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Timestamp: 2016-10-27 13:26:14+00:00
Document Index: 17121491

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 56', 'art. 110', 'art. 24', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 25', 'art. 318', 'art. 319', 'art. 357', 'art. 320', 'art. 319', 'art. 321', 'art. 322', 'art. 321', 'art. 317', 'art. 322', 'art. 322', 'art. 322', 'art. 24', 'art. 491', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 617', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 640', 'art. 25', 'art. 453', 'art. 456', 'art. 457', 'art. 454', 'art. 455', 'art. 455', 'art. 456', 'art. 458', 'art. 459', 'art. 460', 'art. 461', 'art. 6']

⭐Adeguamento del modello di organizzazione, gestione e controllo dell Acquirente Unico S.p.A. SEZIONE SPECIFICA 1
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Antonio Gianluigi Bellini
1 Adeguamento del modello di organizzazione, gestione e controllo dell Acquirente Unico S.p.A. ai sensi del d. lgs. 231/2001 SEZIONE SPECIFICA 1 REATI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ALTRI REATI Documento approvato dal CdA AU con delibera del2 INDICE PARTE SPECIALE 1 Premessa Le fattispecie dei reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25 del D.Lgs. 231/2001) I reati di cui all art. 24 del D.Lgs. 231/ I reati di cui all art. 25 del D.Lgs. 231/ Altri reati (artt. 24-bis, 25-bis, 25-ter, 25-quater, 25-quinquies, 25-sexies, 25-septies, 25-octies ex d. lgs. 231/2001) I reati di cui all art. 24-bis I reati di cui all art. 25-bis I reati di cui all art. 25-quater I reati di cui all art. 25-quinquies I reati di cui all art. 25-sexies I reati di cui all art. 25-septies I reati di cui all art. 25-octies La funzione della Sezione Specifica Processi Sensibili Principi di riferimento generali Il sistema organizzativo generale Il sistema di deleghe e procure Principi generali di comportamento Principi di riferimento relativi alle procedure aziendali specifiche Acquisto energia Rapporti con Soggetti Pubblici Gestione dei rapporti con Enti previdenziali ed Erario Processo di approvvigionamento di beni e servizi professionali (legali, finanziari, tributari, organizzativi, tecnici) esterni all AU Transazioni finanziarie Gestione dell assunzione ed inquadramento del personale dipendente Gestione di procedimenti giudiziali, stragiudiziali o arbitrali Gestione di omaggi, comodati e atti di liberalità Sistema informatico dell AU Gestione delle attività relative al rispetto della normativa in tema di sicurezza e salute dei lavoratori I controlli dell Organo di vigilanza3 Premessa Ai fini di una migliore comprensione della normativa in materia di responsabilità amministrativa degli enti, di seguito sono descritti, per tratti essenziali, i reati la cui commissione da parte dei soggetti riconducibili alla società, può ingenerare responsabilità della società ex d. lgs. 231/2001. Si tratta, limitatamente all oggetto della presente Parte Speciale 1, di: reati verso la Pubblica Amministrazione, contemplati agli articoli 24 (Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello stato o di un ente pubblico) e 25 (Concussione e corruzione); altri reati previsti con successive integrazioni dagli articoli 24-bis (Delitti informatici e trattamento illecito di dati), 25-bis (Falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo), 25-quater (Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico), 25-quinquies (Delitti contro la personalità individuale) e 25-sexies (Abusi di mercato), 25-septies (omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro), 25-octies (Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita). A questi devono aggiungersi le fattispecie di tentativo (art. 56 c.p.) e di concorso di persone nel reato (art. 110 c.p.). 1. Le fattispecie dei reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25 del D.Lgs. 231/2001) 1.1 I reati di cui all art. 24 del D.Lgs. 231/2001 Malversazione a danno dello Stato o dell Unione Europea (art. 316-bis c.p.) La condotta sanzionata penalmente consiste nell avere mutato la destinazione di finanziamenti, sovvenzioni o contributi, ricevuti per uno specifico fine e/o attività dallo Stato, da altri enti pubblici o dall Unione Europea. Il delitto si consuma anche se solo una parte dei fondi ricevuti viene distratta ad altri fini oppure anche se la parte utilizzata allo specifico fine abbia esaurito l opera o l iniziativa cui l intera somma era destinata. Tenuto conto che il momento in cui il reato si consuma coincide con la fase esecutiva, e cioè si realizza solo in un momento successivo all ottenimento dei fondi, a prescindere dalle modalità con cui detti fondi sono stati ottenuti, il reato può essere integrato anche con riferimento a finanziamenti già ottenuti in passato, nel caso in cui non siano destinati alle finalità per le quali erano stati erogati. Indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato o dell Unione Europea (art. 316-ter c.p.) 34 Tale fattispecie di reato si realizza nei casi in cui la società (anche tramite un soggetto esterno alla stessa) mediante l utilizzo di dichiarazioni (scritte o orali) o di altra documentazione materialmente e/o ideologicamente falsa ovvero mediante l omissione di informazioni dovute consegua per sé o per altri, senza averne diritto, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dallo Stato, da altri enti pubblici o dall Unione Europea. Il momento in cui il reato si consuma è successivo all ottenimento delle erogazioni. Ad esempio, si ricadrebbe nella fattispecie in esame se un dipendente, per far ottenere un finanziamento alla società da cui dipende o ad altra collegata, attestasse circostanze non vere, ma conformi a quanto richiesto dalla Pubblica Amministrazione, raggiungendo l obiettivo di far conseguire alla società il finanziamento. Va evidenziato che tale reato costituisce un ipotesi speciale rispetto alla più ampia fattispecie di truffa aggravata di cui all art. 640-bis c.p.. Si tratterà di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato tutte le volte che la condotta illecita venga posta in essere con le specifiche modalità previste dalla norma; si ricadrà, invece, nell ipotesi di truffa aggravata (fattispecie più generale e più grave) qualora gli strumenti ingannevoli usati per ottenere le erogazioni pubbliche siano diversi da quelli considerati nell art. 316-ter e riconducibili alla nozione di artifici o raggiri richiamata dall art. 640-bis. La fattispecie in esame si configura come ipotesi speciale anche nei confronti del reato di truffa in danno dello Stato (art. 640, comma 2, n. 1, c.p.) rispetto al quale l elemento specializzante è dato non più dal tipo di artificio o raggiro, bensì dal tipo di profitto conseguito ai danni dell ente pubblico ingannato che, nella fattispecie più generale testé richiamata, non consiste nell ottenimento di un erogazione ma in un generico profitto di qualsiasi altra natura. Truffa in danno dello Stato, di altro ente pubblico o dell Unione Europea (art. 640, comma 2, n. 1, c.p.) La condotta incriminata consiste nel ricorrere a qualsiasi tipo di menzogna ( artifizi o raggiri ), compreso il silenzio su circostanze che devono essere rese note, tale da indurre in errore chiunque ed arrecare un danno allo Stato (oppure ad altro Ente Pubblico o all Unione Europea), ottenendo indebitamente un profitto, per sé o per altri. Si tratta di una fattispecie generica di truffa (art. 640 c.p.), aggravata dal fatto che il danno economico derivante dall attività fraudolenta è arrecato allo Stato, ad altro ente pubblico o all unione Europea. Tale reato può realizzarsi ad esempio nella predisposizione di documenti o dati per la partecipazione a procedure di gara contenenti informazioni non veritiere, al fine di ottenere l aggiudicazione della gara stessa, qualora proprio in conseguenza di tali documenti la Pubblica Amministrazione aggiudichi la gara alla società. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.) Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui la truffa sia posta in essere per conseguire indebitamente contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dall Unione Europea. Trattasi, come detto, di un ipotesi generale rispetto all ipotesi speciale di cui all art. 316-ter c.p.. Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.) Tale fattispecie di reato si realizza quando chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con 45 qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. Il reato di frode ha pressoché i medesimi elementi costitutivi della truffa, salvo il fatto che l attività fraudolenta non investe una persona, ma un sistema informatico attraverso la sua manipolazione; cosicché la fattispecie non richiede che si sia prodotto su chicchessia alcun errore circa la realtà dei fatti. In concreto può integrarsi il reato in esame qualora, una volta ottenuto un finanziamento, venisse violato il sistema informatico dell Ente erogatore inserendo un importo relativo ai finanziamenti superiore a quello ottenuto legittimamente. 1.2 I reati di cui all art. 25 del D.Lgs. 231/2001 Corruzione per un atto d ufficio o contrario ai doveri d ufficio (artt. 318, 319 e 319-bis c.p.) La fattispecie prevista dall art. 318 c.p. (corruzione per un atto d ufficio) si realizza quando il pubblico ufficiale per compiere un atto del suo ufficio, riceve, per sé o per un terzo, in denaro od altra utilità, una retribuzione che non gli è dovuta, o ne accetta la promessa. Il reato può essere integrato anche quando il pubblico ufficiale riceve la retribuzione per un atto d ufficio da lui già compiuto. La fattispecie prevista dall art. 319 c.p. si realizza quando il pubblico ufficiale, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa. Si ha circostanza aggravante se il fatto di cui all'articolo 319 ha per oggetto il conferimento di pubblici impieghi o stipendi o pensioni o la stipulazione di contratti nei quali sia interessata l'amministrazione alla quale il pubblico ufficiale appartiene (art bis c.p.). Il reato si può concretizzare in ipotesi di partecipazione a gare bandite da ente pubblico allorquando vengano fatte offerte di danaro o altra utilità ai rappresentanti della Pubblica Amministrazione al fine di aggiudicarsi la commessa. Si ribadisce che l attività delittuosa del funzionario pubblico può estrinsecarsi sia in un atto d ufficio (ad esempio: velocizzare una pratica la cui evasione è di propria competenza) sia in un atto contrario ai suoi doveri (ad esempio: pubblico ufficiale che accetta denaro per garantire l aggiudicazione di una gara). Si noti altresì che il delitto qui illustrato può essere commesso solo da pubblici ufficiali, per la cui nozione occorre rinviare all art. 357 c.p. secondo il quale Agli effetti delle legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà delle pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi. Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.) Le disposizioni dell'articolo 319 si applicano anche se il fatto è commesso da persona incaricata di un pubblico servizio; quelle di cui all'articolo 318 si applicano anche alla persona incaricata di un pubblico servizio, ma solo qualora rivesta la qualità di pubblico 56 impiegato (cioè di soggetto legato alla Pubblica Amministrazione da normale contratto d impiego). 67 Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter) Tale fattispecie si realizza se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo. La norma non distingue, come possibili autori del reato, fra pubblici ufficiali di diversa specie. Questa condotta è dunque ipotizzabile, ad esempio, nel caso in cui la società sia implicata in una causa civile o penale e, al fine di ottenere per sé un vantaggio, corrompa un funzionario pubblico al fine di crearsi un vantaggio nel procedimento. Potrebbe accadere che si corrompa un cancelliere del Tribunale affinché accetti, seppur fuori termine, delle memorie o delle produzioni documentali, consentendo quindi di superare i limiti temporali posti in essere dai codici di procedura a tutto vantaggio della propria difesa. Delitti del corruttore (art. 321 c.p.) Le pene stabilite nel primo comma dell articolo 318, nell articolo 319, nell articolo 319-bis, nell articolo 319-ter e nell articolo 320 in relazione alle suddette ipotesi degli articoli 318 e 319, si applicano anche a chi dà o promette al pubblico ufficiale o all incaricato di un pubblico servizio denaro o altra utilità. In altri termini colui che corrompe commette una autonoma fattispecie di reato rispetto a quella compiuta dal pubblico ufficiale (o incaricato di pubblico servizio che si è lasciato corrompere nei modi e con le condotte contemplate negli articoli sopra richiamati). Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.) Questa fattispecie delittuosa si configura allorché il privato tiene il comportamento incriminato dal testé illustrato art. 321 c.p. (e cioè attività corruttiva), ma il pubblico ufficiale o l incaricato di pubblico servizio rifiuti l offerta illecitamente avanzatagli. Tale situazione, per esempio, può venirsi a creare quando all offerta avanzata ad un funzionario per garantirsi l aggiudicazione di una gara, consegua il rifiuto del funzionario stesso. Concussione (art. 317 c.p.) Tale fattispecie si realizza quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio [...] abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità. La differenza tra la condotta concussoria del pubblico ufficiale e la condotta corrotta (artt. 318, 319 c.p.) del medesimo non sta come spesso si crede nel chi prenda l iniziativa dell offerta-richiesta di denaro bensì nella posizione di supremazia incontrastabile del pubblico ufficiale che viene a trovarsi, per ragioni ulteriori rispetto ai pubblici poteri che possiede, in condizione di abusarne prevaricando sul privato senza che a questi residuino possibilità di autodifesa. 78 Concorso nella concussione; corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e degli Stati esteri Le disposizioni degli artt. da 317 a 320 e 322, 3 e 4 comma, c.p., si applicano anche a membri delle istituzioni comunitarie europee, nonché ai funzionari delle stesse e dell intera struttura amministrativa comunitaria, e alle persone comandate presso la Comunità con particolari funzioni o addette a enti previsti dai trattati. Le stesse disposizioni si applicano anche alle persone che nell ambito degli Stati membri dell unione europea svolgano attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali o gli incaricati di un pubblico servizio (cfr. artt. 357 e seg. c.p.). Ciò premesso, va detto che l art. 322-bis incrimina altresì tutti coloro che compiano le attività di cui agli artt. 321 e 322 c.p. nei confronti delle persone medesime. Inoltre, l art. 322-bis c.p. incrimina anche l offerta o promessa di denaro o altra utilità a persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio nell ambito di altri Stati esteri o organizzazioni pubbliche internazionali, qualora il fatto sia commesso per procurare a sé o altri un indebito vantaggio in operazioni economiche internazionali (art. 322-bis 2.2). E evidente come non sia agevole individuare funzioni corrispondenti a quelle di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio in Stati con ordinamenti che possono tuttora presentare dimensioni feudali o addirittura tribali. Il problema deve essere risolto caso per caso. 2. Altri reati (artt. 24-bis, 25-bis, 25-ter, 25-quater, 25-quinquies, 25- sexies, 25-septies, 25-octies ex d. lgs. 231/2001) 2.1 I reati di cui all art. 24-bis Con Delitti informatici e trattamento illecito di dati il legislatore si riferisce all utilizzo fraudolento dei sistemi informatici aziendali da parte di un dipendente per arrecare un vantaggio alla società di appartenenza. Le fattispecie previste dall articolo 24-bis sono le seguenti: Falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p., ) Al riguardo va evidenziato che l AU non adotta documenti informatici aventi efficacia probatoria Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.) La fattispecie si applica a chiunque abusivamente si introduca in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantenga contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo. La pena è della reclusione fino a tre anni e va da uno a cinque anni nei seguenti casi: 89 1) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato, o con abuso della qualità di operatore del sistema; 2) se il colpevole per commettere il fatto usa violenza sulle cose o alle persone, ovvero se è palesemente armato; 3) se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento del sistema o l'interruzione totale o parziale del suo funzionamento, ovvero la distruzione o il danneggiamento dei dati, delle informazioni o dei programmi in esso contenuti. Qualora i fatti di cui ai commi primo e secondo riguardino sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi all'ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanità o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico, la pena è, rispettivamente, della reclusione da uno a cinque anni e da tre a otto anni. Nel caso previsto dal primo comma il delitto è punibile a querela della persona offesa; negli altri casi si procede d'ufficio. Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.) La fattispecie si applica a chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno, abusivamente si procuri, riproduca, diffonda, comunichi o consegni codici, parole chiave o altri mezzi idonei all'accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisca indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo. La pena è della reclusione sino ad un anno e con la multa sino a euro 5.164, che diventa reclusione da uno a due anni e multa da euro a euro se ricorre taluna delle circostanze di cui ai numeri 1) e 2) del quarto comma dell'articolo 617-quater, cioè se il fatto viene compiuto: 1) in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità; 2) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della qualità di operatore del sistema; Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.) La fattispecie si applica a chiunque, allo scopo di danneggiare illecitamente un sistema informatico o telematico, le informazioni, i dati o i programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti ovvero di favorire l interruzione, totale o parziale, o l alterazione del suo funzionamento, si procuri, produca, riproduca, importi, diffonda, comunichi, consegni o, comunque, metta a disposizione di altri apparecchiature, dispositivi o programmi informatici. 910 La pena è della reclusione fino a due anni e con la multa sino a euro Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.) La fattispecie si applica a chiunque fraudolentemente intercetti comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisca o le interrompa. La pena è della reclusione da sei mesi a quattro anni. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni di cui al primo comma. La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso: 1) in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità; 2) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della qualità di operatore del sistema; 3) da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato. Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinquies c.p.) La fattispecie si applica a chiunque, fuori dai casi consentiti dalla legge, installi apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra più sistemi. La pena è della reclusione da uno a quattro anni, mentre è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal terzo comma dell'articolo 617-quater, cioè da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato. Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se il fatto avviene con violenza alla persona o con minaccia (numero 1. del secondo comma dell articolo 635 c.p.) ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di 1011 operatore del sistema, la pena è della reclusione da uno a quattro anni e si procede d ufficio. Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commette un fatto diretto a distruggere, deteriorare, cancellare, alterare o sopprimere informazioni, dati o programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o ad essi pertinenti, o comunque di pubblica utilità, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Se dal fatto deriva la distruzione, il deterioramento, la cancellazione, l alterazione o la soppressione delle informazioni, dei dati o dei programmi informatici, la pena è della reclusione da tre a otto anni. Se il fatto avviene con violenza alla persona o con minaccia (numero 1. del secondo comma dell articolo 635 c.p.) ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema, la pena è aumentata. Danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, mediante le condotte di cui all articolo 635-bis, ovvero attraverso l introduzione o la trasmissione di dati, informazioni o programmi, distrugge, danneggia, rende, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui o ne ostacola gravemente il funzionamento è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se il fatto avviene con violenza alla persona o con minaccia (numero 1. del secondo comma dell articolo 635 c.p.) ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema, la pena è aumentata. Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.) Se il fatto di cui all articolo 635-quater è diretto a distruggere, danneggiare, rendere, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici di pubblica utilità o ad ostacolarne gravemente il funzionamento, la pena è della reclusione da uno a quattro anni. Se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento del sistema informatico o telematico di pubblica utilità ovvero se questo è reso, in tutto o in parte, inservibile, la pena è della reclusione da tre a otto anni. Se il fatto avviene con violenza alla persona o con minaccia (numero 1. del secondo comma dell articolo 635 c.p.) ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema, la pena è aumentata. 1112 Frode informatica del certificatore di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.) Il soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica, il quale, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto ovvero di arrecare ad altri danno, viola gli obblighi previsti dalla legge per il rilascio di un certificato qualificato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 51 a euro. Si sottolinea come questa ultima fattispecie non si applica all AU. 2.2 I reati di cui all art. 25-bis Con falso in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo (art. da 453 a 461 c.p.) il legislatore si riferisce ai reati contro la fede pubblica. Si deve, altresì, evidenziare quanto sia remota la possibilità che un dipendente dell AU integri con il proprio comportamento, anche nei casi di tentativo o concorso nel reato commesso da terzi, nell interesse od a vantaggio dell Ente, la condotta sanzionata penalmente. Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453, 456, 457 c.p.) La fattispecie incriminate colpisce colui che: 1. abbia contraffatto monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori di esso; 2. abbia alterato in qualsiasi modo monete genuine, in modo che apparentemente rechino un valore superiore; 3. abbia introdotto nel territorio dello Stato o detenga o spenda o metta altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate, di concerto con chi ha effettuato la contraffazione o l alterazione o con un intermediario (senza, però, incorrere in concorso nella contraffazione o alterazione); 4. abbia acquisito o ricevuto, da chi le ha falsificate o da un intermediario, monete contraffatte o alterate al fine di metterle in circolazione. La fattispecie è aggravata se da uno dei fatti sopra indicati deriva una diminuzione del prezzo della valuta o dei titoli di Stato o ne è compromesso il credito nei mercati interni o esterni (art. 456 c.p.) Limitatamente alla spendita o alla messa in circolazione in qualunque modo delle monete contraffatte o alterate, la fattispecie è attenuata dal ricevimento in buona fede da parte dell autore del reato delle monete contraffatte o alterate (art. 457 c.p.). Alterazione di monete (art. 454 c.p.) Tale ipotesi di reato contempla una fattispecie autonoma di alterazione inversa, quanto alle modalità della condotta, rispetto alla fattispecie sub b) di cui al reato precedentemente illustrato. Si realizza, infatti, quando un soggetto qualsiasi: a) altera monete nazionali o straniere aventi corso legale nello Stato o fuori di esso, scemandone invece che aumentandone, il valore. 1213 La norma compie poi un estensione della pena alle condotte contemplate sub c) e d) del reato di cui al punto precedente che abbiano ad oggetto monete alterate in modo da diminuirne il valore, vale a dire le condotte di chi introduce nel territorio dello Stato o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete alterate di concerto con chi ha effettuato l alterazione o con un intermediario (senza, però, incorrere in concorso nella alterazione), oppure di chi acquista o riceve, da chi le ha falsificate o da un intermediario, monete alterate al fine di metterle in circolazione. Spendita o introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.) Si tratta di un ipotesi residuale rispetto alle precedenti e qualificata dall assenza di concerto (oltre che senza concorso nel reato) con chi ha effettuato contraffazione o alterazione di monete. Recita, infatti, l art. 455 c.p. che Chiunque, fuori dai casi preveduti dai due articoli precedenti, introduce nel territorio dello Stato, acquista o detiene monete contraffatte o alterate, al fine di metterle in circolazione, ovvero spende o le mette altrimenti in circolazione, soggiace alle pene stabilite in detti articoli, ridotte da un terzo alla metà. La fattispecie è aggravata se da uno dei fatti sopra indicati deriva una diminuzione del prezzo della valuta o dei titoli di Stato o ne è compromesso il credito nei mercati interni o esterni (art. 456 c.p.). Parificazione delle carte di pubblico credito alle monete (art. 458 c.p.) I reati di cui agli articoli 453, 454 e 455 c.p. possono essere commessi anche in relazione alle carte di pubblico credito che, ai fini della legge penale, sono parificate alle monete. Per carte di pubblico credito devono intendersi le carte che hanno corso legale come moneta (ad esempio, i biglietti da 5,10, 20, 50 euro e così via), le carte o cedole al portatore emesse dai governi, e tutte le altre carte aventi corso legale emesse da istituti a ciò autorizzati. Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati (art. 459 c.p.) Tale fattispecie incriminante colpisce le condotte di cui agli articoli 453, 455 e 457 c.p. aventi ad oggetto i valori di bollo, vale a dire la carta bollata, le marche da bollo, i francobolli e gli altri valori equiparati, applicando però le pene contemplate da detti articoli, ridotte fino ad un terzo. Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo (art. 460 c.p.) Tale fattispecie, residuale rispetto alle fattispecie precedentemente contemplate, si applica a chiunque contraffaccia la carta filigranata che si adopera per la fabbricazione della carte di pubblico credito o dei valori di bollo ovvero acquista, detiene o aliena detta carta, a meno che la condotta materiale non integri un reato più grave. Fabbricazione o detenzione di filigrane o strumenti destinati alla falsificazione di monete, valori di bollo o di carta filigranata (art. 461 c.p.) Tale ipotesi di reato si differenzia da quella precedentemente esaminata per avere ad oggetto la filigrana o altri strumenti dedicati alla contraffazione o alterazione, e si caratterizza per lo specifico fine della contraffazione o alterazione. 13 Vedere altro
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