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Timestamp: 2018-04-24 10:51:44+00:00
Document Index: 178560936

Matched Legal Cases: ['art. 185', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 190', 'art. 190', 'art. 193', 'art. 193', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 183', 'art 190', 'art. 193']

TITOLO I Definizioni e tipologie di rifiuti - PDF
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1 TITOLO I Definizioni e tipologie di rifiuti Art. 1 OGGETTO E FINALITA'. 1. Oggetto Il presente Regolamento descrive le modalità di gestione e di conferimento dei rifiuti assimilabili agli urbani, rifiuti speciali pericolosi e non, prodotti nelle strutture dell Università degli studi di Milano.Bicocca. 2. Finalità La puntuale applicazione del regolamento consente che: a) sia rispettata la normativa vigente in materia; b) i rifiuti prodotti non vengano dispersi nell ambiente; c) le quantità di rifiuti prodotti siano ridotte, per quanto possibile, e che venga incentivata l attività di recupero, così come previsto dagli Art e 181 del D.Lgs. n. 152 del 3 aprile d) le modalità della loro gestione siano omogenee in tutto l Ateneo; e) i rifiuti vengano conferiti in modo sostanzialmente e formalmente corretto agli smaltitori, nel rispetto della salute degli operatori e con la massima attenzione verso l ambiente. Art. 2 AMBITO DI APPLICAZIONE 1. Il presente regolamento si applica a tutte le strutture dell Università degli studi di Milano-Bicocca, nonché alle seguenti categorie di personale: a) personale docente, ricercatore, tecnico ed amministrativo dipendente dell Università; b) studenti dei corsi universitari, dottorandi, specializzandi, tirocinanti, titolari di assegni di ricerca nonché laureati, quando frequentino laboratori didattici, di ricerca e di servizio; c) lavoratori non organicamente strutturati ma dei quali l Università si avvale in virtù di appositi e regolari contratti stipulati con gli stessi lavoratori; d) personale appartenente ad altri enti, sia pubblici che privati, che, a norma di convenzione, opera nei locali dell Università. 2. Le strutture universitarie che operano presso enti convenzionati, sia pubblici che privati, salvo diversa disposizione prevista da specifici accordi, sono soggette alla stessa disciplina dell ente ospitante. ESCLUSIONI 1. Dal presente regolamento, in applicazione del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 185, sono escluse le seguenti tipologie di rifiuto: a) gli effluenti gassosi emessi nell'atmosfera; b) i liquidi, esenti da sostanze chimiche e/o biologiche pericolose, immessi nel sistema fognario; c) la gestione dei rifiuti radioattivi, in quanto disciplinati da normativa specifica. In caso di necessità di gestione e smaltimento dei rifiuti radioattivi contattare sempre il Servizio Prevenzione e Protezione. d) la gestione dei rifiuti speciali contenenti amianto, in quanto di competenza delle ditte incaricate degli interventi di bonifica; e) la gestione dei rifiuti speciali derivanti dagli interventi sugli impianti tecnologici presenti negli edifici ed aree di pertinenza dell Ateneo, in quanto di competenza della ditta incaricata della 1
2 conduzione e gestione degli impianti medesimi, nonché dell esecuzione degli intervanti di manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria. Art. 3 DEFINIZIONI 1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente Regolamento ed in accordo a quanto previsto dall art. 183 del D:Lgs n 152 del 2006 e successive modifiche ed integrazioni, si intendono per: a) rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A alla parte quarta del D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi; b) produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti cioè il produttore iniziale e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento, di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione di detti rifiuti; c) detentore: il produttore dei rifiuti o il soggetto che li detiene; d) gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, - omissis; e) raccolta: l'operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto; f) raccolta differenziata: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida e' raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati; g) smaltimento: le operazioni previste nell'allegato B alla parte quarta del D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006; h) recupero: le operazioni previste nell'allegato C alla parte quarta del D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006; i) luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro all'interno di un'area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali sono originati i rifiuti; j) stoccaggio: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell'allegato B alla parte quarta del presente decreto, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni dimessa in riserva di materiali di cui al punto R13 dell'allegato C alla medesima parte quarta; k) deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni: 1. i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli in quantita' superiore a 2,5 parti per milione (ppm), ne' policlorobifenile e policlorotrifenili in quantita' superiore a 25 parti per milione (ppm); 2. i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore, con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 10 metri cubi nel caso di rifiuti pericolosi o i 20 metri cubi nel caso di rifiuti non pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti pericolosi non superi i 10 metri cubi l'anno e il quantitativo di rifiuti non pericolosi non superi i 20 metri cubi l'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; 3. il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; 4. devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose; 5. per alcune categorie di rifiuto, individuate con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, sono fissate le modalità di gestione del deposito temporaneo; 2
3 l) frazione umida: rifiuto organico putrescibile ad alto tenore di umidità, proveniente da raccolta differenziata o selezione o trattamento dei rifiuti urbani; m) frazione secca: rifiuto a bassa putrescibilità' e a basso tenore di umidità proveniente da raccolta differenziata o selezione o trattamento dei rifiuti urbani, avente un rilevante contenuto energetico; n) sottoprodotto: sono sottoprodotti le sostanze ed i materiali dei quali il produttore non intende disfarsi ai sensi dell'articolo 183, comma 1, lettera a), che soddisfino tutti i seguenti criteri, requisiti e condizioni: 1. siano originati da un processo non direttamente destinato alla loro produzione; 2. il loro impiego sia certo, sin dalla fase della produzione, integrale e avvenga direttamente nel corso del processo di produzione o di utilizzazione preventivamente individuato e definito; 3. soddisfino requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad emissioni e ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati per l'impianto dove sono destinati ad essere utilizzati; 4. non debbano essere sottoposti a trattamenti preventivi o a trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e di qualita' ambientale di cui al punto 3), ma posseggano tali requisiti sin dalla fase della produzione; 5. abbiano un valore economico di mercato; o) materia prima secondaria: sostanza o materia avente le caratteristiche stabilite ai sensi dell'articolo 181-bis; --Omissis Ai sensi del D.Lgs n. 151del 25/07/2005 si introducono le seguenti definizioni che riguardano le apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) ed i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE): a) apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE): sono le apparecchiature che dipendono per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, di trasferimento e di misura di questi campi e correnti, appartenenti alle categorie di cui all'allegato I A e progettate per essere usate con una tensione non superiore a volt per la corrente alternata e a volt per la corrente continua; b) rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE): le apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono considerate rifiuti ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni, di seguito denominato: "decreto legislativo n. 22 del 1999", inclusi tutti i componenti, i sottoinsiemi ed i materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto nel momento in cui si assume la decisione di disfarsene. 3. Ai fini della migliore applicazione del presente regolamento alla realtà dell Ateneo, sono così identificati: a) Insediamento produttivo di rifiuti la struttura o insieme delle strutture dell Università che, a seguito delle attività lavorative svolte, producono rifiuti speciali (ai sensi dell art. 184 del D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006) e sono dotate di deposito temporaneo di rifiuti. b) Responsabile dell insediamento produttivo: responsabile dello stoccaggio temporaneo e del conferimento a vettore autorizzato, per lo smaltimento finale, dei rifiuti speciali prodotti dall insediamento, nonché dalla predisposizione della relativa documentazione di legge. c) : collaboratore e delegato del responsabile dell insediamento produttivo. È colui che materialmente si occupa dell organizzazione della raccolta, del trasporto e dello stoccaggio dei rifiuti speciali dai laboratori di ricerca al deposito temporaneo, nonché del conferimento dei rifiuti alle ditte autorizzate che si occupano dello smaltimento o del recupero dei rifiuti. Art. 4 TITOLARE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI DALL UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA. 1. Ai fini degli adempimenti di legge, il Rettore, in qualità di legale rappresentante, è il Titolare della 3
4 gestione dei rifiuti speciali prodotti dalle strutture dell Università degli Studi di Milano-Bicocca. Art. 5 OBBLIGHI DEL TITOLARE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI. 1. Il Rettore, avvalendosi della collaborazione del Servizio Prevenzione e Protezione dell Ateneo, assolve i seguenti obblighi: a) Costituisce gli insediamenti produttivi quando necessario in relazione alle esigenze di didattica, di ricerca e di servizio delle strutture universitarie; b) Nomina i responsabili di insediamento produttivo; c) Assicura direttamente o tramite i Dipartimenti, il servizio di ritiro, trasporto, e smaltimento finale dei rifiuti speciali prodotti dagli insediamenti; d) Impartisce direttiva per lo stoccaggio temporaneo ed il conferimento a vettore autorizzato per lo smaltimento finale dei rifiuti speciali prodotti dalle strutture universitarie; e) Vigila sulla corretta gestione degli insediamenti produttivi; f) Predispone il Modello Unico di Dichiarazione (MUD), a cura del Servizio prevenzione e protezione di Ateneo, per la denuncia annuale dei rifiuti annuale alla competente Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura. 2. Il Rettore provvede tramite l Area Tecnica RIS affinché gli insediamenti produttivi dispongano di depositi per lo stoccaggio dei rifiuti speciali, di cui all art. 7 del presente regolamento. Art. 6 CLASSIFICAZIONE E CODIFICA DEI RIFIUTI. In base alla loro origine i rifiuti sono classificati in urbani o speciali, e in base alle loro caratteristiche sono classificati pericolosi o non pericolosi. Derivano dalle attività di didattica e ricerca delle università rifiuti speciali pericolosi e non, sanitari, infettivi e non, fra questi alcuni possono essere assimilabili agli urbani. Per classificare un rifiuto speciale come "pericoloso", o "non pericoloso", è necessario consultare l'articolo 184 del D. Lgs. 152 del 3 Aprile 2006 e l allegato D parte IV del decreto citato il quale riporta l'elenco dei rifiuti pericolosi, conformemente all articolo 1 lettera a), della direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti ed all articolo1 paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi di cui alla decisione della commissione 2000/532/CEE del 3 Maggio 2000 (direttiva del Ministero dell Ambiente e della tutela del Territorio 9 Aprile 2002). Ad ogni rifiuto è associato un codice pienamente definito da sei cifre (codice CER) che viene attribuito a partire dal tipo di attività che ha originato il rifiuto. La corretta codifica del rifiuto è a carico del produttore e Responsabile di Insediamento e va comunicata preventivamente al Servizio Prevenzione e Protezione. Art. 7 TIPOLOGIE DI RIFIUTI I rifiuti prodotti, ad oggi, in ambito universitario sono identificati nelle seguenti categorie: Rifiuti assimilabili agli urbani riciclabili (vedi Art. 8): Rifiuti di carta, cartone e prodotti di carta Rifiuti di plastica Rifiuti di lattine e vetro Rifiuti di metalli o leghe di metalli non pericolosi Rifiuti assimilabili agli urbani non riciclabili (vedi Art. 8): 4
5 Articoli di plastica non riciclabile Rifiuti speciali (vedi Art. 9): Rifiuti pericolosi Rifiuti non pericolosi Rifiuti sanitari infettivi e non, di origine umana o animale Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) Art. 8 RIFIUTI ASSIMILABILI AGLI URBANI RICICLABILI 1. I Responsabili di Insediamento ed i Direttori di Dipartimento devono prendere visione delle norme specifiche e dei regolamenti locali specifici di smaltimento dei rifiuti urbani. 2. Definizioni e norme specifiche: 2.1 Rifiuti di carta, cartone e prodotti di carta. Rientrano in questa tipologia i rifiuti di carta, cartone, cartoncino, imballaggi (esclusi i poliaccoppiati): carta da fotocopie, buste, stampa, quotidiani, illustrati, libri, opuscoli colorati, cataloghi, cartone ondulato, fustellati di cartone, cartone bianco multistrato, miscela di carte e cartoni di diverse qualità, esclusa carta chimica. Il materiale cartaceo va immesso nei contenitori appositamente predisposti che riportano il logo dell Università degli Studi di Milano Bicocca e la dicitura carta. Il materiale di cui sopra, deve essere privo di ogni impurità (in particolare non deve essere fonte di alcun rischio chimico e/o biologico né per gli operatori né per l'ambiente) così da poter essere inviato agli impianti di recupero senza costi aggiuntivi dovuti alla selezione. Il materiale cartaceo deve essere introdotto nei raccoglitori nella forma meno voluminosa possibile, ossia senza appallottolarlo o accartocciarlo, anche per prevenire possibili principi d incendio. Gli imballaggi in cartone (generalmente scatole o scatoloni) vanno aperti, il loro volume di ingombro va ridotto, quindi vanno introdotti nei raccoglitori per la carta o, se molto voluminosi, vanno immessi direttamente nell'apposito contenitore, a cura del personale della Struttura oppure, ove sia concordato, con l impresa di pulizie. 2.2 Rifiuti di plastica: bottiglie, flaconi ed altro materiale. Per plastica riciclabile si intende il materiale costituente bottiglie, flaconi, puntali, altro materiale in plastica, ecc. che abbiano o no contenuto liquidi, con esclusione dei contenitori per fitofarmaci e per presidi medicochirurgici. Le bottiglie di plastica ed i flaconi, che non abbiano contenuto liquidi pericolosi, devono essere schiacciati e tappati e quindi vanno introdotti negli appositi cassonetti predisposti dalle aziende municipalizzate addette alla raccolta secondo le regole o i regolamenti comunali. I contenitori vuoti di solventi volatili devono essere lasciati aperti sotto cappa funzionante, in modo da favorire la completa evaporazione delle tracce di solvente residuo. I recipienti di plastica che avessero contenuto liquidi pericolosi devono essere accuratamente lavati, con solventi compatibili e/o sterilizzati, sì da non costituire rischio alcuno per gli operatori e per l ambiente, dopodiché si possono introdurre nei contenitori per la raccolta della plastica riciclabile. Per i lavaggi è opportuno usare piccole quantità di solventi idonei e la soluzione risultante dai lavaggi è essa stessa rifiuto speciale e va quindi gestita come si conviene alla sua specifica tipologia. Se la pulizia accurata dei contenitori in plastica non fosse possibile e rimanessero residui di sostanze pericolose al loro interno il rifiuto nel suo complesso, contenitore-contenuto, va classificato e smaltito come rifiuto speciale, tenendo conto delle caratteristiche chimico-fisiche e di pericolosità della sostanza inquinante. Per quanto riguarda la modalità di raccolta e conferimento, il personale della Struttura, periodicamente, provvederà ad immettere i rifiuti di vetro nel contenitore per la raccolta differenziata appositamente predisposti dalle aziende municipalizzate addette alla raccolta (contenitori di colore verde) secondo le regole o i regolamenti comunali (gestione AMSA per il comune di Milano; gestione Sangalli Giancarlo & C. S.r.l.. per il comune di Monza; gestione CORE per il comune di Sesto San Giovanni). 5
6 2.3 Rifiuti di vetro. Sono considerati rifiuti di vetro: contenitori, bottiglie, vetro di scarto, frammenti di vetro, rottami di vetro sia bianco che colorato, con l esclusione dei vetri da tubi raggio-catodici delle lampade a scarica, lampade al neon e similari, ed altri vetri contaminati da sostanze radioattive. Sono inoltre esclusi i contenitori di sostanze o preparati etichettati come pericolosi, che non siano stati adeguatamente ed accuratamente decontaminati. I contenitori vuoti di solventi volatili devono essere lasciati aperti sotto cappa funzionante, in modo da favorire la completa evaporazione delle tracce di solvente residuo. I recipienti che avessero contenuto liquidi pericolosi devono essere accuratamente lavati, con solventi compatibili e/o sterilizzati, sì da non costituire rischio alcuno per gli operatori e per l ambiente, dopodiché si possono introdurre nei contenitori per la raccolta del vetro. Per i lavaggi è opportuno usare piccole quantità di solventi idonei e va considerato che la soluzione risultante dai lavaggi è essa stessa rifiuto speciale e va quindi gestita come si conviene alla sua specifica tipologia. Se la pulizia accurata dei contenitori in vetro non fosse possibile e rimanessero residui di sostanze pericolose al loro interno, il rifiuto nel suo complesso, contenitore-contenuto, va classificato e smaltito come rifiuto speciale, tenendo conto delle caratteristiche chimico-fisiche e di pericolosità della sostanza inquinante. Per quanto riguarda la modalità di raccolta e conferimento il personale della Struttura, periodicamente, provvederà ad immettere i rifiuti di vetro nel contenitore per la raccolta differenziata appositamente predisposti dalle aziende municipalizzate addette alla raccolta (contenitori di colore verde) secondo le regole o i regolamenti comunali (gestione AMSA per il comune di Milano; gestione Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. per il comune di Monza, gestione CORE per il comune di Sesto San Giovanni). 2.4 Rifiuti costituiti da pile esaurite. Presso tutte le portinerie dell Università degli Studi di Milano Bicocca è possibile reperire appositi contenitori per il conferimento di pile di apparecchiature utilizzate nei locali dell Università, che vengono conferite all azienda municipalizzata addetta alla raccolta dei rifiuti urbani. In particolare, per le sedi universitarie situate nel comune di Milano è possibile contattare in numero verde dell AMSA che provvede ad effettuare il ritiro dei raccoglitori delle pile; per le sedi universitarie situate nel comune di Monza è necessario rivolgersi alla Area RIS, che provvede a occuparsi del conferimento al punto di raccolta più vicino. Art. 9 RIFIUTI SPECIALI Sono definiti rifiuti speciali tutte quelle tipologie di rifiuto comprese nell'elenco dell allegato D, parte quarta del D. Lgs. 152 del 3 aprile 2006, il quale riporta l'elenco dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, conformemente all articolo 1 lettera a), della direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti ed all articolo1 paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi di cui alla decisione della commissione 2000/532/CEE del 3 Maggio 2000 (direttiva del Ministero dell Ambiente e della tutela del Territorio 9 Aprile 2002). NOTA: I rifiuti speciali pericolosi sono identificati con un asterisco associato al codice CER (Codice Europeo dei Rifiuti). 1. Tipologie dei rifiuti speciale pericolosi e non, ad oggi derivanti dalle principali attività di didattica e di ricerca prodotti nell'ateneo: Rifiuti da processi chimici di varia natura da attività didattica e di ricerca; Soluzioni di sviluppo e di fissaggio fotografico; Reagenti e solventi obsoleti di laboratorio; Oli minerali esausti e sintetici (non conteneti PCB o PCT); Accumulatori al piombo e al nickel - cadmio; Tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio; Apparecchiature fuori uso contenenti componenti pericolosi. 6
7 2. Tipologie dei rifiuti speciale pericolosi e non, ad oggi derivanti dalle principali attività di didattica e di ricerca medica, biologica e veterinaria prodotti nell'ateneo: Oggetti da taglio (es. rasoi e bisturi) Indumenti, contenitori, altro materiale monouso di laboratorio (es. guanti, camici monouso, aghi, sacche per la conservazione del plasma, pipette, provette, puntali); Lettiere da stabulario (es. fogli assorbenti, segatura, terriccio); Carcasse e parti anatomiche di animali; Colture cellulari; Parti anatomiche umane; Farmaci scaduti. 3. I toner di stampanti esausti, provenienti da attività lavorative, rientrano nella tipologia di rifiuti speciali non pericolosi, e si smaltiscono, nel rispetto alla normativa vigente, facendo riferimento all apposita procedura di smaltimento - recupero prevista in Ateneo e che viene riportata nell allegato 1 di questo regolamento. 4. I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) sono normati dal D.Lgs. n. 151 del 2005 che ha come obiettivo quello di costituire un sistema che consenta da una parte di recuperare il materiale riciclabile che costituisce le apparecchiature elettriche ed elettroniche e dall altro di smaltire, nel modo più corretto, le sostanze pericolose che potrebbero essere contenute in tali apparecchiature. Le apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs. n. 151 del 2005 sono quelle indicate nell allegato 1A e nell allegato 1B del predetto decreto e che vengono riportate nell allegato n. 1 di questo Regolamento. Il D.Lgs. n. 151 del 2005 stabilisce che le attività di recupero o smaltimento dei RAEE siano diverse a seconda che si tratti di RAEE domestici o che si tratti di RAEE derivanti da attività produttive. Nel caso dei RAEE domestici è previsto che siano le ditte di smaltimento dei rifiuti comunali ad occuparsi del servizio di ritiro e recupero, mentre per i RAEE professionali è previsto che siano le ditte produttrici delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, (che devono essere iscritte ad un apposito registro nazionale dei produttori), che debbano, nel momento di un acquisto di una AEE, ritirarle gratuitamente, in ragione di uno contro uno, se si tratta di un apparecchiatura di tipo equivalente in termini di funzioni, e di peso che può al massimo essere due volte quello dell AEE nuovo. Nel caso in cui la dismissione dei RAEE non avvenga contestualmente all acquisto di nuove AEE, gli oneri dello smaltimento sono a carico del detentore/utilizzatore, che provvederà a smaltire i RAEE come rifiuti speciali. In ogni caso, sia nel caso di scambio di RAEE contestualmente all acquisto di una nuova AEE, sia nel caso di puro smaltimento di RAEE, sarà necessario compilare il Formulario di smaltimento Rifiuti ed il registro di carico e scarico, nonché accertarsi che Trasportatore incaricato dai produttori sia iscritto all'albo gestori ambientali e che gli impianti di destinazione siano stati autorizzati o con le procedure ordinarie o, limitatamente ai RAEE non pericolosi, con quelle semplificate. La gestione per lo smaltimento dei RAEE sarà oggetto di apposita ulteriore procedura, che diventerà allegato specifico del presente Regolamento. 7
8 TITOLO II Gestione e obblighi per la gestione dei rifiuti speciali. Art. 10 TIPOLOGIA DI INSEDIAMENTO PRODUTTIVO Per la gestione dei rifiuti speciali è prevista la seguente organizzazione: 1. Insediamento produttivo di rifiuti: ogni struttura universitaria, preferibilmente costituita dai dipartimenti situati in una stesso edificio, o dipartimenti di edifici vicini, che sia dotata di luoghi idonei al deposito temporaneo di rifiuti. Nota: essendo abrogato l Art. 7 del precedente Regolamento, non sussiste più la classificazione degli insediamenti produttivi in Insediamenti di tipo A e di tipo B. 2. Qualora lo smaltimento dei rifiuti debba avvenire: a) saltuariamente, b) in assenza di insediamento produttivo, si dovrà SEMPRE preventivamente rivolgersi al Servizio Prevenzione e Protezione prima di avviare qualsiasi operazione di smaltimento. 3. Qualora la struttura, che produce rifiuti speciali di cui all Art. 9, sia priva dell idoneo deposito di rifiuti, è possibile concordare con insediamenti vicini (considerando sempre gli aspetti di sicurezza inerenti lo spostamento dei rifiuti stessi e la necessità che venga effettuato il minor numero e la minore lunghezza degli spostamenti possibili) il conferimento dei rifiuti, provvedendo a fornire tutte le informazioni necessarie per la gestione del rifiuto (aspetti inerenti sia la sicurezza nella manipolazione, nello stoccaggio e nel trasporto, sia la dichiarazione della tipologia di rifiuto, specificando il contenuto dei contenitori, la percentuale e la tipologia di sostanze presenti, e la loro pericolosità per l uomo e l ambiente). 4. L insediamento produttivo deve essere gestito ai sensi dell allegato tecnico n. 2. Art. 11 COSTITUZIONE DI INSEDIAMENTO PRODUTTIVO ED INDIVIDUAZIONE E NOMINA DEL RESPONSABILE DELL INSEDIAMENTO PRODUTTIVO. 1. Ogni struttura universitaria che, a seguito di attività lavorative, prevede di produrre uno o più rifiuti speciali inoltra richiesta di costituzione di insediamento produttivo al Rettore, inviando apposita comunicazione formale scritta e firmata dal Responsabile o Direttore di Dipartimento al Servizio Prevenzione e Protezione di Ateneo, individuando contestualmente, nella stessa comunicazione, il Responsabile dell Insediamento Produttivo. L insediamento produttivo costituisce di fatto Unità locale dell Università degli Studi di Milano Bicocca. 2. Il Responsabile dell Insediamento Produttivo è quindi nominato dal Rettore. 3. Il Responsabile deve essere individuato tra i Direttori e solo qualora ricorrano oggettive difficoltà di carattere organizzativo, può essere individuato tra i docenti di I o II fascia afferenti alle strutture che costituiscono l insediamento. Il Direttore ovvero il docente di I o II fascia individuato deve trasmettere comunicazione di accettazione dell incarico al Rettore contestualmente alla lettera di richiesta di insediamento produttivo, per la predisposizione del decreto di nomina. 8
9 Art. 11 bis DISATTIVAZIONE DELL INSEDIAMENTO PRODUTTIVO 1. L insediamento produttivo viene disattivato su richiesta motivata del Responsabile al Rettore inviato al Servizio prevenzione e protezione di Ateneo. 2. Il responsabile provvede e risponde del preventivo smaltimento delle eventuali giacenze da gestione precedente di rifiuti speciali. 3. Il Servizio Prevenzione e Protezione, predispone il decreto rettorale di disattivazione dell insediamento produttivo e ne dà comunicazione agli organi di controllo. 4. Il responsabile di insediamento produttivo impartisce direttive per la conservazione e la tenuta (con le modalità previste dal art. 15) della documentazione relativa alla gestione dell insediamento disattivato. Art. 12 FUNZIONI DEL RESPONSABILE DI INSEDIAMENTO PRODUTTIVO 1. Il Responsabile dell insediamento produttivo è Responsabile della corretta gestione dell insediamento e dell assolvimento delle proprie funzioni, come sottoelencate e per la stessa risponde funzionalmente e come delegato del Rettore: a) Provvede alla classificazione, per ciascuna tipologia di rifiuto speciale che si prevede di produrre, mediante la predisposizione della Scheda Tecnica del Rifiuto (allegato n. 3), che va trasmessa al Servizio Prevenzione e Protezione, ufficio con il quale è possibile concordare eventualmente il codice CER. b) Segnala tempestivamente al Servizio Prevenzione e Protezione ogni evento che possa essere fonte di pericolo per la salute delle persone e per la sicurezza dell ambiente. c) Compilazione e firma della Scheda Tecnica dei Rifiuti. d) Provvede alla vidimazione e verifica dell avvenuta compilazione del registro di carico e scarico e dei Formulari Rifiuti. e) Vigila sulla corretta tenuta della documentazione relativa all insediamento. f) Definisce con procedura interna formalizzata, insieme al Servizio Prevenzione e Protezione, e fa rispettare, le corrette procedure per il trasferimento presso il luogo destinato allo stoccaggio temporaneo, per il travaso e per lo stoccaggio dei rifiuti speciali, che devono essere impartite alle categorie di personale di cui all Art. 2 del presente Regolamento. g) Vigila affinché le operazioni di trasferimento presso il luogo adibito allo stoccaggio temporaneo dell insediamento siano effettuate in condizioni di sicurezza. h) Vigila affinché le operazioni di travaso avvengano nel rispetto delle norme vigenti in materia di prevenzione, igiene, sicurezza e tutela della salute degli operatori negli ambienti di lavoro. i) Vigila affinché le operazioni di stoccaggio temporaneo avvengano nel rispetto delle norme vigenti in materia di prevenzione, igiene, sicurezza e tutela della salute degli operatori negli ambienti di lavoro. j) Trasmette annualmente al Servizio Prevenzione e Protezione fotocopia del Registro di carico e scarico e verifica il corretto utilizzo dei sistemi informatizzati in uso. k) Eventualmente delega al la gestione del registro di carico e scarico e dei Formulari che dovrà essere effettuata avvalendosi del programma informatizzato specifico, in uso in Ateneo. l) E responsabile del rispetto nell insediamento produttivo della procedura per la gestione dello smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi (Allegato n.2: Procedura 09 del Servizio Prevenzione e Protezione) 9
10 Art. 13 COMPITI DEL PREPOSTO 1. Al fine di realizzare quanto indicato nell Art. 12, il Responsabile dell Insediamento Produttivo, qualora lo ritenga opportuno, può avvalersi della collaborazione del. Il responsabile individua, secondo regole proprie, fra il personale docente o il personale tecnico-amministrativo dell area tecnico-scientifica, il suddetto preposto e procede alla nomina mediante nomina scritta. I compiti le attribuzioni, in materia di gestione rifiuti, a carico del preposto sono: a) Compilazione del registro di carico e scarico. b) Compilazione del formulario c) Inserimento dei dati riguardanti gli smaltimenti, compilazione dei registri di carico e carico e dei formulari sul programma informatico predisposto in Ateneo. d) Collaborazione col Servizio Prevenzione Protezione di Ateneo per l applicazione delle norme interne e generali in materia. e) Accertamento settimanale delle quantità di rifiuti speciali stoccati, per verificarne la corrispondenza con i quantitativi annotati sul Registro di carico e scarico. f) Collaborare con il Responsabile e con il Servizio Prevenzione e Protezione per la classificazione delle diverse tipologie di rifiuti, per la compilazione della Scheda tecnica dei Rifiuti. g) Contattare le ditte per concordare gli smaltimenti ed assicurarsi che i mezzi viaggino con autorizzazioni valide e, se necessario per la tipologia di rifiuto, che rispettino la normativa riguardante la classificazione, l etichettatura, e l imballaggio delle sostanze pericolose, in particolare per quanto riguarda l ADR (accordo europeo per il trasporto di merci pericolose su strada, che è stato recepito per la prima volta in Italia nel Attualmente è ancora vigente il Decreto del Ministero dei trasporti del 3 gennaio 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2007) - Recepimento della direttiva 2006/89/CE della Commissione del 3 novembre 2006, che adatta per la sesta volta al progresso tecnico la direttiva 94/55/CE del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri, relative al trasporto di merci pericolose su strada). h) Assicurarsi che i contenitori dei rifiuti siano ben chiusi, che non abbiano perdite e che siano opportunamente etichettati, come da procedura Allegato n. 2 del presente Regolamento. i) Assicurarsi che la movimentazione dei contenitori di rifiuti venga effettuata in modo da garantire la sicurezza delle persone come da procedura Allegato n. 2 del presente Regolamento. j) Comunicare tempestivamente al Servizio Prevenzione e Protezione eventuali problemi con le ditte di smaltimento per autorizzazioni scadute o per eventuali episodi di non rispetto dei capitolati di appalto. È compito del Servizio Prevenzione e Protezione richiedere ufficialmente la documentazione aggiornata di autorizzazioni e di altri adempimenti normativi. Art. 14 COMPITI DEL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE. 1. Per la gestione delle tematiche ambientali, ed in particolare di quelle riguardanti i rifiuti, il Rettore si avvale del Servizio Prevenzione e Protezione, che sotto la diretta responsabilità dell RSPP, si occupa di: a) Coordinare i diversi insediamenti produttivi presenti in Università degli Studi di Milano Bicocca per la gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non, ed effettuare attività di supporto tecnico per la costituzione di eventuali nuovi insediamenti produttivi. b) Gestire le comunicazioni con le ditte che hanno sottoscritto regolare contratto con l Ateneo, per lo smaltimento dei rifiuti speciali (toner e rifiuti prodotti dai laboratori di ricerca), provvedendo a richiedere ufficialmente le autorizzazioni allo smaltimento e/o recupero ed a contestare alle ditte, per conto del Rettore, eventuali non conformità alle disposizioni contrattuali o situazioni che potrebbero compromettere la salute e la sicurezza di persone e utenti dell Ateneo e di spazi di competenza dello stesso. Lo stesso Servizio Prevenzione e Protezione di Ateneo provvede all applicazione con le stesse Aziende delle normative in materia di appalti e salute e sicurezza. 10
11 c) Provvedere ad informare le strutture dell Ateneo (insediamenti produttivi, preposti, responsabili di laboratorio, dipendenti e personale non strutturato) di variazioni a normative che possano introdurre cambiamenti in merito alla gestione dei rifiuti speciali. d) Comunicare con gli enti preposti in materie ambientali per eventuali chiarimenti o variazioni in merito all applicazione di normative ambientali. e) Concordare con le strutture che ne facciano richiesta la compilazione delle schede tecniche dei Rifiuti, e supportare le strutture per problematiche tecniche e/o amministrative inerenti la gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. f) Annualmente, per conto del Rettore, compila il MUD (Modello Unico di Dichiarazione), che invia alla Camera di Commercio della provincia competente. g) Gestire il programma informatizzato per la gestione dei rifiuti speciali e provvede a comunicare ai Responsabili degli insediamenti ed ai Preposti tutti gli aggiornamenti da effettuare sul programma. h) Supervisiona l applicazione delle normative in materia in genere. Art. 15 DOCUMENTI PER LA GESTIONE DELL INSEDIAMENTO PRODUTTIVO 1. Presso l insediamento produttivo, a seconda delle tipologie di rifiuti prodotti, devono essere predisposti e conservati, per un periodo di almeno cinque anni dall ultima annotazione, i seguenti documenti: a) Scheda tecnica del rifiuto: documento, che va inviato in copia al Servizio Prevenzione e Protezione, contenente tutte le indicazioni descrittive del rifiuto ed ogni altro elemento utile per la sua identificazione e classificazione, compreso il processo produttivo dello stesso rifiuto (vedi allegato n.3 Scheda Tecnica ), la categoria di riferimento del Catalogo Europeo dei Rifiuti (C.E.R.), l eventuale caratteristica di pericolosità espressa dai seguenti codici: H1 Esplosivo Sostanze e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più del dinitrobenzene; H2 Comburente Sostanze e preparati che, a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, presentano una forte reazione esotermica; H3-A Facilmente infiammabile Sostanze e preparati: - liquidi il cui punto d infiammabilità è inferiore a 21 C (compresi i liquidi estremamente infiammabili, o - che a contatto con l aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono riscaldarsi e infiammarsi, o - solidi che possono facilmente infiammarsi per la rapida azione di una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo l allontanamento della sorgente di accensione, o - gassosi che si infiammano a contatto con l aria a pressione normale, o - che, a contatto con l aria o l aria umida, sprigionano gas facilmente infiammabili in quantità pericolose; H3-B Infiammabile Sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è pari o superiore a 21 C e inferiore o pari a 55 C; H4 Irritante Sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria; H5 Nocivo Sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute di gravità limitata; H6 Tossico Sostanze e preparati (comprese le sostanze e i preparati molto tossici) che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute gravi, acuti o cronici e anche la morte; H7 Cancerogeno Sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre il cancro o aumentarne la frequenza; H8 Corrosivo Sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi, possono esercitare su di essi un azione distruttiva; H9 Infettivo Sostanze contenenti microorganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute per buoni motivi come cause di malattie nell uomo o in altri organismi viventi; H10 Teratogeno Sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre malformazioni congenite non ereditarie o aumentarne la frequenza; H11 Mutageno Sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza; H12 Sostanze e preparati che, a contatto con l acqua, l aria o un acido, sprigionano un gas tossico o molto tossico; 11
12 H13 Sostanze e preparati suscettibili, dopo eliminazione, di dare origine in qualche modo ad un altra sostanza, ad esempio ad un prodotto di lisciviazione avente una delle caratteristiche sopra elencate; H14 Ecotossico Sostanze e preparati che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più settori dell ambiente. Per i rifiuti speciali che presentino una o più delle caratteristiche di pericolosità comprese tra H3 e H8, nonché H10 e/o H11, la Scheda Tecnica dovrà contenere informazioni relative alla sussistenza di una delle sotto indicate proprietà: punto di infiammabilità > 55 C, una o più sostanze classificate come molto tossiche in concentrazione totale > 0,1%, una o più sostanze classificate come tossiche in concentrazione totale > 3%, una o più sostanze classificate come nocive in concentrazione totale > 25%, una o più sostanze corrosive classificate come R35 ( provoca gravi ustioni ) in concentrazione totale > 1%, una o più sostanze corrosive classificate come R34 ( provoca ustioni ) in concentrazione totale > 5%, una o più sostanze irritanti classificate come R41 ( rischio di gravi lesioni oculari ) in concentrazione totale > 10%, una o più sostanze irritanti classificate come R36 ( irritante per gli occhi ), R37 ( irritante per le vie respiratorie ) e R38 ( irritante per la pelle ) in concentrazione totale > 20%, una sostanza riconosciuta come cancerogena (categorie 1 o 2) in concentrazione > 0,1%, una sostanza riconosciuta come cancerogena (categoria 3) in concentrazione > 1%, una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo riproduttivo (categorie 1 o 2) classificata come R60 ( può ridurre la fertilità ) o R61 ( può danneggiare i bambini non ancora nati ) in concentrazione > 0,5%, una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo riproduttivo (categoria 3) classificata come R62 ( possibile rischio di ridotta fertilità ) o R63 ( possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati ) in concentrazione > 5%, una sostanza mutagena della categoria 1 o 2 classificata come R46 ( può provocare alterazioni genetiche ereditarie ) in concentrazione > 0,1%, una sostanza mutagena della categoria 3 classificata come R40 ( possibilità di effetti irreversibili ) in concentrazione >1%. b) Registro di carico e scarico, previsto dall art. 190 del D.Lgs. n.152 del 3 aprile 2006 (TU ambientale) e dal D.Lgs n 4 del 16 gennaio 2008 che modifica l art. 190 del TU ambientale; ha la funzione di documentare le quantità di rifiuti stoccati e le quantità conferite al trasportatore autorizzato per lo smaltimento finale. Il registro di carico e scarico, per essere valido, deve essere vidimato presso la Camera di Commercio della Provincia territorialmente competente, inoltre, deve contenere le annotazioni relative alla movimentazione dei rifiuti, con numerazione progressiva. Dette movimentazioni devono essere riportate sul registro entro una settimana dalla data di entrata/uscita dal luogo adibito allo stoccaggio temporaneo. Per omessa od incompleta tenuta del registro, è prevista una sanzione amministrativa. In Università degli Studi di Milano Bicocca è in uso un sistema informatico per la gestione dei rifiuti che prevede la compilazione di un registro elettronico che può essere stampato in formato A4 e vidimato dalla Camera di Commercio territorialmente competente. c) Formulario di accompagnamento dei Rifiuti, previsto dall art. 193 D.Lgs. n.152 del 3 aprile 2006 (TU ambientale) e dal D.Lgs n 4 del 16 gennaio che modifica l art. 193 del TU ambientale, come normato dal DM 1 aprile 1998 n. 145 (v. allegato n. 5 del presente Regolamento), deve accompagnare il trasporto del rifiuto ed il suo conferimento all impianto di smaltimento finale. I formulari devono essere vidimati presso gli uffici dell Agenzia delle Entrate o dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato o dagli uffici regionali e provinciali competenti in materia di rifiuti. Inoltre, la relativa fattura di acquisto deve essere allegata al registro di carico e scarico. Il formulario di accompagnamento deve essere costituito da quattro fogli prenumerati e a ricalco e, al momento del prelievo, compilato in tutte le sue parti. La prima copia deve essere trattenuta dall insediamento, le restanti devono essere consegnate al trasportatore. A smaltimento avvenuto il Destinatario si occupa dell invio al Produttore della quarta copia del Formulario, come attestazione di avvenuto smaltimento. La mancata emissione del Formulario la inesatta o incompleta compilazione, comporta sanzioni amministrative e/o penali. (art. 258 del D.Lgs. n. 152 del 2006). La mancata conservazione del Formulario comporta sanzioni amministrative (art. 258, comma 4 del D.Lgs. n. 152 del 2006). 12
13 Il produttore deve ricevere la quarta copia del formulario, controfirmata e datata in arrivo dal destinatario, entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore oppure, allo scadere di detto termine, in caso di mancata ricezione del formulario, il produttore (tramite il Servizio Prevenzione e Protezione) deve provvedere a darne comunicazione alla Provincia, inviando via fax la prima copia del formulario (di cui comunque è in possesso) dichiarando che non risulta pervenuta la quarta copia o, in mancanza di più formulari, inviando una sola dichiarazione riassuntiva. Se i rifiuti sono pericolosi, i formulari di identificazione sono parte integrante del registro di carico e scarico, gli estremi identificatori del formulario dovranno essere riportati sul registro ed il numero progressivo del registro dovrà essere riportato nel formulario, che accompagna il trasporto dei rifiuti stessi, in alto a destra (tale voce si deve intendere riferita al numero progressivo che individua l annotazione, sul registro, dell operazione di scarico relativa al rifiuto oggetto del trasporto). Deve essere emesso un formulario per ciascun rifiuto, quale risulta individuato dal codice (CER) e dalla descrizione. A tal fine, al punto 4 del formulario, alla voce "descrizione" dovrà essere riportata una descrizione del rifiuto il più possibile accurata, seppur sintetica, tenendo conto che la descrizione del CER non è sempre esaustiva, soprattutto in riferimento ai codici che recano negli ultimi due campi numerici le cifre "99". Le quantità di rifiuti conferite vanno indicate preferibilmente in Kg o in l. Per "firma del trasportatore" si intende la sottoscrizione da parte della persona fisica che effettua il trasporto e ne assume la relativa responsabilità. Quando il trasportatore dei rifiuti è lo stesso soggetto che li ha prodotti (in ambito universitario ciò è possibile esclusivamente se si tratta di rifiuti non pericolosi) il trasportatore è esentato dall iscrizione all Albo dei gestori dei rifiuti. L esclusione dall obbligo della predetta iscrizione deve risultare dall apposita dichiarazione riportata alla fine del punto 3 del formulario, nello spazio Annotazioni. Il produttore che effettua il trasporto deve barrare l apposita casella, o parentesi, inserita dopo le parole trasporto di rifiuti non pericolosi prodotti nel proprio stabilimento" e dopo la preposizione "di" deve indicare la Struttura ed il luogo fisico di produzione dei rifiuti trasportati. In Università degli Studi di Milano Bicocca usando il sistema informatico per la gestione dei rifiuti è possibile stampare ed utilizzare formulari precedentemente vidimati dagli uffici competenti. 13
14 ALLEGATI ALLEGATO N. 1 Procedura di smaltimento dei toner: Servizio di raccolta di cartucce toner esauste e nastri Oggetto della procedura: Raccolta e smaltimento e/o recupero di cartucce toner di diverse tipologie e di eventuali nastri da stampanti. Come smaltire A chiamata dell'utente (richiesta via fax, modulo qui allegato) la società fornisce un contenitore (Ecobox) per lo stoccaggio temporaneo e a chiamata successiva viene per lo svuotamento dello stesso contenitore, fornendo anche la documentazione di trasporto e smaltimento (Formulario): di tale documentazione rilascia la prima copia quando ritira i toner e ne fa pervenire una successiva che attesta l'avvenuto recupero o smaltimento. La prima copia, che viene rilasciata in originale al produttore (chi ordina lo smaltimento), deve essere inviata al Servizio Prevenzione e Protezione. Il produttore deve conservare una fotocopia, per eventuali controlli degli enti preposti. La quarta copia del formulario viene inviata, una volta effettuato lo smaltimento o il recupero, dalla società Solidarietà Coop. Sociale al Servizio Prevenzione, che provvederà ad inviare una fotocopia a chi effettua lo smaltimento. E' vietato lasciare toner esausti fuori dagli appositi contenitori. Società addetta allo smaltimento Solidarietà Nuova Cooperativa Sociale V. C.Colombo n Venegono Superiore (VA) Tel Tel Fax: La suddetta procedura è consultabile sul sito: 14
15 ALLEGATO N. 2 Procedura di gestione dello smaltimento dei rifiuti speciali e/o pericolosi. Servizio Prevenzione e Protezione v.cozzi,53-edificio U5 tel fax Procedura n Versione 1.0 PROCEDURA DI GESTIONE DELLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI E/O PERICOLOSI. Responsabile area di competenza: Caterina Giuliani Responsabile procedimento: Cinzia Verduci Responsabile operativo: Marco Gervasoni PREMESSA. Questa procedura NON riguarda la gestione dei rifiuti urbani e/o da destinarsi a recupero. La gestione dei rifiuti è normata in tutte le sue fasi (raccolta, deposito temporaneo, trasporto e smaltimento) dal D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006; in particolare: - Titolo I, articoli : definizioni di rifiuto, recupero, smaltimento, prescrizioni inerenti i registri di carico e scarico ed il formulario; - Titolo I, art : autorizzazioni necessarie alle Ditte che effettuano lo smaltimento ed il trasporto dei rifiuti. (Gli articoli citati vengono allegati alla presente procedura.) Nuovi rifiuti ed adempimenti conseguenti: Per quanto riguarda la codifica CER, da assegnare ad ogni rifiuto, l apertura di nuove schede tecniche, e tutto quello che comporta il rapporto con le aziende in contratto che effettuano trasporto e smaltimento si dovrà inviare sempre comunicazione apposita al Servizio Prevenzione e Protezione alla attenzione di Caterina Giuliani e di Cinzia Verduci. Responsabili dell attuazione Per ogni nuovo rifiuto: Compilare l apposita scheda tecnica del rifiuto avendo cura di indicare la composizione e la pericolosità del rifiuto. (Esempio di scheda tecnica allegato n. 2). MODALITÀ DI RACCOLTA E STOCCAGGIO TEMPORANEO. AVVERTENZE: È necessario assicurarsi di conoscere tutte le caratteristiche e le compatibilità delle sostanze chimiche utilizzate in modo da prevedere il tipo di rifiuto che sarà prodotto e le modalità di raccolta del medesimo. Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) 15
16 CARATTERISTICHE DEL DEPOSITO TEMPORANEO In base alla natura delle sostanze in deposito (stato fisico, caratteristiche di pericolosità) e delle modalità adottate per lo stoccaggio (in serbatoi, in fusti, in cisternette, in container carrabili, ecc.) si può individuare una lista di controllo di requisiti tecnico-impiantistici e gestionali da prendere in considerazione caso per caso per garantire una corretta gestione dei rifiuti prodotti nel rispetto delle norme vigenti non solo in materia di rifiuti ma anche per la prevenzione dell inquinamento in generale e la tutela della sicurezza e salute degli addetti: 1. Il deposito deve avvenire in luogo custodito o chiuso a chiave, coperto e destinato allo scopo; 2. Le aree su cui avviene il deposito devono essere opportunamente contrassegnate al fine di rendere nota la natura e la pericolosità dei rifiuti. Dovranno inoltre essere apposte tabelle o procedure che riportino la norme di comportamento del personale addetto; 3. Le aree interessate dalla movimentazione e dallo stoccaggio devono essere impermeabilizzate e rese tali da prevenire l inquinamento del suolo e facilitare la raccolta di eventuali versamenti; 4. I cumuli di rifiuti alla rinfusa devono essere protetti dall azione delle acque meteoriche e, ove allo stato polverulento, dall azione del vento; le aree ad essi dedicate devono inoltre possedere adeguati requisiti di tenuta in relazione alle specifiche caratteristiche di pericolosità; 5. La gestione dei rifiuti deve essere effettuata da personale reso edotto del rischio e munito, quando occorra, di idonei mezzi di protezione atti ad evitare il contatto diretto, l inalazione e ogni eventuale rischio residuo; 6. I serbatoi ed i recipienti in genere devono essere dotati di bacino di contenimento. La capacità del bacino di contenimento deve essere pari o superiore all intero volume del serbatoio o contenitore. Qualora in uno stesso bacino di contenimento siano posizionati più serbatoi, la capacità del bacino deve essere uguale ad un terzo di quella complessiva effettiva dei serbatoi e comunque non inferiore alla capacità del serbatoio più grande; ovviamente nello stesso bacino potranno essere posizionati solo rifiuti compatibili tra loro. 7. Il deposito deve essere munito di estintore, segnalato, posto all esterno del deposito stesso. 8. Sulla porta del deposito va posta la seguente segnaletica: Deposito rifiuti speciali e tossico nocivi (lettera R nera su campo giallo). Divieto di accesso al personale autorizzato Divieto di fumare Eventuali altri simboli di pericolo, di divieto o di prescrizione Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) Servizio Prevenzione e Protezione Area RIS Area RIS Area RIS su segnalazione del Area RIS su segnalazione del Area RIS Area RIS su segnalazione del Area RIS su segnalazione del 16
17 PROCEDURA DI RACCOLTA E STOCCAGGIO 1. Raccogliere i rifiuti in appositi contenitori forniti dalla ditta che effettua lo smaltimento, si dovrà aver cura di scegliere contenitori di dimensioni tali da non costituire né un pericolo per eventuali sversamenti, né un pericolo per eccessivo peso. I tipi di contenitori sono: contenitori per liquidi di volume massimo 10Lt, riempiti per i 9/10 del volume massimo peso ammissibile 9Kg contenitori per solidi, ecobox da 60lt peso massimo ammissibile 6-8Kg, alibox 10lt per oggetti taglienti, fusti a bocca larga da 60lt per rifiuti taglienti voluminosi. E possibile richiedere tramite preposto altre tipologie di contenitori. 2. I contenitori devono essere opportunamente etichettati, indicando in modo ben visibile nome e cognome del responsabile di laboratorio, il codice CER che identifica il rifiuto, il luogo di produzione ed eventuali indicazioni necessarie per il trasporto con ADR (norma che regola il trasporto su strada di prodotti pericolosi). È VIETATO LASCIARE O MANTENERE IN USO CONTENITORI NON OPPORTUNAMENTE ETICHETTATI. 3. I contenitori dei rifiuti devono essere conservati lontano da fonti di calore, irraggiamento solare e quadri elettrici. Devono essere ermeticamente chiusi e non devono essere collocati in alto o comunque in posizione di equilibrio precario. NON POSIZIONARE I RIFIUTI SOTTO CAPPA. 4. Disporre i contenitori nel deposito temporaneo avendo cura di non sovrapporli ed in modo da garantire il passaggio e la movimentazione. (I depositi possono essere attrezzati con appositi scaffali in metallo, con sistema di raccolta di eventuali sversamenti). Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto). Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) 5. Verificare che nel deposito sia presente almeno un estintore a polvere. 6. Segnalare via al Servizio Prevenzione ogni anomalia o incidente (sversamenti, ecc.) avvenuti sia durante il trasporto, sia durante lo stoccaggio. 7. È buona norma disporre di materiali assorbenti (ad es. vermiculite) in tutti i luoghi di stoccaggio dei rifiuti, da utilizzare in caso di spandimenti. 8. Le carcasse animali devono essere poste in congelatore (ad uso esclusivo) al fine di assicurare il completo congelamento del rifiuto durante lo stoccaggio e prima della consegna. Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) Responsabile del laboratorio Responsabile di stabulario (produttore del rifiuto) MODALITÀ DI TRASPORTO AL DEPOSITO TEMPORANEO. 1. Assicurarsi che le etichette siano compilate chiaramente e correttamente e fissate adeguatamente. Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) 2. Controllare che i contenitori siano sempre ben chiusi e non siano sporchi. Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) 3. Il trasporto dei rifiuti speciali deve essere effettuato con precauzione, usando misure di sicurezza: i rifiuti liquidi devono essere movimentati utilizzando carrelli, con barre laterali e con sistema di raccolta di eventuali versamenti. Occorre assicurarsi che il carrello utilizzato sia pulito e stabile. 4. Il trasporto deve essere effettuato solo da personale autorizzato allo scopo dal responsabile di laboratorio, ed al quale deve essere consegnata copia di questa procedura. 5. Usare adeguati DPI (dispositivi di protezione individuali) ed in particolare camice, guanti, mascherine, occhiali, ecc.), in tutte le fasi di manipolazione del rifiuto. Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto) Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto). Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto). 17
18 MODALITÀ DI CONFERIMENTO ALLA DITTA DI SMALTIMENTO: 1. I rifiuti vanno smaltiti con scadenza come da art. 183 D.Lgs. 152 del 2006, che viene di seguito riportato: Deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni: a) i rifiuti pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo le seguenti modalità alternative, a scelta del produttore: a.1) con cadenza almeno bimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; oppure a.2) quando il quantitativo di rifiuti pericolosi in deposito raggiunga i 10 metri cubi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi i 10 metri cubi l'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; b) i rifiuti non pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo le seguenti modalità alternative, a scelta del produttore: b.1) con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; oppure b.2) quando il quantitativo di rifiuti non pericolosi in deposito raggiunga i 20 metri cubi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi i 20 metri cubi l'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; oppure c) il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; d) devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura dei rifiuti pericolosi; 2. La movimentazione delle quantità di rifiuti in entrata ed in uscita dal deposito deve essere riportata sul registro di carico e scarico (sia in formato elettronico che in formato cartaceo) entro 10 giorni lavorativi dalla produzione o dallo scarico (come da art 190 D.Lgs /4/2006). 3. La compilazione del registro di carico e scarico in formato elettronico è un obbligo del personale che gestisce il deposito. 4. Si rammenta che il registro di carico in base al D.Lgs. 4 del 16/1/2008 deve essere vidimato presso la Camera di Commercio (territorialmente competente). 5. Per la compilazione del formulario (art. 193 del D.Lgs /4/2006) ci si può avvalere del moduli prestampati dalla ditta che effettua il servizio di raccolta, ferma restando la responsabilità del produttore e quindi del responsabile dell insediamento ed inerenti dati riportati sul formulario stesso. 6. Per quanto concerne la quantità del rifiuto segnata sul formulario, se i rifiuti vengono pesati il valore riportato sul formulario non è da considerarsi approssimativo, quindi non andrebbe barrata la casella peso da verificarsi a destino. In caso di incongruenza grave tra il peso indicato dal produttore e il peso riscontrato dal destinatario, occorre darne tempestiva informazione al Servizio Prevenzione per eventuali controlli. Si rammenta che la quarta copia del formulario deve essere restituita al produttore entro tre mesi dalla data di conferimento al trasportatore (Art 188 D.Lgs /4/2006), in caso contrario darne tempestiva informazione al Servizio Prevenzione per gli opportuni provvedimenti. 7. Le comunicazioni tra ditte preposte al trasporto e smaltimento e l Università Bicocca devono essere compiute tramite il Servizio Prevenzione, in particolare: La restituzione della IV copia del formulario La comunicazione di nuove autorizzazioni o di variazioni delle stesse (per l aggiornamento dell anagrafica dei terzisti). Eventuali contestazioni sul rifiuto conferito (quantità, tipologie, carichi respinti). Tematiche contrattuali e di applicazioni delle norme generali. Responsabile del laboratorio (produttore del rifiuto). 18
19 ALLEGATO N. 3 SCHEDA TECNICA DEL RIFIUTO Al Servizio Prevenzione e Protezione N. progressivo della scheda OGGETTO: produzione di nuovo rifiuto speciale (o aggiornamento di rifiuto speciale). PRODUTTORE: INSEDIAMENTO n.. Strutture universitarie Settore che ha prodotto il rifiuto Via. Comune. Telefono C.A.P. Prov.... Codice Europeo Rifiuti (C.E.R. 2001/118/CE) Denominazione del rifiuto dal produttore Processo specifico di provenienza (definire nel dettaglio il processo produttivo del rifiuto segnando sostanze componenti possibili e /o attività specifiche che lo producono) Elenco delle materie prime utilizzate nel processo che ha originato il rifiuto Quantità annua prevista Attuale giacenza Ton Ton m 3 m3... Frequenza conferimenti Modalità di conferimento. Natura Organica Inorganic a Mista Caratteristiche organolettiche Inodore Pungente irritante Solvente Materiale in fermentazio ne Altro Stato fisico Solido polverulent Solido non polverulent Fangoso palabile Liquido 19
20 o o CLASSIFICAZIONE Rifiuto speciale NON PERICOLOSO Rifiuto speciale PERICOLOSO CARATTERISTICHE DI PERICOLO H 1 H 2 H 3A H 3B H 4 H 5 H 6 H 7 H 8 H 9 H 10 H 11 H 12 H 13 H 14 Materiale sottoposto a normativa A.D.R. SI NO Classe di trasporto.. 20