Source: http://www.partitocomunista.ch/?p=2944
Timestamp: 2019-10-16 02:16:52+00:00
Document Index: 81867973

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 45', 'art. 37']

Banchina sul lungolago di Lugano: un grave caso di malaedilizia? | Partito Comunista (Svizzera)
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Con articolo del 12 giugno 2019, il quindicinale Area denunciava delle presunte irregolarità nell’appalto per la realizzazione della banchina sul lungolago, la quale è stata inaugurata lo scorso mese di luglio dalle autorità comunali. Dall’inchiesta, poi ripresa anche dal Quotidiano del 13 giugno 2019, emergono una serie di gravi problematiche, tra le quali un mandato altamente controverso e un presunto subappalto illecito. Tutti aspetti sui quali, nel pieno rispetto della trasparenza e di una buona amministrazione, occorre al più presto fare la massima chiarezza.
2. L’appalto alla Franco dell’Oro SA
Dalle informazioni disponibili, risulta che il Comune abbia affidato la realizzazione dell’opera, costata circa 230’000 franchi, allo studio dell’architetto Bruno Huber. Quest’ultimo, nell’ambito di una procedura ad invito, con l’accordo del Municipio avrebbe selezionato tra le diverse imprese quella che presentava l’offerta meno costosa: precisamente, la ditta vincitrice vantava di un preventivo inferiore del 33,5% al concorrente più caro e del 18,5% al secondo. Ad aggiudicarsi l’appalto è stata così la Franco dell’Oro SA, società conosciuta nel Luganese soprattutto per l’arredamento d’interni dei ristoranti: un ambito che, viene sottolineato da UNIA, si discosta di molto dall’oggetto dell’appalto.
3. Il subappalto alla Edil Global Service
Stando al quindicinale, che suffraga il dato con foto con testimonianze, sarebbero stati gli operai di un’altra impresa, la Edil Global Service, a costruire la banchina. Infatti, viene osservato come nei giorni della posa dell’opera vi fossero soltanto impiegati della ditta terza, senza neanche uno della Franco dell’Oro SA. Oltre a ciò, sui cancelli del cantiere si sarebbe potuto notare addirittura lo striscione della stessa Edil Global Service. Ciononostante, di una simile cessione dei lavori il committente, o meglio il Comune, sembra non sia stato assolutamente informato. Insomma, parrebbe proprio di essere in presenza di un subappalto illecito dalla Franco dell’Oro SA alla Edil Global Service.
4. Le complicazioni della Edil Global Service
A proposito della Edil Global Service, viene costatato inoltre che il suo titolare era in precedenza il proprietario della Ringhio SA, società fallita nel maggio dello scorso anno. A distanza di poco tempo dal fallimento, che avrebbe lasciato un buco tra 600’000 e un milione di franchi, compresi di imposte, oneri sociali e salari non pagati, ecco allora comparire da nuovo la Edil Global Service. Destinataria del subappalto denunciato, anche questa impresa è fallita tuttavia da poche settimane, a meno di un anno dalla sua esistenza. Anche in questo caso, saremmo confrontati con uno scoperto di quasi 1.3 milioni di franchi, tra cui figurano IVA, oneri sociali, mensilità arretrate e imposte alla fonte.
5. Le problematiche di fondo
Inutile a dirsi, dalla circostanza presentata si possono evincere una serie di gravi problemi e mancanze. Rimandando nel dettaglio alle domande, a dovere interessare l’amministrazione comunale vi sono soprattutto le modalità d’assegnazione dell’appalto, l’esistenza di un presunto subappalto e una carenza nel monitoraggio dei cantieri del Comune. Per quanto attiene al primo aspetto, risulta a monte perlomeno discutibile come si sia proceduto a selezionare la ditta vincitrice solamente in base alla convenienza finanziaria, senza che vi siano stati particolari accertamenti circa la sua capacità di realizzare l’opera. Tanto più che, si suppone, nella procedura ad invito dovrebbero essere coinvolte soltanto imprese idonee allo svolgimento della commessa. Non a caso, sarebbe stata la logica del minor prezzo a produrre un subappalto alla ditta con le complicazioni di cui sopra.
6. Le incognite del subappalto
A proposito del subappalto, va ricordato inoltre che l’art. 24 LCPubb lo vieta espressamente salvo se ammesso negli atti di gara, ciò che non sembra sia stato però il caso, nemmeno con una segnalazione a posteriori: qualora un ricorso a tale pratica dovesse venire accertato, si andrebbe allora a configurare una crassa violazione della LCPubb proprio sotto gli occhi del Comune. La replica della Franco dell’Oro SA, secondo la quale non vi sarebbe stato alcun subappalto ma soltanto un prestito di manodopera, dalle informazioni emerse appare inoltre tutt’altro che persuasiva. In primo luogo, poiché l’art. 37 cpv. 2 let. d RLCPubb/CIAP prescrive che la messa a disposizione della manodopera non deve superare il 25% del personale previsto dalla commessa, ciò che verrebbe smentito dalle prove addotte da UNIA. Secondariamente, in quanto anche il prestito di manodopera è subordinato a diversi requisiti, i quali nella fattispecie sembrano essere stati disattesi. Basti pensare all’obbligo per la ditta fornitrice (Edil Global Service) di soddisfare le condizioni di lavoro sancite dal CCL vigente (art. 37 cpv. 2 let. b RLCPubb/CIAP), ma anche al vincolo solidale della ditta deliberataria (Franco dell’Oro SA) con quella fornitrice (Edil Global Service) al rispetto dell’adempimento degli obblighi previdenziali, tributari e lavorativi (art. 37 cpv. 2 let. c RLCPubb/CIAP). Ammesso e non concesso si trattasse di un prestito di manodopera, viene dunque da chiedersi in quale misura anche la Franco dell’Oro SA sarebbe pronta ad assumersi le proprie responsabilità. Quesito che tuttavia non può che investire lo stesso Municipio di Lugano, il quale, stando alle dichiarazioni dell’On. Badaracco alla RSI, sarebbe stato al corrente di un prestito di manodopera del quale avrebbe dovuto garantire la regolarità.
7. Una mancanza nel controllo del cantiere
Concludendo, appare incontestabile che ad aggravare la situazione vi sia stata anche una mancanza amministrativa nel controllo del cantiere in questione, la quale è stata poi sostanzialmente confermata dal Responsible delle infrastrutture cittadine, quando affermava che: ‘’la cosa ci è un po’ sfuggita di mano’’. Una carenza preoccupante, insomma, che avrebbe impedito proprio d’intervenire tempestivamente per sanzionare il subappalto o, come minimo, di assicurarsi la piena regolarità del prestito di manodopera. Seppure apparentemente isolato, questo episodio non può mancare pertanto di sollevare alcuni interrogativi anche sul sistema approntato dal Comune per monitorare i cantieri commissionati: non è solo una questione di trasparenza, ma anche di garanzia di un corretto impiego del denaro pubblico, delle condizioni di lavoro dei dipendenti e di una sana concorrenza.
Alla luce di quanto sopra, rivolgo al Municipio le seguenti domande:
1. Per quale motivo si è deciso d’invitare a presentare un’offerta la Franco dell’Oro SA? In quale misura la ditta in questione sembrava essere idonea allo svolgimento della commessa? Attraverso quale procedura e valutazione il Municipio seleziona gli offerenti nella procedura ad invito?
2. Per quale motivo la commessa è stata assegnata alla Franco dell’Oro SA? Sono stati presi in considerazione altri criteri oltre a quello finanziario? Quale importanza attribuisce il Municipio al prezzo rispetto agli altri criteri nell’assegnazione di una commessa pubblica?
3. Il Municipio era al corrente di un possibile subappalto nel cantiere commissionato? Aveva per caso ricevuto una segnalazione al proposito da parte della Franco dell’Oro SA? Conferma inoltre che il subappalto non fosse ammesso negli atti di gara?
4. Quante sono state negli ultimi quattro anni le procedure che consentivano il subappalto? Quale tipo di controllo viene effettuato sulle ditte subappaltatrici?
5. Il Municipio conferma di essere stato al corrente di un prestito di manodopera sul cantiere? In caso negativo, in base alle indiscrezioni ricevute non ha ritenuto di esaminare comunque lo stato dello stesso? In caso affermativo, sapeva quale fosse la ditta fornitrice e può spiegare come mai non sono stati svolti controlli sul cantiere per assicurare il rispetto delle disposizioni legali?
6. Considerata la potenziale esistenza di gravi violazioni alla LCPubb, com’è stato possibile che i servizi del Comune non siano intervenuti prima sul cantiere, oltretutto prossimo a Palazzo Civico? Sarebbe corretto affermare le attuali risorse non consentono di svolgere appieno il monitoraggio dei cantieri commissionati? In caso affermativo, il Municipio come intende fare fronte a questa carenza?
7. Qualora un subappalto o un prestito di manodopera illecito dovessero venire accertati, come intenderà muoversi il Municipio? Data l’entità della violazione, procederà ad attivarsi per segnalare il caso al Consiglio di Stato in vista di eventuali sanzioni (art. 45 cpv. 2 let. b LCPubb)?
8. Qualora invece un prestito di manodopera fosse accertato, come intenderà muoversi il Municipio? In caso di scoperti maturati durante i lavori dalla Edil Global Service verso il Comune, viene giudicato plausibile rifarsi sulla Franco dell’Oro SA in virtù dell’art. 37 cpv. 2 let. c RLCPubb/CIAP?
Edoardo Cappelletti, consigliere comunale del Partito Comunista a Lugano