Source: http://tommasofoti.com/regione/atti-di-sindacato-ispettivo/interrogazioni-risposta-scritta/oncologia-ospedale-di-ravenna.html
Timestamp: 2018-01-21 10:45:23+00:00
Document Index: 136134370

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art 51', 'art. 9', 'art. 51', 'art. 51']

Ausl di Romagna, procedure concorsuali; verificare che tra il presidente della commissione di valutazione e i candidati vincitori non vi fosse un 'sodalizio professionale' pregresso
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Numero: 5083
Data Risposta: 27/10/2017
- con interrogazione a risposta scritta n. 4566 del 3 maggio 2017, con risposta scritta, il sottoscritto Consigliere chiedeva chiarimenti su potenziali conflitti di interessi/incompatibilità riscontrati in due procedure concorsuali e una di mobilità esterna della Ausl di Romagna espletate per il reperimento di personale con caratteristiche particolari da adibire a servizio dell'U.O. di oncologia dell'ospedale di Ravenna formulando i seguenti quesiti:
1) se la direzione aziendale della Ausl di Romagna fosse a conoscenza che i medici/oncologi G.M., A.D'I., M.D'A. e L.L., assunti a servizio del Presidio oncologico di Ravenna, erano i collaboratori e componenti dell'equipe di oncologia medica dell'Ospedale di Livorno diretta dal Dott. F.C.;
2) se il dirigente che ebbe ad individuare il dott. F.C. quale componente delle commissioni esaminatrici nelle procedure concorsuali citate in premessa, fosse a conoscenza dei rapporti professionali intercorsi tra quest'ultimo e i candidati G.M., A.D'I., M.D'A. e L.L.;
3) se l'AUSL di Romagna intendesse fare chiarezza in merito ai citati quesiti alla luce delle normative in materia di anticorruzione e trasparenza e delle determinazioni dell'ANAC richiamate e recepite nel PTPC 2016/2018 adottato con deliberazione del D.G. n. 22 del29 gennaio 2016;
- le procedure concorsuali in questione riguardavano i bandi pubblicati dalla Ausl di Romagna con le determinazioni del Direttore dell'U.O. Gestione giuridica Risorse Umane n.662/2016 del 23 marzo 2016, n. 2016/0149022 del 06 luglio 2016, n. 2002/2016 del 03 settembre 2016;
- le procedure concorsuali venivano superate dai dott.ri G.M., A.D'I., M.D'A. e L.L.", tutti provenienti dall' U.O. di oncoematologia della AUSL 6 di Livorno, ove il dott. F.C. aveva ricoperto il ruolo di Direttore della medesima struttura;
- la Ausl di Romagna ha proceduto all'assunzione a tempo determinato dei dott.ri G.M. e M.D'A. e a tempo indeterminato della dott. L.L.;
- con risposta scritta del 23/06/2017 (prot. AL/2017/31661) l'Assessore regionale alle politiche per la Salute Dott. Sergio Venuti, ha riferito sulla regolarità, generale ed astratta, delle procedure di nomina dei commissari d'esame e membri della commissione nei citati concorsi e sulla carenza, a suo dire, di un "sodalizio professionale" fra il commissario di esame e Presidente di Commissione dott. F.C. ed i candidati vincitori dei predetti concorsi banditi dalla Ausl di Romagna - Presidio di Ravenna Lugo-Faenza nel 2016, richiamando all'uopo la delibera n. 209/2017 dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC);
- l'interrogante ritiene che la risposta dell'Assessore dott. Venuti, non sia puntuale ed esaustiva in riferimento ai circostanziati quesiti riferiti e non abbia tenuto in debita considerazione la reale sussistenza, nei fatti, della tipologia di rapporti intercorsi e in essere fra il commissario/Presidente delle commissioni esaminatrici dott. F.C. ed i candidati/vincitori degli evocati concorsi G.M., A.D'I., M.D'A. e L.L.", potenzialmente condizionante del giudizio di valutazione delle prove concorsuali;
- alla luce delle argomentazioni esposte nella richiamata risposta all'interrogazione n. 4566 dall'Assessore Venuti e sulla base delle normative applicabili al caso di specie e della medesima deliberazione dell'ANAC n. 209/2017 richiamata nella risposta dell'Assessore è d'uopo ribadire:
1) in ordine al primo quesito oggetto dell'interrogazione sub. n.1) non è dato scorgere alcuna esplicita o implicita risposta;
2) in ordine al secondo quesito oggetto dell'interrogazione sub n. 2) non è dato scorgere alcuna conferma circa il dovuto "controllo" dell'Amministrazione e degli uffici ivi preposti sulla effettiva sussistenza di cause di incompatibilità di cui all'articolo 51 c.p.c. e dunque se la Ausl di Romagna abbia verificato che nelle autodichiarazioni rilasciate dal dott. F.C., quale componente delle commissioni concorsuali, fosse stata espressamente riportata la "tipologia dei rapporti a qualsiasi titolo intercorsi ed intercorrenti fra il medesimo ed i candidati G.M., A.D'I., M.D'A, e L.L." è ciò per espressa previsione della deliberazione n. 209/2017 dell'ANAC, richiamata nella risposta alla precedente interrogazione, il cui dispositivo recita espressamente "la valutazione della ricorrenza di una causa di incompatibilità di cui all'art. 51 c.p.c. spetta all'amministrazione che deve verificare le autodichiarazioni rilasciate dai commissari ai fini del citato art 51, le quali devono riportare l'indicazione della tipologia di eventuali rapporti a qualsiasi titolo intercorsi o in essere con il candidato";
3) In ordine al terzo quesito sub n. 3) è d'uopo precisare che:
è nei fatti che a seguito del conferimento dell'incarico al dott. F.C. (febbraio 2016) di Direttore della U.O.C. di oncologia del presidio di Ravenna-Faenza-Lugo, si è proceduto alla implementazione del personale medico da assegnarsi al nosocomio di Ravenna mediante indizione di tre bandi di concorso citati, di cui due per incarico di oncologo a tempo determinato e uno di mobilità esterna;
è nei fatti che l'Ausl di Romagna avesse in precedenza (dicembre 2015) espletato un concorso per un incarico a tempo determinato di oncologo-medico, la cui graduatoria, approvata con determinazione del Direttore UO gestione risorse umane n.165 del 26.1.2016, quest'ultima non è stata in seguito utilizzata per implementare il personale medico di oncologia dell'equipe oncologica del nosocomio di Ravenna, preferendo procedere con l'indizione di nuove procedure concorsuali;
è nei fatti che la necessità di reclutare personale con caratteristiche particolari da destinarsi alla cura delle patologie toraciche, studi clinici di fase I, sperimentazioni cliniche, ricerca traslazionale sia stata determinata dalla vocazione specialistica del dott. F.C. noto esperto di "tumore al polmone e patologie toraciche" come si evince dal suo curriculum;
è nei fatti che dai curricula dei candidati vincitori dei concorsi menzionati emergono conoscenze nel campo delle patologie toraciche, sperimentazioni cliniche e conduzione di studi clinici acquisite durante la lunga collaborazione (2010/2016) con il Dott. F.C., presso la l'UO di oncoematologia della Ausl 6 di Livorno;
è nei fatti che i candidati del concorso pubblico per titoli e colloquio bandito in data 30 marzo 2016 prot. n. 2016/0068896, dott.ri A. D'.I. e G.M. abbiano collaborato stabilmente (dal 2010 al 2016) alle dipendenze organizzative del dott. F.C. in quanto titolari di borse di studio per progetti finanziati dall'A.I.R.C. e dall'I.T.T. di cui il dott. F.C. era Responsabile e che lo stesso sia stato componente delle commissione giudicatrici nelle procedure concorsuali di assegnazione di dette borse di studio. Detta attività di studio e ricerca veniva effettuata sotto il controllo e la direzione del dott. F.C. e non costituiva rapporto di impiego presso la Ausl 6 di Livorno;
è nei fatti che la candidata della procedura di mobilità esterna dott.ssa L.L. abbia collaborato stabilmente con il presidente della Commissione d'esame dott. F.C. come titolare di borsa di studio A.I.R.C. su progetto finanziato al dott. F.C. ed abbia continuato ad occuparsi stabilmente delle sperimentazioni cliniche di cui il dott F.C. era responsabile, presso il reparto oncologico della Ausl 6 di Livorno;
è nei fatti che i candidati G.M., A.D'I. e L.L. abbiamo collaborato all'attività di sperimentazione cliniche condotte nella fondazione Fo.r.t. (Fondazione ricerca traslazionale) di cui il dott. F.C. è stato socio fondatore e Presidente";
è dunque nei fatti dunque che tra il commissario d'esame e Presidente di commissione dott. F.C. e i candidati indicati non siano intercorsi singoli ed occasionali rapporti di collaborazione;
- le amministrazioni sono chiamate a rispettare non solo i principi di ordine generale fissati dal legislatore in materia di incompatibilità dei componenti delle commissioni di cui al D.P.R. n. 487/1994, ma, in particolare, devono assicurare l'attuazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza in merito agli obblighi di astensione che gravano sui componenti medesimi (Direttiva n. 3/2005 Dipartimento funzione pubblica);
- qualora un componente di commissione concorsuale si trovi in una situazione di incompatibilità ha il dovere di astenersi dal compimento di atti della procedura concorsuale;
- l'amministrazione, valutata la sussistenza di ipotesi di incompatibilità per come ridefinite dalla giurisprudenza amministrativa, ha l'obbligo di procedere alla sostituzione del componente della commissione (Direttiva n. 3/2005 Dipartimento funzione pubblica);
-il dispositivo della delibera n. 209/2017 dell'Autorità Nazionale Anticorruzione prevede espressamente che "la valutazione della ricorrenza di una causa di incompatibilità di cui all'art. 51 c.p.c. spetta all'Amministrazione che deve verificare le autodichiarazioni rilasciate dai commissari ai fini del citato art. 51, le quali devono riportare l'indicazione della tipologia di eventuali rapporti a qualsiasi titolo intercorsi o in essere con il candidato";
- il Consiglio di Stato, in merito alle cause di incompatibilità, di cui all'art 51 c.p.c., ha ribadito che "la sussistenza di ulteriori e specifici indicatori di una situazione di particolare intensità e sistematicità, tale da dar luogo ad un vero e proprio sodalizio professionale, configura un vizio della composizione della commissione esaminatrice (Consiglio di Stato, sez. VI, 23.09.2014 n. 4789)". Ed ancora "L'esistenza di un rapporto di collaborazione costante (per non dire assoluta) determina necessariamente un particolare vincolo di amicizia tra i detti soggetti, che è idonea a determinare una situazione di incompatibilità dalla quale sorge l'obbligo di astensione del commissario, pena il viziare, in toto, le operazioni concorsuali (TAR SICILIA, II, 18.10.2016 n. 2397)". Ed, infine, "la conoscenza personale e/o l'instaurazione di rapporti lavorativi ed accademici non sono di per sé motivi di astensione, a meno che i rapporti personali o professionali non siano di rilievo ed intensità tali da far sorgere il sospetto che il candidato sia giudicato non in base al risultato delle prove, bensì in virtù delle conoscenze personali (Consiglio di Stato, sez. III, 28.4.2016, n. 1628)";
- appare opportuno verificare se tra il commissario di esame/Presidente di commissione dott. F.C. e i candidati delle pubbliche procedure di selezionate evocate in premessa, sia intercorsa una comunione di interessi di particolare intensità, con specifici indicatori di svolgimento di una situazione connotata dai caratteri di "sistematicità, stabilità, continuità tipici di un vero e proprio "sodalizio professionale";
- appare opportuno verificare se tra i candidati/vincitori dei concorsi menzionati e il commissario di esame/Presidente di commissione dott. F.C. vi sia stato un rapporto di tipo professionale con reciproci interessi (borse di studio/proventi sperimentazioni cliniche) e di indubbia connotazione fiduciaria;
risulti alla Giunta Regionale che se la Ausl di Romagna abbia posto in essere i dovuti controlli sulla effettiva insussistenza di ipotesi di incompatibilità di cui all'articolo 51 del codice di procedura civile, per come delineate da recente giurisprudenza amministrativa, tra il commissario d'esame/Presidente di commissione dott. F.C. ed i candidati ammessi alle procedure concorsuali oggetto dell'interrogazione n. 4566 precedentemente presentata dall'interrogante;
risulti altresì alla Giunta Regionale che se la Ausl di Romagna abbia verificato che nelle autodichiarazioni rilasciate dal dott. F.C., quale componente/Presidente delle commissioni concorsuali, sia stata espressamente riportata la "tipologia dei rapporti a qualsiasi titolo intercorsi o in essere fra il medesimo ed i candidati G.M., A.D'I., M.D'A, e L.L.";
la Giunta Regionale intenda richiedere alla Ausl di Romagna di confermare – o meno - che tra il commissario d'esame/Presidente delle commissioni concorsuali dott. F.C. e i candidati G.M., A.D'I., M.D'A, e L.L. non siano intercorsi o in essere rapporti di tipo professionale con reciproci interessi economici (sperimentazioni cliniche/borse di studio), di indubbia connotazione fiduciaria connotati da caratteri di sistematicità, stabilità, continuità tipici di un vero e proprio sodalizio professionale;
la Giunta Regionale intenda infine acquisire dalla AUSL di Ravenna la conferma – o meno - che nessun vizio di composizione delle commissioni di esame possa avere inficiato le procedure concorsuali citate in premessa.
In merito all'interrogazione in oggetto, acquisite le necessarie informazioni dall'Azienda Usi della Romagna, si rappresenta quanto segue.
Con riferimento alle procedure di reclutamento a tempo determinato e alla procedura selettiva di mobilità oggetto dell'interrogazione, la Direzione generale aziendale precisa di aver rispettato i principi di carattere generale fissati dal legislatore in materia di incompatibilità dei componenti delle commissioni di concorso, al fine di garantire il loro corretto e trasparente svolgimento. In questo contesto, la Direzione aziendale ha dato, tra l'altro, puntuale applicazione alle disposizioni previste dal DPR 483/1997 "Regolamento recante la disciplina concorsuale per il personale dirigenziale del Servizio Sanitario Nazionale" relative agli adempimenti preliminari da assicurare prima dello svolgimento delle prove concorsuali. Come previsto dall'art. 9, comma 2, del citato decreto, i componenti delle commissioni, presa visione dell'elenco dei partecipanti, hanno sottoscritto la dichiarazione inerente la insussistenza di situazioni di incompatibilità tra essi ed i concorrenti, ai sensi degli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile (che, come noto, disciplinano le ipotesi di astensione e ricusazione del giudice). Ciò al fine specifico di assicurare che, qualora un componente della commissione concorsuale si fosse trovato trovasse in una delle predette situazioni di incompatibilità, si concretizzasse il suo dovere di astensione dal compimento degli atti inerenti la procedura stessa.
A questo riguardo deve essere ulteriormente evidenziato l'orientamento giurisprudenziale consolidato ed univoco, secondo il quale l'obbligo di astensione in capo ai componenti di una commissione di concorso sussiste unicamente nei casi, tassativamente previsti dall'art. 51 c.p.c., senza la possibilità di procedere ad una estensione analogica degli stessi (ad esempio, Consiglio di Stato, sezione VI, 3 marzo 2007, n. 1011; 26 gennaio 2009, n. 354; 19 marzo 2013, n. 1606).
Il giudice amministrativo ha inoltre ulteriormente provveduto ad identificare alcune ipotesi di applicazione concreta di tale disposizione alle commissioni di concorso. Dall'analisi della giurisprudenza, emerge in particolare che la collaborazione professionale tra candidato e commissario o la comunanza di vita, per assurgere a causa di incompatibilità, deve presupporre una comunanza di interessi economici o di vita tra gli stessi di particolare intensità e tale situazione può ritenersi esistente solo se detta collaborazione presenti i caratteri della sistematicità, stabilità, continuità tali da dar luogo ad un vero e proprio sodalizio professionale (conclusioni confermate anche dall'Autorità Nazionale Anticorruzione, con le deliberazioni n. 209 e n. 384 del 2017).
A titolo esemplificativo, si è rilevato come l'appartenenza allo stesso ufficio del candidato e il legame di subordinazione o di collaborazione tra i componenti della commissione e il candidato non rientrano nell'ipotesi di astensione di cui all'art. 51 c.p.c. (Consiglio di Stato, sez. 111, 28.4.2016, n. 1628, Consiglio di Stato, sez. V, 17.11.2014 n. 5618; sez. VI, 27.11. 2012, n. 4858); che i rapporti personali di colleganza o di collaborazione tra alcuni componenti della commissione e determinati candidati non sono sufficienti a configurare un vizio della composizione della commissione stessa, non potendo le cause di incompatibilità previste essere oggetto di estensione analogica, in assenza di ulteriori e specifici indicatori di una situazione di particolare intensità e sistematicità, tale da dar luogo ad un vero e proprio sodalizio professionale (Consiglio di Stato, sez. VI, 23.09.2014 n. 4789).
Si precisa, infine, che l'Azienda Usi della Romagna, ha orientato lo svolgimento degli adempimenti preliminari diretti a verificare la sussistenza di eventuali cause di incompatibilità dei membri delle commissioni di concorso in funzione dell'obiettivo di far emergere gli eventuali legami che presentino quegli ulteriori e specifici indicatori prima descritti, tali da determinare l'esistenza di un vero e proprio sodalizio professionale. Ciò in coerenza, oltre che alle previsioni legislative e regolamentari, con le indicazioni contenute nel proprio Piano triennale per la prevenzione della corruzione 2016-2018, il quale individua il "legame professionale" - inteso come "sodalizio professionale" con i caratteri della sistematicità, stabilità e continuità- fra le possibili cause di astensione, in quanto fonte di potenziale conflitto di interessi.
In conclusione va osservato che le commissioni relative alle procedure in esame risultano essere composte da tre membri e che le scelte operate risultano essere state espresse all'unanimità dei componenti. Questo rappresenta un ulteriore elemento a garanzia della imparzialità degli esiti delle selezioni.