Source: https://www.rimborsoclick.it/normativa.html
Timestamp: 2020-08-13 17:30:10+00:00
Document Index: 144399767

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 17', 'art. 31', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 34', 'art 47']

Normativa internazionale per la tutela del passeggero
Regolamento (CE) n. 261/2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato (Leggi la normativa…).
Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, per l'unificazione di alcune regole relative al trasporto aereo internazionale (Leggi la normativa…).
Codice della navigazione (Leggi la normativa…).
Codice del turismo (Leggi la normativa…).
TUTELE MINIME DEL PASSEGGERO NELLE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI DISSERVIZIO
E’ il caso in cui al passeggero non venga consentito l’imbarco perché il vettore ha accettato un numero di prenotazioni superiore ai posti disponibili nell’aeromobile (c.d. overbooking).
Al riguardo il Regolamento (CE) n. 261/2004 (artt. 4-7-8-9), prevede che la Compagnia aerea debba verificare se vi sono passeggeri disposti a cedere il proprio posto in cambio di benefici da concordare.
Se non ci sono volontari, colui al quale è stato negato l’imbarco ha diritto a ricevere la compensazione pecuniaria calcolata in base alla lunghezza della tratta:
tratte aeree inferiori o pari a 1500 km
tratte aeree comprese tra 1500 e 3500 km
tratte aeree superiori a 3500 km
In aggiunta alla compensazione pecuniaria il passeggero ha diritto a ricevere il rimborso del biglietto nel caso decida di non avvalersi del volo sostitutivo offerto dalla Compagnia aerea.
In questo ultimo caso, in attesa di essere imbarcato sul volo di riprotezione, il viaggiatore ha diritto a ricevere pasti e bevande ed eventuale sistemazione albeghiera.
La compagnia può ridurre l’ammontare della compensazione del 50% nel caso in cui al passeggero venga offerta la possibilità di viaggiare su un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi rispetto al volo originariamente prenotato rispettivamente le due, le tre o le quattro ore.
È il caso in cui un volo originariamente previsto e sul quale stato prenotato almeno un posto non venga effettuato dalla Compagnia aerea.
Al riguardo il Regolamento (CE) n. 261/2004 (artt. 5-7-8-9), prevede che il passeggero abbia diritto a ricevere, in assenza di circostanze eccezionali, la compensazione pecuniaria calcolata in base alla lunghezza della tratta:
Secondo la definizione resa dalla giurisprudenza comunitaria (cfr. sentenza CGE IV Sezione resa in data 19 novembre 2009 nei procedimenti riuniti C-402/07 e C-432/07) si definisce ”ritardo prolungato” l’arrivo a destinazione del velivolo almeno tre dopo l’orario di arrivo originariamente previsto.
In questo caso il passeggero ha diritto a ricevere, in assenza di circostanze eccezionali, la compensazione pecuniaria calcolata in base alla lunghezza della tratta:
Al riguardo, inoltre, il Regolamento (CE) n. 261/2004 (artt. 6-8-9) prevede che il viaggiatore abbia diritto a ricevere pasti e bevande in funzione dell’attesa aeroportuale ed eventuale sistemazione albeghiera, nonché, in determinate circostanze, anche il rimborso -totale o parziale- del prezzo del biglietto.
SINISTRO AL BAGAGLIO
La Convenzione di Montréal del 1999, all’art. 17, prevede che “il vettore è responsabile del danno derivante dalla distruzione, perdita o deterioramento dei bagagli consegnati, per il fatto stesso che l'evento che ha causato la distruzione, la perdita o il deterioramento si è prodotto a bordo dell'aeromobile oppure nel corso di qualsiasi periodo durante il quale il vettore aveva in custodia i bagagli consegnati. Tuttavia la responsabilità del vettore è esclusa se e nella misura in cui il danno derivi esclusivamente dalla natura dei bagagli o da difetto o vizio intrinseco. Nel caso di bagagli non consegnati, compresi gli oggetti personali, il vettore è responsabile qualora il danno derivi da sua colpa ovvero da colpa dei suoi dipendenti o incaricati.”
In caso di mancata riconsegna o danneggiamento del bagaglio registrato, il passeggero deve recarsi presso il preposto ufficio aeroportuale (Lost & Found / Bagagli Smarriti) e compilare il rapporto di smarrimento o di danneggiamento denominato PIR (Property Irregularity Report).
In difetto di tale formalità, si presume per legge che il vettore aereo abbia consegnato il bagaglio tempestivamente e nello stesso stato in cui l’ha ricevuto. Infatti, ai sensi dell’art. 31, c. 1, della Convenzione di Montreal del 1999: “Il ricevimento senza riserve del bagaglio consegnato o della merce da parte della persona avente diritto alla consegna costituisce, salvo prova contraria, presunzione che gli stessi sono stati consegnati in buono stato e conformemente al titolo di trasporto o alle registrazioni con altri mezzi di cui all'articolo 3, paragrafo 2, e all'articolo 4, paragrafo 2”.
In caso di sinistro al bagaglio, ai sensi dell’art. 22 della Convenzione di Montréal del 1999, la responsabilità della Compagnia aerea è limitata a 1131 DSP (pari a circa 1.350 EUR), salvo dichiarazione speciale di interesse alla consegna a destinazione effettuata dal passeggero al momento della consegna al vettore del bagaglio, dietro pagamento di un'eventuale tassa supplementare. In tal caso il vettore sarà tenuto al risarcimento sino a concorrenza della somma dichiarata, a meno che egli non dimostri che tale somma è superiore all'interesse reale del mittente alla consegna a destinazione.
Ai sensi dell’art. 22 della Convenzione di Montréal del 1999, il bagaglio deve considerarsi definitivamente smarrito qualora non venga riconsegnato dalla Compagnia aerea entro ventuno giorni dall’apertura del PIR (Property Irregularity Report).
Qualora il bagaglio, successivamente all’apertura del PIR (Property Irregularity Report), venga ritrovato e riconsegnato al passeggero, ai sensi dell’art. 31, c. 2 e ss., della Convenzione di Montréal del 1999, è necessario inviare alla Compagnia aerea un reclamo, tramite raccomandata postale con avviso di ricevimento ovvero posta elettronica certificata, entro e non oltre 21 giorni dal ricevimento della valigia, al fine di contestare l’accaduto e chiedere il risarcimento dei danni subiti.
In difetto, si estingue l’azione nei confronti del vettore e non si potrà ambire ad alcun ristoro economico.
Qualora il bagaglio sia stato consegnato danneggiato, manomesso, ovvero privo di parte del suo contenuto, successivamente all’apertura del PIR (Property Irregularity Report), ai sensi dell’art. 31, c. 2 e ss., della Convenzione di Montréal del 1999, è necessario inviare alla Compagnia aerea un reclamo, tramite raccomandata postale con avviso di ricevimento ovvero posta elettronica certificata, entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della valigia, al fine di contestare l’accaduto e chiedere il risarcimento dei danni subiti.
LIMITE TEMPORALE ENTRO IL QUALE DEVE ESSERE AVVIATA L’AZIONE RISARCITORIA
Qualora non sia stato ottenuto alcun risarcimento, nonostante l’apertura del PIR (Property Irregularity Report) e l’invio tempestivo alla Compagnia aerea del reclamo, è necessario far valere le proprie ragioni davanti all’autorità giudiziaria entro e non oltre due anni dall’accaduto.
A sensi dell’art. 35, c. 1, della Convenzione di Montréal del 1999: «Il diritto al risarcimento per danni si estingue nel termine due anni decorrenti dal giorno di arrivo a destinazione o dal giorno previsto per l'arrivo a destinazione dell'aeromobile o dal giorno in cui il trasporto è stato interrotto».
RESPONSABILITÀ IN CASO DI INCIDENTE
Il risarcimento dovuto dalla Compagnia aerea per i danni conseguenti alla morte, ferite o lesioni del passeggero non è sottoposto ad alcun limite economico. Vi è una unica differenza: - per danni fino a 100.000 DSP (circa 116.411,00 EUR), la Compagnia aerea ha l’obbligo di pagare senza poter addurre eccezioni circa la propria assenza di responsabilità; - per danni superiori a 100.000 DSP, la Compagnia aerea può contestare la richiesta risarcitoria solo nel caso in cui sia in grado di dimostrare che l’evento non è riconducibile al suo operato.
Infatti, ai sensi degli artt. 17, c. 1, e 21, c. 1, della Convenzione di Montréal del 1999: «Il vettore è responsabile del danno derivante dalla morte o dalla lesione personale subita dal passeggero per il fatto stesso che l'evento che ha causato la morte o la lesione si è prodotto a bordo dell'aeromobile o nel corso di una qualsiasi delle operazioni di imbarco o di sbarco» e «Per i danni (…) che non eccedano i 100.000 diritti speciali di prelievo per passeggero, il vettore non può escludere né limitare la propria responsabilità».
Anche in questi casi, si applica l’art. 35, c. 1, della Convenzione di Montréal del 1999, a mente del quale: «Il diritto al risarcimento per danni si estingue nel termine due anni decorrenti dal giorno di arrivo a destinazione o dal giorno previsto per l'arrivo a destinazione dell'aeromobile o dal giorno in cui il trasporto è stato interrotto».
Non di rado il trasferimento aereo s’innesta all’interno di un pacchetto turistico combinato (assieme ad altre prestazioni) e venduto dal tour operator avvalendosi anche della intermediazione dell’agenzia di viaggio.
I pacchetti turistici, ai sensi dell’art. 34 del Codice del Turismo (Dlgs 79/2011) «hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze, i circuiti tutto compreso, le crociere turistiche, risultanti dalla combinazione, da chiunque ed in qualunque modo realizzata, di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario: trasporto, alloggi e servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio […], che costituiscano, per la soddisfazione delle esigenze ricreative del turista, parte significativa del pacchetto turistico.»
Il fine peculiare di tali contratti è quello di consentire il godimento di una vacanza, con la conseguenza che, in caso di inadempimento rispetto ad una o più delle prestazioni ivi previste, viene meno il risultato atteso dai viaggiatori.
A tal proposito, l’art 47 del Codice del Turismo (Dlgs 79/2011), precisa che «Nel caso in cui l'inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico non sia di scarsa importanza ai sensi dell'articolo 1455 del codice civile, il turista puo' chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all'irripetibilita' dell'occasione perduta».
La più recente evoluzione giurisprudenziale ha stabilito che il danno da vacanza rovinata è costituito da una componente patrimoniale e da una non patrimoniale. La prima si sostanzia principalmente nella restituzione di somme pagate per prestazioni non godute (ad esempio, biglietti aerei non fruiti o il rimborso di spese sostenute nelle more della riconsegna del bagaglio), mentre la seconda corrisponde al patimento ed allo stress correlato alla perdita di un’occasione irripetibile.