Source: http://www.gadit.it/articolo/16089
Timestamp: 2018-12-12 11:56:05+00:00
Document Index: 135536036

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 686', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 686', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 686', 'art. 686', 'sentenza ', 'art. 678', 'art. 156', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 409', 'art. 431', 'art. 491', 'art. 1']

Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 01-03-2011, n. 4994 Pignoramento di crediti di lavoro – Gadit
L’INPS chiedeva il rigetto della domanda ritenendo non dovuto l’intervento del fondo per crediti relativi a procedure esecutive iniziate prima del 28.2.92, data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 80 del 1992. 2.- Rigettata la domanda e proposto appello dalla D.G., la Corte d’appello di L’Aquila con sentenza pubblicata il 3.3.09 accoglieva l’impugnazione e condannava l’INPS a pagamento di Euro 6.205,63 a titolo delle ultime tre mensilità, oltre interessi e rivalutazione dalla domanda.
4.1. Con il primo motivo parte ricorrente deduce violazione del D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 80, art. 2, comma 6 e art. 686 c.p.c.. La conversione del sequestro conservativo in pignoramento, intatti, è avvenuta al momento non del passaggio in giudicato della sentenza (1.3.92), ma della pubblicazione della sentenza stessa (15.1.92), atteso che l’art. 686 c.p.c. prevede che il sequestro conservativo si converte in pignoramento al momento in cui il creditore sequestrante ottiene sentenza di condanna esecutiva". La data di inizio dell’esecuzione forzata, pertanto, è antecedente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 80 e, pertanto, è irrilevante anche la circostanza che l’atto di pignoramento fosse stato notificato alla debitrice il 31.3.92, non costituendo detto pignoramento "primo atto di esecuzione", ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. b), dello steso D.Lgs..
L’art. 2, in particolare, prevede che "il pagamento effettuato dal Fondo di garanzia ai sensi dell’art. 1 è relativo ai crediti di lavoro, diversi da quelli spettanti a trattamento di fine rapporto, inerenti, gli ultimi ire mesi del rapporto di lavoro rientranti nei dodici mesi che precedono: a) la data del provvedimento che determina Paperi uni di una delle procedure indicate nell’art. 1, comma 1; b) la data di inizio dell’esecuzione forzata; c) la data del provvedimento di messa in liquidazione o di cessazione dell’esercizio provvisorio, ovvero dell’autorizzazione alla continuazione dell’esercizio di impresa per 1 lavoratori che abbiano continuato a prestare attività lavorativa, ovvero la data di cessazione del rapporto di lavoro, se questa è intervenuta durante la continuazione dell’attività dell’impresa" (comma 1), e che "l’intervento del Fondo di garanzia previsto dalle disposizioni che precedono opera soltanto nei casi in cui le procedure indicare nell’art. 1 siano intervenute successivamente all’entrata in vigore del presente decreto legislativo" (comma 6).
E’ circostanza noti controversa in causa che il datore di lavoro non fosse soggetto alle procedure concorsuali di cui all’art. 1, comma 1. 6.- l’atre queste premesse, deve rilevarsi infondatezza del ricorso nei termini di seguito indicati.
Sarebbe, pertanto, irrilevante che il giudice avesse precedentemente accolto un’istanza cautelare del lavoratore di sequestro conservativo dei beni del datore e che la sentenza in questione, accogliendo la domanda di pagamento, avesse convalidato il sequestro, in quanto la conversione del sequestro conservativo in pignoramento prevista dall’art. 686 c.p.c. si sarebbe prodotta al momento del passaggio in giudicato della sentenza. In ogni caso, per il giudice di merito, il lavoratore avrebbe avuto piena conoscenza dello stato di insolvenza del datore di lavoro solo nel corso della procedura di esecuzione esperita successivamente alla sentenza, a tale scopo, richiamandosi un verbale di pignoramento immobiliare (evidentemente negativo) notificato il 31.3.92. 7.- Il richiamato art. 686 c.p.c. prevede che "il sequestro conservativo si converte in pignoramento al momento in cui il creditore sequestrante ottiene sentenza di condanna esecutiva" (comma 1). Tale norma, sul presupposto che il sequestro sia stato validamente eseguito sui beni del debitore secondo le condizioni previste dall’art. 678 c.p.c., sostituisce al titolo derivante dalla cognizione sommaria (il provvedimento di sequestro), i titolo giudiziale vero e proprio e trasforma la situazione di mero assoggettamento cautelare del bene sequestrato in formale esecuzione giudiziale. A completa realizzazione di tale effetto l’art. 156 disp. att. c.p.c. impone al creditore una attività di impulso processuale consistente nel deposito di copia della sentenza di condanna esecutiva nella cancelleria del giudice competente per l’esecuzione entro sessanta giorni dalla conoscenza della sentenza (circa l’automaticità di questo meccanismo processuale v., tra le altre, Cass. 3.9.07 n. 18536 e Cass. 29.4.06 n. 10029).
Con riferimento al caso di specie, deve rilevarsi che la sentenza di condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di cui all’art. 409 c.p.c. è per legge esecutiva, seppure m via provvisoria (art. 431 c.p.c). Non ponendo in dubbio il giudice di merito che il sequestro tosse stato db origine validamente eseguito, deve ritenersi che la conversione del sequestro conservativo in pignoramento fosse intervenuta ipso iure al momento stesso della pronunzia delle semenza, ovvero il 6.12.91, giorno di pronunzia del dispositivo e che dalla stessa data fosse iniziata la procedura esecutiva, atteso che il pignoramento costituisce il primo atto dell’espropriazione forzata ( art. 491 c.p.c.).
Irrilevante è la circostanza che il lavoratore abbia avuto cognizione dello stato di insolvenza solo all’esito di uno specifico atto di esecuzione intervenuto successivamente al passaggio in giudicato della sentenza, atteso che il già richiamato del D.Lgs. n. 80, art. 1, comma 6, fissa l’inizio dell’operatività della garanzia del fondo a che la procedura di esecuzione sia "intervenuta" (comma 1 "sia iniziata") prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo, a prescindere dall’avvenuta consapevolezza dell’incapienza del patrimonio assoggettato ad esecuzione.