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Timestamp: 2019-12-10 05:25:47+00:00
Document Index: 136842963

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 65', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 65', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 408', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

art. 23 - Conferimento dell'incarico (2014) - Foroeuropeo
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Art. 23 - Conferimento dell'incarico
L’avvocato non è un mero portavoce del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 221
L’avvocato non è un mero portavoce del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 221 In considerazione della sua funzione (artt. 1, co. 2, L. n. 247/2012 e 9, co. 1, cdf), l’avvocato non può ridursi al ruolo di mero nuncius del cliente, di cui infatti deve filtrare richieste e desiderata (art. 23, co. 4 e 5, ncdf), allineandoli -ove divergenti- ai canoni imposti dal corretto agire professionale, tra cui quello previsto nell’art. 65 ncdf (già art. 48 cdf...
L’avvocato non è un mero portavoce del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 221 In considerazione della sua funzione (artt. 1, co. 2, L. n. 247/2012 e 9, co. 1, cdf), l’avvocato non può ridursi al ruolo di mero nuncius del cliente, di cui infatti deve filtrare richieste e desiderata (art. 23, co. 4 e 5, ncdf), allineandoli -ove divergenti- ai canoni imposti dal corretto agire professionale, tra cui quello previsto nell’art. 65 ncdf (già art. 48 cdf),...
Rapporti economici con il proprio assistito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 125
Vietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato) Dopo il conferimento del mandato, l’avvocato non deve intrattenere con il cliente e con la parte assistita rapporti economici, patrimoniali, commerciali o di qualsiasi altra natura, che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale (art. 23 ncdf, già art. 35 cod. prev.), fatti salvi gli accordi sulla definizione del compenso ex art. 25 cdf (Nel caso di specie, in...
Rapporti economici con il proprio assistito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 102
Vietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato) Dopo il conferimento del mandato, l’avvocato non deve intrattenere con il cliente e con la parte assistita rapporti economici, patrimoniali, commerciali o di qualsiasi altra natura, che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale (art. 23 ncdf, già art. 35 cod. prev.), fatti salvi gli accordi sulla definizione del compenso ex art. 25 cdf (Nel caso di specie,...
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi L’inadempimento delle obbligazioni inerenti l’esercizio della professione forense configura automaticamente l’illecito disciplinare, mentre l’inadempimento delle obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare, quando, per modalita` o gravita`, sia tale da compromettere la fiducia dei terzi nella capacita` dell’avvocato di assolvere ai propri doveri professionali. Consiglio Nazionale...
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi L’inadempimento delle obbligazioni inerenti l’esercizio della professione forense configura automaticamente l’illecito disciplinare, mentre l’inadempimento delle obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare, quando, per modalità o gravità, sia tale da compromettere la fiducia dei terzi nella capacità dell’avvocato di assolvere ai propri doveri professionali (Nella specie trattavasi di...
Vietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 216
Vietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 216 Dopo il conferimento del mandato, l’avvocato non deve intrattenere con il cliente e con la parte assistita rapporti economici, patrimoniali, commerciali o di qualsiasi altra natura, che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale, fatti salvi gli accordi sulla definizione del compenso ex art. 25...
avvocato - deve rifiutarsi di prestare la propria attività in operazioni (quantomeno) sospette - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 dicembre 2014, n. 188
L’avvocato deve rifiutarsi di prestare la propria attività in operazioni (quantomeno) sospette - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 dicembre 2014, n. 188 L’avvocato deve rifiutare di ricevere o gestire fondi che non siano riferibili a un cliente esattamente individuato e, in ogni caso, deve rifiutare di prestare la propria attività quando dagli elementi conosciuti possa fondatamente desumere che essa sia finalizzata alla realizzazione di una operazione illecita (Nel caso di...
L’avvocato non può prestare la propria scienza per scopi illeciti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 210
L’avvocato non può prestare la propria scienza per scopi illeciti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 210 L’avvocato deve rifiutare di prestare la propria attività quando dagli elementi conosciuti possa fondatamente desumere che essa sia finalizzata alla realizzazione di una operazione illecita o si inserisca comunque in contesto di tal genere. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 210...
rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato) durante il rapporto professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2013, n. 132
Vietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato) durante il rapporto professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2013, n. 132 Dopo la cessazione del rapporto professionale, l’avvocato non ha più l’obbligo di astenersi dallo stabilire con il proprio assistito rapporti di natura economica, patrimoniale o commerciale, i quali infatti non possano più influire sul mandato stesso, perché già cessato, quand’anche...
avvocato amministratore di sostegno - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio 2013, n. 102
L’avvocato amministratore di sostegno non ha come clienti i parenti del beneficiario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio 2013, n. 102 Poiché l’amministratore di sostegno riceve incarico dal giudice tutelare e, peraltro, con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario (art. 408 c.c.), ove tale munus sia ricoperto da un avvocato, nei confronti dei familiari del beneficiario stesso non trovano applicazione gli obblighi ed i divieti...
Il compimento di atti contrari all’interesse del proprio assistito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 dicembre 2012, n. 194
Il compimento di atti contrari all’interesse del proprio assistito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 dicembre 2012, n. 194 Deve ritenersi disciplinarmente rilevante il comportamento dell’avvocato che, officiato della difesa ed assistenza di un assistito assoggettato, contro il suo volere, a trattamenti psichiatrici obbligatori, invece di procedere ai necessari atti giudiziari valutando adeguatamente e con il supporto medico-scientifico indispensabile la reale situazione...
Sospeso dalla professione l’avvocato che non rimborsi un prestito personale (peraltro richiesto ad un proprio cliente) - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68
Sospeso dalla professione l’avvocato che non rimborsi un prestito personale (peraltro richiesto ad un proprio cliente) - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68 La richiesta di prestiti personali ad un cliente per soddisfare situazioni contingenti di sofferenza finanziaria del professionista e senza provvedere alla restituzione integra un illecito disciplinare di rilievo (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la...
Vietato richiedere un prestito al proprio cliente (che non sia una banca o altro operatore professionale) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 aprile 2012, n. 67
Vietato richiedere un prestito al proprio cliente (che non sia una banca o altro operatore professionale) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 aprile 2012, n. 67 La richiesta di un prestito di denaro al proprio cliente costituisce illecito disciplinare, poiché comportamento contrario al dovere di probità e correttezza che il professionista iscritto all’albo professionale deve rispettare in ogni occasione e, quindi, anche nei rapporti strettamente privati e personali. Consiglio...
L’introduzione in giudizio di prove false - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 35
L’introduzione in giudizio di prove false - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 35 Fondamentale dovere dell’avvocato è quello di contribuire all’attuazione dell’ordinamento per i fini della giustizia. E’ pertanto connotata da estrema gravità la responsabilità disciplinare dell’avvocato che falsifichi un documento e, tacendone la falsità, lo consegni ad un collega suo difensore affinché lo produca in giudizio come elemento di prova al fine di conseguire un compenso...
La simulazione, mediante fotomontaggio, dell’adempimento dell’incarico professionale in realtà inevaso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2012, n. 16
La simulazione, mediante fotomontaggio, dell’adempimento dell’incarico professionale in realtà inevaso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2012, n. 16 Vìola le norme deontologiche di cui agli artt. 5 (dignità, probità e decoro), 6 (lealtà e correttezza), 8 (diligenza), 35 (fiducia) e 38 (negligenza) l’avvocato che, attraverso un fotomontaggio, formi un provvedimento giurisdizionale (nella specie, sentenza) che consegni al cliente in fotocopia al fine di...
Doveri di probità, dignità, fedeltà, correttezza e decoro – Rapporti con la parte assistita –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 206 Contegno elusivo – Violazione L’adozione, da parte dell’avvocato, di contegni elusivi volti ad impedire alla cliente di conoscere gli esatti termini dell’accordo raggiunto con la compagnia di assicurazione, al fine di ottenere dalla conclusione della pratica un maggior profitto in suo favore, integra sicuramente altrettante violazioni...
Richiesta di prestiti personali al cliente – Illecito deontologico – Circostanze contingenti sofferenza finanziaria – Effetto esimente – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 198
Avvocato – Norme deontologiche – Doveri di probità, dignità e decoro – Richiesta di prestiti personali al cliente – Illecito deontologico – Circostanze contingenti sofferenza finanziaria – Effetto esimente – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 198 La richiesta di prestiti personali ad un cliente per soddisfare situazioni contingenti di sofferenza finanziaria del professionista e senza provvedere alla restituzione integra un illecito disciplinare di...
Doveri di probità, lealtà e fedeltà –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 154
Doveri di probità, lealtà e fedeltà –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 154 Patrocinio simulato – Autentica di firme non apposte alla presenza dell’interessato – Truffa ai danni di Compagnie assicurative – Sanzione disciplinare – Misura Pone in essere un contegno connotato da particolare gravità l’avvocato che svolga attività giudiziale e stragiudiziale nei confronti di compagnie di assicurazione, ottenendo indennizzi per sinistri inesistenti o per danni inesistenti...
Doveri di probità, lealtà e fedeltà – Patrocinio simulato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 154
Doveri di probità, lealtà e fedeltà – Patrocinio simulato – Autentica di firme non apposte alla presenza dell’interessato – Truffa ai danni di Compagnie assicurative – Sanzione disciplinare – Misura - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 154 Pone in essere un contegno connotato da particolare gravità l’avvocato che svolga attività giudiziale e stragiudiziale nei confronti di compagnie di assicurazione, ottenendo indennizzi per sinistri inesistenti o per danni...
Avvocato – Norme deontologiche – Doveri di correttezza e lealtà – Violazione – Rapporti di natura economica, patrimoniale o commerciale influenti sul rapporto professionale – Fattispecie - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 giugno 2010, n. 42 Viola gli artt. 22, 10, 35 e 36 c.d.f. l’avvocato che intervenga quale legale di fiducia nella controversia familiare che il proprio assistito abbia in corso con la moglie, intrattenendo una corrispondenza con il collega di controparte al...
Doveri di correttezza e lealtà – Violazione – Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 giugno 2010, n. 42
Doveri di correttezza e lealtà – Violazione – Rapporti di natura economica, patrimoniale o commerciale influenti sul rapporto professionale – Fattispecie - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 giugno 2010, n. 42 Viola gli artt. 22, 10, 35 e 36 c.d.f. l’avvocato che intervenga quale legale di fiducia nella controversia familiare che il proprio assistito abbia in corso con la moglie, intrattenendo una corrispondenza con il collega di controparte al fine di far trascorrere il tempo...
Doveri di probità, correttezza e lealtà - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 167
Doveri di probità, correttezza e lealtà – Dovere di verità – Violazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 167 Pone in essere una condotta deontologicamente rilevante l’avvocato che, pur non essendo l’autore del falso materiale avente ad oggetto un decreto di ammortamento ed un certificato di cancelleria attestante la mancata opposizione al suddetto decreto, sia consapevole della falsità di entrambi i documenti e della conseguente illecita attività di...
Contratto di patrocinio stipulato con un ente pubblico - Conferimento del mandato unitamente ad altri avvocati interni Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17506 del 30/08/2005
Contratto di patrocinio stipulato con un ente pubblico - Conferimento del mandato unitamente ad altri avvocati interni . Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17506 del 30/08/2005 Contratto di patrocinio stipulato con un ente pubblico - Conferimento del mandato unitamente ad altri avvocati interni Qualora un avvocato svolga, anche se in regime di parasubordinazione , opera professionale in favore di un ente pubblico in virtù di mandato conferitogli unitamente ad altri avvocati interni dell'...
Conferimento di incarico da svolgere in favore di un terzo - Duplicità di rapporti Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24010 del 27/12/2004
Conferimento di incarico da svolgere in favore di un terzo - Duplicità di rapporti - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24010 del 27/12/2004 Conferimento di incarico da svolgere in favore di un terzo - Duplicità di rapporti - Procura rilasciata congiuntamente a due avvocati. Ai fini di individuare il soggetto obbligato a corrispondere il compenso professionale al difensore, occorre distinguere tra rapporto endoprocessuale nascente dal rilascio della procura ad litem e rapporto che si...
Difesa d'ufficio - Rifiuto di svolgere l'incarico - generici motivi
di coscienza personale -Dovere etico e giuridico di provvedere alla difesa dei non abbienti (Corte di cassazione Sezioni unite civili Sentenza 2 aprile 2003, n. 5075) Difesa d'ufficio - Rifiuto di svolgere l'incarico - Generici motivi di coscienza personale - dovere etico e giuridico di provvedere alla difesa dei non abbienti (Corte di cassazione Sezioni unite civili Sentenza 2 aprile 2003, n. 5075)SVOLGIMENTO DEL PROCESSOIl Consiglio dell'ordine degli Avvocati di Firenze iniziava...
Difesa d'ufficio - Rifiuto di svolgere l'incarico - Genericimotivi di coscienza personale
Avvocato - Difesa d'ufficio - Rifiuto di svolgere l'incarico - Genericimotivi di coscienza personale - dovere etico egiuridico di provvedere alla difesa dei non abbienti Difesa d'ufficio - Rifiuto di svolgere l'incarico - Generici motivi di coscienza personale - dovere etico e giuridico di provvedere alla difesa dei non abbienti (Corte di cassazione Sezioni unite civili Sentenza 2 aprile 2003, n. 5075)SVOLGIMENTO DEL PROCESSOIl Consiglio dell'ordine degli Avvocati di Firenze iniziava...