Source: http://www.vannini-lazzaretti.gov.it/vl/index.php?option=com_content&view=category&id=11&Itemid=135&lang=en
Timestamp: 2020-02-23 16:09:53+00:00
Document Index: 129620329

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.10', 'art.8', 'art.3', 'art.5', 'art.6', 'art.16', 'art.1', 'art.27', 'art.5', 'art. 1', 'art.6', 'art.22', 'art.3', 'art.4', 'art.5', 'art.16', 'art.3', 'art.16', 'art.4', 'art.66', 'art. 58', 'art.10', 'art.45', 'art.6']

"Statuto delle studentesse e degli studenti della
scuola secondaria"
(in GU 18 dicembre 2007, n. 293) (N.B. Le modifiche introdotte dal DPR 21/11/2007, n.235 sono evidenziate con sfondo giallo e carattere sottolineato)
5. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione. Analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori.
6. Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività curricolari integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curricolari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
8. La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare: a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;
d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti
gli studenti, anche con handicap;
10. I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all'interno della scuola, nonché l'utilizzo di locali da parte degli studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni.
1. I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comporta-menti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell'articolo 3, al corretto svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati.
5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.
7. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici
9. L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone. In tale caso, in deroga al limite generale previsto dal comma 7, la durata dell'allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si applica, per quanto possibile, il disposto del comma 8.
9-bis. Con riferimento alle fattispecie di cui al comma 9, nei casi di recidiva, di atti di violenza grave, o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, ove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l'anno scolastico, la sanzione è costituita dall'allontanamento dalla comunità scolastica con l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi o, nei casi meno gravi, dal solo allontanamento fino al termine dell'anno scolastico. 9-ter. Le sanzioni disciplinari di cui al comma 6 e seguenti possono essere irrogate soltanto previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si desuma che l'infrazione disciplinare sia stata effettivamente commessa da parte dello studente incolpato.
10. Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo tudente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola.
1. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante eletto dagli studenti nella scuola secondaria superiore e dai genitori nella scuola media, che decide nel termine di dieci giorni. Tale organo, di norma, è composto da un docente designato dal consiglio di istituto e, nella scuola secondaria superiore, da un rappresentante eletto dagli studenti e da un rappresentante eletto dai genitori, ovvero, nella scuola secondaria di primo grado da due rappresentanti eletti dai genitori, ed è presieduto dal dirigente scolastico.
1. Contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie.
2. I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonché di elaborazione e revisione condivisa, del patto di cui al comma 1.
3. Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità.
Art. 6 (Disposizioni finali)
1. I regolamenti delle scuole e la carta dei servizi previsti dalle diposizioni vigenti in materia sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media.
REGOLAMENTO INTERNO DELL’ISTITUTO
(D.P.R.31 Maggio 1974 n.416 art.6 lettera "a")
T.U. n.297 del 16.04.1994 art.10
D.P.R. n.275 dell’ 8.03.1999 art.8-9
D.I n.44 dell’1.02.2001
L. 53 del 28.03.2003
D.Lgs n. 59 del 5.03.2004
DPR n. 249 del 24.06.1998
DPR n. 235 del 21.11.2007
L. 107 del 7.2015
ART.1 - ORGANI COLLEGIALI -
L'autonomia di gestione dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Castel del Piano si attua, nei limiti e nel rispetto delle norme vigenti, attraverso i seguenti organi collegiali:
a) Consiglio di Istituto;
b) Giunta Esecutiva;
c) Collegio dei Docenti;
d) Consigli di Intersezione Interclasse e di Classe;
e) Comitati per la valutazione del servizio degli insegnanti.
ART.2 - COORDIAMENTO DELLE ATTIVITA' DEGLI ORGANI COLLEGIALI -
Ciascuno degli organi collegiali, fatta salva la propria autonomia nell'ambito delle rispettive competenze, agisce in maniera coordinata con gli altri organi, specie quando vengano esercitate competenze parallele, ma con rilevanza diversa in determinate materie.
Il coordinamento viene curato dal Dirigente Scolastico, ai sensi dell'art.3 del D.P.R. 31 maggio 1974 n.417.
ART.3 - PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA' DEGLI ORGANI COLLEGIALI -
All'inizio di ogni anno scolastico ciascuno degli organi collegiali programma la propria attività nel tempo, in rapporto alle rispettive competenze, presentando entro e non oltre il mese di ottobre progetti ed attività (corsi di recupero, progetti interdisciplinari, piano visite guidate e viaggi d'istruzione, ecc.).
ART.4 - COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO -
Il Consiglio di Istituto viene eletto a norma dell'art.5 del D.P.R. 416/74 e l'O.M. n.215 del 15.07.1991.
ART.5 - ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO -
Il Consiglio di Istituto, fatte salve le attribuzioni specificamente previste per il Collegio dei Docenti e per i Consigli di Classe, d'Interclasse e d'Intersezione, ha competenza a deliberare, nei limiti delle disponibilità di bilancio, per quanto concerne l'organizzazione e la programmazione della vita e delle attività della scuola, come previsto dall'art.6 del D.P.R 416/74.
ART.6 - CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO -
Il Consiglio si riunisce orientativamente a cadenza bimestrale da settembre a maggio di ogni anno ed eccezionalmente anche nei mesi estivi per particolari motivi di urgenza e gravità.
Le riunioni dovranno avvenire al di fuori dell'orario delle lezioni.
ART.7 - MODALITA' E TERMINI PER LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO
La convocazione dei componenti il Consiglio di Istituto sarà disposta con preavviso di almeno cinque giorni rispetto alla data della riunione e avverrà con lettera diretta ai singoli membri; nella convocazione saranno indicati la data, l'ora, il luogo e l'ordine del giorno da trattare.
Copia della lettera di convocazione verrà immediatamente affissa all'albo dell’Istituto.
ART.8 - RIUNIONE STRAORDINARIA DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO -
Il Consiglio di Istituto può riunirsi anche in via straordinaria su richiesta scritta:
a) del Presidente della Giunta Esecutiva;
b) di 1/3 dei componenti il Consiglio stesso.
Nella richiesta di cui trattasi dovrà essere espressamente indicato l'ordine del giorno.
Il Presidente è tenuto alla convocazione del Consiglio entro dieci giorni dalla richiesta stessa, comunicando ai singoli membri del Consiglio l'esatto ordine del giorno proposto dalle componenti di cui ai punti "a" e "b" del presente articolo.
ART.9 - ORDINE DEL GIORNO - DIZIONE "COMUNICAZIONI DEL DIRIGENTE"-
In ciascuna seduta possono essere discussi solo gli argomenti specificamente elencati nell'ordine del giorno della convocazione.
In casi eccezionali all’inizio di ogni seduta l’ordine del giorno potrà essere integrato
all’unanimità dei presenti alla seduta.
Altri argomenti potranno essere discussi , ma non deliberati, nella voce “Comunicazioni del Dirigente”.
ART.10 - POTERE DI INIZIATIVA DEL SINGOLO CONSIGLIERE -
Indipendentemente dalle procedure di cui ai precedenti artt.8 e 9, ogni consigliere al termine di ciascuna riunione ha facoltà di proporre argomenti da inserire all'ordine del giorno della successiva seduta, purché rientrino nelle competenze del Consiglio di Istituto.
La richiesta dovrà essere rivolta al Presidente del Consiglio di Istituto il quale è tenuto a farne oggetto dell'ordine del giorno della successiva riunione, qualora il Consiglio accolga la proposta approvandola a maggioranza assoluta.
ART.11- DOCUMENTAZIONE-
Ogni membro del Consiglio ha facoltà di prendere visione della documentazione inerente agli argomenti posti all'ordine del giorno, durante il normale orario d'ufficio.
Tale documentazione sarà messa a disposizione degli interessati presso la Segreteria dell’Istituto tre giorni prima di ogni riunione.
ART.12 - VALIDITA' E DISCIPLINA DELLE RIUNIONI DEL CONSIGLIO -
Il Consiglio è validamente costituito quando siano presenti almeno la metà più uno dei componenti in carica.
Se tale numero non viene raggiunto, il Presidente del Consiglio aggiorna la seduta ad altra data, rinnovandone la convocazione.
Nel verbale, redatto a cura del Segretario nelle forme e nei modi di cui al successivo art.16, dovranno essere scritti i nomi dei presenti e degli assenti giustificati e ingiustificati.
Quando la discussione relativa all'ordine del giorno dovesse protrarsi oltre tre ore il Presidente, sentito il Consiglio, provvederà a sospendere la riunione stabilendo immediatamente l'ora, la data e il luogo della nuova convocazione.
ART.13 - ELEZIONE, POTERI E COMPITI DEL PRESIDENTE-
- ELEZIONE DEL VICE PRESIDENTE -
Nella prima seduta, il Consiglio - presieduto dal Dirigente Scolastico - elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente.
E' considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del Consiglio.
A parità dei voti è eletto il più anziano d'età.
Il Presidente sceglie, tra i componenti eletti, il Segretario.
Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un Vice - Presidente da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso secondo le medesime modalità previste per l'elezione del Presidente.
Il Presidente convoca l'assemblea, dirige la discussione ed invita a deliberare sugli argomenti posti all'ordine del giorno.
Durante la discussione, il Presidente può limitare la durata degli interventi che non potranno essere comunque più di tre per ogni oratore su ciascun argomento da trattare.
Il Presidente può, motivatamente, sospendere la seduta ponendo a verbale la propria decisione.
ART.14 - ASSENZA DALLE SEDUTE -
Mancando il Presidente ed il Vice Presidente, le loro funzioni vengono svolte dal più anziano rappresentante dei genitori.
Ogni consigliere, se possibile, dovrà notificare la presunta assenza almeno un giorno prima della riunione, informandone il Presidente e, in via subordinata, la Segreteria dell’Istituto.
ART.15 - VOTAZIONI -
Le votazioni sono solitamente adottate a maggioranza assoluta dei votanti.
La votazione avviene per alzata di mano.
La votazione è segreta quando si tratta di persone o quando 1/3 dei consiglieri lo richieda.
ART.16 - VERBALIZZAZIONE E PUBBLICITA' DEGLI ATTI
DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO -
Di ogni seduta, a cura del Segretario, viene redatto processo verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario medesimo, steso su apposito registro a pagine numerate.
Quanto sopra dovrà avvenire per ogni seduta degli organi collegiali di cui all'art.1 del presente Regolamento.
Durante la discussione dei singoli argomenti ogni consigliere può chiedere di mettere a verbale sue precise dichiarazioni; ove non sia stata espressa esplicita richiesta in tal senso, il Segretario non è tenuto a verbalizzare il singolo intervento.
Nella riunione successiva, in sede di lettura del verbale, è consentito ad ogni consigliere di rettificare eventuali sue dichiarazioni non ritenute fedelmente riportate; non è possibile più effettuare aggiunte alle dichiarazioni originarie.
Il consigliere potrà esprimere eventuali precisazioni, dopo di ciò il verbale si intende approvato e diventa definitivo.
Il verbale non è soggetto a pubblicazione.
Il Dirigente Scolastico avrà cura dei verbali e degli atti del Consiglio.
Le disposizioni di cui sopra sono conformi a quanto previsto dal D.I. n. 44 del 1/02/2001.
ART.17 - PUBBLICITA' DEGLI ATTI -
La pubblicità degli atti del Consiglio di Istituto disciplinati dall'art.27 del D.P.R. 31 maggio 1974 n.416,deve avvenire mediante affissione in apposito albo dell’Istituto della copia integrale del testo delle deliberazioni, sottoscritta ed autenticata dal Segretario del Consiglio.
L'affissione all'albo avverrà entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio.
Ogni delibera dovrà rimanere esposta per un periodo di dieci giorni.
La copia delle deliberazioni da affiggere all'albo è consegnata al Dirigente Scolastico dal Segretario del Consiglio; il Dirigente Scolastico ne dispone l'affissione immediata ed attesta, in calce ad essa, la data.
Indipendentemente dai termini previsti nel comma precedente, i verbali e le delibere del Consiglio possono essere esibiti ai membri del Consiglio stesso quando ne facciano richiesta al Dirigente Scolastico Comprensivo.
ART.18 - REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE ALLE SEDUTE -
Hanno titolo a partecipare alle sedute del Consiglio solo i suoi componenti tranne che, in base ad espressa deliberazione del Consiglio, gli specialisti con particolari compiti medico - psicopedagogici invitati in base all'art.5 del D.P.R. 416/74.
ART.19 - PUBBLICITA' DELLE SEDUTE -
(Legge 11 ottobre 1977 n.748, art. 1 e seg.)
Alle sedute del Consiglio di Istituto possono assistere, nel numero consentito dalla capienza del locale ove ha sede la riunione previo accertamento del titolo di elettore, gli elettori delle componenti rappresentate nel Consiglio medesimo, nonchè i membri dei Consigli di Circoscrizione ai sensi della legge 8 aprile 1976 n.278.
Della convocazione del Consiglio sarà data tempestiva informazione al pubblico mediante affissione di copia dell'ordine del giorno all'albo della segreteria dell’Istituto.
Alle sedute del Consiglio non sarà ammesso il pubblico quando la discussione verterà su argomenti concernenti persone, salvo avviso contrario degli interessati.
Il pubblico ammesso alle sedute del Consiglio dovrà tenere un comportamento civile ed ordinato per il mantenimento del quale il Presidente eserciterà tutti i poteri conferiti dalla legge al sindaco quando presiede le riunioni del Consiglio Comunale: qualora il comportamento del pubblico non consenta l'ordinato svolgimento dei lavori o la libertà di discussione e di deliberazione, il Presidente dispone la sospensione della seduta e la sua ulteriore prosecuzione in forma non pubblica.
Il pubblico ammesso alle sedute del Consiglio non ha diritto di prendere la parola né di intervenire alla discussione.
Il Consiglio di Istituto, per la discussione e l'approfondimento di questioni concernenti la vita e il funzionamento della scuola nell’ambito della comunità locale, potrà di volta in volta invitare alle proprie riunioni i rappresentanti della provincia, del Comune nonché delle Organizzazioni Sindacali.
Secondo le modalità di cui al precedente punto, il Consiglio potrà deliberare di far partecipare alle proprie riunioni persone ritenute in grado di portare un contributo proficuo per l'opera educativa della scuola.
Per quanto non previsto dalla presente regolamentazione, si fa riferimento alle norme vigenti in materia.
ART.20 - COMMISSIONI DI LAVORO -
Il Consiglio può deliberare la costituzione nel suo seno di commissioni di lavoro relativamente alle materie previste dall'art.6 del D.P.R. 416/74, composte in modo che sia garantita la presenza di almeno un rappresentante delle diverse componenti del Consiglio medesimo.
ART.21 - DECADENZA, DIMISSIONI E SURROGA DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO -
I membri eletti che non intervengono senza giustificato motivo a tre sedute consecutive del Consiglio decadono dalla carica e vengono sostituiti con le modalità previste dall'art.22 del D.P.R. 416/74.
Con le stesse modalità del predetto articolo si procede alla surroga dei membri dimissionari.
Il genitore, componente del Consiglio, rimane in carica qualora uno dei propri figli si iscriva alla stessa scuola per l'anno scolastico immediatamente successivo a quello terminale, regolarmente conclusosi di altro figlio.
ART.22 -IMPEDIMENTO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO A PARTECIPARE ALLE ADUNANZE DEL CONSIGLIO -
In caso di malattia o impedimento, quando è già in funzione come vicario il suo collaboratore, il Dirigente Scolastico è sostituito dal medesimo nel Consiglio di Istituto con le stesse modalità dell'art.3 del D.P.R. 31 maggio 1974 n.417.
ART.23 - GIUNTA ESECUTIVA: COMPOSIZIONE E COMPITI -
Il Consiglio di Istituto elegge nel suo seno una Giunta Esecutiva composta di un docente, di un non docente, di due genitori. Della Giunta fanno parte di diritto, il Dirigente Scolastico e il Responsabile Amministrativo che svolge anche funzioni di Segretario della Giunta stessa.
In caso di assenza o impedimento, il Presidente della Giunta Esecutiva è sostituito dal Collaboratore eletto ai sensi dell'art.4 del D.P.R.416/74.
In caso di assenza o impedimento del Responsabile Amministrativo, lo stesso è sostituito dall'Assistente Amministrativo più anziano ai sensi dell'art.5 del D.P.R. 31 Maggio 1974 n.420.
La Giunta Esecutiva predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo; prepara i lavori del Consiglio di Istituto, fermo restando il diritto di iniziativa del Consiglio stesso; cura l'esecuzione delle relative delibere ed è tenuta a riferire al Consiglio di Istituto, a mezzo del suo Presidente o di altro componente da lui stesso delegato, sulla esecuzione delle delibere adottate dal Consiglio stesso.
Nella preparazione dei lavori del Consiglio di Istituto, la Giunta Esecutiva, tenuto conto di tutte le istanze relative alle materie di competenza del Consiglio di Istituto, prodotte dai Consigli di Classe d'Interclasse e d'Intersezione e dal Collegio dei Docenti, predispone l'ordine del giorno del Consiglio medesimo.
ART.24 - CONVOCAZIONE DELLA GIUNTA -
La Giunta è convocata ordinariamente dal suo Presidente.
In via straordinaria può essere convocata da almeno 1/3 dei membri della Giunta medesima.
La convocazione può avvenire oltre che per iscritto, anche telefonicamente ma sempre con affissione all'albo di apposito avviso.
ART.25- VALIDITA’ DELLE SEDUTE DELLA GIUNTA E VERBALIZZAZIONE
Per la validità delle sedute della Giunta è richiesta la presenza di almeno quattro componenti in carica.
Di ogni seduta sarà redatto, a cura del Segretario della Giunta, un verbale in apposito registro con pagine numerate da conservare agli atti.
Il verbale deve essere sottoscritto dal Presidente e dal Segretario della Giunta.
Per la redazione del verbale valgono, in quanto applicabili le norme di cui al precedente art.16.
ART.26- DECADENZA E DIMISSIONI DEI COMPONENTI LA GIUNTA -
I membri eletti che non intervengono senza giustificati motivi a tre sedute consecutive della Giunta decadono dalla carica.
In tale ipotesi - ed anche in caso di dimissioni - il Consiglio procederà ad una nuova elezione per ricostituire la composizione della Giunta.
ART.27 - PROROGA DEI POTERI DEL CONSIGLIO E DELLA GIUNTA ESECUTIVA -
Il Consiglio e la Giunta Esecutiva restano in carica e continuano a svolgere le loro rispettive attribuzioni fino a quando non saranno insediati, a seguito di elezioni, il nuovo Consiglio e la nuova Giunta.
ART.28 -ELEZIONI DEI CONSIGLI DI CLASSE / INTERCLASSE / INTERSEZIONE -
Le elezioni per il rinnovo dei Consigli di Classe, Interclasse, Intersezione dovranno avere luogo possibilmente entro il secondo mese di ogni anno scolastico, fatte salve diverse disposizioni ministeriali.
Fino a detto rinnovo, i rappresentanti eletti nell'anno precedente rimangono in carica per eventuali rapporti con gli organi scolastici.
ART.29 - CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE INTERCLASSE INTERSEZIONE -
Il Consiglio di Classe Interclasse Intersezione è convocato dal Dirigente Scolastico di propria iniziativa o su motivata richiesta scritta dalla maggioranza dei suoi membri, escluso dal computo il Presidente.
A norma dell'art.3,comma terzo, del D.P.R. 31 Maggio 1974 n.416 il Consiglio di Classe, Interclasse, Intersezione è presieduto dal Dirigente Scolastico oppure da un docente membro del Consiglio dal medesimo delegato.
Il Consiglio si riunisce di regola almeno quattro volte all'anno dalla data del suo insediamento sino a tutto il mese di maggio.
In casi di particolare necessità può riunirsi anche nel mese di settembre.
Ogni riunione del Consiglio di Classe Interclasse Intersezione deve essere verbalizzata in ottemperanza a quanto previsto dal comma secondo dell'art.16 del presente regolamento.
Le singole istanze contenute nel verbale dovranno essere portate dal Dirigente Scolastico all'esame dell'organo collegiale competente.
ART.30 - COMPITI DEL CONSIGLIO DI CLASSE INTERCLASSE INTERSEZIONE-
Il Consiglio di Classe Interclasse Intersezione ha il compito di formulare al Collegio
dei Docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione e quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci, tra docenti genitori ed alunni.
Il Consiglio esprime pareri sull'adozione dei libri di testo.
ART.31 - COLLEGIO DEI DOCENTI -
Il Collegio dei Docenti è convocato ed opera in conformità a quanto stabilito dal D.P.R. 31 Maggio 1974 n.416 - art.4 -.
ART.32 - CONVOCAZIONE DEL COMITATO PER LA VALUTAZIONE
DEL SERVIZIO DEGLI INSEGNANTI – DPR n. 417/74 e L.107/2015
Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal Dirigente Scolastico:
al momento dell’insediamento, per definire i criteri generali per la valorizzazione del merito dei docenti ai sensi della L.107/2015;
in periodi programmati per la valutazione del servizio richiesta dai singoli interessati a norma dell'art.66 del D.P.R. 31 Maggio 1974 n.417;
alla conclusione dell'anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi dell'art. 58 del D.P.R. 417/74;
DISCIPLINA DELLA VITA SCOLASTICA
ART.33 - CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI -
In base alla popolazione scolastica il Consiglio d’ Istituto con apposita delibera stabilisce i criteri generali relativi alla formazione delle classi ai sensi dell'art.10 del D.L.vo 297 del 16.04.1994.
Si specifica tuttavia che possono verificarsi, solo eccezionalmente, spostamenti di alunni nel corso dell'anno scolastico per motivi di estrema necessità, ravvisati dal Dirigente Scolastico.
* Vedere Contratto Integrativo di scuola siglato in data 03\09\’01 tra le R.S.U. e il Dirigente Scolastico.
ART.34 - INCONTRI CON LE FAMIGLIE -
Durante l'anno scolastico sarà effettuato da parte degli insegnanti il ricevimento dei genitori, secondo l'orario e il calendario che saranno stabiliti dal Dirigente Scolastico, sulla base dei criteri adottati dal Collegio dei Docenti, sentiti i Consigli di classe, d'Interclasse, di Intersezione.
Per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli alunni, in relazione a quanto previsto nei diversi ordinamenti e alle diverse modalità organizzative del servizio, il Consiglio di Istituto sulla base delle proposte del Collegio dei Docenti definisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli alunni, assicurando la concreta accessibilità al servizio pur compatibilmente con le esigenze di funzionamento della scuola e prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra scuole e famiglie, anche in base al C.C.N.L. del 21.07.1995./del maggio ’99 e l’integrativo C.C.N.L.I. agosto ’99.
ART.35 – PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA-
Il Consiglio di Istituto adotta, all’inizio di ogni anno scolastico, il Piano dell’Offerta Formativa elaborato dal Collegio dei Docenti.
ART. 36 - ASSEMBLEE DEI GENITORI -
I genitori degli alunni di ciascuna classe possono riunirsi in assemblea nei locali della scuola, secondo le modalità previste dall'art.45 del D.P.R.416/74.
All'assemblea di classe, richiesta sempre dal genitore eletto nel Consiglio di Classe, d'Interclasse, di Intersezione possono partecipare con diritto di parola il Dirigente Scolastico e gli insegnanti di classe.
L'ordine del giorno, la data e l'orario di svolgimento dell'assemblea sarà concordato di volta in volta con il Dirigente Scolastico e dal genitore richiedente.
Nei precedenti commi del presente articolo, con il termine "classe" si identificano anche le pluriclassi..
ART. 37 - VIGILANZA DEGLI ALUNNI -
Per la vigilanza agli alunni durante l'ingresso e la permanenza a scuola nonché durante l'uscita della medesima valgono le norme seguenti:
a) gli alunni entrano a scuola nei cinque minuti che precedono l'inizio delle lezioni; pertanto il personale docente dovrà già trovarvisi al momento in cui può avere inizio l'ingresso degli alunni.
E' possibile l'entrata anticipata nei locali scolastici per soli motivi legati al trasporto fino a 20 minuti prima dell'inizio delle lezioni o, per gli stessi motivi, l'uscita posticipata fino a 20 minuti.
b) eventuali ripetuti ritardi ed assenze degli alunni dovranno essere segnalati dagli insegnanti al Dirigente Scolastico per i provvedimenti del caso;
c) gli alunni possono essere accompagnati dai genitori solo fino all'ingresso dell'edificio scolastico, non essendo loro consentito l'accesso alle aule;
d) durante le ore di lezione gli alunni potranno essere consegnati soltanto ai collaboratori scolastici su richiesta motivata rivolta al Dirigente Scolastico - o al fiduciario per i plessi periferici -; in assenza dei genitori potranno essere consegnati a parenti riconosciuti, previa compilazione di apposita dichiarazione. Per quanto attiene l'uscita dei bambini della scuola dell’infanzia, verificandosi frequentemente che persone diverse dai genitori vanno a prelevare gli alunni, le insegnanti sono autorizzate a richiedere ai genitori una dichiarazione dalla quale risulti esplicita delega, con firma depositata, a persone maggiorenni di fiducia della famiglia che vengano, dagli stessi genitori, incaricati del ritiro, della cura e del controllo sul minore a partire dall'uscita dalla scuola dell’infanzia.
In nessun caso gli alunni potranno essere consegnati a minori.
e) per assenze causate da malattia è necessario esigere il certificato medico quando esse si protraggono per oltre cinque giorni, salvo diverse disposizioni del competente Ufficio d'Igiene;
f) durante l'intervallo delle lezioni, che è almeno di quindici minuti, il personale docente vigila sul comportamento degli alunni in maniera da evitare che si arrechi pregiudizio alle persone e alle cose;
g) al termine delle lezioni gli alunni saranno accompagnati all'uscita dell'edificio scolastico, intesa come limite ultimo dello spazio annesso alla scuola;
h) per la sorveglianza sugli alunni durante l'ingresso, l'intervallo e l'uscita dalle lezioni, gli insegnanti saranno coadiuvati dai collaboratori scolastici;
i) in caso in cui gli alunni accusassero malori durante l'orario scolastico dovranno essere avvertiti i genitori ai recapiti telefonici da essi comunicati all'inizio dell' a.s. In caso di gravità sarà contattato immediatamente il 118.
ART. 38 - UTILIZZAZIONE DEI LOCALI SCOLASTICI
E DELLE ATTREZZATURE SPORTIVE -
I locali scolastici - compresa la palestra - e le attrezzature sportive possono essere utilizzati anche perle attività per le quali vi è il consenso del Consiglio di Istituto, oltre naturalmente alle attività organizzate e dirette dalle scuola stessa (attività parascolastiche extrascolastiche ecc..).
I locali scolastici possono essere utilizzati solo da Enti e/o Associazioni che non hanno fini di lucro.
ART. 39 - ASSEGNAZIONE DELLE AULE -
All'inizio di ogni anno scolastico, ad ogni classe verrà assegnata un'aula secondo il criterio generale dell'avvicendamento dei vari ambienti, tenuto conto dell'età degli alunni, della esposizione, dell'ampiezza e del piano dell'aula medesima.
ART. 40 - DIRITTI E DOVERI DEL PERSONALE DOCENTE E A.T.A.
I diritti e i doveri del personale docente e amministrativo sono disciplinati dalle leggi e dai regolamenti dello Stato attualmente in vigore.
ART. 41 - RACCOLTA DI DENARO NELLA SCUOLA -
Sono consentite le raccolte volontarie a favore della Società Assicuratrice e per la partecipazione a progetti particolari e a gite scolastiche e per tutti i casi preventivamente autorizzati dal Consiglio di Istituto.
ART. 42 – ADEMPIMENTI RELATIVI AGLI ALUNNI -
Nei giorni dei rientri non devono essere assegnati compiti a casa per il giorno successivo.
E’ consigliato che, all’interno della scuola dell’infanzia e primaria, gli alunni indossino il grembiulino.
ART. 42/bis - SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI IN AMBIENTE SCOLASTICO
Per motivi igienico - sanitari e di tutela della salute degli alunni in occasione di compleanni e ricorrenze varie in ambiente scolastico dovranno essere somministrati ai bambini alimenti adeguatamente confezionati , sigillati e non prodotti in casa, con apposita data di scadenza , o siano forniti da Ditte specializzate (Forni, pasticcerie,..)
Gli alimenti dovranno essere consumati subito e non conservati per somministrarli ulteriormente ai bambini.
Inoltre agli alunni dell’Istituto non dovranno essere somministrati in alcun modo dolciumi quali caramelle, cioccolate, chewinggun : è sconsigliato anche l’uso di bevande gasate.
ART. 43 - SUSSIDI DIDATTICI -
Verrà compilato il catalogo dei sussidi didattici a disposizione dell’ Istituto.
In ogni singola classe dei vari plessi sarà distribuita una copia di tale elenco a disposizione degli insegnanti, perchè possano chiedere i sussidi a loro necessari.
L'uso dei sussidi didattici non potrà essere protratto per lunghi periodi, onde consentire a tutte le classi di utilizzarli.
ART. 44 - USCITE GUIDATE -
Le uscite guidate nell'ambito dell'ambiente circostante la scuola, si esauriranno entro l'orario giornaliero delle lezioni; può essere previsto l'uso degli scuolabus comunali.
Gli insegnanti promotori dovranno darne comunicazione al Dirigente Scolastico tramite gli appositi stampati predisposti.
ART. 45 - VISITE GUIDATE E VIAGGI D'ISTRUZIONE -
Nel richiamare la C.M.P.I. n.291 del 14 Ottobre 1992 e la Circolare n°623/1996 per
l'effettuazione delle visite guidate e dei viaggi d'istruzione, si stabiliscono i seguenti criteri:
1) le visite guidate e i viaggi d'istruzione possono avere la durata di un giorno;
2) le visite guidate e i viaggi d'istruzione, possibilmente, non si effettuano in un giorno prefestivo;
3) è consentita la partecipazione dei genitori alle gite considerazione dei criteri generali educativo - didattici espressi in sede di Consiglio di Classe, Interclasse, Intersezione, e di Consiglio di Istituto.
Allo stesso modo può essere consentito che gli alunni portatori di handicap siano accompagnati dai propri genitori,
4) gli insegnanti di classe partecipano alle gite programmate e pertanto hanno diritto a percepire il compenso previsto come indennità di missione;
5) requisito indispensabile per l'effettuazione delle visite guidate e dei viaggi d'istruzione è creare le condizioni per la partecipazione della classe al completo; qualora gli insegnanti ritengano di non poter richiedere la quota di partecipazione ad uno o più alunni di disagiate condizioni familiari, è consentito l'intervento economico del Consiglio di Istituto che metterà nelle spese di bilancio di previsione relativo all'esercizio finanziario, una somma da destinare ai casi in questione; è vietato portare a conoscenza il nominativo degli alunni che hanno partecipato gratuitamente alla gita;
6) per l'effettuazione delle visite guidate e dei viaggi d'istruzione è necessario che gli insegnanti di classe, sentito il parere del Consiglio di Classe, d'Interclasse, di intersezione formulino al Dirigente Scolastico e al Consiglio di Istituto esplicita richiesta con l'indicazione dell'itinerario da percorrere, degli orari di partenza e di rientro, del mezzo usato, di ogni altra notizia utile relativa alla gita medesima e che producano la documentazione richiesta dalle citate C.M. n° 291/1992 e 623/1996
7) non potranno partecipare alla gita quegli alunni che almeno ventiquattro ore prima della gita stessa non si siano premuniti del previsto nulla - osta rilasciato dal genitore o dal responsabile dell'obbligo scolastico.
ART.46 - PARTECIPAZIONE AD ATTI DI CULTO -
La partecipazione degli alunni ad atti di culto potrà avvenire solo a seguito di specifiche deliberazioni assunte dagli organi di democrazia scolastica: Consiglio di Classe, d'Interclasse, d’Intersezione, Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto.
A quest'ultimo spetta far rientrare la partecipazione a riti e cerimonie religiose tra le manifestazioni o attività extrascolastiche (D.P.R.416/74, art.6).
In nessun caso alunni ed insegnanti potranno essere obbligati alla partecipazione.
ART.47 - MATERIALE DIVULGATIVO -
E' consentita la consegna agli alunni di materiale divulgativo dietro espressa delibera del Consiglio di Istituto che delega il Dirigente Scolastico a concedere l'autorizzazione.
Gli insegnanti sono tenuti ad attenersi a tali disposizioni.
ART. 48 - ACCESSO DI ESTRANEI ALLE AULE SCOLASTICHE -
Non è consentito l'accesso di estranei alle aule scolastiche.
Sulla base di una preventiva programmazione saranno ammessi invece esperti con il consenso degli insegnanti di classe - o classi - previa autorizzazione del Dirigente Scolastico.
T I T O L O III
ART. 49 - MODIFICHE AL REGOLAMENTO -
Ogni Consigliere, ove ne ravvisi la necessità, può proporre al Consiglio eventuali modifiche al presente Regolamento.
Le proposte di modifica si riterranno accolte quando vengono approvate dal Consiglio con il voto favorevole di almeno i 2/3 dei consiglieri in carica.
ART. 50 - RISPETTO DEL REGOLAMENTO -
Il presente Regolamento esige una scrupolosa osservanza da parte di tutte le componenti della Scuola (docenti, non docenti, genitori ed alunni).
Vai al documento originale
Il documento è reperibile qui.
La Dirigente Dott.a Patrizia Matini spiega l'importanza ed il valore aggiunto di
Infanzia e Primaria di Seggiano e Montenero d'Orcia
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Periodo di Riferimento - 2014/15
RAV Scuola - GRIC81100Q
IC "VANNINI-LAZZARETTI" C.PIANO
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1 Contesto e risorse
1.1.a Status socio economico e culturale delle famiglie degli studenti
1.1.a.1 Livello medio dell'indice ESCS
1.1.a.1 Livello medio dell'indice ESCS - Anno Scolastico 2013-2014
Istituto/Classe
Background familiare mediano
Medio - Basso
GREE81101T
GREE81102V
GREE81103X
GREE811041
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 3
1.1.b Studenti con famiglie economicamente svantaggiate
1.1.b.1 Percentuale di studenti con entrambi i genitori disoccupati
1.1.b.1 Percentuale di studenti con entrambi i genitori disoccupati Anno scolastico 2013-2014
II Classe - Primaria
Istituto/Indirizzo
Studenti svantaggiati
TOSCANA (%)
Centro (%)
ITALIA (%)
V Classe - Primaria
III Classe - Secondaria I Grado
Qual e' il contesto socio-economico di provenienza degli studenti?
Qual e' l'incidenza degli studenti con cittadinanza non italiana?
Ci sono gruppi di studenti che presentano caratteristiche particolari dal punto di vista della provenienza socio economica e culturale (es. studenti nomadi, studenti provenienti da zone particolarmente svantaggiate, ecc.)?
Opportunità (Digitare al max 1500 caratteri)
Vincoli (Digitare al max 1500 caratteri)
- il flusso migratorio all'interno delle classi favorisce
- il basso livello economico della popolazione scolastica
l'arricchimento culturale, la mediazione delle idee e dei valori,
influisce sulla progettualità didattica offerta dal territorio, ma a
lo scambio interpersonale sia affettivo che relazionale, la
flessibilità ed elasticità mentale.
- il flusso migratorio distribuito nell'intero anno scolastico
rallenta la programmazione educativa e didattica , che richiede
attività continue di accoglienza, integrazione e alfabetizzazione
basilare;
- l'utenza straniera abitualmente durante il corso dell'anno si
assenta anche per lunghi periodi, costringendo poi al recupero
che talvolta rallenta la programmazione e limita
l'approfondimento;
- spesso il basso livello di accoglienza e pacifica convivenza tra
gli adulti italiani e stranieri crea negli studenti stereotipi dannosi
al naturale processo d'integrazione interculturale.
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1.2.a Disoccupazione
1.2.a.1 Tasso di disoccupazione
1.2.a.1 Tasso di disoccupazione Anno 2014 - Fonte ISTAT
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23
1.2.b Immigrazione
1.2.b.1 Tasso di immigrazione
1.2.b.1 Tasso di immigrazione Anno 2014 - Fonte ISTAT
Il territorio offre, oltre alla progettualità messa a disposizione
Facendo riferimento all'elevato tasso percentuale
dall'Unione dei Comuni Amiata Ovest, la collaborazione con il
d'immigrazione si rilevano talvolta lacune organizzative e
CPIA di ARCIDOSSO che organizza annualmente corsi di
gestionali, oltre che finanziarie, che impediscono la completa
alfabetizzazione e intercultura per gli stranieri adulti e per i loro
soddisfazione dei bisogni.
Sono presenti inoltre varie associazioni di volontariato,
culturali, sportive e religiose che offrono importanti momenti di
aggregazione necessari all'integrazione straniera.
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1.3.a Finanziamenti all'Istituzione scolastica
1.3.a.1 Finanziamenti assegnati dallo Stato
Istituto:GRIC81100Q Entrate Per Fonti di Finanziamento e Spesa Sostenuta (IMPORTI) A.S. 2013-2014
Gestiti dal
21.972,00
46.094,00
4.831.774,00
523.638,00
5.423.478,00
Gestiti dalla
Destinati alla
29.944,00
istruzione e mensa
19.522,00
56.341,00
Istituto:GRIC81100Q Entrate Per Fonti di Finanziamento e Spesa Sostenuta (PERCENTUALI) A.S. 2013-2014
% Funzionamento
% Risorse per
% Stipendi
% Ampliamento
% Spese Pulizia
1.3.b Edilizia e rispetto delle norme sulla sicurezza
1.3.b.1 Certificazioni
Riferimento Provinciale %
Riferimento Regionale %
Riferimento Nazionale %
Situazione della scuola:
Certificazioni rilasciate parzialmente
1.3.b.2 Sicurezza edifici e superamento barriere architettoniche
Sicurezza edifici e superamento barriere architettoniche
Nessun adeguamento
Parziale adeguamento
Totale adeguamento
Diversi plessi presentano ottimi servizi di biblioteca e
- Molti dei plessi dell'Istituto presentano barriere architettoniche
strumentazioni digitali idonee a realizzare diverse progettualità
e mancano di adeguati spazi interni ed esterni che penalizzano
innovative. Ottime le opportunità economiche ricavate dalle
in parte la progettualità;
feste popolari paesane.
- Come si evidenzia dal grafico le progettualità risultano anche
vincolate dalla scarsa disponibilità economica; infatti i
finanziamenti delle famiglie, dei privati e degli enti locali sono
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1.4.a Caratteristiche degli insegnanti
1.4.a.1 Tipologia di contratto degli insegnanti
Istituto:GRIC81100Q - Tipologia di contratto degli insegnanti Anno scolastico 2014-2015
Insegnanti a tempo indeterminato
Insegnanti a tempo determinato
- Benchmark*
652.021
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1.4.a.2 Insegnanti a tempo indeterminato per fasce di eta'
Istituto:GRIC81100Q - Insegnanti a tempo indeterminato per fasce di età Anno scolastico 2014-2015
258.364
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 11
1.4.a.3 Titoli in possesso degli insegnanti a tempo indeterminato
Istituto:GRIC81100Q - Tipologia di contratto degli insegnanti Anno scolastico 2014-2015 infanzia
Quota laureati
Quota diplomati
Istituto:GRIC81100Q - Tipologia di contratto degli insegnanti Anno scolastico 2014-2015 primaria
Istituto:GRIC81100Q - Tipologia di contratto degli insegnanti Anno scolastico 2014-2015 secondaria
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1.4.a.4 Insegnanti a tempo indeterminato per anni di servizio nella scuola (stabilita')
Istituto:GRIC81100Q - Fasce Anni di Servizio degli insegnanti Anno scolastico 2014-2015
1.4.b Caratteristiche del Dirigente scolastico
1.4.b.1 Tipo di incarico del Dirigente scolastico
Tipo incarico del Dirigente scolastico - Anno Scolastico 2014-2015
Nessun incarico di
Incarico effettivo
Incarico nominale
Incarico di reggenza
Incarico di presidenza
dirigenza attivo al
1.4.b.2 Anni di esperienza come Dirigente scolastico
Anni di esperienza come Dirigente scolastico
1.4.b.3 Stabilita' del Dirigente scolastico
Stabilita' del Dirigente scolastico
L'alta percentuale di docenti con incarico a tempo indeterminato
Si osserva dai grafici una percentuale ridotta di laureati, dato
e con continuità di servizio offre la possibilità di effettuare
che fa riflettere sull'importanza della lifelong learning del
progettualità consolidate che, reiterandosi negli anni, hanno
docente come risorsa di competenze che si potrebbero
raggiunto significativi esiti formativi . Inoltre il team
aggiungere alla formazione iniziale come opportunità di crescita
consolidato e arricchito da esperienze condivise nel tempo offre
maggiori garanzie di collaborazione rendendo il lavoro meno
dispersivo e più efficace.
Gli insegnanti che hanno una maggiore continuità lavorativa
nell'istituto e che hanno effettuato corsi di formazione risultano
essere una grande risorsa per la progettualità in genere e in
particolare per quella innovativa rispetto alle metodologie
didattiche (Scuola Senza Zaino) e a quelle digitali (Azioni
Cl@assi 2.0).
La stanzialità inoltre permette una maggiore conoscenza del
territorio e di conseguenza delle possibili partnership cui
facciamo riferimento per arricchire la progettualità e il
curricolo.
Si sottolinea anche l'importanza della continuità della dirigenza
scolastica che dirige dal 1996 parte dei plessi dell'Istituzione
scolastica attuale.
Lista Indicatori Scuola - Sezione: Contesto
Risorse e competenze utili per la scuola
Estratto POF progetti alunni stranieri.pdf
Servizi e strutture offerti dalla scuola
Estratto esiti questionario genitori AVI.pdf
2 Esiti
2.1.a Esiti degli scrutini
2.1.a.1 Studenti ammessi alla classe successiva
2.1.a.1 Studenti ammessi alla classe successiva Anno scolastico 2013/14 - Primaria
% classe 1
% classe 2
% classe 3
% classe 4
% classe 5
546.233
552.562
550.434
2.1.a.1 Studenti ammessi alla classe successiva Anno scolastico 2013/14 - Media
2.1.a.2 Studenti diplomati per votazione conseguita all'esame
2.1.a.2 Studenti diplomati per votazione conseguita all'esame Anno scolastico 2013/14
Lode (%)
152.473
2.1.b Trasferimenti e abbandoni
2.1.b.1 Studenti che hanno abbandonato gli studi in corso d'anno
2.1.b.1 Studenti che hanno abbandonato gli studi in corso d'anno Anno scolastico 2013/14 - Primaria
2.1.b.1 Studenti che hanno abbandonato gli studi in corso d'anno Anno scolastico 2013/14 - Media
2.1.b.2 Studenti trasferiti - in entrata - in corso d'anno
2.1.b.2 Studenti trasferiti - in entrata - in corso d'anno Anno scolastico 2013/14 - Primaria
2.1.b.2 Studenti trasferiti - in entrata - in corso d'anno Anno scolastico 2013/14 - Media
2.1.b.3 Studenti trasferiti - in uscita - in corso d'anno
2.1.b.3 Studenti trasferiti - in uscita - in corso d'anno Anno scolastico 2013/14 - Primaria
2.1.b.3 Studenti trasferiti - in uscita - in corso d'anno Anno scolastico 2013/14 - Media
Punti di Forza (Digitare al max 1500 caratteri)
Punti di Debolezza (Digitare al max 1500 caratteri)
Gli studenti riescono a terminare l'obbligo scolastico perché il
I due abbandoni registrati nel grafico riguardano due alunni non
percorso formativo che proponiamo tiene conto delle varie
italofoni di età superiore al limite dell'obbligo, quindi
necessità che emergono e riusciamo ad attivare percorsi
demotivati alla frequenza della scuola secondaria di I grado. Il
individualizzati. Anche i criteri di valutazione adottati dalla
percorso formativo dei due ragazzi fortunatamente non si è
scuola, che sono stati condivisi dal Collegio dei Docenti, sono
interrotto in quanto si sono iscritti al CPIA locale.
finalizzati a garantire il successo formativo degli studenti.
I trasferimenti sono dovuti alle esigenze lavorative delle
La comunicazione e la collaborazione con le famiglie concorre
a comprendere i bisogni dell'alunno ed ad attivare azioni
educative motivanti ed efficaci.
La continuità tra ordini di scuola è strutturata con incontri e
materiale e permette di seguire il percorso formativo.
Criterio di qualità: La scuola garantisce il successo
formativo degli studenti.
La scuola non riesce a garantire il successo formativo per tutti
gli studenti: la scuola perde molti studenti nel passaggio da un
anno all'altro, oppure c'e' una percentuale anomala di
trasferimenti o abbandoni, oppure ci sono concentrazioni
anomale di non ammessi all'anno successivo e/o di abbandoni
in alcuni anni di corso, sezioni, plessi o indirizzi di scuola. La
distribuzione degli studenti per fasce di voto evidenzia una
concentrazione eccessiva nelle fasce piu' basse.
La scuola perde alcuni studenti nel passaggio da un anno
- Con qualche criticita'
all'altro, ci sono alcuni trasferimenti e abbandoni. La
concentrazione anomala in alcune fasce.
La scuola non perde studenti nel passaggio da un anno all'altro,
tranne singoli casi giustificati. La distribuzione degli studenti
per fasce di voto evidenzia una situazione di equilibrio.
La scuola non perde studenti nel passaggio da un anno all'altro
e accoglie studenti provenienti da altre scuole. La distribuzione
degli studenti per fasce di voto evidenzia una situazione di
equilibrio. I criteri di selezione adottati dalla scuola sono
adeguati a garantire il successo formativo degli studenti.
Il nostro istituto non perde studenti nel passaggio da un anno all'altro, (tranne che in casi isolati giustificati sopra) e accoglie studenti provenienti da altre scuole.
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2.2.a Risultati degli studenti nelle prove di italiano e matematica
2.2.a.1234 Punteggio in italiano e matematica
*Differenze nel punteggio rispetto a scuole con contesto socio-economico e culturale simile (ESCS)
Istituto: GRIC81100Q - Risultati degli studenti nelle prove di italiano e matematica
Classe/Plesso/Cla
Punt. ESCS (*)
2-Scuola primaria
GREE81101T -
GREE81102V -
GREE81103X -
GREE811041 - II
5-Scuola primaria
GREE811041 - V
8-Scuola
secondaria di I
grado - Classi
GRMM81101R
GRMM81101R -
GRMM81102T
GRMM81102T -
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 24
2.2.b Livelli di apprendimento degli studenti
2.2.b.1 Alunni collocati nei diversi livelli in italiano e in matematica
Classe/Istituto/Ra
ggruppamento
% studenti
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SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 27
2.2.c Variabilita' dei risultati fra le classi
2.2.c.1 Varianza interna alle classi e fra le classi
2.2.c.1 - Variabilità dei punteggi TRA le classi e DENTRO le classi - Italiano e Matematica - Scuola primaria - Classi seconde
Istituto/Raggruppament
TRA_ita (%)
DENTRO_ita (%)
TRA_mat (%)
DENTRO_mat (%)
o geografico
2.2.c.1 - Variabilità dei punteggi TRA le classi e DENTRO le classi - Italiano e Matematica - Scuola primaria - Classi quinte
Nonostante l'alta percentuale di alunni extracomunitari presenti
I risultati INVALSI evidenziano significative differenze tra
nell'istituto, la scuola riesce ad assicurare a tutti gli studenti il
classi parallele e plessi diversi, per cui sarà necessario rivedere
raggiungimento dei livelli essenziali di competenza. I
i criteri della formazione delle classi e momenti di condivisione
programmi di matematica sono generalmente adeguati al
e approfondimento dei percorsi educativo- didattici, in
raggiungimento dei livelli essenziali di competenza previsti
particolare fra docenti degli stessi ambiti.
dall'INVALSI.
E' necessario stabilire ed adottare un codice di comportamento
Il livello raggiunto dagli studenti nelle prove INVALSI risulta
condiviso per annullare situazioni di cheating.
affidabile, esclusa una classe in cui c'è una percentuale di
cheating molto alto.
Buoni i risultati per le prove invalsi della scuola secondaria di
1° grado dove si raggiungono superiori ad ogni altra media per
le prove d'italiano; matematica risulta sotto la media solo in
riferimento alla Toscana.
Criterio di qualità: La scuola assicura l'acquisizione dei
livelli essenziali di competenze (misurate con le prove
standardizzate nazionali) per tutti gli studenti.
Il punteggio di italiano e/o matematica della scuola alle prove
INVALSI e' inferiore rispetto a quello di scuole con
background socio-economico e culturale simile. I punteggi delle
diverse classi in italiano e/o matematica sono molto distanti e la
varianza tra classi in italiano e/o matematica e' decisamente
superiore a quella media. La quota di studenti collocata nei
livelli 1 e 2 in italiano e in matematica e' notevolmente
superiore alla media nazionale.
Il punteggio di italiano e matematica della scuola alle prove
INVALSI e' in linea con quello di scuole con background socio-
economico e culturale simile. La varianza tra classi in italiano e
in matematica e' uguale o di poco superiore a quella media, i
punteggi delle classi non si discostano molto dalla media della
scuola, anche se ci sono casi di singole classi in italiano e
matematica che si discostano in negativo. La quota di studenti
collocata nei livelli 1 e 2 in italiano e in matematica e' in linea
con la media nazionale.
INVALSI e' superiore a quello di scuole con background socio-
matematica e' in linea o di poco inferiore a quella media, i
punteggi delle classi non si discostano dalla media della scuola
oppure in alcune classi si discostano in positivo. La quota di
studenti collocata nei livelli 1 e 2 in italiano e in matematica e'
inferiore alla media nazionale.
economico e culturale simile ed e' superiore alla media
nazionale. La varianza tra classi in italiano e matematica e'
inferiore a quella media. I punteggi delle diverse classi in
italiano e matematica non si discostano dalla media della
scuola. La quota di studenti collocata nei livelli 1 e 2 in italiano
e in matematica e' decisamente inferiore alla media nazionale.
I punteggi d'italiano e matematica alle prove Invalsi sono superiori in media, salvo un'eccezione, a quelli delle scuole con lo stesso background; la varianza tra classi, sia in italiano che in matematica, è nella media, con alcune eccezioni di poco inferiori; i punteggi delle classi sono nella media della scuola, salvo alcuni leggermente negativi ed altri invece molto positivi. La quota di studenti collocati nei primi due livelli, sia in italiano che in matematica, relativa alla percentuale è inferiore, e raramente pari, rispetto alla media.
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 29
Già da diversi anni il nostro Istituto aveva predisposto per gli
Non abbiamo predisposto ancora questionari, rubriche
anni ponte una certificazione di competenze elaborate da una
valutative, griglie di osservazione che permettano di valutare gli
commissione di lavoro interna. Da questo anno scolastico le
alunni con maggiore chiarezza e completezza in merito alle
stesse classi partecipano alla sperimentazione ministeriale che
competenze chiave e di cittadinanza.
ha fornito il documento con le competenze chiave e di
Dal prossimo anno scolastico questi documenti saranno parte
cittadinanza. La scuola valuta queste competenze
integrante del curricolo verticale per abilità, conoscenze e
principalmente attraverso l'osservazione del comportamento sia
competenze elaborato in questi mesi.
nell'ambito scolastico che extra- scolastico.
In tutti i plessi dell'Istituto, in particolare nei plessi che seguono
il progetto Senza Zaino, vengono predisposte attività didattiche
mirate al raggiungimento delle competenze chiave e di
cittadinanza come il cooperative learning, il tutoring, il
Criterio di qualità: La scuola assicura l'acquisizione delle
competenze chiave e di cittadinanza degli studenti.
Il livello delle competenze chiave e di cittadinanza raggiunto
dagli studenti non e' soddisfacente; nella maggior parte delle
classi le competenze sociali e civiche sono scarsamente
sviluppate (collaborazione tra pari, responsabilita' e rispetto
delle regole). La maggior parte degli studenti non raggiunge
una adeguata autonomia nell'organizzazione dello studio e
nell'autoregolazione dell'apprendimento. La scuola non adotta
modalita' comuni per la valutazione delle competenze chiave e
di cittadinanza degli studenti.
3 - Con qualche criticita'
dagli studenti e' accettabile; sono presenti alcune situazioni
(classi, plessi, ecc.) nelle quali le competenze sociali e civiche
sono scarsamente sviluppate (collaborazione tra pari,
responsabilita' e rispetto delle regole). In generale gli studenti
raggiungono una sufficiente autonomia nell'organizzazione
dello studio e nell'autoregolazione dell'apprendimento, ma
alcuni studenti non raggiungono una adeguata autonomia. La
scuola adotta criteri comuni per la valutazione del
comportamento, ma non utilizza strumenti per valutare il
raggiungimento delle competenze chiave e di cittadinanza degli
dagli studenti e' buono; le competenze sociali e civiche sono
adeguatamente sviluppate (collaborazione tra pari,
responsabilita' e rispetto delle regole). La maggior parte degli
studenti raggiunge una adeguata autonomia nell'organizzazione
dello studio e nell'autoregolazione dell'apprendimento. Non
sono presenti concentrazioni anomale di comportamenti
problematici in specifiche sezioni, plessi, indirizzi di scuola. La
comportamento e utilizza almeno uno strumento per valutare il
dagli studenti e' elevato; in tutte le classi le competenze sociali
e civiche sono adeguatamente sviluppate (collaborazione tra
pari, responsabilita' e rispetto delle regole) e in alcune classi
raggiungono un livello ottimale. La maggior parte degli studenti
raggiunge una adeguata autonomia nell'organizzazione dello
studio e nell'autoregolazione dell'apprendimento e una parte di
essi raggiunge livelli eccellenti. Non sono presenti
concentrazioni anomale di comportamenti problematici in
specifiche sezioni, plessi, indirizzi di scuola. La scuola adotta
criteri comuni per la valutazione del comportamento e utilizza
piu' strumenti per valutare il raggiungimento delle competenze
chiave e di cittadinanza degli studenti.
Il nostro Istituto da molti anni lavora e progetta in base alle competenze chiave di cittadinanza con commissioni incentivate dal FIS e con documenti nati da esigenze specifiche emerse nelle classi e poi condivise da tutti, anche se devono ancora essere predisposti strumenti che garantiscano una migliore osservazione delle competenze e che portino all'elaborazione di un fascicolo sul profilo dello studente.
2.4.c Successo negli studi secondari di II grado
2.4.c.1 Consiglio orientativo per tipologia
% Artistica
% Professionale
% Scientifica
% Tecnica
% Umanistica
% Linguistica
% Apprendistato
% Qualsiasi Area
2.4.c.2 Corrispondenza tra consiglio orientativo e scelta effettuata
Consigli Corrispondenti
Consigli non Corrispondenti
450.107
2.4.c.3 Promossi al I anno che hanno seguito il consiglio orientativo
Promossi che hanno seguito il Consiglio
Promossi che non hanno seguito il Consiglio
276.676
Gli esiti degli studenti usciti dalla scuola primaria al termine del
E' importante sottolineare che l'elevato numero di precari nella
primo anno di scuola secondaria di I grado corrispondono alle
scuola naturalmente non favorisce la progettualità
sull'orientamento che si sostanzia nella continuità operativa e
Gli studenti che hanno seguito il consiglio orientativo nella
professionale dei docenti che riescono a seguire i propri alunni
secondaria di 1° sono in percentuale minore rispetto alla media,
durante tutto il percorso formativo nei vari ordini di scuole.
ma il loro successo formativo, dopo il primo anno di superiori, è
Nell'Istituto sarà necessario predisporre e condividere un
documento personalizzato dello studente che certifichi le
I risultati degli studenti nel percorso successivo sono ottimi
competenze in modo tale da evidenziare i punti di forza relativi
quando hanno seguito il consiglio orientativo e più che buoni
alle inclinazioni e attitudini, che accompagni l'alunno nella sua
quando il consiglio non è stato seguito.
crescita formativa.
Dal prossimo anno scolastico l'istituto ha organizzato con il
polo dell'Istituto superiore degli incontri tra docenti e alunni
con attività di laboratorio, di comunicazione organizzata, di
interazione didattica, di passaggi informativi, al fine di favorire
la continuità educativa ed orientare l'alunno verso le scelte
future, con particolare attenzione agli alunni BES.
Criterio di qualità: La scuola favorisce il successo degli
studenti nei successivi percorsi di studio e di lavoro.
Per le scuole del I ciclo - La scuola non monitora i risultati a
distanza degli studenti oppure i risultati degli studenti nel
successivo percorso di studio non sono soddisfacenti: una quota
consistente di studenti o specifiche tipologie di studenti incontra
difficolta' di apprendimento (non sono ammessi alla classe
successiva, hanno debiti formativi o cambiano l'indirizzo di
studio) e/o abbandona gli studi nel percorso successivo. Per le
scuole del II ciclo - La scuola non monitora i risultati degli
studenti nei successivi percorsi di studio e di avviamento al
mondo del lavoro (stage, formazione non universitaria, ecc.) e il
loro inserimento nel mercato del lavoro. Il numero di
immatricolati all'universita' e' inferiore a quello medio
provinciale e regionale. I risultati raggiunti dagli studenti
immatricolati all'universita' sono molto bassi (la mediana dei
crediti conseguiti all'universita' dai diplomati dopo 1 e 2 anni e'
inferiore a 20 su 60).
Per le scuole del I ciclo - I risultati degli studenti nel successivo
percorso di studio sono sufficienti: diversi studenti incontrano
studio) e/o abbandonano gli studi nel percorso successivo. Per
le scuole del II ciclo - La scuola non raccoglie in modo
sistematico informazioni sui risultati degli studenti nei
successivi percorsi di studio e di avviamento al mondo del
lavoro (stage, formazione non universitaria, ecc.) e il loro
inserimento nel mercato del lavoro. Il numero di immatricolati
all'universita' e' nella media o di poco inferiore alla media
immatricolati all'universita' sono mediocri (la mediana dei
crediti conseguiti dai diplomati dopo 1 e 2 anni di universita' e'
compresa tra 20 e 30 su 60).
percorso di studio sono buoni: pochi studenti incontrano
studio) e il numero di abbandoni nel percorso di studi
successivo e' molto contenuto. Per le scuole del II ciclo - La
scuola monitora in maniera sistematica i risultati degli studenti
nei successivi percorsi di studio e di avviamento al mondo del
all'universita' e' superiore alla media provinciale e regionale. I
risultati raggiunti dagli studenti immatricolati all'universita'
sono buoni (la mediana dei crediti conseguiti dai diplomati
dopo 1 e 2 di universita' anni e' almeno 30 su 60).
Per le scuole del I ciclo - I risultati degli studenti nel percorso
successivo di studio sono molto positivi: in rari casi gli studenti
incontrano difficolta' di apprendimento (non sono ammessi alla
classe successiva, hanno debiti formativi o cambiano l'indirizzo
di studio) e non ci sono episodi di abbandono degli studi nel
percorso successivo. Per le scuole del II ciclo - La scuola
monitora in maniera sistematica i risultati degli studenti nei
sono molto positivi (la mediana dei crediti conseguiti dai
diplomati dopo 1 e 2 anni di universita' e' superiore a 40 su 60).
Da molti anni l'Istituto si occupa di continuità ed orientamento al fine di rendere lineare e armonioso il percorso formativo degli alunni predisponendo azioni e strategie efficaci.
Lista Indicatori Scuola - Sezione: Esiti
Valutazione Finale 2014.pdf
Proposta linee programmatiche su azioni
comuni e percorsi di continuità tra la scuola
secondaria di I e di II grado
secondaria di 2.pdf
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 36
3.1.a Curricolo
3.1.a.1 Presenza degli aspetti relativi all'elaborazione del curricolo-PRIMARIA
Presenza degli aspetti relativi all'elaborazione del curricolo-PRIMARIA
Basso grado di presenza
Medio - basso grado di
Medio - alto grado di presenza
Alto grado di presenza
3.1.a.1 Presenza degli aspetti relativi all'elaborazione del curricolo-SECONDARIA
Presenza degli aspetti relativi all'elaborazione del curricolo-SECONDARIA
3.1.a.2 Aspetti del curricolo presenti-PRIMARIA
Istituto:GRIC81100Q - Aspetti del curricolo presenti-PRIMARIA
Riferimento Provinciale
Riferimento Regionale
Riferimento Nazionale
scuole in cui sono presenti gli
aspetti seguenti)
Curricolo di scuola per
Curricolo di scuola per la
Curricolo di scuola per altre
Curricolo per lo sviluppo delle
Profilo delle competenze da
possedere in uscita dalla
Quota del monte ore annuale
discipline e attivita'
autonomamente scelte dalla
3.1.a.2 Aspetti del curricolo presenti-SECONDARIA
Istituto:GRIC81100Q - Aspetti del curricolo presenti-SECONDARIA
Il nostro Istituto da molti anni utilizza per programmare il
Come emerso dai risultati del questionario insegnanti, non tutti i
curricolo verticale d'Istituto e certifica le competenze in base a
docenti utilizzano appieno, per la loro programmazione
questo documento. Questo curricolo risponde ai bisogni
annuale, il curricolo verticale predisposto dall'Istituto. Il dato
formativi degli studenti e alle attese educative e formative del
negativo probabilmente è in parte imputabile alla non stanzialità
contesto locale (competenze trasversali e progettualità relativa
e precarietà di alcuni docenti che faticano ad entrare nelle
alla conoscenza del territorio e delle sue risorse).
dinamiche strutturali dell'istituzione scolastica.
Dal prossimo anno scolastico l'Istituto adotterà un curricolo
verticale definito per abilità, conoscenze e competenze, secondo
dipartimenti disciplinari, in armonia con quanto indicato dalle
fonti di legittimazione (Raccomandazione del Parlamento
europeo 2006, Indicazioni Nazionali per il curricolo 2012).
Le attività di ampliamento dell'offerta formativa sono progettate
in raccordo con il curricolo d'Istituto perché aderenti alla realtà
territoriale e agli obiettivi formativi INCONTRO, IDENTITA',
APPARTENENZA, presenti nel POF.
3.1.c Progettazione didattica
3.1.c.1 Presenza degli aspetti relativi alla progettazione didattica -PRIMARIA
Presenza degli aspetti relativi alla progettazione didattica -PRIMARIA
Medio-alto grado di presenza
3.1.c.1 Presenza degli aspetti relativi alla progettazione didattica -SECONDARIA
Presenza degli aspetti relativi alla progettazione didattica -SECONDARIA
3.1.c.2 Aspetti del curricolo sulla progettazione didattica presenti-PRIMARIA
Istituto:GRIC81100Q - Aspetti del curricolo sulla progettazione didattica presenti-PRIMARIA
Utilizzo di modelli comuni a
tutta la scuola per la
Progettazione di itinerari
comuni per specifici gruppi di
Programmazione per classi
Programmazione per
dipartimenti disciplinari o per
Programmazione in continuita'
Definizione di criteri di
valutazione comuni per le
Progettazione di moduli o
unita' didattiche per il
recupero delle competenze
3.1.c.2 Aspetti del curricolo sulla progettazione didattica presenti-SECONDARIA
Istituto:GRIC81100Q - Aspetti del curricolo sulla progettazione didattica presenti-SECONDARIA
L'Istituto utilizza modelli comuni per la progettazione didattica
Nell'Istituto si effettua una programmazione per ambiti
(curricolo verticale). Si progettano itinerari comuni per specifici
disciplinari per classi parallele, ma non viene fatta una
gruppi di studenti (progetto per aree a forte flusso immigratorio,
programmazione periodica comune a tutti gli insegnanti dello
percorsi alunni BES, DSA e diversamente abili, gruppi di
stesso dipartimento. Questo è dovuto al fatto che l'istituto è di
recupero e approfondimento per livelli). Tutti gli insegnanti
recente istituzione e comprensivo di molti plessi; il processo di
dell'Istituto progettano per classi parallele da molti anni.
uniformità di progettazione didattica, di coordinamento, di
Avendo un curricolo verticale, viene redatta e condivisa anche
intenti e strutturale è in fase di elaborazione e organizzazione.
una programmazione in continuità verticale e vengono adottati
La scuola secondaria di I grado non aveva, prima di questo
criteri comuni di valutazione anche per le diverse discipline
anno scolastico, una programmazione in continuità verticale
(griglia dei criteri di valutazione). Nella loro progettazione gli
con la scuola secondaria di II grado, ma da questo anno è stato
insegnanti prevedono percorsi di recupero delle competenze
elaborato un progetto che prevede la realizzazione di più
laddove si renda necessario progettando percorsi
strategie atte a favorire un corretto e completo
individualizzati e/o semplificati.
accompagnamento degli studenti BES nel loro percorso di studi.
La progettazione è carente di piani di potenziamento delle
competenze perché, al momento più incentrata su un lavoro di
3.1.d Presenza di prove strutturate per classi parallele
3.1.d.1 Prove strutturate in entrata-PRIMARIA
Prove strutturate in entrata-PRIMARIA
Prove svolte in 1 o 2
Prove svolte in 3 o più
Prove svolte in 3 o piu' discipline
3.1.d.1 Prove strutturate in entrata-SECONDARIA
Prove strutturate in entrata-SECONDARIA
Prove svolte in 1 o 2 discipline
3.1.d.2 Prove strutturate intermedie-PRIMARIA
Prove strutturate intermedie-PRIMARIA
3.1.d.2 Prove strutturate intermedie-SECONDARIA
Prove strutturate intermedie-SECONDARIA
3.1.d.3 Prove strutturate finali-PRIMARIA
Prove strutturate finali-PRIMARIA
3.1.d.3 Prove strutturate finali-SECONDARIA
Prove strutturate finali-SECONDARIA
Nell'Istituto vengono valutate abilità, conoscenze e competenze
Le prove di valutazione autentica devono essere formalizzate e
previste dal curricolo. I criteri di valutazione, come già
condivise da tutti gli insegnanti, mentre le rubriche valutative
specificato nel punto 3.1.c, sono comuni e condivisi. Gli
dovranno essere strutturate e adottate. Essendo l'Istituto di
insegnanti di tutte le discipline predispongono e propongono
recente formazione, alcuni aspetti della valutazione devono
prove strutturate per classi parallele, usando criteri comuni di
ancora essere analizzati e strutturati anche alle luce delle nuove
valutazione. Prove di valutazione autentica vengono predisposte
in maniera non formalizzata. Gli insegnanti realizzano
interventi didattici specifici a seconda dei risultati elle verifiche
Criterio di qualità: La scuola propone un curricolo aderente
alle esigenze del contesto, progetta attivita' didattiche
coerenti con il curricolo, valuta gli studenti utilizzando
criteri e strumenti condivisi.
La scuola non ha elaborato un proprio curricolo, oppure si e'
limitata a riportare nel POF i criteri presenti nei documenti
ministeriali di riferimento senza rielaborarli. Non sono stati
definiti profili di competenze che gli studenti dovrebbero
acquisire nelle varie discipline. Le attivita' di ampliamento
dell'offerta formativa non sono presenti, oppure sono presenti
ma non sono coerenti con il progetto formativo di scuola e gli
obiettivi e le abilita'/competenze da raggiungere non sono
definiti in modo chiaro. Non sono definiti obiettivi di
apprendimento comuni per classi parallele o per ambiti
disciplinari. Non sono utilizzati criteri di valutazione e
strumenti di valutazione comuni, oppure i criteri di valutazione
e gli strumenti di valutazione comuni sono utilizzati solo da
pochi insegnanti o per poche discipline.
La scuola ha definito alcuni aspetti del proprio curricolo,
rimandando per gli altri aspetti a quanto previsto nei documenti
ministeriali di riferimento. La definizione dei profili di
competenza per le varie discipline e anni di corso e' da
sviluppare in modo piu' approfondito. Le attivita' di
ampliamento dell'offerta formativa sono per lo piu' coerenti con
il progetto formativo di scuola. La definizione degli obiettivi e
delle abilita'/competenze da raggiungere deve essere migliorata.
Ci sono referenti per la progettazione didattica e/o la
valutazione degli studenti e dipartimenti disciplinari, anche se il
personale interno e' coinvolto in misura limitata. La
progettazione didattica periodica viene condivisa da un numero
limitato di docenti. I docenti fanno riferimento a criteri di
valutazione comuni definiti a livello di scuola, anche se solo in
alcuni casi utilizzano prove standardizzate comuni per la
valutazione. La progettazione di interventi specifici a seguito
della valutazione degli studenti non viene effettuata in maniera
La scuola ha elaborato un proprio curricolo a partire dai
documenti ministeriali di riferimento. Sono stati definiti i profili
di competenze per le varie discipline e anni di corso. Le attivita'
di ampliamento dell'offerta formativa sono inserite nel progetto
educativo di scuola. Gli obiettivi e le abilita'/competenze da
raggiungere con queste attivita' sono definiti in modo chiaro.
Nella scuola sono presenti referenti e/o gruppi di lavoro sulla
progettazione didattica e/o la valutazione degli studenti e
dipartimenti disciplinari cui partecipa un buon numero di
insegnanti. La progettazione didattica periodica viene effettuata
in modo condiviso per ambiti disciplinari e coinvolge un buon
numero di docenti di varie discipline e di piu' indirizzi e ordini
di scuola. La scuola utilizza forme di certificazione delle
competenze. I docenti utilizzano regolarmente alcuni strumenti
comuni per la valutazione e hanno momenti di incontro per
condividere i risultati della valutazione. La progettazione di
interventi specifici a seguito della valutazione degli studenti e'
una pratica frequente ma andrebbe migliorata.
documenti ministeriali di riferimento, declinando le competenze
disciplinari e trasversali per i diversi anni di corso, che gli
insegnanti utilizzano come strumento di lavoro per la
programmazione delle attivita' didattiche. Il curricolo si
sviluppa a partire dalle caratteristiche del contesto e dei bisogni
formativi della specifica utenza. Le attivita' di ampliamento
dell'offerta formativa sono bene integrate nel progetto educativo
di istituto. Tutte le attivita' presentano una definizione molto
chiara degli obiettivi e delle abilita'/competenze da raggiungere.
dipartimenti disciplinari; i docenti sono coinvolti in maniera
diffusa. Gli insegnanti condividono obiettivi di apprendimento
specifici ed effettuano sistematicamente una progettazione
didattica condivisa. La scuola utilizza forme di certificazione
delle competenze. I docenti utilizzano criteri di valutazione
comuni e usano strumenti diversificati per la valutazione degli
studenti (prove strutturate, rubriche di valutazione, ecc.).
L'utilizzo di prove strutturate comuni e' sistematico e riguarda
la maggior parte degli ambiti disciplinari e tutti gli
indirizzi/ordini di scuola. I docenti regolarmente si incontrano
per riflettere sui risultati degli studenti. C'e' una forte relazione
tra le attivita' di programmazione e quelle di valutazione degli
studenti. I risultati della valutazione degli studenti sono usati in
modo sistematico per ri?orientare la programmazione e
progettare interventi didattici mirati.
L'istituto ha definito ed utilizzato alcuni aspetti del proprio curricolo. Dal prossimo anno scolastico verrà adottato nel suo complesso da tutti i docenti. Le attività di ampliamento dell'offerta formativa sono inserite nel progetto educativo della scuola e sono coerenti con la vision e con la mission dell'Istituto. Le modalità di valutazione devono essere formalizzate e strutturate in modo tale da rispondere maggiormente agli obiettivi del curricolo. La scuola da questo anno scolastico partecipa alla sperimentazione proposta dal ministero sulla certificazione delle competenze.
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 45
Subarea: Dimensione organizzativa
3.2.a Durata delle lezioni
3.2.a.1 Modalita' orarie adottate per la durata delle lezioni-PRIMARIA
Modalita' orarie adottate per la durata delle lezioni-PRIMARIA
3.2.a.1 Modalita' orarie adottate per la durata delle lezioni-SECONDARIA
Modalita' orarie adottate per la durata delle lezioni-SECONDARIA
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 46
3.2.b Organizzazione oraria
3.2.b.1 Modalita' orarie per l'ampliamento dell'offerta formativa-PRIMARIA
Istituto:GRIC81100Q - Modalita' orarie per l'ampliamento dell'offerta formativa-PRIMARIA
(% di
scuole che hanno indicato la
modalità)
In orario extra-curricolare
In orario curricolare, nelle ore
In orario curricolare, facendo
ore non di 60 min.
In orario curricolare,
utilizzando il 20% del
Sono attivita' non previste per
questo a.s.
3.2.b.1 Modalita' orarie per l'ampliamento dell'offerta formativa-SECONDARIA
Istituto:GRIC81100Q - Modalita' orarie per l'ampliamento dell'offerta formativa-SECONDARIA
3.2.b.2 Modalita' orarie per interventi di recupero, consolidamento, potenziamento-PRIMARIA
Istituto:GRIC81100Q - Modalita' orarie per interventi di recupero, consolidamento, potenziamento-PRIMARIA
3.2.b.2 Modalita' orarie per interventi di recupero, consolidamento, potenziamento-SECONDARIA
Istituto:GRIC81100Q - Modalita' orarie per interventi di recupero, consolidamento, potenziamento-SECONDARIA
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 48
Nella scuola dell'Infanzia è presente un laboratorio in verticale che coinvolge tutti i bambini delle tre sezioni con attività di lettura, manipolazione, attività grafico- pittoriche, drammatizzazione. I bambini vi sperimentano esperienze di tutoring, creatività e socializzazione. Nei plessi della Primaria sono attivi laboratori di informatica, biblioteche e aule laboratorio di arte e immagine. Due classi della scuola primaria di Castel del Piano sono classi 2.0 e hanno aderito al Movimento delle Avanguardie Educative promosso dall'Indire. Anche il plesso della Primaria di Arcidosso dal prossimo anno scolastico sarà Scuola Digitale e ha anch'essa aderito al Movimento delle Avanguardie Educative. I plessi di Seggiano e Montenero seguono il Percorso Senza Zaino. La scuola Secondaria di I grado ha un corso a indirizzo musicale e prevede ore di insegnamento individualizzate per ogni alunno. L'Istituto da diversi anni partecipa al progetto "Aree a rischio e a forte processo immigratorio", con orario curricolare nella scuola dell'Infanzia e Primaria, e extra- curricolare per la Secondaria di I grado. Questi progetti innovativi sono stati messi in campo al fine di gestire il tempo scuola in modo maggiormente originale e creativo a supporto di un apprendimento più completo. L'Istituto ha diversificato l'offerta formativa dei vari plessi per permettere a genitori e studenti di poter scegliere il percorso in base a inclinazioni, attitudini e preferenze.
Per l'attivazione di questi percorsi vengono individuate figure di coordinamento, ma in modo poco organizzato rispetto alla gestione delle varie funzioni, che spesso comportano carichi di lavoro importanti e che non hanno un riconoscimento economico e di merito. C'è poca ergonomia delle risorse umane: dispersione di incarichi, scarsa comunicazione, carenza di documentazione. I supporti didattici sono insufficientemente manutentati a causa della mancanza di risorse economiche che limitano anche l'acquisto di materiali per attività laboratoriali. La cura dei materiali è troppo spesso occasionale e lasciata alla buona volontà dei singoli insegnanti, talvolta supportati dai genitori, da insegnanti in pensione o da chiunque abbia a cuore il buon funzionamento della scuola. Gli insegnanti predispongono attività di recupero, consolidamento e potenziamento solo in orario curricolare.
L'ISTITUTO HA PERMESSO AGLI INSEGNANTI DI
NON TUTTE LE CLASSI ANCHE DEI PLESSI CHE
EFFETTUARE CORSI DI FORMAZIONE ED
HANNO ADERITO SEMBRANO MOTIVATE A
AGGIORNAMENTO PROPEDEUTICI ALL'
SVILUPPARE QUESTE INNOVAZIONI;
UTILIZZAZIONE DELLE METODOLOGIE DIDATTICHE
MOLTE STRUTTURE NON RISULTANO COMUNQUE
INNOVATIVE RELATIVE SIA LLA REALIZZAZIONE DEL
IDONEE AD ACCOGLIERE NUOVE METODOLOGIE CHE
PERCORSO SCOLASTICO SENZA ZAINO, SIA ALLA
RICHIEDONO ADATTAMENTI STRUTTURALI E
PROGETTUALITA' DIGITALE DELL'AZIONE CLASSE 2.0.
STRUMENTALI SPECIFICI, OLTRE A QUELLI
LE SCUOLE CHE ADOTTANO TALI INNOVAZIONI
NATURALMENTE INTELLETTUALI E PROFESSIONALI
SONO STATE ARREDATE E STRUMENTALIZZATE
SI AGGIUNGE CHE DAL PROSSIMO ANNO
SCOLASTICO IL PERCORSO DIGITALE VERRA' ESTESO
A PIU' PLESSI; NELLA SCUOLA PRIMARIA DI
ARCIDOSSO ADERIRA' INOLTRE AL MOVIMENTO
DELL'AVANGUARDIE EDUCATIVE, COME GIA'
INTRAPRESO DALLA PRIMARIA DI CASTEL DEL
TALI INNOVAZIONI INFLUISCONO POSITIVAMENTE
SULLA DIDATTICA GENERALE DELL'ISTITUTO
PERMEANDO PER CONTAGIO LE METODOLOGIE DI
OGNI PLESSO, COMPRESI DUNQUE QUELLI CHE NON
LE HANNO ANCORA ADOTTATE.
SNV - Scuola: GRIC81100Q prodotto il :19/12/2015 13:06:23 pagina 49
3.2.d Episodi problematici
3.2.d.1 Azioni per contrastare episodi problematici-PRIMARIA - Atti Di Vandalismo
Istituto:GRIC81100Q % - Azioni per contrastare episodi problematici-PRIMARIA - Atti Di Vandalismo
GRIC81100Q %
Nessun episodio
Azioni interlocutorie
Azioni sanzionatorie
3.2.d.1 Azioni per contrastare episodi problematici-PRIMARIA - Furti
Istituto:GRIC81100Q % - Azioni per contrastare episodi problematici-PRIMARIA - Furti
3.2.d.1 Azioni per contrastare episodi problematici-PRIMARIA - Comportamenti Violenti
Istituto:GRIC81100Q % - Azioni per contrastare episodi problematici-PRIMARIA - Comportamenti Violenti
3.2.d.1 Azioni per contrastare episodi problematici-PRIMARIA - Altre Attivita' Non Consentite
Istituto:GRIC81100Q % - Azioni per contrastare episodi problematici-PRIMARIA - Altre Attivita' Non Consentite
3.2.d.1 Azioni per contrastare episodi problematici-SECONDARIA - Atti Di Vandalismo
Istituto:GRIC81100Q % - Azioni per contrastare episodi problematici-SECONDARIA - Atti Di Vandalismo
3.2.d.1 Azioni per contrastare episodi problematici-SECONDARIA - Furti
Istituto:GRIC81100Q % - Azioni per contrastare episodi problematici-SECONDARIA - Furti
3.2.d.1 Azioni per contrastare episodi problematici-SECONDARIA - Comportamenti Violenti
Istituto:GRIC81100Q % - Azioni per contrastare episodi problematici-SECONDARIA - Comportamenti Violenti
3.2.d.1 Azioni per contrastare episodi problematici-SECONDARIA - Altre Attivita' Non Consentite
Istituto:GRIC81100Q % - Azioni per contrastare episodi problematici-SECONDARIA - Altre Attivita' Non Consentite
3.2.d.2 Studenti sospesi per anno di corso-SECONDARIA
Istituto:GRIC81100Q % - Studenti sospesi per anno di corso-SECONDARIA
Percentuale di studenti sospesi
- 1° anno
- 2° anno
- 3° anno
L'Istituto possiede il documento "Statuto degli studenti e delle
Nonostante tutte le strategie messe in campo, talvolta, l'Istituto
studentesse" che regola i rapporti degli alunni della scuola
è costretto a ricorrere ad azioni sanzionatorie. Laddove le
secondaria di I grado e il "Regolamento d'Istituto". Nei tre
famiglie collaborano con l'istituzione scolastica le strategie
gradi dell'istruzione viene molto curata la promozione delle
educative di recupero risultano più efficaci, in caso contrario le
competenze sociali e relazionali: Infanzia: rispetto delle regole
azioni possono risultare meno risolutive.
attraverso il gioco, la cooperazione attraverso i lavori in piccoli
Difficoltà dovute alla carenza di strutture adeguate, di fondi e di
e grandi gruppi, la collaborazione per il raggiungimento di un
personale, in particolare ATA che, talvolta, rendono difficile
fine comune, rispetto di se stessi, degli altri e degli spazi
l'attuazione di azioni e strategie.