Source: https://www.federnotizie.it/la-rideterminazione-del-valore-delle-partecipazioni-societarie-anno-2017/
Timestamp: 2018-10-19 05:17:38+00:00
Document Index: 74539581

Matched Legal Cases: ['art. 1', '§ 11', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 68', 'art. 68']

La rideterminazione del valore delle partecipazioni societarie - Anno 2017
Argomento: Novità normative Pubblicato il 18 gennaio 2017 da Giovanni Rizzi Stampa
Con la legge stabilità 2017, art. 1, c. 555, legge 11 dicembre 2016 n. 232 è stata riproposta la possibilità di affrancamento delle plusvalenze relative a partecipazioni societarie (non negoziate in mercati regolamentari) applicando, come nel periodo di imposta 2016, un’aliquota unica (pari all’8%) sia per le partecipazioni qualificate che per le partecipazioni non qualificate (nel 2015, invece, erano previste due distinte aliquote: il 4% per le partecipazioni non qualificate, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-bis, del Testo unico delle imposte sui redditi DPR. 917/1986, e l’8% per le partecipazioni qualificate, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c), del Testo unico delle imposte sui redditi DPR. 917/1986).
Pertanto, sulla base delle nuove disposizioni, si potranno affrancare, sino al 30 giugno 2017, le partecipazioni societarie (non negoziate in mercati regolamentati) possedute alla data del 1 gennaio 2017 e ciò pagando l’8% del valore delle partecipazioni stesse alla data 1 gennaio 2017 risultante da apposita perizia da effettuarsi entro il 30 giugno 2017.
L’imposta sostitutiva deve essere pagata o in un’unica soluzione entro il suddetto termine del 30 giugno 2017 o può essere rateizzata in tre rate annuali di pari importo con scadenza 30 giugno 2017, 30 giugno 2018 e 30 giugno 2019 (sull’importo delle rate al 30 giugno 2018 ed al 30 giugno 2019 sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo). La rideterminazione dei valori e la conseguente obbligazione tributaria si considerano perfezionate con il versamento dell’intero importo dell’imposta sostitutiva, ovvero, in caso di pagamento rateale, con il versamento della prima rata (cfr. Circolare Agenzia delle Entrate n. 20/E del 18 maggio 2016, § 11).
Con la surrichiamata disposizione è stato, pertanto, disatteso l’indirizzo in precedenza formulato dall’Agenzia delle Entrate, che nel caso di nuova rideterminazione del valore escludeva in modo tassativo la possibilità di compensazione con l’imposta sostitutiva già pagata in precedenza ammettendo solo la possibilità del rimborso. Il principio fissato dalla Agenzia delle Entrate nelle suddette circolari è stato così disatteso e superato dal Dl. 70/2011 in senso decisamente più favorevole per il contribuente, che anziché attendere il rimborso (peraltro non più possibile decorsi i 48 mesi dal pagamento) può recuperare immediatamente quanto già in precedenza pagato mediante la compensazione (la differenza da compensare potrebbe comunque essere rilevante, in quanto sull’intero valore al 1 gennaio 2017 va applicata l’aliquota dell’8%, mentre in caso di rivalutazione eseguite sino al 30 giugno 2014, al valore periziato, si applicava l’aliquota del 2% se partecipazioni non qualificate e l’aliquota del 4% se partecipazioni qualificate; in caso di rivalutazione eseguite nel corso del 2015, al valore periziato, si applicava l’aliquota del 4% se partecipazioni non qualificate e l’aliquota dell’ 8% se partecipazioni qualificate, per le quali soltanto una nuova rideterminazione del valore comporterebbe, pertanto, il pagamento dell’8% sulla sola differenza tra il nuovo ed il precedente valore).
–l’art. 7, comma 2, lett. ee) D.L. 70/2011 fa riferimento ai soggetti che si sono avvalsi della rideterminazione dei valori di acquisto di cui all’art. 7 legge 28.12.2001 n. 448 ed appare quindi “collegata” a quest’ultima disposizione piuttosto che alla disposizione dell’art. 2, comma 2 lett. dd), DL. 70/2011;
– da chi deve vendere a prezzo superiore a quello che risulta da una precedente rideterminazione (pagherà la differenza tra l’importo pari all’8% del nuovo valore rideterminato e l’imposta pagata in precedenza; esempio: rivalutazione per partecipazione qualificata al 1 gennaio 2010 su valore di €. 500.000,00; imposta pagata al 4%: €. 20.000,00 – rivalutazione al 1 gennaio 2017 su valore di €. 600.000,00 – imposta all’8%: €. 48.000,00 – imposta dovuta €. 48.000,00 – €. 20.000,00 = €. 28.000,00 – rivalutazione per partecipazione non qualificata al 1 gennaio 2010 su valore di €. 500.000,00; imposta pagata al 2%: €. 10.000,00 – rivalutazione al 1 gennaio 2017 su valore di €. 600.000,00 – imposta all’8%: €. 48.000,00 – imposta dovuta €. 48.000,00 – €. 10.000,00 = €. 38.000,00).
Da segnalare che con la Circolare Agenzia delle Entrate n. 27/E del 9 maggio 2003 si è precisato che in caso di consolidazione dell’usufrutto alla nuda proprietà nel corso del 2003 il valore affrancabile è quello della nuda proprietà al 1 gennaio 2003 (ed ora in base all’ultima norma deve ritenersi che in caso di consolidazione dell’usufrutto alla nuda proprietà dopo il 1 gennaio 2017 il valore affrancabile sia quello della nuda proprietà al 1 gennaio 2017)
La perizia di stima, dalla quale deve risultare il valore rideterminato alla data del 1 gennaio 2017, deve essere redatta da soggetti iscritti all’albo dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali nonché nell’elenco dei revisori contabili (così dispone l’art. 5 legge 28 dicembre 2001 n. 448); si rammenta inoltre che l’art. 1, comma 428, della legge 30 dicembre 2004 n. 311 ha ampliato la platea dei soggetti abilitati alla redazione della perizia giurata di stima del valore dei terreni ai fini dell’affrancamento delle plusvalenze, ricomprendendovi anche i periti regolarmente iscritti alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ai sensi del testo unico di cui al regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011.
Se ci vi vuole avvalere della procedura di rideterminazione del valore delle partecipazioni in vista di un atto di trasferimento, non è necessario che la perizia sia necessariamente predisposta prima della stipula dell’atto stesso, ma è sufficiente che la stessa sia predisposta entro il termine di scadenza del 30 giugno 2017 e quindi anche successivamente all’atto di cessione (in questo senso la Circolare Agenzia delle Entrate n. 47/E del 5 giugno 2002).
(i) in caso di donazione, il donatario subentra anche nella posizione fiscale del donante, potendo in tal modo avvalersi, in caso di successiva cessione della partecipazione, del valore risultante dalla rideterminazione a suo tempo posta in essere dal donante; in questo senso l’art. 68, c. 6, T.U.I.R. (D.P.R. 22.12.1986 n. 917) che così dispone: “Nei casi di acquisto per donazione si assume come costo il costo del donante”.
– Tizio nel 2010 ha rivalutato la propria partecipazione al capitale di Alfa srl (valore in perizia 1000);
– Tizio nel 2011 ha donato detta partecipazione a Caio; valore dichiarato in atto (pari al valore contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato): 600;
– Caio vende nel 2017 la partecipazione suddetta al prezzo di 1200; la plusvalenza realizzata da Caio è pari a 200 [1200 (prezzo cessione) – 1000 (valore rideterminato dal donante Tizio) = 200].
In pratica con la donazione non si perdono gli effetti di un’eventuale rivalutazione posta in essere dal donante. Ovviamente il donatario potrà, nel caso di specie, procedere, se ritenuto opportuno, ad una nuova perizia, per fissare il valore della partecipazione alla data del 1 gennaio 2017 e quindi azzerare la plusvalenza (probabilmente con possibilità di portare a scomputo dell’imposta sostitutiva dovuta quanto aveva a suo tempo pagato a titolo di imposta sostitutiva il donante, dato che il donatario subentra nell’intera posizione fiscale del donante, anche se sul punto non esistono istruzioni e/o indicazioni dell’Amministrazione Finanziaria);
(ii) in caso di successione mortis causa, l’erede invece non subentra nella posizione fiscale del donante e non potrà quindi avvalersi, in caso di successiva cessione della partecipazione, del valore risultante dalla rideterminazione a suo tempo posta in essere dal decuius; il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione non sarà per l’erede quello maturato in capo al decuius ma corrisponderà al valore della partecipazione indicato nella dichiarazione di successione (valore che potrà essere notevolmente inferiore a quello derivato dalla rivalutazione posta in essere dal defunto dato che ai fini dell’imposta di successione il valore da indicare è quello contabile, risultante dall’ultimo bilancio approvato, escluso il valore di avviamento); in questo senso l’art. 68, c. 6, T.U.I.R. (D.P.R. 22.12.1986 n. 917) che così dispone: “Nel caso di acquisto per successione si assume come costo il valore definito o, in mancanza, quello dichiarato agli effetti dell’imposta di successione”.
– Tizio nel 2011 è deceduto e detta partecipazione si è devoluta a favore del proprio erede Caio; valore dichiarato nella dichiarazione di successione (pari al valore contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato): 600;
– Caio vende nel 2017 la partecipazione suddetta al prezzo di 1200; la plusvalenza realizzata da Caio è pari a 600 [1200 (prezzo cessione) – 600 (valore denunciato ai fini dell’imposta di successione) = 600].
In pratica con la morte del titolare della partecipazione societaria si perdono gli effetti di un’eventuale rivalutazione dallo stesso posta in essere. Ovviamente l’erede potrà nel caso di specie procedere ad una nuova perizia, per fissare il valore della partecipazione alla data del 1 gennaio 2017 e quindi azzerare la plusvalenza (ovviamente senza poter portare a scomputo dell’imposta sostitutiva dovuta quanto aveva a suo tempo pagato a titolo di imposta sostitutiva il defunto).
ATTENZIONE: se la donazione è stata posta in essere o la successione si è aperta dopo il 1 gennaio 2017, il donatario e/o l’erede non possono procedere alla rivalutazione ai sensi della disposizione in commento, in quanto la condizione per avvalersi di tale rivalutazione è il possesso della partecipazione societaria alla data del 1 gennaio 2017. Pertanto se donatario e/o erede dovessero procedere alla cessione a terzi della quota societaria dovranno calcolare la plusvalenza sulla base del costo di acquisto riconosciuto al donante (nel caso della donazione) ovvero del valore indicato ai fini dell’imposta di successione (nel caso della successione mortis causa).
E’ possibile procedere alla vendita di una partecipazione societaria ad un prezzo inferiore a quello risultante dalla perizia, senza che sia a tal fine necessario procedere ad una nuova rideterminazione del valore con nuova perizia. Il cedente potrà anche in questo caso avvalersi della rivalutazione a suo tempo posta in essere, con la conseguenza che la cessione non genererà alcuna plusvalenza tassabile (posto che il prezzo risulterà inferiore al costo fiscalmente riconosciuto a seguito della rivalutazione eseguita).
Non sussistono per l’ipotesi della cessione di partecipazioni societarie i problemi sollevati invece nell’ipotesi di cessione di terreni a prezzo inferiore a quello di perizia. Infatti nella norma relativa alla cessione di partecipazioni non è previsto che il valore risultante dalla perizia di rideterminazione operi anche come “valore minimo di riferimento” ai fini dell’imposta di registro (e ciò per il semplice motivo che gli atti di cessione di partecipazioni societarie sono soggetti ad imposta fissa di registro), come invece previsto nella norma relativa ai terreni, circostanza questa che ha indotto l’Amministrazione finanziaria ad adottare diverse e più restrittive interpretazioni per il caso della cessione di terreni a prezzo inferiore a quello di perizia.
Art.1, comma 555, legge 11 dicembre 2016 n. 232
555. Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni, edificabili o con destinazione agricola, rideterminati con le modalità e nei termini indicati dal comma 2 dell’articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, come modificato dal comma 554 del presente articolo, le aliquote delle imposte sostitutive di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono pari entrambe all’8 per cento e l’aliquota di cui all’articolo 7, comma 2, della medesima legge è raddoppiata.
partecipazioni societarie, rideterminazione
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