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Timestamp: 2019-03-21 21:55:41+00:00
Document Index: 178963218

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 2']

NULLO L'AVVISO CON FIRMA DIGITALE MA SPEDITO PER POSTA - Studio Tributario - Commerciale AlessioD & Partners
NULLO L’AVVISO CON FIRMA DIGITALE MA SPEDITO PER POSTA
NULLO L'AVVISO CON FIRMA DIGITALE MA SPEDITO PER POSTA
12.07.2018 by Redazione
La CTP di Salerno, con una sentenza depositata lo scorso 14 maggio, ha dichiarato nullo, per difetto di sottoscrizione, l’avviso di accertamento firmato con firma digitale e notificato in via ordinaria prima del 2018 (allorquando il D. Lgs. nr. 217/2017 ha esteso l’obbligo digitale anche agli atti accertativi).
In buona sostanza, il ricorrente rilavava l’inesistenza giuridica dell’avviso erariale, stante l’inapplicabilità dell’art. 2, co.6, D. Lgs. nr. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale, Cad) alla materia fiscale.
La CTP di Salerno, chiamata a pronunciarsi sulla controversia, accoglieva il ricorso e dichiarava l’avviso di accertamento (emesso digitalmente prima del 2018) giuridicamente inesistente.
Più nel dettaglio, i primi giudici precisavano che la firma digitale de qua risultava invalida, poiché estranea al paradigma legislativo e in totale violazione dell’art. 2, co.6, Cad.
Nello specifico, la firma digitale è disciplinata dal Codice dell’amministrazione digitale (D. Lgs. nr. 82/2005) e, in concreto, consiste in un particolare tipo di firma basato su un sistema di chiavi crittografiche, che consente al titolare firmatario e destinatario di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico.
la sentenza 926/01/2017 emessa dalla CTP di Pescara, con cui è stata dichiarata la nullità di un avviso di accertamento sottoscritto digitalmente mediante l’indicazione a stampa del nominativo del capo ufficio (o del funzionario delegato) e inviato a mezzo posta raccomandata e non tramite Pec. La Ctp di Pescara ha innanzitutto precisato che «l’invalidità di un atto tributario, essendo quest’ultimo a formazione procedimentale progressiva, può derivare non solo da questioni sostanziali, ma anche da aspetti procedurali la cui mancanza o indeterminabilità può determinare l’illegittimità del provvedimento amministrativo.Tra i presupposti cosiddetti formali che il provvedimento tributario deve contenere e da cui conseguono rilevanti effetti sostanziale rientra l’obbligatorietà della sottoscrizione del capo dell’ufficio o del funzionario da lui delegato, le conseguenze derivanti dalla mancanza o dal difetto di sottoscrizione degli avvisi di accertamento, rappresentano una condizione non di mera irregolarità, ma di assoluta nullità dell’atto(…). Per gli accertamenti ordinari, quindi, la sottoscrizione, necessaria ai fini della validità può essere solo autografa ovvero dal 1˚ luglio 2017, in vigenza della Pec, attraverso firma digitale, atteso che il contribuente riceverà documenti informatici e non cartacei (…)In altre parole, solo la combinazione di firma digitale ed invio tramite Pec consentirà al contribuente un immediato controllo dell’autenticità del provvedimento notificato, oltre che l’accesso a tutte le informazioni ed atti correlati.L’utilizzo del Cad però, attualmente è escluso per le attività e funzioni ispettive e di controllo fiscale (art. 2, D. Lgs nr. 82/2005) di cui l’atto di accertamento non è altro che la parte conclusiva».Per tale ragione, nel caso di specie, essendoci una sottoscrizione digitale (e soltanto l’indicazione a stampa del nominativo del capo ufficio/funzionario delegato) e non la firma autografa ed essendo stato notificato in modalità cartacea tramite posta ordinaria, l’atto impugnato è stato di fatto ritenuto privo di sottoscrizione e, dunque, nullo, atteso il chiaro tenore della norma di cui all’art. 42, co. 3 del Dpr 600/73 secondo cui l’accertamento è nullo qualora l’avviso sia privo di firma.
la sentenza 55/01/2018 emessa dalla CTP di Treviso, con cui è stato accolto un ricorso presentato da una S.r.l. avverso un avviso di accertamento notificato a mezzo raccomandata e contenente la dicitura “firmato digitalmente”.Anche in questo caso, i primi giudici hanno ritenuto giuridicamente inesistente l’avviso di accertamento, notificato dall’Agenzia delle Entrate tramite raccomandata, ma sprovvisto della firma autografa del Dirigente autorizzato e recante la dicitura “firmato digitalmente”. Secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso, è illegittimo per difetto di sottoscrizione l’accertamento tributario notificato al contribuente in modalità tradizionale, ossia cartacea, se lo stesso riporta solo la dicitura “atto firmato digitalmente” ed è assente la firma autografa del funzionario.
Questo perché soltanto la notifica dell’atto a mezzo Pec consente all’amministrazione di inviare atti con firma digitale.
Per contro, se la notifica avviene con modalità cartacea, è necessaria la sottoscrizione autografa, pena l’invalidità dell’atto.
Più nel dettaglio, l’atto notificato in maniera cartacea privo di sottoscrizione autografa non permette di verificare la presenza della sottoscrizione digitale, ossia di verificare la presenza delle chiavi crittografiche.
Infatti, per essere considerato valido, deve recare la sottoscrizione autografa del funzionario, quale espressione della volontà dell’ente impositore.
La sottoscrizione del funzionario rappresenta la cerniera tra volontà della persona fisica, che si immedesima nell’ente impositore, ed al quale tale volontà viene imputata.
Nel caso esaminato, poiché l’amministrazione finanziaria ha notificato ad una società di persone in modalità cartacea un accertamento relativo all’anno 2011, in cui è apposta la dicitura atto firmato digitalmente, èstata dichiarata l’illegittimità dell’atto per assenza di sottoscrizione autografa.
L’art. 2, co.6 bis, D. Lgs. nr. 82/2005, ha, dunque, esteso l’obbligo digitale anche agli atti accertativi emessi dopo gennaio 2018.
(a cura avv. Maurizio Villani – tributarista in Lecce)
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