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Timestamp: 2018-11-15 01:50:16+00:00
Document Index: 172311728

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 25', 'art.239', 'art. 139']

CGIL - Semplificazioni in materia di adempimenti formali concernenti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - denuncia infortunio e m.p. - art. 21 del Decreto leg.vo 151/2015
15/10/2015 Ogni certificato di infortunio sul lavoro o di malattia professionale deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica all’Istituto assicuratore, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, contestualmente alla sua compilazione. I dati delle certificazioni sono resi disponibili telematicamente dall’istituto assicuratore ai soggetti obbligati a effettuare la denuncia in modalità telematica, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni (Codice della privacy o del trattamento dei dati personali). E’ quanto stabilito dall’art. 21 del decreto leg.vo 151/2015
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2015, sono entrati in vigore, dal 24 settembre, gli ultimi quattro decreti legislativi - nn. da 148 a 151 del 14 settembre 2015 -
attuativi del Jobs Act.
Sin dall’emanazione dello schema dei decreti, come Inca Cgil, dopo un attento esame dell’articolato, abbiamo ravvisato alcune criticità e formulato quindi osservazioni ed emendamenti che sono stati, però, del tutto ignorati.
I decreti riguardano molti temi che incidono su salute e sicurezza; con questa prima nota vogliamo soffermarci sulle novità contenute in alcune norme del decreto n.151 recante “diposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”.
Oggetto di semplificazione sono, fra gli altri, alcuni adempimenti concernenti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
Art. 21 decreto leg.vo 151/2015:
La nuova disposizione interviene sugli artt. 53 – 54 – 238 e 251 del T.U. 1124/1965 prevedendo:
- la trasmissione all’INAIL del certificato di infortunio e di malattia professionale da parte del medico o della struttura sanitaria abilitata, esclusivamente per via telematica, con conseguente esonero per il datore di lavoro;
- la trasmissione all’autorità di pubblica sicurezza delle informazioni relative alle denunce di infortunio mortali o con prognosi superiore a trenta giorni a carico dell’INAIL, con conseguente esonero del datore di lavoro;
L’art. 53 Testo Unico 1124/1965, nella sua originaria formulazione prevedeva che la denuncia sia di infortunio che di malattia professionale dovesse essere inoltrata dal datore di lavoro all’Inail, corredata da certificato medico.
Nel 2005 per gli infortuni e nel 2010 per le malattie professionali, un decreto ministeriale, ha modificato l’art. 53 prevedendo l’obbligo di invio del certificato da parte del datore di lavoro solo se espressamente richiesto dall’Inail, nelle ipotesi in cui non fosse stato inviato dal lavoratore o dal medico certificatore.
Nella nuova formulazione della norma, la denuncia di infortunio e/o malattia professionale, che deve essere fatta rispettivamente entro 2 giorni da quello in cui il datore di lavoro ne ha avuto notizia ed entro 5 giorni dalla denuncia del lavoratore al datore di lavoro della manifestazione della malattia professionale, deve ora essere corredata dei riferimenti del certificato medico già trasmesso all’Istituto assicuratore per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio.
Anche per il settore marittimo è previsto l’obbligo per qualunque medico che presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato o affetto da malattia professionale, di trasmettere il certificato all’Inail, utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Istituto assicuratore.
Per gli addetti alla navigazione marittima ed alla pesca marittima si ricorda che, la denuncia deve essere fatta all’Inail e all’autorità portuale o consolare competente, dal capitano o padrone preposto al comando della nave; in caso di loro impedimento dall’armatore.
Qualora l’infortunio si verifichi durante la navigazione, la denuncia deve essere fatta il giorno del primo approdo dopo l’evento.
Settore agricoltura – artt. 238 e 251 T.U.
Le modifiche contenute in questo comma non si discostano da quanto previsto per gli altri settori e quindi anche in agricoltura il certificato della visita, rilasciato dal medico in caso di prima assistenza ad un infortunato e/o affetto da malattia ritenuta professionale, deve essere trasmesso all’INAIL per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio. Il datore di lavoro – preposto alla denuncia a seguito dell’art. 25 del decreto leg.vo 38/2000 - deve fornire all’Inail tutte le notizie necessarie per l’istruttoria.
I dati delle certificazioni (industria, agricoltura e marittimi) sono resi disponibili telematicamente dall’Inail ai soggetti obbligati a fare la denuncia.
Per quanto ci riguarda rileviamo l’opportunità che il lavoratore abbia comunque un riscontro “cartaceo” di quanto inviato all’Inail dal medico.
Le modifiche di cui sopra, secondo quanto stabilito dal decreto, entreranno in vigore il 22 marzo 2016.
- Rivisitati anche gli artt. 54 e 56 T.U n. 1124/1965.
Con la nuova norma, per gli infortuni sul lavoro mortali o con prognosi superiore a 30 giorni, l’adempimento della trasmissione delle informazioni da parte del datore di lavoro anche all’autorità di pubblica sicurezza si intende assolto con la denuncia all’Inail.
L’Istituto mette a disposizione mediante la cooperazione applicativa i dati relativi alle denunce degli infortuni mortali o superiore ai trenta giorni.
Nel più breve tempo possibile, e comunque entro quattro giorni dalla disponibilità dei dati, la direzione territoriale del lavoro procede, su richiesta del lavoratore infortunato, di un superstite o dell’Istituto assicuratore, ad una inchiesta al fine di accertare le circostanze e la causa dell’evento infortunistico, nonché la natura e entità delle lesioni,ecc; l’inchiesta va eseguita sul luogo dell’infortunio qualora lo ritenga necessario la direzione territoriale del lavoro ovvero sia richiesto dall’Istituto assicuratore o dall’infortunato o dai suoi superstiti.
Il Testo Unico 1124/1965 prevedeva l’obbligo di denuncia all’autorità di pubblica sicurezza da parte del datore di lavoro degli infortuni mortali ma anche di quelli con prognosi superiore ai tre giorni ( e non solo ai 30 giorni come da modifica);
L’inchiesta, inoltre, prima della modifica, in caso di eventi gravi o mortali doveva essere eseguita d’ufficio dalle direzioni territoriali non oltre quattro giorni dalla denuncia; ora, come si rileva, si procede all’inchiesta se richiesta dai soggetti indicati e non oltre quattro giorni dalla disponibilità dei dati.
Trattandosi di eventi gravi, sarebbe stato opportuno, come da noi sottolineato, mantenere quanto previsto; sarà inoltre importante verificare che, nel concreto, vengano adottate modalità di trasmissione dall’Inail agli Enti competenti, in modo rapido, tenuto conto che, come è evidente , la tempestività è fondamentale per la verifica delle situazioni che hanno determinato l’evento.
Si osserva inoltre che la nuova norma non dispone alcuna modifica dell’art.239 relativo ai tempi e procedure per effettuare le inchieste da parte delle Direzioni territoriali del lavoro nel settore agricoltura per i casi di infortuni mortali o superiori ai trenta giorni. Allo stato, quindi, il medico è obbligato a trasmettere copia del certificato/denuncia all’autorità di pubblica sicurezza la quale la invia alla Direzione territoriale del lavoro che, nel più breve tempo possibile procede alla inchiesta.
- dal 22 marzo 2016 (ovvero 180 giorni dall’ entrata in vigore del decreto 151/2015), con la trasmissione telematica del certificato di malattia professionale, si intende assolto l’obbligo di trasmissione della denuncia/segnalazione delle patologie di probabile origine professionale di cui all’ art. 139 T.U., ai fini dell’alimentazione del Registro Nazionale delle malattie causate dal lavoro.
A tal proposito si osserva che, poiché come è noto, in presenza di patologie di possibile origine lavorative elencate nelle tre liste di cui al D.M.10.06.2014, i soggetti interessati a ricevere le segnalazioni sono, oltre all’Inail, anche le Asl e le Direzioni territoriali, si presuppone che sarà l’istituto stesso ad attivarsi presso tali strutture.
- a decorrere dal 90° giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di cui in parola, è abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni.
Come si ricorderà, già nel decreto leg.vo 81/2008 era prevista la norma relativa all’abolizione del registro infortuni (ove devono essere registrati dalle aziende, sia pubbliche che private, tutti gli infortuni anche di un giorno escluso quello dell’evento), in previsione dell’adozione di un decreto che avrebbe dovuto definire le regole tecniche per la realizzazione e il funzionamento del Sistema informativo nazionale integrato per la prevenzione infortuni nei luoghi di lavoro (Sinp);
ora sembra non esservi più traccia del Sinp e quindi anche su questo aspetto bisognerà capire quali modalità saranno previste per la segnalazione degli infortuni non superiore ai tre giorni, ovvero quelli per i quali non vi è obbligo di denuncia da parte del datore di lavoro.
- con la sostituzione del comma 3 dell’articolo 28 del D.P.R. n. 1124/1965, la nuova norma prevede di “migliorare” il processo di acquisizione delle informazioni che l’Istituto assicuratore rende disponibili, in via telematica, al datore di lavoro ai fini del calcolo del premio assicurativo.
Le modalità di fruizione di tale servizio – disponibile nel portale dell’Inail – saranno definite dall’Istituto, con provvedimento da emanare entro sessanta giorni.
Queste sono solo le prime informazioni su cosa sta per cambiare (non prima di marzo del prossimo anno) per quanto riguarda le denunce/segnalazioni degli infortuni e delle malattie professionali.
Come si rileva, quel che appare evidente è che le norme sono intervenute per semplificare gli adempimenti delle aziende; nella attuazione pratica si tratterà di capire se e come le novità introdotte abbiano effetti sulle procedure finora da noi utilizzate per l’invio del certificato ed evitare quindi eventuali “disfunzioni” per il nostro lavoro di tutela.
A tal proposito informiamo che abbiamo chiesto un incontro con la Direzione Generale Inail e non appena avremo i necessari chiarimenti torneremo sull’argomento.
[Salute e sicurezza] [Documenti sindacali]