Source: http://www.architetto.info/normativa/ministero-dello-sviluppo-economico-decreto-13-gennaio-2010-n-33-regolamento-di-attuazione-del-codice-della-proprieta-industriale-adottato-con-decreto-legislativo-10-febbraio-2005-n-30-10g/
Timestamp: 2018-01-16 18:53:31+00:00
Document Index: 102203707

Matched Legal Cases: ['art.  11', 'art. 198', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 151', 'art. 198', 'art. 185', 'art. 201', 'art. 215', 'art.\n205', 'art. 147', 'art.  67', 'art. 147', 'art. 226', 'art. 147', 'art. 1', 'art. 148', 'art. 1', 'art.  173', 'art.  165', 'art. 201', 'art. 165', 'art. 170', 'art. 14', 'art. 14', 'art.  135', 'art. 148', 'art. 1', 'art. 149', 'art.  198', 'art. 262', 'art. 151', 'art. 198', 'art. 7', 'art.  58', 'art.  135', 'art. 14', 'art. 84', 'art. 139', 'art.  138', 'art. 140', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 195', 'art. 56', 'art. 197', 'art.  11', 'art.  13', 'art. 12', 'art.  158', 'art. 173', 'art. 4', 'art. 158', 'art. 14', 'art.\n170', 'art. 176', 'art.  5', 'art. 201', 'art. 178', 'art.\n11', 'art. 3', 'art.\n2', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 197', 'art. 201', 'art. 16', 'art.  159', 'art. 201', 'art.\n9', 'art.  170', 'art. 179', 'art.\n170', 'sentenza ', 'art. 179', 'art.  170', 'art.  160', 'art. 51', 'art. 201', 'art. 197', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 21', 'art.  161', 'art. 173', 'art. 4', 'art.  167', 'art. 201', 'art.  168', 'art. 28', 'art. 169', 'art. 4', 'art. 158', 'art. 161', 'art. 29', 'art.  181', 'art.  191', 'art. 31', 'art.  185', 'art.  186', 'art. 201', 'art. 16', 'art. 38', 'art.  6', 'art. 40', 'art. 138', 'art. 10', 'art. 173', 'art. 4', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 147', 'art. 43', 'art. 186', 'art. 33', 'art.\n170', 'art. 179', 'art. 156', 'art.  30', 'art.\n138', 'art.  11', 'art. 172', 'art. 29', 'art. 44', 'art. 187', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 91', 'art. 80', 'art. 201', 'art.\n156', 'art.\n11', 'art.  179', 'art. 45', 'art. 198', 'art. 7', 'art.  76', 'art. 161', 'art. 23', 'art.  77', 'art. 198', 'art. 198', 'art. 46', 'art.  177', 'art. 175', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 178', 'art.  201', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 47', 'art.  225', 'art. 48', 'art. 176', 'art. 46', 'art.  178', 'art. 176', 'art. 225', 'art. 175', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 7', 'art.\n12', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 2', 'art.  181', 'sentenza ', 'art.\n178', 'art. 177', 'art. 50', 'art. 51', 'art.  178', 'art. 176', 'art. 52', 'art. 53', 'art. 178', 'art. 51', 'art. 54', 'art.  180', 'art. 178', 'art. 175', 'art. 118', 'art. 56', 'art. 135', 'art. 57', 'art. 58', 'art. 59', 'art.  193', 'art. 60', 'art. 62', 'art.  183', 'art.  205', 'art. 66', 'art.  213', 'art.  223']

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 - Regolamento di attuazione del Codice della proprieta' industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010 | Architetto.info
<DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 – Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010
AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 23 dicembre 2009>
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 – Regolamento di attuazione del Codice della proprieta’ industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 - Regolamento di attuazione del Codice della proprieta' industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010 - Suppl. Ordinario n.48) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/03/2010
DECRETO 13 gennaio 2010 , n. 33
Regolamento di attuazione del Codice  della  proprieta’  industriale,
adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044)
Registrato alla Corte dei conti il 23 febbraio 2010
registro n. 1, foglio n. 100
– Il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  300,
recante «Riforma dell’organizzazione del Governo,  a  norma
dell’art.  11  della  legge  15  marzo  1997,  n.  59»,  e’
con modificazioni, nella legge  17  luglio  2006,  n.  233,
recante «Disposizioni urgenti in materia di riordino  delle
attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri  e
dei Ministeri» e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  4
marzo 2005, n. 52, S.O.
– Si riportano gli articoli, 147, 149, 151,  184,  195,
197, 212 e 214 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.
«Art. 147 (Deposito delle domande e delle  istanze).  –
1. Tutte le domande, le istanze, gli atti, i documenti e  i
ricorsi notificati  menzionati  nel  presente  codice  sono
depositati, presso l’Ufficio italiano  brevetti  e  marchi,
presso le Camere di commercio, industria  e  artigianato  e
presso gli uffici o enti pubblici determinati  con  decreto
del Ministro delle attivita’ produttive. Con decreto  dello
stesso Ministro sono determinate le modalita’ di  deposito,
quivi comprese quelle da attuare mediante ricorso ad  altri
mezzi  di  comunicazione.  Gli  uffici  o  enti  anzidetti,
all’atto   del   ricevimento   rilasciano    l’attestazione
dell’avvenuto deposito ed entro i successivi  dieci  giorni
trasmettono all’Ufficio italiano brevetti e  marchi,  delle
forme indicate  nel  decreto,  gli  atti  depositati  e  la
relativa attestazione.
2. Gli uffici o enti abilitati a  ricevere  i  depositi
sono tenuti ad adottare le misure necessarie per assicurare
l’osservanza del segreto d’ufficio.
3. Non possono, ne’ direttamente,  ne’  per  interposta
persona, chiedere brevetti  per  invenzioni  industriali  o
divenire  cessionari  gli  impiegati  addetti   all’Ufficio
italiano brevetti e marchi, se non dopo due anni da  quando
abbiano cessato di appartenere al loro ufficio.».
«Art. 149 (Deposito delle domande di brevetto europeo).
–  1.  Le  domande  di  brevetto  europeo  possono   essere
depositate presso  l’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi
secondo  le   modalita’   previste   dal   regolamento   di
2. Si applicano le disposizioni dell’art. 198, commi  1
e 2. Ai fini dell’applicazione  di  tali  disposizioni,  la
domanda  deve  essere  corredata   da   una   copia   delle
descrizioni  e  delle  rivendicazioni  redatte  in   lingua
italiana, nonche’ degli eventuali disegni.
3.  L’Ufficio  italiano  brevetti  e   marchi   informa
immediatamente l’Ufficio europeo dei brevetti dell’avvenuto
deposito della domanda.».
«Art. 151 (Deposito della domanda internazionale). – 1.
Le persone fisiche  e  giuridiche  italiane  e  quelle  che
abbiano il domicilio o la sede in Italia possono depositare
le  domande  internazionali   per   la   protezione   delle
invenzioni presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi,  il
quale agisce in qualita’  di  ufficio  ricevente  ai  sensi
dell’art. 10 del Trattato di  cooperazione  in  materia  di
brevetti del 19 giugno 1970, ratificato con legge 26 maggio
1978, n. 260.
2. La domanda puo’ essere presentata  presso  l’Ufficio
italiano brevetti e  marchi  secondo  quanto  previsto  dal
regolamento  di  attuazione;  la  data  di  deposito  della
domanda viene determinata a norma dell’art. 11 del Trattato
di cooperazione in materia di brevetti.
3. La domanda  internazionale  puo’  essere  depositata
anche presso l’Ufficio  europeo  dei  brevetti,  nella  sua
qualita’ di ufficio ricevente, ai sensi dell’art. 151 della
Convenzione  sul  brevetto  europeo  del  5  ottobre  1973,
ratificata con legge 26  maggio  1978,  n.  260,  e  presso
l’Organizzazione mondiale della proprieta’ intellettuale di
Ginevra quale ufficio ricevente, osservate le  disposizioni
dell’art. 198, commi 1 e 2.».
«Art.  184  (Entrata  in  vigore  della  procedura   di
opposizione). – 1. Le norme sul procedimento di opposizione
entrano in vigore con il successivo  decreto  del  Ministro
delle attivita’ produttive che ne stabilisce  le  modalita’
di applicazione.».
«Art. 195 (Domande di trascrizione). – 1. Le domande di
trascrizione devono essere redatte in duplice esemplare, di
cui  uno   viene   restituito   al   richiedente   con   la
dichiarazione  dell’avvenuta   trascrizione,   secondo   le
prescrizioni di cui al decreto del Ministro delle attivita’
a) il cognome,  nome  e  domicilio  del  beneficiario
della trascrizione richiesta e del mandatario, se vi sia;
b) il cognome e nome  del  titolare  del  diritto  di
proprieta’ industriale;
c) la natura dell’atto o il motivo che giustifica  la
trascrizione richiesta;
d)   l’elencazione   dei   diritti   di    proprieta’
industriale oggetto della trascrizione richiesta;
e) nel caso di cambiamento di  titolarita’,  il  nome
dello Stato di cui il nuovo richiedente o il nuovo titolare
ha la cittadinanza, il nome dello Stato  di  cui  il  nuovo
richiedente o il nuovo titolare ha il domicilio, ovvero  il
nome dello Stato nel quale il nuovo richiedente o il  nuovo
titolare ha  uno  stabilimento  industriale  o  commerciale
effettivo e serio.».
«Art. 197 (Annotazioni). – 1. Il richiedente o  il  suo
mandatario, se vi sia, deve in ciascuna domanda indicare  o
eleggere  il  suo  domicilio  nello  Stato  per  tutte   le
comunicazioni e notificazioni da farsi a norma del presente
2. I mutamenti del nome o del  domicilio  del  titolare
del diritto di proprieta’ industriale o del suo mandatario,
se vi sia, devono essere portati a conoscenza  dell’Ufficio
per l’annotazione sul registro di cui all’art. 185.
3. La domanda di annotazione di cambiamento di  nome  o
indirizzo deve essere redatta in unico esemplare secondo le
prescrizioni di cui al regolamento di attuazione.
4. E’ sufficiente una sola richiesta quando la modifica
riguarda piu’ diritti di proprieta’  industriale  sia  allo
stato di domanda che concessi.
5. Le disposizioni  di  cui  ai  commi  1,  2  e  3  si
applicano  al  cambiamento  di  nome  o  di  indirizzo  del
mandatario di cui all’art. 201.
6.  Le  sentenze  che  pronunciano  la  nullita’  o  la
decadenza dei titoli di  proprieta’  industriale  pervenuti
all’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi  devono   essere
annotate sul registro e di esse deve  essere  data  notizia
nel Bollettino ufficiale.».
«Art. 212 (Assemblea degli  iscritti  all’Albo).  –  1.
L’assemblea e’ convocata dal presidente,  su  delibera  del
Consiglio dell’ordine. Essa e’ regolarmente  costituita  in
prima convocazione con la presenza di almeno la meta’ degli
iscritti ed in seconda  convocazione,  che  non  puo’  aver
luogo lo  stesso  giorno  fissato  per  la  prima,  con  la
presenza di almeno un sesto degli iscritti se gli  iscritti
presenti e rappresentati raggiungono la presenza di  almeno
un quinto  degli  iscritti.  Essa  delibera  a  maggioranza
assoluta dei voti.
2. Ogni consulente  abilitato  iscritto  all’albo  puo’
farsi  rappresentare  da  un  altro  consulente   abilitato
iscritto  all’albo  con   delega   scritta.   Un   medesimo
partecipante  non  puo’  rappresentare   piu’   di   cinque
3.  Le  modalita’  di  convocazione  e  di  svolgimento
dell’assemblea sono determinate con  decreto  del  Ministro
delle attivita’ produttive.».
«Art.  214  (Assemblea  per  l’elezione  del  Consiglio
dell’ordine). – 1. I componenti del  Consiglio  dell’ordine
di cui all’art. 215 sono eletti a maggioranza semplice  dei
voti segreti  validamente  espressi  per  mezzo  di  schede
contenenti un numero di nomi non superiore alla meta’  piu’
uno dei componenti da  eleggere.  Vengono  eletti  i  dieci
candidati che hanno riportato il maggior numero di voti. In
caso di parita’ e’ preferito il candidato piu’ anziano  per
iscrizione e, tra coloro che abbiano uguale  anzianita’  di
iscrizione, il piu’ anziano di eta’.
2. Ciascuna categoria dei consulenti che esercitano  la
professione in  forma  autonoma,  sia  individualmente  che
nell’ambito di societa’, uffici o servizi autonomi, da  una
parte, e dei consulenti che esercitano in uffici e  servizi
specializzati nell’ambito di enti o imprese di cui all’art.
205, comma 3, dall’altra, non puo’ essere rappresentata  in
seno al Consiglio dell’ordine con piu’ di otto  componenti.
Parimenti  ciascuna  sezione  dell’albo  non  puo’   essere
rappresentata in seno al Consiglio dell’ordine con piu’  di
sette componenti, ad essa iscritti in via esclusiva.
3. Non sono ammesse le partecipazioni e  votazioni  per
delega. E’ ammessa la votazione mediante lettera.
4. Le modalita’ di svolgimento delle  votazioni,  delle
operazioni di scrutinio e  di  proclamazione  degli  eletti
sono stabilite con decreto  del  Ministro  delle  attivita’
produttive.».
novembre   2008,   n.   197,   recante   «Regolamento    di
riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico» e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17  dicembre  2008,  n.
294, S.O.
– Per il testo dell’art. 147 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note alle premesse.
– Si riportano gli articoli 54, 56  e  148  del  citato
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 54 (Effetti della domanda di brevetto europeo). –
1.  La  protezione  conferita  dalla  domanda  di  brevetto
europeo  ai  sensi  dell’art.  67,   paragrafo   1,   della
ratificata con legge 26 maggio 1978, n. 260, decorre  dalla
data in cui il titolare medesimo abbia resa accessibile  al
pubblico, tramite l’Ufficio italiano brevetti e marchi, una
traduzione in lingua italiana delle  rivendicazioni  ovvero
l’abbia notificata direttamente al presunto contraffattore.
Gli  effetti  della  domanda  di  brevetto   europeo   sono
considerati nulli dall’origine quando la domanda stessa sia
stata ritirata o respinta  ovvero  quando  la  designazione
dell’Italia sia stata ritirata.».
«Art. 56 (Diritti conferiti dal brevetto europeo). – 1.
Il brevetto europeo rilasciato per l’Italia conferisce  gli
stessi diritti ed e’  sottoposto  allo  stesso  regime  dei
brevetti  italiani  a  decorrere  dalla  data  in  cui   e’
pubblicata nel Bollettino europeo dei brevetti la  menzione
della concessione del brevetto.  Qualora  a  seguito  della
procedura  di  opposizione  esso  sia  mantenuto  in  forma
modificata, i limiti  della  protezione  stabiliti  con  la
concessione e mantenuti sono confermati a  decorrere  dalla
data in cui  e’  pubblicata  la  menzione  della  decisione
concernente l’opposizione.
2. Le contraffazioni sono valutate in conformita’  alla
legislazione italiana in materia.
3.  Il  titolare  deve  fornire  all’Ufficio   italiano
brevetti e marchi una traduzione  in  lingua  italiana  del
testo del brevetto concesso  dall’Ufficio  europeo  nonche’
del testo del brevetto  mantenuto  in  forma  modificata  a
seguito della procedura di opposizione.
4. La traduzione, dichiarata perfettamente conforme  al
testo originale dal titolare del brevetto  ovvero  dal  suo
mandatario, deve essere depositata  entro  tre  mesi  dalla
data di ciascuna delle pubblicazioni di cui al comma 1.
5. In caso di inosservanza alle disposizioni di cui  ai
commi 3 e  4,  il  brevetto  europeo  e’  considerato,  fin
dall’origine, senza effetto in Italia.».
«Art.  148   (Ricevibilita’   ed   integrazione   delle
domande). – 1. Le domande di brevetto e di registrazione di
cui all’art. 147,  comma  1,  non  sono  ricevibili  se  il
richiedente non e’ identificabile o non e’ raggiungibile e,
nel caso dei marchi, anche quando la domanda  non  contiene
la riproduzione del marchio o l’elenco dei prodotti  ovvero
dei servizi. L’irricevibilita’, salvo quanto stabilito  nel
comma 3, e’ dichiarata  dall’Ufficio  italiano  brevetti  e
2. L’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi  invita  il
richiedente a fare le necessarie integrazioni, soggette  ad
un diritto di mora in caso di pagamento tardivo,  entro  il
termine di due  mesi  dalla  data  della  comunicazione  se
a) alla domanda di invenzioni industriali  e  modelli
di utilita’ non e’ allegato un documento che  possa  essere
assimilato ad una descrizione  ovvero  manchi  parte  della
descrizione o un  disegno  in  essa  richiamato  ovvero  la
domanda contiene, in  sostituzione  della  descrizione,  il
riferimento ad  una  domanda  anteriore  di  cui  non  sono
forniti il numero, la data di deposito, lo stato in cui  e’
avvenuto  il  deposito  ed  i   dati   identificativi   del
b) alla domanda di varieta’ vegetale non e’  allegato
almeno  un  esemplare  della  descrizione  con  almeno   un
esemplare delle fotografie in essa richiamate;
c) alla domanda di modelli e disegni non e’  allegata
la riproduzione grafica o fotografica;
d) alla domanda di  topografie  non  e’  allegato  un
documento che ne consenta l’identificazione;
e) non sono consegnati  i  documenti  comprovanti  il
pagamento dei diritti prescritti entro il  termine  di  cui
all’art. 226.
3. Se il richiedente ottempera all’invito  dell’ufficio
entro  il  termine  di  cui   al   comma   2   o   provvede
spontaneamente  alla   relativa   integrazione,   l’Ufficio
riconosce quale data del deposito, da valere  a  tutti  gli
effetti, quella di ricevimento della integrazione richiesta
e ne da’ comunicazione al richiedente.  Se  il  richiedente
non ottempera all’invito dell’ufficio entro il  termine  di
cui al comma 2, salvo il caso in cui, entro  tale  termine,
abbia fatto espressa rinuncia alla parte della  descrizione
o disegno mancanti di cui al comma 2, lettera a), l’Ufficio
dichiara l’irricevibilita’ della domanda ai sensi del comma
4.   Se   il   richiedente   provvede    spontaneamente
all’integrazione di cui al  comma  2,  l’Ufficio  riconosce
quale data del deposito, da valere  a  tutti  gli  effetti,
quella  di   ricevimento   dell’integrazione   e   ne   da’
comunicazione al richiedente.
5. Tutte le domande, le istanze ed  i  ricorsi  di  cui
all’art. 147, con gli atti allegati, devono essere  redatti
in  lingua  italiana.  Degli   atti   in   lingua   diversa
dall’italiana, deve essere fornita la traduzione in  lingua
italiana. Se la descrizione e’ presentata in lingua diversa
da quella italiana, la traduzione in lingua  italiana  deve
essere depositata entro il termine fissato dall’Ufficio.».
– Il decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112,
– Per gli articoli 147, 54 e 56 del decreto legislativo
n. 30 del 2005 si veda nelle note all’art. 1.
– Per il testo dell’art. 148 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 1.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  173  del  decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 173 (Rilievi). – 1. I rilievi ai quali dia  luogo
l’esame  delle  domande  e  delle  istanze  devono   essere
comunicati all’interessato con l’assegnazione di un termine
per la risposta non inferiore a  due  mesi  dalla  data  di
ricezione della comunicazione.
2. Le osservazioni dei terzi ed i rilievi ai quali  dia
luogo l’esame della domanda di privativa per nuova varieta’
vegetale sono comunicati all’interessato con l’assegnazione
di un termine, non superiore a sei mesi, per  la  risposta.
Nel caso in cui il rilievo riguardi  la  denominazione,  la
nuova  proposta   e’   corredata   da   una   dichiarazione
integrativa includente anche la dichiarazione di  cui  alla
lettera e), del comma 1, dell’art.  165.  L’ufficio  ed  il
Ministero  delle  politiche   agricole   e   forestali   si
comunicano reciprocamente  le  osservazioni  ed  i  rilievi
trasmessi al richiedente e le risposte ricevute.
3. Quando, a causa di  irregolarita’  nel  conferimento
del mandato, di cui all’art. 201, il mancato adempimento ai
rilievi comporta il rigetto delle domande e  delle  istanze
connesse, il rilievo deve essere comunicato al richiedente.
4.  Quando  il  termine  sia  decorso  senza  che   sia
pervenuta risposta ai rilievi, la domanda  o  l’istanza  e’
respinta con provvedimento, da notificare al titolare della
domanda stessa o dell’istanza con raccomandata  con  avviso
di  ricevimento.  Tuttavia,  se  il  rilievo  concerne   la
rivendicazione di  un  diritto  di  priorita’,  la  mancata
risposta  comporta  esclusivamente  la  perdita   di   tale
5. La domanda di privativa per nuova varieta’  vegetale
e’ rifiutata:
a)  in  caso   di   mancata   risposta   ai   rilievi
dell’ufficio e del Ministero  delle  politiche  agricole  e
forestali nei termini stabiliti;
b) in caso di mancata consegna dei materiali  per  le
prove varietali ai sensi dell’art. 165,  comma  1,  lettera
c), salvo che la mancata consegna sia dipesa  da  causa  di
c) in caso di assenza di uno dei  requisiti  previsti
dall’art. 170, comma 1, lettera d).
6. Se  la  domanda  di  privativa  per  nuova  varieta’
vegetale non e’ accolta o se essa e’ ritirata, il  compenso
dovuto per i controlli tecnici e’  rimborsato  solo  quando
non siano gia’ stati avviati i controlli tecnici suddetti.
7. Prima di respingere in tutto o in parte una  domanda
o una istanza ad essa connessa, per motivi  che  non  siano
stati oggetto di rilievi ai sensi del  comma  1,  l’Ufficio
italiano  brevetti  e  marchi  assegna  al  richiedente  il
termine di due mesi  per  formulare  osservazioni.  Scaduto
detto termine, se non sono state presentate osservazioni  o
l’Ufficio  ritiene  di   non   potere   accogliere   quelle
presentate, la domanda o l’istanza e’ respinta in  tutto  o
8. Per le domande di brevetto internazionale  l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, compiuto l’accertamento di  cui
all’art. 14 del Trattato  di  cooperazione  in  materia  di
1978, n.  260,  invita  il  richiedente  ad  effettuare  le
eventuali correzioni e a depositare i disegni non  acclusi,
fissando all’uopo un termine  non  superiore  a  mesi  tre,
ferma restando l’osservanza del termine per la trasmissione
dell’esemplare  originale  della  domanda   internazionale,
previsto dalla regola 22 del regolamento di esecuzione  del
Trattato di cooperazione in materia di brevetti.  L’Ufficio
italiano  brevetti  e  marchi  dichiara  che   la   domanda
s’intende ritirata nelle ipotesi previste dall’art. 14  del
Trattato di cooperazione in materia di brevetti.
9. Qualora la domanda sia accolta,  l’Ufficio  italiano
brevetti e marchi provvede alla concessione del titolo.
10. I fascicoli degli atti  e  dei  documenti  relativi
alle domande  di  brevettazione  o  di  registrazione  sono
conservati dall’Ufficio italiano brevetti e marchi  fino  a
dieci anni dopo l’estinzione  dei  diritti  corrispondenti.
Dopo la scadenza di tale termine l’Ufficio puo’ distruggere
i fascicoli anche senza il parere dell’Archivio centrale di
Stato, previa acquisizione informatica su  dispositivi  non
alterabili   degli   originali,   delle   domande,    delle
descrizioni e dei singoli disegni ad esse allegati.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  135  del  decreto
«Art. 135 (Commissione dei  ricorsi).  –  1.  Contro  i
provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e  marchi  che
respingono totalmente o parzialmente una domanda o  istanza
che rifiutano la trascrizione  oppure  che  impediscono  il
riconoscimento di un diritto e negli  altri  casi  previsti
dal presente codice, e’ ammesso ricorso  entro  il  termine
perentorio di sessanta giorni  dalla  data  di  ricevimento
della comunicazione del provvedimento alla Commissione  dei
2. La Commissione  dei  ricorsi,  istituita  con  regio
decreto  29  giugno  1939,  n.  1127,  e’  composta  di  un
presidente, un presidente aggiunto e di otto membri  scelti
fra i  magistrati  di  grado  non  inferiore  a  quello  di
consigliere d’appello, sentito il Consiglio superiore della
magistratura, o tra  i  professori  di  materie  giuridiche
delle universita’ o degli istituti superiori dello Stato.
3.  La  Commissione  si  articola   in   due   sezioni,
presiedute dal presidente e  dal  presidente  aggiunto.  Il
presidente,  il  presidente  aggiunto  ed  i  membri  della
Commissione sono nominati con decreto  del  Ministro  delle
attivita’ produttive, durano in carica due anni. L’incarico
e’ rinnovabile.
4. Alla Commissione di cui al comma  2  possono  essere
aggregati tecnici scelti dal presidente  tra  i  professori
delle universita’  e  degli  istituti  superiori  e  tra  i
consulenti in proprieta’ industriale,  iscritti  all’Ordine
aventi una comprovata esperienza  come  consulenti  tecnici
d’ufficio,  per  riferire  su  singole  questioni  ad  essa
sottoposte.   I   tecnici   aggregati   non   hanno    voto
5. La scelta dei componenti la  Commissione  anzidetta,
nonche’ dei tecnici,  puo’  cadere  sia  su  funzionari  in
attivita’ di servizio, sia su funzionari a riposo, ferme le
categorie di funzionari  entro  le  quali  la  scelta  deve
essere effettuata.
6. La Commissione  dei  ricorsi  e’  assistita  da  una
segreteria i cui componenti sono  nominati  con  lo  stesso
decreto di costituzione della Commissione, o con decreto  a
parte. I componenti della segreteria debbono essere  scelti
fra i funzionari dell’Ufficio italiano brevetti e marchi ed
il trattamento economico e’ quello stabilito dalla  vigente
normativa legislativa, regolamentare o contrattuale.
7. La Commissione dei ricorsi  ha  funzione  consultiva
del Ministero  delle  attivita’  produttive  nella  materia
della   proprieta’   industriale.   Tale   funzione   viene
esercitata  su  richiesta  del  Ministero  delle  attivita’
produttive. Le sedute della Commissione in sede  consultiva
non sono valide se non sia presente la maggioranza assoluta
dei suoi membri aventi voto deliberativo.
8. I  compensi  per  i  componenti  la  Commissione,  i
componenti la segreteria della  Commissione  ed  i  tecnici
aggregati alla Commissione, sono  determinati  con  decreto
– Per l’art. 148 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 1.
– Per l’art. 149 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note alle premesse.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  198  del  decreto
«Art. 198 (Procedure di segretazione  militare).  –  1.
Coloro  che  risiedono  nel  territorio  dello  Stato   non
possono, senza autorizzazione del Ministero delle attivita’
produttive,  depositare  esclusivamente  presso  uffici  di
Stati esteri  o  l’Ufficio  brevetti  europeo  o  l’Ufficio
internazionale    dell’organizzazione    mondiale     della
proprieta’ intellettuale in qualita’ di ufficio  ricevente,
le loro domande di concessione di brevetto per  invenzione,
modello di utilita’ o di topografia, ne’ depositarle presso
tali uffici prima che siano trascorsi novanta giorni  dalla
data del deposito in Italia, o da quella  di  presentazione
dell’istanza  di  autorizzazione.  Il  Ministero   predetto
provvede sulle istanze di autorizzazione, previo nulla osta
del Ministero della difesa. Trascorso il termine di novanta
giorni  senza  che  sia  intervenuto  un  provvedimento  di
rifiuto, l’autorizzazione deve intendersi concessa.
2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato,  la
violazione delle disposizioni del comma  1  e’  punita  con
l’ammenda non inferiore a 77,47 euro o con l’arresto. Se la
violazione e’ commessa quando  l’autorizzazione  sia  stata
negata, si applica l’arresto in misura non inferiore ad  un
3. L’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi  mette  con
immediatezza a disposizione del servizio militare  brevetti
del Ministero della  difesa  le  domande  di  brevetto  per
invenzioni industriali,  per  modelli  di  utilita’  e  per
topografie di prodotti a semiconduttori ad esso pervenute.
4. Qualora la sezione predetta ritenga che  le  domande
riguardino invenzioni  o  modelli  utili  alla  difesa  del
Paese, anche ufficiali o funzionari estranei  alla  sezione
stessa espressamente delegati  dal  Ministro  della  difesa
possono prendere visione, nella  sede  dell’Ufficio,  delle
descrizioni e dei disegni allegati alle domande.
5. Tutti coloro che hanno preso visione di domande e di
documenti relativi a brevetti o che ne hanno avuto  notizia
per ragioni di ufficio sono tenuti all’obbligo del segreto.
6.  Entro  novanta  giorni  successivi  alla  data  del
deposito delle domande,  il  Ministero  della  difesa  puo’
chiedere  all’Ufficio  italiano  brevetti   e   marchi   il
differimento della concessione  del  titolo  di  proprieta’
industriale e di ogni pubblicazione relativa. L’Ufficio da’
comunicazione della richiesta all’interessato, diffidandolo
ad osservare l’obbligo del segreto.
7. Se, entro otto mesi dalla data  del  deposito  della
domanda, il Ministero competente non ha inviato all’Ufficio
e al  richiedente,  in  quanto  questi  abbia  indicato  il
proprio  domicilio  nello  Stato,  la  notizia   di   voler
procedere all’espropriazione, si da’ seguito alla procedura
ordinaria per  la  concessione  del  titolo  di  proprieta’
industriale.  Nel  termine  predetto,  il  Ministero  della
difesa puo’ chiedere che sia ulteriormente  differito,  per
un tempo non superiore a tre anni dalla  data  di  deposito
della domanda, la  concessione  del  titolo  di  proprieta’
industriale ed ogni pubblicazione  relativa.  In  tal  caso
l’inventore  o  il  suo  avente   causa   ha   diritto   ad
un’indennita’  per  la  determinazione   della   quale   si
applicano le disposizioni in materia di espropriazione.
8. Per i modelli di utilita’  l’ulteriore  differimento
previsto nel comma 7 puo’ essere chiesto per un  tempo  non
superiore a un anno dalla data di deposito della domanda.
9.  A  richiesta  di  Stati  esteri  che  accordino  il
trattamento di reciprocita’, il Ministero della difesa puo’
richiedere, per un tempo anche superiore  a  tre  anni,  il
differimento della  concessione  del  brevetto  e  di  ogni
pubblicazione  relativa  all’invenzione  per   domande   di
brevetto gia’ depositate all’estero e  ivi  assoggettate  a
vincolo di segreto.
10. Le indennita’ eventuali sono a carico  dello  Stato
estero richiedente.
11. L’invenzione deve essere  tenuta  segreta  dopo  la
comunicazione della richiesta di differimento e  per  tutta
la durata  del  differimento  stesso,  nonche’  durante  lo
svolgimento della espropriazione e dopo il relativo decreto
se questo porti l’obbligo del segreto.
12. L’invenzione deve essere, altresi’, tenuta  segreta
nel  caso  previsto  dal  comma  6,  dopo  che  sia   stata
comunicata all’interessato la determinazione di  promuovere
l’espropriazione con imposizione del segreto.
13. L’obbligo del segreto cessa  qualora  il  Ministero
della difesa lo consenta.
14. La violazione del  segreto  e’  punita  ai  termini
dell’art. 262 del codice penale.
15. Il Ministero della  difesa  puo’  chiedere  che  le
domande  di  brevetto  per  le  invenzioni  industriali  di
organismi dipendenti o vigilati siano mantenute segrete.
16. Qualora,  per  invenzione  interessante  la  difesa
militare del Paese, il Ministero della difesa  richieda  o,
nell’ipotesi di differimento di cui al comma 6, consenta la
concessione del brevetto, la procedura relativa si  svolge,
su domanda dello stesso Ministero,  in  forma  segreta.  In
tale caso non si effettua alcuna  pubblicazione  e  non  si
consentono le visioni nel presente codice.
17. In caso di esposizioni da  tenersi  nel  territorio
dello  Stato,  il  Ministero  della  difesa  ha   facolta’,
mediante propri funzionari od  ufficiali,  di  procedere  a
particolareggiato  esame  degli  oggetti  e   dei   trovati
consegnati per l’esposizione che  possano  ritenersi  utili
alla difesa militare del Paese ed ha facolta’  altresi’  di
assumere notizie e chiedere  chiarimenti  sugli  oggetti  e
trovati stessi.
18.  Gli  enti  organizzatori  di  esposizioni   devono
consegnare ai suddetti funzionari o ufficiali  gli  elenchi
completi degli oggetti da esporre riferentisi ad invenzioni
industriali non protette ai sensi del presente codice.
19. I funzionari e gli ufficiali di  cui  al  comma  17
possono imporre all’ente stesso il divieto  di  esposizione
degli oggetti utili alla difesa militare del Paese.
20. Il Ministero della difesa, a mezzo raccomandata con
avviso di ricevimento, deve dare  notizia  alla  presidenza
dell’esposizione  e  agli  interessati   del   divieto   di
esposizione, diffidandoli circa l’obbligo del  segreto.  La
presidenza dell’esposizione  deve  conservare  gli  oggetti
sottoposti al divieto di  esposizione  con  il  vincolo  di
segreto sulla loro natura.
21. Nel  caso  che  il  divieto  di  esposizione  venga
imposto dopo che  gli  oggetti  siano  stati  esposti,  gli
oggetti  stessi  devono  essere  subito   ritirati   senza,
peraltro, imposizione del vincolo del segreto.
22. E’ fatta salva,  in  ogni  caso,  la  facolta’  del
Ministero della difesa, per gli oggetti che si  riferiscono
ad invenzioni riconosciute utili alla difesa  militare  del
Paese,  di   procedere   all’espropriazione   dei   diritti
derivanti dall’invenzione ai  sensi  delle  norme  relative
all’espropriazione contenute nel presente codice.
23.  Qualora  non  sia   rispettato   il   divieto   di
esposizione, i responsabili dell’abusiva  esposizione  sono
puniti con la  sanzione  amministrativa  da  25,00  euro  a
13.000,00 euro.».
– Per il testo dell’art. 151 del decreto legislativo n.
30 del 2005 si veda nelle note alle premesse.
– Per il testo dell’art. 198 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 7.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  58  del   decreto
«Art. 58  (Trasformazione  della  domanda  di  brevetto
europeo). – 1. La domanda di brevetto europeo, nella  quale
sia stata designata l’Italia, puo’  essere  trasformata  in
domanda di brevetto italiano per invenzione industriale:
a) nei casi  previsti  dall’art.  135,  paragrafo  1,
lettera a), della Convenzione sul brevetto  europeo  del  5
ottobre 1973, ratificata con legge 26 maggio 1978, n. 260;
b)  in  caso  di  inosservanza  del  termine  di  cui
all’art. 14, paragrafo 2, della  Convenzione  sul  brevetto
europeo,  quando  la  domanda  sia  stata   originariamente
depositata in lingua italiana.
2. E’ consentita la trasformazione in domanda nazionale
per modello di utilita’ di una domanda di brevetto  europeo
respinta, ritirata o considerata ritirata  o  del  brevetto
europeo revocato  il  cui  oggetto  abbia  i  requisiti  di
brevettabilita’, previsti dalla legislazione italiana per i
modelli di utilita’.
3. A coloro che richiedano la trasformazione di cui  al
comma   1   e’   consentito   chiedere   contemporaneamente
l’eventuale  trasformazione  in  domanda  di   modello   di
utilita’ ai sensi dell’art. 84.
4. Se una regolare richiesta di trasformazione ai sensi
dei commi 1, 2 e 3 e’ stata trasmessa all’Ufficio  italiano
brevetti e marchi, la domanda di  brevetto  e’  considerata
come depositata in Italia  alla  stessa  data  di  deposito
della domanda di brevetto europeo; gli atti annessi a detta
domanda che sono stati presentati all’Ufficio  europeo  dei
brevetti sono considerati come depositati  in  Italia  alla
stessa data.».
– Si riporta l’art. 139 e 138 del  decreto  legislativo
n. 30 del 2005:
«Art. 139 (Effetti della trascrizione). – 1. Gli atti e
le sentenze,  tranne  i  testamenti  e  gli  altri  atti  e
sentenze indicati alle lettere d), i) ed l) dell’art.  138,
finche’ non siano trascritti, non hanno effetto  di  fronte
ai  terzi  che  a  qualunque  titolo  hanno  acquistato   e
legalmente conservato  diritti  sul  titolo  di  proprieta’
2.  Nel  conflitto  di  piu’  acquirenti  dello  stesso
diritto di proprieta’ industriale dal medesimo titolare, e’
preferito chi ha trascritto per  primo  il  suo  titolo  di
3. La trascrizione del verbale di pignoramento, finche’
dura  la  sua  efficacia,  sospende   gli   effetti   delle
trascrizioni  ulteriori  degli  atti   e   delle   sentenze
anzidetti. Gli effetti di tali  trascrizioni  vengono  meno
dopo la trascrizione del verbale di aggiudicazione, purche’
avvenga entro tre  mesi  dalla  data  della  aggiudicazione
4. I testamenti  e  gli  atti  che  provano  l’avvenuta
legittima  successione  e   le   sentenze   relative   sono
trascritti  solo   per   stabilire   la   continuita’   dei
5. Sono opponibili ai terzi gli atti che trasferiscono,
in tutto o in parte, ovvero modificano i  diritti  inerenti
ad una domanda o ad un brevetto europeo, a  condizione  che
siano stati trascritti nel Registro italiano  dei  brevetti
europei.».
«Art. 138 (Trascrizione).  –  1.  Debbono  essere  resi
pubblici mediante trascrizione  presso  l’Ufficio  italiano
a) gli atti fra vivi, a titolo  oneroso  o  gratuito,
che trasferiscono in tutto o in parte, i diritti su  titoli
di proprieta’ industriale;
b) gli atti fra vivi, a titolo  oneroso  o  gratuito,
che  costituiscono,  modificano  o  trasferiscono   diritti
personali o reali di godimento privilegi speciali o diritti
di garanzia, costituiti ai sensi dell’art. 140  concernenti
i titoli anzidetti;
c)  gli  atti   di   divisione,   di   societa’,   di
transazione, di rinuncia,  relativi  ai  diritti  enunciati
nelle lettere a) e b);
e) il verbale di aggiudicazione in seguito a  vendita
forzata;
f) il verbale di sospensione della vendita  di  parte
dei diritti di proprieta’ industriale pignorati per  essere
restituiti al debitore, a norma  del  codice  di  procedura
g) i decreti di espropriazione per causa di  pubblica
utilita’;
h) le sentenze che dichiarano l’esistenza degli  atti
indicati nelle lettere a), b) e c), quando  tali  atti  non
siano stati precedentemente  trascritti.  Le  sentenze  che
pronunciano la nullita’, l’annullamento, la risoluzione, la
rescissione, la revocazione di un  atto  trascritto  devono
essere annotate in margine alla trascrizione  dell’atto  al
quale si riferiscono. Possono inoltre essere trascritte  le
domande giudiziali dirette ad ottenere le sentenze  di  cui
al presente  articolo.  In  tale  caso  gli  effetti  della
trascrizione  della  sentenza  risalgono  alla  data  della
trascrizione della domanda giudiziale;
i) i testamenti e gli  atti  che  provano  l’avvenuta
successione legittima e le sentenze relative;
l)  le  sentenze  di  rivendicazione  di  diritti  di
proprieta’ industriale e le relative domande giudiziali;
m) le  sentenze  che  dispongono  la  conversione  di
titoli  di  proprieta’  industriale  nulli  e  le  relative
domande giudiziali;
n) le  domande  giudiziali  dirette  ad  ottenere  le
sentenze di cui al  presente  articolo.  In  tal  caso  gli
effetti della trascrizione della  sentenza  risalgono  alla
data della trascrizione della domanda giudiziale.
2. La trascrizione e’ soggetta al pagamento del diritto
3. Per ottenere la trascrizione,  il  richiedente  deve
presentare apposita nota di trascrizione,  sotto  forma  di
domanda,  allegando  copia  autentica  dell’atto   pubblico
ovvero l’originale o la  copia  autentica  della  scrittura
privata autenticata ovvero qualsiasi  altra  documentazione
prevista dall’art. 195.
4. L’Ufficio italiano brevetti e marchi,  esaminata  la
regolarita’ formale degli  atti,  procede,  senza  ritardo,
alla  trascrizione  con  la  data  di  presentazione  della
5.   L’ordine   delle   trascrizioni   e’   determinato
dall’ordine di presentazione delle domande.
6. Le omissioni  o  le  inesattezze  che  non  inducano
incertezza assoluta sull’atto che si intende trascrivere  o
sul titolo  di  proprieta’  industriale  a  cui  l’atto  si
riferisce    non     comportano     l’invalidita’     della
trascrizione.».
– Per il testo dell’art. 56 del decreto legislativo  n.
– Per l’art. 197 del  decreto  legislativo  n.  30  del
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  11,  del  decreto
«Art. 11 (Marchio collettivo).  –  1.  I  soggetti  che
svolgono la funzione di garantire l’origine, la natura o la
qualita’  di  determinati  prodotti  o   servizi,   possono
ottenere la registrazione per appositi marchi  come  marchi
collettivi ed hanno la  facolta’  di  concedere  l’uso  dei
marchi stessi a produttori o commercianti.
2.  I  regolamenti   concernenti   l’uso   dei   marchi
collettivi, i  controlli  e  le  relative  sanzioni  devono
essere  allegati  alla   domanda   di   registrazione;   le
modificazioni regolamentari devono essere comunicate a cura
dei titolari all’Ufficio italiano  brevetti  e  marchi  per
essere incluse tra i documenti allegati alla domanda.
3. Le disposizioni dei commi 1  e  2  sono  applicabili
anche ai marchi collettivi stranieri registrati  nel  Paese
4.  In  deroga  all’art.  13,  comma  1,   un   marchio
collettivo puo’ consistere in segni o indicazioni  che  nel
commercio possono  servire  per  designare  la  provenienza
geografica dei prodotti o servizi. In tal  caso,  peraltro,
l’Ufficio italiano brevetti e marchi  puo’  rifiutare,  con
provvedimento motivato, la registrazione  quando  i  marchi
richiesti  possano  creare  situazioni  di   ingiustificato
privilegio o comunque recare pregiudizio allo  sviluppo  di
altre analoghe iniziative nella regione. L’Ufficio italiano
brevetti e marchi  ha  facolta’  di  chiedere  al  riguardo
l’avviso  delle  amministrazioni  pubbliche,  categorie   e
organi interessati o competenti.  L’avvenuta  registrazione
del marchio collettivo costituito da  nome  geografico  non
autorizza il titolare a vietare a terzi l’uso nel commercio
del nome stesso, purche’ quest’uso sia conforme ai principi
della correttezza  professionale  e  quindi  limitato  alla
funzione di indicazione di provenienza.
5. I marchi collettivi sono soggetti a tutte  le  altre
disposizioni del presente codice in quanto non  contrastino
con la natura di essi.».
– Si riporta il testo degli articoli 8 e 10 del decreto
«Art. 8 (Ritratti di persone, nomi e segni  notori).  –
1. I ritratti di persone non possono essere registrati come
marchi senza il consenso delle medesime  e,  dopo  la  loro
morte, senza il consenso del coniuge e dei figli;  in  loro
mancanza o dopo la loro morte, dei genitori e  degli  altri
ascendenti, e, in mancanza o dopo la morte anche di  questi
ultimi, dei parenti fino al quarto grado incluso.
2. I nomi di persona diversi da quelli di chi chiede la
registrazione  possono  essere  registrati   come   marchi,
purche’ il loro uso non sia tale  da  ledere  la  fama,  il
credito o il decoro di chi ha diritto di portare tali nomi.
L’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi  ha  tuttavia   la
facolta’  di  subordinare  la  registrazione  al   consenso
stabilito al comma 1. In ogni caso,  la  registrazione  non
impedira’ a chi abbia diritto al nome di  farne  uso  nella
ditta da lui prescelta.
3. Se notori, possono essere  registrati  come  marchio
solo dall’avente diritto, o con il consenso  di  questi,  o
dei soggetti di cui al comma 1: i nomi di persona, i  segni
usati in campo artistico, letterario, scientifico, politico
o sportivo, le denominazioni e sigle  di  manifestazioni  e
quelli  di  enti  ed  associazioni  non  aventi   finalita’
economiche, nonche’ gli emblemi caratteristici di questi.».
«Art. 10 (Stemmi). – 1. Gli stemmi e  gli  altri  segni
considerati nelle  convenzioni  internazionali  vigenti  in
materia,  nei  casi  e  alle  condizioni  menzionati  nelle
convenzioni stesse, nonche’  i  segni  contenenti  simboli,
emblemi e stemmi che rivestano un  interesse  pubblico  non
possono costituire oggetto di  registrazione  come  marchio
d’impresa, a meno che l’autorita’ competente non  ne  abbia
autorizzato la registrazione.
2. Trattandosi di marchio contenente parole,  figure  o
segni  con  significazione  politica  o  di   alto   valore
simbolico,  o  contenente  elementi   araldici,   l’Ufficio
italiano brevetti  e  marchi,  prima  della  registrazione,
invia l’esemplare del marchio e quantaltro possa  occorrere
alle amministrazioni pubbliche interessate,  o  competenti,
per sentirne l’avviso, in conformita’ a quanto e’  disposto
nel comma 4.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi ha la  facolta’
di provvedere ai termini del comma 2 in ogni  caso  in  cui
sussista dubbio  che  il  marchio  possa  essere  contrario
all’ordine pubblico o al buon costume.
4. Se l’amministrazione interessata, o  competente,  di
cui  ai  commi  2  e  3,  esprime  avviso  contrario   alla
registrazione del marchio, l’Ufficio  italiano  brevetti  e
marchi respinge la domanda.».
«Art. 13  (Capacita’  distintiva).  –  1.  Non  possono
costituire oggetto di registrazione come marchio  d’impresa
i segni privi di  carattere  distintivo  e  in  particolare
quelli  costituiti   esclusivamente   dalle   denominazioni
generiche  di  prodotti  o   servizi   o   da   indicazioni
descrittive che ad essi si riferiscono, come i segni che in
commercio  possono  servire  a  designare  la  specie,   la
qualita’, la quantita’,  la  destinazione,  il  valore,  la
provenienza geografica ovvero l’epoca di fabbricazione  del
prodotto  o  della  prestazione  del   servizio   o   altre
caratteristiche del prodotto o servizio.
2. In deroga al comma 1 e all’art. 12, comma 1, lettera
a),  possono  costituire  oggetto  di  registrazione   come
marchio d’impresa  i  segni  che  prima  della  domanda  di
registrazione, a seguito dell’uso che ne sia  stato  fatto,
abbiano acquistato carattere distintivo.
3. Il marchio non puo’ essere dichiarato o  considerato
nullo  se  prima  della  proposizione   della   domanda   o
dell’eccezione di nullita’, il segno che ne forma  oggetto,
a seguito dell’uso che ne e’  stato  fatto,  ha  acquistato
4. Il marchio decade se, per il fatto dell’attivita’  o
dell’inattivita’  del  suo  titolare,  sia   divenuto   nel
commercio denominazione generica del  prodotto  o  comunque
servizio o abbia perduto la sua capacita’ distintiva.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  158  del  decreto
«Art. 158 (Divisione della domanda di registrazione  di
marchio). – 1. Ogni domanda deve aver per oggetto  un  solo
2.  Se  la  domanda  riguarda  piu’  marchi,  l’Ufficio
italiano  brevetti  e   marchi   invitera’   l’interessato,
assegnandogli un termine, a limitare la domanda ad un  solo
marchio,  con  facolta’  di  presentare,  per  i  rimanenti
marchi, altrettante domande, che avranno effetto dalla data
della domanda primitiva.
3. Ogni domanda di registrazione,  avente  per  oggetto
piu’ prodotti o servizi, puo’ essere divisa dal richiedente
in piu’ domande parziali,  nelle  quali  sono  ripartiti  i
prodotti o i servizi della domanda iniziale,  nei  seguenti
a) prima della decisione dell’ufficio  relativo  alla
b)  durante  ogni  procedura  di   opposizione   alla
decisione dell’ufficio di registrazione del marchio;
c)  durante  ogni  procedura  di  ricorso  contro  la
decisione di registrare il marchio.
4. Le domande parziali conservano la data  di  deposito
della domanda iniziale e, se del  caso,  il  beneficio  del
diritto di priorita’.
5. Il ricorso alla Commissione dei ricorsi sospende  il
termine assegnato dall’ufficio.».
– Per il testo dell’art. 173 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 4.
– Per il testo dell’art. 158 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 14.
– Si riporta il testo degli articoli 171, 170 e 201 del
«Art. 171  (Esame  dei  marchi  internazionali).  –  1.
L’Ufficio italiano brevetti e marchi effettua  l’esame  dei
marchi  internazionali  designanti  l’Italia  conformemente
alle norme relative ai marchi nazionali, ai sensi dell’art.
170, comma 1, lettera a).
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, se ritiene che
il marchio non possa essere registrato in tutto o in parte,
ovvero se e’ stata presentata opposizione da parte di terzi
ai sensi dell’art. 176,  provvede,  ai  sensi  dell’art.  5
dell’Accordo di Madrid per la registrazione  internazionale
dei  marchi,  testo  di  Stoccolma  del  14  luglio   1967,
ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424 o del  relativo
protocollo del 27 giugno  1989,  ratificato  con  legge  12
marzo 1996, n. 169, all’emissione di un rifiuto provvisorio
della registrazione internazionale e ne  da’  comunicazione
all’Organizzazione mondiale della proprieta’ intellettuale.
3. Il rifiuto provvisorio  ai  sensi  del  comma  2  e’
emesso entro un anno per  le  registrazioni  internazionali
basate  sull’Accordo  di  Madrid   per   la   registrazione
internazionale dei marchi e diciotto mesi per quelle basate
sul relativo Protocollo. I  termini  decorrono  dalle  date
rispettivamente   indicate   nelle    citate    Convenzioni
4. In caso di rifiuto provvisorio,  la  protezione  del
marchio e’ la medesima di quella di una domanda di  marchio
depositata presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi.
5.  Entro  il  termine  perentorio   all’uopo   fissato
dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, il titolare di una
registrazione  internazionale,  per  la  quale  sia   stato
comunicato  all’Organizzazione  mondiale  della  proprieta’
intellettuale un rifiuto provvisorio, tramite un mandatario
nominato ai sensi dell’art. 201, puo’ presentare le proprie
deduzioni, ovvero richiedere copia dell’atto di opposizione
sulla  base  del  quale  e’   stato   emesso   il   rifiuto
provvisorio. In tale ultimo  caso,  se  il  titolare  della
registrazione internazionale richiede la copia nel  termine
prescritto, l’Ufficio comunica alle parti l’avviso  di  cui
all’art. 178, comma 1,  e  applica  le  altre  norme  sulla
procedura  di  opposizione  di  cui  agli  articoli  178  e
6. Qualora entro il termine  di  cui  al  comma  5,  il
titolare della registrazione internazionale non presenti le
proprie deduzioni, ovvero non richieda copia  dell’atto  di
opposizione  secondo  le  modalita’  prescritte,  l’Ufficio
italiano brevetti e marchi emette il rifiuto definitivo.
7.  L’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi   comunica
all’Organizzazione mondiale della proprieta’  intellettuale
le decisioni definitive relative ai  marchi  internazionali
designanti l’Italia.
8. Nel caso che il marchio designante l’Italia in  base
al protocollo di  Madrid  sia  successivamente  radiato  in
tutto o in parte su richiesta  dell’ufficio  di  proprieta’
industriale d’origine, il suo titolare puo’ depositare  una
domanda  di  registrazione  per  lo  stesso  segno   presso
l’Ufficio italiano  brevetti  e  marchi.  Tale  domanda  ha
effetto dalla data  di  registrazione  internazionale,  con
l’eventuale   priorita’   riconosciuta,   o    da    quella
dell’iscrizione  dell’estensione  territoriale  concernente
9. La domanda e’ depositata nel termine  perentorio  di
tre  mesi  a  decorrere  dalla  data  di  radiazione  della
registrazione  internazionale  e  puo’  riguardare  solo  i
prodotti  e  servizi   in   essa   compresi   relativamente
10. Alla domanda si applicano le  disposizioni  vigenti
per le domande nazionali.».
«Art. 170 (Esame delle domande).  –  1.  L’esame  delle
domande, delle quali sia stata riconosciuta la  regolarita’
formale, e’ rivolto ad accertare:
a) per i marchi: se puo’ trovare applicazione  l’art.
11 quando si tratta di marchi  collettivi;  se  la  parola,
figura o segno possono essere  registrati  come  marchio  a
norma degli articoli 7, 8, 9, 10, 12, comma 1, lettera  a),
13, comma 1, e 14, comma 1, lettere a) e b); se  concorrono
le condizioni di cui all’art. 3;».
«Art. 201 (Rappresentanza). – 1. Nessuno  e’  tenuto  a
farsi  rappresentare  da  un  mandatario  abilitato   nelle
le persone fisiche e giuridiche possono agire per mezzo  di
dipendente di altra societa’ collegata ai  sensi  dell’art.
2. La nomina di uno o piu’ mandatari, qualora  non  sia
fatta nella domanda, oppure con separato atto, autentico  o
autenticato, puo’ farsi con  apposita  lettera  d’incarico,
3. L’atto  di  nomina  o  la  lettera  d’incarico  puo’
riguardare  una  o  piu’   domande   o   in   generale   la
rappresentanza professionale per ogni procedura  di  fronte
all’Ufficio italiano brevetti e marchi ed alla  commissione
giurisdizionale. In tale caso, in ogni successiva  domanda,
istanza e ricorso, il mandatario  dovra’  fare  riferimento
4.  Il  mandato  puo’  essere  conferito   soltanto   a
mandatari iscritti in un albo all’uopo istituito presso  il
Consiglio  dell’ordine   dei   consulenti   in   proprieta’
avvocato iscritto nel suo albo professionale.».
– Per il testo dell’art. 11 del decreto legislativo  n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 11.
– Per il testo dell’art. 197 del decreto legislativo n.
– Per il testo dell’art. 201 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 16.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  159  del  decreto
«Art. 159 (Domanda di rinnovazione di marchio). – 1. La
domanda di rinnovazione di marchio di impresa  deve  essere
fatta dal titolare o dal suo avente causa.
2. La domanda, accompagnata dal versamento delle  tasse
dovute, deve essere depositata entro gli ultimi dodici mesi
precedenti alla data di scadenza  del  decennio  in  corso.
Trascorso tale periodo, la  domanda  di  rinnovazione  puo’
essere presentata  nei  sei  mesi  successivi  al  mese  di
scadenza con l’applicazione di una soprattassa.
3. Quando vi sia mandatario, alla domanda  deve  essere
unito l’atto di nomina ai sensi dell’art. 201.
4. Per i marchi registrati sulla base di una domanda di
trasformazione di una domanda di marchio comunitario  o  di
un marchio comunitario, presentata ai sensi del regolamento
(CE) n. 40/94 del Consiglio,  del  20  dicembre  1993,  sul
marchio  comunitario  e  successive  modificazioni,  ovvero
sulla  base  di  una  domanda  di  trasformazione  di   una
registrazione internazionale, presentata ai sensi dell’art.
9-quinquies del Protocollo relativo all’Accordo  di  Madrid
sulla registrazione internazionale dei marchi del 27 giugno
1989, ratificato con legge  12  marzo  1996,  n.  169,  gli
effetti  della   prima   registrazione,   ai   fini   della
rinnovazione,  decorrono  rispettivamente  dalla  data   di
deposito della domanda di marchio comunitario o dalla  data
di registrazione internazionale.
5. Se il marchio precedente appartiene a piu’  persone,
la  domanda  di  rinnovazione  puo’  essere  fatta  da  una
soltanto, nell’interesse di tutte.
6. Se la domanda di rinnovazione o le tasse  pagate  si
riferiscono soltanto  ad  una  parte  dei  prodotti  o  dei
servizi per i quali il  marchio  e’  stato  registrato,  la
registrazione viene rinnovata soltanto per i prodotti  o  i
servizi di cui trattasi.».
– Si riporta il testo degli  articoli  174  e  175  del
«Art.   174   (Osservazioni    e    opposizioni    alla
registrazione del marchio). –  1.  Le  domande  di  marchio
ritenute registrabili ai  sensi  dell’art.  170,  comma  1,
lettera a), le registrazioni di marchio effettuate  secondo
la procedura di cui all’art. 179,  comma  2,  ed  i  marchi
internazionali, designanti l’Italia, possono essere oggetto
di osservazioni e di opposizioni in conformita’ alle  norme
di cui ai successivi articoli.».
«Art. 175 (Deposito delle osservazioni dei terzi). – 1.
Qualsiasi interessato puo’,  senza  con  cio’  assumere  la
qualita’  di  parte  nella  procedura   di   registrazione,
indirizzare  all’Ufficio   italiano   brevetti   e   marchi
osservazioni scritte, specificando i motivi per i quali  un
marchio deve essere escluso d’ufficio  dalla  registrazione
entro il termine perentorio di due mesi:
a) dalla data di  pubblicazione  di  una  domanda  di
registrazione, ritenuta  registrabile  ai  sensi  dell’art.
170, comma 1, lettera a), ovvero ritenuta  registrabile  in
base a sentenza di accoglimento passata in giudicato;
b) dalla data di pubblicazione della registrazione di
un marchio, la cui domanda non e’ stata pubblicata ai sensi
dell’art. 179, comma 2;
c) dal primo giorno del mese successivo a  quello  in
cui e’ avvenuta la pubblicazione del marchio internazionale
nella Gazette de l’Organisation Mondiale de  la  Propriete’
Intellectuelle des Marques Internationales.
2. Le osservazioni, se ritenute pertinenti e rilevanti,
sono dall’Ufficio italiano brevetti e marchi comunicate  al
richiedente che puo’ presentare le proprie deduzioni  entro
il termine di trenta giorni dalla data della comunicazione.
3. Nel caso di marchio internazionale, le  osservazioni
sono considerate dall’Ufficio italiano  brevetti  e  marchi
solo al fine dell’esame  di  cui  all’art.  170,  comma  1,
lettera a).».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  160  del  decreto
«Art. 160 (Domanda di brevetto  per  invenzione  e  per
modello di utilita’). – 1. La domanda deve contenere:
a)   l’identificazione   del   richiedente   e    del
mandatario, se vi sia;
b) l’indicazione dell’invenzione o  del  modello,  in
forma  di  titolo,  che  ne  esprima  brevemente,  ma   con
precisione, i caratteri e lo scopo.
2. Una medesima domanda non puo’ contenere la richiesta
di  piu’  brevetti,  ne’  di  un  solo  brevetto  per  piu’
invenzioni o modelli.
a) la descrizione dell’invenzione effettuata ai sensi
dell’art. 51;
d) quando vi sia mandatario, anche l’atto  di  nomina
ai sensi dell’art. 201;
e) in caso di rivendicazione di priorita’ i documenti
4. La descrizione dell’invenzione o  del  modello  deve
iniziare con un riassunto che ha solo fini di  informazione
tecnica e deve concludersi con una o piu’ rivendicazioni in
cui sia indicato, specificamente, cio’ che si intende debba
formare oggetto del brevetto.».
– Per l’art. 197 del decreto legislativo n. 30 del 2005
– Si riporta il testo dell’art. 5 del decreto-legge  10
gennaio 2006, n. 3,  convertito,  con  modificazioni  dalla
legge 22 febbraio 2006, n. 78 (Attuazione  della  direttiva
98/44/CE  in  materia   di   protezione   giuridica   delle
invenzioni  biotecnologiche),  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale 11 gennaio 2006, n. 8:
«Art.  5  (Procedimento).  –  1.   L’Ufficio   italiano
brevetti  e  marchi,   in   sede   di   valutazione   della
brevettabilita’ di invenzioni biotecnologiche, al  fine  di
garantire quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lettera c),
puo’ richiedere il parere del  Comitato  nazionale  per  la
biosicurezza e le biotecnologie.
2. La provenienza del materiale  biologico  di  origine
animale o vegetale, che sta alla base  dell’invenzione,  e’
dichiarata all’atto della  richiesta  di  brevetto  sia  in
riferimento al Paese di origine, consentendo  di  accertare
il rispetto della legislazione in materia di importazione e
di esportazione, sia in relazione  all’organismo  biologico
dal quale e’ stato isolato.
3. La domanda di brevetto relativa  ad  una  invenzione
che ha  per  oggetto  o  utilizza  materiale  biologico  di
origine umana deve essere corredata dell’espresso consenso,
libero e informato a tale prelievo e  utilizzazione,  della
persona da cui e’ stato prelevato tale materiale,  in  base
alla normativa vigente.».
Note all’art. 22:
– Per il testo dell’art. 5 del decreto-legge 10 gennaio
2006, n. 3, convertito, con modificazioni  dalla  legge  22
febbraio 2006, n. 78, si veda nelle note all’art. 21.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  161  del  decreto
«Art. 161 (Unicita’ dell’invenzione e  divisione  della
domanda). – 1. Ogni domanda deve avere per oggetto una sola
2. Se la domanda comprende piu’  invenzioni,  l’Ufficio
assegnandogli un termine, a limitare tale  domanda  ad  una
sola  invenzione,  con  facolta’  di  presentare,  per   le
rimanenti  invenzioni,  altrettante  domande,  che  avranno
effetto dalla data della domanda primitiva.
3. Il ricorso alla Commissione dei ricorsi sospende  il
– Per l’art. 173 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 4.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  167  del  decreto
«Art.  167  (Domanda  di  registrazione  di  disegni  e
modelli). – 1. La domanda deve contenere:
a) l’identificazione del  richiedente  ed  anche  del
b) l’indicazione del disegno o modello, in  forma  di
titolo ed eventualmente l’indicazione delle caratteristiche
dei prodotti che si intendono rivendicare.
a) la riproduzione grafica del disegno o  modello,  o
la riproduzione grafica dei  prodotti  industriali  la  cui
fabbricazione deve formare oggetto del diritto esclusivo, o
un campione dei prodotti stessi quando trattasi di prodotti
industriali aventi fondamentalmente due sole dimensioni;
b)  la  descrizione  del  disegno   o   modello,   se
necessaria  per  l’intelligenza  del  disegno   o   modello
c) quando vi sia  mandatario,  l’atto  di  nomina  ai
sensi dell’art. 201;
d) in caso di rivendicazione di priorita’ i documenti
relativi.».
2005, si veda nelle le note alle premesse.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  168  del  decreto
«Art. 168 (Domanda di registrazione delle  topografie).
–  1.  Ogni  domanda  deve  avere  per  oggetto  una   sola
topografia di  un  prodotto  a  semiconduttori  e,  qualora
indichi  una  data  di  primo   sfruttamento   commerciale,
corrispondere alla topografia esistente in detta data.
2.  Alla  domanda  di  registrazione   debbono   essere
a) una documentazione che consenta  l’identificazione
della topografia,  in  conformita’  alle  prescrizioni  del
b) una dichiarazione attestante  la  data  del  primo
atto di sfruttamento commerciale della  topografia  qualora
questa  data  sia  anteriore  a  quella  della  domanda  di
registrazione. Se il richiedente e’ persona diversa da  chi
ha effettuato il primo atto  di  sfruttamento  commerciale,
deve  dichiarare  il  rapporto  giuridico  intercorso   con
quest’ultimo;
c) quando vi sia un mandatario l’atto  di  nomina  ai
d)  l’eventuale  designazione  dell’autore  o   degli
autori della topografia.
3. E’ consentita  l’utilizzazione  di  termini  tecnici
stranieri divenuti di uso corrente nel settore specifico.».
Note all’art. 28:
– Si riporta il testo dell’art. 169 decreto legislativo
«Art. 169 (Rivendicazione di priorita’). – 1. Quando si
rivendichi la priorita’ di un deposito ai sensi dell’art. 4
si deve unire copia della domanda  prioritaria  da  cui  si
rilevino il nome del richiedente, l’entita’ e  l’estensione
del diritto di proprieta’ industriale e la data in  cui  il
deposito e’ avvenuto.
2. Se il  deposito  e’  stato  eseguito  da  altri,  il
richiedente deve anche dare la prova di essere successore o
avente causa del primo depositante.
3. Quando all’estero siano  state  depositate  separate
domande, in date diverse, per le varie parti di uno  stesso
marchio e di tali parti si voglia rivendicare il diritto di
priorita’, per ognuna di esse, ancorche’  costituiscano  un
tutto unico, deve depositarsi separata domanda. Ove con una
sola domanda siano rivendicate piu’  registrazioni  o  piu’
depositi delle dette diverse parti di uno  stesso  marchio,
alle nuove domande separate si applica l’art. 158, commi  1
4. Quando siano state depositate separate  domande,  in
date diverse, per le varie parti di una stessa  invenzione,
il diritto di priorita’ puo’  essere  rivendicato  con  una
unica domanda se vi sia unita’ di invenzione. Nel caso  che
con una sola domanda siano rivendicati piu’ depositi e  non
si  riscontri  l’unita’  inventiva,  alle   nuove   domande
separate e’ applicabile l’art. 161.
5. Quando sia intervenuto il decreto  ministeriale  per
la  protezione  temporanea  dei  nuovi  marchi  apposti  su
prodotti o  su  materiali  inerenti  alla  prestazione  del
servizio, che  hanno  figurato  in  una  esposizione  e  si
rivendichino i diritti di  priorita’  per  tale  protezione
temporanea, il richiedente deve allegare  alla  domanda  di
registrazione  un  certificato  del  comitato  esecutivo  o
direttivo o della presidenza  dell’esposizione,  avente  il
contenuto prescritto nel relativo regolamento.
6.  La  brevettazione  o   la   registrazione   vengono
effettuate senza menzione della  priorita’,  qualora  entro
sei mesi dalla data di deposito della domanda  non  vengano
prodotti, nelle forme dovute, i documenti di cui  al  comma
1. Per le invenzioni e i modelli di utilita’ il termine per
deposito di tali documenti e’ di  sedici  mesi  dalla  data
della domanda anteriore, di cui si rivendica la  priorita’,
se tale termine e’ piu’ favorevole al richiedente.
7. Qualora la priorita’ di un  deposito  compiuta  agli
effetti  delle  convenzioni  internazionali  vigenti  venga
comunque rifiutata, nel titolo  di  proprieta’  industriale
deve farsi analoga annotazione del rifiuto.
8. La rivendicazione  di  priorita’  nella  domanda  di
privativa per nuova varieta’ vegetale e’  rifiutata  se  e’
effettuata dopo il termine di dodici  mesi  dalla  data  di
deposito della prima domanda e se il richiedente non ne  ha
diritto. Qualora priorita’  sia  rifiutata  non  se  ne  fa
menzione nella privativa.».
Note all’art. 29:
– Si riporta il testo degli  articoli  172  e  229  del
«Art.  172  (Ritiro,  rettifiche,  integrazioni   della
domanda). – 1.  Il  richiedente  puo’  sempre  ritirare  la
domanda durante la  procedura  di  esame  e  nel  caso  dei
marchi, anche durante la procedura  di  opposizione,  prima
che l’Ufficio italiano brevetti e marchi  abbia  provveduto
alla concessione del titolo.
2.  Il  richiedente,  prima  che   l’Ufficio   italiano
brevetti e marchi abbia  provveduto  alla  concessione  del
titolo  o  deciso  in  merito  ad  una  istanza  o  ad  una
opposizione,  o  comunque  prima  che  la  Commissione  dei
ricorsi, nei casi in cui sia stato interposto ricorso abbia
provveduto, ha facolta’ di correggere,  negli  aspetti  non
sostanziali, la domanda originariamente depositata  o  ogni
altra istanza  ad  essa  relativa,  nonche’,  nel  caso  di
domanda di brevetto per invenzione o modello  di  utilita’,
di  integrare  anche  con  nuovi  esempi  o   limitare   la
descrizione, le rivendicazioni o i disegni  originariamente
depositati e, nel caso di domanda di marchio, di limitare o
precisare  i   prodotti   e   i   servizi   originariamente
elencati.».
«Art. 229 (Diritti  rimborsabili).  –  1.  In  caso  di
rigetto della domanda o di rinuncia  alla  medesima,  prima
che la registrazione sia stata effettuata o il brevetto sia
stato concesso,  sono  rimborsati  i  diritti  versati,  ad
eccezione del diritto di domanda. Il diritto  previsto  per
il  deposito  di  opposizione  e’  rimborsato  in  caso  di
estinzione dell’opposizione ai sensi dell’art.  181,  comma
1, lettera b).
2.  I  rimborsi  dei  diritti  sono   autorizzati   dal
Ministero  delle  attivita’  produttive.   L’autorizzazione
viene disposta d’ufficio quando i diritti da rimborsare  si
riferiscono ad una domanda di registrazione o  di  brevetto
definitivamente respinta o ad un ricorso accolto.  In  ogni
altro caso,  il  rimborso  viene  effettuato  su  richiesta
dell’avente diritto, con istanza diretta al Ministero delle
3. I rimborsi devono essere annotati nel  registro  dei
brevetti  e,  ove  si  riferiscano  a  domande  ritirate  o
respinte, vengono annotati nel registro delle domande.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  191  del  decreto
«Art. 191  (Scadenza  dei  termini).  –  1.  I  termini
previsti nel presente codice sono  prorogabili  su  istanza
presentata prima della loro scadenza  all’Ufficio  italiano
brevetti e marchi, salvo che il termine sia  indicato  come
2.  Su  richiesta  motivata  la  proroga  puo’   essere
concessa fino ad un massimo  di  sei  mesi  dalla  data  di
scadenza o di  comunicazione  con  cui  l’Ufficio  italiano
brevetti e marchi ha fissato il termine.».
Note all’art. 31:
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  185  del  decreto
«Art.  185   (Raccolta   dei   titoli   di   proprieta’
industriale).  –  1.  I  titoli  originali  di   proprieta’
industriale   devono   essere   firmati    dal    dirigente
dell’ufficio  competente  o  da  un  funzionario   da   lui
2. I titoli di proprieta’  industriale,  contrassegnati
da un numero progressivo, secondo la data  di  concessione,
b) il cognome, il nome, il domicilio del titolare  e,
nel caso  delle  varieta’  vegetali,  del  costitutore,  la
ragione ovvero la  denominazione  sociale  e  la  sede,  se
trattasi di persona giuridica;
c) il cognome, il nome, il domicilio del  mandatario,
se vi sia;
d) il cognome ed il nome dell’autore;
e) gli estremi della priorita’ rivendicata;
f) nel caso delle varieta’ vegetali, il genere  o  la
specie di appartenenza della nuova varieta’ vegetale  e  la
relativa denominazione.
3. Gli originali dei titoli di  proprieta’  industriale
sono raccolti in registri.
4.  Una  copia  certificata  conforme  del  titolo   di
proprieta’ industriale e’ trasmessa al titolare.  Nel  caso
delle privative per varieta’ vegetali l’ufficio informa  il
MIPAF della concessione.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  186  del  decreto
«Art. 186 (Visioni e pubblicazioni). – 1.  La  raccolta
dei titoli di proprieta’ industriale e  la  raccolta  delle
domande possono  essere  consultate  dal  pubblico,  dietro
autorizzazione dell’Ufficio italiano brevetti e marchi,  in
seguito a domanda.
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, a partire  dai
termini stabiliti per l’accessibilita’  al  pubblico  delle
domande,  tiene  a  disposizione  gratuita  del   pubblico,
perche’  possano   essere   consultate,   le   domande   di
brevettazione o di registrazione.  Il  pubblico  puo’  pure
consultare, nello stesso modo, le descrizioni ed i  disegni
relativi ai titoli di proprieta’ industriale e gli allegati
alle domande nelle quali si sia rivendicata la priorita’ di
precedenti depositi.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ consentire
che si estragga copia delle domande,  delle  descrizioni  e
dei disegni,  nonche’  degli  altri  documenti  di  cui  e’
consentita la visione al pubblico, a chi ne faccia  domanda
subordinatamente  a  quelle  cautele  che  siano   ritenute
necessarie per evitare ogni  guasto  o  deterioramento  dei
documenti a disposizione del pubblico.
4. Le copie per le quali si chiede l’autenticazione  di
conformita’ all’esemplare messo a disposizione del pubblico
devono  essere  in  regola  con  l’imposta  di  bollo.   Il
Ministero  delle   attivita’   produttive   puo’   tuttavia
stabilire che alla copiatura o comunque alla  riproduzione,
anche fotografica, degli atti  e  dei  documenti  anzidetti
provveda esclusivamente  l’Ufficio,  previo  pagamento  dei
5. Le  copie  di  estratti  dei  titoli  di  proprieta’
industriale e di certificati relativi a notizie da estrarsi
dalla relativa documentazione, nonche’  i  duplicati  degli
originali, sono fatti esclusivamente dall’Ufficio  italiano
brevetti e marchi in seguito ad  istanza  nella  quale  sia
indicato il numero d’ordine del titolo del quale si  chiede
la copia o l’estratto.
6. La certificazione di  autenticita’  delle  copie  e’
soggetta all’imposta di bollo e al pagamento dei diritti di
segreteria da corrispondersi all’Ufficio italiano  brevetti
e marchi per ogni foglio e per ogni tavola di disegno.
7. La misura dei diritti previsti dal  presente  codice
e’ stabilita  con  decreto  del  Ministro  delle  attivita’
produttive, di concerto con  il  Ministro  dell’economia  e
delle finanze. Sono  determinate,  nello  stesso  modo,  le
tariffe per i lavori di copiatura e quelli di  riproduzione
fotografica, ai quali provvede l’Ufficio italiano  brevetti
e marchi.
8. I titoli di  proprieta’  industriale,  distinti  per
classi, e le trascrizioni avvenute, sono pubblicati, almeno
mensilmente, nel Bollettino ufficiale previsto per  ciascun
tipo di titoli dagli articoli  187,  188,  189  e  190.  La
pubblicazione   conterra’   le   indicazioni   fondamentali
comprese  in  ciascun  titolo  e,  rispettivamente,   nelle
domande di trascrizione. Il  Bollettino  potra’  contenere,
inoltre, sia gli indici analitici dei diritti di proprieta’
industriale, sia gli indici alfabetici dei titolari  ed  in
esso  potranno   pure   pubblicarsi   i   riassunti   delle
9. Il Bollettino puo’ essere distribuito  gratuitamente
alle Camere di commercio, nonche’ agli enti indicati in  un
elenco da compilarsi a cura del  Ministro  delle  attivita’
– Per l’art. 201 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 16.
Note all’art. 38:
– Si riporta il testo degli articoli 109, comma  1, 37,
227 e 192 del decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 109 (Durata della protezione). – 1. Il diritto di
costitutore, concesso a norma di questo codice, dura  venti
anni a decorrere dalla data della sua concessione. Per  gli
alberi e le viti tale diritto dura  trent’anni  dalla  data
della sua concessione.
«Art.  37  (Durata   della   protezione).   –   1.   La
registrazione del disegno o  modello  dura  cinque  anni  a
decorrere dalla data di  presentazione  della  domanda.  Il
titolare puo’ ottenere la proroga della durata  per  uno  o
piu’  periodi  di  cinque  anni  fino  ad  un  massimo   di
venticinque anni dalla data di presentazione della  domanda
di registrazione.».
«Art. 227 (Diritti per  il  mantenimento  in  vita  dei
titoli di proprieta’ industriale). –  1.  Tutti  i  diritti
previsti  per  il  mantenimento  in  vita  dei  titoli   di
proprieta’     industriale     devono     essere     pagati
anticipatamente, entro il mese corrispondente a  quello  in
cui e’ stata depositata la domanda,  trascorso  il  periodo
coperto dal precedente pagamento.
2. Trascorso questo termine di scadenza,  il  pagamento
e’ ammesso nei sei mesi successivi con l’applicazione di un
diritto di  mora,  il  cui  ammontare  e’  determinato  per
ciascun diritto di  proprieta’  industriale  dal  Ministero
delle attivita’ produttive, di concerto  con  il  Ministero
3.  Possono  pagarsi   anticipatamente   piu’   diritti
4. Nel caso  di  cui  all’art.  6,  comma  1,  tutti  i
soggetti sono tenuti solidalmente al pagamento dei  diritti
di mantenimento.».
«Art. 192 (Continuazione della procedura). – 1.  Quando
il richiedente o il titolare di un  diritto  di  proprieta’
industriale  non  abbia  osservato   un   termine   fissato
dall’Ufficio italiano brevetti e marchi,  relativamente  ad
una procedura di fronte allo stesso Ufficio,  che  comporti
il rigetto della domanda o istanza o  la  decadenza  di  un
diritto,  la  procedura  e’  ripresa   su   richiesta   del
richiedente   o   titolare   accompagnata    dalla    prova
dell’avvenuta osservanza di quanto era richiesto  entro  il
termine precedentemente scaduto.
2. La richiesta deve essere presentata entro  due  mesi
dal termine non osservato.
3. La disposizione di cui al presente articolo  non  e’
applicabile  ai  termini  riguardanti   la   procedura   di
opposizione.».
Note all’art. 40:
– Per il testo dell’art. 138 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 10.
– Per l’art. 173 del decreto legislativo n. 30 del 2005
si veda nelle note all’art. 4.
Note all’art. 41:
Note all’art. 42:
– Per l’art. 147 del  decreto  legislativo  n.  30  del
Note all’art. 43:
– Per il testo dell’art. 186 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 33.
– Si riporta il testo degli articoli 187,  188,  189  e
190 del decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 187 (Bollettino ufficiale dei marchi  d’impresa).
– 1. Il  Bollettino  ufficiale  dei  marchi  d’impresa,  da
pubblicarsi   con   cadenza   almeno   mensile   da   parte
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, contiene almeno le
seguenti notizie relative a:
a) domande ritenute registrabili ai  sensi  dell’art.
170, comma 1, lettera a), con l’indicazione  dell’eventuale
priorita’;
b)   domande   conseguenti    alla    richiesta    di
trasformazione di  marchio  comunitario  con  l’indicazione
della data di deposito della relativa domanda;
d)  registrazioni  accompagnate  dall’avviso  di  cui
all’art. 179, comma 2;
f) domande di trascrizione  degli  atti  indicati  da
questo codice e trascrizioni avvenute.
2.  I  dati  identificativi  delle  domande   e   delle
registrazioni, oltre quelli specifici indicati al comma  1,
lettere a), b) e d), ed ai relativi  numeri  e  date,  sono
quelli di cui all’art. 156.
3. Il  Bollettino  ufficiale  e’  corredato  da  indici
analitici, almeno alfabetici per titolari, numerici  e  per
classi.».
«Art. 188 (Bollettino ufficiale  delle  nuove  varieta’
vegetali). –  1.  La  comunicazione  al  pubblico  prevista
dall’art.  30  della  Convenzione  internazionale  per   la
protezione delle novita’ vegetali (UPOV) – testo di Ginevra
del 19 marzo 1991, ratificata con legge 23 marzo  1998,  n.
110, si effettua mediante pubblicazione di  un  “Bollettino
ufficiale delle  nuove  varieta’  vegetali”  edito  a  cura
2. Il  Bollettino  ha  frequenza  almeno  semestrale  e
a) l’elenco delle domande di privative, distinte  per
specie, indicante, oltre il numero e la  data  di  deposito
della domanda, il nome e l’indirizzo del richiedente ed  il
nome dell’autore se persona  diversa  dal  richiedente,  la
denominazione proposta ed una  descrizione  succinta  della
varieta’ vegetale della quale e’ richiesta la protezione;
b) l’elenco delle privative concesse,  per  genere  e
specie, indicante il numero e la  data  di  deposito  della
corrispondente domanda, il nome e l’indirizzo del  titolare
e la denominazione varietale definitivamente attribuita;
3. Il Bollettino e’ inviato gratuitamente, in  scambio,
ai competenti uffici degli altri  Stati  membri  dell’Union
pour la protection des obtentions vegetales (U.P.O.V.).».
«Art.   189   (Bollettino   ufficiale    di    brevetti
d’invenzione e modelli d’utilita’, registrazioni di disegni
e modelli, topografie di prodotti a semiconduttori).  –  1.
Il Bollettino ufficiale di brevetti d’invenzione e  modelli
d’utilita’, registrazioni di disegni e modelli,  topografie
di prodotti a semiconduttori, da  pubblicarsi  con  cadenza
almeno mensile da parte dell’Ufficio  italiano  brevetti  e
marchi, contiene almeno le seguenti notizie relative a:
a)  domande  di  brevetto  o  di  registrazione   con
l’indicazione  dell’eventuale  priorita’  o  richiesta   di
differimento dell’accessibilita’ al pubblico;
c) brevetti  e  registrazioni  decaduti  per  mancato
pagamento delle tasse previste per il mantenimento annuale;
d) brevetti e registrazioni  offerti  in  licenza  al
e) brevetti e registrazioni  oggetto  di  decreto  di
espropriazione o di licenza obbligatoria;
g) domande di trascrizione degli atti di cui all’art.
138 e trascrizioni avvenute.
2.  I  dati  identificativi  di  domande,  brevetti   e
lettere a), d) ed e), ed ai relativi numeri  e  date,  sono
quelli di cui agli articoli 160, comma  1,  167,  comma  1,
168, commi 1 e 2, lettere b) e d).
«Art.  190  (Bollettino   ufficiale   dei   certificati
complementari  per  i   medicinali   e   per   i   prodotti
fitosanitari). – 1. Il Bollettino ufficiale delle domande e
dei certificati complementari per  i  medicinali  e  per  i
prodotti fitosanitari, da pubblicarsi  con  cadenza  almeno
mensile da parte dell’Ufficio italiano brevetti  e  marchi,
contiene  almeno  le  notizie  previste  dall’art.  11  dei
regolamenti CEE n. 1768/92 del  Consiglio,  del  18  giugno
1992 e  (CE)  n.  1610/96  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 23 luglio 1996.».
– Per l’art. 172 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 29.
Note all’art. 44:
– Per l’art. 187 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 43.
– Si riporta il testo degli articoli 120, 156 e 157 del
«Art. 120 (Giurisdizione e competenza). – 1. Le  azioni
in materia di proprieta’  industriale  i  cui  titoli  sono
concessi o in corso di  concessione  si  propongono  avanti
l’autorita’  giudiziaria  dello  Stato,  qualunque  sia  la
cittadinanza, il domicilio o la residenza delle  parti.  Se
l’azione  di  nullita’  o  quella  di  contraffazione  sono
proposte quando il titolo non e’ stato ancora concesso,  la
sentenza puo’ essere pronunciata solo  dopo  che  l’Ufficio
italiano brevetti e marchi ha provveduto sulla  domanda  di
concessione, esaminandola con precedenza rispetto a domande
presentate in data  anteriore.  Il  giudice,  tenuto  conto
delle circostanze, dispone la sospensione del processo, per
una o piu’ volte, fissando con  il  medesimo  provvedimento
l’udienza in cui il processo deve proseguire.
2. Le azioni previste al comma 1 si propongono  davanti
all’autorita’ giudiziaria del luogo in cui il convenuto  ha
la residenza o il domicilio e, se questi sono  sconosciuti,
del luogo in cui il convenuto ha la  dimora,  salvo  quanto
previsto nel comma 3. Quando il convenuto non ha residenza,
ne’ domicilio ne’ dimora nel  territorio  dello  Stato,  le
azioni sono proposte davanti all’autorita’ giudiziaria  del
luogo in cui l’attore  ha  la  residenza  o  il  domicilio.
Qualora  ne’  l’attore,  ne’  il  convenuto   abbiano   nel
territorio dello Stato residenza,  domicilio  o  dimora  e’
competente l’autorita’ giudiziaria di Roma.
3. L’indicazione di domicilio effettuata con la domanda
di registrazione o di brevettazione e annotata nel registro
vale come elezione di domicilio esclusivo,  ai  fini  della
determinazione della competenza e di ogni notificazione  di
atti di procedimenti davanti ad  autorita’  giurisdizionali
ordinarie o amministrative. Il domicilio cosi’ eletto  puo’
essere  modificato  soltanto  con   apposita   istanza   di
sostituzione da annotarsi sul registro a cura  dell’Ufficio
italiano brevetti e marchi.
4. La competenza in materia di  diritti  di  proprieta’
industriale appartiene ai tribunali espressamente  indicati
a tale scopo dal decreto legislativo  27  giugno  2003,  n.
5. Per tribunali dei marchi e  dei  disegni  e  modelli
comunitari ai sensi dell’art. 91 del  regolamento  (CE)  n.
40/94 e dell’art. 80 del  regolamento  (CE)  n.  2002/6  si
intendono quelli di cui al comma 4.
6. Le azioni fondate su fatti che  si  assumono  lesivi
del  diritto  dell’attore  possono  essere  proposte  anche
dinanzi  all’autorita’  giudiziaria   dotata   di   sezione
specializzata nella cui circoscrizione i fatti  sono  stati
commessi.».
«Art. 156 (Domanda di registrazione di marchio).  –  1.
La domanda di registrazione di marchio deve contenere:
b) la eventuale rivendicazione della priorita’ ovvero
della data da cui decorrono gli effetti  della  domanda  in
seguito  ad  accoglimento  di  conversione  di   precedente
domanda comunitaria o di  registrazione  internazionale  ai
sensi del protocollo relativo all’Accordo di Madrid per  la
registrazione internazionale dei marchi del 27 giugno 1989,
ratificato con legge 12 marzo 1996, n. 169;
d) l’elenco dei prodotti o dei servizi che il marchio
e’ destinato a contraddistinguere, raggruppati  secondo  le
classi della classificazione di cui  all’Accordo  di  Nizza
sulla classificazione internazionale  dei  prodotti  e  dei
servizi ai fini della registrazione dei  marchi,  testo  di
Ginevra del 13 maggio 1997, ratificato con legge 27  aprile
1982, n. 243.
2. Quando vi sia mandatario, alla domanda  deve  essere
unito l’atto di nomina ai sensi dell’art. 201.».
«Art.  157  (Domanda  di   registrazione   di   marchio
collettivo). – 1. Alla domanda di registrazione per marchio
collettivo deve unirsi oltre ai documenti di  cui  all’art.
156, comma 1, anche copia dei regolamenti di  cui  all’art.
11.».
– Per il testo degli articoli 158  e  159  del  decreto
legislativo n. 30 del 2005, si  vedano  rispettivamente  le
note agli articoli 14 e 18.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  179  del  decreto
legislativo n. 30 del 2005.
«Art. 179 (Estensione della protezione).  –  1.  Se  il
richiedente intende estendere  la  protezione  del  marchio
all’estero  ai  sensi  dell’Accordo  di   Madrid   per   la
registrazione internazionale dei marchi, testo di Stoccolma
del 14 luglio 1967, ratificato con legge 28 aprile 1976, n.
424, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, anche se e’ gia’
stata proposta un’opposizione, procede  alla  registrazione
ed effettua le relative annotazioni.
2. Se la domanda di marchio, di cui al comma 1, non  e’
gia’ stata pubblicata, la pubblicazione della registrazione
e’  accompagnata,  in  tale  caso,  dall’avviso  che   tale
pubblicazione  e’  termine  iniziale   per   l’opposizione.
L’accoglimento  dell’opposizione  determina  la  radiazione
totale o parziale del marchio.».
Note all’art. 45:
– Per l’art. 198 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 7.
– Si riporta il testo dell’art.  76  della  Convenzione
sul brevetto europeo:
«Art.  76  (Domande  divisionali  europee).  –  1.  Una
domanda  divisionale  di  brevetto  europeo   deve   essere
depositata  direttamente  presso  l’Ufficio   europeo   dei
brevetti conformemente al regolamento di  esecuzione.  Puo’
essere  depositata  soltanto  per  elementi  che   non   si
estendono oltre il contenuto  della  domanda  iniziale  nel
testo depositato in principio; nella  misura  in  cui  tale
esigenza  e’  soddisfatta,  la   domanda   divisionale   e’
considerata depositata alla data di deposito della  domanda
iniziale e beneficia del suo diritto di priorita’.
2. Sono considerati designati nella domanda divisionale
di brevetto europeo tutti gli  Stati  contraenti  designati
nella domanda iniziale  al  momento  del  deposito  di  una
domanda divisionale.».
– Per l’art. 161 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 23.
– Si riporta il testo degli articoli 150,  154,  149  e
152 del decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art.  150  (Trasmissione  della  domanda  di  brevetto
europeo). – 1.  Le  domande  di  brevetto  europeo  il  cui
oggetto, ad  avviso  del  servizio  militare  brevetti  del
Ministero della difesa, e’ manifestamente non  suscettibile
di  essere  vincolato  al  segreto  per  motivi  di  difesa
militare, sono  trasmesse,  a  cura  dell’Ufficio  italiano
brevetti e marchi, all’Ufficio  europeo  dei  brevetti  nel
piu’  breve  termine  possibile  e,  comunque,  entro   sei
settimane dalla data del loro deposito.
2. Nel caso in cui le domande di  brevetto  europeo  si
considerano ritirate a norma  dell’art.  77,  paragrafo  5,
della Convenzione sul  brevetto  europeo,  il  richiedente,
entro tre mesi dalla data di ricezione della comunicazione,
ha facolta’ di chiedere la trasformazione della domanda  in
domanda di brevetto italiano per invenzione industriale.
3. Fatte salve le disposizioni  a  tutela  del  segreto
sulle invenzioni interessanti la difesa militare del Paese,
l’Ufficio italiano brevetti  e  marchi  qualora  non  siano
ancora trascorsi venti mesi dalla data  di  deposito  o  di
priorita’,   trasmette    copia    della    richiesta    di
trasformazione di cui al comma 2 ai servizi centrali  degli
altri Stati indicati nella  richiesta  medesima,  allegando
una  copia  della  domanda  di  brevetto  europeo  prodotta
dall’istante.».
«Art. 154 (Trasmissione della domanda  internazionale).
–  1.  L’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi   trasmette
all’Ufficio internazionale e all’amministrazione che  viene
incaricata della ricerca la domanda internazionale entro  i
termini previsti dalle regole 22 e 23  del  regolamento  di
esecuzione del  Trattato  di  cooperazione  in  materia  di
2. Se quindici giorni prima della data di scadenza  del
termine per la trasmissione dell’esemplare originale  della
domanda  internazionale,  fissato  dalla  regola   22   del
regolamento di esecuzione del Trattato di  cooperazione  in
materia di  brevetti,  e’  pervenuta  dal  Ministero  della
difesa l’imposizione del vincolo del segreto, l’Ufficio  ne
da’ comunicazione al richiedente, diffidandolo ad osservare
l’obbligo del segreto.
3. Entro novanta giorni dalla data di comunicazione  di
cui al comma 2, puo’ essere chiesta la trasformazione della
domanda internazionale in una domanda nazionale che  assume
la  stessa   data   di   quella   internazionale;   se   la
trasformazione non viene richiesta, la domanda  si  intende
ritirata.».
«Art. 152 (Requisiti della domanda  internazionale).  –
1. La domanda  internazionale  deve  essere  conforme  alle
disposizioni del Trattato di  cooperazione  in  materia  di
1978, n. 260, e del suo regolamento di esecuzione.
2. Ai soli fini dell’applicazione dell’art. 198,  commi
1 e 2, la domanda deve essere corredata da una copia  della
descrizione e  delle  rivendicazioni  in  lingua  italiana,
nonche’ degli eventuali disegni.
3. La domanda internazionale e ciascuno  dei  documenti
allegati, ad eccezione di quelli comprovanti  il  pagamento
delle tasse, devono essere depositati in un originale e due
copie.  Le  copie  mancanti  sono  approntate  dall’Ufficio
italiano brevetti e marchi a spese del richiedente.».
– Si riporta il testo dell’art. 198, commi  12-23,  del
«12. L’invenzione deve essere, altresi’, tenuta segreta
Note all’art. 46:
– Si riporta il testo degli  articoli  176  e  177  del
«Art. 176 (Deposito dell’opposizione). – 1. I  soggetti
legittimati  ai  sensi  dell’art.  177  possono  presentare
all’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi  opposizione  la
quale, a pena di  inammissibilita’,  deve  essere  scritta,
motivata e documentata, entro il termine perentorio di  tre
mesi dalle date indicate nell’art. 175,  comma  1,  lettere
a), b) e c), avverso gli atti ivi indicati.
2. L’opposizione, che puo’ riguardare una sola  domanda
o registrazione  di  marchio,  deve  contenere  a  pena  di
inammissibilita’:
a) in relazione al marchio oggetto  dell’opposizione,
l’identificazione del richiedente,  il  numero  e  la  data
della domanda della registrazione e i prodotti ed i servizi
contro cui e’ proposta l’opposizione;
b) in relazione al marchio o diritto  dell’opponente,
l’identificazione del marchio o dei marchi anteriori di cui
all’art. 12,  comma  1,  lettere  d)  ed  e),  nonche’  dei
prodotti e servizi sui quali e’ basata l’opposizione oppure
del diritto di cui all’art. 8;
c) i motivi su cui si fonda l’opposizione.
3.  L’opposizione  si  considera  ritirata  se  non  e’
comprovato il pagamento dei diritti di opposizione entro  i
termini e con le modalita’ stabiliti  dal  decreto  di  cui
4. Chi presenta l’opposizione deve depositare entro  il
termine perentorio di due mesi dalla data di  scadenza  del
termine  per   il   raggiungimento   di   un   accordo   di
conciliazione di cui all’art. 178, comma 1:
a)  copia  della  domanda  o   del   certificato   di
registrazione del marchio su cui e’  basata  l’opposizione,
ove non si tratti di domande o di certificati nazionali  e,
se del caso,  la  documentazione  relativa  al  diritto  di
priorita’ o di preesistenza di cui esso beneficia,  nonche’
la loro traduzione  in  lingua  italiana;  nel  caso  della
preesistenza, questa deve essere gia’ stata rivendicata  in
relazione  a  domanda  od  a   registrazione   di   marchio
b)  ogni  altra  documentazione  a  prova  dei  fatti
addotti;
c)  la  documentazione  necessaria  a  dimostrare  la
legittimazione a presentare opposizione, qualora il marchio
anteriore non  risulti  a  suo  nome  dal  Registro  tenuto
dall’Ufficio italiano brevetti e marchi;
d) l’atto di nomina ai sensi  dell’art.  201,  se  e’
stato nominato un mandatario.
5.  Con  l’opposizione   possono   farsi   valere   gli
impedimenti  alla  registrazione   del   marchio   previsti
dall’art. 12, comma 1, lettere d) ed e), per  tutti  o  per
una parte dei prodotti o  servizi  per  i  quali  e’  stata
chiesta la registrazione, e la mancanza del  consenso  alla
registrazione da parte degli aventi diritto di cui all’art.
«Art. 177 (Legittimazione all’opposizione). –  1.  Sono
legittimati all’opposizione:
a) il titolare di un marchio  gia’  registrato  nello
Stato o con efficacia nello Stato da data anteriore;
b) il soggetto che ha depositato nello Stato  domanda
di registrazione di un marchio in data anteriore  o  avente
effetto nello Stato  da  data  anteriore  in  forza  di  un
diritto di priorita’ o  di  una  valida  rivendicazione  di
preesistenza;
c) il licenziatario dell’uso esclusivo del marchio;
d) le persone, gli enti  e  le  associazioni  di  cui
all’art. 8.».
– Per l’art. 8 del decreto legislativo n. 30 del  2005,
si veda nelle note all’art. 12.
Note all’art. 47:
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  225  del  decreto
«Art. 225 (Diritti di concessione e di mantenimento). –
1. Per le domande presentate al Ministero  delle  attivita’
produttive al fine dell’ottenimento di titoli di proprieta’
industriale,  per  le  concessioni,  le   opposizioni,   le
trascrizioni,   il   rinnovo   e’   dovuto   il   pagamento
dell’imposta di bollo, nonche’ delle tasse  di  concessione
governativa  e  dei  diritti  la  cui  determinazione,   in
relazione a ciascun titolo o domanda ed  all’intervallo  di
tempo  al  quale  si  riferiscono,  viene  effettuata   con
apposito decreto dal Ministro delle  attivita’  produttive,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
2. La tassa  individuale  di  designazione  dell’Italia
nella domanda di registrazione internazionale  di  marchio,
nella designazione posteriore  o  nell’istanza  di  rinnovo
applicabile ai marchi internazionali esteri che chiedono la
protezione sul territorio italiano tramite l’Organizzazione
mondiale della  proprieta’  intellettuale  di  Ginevra,  ai
ratificato con legge 12 marzo  1996,  n.  169,  e’  fissata
nella misura del novanta per cento dei diritti previsti per
il deposito  della  concessione  di  un  marchio  nazionale
ovvero della rinnovazione.».
Note all’art. 48:
– Per l’art. 176 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 46.
– Si riporta il  testo  dell’art.  178,  comma  1,  del
«Art. 178 (Esame dell’opposizione e  decisioni).  –  1.
Scaduto il termine di cui all’art. 176, comma 1,  l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, verificate la  ricevibilita’  e
l’ammissibilita’ dell’opposizione ai sensi  degli  articoli
148, comma 1, e 176, comma 2, entro due mesi dalla data  di
scadenza del termine per il pagamento dei  diritti  di  cui
all’art. 225,  comunica  l’opposizione  al  richiedente  la
registrazione  con  l’avviso,  anche  all’opponente,  della
facolta’ di raggiungere un accordo di  conciliazione  entro
due mesi dalla data  della  comunicazione,  prorogabile  su
istanza comune delle parti.».
– Per l’art. 175 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 20.
– Si riporta il testo dell’art. 12, comma 1, lettere d)
e e), del decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 12 (Novita’). –  1.  Non  sono  nuovi,  ai  sensi
dell’art. 7, i segni  che  alla  data  del  deposito  della
d)  siano  identici  ad  un  marchio  gia’  da  altri
registrato nello Stato  o  con  efficacia  nello  Stato  in
seguito a domanda depositata in  data  anteriore  o  avente
effetto da  data  anteriore  in  forza  di  un  diritto  di
priorita’ o di una valida  rivendicazione  di  preesistenza
per prodotti o servizi identici;
e) siano identici o simili  ad  un  marchio  gia’  da
altri registrato nello Stato o con efficacia  nello  Stato,
in seguito a domanda depositata in data anteriore o  avente
per prodotti o  servizi  identici  o  affini,  se  a  causa
dell’identita’ o somiglianza fra i segni o dell’identita’ o
affinita’ fra i prodotti o i servizi possa determinarsi  un
rischio di confusione per il pubblico, che puo’  consistere
anche in un rischio di associazione fra i due segni;».
– Per gli articoli 8 e 176 del decreto  legislativo  n.
30 del 2005, si veda, rispettivamente, nelle note  all’art.
12 e 46.
Note all’art. 49:
– Si riporta il testo dell’art. 8, comma 1 della  legge
n. 241 del 7 agosto 1990:
«Art. 8 (Modalita’ e contenuti della  comunicazione  di
avvio del procedimento). – 1. L’amministrazione provvede  a
dare   notizia   dell’avvio   del   procedimento   mediante
c)  l’ufficio   e   la   persona   responsabile   del
c-bis) la data entro  la  quale,  secondo  i  termini
previsti dall’art. 2, commi 2  o  3,  deve  concludersi  il
procedimento e i  rimedi  esperibili  in  caso  di  inerzia
c-ter) nei procedimenti ad iniziativa  di  parte,  la
data di presentazione della relativa istanza;
d) l’ufficio in cui si puo’  prendere  visione  degli
3.  Qualora  per   il   numero   dei   destinatari   la
comunicazione  personale  non  sia  possibile   o   risulti
particolarmente  gravosa,  l’amministrazione   provvede   a
rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante  forme
di  pubblicita’  idonee  di  volta   in   volta   stabilite
dall’amministrazione medesima.
4. L’omissione di taluna delle comunicazioni prescritte
puo’  essere  fatta  valere  solo  dal  soggetto  nel   cui
interesse la comunicazione e’ prevista.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  181  del  decreto
«Art. 181 (Estinzione della procedura di  opposizione).
– 1. La procedura di opposizione si estingue se:
a) il marchio sul quale  si  fonda  l’opposizione  e’
stato dichiarato nullo o decaduto con sentenza  passata  in
b) le parti hanno raggiunto l’accordo di cui all’art.
178, comma 1;
c) l’opposizione e’ ritirata;
d) la domanda, oggetto di opposizione, e’ ritirata  o
rigettata con decisione definitiva;
e) chi ha  presentato  opposizione  cessa  di  essere
legittimato a norma dell’art. 177.».
– Per il testo degli articoli 178, comma 1, 176  e  172
del  decreto  legislativo  n.  30  del   2005,   si   veda,
rispettivamente, nelle note agli articoli 48, 46 e 29.
Note all’art. 50:
–  Per  gli  articoli  171,  201  e  181  del   decreto
legislativo n. 30 del 2005, si veda, rispettivamente  nelle
note agli articoli 16 e 49.
Note all’art. 51.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  178  del  decreto
istanza comune delle parti.
2. In assenza di accordo  ai  sensi  del  comma  1,  il
richiedente che abbia ricevuto  la  documentazione  di  cui
all’art. 176, comma 2, lettere a), b) e c), puo’ presentare
per iscritto le proprie deduzioni entro il termine all’uopo
fissato dall’Ufficio.
3. Nel corso del procedimento di opposizione, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi puo’, in ogni momento,  invitare
le parti a presentare nel termine da esso fissato ulteriori
documenti, deduzioni  od  osservazioni  in  funzione  delle
allegazioni, deduzioni ed osservazioni delle altre parti.
4. Su istanza  del  richiedente,  l’opponente  che  sia
titolare di marchio anteriore registrato da  almeno  cinque
anni fornisce i documenti idonei a provare che tale marchio
e’ stato oggetto di uso effettivo, da parte sua  o  con  il
suo consenso, per i prodotti e servizi per i quali e’ stato
registrato e sui quali si fonda  l’opposizione,  o  che  vi
siano i motivi legittimi per la mancata  utilizzazione.  In
mancanza di tale prova,  da  fornire  entro  trenta  giorni
dalla  data  di   comunicazione   dell’istanza   da   parte
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi,  l’opposizione  e’
respinta. Se l’uso effettivo e’ provato solo per una  parte
dei prodotti o servizi per i quali il marchio anteriore  e’
stato   registrato,   esso,   ai   soli   fini   dell’esame
dell’opposizione, si considera registrato solo  per  quella
parte di prodotti o servizi.
5. L’istanza del  richiedente  per  ottenere  la  prova
dell’uso effettivo del marchio deve essere  presentata  non
oltre la data di presentazione  delle  prime  deduzioni  ai
6. In caso di opposizioni relative allo stesso marchio,
le opposizioni successive alla prima sono riunite a questa.
7.  Al  termine  del   procedimento   di   opposizione,
l’Ufficio italiano brevetti e marchi accoglie l’opposizione
stessa respingendo la domanda di registrazione in  tutto  o
in  parte  se  risulta  che  il  marchio  non  puo’  essere
registrato per la totalita’ o per una  parte  soltanto  dei
prodotti  e  servizi  indicati  nella  domanda;   in   caso
contrario respinge l’opposizione. Nel caso di registrazione
internazionale, l’Ufficio italiano brevetti e marchi emette
rifiuto  definitivo  parziale  o  totale  ovvero   respinge
l’opposizione,  dandone  comunicazione   all’Organizzazione
mondiale della proprieta’ intellettuale (OMPI).».
Note all’art. 52:
– Per gli articoli 178 e 172 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si  veda,  rispettivamente,  nelle  note  agli
articoli 51 e 29.
Note all’art. 53:
– Per l’art. 178 del  decreto  legislativo  n.  30  del
2005, si veda nelle note all’art. 51.
Note all’art. 54:
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  180  del  decreto
«Art. 180 (Sospensione della procedura di opposizione).
– 1. Il procedimento di opposizione e’ sospeso:
a) durante il periodo concesso alle parti, al fine di
pervenire  ad  un  accordo  di  conciliazione,   ai   sensi
dell’art. 178, comma 1;
b) se l’opposizione  e’  basata  su  una  domanda  di
marchio, fino alla registrazione di tale marchio;
c)  se  l’opposizione  e’  basata   su   un   marchio
internazionale, fino a quando non siano scaduti  i  termini
per il rifiuto o la presentazione di un’opposizione avverso
la registrazione di tale marchio, ovvero si siano  conclusi
i relativi procedimenti di esame o di opposizione;
d) se l’opposizione e’ proposta  avverso  un  marchio
nazionale oggetto di riesame in seguito ad osservazioni  di
cui all’art. 175, comma 2, fino a quando si sia concluso il
relativo procedimento di riesame;
e) se e’  pendente  un  giudizio  di  nullita’  o  di
decadenza del marchio sul quale si  fonda  l’opposizione  o
relativo alla spettanza del diritto  alla  registrazione  a
norma dell’art. 118, fino al passaggio in  giudicato  della
sentenza, laddove il richiedente la registrazione  depositi
apposita istanza.
2. Su istanza  del  richiedente  la  registrazione,  la
sospensione di cui al comma  1,  lettera  e),  puo’  essere
successivamente revocata.
3. Se l’opposizione e’ sospesa ai sensi  del  comma  1,
lettere c) e  d),  l’Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi
esamina  con  precedenza  la  domanda  di  marchio   o   la
registrazione del marchio internazionale.».
Note all’art. 56:
– Per il testo degli articoli 178  e  229  del  decreto
legislativo n. 30 del 2005, si veda, rispettivamente, nelle
note agli articoli 51 e 29.
– Si riporta il testo degli articoli 180, 181 e 182 del
«Art. 182 (Ricorso). – 1. Il  provvedimento  col  quale
l’Ufficio italiano brevetti e marchi dichiara inammissibile
o respinge  l’opposizione  e’  comunicato  alle  parti,  le
quali, entro trenta giorni dalla data della  comunicazione,
hanno facolta’ di presentare ricorso alla  Commissione  dei
ricorsi, di cui all’art. 135.».
Note all’art. 57:
– Per il testo degli articoli 181  e  171  del  decreto
legislativo n. 30 del 2005, si veda rispettivamente,  nelle
note agli articoli 56 e 16.
Note all’art. 58:
– Per il testo degli articoli 182  e  135  del  decreto
note agli articoli 56 e 5.
Note all’art. 59:
–  Si  riporta  l’art.  193,  comma  4,   del   decreto
«4.  Le  disposizioni  di  questo  articolo  non   sono
applicabili ai termini  di  cui  al  comma  2,  al  termine
assegnato per la divisione delle domande di brevettazione e
di  registrazione,  nonche’  per  la  presentazione   della
domanda divisionale e per la presentazione  degli  atti  di
opposizione alla registrazione dei marchi.».
Note all’art. 60:
Note all’art. 62:
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  183  del  decreto
«Art.  183  (Nomina  degli  esaminatori).   –   1.   Le
opposizioni sono  decise  da  funzionari  nominati  per  un
periodo di due anni con decreto del direttore generale  tra
gli appartenenti alla  carriera  direttiva  o  dirigenziale
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi e muniti di  laurea
2. La nomina all’incarico di esaminatore giudicante, di
cui al comma 1, rinnovabile e retribuita  con  compenso  da
stabilirsi  con  decreto  del  Ministro   delle   attivita’
delle finanze, e’ riservata a coloro che, in  possesso  dei
requisiti di cui al comma 1, hanno  frequentato  con  esito
favorevole apposito corso di formazione da organizzarsi  da
parte dell’Ufficio italiano brevetti e marchi.
3. Se il numero dei funzionari nominati  ai  sensi  dei
commi 1 e 2 e’ inadeguato  in  relazione  alle  opposizioni
depositate, possono essere nominati anche funzionari scelti
fra il personale del Ministero delle attivita’  produttive,
a parita’ di requisiti e  formazione,  oppure  esperti  con
notoria conoscenza della materia.
4. Il numero complessivo dei funzionari  designati  per
l’esame delle  opposizioni  non  puo’  superare  le  trenta
unita’.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  205,  comma  1,  del
«Art.  205  (Incompatibilita’).   –   1.   L’iscrizione
all’albo dei consulenti in proprieta’ industriale abilitati
e l’esercizio della professione di consulente in proprieta’
industriale sono incompatibili  con  qualsiasi  impiego  od
ufficio pubblico o privato ad  eccezione  del  rapporto  di
impiego o di cariche rivestite presso  societa’,  uffici  o
servizi  specializzati  in  materia,   sia   autonomi   che
organizzati nell’ambito di enti o imprese, e dell’attivita’
di  insegnamento  in  qualsiasi   forma   esercitata;   con
l’esercizio del commercio, con la professione di notaio, di
giornalista professionista,  di  mediatore,  di  agente  di
cambio o di esattore dei tributi.».
Note all’art. 66:
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  213  del  decreto
«Art. 213 (Compiti dell’assemblea). – 1. L’assemblea si
riunisce almeno una volta all’anno entro il mese di  marzo,
per  l’approvazione  del  conto  preventivo  e  di   quello
consuntivo,  per  la  determinazione   dell’ammontare   del
contributo annuo che  deve  essere  uguale  per  tutti  gli
iscritti  e,  occorrendo,  per  l’elezione  del   Consiglio
dell’ordine, nel qual caso la  convocazione  deve  avvenire
almeno un mese prima della data della sua scadenza.
2.  L’assemblea  si  riunisce  inoltre  ogni  volta  il
Consiglio dell’ordine lo reputi necessario, nonche’  quando
ne sia fatta domanda per  iscritto  con  indicazione  degli
argomenti da trattare da almeno un  decimo  degli  iscritti
all’albo.».
– Si riporta il testo del comma 4 dell’art.  223  della
legge 10 febbraio 2005, n. 30:
«4. L’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ stipulare
convenzioni con regioni, camere  di  commercio,  industria,
artigianato  ed  agricoltura,  enti  pubblici   e   privati
finalizzati allo svolgimento dei propri compiti.».
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 – Regolamento di attuazione del Codice della proprieta’ industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010 redazione redazione 2015-05-05T18:45:51+00:00