Source: http://chiediloalalla.orizzontescuola.it/2014/07/07/assegnazione-provvisoria-supero-del-blocco-dei-3-anni-assegnazione-in-altro-ruolo/
Timestamp: 2017-08-18 21:51:57+00:00
Document Index: 88118818

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 21', 'art. 601', 'art. 33', 'art. 601', 'art. 8', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 3']

Assegnazione provvisoria: supero del blocco dei 3 anni; assegnazione in altro ruolo | Chiedilo a Lalla - OrizzonteScuola
Assegnazione provvisoria: supero del blocco dei 3 anni; assegnazione in altro ruolo
Viola – sono una docente con contratto a tempo indeterminato ( classe A043, decorrenza giuridica 2012 ed economica dal 1 set. 2013).Vorrei sapere se, pur non avendo maturato il triennio nella provincia di titolarità, posso fare domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale per grado di istruzione diverso da quello di appartenenza (A050) o per posto di sostegno, al fine di seguire mio marito che è stato trasferito, per motivi di lavoro, in altra città. Grazie per la cortese attenzione.
Paolo Pizzo – Gentilissima Viola,
Può chiedere assegnazione provvisoria per ALTRA PROVINCIA il docente assunto con DECORRENZA GIURIDICA 1° SETTEMBRE 2012 E ANNI SUCESSIVI (compreso quindi il neo assunto in ruolo, anche giuridicamente, nell’a.s. 2013/14, compresi i docenti sul sostegno nominati in ruolo a marzo con decorrenza giuridica 1/9/2013 ed economica 1/9/2014 e tuttora “supplenti”) che rientri in una delle seguenti precedenze (art. 8 punti I, III, IV, VI e VII CCNI utilizzazioni/assegnazioni 2014/15, ivi compreso il personale docente della provincia di Trento):
PERSONALE CON DISABILITA’ E PERSONALE CHE HA BISOGNO DI PARTICOLARI CURE CONTINUATIVE
d) Personale docente con disabilità di cui all’art. 21 della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni ascritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella “A” annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648;
e) Personale docente (non necessariamente disabile) che ha bisogno per gravi patologie di particolari cure a carattere continuativo (ad esempio chemioterapia); detto personale ha diritto alla precedenza per tutte le preferenze espresse nella domanda, a condizione che la prima di tali preferenze sia relativa al comune in cui esista un centro di cura specializzato;
f) Personale docente appartenente alle categorie previste dal comma 6 dell’art. 33 della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94; detto personale può usufruire di tale precedenza solo nell’ambito e per la provincia in cui è ubicato il comune di residenza, a condizione che abbia espresso come prima preferenza il predetto comune di residenza oppure una o più istituzioni scolastiche comprese in esso beneficiano delle precedenze di cui al successivo art. 8 punti I, III, IV, VI e VII, ivi compreso il personale docente della provincia di Trento.
g) Personale docente destinatario dell’art. 33, commi 5 e 7 della citata legge n. 104/92 che sia: coniuge o genitore, anche adottante o chi eserciti legale tutela, di soggetto con disabilità in situazione di gravità.
solo figlio/a individuato come referente unico che presta assistenza al genitore; tale condizione di referente unico, deriva dalla circostanza – documentata con autodichiarazione – che il coniuge o eventuali altri figli non sono in grado di effettuare l’assistenza al genitore con disabilità in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive.
h) Personale docente destinatario dell’art. 33, commi 5 e 7 della citata legge n. 104/92 che sia unico parente o affine entro il secondo grado ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (nella sola condizione di assenza di parenti o affini di grado inferiore) o unico affidatario di persona con disabilità in situazione di gravità; tale unicità, deriva dalla circostanza – documentata con autodichiarazione – che eventuali altri parenti o affini non sono in grado di effettuare l’assistenza al soggetto con disabilità in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive.
– la situazione deve essere documentata secondo le disposizioni di cui all’art. 9 del C.C.N.I. 26.2.2014, (in particolare i punti a, b) e dall’art. 4 dell’O.M. 32 del 28.2.2014. La condizione di esclusività dell’assistenza al soggetto con disabilità è prevista esclusivamente nei casi di assistenza al genitore o al parente o affine entro il terzo grado e deve essere documentata con dichiarazione personale sotto la propria responsabilità, redatta ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000 così come modificato ed integrato dall’art. 15 della legge 16 gennaio 2003 n. 3 e dall’art. 15 comma 1 della L. 183/2011. I requisiti debbono sussistere entro la data di presentazione della domanda e la documentazione deve essere prodotta entro la medesima data.
– la suddetta autodichiarazione di esclusività non è necessaria laddove il richiedente la precedenza sia il coniuge o il genitore ovvero l’unico parente o affine e che convive con il soggetto con disabilità. Tale precedenza è riconosciuta anche qualora la certificazione attestante la gravità della disabilità dichiari il soggetto con disabilità “rivedibile” purché sia certificata l’esigenza di assistenza permanente, continuativa e globale (art. 3, comma 3, legge 104/92) e la durata del riconoscimento travalichi l’inizio dell’anno scolastico per il quale viene disposta l’utilizzazione o l’assegnazione provvisoria.
– La precedenza è riconosciuta a condizione che si indichi l’intero comune (o distretto sub comunale) del domicilio dell’assistito prima di indicare preferenze di altri comuni o distretti sub-comunali. Parimenti non si ha diritto alla suddetta precedenza qualora si richieda l’assegnazione provvisoria per altro familiare che abbia eletto il domicilio in comune diverso dall’assistito.
PER LE LAVORATRICI MADRI E LAVORATORI PADRI
Le lavoratrici madri e lavoratori padri anche adottivi o affidatari CON PROLE DI ETÀ INFERIORE A TRE ANNI. Sono presi in considerazione i figli che compiono i tre anni tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua il movimento.
Le lavoratrici madri e i lavoratori padri anche adottivi o affidatari, assunti con decorrenza giuridica 1° settembre 2012 e successiva, che hanno FIGLI DI ETÀ SUPERIORE A TRE ANNI E FINO AD OTTO, pur non avendo diritto alla precedenza, potranno presentare domanda di assegnazione provvisoria per un’ altra provincia.
Mentre le lavoratrici madri e i lavoratori padri con figli di età inferiore a tre anni non solo superano il vincolo del triennio ma fruiscono anche di una precedenza, le lavoratrici madri e i lavoratori padri con figli superiore a tre anni e fino ad otto superano il vincolo del triennio MA NON FRUISCONO DI UNA PRECEDENZA. In poche parole a questi ultimi è concesso solo di presentare domanda di assegnazione provvisoria, per un’altra provincia e prescindendo dal vincolo triennale, ma non potranno fruire della precedenza.
k) il coniuge convivente del personale militare, del personale che percepisce indennità di pubblica sicurezza e del personale di cui all’art. 2, commi 197 e 198, della legge n. 549/95, destinatari della legge n. 100/87 , dell’art. 10- comma 2 – del D.L. 325/87, convertito con modificazioni nella L. 402/87, dell’art. 17 della L. n. 266 del 28.7.1999 e dell’art. 2 della L. n. 86 del 29.3.2001. Ai fini del ricongiungimento al coniuge, in caso di mancata assegnazione provvisoria, sarà previsto l’impiego anche per le attività progettuali o, in subordine, mediante messa a disposizione, tenendo presente il disposto della sentenza del Consiglio di Stato – Sez. VI – n.181 del 19.2.1994.
La destinazione in sede viciniore avrà luogo solo qualora nella sede di servizio del coniuge non esistano scuole nelle quali il personale possa prestare servizio in relazione al ruolo e alla classe di concorso di appartenenza.
l) Il personale chiamato a ricoprire cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali a norma dell’art. 18 della legge 3.8.1999 n. 265 e del D.L.vo 18.8.2000, n. 267, durante l’esercizio del mandato, ha titolo alla precedenza purché venga espressa come prima preferenza la sede ove espleta il proprio mandato amministrativo ovvero la sede viciniore, qualora nella predetta sede dove esercita il mandato non esistano scuole richiedibili. Tale condizione deve sussistere al momento dell’effettuazione delle operazioni, pena il mancato accoglimento della domanda di assegnazione provvisoria.
È possibile richiedere assegnazione provvisoria oltre che per il posto o classe di concorso di titolarità, anche per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione a due condizioni:
Che si sia SUPERATO L’ANNO DI PROVA: a differenza di ciò che accade per il grado di istruzione di appartenenza non sono infatti consentite assegnazioni provvisorie per grado di istruzione DIVERSO da quello di appartenenza nei confronti del personale che NON ABBIA superato il periodo di prova;
Che si sia in possesso dell’abilitazione per l’eventuale altro grado richiesto: bisogna essere in possesso del titolo valido per la mobilità professionale come disciplinato dall’art. 3 del C.C.N.I. del 26.2.2014.
Per il sostegno: se è richiesto nello stesso ruolo non ci sono vincoli (sempre tenendo presente il blocco dei 3 anni per le assegnazioni interprovinciali al punto 1); se è richiesto in altro ruolo (A050) vale quanto detto al punto 2.
Lo speciale di OS
Posted on 7 luglio 2014 by paolopizzo nella categoria Assegnazioni/Utilizzazioni