Source: http://chiaperottipaolo.it/D_L_vo_494_96_coordinato_D_L_vo_5_11_99_sicurezza.htm
Timestamp: 2018-11-17 23:33:03+00:00
Document Index: 144697502

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 31', 'art. 393', 'art.4', 'art. 22']

(*) In calce al testo coordinato si riportano le disposizioni del D
minime di sicurezza da attuare nei cantieri temporanei o mobili.
(testo coordinato con le modifiche, in caratteri corsivi, introdotte dal
Decreto Legislativo 15.11.1999)
1.Il presente decreto legislativo prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili quali definiti all'articolo 2, comma 1, lettera a).
2. Le disposizioni del Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n.626, come modificato dal Decreto Legislativo n.242, 19 marzo 1996, di seguito denominato Decreto Legislativo 626/1994, e della vigente legislazione in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro si applicano al settore di cui al comma 1, fatte salve le disposizioni specifiche contenute nel presente decreto legislativo.
c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze della miniera ai sensi dell'art. 23 del R.D. 29 luglio 1927, n. 1443 , anche se ubicati fuori del perimetro delle concessioni;
e-ter) alle attività svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o in altri luoghi in cui si effettuino riprese, purché tali attività non implichino l'allestimento di un cantiere temporaneo o mobile.
a) cantiere temporaneo o mobile, in appresso denominato "cantiere": qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili e di ingegneria civili il cui elenco è riportato allegato I;
c) responsabile dei lavori : soggetto che può essere incaricato dal committente ai fini della progettazione o della esecuzione o del controllo dell'esecuzione dell'opera. Nel caso di opera pubblica, il responsabile di lavori è il responsabile unico del procedimento ai sensi dell'art. 7 della Legge 11/02/1994, n. 109 e successive modifiche;
f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell'opera, di seguito denominato coordinatore per l'esecuzione dei lavori: soggetto, diverso dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti di cui all'art. 5;
1. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase di progettazione dell'opera, ed in particolare al momentodelle scelte tecniche, nell'esecuzione del progetto e nell'organizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’art. 3 del Decreto L.vo n. 626 del 1994. Al finedi permettere la pianificazione dell'esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.
3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell'incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione in ognuno dei seguenti casi:
4 – Nei casi di cui al comma 3 il committente o il responsabile dei lavori, i prima dell’affìdamento dei lavori,designa il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, che deve esserein possesso dei requisiti di cui all'art. 10.
4-bis. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopo l'affidamento dei lavori a un’unica impresa, l'esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.
5 . Il committente o il responsabile dei lavori, qualora in possesso dei requisiti di cui all'articolo 10, può svolgere le funzioni sia di coordinatore per la progettazione sia di coordinatore per l'esecuzione dei lavori.
6. Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quelle del coordinatore per l'esecuzione dei lavori; tali nominativi devono essere indicati nel cartello di cantiere.
a) verifica l'idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
b)chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), all'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (Inail) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti.
a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'art. 12, comma 1;
b) predispone un fascicolo contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell'allegato II al documento Ue 26/05/93. Il fascicolo non è predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all’art. 31, lettera a), della Legge 5 agosto 1978, n. 457.
3. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri dell’industria, del commercio e dell'artigianato, della sanità e dei lavori pubblici, sentita la Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro di cui all’art. 393 del D.PR. 27 aprile 1955, n. 547, come sostituito e modificato dal Decreto Legislativo n. 626 del 1994. in seguito denominata "commissione prevenzione infortuni" sono definiti i contenuti del fascicolo di cui al comma 1, lettera b) (vedi l’art.4, comma 2 del D.L.vo 15/11/99)
Art. 5 - Obblighi del coordinatore per l’esecuzione dei lavori
b) verificare l'idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all'articolo 12, assicurandone la coerenza con quest'ultimo, e adeguare il piano di sicurezza e coordinamento e il fascicolo di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette amigliorare la sicurezza in cantiere, nonché verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza;
c) organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione e il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;
d) verificare l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato almiglioramento della sicurezza in cantiere;
e) segnalare al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 7, 8 e 9, e alle prescrizioni del piano di cui all'articolo 12 e proporre la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornirne idonea motivazione, il coordinatore per l'esecuzione provvede a dare comunicazione dell'inadempienza alla Azienda unità sanitaria locale territorialmente competente e alla Direzione provinciale del lavoro;
f) sospendere in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamentieffettuati dalle imprese interessate.
f-bis). Nei casi di cui all'articolo 3, comma 4-bis, il coordinatore per l'esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige ilpiano di sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b).
Art. 6. - Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori
2. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione, non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui all'articolo 4, comma 1, e 5, comma 1, lettera a).
a) utilizzano le attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni del titolo III del D.L.vo n. 626/1994;
Art. 8. -. Misure generali di tutela
I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l'esecuzione dell'opera, osservano le misure generali di tutela di cui all'articolo 3 del Decreto L.vo n. 626/1994, e curano, ciascuno per la parte di competenza, in particolare:
c) condizioni di movimentazione dei vari materiali;
h) le interazioni con le attività che avvengono sul luogo all'interno o in prossimità del cantiere;
Art. 9. - Obblighi del datore di lavoro
b) curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con ilcommittente o il responsabile dei lavori;
2. L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 12 e la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 4, commi 1, 2 e 7, e all'articolo 7, comma 1, lettera b), del D.L.vo n. 626 del 1994.
Art. 10. -Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione
e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori
2. 1 soggetti di cui al comma 1, devono essere, altresì, in possesso di attestato di frequenza a specifico corso in materia di sicurezza organizzato dalle regioni, mediante le strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione e della formazione professionale, o, in via alternativa, dall'Ispesl, dall’Inail, dall'Istituto italiano di medicina sociale, dai rispettivi ordini o collegi professionali, dalle università, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori o dagli organismi paratetici istituiti nel settore dell'edilizia.
4. L’attestato di cui al comma 2 non è richiesto per i dipendenti in servizio presso pubbliche amministrazioni che esplicano nell'ambito delle stesse amministrazioni le funzioni di coordinatore.
5. L’attestato di cui al comma 2 non è richiesto per coloro che, non più in servizio, abbiano svolto attività tecnica in materia di sicurezza nelle costruzioni, per almeno cinque anni, in qualità di pubblici ufficiali o di incaricati di pubblico servizio e per coloro che producano un certificato universitario attestante il superamento di uno o più esami del corso o diploma di laurea, equipollenti ai fini della preparazione conseguita con il corso di cui all'allegato V o l'attestato di partecipazione a un corso di perfezionamento universitario con le medesime caratteristiche di equipollenza.
Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’inizio dei lavori, trasmette all'Azienda unità sanitaria locale e alla Direzione provinciale dei lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all'allegato III nonché gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi:
a)cantieri di cui all'articolo 3, comma 3;
b)cantieri che, inizialmente non soggetti all'obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d'opera;
c)cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini- giorno;
d)Copia della notifica deve essere affissa in maniera visibile presso il cantiere e custodita a disposizione dell'organo di vigilanza territorialmente competente.
e)Gli organismi paritetici istituiti nel settore delle costruzioni in attuazione dell'articolo 20 del Decreto Legislativo n. 626/1994 hanno accesso ai dati relativi alle notifiche preliminari presso gli organi di vigilanza.
Art. 12. - Piano di sicurezza e di coordinamento
(art. 22 D. L.vo 15/11/99)
1. Il piano contiene l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori, nonché la stima dei relativi costi che non sono soggetti al ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici. Il piano contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dalla eventuale presenza simultanea o successiva di più imprese o dei lavoratori autonomi ed è redatto anche al fine di prevedere, quando ciò risulti necessario, l'utilizzazione di impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva. Il piano è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione. In particolare il piano contiene, in relazione alla tipologia del cantiere interessato, i seguenti elementi:
a)modalità da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni;
b)protezioni o misure di sicurezza contro i possibili rischi provenienti dall’ambiente esterno;
d)protezioni o misure di sicurezza connesse alla presenza nell’area del cantiere di linee aeree e condutture sotterranee;
e)viabilità principale di cantiere;
f)impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo;
g)impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche;
h)misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi;
m)misure per assicurare la salubrità dell'aria nei lavori in galleria;
o)misure generali di sicurezza da adottare nel caso di estese demolizioni o manutenzioni, ove le modalità tecniche di attuazione siano definite in fase di progetto;
p)misure di sicurezza contro i possibili rischi di incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere;
t) misure generali di protezione da adottare contro gli sbalzi eccessivi di temperatura;
Art. 13. - Obblighi di trasmissione
Art. 14. - Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza
1. Prima dell'accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 12 e delle modifiche significative apportate allo stesso, il datare di lavoro di ciascuna impresa esecutrice consulta il rappresentante per la sicurezza e gli fornisce eventuali chiarimenti sul contenuto del piano. Il rappresentante per la sicurezza può formulare proposte al riguardo.
Art. 15. - Coordinamento della consultazione e partecipazione
1. L’esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore può essere calcolata in fase preventiva facendo riferimento ai tempi di esposizione e ai livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla Commissione prevenzione infortuni
2. Sul rapporto di valutazione di cui all'articolo 40 del D. L.vo 15 agosto 1991, n. 277, va riportata la fonte documentale cui si è fatto riferimento.
3. Nel caso di lavoratori adibiti a lavorazioni e compiti che comportano una variazione notevole dell'esposizione quotidiana al rumore da una giornata lavorativa all'altra può essere fatto riferimento, ai fini dell'applicazione della vigente normativa, al valore dell'esposizione settimanale relativa alla settimana di presumibile maggiore esposizione nello specifico cantiere, calcolata in conformità a quanto previsto dall'articolo 39 dei D.L.vo 15 agosto 1991, n. 277.
1. Nei cantieri la cui durata presunta dei lavori è inferiore ai 200 giorni lavorativi, l'adempimento di quanto previsto dall'articolo 14 costituisce assolvimento dell'obbligo di riunione di cui all'articolo Il del D. L.vo n. 626 del 1994, salvo motivata richiesta del rappresentante per la sicurezza.
2. Nei cantieri la cui durata presunta dei lavori è inferiore ai 200 giorni lavorativi, e ove sia prevista la sorveglianza sanitaria di cui al titolo 1, capo IV, del D.Lvo n. 626 del 1994, la visita del medico competente agli ambienti di lavoro in cantieri aventi caratteristiche analoghe a quelli già visitati dallo stesso medico competente e gestiti dalle stesse imprese, può essere sostituita o integrata, a giudizio del medico competente, con l’esame di piani di sicurezza relativi ai cantieri in cui svolgono la loro attività i lavoratori soggetti alla sua sorveglianza.
3. Fermo restando l'articolo 22 del D. L.vo n. 626/1994, i criteri e i contenuti per la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti possono essere definiti dalle parti sociali in sede di contrattazione nazionale di categoria.
4. I datori di lavoro, quando è previsto nei contratti di affidamento dei lavori che il committente o il responsabile dei lavori organizzi apposito servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, sono esonerati da quanto previsto dall'articolo 4, comma 5, lettera a), del D. L.vo n. 626/1994.
1. Con decreto del Ministro dei lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro della sanità, sentita eventualmente laCommissione prevenzione infortuni, si provvede ad adeguare gli allegati I, II, III e IV in conformità a modifiche adottate in sede comunitaria.
1. In sede di prima applicazione del presente decreto i requisiti dell'articolo 10, commi 1 e 2, non sono richiesti per le persone che alla data di entrata in vigore del presente decreto:
a)sono in possesso di attestazione, comprovante il loro inquadramento in qualifiche che consentono di sovrintendere altri lavoratori e l'effettivo svolgimento di attività qualificata in materia di sicurezza sul lavoro nelle costruzioni per almeno quattro anni, rilasciata dai datori di lavoro pubblici o privati; l'attestazione è accompagnata da idonea documentazione comprovante il regolare versamento dei contributi assicurativi per i periodi di svolgimento dell'attività:
b)dimostrano di avere svolto per almeno quattro anni funzioni di direttore tecnico di cantiere, documentate da certificazioni di committenti pubblici o privati e in tal caso vidimate dalle autorità che hanno rilasciato la concessione o il permesso di esecuzione dei lavori.
2. I soggetti di cui al comma I devono, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, frequentare il corso di cui all'articolo 10, comma 2, la cui durata è fissata in 60 ore.
3. Copia degli attestati di cui al comma 1, lettera a) e b), deve essere trasmessa all'organo di vigilanza territorialmente competente.
Art. 20. - Sanzioni relative agli obblighi dei committenti
o dei responsabili dei lavori
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli 3, comma 1,secondo periodo, 3, 4 e 4-bis; 6, comma 2;
c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire sei milioni per la violazione degli articoli 11, comma 1; 13, comma I.
Il coordinatore per la progettazione è punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione dell'articolo 4, comma 1.
Il coordinatore per l'esecuzione dei lavori è punito:
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione dell'articolo 5, comma 1, lettere a), b), c), e) ed f) e comma 1-bis;
Art. 22. - Sanzioni relative agli obblighi dei datori di lavoro, dei
dirigenti e dei preposti
1.I datori di lavoro delle imprese esecutrici e, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, i dirigenti e i preposti che dirigono o sovrintendono le attività delle imprese stesse, sono tenuti all’osservanzadelle pertinenti disposizioni del presente decreto.
2.Il datore di lavoro è punito con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da due a cinque milioni per la violazione dell'articolo 14, comma 1, primo periodo.
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli 9, comma 1, lettera a; 12, comma 3;
b)con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire sei milioni per la violazione degli articoli 12, comma 4; 13, commi 2 e 3
4. I preposti sono puniti con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per la violazione degli artt. 9, comma 1, lettera a);12, comma 3.
1. I lavoratori autonomi sono puniti con l’arresto fino ad un mese o con l’ammenda da lire trecentomila a lire un milione per la violazione degli articoli 7, comma 1, e 12, comma 3.
Art. 23 - bis. - Estinzione delle contravvenzioni
Alle contravvenzioni di cui agli articoli 20, comma 1, lettere a) e b); 21, commi 1 e 2; commi 2, 3, lettera a), e 4; 23, comma 1, si applicano le disposizioni del capo II del D. Legislativo 19/12/1994, n.758.
Art. 25.. - Entrata in vigore
ELENCO DEI LAVORI EDILI 0 DI INGEGNERIA
CIVILE DI CUI ALL'ARTICOLO 2, LETTERA A)
1. 1 lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche, le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferrovia rie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro.
2. Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile,
PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI DI CUI
ALL’ARTICOLO 11, COMMA 1
1. Lavori che espongono i lavoratori a rischio di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a m. 1,5 o di caduta dall'alto da altezza superiore a m. 2, se particolarmente aggravati dalla natura dell'attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell'opera.
2.Lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano un’esigenza legale di sorveglianza sanitaria.
3.Lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in materia di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti.
4.Lavori in prossimità di linee elettriche in aree a conduttori nudi in tensione.
5.Lavori che espongono ad un rischio di annegamento.
6.Lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie.
7.Lavori subacquei con respiratori.
DI CUI ALL’ARTICOLO 11
1.Data della comunicazione.
2.Indirizzo del cantiere.
3.Committente(i), nome(i) e indirizzo(i).
4.Natura dell'opera.
5.Responsabile(i) dei lavori nome(i) e indirizzo(i).
10.Coordinatore(i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la progettazione dell'opera [(nome(i) e indirizzo(i)].
11.Coordinatore(i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la realizzazione dell'opera [(nome(i) e indirizzo(i)].
12.Data presunta d'inizio dei lavori in cantiere.
13.Durata presunta dei lavori in cantiere.
14.Numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere.
15.Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere.
16.Identificazione delle imprese già selezionate.
17.Ammontare complessivo presunto dei lavori.
( articolo 9)
1. I luoghi di lavoro al servizio dei cantieri edili devono rispondere alle norme di cui al titolo II del Decreto Legislativo 626/1994.
a)Le porte di emergenza non devono essere chiuse in modo tale da non potere essere aperte facilmente e immediatamente da ogni persona da ogni persona che abbia bisogno di utilizzarle in caso di emergenza.
a)Le porte scorrevoli e le porte a bussola sono vietate come porte di emergenza.
2. Aerazione.
a)Qualora vengano impiegati impianti di condizionamento d’aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo tale che i lavoratori non vengano esposti a correnti d’aria moleste.
b)Ogni deposito e accumulo di sporcizia che possono comportare immediatamente un rischio per la salute dei lavoratori a causa dell’inquinamento dell’aria respirata devono essere eliminati rapidamente.
3. Illuminazione naturale ed artificiale.
I luoghi di lavoro devono disporre, nella misura del possibile, di sufficiente luce naturale ed essere dotati di dispositivi che consentano un’adeguata illuminazione artificiale per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori.
4.3. Le pareti trasparenti o translucide, . in particolare le pareti interamente vetrate nei locali o nei pressi dei posti di lavoro e delle vie di circolazione devono essere chiaramente segnalate ed essere costituite da materiali di sicurezza ovvero essere separate da detti posti di lavoro e vie di circolazione, in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le pareti stesse, né essere feriti qualora vadano in frantumi.
5.Finestre e lucernari dei locali.
6. Porte e portoni. .
6.1 La posizione, il numero, i materiali impiegati e le dimensioni delle porte e dei portoni sono determinati dalla natura e dall'uso dei locali.
6.3. Le porte e i portoni a vento devono essere trasparenti o essere dotati di pannelli trasparenti.
7.1 Quando l'uso e l'attrezzatura dei locali lo richiedano per assicurare la protezione dei lavoratori, il tracciato delle vie di circolazione deve essere messo in evidenza.
8.1. Le scale e i marciapiedi mobili devono funzionare in modo sicuro.
8.3. Essi devono essere dotati di dispositivi di arresto di emergenza facilmente identificabili e
1.1 I materiali e le attrezzature devono essere disposti o accatastati in modo da evitarne il
2.1. Quando la demolizione di un edificio o di una struttura può presentare un pericolo, i lavori
devono essere progettati e intrapresi soltanto sotto la sorveglianza di una persona competente.
a)ben costruiti, con materiali appropriati e solidi dotati di resistenza sufficiente;
b)provvisti dell'attrezzatura adeguata per consentire ai lavoratori di ripararsi in caso di irruzione d’acqua e di materiali.
3.2. La costruzione, la sistemazione, la trasformazione e lo smantellamento di una paratoia o di un cassone devono essere effettuati soltanto sotto la sorveglianza di una persona competente.
3.3. Tutte le paratoie e i cassoni devono essere ispezionati a intervalli regolari da una persona competente.
CORSO DI FORMAZIONE PER LA SICUREZZA DEL
a) legislazione vigente in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro;
d) analisi e rischi;
e) norme di buona tecnica e criteri per l'organizzazione dei cantieri e l'effettuazione dei
lavori in sicurezza (uso delle macchine, dei DPI, ponteggi e opere provvisionali, ecc.);