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Timestamp: 2018-04-23 19:11:42+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131', 'art. 1', 'art. 131', 'art. 133']

Furto per necessità: rubare alimenti non sempre è giustificabile. - Leggi e Giustizia
23 febbraio 2017 23 febbraio 2017 Avv. Giuseppe Libertino Diritto Penale, Senza categoria esimente, furno, necessità, tenuità
Furto per necessità: La situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE – SENTENZA 13 febbraio 2017, n.6635
La situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità per difetto degli elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo, atteso che alle esigenze delle persone che versano in tale stato è possibile provvedere per mezzo degli istituti di assistenza sociale. (Fattispecie in tema di furto di sei pezzi di parmigiano, sottratti al centro commerciale, al fine di rivenderli e guadagnare denaro per affrontare le esigenze di vita).
E’ quanto sancito la Corte di Cassazione, sez. IV penale, con la sentenza n. 6635 del 13 febbraio 2017.
L’esimente dello stato di necessita postula la immanenza di una situazione di pericolo grave alla persona, non scongiurabile altrimenti che con l’atto penalmente illecito, con la conseguenza che deve escludersene l’applicabilità se ai pericoli connessi con la penuria di mezzi economici è possibile ovviare senza ricorrere al reato (vedasi la costante giurisprudenza della Corte sin dalla risalente Sez. 6, n. 179 del 30/01/1967, F., Rv. 103819), sicché la possibilità di avvalersi dell’assistenza degli enti che la moderna organizzazione sociale ha predisposto per l’aiuto agli indigenti esclude la sussistenza della scriminante, in quanto fa venir meno proprio gli elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo grave alla persona (così la già la sentenza Sez. 5, n. 3967 del 13/07/2015, dep. il 2016, P., Rv. 265888).
Del resto dal 2015 il nostro ordinamento conosce altro istituto, che consente di ovviare a quei casi, in cui la coscienza collettiva sente come ingiusto il ricorso alla sanzione penale. Si tratta della causa di esclusione della punibilità ex art. 131 bis cod,. pen. introdotta dall’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28 (particolare tenuità del fatto).
Le Sezioni Unite di questa Corte (Sez. Un. n. 13681 del 25/2/2016, T., rv. 266589) hanno chiarito che, ai fini della configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131 bis cod. pen., il giudizio sulla tenuità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto, ai sensi dell’art. 133, primo comma, cod. pen., delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell’entità del danno o del pericolo (Sez. Un. , n. 13681 del 25/2/2016, T., rv. 266590).
Nel caso di specie la Corte esclude l’applicabilità di tale causa di non punibilità, in ragione del valore della merce sottratta e delle modalità del fatto, e sottolinea l’atteggiamento molto benevolo del giudice di primo grado che aveva concesso all’imputata le circostanze attenuanti generiche, valutate con giudizio di prevalenza sulle aggravanti ritenute, nonostante le 13 denunce per furto da cui la stessa, giunta in udienza in vinculis, perché detenuta per altra causa, era gravata.