Source: http://www.alicecampania.it/pagina.php?area=chi_siamo&contenuto=statuto
Timestamp: 2017-06-29 07:06:26+00:00
Document Index: 123210509

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 11', 'art. 5']

Alice Campania - Associazione Italiana per la lotta all'Ictus Celebrale - Sezione Campania - statuto
Lo Statuto di ALICe Campania-onlus“ASSOCIAZIONE PER LA LOTTA ALL’ICTUS CEREBRALE – ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA’ SOCIALE” in sigla “A.L.I.CE. ONLUS”
L’associazione si denomina “ASSOCIAZIONE PER LA LOTTA ALL’ICTUS CEREBRALE – ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA’ SOCIALE” in sigla “A.L.I.CE. ONLUS”.
L’uso della locuzione “Organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS” sarà obbligatorio in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico.
L’associazione ha sede in Napoli al Rione Sirignano N.9.
L’associazione potrà istituire sedi secondarie, uffici e rappresentanze anche altrove.
L’associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente fini di solidarietà sociale nel settore della ricerca scientifica sulle cause e la cura dell’ictus cerebrale.
Nel suddetto campo l’associazione ha lo scopo di:
-- promuovere mediante incontri , dibattiti, iniziative scientifiche, congressi e corsi di formazione sanitaria, un collegamento tra operatori specialistici e pazienti o altri interessati allo scopo di prevenire e di limitare le conseguenze dell’ictus cerebrale;
-- favorire le iniziative culturali che abbiano come finalità la diffusione delle informazioni atte a migliorare la prevenzione, l’assistenza e la cura dell’ictus cerebrale;
-- promuovere la ricerca scientifica sulle cause e la cura dell’ictus cerebrale;
-- collaborare con altre associazioni ed organismi aventi scopi similari;
- aderire al progetto federativo di associazioni regionali che abbiano le medesime finalità;
-- fondare riviste e partecipare ad attività strumentali alla divulgazione delle informazioni relative a novità terapeutiche, scoperte scientifiche etc. in tema di malattie cerebrovascolari.
L’associazione non potrà svolgere attività diverse da quelle per le quali è stata costituita, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
- dalle somme di denaro conferite dai soci;
- dalle donazioni, dai legati, da contributi istituzionali e da ogni altra forma di liberalità che vengano espressamente destinate al patrimonio dell’associazione, salve le eventuali autorizzazioni di legge.
Per l’adempimento dei suoi compiti l’associazione dispone, inoltre, delle seguenti risorse:
G) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali (art. 5 legge 11/8/1991 n. 266).
Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse (lettera E dell’art. 10 Decreto Legislativo 4.12.1997 N. 460).
E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
a) le persone fisiche affette da malattie cerebrovascolari o loro familiari, medici ed peratori sanitari;
b) le persone fisiche che prestino attività di volontariato in modo personale, spontaneo e gratuito per l’attività delle finalità statutarie.
Chiunque aderisca all’associazione può in qualsiasi momento modificare la sua volontà di recedere dal novero dei partecipanti all’associazione stessa.
Tale recesso, ai sensi dell’art. 24 c.c., avrà efficacia dal 31 dicembre dell’anno in cui è stata notificata la volontà di recedere, ad eccezione di quei recessi notificati oltre il 30 settembre, la cui efficacia decorrerà dal 31 dicembre dell’anno successivo.
La qualità di socio si perde per recesso, decesso ed esclusione ai sensi dell’art. 24 terzo comma c.c.
Tutti i soci hanno eguali diritti e doveri ed in particolare essi hanno diritti all’informazione ed accesso ai documenti amministrativi ai sensi dell’art. 11 L. 11/8/91 N. 266.
Le cariche sociali sono gratuite ed elettive.
Tutte le cariche hanno durata quadriennale, ad eccezione delle cariche nominate in sede di atto costitutivo che hanno durata annuale.
L’assemblea dei soci è costituita da tutti i soci effettivi.
Essa è presieduta dal Presidente dell’associazione, ovvero, nei casi di cui al successivo articolo 12, dal Vice Presidente.
L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno, entro il 30 aprile, per esaminare ed approvare i bilanci consuntivi e preventivi dell’associazione; in caso di necessità tali bilanci potranno essere approvati entro il 30 giugno.
L’assemblea, inoltre, viene convocata quando se ne ravvisi la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno 1/10 degli associati.
L’assemblea dei soci viene convocata presso la sede dell’associazione o in altro luogo, purché in Italia, dal Presidente dell’associazione, ovvero, nei casi di cui al successivo articolo 12, dal Vice Presidente.
La convocazione avviene mediante comunicazione diretta agli aventi diritto, a mezzo di avviso personale, nonché mediante apposizione dell’avviso nella sede sociale, almeno quindici giorni solari prima della riunione; la comunicazione, oltre l’ordine del giorno dovrà contenere l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione
L’assemblea nomina al suo interno un segretario che assista il Presidente.
I verbali delle riunioni dell’associazione sono redatti in apposito libro dal segretario sotto la direzione del Presidente.
- nomina e revoca il Consiglio Direttivo, il Presidente, il Collegio dei Revisori dei Conti ed il Collegio dei Garanti ad eccezione dei primi componenti di ciascun organo la cui nomina è contenuta nell’atto costitutivo;
- delibera sull’eventuale destinazione degli utili o avanzi di gestione, comunque denominati, nonché dei fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’associazione, qualora ciò sia consentito dalla legge e dal presente statuto;
Per le deliberazioni dell’assemblea si richiamano gli articoli 20 e 21 del c.c.
E’ ammesso l’intervento per delega da conferirsi per iscritto.
L’associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo eletto dall’assemblea, composto da non meno di tre e non più di undici soci o persone designate dall’assemblea.
Qualora uno di essi venga meno per qualsiasi motivo, il Consiglio provvederà a completarsi per cooptazione. I sostituti restano in carica fino alla successiva riunione dell’assemblea dei soci.
Qualora venga meno la maggioranza dei Consiglieri, l’assemblea dei soci dovrà essere convocata senza indugio, nel modo, tempo e luogo, di cui al precedente articolo 8, per la nomina del nuovo Consiglio Direttivo.
Il consiglio elegge tra i suoi membri il vice presidente, il tesoriere ed il segretario. Esso opera secondo le direttive espresse dall’assemblea.
Il consiglio può essere assistito, in tutte le sue attività culturali cui partecipa da un comitato culturale i cui membri sono da esso nominati, anche tra non soci.
Esso può altresì delegare le proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo composto di parte dei suoi membri.
Al Consiglio Direttivo spettano i seguenti poteri:
predisporre i bilanci preventivi e consuntivi, da sottoporre all’assemblea dei soci;
- alienare immobili o altri cespiti del patrimonio dell’associazione;
- proporre all’assemblea dei soci l’eventuale destinazione degli avanzi di gestione risultanti dal rendiconto annuale ad incremento del patrimonio dell’associazione;
- istituire uffici e rappresentanze.
Il Consiglio Direttivo può nominare procuratori ed institori.
Il Consiglio Direttivo stabilisce, altresì, le linee di politica del personale, delibera nomine, assunzioni, promozioni, trasferimenti e conferimenti di incarichi e consulenze.
A titolo puramente esemplificativo il Consiglio potrà:
- stipulare locazioni ultranovennali, concludere operazioni di finanziamento, consentire a cancellazione di ipoteche anche senza realizzo dei corrispondenti crediti;
- acquistare a titolo gratuito od oneroso beni mobili ed immobili;
- destinare il capitale a fronteggiare necessità dell’associazione;
- disporre il più sicuro e conveniente impiego del patrimonio in titoli di Stato, in altri valori immobiliari, ovvero altri beni immobili;
- stipulare contratti, convenzioni, leasing e fidi bancari.
Il Consiglio Direttivo, salvo ratifica, può delegare in parte i suoi poteri al Presidente dell’associazione o ad altro suo membro.
Per motivi di urgenza il Presidente potrà adottare decisioni proprie del Consiglio Direttivo (costituzioni di società, alienazioni, acquisti), sottoponendole al Consiglio Direttivo stesso, per la necessaria ratifica, entro e non oltre 30 giorni dal compimento dell’atto.
Il Consiglio, infine, può esprimere il proprio parere vincolante su ogni altro oggetto sottoposto alla sua attenzione dal Presidente.
Il Consiglio è validamente costituito con la presenza della maggioranza semplice dei suoi membri e delibera a maggioranza semplice dei presenti (50% più uno).
Il Consiglio Direttivo si riunisce presso la sede dell’associazione o in altro luogo, purché in Italia, ogni volta che il Presidente, ovvero, nei casi di cui all’articolo 11 il Vice Presidente, lo ritenga opportuno, o quando ne sia fatta richiesta da almeno 1/3 dei Consiglieri in carica.
La convocazione è fatta dal Presidente, ovvero nei casi di cui all’articolo 12, dal Vice Presidente, mediante lettera di invito a ciascun Consigliere almeno dieci giorni solari prima di quello fissato per l’adunanza.
In caso di particolare urgenza, il Consiglio Direttivo può essere convocato per telegramma senza l’osservanza di detto termine.
L’avviso di convocazione, oltre l’ordine del giorno, dovrà contenere l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione.
Le funzioni di Segretario del Consiglio Direttivo saranno espletate da persona, anche estranea al Consiglio Direttivo, designata di volta in volta da quest’ultimo.
Il Presidente dell’associazione viene eletto nei modi di cui al precedente articolo 8.
Il Presidente dell’associazione presiede l’assemblea dei soci ed il Consiglio Direttivo.
Il Presidente sorveglia sul buon andamento dell’amministrazione dell’associazione, cura l’osservazione dello statuto e ne promuove la riforma qualora si renda necessario.
Al Presidente, ovvero ne casi di cui all’articolo 12 al Vice Presidente, spetta la rappresentanza legale dell’associazione di fronte ai terzi e in giudizio.
Il Vice Presidente viene eletto nei modi indicati nel precedente articolo 9, dura in carica 4 anni, salvo revoca, ed è rieleggibile.
IL Collegio dei Garanti è composto da tre membri effettivi che durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
Esso rappresenta l’organo di tutela degli interessi dell’associazione e dei diritti dei singoli associati.
Il Presidente del Collegio è nominato dal Collegio nella sua prima adunanza. Ogni associato può denunciare al Collegio fatti ritenuti censurabili sotto i profili qui considerati al fine di ottenere l’esclusione del socio responsabile. Nel procedimento per esclusione, il Collegio esprime un parere motivato non vincolante.
Il Collegio dei Revisori dei Conti è l’organo di vigilanza e di controllo dell’associazione.
Esso si compone di tre membri nominati nell’atto costitutivo.
L’incarico di revisore dei conti è incompatibile con la veste di Consigliere.
Il Collegio accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, effettua verifiche di cassa, provvede al riscontro della gestione finanziaria ed esprime, mediante apposite relazioni, il suo parere sui bilanci consuntivi.
I membri del Collegio assistono alle riunioni del Consiglio Direttivo ed alle riunioni dell’assemblea dei soci.
L’associazione redige annualmente un rendiconto economico e finanziario con le forme previste dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile.
Il percorso di riferimento del rendiconto ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
Il patrimonio dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, deve essere devoluto ad altre organizzazioni di Volontariato ai sensi dell’art. 5, comma 4 della Legge 266/91.
Per quanto non previsto nel presente statuto si richiamano le disposizioni di legge ed in particolare le norme contenute nel codice civile, nelle relative norme di attuazione, nel Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 N. 460, nella Legge 266/91 e nella Legge Regionale N. 93.
Napoli, 7 febbraio 2000