Source: https://www.avvocatofirenze.it/news/per-i-privati/2020/emergenza-da-covid-19-le-misure-del-governo-a-sostegno-del-mondo-del-lavoro-il-decreto-legge-n-18-del-17-marzo-2020-c-d-decreto-cura-italia/
Timestamp: 2020-06-02 15:25:20+00:00
Document Index: 44903689

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 26', 'art. 46', 'art. 34', 'art. 27', 'art. 24']

Emergenza da COVID-19: le misure del Governo a sostegno del mondo del lavoro. Il decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (c.d. decreto “Cura Italia”). - Avvocato Firenze - Lorenzo Cirri
Di: C@rl@dmin
coronavirus, covid19, diritto del lavoro
L’emergenza epidemiologica causata dal c.d. “Coronavirus” (COVID-19) ha avuto forti ripercussioni sul mondo del lavoro, costringendo molte imprese a ridurre sensibilmente, se non sospendere del tutto, la propria attività produttiva. La completa sospensione delle attività produttive industriali e commerciali, non ritenute essenziali, è stata addirittura imposta con l’emanazione dei d.p.c.m. dell’11 marzo e del 22 marzo 2020.
Il 17 marzo 2020 è stato quindi emanato il decreto legge n. 18 (detto anche decreto “Cura Italia”), il quale si pone l’obiettivo di arginare gli effetti negativi che l’emergenza causata dal Coronavirus sta producendo sul tessuto economico-sociale del Paese.
Di seguito proviamo a descrivere, senza pretesa di esaustività, le misure e gli interventi riguardanti direttamente il mondo del lavoro e i lavoratori, dipendenti e autonomi, rinviando per ogni dettaglio al Decreto stesso pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 70 del 17.3.2020.
Preme evidenziare sin da subito che molte delle misure predisposte dal Governo hanno effetti retroattivi, ossia per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020.
L’estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per lavoratori subordinati.
Per molte imprese cui è imposta la sospensione dell’attività sussiste l’impossibilità temporanea di ricevere la prestazione lavorativa, legittimandole di conseguenza a sospendere il pagamento della retribuzione (ad eccezione della fruizione di ferie e permessi e della ricorrenza di altri eventi comunque indennizzati, come la malattia).
Il decreto Cura Italia, di conseguenza, estende l’operatività degli ammortizzatori sociali esistenti proprio al fine di garantire un reddito ai lavoratori subordinati che si trovano costretti a casa, a causa della sospensione o riduzione dell’attività dell’azienda per cui lavorano.
L’art. 19 prevede innanzitutto la possibilità, per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività per eventi riconducibili all’emergenza Coronavirus, di richiedere il trattamento ordinario di integrazione salariale (cassa integrazione ordinaria – CIGO) per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020, per una durata massima di 9 settimane e comunque entro il mese di agosto 2020.
La norma prevede, inoltre, una procedura semplificata e derogatoria rispetto ai limiti imposti dalla normativa vigente (d.lgs. n. 148/2015, Capo II): in altre parole, i periodi di integrazione salariale concessi per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus non sono conteggiati nella durata massima della CIGO (ossia 52 settimane nell’arco di un biennio mobile).
Per beneficiare del trattamento ordinario di integrazione salariale è sufficiente che il lavoratore risulti alle dipendenza dell’impresa richiedente alla data del 23 febbraio 2020: non è necessario invece il requisito di anzianità effettiva di lavoro di 90 giorni.
Poiché la CIGO si applica alle aziende industriali ed edilizie, il trattamento appena descritto è stato esteso anche alle prestazioni di assegno ordinario concesse alle aziende aderenti ai fondi di solidarietà bilaterali obbligatori o al FIS – Fondo di integrazione salariale (si tratta, in entrambi i casi, delle imprese non rientranti nel campo di applicazione della CIGO e che occupano in media più di cinque dipendenti).
Per le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario (CIGS) – si fa riferimento alle aziende industriali e commerciali con, rispettivamente, più di 15 e più di 50 dipendenti – l’art. 20 prevede la possibilità di sostituirlo con il trattamento ordinario ai sensi dell’art. 19 sopracitato (per una durata, quindi, di 9 settimane) con deroghe, anche in questo caso, ai termini procedimentali ordinari e con esclusione del periodo così fruito dal calcolo del limite massimo di durata dei trattamenti di integrazione salariale (si ricorda che, ai sensi dell’art. 4, d.lgs. n. 148/2015, per ciascuna unità produttiva i periodi di CIGO e di CIGS non possono superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile).
Stessa facoltà è prevista per i datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che al 23 febbraio 2020 hanno in corso un assegno di solidarietà (imprese, quindi, rientranti nell’ambito di applicazione della CIGS che abbiano stipulato con le rappresentanze sindacali un c.d. contratto di solidarietà ex 21, 5° comma d.lgs. n. 148/2015).
Una tutela residuale è infine fornita anche ai lavoratori alle dipendenze di aziende del settore privato non rientranti nel campo di applicazione di CIGO e CIGS, e che non aderiscano a Contratti di solidarietà o a Fondi di solidarietà bilaterali, quindi anche ai lavoratori di aziende che occupano meno di 6 dipendenti, incluse quelle del settore agricolo, della pesca e del terzo settore. L’art. 22, infatti, concede alle regioni e province autonome la possibilità di riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e, comunque, per un periodo non superiore a 9 settimane. Anche questo trattamento in deroga è riconosciuto per periodi a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti già in forza alla medesima data.
In tutti i casi sopraelencati, al lavoratore spetta un’indennità pari all’80% della retribuzione globale (quindi comprensiva di eventuali ratei di mensilità aggiuntive), che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, che viene erogata direttamente dall’INPS, previa procedura attivata dall’azienda.
Per le procedure e le modalità di richiesta dei trattamenti di integrazione salariale sopraelencate si rinvia, per le aziende, al messaggio INPS n. 1321 del 23 marzo 2020.
N.B. Aggiornamento al D.L. n. 23 dell’8 aprile 2020. Con un Decreto Legge di nuova emissione il Governo ha esteso i trattamenti di cassa integrazione, sia ordinari che in deroga, e di assegno ordinario anche ai lavoratori assunti tra il 24 febbraio 2020 e il 17 marzo 2020.
Cosa prevede il decreto Cura Italia in favore dei lavoratori che sono costretti a rimanere a casa per malattia derivante dal Coronavirus o per accudire i propri figli?
In conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, il decreto Cura Italia, con decorrenza dal 5 marzo 2020, prevede per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato (ma l’art. 25 estende il diritto anche ai lavoratori del settore pubblico) il diritto di fruire, per i figli di età non superiore a 12 anni, di uno specifico congedo, riconosciuto ad entrambi i genitori per un periodo complessivo, continuativo o frazionato, non superiore a 15 giorni, con la corresponsione di un’indennità pari al 50% della retribuzione. Il limite di età non si applica con riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata.
La medesima indennità è prevista per i lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata dell’INPS, la cui misura è parametrata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50% di 1/365 del reddito.
L’art. 23 prevede inoltre che gli eventuali periodi di congedo parentale ordinario, fruiti dai genitori durante il periodo di sospensione sono convertiti nel congedo speciale anzidetto con diritto alla relativa indennità.
Con riferimento invece ai genitori lavoratori dipendenti con figli minori di età compresa tra i 12 e i 16 anni, il decreto, prevede il diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di chiusura delle scuole, senza corresponsione di alcuna indennità, ma ponendo in capo al datore di lavoro un divieto di licenziamento.
La fruizione dei congedi anzidetti è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, o altro genitore non lavoratore.
In alternativa al congedo parentale “speciale”, i medesimi lavoratori beneficiari possono scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting, nel limite massimo complessivo di € 600,00.
L’art. 26, infine, dispone che il periodo trascorso dal lavoratore del settore privato in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dovuto a COVID-19, è equiparato ai periodi di malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto (ossia quel periodo di malattia superato il quale il datore di lavoro può comminare al dipendente il licenziamento senza giustificato motivo).
Cosa è riconosciuto a quei lavoratori che continuano a recarsi presso il luogo di lavoro, nonostante l’epidemia?
Ai lavoratori dipendenti pubblici e privati che, durante il periodo di emergenza sanitaria COVID-19, continuano a prestare servizio nella sede di lavoro nel mese di marzo 2020, è riconosciuto un bonus di € 100,00, attribuito in via automatica dal datore di lavoro con la retribuzione di aprile e a condizione che nell’anno precedente non abbiano maturato un reddito da lavoro dipendente superiore a € 40.000,00.
Posso essere licenziato durante l’emergenza da Coronavirus?
L’art. 46, a decorrere dal 17 marzo 2020, preclude ai datori di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti, di procedere a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo; i lavoratori potranno invece rischiare il licenziamento per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa (licenziamento c.d. disciplinare).
Quali tutele sono previste in favore dei lavoratori non dipendenti?
La diversità di tutele, che ha sempre caratterizzato la dicotomia tra lavoratore dipendente e lavoratore autonomo o con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (i c.d. co.co.co.), si riflette anche nelle misure a sostegno del reddito predisposte dal decreto Cura Italia.
In favore dei lavoratori appartenenti alle categorie “più deboli” del mondo del lavoro, il decreto si limita infatti a prevedere una indennità una tantum.
E, quindi, i liberi professionisti titolari di partita iva attiva al 23 febbraio 2020 e i lavoratori titolari di rapporti di co.co.co. alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, nonché i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria), quali artigiani e commercianti, si dovranno accontentare di un’indennità per il mese di marzo pari a € 600,00, erogata direttamente dall’INPS, a domanda del lavoratore.
La medesima indennità di € 600,00 per il mese di marzo è riconosciuta dagli artt. 29 e 30 anche in favore dei lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che alla data del 23 febbraio 2020 hanno terminato la NASpI, nonché in favore dei lavoratori dipendenti stagionali del settore agricolo che, alla medesima data, abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo.
L’indennità una tantum è infine prevista in favore dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019, da cui è derivato un reddito non superiore a € 50.000,00, a condizione che gli stessi lavoratori non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.
Una buona notizia: l’indennità di € 600,00, con riferimento a tutte le tipologie di lavoratori sopraelencate, non concorre alla formazione del reddito imponibile (in altre parole è esentasse).
Le prestazioni, di cui sopra, saranno accessibili esclusivamente in modalità telematica attraverso l’utilizzo delle credenziali INPS già in possesso dei lavoratori a partire dal 1° aprile 2020. Si consiglia di monitorare il sito istituzionale dell’INPS , per essere aggiornati sui moduli e le procedure da rispettare, per richiedere le prestazioni di cui al decreto Cura Italia.
Sono previste delle tutele per gli altri lavoratori autonomi e liberi professionisti che hanno sospeso o ridotto la propria attività a causa del COVID-19?
Il decreto, in ultima istanza, ha istituito un Fondo denominato, appunto, “Fondo per il reddito di ultima istanza”, volto a garantire un’indennità in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, non coperti da altre forme di sostegno del reddito, nonché dei liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (es. avvocati, dottori commercialisti, geometri, ingegneri, etc.).
I criteri di priorità e le modalità di attribuzione dell’indennità sono stati stabiliti dal decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali del 28 marzo 2020, il quale ha determinato l’indennità in oggetto, che non concorre alla formazione del reddito, in € 600,00 per il mese di marzo 2020, da richiedere direttamente all’ente di previdenza cui il professionista è obbligatoriamente iscritto a partire dal 1° aprile.
L’indennità spetta ai lavoratori autonomi e liberi professionisti che, nell’anno d’imposta 2018, abbiano percepito un reddito non superiore a € 35.000,00 o compreso tra € 35.000,00 e € 50.000,00; in quest’ultimo caso, tuttavia, il decreto richiede l’ulteriore requisito della cessazione o riduzione o sospensione dell’attività, nel primo trimestre 2020 di almeno il 33%, rispetto al primo trimestre 2019.
N.B. Aggiornamento al D.L. n. 23 dell’8 aprile 2020. L’art. 34 del Decreto Legge di nuova emissione, con riferimento ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, ha aggiunto l’ulteriore requisito dell’iscrizione in via esclusiva all’ente predetto; sarà quindi necessario, per chi ha già presentato domanda alla data dell’8 aprile, integrarla sulla base delle indicazioni fornite dall’ente di previdenza.
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46 Commenti Nascondi commenti
4 Aprile 2020 alle 8:32
Buongiorno avvocato e per i lavoratori in nero che non anno nessun reddito possono morire di fame non c’è niente grazie
purtroppo per i lavoratori a nero questo decreto non ha previsto niente.
Tuttavia il Ministro del Lavoro ha annunciato che in questo mese di aprile verrà prevista una forma di reddito di emergenza anche per chi, come Lei, non ha un rapporto di lavoro regolare.
Cercheremo di aggiornare l’articolo appena uscirà il provvedimento del Governo.
Hutan ha detto:
6 Aprile 2020 alle 19:08
Salve avvocato sono un coadiuvante familiare ho diritto a 600 euro dal INPS?
7 Aprile 2020 alle 10:52
Caro Hutan,
purtroppo l’indennità spetta solo ai titolari di partita iva o ai collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione separata INPS.
Forse nel provvedimento che il Governo adotterà ad aprile sarà previsto una forma di reddito residuale per tutti.
9 Aprile 2020 alle 19:08
Buonasera avvocato, a me non mi è stato rinnovato il contratto il 4 aprile oltre alla dissociazione c’è qualche incentivo
9 Aprile 2020 alle 19:32
purtroppo no, tranne un bonus di € 100 per essersi recato a lavoro durante il mese di marzo.
Attendiamo il nuovo decreto del Governo per capire se ci sarà una tutela aggiuntiva per chi beneficia della NASpI.
14 Aprile 2020 alle 23:16
Salve avvocato volevo chiedere essendo una tirocinante sospesa in casa di riposo la legge cosa prevede grazie !!
15 Aprile 2020 alle 16:59
purtroppo no. Forse con il nuovo decreto di aprile sarà prevista una forma di reddito anche per tirocinanti e disoccupati.
Baljinder ha detto:
6 Aprile 2020 alle 15:40
Io lavoro in ristorante con contratto chiamata. Ora sono a casa da un mese. Io ho diritto di prendere qualche bonus. Abbiamo un figlio di 20 mesi D
7 Aprile 2020 alle 10:54
Caro Baljinder,
purtroppo le indennità spettano solo a titolari di partita iva e co.co.co. iscritti alla gestione separata INPS, nonché a lavoratori stagionali.
Ad aprile dovrebbe essere previsto però un reddito di emergenza anche per gli altri lavoratori e disoccupati.
6 Aprile 2020 alle 16:46
Buongiorno Avvocato per un artigiano non iscritto alla FSBA cosa gli aspetta per pagare 2 dipendenti. Grazie
se non è scritta al FSBA può beneficiare della cassa integrazione in deroga, per la quale lo Stato ha stanziato risorse in favore delle Regioni.
Le consiglio di valutare l’adesione alla cassa in deroga tramite il Suo commercialista o Consulente del Lavoro.
Caro Sboccato e per le donne di servizio che non sono riuscita andare al lavoro
7 Aprile 2020 alle 10:50
per le lavoratrici a domicilio il Governo non ha previsto niente, ma ha concesso loro di continuare a lavorare.
Ad aprile, tuttavia, ci sarà un altro provvedimento che dovrebbe tutelare anche voi.
Sidona Magdalena Ghiciuc ha detto:
7 Aprile 2020 alle 10:28
Buongiorno avvocato se io lavoro in una rosticceria il mio contratto di lavoro e indeterminato e dal metà marzo non lavoro mi posso încadrarea in qualche lege
7 Aprile 2020 alle 10:49
Cara Sidona, se la rosticceria ha sospeso l’attività, può beneficiare della cassa integrazione in deroga, che funziona diversamente a seconda della Regione. Chiedo al Suo datore di attivare la cassa integrazione.
Salve volevo chiedere io lavoro come golf/badante tt le mattine in regola ..come ho capito mi aspettano 100Є… se e così volevo sapere quando e chi mi paga? Grazie
Cara Oksana,
se a marzo ha continuato a recarsi presso il luogo di lavoro, Le spetta il bonus di € 100,00, che dovrà esserLe corrisposto in automatico dal datore di lavoro con la retribuzione di aprile.
8 Aprile 2020 alle 1:05
Buonasera. Sono stato in naspi(disoccupazione) fino a 17 marzo. Poi ho trovato lavoro. Mi ha fatto contratto per 4 mesi. Io non rientrò per casa integrazione vero?
Caro Alin,
purtroppo no, la cassa integrazione spetta solo a chi era già assunto al 23 febbraio. Ad aprile il Governo emanerà un nuovo decreto, dove forse sarà ampliata la platea dei beneficiari della cassa integrazione.
8 Aprile 2020 alle 15:16
Salve Avv.io l’anno scorso ho lavorato solo 15 giorni il resto tutto in nero però nel 2018 ho 152 giorni mi spettano le 600€
9 Aprile 2020 alle 11:34
l’indennità di € 600,00 è prevista in favore di limitate categorie, quali lavoratori stagionali, lavoratori autonomi e co.co.co. con rapporto in essere al 23 febbraio.
Per gli altri lavoratori occorrerà attendere il mese corrente per capire se il Governo stanzierà delle risorse per chi non ha beneficiato di altri strumenti di integrazione del reddito.
10 Aprile 2020 alle 2:21
Salve io sono disoccupato da ottobre perché ho chiuso la partita IVA volevo sapere se mi spetta qualcosa dato che non percepisco niente
10 Aprile 2020 alle 11:15
purtroppo le indennità sono previste per titolari di partita iva attiva al 23 febbraio.
Il Ministro del Lavoro ha pero annunciato che ad aprile sarà emanato un decreto con una forma di reddito di emergenza, volta a coprire lavoratori e disoccupati che non beneficiano di alcuna tutela reddituale.
11 Aprile 2020 alle 10:49
Avvocato buongiorno, io ho lavorato per un supermercato dal 20/03/20 al 03/04/20(sostituzione) anche a me spettano i 100 euro(o metà) per aver lavorato i periodo covid?
11 Aprile 2020 alle 13:06
ritengo che il bonus Le spetti in proporzione al periodo lavorato.
10 Aprile 2020 alle 15:12
BUON AVVOCATO. PER PERSONE CHE LAVORANO AL NERO NON ASPETTA NULLA?
11 Aprile 2020 alle 13:05
Cara Anca,
con questo decreto no. Ma ad aprile saranno stanziati nuovi fondi e potrebbe essere previsto un reddito anche per chi lavora senza contratto regolare.
Burluc Eugenia ha detto:
10 Aprile 2020 alle 23:28
Scusa Avv. Io no lavoro. Ho lavorato in posto di ragazze che aveva libero. Sono straniera no ce lavoro. Sto a una famiglia che mi tene perché è virus come faccio. Posso prendere pure io un po di soldi per vivere?
non ho ben capito la Sua posizione lavorativa.
Le indennità previste dal decreto sono per le varie categorie di lavoratori.
Se è senza lavoro Le spetta l’ordinaria disoccupazione – se ne ha i requisiti – altrimenti ad aprile il Governo dovrebbe predisporre un reddito di emergenza per chi non ha altri redditi.
11 Aprile 2020 alle 11:00
Buongiorno, mi chiamo Simona e lavoro come badante a ore,dal 11 marzo mi e stato sospeso il contratto, ce qualche aiuto per noi.Grazie.
11 Aprile 2020 alle 13:08
purtroppo per le badanti non è previsto niente di specifico, almeno per ora.
Nel mese di aprile, infatti, il Governo dovrebbe approvare nuove misure anche per lavoratori domestici.
Le consiglio di seguire il nostro articolo, che cercheremo di integrare appena usciranno nuovi provvedimenti.
13 Aprile 2020 alle 20:50
Buongiorno, avvocato, ho una partita Iva attiva ma lavoro io come dipendente chiedo se posso usufruire dei 600 euro.Grazir
l’art. 27 del decreto richiede che il libero professionista non sia iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie, quindi ritengo che non possa richiedere l’indennità.
Buongiorno io lavoro come camera di sala houn contratto a chiamata intermittente indeterminato mi po dire per piacere se mi spetta qualcosa lavoro da 2010 con questo contratto grazie
14 Aprile 2020 alle 13:09
purtroppo il decreto Cura Italia non ha previsto niente per lavoratori a chiamata.
Dovrebbe essere previsto un reddito con il nuovo decreto che sarà emanato ad aprile.
12 Aprile 2020 alle 20:55
Buonasera ho un contratto a tempo determinato in agricoltura, e non sto lavorando la mia azienda può rifiutare di farmi la richiesta di cassa integrazione?
se l’azienda non la mette in cassa integrazione deve attivare ferie o altrimenti Lei è disponibile per la prestazione lavorativa e deve essere retribuita regolarmente.
Non ci sono motivi per non attivare la cassa integrazione.
Ho beneficiato dei 15 gg di congedo e ringrazio per questo lo stato! Ma le scuole sono ancora chiuse mio figlio è’ al primo anno di materna …. ! Possibile che nn abbiano elaborato che 15 gg sono insufficienti! Dovrò ricorrere ai nonni anziani che avevo tenuto lontani per tutelarli…..
purtroppo al momento non ci sono altri strumenti, se non ricorrere agli ordinari congedi.
Ad aprile il Governo emanerà un nuovo decreto, dove si spera si preoccupi anche dei genitori lavoratori e della prolungata chiusura delle scuole.
13 Aprile 2020 alle 8:23
E` vero che la Cig o Fis esclude il diritto ai permessi di cui alla Legge 104/92?
14 Aprile 2020 alle 13:29
se è in cassa integrazione a zero ore può dedicarsi alla cura della persona con disabilità, è questa la logica della normativa.
Se invece ha in corso solo una riduzione dell’orario, i permessi andranno rimodulati proporzionalmente.
13 Aprile 2020 alle 15:49
Per chi a 1 figlio disabile che cosa prevede il decreto
con riferimento a figli con disabilità in situazione di gravità accertata il decreto prevede la possibilità di richiedere il congedo speciale di 15 giorni indennizzato al 50% senza il limite di età di 12 anni.
Inoltre l’art. 24 estendo a 12 giornate per i mesi di marzo e aprile i permessi retribuiti ex l. 104/92.
14 Aprile 2020 alle 0:49
Buona sera il mio nome e Sandu Valentina lavoro come OSS verso Opera Imaculatta Concezione Padiva…da 12 ani tuttora con contratto indeterminato…perché nella busta paga non sono comparsi quei 100 euro…che di come pare per chi porta la battaglia in prima linea…era un piccolo premio…perché nella busta di aprile…non ci sono?…
14 Aprile 2020 alle 13:16
il bonus è previsto a partire dalla retribuzione di aprile in poi.
Non esiti a chiedere chiarimenti all’azienda.