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Timestamp: 2020-02-19 09:29:01+00:00
Document Index: 19792395

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 366', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 366', 'art. 369', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 360', 'art. 111', 'art. 366', 'art. 111']

Sentenza Cassazione Civile n. 11946 del 30/05/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11946 del 30/05/2011
Cassazione civile sez. III, 30/05/2011, (ud. 05/05/2011, dep. 30/05/2011), n.11946
sul ricorso 7882/2009 proposto da:
A.V. ((OMISSIS)), elettivamente domiciliato
NATOLI Giorgio, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato
DE SANTIS QUINTO, giusta delega in calce al ricorso;
MELIORBANCA SPA ((OMISSIS)), già Meliorconsorzio SpA, Consorzio
Nazionale per il Credito Agrario di Miglioramento, nonchè società
capogruppo del Gruppo Bancario Meliorbanca in persona del suo
Amministratore Delegato, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
FLAMINIA 388, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPINA BEVIVINO,
rappresentata e difesa dall’avvocato BARDANI Ulisse, giusta delega in
CASSA DI RISPARMIO DI FOLIGNO SPA in persona del Presidente del
Consiglio di Amministrazione, elettivamente domiciliata in ROMA,
CIRCONVALLAZIONE CLODIA 29, presso lo studio dell’avv. GALLIGARI
Maria Giovanna (Studio avv. Barbara Piccini), che la rappresenta e
difende, giusta delega in calce al controricorso;
COMUNITA’ MONTANA MONTI DEL TRASIMENO, INTESA SANPAOLO SPA;
avverso la sentenza n. 1223/2008 del TRIBUNALE di PERUGIA del
3.12.08, depositata il 15/12/2008;
udito per il ricorrente l’Avvocato Guido Orlando (per delega avv.
Giorgio Natoli) che si riporta agli scritti.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. ANTOHIETTA
1 – Con ricorso notificato il 31 marzo 2009 A.V. ha chiesto la cassazione della sentenza, notificata il 10 febbraio 2009, depositata in data 15 dicembre 2008 dal Tribunale di Perugia, che aveva rigettato l’opposizione da lui proposta nell’ambito dell’esecuzione promossa nei suoi confronti dalla Comunità Montana Monti del Trasimeno, nella quale erano intervenuti Melioconsorzio S.p.A. e Credito Agricolo Italiano S.p.A..
Meliorbanca S.p.A. e Cassa di Risparmio di Foligno S.p.A. hanno resistito con separati controricorsi, mentre gli altri intimati, Comunità Montana Monti del Trasimeno e Intesa Sanpaolo S.p.A., non hanno espletato attività difensiva.
2 – Il ricorso è inammissibile per due ordini di ragioni. In primo luogo per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 6. Infatti è orientamento costante (confronta, tra le altre, le recenti Cass. Sez. Un. n. 28547 del 2008; Cass. Sez. 3^ n. 22302 del 2008) che, in tema di ricorso per cassazione, a seguito della riforma ad opera del D.Lgs. n. 40 del 2006, il novellato art. 366 c.p.c., comma 6, oltre a richiedere la “specifica” indicazione degli atti e documenti posti a fondamento del ricorso, esige che sia specificato in quale sede processuale il documento, pur individuato in ricorso, risulti prodotto. Tale specifica indicazione, quando riguardi un documento prodotto in giudizio, postula che si individui dove sia stato prodotto nelle fasi di merito, e, in ragione dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, anche che esso sia prodotto in sede di legittimità.
In altri termini, il ricorrente per cassazione, ove intenda dolersi dell’omessa o erronea valutazione di un documento da parte del giudice di merito, ha il duplice onere – imposto dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6 – di produrlo agli atti e di indicarne il contenuto. Il primo onere va adempiuto indicando esattamente nel ricorso in quale fase processuale e in quale fascicolo di parte si trovi il documento in questione; il secondo deve essere adempiuto trascrivendo o riassumendo nel ricorso il contenuto del documento. La violazione anche di uno soltanto di tali oneri rende il ricorso inammissibile.
Questi oneri processuali non sono stati rispettati nei con confronti dei documenti cui il ricorso fa riferimento.
3. – In secondo luogo la formulazione del ricorso non soddisfa i requisiti stabiliti dall’art. 366 c.p.c., n. 4 e art. 366 bis c.p.c..
La prima norma (art. 366 c.p.c., n. 4) prescrive che il ricorso deve contenere, a pena d’inammissibilità, per ciascuna censura, la specificazione dei motivi per i quali si chiede la cassazione con l’indicazione delle norme di diritto poste a fondamento, adempimento non rispettato dal ricorrente.
Considerata la sua funzione, la seconda norma indicata (art. 366 bis c.p.c.) va interpretata nel senso che per, ciascun punto della decisione e in relazione a ciascuno dei vizi, corrispondenti a quelli indicati dall’art. 360, per cui la parte chiede che la decisione sia cassata, va formulato un distinto motivo di ricorso.
Nel ricorso proposto dall’ A. ai sensi dell’art. 111 Cost., non è possibile rinvenire nè quesiti di diritto, nè momenti di sintesi formulati secondo i principi sopra enunciati 4. – La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti;
Le argomentazioni addotte dal ricorrente con la memoria non inducono a diversa statuizione; infatti è certo (Cass. n. 3633 del 2011) che l’art. 366 bis cod. proc. civ., il quale prescrive che ogni motivo di ricorso per cassazione si concluda con la formulazione di un esplicito quesito di diritto, si applica anche al ricorso straordinario per cassazione di cui all’art. 111 Cost., giacchè questo è assoggettato, per forma, termini e condizioni di ammissibilità, alla disciplina processuale stabilita per il ricorso ordinario;
Dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate, a favore di ciascuno dei resistenti, in complessivi Euro 2.200,00, di cui Euro 2.000,000 per onorari, oltre spese generali e accessori di legge.