Source: https://app.tuttogare.it/news/revisione-dei-prezzi
Timestamp: 2020-08-14 04:28:26+00:00
Document Index: 20930124

Matched Legal Cases: ['art. 1664', 'art. 106', 'art. 184', 'art. 1664', 'art. 1664', 'sentenza ']

Revisione dei prezzi - NewsTuttoGare
La revisione dei prezzi negli appalti pubblici: tra proroga e rinnovo del contratto
Di recente il Consiglio di Stato è stato chiamato a esprimersi sulla domanda di revisione dei prezzi in relazione alla proroga e al rinnovo del contratto. L’istituto della revisione dei prezzi negli appalti pubblici ha una storia complicata che vale la pena ripercorrere.
Come noto, i prezzi di un appalto possono subire delle variazioni in aumento come anche in diminuzione, negli appalti privati si ricorre al meccanismo di revisione dei prezzi in corso d’opera ai sensi dell’art. 1664 c.c..
La revisione dei prezzi negli appalti pubblici di servizi e forniture nella normativa previgente
La clausola di revisione dei prezzi costituiva, dunque, un obbligo per le stazioni appaltanti: la revisione era sempre dovuta anche in mancanza di clausole nella lex specialis di gara.
L’obbligatoria inserzione della clausola di revisione dei prezzi nella documentazione di gara non comportava però il diritto all’aggiornamento automatico del corrispettivo contrattuale, ma che l’Amministrazione procedesse agli adempimenti istruttori normativamente previsti.
In alteri termini, anche in presenza della predetta clausola (espressamente prevista in lex specialis), non scattava l’automatica revisione poiché la decisione in tal senso era pur sempre rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione in un’ottica di bilanciamento tra l’interesse del privato e quello pubblico rivolto al contenimento della spesa.
A tal proposito la giurisprudenza ha avuto modo di chiarire infatti che il privato in relazione all’an della pretesa vantava un interesse legittimo (con la conseguente sussistenza della giurisdizione amministrativa) e, solo se la revisione viene accordata, poteva vantare un diritto soggettivo con riguardo al quantum (con la naturale conseguente giurisdizione ordinaria).
La revisione dei prezzi negli appalti pubblici di lavori nella normativa previgente
La revisione dei prezzi nel d.lgs. 50/2016
La situazione varia sensibilmente con il Codice del 2016.
L’art. 106 prevede che la revisione dei prezzi è facoltativa (non più obbligatoria) e ancorata all’inserimento della previsione nei documenti di gara.
È rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante la decisione di ricorrere o meno alla revisione dei prezzi come anche la relativa disciplina (meccanismi di revisione del prezzo sono determinati dalla stazione appaltante).
La revisione dei prezzi nella bozza di nuovo Regolamento unico
Guardando la bozza di Regolamento unico, sembra che il legislatore abbia voluto dedicare all’istituto della revisione dei prezzi una norma ad hoc. L’art. 184 disciplina infatti il meccanismo e la procedura sebbene la revisione resti ancorata alla previsione di una clausola nei documenti di gara (nel rispetto della norma codicistica).
Nel comma 5 invece il legislatore sembra suggerire che il comma 1 dell’art. 1664 c.c. non si applica se i documenti di gara prevedono la clausola di revisione dei prezzi: da questo si potrebbe ragionevolmente desumere che se la SA decide di non avvalersi della predetta clausola si potrebbe fare ricorso all’art. 1664 cc.
Proroga e rinnovo del contratto: quando può pretendersi la revisione del prezzi?
Posta la doverosa premessa sull’istituto della revisione dei prezzi, la recente sentenza del Consiglio di Stato in commento offre un valido spunto in relazione alla fattispecie contrattuale che legittima la pretesa alla revisione; il Consiglio di Stato è stato chiamato infatti a esprimersi su una controversia avente ad oggetto la domanda di revisione dei prezzi tra proroga e rinnovo del contratto.
In primo grado, un operatore, in relazione ad una procedura bandita nella vigenza del d.lgs. 163/2006, ha adito il TAR per ottenere la revisione dei prezzi in relazione ad una proroga del servizio, il Collegio ha però respinto il ricorso sostenendo che nel caso di specie ricorreva una fattispecie di rinnovo del contratto – che non legittima la revisione - e non di proroga – alla quale, al contrario, si applica l’istituto in esame.
Tra le motivazioni addotte dal TAR per qualificare la fattispecie come rinnovo (e non proroga) vi è stata la modifica soggettiva che ha interessato l’appaltatore giacché l’atto aggiuntivo è intercorso non con l’ATI aggiudicataria dell’appalto ma con la sola mandataria.
In appello, l’operatore sostiene che alla scadenza contrattuale e alla stipula dell’atto aggiuntivo sono seguite, solo e sempre, ulteriori proroghe del medesimo rapporto contrattuale, e mai un rinnovo: in atti a suo dire non si rilevano documenti dai quali emergerebbero mutamenti delle condizioni del contratto, risultando irrilevante l’intervenuta modificazione soggettiva.
I giudici ricostruiscono dapprima la revisione prezzi come un istituto posto a tutela dell’interesse dell’impresa a non subire l’alterazione dell’equilibrio contrattuale conseguente alle modifiche dei costi sopraggiunte durante l’arco del rapporto e che potrebbero indurla a una surrettizia riduzione degli standards qualitativi delle prestazioni per poi ribadire che l’inserzione di una clausola di revisione periodica del prezzo (obbligatoria secondo la disciplina del tempo, come detto sopra) non comporta anche il diritto all’automatico aggiornamento del corrispettivo contrattuale, ma soltanto che l’Amministrazione proceda agli adempimenti istruttori normativamente sanciti (Cons. di Stato, sez. III. 6 agosto 2018, n. 4827; Sez. III, 9 gennaio 2017, n. 25; 19 giugno 2018, n. 3768).
Ad avviso del Collegio è dirimente ai fini della decisione sul diritto dell’operatore alla revisione dei prezzi, qualificare i contratti sottoscritti e stipulati come proroghe contrattuali o come rinnovi.
Nel caso di specie, si è trattato di rinnovo, per oggettiva volontà delle parti espressa nel contratto, e non di una mera proroga. Infatti, l’atto aggiuntivo consegue a scadenza del contratto e all’indisponibilità dell’ATI affidataria a proseguire nella gestione del servizio: quello che segue è un nuovo accordo con la sola mandataria e senza la mandante; dal che un mutamento soggettivo fondamentale a cui si è accompagnata una rivolizione novativa dell’oggetto.
A cura di Redazione LavoriPubblici.it del 06/07/2020 di Avv. Rosamaria Berloco