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Timestamp: 2017-03-23 22:56:20+00:00
Document Index: 1223898

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 9', 'art.19', 'art 36', 'art. 148', 'art. 33', 'art.1', 'art. 54', 'art.1', 'art. 125', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 42']

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07/04/2008 RASSEGNA STAMPA
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Viola Grande
1 RASSEGNA STAMPA DEL 7 APRILE2 INDICE RASSEGNA STAMPA DALLE AUTONOMIE.IT IL REGOLAMENTO ATTUATIVO DEL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI: DALLA GARA ALLA GESTIONE DEL CONTRATTO... 5 NEWS ENTI LOCALI IN ARRIVO RIMBORSI PER 447 MILIONI... 6 AGCOM, VIETATO PUBBLICARE O CITARE SONDAGGI... 7 NEL 2007 AUMENTANO LE VITTORIE NEI CONTENZIOSI... 8 COMUNI DESTININO MULTE A MIGLIORAMENTO SICUREZZA E STRADE... 9 NASCE LA PRIMA LA COMUNITÀ MONTANA DELLA SARDEGNA AL DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO IL PREMIO DEL TESORO-CONSIP PER L'UTILIZZO DEL MERCATO ELETTRONICO IL SOLE 24ORE IN 61MILA SEZIONI SI GIOCA LA PARTITA DI 10MILA CANDIDATI L'operazione costerà 347 milioni SULLA SCHEDA ERRORI IN AGGUATO Nuovi simboli per le formazioni che nel 2006 hanno raccolto 1'85% dei consensi LO SCRUTINIO ABBANDONA IL COMPUTER LA «MEMORIA» ELETTORALE DURA DUE LEGISLATURE IN ANTICIPO - Palazzo Madama ha già svuotato l'archivio per far posto al materiale che arriverà dalle sezioni dopo i conteggi del 14 aprile CAROVITA DEMOCRATICO - Mille esemplari costano 26 euro con un rincaro del 3% rispetto alle politiche del 2006 LA PRIVACY ARRETRA PER DARE SCACCO AI CYBERCRIMINALI Il Viminale può obbligare i provider a conservare i dati di traffico per sei mesi E DAI CERTIFICATORI TRE MILIONI DI «FIRME» QUATTROCENTO GIORNI PER IL VISTO D'INGRESSO Débacle nella gestione dei flussi: uffici privi di mezzi TORINO SENZA CARTA E GLI IMPIEGATI LA PORTANO DA CASA INFORMATICA IN TILT - Il sistema di trasmissione dati tra Prefetture, Questure e Dpl funziona in teoria ma si blocca spesso COMUNITÀ MONTANE, PRIMI TAGLI In settimana via libera a una parte della riforma: a luglio l'ok definitivo UN RIASSETTO FRENATO DA DUBBI E RESISTENZE PUNTI OSCURI - Alcune amministrazioni aspettano chiarimenti soprattutto sulle norme relative alla gestione del personale APRIPISTA - Altre realtà, anticipando gli obiettivi del Governo, hanno elaborato proposte che al momento, però, sono ancora «in itinere» NUOVO CONCETTO DI PAESAGGIO L'IMPRESA IN UN GIORNO SUPERA IL TEST Dalla fine di agosto il sistema sarà operativo su tutto il territorio nazionale OBIETTIVO SICUREZZA: IL TESTO UNICO FA POCHE ECCEZIONI Tra le categorie escluse dalle novità ci sono gli addetti ai servizi domestici 23 L'INTERVENTO DELLE REGIONI PUÒ SCONVOLGERE IL DECRETO I PUNTI FERMI - Dovrebbe restare immutata solo la definizione degli aspetti di ordinamento civile e penale e di quelli attinenti ai rapporti di lavoro RATE SOLO CON ISTANZA DOC I canoni Equitalia per poter regolare i conti fiscali in 72 mesi PIÙ CHANCE PER FORNIRE GARANZIE SUI CREDITI LE SCADENZE - La copertura è estesa per un anno in più rispetto al «calendario» del frazionamento delle somme dovute LA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA TUTELA I DEBITORI L'ATTO - La domanda che avvia l'iter deve specificare la durata e contenere l'indicazione di chi è il responsabile del procedimento - I REQUISITI - I provvedimenti di rigetto delle istanze avanzate dai contribuenti vanno sempre puntualmente motivati L'INCERTEZZA DELLE NORME HA CARATTERE OGGETTIVO L'ignoranza della legge non «disapplica» le sanzioni NULLE LE VERIFICHE DELLE DRE LE REGIONI RISPARMIANO ENERGIA Dalla bioclimatica all'impianto solare termico le strade per ridurre i consumi PICCOLI CENTRI, E-GOV FAI DA TE Solo il 10% dei Comuni si associa per migliorare i servizi offerti RIFORME DA ULTIMARE - È urgente superare la «babele» attuale e offrire all'associazionismo un quadro normativo semplice e stabile L'INTEGRAZIONE DEGLI UFFICI VALE 1,2 MILIARDI IL RUOLO DELL ICT - Negli enti esistono banche dati immense ma disgregate che solo la tecnologia può mettere a sistema LA PA ONLINE RISPONDE ALLE FAMIGLIE ASSUNZIONI, LE SUPPLENZE SUPERANO I NUOVI VINCOLI TAGLI DI SPESA CON CRITERI RIGIDI Per la Corte conti il confronto è rispetto alle uscite effettive registrate nel 2007 NEL CODICE DISCIPLINARE TRE NUOVI «REATI» I TETTI FRENANO ANCHE LE RISORSE INTEGRATIVE La disciplina prevista per il salario accessorio si ricollega ai principi stabiliti costantemente nelle ultime Finanziarie LE POSTE FUORI DAL PATTO RECUPERANO GLI SFORAMENTI In termini di competenza un taglio all'indebitamento oppure agli avanzi dovrebbe servire a ridurre il differenziale ORDINANZE URGENTI, NUOVO STOP ITALIA OGGI P.A., UNO STOP PER LA DILAZIONE IMPRESE: MOROSITÀ A SENSO UNICO DIFESA DELLA PRIVACY A 360 GRADI Cautela nella gestione delle informazioni in alberghi, asl e p.a. LA REPUBBLICA NESSUN ERRORE HO SEGUITO LE REGOLE4 Le schede sono così in ottemperanza alla legge che impose il Porcellum. È stato il parlamento a consentire di presentare simboli senza raccogliere firme CORRIERE DELLA SERA IL DIFENSORE CIVICO, FINE DI UN'ILLUSIONE Ha perso potere, non tutela più i cittadini «NÉ PAGA NÉ TELEFONO COSÌ MI FECERO CAPIRE CHE NON MI VOLEVANO» CORERIERE ECONOMIA MEZZOGIORNO UFFICIALE: È NATA LA SUPER-TESS Fusione con il Patto del Miglio d'oro LA STAMPA E DAL 14 APRILE I PARTITI GUADAGNANO IL DOPPIO I rimborsi del 2008 si sommano a quelli per il 2006 GAZZETTA DEL SUD MODELLO INTEGRATO DI FEDERALISMO, HANNO DETTO SÌ 212 COMUNI Farà da supporto alla gestione delle entrate - Parte intanto la "Visco Sud" sull'occupazione 45 DALLE AUTONOMIE.IT CICLO DI SEMINARI Il regolamento attuativo del codice dei contratti pubblici: dalla gara alla gestione del contratto C ome è noto, il 21 dicembre 2007 il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, il nuovo Regolamento sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, in attuazione dell art. 5 del d.lgs. 163/06 e s.m.i. Il provvedimento, promulgato dal Capo dello Stato in data 28 gennaio u.s., è in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Sta per completarsi, quindi, il quadro normativo di riferimento in materia di contratti pubblici, con l introduzione di nuovi istituti e di regole innovative nelle procedure di gara e nelle fasi esecutive. Tra i nuovi istituti, in particolare, di cui il Regolamento definisce le modalità attuative, va segnalato il dialogo competitivo (una procedura utilizzabile nelle opere più complesse, che consente alla stazione appaltante di acquisire il know how di imprese specializzate attraverso un confronto articolato e trasparente). Sono state altresì dettate una serie di norme volte a favorire un controllo più accurato dei piani di sicurezza, al fine di una maggiore tutela del lavoro e della sicurezza nei cantieri. Il Regolamento disciplina anche il performance bond, la garanzia globale di esecuzione, obbligatoria per le opere di maggiore rilevanza economica. Considerata la rilevanza del provvedimento regolamentare per gli operatori del settore - sia pubblici che privati - e, allo scopo di offrire l occasione di un articolato approfondimento dei profili maggiormente significativi del nuovo Regolamento, il Consorzio Asmez propone un ciclo di incontri sul Regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici: dalla gara alla gestione del contratto. Le giornate di formazione si svolgeranno presso la sede del Consorzio Asmez, Centro Direzionale, Is. G1 Napoli nei giorni 14 e 21 Aprile LE ALTRE ATTIVITÀ IN PROGRAMMA: MASTER PER ENERGY MANAGER Napoli, Centro Direzionale, Isola G1, APRILE/GIUGNO Per informazioni e adesioni contattare il numero CORSO DI PREPARAZIONE AL IV CORSO-CONCORSO PER SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI Napoli, Centro Direzionale, Isola G1, MAGGIO/LUGLIO Per informazioni e adesioni contattare il numero SEMINARIO: RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA E CONTABILE DEI PUBBLICI DIPENDENTI Napoli, Centro Direzionale, Isola G1, 8 APRILE Per informazioni e adesioni contattare il numero SEMINARIO: IL TRATTAMENTO PENSIONISTICO E DI FINE RAPPORTO Napoli, Centro Direzionale, Isola G1, 10 APRILE Per informazioni e adesioni contattare il numero CICLO DI SEMINARI: IL REGOLAMENTO ATTUATIVO DEL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI: DALLA GARA ALLA GESTIONE DEL CONTRATTO Napoli, Centro Direzionale, Isola G1, 14 e 21 APRILE Per informazioni e adesioni contattare il numero CICLO DI SEMINARI: IL CONDONO EDILIZIO - LA PROCEDURA AUTOMATIZZATA Napoli, Centro Direzionale, Isola G1, 16 APRILE e 23 APRILE Per informazioni e adesioni contattare il numero SEMINARIO: SANZIONI E PROCEDIMENTO SANZIONATORIO PER IL PUBBLICO IMPIEGO Napoli, Centro Direzionale, Isola G1, 17 APRILE Per informazioni e adesioni contattare il numero SEMINARIO: LA CAUSA DI SERVIZIO E L EQUO INDENNIZZO Napoli, Centro Direzionale, Isola G1, 22 APRILE Per informazioni e adesioni contattare il numero6 NEWS ENTI LOCALI AGENZIA ENTRATE In arrivo rimborsi per 447 milioni I n arrivo rimborsi fiscali Irpef per un importo di 447,8 milioni. L'Agenzia delle Entrate punta nel 2008 a confermare i risultati registrati nel 2007, che ha visto gli uffici liquidare 2,8 milioni di rimborsi Irpef per un importo di 1,5 miliardi, senza tener conto degli interessi. Le comunicazioni agli interessati sono già partite nel mese di marzo e per i contribuenti che hanno fornito le coordinate bancarie è già Collegamento di riferimento arrivato l'accredito. Tornando ai rimborsi, per contribuenti che hanno fornito le coordinate del conto l'accredito è già stato fatto. L'importo accreditato è pari a 165 milioni, di cui 152,3 di capitale e 12,7 di interessi. Per i contribuenti che invece non hanno ancora fornito le coordinate, le modalità di erogazione variano a seconda dell'importo del credito. Per i rimborsi fino a euro sarà possibile la riscossione in contanti presso gli uffici postali. Si tratta di rimborsi per un importo di 249,9 milioni, di cui 241,4 di capitale e 8,5 di interessi. Per le somme di importo superiore a euro il rimborso avviene tramite vaglia cambiario che viene predisposto e spedito alla Banca d'italia. Si tratta di rimborsi per un importo di 32,8 milioni, di cui 29,6 di capitale e 3,2 di interessi. Questa modalità comporta tempi più lunghi. L'Agenzia ricorda che proprio per rendere più celere e anche più sicuro il rimborso è possibile, per chi non lo ha ancora fatto, fornire i dati del proprio conto collegandosi alla sezione ''servizi telematici'' del sito delle Entrate. Chi non ha il Pin code lo può chiedere sempre tramite il sito. Chi non è collegato alla rete può comunicare i dati in un qualsiasi ufficio dell'agenzia compilando e presentando il modulo. 67 NEWS ENTI LOCALI ELEZIONI Agcom, vietato pubblicare o citare sondaggi N ei 15 giorni precedenti la data delle votazioni ''è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto''. Lo ricorda l'autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Le emittenti radiotelevisive, le società editrici di quotidiani e periodici e le agenzie di stampa - sottolinea l'agcom - sono tenute a rispettare tale divieto e l'inosservanza sussiste anche quando nel circuito dell'informazione radiotelevisiva, della stampa o della diffusione di notizie mediante agenzie sono riportate dichiarazioni sui risultati di sondaggi elettorali rilasciate in qualsiasi sede da esponenti politici o da qualunque altro soggetto. In caso di inosservanza del divieto, l'emittente o l'organo di informazione interessati sono tenuti a dichiarare l'avvenuta violazione sullo stesso mezzo di comunicazione che ha diffuso il sondaggio, sempre che nell'immediatezza del fatto l'avvenuta violazione non sia stata già spontaneamente e pubblicamente riconosciuta con adeguata evidenza dalla stessa emittente o dall'organo di informazione interessati. Il mancato rispetto dell'ordine comporta inoltre l'applicazione di sanzioni pecuniarie. 78 NEWS ENTI LOCALI AGENZIA ENTRATE Nel 2007 aumentano le vittorie nei contenziosi I l contrasto all'evasione fiscale fa passi avanti anche nel contenzioso. Negli ultimi tre anni infatti, l'agenzia delle Entrate - si legge in una nota - ha costantemente migliorato la percentuale di esiti favorevoli, mentre per il 2008 è in arrivo il progetto ''Qualità' del contenzioso'' con l'obiettivo di consolidare e migliorare ulteriormente i risultati raggiunti. Da una prima a- nalisi dell'andamento del contenzioso nel 2007, predisposta dalla Direzione Normativa e Contenzioso, emerge che nel corso dell'anno sono state depositate dalle commissioni tributarie provinciali (primo grado) sentenze nei giudizi in cui è parte l'agenzia delle entrate, di cui il 42,32% favorevole agli uffici, l'8,63% parzialmente favorevole e il 27,61% favorevole ai contribuenti. Il restante 21,43% delle liti si è estinto principalmente per effetto delle sanatorie degli anni scorsi. Sia le sentenze parzialmente favorevoli che i provvedimenti di estinzione determinati dall'adesione ai condoni hanno prodotto effetti positivi per l'erario e quindi non possono essere considerati sfavorevoli all'agenzia ai fini dell'indice di soccombenza. Passando alle sentenze delle commissioni tributarie regionali (secondo grado), nel 2007 sono state depositate sentenze di cui il 37,93 favorevoli all'ufficio e il 43,18 ai contribuenti. Le sentenze parzialmente favorevoli sono state l'8,36% e i provvedimenti di estinzione del giudizio il 10,53%. Considerando infine le pronunce del triennio relativamente a tutti gli atti dell'agenzia (accertamento, rimborsi, cartelle, ecc.) si registra un significativo miglioramento delle vittorie degli uffici, che passano da 28,57% del 2005 al 37,93% del In crescita anche le vittorie dei contribuenti che passano dal 37,61% del 2005 al 43,18 del 2007, mentre calano significativamente le pronunce di estinzione del giudizio, che passano dal 27,97% del 2005 al 10,45% del Rassegna stampa pag. 89 NEWS ENTI LOCALI ACI Comuni destinino multe a miglioramento sicurezza e strade ''I Comuni che non destinano effettivamente i proventi delle multe al miglioramento della sicurezza e delle infrastrutture stradali vanno penalizzati con sanzioni o con la riduzione dei trasferimenti di risorse pubbliche- ''. Lo ha dichiarato il presidente dell'aci, Enrico Gelpi, partecipando alla puntata di 'Rondo' - il Magazine dell'automobilista'' andato in onda sabato alle 14:00 su Odeon Tv e sul canale satellitare 827 di Sky. I dati evidenziano come la spesa procapite degli automobilisti per le multe sia di circa 47 euro l'anno e i Comuni incassino con le contravvenzioni oltre 1,5 miliardi di euro, ma la manutenzione delle strade è quasi ovunque inesistente, la segnaletica obsoleta, il trasporto pubblico inadeguato. ''Il problema delle nostre città è la congestione più che l'inquinamento - ha sottolineato il presidente dell'aci - visto che le auto concorrono solo per il 10-12% alle emissioni complessive di CO2. Se le vetture fossero pulite, l'ambiente sarebbe salvo ma le strade rimarrebbero intasate dal traffico. Tutti i mali sono riconducibili alla mancanza di una seria politica dei trasporti che costringe i cittadini all'uso continuo, irrazionale e dispendioso dell'auto privata''. Illustrando il Manifesto dell'automobile Club d'italia con le proposte degli automobilisti al nuovo Parlamento e al Governo che guiderà il Paese, presentato ieri in tutte le sedi ACI d'italia, Gelpi ha sottolineato l'esigenza di un piano di ottimizzazione del parco circolante: ''con forti incentivi alla rottamazione bisogna far coincidere il numero delle vetture nuove con quelle radiate dalla circolazione. È un'iniziativa proiettata nel futuro che richiede la collaborazione di tutti gli attori della filiera automobilistica''. ''Per risolvere il problema della congestione - ha concluso Gelpi - andrebbe ripensato il rapporto tra uso del territorio e mobilità, emanando una legge quadro che stabilisca criteri generali per la realizzazione dei nuovi insediamenti residenziali e commerciali con previsione della Valutazione di Impatto sulla Mobilita' per ogni intervento urbanistico''. Rassegna stampa pag. 910 NEWS ENTI LOCALI ISTITUZIONI Nasce la prima la Comunità montana della Sardegna S i chiama Comunità montana del Sarcidano - Barbagia di Seulo ed è la prima che nasce in Sardegna dopo l'approvazione delle legge regionale 12 del 2005 che ha riformato gli ambiti territoriali e disciplinato la costituzione delle Unioni dei Comuni e Fonte: delle Comunità montane. Vi ricadono i territori dei tredici Comuni che vi hanno a- derito e che hanno le caratteristiche fissate dalla legge regionale 12/2005: Escolca, Esterzili, Gergei, Isili, Mandas, Nuragus, Nurallao, Nurri, Orroli, Sadali, Serri, Seulo e Villanova Tulo. "In Sardegna riparte la nostra storia per volontà dei comuni - afferma il Presidente dell'uncem Enrico Borghi - e ciò testimonia l'espressa necessità di un ente come la Comunità montana, per la programmazione del territorio e per l'esercizio associato di funzioni a sostegno dei piccoli Comuni". Soddisfazione anche da parte del Commissario della Comunità montana del Nuorese Peppino Mureddu, "per l'avvio concreto del processo di riordino". Rassegna stampa pag. 1011 NEWS ENTI LOCALI E-PROCUREMENT Al Dipartimento dei Vigili del fuoco il premio del Tesoro-Consip per l'utilizzo del mercato elettronico I l Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile - insieme all'agenzia delle entrate di Bari, la Ausl 3 di Catania, l'università Bicocca di Milano e la Provincia di Agrigento - è tra i vincitori del premio Mepa 2008 consegnato oggi dal ministero dell'economia e delle finanze e dalla Consip durante una cerimonia a Roma. Il premio consiste in un riconoscimento alle amministrazioni pubbliche, ma anche alle imprese fornitrici, ''che nel corso del 2007 hanno raggiunto risultati particolarmente rilevanti nell'utilizzo del mercato e- lettronico della P.A. (Mepa) valorizzando pienamente i benefici economici, organizzativi e procedurali derivanti dall'utilizzo di questo strumento'. ''Le amministrazioni e le imprese risultate prime in graduatoria - spiega una nota - oltre a poter utilizzare il marchio di vincitore sul proprio materiale promozionale potranno usufruire di giornate di formazione sull'utilizzo degli strumenti di e-procurement e parteciperanno ad eventi di promozione del programma di razionalizzazione della spesa del ministero dell'economia gestito da Consip''. Come spiegato durante la cerimonia dall'amministratore delegato di Consip Danilo Broggi il ''principale risparmio del mercato elettronico è innanzitutto nei tempi del processo per evadere un ordine che normalmente si riducono di un terzo'' mentre il risparmio sull'acquisto dipende dalla modalità con cui è effettuato: o tramite l'acquisto diretto o attraverso la richiesta dell'offerta migliore. Nel primo caso i risparmi sono bassi (circa il 2%) ma l'acquisto, se necessario, è veloce mentre per l'acquisto su offerta migliore (il 70% circa dei casi) si può spuntare un prezzo più basso del 20-25% rispetto ai prezzi di listino. I dati rivelano che quello elettronico è un mercato in continua crescita che è ancora utilizzato in maniera limitata - siamo allo zero virgola qualcosa delle sue potenzialità' dice Broggianche se nei primi 3 mesi di quest'anno si è registrato un vero e proprio record. Gli acquisti sul mercato on line sono cresciuti del 233% e sono più che triplicati i contratti perfezionati (9.800 contro 3.000). Significativo anche i numero dei responsabili di acquisto che hanno fatto almeno un ordine: contro i soli 655 del primo trimestre Rassegna stampa pag. 1112 IL SOLE 24ORE pag.2 VERSO LE ELEZIONI - I numeri del voto In 61mila sezioni si gioca la partita di 10mila candidati L'operazione costerà 347 milioni V entidue ore, notte esclusa. Tanto staranno aperti i seggi per le operazioni di voto dell'election day tra domenica 13 e lunedì 14 aprile. Senza contare i tempi per lo spoglio delle schede. Per queste 22, importantissime ore saranno utilizzate 367mila matite copiative per tracciare un segno su 90 milioni di schede. E soltanto per le sezioni saranno spesi, secondo i preventivi del ministero dell'economia, 347,6 milioni di euro, esclusi i costi per gli stampati e la sicurezza nei seggi. Numeri imponenti per una giornata elettorale che porterà al voto 434 Comuni, 8 province e due regioni per le amministrative. Oltre, ovviamente, al Paese intero, chiamato a eleggere il nuovo Parlamento. Italiani, popolo di elettori. Sono più di 43 milioni i cittadini che hanno compiuto 25 anni e che saranno chiamati a votare, tessera elettorale alla mano, al Senato. Alla Camera saranno quattro milioni in più e per 1,2 milioni di questi si tratterà di un debutto assoluto: tanti sono quelli che diventeranno maggiorenni in questi giorni. In palio ci sono i 945 scranni del nuovo Parlamento: 630 alla Camera (dodici riservati alla circoscrizione estero) e 315 (sei per l'estero) al Senato. Ad accoglierli nei seggi i cittadini troveranno "squadre" composte da sei persone: quattro scrutatori, un segretario e un presidente. A- vranno la responsabilità di seguire tutte le operazioni di voto fino alle 14 di martedì, quando lo spoglio si dovrebbe chiudere. Un lavoro impegnativo e di grande attenzione, ripagato con una retribuzione forfettaria che per i presidenti toccherà187 euro, mentre per tutti gli altri scenderà a 145 euro. In caso, però, di concomitanza tra elezioni politiche e amministrative, il corrispettivo aumenterà: per esempio, un presidente di seggio del Friuli Venezia Giulia - alle prese contemporaneamente con politiche, regionali, provinciali e comunali - percepirà in totale 298 euro. A ciascun seggio andrà una dotazione di 6 matite copiative e un numero di schede pari al corpo elettorale, aumentato del 30 per cento. Si calcola, cioè, che in un caso su tre possa, per qualsiasi evenienza, esserci bisogno di una "scheda di scorta". Le schede stampate saranno, dunque, più di 117 milioni: oltre 61milioni per la Camera e 56 milioni per il Senato. Alle quali vanno aggiunte quelle per le circoscrizioni estero. Sulle schede gli elettori troveranno complessivamente, tra Camera e Senato, poco meno di 10mila nomi, candidati in 35 liste a Montecitorio e in altrettante a Palazzo Madama (includendo anche il simbolo della Democrazia cristiana di Giuseppe Pizza, al momento "ripescato" dal Consiglio di Stato). Tra questi simboli sceglieranno a chi accordare il proprio voto. E, almeno quello, dovrà essere soltanto uno. Giuseppe Latour Rassegna stampa pag. 1213 IL SOLE 24ORE pag.3 VERSO LE ELEZIONI - L'incognita delle «nulle» Sulla scheda errori in agguato Nuovi simboli per le formazioni che nel 2006 hanno raccolto 1'85% dei consensi S ondaggisti e politici si sono esercitati per settimane sulle «intenzioni di voto», fino a che la legge sulla par condicio ha spento d'imperio i riflettori sulle rilevazioni. Ma un peso importante sul colore finale dell'election day in programma domenica e lunedì arriverà dal «non voto» o dal «voto sbagliato», cioè quello di chi va in cabina ma non ne esce con un'indicazione valida. Si tratta di un territorio per natura scivoloso, che analisi e sondaggi faticano a cogliere in anticipo (l'astensione frequentemente non viene dichiarata, e il voto nullo non rientra certo nelle intenzioni dell'elettore), ma che molti segnali sembrano dare in crescita rispetto agli ultimi turni elettorali. Due, in particolare, sono i campanelli d'allarme più sonori: i partiti che nel 2006 hanno raccolto più dell'85% dei consensi, da Forza Italia ai Ds passando per Alleanza nazionale e Rifondazione comunista, hanno consegnato al passato i propri simboli, spesso molto identitari. E per trovare i nuovi contrassegni, ammesso che lo voglia, l'elettore deve orientarsi in una scheda che nelle circoscrizioni mette gomito a gomito il Pdl e Sinistra critica, o il Pd e la Destra. E soprattutto affianca i simboli dei partiti coalizzati, senza spazi fra loro, anche se il voto per più di una lista annulla la scheda, «La forte riconfigurazione dell'offerta politica - ragiona Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos e presidente di Assirm, l'associazione di categoria dei sondaggisti - potrebbe determinare una maggiore presenza di schede bianche, in' controtendenza rispetto alla fisiologia del sistema elettorale che nel 2006, con il ritorno al proporzionale, ha visto un abbattimento di questo fenomeno. Più complicato è prevedere il tasso di "errore", un problema che si concentra nell'elettorato più anziano o meno istruito». Ma la girandola dei simboli può accendere anche i motori dell'astensione, in crescita costante dal 1948 e oggi alimentata dal disorientamento che può nascere dall'affollarsi di novità. «E dalla disaffezione per la politica», aggiunge Pagnoncelli. Che avverte anche sul "cambio di pelle" vissuto dalla diserzione delle urne: quella classica, che penalizzava i partiti moderati e favoriva la sinistra forte di un elettorato più fedele appartiene alla storia, e ha ceduto il passo a un'astensione «di opinione» che colpisce chi ha governato: «Due anni fa - spiega -il rischio era del centrodestra; oggi il quadro è speculare». A raffreddare la corsa ai seggi può intervenire anche il tono particolarmente composto della Campagna elettorale, ulteriormente attenuato dal mancato (finora) faccia a faccia: «È difficile prevederne le conseguenze - riflette Maurizio Cotta, ordinario di Scienza politica all'università di Siena -, perché una campagna così moderata è un inedito, ma la formula televisiva che alterna i singoli leader in sequenza offre un'aria da Palazzo che non contribuisce ad accendere l'attenzione. E lo spettacolo offerto dai meccanismi decisionali sempre più diluiti alimenta l'astensionismo che nasce dal rifiuto della politica». Ma l'immagine di seggi e- lettorali disertati da una quota crescente di italiani non è nelle previsioni di tutti. «Io - premette Nicola Piepoli, presidente dell'omonimo istituto di ricerca - sono tra i più "ottimisti", ma penso che la sacralità del voto, tipica degli italiani, sarà in azione anche questa volta. Piuttosto è possibile una dispersione del voto nelle liste "alla Grillo", che ci permetteranno di misurare concretamente il disamore per i politici». E anche gli errori, secondo Piepoli, saranno pochi, nonostante i tranelli della scheda: «Gli italiani ci tengono, si preparano, e i meno consapevoli hanno chi li consiglia, e magari mette loro in tasca un simbolo da cercare sulla scheda». Gianni Trovati Rassegna stampa pag. 1314 IL SOLE 24ORE pag.3 VERSO LE ELEZIONI - Mancano i fondi Lo scrutinio abbandona il computer Q uesta volta ce ne sarebbe stato bisogno e, invece, si dovrà farne a meno. Lo scrutinio elettronico, la cui sperimentazione debuttò alle europee del 2004 per essere riproposto alle regionali dell'anno successivo e alle politiche del 2006, non ci sarà. I test - fanno sapere dal Viminale - si sono conclusi con successo. Ma ora che il meccanismo sarebbe dovuto andare a regime, non ci sono i soldi. Nel 2006 si potè contare su un budget di 34,6 milioni, che consentì di sperimentare lo scrutinio elettronico in quattro regioni: Liguria, Lazio, Puglia e Sardegna. Il nuovo sistema non sostituì quello tradizionale, ma gli si affiancò. All'interno di ciascun seggio era, infatti, presente un operatore informatico designato dal Viminale, il cui compito era di inserire sul proprio computer i voti man mano che gli scrutatori li contavano. Si trattava di due procedimenti in parallelo, senza che uno interferisse sull'altro. Gli scrutatori facevano il loro lavoro tradizionale e l'operatore registrava i risultati sul pc. I voti inseriti nel computer potevano essere immediatamente letti dagli scrutatori grazie a un secondo schermo a loro disposizione. In caso di discordanza fra voti scrutinati tradizionalmente e quelli registrati sul computer, si faceva riferimento ai primi. Una volta terminato lo spoglio e verificati i risultati, i voti "telematici" venivano trasferiti su una chiave Usb e riversati nel computer centrale della sede elettorale, da cui venivano inviati, attraverso una linea riservata, al Cervellone del Viminale. Con un rilevante risparmio di tempo. Questa volta, invece, si ritorna al passato. Rassegna stampa pag. 1415 IL SOLE 24ORE pag.3 VERSO LE ELEZIONI La «memoria» elettorale dura due legislature IN ANTICIPO - Palazzo Madama ha già svuotato l'archivio per far posto al materiale che arriverà dalle sezioni dopo i conteggi del 14 aprile CAROVI- TA DEMOCRATICO - Mille esemplari costano 26 euro con un rincaro del 3% rispetto alle politiche del 2006 D opo essere finita nell'urna ed essere stata scrutinata, la vita della scheda elettorale continua. Nel migliore dei casi dura altri dieci anni (la legislatura di riferimento e quella successiva), fino a quando non l'aspetta un inceneritore che manda letteralmente in fumo i voti per eleggere il Parlamento. A meno che non diventi cenere prima del tempo. Come potrebbe accadere alle schede per il Senato già stampate e che dovranno, molto probabilmente, essere aggiornate con il simbolo della Democrazia cristiana di Giuseppe Pizza. Peripezie di questi giorni a parte, la scheda elettorale nasce dal lavoro del ministero dell'interno e del Poligrafico dello Stato. Sono loro, infatti, che preparano le bozze, una per ogni circoscrizione (sia alla Camera, sia al Senato), che inviano alle prefetture e alle tipografie incaricate della stampa. Tipografie indicate al Poligrafico (e per conoscenza anche al Viminale) dalle stesse prefetture e scelte sulla base dell'esperienza e dell'affidabilità. Prima di questo passaggio c'è stato quello - una volta vagliate le liste e le candidature - del sorteggio da parte degli uffici elettorali presso i tribunali o le Corti di appello, che ha indicato l'ordine con cui riprodurre sulla scheda i simboli di parti: ti e coalizioni. Dopo aver ricevuto il dischetto con il file delle schede - il file è "bloccato" e non si può modificare -, le tipografie procedono alla stampa di una bozza. La carta, che è particolare, viene fornita direttamente dal Poligrafico. Ultimata la bozza, viene inviata alla prefettura, che ne verifica la conformità con il file originario. Una volta ricevuto il "visto si stampi", le tipografie mettono in azione le rotative. Il prezzo pattuito è di 26 euro per ogni mille schede stampate, circa il 3% in più rispetto al costo del Il sabato prima del voto, la prefettura provvede a smistare i pacchi di schede nelle varie sezioni. Terminate le operazioni elettorali, le schede prendono due strade: quelle votate vengono portate presso gli uffici elettorali dei tribunali o delle Corti di appello, che sono i responsabili della loro custodia. Le schede nulle e contestate, insieme ai verbali degli scrutini, approdano a Roma, alla Camera o al Senato. Ciascun ramo del Parlamento, infatti, deve - per i voti di propria competenza - effettuare l'ultimo controllo. Le schede e i verbali sono custoditi da Montecitorio e da Palazzo Madama per i cinque anni della legislatura. Sempre che duri tanto. Alla fine del quinquennio, si procede a svuotare i magazzini che custodiscono le memorie del voto per far posto alle nuove schede e ai nuovi verbali. È quanto già stato fatto, per esempio, a Palazzo Madama, che ha provveduto a trasferire faldoni e scatole in un deposito alla periferia di Roma per far posto alle schede e ai verbali in arrivo dopo l'election day del prossimo fine settimana. I materiali riferiti alla presente legislatura (la XV) prenderanno il posto di quelli della precedente, che invece saranno avviati al macero. Diventeranno cenere. Schede e verbali della XV legislatura saranno custoditi nel deposito fino al termine della legislatura che sta per debuttare. Dopodiché la procedura si rinnoverà: i materiali della XVI lasceranno il posto, alla Camera e al Senato, a quelli della XVII legislatura, mentre schede e verbali della XV finiranno in fumo. Così come i voti custoditi presso gli uffici elettorali. Antonello Cherchi Rassegna stampa pag. 1516 IL SOLE 24ORE pag.7 REATI INFORMATICI - I nuovi strumenti di contrasto La privacy arretra per dare scacco ai cybercriminali Il Viminale può obbligare i provider a conservare i dati di traffico per sei mesi È entrata in vigore da poche ore la nuova legge sulla criminalità informatica. Ma già rischia di segnare il passo e di rivelarsi insufficiente nell'attività di contrasto a reati che vengono segnalati in costante crescita. Perché a dovere essere modificato è innanzitutto il Codice penale per adeguarsi a forme di reato in continuo cambiamento, per cui se appena ieri l'emergenza era costituita dalla donazione delle carte di credito, oggi è il phishing e domani potrebbero essere le lottery scams (truffe legate alla falsa vincita di una lotteria online). A testimoniare le difficoltà i dati forniti dalla polizia postale, il soggetto più spesso chiamato a intervenire sul versante delle truffe telematiche. Negli ultimi 14 mesi, per quanto riguarda il phishing, a fronte di oltre duemila denunce è stato possibile effettuare solo quattro arresti. E questo non solo in conseguenza di una cooperazione internazionale che stenta ancora a decollare, almeno nei Paesi dell'est Europa, tra i fronti più "caldi" per questa tipologia di illeciti. Lo scarso numero di arresti è frutto di un'evidente carenza del nostro Codice penale che permette di perseguire il phishing solo come sostituzione di identità, illecito sanzionato con la pena massima di un anno di reclusione, insufficiente a permettere l'esecuzione dell'arresto. A meno che non sia possibile contestare nello stesso tempo anche l'associazione a delinquere, elemento però non sempre facile da provare. A fronte di questa situazione la legge 48/2008 è frutto di una valutazione di sostanziale adeguatezza del nostro sistema penale che ha riconosciuto dal 1993, con la legge n. 547, l'esistenza dei delitti informatici e ha via via modificato il quadro normativo con disposizioni sulla tutela dei dati personali (legge 675/96), sulla pedopornografia in rete (legge 269/98), sulla pirateria informatica (legge 248/2000). In questo senso il recepimento della Convenzione rappresenta forse un'occasione perduta. Sul piano sostanziale, infatti, la legge introduce alcune condotte inedite come la diffusione di virus informatici, ossia di programmi che diffusi nei computer danneggiano irrimediabilmente i programmi installati, i dati immagazzinati e i sistemi operativi degli elaboratori. Tra le altre fattispecie illecite trova posto un nutrito arsenale a difesa dei sistemi informatici, non solo privati, ma anche di pubblica utilità, da ipotesi di danneggiamento. Con la possibilità poi di sanzionare, con l'intero ventaglio delle misure previste dal decreto 231/01, le imprese quando abbiano tratto un vantaggio dal reato informatico commesso da propri dipendenti. Più significativa è la parte che introduce disposizioni per agevolare la fase investigativa. In questo senso spicca la modifica al Codice della privacy, in base alla quale i fornitori e gli operatori di servizi informatici possono essere costretti a conservare e proteggere per un periodo massimo di 6 mesi i dati relativi al traffico telematico (ma non al suo contenuto). Misure specifiche sono poi introdotte per agevolare le operazioni di perquisizione e sequestro di dati informatici detenuti dagli operatori ma anche da altri soggetti: per esempio viene esplicitamente introdotta la possibilità di rintracciare materiale informatico detenuto da banche. Giovanni Negri Rassegna stampa pag. 1617 IL SOLE 24ORE pag.7 IL MERCATO - L'identikit degli operatori E dai certificatori tre milioni di «firme» U n vero business firmato, che cresce del 10-15% l'anno e che soltanto le tre milioni di smart card emesse hanno finora prodotto un giro d'affari di una quarantina di milioni, a cui si aggiungono (e qui sta il vero business) vari servizi e supporti "intelligenti": il decollo della firma digitale e i 18 certificatori accreditati hanno permesso di sottoscrivere oltre 100 milioni di documenti. Una montagna di informazioni alimentata, in particolare, dalle imprese. Per esempio l'anno scorso sono stati inviati alle Camere di commercio 2,6 milioni di pratiche telematiche firmate digitalmente, compresi 924 mila bilanci e 1,67 milioni di pratiche relative a iscrizioni, modifiche e cancellazioni. Il documento elettronico firmato digitalmente è equiparabile a quello autografo: è il risultato di una procedura informatica che consente di garantirne l'autenticità, la paternità e l'integrità. La firma digitale si può apporre su bilanci e atti societari, fatture, notifiche, moduli per l'iscrizione a pubblici registri, mandati di pagamento, comunicazioni alla Pa. Inoltre da poco più di un mese è possibile accedere al sito delle Agenzia delle entrate per verificare sulle proprie pratiche fiscali. Oggi nel business dei certificatori operano nomi come Infocert, Postecom, i Consigli nazionali del notariato e forense, Sogei, Intesasanpaolo, Mps, Banca d'italia, Cedacri, Actalis. Tuttavia «diventare certificatori è un brand - osserva Giovanni Manca, uno degli artefici della firma digitale del Cnipa, il Centro nazionale per l'informatica nella Pa - ma la firma digitale in sé non è un business: lo diventa quando il certificatore accreditato dispone di un portafoglio di servizi e supporti tecnici». Molti dei certificatori infatti hanno trovato naturale associare la firma digitale al loro business caratteristico. In genere il rilascio della smart card con il lettore e il software si aggira intorno a euro; il rinnovo della smart card (ha validità triennale) non supera i dieci. «Dallo scorso giugno - interviene Agostino Olivato, direttore marketing di Infocert - offriamo la Business key, una chiave Usb che costa 40 euro e che permette di firmare digitalmente, scaricare gratuitamente i documenti dal registro delle imprese, accedere ad Internet ed autenticarsi in modo sicuro ai siti di e- Government». Per quest'anno, Infocert, che dichiara 2,6 milioni di certificati di firma digitale, stima un fatturato di 11 milioni, di cui 7,5 prodotti dalla Business key, dalle smart card e dai lettori. Il resto dai servizi di produzione dei certificati. Emanuele Scarci Rassegna stampa pag. 1718 IL SOLE 24ORE pag.11 CORTE DEI CONTI - I nullaosta tardivi rendono inutile l'iter per un terzo delle pratiche Quattrocento giorni per il visto d'ingresso Débacle nella gestione dei flussi: uffici privi di mezzi L a Corte dei conti boccia gli uffici per l'immigrazione istituiti dalla legge Bossi-Fini: tempi troppo lunghi per il rilascio dei documenti, poco coordinamento, difficile verifica dei risultati. Fanno riflettere le conclusioni dell'indagine appena pubblicata dalla Corte dei conti sui «caratteri dell'azione amministrativa relativi alla gestione dei flussi di ingresso» degli immigrati. Ovvero u- n'analisi accurata della sostenibilità dei flussi per il 2005 e Le cose secondo la Corte non funzionano: a settembre 2007 solo un terzo delle domande presentate nel 2006 si sono trasformate in permessi di soggiorno (141mila su 419mila domande trasmesse). I tempi di avvio al lavoro degli stranieri non comunitari superano l'anno - tra 350 e 400 giorni - mentre secondo la legge il solo nullaosta dovrebbe essere concesso in 40 giorni al massimo. In definitiva, gli Sportelli unici non riescono a seguire l'intero procedimento di assunzione di lavoratori stranieri. Risposte in due anni - Quanto gli uffici preposti a governare l'immigrazione siano nel caos, lo dice anche il tempo ingiustificabile con cui gli stessi hanno risposto alle sollecitazioni della Corte dei conti. Nel rapporto, i giudici contabili si lamentano espressamente di avere dovuto richiedere più volte nel 2006 e ancora nel 2007 spiegazioni rispetto al lavoro degli Sportelli unici, agli uffici competenti del ministero dell'interno, della Solidarietà sociale, del Lavoro e degli Esteri. E di non avere comunque avuto risposta in alcuni casi. «Si è notata una sostanziale carenza di coordinamento, nell'ambito del ministero dell'interno, tra le attività di competenza dei dipartimenti per le libertà civili e l'immigrazione e della Pubblica sicurezza» spiega ad esempio il rapporto. E continua: «In una solitudine di fatto risulta aver operato il ministero degli Affari esteri al quale la legge ha assegnato il ruolo di rilasciare i visti d'ingresso nei Paesi di provenienza degli immigrati». Ambasciate troppo lontane - Una prova di come i corpi diplomatici italiani siano in sofferenza è la forbice che si crea tra il numero di nulla osta rilasciati in Italia ai datori di lavoro (255mila in totale a settembre scorso) e il numero di visti consegnati dalle ambasciate italiane ai lavoratori immigrati (189 mila). Ma la "forbice" è anche, secondo la Corte, prova del timore degli immigrati già presenti in Italia a tornare in patria per ritirare il visto, rischiando di incappare in controlli. Le forze in capo - Il funzionamento degli Sportelli unici sembra rispondere a criteri spesso inadeguati alle necessità. Con una distribuzione delle risorse che danneggia le grandi Province. Lo Sportello unico di Milano, ad esempio alla fine del 2006 può contare su 27 addetti, tra dipendenti e collaboratori. Nel settembre 2007 le pratiche da vagliare sono con una media di oltre a operatore. Come mai la vicina Sondrio può contare invece su 12 addetti, su cui pesano "solo" poco più di 100 pratiche a testa? Perché gli operatori di Roma sono 33, con 31mila pratiche e quelli di Frosinone solo 20, dovendo liquidare pratiche in tutto? Anche gli strumenti tecnici in dotazione agli uffici, censiti dalla ricerca della Corte dei conti, sembrano rispondere a criteri poco comprensibili: lo Sportello unico di Milano, con 27 addetti ha a disposizione 26 pc. Basta ai 12 addetti di Sondrio il solo computer che hanno in dotazione? E perché Frosinone con 20 addetti ha ugualmente una solo macchina? Infine, gli uffici di Milano non avrebbero in dotazione neanche una stampante. E cosa se ne fa lo Sportello unico di Cosenza di 11 stampanti su 10 pc in uso? Carlo Giorgi Rassegna stampa pag. 1819 IL SOLE 24ORE pag.11 Carenze - La buona volontà non basta Torino senza carta e gli impiegati la portano da casa INFORMATICA IN TILT - Il sistema di trasmissione dati tra Prefetture, Questure e Dpl funziona in teoria ma si blocca spesso D avide contro Golia, ovvero i pochi addetti agli Sportelli unici contro l'enorme mole di pratiche da vagliare. Da Nord a Sud, gli uffici per l'immigrazione istituiti presso le Prefetture stentano a tenere il passo. E sulle scrivanie si accumulano decine di domande relative al decreto flussi. Alla denuncia della Corte dei conti fa eco l'allarme di Torino, dove dal 2 gennaio scorso il personale dello Sportello è stato ridotto da 26 a 13 unità. «Nella sala operativa - spiega Isabella Russo, coordinatrice del decreto flussi negli uffici di Torino - ci sono solo tre persone addette a rispondere alle domande dei tantissimi stranieri che ogni giorno fanno la fila per rivolgersi a noi». Qui, sulle scrivanie degli operatori, ci sono ancora i moduli relativi al decreto flussi 2006, che deve essere completato. E contemporaneamente si prova a portare avanti anche le pratiche del decreto Le difficoltà sono dettate anche dalla carenza di mezzi: «Non abbiamo carta - denuncia la responsabile - e siamo costretti a portarcela da casa o a elemosinarla in altri uffici. E quando la carta c'è, è la stampante a dare problemi». Anche a Bari lo Sportello Unico deve fare i conti con i problemi tecnici: «Il sistema informatizzato che permette di trasmettere i dati dalla questura alla prefettura e alla direzione provinciale del lavoro è ottimo - spiega la dirigente della Dpl Ester Tosches -, ma troppo spesso si blocca, rallentando il nostro lavoro». Nello Sportello del capoluogo pugliese lavorano in totale 4 persone, di cui dieci assunte dalla Prefettura e quattro dalla Dpl. «Ognuna di loro ha un computer - assicura il viceprefetto Marina Babbicco -, ma gli standard qualitativi potrebbero migliorare ulteriormente se Questura, Prefettura e Dpl velocizzassero i propri iter di vaglio delle pratiche». Allo Sportello unico di Brescia lavorano in dodici. «Troppo pochi rispetto alla mole di pratiche - afferma il sostituto del dirigente dell'area immigrazione della Prefettura, Deaumont Bortone, ci sarebbe bisogno di nuove risorse». E anche di database meno complessi e più moderni: «La procedura attuale richiede tempi lunghi: per inserire una pratica nel sistema servono in media minuti». Per completare le istanze del decreto 2006 nella città lombarda si fanno anche gli straordinari il sabato. «Cerchiamo di essere efficienti, ma non possiamo nascondere gli sforzi fatti per conseguire il buon livello di produttività della Prefettura bresciana». A Napoli, secondo quanto afferma il direttore provinciale del lavoro Sergio Trinchella, tutto sembra funzionare senza particolari intoppi, eppure gli operatori devono ancora concludere le pratiche del decreto «Abbiamo una sede nuova e tecnologicamente ben attrezzata - dice il direttore -, i ritardi nel vaglio delle domande riguardano solo un piccolo numero di istanze sospette relativi soprattutto a lavoratori stagionali per i quali stiamo verificando i requisiti dei datori di lavoro». Il personale che lavora nella sede di via Vespucci comprende 18 interinali assunti dalla Dpl e sei dipendenti della Prefettura. La situazione si fa difficile in Sicilia, dove gli Sportelli previsti dal Testo unico non sono stati ancora istituiti. La Regione non ha recepito la norma, e per sbrigare le pratiche dei permessi di soggiorno la prefettura di Palermo, insieme alla Dpl, all'inps e all'agenzia delle Entrate si è inventata lo Sportello immigrazione Palermo, che è stato esportato anche nelle altre province dell'isola. Francesca Milano Rassegna stampa pag. 1920 IL SOLE 24ORE pag.12 TERRITORIO - Il Lazio è l'unica Regione ad aver finora rispettato le indicazioni contenute nella Finanziaria 2008 Comunità montane, primi tagli In settimana via libera a una parte della riforma: a luglio l'ok definitivo S ollecitate dalla Finanziaria 2008 a ridurre i costi e a rendere più efficace l'azione delle Comunità montane, le Regioni tardano ad approvare il riordino dei territori di montagna, tanto che a tre mesi dalla scadenza del 30 giugno fissata dal legislatore, solo il Lazio si appresta ad approvare in giunta la prima tappa della riforma. L'intervento prevede, a partire dal 2009, un taglio de1 45% della spesa corrente per il funzionamento degli enti montani: vengono eliminate almeno 7 delle 22 Comunità oggi esistenti e si tagliano il numero dei consiglieri eletti dai cittadini e le loro indennità finanziarie. Inoltre, non sarà più possibile per i Comuni appartenere e ricevere contributi dalle Comunità montane e da altre forme associative degli enti locali, come le Unioni di Comuni. Ma, soprattutto, scompariranno dal rango e dai finanziamenti riservati ai Comuni montani i Comuni costieri e quelli più grandi per dimensioni demografiche, oggi ricompresi nelle Comunità montane. «Abbiamo messo in cantiere la prima parte della riforma sia per rispondere agli indirizzi fissati dalla Finanziaria, sia per fare in modo che le Comunità montane diventino più utili nella gestione dei servizi e nella tutela e promozione del territorio», spiega Daniele Fichera, assessore regionale del Lazio agli enti locali. «Entro i prossimi dodici mesi sarà fondamentale - prosegue Fichera - approvare la seconda parte della riforma, con la quale definire i livelli territoriali ottimali per l'esercizio associato di funzioni e servizi e realizzare un riordino complessivo degli enti locali del Lazio». La riforma delle Comunità montane è una delle mosse strategiche della Finanziaria in tema di abbattimento degli sprechi della pubblica amministrazione. Fino a oggi le Comunità montane hanno messo in mostra prestazioni di bilancio assai poco soddisfacenti, soprattutto nel Centro-Sud del Paese. Basti pensare che circa la metà dei bilanci correnti 2006 (rendiconti finanziari) delle Comunità montane delle regioni a statuto ordinario risultano praticamente ingessati e poco produttivi: mediamente il 42% della spesa corrente è, infatti, destinato alla burocrazia, con punte dell'88% in Puglia, del 77% in Calabria e del 71% nel Lazio. Inoltre, l'incidenza della spesa per il personale risulta elevata soprattutto in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Umbria, dove supera il 45% della spesa corrente. Dunque, escludendo le spese per la macchina amministrativa, circa la metà delle Comunità montane destina agli interventi per il territorio e alla gestione dei servizi (cultura e istruzione, assistenza, ambiente, sviluppo economico, sport e turismo) per conto dei piccoli Comuni solo il 30-35% della spesa corrente impegnata nel Migliorano, però, le prestazioni delle Comunità montane nelle regioni del Nord e relativamente alla gestione delle spese per gli investimenti. Da sottolineare, inoltre, che in diverse regioni (per esempio Emilia Romagna e Marche), il numero degli amministratori (cioè la componente politica) delle Comunità montane risulta assai più elevato di quello dei dipendenti. Su tutto ciò è intervenuta la Finanziaria 2008, che ha imposto alle Regioni di affrontare e risolvere, entro il prossimo 30 giugno, tre a- spetti critici: la presenza nell'ambito delle Comunità di Comuni estranei a una logica montana; l'eccessivo numero dei componenti delle giunte e dei consigli; lo scarso apporto fornito fino a oggi alla gestione associata dei servizi e delle funzioni dei piccoli Comuni. Francesco Montemurro Rassegna stampa pag. 20 Vedere altro
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