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Timestamp: 2019-06-18 07:25:24+00:00
Document Index: 132334890

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 126', 'art. 180', 'art. 13']

QUESITO: l'obbligo del proprietario di "conoscere" il conducente ... riflessioni e limiti | Passiamo
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QUESITO: l’obbligo del proprietario di “conoscere” il conducente … riflessioni e limiti
Da Redazione su	 6 Dicembre 2014 0 Commenti
La sentenza della Cass. Civile, Sez.II, n. 24457 del 02.12.2010 si può estendere a tutte le infrazioni del codice della strada per quanto riguarda l’obbligo del proprietario di fornire le generalità del conducente?
Più precisamente, anche per l’art. 15 comma1, lett.f o lett. f bis, ai fini della individuazione del responsabile della condotta illecita?
A beneficio di tutti rappresentiamo che, la sentenza indicata nel quesito, per la parte che qui interessa, testualmente recita: “… alla luce del principio affermato da Cass., n. 13748 del 2007 (ribadito da Cass., n. 12842 del 2009), secondo cui «in tema di violazioni alle norme del codice della strada, con riferimento alla sanzione pecuniaria inflitta per l’illecito amministrativo previsto dal combinato disposto degli art. 126 bis C.d.S., comma 2, penultimo periodo, e dell’art. 180 C.d.S., comma 8, il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l’identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell’eventuale incapacità d’identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull’affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l’identità del conducente”.
Detta affermazione mi sembra sempre pacificamente esportabile nel contesto di un eventuale contenzioso, fermo restando che non è scontato che il giudice di pace se ne convinca, a fronte di una eventuale eccezione sul motivo de qua.
Sul piano pratico (quello dell’accertamento delle violazioni) non troverei corretto né finalisticamente utile sanzionare –senza alcun approfondimento investigativo- il proprietario di un veicolo il cui conducente abbia abbandonato o scaricato rifiuti (et similia). Preferirei, invitarlo a rendere dichiarazione; del caso le assumerei ex art. 13 L.689/1981, contestando al proprietario la fonte di prova da cui deduco la relazione tra veicolo ed infrazione; attenderei una dichiarazione (eventualmente confessoria) e, all’esito (quale esso sia) contesterei la violazione immediatamente, anche in caso di estraneità alla violazione del prevenuto, come obbligato in solido, salva la ricerca ulteriore del trasgressore.
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