Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32937-del-13-12-2019
Timestamp: 2020-08-10 09:26:23+00:00
Document Index: 63169606

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 32937 del 13/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32937 del 13/12/2019
Cassazione civile sez. I, 13/12/2019, (ud. 24/10/2019, dep. 13/12/2019), n.32937
sul ricorso iscritto al n. 24134/2018 R.G. proposto da:
F.B., alias B. rappresentata e difesa giusta delega in
atti dall’avv. Noemi Nappi del Foro di Avellino (indirizzo PEC
– con il provvedimento di cui sopra il Tribunale ha respinto la domanda di F.B. alias B. che aveva impugnato il diniego della Commissione territoriale di Lecce, chiedendo in principalità il riconoscimento dello status di rifugiato e in subordine la protezione sussidiaria ovvero la trasmissione degli atti al Questore D.Lgs. n. 286 del 1998, ex art. 5, comma 6 per la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari;
– riferiva il sopradetto di essere cittadino del Senegal originario di (OMISSIS) e di aver lasciato il proprio paese di origine a seguito di una lite con un uomo; reagendo agli insulti di questi lo aveva colpito con un bastone procurandogli una frattura al braccio; gli anziani del villaggio, che non erano stati in grado di ricomporre la questione, gli avevano consigliato di allontanarsi per non finire in carcere;
– avverso detto decreto si propone ricorso per Cassazione F.B. alias B. con atto affidato a tre motivi; il Ministero dell’Interno è rimasto intimato.
– il primo motivo di ricorso censura la gravata sentenza per violazione del D.Lgs. n. 215 del 2007, art. 3 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 per non avere il giudice dell’appello applicato i principi in materia di attenuazione dell’onere della prova gravante in capo al richiedente protezione internazionale;
– come si evince dalla lettura della sentenza, la Corte territoriale ha con accertamento in fatto in questa sede non più censurabile ritenuto inattendibile la narrazione del ricorrente (pag. 3 primo capoverso); tal elemento ha rilevanza fondamentale, in quanto secondo la giurisprudenza di questa Corte “in tema di protezione internazionale, l’attenuazione dell’onere probatorio a carico del richiedente non esclude l’onere di compiere ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 3, comma 5, lett. a) essendo possibile solo in tal caso considerare “veritieri” i fatti narrati. La valutazione di non credibilità del racconto, costituisce un apprezzamento di fatto rimesso al giudice del merito il quale deve valutare se le dichiarazioni del richiedente siano coerenti e plausibili, D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 3, comma 5, lett. c) del ma pur sempre a fronte di dichiarazioni sufficientemente specifiche e circostanziate.” (Cass. ord. n. 27503/18, in particolare, v. Cass. ord. n. 27336/18, sul fatto che la domanda diretta a ottenere il riconoscimento della protezione internazionale non si sottragga al principio dispositivo, sia pure attraverso la cooperazione istruttoria del giudice – Cass. ord. n. 26921/17 – attraverso un onere probatorio attenuato, v. in proposito, anche Cass. ordd. nn. 15782/14, 4138/11);
– nel caso di specie, poi, a differenza di quanto sostenuto dal ricorrente, il Tribunale ha in concreto – in realtà – debitamente utilizzato i propri poteri istruttori; per verificare officiosamente la situazione del paese di provenienza dello straniero (vedi pp. 3, 5 e 6 della sentenza impugnata), mentre, in riferimento alla situazione personale del richiedente, il Tribunale ha escluso che dalla narrazione dello straniero, risultassero elementi che potessero far configurare quei fatti come costitutivi del diritto azionato per ottenere la protezione richiesta;
– il motivo è inammissibile quanto alla sua prima articolazione stante la sopra già richiamata inattendibilità del ricorrente, che tale è stato ritenuto dal Tribunale, con valutazione in fatto non più suscettibile di censura in questa sede;
– il terzo motivo di ricorso denuncia la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 e vizio di motivazione in ordine alla mancata concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari non avendo il Tribunale valutato comparativamente la situazione d’integrazione raggiunta in Italia dal richiedente;
– il motivo è inammissibile, in quanto privo di connessione con la ratio decidendi del decreto impugnato;
– invero, come si evince a pag. 5 e 6 del provvedimento censurato, il Tribunale ha ritenuto insussistenti i requisiti per l’invocata protezione umanitaria in quanto ha accertato, con valutazione di fatto non più censurabile in questa sede come non sia presente in capo al richiedente, nel suo paese, alcuna delle condizioni di vulnerabilità ex lege richieste;
– sul punto, la sentenza non risulta quindi colpita dal motivo in parola, che va quindi dichiarato inammissibile;
– le spese sono regolate dalla soccombenza.