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Timestamp: 2019-11-13 19:31:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 61']

È la concessione di suolo pubblico che consente l'apertura di una stazione di servizio: da un lato rendendo possibile l'accesso al sedime dalla sede stradale e dall'altro verificando che ciò avvenga nel rispetto delle norme di sicurezza relative alla circolazione stradale. Con il suo rilascio pertanto il pregiudizio alle attività concorrenti limitrofe diviene attuale perché diviene effettiva la possibilità di apertura dell'impianto, sebbene nel concorso di ulteriori titoli autorizzatori tra cui il permesso di costruire.
La fascia di rispetto stradale può essere utilizzata anche per l’installazione di impianti di rifornimento
La fascia di rispetto stradale, ai sensi dell'art. 24 del d.lgs. n. 285 del 1992 (codice della strada) può essere utilizzata anche per l'installazione di impianti di rifornimento. In base alla stessa disposizione, infatti, le aree di servizio, con i relativi manufatti per il rifornimento ed il ristoro degli utenti, rientrano tra le pertinenze stradali di servizio soggette al regime autorizzatorio o concessorio (a seconda della proprietà delle medesime) disciplinato dal regolamento di esecuzione del C.d.S.
Nel caso di autorizzazione degli impianti di distribuzione carburanti previo adeguamento edilizio non opera il silenzio assenso, poiché tali progetti sono subordinati alla conformità dell'intervento proposto agli strumenti urbanistici vigenti ai sensi dell'art. 1 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32.
Gli impianti di distribuzione carburanti sono opere complementari al servizio della circolazione stradale compatibili con qualunque destinazione urbanistica
L'impianto di distribuzione carburanti rientra tra le opere lato sensu di urbanizzazione secondaria e infrastrutture , con la conseguenza che deve essere considerato un'infrastruttura compatibile con qualunque destinazione urbanistica, costituendo la sua localizzazione un mero adeguamento degli strumenti urbanistici.
La concessione demaniale per un impianto di distribuzione di carburanti anche se vicino al mare non può rientrare nella proroga ex l. n. 25/2010
La concessione demaniale finalizzata alla realizzazione di un impianto di distribuzione di carburanti per autotrazione e, cioè, di un semplice impianto a servizio del traffico veicolare stradale non può rientrare nel campo di applicazione della L. n. 25/2010, che proroga le concessioni per finalità turistico-ricreative e per strutture dedicate alla nautica da diporto, anche se l'impianto è ubicato a breve distanza dal mare.
Il gestore del distributore di benzina è soggetto terzo autonomo e distinto rispetto alla compagnia petrolifera titolare dell'autorizzazione
La legge speciale in materia di gestione di distributori di benzina, d.lgs. 11 febbraio 1998 n. 32, configura all'art. 1 comma 6 il gestore dell'impianto come terzo, autonomo e distinto dalla compagnia petrolifera titolare dell'autorizzazione, e non prevede a suo favore alcuna particolare deroga al regime delle concessioni stabilito per le aree sulle quali l'impianto sorge.
La destinazione per lungo tempo di un'area comunale al rifornimento carburanti conferma il suo uso pubblico anche se l'attività è esercitata da privati
La destinazione per lungo tempo di un'area comunale al rifornimento carburanti non contraddice ma conferma il suo uso sostanzialmente pubblico in quanto, se è vero che l'azienda ivi realizzata appartiene esclusivamente all'imprenditore che la esercita, è pur vero che il servizio reso - erogazione carburanti - va a vantaggio dell'intera comunità degli automobilisti, ed è strumentale alla migliore fruizione della strada a cui inerisce.
Distanze tra impianti di carburante: la disciplina nazionale e quella attuativa regionale devono essere ritenute superate da quella ue
In tema di distanze tra impianti di carburante, in relazione alle norme ed ai principi posti a tutela della libertà di stabilimento, la disciplina nazionale e quella attuativa regionale devono essere ritenute superate alla luce della sentenza della Corte di Giustizia CE 11 marzo 2010 n. 384/08, tanto più in ragione del fatto che l'impianto di distribuzione carburante rientra nel genus delle opere di urbanizzazione.
Ove una legge regionale stabilisca la necessità che i nuovi impianti siano dotati anche di un prodotto eco-compatibile (quale GPL o metano) la stessa non può che essere interpretata nel senso stabilito dalla legge nazionale sicché non può ritenersi che essa imponga un obbligo assoluto, essendo sempre necessaria una valutazione nel senso di determinare se tale ultimo obbligo comporta ostacoli tecnici o oneri economici eccessivi e non proporzionali alle finalità dell'obbligo.
Le regioni possono imporre ai nuovi impianti di distribuzione di carburante di essere dotati anche di un prodotto eco-compatibile se non ci sono ostacoli tecnici o oneri eccessivi
Ove una legge regionale stabilisca la necessità che i nuovi impianti di distribuzione di carburante siano dotati anche di un prodotto eco-compatibile (quale GPL o metano) - la stessa non può essere interpretata che nel senso stabilito dalla legge nazionale (D.L. 112/2008, a sua volta conforme dal diritto comunitario) e quindi non può ritenersi che imponga un obbligo assoluto, essendo sempre necessaria una valutazione nel senso di determinare se tale ultimo obbligo comporta ostacoli tecnici o oneri economici eccessivi e non proporzionali alle finalità dell'obbligo.
La disciplina di favore per la collocazione degli impianti di distribuzione di carburanti ex d.lgs. 32/1998 non esclude la permanenza di un potere comunale di regolamentazione urbanistica in materia
L'art. 1 del decreto legislativo n. 32/1998, nel prescrivere che “l'attività di cui al comma 1 è soggetta all'autorizzazione del comune in cui essa è esercitata. L'autorizzazione è subordinata esclusivamente alla verifica della conformità alle disposizioni del piano regolatore, alle prescrizioni fiscali e a quelle concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale...” prevede una disciplina di favore per la collocazione degli impianti di distribuzione di carburanti; ciò non esclude tuttavia la permanenza di un potere di regolamentazione urbanistica in materia, cosicché resta possibile opporre l'incompatibilità dell'intervento con le disposizioni edilizie del piano regolatore, le prescrizioni sulla sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, le norme di tutela dei beni storici e artistici e le norme di indirizzo programmatico degli enti locali; è infatti salva la potestà comunale di individuare le caratteristiche delle aree sulle quali possono essere realizzati tali impianti.
La verifica infra quindicennale, cui ai sensi del d.lgs. 32/98 sono sottoposti tutti gli impianti di distribuzione carburanti, non consente di ritenere che in materia possa trovare tutela l'affidamento alla gestione dell'impianto giustificato dal tempo trascorso: l'idoneità dell'impianto di carburante ai fini della sicurezza costituisce un dato tecnico dipendente da parametri a loro volta variabili nel tempo, quali, ad esempio, l'assetto del territorio, la tutela ambientale e l'incremento del traffico; sicché la dinamica degli interessi in gioco, oggetto di specifica tutela, non consente di dare continuità ad esercizi che nel corso del tempo più non presentino i requisiti tecnici di sicurezza richiesti e che possano, anche in via ipotetica, pregiudicare detti interessi.
Per gli impianti di distribuzione di carburante non si applicano più limiti minimi di distanza
Impianti di distribuzione carburanti: se ci sono due progetti concorrenti deve decidere il comune non l'anas
Norme tecniche diverse per gli impianti di distribuzione carburanti su autostrade e strade extraurbane
È illegittima la circolare ANAS n. 27740/2009, che prevede che gli impianti per la distribuzione di carburanti sorti lungo le strade extraurbane di tipo “B” devono essere progettati nel rispetto delle norme tecniche di cui alla circolare ANAS n. 3/2008 dettate per le sole autostrade: invero, l'art. 61, co. 1, D.P.R. 495/1992 non può essere addotto a presupposto per un'equiparazione generale, quanto alla normativa applicabile, tra le strade extraurbane principali (tipo B) e le autostrade (tipo A).
Il comune puo' rifiutare la concessione di un'area per realizzare un distributore di carburante a ridosso di un parco
Le stazioni di servizio possono essere inserite successivamente alla progettazione della strada
Le stazioni di servizio possono essere anche inserite successivamente alla progettazione della strada.