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Timestamp: 2018-08-17 04:28:54+00:00
Document Index: 137575709

Matched Legal Cases: ['art. 115', 'art. 115', 'art. 205', 'art. 115', 'art. 41', 'art. 97', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 41', 'art. 115', 'art. 41', 'sentenza ']

1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Roma, sez. I ter composto dai signori magistrati: Luigi Tosti Italo Volpe Maria Ada Russo Presidente Componente Componente rel. ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n /2001 proposto da STAFF LINE S.r.l., rappresentata e difesa dall Avv. Antonino Galletti ed elettivamente domiciliata in Roma, viale G. Mazzini, n. 55; CONTRO - Ministero dell Interno, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall Avvocatura Generale dello Stato, legale domiciliataria; per l annullamento previa sospensione <del provvedimento del Questore di Roma, datato , con il quale è stata circoscritta nell ambito territoriale della provincia di Roma, la licenza rilasciata dal medesimo Questore, per esercitare nel Comune di Roma, via Antonio Ciamarra n. 270 l attività di Agenzia per il recupero crediti per conto terzi ; e nella parte in cui è stato altresì prescritto che gli eventuali collaboratori dovranno essere inseriti nella licenza in qualità di
2 preposti rappresentanti ; nonché in parte qua della circolare n. 559/C del Ministero dell Interno, dipartimento della pubblica sicurezza, direzione generale affari generali, datata ; di ogni altro atto connesso>; Visto il ricorso con i relativi allegati e tutti gli atti tutti di causa; Data per letta nella pubblica udienza del la relazione del dr. Maria Ada Russo e uditi altresì i difensori come da verbale; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: Ritenuto in fatto e in diritto La società ricorrente qualificandosi esercente di attività recupero crediti stragiudiziali in virtù di licenza rilasciata dal Questore di Roma impugna il provvedimento dello stesso Questore di Roma, datato , con il quale la stessa è stata circoscritta nell ambito territoriale della provincia di Roma, e nella parte in cui è stato altresì prescritto che gli eventuali collaboratori dovranno essere inseriti nella licenza in qualità di preposti rappresentanti e impugna, in parte qua, la circolare presupposta del Ministero dell Interno. Con la citata circolare a seguito di numerosi quesiti relativi all applicabilità dell art. 115 del TULPS nei confronti di soggetti che chiedono di svolgere attività di recupero crediti stragiudiziale il Ministero ha chiarito che : a) l attività rientra nella disciplina normativa contenuta nell art. 115 del RD 18 giugno 1931 e nell art. 205 del RD n. 635/1940; b) pertanto, alle agenzie di recupero crediti sono applicabili tutte le norme del TULPS cui sono sottoposte le agenzie pubbliche di affari;
3 c) per quanto concerne la questione del limite territoriale della licenza di polizia si applica anche ad esse, come a tutte le agenzie di affari disciplinate dall art. 115, la regola della loro validità nel territorio della provincia, considerato anche l ambito territoriale entro cui si esaurisce la competenza del Questore. Con il ricorso in epigrafe l interessata ha prospettato i seguenti motivi di diritto: 1). Violazione dell art. 41 e dell art. 97 Cost.; artt. 9 e 115 del TULPS. Eccesso di potere per violazione del principio di ragionevolezza; illogicità, difetto del presupposto. In sostanza, la ricorrente ha prospettato la violazione della previsione costituzionale relativa alla libertà di iniziativa economica. In data si è costituito il Ministero dell Interno, tramite l Avvocatura Generale dello Stato che, il , ha depositato relazione e documenti. Con ord. n. 338/2002 è stata accolta la domanda cautelare, riformata in appello dal Consiglio di Stato con ord. della Sezione IV n. 2542/2002. Tanto premesso, il ricorso è fondato. In via preliminare, appare opportuno richiamare la normativa in materia. L art. 115 del TULPS espressamente prevede che : <Non possono aprirsi o condursi agenzie di prestiti su pegno o altre agenzie di affari, quali che siano l'oggetto e la durata, anche sotto forma di agenzie di vendita, di esposizioni, mostre o fiere campionarie e simili, senza licenza del Questore. La licenza è necessaria anche per l'esercizio del mestiere di sensale o di intromettitore. Tra le agenzie indicate in questo articolo sono
4 comprese le agenzie per la raccolta di informazioni a scopo di divulgazione mediante bollettini od altri simili mezzi. La licenza vale esclusivamente pei locali in essa indicati. È ammessa la rappresentanza>. La questione di diritto che il Collegio è chiamato ad affrontare riguarda i limiti di efficacia territoriale della licenza di pubblica sicurezza, riferita nella specie ad agenzia di recupero crediti per conto terzi, assentita ai sensi dell'art. 115 TULPS. In particolare, si deve stabilire se la licenza legittimi il titolare dell'agenzia di affari ad operare, per il tramite di propri incaricati, su tutto il territorio nazionale ovvero nell'ambito della sola Provincia nella quale sono ubicati i locali della medesima. La predetta circolare n. 559 del 1996, laddove ha limitato l'ambito territoriale dell'operatività delle singole agenzie alla provincia ove veniva rilasciata la licenza, ha dato luogo a numerosi problemi applicativi e ad un vasto contenzioso, ivi compreso quello sollevato dalla Commissione europea, oggi arrivato in Corte di Giustizia (cfr., le conclusioni dell Avvocato generale in data 14 dicembre 2006 nella causa C-134/05). A tale questione, per quanto la Corte di giustizia non si è ancora pronunciata, la giurisprudenza nazionale ha dato già risposta con una serie di decisioni di segno difforme. Un primo orientamento (cfr., Cons. Stato, IV 16 ottobre 2000, n. 5494; IV 18 febbraio 2003, n. 881 e 23 settembre 2003, n. 4039) in senso più restrittivo, ha ritenuto non consentito configurare l'estensione della licenza a tutto il territorio nazionale, perché ciò dilaterebbe oltre misura proprio la rilevanza del comma 3 dell'art. 115.
5 Altra impostazione, invece, ha ritenuto illegittimo il provvedimento del Questore che, nel rilasciare l'autorizzazione amministrativa per l'attività di agenzia di recupero crediti, limiti l'ambito di efficacia dell'autorizzazione stessa al territorio provinciale di riferimento, in pieno contrasto con l'art. 41 Cost. (cfr., T.A.R. Lazio, sentt. nn e 3128 del ; n. 961 dell' ; 16 luglio 2003, n. 6281). Il Collegio ritiene preferibile aderire al secondo orientamento sulla base delle seguenti argomentazioni : a) si ritiene che la norma di cui al menzionato art. 115 abbia carattere generale, nel senso che si riferisce indistintamente a tutte le autorizzazioni di polizia, onde la sua interpretazione deve essere soprattutto coerente con la possibilità di effettivo esercizio dell'attività autorizzata; b) in sede comunitaria, la Commissione europea ha ritenuto che i requisiti territoriali dell'attività in parola sono contrari agli articoli 43 e 49 del trattato CEE. Risulta, infatti, da una giurisprudenza consolidata che, quando dette misure si applicano a persone o imprese che esercitano un'attività nel territorio dello Stato membro ospitante, esse sono giustificabili qualora rispondano a motivi imperativi d'interesse pubblico, purché siano idonee a garantire il conseguimento dello scopo perseguito e non vadano oltre quanto necessario per il raggiungimento di questo; c) deve essere tenuto conto della (necessaria e inevitabile) evoluzione dell'ordinamento nazionale in esito all'introduzione dei principi di diritto comunitario, in specie relativi alla libera circolazione dei servizi; sul
6 punto, la nozione di mercato interno unico può anche implicare l'abrogazione di istituti giuridici preordinati alla regolamentazione delle attività economiche; d) inoltre, il dettato dell'art. 41 della Costituzione, in ordine alla libertà di iniziativa economica, non ammette l'esistenza di barriere provinciali, le quali si porrebbero come grave ostacolo allo sviluppo della imprenditorialità, specialmente in presenza di un mercato ormai aperto a tutta l'unione europea, ove gli stessi confini nazionali tendono ad annullarsi; e) se pure si vuole intendere il limite spaziale della licenza come espressione coerente e puntuale dell'esigenza di pianificazione questo è da ritenersi recessivo, all esito dell operazione di bilanciamento di interessi, rispetto al diritto del singolo all'esercizio di un'attività economica. In conclusione, anche alla luce dei prevalenti principi comunitari, il ricorso deve essere accolto con conseguente annullamento degli atti impugnati. Sussistono giuste ragioni per la compensazione delle spese del presente giudizio. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Roma, Sezione I ter, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe n /2001 e, per l effetto, annulla gli atti impugnati. Compensa tra le parti le spese, competenze ed onorari di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall Autorità amministrativa. Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del PRESIDENTE Luigi Tosti ESTENSORE Maria Ada Russo