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Timestamp: 2020-07-11 13:25:34+00:00
Document Index: 51665672

Matched Legal Cases: ['art. 603', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 600', 'art.603', 'art.610', 'art.2043', 'art.24']

Il plagio: prospettive internazionali e nazionalità di un reato.Diritti Europa
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Il plagio: studio americano sulla Cryptomnesia e norme nazionali.
Posted by: Valeria Sirigu in I diritti nel Mondo, In evidenza 22 giugno 2012
Significato, utilizzo e studi di un reato complesso: il plagio
Articolo di Valeria Sirigu
Ampi orizzonti e innumerevoli casi si aprono verso questo reato particolarmente nefasto, una situazione sgradevole per molte questioni nonché generatore di annosi dibattiti giurisprudenziali.
Cercherò qui di delineare l’istituto a partire da ultimi studi sulla Cryptomnesia dell’Università della Georgia alle fonti nazionali.
Il plagio è un fenomeno psicologico nel quale una persona subisce una manipolazione che ne influenza in modo determinante il comportamento e la personalità, modifica anche la percezione di sé stessi, fino quasi a sostituire in modo definitivo i propri pensieri con altri, diversi, che altrimenti non farebbero parte della sfera emotiva e personale dell’individuo.
Tipologie e ricerche
Già gravemente condannato da Dante fra i reati più gravi, come fraudolenza, nei cerchi più bassi dell’Inferno, può essere di due tipi: d’autore e psicologico.
"Esempio di Plagio Industriale".
Nel primo caso possiamo citare l’eclatante caso di Kaavya Viswanathan, giovane scrittrice indio-americana che, appena iscritta ad Harvard, nel 2006 scrisse il suo romanzo d’esordio “How Opal Mehta Got kissed, Got Wild and Got a Life”, il quale però è stato ritirato per le accuse di aver plagiato numerose porzioni da diverse fonti. Viswanathan si scusò e disse che “eventuali somiglianze erano completamente involontarie e inconsce”
"Schneider durante una sua lezione"
Nel secondo caso invece si invade la sfera psicologica della vittima. A tale proposito Richard L. Marsh, professore di psicologia cognitiva presso l’Università della Georgia e uno dei ricercatori leader sulla cryptomnesia, sostiene pienamente come giusti gli insegnamenti di Howard Schneider: decano della Scuola di Giornalismo all’Università di New York, che ha contribuito a istituire il Centro di Alfabetizzazione News Stony Brook, insegna ai suoi studenti alcuni trabocchetti psicologici effettuati nei confronti degli ascoltatori, come il fatto che, a distanza di una settimana, le informazioni di uno spot pubblicitario politico sembrano essere state comunicate direttamente dallo stesso telegiornale.
Negli ultimi 20 anni, Marsh ha progettato numerosi modelli sperimentali per lo studio della cryptomnesia in laboratorio. In un esperimento, i ricercatori hanno chiesto a ogni partecipante di lavorare con un partner “invisibile” (in realtà un computer) per trovare parole in una matrice quadrata di lettere, simile al gioco Boggle. Poco dopo aver completato questo compito, i ricercatori hanno chiesto ad ogni partecipante di ricordare le parole che avevano trovato personalmente, ma è emerso che i soggetti plagiati utilizzavano come proprie, parole che in realtà erano state indicate dal partner.
Infatti, Henry Roediger, un esperto di memoria alla Washington University in St. Louis sostiene che la cryptomnesia è parzialmente dovuta ad adeguamenti dei nostri ricordi, per cui è più facile ricordare le informazioni che ricordarne la sorgente; questo può evocare anche false memorie.
La situazione europea è molto diversa: in alcuni paesi, tra cui Francia, Spagna e Belgio, esistono normative sulla “manipolazione mentale”. Tali disposizioni sono state spesso oggetto di critiche anche da parte delle religioni maggioritarie che intravedono in esse un pericolo per la libertà religiosa; infatti movimenti ed organizzazioni integrati nelle religioni maggioritarie sono stati talora accusati di costituire realtà settarie potenzialmente pericolose per gli aderenti.
Esistono differenze anche tra Europa e ordinamenti del Commonwealth. Negli ordinamenti anglosassoni non esiste un crimine equiparabile al reato di plagio dell’ordinamento italiano. Nella rivista di scienze giuridiche American Bar Association Journal nel 1971, Albert Borowitz, avvocato e studioso americano di storia del diritto penale, propose l’espressione “psychological kidnapping” (letteralmente: rapimento psicologico o sequestro psicologico) come tentativo di traduzione in inglese del termine, prettamente italiano, di plagio psicologico. Nello stesso articolo, l’autore accostò il concetto di plagio al concetto inglese di “brainwashing” rilevando come fenomeni di persuasione coercitiva si osservino indistintamente nei campi di concentramento, nelle carceri, nei seminari religiosi, nel rapporto tra paziente e psicoterapeuta o anche solo, molto più semplicemente, nei rapporti di coppia o nei rapporti tra genitori e figli.
Nel diritto penale italiano il reato di plagio era previsto dall’ art. 603 del codice penale:
«Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni»,
ma la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981, ha dichiarato incostituzionale tale norma e il reato di plagio è stato cancellato dall’ordinamento giuridico italiano in quanto contrastante “con il principio di tassatività della fattispecie, contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’ art. 25 della Costituzione“.
Alcuni esperti ritengono che la Corte sancì l’indeterminatezza della formulazione della fattispecie criminosa «adducendo essenzialmente l’inverificabilità del fatto contemplato dalla fattispecie, l’impossibilità comunque del suo accertamento con criteri logico-razionali, l’intollerabile rischio di arbitri dell’organo giudicante» e seppure la Corte Costituzionale abbia cancellato il reato di plagio, il concetto di plagio in sé resterebbe comunque una realtà nell’ambito dei rapporti interpersonali, lamentando vuoti di tutela per quanto riguarda la protezione della salute psichica, che sarebbe minacciata ad esempio nei casi di conversione a gruppi religiosi socialmente pericolosi.
E’ però rimasto in vigore l’art. 600 C.P. il quale punisce:
“Chiunque riduce una persona in schiavitù, o in una condizione analoga alla schiavitù”.
Parallelamente per “schiavitù”, ai sensi della Convenzione di Ginevra del 25 settembre 1926, approvata con R.D. 26 aprile 1928 n°1723, s’intende “lo stato o la condizione di un individuo sul quale si esercitano gli attributi del diritto di proprietà o alcuni di essi”.
L’iter legislativo D.D.L. n. 3265, proposto nel 2006 dal Presidente della FAVIS, Alessandrini, in seguito all’ incontro col Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Pino Pisicchio, per sollecitare una legge che punisse l’uso di tecniche di condizionamento psicologico e fisiologico per fini non etici (ossia un delitto contro la persona tipico del mondo delle sette e di pseudo terapeuti, maghi, occultisti, cartomanti), non ebbe seguito a causa della caduta del governo, ma al momento sono all’esame delle Camere altri disegni di legge.
Non sarà, allora, il caso di modificare le attuali disposizioni di legge per introdurre nuovamente il reato di plagio e di manipolazione mentale al fine di impedire che altri poveri innocenti cadano vittime di gente senza scrupoli? E non sarà anche il caso di prevedere pene severe per questo genere di comportamenti eticamente e socialmente deprecabili?
http://www.favis.org/favis2/il-plagio-mentale.html
http://www.apa.org/monitor/feb02/glitch.aspx
cryptomnesia	2012-06-22
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23 giugno 2012 at 16:12
Sono d’accordo , perchè i testimoni di Geova hanno esperito simili tentativi non sul piano dell’autore ma sul piano psicologico , stessa cosa il movimento religioso dei Mormoni. Secondo me bisogna trovare una formula normativa che non contrasti con l’articolo 3 e 21 della Costituzione , il bene giuridico della libertà di pensiero e di espressione deve essere salvaguardato da tentazioni retribuzionistiche.
Per me potrebbe formularsi così :” CHIUNQUE , AL FINE DI RECARE UN PROFITTO O VANTAGGIO INGIUSTO PER SE’ O PER ALTRI , PROMUOVE DIVULGANDO ATTI , DOCUMENTI , VIDEO CONTENUTI DEMOLITORI DELLA PERSONALITA’ E DELLE RELAZIONI SOCIALI DELLA PERSONA , E’ PUNITO CON LA RECLUSIONE TOT E L’AMMENDA TOT! CHE NE DITE? NON PRECISO IL QUANTUM DI PENA PRECISATELO VOI!
28 giugno 2012 at 20:39
Dopo accurate riflessioni le rispondo che Non solo i testimoni di Geova e i Mormoni, ma anche gli Hare Krishna e Scientology, oppure più semplicemente tutte quelle persone che praticano l’occulto e magia bianca, che raggirano soggetti poco istruiti o che in momenti particolari della loro vita si trovano in condizioni di debolezza psicologica, hanno ricevuto denunce per plagio.
Per quanto riguarda la sua proposta, difetta di tipicità (che rientra tra i requisiti fondamentali per la norma penale) quindi verrebbe subito abrogata per lo stesso difetto dell’ex art.603 CP.
Io proporrei di fare un articolo sulla falsariga dell’art.610 e 643 CP punito con la reclusione da cinque a quindici anni ma senza multa. Applicherei anche l’art.2043 CC perché i soggetti offesi da plagio oltre a portare conseguenze psicologiche e/o fisiche per tutta la vita molto spesso si tolgono anche il pane di bocca per dare denaro ai loro aguzzini. Gli darei una bella mazzata così perché alcuni soffrono anche anni e anni di plagio e riportano anche gravi lesioni tipo l’HIV.
Mi scusi se mi permetto per quanto riguarda la sua proposta, lei ha parlato di ammenda magari intendeva dire multa, come da art.24 CP la reclusione si accompagna con la multa non l’ammenda.
26 giugno 2012 at 22:07
Sono anche io d’accordo e approvo la formula di Ninuzzo… Purtroppo il nostro paese di legge ne ha tante ma poi non vengono ne rispettate, ne adeguatamente applicate… prima di aggiungere altre leggi sarebbe il caso che si preoccupassero di far buon uso di quelle presenti e soprattutto rivolgerle a TUTTI <—–
5 luglio 2012 at 22:18
quella formula lì l’ho buttata giù in tutta fretta infatti ci ho fatto un ragionamento sopra per cui verrebbe fuori una relazione che non tralascia tutti i requisiti essenziali della norma penale…non ho capito francamente in cosa difetta la tipicità ….in quanto il comportamento è indicato espressamente al fine di…….. le norme presenti secondo me alcune vanno emendate!
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