Source: https://www.avvocatolomaistro.it/2020/04/
Timestamp: 2020-08-06 08:04:10+00:00
Document Index: 91956609

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 650', 'art. 4', 'art. 650', 'art. 4', 'art. 4']

Aprile 2020 - Avvocato Cristian Lomaistro
autocertificazione, coronavirus, covid-19, emergenza sanitaria, sanzione amministrativa
L’avv. Cristian Lomaistro risponde ad alcune domande sull’uso delle autocertificazioni richieste per spostarsi all’interno del territorio nazionale, a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 (Coronavirus) in atto. L’intervista è stata rilasciata durante la trasmissione radiofonica “Live Social” ed è andata in onda su Redio News 24.
Alcuni dubbi sono sorti soprattutto a seguito dell’entrata in vigore del recente decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”, in fase di conversione da parte del parlamento e in vigore dal 26 marzo 2020. Tale provvedimento legislativo emergenziale si ispira a due principi: uniformità e semplificazione.
Il principio di uniformità è teso a riservare, quale regola generale, unicamente al Governo centrale (quindi, su scala nazionale) la disciplina volta a fronteggiare il contagio da COVID-19 e solo in via eccezionale a concederla al Ministro della salute (cfr. art. 2, D. L. n. 19/2020) e alle Regioni (cfr. art. 3, D. L. n. 19/2020). In quest’ultimo caso, inoltre, vi è un limite di carattere transitorio e contenutistico. Il provvedimento legislativo si è reso necessario proprio al fine di garantire una maggiore conoscibilità delle misure volte al contenimento dell’epidemia da parte dei loro destinatari.
Il principio di semplificazione, invece, ispira la previsione di un illecito amministrativo in caso di violazione delle misure di contenimento, con relativa sanzione pecuniaria ed esplicita rinuncia all’intervento penale, fatti salvi casi eccezionali. Ciò si è reso necessario anche per evitare un vero e proprio intasamento dei Tribunali a causa dell’incredibile numero di procedimenti penali per violazione dell’art. 650 c.p.
La sanzione amministrativa, in caso di violazione delle misure di contenimento e quindi anche in caso di mancanza di autocertificazione, consiste in una sanzione pecuniaria che va da un minimo di euro 400 ad un massimo di euro 3.000 (Cfr. art. 4 del D. L n. 19/2020). In caso di reiterazione (recidiva), la sanzione amministrativa è raddoppiata; se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo personale, le sanzioni sono aumentate fino a un terzo. E’ ammesso il pagamento in misura ridotta e le sanzioni sono irrogate dal Prefetto.
La sanzione penale, come detto, troverà applicazione solo in casi residuali, sia per l’esplicità esclusione dell’applicazione dell’art. 650 c.p. e di “ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità, di cui all’articolo 3, comma 3” operata dalla norma in commento, sia per l’esplicita criminalizzazione della violazione dell’obbligo di quarantena per le persone risultate positive al virus previsto dall’art. 4, coma 6 del D. L. n. 19/2020 (arresto da 3 mesi a 18 mesi e l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000.
A titolo esemplificativo, si possono qui richiamare quelle condotte di lesioni personali o l’evento-morte cagionati dalla diffusione del virus da parte di colui che violi le cautele imposte non sapendo di essere positivo al Covid-19. Diverso, invece, il caso di chi sa di essere positivo al virus e violi la quarantena, il quale sarà chiamato a rispondere del nuovo reato contravvenzionale introdotto dal decreto-legge e descritto al paragrafo precedente o dei più gravi reati di lesioni o omicidio volontario.
Un ultimo accenno, infine, al regime transitorio: l’art. 4, comma 8 del D. L. n. 19/2020 consente un’applicazione retroattiva delle sanzioni amministrative seppure nella misura minima ridotta alla metà (200 euro) per tutte le violazioni commesse prima della data di entrata in vigore delle nuove norme (26 marzo 2020). Ciò, al fine di mettere al riparo la nuova norma da censure di incostituzionalità derivanti dall’applicazione retroattiva di una sanzione più grave rispetto a quella prevista dalla precedente norma contravvenzionale applicabile (ammenda fino a 206 €). Da tale previsione deriva, infine, che tutti i procedimenti penali aperti presso le varie Procure della Repubblica prima della data di entrata in vigore delle nuove disposizioni dovranno essere archiviati e i relativi atti trasmessi alla Prefetture competenti per l’irrogazione delle sanzioni amministrative.
Il video della mia intervista è disponibile qui sotto. Buon ascolto!