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Timestamp: 2016-10-01 06:56:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 9', 'art.17', 'art.17', 'art.17', 'art. 17', 'art. 17', 'art 17', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 7', 'art.17', 'art. 17', 'art.41', 'art.44', 'art.196', 'art 74', 'art. 74', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 7', 'art 17', 'art 7', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 46', 'art. 50', 'art 663', 'art. 8', 'art.10', 'art.7', 'art.10', 'art. 10', 'art.17', 'art.17']

Come registrare una fattura con Reverse Charge (art. 17 DPR 633/72) | Contabilita Facile
Come registrare una fattura con Reverse Charge (art. 17 DPR 633/72)
Posted on 12 maggio 2011 by Nicola Iarocci	Visto il successo dell’articolo sul reverse charge pubblicato a inizio mese abbiamo pensato di proporvi una facile guida pratica su come registrare una fattura con Reverse Charge.
Il nostro Stefano non si limita al solo esempio pratico ma ci spiega anche cosa è ed a cosa serve questo meccanismo. Buona visione!
Hai già letto il nostro ebook gratuito Guida Pratica alle Fatture? Ricorda di iscriverti alla Newsletter per non farti sfuggire i nostri prossimi articoli. Buffer	Questo articolo è stato pubblicato in Contabilita, Fatturazione, Guide e contrassegnato come cellulari, contabilita, dpr 633/72, fatturazione, fatture, reverse charge, telefoni da Nicola Iarocci . Aggiungi il permalink ai segnalibri.	Informazioni su Nicola Iarocci
Fondatore di CIR 2000. Microsoft MVP e MongoDB Master. Lead Programmer per il progetto Gestionale Amica. Sul suo sito personale scrive di programmazione e dintorni.	Visualizza tutti gli articoli di Nicola Iarocci →	223 pensieri su “Come registrare una fattura con Reverse Charge (art. 17 DPR 633/72)”	Pingback: Anonimo
marta il 9 giugno 2011 alle 09:07 scrive:
Rispondi ↓	marcello il 28 novembre 2015 alle 10:18 scrive:
stavo leggendo sul blog per capire meglio la funzione dell’art. 9 DPR 633/72. io sto emettendo fattura con l’art. 9 in questo caso devo aggiungere la marca da bollo?e’ obbligatorio?se non la inserisco vado incontro a sanzioni?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 28 novembre 2015 alle 11:27 scrive:
Sì devi mettere la marca da bollo nella misura di 2 euro per documento. Se non la metti se passibile di sanzione per l’omissione.
Rispondi ↓	arrilaura il 27 gennaio 2012 alle 18:50 scrive:
scusatemi, non avevo mai utilizzato la reverse charge e per tenermi aggiornata stavo cercando di capire cosa fosse dal vostro sito (utilissimo!).
non mi è chiaro però perchè dite che l’iva la versa l’acquirente. Ho rifatto le vostre scritture contabili e il conto iva è a zero..iva acquisti-iva vendite…quindi io azienda acquirente cosa verso all’erario? si considera versamento la mancata detrazione?
Non mi è anche molto chiaro la casistica in cui si applica la reverse charge…quando un’azienda italiana acquista dall’estero? grazie.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 gennaio 2012 alle 10:18 scrive:
L’operazione di Reverse Charege essendo ‘neutra’ in fase di acquisto porta il carico IVA (da versare all’erario) come importo integrale in fase di vendita del prodotto. Per spiegarmi meglio, se tu avessi acquistato un prodotto a 100 euro + iva 21% avresti un credito IVA di 21 Eur; vendendo il prodotto ad esempio a 120 Eur + IVA 21% ti creeresti un debito IVA di 25,2 Eur ed andresti per differenza a versare 4,2 Eur di IVA all’erario. Con il Reverse Charge, poichè l’operazione IVA in acquisto è neutra, si concretizzerà, dopo la vendita, un debito di 25,2 Eur. Per quanto riguarda l’applicazione, in generale si applica il Reverse Charge a tutti gli acquisti CEE di beni e servizi, ad altre situazioni particolari come l’acquisto di telefonini e altri beni a ‘rischio’ evasione IVA. Esiste una normativa che indica tutti i casi di obbligo e tutti i casi in cui si puo’ applicare.
Rispondi ↓	Luigi il 6 novembre 2014 alle 21:19 scrive:
Gradirei poter conoscere le modalità corrette per la gestione della fatturazione di acquisti effettuati su Amazon, in regime di reverse-change.
La mia situazione è quella di un libero professionista con partita iva che acquista beni (il necessario per l’assemblaggio di un pc) che restano nella propria disponibilità, senza cioè rivenderli a terzi.
Non è necessaria l’iscrizione al Vies ?
Certo di una tempestiva ed autorevole risposta, mi è gradita l’occasione per salutare cordialmente.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 novembre 2014 alle 08:34 scrive:
L’iscrizione al VIES è necessaria. Va applicato il Reverse Charge e poichè i beni rimangono nella tua disponibilità come cespiti, se ho ben capito, non ci sono pagamenti di iva in quanto ‘neutralizzata’ dalla pratica del Reverse Charge.
Rispondi ↓	giovanni il 11 marzo 2012 alle 01:26 scrive:
Scusatemi,ma ancora non riesco a capire la procedura:un’azienda estera intracomunitaria con rappresentante fiscale in Italia mi spedisce una fattura di merce non soggetta ai sensi dell’art.17 comma 2 dpr633/72 con obbligo di reverse charge da parte dell’acquirente.Sembra normale che io,pur non avendo pagato l’iva a monte,dato che la merce in Italia è soggetta ad iva,saro’ l’unico debitore dell’iva che andro’ ad incassare al momento della rivendita al pubblico.Quello che invece mi turba,considerando che sono un piccolo rivenditore in contabilità semplificata,è proprio il fatto di dover integrare la fattura pervenutami con iva,che al momento non dovro’ pagare, e registrarla in un apposito registro acquisti,quindi fare un’autofattura,che dovro’ registrare in un apposito registro vendite diverso dal normale registro dei corrispettivi,visto che in questo vanno registrati solo i corrispettivi reali, mentre quello che dovro’ registrare sarà solo una vendita inesistente con incasso iva altrettanto inesistente,tutto utile a complicare un’operazione semplicissima!!!!!!!!!!!
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 marzo 2012 alle 12:46 scrive:
Se la fattura è emessa con IVA (e quindi non contiene merce soggetta a Reverse Charge obbligatorio) e con Partita IVA italiana da rappresentante fiscale in Italia va trattata come normale fattura da fornitore italiano, quindi niente integrazione IVA e niente Reverse Charge ma solo la normale gestione di una acquisto da fornitore come se fosse italiano, quindi IVA pagata ed annotata a credito.
Rispondi ↓	giovanni il 12 marzo 2012 alle 15:55 scrive:
Intanto ti ringrazio per avermi risposto prontamente malgrado i miei toni polemici sulla legge: per quanto riguarda invece la fattura,l’operazione risulta non soggetta ai sensi dell’art.17 c/2 del d.p.r.633/72 con obbligo di reverse charge.
Da quello che ne capisco non sono più soggetto all’obbligo di presentazione degli elenchi intrastat,dato che la fattura è emessa dal rappresentante fiscale in Italia,mentre restano a mio carico l’obbligo di integrazione della fattura con iva da registrare in un apposito registro acquisti intracomunitari,l’emissione di un’autofattura da registrare in un registro vendite specifico,che vale solo come movimento iva incassata,in quanto l’imponibile non deve concorrere al giro d’affari.Giusto come procedimento?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 marzo 2012 alle 15:28 scrive:
Nel caso di fattura senza iva (Art 17 c/2) è corretto.
Rispondi ↓	FERRARI ANNA PAOLA il 15 marzo 2012 alle 15:46 scrive:
sulle fatture reverse charge art.17 va applicata il bollo di € 1,81?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 18 marzo 2012 alle 09:03 scrive:
No, sono esenti.
Rispondi ↓	sm il 15 aprile 2012 alle 16:40 scrive:
Salve e se uno a acquista in francia da pixmania pro un prodotto esente d iva a 387 euro per esempio, lo deve rivendere 387 + 21% di iva + ricarico ? e poi in contabilitá?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 aprile 2012 alle 12:20 scrive:
Il conto esatto è (387+ricarico) + IVA 21%. In contabilità avrai un acquisto a 387 euro ed una vendita a 387+ricarico. Per la parte IVA invece sarai a debito dell’IVA incassata da cliente.
Rispondi ↓	Gianluigi il 16 aprile 2012 alle 12:01 scrive:
ho letto l’articolo sul Reverse Charge e vorrei chiedere due chiarimenti in merito:
1. Vale anche per acquisto di immobili.
2. Dopo aver fatto l’inversione contabile con registrazione dell’autofattura, il debito iva passa in capo all’acquirente del bene come normale vendita? Ma poi l’IVA così determinata quando la pago?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 aprile 2012 alle 12:29 scrive:
Dal 1°ottobre 2007 le cessioni di immobili terziario con opzione IVA sono soggette a reverse charge.
Si applica alle operazioni relative a:
• le vendite di immobili terziario;
• le vendite per le quali il cedente ha espressamente indicato nell’atto di compravendita l’opzione per l’imposizione ai fini IVA;
Sono escluse tutte le seguenti operazioni (che vanno trattate in regime IVA ordinario):
• le vendite di immobili terziario nuove (ceduti entro 4 anni dall’ultimazione della costruzione/ristrutturazione);
• le vendite di immobili terziario a persone fisiche;
• le vendite di immobili terziario a soggetti con detraibilità IVA inferiore al 25% (es. banche, assicurazioni, società finanziarie, società immobiliari con patrimoni residenziali,…).
• le vendite di aree edificabili;
• le vendite di aree non edificabili;
• le vendite di immobili abitativi;
• gli apporti a fondi immobiliari di una pluralità di immobili prevalentemente locati.
Il cedente è obbligato ad emettere la fattura senza l’applicazione dell’IVA e ad indicare sulla fattura la dicitura per il Reverse Charge (operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell’art. 17, comma 5 del D.P.R. n. 633 del 1972).
L’acquirente dell’immobile, come da regole Reverse Charge dovrà integrare la fattura l’IVA (aliquota e imposta), registrare il documento integrato come fattura emessa annotando a debito l’IVA integrata ed infine effettuare la medesima registrazione nel registro degli acquisti annotando a credito l’importo dell’IVA annullandone così gli effetti.
Rispondi ↓	Gianluigi il 16 aprile 2012 alle 13:41 scrive:
Grazie mille Stefano per la celerità della risposta.
Due chiarimenti che non riesco ancora a cogliere:
1. ma se l’effetto sull’iva come dici è neutro, significa che non sorge un debito IVA per l’acquirente verso l’Erario?
2. quando parli di immobili terziario, intendi dire uffici o funzionali per l’impresa?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 aprile 2012 alle 14:04 scrive:
Punto 1 confermo che non sorge un debito IVA, sorgerà solo al momento della vendita se fatta con IVA.
Punto 2 confermo che si tratta degli immobili ad uso ufficio/magazzino/deposito/laboratorio ecc…
Rispondi ↓	Gio il 24 giugno 2012 alle 16:25 scrive:
Per intenderci, l’integrazione fattura e’ cio che viene anche chiamato “reverse charging” ?
Mi riferisco ad aziende presente in Italia che acquistano merci in ambito UE senza IVA per la successiva rivendita nel territorio italiano. Con la procedura di integrazione fattura , l’azienda che acquista e’ tenuta ad apporre una particolare dicitura materialmente sul documento cartaceo ricevuta dal fornitore ? Sarebbe quindi insufficiente dimostrare che l’assoggettamento IVA , la scrittura nel sistema e i registri IVA abbiano i valori corretti ? Penso a quelle aziende che magari ricevono migliaia di fatture di acquisti beni al mese e non abbiano le capacita’ ( o voglia !) per effettuare ogni integrazione manualmente.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 26 giugno 2012 alle 11:45 scrive:
Purtroppo, anche se sono d’accordo con lei che si tratta di un eccesso, è prevista l’integrazione ‘a mano’ dei dati IVA sul documento del fornitore UE. Penso che nel caso tutte le scritture siano ‘a posto’ venga considerato un errore formale e non sostanziale ma tant’è, andrebbe fatto.
Rispondi ↓	Gio il 26 giugno 2012 alle 17:37 scrive:
Ipotizzando che le fatture sono emesse da una consociata EU all’interno di un sistema ERP comune ( esempio SAP) , potrei ovviare al problema ricevendo le fatture direttamente nella mia contabilita’ e programmando il sistema a “timbrare” automaticamente le fatture passive con i dati di IVA ai fini dell’integrazione. Le sembra sensata ? In questo modo stamperai le fatture con i dati gia’ integrati senza intervento manuale ! Diversamente, ad ogni fattura passiva ricevuta elettronicamente nella mia contabilita’ potrei programmare il sistema a creare automaticamente l’autofattura ( la stampa della fattura viene cosi accompagnata dall’autofattura).
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 giugno 2012 alle 10:40 scrive:
La procedura del ‘timbro’ è corretta, l’altra lascia comunque la fattura originale senza integrazione (se ho capito bene).
Rispondi ↓	paolo il 3 dicembre 2012 alle 20:53 scrive:
vorrei cedere il mio studio di geometra ad un soggetto privato estero compresi mobili, (immobile escluso) l’architetto estero utilizzerà saltuarimente lo studio senza prendere residenza in italia devo emettere fattura reveverse charghe o come devo fatturare senza iva??
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 dicembre 2012 alle 09:24 scrive:
Sì fattura senza IVA con articolo del Reverse Charge.
Rispondi ↓	SILVANA il 7 gennaio 2013 alle 13:00 scrive:
Buongiorno, ho una piccola azienda commerciale di vendita macchinari per ufficio: fotocopiatrici, fax, pc.
Ultimamente ho acquistato da un distributore d’informatica Italiano materiale per assemblare un pc.
Nella fattura con iva al 21% compaiono due articoli non imponibili art. 17 c6 dpr633/72 circ.59/e2 la cui iva ovviamente non è calcolata. Io ho effettuato autofattura dei due articoli integrandoli con l’iva al 21% così come ho fatto nella fattura del fornitore.
Vorrei sapere se ho fatto bene, ma sopratutto se devo inserire questo fornitore nel modello INTRASTAT che già presento trimestralmente per acquisti dalla Francia.
Chi come me presenta il modello Intrastat nella dichiarazione IVA , deve compilare un apposito quadro o le fatture in oggetto vanno indicate solo nel quadro “F” .
Grazie per l’attenzione e per le autorevoli risposte che vorrà fornirmi.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 gennaio 2013 alle 17:42 scrive:
No essendo Italiano non va nel modello Intra ma solo sulla dichiarazione IVA. Il fatto di aver applicato il Reverse Charge è dato non dalla extraterritorialità del soggetto ma dalla natura dei beni acquistati.
Rispondi ↓	laura il 15 gennaio 2013 alle 11:19 scrive:
la procedura per registrare una fattura emessa con articolo 17 comma 6?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 gennaio 2013 alle 16:59 scrive:
Vedi articolo relativo al Reverse Charge, il comma 6 non cambia i principi contabili.
Rispondi ↓	laura il 16 gennaio 2013 alle 17:13 scrive:
Grazie, ma scusa per la domanda banale, ma registro contabilità da poco!
Ho letto e mi è chiaro il giro da fare per una fattura ricevuta con art 17!
Ma nel caso in cui il mio cliente emette una fattura con escluso art. 17, io in contabilità in prima nota, dopo aver registrato la fattura con l’esenzione, devo fare un altra registrazione?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 gennaio 2013 alle 07:58 scrive:
Devi registrare la fattura integrata con l’IVA e non con l’esenzione e poi fare una autofattura uguale e contraria.
Rispondi ↓	mario il 24 gennaio 2013 alle 22:56 scrive:
Salve signor Gardini volevo farle una domanda riguardo il reverse charge : ho un negozio di telefonia e come sa io acquisto i telefoni dal fornitore in reverse charge e poi il commercialista ogni tre mesi mi fa pagare l iva sulle fatture emesse dal fornitore.Quello che voglio chiederle e’ giusto che io paghi l’iva sulle fatture e non sul venduto? Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 gennaio 2013 alle 11:55 scrive:
No, come lo dice lei non mi pare giusto. L’IVA per Reverse Charge si compensa integrandola sulla fattura fornitore e poi emettendo autofattura. In questo modo il saldo iva di ogni fornitura è 0. Pagherà interamente quindi l’IVA incassata al momento della vendita.
Rispondi ↓	Alberto Brignone il 25 gennaio 2013 alle 12:01 scrive:
vorrei un chiarimento. Sono un libero professionista con Partita IVA.
Il mio cliente principale è una società (LTD) in Inghilterra.
Le mie fatture normalmente erano emesse senza IVA e con la nota “Operazione non soggetta all’imposta ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72”.
Mi pare di capire che adesso invece si debba indicare “soggetta a inversione contabile – reverse charge”.
Vorrei sapere allora:
– devo lasciare la dizione “Operazione non soggetta…”
– il mio cliente estero cosa deve fare? so che hanno loro consulenti fiscali, ma vorrei essere propositivo e spiegare cosa dovranno fare.
– io devo fare delle registrazioni particolari?
So inoltre che da inizio 2013 devo anche aggiungere il 4% della mia cassa di previdenza (opinione personale: un furto legalizzato!) , cosa che prima non era dovuta.
Ci sono altre novità, a Sua conoscenza?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 28 gennaio 2013 alle 10:54 scrive:
No direi che va bene così come fatto finora.
Per il cliente estero non può ‘spiegare’ lei cosa fare, la loro legislazione fiscale è diversa e neppure io ne so molto (anzi quasi nulla).
L’importante è che lei emetta fattura secondo le regole previste dalla normativa italiana al fine di essere in regola.
No per lei non è prevista nessuna registrazione particolare se non la registrazione della fattura senza iva.
Sì la cassa previdenziale è un obbligo.
Rispondi ↓	mara il 30 gennaio 2013 alle 18:41 scrive:
Buonasera, complimenti per la preparazione sul difficile “campo fiscale”
commerciante ambulante italiana che partecipa ad una fiera in Svizzera e riceve la fattura per il noleggio dello stand (con Iva 8%) e soggiorna nell’hotel che gli emette una fattura con Iva.
Per il passaggio della sua merce ha fatto la pratica Carnet ata. Ha incassato dei corrispettivi per la vendita dei suoi beni.
Come si registrano i suoi corrispettivi e le fatture di acquisto con il metodo del reverse charge? devo fare la black list?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 febbraio 2013 alle 15:22 scrive:
I servizi per fiere e mostre rientrano nella regola generale dell’ art. 7 Ter. Quindi anche in presenza di IVA Svizzera registrerei le fatture in Reverse Charge essendo il committente Italiano.
L’operazione va indicata in Black List. Idem per i corrispettivi. incassati. Ritengo poi ci sia la possibilità di richiedere il rimborso dell’ Iva attraverso la procedura telematica dell’ agenzia delle entrate.
Rispondi ↓	manuel il 23 febbraio 2013 alle 17:56 scrive:
ho aperto da poco una partita iva per la vendita online di elettronica di consumo con regime dei minimi, mi è capitato di contattare una società francese per dei acquisti e nel preventivo c’era scritto che ero esente di iva, vorrei farle un’esempio,
acquisto dal fornitore a € 100,00 senza IVA e rivendo a € 150 + IVA al cliente finale in questo caso io pago l’iva sul guadagno del cliente finale giusto?
ma l’iva che non ho pagato precedentemente sull’acquisto del fornitore non la devo calcolare perchè non la devo versare o cmq la dovrò versare tramite f24?
spero di essere stato chiaro vi ringrazio anticipatamente.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 marzo 2013 alle 14:53 scrive:
Per effetto del Reverse Charge, in Regime dei Minimi l’IVA sull’acquisto dovrà essere versata.
Rispondi ↓	Daniele il 6 maggio 2014 alle 23:32 scrive:
Salve è la prima volta che entro in questo blog e a proposito del regime dei minimi facciamo esempio io acquisto un cell a 300E senza iva perchè esente…come calcolerò il prezzo al cliente e come funziona con l’IVA? io so che nel regime dei minimi bisogna fatturare senza iva al cliente finale..le sarei grato per un aiuto visti i molti pareri dissociati..
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 maggio 2014 alle 14:10 scrive:
Dopo l’acquisto per effetto del Reverse Charge dovrai versare l’iva sull’acquisto (pari a 66 euro). In vendita dovrai considerare un costo del cellulare a te di 366 e ricaricare partendo da qui il tuo guadagno.
Rispondi ↓	Daniele il 8 maggio 2014 alle 16:18 scrive:
Ok come pensavo infatti…grazie mille per la conferma. Ottimo forum
manuel il 1 marzo 2013 alle 15:36 scrive:
grazie della risposta è stato gentilissimo, le vorrei chiedere un’ultimissima domanda, se avrei una partita iva senza regime dei minimi una partita iva semplice in quel caso non la devo versare giusto?
se è cosi mi conviene tenerla con i regimi dei minimi o converrebbe cambiarla?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 marzo 2013 alle 19:03 scrive:
Cambia poco per il revrse Charge. ma per molti altri vantaggi conviene comunque lavorare in regime dei minimi.
Rispondi ↓	stefano il 12 marzo 2013 alle 18:46 scrive:
Buona sera, l’azienda per cui lavoro ha acquistato delle penne da omaggiare ai clienti, di valore unitario inf ai 25,00euro, da una societa’ irlandese ma con rappresentante fiscale in Italia ai sensi dell’art.17.2 del Dpr 633/72. L’ho registrata in contab negli acquisti e poi “fittiziamente” nel registro vendite per rendere l’operazione neutra. Devo svolgere qualche altro adempimento?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 marzo 2013 alle 21:22 scrive:
No tutto a posto. Dovrà poi fare solo l’idonea documentazione degli omaggi.
Rispondi ↓	ANNA il 13 marzo 2014 alle 17:15 scrive:
Salve, cercavo un aiuto e ho trovato voi. Mega bravi. Quesito:
un fornitore svizzero mi ha mandato fattura merce con art. 17 c. 2 specificando di avere un rappresentante fiscle in italia con indirizzo e partita iva italiana, e che l’imposta “afferente tale operazione verrà assolta dal cessionario o committente”.
quali operazioni devo compiere in contabilità? e come nonminativo fornitore uso l’intestazione svizzera o italiana?
vi ringrazio in anticipo. Anna
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 marzo 2014 alle 17:39 scrive:
Come nominativo va usato il fornitore svizzero. Le operazioni sono quelle di una fornitura in articolo 17 (reverse charge) di cui trovi ampia documentazione sul blog. Ci sono diversi articoli sul reverse charge.
Rispondi ↓	Roberto il 12 marzo 2013 alle 20:44 scrive:
Un artista che collabora con noi inquadrato come professionista deve riscattare un immobile dal leasing per poi rivenderlo … Il leasing fatturera’ l’immobile al professionista senza l’applicazione dell’imposta (reverse charge) … Il professionista puo’ in fase di rivendita fatturare anche lui in reverse charge?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 marzo 2013 alle 21:24 scrive:
Proprio sul blog mi sono occupato del problema un po’ di tempo fa. Qui trova tutto:
http://gestionaleamica.com/Blog/reverse-charge-in-campo-immobiliare-come-funziona/
Rispondi ↓	roberto canova il 13 marzo 2013 alle 11:42 scrive:
non trovo trattato un caso come il mio . Cioè libero professionista che acquista un immobile con riscatto anticipato dal Leasing e lo rivende.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 21 marzo 2013 alle 18:01 scrive:
Ricade nella vendita di immobile del terziario quindi se a soggetto IVA va applicato il Reverse Charge (se immobile ha più di 4 anni dalla costruzione o ristrutturazione). Se invece viene venduto a privato è soggetto ad applicazione dell’iva.
Rispondi ↓	MICHELE il 15 maggio 2013 alle 17:58 scrive:
molto interessante il suo articolo
io sono un libero professionista emetto fatture esenti iva in quanto psicologo e in regime dei minimi
amazon dice che se acquisto con piva sul suo sito devo fare il reverse change
non ho capito ma allora il prezzo a cui io acquisto è senza iva? se leggo 100 euro alla vendita sono senza iva?
quindi i dovrei fatturare a 100 piu iva?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 maggio 2013 alle 07:42 scrive:
Se il prezzo è 100 senza iva, poi applichi il Reverse Charge (essendo in regime dei minimi devi versare l’iva) il tuo costo è 100 + iva.
Rispondi ↓	Giorgio Sorce il 4 novembre 2013 alle 14:25 scrive:
E se non sono nei minimi, da libero professionista che devo fare?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 novembre 2013 alle 07:46 scrive:
Come Regime dei Minimi va normalmente applicato il Reverse Charge, questo genera un debito iva che deve essere versata con F24 nel mese successivo all’effettuazione dell’operazione.
Rispondi ↓	Pina il 29 maggio 2013 alle 13:14 scrive:
se l’azienda A situata in italia fa un’acquisto di servizi da un’azienda B situata in Lussemburgo e l’azienda B non emette fattura ma solo una ricevuta:
– la ricevuta esente iva va integrata con l’iva?
– la ricevuta va inserita nelle comunicazioni intrastat?
– essendo B azienda operante in Lussemburgo, oltre all’intrastat, l’azienda italiana deve presentare anche black List?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 maggio 2013 alle 20:02 scrive:
L’azienda lussemburghese deve emettere fattura essendo CEE, dovete richiederla e pretenderla.
Rispondi ↓	Luca il 26 giugno 2013 alle 16:17 scrive:
volevo porti un quesito sul reverse charge.
La nostra è una azienda di servizi che fattura le ore di lavoro ad aziende estere facenti parte della UE.
Abbiamo emesso una fattura ad un nostro cliente francese con codice iva 0 reverse charge services rendered art.41 d.l.331/93 direttiva 2008/8/CE.
Per impostazione del programma di contabilità mi trovo la fattura nel registro fatture emesse con iva 0 (credo correttamente). Invece nel registro INTRA non viene riportata.
1)	E’ corretto che non venga riportata nel registro cessioni intra?
2)	Quando faccio la trasmissione intra telematica, questa fattura che non mi compare nel registro intra deve essere comunicata?
3)	Dato che una fattura di aprile 2013 in caso di mancata trasmissione come bisogna comunicarla all’agenzia? E’ sempre possibile farlo?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 luglio 2013 alle 08:13 scrive:
1) no non è corretto, deve essere nel registro INTRA e non nel registro vendite Italia.
2) la fattura va trasmessa in via telematica
3) Sì è sempre possibile farlo, ovviamente si rischia la sanzione per la mancata/ritardata comunicazione
Rispondi ↓	paolo il 4 luglio 2013 alle 11:07 scrive:
Buongiorno Stefano, sono fotografo libero professionista in regime dei minimi e dopo aver effettuato la registrazione su amazon della mia partita iva, sto pagando e ricevendo le fatture senza l’applicazione dell’IVA, in regime reverse charge. i prodotti acquistati non son da me rivenduti ma utilizzati come attrezzatura di lavoro.
sono soggetto a qualche adempimento relativamente a questa IVA non pagata ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 luglio 2013 alle 09:48 scrive:
Dovrai fare autofattura come da regole per il Reverse Charge e versare periodicamente l’IVA a debito.
Rispondi ↓	CARMEN il 10 luglio 2013 alle 11:36 scrive:
Salve Stefano ho un cliente che svolge attività di vendite online e che acquista servizi di pubblicità da clienti tipo ebay e google per le cui fatture io elaboro il modello intra essendo di provenienza Irlanda e Lussemburgo, e fin qui tutto ok; ora questo servizio l’ha acquistato in Canada, paese extracee: l’importo è piccolissimo (45,90 €) sono tenuta a qualche registraziobe particolare?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 11 luglio 2013 alle 07:29 scrive:
Direi proprio di no, una normale registrazione di un acquisito di servizio extracomunitario; registrazione del costo e basta.
Rispondi ↓	marco il 24 luglio 2013 alle 11:23 scrive:
salve, ho acquistato un paio di gomme per la mia auto, fatturate alla mia azienda, da fornitore sito in germania .
mi hanno mandato una fattura con iva a 0 e la dicitura Non soggetto a IVA articolo 7- bis e articolo 17 secondo coma DPR 633 v. 26.10.1972. ”reverse charge.”la nostra partita IVA: IT00……….. .
devo includerla nella dichiarazione intrastat ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 24 luglio 2013 alle 16:42 scrive:
Sì si tratta di una regolare fornitura intra CEE per va nel modello Intra.
Rispondi ↓	MARCO il 24 luglio 2013 alle 16:50 scrive:
Grazie, ma quindi devo metterla nell’elenco acquisti intra cee e presentare il modello intra anche se il fornitore ha indicato una p.iva italiana e non tedesca ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 luglio 2013 alle 16:04 scrive:
Chiedo scusa ma avevo intesto che la dicitura era per voi, cioè riportava la vostra partita iva. In questo caso, se hanno partita iva italiana niente intrastat, ma solo reverse charge, quello va fatto ugualmente. In questo caso (come sempre si devono complicare le cose) il trattamento è diverso fra iva e modello intra.
Rispondi ↓	Umberto il 29 luglio 2013 alle 23:27 scrive:
Scusate ma io proprio non riesco a trovare una risposta semplice a questo reverse charge. Senza fare altri esempi, potete spiegarmi cosa succede nel mio caso di seguito?
Acquisto merce in reverse charge per un valore di 100 euro (sarebbero 121 euro con iva ma siccome è in reverse charge pago solo 100 euro al venditore).
La merce che ho acquistato NON è destinata alla vendita e sarà ad uso proprio. Cosa/quanto vorrà lo stato su questa fattura? Dovrò pagare io i 21 euro o no?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 settembre 2013 alle 17:12 scrive:
No la partita finisce lì. Paga i 100 euro al fornitore e basta. Non c’è alcun risparmio (anche se potrebbe sembrare) perchè se avesse pagato i 21 euro al fornitore (senza reverse charge), li avrebbe poi detratti dal debito iva delle sue vendite di altri prodotti/servizi. Risultato: il suo costo reale è sempre di 100 euro
Rispondi ↓	angela il 1 settembre 2013 alle 09:49 scrive:
salve, ho ricevuto fattura con pi olandese per commissione su prenotazioni alberghiere con iva reverse charge . ho la contabilità semplificata e solo registro acquisti e corrispettivi. cosa devo fare?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 settembre 2013 alle 14:02 scrive:
Dovrà comunque applicare il Reverse Charge ed avere anche il registro vendite in cui annotare l’autofattura di vendita.
Rispondi ↓	Alessandra il 6 settembre 2013 alle 15:37 scrive:
ho ricevuto una fattura con iva reverse charge da un trasportatore sloveno per un trasporto effettuato dall’Italia alla Croazia nel mese di luglio.
Come devo registrarla?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 settembre 2013 alle 15:41 scrive:
Si tratta di una fattura relativa ad un servizio quindi esattamente come descritto nell’articolo sopra, integrazione della fattura e autofattura. La Croazie è UE.
Rispondi ↓	Francesca il 10 dicembre 2015 alle 17:53 scrive:
Io ho emesso fattura con reverse change per un cliente, ma mi e sorto un dubbio…ho comprato dei prodotti che poi devo rivendere a questo cliente! Io li ho acquistati pagando l iva, la devo considerare pure per fatturare con reverse chance
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 14 dicembre 2015 alle 09:09 scrive:
Se l’iva la detrai, iltuo prezzo di acquisto è l’imponibile pagato. Da li calcolerai il prezzo di vendita applicando il tuo guadagno.
Rispondi ↓	Francesca il 15 dicembre 2015 alle 22:40 scrive:
Da non molto mi occupo della contabilità di un impresa di elettricisti.
Ci sono dei cantieri che si trovano a molti chilometri di distanza, per poter addebitare i costi ai clienti in fattura posso mettere la dicitura rimborso spese di trasporto o rimborso chilometrici?
E per i clienti che si trovano nello stesso comune?
Stefano Gardini il 16 dicembre 2015 alle 15:44 scrive:
Sì certo che è possibile, se il contratto col cliente lo prevede.
Manuele il 7 ottobre 2013 alle 22:46 scrive:
Lavoro in una società assicurativa dove l IVA e’ sempre indetraibile.
Volevo sapere in caso di acquisto di servizi dagli usa , devo fare l autofattura.
Il programma integra la fattura di acquisto con IVA ( mandandola a costo) e registra sul libro IVA vendite l autofattura mandando l IVA a debito verso erario.
È giusto tale procedura?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 ottobre 2013 alle 19:58 scrive:
Sì è la procedura giusta.
Rispondi ↓	Carmelo il 8 ottobre 2013 alle 20:32 scrive:
come registrare una fattura di booking
bisogna integrare la fattura del fornitore? l’iva è al 22%?
quale data e numero indicare nei registri iva e nel modello intrastat?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 ottobre 2013 alle 10:19 scrive:
L’intermediazione nelle prenotazioni alberghiere è un 7-ter, e per questo va incluso negli intra. La fattura va integrata con IVA, al 22 se fatta dopo il 1 ottobre. L’INTRA va compilato regolarmente con i dati della fattura del fornitore.
Rispondi ↓	Cristina il 3 maggio 2014 alle 16:57 scrive:
Per cortesia, un caso analogo, ma in assenza di P.Iva, perché trattasi di attività non imprenditoriale (il comune rilascia l’autorizzazione NON imprenditoriale per 1 sola casa vacanze), non avendo perciò la contabilità e nemmeno i registri iva, come ci si regola ai fini del reverse charge? Nella fattura di booking appare la nota “reverse charge”: come mi regolo? Grazie.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 maggio 2014 alle 14:46 scrive:
Se non sei soggetto iva, la fattura dall’estero deve essere con iva del paese di origine. Una fattura senza iva, in reverse charge, a soggetto senza partita iva è irregolare. Essendo senza partita iva comunque tu puoi non interessarti del problema, è un problema del tuo fornitore.
Rispondi ↓	ANGELO ALLEGRA il 10 ottobre 2013 alle 13:31 scrive:
Ciao possiedo un sito web e un negozio su ebay.
La mia partita iva fa parte di quello che è il regime dei contribuenti minimi del 2013.
Come ben si sa , i clienti acquistano parecchi prodotti con paypal
Vorrei quindi sapere,visto che redigo il registro dei corrispettivi, cosa bisogna fare per registrare gli importi ricevuti su paypal? bisogna registrarli al netto o al lordo dell’iva?
la commercialista mi ha detto di registrare gli importi al netto dell iva, quindi senza considerare la commissione pagata a paypal, e mi ha consigliato poi di stampare tutti gli estratti conto mensili di paypal
Ma in questo caso devo anche emettere autofattura?
Grazie in anticipo, spero in una vostra risoluzione
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 ottobre 2013 alle 17:26 scrive:
D’accordo per quanto riguarda il trattamento dei corrispettivi su PayPal. Anzichè autofattura, a mio avviso va emessa fattura ai singoli clienti che acquistano.
Rispondi ↓	giovanni galante il 17 ottobre 2013 alle 19:56 scrive:
mi sono imbattuto in una fattura Amazon (lussemburgo) con la dicitura:fattura iva inclusa in cui vengono esposte commissioni di vendita con IVA 0%
in calce è annotato: IVA a carico del committente sulla base dell’art.44 della Direttiva 2006/112/EC – applicazione del meccanismo del reverse charge come previsto dall’art.196.
Ebbene se l’iva è già inclusa è stata riscossa e la fattura andrebbe direttamente in contabiltà generale e non iva e non Intra.
E’ corretta l’interpretazione?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 18 ottobre 2013 alle 16:28 scrive:
Secondo me è una normale fattura senza iva con Reverse Charge. Iva inclusa a mio avviso è riferito al fatto che l’importo è complessivo. Si tratta chiaramente di un errore, la fattura non è chiara. Va verificato (se ho ragione) se nella fattura non c’è iva esposta.
Rispondi ↓	dario trinca il 8 novembre 2013 alle 00:23 scrive:
Buona sera, ho il seguente problema.
Come produttore software ho, da quando in vigore, integrato la procedura con la gestione automatica del reverse charge.
Ora mi capita un problema che non riesco a risolvere.
Devo aggiornare il software per permettere la gestione automatica del seguente caso:
– un cliente noleggia a lungo termine con emissione da parte del fornitore di fattura mensile di un’autovettura (fringe benefits).Visto che viene considerata la territorialità Italiana il servizio è sogggetto a detrazione previste del 40% quindi è soggetto ad iva al 60%.
Se applico la regola reverse charge classica l’iva si annulla.
Come posso gestire questo caso?
Dario Trinca
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 11 novembre 2013 alle 13:59 scrive:
Va applicato il reverse charge per la sola quota di detraibilità, o meglio va applicato integralmente ma con iva parzialemente indetraibile in acquisto e interamente a debito in vendita. In questo modo si rimane a debito della parte iva indetraibile.
Rispondi ↓	Andrea il 26 novembre 2013 alle 13:16 scrive:
le sottopongo una casistica particolare.
In ambito di acquisti di servizi telematici da fornitore francese (domini internet), senza rappresentante fiscale italiano, costui emette fatture applicando la propria iva (al 19.6%), a mio avviso erroneamente.
Sono quindi a richiedere la Sua opinione circa le corrette procedure in tale casistica:
1) è opportuno registrare le fatture considerando il totale fattura esposto come fosse un semplice totale imponibile e poi procedere all’autofatturazione integrando l’iva ed in tal senso quindi includere le stesse nelle periodiche comunicazioni intrastat
2) oppure è preferibile considerare le fatture come emesse da rappresentante fiscale su territorio nazionale di soggetto passivo estero, scorporando dal totale fattura l’iva corretta e non includere tali documenti nella comunicazione intrastat?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 26 novembre 2013 alle 15:26 scrive:
La giusta soluzione sarebbe richiedere al fornitore francese la fatturazione corretta in Reverse Charge. Diversamente meglio applicare la prima delle sue soluzioni.
Rispondi ↓	giovanni galante il 26 novembre 2013 alle 17:33 scrive:
Un altro consulente al medesimo quesito rispondeva: L’IVA è stata riscossa in altro Stato Membro per cui la fattura va rigistrata in contabilità generale e non in quella IVA. L’italiano può anche richiedere il rimborso dell’IVA (nei termini consentiti). Alla richiesta: dopo il rimborso cosa avviene? risposta: Nulla
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 novembre 2013 alle 07:55 scrive:
Ah certo questo è sempre possibile chiedere il rimborso ad altro stato membro UE ma si tratta di una procedura costosa sia in termini economici sia in termini burocratici e che richiede in media 4 anni per il completamento con incasso del rimborso. Ha senso solo per cifre importanti e da quanto avevo capito dalla domanda non si trattava di questo.
Rispondi ↓	Andrea il 27 novembre 2013 alle 10:36 scrive:
Ringrazio entrambi per i pareri.
La procedura di rimborso è effettivamente troppo onerosa burocraticamente ed economicamente in rapporto agli importi in ballo, trattasi infatti di un numero discretamente elevato di documenti ma di importi ridotti.
La richiesta del documento corretto è sfortunatamente una strada non praticabile in quanto si tratta di società di servizi esclusivamente online, ovvero è possibile contattarli solo tramite l’help desk che risponde solo a domande tecniche circa i servizi erogati.
Il sospetto è che le fatture siano emesse automaticamente (ed erroneamente) dal software dell’eshop e che non esista quindi un amministrativo.
Opterò per la soluzione 1 come già da me ipotizzato (ma un collega mi aveva invece consigliato la soluzione 2).
Rispondi ↓	Giampiero il 2 dicembre 2013 alle 17:41 scrive:
Buonasera Stefano ho abbastanza capito il sistema ma ti vorrei disturbare per avere una conferma
ricevo una fattura di servizi da una società inglese di avvocati per una consultazione legale
chiaramente la l’iva è 0 per il reverse charge
se ho ben capito devo registrare la fattura nel registro degli acquisi con l’annotazione come una normale intra e devo poi fare l’autofattura nel registro delle vendite sempre come una normale intra e la devo inserire nell’intra
ma non avendo acquistato beni per la rivendita devo versare l’iva oppure no?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 dicembre 2013 alle 09:15 scrive:
No in questo caso nessun versamento iva. Tra l’altro hai acquistato un servizio, se l’avessi fatto in Italia saresti a credito di iva e non verseresti di certo nulla.
Rispondi ↓	Lvx il 9 gennaio 2014 alle 02:57 scrive:
Salve, possiedo un piccolo negozio di informatica e telefonia… Volevo sapere, viste le tante offerte su vari siti web di telefoni cellulari a prezzi incredibili, rispetto ai nostri fornitori ufficiali, quali wind, tim, vodafone ecc…
Acquistando da uno di questi, che vende i telefoni già ivati e fatturati, rivendendoli pago l’iva sulla differenza (come vendita di altri beni qualsiasi)?
Oppure siamo obbligati essendo rivenditori ad acquistare i telefoni in regime di reverse charge?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 gennaio 2014 alle 18:36 scrive:
Come Rivenditori il fornitore deve fatturare in Reverse Charge, ogni altra forma è fuori dalla legge. Se acquisti un telefono con IVA vuo dire che lo acquisti come utente finale per cui non puoi scaricarlo (se non come ammortamento), diversamente configuri una elusione IVA.
Rispondi ↓	Gabriela il 10 febbraio 2014 alle 15:15 scrive:
Salve! Ho un B&B in Trentino. L’ho aperto l’anno scorso. Non possiedo la P IVA in quanto la regione non ci obbliga ad aprirla. Ho pubblicizzato il B&B sul sito Booking.com. Ogni mese mi arriva una fattura con procedura di reverse charge dall’Olanda. Ma io adesso non capisco…la camera sul sito viene venduta con iva inclusa 10%.
Ma chi deve pagare sta benedetta Iva??? Io? Quando faccio la dichiarazione dei redditi? E in che quadro? R booking per i doldi che prende nkn paga l’iva? Sono sincera ,non me ne intendo ancora, quindi per favore se mi da una risposta un po in dettaglio e senza termini troppo technici la ringrazierei tanto!!!!!!!
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 febbraio 2014 alle 16:17 scrive:
Il fatto che la Regione non obblighi ad aprire Partita Iva per l’Agenzia delle Entrate è insignificante. Se capisco bene il denaro lo incassa Booking.com che poi ti gira la quota detratta delle loro commissioni. Se è così tu dovrai solo fare a giugno la dichiarazione dei redditi e versare le relative imposte. L’iva in quel caso viene pagata dal cliente e versata dalla società del sito.
Rispondi ↓	Gabriela il 10 febbraio 2014 alle 16:30 scrive:
Io per esempio vendo su booking 5 notti a 80,00 e notte. I soldi li ricevo direttamente dal cliente quando arriva. Da questi 400,00 euro al mese(80,00 e x 5 notti) booking vuole una comissione che in genere e 15%. Quindi io da 400,00 euro mando a booking 60,00 euro in seguito alla loro fattura con reverse charge. Quando un cliente prenota una camera da noi c’e scritto iva inclusa al 10% ( nei 80,00euro costo della camera) . Ma questa iva alla fine chi la paga? Io ,il cliente o booking.com?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 febbraio 2014 alle 21:34 scrive:
Al di là di quello che c’è scritto su booking, tu che cosa rilasci al cliente quanto ti paga? Una ricevuta del denaro incassato? Con il tuo codice fiscale? In questo caso il tutto è senza iva e nessuno la versa.
Rispondi ↓	Gabriela il 10 febbraio 2014 alle 23:17 scrive:
Si.Rilascio ricevuta non fiscale con il bollo corrispondente alla somma incassata. Ricevuta con il mio CF. Ma allora quella iva al 10% cosa e? Insomma se nessuno la paga..a me sta bene e solo per curiosita.
Stefano Gardini il 11 febbraio 2014 alle 08:36 scrive:
Dal punto di vista fiscale tu certifichi il compenso senza iva e quello solo conta. Il fatto che loro segnalino il prezzo iva compresa significa solo che un giorno uno dei tuoi inquilini potrebbe chiederti, poichè tu l’iva non la ricarichi, di pagare il solo prezzo senza iva (quindi il 10% in meno). Fiscalmente invece non ha rilevanza.
monica il 19 febbraio 2014 alle 13:47 scrive:
Buongiorno, dovrei acquistare su Amazon .ue società lussemburghese un libro. Ho comunicato la mia p.iva italiana e Amazon mi hanno comunicato la p.iva del loro rappresentante fiscale in Italia.
1) Come dovro’ registrare la fattura, che abitualmente registrerei in reverse charge integrandola con iva, se non fosse che in questo caso per i libri in Italia l’iva e’ assolta dall’editore art 74;
2) Se l’importo dell’acquisto è inferiore a 500 € devo fare la comunicazione black list.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 febbraio 2014 alle 08:13 scrive:
Se la fatttura è in Reverse Charge va applicato anche sui libri. Se importo inferiore a 500 euro niente black list.
Rispondi ↓	Marco il 8 ottobre 2014 alle 12:44 scrive:
Se è art. 74 .. non deve applicarsi il reverse charge
Rispondi ↓	Vincenzo il 20 marzo 2014 alle 11:18 scrive:
Salve, ho un B&B senza partita iva, ma sono presente su booking.com
Nel momento in cui ricevo prenotazioni tramite booking.com, devo segnalare tale prenotazione all’agenzia delle dogane, tramite il sistema intrastat?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 marzo 2014 alle 14:19 scrive:
Direi proprio di no, non esiste nessun obbligo del genere a quanto mi risulta.
Rispondi ↓	giusy il 20 marzo 2014 alle 12:04 scrive:
vorrei esporre il mio quesito…
mi è pervenuta fattura da Amazon di importo pari a 61.43€.
Sulla fattura c’è scritto rappresentante fiscale in Italia e poi operazione soggetta a reverse charge.
1) devo integrare L’iva?
2) come ho ben capito non devo fare l?intra per chè la merce sostanzialmente è in Italia
3) Non debbo neanche presentare comunicazione black list perchè l’importo non è superiore a 500 €.
Stessa cosa per società Dell s.a che ha sede centrale il Francia ma rappresentante fiscale a milano?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 marzo 2014 alle 14:20 scrive:
Confermo tutto giusto. L’iva va integrata perchè è un’operazione in Reverse Charge.
Rispondi ↓	Vincenzo il 20 marzo 2014 alle 15:15 scrive:
Ma allora chi deve fare queste comunicazio allìagenzia delle dogane, solo strutture ricettiva con p.i. che ricevono prenotazioni da OTA estere?
Mi potrebbe far capire. Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 marzo 2014 alle 18:30 scrive:
Forse ti riferisci a questo adempimento, che però è di pubblica sicurezza e non fiscale.
Bed & Breakfast – Obbligo di comunicazione delle generalità delle persone alloggiate
L’obbligo di comunicare alle autorità di pubblica sicurezza le generalità delle persone alloggiate sussiste anche per chi esercita saltuariamente il servizio di alloggio e prima colazione (bed & breakfast).
(Circolare Ministero interno 29/07/2005, n. 557, G.U. 30/08/2005, n. 201)
Rispondi ↓	LETIZIA il 20 marzo 2014 alle 15:47 scrive:
salve sig. STEFANO Gardini ho un problema come si registra in contabilita’ ordinaria una nota credito reverse charge. grazie anticipatamente
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 marzo 2014 alle 18:25 scrive:
Esattamente come una fattura ma con gli importi ‘invertiti’ tra dare ed avere.
Rispondi ↓	Angelo il 24 marzo 2014 alle 16:25 scrive:
Salve vorrei esporre il mio quesito: posseggo un e-commerce che tratta elettronica e pezzi di ricambio per cellulari, adesso ho acquistato tramite un sito estero (simile ebaY) dei pezzi di ricambio, ma il fornitore me li ha fatti pervenire attraverso posta olandese, è stata allegata la lettera di vettura con i dati anche dell azienda, ma non ho ricevuto alcun documento doganale nè ho dovuto pagare oneri o dazi.
Adesso però non ho alcun documento fiscalmente rilevante per la registrazione ai fini iva, come mi devo comportare in questo caso? Si deve fare autofattura???
Sul pacco comunque trovo un bollino con su scritto : goods not fulfilling the conditions prescribed the articles 9 and 10 of the treaty establishing the european economic community che tradotto vuol dire merci che non soddisfano le condizioni previste degli articoli 9 e 10 del trattato che istituisce la Comunità economica europea.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 marzo 2014 alle 09:12 scrive:
Non avendo tutti gli elementi faccio alcune supposizioni:
a) giusto che tu non trovi alcun documento doganale xchè le transazioni interne alla UE non hanno più da anni il passaggio in dogana.
b) se non ti è stata inviata regolare fattura è perchè tu non ti sei qualificato correttamente come operatore economico con partita iva.
c) dovresti richiedere al fornitore regolare fattura in reverse charge qualificandoti come operatore iva nel tuo paese.
Rispondi ↓	Angelo il 27 marzo 2014 alle 10:27 scrive:
Si in effetti ho pensato anche io che il pacco non passasse in dogana e dunque non potevo ricevere alcun documento doganale, il problema è che io mi sono qualificato come operatore economico, infatti nella lettera di vettura allegata al pacco ci sono tutti i miei dati, compresi il numero di partita iva e c.fiscale.
Se non dovessi ricevere una regolare fattura posso effettuare un autofatturazione?? mi scuso per l inesperienza , ma gestisco un e-commerce da solo un anno. dunque ancora non so come comportarmi in certi casi.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 marzo 2014 alle 14:45 scrive:
Sì eventualmente sì come autofattura-denuncia (vedi sul blog i relativi adempimenti). Però non vedo perchè il fornitore non ti debba fare regolare fattura. Sei iscritto al VIES? Se non lo sei ecco spiegato un possibile motivo per cui ti hanno trattato da utente finale e potrebbero non aver emesso la fattura ma altro idoneo documento fiscale.
Rispondi ↓	Angelo il 27 marzo 2014 alle 15:14 scrive:
Si sono iscritto al VIES, ma purtroppo il fornitore come dicevo è cinese ma ha fatto spedire dalla Cina, penso proprio che la sede in Olanda non sia regolarizzata e dunque penso che non riceverò mai fattura purtroppo.
Giovanni il 25 marzo 2014 alle 14:12 scrive:
Gentile Stefano, ho ricevuto una fattura x acquisto merce da società con sede in Svizzera Cantone tedesco, con partita iva intracomunitaria tedesca senza applicazione dell’iva.
Devo considerarla tedesca? Quindi reverse charge e intra? Oppure….?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 marzo 2014 alle 19:24 scrive:
Partita iva tedesca = fornitore intracomunitario. Tutti i normali adempimenti relativi a reverse charge e intra.
Rispondi ↓	Floriana il 26 marzo 2014 alle 12:53 scrive:
Buongiorno, complimenti Stefano per la tua preparazione. Ho un quesito da porti, che mi sembra non sia stato mai affrontato. Siamo un agenzia che organizza congressi, sia in Italia che all’estero. Come debbo fatturare i servizi venduti a paesi intracee ed extracee? C’è differenza se i clienti sono in black list? Debbo fare il reverse charge? Che articolo debbo indicare: art. 17 (reverse charge) o art. 7 ter? Infatti, dal 2012 applicavamo l’art. 7 ter per tutti i servizi congressuali tranne hotel, pasti e trasferimenti (che venivano caricati di iva a prescindere dove fosse il cliente) fatturati a ditte intracee ed extracee ma con partita iva. Per i clienti non soggetti passivi, caricavamo regolamente l’iva italiana? Grazie tante per quanto potrai fare, ho una tale confusione…..
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 26 marzo 2014 alle 16:13 scrive:
Per prestazioni rese a soggetti passivi CEE, Reverse Charge (art 17).
Per prestazioni rese a soggetti passivi extraCEE, operazione non soggetta (art 7 ter)
Per prestazioni verso soggetti senza partita iva, applicazione di iva italiana.
Rispondi ↓	Floriana il 26 marzo 2014 alle 16:24 scrive:
Scusa ancora la domanda….. ma questo esula dalla tipologia del servizio e soprattutto se il congresso è in Italia o all’estero, sia cee che fuori? Grazie ancora
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 26 marzo 2014 alle 17:33 scrive:
Quelle che ti ho segnalato prima sono le regole generali. Sopra tutto questo vige ovviamente la territorialità. Se fai un congresso in Italia per cliente CEE, viene prima la territorialità, quindi fattura con IVA.
Rispondi ↓	Paola il 27 marzo 2014 alle 16:02 scrive:
Buon giorno Stefano, mi scuso in anticipo nel caso l’argomento sia già stato trattato.
Ho fattura di acqusito programma da ADOBE Irlanda
con un aliquota IV A0%. Ma nel contempo appare l dicitura “Operazione don inversione contabile (l’applicazione dell’IVA è a carico del destinatario della fattura)” quale procedura devo seguire?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 marzo 2014 alle 16:24 scrive:
Il fornitore ha sede in ambito UE per cui, come indica la fattura, va applicato il reverse charge. Sul blog trovi molte informazioni su cosa/come fare.
Rispondi ↓	Doge il 31 marzo 2014 alle 23:15 scrive:
Buongiorno, essendo all’inzio di un attività da libero professionista in italia, vorrei capire meglio come comportarmi con il fisco italiano quando ho rapporti con società estere. Ho per cliente un’azienda svizzera a cui mensilmente offro consulenza. In questo caso io non posso emettere fattura perché loro (non pagano IVA) sono esenti da iva. Quindi che devo fare? Per esempio se mi pagano 1000 io devo tirar fuori il 22% (IVA) e versarlo alla stato? Ovvero 220 euro (IVA) e 780 è il mio introito? Oppure ci sono altre procedure da seguire??
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 2 aprile 2014 alle 07:50 scrive:
Per le fatture verso estero non UE devi emettere fattura senza iva con dicitura Non soggetta ad iva – fuori campo iva.
Rispondi ↓	GRAZIANA il 10 aprile 2014 alle 17:05 scrive:
e nello spesometro come andrà indicata una fattura ricevuta in R.C.?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 14 aprile 2014 alle 15:40 scrive:
Agenzia delle Entrate ha chiarito che le operazioni passive con fornitori UE e per il quale il contribuente (come da obblighi di legge) abbia proceduto ad integrare la fattura, devono essere indicate, oltre che tra le operazioni passive, anche tra le operazioni attive nel quadro FE per la comunicazione analitica o nel quadro FA per la comunicazione in forma aggregata.
Rispondi ↓	STEFANIA il 29 aprile 2014 alle 11:04 scrive:
una fattura di consulenza da una società di Lugano di euro 500,00 è stata integrata ai sensi dell’art. 17 DPR 633/72. Nella comunicazione Black List l’importo deve essere indicato nelle operazioni imponibili o nelle operazioni escluse da iva ( quindi non indicando l’integrazione)?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 maggio 2014 alle 15:07 scrive:
La fattura è Svizzera non va integrata, va fatta autofattura con registrazione sia nel registro acquisiti che nel registro vendite per neutralizzazione dell’iva. Non puoi evitare la comunicazione black list perchè l’importo dovrebbe essere INFERIORE a 500 euro.
Rispondi ↓	tommaso il 3 giugno 2014 alle 10:56 scrive:
Salve, avrei un grosso problema.
Ho un sito di vendita ricambi moto online e sono in regime di contabilità semplificata quindi solo registro acquisti e registro fatture/corrispettivi.
Come devo procedere per essere in regola fiscalmente?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 giugno 2014 alle 11:23 scrive:
Dovrai fare fattura normalmente delle vendite online. Nulla di più.
Rispondi ↓	tommaso il 3 giugno 2014 alle 11:41 scrive:
E per il discorso reverse charge e iva niente?
Il fornitore inglese ha fatto fattura senza iva, io registro l’acquisto senza iva? E poi quando la vendo faccio fattura di vendita con iva?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 giugno 2014 alle 15:57 scrive:
In fase di acquisto il Reverse Charge va applicato secondo le regole, vedi i molti post qui sul blog per come fare.
Rispondi ↓	Antonio Conte il 16 giugno 2014 alle 23:50 scrive:
Buongiorno. Volevo farLe i complimenti per la sua ottima preparazione e approfittarne per porLe un quesito. Sono un libero professionista (elettricista) con partita IVA. Per il mio lavoro ho acquistato un portatile DELL tramite il sito DELL.IT. Dalla fattura in reverse charge si evince che DELL S.A. è una società francese. Il portatile mi serve per lavoro e non devo rivenderlo. Come devo comportarmi? Come devo pagare l’IVA? Devo comunicare qualcosa a DELL? Le chiedo scusa se la domanda può sembrare banale e se magari ha risposto ad un quesito simile negli altri post, ma pur leggendoli tutti non sono sicuro su cosa devo fare. Grazie Anticipatamente
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 giugno 2014 alle 14:11 scrive:
Deve applicare il reverse charge come da istruzioni di questo articolo. Non devi pagare nulla di iva, l’operazione è ad iva neutra.
Rispondi ↓	Domenico il 7 novembre 2014 alle 14:29 scrive:
Innanzitutto complimenti. Mi trovo nella stessa situazione dell’utente Antonio Conte. Ho comprato il pc DELL dal sito, pagato l’importo (iva 22 % compresa) come da prospetto presente sulla pagina dell’ordine web del sito DELL, la fattura invece mi viene inviata in regime di reverse charge. In questo caso Dell ha incamerato l’imponibile e l’iva al 22%; non dovrei chiedere il rimborso visto che devo versarla io l’iva con il meccanismo del reverse charge?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 novembre 2014 alle 19:04 scrive:
Se l’importo era iva 22% inclusa quando ti hanno fatto la fattura andava o fatta del solo imponibile in Reverse Charge o, se hanno rapp fiscale in Italia o sede in Italia con iva 22% come se fosse fornitore italiano. Verifica bene non sia così altrimenti ci sarebbe un grossolano errore (e non credo visto l’importanza del fornitore). Attenzione non ti abbiano fatto fattura con iva come consumatore finale e non come soggetto passivo iva.
Rispondi ↓	Domenico il 8 novembre 2014 alle 10:11 scrive:
Ti confermo che l’ordine con cui mi chiedevano l’importo da bonificare è ivato al 22%, mentre la fattura che mi hanno mandato è senza IVA, con indicazione del reverse charge.
Appena arriva la merce, chiamerò il servizio clienti DELL per avere spiegazioni di questa differenza.
Ti ringrazio per la chiarezza dei tuoi articoli e delle tue risposte, la materia del reverse charge e della fatturazione estera mi è molto più chiara grazie a te.
iva il 17 luglio 2014 alle 12:14 scrive:
Buongiorno, prima di tutto complimenti ma come fa a sapere tante cose? volevo porle un quesito se e’ possibile. io gestisco delle contabilita’ a clienti. uno di questi fa vendite online quindi fa inserzioni su ebay ec.. riceve mensilmente la fattura per le inserzioni su ebay con la tariffa ed io per questa faccio il reverse charge e poi il modello intra. poi da qualche mese ha adottato i pagamenti con carte di credito e riceve da Payleven una fattura ( intestata a Zenpay UK Ltd da Londra ) di circa 0,97 euro per commissioni su transazioni con la seguente descrizione : commissioni su transazioni : numero transazioni 1 commissioni addebitate 0,03 totale transato netto 0,97.poi dice il servizio e’ esente da tassazione i nostri servizi sono finanziari per cui non soggetti iva . Secondo lei questa fattura va comunque integrata in reverse charge e va nel modello intra o no? a proposito anche le fatture ricevute da facebook per pagamento di inserzioni vanno sempre integrate e nel modello intra? mi scusi per il mega messaggio ( ma mi sto scimunendo a furia di capirci qualcosa) e grazie in anticipo . Iva
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 21 luglio 2014 alle 08:43 scrive:
La fattura Payleven se non ha come causale IVA il reverse charge non va integrata, è un’operazione esente, però va nel modello intra. Per facebook direi che se riportano la dicitura di reverse charge vanno integrate ed inserite nel modello intra (se facebook fattura dall’Europa, questo non lo so).
Rispondi ↓	Roberto il 25 luglio 2014 alle 19:00 scrive:
Su Payleven, se di qualche utilità, avrei concluso che:
– va integrata con l’indicazione esente art. 10 punti 1-9 DPR 633/72 (ex art. 46 comma 1 DL 331/93)
– non va inserita su Intrastat (ex art. 50 comma 6 DL 331/93, Circ. 43/e del 06.08.2010 punto 1).
Rispondi ↓	Monica il 1 agosto 2014 alle 09:15 scrive:
Buongiorno, ho acquistato ammortizzatore da una ditta tedesca, la quale mi ha rilasciato fattura con Iva al 22%. Io ho pagato l’importo comprensivo di Iva al 22%. Come devo registrare la fattura? Applico reverse charge su imponibile? Ringrazio in anticipo per la risposta
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 agosto 2014 alle 07:18 scrive:
L’acquisto è stato fatto in modo errato. Se lei è soggetto iva (con partita iva) deve avere la fattura in reverse charge. Diversamente va registrata tutta a costo.
Rispondi ↓	Antonio il 15 settembre 2014 alle 22:20 scrive:
Buonasera: ho letto i post dall’inizio ma vorrei delle delucidazioni se fosse cosi’ gentile: Sono in regime dei minimi e ho acquistato da una ditta inglese dei telefonini. La ditta inglese non ha la partita iva in quanto fattura meno di una certa soglia… la fattura e’ di 200 euro (non riporta nessuna iva ). integro la fattura con l’iva al 22% e verso i 44,00 euro entro il 16 del mese sucessivo . Il mio commercialista farà l’intra periodico. sono a posto cosi’?? giusto?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 settembre 2014 alle 13:51 scrive:
Sì giusto, procedura corretta.
Rispondi ↓	Sergio SImone il 10 ottobre 2014 alle 17:09 scrive:
Buongiorno, vorrei porre il seguente quesito: società di servizi con sede a Lugano e p.iva Svizzera. Emette una fattura al mio cliente con iva esclusa. Oltre alla compilazione del modello Black List, come dovrei registrare ai fini iva tale fattura? Ho letto che bisogna comunque fare autofattura?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 14 ottobre 2014 alle 20:44 scrive:
Sì fattura extraUE, va fatta autofattura con neutralizzazione dell’iva.
Rispondi ↓	Gianpiero il 16 ottobre 2014 alle 19:24 scrive:
Buonasera, mi scusi una domanda, la mia società deve emettere fattura per royalties ad una società irlandese che per legge locale non ha diritto ad ottenere la partita IVA in quanto le royalties sono sempre esenti per la legge irlandese, come devo comportarmi per la fatturazione? Con addebito di IVA italiana o no considerando che le royalties sono relative ad uno sfruttamento di nostri brevetti fuori dall’Italia e dalla UE.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 18 ottobre 2014 alle 08:45 scrive:
Va capito se, partita iva o no, la società è soggetto passivo iva o no in Irlanda. A mio avviso sì. e se è così, va emessa fattura senza iva con Reverse Charge (Art 17)
Rispondi ↓	Gianpiero il 20 ottobre 2014 alle 09:15 scrive:
No la soc IRL non è dotata di partita IVA in quanto per legge locale essendo attiva esclusivamente nello sfruttamente delle royalties che è attività esente non ha diritto a richiedere la partita IVA locale.
Rispondi ↓	giulio il 7 novembre 2014 alle 11:54 scrive:
complimenti per l’articolo e le slides, volevo approfittare della sua gentilezza per una domanda.
L’azienda A si trova a tenerife ( extra ue ) e vuole comprare merce in italia dall’azienda B , la merce si sposta ad un centro logistico ( amazon ) in italia.
L’azienda B deve fare fattura senza IVA ai sensi dell’art 663 vero?
L’azienda B richiede bolletta doganale… se non viene importata la merce non è obbligatoria vero?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 novembre 2014 alle 21:45 scrive:
Le esportazioni sono disciplinate dall’art. 8 Dpr 633/72 (decreto IVA). La fattura deve essere senza iva Art 8. La merce deve avere bolletta doganale di accompagnamento. L’uso del centro logistico è permesso e l’operazione viene in questo caso definita ‘esportazione triangolare’.
Rispondi ↓	giulio il 9 novembre 2014 alle 04:12 scrive:
qualora non venga esportata dall’italia la bolletta doganale è sempre necessaria?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 novembre 2014 alle 09:01 scrive:
No se non esce dall’Italia ovviamente no.
Rispondi ↓	riccardo il 21 dicembre 2014 alle 15:41 scrive:
ho fatto diversi acquisti su amazon ,ultimamente ho deciso di registrare sul sito la mia partita iva come attività di commercio,recentemente ho comprato con il programma” PRIME ” (non fatturabile)una macchina fotografica per uso personale ho pagato con carta di credito registrata e mi sono accorto che il prezzo del prodotto non conteneva l’iva.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 21 dicembre 2014 alle 21:36 scrive:
Se la fattura è intestata a te come persona fisica, nessun problema da parte tua, sarà Amazon a preoccuparsi del problema. Se invece la fattura è intestata alla società devi far fare la rettifica.
Rispondi ↓	Marco il 19 gennaio 2015 alle 15:26 scrive:
Buongiorno sig Gardini, sono un albergatore e avrei bisogno di una delucidazione su booking.com:
Se miei clienti prenotano una camera nel mio hotel per una notte a 100 euro Iva inclusa tramite booking .com, io dovrò versare all erario Iva circa 10 euro(Iva 10%) e mi arriverà a fine mese la fattura di booking .com pari al 15% dell importo pagato dal mio cliente (Iva inclusa)quindi la fattura sarà di euro 15 con reverse charge che salderò a bookin. Il mio incasso netto sarà: 100 – 10 (Iva)- 15 commissioni booking =75 euro…giusto?!! Mi domando perché booking calcola le commissioni sul lordo(euro 100) e non sul netto(euro 90)?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 19 gennaio 2015 alle 15:49 scrive:
Le confermo i conteggi. L’importo su cui booking calcola le commissioni fa parte degli accordi contrattuali: il perchè calcola sull’importo totale mi pare ovvio….dal loro punto di vista.
Rispondi ↓	Marco il 29 gennaio 2015 alle 13:42 scrive:
Io non ci capisco niente! :))
Ho una piccola attivita’ che lavora su Amazon….ho cominciato da poco è il mio primo trimestre!
Ora sto chiudendo la contabilita’ e ho circa 1000000 di dubbi…ma vi sarei gratissimo se solo me ne risolvesse un paio!!!
1: Fatturo in Germania 50 euro senza iva perche vendo ad altro professionista…..questi 50 euro che fatturo li devo scalare dal corrispettivo giornaliero? Se si con che dicitura?
2: Amazon raccoglie i soldi delle mie vendita per 15 giorni e poi li versa con bonifico bancario al netto delle commissioni “” che sono senza iva “” . Se un cliente acquista 10 euro di merce Amazon quindi mi versera’ 8,5 euro perche trattiene il 15% di commissioni, l’1,5 euro di commissioni è fatturato senza iva perche in regime intrastat. Ora nei corrispettivi giornalieri quella vendita la registro per 10 euro o per 8,5 euro? (io credo decisamente 10 euro ….ma magari mi sbaglio e in questo caso farei qualche saltello di gioia).
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 29 gennaio 2015 alle 16:15 scrive:
Per il secondo punto vanno registrati i 10 euro di vendita e poi registrata tra i costi la fattura delle commissioni di Amazon. Per il primo punto non ho capito bene cosa vuoi sapere: se vendi in Germania per 50 euro registrerai la fattura tra le vendite e se incassi i 50 euro li registrerai tra i corrispettivi.
Rispondi ↓	Mimmo il 16 febbraio 2015 alle 21:33 scrive:
Sono un praticante commercialista, seguo un centro odontoiatrico (totalmente esente emette fattura con art.10), nel caso in cui ricevo fattura di un impresa di pulizia che mi inserisce solo imponibile perché rientra nel regime reverse charge, io registrerò fattura acquisto con iva e contestualmente anche nelle vendite, domanda ma io quel’iva a debito delle vendite nel mio caso centro odontoiatrico la verso?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 febbraio 2015 alle 08:17 scrive:
No perchè si elide col credito iva della registrazione negli acquisti.
Rispondi ↓	Luisa Surace il 17 febbraio 2015 alle 16:24 scrive:
L’Iva la devi versare in quanto il centro odontoiatrico o i medici o tutti quelli che effettuano operazioni esenti Iva per effetto del pro-rata non detraggono l’Iva sugli acquisti
articolo “il sole 24 ore” 10.02.2015 pagina 39.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 febbraio 2015 alle 18:39 scrive:
Hai ragione chiedo scusa ma non avevo valutato l’aspetto del pro-rata per lo studio odontoiatrico, mi era sfuggito il particolare.
Rispondi ↓	Filippo il 18 febbraio 2015 alle 22:53 scrive:
Complimenti innanzitutto per la preparazione su un argomento un po complesso.
Vado al quesito: Partecipazione di azienda Italiana ad una Fiera in Svizzera (Lugano) organizzata da Società Svizzera che fattura il servizio con iva al 8%, si dovrà emettere autofattura in unico esemplare e registrarla sia nel registro acquisti che vendita, mi chiedo l’ imponibile ed iva da indicare in autofattura devono essere uguali alla fattura ricevuta o bisogna calcolare l’iva al 22% sull’imponibile indicato nella fattura ricevuta dalla Svizzera? sembra che non si debba procedere al reverse charge. Essendo un servizio in ” Deroga ” oltre alla questione territorialità (art.7 Quinqies ) implica qualcosa ai fini della registrazione dell’autofattura ed all’ assogettamento dell’imposta in Italia?.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 21 febbraio 2015 alle 16:13 scrive:
In alcuni Paesi della UE (ad esempio Francia e Germania) ovvero extra-UE (come in questo caso la Svizzera) le prestazioni fieristiche vengono considerate come prestazioni di servizi su beni immobili, quindi, soggette ad IVA
ove si trova l’immobile della “fiera”. Ciò considerato il committente soggetto passivo IVA “stabilito” in Italia, seguendo la prassi interna, si attende, invece, sempre fatture detassate, ritenendo tali prestazioni di servizi
soggette a reverse charge obbligatorio in Italia nei rapporti BtoB, con applicazione dell’IVA interna. Il committente residente che riceve una fattura con addebito dell’IVA estera per la partecipazione ad una fiera in uno Stato
membro dovrebbe, quindi, assoggettare comunque ad IVA italiana il servizio acquistato dal fornitore comunitario mediante il meccanismo del reverse charge. Tale comportamento si renderebbe necessario, pur in
presenza di fatture legittimamente emesse dal prestatore comunitario in conformità alle regole fiscali del proprio Stato, al fine di evitare le sanzioni alla violazione dell’obbligo del reverse charge in Italia. L’IVA estera
pagata dal committente italiano, se correttamente applicata dal fornitore comunitario secondo le disposizioni interne (normative o interpretative) dello Stato membro ove è stabilito, potrà essere recuperata in seguito a richiesta di rimborso in tale Stato. Nel cso di stato ExtraUE invece si può registrare con autofattura sull’imponibile e poi procedere al rimborso iva dallo stato estero, oppure registrare l’intero importo a fattura assoggettandolo ad autofattura.
Rispondi ↓	Filippo il 22 febbraio 2015 alle 22:56 scrive:
Grazie per la risposta, dammi conferma se ho capito l’ultima soluzione ” registrare l’intero importo a fattura assoggettandolo ad autofattura.” cioè autofatturare l’intero importo comprensivo dell’ iva svizzera al 8% e scorporando l’iva italiana del 22% ?
Esatto considerare l’importo tutto a costo (come fosse imponibile) ed applicare l’iva al 22%.
Rispondi ↓	Andrea il 28 febbraio 2015 alle 23:07 scrive:
Buonasera complimenti, quesito fattura emessa da società con sede a Lugano oggetto sociale siti web oggetto della prestazione siti web fattura emessa a società’ italiana , la mia società deve emettere fattura con IVA ? Quale aliquota? È quella italiana registrerà con reverse charge , grazie mille
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 marzo 2015 alle 10:17 scrive:
Sì Reverse Charge con iva italiana quindi essendo un servizio 22%.
Rispondi ↓	Ornella il 4 aprile 2015 alle 21:05 scrive:
Salve, ho un sito e-commerce e vorrei comprare dalla Cina. Posso utilizzare il reverse charge visto che si tratta di cellulari? Che dicitura devo far mettere nella bolla doganale?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 aprile 2015 alle 16:53 scrive:
I prodotti sono di importazione quindi pagherai l’iva in dogana, non è applicabile il reverse charge alle importazioni.
Rispondi ↓	Claudio il 8 aprile 2015 alle 12:46 scrive:
Senza avere preventiva iscrizione vies e’ stato effettuato acquisto di beni intraue.
Come ci si comporta ora ai fini della compilazione dello spesometro?
Dovrà essere inclusa nel quadro SE?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 aprile 2015 alle 08:44 scrive:
Molto dipende da come è stata trattata la fattura contabilmente. La fattura è con iva estera? Se è in reverse charge è stata versata l’iva? O è stata trattata come una ricevuta e imputata interamente a solo costo? Con o senza iva? Insomma la domanda è complessa ed ha molte varianti, mi rivolgerei ad un consulente, il tema risulta troppo articolato per una domanda sul blog e richiede un’analisi un po’ più approfondita della contabilità.
Rispondi ↓	Claudio il 9 aprile 2015 alle 09:27 scrive:
Si tratta di studio medico (esente art.10). La fattura è senza iva estera ed è stata trattata come ricevuta ed imputato il relativo costo.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 aprile 2015 alle 17:25 scrive:
Andrebbe versata l’iva (senza VIES non applicabile il Reverse Charge). Poi non va nello spesometro in quanto trattata come ricevuta.
Rispondi ↓	claudia il 21 aprile 2015 alle 19:41 scrive:
…. Ho ricevuto una fattura da MILIBOO una ditta francese di vendita on line… abbiamo acquistato una sedia per ufficio ma la fattura nonostante sia emessa da MILIBOO Francia con partita IVA francese, riporta l’IVA al 22% come in Italia. Come devo registrarla? Non va nell’intra? ringrazio infinitamente e anticipatamente.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 22 aprile 2015 alle 07:15 scrive:
La fattura doveva essere emessa in reverse charge. In questo modo per voi è alla stregua di una ricevuta (acquisto da utente finale e non da azienda). Andavano correttamente compilati campi per la fatturazione, previa registrazione al VIES se non ce l’avete.
Rispondi ↓	claudia il 27 aprile 2015 alle 10:31 scrive:
Quindi non posso registrarla nemmeno come una fattura d’acquisto ma una semplice ricevuta. Capito.
Rispondi ↓	Fabrizio V il 22 aprile 2015 alle 10:28 scrive:
ho un affittacamere autorizzato a carattere occasionale limitato a 210 gg. di apertura (regione Liguria) e quindi non ho partita iva. Emetto ai clienti ricevute con l’ importo totale dell’affitto. Ricevo da Booking.com fatture di commissioni con Reverse Charge cioè mi trattano come se avessi la partita iva. In dichiarazione dei redditi viene aggiunto il reddito da affittacamere con il totale ricevute. Il Commercialista dice che non può decurtare dai redditi le Commissioni che pago a Booking perché tali fatture non sono complete, non corrette. Posso, come affittacamere col solo codice fiscale, non decurtare le commissioni di Booking (anche se vengo maggiormente tassato) visto che non vogliono emetterle nella forma corretta (cioè commissione + iva olandese) ? Come suggesrisce di fare ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 22 aprile 2015 alle 16:49 scrive:
Se non le emettono correttamente, purtroppo non vedo altra soluzione ce non detrarle, pagando maggiori imposte. Se gli importi sono consistenti valuterei di aprire partita iva superando tutte le limitazioni.
Rispondi ↓	Rita il 11 maggio 2015 alle 11:23 scrive:
a fine aprile 2015 è stato acquistato un computer presso Amazon per la scuola materna paritaria (operazioni esenti art. 10) dove lavoro.
La fattura pervenuta indicava solo l’imponibile e la dicitura “operazione soggetta a reverse charge”.
E’ la prima volta che riceviamo una fattura di questo genere, come dobbiamo procedere per la corretta registrazione e per tutti gli adempimenti necessari in materia?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 maggio 2015 alle 14:40 scrive:
Come indicato nella procedura per Reverse Charge, annotazione iva sulla fattura e doppia registrazione in acquisti e vendite.
Rispondi ↓	claudia il 11 maggio 2015 alle 15:46 scrive:
so che la mia domanda non sarà pertinente con l’argomento trattato qua… ma non saprei in quale altro posto formularla e visto la sua gentilezza io ci provo 🙂
Ho un cliente cinese con sede legale in HONG KONG e noi siamo una ditta di trasporti e depositi. Ci sta chiedendo di emettere fattura su HONG KONG per i servizi di trasporto e deposito che verranno effettuati nella nostra provincia. A cosa vado incontro? Posso emettere fattura regolarmente come extra cee? devo dichiararlo in black list? Ho una tassazione particolare sull’emissione di questi tipi di fatture? Grazie infinite per una sua gentile risposta.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 maggio 2015 alle 09:59 scrive:
Puoi emettere fattura ad una ditta di Hong Kong senza problemi. Hong Kong è black list quindi devi compilare la relativa dichiarazione. Non ci sono tassazioni particolari, diverse dal solito.
Rispondi ↓	CATERINA il 12 maggio 2015 alle 17:24 scrive:
Gentilissimo dott.Gardini, ho un cliente che acquista dall’Australia in dollari US, tramite internet, licenze pubblicitarie sotto forma di crediti.
Vorrei sapere, non avendo materialmente un bene passato dalla dogana, come devo registrare la fattura extra cee. Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 maggio 2015 alle 08:23 scrive:
Va fatta autofattura e registrata sia in registro acquisti che in registro vendite. E’ un servizio ricevuto da impresa extraUE.
Rispondi ↓	Tania il 8 luglio 2015 alle 11:05 scrive:
innanzitutto mi complimento per la disponibilità con la quale vengono fornite informazioni.
la mia domanda riguarda un acquisto che ho fatto lo scorso anno con Amazon (sede in Lussemburgo), si tratta di una stampante che mi serve per lavoro. premetto che fino a quest’anno avevo una partita iva da libero prof in regime dei minimi (ho chiuso con ill 2014).
Al momento dell’acquisto ho fatto presente alla mia commercialista che avrei dovuto pagare l’iva che non ho pagato al momento di acquisto, ma lei mi ha detto che, essendo la mi gestione annuale, avrei dovuto fare tutto al momento della dichiarazione dei redditi. Ora ho fatto la dichiarazione dei redditi e dopo diversi solleciti sul destino di questa fattura, la commercialista mi ha detto che la normativa in merito è controversa e di aspettare eventuali richieste… quindi di non fare nulla per ora!
io ovviamente sono spaventata perchè non voglio avere problemi, soprattutto per 20 euro di IVA!!
sapreste dirmi cosa devo fare per mettermi in regola?
quali rischi corro facendo come mi ha suggerito la commercialista?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 luglio 2015 alle 07:47 scrive:
L’iva va pagata a mio avviso, non ci sono dubbi. Per 20 euro i rischi sono assolutamente risibili, quindi anche aspettare un po’ non lo trovo un grosso problema.
Rispondi ↓	Chiara il 24 settembre 2015 alle 12:07 scrive:
Buongiorno, ho ricevuto fattura da un fornitore svizzero. La fattura è per servizi di consulenza, una sorta di provvigioni che dobbiamo riconoscere a questa agenzia. Il fornitore quindi è un’azienda di rappresentanza .L’IVA indicata è esente per esportazione. Come devo registrare la fattura? Grazie per la risposta.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 settembre 2015 alle 08:47 scrive:
Si tratta di un’operazione rilevante ai fini iva, quindi Emissione di autofattura con annotazione “autofatturazione” e registrazione autofattura su registro IVA acquisti e IVA vendite.
Rispondi ↓	Chiara il 25 settembre 2015 alle 11:31 scrive:
Rispondi ↓	Claudio il 6 ottobre 2015 alle 18:55 scrive:
Sono un libero professionista ed ho acquistato antivirus da società con sede in lussemburgo.
Mi è arrivata la loro fattura che riporta il mio numero di partita iva (sono iscritto vies) ma con addebito iva 22%.
E’ corretto?..e se non lo è come devo comportarmi per la registrazione in contabilità della fattura?..sempre in reverse charge?
Dovrò presentare intra per servizi?
Non piu black list, giusto?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 14 ottobre 2015 alle 11:07 scrive:
Non è corretto, la fattura va rifatta senza iva (reverse charge).
Rispondi ↓	Antonio il 21 ottobre 2015 alle 16:27 scrive:
Un dentista, che opera in esenzione iva, acquista degli impianti per protesi da una società francese.
La fattura andrà registrata in reverse charge e compilato il mod. intra?
L’iva andrà comunque versata?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 22 ottobre 2015 alle 08:19 scrive:
La risposta è sì a tutte le domande.
Rispondi ↓	Mattia il 20 gennaio 2016 alle 15:22 scrive:
una società LTD che intende operare in Italia con dei Promoter, i quali potrebbero essere senza partita IVA (autofatturazione), può ricevere regolarmente fattura da questi soggetti e poi versare l’IVA nel territorio di residenza della società, ossia UK?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 gennaio 2016 alle 18:38 scrive:
Non mi occupo di fiscalità di società estere mi spiace.
Rispondi ↓	Claudio il 3 febbraio 2016 alle 21:25 scrive:
ho una partita iva come artigiano metalmeccanico, per lavoro uso la mia auto privata.
posso fare l’auto fattura per il rimborso chilometrico ?
come la devo compilare,con dettaglio del percorso o cumulativo ?
posso raggruppare più mesi ?
devo apporre la marca da bollo ?
devo citare un articolo di riferimento ?
con la partita iva devo versarla ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 febbraio 2016 alle 07:56 scrive:
No, però puoi fare un rapportino dell’uso giorno per giorno con i km percorsi e applicare la tariffa ACI per il recupero dei costi. Puoi fare il rapporto con la periodicità che vuoi. Carta semplice e niente bolli.
Rispondi ↓	IVANA il 4 febbraio 2016 alle 19:43 scrive:
Scusate ho letto il commento e spero di non sbagliarmi ma non sarebbe piu’ opportuno fare un contratto di comodato e fare la scheda carburante mensile? poi scaricherebbe regolarmente assicurazioni , bolli ecc…ciao
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 febbraio 2016 alle 15:41 scrive:
Di norma si usa il rimborso a tariffa ACI, previsto dalla normativa per uso di auto privata a scopi aziendali.
Rispondi ↓	Antonella il 6 marzo 2016 alle 18:18 scrive:
sono titolare di un bed and breakfast e dallo scorso mese di febbraio ho aperto la partita iva con gestione in regime forfettario 2016 (quindi non pago iva). La mia struttura è presente su diversi portali esteri tra i quali booking.com (con sede in Olanda), alla fine di ogni mese booking mi rilascia una fattura delle commissioni spettanti in base alle prenotazioni ricevute che pago con addebito sul mio c/c. Nelle fatture non è presente l’iva e si legge la dicitura “reverse charge”. Volevo sapere se sono obbligato ad iscrivere la mia partita iva al Vies e se in qualche modo ho l’obbligo di pagare l’iva in Italia o se booking deve emettere fatture con iva olandese (mi pare il 6%) o comunque come devo comportarmi qualora booking continui ad omettere l’iva sulle sue fatture?
Un altro quesito che le pongo è il seguente: se i miei clienti pagassero direttamente a booking l’intero soggiorno ed alla fine del mese booking mi accreditasse il corrispettivo trattenendosi a monte le commissioni, come mi devo comportare fiscalmente?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 marzo 2016 alle 15:39 scrive:
L’iscrizione al vies va fatta. Booking emette fatture senza iva correttamente. Tu devi applicare il reverse charege e pagare l’iva italiana.
Per la seconda domanda, dovrai emettere a booking apposita fattura dell’importo ricevuto.
Rispondi ↓	Antonella il 8 marzo 2016 alle 10:59 scrive:
Grazie per la risposta, a tal proposito volevo dirle che ho un piccolo B&B e non supererò mai la soglia dei 10 mila euro di commissioni annue. Anche se rimango sotto questa soglia devo pagare l’iva in Italia? Ma l’obbligo di pagare l’va in Italia per i forfettari non scatta nel caso in cui si superasse la soglia dei 10 mila euro di acquisti comunitari nell’anno? Ho parlato con Booking e mi riferiscono che loro non fanno distinzione tra partita iva ordinaria e regime forfettario (no iva). Mi scusi ma sono molto confusa…..
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 marzo 2016 alle 22:07 scrive:
Ricevendo fatture in reverse charge (e Booking lo può fare) dovrai adeguarti al reverse charge e pagare l’iva in Italia. Altrimenti dovresti ricevere fatture con iva del paese di emissione come tu fossi un ‘privato’. Dubito booking lo farà.
Rispondi ↓	Paolo il 18 marzo 2016 alle 17:51 scrive:
Ho un’azienda immobiliare a responsabilità limitata con p.iva che affitta appartamenti residenziali. Vorrei pubblicizzare i miei immobili su booking.com: per il pagamento delle commissioni sugli affitti ho inteso che si applica il reverse charge, pertanto per assolvere gli obblighi devo fare dichiarazione con procedura intrastat o basta solo semplice autofattura? Ringrazio.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 23 marzo 2016 alle 15:32 scrive:
Non mi è chiaro come ti regoli con Booking:
se incassano loro e tu fatturi dovrai emettere fattura con reverse charge verso di loro;
se incassi tu e loro ti addebitano una commissione, fatturano loro in reverse charge verso di te, che dovrai gestire la fattura come un normale servizio da estero con reverse charge.
Rispondi ↓	ilenia il 22 marzo 2016 alle 17:52 scrive:
Salve ho parecchi dubbi sulla registrazione contabile di una fattura per acquisto gadget. Si tratta di un acquisto in Irlanda con rappresentante fiscale in Italia. Nella fattura trovo due partite iva una irlandese e una italiana. Annotazione in fattura: Fuori campo iva art.17 comma 2 DPR 633/72. Acquisto da soggetto non residente immatricolato in Italia. Intrastat presentato dal rappresentante fiscale. La merce è fornita dalla ditta irladese. Il numero iva da utilizzare per la procedura di Reverse Charge è quello della ditta irlandese IE- ……… E’ corretto registrare come acquisto intracomunitario (integrando nella fattura imponibile e l’iva) registrando sia negli acquisti che nelle emesse ? inoltre il modello Intra non deve essere presentato dal cliente italiano?. Ma ai fini dello spesometro deve essere inserito? inoltre nella comunicazione iva detta operazione è corretta inserirla nel quadro VJ9 operazioni intracomunitarie o VJ3 operazione da soggetti non residenti? la fattura va registrata con la partita iva irlandese e non quella italiana.troppe domande forse….grazie per l’attenzione .buon lavoro.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 23 marzo 2016 alle 13:07 scrive:
Per quanto riguarda la registrazione devi applicare normalmente il Reverse Charge. Per quanto riguarda l’INTRASTAT dipende da chi è il soggetto che ha fatto la consegna della merce. se è stata fatta dal rappresentante fiscale italiano non devi fare intrastat, se invece è una consegna diretta del soggetto estero lo devi fare. Da quanto vedo mi pare che la consegna sia stata fatta dal soggetto estero, però mi lascia qualche dubbio la loro dicitura che INTRASTAT è a loro carico. Devi solo fare questa verifca (consegna diretta da estero o passaggio da Italia via rappresentate fiscale) per sapere se hai o meno obbligo di INTRASTAT.
Rispondi ↓	Giuliano Cipolletti il 7 aprile 2016 alle 09:46 scrive:
Buongiorno, avendo una fattura servizi extraue che dovrei registrare come autofattura sul registro iva acquisti deve comparire la mia partita iva o quella del cessionario ? e su registro iva vendite ?
Sarebbe corretto invece di registrare l’autofattura registrare la fattura del fornitore estero integrando l’iva ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 aprile 2016 alle 08:19 scrive:
No non può essere registrata integrando l’iva perchè è extra UE. Le autofatture vanno registrate con la tua partita iva.
Rispondi ↓	vito il 20 aprile 2016 alle 15:34 scrive:
Gentile Stefano, complimenti, sono una D.I. che andrà a fare una fiera in Germania e Austria per vendita abbigliamento a privati quindi conseguirò dei corrispettivi. Riceverò fatture per il noleggio dello stand e avrò spese per il ristorante. Come registrerò tali costi e come registrerò i corrispettivi delle vendite a privati di abbigliamento. L’iva dei corrispettivi devo versarla in Germania e Belgio?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 aprile 2016 alle 13:20 scrive:
Per i costi riceverai delle fatture in reverse charge e le registrerai come tali integrando l’iva. Per le vendite, in effetti dovresti versar l’iva nel paese dove effettui la vendita (principio di territorialità, tu in quel momento operi sul loro territorio). Non conosco però bene la procedura per cui ti consiglio di rivolgerti al tuo consulente, esula un po’ dalle mie competenze principalmente su legislazione fiscale italiana.
Rispondi ↓	Daniela il 27 settembre 2016 alle 09:51 scrive:
Ciao, Ho ricevuto da registrare in contbilità in una srl una fattura da un elettricista (art.17 comma 6 – reversecharge)
Questo importo lo devo recuperare rifatturandolo ad una azienda che ha con la mia una cessione di rmao d’azienda. La fattura che farò sarà del’importo + iva 22%?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 settembre 2016 alle 14:19 scrive:
Sì direi di sì essendo una rivalsa, da quello che capisco.
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