Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1417-codice-civile-prova-della-simulazione
Timestamp: 2019-01-22 07:31:09+00:00
Document Index: 185731129

Matched Legal Cases: ['art. 2721', 'art. 1417', 'art. 421', 'art. 2721', 'art. 2722', 'art. 421']

Art. 1417 codice civile: Prova della simulazione | La Legge per tutti
Art. 1417 codice civile: Prova della simulazione
La prova per testimoni della simulazione è ammissibile senza limiti, se la domanda è proposta da creditori o da terzi e, qualora sia diretta a far valere l’illiceità del contratto dissimulato, anche se è proposta dalle parti (1).
Della nullita’ del contratto
Domanda (giudiziale): [v. 1296].
(Azione di) Simulazione: azione di accertamento diretta a far valere davanti all’Autorità giudiziaria la situazione giuridica reale contro l’apparenza, e quindi l’inefficacia del negozio simulato.
L’azione tendente a fare accertare la simulazione assoluta è imprescrittibile, mentre quella tendente a far accertare la simulazione relativa è imprescrittibile solo quando mira ad accertare la nullità del contratto simulato. La domanda di simulazione, se ha ad oggetto atti soggetti a trascrizione [v. Libro VI, Titolo I], va trascritta ai sensi degli artt. 2652, n. 4 e 2690, n. 1.
(1) La legge detta una disciplina differente in tema di prova della simulazione a seconda che ad agire siano le parti o i terzi. Infatti, a creditori e terzi è concesso provare la simulazione per testi. Alle parti, invece, è consentita la prova per testi solo ove vogliano dimostrare l’illiceità del contratto dissimulato.
È evidente che la legge non applica ai terzi o ai creditori il limite della prova testimoniale ai sensi dell’art. 2721, considerando la difficoltà che hanno i soggetti estranei al contratto simulato a procurarsi una prova scritta.
La curatela fallimentare che abbia proseguito il giudizio per il pagamento del residuo credito per il prezzo di una vendita stipulata dal fallito in bonis, non può considerarsi terzo, in quanto agisce in rappresentanza del fallito e non della massa dei creditori. Da ciò discende che anche la curatela fallimentare soggiace ai limiti di cui agli artt. 2722 e 2726 c.c., non potendo dimostrare attraverso testimoni la simulazione assoluta di un atto di quietanza, avendo la prova ad oggetto un elemento essenziale del contratto che deve risultare per iscritto
Cassazione civile sez. II 22 settembre 2014 n. 19912
La prova della simulazione di un contratto solenne, stipulato da un soggetto poi deceduto, da parte degli eredi al medesimo succeduti a titolo universale, ed allo scopo di far ricomprendere l’immobile tra i beni facenti parte dell’asse ereditario, soggiace a tutte le limitazioni previste dalla legge per la prova della simulazione tra le parti, atteso che gli eredi, versando nelle stesse condizioni del “de cuius”, non possono legittimamente dirsi “terzi” rispetto al negozio; deve pertanto escludersi a tal fine la prova per testimoni, per presunzioni ed a mezzo di interrogatorio formale diretto a provocare la confessione della controparte. Nessuna limitazione probatoria incontra, per converso, l’erede che agisca in qualità di legittimario, per la tutela, cioè, di un diritto suo proprio, a condizione che egli abbia contestualmente a proporre domanda di integrazione della quota (Cfr. Cass. sezione 3, n. 6632 del 24/03/2006).
Tribunale Foggia 08 aprile 2014
Ai fini della prova della simulazione inter partes nelle controversie soggette al rito del lavoro (e, quindi, pure nelle controversie agrarie), è in facoltà del giudice ammettere ogni mezzo di prova anche al di fuori dello specifico limite della prova testimoniale (e, correlativamente, di quella presuntiva) ex art. 1417 c.c., in quanto l'art. 421 c.p.c. - nel consentire al giudice, nell'ambito del rito suindicato, di ammettere mezzi di prova senza i limiti fissati dal codice civile - si riferisce ai limiti stabiliti per la prova testimoniale dalle relative disposizioni generali degli art. 2721, 2722 e 2723, alle quali si ricollega l'articolo 1417 citato, che, d'altronde, fa applicazione, in tema di simulazione, della regola generale, di cui al menzionato art. 2722, dell'inammissibilità della prova testimoniale di patti contrari al contenuto di un documento. Il medesimo art. 421 c.p.c., inoltre, si riferisce non ai requisiti di forma previsti dal codice, per alcuni tipi di contratto (sia ad substantiam che "ad probationem"), ma ai limiti fissati dal codice civile alla prova testimoniale in generale negli articoli 2721, 2722 e 2723.
Cassazione civile sez. III 26 febbraio 2014 n. 4567