Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2013&numero=259
Timestamp: 2020-06-04 01:46:58+00:00
Document Index: 94745647

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 117', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 117', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 117', 'art. 10', 'art. 125', 'art. 10']

Sentenza 259/2013 (ECLI:IT:COST:2013:259)
Presidente: SILVESTRI - Redattore: CRISCUOLO
Udienza Pubblica del 08/10/2013; Decisione del 04/11/2013
Deposito del 07/11/2013; Pubblicazione in G. U. 13/11/2013 n. 46
Norme impugnate: Art. 10, c. 1° e 2°, della legge della Regione Umbria 19/10/2012, n. 16.
Massime: 37424 37425 37426
Atti decisi: ric. 195/2012
Massima n. 37424 Massima successiva
Impresa e imprenditore - Norme della Regione Umbria - Iniziative a favore di imprese vittime di reati di mafia e di criminalità organizzata - Potestà della Giunta regionale di attribuire posizioni preferenziali nei bandi per la concessione di finanziamenti pubblici - Ricorso del Governo - Asserita violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza - Disposizione avente uno scopo indennitario o risarcitorio, estraneo alla materia dei contratti pubblici - Difetto di motivazione - Inconferenza del parametro costituzionale evocato - Inammissibilità della questione in parte qua .
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 10, comma 1, della legge della Regione Umbria 19 ottobre 2012, n. 16, nella parte relativa alla potestà della Giunta regionale di attribuire alle imprese, nella norma stessa indicate, posizioni preferenziali nei bandi per la concessione di finanziamenti pubblici, promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. La disposizione, avendo la finalità di porre in essere interventi regionali di sostegno alle imprese vittime di reati di mafia e di criminalità organizzata, persegue uno scopo indennitario o risarcitorio e, pertanto, estraneo alla materia dei contratti pubblici. Il ricorso trascura del tutto i suddetti profili, non argomenta in alcun modo in ordine ai finanziamenti pubblici ed alla loro natura giuridica, ma tratta soltanto della disciplina dei contratti pubblici richiamando l'art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 163 del 2006, al cui ambito applicativo, però, i finanziamenti pubblici restano estranei. Ne deriva che l'impugnazione si rivela priva di supporto argomentativo, mentre il parametro costituzionale evocato non risulta pertinente.
legge della Regione Umbria 19/10/2012 n. 16 art. 10 co. 1
Massima n. 37425 Massima successiva Massima precedente
Impresa e imprenditore - Appalti pubblici - Norme della Regione Umbria - Iniziative a favore di imprese vittime di reati di mafia e di criminalità organizzata - Potestà della Giunta regionale di attribuire posizioni preferenziali nei bandi, oltreché per la concessione di finanziamenti pubblici, anche per l'affidamento di contratti con la Regione e con gli enti, aziende e società regionali - Violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza - Necessità di espungere dal testo della disposizione impugnata le parole "e per l'affidamento di contratti con la Regione e con gli enti, aziende e società regionali" - Illegittimità costituzionale parziale .
È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost., l'art. 10, comma 1, della legge della Regione Umbria 19 ottobre 2012, n. 16, limitatamente alle parole «e per l'affidamento di contratti con la Regione e con gli enti, aziende e società regionali», in quanto l'intera disciplina delle procedure ad evidenza pubblica è riconducibile alla tutela della concorrenza, con la conseguente titolarità della potestà legislativa, in via esclusiva, in capo allo Stato. In particolare, la disciplina delle procedure di gara, la regolamentazione della qualificazione e selezione dei concorrenti, delle procedure di affidamento e dei criteri di aggiudicazione mirano a garantire che le medesime si svolgano nel rispetto delle regole concorrenziali e dei principi comunitari della libera circolazione delle merci, della libera prestazione dei servizi, della libertà di stabilimento, nonché dei principi costituzionali di trasparenza, di parità di trattamento, di non discriminazione. Nel caso di specie, la norma censurata non si conforma alla disciplina statale e, segnatamente, all'art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 163 del 2006, in forza del quale le Regioni non possono prevedere una disciplina diversa da quella del detto codice, in relazione (tra gli altri) alla qualificazione e selezione dei concorrenti, alle procedure di affidamento ed ai criteri di aggiudicazione. Essa, infatti, consente alla Giunta regionale di adottare, in uno specifico ambito territoriale, misure e criteri per attribuire a determinate imprese «posizioni preferenziali» nei bandi per l'affidamento di contratti con la Regione e con gli altri soggetti nella norma medesima individuati. In tal guisa operando, si introduce per dette imprese un criterio preferenziale destinato inevitabilmente a risolversi in un'alterazione del libero gioco della concorrenza, andando così ad incidere in una materia riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.
Massima n. 37426 Massima precedente
Impresa e imprenditore - Appalti pubblici - Norme della Regione Umbria - Iniziative a favore di imprese vittime di reati di mafia e di criminalità organizzata - Potestà della Giunta regionale di attribuire posizioni preferenziali per l'affidamento in via prioritaria di contratti di cottimo fiduciario - Violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza - Illegittimità costituzionale .
E' costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost., l'art. 10, comma 2, della legge della Regione Umbria 19 ottobre 2012, n. 16, il quale attribuisce alla Giunta regionale la potestà di adottare posizioni preferenziali per le imprese vittime di reati di mafia e di criminalità organizzata per l'affidamento di contratti di cottimo fiduciario. Invero, il carattere generico e ambiguo della formula adottata la rende poco coerente con l'art. 125, comma 8, del d.lgs. n. 163 del 2006, che, nel disciplinare la procedura per l'affidamento mediante cottimo fiduciario, chiarisce che questo avviene nel rispetto (tra gli altri) del principio di parità di trattamento, che deve ritenersi in contrasto con un affidamento «prioritario». In tal modo operando, la norma altera il libero gioco della concorrenza, andando così ad incidere in una materia riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.
- Sulla riconducibilità delle procedure ad evidenza pubblica alla tutela della concorrenza, v., ex plurimis, le citate sentenze nn. 28/2013, 339/2011, 186/2010, 283/2009 e 401/2007.
legge della Regione Umbria 19/10/2012 n. 16 art. 10 co. 2