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Timestamp: 2020-05-29 12:14:48+00:00
Document Index: 107124588

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 4', 'art.\n1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art.1', 'art.2', 'art. 55', 'art. 33', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 55', 'art. 17', 'art. 17', 'art.33', 'art.1', 'art. 33', 'art. 39', 'art. 2103', 'art. 33', 'in fine']

novembre | 2011 | Francesco Colaci's BLOG | Pagina 2
DECRETO MINISTERIALE RELATIVO PENSIONAMENTO LAVORI USURANTI
Quello indicato nel titolo è il Decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia del 20 settembre 2011 ,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.276 del 26 nov.2011 ,contenente indicazioni operative circa l’accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti..
Si riporta il testo del sopra citsato provvedimento
Visto l’art. 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183;
Visto l’art. l, commi 3, lettere da a) a f), 90 e 91 della legge 24
dicembre 2007, n. 247;
Visto l’art. 1 della legge 23 agosto 2004, n. 243, come modificato
dall’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247;
Visto l’art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
Visto l’art. 4 del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, che
prevede l’emanazione di un decreto del Ministro del lavoro e delle
finanze, per stabilire le modalita’ di attestazione dello
svolgimento, da parte dei lavoratori, delle attivita’ di cui all’art.
1, lettere a), b), c) e d) del medesimo decreto legislativo;
Visto l’art. 2 del decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale di concerto con i Ministri del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, della sanita’ e per la
funzione pubblica del 19 maggio 1999;
rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro in data 13
1. La domanda di cui all’art. 2, comma l, del decreto legislativo
21 aprile 2011, n. 67, di seguito denominato «decreto legislativo» e’
presentata all’ente previdenziale presso il quale il lavoratore
interessato e’ iscritto, secondo modalita’ definite dall’ente
2. Ai fini della procedibilita’ dell’istanza, la domanda di cui al
comma 1 deve:
a) indicare la volonta’ di avvalersi, per l’accesso al
pensionamento, dei beneficio di cui al decreto legislativo;
b) specificare i periodi per i quali e’ stata svolta ciascuna delle
attivita’ lavorative di cui all’art. 1, comma 1, lettere a), b), c) e
d), del decreto legislativo, fermo restando che, relativamente alla
lettera b), il rinvio al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, in
essa contenuto, ha valore esclusivamente definitorio delle
caratteristiche temporali del lavoro notturno;
c) contenere, in relazione alle tipologie di attivita’ lavorative
di cui all’art. 1, comma 1, lettere da a) a d), del decreto
legislativo, la corrispondente documentazione minima necessaria
indicata nella tabella A allegata al presente decreto, di cui e’
3. La documentazione di cui all’art. 2, comma 2, del decreto
legislativo, prodotta in copia, che il datore di lavoro e’ tenuto a
rendere disponibile per il lavoratore, entro trenta giorni dalla
richiesta, tenuto conto degli obblighi di conservazione della
medesima, deve riportare, salvo i casi di comprovata impossibilita’,
la dichiarazione di conformita’ all’originale rilasciata dal datore
di lavoro o dal soggetto che detiene stabilmente la documentazione in
Procedimento accertativo
1. L’istruttoria delle domande trasmesse ai sensi dell’art. 1 del
presente decreto e’ svolta dalla sede territorialmente competente
dell’ente previdenziale presso il quale il lavoratore e’ iscritto.
Per la verifica dei requisiti necessari per accedere al beneficio ed
in relazione alle singole istanze, detto ente puo’ avvalersi di
rappresentanti di altri enti previdenziali e assicurativi e del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonche’ della
collaborazione, sulla base di specifiche intese, di rappresentanti
delle aziende sanitarie locali o di altri enti pubblici.
2. Con conferenza di servizi indetta ai sensi dell’art. 14 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e’ fornita agli enti previdenziali
interessati, ove necessario, ogni indicazione per la specificazione
dei criteri da seguire nell’espletamento del procedimento
accertativo, con particolare riferimento all’accertamento delle
attivita’ di cui all’art. 1, comma l, lettera c), del decreto
legislativo e del rispetto dei requisiti quantitativi di lavoro
indicati all’art. l, commi 1, lettera b), 2 e 6 del medesimo decreto
Monitoraggio e meccanismo di salvaguardia
1. Il monitoraggio delle domande accolte, ai fini della
individuazione di eventuali scostamenti rispetto alle risorse
finanziarie annualmente disponibili per legge, e’ effettuato
attraverso l’analisi dei dati provenienti dall’accentramento, presso
l’INPS, delle informazioni trasmesse dagli enti previdenziali
interessati e concernenti:
a) la data di perfezionamento, per ogni lavoratore, dei requisiti
pensionistici agevolati;
b) l’onere finanziario connesso ad ogni anticipo pensionistico;
2. Qualora l’onere finanziario accertato attraverso il procedimento
di cui al comma 1 sia superiore allo stanziamento previsto, la
decorrenza dei trattamenti pensionistici anticipati e’ differita in
ragione della data di maturazione dei requisiti agevolati e, a
parita’ degli stessi, della data di presentazione della domanda di
accesso al beneficio.
3. All’espletamento delle attivita’ di monitoraggio e di eventuale
differimento del trattamento pensionistico si provvede attraverso
indizione, da parte del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, di apposita conferenza di servizi di cui all’art. 14 della
legge 7 agosto l 990, n. 241.
Comunicazioni dell’ente previdenziale
1. In esito alla domanda di accesso al beneficio di cui all’art. 2,
comma l, del decreto legislativo, l’ente previdenziale comunica al
lavoratore interessato entro il 31 dicembre 201 l in riferimento alla
lettera a) del predetto comma 1, ed entro il 30 ottobre di ciascun
anno in riferimento alla lettera b) del medesimo comma 1:
a) l’accoglimento della domanda, con indicazione della prima
decorrenza utile, qualora sia accertato il possesso dei requisiti
relativi allo svolgimento delle lavorazioni faticose e pesanti e sia
verificata la sussistenza della relativa copertura finanziaria;
b) l’accertamento del possesso dei requisiti relativi allo
svolgimento delle lavorazioni faticose e pesanti, con differimento
della decorrenza del trattamento pensionistico in ragione
dell’insufficiente copertura finanziaria; in tal caso, la prima data
utile per l’accesso al pensionamento viene indicata con successiva
comunicazione in esito al monitoraggio di cui all’art. 3;
c) il rigetto della domanda, qualora non sia accertato il possesso
dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni faticose e
1. L’espletamento dell’attivita’ di verifica di cui all’art. 4,
comma 1, lettera d), del decreto legislativo e’ svolta, sulla base di
intese a livello territoriale tra enti previdenziali e Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, sulle istanze individuate dalle
predette amministrazioni in relazione alla complessita’
Modalita’ di rilevazione e comunicazione
1. Con riferimento alle attivita’ lavorative svolte a decorrere
dall’anno 2011, il datore di lavoro comunica in via telematica alla
Direzione provinciale del lavoro e all’ente previdenziale
interessato, attraverso la compilazione di un unico modello
disponibile sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle
a) ai fini di cui all’art. 2, comma 5, del decreto legislativo,
con periodicita’ almeno annuale, il periodo o i periodi nei quali
ogni dipendente ha svolto le lavorazioni di cui all’art. 1, comma 1,
lettere da a) a d), del decreto legislativo; in caso di svolgimento
di lavoro notturno ai sensi della lettera b) del predetto comma 1,
detta comunicazione deve indicare, per ogni dipendente, il numero dei
giorni di lavoro rientranti in tale tipologia e puo’ valere anche ai
fini di cui alla lettera b), numero l, del presente comma;
b) ai fini di cui all’art. 5, commi 1 e 2, del decreto
1) con periodicita’ annuale, l’esecuzione di lavoro notturno svolto
in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici;
2) entro trenta giorni dall’inizio, lo svolgimento delle
lavorazioni indicate dall’art. 1, comma 1, lettera c), del decreto
2. In caso di omissione delle comunicazioni di cui al comma 1,
lettera b), si applica quanto previsto dall’art. 5, comma 3, del
3. Modalita’ diverse di esecuzione degli adempimenti di cui al
comma 1 possono essere introdotte con apposite convenzioni tra il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e gli enti
previdenziali interessati.
Scambio di dati tra enti
1. Gli enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria
provvedono, anche ai fini del procedimento accertativo di cui
all’art. 2 e delle verifiche ispettive di cui all’art. 5, allo
scambio di dati ed elementi conoscitivi, anche attraverso modalita’
informatiche, in ordine alle lavorazioni di cui all’art. 1, commi l e
6, del decreto legislativo. Con particolare riferimento
all’accertamento delle attivita’ di cui all’art. 1, comma 1, lettera
c) e ai periodi di cui al comma 2 dei medesimo art. 1 del decreto
legislativo, l’utilizzo da parte dell’ente previdenziale delle
informazioni relative alla dimensione, all’assetto organizzativo
dell’azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali, anche come
risultanti dall’analisi dei dati amministrativi in possesso degli
altri enti previdenziali e assicurativi, avviene secondo modalita’
stabilite da specifiche intese tra i predetti enti.
1. In relazione alle istanze di accesso al beneficio dichiarate
procedibili ma escluse comunque dal beneficio, il lavoratore puo’
promuovere, esclusivamente per motivi di merito ed entro trenta
giorni dalla comunicazione di esclusione, ricorso al Comitato
regionale per i rapporti di lavoro di cui all’art. 17 del decreto
legislativo del 23 aprile 2004, n. 124. Decorso inutilmente il
termine di novanta giorni previsto per la sua decisione il ricorso si
intende respinto.
2. Ai fini di cui al comma l, i Comitati regionali per i rapporti
di lavoro sono integrati da rappresentanti con qualifica dirigenziale
dell’INPDAP e dell’ENPALS qualora, sulla base delle valutazioni del
presidente dello stesso Comitato, tale integrazione si riveli
necessaria in relazione allo specifico ricorso.
3. Ai rappresentanti designati ai sensi del comma 2, non spetta
alcun compenso, rimborso spese o indennita’ di missione.
PUBBLICATO DPCM DIFFERIMENTO VERSAMENTO ACCONTO IRPER ANNI 2011 E
Ricordato che il provvedimento riprende le disposizioni dell’analogo intervento di due anni fa ,operato con l’art.1 del D.L. 23/11/2009 n.148 e con l’art.2, commi 6, 7 e 8 della legge 23/12/2009 n.191 (che aveva previsto una riduzione dell’acconto del 20%) ,si evidenzia che sulla Gazzetta Ufficiale n.275 del 25 novembre 2011 è stato pubblicato il DPCM 21 .11.2011 relativo al differimento indicato nel titolo , il cui testo si riporta .
Visto in particolare l’art. 55, commi 1 e 2, del predetto
decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010, come modificato dall’art. 33,
comma 9, della legge 12 novembre 2011, n. 183, con il quale e’
previsto che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, e’ differito,
nei limiti stabiliti con lo stesso decreto, il versamento
dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto
per i periodi d’imposta 2011 e 2012;
Visto il comma 1 dell’art. 17 del decreto del Presidente della
Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, concernente la razionalizzazione
dei termini di versamento;
Visto l’art. 1 del decreto-legge del 23 novembre 2009, n. 168,
concernente disposizioni urgenti in materia di acconti di imposta;
Considerato che, ai sensi del citato art. 55, commi 1 e 2, del
decreto-legge n. 78 del 2010, dall’attuazione delle relative
disposizioni possono derivare minori entrate fino a, rispettivamente,
3.050 milioni di euro per l’anno 2011 e 600 milioni di euro per
Differimento del versamento di acconti d’imposta
1. Il versamento di 17 punti percentuali dell’acconto dell’imposta
sul reddito delle persone fisiche dovuto per il periodo d’imposta
2011 e’ differito, nei limiti di quanto dovuto a saldo, alla data di
versamento, per il medesimo periodo di imposta, del saldo di cui al
comma 1 dell’art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7
dicembre 2001, n. 435.
2. Il versamento di 3 punti percentuali dell’acconto dell’imposta
2012 e’ differito, nei limiti di quanto dovuto a saldo, alla data di
3. Ai contribuenti che alla data di pubblicazione del presente
decreto hanno gia’ provveduto al pagamento dell’acconto senza
avvalersi del differimento di cui al comma 1 compete un credito
d’imposta in misura corrispondente, da utilizzare in compensazione ai
sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
4. Per i soggetti che si avvalgono dell’assistenza fiscale, i
sostituti d’imposta trattengono l’acconto tenendo conto del
differimento previsto dal comma 1 e dal comma 2.
5. Il differimento di cui ai commi 1 e 2 produce effetti
esclusivamente sulla seconda o unica rata di acconto dell’imposta sul
6. I sostituti d’imposta che non hanno tenuto conto del
differimento di cui al comma 1 restituiscono le maggiori somme
trattenute nell’ambito della retribuzione del mese di dicembre 2011.
Le somme restituite possono essere scomputate dal sostituto d’imposta
1997, n. 445.
A PROPOSITO PAGAMENTO CONTRIBUTI INPS ZONE SISMA ABRUZZO
La stampa quotidiana locale in data odierna ha trattato l’argomento di cui al titolo , riportandosi al contenuto del messaggio n.21964 del 22.11.2011,con cui l’Inps ha fornito indicazioni e precisazioni circa l’Ordinanza del Presidene del Consiglio dei Ministri n 3976 dell’ 8 novembre 2011 ed il comma 28 dell’art.33 della legge di stabilita’ n.183/2011.
Infatti in detto articolo si è parlato di “amara sorpresa di Natale”,di “restituzione entro la fine dell’anno in unica soluzione e senza alcun abbattimento dei contributi sospesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009″ e di una decisa presa di posizione e contestazione al riguardo di rappresentanti imprenditoriali ,sociali e sindacali ,che ,paventando un nuovo tentativo di creare difficolta’ ed ostacoli alla ripresa del sistema produttivo ed economico del territorio interessato, invitano le autorita’ istituzionali e politiche ad intervenire affinche’ quanto riscontrato venga evitato.
In realta’ , nella circostaza le preoccupazioni , di cui la stampa coinvolta si è fatta portavoce , oggettivamente appaiono fondate e giustificate.
Infatti ,il messaggio dell’Inps sopra citato , da cui sono derivati malumore , contestazione e la richiesta di tutela delle popolazioni interessate al pagamento dei tributi e contributi sospesi per il sisma che ha colpito i territori dell’Abruzzo ,richiama
a) l’OMPC n. 3976 dell’ 8 novembre 2011 ,che all’art.1 recita:”. Il versamento delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2011 previste dall’articolo 39, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e’ effettuato entro il 31 dicembre 2011″.
b) l’art. 33 comma 28,che ha disposto, a decorrere dal mese di gennaio 2012, la ripresa della riscossione dei contributi relativi al periodo aprile 2009 – dicembre 2010, oggetto di sospensione ai sensi dell’art. 39 commi 3-bis e 3-quater del Decreto legge n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla legge n. 122/2010 ,avvertendo nello specifico che il versamento va effettuato “…senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in centoventi rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2012. L’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, ovvero per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti gia’ eseguiti, e’ ridotto al 40 per cento”.
Quanto sopra significa che :
– i contributi relativi al periodo aprile 2009 – dicembre 2010, sinora sospesi, sopno da pagare dall’1.1.212 in 120 rate con una riduzione dell’importo al 40% ;
-i contributi relativi all’anno 2012 vanno versati entro il 31 dicembre c.a.perl’ intero importo e senza rateizzazione .
A questo punto, si attende un intervento decisivo delle autorita’ istituzionali competenti , affinche’ tutti i contributi rimasti sospesi nei territori del sisma abbiano il trattamento più favorevole in ordine al pagamento , attraverso un’interpretazione idonea sulla disposizione contenuta nella legge di stabilita’ ,che comprenda la rateizzazione e l’abbattimento dell’importo anche per i contributi dell’anno 2012.
RIDUZIONE ACCONTO IRPEF NOVEMBRE 2011
Il Consiglio dei Ministri con provvedimento del 22.11.2011 ha deliberato di ridurre il versamento della seconda rata Irpef 2011 di 17 punti ,pertanto il versamento della seconda rata Irpef 2011 dunque non sarà più del 59,4% dell’Irpef dovuta nel 2010 ma solo del 42,4%.
I contribuenti che hanno già ricevuto il modello F24 dal proprio commercialista o consulente fiscale non devono far altro che ridurre del 28,6195% l’importo da versare, ossia dovranno pagare solo il 71,3805% della seconda rata dell’anticipo Irpef.
I contribuenti che hanno già versato l’intero anticipo Irpef 2011 (prima e seconda rata), applicando la percentuale del 99% (40% a luglio e il 60% a novembre), possono comunque usufruire del credito d’imposta pari alla differenza pagata in eccesso, che può essere utilizzata per compensare altri debiti tributari o contributivi.
La riduzione dell’acconto Irpef 2011 riguarda sia i lavoratori autonomi che quelli dipendenti e i pensionati.
In caso di sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente previdenziale), se quest’ultimo ha già dato ordine di pagamento dello stipendio o della pensione decurtato dell’intero acconto Irpef, dovrà rimborsare la differenza in eccesso nella retribuzione del mese di dicembre 2011 o al più a gennaio 2012.
Si precisa che lo sgravio è solo finanziario e non fiscale in quanto sarà interamente recuperato col conguaglio della denuncia dei redditi 2012
Si riporta l’elenco delle Aziende operanti in Abruzzo per cui ,nel periodo dal 16 al 23 novembre 2011,il Ministero del Lavoro ha adottato il provvedimento di cigs:
Denominazione Azienda : EUROPLAK
con sede in : TERAMO Prov : TE
Autorizzazione del 18/11/2011 n. 62798
Autorizzazione al pagamento diretto C.I.G.S. dal 01/10/2011 al 20/02/2012
Decreto del 18/11/2011 n. 62773
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 01/07/2011 al 19/10/2011
con sede in : L’AQUILA
Decreto del 18/11/2011 n. 62772
Denominazione Azienda : NOVELLI LEGNO in Liquidazione
con sede in : SAN BENEDETTO DEL TRONTO Prov : AP
Decreto del 18/11/2011 n. 62827
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 19/09/2011 al 18/09/2012
Denominazione Azienda : SERISTYLE di DI CICCO VINCENZO & C.
Settore: FABBRICAZIONE DI ARTICOLI DI CARTA E DI CARTONE
Decreto del 18/11/2011 n. 62816
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 05/09/2011 al 04/09/2012
Denominazione Azienda : SIRTI SOCIETA’ PER AZIONI
Unità di : SPOLTORE Prov : PE
Decreto del 18/11/2011 n. 62838
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 04/08/2011 al 03/08/2013Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 04/08/2011 al 03/02/2012
INPS :NUOVE MODALITA’ RICHIESTE TELEMATICHE CIGS E CDS
Si segnala la circolare n.78 del 22 novembre 2011 con cui l’Inps fornisce le indicazioni per la presentazioni delle richiest e di autorizzazione dell cigs anche per contratti di solidarieta’.
Nel sottolineare che per il mese di gennaio 2012 transitoriamente le predette richieste potranno continuare ad essere presentate anche in cartaceo,si riporta il testo della citata circolare:
Roma, 22/11/2011
OGGETTO: D.L. n.78 del 2010 convertito in Legge n. 122 del 2010.Determinazioni Presidenziali n. 75 del 30 luglio 2010 “Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall’INPS ai cittadini” e n. 277 del 24 giugno 2011 “Istanze e servizi – Presentazione telematica in via esclusiva – decorrenze”.Nuove modalità di presentazione delle domande di autorizzazione alla CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA ed ai CONTRATTI DI SOLIDARIETA’. Indicazione periodo transitorio e data di utilizzo in via esclusiva. Utilizzo del canale telematico.
SOMMARIO: 1. Premessa.2. Presentazione delle domande.3. Periodo transitorio – esclusività del canale telematico.4. Supporto all’utenza.
Con riferimento alle domande di autorizzazione alla CIGS, comprese quelle relative ai CONTRATTI DI SOLIDARIETA’, è stato stabilito che a decorrere dal 1 gennaio 2012 esse debbano essere presentate unicamente mediante il canale telematico indicato al successivo par. 2, disponibile sul portale dell’Istituto ed accessibile mediante PIN.
Al fine informare le aziende in ordine all’innovazione in discorso è previsto un periodo transitorio durante il quale saranno comunque garantite le tradizionali modalità di presentazione.
Le domande devono essere compilate utilizzando l’applicazione DIGIWEB che funziona in modalità non in linea. Il programma può essere scaricato dal sito Inps www.inps.it, accedendo ai Servizi OnLine con la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”.Il link da cui scaricare il programma si trova nel portale “Servizi per le aziende ed i consulenti”, cui le Aziende e i Consulenti accedono tramite Codice Fiscale e PIN rilasciato dall’Istituto, all’interno della opzione “CIG”, sotto il link “Invio domande CIGS e CIG in deroga”, seguendo il percorso: Domande CIG Straordinaria e in Deroga → Area Download → DigiWeb – Procedura di acquisizione Modello IGI 15.
L’esito dell’invio di ciascuna domanda, con il relativo numero di protocollo assegnato, è disponibile nel portale “Servizi per le aziende ed i consulenti”, seguendo il medesimo percorso sopra indicato.
Le domande per i Contratti di Solidarietà vanno compilate in modo analogo alle domande di Cassa Integrazione Straordinaria, specificando come causale della richiesta l’opzione 17-Altro e riportando sulla casella di testo libero il testo “CONTRATTO DI SOLIDARIETA’”.
Il manuale per Aziende e Consulenti per l’invio telematico domande CIG Straordinaria e Contratti di Solidarietà è disponibile sul sito INPS all’interno della stessa pagina da cui si scarica il programma DIGIWEB. Gli utenti di sede possono scaricarlo dalla Home Page CIG (nella Intranet sotto Processi -à Prestazioni a Sostegno del Reddito), nella sezione “Strumenti Didattici”.
3. Periodo transitorio – esclusività del canale telematico.
Da tale data non sarà procedibile una domanda che pervenga all’Istituto in forma cartacea e attraverso gli altri i canali telematici attualmente utilizzati (e cioè: invio del modulo in formato “pdf” attraverso l’applicazione INVIO MODULI ON LINE, invio dei moduli per e-mail o per posta certificata; invio della domanda tramite il cassetto bidirezionale).
4. Supporto all’utenza.
Per l’assistenza alle aziende e consulenti è istituita una apposita casella postale denominata ComunicazioniCIG@inps.it.
Si segnalano le seguenti sentenze della Corte di Cassazione in relazione alla particolarita’ delle questioni affrontate
Sentenza n.22695 del 2.11.2011
Il trasferimento si realizza col mutamento definitivo del luogo geografico di esecuzione della prestazione, normalmente da una unità produttiva ad un’altra, ossia da un’articolazione autonoma dell’azienda ad un’altra. Non è trasferimento quando invece c’e uno spostamento nella stessa unità, salvo i casi in cui quest’ultima comprenda uffici notevolmente distanti tra loro. Il datore di lavoro non può trasferire il dipendente da un’unità produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (art. 2103 c.c), esigenze queste che non è tenuto a comprovare quando non sia ricorrente propriamente un caso di trasferimento, ma la mera assegnazione del dipendente ad un altro posto nell’ambito dello stesso ufficio. La Corte ha stabilito che si configura il trasferimento del lavoratore anche senza il cambiamento della residenza, quando il cambiamento del luogo di esecuzione del lavoro comporti a lui ed alla sua famiglia disagi apprezzabili e che quindi necessitano di essere indennizzati in quanto meritevoli di tutela.
Prova subordinazione nella fase di merito.
Sentenzan.24135 del 17 novembre 2011
È in giudizio che il lavoratore deve fornire gli elementi di fatto – come le mansioni, la retribuzione, l’eventuale orario e la sottoposizione a delle direttive certe – che documentano inequivocabilmente la natura del rapporto. E se non lo fa correttamente non avrà i tempi aggiuntivi per dimostrarlo e non potrà, quindi, richiedere alla Cassazione di pronunciarsi al riguardo. La qualificazione giuridica del rapporto di lavoro fatta dal giudice di merito può essere messa in discussione in sede di legittimità soltanto se l’Appello è stato deciso sulla base di “parametri normativi” scorretti. Mentre l’accertamento degli elementi concreti, costituendo un apprezzamento di fatto, se immune da vizi giuridici e adeguatamente motivato in Appello, è insindacabile dalla Cassazione.
Consenso parti per trasformazione rapporto full time in part time
Sentenza n.24476 del 21. novembre .2011
Nel caso in esame, hanno precisato i giudici di legittimità, la Corte d’Appello ha compiutamente accertato che la riduzione dell’orario di lavoro era stata disposta unilateralmente dalla parte datoriale senza il consenso del lavoratore, per cui non poteva ricadere su quest’ultimo l’onere di dimostrare di aver inutilmente messo a disposizione le proprie energie lavorative al fine di reclamare il pagamento delle restanti ore lavorative, il cui svolgimento non gli era stato consentito dalla controparte.
MESSAGGIO INPS RATEIZZAZIONE CONTRIBUZIONE ZONE SISMA ABRUZZO
Si riporta il testo del Messaggio 22 novembre 2011, n. 21964,relativo al titolo ,emesso dall’Inps a seguito di corrispondente previsione dellalegge di stabilita n.183 del 4.11.2011
1. Quadro normativo di riferimento e contenuto dell’ordinanza
Con riferimento all’evento sismico verificatosi in Abruzzo in data 6 aprile 2009, l’legge n. 122/2010, aveva disposto il recupero, a decorrere dal mese di gennaio 2011, dei contributi relativi al periodo aprile 2009 – dicembre 2010 oggetto di sospensione, tramite versamento di 120 rate mensili di pari importo (v. circolare INPS n. 117 del 17 agosto 2010).
L’legge 26 febbraio 2011, n. 10, aveva in seguito sospeso la riscossione delle rate in scadenza tra il mese di gennaio 2011 ed il mese di ottobre 2011, rinviando la disciplina della ripresa della riscossione delle rate non versate ad un apposito decreto da emanarsi a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (v. messaggi n. 2509/2011 e n. 14604/2011).
Il predetto decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2011 (pubblicato su G.U. del 17 agosto 2011, n. 190) aveva fissato al 16 dicembre 2011 il termine per il versamento delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011.
In relazione al decreto ministeriale sopraindicato, l’Inps con messaggio n. 17511/2011 aveva illustrato le modalità di riattivazione delle rate oggetto di sospensione.
Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3976 dell’8 novembre 2011 (pubblicata su G.U. dell’11 novembre 2011, n. 263), è disposto un ulteriore differimento della riscossione delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 ed il 31 ottobre 2011, nonché l’estensione della sospensione della riscossione anche alle rate in scadenza tra il 1° novembre 2011 ed il 31 dicembre 2011.
Premesso quanto sopra, l’legge 30 luglio 2010, n. 122, è effettuato entro il 31 dicembre2011”.
Con riferimento alle modalità operative di effettuazione dei versamenti, si rimanda alle istruzioni riportate nel messaggio n. 15745 del 15 giugno 2010.
2. Legge 12 novembre 2011, n. 183 (Legge di stabilità 2012)
La legge n. 122/2010.
Nello specifico, il versamento va effettuato “…senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in centoventi rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2012. L’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, ovvero per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti, è ridotto al 40 per cento”.
Poiché la decorrenza delle misure suindicate è stata fissata al 1° gennaio 2012, ne consegue che nel periodo 8 novembre 2011 – 31 dicembre 2011, continuano a trovare applicazione le disposizioni contenute nell’OPCM n. 3976.
Con riferimento infine alle misure contenute nell’art. 33 comma 28 della legge di stabilità 2012, l’Istituto provvederà con apposita circolare a fornire le istruzioni operative in materia.
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2011, n. 3976
sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 4 novembre 2002, n. 245, convertito, con modificazioni, dall’articolo 1 della legge 27 dicembre 2002, n. 286 del 6 aprile 2009, recante la dichiarazione dell’eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari a causa degli eventi sismici che hanno interessato la provincia di L’Aquila ed altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 dicembre 2010 recante la proroga dello stato d’emergenza in ordine ai medesimi eventi sismici;
Visto l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, con cui si dispone che i provvedimenti ivi previsti sono adottati con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri emanata ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze per quanto attiene agli aspetti di carattere fiscale e finanziario;
Visto l’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, con cui si dispone che il Presidente della regione Abruzzo subentra nelle funzioni di Commissario delegato gia’ svolte dal Capo del Dipartimento della protezione civile ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2009 per la prosecuzione della gestione emergenziale nel territorio della regione Abruzzo;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2010, recante gli indirizzi per la gestione dell’emergenza determinatasi nella regione Abruzzo a seguito del sisma del 6 aprile 2009;
Vista l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3837 del 30 dicembre 2009, che ha disposto la sospensione degli adempimenti fino al 30 giugno 2010;
Visto l’articolo 39, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che ha prorogato la sospensione fino al 20 dicembre 2010 nei confronti delle persone fisiche titolari di redditi di impresa o di lavoro autonomo nonche’ dei soggetti diversi dalle persone fisiche con volume d’affari non superiore a 200.000 euro;
Visto l’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 29 dicembre 2010 n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, che ha previsto la sospensione della riscossione delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011 previste dall’articolo 39, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, stabilendo che la ripresa della riscossione delle rate non versate e’ disciplinata con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri in modo da non determinare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 maggio 2011 recante il differimento, per l’anno 2011, di termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai contribuenti, nonche’ dei termini previsti dagli articoli 16 e 17 del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164, relativi agli adempimenti delle dichiarazioni modello 730/2011;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2011 recante il differimento dei termini nonche’ la disciplina dei versamenti delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011 per i soggetti con domicilio fiscale nel cratere del sisma del 6 aprile 2009.
Ritenuta la necessita’ di un riallineamento temporale dei termini di scadenza degli adempimenti dichiarativi dei soggetti residenti o operanti nel cratere del sisma del 6 aprile 2009, tenendo conto delle esigenze dei contribuenti, degli operatori e dell’Amministrazione finanziaria, al fine di garantire una maggiore semplificazione e agevolare il corretto svolgimento degli adempimenti connessi alla presentazione della dichiarazione coordinando le nuove scadenze con quella del 31 dicembre 2011 prevista dall’articolo 39, commi 3-bis e 3-ter, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78;
Considerata la necessita’ di differire ulteriormente la sospensione della riscossione delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011, nonche’ di disporre la sospensione della riscossione delle rate in scadenza tra il 1° novembre ed il 31 dicembre 2011 previste dall’articolo 39, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per consentire ai contribuenti di fruire di un piu’ congruo periodo di tempo per l’effettuazione dei predetti versamenti;
1. Il versamento delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2011 previste dall’articolo 39, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e’ effettuato entro il 31 dicembre 2011.
1. All’articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2011, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente lettera: “c) dai soggetti di cui all’articolo 1, commi 1 e 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 maggio 2011, residenti ovvero operanti nei territori dei comuni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 39 del 2009”.
FIAT DISDETTA ACCORDI SINDACALI
Di seguito si riporta il testo della lettera del 21.11.2011 rimessa ai sindacati ,con cui Fiat disdetta tutti gli accordi aziendali in atto negli stabilimenti auto.
“In vista di un riassetto e di una armonizzazione delle discipline contrattuali collettive aziendali e territoriali che si sono succedute nel tempo e nell’ottica di renderle coerenti e compatibili con condizioni di competitività ed efficienza vi comunichiamo il recesso a far data dal 1 gennaio 2012 da tutti i contratti applicati nel gruppo Fiat e da tutti gli altri contratti e accordi collettivi aziendali e territoriali vigenti, compresi quelli che comprendono una clausola di rinnovo alla scadenza – per i quali la presente vale anche come espressa disdetta – nonché da ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto”
A titolo esemplificativo ma non esaustivo, in calce alla presente, gli estremi delle principali intese sopra citate.
Saranno promossi incontri finalizzati a valutare le conseguenze del recesso ed eventualmente alla predisposizione di nuove intese collettive aventi ad oggetto le tematiche sindacali e del lavoro di rilievo aziendale con l’obiettivo di assicurare trattamenti individuali complessivamente analoghi o migliorativi rispetto alle precedenti normative ”
Elenco accordi e contratti
-CCNL per i lavoratori addetti all’industria metalmeccanica e all’installazione degli impianti
-Accordi Aziendali (elenco esemplificativo ,ma non esaustivo): 5.8.71, 9.3.74,7.7.87,18.7.88,4.7.89.23.4.90,27.3.91,22.3.93,23.11.94,18.396.11.6.96,21,2,07.
La disdetta degli accordi, in realta’ era inevitabile dopo la decisione della Fiat di uscire da Confindustria e nella relativa lettera si fa esplicito riferimento per il futuro alle “intese gia’ raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco”.
Peraltro , lo stesso contratto del dicembre 2010, definito sulla base del modello Pomigliano, crea gia’ le basi per una sua estensione a tutto il gruppo:posto che nello stesso si legge: “le parti convengono sulla natura del presente contratto quale contratto collettivo di lavoro di primo livello, in quanto tale del tutto idoneo a sostituire, per le societa’ che intendano aderirvi, il Ccnl dei metalmeccanici, sia per l’estensione del campo normativo sia per il livello dei trattamenti previsti”.
Venendo all’Accordo frmato da Fiat e sindacati, fatta eccezione perla Fiom, per
lo stabilimento di Pomigliano D’Arco, che verrà gestito dalla nuova società denominata
Fabbrica Italia, siglato a giugno dell’anno scorso e sottoscritto il 29.12.2010,conseguendo
nel relativo referendum il consenso dal 63% dei lavoratori partecipanti,
con lo stesso viene definito il nuovo assetto contrattuale per i 4.600 lavoratori in forxìza
stabilimento , assunti per produrre la nuova Panda .
I PUNTI PRIINCIPALI DELL ACCORDO sono i seguenti:
TURNI La produzione verrà effettuata tenendo aperto l’impianto di Pomigliano per 24 ore al
giorno, 6 giorni su 7, per 18 turni totali. L’attività degli operai, degli impiegati e dei quadri sarà
organizzata su 3 turni giornalieri da 8 ore ciascuno. Il primo turno è dalle ore 6.00 alle ore 14.00,
con la mezz’ora retribuita per la refezione dalle ore 13.30 alle ore 14.00; il secondo turno dalle ore
14.00 alle ore 22.00, con la mezz’ora per la refezione dalle ore 21.30 alle ore 22.00; il terzo turno
dalle ore 22.00 alle ore 6.00 del giorno successivo, con la mezz’ora per la refezione dalle ore 5.30
alle ore 6.00. Quadri, impiegati e operai assegnati al turno centrale lavoreranno con un orario che va
dalle 8 alle 17, con un’ora di pausa non retribuita.
Nei turni i lavoratori potranno usufruire di 3 pause da 10 minuti ciascuna, al posto delle precedenti
2 pause da 20 minuti
Per effetto del nuovo sistema dei turni ,che passano dai precedenti10 a18 , gli operai
turnisti avranno un incremento di 250-300 euro al mese, secondo i calcoli dei sindaca
firmatari dell’intesa
-incremento retributivo di 360 euro all’anno per tutti ,mentre l’incremento sarà di 70 euro
la fascia chiamata in gergo “terzo livello Erp” – che interessa alcune centinaia di
dipendenti, considerati team leader, con specifiche mansioni – che nel nuovo
inquadramento diventa la “prima fascia della nuova quarta categoria”.
-per i neo assunti alla Fabbrica Italia verrà azzerata l’anzianità aziendale, mentre gli
scatti maturati verranno inglobati in un superminimo individuale non assorbibile.
.Si lavorerà la domenica notte, considerato il diciottesimo
turno e sono previsti 180 euro netti (anche in virtù della detassazione del notturno al
quale si applica la cedolare secca al 10%), pari ad un incremento del 60,5 %
. STRAORDINARIO .
Se l’azienda lo dovesse ritenere necessario, potrà ricorrere al lavoro
straordinario, aggiungendo 80 ore alle 40 già previste, per un massimo di 120 ore annue per
lavoratore, senza preventivo accordo sindacale. Il ricorso allo straordinario verrà comunicato al
lavoratore con 4 giorni di anticipo
Interviene la semplificazione dell’inquadramento professionale , poiché si passa dai 7
livelli previsti dal contratto nazionale a 5 gruppi professionali, con fasce intermedie
all’interno dei gruppi per facilitare gli avanzamenti professionali
Nel testo dell’Accordo si legge: “Per contrastare forme anomale di
assenteismo che si verifichino in occasione di particolari eventi non riconducibili a forme
manifestazioni esterne, messa in libertà per cause di forza maggiore o per mancanza di forniture, nel
caso in cui la percentuale di assenteismo sia significativamente superiore alla media, viene
individuata quale modalità efficace la non copertura retributiva a carico dell’azienda dei periodi di
malattia correlati al periodo dell’evento. A tale proposito l’Azienda è disponibile a costituire una
commissione paritetica, formata da un componente della RSU per ciascuna delle organizzazioni
sindacali interessate e da responsabili aziendali,per esaminare i casi di particolare criticità a cui non
applicare quanto sopra previsto”
Se verrà registrata una violazione dell’accordo potrà essere convocata la
commissione paritetica che si pronuncerà entro 4 giorni ed in caso di conferma della violazione
l’azienda potrà tagliare contributi e permessi sindacali ai sindacati e decidere provvedimenti
disciplinari fino al licenziamento per i dipendenti interessati
Per le relazioni industriali si torna alla situazione ante accordo
interconfederale del 1993 sulle Rsu, con l’applicazione dell’articolo 19 della legge 300 (lo Statuto
dei lavoratori) che riconosce le rappresentanze sindacali aziendali, escludendo i sindacati non
firmatari dell’accordo, in questo caso la Fiom.
CLAUSOLA DI RESPONSABILITA ‘
Tutti i punti di dell’ Accordo costituiscono un insieme integrato, sicché tutte le sue clausole sono correlate ed inscindibili tra loro, con la conseguenza che il mancato rispetto degli impegni eventualmente assunti dalle Organizzazioni Sindacali e/o dalla RSU ovvero comportamenti idonei a rendere inesigibili le condizioni concordate per la realizzazione del Piano e i conseguenti diritti o l’esercizio dei poteri riconosciuti all’Azienda dal presente accordo, posti in essere dalle Organizzazioni Sindacali e/o dalla RSU, anche a livello di singoli componenti, libera l’Azienda dagli obblighi derivanti dalla eventuale intesa nonché da quelli derivanti dal CCNL Metalmeccanici in materia di: -contributi sindacali -permessi sindacali retribuiti di 24 ore al trimestre per i componenti degli organi direttivi nazionali e provinciali delle Organizzazioni Sindacali ed esonera l’Azienda dal riconoscimento e conseguente applicazione delle condizioni di miglior favore rispetto al CCNL Metalmeccanici contenute negli accordi aziendali in materia di: -permessi sindacali aggiuntivi oltre le ore previste dalla legge 300/70 per i componenti della RSU -riconoscimento della figura di esperto sindacale e relativi permessi sindacali. Inoltre comportamenti, individuali e/o collettivi, dei lavoratori idonei a violare, in tutto o in parte e in misura significativa, le presenti clausole ovvero a rendere inesigibili i diritti o l’esercizio dei poteri riconosciuti da esso all’Azienda, facendo venir meno l’interesse aziendale alla permanenza dello scambio contrattuale ed inficiando lo spirito che lo anima, producono per l’Azienda gli stessi effetti liberatori di quanto indicato alla precedente parte del presente punto.
CLAUSOLE INTEGRATIVE CONTRATTO INDIVIDUALE LAVORO
Infine si ripora la mappa degli stabilimenti Fiat operanti in Italia ,ricordando che attualmentela Fiat gestisce in Italia sei stabilimenti di assemblaggio auto , situati a ,Atessa ,Mirafiori,Cassino,Melfi,Pomigliano d’Arco e Termini Imerese, la cui situazione è quella che di seguito si precisa:
La Sevel (Società Europea Veicoli Leggeri) è il più grande stabilimento di veicoli commerciali leggeri d’Europa. Nata nel 1981 dalla joint venture paritetica tra Fiat e PSA PEUGEOT-CITROËN. La fabbrica è attrezzata per l’intero ciclo produttivo: lastratura, verniciatura e montaggio. ,occupando circa 6000 dipendenti .
Mirafiori (Piemonte). Inaugurato nel 1939 , lo stabilimento inizialmente era stato concepito sul modello delle grandi fabbriche americane per costruire la 500 B. Oggi la fabbrica, che rimane il cuore storico del sistema di produzione Fiat, costruisce Fiat Punto (la cui produzione cesserà nel 2011), Idea e la monovolume Multipla, attualmente in fine produzione, così comela Lancia Musa e l’Alfa Romeo MiTo. Nel 2009, lo stabilimento che impiega 5 840 dipendenti (mentre dieci anni prima ne contava più di 26 000) avrebbe accresciuto la sua produzione a 178 000 unità È stata anche scelto per assemblare a partire dal 2011 una nuova monovolume compatta disponibile con 5 o 7 posti, al momento indicata con il nome in codice L0. Parallelamente, lo stabilimento beneficerà di un vasto programma di miglioramento. ,così permettergli soprattutto di assemblare più di tre modelli sulla stessa catena come succede già a Cassino.
Cassino (prov.Frosinone ). Uno dei più moderni del gruppo, lo stabilimento creato nel 1972 costruisce Fiat Bravo e Croma (la cui cessazione è prevista nel 2011) così come Lancia Delta. . Nel 2009 lo stabilimento che impiega 4 300 dipendenti ha visto la sua produzione diminuire a 105 000 unità ). Nel2010 ha accolto la produzione della nuova Alfa Romeo Giulietta, Destinato a diventare il centro di eccellenza per il segmento C nel 2011, il sito beneficerà d’ interventi supplementari
Melfi (provincia di Potenza, ). Costruita negli anni ‘90, la fabbrica dedicata ai modelli del segmento B costruisce la Fiat Grande Punto e la ’Evo,
Nel 2009 lo stabilimento, che impiega 2 280 dipendenti, ha portato la sua produzione a 280 000 unità
.4.Pomigliano d’Arco (zona di Napoli). Costruita nel 1972 costruisce attualmente Alfa Romeo 147 e GT con 5 200 dipendenti. Nel2008 ha così assemblato 78 500 veicoli. Dal 2009 la sua produzione è diminuita della metà , poiché i modelli che assembla sono stati smaltiti soprattutto grazie agli aiuti del governo ora bloccati. Una situazione oltremodo non sopportabile da Fiat, in quanto tre anni fa il costruttore ha investito 100 milioni di euro per modernizzare il sito. In dicembre, FIAT aveva lasciato intendere che lo stabilimento napoletano avrebbe potuto ereditare la piattaforma A sulla quale sarà costruita l’auto che rimpiazzerà la city-car Panda, attualmente fabbricata in 290 000 esemplari all’anno in Polonia. Ma questa soluzione, che farebbe dello stabilimento napoletano il secondo sito italiano della Fiat per grandezza, richiederà di nuovo investimenti considerevoli,
Termini Imerese (Sicilia) Costruito nel 1970, lo stabilimento siciliano ha prodotto nel corso degli anni soprattutto Cinquecento e Panda. Oggi lo stabilimento, che impiega 1 400 persone, assembla solo 21 900 Lancia Ypsilon all’anno a partire da pezzi provenienti soprattutto da Torino . In totale il costruttore, che ha appena accusato 840 milioni di euro di perdita per il 2009, stima che ogni vettura montata nell’unità siciliana costi così a Fiat 1 000 euro in più che sul continente. Un sovracosto contestato dai sindacati ,ma sufficiente per condannare lo stabilimento agli occhi degli amministratori che hanno fissato la sua chiusura per il 2011 e ha già previsto di assemblare la futura auto che rimpiazzerà la Ypsilon in Polonia.Auspice la mediazione del Ministero per lo Sviluppo Economico italiano ,il 16 febbraio 2011 è stato sottoscritto insieme a Regione Sicilia , Provincia e Comune un accordo di programma per definire un grande polo industriale multi produttivo a Termini Imerese,dove, le auto saranno prodote da Dr MotorAutomobile, presieduta da Di Risio nel sito ex Fiat ceduto gratuitamente con il corrispettivo della presa in carico da parte della nuova società di almeno 1.315 315 dipendenti L’attivita in questo sabilimento temporaneamente si fermera il 24 c.mper un periodo di cassa integrazione ,in attesa che dal 1° genniao inizi la gestione e la produzione della Dr .
IN SCADENZA TERMINE VERSAMENTO MAGGIORE IRPEF PER INDEBITA DETASSAZIONE
Si richiama l’attenzione sulla circolare n.36/ E del 28 luglio 2011 ,in cui l ‘ Agenzia delle Entrate ha evidenziato che ,in relazione alle obiettive condizioni d’incertezza sul’ambito di applicazione della detassazionedegli emolunenti relativi allapruttivita’,il termine del 1° agosto 2011 per la restituzione ,senza applicazioni di sanzioni,dell’irpef dovuta a seguito dell’indebita applicazione della detassazione nei mesi di gennaio e febbraio in assenza di accordi o contratti colletivi di secondo livello,veniva diferito al 16 dicembre 2011,anche con riferimento ad eventuali rapporti di lavoro nel frattempo cessati
Valutando che ,in prossimita’ dellasua scadenza ,il predetto termine va considerato definnito e non prorogabile ulteriormente ,si fa presente aidatori interessati l’opportunita’ e convenienza a provvedere in conformita’,onde evitare oneri maggiori.
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