Source: https://renatodisa.com/2014/04/02/corte-di-cassazione-sezione-iv-sentenza-31-marzo-2014-n-14788-in-tema-di-prevenzione-degli-infortuni-sul-lavoro-a-norma-dellart-376-del-d-p-r-n-547-del-1955-laccesso-ai-posti-elevati-di/
Timestamp: 2018-06-23 13:39:36+00:00
Document Index: 37342544

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 376', 'sentenza ', 'art. 376', 'sentenza ', 'art. 376', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 31 marzo 2014, n. 14788. In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, a norma dell'art. 376 del d.P.R. n. 547 del 1955 l'accesso ai posti elevati di edifici deve essere reso sicuro ed agevole mediante l'impiego di mezzi appropriati di sicurezza in tutti i casi in cui devono eseguirsi lavori di manutenzione e riparazione, a nulla rilevando che simili lavori siano normali o straordinari, in quanto la finalità della norma è di prevenire la caduta dall'alto dei lavoratori che devono accedere ed operare in simili condizioni ad altezze pericolose, senza che ciò escluda che il datore di lavoro doti i lavoratori che accedono al tetto di cinture di sicurezza (essendo essi esposti a pericoli di caduta), e vigili perché di tale mezzo facciano effettivo uso - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 31 marzo 2014, n. 14788. In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, a norma dell’art. 376 del d.P.R. n. 547 del 1955 l’accesso ai posti elevati di edifici deve essere reso sicuro ed agevole mediante l’impiego di mezzi appropriati di sicurezza in tutti i casi in cui devono eseguirsi lavori di manutenzione e riparazione, a nulla rilevando che simili lavori siano normali o straordinari, in quanto la finalità della norma è di prevenire la caduta dall’alto dei lavoratori che devono accedere ed operare in simili condizioni ad altezze pericolose, senza che ciò escluda che il datore di lavoro doti i lavoratori che accedono al tetto di cinture di sicurezza (essendo essi esposti a pericoli di caduta), e vigili perché di tale mezzo facciano effettivo uso
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sentenza 31 marzo 2014, n. 14788
– la violazione di legge e, in subordine, il vizio motivazionale in relazione al nesso di causalità, dal momento che, secondo il perito d’ufficio, quand’anche fossero state indossate le cinture di sicurezza, l’incidente si sarebbe comunque verificato perché le funi di trattenuta non erano adeguate;
– l’errata applicazione della legge penale ed il vizio motivazionale in relazione alle testimonianze e alla perizia con riferimento alla mancata predisposizione di un sistema di ponteggi ed opere antinfortunistiche tese ad impedire il crollo della volta, omissione non imputabile al ricorrente ma, semmai, al direttore dei lavori (coimputato assolto);
– la mancata motivazione in ordine al diniego delle circostanze attenuanti generiche, da considerare prevalenti sull’aggravante contestata, e l’erronea quantificazione della pena irrogata;
– l’inosservanza ed erronea applicazione della legge penale in relazione alla mancata applicazione dell’indulto di cui alla L. n. 241/2006.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2014-04-02T13:41:15+00:00	2 aprile 2014|Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti