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Timestamp: 2020-08-05 23:04:39+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 11680 del 11/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11680 del 11/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 11/05/2017, (ud. 12/04/2017, dep.11/05/2017), n. 11680
sul ricorso iscritto al n. 15943/2013 R.G. proposto da:
Comune di Borgorose, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Franco
Carile e Maria Teresa Barbantini, elettivamente domiciliato presso
lo studio della seconda in Roma al viale Giulio Cesare n. 14, per
n. 378/38/12 depositata il 20 dicembre 2012;
Udito l’Avv. Luigi Barbantini su delega per il ricorrente.
La Commissione tributaria regionale del Lazio respingeva l’appello proposto dal Comune di Borgorose contro la sentenza di annullamento dell’avviso di accertamento emesso nei confronti di A.G. per recupero TARSU sugli anni 2004-2008.
L’ente ricorre per cassazione sulla base di due motivi, il secondo dei quali stigmatizza l’insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo dell’impugnata sentenza.
Il contribuente resta intimato.
1. Il secondo motivo di ricorso denuncia nullità della sentenza per insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo.
Il motivo deve essere anteposto, in quanto logicamente prioritario.
La sentenza è nulla per contrasto insanabile tra motivazione e dispositivo quando essa non consente di individuare il comando giudiziale, attesa l’impossibilità di ricostruirlo mediante valutazioni di prevalenza tra le affermazioni di segno opposto (Cass. 2 luglio 2007, n. 14966, Rv. 597746; Cass. 11 luglio 2014, n. 15990, Rv. 632120).
La sentenza oggi in scrutinio enumera in motivazione solo ragioni idonee a giustificare l’accoglimento dell’appello, poichè alla decisione di primo grado imputa carenza nella ricostruzione dei fatti, riferimento a istituti non pertinenti e omesso rilievo della non autonoma impugnabilità dell’atto inviato al contribuente.
Nel dispositivo, invece, la medesima sentenza recita: “la Commissione respinge l’appello del Comune di Borgorose”; affermazione che non può ritenersi soccombente rispetto alle ragioni esposte in motivazione, giacchè proprio questa reca l’incipit “la Commissione, esaminati gli atti, ritiene che l’appello sia infondato e, pertanto, vada respinto”.
2. Il primo motivo di ricorso denuncia violazione D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19 e omesso esame di fatto decisivo, riproponendo i motivi di gravame sulla non autonoma impugnabilità dell’atto inviato al contribuente e sull’incontestabilità della pretesa tributaria oggetto di definizione agevolata.
2.1. Il motivo è assorbito.
Seppur prospettato come principale, esso in realtà non può essere esaminato, ostandovi una preclusione logica, chè non è possibile verificare specifici difetti di giudizio in una sentenza nulla per contraddittorietà interna.
3. Il ricorso deve essere accolto nel secondo motivo, assorbito il primo; la sentenza va cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio per nuovo esame e regolamento delle spese.
Accoglie il ricorso nel secondo motivo, assorbito il primo; cassa la sentenza in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.