Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/06/accantonamento-per-rischi-su-crediti-quote-tassate-in-esercizi-precedenti-deduzione-extracontabile-se-lo-stanziamento.html
Timestamp: 2018-10-20 04:05:38+00:00
Document Index: 119848437

Matched Legal Cases: ['art. 106', 'art. 106', 'art. 109', 'art.106', 'art.106', 'art.109', 'art.106', 'art.106']

Accantonamento per rischi su crediti - Quote tassate in esercizi precedenti – Deduzione extracontabile se lo stanziamento in bilancio è minore del limite fiscale | Commercialista Telematico
Accantonamento per rischi su crediti - Quote tassate in esercizi precedenti – Deduzione extracontabile se lo stanziamento in bilancio è minore del limite fiscale
Nonostante l’abolizione del quadro EC, i contribuenti in esercizio di impresa – per i quali nei periodi di imposta precedenti a quello oggetto di dichiarazione l’accantonamento rischi su crediti di cui all’art. 106 del DPR 917/86 è stato in parte tassato – possono fruire della deduzione extracontabile per la quota di detto accantonamento che concorre con il limite di deduzione dello 0,5% di cui al comma 1 del citato art. 106 e che eccede lo stanziamento effettuato in bilancio.
Va al riguardo in primo luogo evidenziato che – in base al principio stabilito dall’art. 109, comma 4, lettera a), del DPR 917/86 – è consentito al contribuente dare rilievo ai componenti negativi di reddito imputati a Conto Economico in esercizi precedenti la cui deduzione è stata rinviata in conformità a disposizioni fiscali.
Ciò stante, con riferimento alla determinazione del reddito imponibile del 2008, ove l’impresa, negli esercizi precedenti, non abbia integrato le condizioni per ottenere la deducibilità dell’accantonamento rischi su crediti, in quanto l’accantonamento stesso è stato contabilmente determinato in misura eccedente rispetto allo 0,5% del valore dei crediti, può astenersi in tutto o in parte (ove ricorrano fondate ragioni connesse con le valutazioni di bilancio) dall’incrementare lo stock di accantonamento con ammontari che avrebbero il riconoscimento fiscale della deduzione.
In tale situazione, anche in mancanza di imputazione contabile, l’impresa può ugualmente utilizzare, per il citato esercizio 2008, il plafond di deducibilità dello 0,5% del monte crediti concesso dalla norma fiscale utilizzando a tale scopo, fino a concorrenza del limite del plafond stesso, l’ammontare degli accantonamenti imputati negli esercizi precedenti e non dedotti negli esercizi stessi in osservanza del cennato plafond di deduzione (1).
E’ possibile ipotizzare, in concreto, la seguente situazione
Fondo Svalutazione crediti civilistico: 1.000.000,00
Fondo Svalutazione Tassato: 400.000,00
Fondo Svalutazione Dedotto: 600.000,00
Crediti commerciali al 31/12/2008: 30.000.000,00
Accantonamento a Conto Economico 2008: 60.000,00
Accantonamento “fiscale” ex art.106 DPR 917/88: 150.000,00
In tale condizione, è possibile esaminare la possibilità che la cennata Società, in via extracontabile nel Unico SC, ripristini la competenza fiscale stabilita dall’art.106 del DPR 917/86 operando una variazione in diminuzione del reddito imponibile pari alla differenza tra il limite massimo di deduzione dell’accantonamento dell’anno (Euro 150.000,00) e quello effettivamente stanziato nel Conto Economico (Euro 60.000,00).
Come detto, l’art.109, comma 4, DPR 917/86 riconosce la deduzione delle spese e degli altri componenti negativi se e nella misura in cui risultino imputati al Conto Economico relativo all’esercizio di competenza o a quello di un esercizio precedente nel caso in cui la deduzione sia stata rinviata in conformità a disposizioni che dispongono o consentono il rinvio.
L’ammontare deducibile deve trovare riscontro nelle svalutazioni dirette effettuate nel bilancio e/o negli eventuali accantonamenti ad apposito Fondo rischi su crediti effettuati nell’esercizio di riferimento o in precedenti esercizi, nella misura corrispondente agli accantonamenti non dedotti in detti precedenti esercizi.
Il regime delineato comporta la gestione fiscale delle svalutazioni dei crediti separata da quella civilistica, e cioè basato su di un meccanismo di ricostruzione extracontabile dei relativi accantonamenti, nella misura massima che la legge consente di dedurre dal reddito prodotto.
Ciò stante, laddove il contribuente, in conformità alle disposizioni del citato art.106 del DPR 917/86, abbia negli esercizi precedenti rinviato la deduzione degli accantonamenti rischi su crediti, appare legittimo che il contribuente stesso ripristini la competenza fiscale nell’esercizio in cui l’accantonamento ex art.106 eccede quello contabile.
Sul piano operativo, facendo riferimento al modello Unico SC 2009 relativo ai redditi prodotti nel 2008, il contribuente potrà effettuare una variazione in diminuzione nel quadro RF, rigo FR54, identificata con il codice 99, pari alla differenza tra il plafond di deduzione fiscalmente ammessa e l’ammontare di accantonamento effettivamente contabilizzato. Nell’esemplificazione numerica sopra esposta, detta variazione corrisponde ad Euro 90.000,00 [limite di deduzione dell’accantonamento dell’anno (Euro 150.000,00) meno quello effettivamente stanziato nel Conto Economico (Euro 60.000,00)].
Lo stesso ammontare dovrà essere riportato nella colonna 2 del prospetto dei crediti, rigo RS103, ad incremento delle perdite su crediti civilistiche esposte in colonna 1 dello stesso rigo RS103 per l’importo corrispondente alla variazione in diminuzione effettuata in rigo RF54.
(1) In questo senso vedasi la Circolare Assonime n.53 del 1995 pag.51-52