S.);
— norme relative ai locali: in tal caso l’intervento dell’autorità amministrativa deve essere preventivo e la licenza rilasciata solo se lo stabile nel quale dovranno svolgersi gli spettacoli e le rappresentazioni possiedono tutte quelle caratteristiche di sicurezza idonee a tutelare l’incolumità pubblica contro il pericolo di incendio, crollo etc. (art. 80 T.U.L.P.S.).
Il Comune (Sindaco) non può concedere la licenza per l’apertura di un teatro o di un luogo di pubblico spettacolo se non dopo aver fatto verificare ad una Commissione tecnica la solidità, la sicurezza e l’igiene dell’edificio nonché l’esistenza di uscite adatte a sgombrarlo prontamente in caso di incendio. Tuttavia tale disciplina trova il suo limite nell’art. 11, c. 6ter, della L. 217/2011 che a seguito di modifiche apportate dal D.L. 179/2012 conv. in L. 221/2012 stabilisce che la disciplina dettata dall’articolo 80 in commento, si applica esclusivamente ai luoghi pubblici quali gli stabilimenti balneari quando vengono adibiti a luoghi di intrattenimento danzante.
Diversa dalla licenza per procedere all’apertura di un luogo di pubblico spettacolo, è la licenza per dare spettacoli (artt. 68 e ss. T.U.L.P.S.).
Secondo l’art. 68 T.U.L.P.S. senza licenza del Sindaco non possono:
— darsi accademie e feste da ballo;
— darsi corse di cavalli e simili spettacoli o trattenimenti;
— aprire o esercitare circoli, scuole da ballo e sale per pubbliche audizioni.
La licenza è rilasciata per un numero determinato di spettacoli o di trattenimenti della stessa specie ed è richiesta dall’impresario e non dal proprietario del locale giacché il controllo è effettuato sullo spettacolo e non sull’edificio.
Ai sensi dell’art. 69 T.U.L.P.S., senza licenza del Comune è inoltre vietato dare, anche temporaneamente, e per mestieri: pubblici trattenimenti, esporre alla pubblica vista delle rarità, persone, animali, gabinetti ottici o altre cose che siano oggetto di curiosità.
Al fine di rilanciare le attività di spettacolo, il D.L. 91/2013 conv. in L. 112/2013, stabilisce che per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti, e che si svolgono nelle 24 ore del giorno dell’inizio, tali licenze sono sostituite dalla segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.) [vedi] secondo quanto stabilisce l’art. 19 della legge istitutiva 241/1990, che devono essere presentate allo Sportello Unico per le attività produttive [vedi] o analoghi uffici.
Ai sensi dell’art. 74 T.U.L.P.S. «l’autorità locale di P.S. può sospendere la rappresentazione di qualunque produzione che, per locali circostanze, dia luogo a disordini». Il potere di sospensione previsto dall’art. 74 T.U.L.P.S. ora soppresso in virtù dell’articolo 164, D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, prevedeva la sospensione della rappresentazione allorquando i disordini avvenivano, a causa di questa, ma non necessariamente durante il suo svolgimento. Viceversa, il vigente art. 82 T.U.L.P.S. presuppone che i disordini avvengano nel corso dello spettacolo, ed attribuisce il potere di sospensione non solo all’Autorità locale di P.S., ma anche agli Ufficiali ed agli agenti di pubblica sicurezza.
L’art. 85 T.U.L.P.S. prevede due divieti: un primo assoluto che concerne il mascheramento in luogo pubblico; un secondo relativo, poiché nei teatri e nei luoghi aperti al pubblico in determinati momenti ed osservando le prescrizioni imposte dall’autorità in apposito manifesto, è possibile comparire mascherati.
La ratio del divieto deve rinvenirsi nell’esigenza di non impedire il pronto riconoscimento delle persone oltre che nella maggiore facilità che il mascheramento può comportare nella commissione di azioni illecite contro il buon costume e la pubblica moralità.
L’art. 85bis dispone il divieto di introdurre, installare o comunque utilizzare abusivamente nei luoghi di pubblico spettacolo dispositivi o apparati che consentono la registrazione, la riproduzione, la trasmissione abusiva o comunque la fissazione su supporto audio, video, o audiovideo, in tutto o in parte, delle opere dell’ingegno che vengono ivi realizzate o diffuse.
Per i gestori dei locali è obbligatorio pertanto, affiggere in modo ben visibile tale divieto all’interno del luogo ove avviene la rappresentazione.