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Timestamp: 2020-08-11 23:01:03+00:00
Document Index: 40629848

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 380', 'art. 390', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 19063 del 31/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19063 del 31/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/07/2017, (ud. 21/06/2017, dep.31/07/2017), n. 19063
sul ricorso 16894/2016 proposto da:
C.I.M. in qualità di Titolare della cessata Ditta
I.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MARIO SOLDATI 31,
presso lo studio dell’avvocato EGIDIO CANESTRARO, rappresentata e
difesa dall’avvocato IVO BALDASSINI;
INFORTUNI SUL LAVORO, – C.F. (OMISSIS), in persona del legale
FRANCESCA SALVATORI e LORELLA FRASCONA’;
domiciliato in RONLA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso la sede
unitamente e disgiuntamente dagli avvocati LELIO MARITATO, GIUSEPPE
MATANO, ANTONINO SGROI, CARLA D’ALOISIO, EMANUELE DEL ROSE ed ESTER
avverso la sentenza n. 7672/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 24/02/2016;
partecipata del 21/06/2017 dal Consigliere Dott. GIULIO FERNANDES.
che il Tribunale di Frosinone rigettava i ricorsi proposti da C.I.M. – in proprio e quale titolare dell’omonima ditta (poi cessata) – con i quali la predetta aveva chiesto accertarsi di non essere tenuta al pagamento delle somme richieste dall’INPS e dall’INAIL, previo annullamento del verbale di accertamento congiunto dei menzionati istituti, n. 514 del 10.7.2008, nonchè di due cartelle di pagamento (relative, una, a contributi e sanzioni per i periodi indicati e concernenti un lavoratore, l’altra riguardante sanzioni civili dovute all’INAIL) e dichiarava la ricorrente obbligata al pagamento in favore dell’INPS delle somme specificate nel menzionato verbale e confermava l’iscrizione a ruolo delle due cartelle esattoriali;
che, con sentenza del 24.2.2016, la Corte di Appello di Roma decidendo sul gravame principale proposto dalla C. e su quello incidentale dell’INAIL, in parziale riforma della pronuncia impugnata, dichiarava la C. tenuta a corrispondere anche all’INAIL le somme di cui al detto verbale;
che per la cassazione di tale decisione propone ricorso la C. affidato a due motivi cui l’INPS e l’INAIL resistono con separati controricorsi; Equitalia Sud s.p.a. è rimasta intimata;
che è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio;
che l’INAIL ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., e la ricorrente ha depositato rinuncia al ricorso ritualmente notificata all’INPS ed all’INAIL;
che la rinunzia al ricorso per cassazione non ha carattere cosiddetto accettizio, che richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali (Cass. 23 dicembre 2005, n. 28675; Cass. 15 ottobre 2009, n. 21894; Cass. 5 maggio 2011, n. 9857; Cass. 26 febbraio 2015, n. 3971) ma carattere recettizio, esigendo l’art. 390 c.p.c., che essa sia notificata alle parti costituite o comunicata ai loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Cass., Sez. Un., 18 febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259);
che l’accettazione della controparte rileva unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo l’art. 391 c.p.c., comma 2, che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese;
che nella specie le spese del presente giudizio vanno compensate nei confronti dell’INPS e dell’INAIL in considerazione del comportamento processuale della ricorrente; nulla per le spese nei riguardi di Equitalia Sud s.p.a. rimasta intimata;
che, infine, il tenore della pronunzia, che è di estinzione e non di rigetto o di inammissibilità od improponibilità, esclude l’applicabilità del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, prevedente l’obbligo, per il ricorrente non vittorioso, di versare una somma pari al contributo unificato già versato all’atto della proposizione dell’impugnazione, trattandosi di norma lato sensu, sanzionatoria e comunque eccezionale ed in quanto tale di stretta interpretazione (cfr. Cass. 30 settembre 2015, n. 19560).
La Corte dichiara estinto il giudizio e compensa le spese del presente giudizio.