Source: http://directio.it/multimedia/news/2016/10/31-duty-free-acquisti.aspx
Timestamp: 2017-04-26 15:34:59+00:00
Document Index: 60229065

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 128', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8']

Cessioni di beni nei 'duty free shop' escluse dal plafond | News | Directio - le strade nell'economia
| IVA > Territorialità IVA
Si tratta della risposta resa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze all’interrogazione parlamentare n. 5-09750 del 13 ottobre 2016, che esclude la possibilità di qualificare come esportazioni le cessioni effettuate all’interno dei duty free shop nei confronti di passeggeri con destinazione al di fuori del territorio dell’Unione europea.
A fondamento di questa indicazione, viene ribadito che i duty free shop non possono essere considerati “territorio extra-doganale”, essendo tale qualificazione attribuibile solo ai territori espressamente individuati come tali dal Codice doganale dell’UE (art. 4 del Reg. UE n. 952/2013). Già con la circolare n. 179 del 5 ottobre 2000, l’Agenzia delle Dogane aveva precisato che i negozi per la vendita ai viaggiatori in uscita dallo Stato, posti nell’area extra-Schengen, sono gestiti ai sensi dell’art. 128 del D.P.R. n. 43/1973 (Testo unico delle leggi doganali) poiché normalmente destinati agli acquisti da parte dei viaggiatori diretti verso Paesi terzi. La medesima circolare, in particolare, chiarisce che negli speciali negozi in esame è possibile introdurre sia merce unionale sia merce non unionale, conferendo, in ogni caso, alla merce introdotta nel duty free shop lo status di “prodotti allo stato estero”.
Secondo la risposta all’interrogazione parlamentare, le cessioni in esame, non essendo qualificabili come esportazioni ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, non rilevano ai fini né dell’acquisizione della qualifica di esportatore abituale, né della formazione del plafond.
Tale conclusione si pone in linea con l’orientamento della Corte di Cassazione (sent. 25 settembre 2013, nn. 21986 e 21988), che ha espressamente negato la legittimità del plafond in capo alla società che si occupa della gestione di negozi duty free all’interno di un aeroporto, in quanto ha ritenuto che le vendite effettuate nei confronti di viaggiatori con destinazione extra-UE non possano classificarsi come cessioni all’esportazione ai sensi dell’art. 8, comma 1, D.P.R. n. 633/1972.
Manca, infatti, il requisito essenziale affinché si realizzi una cessione all’esportazione in base all’art. 8, comma 1, lett. a), del decreto IVA, ovvero che il trasporto/spedizione dei beni fuori del territorio della UE sia effettuato a cura o a nome del cedente. Inoltre, le cessioni in esame non costituiscono esportazioni ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. b), dello stesso decreto, in quanto tale disposizione stabilisce che non sono cessioni all’esportazione le cessioni di beni da trasportarsi fuori dal territorio della UE nei bagagli personali. Condividi il contenuto:
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Interrogazione parlamentare n. 5-09750 del 13 ottobre 2016