Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2014/09/
Timestamp: 2017-09-22 09:51:20+00:00
Document Index: 127180578

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 64', 'art. 71', 'art. 9']

settembre | 2014 | Francesco Colaci's BLOG
MEF :DISCIPLINA FONDO GARANZIA PRIMA CASA
Si richiama l’attenzione su decreto s sotto ptrecisato emess dal MEF per disciplinare il Fondo di cui al titolo
MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 31 luglio 2014
INDIVIDUAZIONE ZONE SVANTAGGIATE INCENTIVI ASSUNZIONI DONNE DISOCCUPATE
L'Art.4 ,commi da 8 ad 11 recitano quanto segue:
8. In relazione alle assunzioni  effettuate,  a  decorrere  dal  1°
anche in somministrazione, in relazione  a  lavoratori  di  eta'  non
per la durata di dodici mesi, la  riduzione  del  50  per  cento  dei
9. Nei casi di cui al comma 8, se il  contratto  e'  trasformato  a
tempo indeterminato, la riduzione dei contributi si prolunga fino  al
10. Nei casi di cui al comma 8, qualora l'assunzione sia effettuata
con contratto di lavoro  a  tempo  indeterminato,  la  riduzione  dei
contributi spetta per un periodo  di  diciotto  mesi  dalla  data  di
11. Le disposizioni di cui ai commi da 8  a  10  si  applicano  nel
rispetto del regolamento (CE) n. 800/2008 della  Commissione,  del  6
eta', prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi,
residenti in regioni ammissibili  ai  finanziamenti  nell'ambito  dei
fondi  strutturali  dell'Unione  europea  e   nelle   aree   di   cui
all'articolo 2, punto 18),  lettera  e),  del  predetto  regolamento,
annualmente individuate con decreto del Ministro del lavoro  e  delle
finanze, nonche' in relazione alle assunzioni di donne  di  qualsiasi
eta'  prive  di  un  impiego  regolarmente   retribuito   da   almeno
ventiquattro mesi, ovunque residenti. "
Soffermando l'attenzione nella presente esposizione ,sugli incentivi
finalizzati  a sostenere l‘inserimento lavorativo di personale femminile,
di qualsiasi età, residente in aree svantaggiate ,e da ricordare che
in merito nel mese di luglio scorso , L’INPS  ebbe a pubblicare
il messaggio n. 6235 del 23 luglio 2014 aveva   annunciato
una sospensione cautelare dei finanziamenti previsti
dalla Carta degli aiuti a finalità regionale, (appunto recepita
nella legislazione nazionale con Decreto del Ministro dello Sviluppo
Economico del 27 marzo 20089) ,  poi  stata prorogata
fino al al 30 giugno 2014,  mentre mancava  il   rinnovo della stessa.
Allora e' intervenuto  Il Ministro del Lavoro ,che  ,
interpellato dall’ Istituto , ha chiarito che fino all’adozione
della nuova Carta, è possibile continuare a considerare utili
ai fini della applicazione dell’incentivo le aree svantaggiate
individuate da quella attualmente in vigore,vale a dire il Decreto
del Ministro dello Sviluppo Economico del 27 marzo 2008) , confermando il ripristino
degli aiuti economici previsti dall’articolo 4, commi da 8 a 11,
della legge Fornero .
Per il testo del citato decreto relativo all'elenco delle aree
svantaggiate cliccare
decreto del Ministro dello sviluppo economico del 27 marzo 2008 …
http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/…/allegati/…/05_all_dm08-aree.pdf
AGENZIA ENTRATE :COMUNICATO NUOVA CERTIFICAZIONE UNICA
Comunicato 26 settembre 2014
Redditi 2014, la nuova Certificazione Unica manda in soffitta il Cud – Tutte le somme corrisposte in un solo modello
Pronto lo schema di Certificazione Unica (Cu), disponibile da oggi in bozza sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il nuovo modello, che dal 2015 manda in pensione il Cud, consentirà di far confluire in un unico documento tutti i redditi corrisposti nel 2014: non solo, quindi, quelli di lavoro dipendente e assimilati, ma anche quelli finora certificati in forma libera. Tra le principali novità, nella Certificazione trova spazio una sezione per gestire il bonus Irpef di 80 euro riconosciuto ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate.
Più tipi di reddito, una sola certificazione – Dal prossimo anno i sostituti d’imposta avranno un solo modello per attestare sia i redditi di lavoro dipendente e assimilati, finora riportati nel Cud, sia altri redditi (per esempio di lavoro autonomo e “redditi diversi”), ad oggi certificati in forma libera. Con la “Certificazione Unica” i sostituti d’imposta compileranno un solo frontespizio contenente i propri dati, le informazioni anagrafiche del contribuente e il prospetto dei figli e degli altri familiari a carico del dipendente o pensionato in relazione ai quali sono state riconosciute le detrazioni per carichi di famiglia.
Spazio anche al bonus Irpef – Entra nel nuovo modello una sezione ad hoc per gestire il credito di 80 euro riconosciuto in busta paga dal sostituto di imposta ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate, con un reddito fino a 26mila euro. Con riferimento ai redditi di lavoro dipendente e pensione, restano confermate, anche per il nuovo anno, una serie di agevolazioni, tra cui l’abbattimento della base imponibile dei redditi erogati ai ricercatori, alle lavoratrici e ai lavoratori che rientrano in Italia dopo aver maturato un’esperienza lavorativa all’estero.
La bozza della nuova Certificazione Unica è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate http://www.agenziaentrate.gov.it seguendo il percorso Home – Strumenti – Modelli – Modelli in bozza.
RECENTI RISOLUZIONI MSE
Ai sensi dell’art. 71 comma 6 del D.Lgs. del 26.3.2010, n. 59, ai fini dell’avvio dell’attività di vendita di prodotti alimentari è ritenuta valida la pratica professionale di un soggetto che ha svolto le mansioni di macellaio, presso una ditta esercente l’attività di macellazione e commercio all’ingrosso di carni, da oltre 5 anni, pur avendo un contratto di lavoro a tempo indeterminato con la qualifica di magazziniere.
Risoluzione n. 61588 del 31.05.2010
Ai fini dell’avvio di una attività commerciale nel settore alimentare è considerato requisito valido il diploma di scuola secondaria superiore di “Perito agrario”, considerate le materie oggetto del corso di studio, nonché la capacità di formare figure professionali in grado di occuparsi dell’amministrazione di aziende agrarie e zootecniche curandone sia la fase di produzione che la commercializzazione dei prodotti.
Risoluzione n.86656 del 8 luglio 2010
L’attestato professionale conseguito a seguito della frequenza di un corso autorizzato da una regione ha validità in tutto il territorio nazionale.
Risoluzione n.93653 del 20 luglio 2010
La laurea in economia con indirizzo “gestione aziendale”, considerate le materie oggetto del corso di studio, nonché la capacità di formare figure professionali, può essere riconosciuto come requisito professionale valido per l’avvio dell’attività di vendita nel settore alimentare o di somministrazione. Il soggetto in possesso di tale titolo non è tenuto pertanto a frequentare ulteriori corsi professionali.
Risoluzione n.94953 del 22 luglio 2010
Il diploma triennale di qualifica “Addetti alla segreteria d’azienda”, conseguito presso un istituto statale per il commercio, nel cui percorso formativo è inclusa la materia “merceologia” e “tecnica amministrativa aziendale”, può essere riconosciuto come requisito professionale valido per l’avvio dell’attività di vendita di prodotti del settore merceologico alimentare. Dette materie, anche se non specificatamente relative ai soli prodotti alimentari, contenevano, anche in passato – nel caso di specie il diploma era stato conseguito nel 1975 -, nozioni di base assimilabili a quelle contenute in alcune materie attualmente incluse nei percorsi formativi tipici delle scuole ad indirizzo professionale per il commercio, che per il loro carattere generale sono certamente riferibili anche al commercio degli alimenti.
Risoluzione n.94958 del 22 luglio 2010
Ai fini del riconoscimento del requisito della pratica professionale ai sensi dell’art. 71 comma 6 lett.b) del d. lgs. 59/2010, occorre che l’esperienza lavorativa risulti acquisita nel quinquennio antecedente alla data di presentazione della domanda al Comune o, in caso di attività sottoposta a Dia, nel quinquennio antecedente la data di presentazione della dichiarazione di inizio attività (ora Scia).
Risoluzione n.95001 del 22 luglio 2010
L’associato in partecipazione può ritenersi in possesso del requisito prescritto dalla lett. b) dell’art. 71 comma 6 del D.lg. 59/2010, stante le caratteristiche del contratto di cui agli articoli dal 2549 al 2554 del codice civile e le modalità di coinvolgimento dell’associato nella gestione dell’impresa.
Risoluzione n.95101 del 22 luglio 2010
E’ consentito valutare positivamente richieste (opportunamente documentate) riferite a pratica professionale acquisita con un contratto di lavoro in part-time, purché il monte ore lavorato con contratto part-time risulti corrispondente almeno al 50% di quello con contratto a tempo pieno.
Risoluzione n. 128621 del 27.9.2010
Il diploma di “Maturità di Tecnica Femminile”, considerata la durata – nel caso di specie quinquennale – nonché le materie oggetto del corso di studio, può essere riconosciuto come requisito professionale valido per l’avvio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Risoluzione n. 138846 del 11.10.2010
Risoluzione n. 139019 del 11.10.2010
Ai fini della corretta applicazione dell’articolo 10, comma 2 lettere a) ed e) della Direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno, che prevede che i regimi di autorizzazione debbano basarsi su criteri non discriminatori ed oggettivi, la norma relativa ai termini da rispettare in caso di subingresso in un’attività di vendita o somministrazione di alimenti e bevande deve essere omogenea su tutto il territorio nazionale.
In caso di subingresso per atto tra vivi, in assenza del requisito professionale o in presenza di qualsiasi impedimento di altro genere, l’attività deve riprendere entro un anno dall’acquisto del titolo. Nel caso invece di subingresso mortis causa, se il subentrante non è in possesso del requisito professionale è tenuto ad acquisirlo entro sei mesi dall’apertura della successione, ciò in analogia con i termini concessi dall’amministrazione finanziaria ai fini della denuncia di successione. Detta disciplina prevale su eventuali disposizioni regionali difformi in quanto, come già precisato nella circolare 6 maggio 2010 n. 3635/c, le disposizioni del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 inerenti l’individuazione delle figure professionali e dei relativi profili ed eventuali titoli abilitanti, nonché la disciplina relativa all’avvio dell’attività, ivi comprese modalità e tempistica, non sono derogabili dalle leggi regionali di settore.
Risoluzione n. 129654 del 28.09.2010
E’ nel potere del comune negare il trasferimento di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande da una via all’altra, benché all’interno di una medesima zona, solo se comporta impatti negativi in ordine alla viabilità, alla tutela architettonica o all’ordine pubblico. Mentre, non è in linea con la ratio dell’art. 64 del D.lgs. 59/2010, l’eventuale diniego nel caso in cui il trasferimento di sede non comporti in alcun modo una variazione degli equilibri tutelati nell’ambito della programmazione che il Comune ha messo in atto.
Risoluzione n.94983 del 22 luglio 2010
Solo nel caso di condanna per la violazione degli articoli 718 (esercizio di giochi d’azzardo) e 720 (partecipazione ai giochi d’azzardo) del codice penale è applicabile il dispositivo dell’art. 71 comma 2 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, ovvero l’ostatività ai fini dell’avvio e dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Risoluzione n.94947 del 22 luglio 2010
Commercio all’ingrosso. SCIA
L’istituto della SCIA è applicabile anche ai fini dell’avvio dell’attività di commercio all’ingrosso, trattandosi di attività per la quale non sussiste alcun margine di discrezionalità in capo all’autorità competente. Detta attività, inoltre, rientra tra quelle che possono essere avviate contestualmente alla comunicazione unica di cui all’art. 9 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla Legge 2 aprile 2007, n. 40. Pertanto, per effetto dell’articolo 5 del DPR 7 settembre 2010, n. 160, contenente il “Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”, la SCIA sarà presentata presso il registro Imprese, che la trasmetterà immediatamente al SUAP, il cui sistema informatico, in caso di verifica positiva della segnalazione, rilascerà ricevuta e trasmetterà la segnalazione e i relativi allegati in via telematica alle amministrazioni e agli uffici competenti.
Risoluzione n. 135873 del 6.10.2010
Commercio – Preposto
La possibilità di utilizzare la figura di un preposto in possesso della qualificazione professionale resta valida solo ed esclusivamente nel caso delle società. Infatti non è stata oggetto di abrogazione la disposizione di cui al comma 6 dell’articolo 5 del citato d.lgs.114, la quale dispone espressamente che “in caso di società il possesso di uno dei requisiti di cui al comma 5 è richiesto con riferimento al legale rappresentante o ad altra persona specificatamente preposta all’attività commerciale”. Il richiamo ai requisiti “di cui al comma 5” deve ovviamente intendersi riferito ai nuovi requisiti elencati al comma 6 dell’articolo 71 del Decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
Risoluzione n. 139010 del 11.10.2010
Commercio – Consumo sul posto.
Risoluzione n.104291 del 6 agosto 2010
Commercio – Distributore automatico
Risoluzione n.94976 del 22 luglio 2010.
Commercio – Vendita a domicilio
La disciplina nazionale non richiede ai fini dello svolgimento dell’attività di vendita a domicilio né il possesso di un magazzino né di un locale.
Risoluzione n. 138852 del 11.10.2010
Direttiva Servizi – Applicabilità in assenza di recepimento regionale.
Fermo restando che le disposizioni del decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59 riconducibili alla competenza statale riservata non sono in alcun modo derogabili dalle leggi regionali di settore, per gli eventuali aspetti rientranti invece nelle competenze regionali le disposizioni contenute nel decreto legislativo, necessarie per consentire il completo adeguamento dell’ordinamento interno a quello comunitario entro il termine a tal fine stabilito, prevalgono su eventuali disposizioni regionali in contrasto, ma si applicano solo transitoriamente, fino all’adozione da parte delle regioni stesse delle norme di attuazione della direttiva comunitaria in argomento. Di conseguenza, come affermato anche in sede giurisprudenziale, eventuali ritardi nel recepimento da parte degli enti preposti non possono determinare limiti o ritardi all’avvio dell’attività, nel rispetto del dettato di cui all’articolo 41 della Costituzione.
Risoluzione n. 138830 del 11.10.2010
You are currently browsing the Francesco Colaci's BLOG blog archives for settembre 2014.