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Timestamp: 2020-07-09 14:44:06+00:00
Document Index: 55710348

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 31', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 9', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 15']

Chimici - Vetro, Industria: CCNL, 19 maggio 1983
Visite: 8652
Data firma: 19 maggio 1983
Validità: 01.05.1983 - 30.04.1986
Parti: Assovetro, Intersind e Fulc
Settori: Chimici, Vetro, Industria
Sfera di applicabilità del Contratto
Capitolo I Sistema di informazione sull’industria vetraria
Decentramento, ristrutturazioni, modifiche organizzative e produttive
Capitolo II Mobilità
Dichiarazione programmatica delle parti stipulanti
Capitolo III Istituzioni di carattere sindacale
Art. 1 - Rappresentanze sindacali aziendali
Art. 2 - Assemblee
Art. 3 - Permessi per cariche sindacali
Art. 4 - Aspettativa per cariche sindacali e pubbliche
Art. 5 - Affissioni
Art. 6 - Versamento contributi sindacali
Art. 7 - Reclami e controversie
A) Controversie individuali e plurime
B) Controversie di interpretazione contrattuale
Art. 7 bis - Relazioni sindacali
Art. 8 - Patronati
Capitolo IV Costituzione del rapporto di lavoro
Art. 9 - Assunzione
Art. 10 - Periodo di prova
Capitolo V Classificazione del personale dei settori meccanizzati, delle seconde lavorazioni del vetro e dei settori a soffio, a mano e con macchine semiautomatiche
Art. 11 - Classificazione del personale dei settori meccanizzati e delle seconde lavorazioni del vetro
Art. 12 - Cumulo di mansioni
Art. 13 - Passaggio temporaneo di mansioni
Art. 14 - Classificazione del personale dei settori non meccanizzati
Art. 14 bis - Lavoratori con funzioni direttive
Dichiarazione delle parti stipulanti in materia di organizzazione del lavoro
Capitolo VI Orario di lavoro, riposo settimanale, festività, ferie
Art. 16 - Turnisti a ciclo continuo
Art. 17 - Riposi aggiuntivi e riduzione dell’orario di lavoro
Art. 18 - Addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia
Art. 19 - Lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo
Art. 20 - Lavoro normale notturno e lavoro in turni
Art. 21 - Lavoro delle donne
Art. 22 - Riposo settimanale
Art. 23 - Festività - Trattamento economico
Art. 24 - Ferie
Capitolo VII Trattamento economico
Art. 25 - Elementi della retribuzione
Art. 26 - Minimi tabellari contrattuali
Art. 27 - Indennità di contingenza
Art. 28 - Retribuzione oraria
Art. 29 - Corresponsione della retribuzione
Art. 30 - Reclami sulla retribuzione
Art. 31 - Regolamentazione del lavoro a cottimo
Art. 32 - Premio di produzione
Art. 33 - 13a mensilità
Art. 34 - Premio speciale
Art. 35 - Scatti di anzianità
Art. 36 - Riparazioni a caldo
Art. 37 - Indennità di maneggio denaro - Cauzione
Art. 38 - Alloggio
Art. 39 - Ritenute per risarcimento danni
Art. 40 - Trasferte
Art. 41 - Trasferimenti
Art. 42 - Passaggi di qualifica
Capitolo VIII Inizio e cessazione, interruzione, sospensione e riduzione di lavoro, sospensione del rapporto di lavoro
Art. 43 - Inizio e cessazione del lavoro
Art. 44 - Interruzione di lavoro
Art. 45 - Sospensione di lavoro
Art. 46 - Riduzione di lavoro e turni
Art. 47 - Recuperi
Art. 48 bis - Aspettativa
Art. 49 - Congedo matrimoniale
Art. 50 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Art. 51 - Servizio militare
Art. 52 - Trattamento in caso di malattia o di infortunio non sul lavoro
Art. 53 - Trattamento in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale
A) Denuncia B) Conservazione del posto
C) Trattamento economico
Art. 54 - Previdenza
Capitolo IX Ambiente di lavoro
Art. 55 - Ambiente di lavoro
Capitolo X Clausole particolari riguardanti lo svolgimento del rapporto di lavoro
Art. 56 - Fondo di solidarietà
Art. 57 - Diritto allo studio
Art. 58 - Indumenti di lavoro e somministrazioni speciali
Art. 59 - Mense aziendali
Art. 60 - Contratto a termine
Art. 61 - Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti
Art. 62 - Benemerenze nazionali
Art. 63 - Portatori di handicap
Art. 64 - Occupazione giovanile
Capitolo XI Norme disciplinari
Art. 65 - Assenze
Art. 66 - Doveri del lavoratore di cui al gruppo 1
Art. 67 - Regolamento interno
Art. 68 - Provvedimenti disciplinari
Art. 69 - Licenziamento per punizione
Capitolo XII Risoluzione del rapporto di lavoro
Art. 70 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 72 - Indennità in caso di morte e invalidità permanente
Art. 73 - Calcolo indennità
Art. 74 - Certificato di lavoro
Art. 75 - Restituzione documenti di lavoro
Art. 76 - Trasferimento di proprietà, trasformazione, cessazione e fallimento di azienda
Capitolo XIII Clausole riguardanti il Contratto collettivo
Art. 77 - Inscindibilità delle disposizioni del contratto - Trattamento di miglior favore
Art. 78 - Decorrenza e durata
Art. 79 - Esclusiva di stampa
Capitolo XIV Regolamentazione dell’apprendistato
Regolamentazione del rapporto di apprendistato nelle aziende dei settori del vetro artistico e del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche
Art. 2 - Età di assunzione
Art. 4 - Tirocinio presso diverse aziende
Art. 5 - Durata dell’apprendistato
Art. 6 - Minimi tabellari
Art. 7 - Lavoro a cottimo e ad incentivo
Art. 9 - 13a mensilità
Art. 11 - Insegnamento complementare
Art. 12 - Attribuzione qualifica
Art. 13 - Richiamo a disposizioni varie
Art. 14 - Sfera di applicazione
Regolamentazione dell’apprendistato nel settore della trasformazione (2a lavorazione del vetro)
Art. 5 - Minimi tabellari
Art. 6 - Lavoro a cottimo, ad incentivo ed in serie
Art. 7 - Ferie
Art. 9 - Insegnamento complementare
Art. 10 - Attribuzione qualifica
Allegato 1 - Norme particolari sull’orario di lavoro nei settori del vetro bianco e colorato a soffio, pressa e con macchine semiautomatiche e del vetro artistico
Allegato 2 - Pause nei settori del vetro bianco, a soffio, pressa e con macchine semiautomatiche, e del vetro artistico
Allegato 3 - Tabelle retributive
Tabella A - Settori meccanizzati e della trasformazione
Tabella B - Settori a soffio, a mano e con macchine semiautomatiche
Allegato 4 - Valori limite di soglia per sostanze chimiche nell’atmosfera di ambienti di lavoro adottati dalla American Conference of Governmental Industrial Hygienists per il 1982
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti da aziende industriali che producono e trasformano articoli di vetro
Addì 19 maggio 1983, tra l’Associazione nazionale degli industriali del vetro, con l’intervento dell’Associazione industriale lombarda, dell’Unione industriale di Parma, dell’Associazione industriali di Siena, dell’Associazione industriali di Venezia, assistita dalla Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale "Intersind" e la Federazione unitaria lavoratori chimici - Fulc, con l’assistenza della Segreteria generale della Fulc, con la partecipazione di una delegazione composta dalle strutture regionali, provinciali, territoriali della Fulc e dei Consigli di fabbrica del settore, con l’assistenza della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil, si è stipulato il presente CCNL
Il presente CCNL si applica a tutte le aziende ed ai lavoratori da esse dipendenti che producono vetro a mano, a soffio, a macchina; decorano, lavorano e posano in opera vetri, cristalli e specchi, effettuano la lavorazione di fiale, siringhe, termometri e densimetri, producono apparecchi per uso scientifico e sanitario, articoli di vetro per addobbi in genere e simili, nonché alle aziende che trasformano lastre di vetro e di cristallo in vetro e cristallo temperato, accoppiato, stratificato, unito al perimetro e di sicurezza in genere.
Le parti, ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le prerogative proprie degli imprenditori e quelle delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, e tenendo conto delle caratteristiche dei diversi settori merceologici, convengono di porre in atto procedure così articolate:
1) entro il primo quadrimestre di ciascun anno solare, in apposito incontro ciascuna Associazione imprenditoriale nazionale, nel quadro degli indirizzi generali della programmazione dell’economia porterà a conoscenza della Fulc:
a) i dati previsionali sugli investimenti globali e disaggregati per singoli settori produttivi, con articolazione distinta per comparti di specializzazione per un esame congiunto dei prevedibili effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali;
c) la consistenza strutturale dei settori merceologici rappresentati concernente il numero degli addetti, distinti per sesso e per classi di età, con specificazione dei dati relativi alla composizione dell’occupazione femminile;
d) la spesa globale di ricerca realizzata e prevista la sua incidenza sul totale degli investimenti, e finalizzata anche all’utilizzazione di nuove fonti energetiche nel processo di lavorazione, al risparmio dell’energia e delle materie prime, alla soluzione dei problemi ambientali ed ecologici. L'Assovetro promuoverà un incontro presso la Stazione Sperimentale del Vetro, affinché la Stazione stessa riferisca sulla sua attività e sui suoi programmi di ricerca.
Nello stesso incontro verranno valutati a consuntivo, nella sfera delle rispettive autonomie, le realizzazioni relative alle previsioni di investimenti dell’anno precedente e ai loro effetti indicati alla lettera a).
2) A livello regionale, le Associazioni industriali, con riferimento alle indicazioni della programmazione regionale, porteranno annualmente a conoscenza dei competenti sindacati dei lavoratori, nel corso di apposito incontro:
a) i dati previsionali globali sugli investimenti riguardanti le attività dei singoli settori merceologici comprese nelle aree territoriali di competenza per un esame congiunto dei prevedibili effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali;
c) la consistenza strutturale delle industrie rappresentate nel territorio concernente il numero globale degli occupati distinti per sesso e per classi di età, con specificazione dei dati relativi alla composizione dell’occupazione femminile;
Nello stesso incontro le parti procederanno relativamente all’ambito territoriale ad una verifica così come previsto nel precedente punto 1) ultimo comma.
Per le regioni con scarsa concentrazione di stabilimenti dei singoli settori, le Associazioni a livello nazionale individueranno consensualmente aree interregionali.
3) Qualora le parti individuassero aree interprovinciali, provinciali o comprensoriali che presentino significative concentrazioni di stabilimenti con produzioni omogenee di settore, le Associazioni imprenditoriali specificheranno i dati di cui sopra relativi a tali aree prevedendo appositi incontri ove ciò non comporti duplicazione della informativa di cui sopra.
4) Annualmente, in occasione di uno specifico incontro promosso dalle Associazioni imprenditoriali nazionali, i Gruppi industriali, individuabili nei complessi produttivi aventi più stabilimenti situati nel territorio nazionale, porteranno a conoscenza della Fulc congiuntamente ai CdF:
a) i dati previsionali di investimenti e relative localizzazioni per nuovi insediamenti e/o riconversioni produttive o per potenziamento, ammodernamento o trasformazione di quelli esistenti per un esame congiunto dei prevedibili effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali con la necessaria riservatezza;
d) il numero degli occupati distinti per sesso e per classi di età, con specificazione dei dati relativi alla composizione dell’occupazione femminile;
f) elementi conoscitivi circa l’introduzione di rilevanti innovazioni tecnologiche che comportino significativi riflessi sui livelli occupazionali.
A richiesta della Fulc si darà luogo ad un incontro, a livello nazionale, tra il Gruppo e la Fulc, presso le Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie, per verificare le realizzazioni, nel contesto nazionale, relativamente alle previsioni di investimenti ed ai loro effetti indicati alla lettera a). La verifica nell’ambito delle realtà di fabbrica avverrà con la medesima procedura, in appositi incontri tra le parti, con l’intervento della Direzione aziendale e del CdF.
5) Annualmente, le imprese caratterizzate da un solo stabilimento con più di 230 dipendenti, porteranno a conoscenza dei competenti Sindacati dei lavoratori:
a) i dati previsionali di investimenti e relative localizzazioni per nuovi insediamenti e/o riconversioni produttive o per potenziamento, ammodernamento o trasformazione di quelli esistenti per un esame congiunto dei prevedibili effetti relativi all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali, con la necessaria riservatezza;
b) le prospettive produttive anche in relazione ai mercati e alle relative implicazioni;
e) elementi conoscitivi circa l’introduzione di rilevanti innovazioni tecnologiche che comportino significativi riflessi sui livelli occupazionali.
La informativa e la verifica avverranno con la medesima procedura di cui al punto 2), in appositi incontri tra le parti, con l’intervento del CdF.
Per le imprese caratterizzate da un solo stabilimento con un numero di dipendenti compreso tra 230 e 150, le Associazioni industriali locali forniranno annualmente per iscritto ai competenti Sindacati dei lavoratori, e per conoscenza ai CdF, le notizie di cui al precedente punto c).
Le parti si danno atto che con riguardo al livello d’informativa di cui ai punti 4) e 5) del presente capitolo, la cadenza dell’informazione relativa agli argomenti previsti rispettivamente dalle lettere f) ed e) potrà essere diversa da quella annuale in presenza di fatti specifici che la giustifichino.
Le Direzioni degli stabilimenti con più di 100 dipendenti informeranno preventivamente in apposito incontro il CdF e, tramite le locali Associazioni imprenditoriali, il competente sindacato dei lavoratori, sia sulle operazioni di scorporo e di decentramento permanente al di fuori dello stabilimento di importanti fasi dell’attività produttiva in atto - anche mediante la stipulazione di contratti di lavoro subordinato a domicilio e di contratti di appalto - che sulle operazioni di ristrutturazione, qualora tutto ciò comporti modifiche del sistema produttivo o dell’organizzazione del lavoro che influiscano sull’occupazione complessiva.
I contratti di appalto di opere e servizi sono disciplinati dalle norme di legge in materia.
Sono esclusi dagli appalti i lavori svolti in Azienda direttamente pertinenti le attività di trasformazione proprie dell’Azienda stessa, nonché quelle di manutenzione ordinaria continuativa. Saranno invece appaltate le operazioni di manutenzione ordinaria continuativa che devono essere necessariamente svolte al di fuori dei normali turni di lavoro, per le quali sia accertata, previo esame con il CdF, l’impossibilità di effettuarle con personale in forza in Azienda nei particolari turni all’uopo predisposti.
Fermo restando che la manutenzione va finalizzata alla sicurezza, all’efficienza, alla migliore utilizzazione degli impianti e al miglioramento delle condizioni ambientali, per la ricerca delle soluzioni sostitutive degli appalti si dovrà tener conto delle caratteristiche di programmabilità delle attività stesse, della piena utilizzazione delle attrezzature, del carattere di continuità del lavoro, anche in impianti diversi, nonché delle esigenze che le attività di manutenzione oggettivamente richiedono di impiegare la forza lavoro secondo orari e luoghi di intervento opportunamente diversificati secondo specifici accordi.
Opportune disposizioni saranno esaminate per i lavoratori già facenti parte dell’azienda appaltatrice.
I contratti di appalto continuativi svolti in Azienda saranno limitati ai casi imposti da esigenze tecniche, organizzative e da economicità gestionali che, su richiesta del CdF potranno formare oggetto di verifica con la Direzione.
Restano, comunque, salvi gli appalti aventi carattere di continuità, ma che siano relativi ad attività diverse da quelle proprie dell’azienda appaltante.
Le aziende appaltanti devono esigere dalle aziende appaltatrici il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico, a cui appartengono le aziende appaltatrici stesse, e quelle di tutte le norme previdenziali ed antinfortunistiche.
I lavoratori di aziende appaltatrici operanti in Azienda possono fruire dei servizi aziendali (mense, servizi di pronto soccorso, servizi igienici) con opportune intese tra azienda appaltante e azienda appaltatrice.
Le Direzioni degli stabilimenti con più di 100 dipendenti informeranno periodicamente i CdF sulla natura delle attività conferite in appalto.
In occasione dell’incontro previsto al punto 2) del capitolo "Investimenti ed occupazione", le Associazioni industriali daranno ai competenti Sindacati dei lavoratori, informazioni complessive sulla natura delle attività conferite in appalto e/o a terzi.
Fatta salva la disciplina prevista dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877, entro tre mesi dalla stipulazione del presente CCNL, le Associazioni territoriali imprenditoriali trasmetteranno ai competenti sindacati dei lavoratori un elenco delle aziende associate che si avvalgono di prestazioni di lavoro subordinato a domicilio. Ogni sei mesi la stessa Associazione territoriale imprenditoriale di competenza trasmetterà le eventuali variazioni del suddetto elenco.
L’Associazione territoriale darà informazioni globali di carattere previsionale sull’andamento del fenomeno riferito alle aziende associate sui prevedibili riflessi sull’occupazione.
Le direzioni degli stabilimenti con più di 100 dipendenti informeranno periodicamente i CdF sui casi di eventuale ricorso al lavoro a domicilio.
La rappresentanza sindacale dei lavoratori è affidata, nelle singole unità produttive, al Consiglio di fabbrica in quanto unitariamente costituito; il Consiglio di fabbrica è riconosciuto agente della contrattazione nelle materie proprie del livello aziendale.
Nel Consiglio di fabbrica, composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive, si identificano unitariamente le rappresentanze sindacali aziendali di cui alla legge 20 maggio 1970, n. 300.
Per i rapporti con la Direzione aziendale, il CdF, fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo nel suo ambito costituita.
I nominativi dei componenti il Comitato esecutivo del CdF verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica stesso.
Nell’esercizio dei suoi compiti, il CE del CdF potrà farsi assistere da altri componenti il CdF e da lavoratori dei reparti interessati, in relazione alle materie di discussione.
Per l’espletamento dei propri compiti e funzioni - di cui al primo capoverso del presente articolo - il CdF può disporre dei permessi retribuiti per un monte annuo di 2 ore e 30 minuti per ogni dipendente in forza presso l’unità produttiva, con un minimo di 100 ore annue per le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 16 e 40.
Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti delle RSA a norma dell’art. 23 della legge n. 300.
Del monte ore di cui sopra potranno essere ammessi a beneficiare anche i lavoratori non facenti parte del CdF, ma chiamati ad affiancare il CE nell’esercizio dei compiti ad esso affidati.
Nelle singole unità produttive che occupino più di 15 dipendenti, potranno essere promosse, congiuntamente o singolarmente dalle Rappresentanze sindacali aziendali e dalle Organizzazioni provinciali aderenti alle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente Contratto, assemblee del personale in forza presso l’unità medesima, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro.
Tali assemblee saranno tenute in luoghi idonei, posti a disposizione dall’azienda nell’unità produttiva. Eventuali diverse modalità potranno essere concordate con le Rappresentanze sindacali aziendali.
Le assemblee saranno normalmente tenute all’inizio o alla fine dell’orario di lavoro o della sosta giornaliera.
Lo svolgimento delle assemblee durante l’orario di lavoro è limitato a 12 ore all’anno, compensate, per ciascun partecipante, con la retribuzione di fatto che ciascun lavoratore avrebbe percepito se avesse prestato l’attività lavorativa secondo il proprio orario normale di lavoro.
Il suddetto numero di 12 ore verrà calcolato per anno solare.
Il diritto di assemblea viene esteso alle unità produttive che occupino più di 10 dipendenti e fino a 15 dipendenti. In tali unità le assemblee durante l’orario di lavoro non potranno superare le 8 ore all’anno compensate secondo i criteri di cui al precedente decimo comma. Tali assemblee saranno tenute, ove possibile, all’interno dell’azienda.
Le Direzioni aziendali consentiranno ai Sindacati territoriali di categoria aderenti alle Organizzazioni firmatarie del presente Contratto di far affiggere in apposito albo comunicazioni firmate da uno dei segretari dei Sindacati medesimi.
Le Rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi che il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all’interno dell’unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
Le controversie individuali e plurime aventi per oggetto l’applicazione delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro dovranno essere sottoposte a tentativo di composizione pacifica secondo le procedure di cui al presente articolo, escludendosi, fino al completo esaurimento di esse, il ricorso all’Autorità giudiziaria o a forme di azione sindacale.
Sono escluse, dalle procedure che seguono, le controversie relative ai licenziamenti individuali e collettivi per le quali si applicano le procedure previste dai particolari Accordi interconfederali in vigore.
Il lavoratore che ritenga disattesa nei propri confronti una norma disciplinante il rapporto di lavoro o ritenga di ricorrere contro un provvedimento aziendale, presenterà reclamo verbale al superiore diretto. Quest’ultimo, entro una settimana, comunicherà verbalmente al reclamante l’accettazione o il rigetto del reclamo stesso.
In caso di mancata risposta entro il termine previsto, ovvero nel caso in cui il reclamo venga respinto, il lavoratore può riproporre entro 10 giorni il reclamo tramite il CdF dinanzi alla direzione aziendale. Il reclamo deve essere esaminato e discusso entro 10 giorni dalla presentazione.
Qualora problemi relativi alla applicazione delle norme contrattuali in vigore riguardino più lavoratori o comunque coinvolgano un interesse collettivo, il CdF può assumere l’iniziativa di proporre la questione dinanzi alla locale direzione aziendale, informandone contemporaneamente le Associazioni sindacali locali di categoria. La questione deve essere discussa entro venti giorni dalla richiesta del CdF.
Qualora non si raggiunga un accordo tra Direzione aziendale e il CdF, il lavoratore interessato, o il CdF in caso di controversia plurima, può sottoporre il suo reclamo all’esame di una o più Organizzazioni sindacali firmatarie del presente Contratto, territorialmente competente. Questa potrà richiedere entro dieci giorni dal mancato accordo, alla Organizzazione dei datori di lavoro competente per territorio, un esame congiunto della controversia che dovrà essere compiuto entro dieci giorni dalla richiesta.
In caso di mancata conciliazione, la controversia potrà essere sottoposta entro 10 giorni all’esame delle Organizzazioni nazionali di categoria che la esamineranno entro i 10 giorni successivi.
Qualsiasi controversia sull’interpretazione del presente Contratto sarà esaminata dalle competenti Organizzazioni nazionali.
Al fine di migliorare le relazioni sindacali in azienda e ridurre la conflittualità, le parti assumono l’impegno, anche in relazione a quanto previsto dal Protocollo d’intesa del 22 gennaio 1983, di favorire, in caso di controversie collettive, l’esperimento di tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse, attraverso un esame congiunto tra Direzione aziendale e CdF. In particolare, qualora la controversia abbia ad oggetto l’applicazione o l’interpretazione di norme contrattuali e di legge nonché l’informazione di cui al capitolo I del presente CCNL, l’esame avverrà - a richiesta di una delle parti aziendali - con l’intervento dello Organizzazioni stipulanti.
Ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità, le parti dichiarano che lo sviluppo della produttività tecnico-economica passa anche attraverso un miglior utilizzo di tutte le risorse tecniche ed umane e la valorizzazione della professionalità che possono essere ricercati mediante nuove forme organizzative consistenti in una diversa distribuzione di mansioni del ciclo produttivo.
Tale ricerca può comprendere da parte delle aziende l’accorpamento di più mansioni - senza peraltro escluderne le singole effettuazioni - anche mediante fasi di lavoro di gruppo compatibili con le esigenze di produttività e realizzate attraverso fasi sperimentali reversibili non superiori a 6 mesi supportate alla occorrenza da iniziative di addestramento.
Per l’attivazione delle fasi sperimentali reversibili è necessaria la consultazione preventiva e l’esame delle questioni connesse con il CdF.
Sia la sperimentazione che l’adozione definitiva della nuova distribuzione può comprendere sistemi di rotazione nell’ambito di mansioni appartenenti a non più di due livelli contigui.
Nel corso di queste fasi sperimentali potranno essere individuate nuove figure professionali che, in caso di esito positivo delle sperimentazioni medesime e della definitiva adozione delle nuove formule organizzative, saranno inquadrate nella scala classificatoria sulla base delle declaratorie contrattuali ed utilizzando per analogia i profili esistenti.
L’azienda adotterà definitivamente il sistema sperimentato, compresa l’eventuale rotazione, dopo un esame dei risultati con il CdF assistito dai componenti del Gruppo interessato.
Le aziende condividono l’opportunità di ricercare, nel rispetto e nella concreta attuazione della legge di parità n. 903/77, soluzioni tendenti a superare divisioni professionali tra lavori tradizionalmente maschili e lavori tradizionalmente femminili.
Al fine del conseguimento di una maggiore produttività tecnico-economica delle imprese e di una più elevata professionalità dei lavoratori, soprattutto in relazione all’introduzione di nuove tecnologie, potranno essere sperimentate - con carattere di reversibilità - nuove forme di organizzazione del lavoro caratterizzate anche da figure professionali polivalenti.
Ferma restando la durata massima dell’orario normale di lavoro stabilita dalla legge con le relative deroghe ed eccezioni, la durata settimanale dell’orario contrattuale per il singolo lavoratore è fissata in 40 ore.
In relazione alle esigenze di una rigorosa attuazione dell’orario contrattuale di lavoro le parti si danno atto che gli organici dovranno consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, nonché, per i turnisti di cui al successivo art. 16 dei riposi compensativi, tenendo conto altresì dell’assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.
Per i maestri fiascai e aiutanti maestri della bofferia toscana; per gli operai addetti alla piazza semiautomatica: tagliatori, levatori, soffiatori, portantini e impilatori che fabbricano damigiane da litri 5-7 fino a litri 60, l’orario normale di lavoro è fissato in 36 ore settimanali con un massimo di 6 ore giornaliere.
Quando gli operai addetti alla piazza semiautomatica come sopra specificati producono damigiane inferiori a 5-7 litri, osserveranno l’orario di 40 ore settimanali.
Per il settore delle lastre resta l’applicazione avvenuta dell’Accordo nazionale del 6 aprile 1946 e degli accordi particolari già conclusi per la fabbricazione delle lastre gregge con i quali sono stati fissati orari di 6 ore giornaliere o di 36 settimanali per determinati posti di lavoro.
Restano fermi anche gli accordi aziendali stipulati in deroga agli accordi di cui al precedente comma con i quali sono stati fissati orari di 42 ore settimanali con particolari trattamenti economici e successivamente ridotti a 40 ore settimanali con il CCNL 5 maggio 1971.
L’orario settimanale di lavoro dei lavoratori non in turni avvicendati nel ciclo continuo verrà di norma distribuito su 5 giorni; eventuali diverse distribuzioni dell’orario finalizzate a garantire la continuità del ciclo produttivo e/o la migliore efficienza degli impianti e dei servizi dovranno essere concordate tra Direzione aziendale e CdF. Per i settori del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche, del vetro artistico si rinvia alle norme particolari di cui all’allegato 1.
In relazione alle esigenze tecnico-produttive, la possibilità di eseguire il lavoro domenicale non collegato al ciclo continuo nonché quello notturno non compreso in turni sarà previamente esaminata tra Direzione aziendale e CdF.
Ferma restando la durata settimanale dell’orario contrattuale in 40 ore, a decorrere dal 1 luglio 1984 l’orario di lavoro annuo sarà ridotto di 20 ore in ragione d’anno e dal 1 gennaio 1985 di ulteriori 20 ore, sempre in ragione d’anno, secondo i criteri e le modalità previsti dal Protocollo d’intesa 22 gennaio 1983.
Conformemente al disposto dell’art. 18, comma secondo, della legge 26 aprile 1934, n. 635 si conviene che il riposo intermedio del personale minorile potrà essere ridotto ad un’ora al giorno nei casi di prestazione superiore alle 8 ore giornaliere ed a mezz’ora al giorno nei casi di prestazioni non superiori alle 8 ore giornaliere.
Per le situazioni di orario inferiori esistenti nelle aziende si fa rinvio a quanto definito dal Protocollo d’intesa 22 gennaio 1983, al punto 11.
Per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia si fa riferimento alle leggi in vigore.
Ferma restando la durata massima dell’orario normale di lavoro, stabilita dai vigenti accordi interconfederali in 10 ore giornaliere o 60 ore settimanali, salvo per i discontinui con alloggio nello stabilimento o nelle immediate adiacenze, la durata settimanale dell’orario contrattuale di lavoro dei lavoratori addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, rimane fissata come segue:
- discontinui già con orario normale di 50 ore settimanali: ore 48;
- discontinui già con orario normale di 45 ore settimanali: ore 43;
- discontinui già con orario normale di 42 ore settimanali: ore 40.
Il lavoro supplementare che è quello effettuato oltre l’orario contrattuale settimanale e fino all’orario di legge, nonché quello straordinario (oltre l’orario di legge) devono avere carattere eccezionale e trovare obiettiva giustificazione in necessità indifferibili e di durata temporanea.
Rientrano ad esempio in tali ipotesi l’esigenza di soddisfare l’andamento del mercato in relazione a stagionalità, a situazioni di punta produttive impreviste, a specifiche operazioni di magazzino, a inderogabili termini di consegna; la necessità di salvaguardare l’efficienza produttiva degli impianti, l’assolvimento di indifferibili incombenze amministrative e di legge in particolari periodi dell’anno.
Le esigenze di cui sopra saranno tempestivamente comunicate al CdF.
Al di là dei casi previsti dal comma secondo, eventuali ipotesi di lavoro supplementare e straordinario saranno contrattate preventivamente tra la Direzione aziendale e il CdF.
Le Direzioni aziendali comunicheranno ai Consigli di fabbrica i dati a consuntivo concernenti le prestazioni supplementari e straordinarie. In tale occasione saranno altresì forniti elementi di obiettiva motivazione del ricorso al lavoro supplementare e straordinario di cui al secondo comma.
Salvo il caso di urgenza per il lavoro supplementare, la prestazione di lavoro oltre l’orario contrattuale potrà essere richiesta tenendo conto delle esigenze personali del lavoratore.
Fermo restando che dovrà essere assicurata la continuità del processo produttivo e la regolarità della produzione, ribadito inoltre che il lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale e trovare obiettiva giustificazione escludendo correlazioni con l’organico, nelle lavorazioni in turno di cui ai precedenti artt. 16 e 17, quarto comma, il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il posto di lavoro senza avere avuto la necessaria sostituzione che dovrà avvenire entro il periodo di tempo massimo di 2 ore con l’iniziativa dell’azienda per la ricerca del sostituto, fatti salvi eventuali accordi aziendali in atto.
Nessun lavoratore può esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dalla legge e dal presente Contratto, il lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Al personale femminile si applicano le norme di cui alla legge 9 dicembre 1977, n. 903 sulla parità di trattamento tra uomini e donne.
Il riposo settimanale dovrà cadere di domenica e non potrà avere una durata inferiore a 24 ore consecutive, salvo le eccezioni previste dalla legge, in quanto siano applicabili alle aziende od ai lavoratori regolati dal presente Contratto.
Nel caso in cui, in relazione a quanto previsto dalla legge 22 febbraio 1934, n. 370 sul riposo domenicale, i lavoratori siano chiamati al lavoro in giorno di domenica, essi godranno del prescritto riposo in altro giorno della settimana che dovrà essere prefissato e si chiamerà riposo compensativo, con diritto al trattamento previsto dai precedenti artt. 19 e 20.
Nel caso di spostamento della normale giornata di riposo compensativo prefissata, al lavoratore non preavvertito almeno 48 ore prima, sarà dovuta la maggiorazione per il lavoro festivo.
I lavoratori turnisti addetti alle macchine formatrici del settore vetro cavo automatico hanno diritto inoltre a ulteriori tre giornate di ferie annuali.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve esser compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute, da calcolare nella misura in atto al momento della liquidazione.
1) Allo scopo di conseguire l’incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo sia collettivo che individuale.
Nei casi in cui la valutazione della prestazione richiesta al lavoratore di cui al gruppo 3) o ad una squadra di lavoratori sia fatta in base al risultato della misurazione dei tempi di lavorazione, oppure la prestazione sia vincolata all’osservanza di un determinato ritmo produttivo in conseguenza dell’organizzazione del lavoro e sia richiesta al lavoratore una prestazione più intensa di quella del normale lavoro ad economia o la realizzazione di un risultato produttivo predeterminato superiore a quello conseguibile attraverso il lavoro ad economia, il lavoratore o la squadra di lavoratori dovranno essere retribuiti a cottimo o con altre forme di retribuzione a rendimento soggette alla disciplina del lavoro a cottimo.
5) L’Azienda, tramite la propria Associazione sindacale, comunicherà ai Sindacati provinciali dei lavoratori, a titolo informativo, i criteri generali dei sistemi di cottimo in vigore.
Tali comunicazioni avranno finalità informative, essendo ammesse solo contestazioni di carattere applicativo secondo la procedura prevista dall’art. 7, lettera A), del presente Contratto.
6) In caso di introduzione di nuovi sistemi di cottimo, alla comunicazione di cui al punto 5) potrà seguire, a richiesta, un esame congiunto tra l’Organizzazione sindacale che rappresenta l’Azienda ed i Sindacati provinciali dei lavoratori.
L’esame congiunto potrà essere richiesto altresì a seguito della comunicazione di modificazioni di rilevante importanza al solo fine di accertare se si sia in presenza di un nuovo sistema.
La modifica di taluno dei criteri che hanno formato oggetto della comunicazione informativa di cui al primo comma del punto 5), purché non alteri il sistema in atto, non costituisce variazione del sistema stesso ai sensi del comma precedente, fermo restando l’obbligo della comunicazione informativa.
7) Resta in facoltà del Sindacato dei lavoratori di instaurare controversia collettiva quando sorga contestazione circa la rispondenza del sistema in atto alle norme di cui al presente articolo.
8) I lavoratori di cui al gruppo 3) lavoranti a cottimo dovranno essere messi a conoscenza, all’inizio del lavoro, per iscritto - o per affissione nei reparti in cui lavorano quando si tratta di cottimi di squadra o collettivi - del lavoro da eseguire e della corrispondente tariffa di cottimo (a tempo od a prezzo), nonché di ogni elemento necessario per il computo dell’utile di cottimo stesso.
23) I reclami riguardanti l’applicazione delle norme del presente articolo ed in particolare quelli relativi:
b) alle tariffe di assestamento;
c) in caso di modifiche tecniche ed organizzative nelle condizioni di esecuzione del lavoro, circa la rispondenza delle variazioni delle tariffe alle variazioni di tempo in più od in meno determinate dalle modifiche suddette;
d) alle variazioni contingenti nelle condizioni di esecuzione del lavoro di cui al punto 15);
Nel caso in cui il lavoratore non ritenga soddisfacente l’esito, potrà avanzare reclamo scritto alla Direzione, tramite la Commissione interna, perché venga esperito il tentativo di conciliazione tra la Commissione interna stessa e la Direzione.
Tale tentativo dovrà esaurirsi entro il più breve tempo possibile e comunque non oltre 7 giorni lavorativi.
Nel caso di mancato accordo la controversia verrà esaminata entro i 15 giorni successivi in sede sindacale tra le Organizzazioni sindacali territoriali rispettive.
Protocollo di chiarimento all’art. 31 punto 5
Qualora l’Azienda non adotti il cronometraggio od altri sistemi di misurazione dei tempi, indicherà che le produzioni normali sono fissate in base a stima.
Qualora proceda al cronometraggio con sistemi di misurazione, ne darà indicazione specificando, ove esista, il metodo seguito. L’Azienda indicherà inoltre i criteri generali per l’adozione dei coefficienti di correzione dei tempi.
L’Azienda indicherà altresì il metodo ed il modo di calcolo degli utili di cottimo (ad esempio: moltiplicazione della paga oraria per il tempo risparmiato, rispetto a quello assegnato, che sarà stato comunicato al lavoratore).
È ammesso il recupero a retribuzione normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore e per interruzioni di lavoro concordate dalle parti nel limite massimo di 12 ore complessive e purché il recupero non superi 1 ora giornaliera e sia effettuato in un periodo di tempo non superiore alle 4 settimane immediatamente successive a quella in cui è avvenuta l’interruzione.
Per la tutela fisica ed economica della lavoratrice durante lo stato di gravidanza e puerperio, si fa riferimento alle disposizioni della legge 30 dicembre 1971, n. 1204.
A) Denuncia
Per quanto concerne gli obblighi assicurativi, di assistenza e soccorso o comunque per quanto non previsto dal presente articolo, si richiamano le disposizioni di legge che regolano la materia.
Affinché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge, l’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell’attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto.
Quando l’infortunio accade al lavoratore in lavori fuori stabilimento, la denuncia verrà stesa al più vicino posto di soccorso, procurando, ove possibile, le relative testimonianze.
1) Le parti riconoscono che è necessario eliminare le condizioni ambientali nocive.
2) Non sono ammesse le lavorazioni nelle quali la concentrazione di vapori, polveri, sostanze tossiche, nocive o pericolose, superi i limiti massimi (MAC) stabiliti dalle tabelle aggiornate adottate dalla ACGIH (allegate al presente Contratto) né sono tollerabili ambienti di lavoro ove il rumore ed il calore comportino pericolo all’integrità psico-fisica del lavoratore.
3) Le Parti convengono di recepire contrattualmente l’elaborazione di nuove tabelle con carattere cogente assunte dalle competenti autorità italiane e di procedere all’esame di eventuali integrazioni da apportare alla predetta tabella ACGIH, sulla base di proposte di limiti di provate applicabilità avanzate da Enti scientifici nazionali ed internazionali.
4) Il CdF sarà informato dei programmi di investimenti concernenti il miglioramento dell’ambiente di lavoro e la sicurezza. Per la realizzazione di tali programmi che dovessero comportare la provvisoria fermata totale o parziale degli impianti, potranno essere utilizzati i lavoratori interessati in altre attività all’interno dello stabilimento; ove ciò non fosse possibile soluzioni alternative saranno esaminate con il CdF.
Per quanto l’art. 9 della legge n. 300 attribuisce alle RSA, vengono riconosciuti ai CdF i seguenti compiti:
- partecipazione alla ricerca delle cause che hanno determinato la situazione ambientale nella quale siano superati i limiti massimi di cui sopra e delle altre che hanno determinato condizioni ambientali nocive e particolarmente gravose comportanti pericolo per l’integrità psico-fisica del lavoratore e contrattazione delle misure atte ad eliminarle.
Delegati dei lavoratori del gruppo direttamente esposto alle specifiche condizioni ambientali in discussione, in numero proporzionale alla consistenza del gruppo stesso e comunque non superiore a sei, partecipano alla discussione in uno con il CdF, con il riconoscimento della retribuzione di fatto in quanto la discussione si svolga in orario di lavoro;
- promozione della ricerca, dell’elaborazione e dell’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute dei lavoratori e la loro integrità fisica, anche in occasione della ricostruzione dei forni;
- esame con la Direzione aziendale delle eventuali esigenze di manutenzione finalizzata alla prevenzione e sicurezza;
- partecipazione all’aggiornamento dei registri dei dati ambientali e biostatistici e dei libretti di rischio;
- presentazione di proposte ai fini dell’informazione della sensibilizzazione e della formazione dei lavoratori in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali;
- esame con la Direzione aziendale per concordare, ogni qualvolta se ne ravvisi congiuntamente l’esigenza, l’effettuazione di rilevazioni dei dati ambientali e delle concentrazioni delle sostanze nocive. Tali rilevazioni verranno affidate ai Servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle USL in relazione a quanto previsto dall’art. 20 ultimo comma della legge 833/78 o a Istituti o Enti specializzati di diritto pubblico, scelti d’intesa tra le Direzioni aziendali e i CdF.
L’onere della spesa delle rilevazioni dei dati ambientali e delle concentrazioni delle sostanze nocive sarà assunto dalle Aziende nei casi in cui la scelta degli Istituti e degli Enti di diritto pubblico avvenga di comune accordo.
In caso di mancato accordo sulla scelta dell’Ente o Istituto di diritto pubblico si farà ricorso a tecnici particolarmente qualificati iscritti in albi professionali.
I medici e i tecnici degli Istituti, Enti e Servizi cui è affidata la rilevazione di dati ambientali sono tenuti al segreto sulle tecnologie e tecniche di produzione di cui vengano a conoscenza.
Le parti hanno piena libertà di acquisizione e di valutazione in ordine ai risultati delle rilevazioni ambientali che dovranno essere annotati nell’apposito "registro dei dati ambientali".
5) Nei casi in cui, a seguito delle rilevazioni ambientali (anche tenuto conto dei riflessi sul gruppo dei lavoratori direttamente esposti) vengano individuate situazioni di particolare rischio, le parti concorderanno di volta in volta l’attuazione di accertamenti medici specifici per il personale interessato all’area di rischio individuata, che potranno essere effettuati a cura e a carico dei competenti Istituti assicuratori e previdenziali se ciò è possibile, in maniera idonea e tempestivamente. I risultati dei suddetti accertamenti saranno comunicati ai lavoratori interessati.
Le Aziende assumeranno a proprio carico gli eventuali oneri degli accertamenti di cui sopra da effettuarsi al di fuori dell’orario di lavoro.
6) Le Aziende forniranno ai CdF, su loro richiesta:
a) informazioni attinenti agli eventuali rischi cui sono esposti i lavoratori, connessi all’uso di sostanze nel ciclo produttivo, rischi noti sulla base delle acquisizioni medico-scientifiche sia a livello nazionale che internazionale;
b) informazioni sugli agenti di rischio eventualmente derivanti da nuove sostanze immesse nel ciclo produttivo o da nuove tecnologie utilizzate e sulle relative acquisizioni medico-scientifiche sia a livello nazionale che internazionale;
c) informazioni sulle proprietà chimico-fisiche delle sostanze nocive o pericolose suscettibili di venire in contatto con l’uomo nonché sulla loro classificazione di pericolosità ai sensi del DM 17 dicembre 1977 e successive modifiche.
d) informazioni sull’attività preventiva per la sorveglianza dei fattori di rischio svolta, in relazione a quanto previsto dall’art. 21 della legge 833/78, nell’ambito degli indirizzi eventualmente fissati dai piani sanitari regionali.
7) Laddove condizioni oggettive lo rendano necessario, sarà esaminata con il CdF la possibilità di installare idonee apparecchiature di analisi continua, volte a mantenere sotto controllo gli agenti di rischio nel posto di lavoro.
8) Le Aziende sono tenute all’istituzione dei seguenti documenti:
A) il registro dei dati ambientali, tenuto e aggiornato a cura dell’Azienda. In esso saranno annotati per ogni reparto i risultati delle rilevazioni periodiche riguardanti i fattori ambientali fisici e chimici, i quali possono determinare situazioni di nocività o particolare gravosità; le singole registrazioni saranno affisse nei reparti interessati;
B) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dell’Azienda. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortunio, malattie professionali e malattie comuni; il registro sarà tenuto dall’Azienda a disposizione del CdF e del lavoratore interessato;
C) il libretto sanitario personale e di rischio, tenuto e aggiornato a cura del servizio sanitario di fabbrica, con vincolo del segreto professionale.
In tale libretto saranno annotati i risultati delle visite mediche di assunzione e degli eventuali esami clinici, nonché i dati relativi agli infortuni ed alle malattie professionali.
Per quanto riguarda il personale femminile, saranno annotati i dati relativi al concepimento, aborto, gravidanza, sterilità, fertilità, parto e salute del bambino, equilibri ormonali, patologia dell’apparato genitale e del seno.
Tali dati saranno forniti e aggiornati sulla base di certificazioni prodotte dalla lavoratrice e rilasciate dalle USL o dai consultori o dal medico curante.
In sezioni separate, tenute in duplice copia, saranno inoltre annotati i dati relativi al reparto, posizione e attività del lavoratore, gli eventuali agenti di rischio e la durata dell’esposizione, nonché se il lavoro è svolto o meno in turno.
Il lavoratore ed il medico curante da lui autorizzato possono prendere visione in ogni momento del libretto personale, ottenere delucidazioni e informazioni dal medico di fabbrica ed estratti del libretto stesso.
All’atto della risoluzione del rapporto di lavoro il libretto sarà consegnato al lavoratore.
9) I dati biostatistici e ambientali saranno a disposizione del costituendo Servizio sanitario nazionale e degli Enti di diritto pubblico preposti nell’ambito delle Regioni alla tutela della salute dei lavoratori.
10) Le parti si danno atto che quanto previsto nel presente articolo attua il disposto dell’art. 9 della legge n. 300 e che le disposizioni contenute nel presente articolo saranno da coordinare con eventuali norme di legge o con altre norme comunque obbligatorie per le Aziende, disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento al servizio sanitario nazionale.
L’attribuzione degli indumenti di lavoro ai lavoratori di cui ai gruppi 2) e 3) di ambo i sessi delle aziende disciplinate dal presente Contratto, è stabilita mediante Accordi provinciali o aziendali.
Ove sussista l’impossibilità di fornire gratuitamente tali indumenti sarà corrisposta un’indennità sostitutiva da contenersi nei seguenti limiti:
- massimo di lire 5 per ogni ora di effettiva prestazione.
Ove gli Accordi integrativi di cui sopra non avessero trovato pratica applicazione in sede aziendale, sarà determinato l’incasellamento per l’indennità sostitutiva nei suindicati limiti.
Naturalmente non beneficiano dell’indennità sostitutiva quei lavoratori che fruiscono di indumenti di lavoro forniti gratuitamente dalle aziende.
Per i lavoratori di cui al gruppo 1) che svolgono la propria attività nei reparti di lavorazione, qualora il lavoro cui essi sono addetti comporti una usura eccezionale del vestiario e la necessità di speciali indumenti di lavoro in rapporto al lavoro stesso, troveranno applicazione le norme di cui ai precedenti commi.
Resta comunque ferma l’obbligatorietà della fornitura gratuita degli indumenti di lavoro stabilita a norma di legge, nonché di quelli dei quali l’azienda prescriva l’uso.
Per le eventuali somministrazioni speciali si fa riferimento alle norme di legge, ferme restando le eventuali consuetudini in atto.
Per l’assunzione a termine si fa riferimento alle vigenti disposizioni di legge.
Per i fanciulli e gli adolescenti si fa riferimento alla legge 17 ottobre 1967, n. 977.
Le Aziende considereranno con la maggiore attenzione, compatibilmente con le proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell’inserimento nelle proprie strutture di portatori di handicap riconosciuti invalidi ai sensi della legge n. 402/1968 in funzione delle capacità lavorative degli stessi.
In occasione degli incontri di cui al punto 2) del capitolo "Investimenti ed occupazione" e con riferimento alla lettera c) saranno fornite informazioni complessive circa il ricorso alle varie forme di contratto previste dalla legge 1 giugno 1977, n. 285 e successive modificazioni.
Il lavoratore di cui al gruppo 1) deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti alla esplicazione delle mansioni affidategli e, in particolare:
2) dedicare attività assidua e diligente al disbrigo delle mansioni assegnategli, osservando le disposizioni del presente Contratto, nonché le istruzioni impartite dai superiori;
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti dai vigenti Accordi interconfederali sulle Commissioni interne, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile a tutti i lavoratori.
Le infrazioni alle norme disciplinari del presente Contratto o ai regolamenti interni potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
2) richiamo scritto;
3) multa fino ad un massimo di tre ore di retribuzione;
4) sospensione dal lavoro, o dallo stipendio e dal lavoro per i lavoratori di cui al gruppo 1), fino a tre giorni.
Ricade sotto i provvedimenti disciplinari di cui ai punti 1), 2) e 3) il lavoratore di cui ai gruppi 2) e 3) che:
a) non si presenti al lavoro o che abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificati motivi;
b) ritardi l’inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza regolare permesso e senza giustificati motivi;
d) arrechi danni per disattenzione al materiale dello stabilimento o al materiale di lavorazione;
f) introduca abusivamente bevande alcoliche;
g) introduca persone estranee allo stabilimento senza regolare permesso;
h) si presenti o si trovi al lavoro in stato di ubriachezza;
i) trasgredisca alle disposizioni del presente Contratto ed ai regolamenti interni o commetta atti che portino pregiudizio alla disciplina, alla morale, all’igiene ed alla sicurezza dello stabilimento.
Nei casi di maggiore gravità o recidiva, la direzione potrà infliggere la sospensione prevista al punto 4).
Per il lavoratore di cui al gruppo 1) la sospensione di cui al punto 4) si può applicare a quelle mancanze, le quali, anche in considerazione delle circostanze speciali che le hanno accompagnate, non siano così gravi da rendere applicabile una maggiore punizione ma abbiano tuttavia tale rilievo da non trovare adeguata sanzione nel disposto dei punti 1), 2) e 3).
Nel provvedimento di licenziamento senza preavviso incorre il lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia, in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro, azioni delittuose a termini di legge.
a) furto o danneggiamento volontario o commesso con colpa grave al materiale dello stabilimento o al materiale di lavorazione;
e) insubordinazione verso i superiori;
f) diverbio litigioso seguito da vie di fatto e/o rissa nello stabilimento;
g) lavorazione o costruzione nell’interno dello stabilimento, senza l’autorizzazione della direzione, di oggetti per proprio conto o per conto terzi;
h) abbandono del posto di lavoro che arrechi pregiudizio alla incolumità delle persone e/o alla sicurezza degli impianti;
i) recidiva nelle medesime mancanze di cui all’art. 68 che abbiano dato luogo a tre sospensioni nei dodici mesi precedenti;
l) trasgressioni previste al punto i) dell’art. 68 relativo alla morale ed alla sicurezza che comportino una gravità tale da non risultare adeguata, nel caso concreto, l’applicazione della sospensione.
Nei casi previsti dalle lettere a), b), c) il lavoratore di cui al primo comma è tenuto a risarcire il danno eventuale all’azienda.
Il licenziamento senza preavviso potrà essere adottato nei confronti del lavoratore di cui al gruppo 1) colpevole di mancanze relative a doveri, le quali siano così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto d’impiego.
Il licenziamento è inoltre indipendente dalle eventuali responsabilità nelle quali sia incorso il predetto lavoratore.
Per quanto non disposto dal presente Contratto valgono le disposizioni di legge e gli Accordi interconfederali vigenti.
Le parti si danno atto di aver tenuto presente, nella redazione del presente Contratto, il Protocollo d’intesa del 22 gennaio 1983, le cui norme, anche se non esplicitamente menzionate si intendono qui richiamate ad ogni effetto utile.
Tenuta presente l’esigenza di favorire l’inserimento dei giovani lavoratori e la formazione professionale nelle aziende appartenenti ai settori del vetro artistico e del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche, è stato convenuto quanto segue:
La disciplina dell’apprendistato per le fabbriche del vetro artistico, del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche è regolata dalle norme di legge, dal relativo regolamento, dalla presente regolamentazione e, per quanto applicabili, dalle norme del presente Contratto.
Art. 2 Età di assunzione
Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore a quindici anni e non superiore a diciannove. In conformità a quanto previsto dall’art. 3 della legge 2 aprile 1968, n. 424, il limite inferiore è ridotto a quattordici anni per coloro che abbiano conseguito il diploma di licenza della scuola media d’obbligo.
Art. 4 Tirocinio presso diverse aziende
I periodi di tirocinio prestati in qualità di apprendista presso più aziende che producono vetro artistico o vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e purché si riferiscano allo stesso tipo di produzione per i vetrai e di lavorazione per gli affini e ausiliari.
Art. 5 Durata dell’apprendistato
La durata del periodo di apprendistato è stabilita come segue:
Lavoratori con meno di 16 anni Anni 2 (4 semestri)
1º semestre 83%
2º semestre 87%
3º semestre 91%
4º semestre 96%
Lavoratori di età tra i 16 e 18 anni Anni 1 e mezzo (3 semestri)
1º semestre 88%
2º semestre 92%
3º semestre 96%
Lavoratori con più di 18 anni Anni 1 (2 semestri)
1º semestre 90%
2º semestre 96%
Art. 7 Lavoro a cottimo e ad incentivo
Nel periodo di apprendistato è fatto divieto di utilizzare gli apprendisti in lavorazioni retribuite a cottimo o ad incentivo, come pure adibirli a lavori di semplice manovalanza.
Art. 10 Orario di lavoro
Per quanto riguarda la durata massima settimanale dell’orario di lavoro, trovano applicazione i limiti di cui all’art. 15 del presente Contratto.
Nell’orario settimanale contrattuale sono comprese anche le ore di insegnamento complementare.
È tassativamente vietato per gli apprendisti il lavoro fra le 22 e le 6.
Art. 11 Insegnamento complementare
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza dei corsi di insegnamento complementare, sono concesse, per tutta la durata degli stessi, le ore retribuite stabilite dall’Ente gestore dei corsi, fino ad un massimo di 4 settimanali.
Art. 13 Richiamo a disposizioni varie
Tutti gli istituti relativi al Capitolo II e riguardanti i lavoratori di cui al gruppo 3) non contemplati nella presente regolamentazione, si intendono applicabili a tutti gli effetti contrattuali all’apprendista, ad eccezione degli scatti di anzianità la cui maturazione decorrerà dalla data di passaggio alla qualifica di cui al gruppo 3).
Art. 14 Sfera di applicazione
La presente regolamentazione si applica esclusivamente ai giovani lavoratori assunti come apprendisti, con esclusione degli altri minori per i quali valgono le norme di legge e contrattuali in vigore.
La regolamentazione di cui sopra è parte integrante del presente Contratto.
La disciplina dell’apprendistato nell’industria delle seconde lavorazioni del vetro è regolata dalle norme di legge, dal relativo regolamento, dalle disposizioni del presente Accordo e, per quanto applicabili, dalle norme del Contratto collettivo nazionale di lavoro della categoria.
I periodi di tirocinio prestati in qualità di apprendista presso più aziende si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e purché si riferiscano alle stesse attività.
Per ottenere il riconoscimento del cumulo dei periodi di tirocinio precedentemente prestati presso altre aziende, l’apprendista deve documentare, all’atto dell’assunzione, i periodi di tirocinio già compiuti e la frequenza dei corsi di insegnamento complementare che siano obbligatori per legge.
Oltre alle normali registrazioni sul libretto di lavoro, all’apprendista sarà rilasciato dall’azienda in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, un documento che attesti i periodi di tirocinio già compiuti e le attività per le quali sono stati effettuati.
La durata del tirocinio per gli apprendisti è quella fissata dalla tabella seguente:
Art. 6 Lavoro a cottimo, ad incentivo ed in serie
Nel periodo di apprendistato è fatto divieto di sottoporre l’apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo e in genere a quelle ad incentivo.
Art. 8 Orario di lavoro
L’orario di lavoro per gli apprendisti è di 40 ore settimanali.
È vietato agli apprendisti il lavoro fra le ore 22 e le 6.
Art. 9 Insegnamento complementare
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequentare, ai sensi dell’art. 17 del Regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1668, i corsi di istruzione professionale, sono concesse 3 ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi.
Le parti, in considerazione delle particolari esigenze tecnologiche e produttive dei settori del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche, del vetro artistico, convengono che l’orario di lavoro settimanale degli operai addetti ai settori stessi sarà di norma distribuito su 6 giorni (dal lunedì al sabato).
In tal caso per i pressatori, soffiatori, levatori del vetro bianco e colorato a soffio ed a pressa, nonché per il personale addetto alla lavorazione diretta coi medesimi, compresi i temperisti ed i ferrazzieri, l’orario di 40 ore settimanali è fissato con un massimo di 7 ore giornaliere.
A fronte della distribuzione su 6 giorni dell’orario contrattuale di 40 ore settimanali, 6 giorni di riposo feriale, comunque goduti, saranno ragguagliati a 5 giorni di ferie agli effetti delle misure di cui all’art. 24. Nel caso di godimento di periodo feriale inferiore a 6 giorni, si adotteranno criteri proporzionali.
Per le festività coincidenti con la giornata di sabato, si fa espresso rinvio a quanto previsto dal chiarimento a verbale all’art. 24.
Per la riduzione d’orario di cui al Protocollo d’intesa del 22 gennaio 1983, si rinvia a quanto previsto dall’ultimo comma dell’art. 15.
Tenuto conto delle consuetudini esistenti nelle lavorazioni a caldo del vetro dei settori non meccanizzati e fermo restando la durata dell’orario di lavoro settimanale di cui all’art. 15 del presente Contratto, si conviene sull’opportunità di pervenire ad una regolamentazione a carattere uniforme sul piano nazionale in materia di pause.
Fatte salve le diverse intese e situazioni aziendali e locali in atto, a decorrere dal 1 gennaio 1980 la durata della pausa retributiva per il ciclo delle lavorazioni a caldo è stabilita in 50 minuti settimanali.
L’utilizzazione della pausa, le cui modalità di fruizione potranno essere esaminate a livello regionale, senza pregiudizio per l’organizzazione tecnico-produttiva delle aziende, dovrà comunque garantire lo svolgimento completo delle normali fasi di lavorazione.
Per le situazioni di orario inferiore esistenti nelle aziende si fa rinvio a quanto definito dal Protocollo d’intesa del 22 gennaio 1983 al punto 1).