Source: http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&zoom=&type=show_document&highlight_docid=aza%3A%2F%2F02-12-2003-H_171-2002
Timestamp: 2016-10-24 14:22:31+00:00
Document Index: 118114104

Matched Legal Cases: ['art. 708', 'DTF ', 'art. 82', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 82', 'art. 708', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 738', 'art. 740', 'art. 393', 'art. 740', 'art. 741', 'art. 743', 'art. 743', 'sentenza ', 'art. 52', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 51', 'DTF ', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 52', 'DTF ']

H 171/02 (02.12.2003)
Giudici federali Borella, Presidente, Lustenberger, Gianella, supplente; Sch�uble, cancelliere
Il 28 gennaio 1999 � stata costituita la S.________ SA , con sede a G.________, avente per scopo la costituzione di aziende commerciali, bar, ristoranti, night club e la partecipazione ad altre imprese analoghe, nonch� l'acquisto, la vendita e l'amministrazione di beni immobili all'estero. Amministratore unico con firma individuale ne � stato, dal 9 settembre 1999 all'11 maggio 2000, B.________, di professione fiduciario.
Il 23 giugno 2000 l'Ufficio del registro di commercio di M.________ ha diffidato la S.________ SA in via edittale a ristabilire lo stato legale e statutario. Il 7 agosto seguente la societ� � stata sciolta d'ufficio in applicazione degli art. 708 CO e 86 ORC perch� priva di amministrazione e di ufficio di revisione.
Con decreti pretorili del 17 ottobre 2000 e del 3 gennaio 2001 sono stati dichiarati il fallimento della societ� e la sospensione della liquidazione fallimentare per mancanza di attivi.
A seguito dell'opposizione di B.________, in data 14 dicembre 2001 la Cassa ha promosso nei suoi confronti una petizione al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, chiedendone la condanna al risarcimento del predetto importo - riferito per� al periodo da agosto 1999 ad aprile 2000, considerato che i contributi erano stati pagati fino alla fine di luglio -, sempre in solido con Z.________, il quale, da parte sua, aveva accettato la decisione amministrativa.
Rappresentato dallo studio legale Fabrizio Pessina di Chiasso, l'interessato interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, al quale chiede, in accoglimento del gravame, l'annullamento del giudizio impugnato e la reiezione della petizione. Dei motivi si dir�, in quanto necessario, nei considerandi.
1.2 Oggetto della lite � il risarcimento di danni per il mancato pagamento di contributi AVS/AI/IPG/AD e AF. Ora, per quel che attiene a quest'ultima categoria di contributi, essa � di diritto cantonale, per cui sfugge al controllo giudiziale del Tribunale federale delle assicurazioni (cfr. DTF 124 V 146 consid. 1 e riferimento). Nella misura in cui concerne danni addebitabili al non avvenuto versamento di simili contributi, il ricorso di diritto amministrativo � quindi irricevibile.
Nel proprio gravame, il ricorrente eccepisce in primo luogo la perenzione della pretesa risarcitoria, sostenendo che la Cassa doveva essere a conoscenza del danno al pi� tardi il 7 agosto 2000, quando la S.________ SA veniva sciolta d'ufficio perch� priva di amministrazione e di ufficio di revisione.
2.1 Per l'art. 82 cpv. 1 OAVS il diritto di richiedere il risarcimento di un danno si prescrive quando la cassa di compensazione non lo fa valere mediante una decisione entro un anno dal momento in cui ha avuto conoscenza dello stesso. Questo termine, contrariamente alla lettera del disposto, � di perenzione, la quale, come tale, deve essere accertata d'ufficio (DTF 128 V 12 consid. 5a, 17 consid. 2a, 126 V 451 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate). La cassa � reputata avere conoscenza del danno quando, facendo prova dell'attenzione ragionevolmente esigibile, avrebbe dovuto rendersi conto che le circostanze effettive non permettevano pi� di esigere il pagamento dei contributi, ma potevano giustificare l'obbligo di risarcire il danno (DTF 128 V 17 consid. 2a, 126 V 444 consid. 3a, 452 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate).
Nell'ipotesi di un fallimento, questo momento non coincide necessariamente con quello in cui la cassa ha conoscenza del riparto finale o le � rilasciato un atto di carenza beni; secondo la giurisprudenza, il creditore che intende domandare il risarcimento di una perdita subita in un fallimento o in un concordato con abbandono dell'attivo � sufficientemente a conoscenza del pregiudizio, di regola, quando viene depositata la graduatoria: in quel momento il creditore conosce, o pu� conoscere, l'importo dell'inventario, la propria collocazione nella graduatoria, nonch� il dividendo prevedibile (DTF 128 V 17 consid. 2a, 126 V 444 consid. 3a, 121 III 388 consid. 3b, 119 V 92 consid. 3 e riferimenti ivi citati). Difficilmente, invece, il Tribunale federale delle assicurazioni, conformandosi alla prassi del Tribunale federale (cfr. DTF 116 II 162, 111 II 57 consid. 3a) e in considerazione del breve termine di un anno per fare valere la pretesa di risarcimento danni, ammette di anticipare il dies a quo per la decorrenza di tale termine di perenzione a un momento precedente (DTF 126 V 449 consid. 4d, 121 V 242).
Secondo la prassi di questa Corte, infatti, solo eccezionalmente e in presenza di circostanze particolari, la parte danneggiata pu� acquisire la conoscenza necessaria gi� prima del deposito della graduatoria (DTF 128 V 17 consid. 2a, 121 V 242). In particolare, il Tribunale federale delle assicurazioni ha gi� avuto modo di stabilire come, in caso di rifiuto di omologazione di un concordato con abbandono dell'attivo, la cassa di compensazione creditrice possa essere tenuta ad informarsi sui motivi di tale rifiuto e ad intraprendere, se del caso, le misure necessarie per la salvaguardia del termine di perenzione. La cassa deve in siffatta evenienza mostrarsi attiva e diligente, almeno a partire dal giorno di pubblicazione del dispositivo del giudizio con il quale � stata rifiutata l'omologazione del concordato (VSI 1995 pag. 173 consid. 4d).
2.2 In concreto si tratta quindi di esaminare se il termine di perenzione di un anno giusta l'art. 82 cpv. 1 OAVS possa iniziare a decorrere, come sostiene il ricorrente, gi� a partire dal 7 agosto 2000, ossia dal momento della pubblicazione, nel Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC), della dichiarazione di scioglimento d'ufficio della S.________ SA in quanto priva di amministrazione e di ufficio di revisione.
Qualora la composizione del consiglio di amministrazione di una societ� anonima o il suo modo di rappresentanza non risponda pi� alle disposizioni dell'art. 708 CO, l'ufficiale del registro diffida la societ�, mediante lettera raccomandata od intimazione ufficiale e sotto comminatoria di scioglimento, a porsi in consonanza alla legge entro un congruo termine non inferiore a 30 giorni (art. 86 cpv. 1bis ORC). Se entro il termine assegnato non � stato ottemperato alla diffida, l'ufficiale iscrive lo scioglimento della societ� e ne d� conoscenza alla stessa (art. 86 cpv. 2 ORC).
La societ� entra allora in liquidazione (art. 738 CO), la quale spetta al consiglio di amministrazione, a meno che dagli statuti o da una deliberazione dell'assemblea generale non sia rimessa ad altre persone (art. 740 cpv. 1 CO). In mancanza di liquidatori, l'autorit� tutoria designa, conformemente all'art. 393 n. 4 CC, un curatore su istanza di un creditore o di un azionista (B�rgi, Z�rcher Kommentar, Zurigo 1979, n. 18 seg. all'art. 740 CO e n. 20 all'art. 741 CO).
Inoltre, per l'art. 743 cpv. 1 CO, i liquidatori devono ultimare gli affari in corso, a meno che risulti dal bilancio e dalla diffida ai creditori che gli attivi non sono sufficienti a coprire i debiti della societ�; in questa eventualit� i liquidatori devono informare il giudice che pronuncer� il fallimento (art. 743 cpv. 2 CO). Lo stato di societ� in liquidazione non significa quindi ancora che non vi siano attivi sufficienti per pagare i creditori (sentenza del 5 giugno 2003 in re C. e G., H 268 e 269/01).
2.3 Come appena esposto, lo scioglimento d'ufficio di una societ� non significa ancora l'estinzione della stessa. Con tale istituto si mette fine ad una fase nella dinamica societaria, ma nel contempo viene a crearsi una nuova situazione, vale a dire la fase di liquidazione - in cui la societ� pu� in linea di principio ancora ricostituire i propri organi e recuperare l'operativit� a tutti gli effetti - o, dandosene i presupposti, quella volta verso una fusione (Ruedin, Droit des soci�t�s, Berna 1999, n. 1886).
In concreto dalla documentazione agli atti si evince che il 7 agosto 2000 l'Ufficio del registro di commercio di M.________ ha risolto di sciogliere la S.________ SA , ponendola in liquidazione, perch� priva di amministrazione e di ufficio di revisione. Emerge inoltre che la societ� � poi stata dichiarata fallita il 17 ottobre 2000, mentre non risulta che la Cassa abbia mai ricevuto attestati di carenza di beni.
Ne consegue che la pretesa risarcitoria fatta valere con la decisione amministrativa 15 ottobre 2001 non � perenta.
3.2 Gli argomenti addotti da B.________, in particolare il fatto che la sua era solo una carica meramente formale in quanto a Z.________, proprietario e azionista unico della S.________ SA , serviva - essendo cittadino italiano - una persona svizzera che prestasse il proprio nome per l'amministrazione della societ�, o che, inoltre, subito dopo la costituzione di quest'ultima il citato azionista unico si era fatto rilasciare dal precedente amministratore una procura generale, o che, ancora, egli stesso non aveva nessuna possibilit� n� facolt� di influenzare qualsiasi affare, rimanendo in tal modo al di fuori della gestione in generale e limitandosi in sostanza a tenere la contabilit� della ditta, o che, infine, non aveva nessuna ragione di intervenire e di indagare, poich� Z.________ era estremamente preciso nel suo lavoro, consegnava mensilmente i documenti per la tenuta della contabilit� con riferimento ad ogni dipendente per il quale veniva allegato il foglio paga, con la minuziosa indicazione del salario lordo, dei contributi trattenuti e del salario netto, e la prova tramite assegno dell'avvenuto pagamento, sono ben lungi dal costituire motivo di giustificazione o di discolpa nel senso della giurisprudenza.
3.3 Il ricorrente dimostra di non avere corretta nozione dell'azione di responsabilit� ex art. 52 LAVS, ritenuto che in sostanza si limita a sviluppare argomentazioni del tutto ininfluenti in questa sede, misconoscendo la natura dell'istituto in esame e i doveri che incombono all'amministratore unico di una societ� anonima nell'ambito del prelievo e del versamento dei contributi alle assicurazioni sociali.
Egli incentra la sua tesi difensiva sul ruolo dominante svolto da Z.________, il quale operava in base ad una procura generale rilasciatagli dal precedente amministratore - peraltro mai contestata dal ricorrente -, e sul fatto che il dominus gli consegnava con regolarit� la documentazione ritenuta necessaria per le registrazioni contabili. Non spende per� una parola sulla possibilit� - del tutto concreta e facilmente attuabile ed esigibile nella sua qualit� di amministratore unico con funzioni anche di contabile della societ� - che aveva di controllare materialmente tutta la gestione sia dal profilo amministrativo che contabile, senza limitarsi al vaglio della sola documentazione, peraltro invero minuziosa, riferita alle assunzioni in prevalenza delle cosiddette "artiste" che gli rimetteva Z.________. B.________, in presenza di un significativo movimento di personale assunto, si sarebbe dovuto preoccupare di accertare che i contributi alle assicurazioni sociali fossero regolarmente computati e versati alla Cassa. Egli era tenuto all'esame e all'analisi di tutte le poste utili e necessarie per una corretta tenuta della contabilit� aziendale. Infatti, la documentazione contabile agli atti, bench� apparentemente di una certa consistenza dal profilo quantitativo, evidenzia unicamente la meticolosit� con cui Z.________ assumeva e pagava il personale, nonch� la tenuta dei relativi "quaderni dei salari" e nulla pi�. Mancano per contro tutte le altre poste contabili, ad esempio le entrate della fallita. In particolare e per quanto � qui di rilievo, invano si cercherebbe nei giustificativi contabili la prova dell'avvenuto versamento alla Cassa dei contributi alle assicurazioni sociali, compresi quelli che diligentemente Z.________ provvedeva a trattenere sui salari versati ai dipendenti.
Nemmeno bisogna dimenticare che B.________ - pur sapendo che la S.________ SA gi� era in mora con i contributi assicurativi, avendo personalmente ricevuto la notifica di precetti esecutivi a partire dal gennaio 2000 - ha assunto un'attitudine del tutto passiva, non preoccupandosi di quei segnali che dovevano indurlo ad una valutazione pi� attenta e responsabile degli accadimenti che principiavano a manifestarsi. Invece di attivarsi in modo incisivo, si � limitato a far interporre opposizione ai singoli precetti esecutivi che via via giungevano, inviando poi gli atti amministrativi a Z.________ affinch� provvedesse ai relativi pagamenti, senza per� interessarsi di controllare che venissero effettuati i versamenti dei contributi alle assicurazioni sociali.
Contrariamente all'assunto ricorsuale, non � suscettibile di liberare dagli obblighi di diligenza e di vigilanza che incombono ad un amministratore unico il fatto che questi non abbia effettuato alcuna attivit� per la societ�, come quella, ad esempio, di sottoscrivere contratti di lavoro o di locazione, o che non abbia mai disposto del capitale sociale n� eseguito operazioni bancarie e non si sia mai occupato degli ordini, delle forniture, dell'acquisto e della vendita di merci, ritenuto che, per una regola generale, l'ignoranza della legge non costituisce esimente (DTF 124 V 220 consid. 2b/aa con riferimenti) e che un siffatto comportamento passivo equivale in sostanza alla figura dell'uomo di paglia, che copre verso l'esterno l'attivit� di altri, assumendosene le conseguenze nei confronti dei terzi, cui non � opponibile il patto interno che disciplina inter partes i rapporti tra dominus e organo formale.
B.________, omettendo di controllare l'operato dell'azionista unico ha, per atti concludenti, accettato che esso, quale organo di fatto (cfr. in proposito DTF 114 V 79 consid. 3; Ruedin, op. cit., n. 681 segg.; Forstmoser/Meyer-Hayoz/Nobel, Schweizerisches Aktienrecht, Berna 1996, � 19 n. 18, pag. 175 seg.), si occupasse della gestione e quindi obbligasse la societ� nei confronti di terzi. Tale omissione da parte di un organo formale nel compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nello svolgimento di funzioni amministrative dirigenziali, tanto pi� a chi operi professionalmente in ambito fiduciario-contabile, � risultata causale per il danno poi derivato alla Cassa dal mancato pagamento dei contributi paritetici.
Va ricordato all'insorgente che, accettando a partire dal settembre 1999 il mandato di amministratore unico di una societ� anonima, egli si era assunto anche tutti gli oneri che tale funzione comporta, tra i quali figura pure quello, nel caso di specie, considerate le dimensioni aziendali, di controllare personalmente che venissero pagati con regolarit� i contributi alla Cassa, peraltro gi� prelevati dai salari dei dipendenti in conformit� dell'art. 51 LAVS.
Al riguardo il Tribunale federale delle assicurazioni ha ripetutamente avuto modo di affermare che l'organo di una societ� anonima deve prestare attenzione particolare alla scelta del personale cui viene affidata la gestione degli affari importanti della ditta (cura in eligendo), alle istruzioni che egli d� (cura in istruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). Segnatamente � suo preciso dovere vigilare affinch� i contributi vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a). Tale dovere risulta accresciuto quando si tratti - come in concreto - di un amministratore unico, cui erano noti i vari precetti esecutivi fatti spiccare dalla Cassa per il mancato pagamento degli oneri sociali, ritenuto che se � vero che il medesimo pu� delegare compiti - tra cui anche quello di pagare i contributi - � pure esatto che la delega non lo esime dal vigilare affinch� le funzioni delegate siano effettivamente svolte.
Il ricorrente censura poi l'esattezza dell'entit� del danno oggetto della lite, sostenendo - in via principale - che per il periodo dal 9 settembre 1999 al 30 aprile 2000 i contributi sociali dovuti ammonterebbero a soli fr. 59'472.41, dal momento che non si dovrebbe tener conto degli elevati salari prelevati dal proprietario e datore di lavoro Z.________. In via subordinata, B.________, negando in ogni caso qualsiasi sua responsabilit� per il mancato pagamento dei contributi paritetici maturati prima del 5 gennaio 2000, data in cui la Cassa gli ha notificato il primo precetto esecutivo, � dell'avviso che il danno non possa eccedere l'importo di fr. 32'852.-.
4.2 In concreto, risulta dalla documentazione agli atti che la Cassa ha iniziato a precettare la S.________ SA nel novembre 1999 per contributi impagati riferiti all'agosto 1999 e che essa non ha reso responsabile il precedente amministratore unico in quanto i contributi di luglio 1999, scaduti il 10 agosto successivo, erano poi stati versati, mentre quelli di agosto non erano ancora esigibili al momento delle dimissioni del precedente organo formale (9 settembre 1999). Ora, accertato che il ricorrente riconosce di aver funto da amministratore unico della societ� a partire dal 9 settembre 1999 e fino all'11 maggio 2000, egli � responsabile del danno causato alla Cassa per il mancato pagamento dei contributi riferiti al periodo da agosto 1999 (esigibili a partire dal 10 settembre 1999) fino ad aprile 2000 (esigibili dal 10 maggio 2000), ossia per l'intero importo preteso dalla Cassa.
Occorre infatti rilevare che le decisioni di fissazione dei contributi emanate dall'amministrazione in conformit� dell'art. 25 cpv. 1 OAVS crescono in forza di cosa giudicata se non sono tempestivamente impugnate. Questa Corte, ancora di recente, ha avuto modo di ribadire che un cambiamento - per raffronto ai dati numerici dichiarati o tacitamente ammessi - della base di calcolo dei redditi dei dipendenti pu� essere chiesto solo fino al momento in cui non sia cresciuta in giudicato la decisione amministrativa nella procedura ordinaria di accertamento dei contributi (sentenza del 28 settembre 2001 in re G., H 115/01, consid. 4c).
Perci�, l'argomentazione di B.________ secondo cui sarebbe manifestamente ingiusto ascrivere all'amministrazione formale anche la responsabilit� per i contributi paritetici maturati sul salario definito e percepito dal datore di lavoro stesso, ossia da Z.________, va disattesa, ritenuto che le decisioni della Cassa sono cresciute in giudicato e che dal "quaderno dei salari 1999" emerge con chiarezza che Z.________ era stato annunciato all'amministrazione quale regolare dipendente della fallita. Ove il ricorrente avesse diligentemente controllato tutta la contabilit� della societ� e non si fosse limitato ad esaminare acriticamente la sola documentazione che gli forniva Z.________ - largamente incompleta, come d'acchito doveva risultargli anche ad un sommario esame, e del tutto inidonea per la compilazione in termini esaustivi dei bilanci societari - si sarebbe dovuto e potuto accorgere agevolmente, in ogni caso a partire dal gennaio 2000, quando ricevette il primo precetto esecutivo, che la ditta versava in una situazione poco tranquillizzante dal profilo della corretta amministrazione, i precetti esecutivi costituendo elementi di fondata preoccupazione sulla solidit� finanziaria della societ� anonima. In sostanza, il disinteresse e la completa passivit� manifestata dal ricorrente, troppo fiducioso nella correttezza del dominus Z.________, evidenziano come egli, ancora una volta, abbia omesso di svolgere le incombenze importanti e decisive riconducibili alla sua funzione di amministratore unico di una societ� anonima, determinandone pertanto la responsabilit� giusta l'art. 52 LAVS per l'importo rimasto impagato, relativamente ai contributi di diritto federale.
Infine, a nulla sussidia il fatto che B.________ abbia denunciato Z.________ all'autorit� penale, atteso che per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali non � vincolato dalle constatazioni e dall'apprezzamento del giudice penale, n� per quel che concerne la determinazione delle prescrizioni violate, n� per quel che attiene la valutazione della colpa commessa (DTF 125 V 242 consid. 6a, 111 V 177 consid. 5a e sentenze ivi citate). La questione potr� comunque essere di rilievo nei rapporti interni tra organo formale e materiale per quanto riguarda l'assunzione definitiva del danno: siffatto elemento costituisce per contro res inter alios acta nei confronti della Cassa.