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Timestamp: 2020-08-12 11:42:14+00:00
Document Index: 34769127

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 74', 'art. 133', 'art. 59', 'art. 11', 'sentenza ']

Tar Lombardia - Milano, Sezione Terza, sentenza n. 1378 del 21 maggio 2012
Tema: sistema tariffario integrato area metropolitana (sitam) - tpl
Provvedimento: sentenza n. 1378 del 21 maggio 2012
In Pillole: Il sistema tariffario integrato nell’area metropolitana milanese (SITAM) consente all’utente, in un determinato ambito territoriale, di utilizzare indifferentemente tutti i mezzi di trasporto presenti al suo interno con un unico titolo di viaggio.
Regola: Osta alla riconduzione nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia nell’ambito dei servizi pubblici (art. 133, comma l, lettera c, c.p.a.), il carattere meramente patrimoniale della controversia avente per oggetto la ripartizione degli introiti derivanti dalla gestione del SITAM, dibattendosi unicamente dell’attuazione di obbligazioni pecuniarie (quantificate sulla scorta delle percorrenze rilevate) che, pur avendo la fonte nella convenzione di pubblico servizio, attengono alla sola sfera patrimoniale, senza che siano ravvisabili nella liquidazione delle reciproche spettanze momenti di ponderazione comparativa degli interessi in gioco.
Riferimenti Normativi: L.R. n. 44/1989
I. I ricorsi in epigrafe devono essere riuniti stante l’evidente connessione soggettiva ed oggettiva.
I.1. Il sistema tariffario integrato nell’area metropolitana milanese (SITAM) consente all’utente, in un determinato ambito territoriale, di utilizzare indifferentemente tutti i mezzi di trasporto presenti al suo interno con un unico titolo di viaggio. La relativa disciplina, per la Regione Lombardia, è stata introdotta con L.R. n. 44/1989 (poi sostituita dalla L.R. n. 1/2002), in esecuzione della quale la Provincia di Milano (con deliberazione 19.12.1989) ha delimitato un’area di integrazione tariffaria, assegnando ad ATM (Azienda Trasporti Milanesi S.p.A.) la gestione del sistema tariffario. La Regione Lombardia, con il regolamento 5/2002, ha fissato taluni criteri per la ripartizione uniforme dei ricavi tariffari tra tutti i gestori aderenti all’integrazione tariffaria.
I.2. Il Consorzio Trasporti Pubblici S.p.A. (di seguito: CTP), costituito da sette Comuni, tutti collocati nell’area nord-est di Milano, è stato concessionario delle specifiche “linee di area urbana” esercitate in regime di sub affidamento da ATM e, in misura minore, dalla Società Caronte s.r.l. In data 14.7.1999, ATM e CTP hanno stipulato una convenzione per la gestione del servizio di trasporto relativamente ad alcune linee. La convenzione chiarisce che, nell’eventualità in cui le predette linee fossero state esercite da soggetti diversi da ATM, quest’ultima avrebbe dovuto corrispondere, in accordo con CTP, ai soggetti effettivamente eroganti il servizio gli introiti di gestione dalla stessa percepiti.
I.3. E’ accaduto, però, che gli introiti di tariffazione calcolati da ATM non sono stati condivisi da CTP e dalla società CARONTE. La Provincia di Milano, sollecitata a fornire gli opportuni chiarimenti in ordine ai criteri ed alle modalità di applicazione dei modelli tariffari, ha invitato gli enti interessati ad una conferenza preliminare. In data 31.8.2008, si riunivano, quindi, il Segretario Generale della Provincia di Milano, nonché i rappresentanti di ATM ed ATM Servizi, del Comune di Segrate, di CTP, impegnandosi ciascuno in relazione alle proprie competenze, a dare attuazione a quanto definito all’esito dei lavori del tavolo. In data 25.11.2008 è stata redatta la relazione conclusiva del tavolo per la definizione delle obbligazioni SITAM, nella quale si dava atto che, in base alla documentazione esaminata, si era accertato che i servizi di trasporto resi dalle Società Caronte e CTP risultano ricompresi nel contesto del sistema tariffario integrato SITAM. In data 26.11.2008, il Presidente della Provincia di Milano ha fatto proprie le risultanze emerse a seguito dell’istruttoria compiuta dal tavolo arbitratore.
I.4. In sintesi, A.T.M. (con ricorso NRG 72/2009) ed il Comune di Milano (con ricorso NRG 567/2009) hanno impugnato: - la nota del Presidente della Provincia del 30.6.2008, con cui è stato avviato il tavolo arbitratore; - la nota del Presidente della Provincia del 26.11.2008 di recepimento delle conclusioni del tavolo arbitratore; - la nota del 7 gennaio 2009 con la quale la Provincia ha esplicitato le conclusioni del tavolo arbitratore specificando le somme dovute da A.T.M.; - la D.G.P. n. 22/2009 di recepimento da parte della Giunta delle note citate. La successiva deliberazione della Giunta della Provincia di Milano n. 361/2010, la quale ha ritenuto di rettificare la precedente deliberazione n. 22/09 escludendo che quest'ultima “possa costituire, a qualsiasi titolo, fonte di diritti e/o obblighi per alcuna delle parti”, è stata poi gravata da Caronte (con ricorso R.G. 2703/10).
Sul contraddittorio istauratosi, la causa è stata discussa e decisa con sentenza definitiva all’odierna udienza del 29 febbraio 2012. Di seguito le motivazioni rese nella forma redazionale semplificata di cui all’art. 74 c.p.a.
II. I ricorsi, da posizioni diverse, censurano la legittimità (ovvero il cattivo uso del potere) delle note emesse a seguito della conclusione del tavolo arbitratore instaurato dalla Provincia di Milano, per tentare di comporre bonariamente la controversia sorta tra ATM, CARONTE, CTP, circa il riparto dei ricavi derivanti dai titoli di viaggio effettuati dalle due società e gestiti da A.T.M.
II.1. Orbene, per affermare l’esistenza di un onere di tempestiva impugnazione, alla stregua dei principi che regolano l’ammissibilità del ricorso giurisdizionale, è dirimente la sussistenza di una lesione concreta ed attuale della situazione soggettiva dell’interessato che determini, a sua volta, la sussistenza di un interesse attuale all’impugnazione. Nella specie, l’iniziativa del Presidente della Provincia, integrando una mera interposizione di buoni uffici, non costituiva esercizio di alcun potere amministrativo “impositivo” dei rapporti economici di dare ed avere sussistenti tra gli operatori del sistema di trasporto integrato.
II.2. Invero, anche riguardate sotto la lente del diritto privato, le note impugnate non potevano spiegare alcun effetto negoziale di accertamento o transattivo, non essendo stato il Presidente della Provincia investito (dalle parti litiganti) di alcun mandato a transigere; neppure era stato lui conferito un incarico di arbitraggio. Del lodo arbitrale, poi, facevano difetto (oltre che un valido compromesso) i requisiti di forma e di sostanza. Il che rende evidente come la successiva deliberazione provinciale, impugnata da Caronte, non rivesta valenza provvedimentale, ma presenti portata meramente dichiarativa e ricognitiva della reale natura della deliberazione 22/09, con disconoscimento di qualsivoglia efficacia di accertamento delle reciproche posizioni delle parti.
II.3. In definitiva, l’assenza di qualunque effetto immediatamente lesivo, sia sul piano giuridico che su quello economico, determina l’inammissibilità dei ricorsi giurisdizionali con riguardo alle censure volte a stigmatizzare il presunto cattivo uso del potere.
III. A questo punto, interpretato il restante petitum sostanziale del ricorso di ATM come volto anche all’accertamento negativo delle somme indicate dal Presidente della Provincia come da lei dovute (come sembrerebbe desumersi dalle conclusioni del ricorso introduttivo), non sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo. Osta alla riconduzione nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia nell’ambito dei servizi pubblici (art. 133, comma l, lettera c, c.p.a.), il carattere meramente patrimoniale della controversia avente per oggetto la ripartizione degli introiti derivanti dalla gestione del SITAM, dibattendosi unicamente dell’attuazione di obbligazioni pecuniarie (quantificate sulla scorta delle percorrenze rilevate) che, pur avendo la fonte nella convenzione di pubblico servizio, attengono alla sola sfera patrimoniale, senza che siano ravvisabili nella liquidazione delle reciproche spettanze momenti di ponderazione comparativa degli interessi in gioco.
III.1. Declinata la giurisdizione, occorre dar seguito alle statuizioni delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (22 febbraio 2007, n. 4109) e della Corte costituzionale (12 marzo 2007, n. 77), dal ultimo fatte proprie anche dal legislatore (art. 59 l. 69/2009 ed ora art. 11 c.p.a.), secondo cui, allorquando un giudice declini al propria giurisdizione affermando quella di un altro giudice, il processo può proseguire innanzi al giudice fornito di giurisdizione e rimangono salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda proposta davanti al giudice incompetente in punto di giurisdizione così evitando l’inaccettabile conseguenza di un processo che si debba concludere con una sentenza che confermi soltanto la giurisdizione del giudice adito senza decidere sull’esistenza o meno della pretesa.
III.2. In definitiva, il Tribunale dichiara il proprio difetto di giurisdizione in favore del Tribunale civile. Per la riassunzione davanti al giudice ordinario è fissato per legge il termine perentorio, fino alla scadenza del quale saranno salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda, di tre mesi decorrenti dal passaggio in giudicato della presente decisione.
IV. Residua la questione delle spese di lite per le quali è opportuno provvedere alla compensazione integrale tra le parti, attesa, da un lato, la particolarità della questione; dall’altro, considerate le incertezze interpretative che, da sempre, accompagnano l’applicazione dei criteri di riparto degli affari tra le diverse giurisdizioni.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sui ricorsi riuniti, come in epigrafe proposti:
DICHIARA inammissibili i ricorsi nei termini di cui in motivazione.
DICHIARA il proprio difetto di giurisdizione in favore del Tribunale ordinario sulla domanda di accertamento negativo delle somme indicate dal Presidente della Provincia come dovute da ATM;
COMPENSA interamente le spese di lite tra le parti.