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Timestamp: 2019-03-25 21:11:11+00:00
Document Index: 144912927

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 37', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 2', 'art. 223', 'art. 2622']

Art. 223 codice penale: Ricovero dei minori in un riformatorio giudiziario | La Legge per tutti
Art. 223 codice penale: Ricovero dei minori in un riformatorio giudiziario
Il ricovero in un riformatorio giudiziario (1) è misura di sicurezza speciale per i minori, e non può aver durata inferiore a un anno (2).
Qualora tale misura di sicurezza debba essere, in tutto o in parte, applicata o eseguita dopo che il minore abbia compiuto gli anni diciotto (3), ad essa è sostituita la libertà vigilata [228], salvo che il giudice ritenga di ordinare l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro [216] (4).
Libertà vigilata: [v. 228]; Colonia agricola: [v. 216]; Casa di lavoro: [v. 216].
Riformatorio giudiziario: istituto per la rieducazione di minorenni di entrambi i sessi che dalla commissione di fatti gravi manifestano una certa tendenza al crimine.
(1) Cfr. anche art. 1, r.d.l. 20-7-1934, n. 1404 (conv. nella l. 27-5-1935, n. 835).
(2) In seguito alla entrata in vigore del d.P.R. 22-9-1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni
sul processo penale a carico di minori) la misura del ricovero in riformatorio giudiziario avviene nella forma del collocamento in comunità e comunque ha carattere residuale poiché la misura di sicurezza ordinaria per i minorenni oggi è la libertà vigilata.
(3) La dizione originaria recitava: «… dopo che il minore abbia compiuto gli anni 21». La sostituzione è stata operata a seguito della entrata in vigore della l. 8-3-1975, n. 39 che, modificando l’art. 2 c.c. ha fissato la maggiore età al compimento del 18° anno.
(4) Il procedimento di applicazione delle misure di sicurezza ai minori è disciplinato dagli artt. 37 ss., d.P.R. n. 448/88 ed è subordinato in ogni caso al concreto accertamento della pericolosità sociale del soggetto.
La competenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (e per la vigilanza su di essa) è attribuita al magistrato di sorveglianza per i minorenni del luogo in cui la misura deve essere eseguita, contro i cui provvedimenti è possibile proporre appello al Tribunale per i minorenni.
Ricovero in riformatorio
La misura di sicurezza applicata con sentenza dal tribunale per i minorenni cui il g.i.p. abbia trasmesso gli atti ai sensi dell'art. 37, comma 3, d.P.R. n. 448 del 1988, non è definitiva fino a che nei confronti del destinatario della stessa non sia pronunciata sentenza di condanna irrevocabile. (Fattispecie di misura di sicurezza del ricovero in riformatorio giudiziario da ritenersi provvisoria stante la pendenza dei termini per la presentazione dell'appello avverso la sentenza di condanna). Annulla in parte senza rinvio, Trib.Min. Milano, 15/10/2009
Cassazione penale sez. III 04 marzo 2010 n. 15381
Pur nel silenzio dell'art. 223, comma 2, c.p., è possibile sostituire il collocamento del soggetto in un riformatorio giudiziario con l'applicazione allo stesso del ricovero in una casa di cura e di custodia, qualora - nonostante il permanere della pericolosità sociale - la misura di sicurezza già applicata non possa proseguire per avere il soggetto compiuto gli anni ventuno.
Sezione Sorveglianza Alessandria 21 novembre 2008
Pur nel silenzio dell'art. 223, comma 2, c.p. ed alla stregua di una sua interpretazione estensivo-adeguatrice, è ammissibile sostituire con il ricovero in una casa di cura e di custodia la misura di sicurezza del ricovero in un riformatorio giudiziario, qualora quest'ultima debba essere eseguita nei confronti di persona divenuta maggiorenne.
Le modifiche apportate dal d.lg. 61/2002 all'art. 223 l. fall. costituiscono una ipotesi di "abolitio criminis", ai sensi dell'art. 2 comma 2 c.p.; tuttavia la condotta prevista dal vecchio testo dell'art. 223 comma 2 c.p. non perde rilievo penale, in quanto può ben integrare gli estremi del delitto di cui al nuovo testo dell'art. 2622 c.c., a condizione che nell'imputazione sia stata contestata l'esistenza del danno patrimoniale.
Tribunale Alba 16 maggio 2002