Source: http://www.corecomlombardia.it/opencms/download/pdf/deliberazioni/Determinazione_6_2017.html
Timestamp: 2019-02-16 05:20:48+00:00
Document Index: 185422360

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 16']

Determinazione dirigenziale n. 6/2017
Oggetto: Definizione della controversia XXX / Vodafone Italia S.p.a. (pratica n. 2017/712)
VISTA l’istanza presentata in data 30/01/2017 con cui il sig. XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. Lombardia per la definizione della controversia in essere con l’operatore Vodafone Italia S.p.a., ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;
VISTE la nota del 9 febbraio 2017, con la quale il funzionario delegato dal responsabile del procedimento ha comunicato alle parti, ai sensi degli artt. 15 e 16 del Regolamento, l’avvio di un procedimento istruttorio finalizzato alla definizione della deferita controversia;
Con l’istanza presentata in data 30 gennaio 2017 ai sensi degli art. 14 e ss. Del. A.G.Com. 173/07/Cons, Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, il sig. XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. al fine di dirimere la controversia con Vodafone Italia S.p.a. (d’ora in avanti Vodafone) avente ad oggetto contestazioni relative a servizi di rete fissa/adsl.
Il sig. XXX , nell’istanza di definizione e nel corso dell’udienza di discussione ha rappresentato quanto segue:
il sig. XXX aveva aderito all’offerta pubblicizzata dalla società di telefonia denominata “Offerta Super ADSL family fino al 19.06.16”;
nella fattura n. AG10550001 del 13.7.16 trovava esposto l’addebito di € 80,00 (I.i.) a titolo di presunto “costo di recesso anticipato/disattivazioni anticipate: recesso anticipato dell’offerta e contributo per migrazione linea”;
tale importo “è assolutamente illegittimo in quanto del tutto ingiustificato e, pertanto, andrà immediatamente restituito … oltre agli interessi legali dalla data del pagamento fino all’effettiva restituzione”.
il rimborso di € 80,00 oltre a interessi legali dalla data del pagamento fino alla effettiva restituzione;
il riconoscimento dell’indennizzo di € 100,00 per la mancata risposta al reclamo, oltre interessi legali dalla data di presentazione dell’istanza di risoluzione della controversia;
il riconoscimento di € 100,00 a titolo di rimborso delle spese di procedura,
- Vodafone, a seguito di richiesta di migrazione dell’utenza - avvenuta il 20.6.2016 - emetteva fattura il 13.7.2016, per l’importo complessivo di € 122,48;
- i costi esposti nella predetta fattura risultano corretti in relazione al piano tariffario “Offerta ADSL” con promozione sconto contributo 30€ ogni 4 settimane”;
- ad oggi risulta un insoluto di € 122,48;
- in fattura risulta il traffico utilizzato da parte istante;
- “i costi di disattivazione per recesso anticipato risultano legittimi in quanto parte istante ha potuto usufruire dei servizi avendo optato per l’applicazione di piani tariffari con una durata minima vincolata. La legittimità della procedura di “riallineamento” (posta in essere da tutti gli operatori di telecomunicazioni) trova autorevole conferma, tra le altre, nella sentenza n. 1442 resa dal Consiglio di Stato - in sede giurisdizionale - in data 26 gennaio 2010, depositata in data 11 marzo 2010, che ha confermato la sentenza del T.A.R. Lazio – Roma n. 5361/2009 con la quale i primi Giudici, hanno ritenuto legittimo il corrispettivo per recesso anticipato”;
- Vodafone non ha mai ricevuto alcun reclamo;
- che eventuali reclami in merito agli importi indicati nel conto telefonico per il servizio devono essere inoltrati a Vodafone entro e non oltre 45 giorni dalla data di ricezione del conto telefonico, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, così come da condizioni generali di contratto;
- che l’A.G.Com. ha approvato e stabilito i costi di disattivazione per la linea fissa con un massimale di € 40,00 (cfr. portale A.G.Com.).
Alla luce di tutto quanto esposto Vodafone chiede il rigetto delle domande formulate dall’istante.
Richiesta di rimborso dell’importo addebitato a titolo di “costo di recesso anticipato/disattivazioni anticipate: recesso anticipato dell’offerta e contributo per migrazione linea”.
Con riferimento alla richiesta di rimborso, preliminarmente si evidenza la pressoché totale carenza di allegazioni documentali sia da parte dell’operatore Vodafone che da parte del sig. XXX a sostegno delle rispettive ragioni. Dalla lettura della fattura n. AG10550001 del 13 luglio 2016, unico documento prodotto, peraltro solo da Vodafone, relativamente al rapporto contrattuale tra loro in essere, si desume innanzi tutto che al momento dei fatti oggetto della controversia, sull’utenza intestata al sig. XXX era attiva l’offerta Super ADSL Family. Si desume altresì che l’importo complessivo addebitato a titolo di “recesso anticipato/disattivazioni anticipate” di 80,00 IVA inclusa si compone della voce “Contributo per recesso anticipato” per l’importo di € 36,89 (oltre IVA), e della voce “Contributo migrazione linea” per l’importo di € 28,69 (oltre IVA).
Ora, sebbene risulti che l’offerta Super ADSL Family avesse una durata minima di 24 mesi (verificato quanto pubblicato sul sito dell’operatore relativamente a tale offerta), non risulta provato da Vodafone che la migrazione ad altro gestore sia avvenuta prima di tale scadenza, atteso che non vi è alcuna indicazione né alcuna prova della data certa di attivazione di tale offerta da parte dell’utente. Ne consegue che l’addebito per recesso anticipato (pur previsto dall’art. 19 delle Condizioni Generali di Abbonamento (CGA) Vodafone, laddove si precisa che “Qualora il Cliente receda dal contratto prima della scadenza determinata dall’offerta speciale, Vodafone potrà chiedere al Cliente un importo forfetario a copertura degli sconti e/o delle promozioni speciali fruite dal Cliente, oltre al contributo per la disattivazione”), risulta illegittimo e indebitamente fatturato. La richiesta di rimborso tuttavia, stante l’assenza di allegazioni dell’utente atte a provare l’avvenuto pagamento della fattura contestata e l’affermazione, da parte dell’operatore, della sussistenza di un insoluto proprio corrispondente all’importo complessivo esposto nella stessa fattura, dovrà intendersi eventualmente come richiesta di storno.
Il sig. XXX risulta dunque avere diritto allo storno di Euro 36,69 (oltre IVA).
Quanto ai costi di migrazione di € 28,69 (al netto di IVA), essi risultano legittimi e, di conseguenza, dovuti. Ciò, sia in base a quanto previsto dal citato art. 19 delle CGA Vodafone (“Nel caso in cui il Cliente decida di recedere dal contratto, o invii, a norma del precedente art. 7, disdetta dal contratto, Vodafone potrà richiedere a titolo di commissioni, un contributo per la disattivazione della linea per il ristoro dei costi delle attività strettamente connesse alla disattivazione o cessione dell’utenza, sostenuti a seguito della disdetta o del recesso, pari a 35 euro nel caso di migrazione verso altro operatore, 70 euro nel caso di cessazione della linea ADSL e 60 euro nel caso di cessazione della linea Fibra”), sia da quanto compare sull’informativa relativa all’offerta Super ADSL Family pubblicata sul sito dell’operatore, sia per costante orientamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha sul punto così precisato: «ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 40/2007 (c.d. decreto “Bersani”) (…) “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni.” Il comma 4 del medesimo articolo prevede poi che “L'Autorità' per le garanzie nelle comunicazioni vigila sull'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo”. (…), dunque, è la stessa fonte legislativa a riconoscere la facoltà degli operatori telefonici di addebitare, in fase di recesso del cliente, costi giustificati e l’Autorità è competente nella vigilanza sull’attuazione della suddetta normativa e sulle relative modalità. Tanto è vero che, la stessa Autorità, nel febbraio 2009, ha avviato un’attività istruttoria finalizzata ad acquisire il dettaglio dei costi sostenuti dagli operatori nell’effettuazione delle operazioni di disattivazione per verificare la correttezza dei costi stabiliti da ciascun operatore, eliminando alcuni costi ed approvando la previsione di altri, conclusasi con la pubblicazione sul sito web dell’Autorità di quelli che sono i costi che gli operatori possono imporre». (Del. A.G.Com. 123/14/CIR).
Invero, il sig. XXX si limita ad una generica richiesta di indennizzo a fronte di un (presunto) reclamo di cui non è precisato nulla: né data, né modalità di effettuazione. Come è noto, l’art. 8 All. A Del. A.G.Com. 179/03/CSP prevede che “gli organismi di telecomunicazioni assicurano agli utenti il diritto di presentare, senza oneri aggiuntivi, reclami e segnalazioni, per telefono, per iscritto, a mezzo fax o per via telematica, in particolare per malfunzionamenti o inefficienze del servizio, inosservanza delle clausole contrattuali o delle carte dei servizi nonché dei livelli di qualità in esse stabiliti”. Sebbene tale disposizione preveda la possibilità di presentare un reclamo tramite il servizio clienti telefonico (call center), nel caso in esame manca l’indicazione circa la data dell’asserita segnalazione, né è compiutamente indicato il contenuto. Come è stato in più occasioni affermato dai Co.Re.Com. delegati, è onere dell’utente specificare, in relazione a ciascun inadempimento dedotto, l’arco temporale di interessamento al fine di delimitare l’oggetto della richiesta. In particolare per quanto riguarda l’inadempimento relativo alla mancata risposta ai reclami, l’utente deve provare la data di invio o effettuazione dei reclami stessi all’operatore, in mancanza della cui indicazione la sua richiesta non può essere accolta (cfr., fra le molte, Dell. Co.Re.Com Emilia Romagna n. 64/2015, Co.Re.Com Lazio nn. 33/10 e 50/12). Conclusione che, nel caso di specie, consegue anche all’avvenuta contestazione da parte di Vodafone dell’asserita presentazione di reclami da parte dell’utente.
Considerato il solo parziale accoglimento delle domande dell’istante, e considerato il comportamento delle parti durante la procedura di conciliazione e di definizione (in particolare l’offerta di composizione bonaria della controversia formulata dall’operatore durante l’udienza svoltasi ai sensi dell’art. 16 del Regolamento di cui alla Del. A.G.Com. 173/0/CONS) e si dispone in favore dell’utente la liquidazione delle spese di procedura per l’importo di € 50,00.
è tenuta a stornare l’importo di € 36,89 (oltre IVA) esposto nella fattura n. AG10550001 del 13 luglio 2016 (o a rimborsare all’utente il predetto importo, qualora già corrisposto dalla parte istante, con maggiorazione degli interessi legali a decorrere dalla data di presentazione dell’istanza).
La società Vodafone Italia S.p.A. è tenuta, altresì, a comunicare a questo Co.Re.Com. l’avvenuto adempimento alla presente determina entro il termine di 60 giorni dalla notifica della medesima.