Source: https://www.ateneoweb.com/approfondimenti-legali/cavi-telefonici-ed-elettrici-nelle-proprieta-private-obblighi-e-diritti.html
Timestamp: 2017-09-20 04:12:35+00:00
Document Index: 25951897

Matched Legal Cases: ['art.1056', 'art.1033', 'art.1065', 'art.1067', 'art.1068', 'art.1068', 'art.1068', 'art.1069', 'art.122', 'art. 92']

Cavi telefonici ed elettrici nelle proprieta' private: obblighi e diritti
Le regole qui esposte si riferiscono agli impianti di reti di comunicazione elettronica (quindi i sistemi di trasmissione che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo fibre ottiche comprese le reti satellitari, le reti terrestri mobili e fisse compresa internet, le reti utilizzate per la diffusione di programmi sonori e televisivi, le reti televisive via cavo), alle reti di distribuzione di energia elettrica (elettrodotti), agli impianti idrici.
Diamo un'occhiata alle normative che sanciscono vincoli ed obblighi per i proprietari di fondi o immobili coinvolti nel passaggio dei vari impianti.
Per gli impianti di pubblica utilità (pubblici o privati dichiarati di pubblica utilità per decreto) i fili ed i cavi possono passare -anche senza il consenso del proprietario- sia sopra proprietà pubbliche o private sia davanti ai lati degli edifici dove non vi siano finestre od altre aperture. Anche nel caso di condominio, il proprietario/condomino non può opporsi all'appoggio di antenne o sostegni, al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto nella parte del proprio immobile occorrente per soddisfare le richieste di utenza del condominio, stante il fatto che l'installazione non deve impedire l'uso dell'immobile.
Il proprietario deve anche rendere possibile il passaggio nell'immobile di sua proprietà del personale che deve installare, riparare o comunque mantenere in buon uso l'impianto di comunicazione.
Nel particolare caso degli impianti a fibra ottica, il personale che si occupa dell'installazione può accedere a tutte le parti comuni degli edifici, anche nel caso fossero non abitati e di nuova costruzione. Nel compenso deve anche essere garantito al condominio il ripristino delle parti condominiali coinvolte dai lavori a spese dell'operatore di comunicazione che procede all'installazione.
Impianti elettrici (C.c.art.1056) ed elettrodotti (Rd 1775/1933)
"Ogni proprietario e' tenuto a dare passaggio per i suoi fondi alle condutture elettriche, in conformità alle leggi in materia".
collocare ed usare condutture sotterranee od appoggi per conduttori aerei e far passare conduttori elettrici su terreni privati e su vie e piazze pubbliche, impiantare cabine di trasformazione o di manovra necessarie all'esercizio delle condutture;
infiggere supporti ed ancoraggi per conduttori aerei all'esterno dei muri o facciate delle case rivolte verso le vie o piazze pubbliche, a condizione che vi si acceda dall'esterno e che i lavori siano eseguiti con tutte le precauzioni necessarie sia per garantire la sicurezza e l'incolumità, sia per arrecare il minimo disturbo agli abitanti. Di tali servitù sono esenti le case, salvo le facciate verso le vie e piazze pubbliche, i cortili, i giardini, i frutteti e le aie delle case attinenti;
tagliare rami degli alberi che si trovano in prossimità dei conduttori aerei e che quindi possano, con caduta, causare corti circuiti od arrecare inconvenienti al servizio o danni alle condutture;
Impianti idrici (C.c. art.1033)
Per gli interventi di cui sopra non e' necessario il consenso del proprietario del fondo o dell'immobile. E' pero' necessario vi sia un atto costitutivo che sancisca e precisi i vincoli, la servitu' volontaria (quindi contrattuale, dettagliata col consenso del proprietario, se questo c'e') o coattiva, ottenuta tramite atto dell'autorita' giudiziaria o amministrativa. In alcuni casi la legge prevede, a fronte della servitu', il pagamento di un indennizzo.
In termini generali se il titolo c'e' e il proprietario si rifiuta di agevolare l'accesso alla sua proprietà ai fini suddetti, il gestore del servizio che intende installare l'impianto può agire in giudizio per far rispettare la legge.
Il proprietario ha facoltà di opporsi alle servitù imposte facendo ricorso al Tar, tenendo comunque in
considerazione i vincoli di legge. Per agire contro il gestore, invece, e' competente il giudice ordinario (vedi più avanti).
Leggendo le norme del codice civile sulle servitu' si desume, al riguardo, che
la servitù deve essere eseguita in modo da soddisfare il bisogno del titolare del diritto (in questo caso il gestore), con il minor aggravio del fondo servente (c.c.art.1065).
il titolare del diritto (in questo caso il gestore) non può fare innovazioni che rendano più gravosa la condizione del fondo servente. Per contro il proprietario del fondo servente non può compiere atti che tendano a diminuire l'esercizio della servitù o a renderlo più scomodo (c.c.art.1067).
il proprietario legato dalla servitù non può trasferire l'esercizio della stessa in un luogo diverso da quello nel quale e' stata stabilita originariamente, a meno che tale vincolo non sia diventato gravoso per il fondo servente o se impedisce l'esecuzione di lavori, riparazioni, miglioramenti. In tal caso il proprietario può offrire un luogo diverso ed egualmente comodo per l'esercizio della servitù, e la controparte non può rifiutare (c.c.art.1068).
al pari, il trasferimento del luogo di esercizio della servitù può avvenire su iniziativa della parte dominante (il gestore che ha installato gli impianti, nel caso), senza che ciò comporti danni ne' svantaggi al fondo servente (c.c.art.1068)
il trasferimento del luogo dell'esercizio della servitù può essere disposta anche dall'autorità giudiziaria (c.c.art.1068).
il gestore titolare della servitù può fare tutte le opere necessarie alla conservazione della stessa, ma deve scegliere il tempo e il modo meno scomodi per il proprietario del fondo servente. Tali opere sono a sue spese, salvo che sia diversamente stabilito dalla servitù stessa o dalla legge (c.c. art.1069).
Per gli spostamenti chiesti dal proprietario il discorso e' più complesso.
La legge in più occasioni specifica che il proprietario può sempre fare sul suo fondo qualunque innovazione, e se questa comporta la rimozione o il diverso collocamento degli impianti, fili, cavi, etc. NON deve farsi carico del pagamento di alcuna indennità, salvo che ciò sia stabilito dall'autorizzazione o provvedimento amministrativo che costituisce la servitù (si veda l'art.122 del RD 1775/1933 e il D.lgs.259/2003 art. 92). Ciò non significa automaticamente e semplicisticamente che il proprietario può sempre chiedere al gestore (Telecom, Enel) di spostare cavi, fili o altro senza doversi assumere alcuna spesa.
In realtà, come già visto, tutto dipende dalla servitù a cui e' legato e dal motivo per cui chiede lo spostamento.
Il principio che si desume dagli articoli del codice civile sopra-riportati e' che la servitù non deve comportare per il proprietario eccessiva onerosità in termine di vincoli, ma nel contempo non può essere modificata a suo piacimento.
Il primo consiglio e' sempre quello di visionare attentamente l'atto che disciplina la servitù , sia essa contrattuale o coattiva. Ciò e' determinante prima di valutare un'azione legale contro il gestore.