Source: https://lawbrary.ch/en/browser/OICol-FINMA/951_312__1/?plang=it
Timestamp: 2020-07-03 16:05:19+00:00
Document Index: 50862126

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 23', 'art. 50', 'art. 56', 'art. 101', 'art. 87', 'art. 89', 'art. 26', 'art. 98', 'art. 92', 'art. 11', 'art. 59', 'art. 88', 'art. 88', 'art. 94', 'art. 88', 'art. 88', 'art. 88', 'art. 117', 'art. 109', 'art. 109', 'art. 88', 'art. 85', 'art. 90', 'art. 36', 'art. 91', 'art. 53', 'art. 58', 'art. 68', 'art. 94', 'art. 53', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 26', 'art. 76', 'art. 108', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 84']

Lawbrary | OICol-FINMA - Ordinanza dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sugli investimenti collettivi di capitale
Ordinanza dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sugli investimenti collettivi di capitale
Fondi in valori mobiliari
Prestito di valori mobiliari («securities lending»)(1 - 9)
Operazioni pensionistiche («repo», «reverse repo»)(10 - 22)
Strumenti finanziari derivati(23 - 49)
Amministrazione delle garanzie(50 - 55)
Strutture «master» e «feeder»(56 - 64)
Altri fondi(65 - 65)
Requisiti organizzativi per la delega di compiti(66 - 66)
Gestione dei rischi e controllo dei rischi(67 - 71)
Direzione del fondo e SICAV(72 - 72)
Approccio de minimis(73 - 74)
Assicurazione di responsabilità civile professionale(75 - 76)
Banca depositaria(77 - 78)
Contabilità, valutazione, rendiconto e obbligo di pubblicazione
Contabilità e presentazione dei conti
Disposizioni comuni(79 - 80)
Investimenti collettivi di capitale aperti(81 - 83)
Disposizioni comuni(84 - 86)
Investimenti collettivi di capitale aperti(87 - 87)
Investimenti collettivi di capitale chiusi(88 - 89)
Disposizioni comuni circa la presentazione dei conti(90 - 91)
Presentazione dei conti di investimenti collettivi di capitale aperti
Conto annuale(92 - 98)
Informazioni supplementari(99 - 103)
Utilizzo del risultato economico e distribuzioni(104 - 105)
Obblighi di pubblicazione(106 - 107)
Presentazione dei conti di investimenti collettivi di capitale chiusi(108 - 109)
Verifica (audit) e rapporti di verifica
Verifica(110 - 112)
Rapporti di verifica(113 - 116)
Disposizioni finali e transitorie(117 - 119)
Computo di derivati / dell'equivalente dei sottostanti
Struttura minima del conto patrimoniale, del bilancio e del conto economico dei fondi in valori mobiliari
Struttura minima del conto partimoniale, del bilancio e del conto economico dei fondi immobiliari
del 27 agosto 2014 (Stato 1° gennaio 2015)
visti gli articoli 55 capoverso 3, 56 capoverso 3, 71 capoverso 2, 91 e 128 capoverso 2 della legge del 23 giugno 20061 sugli investimenti collettivi (LICol),
Titolo 1: Investimenti collettivi di capitale
Capitolo 1: Fondi in valori mobiliari
Sezione 1: Prestito di valori mobiliari («securities lending»)
Per pre­sti­to di va­lo­ri mo­bi­lia­ri s'in­ten­de l'at­to giu­ri­di­co con il qua­le la di­re­zio­ne di un fon­do o una so­cie­tà di in­ve­sti­men­to a ca­pi­ta­le va­ria­bi­le (SI­CAV) in qua­li­tà di mu­tuan­te tra­sfe­ri­sce tem­po­ra­nea­men­te la pro­prie­tà di va­lo­ri mo­bi­lia­ri a un mu­tua­ta­rio e con il qua­le:
il mu­tua­ta­rio si ob­bli­ga a re­sti­tui­re al mu­tuan­te, al­la sca­den­za, va­lo­ri mo­bi­lia­ri iden­ti­ci per ge­ne­re, quan­ti­tà e qua­li­tà non­ché a tra­sfe­rir­gli even­tua­li red­di­ti ma­tu­ra­ti du­ran­te il pre­sti­to e a ver­sar­gli un com­pen­so; e
il mu­tuan­te si as­su­me il ri­schio di prez­zo dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri per la du­ra­ta del pre­sti­to.
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV può pre­sta­re va­lo­ri mo­bi­lia­ri a un mu­tua­ta­rio a pro­prio no­me e per pro­prio con­to («prin­ci­pal»).
2La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV può al­tre­sì in­ca­ri­ca­re un in­ter­me­dia­rio di met­te­re a di­spo­si­zio­ne di un mu­tua­ta­rio i va­lo­ri mo­bi­lia­ri, sia a ti­to­lo fi­du­cia­rio in quan­to rap­pre­sen­tan­te in­di­ret­to («agent»), sia in quan­to rap­pre­sen­tan­te di­ret­to («fin­der»), te­nen­do con­to del­le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne.
3La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV sti­pu­la con ogni mu­tua­ta­rio o con ogni in­ter­me­dia­rio un con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 7 di pre­sti­to di va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
Art. 3 Mutuatari e intermediari ammessi
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV ef­fet­tua le ope­ra­zio­ni di pre­sti­to uni­ca­men­te con mu­tua­ta­ri e in­ter­me­dia­ri di prim'or­di­ne spe­cia­liz­za­ti in que­sto ti­po di ope­ra­zio­ni e sot­to­po­sti al­la vi­gi­lan­za, co­me ban­che, bro­ker e as­si­cu­ra­zio­ni, non­ché con con­tro­par­ti cen­tra­li e de­po­si­ta­ri cen­tra­li au­to­riz­za­ti e ri­co­no­sciu­ti, che ga­ran­ti­sco­no un'ese­cu­zio­ne inec­ce­pi­bi­le dei pre­sti­ti di va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
2La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV de­ve ot­te­ne­re il con­sen­so scrit­to del­la ban­ca de­po­si­ta­ria qua­lo­ra que­st'ul­ti­ma non par­te­ci­pi al pre­sti­to di va­lo­ri mo­bi­lia­ri né in quan­to mu­tua­ta­rio, né in quan­to in­ter­me­dia­rio.
3La ban­ca de­po­si­ta­ria può ri­fiu­ta­re il pro­prio con­sen­so uni­ca­men­te nel ca­so in cui non sia ga­ran­ti­to che es­sa pos­sa adem­pie­re ai suoi ob­bli­ghi le­ga­li e con­trat­tua­li di re­go­la­men­to, cu­sto­dia, in­for­ma­zio­ne e con­trol­lo.
Art. 4 Valori mobiliari che possono essere oggetto di prestito
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV può da­re in pre­sti­to ogni ge­ne­re di va­lo­ri mo­bi­lia­ri che sia­no ne­go­zia­ti in bor­sa o su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.
2La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV non può da­re in pre­sti­to va­lo­ri mo­bi­lia­ri ac­qui­sta­ti nel con­te­sto di ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che.
Art. 5 Condizioni e termini di disdetta
1Ogni sin­go­la ope­ra­zio­ne e il con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to di pre­sti­to di va­lo­ri mo­bi­lia­ri de­vo­no po­ter es­se­re di­sdet­ti in ogni mo­men­to.
2Se è sta­to con­ve­nu­to un ter­mi­ne di di­sdet­ta, la sua du­ra­ta non può su­pe­ra­re i set­te gior­ni fe­ria­li ban­ca­ri.
Art. 6 Volume e durata
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV non può pre­sta­re più del 50 per cen­to di un ge­ne­re che può es­se­re og­get­to di pre­sti­to se de­ve ri­spet­ta­re un ter­mi­ne di di­sdet­ta pri­ma di po­ter di nuo­vo di­spor­re giu­ri­di­ca­men­te dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
2La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV può in­ve­ce pre­sta­re la to­ta­li­tà di un ge­ne­re che può es­se­re og­get­to di pre­sti­to se il mu­tua­ta­rio o l'in­ter­me­dia­rio le ga­ran­ti­sce che il gior­no fe­ria­le ban­ca­rio stes­so o quel­lo suc­ces­si­vo es­sa po­trà di nuo­vo di­spor­re giu­ri­di­ca­men­te dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri pre­sta­ti.
Art. 7 Contenuto minimo del contratto quadro standardizzato
1Il con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to de­ve es­se­re con­for­me agli stan­dard in­ter­na­zio­na­li ap­pli­ca­bi­li.
2Nel con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to van­no men­zio­na­ti i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri i cui va­lo­ri mo­bi­lia­ri pos­so­no, in li­nea di prin­ci­pio, es­se­re da­ti in pre­sti­to, non­ché i va­lo­ri mo­bi­lia­ri esclu­si dal pre­sti­to.
3Nel con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV con­vie­ne con il mu­tua­ta­rio o con l'in­ter­me­dia­rio che que­sti:
a ga­ran­zia del di­rit­to di re­sti­tu­zio­ne de­ve da­re in pe­gno o ce­de­re in pro­prie­tà ga­ran­zie a fa­vo­re del­la di­re­zio­ne del fon­do o del­la SI­CAV se­con­do l'ar­ti­co­lo 51;
ri­spon­de nei con­fron­ti del­la di­re­zio­ne del fon­do o del­la SI­CAV:
del pa­ga­men­to pun­tua­le e in­te­gra­le de­gli even­tua­li red­di­ti ma­tu­ra­ti du­ran­te il pre­sti­to,
dell'eser­ci­zio di al­tri di­rit­ti pa­tri­mo­nia­li, qua­li i di­rit­ti di con­ver­sio­ne e di sot­to­scri­zio­ne, e
del­la re­sti­tu­zio­ne, con­for­me al con­trat­to, di va­lo­ri mo­bi­lia­ri iden­ti­ci per ge­ne­re, quan­ti­tà e qua­li­tà;
prov­ve­de al­la ri­par­ti­zio­ne tra i mu­tua­ta­ri, se­con­do cri­te­ri og­get­ti­vi e com­pren­si­bi­li, dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri di cui di­spo­ne com­ples­si­va­men­te per il pre­sti­to.
4Nel con­trat­to qua­dro oc­cor­re inol­tre con­ve­ni­re che:
il va­lo­re del­le ga­ran­zie è ap­pro­pria­to, ma am­mon­ta in qua­lun­que mo­men­to ad al­me­no il 100 per cen­to del va­lo­re ve­na­le dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri pre­sta­ti;
i va­lo­ri mo­bi­lia­ri pre­sta­ti non pos­so­no es­se­re com­pen­sa­ti con i cre­di­ti del mu­tua­ta­rio o dell'in­ter­me­dia­rio.
Art. 8 Obblighi particolari della banca depositaria
Nell'am­bi­to dell'ese­cu­zio­ne dei pre­sti­ti di va­lo­ri mo­bi­lia­ri la ban­ca de­po­si­ta­ria de­ve adem­pie­re i se­guen­ti ob­bli­ghi par­ti­co­la­ri:
in­for­ma­re re­go­lar­men­te la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV sul­le ope­ra­zio­ni di pre­sti­to ef­fet­tua­te;
cal­co­la­re al­me­no una vol­ta al me­se i red­di­ti ma­tu­ra­ti de­ri­van­ti dal pre­sti­to di ti­to­li;
prov­ve­de­re a ga­ran­ti­re un'ese­cu­zio­ne si­cu­ra e con­for­me al con­trat­to del pre­sti­to di va­lo­ri mo­bi­lia­ri e ve­ri­fi­ca­re in par­ti­co­la­re il ri­spet­to dei re­qui­si­ti con­cer­nen­ti le ga­ran­zie;
com­pie­re an­che du­ran­te le ope­ra­zio­ni di pre­sti­to di va­lo­ri mo­bi­lia­ri gli at­ti di am­mi­ni­stra­zio­ne pre­vi­sti dal re­go­la­men­to di de­po­si­to ed eser­ci­ta­re tut­ti i di­rit­ti col­le­ga­ti ai va­lo­ri mo­bi­lia­ri da­ti in pre­sti­to, nel­la mi­su­ra in cui non so­no sta­ti ce­du­ti con­for­me­men­te al con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to.
Art. 9 Inventario, conto patrimoniale e bilancio, computo sulle limitazioni di investimento
1I va­lo­ri mo­bi­lia­ri da­ti in pre­sti­to de­vo­no fi­gu­ra­re nell'in­ven­ta­rio del pa­tri­mo­nio del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri con l'in­di­ca­zio­ne «pre­sta­ti» e con­ti­nua­re a es­se­re in­clu­si nel con­to pa­tri­mo­nia­le e nel bi­lan­cio.
2I va­lo­ri mo­bi­lia­ri da­ti in pre­sti­to de­vo­no con­ti­nua­re a es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne ai fi­ni dell'os­ser­van­za del­le li­mi­ta­zio­ni d'in­ve­sti­men­to le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri.
Sezione 2: Operazioni pensionistiche («repo», «reverse repo»)
Le se­guen­ti espres­sio­ni si­gni­fi­ca­no:
ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che (pron­ti con­tro ter­mi­ne): «re­po» o «sa­le and re­pur­cha­se agree­ment» e «re­ver­se re­po» o «re­ver­se sa­le and re­pur­cha­se agree­ment»;
«re­po»: il ne­go­zio giu­ri­di­co con il qua­le una par­te (ce­den­te) tra­sfe­ri­sce prov­vi­so­ria­men­te la pro­prie­tà di va­lo­ri mo­bi­lia­ri a un'al­tra par­te (ces­sio­na­rio) con­tro pa­ga­men­to e nel qua­le:
il ces­sio­na­rio si ob­bli­ga a ri­con­se­gna­re al ce­den­te, al­la sca­den­za, va­lo­ri mo­bi­lia­ri iden­ti­ci per ge­ne­re, quan­ti­tà e qua­li­tà non­ché i red­di­ti ma­tu­ra­ti du­ran­te la du­ra­ta dell'ope­ra­zio­ne pen­sio­ni­sti­ca,
il ce­den­te si as­su­me il ri­schio di prez­zo dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri per la du­ra­ta dell'ope­ra­zio­ne pen­sio­ni­sti­ca;
«re­ver­se re­po»: re­po nell'ot­ti­ca del ces­sio­na­rio;
in­te­res­se «re­po»: dif­fe­ren­za tra il prez­zo di ven­di­ta e il prez­zo di ac­qui­sto dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV può con­clu­de­re, a pro­prio no­me e per pro­prio con­to, ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che con una con­tro­par­te («prin­ci­pal»).
2Può al­tre­sì in­ca­ri­ca­re un in­ter­me­dia­rio di ese­gui­re ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che con una con­tro­par­te, sia a ti­to­lo fi­du­cia­rio in quan­to rap­pre­sen­tan­te in­di­ret­to («agent») sia in quan­to rap­pre­sen­tan­te di­ret­to («fin­der»), pur­ché sia­no os­ser­va­te le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne.
3La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV con­clu­de con ogni con­tro­par­te e con ogni in­ter­me­dia­rio un con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 17 sul­le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che.
Art. 12 Controparti e intermediari ammessi
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV ef­fet­tua ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che uni­ca­men­te con con­tro­par­ti e in­ter­me­dia­ri di prim'or­di­ne spe­cia­liz­za­ti in que­sto ti­po di ope­ra­zio­ni e sot­to­po­sti al­la vi­gi­lan­za, co­me ban­che, bro­ker e as­si­cu­ra­zio­ni, non­ché con con­tro­par­ti cen­tra­li e de­po­si­ta­ri cen­tra­li au­to­riz­za­ti e ri­co­no­sciu­ti, che ga­ran­ti­sco­no un'ese­cu­zio­ne inec­ce­pi­bi­le del­le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che.
2La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV de­ve ot­te­ne­re il con­sen­so scrit­to del­la ban­ca de­po­si­ta­ria qua­lo­ra que­st'ul­ti­ma non par­te­ci­pi al­le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che né in quan­to con­tro­par­te né in quan­to in­ter­me­dia­rio.
Art. 13 Valori mobiliari che possono essere oggetto di «repo»
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV può met­te­re in pen­sio­ne (ope­ra­zio­ne di «re­po») ogni ge­ne­re di va­lo­ri mo­bi­lia­ri ne­go­zia­ti in bor­sa o su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.
2I va­lo­ri mo­bi­lia­ri ac­qui­si­ti nel con­te­sto di «re­ver­se re­po» non pos­so­no es­se­re mes­si in pen­sio­ne.
Art. 14 Condizioni e termini di disdetta
1Ogni sin­go­la ope­ra­zio­ne e il con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to re­la­ti­vo al­le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che de­vo­no po­ter es­se­re di­sdet­ti in ogni mo­men­to.
Art. 15 Volume e durata del «repo»
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV non può met­te­re in pen­sio­ne più del 50 per cen­to di un ge­ne­re che può es­se­re og­get­to di «re­po» se de­ve ri­spet­ta­re un ter­mi­ne di di­sdet­ta pri­ma di po­ter di nuo­vo di­spor­re giu­ri­di­ca­men­te dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri mes­si in pen­sio­ne.
2La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV può in­ve­ce met­te­re in pen­sio­ne la to­ta­li­tà di un ge­ne­re che può es­se­re og­get­to di «re­po» se il mu­tua­ta­rio o l'in­ter­me­dia­rio le ga­ran­ti­sce che il gior­no fe­ria­le ban­ca­rio stes­so o quel­lo suc­ces­si­vo es­sa po­trà di nuo­vo di­spor­re giu­ri­di­ca­men­te dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri mes­si in pen­sio­ne.
Art. 16 Garanzia dei crediti in denaro e in titoli
1A ga­ran­zia dei cre­di­ti in de­na­ro e in ti­to­li con­nes­si a ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che, i cre­di­ti e gli im­pe­gni de­vo­no es­se­re va­lu­ta­ti quo­ti­dia­na­men­te al cor­so di mer­ca­to at­tua­le te­nen­do con­to de­gli in­te­res­si e dei red­di­ti ma­tu­ra­ti spet­tan­ti al ce­den­te e la dif­fe­ren­za va com­pen­sa­ta gior­nal­men­te («mark-to-mar­ket»).
2La com­pen­sa­zio­ne de­ve es­se­re ef­fet­tua­ta in de­na­ro o in va­lo­ri mo­bi­lia­ri. I va­lo­ri mo­bi­lia­ri de­vo­no es­se­re com­pa­ra­bi­li per ge­ne­re e qua­li­tà a quel­li uti­liz­za­ti nel­le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che.
Art. 17 Contenuto minimo del contratto quadro standardizzato
2Nel con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to van­no men­zio­na­ti i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri per i qua­li, in li­nea di prin­ci­pio, pos­so­no es­se­re con­clu­se ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che non­ché i va­lo­ri mo­bi­lia­ri esclu­si dal­le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che.
3Nel con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV con­vie­ne con la con­tro­par­te o con l'in­ter­me­dia­rio che:
il ces­sio­na­rio è re­spon­sa­bi­le nei con­fron­ti del ce­den­te:
del pa­ga­men­to pun­tua­le e in­te­gra­le dei red­di­ti ma­tu­ra­ti du­ran­te l'ope­ra­zio­ne pen­sio­ni­sti­ca non­ché del­le pre­sta­zio­ni di com­pen­sa­zio­ne da ver­sa­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 16,
il ce­den­te è re­spon­sa­bi­le nei con­fron­ti del ces­sio­na­rio:
del pa­ga­men­to pun­tua­le e in­te­gra­le del­le pre­sta­zio­ni di com­pen­sa­zio­ne da ver­sa­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 16 du­ran­te l'ope­ra­zio­ne di pen­sio­ne, e
del riac­qui­sto con­for­me al con­trat­to dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri mes­si in pen­sio­ne;
i cre­di­ti in de­na­ro e in ti­to­li de­ri­van­ti da ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che non pos­so­no es­se­re com­pen­sa­ti con cre­di­ti del­la con­tro­par­te o dell'in­ter­me­dia­rio.
Art. 18 Obblighi particolari della banca depositaria
Nell'am­bi­to dell'esple­ta­men­to del­le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che, la ban­ca de­po­si­ta­ria de­ve adem­pie­re i se­guen­ti ob­bli­ghi par­ti­co­la­ri:
prov­ve­de­re a ga­ran­ti­re un'ese­cu­zio­ne si­cu­ra e con­for­me al con­trat­to dell'ope­ra­zio­ne pen­sio­ni­sti­ca;
prov­ve­de­re al­la com­pen­sa­zio­ne gior­na­lie­ra in de­na­ro o in va­lo­ri mo­bi­lia­ri del­le va­ria­zio­ni del va­lo­re dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri uti­liz­za­ti nell'ope­ra­zio­ne pen­sio­ni­sti­ca («mark-to-mar­ket»);
com­pie­re an­che du­ran­te le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che gli at­ti di am­mi­ni­stra­zio­ne pre­vi­sti dal re­go­la­men­to di de­po­si­to ed eser­ci­ta­re tut­ti i di­rit­ti col­le­ga­ti ai va­lo­ri mo­bi­lia­ri uti­liz­za­ti per l'ope­ra­zio­ne pen­sio­ni­sti­ca nel­la mi­su­ra in cui non so­no sta­ti ce­du­ti con­for­me­men­te al con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to.
Art. 19 «Repo» quali assunzione di credito
1La con­clu­sio­ne di «re­po» equi­va­le, per i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri, a un'as­sun­zio­ne di cre­di­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 77 ca­po­ver­so 2 OI­Col1.
2Gli im­pe­gni in de­na­ro de­ri­van­ti da «re­po» ed even­tua­li al­tri cre­di­ti as­sun­ti de­vo­no ri­sul­ta­re con­for­mi al­le li­mi­ta­zio­ni giu­ri­di­che e re­go­la­men­ta­ri in ma­te­ria di as­sun­zio­ne di cre­di­ti.
3Se la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV uti­liz­za i fon­di ot­te­nu­ti nell'am­bi­to del­la con­clu­sio­ne di un «re­po» per l'ac­qui­sto di va­lo­ri mo­bi­lia­ri iden­ti­ci per ge­ne­re, qua­li­tà, sol­vi­bi­li­tà e du­ra­ta nel con­te­sto del­la con­clu­sio­ne di «un re­ver­se re­po», ciò non co­sti­tui­sce un'as­sun­zio­ne di cre­di­to.
Art. 20 Delimitazione dei «reverse repo» rispetto alla concessione di crediti
1La con­clu­sio­ne di «re­ver­se re­po» non è con­si­de­ra­ta con­ces­sio­ne di cre­di­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 77 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a OI­Col1.
2I cre­di­ti in de­na­ro de­ri­van­ti dal­la con­clu­sio­ne di «re­ver­se re­po» so­no con­si­de­ra­ti li­qui­di­tà ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 75 OI­Col.
Art. 21 Computo sulle limitazioni d'investimento
1I va­lo­ri mo­bi­lia­ri ven­du­ti me­dian­te «re­po» de­vo­no con­ti­nua­re a es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne ai fi­ni dell'os­ser­van­za del­le li­mi­ta­zio­ni d'in­ve­sti­men­to le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri.
2I cre­di­ti in de­na­ro ac­qui­si­ti me­dian­te «re­ver­se re­po» de­vo­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne ai fi­ni dell'os­ser­van­za del­le li­mi­ta­zio­ni d'in­ve­sti­men­to le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri.
Art. 22 Inventario, conto patrimoniale, bilancio e conto economico
1I va­lo­ri mo­bi­lia­ri ven­du­ti me­dian­te «re­po» de­vo­no fi­gu­ra­re nell'in­ven­ta­rio del pa­tri­mo­nio del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri con l'in­di­ca­zio­ne «mes­si in pen­sio­ne» e con­ti­nua­re a es­se­re in­clu­si nel con­to pa­tri­mo­nia­le e nel bi­lan­cio.
2Gli im­pe­gni in de­na­ro de­ri­van­ti da «re­po» de­vo­no fi­gu­ra­re nel con­to pa­tri­mo­nia­le e nel bi­lan­cio nel­la po­sta «Im­pe­gni da ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che» al va­lo­re cal­co­la­to al mo­men­to del­la lo­ro va­lu­ta­zio­ne, par­ten­do dal pre­sup­po­sto di uno svi­lup­po li­nea­re del lo­ro va­lo­re.
3Per i «re­po» l'in­te­res­se «re­po» de­ve es­se­re con­ta­bi­liz­za­to ne­gli «In­te­res­si pas­si­vi» del con­to eco­no­mi­co.
4I va­lo­ri mo­bi­lia­ri ac­qui­sta­ti me­dian­te «re­ver­se re­po» non de­vo­no fi­gu­ra­re nell'in­ven­ta­rio del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri e nep­pu­re nel con­to pa­tri­mo­nia­le e nel bi­lan­cio.
5I cre­di­ti in de­na­ro de­ri­van­ti da «re­ver­se re­po» de­vo­no fi­gu­ra­re nel con­to pa­tri­mo­nia­le ri­spet­ti­va­men­te nel bi­lan­cio nel­la po­sta «Cre­di­ti da ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che» al va­lo­re cal­co­la­to al mo­men­to del­la lo­ro va­lu­ta­zio­ne, par­ten­do dal pre­sup­po­sto di uno svi­lup­po li­nea­re del lo­ro va­lo­re.
6Per i «re­ver­se re­po», l'in­te­res­se «re­po» de­ve es­se­re con­ta­bi­liz­za­to nei «Red­di­ti da re­ver­se re­po» del con­to eco­no­mi­co.
Sezione 3: Strumenti finanziari derivati
Qui di se­gui­to s'in­ten­de per:
de­ri­va­to in sen­so stret­to:
op­zio­ne «call» o «put», il cui va­lo­re al­la sca­den­za di­pen­de li­near­men­te dal­la dif­fe­ren­za po­si­ti­va o ne­ga­ti­va tra il va­lo­re ve­na­le del sot­to­stan­te e il prez­zo d'eser­ci­zio e che di­ven­ta nul­lo se la dif­fe­ren­za è di se­gno op­po­sto,
«cre­dit de­fault swap» (CDS),
«swap» i cui pa­ga­men­ti di­pen­do­no li­near­men­te e in mo­do «non-pa­th de­pen­dent» dal va­lo­re del sot­to­stan­te o da un im­por­to as­so­lu­to,
con­trat­to a ter­mi­ne («fu­tu­re» o «for­ward»), il cui va­lo­re di­pen­de li­near­men­te dal va­lo­re del sot­to­stan­te;
im­pe­gno in de­ri­va­ti au­men­tan­te l'im­pe­gno: im­pe­gno in de­ri­va­ti che, per ef­fet­to eco­no­mi­co, è com­pa­ra­bi­le all'ac­qui­sto di un sot­to­stan­te, in par­ti­co­la­re ac­qui­sto di un'op­zio­ne «call», ac­qui­sto di un «fu­tu­re», ven­di­ta di un'op­zio­ne «put», scam­bio del pa­ga­men­to dell'in­te­res­se va­ria­bi­le con­tro il pa­ga­men­to dell'in­te­res­se fis­so o la con­clu­sio­ne di un «cre­dit de­fault swap» in qua­li­tà di ga­ran­te;
im­pe­gno in de­ri­va­ti ri­du­cen­te l'im­pe­gno: im­pe­gno in de­ri­va­ti che, per ef­fet­to eco­no­mi­co, è com­pa­ra­bi­le al­la ven­di­ta di un sot­to­stan­te, in par­ti­co­la­re ven­di­ta di un'op­zio­ne «call», ven­di­ta di un «fu­tu­re», ac­qui­sto di un'op­zio­ne «put», scam­bio del pa­ga­men­to dell'in­te­res­se fis­so con­tro il pa­ga­men­to dell'in­te­res­se va­ria­bi­le o la con­clu­sio­ne di un «cre­dit de­fault swap» in qua­li­tà di de­sti­na­ta­rio del­la ga­ran­zia;
de­ri­va­to eso­ti­co: de­ri­va­to il cui fun­zio­na­men­to non è com­pa­ra­bi­le a un de­ri­va­to in sen­so stret­to né a una com­bi­na­zio­ne di de­ri­va­ti in sen­so stret­to, ad esem­pio un'op­zio­ne «pa­th de­pen­dent», un'op­zio­ne a più fat­to­ri o un'op­zio­ne con con­trat­to mo­di­fi­ca­bi­le;
en­ti­tà del con­trat­to: nu­me­ro di sot­to­stan­ti op­pu­re va­lo­re no­mi­na­le di un con­trat­to di de­ri­va­ti;
va­lo­re con­trat­tua­le:
per uno «swap»: il pro­dot­to tra il va­lo­re no­mi­na­le del sot­to­stan­te e l'en­ti­tà del con­trat­to,
per tut­ti gli al­tri de­ri­va­ti: il pro­dot­to tra il va­lo­re ve­na­le del sot­to­stan­te e l'en­ti­tà del con­trat­to;
OTC («over-the-coun­ter»): ope­ra­zio­ni fuo­ri bor­sa o al di fuo­ri di un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co;
li­qui­di­tà sin­te­ti­ca: sot­to­stan­ti il cui ri­schio di mer­ca­to e il po­ten­zia­le ri­schio di cre­di­to so­no co­per­ti da de­ri­va­ti con im­pe­gno sim­me­tri­co;
som­ma de­gli im­pe­gni: som­ma de­gli im­pe­gni ri­sul­tan­ti dal pa­tri­mo­nio net­to del fon­do, dal­la som­ma net­ta de­gli im­pe­gni da ope­ra­zio­ni con de­ri­va­ti non­ché da tec­ni­che d'in­ve­sti­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 55 LI­Col, in­clu­se le ven­di­te al­lo sco­per­to;
som­ma lor­da de­gli im­pe­gni da ope­ra­zio­ni con stru­men­ti de­ri­va­ti: som­ma de­gli im­por­ti com­pu­ta­ti per le ope­ra­zio­ni con stru­men­ti de­ri­va­ti, in­clu­se le com­po­nen­ti de­ri­va­te;
som­ma net­ta de­gli im­pe­gni da ope­ra­zio­ni con stru­men­ti de­ri­va­ti: som­ma de­gli im­por­ti com­pu­ta­ti per ope­ra­zio­ni con de­ri­va­ti in­clu­se le com­po­nen­ti de­ri­va­te, te­nu­to con­to del­le com­pen­sa­zio­ni am­mes­se, del­le ope­ra­zio­ni di co­per­tu­ra e di al­tre di­spo­si­zio­ni ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 35 e 36;
ef­fet­to le­va: ef­fet­to del­le ope­ra­zio­ni con stru­men­ti de­ri­va­ti, del­le com­po­nen­ti de­ri­va­te, del­le tec­ni­che d'in­ve­sti­men­to in­clu­se le ven­di­te al­lo sco­per­to sul pa­tri­mo­nio net­to del fon­do, che van­no a co­sti­tui­re una po­si­zio­ne in un sot­to­stan­te di gran lun­ga più ele­va­ta del ca­pi­ta­le im­pie­ga­to.
L'uti­liz­zo di de­ri­va­ti è am­mes­so uni­ca­men­te se gli ef­fet­ti eco­no­mi­ci del de­ri­va­to, an­che in pre­sen­za di si­tua­zio­ni di mer­ca­to straor­di­na­rie, non com­por­ta­no una de­ro­ga agli obiet­ti­vi d'in­ve­sti­men­to men­zio­na­ti nel re­go­la­men­to del fon­do, nel pro­spet­to e nel­le in­for­ma­zio­ni chia­ve per gli in­ve­sti­to­ri op­pu­re una mo­di­fi­ca del­le ca­rat­te­ri­sti­che d'in­ve­sti­men­to del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
Art. 25 Fondi multicomparto
Le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne si ap­pli­ca­no ai sin­go­li fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri op­pu­re, nel ca­so di un fon­do mul­ti­com­par­to, a ogni com­par­to.
Art. 26 Prodotti strutturati, componenti derivate e «warrant»
1In pre­sen­za di un pro­dot­to strut­tu­ra­to, i re­la­ti­vi sot­to­stan­ti ed emit­ten­ti de­vo­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne nel qua­dro del ri­spet­to del­le pre­scri­zio­ni le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri in ma­te­ria di ri­par­ti­zio­ne dei ri­schi.
2Se un pro­dot­to strut­tu­ra­to con­tie­ne una o più com­po­nen­ti de­ri­va­te, es­se de­vo­no es­se­re trat­ta­te se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne.
3Per il cal­co­lo dell'im­por­to che de­ve es­se­re com­pu­ta­to sul­la som­ma de­gli im­pe­gni e sui li­mi­ti di cui al­le pre­scri­zio­ni in ma­te­ria di ri­par­ti­zio­ne dei ri­schi il pro­dot­to strut­tu­ra­to de­ve es­se­re scom­po­sto nel­le sue com­po­nen­ti se ha un ef­fet­to le­va. Le com­po­nen­ti de­vo­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne sin­go­lar­men­te. La scom­po­si­zio­ne de­ve es­se­re do­cu­men­ta­ta.
4Se ven­go­no uti­liz­za­ti pro­dot­ti strut­tu­ra­ti non scom­po­ni­bi­li per una quo­ta non tra­scu­ra­bi­le del pa­tri­mo­nio del fon­do, de­ve es­se­re uti­liz­za­to l'ap­proc­cio mo­del­lo co­me pro­ce­du­ra di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio.
5Le com­po­nen­ti de­ri­va­te di uno stru­men­to fi­nan­zia­rio de­vo­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne nel qua­dro del ri­spet­to del­le pre­scri­zio­ni le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri in ma­te­ria di ri­par­ti­zio­ne dei ri­schi e com­pu­ta­te al­la som­ma de­gli im­pe­gni in de­ri­va­ti.
6I «war­rant» de­vo­no es­se­re trat­ta­ti co­me de­ri­va­ti ai sen­si del­le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne. L'op­zio­ne fa­cen­te par­te di un pre­sti­to a op­zio­ne de­ve es­se­re con­si­de­ra­ta co­me un «war­rant».
Art. 27 Derivati creditizi
1Un de­ri­va­to cre­di­ti­zio au­men­tan­te l'im­pe­gno non è con­si­de­ra­to una fi­de­ius­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 77 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a OI­Col1.
2Il de­bi­to­re di ri­fe­ri­men­to di un de­ri­va­to cre­di­ti­zio de­ve ave­re in es­se­re ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne, ti­to­li di cre­di­to o di­rit­ti di cre­di­to che so­no ne­go­zia­ti in bor­sa o su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.
Art. 28 Derivati esotici
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV può uti­liz­za­re un de­ri­va­to eso­ti­co uni­ca­men­te se:
può cal­co­la­re il del­ta mi­ni­mo e mas­si­mo sul­la to­ta­li­tà dei prez­zi dei sot­to­stan­ti; e
co­no­sce il fun­zio­na­men­to e i fat­to­ri che in­fluen­za­no la for­ma­zio­ne del suo prez­zo.
2Per i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri ai qua­li si ap­pli­ca l'ap­proc­cio «Com­mit­ment II» i de­ri­va­ti eso­ti­ci de­vo­no es­se­re pon­de­ra­ti, per la con­ver­sio­ne nel ri­spet­ti­vo equi­va­len­te del sot­to­stan­te con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 35 ca­po­ver­so 2, con il lo­ro del­ta più ele­va­to pos­si­bi­le (va­lo­re as­so­lu­to).
3Il mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio de­ve es­se­re in gra­do di ri­pro­dur­re il de­ri­va­to eso­ti­co con­for­me­men­te al suo ri­schio.
4Se il del­ta mas­si­mo del de­ri­va­to eso­ti­co è po­si­ti­vo, il de­ri­va­to eso­ti­co de­ve es­se­re pon­de­ra­to con que­sto del­ta mas­si­mo ri­spet­tan­do i li­mi­ti mas­si­mi le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri. Se il del­ta mi­ni­mo del de­ri­va­to eso­ti­co è ne­ga­ti­vo, il de­ri­va­to eso­ti­co de­ve es­se­re pon­de­ra­to con que­sto del­ta mi­ni­mo ri­spet­tan­do i li­mi­ti mi­ni­mi re­go­la­men­ta­ri.
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV con­clu­de ope­ra­zio­ni con de­ri­va­ti che so­no ne­go­zia­ti in bor­sa o su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.
2Le ope­ra­zio­ni con de­ri­va­ti OTC (ope­ra­zio­ni OTC) so­no au­to­riz­za­te se le con­di­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 30 e 31 so­no sod­di­sfat­te.
Art. 30 Operazioni OTC
1Le ope­ra­zio­ni OTC pos­so­no es­se­re con­clu­se uni­ca­men­te sul­la ba­se di un con­trat­to qua­dro stan­dar­diz­za­to con­for­me agli stan­dard in­ter­na­zio­na­li ap­pli­ca­bi­li.
2La con­tro­par­te de­ve:
es­se­re un in­ter­me­dia­rio fi­nan­zia­rio sot­to­po­sto al­la vi­gi­lan­za e spe­cia­liz­za­to in que­sto ge­ne­re di ope­ra­zio­ni;
ga­ran­ti­re un'ese­cu­zio­ne inec­ce­pi­bi­le dell'ope­ra­zio­ne; e
adem­pie­re i re­qui­si­ti di sol­vi­bi­li­tà di cui all'ar­ti­co­lo 31 ca­po­ver­so 1.
3Un de­ri­va­to OTC de­ve po­ter es­se­re va­lu­ta­to quo­ti­dia­na­men­te in mo­do af­fi­da­bi­le e com­pren­si­bi­le e de­ve po­ter es­se­re alie­na­to, li­qui­da­to o chiu­so con un'ope­ra­zio­ne di com­pen­sa­zio­ne in ogni mo­men­to e al va­lo­re ve­na­le.
4Se per un de­ri­va­to OTC non è di­spo­ni­bi­le un prez­zo di mer­ca­to, il suo prez­zo de­ve po­ter es­se­re ve­ri­fi­ca­to in ogni mo­men­to, ri­cor­ren­do a un mo­del­lo di va­lu­ta­zio­ne ade­gua­to e ri­co­no­sciu­to nel­la pras­si, sul­la ba­se del va­lo­re ve­na­le dei sot­to­stan­ti dai qua­li il de­ri­va­to è sta­to ori­gi­na­to.
5Pri­ma del­la con­clu­sio­ne di un con­trat­to su un de­ri­va­to di cui al ca­po­ver­so 4 de­vo­no es­se­re rac­col­te, in li­nea di prin­ci­pio, of­fer­te con­cre­te da al­me­no due con­tro­par­ti. Il con­trat­to de­ve es­se­re sti­pu­la­to con la con­tro­par­te che ha sot­to­po­sto l'of­fer­ta più van­tag­gio­sa dal pun­to di vi­sta del prez­zo. È am­mes­sa una de­ro­ga a ta­le prin­ci­pio ai fi­ni del­la ri­par­ti­zio­ne dei ri­schi op­pu­re se al­tre com­po­nen­ti con­trat­tua­li, tra cui la sol­vi­bi­li­tà o l'of­fer­ta di ser­vi­zi, ren­do­no un'al­tra of­fer­ta nel com­ples­so più van­tag­gio­sa per l'in­ve­sti­to­re.
6In via ec­ce­zio­na­le è pos­si­bi­le ri­nun­cia­re a rac­co­glie­re of­fer­te da al­me­no due con­tro­par­ti se è nell'in­te­res­se de­gli in­ve­sti­to­ri. I mo­ti­vi de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­ti in mo­do com­pren­si­bi­le.
7La con­clu­sio­ne del con­trat­to e la de­ter­mi­na­zio­ne del prez­zo de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­te in mo­do com­pren­si­bi­le.
Art. 31 Solvibilità
1Per le ope­ra­zio­ni OTC la con­tro­par­te o il suo ga­ran­te de­ve pre­sen­ta­re un'ele­va­ta sol­vi­bi­li­tà.
2Il sud­det­to re­qui­si­to non si ap­pli­ca al­la ban­ca de­po­si­ta­ria del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
Art. 32 Valutazione
1I de­ri­va­ti per i qua­li so­no di­spo­ni­bi­li i prez­zi at­tua­li di mer­ca­to de­vo­no es­se­re va­lu­ta­ti agli ul­ti­mi cor­si pa­ga­ti sul mer­ca­to prin­ci­pa­le. I cor­si de­vo­no pro­ve­ni­re da una fon­te ester­na, in­di­pen­den­te dal­la di­re­zio­ne del fon­do o dal­la SI­CAV e dai lo­ro man­da­ta­ri, spe­cia­liz­za­ta in que­sto ge­ne­re di ope­ra­zio­ni.
2I de­ri­va­ti per i qua­li non è di­spo­ni­bi­le al­cun prez­zo di mer­ca­to at­tua­le de­vo­no es­se­re va­lu­ta­ti, ri­cor­ren­do a mo­del­li di va­lu­ta­zio­ne ade­gua­ti e ri­co­no­sciu­ti nel­la pras­si, sul­la ba­se del va­lo­re ve­na­le dei sot­to­stan­ti dai qua­li i de­ri­va­ti so­no sta­ti ori­gi­na­ti. Le va­lu­ta­zio­ni de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­te e po­ter es­se­re ve­ri­fi­ca­te.
Art. 33 Procedura di misurazione del rischio
1La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV ap­pli­ca l'ap­proc­cio «Com­mit­ment I», l'ap­proc­cio «Com­mit­ment II» o l'ap­proc­cio mo­del­lo.
2L'ap­proc­cio mo­del­lo può es­se­re ap­pli­ca­to so­lo pre­via ap­pro­va­zio­ne del­la FIN­MA.
3La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV ar­mo­niz­za la pre­scel­ta pro­ce­du­ra di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio in fun­zio­ne de­gli obiet­ti­vi e del­la po­li­ti­ca d'in­ve­sti­men­to co­me pu­re del pro­fi­lo di ri­schio di ogni fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
4L'ap­proc­cio mo­del­lo de­ve es­se­re ob­bli­ga­to­ria­men­te ap­pli­ca­to se:
la som­ma de­gli im­pe­gni del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri non può es­se­re ri­le­va­ta e mi­su­ra­ta in mo­do ap­pro­pria­to con l'ap­proc­cio «Com­mit­ment I» o l'ap­proc­cio «Com­mit­ment II»;
gli in­ve­sti­men­ti in de­ri­va­ti eso­ti­ci co­sti­tui­sco­no una par­te non tra­scu­ra­bi­le; op­pu­re
le stra­te­gie d'in­ve­sti­men­to com­ples­se so­no uti­liz­za­te in mi­su­ra non tra­scu­ra­bi­le.
Art. 34 Approccio «Commitment I»
1Per i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri ai qua­li si ap­pli­ca l'ap­proc­cio «Com­mit­ment I» è am­mes­so uni­ca­men­te l'uti­liz­zo di de­ri­va­ti in sen­so stret­to. Que­sti pos­so­no es­se­re uti­liz­za­ti so­lo se, te­nu­to con­to del­la co­per­tu­ra ne­ces­sa­ria ai sen­si del pre­sen­te ar­ti­co­lo, non pro­du­co­no un ef­fet­to le­va sul pa­tri­mo­nio del fon­do né cor­ri­spon­do­no a una ven­di­ta al­lo sco­per­to.
2I de­ri­va­ti ri­du­cen­ti l'im­pe­gno de­vo­no es­se­re co­per­ti in per­ma­nen­za dai sot­to­stan­ti cor­ri­spon­den­ti. Se il del­ta vie­ne cal­co­la­to, può es­se­re pre­so in con­si­de­ra­zio­ne per il cal­co­lo dei sot­to­stan­ti ne­ces­sa­ri. L'ar­ti­co­lo 44 ca­po­ver­so 3 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.
3Una co­per­tu­ra me­dian­te al­tri in­ve­sti­men­ti è con­sen­ti­ta se il de­ri­va­to ri­du­cen­te gli im­pe­gni si fon­da su un in­di­ce cal­co­la­to da un isti­tu­to ester­no e in­di­pen­den­te. L'in­di­ce de­ve es­se­re rap­pre­sen­ta­ti­vo de­gli in­ve­sti­men­ti usa­ti a sco­po di co­per­tu­ra e de­ve esi­ste­re una cor­re­la­zio­ne ade­gua­ta tra l'in­di­ce e gli in­ve­sti­men­ti.
4Per i de­ri­va­ti au­men­tan­ti gli im­pe­gni, gli equi­va­len­ti dei sot­to­stan­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 35 ca­po­ver­so 2 de­vo­no es­se­re co­per­ti in per­ma­nen­za me­dian­te mez­zi af­fi­ni al­la li­qui­di­tà.
5Per mez­zi af­fi­ni al­la li­qui­di­tà si in­ten­do­no:
la li­qui­di­tà ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 75 OI­Col1;
gli stru­men­ti del mer­ca­to mo­ne­ta­rio ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 74 OI­Col;
gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le che in­ve­sto­no esclu­si­va­men­te in li­qui­di­tà o stru­men­ti del mer­ca­to mo­ne­ta­rio;
i ti­to­li di cre­di­to e i di­rit­ti di cre­di­to, la cui du­ra­ta re­si­dua non su­pe­ra i do­di­ci me­si e il cui emit­ten­te o ga­ran­te pre­sen­ta una sol­vi­bi­li­tà ele­va­ta;
la li­qui­di­tà sin­te­ti­ca;
le li­nee di cre­di­to con­ces­se al fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri, ma non uti­liz­za­te, nell'am­bi­to dei li­mi­ti mas­si­mi le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri;
cre­di­ti d'im­po­sta ri­guar­dan­ti l'im­po­sta pre­ven­ti­va pres­so l'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le del­le con­tri­bu­zio­ni.
6Le re­go­le di com­pen­sa­zio­ne am­mes­se e le ope­ra­zio­ni di co­per­tu­ra a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 36 ca­po­ver­si 1, 2 e 4 pos­so­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne. So­no am­mes­se ope­ra­zio­ni di co­per­tu­ra ga­ran­ti­te da de­ri­va­ti sui tas­si d'in­te­res­se. Le ob­bli­ga­zio­ni con­ver­ti­bi­li pos­so­no non es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne nel cal­co­lo dell'im­pe­gno in de­ri­va­ti.
Art. 35 Approccio «Commitment II»: calcolo della somma degli impegni
1Per de­ter­mi­na­re la som­ma de­gli im­pe­gni di un fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri con l'ap­proc­cio «Com­mit­ment II» la di­re­zio­ne del fon­do de­ve cal­co­la­re gli im­por­ti com­pu­ta­bi­li dei sin­go­li de­ri­va­ti e del­le com­po­nen­ti de­ri­va­te non­ché gli im­por­ti com­pu­ta­bi­li del­le tec­ni­che d'in­ve­sti­men­to.
2Nel ca­so di de­ri­va­ti in sen­so stret­to, l'im­por­to com­pu­ta­bi­le per la som­ma de­gli im­pe­gni da de­ri­va­ti è in re­go­la ge­ne­ra­le l'equi­va­len­te del sot­to­stan­te sul­la ba­se del va­lo­re ve­na­le del sot­to­stan­te dei de­ri­va­ti. Gli equi­va­len­ti dei sot­to­stan­ti so­no cal­co­la­ti con­for­me­men­te all'al­le­ga­to 1. Se ciò con­du­ce a una de­ter­mi­na­zio­ne più con­ser­va­ti­va, è pos­si­bi­le ri­cor­re­re al va­lo­re no­mi­na­le o al prez­zo a ter­mi­ne dei con­trat­ti fi­nan­zia­ri a ter­mi­ne cal­co­la­to in ogni gior­na­ta di ne­go­zia­zio­ne in bor­sa.
3L'im­por­to com­pu­ta­bi­le per la som­ma de­gli im­pe­gni è da­to da­gli im­pe­gni di ba­se del pa­tri­mo­nio net­to del fon­do e dal­la som­ma dei se­guen­ti va­lo­ri as­so­lu­ti:
im­por­ti com­pu­ta­bi­li dei sin­go­li de­ri­va­ti e del­le com­po­nen­ti de­ri­va­te se­con­do l'al­le­ga­to 1 che non so­no in­clu­si nel­le com­pen­sa­zio­ni se­con­do l'ar­ti­co­lo 36;
im­por­ti com­pu­ta­bi­li in ba­se al­le com­pen­sa­zio­ni am­mes­se se­con­do l'ar­ti­co­lo 36; e
im­por­ti com­pu­ta­bi­li del­le tec­ni­che d'in­ve­sti­men­to am­mes­se.
4Nel cal­co­lo dell'im­por­to com­pu­ta­bi­le per la som­ma de­gli im­pe­gni da de­ri­va­ti se­con­do il ca­po­ver­so 3 le se­guen­ti ope­ra­zio­ni pos­so­no non es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne:
«swap», con i qua­li l'an­da­men­to dei sot­to­stan­ti de­te­nu­ti di­ret­ta­men­te dal fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri vie­ne scam­bia­to con l'an­da­men­to di al­tri sot­to­stan­ti («to­tal re­turn swap»), a con­di­zio­ne che:
il ri­schio di mer­ca­to dei sot­to­stan­ti scam­bia­ti ven­ga com­ple­ta­men­te eli­mi­na­to dal fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri, in mo­do che que­sti va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li non ab­bia­no al­cun in­flus­so sul­la va­ria­zio­ne del va­lo­re del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri, e
lo «swap» non at­tri­bui­sca di­rit­ti di op­zio­ne né im­pli­chi un ef­fet­to le­va o al­tri ri­schi di mer­ca­to che va­da­no al di là dell'in­ve­sti­men­to di­ret­to dei ri­spet­ti­vi sot­to­stan­ti;
de­ri­va­ti ai qua­li ven­go­no at­tri­bui­ti fon­di af­fi­ni al­la li­qui­di­tà in mo­do che la com­bi­na­zio­ne tra de­ri­va­to e fon­di af­fi­ni al­la li­qui­di­tà sia equi­va­len­te a un in­ve­sti­men­to di­ret­to nel cor­ri­spon­den­te sot­to­stan­te e non ge­ne­ri dun­que un ul­te­rio­re ri­schio di mer­ca­to né un ef­fet­to le­va. I fon­di af­fi­ni al­la li­qui­di­tà uti­liz­za­ti a co­per­tu­ra del­le po­si­zio­ni in de­ri­va­ti non pos­so­no es­se­re con­tem­po­ra­nea­men­te uti­liz­za­ti per più com­bi­na­zio­ni.
5I pre­sti­ti di va­lo­ri mo­bi­lia­ri e le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che de­vo­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne nel cal­co­lo del­la som­ma de­gli im­pe­gni se il rein­ve­sti­men­to del­le ga­ran­zie com­por­ta un ef­fet­to le­va sul pa­tri­mo­nio del fon­do. Nel ca­so di rein­ve­sti­men­to del­le ga­ran­zie in in­ve­sti­men­ti fi­nan­zia­ri che ge­ne­ra­no un ren­di­men­to su­pe­rio­re al tas­so d'in­te­res­se esen­te da ri­schi, l'im­por­to ot­te­nu­to de­ve es­se­re com­pu­ta­to nel cal­co­lo del­la som­ma de­gli im­pe­gni da ga­ran­zie in con­tan­ti («ca­sh col­la­te­ral»).
Art. 36 Approccio «Commitment II»: regole di compensazione e operazioni di copertura
1Le po­si­zio­ni op­po­ste in de­ri­va­ti del­lo stes­so sot­to­stan­te e le po­si­zio­ni op­po­ste in de­ri­va­ti e in in­ve­sti­men­ti del­lo stes­so sot­to­stan­te pos­so­no es­se­re com­pen­sa­te tra lo­ro, in­di­pen­den­te­men­te dal­la sca­den­za dei de­ri­va­ti («net­ting»), se:
l'ope­ra­zio­ne con de­ri­va­ti è sta­ta con­clu­sa uni­ca­men­te al fi­ne di eli­mi­na­re i ri­schi con­nes­si ai de­ri­va­ti o agli in­ve­sti­men­ti ac­qui­si­ti;
non ven­go­no tra­scu­ra­ti ri­schi so­stan­zia­li; e
l'im­por­to com­pu­ta­bi­le dei de­ri­va­ti vie­ne cal­co­la­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 35.
2Se nel­le ope­ra­zio­ni di co­per­tu­ra i de­ri­va­ti non si ri­fe­ri­sco­no al­lo stes­so sot­to­stan­te del va­lo­re pa­tri­mo­nia­le da as­si­cu­ra­re, ai fi­ni di una com­pen­sa­zio­ne («hed­ging») de­vo­no es­se­re sod­di­sfat­te an­che le con­di­zio­ni se­guen­ti:
l'ope­ra­zio­ne con de­ri­va­ti non si ba­sa su una stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to fi­na­liz­za­ta al con­se­gui­men­to di un uti­le;
il de­ri­va­to com­por­ta una ri­du­zio­ne com­pro­va­bi­le del ri­schio del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri;
i ri­schi ge­ne­ra­li e par­ti­co­la­ri del de­ri­va­to so­no pa­reg­gia­ti;
i de­ri­va­ti, i sot­to­stan­ti e i be­ni pa­tri­mo­nia­li da com­pen­sa­re si ri­fe­ri­sco­no al­la stes­sa ca­te­go­ria di stru­men­ti fi­nan­zia­ri;
la stra­te­gia di co­per­tu­ra è ef­fi­ca­ce an­che in con­di­zio­ni di mer­ca­to straor­di­na­rie.
3Nel ca­so di un uti­liz­zo pre­va­len­te di de­ri­va­ti su tas­si d'in­te­res­se, l'im­por­to da com­pu­ta­re sul­la som­ma de­gli im­pe­gni da de­ri­va­ti può es­se­re cal­co­la­to me­dian­te re­go­le in­ter­na­zio­na­li ri­co­no­sciu­te di «net­ting» in ba­se al­la «du­ra­tion», se:
le re­go­le con­sen­to­no un cal­co­lo cor­ret­to del pro­fi­lo di ri­schio del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri;
i prin­ci­pa­li ri­schi so­no pre­si in con­si­de­ra­zio­ne;
l'ap­pli­ca­zio­ne di que­ste re­go­le non pro­du­ce un in­giu­sti­fi­ca­to ef­fet­to le­va;
non so­no per­se­gui­te stra­te­gie di ar­bi­trag­gio sui tas­si; e
l'ef­fet­to le­va del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri non è au­men­ta­to né ap­pli­can­do que­ste re­go­le né in­ve­sten­do in po­si­zio­ni a bre­ve ter­mi­ne.
4A pre­scin­de­re dal ca­po­ver­so 2, i de­ri­va­ti uti­liz­za­ti ad esclu­si­va co­per­tu­ra dei ri­schi di cam­bio e che non im­pli­ca­no un ef­fet­to le­va o ul­te­rio­ri ri­schi di mer­ca­to pos­so­no es­se­re com­pen­sa­ti nel cal­co­lo del­la som­ma de­gli im­pe­gni in de­ri­va­ti.
Art. 37 Approccio «Commitment II»: obbligo di documentazione
Tut­ti i cal­co­li di cui agli ar­ti­co­li 35 e 36 de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­ti in mo­do com­pren­si­bi­le.
Art. 38 Approccio modello: principi del «Value-at-Risk»
1Con l'ap­proc­cio mo­del­lo la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV sti­ma per un fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri i ri­schi in quan­to «Va­lue-at-Ri­sk» (VaR).
2Il mo­del­lo de­ve es­se­re do­cu­men­ta­to in mo­do det­ta­glia­to. In par­ti­co­la­re, la do­cu­men­ta­zio­ne de­ve con­te­ne­re in­for­ma­zio­ni sul­le spe­ci­fi­che del mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio, sul «back­te­sting» e su­gli «stress te­st».
3La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV ve­ri­fi­ca pe­rio­di­ca­men­te l'ade­gua­tez­za del mo­del­lo. I ri­sul­ta­ti de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­ti in mo­do com­pren­si­bi­le.
4Il VaR di un fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri non de­ve in al­cun mo­men­to su­pe­ra­re il dop­pio del VaR del por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to ap­par­te­nen­te a ta­le fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri (li­mi­te VaR re­la­ti­vo).
5In ca­so di im­pie­go dell'ap­proc­cio mo­del­lo, la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV de­ve ga­ran­ti­re un cal­co­lo pe­rio­di­co del­la som­ma lor­da de­gli im­pe­gni in de­ri­va­ti del cor­ri­spon­den­te fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
Art. 39 Approccio modello: calcolo del VaR
1Il VaR può es­se­re de­ter­mi­na­to con mo­del­li di va­rian­za-co­va­rian­za, si­mu­la­zio­ni sto­ri­che o si­mu­la­zio­ni «Mon­te Car­lo». Per la scel­ta del mo­del­lo de­ve es­se­re pre­sa in con­si­de­ra­zio­ne la ri­spet­ti­va stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to.
2Il VaR de­ve es­se­re cal­co­la­to quo­ti­dia­na­men­te sul­la ba­se del­le po­si­zio­ni del gior­no pre­ce­den­te. De­vo­no es­se­re uti­liz­za­ti i pa­ra­me­tri se­guen­ti:
un in­ter­val­lo di con­fi­den­za del 99 per cen­to;
un pe­rio­do di de­ten­zio­ne pa­ri a 20 gior­ni di ne­go­zia­zio­ne;
un ef­fet­ti­vo pe­rio­do sto­ri­co di os­ser­va­zio­ne di al­me­no un an­no (250 gior­ni la­vo­ra­ti­vi ban­ca­ri).
3Il VaR pren­de in con­si­de­ra­zio­ne il ri­schio di flut­tua­zio­ne del tas­so d'in­te­res­se, il ri­schio di cam­bio, il ri­schio azio­na­rio e il ri­schio del­le ma­te­rie pri­me. Inol­tre van­no con­si­de­ra­ti:
i ri­schi gam­ma e ve­ga, per le po­si­zio­ni in op­zio­ni;
i ri­schi spe­ci­fi­ci nel­la for­ma di ri­schi re­si­dua­li, per gli stru­men­ti su azio­ni e su tas­si d'in­te­res­se;
i ri­schi di even­to, di de­fault e di li­qui­di­tà nell'am­bi­to de­gli «stress te­st».
4I cal­co­li de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­ti in mo­do com­pren­si­bi­le.
5Uno sco­sta­men­to dall'in­ter­val­lo di con­fi­den­za, dal pe­rio­do di de­ten­zio­ne o dal pe­rio­do di os­ser­va­zio­ne è pos­si­bi­le in pre­sen­za di si­tua­zio­ni di mer­ca­to straor­di­na­rie e pre­via ap­pro­va­zio­ne del­la FIN­MA.
Art. 40 Approccio modello: portafoglio di riferimento
1Il por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to ap­par­te­nen­te a un fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri è un pa­tri­mo­nio sen­za ef­fet­to le­va che, in li­nea di prin­ci­pio, non in­clu­de de­ri­va­ti.
2La com­po­si­zio­ne del por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to è con­for­me al­le in­di­ca­zio­ni ri­por­ta­te nel re­go­la­men­to del fon­do, nel pro­spet­to e nel­le in­for­ma­zio­ni chia­ve per l'in­ve­sti­to­re del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri, in par­ti­co­la­re per quan­to ri­guar­da gli obiet­ti­vi d'in­ve­sti­men­to, la po­li­ti­ca d'in­ve­sti­men­to e i li­mi­ti.
3Es­sa va con­trol­la­ta pe­rio­di­ca­men­te, ma al­me­no tri­me­stral­men­te. La com­po­si­zio­ne e le mo­di­fi­che ap­por­ta­te de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­te in mo­do com­pren­si­bi­le.
4Se nel re­go­la­men­to del fon­do o nel pro­spet­to e nel­le in­for­ma­zio­ni chia­ve per l'in­ve­sti­to­re un pa­ra­me­tro di ri­fe­ri­men­to, qua­le un in­di­ce di azio­ni, è de­fi­ni­to co­me por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to, es­so può es­se­re uti­liz­za­to per il cal­co­lo del VaR del por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to. Il pa­ra­me­tro di ri­fe­ri­men­to de­ve es­se­re:
sen­za de­ri­va­ti e pri­vo dell'ef­fet­to le­va;
cal­co­la­to da un isti­tu­to ester­no in­di­pen­den­te; e
rap­pre­sen­ta­ti­vo de­gli obiet­ti­vi d'in­ve­sti­men­to, del­la po­li­ti­ca d'in­ve­sti­men­to e dei li­mi­ti del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
5Il por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to può in­clu­de­re de­ri­va­ti se:
in ba­se al re­go­la­men­to del fon­do o al pro­spet­to il fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri at­tua una stra­te­gia «long/short» e nel por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to l'espo­si­zio­ne «short» è rap­pre­sen­ta­ta da de­ri­va­ti;
in ba­se al re­go­la­men­to del fon­do o al pro­spet­to il fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri at­tua una po­li­ti­ca d'in­ve­sti­men­to con co­per­tu­ra sui cam­bi e co­me pa­ra­me­tro di ri­fe­ri­men­to uti­liz­za un por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to co­per­to con­tro il ri­schio va­lu­ta­rio.
6Se in ra­gio­ne de­gli obiet­ti­vi d'in­ve­sti­men­to spe­ci­fi­ci e del­la po­li­ti­ca d'in­ve­sti­men­to di un fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri non è pos­si­bi­le co­sti­tui­re un por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to rap­pre­sen­ta­ti­vo, può es­se­re con­cor­da­to con la FIN­MA un li­mi­te del VaR (li­mi­te VaR as­so­lu­to). Ta­le li­mi­te va men­zio­na­to nel pro­spet­to.
Art. 41 Approccio modello: controllo del modello di misurazione del rischio
1Il mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio de­ve es­se­re ve­ri­fi­ca­to in re­la­zio­ne al­la qua­li­tà del­la pro­gno­si. Per un fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri oc­cor­re a tal fi­ne com­pa­ra­re quo­ti­dia­na­men­te le mo­di­fi­che ef­fet­ti­ve del va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio nel cor­so di una gior­na­ta di ne­go­zia­zio­ne con il VaR cal­co­la­to il me­de­si­mo gior­no («back­te­sting»).
2Il con­fron­to de­ve es­se­re do­cu­men­ta­to in mo­do com­pren­si­bi­le.
3Il cam­pio­ne da uti­liz­za­re è com­po­sto dal­le ul­ti­me 250 os­ser­va­zio­ni rea­liz­za­te.
4Se il mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio si di­mo­stra im­pra­ti­ca­bi­le nel «back­te­sting», la so­cie­tà di au­dit e la FIN­MA de­vo­no es­se­re in­for­ma­te im­me­dia­ta­men­te.
5Se dal «back­te­sting» emer­go­no più di sei ec­ce­zio­ni, la pra­ti­ca­bi­li­tà del mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio de­ve es­se­re ac­cu­ra­ta­men­te ve­ri­fi­ca­ta e la so­cie­tà di au­dit e la FIN­MA de­vo­no es­se­re in­for­ma­te im­me­dia­ta­men­te.
6Nel ca­so di im­pra­ti­ca­bi­li­tà, la FIN­MA può esi­ge­re una ra­pi­da eli­mi­na­zio­ne del­le even­tua­li la­cu­ne nel mo­del­lo e or­di­na­re una li­mi­ta­zio­ne sup­ple­men­ta­re del ri­schio.
Art. 42 Approccio modello: «stress test»
1Per i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri de­vo­no es­se­re si­mu­la­te pe­rio­di­ca­men­te, ma al­me­no una vol­ta al me­se, si­tua­zio­ni di mer­ca­to straor­di­na­rie («stress te­st»).
2Gli «stress te­st» de­vo­no inol­tre es­se­re ef­fet­tua­ti se non può es­se­re esclu­so un so­stan­zia­le cam­bia­men­to del ri­sul­ta­to di ta­li te­st in se­gui­to a un cam­bia­men­to del va­lo­re o del­la com­po­si­zio­ne del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri op­pu­re in se­gui­to al cam­bia­men­to del­le cir­co­stan­ze sul mer­ca­to.
3Tut­ti i fat­to­ri di ri­schio che pos­so­no in­fluen­za­re in mo­do de­ter­mi­nan­te il man­te­ni­men­to del va­lo­re del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri de­vo­no es­se­re in­te­gra­ti ne­gli «stress te­st». Un'at­ten­zio­ne par­ti­co­la­re de­ve es­se­re po­sta sui fat­to­ri di ri­schio che non so­no pre­si in con­si­de­ra­zio­ne nel mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio o lo so­no in mo­do in­com­ple­to.
4I ri­sul­ta­ti de­gli «stress te­st» ef­fet­tua­ti e i prov­ve­di­men­ti che ri­sul­ta­no ne­ces­sa­ri de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­ti in mo­do com­pren­si­bi­le.
Art. 43 Approccio modello: deroghe e modifiche
1La FIN­MA può au­to­riz­za­re de­ro­ghe al­le pre­scri­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 38-42.
2Può au­to­riz­za­re al­tri mo­del­li di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio se ga­ran­ti­sco­no una pro­te­zio­ne ade­gua­ta.
3Se so­no pre­vi­ste mo­di­fi­che nel mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio, del «back­te­sting» o de­gli «stress te­st», es­se van­no sot­to­po­ste pre­ven­ti­va­men­te all'ap­pro­va­zio­ne del­la FIN­MA.
Art. 44 Copertura dell'impegno alla consegna fisica di un sottostante
1Se con un de­ri­va­to la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV sti­pu­la un im­pe­gno al­la con­se­gna fi­si­ca di un sot­to­stan­te, il de­ri­va­to de­ve es­se­re co­per­to con il ri­spet­ti­vo sot­to­stan­te.
2La co­per­tu­ra di ta­le im­pe­gno con al­tri in­ve­sti­men­ti è au­to­riz­za­ta se gli in­ve­sti­men­ti e i sot­to­stan­ti so­no al­ta­men­te li­qui­di e a una ri­chie­sta di con­se­gna pos­so­no es­se­re ac­qui­sta­ti o ven­du­ti in ogni mo­men­to.
3La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV de­ve po­ter di­spor­re in ogni mo­men­to e sen­za re­stri­zio­ni di ta­li sot­to­stan­ti o in­ve­sti­men­ti.
Art. 45 Copertura dell'impegno di pagamento
1Se con un de­ri­va­to la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV sti­pu­la un im­pe­gno di pa­ga­men­to, que­st'ul­ti­mo de­ve es­se­re co­per­to in per­ma­nen­za con mez­zi af­fi­ni al­la li­qui­di­tà ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 34 ca­po­ver­so 5.
2Per i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri che ap­pli­ca­no l'ap­proc­cio «Com­mit­ment II» o l'ap­proc­cio mo­del­lo, so­no ri­co­no­sciu­ti an­che qua­li co­per­tu­re:
i ti­to­li di cre­di­to e i di­rit­ti di cre­di­to con una du­ra­ta re­si­dua di ol­tre do­di­ci me­si il cui emit­ten­te o ga­ran­te pre­sen­ta un'ele­va­ta sol­vi­bi­li­tà;
le azio­ni ne­go­zia­te in bor­sa o su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to e ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.
3La co­per­tu­ra se­con­do il ca­po­ver­so 2 de­ve po­te­re es­se­re tra­sfor­ma­ta in li­qui­di­tà in ogni mo­men­to ed en­tro set­te gior­ni la­vo­ra­ti­vi ban­ca­ri.
4Le azio­ni pos­so­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne so­lo con un va­lo­re ve­na­le di­mi­nui­to di un mar­gi­ne di ga­ran­zia. Il mar­gi­ne di ga­ran­zia de­ve pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne la vo­la­ti­li­tà del­la re­la­ti­va azio­ne e non de­ve scen­de­re al di sot­to del 15 per cen­to.
5Se per un in­ve­sti­men­to giun­ge a sca­den­za un ver­sa­men­to sup­ple­ti­vo, es­so de­ve es­se­re con­si­de­ra­to un im­pe­gno di pa­ga­men­to.
Art. 46 Prescrizioni generali di computo sulle limitazioni d'investimento
1Nel qua­dro del ri­spet­to dei li­mi­ti mas­si­mi e mi­ni­mi sta­bi­li­ti nel­le li­mi­ta­zio­ni d'in­ve­sti­men­to le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri de­vo­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne:
gli in­ve­sti­men­ti, com­pre­si i de­ri­va­ti, ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 70 OI­Col1;
le li­qui­di­tà ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 75 OI­Col;
i cre­di­ti nei con­fron­ti del­le con­tro­par­ti ri­sul­tan­ti da ope­ra­zio­ni OTC.
2So­no fat­te sal­ve even­tua­li de­ro­ghe per i fon­di in­di­ciz­za­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 82 OI­Col.
3Se una li­mi­ta­zio­ne d'in­ve­sti­men­to è vio­la­ta a cau­sa del­la mo­di­fi­ca del del­ta, la re­go­la­ri­tà del­la si­tua­zio­ne de­ve es­se­re ri­pri­sti­na­ta al più tar­di en­tro tre gior­ni la­vo­ra­ti­vi ban­ca­ri sal­va­guar­dan­do gli in­te­res­si de­gli in­ve­sti­to­ri.
Art. 47 Computo dei derivati
1Ai fi­ni dell'os­ser­van­za dei li­mi­ti mas­si­mi e mi­ni­mi le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri, in par­ti­co­la­re del­le pre­scri­zio­ni sul­la ri­par­ti­zio­ne dei ri­schi, so­no de­ter­mi­nan­ti gli equi­va­len­ti dei sot­to­stan­ti con­for­me­men­te all'al­le­ga­to 1.
2Nell'am­bi­to di una stra­te­gia di co­per­tu­ra tra­mi­te po­si­zio­ni in de­ri­va­ti ri­du­cen­ti l'im­pe­gno è con­sen­ti­to scen­de­re tem­po­ra­nea­men­te al di sot­to di un li­mi­te mi­ni­mo, se gli in­te­res­si de­gli in­ve­sti­to­ri so­no sal­va­guar­da­ti.
3Le com­po­nen­ti de­ri­va­te de­vo­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne con l'im­por­to com­pu­ta­bi­le ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 35.
Art. 48 Computo dei crediti nei confronti delle controparti sui limiti massimi
1I cre­di­ti nei con­fron­ti del­le con­tro­par­ti re­la­ti­vi a ope­ra­zio­ni con de­ri­va­ti de­vo­no es­se­re cal­co­la­ti sul­la ba­se dei va­lo­ri di rim­piaz­zo po­si­ti­vi at­tua­li.
2I va­lo­ri di rim­piaz­zo po­si­ti­vi e ne­ga­ti­vi re­la­ti­vi a ope­ra­zio­ni con de­ri­va­ti con la stes­sa con­tro­par­te pos­so­no es­se­re com­pen­sa­ti se con ta­le con­tro­par­te è sta­to sti­pu­la­to un ac­cor­do di com­pen­sa­zio­ne («net­ting»), che ot­tem­pe­ra ai re­qui­si­ti di leg­ge ed è giu­ri­di­ca­men­te ap­pli­ca­bi­le.
3I cre­di­ti re­la­ti­vi a ope­ra­zio­ni con de­ri­va­ti nei con­fron­ti di una con­tro­par­te cen­tra­le di una bor­sa o di un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co non de­vo­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne se:
la con­tro­par­te cen­tra­le è sot­to­po­sta a vi­gi­lan­za ade­gua­ta;
i de­ri­va­ti e la co­per­tu­ra so­no og­get­to di una va­lu­ta­zio­ne quo­ti­dia­na al cor­so di mer­ca­to con una com­pen­sa­zio­ne quo­ti­dia­na dei mar­gi­ni.
Art. 49 Pubblicazione
1Se l'uti­liz­zo di de­ri­va­ti è au­to­riz­za­to nell'am­bi­to del­la ge­stio­ne di un fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri, ta­li de­ri­va­ti de­vo­no es­se­re de­scrit­ti nel re­go­la­men­to e nel pro­spet­to.
2Nel pro­spet­to oc­cor­re in­di­ca­re se i de­ri­va­ti so­no uti­liz­za­ti per at­tua­re la stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to o uni­ca­men­te a co­per­tu­ra del­le po­si­zio­ni d'in­ve­sti­men­to. Il pro­spet­to de­ve spie­ga­re inol­tre i pos­si­bi­li ef­fet­ti del lo­ro uti­liz­zo sul pro­fi­lo di ri­schio del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
3Nel re­go­la­men­to del fon­do e nel pro­spet­to de­ve es­se­re in­di­ca­ta la pro­ce­du­ra di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio uti­liz­za­ta per il fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri. Il pro­spet­to de­ve inol­tre de­scri­ve­re la pro­ce­du­ra di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio. In ca­so di uti­liz­zo dell'ap­proc­cio mo­del­lo de­ve es­se­re in­di­ca­ta la som­ma lor­da at­te­sa de­gli im­pe­gni in de­ri­va­ti. Se vie­ne uti­liz­za­to l'ap­proc­cio re­la­ti­vo VaR, oc­cor­re pub­bli­ca­re nel pro­spet­to il por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to.
4Se, per ef­fet­to dell'uti­liz­zo di de­ri­va­ti, un fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri può pre­sen­ta­re una vo­la­ti­li­tà o un ef­fet­to le­va ele­va­ti, que­sta ca­rat­te­ri­sti­ca de­ve es­se­re po­sta in ri­lie­vo nel pro­spet­to co­me pu­re nei do­cu­men­ti pub­bli­ci­ta­ri.
5I ri­schi di con­tro­par­te dei de­ri­va­ti de­vo­no es­se­re men­zio­na­ti nel pro­spet­to.
Sezione 4: Amministrazione delle garanzie
I va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li ac­cet­ta­ti co­me ga­ran­zie nell'am­bi­to del­le tec­ni­che d'in­ve­sti­men­to o del­le ope­ra­zio­ni OTC de­vo­no sod­di­sfa­re i re­qui­si­ti del­la pre­sen­te se­zio­ne.
Art. 51 Requisiti per le garanzie
Pos­so­no es­se­re ac­cet­ta­te uni­ca­men­te le ga­ran­zie che sod­di­sfa­no i se­guen­ti re­qui­si­ti:
de­no­ta­no un'ele­va­ta li­qui­di­tà e so­no ne­go­zia­te a un prez­zo tra­spa­ren­te in bor­sa o su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to e ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co. Pos­so­no es­se­re ven­du­te in tem­pi bre­vi a un prez­zo pros­si­mo al­la va­lu­ta­zio­ne ese­gui­ta pri­ma del­la ven­di­ta;
so­no va­lu­ta­te al­me­no in ogni gior­na­ta di ne­go­zia­zio­ne in bor­sa. In ca­so di ele­va­ta vo­la­ti­li­tà dei prez­zi si ri­cor­re a op­por­tu­ni mar­gi­ni di ga­ran­zia con­ser­va­ti­vi;
non so­no emes­se dal­la con­tro­par­te o da una so­cie­tà ap­par­te­nen­te al grup­po del­la con­tro­par­te o di­pen­den­te da es­so;
l'emit­ten­te pre­sen­ta un'ele­va­ta sol­vi­bi­li­tà.
Art. 52 Amministrazione delle garanzie
Nell'am­mi­ni­stra­re le ga­ran­zie la di­re­zio­ne del fon­do, la SI­CAV o i ri­spet­ti­vi man­da­ta­ri de­vo­no sod­di­sfa­re i se­guen­ti ob­bli­ghi e re­qui­si­ti:
de­vo­no di­ver­si­fi­ca­re ade­gua­ta­men­te le ga­ran­zie ri­spet­to a Pae­si, mer­ca­ti ed emit­ten­ti. Una di­ver­si­fi­ca­zio­ne de­gli emit­ten­ti è con­si­de­ra­ta ade­gua­ta se le ga­ran­zie de­te­nu­te da un sin­go­lo emit­ten­te non su­pe­ra­no il 20 per cen­to del va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio. Una de­ro­ga è am­mes­sa se le ga­ran­zie sod­di­sfa­no i re­qui­si­ti dell'ar­ti­co­lo 83 ca­po­ver­so 1 OI­Col1 o se so­no sod­di­sfat­te le con­di­zio­ni per l'au­to­riz­za­zio­ne a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 83 ca­po­ver­so 2 OI­Col. Se più con­tro­par­ti pre­sta­no ga­ran­zie de­ve es­se­re ga­ran­ti­to un ap­proc­cio ag­gre­ga­to;
de­vo­no po­ter ot­te­ne­re in qua­lun­que mo­men­to, sen­za il coin­vol­gi­men­to e l'ap­pro­va­zio­ne del­la con­tro­par­te, il po­te­re e la fa­col­tà di di­spor­re del­le ga­ran­zie ri­ce­vu­te in ca­so di in­sol­ven­za del­la con­tro­par­te;
non pos­so­no pre­sta­re, ri­co­sti­tui­re in pe­gno, ri­ven­de­re né rein­ve­sti­re nell'am­bi­to di un'ope­ra­zio­ne pen­sio­ni­sti­ca o a co­per­tu­ra de­gli im­pe­gni re­la­ti­vi agli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti le ga­ran­zie che so­no sta­te co­sti­tui­te in pe­gno o tra­sfe­ri­te lo­ro in pro­prie­tà. Pos­so­no in­ve­sti­re le ga­ran­zie in con­tan­ti ri­ce­vu­te («ca­sh col­la­te­ral») so­lo nel­la ri­spet­ti­va va­lu­ta co­me li­qui­di­tà, in ti­to­li di Sta­to di qua­li­tà ele­va­ta non­ché di­ret­ta­men­te o in­di­ret­ta­men­te in stru­men­ti del mer­ca­to mo­ne­ta­rio di bre­ve du­ra­ta op­pu­re uti­liz­zar­le per «re­ver­se re­po»;
se ac­cet­ta­no ga­ran­zie per ol­tre il 30 per cen­to del pa­tri­mo­nio del fon­do, de­vo­no as­si­cu­ra­re che i ri­schi di li­qui­di­tà sia­no ri­le­va­ti ade­gua­ta­men­te e pos­sa­no es­se­re mo­ni­to­ra­ti. A tal fi­ne oc­cor­re svol­ge­re «stress te­st» pe­rio­di­ci, che ten­ga­no con­to di con­di­zio­ni di li­qui­di­tà nor­ma­li, ma an­che straor­di­na­rie. I con­trol­li ef­fet­tua­ti de­vo­no es­se­re do­cu­men­ta­ti;
de­vo­no te­ne­re con­to dei ri­schi con­nes­si all'am­mi­ni­stra­zio­ne del­le ga­ran­zie nell'am­bi­to del­la ge­stio­ne del ri­schio;
de­vo­no es­se­re in gra­do di at­tri­bui­re even­tua­li pre­te­se ri­ma­ste sco­per­te do­po la rea­liz­za­zio­ne del­le ga­ran­zie al fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri i cui va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li era­no og­get­to del­le ope­ra­zio­ni sot­to­stan­ti.
Art. 53 Strategia in materia di garanzie
1La di­re­zio­ne del fon­do e la SI­CAV non­ché i ri­spet­ti­vi man­da­ta­ri de­vo­no di­spor­re di una stra­te­gia in ma­te­ria di ga­ran­zie che:
pre­ve­da mar­gi­ni di ga­ran­zia ade­gua­ti;
sia sin­to­niz­za­ta su tut­ti i ti­pi di va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li ri­ce­vu­ti in ga­ran­zia; e
ten­ga con­to del­le ca­rat­te­ri­sti­che del­le ga­ran­zie, tra cui vo­la­ti­li­tà e ri­schio di in­sol­ven­za dell'emit­ten­te.
2La di­re­zio­ne del fon­do e la SI­CAV de­vo­no do­cu­men­ta­re la stra­te­gia in ma­te­ria di ga­ran­zie.
Art. 54 Custodia delle garanzie
1Le ga­ran­zie ri­ce­vu­te de­vo­no es­se­re cu­sto­di­te pres­so la ban­ca de­po­si­ta­ria.
2La cu­sto­dia da par­te di un en­te ter­zo di cu­sto­dia sot­to­po­sto al­la vi­gi­lan­za su in­ca­ri­co del­la di­re­zio­ne del fon­do è au­to­riz­za­ta se:
la pro­prie­tà del­le ga­ran­zie non vie­ne tra­sfe­ri­ta; e
l'en­te ter­zo di cu­sto­dia è in­di­pen­den­te dal­la con­tro­par­te.
3La ban­ca de­po­si­ta­ria prov­ve­de al re­go­la­men­to si­cu­ro e con­for­me al con­trat­to del­le ga­ran­zie che ven­go­no for­ni­te a una con­tro­par­te, a un en­te di cu­sto­dia da que­sta in­ca­ri­ca­to o a una con­tro­par­te cen­tra­le.
Art. 55 Prospetto
Il pro­spet­to del fon­do in va­lo­ri mo­bi­lia­ri de­ve con­te­ne­re in­for­ma­zio­ni ade­gua­te sul­la stra­te­gia in ma­te­ria di ga­ran­zie, in par­ti­co­la­re le in­di­ca­zio­ni:
sui ge­ne­ri di ga­ran­zie am­mes­si;
sull'en­ti­tà ne­ces­sa­ria del­la ga­ran­zia;
sul­la de­ter­mi­na­zio­ne dei mar­gi­ni di ga­ran­zia;
sul­la stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to e sui ri­schi in ca­so di rein­ve­sti­men­to del­le ga­ran­zie in con­tan­ti.
Sezione 5: Strutture «master» e «feeder»
Gli in­ve­sti­to­ri di un fon­do «ma­ster» so­no in li­nea di prin­ci­pio i suoi fon­di «fee­der». Al­tri in­ve­sti­to­ri pos­so­no es­se­re am­mes­si a con­di­zio­ne che la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV li in­for­mi pre­ven­ti­va­men­te del fat­to che in­ve­sto­no in un fon­do «ma­ster» e ga­ran­ti­sca la pa­ri­tà di trat­ta­men­to de­gli al­tri in­ve­sti­to­ri ri­spet­to ai fon­di «fee­der».
Art. 57 Requisiti per i documenti di un fondo «feeder»
1Ol­tre al­le in­di­ca­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 35a e 62b OI­Col1 il con­trat­to del fon­do o il re­go­la­men­to d'in­ve­sti­men­to di un fon­do «fee­der» o di un com­par­to «fee­der» con­ten­go­no in par­ti­co­la­re:
l'in­di­ca­zio­ne che si trat­ta di un fon­do «fee­der» che in­ve­ste per al­me­no l'85 per cen­to in un de­ter­mi­na­to fon­do «ma­ster»;
la de­no­mi­na­zio­ne del fon­do «ma­ster»;
l'obiet­ti­vo d'in­ve­sti­men­to e la po­li­ti­ca d'in­ve­sti­men­to del fon­do «ma­ster»;
il ge­ne­re, l'am­mon­ta­re e il cal­co­lo di tut­te le re­mu­ne­ra­zio­ni e del­le spe­se ac­ces­so­rie che de­ri­va­no dall'in­ve­sti­men­to nel fon­do «ma­ster» e pos­so­no es­se­re ad­de­bi­ta­te al pa­tri­mo­nio del fon­do o agli in­ve­sti­to­ri;
l'in­for­ma­zio­ne che il con­trat­to del fon­do, il re­go­la­men­to d'in­ve­sti­men­to, il pro­spet­to, le in­for­ma­zio­ni chia­ve per l'in­ve­sti­to­re e il rap­por­to d'eser­ci­zio an­nua­le e se­me­stra­le del fon­do «ma­ster» so­no ot­te­ni­bi­li gra­tui­ta­men­te;
l'in­for­ma­zio­ne che, do­po lo scio­gli­men­to del fon­do «ma­ster» o do­po la sua fu­sio­ne, la sua tra­sfor­ma­zio­ne o il tra­sfe­ri­men­to del suo pa­tri­mo­nio, il fon­do «fee­der» può con­ti­nua­re a esi­ste­re fi­no all'ap­pro­va­zio­ne del­la ri­chie­sta di cui all'ar­ti­co­lo 63 o 64.
2Ol­tre al­le in­di­ca­zio­ni a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 106 OI­Col, il pro­spet­to di un fon­do «fee­der» con­tie­ne in par­ti­co­la­re:
l'in­for­ma­zio­ne che si trat­ta di un fon­do «fee­der» che in­ve­ste al­me­no l'85 per cen­to in un de­ter­mi­na­to fon­do «ma­ster»;
una de­scri­zio­ne del fon­do «ma­ster», com­pre­sa quel­la del­la stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to e del pro­fi­lo di ri­schio;
una sin­te­si dei prin­ci­pa­li con­te­nu­ti de­gli ac­cor­di sti­pu­la­ti con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 58, 61 e 62 con­cer­nen­ti la col­la­bo­ra­zio­ne e gli ob­bli­ghi d'in­for­ma­zio­ne;
il luo­go pres­so il qua­le pos­so­no es­se­re ot­te­nu­te gra­tui­ta­men­te al­tre in­di­ca­zio­ni sul fon­do «ma­ster» e su­gli ac­cor­di sti­pu­la­ti con­cer­nen­ti la col­la­bo­ra­zio­ne e gli ob­bli­ghi d'in­for­ma­zio­ne.
3Il rap­por­to d'eser­ci­zio an­nua­le del fon­do «fee­der» in­di­ca il luo­go pres­so il qua­le pos­so­no es­se­re ot­te­nu­ti gra­tui­ta­men­te il rap­por­to d'eser­ci­zio an­nua­le e il rap­por­to d'eser­ci­zio se­me­stra­le del fon­do «ma­ster».
4I do­cu­men­ti per il mar­ke­ting e le in­for­ma­zio­ni chia­ve per l'in­ve­sti­to­re con­ten­go­no l'av­ver­ten­za che si trat­ta di un fon­do «fee­der» che in­ve­ste al­me­no l'85 per cen­to del suo pa­tri­mo­nio in un de­ter­mi­na­to fon­do «ma­ster».
Art. 58 Obblighi comuni del fondo «master» e del fondo «feeder» o delle direzioni dei fondi
1Il fon­do «ma­ster» met­te a di­spo­si­zio­ne del fon­do «fee­der» tut­te le in­for­ma­zio­ni e i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri all'adem­pi­men­to dei suoi ob­bli­ghi. Al ri­guar­do i due fon­di sti­pu­la­no un ac­cor­do con­cer­nen­te la col­la­bo­ra­zio­ne e gli ob­bli­ghi d'in­for­ma­zio­ne.
2L'ac­cor­do con­cer­nen­te la col­la­bo­ra­zio­ne e gli ob­bli­ghi d'in­for­ma­zio­ne di­sci­pli­na al­me­no i se­guen­ti pun­ti:
i prin­ci­pi con­cer­nen­ti la tra­smis­sio­ne dei do­cu­men­ti de­ter­mi­nan­ti e di al­tre in­for­ma­zio­ni da par­te del fon­do «ma­ster» al fon­do «fee­der»;
l'ob­bli­go di in­for­ma­zio­ne del fon­do «ma­ster» da par­te del fon­do «fee­der» sul­la de­le­ga di man­sio­ni a ter­zi;
le vio­la­zio­ni di pre­scri­zio­ni le­ga­li e con­trat­tua­li sog­get­te all'ob­bli­go di no­ti­fi­ca da par­te del fon­do «ma­ster» al fon­do «fee­der» non­ché for­ma e tem­pi di ta­li no­ti­fi­che;
l'ob­bli­go di no­ti­fi­ca da par­te del fon­do «ma­ster» al fon­do «fee­der» del­la som­ma de­gli im­pe­gni in stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti;
l'ob­bli­go di in­for­ma­zio­ne da par­te del fon­do «ma­ster» al fon­do «fee­der», qua­lo­ra sti­pu­li con ter­zi al­tri ac­cor­di con­cer­nen­ti lo scam­bio di in­for­ma­zio­ni;
le pos­si­bi­li­tà d'in­ve­sti­men­to del fon­do «fee­der» nel fon­do «ma­ster» non­ché le in­di­ca­zio­ni del­le spe­se e de­gli one­ri a ca­ri­co del fon­do «fee­der»;
le ba­si e le mo­da­li­tà di at­tua­zio­ne del­le mi­su­re di cui al ca­po­ver­so 4;
le mo­da­li­tà di no­ti­fi­ca del­la so­spen­sio­ne del­le emis­sio­ni e dei ri­scat­ti non­ché le mi­su­re per la no­ti­fi­ca di er­ro­ri nel­la de­ter­mi­na­zio­ne dei prez­zi del fon­do «ma­ster»;
prin­ci­pi per ar­mo­niz­za­re i rap­por­ti di ve­ri­fi­ca del fon­do «ma­ster» e del fon­do «fee­der».
3Se il fon­do «ma­ster» e il fon­do «fee­der» so­no ge­sti­ti dal­la stes­sa di­re­zio­ne del fon­do o SI­CAV, l'ac­cor­do con­cer­nen­te la col­la­bo­ra­zio­ne e gli ob­bli­ghi d'in­for­ma­zio­ne può es­se­re so­sti­tui­to da di­ret­ti­ve in­ter­ne. Que­ste de­vo­no con­te­ne­re mi­su­re per im­pe­di­re con­flit­ti d'in­te­res­se. Le di­ret­ti­ve in­ter­ne de­vo­no inol­tre sod­di­sfa­re i re­qui­si­ti di cui al ca­po­ver­so 2 let­te­re f-i.
4Il fon­do «ma­ster» e il fon­do «fee­der» adot­ta­no mi­su­re per coor­di­na­re la tem­pi­sti­ca del cal­co­lo e del­la pub­bli­ca­zio­ne del va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio, al fi­ne di im­pe­di­re il «mar­ket ti­ming» e le pos­si­bi­li­tà di ar­bi­trag­gio.
Art. 59 Obblighi del fondo «master» o della sua direzione
1Il fon­do «ma­ster» in­for­ma sen­za in­du­gio la FIN­MA dell'iden­ti­tà di ogni fon­do «fee­der» che in­ve­ste nel­le pro­prie quo­te.
2Al fon­do «fee­der» il fon­do «ma­ster»» non ad­de­bi­ta com­mis­sio­ni di emis­sio­ne e di ri­scat­to per l'in­ve­sti­men­to nel­le pro­prie quo­te.
3Il fon­do «ma­ster» si as­si­cu­ra che tut­te le ne­ces­sa­rie in­for­ma­zio­ni le­ga­li o con­trat­tua­li sia­no mes­se tem­pe­sti­va­men­te a di­spo­si­zio­ne del fon­do «fee­der», del­la sua ban­ca de­po­si­ta­ria, del­la so­cie­tà di au­dit non­ché del­la FIN­MA. Per que­sto si at­tie­ne agli ob­bli­ghi le­ga­li e con­trat­tua­li con­cer­nen­ti la pub­bli­ca­zio­ne di da­ti e la lo­ro pro­te­zio­ne.
Art. 60 Obblighi del fondo «feeder» o della sua direzione
1Il fon­do «fee­der» co­mu­ni­ca al­la pro­pria ban­ca de­po­si­ta­ria tut­te le in­for­ma­zio­ni con­cer­nen­ti il fon­do «ma­ster» che le oc­cor­ro­no per adem­pie­re i suoi com­pi­ti.
2Con­trol­la ef­fi­ca­ce­men­te l'at­ti­vi­tà del fon­do «ma­ster».
3Nel cal­co­lo del­la som­ma dei suoi im­pe­gni a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 72 ca­po­ver­so 3 OI­Col1 tie­ne con­to del­la som­ma de­gli im­pe­gni del fon­do «ma­ster» ri­spet­to agli in­ve­sti­men­ti del fon­do «fee­der» nel fon­do «ma­ster».
4Se il fon­do «fee­der», la sua di­re­zio­ne o un'al­tra per­so­na che agi­sce a no­me del fon­do «fee­der» o del­la sua di­re­zio­ne ot­tie­ne un van­tag­gio pe­cu­nia­rio in rap­por­to all'in­ve­sti­men­to nel­le quo­te del fon­do «ma­ster», ta­le van­tag­gio de­ve es­se­re ac­cre­di­ta­to al pa­tri­mo­nio del fon­do «fee­der».
Art. 61 Obblighi della banca depositaria
1Nel ca­so in cui con­sta­ti ir­re­go­la­ri­tà in re­la­zio­ne al fon­do «ma­ster» che pos­so­no ave­re ef­fet­ti ne­ga­ti­vi sul fon­do «fee­der», la ban­ca de­po­si­ta­ria del fon­do «ma­ster» istrui­sce in me­ri­to la so­cie­tà di au­dit e il fon­do «fee­der», op­pu­re la di­re­zio­ne del fon­do e la sua ban­ca de­po­si­ta­ria. So­no con­si­de­ra­te ir­re­go­la­ri­tà i se­guen­ti even­ti:
er­ro­ri nel cal­co­lo del va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio del fon­do «ma­ster»;
er­ro­ri nel­le tran­sa­zio­ni, nell'ese­cu­zio­ne di ac­qui­sti e ven­di­te o di or­di­ni di emis­sio­ne o ri­scat­to di quo­te del fon­do «ma­ster» da par­te del fon­do «fee­der»;
er­ro­ri nel­la di­stri­bu­zio­ne o nel­la te­sau­riz­za­zio­ne di ri­ca­vi del fon­do «ma­ster»;
vio­la­zio­ni di di­spo­si­zio­ni le­ga­li non­ché de­gli obiet­ti­vi, dei li­mi­ti, del­la po­li­ti­ca o del­la stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to del fon­do «ma­ster» de­scrit­ti nei con­trat­ti del fon­do, nei re­go­la­men­ti d'in­ve­sti­men­to, nel pro­spet­to o nel­le in­for­ma­zio­ni chia­ve per l'in­ve­sti­to­re.
2Se han­no ban­che de­po­si­ta­rie di­ver­se, il fon­do «ma­ster» e il fon­do «fee­der» sti­pu­la­no, d'in­te­sa con il fon­do «ma­ster» e il fon­do «fee­der», un ac­cor­do con­cer­nen­te la col­la­bo­ra­zio­ne e gli ob­bli­ghi d'in­for­ma­zio­ne al fi­ne di ga­ran­ti­re l'os­ser­van­za dei lo­ro ob­bli­ghi. Ta­le ac­cor­do con­tie­ne al­me­no i pun­ti se­guen­ti:
la de­scri­zio­ne dei do­cu­men­ti e del­le ca­te­go­rie di in­for­ma­zio­ni che le due ban­che de­po­si­ta­rie si scam­bia­no re­go­lar­men­te, com­pre­se le mo­da­li­tà e i tem­pi di tra­smis­sio­ne;
i prin­ci­pi con­cer­nen­ti il di­sbri­go del­le que­stio­ni ope­ra­ti­ve, com­pre­si il cal­co­lo del va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio, la pro­te­zio­ne dal «mar­ket ti­ming» e il trat­ta­men­to del­le istru­zio­ni im­par­ti­te dal fon­do «fee­der»;
le mo­da­li­tà di co­mu­ni­ca­zio­ne del­le vio­la­zio­ni del­le pre­scri­zio­ni le­ga­li e con­trat­tua­li da par­te del fon­do «ma­ster»;
al­tri ele­men­ti ne­ces­sa­ri al­la col­la­bo­ra­zio­ne tra le ban­che de­po­si­ta­rie.
3Nel­lo scam­bio di da­ti le ban­che de­po­si­ta­rie os­ser­va­no gli ob­bli­ghi le­ga­li e con­trat­tua­li con­cer­nen­ti la pub­bli­ca­zio­ne di da­ti e la lo­ro pro­te­zio­ne.
Art. 62 Obblighi della società di audit
1Nel suo rap­por­to sin­te­ti­co sul fon­do «fee­der» la so­cie­tà di au­dit tie­ne con­to del rap­por­to sin­te­ti­co sul fon­do «ma­ster». Se il fon­do «ma­ster» e il fon­do «fee­der» han­no eser­ci­zi non coin­ci­den­ti, al­la da­ta di chiu­su­ra dell'eser­ci­zio del fon­do «fee­der» il fon­do «ma­ster» al­le­sti­sce una chiu­su­ra in­ter­me­dia. Su que­sta ba­se la so­cie­tà di au­dit al­le­sti­sce per il fon­do «ma­ster» un rap­por­to sin­te­ti­co ad hoc al­la da­ta di chiu­su­ra dell'eser­ci­zio del fon­do «fee­der».
2Nel rap­por­to sin­te­ti­co sul fon­do «fee­der» la so­cie­tà di au­dit ci­ta le di­ver­gen­ze ri­spet­to al te­sto stan­dard e ad al­tre im­por­tan­ti in­for­ma­zio­ni con­te­nu­te nel rap­por­to sin­te­ti­co sul fon­do «ma­ster» e il lo­ro ef­fet­to sul fon­do «fee­der».
3Se han­no so­cie­tà di au­dit di­ver­se, il fon­do «ma­ster» e il fon­do «fee­der» sti­pu­la­no un ac­cor­do con­cer­nen­te la col­la­bo­ra­zio­ne e gli ob­bli­ghi d'in­for­ma­zio­ne per ga­ran­ti­re l'adem­pi­men­to dei lo­ro ob­bli­ghi. Ta­le ac­cor­do de­ve con­te­ne­re al­me­no:
la de­scri­zio­ne dei do­cu­men­ti e del­le ca­te­go­rie di in­for­ma­zio­ni che le due so­cie­tà di au­dit si scam­bia­no re­go­lar­men­te, com­pre­se le mo­da­li­tà e i tem­pi di tra­smis­sio­ne;
il coor­di­na­men­to del ruo­lo del­le so­cie­tà di au­dit nel­la pro­ce­du­ra di al­le­sti­men­to dei rap­por­ti d'eser­ci­zio an­nua­li del fon­do «ma­ster» e del fon­do «fee­der»;
l'in­di­ca­zio­ne del­le in­for­ma­zio­ni che de­vo­no es­se­re men­zio­na­te nel rap­por­to di ve­ri­fi­ca del fon­do «ma­ster» se­con­do il ca­po­ver­so 2;
ul­te­rio­ri mo­da­li­tà di re­go­la­men­ta­zio­ne del­la col­la­bo­ra­zio­ne tra le so­cie­tà di au­dit non­ché l'al­le­sti­men­to e la tra­smis­sio­ne dei rap­por­ti sin­te­ti­ci e dei rap­por­ti ad hoc.
Art. 63 Liquidazione del fondo «master»
1A co­mu­ni­ca­zio­ne av­ve­nu­ta del­la li­qui­da­zio­ne del fon­do «ma­ster», il fon­do «fee­der» so­spen­de sen­za in­du­gio i rim­bor­si. En­tro un me­se dall'av­ve­nu­ta co­mu­ni­ca­zio­ne del­la li­qui­da­zio­ne del fon­do «ma­ster» inol­tra al­la FIN­MA la no­ti­fi­ca o la do­man­da di:
li­qui­da­zio­ne del fon­do «fee­der»;
mo­di­fi­ca del con­trat­to del fon­do o del re­go­la­men­to d'in­ve­sti­men­to in se­gui­to al cam­bia­men­to del fon­do «ma­ster»; op­pu­re
mo­di­fi­ca del con­trat­to del fon­do o del re­go­la­men­to d'in­ve­sti­men­to in se­gui­to al­la tra­sfor­ma­zio­ne in un fon­do non «fee­der».
2Il ri­ca­va­to del­la li­qui­da­zio­ne del fon­do «ma­ster» può es­se­re ver­sa­to pri­ma dell'ap­pro­va­zio­ne del­le ri­chie­ste di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­re b e c so­lo se, fi­no al mo­men­to dell'ap­pro­va­zio­ne, vie­ne rein­ve­sti­to esclu­si­va­men­te al­lo sco­po di una ge­stio­ne ef­fi­cien­te del­la li­qui­di­tà.
Art. 64 Fusione, trasformazione e trasferimento del patrimonio
1Se il fon­do «ma­ster» de­ci­de la fu­sio­ne, la tra­sfor­ma­zio­ne o il tra­sfe­ri­men­to del pa­tri­mo­nio, en­tro un me­se dal­la co­mu­ni­ca­zio­ne da par­te del fon­do «ma­ster» il fon­do «fee­der» de­ve no­ti­fi­ca­re al­la FIN­MA se:
pro­ce­de al­la li­qui­da­zio­ne;
vuo­le man­te­ne­re lo stes­so fon­do «ma­ster»;
cam­bia in un al­tro fon­do «ma­ster»; op­pu­re
si tra­sfor­ma in un fon­do non «fee­der».
2Con­tem­po­ra­nea­men­te al­la no­ti­fi­ca, il fon­do «fee­der» inol­tra al­la FIN­MA, se ne­ces­sa­rio, una ri­chie­sta di ap­pro­va­zio­ne del­le mo­di­fi­che del con­trat­to del fon­do o del re­go­la­men­to d'in­ve­sti­men­to.
3Se la fu­sio­ne, la tra­sfor­ma­zio­ne o il tra­sfe­ri­men­to del pa­tri­mo­nio del fon­do «ma­ster» av­vie­ne pri­ma dell'ap­pro­va­zio­ne del­la do­man­da di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­re c e d, il fon­do «fee­der» può ri­scat­ta­re le quo­te del fon­do «ma­ster» so­lo se il ri­ca­va­to con­se­gui­to vie­ne rein­ve­sti­to, fi­no all'en­tra­ta in vi­go­re dei cam­bia­men­ti, esclu­si­va­men­te al­lo sco­po di una ge­stio­ne ef­fi­cien­te del­la li­qui­di­tà.
Capitolo 2: Altri fondi
1Le pre­scri­zio­ni per i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri re­la­ti­ve ai pre­sti­ti di va­lo­ri mo­bi­lia­ri (art. 1-9), al­le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che (art. 10-22), agli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti (art. 23-49), all'am­mi­ni­stra­zio­ne del­le ga­ran­zie (art. 50-55) e al­le strut­tu­re «ma­ster» e «fee­der» (art. 56-64) si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia ad al­tri fon­di.
2So­no fat­ti sal­vi gli ar­ti­co­li 100 e 101 OI­Col1.
3La FIN­MA può con­ce­de­re de­ro­ghe a ta­li pre­scri­zio­ni (art. 101 OI­Col).
Titolo 2: Istituti
Capitolo 1: Requisiti organizzativi per la delega di compiti
1Ai sen­si del pre­sen­te ar­ti­co­lo si è in pre­sen­za di una de­le­ga di com­pi­ti se il ti­to­la­re di un'au­to­riz­za­zio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 2 tra­sfe­ri­sce a un ter­zo com­pi­ti im­por­tan­ti mo­di­fi­can­do co­sì le con­di­zio­ni al­la ba­se dell'au­to­riz­za­zio­ne.
2La di­re­zio­ne del fon­do, la SI­CAV, i ge­sto­ri pa­tri­mo­nia­li di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le e i rap­pre­sen­tan­ti di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le este­ri sta­bi­li­sco­no i com­pi­ti de­le­ga­ti a ter­zi in con­trat­ti scrit­ti. Nei con­trat­ti so­no de­scrit­ti con pre­ci­sio­ne i com­pi­ti de­le­ga­ti e so­no re­go­la­men­ta­ti le com­pe­ten­ze e le re­spon­sa­bi­li­tà, even­tua­li po­te­ri di sub­de­le­ga, l'ob­bli­go di ren­di­con­to del man­da­ta­rio e i di­rit­ti di con­trol­lo del ti­to­la­re di un'au­to­riz­za­zio­ne.
3L'or­ga­niz­za­zio­ne d'eser­ci­zio non è da con­si­de­rar­si ade­gua­ta ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 14 LI­Col se il ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne di cui al ca­po­ver­so 2:
non di­spo­ne del­la com­pe­ten­za de­ci­sio­na­le nell'am­bi­to dei com­pi­ti cen­tra­li che spet­ta al con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne o al­la di­re­zio­ne;
non di­spo­ne del­le ne­ces­sa­rie ri­sor­se di per­so­na­le e del­le co­no­scen­ze spe­ci­fi­che per la se­le­zio­ne, l'istru­zio­ne, il mo­ni­to­rag­gio e il con­trol­lo dei ri­schi dei man­da­ta­ri; op­pu­re
non di­spo­ne o di­spo­ne so­lo li­mi­ta­ta­men­te dei ne­ces­sa­ri di­rit­ti di istru­zio­ne e con­trol­lo nei con­fron­ti dei man­da­ta­ri.
4La de­le­ga di com­pi­ti non de­ve osta­co­la­re l'at­ti­vi­tà di ve­ri­fi­ca da par­te del­la so­cie­tà di au­dit e la vi­gi­lan­za del­la FIN­MA.
5Per i com­pi­ti de­le­ga­ti all'este­ro il ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne de­ve po­ter pro­va­re che egli stes­so, la so­cie­tà di au­dit pru­den­zia­le e la FIN­MA so­no in gra­do di eser­ci­ta­re i pro­pri di­rit­ti di ve­ri­fi­ca e di far­li va­le­re giu­ri­di­ca­men­te. La so­cie­tà di au­dit pru­den­zia­le de­ve ve­ri­fi­ca­re la pro­va pri­ma del­la de­le­ga.
6I ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne di cui al ca­po­ver­so 1 sta­bi­li­sco­no nel re­go­la­men­to or­ga­niz­za­ti­vo i com­pi­ti de­le­ga­ti e for­ni­sco­no in­di­ca­zio­ni sul­la pos­si­bi­li­tà di sub­de­le­ga.
Capitolo 2: Gestione dei rischi e controllo dei rischi
Art. 67 Principi della gestione dei rischi
1Il con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne del­la di­re­zio­ne del fon­do, del­la SI­CAV o del ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le prov­ve­de, con un si­ste­ma in­ter­no di con­trol­lo ba­sa­to su un'ana­li­si si­ste­ma­ti­ca dei ri­schi e con il suo mo­ni­to­rag­gio, a che tut­ti i ri­schi es­sen­zia­li del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne sia­no ac­cer­ta­ti, va­lu­ta­ti, ge­sti­ti e sor­ve­glia­ti in mo­do ade­gua­to ed ef­fi­ca­ce.
2L'or­ga­no re­spon­sa­bi­le del­la ge­stio­ne del­la di­re­zio­ne del fon­do, del­la SI­CAV o del ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le at­tua le di­ret­ti­ve del con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne re­la­ti­va­men­te all'isti­tu­zio­ne, al man­te­ni­men­to e al­la ve­ri­fi­ca pe­rio­di­ca del si­ste­ma in­ter­no di con­trol­lo. Svi­lup­pa pro­ce­du­re ap­pro­pria­te per con­cre­tiz­za­re le at­ti­vi­tà di con­trol­lo da in­te­gra­re nei pro­ces­si ope­ra­ti­vi e per con­trol­la­re i ri­schi.
Art. 68 Direttive interne
1La di­re­zio­ne del fon­do, la SI­CAV e il ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le sta­bi­li­sco­no nel­le di­ret­ti­ve in­ter­ne ade­gua­ti prin­ci­pi di ge­stio­ne e di con­trol­lo dei ri­schi non­ché l'or­ga­niz­za­zio­ne pre­po­sta al­la ge­stio­ne e al con­trol­lo dei ri­schi.
2In­clu­do­no i ri­schi ai qua­li:
so­no o po­treb­be­ro es­se­re espo­sti in tut­ti i cam­pi del­la lo­ro at­ti­vi­tà;
so­no o po­treb­be­ro es­se­re espo­sti gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le da lo­ro ge­sti­ti e gli al­tri pa­tri­mo­ni ge­sti­ti nell'am­bi­to di man­da­ti.
3Le di­ret­ti­ve in­ter­ne sta­bi­li­sco­no:
l'or­ga­niz­za­zio­ne del­la ge­stio­ne e del con­trol­lo dei ri­schi, com­pre­se le com­pe­ten­ze all'in­ter­no del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne;
i ti­pi di ri­schio a li­vel­lo di at­ti­vi­tà del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne, di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ge­sti­ti non­ché di pa­tri­mo­ni ge­sti­ti nell'am­bi­to di man­da­ti;
le pro­ce­du­re e i si­ste­mi di va­lu­ta­zio­ne e ge­stio­ne di tut­ti i ri­schi es­sen­zia­li del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne non­ché de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le, in par­ti­co­la­re del lo­ro ri­schio di mer­ca­to, di li­qui­di­tà e di con­tro­par­te;
i com­pi­ti, le re­spon­sa­bi­li­tà e la fre­quen­za del rap­por­to da sot­to­por­re al con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne e al­la di­re­zio­ne.
4Nel de­fi­ni­re le di­ret­ti­ve in­ter­ne e l'or­ga­niz­za­zio­ne del­la ge­stio­ne dei ri­schi oc­cor­re te­ne­re con­to del ti­po, del­la por­ta­ta e del­la com­ples­si­tà del­le ope­ra­zio­ni, de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ge­sti­ti e dei pa­tri­mo­ni ge­sti­ti nell'am­bi­to di man­da­ti.
5L'uti­liz­zo di tec­ni­che d'in­ve­sti­men­to e di de­ri­va­ti de­ve es­se­re di­sci­pli­na­to nel­le di­ret­ti­ve in­ter­ne e ve­ri­fi­ca­to pe­rio­di­ca­men­te. Per il ri­cor­so a de­ri­va­ti, le di­ret­ti­ve in­ter­ne di­sci­pli­na­no inol­tre, in ba­se al­la strut­tu­ra e ai ri­schi del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne, gli am­bi­ti se­guen­ti:
po­li­ti­ca dei ri­schi:
de­ri­va­ti che pos­so­no es­se­re uti­liz­za­ti,
re­qui­si­ti ri­guar­do al­le con­tro­par­ti,
re­qui­si­ti ri­guar­do al­la li­qui­di­tà dei mer­ca­ti,
nell'uti­liz­zo di pro­dot­ti in­di­ciz­za­ti, re­qui­si­ti ri­guar­do al­la rap­pre­sen­ta­ti­vi­tà e al­la cor­re­la­zio­ne;
con­trol­lo dei ri­schi:
ac­cer­ta­men­to, va­lu­ta­zio­ne e sor­ve­glian­za (con­trol­lo) dei ri­schi,
com­pe­ten­ze e li­mi­ti,
pro­ce­du­ra di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio,
pro­ce­du­ra di «esca­la­tion» in ca­so di su­pe­ra­men­to dei li­mi­ti;
inol­tre nell'ap­proc­cio mo­del­lo:
me­to­do di ve­ri­fi­ca del mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio, in par­ti­co­la­re VaR
pro­ce­du­ra di «esca­la­tion» e mi­su­re in ca­so di ri­sul­ta­ti in­suf­fi­cien­ti dei te­st di ve­ri­fi­ca
com­po­si­zio­ne dei por­ta­fo­gli di ri­fe­ri­men­to non­ché del­le lo­ro mo­di­fi­che e del mo­ni­to­rag­gio del pro­ces­so per de­ter­mi­na­re il por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to
«stress te­st»;
ela­bo­ra­zio­ne e va­lu­ta­zio­ne:
do­cu­men­ta­zio­ne del­le ope­ra­zio­ni,
mo­del­li di va­lu­ta­zio­ne da uti­liz­za­re,
da­ti e for­ni­to­ri di da­ti da uti­liz­za­re.
Art. 69 Altri obblighi concernenti la gestione dei rischi
1La di­re­zio­ne del fon­do, la SI­CAV e il ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ve­ri­fi­ca­no pe­rio­di­ca­men­te l'ade­gua­tez­za e l'ef­fi­ca­cia dei prin­ci­pi del­la ge­stio­ne dei ri­schi non­ché del­le pro­ce­du­re e dei si­ste­mi de­fi­ni­ti.
2L'os­ser­van­za dei prin­ci­pi del­la ge­stio­ne dei ri­schi e del­le pro­ce­du­re de­fi­ni­te non­ché l'ade­gua­tez­za e l'ef­fi­ca­cia del­le mi­su­re vol­te a eli­mi­na­re even­tua­li la­cu­ne nel pro­ces­so di ge­stio­ne dei ri­schi so­no og­get­to in­te­gran­te del rap­por­to da sot­to­por­re al con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne e al­la di­re­zio­ne.
3L'uti­liz­zo di tec­ni­che d'in­ve­sti­men­to e di de­ri­va­ti non­ché l'am­mi­ni­stra­zio­ne del­le ga­ran­zie e i con­se­guen­ti ri­schi de­vo­no es­se­re con­si­de­ra­ti in ma­nie­ra ap­pro­pria­ta nel­la ge­stio­ne dei ri­schi de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ge­sti­ti.
Art. 70 Controllo dei rischi
1Per svol­ge­re il con­trol­lo dei ri­schi, la di­re­zio­ne del fon­do, la SI­CAV e il ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le di­spon­go­no di suf­fi­cien­te per­so­na­le tec­ni­co qua­li­fi­ca­to.
2Il con­trol­lo dei ri­schi ac­cer­ta, va­lu­ta e sor­ve­glia:
i ri­schi as­sun­ti dal ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne;
i ri­schi di ogni sin­go­la po­si­zio­ne de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ge­sti­ti e il lo­ro ri­schio com­ples­si­vo; e
i ri­schi di al­tri even­tua­li man­da­ti di ge­stio­ne.
3Il con­trol­lo dei ri­schi de­ve es­se­re se­pa­ra­to, a li­vel­lo di fun­zio­ni e di ge­rar­chia, dal­le uni­tà ope­ra­ti­ve, in par­ti­co­la­re dal­la fun­zio­ne in­ca­ri­ca­ta di de­ci­de­re gli in­ve­sti­men­ti (ge­stio­ne del por­ta­fo­glio). De­ve po­ter agi­re in ma­nie­ra in­di­pen­den­te.
Art. 71 Condizioni per l'utilizzo di derivati
1Nell'uti­liz­zo di de­ri­va­ti oc­cor­re ga­ran­ti­re in qua­lun­que mo­men­to il cal­co­lo dei li­mi­ti in vi­go­re per la som­ma de­gli im­pe­gni e la lo­ro co­stan­te os­ser­van­za.
2Il con­trol­lo dei ri­schi ve­ri­fi­ca i mo­del­li e le pro­ce­du­re di va­lu­ta­zio­ne.
3Per gli im­pe­gni di con­se­gna fi­si­ca nel­le ope­ra­zio­ni con de­ri­va­ti il con­trol­lo dei ri­schi de­ve ve­ri­fi­ca­re pe­rio­di­ca­men­te, e ga­ran­ti­re, che la co­per­tu­ra a nor­ma de­gli ar­ti­co­li 44 e 45 sia di­spo­ni­bi­le nel­la mi­su­ra ne­ces­sa­ria.
4Per gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ai qua­li vie­ne ap­pli­ca­to l'ap­proc­cio mo­del­lo la di­re­zio­ne ap­pro­va, in sin­to­nia con il lo­ro pro­fi­lo di ri­schio, un si­ste­ma do­cu­men­ta­to di mas­si­ma­li di po­ten­zia­li im­por­ti a ri­schio (li­mi­ti VaR).
5Per gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ai qua­li vie­ne ap­pli­ca­to l'ap­proc­cio mo­del­lo, l'uni­tà in­ca­ri­ca­ta del con­trol­lo dei ri­schi pres­so la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV è com­pe­ten­te del­la pro­ce­du­ra di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio ed è re­spon­sa­bi­le dei se­guen­ti am­bi­ti:
ve­ri­fi­ca e ge­sti­sce il mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio e prov­ve­de al suo ul­te­rio­re svi­lup­po;
ga­ran­ti­sce che il mo­del­lo di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio sia ade­gua­to al ri­spet­ti­vo in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le;
con­va­li­da e im­ple­men­ta il si­ste­ma dei li­mi­ti VaR per ogni in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le in sin­to­nia con il re­la­ti­vo pro­fi­lo di ri­schio;
de­ter­mi­na e ana­liz­za co­stan­te­men­te i po­ten­zia­li im­por­ti a ri­schio e sor­ve­glia i mas­si­ma­li;
sor­ve­glia pe­rio­di­ca­men­te la som­ma lor­da de­gli im­pe­gni da in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le, in par­ti­co­la­re il re­la­ti­vo ef­fet­to le­va;
fa re­go­lar­men­te rap­por­to al com­pe­ten­te or­ga­no in­ter­no in me­ri­to agli at­tua­li po­ten­zia­li im­por­ti a ri­schio, al «back­te­sting» e ai ri­sul­ta­ti de­gli «stress te­st».
Capitolo 3: Direzione del fondo e SICAV
1La di­re­zio­ne del fon­do e la SI­CAV au­to­ge­sti­ta ga­ran­ti­sco­no che la va­lu­ta­zio­ne de­gli in­ve­sti­men­ti sia di­stin­ta, a li­vel­lo di fun­zio­ni e di per­so­na­le, dal­la fun­zio­ne in­ca­ri­ca­ta di de­ci­de­re gli in­ve­sti­men­ti (ge­stio­ne del por­ta­fo­glio).
2Per svol­ge­re la va­lu­ta­zio­ne di­spon­go­no di per­so­na­le tec­ni­co qua­li­fi­ca­to.
Capitolo 4: Gestori patrimoniali di investimenti collettivi di capitale
Sezione 1: Approccio de minimis
Art. 73 Valori patrimoniali da considerare
1Per il cal­co­lo dei va­lo­ri so­glia dei va­lo­ri pa­tri­mo­na­li ge­sti­ti dal ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le de­vo­no es­se­re con­si­de­ra­ti an­che i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li di cui que­sti ha de­le­ga­to la ge­stio­ne a ter­zi.
2Se un ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ge­sti­sce un in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le che de­tie­ne quo­te in al­tri in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le da lui ge­sti­ti, per il cal­co­lo dei va­lo­ri so­glia de­ve con­si­de­ra­re i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li in que­stio­ne so­lo una vol­ta.
Art. 74 Valutazione dei patrimoni gestiti
1Per ogni in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le ge­sti­to de­ve es­se­re de­ter­mi­na­to il va­lo­re dei pa­tri­mo­ni ge­sti­ti ba­san­do­si sul­le re­go­le di va­lu­ta­zio­ne sta­bi­li­te nel­le pre­scri­zio­ni le­ga­li del Pae­se di do­mi­ci­lio dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le non­ché, even­tual­men­te, su quel­le sta­bi­li­te nei do­cu­men­ti per­ti­nen­ti dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le.
2L'im­por­to com­pu­ta­bi­le per la som­ma de­gli im­pe­gni de­ri­van­ti dall'ef­fet­to le­va vie­ne cal­co­la­to in ba­se all'ap­proc­cio «Com­mit­ment II».
3Gli im­pe­gni all'in­ve­sti­men­to di cui all'ar­ti­co­lo 1b ca­po­ver­so 1 let­te­ra d OI­Col1 so­no da­ti dal­la som­ma di tut­ti gli im­por­ti che l'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le o la di­re­zio­ne del fon­do può ri­chia­ma­re pres­so gli in­ve­sti­to­ri in ba­se a im­pe­gni vin­co­lan­ti.
4Per va­lo­re no­mi­na­le di un in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 1b ca­po­ver­so 1 let­te­ra d OI­Col si in­ten­de la som­ma de­gli im­pe­gni all'in­ve­sti­men­to me­no i rim­bor­si già ver­sa­ti agli in­ve­sti­to­ri.
Sezione 2: Assicurazione di responsabilità civile professionale
Art. 75 Requisiti
1L'as­si­cu­ra­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le pro­fes­sio­na­le dei ge­sto­ri pa­tri­mo­nia­li di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­so 3 let­te­ra b OI­Col1 de­ve sod­di­sfa­re i se­guen­ti re­qui­si­ti:
è sti­pu­la­ta pres­so un'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ni ai sen­si del­la leg­ge del 17 di­cem­bre 20042 sul­la sor­ve­glian­za de­gli as­si­cu­ra­to­ri;
ha una du­ra­ta mi­ni­ma di un an­no;
pre­ve­de un ter­mi­ne di di­sdet­ta di al­me­no 90 gior­ni;
co­pre al­me­no i ri­schi del­la re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le pro­fes­sio­na­le di cui all'ar­ti­co­lo 76.
2La co­per­tu­ra as­si­cu­ra­ti­va per ogni sin­go­lo cre­di­to cor­ri­spon­de al­me­no al­lo 0,7 per cen­to del pa­tri­mo­nio com­ples­si­vo de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ge­sti­ti dal ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le.
3La co­per­tu­ra as­si­cu­ra­ti­va per tut­ti i cre­di­ti di un an­no cor­ri­spon­de al­me­no al­lo 0,9 per cen­to del pa­tri­mo­nio com­ples­si­vo de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le ge­sti­ti dal ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le.
4I re­qui­si­ti ri­guar­do all'as­si­cu­ra­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le pro­fes­sio­na­le de­vo­no es­se­re co­stan­te­men­te sod­di­sfat­ti.
Art. 76 Rischi connessi alla responsabilità civile professionale
1L'as­si­cu­ra­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le pro­fes­sio­na­le di cui all'ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­so 3 let­te­ra b OI­Col1 de­ve co­pri­re il ri­schio di per­di­ta o di dan­no cau­sa­to per ne­gli­gen­za nell'eser­ci­zio del­le at­ti­vi­tà del­le qua­li il ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le è re­spon­sa­bi­le per leg­ge.
2Per ri­schi del­la re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le pro­fes­sio­na­le ai sen­si del ca­po­ver­so 1 si in­ten­do­no tra l'al­tro:
il ri­schio del­la per­di­ta dei do­cu­men­ti che com­pro­va­no la pro­prie­tà dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le sui va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li ge­sti­ti;
il ri­schio di pre­sen­ta­zio­ni er­ra­te o af­fer­ma­zio­ni fuor­vian­ti nei con­fron­ti dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le ge­sti­to o dei suoi in­ve­sti­to­ri;
il ri­schio di com­por­ta­men­ti che de­ter­mi­na­no la vio­la­zio­ne di:
ob­bli­ghi le­ga­li e con­trat­tua­li,
ob­bli­ghi di fe­del­tà, di­li­gen­za e in­for­ma­zio­ne nei con­fron­ti dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le ge­sti­to e dei suoi in­ve­sti­to­ri,
di­spo­si­zio­ni del con­trat­to di ge­stio­ne pa­tri­mo­nia­le con­cer­nen­ti l'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le, il con­trat­to del fon­do o lo sta­tu­to dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le;
il ri­schio che pro­ce­du­re ade­gua­te per pre­ve­ni­re at­ti­vi­tà slea­li, frau­do­len­te o do­lo­se non sia­no isti­tui­te, at­tua­te e man­te­nu­te;
il ri­schio di una va­lu­ta­zio­ne dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li non con­for­me al­le pre­scri­zio­ni;
il ri­schio di per­di­te cau­sa­te da un'in­ter­ru­zio­ne dell'eser­ci­zio o da di­sfun­zio­ni nel si­ste­ma, nell'ela­bo­ra­zio­ne del­le tran­sa­zio­ni o nel­la ge­stio­ne dei pro­ces­si.
Capitolo 5: Banca depositaria
Art. 77 Organizzazione
1La ban­ca de­po­si­ta­ria ga­ran­ti­sce l'au­to­no­mia dal­la di­re­zio­ne del fon­do o dal­la SI­CAV a li­vel­lo di lo­ca­li, per­so­na­le e fun­zio­ni.
2Nel de­le­ga­re com­pi­ti al­la ban­ca de­po­si­ta­ria, la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV ga­ran­ti­sce che non sor­ga­no con­flit­ti d'in­te­res­se. Al ri­guar­do de­ve es­se­re ga­ran­ti­ta, a li­vel­lo di istru­zio­ni, l'au­to­no­mia re­ci­pro­ca tra la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV de­le­gan­te, o i suoi man­da­ta­ri, e le per­so­ne cui la ban­ca de­po­si­ta­ria ha af­fi­da­to com­pi­ti a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 73 LI­Col. I con­flit­ti d'in­te­res­se che non pos­so­no es­se­re evi­ta­ti de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti agli in­ve­sti­to­ri.
3Le per­so­ne cui la ban­ca de­po­si­ta­ria ha af­fi­da­to com­pi­ti a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 73 LI­Col non pos­so­no as­su­me­re con­tem­po­ra­nea­men­te com­pi­ti de­le­ga­ti dal­la di­re­zio­ne del fon­do o dal­la SI­CAV.
Art. 78 Funzione di controllo
1Per as­su­me­re i com­pi­ti di con­trol­lo di cui all'ar­ti­co­lo 73 ca­po­ver­so 3 let­te­re a e b LI­Col la ban­ca de­po­si­ta­ria va­lu­ta i ri­schi in re­la­zio­ne con il ti­po, la por­ta­ta e la com­ples­si­tà del­la stra­te­gia dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le al fi­ne di svi­lup­pa­re pro­ce­du­re di con­trol­lo che sia­no ade­gua­te per l'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li nei qua­li in­ve­ste.
2La ban­ca de­po­si­ta­ria ema­na di­ret­ti­ve in­ter­ne ade­gua­te nel­le qua­li san­ci­sce quan­to­me­no:
il mo­do in cui è or­ga­niz­za la pro­pria fun­zio­ne di con­trol­lo, in par­ti­co­la­re qua­li ruo­li so­no pre­vi­sti e qua­li so­no le re­spon­sa­bi­li­tà in­di­vi­dua­li;
la pro­ce­du­ra di con­trol­lo in ba­se al­la qua­le de­vo­no es­se­re svol­ti i con­trol­li, com­pre­si quel­li per il tra­sfe­ri­men­to del­la cu­sto­dia a un de­po­si­ta­rio ter­zo o col­let­ti­vo ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 105a OI­Col1;
il pia­no e i pro­ces­si di con­trol­lo, in par­ti­co­la­re i me­to­di, le ba­si di da­ti e la pe­rio­di­ci­tà dei con­trol­li;
le pro­ce­du­re di «esca­la­tion» av­via­te al mo­men­to del­la con­sta­ta­zio­ne di ir­re­go­la­ri­tà, in par­ti­co­la­re le fa­si pro­ce­du­ra­li, le sca­den­ze, i con­tat­ti con la di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV e al­tre par­ti im­por­tan­ti, la pro­ce­du­ra per de­fi­ni­re le mi­su­re da adot­ta­re e gli ob­bli­ghi di in­for­ma­zio­ne;
il rap­por­to del­la ban­ca de­po­si­ta­ria all'in­di­riz­zo de­gli or­ga­ni e di even­tua­li al­tri de­sti­na­ta­ri in me­ri­to al­la sua at­ti­vi­tà di con­trol­lo, in par­ti­co­la­re la fre­quen­za, la for­ma e il con­te­nu­to del rap­por­to.
3Nei con­fron­ti del­la di­re­zio­ne del fon­do la ban­ca de­po­si­ta­ria ha il di­rit­to e l'ob­bli­go di pren­de­re prov­ve­di­men­ti con­tro in­ve­sti­men­ti non am­mes­si. Se nel­lo svol­gi­men­to del­la sua fun­zio­ne di con­trol­lo giun­ge a co­no­scen­za di que­sti in­ve­sti­men­ti, ri­pri­sti­na la si­tua­zio­ne re­go­la­men­ta­re, ad esem­pio in­ca­ri­can­do di re­ce­de­re da­gli in­ve­sti­men­ti.
Titolo 3: Contabilità, valutazione, rendiconto e obbligo di pubblicazione
Capitolo 1: Contabilità e presentazione dei conti
Art. 79 Principi
(art. 87 e 91 LI­Col)
1Sem­pre­ché la LI­Col e la pre­sen­te or­di­nan­za non di­spon­ga­no al­tri­men­ti, al­la con­ta­bi­li­tà e al­la pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 87 LI­Col si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1 (CO).
2La con­ta­bi­li­tà de­ve es­se­re al­le­sti­ta con­for­me­men­te ai re­qui­si­ti le­ga­li per i rap­por­ti an­nua­li e se­me­stra­li (art. 89 segg. LI­Col) e pro­ce­den­do in mo­do che pre­sen­ti un qua­dro fe­de­le del­la rea­le si­tua­zio­ne del pa­tri­mo­nio e dei ri­sul­ta­ti.
3Le tran­sa­zio­ni, com­pre­se le ope­ra­zio­ni fuo­ri bi­lan­cio, de­vo­no es­se­re ri­le­va­te im­me­dia­ta­men­te do­po la con­clu­sio­ne del con­trat­to. L'iscri­zio­ne a bi­lan­cio del­le tran­sa­zio­ni chiu­se, ma il cui re­go­la­men­to non è an­co­ra av­ve­nu­to, si ba­sa sul prin­ci­pio del­la da­ta di con­clu­sio­ne.
4La con­ta­bi­li­tà de­ve te­ne­re con­to del­le esi­gen­ze del di­rit­to fi­sca­le.
Art. 80 Unità di conto
(art. 26 cpv. 3 e 108 LI­Col e 35a cpv. 1 lett. o OI­Col1)
1Una va­lu­ta este­ra può es­se­re de­si­gna­ta qua­le uni­tà di con­to:
nel re­go­la­men­to del fon­do, per il fon­do d'in­ve­sti­men­to o per i re­la­ti­vi com­par­ti;
nel re­go­la­men­to d'in­ve­sti­men­to, per i com­par­ti del­la SI­CAV;
nel con­trat­to del­le so­cie­tà in ac­co­man­di­ta, per gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le.
2La SI­CAV sta­bi­li­sce inol­tre nel pro­prio re­go­la­men­to d'in­ve­sti­men­to la va­lu­ta che è l'uni­tà di con­to del con­to glo­ba­le (art. 98) e la pro­ce­du­ra di con­ver­sio­ne.
3Se per la pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti vie­ne uti­liz­za­ta una va­lu­ta este­ra, i va­lo­ri non de­vo­no es­se­re in­di­ca­ti an­che nel­la va­lu­ta na­zio­na­le.
Sezione 2: Investimenti collettivi di capitale aperti
Art. 81 Comparti e classi di quote
(art. 92-94 LI­Col e 112 e 113 OI­Col1)
1Nel ca­so di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le mul­ti-com­par­to, le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te ti­to­lo si ap­pli­ca­no a ogni com­par­to.
2I sin­go­li com­par­ti de­vo­no es­se­re ri­por­ta­ti se­pa­ra­ta­men­te nel rap­por­to an­nua­le e nel rap­por­to se­me­stra­le.
3L'eser­ci­zio dei com­par­ti de­ve chiu­der­si al­la stes­sa da­ta.
4Per le clas­si di quo­te, il va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio de­ve es­se­re in­di­ca­to per ogni clas­se di quo­te.
Art. 82 Controllo delle quote e dei certificati
(art. 11 e 73 cpv. 1 LI­Col)
1La ban­ca de­po­si­ta­ria re­gi­stra l'emis­sio­ne e il ri­scat­to di quo­te com­pre­se le fra­zio­ni. Al ri­guar­do, ri­le­va le in­for­ma­zio­ni se­guen­ti:
la da­ta dell'emis­sio­ne o del ri­scat­to;
il nu­me­ro del­le quo­te emes­se o ri­scat­ta­te;
il ver­sa­men­to lor­do dell'in­ve­sti­to­re o il ver­sa­men­to net­to all'in­ve­sti­to­re;
le ri­mu­ne­ra­zio­ni e le spe­se ac­ces­so­rie per l'emis­sio­ne o il ri­scat­to;
la som­ma ac­cre­di­ta­ta o ad­de­bi­ta­ta all'in­ve­sti­men­to di ca­pi­ta­le;
il va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio del­la quo­ta.
2Se le quo­te so­no no­mi­na­ti­ve, l'iden­ti­tà dell'in­ve­sti­to­re de­ve es­se­re re­gi­stra­ta se­pa­ra­ta­men­te.
3La ban­ca de­po­si­ta­ria re­gi­stra se­pa­ra­ta­men­te le emis­sio­ni e il ri­scat­to di cer­ti­fi­ca­ti di quo­te.
Art. 83 Fondi immobiliari
(art. 59 cpv. 1 lett. b, 83 LI­Col e 86 cpv. 3 lett. b e 93 OI­Col1)
1Il fon­do im­mo­bi­lia­re e le so­cie­tà im­mo­bi­lia­ri di sua pro­prie­tà de­vo­no chiu­de­re l'eser­ci­zio con­ta­bi­le lo stes­so gior­no. La FIN­MA può ac­cor­da­re de­ro­ghe se l'al­le­sti­men­to di una con­ta­bi­li­tà con­so­li­da­ta è ga­ran­ti­to.
2Nel cal­co­lo del va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio de­vo­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne le im­po­ste re­la­ti­ve all'even­tua­le li­qui­da­zio­ne del fon­do im­mo­bi­lia­re, in par­ti­co­la­re le im­po­ste sul red­di­to, le im­po­ste su­gli uti­li da so­stan­za im­mo­bi­lia­re ed even­tual­men­te le im­po­ste sul tra­pas­so di pro­prie­tà.
3In una mi­su­ra eco­no­mi­ca­men­te ap­pro­pria­ta gli am­mor­ta­men­ti su im­mo­bi­li, com­pre­si gli ac­ces­so­ri, pos­so­no es­se­re ad­de­bi­ta­ti al con­to eco­no­mi­co.
Capitolo 2: Valutazione
Art. 84 Investimenti
(art. 88 e 89 cpv. 2 LI­Col)
1Gli in­ve­sti­men­ti so­no va­lu­ta­ti al va­lo­re ve­na­le (art. 88 LI­Col).
2Nell'al­le­ga­to al con­to pa­tri­mo­nia­le ri­spet­ti­va­men­te al bi­lan­cio e al con­to eco­no­mi­co (art. 94 e 95) gli in­ve­sti­men­ti de­vo­no es­se­re ri­ca­pi­to­la­ti in una ta­bel­la, sud­di­vi­si nel­le tre ca­te­go­rie di va­lu­ta­zio­ne se­guen­ti:
in­ve­sti­men­ti quo­ta­ti in bor­sa o ne­go­zia­ti su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to e ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co, va­lu­ta­ti in fun­zio­ne dei cor­si pa­ga­ti sul mer­ca­to prin­ci­pa­le (art. 88 cpv. 1 LI­Col);
in­ve­sti­men­ti per i qua­li non è di­spo­ni­bi­le un cor­so ai sen­si del­la let­te­ra a, va­lu­ta­ti in ba­se ai pa­ra­me­tri os­ser­va­bi­li sul mer­ca­to;
in­ve­sti­men­ti che a cau­sa di pa­ra­me­tri non os­ser­va­bi­li sul mer­ca­to ven­go­no va­lu­ta­ti con op­por­tu­ni mo­del­li di va­lu­ta­zio­ne con­si­de­ran­do le con­di­zio­ni at­tua­li dei mer­ca­ti.
Art. 85 «Private equity»
(art. 88 cpv. 2 e 108 LI­Col)
1La va­lu­ta­zio­ne de­gli in­ve­sti­men­ti in «pri­va­te equi­ty» de­ve es­se­re fat­ta con­for­me­men­te a stan­dard in­ter­na­zio­na­li ri­co­no­sciu­ti, sem­pre­ché non sia di­sci­pli­na­ta nel­la pre­sen­te or­di­nan­za.
2Gli stan­dard ap­pli­ca­ti de­vo­no es­se­re de­scrit­ti det­ta­glia­ta­men­te nel pro­spet­to o nel re­go­la­men­to.
Art. 86 Fondi immobiliari
(art. 88 e 90 LI­Col)
Nel con­to pa­tri­mo­nia­le gli im­mo­bi­li in co­stru­zio­ne de­vo­no es­se­re iscrit­ti al lo­ro va­lo­re ve­na­le. La di­re­zio­ne del fon­do o la SI­CAV fa sti­ma­re gli im­mo­bi­li in co­stru­zio­ne, iscrit­ti al va­lo­re ve­na­le, per la chiu­su­ra dell'eser­ci­zio con­ta­bi­le.
1Gli at­ti­vi fis­si ma­te­ria­li e im­ma­te­ria­li de­gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri di una SI­CAV de­vo­no es­se­re va­lu­ta­ti al prez­zo di ac­qui­sto o al co­sto di fab­bri­ca­zio­ne, de­dot­ti gli am­mor­ta­men­ti eco­no­mi­ca­men­te ne­ces­sa­ri.
2I prin­ci­pi di va­lu­ta­zio­ne de­gli at­ti­vi fis­si ma­te­ria­li e im­ma­te­ria­li de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­ti nel­la ru­bri­ca del­le in­for­ma­zio­ni sup­ple­men­ta­ri. Se so­no mo­di­fi­ca­ti, de­vo­no inol­tre es­se­re for­ni­ti, per in­for­ma­zio­ne, da­ti adat­ta­ti per l'an­no pre­ce­den­te.
3Il pa­tri­mo­nio re­stan­te del­la SI­CAV è va­lu­ta­to con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 84-86.
Sezione 3: Investimenti collettivi di capitale chiusi
Art. 88 Società in accomandita per investimenti collettivi di capitale
Al­la va­lu­ta­zio­ne si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 84-87.
Art. 89 Società di investimento a capitale fisso (SICAF)
(art. 117 LI­Col)
1Nel qua­dro del­la chiu­su­ra sin­go­la (art. 109 cpv. 1) la va­lu­ta­zio­ne ha luo­go se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la con­ta­bi­li­tà com­mer­cia­le e del­la pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti. Inol­tre il va­lo­re ve­na­le de­gli in­ve­sti­men­ti de­ve es­se­re in­di­ca­to a ti­to­lo in­for­ma­ti­vo.
2Nel qua­dro del­la chiu­su­ra con­so­li­da­ta (art. 109 cpv. 2) la va­lu­ta­zio­ne de­ve es­se­re fat­ta con­for­me­men­te a stan­dard ri­co­no­sciu­ti ai sen­si dell'or­di­nan­za del 21 no­vem­bre 20121 sul­le nor­me con­ta­bi­li ri­co­no­sciu­te (ON­CR).
Capitolo 3: Disposizioni comuni circa la presentazione dei conti
Art. 90 «Private equity»
(art. 88 e 108 LI­Col)
1I me­to­di di va­lu­ta­zio­ne ap­pli­ca­ti (art. 85) de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­ti nel rap­por­to an­nua­le e nel rap­por­to se­me­stra­le.
2Se un in­ve­sti­men­to è iscrit­to a bi­lan­cio al di sot­to del suo va­lo­re d'ac­qui­sto, que­st'ul­ti­mo de­ve es­se­re pub­bli­ca­to.
3Per gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le che pos­so­no in­ve­sti­re più del 10 per cen­to del lo­ro pa­tri­mo­nio in «pri­va­te equi­ty», le in­for­ma­zio­ni mi­ni­me se­guen­ti de­vo­no es­se­re ri­por­ta­te per i sin­go­li in­ve­sti­men­ti in «pri­va­te equi­ty», strut­tu­ra­ti se­con­do il ti­po e lo sta­dio di svi­lup­po, sem­pre che la lo­ro par­te su­pe­ri il 2 per cen­to del pa­tri­mo­nio dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le:
de­scri­zio­ne dell'in­ve­sti­men­to (ra­gio­ne so­cia­le, se­de, sco­po, ca­pi­ta­le e quo­ta di par­te­ci­pa­zio­ne);
de­scri­zio­ne dell'at­ti­vi­tà e, se del ca­so, dell'avan­za­men­to in ter­mi­ni di sta­dio di svi­lup­po;
in­for­ma­zio­ni con­cer­nen­ti l'am­mi­ni­stra­zio­ne e la di­re­zio­ne;
ti­piz­za­zio­ne in ba­se al­lo sta­dio di svi­lup­po qua­le «seed», «ear­ly sta­ge», «buy­out»;
en­ti­tà de­gli im­pe­gni con­trat­ti.
Art. 91 Filiali
(art. 90 cpv. 1 LI­Col e 68 OI­Col1)
1Se so­no uti­liz­za­te fi­lia­li per met­te­re in ope­ra la po­li­ti­ca d'in­ve­sti­men­to, un ap­proc­cio eco­no­mi­co tra­spa­ren­te è ap­pli­ca­to in se­de di pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti, os­sia al con­to pa­tri­mo­nia­le ri­spet­ti­va­men­te al bi­lan­cio, al con­to eco­no­mi­co, all'in­ven­ta­rio, agli ac­qui­sti e al­le ven­di­te.
2Le so­cie­tà de­vo­no es­se­re con­so­li­da­te se­con­do stan­dard ri­co­no­sciu­ti ai sen­si del­la ON­CR2. A tal fi­ne la lo­ro con­ta­bi­li­tà de­ve es­se­re al­le­sti­ta su ba­se con­so­li­da­ta.
Capitolo 4: Presentazione dei conti di investimenti collettivi di capitale aperti
Sezione 1: Conto annuale
(art. 36 cpv. 1 lett. b LI­Col e 68, 70, 86 e 99 OI­Col1)
1Il con­to an­nua­le del­la SI­CAV si com­po­ne del con­to an­nua­le di ogni com­par­to de­gli azio­ni­sti in­ve­sti­to­ri non­ché del con­to an­nua­le del com­par­to de­gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri e del con­to glo­ba­le del­la SI­CAV.
2Per il com­par­to de­gli azio­ni­sti in­ve­sti­to­ri il con­to an­nua­le ri­por­ta gli in­ve­sti­men­ti am­mes­si ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 70, 86 e 99 OI­Col.
3Per il com­par­to de­gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri il con­to an­nua­le ri­por­ta:
gli in­ve­sti­men­ti am­mes­si ai sen­si del ca­po­ver­so 2 non­ché i be­ni mo­bi­li, im­mo­bi­li e im­ma­te­ria­li in­di­spen­sa­bi­li all'eser­ci­zio di­ret­to dell'at­ti­vi­tà del­la SI­CAV;
gli im­pe­gni am­mes­si.
4So­no am­mes­si gli im­pe­gni a bre­ve ter­mi­ne o ga­ran­ti­ti da ipo­te­che con­trat­ti nel con­te­sto dell'eser­ci­zio di­ret­to dell'at­ti­vi­tà del­la SI­CAV.
5I con­ti an­nua­li di uno o più com­par­ti scel­ti de­gli azio­ni­sti in­ve­sti­to­ri pos­so­no es­se­re pub­bli­ca­ti uni­ca­men­te con il con­to glo­ba­le del­la SI­CAV.
6Il con­to an­nua­le fa par­te del rap­por­to an­nua­le, che so­sti­tui­sce la re­la­zio­ne sul­la ge­stio­ne se­con­do il CO2. Non oc­cor­re al­le­sti­re una re­la­zio­ne an­nua­le né un con­to dei flus­si di te­so­re­ria.
Art. 93 Struttura minima del conto patrimoniale, del bilancio e del conto economico per i fondi d'investimento e le SICAV
(art. 91 LI­Col)
Per il fon­do d'in­ve­sti­men­to e i com­par­ti de­gli azio­ni­sti in­ve­sti­to­ri il con­to pa­tri­mo­nia­le, il bi­lan­cio e il con­to eco­no­mi­co de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­ti nel rap­por­to an­nua­le e nel rap­por­to se­me­stra­le se­con­do la strut­tu­ra mi­ni­ma di cui agli ar­ti­co­li 94-98.
Art. 94 Fondi in valori mobiliari
(art. 53-57, 89 LI­Col e 70-85 OI­Col1)
Il con­to pa­tri­mo­nia­le, il bi­lan­cio e il con­to eco­no­mi­co dei fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri pre­sen­ta­no la strut­tu­ra mi­ni­ma ri­por­ta­ta nell'al­le­ga­to 2.
Art. 95 Fondi immobiliari
(art. 58-67, 89 LI­Col e 86-98 OI­Col1)
Il con­to pa­tri­mo­nia­le, il bi­lan­cio e il con­to eco­no­mi­co di un fon­do im­mo­bi­lia­re pre­sen­ta­no la strut­tu­ra mi­ni­ma ri­por­ta­ta nell'al­le­ga­to 3.
Art. 96 Altri fondi
(art. 68-71, 89 LI­Col e 99-102 OI­Col1)
Le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la strut­tu­ra mi­ni­ma per i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri (art. 94) so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia agli al­tri fon­di. Es­se com­pren­do­no inol­tre gli in­ve­sti­men­ti au­to­riz­za­ti per gli al­tri fon­di.
Art. 97 Struttura minima del bilancio e del conto economico del comparto degli azionisti imprenditori
(art. 53 segg. LI­Col e 68 OI­Col1)
1Il com­par­to de­gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri de­ve es­se­re sud­di­vi­so in:
in­ve­sti­men­ti;
pa­tri­mo­nio d'eser­ci­zio.
2Gli ar­ti­co­li 94-96 so­no ap­pli­ca­bi­li al­la strut­tu­ra de­gli in­ve­sti­men­ti.
3Gli ar­ti­co­li 959 e 959a CO2 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al pa­tri­mo­nio d'eser­ci­zio.
4L'ar­ti­co­lo 959c CO si ap­pli­ca per ana­lo­gia all'al­le­ga­to. Inol­tre, i prin­ci­pi di va­lu­ta­zio­ne de­gli at­ti­vi fis­si ma­te­ria­li e im­ma­te­ria­li de­gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­ti. Nell'al­le­ga­to van­no al­tre­sì for­ni­te in­di­ca­zio­ni sul­lo svol­gi­men­to del­la va­lu­ta­zio­ne del ri­schio.
5Gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri e i grup­pi di azio­ni­sti vin­co­la­ti da pat­ti pa­ra­so­cia­li che de­ten­go­no il 5 per cen­to o più del­le azio­ni de­vo­no es­se­re men­zio­na­ti nel rap­por­to an­nua­le nel mo­do se­guen­te:
no­me o ra­gio­ne so­cia­le;
do­mi­ci­lio o se­de;
par­te­ci­pa­zio­ne espres­sa in per­cen­tua­le.
Art. 98 Conto globale della SICAV
1Il con­to glo­ba­le del­la SI­CAV si com­po­ne del bi­lan­cio, del con­to eco­no­mi­co e dell'al­le­ga­to con­for­me­men­te al CO1 e in­clu­de i com­par­ti de­gli azio­ni­sti in­ve­sti­to­ri e il com­par­to de­gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri.
2Per l'al­le­sti­men­to del bi­lan­cio e del con­to eco­no­mi­co le po­si­zio­ni dei com­par­ti de­gli azio­ni­sti in­ve­sti­to­ri de­vo­no es­se­re som­ma­te. La strut­tu­ra de­ve ri­spet­ta­re gli ar­ti­co­li 94-96.
3Il com­par­to de­gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri de­ve es­se­re ri­por­ta­to se­pa­ra­ta­men­te nel bi­lan­cio e nel con­to eco­no­mi­co. Al­la strut­tu­ra del­le po­si­zio­ni si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 94-96 per gli in­ve­sti­men­ti non­ché gli ar­ti­co­li 959, 959a e 959b CO per il pa­tri­mo­nio d'eser­ci­zio.
4Il con­to glo­ba­le del­la SI­CAV de­ve es­se­re strut­tu­ra­to se­con­do il com­par­to de­gli azio­ni­sti in­ve­sti­to­ri, il com­par­to de­gli azio­ni­sti im­pren­di­to­ri e il pa­tri­mo­nio com­ples­si­vo del­la SI­CAV.
5Le in­for­ma­zio­ni ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 97 ca­po­ver­so 5 de­vo­no es­se­re inol­tre pub­bli­ca­te nel con­to glo­ba­le.
Sezione 2: Informazioni supplementari
Art. 99 Inventario dell'investimento collettivo di capitale
(art. 89 cpv. 1 lett. c LI­Col)
1L'in­ven­ta­rio de­ve es­se­re al­me­no strut­tu­ra­to in fun­zio­ne dei ti­pi d'in­ve­sti­men­to, tra cui va­lo­ri mo­bi­lia­ri, ave­ri in ban­ca, stru­men­ti del mer­ca­to mo­ne­ta­rio, stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti, me­tal­li pre­zio­si e «com­mo­di­ties» e, all'in­ter­no dei ti­pi di in­ve­sti­men­to, te­nen­do con­to del­la po­li­ti­ca d'in­ve­sti­men­to, in fun­zio­ne dei set­to­ri, dei cri­te­ri geo­gra­fi­ci, dei ti­pi di va­lo­ri mo­bi­lia­ri (al­le­ga­to 2 n. 1.4) e del­le va­lu­te.
2L'im­por­to e la per­cen­tua­le del­la par­te­ci­pa­zio­ne al pa­tri­mo­nio com­ples­si­vo dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le de­vo­no es­se­re in­di­ca­ti per ogni grup­po o sot­to­grup­po.
3Per ogni va­lo­re fi­gu­ran­te nell'in­ven­ta­rio de­ve es­ser­ne in­di­ca­ta la per­cen­tua­le ri­spet­to al pa­tri­mo­nio com­ples­si­vo dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le.
4I va­lo­ri mo­bi­lia­ri de­vo­no es­se­re di­vi­si nel mo­do se­guen­te:
quo­ta­ti in bor­sa;
quo­ta­ti su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co;
se­con­do l'ar­ti­co­lo 70 ca­po­ver­so 3 OI­Col1;
se­con­do l'ar­ti­co­lo 71 ca­po­ver­so 2 OI­Col;
non con­si­de­ra­ti al­le let­te­re a-d.
5Per ogni va­lo­re fi­gu­ran­te nell'in­ven­ta­rio de­ve es­se­re in­di­ca­ta la ca­te­go­ria di va­lu­ta­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 84 ca­po­ver­so 2.
6Per i va­lo­ri mo­bi­lia­ri men­zio­na­ti al ca­po­ver­so 3, va ri­por­ta­to so­lo il sub­to­ta­le di ogni ca­te­go­ria e ogni po­si­zio­ne va de­bi­ta­men­te di­stin­ta.
Art. 100 Inventario di fondi immobiliari
(art. 89 cpv. 1 lett. c e 90 LI­Col)
1L'in­ven­ta­rio de­ve con­te­ne­re al­me­no le po­si­zio­ni se­guen­ti:
edi­fi­ci abi­ta­ti­vi;
im­mo­bi­li adi­bi­ti a uso com­mer­cia­le;
co­stru­zio­ni a uti­liz­za­zio­ne mi­sta;
ter­re­ni edi­fi­ca­bi­li, com­pre­si gli sta­bi­li da de­mo­li­re e gli im­mo­bi­li in co­stru­zio­ne;
quo­te in al­tri fon­di im­mo­bi­lia­ri e so­cie­tà di in­ve­sti­men­to im­mo­bi­lia­re;
ipo­te­che e al­tri pre­sti­ti ga­ran­ti­ti da ipo­te­che.
2Per le co­stru­zio­ni in di­rit­to di su­per­fi­cie e gli og­get­ti in pro­prie­tà per pia­ni que­sta in­di­ca­zio­ne de­ve fi­gu­ra­re nell'in­ven­ta­rio sia per ogni og­get­to sia nel to­ta­le per ogni po­si­zio­ne di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­re a-d.
3Per ogni im­mo­bi­le l'in­ven­ta­rio con­tie­ne le in­di­ca­zio­ni se­guen­ti:
l'in­di­riz­zo;
il prez­zo di co­sto;
il va­lo­re ve­na­le sti­ma­to;
i red­di­ti lor­di rea­liz­za­ti.
4Nel ca­so di in­ve­sti­men­ti in va­lo­ri mo­bi­lia­ri a bre­ve ter­mi­ne a red­di­to fis­so, in cer­ti­fi­ca­ti im­mo­bi­lia­ri o in de­ri­va­ti, an­che que­sti de­vo­no es­se­re men­zio­na­ti.
5Le ipo­te­che e gli al­tri im­pe­gni ga­ran­ti­ti da ipo­te­che esi­sten­ti al­la fi­ne dell'an­no non­ché i pre­sti­ti e i cre­di­ti de­vo­no es­se­re in­di­ca­ti men­zio­nan­do le con­di­zio­ni del tas­so e la du­ra­ta.
6Per ogni fon­do im­mo­bi­lia­re de­ve es­se­re pub­bli­ca­ta una li­sta del­le so­cie­tà im­mo­bi­lia­ri lo­ro ap­par­te­nen­ti, in­di­can­te la ri­spet­ti­va par­te­ci­pa­zio­ne.
7Le po­si­zio­ni nell'in­ven­ta­rio de­vo­no fi­gu­ra­re sud­di­vi­se nel­le tre ca­te­go­rie di va­lu­ta­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 84 ca­po­ver­so 2. Tut­ti gli og­get­ti d'in­ve­sti­men­to di una stes­sa ca­te­go­ria di va­lu­ta­zio­ne pos­so­no es­se­re ri­por­ta­ti com­ples­si­va­men­te per l'in­te­ro por­ta­fo­glio im­mo­bi­lia­re.
Art. 101 Lista degli acquisti, delle vendite e di altre operazioni
(art. 89 cpv. 1 lett. e LI­Col)
1Qual­sia­si mo­di­fi­ca del­la com­po­si­zio­ne dell'in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le, in par­ti­co­la­re ac­qui­sti, ven­di­te, ope­ra­zio­ni fuo­ri bi­lan­cio, azio­ni gra­tui­te, di­rit­ti pre­fe­ren­zia­li di sot­to­scri­zio­ne e ope­ra­zio­ni di fra­zio­na­men­to («split»), de­ve es­se­re pub­bli­ca­ta nel rap­por­to an­nua­le. Ogni ele­men­to del pa­tri­mo­nio va in­di­ca­to con pre­ci­sio­ne.
2Per i fon­di im­mo­bi­lia­ri ogni va­lo­re im­mo­bi­lia­re ac­qui­sta­to o ven­du­to de­ve es­se­re men­zio­na­to. Il prez­zo con­ve­nu­to de­ve es­se­re co­mu­ni­ca­to all'in­ve­sti­to­re che ne fa do­man­da.
3Per i fon­di im­mo­bi­lia­ri, le tran­sa­zio­ni ef­fet­tua­te tra in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le che so­no ge­sti­ti dal­la stes­sa di­re­zio­ne del fon­do o SI­CAV o da di­re­zio­ni di fon­di o SI­CAV le­ga­te de­vo­no es­se­re in­di­ca­te se­pa­ra­ta­men­te.
4Le ipo­te­che e i pre­sti­ti ga­ran­ti­ti da ipo­te­che ac­cor­da­ti nel cor­so dell'eser­ci­zio an­nua­le e rim­bor­sa­ti pri­ma del­la chiu­su­ra dell'eser­ci­zio an­nua­le van­no men­zio­na­ti con le con­di­zio­ni del tas­so e la du­ra­ta.
5Le ipo­te­che e al­tri im­pe­gni ga­ran­ti­ti da ipo­te­che non­ché i pre­sti­ti e i cre­di­ti con­trat­ti nel cor­so dell'eser­ci­zio an­nua­le e rim­bor­sa­ti pri­ma del­la chiu­su­ra dell'eser­ci­zio an­nua­le van­no men­zio­na­ti con le con­di­zio­ni del tas­so e la du­ra­ta op­pu­re ri­ca­pi­to­lan­do­li per ca­te­go­ria con una du­ra­ta me­dia e un tas­so d'in­te­res­se me­dio.
Art. 102 Variazione del patrimonio netto del fondo
(art. 89 LI­Col)
1Per ogni in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le va re­dat­ta una di­stin­ta rap­pre­sen­tan­te la va­ria­zio­ne del pa­tri­mo­nio net­to del fon­do com­pren­den­te al­me­no le ru­bri­che se­guen­ti:
pa­tri­mo­nio net­to del fon­do all'ini­zio dell'eser­ci­zio;
di­stri­bu­zio­ni;
sal­do dei mo­vi­men­ti di quo­te;
ri­sul­ta­to eco­no­mi­co glo­ba­le;
pa­tri­mo­nio net­to del fon­do al­la fi­ne dell'eser­ci­zio.
2Va inol­tre men­zio­na­ta la sta­ti­sti­ca del­le quo­te per l'eser­ci­zio (art. 89 cpv. 1 lett. b LI­Col).
Art. 103 Informazioni degli anni precedenti
1Il rap­por­to an­nua­le e il rap­por­to se­me­stra­le de­vo­no ri­por­ta­re nel con­to pa­tri­mo­nia­le, nel bi­lan­cio e nel con­to eco­no­mi­co an­che i da­ti dell'eser­ci­zio pre­ce­den­te.
2Il rap­por­to an­nua­le con­tie­ne inol­tre una di­stin­ta del pa­tri­mo­nio net­to del fon­do e del va­lo­re di in­ven­ta­rio per quo­ta de­gli ul­ti­mi tre eser­ci­zi. Il gior­no di ri­fe­ri­men­to è l'ul­ti­mo gior­no dell'eser­ci­zio.
Sezione 3: Utilizzo del risultato economico e distribuzioni
Art. 104 Utilizzo del risultato
(art. 89 cpv. 1 lett. a LI­Col)
1La di­stin­ta con­cer­nen­te l'uti­liz­zo del ri­sul­ta­to eco­no­mi­co de­ve com­pren­de­re al­me­no le ru­bri­che se­guen­ti:
red­di­to net­to dell'eser­ci­zio con­ta­bi­le;
uti­li di ca­pi­ta­le dell'eser­ci­zio con­ta­bi­le de­sti­na­ti a es­se­re di­stri­bui­ti;
uti­li di ca­pi­ta­le de­gli eser­ci­zi con­ta­bi­li pre­ce­den­ti de­sti­na­ti a es­se­re di­stri­bui­ti;
ri­por­to dell'an­no pre­ce­den­te;
uti­le di­spo­ni­bi­le per es­se­re di­stri­bui­to;
uti­le pre­vi­sto per es­se­re di­stri­bui­to agli in­ve­sti­to­ri;
im­por­to non di­stri­bui­to per es­se­re rein­ve­sti­to;
ri­por­to a nuo­vo.
2Non pos­so­no es­se­re co­sti­tui­te ri­ser­ve.
Art. 105 Distribuzioni
1Le di­stri­bu­zio­ni in­ter­me­die di red­di­ti so­no au­to­riz­za­te so­lo se pre­vi­ste nel re­go­la­men­to del fon­do.
2Gli uti­li di ca­pi­ta­le pos­so­no es­se­re di­stri­bui­ti so­lo al­le se­guen­ti con­di­zio­ni:
la di­stri­bu­zio­ne de­ve es­se­re pre­vi­sta nel re­go­la­men­to del fon­do;
gli uti­li di ca­pi­ta­le de­vo­no es­se­re rea­liz­za­ti;
non si trat­ta di una di­stri­bu­zio­ne in­ter­me­dia.
3La di­stri­bu­zio­ne di uti­li di ca­pi­ta­le è am­mes­sa an­che se vi so­no sta­te per­di­te di ca­pi­ta­le ne­gli eser­ci­zi con­ta­bi­li pre­ce­den­ti.
4L'at­tri­bu­zio­ne di una par­te­ci­pa­zio­ne agli uti­li non è am­mes­sa.
Sezione 4: Obblighi di pubblicazione
Art. 106 Pubblicazione del prezzo di emissione, del prezzo di riscatto e del valore netto di inventario
(art. 26 cpv. 3, 79, 80, 83 cpv. 4 LI­Col e 35a cpv. 1 lett. l, 39 OI­Col1)
1Il prez­zo di emis­sio­ne, il prez­zo di ri­scat­to e il va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio so­no pub­bli­ca­ti ne­gli or­ga­ni di stam­pa o sul­le piat­ta­for­me elet­tro­ni­che in­di­ca­te nel pro­spet­to a ogni emis­sio­ne e ri­scat­to di quo­te.
2I prez­zi dei fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri e al­tri fon­di de­vo­no inol­tre es­se­re pub­bli­ca­ti al­me­no due vol­te al me­se.
3Per i se­guen­ti in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le i prez­zi de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­ti al­me­no una vol­ta al me­se:
fon­di im­mo­bi­lia­ri;
in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le con di­rit­to di ri­scat­to li­mi­ta­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 109 ca­po­ver­so 3 OI­Col.
4Le set­ti­ma­ne e i gior­ni nei qua­li è ef­fet­tua­ta la pub­bli­ca­zio­ne se­con­do i ca­po­ver­si 2 e 3 van­no in­di­ca­ti nel pro­spet­to.
5Se il va­lo­re net­to di in­ven­ta­rio è pub­bli­ca­to, de­ve es­se­re ag­giun­ta la men­zio­ne «com­mis­sio­ni non com­pre­se».
Art. 107 Prospetto semplificato per i fondi immobiliari
(art. 76 LI­Col e 107 OI­Col1)
1Gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le o i lo­ro com­par­ti con più clas­si di quo­te de­vo­no pub­bli­ca­re per ogni clas­se le in­for­ma­zio­ni se­con­do l'al­le­ga­to 2 nu­me­ro 3.3 OI­Col.
2Gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le con di­ver­si com­par­ti pos­so­no pub­bli­ca­re un pro­spet­to sem­pli­fi­ca­to se­pa­ra­to per ogni com­par­to. Se tut­ti i com­par­ti so­no de­scrit­ti in un pro­spet­to sem­pli­fi­ca­to, le in­for­ma­zio­ni se­con­do l'al­le­ga­to 2 nu­me­ro 3.3 OI­Col de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­te sin­go­lar­men­te per ogni com­par­to.
3Gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le o i lo­ro com­par­ti con più clas­si di quo­te pub­bli­ca­no le in­for­ma­zio­ni di tut­te le clas­si nel­lo stes­so pro­spet­to sem­pli­fi­ca­to.
Capitolo 5: Presentazione dei conti di investimenti collettivi di capitale chiusi
Art. 108 Società in accomandita per investimenti collettivi di capitale
(art. 108 LI­Col)
1La pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti de­ve es­se­re ef­fet­tua­ta, per ana­lo­gia, con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi aper­ti.
2Le par­te­ci­pa­zio­ni de­te­nu­te esclu­si­va­men­te a fi­ni di in­ve­sti­men­to non de­vo­no es­se­re con­so­li­da­te, in­di­pen­den­te­men­te dal­la per­cen­tua­le di vo­to e di ca­pi­ta­le de­te­nu­ta nell'im­pre­sa.
1La pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti del­la chiu­su­ra sin­go­la va ef­fet­tua­ta, per ana­lo­gia, con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le aper­ti.
2L'ob­bli­go di con­so­li­da­men­to se­con­do il CO1 non si ap­pli­ca. Un even­tua­le con­so­li­da­men­to de­ve es­se­re ef­fet­tua­to se­con­do uno stan­dard ri­co­no­sciu­to ai sen­si del­la ON­CR2.
Titolo 4: Verifica (audit) e rapporti di verifica
Art. 110 Ripartizione in verifiche dei conti annuali e verifiche prudenziali e portata delle verifiche
(art. 126 LI­Col e 24 LFIN­MA1)
1Le ve­ri­fi­che an­nua­li so­no ri­par­ti­te in ve­ri­fi­che dei con­ti an­nua­li e ve­ri­fi­che pru­den­zia­li.
2Nel cor­so dell'an­no la so­cie­tà di au­dit ef­fet­tua pres­so i ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne, ad ec­ce­zio­ne dei rap­pre­sen­tan­ti, al­me­no una ve­ri­fi­ca in­ter­me­dia.
1 L del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri (RS 956.1)
Art. 111 Verifica dei conti annuali
(art. 126 cpv. 5 e 6 LI­Col e 137 OI­Col1)
1Nel­la ve­ri­fi­ca dei con­ti an­nua­li de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le so­no ve­ri­fi­ca­te le in­di­ca­zio­ni se­con­do gli ar­ti­co­li 89 ca­po­ver­so 1 let­te­re a-h e 90 LI­Col.
2La ve­ri­fi­ca dei con­ti an­nua­li del­la di­re­zio­ne del fon­do, del ge­sto­re pa­tri­mo­nia­le di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le, dell'ac­co­man­da­ta­rio di una so­cie­tà in ac­co­man­di­ta per in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le non­ché del rap­pre­sen­tan­te di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le este­ri è ret­to da­gli ar­ti­co­li 728 segg. CO2.
3Per il rap­pre­sen­tan­te di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le este­ri la FIN­MA può pre­ve­de­re de­ro­ghe.
Art. 112 Verifica prudenziale
(art. 126 cpv. 1-4 LI­Col, 24 LFIN­MA1 e 2-8 OA-FIN­MA2)
1La ve­ri­fi­ca pru­den­zia­le com­pren­de l'ac­cer­ta­men­to del ri­spet­to da par­te del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­re a-d, f e h LI­Col del­le pre­scri­zio­ni in ma­te­ria di vi­gi­lan­za ap­pli­ca­bi­li, te­nen­do con­to de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le.
2Nel ca­so di una so­cie­tà in ac­co­man­di­ta per gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le l'ac­co­man­da­ta­rio de­ve es­se­re in­clu­so nel­la ve­ri­fi­ca.
3La ve­ri­fi­ca pru­den­zia­le com­pren­de an­che la ve­ri­fi­ca del pro­spet­to, del­le in­for­ma­zio­ni chia­ve per gli in­ve­sti­to­ri e del pro­spet­to sem­pli­fi­ca­to.
4La ve­ri­fi­ca pru­den­zia­le può com­pren­de­re al­tre in­di­ca­zio­ni sta­bi­li­te dal­la FIN­MA.
2 O del 15 ott. 2008 su­gli au­dit dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri (RS 956.161)
Capitolo 2: Rapporti di verifica
Art. 113 Tipi di rapporti
(art. 126 LI­Col, 24 LFIN­MA1, 137 OI­Col2 e 9-12 OA-FIN­MA3)
La so­cie­tà di au­dit al­le­sti­sce:
rap­por­ti di ve­ri­fi­ca pru­den­zia­le del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne e de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le non­ché del rap­pre­sen­tan­te di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le este­ri non sog­get­to all'ob­bli­go di au­to­riz­za­zio­ne (ve­ri­fi­ca pru­den­zia­le);
rap­por­ti di ve­ri­fi­ca dei con­ti an­nua­li a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 126 ca­po­ver­so 5 LI­Col (ve­ri­fi­ca dei con­ti an­nua­li);
rap­por­ti sin­te­ti­ci di ve­ri­fi­ca de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le (ve­ri­fi­ca dei con­ti an­nua­li).
Art. 114 Rapporto di verifica prudenziale
(art. 126 cpv. 1-4 LI­Col, 24 LFIN­MA1 e 9-12 OA-FIN­MA2)
1La so­cie­tà di au­dit al­le­sti­sce i rap­por­ti di ve­ri­fi­ca en­tro sei me­si dal­la chiu­su­ra dell'eser­ci­zio con­ta­bi­le. In ca­si spe­ci­fi­ci la FIN­MA può pre­ve­de­re de­ro­ghe a que­sto ter­mi­ne.
2I rap­por­ti di ve­ri­fi­ca del­la di­re­zio­ne del fon­do in­clu­do­no i fon­di di in­ve­sti­men­to che so­no ge­sti­ti dal­la stes­sa. Se l'eser­ci­zio con­ta­bi­le del­la di­re­zio­ne del fon­do non cor­ri­spon­de a quel­lo dei fon­di d'in­ve­sti­men­to, i rap­por­ti di ve­ri­fi­ca di que­sti ul­ti­mi sa­ran­no al­le­sti­ti tri­me­stral­men­te te­nen­do con­to dei ter­mi­ni se­con­do il ca­po­ver­so 1, a com­ple­men­to del rap­por­to di ve­ri­fi­ca del­la di­re­zio­ne del fon­do.
3I rap­por­ti di ve­ri­fi­ca del­la so­cie­tà in ac­co­man­di­ta per in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le in­clu­do­no an­che l'ac­co­man­da­ta­rio.
4I rap­por­ti di ve­ri­fi­ca del ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne e dei fon­di d'in­ve­sti­men­to de­vo­no es­se­re sot­to­po­sti all'or­ga­no re­spon­sa­bi­le del­la di­re­zio­ne su­pe­rio­re, del­la sor­ve­glian­za e del con­trol­lo. I rap­por­ti di ve­ri­fi­ca de­vo­no es­se­re di­scus­si in una se­du­ta del sud­det­to or­ga­no ver­ba­liz­zan­do le pre­se di po­si­zio­ne in me­ri­to.
Art. 115 Rapporto di verifica dei conti annuali
1Ai rap­por­ti di ve­ri­fi­ca dei con­ti an­nua­li si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti la re­vi­sio­ne or­di­na­ria se­con­do il CO2.
2La so­cie­tà di au­dit al­le­sti­sce i rap­por­ti sin­te­ti­ci in tem­po uti­le pri­ma del­la pub­bli­ca­zio­ne dei rap­por­ti an­nua­li. Ta­li rap­por­ti de­vo­no es­se­re fir­ma­ti dall'au­di­tor re­spon­sa­bi­le e da un al­tro col­la­bo­ra­to­re con di­rit­to di fir­ma del­la so­cie­tà di au­dit.
3Nel ca­so di in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le con com­par­ti il rap­por­to de­ve es­se­re al­le­sti­to per ogni com­par­to.
Art. 116 Rapporto sintetico
(art. 126 cpv. 5 e 6 LI­Col, 24 LFIN­MA1, 137 OI­Col2 e 9-12 OA-FIN­MA3)
1Il rap­por­to sin­te­ti­co si pro­nun­cia sul ri­spet­to del­le di­spo­si­zio­ni le­ga­li, con­trat­tua­li, sta­tu­ta­rie e re­go­la­men­ta­ri con­cer­nen­ti i con­ti an­nua­li, sul­le ve­ri­fi­che del­le in­di­ca­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 89 ca­po­ver­so 1 let­te­re a-h LI­Col e, per i fon­di im­mo­bi­lia­ri, an­che su quel­le di cui all'ar­ti­co­lo 90 LI­Col.
2Per la SI­CAV e la SI­CAF il rap­por­to sin­te­ti­co può com­pren­de­re il rap­por­to al­le­sti­to dall'uf­fi­cio di re­vi­sio­ne del­la so­cie­tà ano­ni­ma se­con­do l'ar­ti­co­lo 728 CO4.
3La FIN­MA può ri­co­no­sce­re va­li­da un'at­te­sta­zio­ne stan­dard dell'as­so­cia­zio­ne pro­fes­sio­na­le del­le so­cie­tà di au­dit.
Titolo 5: Disposizioni finali e transitorie
Art. 117 Abrogazione di un altro atto normativo
L'or­di­nan­za FIN­MA del 21 di­cem­bre 20061 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le è abro­ga­ta.
1 [RU 2007 301, 2008 5613 n. I 1]
Art. 118 Disposizioni transitorie
1En­tro il 1° gen­na­io 2017 i ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne de­vo­no sot­to­por­re per ap­pro­va­zio­ne al­la FIN­MA i con­trat­ti dei fon­di e i re­go­la­men­ti d'in­ve­sti­men­to adat­ta­ti al­la pre­sen­te or­di­nan­za.
2Dal 1° gen­na­io 2016 la di­re­zio­ne del fon­do e la SI­CAV de­vo­no:
ri­spet­ta­re le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti l'am­mi­ni­stra­zio­ne del­le ga­ran­zie se­con­do gli ar­ti­co­li 50-55. Ciò va­le per ana­lo­gia an­che per i man­da­ta­ri;
sod­di­sfa­re i re­qui­si­ti in ma­te­ria di mi­su­ra­zio­ne del ri­schio de­gli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti;
men­zio­na­re nei lo­ro pro­spet­ti la som­ma lor­da de­gli im­pe­gni in de­ri­va­ti non­ché, per l'ap­proc­cio re­la­ti­vo VaR, il por­ta­fo­glio di ri­fe­ri­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 49 ca­po­ver­so 3.
3Dal 1° gen­na­io 2016 i ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­re a, b e f LI­Col de­vo­no os­ser­va­re le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la ge­stio­ne e il con­trol­lo dei ri­schi se­con­do gli ar­ti­co­li 67-71 non­ché le con­di­zio­ni per l'uti­liz­zo di de­ri­va­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 71.
4Dal 1° gen­na­io 2017 i ti­to­la­ri dell'au­to­riz­za­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 2 let­te­re a, b, f e h LI­Col de­vo­no:
in­di­ca­re i com­pi­ti de­le­ga­ti non­ché i prin­ci­pi al­la ba­se del­la pos­si­bi­li­tà di una sub­de­le­ga nei lo­ro do­cu­men­ti or­ga­niz­za­ti­vi;
ri­spet­ta­re i re­qui­si­ti dell'ar­ti­co­lo 66 ca­po­ver­so 5 con­cer­nen­ti la de­le­ga all'este­ro.
5Il 1° gen­na­io 2016 le ban­che de­po­si­ta­rie de­vo­no ave­re mes­so in at­to di­ret­ti­ve in­ter­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 78.
6Le di­spo­si­zio­ni sul con­to di grup­po e sul­le in­di­ca­zio­ni ri­guar­dan­ti le ca­te­go­rie di va­lu­ta­zio­ne de­gli in­ve­sti­men­ti (art. 84 cpv. 2) de­vo­no es­se­re os­ser­va­te per la pri­ma vol­ta nell'eser­ci­zio che co­min­cia il 1° gen­na­io 2016 op­pu­re en­tro un an­no da ta­le da­ta.
7Gli im­mo­bi­li in co­stru­zio­ne de­vo­no es­se­re va­lu­ta­ti per la pri­ma vol­ta al va­lo­re ve­na­le ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 86 un an­no do­po l'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te or­di­nan­za.
8Gli ob­bli­ghi di pub­bli­ca­zio­ne nei con­ti an­nua­li se­con­do le mo­di­fi­che del­le pre­scri­zio­ni de­gli al­le­ga­ti 2 e 3 de­vo­no es­se­re adem­piu­ti la pri­ma vol­ta du­ran­te l'eser­ci­zio che co­min­cia do­po il 1° gen­na­io 2016.
Art. 119 Entrata in vigore
La pre­sen­te or­di­nan­za en­tra in vi­go­re il 1° gen­na­io 2015.