Source: https://www.vincenzogalasso.eu/il-codice-della-protezione-civile/
Timestamp: 2019-12-10 23:40:46+00:00
Document Index: 1096172

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 32', 'art. 39', 'art. 9']

Il Codice della Protezione Civile [estratto] – vincenzogalasso.eu
Il Codice della Protezione Civile [estratto]
Vincenzo Galasso 24 Settembre 2019 24 Agosto 2019 Commenti disabilitati su Il Codice della Protezione Civile [estratto]
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2018
Con l’emanazione del nuovo Codice di Protezione Civile si è voluto riformare, aggiornare e semplificare l’intero sistema della Protezione Civile.
Capo I (artt. 1-6) – Finalità, attività e composizione del Servizio nazionale della protezione civile
Capo II (artt. 7-15) – Organizzazione del Servizio nazionale della protezione civile
Capo III (artt. 16-22) – Attività per la previsione e prevenzione dei rischi
Capo IV (artt. 23-30) – Gestione delle emergenze di rilievo nazionale
Capo V (artt. 31-43) – Partecipazione dei cittadini e volontariato organizzato di protezione civile
Capo VI (artt. 43-46) – Misure e strumenti organizzativi e finanziari per la realizzazione delle attività di protezione civile
Capo VII (artt. 47-50) – Norme transitorie, di coordinamento e finali.
Il Codice definisce la Protezione Civile come “l’insieme delle attività messe in campo per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni che derivano dalle calamità naturali: previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, soccorso delle popolazioni colpite, gestione delle emergenze e del loro superamento”.
Sono attività di Protezione Civile quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla gestione delle emergenze e al loro superamento (art. 2 D.Lgs 1/2018).
2.1 PREVENZIONE – ATTIVITÀ NON STRUTTURALI
a) l’allertamento del Servizio nazionale sulla base delle conoscenze disponibili;
b) la formazione e l’acquisizione di ulteriori competenze professionali degli operatori;
c) la diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile, allo scopo di promuovere l’adozione di comportamenti consapevoli e misure di autoprotezione da parte dei cittadini;
d) l’informazione alla popolazione sugli scenari di rischio e le relative norme di comportamento nonché’ sulla pianificazione di protezione civile;
e) la promozione e l’organizzazione di esercitazioni ed altre attività addestrative e formative, anche con il coinvolgimento delle comunità;
2.2 PREVENZIONE – ATTIVITÀ STRUTTURALI
c) l’esecuzione di interventi strutturali di mitigazione del rischio in occasione di eventi calamitosi, incoerenza con gli strumenti di programmazione e pianificazione esistenti.
4. SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA
Il superamento dell’emergenza consiste nell’attuazione coordinata delle misure volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita e di lavoro, per ripristinare i servizi essenziali e per ridurre il rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi calamitosi, oltre che alla ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate, non ché dei danni subiti dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e dal patrimonio edilizio e all’avvio dell’attuazione delle conseguenti prime misure per fronteggiarli
1. Autorità di Protezione Civile (art. 3 D.Lgs 1/2018)
a) il Presidente del Consiglio dei ministri, in qualità di autorità nazionale di protezione civile e titolare delle politiche in materia
b) i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, in qualità di autorità territoriali di protezione civile;
2. Strutture operative dei sistema di Protezione Civile (art. 13 D.Lgs 1/2018)
a) Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, quale componente fondamentale del Servizio nazionale della Protezione Civile;
d) gli enti e istituti di ricerca di rilievo nazionale con finalità di protezione civile (es. INGV e Consiglio nazionale delle ricerche);
e) le strutture del Servizio sanitario nazionale;
f) il volontariato organizzato di protezione civile iscritto nell’elenco nazionale del volontariato di protezione civile, l’Associazione della Croce Rossa Italiana e il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico;
g) il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente;
h) le strutture preposte alla gestione dei servizi meteorologici a livello nazionale.
Tipologia degli eventi emergenziali di protezione civile (art. 7 D.Lgs. 1/2018)
Ai fini dello svolgimento delle attività di protezione civile gli eventi emergenziali di protezione civile si distinguono in:
Tipologia dei rischi di protezione civile (art. 16 D.Lgs 1/2018)
L’azione del Servizio nazionale si esplica, in particolare, in relazione alle seguenti tipologie di rischi:
Vulcanico;
Idraulico, idrogeologico e da fenomeni meteorologici avversi;
Crisi idrica;
Ferme restando le competenze dei soggetti ordinariamente individuati ai sensi della vigente normativa di settore e le conseguenti attività, l’azione del Servizio nazionale è suscettibile di esplicarsi, altresì, per le seguenti tipologie di rischi: chimico, nucleare, radiologico, tecnologico, industriale, da trasporti, ambientale, igienico-sanitario e da rientro incontrollato di oggetti e detriti spaziali.
Non rientrano nell’azione di protezione civile gli interventi e le opere per eventi programmati o programmabili in tempo utile che possono determinare criticità organizzative, in occasione dei quali le articolazioni territoriali delle componenti e strutture operative del Servizio nazionale possono assicurare il proprio supporto, limitatamente ad aspetti di natura organizzativa e di assistenza alla popolazione, su richiesta delle autorità di protezione civile competenti, anche ai fini dell’implementazione delle necessarie azioni in termini di tutela dei cittadini.
Integrazione del volontariato organizzato nel Servizio nazionale della protezione civile (art. 32 e 33 del D.Lgs. 1/2018)
Il volontario di protezione civile è colui che, per sua libera scelta, svolge l’attività di volontariato in favore della comunità e del bene comune, nell’ambito delle attività di protezione civile di cui all’articolo 2, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per acquisire, all’interno delle organizzazioni o delle altre forme di volontariato organizzato di cui al presente Capo, la formazione e la preparazione necessaria per concorrere alla promozione di efficaci risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà
Il Servizio nazionale della protezione civile promuove la più ampia partecipazione del volontariato organizzato alle attività di protezione civile e, in quanto espressione dei principi di libera partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne riconosce e stimola le iniziative e ne assicura il coordinamento.
La partecipazione del volontariato al Servizio nazionale si realizza mediante enti del Terzo settore, ivi compresi i Gruppi comunali
b) la partecipazione del volontariato all’attività di predisposizione ed attuazione di piani di protezione civile ed alle attività di previsione, prevenzione, gestione e superamento delle situazioni di emergenza prevedendo il rimborso delle spese sostenute, il mantenimento del posto di lavoro e del relativo trattamento economico e previdenziale nei periodi di impiego riconosciuti, e la garanzia della copertura assicurativa degli interessati;
Per operare nel settore della protezione civile, al fine di salvaguardarne la specificità, le organizzazioni di volontariato sono soggette all’obbligo di iscrizione nell’Elenco nazionale del volontariato di protezione civile.
BENEFICI Ex DPR 194/2001
Strumenti per consentire l’effettiva partecipazione dei volontari alle attività di Protezione Civile (art. 39 e 40 D.Lgs 1/2018 – ex art. 9 e 15, DPR 194/2001)
Ai volontari aderenti a soggetti iscritti nell’Elenco nazionale, impiegati in attività di soccorso ed assistenza, anche su richiesta del sindaco o di altre autorità amministrative di protezione civile, vengono garantiti, mediante l’autorizzazione del DPC, relativamente al periodo di effettivo impiego che il datore di lavoro è tenuto a consentire, per un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta giorni nell’anno:
c) la copertura assicurativa secondo le modalità previste.
Ai volontari lavoratori autonomi, aderenti a soggetti iscritti nell’Elenco nazionale di cui all’articolo 34, impiegati nelle attività previste dal presente articolo, e che ne fanno richiesta, è corrisposto il rimborso per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione del reddito presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di volontariato, nel limite di euro 103,30 giornalieri.