Source: https://www.consiglionotarilemilano.it/documenti-comuni/massime-commissione-societa/71.aspx
Timestamp: 2018-05-24 04:19:16+00:00
Document Index: 128558954

Matched Legal Cases: ['art. 2346', 'art. 2346', 'art. 2437', 'art. 2346', 'art. 2022', 'art. 11', 'art. 2355', 'art. 2346', 'art. 2437', 'art. 2355']

71. Mancata emissione dei certificati azionari (art. 2346, comma 1, c.c.)
La clausola statutaria che prevede la mancata emissione dei certificati azionari, ai sensi dell'art. 2346, comma 1, c.c., al di là della diversa ipotesi di dematerializzazione obbligatoria o facoltativa, ha in linea di principio portata generale e riguarda pertanto tutte le azioni della società.
L'introduzione o la soppressione della clausola statutaria che prevede la manca-ta emissione dei certificati azionari non dà luogo alla causa legale di recesso di cui al-l'art. 2437, comma 2, lett. b), c.c. - consistente nella introduzione o nella rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari - non avendo ad oggetto la trasferibilità delle azioni, bensì la modalità del loro trasferimento.
Nelle ipotesi di mancata emissione dei certificati azionari ai sensi dell'art. 2346, comma 1, c.c., devono trovare applicazione analogica l'art. 2022, comma 2, c.c., e il cor-rispondente art. 11 r.d. 239/42, nel senso che l'iscrizione dell'acquirente nel libro dei soci (a sua volta presupposto necessario ai fini della legittimazione, ex art. 2355, comma 1, c.c.) può essere richiesta:
- dall'alienante, il quale deve provare la propria identità e capacità di disporre mediante certificazione di un notaio o di un agente di cambio (o soggetti a quest'ultimo equiparati per legge);
- dall'acquirente, il quale deve dimostrare il suo diritto mediante atto autentico.
Un argomento letterale in tale senso, seppure a contrario, è rinvenibile nello stesso art. 2346 c.c., laddove nel secondo comma si nega espressamente che lo statuto possa prevedere l'eliminazione del valore nominale solo per alcune azioni e non per tutte. La contiguità delle due disposizioni induce a ritenere che, ove il legislatore avesse rinvenuto l'opportunità di limitare l'autonomia negoziale nel momento in cui si prevede la facoltà di escludere l'emissione dei certificati azionari, lo avrebbe espresso anche nel primo comma, allo stesso modo in cui lo ha manifestato nel secondo.
Si è poi voluto precisare che l'introduzione o la soppressione della clausola statutaria che prevede la mancata emissione dei certificati azionari non dà luogo alla causa legale di recesso di cui all'art. 2437, comma 2, lett. b, c.c. (introduzione o rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari). È pur vero che l'adozione dell'una o dell'altra tecnica rappresentativa può comportare una maggiore o minore facilità pratica di trasferire le azioni, ma si tratta appunto di modalità di trasferimento, che non rappresentano limiti alla circolazione delle azioni, né tanto meno limiti al "diritto" dell'acquirente delle azioni di ottenere l'iscrizione del proprio nome nel libro dei soci (in ciò consistendo, a ben vedere, ogni ipotesi di limite alla circolazione delle azioni ai sensi dell'art. 2355-bis c.c.).