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Timestamp: 2019-08-23 11:56:32+00:00
Document Index: 53198706

Matched Legal Cases: ['art. 1469', 'art. 33', 'art_1469', 'art. 132', 'art. 132', 'art.1469', 'art. 1469', 'art.1469', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 1469', 'art. 20', 'art. 1469', 'art. 1469', 'sentenza ', 'art. 1469', 'art. 33', 'art. 1469', 'art. 33', 'art. 1469', 'art. 33', 'art. 1341', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 152', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469']

1469.2 -bis. Contratti del consumatore
Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo II: DEI CONTRATTI IN GENERALE Capo XIV bis: DEI CONTRATTI DEL CONSUMATORE Art.1469-bis. (1) Contratti del consumatore.
Art. 1469-bis. (1) Contratti del consumatore.
1. Le disposizioni del presente titolo si applicano ai contratti del consumatore, ove non derogate dal codice del consumo o da altre disposizioni più favorevoli per il consumatore.
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - conclusione del contratto - Contratti del consumatore - Consumatore e professionista - Nozioni - Fattispecie. In tema di contratti del consumatore, ai fini della identificazione del soggetto legittimato ad avvalersi della tutela di cui al vecchio testo dell'art. 1469 bis c.c. (ora art. 33 del Codice del consumo, approvato con d.lgs. n. 206 del 2005), la qualifica di consumatore spetta solo alle persone fisiche e la stessa persona fisica che svolga attività imprenditoriale o professionale potrà essere considerata alla stregua del semplice consumatore soltanto allorché concluda un contratto per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all'esercizio di dette attività; correlativamente devono essere considerate professionisti tanto la persona fisica quanto quella giuridica, sia pubblica sia privata, che utilizzino il contratto non necessariamente nell'esercizio dell'attività propria dell'impresa o della professione, ma per uno scopo connesso all'attività imprenditoriale o professionale. (Nella specie, la S.C. ha escluso la qualità di consumatore in capo ad una persona fisica che aveva commissionato ad una società, di cui egli era socio al 99%, lo studio di fattibilità di un "trust", ritenendo determinante la stretta correlazione tra il patrimonio della società commissionaria ed i beni che sarebbero dovuti confluire nel "trust" medesimo). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 8419 del 26/03/2019 Cod_Civ_art_1469_2...
Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - in genere - applicazione retroattiva l. n. 52 del 1996 - esclusione - fondamento – fattispecie - fonti del diritto - "ius superveniens" - in genere. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27993 del 31/10/2018 >>> Le disposizioni introdotte dalla l. n. 52 del 1996 al fine di garantire la tutela dei diritti del consumatore in tema di clausole vessatorie non si applicano ai contratti (nella specie, contratti preliminari) stipulati prima della loro entrata in vigore, in virtù del principio generale di irretroattività della legge. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27993 del 31/10/2018...
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - conclusione del contratto - in genere - compravendita - animali da compagnia o d'affezione - bene di consumo - applicabilità del codice del consumo – condizioni – riflessi sulla denuncia del difetto della cosa venduta. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22728 del 25/09/2018 >>> In tema di compravendita di animali, la persona fisica che acquista un animale da compagnia (o d'affezione), per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, va qualificato a tutti gli effetti "consumatore", così come va qualificato "venditore", ai sensi del codice del consumo, chi, nell'esercizio del commercio o di altra attività imprenditoriale, venda un animale da compagnia che, a sua volta, in quanto "cosa mobile" in senso giuridico, costituisce "bene di consumo". Ne consegue che la denuncia del difetto della cosa venduta è soggetta, ai sensi dell'art. 132 c. cons., al termine di decadenza di due mesi dalla data di scoperta del difetto. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22728 del 25/09/2018...
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - conclusione del contratto - in genere - Compravendita - Animali da compagnia o d'affezione - Bene di consumo - Applicabilità del codice del consumo – Condizioni – Riflessi sulla denuncia del difetto della cosa venduta. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, SENTENZA N. 22728 DEL 25/09/2018 In tema di compravendita di animali, la persona fisica che acquista un animale da compagnia (o d'affezione), per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, va qualificato a tutti gli effetti "consumatore", così come va qualificato "venditore", ai sensi del codice del consumo, chi, nell'esercizio del commercio o di altra attività imprenditoriale, venda un animale da compagnia che, a sua volta, in quanto "cosa mobile" in senso giuridico, costituisce "bene di consumo". Ne consegue che la denuncia del difetto della cosa venduta è soggetta, ai sensi dell'art. 132 c.cons., al termine di decadenza di due mesi dalla data di scoperta del difetto. ...
Contratto di telefonia mobile - Condizioni generali di contratto e pattuizioni prescelte dall'utente - Vessatorietà - Accertamento - Previa qualificazione della parte - Necessità - Fondamento. Nell'ambito dei contratti di telefonia mobile, al fine di valutare le pattuizioni contenute nelle condizioni generali di contratto e nelle opzioni prescelte dall'utente, il giudice deve preliminarmente, anche d'ufficio, individuare la qualità dei contraenti al fine di valutare correttamente, alla luce del principio sinallagmatico, l'eventuale squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dalle clausole stipulate e la loro vessatorietà con tutte le conseguenze da ciò derivanti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17586 del 05/07/2018...
Contratti del consumatore - Requisito soggettivo di applicabilità degli artt. 1469 bis e segg. c.c. - Contratto di fideiussione - Qualità del debitore dell'obbligazione principale - Rilevanza - Fondamento - Conseguenze - Clausola derogatoria della competenza - Validità. In presenza di un contratto di fideiussione, ai fini dell'applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore di cui agli artt. 1469 bis e segg. c.c., nel testo vigente "ratione temporis", il requisito soggettivo della qualità di consumatore deve riferirsi all'obbligazione garantita, cui quella del fideiussore è accessoria, sicché, difettando tale condizione, è valida la clausola derogativa della competenza territoriale contenuta nel contratto di fideiussione per le esposizioni bancarie di una società di capitali stipulato da un socio o da un terzo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16827 del 09/08/2016 ...
Disciplina sul foro del consumatore - Controversie relative a finanziamenti per un importo complessivo superiore ad euro settantacinquemila o garantiti da ipoteca immobiliare - Applicazione - Esclusione. La disciplina relativa al foro del consumatore non è applicabile alle controversie relative ai finanziamenti di importo complessivo superiore ad euro settantacinquemila o garantiti da ipoteca su beni immobili. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 14090 del 08/07/2016 ...
Contratti stipulati fra professionista e consumatore - Controversia giudiziaria - Foro competente - Criterio - Residenza o domicilio elettivo del consumatore (art.1469 bis,terzo comma,n.19, cod. civ.) - Sussistenza - Clausola di deroga - Presunzione di vessatorietà - Sussistenza - Superabilità - Condizioni - Prova della trattativa individuale - Applicabilità a contratti stipulati anteriormente alla sua entrata in vigore - Ricorrenza - Estensione alle prestazioni di servizi finanziari - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18743 del 06/09/2007 In tema di controversie tra consumatore e professionista, per la determinazione del foro competente si applica la disposizione dettata dall'art. 1469 bis, terzo comma, numero 19, cod. civ., che, avendo natura di norma processuale, estende la sua efficacia anche alle cause iniziate dopo la sua entrata in vigore (con legge n.52 del 1996) e pur se relative a contratti stipulati prima; la competenza territoriale ivi stabilita, esclusiva ma derogabile, del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, introduce una presunzione di vessatorietà di una diversa clausola che preveda un'altra località come sede del foro competente, salva la dimostrazione, a carico del professionista e secondo l'eccezione di cui all'art.1469 ter cod. civ., di preesistenza alla stipula di una trattativa individuale. (Principio espresso dalla S.C. in relazione a controversia in materia di servizi finanziari - relativi al prestito al consumo - in cui il consumatore è destinatario della tutela apprestata in via generale dalla predetta norma civilistica già nel momento della contrattazione, non applicandosi sul punto le norme del d.lgs. n.385 del 1993 e del d.lgs. n.58 del 1998, che pur costituiscono fonti regolatrici delle condizioni di esercizio del prestito al consumo). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18743 del 06/09/2007 ...
requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - conclusione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4208 del 23/02/2007
Contratti del consumatore - Disciplina - "Consumatore" e "professionista" - Nozione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4208 del 23/02/2007 Ai fini dell'applicazione della disciplina di cui agli artt. 1469 bis e segg. cod. civ. , relativa ai contratti del consumatore, deve essere considerato "consumatore" la persona fisica che, pur svolgendo attività imprenditoriale o professionale, conclude un contratto per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all'esercizio di tale attività, mentre deve essere considerato "professionista" tanto la persona fisica, quanto quella giuridica, sia pubblica che privata, che, invece, utilizza il contratto "nel quadro" della sua attività imprenditoriale o professionale. Perché ricorra la figura del "professionista" non è necessario che il contratto sia posto in essere nell'esercizio dell'attività propria dell'impresa o della professione, essendo sufficiente - come si evince dalla parola "quadro" - che esso venga posto in essere per uno scopo connesso all'esercizio dell'attività imprenditoriale o professionale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di pace che aveva qualificato come consumatore finale una imprenditrice agricola nei confronti della compagnia di assicurazione con cui aveva stipulato un contratto per la copertura dei rischi derivati dall'attività dell'azienda). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4208 del 23/02/2007 ...
Contratti stipulati tra professionista e consumatore - Controversie relative - Foro competente - Determinazione - Foro della residenza o del domicilio elettivo del consumatore - Carattere esclusivo - Conseguenze - Superamento dei fori alternativi di cui all'art. 20 cod. proc. civ. - Promessa di pagamento o ricognizione di debito - Natura - Foro del consumatore - Applicabilità - Fondamento. La disposizione dettata dall'art. 1469-bis, terzo comma, numero 19, cod. civ. - applicabile nella specie "ratione temporis" - si interpreta nel senso che il legislatore, nelle controversie tra consumatore e professionista, ha stabilito la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, presumendo vessatoria la clausola che preveda una diversa località come sede del foro competente; tale criterio, che implica il superamento dei fori alternativi di cui all'art. 20 cod. proc. civ., si applica anche se la pretesa azionata si fondi su di una promessa di pagamento o una ricognizione di debito, poiché queste ultime non costituiscono un'autonoma fonte di obbligazione ma, determinando un'astrazione meramente processuale della "causa debendi", non dispensano il creditore dall'onere di proporre la domanda davanti al giudice competente. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 12872 del 10/06/2011 ...
Contratti stipulati tra professionista e consumatore - Controversie giudiziarie - Foro competente - Determinazione - Foro della residenza o del domicilio elettivo del consumatore (art. 1469 bis, terzo comma, n. 19, cod. civ.) - Carattere esclusivo - Clausola individuante come sede del foro competente una diversa località, ancorché coincidente con uno dei fori legali di cui al codice di rito - Presunzione di vessatorietà - Sussistenza - Natura processuale della anzidetta disposizione - Conseguenze - Applicabilità ai contratti stipulati anteriormente alla sua entrata in vigore - Fattispecie. La disposizione dettata dall'art. 1469-bis, terzo comma, n. 19, cod. civ. - che, avendo natura di norma processuale, si applica nelle cause iniziate dopo la sua entrata in vigore, anche se relative a controversie derivanti da contratti stipulati prima - si interpreta nel senso che il legislatore, nelle controversie tra consumatore e professionista, ha stabilito la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, presumendo vessatoria la clausola che preveda una diversa località come sede del foro competente, ancorché coincidente con uno di quelli individuabili sulla base del funzionamento dei vari criteri di collegamento stabiliti dal codice di procedura civile per le controversie nascenti da contratto. (Fattispecie relativa ad azione di nullità di intesa anticoncorrenziale e conseguente risarcimento del danno proposta, ai sensi degli artt. 2 e 33 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, da un assicurato nei confronti della propria compagnia di assicurazioni in relazione alle somme ad essa corrisposte in base a contratto per la responsabilità civile automobilistica; la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di pace che aveva dichiarato la propria incompetenza per territorio, nonostante il consumatore risiedesse nell'ambito del foro adito, e rimesso alla Corte di appello del luogo di residenza del consumatore medesimo). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9922 del 26/04/2010 ...
Contratto di prestazione d'opera professionale medica – Contratto stipulato tra professionista e consumatore - Configurabilità - Conseguenze - Foro competente - Determinazione - Riferimento al foro della residenza del consumatore - Fattispecie. Il contratto di prestazione d'opera professionale concluso tra paziente e medico rientra nell'ambito della disciplina dei contratti del consumatore, anche se il contratto non sia stato concluso per iscritto e il paziente abbia scelto di avvalersi dell'attività di un medico esercente in un luogo diverso dalla sua residenza; ne consegue che, ai fini della determinazione della competenza per territorio, il paziente poteva proporre la domanda davanti al foro della propria residenza, ai sensi dell'art. 1469-bis, commi 1 e 3, n. 19), cod. civ., prima dell'entrata in vigore del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (c.d. codice del consumo) e, successivamente, può formularla dinanzi allo stesso giudice ai sensi dell'art. 33, commi 1 e 2, lett. u) del medesimo d.lgs. (Fattispecie relativa a regolamento di competenza in tema di azione risarcitoria per i danni conseguenti all'inesatta esecuzione da parte del medico di prestazioni odontoiatriche rese in favore di minore). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 6824 del 20/03/2010 ...
Contratto di prestazione d'opera professionale medica - Contratto stipulato tra professionista e consumatore - Configurabilità - Conseguenze - Foro competente - Determinazione - Riferimento al foro della residenza del consumatore - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 6824 del 20/03/2010 Il contratto di prestazione d'opera professionale concluso tra paziente e medico rientra nell'ambito della disciplina dei contratti del consumatore, anche se il contratto non sia stato concluso per iscritto e il paziente abbia scelto di avvalersi dell'attività di un medico esercente in un luogo diverso dalla sua residenza; ne consegue che, ai fini della determinazione della competenza per territorio, il paziente poteva proporre la domanda davanti al foro della propria residenza, ai sensi dell'art. 1469-bis, commi 1 e 3, n. 19), cod. civ., prima dell'entrata in vigore del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (c.d. codice del consumo) e, successivamente, può formularla dinanzi allo stesso giudice ai sensi dell'art. 33, commi 1 e 2, lett. u) del medesimo d.lgs. (Fattispecie relativa a regolamento di competenza in tema di azione risarcitoria per i danni conseguenti all'inesatta esecuzione da parte del medico di prestazioni odontoiatriche rese in favore di minore). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 6824 del 20/03/2010 ...
Contratto di prestazione d'opera professionale tra paziente, medico e struttura sanitaria - Natura di contratto del consumatore - Sussistenza - Conseguenze in tema di competenza per territorio - Foro di residenza del paziente - Applicabilità. Il contratto di prestazione d'opera professionale concluso tra paziente e medico e, per esso, tra paziente e struttura sanitaria, rientra nell'ambito di applicazione delle norme di disciplina dei contratti del consumatore, anche se il contratto non è stato concluso per iscritto; ne consegue che, ai fini della determinazione della competenza per territorio, il paziente può proporre la domanda davanti al foro della propria residenza, ai sensi dell'art. 1469-bis, primo e terzo comma, n. 19), cod. civ., ovvero dell'art. 33, commi 1 e 2, lett. u), del codice del consumo, approvato con d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 20 del 02/01/2009 ...
Assicurazione contro gli infortuni - Clausola contenente la previsione di una perizia contrattuale - Effetto - Temporanea rinunzia alla tutela giurisdizionale dei diritti aventi fondamento nel rapporto contrattuale - Carattere compromissorio o derogativo della competenza del giudice ordinario - Esclusione - Conseguente inassoggettabilità al regime giuridico proprio della clausole vessatorie - Fattispecie relativa a contratto assicurativo concluso prima dell'entrata in vigore degli artt. 1469 bis e segg. cod. civ. . Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11876 del 22/05/2007 Nella clausola di un contratto di assicurazione contro gli infortuni, che preveda una perizia contrattuale (con il deferimento ad un collegio di esperti degli accertamenti da espletare in base a regole tecniche e con l'impegno di accettarne le conclusioni come diretta espressione della volontà dei contraenti), è insita la temporanea rinunzia alla tutela giurisdizionale dei diritti nascenti dal rapporto contrattuale, nel senso che, prima e durante il corso della procedura contrattualmente prevista, le parti stesse non possono proporre davanti al giudice le azioni derivanti dal suddetto rapporto. Tale clausola non ha, peraltro, carattere compromissorio o, comunque, derogativo della competenza del giudice ordinario, e non rientra, pertanto, fra quelle da approvarsi specificamente per iscritto a norma degli art. 1341 e 1342 cod. civ. . (Nella specie, la S.C. ha confermato l'impugnata sentenza di merito con la quale, in virtù di una clausola contemplante la necessità di ricorrere ad una perizia contrattuale, era stata ritenuta la temporanea improponibilità della domanda nella sede giudiziaria ordinaria di tutte le azioni derivanti dal dedotto contratto di assicurazione stipulato anteriormente all'entrata in vigore degli artt. 1469 bis e seguenti cod. civ., introdotti per effetto dell'art. 25 della legge irretroattiva n. 52 del 1996, e quindi sia della domanda dell'assicurato al pagamento dell'indennizzo che di quella di risarcimento del danno per inadempimento a detto obbligo di adempimento, senza che potesse assumere, al riguardo, alcun rilievo la qualificazione della domanda al fine di superare la ravvisata temporanea preclusione dell'azione giudiziaria, derivante dal mancato espletamento della perizia convenzionalmente pattuita). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11876 del 22/05/2007 ...
Contratti stipulati tra professionista e consumatore - Controversie giudiziarie - Foro competente - Determinazione - Foro della residenza o del domicilio elettivo del consumatore (art. 1469 bis, terzo comma, n. 19, cod. civ.) - Carattere esclusivo - Clausola individuante come sede del foro competente una diversa località, ancorché coincidente con uno dei fori legali di cui al codice di rito Presunzione di vessatorietà - Sussistenza - Eccezione di incompetenza ex articolo 1469 bis cod. civ. - Specialità - Vincolo di riferimento ai criteri generali del codice di procedura civile - Esclusione - Superamento della presunzione - Condizioni - Onere di provare la effettività della negoziazione individuale - Dovere del giudice di valutare la clausola derogativa della competenza alla stregua del criterio di cui all'articolo 3 della direttiva n. 93/13/CEE - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio del carattere di abusività della clausola. Deve presumersi, ai sensi dell'articolo 1469 bis cod. civ., la vessatorietà della clausola che stabilisca come sede del foro competente una località diversa da quella della residenza o del domicilio elettivo del consumatore, anche se il foro competente coincida con uno dei fori legali di cui agli articoli 18 e 20 cod. proc. civ.. Pertanto l'eccezione di incompetenza sollevata dal consumatore, ai sensi del citato articolo 1469 bis, per il carattere di specialità di tale norma, connesso alla sua origine comunitaria, non è vincolata al riferimento ai criteri generali di cui agli articoli 18, 19 e 20 cod. proc. civ.. La presunzione di vessatorietà può essere superata solo dimostrando - e tale onere probatorio grava su chi ha interesse ad avvalersi della clausola derogatoria della competenza - che la sua sottoscrizione ha costituito l'"exitus" di una consapevole trattativa al riguardo e non la supina accettazione dell'altrui volontà, imposta con le condizioni generali di contratto riportate nel modulo sottoposto, condizioni che si dimostrano, di fatto, nella maggioranza dei casi, non modificabili da parte di chi non le ha predisposte. Per altro verso, la clausola derogatoria della competenza deve essere valutata dal giudice alla stregua del criterio di cui all'articolo 3 della direttiva n. 93/13/CEE e quindi considerata abusiva se, in contrasto con il requisito della buona fede, essa determini un significativo squilibrio, in danno del consumatore, tra i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto. Ciò comporta che il giudice nazionale può valutare d'ufficio l'illiceità della clausola e declinare la competenza attribuitagli da una clausola abusiva interpretando, a tal fine, le norme del diritto nazionale in conformità con la lettera e la finalità della direttiva comunitaria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4208 del 23/02/2007 ...
Contratti stipulati tra professionista e consumatore - Controversie giudiziarie - Foro competente - Determinazione - Foro della residenza o del domicilio elettivo del consumatore (art. 1469 bis, terzo comma, n. 19, cod. civ.) - Carattere esclusivo - Clausola individuante come sede del foro competente una diversa località, ancorché coincidente con uno dei fori legali di cui al codice di rito - Presunzione di vessatorietà - Sussistenza - Eccezione di incompetenza ex articolo 1469 bis cod. civ. - Specialità - Vincolo di riferimento ai criteri generali del codice di procedura civile - Esclusione - Superamento della presunzione - Condizioni - Onere di provare la effettività della negoziazione individuale - Dovere del giudice di valutare la clausola derogativa della competenza alla stregua del criterio di cui all'articolo 3 della direttiva n. 93/13/CEE - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio del carattere di abusività della clausola . Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4208 del 23/02/2007 Deve presumersi, ai sensi dell'articolo 1469 bis cod. civ., la vessatorietà della clausola che stabilisca come sede del foro competente una località diversa da quella della residenza o del domicilio elettivo del consumatore, anche se il foro competente coincida con uno dei fori legali di cui agli articoli 18 e 20 cod. proc. civ.. Pertanto l'eccezione di incompetenza sollevata dal consumatore, ai sensi del citato articolo 1469 bis, per il carattere di specialità di tale norma, connesso alla sua origine comunitaria, non è vincolata al riferimento ai criteri generali di cui agli articoli 18, 19 e 20 cod. proc. civ.. La presunzione di vessatorietà può essere superata solo dimostrando - e tale onere probatorio grava su chi ha interesse ad avvalersi della clausola derogatoria della competenza - che la sua sottoscrizione ha costituito l'"exitus" di una consapevole trattativa al riguardo e non la supina accettazione dell'altrui volontà, imposta con le condizioni generali di contratto riportate nel modulo sottoposto, condizioni che si dimostrano, di fatto, nella maggioranza dei casi, non modificabili da parte di chi non le ha predisposte. Per altro verso, la clausola derogatoria della competenza deve essere valutata dal giudice alla stregua del criterio di cui all'articolo 3 della direttiva n. 93/13/CEE e quindi considerata abusiva se, in contrasto con il requisito della buona fede, essa determini un significativo squilibrio, in danno del consumatore, tra i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto. Ciò comporta che il giudice nazionale può valutare d'ufficio l'illiceità della clausola e declinare la competenza attribuitagli da una clausola abusiva interpretando, a tal fine, le norme del diritto nazionale in conformità con la lettera e la finalità della direttiva comunitaria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4208 del 23/02/2007 ...
Contratti stipulati tra professionista e consumatore - Controversie relative - Foro competente - Determinazione - Foro della residenza o del domicilio elettivo del consumatore (art. 1469 bis, terzo comma, n. 19, cod. civ.) - Carattere esclusivo - Clausola individuante come sede del foro competente una diversa località, ancorché coincidente con uno dei fori legali di cui al codice di rito - Presunzione di vessatorietà - Sussistenza - Natura processuale del citato art. 1469 bis, terzo comma, n. 19 - Conseguenze - Applicabilità ai contratti stipulati anteriormente alla sua entrata in vigore. La disposizione dettata dall'art. 1469 bis, terzo comma, numero 19, cod. civ. - che, avendo natura di norma processuale, si applica nelle cause iniziate dopo la sua entrata in vigore, anche se relative a controversie derivanti da contratti stipulati prima - si interpreta nel senso che il legislatore, nelle controversie tra consumatore e professionista, ha stabilito la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, presumendo vessatoria la clausola che preveda una diversa località come sede del foro competente, ancorché coincidente con uno di quelli individuabili sulla base del funzionamento dei vari criteri di collegamento stabiliti dal codice di procedura civile per le controversie nascenti da contratto. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 377 del 11/01/2007 ...
Competenza civile - competenza per territorio - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 369 del 11/01/2007
Contratti stipulati tra professionista e consumatore - Controversie giudiziarie - Foro della residenza o del domicilio elettivo del consumatore - Carattere esclusivo - Applicabilità in favore del terzo beneficiario di una polizza assicurativa - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Nei contratti conclusi tra il consumatore e il professionista, per i quali è prevista la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, presumendosi vessatoria la clausola che preveda una diversa località come sede del foro competente, alla figura del consumatore contraente è a questo fine assimilabile quella del terzo beneficiario di una polizza assicurativa (nella specie: polizza infortuni stipulata dall'associazione sportiva cui era iscritto il ricorrente), atteso che il suo diritto deriva direttamente dal contratto stipulato con il professionista e che contro quest'ultimo egli è legittimato ad agire in caso di inadempimento. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 369 del 11/01/2007 ...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17144 del 27/07/2006
Giudice di pace - Giudizio - Secondo equità - Violazione dei principi informatori della materia - Condizioni - Fattispecie in tema di risarcimento del danno non patrimoniale (nel caso, morale ) da inadempimento contrattuale per denegato rilascio da parte di una società calcistica del duplicato della tessera di abbonamento per le partite di campionato, oggetto di furto. Non è contraria ai principi informatori dell'ordinamento la sentenza del giudice di pace che qualifica in termini di inadempimento contrattuale il denegato rilascio da parte di una società calcistica del duplicato della tessera di abbonamento per le partite di campionato, oggetto di furto, così impedendo l'accesso dell'abbonato allo stadio e violando il diritto del medesimo ad assistere allo spettacolo agonistico (Nell'affermare il suindicato principio la S.C. ha confermato la sentenza di condanna della società al risarcimento del danno non patrimoniale equitativamente accordato all'abbonato, rigettando la censura con la quale la ricorrente lamentava la violazione dei principi informatori in materia di documenti di legittimazione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17144 del 27/07/2006 ...
Competenza civile - competenza per territorio - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 12980 del 31/05/2006
Protezione dei dati personali - D.lgs. n. 196 del 2003 - Giudice competente per territorio - Tribunale del luogo di residenza del titolare del trattamento - Foro esclusivo - Configurabilità - Conseguenze - Domanda di risarcimento dei danni conseguenti alla violazione della disciplina - Attrazione - Foro del consumatore - Prevalenza - Esclusione. Il foro del luogo di residenza del titolare del trattamento stabilito dall'art. 152, comma 2, d.lgs. n. 196 del 2003 in tema di tutela giudiziale dalle violazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali ha carattere esclusivo, con la conseguenza che esso attrae la relativa domanda di risarcimento dei danni e prevale anche sul foro del consumatore indicato all'art. 1469-"bis", terzo comma n. 19, cod. civ., attesa la diversità di ragione che presiede le due discipline, da ravvisarsi per quest'ultima nella differente forza contrattuale delle parti e per la prima viceversa nella particolare natura e potenziale lesività dell'attività di trattamento d'informazioni concernenti soggetti identificati o identificabili, indipendentemente dalla posizione delle parti e dai loro "rapporti di forza". Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 12980 del 31/05/2006 ...
Contratti stipulati fra professionista e consumatore - Controversie giudiziarie - Foro competente - Determinazione - Foro della residenza o del domicilio elettivo del consumatore (art. 1469 bis, terzo comma, n. 19, cod. civ. ) - Carattere esclusivo - Clausola individuante come sede del foro competente una diversa località, ancorchè coincidente con uno dei fori legali di cui al codice di rito - Presunzione di vessatorietà - Sussistenza. La disposizione dettata dall'art. 1469 bis, terzo comma, numero 19, cod. civ. si interpreta nel senso che il legislatore, nelle controversie tra consumatore e professionista, ha stabilito la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, presumendosi vessatoria la clausola che preveda una diversa località come sede del foro competente, ancorchè coincidente con uno di quelli individuabili sulla base del funzionamento dei vari criteri di collegamento stabiliti dal codice di procedura civile per le controversie nascenti da contratto. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 16574 del 05/08/2005 ...
Contratti stipulati tra professionisti e consumatore - Controversie giudiziarie - Foro competente - Determinazione - Foro della residenza o del domicilio eletto dal consumatore (art. 1469 bis, comma terzo, n. 19 cod.civ.) - Carattere esclusivo - Clausola indicativa di diversa località - Presunzione di vessatorietà - Sussistenza. Poichè, in tema di contratti tra il consumatore ed il professionista, l'art. 1469 bis, terzo comma, n.19 cod.civ. stabilisce che il foro di residenza o domicilio eletto dal consumatore è esclusivo e speciale, deve presumersi vessatoria anche la clausola che stabilisca uno dei fori legali di cui agli artt. 18 e 19 cod. proc. civ., se diversi da quello del consumatore. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 13890 del 28/06/2005 ...