Source: https://www.studiolegaleavvocatoepis.it/matrimonialista/
Timestamp: 2020-02-25 08:03:35+00:00
Document Index: 138096926

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5']

Avvocato Matrimonialista Roma Bergamo
Avvocato Matrimonialista Consulenza legale
La consulenza dell’Avvocato matrimonialista – Natura dell’unione ed obblighi dei coniugi
Il matrimonio può essere inteso sia come atto che come rapporto, nel primo caso si fa riferimento ad una struttura complessa che vede l’intervento di diversi soggetti, oltre ai nubendi, e si forma attraverso una procedura che inizia con le pubblicazioni e culmina nella celebrazione dell’atto, nel secondo, invece, si pone l’accento ai diritti ed agli obblighi che i coniugi devono necessariamente osservare a partire dalla celebrazione del matrimonio.
Separazione dei beni – Avvocato Matrimonialista – Fondo patrimoniale
Tendenzialmente i nubendi all’atto della celebrazione del matrimonio tendono a non far modifiche al proprio regime patrimoniale ed in conseguenza tra essi si instaura il regime ex lege della comunione dei beni.
Tuttavia i nubendi possono anche scegliere il regime della separazione dei beni, ovvero apportare delle modifiche al regime della comunione del patrimonio personale oppure adottare in aggiunta ai precedenti regimi anche quello del fondo patrimoniale.
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Quindi è utile rivolgersi ad un avvocato Matrimonialista per capire le conseguenze giuridiche della scelta di ogni rapporto patrimoniale e quali conseguenze comportano sia nella vita quotidiana che in caso di rottura del rapporto coniugale.
Simone Epis è anche Avvocato Matrimonialista civile, concordatario ovvero acattolico
Il matrimonio cattolico non necessariamente deve avere effetti civili infatti i nubendi possono optare per il solo rito religioso ed in tal caso si potrebbe aver bisogno di un avvocato perché siffatta unione avrebbe effetti solo spirituali.
Ora essendoci un’unione non tipizzata dall’ordinamento ma essendoci certamente una comunione di intenti tra i nubendi si rende in conseguenza necessario regolare il loro rapporto su un piano patrimoniale.
A tal fine è possibile ricorrere ad un contratto di convivenza ai sensi della legge 76/2016 il cui art. 1, comma 36, dispone che: “Ai fini delle disposizioni di cui ai commi da 37 a 67 si intendono per «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.”.
Tuttavia si può anche non ricorrere alla legge 76/2016 perché le convivenze di fatto non devono essere obbligatoriamente registrate all’anagrafe.
In caso di mancata registrazione, anche quando il rapporto sia stabile e duraturo, si parla di convivenza di fatto non formalizzata.
Come ribadito anche dalla recente giurisprudenza, i due conviventi costituiscono comunque una coppia, ma non godono dei diritti propri delle convivenze di fatto formalmente registrate.
In tal caso è però possibile ricorrere ad accordi che fissino i reciproci obblighi patrimoniali e morali.
Ora i minori di età non possono contrarre matrimonio tuttavia il tribunale, su istanza dell’interessato, può con decreto ammettere al matrimonio chi abbia compiuto gli anni sedici ed in tal caso è necessario un avvocato per curare il relativo ricorso di volontaria giurisdizione.
Sul punto è da ricordarsi che un minore emancipato, che sia anche autorizzato all’esercizio di una impresa commerciale, può compiere da solo gli atti che eccedono la volontaria giurisdizione.
Si rammenta che un minore emancipato può esercitare un’impresa commerciale se è autorizzato dal tribunale ed in tal caso è comunque necessario un avvocato per fare il relativo ricorso di volontaria giurisdizione.
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In caso di crisi o di rottura del rapporto di coniugio è fondamentale rivolgersi ad un avvocato che può tutelare al meglio gli interessi della parte.
Infatti in caso di separazione che può essere consensuale ovvero giudiziale vi sono ingenti diritti da tutelare al meglio.
Ad esempio in caso di separazione giudiziale il giudice, pronunziandosi, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la stessa separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri.
Fondamentale è quindi la scelta che deve essere in grado di dimostrare che il proprio assistito non sia il responsabile della separazione ovvero che riesca a convincere entrambe le parti a trovare un accordo per avere una separazione consensuale.
Sul punto si ricorda che è fondamentale non essere il coniuge a cui viene addebitata la separazione anche a fini di successione.
Infatti al coniuge a cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti del coniuge non separato mentre il coniuge cui è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento di apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto.
Altresì in caso di divorzio è fondamentale essere assistiti da un buon Avvocato perché “con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive.”, con eventuale azione di recupero credito in caso di insolvenza.
In più l’Avvocato Divorzista ricorda che “a colui al quale è stato riconosciuto il diritto alla corresponsione periodica di somme di denaro a norma dell’art. 5, qualora versi in stato di bisogno, il tribunale, dopo il decesso dell’obbligato, può attribuire un assegno periodico a carico dell’eredità tenendo conto dell’importo di quelle somme, della entità del bisogno, dell’eventuale pensione di reversibilità, delle sostanze ereditarie, del numero e della qualità degli eredi e delle loro condizioni economiche.
L’assegno non spetta se gli obblighi patrimoniali previsti dall’art. 5 sono stati soddisfatti in unica soluzione
In più in caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio è fondamentale anche regolare a chi spetti la responsabilità genitoriale sui figli ed a chi sia affidata la casa familiare.
Quindi come Avvocato specializzato in Diritto di famiglia, si cercherà di tutelare al meglio gli interessi della parte anche perché il godimento della casa è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli.
Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra genitori, considerando l’eventuale diritto di proprietà.