Source: http://www.studiolegalesantini.com/addebito_della_separazione/il_danno_biologico.asp
Timestamp: 2015-05-24 04:49:42+00:00
Document Index: 52699807

Matched Legal Cases: ['art. 143', 'art. 2043', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 2043', 'art 2', 'sentenza ']

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Affinché possa essere addebitata la separazione ad uno dei coniugi non è tuttavia sufficiente che sia ravvisabile nel comportamento di quest’ultimo una violazione dei doveri di cui sopra: come ha più volte precisato la Corte di Cassazione (Cass. 2001 n. 12130 ; Cass. Sez.I n. 7566/1999; Cass, Sez I n. 10742/1998) “ai fini dell’addebitabilità della separazione, il giudice di merito deve accertare se la frattura del rapporto coniugale sia stata provocata dal comportamento oggettivamente trasgressivo di uno o entrambi i coniugi, e, quindi, se sussista un rapporto di causalità tra detto comportamento ed il verificarsi dell’ intollerabilità dell’ulteriore convivenza o se, piuttosto, la violazione dei doveri che l’art. 143 c.c. pone a carico dei coniugi sia avvenuta quando era gia maturata una situazione di crisi del vincolo coniugale, o per effetto di essa”.
Come ha stabilito la Cassazione nel 1995 (sent. n . 5866) “ l’addebito della separazione, di per sé considerato, non è fonte di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043, determinando solo il diritto del coniuge incolpevole al mantenimento.
Pertanto la risarcibilità dei danni ulteriori è configurabile solo se i fatti che hanno dato luogo all’addebito integrano gli estremi dell’illecito ipotizzato dalla clausola generale di responsabilità espressa dalla norma citata”. Si renderà, dunque, necessaria una verifica della ricorrenza, nel caso concreto, della lesione di una posizione giuridica soggettiva, di una condotta dolosa o colposa e l’esistenza di un nesso causale tra condotta ed evento.
Nella sentenza n. 7713 del 2000 la Corte di Cassazione, relativamente ad una pronuncia attinente al danno subito da un figlio in conseguenza della violazione dei doveri del proprio genitore, ha affermato che “ la violazione dei diritti fondamentali della persona umana, collocati al vertice della gerarchia dei valori costituzionalmente garantiti, deve essere risarcita, quale lesione in sé ed indipendentemente dai suoi profili patrimoniali, non come danno morale, ma come danno esistenziale e secondo la regola di responsabilità aquiliana contenuta nell’art. 2043 c.c. in combinato disposto con l Art 2 della Costituzione. […] Poiché l’art. 2043, correlato agli art 2 e ss. della Costituzione va necessariamente esteso fino a ricomprendere il risarcimento non solo dei danni in senso stretto patrimoniali ma di tutti i danni che, almeno potenzialmente, ostacolano le attività realizzatrici della persona umana, la lesione di diritti di rilevanza costituzionale va incontro alla sanzione risarcitoria per il fatto in sé della lesione ( danno evento) indipendentemente dalle eventuali ricadute patrimoniali che la stessa può comportare ( danno conseguenza).”
Una recente sentenza della Cassazione ( Cass Civ sez III 20/04/2007) ha considerato il danno esistenziale come ricompresso nel danno biologico precisando che “ in presenza di una lesione dell’integrità psicofisica della persona il danno alla vita di relazione ( come il danno estetico o la riduzione della capacità lavorativa generica) costituisce una componente del danno biologico perché si risolve nella impossibilità o nella difficoltà di reintegrarsi nei rapporti sociali per gli effetti di tale lesione e di mantenerli a livello normale, cosicché anche quest’ultimo non è suscettibile di una autonoma valutazione rispetto al danno biologico, ancorché costituisca un fattore di cui il giudice deve tener presente per accertare in concreto la misura di tale danno e personalizzarlo alla peculiarità del caso.”
Il giudice, nell’opera di liquidazione del danno, può avvalersi di criteri predeterminati e standardizzati, quali le tabelle in uso negli uffici giudiziari, ancorché non siano recepite in norme di diritto. Roma 27 Settembre 2007
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- Addebito della separazione