Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2917-del-03-02-2017
Timestamp: 2020-04-08 06:04:18+00:00
Document Index: 8206418

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Sentenza Cassazione Civile n. 2917 del 03/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2917 del 03/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/02/2017, (ud. 01/12/2016, dep.03/02/2017), n. 2917
sul ricorso 29761/2015 proposto da:
INVESTMENT SAS, P.L., EQUITALIA TRENTINO ALTO ADIGE – SUDTIROL
avverso la sentenza n. 38/02/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di TRENTO del 9/03/2015, depositata l’11/05/2015;
dell’01/12/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ENRICO N1ANZON.
“Con sentenza in data 9 marzo 2015 la Commissione tributaria di secondo grado di Trento parzialmente riformava la sentenza n. 63/1/12 della Commissione tributaria di primo grado della medesima città, dichiarando inammissibile uno dei ricorsi proposti da Investment sas di P. L. &amp; C. e da P.L. contro uno degli svariati atti impositivi impugnati e dichiarando altresì inammissibile l’appello incidentale dei contribuenti.
I contribuenti ed Equitalia Trentino Alto Adige – Sudtirol spa non si sono costituiti.
Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 – la ricorrente lamenta la nullità della sentenza per totale assenza di motivazione quale prevista e disciplinata dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 61, art. 36, comma 2, n. 4, artt. 132, 112 c.p.c., art. 111 Cost..
Tutta la sentenza impugnata risulta invero ai limiti della stessa comprensibilità, a partire dalla ricostruzione ed illustrazione dell’oggetto, plurimo, della controversia.
E’ peraltro proprio nella parte motivazionale che la sentenza stessa evidenzia la maggiore e più radicalmente invalidante carenza, essendo costituita da affermazioni meramente assertive, al contempo del tutto prive di chiarezza e di supporto logico argomentativo.
Tale vizio motivazionale si palesa in ordine ad ogni punto della decisione ed in particolare con riguardo alla affermazione della carenza di interesse dell’appellante principale, non essendone in alcun modo spiegatane la ragione; alla questione della determinazione dell’entità delle sanzioni irrogate, risultando il punto incomprensibile; al rilevato difetto di interesse dell’appellante Agenzia delle entrate, ufficio locale, rispetto alla questione del difetto di legittimazione passiva dell’Agente della riscossione; alla determinazione delle sanzioni IVA, anch’esso incomprensibile.
In buona sostanza si tratta di una ipotesi pressochè scolastica di “motivazione apparente”, poichè effettivamente non resa, sicchè non risulta quali siano state le rationes decidendi che basano la decisione impugnata e ciò assorbentemente ne impone la cassazione.
Si ritiene pertanto la sussistenza dei presupposti di cui all’ art. 375 c.p.c., per la trattazione del ricorso in Camera di consiglio e se ne propone l’accoglimento quanto al primo motivo, assorbiti gli altri, con cassazione della sentenza impugnata e rinvio al giudice a quo per nuovo esame del merito dell’appello dell’Ente impositore”.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria di secondo grado di Trento, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.