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Timestamp: 2020-04-06 13:28:06+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 3700 del 13/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3700 del 13/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 13/02/2017, (ud. 12/01/2017, dep.13/02/2017), n. 3700
sul ricorso 26497/2013 proposto da:
D.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PANAMA 58,
presso lo studio dell’avvocato LUIGI MEDUGNO, che lo rappresenta e
difende unitamente dall’avvocato UBALDO LUCHETTI, giusta procura in
avverso la sentenza n. 121/7/2013, emessa il 19/06/2013, della
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE delle MARCHE, depositata il
02/09/2013;
partecipata del 12/01/2017 dal Consigliere Relatore Dott. GIULIA
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, nei confronti di D.M. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche n. 121/07/2013, depositata in data 2/09/2013, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione del silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione finanziaria ad istanza del contribuente (esercente la professione di dottore commercialista) di rimborso dell’IRAP versata negli anni 2001, 2002, 2003 e 2004 (primo acconto) è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere il gravarne dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto che doveva escludersi la sussistenza dell’autonoma organizzazione, stante l’esiguità delle somme corrisposte a terzi, in maniera non continuativa, ed il “complesso minimo dei beni strumentali” (“il computer, l’autovettura ed i mobili d’ufficio”).
1. La ricorrente lamenta, con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3, laddove la Commissione regionale aveva escluso la sussistenza di un’autonoma organizzazione, malgrado fosse stato prospettato (solo in appello) che il contribuente svolgeva la sua attività in forma associata, come associazione tra professionisti, sebbene non formalizzata e che venivano utilizzate collaborazioni continuative da parte di terzi.
2. La censura è infondata, avendo la C.T.R. correttamente applicato la normativa di riferimento, come interpretata anche di recente da questa Corte (cfr. Cass. S.U. n. 9451/16), ed involgendo il mezzo un apprezzamento in fatto.
3. Il secondo motivo, con il quale si deduce l’insufficienza e la contraddittorietà della motivazione, è invece inammissibile alla luce della nuova disposizione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (applicabile al ricorso essendo stata la sentenza impugnata depositata il 2.9.2013), come interpretato dalle SSUU di questa Corte (v. sentenza n. 5083/2014).
4. Egualmente inammissibile è, infine, il terzo motivo, con il quale si deduce l’omesso esame del fatto rappresentato dalla circostanza che il contribuente avrebbe esercitato la sua attività in forma associata, atteso che, così come prospettata, non si apprezza la decisività del fatto rassegnato.
Invero, non è in discussione l’assoggettamento ad IRAP del reddito prodotto dallo studio associato (cfr. Cass. S.U. 7371/2016) e questa Corte ha, anche da ultimo; ribadito che “l’esercizio di un’attività professionale (nella specie, di commercialista e revisore dei conti) nell’ambito dell’organizzazione costituita da una società di cui il professionista è socio (o dipendente) non realizza il presupposto impositivo costituito dall’autonoma organizzazione” (Cass. 17566/2016; Cass. 15746/2010).
Atteso che sul thema decidendum oggetto della lite vi è stato intervento recente delle Sezioni Unite di questa Corte, ricorrono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali del presente giudizio di legittimità. Non sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo unificato da parte della ricorrente, poichè il disposto del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, non si applica all’Agenzia delle Entrate (Cass. SSUU 9938/2014).
Dichiara integralmente compensate tra e parti le spese processuali.