Source: https://fondazionebartololongo.com/2020/01/16/correlazione-tra-uso-del-cellulare-e-tumore-al-cervello-esiste-davvero/
Timestamp: 2020-07-11 13:25:31+00:00
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Correlazione tra uso del cellulare e tumore al cervello. Esiste davvero? – Fondazione Bartolo Longo III Millennio
Per i giudici della Corte d’Appello di Torino, che hanno confermato la sentenza pronunciata nel 2017 dal tribunale di Ivrea, c’è un nesso di causa-effetto tra tumore al cervello e l’abuso del cellulare. Ma cosa dice la scienza?
L’uso prolungato del telefono cellulare può essere la causa dell’insorgenza di neoplasie al cervello. Lo sostiene la Corte d’Appello di Torino che di recente ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea del 2017. La sentenza riguardava il caso sollevato da un dipendente di Telecom Italia, il quale era stato colpito da neurinoma del nervo acustico, una forma benigna di tumore al cervello. Benché la sua natura non sia maligna, i suoi sintomi (tra cui perdita dell’udito e mancanza di equilibrio), specie se gravi, pregiudicano, com’è evidente, gran parte delle attività quotidiane.
Confermata, dunque, stando al caso specifico, la condanna nei confronti dell’Inail, che dovrà corrispondere all’uomo una rendita vitalizia da malattia professionale.
Correlazione tra uso del cellulare e tumore al cervello: cosa dice la scienza?
La decisione riapre, per ora, la discussione sulle conseguenze dell’eccessiva esposizione alle onde elettromagnetiche. L’estate scorsa, infatti, il rapporto Istisan, curato da Istituto Superiore di Sanità (ISS), Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea, non aveva dato conferme sulla correlazione tra l’aumento di insorgenza di tumori al cervello e l’uso prolungato del cellulare.
C’è stato, infatti, un botta e risposta tra l’area giuridica e l’area scientifica sul tema. “Basta usare il cellulare trenta minuti al giorno per otto anni per essere a rischio. La sentenza è storica – fanno sapere i legali dell’uomo -, come lo era stata quella di Ivrea. La nostra è una battaglia di sensibilizzazione: manca informazione, eppure è una questione che interessa la salute dei cittadini”. Di contro, Alessandro Vittorio Polichetti, primo ricercatore dell’ISS, ha voluto smorzare i catastrofismi: “L’ipotesi che l’uso prolungato del cellulare possa causare tumori alla testa non è fondata su una base scientifica. Non esiste alcuna correlazione tra i campi elettromagnetici dei cellulari e l’insorgenza di tumori. Ci sono solo dei sospetti di cancerogenicità ma non confermati“.
“Già nella sentenza di primo grado del 2017 – ricorda Polichetti, esperto di radiazioni elettromagnetiche -, ci esprimemmo sottolineando che la decisione non era fondata su una base scientifica. E, da allora, anche le successive evidenze non hanno fatto altro che confermare questa impostazione, comprese quelle esaminate nel Rapporto Istisan”. “L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) – posegue -, nel 2011 ha classificato, sulla base di studi epidemiologici, i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibili cancerogeni. Questo significa che, di fatto, nessuna correlazione è stata ancora stabilita“.
Alla base della critica della sentenza ci sarebbe, secondo Polichetti, la metodologia applicata per le indagini. “Nel mondo si studia ampiamente questo tema, ma i problemi metodologici sono un limite per tali studi . Problemi – spiega – dovuti al fatto che sono indagini retrospettive condotte su persone che hanno avuto una diagnosi di tumore al cervello e che, nel ricordare l’uso fatto degli smartphone negli anni precedenti, potrebbero esser portate a sovrastimarne l’utilizzo”.
– Prevenzione primaria in Terra dei fuochi.
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