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Timestamp: 2019-07-16 08:58:10+00:00
Document Index: 11691052

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 18', 'art. 414', 'art. 421', 'art. 2697', 'art. 18']

Con ricorso al Tribunale di L'Aquila del 29.8.2011 SARA D'ANGELO, già dipendente di D.M.C., titolare della ditta SICURAQUILA, impugnava il licenziamento disciplinare intimatole dal datore di lavoro, deducendone la natura ritorsiva e comunque la illegittimità; agiva, altresì, per il riconoscimento del diritto ad una qualifica superiore ed a differenze di retribuzione.
La Corte d'Appello di L'AQUILA, con sentenza del 16-23.7.2015 (nr. 837/2015) rigettava l'appello.
Osservava che, a fronte della richiesta di applicazione della L. n. 300 del 1970, art. 18, formulata dalla lavoratrice in via principale, la parte resistente non aveva svolto alcuna allegazione; essa, pertanto, non poteva produrre nel secondo grado la documentazione a sostegno del mancato raggiungimento del requisito occupazionale (relazione del proprio consulente, con allegato estratto LIBRO UNICO del LAVORO dell'anno 2009) assumendone la indispensabilità alla decisione, giacchè si trattava non solo di una produzione tardiva ma anche di una allegazione tardiva.
Preliminarmente si dà atto che il Collegio ha autorizzato l'estensore a redigere motivazione semplificata.
Con l'unico motivo le parti ricorrenti hanno dedotto:
- violazione e falsa applicazione dell'art. 414 c.p.c., comma 5, artt. 437,420 c.p.c., art. 421 c.p.c., comma 2 e dell'art. 2697 c.c.;
- omesso esame della circostanza decisiva del numero dei lavoratori occupati alla data del licenziamento e della ammissibilità della documentazione prodotta in appello, in quanto indispensabile alla decisione.
Hanno dedotto: sul primo punto che la produzione era ammissibile perchè caratterizzata dal requisito della indispensabilità; sul secondo, che la allegazione non era tardiva in quanto nel primo grado, su richiesta del giudice(ordinanza del 23.4.2013), la società aveva depositato, tra gli altri documenti, la visura della camera di commercio, dalla quale risultava il dato numerico dei lavoratori occupati, non superiore a quindici (doc. 2) Al deposito assolveva all'onere di allegazione, in quanto introduceva il fatto storico nel processo.
L'onere di allegare e di provare la assenza del requisito dimensionale previsto per la applicazione della L. n. 300 del 1970, art. 18, cade a carico del datore di lavoro (Cassazione civile, sez. un., 10/01/2006, n. 141).
Il datore di lavoro D.M.C., rimanendo contumace, non assolveva all' onere di allegazione.