Source: https://www.liberalcafe.it/4887/primo-piano/la-riforma-costituzionale-la-sicilia-avra-un-solo-senatore.html
Timestamp: 2020-06-03 05:21:27+00:00
Document Index: 52626355

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'art. 3', 'art. 57', 'art. 138', 'art. 57', 'art. 39']

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Uno dei punti fondanti della riforma costituzionale tanto cari ai sostenitori del SI è il superamento del bicameralismo paritario e la trasformazione del Senato in Camera rappresentativa dei territori.
Qui vogliamo porre l’attenzione sul Senato e sulla sua composizione.
L’art. 57 della riforma dice che “Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
Lo Statuto della Regione Sicilia, approvato con Legge Costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 di conversione del R.D.L. 15 maggio 1946, n. 455, all’art. 3, comma 7, prevede espressamente che “L’ufficio di Deputato regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere, di un Consiglio regionale ovvero del Parlamento europeo”.
In sostanza, vigente questo Statuto, non si può realizzare la condizione prevista dall’art. 57 della Costituzione, ossia la elezione dei senatori tra i deputati regionali, come è invece possibile per le regioni a statuto ordinario che non hanno simile norma e per le quali, comunque, si avrebbe la prevalenza della norma costituzionale per il criterio gerarchico delle fonti.
Non potrebbe essere risolto con i soliti escamotage all’italiana: fare dimettere il deputato regionale per fargli assumere l’Ufficio di senatore. Questo cozzerebbe con la premessa della riforma: se i senatori devono rappresentare i territori devono essere scelti tra i consiglieri e i sindaci; se non rivestono la carica di consigliere non possono assumere quella di senatore.
Anche una modifica dello statuto oggi sarebbe di difficile realizzazione. La modifica va approvata con legge costituzionale, dunque con la procedura aggravata dell’art. 138 (tranne che per il referendum). Dobbiamo tenere conto del fatto che ormai siamo alla fine della legislatura, resta poco più di un anno, e pare veramente difficile ipotizzare che si possa arrivare in tempo utile.
Questo poi creerebbe un enorme conflitto con la previsione dell’art. 57 dove è previsto che nessuna regione può avere un numero di senatori inferiore a due.
Teniamo, infine, conto della previsione transitoria contenuta nel comma 13 dell’art. 39 della riforma, per il quale: “Le disposizioni di cui al capo IV della presente legge costituzionale non si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino alla revisione dei rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime Regioni e Province autonome”. Norma che conferma la volontà del legislatore di tenere distinte le vicende delle regioni a statuto speciale da quelle ordinarie, solo che si è dimenticato di considerare le norme degli statuti delle regioni ad ordinamento speciale, come è la Sicilia.
Avv. Alessandro Crociata
www.decidiamoloinsieme.it
Cell. 3357592145
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