Source: http://www.studiolegalezuco.it/rifiuti-definizione-trattamento-meccanico-residuo-secco-tar-liguria-970-2019/
Timestamp: 2020-02-22 13:03:27+00:00
Document Index: 19994790

Matched Legal Cases: ['art. 208', 'art. 208', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 208', 'art. 208', 'art. 183', 'art. 208', 'art. 183', 'art. 1', 'art.48']

Residuo secco, raccolta rifiuti e definizione di trattamento meccanico
17 gennaio 2020 16 gennaio 2020 Avv. Alessandro ZucoGiurisprudenza
T.A.R. Liguria, Sez. II, sent. n. 970 del 20 dicembre 2019 (ud. del 13 novembre 2019)
Pres. Pupilella, Est. Morbelli
Rifiuti. Residuo secco. Definizione di “trattamento meccanico”. Art. 183, comma 1, lett. s) d. lgs n. 152/2006. Art. 1, lett. h) d. lgs. n. 36/2003.
Può integrare un “trattamento” rilevante ai fini della riqualificazione dei rifiuti ogni operazione di cernita meccanizzata, (anche) anteriore e prodromica al recupero dei rifiuti, ed altresì ogni processo fisico finalizzato a ridurre il volume della materia stoccata, agevolarne il recupero e facilitarne il trasporto, purché anche tali operazioni e processi vengano svolti meccanicamente.
00970/2019 REG.PROV.COLL.
N. 00546/2019 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 546 del 2019, proposto da
Comune di Santa Margherita Ligure, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Corrado Mauceri, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Genova, via Palestro 2/3;
Citta’ Metropolitana di Genova, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Valentina Manzone, Carlo Scaglia, Lorenza Olmi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Valentina Manzone in Genova, P.Le Mazzini 2;
Regione Liguria, in persona del Presidente pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Leonardo Castagnoli, Andrea Bozzini, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Arpal – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure non costituito in giudizio;
Comune di Portofino non costituito in giudizio;
Docks Lanterna S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Daniela Anselmi, Alessio Anselmi, Andrea Macchiavello, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Daniela Anselmi in Genova, via Corsica, 19/10;
previa concessione di misure cautelari
dell’Atto Dirigenziale n. 1159 del 22/5/2019 della Città Metropolitana di Genova, Direzione Ambiente – Servizio Tutela Ambientale, comunicato a mezzo pec in data 30/5/2019, prot. 19972, avente ad oggetto “Comune di Santa Margherita Ligure Rinnovo dell’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’art. 208 del d.lgs. 152/06 e ss.mm.ii. per la gestione dell’impianto per la raccolta differenziata e per il trasferimento di RSU, sito nel Comune di Santa Margherita Ligure in Via Dogali 83-85”; delle note prot. n. 38067 del 27/12/2018 e n. 10081 dell’8/4/2019 di ARPAL, citate nell’atto dirigenziale della Città Metropolitana di Genova n. 1159/2019 e non conosciute, della nota prot. n. PG/2019/118586 del 18/4/2019 di Regione Liguria, Settore Rifiuti, anch’essa citata nell’atto dirigenziale della Città Metropolitana di Genova n. 1159/2019 e non conosciuta; della relazione istruttoria 6/5/2019 dell’Ufficio Rifiuti, Scarichi e Bonifiche della Città Metropolitana di Genova, citata quale presupposto dell’atto dirigenziale della Città Metropolitana di Genova n. 1159/2019 e non conosciuta, della nota prot. n. PG/2019/60335 del 25/2/2019 di Regione Liguria, Servizio Rifiuti, della nota 8/1/2019, prot. n. 6324, di Regione Liguria, ivi citata e non conosciuta, nonché della nota prot. n. 16423 del 29/3/2019 della Città Metropolitana di Genova, Ufficio Rifiuti, Scarichi e Bonifiche, nonché di ogni altro atto preparatorio, presupposto, inerente, conseguente e/o connesso.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Citta’ Metropolitana di Genova e di Regione Liguria e di Docks Lanterna S.p.A.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 13 novembre 2019 il dott. Luca Morbelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Il ricorrente ha esposto nella narrativa in fatto di essere proprietario di un centro per il trattamento e la gestione integrata dei rifiuti raccolti in modo differenziato, sito in Santa Margherita Ligure, Via Dogali 83-85, centro la cui realizzazione è stata assentita dalla Provincia di Genova, con autorizzazione ex art. 208, d.lgs. n. 152/2006 e attualmente gestito dalla Società Docks Lanterna s.p.a..
Tale sistema articolato su base domiciliare, di talchè ciascun nucleo abitativo conferisce direttamente al gestore del servizio di raccolta i propri rifiuti si caratterizza per la spiccata differenziazione che avviene non soltanto in base alle frazioni “tradizionali” (carta, plastica e vetro), ma anche in base ad ulteriori frazioni di rifiuto raccolto differenziatamente, vale a dire l’organico, le lattine, gli sfalci, gli olii esausti da cucina e – ciò che qui specificamente rileva – il residuo secco.
In forza di specifica autorizzazione del 2016 (atto autorizzativo n. 2879 del 19/10/2016, confermato nel 2018) della Città Metropolitana di Genova all’inserimento del codice 19.12.12 nella tabella dei rifiuti stoccabili, il residuo secco (CER 20.03.01) viene sottoposto a specifico trattamento prodromico al recupero energetico nel Centro di Via Dogali, mediante un iter di trasformazione in rifiuto speciale (CER 19.12.12) da destinarsi all’impianto “Costa Mauro srl” di Albiano Magra (MS) specializzato nella produzione di C.S.S.
1. “Violazione dell’art. 10 bis della legge n. 241/1990. Omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della domanda”, in quanto la Città Metropolitana di Genova non avrebbe comunicato al ricorrente i motivi ostativi all’approvazione della tabella dei codici rifiuto alla base delle precedenti autorizzazioni nonché all’integrazione di altre frazioni di rifiuto differenziabili, così precludendo all’attuale ricorrente di partecipare all’istruttoria endoprocedimentale ivi presentando le proprie osservazioni, a sostegno della pretesa fondatezza della propria posizione.
2. “Violazione degli artt. 182, 182 bis, 183, 184, 196 e 208 del d.lgs. n. 152/2006, degli artt. 24 e 35 della l.r. n. 18/1999 e dell’art. 18 della l.r. n. 12/2017. Violazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990. Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, carenza ed illogicità della motivazione. Sull’esclusione del codice CER 19.12.12”, in quanto l’esclusione del codice CER 19.12.12 dalla tabella relativa ai rifiuti stoccabili nel Centro sarebbe illegittima, atteso che l’Amministrazione da un lato non avrebbe considerato come le operazioni anteriori al recupero integrino un “trattamento” idoneo a collocare il rifiuto nella categoria di rifiuti speciali con codice CER 19.12, quale prodotto profondamente differente da quello raccolto per natura, classificazione merceologica e composizione, dall’altro avrebbe fondato la propria determinazione sull’erroneo presupposto secondo il quale le operazioni compiute dal Centro si esaurirebbero nella mera compattazione dei rifiuti trattati e, come tali, non sarebbero sufficienti a riqualificare il rifiuto in uscita da rifiuto urbano (CER 20.03.01) a rifiuto speciale (CER 19.12.12);
3. “Violazione degli artt. 183, 184, 196 e 208 del d.lgs. n. 152/2006, degli artt. 24 e 35 della l.r. n. 18/1999 e dell’art. 18 della l.r. n. 12/2017 sotto altro profilo. Violazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990 sotto altro profilo. Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, carenza ed illogicità della motivazione sotto altro profilo. Sull’esclusione dei codici alternativi 20.01.99 e 20.03.99”, in quanto l’Amministrazione nel negare la classificazione del residuo secco come “Ulteriore frazione differenziata dei Rifiuti Urbani” (CER 20.01.99) e “Rifiuto Urbano non altrimenti specificato” (CER 20.03.99) si sarebbe espressa laconicamente limitandosi a ad addurre genericamente l’assenza di motivazioni tali da giustificare il mutamento di qualificazione dei rifiuti in parola, senza tenere in debito conto la circostanza che l’evoluzione dei metodi di differenziazione dei rifiuti avrebbe reso il rifiuto secco residuo un genere del tutto dissimile dall’indifferenziato solido urbano, attesone il sostanziale abbattimento della componente organica sia secca che umida.
4. “Eccesso di potere per contraddittorietà tra più atti”, in quanto con le precedenti autorizzazioni del 2016 e 2018, l’Amministrazione procedente, a distanza di tempo ravvicinata rispetto al provvedimento gravato ed in assenza di sopravvenienze di fatto o di diritto, aveva autorizzato l’inserimento del codice CER 19.12.12 nella tabella dei rifiuti stoccabili dal Centro.
5. “Violazione dell’art. 208 del d.lgs. n. 152/2006 sotto altro profilo. Incompetenza”, in quanto la Città Metropolitana di Genova non sarebbe competente, ex art. 208 d.lgs. n. 152/2006 ,ad emanare il provvedimento gravato, spettando alla medesima la competenza al rinnovo dell’autorizzazione, la determinazione dei rifiuti stoccabili e la relativa quantità, mentre rimarrebbe riservato al Gestore dell’impianto qualità di “nuovo produttore di rifiuti” ex art. 183, comma 1, lett. f), l’attribuzione ai medesimi dei codici CER in uscita.
6. “Violazione dell’art. 208 del d.lgs. n. 152/2006 sotto altro profilo. Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, contraddittorietà manifesta”, in quanto il provvedimento gravato risulterebbe affetto da imprecisioni ed inesattezze tali da non rendere chiaramente decifrabile la volontà dell’amministrazione procedente.
Inoltre, stando al Comune ricorrente, il provvedimento gravato sarebbe foriero di danno ai Comuni di Santa Margherita Ligure e Portofino (che si avvale del servizio di raccolta), alla Società Docks Lanterna s.p.a. nonché all’intera comunità cittadina sia sotto il profilo della salubrità ambientale sia sotto quello economico, comportando, da una parte, la maggiore produzione di residuo secco e le maggiori emissioni di CO2 ad esso relative, dall’altra, la necessità di convogliare i rifiuti non più nel centro di Albiano Magra, bensì in quello di Vezzano Ligure, appositamente attrezzato, con conseguente aumento dei costi di trasporto derivanti dall’acquisizione di nuovi camion, dall’assunzione di personale ulteriore, dalla necessità di molti più viaggi settimanali per il trasporto di una quantità di residuo secco maggiore e più voluminosa, nonché di un aumento sulla TARI.
La definizione di “trattamento” è a sua volta rinvenibile nell’ambito del d.lgs. n. 152/2006 recante “Norme in materia ambientale (Codice dell’ambiente)”, il cui art. 183, rubricato “definizioni”, al comma 1 lett. s) definisce “trattamento” tutte le “operazioni di recupero o smaltimento, inclusa la preparazione prima del recupero o dello smaltimento”.
Il concetto di trattamento è altresì specificato all’art. 1, lett. h) del d.lgs. n. 36/2003 di attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, in base al quale per “trattamento” devono intendersi “i processi fisici, termici, chimici o biologici, incluse le operazioni di cernita, che modificano le caratteristiche dei rifiuti, allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa, di facilitarne il trasporto, di agevolare il recupero o di favorirne lo smaltimento in condizioni di sicurezza”.
Con specifico riferimento al primo profilo, si rileva come la legge n. 221/2015 recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, abbia introdotto all’art.48, rubricato “rifiuti ammessi in discarica”, una disposizione che modifica l’articolo 7 del D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36, affidando all’ Istituto Superiore per la prevenzione e ricerca ambientale (ISPRA) il compito di individuare i criteri tecnici da applicare, nei soli casi di conferimento del rifiuto in discarica, per stabilire quando il trattamento non è necessario.
Donde l’illegittimità del provvedimento con il quale è stato espunto il codice 19.12.12 dal novero dei rifiuti stoccabili nel Centro di proprietà del Comune di Santa Margherita, gestito dalla Società Lanterna Docks s.p.a.
Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 13 novembre 2019 con l’intervento dei magistrati:
Scarica in pdf il testo della sentenza: t.a.r. liguria, sez. 2, sent. n. 970-2019
Taggato ambiente, CER 19.12.12, CER 20.03.01, cernita, codice CER, compattazione, componente organica, d. l gs. n. 36/2003, d. lgs. n. 152/2006, differenziazione, diritto ambientale, diritto amministrativo, discarica, giurisprudenza, giustizia amministrativa, processi chimici, processi fisici, processi termici, recupero, residuo secco, ricorso, rifiuti, rifiuti non pericolosi, rifiuti speciali, rifiuti urbani, riqualificazione, servizio di raccolta, stoccaggio, t.a.r., t.a.r. liguria n. 970-2019, trasporto, trattamento, trattamento meccanico, Tribunale Amministrativo Regionale, volume