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Timestamp: 2014-07-30 15:09:30+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 2437', 'art. 2347', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2473']

Aspettando la riforma del diritto societario: nuova disciplina del recesso nelle S.p.A.
Articolo di Roberto Sparano e Edoardo Adducci 09.12.2003
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ASPETTANDO IL NUOVO DIRITTO DELLE SOCIETA� DI CAPITALI 1 gennaio 2004
Roberto Sparano e Edoardo Adducci
La nuova disciplina del diritto di recesso nelle s.p.a.*II. Il Diritto di Recesso del Socio Il Legislatore della riforma, innovando rispetto al passato, oltre ad aver ampliato il novero delle ipotesi in cui � possibile esercitare il diritto di recesso, ha disciplinato analiticamente la fase di liquidazione della partecipazione sociale del socio recedente e le modalit� di esercizio del diritto (artt. 2437 e ss. c.c.).
Il diritto di recesso come riformato assume, anche nell�impianto codicistico, cos� come accade nel Testo Unico della intermediazione mobiliare (� il caso dell�art. 131 in cui il socio dissenziente dalle deliberazioni di fusione o scissione che comportino l�assegnazione di azioni non quotate pu� recedere), il ruolo di strumento di tutela del socio di minoranza che permette l�uscita dello stesso dalla compagine sociale (c.d. exit).
Il diritto di recesso viene riconosciuto agli azionisti non consenzienti e cio�, precisando rispetto alla attuale disciplina, agli azionisti assenti, dissenzienti o astenuti da tutta una serie di deliberazioni che hanno come comune denominatore quello di alterare in modo profondo le condizioni di rischio presenti al momento della adesione del socio alla societ�.
Un'altra importante innovazione � quella relativa al c.d. recesso parziale, il socio infatti pu� esercitare il proprio diritto per tutte o per parte delle azioni ci� anche in considerazione del fatto che il focus della nuova disciplina non � incentrato sulla persona del socio, bens� sulla partecipazione sociale, che in questo contesto assume una forma indipendente rispetto alla persona fisica.
Come abbiamo avuto modo di rilevare nel precedente appuntamento, quello relativo alla nuova disciplina dei Patti Parasociali del 1 dicembre scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto legislativo recante modifica al TUB (Testo Unico Bancario) e al TUIF (Testo Unico Intermediazione Finanziaria) e ai due Decreti legislativi recanti la riforma del diritto societario (parte processuale e sostanziale). All�interno di tale Decreto limitati sono gli interventi previsti in materia di diritto di recesso del socio di S.p.A.
Al riguardo si segnala che all�art. 2437- quater, comma quinto, c.c. dopo le parole �commi precedenti� sono inserite le parole �entro centottanta giorni dalla comunicazione del recesso�. Viene in tal modo introdotto un termine di centottanta giorni entro il quale deve avvenire il rimborso del socio receduto. La norma, pi� precisamente, � diretta, come riporta la Relazione illustrativa, a garantire l�effettivit� del procedimento di liquidazione della partecipazione del socio uscente.II. 1. Le singole ipotesi di Recesso L�art. 2347 c.c. prevede al primo comma una serie di cause di recesso indisponibili e cio� che non possono essere eliminate per clausola statutaria (ad esempio, la revoca dello stato di liquidazione); al secondo comma stabilisce altre clausole, questa volta disponibili le quali possono essere eliminate per clausola statutaria (ad esempio, la proroga del termine di durata della societ�) ed, infine, prevede la possibilit� per l�autonomia statutaria di prevedere liberamente ulteriori ipotesi di recesso diverse dalle precedenti.
Alla luce di quanto detto le cause di recesso possono essere classificate in tre distinti gruppi, e segnatamente:
cause di recesso inderogabili;
cause di recesso derogabili; e
cause di recesso liberamente introducibili nello statuto della societ�.II. 2. Le cause inderogabili Iniziando dalle cause inderogabili di recesso, � possibile notare come un dato si mostra preponderante agli occhi di chi si accinge a leggere le norme in materia di diritto di recesso dalle societ� di capitali e, pi� precisamente, dalle societ� per azioni: le cause di recesso inderogabili sono divenute pi� numerose rispetto a quelle previste nella attuale disciplina codicistica.
L�attuale formulazione dell�art. 2437 c.c. prevede quale ipotesi di recesso, tra l�altro ritenute dalla giurisprudenza e dalla dottrina maggioritaria come tassative: il cambiamento dell�oggetto o del tipo della societ�; e
il trasferimento della sede sociale all�estero.
Nella sua nuova formulazione, i soci hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, se che non hanno concorso all'approvazione delle deliberazioni riguardanti:
la modifica della clausola dell'oggetto sociale, quando consente un cambiamento significativo dell'attivit� della societ�;
la trasformazione della societ�;
il trasferimento della sede sociale all'estero;
l'eliminazione di una o pi� cause di recesso previste dal successivo comma ovvero dallo statuto;
la modifica dei criteri di determinazione del valore dell�azione in caso di recesso;
le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione.a) Modifica dell'Oggetto Sociale Passando in rassegna le ipotesi di recesso inderogabili, analizziamo quella relativa alla deliberazione riguardante la modifica della clausola dell�oggetto sociale, quando consente un cambiamento significativo della attivit� della societ�.
Sebbene tale ipotesi non configura una nuova fattispecie, in quanto gi� nell�attuale disciplina viene previsto, come causa di recesso, il cambiamento dell�oggetto sociale, la nuova formulazione e, soprattutto la sua portata pi� ampia ha il pregio di definire in modo pi� preciso quando una deliberazione che abbia come effetto quello di modificare l�oggetto sociale possa dar luogo al diritto di recesso in capo al socio che non ha concorso alla medesima deliberazione.
Perch� possa configurasi un diritto di recesso non � sufficiente un mutamento formale della clausola sociale, ma deve configurarsi un cambiamento effettivo, reale, ma soprattutto, come specifica l�art. 2437, comma 1, lett. a), �significativo dell�attivit�� realizzata nella pratica dalla societ�.
Una tale specificazione normativa si � avuta anche con riguardo alla descrizione dell�oggetto sociale che deve essere contenuta nell�atto costitutivo della societ� laddove si � inteso fare riferimento non al generico oggetto sociale, ma alla descrizione specifica dell�attivit� che costituisce l�oggetto sociale.b) Trasformazione della Societ� La seconda ipotesi di recesso � quella della trasformazione della societ�; in tal caso si � inteso precisare, rispetto a quanto previsto dalla attuale norma, che il recesso compete solo ed esclusivamente nel caso in cui il socio non abbia concorso alla deliberazione riguardante la trasformazione della societ�, e cio� nel caso di cambiamento di veste giuridica (ad esempio nel caso di passaggio da societ� per azioni a societ� a responsabilit� limitata).
La attuale normativa prevede il diritto di recesso quando la deliberazione concerne il cambiamento del tipo sociale, ipotesi che potrebbe far rientrare al suo interno il caso di fusione e di scissione della societ�. Sembra, dunque, che la nuova norma possa avere un efficacia limitante, considerato anche il fatto che per quanto riguarda le societ� a responsabilit� limitata il Legislatore della riforma ha previsto quale ipotesi di recesso ulteriore la fusione e la scissione (art. 2473 c.c.).
Su questo ultimo aspetto mi sembra il caso di soffermarsi su una curiosit�. Nel caso di recesso dalla societ� a responsabilit� a limitata il Legislatore, discorrendo di trasformazione, fa riferimento al cambiamento del tipo della societ�, mentre nel caso di recesso dalla societ� per azioni parla espressamente di trasformazione della societ�. Tale diversa impostazione non si comprende, ma potrebbe rappresentare un adminicula utile e necessario