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Timestamp: 2019-09-19 12:58:41+00:00
Document Index: 18999868

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 149', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 150', 'art. 149', 'art. 76', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 150']

Indennizzo diretto. Art.149 DLgs 209/2005, posizione danneggiatoStudio Legale Avv. Paolo Alfano | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
Indennizzo diretto. Art.149 DLgs 209/2005, posizione danneggiato
8 Marzo 2010 Paolo Alfano	Lascia un commento
O. 85/2010 del 24/02/2010
Camera di Consiglio del 16/12/2009, Presidente: AMIRANTE, Redattore: FINOCCHIARO
Oggetto: Responsabilità civile – Risarcimento del danno derivante da sinistro stradale – Azione proposta da soggetto danneggiato da sinistro stradale nei confronti della propria compagnia di assicurazione – Disciplina del sistema di risarcimento diretto introdotto dal Codice delle assicurazioni private – Ritenuta preclusione della possibilità di esercitare la pretesa risarcitoria nei confronti del responsabile civile e della sua compagnia di assicurazione, in linea con il principio generale del ‘neminem laedere’.
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), promosso dal Giudice di pace di Arezzo, nel procedimento civile vertente tra M. Y. e la Toro Assicurazioni s.p.a. ed altro, con ordinanza del 23 settembre 2008, iscritta al n. 69 del registro ordinanze 2009 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 10, prima serie speciale, dell’anno 2009.
Ritenuto che nel corso di un giudizio promosso per il risarcimento del danno subito da M. Y. in un incidente stradale avvenuto il 26 giugno 2007, il Giudice di pace di Arezzo, con ordinanza depositata il 23 settembre 2008, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), per violazione degli artt. 3, 24 e 76 della Costituzione;
che, riguardo alla non manifesta infondatezza della questione, il giudice denuncia: a) il vizio di formazione legislativa, per avere il Consiglio di Stato espresso il parere su uno schema di codice parzialmente diverso da quello poi emanato e privo delle norme relative al risarcimento diretto; b) l’eccesso di delega di cui all’art. 76 Cost., per avere il Governo, introducendo l’azione diretta nei confronti della compagnia di assicurazione del danneggiato, modificato i diritti dei danneggiati, senza che tale facoltà fosse concessa dalla legge delega (legge 29 luglio 2003, n. 229, recante «Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione. – Legge di semplificazione 2001»), che in nessun punto autorizzava ad abrogare la normativa in tema di responsabilità per danni dalla circolazione stradale; c) la violazione dell’art. 3 Cost., per irragionevole disparità di trattamento fra danneggiati; d) la violazione dell’art. 24 Cost., perché ai fini della disciplina del risarcimento diretto, il regolamento adottato in base all’art. 150 prevede che le spese accessorie dovute al danneggiato dall’impresa di assicurazione sono solo quelle relative alle consulenze medico-legali, e non anche quelle di assistenza legale stragiudiziale;
Considerato che il Giudice di pace di Arezzo dubita della legittimità costituzionale dell’art. 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), nella parte in cui disciplina il risarcimento diretto dei danni da circolazione stradale, per violazione dell’art. 76 Cost., per essere stato il decreto legislativo in esame emanato in assenza del parere del Consiglio di Stato, e, inoltre, per aver esorbitato dalla delega contenuta nell’art. 4, comma 1, della legge 29 luglio 2003, n. 229 (Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione. – Legge di semplificazione 2001), operando una revisione abrogativa delle norme preesistenti in tema di responsabilità per danni dalla circolazione; dell’art. 3 Cost., per aver creato irragionevole disparità di trattamento fra danneggiati, assoggettati a diversi trattamenti processuali; nonché dell’art. 24 Cost., per aver previsto l’art. 150 del Codice l’introduzione di un regolamento che esclude il rimborso delle spese di assistenza legale stragiudiziale;
dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 76 della Costituzione, dal Giudice di pace di Arezzo con l’ordinanza indicata in epigrafe.
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