Source: https://www.aranagenzia.it/orientamenti-applicativi/comparti/regioni-ed-autonomie-locali/trattamento-economico-accessorio/6937-utilizzazione-delle-risorse-per-le-politiche-di-sviluppo-e-delle-risorse-umane-per-la-produttivita/3134-ral1112orientamenti-applicativi.html
Timestamp: 2019-06-20 10:07:47+00:00
Document Index: 176913950

Matched Legal Cases: ['art.15', 'art.92', 'art.18', 'art.17', 'art.46', 'art.92', 'art.31', 'art.17', 'art.92', 'art. 92', 'art.92', 'art.92', 'art.92', 'art.37']

RAL1112_Orientamenti Applicativi
Relativamente alle diverse problematiche esposte, si ritiene utile precisare quanto segue:
punti a) e c)
In materia di incentivi alla progettazione di cui alla legge n.109/1994 e successive modificazioni ed integrazioni, la contrattazione ha dettato solo alcune limitate prescrizioni:
a) in base all’art.15, comma 1, lett.k) del CCNL dell’1.4.1999, rientrano nelle risorse destinate al finanziamento della contrattazione decentrata integrativa quelle che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultati del personale; tra queste sono ricomprese anche quelle derivanti dall’art.92 del D.Lgs.n.163/2006 (prima art.18 della legge n.109/1994);
b) l’art.17 del medesimo CCNL dell’1.4.1999 demanda alla contrattazione decentrata integrativa la definizione dei criteri e delle regole per l’utilizzazione delle risorse di cui al punto a), per incentivare le specifiche attività e prestazioni cui esse sono espressamente correlate;
Pertanto, la quantificazione delle risorse di cui si tratta deve avvenire sulla base della corretta applicazione delle fonti legislative di riferimento e delle previsioni in materia contenute negli specifici regolamenti adottati dagli enti sulla base della legge.
Conseguentemente, poiché le problematiche esposte nei punti in esame attengono alla definizione delle esatte modalità applicative di disposizioni legislative, esse esulano dall’attività di assistenza della scrivente Agenzia che, come è noto. è limitata, ai sensi dell’art.46, comma 1, del D.Lgs.n.165/2001, esclusivamente alla formulazione di orientamenti per la uniforme applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
Informazioni ed indicazioni in materia dovranno, pertanto, essere richieste o all'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, che ha pubblicizzato numerosi pareri e indirizzi proprio in merito alla corretta applicazione della suddetta disciplina legislativa o al Dipartimento della Funzione Pubblica, cui spetta istituzionalmente ogni attività di interpretazione delle norme di legge concernenti il rapporto di lavoro pubblico.
Per quanto di competenza dell’Agenzia, si può solo ricordare che le risorse derivanti dall’applicazione dell’art.92 del D.Lgs.n.163/2006 hanno natura variabile, ai sensi dell’art.31, comma 3, del CCNL del 22.1.2004 e, quindi, devono essere sempre tenute distinte da quelle aventi carattere di stabilità. Conseguentemente, esse non possono neppure essere in alcun modo utilizzate per il finanziamento di istituti aventi carattere di stabilità come le progressioni economiche orizzontali o la retribuzione di posizione del personale incaricato di posizione organizzativa, ecc.
Proprio perché trattasi di risorse variabili, le stesse (o anche le sole eventuali economie accertate a consuntivo), ove previste per la presenza dei presupposti di legge, non possono essere confermate o stabilizzate anche per gli anni successivi a quello per il quale sono state stanziate.
In particolare, si evidenzia anche che la Corte dei Conti considera i risparmi determinatisi nell’utilizzo delle risorse connesse alla progettazione interna di cui si tratta come economie di bilancio (Corte dei Conti Calabria, sezione giurisdizionale, decisione n. 901 del 28.9.2007; Corte dei Conti, Sezione del controllo per la Regione Sardegna, parere n. 16/2007).
L’utilizzo delle risorse di cui trattasi avviene sulla base delle specifiche modalità definite in sede di contrattazione integrativa, ai sensi dell’art.17, comma 2, lett.g) del medesimo CCNL dell’1.4.1999.
I destinatari delle incentivazioni previste dall’art.92 del D.Lgs.n.163/2006 sono individuati direttamente da tale fonte legislativa.
Da un punto di vista generale, proprio in considerazione della portata e delle finalità che caratterizzano la citata fonte legislativa, si nutrono perplessità in ordine alla possibilità di destinare risorse derivanti dall’applicazione delle stesse, anche solo parzialmente, al finanziamento di altre tipologie di compensi o di indennità o al finanziamento di istituti concernenti personale diverso da quello espressamente individuato dal legislatore.
Operando in tal modo, si determinerebbe un aggiramento dei vincoli di destinazione fissati dal legislatore (art. 92, comma 5 D.Lgs. n. 163 del 12.4.2006), di cui si è detto.
Anche in questo caso, tuttavia, venendo in considerazione un problema concernente la esatta definizione dei possibili destinatari del citato art.92 del D.Lgs.n.163/2006, si suggerisce di consultare il sito dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, che ha pubblicizzato numerosi pareri e indirizzi proprio in merito alla corretta applicazione della suddetta disciplina legislativa o di formulare il quesito direttamente alla suddetta Autorità o anche al Dipartimento della Funzione Pubblica, cui spetta istituzionalmente ogni attività di interpretazione delle disposizioni di legge concernenti il rapporto di lavoro pubblico. Giova, infine, rilevare che, in generale, in propri precedenti orientamenti applicativi, la scrivente Agenzia ha sempre sostenuto che in sede di contrattazione integrativa, possono essere stabilite, certamente, regole per definire la correlazione, e quindi, il rapporto anche quantitativo, tra compensi di produttività ed entità di alcune specifiche tipologie di altri trattamenti economici accessori (compensi professionali per gli avvocati; quelli per i progettisti interni, ai sensi dell’art.92 del D.Lgs.n.163/2006; compensi ICI, ecc.). Alla base di tali indicazioni vi era la considerazione sia della opportunità di evitare situazioni di indubbio ed ingiustificato vantaggio a favore dei dipendenti operanti presso determinati servizi;sia della circostanza che, certamente, potrebbero nutrirsi dubbi sulla effettiva possibilità del personale di cui trattasi di svolgere nello stesso arco temporale l’attività ordinaria, l’attività progettuale del dell’art.92 del D.Lgs.n.163/2006 e/o le altre attività considerate e quelle connesse ai progetti di produttività (si ricorda, infatti, che, in materia di produttività, l’art.37 del CCNL del 22.1.2004, ha stabilito che i relativi compensi possono essere erogati solo in presenza di incrementi effettivi della produttività e di miglioramento quali-quantitativo dei servizi, intesi come risultato aggiuntivo apprezzabile rispetto al risultato atteso della normale prestazione lavorativa e che tale erogazione è possibile solo a conclusione del processo di valutazione periodica; pertanto, solo in presenza di un maggiore impegno, aggiuntivo rispetto alla prestazione ordinaria, del dipendente, come attestato dal dirigente, sulla base della valutazione dei risultati dallo stesso conseguiti, consente l’attribuzione dei compensi di produttività).
Dubbi invece, potrebbero nutrirsi in ordine a scelte più forti in materia, nel senso di stabilire una forma di alternatività, anche progressiva, espressa tra tutte le tipologie di trattamenti accessori ed i compensi per produttività. Si potrebbe, infatti, finire per ritenere che tutti i compensi accessori hanno una medesima finalità, al di là delle finalizzazioni del CCNL, con conseguente ingiustificato appiattimento retributivo.