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Timestamp: 2019-05-23 10:09:04+00:00
Document Index: 157212054

Matched Legal Cases: ['art. 1350', 'art. 1967', 'art. 2725', 'art. 1967', 'sentenza ', 'art. 1967', 'art. 1967', 'art. 1967', 'art. 1362', 'sentenza ', 'art. 1967']

Art. 1967 codice civile: Prova | La Legge per tutti
Art. 1967 codice civile: Prova
La transazione deve essere provata per iscritto, fermo il disposto del n. 12 dell’art. 1350.
La transazione deve essere provata per iscritto e la trascrizione di conversazioni telefoniche non costituisce documento, né costituisce riproduzione meccanica di un documento.
Cassazione civile sez. II 31 marzo 2014 n. 7505
La prova scritta della transazione, necessaria ai sensi dell'art. 1967 cod. civ., non può consistere nella trascrizione di colloqui telefonici, la quale non è "documento", né la riproduzione meccanica di un documento. Rigetta, Trib. Roma, 14/02/2007
In tema di transazione stipulata dal lavoratore e dal datore di lavoro, non è ammissibile la prova testimoniale relativa al diverso contenuto del rapporto transattivo risultante dal documento sottoscritto dalle parti, sia nel caso di patti aggiunti o contrari al contenuto del documento, ostandovi il principio di cui all'art. 2725 c.c., sia nel caso si intenda provare un contenuto diverso dell'atto rispetto a quello sottoscritto, ostandovi l'art. 1967 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inammissibile la richiesta di prova in ordine alla sottoscrizione per errore materiale di modulo recante transazione diverso da quello effettivamente voluto dalle parti).
Cassazione civile sez. lav. 02 agosto 2007 n. 17015
Solo per i contratti per i quali è prescritta la forma scritta ad substantiam - e non anche, pertanto, per quelli per i quali la forma scritta è richiesta solo ad probationem - la volontà comune delle parti deve rivestire tale forma per tutti gli elementi essenziali e, pertanto, l'oggetto di esso deve essere almeno determinabile in base a elementi risultanti dall'atto stesso e non aliunde. Correttamente, pertanto, in presenza di un contratto di transazione il giudice del merito ricava aliunde quali sono le «rinunzie» reciproche fattesi dalle parti, ove nella scrittura che questo documenta le stesse siano solo genericamente indicate, potendo, in caso di transazione, il giudice trarre la prova delle reciproche concessioni dal complesso dell'atto nonché da elementi, eventualmente, esterni a questo. (Conferma App. Venezia 13 marzo 2003).
La transazione deve essere provata per iscritto (art. 1967 c.c.); pertanto tutti gli elementi costitutivi del negozio transattivo debbono risultare dal documento, non essendo possibile ricorrere, neppure a fini integrativi, alla prova per testimoni o per presunzioni.
Cassazione civile sez. II 28 aprile 2005 n. 8875
La transazione deve essere provata per iscritto (art. 1967 c.c.); pertanto tutti gli elementi costitutivi del negozio transattivo debbono risultare dal documento, non essendo possibile ricorrere, neppure a fini integrativi, alla prova per testimoni o per presunzioni
Corte appello Firenze sez. I 19 ottobre 2004
L'"atto di transazione e quietanza", pur redatto su modulo intestato della compagnia assicurativa ma sottoscritto solo dai danneggiati, non costituisce nè contratto definitivo nè valida proposta contrattuale, ed è quindi insufficiente la mera accettazione conforme del destinatario, mancando la forma scritta. Essa, infatti, rappresenta una "quietanza liberatoria condizionata al concreto pagamento della somma concordata" anticipatamente rilasciata da parte del danneggiato su modulo predisposto dall'assicuratore e destinata ad assumere valore giuridico di quietanza liberatrice solo all'atto del concreto ed effettivo pagamento della somma a cui essa si riferisce.
Corte appello Torino sez. III 18 giugno 2004
Tribunale Milano 21 febbraio 2002
In tema di interpretazione della volontà delle parti, all'accordo conciliativo di una controversia si applicano le norme sulla transazione, tra cui l'art. 1967 c.c., con la conseguenza che per l'individuazione dell'oggetto di essa, ed in particolare della prestazione cui si è obbligato uno dei contraenti, possono soccorrere soltanto le regole ermeneutiche stabilite dagli art. 1362 ss. c.c., con esclusione di dati interpretativi che non abbiano riferimento nel testo scritto, ivi compresi i fatti notori. (Nella specie, la sentenza di merito, confermata dalla S.C, ha negato che l'accordo relativo al passaggio attraverso o lungo un fiume comprendesse l'obbligo di una delle parti di costruire opere stabili e permanenti nel corso d'acqua, dovendosi escludere, anche in considerazione dei divieti normativi vigenti, che l'accordo tra le parti potesse riguardare opere necessarie in tali casi "secondo il notorio").
Cassazione civile sez. III 22 luglio 2004 n. 13613
Le transazioni concluse da un ente pubblico debbono, a pena di nullità, assumere forma scritta, in quanto prevale, sulla regola generale di cui all'art. 1967 c.c., che richiede, per tale tipo di contratto, detta forma solo "ad probationem", il principio, avente carattere di specialità, secondo il quale i contratti della p.a. richiedono la forma scritta "ad substantiam".
Cassazione civile sez. I 06 giugno 2002 n. 8192