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Timestamp: 2018-09-23 09:37:43+00:00
Document Index: 12207551

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 393', 'art. 50', 'art. 4', 'art. 4', 'art.19', 'art. 55', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 6', 'art. 28', 'art. 175', 'art. 36']

Gianmarco Venturini
1 Liceo Scientifico Statale BENEDETTO CROCE Via Benfratelli, PALERMO Tel / Fax DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Artt. 17 comma 1 lett. a) e 28 del DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81. AGGIORNAMENTO A.S. 2010/2011 CON VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO-CORRELATO EX ART. 28, C. 1, D.LGS. N. 81/2008 Il presente documento di valutazione dei rischi è composto da n. 35 pagine, numerate da 1 a 35. Palermo, IL DIRIGENTE SCOLASTICO Prof.ssa Anna Maria Catalano Il consulente RSPP Prof. Carlo Pollaci Pag. 1 di 34
2 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Artt. 17 comma 1 lett. a) e 28 del DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. INDICE 1. RELAZIONE SULLA VALUTAZIONE DI TUTTI I RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DURANTE LʼATTIVITÀ LAVORATIVA pag PRINCIPALI FIGURE PREVISTE DALLA LEGISLAZIONE IN MATERIA DI SICU- REZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E RELATIVI OBBLIGHI 3. STRESS LAVORO-CORRELATO 4. RISCHIO BURNOUT DEI DOCENTI pag. 4 pag. 10 pag PLESSO SCOLASTICO SEDE CENTRALE - Via Benfratelli, 4 pag SUCCURSALE, VIA FILIPPO CORAZZA pag SUCCURSALE, VIA IMERA N. 145 pag MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE pag ESECUZIONE DI LAVORI DI PICCOLA MANUTENZIONE pag PROGRAMMA DELLE MISURE OPPORTUNE PER GARANTIRE IL MIGLIORAMENTO, NEL TEMPO, DEI LIVELLI DI SICUREZZA pag. 35 Pag. 2 di 35
3 1. RELAZIONE SULLA VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DURANTE LʼATTIVITÀ LAVORATIVA 1.1 NORME GENERALI Il Documento di valutazione dei rischi, previsto dall'art. 17, comma 1 lett. a) del D. L.vo 9 aprile 2008, n. 81, secondo le prescrizioni dellʼart. 28 del medesimo decreto, relativo agli immobili che ospitano la Sede Centrale del Liceo Scientifico Statale Benedetto Croce, in Via Benfratelli e le succursali di Via Filippo Corazza e Via Imera, è stato redatto dalla sottoscritta Prof.ssa Anna Maria Catalano, Dirigente Scolastico del predetto Istituto, nella qualità di datore di lavoro, con la collaborazione del Prof. Carlo Pollaci, designato dalla sottoscritta quale R.S.P.P. Il presente DVR sarà custodito presso la sede dellʼistituto e tenuto a disposizione degli Organi preposti alla vigilanza ed ai controlli, unitamente agli altri documenti, piani ed elaborati che costituiscono e specificano il Documento stesso. Il presente DVR contiene: - La relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante lʼattività lavorativa, con specificazione dei criteri adottati per la valutazione stessa; - l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici, che richiedono riconosciuta capacita' professionale, specifica esperienza e adeguata formazione e addestramento; - l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione da attuare e dei dispositivi di protezione individuali da utilizzare, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) e l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione stesse; - il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; - l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Come detto il Liceo B. Croce esplica la sua attività, oltre che nellʼoriginaria sede nel cuore del quartiere Albergheria, anche nelle due succursali site in Via Filippo Corazza e in Via Imera. Di seguito si danno descrizioni e indicazioni, ove necessario, relative ai singoli plessi. 1.2 CRITERI E METODOLOGIE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Il datore di lavoro, in base all'art. 17 del D.Lvo n. 81/2008, effettua la valutazione di tutti i rischi, con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28 del suddetto decreto. Nella valutazione dei rischi e nella predisposizione del presente documento si è tenuto conto delle realtà operative, con riferimento ai posti di lavoro e alle mansioni degli addetti. Inoltre si è indicato. Per lʼindividuazione, analisi e valutazione dei rischi, è stato seguito un procedimento articolato nelle seguenti fondamentali fasi: I - Ricerca e analisi dei pericoli. II - Individuazione delle persone che potrebbero essere danneggiate. III - Ricerca delle precauzioni per il controllo dei rischi presenti e verifica della loro efficacia. IV - Ricerca delle priorità degli interventi. V - Aggiornamento periodico della valutazione ed eventuale modifica. Si è quindi proceduto, per ognuna delle sedi dove si svolge lʼattività lavorativa, a schematizzare in unʼapposita tabella i fattori di rischio individuati e le relative conseguenti misure di prevenzione e protezione. In definitiva la valutazione dei rischi ha consentito l'identificazione delle misure necessa- Pag. 3 di 35
4 rie per eliminarli, ridurre o controllarli, per quanto possibile, nel rispetto delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e di pianificare nel tempo lʼattivazione di tali misure. 2. PRINCIPALI FIGURE PREVISTE DALLA LEGISLAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E RELATIVI OBBLIGHI I compiti e doveri delle figure sensibili ai fini della sicurezza sui luoghi di lavoro sono stabiliti dal D. L.vo n. 626/94, così come modificato dal D. L.vo n. 242/96. Peraltro va notato che i suddetti decreti legislativi non fanno particolare distinzione tra le aziende, unità produttive e la specificità degli istituti scolastici. Ne discende che le norme stabilite dai suddetti decreti sono pienamente applicabili anche agli istituti scolastici, fatte salve norme specifiche che, laddove applicabili, saranno nel prosieguo opportunamente evidenziate. Lʼelenco delle figure sensibili costituisce lʼalbo della Sicurezza, il cui schema andrà affisso in luoghi ben visibili dellʼistituto. 2.1 DATORE DI LAVORO (Artt , del D.Lvo 81/2008). La principale figura prevista dalla legislazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, è quella del datore di lavoro. Nelle istituzioni scolastiche la figura del datore di lavoro sʼidentifica con quella del preside o del dirigente scolastico. Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell'attività ha, ai fini della sicurezza, principalmente i seguenti compiti: Valuta, nella scelta delle attrezzature, i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Elabora un documento contenente: Relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza; Lʼindividuazione delle misure di prevenzione e protezione; Il programma delle misure opportune a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; Designa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Designa gli addetti al servizio di prevenzione e protezione. Adotta le misure necessarie per la sicurezza e la salute. Indice riunioni periodiche di prevenzione e protezione dai rischi (almeno una volta lʼanno). Alle riunioni partecipano: Il Dirigente scolastico, Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (designato dal Dirigente scolastico); Il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori (eletto o designato dai lavoratori stessi); Il medico competente (se necessario, riguardo alla valutazione dei rischi, Art. 4, Decr. n. 382/98). Provvede affinché: Le vie di circolazione che conducono alle uscite e le uscite dʼemergenza siano sgombre, per consentirne lʼuso in ogni evenienza; Gli impianti e i dispositivi siano sottoposti a regolare manutenzione tecnica; I luoghi di lavoro e gli impianti siano sottoposti a regolare pulizia, onde assicurare condizioni igieniche adeguate; Pag. 4 di 35
5 Gli impianti e i dispositivi di sicurezza siano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento. Effettua la comunicazione allʼispettorato del lavoro e allʼausl circa la persona designata come responsabile del servizio di prevenzione e protezione. La comunicazione va corredata da una dichiarazione nella quale si attesti, con riferimento alle persone designate: a) i compiti svolti in materia di prevenzione e protezione; b) le date dʼinizio e fine di tali compiti; c) il curriculum professionale. Adotta le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, nonché per il caso di pericolo grave e immediato. Aggiorna le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e della sicurezza del lavoro, ovvero in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione; Nell'affidare i compiti ai lavoratori tiene conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; Fornisce ai lavoratori i necessari e idonei dispostivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione; Prende le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate i- struzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; Richiede l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione; Richiede l'osservanza da parte del medico competente degli obblighi previsti dal presente decreto, informandolo sui processi e sui rischi connessi all'attività produttiva; Adotta le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; Informa il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; Si astiene, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato; Permette ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante per la sicurezza, l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute e consente al rappresentante per la sicurezza di accedere alle informazioni ed alla documentazione aziendale di cui all'art. 19, comma 1, lettera e); Prende appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno; Tiene un registro nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno. Nel registro sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro è redatto conformemente al modello approvato con decreto dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sentita la Commissione consultiva permanente, di cui all'art. 393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e successive modifiche, ed è conservato sul luogo di lavoro, a disposizione dell'organo di vigilanza. Fino all'emanazione di tale decreto il registro è redatto in conformità ai modelli già disciplinati dalle leggi vigenti; Consulta il rappresentante per la sicurezza nei casi previsti dallʼart. 50 del D. Lvo n. 81/2008; Provvede affinché, per ogni attrezzatura a disposizione, i lavoratori incaricati dispongano di ogni informazione e istruzione necessaria. Si assicura che i lavoratori incaricati di usare attrezzature di lavoro che richiedono conoscenze e responsabilità particolari ricevano un addestramento specifico. Per il combinato degli articoli , il datore di lavoro fornisce ai lavoratori informa- Pag. 5 di 35
6 zioni sui rischi e sulle misure di prevenzione, in relazione allʼattività esercitata, anche mediante lʼattivazione di specifici corsi e/o a mezzo di opuscoli e note scritte. Per il combinato degli articoli , il datore di lavoro fornisce ai lavoratori una formazione adeguata, in relazione allʼattività esercitata. 2.2 RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (Artt , D.L.vo 626/94 del D. Lvo 81/2008). Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione è nominato dal datore di lavoro e il suo nominativo è comunicato allʼispettorato del lavoro e allʼausl. Il responsabile del servizio deve essere in possesso di attitudini e capacità adeguate. La sua nomina deve avvenire previa consultazione del rappresentante per la sicurezza. Il datore di lavoro può anche avvalersi di persone esterne in possesso delle conoscenze professionali necessarie per integrare l'azione di prevenzione o protezione. In particolare, il r.s.p.p.: Individua i fattori di rischio, valuta i rischi e individua le misure idonee a garantire o migliorare le condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro. Elabora le misure di prevenzione e protezione dai rischi e le procedure di sicurezza per le varie attività. Definisce particolari procedure di sicurezza in relazione alle diverse attività che si svolgono nellʼistituto scolastico. Propone programmi dʼinformazione e formazione dei lavoratori. Partecipa alle consultazioni in tema di tutela della salute e sicurezza (riunioni periodiche di prevenzione e protezione dai rischi). Informa i lavoratori sui rischi, sulle misure di prevenzione e protezione, procedure dʼevacuazione, gestione delle emergenze, ecc. Il datore di lavoro fornisce al servizio di prevenzione e protezione informazioni in merito a: a) la natura dei rischi; b) l'organizzazione del lavoro, la programmazione e l'attuazione delle misure preventive e protettive; c) la descrizione degli impianti; d) i dati del registro degli infortuni; e) le prescrizioni degli organi di vigilanza Designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione Il datore di lavoro ha designato, quali responsabili del Servizio di prevenzione e protezione, per il corrente A.S. 2008/2009, previo accertamento delle sue capacità e conoscenze professionali necessarie per ricoprire tale ruolo, con nota prot. n /FP-E1 del : - Per il plesso SEDE CENTRALE: il docente interno Arch. Carlo Pollaci; - Per il plesso CORAZZA: il docente interno Arch. Damiano Spanò; - Per il plesso IMERA: il docente interno Arch. Damiano Spanò. 2.3 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (Art del D. Lvo n. 81/2008). Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nellʼambito delle rappresentanze sindacali presenti nellʼistituto o, in mancanza, è eletto dai lavoratori al loro interno. Le sue attribuzioni e compiti sono: Nellʼambito della sua attività, può accedere ai luoghi di lavoro. Essere consultato in ordine alla valutazione dei rischi. Pag. 6 di 35
7 Essere consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all'attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla evacuazione dei lavoratori. Essere consultato in merito allʼorganizzazione della formazione. Ricevere le informazioni e la documentazione inerente la valutazione dei rischi e le relative misure di prevenzione. Ricevere una formazione adeguata. Ricevere le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro e gli infortuni. Ricevere le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza. Promuovere lʼelaborazione, lʼindividuazione e lʼattuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e lʼintegrità fisica dei lavoratori e fa osservazioni e proposte in merito. Formulare osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti; Fare proposte in merito all'attività di prevenzione. Avvertire il Dirigente Scolastico circa i rischi individuati nel corso della sua attività. Partecipare alle riunioni periodiche. Possibilità di fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non sono idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro. Disporre del tempo necessario allo svolgimento dell'incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi necessari per l'esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli. Non subire pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali. Facoltà di accesso, per l'espletamento della sua funzione, al documento di cui all'art. 4, commi 2 e 3, nonché al registro degli infortuni sul lavoro di cui all'art. 4, comma 5, lettera o). Per Aziende o Unità Produttive da 16 a 200 dipendenti, come quella oggi in esame, è previsto un RLS (Rappresentante dei Lavorati per la Sicurezza). La contrattazione di categoria può aumentare il numero dei RLS, individuando tali soggetti all'interno della RSU, qualora abbia già previsto per la RSU stessa un numero superiore all'accordo del 20/12/93. Si ricorda che per istituzioni scolastiche delle dimensioni come quella in esame, la RSU è composta da tre membri Nelle aziende con più di 15 dipendenti, come lʼistituto in epigrafe, il RLS è eletto o designato con le seguenti modalità: - Nel caso di RSU già costituita: i RLS vengono designati all'interno della RSU, con successiva ratifica dei lavoratori. - Nel caso di RSU da costituire: i RLS vengono specificatamente indicati tra i candidati proposti per l'elezione delle RSU, pertanto vengono adottate le procedure per la designazione della RSU. - RSA dell'oo.ss. firmatarie: Elezione a suffragio universale diretto e a scrutinio segreto. Sono previsti permessi nelle misure seguenti: - 40 ore annue per ciascun RLS; - possibilità di attingere al monte ore di cui ciascun RLS possiede come RSU; - tempo necessario all'espletamento degli obblighi di legge (art.19 commi b), c), d), g), i), l). Sono previsti corsi di formazione. La durata dei corsi per i rappresentanti dei lavoratori è di trentadue ore, fatte salve diverse determinazioni della contrattazione collettiva. 2.4 MEDICO COMPETENTE (Artt del D. Lvo n. 81/2008). Il medico competente è in possesso di uno dei seguenti titoli: specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro o in Pag. 7 di 35
8 clinica del lavoro ed altre specializzazioni individuate, ove necessario, con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica; docenza o libera docenza, in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro; autorizzazione di cui all'art. 55 del decreto legislativo Il medico competente: a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione di cui all'art. 8, sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione dell'azienda ovvero dell'unità produttiva e delle situazioni di rischio, alla predisposizione dell'attuazione delle misure per la tutela della salute e dell'integrità psico-fisica dei lavoratori; b) effettua gli accertamenti sanitari di cui all'art. 16 del D. L.vo 626/94; c) esprime i giudizi di idoneità alla mansione specifica al lavoro, di cui all'art. 16; d) istituisce ed aggiorna, sotto la propria responsabilità, per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, una cartella sanitaria e di rischio da custodire presso il datore di lavoro con salvaguardia del segreto professionale; e) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività che comporta l'esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; f) informa ogni lavoratore interessato dei risultati degli accertamenti sanitari di cui alla lettera B) e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria; g) comunica, in occasione delle riunioni di cui all'art. 11, ai rappresentanti per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi degli accertamenti clinici e strumentali effettuati e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati; h) congiuntamente al responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, visita gli ambienti di lavoro almeno due volte all'anno e partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini delle valutazioni e dei pareri di competenza; i) fatti salvi i controlli sanitari di cui alla lettera b), effettua le visite mediche richieste dal lavoratore qualora tale richiesta sia correlata ai rischi professionali; l) collabora con il datore di lavoro alla predisposizione del servizio di pronto soccorso; m) collabora all'attività di formazione e informazione. Il medico competente può essere dipendente da una struttura esterna pubblica o privata convenzionata con l'istituzione scolastica per lo svolgimento dei compiti di cui sopra, ovvero può trattarsi di un libero professionista. Il medico competente va nominato se ricorrono le condizioni previste dal Titolo VII del D. L.vo 81/2008: svolgimento di lavoro a videoterminali. 2.5 LAVORATORE (Artt del D. Lvo n. 81/2008). Il lavoratore è persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro. Sono equiparati gli utenti dei servizi dʼorientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro per agevolare o per perfezionare le loro scelte professionali. Sono altresì equiparati ai lavoratori, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 626, gli allievi delle istituzioni scolastiche ed educative nelle quali i programmi e le attività di insegnamento prevedano espressamente la frequenza e l'uso di laboratori appositamente attrezzati, con possibile esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici, l'uso di macchine, apparecchi e strumenti di lavoro in genere ivi comprese le apparecchiature fornite di video- Pag. 8 di 35
9 terminali. L'equiparazione opera nei periodi in cui gli allievi siano effettivamente applicati alle strumentazioni o ai laboratori in questione. I predetti allievi non sono comunque computati, ai sensi del decreto legislativo n. 626, ai fini della determinazione del numero dei lavoratori dal quale il medesimo decreto fa discendere particolari obblighi. In tali ipotesi le attività svolte nei laboratori o nelle strutture di cui sopra hanno istituzionalmente carattere dimostrativo didattico. Tale specificità ed i limiti anche temporali dell'attività svolta sono evidenziati nel documento di valutazione dei rischi, in modo da costituire anche parametro di riferimento per enti e amministrazioni preposti alla vigilanza in materia. I lavoratori hanno i seguenti obblighi: 1. Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione ed alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. 2. In particolare i lavoratori: a) osservano le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; b) utilizzano correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza; c) utilizzano in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; d) segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi di cui alle lettere b) e c), nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengono a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; e) non rimuovono o modificano senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; f) non compiono di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; g) si sottopongono ai controlli sanitari eventualmente previsti; h) contribuiscono, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall'autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro. Pag. 9 di 35
10 3. RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO La valutazione dello stress lavoro-correlato è effettuata nel rispetto della recente normativa in materia, e precisamente: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro - lettera circolare prot. 15/SEGR/ pubblicata il 18 novembre 2010 in ordine alla approvazione delle indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato di cui all'art. 28, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. L'art. 28 del D.Lgs n. 81/2008 dispone che l'obbligo di valutazione dello stress lavorocorrelato sia condotta secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004 e nel rispetto delle indicazioni della Commissione consultiva permanente. In merito allo stress lavoro correlato, è opportuno ricordare i contenuti dellʼaccordo europeo dellʼ8 ottobre 2004 siglato il 9 giugno 2008 dalle associazioni datoriali e dei lavoratori. Tale accordo costituisce un riferimento per i datori di lavoro e per i lavoratori per individuare e prevenire o gestire problemi di stress lavoro-correlato, aiutando a riconoscere alcuni segnali che potrebbero denotare problemi di stress lavoro-correlato: sono esempi non esaustivi di potenziali indicatori di stress un alto tasso di assenteismo o una elevata rotazione del personale, frequenti conflitti interpersonali o lamentele da parte dei lavoratori. Lʼindividuazione di tale problema comporta lʼadozione da parte del datore di lavoro dʼidonee misure atte a prevenirlo, eliminarlo o ridurlo, mediante misure collettive individuali o miste. Lʼaccordo, allʼart. 6, ne riporta alcuni esempi: misure di gestione e comunicazione, chiarendo, ad esempio, gli obiettivi aziendali ed il ruolo di ciascun lavoratore ovvero assicurando un adeguato sostegno da parte della dirigenza ai singoli lavoratori ed ai gruppi o conciliando responsabilità e potere di controllo sul lavoro o, infine, migliorando la gestione dellʼorganizzazione e dei processi di lavoro, le condizioni lavorative e lʼambiente di lavoro: la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per accrescere la loro consapevolezza e conoscenza dello stress, delle sue possibili cause e di come affrontarlo e/o adattarsi al cambiamento: lʼinformazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti, secondo la legislazione europea e nazionale, gli accordi collettivi e la prassi. L`accordo è il punto di riferimento su cui basarsi per elaborare la valutazione del rischio stress lavoro correlato per gruppi di lavoratori esposti. Lo stress può riguardare ogni luogo di lavoro ed ogni lavoratore, indipendentemente dalle dimensioni dellʼazienda, dal settore di attività o dalla tipologia del contratto o del rapporto di lavoro, ciò non significa che tutti i luoghi di lavoro e tutti i lavoratori ne sono necessariamente interessati. In particolare, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, con la predetta lettera circolare del 18 novembre 2010, ha previsto che la valutazione del rischio da stress di lavoro-correlato deve essere articolata in due fasi e precisamente: la prima necessaria (valutazione preliminare); la seconda eventuale e da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzioni adottate dal datore di lavoro si rivelino inefficaci. Per quanto concerne la valutazione preliminare, questa consisterà nella rilevazione dʼindicatori oggettivi e verificabili (possibilmente numericamente) appartenenti a 3 famiglie: 1) Eventi sentinella,da valutarsi sulla base di parametri omogenei individuati internamente in azienda (andamento nel tempo), quali ad esempio ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia; Pag. 10 di 35
11 turnover; procedimenti e sanzioni; segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate dai lavoratori. 2) Fattori di contenuto del lavoro: ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti. 3) Fattori di contesto del lavoro: ruolo nell'ambito dell'organizzazione; autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste). Nel caso in cui nella valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere delle azioni correttive, il datore di lavoro è tenuto a darne evidenza all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e prevedere comunque un piano di monitoraggio. Nel caso in cui la valutazione preliminare evidenzi degli elementi di rischio da stress lavoro-correlato, è necessario procedere con la pianificazione e adozione di opportuni elementi correttivi (organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi, formativi, etc...). Se, nonostante questi interventi, la successiva rivalutazione dello stress lavorocorrelato non evidenzi dei significativi miglioramenti, è necessario ricorrere alla seconda fase. La seconda fase prevede una valutazione approfondita della percezione soggettiva dei lavoratori attraverso differenti strumenti, quali ad esempio questionari, focus group, interviste semi strutturate, sulle famiglie di fattori/indicatori previsti nella valutazione preliminare. La lettera circolare del Ministero è stata trasmessa, unitamente alle indicazioni della Commissione, agli organi di vigilanza del Ministero stesso, alle strutture regionali competenti e alle parti sociali. Ai fini della verifica dellʼadempimento dellʼobbligo discendente dallʼart. 28 del D.Lgs. n. 81/2008 da parte degli organi di vigilanza, si precisa quanto segue: - Data di avvio delle attività di valutazione Stress Lavoro-Correlato: 31 dicembre Programmazione temporale delle attività di valutazione: - valutazione preliminare: entro il 30 giugno adozione misure di correzione da parte del datore di lavoro: entro il 30 agosto seconda eventuale valutazione: entro il 31 dicembre Pag. 11 di 35
12 3.1 STRESS LAVORO CORRELATO - VALUTAZIONE PRELIMINARE Per la rilevazione degli indicatori oggettivi e verificabili è stata predisposta unʼapposita scheda, di seguito riportata, ed è stata attivata la fase di acquisizione dei relativi dati: 1. Eventi sentinella Tali eventi sono valutati sulla base di parametri omogenei, individuati internamente allʼistituto in un periodo di tempo sufficientemente ampio. 1.1 Indici infortunistici: periodo di riferimento A.S. 2009/2010 Categoria Num. persone mediamente presenti Docente 130 A.T.A. 35 Studenti 1700 Infortuni occorsi Percentuale dʼincidenza 1.2 Assenze per malattia: periodo di riferimento A.S. 2009/2010 Categoria Num. persone mediamente presenti Docente 130 A.T.A. 35 Studenti 1700 Assenze per malattia (per approssimazione si considera il 70% delle assenze) Percentuale dʼincidenza 1.3 Turnover: periodo di riferimento A.S. 2009/2010 Categoria Num. lavoratori mediamente presenti Pensionamenti e Trasferimenti Personale in ingresso Percentuale dʼincidenza Docente 130 A.T.A Procedimenti e sanzioni: periodo di riferimento A.S. 2009/2010 Categoria Num. persone mediamente presenti Docente 130 A.T.A. 35 Studenti 1700 Procedimenti disciplinari (1) Percentuale dʼincidenza (1) Per i docenti e il personale A.T.A. sono indicate le lettere riservate ; Per gli studenti sono indicati i deferimenti al Consiglio di Classe o dʼistituto. Pag. 12 di 35
13 1.5 Segnalazioni del medico competente: Nel periodo di riferimento, A.S. 2009/2010, non è stata effettuata alcuna segnalazione medica. 1.6 Specifiche e frequenti lamentele formalizzate dai lavoratori. Nel periodo di riferimento, A.S. 2009/2010, sono state formalizzate le seguenti segnalazioni da parte dei lavoratori: ) Fattori di contenuto del lavoro: 2.1 ambiente di lavoro e attrezzature; 2.2 carichi e ritmi di lavoro; 2.3 orario di lavoro e turni; 2.4 corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti. 3. Fattori di contesto del lavoro: 3.1 ruolo nell'ambito dell'organizzazione; 3.2 autonomia decisionale e controllo; 3.3 conflitti interpersonali al lavoro; 3.4 evoluzione e sviluppo di carriera; 3.5 comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste). Pag. 13 di 35
14 4 RISCHIO BURNOUT DEI DOCENTI Relativamente a questo elemento di rischio, numerosi studi compiuti negli ultimi anni sottolineano il rischio di patologie psichiatriche per la categoria professionale degli insegnanti. È utile al riguardo riportare alcune considerazioni del Dott. Vittorio Lodolo DʼOria che ha fatto specifici studi e pubblicazioni sullʼargomento (in particolare il libro A scuola di follia ). La condizione di burnout è stata riconosciuta come risultante di quattro elementi principali: 1. affaticamento fisico ed emotivo; 2. atteggiamento distaccato e apatico nei confronti di studenti, colleghi e nei rapporti interpersonali; 3. sentimento di frustrazione dovuta alla mancata realizzazione delle proprie aspettative; 4. diminuzione dellʼautocontrollo. Lo stress a cui sono sottoposti gli insegnanti è in particolare riconducibile ai seguenti fattori: peculiarità della professione ( rapporto con studenti e genitori, retribuzione insoddisfacente, risorse carenti, conflittualità tra i docenti, costante necessità di aggiornamento); complessità delle classi ( numero degli alunni, diversità presenti, multiculturalità, disabilità, mancato raccordo con le altre agenzie formative, mancata alleanza genitori-insegnanti a favore dellʼasse genitori-figli); evoluzione scientifica e tecnologica (rapida obsolescenza dei contenuti disciplinari); susseguirsi continuo di riforme; bassa considerazione sociale da parte dellʼopinione pubblica. Misure di prevenzione: Per il rischio di burnout si raccomanda agli insegnanti di effettuare un check-up durante lʼanno e anche con lʼaiuto del servizio sanitario nazionale e in particolare del medico di base, attivare principi di autodiagnosi e autocura e adottare comportamenti positivi come partecipare a momenti di incontro (gruppi di auto-aiuto, volontariato), fare la giusta attività fisica, curare un hobby. Pag. 14 di 35
15 5. PLESSO SCOLASTICO SEDE CENTRALE - Via Benfratelli, 4 - INDIVIDUAZIONE DEI RISCHI - INDICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E DI PROTEZIONE DA AT- TUARE - PROGRAMMA DELLE MISURE RITENUTE OPPORTUNE PER GARANTIRE IL MIGLIORAMENTO NEL TEMPO DEI LIVELLI DI SICUREZZA 5.1 CARATTERISTICHE DELLʼEDIFICIO Lʼedificio che ospita la sede centrale del Liceo Scientifico Benedetto Croce è ubicato nel centro storico di Palermo, Mandamento Palazzo Reale, nellʼisolato delimitato dalle Vie dei Biscottari, Benfratelli e del Fondaco a Palazzo Reale, in prossimità della Via Porta di Castro. Esso fu, in parte, uno dei più antichi ospedali della città e il primo ospedale fondato in Sicilia dai Benfratelli (o Fatebenefratelli). I lavori di costruzione iniziarono nel 1587 e comportarono la demolizione di una delle due antichissime torri della porta saracena Busuemi, mentre lʼaltra, inglobata nel Palazzo del conte Federico e ben conservata, è adiacente allʼistituto. Dellʼantica costruzione rimangono importanti vestigia e, in particolare, il notevole salone di degenza dellʼoriginario O- spedale, che presenta le pareti quasi interamente ricoperte da affreschi attribuiti al celebre pittore Pietro Novelli e un suggestivo controsoffitto ligneo a cassettoni policromo. Nel 1872 lʼospedale venne soppresso e i suoi beni annessi allʼospedale Civico. Per qualche tempo i locali furono poi organizzati come caserma per lʼesercito e, nel 1877, destinati infine a liceo pubblico. A seguito degli ultimi eventi bellici, il complesso è stato notevolmente danneggiato e in particolare sono andate distrutte le parti meridionali e lʼadiacente Chiesa di S. Pietro in Vinculis, che comprendeva la Cappella di S. Maria di Belen, di cui resta solo una porzione muraria nel cortile esterno. Lʼedificio, in pianta, ha la forma di un quadrilatero, con superficie coperta di metri quadri circa. Esso si articola su un ampio cortile centrale e comprende cinque elevazioni fuori terra. I due lati a Nord e ad Est corrispondono alle fabbriche più antiche; le ali a Sud e ad Ovest sono invece, in gran parte, dʼepoca recente, risalendo agli anni ʼ70 dopo che, a seguito del terremoto del 1968, le condizioni delle strutture ne imposero lʼabbandono. Il cortile centrale, esteso 682 metri quadri circa, è usualmente utilizzato per lʼattività ginnica. In occasioni particolari vi si svolgono manifestazioni (quali mostre e spettacoli) integrative allʼattività didattica, con il coinvolgimento di studenti e cittadini. Allʼesterno si trovano altri due cortili, posti su differenti livelli, raccordati con una rampa carrabile. Uno, stretto e lungo, con accesso da Via Benfratelli, della superficie di 530 metri quadri circa, ricade su parte dellʼarea di sedime della Chiesa S. Pietro in Vinculis. Di detto monumento rimane parte del muro perimetrale della Cappella di Belen. Il secondo, con accesso da Via del Fondaco a Palazzo Reale, ha dimensioni più piccole, 237 metri quadri circa. Il lato settentrionale è chiuso dallʼantichissima Torre Busuemi. Come detto, la configurazione architettonica odierna risale agli anni ʼ70, ed è alquanto anonima, con elementi di finitura - e in particolare gli infissi in legno di qualità scadente. Si può affermare che i lavori di consolidamento e ristrutturazione hanno apportato ulteriori (e irreparabili) danni ai resti dellʼantico edificio: sono state intonacate le pareti dellʼex salone di degenza fino allʼaltezza di 3 metri circa, compromettendo o distruggendo le parti basse degli affreschi; lʼassetto degli ambienti risponde solo a pretese esigenze funzionali e non è rispettosa dellʼoriginaria pregevole configurazione; gli scantinati sono stati in gran parte resi inaccessibili con setti murari di cemento armato; sono scomparsi tutti gli antichi pavimenti; ecc. Qualche anno fa lʼedificio è stato sottoposto a lavori di manutenzione e ristrutturazione interna. Tali lavori hanno comportato la perdita di numerose aule, in quanto per salvaguardare il soffitto ligneo dellʼantico salone di degenza (attuale biblioteca e aula magna del Liceo) è stato Pag. 15 di 35
16 abolito il soprastante solaio. Non è stato invece eseguito alcun intervento nei locali di piano terra sottostanti il salone, adibite a palestre, che pure richiederebbero urgenti interventi manutentivi. In merito ai suddetti lavori di manutenzione eseguiti, si può affermare che alcuni sono rimasti incompleti, mentre altri risultano eseguiti in modo non soddisfacente. I materiali impiegati sono, perlopiù, di modesta qualità e molte parti edilizie ed impiantistiche si presentano già in stato di degrado. Tra lʼaltro non risultano eseguiti efficaci interventi di revisione degli infissi in legno: quelli esterni non assicurano efficace tenuta nei confronti degli agenti atmosferici (in occasione di vento e pioggia si verificano, soprattutto ai piani più elevati, intromissioni anche copiose dʼacqua piovana); quelli interni in genere non chiudono bene e spesso presentano parti sporgenti che possono costituire pericolo per le persone. Nessun lavoro di manutenzione significativo risulta invece eseguito alle componenti e- sterne dellʼedificio, che presentano ben visibili situazioni di degrado soprattutto nelle parti basamentali dei paramenti murari, negli intonaci, nei pluviali (in particolare, nel prospetto su Via Dei Biscottari, tutti i pluviali sono mancanti degli elementi terminali su strada, ovvero gli stessi sono gravemente deteriorati, per cui lʼacqua piovana scorre liberamente sui muri, con le intuibili conseguenze sullʼintegrità degli stessi). Anche in conseguenza dei mancati interventi di manutenzione, lʼumidità è presente praticamente nellʼintero piano terra dellʼedificio. NellʼA.S. 2010/2011 il plesso ospita 29 classi. 5.2 PUNTUALE INDIVIDUAZIONE DELLE SITUAZIONI DI RISCHIO PER LA SICUREZ- ZA E LA SALUTE Di seguito si descrivono i rischi individuati (raggruppati, per quanto possibile, in categorie omogenee) che interessano lʼintero plesso sede centrale, a livello del suo funzionamento o strutturale. Nel primo caso il rischio è ascrivibile a comportamenti, procedure, osservanza di regole, ecc., che in determinate circostanze possono innescare o accentuare situazioni di rischio. Pertanto, in questi casi, lʼintervento perlopiù consiste nel razionalizzare le procedure e le norme di comportamento, in modo che nellʼistituto, nello svolgimento delle diverse attività, si tengano comportamenti in grado di evitare lʼinsorgere di situazioni di rischio, ovvero indichino le azioni da compiere in situazioni dʼemergenza. Nel secondo caso, il rischio può derivare da deficienze ascrivibili a strutture, parti edilizie, impianti del complesso scolastico, quali, per esempio, scale, impianti generali (elettrico, i- drico, antincendio), spazi di transito, locali ad uso collettivo, ecc. Quale criterio dʼelencazione si espongono le situazioni in base ad una prima (e necessariamente sommaria) valutazione circa la facilità o meno di intervenire per eliminare, ridurre, prevenire o contenere i relativi rischi. Quindi sʼinizia con situazioni di rischio per i quali è sufficiente una più attenta rimodulazione di procedure o lʼemanazione di apposite istruzioni sui comportamenti da tenere nelle diverse circostanze, per ottenere significativi risultati in merito allʼinnalzamento dei livelli di sicurezza. Seguono le situazioni e gli interventi più gravosi che in genere, interessando le parti murarie e gli impianti, devono essere demandate allʼente gestore: Provincia Regionale di Palermo. 5.3 SITUAZIONI DI RISCHIO A CARATTERE GENERALE ACCESSO ALLʼISTITUTO Via Benfratelli 4: soglia rialzata rispetto il piano stradale; presenza di gradini d'accesso che non consentono lʼingresso a portatori di handicap su carrozzina; portone ad ante in legno che, se non completamente aperto, può provocare urti e/o cadute per inciampo. Tali rischi sono maggiori negli orari d'ingresso ed uscita. In presenza di eventuali portatori di handicap con carrozzina la possibilità dʼaccesso allʼedificio sarebbe tortuosa e poco agevole, dal cancello su Via Del Fondaco a Palazzo Reale o dal cancello carrabile su Via Benfratelli. Pag. 16 di 35
17 5.3.2 PROSPETTO CHIAVI È necessario predisporre e tenere aggiornato un prospetto indicante da chi sono detenute le chiavi delle porte dʼingresso, dʼemergenza, dei cancelli, e dei vari locali dellʼistituto. Tale prospetto deve essere sempre disponibile, nonché trasmesso alle seguenti figure: datore di lavoro; r.s.p.p.; vice-preside; collaboratori della presidenza; segretario; custodi. Il prospetto deve essere affisso, in modo ben visibile, nei seguenti locali: portineria; presidenza; vice-presidenza; segreteria amministrativa; segreteria didattica POSTO DʼASSISTENZA MEDICA Manca un posto fisso di assistenza medica. È indiscutibile la necessità di potere disporre di un luogo stabile e tranquillo dove prestare i primi soccorsi, nel caso dʼinfortunio di lieve entità o dove, nei casi più gravi, lʼinfortunato possa attendere familiari o personale medico per i successivi interventi. Attualmente non solo non esiste tale possibilità, ma anche i materiali per lʼimmediata medicazione di pronto soccorso spesso non sono immediatamente disponibili, dovendoli di solito richiederli al personale di segreteria. Non esiste neppure un armadietto di pronto soccorso o, in alternativa, idonea cassetta. La cassetta murale in sala docenti non è idonea in quanto di dimensioni troppo piccole e attualmente neppure raggiungibile, in quanto vi è stato posto davanti un armadio SEGNALETICA DI SICUREZZA La segnaletica di sicurezza è da revisionare, in base alla norme vigenti. Molti cartelli sono mancanti o risultano poco visibili perché collocati troppo in alto, mentre occorre collocarne altri, obbligatori, che indichino anche i materiali e i posti sensibili per la sicurezza (estintori, manichette antincendio, istruzioni sul loro uso, cartelli riportanti le norme di comportamento, ecc.) PORTE E USCITE DI SICUREZZA VIE DI FUGA Alcune porte di sicurezza non aprono e chiudono bene a causa di danni agli elementi di chiusura (maniglie e maniglioni) e/o distacco dei telai dai relativi muri. Occorre pertanto procedere alla verifica del loro regolare funzionamento e predisporre gli interventi manutentivi necessari. Occorre anche vigilare quotidianamente che le stesse, durante gli orari di funzionamento della scuola, siano sempre liberamente apribili e siano sempre sgombre da materiali e cose LIBRETTI DʼUSO E MANUTENZIONE Verificare ed eventualmente provvedere a che siano sempre disponibili nellʼistituto non sono facilmente disponibili i libretti dʼuso e manutenzione dei macchinari presenti e degli impianti tecnologici INGRESSO E USCITA DEL PERSONALE E DEGLI STUDENTI: SCALE Lʼingresso e lʼuscita del personale e degli studenti, comporta, negli orari critici (8,00 11,00 12,15 13,15) un flusso di almeno persone che usano solo la scala vicina allʼandrone su Via Benfratelli, che non ha le dimensioni adeguate per sopportare tale notevole massa di persone INGRESSO E USCITA DEL PERSONALE E DEGLI STUDENTI: PORTONE Ingresso principale, Via Benfratelli 4: il portone ad ante in legno, se non completamente aperto, può provocare urti e/o cadute per inciampo. Infatti il personale addetto di solito non apre completamente le due ante ma solo una. Tali rischi sono maggiori negli orari d'ingresso ed uscita, quando lʼaffollamento è massimo. Pag. 17 di 35
18 5.3.8 CORTILE ESTERNO VIA BENFRATELLI, UTILIZZATO PER IL POSTEGGIO DI BICI- CLETTE E MOTOCICLI Il cancello su Via Benfratelli non è apribile dall'interno. Gli spazi di manovra sono ridotti. Il pavimento presenta dislivelli non segnalati o protetti. Le aiuole sono incolte. Manca il cartello "passo carrabile". Presenza di materiali infiammabili ed esplodenti (benzine). Presenza, negli orari dʼingresso ed uscita di: fumi e gas di scarico; rumore; vibrazioni. Negli orari critici, dʼingresso ed uscita degli alunni, si verificano le seguenti situazioni di pericolo: a) il cancello viene aperto alle 7,45 circa. Accade che gli alunni che arrivano prima di tale orario, impegnando Via Benfratelli nei due sensi, siano costretti ad aspettare in sella al loro mezzo, ostruendo quasi completamente la strada; b) controllare sempre che allʼuscita, dalle lezioni, 12,15 e 13,15, i ragazzi evitino di affollarsi verso lʼuscita con i motori accesi e in modo concitato, rischiando così di urtarsi a vicenda LAVORO A VIDEO TERMINALE Nei locali di segreteria si svolge attività che comporta lʼuso (anche continuativo) di attrezzature munite di videoterminali. Tale attività lavorativa è normata dal Titolo VII del decreto legislativo n. 81/2008. In particolare tali norme definiscono: a) videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato; b) posto di lavoro: l'insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, ovvero software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l'ambiente di lavoro immediatamente circostanze; c) lavoratore: il lavoratore che utilizza una attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico ed abituale, per almeno quattro ore consecutive giornaliere, in assenza dʼindicazioni stabilite dalla contrattazione collettiva o aziendale, ha diritto ad una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al video terminale (art. 175 D. Lvo 81/2008). Ricorrendo le suddette condizioni, il datore di lavoro deve valutare attentamente i rischi per la salute dei lavoratori, con riguardo ai rischi per la vista e per gli occhi, ai problemi legati alla postura e allʼaffaticamento fisico e mentale, alle condizioni ergonomiche e ambientali, predisponendo misure appropriate. Deve altresì organizzare il lavoro assegnando ai lavoratori compiti e mansioni che consenrano di evitare il più possibile la ripetitività e la monotonia delle operazioni. I lavoratori, prima di essere addetti alle attività a videoterminale, devono essere sottoposti ad una visita medica per evidenziare eventuali malformazioni strutturali e ad un esame degli occhi e della vista effettuati dal medico competente. Qualora l'esito della visita medica ne evidenzi la necessità, il lavoratore è sottoposto ad esami specialistici (artt. 176 del D. L.vo 81/2008) RIVESTIMENTI PITTORICI PARIETALI Va proseguita lʼiniziativa di evitare, nelle ridipinture delle pareti, il colore bianco. Infatti Pag. 18 di 35
19 tale tinta produce affaticamento nei lavoratori e studenti, riducendo il comfort ambientale. Un ambiente ricco di informazioni cromatiche costituiti da luci e colori differenti è sicuramente più stimolante per la mente, per ragioni neurofisiologiche, rispetto ad ambienti integralmente (e banalmente) pitturati di bianco (o altra simile tinta neutra). Negli ambienti sia e- sterni che interni il colore non va inteso come semplice (seppure importante) valore estetico, bensì come componente essenziale per pervenire a quello che può definirsi equilibrio ecologico tra le valenze psicologiche e fisiologiche degli individui. Specialmente in un ambiente scolastico, la vivacità e ricchezza degli stimoli percettivi è un valore irrinunciabile. In tal senso il colore va progettato in funzione sia degli ambienti che degli utenti, in modo da innalzare al massimo la sensazione di benessere psicofisico TENDE In molti locali sono installate tende: occorre verificare la classe di reazione al fuoco delle stesse. Infatti, a norma del D.M , punto 3.1 lett. d), le tende devono essere di "classe 1". 5.4 SITUAZIONI DI RISCHIO A CARATTERE PUNTUALE E/O SPECIFICO PIANO TERRA Il piano terra comprende numerosi ambienti ed aule didattiche, oltre a quattro spazi e- sterni. Per tale piano si sono individuati i seguenti inconvenienti e situazioni di rischio: VANI SCALA Vano scala in corrispondenza dellʼandrone dʼingresso: Nonostante la presenza della piattaforma elevatrice ( montascale ) per carrozzine per portatori di handicap, non è stato realizzato, nelle vicinanze, lʼaccesso esterno per disabili. Lo spazio è angusto a fronte del notevole numero delle persone che impegna le scale. Manca il corrimano nella rampa che conduce ai locali a livello più basso. Il ripostiglio sottoscala è irraggiungibile in quanto la porta è ostruita dal montascale. Lo stesso è inoltre ingombro di materiali di risulta. Mancano le strisce autoadesive antisdrucciolo o, in alternativa, il trattamento d'irruvidimento del bordo dei gradini. SCALE in prossimità dellʼingresso principale (Via Benfratelli) La scala in prossimità dellʼingresso principale, in Via Benfratelli, presenta dimensioni anguste, inadeguate rispetto il notevole numero delle persone che impegna le scale. Manca il corrimano nella rampa che conduce ai locali a livello più basso. Ringhiera non a norma. Lastre in marmo dei pavimenti dei pianerottoli sconnesse, con conseguente rischio dʼinciampare. Il ripostiglio sottoscala è irraggiungibile in quanto la porta è ostruita dal montascale. Lo stesso è ingombro di materiali di risulta. La porta verso gli scantinati è vetusta e da revisionare LOCALE TECNICO QUADRO ELETTRICO Chiusura porta non controllata. Manca l'interruttore generale posto in posizione segnalata, munito di comando di sgancio a distanza, posto nelle vicinanze dell'ingresso o in posizione presidiata (D.M , punto 7.0) PALESTRA PER ATTREZZISTICA Le aperture che danno direttamente nel cortile, non sono apribili verso lʼesterno né sono Pag. 19 di 35
20 dotate di maniglioni ad apertura rapida. I pavimenti sono in marmo lucidato e si rivelano pericolosi in relazione allʼattività che vi si svolge, in quanto sdrucciolevoli AULE DIDATTICHE Collocazione periferica nel contesto dellʼedificio scolastico, che può ingenerare negli alunni senso dʼisolamento ed estraniamento. Serrature delle porte che presentano parti metalliche sporgenti, con rischio dʼabrasioni e strappi ai vestiti VANO DI PASSAGGIO TRA IL CORTILE CENTRALE E QUELLO TORRE BUSUEMI Presenza di dislivelli del pavimento: piano inclinato fiancheggiato da due gradoni in uno dei quali, a destra, si trovano elementi degli impianti dʼautoclave d'adduzione idrica e antincendio, privi di protezione. Lʼimpianto dʼadduzione idrica è sottodimensionato rispetto le necessità, dovendosi procedere a frequenti sostituzioni dei globi sotto pressione e dei motorini. Presenza di porta metallica a "fisarmonica", verso il cortile interno. Fare sempre attenzione a che le guide a pavimento vengano poste in posizione verticale quando la porta è aperta, altrimenti cʼè il rischio dʼinciampare sulle stesse VANO SCALA CORTILE Corrimano non a norma. Manca il trattamento antiscivolo dei gradini o, in alternativa, il nastro autoadesivo antisdrucciolo LOCALI PALESTRA E ATTREZZISTICA GINNICA (piano terra) Infissi non adeguati allʼuso che, in caso di rottura per pallonate, urti, ecc., possono ingenere schegge che possono ferire. Inoltre detti infissi non sono apribili dallʼinterno verso lʼesterno né sono dotate di maniglioni ad apertura rapida. Lʼaccesso avviene a mezzo di gradini, con situazione di pericolo nel caso in cui gli alunni manifestino poca disciplina nelle fasi dʼingresso ed uscita. Non è possibile lʼaccesso ad eventuali portatori di handicap. Mancano armadietti idonei SERVIZI IGIENICI CORTILE Porte con chiusure rotte o inadeguate. Possibili cattivi odori e risalita liquami dalla fognatura. Scarsa ventilazione e illuminazione TERMOVONVETTORI I termoconvettori a servizio degli uffici di 1 piano sono privi dei necessari tubicini e recipienti per la raccolta dellʼacqua di distillazione, che cade così liberamente causando deterioramento delle strutture edilizie e fastidio per gli utenti CORRIDOIO E ALTRI LOCALI DI PIANO TERRA Le due uscite verso il cortile centrale non sono apribili in quanto tenute chiuse con catenacci. Le relative rampe a gradini sono ostruite con materiali vari. La corretta praticabilità di dette rampe di scale consentirebbe una migliore aerazione degli ambienti di piano terra e un più agevole uso degli stessi CORTILE ESTERNO CON INGRESSO DA VIA BENFRATELLI snc Il cortile è utilizzato per posteggio di biciclette e motocicli, circostanza che può risultare nociva per gli occupanti delle aule di piano terra a causa degli eventuali rumori ed emissione di gas di scarico. Pag. 20 di 35
REGIONE SICILIANA. Comune di LICATA (AG) ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE F. RE CAPRIATA INFORMAZIONE
REGIONE SICILIANA Comune di LICATA (AG) ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE F. RE CAPRIATA INFORMAZIONE (ai sensi dell'art. 36 del D.Lgs. 81/2008) DOCENTI E ATA PRESENTAZIONE Il Decreto Legislativo