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Timestamp: 2019-12-11 02:54:31+00:00
Document Index: 183090977

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 22', 'art. 25']

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Irlanda - Health (Regulation of Termination of Pregnancy) Act: nuova disciplina per l'accesso all'interruzione di gravidanza
Il 5 dicembre 2018 il Parlamento della Repubblica d’Irlanda (Oireachtas Eireann), conformandosi alla volontà popolare espressa il 25 Maggio dello stesso anno, ha emanato l’Health (Regulation of Termination of Pregnancy) Act, recante una più estesa disciplina delle modalità e dei termini per l'accesso alla pratica dell’interruzione di gravidanza.
L'intervento normativo si colloca in un contesto giuridico in cui, fino al Referendum abrogativo dell’ottavo emendamento della Costituzione irlandese, l'interruzione volontaria di gravidanza e la relativa attività di consulenza erano qualificate come reato, in ragione dell’equiparazione della vita della madre a quella dell’embrione/ feto. Secondo la disciplina previgente era infatti ammesso l'accesso all'IGV solo in caso di grave pericolo per la vita della madre, come da ultimo stabilito dal Protection of Life during Pregnancy Act ,2013.
Scopo del legislatore riformatore è «to provide for and regulate termination of pregnancy…to make available without charge certain services to women for the purpose of termination of pregnancy».
A tal proposito vengono individuate le fattispecie in cui è ammesso l’accesso alla pratica. In base alla nuova normativa, una donna in stato di gravidanza, o chi prenda le sue veci, potrà ricorrere all’ interruzione della gestazione nei casi in cui, su certificazione proveniente da due medici, ostetrici o ginecologi o specializzati in altro campo afferente, venga accertato che:
vi sia un ragionevole pericolo per la vita o il rischio di danni permanenti per la salute della donna incinta, o il feto non abbia raggiunto un livello di sviluppo tale da permettergli la sopravvivenza extrauterina (art. 9);
le condizioni del precedente articolo siano ravvisabili in una situazione di emergenza (art. 10, in tal caso la certificazione può provenire anche da un solo medico);
vi sia il rischio attuale della morte del feto, prima o entro 28 giorni dalla nascita (art. 11);
il periodo di gestazione non abbia superato un periodo complessivo di 12 settimane, il cui conteggio parte dal primo giorno seguente l’ultimo ciclo mestruale (art. 12).
All'articolo 13 è poi sancito il diritto della donna di rivolgersi ad una commissione di esperti nell'eventualità in cui un medico fornisca un parere in contrasto con gli intenti della gestante, per i casi di cui agli articoli 9 e 11, oppure si rifiuti di formularlo.
La commissione di revisione dei pareri, la cui definizione e disciplina di dettaglio spetta al ministero competente, sarà composta da appartenenti alla professione medica, i quali, entro 3 giorni dalla ricezione della domanda, avranno il compito di riunirsi per emettere il parere di revisione in forma collegiale. La procedura non può superare i 7 giorni a partire dalla ricezione della domanda.
Sullo stesso organo incombe poi il dovere di inoltrare annualmente al Ministero un report riassuntivo del lavoro di revisione svolto, privo di qualsiasi indicazione nominale che possa condurre all'identificazione di chi abbia usufruito dell'IGV, di chi abbia emanato il parere o attuato l’interruzione.
Seguono, in chiusura, disposizioni di natura penale. Fatta salva la facoltà di obiezione di coscienza prevista all'art. 22, sono punite tutte le condotte non conformi al disposto di legge, con la pena al pagamento di una multa o all’incarcerazione fino ad un massimo di 14 anni cumulabili. È inoltre incriminabile il funzionario di società commerciale, di qualsiasi grado, che si renda in qualche modo complice o colpevole di una condotta di interruzione di gravidanza non conforme alla nuova disciplina.
Infine, l'art. 25 stabilisce la punibilità di chiunque tragga dall'interruzione della gravidanza un indebito vantaggio o beneficio particolare (direttamente od indirettamente, all'interno o fuori dai confini nazionali) che siano sproporzionati rispetto al ragionevole costo che l’attività di consulenza od informazione comporta.
Il testo della legge è disponibile nel box download.
Filippo Di Costola
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Pagina pubblicata Lunedì, 18 Novembre 2019