Source: https://ilmond.wordpress.com/2017/03/14/ascensori-e-barriere-architettoniche-in-condominio-i-diritti-del-disabile/
Timestamp: 2017-07-24 02:41:04+00:00
Document Index: 117336536

Matched Legal Cases: ['art. 1136', 'art. 2', 'art. 1120', 'sentenza ', 'art. 1136', 'sentenza ', 'art. 79', 'art. 2']

“Ascensori e barriere architettoniche in condominio: i diritti del disabile” | IL MONDO DI TECNOLOGIA MELA
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LA SENTENZA – Con questa sentenza, la n. 24235/2016, si è deliberato che non è possibilecostruire un’innovazione (nel caso specifico un ascensore) qualora esso comprometta l’utilizzo di un bene da parte anche di un solo singolo condomino (qui, un box garage).
QUALI ARTICOLI SONO INDEROGABILI PER COSTRUIRE IN CONDOMINIO – Ricordiamo infatti che il Codice Civile disciplina in maniera chiara le modalità di realizzazione di modifiche all’interno di uno spazio condominiale.
In particolare sono da tenere presenti gli artt. 1120 e 1121 che riguardano le innovazioni e le innovazioni gravose e voluttuarie, e l’art. 1136 relativo alla validità del voto dell’assemblea.
Gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche non possono in alcun caso ovviare a questi articoli, come ricorda la legge 13/1989 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati all’art. 2:
Anche la Corte di Cassazione aveva ribadito in un’altra occasione che l’art. 1120 del C.C. non può essere ignorato, e così infatti è stato ripetuto nella sentenza di novembre 2016.
Con l’articolo 1120 del Codice Civile si precisa che “I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell’art. 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni ma sono vietate le innovazioni:
IL DIRITTO DI PROPRIETÀ E DI USO DEL BENE DA PARTE DEL SINGOLO – In riferimento a quest’ultima clausola, in particolare, la sentenza di novembre 2016 ha sottolineato come “la condizione d’inservibilità del bene comune all’uso o al godimento anche di un solo condomino è riscontrabile anche nel caso in cui l’innovazione produca una sensibile menomazione dell’utilità che il condomino precedentemente ricavava dal bene”. Nel caso specifico, anche se il condomino contrario all’installazione dell’ascensore non usava il box garage adiacente, comunque ne era proprietario, e sarebbe stato leso nella possibilità del suo utilizzo, qualora l’ausilio fosse stato installato.
In materia di abbattimento di barriere architettoniche è dunque sempre opportuno accertarsi di non arrecare danno – o limitare i diritti – a nessuno degli condomini, pena l’impossibilità di eseguire le opere che ci aiuteranno a vivere meglio.
INFO UTILI DA SAPERE – Vi diamo qui alcuni riferimenti normativi utili per essere a conoscenza dei vincoli in materia di costruzione edilizia:
1) La Corte di Cassazione ha sentenziato (14096/2012) che l’ascensore, in qualità di elemento necessario per l’abitabilità di un appartamento ed innovazione diretta all’eliminazione delle barriere architettoniche può essere installato anche in deroga alla normativa sulle distanze minime, previste dal Testo Unico per l’Edilizia (art. 79 D.P.R. 380/2001) e dagli artt. 873 e 907 Codice Civile, che prescrivono una distanza minima di 3 metri utile a garantire le giuste condizioni di salubrità e salute.
2) La legge che disciplina la modalità di esecuzione di interventi per il superamento e l’abbattimento delle barriere architettoniche è la L. n. 13/1989. In questa legge all’art. 2 si precisa che questo tipo di interventi devono comunque mantenere validi gli articoli 1120 (comma 2) e 1121 (comma 3) del C.C.
Posted on marzo 14, 2017 at 11:39 am in Le altre Notizie	| RSS feed