Source: http://www.slideshare.net/ilfattoquotidiano/decreto-liberalizzazioni
Timestamp: 2016-09-27 02:36:41+00:00
Document Index: 123829109

Matched Legal Cases: ['art. 2484', 'art. 8', 'art. 4', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 201', 'in fine', 'art. 220', 'art. 150', 'arte 24', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

Titolo I CONCORRENZA Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinarieta ed urgenza di emanare disposizioni perfavorire la crescita economica e la competitivita del Paese, al finedi allinearla a quella dei maggiori partners europei edinternazionali, anche attraverso lintroduzione di misure volte allamodernizzazione ed allo sviluppo delle infrastrutture nazionali,allimplementazione della concorrenza dei mercati, nonche allafacilitazione dellaccesso dei giovani nel mondo dellimpresa; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 20 gennaio 2012; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, delMinistro dello sviluppo economico e del Ministro delle infrastrutturee dei trasporti, di concerto con il Ministro delleconomia e dellefinanze; Emana il seguente decreto-legge: Art. 1 Liberalizzazione delle attivita economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese 1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 3 del decreto-legge13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n.148, in attuazione del principio di liberta di iniziativa economicasancito dallarticolo 41 della Costituzione e del principio diconcorrenza sancito dal Trattato dellUnione europea, sono abrogate,dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 3 delpresente articolo e secondo le previsioni del presente articolo: a) le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni,licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dellamministrazionecomunque denominati per lavvio di unattivita economica nongiustificati da un interesse generale, costituzionalmente rilevante ecompatibile con lordinamento comunitario nel rispetto del principiodi proporzionalita; b) le norme che pongono divieti e restrizioni alle attivitaeconomiche non adeguati o non proporzionati alle finalita pubblicheperseguite, nonche le disposizioni di pianificazione eprogrammazione territoriale o temporale autoritativa con prevalentefinalita economica o prevalente contenuto economico, che pongono 2.
limiti, programmi e controlli non ragionevoli, ovvero non adeguatiovvero non proporzionati rispetto alle finalita pubbliche dichiaratee che in particolare impediscono, condizionano o ritardano lavvio dinuove attivita economiche o lingresso di nuovi operatori ec onomiciponendo un trattamento differenziato rispetto agli operatori giapresenti sul mercato, operanti in contesti e condizioni analoghi,ovvero impediscono, limitano o condizionano lofferta di prodotti eservizi al consumatore, nel tempo nello spazio o nelle modalita,ovvero alterano le condizioni di piena concorrenza fra gli operatorieconomici oppure limitano o condizionano le tutele dei consumatorinei loro confronti. 2. Le disposizioni recanti divieti, restrizioni, oneri o condizioniallaccesso ed allesercizio delle attivita economiche sono in ognicaso interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo eragionevolmente proporzionato alle perseguite finalita di interessepubblico generale, alla stregua dei principi costituzionali per iquali liniziativa economica privata e libera secondo condizioni dipiena concorrenza e pari opportunita tra tutti i soggetti, presentie futuri, ed ammette solo i limiti, i prog rammi e i controllinecessari ad evitare possibili danni alla salute, allambiente, alpaesaggio, al patrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, allaliberta, alla dignita umana e possibili contrasti con lutilitasociale, con lordine pubblico, con il sistema tributario e con gliobblighi comunitari ed internazionali della Repubblica. 3. Nel rispetto delle previsioni di cui ai commi 1 e 2 e secondo icriteri ed i principi direttivi di cui allarticolo 34 deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22dicembre 2011, n. 214, il Governo, previa approvazione da parte delleCamere di una sua relazione che specifichi, periodi ed ambiti diintervento degli atti regolamentari, e autorizzato ad ado ttare entroil 31 dicembre 2012 uno o piu regolamenti, ai sensi dellarticolo17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per individuare leattivita per le quali permane latto preventivo di assensodellamministrazione, e disciplinare i requisiti per leserciziodelle attivita economiche, nonche i termini e le modalita perlesercizio dei poteri di controllo dellamministrazione,individuando le disposizioni di legge e regolamentari dello Statoche, ai sensi del comma 1, vengono abrogate a decorrere dalla data dientrata in vigore dei regolamenti stessi. LAutorita garante dellaconcorrenza e del mercato rende parere obbligatorio, nel termine ditrenta giorni decorrenti dalla ricezione degli schemi di regolamento,anche in merito al rispetto del principio di proporzionalita. Inmancanza del parere nel termine, lo stesso si intende rilasciatopositivamente. 4. Le Regioni, le Provincie ed i Comuni si adeguano ai principi ealle regole di cui ai commi 1, 2 e 3 entro il 31 dicembre 2012, fermirestando i poteri sostituitivi dello Stato ai sensi dellarticolo 120della Costituzione. A decorrere dallanno 2013, il predettoadeguamento costituisce elemento di valutazione de lla virtuositadegli stessi enti ai sensi dellarticolo 20, comma 3, deldecreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio2011, n. 111. A tal fine la Presidenza del Consiglio dei Ministri,nellambito dei compiti di cui allarticolo 4, comunica, entro iltermine perentorio del 31 gennaio di ciascun anno, al Ministerodelleconomia e delle finanze gli enti che hanno provvedutoallapplicazione delle procedure previste dal presente articolo. Incaso di mancata comunicazione entro il termine di cui al periodoprecedente, si prescinde dal predetto elemento di valutazione dellavirtuosita. Le Regioni a statuto speciale e le Provincie autonome diTrento e Bolzano procedono alladeguamento secondo le previsioni deirispettivi statuti. 5. Sono esclusi dallambito di applicazione del presente articolo iservizi di trasporto di persone e cose su autoveicoli non di linea, i 3.
servizi finanziari come definiti dallarticolo 4 del decretolegislativo 26 marzo 2010, n. 59 e i servizi di comunicazione comedefiniti dallarticolo 5 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59, di attuazione della direttiva 2006/ 123/CE relativa ai servizinel mercato interno, e le attivita specif icamente sottoposte aregolazione e vigilanza di apposita autorita indipendente. Titolo I CONCORRENZA Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni Art. 2 Tribunale delle imprese 1. Al decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168 sono apportate leseguenti modificazioni: a) agli articoli 1 e 2 le parole: «sezioni specializzate inmateria di proprieta industriale ed intellettuale» sono sostituite,ovunque compaiano, dalle seguenti: «sezioni specializzate in materiadi impresa»; b) allarticolo 2, le parole: «in materia di proprietaindustriale ed intellettuale» sono sostituite dalle seguenti: «inmateria di impresa»; c) larticolo 3 e sostituito dal seguente: «Art. 3 (Competenza per materia delle sezioni specializzate). 1. Le sezioni specializzate sono competenti in materia di: a) controversie di cui allarticolo 134 del decreto legislativo10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni; b) controversie in materia di diritto dautore; c) azioni di classe di cui allarticolo 140 -bis del decretolegislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni. 2. Le sezioni specializzate sono altresi competenti, relativamentealle societa di cui al Libro V, Titolo V, Capi V e VI del codicecivile ovvero alle societa da queste controllate o che lecontrollano, per le cause: a) tra soci delle societa, inclusi coloro la cui qualita disocio e oggetto di controversia; b) relative al trasferimento delle partecipazioni sociali o adogni altro negozio avente ad oggetto le partecipazioni sociali o idiritti inerenti; c) di impugnazione di deliberazioni e decisioni di organisociali; d) tra soci e societa; e) in materia di patti parasociali; f) contro i componenti degli organi amministrativi o dicontrollo, il liquidatore, il direttore generale ovvero il dirigentepreposto alla redazione dei documenti contabili societari; g) aventi ad oggetto azioni di responsabilita promosse dai 4.
creditori delle societa controllate contro le societa che lecontrollano; h) relative a rapporti di cui allarticolo 2359, primo comma, n.3, allarticolo 2497-septies e allarticolo 2545-septies codicecivile; i) relative a contratti pubblici di appalto di lavori, servizi oforniture di rilevanza comunitaria in cui sia parte una societa dicui al Libro V, Titolo V, Capi V e VI del codice civile, quandosussiste la giurisdizione del giudice ordinario». 2. Dopo il comma 1-bis dellarticolo 13 del testo unico delledisposizioni legislative e regolamentari in materia di spese digiustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio2002, n. 115, e successive modificazioni, e inserito il seguente:«1-ter. Per i processi di competenza delle sezioni specializzate dicui al decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168, e successivemodificazioni, il contributo unificato di cui al comma 1 equadruplicato. Si applica il comma 1-bis». 3. Il maggior gettito derivante dallapplicazione delledisposizioni di cui al comma 2 e versato allentrata del bilanciodello Stato per essere riassegnato al fondo istituito ai sensidellarticolo 37, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 4. Il comma 4 dellarticolo 140-bis del decreto legislativo 6settembre 2005, n. 206 e sostituito dal seguente: «4. La domanda e proposta al tribunale presso cui e istituita lasezione specializzata di cui allarticolo 1 del decret o legislativo26 giugno 2003, n. 168, e successive modificazioni». 5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano aigiudizi instaurati dopo il novantesimo giorno dallentrata in vigoredel presente decreto. 6. Lamministrazione provvede allo svolgimento delle attivitarelative alle competenze previste dal presente articolo senza nuovi omaggiori oneri e con le risorse umane, strumentali e finanziariedisponibili a legislazione vigente". Titolo I CONCORRENZA Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni Art. 3 Accesso dei giovani alla costituzione di societa a responsabilita limitata 1. Dopo larticolo 2463 del codice civile, e inserito il seguentearticolo: " Articolo 2463-bis (Societa semplificata a responsabilitalimitata) La societa semplificata a responsabilita limitata puo essere 5.
costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche chenon abbiano compiuto i trentacinque anni di eta alla data dellacostituzione. Latto costitutivo deve essere redatto per scrittura privata e deveindicare: 1) il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, ildomicilio, la cittadinanza di ciascun socio; 2) la denominazione sociale contenente lindicazione di societasemplificata a responsabilita limitata e il comune ove sono poste lasede della societa e le eventuali sedi secondarie; 3) lammontare del capitale sociale non inferiore ad un eurosottoscritto e interamente versato alla data della costituzione. Ilconferimento deve farsi in denaro; 4) i requisiti previsti dai numeri 3), 6), 7), 8) del secondocomma dellarticolo 2463; 5) luogo e data di sottoscrizione. Latto costitutivo deve essere depositato a cura degliamministratori entro quindici giorni presso lufficio del registrodelle imprese nella cui circoscrizione e stabilita la sede sociale,allegando i documenti comprovanti la sussistenza delle condizionipreviste dallarticolo 2329. Liscrizione e effettuata con unicacomunicazione esente da diritti di bollo e di segreteria nella qualesi dichiara il possesso dei requisiti di cui al presente articolo. Lufficiale del registro deve accertare la sussistenza deirequisiti richiesti e procedere alliscrizione entro il termineperentorio di quindici giorni. Si applica larticolo 2189. D ecorsoinutilmente il termine indicato per liscrizione, il giudice delregistro, su richiesta degli amministratori, verificata lasussistenza dei presupposti, ordina liscrizione con decreto. Il verbale recante modificazioni dellatto costitutivo deliberatedallassemblea dei soci e redatto per scrittura privata e siapplicano i commi terzo e quarto. Latto di trasferimento dellepartecipazioni e redatto per scrittura privata ed e depositatoentro quindici giorni a cura degli amministratori presso lufficiodel registro delle imprese nella cui circoscrizione e stabilita lasede sociale. Quando il singolo socio perde il requisito deta di cui al primocomma, se lassemblea convocata senza indugio dagli amministratorinon delibera la trasformazione della societa, e escluso di dirittoe si applica in quanto compatibile larticolo 2473 -bis. Se viene menoil requisito di eta in capo a tutti i soci gli amministratoridevono, senza indugio, convocare lassemblea per deliberare latrasformazione della societa, in mancanza si applica larticolo2484. La denominazione di societa semplificata a responsabilitalimitata, lammontare del capitale sottoscritto e versato, la sed edella societa e lufficio del registro delle imprese presso cuiquesta e iscritta devono essere indicati negli atti, nellacorrispondenza della societa e nello spazio elettronico destinatoalla comunicazione collegato con la rete telematica ad accessopubblico. Salvo quanto previsto dal presente articolo, si applicano allasocieta semplificata a responsabilita limitata, le disposizioni diquesto capo in quanto compatibili.". Dopo il primo comma dellart. 2484 del codice civile, e inseritoil seguente: "La societa semplificata a responsabilita limitata siscioglie, oltre che i motivi indicati nel primo comma, per il venirmeno del requisito di eta di cui allarticolo 2463 -bis, in capo atutti i soci.". 2. Con decreto ministeriale emanato dal Ministro della Giustizia diconcerto con il Ministro dellEconomia e delle Finanze e con ilMinistro dello Sviluppo Economico, entro sessanta giorni dallentratain vigore della legge di conversione del pr esente decreto, viene 6.
tipizzato lo statuto standard della societa e sono individuati icriteri di accertamento delle qualita soggettive dei soci. Titolo I CONCORRENZA Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni Art. 4 Norme a tutela e promozione della concorrenza nelle Regioni e negli enti locali 1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in attuazionedellarticolo 120, comma 2, della Costituzione, assicura il rispettodella normativa dellUnione europea e la tutela dellunita giuridicae dellunita economica dellordinamento, svolgendo le seguentifunzioni: a) monitora la normativa regionale e locale e individua, anche susegnalazione dellAutorita Garante della Concorrenza e del Mercato,le disposizioni contrastanti con la tutela o la promozione dellaconcorrenza; b) assegna allente interessato un congruo termine per rimuoverei limiti alla concorrenza; c) decorso inutilmente il termine di cui alla lettera b), proponeal Consiglio dei Ministri lesercizio dei poteri sostitutivi di cuiallarticolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131; 2. Nellesercizio delle funzioni di cui al comma precedente, laPresidenza del Consiglio puo formulare richieste di informazioni aprivati e enti pubblici. 3. Le attivita di cui al presente articolo sono svolte con lerisorse umane, strumentali e finanziarie gia disponibili alegislazione vigente. Capo II Tutela dei consumatori Art. 5 Tutela amministrativa 7.
contro le clausole vessatorie 1. Al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 dopo larticolo37 e aggiunto il seguente: "Art. 37-bis (Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie) 1. LAutorita Garante della Concorrenza e del Mercato, previoaccordo con le associazioni di categoria, dufficio o su denuncia deiconsumatori interessati, ai soli fini di cui ai commi successivi,dichiara la vessatorieta delle clausole inserite nei contratti traprofessionisti e consumatori che si concludono mediante adesione acondizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli,modelli o formulari. 2. Il provvedimento che accerta la vessatorieta della clausola ediffuso mediante pubblicazione su apposita sezione del sito internetistituzionale dellAutorita, sul sito delloperatore che adotta laclausola ritenuta vessatoria e mediante ogni altro mezzo ritenutoopportuno in relazione allesigenza di informare compiutamente iconsumatori. 3. Le imprese interessate hanno facolta di interpellarepreventivamente lAutorita in merito alle vessatorieta delleclausole che intendono utilizzare nei rapporti commerciali con iconsumatori. Le clausole non ritenute vessatorie a seguito diinterpello, non possono essere successivamente valutatedallAutorita per gli effetti di cui al comma 2. Resta in ogni casoferma la responsabilita dei professionisti nei confronti deiconsumatori. 4. In materia di tutela giurisdizionale, contro gli attidellAutorita, adottati in applicazione del presente articolo, ecompetente il giudice amministrativo. E fatta salva la giurisdizionedel giudice ordinario sulla validita delle clausole vessatorie e sulrisarcimento del danno.". 5. Le attivita di cui al presente articolo sono svolte con lerisorse umane, strumentali e finanziarie gia disponibili alegislazione vigente." Capo II Tutela dei consumatori Art. 6 Norme per rendere efficace lazione di classe 1. Allarticolo 140-bis del codice del consumo di cui al decretolegislativo 6 settembre 2005, n. 206, sono apportate le seguentimodificazioni: a) al comma 2: - alla lettera a), la parola "identica" e sostituita dalleseguenti "del tutto omogenea"; - la lettera b), la parola "identici" e sostituita dalleseguenti: "del tutto omogenei"; - alla lettera c) la parola "identici" e sostituita dalleseguenti "del tutto omogenei". 8.
b) al comma 6: - al secondo periodo, la parola "identita" e sostituita dalleseguenti: "levidente omogeneita". Capo II Tutela dei consumatori Art. 7 Tutela delle microimprese da pratiche commerciali ingannevoli e aggressive 1. Allarticolo 18, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre2005, n. 206, dopo la lettera d) inserire la seguente: "d -bis)«microimprese»: entita, societa di persone o associazioni, che, aprescindere dalla forma giuridica esercitano unattivita economicaartigianale e altre attivita a titolo individuale o familiare."; 2. Allarticolo 19, comma 1, dopo le parole: "relativa a unprodotto" sono aggiunte, infine, le seguenti : ", nonche allepratiche commerciali scorrette tra professionisti e microimprese. Perle microimprese la tutela in materia di pubblicita ingannevole e dipubblicita comparativa illecita e assicurata in via esclusiva daldecreto legislativo 2 agosto 2007, n.145.". Capo II Tutela dei consumatori Art. 8 Contenuto delle carte di servizio 1. Le carte di servizio, nel definire gli obblighi cui sono tenutii gestori dei servizi pubblici, anche locali, o di uninfrastrutturanecessaria per lesercizio di attivita di impresa o per leserciziodi un diritto della persona costituzionalmente garantito, indicano inmodo specifico i diritti, anche di natura risarcitoria, che gliutenti possono esigere nei confronti dei gestori del servizio edellinfrastruttura. 2. Le Autorita indipendenti di regolazione e ogni altro entepubblico, anche territoriale, dotato di competenze di regolazione suiservizi pubblici, anche locali, definiscono gli specifici diritti dicui al comma 1. Sono fatte salve ulteriori garanzie che le impreseche gestiscono il servizio o linfrastruttura definiscono 9.
autonomamente. Capo V Servizi pubblici locali Art. 25 Promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali 1. Al decreto legge 13 agosto 2011, n.138, convertito nella legge14 settembre 2011, n.148 sono apportate le seguenti modificazioni: A) dopo larticolo 3 e inserito il seguente: "Art. 3-bis. (Ambiti territoriali e criteri di organizzazione dellosvolgimento dei servizi pubblici locali) 1. A tutela della concorrenza e dellambiente, le Regioni e leProvince autonome di Trento e Bolzano organizzano lo svolgimento deiservizi pubblici locali in ambiti o bacini territoriali ottimali eomogenei individuati in riferimento a dimensioni comunque noninferiori alla dimensione del territorio provinciale e tali daconsentire economie di scala e di differenziazione idonee amassimizzare lefficienza del servizio, entro il termine del 30giugno 2012. Decorso inutilmente il termine indicato, il Consigliodei Ministri, a tutela dellunita giuridica ed economica, esercita ipoteri sostitutivi di cui allart. 8 della legge 5 giugno 2003, n.131, per organizzare lo svolgimento dei servizi pubblici locali inambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei, in riferimento adimensioni comunque non inferiori alla dimensione del territorioprovinciale e tali da consentire economie di scala e didifferenziazione idonee a massimizzare lefficienza del servizio. 2. A decorrere dal 2013, lapplicazione di procedure di affidamentodei servizi a evidenza pubblica da parte di Regioni, Province eComuni o degli enti di governo locali dellam bito o del bacinocostituisce elemento di valutazione della virtuosita degli stessi aisensi dellarticolo 20, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2011, n.98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. A tal fine, laPresidenza del Consiglio dei Ministri, nellambito dei compiti ditutela e promozione della concorrenza nelle Regioni e negli entilocali comunica, entro il termine perentorio del 31 gennaio diciascun anno, al Ministero delleconomia e delle finanze gli enti chehanno provveduto allapplicazione delle procedure previste dalpresente articolo. In caso di mancata comunicazione entro il terminedi cui al periodo precedente, si prescinde dal predetto elemento divalutazione della virtuosita. 3. Fatti salvi i finanziamenti ai progetti relativi ai servizipubblici locali di rilevanza economica cofinanziati con fondieuropei, i finanziamenti a qualsiasi titolo concessi a valere surisorse pubbliche statali ai sensi dellarticolo 119, quinto comma,della Costituzione sono prioritariamente attribuiti agli enti digoverno degli ambiti o dei bacini territoriali ottimali ovvero airelativi gestori del servizio selezionati tramite procedura adevidenza pubblica o di cui comunque lAutorita di regolazionecompetente abbia verificato lefficienza gestionale e la qualita delservizio reso sulla base dei parametri stabiliti dallAutorita 10.
stessa. 4. Le societa affidatarie in house sono assoggettate al patto distabilita interno secondo le modalita definite dal decretoministeriale previsto dallarticolo 18, comma 2 -bis del decreto legge25 luglio 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133, esuccessive modificazioni. Lente locale o lente di governo localedellambito o del bacino vigila sullosservanza da parte dellesocieta di cui al periodo precedente dei vincoli derivanti dal pattodi stabilita interno. 5. Le societa affidatarie in house sono tenute allacquisto dibeni e servizi secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni. Le medesimesocieta adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalita peril reclutamento del personale e per il conferime nto degli incarichinel rispetto dei principi di cui al comma 3 dellarticolo 35 deldecreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonche delle disposizioniche stabiliscono a carico degli enti locali divieti o limitazionialle assunzioni di personale, contenimento degli oneri contrattuali edelle altre voci di natura retributiva o indennitarie e per leconsulenze anche degli amministratori.". 2. Allarticolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 5 e inserito il seguente: "5-bis. A decorrere dallanno 2013, le aziende speciali e leistituzioni sono assoggettate al patto di stabilita interno secondole modalita definite, con decreto del Ministro delleconomia e dellefinanze, di concerto con i Ministri dellinterno e degli affariregionali, sentita la Conferenza Stato- Citta ed autonomie locali,da emanare entro il 30 ottobre 2012. A tal fine, le aziende specialie le istituzioni si iscrivono e depositano i propri bilanci alregistro delle imprese o nel repertorio delle notizieeconomico-amministrative della Camera di commercio del proprioterritorio entro il 31 maggio di ciascun anno. LUnioncameretrasmette al Ministero delleconomia e delle finanze, entro il 30giugno, lelenco delle predette aziende speciali e istituzioni ed irelativi dati di bilancio. Alle aziende speciali ed alle istituzionisi applicano le disposizioni del decreto legislativo 12 aprile 2006,n.163, nonche le disposizioni che stabiliscono, a carico degli entilocali: divieti o limitazioni alle assunzioni di personale;contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natur aretributiva o indennitaria e per consulenze anche degliamministratori; obblighi e limiti alla partecipazione societariadegli enti locali. Gli enti locali vigilano sullosservanza delpresente comma da parte dei soggetti indicati ai periodiprecedenti."; b) al comma 8 dopo le parole "seguenti atti" sono inserite leseguenti: "da sottoporre allapprovazione del Consiglio Comunale.". B) Allart. 4, sono apportate le seguenti modificazioni: 1. Al comma 1 dopo le parole "libera prestazione dei servizi," eprima delle parole "verificano la realizzabilita" inserire leparole: "dopo aver individuato i contenuti specifici degli obblighidi servizio pubblico e universale". 2. Il comma 3 e sostituito dal seguente: "3. Per gli enti territoriali con popolazione superiore a 10.000abitanti, la delibera di cui al comma precedente e adottata previoparere obbligatorio dellAutorita garante della concorrenza e delmercato, che si pronuncia entro sessanta giorni, sulla basedellistruttoria svolta dall ente di governo locale dellambito odel bacino o in sua assenza dallente locale, in merito allesistenzadi ragioni idonee e sufficienti allattribuzione di diritti diesclusiva e alla correttezza della scelta eventuale di procedereallaffidamento simultaneo con gara di una pluralita di servizipubblici locali. La delibera e il parere sono resi pubblici sul sito 11.
internet, ove presente, e con ulteriori modalita idonee". 3. Il comma 4 e sostituito dal seguente: "4. Linvio allAutorita garante della concorrenza e del mercato,per il parere obbligatorio, della verifica di cui al comma 1 e delrelativo schema di delibera quadro di cui al comma 2, e effettuatoentro dodici mesi dallentrata in vigore del presente decreto e poiperiodicamente secondo i rispettivi ordinamenti degli enti locali. Ladelibera quadro di cui al comma 2 e comunque adottat a prima diprocedere al conferimento e al rinnovo della gestione dei servizi,entro trenta giorni dal parere dellAutorita garante dellaconcorrenza e del mercato. In assenza della delibera, lente localenon puo procedere allattribuzione di diritti di esclusiva ai sensidel presente articolo.". 4. Al comma 11, dopo la lettera b), e inserita la seguente:"b-bis) prevede limpegno del soggetto gestore a conseguire economiedi gestione con riferimento allintera durata programmatadellaffidamento, e prevede altresi, tra gli elementi di valutazionedellofferta, la misura delle anzidette economie e la lorodestinazione alla riduzione delle tariffe da praticarsi agli utentied al finanziamento di strumenti di sostegno connessi a processi diefficientamento relativi al personale;". 5. Al comma 13 le parole: "somma complessiva di 900.000 euro annui"sono sostituite dalle seguenti: "somma complessiva di 200.000 euroannui". 6. Al comma 32 sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera a) in fine le parole "alla data del 31 marzo2012" sono sostituite dalle seguenti: "alla data del 31 dicembre2012. In deroga, laffidamento per la gestione «in house» puoavvenire a favore di azienda risultante dalla integrazione operativa,perfezionata entro il termine del 31 dicembre 2012, di preesistentigestioni dirette o in house tale da configurare un unico gestore delservizio a livello di ambito o di bacino ter ritoriale ottimale aisensi dellarticolo 3-bis.". In tal caso il contratto di serviziodovra prevedere indicazioni puntuali riguardanti il livello diqualita del servizio reso, il prezzo medio per utente, il livello diinvestimenti programmati ed effettuati e obiettivi di performance(redditivita, qualita, efficienza). La valutazione dellefficacia edellefficienza della gestione e il rispetto delle condizionipreviste nel contratto di servizio sono sottoposti a verifica annualeda parte dellAutorita di regolazione di settore. La duratadellaffidamento in house allazienda risultante dallintegrazionenon puo essere in ogni caso superiore a tre anni"; b) alla lettera b) in fine le parole "alla data del 30 giugno2012" sono sostituite con le seguenti: "alla data del 31 marzo 2013". 7. Dopo il comma 32-bis e inserito il seguente: "32-ter. Fermorestando quanto previsto dal comma 32 ed al fine di non pregiudicarela necessaria continuita nellerogazione dei servizi pubblici localidi rilevanza economica, i soggetti pubblici e privati esercenti aqualsiasi titolo attivita di gestione dei servizi pubblici localiassicurano lintegrale e regolare prosecuzione delle attivitamedesime anche oltre le scadenze ivi previste, ed in particolare ilrispetto degli obblighi di servizio pubblico e degli standard minimidel servizio pubblico locale di cui allarticolo 2, comma 3, lett.e), del presente decreto, alle condizioni di cui ai rispettivicontratti di servizio e dagli altri atti che regolano il rapporto,fino al subentro del nuovo gestore e comunque, in caso diliberalizzazione del settore, fino allapertura del mercato allaconcorrenza. Nessun indennizzo o compenso aggiuntivo puo essere adalcun titolo preteso in relazione a quanto previsto nel presentearticolo.". 8. Al comma 33-ter, le parole "Ministro per i rapporti con leregioni e la coesione territoriale, adottato, entro il 31 gennaio2012" sono sostituite dalle seguenti: "Ministro per gli Affari 12.
Regionali, il Turismo e lo Sport, adottato entro il 31 marzo 2012". 9. Al comma 34 sono apportate le seguenti modificazioni: a) sono soppresse le parole: "il servizio di trasportoferroviario regionale, di cui al decreto legislativo 19 novembre1997, n. 422"; b) in fine e inserito il seguente periodo: "Con riguardo altrasporto pubblico regionale ferroviario sono fatt salvi, fino alla iscadenza naturale dei primi sei anni di validita, gli affidamenti ei contratti di servizio gia deliberati o sottoscritti in conformitaallarticolo 5 del regolamento CE n. 1370/2007 del Parlamento Europeoe del Consiglio, del 23 ottobre 2007 ed in conformita allarticolo61 della legge 23 luglio 2009, n. 99.". 2. Allart. 201, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 sonoapportate le seguenti modificazioni: a) al comma 4, lettera a) sono soppresse le parole "larealizzazione", sono sostituite le parole "dellintero" con laseguente: "del" e dopo le parole "servizio," sono inserite leseguenti: "che puo essere"; b) al comma 4, lettera b) le parole "e smaltimento" sonosostituite con le seguenti: "avvio a smaltimento e recupero, nonche,ricorrendo le ipotesi di cui alla precedente lettera a),smaltimento"; c) dopo il comma 4, e inserito il seguente: "4-bis. Nel caso in cui gli impianti siano di titolarita disoggetti diversi dagli enti locali di riferimento, allaffidatariodel servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani devono esseregarantiti laccesso agli impianti a tariffe regolate e predeterminatee la disponibilita delle potenzialita e capacita necessarie asoddisfare le esigenze di conferimento indicate nel Piano dAmbito.". 3. Al comma 1 dellarticolo 14 del decreto legge 6 dicembre 2011,n. 201, convertito, con modificazioni in legge 22 dicembre 2011, n.214, le parole "svolto in regime di privativa dai comuni" sonosostituite dalle seguenti: "svolto mediante lattribuzione di dirittidi esclusiva nelle ipotesi di cui al comma 1 dellarticolo 4 deldecreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 convertito, c on modificazioni,in legge 14 settembre 2011, n. 148". 4. I concessionari e gli affidatari di servizi pubblici locali, aseguito di specifica richiesta, sono tenuti a fornire agli entilocali che decidono di bandire la gara per laffidamento de relativo lservizio i dati concernenti le caratteristiche tecniche degliimpianti e delle infrastrutture, il loro valore contabile di inizioesercizio, secondo parametri di mercato, le rivalutazioni e gliammortamenti e ogni altra informazione necessaria per definire ibandi. 5. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 3 della legge 10ottobre 1990, n. 287, il ritardo nella comunicazione oltre il terminedi sessanta giorni dallapposita richiesta e la comunicazione diinformazioni false integrano illecito per il quale il prefetto, surichiesta dellente locale, irroga una sanzione amministrativapecuniaria, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, da unminimo di euro 5.000 ad un massimo di euro 500.000. Capo V Servizi pubblici locali 13.
Art. 26Misure in favore della concorrenza nella gestione degli imballaggi edei rifiuti da imballaggio e per lincremento della raccolta e recupero degli imballaggi 1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) allarticolo 221, 1) al comma 3, la lettera a) e sostituita dalla seguente: ‹‹a)organizzare autonomamente, anche in forma collettiva, la gestione deipropri rifiuti di imballaggio››; 2) al comma 5, 2.1) al sesto periodo , le parole ‹‹ sulla base dei››, sonosostituite dalle seguenti ‹‹acquisiti i›› 2.2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: ‹‹ Alledomande disciplinate dal presente comma si applicano, in quantocompatibili, le disposizioni relative alle attivita privatesottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7agosto 1990, n. 241. A condizione che siano rispettate le condizioni,le norme tecniche e le prescrizioni specifiche adottate ai sensi delpresente articolo, le attivita di cui al comm 3 lettere a) e c) apossono essere intraprese decorsi novanta giorni dallo scadere deltermine per lesercizio dei poteri sostitutivi da parte del Ministrodellambiente e della tutela del territorio e del mare come indicatonella presente norma. ›› 3) al comma 9, nel secondo periodo dopo le parole ‹‹ comma 3,lettera h) ››, sono inserite le seguenti: ‹‹ in proporzione allaquota percentuale di imballaggi non recuperati o avviati a riciclo,quota che non puo essere inferiore ai 3 punti percentuali rispettoagli obiettivi di cui allart. 220›› b) allarticolo 265, il comma 5 e soppresso c) allarticolo 261 le parole «pari a sei volte le somme dovuteal CONAI» sono sostituite dalle seguenti: «da 10.000 a 60.000 euro» Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 27Promozione della concorrenza in materia di conto corrente o di conto di pagamento di base 1. Allarticolo 12 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 7 e soppresso; b) il comma 9 e sostituito dal seguente: "LAssociazionebancaria italiana, le associazioni dei prestatori di servizi dipagamento, la societa Poste italiane S.p.a., il Consorzio Bancomat,le imprese che gestiscono circuiti di pagamento e le associazi oni 14.
delle imprese maggiormente significative a livello nazionaledefiniscono, entro il 1° giugno 2012, e applicano entro i tre mesisuccessivi, le regole generali per assicurare una riduzione dellecommissioni interbancarie a carico degli esercenti in relazione alletransazioni effettuate mediante carte di pagamento, tenuto contodella necessita di assicurare trasparenza e chiarezza dei costi,nonche di promuovere lefficienza economica nel rispetto delleregole di concorrenza"; c) il comma 10 e sostituito dal seguente: "Entro i sei mesisuccessivi allapplicazione delle misure di cui al comma 9, ilMinistero delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministerodello sviluppo economico, sentite la Banca dItalia e lAutoritagarante della concorrenza e del mercato, valuta lefficacia dellemisure definite ai sensi del comma 9. In caso di mancata definizionee applicazione delle misure di cui al comma 9, le stesse sono fissatecon decreto del Ministero delleconomia e delle finanze, di concertocon il Ministero dello sviluppo economico, sentita la Banca dItaliae lAutorita garante della concorrenza e del mercato"; d) e inserito il comma 10 bis: "Fino allesito della valutazionedi efficacia di cui al comma 10, lapplicazione del comma 7dellarticolo 34 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e sospesa. Incaso di valutazione positiva, il comma 7 dellarticolo 34 della legge12 novembre 2011, n. 183 e abrogato. Nel caso d i valutazione nonpositiva, la disciplina delle ipotesi di cui al comma 7 dellarticolo34 della legge 12 novembre 2011, n. 183 e dettata dal decreto delMinistero delleconomia e delle finanze di cui al comma 10". 2. I contratti di apertura di credito e di conto corrente in corsosono adeguati entro novanta giorni alle disposizioni di cuiallarticolo 117-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n.385, introdotto dalla legge di conversione del decreto legge 6dicembre 2011, n. 201. 3. I commi 1 e 3 dellarticolo 2-bis del decreto legge 29 novembre2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sonoabrogati. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 28 Assicurazioni connesse allerogazione di mutui immobiliari 1.Le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziarise condizionano lerogazione del mutuo alla stipula di un contrattodi assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al clientealmeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi. Capo VI 15.
Servizi bancari e assicurativi Art. 29Efficienza produttiva del risarcimento diretto e risarcimento in forma specifica 1. Nellambito del sistema di risarcimento diretto disciplinatodallart. 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.209, ivalori dei costi e delle eventuali franchigie sulla base dei qualivengono definite le compensazioni tra compagnie sono calcolatiannualmente secondo un criterio che incentivi lefficienza produttivadelle compagnie ed in particolare il controllo dei costi dei rimborsie lindividuazione delle frodi. 2. In alternativa ai risarcimenti per equivalente, e facoltadelle compagnie offrire, nel caso di danni a cose, il risarcimento informa specifica. In questo caso, se il risarcimento e accompagnatoda idonea garanzia sulle riparazioni, di validita non inferiore aidue anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria, ilrisarcimento per equivalente e ridotto del 30 per cento. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 30 Repressione delle frodi 1. Ciascuna impresa di assicurazione autorizzata ad esercitare ilramo responsabilita civile autoveicoli terrestri di cui allarticolo2, comma 3, numero 10, del codice delle assicurazioni private, di cuial decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e tenuta atrasmettere allISVAP, con cadenza annuale, una relazione,predisposta secondo un modello stabilito dallISVAP stesso conprovvedimento da emanare entro tre mesi dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto. La re lazionecontiene informazioni dettagliate circa il numero dei sinistri per iquali si e ritenuto di svolgere approfondimenti in relazione alrischio di frodi, il numero delle querele o denunce presentateallautorita giudiziaria, lesito dei conseguenti procedimentipenali, nonche in ordine alle misure organizzative interne adottateo promosse per contrastare le frodi. Anche sulla base dei predettielementi informativi, lISVAP esercita i poteri di vigilanza di cuial titolo XIV, capo I, del codice delle assicurazioni private, di cuial citato decreto legislativo n. 209 del 2005, e successivemodificazioni, al fine di assicurare ladeguatezzadellorganizzazione aziendale e dei sistemi di liquidaz ione deisinistri rispetto allobiettivo di contrastare le frodi nel settore. 16.
2. Le imprese di assicurazione autorizzate ad esercitare il ramoresponsabilita civile autoveicoli terrestri di cui allarticolo 2,comma 3, numero 10), del codice delle assicurazioni private, di cuial citato decreto legislativo n. 209 del 2005, sono tenute a indicarenella relazione o nella nota integrativa allegata al bilancio annualee a pubblicare sui propri siti internet o con altra idonea forma didiffusione, una stima circa la riduzione degli oneri per i sinistriderivante dallaccertamento delle frodi, conseguente allattivita dicontrollo e repressione delle frodi autonomamente svolta. Capo III Servizi professionali Art. 9 Disposizioni sulle professioni regolamentate 1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nelsistema ordinistico. 2. Ferma restando labrogazione di cui al comma 1, nel caso diliquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso delprofessionista e determinato con riferimento a parametri stabiliticon decreto del ministro vigilante. Con decreto del Ministro dellaGiustizia di concerto con il Ministro dellEconomia e delle Finanzesono anche stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casseprofessionale e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe.Lutilizzazione dei parametri nei contratti individuali traprofessionisti e consumatori o microimprese da luogo alla nullitadella clausola relativa alla determinazione del compenso ai sensidellarticolo 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 3. Il compenso per le prestazioni professionali e pattuito almomento del conferimento dellincarico professionale. Ilprofessionista deve rendere noto al cliente il grado di complessitadellincarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneriipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusionedellincarico e deve altresi indicare i dati della polizzaassicurativa per i danni provocati nellesercizio dellattivitaprofessionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resanota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesta, deveessere adeguata allimportanza dellopera e va pattuita indicando perle singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese,oneri e contributi. Linottemperanza di quanto disposto nel presentecomma costituisce illecito disciplinare del professionista. 4. Sono abrogate le disposizioni vigenti che per la determinazionedel compenso del professionista, rinviano alle tariff e di cui alcomma 1. 5. La durata del tirocinio previsto per laccesso alle professioniregolamentate non potra essere superiore a diciotto mesi e per iprimi sei mesi, potra essere svolto, in presenza di unappositaconvenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini eil ministro dellistruzione, universita e ricerca, in concomitanzacol corso di studio per il conseguimento della laurea di primolivello o della laurea magistrale o specialistica. Analoghe 17.
convenzioni possono essere stipulate tra i Consigli nazionali degliordini e il Ministro per la pubblica amministrazione e linnovazionetecnologica per lo svolgimento del tirocinio presso pubblicheamministrazioni, allesito del corso di laurea. Le disposizioni delpresente comma non si applicano alle professioni sanitarie per lequali resta confermata la normativa vigente. 6. Allarticolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.148, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera c), il secondo, terzo e quarto periodo sonosoppressi; b) la lettera d) e soppressa. 7. Dallattuazione del presente articolo non devono derivare nuovio maggiori oneri per la finanza pubblica. Capo III Servizi professionali Art. 10 Estensione ai liberi professionisti della possibilita di partecipare al patrimonio dei confidi 1. Allarticolo 39, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo le parole:"le piccole e medie imprese socie" inserire le parole: "e i liberiprofessionisti soci". Capo III Servizi professionali Art. 11Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarita delle farmacie e modifica alla disciplina della somministrazione dei farmaci 1. Al fine di favorire laccesso alla titolarita delle farmacie daparte di un piu ampio numero di aspiranti, aventi i requisiti dilegge, garantendo al contempo una piu capillare presenza sulterritorio del servizio farmaceutico, il secondo e il terzo commadellarticolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successivemodificazioni sono sostituiti dai seguenti: "Il numero delle autorizzazioni e stabilito in modo che vi sia una 18.
farmacia ogni 3000 abitanti. La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui al secondocomma, consente lapertura di una ulteriore farmacia, qualora siasuperiore a 500 abitanti; nei comuni fino a 9.000 abitanti,lulteriore farmacia puo essere autorizzata soltanto qualora lapopolazione eccedente rispetto al parametro sia superiore a 1500abitanti". 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bol zanoprovvedono ad assicurare, entro 120 giorni dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto,lapprovazione straordinaria delle piante organiche delle farmacie,in attuazione della previsione di cui al comma 1. In deroga a quantoprevisto dallarticolo 9 della legge 2 aprile 1968, n. 475, sullesedi farmaceutiche istituite in attuazione del comma 1 o comunquevacanti, non puo essere esercitato il diritto di prelazione da partedel comune. Entro i successivi 30 giorni le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano bandiscono un concorso straordinarioper titoli ed esami per la copertura delle sedi farmaceutiche dinuova istituzione o vacanti, fatte salve quelle per le quali siastata gia espletata la procedura concorsuale, riservando lapartecipazione allo stesso ai farmacisti non titolari di farmacia eai titolari di farmacia rurale sussidiata. Ladozione deiprovvedimenti previsti dai precedenti periodi del presente commacostituisce adempimento soggetto alla verifica annuale da parte delcomitato e del tavolo di cui agli articoli 9 e 12 dellintesa sancitain sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo2005, ai fini dellaccesso al finanziamento integrativo del Serviziosanitario nazionale. Al concorso straordinario si applicano ledisposizioni vigenti sui concorsi per la copertura delle sedifarmaceutiche di nuova istituzione o vacanti, nonche le disposizionipreviste dal presente articolo e le eventuali ulteriori disposizioniregionali dirette ad accelerare la definizione delle procedureconcorsuali. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,sentiti lunita sanitaria locale e lordine provinciale deifarmacisti competenti per territorio, possono istituire una farmacia: a) nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili a tra fficointernazionale, nelle stazioni marittime e nelle aree di servizioautostradali ad alta intensita di traffico, servite da servizialberghieri o di ristorazione, purche non sia gia aperta unafarmacia a una distanza inferiore a 200 metri; b) nei centri commerciali e nelle grandi strutture di vendita consuperficie superiore a 10.000 metri quadrati, purche non sia giaaperta una farmacia a una distanza inferiore a 1.500 metri. 4. Fino al 2022, tutte le farmacie istituite ai sensi del comma 3sono offerte in prelazione ai comuni in cui le stesse hanno sede. 5. Ai concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche gliinteressati in possesso dei requisiti di legge poss ono concorrere perla gestione associata, sommando i titoli posseduti. In tale caso latitolarita della sede farmaceutica assegnata e condizionata almantenimento della gestione associata da parte degli stessivincitori, su base paritaria, fatta salva la premorienza osopravvenuta incapacita. Ai fini della valutazione dellesercizioprofessionale nei concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche,per lattivita svolta dal farmacista ai sensi dellarticolo 5, comma1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, conmodificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono assegnatipunti 0,35 per anno per i primi 10 anni e punti 0,10 per anno per isecondi 10 anni. 6. I turni e gli orari di farmacia stabiliti dalle autoritacompetenti in base alle vigente normativa non impediscono laperturadella farmacia in orari diversi da quelli obbligatori. Le farmacie 19.
possono praticare sconti sui prezzi di tutti i tipi di farmaci eprodotti venduti pagati direttamente dai clienti, dandone adeguatainformazione alla clientela. 7. Decorsi inutilmente i termini per gli adempimenti previsti dalcomma 2, il Consiglio dei Ministri esercita i poteri sostitutivi dicui allarticolo 120 della Costituzione, con la nomina di un appositocommissario che approva le piante organiche delle farmacie ed espletale procedure concorsuali di cui al presente articolo. 8. Al comma 9 dellarticolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 esuccessive modificazioni, le parole "due anni" sono sostituite dalleparole "sei mesi". 9. Il medico, nel prescrivere un farmaco, e tenuto, sulla basedella sua specifica competenza professionale, ad informare ilpaziente delleventuale presenza in commercio di medicinali aventiuguale composizione in principi attivi, nonche forma farmaceutica,via di somministrazione, modalita di rilascio e dosaggio unitariouguali. Il medico aggiunge ad ogni prescr izione di farmaco leseguenti parole: "sostituibile con equivalente generico", ovvero,"non sostituibile", nei casi in cui sussistano specifiche motivazionicliniche contrarie. Il farmacista, qualora sulla ricetta non risultiapposta dal medico lindicazione della non sostituibilita delfarmaco prescritto, e tenuto a fornire il medicinale equivalentegenerico avente il prezzo piu basso, salvo diversa richiesta delcliente. Ai fini del confronto il prezzo e calcolato per unita posologica o quantita unitaria di principio attivo. Allarticolo 11,comma 9, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, conmodificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel secondoperiodo, dopo le parole " e possibile", son inserite le seguenti: o"solo su espressa richiesta dellassistito e". 10. Linaccessibilita ai farmaci da parte del pubblico e delpersonale non addetto prevista dal comma 2 dellarticolo 32 deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, deve intendersi riferitaunicamente ai medicinali di cui allarticolo 8, comma 10, lettera c)della legge 24 dicembre 1993, n. 537, che potranno essere vendutisenza ricetta negli esercizi commerciali di cui allarticolo 8, comma1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, conmodificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, a conclusione dellaprocedura amministrativa prevista dallo stesso articolo 32. 11. E istituito, presso lEnte nazionale di previdenza eassistenza dei farmacisti (ENPAF), un fondo di solidarieta nazionaleper lassistenza farmaceutica nei comuni con meno di mille abitanti.Il fondo e finanziato dalle farmacie urbane, attraverso ilversamento, a favore dellENPAF, di una quota percentuale delfatturato dalla farmacia, determinata dallente in misura sufficientead assicurare ai farmacisti titolari di farmacia nei centri abitaticon meno di mille abitanti il conseguimento di un reddito netto noninferiore al centocinquanta per cento del reddito netto conseguibile,in base al contratto collettivo nazionale, da un farmacistacollaboratore di primo livello con due anni di servizio. LEN PAFprovvede a corrispondere allavente diritto lindennita che consenteil raggiungimento del reddito netto previsto dal precedente periodo.Le modalita di attuazione delle disposizioni di cui al presentecomma sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e dellefinanze. 12. Con decreto del Ministro della salute, previa intesa con laConferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Federazionedegli ordini dei farmacisti italiani, sono fissati i livelli difatturato delle farmacie aperte al pubblico il cui superamentocomporta, per i titolari delle farmacie stesse, lobbligo diavvalersi, ai fini del mantenimento della convenzione con il Servizio 20.
sanitario nazionale, di uno o piu farmacisti collaboratori. Capo III Servizi professionali Art. 12 Incremento del numero dei notai e concorrenza nei distretti 1. La tabella notarile che determina il numero e la residenza deinotai, di cui allarticolo 4, comma 2, della legge 16 febbraio 1913,n. 89, come revisionata da ultimo con i decreti del Ministro dellagiustizia in data 23 dicembre 2009, pubblicato sulla GazzettaUfficiale del 28 dicembre 2009, n. 300, e in data 10 novembre 2011,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 dicembre 2011, n. 292, eaumentata di cinquecento posti. 2. Con successivo decreto del Ministro della giustizia, da adottareentro 120 giorni dallentrata in vigore della legge di conversionedel presente decreto-legge, i posti di cui al comma 1 sonodistribuiti nei distretti e nei singoli comuni in essi compresi,secondo i parametri di cui allarticolo 4, comma 1, della legge 6febbraio 1913, n. 89. 3. Entro il 31 dicembre 2012 sono espletate le pr ocedure delconcorso per la nomina a 200 posti di notaio bandito con decretodirettoriale del 28 dicembre 2009, nonche dei concorsi per la nominaa 200 e 150 posti di notaio banditi, rispettivamente, con decreti del27 dicembre 2010 e del 27 dicembre 2011, per complessivi 550 nuoviposti da notaio. Entro il 31 dicembre 2013 e bandito un ulterioreconcorso pubblico per la nomina fino a 500 posti di notaio. Entro il31 dicembre 2014 e bandito un ulteriore concorso pubblico per lanomina fino a 500 posti di notaio. Allesito della copertura deiposti di cui al presente articolo, la tabella notarile che determinail numero e la residenza dei notai, udite le Corti dappello e iConsigli notarili, viene rivista ogni tre anni. Per gli annisuccessivi, e comunque bandito un concorso per la copertura di tuttii posti che si rendono disponibili. 4. I commi 1 e 2 dellarticolo 26 della legge 16 febbraio 1913, n.89, sono sostituiti dai seguenti: "Per assicurare il funzionamento regolare e continuo dellufficio,il notaro deve tenere nel Comune o nella frazione di Comuneassegnatagli studio aperto con il deposito degli atti, registri erepertori notarili, e deve assistere personalmente allo studio stessoalmeno tre giorni a settimana e almeno uno ogni quindici giorni perciascun Comune o frazione di Comune aggregati. Il notaro puo recarsi, per ragione delle sue funzioni, in tutto ilterritorio del distretto della Corte dAppello in cui trovasi la suasede notarile, ed aprire un ufficio secondario nel territorio deldistretto notarile in cui trovasi la sede stessa". 5. Il comma 2 dellarticolo 27 della legge 16 febbraio 1913, n. 89,e sostituito dal seguente: "Egli non puo esercitarlo fuori del territorio della CortedAppello nel cui distretto e ubicata la sua sede.". 21.
6. Allarticolo 82 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, dopo leparole "stesso distretto" aggiungere: "di Corte dAppello". 7. Le lettere a) e b) del comma 1 dellarticolo 153 della legge 16febbraio 1913, n. 89, come modificato dallarticolo 39 del decretolegislativo 1° agosto 2006, n. 249, sono sostituite dalle seguenti: "a) al procuratore della Repubblica presso il Tribunale nel cuicircondario ha sede il notaio ovvero nel cui circondario il fatto peril quale si procede e stato commesso; b) al presidente del Consiglio notarile del distretto nel cuiruolo e iscritto il notaio ovvero del distretto nel quale il fattoper il quale si procede e stato commesso. Se linfrazione eaddebitata allo stesso presidente, al consigliere che ne fa le veci,previa delibera dello stesso consiglio. La stessa delibera enecessaria in caso di intervento ai sensi dellar ticolo 156 bis,comma 5.". 8. Al comma 1 dellarticolo 155 della legge 16 febbraio 1913, n.89, come modificato dallarticolo 41 del decreto legislativo 1°agosto 2006, n. 249, le parole "di cui allarticolo 153, comma 1,lettera b)" sono sostituite dalle seguenti: "in cui il notaio hasede". 9. Dallattuazione del presente articolo non devono derivare nuovio maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 13 Misure per la riduzione del prezzo del gas naturale per i clienti vulnerabili 1. A decorrere dal primo trimestre successivo allentrata in vigoredel presente decreto, lAutorita per lenergia elettrica e il gas,al fine di adeguare i prezzi di riferimento del gas naturale per iclienti vulnerabili di cui allarticolo 7 del decreto legislativo 1°giugno 2011, n. 93, ai valori europei, nella determinazione deicorrispettivi variabili a copertura dei costi di approvvigionamentodi gas naturale, introduce progressivamente tra i parametri in baseai quali e disposto laggiornamento anche il riferimento per unaquota gradualmente crescente ai prezzi del gas rilevati sul mercato.In attesa dellavvio del mercato del gas naturale di cui allarticolo30, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, i mercati diriferimento da considerare sono i mercati europei individuati aisensi dellarticolo 9, comma 6, del decreto legislativo 13 agosto2010, n.130. Capo IV Disposizioni in materia di energia 22.
Art. 14 Misure per ridurre i costi di approvvigionamento di gas naturale per le imprese 1. Le capacita di stoccaggio di gas naturale che si rendonodisponibili a seguito delle rideterminazioni del volume di stoccaggiostrategico di cui allarticolo 12, comma 11 - ter, del decretolegislativo 23 maggio 2000, n.164, nonche delle nuove modalita dicalcolo degli obblighi di modulazione stabilit in base ai criteri edeterminati dal Ministero dello sviluppo economico ai sensidellarticolo 18, comma 2, del decreto legislativo 23 maggio 2000,n.164, come modificato dal decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93,sono assegnate, per uno spazio stabilito e aggiornato con decreto delMinistero dello sviluppo economico, per lofferta alle imprese diservizi integrati di trasporto a mezzo gasdotti esteri e dirigassificazione, comprensivi dello stoccaggio di gas naturale ,finalizzati a consentire il loro approvvigionamento diretto di gasnaturale dallestero, secondo criteri di sicurezza degliapprovvigionamenti stabiliti nello stesso decreto. 2. I servizi di cui al comma 1 sono offerti da parte delle impresedi rigassificazione e di trasporto in regime regolato in base amodalita definite dallAutorita per lenergia elettrica e il gas. 3. Le eventuali ulteriori capacita di stoccaggio di gas naturaledisponibili non assegnate ai sensi del comma 1, sono assegnatesecondo le modalita di cui allarticolo 12, comma 7, lettera a),ultimo periodo, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.164, comemodificato dal decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93. 4. Il volume di gas naturale attualmente contenuto nel volume distoccaggio strategico che si rende disponibile a seguito dellerideterminazioni di cui al comma 1, e ceduto dalle imprese distoccaggio, anche per lavvio transitorio dei se rvizi di cui al comma1, secondo criteri stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppoeconomico. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 15 Disposizioni in materia di separazione proprietaria 1. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cuiallarticolo 1, comma 905, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,relativamente alla partecipazione azionaria attualmente detenuta inSnam S.p.A., e emanato entro sei mesi dalla data di entrata in 23.
vigore del presente decreto-legge. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 16 Sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche 1. Al fine di favorire nuovi investimenti di ricerca e sviluppodelle risorse energetiche nazionali strategiche di idrocarburi,garantendo maggiori entrate erariali per lo Stato, con decreto delMinistro delleconomia e delle finanze di concerto con il Ministrodello sviluppo economico, previa intesa sancita in sede di ConferenzaUnificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto1997, n. 281, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata invigore del presente decreto, sono stabilite le modalita perindividuare le maggiori entrate effettivamente realizzate e lemodalita di destinazione di una quota di tali maggiori entrate perlo sviluppo di progetti infrastrutturali e occupazionali di crescitadei territori di insediamento degli impianti produttivi e deiterritori limitrofi nonche ogni altra disposizione attuativaoccorrente allattuazione del presente articolo. 2. Le attivita di cui allarticolo 53 del decreto del Presidentedella Repubblica 24 maggio 1979, n. 886, sono svolte secondo le normevigenti, le regole di buona tecnica di cui alla norma UNI 11366. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 17 Liberalizzazione della distribuzione dei carburanti 1. I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti chesiano anche titolari della relativa autorizzazione petroliferapossono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditorenel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea. Adecorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali cheprevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusivanellapprovvigionamento cessano di avere effetto per la parte 24.
eccedente il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita ecomunque per la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nelprecedente anno dal singolo punto vendita. Nei casi previsti dalpresente comma le parti possono rinegoziare le condizioni economichee luso del marchio. Nel rispetto delle normative nazionali ecomunitarie, le aggregazioni di gestori di impianti di distribuzionedi carburante al fine di sviluppare la capacita di acquistoallingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasportodei medesimi sono consentite anche in deroga ad eventuali clausolenegoziali che ne vietino la realizzazione. 2. Al fine di incrementare la concorrenzialita e lefficienza del mercato anche attraverso una diversificazione nelle relazionicontrattuali tra i titolari di autorizzazioni o concessioni e gestoridegli impianti di distribuzione carburanti, i commi da 12 a 14dellarticolo 28 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito,con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sonosostituiti dai seguenti: "12. Fermo restando quanto disposto con il decreto legislativo 11febbraio 1998, n. 32, e successive modificaz ioni, in aggiunta agliattuali contratti di comodato e fornitura ovvero somministrazionepossono essere adottate, alla scadenza dei contratti esistenti,differenti tipologie contrattuali per laffidamento elapprovvigionamento degli impianti di distribuzione carburanti, nelrispetto delle normative nazionali e comunitarie, e previadefinizione negoziale di ciascuna tipologia mediante accordisottoscritti tra organizzazioni di rappresentanza dei titolari diautorizzazione o concessione e dei gestori, depositati presso ilMinistero dello sviluppo economico. 13. In ogni momento i titolari degli impianti e i gestori deglistessi, da soli o in societa o cooperative, possono accordarsi perleffettuazione del riscatto degli impianti da parte del gestorestesso, stabilendo un indennizzo che tenga conto degli investimentifatti, degli ammortamenti in relazione agli eventuali canoni giapagati, dellavviamento e degli andamenti del fatturato, secondocriteri stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo economico. 14. I nuovi contratti di cui al comma 12 devono assicurare algestore condizioni contrattuali eque e non discriminatorie percompetere nel mercato di riferimento." 3. I comportamenti posti in essere dai titolari degli impianti alloscopo di ostacolare, impedire o limitare, in via di fatto o tramiteprevisioni contrattuali, le facolta attribuite dal presente articoloal gestore integrano abuso di dipendenza economica, ai sensi e pergli effetti dellarticolo 9 della legge 18 giugno 1998, n.192. 4. Allarticolo 28 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.111,sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 8 e sostituito dal seguente: "8. Al fine di incrementare la concorrenzialita, lefficienza delmercato e la qualita dei servizi nel settore degli impianti didistribuzione dei carburanti, e sempre consentito in tali impianti: a) lesercizio dellattivita di somministrazione di alimenti ebevande di cui allarticolo 5, comma 1, lettera b), della legge 25agosto 1991, n. 287, fermo restando il rispetto delle prescrizioni dicui allarticolo 64, commi 5 e 6, e il possesso dei requisiti dionorabilita e professionali di cui allarticolo 71 del decretolegislativo 26 marzo 2010, n. 59; b) lesercizio dellattivita di un punto di vendita nonesclusivo di quotidiani e periodici senza limiti di ampiezza dellasuperficie dellimpianto e lesercizio della rivendita di tabacchipresso gli impianti di distribuzione carburanti con una superficieminima di 1.500 mq; c) la vendita di ogni bene e servizio, nel risp etto della vigentenormativa relativa al bene e al servizio posto in vendita.". 25.
b) il comma 10 e sostituito dal seguente: "10. Le attivita di cui al comma 8, lettere a), b) e c), di nuovarealizzazione, anche se installate su impianti esistenti, sonoesercitate dai soggetti titolari della licenza di eserciziodellimpianto di distribuzione di carburanti rilasciata dallufficiotecnico di finanza, salvo rinuncia del titolare della licenzadellesercizio medesimo, che puo consentire a terzi lo svolgimentodelle predette attivita. In ogni caso sono fatti salvi i vincoliconnessi con procedure competitive in aree autostradali inconcessione espletate al 30 giugno 2012"; c) Alla fine del comma 4 sono inserite le parole: "I Comuni nonrilasciano ulteriori autorizzazioni o proroghe di autorizzazionirelativamente agli impianti incompatibili." d) il comma 6 e sostituito dal seguente: "6. Ladeguamento dicui al comma 5 e consentito a condizione che limpianto siacompatibile sulla base dei criteri di cui al comma 3. Per gliimpianti esistenti, ladeguamento ha luogo entro il 31 dicembre 2012.Il mancato adeguamento entro tale termine comporta una sanzioneamministrativa pecuniaria da determinare in rapporto allerogatodellanno precedente, da un minimo di mille euro a un massimo dicinquemila euro per ogni mese di ritardo nelladeguamento e, per gliimpianti incompatibili, costituisce causa di decadenzadellautorizzazione amministrativa di cui allarticolo 1 del decretolegislativo 11 febbraio 1998, n.32, dichiarata dal Comunecompetente.". 5. Allarticolo 83-bis, comma 17, del decreto-legge 25 giugno 2008,n.112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n.133, sono aggiunte infondo le seguenti parole: "o che prevedano obbligatoriamente lapresenza contestuale di piu tipologie di carburanti, ivi incluso ilmetano per autotrazione, se tale ultimo obbligo comporta ostacolitecnici o oneri economici eccessivi e non proporzionali allefinalita dellobbligo" . 6. LAutorita per lenergia elettrica ed il gas, coerentemente congli indirizzi del Ministro dello sviluppo economico stabiliti per ladiffusione del metano per autotrazione, entro 90 giorni dalla data dientrata in vigore del presente decreto adotta misure affinche neiCodici di rete e di distribuzione di cui al decreto legislativo 23maggio 2000, n. 164, siano previste modalita per accele rare i tempidi allacciamento dei nuovi impianti di distribuzione di metano peruso autotrazione alla rete di trasporto o di distribuzione di gas,per ridurre gli stessi oneri di allacciamento, in particolare per learee dove tali impianti siano presenti in misura limitata, noncheper la riduzione delle penali per i superi di capacita impegnatapreviste per gli stessi impianti. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 18Liberalizzazione degli impianti completamente automatizzati fuori dei centri abitati 26.
1. Al comma 7 dellarticolo 28 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.111, dopo la parola "dipendenti" sono aggiunte le parole "ocollaboratori" e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "Nel rispetto delle norme di circolazione stradal e, presso gliimpianti stradali di distribuzione carburanti posti al di fuori deicentri abitati, quali definiti ai sensi del codice della strada odegli strumenti urbanistici comunali, non possono essere postivincoli o limitazioni allutilizzo continuativo, anche senzaassistenza, delle apparecchiature per la modalita di rifornimentosenza servizio con pagamento anticipato.". Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 19Miglioramento delle informazioni al consumatore sui prezzi dei carburanti 1. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, da adottareentro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge diconversione del presente decreto, e definita la nuova metodologia dicalcolo del prezzo medio del lunedi da comunicare al Ministero dellosviluppo economico per il relativo invio alla Commissione Europea aisensi della Decisione del Consiglio 1999/280/CE del 22 aprile 1999 edella successiva Decisione della Commissione 1999/566/CE del 26luglio 1999, basata sul prezzo offerto al pubblico con la modalitadi rifornimento senza servizio per ciascuna tipologia di carburanteper autotrazione. 2. Entro sei mesi dalla stessa data, con uno o piu decreti delMinistero dello sviluppo economico sono definite le modalitaattuative della disposizione di cui al secondo periodo dellarticolo15, comma 5, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, inordine alla cartellonistica di pubblicizzazione dei prezzi pressoogni punto vendita di carburanti, in modo da assicurare che leindicazioni per ciascun prodotto rechino i prezzi in modalita nonservito, ove presente, senza indicazioni sotto forma di sconti,secondo il seguente ordine dallalto verso il basso: gasolio,benzina, GPL, metano. In tale decreto si prevede che i prezzi dellealtre tipologie di carburanti speciali e il prezzo della modalita dirifornimento con servizio debbano essere riportati su cartelloniseparati, indicando questultimo prezzo come differenza in aumentorispetto al prezzo senza servizio, ove esso sia presente. 3. Con il decreto di cui al comma 2 si prevedono, altresi, lemodalita di evidenziazione, nella cartellonistica dipubblicizzazione dei prezzi presso ogni punto vendita di carburanti,delle prime due cifre decimali rispetto alla terza, dopo il numerointero del prezzo in euro praticato nel punto vendita. 4. Modifiche a quanto disposto dai decreti di cui ai commi 2 e 3sono adottate con decreto del Ministro dello sviluppo economico,sentiti il Garante per la sorveglianza dei prezzi istituito ai sensidellarticolo 2, commi 198 e 199 della legge 24 dicembre 2007, n. 27.
244, nel rispetto dei medesimi obiettivi di trasparenza. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 20Fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti 1. Al primo comma dellarticolo 28 del decreto-legge n. 98 del 6luglio 2011, n. 98 le parole "in misura non eccedente il venticinqueper cento dellammontare complessivo del fondo annualmenteconsolidato" sono abrogate, le parole "due esercizi annuali" sonosostituite dalle parole "tre esercizi annuali" e il comma 2 esostituito dal seguente: "2. Con decreto del Ministro dello sviluppoeconomico, da emanare entro il 30 giugno 2012, e determinatalentita sia dei contributi di cui al comma 1, sia della nuovacontribuzione al fondo di cui allo stesso comma 1, per un periodo nonsuperiore a tre anni, articolandola in una componente fissa perciascuna tipologia di impianto e in una variabile in funzione deilitri erogati, tenendo altresi conto della densita territorialedegli impianti allinterno del medesimo bacino di utenza." Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 21Disposizioni per accrescere la sicurezza, lefficienza e la concorrenza nel mercato dellenergia elettrica 1. In relazione al processo di integrazione del mercato europeo edai cambiamenti in corso nel sistema elettrico, con partic olareriferimento alla crescente produzione da fonte rinnovabile, ilMinistro dello sviluppo economico, entro 120 giorni dalla data dientrata in vigore del presente decreto, sentita lAutorita perlenergia elettrica ed il gas, emana indirizzi e modifica ladisciplina attuativa delle disposizioni di cui allarticolo 3, comma10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, allo scopo dicontenere i costi e garantire sicurezza e qualita delle forniture dienergia elettrica, nel rispetto dei criteri e dei principi di 28.
mercato. 2. Allinizio del comma 2 dellarticolo 19 del decreto legislativo3 marzo 2011, n. 28, sono anteposte le seguenti parole: "Per la primavolta entro il 28 febbraio 2012 e successivamente" e nel medesimocomma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole : "In esito allapredetta analisi, lAutorita per lenergia elettrica ed il gasadotta con propria delibera, entro i successivi 60 giorni, le misuresui sistemi di protezione e di difesa delle reti elettrichenecessarie per garantire la sicurezza del sistema, nonche definiscele modalita per la rapida installazione di ulteriori dispositivi disicurezza sugli impianti di produzione, almeno nelle aree ad elevataconcentrazione di potenza non programmabile." 3. Con i decreti di definizione dei nuovi regimi di incentivazioneper la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di cuiallarticolo 24, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28, allo scopo di conferire maggiore flessibilita e sicurezza alsistema elettrico, puo essere rideterminata la data per laprestazione di specifici servizi di rete da parte delle attrezzatureutilizzate in impianti fotovoltaici, in attuazione del decretolegislativo 3 marzo 2011, n. 28. 4. A far data dallentrata in vigore del presente provvedimento,sono abrogate le disposizioni di cui alla legge 8 marzo 1949, n. 105,recante "Normalizzazione delle reti di distribuzione di energiaelettrica a corrente alternata, in derivazione, a tensione compresafra 100 e 1000 volt". 5. Dalla medesima data di cui al comma 4, si intende qualenormativa tecnica di riferimento per i livelli nominali di tensionedei sistemi elettrici di distribuzione in bassa tensione la norma CEI8-6, emanata dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) in forzadella legge 1° marzo 1968, n. 186. 6. Al fine di facilitare ed accelerare la realizzazione delleinfrastrutture di rete di interesse nazionale, lAutorita perlenergia elettrica e il gas, entro 90 giorni dalla richiesta deiConcessionari, definisce la remunerazione relativa a specifici assetregolati esistenti alla data della richiesta, senza alcun aumentodella remunerazione complessiva del capitale e della tariffa rispettoalla regolazione in corso. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 22Disposizioni per accrescere la trasparenza sui mercati dellenergia elettrica e del gas 1. Al fine di promuovere la concorrenza nei m ercati dellenergiaelettrica e del gas, il Sistema informatico Integrato, istituitopresso lAcquirente Unico ai sensi dellarticolo 1-bis deldecreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito dalla legge 13 agosto2010, n. 129, e finalizzato anche alla gestione delle informazionirelative ai consumi di energia elettrica e di gas dei clienti finalie la banca dati di cui al comma 1 del medesimo articolo 1 -bis 29.
raccoglie, oltre alle informazioni sui punti d prelievo ed ai dati iidentificativi dei clienti finali, anche i dati sulle relative misuredei consumi di energia elettrica e di gas. LAutorita per lenergiaelettrica ed il gas adegua i propri provvedimenti in materia entrodue mesi dallentrata in vigore della presente disposizione, in mododa favorire la trasparenza informativa e laccesso delle societa divendita ai dati gestiti dal Sistema informatico integrato. 2. Il mancato o incompleto rispetto degli obblighi di comunicazionedi cui al comma 1 da parte degli operatori e sanzionato da partedellAutorita per lenergia elettrica ed il Gas secondo ledisposizioni di cui allarticolo 45 del decreto legislativo 1° giugno2011, n. 93. 3. Dallattuazione del presente articolo non devono derivare nuovio maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 31Contrasto della contraffazione dei contrassegni relativi ai contrattidi assicurazione per la responsabilita civile verso i terzi per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada 1. Al fine di contrastare la contraffa zione dei contrassegnirelativi ai contratti di assicurazione per la responsabilita civileverso i terzi per danni derivanti dalla circolazione dei veicoli amotore su strada, il Ministro dello sviluppo economico, di concertocon il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentitolISVAP, con regolamento da emanare entro sei mesi dalla data dientrata in vigore della legge di conversione del presente decretolegge, definisce le modalita per la progressiva dematerializzazio nedei contrassegni, prevedendo la loro sostituzione o integrazione consistemi elettronici o telematici, anche in collegamento con banchedati, e prevedendo lutilizzo, ai fini dei relativi controlli, deidispositivi o mezzi tecnici di controllo e rilevamento a distanzadelle violazioni delle norme del codice della strada, di cui aldecreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il regolamento di cui alprimo periodo definisce le caratteristiche e i requisiti di talisistemi e fissa il termine, non superiore a due anni dalla data dellasua entrata in vigore, per la conclusione del relativo processo didematerializzazione. 2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avvalendosidei dati forniti gratuitamente dalle com pagnie di assicurazione,forma periodicamente un elenco dei veicoli a motore che non risultanocoperti dallassicurazione per la responsabilita civile verso iterzi prevista dallarticolo 122 del codice delle assicurazioniprivate, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. IlMinistero delle infrastrutture e dei trasporti comunica ai rispettiviproprietari linserimento dei veicoli nellelenco di cui al primoperiodo, informandoli circa le conseguenze previste a loro carico nelcaso in cui i veicoli stessi siano posti in circolazione su strade diuso pubblico o su aree a queste equiparate. Il predetto elenco e 30.
messo a disposizione delle forze di polizia e delle prefetturecompetenti in ragione del luogo di residenza del proprietario delveicolo. Agli adempimenti di cui al comma 1 e di cui al primo periododel presente comma si provvede con le risorse umane, strumentali efinanziarie disponibili a legislazione vigente. 3. La violazione dellobbligo di assicurazione dellaresponsabilita civile derivante dalla circolazione dei veicoli puoessere rilevata, dandone informazione agli automobilisti interessati,anche attraverso i dispositivi, le apparecchiature e i mezzi tec niciper il controllo del traffico e per il rilevamento a distanza delleviolazioni delle norme di circolazione, approvati o omologati aisensi dellarticolo 45, comma 6, del codice della strada, di cui aldecreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successivemodificazioni, attraverso i dispositivi e le apparecchiature per ilcontrollo a distanza dellaccesso nelle zone a traffico limitato,nonche attraverso altri sistemi per la registrazione del transitodei veicoli sulle autostrade o sulle strade sottoposte a pedaggio. Laviolazione deve essere documentata con sistemi fotografici, diripresa video o analoghi che, nel rispetto delle esigenze correlatealla tutela della riservatezza personale, consentano di acce rtare,anche in momenti successivi, lo svolgimento dei fatti costituentiillecito amministrativo, nonche i dati di immatricolazione delveicolo ovvero il responsabile della circolazione. Qualora sianoutilizzati i dispositivi, le apparecchiature o i mezzi tecnici di cuial presente comma, non vi e lobbligo di contestazione immediata.Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, daemanare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentitilISVAP e, per i profili di tutela della riservatezza, il Garante perla protezione dei dati personali, sono definite le caratteristichedei predetti sistemi di rilevamento a distanza, nellambito di quellidi cui al primo periodo, e sono stabilite le modalita di attuazionedel presente comma, prevedendo a tal fine anche protocolli dintesacon i comuni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanzapubblica. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 32Ispezione del veicolo, scatola nera, attestato di rischio, liquidazione dei danni 1. Al comma 1 dellarticolo 132 del codice delle assicurazioniprivate, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sonoaggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Le imprese possono richiedereai soggetti che presentano proposte per lassicurazione obbligatoriadi sottoporre volontariamente il veicolo ad ispezione, prima dellastipula del contratto. Qualora si proceda ad ispezione ai sensi delperiodo precedente, le imprese praticano una riduzione rispetto alletariffe stabilite ai sensi del primo periodo. Nel caso i n cuilassicurato acconsenta allistallazione di meccanismi elettroniciche registrano lattivita del veicolo, denominati scatola nera o 31.
equivalenti, i costi sono a carico delle compagnie che praticanoinoltre una riduzione rispetto alle tariffe stabilite ai sensi delprimo periodo.". 2. Allarticolo 134 del codice delle assicurazioni private, di cuial decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al com ma1 e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le indicazionicontenute nellattestazione sullo stato del rischio devonocomprendere la specificazione della tipologia del danno liquidato»;b) dopo il comma 1-bis e inserito il seguente: «1-ter. La consegnadellattestazione sullo stato del rischio, ai sensi dei commi 1 e 1 -bis, nonche ai sensi del regolamento dellISVAP di cui al comma 1,e effettuata anche per via telematica, attraverso lutilizzo dellebanche dati elettroniche di cui al comma 2 del presente articolo o dicui allarticolo 135»; c) al comma 2, le parole: «puo prevedere »sono sostituite dalla seguente: «prevede »; d) il comma 4 esostituito dal seguente: «4. Lattestazione sullo stato del risc hio,allatto della stipulazione di un contratto per il medesimo veicoloal quale si riferisce lattestato, e acquisita direttamentedallimpresa assicuratrice in via telematica attraverso le banchedati di cui al comma 2 del presente articolo e di cui allarticolo135». 3. Allarticolo 148 del codice delle assicurazioni private, di cuial decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e sostituito dal seguente: «1. Per i sinistri consoli danni a cose, la richiesta di risarcimento, presentata secondole modalita indicate nellarticolo 145, deve essere corredata delladenuncia secondo il modulo di cui allarticolo 143 e recarelindicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimentoe del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sonodisponibili per lispezione diretta ad accertare lentita del danno.Entro sessanta giorni dalla ricezione di tale documentazione,limpresa di assicurazione formula al danneggiato congrua e motivataofferta per il risarcimento, ovvero comunica specificatamente imotivi per i quali non ritiene di fare offer ta. Il termine disessanta giorni e ridotto a trenta quando il modulo di denuncia siastato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro. Al fine diconsentire lispezione diretta ad accertare lentita del danno, lecose danneggiate devono essere messe a disposizione perlaccertamento per cinque giorni consecutivi non festivi, a far tempodal giorno di ricevimento della richiesta di risarcimento da partedellassicuratore. Il danneggiato puo procedere alla riparazionedelle cose danneggiate solo dopo lo spirare del termine indicato alperiodo precedente, entro il quale devono essere comunque completatele operazioni di accertamento del danno da parte dellassicuratore,ovvero dopo il completamento delle medesime ope razioni, nel caso incui esse si siano concluse prima della scadenza del predetto termine.Qualora le cose danneggiate non siano state messe a disposizione perlispezione nei termini previsti dal presente articolo, ovvero sianostate riparate prima dellispezione stessa, limpresa, ai finidellofferta risarcitoria, effettuera le proprie valutazionisullentita` del danno solo previa presentazione di fattura cheattesti gli interventi riparativi effettuati. Resta comunque fermo ildiritto dellassicurato al risarcimento anche qualora ritenga di nonprocedere alla riparazione»; b) dopo il comma 2 e` inserito il seguente: «2-bis. A fini di prevenzione e contrasto dei fenomenifraudolenti, qualora limpresa di assicurazione abbia provveduto allaconsultazione della banca dati sinistri di cui allarticolo 135 e dalrisultato della consultazione, avuto riguardo al codice fiscale deisoggetti coinvolti ovvero ai veicoli danneggiati, emergano almeno dueparametri di significativita, come definiti dallarticolo 4 del 32.
provvedimento dellISVAP n. 2827 del 25 agosto 2010, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre 2010, limpresa puodecidere, entro i termini di cui ai commi 1 e 2 de l presentearticolo, di non fare offerta di risarcimento, motivando taledecisione con la necessita di condurre ulteriori approfondimenti inrelazione al sinistro. La relativa comunicazione e` trasmessadallimpresa al danneggiato e allISVAP, al quale e` anche trasmessala documentazione relativa alle analisi condotte sul sinistro. Entrotrenta giorni dalla comunicazione della predetta decisione, limpresadeve comunicare al danneggiato le sue determinazioni conclusive inmerito alla richiesta di risarcimento. Allesito degliapprofondimenti condotti ai sensi del primo periodo, limpresa puonon formulare offerta di risarcimento, qualora, entro il termine dicui al terzo periodo, presenti querela, nelle ipotesi in cui e`prevista, informandone contestualmente lassicurato nellacomunicazione concernente le determinazioni conclusive in merito allarichiesta di risarcimento di cui al medesimo terzo periodo; in talcaso i termini di cui ai commi 1 e 2 sono sospesi e il termine per lapresentazione della querela, di cui allarticolo 124, primo comma,del codice penale, decorre dallo spirare del termine di trenta giornientro il quale limpresa comunica al danneggiato le suedeterminazioni conclusive. Restano salvi i diritti del danneggiato in merito allaproponibilita dellazione di risarcimento nei termini previstidallarticolo 145, nonche il diritto del danneggiato di ott enerelaccesso agli atti nei termini previsti dallarticolo 146, salvo ilcaso di presentazione di querela o denuncia»; c) il comma 3 e sostituito dal seguente: «3. Il danneggiato, inpendenza dei termini di cui ai commi 1 e 2 e fatto salvo quantostabilito dal comma 5, non puo rifiutare gli accertamentistrettamente necessari alla valutazione del danno alle cose, neitermini di cui al comma 1, o del danno alla persona, da partedellimpresa. Qualora cio accada, i termini per loffertarisarcitoria o per la comunicazione dei motivi per i quali limpresanon ritiene di fare offerta sono sospesi». Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 33Sanzioni per frodi nellattestazione delle invalidita derivanti da incidenti 1. Allarticolo 10-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1: 1) la parola: «micro-invalidita» e` sostituita dalla seguente:«invalidita»; 2) le parole: «di cui al comma 1» sono sostituite dall eseguenti: «di cui ai commi 1 e 3»; b) dopo il comma 2 e` inserito il seguente: Recommended