Source: https://www.agenziagiuffresalerno.it/news/1454/responsabilitandagrave;-medica-%7C-Condannata-per-omicidio-colposo-landrsquo;ostetrica-negligente-che-provoca-la-morte-del-feto-durante-il-travaglio
Timestamp: 2019-10-16 01:58:10+00:00
Document Index: 120884116

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 589', 'art. 589', 'art. 578', 'art. 578']

responsabilità medica | Condannata per omicidio colposo l’ostetrica negligente che provoca la morte del feto durante il travaglio
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 27539/19, depositata il 20 giugno.
La vicenda. La Corte d’Appello di Salerno confermava la sentenza di primo grado con cui l’imputata era stata condannata alla pena, condizionalmente sospesa, di 1 anno e 9 mesi di reclusione per il reato di cui all’art. 589 c.p., omicidio colposo a suo carico, in qualità di ostetrica, della morte del feto partorito da una donna ricoverata in ospedale a seguito della rottura del sacco amneotico e sottoposta a tracciato cardiotocografico, eseguito dal medico di turno, che rilevava l’assenza di contrazioni e di dilatazione del collo dell’utero. Successivamente la paziente veniva sottoposta ad ulteriore esame cardiotocografico, il quale rilevava l’assenza di battito cardiaco. A questo punto il ginecologo praticava apposita manovra e dopo 3 spinte l’ostetrica, la quale fino a quel momento continuava a rassicurare il ginecologo di turno che tutto procedeva in maniera regolare durante il travaglio, estraeva il feto, ma di questo si constatava l’assenza di battito cardiaco, di respirazione, di riflessi e di movimenti. Con l’esame autoptico i consulenti confermavano che il feto non aveva mai respirato ed era nato morto per asfissia perinatale.
L’ostetrica, dopo la conferma della sua penale responsabilità, ricorre tramite difensore in Cassazione, denunciando sia la violazione di legge in riferimento all’errata qualificazione giuridica della fattispecie delittuosa ascrittale, sia l’illegittimità costituzionale dell’art. 589 c.p. per violazione degli artt. 25, comma 2, 117 Cost e 7 CEDU.
La tutela del feto. Tali motivi di ricorso per la Suprema Corte di Cassazione sono infondati.
Ma per la S.C. la condotta prevista dall’art. 578 c.p. si realizza dal momento del distacco del feto dall’utero materno. Di conseguenza, quando la condotta volta a sopprimere il prodotto del concepimento sia posta in essere dopo il distacco, naturale o indotto, del feto dall’utero materno, la fattispecie, in assenza dell’elemento specializzante delle condizioni di abbandono materiale e morale della madre (di cui al suddetto art. 578 c.p.), configura il delitto di omicidio volontario di cui agli artt. 575 e 577, n. 1, c.p..