Source: http://legislazionetecnica.it/54580/fonte/d-legvo-19-09-1994-n-626
Timestamp: 2018-07-22 18:23:53+00:00
Document Index: 131502640

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 70', 'art. 69', 'art. 63', 'art. 70', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 53', 'art. 31', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 32', 'art. 55', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 83', 'art. 2087', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 4']

Il provvedimento, in vigore dal 26/01/2008, contiene prescrizioni vincolanti a far data dal 01/04/2008, reca modifiche ed integrazioni al D. Leg.vo 626/1994, introducendo in particolare il nuovo Titolo V-ter, il quale determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall'esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) durante il lavoro. Le disposizioni riguardano altresì la protezione dai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall'assorbimento di energia, nonche' da correnti di contatto, e non invece la protezione da eventuali effetti a lungo termine e non riguarda i rischi risultanti dal contatto con i conduttori in tensione.
Il decreto definisce, nelle tabelle allegate, i valori limite di esposizione ed i valori di azione, introducendo inoltre nuovi obblighi a carico dei datori di lavoro. In particolare è previsto l'obbligo di valutare con cadenza almeno quinquennale i rischi derivanti dalla esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici mediante personale competente nell'ambito del servizio di prevenzione e protezione. Nel documento di valutazione del rischio il datore di lavoro può peraltro includere una giustificazione, per la quale data la natura e l'entità dei rischi connessi con i campi elettromagnetici non è stata necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata.
Sono inoltre previste misure di prevenzione e protezione, obblighi di informazione e formazione e disposizioni per la sorveglianza sanitaria.
Il provvedimento recepisce la direttiva 2003/18/CE, che a sua volta modifica la direttiva 83/477/CEE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con una esposizione all'amianto durante il lavoro. Il decreto in commento modifica il D. Leg.vo 626/1994, inserendo nello stesso il Titolo VI-bis, le cui norme si applicano alle attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate. Il nuovo Titolo VI-bis individua dunque gli obblighi del datore di lavoro, le modalità per la valutazione del rischio, le misure di prevenzione e protezione ed igieniche, le modalità per il controllo dell'esposizione ed i valori limite, i requisiti per l'effettuazione di lavori di demolizione o rimozione dell'amianto, nonché le procedure per l'nformazione e la formazione dei lavoratori.
Il provvedimento precisa inoltre che, in relazione a quanto disposto dall'art. 117 della Costituzione, le nuove norme, qualora afferenti a materie di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, si applicano fino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dei principi fondamentali desumibili dalle norme in questione.
Articolo 70, comma 9.
Il decreto in oggetto, ai sensi del comma 9 dell'art. 70 del D. Leg.vo 626/1994, individua modelli e modalità di tenuta del registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni e mutageni, e delle cartelle sanitarie e di rischio.
Si ricorda che l'art. 69 del D. Leg.vo 626/1994 dispone che i lavoratori per i quali la valutazione di cui all'art. 63 del medesimo decreto ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti a sorveglianza sanitaria. Il comma 1 dell'art. 70 prevede inoltre che detti lavoratori sono iscritti in un registro nel quale è riportata, per ciascuno di essi, l'attività svolta, l'agente cangerogeno o mutageno utilizzato e, ove noto, il valore dell'esposizione a tale agente. Detto registro è istituito ed aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenuta per il tramite del medico competente. Il responsabile del servizio di prevenzione ed i rappresentanti per la sicurezza hanno accesso a detto registro.
Delib. G.R. Umbria 21/05/2007, n. 790
Protocollo d’intesa relativo alla definizione di standard formativi minimi per la formazione dei lavoratori ex art. 22 D. Leg.vo 626/94.
Articoli 36-quater, comma 8, e 36-quinquies, comma 4
Art. 12, D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni - risposta al quesito sulla corretta interpretazione dell'art. 25. comma 1, lett. a}, del D.Lgs. n. 81/2008.
Art. 12, D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni - risposta al quesito relativo all'applicabilità della sanzione per mancata vidimazione del registro infortuni a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/2008.
Art. 12, D.Lgs. n. 8112008 e successive modifiche e integrazioni - corretta applicazione delle norme di cui al D.Lgs. n. 81/2008 nella gestione dei reparti "Stuntmen " e "addetto effetti speciali ".
Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del documento di valutazione dei rischi unicamente su supporto informatico.
L’Interpello ha chiarito in quali casi e con quali modalità sia necessario effettuare la consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del documento di valutazione dei rischi, e se ciò sia possibile unicamente su supporto informatico.
Il Ministero ha in particolare risposto al quesito inoltrato dalla Confcommercio, volto a chiarire se la consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del DVR su supporto informatico, tramite PC portatile contenente il documento relativo all’unità produttiva di competenza e consultabile all’interno dei locali aziendali negli orari di operatività, costituisca per il datore di lavoro assolvimento dell’obbligo previsto dall’articolo 18 comma 1 lett. o) del D. Leg.vo n. 81/2008. Il citato D. Leg.vo 81/2008 non prevede alcuna particolare modalità per la consegna del DVR, e l'art. 53 del medesimo provvedimento dispone che tutta la documentazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro possa essere tenuta in formato sia cartaceo che informatico.
Sulla base di quanto sopra il Ministero ritiene che l’adempimento all’obbligo di legge sia garantito mediante consegna del DVR su supporto informatico, anche se utilizzabile solo su terminale video messo a disposizione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, giacché tale modalità, consentendo la disponibilità del documento in qualsiasi momento ed in qualsiasi area all’interno dei locali aziendali, non pregiudica lo svolgimento effettivo delle funzioni del RLS.
Artt. 36-quater e 36-quinquies, D.Lgs. n. 626/94 e s.m.i. - Obblighi del datore di lavoro relativi all’impiego dei ponteggi e all’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi - Chiarimenti concernenti la formazione dei lavoratori addetti al montaggio e allo smontaggio dei ponteggi e addetti all’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi.
Circ.Dip.R. Liguria 03/07/2007, n. 2
D. Leg.vo 257 del 25 luglio 2006. Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto. Seconda circolare con ulteriori indicazioni.
Applicabilità del D.Leg.vo n. 334/99 e s.m.i. agli inceneritori di rifiuti solidi.
Linee guida per l’applicazione del D.P.R. 222/03: «Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in attuazione dell’art. 31, comma 1 legge 109/94».
La presente circolare fa il punto della situazione in merito alla normativa tecnica applicabile alle attrezzature a pressione ed agli insiemi di cui alla direttiva 97/23/CEE ed agli apparecchi semplici a pressione di cui alle direttive 87/404/CEE e 90/488/CEE.
In particolare la circolare ricorda che con la recente emanazione del D.M. 1.12.2004, n. 329, recante «Regolamento recante norme per la messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93», trova completa attuazione la legislazione comunitaria in merito alla messa in servizio ed alla utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi.
Per quanto riguarda invece la costruzione la legislazione di riferimento è costituita dal D. Leg.vo 25.2.2000, n. 93, recante «Attuazione della direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione», e dal D. Leg.vo 27.9.1991, n. 311, recante «Attuazione direttive CEE recipienti a pressione».
Piattaforme sviluppabili su carro munite di portelli di accesso sollevabili verso l'alto non conformi ai requisiti di sicurezza - Necessità di adeguamenti costruttivi.
Il Ministero del lavoro ha fornito chiarimenti in merito alla necessità di adeguamenti costruttivi relativamente alle piattaforme sviluppabili su carro munite di portelli di accesso sollevabili verso l'alto non conformi ai requisiti di sicurezza, a seguito del divieto di commercializzazione di talune di dette attrezzature imposto dalle autorità svedesi.
Articolo 33, comma 1, sub 7
Art. 15 della legge 3 agosto 1999, n. 265. Applicabilità alle università ed agli istituti di istruzione universitaria. Quesiti.
Modalità di accertamento dell'idoneità tecnica del personale incaricato di svolgere, nei luoghi di lavoro, mansioni di addetto alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, ai sensi dell'art. 12 del D.Leg.vo 626/94 ecc.
Attivita' di formazione per i lavoratori incaricati nella materia di sicurezza antincendio di cui all'art. 12 e 13 del D.L.vo 626/94 e all'art. 3 della L. 609/96.
Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica. - Chiarimenti sulla larghezza delle porte delle aule didattiche ed esercitazioni.
Direttiva in materia tariffaria per l'attivita' professionale inerente l'attuazione del D.L.vo 626/1994.
D.Leg.vo 19.09.94, n. 626. Adempimenti di prevenzione e protezione incendi. Chiarimenti.
Sicurezza - Cantieri temporanei e mobili - Cadute dall'alto - Infortunio - Responsabilità del committente e dell'appaltatore - Sussistenza.
In materia di infortuni sul lavoro in un cantiere il committente rimane il soggetto obbligato in via principale all'osservanza degli obblighi imposti in materia di sicurezza. Il D. Leg.vo 19/09/1994, n. 626, art. 7, comma 3, prevede che incombe sul datore di lavoro committente promuovere la cooperazione e il coordinamento e che tale obbligo debba ritenersi escluso soltanto nel caso previsto dall'art. 7, comma 3, u.p. (che esclude l'obbligo per il datore di lavoro committente per i "rischi specifici delle attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi"). L'esclusione, dunque, è prevista non per le generiche precauzioni, da adottarsi negli ambienti di lavoro per evitare il verificarsi di incidenti, ma per quelle regole che richiedono una specifica competenza tecnica settoriale, normalmente assente in chi opera in settori diversi nella conoscenza delle procedure da adottare nelle singole lavorazioni o nell'utilizzazione di speciali tecniche o nell'uso di determinate macchine. [Nel caso in esame il lavoratore, per effettuare il lavoro di pulizia del canale di gronda - al suo primo giorno di lavoro - precipitava a terra a causa della rottura della copertura del tetto del capannone industriale (costituita da lastre di eternit) che cedeva sotto il suo peso].
Sicurezza - Uffici e luoghi di lavoro - Documento di valutazione del rischio - Sufficienza - Irrilevanza - Occorre l'informativa del rischio.
In tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro sussiste la responsabilità del datore di lavoro, o suo delegato, per l’infortunio occorso al lavoratore nel caso in cui questi non sia stato informato sufficientemente dei rischi cui andava incontro nell’eseguire la lavorazione, anche in presenza di un documento di valutazione del rischio; la presenza del documento di valutazione del rischio, che tra l’altro nel caso in specie presentava delle lacune, non può in nessun modo esimere il datore di lavoro dall’obbligo di informare i lavoratori sulle attività svolte, nonché sui potenziali pericoli cui sono sottoposti. (Nelle fattispecie si trattava del grave infortunio di un lavoratore che, dimenticando di lavare il fusto contenente un prodotto per la diluizione degli intonaci a base di alcol etilico, provocava un’esplosione).
Sicurezza - Uffici e luoghi di lavoro - Più lavoratori dipendenti di datori di lavoro diversi - Documento di valutazione del rischio - Elaborazione da parte di ogni datore di lavoro - Necessità.
Quando in un medesimo ambiente di lavoro operano stabilmente più lavoratori dipendenti da datori di lavoro diversi e non legati tra loro da alcun rapporto di appalto, di somministrazione o comunque da altro rapporto giuridicamente rilevante, ciascun datore di lavoro è tenuto alla elaborazione del documento di valutazione del rischio. Ove all'esito dell'elaborazione del documento dovessero risultare situazioni di pericolo, al datore di lavoro che non possa in altro modo intervenire per eliminarle non resta che impedire che in quei luoghi prosegua l'attività lavorativa dei propri dipendenti.
Sicurezza - Uffici e luoghi di lavoro - RSPP - Inidoneità - Responsabilità penale del datore di lavoro - Sussistenza.
In materia di sicurezza sul lavoro è nulla la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) privo di requisiti. Conseguentemente il datore di lavoro che nomina un soggetto non idoneo, in quanto sprovvisto dei titoli previsti dall’art. 32 del D. Leg.vo 81/2008, è penalmente responsabile in quanto inottemperante agli obblighi previsti dal T.U. sulla sicurezza. L’assenza dei requisiti soggettivi necessari rende la designazione inefficace perché incapace di offrire la necessaria e richiesta tutela agli interessi protetti, interessi che coinvolgono il diritto del lavoratore alla salubrità e sicurezza del lavoro, in ultima istanza, il suo diritto alla salute. La nomina inefficace configura la violazione dell’obbligo di nominare il RSPP, e si applicano, pertanto, le sanzioni previste dall’art. 55, comma 1, lett. b) del T.U. sulla sicurezza malgrado esso non contenga l'espresso richiamo all’art. 32 dello stesso decreto. (La sentenza prende in esame la condanna di un datore di lavoro per aver conferito l’incarico di RSPP ad un professionista privo dei requisiti e per aver programmato una formazione degli addetti al primo soccorso non in linea con la norma).
Sicurezza - Formazione - Incontri formativi brevi e inadeguati - Responsabilità del datore di lavoro - Sussistenza.
Il datore di lavoro è responsabile per l'omessa predisposizione di adeguate misure antinfortunistiche in quanto colpevole di formazione insufficiente ai suoi dipendenti. Il datore di lavoro deve farsi garante della piena ed effettiva comprensione ed assimilazione dei concetti e contenuti trasmessi in occasione dei percorsi informativi e formativi erogati, pena il mancato adempimento degli obblighi, penalmente sanzionati, di cui agli attuali artt. 36 e 37 del D. Leg.vo 09/04/2008, n. 81 (ex artt. 21 e 22 del D. Leg.vo 626/94). (Nel caso in esame la Suprema Corte ritiene colpevole l’imprenditore per l’inadeguata formazione dei lavoratori, specie se stranieri, impartita mediante due incontri di quindici minuti ciascuno avvenuta, peraltro, senza opportuna verifica).
Sicurezza - Cantieri temporanei e mobili - Infortunio - Responsabilità del capo cantiere - Assoluzione del datore di lavoro - Fattispecie.
Il responsabile di cantiere, generalmente indicato come capo cantiere, è destinatario diretto di competenze in materia antinfortunistica anche in assenza di una formale delega in materia di sicurezza sul lavoro, competenze che gli derivano direttamente dalla legge essendo pacifico che i dirigenti e i preposti, ai sensi del Decreto Legislativo n. 626 del 1994, articolo 1, comma 4 bis, sono, in quanto tali e nell'ambito delle rispettive competenze ed attribuzioni, destinatari "iure proprio" e senza necessità di un'apposita delega dei precetti antinfortunistici che gravano sul datore di lavoro. (Nella fattispecie il datore di lavoro che abbia nominato un responsabile dei lavori non aveva l'obbligo della diretta e continua sorveglianza del lavoratore e non va ritenuto responsabile dell’infortunio occorso allo stesso poiché egli aveva legittimamente fatto affidamento sulla circostanza che il capo cantiere sorvegliasse lo svolgimento dei lavori, in particolare nella situazione concreta di cui trattasi, e cioè di un normale e routinario lavoro manuale quale era l'allestimento del ponteggio e l'assicurazione dei piolini).
Ai sensi dell'art. 3, comma 2, lettera d), del D. Leg.vo 368/2001, la clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi della normativa vigente è nulla per contrarietà a norma imperativa; conseguentemente il contratto di lavoro si considera stipulato a tempo indeterminato. Spetta al giudice di merito accertare, con valutazione che, se correttamente motivata ed esente da vizi giuridici, resta esente dal sindacato di legittimità, la sussistenza delle condizioni di cui al citato art. 3, comma 2, lettera d), del D. Leg.vo 368/2001.
1. LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - DESTINATARI DELLE NORME - Obblighi del datore di lavoro - Estensione. 2. LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - DESTINATARI DELLE NORME - Appalto - Responsabilità dell'appaltatore e del committente - Rapporti.
1. In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il datore di lavoro ha l'obbligo di garantire la sicurezza nel luogo di lavoro per tutti i soggetti che prestano la loro opera nell'impresa, senza distinguere tra lavoratori subordinati e persone estranee all'ambito imprenditoriale.
2. In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, la responsabilità dell'appaltatore non esclude quella del committente, che è corresponsabile qualora l'evento si ricolleghi causalmente ad una sua omissione colposa.
LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO - Lavori dati in appalto - Responsabilità del committente - Presupposti.
Sicurezza sul lavoro - Normativa antinfortunistica - Destinatari - Datore di lavoro - Delega di funzioni - Invalidità - Effetti.
In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, l'invalidità della delega rilasciata dal datore di lavoro non esonera da responsabilità il delegante, e non esclude la responsabilità del delegato che abbia, di fatto, svolto le funzioni delegate.
RESPONSABILE CIVILE - IN GENERE - Responsabilità dell'appaltante per fatto dell'impresa subappaltatrice - Obbligo del primo di verificare l'idoneità tecnico - Professionale della seconda - Violazione - Conseguenze - Responsabilità per fatto proprio.
In tema di risarcimento del danno da reato, l'appaltante, che abbia affidato i lavori ad imprese subappaltatrici o a lavoratori autonomi all'interno dell'azienda del committente o di un'unità produttiva della stessa, ha una serie di obblighi positivi di verifica, informazione, cooperazione e coordinamento, sicché è responsabile per fatto proprio per gli eventi lesivi eventualmente derivati dalla loro inosservanza. (Fattispecie nella quale la S.C. ha annullato la sentenza che aveva ritenuto l'appaltante - nei cui confronti non era stata esercitata l'azione penale, essendo intervenuta l'archiviazione - responsabile civile ex art. 83 cod. proc. pen. per fatto - altrui - dell'impresa subappaltatrice, il cui titolare era stato condannato per il reato di lesioni colpose in danno di un lavoratore aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica).
Sicurezza sul lavoro - Normativa antinfortunistica - Destinatari - Datore di lavoro - Delega di funzioni - Ammissibilità - Conferimento al delegato anche di funzioni non delegabili - Invalidità dell'intera delega - Esclusione.
In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, l'eventuale delega rilasciata dal datore di lavoro con cui vengono conferite anche funzioni non delegabili per espressa volontà della legge, come quelle relative alla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori nell'ambito della scelta delle attrezzature di lavoro, non diviene solo per questo integralmente invalida, ma continua a spiegare i propri effetti per la parte relativa alle funzioni invece delegabili.
1. Infortuni sul lavoro - Presenza in cantiere di più aziende (appaltatore e subappaltatori) - Coordinatore incaricato dal committente alla sicurezza e prevenzione infortuni - Responsabilità 2. Infortuni sul lavoro - Incaricato della progettazione, esecuzione e controllo dell’espletamento dei lavori - Responsabilità
1. In materia di sicurezza del lavoro e di prevenzione degli infortuni, qualora il committente affidi a soggetto specificamente qualificato l’incarico di coordinatore, tra i compiti del designato rientra il dovere sia di fornire le opportune informazioni sia sui rischi cui vanno incontro i lavoratori per le singole attività svolte dagli stessi, sia sulle misure da adottare per evitare incidenti nell’espletamento della specifico compito, sia di svolgere una costante vigilanza sull’esecuzione dei lavori tramite una regolare presenza in cantiere, affinché le disposizioni date siano concretamente attuate. E la presenza in loco di altra ditta esecutrice di lavori non esonera il suddetto coordinatore da responsabilità, poiché è dovere imprescindibile dei singoli incaricati di organizzare un programma di piena ed integrata collaborazione, che serva a rafforzare la finalità di prevenzione e non ad esonerare gli addetti da alcuno dei compiti propri. In particolare il coordinatore deve anche indicare in modo specifico ogni indispensabile accorgimento che consenta di renderlo edotto tempestivamente delle situazioni di pericolo sopravvenute anche attraverso plurimi ma convergenti canali informativi. 2. Il responsabile incaricato della progettazione, esecuzione e controllo dell’espletamento dei lavori quando riveste il ruolo ricoperto per incarico della committente, diventa il massimo responsabile unitamente a quest’ultimo dell’andamento dell’intero cantiere. Pertanto, anche a lui vanno, addebitate le carenze nell’organizzazione dei controlli e delle informazioni connesse alla sicurezza e prevenzione dei possibili incidenti sul lavoro. Nella specie, l’esistenza della corresponsabilità nella causazione dell’evento morte non esonera affatto dalla grave colpa di omettere la costituzione di una valida rete informativa che gli potesse consentire di venire a conoscenza immediata dell’occorso e conseguentemente di apprestare i dovuti rimedi tecnici.
1. Infortuni sul lavoro - Responsabilità del datore di lavoro - Suo dovere di adozione di adeguate misure - Specialmente in presenza di apprendisti
1. Nell’ipotesi di infortunio sul lavoro occorso ad un apprendista marmista mentre aiutava degli operai a sollevare una lastra di marmo, l’accertato rispetto - da parte del datore di lavoro - delle norme antinfortunistiche di cui agli artt. 47 e 48, D.Lgs. 1994/626 e dell’allegato VI a tale decreto, non esonera lo stesso datore dall’onere di provare di aver adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi dell’evento con particolare riguardo all’assetto organizzativo del lavoro, specie per quanto riguarda i compiti dell’apprendista e le istruzioni impartitegli, ed all’informazione e formazione di quest’ultimo sui rischi insiti nelle lavorazioni. Conseguendo al mancato o incompleto assolvimento di tale onere, la responsabilità dello stesso datore ai sensi dell’art. 2087 C.c., senza che in contrario possa assumere rilievo l’imprudenza dell’infortunato nell’assumere l’iniziativa di collaborazione nel cui ambito l’infortunio si è verificato.
1. Infortuni sul lavoro - Responsabilità dell'imprenditore - Obbligo di collaborazione del committente.
1. In tema di responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni sul lavoro, l'obbligo di collaborazione prevenzionale tra il committente e l'appaltatore o lavoratore autonomo che hanno assunto il compito di eseguire l'opera, imposto dall'art. 7 del D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626, prescinde dalla forma giuridica del contratto concluso dal committente, ed in particolare sussiste dalla forma giuridica del contratto concluso dal committente, ed in particolare sussiste sia nel caso di appalto ordinario di opere o servizi, sia nel caso, peraltro vietato, di appalto di manodopera, atteso che in entrambi i casi ricorre l'esigenza di tutela prevenzionale dei lavoratori.
1. Infortuni sul lavoro - Norme di prevenzione - Violazione ex art. 6, D.L.vo 1994 n. 626 - Riferimento alla sicurezza e non all'igiene del lavoro.
1. La contravvenzione prevista dall'art. 6, comma 2, D.L.vo 19 settembre 1994 n. 626, come modificato dall'art. 4, comma 2, D.L.vo 19 marzo 1996 n. 242, vieta la concessione in uso di macchine, attrezzature di lavoro ed impianti solo se non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza, e non anche in materia di igiene del lavoro; ciò in quanto la normativa in materia di sicurezza non comprende, quale genus, sia la species delle norme antinfortunistiche sia quella delle norme in materia di igiene del lavoro; infatti, le categorie della sicurezza e dell'igiene del lavoro sono ontologicamente distinte e separate; peraltro, l'espressione "legislazione vigente" contenuta nell'art. 6 del D.L.vo n. 626 cit., ha lasciato il posto ad una diversa e specifica formulazione con l'art. 4 D.L.vo n. 242 cit., ovvero "disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza".
Questo articolo tratta l’istituto della “delega di funzioni” previsto dagli articoli 16 e 17 del Testo Unico della sicurezza di cui al D. Leg.vo 81/2008, illustrandone in maniera chiara e pratica i requisiti di forma e sostanza, le condizioni di efficacia, gli effetti, la differenza con altre fattispecie, gli orientamenti della giurisprudenza penale della Corte di cassazione relativi a casi pratici.
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