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Timestamp: 2020-04-01 21:39:25+00:00
Document Index: 1522915

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 360', 'art. 100', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 369', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 372']

Sentenza Cassazione Civile n. 18979 del 27/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18979 del 27/09/2016
Cassazione civile sez. III, 27/09/2016, (ud. 06/05/2016, dep. 27/09/2016), n.18979
sul ricorso 24236/2013 proposto da:
R.D., (OMISSIS), P.A. (OMISSIS), M.G.
(OMISSIS), B.E. (OMISSIS), T.O. (OMISSIS),
C.A. (OMISSIS), RI.MA. (OMISSIS), elettivamente
domiciliati in ROMA, PIAZZA DELLA MARINA 1, presso lo studio
dell’avvocato LUCIO FILIPPO LONGO, che li rappresenta e difende
rappresentante pro tempore, e per esso SOVIGEST SPA – “Società
Valorizzazioni Immobiliari e Gestioni SpA”, in persona
dell’Amministratore Delegato, Avv. Mi.Ni., legale
rappresentante pro tempore, nella sua qualità di procuratrice
speciale del predetto Ente, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
VALADIER 48, presso lo studio dell’avvocato MARIA RIZZOTTO, che la
avverso la sentenza n. 1033/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
udito l’Avvocato LUCIO FILIPPO LONGO;
udito l’Avvocato MARIA RIZZOTTO;
R.D., P.A., D.L.G., M.G., B.E., T.O., C.A. e Ri.Ma. convennero davanti al tribunale di Roma Sovigest s.p.a., quale rappresentante di Inps chiedendo la condanna della società alla restituzione delle somme da ciascuno degli attori pagate in quanto indebitamente corrisposte a titolo di integrazione di canoni locatizi a copertura di periodi di occupazione sine titulo dei rispettivi immobili.
Invece, la corte di appello di Roma, adita da Sovigest s.p.a., in riforma della sentenza impugnata respinse le domande di ripetizione.
Ricorrono per cassazione tutti gli attori in primo grado tranne D.L.G., affidandosi a tre motivi ulteriormente esposti in memoria ex art. 378 c.p.c..
Sovigest s.p.a. ha depositato controricorso.
1. Il ricorso puì essere così sintetizzato.
Si deduce, ai sensi dell’art. 360 comma 1, n. 3, violazione dell’art. 100 c.p.c.; artt. 1591 e 1988 c.c.; L. 9 dicembre 1998, n. 431, art. 13, affermandosi come, essendo intervenuta condanna in primo grado a carico di S.C.I.P. s.r.l., Sovigest sarebbe stata carente di legittimazione ad agire nè avrebbe nutrito un interesse concreto e attuale al proposto appello; nel merito si contesta l’esito istruttorio osservando come la corte di appello non avrebbe correttamente considerato la copiosa documentazione versata in atti a dimostrazione della mancanza di causa per il pagamento effettuati e di cui si chiede la restituzione, con argomentazione da pag. 19 a pag. 32 del ricorso.
2. Il motivo sulla carenza di legittimazione e di interesse ad agire non è svolto in correlazione con le ragioni esposte nella sentenza impugnata in cui bene si evidenzia che gli odierni ricorrenti si dimostravano consapevoli di avere effettuato i pagamenti in questione proprio a Sovigest quale capogruppo e mandataria del raggruppamento di imprese costituito con Edilnord gestioni s.p.a., affidataria della gestione del patrimonio immobiliare di S.C.I.P. s.r.l. già Inpdai e oggi Inps.
Per il resto, l’argomentazione esposta nel ricorso si basa su un notevole numero di documenti di varia natura non trascritti nè indicati come presenti nel fascicolo (essendo per conseguenza omessa ogni notizia su tale eventuale ubicazione). Secondo la consolidata giurisprudenza di questa corte, l’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, novellato dal D.Lgs. n. 40 del 2006, oltre a richiedere l’indicazione degli atti, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi posti a fondamento del ricorso, esige che sia specificato in quale sede processuale il documento risulti prodotto; tale prescrizione va correlata all’ulteriore requisito di procedibilità di cui all’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, per cui deve ritenersi, in particolare, soddisfatta: a) qualora il documento sia stato prodotto nelle fasi di merito dallo stesso ricorrente e si trovi nel fascicolo di esse, mediante la produzione del fascicolo, purchè nel ricorso si specifichi che il fascicolo è stato prodotto e la sede in cui il documento è rinvenibile; b) qualora il documento sia stato prodotto, nelle fasi di merito, dalla controparte, mediante l’indicazione che il documento è prodotto nel fascicolo del giudizio di merito di controparte, pur se cautelativamente si rivela opportuna la produzione del documento, ai sensi dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, per il caso in cui la controparte non si costituisca in sede di legittimità o si costituisca senza produrre il fascicolo o lo produca senza documento; c) qualora si tratti di documento non prodotto nelle fasi di merito, relativo alla nullità della sentenza od all’ammissibilità del ricorso (art. 372 p.c.) oppure di documento attinente alla fondatezza del ricorso e formato dopo la fase di merito e comunque dopo l’esaurimento della possibilità di produrlo, mediante la produzione del documento, previa individuazione e indicazione della produzione stessa nell’ambito del ricorso.
Peraltro, quando anche volesse prescindersi da tale rilievo, dovrebbe rilevarsi come la critica svolta nel ricorso mira ad un riesame del fatto per come è accertato nel giudizio di merito, inammissibile in sede di legittimità.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente a rifondere a controparte le spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 2000,00 di cui Euro 200,00 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.