Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-900-codice-civile-specie-di-finestre
Timestamp: 2018-10-16 04:48:10+00:00
Document Index: 159055994

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 900', 'sentenza ']

Art. 900 codice civile: Specie di finestre
Luci: tutte le aperture di un edificio che permettono solo il passaggio di luce e aria.
Vedute (o prospetti): tutte le aperture su un fondo che presentano due requisiti funzionali: la possibilità di inspicere, cioè di guardare sul fondo altrui dal vano dell’apertura comodamente e senza pericolo e la possibilità di sporgere il capo oltre l’apertura ed osservare in tutte le direzioni.
In tema di esistenza di un diritto di veduta diretta ed obliqua sul fondo del vicino, la sentenza che esclude la ricorrenza di quella diretta dev'essere motivata chiaramente con preciso riferimento allo stato dei luoghi, altrimenti può essere considerata contraddittoria e lacunosa di motivazione.
Cassazione civile sez. II 29 dicembre 2014 n. 27398
La "porta-finestra" che consenta la "inspectio", ma non la "prospectio", ossia lo sguardo frontale sul fondo del vicino, ma non lo sguardo obliquo e laterale, non integra veduta, sebbene permetta occasionalmente e fugacemente, nel momento dell'uscita, la visione globale e mobile del fondo alieno. Rigetta, App. Bologna, 12/07/2011
Cassazione civile sez. VI 13 agosto 2014 n. 17950
Le porte non possono essere considerate “luci irregolari”, ove la loro funzione non sia quella di illuminare i locali e consentirvi il passaggio di aria, bensì quella di consentire il passaggio di persone (per l’ispezione degli impianti presenti nei vani); tali aperture non costituiscono, altresì, “vedute”, qualora non abbiano altra destinazione che quella di permettere l’accesso delle persone ai locali (tecnici) senza che possa configurarsi uno stabile e permanente affaccio sul fondo circostante (come riscontrato, nella specie, sulla base di plurimi elementi, costituiti dalla posizione delle aperture, dalla mancanza di dispositivi e di strutture o manufatti, parapetti,inferriate e balaustre).
Tribunale Firenze 20 maggio 2014
In tema di limitazioni legali della proprietà, per la configurabilità di una veduta non è necessario che l'opera, da cui questa è esercitata, sia destinata esclusivamente o prioritariamente all'affaccio sul fondo del vicino, se, per ubicazione, consistenza e caratteristiche, il giudice del merito accerti l'oggettiva idoneità della stessa all'"inspicere" ed al "prospicere in alienum". (Nella specie, la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza che aveva qualificato come vedute le finestre realizzate sulla parete di un pianerottolo del vano scala in posizione sfalsata rispetto ai piani abitativi, trattandosi pur sempre di apertura con maniglia interna, idonea all'affaccio). Rigetta, App. Bologna, 20/04/2006
Cassazione civile sez. II 28 maggio 2013 n. 13217
Nel vigore dell'art. 366 bis c.p.c. il quesito di diritto (che deve concludere ogni motivo del ricorso per cassazione con il quale si denunci la sentenza del giudice del merito sotto il profilo di cui all'art. 360, nn. 1-4, c.p.c.) non può essere implicitamente desunto dall'esposizione del motivo di ricorso, né può consistere o essere ricavato dalla semplice formulazione del principio di diritto che la parte ritiene corretto applicare alla fattispecie perché una simile interpretazione si risolve nella abrogazione tacita della suddetta norma codicistica. In particolare è inammissibile il motivo che si concluda con un quesito (nella specie: dica la Suprema corte se può il giudice del merito, senza l'ausilio di una consulenza tecnica, comunque invocata, oppure, ancor peggio, senza l'ispezione giudiziale dei luoghi, mezzi questi istruttori posti dalla legge nella sola disponibilità del magistrato, e nell'assenza - come nel caso di specie - di altro adeguato mezzo istruttorio, vagliare in maniera puntuale il discrimine fissato dall'art. 900 c.c. per distinguere una luce da una veduta?) assolutamente generico e privo di una idonea specificazione della correlazione con il decisum della corte territoriale, la cui formulazione non risulta certamente congrua ad assumere rilevanza ai fini della decisione del motivo e a chiarire l'errore di diritto imputato alla sentenza impugnata in relazione alla concreta controversia.
Cassazione civile sez. II 03 marzo 2014 n. 4935