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Timestamp: 2018-02-25 08:05:43+00:00
Document Index: 12163277

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 176', 'sentenza ', 'art. 13']

Novità fiscali del 10 novembre 2010: detrazione del 55%: proroga in arrivo; società di persone: compensi agli amministratori non sindacabili; criteri di valutazione della professionalità dei giudici tributari nei concorsi interni; l’immobile venduto all’azienda legittima l’accertamento fiscale sulla plusvalenza; non è valido il ravvedimento operoso dopo l’ispezione del fisco; collegato lavoro pubblicato in Gazzetta Ufficiale; accertamento dei cambi valute estere per il mese di ottobre 2010
in Consulenza del lavoro, DIARIO FISCALE 2010, Fisco & risparmio energetico, Pareri di diritto societario, Società
1) Detrazione del 55%: proroga in arrivo
2) Società di persone: compensi agli amministratori non sindacabili
3) Interventi urgenti per le province di Genova e Savona
4) Criteri di valutazione della professionalità dei giudici tributari nei concorsi interni
5) L’immobile venduto all’azienda legittima l’accertamento fiscale sulla plusvalenza
6) Non è valido il ravvedimento operoso dopo l’ispezione del fisco
7) Inps: Albo fornitori informatizzato
8) Consultazione della Commissione europea su detenzione intermediata di titoli e strumenti finanziari
9) Collegato lavoro pubblicato in Gazzetta Ufficiale
10) Accertamento dei cambi valute estere per il mese di ottobre 2010
Pare che sia in arrivo la proroga della detrazione fiscale del 55% per il risparmio energetico per il 2011, che potrebbe trovare posto nel decreto milleproroghe di fine anno.
Gli interventi che però beneficeranno della proroga dovrebbero essere “selettivi” e riguarderebbero i lavori a maggior risparmio energetico.
I contribuenti che fino al 31 dicembre 2010 sostengono spese per interventi finalizzati al risparmio energetico possono usufruire di una particolare agevolazione fiscale, consistente in una detrazione d’imposta.
Negli ultimi anni la normativa in materia è stata più volte modificata.
– è stato introdotto l’obbligo di inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate (quando i lavori proseguono oltre un periodo d’imposta);
– è stata fissata una ripartizione unica, in cinque rate annuali di pari importo, del totale della spesa sostenuta;
– è stata sostituita la tabella dei valori limite della trasmittanza termica.
Vari tipi di intervento per i quali si può fruire del beneficio e gli adempimenti necessari per ottenerlo:
– La detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) è pari al 55% delle spese sostenute, entro un limite massimo che varia a seconda della tipologia dell’intervento eseguito;
– l’agevolazione non è cumulabile con altri benefici fiscali previsti da disposizioni di legge nazionali o altri incentivi riconosciuti dalla Comunità Europea;
– i contribuenti non titolari di reddito d’impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale (i titolari di reddito di impresa sono invece esonerati da tale obbligo);
– dal 1° luglio 2010, al momento del pagamento del bonifico effettuato dal contribuente che intende avvalersi della detrazione, le banche e le Poste Italiane Spa hanno l’obbligo di effettuare una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori;
– per gli interventi eseguiti dal 2009 è obbligatorio ripartire la detrazione in cinque rate annuali di pari importo (per il 2008 andava da un minimo di tre ad un massimo di 10 anni, mentre solo per l’anno 2007 vi era l’obbligo di ripartire la spesa in 3 rate annuali uguali).
– la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (Vin. D’An.).
La congruità dei compensi corrisposti agli amministratori di società di persone non è sindacabile da parte dei verificatori dell’Amministrazione finanziaria.
E quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 28595 depositata il 2/12/2008, che ha sancito la piena deducibilità degli importi pagati nel periodo d’imposta.
Vale, quindi, il principio di cassa. La prova certa per la deducibilità è data dal mezzo di pagamento stesso (assegno bancario, bonifico bancario, ecc.), non quindi, da quanto riportato nei libri sociali (non contemplati dal codice civile per le società di persone).
Peraltro, nelle società di persone non occorre la preventiva delibera assembleare, con data certa, prevista, invece, nelle società di capitali, obbligate dalle norme del codice civile a tenere ed aggiornare i libri sociali, tra cui il libro dei verbali assemblee dei soci.
Negli anni scorsi la giurisprudenza di legittimità aveva a più riprese affermato il principio secondo cui, in presenza di compensi stabiliti in misura eccessiva rispetto a un valore congruo per le dimensioni e la redditività dell’impresa, rientrava nei poteri del Fisco disconoscere la deducibilità di una parte di tale costo, poiché mancante dei requisiti di inerenza alla attività dell’impresa.
Di recente i giudici di legittimità hanno precisato che il Fisco non ha il potere di valutare la congruità dei compensi corrisposti ad amministratori di società, per cui tali compensi sono comunque deducibili dal reddito di impresa nel periodo di imposta in cui sono pagati.
Stessa cosa è, quindi, da dedurne per l’ipotesi in cui il socio eserciti la funzione di amministrare unico senza chiedere un compenso.
L’amministrazione finanziaria non può contestare ciò, tranne che non riesca a dimostrare che la società di persone abbia pagato comunque un compenso (magari mediante il rinvenimento di operazioni finanziarie che comprovano, in realtà, l’avvenuto pagamento).
In tale ipotesi la società si vedrebbe attribuire un maggior costo (nella determinazione del reddito d’impresa), mentre l’amministratore societario si ritroverebbe a pagare, oltre alle imposte dirette non versate, anche le sanzioni per la mancata denuncia nel proprio modello unico del citato compenso.
La delibera del compenso all’amministratore e la sua eccezione in giudizio è una questione societaria interna
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22738 del 09 novembre 2010, emessa in merito alla contestazione in giudizio di una presunta inesistente delibera societaria.
E’ la parte che ha eccepito tale inesistenza che deve provare ciò. Nel caso di specie, compete alla società dimostrare che la delibera sul presunto compenso dell’amministratore è inesistente. E, quindi esonerato dalla prova il vertice aziendale (Vin. D’An.).
Disposti interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito il territorio delle province di Genova e Savona il giorno 4 ottobre 2010.
Ciò mediante l’Ordinanza n. 3903 del 22/10/2010 pubblicata sulla G.U. n. 261 del 08/11/2010.
In particolare, sono stati sospesi dal 4 ottobre 2010 al 15 dicembre 2010 i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti delle imposte IRPEG, IRES, IRPEF, IVA e IRAP scadenti nel medesimo periodo per i seguenti soggetti:
Persone fisiche residenti e soggetti esercenti attività di impresa o professionale con domicilio fiscale o aventi sede operativa in immobili inagibili o comunque interdetti all’uso con ordinanze di sgombero adottate dai sindaci dei comuni di
Varazze, Cogoleto, Arenzano, Genova, nonché in favore dei soggetti occupati nelle medesime attività di impresa, come individuati dal competente Prefetto.
La sospensione non si estende agli adempimenti da porre in essere in qualità di sostituto d’imposta.
Infine, viene previsto che i comuni di Varazze, Cogoleto, Arenzano, Genova possono esonerare i suddetti soggetti dal pagamento dell’ICI fino al 31 dicembre 2010 (Vin. D’An.).
Approvata la relazione accompagnatoria dei criteri di valutazione della professionalità dei giudici tributari nei concorsi interni, come modificati ed indicati nella scheda allegata.
(Delibera del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria n. 2252 del 19/10/2010, pubblicata in G.U. n. 261 del 8/11/2010)
Il contribuente deve riuscire a dimostrare che sull’immobile ceduto ad una azienda non sia applicabile la plusvalenza e quindi non siano dovute imposte consequenziale. Al contribuente compete, quindi, la prova contraria
Una volta determinata la plusvalenza essa concorrerà alla formazione del reddito imponibile dell’impresa conferente.
Altresì, secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 22793 del 09 novembre 2010) ai fini del maggior valore di un immobile ai fini dell’imposta di registro non rileva l’acquisto ad opera di persona giuridica.
L’Amministrazione finanziaria può, quindi, contestare il vantaggio fiscale
Ai fini delle imposte dirette, il comma 3 dell’art. 176 del TUIR, almeno a priori esclude la natura elusiva del comportamento consistente nel conferimento dell’azienda e nella successiva cessione da parte del conferente della partecipazione ricevuta in cambio nella società conferitaria. Ciò evita, almeno in partenza, la lite tra contribuenti ed Amministrazione finanziaria in merito a possibili utilizzi elusivi dell’operazione. Tuttavia, la stessa norma non è, invece, presente per le imposte indirette. Per cui, l’eventuale idea di trasferire il complesso aziendale mediante un trasferimento di partecipazioni, previo conferimento dell’azienda in altra società, essendo suscettibile di generare risparmi di imposta anche sul fronte dell’imposta di registro e, nel caso in cui siano presenti beni o diritti immobiliari, nel complesso aziendale conferito e poi ceduto sotto forma di partecipazioni nella conferitaria, anche sul fronte delle imposte ipotecarie e catastali, andrà incontro alle presumibili contestazioni del fisco (Vin. D’An.).
Non è più possibile avvalersi del cd. ravvedimento operoso se è stata eseguita la verifica fiscale.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22781 del 09 novembre 2010 che ha, così, accolto le richieste avanzate dall’Amministrazione finanziaria.
Per poter usufruire della normativa “premiale” (art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997), occorre che la violazione non sia stata già contestata dall’ufficio e che, comunque, non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore della violazione abbia avuto formale conoscenza.
Pertanto il contribuente non può avvalersi del ravvedimento operoso qualora:
– La violazione sia già stata constatata dall’Amministrazione finanziaria;
– siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche;
– siano iniziate altre attività amministrative di accertamento delle quali i contribuenti abbiano avuto formale conoscenza.
In relazione al primo punto, l’Amministrazione finanziaria, con la circolare n. 180/E del 1998, ha precisato che è possibile il ravvedimento operoso se la constatazione non sia stata ancora portata a conoscenza mediante una formale notifica (Vin. D’An.).
E’ stato attivato l’Albo Fornitori Informatizzato dell’INPS che va a sostituire integralmente l’albo fornitori già esistente.
Gli operatori interessati, dotati di firma digitale e di una casella di posta elettronica certificata, devono inoltrare la richiesta di iscrizione nelle modalità descritte sul sito istituzionale dell’Istituto www.inps.it.
L’Albo Fornitori Informatizzato è rivolto a tutti gli operatori di mercato che possono richiederne l’iscrizione per una o più categorie merceologiche scelte tra la fornitura di beni, servizi e lavori, selezionando il territorio regionale per cui si rendono disponibili a erogare le eventuali prestazioni contrattuali.
Per ogni informazione o chiarimento sul nuovo Albo è possibile contattare la Direzione Centrale Risorse strumentali.
(Inps, news del 9/11/2010)
La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sull’armonizzazione delle norme in materia di detenzione intermediata di titoli e strumenti finanziari (“intermediated securities”).
Una prima consultazione sulla materia era stata già svolta nel 2009.
Le legislazioni degli Stati membri in materia di detenzione e trasferimento degli strumenti finanziari (quali azioni, obbligazioni, opzioni, futures, ecc.) differiscono notevolmente.
Questa frammentazione rischia di creare incertezza giuridica nelle situazioni transfrontaliere, ad esempio soprattutto con riferimento all’esercizio, da parte degli investitori, dei propri diritti connessi ai titoli acquisiti in un altro Stato membro (di dividendi o interessi, voto, accettazione di misure aziendali come stock split, ecc.).
Il documento di consultazione è articolato in una serie di principi e relative spiegazioni sui seguenti temi principali:
– Ambito dell’armonizzazione: dovrebbe riguardare solo le modalità di detenzione e disposizione degli strumenti finanziari detenuti tramite intermediari e le modalità di esercizio dei diritti connessi a tali strumenti; non dovrebbe invece occuparsi della diversa questione di chi la società emittente riconosce come proprio azionista;
– Possibilità per gli Stati membri di riconoscere che un soggetto diverso dall’account provider possa svolgere alcune funzioni proprie dell’account provider;
– Identificazione dei diritti minimi conferiti all’account holder dalla detenzione intermediata dei titoli;
– Metodi per l’acquisto e la disposizione delle intermediated securities e loro efficacia;
– Protezione dell’account holder in caso di insolvenza dell’account provider;
– Determinazione della legge applicabile;
– Riconoscimento cross-border dei diritti connessi ai titoli detenuti tramite intermediari;
– Circolazione delle informazioni lungo la catena;
– Rafforzamento della posizione dell’ultimate account holder nell’esercizio dei diritti connessi ai titoli detenuti tramite intermediari.
La Commissione presenterà, sulla base dei risultati della consultazione, una proposta di direttiva nel corso del 2011 per superare queste differenze tra le legislazioni nazionali e ridurre gli ostacoli agli investimenti transfrontalieri.
(Assonime, nota del 09 novembre 2010)
Collegato lavoro pubblicato in G.U. n. 262 del 09/11/2010. Dal 24 novembre 2010 entreranno in vigore le molteplici novità previste.
Lo ha reso noto il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro che ha, inoltre, specificato:
“Il Collegato lavoro, legge n. 182 del 4 novembre taglia il traguardo della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Sarà infatti pubblicato sul supplemento ordinario n.243 alla Gazzetta Ufficiale 262 di oggi 9 novembre.
Le norme, salvo diversa espressa disposizione, entreranno in vigore dal 24 novembre (15 giorni dalla pubblicazione)”.
Richiesta dalla categoria sperimentazione di almeno 6/8 mesi, vera semplificazione e allineamento dati.
È in agenda l’incontro tra l’Agenzia delle Entrate e i tecnici delle categorie interessate dall’obbligo di invio del 770 mensile, novità disposta dalla Finanziaria 2008 a partire dal gennaio 2009, ma oggetto di proroga al 1° gennaio 2011.
L’Inps rinnova il sito
A partire dal 9 novembre 2010 l’Inps annuncia l’offerta di nuovi servizi e maggiori informazioni.
L’esigenza del rinnovo del sito viene motivata dall’Istituto dal fatto che già attualmente sono attivi molti servizi fruibili via web, ma che da gennaio 2011 saranno compilabili esclusivamente on-line nuove numerose domande relative a prestazioni diverse.
Si tratta, ad esempio, delle prestazioni di indennità di disoccupazione, dell’iscrizione di lavoratori domestici, delle certificazioni reddituali, degli assegni al nucleo familiare.
Pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate il Provvedimento del 09/11/2010 ai fini delle norme dei Titoli I e II del TUIR.