Source: http://www.normativaitaliana.it/nazionale/D%2017-11-2006%20n.143.asp
Timestamp: 2018-09-20 01:08:56+00:00
Document Index: 94968680

Matched Legal Cases: ['art. 80', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 80', 'art. 3', 'art. 80']

D 17-11-2006 n.143 - Normativa Nazionale
D. 17/11/2006 n. 143
Deliberazione 17 novembre 2006 n. 143
-adempimento che questo Comitato stesso ha assolto con delibera 21 dicembre 2001 n. 121;
-Visto il decreto legislativo 20 agosto 2002 n. 190, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 17 agosto 2005 n. 189, e le cui disposizioni sono state trasfuse nel decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163;
-Vista la legge 27 dicembre 2002 n. 289, e, in particolare, l'art. 80, comma 21, che prevede, nell'ambito del programma delle infrastrutture strategiche di cui alla legge n. 443/2001, la predisposizione - da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - di un «Piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici», con particolare riguardo a quelli insistenti nelle zone soggette a rischio sismico, e che dispone la sottoposizione di detto piano a questo Comitato che, sentita la Conferenza Unificata, ripartisce le risorse, tenuto conto di quanto stabilito dall'art. 3 della legge n. 23/1996;
-Vista la legge 24 dicembre 2003 n. 350, e visti in particolare:
• l'art. 3, comma 91, che destina al «Piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici» un importo non inferiore al 10% delle risorse di cui all'art. 13, comma 1, della legge n. 166/2002, che risultano disponibili al 1° gennaio 2004;
• l'art. 4, comma 176, che autorizza ulteriori limiti di impegno nel biennio 2005-2006 per la realizzazione delle opere strategiche di cui alle leggi citate ai punti precedenti;
-Vista la delibera 20 dicembre 2004 n. 102 (Gazzetta Ufficiale n. 186/2005), con la quale questo Comitato, ai sensi del combinato dell'art. 80, comma 21, della legge n. 289/2002 e dell'art. 3, comma 91, della legge n. 350/2003:
• ha quantificato in complessivi euro 43.900.000 le quote di limiti di impegno da riservare al piano straordinario;
• ha preso atto che il piano predisposto secondo la procedura di cui alla richiamata normativa non riporta l'elenco degli interventi da effettuare, bensì individua il percorso per la redazione dei programmi pluriennali a base regionale - da predisporre nei limiti delle disponibilità, da ripartire tra le regioni sulla base del «rischio potenziale» - ed ha ritenuto che l'effettiva dimensione del piano e del fabbisogno prioritario potessero essere definiti solo in prosieguo;
• ha approvato il primo programma stralcio per un costo complessivo di euro 193.883.695 in termini di volume di investimenti, corrispondente ad un limite di impegno quindicennale di euro 17.316.398,36, individuando il soggetto abilitato ad accendere i relativi mutui nel titolare del singolo intervento (provincia o comune);
• ha invitato i Ministri interessati a relazionare periodicamente sull'attuazione di detto programma e a sottoporre a questo Comitato, non appena ultimato l'iter di rito, altro programma stralcio da predisporre nei limiti del volume di investimenti attivabili al tasso di interesse praticato al momento dalla Cassa depositi e prestiti, con la residua quota di limiti di impegno, indicata pari complessivamente a euro 26.584.601,64;
- Vista l'intesa istituzionale raggiunta, ai sensi del punto 5 della suddetta delibera, dalla Conferenza unificata nella seduta del 13 ottobre 2005 e visto il relativo documento di attuazione;
-Vista la delibera 2 dicembre 2005 n. 157 (Gazzetta Ufficiale n. 117/2006), con la quale, anche in relazione ai contenuti della menzionata Intesa, sono state apportate alcune modifiche alla delibera sopra citata e con la quale in particolare, per quanto concerne i profili regolatori, è stato previsto che le «economie» realizzate nelle varie fasi procedimentali restino vincolate alla realizzazione dell'intervento sino al completamento dello stesso e sono state fornite indicazioni sugli adempimenti a carico degli istituti prescelti per il finanziamento dai vari enti beneficiari;
-Vista la nota 29 settembre 2006, prot. n. B3/1973 - integrata con nota 31 ottobre 2006, prot. n. B3/1/2278 - con la quale il Ministero delle infrastrutture ha trasmesso la proposta del secondo programma stralcio attuativo del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, precisando che il Ministero della pubblica istruzione avrebbe formalizzato il proprio concerto nel corso della seduta di questo Comitato;
- Vista la nota 29 settembre 2006, prot. n. B/1/1975, con la quale il Ministero istruttore ha trasmesso la relazione semestrale sullo stato di avanzamento del primo programma stralcio al 30 giugno 2006;
- Considerato che con decreto 27 maggio 2003 n. 512/ES, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva proceduto ad istituire una Commissione tecnico scientifica, con funzioni di supporto tecnico per le attività di cui all'art. 80, comma 21, della legge n. 289/2002, e che detta Commissione è stata successivamente integrata con i rappresentanti di tutte le regioni;
-Considerato che come comunicato dal Ministero della pubblica istruzione con nota 31 ottobre 2006 n. VIII/2055, la regione Lazio, con delibera 27 stesso mese n. 745, ha apportato alcune rettifiche ed un'integrazione al piano di propria competenza di cui alla precedente delibera 12 settembre 2006 n. 593;
- Considerato che la Conferenza Unificata, nella seduta dell'8 novembre 2006, ha espresso parere favorevole sul secondo programma stralcio con riserva - da parte delle regioni - di apportare eventuali correzioni ai dati di competenza e che, nella successiva seduta del 16 novembre 2006, la Conferenza stessa ha acquisito i documenti di rettifica nel frattempo pervenuti dalle regioni Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Marche;
-Considerato che la quota residua di limiti di impegno, da considerare disponibile per il secondo programma stralcio, è da quantificare, più puntualmente, in euro 26.584.101,64;
-Acquisita in seduta l'intesa del Ministro della pubblica istruzione; Prende atto
1.1 per quanto concerne la proposta di secondo programma stralcio:
• che la Commissione tecnico-scientifica citata in premessa ha elaborato, su richiesta del Ministero delle infrastrutture, un criterio di ripartizione dei fondi disponibili tra le regioni basato su un indicatore di consistenza costruito sulla base dei dati riportati nel piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e successivamente affinato, indicatore che in definitiva è in funzione della numerosità ed estensione degli edifici scolastici caratterizzati da una vulnerabilità medio-alta ricadenti nelle diverse zone sismiche e che non si discosta significativamente da quello utilizzato per il primo programma stralcio;
• che il programma è stato predisposto su proposta delle regioni che, nel programmare le risorse loro riservate, hanno tenuto conto delle linee guida per la selezione degli interventi formulate dalla suddetta Commissione tecnico-scientifica e, tra l'altro, della «gravità del rischio» e della cantierabilità dell'intervento;
• che la citata Commissione tecnico scientifica, nella seduta del 21 luglio 2006, preso atto che non tutte le regioni avevano formulato le proprie proposte di programmazione e ritenendo di non poter penalizzare quelle che avevano già adempiuto ai loro obblighi, ha approvato il secondo programma stralcio, accantonando le risorse relative alle regioni Lazio e Calabria;
• che la Commissione, nella stessa seduta, ha altresì accolto le proposte di definanziamento avanzate da alcune regioni per un ammontare complessivo in termini di volume di investimenti di euro 10.479.167,40 e, contestualmente, ha approvato le proposte aggiuntive al secondo programma stralcio da finanziare con le risorse resesi così disponibili;
• che la Commissione, nella seduta del 17 ottobre 2006, ha esaminato le proposte delle regioni Lazio e Calabria, nel frattempo pervenute, licenziando così un'ipotesi di allocazione del 100% delle risorse considerate disponibili, pur rilevando che la regione Calabria che non sempre ha proceduto alla puntuale individuazione dell'edificio scolastico oggetto di intervento;
• che il programma, quale risulta dalle integrazioni di Lazio e Calabria, ed al netto dei 20 interventi finanziati con le risorse revocate riguarda 876 interventi per un costo complessivo di euro 300.637.006,77;
• che, a seguito di integrazioni contenute nei suddetti documenti di rettifica, l'ammontare delle risorse da revocare -indicato dal Ministero delle infrastrutture sempre in termini di volume di investimenti - si è incrementato a euro 14.932.419,22 e che le proposte aggiuntive al secondo programma stralcio (32 interventi del costo di euro 14.831.419,22) as- sorbono quasi integralmente le conseguenti disponibilità;
• che vengono confermate, con limitate modifiche, le procedure attuative stabilite, con riferimento al primo programma stralcio, nella richiamata Intesa della Conferenza unificata e che, più specificatamente, le modifiche investono esclusivamente la parte informativa della «dichiarazione di coerenza» tra progetto provinciale o comunale e contenuti del programma stralcio, dichiarazione prevista dal documento attuativo della richiamata intesa interministeriale e rilasciata a cura del responsabile regionale;
1.2 per quanto concerne la relazione semestrale sullo stato di avanzamento dei lavori relativi al primo programma stralcio:
• che alla data del 30 giugno 2006 risultavano in fase di attivazione 60 interventi su 738 interventi, pari all'8,13% del numero di interventi finanziati;
• che detti interventi risultano concentrati in sei regioni per un importo di euro 11.306.257,67 (5,38% del totale finanziato);
• che le regioni più attive sono risultate la Calabria (40 interventi per euro 4.945.000), la Sicilia (6 interventi per euro 2.941.791) e le Marche (10 interventi per euro 2.168.678);
• che le motivazioni addotte dalle regioni per giustificare il ritardo sono così rappresentate:
-il termine di centocinquanta giorni concesso per la redazione dei progetti è risultato, nella maggior parte dei casi, insufficiente anche alla luce delle necessarie indagini strutturali sugli edifici;
-i progetti proposti dagli enti attuatori hanno bisogno di aggiornamenti più o meno estesi;
• che, nel sottolineare come sussista una correlazione fra la dimensione finanziaria di ciascun intervento e la complessità progettuale e procedurale dello stesso, la relazione specifica che per giungere all'emissione della citata «attestazione di coerenza» sono da considerare ammissibili tempi che variano da duecentocinquantacinque giorni, nel caso di progetto coerente fin dal primo esame, a quattrocentosessantacinque giorni nel caso di progetto che richieda una nuova e completa ristesura e che, superata la soglia massima dei quattrocentosessantacinque giorni, è necessario verificare la effettiva fattibilità dell'intervento;