Source: http://www.bosettiegatti.eu/info/sentenze/varie/v067_societa_mista.htm
Timestamp: 2019-01-16 09:51:52+00:00
Document Index: 162682499

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 1']

CdS 4080/2008 (soc. miste)
AFFARI ISTITUZIONALI - 067
Consiglio di Stato, Sezione V, 25 agosto 2008, n. 4080
Il divieto sancito dall'articolo 13 del decreto-legge n. 223 del 2006 (convertito dalla legge n. 248 del 2006) rafforza la regola dell’esclusività evitando che dopo l’affidamento del servizio pubblico la società mista possa andare a fare altro. Esso esprime un precetto di ordine pubblico economico che si impone inderogabilmente a tutte le stazioni appaltanti, tenute ad applicarlo quale che sia la fase del procedimento (valutazione dell’ammissibilità delle offerte, aggiudicazione provvisoria o definitiva, approvazione, stipula del contratto). La verifica non può che ritenersi rimessa alle commissioni giudicatrici delle gare quando chiedano di partecipare società miste.
sul ricorso iscritto al NRG 6745\2007, proposto da Hera Luce s.r.l. in proprio e quale mandataria dell’a.t.i. costituita con C.A.I.E.C. s.c.a.r.l. e C.O.I.E.C. elettrodotti s.c., in persona del legale rappresentante pro tempre, rappresentata e difesa dall’avvocato A.C. ed elettivamente domiciliata presso ...
Co.GE.I. – Compagnia Gestione Illuminazione s.r.l. - e Impianti Elettrici Telefonici – S.I.M.E.T. s.r.l. - in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dagli avvocati M.B., P.C. e F.T., domiciliate presso ...
Comune di Nuoro, in persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato A.G. ed elettivamente domiciliato in ...;
Federutility – Federazione delle Imprese Energetiche e Idriche – in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato F.G.S. ed elettivamente domiciliato in ...
Visti gli atti di costituzione in giudizio di CO.GE.I. – Compagnia Gestione Illuminazione s.r.l. - e Impianti Elettrici Telefonici – S.I.M.E.T. s.r.l. e del comune di Nuoro;
data per letta alla pubblica udienza del 10 giugno 2008 la relazione del consigliere Vito Poli, uditi gli avvocati I. su delega dell’avvocato C., G., T. e S.;
1. Il comune di Nuoro ha indetto una gara di appalto concorso – da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ex art. 23, co. 1, lett. b), d.lgs. n. 157 del 1995 - per la gestione del servizio integrato di acquisto di energia elettrica, esercizio e gestione degli impianti di illuminazione, manutenzione ordinaria, programmata e straordinaria.
a) eccesso di potere per carenza di istruttoria e per travisamento dei fatti, violazione del giusto procedimento; si lamenta che la commissione non abbia verificato che l’aggiudicataria, in quanto società mista operante extra moenia, non avesse distratto mezzi e risorse in modo tale da non arrecare pregiudizio alle collettività di riferimento;
b) violazione dell’art. 3, lett. n) del disciplinare e del punto III.2.1. del bando di gara nella parte in cui impongono a pena di esclusione, quale requisito di partecipazione, la «titolarità di almeno un contratto pluriennale in corso di regolare esecuzione nel triennio 2002 – 2004 della durata non inferiore a cinque anni, relativa ad un servizio tipologicamente identico a quello oggetto della gara»; si lamenta che Hera Luce abbia fatto riferimento ad un requisito non posseduto direttamente ma dalla sua controllante Hera s.p.a.
a) ha respinto l’eccezione di tardività del ricorso principale e degli atti di motivi aggiunti (tale capo non è stato impugnato ed è coperto dalla forza del giudicato interno);
b) ha accolto, con dovizia di argomenti, il primo e secondo motivo;
c) ha assorbito le ulteriori censure;
d) ha respinto la domanda di risarcimento del danno (anche tale capo non è stato impugnato dalla Cogei);
e) ha condannato le parti intimate alla refusione delle spese processuali.
3. Con ricorso ritualmente notificato e depositato, Hera Luce ha interposto appello avverso la su menzionata sentenza contestando i due capi sfavorevoli con altrettanti autonomi motivi.
4. Si sono costituiti la Cogei ed il comune di Nuoro, la prima per dedurre l'inammissibilità e l’infondatezza del gravame in fatto e diritto, il secondo per aderire all’appello.
a) nessuna norma vieta alle società miste di partecipare a gare di appalto extra moenia in quanto le stesse sono soggetti muniti di piena capacità giuridica, salvo modesti limiti funzionali;
b) la dimostrazione della non distrazione di risorse non costituisce in senso proprio requisito di ammissione alla gara o presupposto per la stipulazione del contratto;
c) la società mista che partecipa alla gara extra moenia non è onerata della relativa prova;
d) il seggio di gara non è tenuto ad esplicare sul punto particolare attività istruttoria;
e) in concreto nessun vulnus subiscono le comunità territoriali di riferimento a cagione della partecipazione della società da essi controllata alla gara per cui è causa.
a) che la società sia costituita per l’erogazione di servizi da rendere prevalentemente a favore del soggetto pubblico che l’ha costituita; in questo contesto la gara per la scelta del socio vale anche a definire il servizio operativo demandato allo stesso (la gara in pratica conferisce al privato, configurabile come socio industriale ed operativo, l’affidamento sostanziale del servizio svolto dalla società mista), escludendo di contro l’ammissibilità di società miste «aperte»;
b) che si preveda un termine di scadenza e la necessità di un rinnovo, evitando che il privato diventi socio stabile della società mista.
Questo approdo tiene conto in modo palese delle recenti tendenze legislative nazionali ed in particolare del ricordato art. 13, d.l. n. 223 del 2006, le cui norme stabiliscono, anzi, a carico delle società pubbliche che producono beni o servizi strumentali al funzionamento delle amministrazioni regionali e locali (non, quindi, le società di gestione dei servizi pubblici locali), un vero e proprio vincolo di esclusività e non di «semplice» prevalenza, attraverso il rigido divieto di svolgere prestazioni a favore di soggetti pubblici e privati diversi dagli enti costituenti ed affidanti e l’obbligo di cessare entro ventiquattro mesi le attività non più consentite.
a) società di capitali individuate attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica;
b) società a capitale misto pubblico e privato dove la gara è espletata per la scelta del socio privato (ma non anche per l’affidamento del servizio, come era stato, invece, previsto dall’art. 35, l. n. 448 del 2001, prima della ricordata modifica del 2003;
c) società a capitale interamente pubblico, senza il ricorso alla gara ma in presenza della duplice condizione che l’ente eserciti sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività in favore dell’ente medesimo.
— tale divieto è stato abrogato dall’art. 14 legge n. 326 del 2003 (conversione del d.l. n. 269 del 2003);
Anche la giurisprudenza di questo Consiglio che più ha approfondito la questione ha evidenziato i medesimi pericoli paventati a livello europeo (cfr. Cons. giust. amm. Reg.ric., 4 settembre 2007, n. 719).
7.6. Ad arricchire il quadro delle norme e dei principi che regolano l’attività delle società miste regionali e locali è sopraggiunto l’art. 13, d.l. n. 223 del 2006, sostituito dalla l. di conversione n. 248 del 2006, novellato dall’art. 1, co. 720, della l. n. 296 del 2006 in vigore dal 1 gennaio 2007, rubricato - Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e locali e a tutela della concorrenza – che si riporta:
«1. Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori, le società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti in funzione della loro attività, con esclusione dei servizi pubblici locali, nonché, nei casi consentiti dalla legge, per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza, devono operare esclusivamente con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti, non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati, né in affidamento diretto né con gara, e non possono partecipare ad altre società o enti. Le società che svolgono l'attività di intermediazione finanziaria prevista dal testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono escluse dal divieto di partecipazione ad altre società o enti.
3. Al fine di assicurare l'effettività delle precedenti disposizioni, le società di cui al comma 1 cessano entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto le attività non consentite. A tale fine possono cedere, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, le attività non consentite a terzi ovvero scorporarle, anche costituendo una separata società. I contratti relativi alle attività non cedute o scorporate ai sensi del periodo precedente perdono efficacia alla scadenza del termine indicato nel primo periodo del presente comma.
4. I contratti conclusi, dopo la data di entrata in vigore del presente decreto, in violazione delle prescrizioni dei commi 1 e 2 sono nulli. Restano validi, fatte salve le prescrizioni di cui al comma 3, i contratti conclusi dopo la data di entrata in vigore del presente decreto, ma in esito a procedure di aggiudicazione bandite prima della predetta data».
E’ evidente, pertanto, che nel caso di specie la stazione appaltante, oltre che per le ragioni menzionate dal T.a.r., non avrebbe dovuto procedere all’aggiudicazione della gara in favore di Hera Luce stante la vigenza del divieto in questione.
- è irrilevante il contratto intercorso nel 2000 tra il comune di Bologna e Seabo s.p.a. (poi divenuta Hera s.p.a. dal 1 novembre 2002), perché la titolarità deve essere riferita, secondo il tenore letterale delle clausole del bando e del disciplinare, al soggetto che partecipa alla gara e non alla sua controllante;
- non giova il contratto stipulato fra Hera s.p.a. e Hera Luce in data 25 ottobre 2004 perché esso trasferisce la sola gestione tecnico operativa di tutti i contratti di gestione e di illuminazione pubblica facenti capo in origine a Seabo ma non influisce sulla titolarità del contratto;
- è irrilevante che con certificazione del giugno 2006 il comune di Bologna abbia attestato che Hera Luce fornisca, in via di fatto, anche l’energia elettrica, perché ancora una volta và evidenziato che la lex specialis richiedeva un requisito diverso e più specifico; inoltre dall’esame del contratto del 25 ottobre 2004 non si evince che ad Hera Luce sia stato affidato anche l’acquisto di energia elettrica.
- condanna, in solido fra loro, Hera Luce s.r.l. in proprio e quale mandataria dell’a.t.i. costituita con C.A.I.E.C. s.c.a.r.l. e C.O.I.E.C. elettrodotti s.c., il comune di Nuoro e Federutility – Federazione delle Imprese Energetiche e Idriche – a rifondere in favore della Co.GE.I. – Compagnia Gestione Illuminazione s.r.l. - e Impianti Elettrici Telefonici – S.I.M.E.T. s.r.l. - le spese del presente grado di giudizio che liquida in complessivi euro cinquemila/00 (oltre spese generali al 12,50%, I.V.A. e C.P.A.) in favore di ciascuna parte.
Domenico La Medica - Presidente