Source: http://vendicari.blogspot.ru/2009/
Timestamp: 2017-08-22 22:42:49+00:00
Document Index: 159307796

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 189', 'art. 204', 'art. 203', 'art. 223']

Riflessioni mattutine: 2009
e di nuove non ce ne sono
perché, pur cambiando i termini,
AIUTARE, SECONDO LE PROPRIE POSSIBILITA’ CHI HA BISOGNO DI ESSERE AIUTATO
SENZA GUARDARE IL COLORE DELLA SUA PELLE
Pubblicato da Corrado a 13:29 Nessun commento:
Fra Romano Prodi e Silvio Berlusconi.
Il dramma sta tutto dalla parte di Berlusconi.
Ora gli permettono di arricchire il già incredibile curriculum con un’esperienza
unica e prestigiosa al mondo del futuro.
A questo si aggiunga il piacere di non ricevere più le chiamate dei cortigiani e di non partecipare allo squallore finale dell’epoca berlusconiana.
A occhio nudo, anche soltanto guardando le immagini, si coglie facilmente chi dei due rivali
ha l’aria più serena e soddisfatta.
Chi fra Berlusconi ed il Professore è attaccato con disperazione al potere, oltre il quale vede solo il baratro, e chi considera la vita pubblica come una felice avventura.
Di mio aggiungerei solamente, uno su tutti per farla breve, la scandalosa montatura del
“caso Mitrokhin”
Pubblicato da Corrado a 08:55 Nessun commento:
Sta di fatto che tal volta le sentenze scritte con la penna risultano incomprensibili.
Sia ben chiaro, chiarisce Piazza Cavour, non è vietato scrivere a mano, ma questa modalità di redigere le sentenze dimostra
"attenzione ridotta da parte del magistrato amanuense alla manifestazione formale della funzione giurisdizionale"
"in secondo piano le esigenze del lettore e in particolare di chi, avendo riportata condanna, pretende di conoscere agilmente le ragioni''.
Gli ermellini considerano insomma "obsoleto" il giudice che continua a scrivere di suo pugno.
L'invito della Corte a "modernizzarsi" è nato in relazione all'esame di una sentenza relativa a due persone condannate per concorso in tentata rapina impropria.
Ricorrendo in Cassazione i due imputati hanno cercato di annullare la sentenza che i Giudici della Corte di Appello avevano scritto a mano e con una grafia poco leggibile. Esaminando il caso la Suprema Corte ha rilevato che
"la lettura del testo non era impedita da grafia ostile al punto da precluderne la comprensione al di la' di ogni ragionevole dubbio".
Ma dopo questa considerazione hanno dato una tirata di orecchie ai colleghi della Corte territoriale che continuano a scrivere le sentenze con la penna.
Si tratta di una modalità obsoleta - rimarca la Cassazione - segno, appunto, "di attenzione ridotta'' anche nei confronti degli imputati.
Rimane però irrisolto il problema dei verbali di causa scritti spesso, a zampa di gallina, da mani diverse.
L’omissione di soccorso preclude all’automobilista la possibilità di farsi restituire la patente ritirata.
Infatti, ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 27503 del 29 dicembre 2009, il cittadino che commette un illecito che viola il codice della strada e che ha risvolti penali, dovrà aspettare di essere processato per il reato di cui è accusato prima di riavere la patente.
Rivolgersi al giudice civile non basta.
"In tema di violazione dell’art. 189 del codice della strada, - scrivono gli Ermellini - quando il "verbale" consiste nell' accertamento di un fatto costituente reato, lo stesso non è direttamente impugnabile davanti all’ A.G. né ai sensi dell'art. 204 bis
(rimedio alternativo al ricorso amministrativo previsto dall'art. 203 ,che si riferisce ai soli casi di accertamento di illeciti amministrativi puniti con sanzioni pecuniarie per i quali il verbale,ove non impugnato,assume efficacia di titolo esecutivo),
Né ai sensi dell'art. 223 u.p., considerato che il contestuale ritiro della patente da parte degli agenti costituisce solo un adempimento di natura strumentale rispetto all'esercizio del potere di sospensione cautelare attribuito al Prefetto,cui il rapporto va trasmesso entro dieci giorni".
In buona sostanza chi si rende colpevole di una omissione di soccorso, prima di riottenere la patente di guida deve attendere la fine dell’iter giudiziario penale.
"Alla maggioranza degli esseri umani, la verità appare come
qualcosa di inaccessibile che bisognerebbe andarla a cercare al
di là delle stelle; ma la verità, è realmente così difficile da
trovare?...
Non sarà piuttosto che essi non sappiano cosa devono
cercare e come cercarlo, oppure che vogliano poter giustificare
tutte le proprie debolezze?
Per chi la cerca onestamente, la verità non è talmente difficile
Come si può immaginare che il Creatore,
l’Intelligenza cosmica
(lo potete chiamare come volete)
abbia messo l’uomo nella situazione di non trovare mai il proprio
Che egli non abbia la rivelazione della Verità
assoluta, è ovvio, e chi sostiene di possederla s’inganna.
Ma che non possa conoscere una verità che lo guiderà ogni giorno
della sua vita, no, questo non è possibile, e nessuno può essere
scusato per il fatto di non trovarla."
Di fronte all’ennesima fanfara di numeri sventolata dal Governo nella recente campagna pubblicitaria intitolata “antimafia dei fatti” credo che vadano precisati alcuni punti.
Non tanto per entrare nella desolante arena dialettica di un esibizionismo politico impacchettato con proclami in confezione regalo quanto almeno per un’onestà dei Fatti che sarebbe un vero peccato non prendersi la briga di raccontare.
Il 90% degli “arresti eccellenti” snocciolati dai recenti proclami
(così come i loro patrimoni sequestrati)
Ma la dicotomia più comica è che i magistrati che arrestano i mafiosi e sequestrano patrimoni sono gli stessi che a Palermo processano Dell’Utri per concorso esterno e indagano sulle trattative Stato-mafia.
Gli stessi che a Caltanissetta e Firenze hanno riaperto le indagini sui mandanti occulti delle stragi del 1992-93. Gli stessi che a Napoli hanno chiesto e ottenuto un ordine di custodia per il sottosegretario Cosentino, ovviamente subito “stoppato” dalla Camera.
Ed è proprio un peccato che in questa “trionfale marcia di numeri” il Governo abbia perso con Cosentino la possibilità di aggiungere un trofeo nella teca dell’antimafia.
che potrà finalmente dare il via ad una numerologia di confische e restituzioni alle mafie come in una meravigliosa partita a Monopoli sulla tavola della legalità.
Del resto è quasi stucchevole ricordare come siano proprio le mafie ad avere in questo momento la liquidità più facile per aspettare i 90 giorni passati dalla confisca senza assegnazione ed inviare qualche “testa di legno” amica all’asta di vendita.
E, attenzione, non si tratta di pessimistiche ipotesi: i comuni di Canicattì in provincia di Agrigento e Nicotera in provincia di Vibo Valentia sono stati sciolti per mafia per avere assegnato beni confiscati a prestanome dei mafiosi colpiti dalla confisca.
Un emendamento che riesce nella mirabolante impresa di tradire in poche righe sia il buon senso legislativo (affidando il meccanismo di vendita degli immobili ai funzionari locali del Demanio che per esposizione ambientale non sono nella posizione migliore di gestire “condizionamenti” nella vendita)
sia alle centinaia di ragazzi che sotto la bandiera di Libera decidono di dedicare il proprio tempo e le proprie vacanze al volontariato sui beni confiscati a Corleone, Castelvolturno, San Giuseppe Jato e altri.
E per finire in bellezza calpestando in un colpo solo quel milione di cittadini che nel ’96 firmarono l’appello di Don Ciotti per l’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività:
mandare sul marciapiede la dignità di un paese per fare cassa è azione da piazzisti piuttosto che Statisti.
i reati tributari di omessa dichiarazione dei redditi o di dichiarazione fraudolenta e infedele.
Vengono inoltre estinti una lunga serie di reati quando siano stati commessi per eseguire od occultare i reati tributari, ovvero per conseguirne il profitto:
alcuni reati di falso previsti dal codice penale (articoli 482, 483, 484, 485, 489, 490, 491 bis e 492), di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri, nonchè dei reati di false comunicazioni sociali previste dal codice civile (articoli 2621 e 2622):
capitali di origine illegale immessi nel mercato a seguito di tale normativa e del regime di invisibilità assicurato ai capitali ‘scudati’.
Non mi risulta che Presidente e Ministri abbiano deleghe da Catturandi per acciuffare latitanti
(ed è un peccato, perché almeno le auto delle Forze dell’Ordine non avrebbero il problema di cadere a pezzi e avere il serbatoio vuoto),
e non mi risulta nemmeno che abbiano deleghe di magistratura (senza volere suggerire un’idea…) per le indagini; sicuramente hanno la responsabilità politica di quanto scritto sopra.
Quale forma abbiano non lo so.
Ma, sicuro, l’antimafia è un’altra cosa.
Pubblicato da Corrado a 09:00 Nessun commento:
Qualcosa del loro estro l’hanno trasmesso anche a noi che, purtroppo, col passar del tempo e, soprattutto, per l’avvicendarsi di varie lunghe fasi politiche
nel corso delle quali non era salutare addentrarsi in questo particolare mondo della “presa in giro”, si era arrivati al punto che sparisse del tutto dal campo letterario.
Sono in molti, anche autodidatti, che si cimentano con vignette abbastanza sostanziose ma sono pochi i giornalisti di fama che si cimentano nell’esercizio della satira, anche se sarebbero molto agevolati in ciò dal comportamento dei loro eventuali bersagli e dello stesso dire di questi ultimi.
Però, a ben vedere, anche quei pochi giornalisti che si dilettano nello scrivere in tono satirico contro i potenti di turno riescono a meraviglia a porre in risalto i loro difetti: una specie di caricatura che attiene non solo agli aspetti somatici ma anche al loro pensiero cui spesso ricorrono per profferire un miserrimo contributo alla loro assai discussa serietà culturale.
e pubblicato sul numero di ieri del quotidiano
LA SETTA DI GASPARRI
Pubblicato da Corrado a 08:20 Nessun commento:
Pubblicato da Corrado a 14:19 Nessun commento:
Processo breve, il lodo Alfano, così come il ritorno all'immunità parlamentare non possono essere considerate come leggi ad personam».
Fabrizio Cicchitto, presidente deputati Pdl
Fatevele da soli queste leggi tanto più che con i mezzi carenti di cui dispone ogni sede giudiziaria il c.d. “processo breve” è il miglior sistema per eliminare del tutto in Italia la
Pubblicato da Corrado a 08:13 Nessun commento: