Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/27727-opposizione-a-decreto-ingiuntivo-improcedibile-se-la-mediazione-non-e-tempestiva.asp
Timestamp: 2019-12-11 16:28:34+00:00
Document Index: 94372076

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6']

Opposizione a decreto ingiuntivo improcedibile se la mediazione non è tempestiva
Un'illuminante sentenza del 27-9-2017 del Tribunale di Vasto, Est. Fabrizio Pasquale, in tema di tempistica dell'esperimento della mediazione
di Paolo M. Storani - Il Tribunale di Vasto, con la sentenza del 27 settembre 2017, Estensore il Dott. Fabrizio Pasquale, ha deciso un significato caso in tema di esperimento della mediazione con riferimento ad un processo civile di opposizione a decreto ingiuntivo.
Un'interpretazione estensiva in malam partem della disposizione normativa che sanziona con l'improcedibilità della domanda giudiziale il solo caso di mancato esperimento della procedura di mediazione e non anche la diversa ipotesi di tardiva attivazione di un procedimento regolarmente conclusosi; c) di attribuire maggiore rilevanza ad un elemento formale (vale a dire, il rispetto del termine di quindici giorni) rispetto al fattore sostanziale dello svolgimento del procedimento, contrariamente alla ratio legis di incentivazione del ricorso alla mediazione.
La chiave di lettura che qui si propone ha, invece, il pregio di valorizzare il dato sostanziale dell'esperimento del procedimento di mediazione e si pone in linea con lo spirito della normativa sulla mediazione, che risponde alla logica di favorire, quanto più possibile, la scelta delle parti di ricorrere alla procedura di risoluzione alternativa della controversia, senza penalizzare con gravi sanzioni processuali un contegno di formale ritardo nella attivazione del procedimento, in tutti i casi in cui l'inerzia iniziale della parte non abbia pregiudicato il tempestivo e corretto svolgimento della procedura, né provocato alcun allungamento dei tempi di definizione del giudizio.
Tribunale di Vasto gli ha ingiunto di versare, in solido tra loro, in favore della 1351/2014, la somma di € 55.071,01 - oltre interessi e spese di giudizio - in ragione delle esposizioni debitorie maturate dalla 1351/2014 con riferimento ad un rapporto di conto corrente e ad un contratto di finanziamento stipulati con la predetta banca e garantiti da fideiussione omnibus prestata da 1351/2014.
3. Nel corso del giudizio, prima di avviare la causa alla fase decisoria, questo giudice con ordinanza del 13.07.2016 - dopo aver evidenziato e indicato alle parti gli indici di concreta mediabilità della controversia - disponeva, ai sensi dell'art. 5, secondo comma, del D.L.gs. 4 marzo 2010, n. 28, l'esperimento della procedura di mediazione per la ricerca di una soluzione amichevole della lite. In ottemperanza alle statuizioni giudiziali, le parti opponenti davano inizio al procedimento comparendo, personalmente e con l'assistenza del proprio difensore, al primo incontro, tenutosi in data 01.03.2017 innanzi all'organismo di mediazione prescelto. La procedura, però, non sortiva esito positivo, dal momento che - al termine del primo incontro - il mediatore prendeva atto che la parte invitata si era rifiutata di prestare il consenso alla prosecuzione del procedimento, ai sensi dell'art. 8, primo comma, D. Lgs. n. 28/10 e dichiarava, di conseguenza, chiuso il procedimento.
2. Deve innanzitutto premettersi che, in caso di opposizione a decreto ingiuntivo, sul tema della individuazione della parte sulla quale grava l'onere di attivazione della procedura di mediazione e su quello delle ripercussioni della eventuale inottemperanza a tale onere sulla sorte del decreto ingiuntivo opposto, questo giudicante - con precedente sentenza n. 174 del 30.05.2016 - ha aderito all'orientamento affermato dalla Corte di Cassazione (cfr., Cass., 03.12.2015, n. 24629), secondo il quale l'onere di avviare la procedura di mediazione delegata ai sensi dell'art. 5, comma 4, D.Lgs. n. 28/10 grava sulla parte opponente, con la conseguenza che la mancata attivazione della mediazione comporta la declaratoria di improcedibilità della opposizione e la definitività del decreto ingiuntivo opposto, che acquista l'incontrovertibilità tipica del giudicato.
Coerentemente con tale impostazione, si tratta - dunque - di stabilire se il tardivo esperimento della procedura di mediazione da parte dell'opponente (che è a ciò onerato) può essere equiparato all'omesso esperimento della stessa, così da farne scaturire - in caso di risposta positiva - conseguenze analoghe sul piano della improcedibilità della opposizione e della definitività del decreto ingiuntivo.
Analizzando il dato testuale dell'art. 5, secondo comma, D.Lgs. n. 28/10, si evince che lo scopo sotteso alla assegnazione del termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione è quello di compulsare le parti all'attivazione della procedura, in modo che essa possa essere portata a termine prima della celebrazione della udienza di rinvio, che - a sua volta - deve essere fissata dopo la scadenza del termine di durata della mediazione, non superiore a tre mesi. In altre parole, la ratio legis della previsione del termine di quindici giorni risponde alla esigenza di garantire certezza dei tempi di definizione della procedura di mediazione, affinchè la parentesi extraprocessuale, che si apre con l'emissione della ordinanza di rimessione delle parti in mediazione, possa chiudersi entro la data di rinvio del processo ed in tempo utile ad evitare che il tentativo di raggiungimento di un accordo amichevole tra le parti ridondi in danno della durata complessiva del processo, provocando uno slittamento ulteriore della udienza di rinvio e, dunque, un allungamento dei tempi di definizione del giudizio.
Tale considerazione trova conferma nella disposizione dell'art. 6, secondo comma, D.Lgs. n. 28/10, che stabilisce che, nella mediazione demandata dal giudice, il termine di durata del procedimento di mediazione decorre, al più tardi, "dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della domanda", nel caso in cui - ovviamente - a quella data le parti non abbiano già depositato l'istanza.
Emerge dagli atti di causa che, all'udienza di rinvio del 19.12.2016, la procedura di mediazione non si era conclusa, dal momento che - essendo stata l'istanza depositata pochi giorni prima della predetta udienza - il primo incontro doveva essere ancora celebrato, come infatti è successivamente avvenuto in data 01.03.2017.
DICHIARA improcedibile l'opposizione a decreto ingiuntivo in epigrafe indicata; DICHIARA definitivamente esecutivo il decreto ingiuntivo n. 1351/2014, emesso dal
(09/10/2017 - Law In Action - di P. Storani) • Foto: 123rf.com