Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4699:edilizia-cemento-calce-gesso-ecc-industria-ccnl-6-luglio-1983&catid=59&Itemid=139
Timestamp: 2020-01-19 22:03:38+00:00
Document Index: 136891732

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 34', 'art. 60']

Edilizia - Cemento, calce, gesso ecc., Industria: CCNL, 6 luglio 1983
Parti: Assocemento-Confindustria, Intersind, Asap e Flc (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil) e Federazione nazionale lavoratori dell’edilizia ed affini - Cisnal e Failclea-Confail
Premessa al CCNL 6 luglio 1983
Art. 17 - 13a mensilità o gratifica natalizia
Art. 26 - Igiene sul lavoro pronto soccorso e prevenzione infortuni
Art. 28 - Caso di morte del lavoratore
Art. 29 - Trapasso - Trasformazione - Cessazione o fallimento di azienda
Art. 31 - Istituti di Patronato
Art. 33 - Appalti
Art. 47 - Periodo di prova
Art. 50 - Mansioni promiscue
Art. 52 - Interruzioni di lavoro
Art. 53 - Riduzione di lavoro Art. 54 - Recuperi
Art. 55 - Giorni festivi
Art. 56 - Lavoro supplementare, straordinario, festivo e notturno
Art. 57 - Lavoro a turni
Art. 58 - Modalità per la mensilizzazione
Art. 59 - Cottimi
Art. 60 - Lavori pesanti e disagiati
Art. 61 - Pagamento delle competenze
Art. 62 - Interruzione di anzianità
Art. 63 - Trasferte
Art. 64 - Entrata ed uscita dallo stabilimento
Art. 66 - Infortunio sul lavoro e malattia professionale
Art. 67 - Provvedimenti disciplinari
Art. 72 - Conservazione utensili
Art. 73 - Visite d’inventario e di controllo
Art. 75 - Cambiamento di mansioni
Art. 80 - Indennità varie
Art. 81 - Pagamento delle competenze
Art. 82 - Premio di anzianità
Art. 85 - Infortunio sul lavoro e malattia professionale
Art. 86 - Aspettativa
Art. 87 - Alloggio e vestiario
Art. 88 - Norme aziendali
Art. 89 - Doveri del lavoratore
Art. 90 - Provvedimenti disciplinari
Art. 92 - Certificato di servizio
Art. 93 - Periodo di prova
Art. 94 - Lavoratori laureati e diplomati
Art. 95 - Lavoratori con funzioni direttive
Art. 96 - Mutamento di mansioni
Art. 97 - Sospensioni e riduzioni di lavoro
Art. 98 - Giorni festivi
Art. 99 - Lavoro supplementare, straordinario, festivo e notturno
Art. 100 - Indennità varie
Art. 101 - Pagamento delle competenze
Art. 102 - Premio di anzianità
Art. 103 - Trasferte
Art. 104 - Ferie
Art. 105 - Infortunio sul lavoro e malattia professionale
Art. 106 - Aspettativa
Art. 107 - Previdenza
Art. 108 - Provvidenze varie
Art. 109 - Alloggio e vestiario
Art. 110 - Norme aziendali - Regolamento interno
Art. 111 - Doveri del lavoratore
Art. 112 - Provvedimenti disciplinari
Art. 113 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 114 - Certificato di servizio
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti dalle aziende esercenti la produzione del cemento, dell’amianto- cemento, della calce e del gesso nonché la produzione promiscua di cemento, calce e gesso
Addì, 6 luglio 1983 tra l’Associazione dell’industria italiana del cemento, del fibro-cemento, della calce e del gesso, e con l’intervento della Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind, con la partecipazione della Cementir - Cementerie del Tirreno spa, l’Associazione sindacale per le aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale (Asap), e la Federazione nazionale dei lavoratori delle costruzioni (Flc), la Federazione nazionale lavoratori edili ed affini del legno (Feneal), aderente alla Uil, la Federazione italiana lavoratori costruzioni ed affini (Filca), aderente alla Cisl, la Federazione italiana lavoratori legno edilizia industrie affini ed estrattive (Fillea), aderente alla Cgil;
Addì, 6 luglio 1983 tra l’Associazione dell’industria italiana del cemento, del fibro-cemento, della calce e del gesso, e con l’intervento della Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind, con la partecipazione della Cementir - Cementerie del Tirreno spa e la Federazione nazionale lavoratori dell’edilizia ed affini (Cisnal), con l’assistenza della Confederazione italiana sindacati nazionali lavoratori;
Addì, 6 luglio 1983 tra l’Associazione dell’industria italiana del cemento, del fibro-cemento, della calce e del gesso, e con l’intervento della Confederazione generale del’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind, della Cementir - Cementerie del Tirreno spa, e la Federazione autonoma italiana lavoratori del cemento, legno, edilizia ed affini (Failclea- Confail), con l’assistenza della Confederazione autonoma italiana del lavoro (Confail);
"Nel quadro di quanto sopra convenuto, si è stipulato il presente Contratto di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti dalle aziende esercenti la produzione del cemento, del fibro-cemento, della calce e del gesso, nonché la produzione promiscua di cemento, calce e gesso, con la sola esclusione dell’art. 32 relativo al Consiglio di fabbrica.
Le parti, ferma restando l’autonomia e le prerogative imprenditoriali e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori convengono di attuare, a partire dal 1980, un sistema di informazioni che avrà luogo con le modalità di seguito indicate e per le materie sotto specificate.
A) Settori cemento e fibro-cemento
1) Di norma annualmente, entro il primo quadrimestre, in apposito incontro a livello nazionale, ciascuna Associazione imprenditoriale stipulante il presente Contratto fornirà alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori - nel quadro della situazione socio-economica nazionale - informazioni riferite all’intero comparto in ordine alla realtà strutturale e alle prospettive produttive di ciascuno dei settori interessati.
Nel corso di tale incontro le Associazioni imprenditoriali porteranno a conoscenza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori le previsioni degli investimenti complessivi di settore, riguardanti significativi ampliamenti o trasformazioni degli impianti esistenti, nuovi insediamenti industriali e le loro localizzazioni per grandi aree geografiche, illustrando le eventuali implicazioni degli investimenti predetti sull’occupazione, sulle prospettive produttive e sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
2) Di norma annualmente, entro il bimestre successivo all’incontro indicato al punto 1), le Associazioni imprenditoriali competenti porteranno a conoscenza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori competenti, su richiesta delle stesse, in apposito incontro da svolgersi presso la sede dell’Associazione imprenditoriale, per le aree regionali ed interregionali indicate all’allegato 1, le previsioni degli investimenti riguardanti significativi ampliamenti e/o trasformazioni degli impianti esistenti e/o nuovi insediamenti industriali, illustrando le eventuali implicazioni degli investimenti predetti sull’occupazione, sulla qualificazione professionale, sulle prospettive produttive e sulle condizioni ambientali ed ecologiche con specifico riferimento alle aree regionali ed interregionali interessate. In tale occasione saranno fornite informazioni, riferite alle sopraddette aree, in merito a eventuali processi di ristrutturazione e riconversione produttiva e ad implicazioni derivanti dall’attività produttiva da specifiche normative regionali. Saranno inoltre fornite informazioni su eventuali processi di mobilità.
Qualora le problematiche previste nell’informazione a livello regionale avessero particolari riflessi in significative aree, le predette informazioni potranno essere oggetto di ulteriore approfondimento.
3) Entro il bimestre successivo all’incontro indicato al punto 1), i gruppi industriali dei settori interessati - intendendo per gruppo Aziende industriali di particolare importanza, operanti anche in più settori regolati dal presente Contratto, articolate in più stabilimenti e sedi dislocati in varie aree del territorio nazionale nonché Aziende che a seguito di scorporo si costituiscono con più ragioni sociali diverse - forniranno alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori nazionali, su richiesta delle stesse, in apposito incontro da svolgersi presso la Sede dell’Associazione imprenditoriale, informazioni previsionali circa i propri programmi di investimento che comportino diversificazioni produttive e/o significativi ampliamenti o modifiche strutturali degli impianti esistenti, eventuali nuovi insediamenti, loro localizzazioni e modifiche degli ambienti di lavoro. Nel corso di tale incontro saranno rese informazioni su sostanziali innovazioni tecnologiche, sui progetti e sulle iniziative tesi al risparmio energetico, sulle implicazioni derivanti all’attività produttiva da specifiche normative regionali nonché sulle linee generali di significativi processi di ristrutturazione e di riconversione produttiva. In relazione alla predetta informativa saranno inoltre illustrate le eventuali implicazioni sull’occupazione, sulle prospettive produttive e sugli aspetti ambientali ed ecologici.
4) Di norma annualmente, entro il bimestre successivo all’incontro di cui al punto 1), le direzioni delle aziende significative - intendendosi per tali quelle che, avendo notevole peso produttivo e rilevante incidenza nei settori in cui operano, occupino più di 100 dipendenti - che non siano comprese tra quelle di cui al precedente punto 3), daranno, ove richieste, al Consiglio di fabbrica nel corso di apposito incontro, con l’eventuale assistenza delle rispettive Associazioni sindacali, informazioni previsionali circa i propri programmi di investimento che comportino diversificazioni produttive e/o significativi ampliamenti e/o modifiche strutturali degli impianti esistenti e/o eventuali nuovi insediamenti, loro localizzazioni e modifiche degli ambienti di lavoro. Nel corso di tale incontro saranno rese informazioni su sostanziali innovazioni tecnologiche, sui progetti e sulle iniziative tese al risparmio energetico, sulle implicazioni derivanti all’attività produttiva da specifiche normative regionali nonché sulle linee generali di significativi processi di ristrutturazione e di riconversione produttiva. In relazione alla predetta informativa saranno inoltre illustrate le eventuali implicazioni sull’occupazione, sulle prospettive produttive e sugli aspetti ambientali ed ecologici.
B) Settori calce e gesso
1) Di norma annualmente, entro il primo quadrimestre, in apposito incontro a livello nazionale, l’Assocemento fornirà alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori - nel quadro della situazione socio- economica nazionale - informazioni riferite all’intero comparto in ordine alla realtà strutturale e alle prospettive produttive di ciascuno dei settori interessati nonché su significativi processi di ristrutturazione e riconversione produttiva.
Nel corso di tale incontro l’Assocemento porterà a conoscenza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori le previsioni degli investimenti complessivi di settore, riguardanti significativi ampliamenti e/o trasformazioni degli impianti esistenti e/o nuovi insediamenti industriali e loro localizzazioni per grandi aree geografiche, che comportino riflessi sull’occupazione, sulle prospettive produttive e sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
2) Di norma annualmente, entro il bimestre successivo all’incontro indicato al punto 1), l’Assocemento porterà a conoscenza delle competenti Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, in apposito incontro, per le aree interregionali aventi notevole peso produttivo e significativa incidenza nell’ambito dei settori interessati e di cui all’Allegato 2), le stesse informazioni di cui al precedente capoverso con specifico riferimento alle aree geografiche interessate.
Aree regionali e/o interregionali di cui al punto 2), sezione A, del sistema di informazione su investimenti ed occupazione:
3) Veneto - Friuli-Venezia Giulia - Trentino Alto Adige;
4) Toscana;
5) Emilia Romagna;
6) Umbria - Lazio - Marche;
7) Campania - Abruzzo - Molise;
8) Calabria - Puglia - Basilicata;
9) Sicilia;
10) Sardegna.
Le parti si danno atto che la definizione delle aree di cui sopra tiene conto della dislocazione delle unità produttive esistenti. Ove tale situazione dovesse modificarsi, le parti si incontreranno per un riesame della materia.
Aree interregionali di cui al punto 2), sezione B, del sistema di informazione su investimenti ed occupazione:
2) Lombardia - Veneto - Friuli-Venezia Giulia - Trentino Alto Adige;
4) Lazio - Puglie - Sicilia - Sardegna.
1) Piemonte - Lombardia - Friuli-Venezia Giulia - Trentino Alto Adige - Emilia Romagna;
Nelle regioni sopra non menzionate non si registrano, allo stato attuale, stabilimenti di aziende aderenti all’Assocemento. Qualora tale situazione dovesse modificarsi le regioni interessate si riterranno ricomprese nelle aree interregionali limitrofe a quelle sopra definite.
Le parti - anche in relazione al prevedibile progresso tecnologico e allo sviluppo dell’automazione - riconoscono la necessità di valorizzare la formazione professionale come mezzo essenziale per affinare e perfezionare le capacità tecniche dei lavoratori anche al fine di un loro migliore rendimento e del conseguente aumento di produttività. Esse pertanto convengono sulla opportunità che, nel quadro della legislazione vigente, vengano poste in essere misure atte a sviluppare la formazione professionale anche attraverso collegamenti con le scuole ed istituti professionali esistenti.
A fronte di particolari esigenze programmatiche, in relazione alla necessità di una più economica utilizzazione degli impianti e dell’energia, l’azienda potrà disporre prestazioni in più turni giornalieri o in nuovi turni di lavoro, nelle ore notturne e nelle giornate di sabato e di domenica. Le modalità di attuazione verranno esaminate con il Consiglio di fabbrica.
Per la effettuazione dei lavori di manutenzione, riparazione, pulizia delle macchine che, eccezionalmente, in base ad oggettive necessità tecnico-produttive devono effettuarsi oltre l’orario normale di lavoro, è data facoltà all’azienda di superare l’orario contrattuale giornaliero e settimanale, nel rispetto delle norme di legge. Per tali lavori l’azienda farà periodiche comunicazioni al Consiglio di fabbrica.
Fermo restando che nulla viene innovato alle disposizioni legislative relative all’orario di lavoro, la durata dell’orario normale contrattuale resta confermata in 40 ore settimanali.
Nel confermare la normativa di cui al precedente punto 1) del presente articolo, l’orario di lavoro è ridotto di 40 ore in ragione d’anno per i settori del cemento, della calce e del gesso.
Per il settore del fibro-cemento l’orario di lavoro è ridotto di 28 ore in ragione d’anno fino al 31 dicembre 1984 e di ulteriori 12 ore in ragione d’anno a decorrere dal 1 gennaio 1985.
Le sopradette riduzioni saranno usufruite di norma attraverso il godimento di permessi individuali retribuiti a gruppi di 8 ore. Le aziende potranno eventualmente stabilire, previo esame con il Consiglio di fabbrica, diverse modalità d’utilizzazione in relazione alle specifiche esigenze produttive e per la salvaguardia dell’efficienza aziendale, nonché alle fluttuazioni di mercato, alla stagionalità della domanda e/o in presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione.
L’assunzione del lavoratore può essere fatta anche con prefissione di termine in base alle norme ed alle condizioni di trattamento previste dalla legge 18 aprile 1962, n. 230.
Per l’igiene sul lavoro e la prevenzione infortuni si fa riferimento alle norme generali ed ai regolamenti speciali che contemplano tale materia, nonché all’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Le assemblee - che potranno riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi - saranno indette singolarmente o congiuntamente dalle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente Contratto o dalle Rappresentanze aziendali sindacali, con apposito ordine del giorno.
Art. 32 - Consiglio di fabbrica*
b) che nel Consiglio di fabbrica, composto soltanto da lavoratori in forza delle unità produttive, si identificano unitariamente le Rappresentanze sindacali aziendali di cui alla legge 20 maggio 1970, n. 300.
"I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 5 per le unità maggiori - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica, tramite le Organizzazioni sindacali provinciali".
Le aziende informeranno periodicamente per iscritto i Consigli di fabbrica sulla natura delle attività conferite in appalto e sui nominativi delle imprese appaltatrici e sulla prevedibile durata dei lavori dati in appalto. Su richiesta del Consiglio di fabbrica potrà essere effettuato un incontro per l’esame della materia.
Le parti convengono sulla necessità di evitare, correggere ed eliminare le condizioni ambientali nocive o insalubri e, a tal fine, per quanto riguarda i valori-limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica fanno riferimento a quanto previsto dall’art. 4, ultimo comma, e dall’art. 24 paragrafo 14 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 "Istituzione del servizio sanitario nazionale". Nelle more dell’attuazione di quanto disposto nei citati articoli, e quindi in attesa dell’emanazione del Testo unico in materia di sicurezza del lavoro, le parti stesse convengono di far riferimento al documento allegato al presente articolo.
Ai fini dei controlli e delle iniziative di miglioramento di competenza delle RSA, ai sensi dell’art. 9 legge n. 300/1970 e della legge n. 833/1978, il Consiglio di fabbrica può presenziare, con proprio rappresentante interno, alle rilevazioni di cui al terzo comma nonché alla trascrizione dei risultati nei registri dei dati ambientali e biostatistici.
Effettuate le prime rilevazioni dei fattori di nocività ed insalubrità le successive eventuali saranno effettuate in dipendenza di obiettive alterazioni dell’ambiente di lavoro o di modifiche strutturali significative degli impianti, sempre di comune accordo tra Direzione aziendale ed il Consiglio di fabbrica.
I risultati delle rilevazioni di cui sopra, su richiesta del Consiglio di fabbrica, formeranno oggetto di esame congiunto nel corso di apposito incontro con la Direzione aziendale.
Degli eventuali accertamenti medici specifici, attuati a seguito dei risultati delle rilevazioni ambientali, sarà data notizia al Consiglio di fabbrica.
- controlli effettuati dai servizi ispettivi degli Istituti previdenziali a norma del secondo comma, art. 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
1) Le parti concordano di far riferimento in via transitoria e per tutte le sostanze inquinanti, eccettuato l’amianto, ai valori TLV (VLP) adottati dall’American conference of Governmental Industrial Hygienists per l’anno 1978 dichiarando altresì di accettare la traduzione del testo in lingua inglese effettuato a cura dell’Associazione italiana degli igienisti industriali.
2) Per quanto riguarda l’amianto si ritiene necessario tener conto dell’evoluzione della normativa e della conoscenza igienico-sanitaria in proposito, ed in particolare:
a) della riduzione dei limiti previsti dall’ACGIH da 5 f/cc a 2 f/cc così come previsto nella stesura per l’anno 1982;
b) del miglioramento acquisito negli standards degli ambienti di lavoro, dovuto all’impegno congiunto dei lavoratori e delle aziende;
c) della riduzione del TLV per l’amianto, in altri Paesi, a valori sempre più conservativi per la tutela della salute dei lavoratori;
d) della recente approvazione della Direttiva europea concernente la protezione dei lavoratori esposti all’amianto nei luoghi di lavoro.
Tale direttiva, elaborata a livello comunitario, si rifà alle acquisizioni più recenti in materia di salvaguardia dell’ambiente di lavoro nell’industria utilizzatrice dell’amianto e detta i limiti di concentrazione delle fibre respirabili di amianto nei luoghi di lavoro, oltre ad una serie di misure igienico- sanitarie intese a tutelare la salute dei lavoratori.
2.1) A fronte delle considerazioni sopra esposte, le parti, in attesa della emanazione della normativa nazionale in materia, convengono di adottare per l’amianto, entro il 30 giugno 1984 i TVL (VLP) seguenti:
miscuglio di crocidolite ed altri tipi di amianto: il TVL viene calcolato in funzione delle percentuali dei vari tipi di amianto presenti nel miscuglio; es.: per un miscuglio contenente 30 per cento di crocidolite e 70 per cento di altri tipi di amianto il TVL risultante è il seguente: TVL (VLP) + (0,30 X 0,5) + (0,70 X 1,0) = 0,85 fibra/cc.
2.2) Al fine della determinazione dei TVL (VLP), per fibre si intendono tutte le particelle con un rapporto lunghezza-larghezza maggiore o uguale a 3, e che hanno una lunghezza maggiore di 5 micrometri ed una larghezza inferiore a 3 micrometri.
2.3) Si conviene inoltre sulla necessità di adottare un unico metodo di campionamento e conteggio delle fibre di amianto, ed a tal fine le parti concordano di adottare il metodo definito tra numerosi esperti a livello internazionale e noto come "metodo del filtro a membrana" pubblicato dall’Asbestos international association.
I comunicati e le pubblicazioni di cui all’art. 25 della legge 20 maggio 1970, n, 300, nonché quelli dei Sindacati nazionali o locali di categoria dei lavoratori stipulanti il presente Contratto, vengono affissi su albi posti a disposizione dalle aziende.
La presente parte si applica ai lavoratori la cui qualifica è identificata dalla 3a declaratoria del gruppo C, dalla 2a declaratoria dei gruppi D ed E dalla declaratoria del gruppo F.
Per coloro che risultano in possesso del diploma di licenza degli istituti professionali, la durata del periodo di "inserimento nel lavoro" è determinata dalla legge 27 ottobre 1969, n.754.
Il datore di lavoro deve esporre in modo facilmente visibile ed in luogo accessibile a tutti i dipendenti interessati, l’orario di lavoro con l’indicazione dell’inizio e del termine di esso nonché dell’orario e della durata degli eventuali intervalli di riposo.
Art. 54 - Recuperi
Qualora il lavoratore turnista venga chiamato a lavorare nel suo giorno di riposo compensativo […]
Agli effetti del presente articolo - fermo restando il tassativo obbligo per tutti i lavoratori di fare uso dei mezzi di protezione individuali prescritti - sono considerati lavori pesanti e disagiati quelli di cui all’elenco che segue, lavori per i quali per il solo tempo di esecuzione, saranno applicate, sul minimo di paga oraria, le percentuali di maggiorazione sotto indicate:
1) pulizia e manutenzione interna di camere, filtri, elettrofiltri, caldaie e tubazioni
2) recupero di materiali all’interno di volumi chiusi o tramogge
3) riparazioni all’interno di forni (non a elevata temperatura)
4) riparazioni all’interno di macchine ad elevata temperatura
5) interventi eseguiti su ciminiere, ponti mobili, scale tipo Porta, in condizioni di particolare disagio
6) interventi all’interno di vasche, elevatori, mulini cotto e crudo in presenza di melma, olio combustibile ecc.
7) stivaggio manuale di sacchi di cemento
8) operazione manuale di infilasacchi
9) montaggio di ponti ad altezza elevata, con canne Innocenti e simili
10) interventi in reparti pompe-Cera o simili in caso di difettoso funzionamento che richieda l’intervento sul corpo macchina
11) lavori di ingrassaggio, riparazioni o cambio di funi eseguite su teleferiche o carriponte, sempre che detti lavori vengano eseguiti in condizioni di particolare disagio
12) trasporto clinker, in uscita dai forni, in galleria, in locali chiusi
13) manovra di tramogge dei silos in galleria per lo scarico del pietrame
14) interventi in sospensione in condizioni di particolare disagio ad altezza elevata su fronti di cava
15) lavori di avanzamento in galleria, in cava o in miniera, per l’apertura di nuove bocche di scarico, quando sussistano condizioni di disagio per infiltrazioni, getti o stillicidio, o per condizioni di aereazioni per le quali siano prescritte dalla legge misure di correzione
16) manovra della bocca di scarico nelle cave ad imbuto, che presenta le condizioni di cui al punto precedente
17) lavori di scarico (cavata) da forni verticali
18) lavori di disincrostazione degli scivoli dei forni Lepol e dei forni a sospensione di farina
19) lavori all’ingrassaggio e alla lubrificazione dei supporti e dei rulli di rotolamento dei forni
Le maggiorazioni sopra indicate tengono conto dell’aumento del 20 per cento stabilito dall’Accordo di settore 28 giugno 1962 in relazione al computo di esse negli istituti contrattuali della gratifica natalizia, delle ferie e delle festività nazionali e infrasettimanali.
L’accordo di cui sopra cesserà di aver vigore il 30 giugno 1985 per il settore del cemento e con il 31 dicembre 1985 per il settore del fibro-cemento. Pertanto, a partire rispettivamente dal 1 luglio 1985 e dal 1 gennaio 1986 le maggiorazioni di cui al presente articolo saranno computate nella retribuzione agli effetti della gratifica natalizia o 13a mensilità, delle ferie e delle festività nazionali ed infrasettimanali sulla base della maggiorazione media realizzata negli ultimi 12 mesi.
a) pulizia e manutenzione interna di camere, filtri, elettrofiltri, caldaie e tubazioni
b) recupero di materiali all’interno di volumi chiusi o tramogge
c) riparazioni all’interno di macchine ad elevata temperatura
d) operazione manuale di infilasacchi
e) lavori eseguiti su teleferiche o su ponti mobili o su scale tipo Porta, in condizioni di particolare disagio
f) lavori in sospensione in condizioni di particolare disagio ad altezza elevata su fronti di cava
g) trasporto del cotto in uscita dai forni in galleria o locali chiusi
1. nel caso in cui tali lavori si effettuino in condizioni di particolare disagio, come soggezione eccezionale di acqua e profondità notevole, l’indennità è fissata in ragione del
2. nel caso in cui le condizioni di disagio non siano quelle sopradescritte, l’indennità a partire dal 4,05 per cento della paga base verrà fissata dalle Associazioni locali con l’intervento dell’Ispettorato del lavoro
Le maggiorazioni sopra indicate tengono conto dell’aumento del 20 per cento stabilito dall’Accordo di settore 18 giugno 1962 in relazione al computo di esse negli istituti contrattuali della gratifica natalizia, delle ferie e delle festività nazionali e infrasettimanali.
L’Accordo di cui sopra cesserà di aver vigore il 31 dicembre 1985. Pertanto, a partire dal 1 gennaio 1986 le maggiorazioni di cui al presente articolo saranno computate nella retribuzione agli effetti della gratifica natalizia o 13a mensilità, delle ferie e delle festività nazionali ed infrasettimanali sulla base della maggiorazione media realizzata negli ultimi 12 mesi.
A fronte di controllo ambientale nei reparti interessati che accerti un livello di TLV (VLP) nei limiti previsti al punto 2.1) dell’allegato all’art. 34, non va corrisposta la percentuale di maggiorazione del 4,15 per cento riferita alle seguenti lavorazioni del settore fibro-cemento:
L’eventuale applicazione della predetta maggiorazione avverrà con le modalità di cui al secondo comma dell’art. 60.
2) non si presenti al lavoro o si presenti in ritardo senza giustificato motivo;
- lire 1.900 per gli appartenenti alla 2a declaratoria del gruppo B;
a) riparazioni eseguite all’interno di caldaie in opera
b) riparazioni all’interno dei forni
c) sorveglianza all’insaccamento
d) interventi all’interno di vasche, fosse di elevatori, molini cotto e crudo in presenza di melma, olio combustibile ecc.
e) sorveglianza su ponti di altezza elevata, montati con canne Innocenti e simili
f) riparazioni o cambio di funi eseguite su teleferiche o carriponte, sempre che detti lavori vengano eseguiti in condizioni di particolare disagio
g) lavori di avanzamento in galleria, in cava o in miniera, per l’apertura di nuove bocche di scarico, quando sussistano condizioni di disagio per infiltrazioni, getti o stillicidio, o per condizioni di aereazioni per le quali siano prescritte dalla legge misure di correzione
Le maggiorazioni sopra indicate tengono conto dell’aumento stabilito dall’Accordo di settore 28 giugno 1962 in relazione al computo di esse negli istituti contrattuali della gratifica natalizia, delle ferie e delle festività nazionali e infrasettimanali.
L’Accordo di cui sopra cesserà di aver vigore con il 30 giugno 1985 per il settore del cemento e con il 31 dicembre 1985 per i settori del fibro-cemento. Pertanto, a partire rispettivamente dal 1 luglio 1985 e dal 1 gennaio 1986 le maggiorazioni di cui al quarto comma del presente articolo saranno computate nella retribuzione agli effetti della gratifica natalizia o 13a mensilità, delle ferie e delle festività nazionali ed infrasettimanali sulla base della maggiorazione media realizzata negli ultimi 12 mesi.
d) sospensione dal lavoro o dal trattamento economico e dal lavoro, per un periodo non superiore a 5 giorni;
lire 1.900 per i lavoratori di gruppo B;