Source: https://www.quagliarella.com/la-lettera-di-credito-nel-commercio-internazionale/
Timestamp: 2019-08-26 09:34:00+00:00
Document Index: 1854824

Matched Legal Cases: ['art. 1530', 'art. 1530', 'art. 1530', 'art. 1530', 'art. 1366', 'art. 700', 'art. 67']

﻿ La lettera di credito nel commercio internazionale
2016-07-05T15:02:08+00:00
La lettera di credito è uno strumento di pagamento utilizzato con frequenza nell’ambito di operazioni di compravendita internazionale.
Per capire di cosa si tratta, occorre innanzitutto delineare brevemente il meccanismo della lettera di credito, tenendo fin da ora presente un principio consolidato (seppure non esente da eccezioni) di base: il principio della c.d. indipendenza del rapporto nascente dall’emissione della lettera di credito rispetto al rapporto fondato sull’operazione di compravendita. Infatti, nel primo rapporto (credito documentario), i soggetti coinvolti sono la banca emittente e il venditore-beneficiario; nel secondo rapporto (compravendita), come noto, i soggetti coinvolti sono il compratore ed il venditore.
Il meccanismo è il seguente: la banca emittente assume l’incarico da un suo cliente (compratore-ordinante) di effettuare un pagamento ad un terzo (venditore-beneficiario), dietro consegna da parte di quest’ultimo di determinati documenti, rappresentativi della merce acquistata dall’ordinante. La banca emette quindi la lettera di credito, mediante la quale si impegna direttamente nei confronti del venditore-beneficiario a pagare la somma alla consegna dei documenti rappresentativi.
L’impegno della banca nei confronti del venditore-beneficiario è, in linea di principio (la c.d. indipendenza), incondizionato; pertanto, alla consegna dei documenti stabiliti, la banca è tenuta ad effettuare il pagamento, senza che alcuna vicenda relativa alla compravendita sottostante possa essere eccepita. Ai sensi dell’art. 1530, comma II, cod. civ., infatti, la banca può opporre “solo le eccezioni derivanti dall’incompletezza o irregolarità dei documenti”.
Per quanto riguarda il rapporto interno tra banca emittente e compratore-ordinante, la banca può procedere ad una apertura di credito documentario “su debito” e quindi la banca dispone già della provvista al momento del pagamento, oppure “allo scoperto”, senza avere la copertura da parte dell’ordinante; in tale ultima ipotesi, il rapporto assume i tratti caratteristici del finanziamento.
Lo strumento della lettera di credito è disciplinato sia in ambito interno che in ambito internazionale. Nell’ordinamento italiano, il credito documentario è sinteticamente disciplinato dal già citato art. 1530 cod. civ. (“Pagamento contro documenti a mezzo di banca”); in ambito internazionale, esiste un corpus di regole frequentemente utilizzate nella prassi e richiamate nelle operazioni di credito documentario: tali regole sono raccolte dalla Camera di Commercio Internazionale di Parigi nelle “Regole ed Usi Uniformi realtivi al credito documentario”, la cui versione più recente risale al 1993 (v. ICC, pubbl. n. 500).
La natura giuridica di queste Regole internazionali è molto controversa in dottrina: è stata riconosciuta, di volta in volta, la natura di vera e propria lex mercatoria, di usi normativi, di clausole d’uso o di condizioni generali del contratto. La questione non può essere affrontata con completezza in questa sede, tuttavia va tenuto presente che la soluzione in un senso piuttosto che in un altro non è scevra di conseguenze pratiche anche rilevanti, in particolare nelle vicende patologiche del rapporto. Sembra tuttavia da accogliersi la tesi della natura contrattuale delle Regole Uniformi, nel momento in cui esse vengono richiamate (come spesso avviene) nel testo negoziale; nel caso di mancato richiamo, le stesse Regole potrebbero invece avere funzione integrativa-interpretativa. La rilevata natura contrattuale delle Regole ne determina la subordinazione alla disciplina eventualmente prevista dalla normativa (non derogabile) interna a ciascun Paese; in ogni caso, inoltre, è la normativa interna che definisce i rimedi esperibili a fronte di vicende patologiche del rapporto.
Con riguardo a quest’ultimo profilo, occorre dunque tratteggiare il configurarsi del riconosciuto principio dell’indipendenza del credito documentario alla luce dell’ordinamento italiano. L’art. 1530 cod. civ. ribadisce in modo inequivoco il suddetto principio, prevedendo, da un lato, che “il venditore non può rivolgersi al compratore se non dopo il rifiuto opposto dalla banca” (comma I), dall’altro, che la banca può opporre al venditore “solo le eccezioni derivanti dalla incompletezza o irregolarità dei documenti e quelle relative al rapporto di conferma del credito” (comma II). Tuttavia la dottrina italiana ha ritenuto applicabili al credito documentario una serie di norme e di istituti che incidono sul principio di indipendenza, ridimensionandone la portata oppure rafforzandola.
In particolare, nell’ambito del rapporto è ritenuto ammissibile il ricorso alla clausola generale di buona fede: visto che l’art. 1530, comma II, in tema di eccezioni opponibili da parte della banca in sede di consegna dei documenti, fa riferimento ad ‘incompletezze’ o ‘irregolarità’ dei documenti stessi, una interpretazione formalistica della norma potrebbe condurre ad effetti paralizzanti dell’istituto; la banca, infatti, potrebbe opporre al venditore-beneficiario una qualsiasi irregolarità materiale dei documenti, che pure potrebbe essere irrilevante dal punto di vista sostanziale, e rifiutarsi di pagare. La giurisprudenza ha ritenuto applicabile la clausola generale di buona fede (art. 1366 cod. civ.), sostenendo l’irrilevanza delle irregolarità meramente formali quale causa giustificativa del rifiuto di pagamento; se le indicazioni contenute nei documenti, seppure difformi letteralmente, possono considerarsi equivalenti, la banca è tenuta a pagare. Tale impostazione impedisce alla banca di ricorrere a ‘pretesti’ per non pagare, a fronte magari di un sopravvenuto peggioramento della situazione finanziaria del cliente-ordinante. Il principio di indipendenza rispetto ai rapporti sottostanti risulta in questa ipotesi rafforzato.
In senso derogatorio del principio di indipendenza, invece, è ritenuto ammissibile il ricorso alla c.d. exceptio doli, mediante la quale il compratore-ordinante può ottenere il blocco del pagamento della banca nel caso in cui disponga di prove evidenti del dolo del venditore-beneficiario. Si tratta, in sostanza, del limitato caso di frode nella emissione o nella formazione del contenuto dei documenti. In tale ipotesi di frode manifesta e facilmente dimostrabile, la giurisprudenza recente ammette l’esperimento di una azione inibitoria per ottenere un provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. Il ricorso allo strumento delineato rappresenta una deroga al principio dell’indipendenza del rapporto di credito documentario, in quanto le vicende legate alla compravendita sottostante vengono ad incidere sul pagamento da parte della banca emittente.
In senso analogo, è ammesso il sequestro conservativo della somma pagata. In questo caso, il pagamento è già avvenuto, la somma è già uscita dal patrimonio del compratore ma non è ancora divenuta disponibile per il venditore-beneficiario. Qualora si sia instaurata una controversia tra venditore e compratore in merito al rapporto sottostante (compravendita), il compratore può richiedere all’autorità giudiziaria il sequestro conservativo della somma, in attesa che la controversia sia risolta.
Infine, va rilevato come la dottrina ritenga che l’eventuale fallimento del compratore, prima che la banca abbia provveduto al pagamento, non incide sull’obbligo della banca stessa nei confronti del venditore-beneficiario. In tale ipotesi, inoltre, e, in particolare, nel caso più delicato di credito documentario “su debito”, la dottrina non ritiene revocabile ex art. 67, comma II, l. fall., il pagamento effettuato dalla banca.
La lettera di credito è uno strumento di pagamento molto diffuso nella prassi relativa al commercio internazionale. Essa consente al venditore, stante il principio della indipendenza del credito documentario, di avere una discreta garanzia di pagamento. Dal punto di vista del compratore, dottrina e giurisprudenza hanno ritenuto applicabili rimedi giuridici altrettanto efficaci per garantire lo stesso compratore dai rischi di frode.
L’ordinamento italiano prevede una disciplina del credito documentario, integrata, come sinteticamente rilevato, dalla elaborazione dottrinale e dalle decisioni giurisprudenziali. Tuttavia, qualora si intenda ricorrere allo strumento della lettera di credito, è indispensabile anche la conoscenza delle “Regole Uniformi sul credito documentario” raccolte dalla Camera di Commercio Internazionale, sulla cui natura giuridica continua un ampio dibattito e che sono costantemente richiamate nella prassi internazionale all’interno dei testi negoziali.
2016-07-05T15:02:08+00:00	By Alberto Agnelli|Categories: Estero, Tutti|