Source: https://www.paoloalfano.it/2010/07/08/pagamentirifiuto-assegni-ingiustiificatoadempimento/
Timestamp: 2020-01-24 02:39:08+00:00
Document Index: 88160933

Matched Legal Cases: ['art. 112', 'sentenza ', 'art. 1277', 'art. 112', 'art. 100', 'art. 37']

Pagamenti,rifiuto assegni, ingiustiìficato,adempimentoStudio Legale Avv. Paolo Alfano | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
Pagamenti,rifiuto assegni, ingiustiìficato,adempimento
8 Luglio 2010 Paolo Alfano	Lascia un commento
A. Con il primo la xxxxx – esposto che nel caso “l’assegno corrisposto dalla debitrice è consistito in un assegno bancario” – denunzia violazione e falsa applicazione degli artt. 1182 e 1217 cod. civ. nonché dell’ art. 112 c.p.c. (error in procedendo) adducendo che – avendo questa Corte affermato, “in numerosissime massime” (“comprese quelle richiamate nella sentenza gravata”), che “ai fini dell’estinzione dell’obbligazione pecuniaria sia necessaria la ‘dazione’ di moneta contante avente corso legale … ex art. 1277 cc” ed esteso “solo recentemente” (“Cass. civ. sez. unite, 18 dicembre 2007 n. 26617”) “tale potere estintivo esclusivamente all’assegno circolare anche se con ‘determinate limitazioni’” – l’assegno bancario non rientra “nell’ambito degli ‘strumenti legali’ di estinzione delle obbligazioni pecuniarie” e conserva la “sua natura di datio pro solvendo e pertanto rifiutabile dal debitore” (“in tal senso … Cass. III, 10 febbraio 2003 n. 1939”).
A conclusione la xxxxxx chiede (quesito di diritto):
A conclusione la xxxxxxx chiede (quesito di diritto)
– l’altra fondata sulla contrarietà a «correttezza e buona fede» del «comportamento» tenuto nel caso dalla creditrice, il cui «rifiuto» è stato ritenuto (appunto) «oltremodo contrario a buona fede» perché giustificato (unicamente) con l’asserita (ma, in realtà, infondata al momento dell’invio del titolo [né la xxxxxx ha in alcun modo censurato lo specifico accertamento fattuale del giudice del merito secondo cui “l’assegno inviato alla creditrice prima della notifica del precetto aveva ad oggetto un importo corrispondente alle somme capitali e ai relativi interessi come dovute all’epoca del pagamento”]) non congruità dell’importo portato dall’assegno bancario rimesso dalla debitrice.
L’eventuale violazione dell’art. 112 c.p.c. – per omissione di pronuncia attinente detta richiesta – in cui potrebbe essere incorso il giudice a quo, comunque, non è stata denunziata dalla società, unica avente interesse (art. 100 c.p.c.), per cui la pretesa domanda di restituzione (se effettivamente prospettata) deve ritenersi definitivamente estranea al thema decidendi: va, quindi, rilevata la carenza di qualsiasi presupposto fattuale che possa involgere l’applicazione dell’art. 37 c.p.c. del quale la xxxxxx denunzia la violazione con il motivo in esame.
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