Source: https://www.prontoprofessionista.it/articoli-prontoprofessionista/avvalimento-multiplo-l-ok-dalla-corte-ue.html
Timestamp: 2019-06-18 14:52:20+00:00
Document Index: 57649688

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 44', 'sentenza ']

Avvalimento multiplo: l’ok dalla Corte UE | ProntoProfessionista.it
E’ adesso possibile partecipare a una gara pubblica d’appalto con l’ausilio di più società che forniscono la stessa risorsa mancante
Quando si parla di "avvalimento", ci si riferisce all’ambito dei contratti pubblici dei lavori in base ai quali un’amministrazione pubblica, tramite una gara, appalta a un’altra società un servizio o una fornitura. In questo ambito, “l’avvalimento” è la facoltà che viene data agli operatori economici, che partecipano a un bando di gara per l’assegnazione dei lavori, di potersi “avvalere” dell’aiuto di altre società per compiere l’opera o fornire il servizio. Premesso questo, la Corte di Giustizia Europea, con la sentenza del 10 ottobre 2013 (causa numero 94/2012) ha affermato chiaramente che ciascun partecipante al bando di gara può avvalersi della collaborazione di più imprese che forniscono lo stesso tipo di “aiuto” per portare a termine il lavoro.
Se la sentenza può apparire inutile ai più, è invece molto importante agli addetti ai lavori. Per capire il perché, data la complessità della materia, è necessario fare un passo indietro e spiegare tutto dall’inizio e, magari, farsi consigliare da un esperto del settore.
Quando un’amministrazione pubblica bandisce una gara per appaltare un servizio o una fornitura, specifica anche quali sono i requisiti economico-finanziari e/o tecnico-organizzativi necessari per poter partecipare e aggiudicarsi l’appalto. La società che concorre può non avere all’interno dell’organizzazione tutti i requisiti in questione e, quindi, per gareggiare richiede la collaborazione di un’altra società (ausiliaria) la quale resta estranea alla gara e all’eventuale contratto con l’amministrazione pubblica, ma garantisce di mettere a disposizione le risorse richieste nel corso di tutta la durata dei lavori.
Il punto di scontro tra la normativa italiana e quella europea è sul numero delle società alle quali l’impresa partecipante alla gara poteva chiedere aiuto. Secondo la legge italiana, non ci si poteva avvalere di più imprese ausiliarie che fornivano gli stessi requisiti (economico-finanziari o tecnico-organizzativi) se non in casi eccezionali e previsti dal bando; secondo la normativa europea, al contrario si può sempre. Con la sentenza della Corte di Giustizia Europea si pone rimedio all’incompatibilità tra le due normative e si dà, dunque, il via libera agli avvalimenti multipli.
La norma italiana in discussione è l’art. 49 del D.lgs 163/2006 sui contratto di appalto che recita: “Per i lavori, il concorrente può avvalersi di una sola impresa ausiliaria per ciascuna categoria di qualificazione. Il bando di gara può ammettere l’avvalimento di più imprese ausiliarie in ragione dell’importo dell’appalto o della peculiarità delle prestazioni, fermo restando il divieto di utilizzo frazionato per il concorrente dei singoli requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di cui all’articolo 40, comma 3, lettera b), che hanno consentito il rilascio dell’attestazione in quella categoria”
Le norme europee che si riferiscono all’avvalimento sono gli art. 44, 47 e 48 della Direttiva Ue 2004/18. Soprattutto le ultime due norme “riconoscono ad ogni operatore economico di fare affidamento, per un determinato appalto, sulle capacità di altri soggetti, a prescindere dalla natura dei suoi legami con questi ultimi, purché dimostri all’amministrazione aggiudicatrice che disporrà dei mezzi necessari per eseguire tale appalto”.
In sostanza, la Corte Europea ha voluto puntualizzare che la normativa comunitaria specifica la possibilità di ricorrere a “più soggetti” per l’avvalimento e che lo scopo di fondo della normativa Ue è proprio quello di dare la possibilità a più soggetti possibili di partecipare alle gare di appalto, anche con l’aiuto di terzi.
E’ evidente come la sentenza di ottobre della Corte Ue abbia modificato radicalmente e in positivo le possibilità di sviluppo delle imprese del settore. Settore, che richiede competenze specifiche e tecniche da richiedere a un esperto di diritto comunitario, che può fornire spunti interessanti per ampliare le possibilità di crescita.
Articolo del: 31 mar 2014