Source: https://www.olir.it/documenti/istruzione-27-aprile-2018/
Timestamp: 2020-01-22 10:37:01+00:00
Document Index: 111900600

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 2', '§ 2', '§ 4', '§ 4', '§ 2', '§ 2', 'art. 63', '§ 2', '§ 2', 'art. 63', 'art. 205', '§ 2', 'art. 113', '§ 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4']

Istruzione 27 aprile 2018 - Olir
Istruzione religiosa, Matrimonio, Discipline ecclesiasticistiche e canonistiche, Chiesa cattolica
Istruzione, Formazione, Dipartimenti, Licenza, Congregazione, Diritto canonico, Facoltà, Riforma, Studi, Diploma, Cattedre, Istituzioni, Educazione cattolica, Dottorato, Processo matrimoniale, Percorso accademico, Corsi accademici, Orientamenti
"Per venire incontro alle nuove esigenze manifestate dai Motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus[1] e Mitis et misericors Iesus[2], circa la riforma dei processi canonici per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio, la Congregazione per l’Educazione Cattolica, nella sua competenza sulle Istituzioni accademiche per gli studi ecclesiastici, emana questa Istruzione allo scopo di incoraggiare e di fornire orientamenti per gli studi di Diritto Canonico.
– il Vescovo, per il quale il can. 378, § 1, n. 5 richiede che «abbia conseguito la laurea dottorale o almeno la Licenza in Sacra Scrittura, Teologia o Diritto Canonico in un istituto di studi superiori approvato dalla Sede Apostolica, oppure sia almeno veramente esperto in tali discipline»[8]. Almeno l’esercizio dell’ufficio di giudice nel processus brevior postula nel Vescovo diocesano una reale conoscenza della disciplina canonica sostanziale e processuale matrimoniale: la prudenza dovrebbe consigliare di garantire che alcuni dei partecipanti al processus brevior siano in possesso del grado accademico di Licenza in Diritto Canonico;
– l’istruttore o uditore, per il quale si prevede l’approvazione del Vescovo Moderatore, che rifulga per dottrina, senza richiedere il titolo accademico (cf. can. 1428, § 2 CIC; can. 1093, § 2 CCEO);
– l’assessore, per il quale la recente riforma si richiede la perizia nelle scienze giuridiche o umane (cf. can. 1673, § 4 CIC; can. 1359, § 4 CCEO);
– il moderatore della Cancelleria del Tribunale, che deve essere di «integra reputazione e al di sopra di ogni sospetto» (cf. can. 483, § 2 CIC; can. 253, § 2 CCEO e art. 63 DC[9]);
– il notaio (cf can. 483, § 2 CIC; can. 253, § 2 CCEO e art. 63 DC);
– i periti: per la trattazione delle cause di incapacità psichica «maxime curandum est ut periti seligantur qui principiis anthropologiae christianae adhaereant» (art. 205, § 2 DC);
– gli avvocati e gli avvocati stabili, per ognuno dei quali si richiede che sia «doctor in iure canonico, vel alioquin vere peritus» (can. 1483 CIC; cf. can. 1141 CCEO); non si esclude che la normativa che regola l’accesso all’Albo degli Avvocati presso un determinato Tribunale o anche solo l’accesso al patrocinio in un determinato Tribunale richieda il titolo accademico del Dottorato o della Licenza in Diritto Canonico; il can. 1483 CIC e il can. 1141 CCEO infatti determinano solo il minimo richiesto per la qualifica di avvocato. Il Moderatore del Tribunale dovrà verificare accuratamente se l’Avvocato, in mancanza del grado accademico, è in possesso della vera perizia forense, che ordinariamente solo il gradoaccademico assicura;
– i consulenti, dei quali all’art. 113, § 1 DC e agli articoli 2-5 della Ratio procedendi annessa al Motu proprio, riguardante l’indagine previa alla presentazione del libello di domanda della nullità. Secondo l’articolo 3 RP l’indagine «sarà affidata a persone ritenute idonee dall’Ordinario del luogo, dotate di competenze anche se non esclusivamente giuridico-canoniche». È opportuno che, almeno nella fase finale di questa indagine, partecipi una persona veramente esperta in diritto matrimoniale canonico, che sia in grado di stabilire se ci siano o meno dei motivi di nullità.
– i parroci e altri «dotati di competenze anche se non esclusivamente giuridico-canoniche» (art. 3 RP, primo capoverso): si intravedono in questi consulenti coloro che hanno l’occasione qualificata di un primo approccio con persone potenzialmente interessate alla verifica della nullità del loro matrimonio; essi potrebbero essere denominati (le denominazioni hanno una certa importanza) consulenti di primo livello;
– i membri di una «struttura stabile» (art. 3 RP, secondo capoverso): chierici, religiosi o laici, che operano nei consultori familiari. Questo livello di consulenza e di accompagnamento pastorale-psicologico ha anche lo scopo di precisare se in realtà emergano motivi e prove sufficienti per introdurre una causa di nullità per non avviare in modo azzardato una causa di nullità; si tratta di consulenti di secondo livello;
– gli avvocati (art. 4 RP): quest’ultima fase di consulenza, se positiva, si conclude con la presentazione del libello al Tribunale, per la quale l’avvocato aiuta a individuare gli elementi sostanziali e di prova utili, a raccogliere le prove già disponibili, a sentire, se del caso, il parere dell’altra parte e a predisporre tutto per l’introduzione della causa; questi sono i consulenti di terzo livello.
– considerare le esigenze di una variegata formazione per l’attività giudiziaria nei Tribunali ecclesiastici e per l’attività preparatoria, almeno di consulenza di terzo livello;
– elaborare norme che offrano ai Vescovi, ai Tribunali e alle Istituzioni accademiche, indicazioni utili per la formazione di coloro che si occupano della consulenza di primo e secondo livello;
– incoraggiare le Istituzioni accademiche a continuare a proporre un modulo equilibrato di curriculum studiorum commisurato anche con queste esigenze formative;
– ordinare le denominazioni sia dei corsi che dei diplomi di riconoscimento;
– individuare forme di contatto tra i nuovi moduli formativi e i corsi accademici per i titoli, così che i primi siano destinati non a deprimere gli altri, ma semmai ad incentivarli e a favorirli.
– inseparabilità tra matrimonio naturale e sacramento
– le proprietà del matrimonio
– gli impedimenti
– i vizi e difetti del consenso
– la forma canonica
– i Tribunali della Chiesa
– elementi di diritto processuale
– il processo per la dichiarazione di nullità del matrimonio
– i casi di scioglimento del matrimonio
« Ordinanza 09 marzo 2018 » Nota 02 marzo 2018