Source: https://www.sicurdue.it/vademecum-prescrizione-lunga/
Timestamp: 2020-08-09 05:49:32+00:00
Document Index: 78428322

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 589', 'art. 590', 'art. 582', 'art. 582', 'art. 583', 'art. 583', 'art 575', 'art. 589', 'art. 590', 'art. 2935', 'art. 2947', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2947']

Incidente stradale: quello che non sai sulla prescrizione lunga (oltre i 2 anni) - Sicurdue
10 Marzo 2019 di Domenico Chirico
VADEMECUM SULLA PRESCRIZIONE LUNGA
DOPO UN SINISTRO STRADALE
con esempi pratici
Hai letto tanti articoli sulla prescrizione lunga – oltre i 2 anni -, ma ancora hai dei dubbi?
Tranquillo; mettiti comodo perché ho la soluzione per te
Ormai è un dato acquisito da parte di tutti gli utenti della strada che il risarcimento danni da incidente stradale si prescrive dopo 2 anni (regola generale); molti conoscono la prescrizione cosiddetta più lunga (varia in base al tipo di reato), ma gli stessi hanno difficoltà a comprenderla fino in fondo.
Questa mia convinzione nasce dal fatto che, spesso, ricevo richieste di chiarimenti le cui domande sono sempre le stesse:
Quando si applica e quant’è il termine più lungo?
Quando decorre questo termine prescrizionale?
Il suddetto termine si può sospendere o interrompere?
Una recentissima sentenza della Cassazione, la n. 26958 del 2018, la quale si occupava di un sinistro avvenuto tra una bici ed un ciclomotore, mi dà l’occasione di ritornare sull’argomento PRESCRIZIONE.
Se hai letto il mio articolo “Il risarcimento danni da incidente stradale, si prescrive?” (se non l’hai fatto, ti consiglio di leggerlo), avrai imparato 3 cose fondamentali:
La prescrizione è un istituto giuridico attraverso il quale l’esercizio di un diritto si estingue nel momento in cui il titolare del suddetto diritto omette di esercitarlo per tutto il tempo prescritto dalla legge.
Quando si prescrive il risarcimento danni da incidente stradale?
L’art. 2947, II comma, c.c. stabilisce che “Per il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in 2 anni”.
Il danno da circolazione stradale si prescrive sempre in 2 anni?
Sai benissimo che il 3 comma dell’art. 2947 c.c. stabilisce un’eccezione alla regola generale, infatti il suddetto 3 comma stabilisce che nell’ipotesi in cui dal sinistro stradale siano derivati anche gravi lesioni personali, quindi siamo in presenza di un reato vero e proprio disciplinato dal codice penale, se il termine di prescrizione del reato è più lungo di quello previsto per il diritto al risarcimento del danno, l’azione civile si prescrive nel più lungo termine previsto per il reato.
CONDIZIONI PER APPLICARE LA PRESCRIZIONE LUNGA
Risposta al primo quesito:
Quando si applica e quant’è la prescrizione lunga?
Apparentemente la risposta alla prima parte della domanda è semplice, in quanto ce lo dice il terzo comma dell’art. 2947 c.c., il quale recita:
“In ogni caso, se il fatto è considerato come reato e per il reato è prevista una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile…. omissis”.
Tuttavia bisogna chiedersi: quando siamo di fronte ad un reato? Qui la questione diventa un po’ complicata, ma niente paura perché a soccorrerci c’è sempre la norma giuridica.
COS’E’ IL REATO?
Il reato è quel comportamento umano che si concretizza in un’azione o omissione dal quale discende una lesione di un bene meritevole di tutela.
In generale un fatto lesivo dell’integrità psicofisica di una persona integra di per sé un reato; tradotto in parole povere:
“Se dopo un incidente stradale hai subìto delle lesioni fisiche a causa di un comportamento antigiuridico da parte del conducente del veicolo antagonista, costui ha commesso con molta probabilità un reato”.
QUALI SONO I REATI DA INCIDENTE STRADALE?
La materia dei reati stradali è stata profondamente modificata dalla legge n. 41 del 23.3.2016, entrata in vigore il 25.3.2016, la quale ha sostanzialmente previsto i reati di:
OMICIDIO STRADALE ex art. 589-bis c.p.;
LESIONI PERSONALI GRAVI E GRAVISSIME ex art. 590-bis c.p..
Le lesioni personali a loro volta si distinguono in:
Lesioni lievissime ex art. 582 c.p., comma II, caratterizzate da uno stato di malattia inferiore ai 20 gorni (questi giorni puoi desumerli anche dal referto del Pronto Soccorso, alla voce giorni di prognosi). Per perseguire questo reato è necessaria la querela da parte del danneggiato.
Lesioni lievi ex art. 582 c.p. , comma I, caratterizzate da uno stato di malattia superiore ai 20 gg ma minore di 40gg. Questo reato è perseguibile d’ufficio senza che ci sia una querela del danneggiato.
Lesioni gravi ex art. 583 c.p. si hanno quando:
dal fatto illecito scaturisce una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai 40 giorni;
il fatto illecito produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo.
Lesioni gravissime ex art. 583 c.p. invece sono caratterizzate da:
I reati di lesioni gravi e gravissime sono perseguibili d’ufficio.
Sono consapevole che districarsi tra le varie prescrizioni che derivino dai reati e dalle aggravanti non sia né facile né particolarmente divertente;
per questo motivo ho deciso di inserire una tabella estremamente intuitiva tratta dal libro “IL DANNO ALLA SALUTE”, di Marco Rossetti (giudice della III sez. della Cassazione), edizione Cedam.
Se il reato è stato commesso prima dell’entrata in vigore della legge n. 41 del 23.3.2016
(ti ricordo che questa legge ha previsto i reati stradali di omicidio e lesioni gravi e gravissimi),
vale a dire prima del 25/03/2016, allora in quel caso si applicheranno i termini di prescrizione previsti per i reati – per così dire comuni – di omicidio e lesioni personali.
Nel dettaglio, avremo:
omicidio doloso ex art 575 c.p., prescrizione non meno di 21 anni;
omicidio colposo base ex art. 589 c.p., prescrizione in 6 anni a meno ché il reato discenda dalla violazione di norme sulla prevenzione infortuni (prescrizione 14 anni) o si sia verificato la morte o lesioni a più persone (prescrizione 30 anni);
lesioni dolose prescrizione da 6 a 12 anni (varia al variare delle aggravanti artt. 582, 583 e 585 c.p.);
lesioni colpose, ex art. 590 c.p., prescrizione 6 anni.
QUANDO DECORRE IL TERMINE DI PRESCRIZIONE?
In linea di principio la risposta è abbastanza facile in quanto l’art. 2935 del c.c. ci dice che la prescrizione del diritto al risarcimento del danno inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere; vale a dire dal giorno in cui si è verificato il fatto dannoso.
Faccio degli esempi, inerenti ovviamente ai danni da sinistri stradali, solo per capirci meglio:
La prescrizione decorre dal giorno in cui è avvenuto l’incidente;
Danni fisici dai invalidità permanente
La prescrizione decorre dal giorno in cui è cessata lo stato di malattia o l’invalidità temporanea ed i postumi invalidanti permanenti si siano stabilizzati.
Sempre in merito alla decorrenza dei termini di prescrizione, l’art. 2947 c.c. – comma III – ci ricorda che in caso in cui il reato si sia estinto per cause diverse dalla prescrizione,
ad esempio per morte del reo o per intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, allora avremo che:
si applicherà la prescrizione ordinaria di 2 anni trattandosi di incidenti stradali, e
la prescrizione ordinaria decorrerà o dal giorno della morte del reo (colui che ha commesso il reato) o dalla data in cui la sentenza penale sia divenuta irrevocabile.
La prescrizione si può sospendere o interrompere?
Su questi due istituti dobbiamo chiarirci.
Innanzitutto sono due istituti (e non uno) regolati dal codice civile, artt. 2941 e segg; inoltre non vanno confusi tra loro, e questo è molto importante perché:
la sospensione, come dice la parola stessa, altro non fa che sospendere il termine di prescrizione. Una volta cessata la causa di sospensione, il termine continua a decorrere dal giorno in cui era rimasto sospeso (non riparte da zero)
l’interruzione interrompe il periodo di prescrizione ma, a differenza della sospensione, dopo l’atto interruttivo la prescrizione riparte da zero con un nuovo periodo.
Esempio (è solo un’ipotesi di scuola)
Danno materiali al veicolo a seguito di incidente avvenuto 01/12/2017: da quel giorno inizia a decorrere il termine di prescrizione ordinario di 2 anni (questo vuol dire che hai ben 2 anni per richiedere il risarcimento).
Il 01/12/2018 (è passato 1 anno di prescrizione quindi te ne resta un altro ancora) decidi di chiedere alla compagnia di assicurazione il risarcimento danni: per fare questo invii, con raccomandata A/R, una formale richiesta risarcitoria. Supponiamo che sulla cartolina di ritorno ci sia il timbro con data 15/12/2018, questo vuol dire che dal 15/12/2018 è ripartito nuovamente l’intero periodo di 2 anni di prerscrizione.
Sicuramento quello più importante nella materia del risarcimento danni da sinistro stradale è l’interruzione ma, prima di approfondire quest’ultima, mi preme ricordare una sola ipotesi di sospensione:
quando a causa di un sinistro stradale perdano la vita entrambi i genitori di un minore, il diritto al risarcimento danni di quest’ultimo inizierà a decorrere dal 61° giorno successivo alla nomina di un rappresentante o al raggiungimento del 18° anno di età; nel frattempo la prescrizione è sospesa.
Innazitutto vediamo quali sono gli atti attraverso i quali è possibile interrompere la prescrizione.
Per una disamina più articolata, faccio una distinzione tra:
A) danno che scaturisce dall’illecito civile
B) danno da illecito penale
Nel primo caso (A), la prescrizione si interrompe con:
ricognizione del debito (il debitore o, nel caso di sinistro stradale, l’assicurazione ricosce il proprio debito);
atto di messa in mora (l’invio formale, generalmente tramite raccomandata A/R, della richiesta risarcitoria);
inizio processo civile (atto d citazione). In questo caso la prescrizone resta interrotta fino alla sentenza.
Nel secondo caso (B), la prescrizione si interrompe:
messa in mora e ricognizione del debito (per interderci come il caso A);
morte del reo;
costituzione di parte civile (il danneggiato si costituisce nel processo penale per chiedere il risarcimento dei danni civilistici).
CHI PUO’ BENEFICIARE DELLA PRESCRIZIONE LUNGA?
Risposta al quarto quesito.
Tutti le parti (dirette ed indirette) coinvolte in un incidente stradale possono beneficiare della prescrizione lunga?
Oggettivamente questo rappresenta il quesito che più crea problemi in termini di comprensione da parte dei danneggiati, in quanto entrano in gioco nozioni giuridiche del tipo nesso causale ed altre cosucce del genere.
In punto di diritto, la fattispecie è stata spiegata dalla Cassazione con sentenza n. 26958 del 2018 ma, non essendo di facile intelligibilità, cercherò di spiegare i concetti attraverso degli esempi.
Partiamo dal princìpio enunciato dalla Cassazione:
“in tema di diritto al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli, la disposizione del terzo comma dell’art. 2947 cod. civ., che prevede, ove il fatto che ha causato il danno sia considerato dalla legge come reato, l’applicabilità all’azione civile per il risarcimento, in luogo del termine biennale stabilito dal secondo comma dello stesso articolo, di quello eventualmente più lungo previsto per detto reato, è invocabile da qualunque soggetto che abbia subito un danno patrimoniale dal fatto considerato come reato dalla legge, e non solo dalla persona offesa dallo stesso, ove detto danno sia conseguenza risarcibile dello stesso fatto-reato e, dunque, ad esso collegato eziologicamente anche in via mediata e indiretta, secondo il criterio della regolarità causale”.
Faccio degli esempi pratici (ti aiuteranno a capire meglio) dove simulo un incidente tra auto e ciclomotore.
Per convenzione stabilisco che:
l’auto ha sempre torto
il ciclomotore ha sempre ragione
I danni materiali e fisici (tecnicamente definiti nel nostro ordinamento rispettivamente danni patrimoniali e non patrimoniali) riguarderanno sempre il ciclomotore, il proprietario dello stesso, il conducente e altri soggetti diversi dal conducente dell’auto.
1. Incidente stradale tra auto e ciclomotore (conducente e proprietario del ciclomotore sono la stessa persona). Dal sinistro derivano solo danni materiali (ammaccatura del ciclomotore): in questa ipotesi si applica la prescrizione ordinaria pari a 2 anni.
2. Incidente stradale tra auto e ciclomotore (conducente e proprietario del ciclomotore sono la stessa persona). Dal sinistro derivano danni materiali (ammaccatura del ciclomotore) e lesioni personali gravi (fattispecie di reato) del conducente del ciclomotore: in questa ipotesi si applica la prescrizione lunga – 6 anni – sia ai danni materiali che fisici.
3. Incidente stradale tra auto e ciclomotore (conducente e proprietario del ciclomotore non sono la stessa persona). Dal sinistro derivano danni materiali (ammaccatura del ciclomotore) e lesioni personali gravi (fattispecie di reato) del conducente del ciclomotore. In questa ipotesi avremo che:
Il conducente del ciclomotore che ha subìto lesioni personali potrà invocare la prescrizione lunga – 6 anni – sia per i danni fisici (danni non patrimoniali) sia per i suoi danni patrimoniali (esempio il rimborso delle spese mediche);
Il proprietario del ciclomotore potrà invocare solo la prescrizione di 2 anni per il risarcimento dei danni materiali del ciclomotore.
4. Incidente stradale tra auto e ciclomotore (conducente e proprietario del ciclomotore non sono la stessa persona). Dal sinistro derivano danni materiali (ammaccatura del ciclomotore), lesioni personali gravi (fattispecie di reato) del conducente del ciclomotore e danni patrimoniali del datore di lavoro (il conducente del ciclomotore è un lavoratore dipendente). In questa ipotesi avremo:
Il proprietario del ciclomotore potrà invocare solo la prescrizione di 2 anni per il risarcimento dei danni materiali del ciclomotore;
Il datore di lavoro che ha subìto danni patrimoniali (in assenza – per malattia o per infortunio in itinere – del lavoratore, il datore di lavoro ha comunque erogato contributi previdenziali, i ratei del TFR, i ratei delle ferie ecc.) potrà invocare la prescrizione lunga – 6 anni – in quanto il suo danno patrimoniale è conseguenza del fatto-reato che ha generato la malattia o l’infortunio del suo lavoratore.
5. Incidente stradale tra auto e ciclomotore (conducente e proprietario del ciclomotore non sono la stessa persona). Dal sinistro derivano danni materiali (ammaccatura del ciclomotore), lesioni personali gravi (fattispecie di reato) del conducente del ciclomotore, danni patrimoniali del datore di lavoro (il conducente del ciclomotore è un lavoratore dipendente) e danni cosiddetti riflessi dei genitori del conducente.
Questa ipotesi è simile al punto 4 con l’unica differenza che tra i danneggiati ci sono i genitori del conducente, i quali hanno subìto per esempio un danno da lesione del rapporto parentale: anche qui, come prima, questo danno si prescrive in 6 anni in quanto il loro danno non patrimoniale è conseguenza del fatto-reato che ha colpito il loro figlio.
In definitiva, per capire se i titolari del diritto al risarcimento dei danni possano invocare la prescrizione lunga bisognerà verificare che i suddetti danni siano conseguenze dirette del fatto-reato oppure no.
Prima di concludere, mi preme fare una precisazione doverosa in quanto ai più questo concetto sfugge.
Prescrizione lunga senza processo penale
Il danneggiato può invocare la prescrizione più lunga anche quando il processo penale non sia ancora iniziato.
Il giudice civile, durante il processo civile, può accertare se l’illecito configura un reato e, nel caso affermativo, applicare la prescrizione più lunga (tecnicamente si parla di accertamento incidenter tantum – vuol dire che gli effetti di questo accertamento avranno efficacia solo nel processo civile -)
(so che adesso sei un po’ confuso visto che ho tirato in ballo sia il processo penale sia quello civile: non preoccuparti, ai nostri fini poca importa; quello che ti interessa sapere è che il giudice civile ha il potere di verificare se l’illecito civile configura un’ipotesi di reato ).
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P.s. Ancora Dubbi?
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