Source: http://movimentoscuola.ch/2012/12/01/lettera-aperta-di-bixio-mainardi-direttore-della-sm-losone/
Timestamp: 2018-04-21 21:14:07+00:00
Document Index: 59591772

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 53', 'art. 56', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 41', 'art. 91', 'art. 55', 'art. 24']

Lettera aperta di Bixio Mainardi, Direttore della Sm Losone – Movimento della Scuola
Lettera aperta di Bixio Mainardi, Direttore della Sm Losone
Egregio Consigliere di Stato, egregio prof. Erba, ergregio prof. Vanetta,
è con non poca amarezza che vi scrivo questa lettera aperta.
Lo sciopero indetto per il 5 dicembre, al quale i docenti della SM di Losone hanno aderito in maniera compatta, è stato purtroppo fonte in molte sedi (soprattutto in quelle che lo hanno sottoscritto) di disagi, tensioni e confusione, che sono in buona parte da ascrivere al modo in cui il Dipartimento (DECS) ha agito. In particolare le direzioni sono state sottoposte a pressioni, precettazioni (a precettare) e a opinabili direttive da parte dei vostri uffici e nel mio caso specifico anche dallo stesso Direttore del DECS.
Ma è mai possibile che in questo paese esercitare il sacrosanto diritto costituzionale allo sciopero sia così complicato?!
L’articolo di legge sull’obbligo scolastico (art. 53 cpv. 2, LdS) è assurto ormai a vostra icona pellegrina. I nostri docenti in supino assequio a quest’articolo avrebbero povuto scioperare sì, ma non troppo. Recentemente poi, sui giornali, in TV, alla radio, un giorno sì e uno sì qualcuno dei voi perora l’obbligo delle famiglie a mandare a scuola sempre e comunque i propri figli, perché essa deve garanire l’accoglienza a TUTTI i ragazzi loro affidati. Ma con quali risorse se i docenti sono legittimati a scioperare proprio grazie ad una Risoluzione (6503) emanata dal Consiglio di Stato? Queste uscite estemporanee sui media hanno avuto il solo effetto di creare confusione soprattutto nelle famiglie degli allievi. Ma come? si sarà detto qualche genitore del nostro comprensorio scolastico, il direttore dell’istituto invita a collaborare con i docenti tenendo a casa i figli, ma poi il direttore del DECS o il capo DS ci dicono che dobbiamo mandarli a scuola comunque…?
Voglio credere che tutto ciò sia stato ‘solo’ frutto di un’accidentale mancanza di sensibilità nei confronti delle direzioni, dei collegi docenti e delle famiglie coinvolte, dovuto a malinformazione e ad ignoranza giuridica (ancora ieri dopo l’invio del mio rapporto relativo allo sciopero (allegato 2) l’On. Bertoli mi ha scritto che contravvengo alla legge!).
Per ovviare a questa imperizia vi invito a leggere attentamente la lettera inviata all’onorevole Bertoli dall’avv. Branda a nome del sindacato (Allegato 1) che condivido pienamente e le riflessioni giuridiche che ho avuto modo di raccogliere privatamente grazie ad amici miei e che brevemente riporto qui sotto, (a proposito: quanto costano al DECS gli uffici giuridici che ispirano i Vostri dettami e le vostre direttive …?):
La scuola pubblica è un’istituzione educativa al servizio della persona e della società (art. 1 cpv. 1 LSc). Al di là delle altisonanti finalità enunciate dall’art. 2 LSc, essa è in primo luogo destinata all’insegnamento, che viene impartito dai docenti secondo determinati programmi.
Per assicurare il conseguimento dei suoi obbiettivi, la legge istituisce un obbligo generale di frequenza per tutte le persone residenti nel Cantone dai sei ai quindici anni di età (art. 6 cpv. 1 LSc). I genitori sono tenuti a garantire la regolare frequenza (art. 53 cpv. 2 LSc), mentre gli allievi devono adempiere agli obblighi di frequenza (art. 56 lett. a LSc).
L’obbligo di frequenza della scuola costituisce una limitazione della libertà personale garantita dall’art. 10 cpv. 2 della Costituzione federale e dall’art. 8 cpv. 2 lett. a della Costituzione cantonale. Sussiste soltanto nella misura in cui la scuola fornisce le prestazioni che lo giustificano. L’obbligo di frequenza non è in effetti fine a se stesso, ma è volto ad assicurare ad ognuno l’istruzione che l’art. 41 lett. f Cost. pone come obbiettivo sociale.
Genitori ed allievi soggiacciono all’obbligo di frequenza soltanto nella misura in cui la scuola è in grado di dispensare le prestazioni che è tenuta a fornire, mettendo a disposizione le risorse personali (docenti) ed infrastrutturali (sedi scolastiche) necessarie.
Se la sede scolastica è inagibile, l’obbligo di frequenza sussiste soltanto se lo Stato mette a disposizione una sede sostitutiva che permetta a genitori ed allievi di farvi fronte. Lo Stato non può evidentemente pretendere che genitori ed allievi frequentino una scuola chiusa.
Il creditore che non predispone gli atti preparatori che gli incombono e senza i quali il debitore non può adempiere l’obbligazione viene a trovarsi in mora (cfr. per analogia art. 91 CO).
Analogamente, lo Stato è inadempiente se mette a disposizione i docenti chiamati a dispensare l’insegnamento al quale gli allievi hanno diritto quale contropartita dell’obbligo di frequenza. Se la scuola non provvede a supplire i docenti che vengono a mancare, perché impediti o perché indisponibili, non può rimproverare a genitori ed allievi di non aver adempiuto l’obbligo di frequenza. Inadempiente è infatti lo Stato.
Ora, è vero che la scuola non può dispensare gli allievi dall’obbligo di frequenza. Nulla le impedisce tuttavia di informare genitori ed allievi di non essere in grado di assicurare la normale attività didattica il 5 dicembre 2012 perché i suoi docenti esercitano il diritto di sciopero astenendosi dall’insegnamento. È anzi un suo preciso dovere avvertirli (cfr. art. 55 e 58 LSc) se non vuole essere chiamata a rispondere per inadempienza.
Trovo quindi ingiustificata la velata minaccia di sanzioni prospettata dal Direttore del DECS nei confronti degli allievi che non si presenteranno a scuola il prossimo 5 dicembre.
Le incerte ed improvvisate prestazioni, che la scuola intende offrire agli allievi il giorno dello sciopero quale surrogato dell’attività didattica mancante, non sono atte a giustificare l’obbligo di frequenza.
Insomma, questo è quanto volevo dirvi apertamente sperando di poter dare il mio modesto contributo ad una più lungimirante ed informata gestione del sistema scuola in questo particolare momento..
Concludo con un mesto sorriso citando l’ultimo precetto pervenutomi che non rispetterò: “le assenze degli allievi andranno registrate come tali nel caso di mancata presenza il 5 dicembre” e ribadendo che il sottoscritto ed il mio vice non sciopereremo, non certo perché intimiditi dall l’art. di legge (art. 24 cpv. 2, LORD) che ci ha ricordato l’onorevole Consigliere, ma semplicemente perché è nostra regola seguire il buon senso.
PS: un sentito grazie a tutti coloro che gratuitamente mi hanno dato consulenze e consigli ed un grazie particolare alle famiglie del nostro comprensorio che, nonostante la disinformazione imperante, ci hanno dimostrato fiducia e collaborazione appoggiando in modo massiccio lo sciopero del nostro corpo docente, prendendosi a carico i propri figli mercoledì mattina 5 dicembre.
Lettera dell’avv. Branda all’on. Manuele Bertoli Risposta di Manuele Bertoli a Bixio Mainardi