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Timestamp: 2018-11-16 18:50:44+00:00
Document Index: 38997931

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 103', 'art. 103', 'sentenza ', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 167']

Novità fiscali del 27 maggio 2009: nuovi criteri per il calcolo dell’imponibile IRAP: chiarimenti delle Entrate; cooperative edilizie: addebitabile al socio l’IVA sull’assegnazione dell’alloggio; interpello CFC: chiarimenti sull’effettivo esercizio di un’attività commerciale nel paese black list; Posta Elettronica Certificata: decreto attuativo pubblicato in G.U. | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 27 maggio 2009: nuovi criteri per il calcolo dell’imponibile IRAP: chiarimenti delle Entrate; cooperative edilizie: addebitabile al socio l’IVA sull’assegnazione dell’alloggio; interpello CFC: chiarimenti sull’effettivo esercizio di un’attività commerciale nel paese black list; Posta Elettronica Certificata: decreto attuativo pubblicato in G.U.
1) Posta elettronica certificata: Decreto attuativo pubblicato in G.U.
2) Agenzia delle Entrate: Collaborazione sulla didattica a distanza con l’Università di Roma
3) Indice ISTAT di aprile 2009
4) Nuovi criteri per il calcolo dell’imponibile Irap: Chiarimenti delle Entrate
5) Cooperative edilizie: Addebitabile al socio l’IVA sull’assegnazione dell’alloggio
6) Interpello CFC: Chiarimenti sull’effettivo esercizio di un’attività commerciale nel paese black list
È stato pubblicato sulla G.U. n. 119 del 25.05.2009, il D.P.C.M. del 06.05.2009 che ha attuato le nuove disposizioni in materia di rilascio e di utilizzo della posta elettronica certificata (Pec) contenute nel D.L. n. 185/2008 (c.d. Decreto anticrisi).
Al cittadino verrà assegnato un indirizzo di PEC, dietro sua richiesta da fare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, direttamente o tramite l’affidatario del servizio.
L’attivazione della PEC e le comunicazioni che transitano per la predetta casella di PEC sono previste senza oneri per il cittadino.
Le modalità di richiesta, di attivazione, di utilizzo e di recesso dal servizio di PEC sono state definite nell’allegato A che costituisce parte integrante del neo decreto.
La PEC consente l’invio di documenti informatici per via telematica (la cui trasmissione avviene ai sensi degli artt. 6 e 48 del codice di cui al D.Lgs. n. 82 del 2005, con gli effetti di cui all’art. 16-bis, comma 5, del D.L. 29.11.2008, n. 185).
Per i cittadini che utilizzano il servizio di PEC, l’indirizzo è valido ad ogni effetto giuridico, ai fini dei rapporti con le pubbliche amministrazioni.
Le modalità e le procedure tecniche relative alla conoscibilità dell’atto saranno precisate nell’ambito delle specifiche del servizio.
Infine, viene disposto che la volontà del cittadino espressa come prevede il neo Decreta, rappresenta la esplicita accettazione dell’invio, tramite PEC, da parte delle pubbliche amministrazioni di tutti i provvedimenti e gli atti che lo riguardano.
In sostanza, la notifica degli atti (multe di auto, ecc.) non avverrà più all’indirizzo fisico dell’utente (cioè presso la propria abitazione, ecc.) ma solo a quello telematico (“virtuale”) nella casella di posta elettronica certificata che verrà rilasciata al cittadino senza pagamento di oneri previsti per tale servizio.
(Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 06.05.2009, pubblicato sulla G.U. n. 119 del 25.05.2009)
Siglata nei giorni scorsi la convenzione sulla formazione a distanza tra l’Agenzia delle Entrate e il C.A.T.T.I.D. – Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza della “Sapienza” Università di Roma.
L’accordo è maturato nell’ambito delle politiche di sviluppo del personale dell’Agenzia delle Entrate con lo scopo di diffondere e gestire in maniera adeguata soluzioni di didattica a distanza rivolte a tutto il personale.
L’adozione di tecniche di e-learning e di learning collaboration, nelle quali l’ente
universitario si distingue come centro di competenza altamente qualificato a livello nazionale ed europeo, costituisce un passo importante per l’innovazione della formazione del personale dell’Agenzia delle Entrate.
L’iniziativa mira a una maggiore capillarità e tempestività delle attività didattiche e a una significativa ottimizzazione dei costi e dei tempi di erogazione.
L’Agenzia delle Entrate coinvolgerà il C.A.T.T.I.D. nella definizione degli obiettivi della formazione a distanza allo scopo di individuare le azioni di intervento più pertinenti al proprio contesto.
Il C.A.T.T.I.D. metterà dal canto suo a disposizione dell’Agenzia le competenze sulla progettazione dei percorsi didattici e sulla valutazione dell’efficacia dei sistemi a distanza.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 26.05.2009)
L’Indice dei prezzi al consumo, utile anche ai fini della disciplina delle locazioni di immobili urbani, per il mese di aprile 2009 è risultato in misura del 1%.
(Indice ISTAT pubblicato nella G.U. n. 119 del 25.05.2009)
Per determinare la base imponibile Irap, la società deve tener conto, oltre che delle plus e minusvalenze relative ai beni patrimoniali, anche delle eventuali plusvalenze e delle minusvalenze derivanti dalla cessione dei beni strumentali. Non concorrono, invece, alla formazione della base imponibile le plus/minusvalenze derivanti dalla cessione d’azienda, rientrando questa nell’ambito di operazioni che generano sempre componenti straordinarie che non rilevano, quindi, alla determinazione dell’imponibile Irap.
Sono questi alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 27/E del 26.05.2009, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha risposto ai quesiti formulati dalle associazioni di categoria in riferimento ai nuovi criteri di determinazione del valore della produzione ai fini Irap per le società di capitali, imprese assicurative, istituti di credito ed enti finanziari.
Per le società commerciali, inoltre, la circolare ha precisato che le plus/minusvalenze derivanti da fenomeni valutativi come, ad esempio, le svalutazioni delle immobilizzazioni, non concorrono a formare la base imponibile per il calcolo dell’Imposta regionale sulle attività produttive.
Tale irrilevanza vale anche per le banche e, se le rettifiche riguardano voci del conto tecnico, per le assicurazioni.
Non assumendo natura retributiva, rientrano, infine, tra i costi deducibili ai fini Irap, spiega la circolare, le spese funzionali sostenute, ad esempio, per l’acquisto di tute e scarpe da lavoro, per i corsi di aggiornamento professionale, per i servizi di mensa e di trasporto collettivo dei dipendenti.
Si tratta, infatti, di somme utilizzate per acquisire beni e servizi da destinare ai dipendenti per lo svolgimento dell’attività lavorativa.
In particolare, con tale documento l’Agenzia delle Entrate ha fornito i seguenti chiarimenti:
Anche dopo la recente (Legge Finanziaria 2008) riforma della disciplina dell’IRAP, rilevano anche ai fini di tale imposta le plusvalenze e le minusvalenze emergenti in sede di realizzo dei beni strumentali.
Viceversa, non concorrono a formare la base imponibile le plus/minusvalenze derivanti da fenomeni valutativi, posto che l’art. 5 del D.Lgs. n. 446/1997 esclude espressamente la deducibilità dall’IRAP della voce B10) lettera c) del conto economico, riferita alle svalutazioni delle immobilizzazioni.
Tali conclusioni restano valide anche per i soggetti IAS adopter i quali devono assumere, ai fini della determinazione della base imponibile IRAP, le voci del valore e dei costi della produzione.
Infine, l’irrilevanza ai fini IRAP dei fenomeni valutativi vale anche per le banche, nonché per le imprese di assicurazione, se le rettifiche riguardano voci del conto non tecnico.
Plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni di cessione di azienda
Le plus/minusvalenze derivanti dalla cessione d’azienda non rilevino ai fini dell’IRAP.
Ciò poiché la cessione d’azienda è un’operazione che genera sempre componenti straordinarie che non concorrono alla formazione della base imponibile IRAP.
Ammortamento dell’avviamento e dei marchi
Sono ammesse in deduzione quote di ammortamento del costo sostenuto per
l’acquisizione di marchi d’impresa e a titolo di avviamento in misura non
superiore a un diciottesimo del costo
Tale possibilità vale anche nei confronti delle banche, altri enti e società finanziari e delle imprese di assicurazione.
Infatti, anche se tali soggetti subiscono – in via generale – la limitazione dell’ammortamento dei beni strumentali nella misura del 90%, possano dedurre integralmente le quote di ammortamento calcolate nei limiti di un diciottesimo del costo sostenuto per l’acquisizione di marchi d’impresa e a titolo di avviamento.
Individuazione delle spese per il personale rilevanti ai fini IRAP
Le spese sostenute dall’azienda per acquisire beni e servizi da destinare ai dipendenti per lo svolgimento dell’attività lavorativa continuano ad essere deducibili nella misura in cui costituiscono spese funzionali all’attività di impresa e non assumono natura retributiva per il dipendente.
Ad esempio, rientrano tra i costi deducibili quelli sostenuti per l’acquisto di tute e scarpe da lavoro; per i corsi di aggiornamento professionale, per i servizi di mensa e di trasporto collettivo dei dipendenti; quelle erogate a terzi dal datore di lavoro per il viaggio, il vitto e l’alloggio dei dipendenti o dei collaboratori in occasione di trasferte; i rimborsi analitici delle spese di vitto, di alloggio e di viaggio anticipate dal dipendente o dal collaboratore in occasione delle trasferte.
Restano indeducibili, come avveniva in precedenza, le somme erogate al dipendente o al collaboratore a titolo di indennità e tutti gli altri elementi che compongono la retribuzione lorda (come le indennità di trasferta, le indennità di mancato preavviso, le indennità per rischio, i premi aziendali, ecc.)
Infine, l’Agenzia delle Entrate ha osservato che per le banche e gli altri enti e società finanziari che determinano il valore della produzione ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 446/1997 non è prevista la disposizione che rende indeducibili le spese del personale ovunque contabilizzate mentre viene sancita la rilevanza delle altre spese amministrative per un importo pari al 90%.
Pertanto, tali soggetti possono includere nella base imponibile (in misura pari al 90%) i costi per beni e/o servizi destinati ai dipendenti che – secondo una corretta classificazione contabile – risultano iscritti nella voce 150 b) dello schema di conto economico approvato dalla Banca d’Italia, destinata ad accogliere le spese amministrative diverse da quelle sostenute per il personale.
Le nuove regole di determinazione della base imponibile avevano creato qualche dubbio interpretativo, adesso l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:
Le quote di ammortamento dei beni materiali, non dedotte in applicazione della precedente disciplina, perché eccedenti i limiti fiscalmente ammessi, possono essere portate in deduzione a partire dall’esercizio successivo a quello in cui si conclude l’ammortamento contabile, nei limiti dell’importo derivante dall’applicazione dei coefficienti tabellari (D.M. 31.12.1988).
Eventuali quote di ammortamento fiscalmente non dedotte per effetto della cessione del bene avranno rilevanza nella determinazione della plusvalenza o minusvalenza realizzata.
In sostanza, al momento della cessione il costo del bene dovrà essere assunto al lordo delle quote di ammortamento fiscalmente non dedotte.
Parimenti, per le imprese di assicurazione e per le aziende di credito, le svalutazioni/rivalutazioni civilistiche operate sui titoli azionari da trading che non hanno concorso alla determinazione della base imponibile IRAP assumeranno rilevanza in sede di realizzo dei titoli.
Componenti del valore della produzione che hanno assunto rilevanza in periodi di imposta precedenti l’entrata in vigore delle nuove regole di determinazione della base imponibile IRAP ed imputate a conto economico in periodi successivi.
Per evitare duplicazioni o salti di imposta, le componenti reddituali che hanno già assunto rilevanza nei periodi di imposta precedenti l’entrata in vigore del nuovo regime devono essere escluse dalla formazione della base imponibile IRAP al momento della loro imputazione a conto economico.
Operazioni straordinarie (fusione, scissione e conferimento di azienda): Rilevanza delle minusvalenze iscritte in bilancio
I minori valori iscritti in bilancio a seguito di operazioni straordinarie sono irrilevanti, ciò in coerenza con quanto precisato per i maggiori valori iscritti in assenza del ricorso all’affrancamento, mediante opzione per l’imposta sostitutiva di cui all’articolo 176, comma 2-ter, del TUIR.
Pertanto, la società beneficiaria si potrà riferire al maggiore valore fiscale che gli elementi patrimoniali trasferiti assumevano prima dell’operazione straordinaria.
In generale, per i beni iscritti in bilancio prima della riforma IRAP attuata con la finanziaria 2008, il maggiore valore fiscale assume rilevanza a partire dall’esercizio successivo a quello in cui si conclude l’ammortamento contabile, nei limiti dell’importo stabilito dalla disciplina fiscale IRES, attraverso variazioni in diminuzioni operate in sede di dichiarazione.
In particolare, per i diritti di concessione e gli altri diritti di cui all’art. 103, comma 2, del TUIR, può succedere che gli stessi risultino iscritti, nei bilanci relativi agli esercizi anteriori all’entrata in vigore della riforma IRAP, secondo valori inferiori a quelli fiscali, giacché oggetto di svalutazioni rilevanti ai soli fini civilistici; in tal caso, i predetti maggiori valori fiscali che, già negli esercizi pregressi, hanno dato luogo a maggiori ammortamenti fiscali, potranno assumere rilevanza ai fini IRAP, anche negli esercizi successivi senza soluzione di continuità, secondo i criteri di cui all’art. 103 del TUIR, ossia in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge.
Infine, riguardo ai beni merce, ai crediti, ai debiti ed ai fondi di accantonamento, si terrà conto del loro maggiore o minore valore fiscale rispettivamente al momento della cessione, incasso, estinzione ed utilizzo.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 27/E del 26.05.2009)
Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 11549 del 19.05.2009), la cooperativa edilizia si deve rivalere sul socio per la maggiore IVA accertata dall’Erario sulla cessione dell’appartamento assegnatogli.
L’Agenzia delle Entrate ha accolto l’istanza di disapplicazione del disposto dell’art. 167 del TUIR, riguardo ai redditi conseguiti dalla controllata BETA Ltd nell’esercizio chiuso al 31.12.2007.
In particolare, il contribuente istante riteneva che per i redditi prodotti dalla società controllata con sede in Hong Kong nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2007, si dovesse disapplicare, ai sensi dell’art. 167, comma 5, del TUIR, il disposto del medesimo art. 167, comma 1, giacché la controllata svolge un’effettiva attività commerciale, come sua principale attività, in Hong Kong mediante una struttura organizzativa idonea al suo svolgimento evidenziando che:
– la società istante, ALFA S.p.A., detiene una partecipazione di controllo, rappresentativa del capitale sociale, nella società di diritto estero denominata BETA Limited avente sede legale in Hong Kong;
– la controllata BETA Ltd svolge principalmente un’attività commerciale nell’industria dei gioielli;
– per lo svolgimento dell’attività, BETA Ltd utilizza un immobile preso in locazione, sito in Hong Kong e impiega alcune unità di personale dipendente.
In tale contesto, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato l’idoneità della struttura organizzativa allo svolgimento autonomo dell’attività della società di Hong Kong, anche a livello decisionale.
La stessa, infatti, è controllata da un lato dall’italiana, dall’altro da due persone che la amministrano: l’una sul versante dei rapporti con gli interlocutori (società cinese, banche e fornitori) e della gestione del personale, l’altra – residente in Italia – su quello dello sviluppo delle attività commerciali, come la partecipazione alle fiere di settore.
Pertanto, la norma consente di disapplicare la disciplina CFC (art. 167, comma 1 del Tuir) quando “la società o altro ente non residente svolga un’effettiva attività industriale o commerciale, come sua principale attività, nello Stato o nel territorio nel quale ha sede”.
Una volta dimostrato ciò, il parere delle Entrate non può essere che favorevole.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 128/E del 26.05.2009)