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Timestamp: 2019-11-18 17:48:14+00:00
Document Index: 107878339

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6']

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Il 25 ottobre 2011 entrerà formalmente in vigore il D.Lgs. 167/11 "Testo unico dell'apprendistato, a norma dell'articolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007, n. 247"
La legge istitutiva dell'apprendistato, Legge 25/55, stabiliva che "l'apprendistato è uno speciale rapporto di lavoro in forza del quale l'imprenditore è obbligato ad impartire o a far impartire, nella sua impresa, all'apprendista assunto alle sue dipendenze, l'insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato, utilizzandone l'opera nell'impresa medesima”.
L'apprendistato è stato oggetto successivamente di modifiche ed integrazioni con la legge 56/87 e l'art. 16 della Legge 196/97
Il Decreto Legislativo 276/03 ne ha modificato profondamente la natura stabilendo che l'apprendistato è il contratto formativo per eccellenza idoneo per assolvere al diritto-dovere di istruzione e formazione e per acquisire titoli di studio.
In realtà l'istituto, nonostante integrazioni e modifiche normative, ha trovato applicazione nell'apprendistato professionalizzante ed in piccola parte in quello finalizzato alla qualifica professionale, mentre è rimasto sostanzialmente lettera morta per l'alta formazione e ricerca.
Il rilancio dell'apprendistato avviene a seguito della sottoscrizione tra governo, regioni, province autonome e parti sociali di due importanti intese
le linee guida per la formazione 2010 (in allegato), sottoscritto il 17 febbraio 2010
"Per il rilancio dell'apprendistato" (in allegato), sottoscritto il 27 ottobre 2010
Non a caso la Legge 183/10 (cosiddetto "collegato lavoro") prevede l'emanazione di un testo unico che coordini e innovi la normativa di settore.
E' opportuno ricordare che il "collegato lavoro" introduce la possibilità di adempiere all'obbligo di istruzione a partire dai 15 anni in apprendistato. Su questo aspetto la CGIL e la FLC hanno manifestato netto dissenso e preannunciato forti iniziative di contrasto.
Dopo un serrato confronto con le parti sociali e le regioni, il testo unico è stato definitivamente emanato con D.Lgs 167/11 che, tra l'altro, abroga la normativa di settore precedente: la legge 25/55, gli articoli 21 e 22 della Legge 56/87, l'articolo 16 della Legge 196/07, gli articoli da 47 a 53 del D.Lgs. 276/03. In ogni caso la normativa precedente rimane in vigore per 6 mesi nelle regioni e nei settori in cui "la disciplina di cui al presente decreto non sia immediatamente operativa" (art. 7 comma 7).
Definizione, tipologie e finalità dell'apprendistato
L'art. 1 del TUA definisce l'apprendistato come "un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani"
Tre sono le tipologie di apprendistato
a) per la qualifica e per il diploma professionale
b) professionalizzante o contratto di mestiere
In realtà vi sono significative differenze tra apprendistato di alta formazione e quello di ricerca, mentre è prevista una forma derogatoria di apprendistato per i lavoratori in mobilità.
Finalità delle varie forme di apprendistato sono
conseguimento di una qualifica professionale (triennale) o di un diploma professionale (quadriennale) previsti nei percorsi di istruzione e formazione Professionale (IeFP) di cui al D. Lgs. 226/05
conseguimento di una qualifica professionale a fini contrattuali
conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore, di titoli di studio universitari e della alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, di titoli rilasciati dagli istituti tecnici Superiori (ITS) e nell'ambito dell'istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS).
Il TUA, pur fornendo indicazioni dettagliate su molti aspetti, è comunque una norma "cornice" che per avere completa applicazione necessita di numerosi passaggi istituzionali e contrattuali successivi.
Passaggi che riguardano trasversalmente le varie tipologie di contratto di apprendistato
Disciplina contrattuale: La disciplina del contratto di apprendistato è rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (Art. 2 comma 1). I principi a cui deve attenersi la disciplina contrattuale sono definiti nell'art. 2 del TUA
Repertorio delle professioni: presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è istituito il repertorio delle professioni. Esso è predisposto, da un apposito organismo tecnico di cui fanno parte il MIUR, le associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i rappresentanti della Conferenza Stato-regioni.
Finalità del repertorio sono:
armonizzare le diverse qualifiche professionali acquisite secondo le diverse tipologie di apprendistato
consentire una correlazione tra standard formativi e standard professionali (art. 6 comma 3)
Standard formativi: Entro dodici mesi il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'istruzione, della università e della ricerca, e previa intesa con le Regioni e le province autonome definisce, nel rispetto di quanto stabilito nell'intesa tra Governo, Regioni e parti sociali del 17 febbraio 2010, gli standard formativi per la verifica dei percorsi formativi in apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e in apprendistato di alta formazione. (art. 6 comma 1)
Standard professionali: nell'apprendistato professionalizzante e in quello di ricerca sono definiti nei contratti collettivi nazionali di categoria o, in mancanza, attraverso intese specifiche da sottoscrivere a livello nazionale o interconfederale anche in corso della vigenza contrattuale (art. 6 comma 2)
Settori pubblici: Entro dodici mesi, con un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentite le parti sociali e la Conferenza unificata, saranno definiti la disciplina del reclutamento e dell'accesso, nonché l'applicazione del contratto di apprendistato professionalizzante e di alta formazione e di ricerca per i settori di attività pubblici.
Regolamentazione e durata del periodo di apprendistato: è rimessa alle Regioni, per i soli profili che attengono alla formazione, in accordo con le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, le università, gli istituti tecnici e professionali e altre istituzioni formative (o di ricerca comprese quelle in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale o regionale e aventi come oggetto la promozione delle attività imprenditoriali, del lavoro, della formazione, della innovazione e del trasferimento tecnologico) (art. 5 comma 2).
Regolamentazione transitoria: In assenza di regolamentazioni regionali l'attivazione dell'apprendistato di alta formazione è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai singoli datori di lavoro o dalle loro associazioni con le Università, gli istituti tecnici e professionali e le istituzioni formative o di ricerca di cui sopra (art. 5 comma 3)
Regolamentazione dei profili formativi: è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, previo accordo in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, e sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale tenuto dei seguenti principi:
definizione delle qualifiche e dei diplomi professionali: nell'ambito dei percorsi di Ie FP di cui al D.Lgs. 226/05 (art. 3 comma 2 lett. a)
standard minimi formativi: definizione di un monte ore di formazione congruo con gli definiti ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 (art. 3 comma 2 lett. b)
modalità di erogazione della formazione aziendale: definite nei contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, anche all'interno degli enti bilaterali (art. 3 comma 2 lett. c)
Durata e modalità di erogazione della formazione
Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi stabiliscono:
la durata e le modalità di erogazione della formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche
la durata, anche minima, del contratto che, per la sua componente formativa, non può comunque essere superiore a tre anni ovvero cinque per figure professionali dell’artigianato individuate dalla contrattazione collettiva di riferimento.
Formazione integrata: La formazione svolta sotto la responsabilità della azienda, è integrata dall'offerta formativa pubblica non superiore a centoventi ore per la durata del triennio e disciplinata dalle Regioni sentite le parti sociali.
Le modalità di certificazione delle competenze acquisite dall'apprendista:
saranno definite dalle regioni sulla base del repertorio delle professioni
saranno registrate nel libretto formativo del cittadino
dovranno rispettare le intese raggiunte tra Governo, Regioni e parti sociali nell'accordo del 17 febbraio 2010.
Transitoriamente, in attesa della definizione del repertorio delle professioni, si farà riferimento agli "standard regionali esistenti". (art. 6 comma 4)
intesa governo regioni e parti sociali linee guida per la formazione professionale 17 febbraio 2010
intesa governo regioni e parti sociali per il rilancio dell apprendistato 27 ottobre 2010