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Timestamp: 2017-09-24 04:58:38+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 92', 'sentenza ', 'art. 2943', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 77', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 77', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 23', 'sentenza ']

Per la Corte di cassazione, è incontestabile il tempestivo deposito della ricevuta di spedizione dell'atto processuale nel fascicolo di causa.
- Si segnala una recente sentenza della Corte di cassazione, che non si discosta affatto dalle precedenti decisioni emesse in ordine al necessario deposito della ricevuta di spedizione del ricorso (o dell'appello), entro trenta giorni dall'avvenuta notifica dello stesso, pena l'inammissibilità dell'impugnazione.
Notifiche mediante PEC degli atti del processo tributario: per la Corte di Cassazione è giuridicamente inesistente.
- Con la sentenza allegata, la Corte di Cassazione, pronunciandosi in ordine alla notifica all'Amministrazione finanziaria della sentenza di seconde cure (favorevole al contribuente), avvenuta tramite PEC, ha escluso che tale procedimento di notificazione possa ritenersi idoneo a far decorrere il termine breve per impugnare.
La compensazione delle spese del giudizio non può trovare giustificazione nell'accoglimento di vizi procedurali.
- La Suprema Corte di Cassazione ha statuito in ordine all'applicazione dell'art. 92 c.p.c. che disciplina la condanna alle spese processuali (nel testo ratione temporis applicabile), disponendo l'illegittimità della sentenza di seconde cure nel punto in cui dichiara compensate le spese del giudizio, motivando in ordine al fatto che l'accoglimento dell'impugnazione trovava fondamento in questioni procedurali e non anche di merito.
La mera iscrizione a ruolo non interrompe il decorso del termine di prescrizione.
- La Suprema Corte di Cassazione torna a pronunciarsi su una questione molto interessante, quale la prescrizione delle obbligazioni di natura erariale e contributiva, rimarcando il principio secondo cui il decorso del termine di prescrizione giammai potrà esser interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo/contributo posta in essere dall'Amministrazione finanziaria o dall'ente previdenziale, trattandosi di mero atto interno inidoneo a produrre gli effetti interruttivi invero propri, ex art. 2943, co. 3 c.c., esclusivamente degli atti recettizi.
Litis denuntiatio. La Commissione Tributaria Provinciale di Catania si è pronuncia sulla richiesta di integrazione del contraddittorio avanzata dall'Agente della Riscossione.
Giurisprudenza | n. Allegati 1| dott.ssa Elisa Sferrazzo
- Gli effetti della natura del rapporto processuale intercorrente tra Agente della Riscossione ed Ente creditore, è una questione da sempre molto dibattuta nelle aule delle Commissioni Tributarie. Nonostante l'intervento nel 2007 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la nota sentenza n. 16412, che ha inquadrato la natura del rapporto tra i due soggetti nell'alveo del litisconsorzio facoltativo e non in quello del litsconsorzio necessario, ancora ci si imbatte su argomenti quali l'inammissibilità di un ricorso presentato solo nei confronti dell'Agente della Riscossione, le modalità attraverso cui quest'ultimo dovrà provvedere a chiamare in causa l'Ente creditore ed il ruolo rivestito dal giudice tributario adito.
Effettività del contraddittorio endoprocedimentale con l'Ufficio ed obblighi del Giudice di merito.
- Secondo la Corte di Cassazione, in caso di accertamento fondato sulle risultanze degli studi di settore, il Giudice tributario deve verificare che il tentativo di instaurazione del preventivo contraddittorio si sia verificato in condizioni tali da rendere effettiva e possibile la partecipazione del contribuente alla fase amministrativa. In caso contrario, l'accertamento successivamente emesso non potrà che dichiararsi nullo, per omessa (e/o apparente) instaurazione del contraddittorio.
La Suprema Corte di Cassazione fa "chiarezza" sulla disciplina transitoria relativa al "raddoppio dei termini per l'accertamento".
- I Giudici di legittimità - chiamati a pronunciarsi in seno alla operatività dell'istituto del "raddoppio dei termini" disciplinato dall'art. 43 - D.P.R. n. 600/73, secondo il testo ante riforma - sono intervenuti, incidenter tantum, relativamente al disordine normativo scaturito dalla sequenza di modifiche introdotte dal Legislatore in merito ai termini decadenziali per l'accertamento, enunciando dei principi in controtendenza con l'ormai consolidato orientamento espresso dalle Corti di merito, nonché contrari ai criteri di risoluzione delle antinomie normative.
Iscrizione ipotecaria nulla se non preceduta dalla comunicazione ex art. 77, co. 2 bis - D.P.R. n. 602/73 e dall'avviso di intimazione ex art. 50 - D.P.R. n. 602/73.
- Con la sentenza in allegato, la Suprema Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi riguardo ad un principio ormai pacifico, secondo cui l'iscrizione ipotecaria è nulla, qualora non preceduta dalla comunicazione di cui all'art. 77, co. 2 bis - D.P.R. n. 602/73, con cui attivare il contraddittorio endoprocedimentale con il contribuente, al fine di consentirgli, entro il termine di giorni trenta, di presentare osservazioni od effettuare il pagamento.
Decreto Legge 22 ottobre 2016 n. 193 e Disegno di Legge approvato dal Senato. Atti completi.
Legislazione | n. Allegati 1 | dott.ssa Samanta Camarda
- Si allegano il testo integrale del Decreto Legge n. 193 del 22 ottobre 2016 "Disposizioni Urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24.10.2016, nonchè il testo di conversione in legge approvato dal Senato, dopo le modifiche apportate dalla Camera.
Fatture false e dichiarazione fraudolenta: per la Cassazione sez. Penale il reato sussiste solo in presenza di indizi gravi, precisi e concordati.
- Secondo la Suprema Corte di Cassazione, l'Amministrazione Finanziaria che dichiari l'esistenza di fatture fittizie, rilevanti penalmente, deve necessariamente fornire indizi assistiti da gravità, precisione e concordanza, perciò qualificabili alla stregua di prove concrete, in mancanza dei quali, il fatto contestato non potrà che esser dichiarato come insussistente. Questo è quanto emerge dalla sentenza della Cass., Sez. Penale, depositata in data 8.03.2016, n. 9448.
Cartella di pagamento ex art. 36 bis - D.p.r. n. 600/73: altra pronuncia dei giudici di merito sulle conseguenze derivanti dalla tardiva costituzione in giudizio della controparte.
- Qualora il contribuente impugni una cartella di pagamento a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi e contesti anche vizi riconducibili all'Ufficio creditore, chiamando in giudizio solo l'agente della riscossione, quest'ultimo - che dichiari il proprio difetto di legittimazione processuale - può chiamare in causa l'ente titolare del diritto di credito, attività concessagli solo in caso di costituzione tempestiva in giudizio (art. 23 - D. Lgs, n. 546/92). In caso contrario, risponde dell'eventuale esito negativo della lite, comprese le conseguenze derivanti dal "merito" della controversia.
L'atto della riscossione dev'esser motivato alla stregua di un atto impositivo, qualora emesso a seguito di una sentenza con cui è stata rideterminata la pretesa tributaria.
Ancora una pronuncia sull'inammissibilità del ricorso in appello, per omesso deposito della fotocopia della ricevuta di spedizione raccomandata dell'atto di gravame.
Impugnazione degli atti esecutivi di pignoramento presso terzi dinnanzi al Giudice Tributario
Il riparto dell'onere della prova con riguardo alle indagini finanziarie espletate nei confronti dei lavoratori autonomi e la riferibilità, al contribuente accertato, delle risultanze dei conti correnti formalmente intestati a terzi.
C.T.R. di Milano: legittima l'impugnazione "al buio" degli avvisi di accertamento divenuti definitivi per mancata opposizione, se affetti da vizio di notifica.