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Timestamp: 2020-02-29 08:43:41+00:00
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crack – Giustizia per azionisti Ligresti | BLOG UFFICIALE
Blog in difesa degli azionisti parti lese nel Crack della galassia Ligresti
Un’altra grande vittoria del nostro Pool di legali, con gli Avvocati Cesare Bulgheroni, Alessandra Guarini e Massimiliano Gabrielli, in un processo penale di livello nazionale sul tema dei mass tort.
Il Tribunale penale di Torino con sentenza dell’11 ottobre 2016 ha condannato a pene tra i ‪2 anni e sei mesi ed i sei anni di reclusione Salvatore Ligresti, sua figlia Ionella Ligresti, Fausto Marchionni e Riccardo Ottaviani, il primo Amministratore delegato ai vertici della Fondiaria Sai ed il secondo ex revisore della stessa compagnia assicurativa, per i reati di falso in bilancio e di manipolazione di mercato reati che nella sostanza hanno causato agli azionisti la perdita del capitale investito.
Le parti civili da noi rappresentate hanno ottenuto che assieme agli imputati venisse condannata la stessa Fondiaria Sai quale responsabile civile in solido con loro al risarcimento dei danni subiti dagli azionisti.
La vicenda è nota: negli anni tra il 2011 e il 2012 è stato provato che l’aumento di capitale deciso dai vertici societari – che è quello che ha implicato per migliaia di azionisti l’azzeramento in sostanza del capitale investito – era basato su una fraudolenta c.d. sottostima della riserva obbligatoria per i sinistri di, addirittura 600 milioni di Euro, sottostima che, appunto, era quella che voleva portare i piccoli azionisti a sottoscrivere l’aumento di capitale deciso. Evidente, quindi, che questa fraudolenta sottostima abbia avuto quale conseguenza una macroscopica manipolazione del mercato e i piccoli azionisti di Fonsai in particolare si sono ritrovati con titoli azionari che di seguito al “drogato” aumento di capitale non avevano invece più praticamente alcun tipo di valore in quanto il mercato azionario puniva l’operazione percepita come artificiale.
I nostri assistiti, come altre migliaia di parti civili sono però riusciti ad ottenere, grazie al lavoro della Procura di Torino ed al giudizio di quel Tribunale, il diritto ad ottenere il risarcimento del danno che dovrà poi essere quantificato di fronte al tribunale civile.
La scelta del Tribunale Penale di non liquidare direttamente i danni subiti dagli azionisti è d’altronde giustificabile dal fatto che per ogni parte civile costituita sarebbe stato necessario controllare i conteggi effettuati con il rischio che il tempo necessario a questa verifica avrebbe giocato a favore degli imputati: ciò non toglie che comunque insisteremo con l’impugnazione dei capi civili della sentenza di condanna per ottenere per i nostri assistiti il riconoscimento in appello di una congrua provvisionale che intanto vada a coprire la perdita economica subita.
In ogni caso, attendendo le motivazioni della sentenza del Tribunale di Torino, registriamo con grande soddisfazione l’affermazione del principio secondo cui l’operazione che era stata orchestrata dai vertici societari di Fondiaria, oltre a doversi considerare anomala e fonte di danni ai piccoli azionisti, può essere giuridicamente considerata di fatto una frode.
Ciò costituisce finalmente la certezza sul diritto, forti di questa sentenza di condanna, di richiedere al tribunale civile il risarcimento dei danni nei nostri assistiti e di tutti quegli altri piccoli azionisti che, pur non avendo partecipato al processo penale, hanno pure subito l’azzeramento del capitale investito.
CONTATTATECI PER AVERE INFORMAZIONI su come poter cominciare le cause civili per l’ottenimento dei risarcimenti.
10/16/2016	 0
PROCESSO LIGRESTI
Con delibera in data 20 marzo 2014 e resa pubblica il 4 aprile 2014 la CONSOB ha inflitto a Jonella Ligresti, quale Presidente di FONSAI all’epoca dei fatti, una sanzione pecuniaria di 250 mila euro oltre alla pena accessoria dell’interdizione di sei mesi da cariche in società quotate; ciò per avere “diffuso false informazioni in ordine alla riserva sinistri RCA nel bilancio 2010”.
Secondo la CONSOB, tali false informazioni sarebbero state “suscettibili di fornire indicazioni fuorvianti in merito alle azioni della società”
Per i medesimi fatti anche Emanuele Erbetta, ex Amministratore Delegato di FONSAI, è stato condannato alla sanzione pecuniaria di 400 mila euro, oltre alla pena accessoria dell’interdizione di otto mesi da cariche in società quotate.
Ciò che interessa è che Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni, ora ‘UnipolSai Assicurazioni‘, esattamente come avverrà nel processo penale per quanto alle ns. domande di risarcimento del danno in favore degli azionisti danneggiati, sono coobbligate al pagamento delle predette sanzioni, in solido con i responsabili delle violazioni, Ligresti ed Erbetta, e sono state poi condannate dalla CONSOB -in base alla normativa 58/1998 che sancisce la responsabilita’ delle societa’ per le violazioni commesse dagli ex-vertici “nella misura di 450mila euro per FONSAI e 200 mila euro per Milano Assicurazioni”.
UnipolSai Assicurazioni risulta quindi complessivamente tenuta a pagare, per i fatti di cui sopra, sanzioni per 1,3 milioni di euro.
Tutto questo sta ad ulteriormente dimostrare la responsabilità dei soggetti coinvolti nei procedimenti penali in corso per i danni derivati agli azionisti, la responsabilità solidale della compagnia UnipolSai Assicurazioni per i risarcimenti, e rafforza quindi la concreta possibilità di ottenere un congruo indennizzo delle perdite subite e gli ulteriori danni.
Vi invitiamo quindi a non perdere l’occasione di ottenere il risarcimento attraverso la costituzione di parte civile in uno dei processi penali che stiamo seguendo, a carico della famiglia Ligresti.
04/09/2014	 0
Paolo Ligresti, accusato di falso in bilancio ed aggiotaggio informativo, sarà processato a Milano e non a Torino. Il Giudice per l’Udienza preliminare Paola Boemio ha disposto il trasferimento del procedimento, per competenza territoriale, nel capoluogo lombardo.
Si è infatti ritenuto che il comunicato inviato da Fondiaria SAI in data 23 marzo 2011 – comunicato che, secondo la Procura torinese, dichiarava il falso sottostimando le riserve sinistri per circa 500 milioni di euro- dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della compagnia assicurativa, sarebbe stato immesso dalla sede Fonsai di Firenze alle 15.12 nella piattaforma «Nis-Network Information System» della Borsa Italiana che ha sede a Milano la quale, decorsi i 15 minuti imposti dal regolamento Consob, alle 15.28 lo ha diffuso diffuse alle agenzie di stampa così precedendo di circa tre minuti una mail, avente identico contenuto, inviata alle 15.31 e nove secondi alla mailing list dell’ufficio «Investor Relations» di Fonsai che aveva sede a Torino. La Procura di Torino aveva radicato la competenza sul proprio territorio sulla base della mail delle 15:31:09, mentre il reato di falso si sarebbe già integrato 189 secondi prima con l’invio della mail a Milano.
In questa ottica, la messa a disposizione della notizia finanziaria falsa ad una pluralità di destinatari, elemento necessario del reato di aggiotaggio, si è realizzata prima a Milano, ed è quindi in quest’ultimo luogo che il processo nei confronti di Paolo Ligresti dovrà essere celebrato. Insieme a lui, si spostano a Milano le posizioni dei consulenti FONSAI Pier Giorgio Bedogni e Fulvio Gismondi, nonché della stessa società FONSAI, chiamata in giudizio in virtù della legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli Enti.
Ricordiamo che nelle scorse settimane, nell’ambito di questo procedimento, sono stati sequestrati 2,5 milioni di euro destinati a Paolo Ligresti; inoltre, il P.M. di Milano Luigi Orsi sta tuttora indagando sulle responsabilità delle banche e sul papello firmato dall’Amministratore Delegato di mediobanca Albero Nagel, con il quale venivano assicurate ai Ligresti sostanziose buonuscite. La presenza di nuovi capitali aggredibili e l’allargamento delle indagini a soggetti quali le banche, evidentemente capienti, aumentano quindi le possibilità dei risparmiatori di vedersi riconosciuti i risarcimenti loro dovuti.
Il 10 aprile 2014 è presumibile che accada lo stesso per il filone principale del processo, a carico di Salvatore Ligresti e gli altri ex top-manager, nel quale ci siamo già costituiti come parte civile in difesa di risparmiatori, come anche per l’ulteriore troncone stralciato, a carico di Jonella Ligresti. Anche infatti senza la nuova eccezione di incompetenza territoriale, sollevata preliminarmente dai difensori degli imputati e già rigettata, potrebbe essere lo stesso Tribunale a spogliarsi del processo per farlo spostare a Milano, evitando il rischio di invalidare in fase di appello l’intero giudizio di primo grado, ove svolto a Torino.
La notizia positiva è che lo slittamento della sede processuale da Torino a Milano comporterebbe il rinnovo integrale dei termini in favore di tutti gli azionisti danneggiati dal crack, per potersi costituire parte civile ed ottenere l’integrale risarcimento delle perdite subite in conseguenza dei reati commessi dai Ligresti e manager Fonsai.
CONTATATTECI GRATUITAMENTE PER UNA VALUTAZIONE DI FATTIBILITA’ DELLA VS AZIONE RISARCITORIA
03/20/2014	 0
NUOVA POSSIBILITA’ DI RISARCIMENTO PER AZIONISTI FONDIARIA-SAI: doppio rinvio a giudizio per Salvatore Ligresti
Si stringe la maglia processuale intorno a Salvatore Ligresti e si avvicina a grandi passi il momento in cui gli azionisti FONSAI potranno ottenere il risarcimento dei danni.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Milano, Luigi Orsi, ha concluso le indagini preliminari ed ha chiesto il rinvio a giudizio di Salvatore Ligresti accusandolo di due reati: corruzione ed aggiotaggio.
La procura ha infatti seguito due filoni di inchiesta; nel primo, il PM ha chiesto il rinvio a giudizio anche dell’ex presidente dell’ISVAP, Giancarlo Giannini, accusandolo di corruzione in concorso con Salvatore Ligresti. Ciò in quanto Ligresti avrebbe promesso a Giannini di fargli ottenere l’incarico di Presidente dell’Antitrust evitando, in cambio, che fossero disposti controlli da parte dell’organo di vigilanza su FONSAI.
Per quanto riguarda invece il reato di aggiotaggio, Ligresti senior è accusato di avere manipolato nel periodo tra il novembre 2009 e il 16 settembre 2010, insieme all’uomo di affari monegasco Giancarlo De Filippo ed al fiduciario Niccolò Lucchini, il valore di Borsa del titolo PREMAFIN sostenendone le quotazioni a beneficio di due delle società dei Ligresti, IMCO e SINERGIA – poi dichiarate fallite- le quali avevano dato in pegno alle banche le azioni della holding PREMAFIN.
Il GUP Alessandra Clemente ha fissato l’udienza preliminare per il 21 marzo 2014; invitiamo quindi tutti gli azionisti FONSAI e PREMAFIN che hanno visto per colpa di tali comportamenti fraudolenti totalmente od in parte vanificati i propri investimenti a costituirsi quali parti civili nel procedimento penale in corso entro la data prefissata.
Occorre affrettarsi!
Siamo a vostra disposizione per esaminare i documenti in Vs. possesso e verificare i requisiti per la costituzione nel processo.
03/05/2014	 0
Maxi-sequestro a Paolo Ligresti
Nell’ambito dell’inchiesta Fonsai, la Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato 2,5 milioni di euro destinati a Paolo Ligresti, somme che erano in fuga verso la svizzera. Secondo quanto si apprende i capitali sarebbero stati destinati infatti ad un conto corrente bancario di Lugano. Peraltro il sequestro è stato disposto dall’Autorità Giudiziaria “in ragione dell’elevato rischio per la sottrazione di beni alla possibile azione della giustizia”.
Paolo Ligresti, il figlio di Salvatore Ligresti, era riuscito a diventare cittadino svizzero poco prima dell’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti degli altri membri della famiglia. Paolo Ligresti è imputato nel cosiddetto processo ‘Fonsai bis’, che si è aperto il 27 gennaio a Torino, ed è tuttora nella fase dell’udienza preliminare: le imputazioni sono le stesse del troncone principale del processo Fonsai e cioè falso in bilancio e aggiotaggio informativo. Nello stesso processo sono imputati anche i revisori dei conti, i membri del consiglio di amministrazione e i membri attuariali della vecchia Fonsai. La Guardia di Finanza si è accorta in tempo del tentativo effettuato dai Ligresti di trasferire i capitali con lo schermo di una società fiduciaria. Non possiamo che commentare positivamente la notizia che conferma la serietà dell’azione dell’Autorità Giudiziaria di Torino che fa ben sperare anche per quel che riguarda l’ottenimento dei risarcimenti.
Anche nel processo Fonsai bis sarà possibile costituirsi parti civili.
02/25/2014	 0
ANCORA TEMPO PER GLI AZIONISTI FONSAI DANNEGGIATI DAL CRACK
Buone nuove dal Tribunale di Torino.
Oggi il tribunale di Torino ha rigettato la richiesta di incompetenza territoriale proposta dai difensori di Salvatore Ligresti mantenendo la propria competenza e rinviando l’udienza al 10 aprile prossimo per consentire ad altri azionisti di costituirsi parti civili contro Ligresti e i coimputati.
Così facendo il tribunale da ancora la possibilità ad altri risparmiatori che hanno perso i loro investimenti a richiedere nel processo penale il risarcimento dei danni subiti.
Non solo: sarà poi possibile, una volta costituiti parti civili, chiedere la citazione del responsabile civile Fondiaria SAI contro cui sarà pure possibile chiedere il sequestro conservativo dei beni per indurla a presto chiudere con transazione le richieste di rimborso. Infatti lo stesso tribunale di Torino ha ora rigettato la richiesta di patteggiamento della figlia di Ligresti Jonella, pure lei imputata in un altro troncone del processo, proprio perché le parti lese non sono state risarcite e ci aspettiamo che imputati e responsabili civili abbiano capito di non potere attendere oltre.
Come “Giustizia per gli azionisti Ligresti” ci batteremo per i nostri clienti per ottenere le migliori condizioni di risarcimento dalla Fondiaria, dalla SAI e, stiamo ipotizzando, dalla stessa Ernst&Young che certificò i bilanci Fondiaria citandoli tutti come responsabili civili.
01/30/2014	 0
Stop al patteggiamento per Jonella Ligresti
Il Gip di Torino ha rispedito al mittente e non ha ratificato la proposta di patteggiamento di 3 anni e 4 mesi per Jonella Ligresti, indagata nell’inchiesta Fonsai, non ritenendo congrua la pena proposta per Jonella Ligresti, rispetto alle accuse di falso in bilancio e aggiotaggio assieme ai familiari e manager: è stata infatti giudicata troppo bassa sia la multa di 30mila euro sia la pena detentiva proposta poiché, sempre secondo il Gip, nel computo sono state eccessivamente valorizzate le attenuanti generiche, e non sono stati considerati i risarcimenti del danno in favore delle vittime del crack per un buco da 600 milioni, ed a fronte del quale ci siamo costituiti, per alcuni risparmiatori, come parti civili nel processo.
Indubbiamente il processo Concordia, dove siamo presenti da inizio come efficacissimo pool Giustizia per la Concordia, sta facendo giurisprudenza, e il parallelo perfetto con la impugnativa per Cassazione da parte della Procura generale di Firenze da noi formalmente e fortemente invocata, proprio in relazione alla concessione a mano leggera delle attenuanti generiche nella sentenza di patteggiamento accordata ai coimputati di Schettino, e ratificata contro le nostre rimostranze dal GUP di Grosseto, dott. Molino, pesa anche in questo processo di natura finanziaria.
Tenendo conto del fatto che, come per tutti gli ufficiali di plancia e i responsabili a terra della Costa Crociere, anche in questo caso la richiesta di patteggiamento proviene da responsabili secondari, rispetto agli imputati principali e maggiormente colpevoli dei fatti, Schettino e Salvatore Ligresti, sembrerebbe davvero legittimo poter confidare nell’accoglimento del ricorso che si discuterà il 31 gennaio 2014 in Cassazione, a meno che non si vogliano usare due pesi e due misure.
E ricordiamoci che, mentre nel processo Fonsai sono contestati alla Ligresti reati di natura finanziaria, nella processo Concordia le imputazioni sono di omicidio colposo per 32 persone, naufragio colposo e lesioni a centinaia di passeggeri.
Ad ogni buon conto lo stop al patteggiamento apre di nuovo ulteriori prospettive ai risparmiatori lesi dalla bancarotta del clan Ligresti, e la ulteriore possibilità di intervenire in un altro troncone in quello che presumibilmente si svilupperà come giudizio immediato
01/29/2014	 0
FONSAI BIS – il secondo troncone del processo parte il 27 gennaio 2014
UDIENZA PRELIMINARE fissata al 27 gennaio 2014, tramite pubblicazione per pubblico proclamo da parte del Tribunale di Torino.
NUOVA POSSIBILITA’ PER LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DEI RISPARMIATORI DANNEGGIATI DAL CRACK LIGRESTI
01/15/2014	 0
UDIENZA 03.12.2013 – SI APRE IL PROCESSO PER IL CRACK LIGRESTI – Gli azionisti hanno ancora la possibilità di costituirsi parte civile
Il giorno 3 dicembre 2013 presso il Tribunale di Torino si è aperto il processo penale nei confronti di Salvatore Ligresti, Jonella Ligresti, Antonio Talarico, Fausto Marchionni ed Emanuele Erbetta, per falso in bilancio e false comunicazioni al mercato. Presenti in aula: Talarico, Marchionni. Il processo si tiene di fronte ai giudici della quarta sezione penale del tribunale di Torino, al collegio composto da Giorgio Ferrari, Giorgio Gianetti, presidente, e Claudio Ferrero.
In tale udienza i legali del nostro pool hanno partecipato depositando la costituzione di parte civile per conto di vari azionisti danneggiati dal crack.
Il Tribunale, su richiesta dei difensori degli imputati e senza aprire il dibattimento, ha rinviato il procedimento al 13 dicembre p.v., e ciò per consentire ai difensori dei vari imputati di esaminare le numerose costituzioni di parte civile per migliaia di risparmiatori e per valutare sull’ammissibilità delle stesse.
Alla medesima udienza è comunque stato evidenziato che le parti lese (vale a dire: TUTTI GLI AZIONISTI FONSAI) sono circa 11.000, tanto che si è ipotizzata addirittura una notifica per pubblici proclami (analogamente a quanto è avvenuto per il processo Costa Concordia) in modo da consentire a quanti ne abbiano interesse di costituirsi nel processo penale per ottenere il risarcimento dei danni a loro derivati.
Pende, inoltre, la richiesta di riunione del presente procedimento a quello pure pendente a Torino contro sindaci e revisori FONSAI attualmente in fase di fissazione dell’udienza preliminare.
I nostri legali -E SOLO LORO- hanno inoltre già proposto al Tribunale una istanza di citazione di FONSAI quale responsabile civile -e quindi quale soggetto che, solidalmente agli imputati, sia tenuto al risarcimento dei danni subiti dagli azionisti- considerato che gli organi societari hanno scientemente e pesantemente contribuito al dissesto, chiudendo gli occhi e fingendo di non accorgersi degli scellerati comportamenti dei soggetti oggi imputati per questi gravi reati.
QUESTO SIGNIFICA CHE TUTTI GLI AZIONISTI CHE ANCORA NON SI SONO COSTITUITI PARTE CIVILE SONO ANCORA IN TEMPO AD INSERIRSI NEL PROCESSO PENALE PER RICHIEDERE IL RIMBORSO DELLE PERDITE E SOMME LORO ILLECITAMENTE SOTTRATTE, quantomeno fino all’udienza del 13 dicembre 2013, ovvero, qualora il Tribunale dovesse accogliere la richiesta di rinvio per informare per pubblici proclami tutte le parti lese, anche oltre tale termine.
PIU’ AMPIA SARA’ LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE E LA AZIONE UNITARIA ATTRAVERSO IL NOSTRO POOL, E PIU’ FACILMENTE SI POTRA’ OTTENERE LA CITAZIONE DI FONSAI QUALE RESPONSABILE CIVILE IN FUNZIONE DI CHIEDERE CONSEGUENTEMENTE IL SEQUESTRO CONSERVATIVO DEI BENI DELLA SOCIETA’, considerato che i beni a suo tempo sequestrati ai Ligresti sono stati dissequestrati dal Tribunale del riesame e che quindi, al momento, i danneggiati POTREBBERO NON AVERE ALCUNA GARANZIA PER RIFARSI SUI BENI DEGLI IMPUTATI.
AZIONISTI FONDIARIA-SAI UNITEVI! SIETE ANCORA IN TEMPO, Vi ricordiamo che la costituzione penale attraverso il nostro pool non comporta anticipazioni od esborsi finali al risparmiatore, poiché i nostri avvocati operano in quota lite (percentuale sul recuperato)
CONTATTATECI AL PIU’ PRESTO AI NUMERI CHE TROVATE SU QUESTO BLOG!
12/06/2013	 0
Arresti domiciliari per Jonella Ligresti
Il GIP di Torino Eleonora Montserrat Pappalettere ha concesso gli arresti domiciliari a Jonella Ligresti, ex presidente della compagnia assicuratrice FONSAI, accogliendo l’istanza avanzata dai suoi legali Lucio Lucia e Marco Benito Salomone e dopo che questi avevano avanzato una richiesta di patteggiamento -su cui la Procura di Torino si è dichiarata d’accordo- ad una pena di 3 anni e 4 mesi.
Nessuna richiesta di riti alternativi invece né per Salvatore Ligresti -già ai domiciliari per ragioni di età- né per gli ex manager Antonio Talarico, Emanuele Erbetta e Fausto Marchionni; per questi si procederà con giudizio immediato la cui prima udienza è prevista per il 4 dicembre p.v. presso il Tribunale di Torino.
Agli azionisti che intendano costituirsi come parti civili in tale procedimento non rimane molto tempo, in quanto la costituzione nel processo va fatta prima dell’inizio del dibattimento; occorre quindi procedere SUBITO!
11/22/2013	 0
L’impeachment politico e la banda Ligresti
Dalla lettura delle carte appartenenti al filone milanese delle indagini emergono altre circostanze utili per comprendere le ragioni per cui i Ligresti abbiano potuto operare per anni saccheggiando indisturbati il patrimonio di Fondiaria – SAI e delle altre società ad esse collegate, senza che tutto ciò venisse alla luce.
La famiglia Ligresti sembra infatti avesse coperture politiche ed istituzionali che ne hanno garantito l’impunità; in primo luogo Silvio Berlusconi, Gianni Letta ed Ignazio La Russa. Ma soprattutto l’allora Presidente dell’ISVAP, Giancarlo Giannini. A questi, infatti, infatti, pare fosse stata promessa la poltrona di Presidente dell’Antitrust, in cambio del favore reso ai Ligresti. A ciò portano le stesse dichiarazioni rese da Don Salvatore il quale, nel corso di un interrogatorio, ha ammesso di avere sollecitato Berlusconi in tal senso dopo che l’ad di FONSAI, Emanuele Erbetta, gli aveva espresso le sue preoccupazioni per la probabile ispezione dell’ISVAP in Fondiaria; “Pensavo che, interessandomi per Giannini, questi avrebbe avuto un occhio di riguardo per noi; l’esito del mio intervento, come si sa, non si è realizzato”.
Sempre Erbetta ha riferito che a Giannini sarebbe inoltre arrivato un vero fiume di denaro per il tramite di uno studio legale, indicato dallo stesso Giannini e presso cui pare suo figlio avrebbe lavorato, fiume di denaro mascherato da parcelle milionarie (si parla di complessivi 5,2 milioni di euro per l’anno 2010, 7,9 milioni di euro per l’anno 2011 ed addirittura 15,1 milioni di euro per l’anno 2012) per la gestione dei sinistri di Fondiaria SAI e della sua controllata Milano Assicurazioni; tale tesi è surrogata anche dalle dichiarazioni di Piergiorgio Peluso, figlio del ministro Cancellieri, il quale ha affermato di essere a conoscenza di tale circostanza in quanto a lui riportata da Sandro Salvati, defunto amministratore della Assicurativa Ligure, controllata dal gruppo Ligresti, che gli avrebbe suggerito di andare a guardare con attenzione le parcelle di tale studio legale, facendogli capire che attraverso quel canale arrivavano a Giannini i soldi.
Secondo Erbetta, poi, Giannini avrebbe ricevuto dei soldi anche negli anni precedenti, attraverso una ONLUS, in quanto un broker segnalò l’opportunità che Fondiaria sponsorizzasse una colonia elioterapica gestita dall’ospedale Bambin Gesù di Roma, nell’ambito della quale la moglie di Giannini operava come volontaria.
Si parla, in questo caso, di cifre che si attestano tra i 60 e gli 80 milioni di euro; tutti soldi sottratti alle tasche degli azionisti FONSAI.
In considerazione di quanto sopra, si può ritenere che vi siano ampi margini, per i soggetti danneggiati dall’operato di Ligresti & company, per aderire all’azione penale anche presso il Tribunale di Milano.
-per cui la procura di Milano ha richiesto il rinvio a giudizio per corruzione e calunnia-
Concordato post-fallimentare delle Holding Ligresti: perchè è un pregiudizio per gli azionisti e cosa fare
Le indagini in corso di svolgimento da parte delle Procure di Torino e di Milano, e che vertono sia sulle responsabilità di Salvatore Ligresti, sia della galassia che intorno a lui ruotava (banche, ISVAP, etc.), stanno giungendo ad una rapida conclusione e stanno evidenziando l’esistenza di un vero e proprio sistema di potere a copertura del clan Ligresti che ne ha favorito l’operato, occultando per anni le palesi e rilevanti anomalie che sarebbero altrimenti state facilmente rilevabili all’interno del gruppo FONSAI.
Ed infatti, mentre a Torino è prossimo l’inizio delle udienze nel processo penale in cui risultano imputati salvatore Ligresti ed i suoi figli, i quali dovranno rendere conto -unitamente ai vari manager e personaggi che si sono affacciati nell’operazione Premafin- dei bilanci ritoccati, della poco trasparente gestione e delle consulenze fittizie che hanno portato un danno diretto agli azionisti di FONSAI, Milano Assicurazioni e Premafin, a Milano la Procura della Repubblica sta indagando sull’operato degli altri soggetti che hanno contribuito a causare il dissesto di una compagnia assicurativa peraltro capace di detenere il 40% del portafoglio assicurativo italiano.
E qui si evidenzia la posizione dell’ex condirettore del gruppo assicurativo Milano Assicurazioni, attraverso il quale l’ex re del mattone avrebbe ricevuto 7 milioni e mezzo di euro in tre anni (dal 2008 al 2011); il ruolo del finanziere francese Bollorè, indagato per aggiottaggio sulle azioni Premafin, il quale pare avrebbe contribuito a gonfiare il titolo che serviva da garanzia per le banche; l’ipotesi di bancarotta per le due holding IMCO e Sinergia e gli spostamenti di finanziamenti preferenziali a Unicredit nel 2010, anno in cui le società erano già in difficoltà; il famoso “papello” con cui Mediobanca avrebbe garantito a Ligresti and sons una buonuscita di 45 milioni di euro (oltre a diversi benefit) in cambio della cessione indolore di FONSAI ad Unipol; e, non ultimo, l’operato di Giancarlo Giannini, ex Presidente ISVAP, il quale è indagato per avere rallentato ed ostacolato le ispezioni da parte dell’Istituto di Vigilanza, cercando inoltre di dissuadere il capo dell’Ispettorato, Ignazio Battaglia, dal segnalare alla magistratura le sospette erogazioni di denaro da FONSAI a salvatore e Jonella Ligresti.
MA FATE ATTENZIONE!
Proprio in considerazione del nome e del numero dei soggetti che hanno colpevolmente occultato l’operato dei Ligresti, si sta tentando di favorire una rapida chiusura dello scandalo, in primis con proposte di concordato post-fallimentare per le due holding ligrestiane Sinergia ed IMCO avanzate non da soggetti terzi ed autonomi rispetto ai fallimenti, ma bensì dal fondo di Manfredi Catella, amico di lunghissima data di Salvatore Ligresti e dalle stesse banche che prima hanno favorito Don Salvatore e che adesso si presentano come creditrici principali.
TUTTO CIO’ A SCAPITO DEGLI AZIONISTI, in quanto in questo caso ogni possibile azione giudiziaria sarebbe preclusa ed i Curatori fallimentari, i quali potrebbero alzare un velo e finalmente verificare quanto accaduto, verrebbero rimandati a casa con le armi spuntate.
OCCORRE QUINDI CHE I PICCOLI AZIONISTI FACCIANO SENTIRE LA LORO VOCE AL PIU’ PRESTO, SIA PER FARE EMERGERE LE VERE RESPONSABILITA’, CHIEDERE DANNI ED OTTENERE RISARCIMENTI, IMPEDENDO CHE QUESTA VICENDA SIA INSABBIATA AI DANNI DEI RISPARMIATORI; SIA PERCHE’ LE UDIENZE NEL PROCESSO PENALE DI TORINO SI AVVICINANO
OCCORRE, ENTRO I PRIMI DI DICEMBRE, COSTITUIRSI PARTE CIVILE.
IL NOSTRO POOL DI AVVOCATI E’ A VOSTRA DISPOSIZIONE LASCIATE UN VS COMMENTO A QUESTO ARTICOLO:
CONTATATTECI!
11/13/2013	 0
CRACK LIGRESTI: no alla Class Action e via libera alla costituzione di parte civile nel processo penale
RISARCIMENTO CRACK LIGRESTI E FONDIARIA-SAI: AI PICCOLI AZIONISTI DOPO IL CRAC L’ONERE DI RICHIEDERE I DANNI
Per i piccoli azionisti danneggiati dal Crack Ligresti, ora inizia il calvario del risarcimento danni, della scelta sulla azione legale da attivare (civile o penale) e sulla scelta dell’avvocato a cui affidarsi.
Noi vi suggeriamo sin da subito cosa fare, con un breve vademecum sul percorso preferibile per ottenere il risarcimento a seguito del collasso della galassia Ligresti.
IL CASO GIUDIZIARIO LIGRESTI
Salvatore Ligresti acquisisce la Fondiaria nel 2001 e contestualmente la fonde con Sai, inizialmente la gestione è buona e dopo anni in cui la Fondiaria-Sai capitalizza ottimi guadagni, nel 2006 inizia lentamente il declino della compagnia dovuto ad operazioni occulte e alla cattiva gestione fino al crack. L’enorme indebitamento di Fondiaria-Sai, Milano Assicurazioni e Premafin, porta al fallimento delle Holding e all’acquisizione e ricapitalizzazione di FonSai da parte di Unipol, su pressione di Mediobanca che ha un forte interesse economico al salvataggio.
I movimenti societari destarono sospetti e determinarono le inchieste prima della Procura di Milano e poi di quella di Torino.
PERCHE NON È PREFERIBILE AFFIDARSI ALLE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI, DISSOCIARSI DALLE CLASS ACTION E AGIRE INDIVIDUALMENTE PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI SUBITI
Le varie associazioni dei consumatori si sono immediatamente messe in evidenza proponendosi come ormai sempre fanno come miglior veicolo del risarcimento in favore di tutti i piccoli azionisti, tramite la cd. Class Action, cioè una unica azione giudiziaria in favore di una moltitudine di soggetti portatori di interessi comuni, sostenendo di aver addirittura già individuato il risarcimento minimo a cui si ha diritto!
Noi vogliamo spiegarvi perché invece la Class Action NON riteniamo essere il miglior percorso per voi, cosa fare subito per tutelare i vs. diritti e perché confidiamo di essere in grado di farvi ottenere il miglior risarcimento danni e nel minor tempo possibile.
Le azioni cumulative o cd. Class Action sono vantaggiose se moltissimi soggetti per le stesse ragioni debbano ottenere un modesto indennizzo, nell’ordine di poche decine di euro, perché si può condividere le risorse di spesa in favore di una sentenza unica e generica che disponga il risarcimento mediamente spettante a tutti, facendosi rappresentare anche da un unico avvocato.
Il caso in cui chi sia stato danneggiato dal crack di Fondiaria SAI voglia ottenere il risarcimento dei danni subiti non è minimamente paragonabile a quello di chi debba ottenere un risarcimento da pochi Euro: sottomettersi all’accordo medio od al risarcimento genericamente riconosciuto a tutti gli altri azionisti non potrebbe convenire! Se gli altri otterranno ad es. € 10.000,00 in base ad un accordo concluso dalle associazioni consumatori, certamente il singolo che agisca in via autonoma non sarà affatto vincolato a tale limitato importo, che, anzi, per questi costituirà una base minima risarcitoria di partenza!
SU TALE ATTIVITA’ E’ PREVISTA OBBLIGATORIAMENTE LA MEDIAZIONE RE-INTRODOTTA CON IL RECENTE DL “DEL FARE”
Siamo esperti abilitati ex DL 28/2010 in mediazione civile e commerciale, la procedura agevolata di risoluzione stragiudiziale delle controversie che sarà certamente la prima e miglior strada per ottenere velocemente una proposta dagli istituti bancari, e abbiamo uffici legali con Avvocati a vs. disposizione per un primo consulto online, a Roma e Milano: da sottolineare che uno dei fori giudiziari competenti per il risarcimento dei danni in favore dei piccoli azionisti, qualora si dovesse arrivare ad una causa civile, sarà Milano/Torino (competenza territoriale) quale sede del processo penale.
IL VANTAGGIO DELLA COSTITUZIONE COME PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE
Solo attraverso la diretta partecipazione al processo penale ci sarà per voi la possibilità di pretendere, oltre ad un risarcimento basato sul danno emergente (cioè quanto effettivamente perduto) ed alla persona (danno morale), anche un danno derivante direttamente dall’essere stato vittima del crack in termini di danno punitivo nei confronti degli imputati e, di conseguenza, dei responsabili civili FonSai, Milano Assicurazioni, Premafin, Medio Banca e Unipol.
Cosa è il DANNO PUNITIVO? I danni punitivi (o altre voci di danno morale), in inglese punitive (o exemplary) damages, sono un istituto giuridico tipico degli ordinamenti di common law e, in particolare, degli Stati Uniti, in virtù del quale, in caso di responsabilità extracontrattuale, è riconosciuto al danneggiato un risarcimento ulteriore rispetto a quello necessario per compensare il danno subito (componente rimborso), se prova che il danneggiante ha agito con dolo – colpa grave. Nel caso dei danni punitivi, dunque, alla funzione risarcitoria, tipica della sanzione per illecito civile, si sovrappone una funzione punitiva, tipica della sanzione penale. La finalità dell’istituto viene ravvisata nell’affiancare il normale risarcimento quando questo è ritenuto insufficiente allo scopo di: punire l’autore dell’illecito; fungere da efficace deterrente nei confronti di altri potenziali trasgressori (e dello stesso autore dell’illecito, che potrebbe reiterarlo); premiare la vittima per l’impegno profuso nell’affermare il suo diritto giacché, in questo modo, ha contribuito anche al rafforzamento dell’ordine legale; ristorare la vittima per il pregiudizio subito.
Il riconoscimento del maggiore risarcimento così come la determinazione della sua entità sono rimessi alla discrezionalità del giudice.
Nel processo penale contro Ligresti & Co. per ogni assistito chiederemo un risarcimento da 50.000 a 500.000,00 euro, proprio in ragione della pretesa del riconoscimento di un danno punitivo a carico degli imputati.
RICAPITOLANDO I VANTAGGI DELLA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE.
è essenzialmente gratuita, poiché operiamo in patto di quota lite (percentuale sul ricavato senza anticipi e senza spese in caso di mancato recupero)
lascia al processo penale, ed al lavoro della Procura, la prova sull’AN cioè sulla mala gestio della Fondiaria-Sai, Milano Assicurazioni e Premafin, oltre che delle Holding.
oltre alla componente compensativa del danno, è possibile richiedere ed ottenere il risarcimento dei danni cd. punitivi, anche in misura superiore all’investimento perso.
è possibile ottenere in tempi ragionevoli la liquidazione di una provvisionale dal Giudice penale (la provvisionale viene riconosciuta dal Giudice penale alla fine del processo di primo grado ed è immediatamente esecutiva), ed agire con calma per le eventuali differenze, avvantaggiandosi delle prove raggiunte nel processo penale
può essere richiesto il sequestro conservativo dei beni della responsabile civile così da eventualmente indurla a portare avanti trattative per far rinunciare le parti civili e chiudere i loro risarcimenti anche prima della conclusione del processo
Poi c’è la questione della class action promossa da Adusbef, contro Ligresti & Co. in cui si vorrebbe eccepire Il collegamento tra FonSai ed Unipol come fonte di responsabilità risarcitoria di quest’ultima. A questo proposito sarà da precisare che la partecipazione di una società in un altra o il finanziamento della stessa, peraltro come eventi successivi ai fatti presunti reati, non significa automaticamente dare a chiunque il diritto di citarla in giudizio per chiedere un risarcimento in relazione ad una responsabilita delle società controllata, acquisita o finanziata. Ci potrebbero essere gravi conseguenze in caso di rigetto della domanda per aver agito in un foro giudiziario errato o contro la società sbagliata, compresa la valutazione dei costi e di spese legali a carico dei clienti.
COSA FARE, alcuni primi consigli:
Recuperare le commesse di investimento azionario.
Documentare le perdite da lucro cessante subite a seguito del crack FonSai, Milano Assicurazioni e Premafin.
Documentare ogni spesa sostenuta connessa in ogni modo agli investimenti, interessi di scoperto su altri c/c, spese legali, oneri aggiuntivi etc.
Rivolgersi alla ns. struttura per inviare subito e gratuitamente una prima lettera con richiesta per iscritto del risarcimento danni alla FonSai, Milano Assicurazioni, Premafin (cd. lettera di intervento legale), che interrompe ogni prescrizione (non ci sono 10 giorni come probabilmente avrete sentito dire, ma è preferibile inviare prima possibile la intimazione al risarcimento danni, onde far decorrere gli interessi legali).
Tutta la procedura potrà avvenire ONLINE, senza necessità di recarsi fisicamente presso il ns. Ufficio tramite email e videocollegamenti web, oppure fissando un appuntamento presso i nostri uffici di Roma, Milano Torino o Fiumicino.
Abbiamo aperto una Chatline per consulenza sul risarcimento Crack Ligresti
Contattateci ora, nessun impegno di spesa, prima consulenza gratuita, risposte immediate!
Hot line 347 2619340
cracligresti@agenzialegale.net
crackligresti@agenzialegale.net
Milano (Avv. Bulgheroni) 02 762041
Milano (Avv. Carbone) 02 89015352
Torino (Avv. Guarini) 011 XXXXXX
Roma (Avv. Gabrielli) 06 39741015
Fiumicino 06 89019172
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11/06/2013	 0
La storia del Crack Ligresti & Company
La carriera di Salvatore Ligresti comincia negli anni sessanta e nell’arco di un ventennio divenne uno degli uomini più ricchi d’Italia. È negli anni ottanta che la fortuna economica di Ligresti fa il salto di qualità, complice il boom edilizio, gli importanti appalti che riuscì ad ottenere e le amicizie influenti. Di li a poco conquisto il titolo di “re del mattone” e l’appellativo di “mister 5%” per le partecipazioni che aveva cumulato nella “Milano da bere”. Nel 1992 venne arrestato accusato di corruzione per aggiudicarsi gli appalti per la costruzione della metropolitana di Milano e delle Ferrovie Nord, e dopo 112 giorni trascorsi a San Vittore si risolleva e nel 2001 fa il salto di qualità rilevando la Fondiaria dalla Montedison sotto assedio (a venderla è Mediobanca), successivamente la fonde con Sai. Nel 2003 quando FonSai arriva in borsa, vale 1,6 miliardi di euro e nel 2006 ne capitalizza 5. Poi Salvatore Ligresti & Company affondano la compagnia. Infatti dopo anni di cattiva gestione FonSai, Milano Assicurazioni e Premafin, le principali società della famiglia Ligresti, sono profondamente indebitate e per evitare il fallimento delle tre società il management di Mediobanca, storico partner di famiglia, che da un simile evento rischierebbe di perdere oltre un miliardo di euro, propone a Unipol la fusione con esse. Nel 2011 i Ligresti sono costretti a cedere il controllo su pressione di Mediobanca, alla Unipol. Il salvataggio con ricapitalizzazione da parte di Unipol, scongiura il fallimento, inevitabile invece per le holding personali dei Ligresti.
Nel 2012 si aprì una prima inchiesta della Procura di Milano allo scopo di indagare Ligresti per il reato di aggiotaggio in relazione a due trust esteri titolari del 20% di Premafin riconducibili allo stesso. Un secondo filone d’inchiesta riguarda la bancarotta delle holding immobiliari di famiglia. Nello stesso anno Ligresti e l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel vengono indagati in merito ad un patto occulto in cui il primo si impegnava a non ostacolare la fusione Unipol-FonSai in cambio della concessione da parte di Nagel di una lunga lista di privilegi.
Nello stesso 2012, sulla scorta delle inchieste milanesi, la Procura di Torino indaga Ligresti per falso in bilancio e ostacolo all’attività di vigilanza. Nel luglio 2013 Ligresti viene arrestato dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Torino per il reato di falso in bilancio e manipolazione di mercato. La magistratura ritiene che Ligresti, agli arresti domiciliari per via dell’età avanzata, abbia nascosto la carenza di 600 milioni di euro nella riserva sinistri, la cui mancata comunicazione avrebbe provocato un grave danno per le scelte degli investitori. Nell’ambito della medesima inchiesta vengono arrestate le figlie Giulia e Jonella mentre il figlio Paolo, diventato cittadino svizzero da soli 21 giorni, trovandosi nella sua abitazione sul lago di Lugano evita l’arresto.
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