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Timestamp: 2020-04-09 14:10:31+00:00
Document Index: 20665050

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 6', 'art. 57', 'art. 68', 'art. 74', 'art. 82']

Coronavirus, Cura Italia: norme speciali per l’import-export di mascherine e dispositivi medici
Coronavirus cura italia norme speciali per import export mascherine dispositivi medici VI30646
Divieto di esportazione e procedure emergenziali per l’importazione
VI30646 | Commercio estero
Con il Decreto Cura Italia ed una Direttiva dell’Agenzia delle Dogane sono state emanate disposizioni straordinarie per l’importazione ed esportazione di mascherine, dispositivi di protezione individuale e dispositivi medici in genere. Ne proponiamo una sintesi.
Divieto di esportazione di DPI e dispositivi medici
L’Agenzia delle Dogane, con la Direttiva n. 4 del 17 marzo 2020, ha ribadito l’obbligo per tutti gli uffici territoriali dell’Agenzia di applicare rigorosamente il divieto di esportazione dei dispositivi di protezione individuale indicati nella circolare del Ministero della salute prot. n. 4373 del 12 febbraio 2020, nonché i dispositivi medici indicati nella stessa circolare ministeriale, compresi gli strumenti e dispositivi di ventilazione invasivi e non invasivi, ai quali si applicheranno le disposizioni di cui all’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile prot. n. 639 del 25 febbraio 2020.
L’Agenzia si riserva inoltre di estendere il divieto di esportazione in questione a dispositivi similari ovvero a dispositivi mancanti del marchio CE.
L'esportazione fuori dall'Unione di alcune tipologie di dispositivi di protezione individuale, anche non originari dell'Unione, è in ogni caso subordinata al rilascio di un'autorizzazione, come disposto dal Regolamento UE n. 2020/402 del 14.03.2020. (ns. Notizia n. VI30593 del 16.3.2020).
Importazioni di DPI e dispositivi medici
L’Agenzia delle Dogane ha ribadito, come già chiarito dal Ministero della Salute (ns Notizia n. VI30579 del 13.3.2020), che le mascherine ad utilizzo DPI non rientrano tra le merci da sottoporre a sorveglianza sanitaria da parte dell’USMAF-SASN e non necessitano del rilascio del Nulla Osta Sanitario all'importazione (NOS) in quanto non sono classificate come dispositivi medici.
Le mascherine di vario genere che pervengono attraverso voli umanitari o che sono comunque destinate all'utilizzo da parte della Protezione Civile, Enti di Stato, Istituzioni impegnate in compiti di sanità pubblica, Croce Rossa italiana, indipendentemente dalla classificazione come dispositivo medico o DPI, non devono essere sottoposte a controllo sanitario all’importazione da parte dell’USMAF-SASN territorialmente competente né al rilascio del relativo NOS. E’ onere dei destinatari munirsi del parere favorevole da parte dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) prima dell’utilizzo delle mascherine in questione, in attuazione dell’art. 34 del D.L. 2/3/2020, n. 9.
Importazione di mascherine in deroga (prive di marcatura CE)
Il DL n. 18 del 17.03.2020 “Cura Italia” prevede, all’articolo 15, che sia consentito importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni.
Gli importatori delle mascherine chirurgiche e coloro che li immettono in commercio, i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, devono inviare all’Istituto Superiore di Sanità una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità ogni elemento utile alla validazione delle mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto superiore di sanità, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti.
Gli importatori dei dispositivi di protezione individuale e coloro che li immettono in commercio, i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’INAIL una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione gli importatori devono altresì trasmettere all’INAIL ogni elemento utile alla validazione dei dispositivi di protezione individuale oggetto della stessa. L’INAIL, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la rispondenza dei dispositivi di protezione individuale alle norme vigenti.
(ns. Notizie VI30640 del 19.3.2020 e VI30644 del 20.3.2020).
Il D.L. Cura Italia prevede inoltre (art. 6) che il Capo del Dipartimento della protezione civile può disporre la requisizione in uso o in proprietà, beni mobili di qualsiasi genere, tra i quali anche mascherine e dispositivi medici di ogni genere, occorrenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria, da ogni soggetto pubblico o privato. In caso di requisizione al proprietario è riconosciuta una indennità di requisizione, liquidata, ai valori correnti di mercato che i beni requisiti avevano alla data del 31 dicembre 2019.
Importazione in franchigia di merci destinate all’emergenza
Nel caso di importazioni di strumenti ed apparecchi utilizzati a scopo di ricerca, diagnosi e trattamenti medici, offerti in dono o acquistati con i presupposti specificati all'art. 57 del Regolamento n. 1186/2009 si potrà procedere all'importazione in franchigia dai dazi, ai sensi della menzionata disposizione; potrà essere altresì prevista la non applicazione dell’IVA al ricorrere delle condizioni indicate dall’art. 68 del DPR 633/72.
In relazione alle importazioni di altre merci introdotte nel territorio nazionale, per fronteggiare la situazione emergenziale, da Enti statali o altri Enti a carattere caritativo o filantropico autorizzati dalle Autorità doganali, potrà darsi corso all'applicazione della franchigia dai dazi doganali in attuazione dell’art. 74 del sopra citato Regolamento. Nelle more della decisione della Commissione preposta alla concessione della franchigia, l’Ente autorizzato dall'Autorità doganale potrà effettuare l’importazione producendo una lettera d’impegno a corrispondere i tributi eventualmente dovuti qualora le competenti autorità non dovessero emettere decisione favorevole. La franchigia potrà essere applicata anche ai fini IVA.
Nel caso in cui sia possibile inquadrare le importazioni delle merci finalizzate alla gestione dell’emergenza nella fattispecie prevista dall’art. 82 lettera c) del medesimo Regolamento - concernente regali ricevuti nel quadro delle Relazioni internazionali - l’Autorità/Ente interessato potrà ricevere le merci in franchigia dai dazi e IVA.
Procedura transitoria e di emergenza per lo sdoganamento di dispositivi
Per quanto concerne gli aspetti procedurali in dogana, l’Agenzia delle Dogane, in attesa dell’adozione di linee di indirizzo relativamente alle importazioni dei dispositivi per fronteggiare l’emergenza COVID-19, ha delineato una procedura transitoria con riferimento a due casistiche.
Nell'ipotesi di donazione da soggetto pubblico o privato estero a ente pubblico italiano o ente benefico, è sufficiente che lo speditore estero (extra UE) spedisca la partita di merce intestando i documenti di viaggio al destinatario; mancando la fattura, la spedizione può essere accompagnata da una dichiarazione dello speditore da cui si evinca la natura non commerciale della spedizione.
Il destinatario può comunicare l’arrivo alla dogana, segnalando il numero del volo, inviando via mail la lettera di vettura aerea, utile ad identificare il carico, assieme alla dichiarazione della volontà di sdoganare la partita a firma del rappresentante legale o dirigente delegato dell’Ente. La Dogana procederà allo sdoganamento rapido emettendo una bolletta cd. A22 in franchigia da dazio ed esente IVA.
Nel caso di acquisto da privato italiano da produttore estero per destinazioni private (es. azienda per i suoi operai), la procedura di sdoganamento sarà accelerata ma è necessario che l’importatore presenti a mezzo spedizioniere o casa di spedizione una dichiarazione doganale di importazione secondo le procedure ordinarie, inviando una mail alla Dogana interessata circa l’arrivo della spedizione al fine di ottenere un celere svincolo, con assolvimento di dazio e IVA.
In generale, la linea di indirizzo adottata dall'Agenzia delle Dogane è quella di limitare i controlli fisici a quelli “obbligatori per espressa disposizione normativa o di una autorità giudiziaria”, così come risultanti dalla lettura dei parametri di rischio, a prescindere dal luogo ove si effettua l'operazione doganale.
In tal senso la Direzione centrale Antifrode e Controlli sta provvedendo ad abbattere sempre più le percentuali di controllo nel sistema informatizzato di analisi dei rischi, per commisurarle agli effettivi controlli obbligatori come sopra descritti.
Direttiva_n.4_covid2019_17032020.pdf
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