Source: http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/11927.aspx
Timestamp: 2018-12-16 04:30:22+00:00
Document Index: 90203227

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.52', 'art.52', 'sentenza ', 'art.16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.37', 'art. 16']

Architetti contro l'esercizio abusivo - Sentenza Cassazione 19292/2009 - di E. Milone
CAMPI DI ATTIVITÀ DELL'ARCHITETTO ED ESERCIZIO ABUSIVO
Il Consiglio Nazionale Architetti PPC torna ad interessarsi dell'annoso e irrisolto problema della definizione per legge del campo di attività degli architetti. E' un buon segno per la categoria che accolgo con soddisfazione. Mi riferisco alla circolare 17.12.2009 sulla sentenza della Cassazione che nega la competenza dei geometri nel campo degli edifici con struttura in cemento armato. Prima era uscito il documento del 02.07.2009 sulle competenze degli architetti junior. Esprimo alcune considerazioni sulla circolare.
Premetto che negli anni passati l'unica occasione per ridefinire le competenze degli architetti era stato il DPR 328/2001 che ha istituito le nuove professioni di architetto junior, pianificatore, paesaggista e conservatore. Tale DPR costituiva una occasione unica per definitivamente chiarire il campo di attività dell'architetto. Campo così stabilito dall'art.52 del RD 2537/1925: "costruzioni civili". La norma del 1925, arretrata ma ancora vigente, aveva fatto sorgere dubbi sulla competenza per costruzioni diverse da quelle civili, sulla competenza per gli impianti tecnologici degli edifici e per l'urbanistica. Pertanto doveva essere cambiata. Invece il DPR 328/2001 confermò la validità dell'art.52 del RD 2537/1925, aggiungendo solo le competenze di cui alle normative UE. Indicazione inutile, visto che finora le direttive UE si sono occupate di formazione dell'architetto, ma non del campo di attività. Il DPR fu purtroppo accettato senza sostanziali riserve dal CNAPPC allora operante nonché dalla maggioranza degli Ordini, con la sola opposizione dell'Ordine di Roma e di pochissimi altri.
Nonostante la insufficienza del Regio decreto del 1925, gravi danni alla professione finora non si sono verificati perché la magistratura ha in genere interpretato estensivamente la competenza dell'architetto. Inoltre la competenza per progettare, dirigere e collaudare le strutture in c.a. è chiaramente stabilita dal RD 2229/1939 e dalla legge 1086/1971.
La circolare del Consiglio Nazionale Architetti PPC illustra la sentenza della Cassazione n.19292 del 7.9.2009 che ha confermato ancora una volta che i geometri non possono progettare edifici in cemento armato, anche qualora il calcolo delle strutture venga firmato da un architetto o ingegnere. Il geometra non può progettare neanche le "modeste costruzioni civili" (loro consentite in base all'art.16 del RD 274/29) se queste sono in cemento armato.
La possibilità per i geometri di impiegare il c.a. è limitata a piccoli manufatti accessori, nell'ambito di fabbricati agricoli o destinati ad industrie agricole, la cui destinazione non implichi l'incolumità delle persone, e non è estendibile alle modeste costruzioni civili.
Moltissime le sentenze della Corte di Cassazione emesse sulla stessa linea: sentenza 8545/2005, 6649/2005, 3021/2005, 19821/2004, 5961/2004, 15327/2000, 5873/2000, 2861/1997, 239/1997, 9044/1992, 1182/1986, 4562/1979, 3622/1979, 1570/1972, 2698/1969. Unica eccezione parziale, a me nota, è la sentenza 159/1993 della VI sez. penale.
La circolare si conclude con un invito agli Ordini alla diffusione ai loro iscritti, ma sorprende il fatto che non venga data alcuna indicazione operativa agli stessi Consigli degli Ordini. Come se gli Ordini non avessero il compito di perseguire l'esercizio abusivo nel campo spettante alla professione di architetto (art.37 RD 2537/1925) presentando denunzia all'autorità giudiziaria. Esercizio abusivo che si verifica quando un soggetto svolge attività riservata ad una professione senza averne titolo.
del 23.12.09
23/12/2009 23:27: Il professionista senza titolo
Bene, finalmente sappiamo che il geometra non può progettare edifici di c.a., ma solo piccoli manufatti accessori.. che non implichino l'incolumità delle persone. Però io penso che... forse il problema più evidente sia che non si vuole toccare il tasto dell'esercizio abusivo della professione in toto. Cioè esercitare la professione tecnica dell'architetto senza avere nè diplomi, nè lauree squalificate, ma pur sempre lauree. Questo habitus professionale nasce dalla convizione che - questi signori non diplomati o non laureati - sono tutti come Le Courbusier, Wright, Scarpa, che non avevano alcun titolo accademico. Però erano Le Courbisier, Wright, e Scarpa... Una cattiva cultura ha alimentato questa mentalità che cerca di capire le ragioni di chi non è riuscito. Ho letto recentemente sul web che persone che millantano titoli professionali di architetti fanno le guest star in manifestazioni culturali fatte da architetti e per architetti italiani. Ed allora di cosa parliamo? Il controllo dove è? Non è che il singolo professionista deve controllare anche chi ha i requisiti per fare la professione! Mi è stato detto: "Poverini non si sono laureati, ma sono tanto bravi! Ed allora la mia risposta "Ma non possono utilizzare il titolo di architetto per pubblicizzare opere realizzate in Italia ed anche in altri paesi!" Purtroppo l'Italia è uno strano paese dove le norme ci sono, ma sono gli Italiani che non vogliono, per finto buonismo, farle funzionare. Basta guardare alcune riviste di arredamento e di architettura italiane per capire ciò di cui io parlo. Il proliferare dei titoli di design, eco-design, city-design. nascondono questa voglia di coinvolgere anche chi non può esserlo. Ho anche provato ad essere parte dirigente. Ma il risultato è stato un buco nell'acqua. Anzi, laureato da trenta anni, ti senti trattare come uno che sbaglia. Forse questa voglia di pulizia andrebbe aiutata. Cordiamente
27/12/2009 12:09: un po' di chiarezza
se ci fosse un po' di seria applicazione delle norme, probabilmente non ci sarebbe un intrufolamento professionale, purtroppo molto diffuso, da parte di professionisti non abilitati, che questuando risparmio economico professionale, svolgono attività illecite in totale dispregio delle norme. tanto da noi nessuno controlla. speriamo in un futuro prossimo per un serio ammonimento da parte del nostro ordine affinchè l'esercizio illecito venga stroncato con atti seri e concreti.
Arch. giorgio.mitrotta roma
30/12/2009 13:21: Purtroppo...
...in Italia l'edilizia è un mercato dove non è richiesto un livello di preparazione alto. Nessuno si sognerebbe di far operare un paziente da un infermiere o curarsi da un odontotecnico; farsi difendere in tribunale da un diplomato del liceo classico ma si permette di far progettare e costruire edifici (anche in zone sismiche e con preclusioni per la pubblica incolumità dei cittadini) a semplici diplomati. Se non si mette mano a quello che io chiamo un vero e proprio RINASCIMENTO NORMATIVO del settore vedremo l'arraffazzonamento professionale e la sciatteria prendere il posto della qualità progettuale. Cosa, purtroppo, visibile appena si va in visita in una qualunque capitale europea dove all'architettura (intesa come qualità del progetto) viene dato un posto di primo piano.
06/01/2010 02:22: titolo
Premessa: non mi occupo di progettazione, visitanto il vs sito sono rimasto colpito dal titolo "architetti contro l'esercizio abusivo", incuriosito ho letto gli interventi di questo forum, che non vi nascondo mi hanno lasciato molto perplesso e sempre più incuriosito ho scaricato il r.d. 274/29 più volte citato negli interventi e all'art. 16 (competenze dei geometri) la sorpresa inaspettata: comma l): PROGETTO, DIREZIONE, SORVEGLIANZA E LIQUIDAZIONE DI COSTRUZIONI RURALI E DI EDIFICI PER USO D'INDUSTRIE AGRICOLE, DI LIMITATA IMPORTANZA, DI STRUTTURA ORDINARIA, COMPRESE PICCOLE COSTRUZIONI ACCESSORIE IN CEMENTO ARMATO ... ... omissis; ed il comma m): PROGETTO, DIREZIONE E VIGILANZA DI MODESTE COSTRUZIONI CIVILI; Da una prima lettura mi è sembrato di capire che il comma "l" è specifico per industrie agricole e fabbricati rurali, mentre il comma "m" parla del settore civile. Domanda: Ma secondo il comma "m" le modeste costruzioni civili non sono di competenza anche dei geometri? Il presente comma non parla di materiali, non parla di cemento armato ma solo di modeste costruzioni. Probabilmente mi sfugge qualcosa ... ... non essendo un progettista.
14/01/2010 12:19: Era ora che qualcuno ci pensasse.....ma poi.....
Finalmente qualcuno si è posto il problema di definire i limiti delle varie figure professionali che circondano il mondo dell'edilizia. Ora bisognerebbe fare un piccolo passo avanti definendo una volta per tutte anche le competenze delle varie professionalità nell'ambito del Restauro Architettonico. Nonostante esista un riferimento normativo per cui il progetto di restauro debba essere a firma di un architetto specializzato in tale disciplina, la realtà preaica vede invece l'impiego in tale ambito di figure tra le più dispararte che vanno dai geometri, agli ingegneri che non si limitano al consolidamento strutturale, agli storici dell'arte, agli archeologi. Forse varrebbe la pena di intraprendere una campagna che abbia come scopo la definizione precisa dei ruoli e che si attivi anche al rispetto della normativa, sopratutto in funzione della tutela del nostro patrimonio storico architettonica che ha tutto il diritto di essere curato da figure professionali qualificate e specificatamente formate.
Arch. Mara falconi
10/02/2010 18:04: titolo
Peccato che la proposta di legge DDL 1865 presentato in Senato dalla Senatrice Simona Vicari bypassi completamente queste premesse. a questo punto piuttosto che fare leggi ad escludendum imporrei per legge la necessità di collaborazione fra ingegneri architetti geometri geologi per firmare progetti congiunti in cui ogni figura professionalmente utilizzata svolge le proprie specifiche mansioni. Una legge per la qualità.
28/10/2010 12:13: Intervento diretto
06/12/2010 07:49: non ho parole!
27/09/2011 11:29: competenze in ambito di beni culturali
trovo molti interventi sulle competenze dei professionisti in merito alle costruzioni in c.a., ma non vedo, con grande rammarico, alcun interesse in merito agli incarichi che vengono affidati ai geometri anche in materia di Beni Culturali. Come è possibile che questo avvenga? In un paese come l'italia, ricco di questi Beni, dovremmo essere scrupolosamente attenti a quanto avviene in questo campo delicato e prezioso per tutti noi. Non è stato possibile rinvenire alcunchè di certo sull'argomento, se non generici riferimenti di legge privi di specifiche, neanche l'ordine degli architetti ha potuto trovare di più
simona zani, architetto
data pubblicazione: mercoledì 23 dicembre 2009
Architettura sul web Architetti contro l'esercizio abusivo