Source: https://www.iusexplorer.it/Dejure/Sentenze?idDocMaster=5381468&idDataBanks=3&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=1&NavId=282585341&IsCorr=False
Timestamp: 2019-06-17 06:52:14+00:00
Document Index: 126412845

Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 131', 'art. 409', 'art. 127', 'art. 411', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 131', 'art. 131']

CASSAZIONE PENALE - Provvedimenti impugnabili e inoppugnabili per cassazione - - in genere
INDAGINI PRELIMINARI AL PROCESSO PENALE - Chiusura delle indagini preliminari: archiviazione - - provvedimento del giudice in genere
INDAGINI PRELIMINARI AL PROCESSO PENALE - Chiusura delle indagini preliminari: archiviazione - - in genere
1. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vicenza con provvedimento del 3 maggio 2016 rigettava l'opposizione proposta dall'indagata V.R. e disponeva l'archiviazione del procedimento essendo il reato non punibile per particolare tenuità del fatto.
L'ordinanza di archiviazione presuppone una responsabilità della ricorrente invece la notizia di reato doveva essere archiviata non ex art. 131 bis c.p., ma perchè infondata. La notizia di reato concerneva la pretesa attività della ricorrente, legale rappresentante della VARG s.r.l. di emissioni in atmosfera in assenza di autorizzazione ambientale (D.Lgs. n. 152 del 2006, artt. 269 e 279). Il P.M. avanzava richiesta di archiviazione tenuto anche conto che "la precedente autorizzazione era stata revocata soltanto per il difetto del materiale ritiro da parte degli interessati, ma che il rilascio era comunque poi avvenuto".
In data 31 luglio 2012 la società Varg s.r.l. presentava domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione ambientale, e la Provincia di Vicenza in data 21 novembre 2012 concedeva l'autorizzazione/trasmettendola a mezzo posta elettronica certificata alla richiedente. Un anno dopo l'amministrazione provvedeva a iniziare un procedimento di revoca per omesso ritiro materiale dell'autorizzazione. La revoca dell'autorizzazione deve ritenersi illegittima. Infatti la società aveva ritirato l'autorizzazione con la ricezione della posta elettronica certificata. La revoca quindi risulta illegittima e il giudice penale avrebbe dovuto disapplicarla.
2.2. Erronea applicazione dell'art. 131 bis c.p. e dell'art....
4. Il ricorso risulta inammissibile perchè proposto contro un provvedimento (archiviazione) non impugnabile in Cassazione (art. 409 c.p.p., comma 6: "L'ordinanza di archiviazione è ricorribile per cassazione solo nei casi di nullità previsti dall'art. 127, comma 5").
Nel nostro caso non è denunciata una violazione del contraddittorio poichè sono stati effettuati gli adempimenti previsti dall'art. 411 c.p.p., comma 1 bis.
5. Tuttavia risulta evidente che la norma che non consente il ricorso in Cassazione nei casi di lesioni degli interessi dell'indagata potrebbe ritenersi non conforme alla Costituzione (questione di costituzionalità non manifestamente infondata, relativamente all'art. 3 e 24 Cost. e all'art. 6 CEDU) e all'art. 2 del protocollo 7 CEDU: "Ogni persona dichiarata colpevole da un Tribunale ha il diritto di far esaminare la dichiarazione di colpevolezza o la condanna da una giurisdizione superiore. L'esercizio di tale diritto, ivi compresi i motivi per cui esso può essere esercitato, è disciplinato dalla legge". Indubbiamente l'applicazione dell'art. 131 bis c.p. presuppone un riconoscimento della commissione del fatto reato: "L'art. 131 bis c.p. ed il principio di inoffensività in concreto operano su piani distinti, presupponendo, il primo, un reato perfezionato in tutti i suoi elementi, compresa l'offensività, benchè di consistenza talmente minima da ritenersi "irrilevante" ai fini della punibilità, ed attenendo, il secondo, al caso in cui l'offesa manchi del tutto, escludendo la tipicità normativa e la stessa sussistenza del reato. (Fattispecie in tema di coltivazione di piante stupefacenti)", Sez. 6, n. 5254 del 10/11/2015 - dep. 09/02/2016, Pezzato e altro, Rv. 26564201.
6. La lesione dell'interesse dell'indagata, però risulterebbe sussistente...