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Timestamp: 2019-08-23 14:30:01+00:00
Document Index: 93809735

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 29', 'art. 447', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 2932', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 561', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 21']

Art. 21 cod. proc. civile: Foro per le cause relative a diritti reali e ad azioni possessorie | La Legge per tutti
Art. 21 cod. proc. civile: Foro per le cause relative a diritti reali e ad azioni possessorie
Per le cause relative a diritti reali su beni immobili, per le cause in materia di locazione e comodato di immobili e di affitto di aziende, nonchè per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi, è competente il giudice del luogo dove è posto l’immobile o l’azienda. Qualora l’immobile sia compreso in più circoscrizioni giudiziarie, è competente il giudice della circoscrizione nella quale è compresa la parte soggetta a maggior tributo verso lo Stato; quando non è sottoposto a tributo, è competente ogni giudice nella cui circoscrizione si trova una parte dell’immobile.
Per le azioni possessorie e per la denuncia di nuova opera e di danno temuto è competente il giudice del luogo nel quale è avvenuto il fatto denunciato (1).
Diritto reale: diritto soggettivo che assicura al titolare un potere immediato e assoluto sulla cosa. Beni immobili: tutti i beni che, facendo corpo unico col suolo, non possono essere trasportati.
Comodato: contratto con cui una persona consegna una cosa ad un’altra perché se ne serva per un certo tempo e per un uso determinato, con l’obbligo di restituirla. È un contratto essenzialmente gratuito.
Affitto di azienda: contratto col quale una parte, proprietaria dell’azienda, concede all’altra la gestione e il godimento della stessa secondo la sua destinazione economica e l’interesse alla produzione, dietro pagamento di un canone.
Circoscrizione giudiziaria: ambito territoriale entro il quale opera l’ufficio giudiziario.
Azione possessoria: si tratta della azione di reintegrazione nel possesso, esperibile dal possessore che sia stato privato del possesso (c.c. 1168), e di quella di manutenzione, esperibile laddove sia impedito al possessore il pacifico godimento del bene.
Denuncia di nuova opera e di danno temuto: sono azioni esercitabili dal proprietario, dal titolare di altro diritto reale o dal possessore al fine di evitare un pregiudizio alla cosa che forma oggetto del proprio diritto. In particolare, nell’ipotesi di denuncia di nuova opera si mira a prevenire il pregiudizio che potrebbe derivare dalla costruzione di un’opera da altri intrapresa e non terminata; l’azione di danno temuto, invece, è preordinata a prevenire il danno che potrebbe derivare da costruzioni o cose già esistenti.
(1) Qualora l’azione lesiva del possesso produca i suoi effetti in un vasto territorio, occorre aver riguardo al luogo in cui l’azione è stata compiuta e non già a quello in cui si sono verificati gli effetti. Tale competenza è inderogabile. Tuttavia, tale inderogabilità va circoscritta alle ipotesi in cui non sia già pendente il giudizio petitorio (per le azioni possessorie) o di merito (per le denunce). Nell’ipotesi inversa, infatti, la domanda di tutela possessoria o cautelare si propone al giudice dinanzi al quale pende il giudizio petitorio o di merito.
Diritti reali.
In tema di eccezione di incompetenza per territorio, il principio della necessità di contestazione di tutti i fori alternativamente concorrenti non opera in presenza di un foro esclusivo, quale il “forum rei sitae” stabilito dall’art. 21 c.p.c., salvo deroga convenzionale ai sensi dell’art. 29 c.p.c., che, però, non opera ove (come nella specie) la domanda principale afferisca alla materia del comodato, in applicazione dell’art. 447-bis, secondo comma, c.p.c. Cass. 29 dicembre 2011, n. 29824.
In materia civile, la competenza territoriale deve essere determinata in base alla prospettazione dei fatti dedotti dall'attore, con riferimento al rapporto giuridico su cui è fondata la domanda, e non con riferimento agli eventuali effetti mediati o indiretti della domanda; ove l'azione sia essenzialmente rivolta ad ottenere la sentenza che tenga luogo all'atto di trasferimento non concluso, non può farsi riferimento, ai fini della competenza, alle disposizioni stabilite dall'art. 21 c.p.c. (che regolano la competenza territoriale esclusivamente riguardo alle azioni reali), bensì alle disposizioni dettate dagli artt. 18 e 20 c.p.c. che sanciscono le regole della competenza territoriale riguardo alle cause relative alle obbligazioni.
Tribunale Milano sez. IV 24 ottobre 2014 n. 12534
In tema di locazioni, la competenza territoriale del giudice del "locus rei sitae", come si ricava dagli artt. 21 e 447 bis cod. proc. civ., ha natura inderogabile, con la conseguente invalidità di una eventuale clausola difforme, rilevabile "ex officio" anche in sede di regolamento di competenza. Regola competenza. Cassazione civile sez. VI 16 ottobre 2014 n. 21908
1.1. Contratto preliminare di locazione ed esecuzione in forma specifica.
Tra le controversie «in materia di locazione», attribuite alla competenza territoriale inderogabile del giudice in cui si trova l’immobile, devono ritenersi comprese, data l’ampiezza della nozione di «materia», tutte le controversie comunque collegate alla materia della locazione, e quindi anche quelle nelle quali si controverte in ordine ad un rapporto ancora da costituire, ma di cui si invoca la costituzione ai sensi dell’art. 2932 c.c. sulla base di un contratto preliminare. Cass. 16 gennaio 2003, n. 581.
1.2. Azioni di natura personale.
Per aversi causa relativa a diritti reali su beni immobili - nei cui confronti l’art. 21 c.p.c. prevede la competenza del giudice del luogo ove si trova il bene (forum rei sitae) - è necessario che la controversia abbia ad oggetto l’accertamento, positivo o negativo, di un diritto reale su un bene immobile, dei modi di costituzione dello stesso ovvero delle posizioni soggettive, attive o passive, che direttamente ne derivano; pertanto, rimangono estranee alla speciale competenza territoriale stabilita dalla norma citata, le azioni - aventi natura personale e non reale - volte ad ottenere il pagamento di somme di denaro dovute dal comproprietario per il godimento esclusivo del bene ovvero per oneri condominiali. Cass. 8 giugno 2006, n. 13353.
Immobili compresi in diverse circoscrizioni giudiziarie.
Con riguardo a controversia relativa alla risoluzione per inadempimento di un contratto di affitto agrario, che abbia ad oggetto un fondo o una pluralità di fondi localizzati in diverse circoscrizioni giudiziarie, la Sezione specializzata agraria competente per territorio va individuata, in base a quanto risulta da tutta la documentazione processuale, alla stregua di un criterio di prevalenza, ossia con riferimento al fondo o alla porzione di fondo che costituisce la componente più consistente e produttiva dell’azienda, in funzione dell’estensione o, se noto, del valore, in relazione alle colture praticatevi o ad altri elementi rilevanti. Restando residualmente applicabile il criterio della competenza concorrente di cui all’art. 21 c.p.c. nell’ipotesi di equivalenza per estensione o valore di ciascuno dei fondi o di ciascuna delle porzioni dello stesso fondo. Cass. 20 marzo 1997, n. 2482.
In riferimento all’esecuzione forzata ricadente su una pluralità di beni immobili di uno stesso debitore sito in diverse circoscrizioni giudiziarie, laddove la competenza territoriale appartiene, per il combinato disposto degli artt. 21 e 26 c.p.c., ad ogni tribunale in cui si trova una parte dei beni pignorati, qualora alcuni di questi beni siano stati già pignorati, e al primo segua un successivo pignoramento, la competenza spetta, ex art. 561 c.p.c., al tribunale dove già pende il precedente processo esecutivo; qualora il secondo pignoramento sia iniziato dopo che per i beni pignorati con il precedente pignoramento si è già tenuta la prima udienza fissata per l’autorizzazione alla vendita, per gli altri beni si procede presso lo stesso tribunale ad un processo separato. Cass. 23 febbraio 2007, n. 4213.
La competenza territoriale relativa alle procedure espropriative immobiliari aventi ad oggetto diversi beni immobili, ubicati in più circoscrizioni giudiziarie, si determina, sulla base dell’art. 21 c.p.c. e tenuto conto del venir meno del criterio principale fissato ai fini di individuare un unico giudice come territorialmente competente (criterio dell’immobile soggetto al maggior tributo verso lo Stato), alla stregua del residuo criterio per cui la competenza territoriale è attribuita ad ogni giudice nella cui circoscrizione si trovi una parte degli immobili. Cass. 23 febbraio 2007, n. 4213; conforme Cass. 25 agosto 1989, n. 3762.
Contra: Dal tenore letterale degli artt. 21 e 26 c.p.c. e, soprattutto dalla loro ratio intesa ad accentrare nella direzione e nel controllo di un solo giudice di esecuzione la procedura espropriativa immobiliare, deriva che, ove più parti di un solo immobile o più immobili, compresi in unica esecuzione, si trovino ubicati in più circoscrizioni giudiziarie, competente per l’espropriazione di tutti gli immobili, ancorché non collegati funzionalmente, sia il giudice del luogo ove si trovano le parti dell’unico immobile ovvero l’immobile o gli immobili soggetti a maggior tributo o, in mancanza di tributo, l’immobile o la parte di immobile di maggior valore. Cass. 29 marzo 1989, n. 1491.
Azioni possessorie.
La competenza territoriale rispetto alla domanda di affrancazione del fondo enfiteutico proposta nei confronti di una P.A. deve essere radicata con riferimento esclusivo al luogo di ubicazione del fondo, non essendo applicabile il criterio del foro erariale, giacché l’art. 2 della legge 22 luglio 1966, n. 607 stabilisce espressamente che detta domanda, qualunque ne sia il valore, è da proporre al giudice competente per territorio ai sensi dell’art. 21 c.p.c. Cass. 1 aprile 2011, n. 7595.