Source: http://docplayer.it/2161480-Universita-degli-studi-di-modena-e-reggio-emilia-facolta-di-medicina-e-chirurgia.html
Timestamp: 2017-06-26 17:37:30+00:00
Document Index: 125684903

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 9']

Dino Mariano Maggio
1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN MEDICINA E CHIRURGIA (CLASSE LM-41 MEDICINA E CHIRURGIA) Art. 1 Premesse e finalità 1. Il presente Regolamento disciplina gli aspetti organizzativi e didattici del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41), di seguito indicato con CLM, in conformità alla normativa vigente in materia, allo Statuto dell Università di Modena e Reggio Emilia, al Regolamento Didattico di Ateneo, nonché alle altre norme regolamentari vigenti; in particolare, il Regolamento Didattico di Ateneo e consultabile on line all indirizzo 2. Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41) afferisce alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. L organo collegiale competente e il Consiglio di corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia di seguito indicato con CCLM, che svolge la sua attività secondo quanto previsto dallo Statuto e dalle norme vigenti in materia, per quanto non disciplinato dal presente Regolamento. 3. L ordinamento didattico (RAD) del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41), con gli obiettivi formativi specifici e il quadro generale delle attività formative, cosi come approvato dai competenti organi ministeriali e riportato nel Regolamento Didattico di Ateneo, e riportato nell Allegato 1 che forma parte integrante del presente Regolamento, consultabile on line all indirizzo Art. 2 Ammissione e preparazione iniziale 1. Gli studenti che intendono iscriversi al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41) devono essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo conseguito all'estero, riconosciuto idoneo in base alla normativa vigente. 2. A norma della Legge , n. 264 (norme in materia di accesso ai corsi universitari) e successive modifiche e integrazioni, i posti disponibili per il CLM in Medicina e Chirurgia (classe LM-41) sono determinati con decreto del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (di seguito denominato MIUR), su indicazione degli Atenei. Il numero di studenti ammessi al CLM e programmato in base alla disponibilità di personale docente, di strutture didattiche (aule, laboratori) e di strutture assistenziali utilizzabili per la conduzione delle attività pratiche di reparto, coerentemente con le raccomandazioni dell Advisory Committee on Medical Training dell Unione Europea, applicando i parametri e le direttive predisposti dall Ateneo e dalla Facoltà. 3. Il termine ultimo per l iscrizione al 1 anno del CLM e fissato inderogabilmente ogni anno dal bando concorsuale.2 4. In conformità a quanto previsto nell ordinamento didattico (RAD) e nella sezione Off.F della Banca-dati dell offerta formativa relativa alla coorte di studenti che si immatricola nell anno accademico di riferimento, per assicurare la proficua frequenza negli studi, occorre possedere sufficienti conoscenze e competenze di biologia, chimica, fisica e matematica, cultura generale e ragionamento logico. Le conoscenze e le competenze richieste sono verificate attraverso prova scritta di selezione, il cui contenuto e predisposto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. Oltre alle conoscenze scientifiche utili per la frequenza del primo anno di corso, i prerequisiti richiesti allo studente che si vuole iscrivere ad un corso di laurea in Medicina e Chirurgia devono comprendere: buona capacita al contatto umano, buona capacita al lavoro di gruppo, abilita ad analizzare e risolvere i problemi, abilita ad acquisire autonomamente nuove conoscenze ed informazioni riuscendo a valutarle criticamente (Maastricht, 1999). 5. Qualora se ne manifesti la necessita, sulla base degli esiti della prova di ammissione, il CCLM può attribuire obblighi formativi aggiuntivi da recuperare attraverso la frequenza di corsi di recupero opportunamente indicati. 6. L ammissione a seguito di trasferimento da corso di studio afferente ad altra classe e subordinata al superamento della prova scritta di selezione (art. 30 comma 2 RDA Unimore), nel limite dei posti disponibili, secondo le modalità indicate all art. 9. Art. 3 - Organizzazione didattica 1. Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41) può essere articolato in uno o più curriculum, che sono attivati secondo quanto indicato nella sezione Off.F della Banca-dati dell offerta formativa relativa alla coorte di studenti che si immatricola nell anno accademico di riferimento, consultabile on line all indirizzo e riportato nell Allegato 2 che forma parte integrante del presente Regolamento. L attivazione di eventuali curricula viene deliberata annualmente dal Consiglio di Facoltà, in sede di definizione dell offerta formativa per l anno accademico successivo. 2. Le attività formative proposte dal corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41), l elenco dei docenti e degli insegnamenti e la loro organizzazione in moduli, i CFU assegnati a ciascuna attività formativa, le propedeuticità e gli obiettivi formativi specifici degli insegnamenti sono definiti nell Allegato 3 aggiornato annualmente e consultabile al sito web del corso di laurea magistrale, all indirizzo Le attività formative attivate ed ogni eventuale ulteriore modifica dell Allegato 3, sono resi noti annualmente attraverso il Manifesto degli studi della Facoltà di Medicina e Chirurgia, sede amministrativa del corso, e le altre forme di comunicazione individuate dall articolo 28 del RDA. Con le stesse modalità sono resi noti, prima dell inizio dell anno accademico, i programmi degli insegnamenti e delle altre attività formative, di cui alla tipologia d) dell articolo 10, comma 5 del D.M. 22 ottobre 2004 n. 270, nonché il calendario delle attività didattiche e degli appelli di esame. Il CCLM, su proposta della Commissione Tecnico-Pedagogica, dei docenti o degli studenti, può organizzare l offerta di attività didattiche opzionali od elettive. Queste sono realizzabili con lezioni ex-cathedra, seminari, corsi interattivi a piccoli gruppi (come definite al successivo comma 7), attività non coordinate oppure collegate in percorsi didattici omogenei, fra i quali lo studente esercita la propria scelta personale. Fra le attività elettive si inseriscono anche internati elettivi svolti in3 laboratori di ricerca o in reparti clinici. Il CCLM definisce gli obiettivi formativi che le singole attività didattiche opzionali si prefiggono. Per ogni attività didattica elettiva istituita, il CCLM nomina un Responsabile al quale affida il compito di valutare, con modalità definite, l impegno posto da parte dei singoli studenti nel conseguimento degli obiettivi formativi definiti. Il calendario delle attività didattiche elettive viene di norma pubblicato prima dell inizio dell anno accademico, insieme al calendario delle attività didattiche obbligatorie. Attività elettive proposte durante l anno accademico sono aggiunte al calendario ufficiale ed ampiamente pubblicizzate. La didattica opzionale costituisce attività ufficiale dei docenti e come tale e annotata nel registro delle lezioni. 3. Ad 1 CFU corrispondono 25 ore di impegno complessivo dello studente, mentre allo studio individuale e riservata la quota indicata nell Allegato 1, in conformità a quanto previsto dall art. 13 del RDA. 4. L attività didattica degli insegnamenti e organizzata in due periodi didattici (semestri). 5. Qualora nello stesso corso siano affidati compiti didattici a più di un docente, e prevista la nomina di un Coordinatore di Corso integrato (C.I.), designato a cadenza annuale dal CCLM. Il Coordinatore di C.I., in accordo con la Commissione Tecnica di Programmazione Didattico-Pedagogica (CTP, vedi art. 12) esercita le seguenti funzioni: rappresenta per gli studenti la figura di riferimento del Corso; propone alla CTP l attribuzione dei compiti didattici concordati con docenti e docentitutori, in funzione degli obiettivi didattici propri del Corso; propone alla CTP la distribuzione dei tempi didattici concordata fra i docenti del proprio Corso; coordina la preparazione delle prove d esame; presiede, di norma, la Commissione di esame del corso da lui coordinato e ne propone la composizione; e responsabile nei confronti del CCLM della corretta conduzione di tutte le attività didattiche previste per il conseguimento degli obiettivi definiti per il Corso stesso. 6. La durata del corso di studi e, di norma, di 6 anni. Di norma, e possibile frequentare solo le attività formative dell anno in corso e, in caso di debito di esami, di quelli precedenti, previo accordo in questo caso con i docenti interessati. In casi eccezionali, e soltanto dopo aver completato le attività dell anno di corso cui si e iscritti, e possibile far richiesta di frequentare le attività formative dell anno di corso successivo e sostenere le relative verifiche del profitto. 7. Per quanto riguarda la tipologia delle forme di insegnamento, all'interno dei corsi e definita la suddivisione dei crediti e dei tempi didattici nelle diverse forme di attività di insegnamento, come segue: a. Lezione ex-cathedra: si definisce "Lezione ex-cathedra" (d'ora in poi "lezione") la trattazione di uno specifico argomento identificato da un titolo e facente parte del curriculum formativo previsto per il corso di studio, effettuata da un professore o ricercatore universitario, sulla base di un calendario predefinito, ed impartita agli studenti regolarmente iscritti ad un determinato anno di corso, anche suddivisi in piccoli gruppi. b. Seminario: il Seminario e un'attività didattica che ha le stesse caratteristiche della lezione ex-cathedra ma e svolta in contemporanea da più docenti, anche di ambiti disciplinari (o con competenze) diversi, e, come tale, viene annotata nel registro delle4 lezioni. Vengono riconosciute come attività seminariali anche le Conferenze clinicopatologiche eventualmente istituite nell'ambito degli insegnamenti clinici. Le attività seminariali possono essere interuniversitarie e realizzate sotto forma di videoconferenze. c. Didattica tutoriale: le attività di didattica tutoriale costituiscono una forma di didattica interattiva indirizzata ad un piccolo gruppo di studenti; tale attività didattica e coordinata da un docente-tutore, il cui compito e quello di facilitare gli studenti a lui affidati nell'acquisizione di conoscenze, abilita, modelli comportamentali, cioè di competenze utili all'esercizio della professione. L'apprendimento tutoriale avviene prevalentemente attraverso gli stimoli derivanti dall'analisi dei problemi, attraverso la mobilitazione delle competenze metodologiche richieste per la loro soluzione e per l'assunzione di decisioni, nonché mediante l'effettuazione diretta e personale di azioni (gestuali e relazionali) nel contesto di esercitazioni pratiche e/o di internati in ambienti clinici, in laboratori etc. Per ogni occasione di attività tutoriale il CCLM definisce precisi obiettivi formativi, il cui conseguimento viene verificato in sede di esame. Il CCLM nomina i docenti-tutori fra i docenti ed i ricercatori. Dietro proposta dei docenti di un corso, il CCLM può incaricare annualmente, per lo svolgimento del compito di docente-tutore, anche personale di riconosciuta qualificazione nel settore formativo specifico. d. Attività formative professionalizzanti: il tirocinio obbligatorio e una forma di attività didattica tutoriale che comporta per lo studente l esecuzione di attività pratiche, a simulazione dell attività svolta a livello professionale. In ogni fase del tirocinio obbligatorio lo studente e tenuto ad operare sotto il controllo diretto di un docente-tutore. Le funzioni didattiche del docente-tutore al quale sono affidati studenti che svolgono l attività di tirocinio obbligatorio sono le stesse previste per la didattica tutoriale svolta nell ambito dei corsi di insegnamento. La competenza clinica acquisita con le attività formative professionalizzanti e sottoposta a valutazione, secondo modalità definite dal CCLM. Il CCLM può identificare strutture assistenziali non universitarie presso le quali può essere condotto, in parte o integralmente, il tirocinio, dopo valutazione ed accreditamento della loro adeguatezza didattica da parte della Commissione Tecnico- Pedagogica. Art. 4 Esami e verifiche 1. Per ciascuna attività formativa indicata nell'allegato 3, e previsto un accertamento conclusivo alla fine del periodo in cui si e svolta l attività. Nel caso di un insegnamento integrato o comunque articolato in più moduli, l accertamento del profitto dello studente determina una votazione unica sulla base di una valutazione collegiale, contestuale e complessiva del profitto. Con il superamento dell'accertamento conclusivo, lo studente acquisisce i CFU attribuiti all'attività formativa in oggetto. 2. Il numero massimo di valutazioni finali del profitto necessarie per il conseguimento del titolo non può essere superiore a 36. Al fine del computo vanno considerate le attività formative: - di base; - caratterizzanti; - affini o integrative; - a scelta, che possono confluire anche in corsi integrati. 3. Gli accertamenti finali possono consistere in: esame orale o compito scritto o relazione scritta o orale sull'attività svolta, oppure test con domande a risposta libera5 o a scelta multipla o esercitazione al computer o prove pratiche (sul paziente, al microscopio, di laboratorio). Le modalità dell'accertamento finale, che possono comprendere anche più di una tra le forme su indicate, e la possibilità di effettuare accertamenti parziali in itinere, sono indicate prima dell inizio di ogni anno accademico dal docente responsabile dell'attività formativa e comunicate agli studenti all inizio del corso. Contemporaneamente viene comunicato il programma dell insegnamento, approvato dal CCLM. Le modalità con cui si svolge la verifica devono essere le stesse per tutti gli studenti, salvo casi di accertata disabilita, e rispettare quanto stabilito all inizio dell anno accademico. 4. Lo studente deve rispettare le propedeuticità riportate nell allegato Gli esami sono fissati di norma nei periodi di interruzione delle lezioni: gennaio-febbraio; giugno-luglio; settembre. Le date di inizio e conclusione dei tre periodi sono fissate nella programmazione didattica. Per ogni periodo di esame, lo studente ha diritto ad almeno due appelli, le cui date di inizio siano distanziate di almeno due settimane. Le date di inizio degli appelli devono essere comunicate con almeno due mesi di anticipo. Per gli studenti fuori corso e per tutti quelli che hanno terminato le attività didattiche degli insegnamenti previsti dal corso di studio, possono essere previsti appelli straordinari nel periodo tra marzo-maggio e ottobre-dicembre, ferma restando la possibilità di partecipare a tutti gli altri appelli senza limitazioni. Per ogni periodo di esame, un appello deve essere previsto nei tempi utili per la presentazione della domanda di laurea, i cui termini sono stabiliti dal Senato Accademico. 6. La commissione d esame e costituita da almeno due docenti impegnati nel relativo corso di insegnamento ed e, di regola, presieduta dal Coordinatore del corso. Nel caso di assenza di uno o più componenti della commissione alla data di un appello di esame, il Presidente della commissione può disporre la sostituzione dei membri ufficiali con dei membri supplenti. Nel caso di insegnamenti integrati, nella commissione giudicatrice e prevista la presenza di almeno un docente per ciascuna attività didattica. 7. L iscrizione agli esami da parte degli studenti e la verbalizzazione degli esiti finali avviene, di norma, con le apposite modalità via web e in via telematica. 8. Gli eventuali accertamenti in itinere non devono apportare turbative alla didattica degli altri insegnamenti e non possono essere sostitutivi degli accertamenti previsti al comma Per quanto riguarda la conoscenza della lingua straniera, il CLM prevede un corso di lingua inglese, che si conclude con il superamento di un esame finale, che consente agli studenti di acquisire le abilita linguistiche necessarie per leggere e comprendere il contenuto di lavori scientifici su argomenti biomedici e di comunicare con i pazienti e con il personale sanitario di altri paesi. 10. I risultati di eventuali stages/tirocini sono certificati da apposita commissione. I risultati dei periodi di studio all estero sono verificati da apposita commissione, secondo le modalità stabilite per gli scambi Erasmus e ricercando la coerenza del piano di studio seguito all estero con gli obiettivi formativi del corso di studio. Per le attività formative indicate nell Allegato 3, l accertamento finale di cui al comma 1,6 oltre all acquisizione dei relativi CFU, comporta l attribuzione di un voto espresso in trentesimi, che concorre a determinare il voto finale di laurea. 11. Ai sensi dell articolo 32, comma 6 del RDA, lo studente che non superi alcun esame o verifica del profitto entro cinque anni accademici consecutivi decade dallo status di iscritto. Art. 5 Prova finale 1. La prova finale consiste nella presentazione e discussione di una tesi su argomenti connessi con insegnamenti del piano di studio, assegnata da un docente relatore. 2. L esame di laurea si svolge nei mesi di luglio, ottobre e marzo. La sessione di marzo e sessione straordinaria dell anno accademico precedente. 3. L esame di laurea verte sulla tesi preparata dal candidato, ed e preceduto da una discussione pubblica della tesi di fronte ad una commissione ristretta nominata dal CCLM. 4. Lo studente deve svolgere le attività previste dall ordinamento didattico, finalizzate alla preparazione della tesi di laurea, presso strutture universitarie cliniche o di base, secondo le modalità eventualmente definite dal Direttore della struttura, ove necessario. La preparazione della tesi può essere svolta anche in strutture di altri paesi della Unione Europea, d accordo con il relatore. 5. Gli studenti richiedono alla Presidenza di Facoltà l approvazione dell assegnazione dell argomento della tesi e il nominativo del relatore entro i seguenti termini: almeno 6 mesi prima dell esame di laurea per tesi di tipo sperimentale, e 3 mesi prima dell esame di laurea per tesi compilative. Altri adempimenti stabiliti dal CCLM sono indicati nel sito web del corso di laurea, all indirizzo 6. Le commissioni giudicatrici per la prova finale sono nominate dal Preside e sono composte da non meno di 5 e non più di 11 membri. La commissione e costituita di norma da professori di prima e di seconda fascia e ricercatori afferenti alla Facoltà. 7. La prova finale può essere eventualmente sostenuta in lingua inglese. In questo caso deve essere predisposto anche un riassunto esteso della tesi svolto in lingua italiana. Art. 6 Conseguimento della laurea magistrale 1. La laurea magistrale si consegue con l acquisizione di 360 CFU, secondo quanto indicato nell Allegato 3 al presente Regolamento, nel rispetto del numero massimo di esami o valutazioni finali del profitto di cui all articolo 4, comma 2. Lo studente deve inoltre aver superato con esito positivo la prova finale di cui all'articolo precedente. 2. Il voto finale di laurea e espresso in centodecimi. Il voto minimo per superare la prova e sessantasei/centodecimi. Il voto finale e costituito dalla somma, arrotondata per eccesso o per difetto al numero intero più vicino: a) della media ponderata, secondo il numero dei CFU dei singoli corsi, del voto conseguito nei 36 corsi riportati nell Allegato 3, espressa in centodecimi.7 b) dell incremento di voto, pure espresso in centodecimi e fino a un massimo di 8, conseguito nella prova finale. Il massimo punteggio ottenibile per le tesi compilative è 4/110. c) dell eventuale incremento di voto (1/110) legato al conseguimento della laurea entro i 6 anni regolari di corso. d) dell eventuale incremento di voto legato al conseguimento di lode ottenuta negli esami di profitto (0,1 punto per lode); e) dell eventuale incremento di voto (massimo 1/110) legato al coinvolgimento in programmi di scambio internazionale. La lode può venire attribuita con parere unanime della Commissione di Laurea ai candidati che hanno conseguito un punteggio finale 113 e almeno 3 lodi negli esami di profitto. Art. 7 Obblighi di frequenza 1. La frequenza alle attività didattiche relative agli insegnamenti indicati nell Allegato 3 e obbligatoria e può essere accertata nelle forme ritenute più idonee dai docenti responsabili degli insegnamenti. Per poter sostenere la verifica finale del profitto e conseguire i CFU relativi a ciascun insegnamento, lo studente deve avere frequentato almeno il 67% delle ore di attività d'aula, il 75% delle ore di attività di laboratorio e tutte le eventuali ore di attività di tirocinio necessarie per lo svolgimento del programma previsto. 2. Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41) non prevede per gli studenti l iscrizione in regime di studio a tempo parziale. Art. 8 Iscrizione agli anni successivi 1. Non sono ammessi al terzo anno studenti in debito dell esame di Fisiologia umana fisiopatologia. Per l iscrizione al terzo anno del corso di studio, lo studente può avere un debito formativo di un solo esame (uno tra Inglese, Biologia e Genetica) al termine della sessione di esami di settembre del secondo anno o, comunque, prima dell inizio dei corsi del 1 semestre del terzo anno. 2. Lo studente che, pur avendo ottenuto le regolari attestazioni di frequenza ai corsi previsti dal piano di studio del primo biennio, non e ammesso al terzo anno, e reiscritto al secondo anno con la qualifica di fuori corso. 3. Gli studenti che alla fine del sesto anno di corso non si sono laureati, e che hanno ottenuto tutte le firme di frequenza, sono re-iscritti al sesto anno con la qualifica di fuori corso. Art. 9 Trasferimenti da altri corsi di studio, da altri atenei e riconoscimento crediti 1. Il trasferimento da altri corsi di studio e subordinato al superamento della prova di ammissione stabilita a livello nazionale per l accesso al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM-41). 2. Il trasferimento da altri corsi di studio o da altri atenei e consentito secondo i criteri approvati dal Consiglio di Facoltà e pubblicati sul sito presentando opportuna domanda entro il termine stabilito annualmente. E prevista8 verifica delle conoscenze e competenze effettivamente possedute, ricorrendo eventualmente a colloqui. 3. L eventuale riconoscimento dei CFU avviene ad opera di apposita commissione nominata dal CCLM, seguendo i seguenti criteri: a. gli esami sostenuti nel corso di laurea magistrale di Medicina e Chirurgia in altre sedi (sia italiane che estere) sono riconosciuti, previa valutazione della congruità del piano di studi; qualora ritenuto necessario dalla Commissione, può essere richiesto il sostenimento di un colloquio integrativo. b. se lo studente proviene da un corso di studio appartenente ad una classe diversa, l eventuale riconoscimento di esami e subordinato alla verifica da parte della Commissione. Possono essere riconosciuti parte dei CFU conseguiti (almeno il 50%) relativi al medesimo settore scientifico disciplinare previsto nell Allegato 2, in una percentuale variabile in relazione al programma dei corsi seguiti. Ulteriori riconoscimenti o mancati riconoscimenti sono adeguatamente motivati dal CCLM; c. se lo studente proviene da un corso di studio erogato in teledidattica ma non accreditato ai sensi della legge 24 novembre 2006, n. 286, l eventuale riconoscimento di esami e subordinato alla verifica da parte di apposita commissione. La quota di CFU relativi al medesimo settore scientifico disciplinare, previsto nell Allegato 2, direttamente riconosciuta e pari ad una percentuale variabile in relazione al programma dei corsi seguiti. Ulteriori riconoscimenti o mancati riconoscimenti sono adeguatamente motivati dal CCLM. 4. In caso di riconoscimento, l attribuzione dell eventuale voto avviene secondo le seguenti regole: agli esami convalidati e mantenuta la stessa votazione e, in caso di più esami convalidabili, viene effettuata la media dei voti. In caso di richiesta di integrazione, il voto finale e il risultato della media pesata per crediti dell esame convalidato e dell esame integrativo. Art. 10 Piani di studio 1. Gli studenti sono tenuti a seguire il piano di studio indicato dalla Facoltà per il proprio curriculum formativo. Le attività formative autonomamente scelte dallo studente, purché coerenti con il progetto formativo ai sensi dell articolo 10, comma 5, lettera a) del D.M. 270/2004, possono includere insegnamenti attivati nell Ateneo ed altre attività approvate dal CCLM. Le scelte relative a tali attività formative sono effettuate liberamente. Esse sono registrate con il numero di CFU che a loro compete, secondo i criteri approvati dal CCLM e pubblicati sul sito Art. 11 Tutorato 1. Il CCLM può organizzare attività di tutorato in conformità con quanto deliberato dagli organi accademici e dal Consiglio di Facoltà. 2. Si definiscono due distinte figure di tutore: a) la prima e quella del referente e cioè del docente al quale il singolo studente può rivolgersi per avere suggerimenti e consigli inerenti la sua carriera scolastica. Tutti i docenti e ricercatori del corso di laurea magistrale sono tenuti, nell ambito del carico orario definito dallo stato giuridico, a rendersi disponibili per svolgere le mansioni di tutore. b) La seconda figura e quella del docente-tutore al quale un piccolo numero di studenti è affidato per lo svolgimento delle attività didattiche tutoriali previste9 nell ordinamento didattico. Ogni docente-tutore e tenuto a coordinare le proprie funzioni con le attività didattiche dei corsi di insegnamento che ne condividono gli obiettivi formativi e può essere impegnato anche nella preparazione dei materiali da utilizzare nella didattica tutoriale. Il tutore non e necessariamente un docente universitario ed e identificato e nominato dal CCLM. Art Consiglio di Corso di Laurea Magistrale e suoi Organi 1. Sono organi del CCLM, le cui modalità di funzionamento sono disciplinate dallo Statuto e dal Regolamento Generale di Ateneo, il Presidente, il Segretario e la Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica. 2. Il CCLM, su mandato del Consiglio di Facoltà, istituisce una Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica (CTP). La CTP e composta dal Presidente e dal Segretario del Consiglio di corso di Laurea Magistrale, da sei docenti in rappresentanza di ciascun anno di corso e da tre rappresentanti degli studenti, eletti dal Consiglio di Corso di Laurea Magistrale. Della CTP fanno parte, ex officio, il Preside di Facoltà (o suo delegato) ed i coordinatori didattici di Facoltà. La CTP resta in carica per tre anni accademici, corrispondenti a quelli del Presidente. 3. La CTP, consultati i coordinatori dei corsi ed i docenti dei settori scientifico/disciplinari interessati, esercita le seguenti funzioni istruttorie nei confronti del CCLM, o deliberative su specifico mandato dello stesso: a. identifica gli obiettivi formativi del core curriculum ed attribuisce loro i crediti formativi, in base all impegno temporale complessivo richiesto agli studenti per il loro conseguimento; b. aggrega gli obiettivi formativi nei corsi di insegnamento che risultano funzionali alle finalità formative del CCLM; c. propone, con il consenso degli interessati, le afferenze ai corsi di insegnamento dei professori e dei ricercatori, tenendo conto delle necessita didattiche del CCLM, delle appartenenze dei docenti ai settori scientifico-disciplinari, delle loro propensioni e del carico didattico individuale; d. pianifica con i coordinatori dei corsi e di concerto con i docenti l assegnazione ai professori e ai ricercatori dei compiti didattici specifici, finalizzati al conseguimento degli obiettivi formativi di ciascun corso, garantendo nello stesso tempo l efficacia formativa e il rispetto delle competenze individuali; e. individua con i docenti le metodologie didattiche adeguate al conseguimento dei singoli obiettivi didattico-formativi; f. organizza l'offerta di attività didattiche elettive e ne propone al CCLM l'attivazione. La CTP, inoltre: discute con i docenti la modalità di preparazione delle prove - formative e certificative - di valutazione dell apprendimento, coerentemente con gli obiettivi formativi prefissati; organizza il monitoraggio permanente di tutte le attività didattiche con la valutazione di qualità dei loro risultati, anche attraverso le valutazioni ufficialmente espresse dagli studenti; promuove iniziative di aggiornamento didattico e pedagogico dei docenti, d intesa con la Commissione Didattica di Facoltà. Le funzioni svolte dai componenti della CTP sono riconosciute come compiti istituzionali e pertanto certificate dalle autorità accademiche come attività inerenti alla didattica. 4. I coordinatori didattici di semestre sono designati dal CCLM; essi convocano i coordinatori di corso integrato del proprio semestre ed una rappresentanza degli10 studenti, con funzioni organizzative e di proposta per la Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica. 5. Il CCLM e la CTP possono insediare commissioni specifiche definendone finalità, compiti e scadenze. La designazione dei componenti di dette Commissioni e fondata su criteri di competenza specifica e di rappresentatività. Art. 13 Valutazione dell attività didattica 1. Il CCLM attua forme di valutazione della qualità delle attività didattiche. 2. Per tale valutazione il CCLM si avvale delle iniziative di Facoltà e/o di Ateneo, e può attivarne di proprie, in accordo con le direttive della Conferenza dei Presidenti di CCdL. Il CCLM indica i criteri, definisce le modalità operative, stabilisce e applica gli strumenti più idonei per la valutazione dei processi formativi, al fine di garantirne il continuo miglioramento. La valutazione dell impegno e delle attività didattiche espletate dai docenti viene portata a conoscenza dei singoli docenti, eventualmente discussa in CCLM e considerata anche ai fini della distribuzione delle risorse. Il CCLM programma ed effettua, in collaborazione con corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia di altre sedi, verifiche oggettive e standardizzate delle conoscenze complessivamente acquisite e mantenute dagli studenti durante il loro percorso di apprendimento (Progress Test). Tali verifiche sono finalizzate esclusivamente alla valutazione della efficacia degli insegnamenti e della capacita degli studenti di mantenere le informazioni ed i modelli razionali acquisiti durante i loro studi. 3. Il CCLM assicura, per quanto di competenza le necessarie informazioni al Nucleo di Valutazione di Ateneo, per lo svolgimento delle funzioni previste dall art. 1, comma 2, della legge n. 370 del Art. 14 Valutazione del carico didattico 1. Il CCLM può attivare, d intesa con la Commissione didattica di Facoltà, iniziative finalizzate alla valutazione della coerenza tra i CFU assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati. Art. 15 Trasparenza 1. Ai fini di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di trasparenza dei corsi di studio, ogni ulteriore informazione riguardante le caratteristiche del corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia (classe LM-41) attivato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, nonché i servizi agli studenti e gli altri aspetti di carattere amministrativo e pubblicata e aggiornata sui siti di corso di laurea e di Facoltà, agli indirizzi e Art Norme finali e transitorie 1. Le modifiche al presente Regolamento sono approvate con le stesse modalità di cui all art. 9 del Regolamento Didattico di Ateneo.11 2. Con l entrata in vigore di eventuali modifiche al RDA o al RDF o di altre nuove disposizioni in materia, si procederà in ogni caso alla verifica e all'integrazione del presente Regolamento. 3. Il presente Regolamento si applica a tutti gli studenti immatricolati al corso di studio a partire dall A.A. 2009/2010 ed ha validità almeno per i 6 anni successivi all entrata in vigore, e comunque sino all emanazione del successivo regolamento; per quanto compatibile, si applica anche agli iscritti di altre coorti. Vedere altro
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA (CLASSE LM-46 ODONTOIATRIA Dettagli )$&2/7 ',0(',&,1$(&+,585*,$ &/$66(/617352)(66,21,6$1,7$5,(7(&1,&+( DELOLWDQWHDOODSURIHVVLRQHVDQLWDULDGL,JLHQLVWDGHQWDOH. $UW±3UHPHVVHHILQDOLWj
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN FISIOTERAPIA (CLASSE L/SNT2 PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE) abilitante Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI FARMACIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI FARMACIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN CHIMICA E TECNOLOGIA FARMACEUTICHE (CLASSE LM-13 FARMACIA E FARMACIA Dettagli REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN MARKETING E ORGANIZZAZIONE D IMPRESA (CLASSE L-18 Scienze dell economia e della gestione aziendale) Art. 1 Premesse e finalità 1. Il presente Regolamento disciplina Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN LOGOPEDIA (CLASSE L/SNT2 PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE) (ABILITANTE Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA SEDE DI MODENA (abilitante alla professione sanitaria di Infermiere) Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA. FACOLTÀ DI INGEGNERIA sede di REGGIO EMILIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI INGEGNERIA sede di REGGIO EMILIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA GESTIONALE (CLASSE LM-31 INGEGNERIA GESTIONALE) Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI FARMACIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI FARMACIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN FARMACIA (CLASSE LM-13 FARMACIA E FARMACIA INDUSTRIALE) Art. 1 Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA. FACOLTÀ DI INGEGNERIA sede di Reggio Emilia
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI Medicina e Chirurgia REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE INFERMIERISTICHE ED OSTETRICHE (CLASSE LM/SNT1 - SCIENZE Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE FISICHE E NATURALI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE FISICHE E NATURALI REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN FISICA (CLASSE L-30, SCIENZE E TECNOLOGIE FISICHE) Art. 1 Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI ECONOMIA MARCO BIAGI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN LINGUE PER LA COMUNICAZIONE NELL IMPRESA E NELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN GIURISPRUDENZA (CLASSE LMG/01 GIURISPRUDENZA) Art. 1 Premesse Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI ECONOMIA MARCO BIAGI REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ANALISI, CONSULENZA E GESTIONE FINANZIARIA (INTERCLASSE LM-16 FINANZA Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN MATEMATICA (CLASSE LM-40 Matematica) Art. 1 Premesse Dettagli REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE INTERCLASSE IN PUBBLICITA, EDITORIA E CREATIVITA D IMPRESA (Classe LM-19 Informazione e sistemi editoriali e Classe LM-59 Scienze della comunicazione Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI FARMACIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI BIOSCIENZE E BIOTECNOLOGIE REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN BIOLOGIA (CLASSE LM-6 BIOLOGIA) Art. 1 Premesse e finalità Dettagli $UW±3UHPHVVHHILQDOLWj
81,9(56,7 '(*/,678',',02'(1$(5(**,2(0,/,$ )$&2/7 ',0(',&,1$(&+,585*,$ REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA I N TECNICA DELLA RIABILI TAZIONE PSICHIATRICA &/$66( /617352)(66,21,6$1,7$5,('(//$5,$%,/,7$=,21( Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL EDUCAZIONE (classe L-19 Scienze dell educazione e della formazione) Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN OSTETRICIA (classe L/SNT1 Professioni sanitarie infermieristiche e professione Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI AGRARIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI AGRARIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN Scienze e Tecnologie Agrarie e degli Alimenti (interclasse L-25 - Scienze e Tecnologie Agrarie Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA INTERCLASSE IN SCIENZE DELLA CULTURA (CLASSE L-5 Filosofia e L-42 Storia) Art. Dettagli UNI VERSI TÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGI O EMI LI A DELOLWDQWHDOODSURIHVVLRQHVDQLWDULDGL7HUDSLVWD2FFXSD]LRQDOH. $UW±3UHPHVVHHILQDOLWj
UNI VERSI TÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGI O EMI LI A )$&2/7 ',0(',&,1$(&+,585*,$ 5(*2/$0(172','$77,&2'(/&2562',/$85($,1 7(5$3,$2&&83$=,21$/( &/$66( /617±352)(66,21,6$1,7$5,( '(//$5,$%,/,7$=,21( DELOLWDQWHDOODSURIHVVLRQHVDQLWDULDGL7HUDSLVWD2FFXSD]LRQDOH Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ANTROPOLOGIA DEL MONDO CONTEMPORANEO (CLASSE LM-1 Antropologia culturale Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI BIOSCIENZE E BIOTECNOLOGIE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI BIOSCIENZE E BIOTECNOLOGIE REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN BIOTECNOLOGIE (CLASSE L-2 BIOTECNOLOGIE) Art. 1 Premesse e finalità 1. Dettagli Consiglio di Facoltà del 19.01.2012-allegato n.5 di 9 pagine
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI INGEGNERIA ENZO FERRARI REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA INFORMATICA (CLASSE LM-32 INGEGNERIA INFORMATICA) Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA
Allegato N. 1 al Verbale CCL in data 21/06/2012 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA DIPARTIMENTO DI STUDI LINGUISTICI E CULTURALI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA DIPARTIMENTO DI LINGUE E LETTERATURE Dettagli Consiglio di Facoltà del 19.01.2012 allegato n.7 di 10 pagine
REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 Premesse e finalità 1. Il Corso di laurea magistrale in afferisce alla Classe delle lauree magistrali LM-46 in di cui al D.M. 16 marzo Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 Premesse e finalità 1. Il Dettagli UNI VERSI TÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGI O EMI LI A $ELOLWDQWHDOODSURIHVVLRQHVDQLWDULDGL7HFQLFRGLUDGLRORJLDPHGLFD. $UW±3UHPHVVHHILQDOLWj
UNI VERSI TÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGI O EMI LI A )$&2/7 ',0(',&,1$(&+,585*,$ 5(*2/$0(172','$77,&2'(/&2562',/$85($,1³7(&1,&+(', 5$',2/2*,$0(',&$3(5,00$*,1,(5$',27(5$3,$ &/$66(/617±352)(66,21,6$1,7$5,(7(&1,&+( Dettagli UNI VERSI TÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGI O EMI LI A 6$1,7$5,(7(&1,&+( DELOLWDQWHDOODSURIHVVLRQHGL7HFQLFRGL/DERUDWRULRELRPHGLFR
UNI VERSI TÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGI O EMI LI A )$&2/7 ',0(',&,1$H&+,585*,$ 5(*2/$0(172','$77,&2'(/&2562',/$85($,1 7(&1,&+(',/$%25$725,2%,20(',&2&/$66(/617352)(66,21, 6$1,7$5,(7(&1,&+( DELOLWDQWHDOODSURIHVVLRQHGL7HFQLFRGL/DERUDWRULRELRPHGLFR Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI AGRARIA E MEDICINA VETERINARIA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN BIOTECNOLOGIE PER L ALIMENTAZIONE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI AGRARIA E MEDICINA VETERINARIA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN BIOTECNOLOGIE PER L ALIMENTAZIONE REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN NEUROSCIENZE E RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN NEUROSCIENZE E RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. Dettagli REGOLAMENTO DIDATTICO CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN GIURISPRUDENZA TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO
Università degli Studi di Padova FACOLTÀ DI GIURISPRU DENZA REGOLAMENTO DIDATTICO CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN GIURISPRUDENZA TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 - Premesse e finalità 1. Dettagli REGOLAMENTO DIDATTICO
REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 Premesse e finalità 1. Il Corso di laurea magistrale in Scienze Storiche afferisce alla Classe delle lauree magistrali LM-84 in Scienze Dettagli TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI FARMACIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE FARMACEUTICHE APPLICATE REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 Premesse e finalità 1. Il Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI AGRARIA, FACOLTÀ ECONOMIA e FACOLTÀ di LETTERE E FILOSOFIA
DI LETTERE E UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, ECONOMIA e di LETTERE E CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E CULTURA DELLA GASTRONOMIA E DELLA RISTORAZIONE REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO Dettagli UNI VERSI TÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGI O EMI LI A )$&2/7 ',0HGLFLQDH&KLUXUJLD. $UW±3UHPHVVHHILQDOLWj
UNI VERSI TÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGI O EMI LI A )$&2/7 ',0HGLFLQDH&KLUXUJLD 5(*2/$0(172','$77,&2'(/&2562',/$85($0$*,675$/(,1 ³6&,(1=(,1)(50,(5,67,&+(('267(75,&+( &/$66(/0617±6&,(1=(,1)(50,(5,67,&+((267(75,&+( Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA CLINICO-DINAMICA REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA CLINICO-DINAMICA REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 Premesse e finalità Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE, MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI SCIENZE, MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA FACOLTÀ DI SCIENZE, MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI REGOLAMENTO DIDATTICO Dettagli TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO
REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN MEDICINA E CHIRURGIA Art. 1 Premesse e finalità TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO 1. Il Corso di laurea magistrale in MEDICINA E CHIRURGIA Dettagli Manifesto degli studi del DIIES per l anno accademico 2014/2015
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA DIPARTIMENTO DIIES Manifesto degli studi del DIIES per l anno accademico 2014/ 1 Premessa L offerta formativa del DIIES dell Università degli Studi Dettagli Regolamento didattico del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia Medicine and Surgery (Classe LM-41 Medicina e Chirurgia)
Regolamento didattico del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia Medicine and Surgery (Classe LM-41 Medicina e Chirurgia) (dall Anno Accademico 2015-2016) Art. 1 Definizioni Ai fini del presente Dettagli Articolo 1 Definizioni e finalità
Università di Cassino Facoltà di Ingegneria Regolamento didattico dei corsi di laurea magistrale in LM-23 - Classe delle Lauree Magistrali in INGEGNERIA CIVILE Ingegneria Civile LM -27 Classe delle Lauree Dettagli Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Medicina e Chirurgia
Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea Magistrale in Scienze infermieristiche e Sede U.C.S.C. Manifesto degli studi Anno Accademico 2012-2013 CLASSE DI LAUREA DI APPARTENENZA: LM/SNT1 SCIENZE Dettagli Scuola ARCHITETTURA E DESIGN Eduardo Vittoria REGOLAMENTO
Scuola ARCHITETTURA E DESIGN Eduardo Vittoria REGOLAMENTO del Corso di Laurea in SCIENZE DELL ARCHITETTURA (Classe L - 17 ) Anno Accademico di istituzione: 2008-2009 Art. 1. Organizzazione del corso di Dettagli Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/2015. Senato Accademico 21/07/2015. Comitato Esecutivo 23/07/2015
Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/2015 Senato Accademico 21/07/2015 Comitato Esecutivo 23/07/2015 REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA INDUSTRIALE INDICE TITOLO Dettagli Consiglio della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria 20/07/20115. Senato Accademico 21/07/2015. Comitato Esecutivo 23/07/2015
Università degli studi di Padova Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali CORSO DI LAUREA IN MATEMATICA REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I Finalità e Ordinamento didattico Art. 1 Premesse e Finalità Dettagli Manifesto degli studi del DIIES per l anno accademico 2015/2016
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA DIPARTIMENTO DIIES Manifesto degli studi del DIIES per l anno accademico 2015/ 1 Premessa L offerta formativa del DIIES dell Università degli Studi Dettagli Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Medicina e Chirurgia A. Gemelli. Corso di Laurea Magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche
Facoltà di Medicina e Chirurgia A. Gemelli Corso di Laurea Magistrale in Scienze infermieristiche e Manifesto degli studi Anno Accademico 2014-2015 CLASSE DI LAUREA DI APPARTENENZA: LM/SNT1 SCIENZE INFERMIERISTICHE Dettagli CORSO DI LAUREA IN INFORMATICA
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTA DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI CORSO DI LAUREA IN INFORMATICA REGOLAMENTO DIDATTICO TITOLO I Finalità e Ordinamento didattico Art. 1 Premesse e Finalità Dettagli UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI LAUREA MAGISTRALE. Corso di laurea magistrale in Ingegneria meccanica
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI LAUREA MAGISTRALE Corso di laurea magistrale in Ingegneria meccanica Classe di laurea magistrale n. LM-33 Ingegneria meccanica DM 270/2004, Dettagli TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO
REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN LINGUE MODERNE PER LA COMUNICAZIONE E LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Art. 1 Premesse e finalità TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO 1. Il Corso Dettagli LINEE GUIDA PER LA FORMULAZIONE DEL REGOLAMENTO DIDATTICO DEI CORSI DI DIPLOMA ACCADEMICO DI PRIMO LIVELLO
ISTITUZIONI MUSICALI AFAM LINEE GUIDA PER LA FORMULAZIONE DEL REGOLAMENTO DIDATTICO DEI CORSI DI DIPLOMA ACCADEMICO DI PRIMO LIVELLO (Generalità) Il presente regolamento disciplina, ai sensi delle leggi Dettagli Facoltà: LETTERE E FILOSOFIA Corso: 0966 - CINEMA, TELEVISIONE E PRODUZIONE MULTIMEDIALE (LM) Ordinamento: DM270
Page 1 of 5 Facoltà: LETTERE E FILOSOFIA Corso: 0966 - CINEMA, TELEVISIONE E PRODUZIONE MULTIMEDIALE (LM) Ordinamento: DM270 Titolo: CINEMA, TELEVISIONE E PRODUZIONE MULTIMEDIALE Testo: LAUREA MAGISTRALE Dettagli ART. 1 Oggetto del Regolamento
REGOLAMENTO DELLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN DIDATTICA DELL ITALIANO COME LINGUA STRANIERA ART. 1 Oggetto del Regolamento Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell articolo 1 comma 3 del Regolamento Dettagli REGOLAMENTO DEL CORSO DI STUDI IN SCIENZE PSICOLOGICHE DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI L-24
REGOLAMENTO DEL CORSO DI STUDI IN SCIENZE PSICOLOGICHE DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI L-24 TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 - Premesse e finalità 1. Il Corso di Studio che rilascia la Dettagli REGOLAMENTO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DELL ECONOMIA LM 56
REGOLAMENTO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DELL ECONOMIA LM 56 TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 - Premesse e finalità 1. Il Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Economia Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CASSINO E DEL LAZIO MERIDIONALE CORSI DI STUDIO IN INGEGNERIA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CASSINO E DEL LAZIO MERIDIONALE CORSI DI STUDIO IN INGEGNERIA Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica Regolamento didattico dei corsi di laurea magistrale in LM - 23 - Classe Dettagli REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA (LM41)
Page 1 of 5 Facoltà: MEDICINA E CHIRURGIA Corso: 8415 - MEDICINA E CHIRURGIA (LM) Ordinamento: DM270 Titolo: MEDICINA E CHIRURGIA Testo: Scuola di Medicina e Chirurgia REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI Dettagli CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN GIURISPRUDENZA GIURISPRUDENZA
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN GIURISPRUDENZA GIURISPRUDENZA (Approvato con delibera del CdF del 03.05.06 e modificato con delibere del CdF del 07.03.07, del 12.03.08 e del 08.04.08) Regolamento didattico Dettagli Facoltà di Giurisprudenza REGOLAMENTO
REGOLAMENTO del Corso di Laurea magistrale a ciclo Unico in Giurisprudenza ( Classe LMG /01 ) Anno Accademico di istituzione: 2006/2007 Art. 1. Organizzazione del corso di studio 1. È istituito presso Dettagli REGOLAMENTO DEL CORSO DI STUDI MAGISTRALE IN INGEGNERIA MECCANICA LM 33
REGOLAMENTO DEL CORSO DI STUDI MAGISTRALE IN INGEGNERIA MECCANICA LM 33 TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 - Premesse e finalità 1. Il Corso di Studi Magistrale in Ingegneria meccanica afferisce Dettagli Regolamento didattico del corso di studio MAGISTRALE in Economia e Management Marittimo Portuale
Regolamento didattico del corso di studio MAGISTRALE in Economia e Management Marittimo Portuale Art. 1 Premessa e ambito di competenza Art. 2 Requisiti di ammissione. Modalità di verifica Il presente Dettagli FACOLTÀ DI FARMACIA REGOLAMENTO DIDATTICO
FACOLTÀ DI FARMACIA REGOLAMENTO DIDATTICO Art. 1 CONSIGLIO DI FACOLTÀ 1. Il Consiglio di Facoltà ha il compito di programmare, coordinare e gestire tutte le attività didattiche che fanno capo alla Facoltà. Dettagli Scuola di Lettere e Beni culturali
Scuola di Lettere e Beni culturali Titolo: DAMS - DISCIPLINE DELLE ARTI, DELLA MUSICA E DELLO SPETTACOLO Testo: LAUREA IN DAMS Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo CLASSE L- 3 REGOLAMENTO Dettagli Articolo 1 Definizioni e finalità. Articolo 2 Attività formative
Università di Cassino Facoltà di Ingegneria Regolamento didattico dei corsi di laurea in L7 - Classe delle Lauree in INGEGNERIA CIVILE ED AMBIENTALE Ingegneria Civile ed Ambientale L8 - Classe delle Lauree Dettagli Facoltà di Scienze Politiche
REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE Art. 1 Premesse e finalità TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO 1. Il Corso di laurea in MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE Dettagli REGOLAMENTO DEL CORSO DI STUDI MAGISTRALE IN RELAZIONI INTERNAZIONALI LM 52
REGOLAMENTO DEL CORSO DI STUDI MAGISTRALE IN RELAZIONI INTERNAZIONALI LM 52 TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 1 - Premesse e finalità 1. Il Corso di Studi Magistrale in Relazioni internazionali Dettagli CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA ELETTRICA
DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA INDUSTRIALE REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA MECCANICA LM-33 Classe delle lauree magistrali in INGEGNERIA MECCANICA Art. 1 - Finalità TITOLO Dettagli Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Regolamento Didattico
REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA CLINICA Art. 1 Premesse e finalità TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO 1. Il Corso di laurea magistrale in PSICOLOGIA CLINICA afferisce Dettagli (Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto
REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le finalità, l organizzazione e il funzionamento del Corso di studio in Giurisprudenza Dettagli UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN MEDICINA E CHIRURGIA CLASSE LM-41 AI SENSI DEL D.M. 270/2004 A. A.
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN MEDICINA E CHIRURGIA CLASSE LM-41 AI SENSI DEL D.M. 270/2004 A. A. 2013-2014 SOMMARIO 1. Definizioni, funzioni e struttura Dettagli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE, SCIENZE UMANE E DELLA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE, SCIENZE UMANE E DELLA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN Scienze per la formazione Dettagli UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA INTERFACOLTA (AGRARIA-MEDICINA VETERINARIA)
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA INTERFACOLTA (AGRARIA-MEDICINA VETERINARIA) in PRODUZIONI ANIMALI (Classe L-38) Ai sensi del D.M. 270/2004 Art. 1 Finalità 1. Dettagli UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN MEDICINA E CHIRURGIA CLASSE LM-41 AI SENSI DEL D.M. 270/2004 A. A.
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN MEDICINA E CHIRURGIA CLASSE LM-41 AI SENSI DEL D.M. 270/2004 A. A. 2012-2013 SOMMARIO 1. Definizioni, funzioni e struttura Dettagli Art. 1 Definizioni. Art. 2 Denominazione, Classe di Appartenenza e Struttura Didattica di Riferimento. Art. 3 Obiettivi Formativi Specifici
Regolamento Didattico del Corso di Laurea Specialistica in Biologia Agro-alimentare e della Nutrizione Facoltà di Scienze mm. ff. nn Classe 6/S delle Lauree Specialistiche in Biologia Art. 1 Definizioni Dettagli TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO
REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN ARCHEOLOGIA Art. 1 Premesse e finalità TITOLO I FINALITÀ E ORDINAMENTO DIDATTICO 1. Il Corso di laurea in ARCHEOLOGIA afferisce alla Classe delle lauree L-1 Dettagli REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI
REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI (emanato con Decreto Rettorale N. 645 del 12/03/2003) ART. 1 - Ambito di applicazione... 2 ART. 2 - Titoli per l accesso... Dettagli REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI STUDIO PARTE NORMATIVA -
Scuola di Lettere e Beni culturali LAUREA MAGISTRALE IN CINEMA, TELEVISIONE E PRODUZIONE MULTIMEDIALE CLASSE LM-65 REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI STUDIO PARTE NORMATIVA - Art. 1 Requisiti per l'accesso Dettagli Regolamento Didattico del Corso di Laurea in Chimica
Regolamento Didattico del Corso di Laurea in Chimica Articolo 1 - Denominazione del Corso e Classe di appartenenza È istituito presso l Università degli Studi della Basilicata il Corso di Laurea in Chimica, Dettagli Facoltà di Lettere e Filosofia Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Scienze Pedagogiche (LM 85)
Facoltà di Lettere e Filosofia Regolamento didattico del Corso di laurea magistrale in Scienze Pedagogiche (LM 85) Articolo 1 Definizioni e finalità Il presente regolamento, nel rispetto della libertà Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back