Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dpr345_01.html
Timestamp: 2019-02-16 16:11:05+00:00
Document Index: 170848053

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 109', 'art. 8']

Decreto Presidente Repubblica 30 gennaio 2003, n. 60
(in GU 8 aprile 2003, n. 82)
Vista la legge 15 dicembre 1999, n. 482, recante norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche e storiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345, recante regolamento di attuazione della legge 15 dicembre 1999, n. 482;
Considerata la necessita' di apportare modifiche al citato regolamento;
Visto il parere del Comitato tecnico consultivo per l'attuazione della legislazione in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, espresso nella riunione del 1 ottobre 2002;
Udito il parere del Consiglio di Stato, reso nelle riunioni della sezione consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 26 agosto 2002 e dell'11 novembre 2002;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per gli affari regionali, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'interno, dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e per la funzione pubblica;
Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345
1. Il comma 1 dell'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345, e' sostituito dal seguente:
"1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono definiti, ogni tre anni, entro il 31 dicembre dell'anno precedente a ciascun triennio, i criteri per l'attribuzione e la ripartizione dei fondi previsti dagli articoli 9 e 15 della legge, sentiti il Comitato consultivo di cui all'articolo 12 del presente regolamento e la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.".
2. I termini indicati nei commi 2, 3 e 5 dell'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345, sono sostituiti rispettivamente dai seguenti: "30 aprile"; "30 aprile" e "30 giugno".
3. Al comma 8 dell'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345, la parola: "quarantacinque" e' sostituita dalla seguente: "sessanta".
4. Al comma 9 dell'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", i quali trasmettono detti progetti alla Presidenza stessa nel termine di cui al comma 3.".
1. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 23 maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2002, ha efficacia fino al 31 dicembre 2004.
Dato a Roma, addi' 30 gennaio 2003
Registrato alla Corte dei conti il 27 marzo 2003
Ministeri istituzionali, registro n. 3, foglio n. 100
Il testo delle note qui pubblicato e' redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alla quale e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- La legge 15 dicembre 1999, n. 482, e' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 20 dicembre
- Il decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345, e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 213 del 13 settembre 2001.
- Il testo dell'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e' il seguente:
2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e' presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o per sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per gli affari regionali, ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica, il Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione nazionale dei comuni d'Italia - ANCI, il presidente dell'Unione province d'Italia. UPI ed il presidente dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani -
Dei quattordici sindaci designati dall'ANCI cinque rappresentano le citta' individuate dall'art. 17 della legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere invitati altri membri del Governo, nonche' rapresentanti di
amministrazioni statali, locali o enti pubblici.
il presidente ne ravvisi la necessita' e qualora ne faccia richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI e dell'UNCEM.
regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal Ministro dell'interno.".
- Per il decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345, si veda nelle note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'art. 8, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art. 8 (Procedure di finanziamento). - 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono definiti,
ogni tre anni, entro il 31 dicembre dell'anno precedente a ciascun triennio, i criteri per l'attribuzione e la
ripartizione dei fondi previsti dagli articoli 9 e 15 della legge, sentiti il Comitato consultivo di cui all'art. 12
del presente regolamento e la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
2. Le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici a carattere nazionale, trasmettono, entro il
termine perentorio del 30 aprile di ogni anno, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per
gli affari regionali, un programma dettagliato degli interventi relativi agli adempimenti previsti dall'art. 9
della legge, quantificando contestualmente il fabbisogno.
3. Gli enti locali, le camere di commercio e le aziende sanitarie locali trasmettono, alle regioni di cui al comma
4, entro il termine perentorio del 30 aprile di ogni anno, un programma dettagliato degli interventi relativi agli
adempimenti previsti dalla legge, quantificando contestualmente il fabbisogno.
4. Ai fini della istruttoria relativa alle richieste di finanziamento, la Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento per gli affari regionali, stipula con le regioni interessate per territorio specifici protocolli
d'intesa in ordine ai progetti redatti dai soggetti di cui al comma 3. Detti protocolli possono prevedere che
l'erogazione dei finanziamenti avvenga per il tramite delle regioni stesse.
5. Ciascuna regione di cui al comma 4, entro il termine perentorio del 30 giugno di ogni anno, trasmette alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, i progetti di cui al comma 3, con le modalita' previste dai protocolli d'intesa,
corredati delle proprie osservazioni, con particolare riguardo alla compatibilita', nonche' alla coerenza dei
progetti stessi con la legislazione regionale eventualmente piu' favorevole in materia. Congiuntamente a detti progetti
la regione unisce quello relativo agli interventi regionali.
6. Entro il 31 ottobre di ogni anno, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono ripartite le
somme previste dagli articoli 9 e 15 della legge.
7. Entro il 31 dicembre di ogni anno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede alla liquidazione delle
somme spettanti ed al loro trasferimento ai soguetti di cui ai commi precedenti, nel rispetto delle modalita' previste
8. Le regioni provvedono entro sessanta giorni al trasferimento dei fondi spettanti ai soggetti che hanno
trasmesso i progetti degli interventi ai sensi del comma 3.
9. Qualora una o piu' regioni non aderiscano ai protocolli d'intesa di cui al comma 4, la Presidenza del
Consiglia dei Ministri - Dipartimento per gli affari regionali, provvede direttamente all'espletamento dei
compiti relativi all'istruttoria dei progetti ed alla relativa erogazione dei finanziamenti ai soggetti di cui al
comma 3, i quali trasmettono detti progetti alla Presidenza stessa nel termine di cui al comma 3.
10. La rendicontazione prevista dall'art. 15, comma 3, della legge deve essere accompagnata da una relazione
esplicativa dei motivi degli interventi che si intendono realizzare e di quelli attuati nell'anno precedente, e dei
risultati conseguiti.".
- Il testo degli articoli 9 e 15 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, e' il seguente:
"Art. 9. - 1. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 7, nei comuni di cui all'art. 3 e' consentito, negli uffici
delle amministrazioni pubbliche, l'uso orale e scritto della lingua ammessa a tutela. Dall'applicazione del
presente comma sono escluse le Forze armate e le Forze di polizia dello Stato.
2. Per rendere effettivo l'esercizio delle facolta' di cui al comma 1, le pubbliche amministrazioni provvedono,
anche attraverso convenzioni con altri enti, a garantire la presenza di personale che sia in grado di rispondere alle
richieste del pubblico usando la lingua ammessa a tutela. A tal fine e' istituito, presso la Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Dipartimento per gli affari regionali, un Fondo nazionale per la tutela delle minoranze linguistiche
con una dotazione finanziaria annua di L. 9.800.000.000 a decorrere dal 1999. Tali risorse, da considerare quale
limite massimo di spesa, sono ripartite annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentite
le amministrazioni interessate.
3. Nei procedimenti davanti al giudice di pace e' consentito l'uso della lingua ammessa a tutela. Restano
ferme le disposizioni di cui all'art. 109 del codice di procedura penale.".
"Art. 15. - 1. Oltre a quanto previsto dagli articoli 5, comma 1, e 9, comma 2, le spese sostenute dagli
enti locali per l'assolvimento degli obblighi derivanti dalla presente legge sono poste a carico del bilancio
statale entro il limite massimo complessivo annuo di lire 8.700.000.000 a decorrere dal 1999.
2. L'iscrizione nei bilanci degli enti locali delle previsioni di spesa per le esigenze di cui al comma 1 e'
subordinata alla previa ripartizione delle risorse di cui al medesimo commma 1 tra gli enti locali interessati, da
effettuare con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
rendicontazione, presentata dall'ente locale competente, con indicazione dei motivi dell'intervento e delle
giustificazioni circa la congruita' della spesa.".
- Per l'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si veda nelle note alle premesse.