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Timestamp: 2020-02-25 10:08:35+00:00
Document Index: 152625725

Matched Legal Cases: ['art. 355', 'art. 99', 'sentenza ', 'art. 355', 'art. 355', 'art. 295', 'art. 355', 'sentenza ', 'art. 355', 'art. 125', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 355', 'art. 221', 'sentenza ']

Art. 355 codice di procedura civile - Provvedimenti sulla querela di falso - Brocardi.it
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Articolo 355 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 355 Codice di procedura civile
Se nel giudizio di appello è proposta querela di falso [221 ss.], il giudice, quando ritiene il documento impugnato rilevante per la decisione della causa, sospende con ordinanza il giudizio (1), e fissa alle parti un termine perentorio entro il quale debbono riassumere la causa di falso davanti al tribunale [125 disp. att.] (2) (3).
(1) Il giudice, nell'ordinare la sospensione, opera una valutazione discrezionale, incensurabile in Cassazione. Egli è tenuto a verificare che sussistano i presupposti della rilevanza del documento ai fini della decisione nel merito e del rispetto di tutte le norme di rito relative all'esercizio della querela di falso (ad esempio, la conferma della querela nella prima udienza davanti al giudice istruttore, art. 99 disp. att.).
(2) La competenza è solo del collegio, che con l'ordinanza deve indicare il termine perentorio entro il quale le parti devono procedere alla riassunzione della causa. Il mancato rispetto del termine per la riassunzione determina l'automatica estinzione del giudizio di falso.
(3) Naturalmente, se ad essere impugnata è una sentenza del giudice di pace, il giudice di secondo grado sarà il tribunale, che potrà pronunciarsi sulla querela di falso proposta e sull'appello nella medesima sentenza.
Il tribunale ha competenza funzionale per il giudizio di falso, che non può essere trattato innanzi alla corte d'appello.
Massime relative all'art. 355 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 22979/2017
Proposta querela di falso in appello, la corte, nel provvedere ai sensi dell'art. 355 c.p.c., non è tenuta a comunicare alcunché al P.M., il cui intervento nel giudizio di falso è necessario nella fase relativa all'accertamento del falso medesimo, ma non anche in quella preliminare, in cui si decide dell'ammissibilità dell'azione e della rilevanza del documento, giacché soltanto con l'effettiva promozione di accertamenti della falsificazione denunciata si coinvolge il generale interesse all'intangibilità della pubblica fede dell'atto, che l'organo requirente è chiamato a tutelare.
(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 22979 del 2 ottobre 2017)
Cass. civ. n. 14497/2013
Nell'ipotesi di sospensione del processo ordinata in applicazione di specifiche disposizioni di legge, diverse dall'art. 295 c.p.c., quale è il caso di cui all'art. 355 c.p.c., allorché sia proposta querela di falso nel giudizio di appello ed il giudice ritenga il documento impugnato rilevante per la decisione della causa, il controllo di legittimità, in sede di regolamento necessario di competenza, va limitato alla verifica che la sospensione sia stata disposta in conformità dello schema legale di riferimento e senza che la norma che la giustifica sia stata abusivamente invocata.
(Cassazione civile, Sez. VI-2, ordinanza n. 14497 del 7 giugno 2013)
Cass. civ. n. 6465/2006
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6465 del 23 marzo 2006)
Cass. civ. n. 12137/1997
Qualora nel giudizio principale, in cui siasi svolta in appello la fase rescindente a presentazione di querela incidentale di falso, non si verta in un'ipotesi di litisconsorzio necessario (nella specie: domanda di accertamento del vincolo di responsabilità solidale fra più persone), l'omessa o irrituale notificazione dell'atto di riassunzione innanzi al tribunale competente a norma dell'art. 355 c.p.c. per il giudizio rescissorio, siccome eseguita ad una parte contumace presso il procuratore domiciliatario in primo grado, anziché personalmente, (art. 125 disp. att. c.p.c.), è irrilevante e non costituisce violazione del principio del contraddittorio.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 12137 del 1 dicembre 1997)
Cass. civ. n. 104/1997
Ai sensi degli artt. 221 e 355 c.p.c., nel giudizio di appello la querela di falso può essere proposta anche all'udienza collegiale e il giudice dell'appello non è tenuto a interpellare la parte, che lo ha prodotto, sulla sua intenzione di avvalersi del documento impugnato, ma deve limitarsi a valutarne la rilevanza ai fini della decisione, sospendendo in caso positivo il giudizio e fissando alle parti un termine perentorio per riassumere la causa di falso davanti al tribunale.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 104 del 9 gennaio 1997)
Cass. civ. n. 1683/1980
Ai sensi dell'art. 355 c.p.c. il giudice d'appello dinanzi al quale sia proposta querela di falso deve limitarsi ad accertare se la querela sia stata ritualmente proposta a norma dell'art. 221 c.p.c. e se il documento è rilevante per la decisione della causa, con giudizio insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1683 del 13 marzo 1980)