Source: http://www.simonescuola.it/docente/6_1.htm
Timestamp: 2014-08-23 09:27:00+00:00
Document Index: 125575220

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 49', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 42', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 49', 'art. 19', 'art. 49', 'art. 20', 'art. 25', 'art. 28', 'art. 11', 'art. 47', 'art. 28', 'art. 37', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 46', 'art. 49', 'art. 22', 'art. 65', 'art. 28', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 137', 'art. 61', 'art. 42', 'art. 99']

Professione docente - Simone Scuola
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Assenza per malattia (art. 23 del CCNL/95; art. 49 del CCNL/99): il personale docente a tempo indeterminato, nel caso di malattia, conserva il posto per 18 mesi e l�assenza non interrompe la maturazione dell�anzianità di servizio; il trattamento economico prevede l�intera retribuzione per i primi 9 mesi, il 90% per i successivi 3 mesi e il 50% per gli ultimi 6; l�assenza va comunicata tempestivamente non oltre l�orario d�inizio del giorno in cui si è verificata; il certificato medico va recapitato (a mano o a mezzo raccomandata AR) entro 5 giorni; l�amministrazione può richiedere la visita fiscale fin dal primo giorno; l�insegnante malato è tenuto a farsi trovare nel domicilio comunicato tutti i giorni, compresa la domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19; il docente assente per 150 giorni continuativi (90 nel caso delle classi terminali) che riprenda il lavoro dopo il 30 aprile non rientra in classe, ma è impiegato per supplenze, interventi didattici integrativi o altri compiti connessi con il funzionamento della scuola.
Assistenza fiscale: gli insegnanti possono avvalersi dell�assistenza fiscale della scuola o della propria Direzione provinciale del Tesoro per la preparazione del modello 730; il primo anno, entro il 15 gennaio va presentata la domanda su un apposito modulo; entro il 31 marzo bisogna presentare il modello 730, già compilato, alla Direzione provinciale del Tesoro; eventuali crediti, relativi ai propri redditi, vengono rimborsati con lo stipendio di giugno.
Attività aggiuntive di insegnamento (art. 25 del CCNL/99): le ore aggiuntive di insegnamento, fino a un massimo di 6 ore settimanali, sono deliberate dal Collegio dei docenti e riguardano gli interventi didattici integrativi o necessari per l�individualizzazione della proposta formativa.
Attività aggiuntive funzionali all�insegnamento (art. 25 del CCNL/99): le ore aggiuntive funzionali all�insegnamento sono deliberate dal Collegio dei docenti e riguardano la progettazione in genere e la produzione di materiali didattici, soprattutto di tipo informatico; rientrano in questa voce le ore eccedenti le 40 fissate dal CCNL da destinare a riunioni plenarie del Collegio dei docenti, a gruppi di lavoro, a commissioni, alla programmazione di inizio anno, alla verifica di fine anno, alle informazioni alle famiglie.
Attività funzionali all�insegnamento (comma 5 art. 24 del CCNL/99): tali attività comprendono tutti gli impegni inerenti alla funzione docente, anche collegiali, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione; rientrano in questo tipo di attività la preparazione delle lezioni, le correzioni degli elaborati, i rapporti individuali con le famiglie e quelle di predisposizione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l�attuazione di delibere adottate dagli organi stessi.
Attività funzionali di carattere collegiale (comma 3 lettera a) dell�art. 42 del CCNL/95): tali attività riguardano:
1)	la partecipazione alle riunioni plenarie del Collegio dei docenti, comprese la partecipazione a gruppi di lavoro e a commissioni, le attività di programmazione di inizio anno, la verifica di inizio e fine anno, l�informazione alle famiglie per un totale di 40 ore annue.
2)	la partecipazione alle attività collegiali dei Consigli di classe per un impegno non superiore alle 40 ore; non è previsto un compenso per le ore eccedenti;
3)	lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la stesura degli atti relativi alla valutazione;
4)	l�accoglienza degli alunni all�inizio delle lezioni che consiste nel trovarsi in classe 5 minuti prima dell�inizio delle lezioni;
5)	la vigilanza degli alunni al termine delle lezioni per il tempo necessario affinché essi escano; tale tempo non è indicato nel CCNL.
Molte scuole prevedono che gli insegnanti siano impegnati 1 ora alla settimana per il ricevimento dei genitori; tale diciannovesima ora non è prevista dalla normativa, per cui i rapporti con le famiglie devono rientrare nelle 40 ore degli impegni del Consiglio di classe; d�altra parte, tale ora non è prevista, ma non può neanche essere retribuita in quanto le ore eccedenti le quaranta del Consiglio di classe non prevedono compenso aggiuntivo.
Collegio dei docenti (art. 7 del T.U. 297/94; artt. 25 e 28 del CCNL/99): è costituito da tutti gli insegnanti della scuola, sia teorici che tecnico-pratici ed è presieduto dal capo d�istituto; si insedia a inizio anno e può essere convocato dal capo d�istituto o da un terzo dei suoi componenti; le riunioni si svolgono in orario non coincidente con quello delle lezioni; le sue competenze sono le seguenti:
�	ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico;
�	formula proposte per la composizione delle classi e per l�assegnazione dei docenti alle stesse;
�	formula proposte relative all�orario scolastico e allo svolgimento delle altre attività scolastiche;
�	delibera la suddivisione dell�anno scolastico in due o tre periodi;
�	valuta periodicamente l�andamento complessivo dell�azione didattica;
�	provvede all�adozione dei libri di testo;
�	adotta e promuove iniziative di sperimentazione;
�	promuove iniziative di aggiornamento dei docenti;
�	elegge i suoi rappresentanti nel Consiglio d�istituto;
�	elegge i docenti che fanno parte del Comitato per la valutazione del servizio dei docenti;
�	programma e attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap;
�	esprime al Dirigente scolastico parere in ordine alla sospensione dal servizio o alla sospensione cautelare del personale docente;
�	esprime parere in ordine alle iniziative dirette all�educazione alla salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze;
inoltre il CCNL/99 assegna al Collegio dei docenti altri compiti:
�	definisce il Piano dell�Offerta Formativa;
�	fissa i criteri per l�attribuzione delle funzioni-obiettivo;
�	identifica ed elegge le funzioni-obiettivo.
Comitato di valutazione del servizio dei docenti (art. 11 del T.U. 297/94): viene eletto dal Collegio dei docenti e resta in carica un anno; le sue competenze sono quelle di:
�	valutare il servizio del personale docente che lo richieda;
�	esprimere pareri per la conferma in ruolo dei docenti al termine dell�anno di formazione;
�	giudicare i docenti che abbiano subito sanzioni disciplinari al fine di riabilitarli al servizio.
Consiglio di classe (artt. 5 e 6 del T.U. 279/94): è composto da tutti i docenti della classe (o interclasse per la scuola elementare) e da un numero di genitori e alunni variabile a seconda dell�ordine di scuola; è presieduto dal capo d�istituto e ha le seguenti competenze:
�	elabora il piano delle attività per la singola classe;
�	procede all�aggregazione delle materie per ambiti disciplinari;
�	procede alla valutazione di fine quadrimestre e di fine anno degli alunni;
�	verifica periodicamente l�andamento complessivo dell�attività didattica;
�	compila e tiene aggiornata una scheda personale dell�alunno contenente notizie sul medesimo;
�	esprime pareri relativamente alle iniziative di sperimentazioni sul piano metodologico-didattico;
�	organizza il lavoro in modo che possano trovare applicazione le direttive del Collegio dei docenti;
�	individua obiettivi comuni e trasversali sui quali progettare eventuali interventi di carattere interdisciplinare;
�	definisce un comportamento comune nei confronti degli alunni della classe nei vari momenti della vita scolastica;
�	realizza la partecipazione dei genitori e degli studenti alla vita della scuola con scambi di informazioni, esperienze e opinioni.
Consiglio d�istituto (artt. 8, 9 e 10 del T.U. 297/94): viene costituito per elezione ed è formato da docenti, genitori, alunni (solo negli istituti di istruzione secondaria superiore e artistica) e rappresentanti del personale ATA, in numero dipendente da quello degli alunni dell�istituto, e dal capo d�istituto; dura in carica 3 anni, ma la componente alunni viene eletta annualmente; è presieduto da uno dei genitori eletti degli alunni; elegge la giunta esecutiva; le sue competenze sono le seguenti:
�	elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento;
�	delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e dispone in ordine all�impiego dei mezzi finanziari;
�	ha potere deliberante, su proposta della Giunta, nelle seguenti materie:
�	adozione del regolamento interno;
�	acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici;
�	acquisto di materiali di consumo;
�	adattamento del calendario scolastico alle esigenze ambientali;
�	criteri generali per la programmazione educativa;
�	criteri per la programmazione e l�attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche ed extrascolastiche;
�	contatti con altre scuole;
�	partecipazione ad attività culturali, sportive e ricreative di valenza formativa;
�	modalità e forme di svolgimento di iniziative assistenziali;
�	indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all�assegnazione dei docenti alle stesse, all�adattamento dell�orario delle lezioni;
�	esprime parere sull�andamento generale, didattico e amministrativo;
�	esercita funzioni in materia di sperimentazione e aggiornamento;
�	esercita competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici;
�	delibera le iniziative dirette all�educazione alla salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze.
Dirigente scolastico (D.M. 5-8-1998): è il vecchio Preside; il suo stato giuridico è cambiato recentemente; le sue competenze sono le seguenti:
�	assicura la gestione unitaria dell�istituto;
�	ha la legale rappresentanza dell�istituto;
�	è responsabile della gestione delle risorse finanziarie;
�	è responsabile dei risultati del servizio;
�	ha autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane; �	organizza l�attività scolastica;
�	è titolare delle relazioni sindacali.
Esami di Stato (Legge 425/97; D.P.R. 323/98): l�argomento relativo all�esame di Stato è alquanto complesso per essere trattato in poche righe. La Legge 425/97 ha riformato i vecchi "esami di maturità" istituiti (in modo sperimentale!) nell�anno scolastico 1968-69; le novità relative al nuovo esame sono state parecchie per cui è indispensabile leggere in maniera integrale le disposizioni legislative; successivamente alla Legge vengono annualmente emanati una serie di atti che regolano più precisamente lo svolgimento del nuovo esame.
Ferie (artt. 19 e 25 del CCNL/95; art. 49 del CCNL/99): gli insegnanti a tempo indeterminato hanno diritto a 32 giorni di ferie da godere nel periodo di sospensione dell�attività didattica (1 luglio-31 agosto); le ferie non godute vanno recuperate nel periodo della sospensione natalizia!; le ferie sono sospese da malattie certificate; le ferie sono concesse dal capo d�istituto; sulla domanda per le ferie è prassi lasciare un recapito, ma durante le ferie non c�è obbligo di permanenza nel recapito lasciato; a tal proposito si ricorda che è invece diversa la situazione del docente assente dalla scuola nei periodi in cui non c�è attività didattica, ma non coincidenti con i suoi 32 giorni di ferie: in tal caso l�insegnante deve ritenersi disponibile per le esigenze della scuola, ma tali esigenze devono essere rappresentate sempre da obblighi previsti dal CCNL, per cui non può essergli richiesta, da parte dei Dirigenti scolastici, "la sola firma di presenza"; un po� diversa è la situazione degli insegnanti a tempo determinato in quanto il numero delle loro ferie varia al variare della situazione specifica di ognuno: di solito essi maturano 2,666 giorni ogni mese lavorativo e hanno diritto alle festività soppresse, in ragione di una ogni 3 mesi, ma solo se ne fanno espressa domanda.
È possibile usufruire (art. 19 del CCNL/95), durante i periodi in cui l�attività didattica non è sospesa, di 6 dei 32 giorni di cui si ha diritto sempre che l�assenza dell�insegnante non comporti oneri aggiuntivi per l�Amministrazione; i 6 giorni possono essere richiesti anche per motivi familiari o personali documentati (art. 49 del CCNL/99), anche al rientro, con un attestato o con autocertificazione.
Festività soppresse (art. 20 del CCNL/95; Legge 937/77): ogni insegnante ha diritto a 4 giorni di ferie corrispondenti alle festività soppresse dalla Legge citata; essi, ugualmente alle ferie, e con le stesse modalità, vanno goduti in periodi in cui sia sospesa l�attività didattica; inoltre è considerata festività il giorno del Santo Patrono della località di servizio dell�insegnante, solo se esso cade in un giorno infrasettimanale, altrimenti non ne è previsto il recupero.
Fondo dell�istituzione scolastica (artt. 26-31 del CCNI/99): esso rappresenta la nuova denominazione del "fondo d�istituto" che viene distribuito alle scuole e serve per "retribuire le prestazioni rese dal personale docente, educativo e ATA per sostenere il processo di autonomia scolastica� e inoltre alla qualificazione e all�ampliamento dell�offerta d�istruzione e formazione�"; le attività da retribuire sono:
�	la flessibilità organizzativa e didattica;
�	le attività aggiuntive di insegnamento;
�	le attività aggiuntive funzionali all�insegnamento;
�	le prestazioni aggiuntive del personale ATA;
�	le attività aggiuntive effettivamente prestate dai docenti con funzioni di collaborazione con il capo d�istituto;
�	ogni altra attività deliberata dal Consiglio di circolo o d�istituto.
Le assegnazioni avvengono dietro delibera del Consiglio di circolo o d�istituto il quale acquisisce la delibera del Collegio dei docenti.
Formazione (art. 25 del CCNL/99): la formazione deve svolgersi all�inizio e durante la carriera degli insegnanti e rappresenta un loro diritto, per cui l�Amministrazione deve offrire un sistema di opportunità formative; entro il 31 ottobre di ogni anno, il Ministro emana la direttiva annuale per la formazione di tutto il personale; l�articolo 12 del CCNL/99 istituisce un Osservatorio di orientamento e monitoraggio che si interessa di vari aspetti del problema; l�insegnante può usufruire, con l�esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa vigente sulle supplenze brevi, di 5 giorni nel corso dell�anno scolastico per partecipare a iniziative di aggiornamento organizzate o riconosciute dall�Amministrazione; è anche possibile accedere a percorsi universitari brevi finalizzati all�integrazione dei piani di studio; in ogni scuola il Collegio dei docenti delibera un piano annuale delle attività di aggiornamento che si articola in iniziative promosse dall�Amministrazione, progettate dalla scuola autonomamente o con altri soggetti o proposte da soggetti esterni purché riconosciuti dall�Amministrazione; sono anche previste attività di formazione per i docenti funzioni-obiettivo (art. 28 del CCNL/99), per i docenti nelle scuole in aree di rischio (art. 11 del CCNL/99), per i docenti nelle scuole collocate nelle aree a forte processo immigratorio e frequentate da nomadi (art. 47 del CCNL/99) e per i docenti di settori particolari quali corsi serali, istituti penitenziari, formazione permanente ecc.
Funzioni-obiettivo (art. 28 del CCNL/99, art. 37 del CCNI/99; C.M. 214/99): queste figure professionali sono entrate nella scuola con il CCNL/99; le problematiche che riguardano l�individuazione sia delle funzioni che dei docenti a esse destinati, la nomina, i compiti ecc. sono alquanto articolate, ma lo spirito che ha ispirato questa guida non permette di esporre l�argomento con il giusto peso che andrebbe a esso dato, per cui si rinvia alla lettura delle norme istitutive.
Giunta esecutiva (art. 10 del T.U. 297/94): eletta dal Consiglio d�istituto, formata da 1 docente, 1 non-docente, 2 genitori (oppure 1 genitore e 1 alunno a seconda dell�ordine della scuola), il capo d�istituto e il dirigente amministrativo; i suoi compiti sono:
�	predisporre il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
�	preparare i lavori del Consiglio d�istituto;
�	curare l�esecuzione delle delibere;
�	occuparsi dei provvedimenti disciplinari.
Ora di lezione (C.M. 243/79; C.M. 192/80): la durata dell�ora di lezione è di 60 minuti; essa può venire ridotta per un massimo di 10 minuti; se la riduzione è funzionale alla programmazione d�istituto, i minuti di riduzione devono essere recuperati dagli insegnanti; se la riduzione è determinata da cause estranee alla didattica, non c�è obbligo di recupero.
Orario settimanale (art. 41 CCNL/95; art. 25 del CCNL/99): le attività di insegnamento di ogni docente sono distribuite su 25 ore per le scuole materne, 22 per le elementari e 18 per le altre; se le cattedre prevedono un orario inferiore, le ore necessarie al completamento vanno svolte o come insegnamento su ore non assegnate ad altri docenti, o per interventi didattici integrativi, o per supplenze in sostituzione di colleghi assenti per un periodo non superiore a 5 giorni; ogni ora eccedente quelle previste viene retribuita con 1/78 dello stipendio tabellare dell�interessato; con l�introduzione dell�autonomia l�orario scolastico settimanale può subire modifiche dovute alle esigenze di attuazione della stessa.
Organico funzionale (Legge 662/96; art. 21 della Legge 59/97; D.P.R. 233/98): rappresenta la distribuzione per province, da parte del Ministro della pubblica istruzione, per gradi e ordini di scuola, dei posti di insegnamento, determinati in base alla disponibilità economica assegnata alla Scuola dalla legge finanziaria e alla distribuzione di essi a ciascuna istituzione scolastica da parte dei Provveditori; l�introduzione dell�organico funzionale è partita dalla scuola elementare per l�anno scolastico 1997/98; a seguire nella scuola materna nell�anno 1999/2000; nelle scuole secondarie è stata attivata una sperimentazione per l�anno 1999/2000 in sole 366 scuole sulla base di organici costituiti secondo il D.M. 71/99; in poche parole l�organico funzionale consiste in un numero di posti assegnati a un istituto; il capo d�istituto li distribuisce sulle varie classi di concorso in attuazione della delibera del Collegio dei docenti che approva il Piano dell�Offerta Formativa.
Part-time (art. 46 del CCNL/95; O.M. 446/97; O.M. 55/98): gli insegnanti a tempo indeterminato possono richiedere, entro il 15 marzo di ogni anno, di trasformare il proprio lavoro da tempo pieno a tempo parziale; la dotazione di posti in part-time corrisponde a un massimo del 25% dell�organico complessivo del personale di ciascuna classe di concorso; l�orario di servizio si riduce, di solito, al 50% di quello a tempo pieno che può essere svolto in tutti i giorni lavorativi (part-time orizzontale) o concentrato in tre giorni settimanali (part-time verticale); gli insegnanti a tempo parziale hanno tutti gli obblighi di quelli a tempo pieno relativamente alla preparazione delle lezioni, ai rapporti con le famiglie e alla partecipazione agli organi collegiali; gli impegni orari per le attività funzionali all�insegnamento sono proporzionali alle ore di insegnamento; è possibile tornare al rapporto a tempo pieno ma non prima di due anni; il part-time permette di esercitare quelle attività incompatibili con l�insegnamento con il solo limite del permanere del divieto di avere un impiego in un�altra Amministrazione pubblica; lo stipendio è proporzionale all�orario di lavoro; le ferie sono le stesse di quelle previste per il tempo pieno se il part-time è di tipo orizzontale, ridotte in modo proporzionale alle giornate lavorate se il part-time è di tipo verticale.
Permessi (artt. 21, 22, 23 del CCNL/95; art. 49 del CCNL/99): gli insegnanti possono usufruire di varie tipologie di permesso:
1)	permessi brevi a domanda (art. 22 del CCNL/95): possono essere richiesti dagli insegnanti con contratto a tempo indeterminato e da quelli con contratto a tempo determinato nominati dal Provveditore; vengono concessi, compatibilmente con le esigenze di servizio e qualora sia possibile la sostituzione con colleghi in servizio senza costi aggiuntivi, per motivi personali che non devono essere documentati, per un numero di ore non superiore alla metà dell�orario della giornata e comunque fino a un massimo di 2 ore; in un anno ne possono essere richiesti per un numero di ore non superiore all�orario settimanale (25, 22 o 18 ore a seconda dell�ordine di scuola); le ore concesse devono essere recuperate entro i due mesi successivi sotto forma di interventi didattici integrativi o supplenze; se non vengono recuperati sono soggetti a trattenuta oraria;
2)	permessi per partecipare a convegni, congressi e iniziative di aggiornamento (art. 65 del D.P.R. 416/74; art. 28 del CCNL/95; art. 13 del CCNL/99; art. 12 del CCNI/99): possono essere concessi per periodi non superiori a 5 giorni se le iniziative sono promosse o riconosciute dall�Amministrazione; al rientro a scuola si deve produrre l�attestazione dell�avvenuta partecipazione;
3)	permessi per insegnare nelle iniziative di formazione: anche questi permessi possono essere concessi fino a un massimo di 5 giorni, purché le iniziative di formazione siano organizzate o riconosciute dall�Amministrazione;
4)	permessi per il diritto allo studio: sono sottoposti alla contrattazione decentrata presso gli uffici scolastici provinciali;
5)	permessi sottoposti a specifiche normative: i casi sono numerosissimi e riguardano una quantità di situazioni fra le quali si ricordano la donazione di sangue, l�elezione in amministrazioni locali, mandati parlamentari, cura di particolari malattie proprie o di familiari, commissioni, studio, matrimonio, puerperio e maternità, motivi sindacali, richiamo alle armi, lutti ecc.; ogni situazione particolare è regolamentata da norme specifiche che il diretto interessato può, di solito, trovare presso le segreterie della scuola.
P.O.F. (D.P.R. 275/99): è la sigla del Piano dell�Offerta Formativa, che rappresenta l�identità culturale della scuola; il Collegio dei docenti deve elaborare questo documento che racchiude la progettazione curricolare ed extracurricolare (sia educativa sia strettamente organizzativa) e comprende le finalità della scuola, i contenuti culturali, le strategie metodologiche; il P.O.F. deve essere elaborato nell�ambito dell�autonomia, ma sempre in accordo con la programmazione territoriale dell�offerta formativa; anche questo argomento richiederebbe uno spazio ben maggiore, per cui si consiglia di documentarsi in modo più approfondito, anche perché ogni singolo insegnante, in quanto componente del Collegio dei docenti, è coinvolto nell�elaborazione del P.O.F.
Recupero (O.M. 266/97): l�ordinanza che ha introdotto il sistema del debito formativo ha reso obbligatorio il recupero; il Collegio dei docenti può deliberare di svolgere il recupero nel normale orario di lezione o in orari non di lezione; il recupero può essere svolto anche da insegnanti diversi dalla classe di appartenenza dell�alunno, ma il giudizio relativo all�esito dell�intervento spetta al docente della classe; il recupero svolto nel mese di settembre, quando non vi è attività didattica, è da considerarsi un�attività aggiuntiva che pertanto prevede la retribuzione;.
Registro di classe: rappresenta il diario sul quale vengono segnate le presenze dei docenti, le assenze degli alunni, la registrazione delle giustifiche familiari degli alunni, le attività orarie svolte dalla classe, le sanzioni disciplinari comminate agli allievi e va compilato giorno per giorno in modo chiaro.
Registro personale: rappresenta il diario, da compilare giornalmente, sul quale ogni insegnante registra le assenze degli alunni, la programmazione annuale, il consuntivo dell�attività svolta, tutti gli elementi utili per la valutazione degli allievi.
Scrutini e valutazione (artt. 7 e 8 del R.D. 653/25; art. 137 del R.D. 2049/29; D.P.R. 417/74; O.M. 80/95; O.M. 266/97; O.M. 330/97; O.M. 65/98; O.M. 38/99; O.M. 128/99; O.M. 126/00): gli scrutini per le valutazioni periodiche degli alunni e per il loro passaggio alla classe superiore vengono fissati dal capo d�istituto sentito il Collegio dei docenti; rappresentano uno degli obblighi di servizio degli insegnanti; è necessario che gli atti relativi a tale momento siano improntati alla più legittima aderenza alle norme vigenti, in quanto, essendo la valutazione un fatto personale, può dare adito a ricorsi da parte degli alunni e dei loro genitori; il giudizio espresso dal Consiglio di classe relativamente alle conoscenze, competenze e capacità degli alunni non viene mai sindacato da parte di nessun giudice, ma potrebbe, invece, essere sanzionata una qualche carenza formale; l�argomento degli scrutini e dalla valutazione degli alunni è delicato e ne è riprova il numero di disposizioni che la riguardano le quali vengono di anno in anno aggiornate.
Vigilanza sugli alunni (artt. 18 e 22 del D.P.R. 3/57; art. 61 della Legge 312/80): l�insegnante ha l�obbligo della vigilanza nei 5 minuti prima dell�inizio delle lezioni (art. 42 del CCNL/95); durante le ore di lezione; durante gli intervalli (art. 99 del R.D. 965/24) e durante l�uscita dei ragazzi dalla scuola; spetta al Consiglio d�istituto l�adozione del regolamento interno che fra le altre cose stabilisce le modalità della vigilanza nell�intero periodo delle lezioni; gli insegnanti sono responsabili dei danni causati dagli alunni sotto la loro sorveglianza, ma vengono scagionati se provano di non aver potuto impedire il fatto o se il danno è causato da un�azione "repentina e imprevedibile" dell�alunno; l�insegnante è responsabile dei danni recati da un alunno a un altro se egli lascia l�aula senza sorveglianza dopo aver preso in consegna l�intera classe.
L�insegnantee le norme
Attivit� aggiuntive
all�insegnamento
Attivit� funzionali
Attivit� funzionali di
carattere collegiale
Comitato di valutaz. del servizio dei docenti
Consiglio d�istituto
Festivit� soppresse
Fondo dell�istituzione
d�insegnamento