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Timestamp: 2018-09-26 09:07:13+00:00
Document Index: 136014599

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Investimento fauna selvatica: la Regione Toscana può essere chiamata a rispondere del danno - De Stasio - Studio Legale
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Creato Mercoledì, 26 Ottobre 2011 10:31
Ecco il testo integrale della sentenza n. 23095/2010. In allegato anche la sentenza n. 80/2010.
REGIONE TOSCANA, in persona del Presidente, elettivamente domiciliato in Roma, Via del Viminale n. 43, presso lo studio dell'avv. Lorenzoni Fabio, rappresentato e difeso dall'avv. Fantappiè Silvia giusta delega in atti e su autorizzazione della Giunta regionale;
ELLEBI s.r.l. (c.f. (OMISSIS)), in persona del legale rappresentante, elettivamente domiciliato in Roma, Via Silvio Pellico n, 24, presso lo studio dell'avv. CARELLO Cesare Romano, che lo rappresenta e difende unitamente agli avv.ti Paolo Puliti e Stefano Romei giusta delega in atti;
AMMINISTRAZIONE PROVICIALE DI GROSSETO, in persona del Presidente, elettivamente domiciliato in Roma, Via Cicerone n. 49, presso lo studio dell'avv. Bernardini, rappresentato e difeso dagli avv.ti CONTI Filippo e Ermanno Prastaro giusta delega in atti e in virtù' di determinazione in data 5 maggio 2006;
avverso la sentenza della Corte d'Appello di Firenze n. 1800/05 decisa in data 5 luglio 2005 e depositata in data 12 dicembre 2005;
udito l'avv. Guido Meloni per delega dell'avv. Silvia Fantappiè;
udito l'avv. Cesare Romano Carello;
udito l'avv. Ermanno Prastaro;
udito il P.M. in persona del Cons. Dott. SCARDACCIONE Eduardo Vittorio che ha concluso per il rigetto del ricorso principale e di quello incidentale.
Con citazione del 26 giugno 1998 Ellebi s.r.l, conveniva innanzi al Tribunale di Firenze la Regione Toscana e la Provincia di Grosseto per ottenere il risarcimento dei danni provocati alla propria autovettura SAAB da un grosso cinghiale, che aveva repentinamente attraversato, al sopraggiungere di essa, la strada provinciale che da (OMISSIS) va a intersecare la (OMISSIS).
Assunte le prove orali, con sentenza del 23 febbraio 2001, l'adito Tribunale, riconosciuta la legittimazione passiva di entrambi gli enti pubblici territoriali rispetto all'azione proposta, in quanto, sulla base della L. n. 157 del 1992, le competenze di entrambi gli enti in materia di pianificazione faunistica si intersecavano, tuttavia rigettava la domanda ritenendo che la parte attrice non avesse fornito in concreto la prova che l'evento dannoso fosse ricollegabile a una condotta colposa dell'una o dell'altra amministrazione (o di ambedue).
Con sentenza del 12 dicembre 2005 la Corte d'Appello di Firenze accoglieva l'appello proposto da Ellebi s.r.l. e condannava in solido la Regione Toscana e la Provincia di Grosseto al pagamento della somma di Euro 9.327,56 oltre interessi, rivalutazione e spese di entrambi i gradi.
Resiste con controricorso la Ellebi s.r.l.; l'Amministrazione provinciale di Grosseto ha proposto ricorso incidentale con due motivi.
I ricorsi debbono essere riuniti ai sensi dell'art. 335 c.p.c. poichè riguardano la stessa sentenza della Corte d'Appello.
Con il primo motivo del ricorso principale si denuncia la violazione e falsa applicazione della L. 8 giugno 1990, n. 142, artt. 3 e 14;
della L.R. 19 luglio 1995, n. 77, artt. 4, 5, 8, 12, della L. 11 febbraio 1992, n. 157, della L.R. 12 gennaio 1994, n. 3; la violazione della L. 15 marzo 1999, n. 59, artt. 1, 2, 4 meglio conosciuta come L. "Bassanini" .
Con il secondo motivo di denuncia la ulteriore violazione del principio di sussidiarietà dettato dalla L. n. 59 del 1997, art. 1, 2, 4; la violazione della L.R. della Toscana 11 aprile 1995, n. 49, artt. 6 e 15 "legge sui parchi e riserve naturali".
Con il terzo motivo si denuncia la violazione degli artt. 2, 3, 37 e 38 C.d.S. in relazione alla assenza di obblighi facenti capo alle Regioni, in tema di apposizione di cartelli sulle strade.
I suddetti motivi possono essere esaminati unitariamente, in quanto connessi: la sentenza impugnata ha affermato il principio che la responsabilità del sinistro era addebitabile alla Regione ed alla Provincia per violazione del precetto del "neminem laedere" di cui all'art. 2043 cod. civ.; in particolare, si è ritenuto che le funzioni svolte dalla Provincia in materia di fauna selvatica sono regolate dalla seguente normativa:
- la L. n. 142 del 1990, nel definire i rapporti tra Regione Provincia e Comune, ha attribuito alla prima la qualifica di ente di programmazione di coordinamento e agli altri due quella di enti di attuazione, attuando così lo schema classico della delega amministrativa;
- la L.R. Toscana 12 gennaio 1994, n. 3, ha stabilito che alla Regione compete la disciplina dell'utilizzazione dei territori a interesse faunistico ed alla Provincia l'attuazione della disciplina regionale.
La L. 11 febbraio 1992, n. 157, art. 1 contenente norme per la protezione della fauna selvatica, dispone:
- che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale (comma 1);
- che le regioni a statuto ordinario provvedono ad emanare norme relative alla gestione ed alla tutela di tutte le specie della fauna selvatica (comma 3).
- che le regioni esercitano le funzioni amministrative di programmazione e di coordinamento ai fini della pianificazione faunistico - venatoria di cui all'art. 10 della legge prima richiamata e svolgono i compiti di orientamento, di controllo e sostitutivi previsti dalla stessa legge e dagli statuti regionali.
Alle province spettano le funzioni amministrative in materia di caccia e di protezione della fauna secondo quanto previsto dalla L. 8 giugno 1990, n. 142, che esercitano nel rispetto della legge (art. 9);
Alle Regioni, quindi, compete l'obbligo di predisporre tutte le misure idonee ad evitare che gli animali selvatici arrechino danni a persone o a cose e, pertanto, nell'ipotesi (corrispondente al caso in esame) di danno provocato dalla fauna selvatica ed il cui risarcimento non sia previsto da apposite norme, la Regione può essere chiamata a rispondere in forza della disposizione generale contenuta nell'art. 2043 cod. civ.: Cass. 1 agosto 1991, n. 8470; 13 dicembre 1999, n. 13956; 14 febbraio 2000, n. 1638; 24 settembre 2002 n. 13907.
L'Amministrazione provinciale di Grosseto ha proposto ricorso incidentale con il quale si denuncia, con il primo motivo, la violazione dell'art. 2043 c.c. in relazione al D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 38 e al D.M. Lavori Pubblici 27 aprile 1990, art. 156, avendo la sentenza impugnata ritenuto che la responsabilità dell'Amministrazione provinciale fosse conseguente alla proprietà della strada percorsa dalla autovettura coinvolta e alla mancata segnalazione del pericolo.
Il ricorso incidentale è inammissibile poichè l'atto che lo contiene risulta notificato alla controricorrente Ellebi s.r.l. oltre il termine di cui al combinato disposto di cui agli artt. 370 e 371 c.p.c. Questa Corte ha più' volte ritenuto che il principio dell'unicità del processo di impugnazione contro una stessa sentenza comporta che, una volta avvenuta la notificazione della prima impugnazione, tutte le altre debbono essere proposte in via incidentale nello stesso processo e perciò, nel caso di ricorso per cassazione, con l'atto contenente il controricorso. In ogni caso la ammissibilità dell'atto è condizionata al rispetto del termine di quaranta giorni (venti più venti) risultante dal combinato disposto degli artt. 370 e 371 cod. proc. civ., indipendentemente dai termini (l'abbreviato e l'annuale) di impugnazione in astratto operativi.
Detto termine decorre dall'ultima notificazione dell'impugnazione principale nel caso in cui tale impugnazione sia stata notificata anche alla parte che propone l'impugnazione incidentale (Cass. 2 agosto 2002 n. 11602; 6 dicembre 2005 n. 26622).
la Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, riunisce i ricorsi;
Dichiara compensate le spese del presente giudizio di cassazione.
Sentenza Corte di Cassazione Sez. III Civ. n. 80 del 8.1.2010 45 kB 136 Downloads
Inviato: 6 Anni 10 Mesi fa da Claudio #104