Source: http://www.lacasadinando.org/2010/11/01/20-novembre-giornata-internezionale-dellinfanzia/
Timestamp: 2017-01-16 17:11:13+00:00
Document Index: 108390222

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 12', 'art. 13', 'art.7', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 34']

La Casa di Nando – Associazione di Volontariato Culturale a Gazzada Schianno » 20 novembre. Giornata Internazionale dell’Infanzia
20 novembre. Giornata Internazionale dell’Infanzia01 Nov 2010casa-di-nando0adolescenti, convenzione, convenzione diritti infanzia, diritti dell'infanzia, diritti umani, diritto internazionale, infanzia, onu, protocolli opzionali, tutela giuridicaLa Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990; la data coincide con un duplice anniversario: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1789) e la Dichiarazione dei Diritti del Bambino (1959).
La Convenzione è certamente il più importante tra gli strumenti per la tutela dei diritti dei bambini, anche se non il primo. Precedentemente al 1989 la comunità internazionale si era occupata del problema già due volte. Nel 1924 la Quinta Assemblea Generale della Lega delle Nazioni approvò la Dichiarazione dei Diritti del Bambino (anche nota come Dichiarazione di Ginevra), che consisteva di cinque principi: il bambino ha diritto ad uno sviluppo fisico e mentale, ad essere nutrito, curato (in particolare in caso di disastro ha il diritto ai primi soccorsi), riportato ad una vita normale se demoralizzato, accudito ed aiuta to se orfano. Nel 1959 si tornò sul tema dei diritti dell’infanzia con una nuova Dichiarazione sui Diritti del Bambino, che in questo caso constava di 10 principi in cui si ribadivano i diritti ad un sano sviluppo psico-fisico, a non subire discriminazioni, ad a vere un nome, una nazionalità, assistenza e protezione dallo Stato di appartenenza. Di particolare interesse è inoltre il riconoscimento del diritto all’educazione e a cure particolari nel caso di handicap fisico o mentale. Nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo si era già riconosciuta la necessità di concedere una protezione speciale al bambino, infatti si statuiva che: “il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturità fisica e intellettuale, necessita di una protezione e di cure particolare, ivi compresa una protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita.” Altre Convenzioni su specifici diritti e libertà del bambino sono state approvate in seguito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ma è solo con la Convenzione del 1989 che si ottiene una protezione piena e completa dell’infanzia. La Convenzione del 1989 non si limita ad una dichiarazione di principi generali, ma rappresenta un vero e proprio vincolo giuridico per gli Stati contraenti, che dovranno uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione per far sì che i diritti e le libertà in essa proclamati siano resi effettivi. Molto è stato fatto per i bambini, ma molto resta ancora da fare: non basta la ratifica della Convenzione per far sì che i soprusi ai danni dell’infanzia finiscano, occorrono atti normativi che riconoscano il “bambino” come particolare soggetto di diritti.
La Convenzione sui diritti dell’infanzia, costruita su differenti esperienze e tradizioni culturali giuridiche, è un trattato internazionale contenente i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti a tutti i bambini e le bambine. Tali standard minimi rappresentano i diritti e le libertà fondamentali che devono essere riconosciuti da ogni stati a tutti i minori. I diritti umani si basano sul rispetto della dignità e del valore di ogni persona, senza alcuna distinzione di razza, colore, genere, lingua, religione, opinione, origine, stato di salute, condizioni di nascita e sono connaturati ad ogni essere umano.
I diritti umani di ogni individuo devono essere rispettati sia dai governi che dai singoli.
“La Convenzione sui diritti dell’infanzia – scrive Unicef Italia – rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Contempla l’intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali). Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant’anni a difesa dei diritti dei bambini. … L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt’oggi 193 Stati, un numero addirittura superiore a quello degli Stati membri dell’ONU, sono parte della Convenzione.
In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell’adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori. Di fondamentale importanza è il meccanismo di monitoraggio previsto dall’art. 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all’obbligo di presentare al Comitato dei Diritti dell’Infanziaun rapporto periodico (a 2 anni dalla ratifica e, in seguito, ogni 5 anni) sull’attuazione, nel loro rispettivo territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione.
Secondo la definizione della Convenzione sono “bambini” (il termine inglese “children”, in realtà, andrebbe tradotto in “bambini e adolescenti”) gli individui di età inferiore ai 18 anni (art. 1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza(art. 3). La Convenzione tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13). I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all’anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un’istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34). La Convenzione sollecita i Governi ad impegnarsi per rendere i diritti in essa enunciati prioritari e per assicurarli nella misura massima consentita dalle risorse disponibili. Alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia si accompagnano due Protocolli opzionaliche l’Italia ha ratificato il 9/5/2002 con legge n. 46 (il “Protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati” e il “Protocollo opzionale concernente la vendita, la prostituzione e la pornografia rappresentante bambini”).
Per una riflessione mediata dalla fotografia consigliamo di visitare il sito internet con il quale la fotografa Sheila McKinnon ci accompagna in un emozionante viaggio nella relatà dell’infanzia e la galleria immagini di Unicef Italia dedicata alla condizione dell’infanzia nel mondo.