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Timestamp: 2018-10-22 22:12:08+00:00
Document Index: 39739025

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 182', 'art. 160', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 160', 'art. 67', 'art. 217', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 217', 'art. 182', 'art. 180', 'art. 160', 'art. 167', 'art. 177', 'art. 180', 'art. 67', 'art. 217', 'art. 168', 'art. 182']

Allegato n. 1 II Report Area Giuridica Progetto Allert II Fase - PDF
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Ilaria Mantovani
1 Allegato n. 1 II Report Area Giuridica Progetto Allert II Fase STRUMENTI DI SOLUZIONE DELLA CRISI D IMPRESA ALTERNATIVI AL FALLIMENTO Con la riforma del diritto fallimentare ad opera della l. n. 80 del 2005 e successive modifiche sono state previste tre procedure alternative alla dichiarazione di fallimento che hanno l obiettivo di offrire un alternativa alla dichiarazione di fallimento, ovvero una concreta possibilità di sanare la situazione di crisi in cui versa l impresa in difficoltà. Il legislatore ha introdotto tre strumenti alternativi al fallimento (piani di risanamento, art. 67, comma 3, lett. d, l.fall.; accordi di ristrutturazione, art. 182 bis, l.fall.; concordato preventivo, art. 160 e ss., l.fall.) nell ottica, tra l altro, di favorire il reperimento di risorse finanziarie anche da parte di imprese che versano in uno stato di crisi. In questa direzione sono state elaborate soluzioni che hanno come principale obiettivo quello di tutelare i soggetti finanziatori mediante sistemi di protezione da revocatoria fallimentare e da altre conseguenze negative normalmente derivanti da una dichiarazione di fallimento. Pertanto alla luce della attuale normativa coloro che finanziano un impresa in crisi che acceda efficacemente ad una procedura alternativa al fallimento godono di un sistema di protezione particolarmente efficace, che comporta una sicura tutela delle risorse erogate mediante strumenti come la prededucibilità, l esenzione da revocatoria fallimentare, la caducazione di conseguenze penali quali la bancarotta semplice o preferenziale.
2 PIANI DI RISANAMENTO (art. 67, comma 3, lett. d, l.fall.) ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE (art. 182 bis, l.fall.) CONCORDATO PREVENTIVO (art. 160 e ss., l.fall.) 1. CARATTERI COMUNI 1. Applicazione agli imprenditori commerciali in stato di crisi (anche se non ancora insolventi); 2. centralità del piano economico, finanziario e industriale finalizzato al superamento della crisi; 3. estrema flessibilità del contenuto del piano in relazione alle causa e alla natura della crisi ed alla modalità e alla misura di soddisfacimento dei creditori. 2. STATO DI CRISI È il prodursi e lo stabilizzarsi di anomalie che non consentono all impresa di creare valore ed è causata da assenza di adeguati mezzi per la previsione e gestione del rischio all interno dell organizzazione aziendale. Si tratta di una alterazione degli equilibri aziendali che espone l impresa ad un pericolo di insolvenza. Lo squilibrio può essere: - economico (i ricavi non coprono i costi); - finanziario (ricorso a finanziamento prevalentemente esterno); - patrimoniale (l insieme dell attivo è inferiore al passivo). 3. CENTRALITÀ DEL PIANO Il soddisfacimento dei creditori non passa più necessariamente per la liquidazione del patrimonio (secondo le disposizioni della l.fall.) e la suddivisione del ricavato fra i creditori, ma attraverso la predisposizione di un «piano» che assicuri il risanamento della esposizione debitoria dell impresa e il riequilibrio della situazione finanziaria nell ottica della conservazione dell impresa (il piano può anche prevedere la liquidazione con modalità concordate fra creditori e debitore). Il piano deve essere attestato nella sua idoneità ex ante alla funzione di riequilibrio («ragionevolezza/attuabilità/fattibilità») da un professionista iscritto nel registro dei revisori contabili con determinati requisiti di professionalità.
3 4. LA FLESSIBILITÀ DEL CONTENUTO (Artt. 67, comma 3, lett. d, 182 bis e 160, l.fall.) Nell ottica del ritorno in equilibrio (o della definitiva dissoluzione) della struttura produttiva, il piano può prevedere la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante: - cessione dei beni, attribuzione ai creditori o a società da questi partecipate, di azioni, quote, obbligazioni o altri strumenti finanziari; - attribuzione delle attività ad un assuntore (il cui ruolo può essere assunto anche dai creditori o da società da essi partecipate); - consolidamento dei debiti (impegni da parte dei creditori di non chiedere l adempimento in perpetuo o per un certo periodo di tempo); - riduzione per un periodo più o meno lungo dei tassi di interesse; - ricorso a nuova finanza; - dismissioni di immobilizzazioni tecniche non strategiche; - abbandono di determinati settori di attività e potenziamento di altri; - in particolare per le imprese organizzate in forma societaria la soluzione può rappresentarsi in forma di riorganizzazione della società, mutamento degli assetti imprenditoriali, ricapitalizzazioni, operazioni straordinarie.
4 5. PIANI DI RISANAMENTO (Art. 67, comma 3, lett. d, l.fall.) 1. Soluzione completamente stragiudiziale: nessun intervento dell autorità giudiziaria se non successivamente (sopravvenuto il fallimento) per giudicare della revocabilità degli atti, pagamenti e garanzie; ELEMENTI DI DIFFERENZIAZIONE (SI COGLIE UNA GRADUALITÀ DI INTERVENTO SULLA GRAVITÀ DELLA CRISI) 2. L imprenditore in crisi può predisporre un piano con ampia flessibilità di contenuto che coinvolga solo una parte del ceto creditorio o che risulti essere di formazione unilaterale. - irrevocabilità degli atti pagamenti e garanzie (art. 67, comma 3, lett. d, l.fall.); operazioni compiuti in esecuzione di un piano (art. 217 bis, l.fall.). Il programma è vincolante solo per gli eventuali creditori aderenti; non sono previste garanzie rispetto all avvio di azioni esecutive o cautelari da parte dei creditori; non è prevista la prededucibilità per i debiti contratti in esecuzione del piano in caso di successivo fallimento. 6. ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE (Art. 182 bis, l.fall.) 1. Soluzione ibrida: è prevista una fase pregiudiziale e privata di perfezionamento dell accordo a cui segue una fase giudiziale di omologa. 2. L imprenditore in crisi, predisposto un piano con ampia flessibilità di contenuto, deve su di esso trovare l accordo dei creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti, liberamente composti da prelazionari e chirografi. L accordo può riguardare anche debiti fiscali e contributivi (art. 182 ter, l.fall.) e deve essere idoneo ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. 3. Necessità di deposito (unitamente alla stessa documentazione prevista per il concordato preventivo) e di pubblicazione nel R.I. con possibilità per i creditori di proporre opposizione nei 30 giorni successivi. Il Tribunale decide sulle opposizione (svolgendo anche un esame di merito) e omologa l accordo. - irrevocabilità degli atti pagamenti e garanzie posti in essere in esecuzione dell accordo (art. 67 l.fall.); operazioni compiuti in esecuzione dell accordo (art. 217 bis, l.fall.); - divieto di intraprendere/proseguire azioni esecutive/cautelari individuali da parte dei creditori per tutta la fase di trattativa per la formalizzazione dell accordo e sino a sessanta giorni dopo; - prededucibilità di (art. 182 quater, l.fall.): a) a) crediti derivanti da finanziamenti effettuati in qualsiasi forma da banche e intermediari finanziari in esecuzione o in funzione di un accordo di ristrutturazione o di un concordato preventivo; b) b) finanziamenti effettuati dai soci, fino alla concorrenza massima dell ottanta per cento del loro ammontare, in deroga alle disposizioni di cui agli artt e 2497 quinquies c.c.; c) c) compensi spettanti al professionista incaricato di predisporre la relazione attestante la attuabilità/fattibilità del piano. Il piano è vincolante per i soli creditori aderenti; sono previste garanzie rispetto all avvio di azioni esecutive o cautelari da parte dei creditori non aderenti solo sino a sessanta giorno dopo il deposito nel RI
5 7. CONCORDATO PREVENTIVO (Art. 160 e ss., l.fall.) 1. Soluzione completamente giudiziale: il procedimento va dalla domanda-ricorso (artt. 160 e 161, l.fall.) all omologa (art. 180, l.fall.) e si svolge dinanzi al Tribunale, con l ausilio e sotto la vigilanza di un giudice delegato e di un commissario giudiziale nominato in sede di ammissione alla procedura (163). 2. L imprenditore in crisi, nel predisporre un piano con ampia flessibilità di contenuto, ha la possibilità di proporre il pagamento, anche parziale o dilazionato, dei crediti tributari o contributivi e relativi accessori, ad eccezione dei tributi costituenti risorse proprie dell'unione europea (182 ter) e di suddividere i creditori in classi con trattamenti differenziati (art. 160, l.fall.). 3. A seguito dell ammissione il debitore conserva l amministrazione dei suoi beni e l esercizio dell impresa sotto la vigilanza degli organi della procedura (art. 167, l.fall.). 4. Il concordato si intende approvato se all adunanza convocata dal Tribunale e presieduta dal giudice delegato riporta il voto favorevole dei creditori che rappresentino la maggioranza dei crediti ammessi al voto (art. 177, l.fall.). In caso di approvazione si apre la fase dell omologa (art. 180, l.fall.): se non sono proposte opposizioni il Tribunale procede soltanto alla verifica della regolarità della procedura e dell esito della votazione; in caso contrario compiuta una breve istruttoria valuta la fattibilità del piano. Con l omologazione si chiude la procedura e i creditori hanno diritto ad ottenere esclusivamente la percentuale promessa (c.d. esdebitazione). - irrevocabilità degli atti, pagamenti e garanzie posti in essere in esecuzione del concordato (art. 67, l.fall.); operazioni compiuti in esecuzione di un concordato (art. 217 bis, l.fall.); - vincolatività del programma per tutti i creditori anteriori i quali per tutta la durata della procedura non possono iniziare né proseguire azioni esecutive individuali (art. 168, l.fall.); - prededucibilità di (art. 182 quater, l.fall.): d) a) crediti derivanti da finanziamenti effettuati in qualsiasi forma da banche e intermediari finanziari in esecuzione o in funzione di un accordo di ristrutturazione o di un concordato preventivo; e) b) finanziamenti effettuati dai soci, fino alla concorrenza massima dell ottanta per cento del loro ammontare, in deroga alle disposizioni di cui agli artt e 2497 quinquies, c.c.; f) c) compensi spettanti al professionista incaricato di predisporre la relazione attestante la attuabilità/fattibilità del piano.
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