Source: http://www.udicon.org/progetti/
Timestamp: 2017-11-25 01:49:40+00:00
Document Index: 76381866

Matched Legal Cases: ['art. 148', 'art.12', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

ENERGIA: DIRITTI A VIVAVOCE
→Progetto in Corso
L’U.DI.CON., insieme ad altre 16 Associazioni dei consumatori partecipa al progetto finanziato dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico su disposizione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas: tale progetto ha come obiettivo quello di rendere i consumatori più informati e consapevoli in materia di energia e gas. La campagna informativa sarà condotta attraverso l’organizzazione di eventi locali al fine di rendere maggiormente informati consumatori e utenti, mettendo a loro disposizione i propri professionisti che li assisteranno sulle molteplici problematiche inerenti i settori di riferimento.
Il progetto “No problem – Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato con la collaborazione delle Associazioni dei Consumatori Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Centro Tutela Consumatori e Utenti (CTCU) e U.Di.Con., ha l’obiettivo di rafforzare la relazione tra i consumatori. Con la nascita di questo progetto U.DI.CON. si è posto come obiettivo principale quello di porre particolare attenzione alle esigenze dei diversamente abili e dei loro familiari, offrendo loro servizi di consulenza e informazione.
Il progetto, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge 388/2000 art. 148 e realizzato in collaborazione con l’Unione Nazionale Consumatori, nasce con lo scopo di mettere a disposizione del consumatore servizi di informazione, consulenza e assistenza diretti a facilitare la diffusione della conoscenza della normativa inerente al pagamento del canone tv in bolletta. A seguito della modifica apportata dalla Legge di Stabilità l’U.DI.CON. assisterà i consumatori divulgando informazioni a tal riguardo attraverso l’attivazione di sportelli nazionali fisici e online.
Il progetto Io Sono Originale - proposto dalle Associazioni, con il finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione Ufficio Italiano Brevetti e Marchi - intende educare i cittadini sul fenomeno della contraffazione e informarli sui problemi relativi alla legalità, all’economia e agli strumenti di tutela. L’U.DI.CON. si impegna nella lotta contro la contraffazione promuovendo iniziative di informazione attraverso l’organizzazione di flashmob e l’utilizzo di profili social come Facebook, Twitter ed Instagram.
Dal 2010 ad oggi abbiamo permesso a centinaia giovani di tutta Italia di svolgere un’esperienza unica a favore dei cittadini più bisognosi e questo ci rende orgogliosi perché è la conferma che i nostri progetti non solo arricchiscono il bagaglio personale dei volontari ma sono anche utili per la società. Grazie ai vari progetti l'U.di.Con. permetterà ai volontari di impegnarsi per un anno all’interno delle nostre sedi presenti in diverse città del nord e sud Italia, offrendo assistenza ai cittadini in materia consumeristica, una possibilità che, come testimoniano gli stessi volontari, diventa anche un’ottima occasione per iniziare un percorso di crescita sotto il punto di vista professionale
Di.Ci. di Roma è un’ importante iniziativa promossa dall’U.Di.Con. (Unione per la difesa dei consumatori). Essa si avvale dell'esperienza di uno staff di professionisti quali: avvocati, ingegneri, e tecnici che quotidianamente si preoccupano di esaminare i vari disagi da voi segnalati e portarli a conoscenza degli enti competenti, dandovi la possibilità di seguire l’evoluzione del caso segnalato. Tutto ciò è possibile grazie alla pluriennale esperienza nel settore dei servizi, soprattutto quelli pubblici, che consente di attivare un monitoraggio costante e dettagliato di tutto il territorio romano.
PROGETTO U.DI.CON. S.O.S. INFORTUNISTICA
Il progetto nasce con il fine di offrire assistenza e consulenza legale in materia di infortunistica: dal risarcimento derivante da infortunio sul lavoro ai sinistri stradali. Tra questi ultimi rientrano sia i casi che vedono coinvolti i guidatori, sia quei casi in cui le vittime interessate sono pedoni i quali si trovano a pagare le conseguenze di una sempre più carente opera di manutenzione stradale. A tal riguardo, U.DI.CON. si pone al servizio dei consumatori che hanno subito un danno, mettendo a loro disposizione le proprie sedi locali presenti sul territorio nazionale.
Il progetto “PREVENZIONE ON THE ROAD: LOTTA ALLE DIPENDENZE”, nasce con l’idea di sviluppare azioni mirate di prevenzione, sensibilizzazione e assistenza sul tema delle dipendenze con particolare riferimento alla ludopatia e al gioco d’azzardo. L’idea che le Associazioni proponenti vogliono sviluppare attraverso le azioni del progetto, è quella di proporre una campagna capillare sul territorio nazionale con diverse azioni mirate per cittadini consumatori, con l’obiettivo di favorire il calo del fenomeno sociale del gioco d’azzardo che sta dilagando sul territorio e online, e che spesso porta al sovraindebitamento di molte famiglie e alla ludopatia. Saranno utilizzati diversi strumenti, al fine di raggiungere diversi target di cittadini-consumatori oltre che un ampio segmento generazionale della popolazione come adolescenti e giovani adulti più propensi al gioco online, e gli adulti ed anziani che sempre più spesso si indebitano nelle sale gioco o con le slot machine. Per Visualizzare il formulario completo del progetto CLICCA QUI Progetto "Prevenzione On The Road: Lotta alle Dipendenze" finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ai sensi della legge n. 383/2000, art.12, comma 3, lett f - Avviso 2016
→Progetto Concluso
L'utilizzo del sistema informatico come strumento per la semplificazione amministrativa è un importante traguardo raggiunto in seguito a diversi interventi normativi. L'obiettivo è quello di rendere più facile e veloce il rapporto con la Pubblica Amministrazione. U.Di.Con. si propone, attraverso una sezione dedicata sul proprio sito e attraverso servizi di assistenza telefonica e agli sportelli, di diffondere maggiori informazioni, così da rendere i cittadini maggiormente consapevoli dell'esistenza dei diversi sistemi informatici attivati dalle pubbliche amministrazioni e del relativo funzionamento. Inoltre l’associazione si propone di assistere i cittadini meno abituati alle tecnologie informatiche così da incoraggiarli ad usufruire del mezzo telematico.
Sempre più spesso, consumatori e utenti, si ritrovano a dover affrontare problematiche legate a tematiche di carattere consumeristico, ciò evidenzia una chiara inconsapevolezza nella comprensione effettiva dei diritti e doveri che riguardano il consumatore. Su questo sfondo emerge sempre più la possibilità di essere coinvolti in truffe da cui difficilmente si riesce a uscire e, a farne le spese, sono soprattutto i consumatori anziani. Per porre rimedio a ciò, l'U.DI.CON. attraverso il progetto "Occhio alla truffa: interventi di informazione, consulenza e assistenza nella Regione Lazio" struttura un piano di azione attraverso servizi e attività rivolti alla figura del consumatore anziano, per garantire una buona prevenzione e fornire gli strumenti adatti per contrastare ogni tipo di truffa.
Il furto d'identità è un comportamento criminoso avente come obiettivo quello di derubare un individuo usando la sua stessa identità. La disinformazione degli utenti a riguardo può causare gravi conseguenze tanto nella sfera emotiva quanto in quella finanziaria. Il progetto "UNO, NESSUNO E CENTOMILA" si pone come obiettivo principale quello di fornire un'adeguata informazione e assicurare metodi di prevenzione sul fenomeno del furto di identità, con particolare riferimento alle frodi creditizie compiute ai danni di categorie più deboli e quindi maggiormente esposte.
AQUILEIA CANDIDATA A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA.
Nel progetto compare l’abolizione delle barriere architettoniche Aquileia è una delle città candidate per la proclamazione di Capitale italiana della cultura per l’anno 2018, in palio un contributo di 1 milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità. Le altre realtà candidate al prestigioso titolo sono Alghero, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo Torinese, Trento, l’Unione dei Comuni Elimo Ericini e Palermo, con il capoluogo siciliano che sembra essersi portato in vantaggio sulle concorrenti. Lo scorso 10 gennaio però Aquileia ha presentato alla commissione valutatrice a Roma il progetto tra le quali spiccano dei provvedimenti riguardanti l’eliminazione delle barriere architettoniche. Queste le parole del vicesindaco nonché assessore alla cultura Luisa Contin che si sofferma sull’accessibilità dei luoghi pubblici per i disabili: “È sull’archeologia che si incentra il nostro intervento, sulle più moderne tecniche per rendere il patrimonio archeologico meglio fruibile e sul rapporto tra cultura e sviluppo economico. Ma l’archeologia può essere anche un efficace mezzo di educazione al patrimonio culturale e alla convivenza civile. I bambini e i giovani sono sicuramente la categoria maggiormente interessata dalle iniziative proposte. La città è meta tradizionale del turismo scolastico nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado di tutta l’Italia centro settentrionale e dei paesi confinanti di Austria e Slovenia. Vogliamo che in questa operazione non siano esclusi i disabili, per questo il Comune è intervenuto eseguendo diversi lavori finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche. La Basilica e il Museo Archeologico sono accessibili, le aree archeologiche non del tutto”. Hanno partecipato alla stesura del progetto candidato anche la Sopraintendenza Belle Arti e Paesaggio del FVG, il Polo Museale del FVG, la Fondazione Aquileia, la Regione FVG, la Provincia di Udine, la Società per la Conservazione della Basilica, le associazioni culturali di Aquileia, l’Associazione degli imprenditori aquilesi e il Lions club Aquileia, Cervignano, Palmanova. Le buone intenzioni di questo progetto, soprattutto in merito all’abolizione delle barriere architettoniche sono di per sé già una grande vittoria di questo comune.
BARRIERE ARCHITETTONICHE, ECCO LA PRASSI UNI PER ELIMINARLE
Dalla collaborazione di FIABA Onlus e con il coinvolgimento degli studenti degli istituti tecnici – ideali destinatari per un’iniziativa ed un tale messaggio di sensibilizzazione – nasce la volontà di avviare un procedimento finalizzato la norma UNI ovvero un documento che definisce grazie a migliaia di esperti in Italia e nel mondo, “come fare le cose bene” con garanzie di sicurezza e rispetto per l’ambiente. Queste le parole di Maurizio Savoncelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati: “Collaborando con FIABA Onlus e, in particolare, grazie all’opportunità di trovarci al fianco dell’infaticabile figura del Presidente Giuseppe Trieste, abbiamo voluto coinvolgere gli studenti degli istituti tecnici – Costruzioni Ambiente e Territorio (ex Geometri), ovvero gli ideali destinatari di un messaggio di sensibilizzazione. A coloro che avrebbero avuto il compito di progettare il futuro e con esso anche l’accessibilità del domani. Quando pensammo – dunque – chi meglio di loro? Eravamo certi di aver riposto il nostro progetto nella mani migliori ma non immaginavamo di aver avuto una preziosa intuizione, di cui ci rendiamo conto solo oggi. Questi ragazzi hanno ragionato, hanno elaborato, e hanno voluto adottare le migliori pratiche, basandosi sul loro vissuto quotidiano e su una necessità effettiva. Abbiamo ricevuto progetti che interessavano la loro scuola, la loro palestra, la loro mensa. Ecco che la loro esperienza ci ha spinti a voler offrire uno strumento tecnico concreto, con linee guida esemplificative a corredo, che ci auguriamo davvero oggi possano essere uno contributo chiaro e forte nell’abbattimento delle barriere architettoniche, in attesa che il legislatore promulghi eventuali normative”. Migliorare le condizioni di vita di chi vive disagi a causa delle barriere architettoniche dovrebbe essere l’obiettivo di tutti i cittadini che, mettendosi nei panni di chi vive in carrozzina, deve avere un ruolo primario nella segnalazione di tutte le evidenti problematiche riscontrabili sul territorio. Da questo e attraverso queste sinergie è possibile migliorare le condizioni di vita di chi ha a che fare tutti i giorni con le barriere architettoniche.
L’INSPIEGABILE PESO DELLE ISTITUZIONI SUI DISABILI
Un problema molto grave sta colpendo diversi ragazzi disabili a cui viene negata la possibilità di avere una vita scolastica dignitosa per il taglio dei fondi dedicati agli assistenti che dovrebbero occuparsi di loro. Un semplice aiuto per andare in bagno, cosi come per mangiare è ciò che servirebbe a Manuel, un ragazzo di 18 anni che nell’istituto “Pio La Torre” di Palermo. Nadia Melluso, madre di Manuel, ha espresso tutta la sua frustrazione all’Adnkronos: "Posso piegarmi alla volontà di Dio di avere un figlio disabile, ma non mi posso piegare alla volontà di un gruppetto di persone che se ne fregano dei disabili. Sono stanca La burocrazia non può impedire a tanti ragazzi di andare a scuola. Questa situazione è un vero disastro e io sono stanca anche perché non sento le istituzioni vicine”. Per via di questa carenza la mamma di Manuel deve assistere il figlio anche durante l’orario scolastico, in particolar modo nell’orario della ricreazione per permettere al ragazzo di andare in bagno, mangiare una merenda e muoversi. Questo è solo uno dei tanti casi di ragazzi che si trovano a fare i conti con questo problema nella provincia di Palermo come si apprende dalle dichiarazioni di un insegnante di sostegno dell’istituto “Pio La Torre”: “Già per tre volte quest'anno le famiglie sono state costrette a tenere per lunghi periodi i figli a casa perché sono mancati gli assistenti personali o il trasporto. Alcuni genitori sono venuti materialmente a scuola, prendendosi ore di permesso da lavoro, all'ora della ricreazione, per dar da mangiare ai figli e aiutarli ad andare in bagno, pulirli eccetera”. Assenze per settimane sono stata invece la devastante soluzione per i ragazzi in sedia a rotelle ai quali viene negato non solo il diritto allo studio ma anche uno dei pochi momenti di svago come ha voluto ribadire Nadia, la mamma di Manuel: “Queste interruzioni dei servizi ci costringono a ovviare a questo problema andando personalmente a scuola per accompagnare nostro figlio in bagno tutte le volte che l'insegnante ci chiama e far svolgere il momento della ricreazione aiutandolo a far merenda, altrimenti l'unica alternativa è tenerci nostro figlio a casa, negando così il suo diritto allo studio”. Il quadro descritto oltrepassa l’assurdo e colpisce ragazzi disabili e le loro famiglie che nonostante il pieno diritto a questi servizi per la legge 104 non possono usufruirne per il taglio dei fondi che inspiegabilmente và a gravare proprio su di loro.
ROSETO DEGLI ABRUZZI, SINDACO SCRIVE A TRENITALIA PER BARRIERE ARCHITETTONICHE
La stazione di Roseto non ha le adeguate attrezzature per garantire l’accesso alle persone che vivono in carrozzina. Per questo motivo il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Sabato di Girolamo, ha voluto inoltrare questa richiesta per provare a risolvere il problema nella maniera più rapida possibile. Questa la lettera del sindaco a Trenitalia per chiedere in maniera celere una soluzione alla problematica per una serie di barriere architettoniche: “Le chiedo di intervenire il più presto possibile per eliminare le barriere architettoniche della stazione di Roseto degli Abruzzi. Come sindaco di una città turistica (seconda città più popolosa della provincia di Teramo), e, soprattutto, come cittadino, non posso esimermi dal pregarLa di fare in modo che il sottopasso della stazione – usato, tra l’altro, anche come collegamento tra la prospiciente pineta e la piazza – venga al più presto reso percorribile da chi abbia difficoltà motorie permanenti o temporanee. Non solo, per rendere la stazione della nostra città fruibile al massimo livello, Le chiedo anche di provvedere a fornire un accesso alternativo alle scale per accedere ai binari 2 e 3. Come Lei sa meglio di me, inoltre, il decreto presidenziale n. 503 del 24 luglio 1996 reca norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici, e recita all’art. 25: “Le principali stazioni ferroviarie devono essere dotate di passerelle, rampe mobili o altri idonei mezzi di elevazione al fine di facilitare l’accesso alle stesse e ai treni alle persone con difficoltà di deambulazione”. Si attendono quindi risposte per quello che è ormai un problema che persiste da troppo tempo. E’ augurabile che il tutto si risolva nel più breve tempo possibile, nel rispetto di chi vive difficoltà quotidiane e che non può fare i conti con ulteriori problemi causati dalle amministrazioni o dalle aziende che non provvedono a stilare un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
MODENA, SINDACO IN CARROZZINA PER TESTARE L’ACCESSIBILITÀ DELLA CITTÀ
Una mattina in carrozzina per provare l’accessibilità della città della quale è sindaco. E’ stata questa la proposta accettata dal sindaco Gian Carlo Muazzarelli, che qualche giorno prima è stato invitato dall’atleta paraolimpica Juliet Kaine che vive nelle vicinanze del parco XXI Aprile ed ha segnalato le numerose difficoltà nel muoversi per la città di Modena su una sedia a rotelle. Juliet Kaine si è voluta occupare personalmente della questione, dopo aver girato un video pubblicato lo scorso ottobre si è recata in Municipio sollecitando un intervento tempestivo del primo cittadino modenese. Gian Carlo Muzzarelli ha accettato l’invito dell’atleta italiana ed ha potuto verificare quanti e quali siano i disagi che i disabili vivono ogni giorno. Le prime difficoltà sono arrivate subito, una buca nel marciapiede, un autobus sprovvisto di pedana per persone diversamente abili sono solo alcuni degli esempi che si sono presentati dopo pochi minuti. I muscoli dell’atleta Kaine le hanno permesso di salire comunque a bordo del mezzo pubblico, ma il sindaco al contrario si è trovato a desistere. Pochi istanti dopo un altro problema si presenta agli occhi del sindaco di Modena, che deve fare i conti con il cavalcavia, dove è possibile superare la salita solo se si riesce a spingere con forza, oppure i marciapiedi eccessivamente piccoli, dove la carrozzina non sempre riesce a passare. Al termine della mattinata il sindaco ha previsto un piano di azione per risolvere le problematiche legate alle barriere architettoniche invitando Juliet Kaine e gli altri cittadini disabili ad essere i “collaudatori” di questo provvedimento.
IL DIRITTO ALL’ACCESSIBILITÀ IN ITALIA
Che si tratti di gradini, servizi igienici non attrezzati, ingressi troppo stretti o pendenze eccessive, nella maggior parte delle città italiane si registra ancora oggi una presenza importante installazioni/elementi costruttivi – più comunemente noti con il nome di “barriere architettoniche” - che impediscono, limitano o comunque rendono difficoltosi gli spostamenti e la fruizione di servizi per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale. Eppure già da parecchi anni l’Italia dispone di una normativa all’avanguardia che affronta il problema dell'accessibilità a 360°, indicando nel dettaglio termini e modalità per garantire a chiunque la praticabilità soprattutto dei luoghi pubblici. Sin dalla seconda metà degli anni Ottanta, infatti, il nostro ordinamento giuridico è stato interessato da più interventi da parte del legislatore finalizzati alla pianificazione, prima, e al raggiungimento, poi, di un livello di fruibilità ed accesso agli spazi in linea con il trend europeo. Più precisamente, al 1986 risale l’introduzione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche - i cd. P.E.B.A., disciplinati dalla L n. 41/1986 e ss.mm. -, la cui adozione da parte degli Enti Locali avrebbe dovuto garantire (ed il condizionale in questo caso è d’obbligo) una costante attività di monitoraggio degli immobili di loro proprietà, oltre che di rilevamento e classificazione di tutte le barriere architettoniche presenti in un'area circoscritta, al fine di individuare le soluzioni progettuali più adatte all’eliminazione di ciascuna barriera individuata, i relativi costi e le priorità di intervento. Con la successiva emanazione della L. n. 13/1989, recante “Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”, si è invece inteso rendere tutti gli edifici e le aree urbane fruibili dalle persone con problemi di mobilità mediante la prescrizione, nel successivo decreto attuativo (D.M. n. 236/1989), di ben tre livelli di qualità dello spazio costruito, e cioè: accessibilità, con ciò intendendosi «…la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia» (art. 2, lett. G);visibilità, ovverosia «..la possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare» (art. 2, lett. H); e poi ancora adattabilità, meglio definita come: «…la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente e agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale» (art. 2, lett. I) – oggi riconosciuti quali principi essenziali dell’edilizia. I termini e le modalità di costruzione indicati nella legislazione italiana vigente in materia (che consta di numerosi altri interventi normativi successivi a quelli menzionati) sono dunque assai stringenti: sono infatti previsti requisiti specifici e differenti a seconda che si tratti di edifici pubblici o privati, spazi interni o esterni, nuove costruzioni o ristrutturazioni. Ciò non è tuttavia bastato a garantire un reale superamento del problema legato all’accessibilità degli spazi e all’esistenza delle barriere architettoniche. Posto dunque che la normativa esiste e, nonostante tutto, il problema dell’accessibilità persiste, forse è giunto il momento di riconsiderare le barriere architettoniche come un problema sanitario, sociale e culturale prima ancora che edilizio/strutturale: l’indice di civiltà di un Paese si misura anche dall’attenzione verso le persone con disabilità e, guardando la situazione di molte realtà italiane, possiamo concludere senza tema di smentita di avere ancora molta strada da fare.
MAXI SEQUESTRO DI MERCE CONTRAFFATTA A MILANO: GIOCATTOLI E COLLE ALTAMENTE PERICOLOSI PER I BIMBI
Pochi giorni fa la Guardia di Finanza ha sequestrato un enorme quantitativo di merce contraffatta destinato per lo più ai bambini: si tratta di giocattoli, materiale elettrico e, soprattutto, colla. L’operazione delle Fiamme gialle è stata innescata da un controllo effettuato a Milano presso un negozio gestito da un imprenditore cinese, il quale è risultato possessore anche di un capannone industriale dove sono stati rinvenuti numerosi articoli contraffatti appartenenti alle suddette categorie. Gli inquirenti hanno accertato che l’imprenditore cinese procedeva alla falsificazione dei certificati di conformità dei prodotti presenti nel capannone. Davide Zanon, Segretario Regionale Codici Lombardia si è detto molto preoccupato, in quanto la merce rinvenuta è stata valutata come altamente pericolosa e in grado di procurare danni molto gravi alla salute dei bambini e, più in generale, ei consumatori che ne avessero fatto uso. Lo stesso Zanon ha esortato le istituzioni e gli organi di controllo a vigilare affinché qualsiasi tentativo di immettere sul mercato merce contraffatta e pericolosa sia arginato. Al tempo stesso ha raccomandato alle famiglie di verificare con attenzione che i prodotti acquistati e messi a disposizione dei bambini siano in possesso del marchio originale CE. L’imprenditore cinese è stato arrestato insieme ad un suo collaboratore; entrambi rischiano pesanti sanzioni amministrative e fino a quattro anni di carcere.
COMUNI E BARRIERE ARCHITETTONICHE
Bergamo, solo un comune su tre risponde all’appello sull’adeguamento barriere architettoniche Sul tema della mappatura delle barriere architettoniche sono pochi i comuni a rispondere all’appello. Alla richiesta arrivata dalla provincia di Bergamo di verificare l’adeguamento dei comuni alla normativa sulle barriere architettoniche hanno risposto solo un terzo dei comuni. E’ necessario che ci siano ulteriori sviluppi nei prossimi giorni per una vicenda che si fa sempre più delicata. Un dato allarmante quello che riguarda la provincia di Bergamo come ha spiegato a più riprese la consigliera Federica Bruni: “Purtroppo ad oggi soltanto un terzo dei Comuni ha risposto all’appello, un dato statisticamente poco significativo. Abbiamo programmato di effettuare un ultimo sollecito per avere i dati completi entro fine aprile per poter ottenere un risultato più efficace”. La commissione provinciale che si sta occupando della vicenda ha preso in esame i risultati pervenuti sulla prima ricognizione avvenuta nelle amministrazioni comunali per la verifica dell’adeguamento alla normativa sulle barriere architettoniche che ha come obiettivo primario una mappatura e la diffusione dei dati raccolti.
A CARNEVALE LA CONTRAFFAZIONE VALE
Ci siamo da pochi giorni lasciati il carnevale alle spalle ed è tempo di bilanci. Vorremmo che questa analisi riguardasse unicamente il consumo di frappe e castagnole, ma sfortunatamente occorre ancora una volta fare i conti con il fenomeno della contraffazione. Nelle ultime settimane le forze dell’Ordine, in primis la Guardia di Finanza, sono state duramente impegnate in una task-force tesa ad arginare i tentativi di frode nel commercio di prodotti non originali legati al carnevale. Tra le operazioni maggiormente degne di nota ricordiamo il sequestro avvenuto circa una settimana fa nella cittadina di Piraino, dove le Fiamme Gialle hanno scoperto presso un esercizio commerciale gestito da un uomo di nazionalità cinese un quantitativo enorme di prodotti contraffatti di provenienza asiatica. Si tratta, nello specifico, di maschere, parrucche, costumi e giocattoli carnevaleschi privi della necessaria certificazione di conformità alle disposizioni europee o, peggio, muniti di una falsa etichettatura CE. È stato riscontrato che gli articoli destinati ai bambini al di sotto dei tre anni erano sprovvisti delle indicazioni relative ai materiali utilizzati e, quindi, potenzialmente dannosi per la salute dei piccoli. Un’altra importante operazione delle Forze dell’ordine è avvenuta a san Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli. In questo caso l’indagine ha riguardato una società che conservava in una struttura di 2000 metri quadrati prodotti contraffatti legati al carnevale. Sono stati sequestrati 69000 giocattoli, 96000 articoli per cosmesi, 14000 tra vestiti e maschere. Anche questa volta i prodotti contraffatti provenivano dalla Cina ed erano privi degli standard di sicurezza previsti dalla legge. Anche la capitale del carnevale, Venezia, non è stata tenuta fuori dai traffici illeciti: la Guardia di Finanza ha effettuato dei controlli in alcuni esercizi commerciali del centro storico ed ha smantellato un vasto commercio di articoli non originali che si alimentava presso alcuni magazzini di stoccaggio gestiti anche in questo caso da cittadini cinesi. Sono stati sequestrati ben 2,8 milioni di prodotti tra abiti, maschere, trucchi e giocattoli e sono state denunciate otto persone. A colpire gli inquirenti è stato anche il rinvenimento di circa 60000 articoli di abbigliamento che riportavano il marchio contraffatto di importanti aziende di moda.