Source: http://www.intrastat.biz/operazioni-paesi-black-list/
Timestamp: 2017-09-23 14:37:09+00:00
Document Index: 52405373

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1']

Operazioni Paesi Black List | INTRASTAT .BIZ
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Il nuovo adempimento non va sottovalutato considerato che tra le operazioni soggette a monitoraggio rientrano anche quelle poste in essere con gli operatori residenti nella Repubblica di San Marino o in Svizzera.
Al fine di contrastare le frodi fiscali internazionali e nazionali, l’art. 1, DL 40/2010, ha introdotto un nuovo obbligo di comunicazione delle operazioni effettuate con soggetti residenti nei c.d. Paesi “black list”.
Lo scopo del provvedimento è evidentemente quello di inasprire il monitoraggio delle operazioni effettuate da imprese residenti nel territorio italiano con operatori economici residenti (o domiciliati) nei c.d. Paesi a fiscalità privilegiata al fine di pervenire ad un più efficace contrasto delle c.d. frodi “carosello” e delle “cartiere” intracomunitarie.
Con DM MEF 30.3.2010 sono state individuate le modalità ed i termini per l’effettuazione della comunicazione.
Con un apposito Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dovrà essere approvato il relativo modello di comunicazione.
L’obbligo della comunicazione interessa tutti i soggetti passivi IVA nazionali che effettuano operazioni con soggetti passivi che hanno sede, domicilio o residenza in uno dei c.d. Paesi “black list” individuati dai DDMM 4.5.1999 e 21.11.2001.
Nella comunicazione vanno indicate le operazioni registrate o soggette a registrazione ai fini IVA quando poste in essere da o nei confronti di soggetti passivi IVA residenti in Paesi “black list” (non vanno indicate le operazioni con soggetti privati o enti non commerciali che agiscono nella sfera istituzionale):
Pertanto, nella comunicazione vanno riportati i dati delle operazioni imponibili, non imponibili, esenti e non soggette ad IVA. Parrebbero, invece, escluse le operazioni non soggette a registrazione tra cui le prestazioni di servizi rese a committenti extracomunitari che risultano, in base ai nuovi principi di territorialità, fuori campo IVA in quanto tassate secondo le regole in vigore nello Stato del committente.
L’obbligo di comunicazione può essere altresì esteso, con un apposito decreto ministeriale, a Paesi non rientranti nella “black list”, nonché a specifici settori di attività e a particolari tipologie di soggetti.
Allo stesso modo, il MEF può escludere dall’obbligo comunicativo le operazioni intercorse con taluni Paesi “black list” o con particolari settori di attività, considerati non a rischio fiscale, svolte negli stessi Paesi.
In ogni caso non dovrebbero essere interessati dall’estensione dell’obbligo i Paesi appartenenti alla UE, considerato che le operazioni poste in essere con soggetti comunitari sono riepilogate nei modelli INTRASTAT.
Per i soggetti che hanno iniziato l’attività da meno di quattro trimestri, la presentazione della comunicazione deve essere effettuata con periodicità trimestrale, a condizione comunque che il limite di € 50.000 non sia superato nel trimestre in corso e in quelli precedenti.
I soggetti trimestrali che nel corso di un trimestre superano il limite di € 50.000, sono tenuti, a decorrere dal mese successivo a quello di riferimento, alla presentazione della comunicazione con periodicità mensile.
Pertanto, per i soggetti mensili il primo invio della comunicazione dovrà essere effettuato entro il 31.8.2010 (fine del mese successivo al primo periodo di riferimento). Per i soggetti trimestrali, invece, il primo invio è previsto entro il 31.10.2010. Di seguito il calendario di presentazione 2010:
codice fiscale e partita IVA del soggetto IVA tenuto alla comunicazione;
numero di codice fiscale attribuito al soggetto con il quale è intercorsa l’operazione dal Paese in cui lo stesso è stabilito, residente o domiciliato (in mancanza va indicato “altro codice identificativo”);
se il soggetto estero è una persona fisica: ditta, cognome, nome, luogo e data di nascita, domicilio fiscale nello Stato in cui la stessa è stabilita, residente o domiciliata; se il soggetto estero non è una persona fisica: denominazione o ragione sociale, sede legale, o, in mancanza, sede amministrativa nello Stato in cui lo stesso è stabilito, residente o domiciliato;
per ciascuna controparte: importo complessivo delle operazioni attive e passive effettuate, distinguendo tra operazioni imponibili, non imponibili, esenti e non soggette a IVA (al netto delle relative note di variazione);
per ciascuna controparte, relativamente alle operazioni imponibili: importo complessivo e relativa IVA;
per ciascuna controparte, relativamente alle note di variazione emesse e ricevute relative a precedenti annualità: importo complessivo e relativa IVA.
Si rammenta che nella comunicazione vanno incluse le operazioni registrate o soggette a registrazione ai sensi delle disposizioni in materia di IVA.
Il DL 40/2010 stabilisce il raddoppio delle ordinarie sanzioni amministrative ex art. 11, D.Lgs. 471/1997, che andranno, quindi, da € 516 a € 4.130, per i casi di omissione, incompletezza o falsità dei dati oggetto della comunicazione.
Inoltre, nei suddetti casi non trova applicazione il c.d. cumulo giuridico con altre violazioni eventualmente irrogate nello stesso avviso di irrogazione delle sanzioni e, pertanto, al sussistere di più violazioni relative agli obblighi di comunicazione delle operazioni con soggetti residenti in Paesi “black list” sarà applicata una distinta sanzione per ciascuna violazione commessa.
Come anticipato, l’obbligo di monitoraggio interessa le operazioni effettuate con soggetti residenti nei c.d. Paesi “black list” come individuati dai DDMM 4.5.1999 e 21.11.2001.
Pertanto, dalla “combinazione” delle due predette liste, risulta che, agli effetti del nuovo obbligo di comunicazione, sono considerati “black list” i seguenti Paesi:
Nuova Caledonia Oman
Panama Polinesia francese
Portorico Saint Kitts e Nevis
Salomone Samoa
Saint Lucia Saint Vincent e Grenadine
Sark (Isole del Canale) Seychelles
Singapore Svizzera
Tuvalu (ex Isole Ellice) Uruguay
È comunque auspicabile un chiarimento delle Entrate considerato che gli elenchi in questione includono tuttora alcuni Stati che nel frattempo hanno aderito alla UE (Malta e Cipro), e numerosi Paesi per i quali il monitoraggio dovrebbe interessare soltanto gli operatori che presentano talune caratteristiche peculiari (è il caso del Lussemburgo e della Svizzera su tutti).
giugno 23rd, 2010 | Tags: acqusiti beni, Afar, Alderney, Andorra, Angola, Anguilla, Antigua, Antille olandesi, antivirus, Arabi, Aruba, Bahamas, Barbados, Barbuda, Barhein, Belize, Bermuda, black list, Brunei, Caicos, Caledonia, Cayman, cessione beni, Cipro, Corea del Sud, Costarica, decreto incentivi, DL 40/2010, Dominica, e, Ecuador, Emirati, Filippine, Giamaica, Gibilterra, Gibuti, Grenada, Grenadine, Guatemala, Guernsey, Herm, Hong Kong, Isola di Man, Isole, Isole Cook, Isole del Canale, Isole Gilbert, Isole Marshall, Isole Turks, Isole Vergini britanniche, Isole Vergini statunitensi, Issas, iva intracomunitaria, Jersey, Kenia, Kiribati, Kitts, Libano, Liberia, Liechtenstein, Lucia, Lussemburgo, Macao, Maldive, Malesia, Malta, Mauritius, Monaco, Montserrat, Nauru, Nevis, Niue, Nuova, Oman, operazioni, paesi, paesi balck list, Paesi Black List, Panama, periodicita', Polinesia francese, Portorico, Saint, Salomone, Samoa, San Marino, Sant’Elena, Sark, Seychelles, Singapore, svizzera, Taiwan, Tonga, Tuvalu, Uniti, Uruguay, Vincent, Yanuatu | Category: Paesi Black List
6 comments to Operazioni Paesi Black List
ottobre 18th, 2010 at 16:36
“Ho un soggetto passivo IVA con periodicità per l’invio della “black list” trimestrale, il quale ha una fattura di acquisto da San Marino datata luglio 2010 ma registrata in ottobre 2010. In quale “black list” va inserita, in quella del 3° trimestre o in quella del 4° trimestre?”
Come precisato nella recentissima Circolare n. 53/E/2010, il momento rilevante per individuare il periodo in cui comprendere le operazioni da segnalare coincide con la data di annotazione del documento nei registri IVA ovvero, se precedente o alternativa, nelle scritture contabili obbligatorie.
Per gli acquisti di beni da San Marino senza addebito d’imposta, l’operazione rileva in base alla data di registrazione dell’autofattura, ovvero alla data di registrazione del documento ricevuto dall’operatore sammarinese integrato con l’indicazione dell’imposta.
ottobre 28th, 2010 at 08:32
“Buongiorno, volevo sapere se le prestazioni alberghiere fornite o ricevute da/a Paesi “black list” vanno segnalate. Grazie.”
Per le prestazioni relative a beni immobili, tra queste le prestazioni alberghiere, il criterio di tassazione utilizzato è quello del luogo ove sono situati i beni.
In particolare, ai sensi dell’art. 7-quater, c. 1, lett. a), DPR 633/1972, le forniture di alloggi nel settore alberghiero sono territorialmente rilevanti ai fini IVA nello Stato in cui è situato l’immobile. Pertanto, l’imposta va applicata in relazione al luogo ove è situato l’albergo.
Relativamente alla comunicazione “black list”, ed in particolare per quanto concerne la natura dei beni e servizi oggetto di dichiarazione, la norma non prevede alcuna esclusione, né fissa alcun limite inferiore di valore.
Di conseguenza formano oggetto di comunicazione anche le prestazioni alberghiere quando effettuate o ricevute nei confronti di operatori economici localizzati in Paesi “black list”.
novembre 30th, 2010 at 17:16
“Buongiorno, una società ha acquistato tramite Internet un antivirus da una ditta di Cipro la quale ha emesso fattura con IVA. Occorre presentare la comunicazione black list?”
Per Paesi “black list” sono da intendersi gli Stati o i territori individuati in almeno uno dei seguenti provvedimenti:
- DM 4 maggio 1999;
- DM 21 novembre 2001.
Tali provvedimenti sono stati aggiornati dal DM 27 luglio 2010, entrato in vigore il 5 agosto 2010, che ne ha escluso Cipro, Malta e Corea del Sud
L’art. 1, DM 5 agosto 2010, ha disposto che le operazioni intercorse con operatori economici localizzati in tali Paesi non devono essere comunicate, neppure se effettuate nel periodo che va dal 1° luglio al 4 agosto 2010, in cui tali Paesi risultavano ancora inclusi in una o più “black lists”.
L’operazione non va quindi riepilogata nella comunicazione.
dicembre 20th, 2010 at 11:53
“Buongiorno, volevo sapere se vanno inseriti negli elenchi black list anche gli scontrini che vengono rilasciati da ristoranti, bar e pagati mediante carta di credito. Grazie in anticipo per l’aiuto!”
Pur in assenza di specifici chiarimenti di prassi, considerata la ratio della norma si ritiene che tutti i documenti intestati all’impresa (o al professionista) debbano essere inseriti nella comunicazione “black list” (ai righi A26/A27).
I documenti non intestati all’impresa (ad esempio, giustificativi del dipendente in trasferta allo stesso intestati o non intestati) non vanno, invece, riepilogati nella comunicazione.
gennaio 20th, 2011 at 18:08
“Salve a tutti. Vorrei sapere se è possibile fare il ravvedimento operoso su elenchi black list non presentati. Se si quale codice tributo si utilizza? Come si calcola l’importo? Grazie mille.”
Per l’omessa presentazione della comunicazione trovano applicazione le sanzioni previste dall’art. 11, c. 1, D.Lgs. 471/1997: da € 516 a € 4.130 per ciascun elenco omesso.
La CM 53/E/2010 ha confermato che la violazione consistente nell’omessa presentazione della comunicazione o nella trasmissione della stessa con dati incompleti o inesatti, può essere oggetto di ravvedimento, ai sensi dell’art. 13, D.Lgs. 472/1997.
Se la situazione viene regolarizzata entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno in cui è commessa la violazione (per il 2010, entro il 30 settembre 2011), si può sanare l’irregolarità pagando la sanzione ridotta a un decimo (da € 51 a € 413) per ogni comunicazione omessa.
Il codice tributo da esporre nel mod. F24 è “8911”.
Attenzione, per le violazioni commesse dal 1° febbraio 2011, l’art. 1, c. 20, Legge di stabilità 2011, ha modificato, in senso sfavorevole al contribuente, la misura delle riduzioni previste dall’art. 13, c. 1, lett. a), b) e c), D.Lgs. 472/1997 (contenente la disciplina generale del ravvedimento operoso).
La nuova sanzione ridotta è pari a un ottavo del minimo (€ 64).
gennaio 24th, 2011 at 16:48
“Ringrazio per la risposta e pongo un ulteriore quesito, la sanzione ridotta a un decimo (da € 51 a € 413) su cosa si calcola?”
La sanzione ridotta ex art. 13, c. 1, lett. b), D.Lgs. 472/1997, ammonta a € 51 per ciascun elenco omesso, incompleto o non veritiero (indipendentemente dal numero dei soggetti e delle operazioni che sono stati inclusi, o andavano inclusi nell’elenco).
Si rammenta che per le violazioni commesse a decorrere dal 1° febbraio 2011, in forza di quanto disposto dall’art. 1, c. 20, Legge di stabilità 2011, la misura della sanzione ridotta è aumentata a € 64 per ciascun elenco.
Teniamo infine ad evidenziare che la CM 2/E/2011 ha precisato che il termine entro il quale perfezionare il ravvedimento è fissato entro il termine di 1 anno dalla omissione o dall’errore.