Source: https://www.nostralex.it/massimario-amministrativo-agosto-2016/
Timestamp: 2020-04-07 09:15:36+00:00
Document Index: 100501897

Matched Legal Cases: ['art. 2043', 'art. 104', 'art. 1', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 291']

16/09/2016 16/09/2016 Nostra Lex MassimarioNo comments
Le sentenze più rilevanti emesse in materia amministrativa nel MESE DI AGOSTO 2016
Consiglio di Stato sez. III 31 agosto 2016 n. 3755
Il rifiuto dell’aggiudicatario a stipulare il contratto arreca alla stazione appaltante il danno conseguente ai maggiori oneri sopportati per la stipula del contratto con il secondo classificato, che l’aggiudicatario è tenuto a risarcire.
Consiglio di Stato sez. IV 01 agosto 2016 n. 3464
” Ai fini dell’ammissibilità della domanda di risarcimento del danno non è sufficiente il solo annullamento del provvedimento lesivo, ma è altresì necessario che sia configurabile la sussistenza dell’elemento soggettivo della colpa, dovendosi verificare se l’adozione e l’esecuzione dell’atto impugnato sia avvenuta in violazione delle regole di imparzialità, correttezza e buona fede, alle quali l’esercizio della funzione pubblica deve costantemente attenersi; da ciò deriva che, in sede di accertamento della responsabilità della Pubblica amministrazione per danno a privati, il giudice amministrativo, in conformità ai principi enunciati nella materia anche dal giudice comunitario, può affermare tale responsabilità quando la violazione risulti grave e commessa in un contesto di circostanze di fatto e in un quadro di riferimenti normativi e giuridici tali da palesare la negligenza e l’imperizia dell’organo nell’assunzione del provvedimento viziato; il giudice può negarla, invece, quando l’indagine conduca al riconoscimento dell’errore scusabile con la conseguenza che, ai fini della configurabilità della responsabilità aquiliana (ex art. 2043 cod. civ.) della Pubblica amministrazione per danno, devono ricorrere i presupposti del comportamento colposo, del danno ingiusto e del nesso di conseguenzialità.” (ex aliis, ancora di recente Consiglio di Stato, sez. V, 18/01/2016, n. 125)
CONCORSI PUBBLICI IMPIEGHI
Consiglio di Stato sez. V 23 agosto 2016 n. 3677
L’istituto del cosiddetto “scorrimento della graduatoria” presuppone necessariamente una decisione dell’amministrazione di coprire il posto; quindi l’obbligo di servirsi della graduatoria entro il termine di efficacia della stessa preclude all’amministrazione di bandire una nuova procedura concorsuale ove decida di reclutare personale, ma non la obbliga tout court all’assunzione dei candidati non vincitori in relazione a posti che si rendano vacanti e che l’amministrazione stessa non intenda coprire, restando inoltre escluso che la volontà dell’amministrazione di coprire il posto possa desumersi da un nuovo bando concorsuale, poi annullato, ovvero da assunzioni di personale a termine (v. Cass., SS.UU., 12 novembre 2012, n. 19595)
Consiglio di Stato sez. IV 19 agosto 2016 n. 3657
Laddove una determinazione amministrativa di segno negativo si fondi su una pluralità di ragioni, ciascuna delle quali di per sé idonea a supportarla in modo autonomo, è sufficiente che anche una sola di esse resista alle censure mosse in sede giurisdizionale perché il provvedimento nel suo complesso resti esente dall’annullamento (cfr. ex plurimis Cons. Stato, sez. V, 31 marzo 2016, nr. 1274; id., sez. IV, 30 novembre 2015, nr. 5415). Annulla TAR Campania, Napoli, sez. IV, n. 9712 del 2008
PROCESSO AMMINISTRATIVO – PRECLUSIONI ISTRUTTORIE
Ai sensi dell’art. 104, comma 2, cod. proc. amm., è inammissibile il deposito in sede di appello della consulenza tecnica di parte, in quanto prova nuova (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 12 luglio 2012, nr. 4120; id., 13 gennaio 2010, nr. 90; id., sez. VI, 23 luglio 2008, nr. 3649).
PROCESSO AMMINISTRATIVO – TERMINE IMPUGNAZIONE
Consiglio di Stato sez. IV 19 agosto 2016 n. 3645
La decorrenza del termine per l’impugnazione deve essere ancorata al momento in cui in concreto si è verificata ed è stata apprezzata la situazione di lesività, laddove la piena conoscenza del provvedimento causativo non può comunque ritenersi operante ogni oltre limite temporale atteso che ciò renderebbe l’attività dell’amministrazione e le iniziative dei controinteressati suscettibili di impugnazione sine die, in aperta contraddizione con il limite temporale che la legge impone al soggetto di farsi parte diligente ( cfr Cons. Stato sez. V 5/3/2010 n. 1298).
NOTIFICA ATTO DI APPELLO
Consiglio di Stato sez. III 03 agosto 2016 n. 3514
In base al combinato disposto degli articoli 144, comma 1 c.p.c. e 11, comma 3 del R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611 (nel testo introdotto dall’art. 1 della L. 25 marzo 1958, n. 260, espressamente richiamato per i giudizi amministrativi dall’art. 10, comma 3, della L. n. 103 del 1979) tutti gli atti costitutivi di una fase processuale, proposta nei confronti di Amministrazioni statali e di enti pubblici patrocinati dall’Avvocatura dello Stato, vanno notificati a dette Amministrazioni ed enti presso l’ufficio dell’Avvocatura nel cui distretto abbia sede l’Autorità giudiziaria adita (ovvero, per quanto riguarda il giudizio da instaurare innanzi al Consiglio di Stato, presso l’Avvocatura Generale, con sede a Roma).
Ne consegue che, se la notifica dell’appello della sentenza di un Tribunale Amministrativo Regionale abbia avuto luogo presso l’Avvocatura dello Stato del distretto in cui abbia sede il Tribunale, la notifica deve considerarsi nulla, con conseguente inammissibilità dell’appello stesso, ove l’Amministrazione evocata non abbia sanato tale nullità con la propria costituzione in giudizio (trovando applicazione, sotto quest’ultimo profilo, il principio di conservazione degli atti processuali, una volta che sia stato comunque conseguito lo scopo a cui gli stessi erano preordinati, a norma dell’art. 156 c.p.c.: cfr., tra le tante, Cons. Stato, Sez. VI, 27 giugno 2014, 3260).
Non si applica invece nel processo amministrativo la disposizione recata dall’art. 291, primo comma, del c.p.c., che consente di sanare ex tunc la notifica dell’atto introduttivo del giudizio, attraverso la fissazione di un termine da parte del giudice.
ACCESSO DOCUMENTI AMM.VI
Consiglio di Stato sez. IV 12 agosto 2016 n. 3631
Il diritto di cronaca è presupposto fattuale del diritto ad esser informati ma non è di per sé solo la posizione che legittima l’appellante all’accesso invocato ai sensi della legge n. 241/90
Se fosse sufficiente l’esercizio dell’attività giornalistica e il fine di svolgere un’inchiesta su una determinata tematica per ritenere, per ciò solo, il richiedente autorizzato ad accedere a documenti in possesso della Pubblica amministrazione solo perché genericamente riconducibili all’oggetto di detta inchiesta, si finirebbe per introdurre una sorta di inammissibile azione popolare sulla trasparenza dell’azione amministrativa che la normativa sull’accesso non conosce.