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Timestamp: 2020-02-18 18:30:58+00:00
Document Index: 29632870

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 158', 'art. 38', 'art. 157', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 157', 'art. 7']

Area di sosta: ultime sentenze
Leggi le ultime sentenze su: area di sosta; furto in area di sosta a pagamento;camper parcheggiato in un’area di sosta pubblica; area di sosta soggetta al pagamento della relativa tariffa.
1 Furto di auto in area di sosta a pagamento
2 Area di sosta nell’area cortilizia in comune
3 Camper in un’area di sosta pubblica
4 Presunzione di pari responsabilità di colpa
5 Area di sosta e pagamento della tariffa
6 Vettura ferma in area di sosta
7 Area di sosta libera con divieto di fermata fuori dagli spazi consentiti
8 Area di sosta per roulotte
9 Scarsa visibilità delle strisce delimitanti l’area di sosta
10 Sosta in aree sottoposte a parcheggio a pagamento
Furto di auto in area di sosta a pagamento
L’istituzione da parte dei Comuni di aree di sosta a pagamento, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. f), del codice della Strada, non comporta l’assunzione dell’obbligo del gestore dell’area di custodire i veicoli su di esse parcheggiati, se l’avviso “parcheggio incustodito” sia esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto (artt. 1326, comma 1, e 1327 c.c.). Ne consegue che il gestore, concessionario del Comune di un parcheggio senza custodia, non è responsabile del furto del veicolo in sosta nell’area all’uopo predisposta.
L’obbligo di custodia non può sorgere dalle modalità concrete di organizzazione della sosta (quali ad esempio l’adozione di recinzioni, di speciali modalità di accesso ed uscita, o dispositivi di controllo o la presenza di un piano interrato chiuso) con la conseguenza che deve escludersi la responsabilità del gestore per la custodia dei veicoli parcheggiati nell’area di sosta a ciò predisposta.
Cassazione civile sez. II, 06/12/2019, n.31979
Area di sosta nell’area cortilizia in comune
L’uso della cosa comune da parte di ciascun partecipante è sottoposto a due limiti fondamentali, posti dall’articolo 1102 del Cc, consistenti nel divieto di alterare la destinazione della cosa comune e nel divieto di impedire agli altri partecipanti di fame parimenti uso secondo il loro diritto.
L’uso diviene, perciò, illecito in ipotesi di mancata osservanza dell’una o dell’altra delle due condizioni, sicché anche l’alterazione della destinazione della cosa comune determinata non soltanto dal mutamento della funzione, ma, anche dal suo scadimento in uno stato deteriore, ricade sotto il divieto stabilito dalla norma.
Ciò posto, nella fattispecie il giudice ha ritenuto che la realizzazione di un’area di sosta nell’area cortilizia in comune, mediante la rimozione di un’aiuola e la conseguente realizzazione di uno scivolo in cemento, non appare tale da modificare la destinazione del bene comune, né tale da impedire all’altro comproprietario di farne parimenti uso.
Tribunale Catania sez. III, 04/04/2019, n.1411
Camper in un’area di sosta pubblica
Il furto commesso all’interno di un camper parcheggiato in un’area di sosta pubblica si considera come commesso in privata dimora solo ove il mezzo di locomozione sia stato funzionalmente destinato allo svolgimento di attività tipiche della vita familiare, domestica e privata.
Cassazione penale sez. V, 24/09/2018, n.2670
Presunzione di pari responsabilità di colpa
La presunzione di pari responsabilità di colpa nella causazione di un sinistro stradale, prevista dall’art. 2054 comma 2 c.c. in caso di scontro di veicoli, è applicabile estensivamente anche ai veicoli coinvolti nell’incidente ma rimasti estranei alla collisione, sempre che sia accertato, in concreto, l’effettivo contributo causale nella produzione dell’evento dannoso.
(Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva fatto applicazione del principio di diritto indicato, dopo aver accertato che un veicolo era andato a collidere con altro veicolo che sopraggiungeva in senso opposto, avendo sbandato a causa della turbativa costituita da una terza vettura che si stava immettendo sulla strada da un’area di sosta privata).
Cassazione civile sez. III, 19/07/2018, n.19197
Area di sosta e pagamento della tariffa
La predisposizione di un parcheggio a pagamento, di fianco alla carreggiata e correttamente delimitato dalle strisce blu, il quale non ostruisca la circolazione stradale, non viola l’art. 7, comma 6, c.d.s. (Regolamentazione della circolazione nei centri abitati), e di conseguenza deve considerarsi area di sosta soggetta al pagamento della relativa tariffa.
Cassazione civile sez. VI, 14/02/2018, n.3624
Vettura ferma in area di sosta
Ai fini della configurabilità del reato di guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, è necessario provare che il conducente si trovasse alla guida dell’autovettura in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti.
(Nella fattispecie è stato escluso il reato “de quo” poiché il ricorrente era stato controllato dalla Polizia quando si trovava nella sua vettura ferma in area di sosta mentre discuteva con la propria fidanzata).
Area di sosta libera con divieto di fermata fuori dagli spazi consentiti
Deve escludersi che ogni atto amministrativo debba necessariamente contenere specifica indicazione della fonte attributiva del potere di volta in volta esercitato (fattispecie relativa ad un ordinanza del responsabile dell’area vigilanza del Comune con cui veniva istituita un’area di sosta libera con divieto di fermata al di fuori degli spazi consentiti: il Collegio ha rilevato come la mancata specificazione del decreto con cui erano state conferite, in favore del ridetto responsabile, le mansioni superiori corrispondenti alla categoria dei dirigenti, non fosse sufficiente a inficiare la validità dell’ordinanza).
T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 03/04/2013, n.494
In tema di reati edilizi richiede il rilascio di concessione edilizia preceduta dal rilascio di autorizzazione paesaggistica la realizzazione di una struttura precaria (un’area di sosta per roulotte con servizi annessi, fra cui un ristorante) ad efficacia limitata al periodo estivo (marzo-settembre), che tuttavia persiste nel tempo sostanzialmente quasi senza soluzione di continuità determinando di fatto la realizzazione di un intervento edilizio stabile.
Tribunale Lecce, 28/05/2010
Scarsa visibilità delle strisce delimitanti l’area di sosta
Nel giudizio di opposizione al verbale di contestazione dell’infrazione di cui all’art. 158 comma 2 c. strad. (sosta nello spazio riservato a veicoli per persone invalide), promosso per irregolarità della segnaletica orizzontale, l’inesistenza o la scarsa visibilità delle strisce delimitanti l’area di sosta non sono condizioni di per sé sufficienti per l’annullamento dell’atto sanzionatorio impugnato allorché risulti l’esistenza, “in loco”, della corrispondente segnaletica verticale di divieto le cui prescrizioni, ex art. 38 comma 2 c. strad., prevalgono su quelle dei segnali orizzontali.
Cassazione civile sez. VI, 12/01/2012, n.339
Sosta in aree sottoposte a parcheggio a pagamento
In tema di sanzioni amministrative connesse alla sosta dei veicoli, l’art. 157 comma 6 c. strad., prevede due distinte condotte, entrambe sottoposte alla medesima sanzione di cui al comma 8, e cioè quella di porre in sosta l’autoveicolo senza segnalazione dell’orario di inizio della stessa, laddove essa è consentita per un tempo limitato, e quella di non attivare il dispositivo di controllo della sosta (espressione nella quale va ricompresa la scheda o il tagliando rilasciato nel caso dei parcheggi a pagamento), nei casi in cui esso è espressamente previsto.
Ben diversa è, invece, la condotta sanzionata dal comma 15 dell’art. 7, del medesimo codice, che riguarda la violazione del divieto di sosta che si prolunghi oltre le 24 ore, prevedendo, in tale evenienza, una sanzione aggiuntiva per ciascun giorno di protrazione dell’infrazione.
(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva annullato il verbale di accertamento, per violazione del comma 6 dell’art. 157, relativo ad un’autovettura parcheggiata in un’area di sosta senza adempiere al prescritto obbligo di pagamento, sul presupposto che tale condotta fosse punibile ex art. 7, comma 15).
Cassazione civile sez. II, 04/10/2011, n.20308
Parcheggiare in corrispondenza di un passo carrabile a mezzanotte, lasciare l’auto in seconda fila per comprare le medicine, usare il pass invalidi per giustificare una sosta sulle strisce blu senza pagare il ticket: sono alcuni degli esempi in cui l’automobilista si sente autorizzato a violare il codice della strada ed invece può essere multato. Le multe per divieto di sosta sono quelle più frequenti ma anche le più leggere.
Giutizia Divina ha detto:
16/01/2020 alle 19:41
Vorrei aggiungere un caso di divieto di sosta temporaneo. In occasione di una manifestazione, una potatura degli alberi o alcuni lavori di scavo sulla strada, il Comune potrebbe imporre un divieto di sosta “temporaneo”, di quelli segnalati con le strisce bianche e arancioni a catarifrangenti o con segnaletica amovibile. In questi casi, l’amministrazione deve rispettare alcune regole a beneficio di chi ha lasciato, sull’area, la propria auto ignorando che, nei giorni a venire, sarebbe scattato il divieto. Innanzitutto i cittadini vanno informati con un congruo preavviso del divieto di sosta temporaneo: il Comune deve apporre i cartelli e gli altri mezzi di segnalazione almeno 48 ore prima dell’inizio del divieto ed in modo ben visibile