Source: http://legislazionetecnica.it/4692507/prd/approfondimento/inadempimenti-dell%E2%80%99appaltatore-e-conseguenze-negli-appalti-pubblici
Timestamp: 2019-01-18 09:59:02+00:00
Document Index: 73944873

Matched Legal Cases: ['art. 134', 'art. 109', 'art. 134', 'art. 5', 'art. 298', 'art. 244', 'art. 133', 'art. 133', 'art. 115', 'art. 133', 'art. 21', 'art. 134', 'art. 140', 'art. 135', 'art. 40', 'art. 6', 'art. 57']

Nel procedimento di affidamento di lavori pubblici le pubbliche amministrazioni se, stipulato il contratto di appalto, rinvengano sopravvenute ragioni di inopportunità della prosecuzione del rapporto negoziale, non possono utilizzare lo strumento pubblicistico della revoca dell’aggiudicazione ma devono esercitare il diritto potestativo regolato dall’art. 134 D. Leg.vo 163/2006, poi art. 109 del D. Leg.vo 50/2016.
Nel procedimento di affidamento di lavori pubblici le pubbliche amministrazioni se, dopo aver stipulato il contratto di appalto, rinvengono sopravvenute ragioni di inopportunità della prosecuzione del rapporto negoziale, non possono utilizzare lo strumento pubblicistico della revoca dell’aggiudicazione, ma devono esercitare il diritto potestativo disciplinato dall’art. 134 del D. Leg.vo 163/2006.
Appalti e contratti pubblici - Esecuzione del contratto - Clausola penale - Individuazione della disciplina di riferimento - Termine entro cui va irrogata - Ha natura perentoria.
Nell’ordinamento dei contratti pubblici, la penale per gli appalti di servizi e forniture non trova una disciplina compiuta. In particolare, l'art. 5 del D. Leg.vo 163/2006, lettera m) demanda alla disciplina regolamentare l'individuazione dell'entità delle penali e le modalità applicative, e l'art. 298 del D.P.R. 207/2010, stabilisce che “I contratti precisano le penali da applicare nel caso di ritardato adempimento degli obblighi contrattuali, in relazione alla tipologia, nonché all'entità e alla complessità della prestazione, nonché al suo livello qualitativo”. In difetto di una regolamentazione di carattere generale, le penali negli appalti pubblici di servizi e forniture sono disciplinate da regolamenti e capitolati speciali in vigore per le singole amministrazioni e in via residuale dalla disciplina recata dal codice civile per la clausola penale. La clausola penale è sempre suscettibile del sindacato del giudice sulla sproporzione in rapporto all'entità del contratto e al danno effettivamente subito e alle altre modalità applicative. La natura perentoria del termine entro cui la penale va irrogata si desume dalla funzione perseguita dalle parti con la previsione di tale patto accessorio.
Nell'ambito della disciplina privatistica dell'appalto, mentre è preclusa al committente la facoltà di risolvere unilateralmente il contratto per inadempimento dell'appaltatore, non essendo egli titolare di poteri di autotutela, l'esercizio del diritto di recesso non è subordinato a particolari presupposti, ma può aver luogo per qualsiasi causa, il cui accertamento non è neppure richiesto ai fini della legittimità del recesso, non essendo configurabile un diritto dell'appaltatore alla realizzazione dell'opera o allo svolgimento del servizio, la cui prosecuzione risponde esclusivamente all'interesse del committente, e richiedendosi a tal fine soltanto la corresponsione di un indennizzo a favore dell’appaltatore.
2. Va richiamato il netto discrimine che l'art. 244 del D. Leg.vo 163/2006 (Codice dei contratti pubblici) e l'art. 133 del D. Leg.vo 104/2010 (Codice del processo amministrativo), comma 1, lettera e), introducono tra la fase della scelta del contraente con la pubblica amministrazione, retta da norme c.d. “di azione” che involgono un sindacato proprio della discrezionalità amministrativa devoluto al giudice amministrativo, e la fase dell'esecuzione del contratto conseguente a tale scelta, concettualmente non diverso dai contratti stipulati tra i soggetti privati e - pertanto - naturalmente ricadente nella giurisdizione del giudice ordinario. Nell'ambito dell'esecuzione del contratto le uniche ipotesi di devoluzione della materia alla cognizione del giudice amministrativo sono tassativamente individuate dalla susseguente lettera f) dello stesso comma 1 dell’art. 133 del D. Leg.vo 104/2010, contemplante le controversie relative al divieto di rinnovo tacito dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture, relative alla clausola di revisione del prezzo e al relativo provvedimento applicativo nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, nell'ipotesi di cui all'art. 115 del D. Leg.vo 163/2006, nonché quelle relative ai provvedimenti applicativi dell'adeguamento dei prezzi ai sensi dell'art. 133 del D. Leg.vo 163/2006 medesimo, commi 3 e 4. Per il recesso - viceversa - permane la giurisdizione del giudice ordinario trattandosi di disciplina legislativa che comunque configura tra le parti una posizione paritetica.
Appalti e contratti pubblici - Revoca dell'aggiudicazione - Dopo la stipulazione del contratto - Inapplicabilità - Recesso della stazione appaltante - Applicabilità.
I poteri generali di autotutela dell’amministrazione, in una vicenda contrattuale, comportano la possibilità: a) della revoca, nella fase procedimentale e fino alla stipulazione del contratto; b) dell’annullamento dell’aggiudicazione definitiva, anche dopo la stipulazione del contratto; c) del recesso della stazione appaltante quando si verifichino i presupposti previsti dalla normativa antimafia. Nel procedimento di affidamento di lavori pubblici, le pubbliche amministrazioni, se in seguito alla stipula del contratto di appalto rinvengano sopravvenute ragioni di inopportunità della prosecuzione del rapporto negoziale, non possono utilizzare lo strumento pubblicistico della revoca dell’aggiudicazione - previsto dall’art. 21-quinquies della L. 241/1990 - ma devono esercitare il diritto potestativo di recesso regolato dall’art. 134 del D. Leg.vo 163/2006.
Il progressivo interpello dei soggetti che hanno partecipato ad una gara pubblica, previsto dall'art. 140 del D. Leg.vo 163/2006 (Codice dei contratti pubblici), per il caso di fallimento dell'aggiudicatario e di risoluzione del relativo contratto, non costituisce una nuova gara, ma un ulteriore segmento dell'originaria procedura d'affidamento, della quale assorbe tutti gli atti e gli adempimenti presupposti.
1. In caso di risoluzione contrattuale l'impresa non aggiudicataria, non può mai confidare nel subentro automatico nel contratto, l’eventuale risoluzione infatti implica l’apertura di una nuova fase di evidenza pubblica per la scelta del contraente.
2. Come stabilito dal Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice dei contratti agli artt. 297 e segg., nonché dallo stesso D.Lgs. n. 163/2006 agli artt. da 135 a 140, nell’esecuzione dei contratti pubblici spetta alla Stazione Appaltante il compito di esercitare un controllo continuo “sull’esecuzione” del contratto, al fine di verificare la piena e corretta attuazione dell’impegno preso dall’appaltatore. Qualora da tali verifiche emergano inadempimenti, il committente può far valere le specifiche previsioni che aveva stabilito nella normativa di gara e in sede contrattuale. La lex specialis deve essere sufficientemente dettagliata e particolareggiata, in ordine a modalità e tempi delle verifiche da effettuare, stabilire con precisione i “range” di tolleranza di eventuali difformità del prodotto che la stazione appaltante intende accordare, nonché tempi certi concessi per consentire al fornitore di adeguarsi ai maggiori standard offerti in sede di gara.
Lavori di ristrutturazione e potenziamento infrastrutture della Caserma Farinati, Marina Militare di Taranto.
La Stazione Appaltante è tenuta a controllare in maniera periodica, ai sensi dell’art. 135, comma 1-bis del d.lgs. n. 163/06, il Casellario informatico dell’Autorità (determinazione n. 6/2010). In particolare al RUP e al D.L. spetta il compito di vigilare sul corretto andamento dei lavori e sul permanere in capo ai soggetti esecutori dei requisiti necessari per l’esecuzione degli stessi. Il requisito della qualificazione risultante dall’attestazione SOA deve sussistere al momento della scadenza per la presentazione delle offerte, permanere per tutta la durata del procedimento di gara e, in caso l'impresa risulti aggiudicataria, per tutta la durata dell'appalto. Anche la giurisprudenza afferma che «vige infatti, in materia di accertamento dei requisiti di ordine speciale per il conseguimento degli appalti di lavori pubblici, il principio secondo cui le qualificazioni richieste dal bando debbono essere possedute dai concorrenti non solo al momento della scadenza del termine per la presentazione delle offerte, ma anche in ogni successiva fase del procedimento di evidenza pubblica e per tutta la durata dell’appalto, senza soluzione di continuità. Detto principio risponde ad esigenze di certezza e funzionalità del regime di qualificazione obbligatoria, imperniato sul rilascio da parte degli organismi di attestazione di certificati che costituiscono condizione necessaria e sufficiente per l’idoneità ad eseguire lavori pubblici».
Indicazioni operative alle stazioni appaltanti e alle SOA in materia di controllo sui certificati di esecuzione dei lavori e sull’applicazione dell’articolo 135, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 163/2006.
L’art. 40, comma 3, lettera b), del D.Leg.vo 163/2006 prevede l’obbligo per le stazioni appaltanti di trasmettere copia dei certificati di esecuzione dei lavori all’Autorità la quale, per il tramite dell’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, li mette a disposizione delle Società Organismi di Attestazione (SOA) ai fini dell’assolvimento del compito di attestare nei soggetti qualificati l’esistenza, tra gli altri, dei requisiti tecnico organizzativi.
L’Autorità ribadisce l’obbligo in capo alle stazioni appaltanti, in conseguenza della disposizione sopra citata, di controllare in maniera periodica il Casellario informatico dell’Autorità, al fine di accertare eventuali intervenute dichiarazioni di decadenza delle attestazioni di qualificazione delle imprese appaltatrici per false dichiarazioni e, in caso di riscontro positivo, procedere alla risoluzione del contratto. L’Autorità chiarisce inoltre che le SOA, qualora copia dei certificati di esecuzione dei lavori presentati dalle imprese ai fini del rilascio dell’attestazione di qualificazione, ed emessi prima del 01/07/2006, non risulti inserita nell’Osservatorio presso l’Autorità, debbono invitare le stazioni appaltanti a controllare e confermare la veridicità di detti certificati di esecuzione dei lavori nel termine di 20 giorni dalla richiesta, utilizzando la comunicazione-tipo allegata alla Determinazione in commento, pena l’applicazione nei confronti della stazione appaltante della sanzione di cui all’art. 6, comma 11, del D. Leg.vo 163/2006.
Quanto invece ai certificati rilasciati dopo il 01/07/2006, le SOA dovranno in ogni caso segnalare all’Autorità il mancato invio di copia degli stessi da parte della stazione appaltante ai fini dell’adozione dei provvedimenti sanzionatori.
Esercizio del diritto di recesso della Stazione appaltante - Necessità che la diversa valutazione sia adeguatamente circostanziata.
Risulta conforme alla vigente normativa, in presenza di nuove valutazioni del pubblico interesse, la rescissione, totale o parziale, da parte della stazione appaltante, di un contratto già stipulato. Date le possibili conseguenze sul pubblico erario, le nuove valutazioni devono essere adeguatamente circostanziate e deve essere messo in evidenza se siano dovute a nuovi fatti intervenuti o ad una diversa valutazione delle circostanze e se la diversa valutazione è stata determinata da eventuali atti e comportamenti non regolari posti in essere ad uno o più dei soggetti coinvolti nel procedimento. Ai fini dell’affidamento allo stesso appaltatore dei lavori necessari per completare la parte di opera già realizzata può ritenersi applicabile l’art. 57, comma del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, nel rispetto dei limiti di importo ivi previsti.
Appalti e contratti pubblici - Responsabilità erariale - Mancata applicazione di penali contrattuali relativamente ad episodi di inadempienza - Sussistenza.
Nell’esercizio del potere/dovere di applicare la sanzione, l’unico momento discrezionale per il responsabile del procedimento sta nella valutazione dei fatti e nell’accertamento della loro gravità. Una volta accertati tali elementi, la applicazione della sanzione penale costituisce necessaria riparazione del danno arrecato a tali interessi, comportamento dovuto la cui omissione costituisce comportamento gravemente colposo e danno per l’erario nella misura delle penali non applicate.
Interpello dell'impresa seconda classificata - Modifica delle condizioni economiche definite in sede di offerta - Conseguenze.
Non è conforme alla vigente normativa l’interpello dell’impresa classificata seconda in graduatoria che sia preceduto da una contrattazione che ha determinato la modifica delle condizioni economiche definite in sede di offerta.
Costi manodopera errati, sì al soccorso istruttorio da Italia Oggi
Commessa completata, no alla derivazione da Il Sole 24 Ore
Appalti pubblici, con i modelli organizzativi garanzie al 50% da Italia Oggi