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Timestamp: 2019-02-20 06:12:35+00:00
Document Index: 108138066

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 48', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 45', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 81', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 45', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 48', 'art. 10', 'art. 26']

GURS Parte I n. 58 del 1999
PARTE PRIMA PALERMO - MERCOLEDÌ 15 DICEMBRE 1999 - N. 58
CIRCOLARE 25 novembre 1999, n. 364.
Circolare esplicativa del decreto legge 2 novembre 1999, n. 390, recante "Disposizioni per il finanziamento di lavori socialmente utili" pag. 2
CIRCOLARE 25 novembre 1999, n. 365.
Piani di inserimento professionale per i giovani privi di occupazione - Art. 15 della legge n. 451/94 - Art. 9 octies della legge n. 608/96 - Art. 19 della legge regionale n. 30/97 - Art. 11 della legge regionale n. 4/99 - Art. 10 della legge regionale n. 18/99 - Art. 1, D.L. n. 4/98, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 52/98 - Art. 81, comma 8, della legge n. 448/98 - Art. 66, comma 5, della legge 17 maggio 1999, n. 144 pag. 2
CIRCOLARE 2 dicembre 1999, n. 366.
Progetti di utilità collettiva - Artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85. Ulteriori direttive pag. 3
CIRCOLARE 2 dicembre 1999, n. 367.
Circolare assessoriale 9 febbraio 1999, n. 335 - Progetti di lavori di pubblica utilità rivolti ai lavoratori prioritari di cui alle leggi regionali nn. 85/95 e 24/96 - Circolare assessoriale 29 ottobre 1999, n. 362 - Ulteriore modifica termini per la presentazione dei progetti e per le regolarizzazioni pag. 4
CIRCOLARE 2 dicembre 1999, n.368.
Progetti di lavori socialmente utili di cui all'art. 12, commi 10, 11 e 12, della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, attivati con la circolare assessoriale 30 marzo 1999, n.342. Proroga dei progetti pag. 4
CIRCOLARE 2 dicembre 1999, n.369.
Progetti di lavori socialmente utili di cui alla circolare assessoriale 12 gennaio 1999, n. 331. Proroga dei progetti pag. 5
CIRCOLARE 9 dicembre 1999, n. 10.
Integrazione e variazione alla circolare assessoriale n. 6 del 5 luglio 1999, riguardante direttive e procedure per il funzionamento e la gestione economico-finanziaria delle sedi di coordinamento regionale - Legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, art. 48, comma 2 pag. 5
Circolare esplicativa del decreto legge 2 novembre 1999, n. 390, recante "Disposizioni per il finanziamento di lavori socialmente utili".
Alla segreteria della Commissione regionale per l'impiego
In conformità alla circolare del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, Direzione generale per l'impiego, divisione II, 18 novembre 1999, n. 74/99, si emanano le seguenti direttive. Con l'emanazione del decreto-legge 2 novembre 1999, n. 390, il Governo della Repubblica ha inteso assicurare, con modalità stabilite, la continuità dell'impegno lavorativo dei soggetti utilizzati in progetti di lavori socialmente utili.
A tal fine, l'art. 1, comma 1, del medesimo decreto consente alla Commissione regionale per l'impiego, fino all'entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega di cui all'art. 45, comma 2, della legge n. 144/99, nei limiti delle risorse disponibili, quei progetti di lavori socialmente utili in corso o in scadenza alla data del 31 dicembre 1999, e, comunque, entro e non oltre la data del 30 aprile 2000.
Tali proroghe dovranno riguardare esclusivamente quei progetti che impegnino soggetti e c.d. "transitori", cioè coloro che, ai sensi dell'art. 12 del decreto legislativo n. 468/97 e del decreto interministeriale del 21 maggio 1998, abbiano conseguito, entro il 31 dicembre 1998, una permanenza di 12 mesi nei progetti di L.S.U. di cui alle tipologie individuate alle lettere a), b) e c) dell'art. 1, comma 2, del medesimo decreto legislativo, nonché coloro che, secondo quanto da ultimo disposto dall'art. 45, comma 6, della legge n. 144/99, possano maturare il requisito dei 12 mesi entro il 31 dicembre 1999.
In base, poi, al comma 2 dell'art. 1 del decreto legge n. 390/99, potranno essere deliberate proroghe a progetti di lavori di pubblica utilità soltanto nelle ipotesi in cui il progetto realizzi la stabilità occupazionale richiesta con la trasformazione della relativa attività progettuale in impresa, il cui atto costitutivo sia tassativamente redatto entro il 31 dicembre 1999. Per gli stessi progetti gli enti promotori dovranno aver deliberato, entro la stessa data, la stipula della convenzione di affidamento pluriennale delle attività da esternalizzare in favore dell'impresa costituita.
Lo stesso dettato del comma 4 dell'articolo 10 precisa, suffragando la ratio del decreto, che le disposizioni contenute al comma 3 del medesimo articolo hanno natura transitoria atteso che verranno sostituite, sulla base delle esperienze acquisite entro il 31 dicembre 1999, fatti salvi gli atti perfezionati entro il suddetto termine.
Resta ben inteso che l'eventuale mancata collocazione dei lavoratori interessati in seno alle strutture imprenditoriali che non siano state avviate nei termini stabiliti, non comporterà per gli stessi la perdita dei benefici previsti dalla disciplina c.d. "transitoria", di cui all'art. 12 decreto legislativo n. 468, al decreto interministeriale del 21 maggio 1998, all'art. 45, comma 6, legge n. 144/99.
Le attività potranno proseguire come proprie di un progetto di L.S.U. o con l'eventuale affidamento diretto delle stesse in conformità alle disposizioni dell'art. 10, comma 3, del citato decreto legislativo.
La Commissione regionale per l'impiego può deliberare nei limiti delle risorse disponibili sul fondo di cui all'art. 1, comma 7, del decreto-legge n. 148/93, convertito con modificazioni dalla legge n. 236/93, proroghe ulteriori dei progetti di L.S.U. così come individuati all'art. 1, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 390/99.
Le proroghe dovranno essere richieste con le procedure già individuate per l'attuazione del decreto legislativo n. 468/97, come modificato dalla legge n. 144/99 ivi compresa la delibera delle singole CRI competenti; tali situazioni sono indicate espressamente al punto 5 della circolare assessoriale 3 settembre 1999, n. 357/99, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, parte I, n. 45 del 21 settembre 1999.
Dette delibere dovranno essere inviate alla segreteria della Commissione regionale per l'impiego, all'Ispettorato regionale del lavoro, nonché al Ministero del lavoro e della previdenza sociale - Direzione generale per l'impiego - divisione II.
(99.48.2259)
Piani di inserimento professionale per i giovani privi di occupazione - Art. 15 della legge n. 451/94 - Art. 9 octies della legge n. 608/96 - Art. 19 della legge regionale n. 30/97 - Art. 11 della legge regionale n. 4/99 - Art. 10 della legge regionale n. 18/99 - Art. 1, D.L. n. 4/98, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 52/98 - Art. 81, comma 8, della legge n. 448/98 - Art. 66, comma 5, della legge 17 maggio 1999, n. 144.
All'Associazione nazionale dei comuni italiani Anci - Sicilia
All'Unione delle Province regionali della Sicilia
Al Ministero del lavoro e della previdenza sociale Direzione generale per l'impiego - divisione VII
Il comma 5 dell'art. 6 della legge 17 maggio 1999, n. 144 dispone che in attesa della riforma degli incentivi all'occupazione e degli ammortizzatori sociali, le disposizioni relative ai piani per l'inserimento professionale dei giovani privi di occupazione, di cui all'art. 15 del decreto legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, e successive modificazioni, sono prorogate per gli anni 1999 e 2000.
A tal fine, i piani di inserimento professionale, re- lativi al piano integrativo istituito con decreto n. 1570//98/Gab dell'11 novembre 1998, approvato dalla Commissione regionale per l'impiego con delibera n. 253 adottata nella seduta del 10 novembre 1998, che prevedeva l'utilizzazione a livello regionale di n. 3.944 giovani, di cui alla circolare assessoriale 9 febbraio 1999, n. 336, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 8 del 16 febbraio 1999, che sono stati attivati successivamente al 1° gennaio 1999, possono concludersi anche oltre il 31 dicembre 1999, e comunque non oltre i 12 mesi dal loro inizio.
A tali piani continuano ad applicarsi le disposizioni contenute all'art. 81, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e le direttive emanate dall'I.N.P.S. - Direzione centrale entrate contributive, con circolare n. 13 del 27 gennaio 1999, così come armonizzate con circolare assessoriale 9 febbraio 1999, n. 336.
(99.48.2258)
Progetti di utilità collettiva - Artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85. Ulteriori direttive.
e, p.c. Agli enti promotori di progetti di utilità collettiva
E' intendimento del Governo della Regione attuare le misure di fuoriuscita dei lavoratori impegnati nell'area dei lavori socialmente utili attraverso l'attuazione delle misure previste in loro favore.
In particolare, si ritiene di dover dare pronta attuazione ai progetti di utilità collettiva di cui agli artt. 11 e 12 della legge regionale n. 85/95, per i quali la Commissione regionale per l'impiego aveva nelle sedute del 29 luglio 1999 e del 6 agosto 1999 approvato le progettualità presentate in forza del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 20 dicembre 1997, parte prima, n. 71.
Nell'esercizio del potere di direttiva e sulla scorta di analoghe determinazioni della Commissione regionale per l'impiego, rese nella seduta del 2 dicembre 1999, si dispone quanto segue.
Si trasmettono, in uno alla presente, gli uniti schemi di lettere che codesti uffici dovranno fare pervenire, con ogni solerzia, agli enti promotori.
Contestualmente, viene rimessa una copia dei progetti approvati al fine di consentire a codesti uffici di potere verificare la conformità con la documentazione rimessa dagli enti.
Si precisa, altresì, che a modifica ed integrazione della circolare assessoriale 30 giugno 1999, n. 351, codesti uffici dovranno - al fine di velocizzare gli iter procedimentali in parola - provvedere alla notifica mediante pubblicazione negli albi delle sezioni circoscrizionali per l'impiego e dei relativi recapiti, nonché dell'ufficio provinciale del lavoro, dell'elenco dei lavoratori convocati ai fini dell'opzione.
Tale adempimento dovrà essere operato entro il 22 dicembre p.v.
Le SS.LL. provvederanno a dare la più ampia divulgazione dell'avvenuta pubblicazione, anche attraverso idonei comunicati stampa.
Le SS.LL., anche nelle more delle decisioni dei ricorsi pendenti, provvederanno a convocare i soggetti interessati, sulla scorta delle graduatorie vigenti.
Si richiama l'attenzione delle SS.LL. in merito alla dichiarazione da rendere da parte del legale rappresentante dell'ente promotore circa la volontà di attivare la progettualità in parola, nonché della contestuale assunzione di responsabilità verso i soggetti, nel caso in cui, successivamente, l'ente non sia più in grado di avviare il progetto.
Al riguardo si chiarisce, così come specificato nelle lettere da trasmettere a cura di codesti uffici, che la mera remissione delle copie del progetto ai fini della pubblicazione alle sezioni circoscrizionali per l'impiego, ha valore di tale dichiarazione nei termini sopra specificati.
Qualora, entro e non oltre il termine di otto giorni dalla ricezione della comunicazione dell'ufficio del lavoro, l'ente promotore non provvederà alla remissione delle copie del progetto, si intenderà rinunciatario.
Si comunica, inoltre, che con provvedimento in corso, il decreto assessoriale 29 marzo 1999 e l'art. 3 del decreto assessoriale n. 2930 del 25 ottobre 1999, vengono revocati nella parte in cui viene cassato l'inciso "o altra causa" dell'art. 1, comma 1, del decreto assessoriale 7 settembre 1998, n. 1036, nella considerazione che la valutazione delle assenze dovute ad altra causa non è riconducibile ad atti certi, atteso che la posizione degli enti utilizzatori dei progetti ex art. 23 della legge n. 67/88, era di natura privatistica.
Conclusivamente si precisa che è intendimento di questo Assessorato reperire le risorse finanziarie per consentire l'attivazione di contratti di diritto privato per n. 10.000 lavoratori.
Le suddette unità sono ripartite nell'ambito del territorio regionale, con riferimento ad ogni provincia ed ai relativi titoli di studio, conformemente a quanto previsto dall'art. 2, comma 7, del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744 e successive modifiche ed integrazioni, ossia in misura proporzionale al numero dei soggetti iscritti nelle graduatorie di ciascuna provincia, e così come più analiticamente indicato nella tabella appresso riportata:
PROVINCIA ISCRITTI NELLE GRADUATORIE RIPARTIZIONE UNITA'
Laurea Diploma Lic. media Obbl. scol. Totale Laurea Diploma Lic. media Obbl. scol. Totale
Agrigento 65 1.827 1.345 337 3.574 20 563 415 104 1.102
Caltanissetta 39 708 980 83 1.810 12 218 302 26 558
Catania 115 3.187 1.807 55 5.164 35 983 557 17 1.592
Enna 13 687 699 7 1.406 4 212 216 2 434
Messina 139 2.980 894 1.326 5.339 43 919 276 409 1.646
Palermo 246 4.123 3.320 66 7.755 76 1.271 1.024 20 2.391
Ragusa 55 978 535 77 1.645 17 302 165 24 507
Siracusa 35 1.714 902 15 2.666 11 528 278 5 822
Trapani 44 1.343 1.613 74 3.074 14 414 497 23 948
Totale 751 17.547 12.095 2.040 32.433 232 5.410 3.729 629 10.000
Alla formalizzazione dei contratti si darà corso non appena saranno emanati i relativi decreti di finanziamento.
(99.50.2330)
Circolare assessoriale 9 febbraio 1999, n. 335 - Progetti di lavori di pubblica utilità rivolti ai lavoratori prioritari di cui alle leggi regionali nn. 85/95 e 24/96 - Circolare assessoriale 29 ottobre 1999, n. 362 - Ulteriore modifica termini per la presentazione dei progetti e per le regolarizzazioni.
Al fine di consentire la piena applicazione delle misure e degli incentivi statali previsti per l'attivazione delle progettualità in parola, su conforme avviso la Commissione regionale per l'impiego, reso nella seduta del 2 dicembre 1999, il termine del 30 novembre 1999 per la presentazione, in via di prima attuazione, dei progetti di lavori di pubblica utilità ex circolare assessoriale 9 febbraio 1999, n. 335 e per la regolarizzazione degli stessi, previsto dai punti 1 e 2 della circolare assessoriale 29 ottobre 1999, n. 362, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, parte I, n. 53 del 12 novembre 1999, viene differito al 15 febbraio 2000.
(99.50.2329)
Progetti di lavori socialmente utili di cui all'art. 12, commi 10, 11 e 12, della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, attivati con la circolare assessoriale 30 marzo 1999, n.342. Proroga dei progetti.
Al Coordinatore regionale delle misure di politica attiva del lavoro
Al gruppo X della Direzione regionale lavoro
e, p.c. Al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, - Direzione generale per l'impiego - divisione II
All'Assemblea regionale siciliana - V Commissione legislativa permanente
Alla Direzione generale dell'INPS - Direzione centrale delle prestazioni temporanee
Con circolare assessoriale 30 marzo 1999, n.342/99, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, parte I, n.15, del 2 aprile 1999, questo Assessorato ha attivato progetti disciplinati dall'art. 12, commi 10, 11 e 12, della legge regionale n. 85/95, la cui platea è stata approvata dalla Commissione regionale per l'impiego nella seduta del 30 marzo 1999.
In forza del punto 5 della predetta direttiva e in conformità a quanto disposto dall'art. 1, comma 2, lett. c), del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, la durata dei progetti in parola è stata determinata in mesi sei dall'effettivo inizio delle attività. Successivamente, con circolare assessoriale 29 ottobre 1999, n.362, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, parte I, n. 53 del 12 novembre 1999, è stata disposta la prosecuzione dei progetti in parola sino al 31 dicembre 1999.
In applicazione al disposto di cui all'art. 1, comma 1, del decreto legge 2 novembre 1999, ed in conformità alle direttive emanate con circolare del Ministero del lavoro e della previdenza sociale 18 novembre 1999, n. 74/99 e con circolare assessoriale 25 novembre 1999, n. 364/99, la Commissione regionale per l'impiego, nella seduta del 2 dicembre 1999 ha disposto di prorogare ulteriormente, fino all'entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega di cui all'art. 45, comma 2, della legge n. 144/99 e, comunque, entro e non oltre il 30 aprile 2000, i progetti in parola, condizionandone l'efficacia:
1) all'adozione di deliberazione, esecutiva nelle forme di legge, da parte degli enti promotori ed attuatori, con cui si dispone la proroga dei progetti in parola, da trasmettere solamente alla competente sezione circoscrizionale per l'impiego;
2) all'assunzione, a carico del bilancio dell'ente attuatore, degli oneri assicurativi relativi alla copertura del periodo di proroga.
Relativamente alle risorse finanziarie necessarie per l'attuazione dei progetti fino alla scadenza, si provvederà sia con le risorse del fondo nazionale per l'occupazione destinate alla Sicilia per l'approvazione di progetti di lavori socialmente utili, sia con i fondi all'uopo destinati dall'art. 2 della legge regionale 19 agosto 1999, n. 18, nonché dalle ulteriori disponibilità finanziarie che saranno destinate alla misura.
In dipendenza della predetta determinazione, le se zioni circoscrizionali per l'impiego provvederanno ad autorizzare la prosecuzione degli interventi sino all'entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega di cui all'art. 45, comma 2, della legge n. 144/99 e, comunque, entro e non oltre il 30 aprile 2000, previa:
- verifica che i lavoratori impegnati nei progetti appartengano al regime transitorio così come individuati nel paragrafo 2 della circolare assessoriale 3 settembre 1999, n. 357/99;
- acquisizione di deliberazione, esecutiva nelle forme di legge, assunta da parte degli enti promotori ed attuatori, con cui si dispone la prosecuzione dei progetti in parola e si procede all'assunzione, a carico del bilancio dell'ente attuatore, degli oneri assicurativi relativi alla copertura del periodo di proroga.
(99.51.2364)
Progetti di lavori socialmente utili di cui alla circolare assessoriale 12 gennaio 1999, n. 331. Proroga dei progetti.
e, p.c. Al Ministero del lavoro e della previdenza sociale - Direzione generale per l'impiego - divisione II
Con circolare assessoriale 12 gennaio 1999, n. 331/99, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, parte I, n.4 del 23 gennaio 1999, questo Assessorato ha attivato nuovi progetti destinati ai lavoratori appartenenti al regime transitorio di cui all'art. 12 del decreto legislativo n. 468/97 e successive modifiche ed integrazioni, rientranti nella platea di finanziamento di cui alla circolare assessoriale 16 settembre 1997, n. 275/97.
In applicazione a quanto disposto dall'art. 1, comma 2, lett. c), del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, la durata dei progetti in parola, atteso che gli stessi rientravano nella predetta tipologia, è stata determinata in mesi sei dall'effettivo inizio delle attività. Successivamente, per i progetti in scadenza, ed a seguito di apposita richiesta degli enti promotori, la Commissione regionale per l'impiego ha disposto la proroga dei progetti in parola sino al 31 dicembre 1999.
Nello spirito dell'art. 1, comma 1, del decreto legge 2 novembre 1999, e delle direttive emanate con circolare del Ministero del lavoro e della previdenza sociale 18 novembre 1999, n. 74/99, e con circolare assessoriale 25 novembre 1999, n. 364/99, la Commissione regionale per l'impiego, nella seduta del 2 dicembre 1999, ha disposto di prorogare ulteriormente, fino all'entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega di cui all'art. 45, comma 2, della legge n. 144/99 e, comunque, entro e non oltre il 30 aprile 2000, i progetti in parola, condizionandone l'efficacia:
Relativamente alle risorse finanziarie necessarie per l'attuazione dei progetti fino alla scadenza, si provvederà sia con i fondi all'uopo destinati dalla legge regionale 19 agosto 1999, n. 18, sia con le ulteriori disponibilità finanziarie che saranno destinate alla misura.
Integrazione e variazione alla circolare assessoriale n. 6 del 5 luglio 1999, riguardante direttive e procedure per il funzionamento e la gestione economico-finanziaria delle sedi di coordinamento regionale - Legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, art. 48, comma 2.
Tenuto conto di quanto previsto dalla contrattazione decentrata regionale art. 10 CCNL 1994/97 della F.P. e da quanto stabilito dalla Commissione regionale per la F.P., giusto verbale n. 12 dell'1 dicembre 1999, la circolare indicata in oggetto, al punto n. 2, lettera A e B del paragrafo "A. Definizione" e al paragrafo "B. Organico delle sedi", è così di seguito integrata e modificata:
«nel rispetto dei nuovi requisiti stabiliti l'organico delle sedi di coordinamento regionali è così determinato:
ORGANICO SEDE DI COORDINAMENTO REGIONALE DIENTI DI FF.PP.
Requisiti: da 18.000 a 30.000 ore di attività corsuale e che operano in almeno 3 provincie
N. Livello e area operativa professionale Profilo professionale
1 VII - Servizi direttivi Direttore regionale
1 VI/B - Servizi direttivi Direttore amministrativo/organizzativo
1 V - Servizi formativi di sistema Orientatore - promotore
1 V - Servizi formativi di sistema Progettista
1 IV - Attività amministrativa generale Collaboratore amministrativo/organizzativo
Requisiti: da 30.001 a 45.000 ore di attività corsuale e che operano in almeno 3 provincie
1 VI/B - Servizi direttivi Direttore del personale
1 VI/B - Servizi direttivi Direttore ricerca e sviluppo
1 VI/B - Servizi direttivi Responsabile valutazione e processi formativi
1 VI/A - Servizi direttivi Responsabili prog. e gest. reti informatizzate
1 V - Attività amministrativa di sistema Responsabile gestione amministrativa del personale
1 V - Attività amministrativa di sistema Responsabile contabilità generale/rendicontazione
1 III - Attività amministrativa generale Collaboratore amministrativo/organizzativo
1 II - Attività amministrativa generale Operatore amministrativo
1 II - Attività tecnico-ausiliario Operatore tecnico
1 I - Attività tecnico-ausiliario Ausiliario servizi generali
Requisiti: da 45.001 sino a 100.000 ore di attività corsuale e che operano in almeno 7 provincie
2 V - Servizi formativi di sistema Progettista
2 V - Servizi formativi di sistema Orientatore - promotore
2 IV - Attività amministrativa generale Collaboratore amministrativo/organizzativo
3 III - Attività amministrativa generale Collaboratore amministrativo/organizzativo
3 II - Attività amministrativa generale Operatore amministrativo
2 I - Attività tecnico-ausiliario Ausiliario servizi generali
Requisiti: oltre 100.001 ore di attività corsuale e che operano in almeno 7 provincie
2 VI/B - Servizi direttivi Direttore amministrativo/organizzativo
2 VI/B - Servizi direttivi Direttore del personale
2 VI/B - Servizi direttivi Direttore ricerca e sviluppo
2 VI/B - Servizi direttivi Responsabile valutazione e processi formativi
2 VI/A - Servizi direttivi Responsabili prog. e gest. reti informatizzate
4 V - Servizi formativi di sistema Progettista
4 V - Servizi formativi di sistema Orientatore - promotore
2 V - Servizi formativi di coordinamento Coordinatore di attività di integrazione
2 V - Attività amministrativa di sistema Responsabile gestione amministrativa del personale
2 V - Attività amministrativa di sistema Responsabile contabilità generale/rendicontazione
4 IV - Attività amministrativa generale Collaboratore amministrativo/organizzativo
6 III - Attività amministrativa generale Collaboratore amministrativo/organizzativo
6 II - Attività amministrativa generale Operatore amministrativo
2 II - Attività tecnico-ausiliario Operatore tecnico
4 I - Attività tecnico-ausiliario Ausiliario servizi generali
La sede di coordinamento regionale coordina la gestione delle risorse umane e ne è responsabile, assicurando unità di indirizzo e funzionalità.
L'organico della sede di coordinamento regionale sarà costituito esclusivamente facendo ricorso a processi di mobilità interna all'ente, in osservanza delle modalità, e/o al personale iscritto nelle apposite liste di mobilità istituite presso gli UU.PP.L.M.O. in osservanza delle modalità regolate dall'art. 26 del CCNL degli operatori della F.P. e nel rispetto della normativa vigente.
Eventuale fabbisogno di personale da impiegare in particolare specificità potrà essere individuato sulla base di criteri di comprovata competenza dall'E.G. e sarà comunicato all'Assessorato regionale del lavoro ed alla F.P., gruppo II/FP, secondo le disposizioni normative e assessoriali vigenti.
E' fatta salva la composizione delle sedi di coordinamento regionale già approvate in via amministrativa.
Il costo complessivo del piano formativo non potrà, in ogni caso, superare l'ammontare previsto del decreto di approvazione del piano formativo stesso, nell'ambito del quale saranno valutate tutte le possibili configurazioni di utilizzo all'attività formativa delle figure dei servizi formativi di sistema.
Infine, con riferimento alla figura professionale del "Coordinatore di attività di integrazione" di cui al punto 3.2.4. delle declaratorie dei profili professionali del vigente CCNL di categoria, è riconosciuta a quegli EE.GG. che volgono attività rivolta ad allievi portatori di handicap o in situazioni di svantaggio o emarginazione».
(99.51.2371)