Source: http://corsera.it/notizia.php?id=1418&id_sc=30&id_cat=17
Timestamp: 2019-10-17 10:32:25+00:00
Document Index: 5887326

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art.54', 'art.54', 'art.21', 'art.21', 'art.134', 'art.21']

CORSERA MAGAZINE - LE QUERELE DI SILVIO BERLUSCONI.IL DIRITTO E IL ROVESCIO ALLA PUTTANESCA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
Il presidente del consiglio prestando giuramento nella mani del Presidente della Repubblica ( art. 93 Cost.) implicitamente esprime il dovere di “essere fedele alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le Leggi ( art.54, primo comma, Cost.). Assumendo conseguentemente funzioni pubbliche ha altresì “ il dovere di adempierle con disciplina ed onore” (art.54, comma secondo, Cost.). Detto questo, le azioni giudiziarie in sede civile promosse dal presidente del consiglio nell’esercizio delle sue funzioni, risultando in carica pro tempore, nei confronti dei quotidiani La Repubblica e l’Unità appaiono inammissibili, perché il presidente del consiglio ha giurato di “ essere fedele alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le Leggi”. Nel caso di specie non ha osservato il dispositivo del primo comma dell’art.21 ed anche del secondo comma se si volesse dare rilevanza di “censura” alle intraprese querele nei confronti della stampa, osservando che “ la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Che cosa può dire o fare il giudice ordinario di primo grado? Porsi il quesito se la materia sia di sua competenza e ne abbia la giurisdizione e non sciogliendolo dichiarare di ricorrere al parere della Corte di Cassazione. L’istituzione che il presidente del consiglio rappresenta pro tempore configgendo con l’art.21 chiama in causa le garanzie costituzionali. La Corte costituzionale leggendo l’art.134 Cost. se ne terrebbe fuori. Dunque l’arbitro rimane la Corte di Cassazione a cui in definitiva toccherà di decidere ove si accedesse al terzo grado di giudizio. Mi domando, tuttavia, trattandosi di materia di pubblica amministrazione in quanto l’esponente o l’attore è il presidente del consiglio nell’esercizio delle sue pubbliche funzioni, non sia il Consiglio di Stato in sede di consulenza giuridico amministrativa a decidere l’ammissibilità delle azioni giudiziarie nei confronti dei due quotidiani e a indicarne la giurisdizione. La Corte Costituzionale sembra costretta a rimanere alla finestra. Un vuoto che può colmare il giudice ordinario o amministrativo a difesa dell’art.21.