Source: https://studiolegalemeiecalcaterra.wordpress.com/category/coppie-di-fatto/
Timestamp: 2018-03-19 04:54:31+00:00
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coppie di fatto «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
Obbligo di cura reciproca anche per chi convive mercoledì, Set 9 2009
avvocati and avvocato and coniuge convivente and coppie di fatto and diritto civile and diritto del lavoro and giurisprudenza and processo civile and sentenza and studi legali mgraziamei 9:32 am
La Corte d’Appello di Milano: stessi doveri degli sposati.
MILANO — Non soltanto il matrimonio tra marito e mo­glie, ma anche il rapporto di convivenza, se intenso e pro­tratto nel tempo, possono fare scaturire lo stesso «dovere di cura», gli stessi «reciproci obbli­ghi di assistenza morale e mate­riale » che la legge pone a carico dei soli coniugi e presidia con pene da 1 a 8 anni in caso di «abbandono di persona incapa­ce »: è l’innovativo principio prospettato dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano nel proces­so a un uomo imputato di aver per due mesi abbandonato nel degrado e da sola sul letto di ca­sa la convivente, incapace di provvedere a se stessa a causa di una grave malattia, immobi­­lizzata da una frattura al femore ignorata, e infine morta prima di quanto sarebbe accaduto se fosse stata curata per tempo.
La 56enne ricoverata al Poli­clinico nel maggio 2002, trova­ta dai lettighieri «in condizioni d’igiene scadentissime» nella casa dove viveva con un uomo da 15 anni, appariva devastata dal progredire di un tumore non diagnosticato, bloccata a letto da una frattura al femore non trattata, immersa nelle pro­prie feci tra dolori atroci. Il gior­no seguente era morta. Ed era emerso uno spaccato domesti­co di sofferenza ai limiti del di­sagio mentale anche per il con­vivente («mi diceva che avreb­be chiamato lei il medico…»)…[continua…]
Suocera e nuora condannate a vivere insieme venerdì, Set 12 2008
avvocati and avvocato and coniuge convivente and coniuge divorziato and coppie di fatto and dico and diritto civile and diritto di famiglia and divorzi and giurisprudenza and sentenza and separazioni and studi legali mgraziamei 11:50 am
Quando la giustizia è paradossale.
Non avrebbe mai immaginato che un impeto di generosità compiuto dieci anni prima le sarebbe costato la casa della buon’anima del marito. Quando il figlio le aveva annunciato la lieta novella, svelandole la dolce attesa della compagna, il cuore di mamma non aveva resistito. In un atto d’altruismo aveva aperto ai due piccioncini, con prole in arrivo, le porte del suo appartamento di 8 stanze, diventato da quel momento il nido d’amore dei fidanzati. Non sapeva, l’incauta suocera, di aver appena firmato un contratto di comodato d’uso, gratuito e a tempo indeterminato, in favore della famigliola. Così quando tra i due le cose erano volte al peggio e il rampollo aveva pensato di andarsene, lasciando moglie e figlia, la nonna aveva invitato le ospiti a far fagotto, restituendole l’alloggio.
Deve aver pensato che, interrotta la liaison del figlio, non ci fosse più alcuna ragione per tenersi la sua compagna. Pur di non averla tra i piedi l’ex suocera ha offerto una permuta, proponendo all’ex nuora con nipote di trasferirsi in una dimora più piccola ma altrettanto confortevole. Certo più adatta alle mutate dimensioni del nucleo familiare. Avrebbe messo a disposizione un appartamento più modesto e lei, ospite della sorella, sarebbe tornata a casa sua.
Non aveva fatto i conti però con la legge che tutela i minori, siano nati da un’unione sancita dal vincolo coniugale o siano frutto di una convivenza more uxorio. Il ricorso al giudice di Spoleto si era concluso con un nulla di fatto. Era stato allora che la nonna aveva scoperto, non senza un pizzico di sbigottimento, d’aver sottoscritto, verbalmente e a sua insaputa, un contratto di comodato d’uso sine die.
Così come, del resto, aveva dovuto prendere atto, nella stessa sede, che il finito amore tra il figlio e la compagna non rappresentava motivo sufficiente per richiedere la restituzione dell’immobile. La legge la condannava a dividere la sua casa con l’ex del figlio e la bambina. A meno di non voler, lei, far le valigie e chiudersi alle spalle l’uscio di casa sua. Cosa che effettivamente è stata poi costretta a fare, visto che nemmeno in appello ha visto riconosciute le sue ragioni. L’ultimo tentativo era stato un atto notarile attraverso il quale la donna, disperando di poter tornare tra le mura domestiche, aveva proceduto alla divisione ereditaria dell’immobile, oggetto di una precedente comunione con il figlio, diventando quindi l’unica proprietaria dell’appartamento conteso. Niente da fare.
La sezione civile del tribunale di Spoleto non solo ha respinto il ricorso ma ha perfino eccepito la questione dello scioglimento della comunione ereditaria col figlio, in conseguenza del quale la donna era diventata proprietaria, in via esclusiva, dell’appartamento abitato dall’ex nuora. Un escamotage per rendere nullo il provvedimento del tribunale dei minori che aveva assegnato la casa alla madre della bambina, affidataria della piccola. Il principio è chiaro.
Non c’è il bisogno urgente e imprevedibile, requisito fondamentale per la restituzione del bene, essendo la donna al corrente, al momento del rogito, dello stato dell’immobile, occupato dall’ex nuora. Una Caporetto. Tanto da indurre l’altruista-pentita a levare le tende, abbandonando la sua città, l’amata Trevi, e piantando in asso amici, abitudini e ricordi.
Maltrattamenti, la Cassazione: “Conviventi equiparate a mogli” venerdì, Mag 23 2008
avvocati and avvocato and Cassazione and coppie di fatto and diritto di famiglia and giurisprudenza and processo civile and sentenza and studi legali mgraziamei 12:19 pm
«In caso di violenza le coppie di fatto considerate come una vera famiglia»
Le coppie di fatto vanno considerate come una vera e propria famiglia quando si parla di maltrattamenti: non c’è alcuna differenza tra quelli posti in essere verso una convivente e quelli rivolti ad una moglie. In entrambi i casi, infatti, può essere configurato il reato di maltrattamenti in famiglia, previsto all’articolo 572 del codice penale, poichè questo comprende anche le situazioni delle «famiglie di fatto». Lo si evince da una sentenza della Cassazione, con la quale è stato confermato il carcere per un uomo indagato per aver sottoposto per anni la convivente a continue violenze fisiche e morali.
Contro la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal gip di Santa Maria Capua Vetere nei confronti dell’uomo, la difesa aveva presentato ricorso alla Suprema Corte, rilevando che non poteva configurarsi il reato di maltrattamenti in famiglia, dato che la persona offesa era una «semplice convivente».
Di tutt’altro avviso la quinta sezione penale della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso: «Ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia – si legge nella sentenza n.20647 – non assume alcun rilievo la circostanza che l’azione delittuosa sia commessa ai dani di persona convivente more uxorio».
Infatti, spiegano i giudici di piazza Cavour, «il richiamo contenuto nell’art.572 c.p. alla famiglia deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la famiglia di fatto»…[continua…]
Addio ai Dico, arrivano i Cus giovedì, Lug 12 2007
autovelox and coniuge convivente and coppie di fatto and dico and diritto civile and diritto di famiglia and proposte di legge and studi legali mgraziamei 12:39 pm
Il presidente della Commissione Giustizia del Senato presenta il nuovo testo. I diritti delle coppie di fatto saranno regolati dai Contratti di unione solidale.
ROMA – Si chiameranno Contratti di unione solidale, ovvero Cus, e non più Dico. Il nuovo testo sulle unioni civili è stato presentato dal presidente della commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi al comitato ristretto della commissione. E su questo si discuterà nelle prossime settimane.
Il contratto. Le unioni civili, secondo il testo presentato da Salvi, saranno possibili tra persone anche dello stesso sesso. I Cus saranno stipulati con una dichiarazione congiunta davanti a un notaio o al giudice di pace. Quest’ultimo dovrà inserire in un apposito registro sia gli atti firmati in sua presenza, sia quelli redatti dagli studi notarili. Per modificare il contratto sarà necessario seguire lo stesso iter. I Cus potranno essere sciolti sia con un accordo comune tra la coppia, sia per decisione unilaterale di uno dei due contraenti. Il contratto viene meno anche per il matrimonio di uno dei due o per la sua morte.
I diritti. I Cus accordano alle coppie una serie di diritti e benefici tipici dei coniugi. Se l’unione solidale è stata registrata da almeno nove anni, le coppie di fatto potranno ereditare i beni alla morte del convivente. Il testo Salvi introduce infatti una quota legittima: un quarto del totale se il convivente deceduto ha figli, fratelli e sorelle; la metà se ci sono parenti fino al sesto grado; l’intera somma negli altri casi. I contratti di unione solidale prevedono anche il diritto di successione nel contratto di locazione. Le coppie di fatto potranno avere l’assistenza sanitaria e penitenziaria, usufruiranno di facilitazioni nei trasferimenti di sede di lavoro e potranno decidere sulla donazione degli organi e sulle celebrazioni funerarie del convivente…[continua…]
Disabilità, congedo con indennizzo anche al coniuge convivente giovedì, Mag 10 2007
avvocato and coniuge convivente and coppie di fatto and corte costituzionale and dico and diritto civile and diritto del lavoro and diritto di famiglia and disabili and giurisprudenza and persone con disabilità and studi legali mgraziamei 10:17 am
È contrario alla norma costituzionale il comma 5 dell’art. 42 del decreto legislativo 151/01,che detta norme a tutela e sostegno della maternità e della paternità, nella parte in cui non prevede il diritto, in via prioritaria rispetto agli altri congiunti, del coniuge convivente con «soggetto con handicap in situazione di gravità »a fruire del congedo biennale indennizzato per l’assistenza del soggetto disabile.
Lo ha sancito la Corte costituzionale con sentenza n. 158 del 18 aprile scorso, decidendo il giudizio promosso con ordinanza del 10 luglio 2006 dal Tribunale di Cuneo in funzione di giudice del lavoro. Il rinvio è stato deciso dal Tribunale dopo il ricorso di un lavoratore nei confronti del ministero dell’Istruzione che, sulla base del disposto normativo,aveva respinto la richiesta di congedo straordinario indennizzato, motivato dall’esigenza di assistere la moglie in condizioni di disabilità grave, stante che nessun altro membro, né del nucleo familiare né della famiglia di origine, era in condizioni di farlo…..[continua…]
DICO – Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi martedì, Mar 20 2007
coppie di fatto and dico and diritto di famiglia and giurisprudenza and previdenza and studi legali deamaltea 10:55 am
DICO – Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi:
ne sono esclusi i condannati per omicidio del coniuge dell’altra e coloro legati da rapporti contrattuali. .
Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta entro il secondo grado, affinità in linea retta entro il secondo grado, adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno, sono titolari dei diritti, dei doveri e delle facoltà stabiliti dalla presente legge.2. La convivenza di cui al comma 1 è provata dalle risultanze anagrafiche in conformità agli articoli 4, 13 comma 1 lettera b), 21 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, secondo le modalità stabilite nel medesimo decreto per l’iscrizione, il mutamento o la cancellazione. È fatta salva la prova contraria sulla sussistenza degli elementi di cui al comma 1 e delle cause di esclusione di cui all’articolo 2. Chiunque ne abbia interesse può fornire la prova che la convivenza è iniziata successivamente o è terminata in data diversa rispetto alle risultanze anagrafiche.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche all’anagrafe degli italiani residenti all’estero. 6. Ai fini della presente legge i soggetti di cui al comma 1 sono definiti «conviventi».
5. I diritti patrimoniali, successori o previdenziali e le agevolazioni previsti dalle disposizioni vigenti a favore dell’ex coniuge cessano quando questi risulti convivente ai sensi della presente legge. 6. I diritti patrimoniali, successori o previdenziali e le agevolazioni previsti dalla presente legge cessano qualora uno dei conviventi contragga matrimonio.