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Timestamp: 2020-06-01 15:25:17+00:00
Document Index: 55924596

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25826 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25826 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 14/12/2016, (ud. 27/10/2016, dep.14/12/2016), n. 25826
sul ricorso 24550-2013 proposto da:
avverso la sentenza n. 81/2/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della BASILICATA, depositata il 07/03/2013;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di R.C., ingegnere, del silenzio rifiuto opposto ad istanza di rimborso dell’IRAP, versata negli anni dal 2002 al 2005, la C.T.R. della Basilicata, con la sentenza indicata in epigrafe, rigettando l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, confermava integralmente la decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso, ribadendo che, nella specie, l’attività professionale non fosse dotata di autonoma organizzazione, non rilevando ai fini impositivi la presenza (per soli due anni) di compensi occasionali a terzi o a lavoratori parasubordinati che si quantificano in somme minimali rispetto ai volumi di affari denunziati.
L’unico motivo, con il quale si deduce la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3 e art. 2697 c.c., laddove la Commissione Regionale aveva ritenuto insussistente il requisito dell’autonoma organizzazione, pur in presenza di compensi corrisposti a terzi e di spese per lavoro dipendete, è infondato.
Il contrasto giurisprudenziale formatosi sulla res controversa è stato, di recente, composto dalle Sezioni Unite di questa Corte le quali, con la sentenza n. 9451/16, hanno statuito, con riguardo al presupposto dell’IRAP, il seguente principio di diritto: il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2 -, il cui accertamento è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il reiponsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
Alla luce di tale principio, la sentenza impugnata è immune da censura laddove con accertamento in fatto rimasto incontrastato ha ritenuto, oltre l’assenza di lavoratori dipendenti, l’occasionalità delle prestazioni rese dai terzi o da parasubordinati.
Ne consegue il rigetto del ricorso senza pronuncia sulle spese per l’assenza di attività difensiva da parte dell’intimato.