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Timestamp: 2016-12-08 07:52:55+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 11', 'art.3', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 38']

NOVITA’ IN TEMA DI DETRAZIONE 36% - 50% - Costruire Bio S.r.l.
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Sabato, 15 Giugno 2013 09:16
NOVITA’ IN TEMA DI DETRAZIONE 36% - 50% Gentile Cliente, La presente per informarLa che lo scorso 31 maggio 2013, il Consiglio dei ministri ha definitivamente approvato un decreto che recepisce la Direttiva 2010/31/UE e che mira a dare un’adeguata risposta alla necessaria e urgente esigenza di favorire la riqualificazione e l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano, in conformità al diritto dell’Unione Europea e nell’approssimarsi della scadenza degli attuali benefici.
Grazie al D.L. 63/2013, dunque, sono state introdotte significative e importanti novità rispetto alle precedenti proroghe, tra queste:
la proroga fino al 31.12.2013, delle detrazioni IRPEF del 50%, dall’ordinario 36%, per spese di ristrutturazioni edilizie fino a un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro, 48.000 euro nel regime ordinario (bonus ristrutturazioni);
tale proroga è stata estesa anche all’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione (bonus mobili);
il potenziamento al 65% del bonus fiscale previsto per gli interventi relativi al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (eco bonus).
A tal proposito, si riporta di seguito una scheda operativa specifica per il bonus 36% - 50% con tutte le indicazioni necessarie alla verifica della fruizione del bonus 36%-50%, rinviando a prossima circolare l’approfondimento dell’eco bonus 55%.
DETRAZIONE 36% / 50%
Nel corso degli anni, la detrazione IRPEF del 36% (50%) per interventi di recupero del patrimonio edilizio è stata costantemente oggetto di proroga attraverso Leggi finanziarie, nonché di modifiche relative sia agli interventi agevolabili sia al limite massimo detraibile. L’art. 4, D.L. n. 201/2011 (c.d. Decreto Salva Italia) ha disposto la conferma “a regime” della detrazione in esame, a partire dal 1° gennaio 2012: l’agevolazione, infatti, è stata inserita “a tempo indeterminato” nel TUIR, precisamente nel nuovo articolo 16-bis, rubricato “Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici”.
Nel corso del 2012 il Legislatore è intervenuto nuovamente sulla materia: l’art. 11, D.L. n. 83/2012 (c.d. “Decreto Crescita”) ha infatti aumentato al 50% la detrazione spettante per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 (data di entrata in vigore del Decreto) al 30 giugno 2013 (oggi prorogata al 31 dicembre 2013). Per il medesimo periodo è stato previsto l’innalzamento del limite massimo di spesa agevolabile, da € 48.000,00 a € 96.000,00 per ciascuna unità immobiliare.
Esclusivamente per le spese per l’acquisto del mobilio (nuova misura introdotta dal D.L. del 31.05.2013) in immobili ristrutturati il limite di spesa è di 10.000 euro.
SOGGETTI INTERESSATI art.3 D.lgs. n.23/2011 commi 1 e 6
- sia residenti;
- che non residenti nel territorio dello Stato;
- che possiedono o detengono, sulla base di titolo idoneo, l’immobile oggetto degli interventi di recupero.
La detrazione compete anche ai familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile, a condizione che “i lavori siano effettuati su uno degli immobili in cui di fatto si esplica la convivenza” e risultino intestatari delle fatture e bonifici. Non è necessario che l’immobile sia adibito ad abitazione principale dell’intestatario e dei familiari conviventi (Risoluzione 12 giugno 2002, n. 184 e Circolare 10 giugno 2004, n. 24). SOCIETÀ DI PERSONE ED EQUIPARATE E STUDI ASSOCIATI Per le spese sostenute da società di persone oppure da studi associati, la detrazione del 36% è riconosciuta ai soci o associati in proporzione alla propria quota di partecipazione agli utili.
b) di cui alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze; c) necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie di cui alle lettere a) e b) del presente comma, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza [...]”.
Pertanto, possono fruire della detrazione IRPEF del 36% gli interventi di recupero del patrimonio edilizio effettuati su edifici:
residenziali, nella generalità dei casi;
non residenziali nella particolare ipotesi di ricostruzione o ripristino a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.
PARTI COMUNI CONDOMINIALI - Sono ammessi alla detrazione del 36% gli interventi eseguiti su tutte le parti comuni condominiali elencate all’articolo 1117, n. 1, 2 e 3, Codice civile (R.M. 12 febbraio 2010, n. 7), ovvero:
PERTINENZE - L’articolo 16-bis, TUIR (al pari di quanto prevedeva l’articolo 1, Legge n. 449/1997) ricomprende tra gli immobili interessati dalla detrazione anche le pertinenze degli immobili residenziali. La Circolare n. 57/1998 aveva affermato che sono ricompresi nell’agevolazione gli interventi, anche innovativi, realizzati su pertinenze o aree pertinenziali che siano già dotate del vincolo pertinenziale con l’unità immobiliare principale.
Non è posto alcun limite al numero delle pertinenze sulle quali è possibile beneficiare della detrazione del 36%, nel rispetto delle altre condizioni richieste.
IMMOBILI AD USO PROMISCUO - Qualora l’unità immobiliare residenziale sia adibita promiscuamente all’esercizio dell’arte e della professione, ovvero all’esercizio di un’attività commerciale, la detrazione è ridotta al 50%.
IMMOBILI INTERESSATI DA INTERVENTI CALAMITOSI - Pertanto, dal 2012, se è stato dichiarato lo stato di emergenza, la detrazione del 36% spetta per gli interventi di ricostruzione e ripristino degli immobili sia a destinazione abitativa (caso “ordinario”) che non abitativa, danneggiati da eventi calamitosi (terremoti, alluvioni, etc.). Si noti inoltre che lo stato di emergenza può essere stato dichiarato anche prima dell’entrata in vigore della nuova disposizione, ovvero anche in data antecedente al 1° gennaio 2012.
L’articolo 16-bis TUIR, al comma 1, con le lettere da a) a l), individua gli interventi che possono beneficiare dell’agevolazione relativamente alle spese sostenute dal 2012.
Le tipologie di interventi per i quali è possibile beneficiare dell’agevolazione sono confermati in:
ALTRI INTERVENTI AGEVOLABILI, tra cui la realizzazione di box o posti auto pertinenziali;
ACQUISTO DI IMMOBILI RISTRUTTURATI da impresa di costruzione/ristrutturazione o cooperativa edilizia.
-Lett. a) MANUTENZIONE ORDINARIA;
-Lett. b) MANUTENZIONE STRAORDINARIA;
-Lett. c) RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO;
-Lett. d) RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA.
AMPLIAMENTO DI EDIFICI GIÀ ESISTENTI - La Circolare n. 121/1998 ammette la detrazione anche dei costi degli interventi di ampliamento degli edifici esistenti, a condizione che non si realizzino unità immobiliari autonomamente utilizzabili: ad esempio, risulta detraibile l’importo corrisposto per rendere abitabile un sottotetto esistente, se ciò è realizzato senza aumento della volumetria preesistente.
-in caso di demolizione e ricostruzione con ampliamento, non spetta la detrazione in quanto l’intervento è qualificabile come nuova costruzione;
-per la ristrutturazione senza demolizione dell’esistente con ampliamento, è possibile richiedere la detrazione, con riferimento tuttavia, solamente alle spese sostenute per la parte pre-esistente (Risoluzione 4 gennaio 2011, n. 4).
-progettazione lavori;
-acquisto materiali ed esecuzione lavori;
-altre prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento;
-relazione di conformità degli interventi alle leggi vigenti, perizie e sopralluoghi;
-IVA, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori;
-oneri di urbanizzazione;
-altri eventuali costi inerenti la realizzazione degli interventi e adempimenti posti dal regolamento di attuazione, Decreto 18 febbraio 1998 n. 41;
-spese per la messa a norma degli edifici ai sensi della Legge 5 marzo 1990 n. 46, per gli impianti elettrici e delle norme UNI-CIG per gli impianti a metano.
Con Risoluzione 18 agosto 2009, n. 229, è stato chiarito che la TOSAP (tassa occupazione suolo pubblico) relativa all’area necessaria per l’impianto dei ponteggi può essere computata nelle spese sulle quali calcolare la detrazione d’imposta del 36% prevista per le ristrutturazioni edilizie. Non preclude la fruizione del beneficio il versamento dell’imposta mediante conto corrente intestato al concessionario del servizio di accertamento e riscossione del tributo.
-interventi necessari per la ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati a causa di eventi calamitosi (terremoti, alluvioni, etc.) a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza anche anteriormente al 1° gennaio 2012;
-autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune; possono avvalersi della detrazione anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati.
- opere finalizzate al contenimento dell’inquinamento acustico;
- opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia;
- opere finalizzate all’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali;
- ogni strumento, anche di natura tecnologica adatto a “favorire la mobilità interna ed esterna dell’abitazione per le persone portatrici di handicap” (ascensori e montacarichi);
- misure finalizzate alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi (ad esempio furti) e per evitare gli infortuni domestici;
- interventi di bonifica dall’amianto.
L’installazione degli addolcitori per abbattere il calcare degli impianti idrici delle abitazioni può fruire della detrazione IRPEF del 36% (50%) e dell’aliquota IVA del 10% solo se detto intervento comporta “[...] modificazioni strutturali integranti opere di manutenzione straordinaria dell’abitazione e/o degli impianti relativi, come definite dalla circolare n. 57/E del 24 febbraio 1998 al par. 3.4” (Circolare 13 maggio 2011, n. 20).
Le istruzioni alla dichiarazione dei redditi relative all’anno 2012 specificano che anche l’acquisto di immobili ristrutturati beneficia della detrazione del 50% con il limite di € 96.000 per le spese sostenute nel periodo 26 giugno 2012 - 30 giugno 2013 (prorogata fino al 31.12.2013 grazie al D.L. 63/2013).
Detraibile al 50% anche l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione per le spese sostenute dal 06 giugno 2013 al 31 dicembre 2013. Lo sconto va calcolato su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e va ripartito in dieci rate annuali.
- essere cumulata negli esercizi successivi;
- riportata nell’anno successivo;
- essere chiesta a rimborso o utilizzata in sede di compensazione.
LE PERCENTUALI VECCHIE E NUOVE
- 36%, per le spese sostenute fino al 25 giugno 2012;
- 50%, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013.
PERIODO SOSTENIMENTO SPESE DETRAZIONE INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO LIMITE DI SPESA AGEVOLABILE
dal 26 giugno 2012 al 31.12.2013 50% 96.000 euro (10.000 per mobilio)
SOSTENIMENTO DELLE SPESE DA PARTE DI PIÙ SOGGETTI - In caso di comproprietà o contitolarità di diritti reali sullo stesso immobile, è necessario rapportare l’importo massimo agevolabile al numero degli aventi diritto, in base:
- alla percentuale di sostenimento delle spese di ognuno di essi ed indipendentemente dalle quote di proprietà, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
- alla quota di proprietà, nel caso di acquisto/assegnazione di immobile ristrutturato da impresa di costruzione o cooperativa edilizia (non rileva pertanto l’eventuale sostenimento delle spese in percentuali differenti, come chiarito da ultimo dalla C.M. n. 20/2011).
NUMERO DELLE QUOTE - La detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio deve essere rateizzata in quote costanti e annuali. Sono confermate le regole ordinarie di rateizzazione della detrazione vigenti dal 2002, che prevedono la rateizzazione della detrazione spettante in dieci quote annuali. Fino al 2011 i soggetti con età non inferiore a 75 e 80 anni potevano beneficiare della detrazione spettante per interventi di recupero del patrimonio edilizio in un periodo più breve. Nell’art. 16-bis, TUIR, in vigore dal 1° gennaio 2012, non si rinviene più alcun riferimento a tale possibilità. Anche tali soggetti dovranno ripartire la detrazione in 10 quote.
CESSIONE DELL’IMMOBILE CON ATTO TRA VIVI - In caso di cessione dell’immobile, le quote di detrazione 36% residua sono trasferite all’acquirente persona fisica (per la parte non ancora fruita) salvo diverso accordo tra le parti (art. 16-bis, TUIR, comma 8). Pertanto, in caso di cessione dell’immobile oggetto degli interventi per i quali il cedente sta fruendo della detrazione, la stessa rimane in capo a quest’ultimo soltanto se ciò è espressamente previsto nell’atto di compravendita ma, se tale aspetto non viene contrattualmente determinato, la detrazione passa automaticamente all’acquirente. quanto previsto vale anche per tutte le ipotesi di cessione e quindi anche alle cessioni a titolo gratuito (donazione) (Circolare 1° giugno 2012, n. 19).
DECESSO DELL’AVENTE DIRITTO - In caso di decesso dell’avente diritto, le quote di detrazione residua sono trasferite esclusivamente e interamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene (co. 8, art. 16-bis, TUIR).
CONIUGI SEPARATI - Una contribuente ha la residenza con i figli nella casa coniugale, che è interamente intestata all’altro coniuge dal quale è separata. Quest’ultimo non risiede nell’immobile. La sentenza concede il diritto di abitazione nella casa alla contribuente che intende realizzare lavori di ristrutturazione sulla casa di cui è assegnataria. La spesa sostenuta è detraibile (Circolare n.13 /E/2013).
SPESA NON DETRATTA IMMEDIATAMENTE - Le spese 36% sono detraibili anche nel caso in cui il contribuente non abbia portato in detrazione negli anni precedenti le relative rate, a condizione che siano stati rispettati tutti gli obblighi previsti dalla normativa in materia (Circolare 12 maggio 2000, n. 95). Il recupero delle quote di detrazione non fruite può avvenire tramite:
- presentazione di una dichiarazione integrativa a favore entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva a quella nella quale non è stata indicata la detrazione (art. 2, comma 8-bis, D.P.R. n. 322/98);
- inoltro di richiesta di rimborso, per la parte spettante, entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data di versamento delle imposte relative alla dichiarazione dei redditi nella quale non si è fruito della detrazione (art. 38, D.P.R. n. 602/73).
- abilitazioni amministrative o visure catastali, dalle quali si evincano i dati catastali identificativi dell’immobile oggetto dei lavori. Nel caso in cui la normativa edilizia non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di determinati interventi che la normativa fiscale ritiene detraibili, il contribuente è tenuto a redigere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in cui attesti: la data di inizio lavori ed il fatto che gli interventi di ristrutturazione edilizia rientrano tra quelli agevolabili, nonostante la normativa edilizia non richieda alcun titolo abilitativo;
- ricevuta pagamento dell’ICI (ora IMU), se dovuta;
- fatture o ricevute fiscali che comprovano le spese sostenute (per le cessioni di beni/prestazioni di servizi rese da un privato che non ha partita IVA, le spese sostenute vanno provate con altro documento, ad esempio quietanza). A seguito delle modifiche del D.L. n. 70/2011, per le fatture emesse dal 14 maggio 2011, non è più richiesta l’indicazione separata del costo della manodopera;
- ricevuta dei bonifici bancari o postali (C.M. n. 24/2004) a favore delle imprese che hanno eseguito i lavori, con indicazione dei seguenti dati:
Per fruire della detrazione del 36% sull’acquisto o assegnazione di un box o posto auto pertinenziale, è necessario che in sede di compravendita o assegnazione l’atto attesti la pertinenzialità rispetto all’immobile abitativo.
L’impresa costruttrice o cooperativa edilizia rilascia quindi una dichiarazione nella quale sono attestate le spese di realizzazione del box o posto auto.
Il contribuente è tenuto a corrispondere il prezzo di acquisto risultante dall’atto di compravendita o assegnazione tramite bonifico bancario.
È agevolabile l’acquisto del box pertinenziale anche se il pagamento è avvenuto prima della stipula dell’atto, ma nello stesso giorno (Risoluzione 13 gennaio 2011, n. 7).
- l’attestazione delle spese di realizzazione consegnata dall’impresa costruttrice o dalla cooperativa edilizia (su detto importo va calcolata la detrazione spettante al contribuente);
- l’atto dal quale risulti il vincolo pertinenziale con l’abitazione.
ACQUISTO DI IMMOBILI RISTRUTTURATI - Nel caso di acquisto/assegnazione di immobili ristrutturati da imprese e cooperative edilizie, il contribuente ha l’obbligo di conservare ed esibire l’atto di compravendita o assegnazione dell’immobile completo delle indicazioni richieste dalla normativa in materia.
- che lo stesso ha adempiuto agli obblighi previsti ai fini della detrazione ed è in possesso della documentazione originale;
- l’ammontare della somma per la quale il singolo condomino può fruire della detrazione del 36%.
- l’amministratore è tenuto a:
- i singoli condomini, nella propria dichiarazione dei redditi, devono indicare il codice fiscale del condominio e non i dati catastali.