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Timestamp: 2019-02-23 10:13:03+00:00
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ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI Pistoia
Viale Adua, 172 – PISTOIA
Pistoia 13/11/2015
RACCOMANDATA A.R. Montale Agliana Quarrata
E p.c Dr. Francesco Sarubbi Presidente OMCEO Prato
Dr. Luigi Biancalani Assessore alla salute del Comune
Dr. Paolo Morello Marchese Commissario Area Vasta Centro
A tutti gli Ordini dei Medici Della Toscana
Sul problema Inceneritore di Montale
Il Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Pistoia, anche a fronte delle crescenti preoccupazioni dei cittadini, dei loro Comitati e dei nostri iscritti, sulle emissioni in atmosfera d diossine e furani oltre il valore limite emissivo, da parte dell’Inceneritore di Montale, dal 1 luglio al 14 agosto c.a., purtroppo seguenti a quelle del 2007, si propone di esercitare quel ruolo di garanzia e tutela della salute pubblica, compito istituzionale di un Ente di diritto pubblico e non tecnico.
Vogliamo innanzi tutto richiamare, ai nostri iscritti, il dovere all’osservanza del Codice Deontologico, affinché ciascun medico, qualunque ruolo rivesta, pubblico, privato o convenzionato, consideri l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale determinante della salute dei cittadini. A tal fine promuova la cultura civile dell’uso e consumo appropriato, efficace e sicuro delle risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili, quale patrimonio dell’umanità di oggi e di domani, onde garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile. Il suo esercizio è fondato sulla libertà e sulla indipendenza della professione che costituiscono diritti inalienabili del medico.
Dunque l’incenerimento non risolve il problema dei rifiuti, sia perché lo sposta in atmosfera e in discarica dove vengono conferiti i residui tossici della combustione e della depurazione dei fumi, sia perché confligge soprattutto con la riduzione dei rifiuti ed il riciclo dei materiali, in quanto una volta che questi impianti, molto costosi, sono costruiti, i gestori necessitano di una fonte continua di rifiuti per alimentarli, oltre al contributo in denaro dei cittadini. Prima di intraprendere l’incenerimento dei rifiuti, ci sembra buona regola adottare misure di prevenzione, per l’ambiente e la salute dei cittadini, rappresentate dalla
Riduzione, Riuso, Riciclo e Recupero dei Rifiuti.
In particolare l’inceneritore di Montale, ormai in funzione da moltissimi anni, poi ristrutturato e sicuro dal gestore, ha avuto, attraverso una sentenza (14/05/2015) del TAR della Toscana, la possibilità di
poter incenerire rifiuti fino a 220 tonnellate al giorno, destando il dubbio del consenso degli Enti preposti al rilascio dell’autorizzazione e del collaudo. Invano questo Ordine aveva manifestato la netta contrarietà a questa concessione e invocato prudenza e assunzione di responsabilità da parte dei decisori, adducendo la “fragilità” del territorio di Agliana e Montale , come dimostravano le relazioni ambientali di ARPAT ed i dati delle patologie oncologiche riportati da ASL 3. Il nostro diniego era manifestato ancor più per le ricadute di diossina e furani avvenute
durante i ripetuti sforamenti di sostanze definite certamente cancerogene per l’uomo- classe 1- da I.A.R.C.
(Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro).
A ciò vanno aggiunti i dati di qualità dell’aria del Bollettino Regionale di Arpat, che vede la centralina di
Montale, adesso da Fondo Rurale, classificata Fondo Sub Urbana, situata in via di Compietra, vicino alla
Scuola, primeggiare negli sforamenti/anno per le PM10 con zone industriali o ad alto traffico urbano.
Anche per le emissione di PM 2.5, più correlabili con l’inceneritore, viene superato annualmente il limite
massimo annuale: adesso, novembre 2015, il limite ha segnato 37 ng/m3, ovvero già superato quello
annuale massimo di 25ng/m3.
Per quanto riguarda l’ Indagine Epidemiologica sulle patologie tumorali ambiente-correlabili nell’area di
ricaduta delle emissioni dell’inceneritore di Montale, ad oggi non siamo in possesso di date certe per avere
i risultati, che purtroppo non potranno essere significativi per gli esigui gruppi a confronto; fra l’altro riferiti
a due sole patologie: linfoma non Hodgkin e Sarcomi dei tessuti molli.
Dunque, dalle emissioni di diossina del 2007, dopo otto anni, probabilmente saranno a disposizione i dati
dell’Indagine solo nel 2016, insieme ai dati delle Malformazioni nei neonati.
In questo silenzio assordante da parte delle Autorità sanitarie e tecniche, che hanno il compito di
rispondere alle domande di chiarezza e trasparenza richieste dai cittadini, ai quali ci uniamo, si fa sentire,
molto significativa, la sentenza del Tribunale della Corte d’Appello di Firenze (17.09.2015), riguardante le
emissioni di diossina (2007) da parte dell’inceneritore di Montale, per le quali si interessò prima il tribunale
di Pistoia: la sentenza certifica l’inceneritore di Montale dannoso per la salute dei cittadini e non
Frattanto con una sentenza del Tribunale di Milano, sconosciuta fino a pochi giorni orsono, veniva respinta
la denuncia di CIS, che reclamava la scadente qualità dei carboni attivi quale causa dei superamenti dei
valori limite per diossine e furani: da parte del Giudice veniva ritenuta invece responsabile la scarsa
affidabilità dell’inceneritore. Questo in accordo con la sentenza della Corte d’Appello di Firenze e della
relazione di Arpat.
In data 12 ottobre 2015 il Dipartimento ARPAT di Pistoia rende nota la Relazione Tecnica sull’ Inceneritore
di Montale, relativa ai superamenti di valori limite emissivi registrati nel periodo Luglio-Settembre 2015.
La comunicazione con la quale ARPAT veniva informata dei risultati delle analisi condotte con fiale AMESA
viene segnalata in data 1 settembre 2015. I periodi delle analisi vanno dal 15-31 luglio a 31 luglio-14 agosto,
come riportato nella relazione scritta.
Arpat compie gli accertamenti e le verifiche del caso concludendo per la non responsabilità della qualità dei
carboni attivi, essendosi verificato il superamento dei limiti per le diossine e furani solo sulla linea 1, e non
nelle altre linee, pur impiegando la stessa qualità dei carboni attivi.
-i superamenti registrati per macroinquinanti (NOx e NH3) e microinquinanti (diossine e furani), dimostrano
gravi lacune sia nella struttura impiantistica che nella applicazione del Sistema di Gestione.
-si rileva un numero assolutamente eccessivo di fermo-impianto i quali , in assenza di una adeguata
procedura per la loro gestione, rischiano di risultare la principale fonte di inquinamento atmosferico.
- sarà previsto un controllo AIA per meglio definire le gravi lacune riscontrate nel sistema di gestione.
a-la prima emissione di superamento dei valori limite delle diossine, avviene nel periodo 1luglio-15 luglio
(fiala AMESA n57), che dimostra valori estremamente elevati 0,45570 ng TE/Nm3 (normale 0,1 ng
TE/Nm3). Dunque l’inceneritore ha emesso quantitativi superiori alla norma per ben 45giorni, e non 30 gg
come apparirebbe nella relazione scritta.
b- la sequenza del numero delle fiale di campionamento , per la linea 1, non compare nei seguenti numeri
di fiala 93,96,97: potrebbero far pensare al loro non invio al laboratorio per essere esaminate.
In attesa della relazione sanitaria dell’organismo competente in materia di Prevenzione sanitaria , ASL 3,
che, in data 1 settembre 2015, dovrebbe aver avuto la comunicazione delle tre emissioni anomale per
valori di diossina, affinché vengano adottati i provvedimenti di prevenzione e di correzione del danno
ambientale, ovvero anche eventuali segnalazioni di reati ambientali, l’Ordine dei Medici si rivolge ai Sindaci
di Agliana, Quarrata e Montale, perché adottino tempestivamente le determinazioni dell’Ente, quando
fossero loro inviate. Se tale prolungata attesa fosse dovuta a carenza di personale nel Dipartimento
Prevenzione di ASL3, preghiamo il Direttore Generale di considerare prioritaria la risoluzione del problema.
L’Ordine ritiene imprescindibile che le scelte, in materia ambientale, che abbiano ricaduta sulla salute dei
cittadini, necessitino di informazione scientifica indipendente, partecipazione, controlli dell’inquinamento
e trasparenza nel fornire i dati.
Fra poco tempo quando le scelte in materia ambientale con ricaduta sulla salute, verranno affidate ad
organismi centrali, la partecipazione diretta verrà meno, per cui l’unico rappresentante dei cittadini
rimarrà il loro Sindaco. Ad esso ci rivolgiamo come rappresentante della Comunità intera, per
intraprendere azioni in favore e difesa della salute dei suoi cittadini.
Il Sindaco, essendo titolare di un generale potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose (art.216 e
217 T.U.L.S. n.1265/1934) , previa consultazione ed avviso degli organismi competenti in materia sanitaria
ed ambientale (ASL 3 ed ARPAT), in caso di sussistenza di un concreto pericolo per l’ambiente e dunque per
la salute pubblica, può adottare accorgimenti volti a prevenire, a tutela dell’igiene e della salute pubblica,
situazioni di inquinamento. Tale potere è in atto fin dal momento della richiesta di attivazione