Source: https://fiscomania.com/quadro-ru-modello-redditi-sp-2020/
Timestamp: 2020-08-15 13:14:52+00:00
Document Index: 77438809

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 5']

Quadro RU modello Redditi SP 2020 - Fiscomania
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Quadro RU modello Redditi SP 2020
Il Quadro RU del Modello Redditi SP 2020 deve essere compilato dai soggetti che beneficiano dei crediti d’imposta per alcune agevolazioni concesse alle imprese.
Nel quadro RU devono essere indicati i dati relativi ai crediti d’imposta concessi in favore delle imprese, da alcune agevolazioni. I crediti di imposta:
Possono essere utilizzati anche in compensazione orizzontale;
Non danno diritto a rimborso anche quando non sono completamente utilizzati;
Possono essere utilizzati anche in diminuzione delle imposte individuate dalle norme istitutive;
Non concorrono alla formazione del reddito imponibile.
Il quadro RU è composto da cinque sezioni:
La sezione I è riservata all’indicazione di tutti i crediti d’imposta da riportare nella dichiarazione dei redditi. La sezione I va compilata tante volte quanti sono i crediti di cui il contribuente ha beneficiato nel periodo d’imposta. Devono essere indicati nella sezione I:
Il codice identificativo del credito.
Nella casella “Mod. N. in alto a destra del quadro, deve essere indicato il numero del modulo compilato;
La sezione IV è riservata all’indicazione dei dati relativi al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo e al credito d’imposta per le attività di formazione del personale dipendente;
Sezione V è riservata all’indicazione dei crediti d’imposta residui non più riportati specificatamente nel presente quadro (Altri crediti d’imposta);
Sezione VI è suddivisa in tre sotto sezioni e contiene le informazioni relative ai crediti d’imposta ricevuti (VI-A) e trasferiti (VI-B) nonché ai crediti eccedenti il limite annuale di utilizzo (VI-C).
Nuove limitazioni alla compensazione dei crediti quadro RU
Limite di utilizzo dei crediti di imposta del quadro RU
Compensazione di crediti di imposta inesistenti
Sezione I del Quadro RU: crediti di imposta
Sezione II del Quadro RU: caro petrolio
Sezione IV del Quadro RU: dati relativi ai crediti di imposta “Ricerca e sviluppo”
Sezione V del Quadro RU: altri crediti di imposta
Sezione VI-A del Quadro RU: crediti di imposta ricevuti
Sezione VI-B del Quadro RU: crediti di imposta trasferiti
Sezione VI-C del Quadro RU: limite di utilizzo
Il D.L. n. 124/2019 ha disposto nuovi limiti alle compensazioni dei crediti tributari.
La compensazione nel Modello F24:
Del credito IVA annuale/trimestrale;
Del credito IRPEF/IRES/IRAP/addizionali e imposte sostitutive;
per importi superiori a 5.000 euro annui, possa essere effettuata esclusivamente, mediante i servizi telematici forniti dall’Agenzia delle Entrate, dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale/istanza in cui emerge il credito;
Estendendo alla generalità dei contribuenti l’obbligo di utilizzare i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni con i crediti di imposta.
A decorrere dal 2008, per effetto di quanto disposto dall’art. 1, co. da 53 a 57, della legge n. 244 del 2007, i crediti d’imposta da indicare nel quadro RU possono essere utilizzati, anche in deroga alle disposizioni previste dalle singole norme istitutive, in misura non superiore a euro 250.000,00 annui.
L’ammontare eccedente è riportato in avanti anche oltre il limite temporale eventualmente previsto dalle singole leggi istitutive ed è comunque utilizzabile in compensazione:
Nel rispetto del limite di 250.000 euro per i primi due anni successivi;
Per l’intero importo residuo, a partire dal terzo anno successivo.
Con la risoluzione n. 9/DF del 3 aprile 2008 il Ministero dell’economia e delle finanze ha chiarito che il limite di 250.000 euro è cumulabile con il limite generale alle compensazioni.
A decorrere dal 1° gennaio 2014, il limite dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili è di euro 700.000.
In alcuni casi, la normativa che disciplina il credito di imposta prevede che non trova applicazione il limite massimo di utilizzo in compensazione. Per l’individuazione di detti crediti, si rinvia alle istruzioni relative a ciascun credito d’imposta.
Ai fini della verifica del limite di utilizzo nonché della determinazione dell’ammontare eccedente relativo all’anno 2019 deve essere compilata la sezione VI-C.
Le violazioni circa l’utilizzo in compensazione dei crediti di imposta:
In caso di utilizzo di un’eccedenza o di un credito di imposta esistente in misura superiore a quella spettante (700.000 euro o 1.000.000 euro per i subappaltatori edili con un volume di affari derivanti per almeno 80% da operazioni di reverse charge) trova applicazione la sanzione del 30% del credito utilizzato;
Nel caso di utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per il pagamento delle somme dovute trova applicazione la sanzione dal 100% al 200% della misura dei crediti. Il credito è considerato inesistente quando manca, in tutto o in parte, il presupposto costitutivo e la sua inesistenza non è riscontrabile mediante il controllo automatizzato delle dichiarazioni.
Per ciascuna agevolazione deve essere compilato un apposito modulo nel quale vanno esposti il codice identificativo del credito vantato (codice credito), nonché i dati previsti nei righi da RU2 a RU12.
In particolare, nella sezione I va indicato:
Nel rigo RU1, colonna 1, il codice identificativo del credito d’imposta. Il quale è indicato in corrispondenza della descrizione di ciascun credito nonché nella tabella riportata in calce alle istruzioni del presente modello. Nel rigo è presente un campo per riportare la descrizione del credito d’imposta;
Nel rigo RU2, l’ammontare del credito d’imposta residuo, relativo all’agevolazione indicata nel rigo RU1, risultante dal rigo RU12 della precedente dichiarazione mod. REDDITI 2019;
Rigo RU3, l’ammontare del credito d’imposta ricevuto;
Nel rigo RU5, colonne 1, 2 e B2, da compilare con riferimento ai crediti d’imposta “01” Teleriscaldamento con biomassa ed energia geotermica, “C4” Investimenti beni strumentali ex l. 208/2015, “E3” Investimenti beni strumentali/Sisma Centro-Italia e “E5” Investimenti beni strumentali/ZES, l’ammontare del credito maturato nel periodo d’imposta cui si riferisce la presente dichiarazione in relazione alle particolari ipotesi illustrate nella descrizione dei citati crediti. La colonna 2 può essere compilata unicamente in presenza del credito d’imposta “C4″ Investimenti beni strumentali ex l. 208/2015 mentre la colonna B2 in relazione ai crediti C4” Investimenti beni strumentali ex l. 208/2015, “E3” Investimenti beni strumentali/Sisma Centro-Italia, e “E5” Investimenti beni strumentali/ZES;
Nel rigo RU5, colonna 3, l’ammontare complessivo del credito spettante nel periodo d’imposta cui si riferisce la presente dichiarazione, compresi gli importi delle colonne 1, 2 e B2;
Rigo RU6, l’ammontare del credito utilizzato in compensazione nel periodo d’imposta cui si riferisce la presente dichiarazione, avendo cura di riportare gli utilizzi effettuati con il codice tributo relativo al credito indicato nel rigo RU1;
Nel rigo RU7, colonne 1, 2, 3 e 6, l’ammontare del credito utilizzato in dichiarazione in diminuzione delle imposte e ritenute indicate nelle predette colonne;
Rigo RU8, l’ammontare del credito di cui al rigo RU6 versato con il modello di pagamento F24, nel periodo d’imposta 2019 e fino alla data di presentazione della medesima. Nel rigo va indicato l’importo del credito d’imposta versato a seguito della rideterminazione dello stesso oppure a seguito di ravvedimento, al netto dei relativi interessi e sanzioni;
Rigo RU9, l’ammontare del credito d’imposta ceduto ai sensi dell’articolo 1260 del codice civile. I dati identificativi dei soggetti cessionari nonché l’importo del credito ceduto devono essere esposti nella sezione VI-B;
Nel rigo RU10, l’ammontare del credito d’imposta distribuito ai propri soci o associati. L’anno di maturazione del credito d’imposta trasferito va esposto nella sezione VI-B;
Nel rigo RU11, l’importo del credito richiesto a rimborso. Il rigo può essere compilato con riferimento ai crediti d’imposta “01” Teleriscaldamento con biomassa ed energia geotermica e “05” Esercizio di servizio di taxi. Per quanto riguarda il credito d’imposta per gli esercenti del servizio taxi, nel rigo va indicato l’importo dei buoni d’imposta di cui si chiede il rilascio alla competente circoscrizione doganale;
Rigo RU12, colonna 2, l’ammontare del credito residuo da riportare nella successiva dichiarazione, risultante dalla differenza tra la somma degli importi indicati nei righi RU2, RU3, RU5, colonna 3, e RU8 e la somma degli importi indicati nei righi RU6, RU7, RU9, RU10 e RU11. Per le modalità e termini di utilizzo del credito residuo si rinvia alle istruzioni relative a ciascun credito d’imposta. La casella 1 va barrata qualora, a seguito della perdita totale o parziale del diritto al credito d’imposta (ad esempio, in caso di revoca o di decadenza), l’importo residuo non vada riportato in tutto o in parte nella successiva dichiarazione dei redditi. In tale ipotesi, la colonna 2 può non essere compilata oppure può essere indicato un importo inferiore all’ammontare residuo.
Nella sezione II del quadro RU deve essere indicato il credito d’imposta previsto dal D.L. 26 settembre 2000, n. 265, a favore di esercenti alcune attività di trasporto merci, enti e imprese pubbliche di trasporto, esercenti autoservizi e trasporti a fune, con riferimento ai consumi di gasolio.
Il credito può essere utilizzato in compensazione oppure può essere richiesto a rimborso.
Per beneficiare del contributo, è necessario presentare all’Agenzia delle Dogane una dichiarazione entro il mese successivo alla scadenza di ciascun trimestre solare.
Il credito può essere utilizzato in compensazione entro il 31 dicembre dell’anno solare successivo a quello in cui è sorto, le eventuali eccedenze non compensate possono essere richieste a rimborso entro il semestre solare successivo al periodo di utilizzo in compensazione.
Per la compensazione del credito mediante il modello F24 è utilizzabile il codice tributo “6740“.
Nella sezione sono previste due colonne, nel quale sono indicati:
La colonna 1, i dati relativi all’importo residuo del credito d’imposta riconosciuto nell’anno 2018;
La colonna 2 i dati del credito d’imposta riconosciuto nell’anno 2019. In particolare, occorre indicare:
Nel rigo RU21, colonna 1, l’ammontare del credito residuo risultante dal rigo RU28, colonna 2, della precedente dichiarazione mod. REDDITI 2019;
Nel rigo RU22, colonna 2, l’ammontare del credito d’imposta ricevuto.
Rigo RU23, colonna 2, l’ammontare del credito concesso nell’anno 2019 con riferimento ai consumi effettuati nel quarto trimestre del 2018 e nei primi tre trimestri del 2019;
Nel rigo RU24, colonna 1, l’ammontare del credito di cui al rigo RU21 utilizzato in compensazione;
Nel rigo RU24, colonna 2, l’ammontare del credito di cui ai righi RU22 e RU23 utilizzato in compensazione;
Rigo RU25, colonne 1 e 2, l’ammontare del credito di cui al rigo RU24 della medesima colonna versato, a seguito di ravvedimento, nel periodo d’imposta cui si riferisce la presente dichiarazione e fino alla data di presentazione della medesima, al netto dei relativi interessi e sanzioni;
Nel rigo RU26, colonna 2, l’ammontare del credito d’imposta distribuito, in tutto o in parte, ai propri soci od associati. L’importo trasferito non deve essere riportato nella sezione VI-B;
Rigo RU27, colonna 1, l’ammontare del credito da richiedere a rimborso entro il 30 giugno 2020;
Nel rigo RU28, colonna 2, l’ammontare del credito residuo, costituito dalla differenza tra la somma degli importi indicati nei righi RU22, RU23 e RU25 e la somma degli importi dei righi RU24 e RU26 della medesima colonna. Tale credito è utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2020.
Questa sezione va compilata dai beneficiari dei crediti d’imposta “Ricerca e Sviluppo” e “Formazione 4.0”.
Il rigo RU100 va compilato con riferimento al credito d’imposta ricerca e sviluppo istituito dall’art. 3 del decreto-legge n. 145 del 2013, come sostituito dall’art. 1, c. 35, della legge 190 del 2014.
Il rigo RU110 va compilato per l’esposizione dei dati del credito d’imposta per le attività di formazione previsto dall’art. 1, c. 46, della legge 205/2017.
Questa sezione è riservata all’indicazione di eventuali importi residui relativi a crediti di imposta che, non essendo più vigenti, non sono riportati in modo distinto nel presente quadro.
Nella sezione V devono essere indicati i crediti residui ancora utilizzabili nel periodo di riferimento della dichiarazione.
A titolo meramente esemplificativo, alcuni crediti d’imposta da indicare:
Credito relativo ai compensi in natura, previsto dall’art. 6 della legge n. 488 del 1999, utilizzabile tramite il codice tributo “6606”;
Incremento della base occupazionale di cui al D.L. 357 del 1994, utilizzabile tramite il codice tributo “6716”;
Credito d’imposta per l’acquisto e la rottamazione di veicoli, ciclomotori e motoveicoli, previsto dall’art. 29 della legge n. 669 del 1996, utilizzabile tramite il codice tributo “6710 e 6712”;
Acquisto e la rottamazione di macchine e attrezzature agricole, previsto dall’art. 17, c. 34, della legge n. 449 del 1997, utilizzabile tramite il codice tributo “6711”;
Credito d’imposta per incentivi occupazionali, previsto dall’art. 4 della legge n. 448 del 1998, utilizzabile tramite il codice tributo “6705”;
Credito per il settore del commercio e del turismo per l’acquisto di beni strumentali, fruibile in F24 con il codice tributo “3887”;
Operazioni di concentrazione tra micro, piccole e medie imprese, utilizzabile tramite i codici tributo “6786”, “6792” e “6799”.
La sezione VI-A del quadro RU deve essere utilizzata dai soggetti che, avendo una partecipazione in una o più società di persone ovvero in uno degli altri soggetti di cui all’art. 5 del TUIR, hanno ricevuto dagli stessi uno o più crediti d’imposta.
I soci potranno utilizzare la quota di credito loro assegnata solo dopo averla indicata nella propria dichiarazione.
Inoltre, la sezione deve essere compilata:
Dai soggetti beneficiari di Trust per l’indicazione dei crediti d’imposta imputati dai Trust (“Trust trasparenti” e dai “Trust misti”);
Dai cessionari dei crediti d’imposta oggetto di cessione. Per l’individuazione dei crediti che possono essere oggetto di cessione, si rinvia alle istruzioni relative ai singoli crediti d’imposta;
Dall’incorporante o dal soggetto risultante dalla fusione o dal beneficiario della scissione per l’indicazione del credito d’imposta della società incorporata, fusa, o scissa.
In particolare, nei righi da RU501 a RU505, vanno riportati, per ogni credito d’imposta, per ogni anno di riferimento e per ciascun soggetto cedente, i seguenti dati:
Nella colonna 1, il codice del credito ricevuto, indicato a margine della descrizione di ciascun credito e nella tabella sotto riportata;
Nella colonna 3, l’anno d’insorgenza del credito;
Nella colonna 4, il codice fiscale del soggetto cedente;
Nella colonna 5, l’ammontare del credito ricevuto.
Nella colonna 2 va riportato:
Codice “1”, in caso di cessione del credito;
Codice “3”, in caso di operazione straordinaria;
Il codice “4”, in caso di attribuzione del credito dalla società “trasparente” o dal Trust.
L’importo del credito indicato nella presente sezione deve essere, altresì, riportato nella sezione relativa al credito ricevuto, nel rigo “Credito d’imposta ricevuto”.
Se nel quadro RU non è presente la sezione relativa al credito d’imposta ricevuto, l’importo ricevuto va indicato nel rigo RU402 della sezione V “Altri crediti d’imposta”.
La sezione VI-B deve essere utilizzata per indicare i crediti d’imposta distribuiti, in tutto o in parte, ai propri soci od associati.
La sezione va utilizzata anche per l’indicazione dei dati relativi ai soggetti cessionari e agli importi ceduti in caso di cessione del credito d’imposta secondo le ordinarie regole civilistiche.
In particolare, nei righi da RU506 a RU510 vanno riportati, per ogni credito d’imposta e per ogni anno di riferimento, i seguenti dati:
Nella colonna 1, il codice del credito distribuito o ceduto;
Nella colonna 3, l’anno d’insorgenza del credito in capo all’avente diritto;
Nella colonna 4, il codice fiscale del soggetto cessionario, solo in caso di cessione del credito d’imposta;
Nella colonna 5, l’ammontare del credito distribuito o ceduto dal dichiarante.
L’ammontare del credito distribuito ai soci deve essere esposto anche nell’apposito rigo “Credito d’imposta trasferito” della sezione relativa al credito distribuito.
La sezione VI-C deve essere compilata ai fini della verifica del limite di utilizzo dei crediti d’imposta e della determinazione dell’ammontare eccedente il predetto limite.
La sezione è suddivisa ini:
Parte I contiene i dati di carattere generale e deve essere compilata da tutti i contribuenti, esclusi i soggetti che beneficiano solamente di agevolazioni per le quali non opera il limite di utilizzo;
Parte II deve essere compilata solo dai soggetti che intendono utilizzare in compensazione interna (ovvero, senza esporre la compensazione nel modello F24) i crediti d’imposta indicati nel presente quadro;
Le parti III e IV devono essere compilate dai contribuenti che hanno indicato nel modello REDDITI 2019, righi da RU523 a RU534, importi residui relativi alle eccedenze che si sono generate negli anni dal 2008 al 2018;
Parte V deve essere compilata dai contribuenti che, relativamente all’anno 2019, vantano crediti d’imposta per un importo complessivo superiore al limite di utilizzo.