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Timestamp: 2019-09-17 23:53:48+00:00
Document Index: 99671538

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2087', 'art. 2059', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 48', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 15749/2002
L'iscrizione in bilancio di una posta di debito imputata a ferie non godute da parte di un dirigente e sufficiente a giustificare un'indennità a favore di quest'ultimo, a nulla rilevando il fatto che i dirigenti abbiano il potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza del datore di lavoro. È configurabile alla stregua di illecito risarcibile il comportamento del datore di lavoro che si traduca in disposizioni gerarchiche rivolte al dipendente al fine di indurlo ad atti contrari alla legge, potendo integrare tale comportamento una violazione del dovere di tutelare la personalità morale del prestatore di lavoro, imposta al datore di lavoro dall'art. 2087 del codice civile Tale profilo, riconducibile al fenomeno del mobbing, non deve essere confuso con la risarcibilità del danno morale ai sensi dell'art. 2059 del codice civile e 185 del codice penale, essendo la prima una responsabilità di natura contrattuale mentre la seconda extracontrattuale e presupponente l'esistenza di un reato. II rifiuto esplicito, da parte di un dipendente, all'iscrizione di voci di bilancio a causa di dubbi circa la loro regolarità da un punto di vista contabile e fiscale non rappresenta una mancanza di collaborazione tale da originare un venir meno del vincolo fiduciario e quindi la configurabilità di una giusta causa di licenziamento, mancando anche l'elemento tipico della cosiddetta "giustificatezza" che si traduce in assenza di arbitrarietà ed e assoggettata ai limiti generali di buona fede e correttezza e ai divieti generali di discriminazione e abuso di diritto.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 14582/2002
Incarichi di guardia medica: utilizzo ad esaurimento di medici già in servizio.
In tema di conferimento di incarichi di guardia medica, l'art. 8, comma 1 bis del decreto legislativo n. 502/92 (nel testo modificato dall'art. 9 d.lgs. n. 517/93), secondo il quale devono essere utilizzati “ad esaurimento” i medici addetti ad una certa epoca alle attività di guardia medica e di medicina dei servizi, va inteso nel senso che a decorrere dal 30 dicembre 1993, data di entrata in vigore del decreto 517, non è consentito non solo il conferimento di nuovi incarichi, ma anche l'utilizzazione di personale diverso da quello già addetto alla stessa data all'espletamento dell'attività in questione, per il quale soltanto valgono le convenzioni stipulate in sensi dell'art. 48, L. 833/1978. (Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in contrasto con norma imperativa, aveva ritenuto sufficiente il conferimento dell'incarico prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo citato, senza considerare che si trattava di nuovo incarico da eseguirsi a partire dal 31 dicembre 1993).
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 13331/2002
L'art. 13 della legge n. 498 del 1992 (modificato dal d.l. n. 9 del 1993, convertito nella legge n. 67 del 1993), che prevede che i contratti d'opera o per prestazioni professionali a carattere individuale stipulati dalle istituzioni sanitarie operanti nel S.s.n. sono sottratti agli obblighi derivanti dalle leggi in materia di previdenza e assistenza, non ponendo in essere rapporti di subordinazione, non preclude l'accertamento giurisdizionale di una situazione reale di svolgimento del rapporto caratterizzata dalla subordinazione, in contrasto con il contenuto formale del contratto, potendo peraltro solo in relazione a tale opzione ermeneutica affermarsi la legittimità costituzionale del citato art. 13 (v. Corte cost. sent. n. 115 del 1994).