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Timestamp: 2020-05-30 01:03:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 23', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 205', 'art. 140', 'art. 380']

Ricorso in opposizione a sanzione amministrativa: termine ultimo per la produzione del verbale • IUSinAction
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“Nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative, la mancata produzione, insieme al ricorso, del provvedimento opposto determina un’impossibilità di verificare la tempestività dell’impugnativa soltanto provvisoria, comunque superabile attraverso la produzione dell’atto nel corso del giudizio e, pertanto, non giustifica l’adozione, in limine litis, dell’ordinanza di inammissibilità del ricorso, di cui all’art. 23, primo comma, della legge n. 689 del 1981, la quale presuppone l’esistenza di una prova certa della tardività dell’opposizione (Cass., Sez. Un., 28 gennaio 2002, n. 1006; Cass., Sez. VI-2, 12 luglio 2011, n. 15320)”.
Questo il principio di diritto affermato dalla Suprema Corte con la sentenza n. 11335/13.
Il caso riguardava un ricorso in opposizione a sanzione amministrativa, a cui non era stato allegato il relativo verbale.
Il Giudice di Pace di Roma aveva dichiarato l’inammissibilità del ricorso, per la tardiva impugnazione dell’atto.
I Giudici di legittimità, tuttavia, hanno ribadito come la mancata produzione del provvedimento impugnato determini un’impossibilità di verificare la tempestività dell’impugnativa solo provvisoria e sanabile attraverso la produzione dell’atto nel corso del giudizio.
Ordinanza 21 gennaio – 13 maggio 2013, n. 11335
Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 7 novembre 2012, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.: “Nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione per violazione del codice della strada emessa dalla Prefettura di Roma a seguito di verbale redatto dalla Polizia municipale di Roma, il Giudice di pace di Roma, con ordinanza emessa, in limine litis, in data 12 luglio 2011, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da S.Z., in quanto depositato tardivamente, oltre il termine di trenta giorni previsto dall’art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative, la mancata produzione, insieme al ricorso, del provvedimento opposto determina un’impossibilità di verificare la tempestività dell’impugnativa soltanto provvisoria, comunque superabile attraverso la produzione dell’atto nel corso del giudizio e, pertanto, non giustifica l’adozione, in limine litis, dell’ordinanza di inammissibilità del ricorso, di cui all’art. 23, primo comma, della legge n. 689 del 1981, la quale presuppone l’esistenza di una prova certa della tardività dell’opposizione (Cass., Sez. Un., 28 gennaio 2002, n. 1006; Cass., Sez. VI-2, 12 luglio 2011, n. 15320).
che, d’altra parte, correttamente il ricorso è stato notificato alla Prefettura di Roma, perché l’opposizione è stata promossa contro l’ordinanza-ingiunzione emessa da questa autorità amministrativa;
che a tale riguardo va ricordato che, in tema di contenzioso sulle sanzioni amministrative per infrazioni al codice della strada, nel giudizio di opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione prefettizia irrogativa di sanzione pecuniaria, legittimata passiva, a norma dell’art. 23 della legge n. 689 del 1981, cui rinvia l’art. 205 del codice della strada, è l’autorità amministrativa che ha irrogato la sanzione medesima, ossia il Prefetto (Cass., Sez. I, 25 gennaio 2005, n. 1502);
che, infine, il ricorso contiene la specifica indicazione degli atti sui quali il ricorso si fonda, richiamando puntualmente la documentazione relativa al ritiro dell’ordinanza-ingiunzione a seguito di invio della raccomandata ex art. 140 cod. proc. Civ.;
che, sul merito del ricorso per cassazione, il Collegio condivide la proposta contenuta nella relazione ex art. 380-bis cod. proc. civ., alla quale non sono stati mossi rilievi critici;
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