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Timestamp: 2018-03-19 07:02:05+00:00
Document Index: 115817667

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 42', 'art. 44', 'art. 42', 'art. 45', 'art. 44', 'art. 43', 'art. 45', 'art. 44']

In linea generale, anche i profili di tutela paesistica rilevano ai fini dell’autorizzazione alla realizzazione di una stazione radio base per telefonia mobile. | Avvocato Daniele Majori
Ambiente, Edilizia e urbanistica, Infrastrutture, Paesaggio, Telecomunicazioni
In linea generale, anche i profili di tutela paesistica rilevano ai fini dell’autorizzazione alla realizzazione di una stazione radio base per telefonia mobile.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 10 maggio 2013 ⋅ Lascia un commento
Archiviato in autorizzazione, impianti di telefonia mobile, l. n. 1150/1942, legge urbanistica fondamentale, stazioni radio base, tutela paesistica
(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 9 maggio 2013, n. 1186)
«[C]oglie nel segno anche il quarto motivo di ricorso, con cui si è censurato il giudizio espresso dall’Amministrazione comunale circa l’incidenza ambientale paesistica dell’area ove è stato programmato l’impianto in questione.
Sul punto, il Collegio rileva:
– che in linea generale i profili di tutela paesistica sono da considerarsi rilevanti, afferendo questi al potere comunale di stabilire, mediante gli strumenti urbanistici, la specifica destinazione d’uso in cui è consentita l’installazione degli impianti di telefonia.
Tale potere trova fondamento nella legge urbanistica fondamentale (n. 1150/1942), in cui è previsto che il piano regolatore generale deve indicare, oltre alle localizzazioni (art. 7, comma 2, n. 1), la “divisione in zone del territorio comunale con la precisazione delle zone destinate all’espansione dell’aggregato urbano e la determinazione dei vincoli e dei caratteri da osservare in ciascuna zona”, nonché “le aree da riservare ad edifici pubblici o di uso pubblico nonché ad opere ed impianti di interesse collettivo o sociale” (art. 7, comma 2, n. 4): disposizioni, queste, pienamente applicabili alla disciplina amministrativa sull’elettrosmog, essendone stata, invece, dichiarata l’illegittimità costituzionale solo in riferimento alla reiterazione dei vincoli preordinati all’esproprio (cfr. Corte cost., 20 maggio 1999, n. 179), profilo estraneo all’odierna materia del contendere;
– nel caso specifico, tuttavia, l’area in questione è stata qualificata a “sensibilità 2”, che, in base alla deliberazione di Giunta regionale 8 novembre 2002 n. 7/11045, corrisponde ad un livello di “sensibilità paesistica bassa”, recepito nel piano delle regole all’art. 42.
Il successivo art. 44, comma 1, ha poi previsto che “con riferimento alla classificazione di cui all’art. 42, ogni progetto ricadente in zona con sensibilità superiore od uguale a 3 deve essere assoggettato alla verifica dell’incidenza ambientale paesistica”, specificandosi, al comma 2, che “tale verifica deve essere espressa in una relazione ambientale che accompagna il progetto e che deve essere predisposta da parte del progettista”.
La disciplina è, infine, compendiata dall’art. 45, che ai commi 2, 3 e 4 prevede che “gli interventi per l’istallazione di tali infrastrutture, anche se costituiti da semplici antenne, sono subordinati alla verifica di conformità alle norme nazionali e regionali in materia ed alla verifica di incidenza di cui all’art. 44. La realizzazione delle infrastrutture per le telecomunicazioni è subordinata a permesso di costruire o titolo equipollente, da assentire nel rispetto del presente articolo. Sul territorio comunale sono ammesse nuove infrastrutture, anche se costituite da semplici antenne, nelle diverse zone nel rispetto del regolamento specifico approvato con delibera del Consiglio comunale”.
Dal complessivo esame della regolamentazione comunale si può, quindi, concludere:
a) che l’impianto in questione fosse in partenza compatibile con l’area individuata, caratterizzata da bassa sensibilità paesistica, nella quale il piano delle regole individua “zone industriali e commerciali” (art. 43);
b) che la verifica dell’incidenza ambientale paesistica, prevista dall’art. 45, comma 2, anche per le antenne della telefonìa cellulare, potesse essere effettuata d’ufficio dal Comune […] (nella deliberazione regionale è, infatti, stabilito che “l’Amministrazione pubblica competente prende visione del progetto e della eventuale relazione paesistica allegata e può attivare una verifica d’ufficio relativa alla completezza ed all’attendibilità delle considerazioni paesistiche”), tanto più che la società ricorrente ha depositato, in data 6.4.2012, una relazione paesistica nel rispetto dell’art. 44, comma 2 del piano delle regole;
c) che tale verifica non risulta essere stata avviata in quanto, conformemente con l’assunto sub a), l’impianto da realizzare è stato considerato compatibile con il contesto paesistico dell’intervento proposto».
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