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Timestamp: 2019-01-19 12:47:00+00:00
Document Index: 31513112

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 107', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 24', 'art.55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art.55', 'art.1', 'art.55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 7', 'art.55', 'art.55', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 58', 'art. 316', 'art. 59', 'art. 58', 'art. 316', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 55']

b) non utilizzare a fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d'ufficio; - PDF
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1 (Il presente codice disciplinare riguarda i soli dirigenti trasferiti ad Arpae dalle Province e dalla Città Metropolitana di Bologna a seguito del riordino funzionale di cui alla L.R. n. 13/2015). Prot. PGDG 7256 Bologna 21/12/2015 CODICE DISCIPLINARE DEL PERSONALE DIRIGENTE REGIONI ED AUTONOMIE LOCALI L Area Sviluppo Risorse Umane e Relazioni Sindacali di Arpae Visti gli artt. 54 ss. del D. lgs. 30 marzo 2001, n. 165 come modificati ed integrati dal D. lgs. 27 ottobre 2009 n. 150; Visto il Codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni approvato con DPR 16 aprile 2013, n. 62; Visto il Codice di comportamento aziendale di Arpae approvato con DDG n. 5/2014; Visto l art. 67, comma 10, della L.R. n. 13/2015 il quale dispone con riferimento al personale trasferito in Arpae a seguito del riordino funzionale di cui alla L.R. medesima che: Il rapporto di lavoro del personale trasferito continua con l Ente di destinazione che applica, dalla data del subentro, i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali e integrativi vigenti presso l Amministrazione di provenienza al momento del trasferimento fino alla sottoscrizione del contratto decentrato integrativo successivo al primo contratto nazionale di lavoro stipulato dopo l entrata in vigore della presente legge ; Visto il CCNL Area II Dirigenza Regioni ed Autonomie Locali 22/02/2010 (artt. 5 e 7). provvede a rendere noto quanto segue Obblighi del dirigente (art. 5 CCNL 22/02/2010) 1. Il dirigente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell'attività amministrativa nonché quelli di leale collaborazione, di diligenza e fedeltà di cui agli artt e 2105 del codice civile, anteponendo il rispetto della legge e l'interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui. 2. Il comportamento del dirigente è improntato al perseguimento degli obiettivi di innovazione e di miglioramento dell organizzazione delle amministrazioni e di conseguimento di elevati standard di efficienza ed efficacia delle attività e dei servizi istituzionali, nella primaria considerazione delle esigenze dei cittadini utenti. 1
2 3. Ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'ente verso l'esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati, secondo quanto previsto dall art. 4, comma 3, del D. Lgs. n. 165 del 2001 e dall art. 107 del D. Lgs. n. 267 del In tale specifico contesto, tenuto conto dell'esigenza di garantire la migliore qualità del servizio, il dirigente deve in particolare: a) assicurare il rispetto della legge, nonché l osservanza delle direttive generali e di quelle impartite dall Ente e perseguire direttamente l interesse pubblico nell espletamento dei propri compiti e nei comportamenti che sono posti in essere dando conto dei risultati conseguiti e degli obiettivi raggiunti; b) non utilizzare a fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d'ufficio; c) nello svolgimento della propria attività, stabilire un rapporto di fiducia e di collaborazione nei rapporti interpersonali con gli utenti, nonché all interno dell Ente con gli altri dirigenti e con gli addetti alla struttura, mantenendo una condotta uniformata a principi di correttezza e astenendosi da comportamenti lesivi della dignità della persona o che, comunque, possono nuocere all immagine dell Ente; d) nell ambito della propria attività, mantenere un comportamento conforme al ruolo di dirigente pubblico, organizzando ed assicurando il tempo di lavoro e la presenza in servizio correlata alle esigenze della struttura ed all espletamento dell incarico affidato; e) astenersi dal partecipare, nell espletamento delle proprie funzioni, all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere direttamente o indirettamente interessi finanziari o non finanziari propri, del coniuge, dei parenti e degli affini fino al quarto grado e dei conviventi; f) sovrintendere, nell esercizio del proprio potere direttivo, al corretto espletamento dell attività del personale, anche di livello dirigenziale, assegnato alla struttura, nonché al rispetto delle norme del codice di comportamento e disciplinare, ivi compresa l attivazione dell azione disciplinare, secondo le disposizioni vigenti; g) informare l Ente, di essere stato rinviato a giudizio o che nei suoi confronti è esercitata l azione penale; h) astenersi dal chiedere e dall accettare omaggi o trattamenti di favore, se non nei limiti delle normali relazioni di cortesia e salvo quelli d uso, purché di modico valore. 5. Il dirigente è tenuto comunque ad assicurare il rispetto delle norme vigenti in materia di segreto d ufficio, riservatezza e protezione dei dati personali, trasparenza ed accesso all attività amministrativa, informazione all utenza, autocertificazione, nonché protezione degli infortuni e sicurezza sul lavoro. 2
3 Codice disciplinare (Art. 7 CCNL 22/02/2010) 1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza, sono fissati i seguenti criteri generali riguardo il tipo e l entità di ciascuna delle sanzioni: - la intenzionalità del comportamento, il grado di negligenza ed imperizia, la rilevanza della inosservanza degli obblighi e delle disposizioni violate; - le responsabilità connesse con l incarico dirigenziale ricoperto, nonché con la gravità della lesione del prestigio dell Ente o con l entità del danno provocato a cose o a persone, ivi compresi gli utenti; - l eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, anche connesse al comportamento tenuto complessivamente dal dirigente o al concorso nella violazione di più persone. 2. La recidiva nelle mancanze previste ai commi 4, 5, 6, 7 ed 8, già sanzionate nel biennio di riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle individuate nell ambito dei medesimi commi. 3. Al dirigente responsabile di più mancanze compiute con un unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità. 4. La sanzione disciplinare pecuniaria da un minimo di 200,00 ad un massimo di 500,00, si applica, graduando l entità della stessa in relazione ai criteri del comma 1, nei casi di: a) inosservanza delle direttive, dei provvedimenti e delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, 1 nonché di presenza in servizio correlata alle esigenze della struttura ed all espletamento dell incarico affidato, ove non ricorrano le fattispecie considerate nell art. 55- quater, comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 165 del ; 1 Le disposizioni interne di Arpae in materia di assenze dal servizio sono consultabili nella Intranet aziendale. 2 L art. 55 quater, del D. Lgs. n. 165/2001 dispone che: 1. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e salve ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo, si applica comunque la sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi: a) falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia; b) assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'amministrazione; c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio; 3
4 b) condotta, negli ambienti di lavoro, non conforme ai principi di correttezza verso i componenti degli organi di vertice dell Ente, gli altri dirigenti, i dipendenti o nei confronti degli utenti o terzi; c) alterchi negli ambienti di lavoro, anche con utenti o terzi; d) violazione dell obbligo di comunicare tempestivamente all Ente di essere stato rinviato a giudizio o di avere avuto conoscenza che nei suoi confronti è esercitata l azione penale; e) violazione dell obbligo di astenersi dal chiedere o accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con l'espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, se non nei limiti delle normali relazioni di cortesia e fatti salvi quelli d uso, purché di modico valore; f) inosservanza degli obblighi previsti in materia di prevenzione degli infortuni o di sicurezza del lavoro, anche se non ne sia derivato danno o disservizio per l Ente o per gli utenti; g) violazione del segreto d'ufficio, così come disciplinato dalle norme dei singoli ordinamenti ai sensi dell art. 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, anche se non ne sia derivato danno all' Ente; h) violazione dell obbligo previsto dall articolo 55 novies del D. Lgs n. 165 del L importo delle ritenute per la sanzione pecuniaria è introitato dal bilancio dell Ente. 5. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di quindici giorni si applica nel caso previsto dall art.55-bis, comma 7, del D. Lgs. n.165 del La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di tre mesi, con la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello d) falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera; e) reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell'onore e della dignità personale altrui; f) condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l'estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro. 2. Il licenziamento in sede disciplinare è disposto, altresì, nel caso di prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l'amministrazione di appartenenza formula, ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche, una valutazione di insufficiente rendimento e questo è dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui all'articolo Nei casi di cui al comma 1, lettere a), d), e) ed f), il licenziamento è senza preavviso. 3 L art. 55 novies del D. lgs. n. 165/2001dispone che: I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che svolgono attività a contatto con il pubblico sono tenuti a rendere conoscibile il proprio nominativo mediante l'uso di cartellini identificativi o di targhe da apporre presso la postazione di lavoro. 4 L art. 55 bis, comma 7, del D. lgs. n. 165/2001 dispone quanto segue: Il lavoratore dipendente o il dirigente, appartenente alla stessa amministrazione pubblica dell'incolpato o ad una diversa, che, essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di informazioni rilevanti per un procedimento disciplinare in corso, rifiuta, senza giustificato motivo, la collaborazione richiesta dall'autorità disciplinare procedente ovvero rende dichiarazioni false o reticenti, è soggetto all'applicazione, da parte dell'amministrazione di appartenenza, della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, commisurata alla gravità dell'illecito contestato al dipendente, fino ad un massimo di quindici giorni. 4
5 spettante per il doppio del periodo di durata della sospensione, si applica nei casi previsti dall art. 55 sexies, comma 3 5, e dall art. 55 septies, comma 6, 6 del D. Lgs. n. 165 del La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi si applica nel caso previsto dall art.55-sexies, comma 1, 7 del D. Lgs. n. 165 del La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di 3 giorni fino ad un massimo di sei mesi, si applica, graduando l entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per: a) recidiva nel biennio delle mancanze previste nei commi 4, 5, 6 e 7, quando sia stata già comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste dai medesimi commi si caratterizzano per una particolare gravità; b) minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico, altri dirigenti o dipendenti ovvero alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti; c) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell Ente salvo che siano espressione della libertà di pensiero, ai sensi dell art.1 della legge n. 300 del 1970; d) tolleranza di irregolarità in servizio, di atti di indisciplina, di contegno scorretto o di abusi di particolare gravità da parte del personale dipendente; e) salvo che non ricorrano le fattispecie considerate nell art.55-quater, comma 1, lett. b) del D. Lgs. n. 165 del , assenza ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello stesso; in tali 5 L art. 55 sexies, comma 3, del D. lgs. n. 165/2001 dispone quanto segue: Il mancato esercizio o la decadenza dell'azione disciplinare, dovuti all'omissione o al ritardo, senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare o a valutazioni sull'insussistenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in relazione a condotte aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare, comporta, per i soggetti responsabili aventi qualifica dirigenziale, l'applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione in proporzione alla gravità dell'infrazione non perseguita, fino ad un massimo di tre mesi in relazione alle infrazioni sanzionabili con il licenziamento, ed altresì la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello spettante per il doppio del periodo della durata della sospensione. Ai soggetti non aventi qualifica dirigenziale si applica la predetta sanzione della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, ove non diversamente stabilito dal contratto collettivo. 6 L art. 55 septies, comma 6, del D. lgs. n. 165/2001 prevede che il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora nonché il dirigente eventualmente preposto all amministrazione generale del personale, hanno il dovere di curare l osservanza delle disposizioni, contenute nel medesimo art. 55 septies, in materia di assenze dal servizio per malattia al fine di prevenire o contrastare le condotte assenteistiche. Laddove il dirigente non dia ottemperanza a tale dovere di vigilanza, in presenza di condotte integranti illecito disciplinare per violazione delle norme in materia di assenze per malattia poste in essere da parte del proprio personale, il dirigente medesimo sarà sanzionabile per omesso esercizio dell azione disciplinare ai sensi dell art. 55 sexies comma 3 (di cui alla precedente nota n. 5). 7 L art. 55 sexies, comma 1, del D. lgs. n. 165/2001 dispone quanto segue: La condanna della pubblica amministrazione al risarcimento del danno derivante dalla violazione, da parte del lavoratore dipendente, degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui all'articolo 54, comporta l'applicazione nei suoi confronti, ove già non ricorrano i presupposti per l'applicazione di un'altra sanzione disciplinare, della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi, in proporzione all'entità del risarcimento. 8 Per l art. 55 quater del D. lgs. n. 165/2001 si rinvia alla nota 2. 5
6 ipotesi l entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell assenza o dell abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dirigente, agli eventuali danni causati all ente, agli utenti o ai terzi; f) occultamento da parte del dirigente di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dell Ente o ad esso affidati; g) qualsiasi comportamento dal quale sia derivato grave danno all Ente o a terzi, salvo quanto previsto dal comma 7; h) atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di dirigenti o altri dipendenti; i) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona; j) grave e ripetuta inosservanza dell obbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun provvedimento, ai sensi di quanto previsto dall art. 7, comma 2, della legge n. 69 del Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, la sanzione disciplinare del licenziamento si applica: 1. con preavviso per: a) le ipotesi considerate dall art.55-quater, comma 1, lett. b) e c) del D. Lgs. n.165 del ; b) recidiva plurima, in una delle mancanze previste ai commi 4, 5, 6, 7 ed 8, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia già comportato l applicazione della sanzione massima di sei mesi di sospensione dal servizio; 2. senza preavviso per: a) le ipotesi considerate nell art.55-quater, comma 1, lett. a), d), e) ed f) del D. Lgs. n. 165 del ; b) commissione di gravi fatti illeciti di rilevanza penale, ivi compresi quelli che possono dal luogo alla sospensione cautelare, secondo la disciplina dell art. 9 11, fatto salvo quanto previsto dall art. 10, comma 1 12 ; c) condanna, anche non passata in giudicato, per: 9 Per l art. 55 quater del D. lgs. n. 165/2001 si rinvia alla nota Per l art. 55 quater del D. lgs. n. 165/2001 si rinvia alla nota Il rinvio è all art. 9 del CCNL 22/02/2010 in materia di Sospensione cautelare in caso di procedimento disciplinare. 12 Il rinvio è all art. 10 del CCNL 22/02/2010 in materia di Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale. 6
7 1. i delitti già indicati nell art. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente all art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e nell art. 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell art. 58, comma 1, lett. a) e all art. 316 del codice penale, lett. b) e c), del D. Lgs. n. 267 del 2000; 2. gravi delitti commessi in servizio; 3. delitti previsti dall art. 3, comma 1 della legge 27 marzo 2001 n. 97; d) recidiva plurima di sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano anche forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di dirigenti o altri dipendenti; e) recidiva plurima atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona; 10. Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 8 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei dirigenti di cui all art. 5, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti. 11. Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicità, mediante pubblicazione sul sito istituzionale dell Ente, secondo le previsioni dell art. 55, comma 2, ultimo periodo, del D. Lgs. n. 165 del 2001 LA RESPONSABILE AREA SVILUPPO RISORSE UMANE E RELAZIONI SINDACALI (f.to Dott.ssa Lia Manaresi) 7