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Timestamp: 2018-09-23 14:12:56+00:00
Document Index: 162340353

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 91', 'art. 91', 'art. 252', 'art. 91', 'art. 91', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 83', 'art. 266']

Le nuove linee guida Anac per i servizi di ingegneria punto per punto | Ingegneri.info
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Le nuove linee guida Anac per i servizi di ingegneria punto per punto
La nostra analisi alle novita' introdotte dall'Anac con le nuove linee guida per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura
Le Linee guida per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura (Determina del Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) n. 4 del 25 febbraio 2015, in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.61 del 14 marzo 2015) affrontano in particolare le difficoltà di accesso al mercato da parte dei giovani professionisti e degli studi più piccoli, riducendo i limiti di fatturato e di curriculum per l’accesso alle gare. Ecco, punto per punto, una sintesi dei principali contenuti delle Linee guida.
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Riferimento normativo generale
L’affidamento dei servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria è disciplinato dall’art. 91 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.
Per l’affidamento dei servizi di importo superiore a 100.000 euro sono previste due diverse forme di pubblicità:
appalti fra 100.000 euro e la soglia comunitaria: pubblicità in ambito nazionale,
appalti sopra tale soglia: pubblicità sia in ambito nazionale che comunitario.
Modalità di affidamento (art. 91 comma 8)
La norma vieta “l’affidamento di attività di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione collaudo, indagine e attività di supporto a mezzo di contratti a tempo determinato o altre procedure diverse” da quelle previste dal Codice stesso. Tale disciplina riguarda esclusivamente l’appalto dei lavori e non la gara per l’affidamento della progettazione e non prevede alcuna incompatibilità per i professionisti che abbiano curato i precedenti livelli di progettazione per il medesimo intervento. Quindi, l’affidatario della progettazione preliminare può legittimamente partecipare anche alla gara per il servizio di progettazione definitiva ed esecutiva.
Tuttavia, la legge del 21 ottobre 2014 – cd Legge europea 2013-bis, che adegua la normativa nazionale ai principi comunitari in tema di libera concorrenza e di parità di trattamento – ha modificato il comma 8 stabilendo che il divieto non si applica nei casi in cui i progettisti dimostrino, con idonea documentazione nel bando di gara per l’affidamento dei lavori, che l’esperienza acquisita nell’espletamento dell’incarico di progettazione non è tale da determinare un vantaggio che possa falsare, attraverso l’acquisizione di informazioni, la concorrenza con gli altri operatori (comma 8-bis).
Relazione geologica (art. 91 comma 3)
Nella redazione della relazione geologica – che non comprende le prestazioni d’opera riguardanti le indagini geognostiche e geotecniche e le altre prestazioni specificamente indicate – non è consentito il subappalto delle relative prestazioni; di conseguenza, il bando deve prevedere che, nel gruppo di progettazione, sia presente almeno un geologo, se sono necessarie tali prestazioni.
Cauzioni (artt. 75,111 e 113)
Cauzioni provvisorie o definitive non possono essere richieste per partecipare a una gara d’appalto avente ad oggetto la redazione della progettazione e del piano di sicurezza e di coordinamento (artt. 268 e 269 del Dpr 5 ottobre 2010, n. 207), ma solo per i restanti servizi indicati nell’art. 252. Pertanto, la stazione appaltante può chiedere al progettista soltanto la prestazione di una copertura assicurativa per la responsabilità civile e professionale, per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di competenza.
Determinazione del corrispettivo da porre a base di gara Dm Giustizia 31 ottobre 2013, n. 143)
Il corrispettivo da porre a base di gara, compreso l’appalto c.d. “integrato”, non deve determinare un importo a base di gara superiore a quello derivante dall’applicazione delle tariffe professionali previgenti. Per motivi di trasparenza e correttezza, è obbligatorio riportare nella documentazione di gara il procedimento adottato per il calcolo dei compensi posti a base di gara.
Determinazione dei requisiti di carattere speciale per poter partecipare alla gara
Le opere cui appartengono gli interventi oggetto dell’incarico devono essere identificate secondo quanto riportato nella tabella Z-1 del Dm n. 143/2013 e in base alle corrispondenti classi e categorie di cui alle precedenti disposizioni tariffarie, in quanto:
a) il requisito professionale da possedere è costituito dall’aver svolto servizi tecnici per interventi in quelle specifiche classi e categorie;
b) l’entità del requisito è determinata applicando all’importo dell’intervento cui si riferisce il servizio, un coefficiente moltiplicatore, da stabilire nei documenti di gara, tra il valore minimo e quello massimo previsti dal Regolamento.
Determinazione della migliore professionalità o della migliore adeguatezza dell’offerta
Il candidato/concorrente deve conoscere in base a quale articolazione degli interventi, identificabili tramite le classi e categorie, sarà effettuata la valutazione della stazione appaltante, dal momento che un elemento di valutazione positiva sarà costituito dalla maggiore omogeneità fra l’intervento cui si riferisce il servizio e quelli già svolti.
Attività di supporto alla progettazione (art. 91 comma 3)
Le attività di supporto possono essere meramente strumentali alla progettazione, come indagini geologiche, geotecniche e sismiche, sondaggi, rilievi, misurazioni e picchettazioni, predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio, con l’esclusione delle relazioni geologiche, nonché la sola redazione grafica degli elaborati progettuali. La “consulenza” di ausilio alla progettazione di opere pubbliche non è contemplata, in base al principio generale per cui la responsabilità della progettazione deve potersi ricondurre ad un unico centro decisionale, ossia il progettista. vieta espressamente il subappalto delle attività di progettazione, precisando che resta comunque impregiudicata la responsabilità del progettista.
A questa figura è affidata la responsabilità, la vigilanza e il coordinamento sull’intero ciclo dell’appalto (progettazione, affidamento, esecuzione), in modo che esso risulti condotto in modo unitario, in relazione ai tempi ed ai costi preventivati. In particolare, in materia di progettazione, al responsabile unico del procedimento è demandato il compito di redigere il documento preliminare alla progettazione e di coordinare le attività necessarie alla redazione del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo. Gli eventuali soggetti esterni individuati possono supportare il responsabile unico del procedimento nelle sue attività di coordinamento e vigilanza sulla progettazione, fermo restando che la progettazione è di esclusiva competenza del progettista. E’ consentito, invece, l’affidamento di attività a supporto del responsabile del procedimento.
Affidamento di incarichi di importo inferiore a 100.000 euro (art. 91 comma 2)
Nello svolgimento di una procedura, vanno rispettati i principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, e devono essere invitati almeno cinque concorrenti, salva la facoltà della stazione appaltante di utilizzare le ordinarie procedure aperte o ristrette. I concorrenti vanno scelti tramite elenchi di operatori economici adeguatamente pubblicizzati, oppure sulla base di indagini di mercato sulle loro caratteristiche di qualificazione economico-finanziaria e tecnico-organizzativa. La selezione degli operatori economici deve avvenire nel rispetto dei principi di concorrenza e rotazione.
Elenchi degli operatori (art. 124 comma 5)
I criteri e requisiti per la formazione dell’elenco degli operatori comprendono:
divieto della partecipazione del professionista singolarmente e come componente di un raggruppamento di professionisti, nonché della contemporanea partecipazione a più di un raggruppamento;
rotazione nella scelta dei nominativi inseriti nell’albo, ai quali rivolgere la richiesta di offerta;
divieto di cumulo degli incarichi al di sopra di un certo importo totale;
correlazione dell’esperienza pregressa richiesta al professionista con le tipologie progettuali previste dall’amministrazione.
Nell’avviso, le stazioni appaltanti indicano l’articolazione dell’elenco sulla base delle classi e categorie dei lavori da progettare e le fasce di importo in cui si intende suddividere l’elenco; nell’avviso può essere richiesto anche un requisito minimo dell’esperienza pregressa relativo alla somma di tutti i lavori, appartenenti ad ognuna delle classi e categorie in cui si intende suddividere l’elenco. Le stazioni appaltanti devono poi prevedere l’aggiornamento periodico degli elenchi, adottando, in ogni caso, forme di pubblicità adeguate, in modo che risulti garantito ai professionisti in possesso dei prescritti requisiti il diritto di iscriversi all’elenco stesso, senza limitazioni temporali. Anche l’indagine di mercato deve essere svolta previo avviso, da pubblicarsi secondo le medesime modalità dell’elenco degli operatori.
Negli incarichi di importo inferiore a 40.000 euro (art. 125, comma 11, del Codice), il ribasso sull’importo della prestazione è negoziato fra il responsabile del procedimento e l’operatore economico cui si intende affidare la commessa, sulla base della specificità del caso.
L’adeguata esperienza per l’affidamento di incarichi di importo superiore a 100.000 euro
Tra i requisiti da richiedere ai partecipanti alle procedure di affidamento di servizi tecnici di tale importo, l’adeguata esperienza nello svolgimento di servizi analoghi va provata con riferimento:
a) al fatturato globale per servizi espletati negli ultimi cinque esercizi antecedenti la pubblicazione del bando, per un importo variabile tra 2 e 4 volte l’importo a base di gara;
b) all’avvenuto espletamento negli ultimi dieci anni di servizi relativi a lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, per un importo globale per ogni classe e categoria variabile tra 1 e 2 volte l’importo stimato dei lavori cui si riferisce la prestazione, calcolato con riguardo ad ognuna delle classi e categorie;
c) all’avvenuto svolgimento negli ultimi dieci anni di due servizi relativi ai lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, per un importo totale non inferiore ad un valore compreso fra 0,40 e 0,80 volte l’importo stimato dei lavori cui si riferisce la prestazione, calcolato con riguardo ad ognuna delle classi e categorie e riferiti a tipologie di lavori analoghi per dimensione e per caratteristiche tecniche a quelli oggetto dell’affidamento;
d) numero medio annuo del personale tecnico utilizzato negli ultimi tre anni, comprendente i soci attivi, i dipendenti e i consulenti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa su base annua iscritti ai relativi albi professionali, ove esistenti, e muniti di partiva IVA e che firmino il progetto, oppure firmino i rapporti di verifica del progetto o facciano parte dell’ufficio di direzione lavori e che abbiano fatturato nei confronti della società offerente una quota superiore al cinquanta per cento del proprio fatturato annuo, risultante dall’ultima dichiarazione IVA, e i collaboratori a progetto in caso di soggetti non esercenti arti e professioni, in una misura variabile tra 2 e 3 volte le unità stimate nel bando per lo svolgimento dell’incarico.
Fino al 31 dicembre 2015, per la dimostrazione dei requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria, il periodo di attività documentabile è quello relativo ai migliori tre anni del quinquennio precedente o ai migliori cinque anni del decennio precedente la data di pubblicazione del bando di gara.
Per gli appalti di servizi e forniture, la giurisprudenza amministrativa ha sempre indicato come congruo e proporzionato un requisito non superiore al doppio dell’importo a base di gara, fermo restando che eventuali requisiti più stringenti devono essere debitamente motivati in relazione a specifiche e circostanziate esigenze, e non possono essere in ogni caso superiori al limite di quattro volte l’importo della gara.
Il requisito della specifica esperienza pregressa non limita il fatturato ai soli servizi posti a base di gara e può consistere, in relazione a ciascuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, nell’espletamento pregresso di incarichi di progettazione e direzione lavori, di sola progettazione ovvero di sola direzione lavori.
Servizi “di punta”
Il requisito del “servizio di punta” consiste nell’aver svolto singoli servizi di una certa entità complessivamente considerati e non di aver svolto servizi identici a quelli da affidare. Per esempio, nel caso di affidamento della progettazione e della direzione lavori è necessario e sufficiente che il concorrente dimostri di aver espletato, in relazione ad ognuna delle classi e categorie e per gli importi dei lavori indicati, o incarichi di progettazione e direzione lavori, o solo incarichi di progettazione ovvero solo incarichi di direzione lavori.
Requisito dell’organico e liberi professionisti
Essendo ammessa la partecipazione alle gare di liberi professionisti (singoli o associati) che non dispongono di un organico di personale/tecnici, il requisito dell’organico va inteso come organico medio annuo negli ultimi tre anni per i soggetti organizzati in forma societaria (società di professionisti e società di ingegneria) e come possesso delle unità minime stimate nel bando per i liberi professionisti. Questi ultimi possono raggiungere il numero di unità fissate nel bando di gara mediante la costituzione di un raggruppamento temporaneo di professionisti.
Classi, categorie e grado di complessità
Nell’ambito della stessa categoria edilizia, le attività svolte per opere analoghe a quelle oggetto dei servizi da affidare (non necessariamente di identica destinazione funzionale) sono ritenute idonee a comprovare i requisiti quando il grado di complessità sia almeno pari a quello dei servizi da affidare. Per esempio, l’aver espletato servizi per la realizzazione di impianti elettrici non appare idoneo a qualificare il progettista per la realizzazione di impianti termoelettrici, sebbene questi ultimi siano caratterizzati da minore grado di complessità. In caso di incertezze nella comparazione, deve in ogni caso prevalere, in relazione alla identificazione delle opere, il contenuto oggettivo della prestazione professionale svolta.
Corrispettivi e aliquote
Le stazioni appaltanti hanno l’obbligo di determinare i corrispettivi per i servizi di ingegneria e architettura applicando rigorosamente le aliquote di cui al Dm n. 143/2013; tale determinazione deve risultare da un quadro analitico delle prestazioni da affidare e dei corrispettivi da porre a base di gara. Ciò, oltre che per consentire la formulazione di offerte congrue ed adeguatamente valutate da parte dei concorrenti, serve anche a evitare che una sottostima dell’importo dei servizi da affidare sia elusiva delle soglie di importo previste dalla normativa per il ricorso a procedure più rigorose imposte dalla corretta determinazione dell’importo da porre a base di gara.
Per gli affidamenti superiori a 100.000 euro il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa appare il più idoneo a garantire una corretta valutazione della qualità delle prestazioni offerte dagli operatori economici, in quanto si tratta di specifici servizi che richiedono una valutazione dell’offerta non limitata al solo prezzo ma estesa anche ad elementi relativi all’aspetto tecnico dell’offerta. Uno degli aspetti controversi dell’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa – miglior rapporto qualità/prezzo secondo la nuova direttiva – era legato all’esperienza pregressa, elemento ascrivibile ai requisiti di natura soggettiva da valutarsi in sede di ammissione a cui la giurisprudenza ha via via attribuito anche connotati di tipo “oggettivo”, con possibilità di una sua valutazione anche in sede di aggiudicazione. Eventuali criteri di valutazione tecnica connessi all’esperienza passata sono ammissibili anche nel caso dei servizi tecnici, purché abbiano un’influenza diretta sull’offerta e siano connessi all’oggetto della prestazione.
Applicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa
1. Fissazione della soglia e formula per il prezzo (art. 83 comma 2 del Codice)
Particolare attenzione deve essere posta nella determinazione della soglia minima di punteggio che i concorrenti devono raggiungere su uno o più criteri di valutazione: un valore troppo basso potrebbe vanificarne gli effetti, mentre un valore troppo alto potrebbe portare all’esclusione di offerte tecniche comunque adeguate in relazione agli obiettivi della stazione appaltante.
Relativamente alla valutazione del prezzo, si deve far riferimento alla formula prevista dall’allegato M al Regolamento, che limita il coefficiente (il punteggio economico) assegnato ad offerte di ribasso superiori alla media aritmetica delle offerte presentate, corretta per un coefficiente X. Tale limitazione è volta a disincentivare i concorrenti a formulare ribassi eccessivi e ai quali possano corrispondere progetti di scarsa qualità.
Se nessun concorrente raggiunge il massimo del punteggio tecnico previsto nel bando di gara, si deve procedere alla cd “riparametrazione” dei punteggi tecnici per garantire un rapporto invariabile tra il fattore prezzo ed il fattore qualità stabiliti nel bando di gara. In assenza di riparametrazione, infatti, poiché il punteggio economico assegnato alla migliore offerta di prezzo è sempre pari al punteggio economico massimo previsto mentre ciò non si verifica per il punteggio tecnico, si rischia di attribuire all’offerta economica un peso effettivo maggiore di quello inizialmente fissato nel bando di gara.
Percentuale di ribasso e selezione di progetti di qualità
Prevedere un limite alla misura percentuale di ribasso prestabilita nel bando contrasterebbe con la normativa comunitaria; quindi, la selezione di progetti di qualità può efficacemente risultare dall’adozione dei seguenti criteri:
limitazione del peso del prezzo che può variare da 10 e 30 punti. Fissare, ad esempio, un peso pari a 10, significa ridurre notevolmente il confronto concorrenziale sul prezzo relativamente alla qualità;
riparametrazione dei punteggi tecnici, con la quale si premiano le offerte di maggiore qualità.
2. Elementi di valutazione e criteri motivazionali (art. 266 commi 4 e 5 del Regolamento)
Il Regolamento prevede i seguenti criteri di valutazione delle offerte:
a) adeguatezza dell’offerta valutata sulla base della documentazione presentata dai concorrenti;
b) caratteristiche metodologiche dell’offerta valutate sulla base di una relazione tecnica illustrativa delle modalità con cui saranno svolte le prestazioni oggetto dell’incarico con riferimento, a titolo esemplificativo, ai profili di carattere organizzativo-funzionale, morfologico, strutturale e impiantistico, nonché a quelli relativi alla sicurezza e alla cantierabilità dei lavori.
ai criteri di valutazione devono essere attribuiti i fattori ponderali nei limiti delle forcelle di seguito indicate:
1) per il criterio a) professionalità o adeguatezza dell’offerta: da 20 a 40;
2) per il criterio b) caratteristiche qualitative e metodologiche dell’offerta: da 20 a 40;
3) per il criterio c) ribasso percentuale: da 10 a 30;
4) per il criterio d) riduzione percentuale: da 0 a 10.
Se la prestazione riguarda opere caratterizzate da più aspetti; per esempio, qualora si tratti di progetti integrati e, cioè, progetti che prevedono prestazioni di natura architettonica, strutturale ed impiantistica, il criterio di valutazione a) professionalità o adeguatezza dell’offerta, dovrebbe essere suddiviso in sub-criteri e relativi sub-pesi: professionalità o adeguatezza dell’offerta sul piano architettonico, professionalità o adeguatezza dell’offerta su piano strutturale, professionalità o adeguatezza dell’offerta sul piano impiantistico.
Criteri motivazionali nella valutazione delle offerte
Criterio di valutazione a): si riterranno più adeguate quelle offerte la cui documentazione consenta di stimare, per più aspetti, il livello di specifica professionalità, affidabilità e, quindi, di qualità del concorrente, in quanto si dimostra che il concorrente ha redatto progetti che, sul piano tecnologico, funzionale, di inserimento ambientale, rispondono meglio agli obiettivi che persegue la stazione appaltante e che sono da ritenersi studiati con il fine di ottimizzare il costo globale di costruzione, di manutenzione e di gestione lungo il ciclo di vita dell’opera.
Criterio di valutazione b): sarà considerata migliore quella offerta per la quale la relazione dimostri che la concezione organizzativa e la struttura tecnico-organizzativa prevista nell’offerta, nonché i tempi complessivi che il concorrente impiegherà per la realizzazione della prestazione sono coerenti fra loro e, pertanto, offrono una elevata garanzia della qualità nell’attuazione della prestazione.
Per quanto riguarda la valutazione della migliore professionalità o adeguatezza dell’offerta, progetti appartenenti non soltanto alla stessa classe e categoria ma che sono strumentali alla prestazione dello specifico servizio, potrebbero avere una valutazione migliore; ad esempio, per un progetto che riguarda una scuola media, il concorrente presenta tre progetti appartenenti anch’essi al gruppo di interventi strumentali alla prestazione di servizi di istruzione.
Affidamento della prestazione di sola progettazione
Per il criterio di valutazione b), i criteri motivazionali dovranno specificare che sarà considerata migliore quella relazione che illustrerà in modo più preciso, più convincente e più esaustivo:
a) le tematiche principali che caratterizzano la prestazione;
b) le eventuali proposte progettuali migliorative rispetto al documento preliminare alla progettazione;
c) le azioni da sviluppare in relazione alle problematiche specifiche degli interventi, dei vincoli correlati e delle interferenze esistenti nel territorio in cui si realizzeranno le opere;
d) le modalità di esecuzione del servizio anche con riguardo all’articolazione temporale delle varie fasi previste evidenziando, fra le altre cose, le modalità di interazione/integrazione con la committenza nelle diverse sedi (conferenza dei servizi, acquisizione pareri, validazione e approvazione del progetto, procedure espropriative, ecc.), nonché le misure e gli interventi finalizzati a garantire la qualità della prestazione fornita;
e) le risorse umane e strumentali messe a disposizione per lo svolgimento del servizio, attraverso la redazione dell’elenco dei professionisti responsabili e dell’organigramma del gruppo di lavoro adibito all’espletamento delle diverse fasi attuative della prestazione.
Affidamento della sola direzione dei lavori
I criteri motivazionali dovranno specificare che sarà considerata migliore quella relazione che illustrerà in modo più preciso, più convincente e più esaustivo:
a) le modalità di esecuzione del servizio in sede di esecuzione delle opere progettate con riguardo all’organizzazione dell’Ufficio di direzione lavori, alle attività di controllo e sicurezza in cantiere;
b) le modalità di interazione/integrazione con la committenza;
c) la consistenza e qualità delle risorse umane e strumentali messe a disposizione per lo svolgimento del servizio.
La verifica è finalizzata ad accertare la conformità della soluzione progettuale prescelta alle specifiche disposizioni funzionali, prestazionali, normative e tecniche contenute nello studio di fattibilità, nel documento preliminare alla progettazione ovvero negli elaborati progettuali dei livelli già approvati. La verifica accerta in particolare:
i) la manutenibilità delle opere, se richiesto.
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Le nuove linee guida Anac per i servizi di ingegneria punto per punto redazione redazione 2016-11-08T14:29:37+00:00 Ingegneri.info