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Timestamp: 2020-05-30 01:09:21+00:00
Document Index: 78589243

Matched Legal Cases: ['art. 1888', 'art. 1888', 'art. 1888', 'art. 1891', 'art. 1888', 'art. 1888', 'art. 1341', 'art. 345', 'art. 1888', 'art. 2699', 'art. 1901', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1888', 'art. 1888', 'art. 1888', 'art. 1911', 'art. 1888']

Art. 1888 codice civile: Prova del contratto | La Legge per tutti
Art. 1888 codice civile: Prova del contratto
L’assicuratore è obbligato a rilasciare al contraente la polizza di assicurazione o altro documento da lui sottoscritto (1).
L’assicuratore è anche tenuto a rilasciare, a richiesta e a spese del contraente, duplicati o copie della polizza; ma in tal caso può esigere la presentazione o la restituzione dell’originale.
Polizza di assicurazione: scrittura privata predisposta dall’assicuratore, che prova l’esistenza del contratto di assicurazione. Contiene la descrizione del rischio assicurato e consente di interpretare la volontà dei soggetti contraenti.
(1) La polizza è redatta in tre esemplari, di cui uno è riservato al contraente e gli altri due destinati all’assicuratore, uno per la sede dell’impresa, l’altro per l’agente che deve svolgere mansioni nell’esecuzione del contratto. La polizza porta già impresse le condizioni generali di contratto.
È ammissibile la prova per testimoni dell'avvenuta consegna, da parte dall'assicuratore all'assicurato, del documento contenente la manifestazione della volontà di recedere dal contratto, non ostandovi la circostanza che il contratto di assicurazione richieda la forma scritta "ad probationem". Rigetta, App. Bari, 18/06/2007
Cassazione civile sez. III 21 marzo 2013 n. 7122
Il requisito della forma scritta "ad probationem" (nella specie prevista dall'art. 1888 c.c. per i contratti di asssicurazione) è rispettato anche nel caso di rinvio negoziale ad un distinto documento predisposto unilateralmente da una delle parti e non anche specificamente approvato per iscritto da entrambe, purché il suddetto richiamo sia effettuato nella piena conoscenza del contenuto del documento ed allo scopo di integrare la disciplina contrattuale che mancasse di una diversa regolamentazione, di modo che possa dedursi l'esistenza dell'accordo dei contraenti per dare rilievo al suddetto contenuto.
Tribunale Modena 26 novembre 2012 n. 1791
In applicazione del principio indennitario che regola la materia assicurativa e che attribuisce all'assicurato l'onere di fornire la prova dell'oggettivo valore del bene prima del furto, va rigettata la richiesta dell’attore volta ad ottenere la condanna della compagnia assicurativa al risarcimento per il pregiudizio subito, se non ha provveduto a dare prova del fondamento della sua pretesa, così come l'art. 1888 c.c. Impone.
Tribunale Nocera Inferiore sez. II 10 agosto 2012 n. 650
Il requisito della forma scritta del contratto di assicurazione, richiesto ad probationem dall'art. 1888 c.c., si intende rispettato anche quando l'assicurato abbia sottoscritto una clausola di rinvio che richiami quanto sia contenuto in un distinto documento predisposto unilateralmente da una delle parti e non anche specificamente approvato per iscritto. In siffatta fattispecie, affinché tra la polizza e tale documento si realizzi una relatio perfecta agli effetti della sussistenza del predetto requisito formale, è necessario che tale richiamo sia effettuato dai contraenti sulla premessa della piena conoscenza del contenuto del documento, al fine di integrare la disciplina negoziale nella parte in cui la polizza sottoscritta manchi di una diversa regolamentazione, di modo che possa dedursi l'esistenza dell'accordo dei contraenti per dare rilievo al suddetto contenuto.
Tribunale Lodi 20 dicembre 2010
Nell'ipotesi di contratto di assicurazione per conto altrui o per conto di chi spetta, ex art. 1891 c.c., l'assicurato non ha azione diretta verso l'assicuratore per la consegna della polizza, non essendo parte del contratto (contraente). Tale azione diretta spetta soltanto al contraente, mentre l'assicurato può agire nei confronti dell'assicuratore esclusivamente in via surrogatoria, anche quando il contraente rifiuti di attivarsi chiedendo la polizza.
Tribunale Milano 04 luglio 2007
La norma generale di cui all'art. 1888, comma 1, c.c., sulla forma scritta “ad probationem” si applica anche ai contratti di assicurazione stipulati in riferimento alla legge sulla assicurazione obbligatoria della responsabilità civile automobilistica. Gli adempimenti formali previsti da tale legge (obbligo dell'assicuratore di rilasciare il contrassegno e dell'assicurato di conservarlo), adempimenti che presuppongono la documentazione del contratto, infatti, sono collegati all'interesse pubblico che giustifica il regime della obbligatorietà. La forma scritta “ad probationem”, peraltro, anche nella specifica materia, con le conseguenti limitazioni dei mezzi di prova orale, ha rilevanza quando le parti non sono d'accordo sulla esistenza del contratto, sicché le dette limitazioni non operano quando le parti ammettono pacificamente di avere concluso il contratto. Deriva da quanto precede, pertanto, che non è necessario fornire la prova della esistenza del contratto di assicurazione, ove l'assicuratore, che è il soggetto interessato a negarla, invece la ammetta.
Cassazione civile sez. III 22 marzo 2007 n. 6960
La necessità di provare per iscritto il contratto di assicurazione ai sensi dell'art. 1888 c.c. si ha solo quando le parti ritualmente e tempestivamente contestino la sua esistenza, ma non quando la stessa venga ammessa anche implicitamente. L'avere la parte contestato nel merito la domanda della compagnia assicuratrice e l'avere eccepito l'inefficacia della clausola contrattuale contenuta nelle condizioni generali relativa al diritto di rivalsa dell'assicuratore mai da lui sottoscritta ai sensi degli art. 1341 e 1342 c.c., costituisce implicito riconoscimento dell'esistenza e della validità del contratto di assicurazione. La produzione di un nuovo documento in appello è ammissibile, ex art. 345 comma 2 c.p.c., qualora si tratti di un documento indispensabile ai fini della decisione di una questione preliminare relativa all'esistenza di un contratto tra le parti.
Corte appello Milano sez. IV 11 luglio 2006 n. 1843
Nei giudizi di risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione di veicoli per i quali vi è obbligo di assicurazione, i rapporti tra danneggiante e danneggiato debbono essere tenuti distinti da quelli tra danneggiato e compagnia di assicurazione. Mentre nei primi l'esistenza della polizza di assicurazione (che - così come il documento sostitutivo che l'assicuratore è tenuto a rilasciare all'altro contraente ex art. 1888 comma 2 c.c. è una scrittura privata e documento di fede privilegiata, non provenendo da pubblico ufficiale come richiesto dall'art. 2699 c.c.) può essere richiamata in quanto valida, atteso che ai sensi dell'art. 1901 comma 2 c.c. il mancato pagamento dei premi successivi al primo comporta la sospensione della copertura assicurativa dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno dopo quello della scadenza, nei rapporti tra danneggiato ed assicuratore vale invece il principio posto dall'art. 7 l. n. 990 del 1969, secondo cui, nei confronti del danneggiato, l'assicuratore è tenuto al risarcimento dei danni per tutto il periodo indicato nella polizza, indipendentemente dalla sua validità, in quanto il certificato di assicurazione attesta verso i terzi l'esistenza della garanzia assicurativa e da questa attestazione nasce l'obbligazione risarcitoria, valevole limitatamente ai rapporti tra terzo danneggiato ed assicuratore che sia stato direttamente convenuto in giudizio.
Cassazione civile sez. III 08 maggio 2006 n. 10504
Il certificato di assicurazione, ai sensi dell'art. 7, comma 2, della legge n. 990 del 1969, attesta l'esistenza della garanzia assicurativa, e obbliga l'assicuratore, per il periodo in essa indicato, unicamente nei confronti del terzo danneggiato. Nei rapporti tra le parti, il contratto di assicurazione deve, invece, essere provato - ai sensi dell'art. 1888 c.c. - attraverso la produzione in giudizio della polizza sottoscritta dalla società di assicurazione o da un suo agente munito di rappresentanza
Cassazione civile sez. III 10 giugno 2005 n. 12322
In tema di forma del contratto di assicurazione, ancorché il requisito della forma scritta "ad probationem", di cui all'art. 1888 c.c., si debba intendere rispettato quando l'assicurato abbia sottoscritto una clausola di rinvio che richiami quanto sia contenuto in un distinto documento predisposto unilateralmente da una delle parti e non anche specificamente approvato per iscritto, tuttavia in tal caso è necessario, affinché tra la polizza e tale documento si realizzi una relatio perfecta agli effetti della sussistenza del requisito formale, che il suddetto richiamo sia effettuato dai contraenti sulla premessa della piena conoscenza del contenuto del documento ed allo scopo di integrare la disciplina negoziale nella parte in cui nella polizza sottoscritta manchi una diversa regolamentazione, di modo che possa dedursi l'esistenza dell'accordo dei contraenti per dare rilievo al suddetto contenuto.
In tema di assicurazione, l'art. 1888 c.c. prescrive che il contratto dev'essere provato per iscritto da chi intende avvalersene. Ne consegue che il contraente, per valersi della copertura assicurativa, anche quando sia assicurato per più veicoli presso la stessa compagnia con la forma della "polizza aperta", ha l'onere di indicare all'assicuratore, unitamente al contratto, quale sia il mezzo coinvolto nel sinistro, così da consentire all'assicuratore stesso di verificare l'esistenza e la validità della polizza.
Cassazione civile sez. III 09 ottobre 2003 n. 15054
La ricorrenza di un contratto di coassicurazione, nel quale cioè lo stesso rischio venga ripartito per quote fra più assicuratori (art. 1911 c.c.), non può essere esclusa per il solo fatto che la relativa polizza sia stata sottoscritta da uno soltanto di detti assicuratori, atteso che, vertendosi in tema di rapporto soggetto alla forma scritta "ad probationem" (non "ad substantiam"), a norma dell'art. 1888 c.c., deve riconoscersi la possibilità di dimostrare la suddetta coassicurazione anche mediante atti scritti diversi dalla medesima polizza.
Cassazione civile sez. III 02 aprile 2001 n. 4799