Source: http://www.biodiritto.org/index.php/dossier/item/850-fine-vita-italia
Timestamp: 2019-02-20 06:01:33+00:00
Document Index: 35404857

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 580', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 580', 'art. 580']

Dossier: casi e materiali sul fine vita in Italia
Sei qui: Home Dossier Dossier: casi e materiali sul fine vita in Italia
1. Il quadro normativo vigente
2. Proposte di legge
3. Principali documenti di comitati e comunità scientifiche
La disciplina sui diritti della persona nelle decisioni di fine vita, come indicato anche all'art. 1 della legge n. 219/2017, si fonda sulla "tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata".
Codice penale: articolo 579 (Omicidio del consenziente); art. 580 (Istigazione o aiuto al suicidio).
Legge n. 219 del 22 dicembre 2017, Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento
Legge regionale del Friuli Venezia Giulia del 13 Marzo 2015 n. 4, Accesso al registro regionale delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (le DAT). La legge è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale con sentenza n. 262/2016.
Legge regionale della Calabria 16 ottobre 2014, n. 27, Norme in tema di donazione degli organi e tessuti. La legge è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale con sentenza n. 195/2015.
Ministero dell'Interno, circolare 8 febbraio 2018, Prime indicazioni operative sulla legge n. 219 del 2017.
C. 2996 Binetti (Disposizioni relative all'alleanza terapeutica, in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattament)
Per alcuni approfondimenti sull'iter parlamentare cfr. l'articolo di Donata Lenzi, Consenso informato e DAT. Riprende il cammino parlamentare, pubblicato in BioLaw Journal, 2/2016, pp. 305-307.
Il 14 dicembre 2017 il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il disegno di legge recante "Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento" (legge n. 219 del 2017).
Cass.civ., sez. I, sent. 16 ottobre 2007, n. 21748 - Caso Englaro
La Corte di Cassazione italiana, in un caso relativo alla richiesta da parte del tutore di una ragazza posta in condizione di “stato vegetativo permanente” (ovvero in condizioneclinica di non consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante, e pertanto giuridicamente incapace di assumere le decisioni che la riguardassero, comprese quelle relative al suo stato di salute) di interrompere l’idratazione e l’alimentazione artificiali somministrate alla stessa, ha ammesso che il giudice possa autorizzarne l’interruzione soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: a) l’irreversibilità della condizione di stato vegetativo della paziente, scientificamente fondata, in modo che non vi sia, in base agli standard scientifici internazionalmente riconosciuti, alcuna possibilità di recupero della coscienza e delle capacità di percezione; b) l’accertamento univoco della volontà della paziente, sulla base di elementi tratti dal vissuto della medesima, dalla sua personalità e dai convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici, circa il rifiuto alla continuazione del trattamento.
Tribunale di Roma, sent. n. 2049/2007. Caso Welby: non luogo a procedere nei confronti del medico che ha interrotto il trattamento di sostegno vitale
Nel maggio del 2017 Procuratore della Repubblica ritiene che condotta di Marco Cappato rientri tra le condotte di partecipazione materiale o fisica al suicidio punite ex art. 580 c.p., mentre esclude la partecipazione morale o psichica in quanto l’indagato non risulta aver influito sul processo di formazione della volontà suicida dell’Antoniani. Inoltre, dal momento che l’indagato non ha avuto alcun ruolo materiale nella fase esecutiva vera e propria della morte del sign. Antoniani, la sua condotta in sé considerata si configura tra gli atti preparatori penalmente irrilevanti senza integrare il reato di cui all’art. 580 cod. pen. e per questo richiede al Giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato.
Corte d’Appello di Milano, 19 agosto 2011, n. 2359 – Caso Liessi
La Corte d’Appello di Milano condanna l’Azienda Ospedaliera Ospedale S. Carlo Borromeo e alcuni medici dipendenti della detta struttura sanitaria, convenuti in giudizio d’appello dalla vedova Liessi, per aver sottoposto a trasfusione di sangue coattivamente il paziente Remo Liessi, ministro di culto dei Testimoni di Geova, nonostante il suo lucido e reiterato rifiuto.
Il fascicolo n. 1/2018 di BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto ha ospitato un forum sulla nuova legge, con un commentario di ciascun articolo.
Altro in questa categoria: « La riforma del codice di deontologia medica	Dossier: la disciplina del fine vita negli USA »