Source: http://www.lg.camcom.gov.it/pagina2173_requisiti-richiesti-per-lesercizio-delle-attivit.html
Timestamp: 2018-10-21 10:20:29+00:00
Document Index: 16141861

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 2320', 'art. 2320', 'art. 2291', 'art.67', 'art. 85']

Requisiti richiesti per l'esercizio delle attività - CCIAA Maremma e Tirreno
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Requisiti richiesti per l'esercizio delle attività
2 NOVEMBRE: CHIUSE LE SEDI CAMERALI E LE AZIENDE SPECIALI DI LIVORNO E GROSSETO
Si comunica che, nell’ambito delle misure per il contenimento e la razionalizzazione della spesa, venerdì 2 novembre è stata disposta la chiusura delle sedi camerali di Livorno e Grosseto e delle rispettive Aziende Speciali.
Ci scusiamo con la gentile utenza per gli eventuali disagi.
Ai fini dello svolgimento dell’attività di autoriparazione, l’impresa deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) disponibilità di spazi e di locali, per la cui utilizzazione siano state acquisite le prescritte autorizzazioni amministrative, idonei a contenere i veicoli oggetto di intervento e le attrezzature e le strumentazioni occorrenti per l’esercizio dell’attività;
b) designazione di un responsabile tecnico, in possesso dei requisiti personali e tecnico professionali.
Le imprese, ditte individuali o società, che intendano svolgere attività di autoriparazione devono designare, per ogni unità locale sede di officina, un soggetto preposto alla gestione tecnica, dotato dei requisiti personali e professionali di cui all’art. 7 della legge n. 122 del 1992 che abbia con l’impresa un rapporto d’immedesimazione, in possesso dei requisiti per ciascuna delle attività.
Il responsabile tecnico, preposto all'esercizio di una delle attività rientranti nell'ambito di applicazione della legge in questione, deve pertanto, essere il titolare dell’impresa individuale, un socio prestatore d’opera, o un amministratore di società, oppure un soggetto diverso, preposto dall’imprenditore all’esercizio dell’attività di autoriparazione ( dipendente, collaboratore familiare).
Non può essere nominato preposto alla gestione tecnica un consulente o un professionista esterno.
Il termine "immedesimazione", come ha infatti precisato il competente Ministero (Circ. M.I.C.A. n. 3342/C del 22.6.1994), va interpretato in senso stretto e cioè "riferito alla necessità dell'esistenza, oggettiva e biunivoca, di un rapporto diretto del responsabile tecnico con la struttura operativa dell’impresa".
Nel caso in cui il responsabile tecnico non sia lo stesso imprenditore, il rapporto di immedesimazione - continua lo stesso Ministero – deve concretizzarsi in una forma di collaborazione con quest'ultimo che consenta al "preposto responsabile tecnico" di operare in nome e per conto dell'impresa, impegnandola sul piano civile con il proprio operato e con le proprie determinazioni, sia pure limitatamente agli aspetti tecnici dell'attività della stessa.
Nella società in accomandita semplice, circa la immedesimazione del socio accomandatario non vi sono dubbi, mentre per quanto riguarda il socio accomandante, stante l'espresso divieto di compiere atti di amministrazione (art. 2320, 1^ comma C.C.), l'immedesimazione potrebbe essere ravvisabile solo nel caso lo stesso sia anche socio prestatore d'opera.
I soci accomandanti possono, infatti, "prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori" (Cfr. art. 2320, 2^ comma C.C.).
Nella società di capitali, l’immedesimazione tra la società e il socio è ravvisabile solo nel caso in cui il socio sia anche prestatore d’opera o comunque socio dipendente.
Nella società in nome collettivo, essendo tutti i soci solidalmente ed illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali (art. 2291 C.C.) si può ritenere che tutti i soci, anche quelli non amministratori, purchè in possesso dei prescritti requisiti tecnico professionali ed effettivamente prestino attività lavorativa, possano essere preposti in qualità di responsabili tecnici.
Per le imprese artigiane deve necessariamente essere abilitato o il titolare dell’impresa individuale o un socio lavorante di s.n.c. o di s.r.l. o socio lavorante accomandatario di s.a.s.
E’ necessario che non siano stati emessi i provvedimenti di cui al D.Lgs. 159/2011 art.67 (normativa antimafia) nei confronti dei soggetti previsti dall'art. 85 del D.Lgs.159/2011.
Requisiti richiesti per il responsabile tecnico
a) essere cittadino italiano o di altro Stato membro della CEE, ovvero di uno Stato, anche non appartenente alla CEE, con cui sia operante la condizione di reciprocità;
b) non deve aver riportato condanne definitive per reati commessi nella esecuzione degli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di veicoli a motore disciplinati dalla legge, per i quali è prevista una pena detentiva.
In relazione al requisito di cui alla lettera b), l’Ufficio legislativo del Ministero dell’Industria ha ritenuto che la norma possa essere interpretata nel senso che il responsabile tecnico, per possedere i requisiti soggettivi richiesti, “non debba essere incorso in provvedimenti penali per reati comunque connessi all’esercizio di attività di autoriparazione.”
Si precisa che tale connessione deve intendersi nel senso di ricomprendere nella previsione in esame quelle condotte criminose realizzate utilizzando luoghi e conoscenze tecniche di autoriparazione, includendovi anche ipotesi delittuose comunque connesse in occasione della propria attività.
Tale interpretazione trova giustificazione, ad avviso dello stesso Ufficio, nel fondamento giuridico della normativa in esame. Il legislatore ha inteso individuare nel responsabile tecnico il garante di un corretto ed ordinato svolgimento dell’attività di autoriparazione.
Diploma di laurea o diploma di istruzione secondaria di secondo grado, in materia tecnica attinente l’attività;
attestato (in materia tecnica attinente l’attività) di promozione al IV anno dell’Istituto Tecnico Industriale (ITI), seguito da almeno un anno di esercizio dell'attività di autoriparazione, nell’arco degli ultimi cinque anni, alle dipendenze di imprese operanti nel settore;
corso regionale teorico-pratico di qualificazione, seguito da almeno un anno di esercizio dell’attività di autoriparazione, come operaio qualificato, alle dirette dipendenze di imprese operanti nel settore per cui si chiede l’abilitazione, nell’arco degli ultimi cinque anni;
prestazione lavorativa svolta alle dirette dipendenze di un’impresa del settore per cui si chiede l’abilitazione, per un periodo non inferiore a 3 anni nell’arco degli ultimi 5 anni, in qualità di operaio qualificato;
esercizio dell’attività presso imprese operanti nel settore in qualità di:
- titolare, amministratore, socio, (tutti lavoranti iscritti all’Inail per attività tecnico manuale);
- collaboratore familiare, lavorante iscritto all’Inail per attività tecnico manuale;
- associato in partecipazione, lavorante iscritto all’Inail per attività tecnico manuale.(1)
(1) questa figura è idonea solo nel caso in cui il contratto di associazione in partecipazione sia stato stipulato in data anteriore al 25/06/2015 oppure sia ancora in atto alla data del 25/06/2015 e, comunque, in entrambi i casi non oltre la cessazione del contratto in essere il quale non potrà più essere prorogato.
L’attività deve essere stata svolta all’interno di imprese del settore o in officine tecniche di imprese o enti non del settore al cui interno si svolgano mansioni inerenti l’attività di autoriparazione.
Elenco indicativo e non esaustivo dei titoli di studio richiesti (file PDF)
aver svolto professionalmente l'attività di riparazioni di veicoli in qualità di titolare o socio di impresa del settore regolarmente iscritta all’albo delle imprese artigiane o nel registro delle ditte, per almeno un anno prima dell'entrata in vigore della Legge 122/92 (14.12.1994). Dalla visura camerale deve risultare l’attività ben descritta con riferimento alle singole sezioni (la verifica si effettua inoltre tramite documentazione probante i lavori eseguiti, con fatture o ricevute fiscali sia di lavori effettuati su mezzi per la sezione ordinaria, sia di acquisti materiale e pezzi di ricambio per la sezione speciale);
aver già ottenuto il riconoscimento del requisito a seguito di preposizione alla gestione tecnica in altra impresa del settore;
essere già stato iscritto al R.I.A. (Registro Imprese Autoriparazione).
Nel caso di requisito tecnico-professionale (titolo di studio e/o esperienza lavorativa) maturato all'estero sarà necessario il preventivo riconoscimento effettuato dal Ministero dello Sviluppo Economico, vedi modulistica e istruzioni ai seguenti link:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/component/content/article?id=2016845
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/component/content/article?id=2016841:qualifiche-professionali-estere-informazioni
Ultima modifica: mercoledì 05 aprile 2017