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Timestamp: 2020-07-11 11:11:24+00:00
Document Index: 30076095

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 42', 'art.3', 'art. 3', 'art. 3', 'art.3', 'art.3']

Officina delle Reti | FAQ contratti di rete
Il contratto di rete è un accordo che consente alle imprese di mettere in comune delle attività e delle risorse, allo scopo di migliorare il funzionamento di quelle attività, il tutto nell’ottica di rafforzare la competitività dell’attività imprenditoriale.
Il contratto di rete è stato introdotto recentemente nel nostro ordinamento giuridico ed è disciplinato dall’art. 3, commi 4-ter, 4-quater, 4-quinquies, della Legge n. 33 del 9 aprile 2009 (di conversione del D.L. n. 5 del 10 febbraio 2009), così come modificata dal D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito nella Legge n. 122 del 30 luglio 2010 e più recentemente, dall’art. 45 del DL 22 giugno 2012 n. 83 convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012 n. 134, dal DL 18 ottobre 2012 n. 179 convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012 n. 221 ed infine dalla Legge 24 dicembre 2012 n. 228.
ll concetto di Rete tra imprese è precedente alla normativa sui contratti di rete e si applica a numerose figure di tipo organizzativo (consorzi, ATI, Associazioni, ecc.).
Il concetto organizzativo di rete di impresa non può quindi essere limitato in una sola forma giuridica.
La Rete è diversa dall’Ati, in quanto gli obiettivi non sono limitati ad una specifica iniziativa (es. la partecipazione ad una gara). La Rete contempla obiettivi diversificati e più strategici.
La Rete si differenzia dal Consorzio per il fatto che non si unifica una parte dell’attività imprenditoriale, ma ci si limita a svolgere attività comuni per aumentare la competitività di tutte le partecipanti.
La Rete si distingue dal Distretto, potendo coinvolgere imprese geograficamente lontane e con specializzazioni diverse.
Chi può sottoscrivere o aderire ad un contratto di rete?
Il contratto di rete può essere stipulato da “più imprenditori”.
I contraenti debbano dunque essere imprenditori indipendentemente dalla loro rispettiva natura (sono quindi incluse anche le imprese individuali, le società e gli imprenditori pubblici, anche non commerciali).
Possono, pertanto, far parte del contratto di rete anche enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un’attività di impresa non necessariamente commerciale; così come aziende senza scopo di lucro, non essendo preclusa la possibilità di realizzare reti miste in cui siano presenti soggetti con e senza scopo di lucro.
Qual è la forma del contratto di rete?
Il contratto di rete ha forma vincolata. Per espressa previsione di legge infatti esso deve essere stipulato da ciascuna impresa o legale rappresentante delle imprese aderenti alla rete:
2. per scrittura privata autenticata dinnanzi al notaio;
3. per atto firmato digitalmente a norma degli artt. 24 e 25 del Dlgs. 7 marzo 2005 n. 822 e successive modifiche ed integrazioni, con ricorso, in quest’ultimo caso a modello standard tipizzato con decreto del Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico.
Le forme di cui sopra – tra cui l’ultima detta è stata introdotta con le modifiche apportate dall’art. 45 della L n.134/2012- sono previste a norma del comma 4 ter dell’art. 3 del DL n. 5/2009 “ai fini degli adempimenti pubblicitari di cui al comma 4 quater”.
L’atto pubblico, la scrittura privata autenticata o la sottoscrizione con firma digitale sono quindi le forme alternativamente richieste, a fini pubblicitari obbligatori, ossia utili e necessari a realizzare l’iscrizione del contratto di rete, a cura delle imprese retiste, presso i competenti Uffici del Registro delle imprese.
Il comma 4 quater dell’art. 3 del Dl n.5/2009 si è già detto, prevede che l’efficacia del contratto di rete (una volta sottoscritto con le forme di legge di cui sopra), decorra:
per la “rete senza soggettività”, da quando è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni nella sezione del Registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun sottoscrittore originario;
per la “rete –soggetto”, da quando è stata eseguita l’iscrizione nella sezione del Registro delle imprese in cui la rete ha sede. Momento in cui la rete “acquista soggettività giuridica”.
Nel programma di Rete rientrano i diritti e gli obblighi dei partecipanti e le modalità di realizzazione delle scopo comune. Si può dire che “programma di rete” coincida con “l’oggetto della Rete”, ossia la selezione delle attività che dovranno essere svolte “in rete”, cui ragguagliare i diritti e gli obblighi negoziali dei contraenti.
Il Programma di Rete rappresenta il vero e proprio “impegno delle imprese in rete, rappresentando il “chi fa che cosa e con che tempi” necessario per garantire la buona riuscita ed l’efficace funzionamento di qualsivoglia attività imprenditoriale e ancora prima umana.
La definizione di diritti ed obblighi rappresenta infatti la traduzione in termini giuridici delle modalità di attuazione della rete fra le parti, e da essa dipende la possibilità di conseguire l’obiettivo strategico.
L’oggetto sociale riguarda la natura delle attività della singola società che prende parte alla rete e normalmente consiste in una elencazione piuttosto ampia di tutte le attività che può svolgere quella persona giuridica.
Il Programma di rete è una descrizione dettagliata di come si intende raggiungere l’obiettivo comune.
Il quarto Osservatorio Intesa Sanpaolo – Mediocredito Italiano sulle Reti Impresa ha registrato una crescita delle alleanze tra soggetti complementari, che riescono così ad accedere a competenze che non potrebbero sviluppare autonomamente. La diversificazione produttiva all’interno delle reti è infatti pari all’82,5%.
In che cosa consiste il beneficio fiscale previsto per il contratto di rete?
L’art. 42 comma 2 quater, della legge n. 122/2010, di conversione del DL n. 78/2010, ha stabilito che non concorre alla formazione del reddito imponibile dell’impresa aderente a un contratto di rete la quota degli utili dell’esercizio destinata al fondo patrimoniale comune e per tale via alla realizzazione degli investimenti previsti dal contratto di rete.
Prima che la circolare n. 20/E del 18/06/2013 l’Agenzia delle Entrate intervenisse a chiarire ulteriormente alcuni aspetti legati alla soggettività giuridica e fiscale delle reti d’impresa introducendo la forma della rete cd. soggetto, l’unica forma ammessa in sede di costituzione era quella della rete cd. contratto.
Nella rete contratto, l’assenza di un’autonoma soggettività giuridica e fiscale comporta che gli atti posti in essere in esecuzione del programma di rete producano i loro effetti direttamente nelle sfere giuridico – soggettive dei nodi di rete. Dunque, la titolarità di beni, diritti, obblighi ed atti è riferibile, quota parte,alle singole imprese partecipanti.
Le reti-soggetto sono reti di imprese che hanno optato per acquisire la soggettività giuridica iscrivendosi nella sezione ordinaria del registro delle imprese e richiedendo la partiva iva con ciò soggiacendo agli obblighi di tenuta delle scritture contabili. Costituiscono un soggetto “distinto” dalle imprese che hanno sottoscritto il contratto e, pertanto, sotto il profilo tributario, in grado i realizzare fattispecie impositive ad essa imputabili. Sono soggetti passivi IRES,IRAP ed IVA (con gli obblighi dichiarativi conseguenti).
L’adozione di una delle due tipologie organizzative da parte delle imprese partecipanti al contratto di rete, sarà determinata in funzione delle natura delle aziende e del progetto comune.
Le aggregazioni di imprese attivate per la gestione di appalti, sia in ambito privato che pubblico, potrebbero ritenere preferibile la configurazione della Rete Contratto. Le ragioni di tale scelta sono correlate alla necessità di realizzare “direttamente” gli investimenti previsti dal programma comune e alla possibilità di definire, più o meno agevolmente, le rispettive quote di costi e di ricavi, attraverso l’utilizzo del meccanismo della “reversione contabile” chiaramente rappresentato nel documento di prassi citato.
Di contro, nel caso di reti costituite per supportare progetti di impresa nel settore agroalimentare, ipotesi nelle quali la politica del marchio comune riveste un valore strategico per il successo dell’iniziativa, lo schema di funzionamento della Rete Soggetto consentirebbe alla compagine di atteggiarsi nei confronti del mercato come un’unica grande impresa. Tale paradigma operativo si rivela particolarmente funzionale alla promozione ed al successo commerciale di iniziative imprenditoriali di internazionalizzazione, sempre più spesso configurate sul modello delle reti di impresa.
Al di fuori delle suddette ipotesi, ben potremmo immaginare come gli imprenditori possono iniziare a cooperare in ambiti limitati (come, ad esempio, lo scambio di informazioni) ritenendo idonea la configurazione della Rete Contratto, per poi decidere di aggregarsi in maniera via via più vincolante esercitando la prevista opzione per l’acquisizione della soggettività giuridica quindi per la Rete Soggetto.
Quanti contratti di rete sono stati stipulati in Italia?
Riepilogo sui Contratti di Rete stipulati in Italia – Aggiornamento al 1 Aprile 2014
1.380 contratti di rete
Tutte le Province coinvolte
6.938 posizioni presenti (escluse recessi) nei contratti di rete – totale 7.039 con recessi
4.365 Società di capitale (3.714 srl, 651 spa)
868 Società di persone (473 snc, 326 sas, 69 ss)
731 Imprese individuali
493 Società cooperative
137 Altre forme (di cui 49 consorzi, 42 soc. consortili a resp. limitata e 13 consorzi con attività esterna
Quali sono i settori più attivi nella stipula dei contratti di rete?
Le ipotesi di recesso vengono regolate nel contratto di rete. Posto che il recesso unilaterale dovrà essere regolato nel contratto, tenendo conto del progetto di rete e degli interessi delle imprese che vi prendono parte, si evidenzia che esso non possa avvenire senza giustificato motivo. Questo soprattutto in considerazione del fatto che il contratto di rete è un contratto di durata e che, anche un singolo recesso, potrebbe incidere sull’esecuzione del contratto stesso.
In linea di massima, quindi, è opportuno prevedere contrattualmete un congruo anticipo per la comunicazione alla Rete della volontà di recesso. Si suggerisce, infine, di subordinare l’efficacia del recesso al completamente delle eventuali obbligazioni che l’impresa recedente aveva in essere.
La legge prescrive di indicare la durata del contratto. La legge non indica, però, né una durata minima né una durata massima. Poiché, tuttavia, il contratto di rete ha la funzione di creare e consolidare le sinergie tra le imprese partner al fine di perseguire un obiettivo comune mediante l’attuazione di un preciso ed analitico programma che permetta la crescita sia della rete che delle singole imprese che ne fanno parte, è ragionevole ritenere che il contratto debba avere una durata adeguata all’attuazione del programma e al conseguimento degli obiettivi prefissati. Tale aspetto è divenuto ancora più essenziale alla luce dell’apertura delle gare di appalto pubblica alle reti d’impresa (deter.n.3 23/4/2013 AVCP). Nel testo della determinazione, è richiamato il principio secondo il quale, la rete che si candida alla partecipazione a gare di appalto, dovrà indicare una durata congrua commisurata agli obiettivi programmatici ed alla realizzazione dell’appalto.
I partner della rete possono mutare nel tempo?
Il contratto ha una struttura aperta. Alla rete possono aderire nuovi imprenditori in tempi successivi alla sua costituzione. Inoltre, il contratto può indicare le ipotesi di recesso dei contraenti. Infine, anche se nella legge non si fa riferimento all’esclusione dei partecipanti, in molti contratti di rete sono disciplinate le cause di esclusione dal contratto.
Il contratto di rete va stipulato nella forma di atto pubblico o di scrittura privata e va iscritto al Registro delle imprese nella sezione in cui è iscritta ciascuna impresa contraente.
L’onere di procedere con atto pubblico o scrittura privata e l’onere pubblicitario di iscrizione al Registro delle imprese è previsto anche nei casi di nuove adesioni al contratto e di recesso di uno dei contraenti (oltre che nei casi di modifiche nel testo del contratto e di modifica dell’identità dell’organo comune).
Quale ruolo assume il manager di rete?
Nelle esperienze che si stanno realizzando, non sempre l’impresa leader è in grado di assumere totalmente l’impegno connesso alla pianificazione, alla gestione e al controllo della rete.
In queste attività strategiche, spesso interviene un Manager di rete, un consulente dedicato ma non esclusivo, condiviso dalla rete di imprese che coadiuva e supporta l’impresa leader
nello studio di fattibilità, nella predisposizione e nella formalizzazione della rete;
nella conduzione, coordinamento e gestione delle attività della rete durante la sua formazione e maturazione.
Quali competenze deve avere manager di rete?
La figura del Manager di rete deve disporre di una serie di abilità che possono essere distinte in:
1) Abilità trasversali
2) Abilità specialistiche
Le competenze di cui al punto 1) attengono:
- capacità di comprensione e gestione delle dinamiche del network e delle singole aziende componenti la rete;
- capacità di costruzione e gestione delle relazioni( primo fra tutti un clima collaborativo e di fiducia reciproca) tra le imprese della rete e tra la rete ed i soggetti esterni alla stessa con i quali il network instaura delle relazioni;
- capacità di valorizzare il capitale umano, materiale ed immateriale disponibile, creando interazioni a diversi livelli tra le imprese del network;
- elevata capacità di mediazione e problem solving;
Per quanto riguarda le competenze di cui al punto 2) :
- Il manager di rete dovrà possedere una spiccata predisposizione alla elaborazione di business model Nazionali ed Internazionali;
- Competenze specifiche nel Project Management (logiche ed utilizzo degli strumenti) e nel team building;
- Capacità di creare strategie collaborative, finalizzate ad amplificare il cosiddetto effetto-rete, generando valore aggiunto condiviso;
- Competenze nella elaborazione ed utilizzo degli strumenti di budgetary control e di business plan.
Il complesso delle competenze richieste al Manager di rete, quindi, appare ampio e multidisciplinare, il che induce a due ulteriori considerazioni :
a) Il Manager, per quanto dotato di skills specifiche ed esperienza, non può e non deve sostituirsi ai singoli imprenditori. La funzione del Manager di Rete deve rimanere quella di un organo di Staff che svolge attività di supporto all’Organo Comune della Rete.
b) Le competenze potrebbero essere individuabili in più soggetti differenti. SI creerebbe, in questo modo un vero e proprio Staff di figure professionali dalle capacità trasversali.
Le imprese meramente annotate con la qualifica di impresa artigiana (non iscritte nel registro delle imprese) posso aderire ad un contratto di rete? Oppure devono preventivamente essere iscritte nel registro imprese?
L’annotazione nell’apposita sezione speciale del Registro Imprese con la qualifica di artigiano, comporta “naturalmente” l’iscrizione nel Registro stesso e l’acquisizione dello status di imprenditore. Per tanto, risultando di fatto iscritta al Registro Imprese, l’impresa artigiana può aderire al contratto di rete.
Avrei bisogno di sapere come deve essere depositato il bilancio di una rete di imprese relativo all’annualità 2012 (prima annualità per questa rete), in quanto, il portale per il deposito bilanci non prevede la possibilità di proseguire al deposito non avendo una iscrizione al REA. Deve essere presentato con i riferimenti dell’organo comune di gestione, il quale è ovviamente in possesso di un codice REA ?
L’art.3, comma 4-ter del D.L. 5/99 prevede che “Se il contratto prevede l’istituzione di un fondo patrimoniale comune e di un organo comune destinato a svolgere un’attività, anche commerciale, con i terzi entro due mesi dalla chiusura dell’esercizio
annuale l’organo comune redige una situazione patrimoniale, osservando, in quanto compatibili, le disposizioni relative al bilancio di esercizio della società per azioni, e la deposita presso l’ufficio del registro delle imprese del luogo ove ha sede”.
La mancata richiesta dell’iscrizione della rete nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede, ex .art. 3. comma 4-quater D.L. 5/99, non consentendo alla stessa l’attribuzione di un numero REA, impedisce di adempiere all’obbligo di deposito della situazione patrimoniale.
Allo stato non sembrerebbe sussistere soluzione alternativa, posto che il sistema Infocamerale sta provvedendo all’adeguamento delle procedure interne.
Ho una rete di imprese già precostituita che ha come obiettivo quello di “accrescere la propria capacità di penetrazione sul mercato internazionale mediante la messa a punto di una serie di servizi avanzati che permettano di accrescere gli scambi con la Cina” le cui imprese partecipanti, sono Srl ed Spa con attività di consulenza aziendale. Una di queste, regolarmente asseverata, e che ha già accantonato ed utilizzato gli utili 2011 per spese effettuate proprio per lo svolgimento delle azioni rientranti nel progetto, vorrebbe, nel 2013, destinare una parte degli utili 2012 che accantonerà sempre per detto progetto, all’acquisto di quote di partecipazione in una società cinese. La spesa si potrebbe configurare in linea con il progetto di rete, la mia domanda è la seguente: può questa spesa essere sostenuta grazie all’accantonamento previsto per il progetto di rete che, grazie all’asseverazione, gode delle agevolazioni fiscali ecce cc?? Se si, va comunque configurato il costo di acquisto suddetto fra le immobilizzazioni della società acquirente e quindi nelle attività e non nei costi della stessa, cosa accettabile in merito alla normativa della sospensione d’imposta?
Alla luce di quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 15 E del 15.04.2011, l’acquisto di quote di partecipazioni non rientra tra gli investimenti del programma di rete ritenuti ammissibili ai fini della fruizione dell’agevolazione fiscale prevista.
Nel caso di nuovo ingresso nella rete già costituita, quali sono i documenti che l'Ufficio del Registro chiede alla rete o all'impresa? Risulterebbe che il contratto debba essere modificato con un nuovo atto pubblico, ma questo comporterebbe un aggravio alla snellezza delle reti.?
Ad oggi tale modifica deve essere necessariamente effettuata tramite intervento notarile. Sarà cura di quest’ultimo curare gli aspetti relativi alla pubblicità legale presso il registro delle imprese.
In particolare, le modifiche apportate dalla Legge 134/2012 all’art. 3 co.4 quater hanno, in realtà, lievemente alleggerito il numero degli adempimenti. Infatti, ex lege, le modifiche al contratto di rete, sono redatte e depositate per l’iscrizione, a cura dell’impresa indicata nell’atto modificativo, presso la sezione del registro delle imprese presso cui è iscritta la stessa impresa.
L’ufficio del registro delle imprese provvede alla comunicazione della avvenuta iscrizione delle modifiche al contratto di rete, a tutti gli altri uffici del registro delle imprese presso cui sono iscritte le altre partecipanti, che provvederanno alle relative annotazioni d’ufficio della modifica.
Esiste una sezione specifica nel registro delle imprese dedicata ai "contratti di rete" oppure ciascuna impresa deve iscrivere il contratto nella sezione del registro cui è già iscritta?
In base alla normativa vigente, modificata con Legge n.134/2012 (a sua volta modificata dalla Legge di Conversione 221/2012), di cui di seguito si riporta estratto dell’art.3 comma 4-quater (nel suo testo attualmente in vigore): “4-quater. Il contratto di rete è soggetto a iscrizione nella sezione del registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante e l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quando e’ stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari.” Di conseguenza, non è stata istituita, una sezione specifica dedicata ai contratti di rete.
In base alla normativa vigente, modificata con Legge n.134/2012 (a sua volta modificata dalla Legge di Conversione 221/2012), di cui di seguito si riporta estratto dell’art.3 comma 4-quater (nel suo testo attualmente in vigore):
“4-quater. Il contratto di rete è soggetto a iscrizione nella sezione del registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante e l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quando e’ stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari”.
Di conseguenza, non è stata istituita, una sezione specifica dedicata ai contratti di rete.
Alcune aziende che si occupano di importazione, stoccaggio e commercializzazione di prodotti per la casa vorrebbero sottoscrivere nel 2013 un accordo di rete per entrare nel mercato svizzero. Desidereremmo sapere se ciò è fattibile e se sono ancora in essere le agevolazioni tributarie riguardanti la sospensione di imposta sugli utili destinati agli investimenti per la realizzazione del progetto comune.
Stante la lettera della norma vigente, nulla osta alla costituzione di una rete finalizzata all’internazionalizzazione. E’ essenziale, ovviamente, che le aziende partecipanti siano iscritte presso il Registro delle Imprese (nella circoscrizione in cui esercitano l’attività) in Italia. Per quanto attiene le agevolazioni tributarie, ad oggi non risulta che siano state rifinanziate le misure agevolative. Quelle attualmente vigenti, si riferiscono agli investimenti effettuati nel corso del 2012 ed iscritti a riserva nel bilancio di prossima approvazione (30/04/2013).
Per tanto, ad oggi le agevolazioni fiscali sono terminate.
Per il futuro ci sono,buone possibilità di rifinanziamento della misura agevolativa. Il Documento di Economia e Finanza (DEF) del Programma Nazionale di Riforma (PNR) approvato il 9 aprile 2014 dal Consiglio dei Ministri, riporta a pag. 7 quanto segue: “Rifinanziamento del Fondo per il regime agevolato delle Reti d’Impresa per 200 milioni, aumentando il limite degli utili accantonabili e semplificando il bilancio d’impresa”.
La partecipazione delle imprese a più reti è fattibile. Per altro esistono già dei casi di aziende che hanno sottoscritto più di un contratto di rete. Ex lege le aziende possono partecipare,quindi, ad N contratti di rete, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta. L’unico vincolo potrebbe essere di natura contrattuale, nel senso che, per ragioni di stabilità di una compagine di rete,la stessa potrebbe prevedere, appunto contrattualmente, una sorta di “esclusiva” o, quanto meno, il vincolo a non partecipare a reti che svolgano la stessa attività (una sorta di vincolo di non concorrenza).
Le associazioni culturali senza scopo di lucro possono unirsi in un contratto di rete?
Possono partecipare al contratto di rete solo soggetti imprenditori (individuali o in forma associata), regolarmente iscritti al Registro delle Imprese. Ciò premesso è necessario ribadire che per le associazioni: l’obbligatorietà dell’iscrizione al Rea non sussiste nel momento in cui l’associazione realizzi esclusivamente attività istituzionale per le quali è prevista l’utilizzo del solo numero di codice fiscale; le associazioni sono, invece, tenute all’iscrizione al Rea nel momento in cui, chiedendo all’ufficio delle entrate competente per territorio l’attribuzione del numero di partita Iva, si apprestano a svolgere, per qualsiasi finalità, attività di natura commerciale ai fini fiscali, che verrà svolta in via sussidiaria rispetto all’attività realizzata in ossequio ai propri fini istituzionali. Solo in questo caso, quindi, sussistendo l’iscrizione al REA, si può partecipare ad un contratto di rete.
Il contratto (redatto per atto pubblico) già prevede l’istituzione di un fondo patrimoniale comune, una denominazione e una sede “di rete”.
Per procedere all’acquisto della soggettività giuridica occorrerà effettuare l’iscrizione della rete alla sezione ordinaria del Registro delle Imprese competente in ragione della sede della rete. L’iscrizione deve necessariamente essere effettuata dal Notaio presso il quale è stata costituita la rete.