Source: http://confcommerciobari.it/desc_articolo.php?id=1880
Timestamp: 2018-01-17 13:03:28+00:00
Document Index: 98950493

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 2', 'art. 5', 'art.18', 'art.16', 'sentenza ', 'sentenza ']

Si segnalano alcuni chiarimenti forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico mediante l’emanazione di recenti risoluzioni.
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/phpssytu2.pdf
Distributori automatici. L’esercente già operante che intenda installare un distributore automatico in una struttura diversa da quella già indicata sulla comunicazione di avvio dell’attività è tenuto ad informarne il Comune, considerato che il citato art. 17 prevede che l’ente locale sia a conoscenza della ubicazione di tutti i distributori operanti. E’ evidente, però, che in tale circostanza l’esercente non sarà tenuto ad attendere il decorso degli ulteriori 30 giorni.
Risoluzione del 7.11 .2008 prot. n. 44380
Pubblici esercizi. Requisiti professionali. E’ in possesso della qualificazione professionale ai fini dell’avvio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande un soggetto che, per due anni nel corso degli ultimi cinque, abbia svolto la mansione di aiutocuoco e addetto alle cucine, documentata dai prescritti versamenti previdenziali, presso un’azienda esercente l’attività agrituristica. Questo in quanto la disciplina dell’agriturismo contenuta nella legge 96/2006, all’art. 2 comma 3, prevede che rientra tra le attività agrituristiche “somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, ivi compresi i prodotti a carattere alcolico e superalcolico, con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG o compresi nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali”.
Risoluzione del 24.11.2008 prot. n. 50445
Commercio. Requisiti morali. Ai sensi dell’art. 5 comma 4 del d.lgs. 114/98 non è necessario ottenere un provvedimento giudiziale di riabilitazione, in caso di condanna per uno dei reati elencati dal comma 2 del medesimo articolo, qualora sia decorso il termine di cinque anni dal giorno in cui la pena è stata scontata o si sia in altro modo estinta, ovvero, qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena, dal giorno del passato in giudicato della sentenza.
Risoluzione del 18.12.2008 prot. n. 60352
Commercio pane. Indicazione dei prezzi. La risoluzione esclude la possibilità di vendere il pane a “pezzo”, in quanto tale prodotto deve essere posto in commercio con l’indicazione del prezzo per unità di misura. Gli unici prodotti che possono essere commercializzati “a pezzo o a collo”, ai sensi delle disposizioni del Codice del consumo, sono solo quelli individuati nella Raccolta Provinciale degli Usi deliberata dalla Camera di Commercio competente per territorio.
Risoluzione del 19.12.2008 prot. n. 60622
Commercio. Rispetto regolamenti urbanistici. I presupposti richiesti dal d.lgs. 31 marzo 1998, n.114, ai fini dell’apertura e dell’ampliamento di un esercizio commerciale non possono essere soggetti ad interpretazione estensiva: ciò significa che non si può derogare al “… rispetto dei regolamenti locali di polizia urbana, annonaria e igienicosanitaria, i regolamenti edilizi e le norme urbanistiche nonché quelle relative alle destinazioni d’uso”.
Tuttavia, nel caso di Comuni nei quali il regolamento urbanistico prevede la possibilità di rilascio di certificati di agibilità provvisoria (la cui legittimità deve essere valutata nelle opportune sedi) nel caso di procedure di condono avviate, deve considerarsi possibile anche il rilascio di titoli commerciali soggetti a decadenza in caso di eventuale provvedimento di diniego del condono.
Risoluzione del 13.01.2009 prot. n. 2775
Etichettatura di prodotti alimentari. Autorità competente ad erogare sanzioni. La risoluzione chiarisce che spetta alle regioni e alle province autonome la comptenza ad irrogare le sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione della normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, a seguito delle modifiche al d.lgs. 109/92 (art.18) intervenute con l’approvazione del d.lgs. 181/2003 (art.16).
Risoluzione del 20.01.2009 prot. n. 5312
Artigiani. Somministrazione su aree pubbliche. A seguito della sentenza del 21 maggio 2008 del TAR della Puglia, il Ministero rivede il parere precedentemente espresso, n. 0005666 del 19 giugno 2006, nel quale riteneva non inquadrabile tra le attività artigianali ma tra le attività di somministrazione su area pubblica, quella svolta da alcune imprese, all’interno di un’apposita struttura-laboratorio, montata su carrello, itinerante che opera in forma ambulante o su posteggio, consistente nella preparazione e vendita di spremute di agrumi, quali limoni, arance, lime che vengono tagliati e da cui viene spremuto manualmente il succo, confezionato in un bicchiere sigillato monouso, mescolato con procedura manuale ad altri ingredienti, quali acqua minerale naturale sigillata, ghiaccio, zucchero.
La citata sentenza ha invece riconosciuto la natura artigiana dell’attività su descritta, in quanto nella stessa il fattore del lavoro umano è da considerarsi come decisivo, indipendentemente dal grado di elaborazione del ciclo produttivo, anche laddove questo sia particolarmente semplice, ed ha escluso l’ipotesi di ravvisare in essa la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.
Il Ministero, conseguentemente, ha preso atto dell’affermata non assoggettabilità dell’attività in questione alla disciplina del commercio o della somministrazione, ma precisa che si devono verificare tutte le condizioni sopra indicate e che l’attività deve essere riconosciuta come attività artigiana dai competenti organi. Richiama inoltre l’attenzione sulla circostanza che a livello territoriale l’attività svolta sulle aree pubbliche, anche se di tipo artigianale, è comunque soggetta all’accertamento, da parte degli Enti locali competenti, dei requisiti e dei presupposti necessari per l’esercizio della stessa, nonché alle opportune verifiche degli ambiti territoriali, nei quali può essere effettuata e, ove i prodotti venduti contengano alcolici, anche alle specifiche limitazioni al riguardo previste.
Risoluzione del 11.02.2009 prot. n. 12769
Aree pubbliche. Somministrazione. L’autorizzazione per l’esercizio dell’attività di vendita dei prodotti alimentari sulle aree pubbliche e il possesso, in capo al soggetto autorizzato, dei requisiti prescritti per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, danno titolo al medesimo di svolgere anche detta ultima attività.
Non sussiste per il comune alcuna forma di discrezionalità o riserva per limitare detta potestà, tanto meno quella relativa ai presupposti o alle modalità di rilascio delle autorizzazioni previsti per i pubblici esercizi (es. parametri numerici).
Articolo visto 1607 volte