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Timestamp: 2019-02-18 06:36:35+00:00
Document Index: 182808520

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 4', 'art.12', 'art. 3', 'art. 12', 'art.120', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art.7', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 12', 'art.13', 'art. 10', 'art. 21', 'art.1', 'art.15', 'art.7', 'art.15']

Centro Prua: DPR 24 luglio 1996 n 503
Dicono di noi [3]
Comitato Tecnico S
Albi ufficiali
DPR 24 luglio 1996 n 503.
Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici
Art. 1. Definizioni ed oggetto
Art. 2. Contrassegni
Art. 4. Spazi pedonali
Art. 5. Marciapiedi
Art. 6. Attraversamenti pedonali
Art. 7. Scale e rampe
Art. 8. Servizi igienici pubblici
Art. 9. Arredo urbano
Art. 10. Parcheggi
Art. 11. Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone disabili
Art. 12. Contrassegno speciale
Art. 14. Modalità di misura
Art. 15. Unità ambientali e loro componenti
Art. 16. Spazi esterni di pertinenza dell’edificio e loro componenti
Art. 17. Segnaletica
Art. 20. Elaborati tecnici
Art. 21. Verifiche
Art. 22. Aggiornamento e modifica delle prescrizioni
Art. 23. Edifici scolastici
Art. 24. Tranvie, filovie, linee automobilistiche, metropolitane
Art. 25. Treni, stazioni, ferrovie
Art. 26. Servizi di navigazione marittima: navi nazionali
Art. 27. Servizi di navigazione interna
Art. 28. Aerostazioni
Art. 29. Servizi per viaggiatori
Art. 30. Modalità e criteri di attuazione
Art. 31. Impianti telefonici pubblici
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque ed in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.
3. Le presenti norme si applicano agli edifici e spazi di nuova costruzione, ancorché di carattere temporaneo, o a quelli esistenti qualora sottoposti a ristrutturazione. Si applicano altresì agli edifici e spazi pubblici sottoposti a qualunque altro tipo di intervento edilizio suscettibile di limitare
l’accessibilità e la visibilità, almeno per la parte oggetto dell’intervento stesso. Si applicano inoltre agli edifici e spazi pubblici in tutto o in parte soggetti a cambiamento di destinazione se finalizzata all’uso pubblico, nonché ai servizi speciali di pubblica utilità di cui al successivo titolo VI.
1. Gli edifici, i mezzi di trasporto e le strutture costruite, modificate o adeguate tenendo conto delle norme per l’eliminazione delle barriere, devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo di «accessibilità « secondo il modello di cui all’allegato A.
2. È fatta salva la specifica simbologia dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile ove prescritta.
3. Il sistema di chiamata di cui all’art.1 deve essere posto in luogo accessibile e contrassegnato con il simbolo di «accessibilità condizionata» secondo il modello di cui all’allegato B.
4. Uffici, sale per riunioni, conferenze o spettacoli, posti telefonici pubblici ovvero apparecchiature quali ascensori e telefoni che assicurano servizi di comunicazione per sordi, devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo internazionale di accesso alla comunicazione per le
persone sorde di cui all’allegato C.
TITOLO II - AREE EDIFICABILI, OPERE DI URBANIZZAZIONE, E OPERE DI ARREDO URBANO
1. È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o emarginazione.
1. I progetti relativi agli spazi pubblici e alle opere di urbanizzazione a prevalente fruizione pedonale devono prevedere almeno un percorso accessibile in grado di consentire con l’utilizzo di impianti di sollevamento ove necessario, l’uso dei servizi, le relazioni sociali e la fruizione
ambientale anche alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Si applicano, per quanto riguarda le caratteristiche del suddetto percorso, le norme contenute ai punti 4.2.1., 4.2.2. e 8.2.1., 8.2.2. del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, e, per quanto riguarda le caratteristiche degli eventuali impianti di sollevamento, le norme contenute ai punti 4.1.12., 4.1.13. e 8.1.12., 8.1.13. dello stesso decreto, con le successive prescrizioni elaborate dall’ISPESL e dall’UNI in conformità alla normativa comunitaria.
2. Il fondo stradale, in prossimità dell’attraversamento pedonale, potrà essere differenziato mediante rugosità poste su manto stradale al fine di segnalare la necessità di moderare la velocità.
1. Per le scale e le rampe valgono le norme contenute ai punti 4.1.10., 4.1.11. e 8.1.10., e 8.1.11. del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236. I percorsi che superano i 6 metri di larghezza devono essere, di norma, attrezzati anche con corrimano centrale.
1. Per i servizi igienici valgono le norme contenute ai punti 4.1.6. e 8.1.6 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236. Deve essere prevista l’accessibilità ad almeno un w.c. ed un lavabo per ogni nucleo installato.
1. Gli elementi di arredo nonché le strutture, anche commerciali, con funzione di arredo urbano da ubicare su spazi pubblici devono essere accessibili, secondo i criteri di cui all’art. 4 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236.
3. Le tabelle ed i dispositivi segnaletici di cui al comma 2, nonché le strutture di sostegno di linee elettriche, telefoniche, di impianti di illuminazione pubblica e comunque di apparecchiature di qualsiasi tipo, sono installate in modo da non essere fonte di infortunio e di intralcio, anche a persone su sedie a ruote.
1. Per i parcheggi valgono le norme di cui ai punti 4.2.3. e 8.2.3. del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236.
2. Per i posti riservati disposti parallelamente al senso di marcia, la lunghezza deve essere tale da consentire il passaggio di una persona su sedia a ruote tra un veicolo e l’altro. Il requisito si intende soddisfatto se la lunghezza del posto auto non è inferiore a 6 m; in tal caso la larghezza del posto
auto riservato non eccede quella di un posto auto ordinario.
1. Alle persone detentrici del contrassegno di cui all’art.12 viene consentita, dalle autorità competenti, la circolazione e la sosta del veicolo al loro specifico servizio, purché ciò non costituisca grave intralcio al traffico, nel caso di sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse o per esigenze di carattere militare, ovvero quando siano stati stabiliti obblighi o divieti di carattere permanente o temporaneo, oppure quando sia stata vietata o limitata la sosta.
3. La circolazione e la sosta sono consentite nelle «zone a traffico limitato» e «nelle aree pedonali urbane», così come definite dall’art. 3 del DLgs 30 aprile 1992, n. 285, qualora è autorizzatol’accesso anche ad una sola categoria di veicoli per l’espletamento di servizi di trasporto di pubblica
4. Per i percorsi preferenziali o le corsie preferenziali riservate oltre che ai mezzi di trasporto pubblico collettivo anche ai taxi, la circolazione deve intendersi consentita anche ai veicoli al servizio di persone invalide detentrici dello speciale contrassegno di cui all’art. 12.
6. I suddetti posti sono contrassegnati con il segnale di cui alla figura II 79/a art.120 del DPR 16 dicembre 1992, n. 495.
1. Alle persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta è rilasciato dai comuni, a seguito di apposita documentata istanza, lo speciale contrassegno di cui al DPR 16 dicembre 1992, n. 495, che deve essere apposto sulla parte anteriore del veicolo.
2. Negli edifici pubblici deve essere garantito un livello di accessibilità degli spazi interni tale da consentire la fruizione dell’edificio sia al pubblico che al personale in servizio, secondo le disposizioni di cui all’art. 3 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236.
3. Per gli spazi esterni di pertinenza degli stessi edifici, il necessario requisito di accessibilità si considera soddisfatto se esiste almeno un percorso per l’accesso all’edificio fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
4. Le normative specifiche riguardanti singoli tipi edilizi possono articolare o limitare il criterio generale di accessibilità alla particolarità del tipo.
5. In sede di definizione e di applicazione di norme concernenti specifici settori, quali sicurezza, contenimento consumi elettrici, tutela ambientale, ecc., devono essere studiate o adottate, nel rispetto di tali normative, soluzioni conformi alle disposizioni del presente regolamento.
6. Per gli alloggi di servizio valgono le disposizioni di cui all’art. 3.3 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236, relative agli alloggi di edilizia residenziale sovvenzionata.
1. Per le modalità di misura dei componenti edilizi e per le caratteristiche degli spazi di manovra con la sedia a ruote valgono le norme stabilite al punto 8.0 del DM LLPP del 14 giugno 1989, n. 236.
1. Per le unità ambientali e loro componenti come porte, pavimenti, infissi esterni, arredi fissi, terminali degli impianti, servizi igienici, cucine, balconi e terrazze, percorsi orizzontali, scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, autorimesse, valgono le norme stabilite ai punti 4.1 e 8.1 del DM LLPP del 14 giugno 1989, n. 236.
1. Per gli spazi esterni di pertinenza dell’edificio e loro componenti come percorsi, pavimentazioni e parcheggi valgono le norme stabilite ai punti 4.2 e 8.2 del DM LLPP giugno 1989, n. 236.
1. Per la segnaletica valgono le norme stabilite ai punti 4.3 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236.
1. Per i raccordi con la normativa antincendio, ferme restando le disposizioni vigenti in materia di sistemi di via d’uscita, valgono le norme stabilite al punto 4.6 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236.
1. Le prescrizioni del presente regolamento, sono derogabili solo per gli edifici o loro parti che, nel rispetto di normative tecniche specifiche, non possono essere realizzati senza dar luogo a barriere architettoniche, ovvero per singoli locali tecnici il cui accesso è riservato ai soli addetti
3. Per gli edifici soggetti al vincolo di cui all’art. 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e all’art. 2 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, la deroga è consentita nel caso in cui le opere di adeguamento costituiscono pregiudizio per valori storici ed estetici del bene tutelato; in tal caso il soddisfacimento del requisito di accessibilità è realizzato attraverso opere provvisionali ovvero, in subordine, con attrezzature d’ausilio e apparecchiature mobili non stabilmente ancorate alle strutture edilizie. La mancata applicazione delle presenti norme deve essere motivata con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio.
5. Sono ammesse eventuali soluzioni alternative, così come definite dall’art.7.2 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236, purché rispondenti ai criteri di progettazione di cui all’art. 4 dello stesso decreto.
2. Al fine di consentire una più chiara valutazione di merito, gli elaborati tecnici devono essere accompagnati da una relazione specifica contenente la descrizione delle soluzioni progettuali e delle opere previste per la eliminazione delle barriere architettoniche, degli accorgimenti tecnico-strutturali
ed impiantistici e dei materiali previsti a tale scopo.
3. Quando vengono proposte soluzioni alternative la relazione di cui al comma 2 corredata dai grafici necessari, deve essere integrata con le illustrazioni delle alternative e dell’equivalente o migliore qualità degli esiti ottenibili.
1. In attuazione dell’art. 24, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è fatto obbligo di allegare ai progetti delle opere di cui al presente regolamento, la dichiarazione del professionista che ha progettato l’opera attestante la conformità degli elaborati alle disposizioni contenute nel
regolamento stesso e che illustra e giustifica eventuali deroghe o soluzioni tecniche alternative.
2. Spetta all’amministrazione cui è demandata l’approvazione del progetto, l’accertamento el’attestazione di conformità; l’eventuale attestazione di non conformità del progetto o il mancato accoglimento di eventuali deroghe o soluzioni tecniche alternative devono essere motivati.
1. Sono attribuiti alla commissione permanente istituita ai sensi dell’art. 12 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236, la soluzione dei problemi tecnici derivanti dall’applicazione della presente normativa,l’esame o l’elaborazione delle proposte di aggiornamento e modifica, nonché il parere per le proposte di aggiornamento delle normative specifiche di cui all’art.13. Gli enti locali, gli istituti universitari, i singoli professionisti possono proporre soluzioni alternative alla commissione la quale, in caso di riconosciuta idoneità, può utilizzarle per le proposte di aggiornamento del presente regolamento.
2. Le strutture interne devono avere le caratteristiche di cui agli articoli 7, 15 e 17, le strutture esterne quelle di cui all’art. 10.
4. Nel caso di edifici scolastici a più piani senza ascensore, la classe frequentata da un alunno non deambulante deve essere situata in un aula al pianterreno raggiungibile mediante un percorso continuo orizzontale o raccordato con rampe.
1. Sui mezzi di trasporto tranviario, filoviario, metropolitano, devono essere riservati a persone con limitate capacità motorie deambulanti almeno tre posti a sedere in prossimità della porta di uscita.
3. All’interno di almeno un’autovettura del convoglio deve essere riservata una piattaforma di spazio sufficientemente ampio per permettere lo stazionamento di sedia a ruote, senza intralciare il passaggio.
6. I veicoli adibiti al trasporto in comune di persone su strada ad uso pubblico devono rispondere alle caratteristiche costruttive di cui al decreto del Ministro dei trasporti 18 giugno 1991.
1. Le principali stazioni ferroviarie devono essere dotate di passerelle, rampe mobili o altri idonei mezzi di elevazione al fine di facilitare l’accesso alle stesse ed ai treni alle persone con difficoltà di deambulazione. In relazione alle specifiche esigenze tecniche degli impianti ferroviari è consentito
il superamento, mediante rampe inclinate, anche di dislivelli superiori a 3,20 m. In assenza di rampe, ascensori o altri impianti necessari per un trasferimento da un marciapiede ad un altro, il disabile su sedia a ruote può utilizzare i passaggi di servizio a raso purché accompagnato da
personale di stazione appositamente autorizzato, ad integrazione di quanto previsto dall’art. 21 del DPR 11 luglio 1980, n. 753.
2. Il sistema di chiamata per l’espletamento del servizio di assistenza, previsto dal comma 5 dell’art.1, deve essere realizzato nelle principali stazioni presenziate dal personale ferroviario, mediante l’attivazione di appositi centri di assistenza opportunamente pubblicizzati.
5. In ogni caso deve essere riservato un numero adeguato di posti a sedere per le persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Il trasporto gratuito dell’eventuale sedia a ruote è consentito in relazione alle caratteristiche del materiale in composizione del treno.
6. Il Ministero dei trasporti, sulla base delle indicazioni fornite dal dipartimento per la famiglia e la solidarietà sociale definisce d’intesa con quest’ultimo e tenute presenti le peculiarità dell’esercizio ferroviario, gli interventi e la loro pianificazione, le relative modalità di finanziamento nonché criteri di copertura dei maggiori oneri derivanti dall’attuazione delle norme di cui al presente articolo, entro i limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.
1. Le aperture dei portelloni di accesso a bordo impiegabili per persone con impedita capacità motoria o sensoriale, trasportate con autovettura o sedia a ruote, devono avere dimensioni adeguate all’agevole passaggio dell’autovettura e sedia a ruote e non presentare pertanto soglie o scalini. Per il passaggio della sedia a ruote è richiesta una larghezza non inferiore a 1,50 m.
2. Le rampe o passerelle di accesso da terra a bordo devono avere pendenza modesta, e comunque non superiore all’8%, salvo che non siano adottati speciali accorgimenti per garantirne la sicura agibilità per l’incolumità delle persone.
3. La zona di ponte ove si accede a bordo deve permettere il passaggio fino all’area degli alloggi destinati alle persone con impedita capacità motoria o sensoriale con percorso sullo stesso ponte, ovvero fino all’ascensore od alla rampa, nel caso che gli alloggi siano su altro ponte. In tal caso la zona antistante l’ascensore o la rampa deve avere dimensioni tali da permettere lo sbarco della persona con impedita capacità motoria o sensoriale dall’autovettura, e il trasferimento su sedia a ruote, nonché la manovra di essa.
4. Il percorso di cui al comma 3 raccordato da rampe deve essere privo di ostacoli, con eventuali dislivelli non superiori di norma al 5% e di larghezza, nel caso di impiego di sedie a ruote non inferiore ad 1,50 m. La zona di ponte corrispondente deve essere rivestita con materiale
antisdrucciolevole. Eventuali soglie e simili devono avere altezza non superiore a 2,5 cm.
5. Gli ascensori accessibili a persone su sedie a ruote devono avere caratteristiche rispondenti alle norme dell’art.15. Le rampe sostitutive degli ascensori non essendo ammesse scale se non di emergenza, devono avere le caratteristiche rispondenti alle norme dell’art.7 del presente
regolamento. Ascensori e rampe devono sfociare al chiuso entro l’area degli alloggi.
6. L’area degli alloggi, preferibilmente ubicata su un solo ponte, deve essere tale da consentire, in caso di emergenza, un agevole accesso ai mezzi di sfuggita e di salvataggio e deve avere: corridoi, passaggi e relative porte di larghezza non inferiore a 1,50 m e privi di ostacoli; porte, comprese
quelle di locali igienici, di larghezza non inferiore a 0,90 m e provviste di agevoli dispositivi di manovra; pavimenti antisdrucciolevoli nelle zone di passaggio; apparecchi di segnalazione per chiamata del personale di servizio addetto alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o
sensoriale; locali igienici riservati alle stesse persone, rispondenti alle norme dell’art.15.
1. Le passerelle e gli accessi alle navi devono essere larghi almeno 1 m, essere idonei al passaggio delle sedie a ruote ed avere pendenza modesta, e comunque non superiore all’8%, salvo che non siano adottati speciali accorgimenti per garantirne la sicura agibilità per l’incolumità delle persone.
3. All’interno del mezzo aereo deve essere prevista la dotazione di sedie a ruote per garantire, per quanto possibile, l’autonome circolazione del passeggero disabile.
1. Al fine di consentire l’uso di impianti telefonici pubblici da parte anche di persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali sono adottati i seguenti criteri:
a) nei posti telefonici pubblici ubicati nei capoluoghi di provincia, deve essere installato in posizione accessibile almeno un apparecchio posto ad un’altezza massima di 0,90 m dal pavimento e convenientemente isolato sotto il profilo acustico. Negli uffici anzidetti, con un numero di cabine
non inferiore a 10, una delle cabine deve essere strutturata e attrezzata come segue:
1) il dislivello massimo tra il pavimento interno della speciale cabina telefonica e il pavimento esterno non deve essere superiore a 2,5 cm; la porta di accesso deve avere una luce netta minima di 0,85 m; l’apparecchio telefonico deve essere situato ad un’altezza minima di 0,90 m dal pavimento;
sulla parete ove è applicato l’apparecchio deve prevedersi un sedile ribaltabile a scomparsa avente piano di appoggio ad un’altezza di 0,45 m; la mensola porta elenchi deve essere posta ad un’altezza di 0,80 m; eventuali altre caratteristiche sono stabilite con decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni;
c) il 5% delle cabine di nuova installazione poste a disposizione del pubblico deve essere rispondente ai requisiti di cui alla lettera a); il 5% degli apparecchi posti a disposizione del pubblico deve essere installato ad un’altezza non superiore a 0,90 m. I predetti impianti sono dislocati secondo le esigenze prioritarie segnalate da parte dei singoli comuni interessati.
1. Sono abrogate, dalla data di entrata in vigore del presente decreto le disposizioni di cui al DPR 27 aprile 1978, n. 384.
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