Source: http://www.cpfconsultoriosassari.it/regolamento.html
Timestamp: 2019-05-25 21:57:37+00:00
Document Index: 165392191

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 7']

Regolamento - cpfconsultoriosassari.it
CENTRO DI PREPARAZIONE ALLA FAMIGLIA
Fondato da Padre G. Taddei O.P.
Piazza S. Agostino, 2/a - 07100 Sassari
tel. 079236192
e-mail: cpf.consultorio@tiscali.it
ORGANI ED ATTIVITA' DEL CENTRO
Convocazione dell'Assemblea.
La convocazione dell'Assemblea dovrà avvenire con comunicazione scritta, inviata a ciascun socio.
Nella convocazione deve essere contenuto l'ordine del giorno. Oltre alle Assemblee previste dallo Statuto, sarà cura del Consiglio Direttivo indirne periodicamente altre al fine di favorire la comunicazione e la verifica fra tutti gli operatori ed i soci.
Sostituzione dei membri del Consiglio Direttivo designati dall'Ordinario Diocesano e dal Padre Provinciale dei Padri Domenicani.
In caso di cessazione per qualunque motivo di uno dei membri del Consiglio Direttivo eletto tra quelli designati dall'Ordinario Diocesano e tra quelli designati dal Padre Provinciale dei Padri Domenicani, verrà chiamato in sostituzione il primo dei non eletti (rispettivamente sacerdote o laico) tra i quattro designati rispettivamente dall'Ordinario o dal Provinciale a seconda che il cessato facesse parte della rosa proposta dal primo o dal secondo.
Il Consigliere chiamato in sostituzione resterà in carica sino alla scadenza del mandato del sostituito.
In caso di non accettazione dell'incarico da parte del primo o, in subordine, del secondo dei non eletti, il Consiglio Direttivo potrà regolarmente operare sino a che l'Ordinario o il Provinciale, a seconda del caso, non abbiano provveduto a designare una nuova rosa di due nomi per ciascuno dei posti da coprire, nomi sui quali sarà al più presto chiamata ad esprimersi l'Assemblea straordinaria alla quale compete in base all'art. 6 dello Statuto l'elezione dei membri tutti del Consiglio Direttivo.
Decadenza dei membri del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo decade qualora cessi dalla carica, anche non contemporaneamente, la maggioranza dei Consiglieri originariamente eletti.
I Consiglieri potranno essere dichiarati decaduti dal Consiglio Direttivo qualora non partecipano senza giustificazione a tre riunioni consecutive. Il Presidente, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo interpellerà il Consigliere relativamente alla sua disponibilità e ne riferirà al Consiglio che assumerà la propria deliberazione.
Dichiarata la definitiva decadenza del Consigliere, il Consiglio Direttivo provvede alla nomina del sostituto o alla convocazione dell'Assemblea straordinaria quando non sia possibile provvedere alla sostituzione attraverso il ricorso al primo e successivi dei non eletti dalla precedente assemblea elettiva triennale.
Diritto di voto degli Amministratori e dei Revisori dei conti.
Gli Amministratori ed i Revisori dei conti non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di approvazione dei bilanci ed in quelle che riguardano la loro responsabilità.
Parere del Direttore del Consultorio.
Il Direttore del Consultorio deve sempre essere sentito in ordine alle materie concernenti l'attività consultoriale nei suoi diversi aspetti. Ove non sia presente, la deliberazione su tali punti sarà rinviata alla successiva riunione del Consiglio.
A seguito di due rinvii consecutivi per assenza del Direttore del Consultorio, il Consiglio Direttivo potrà deliberare su tutte le materie poste all'ordine del giorno.
Ammissibilità all'Associazione.
Possono essere ammesse a far parte dell'Associazione solo persone fisiche.
Contenuto della domanda di ammissione.
La domanda di ammissione all'Associazione deve contenere chiaramente cognome, nome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, indirizzo completo di telefono, stato civile, professione.
Nella domanda dovrà essere inoltre contenuta la dichiarazione di accettazione dello Statuto, in particolare per ciò che concerne i "Fini" di cui all'art. 2 , nonché l'impegno alla partecipazione attiva, alla realizzazione degli scopi ed al versamento della quota annuale. Il richiedente potrà indicare nella domanda le motivazioni personali dell'adesione.
Esame della domanda di ammissione all'Associazione da parte del Consiglio Direttivo.
Nell'esaminare la domanda d'ammissione presentata da un nuovo socio, il Consiglio Direttivo valuta tutti gli elementi a sua conoscenza, contenuti o meno all'interno della domanda.
Nel caso in cui il Consiglio Direttiva non approvi la domanda di ammissione, deve darne comunicazione scritta e debitamente motivata al richiedente prima che la domanda, con il parere negativo del Consiglio Direttivo, venga presentata all'Assemblea per la votazione sulla base di quanto previsto dall'art. 19 dello Statuto.
Nel periodo compreso tra la valutazione da parte del Consiglio Direttiva ed il voto definitivo dell'Assemblea, il richiedente può ritirare la domanda.
Il Consiglio Direttivo potrà esprimere parere negativo nel caso in cui il richiedente abbia recentemente dimostrato una condotta di vita e delle scelte ideali contrastanti con i principi ispiratori e con le finalità e gli scopi dell'Associazione o per altri motivi rilevanti.
I candidati dovranno prima essere presentati all'Assemblea, la quale si esprimerà in loro assenza mediante votazione segreta.
AMBITI DI STUDIO E OPERATIVI.
Ambiti operativi del Centro di Preparazione Famiglia.
L'Associazione per perseguire gli scopi di cui all'art. 2 dello Statuto sociale si articola anche in ambiti di studio e operativi, la scelta dei quali e dei relativi operatori è di competenza del Consiglio Direttivo. Ciascun ambito di studio e operativo provvede ad elaborare programmi di lavoro per i contenuti e metodologie verificando esigenze ed accertando le disponibilità degli operatori e le risorse economiche.
Deve essere curata la collaborazione tra i vari ambiti di studio servizio e deve essere aperta l'adesione ad essi.
Potrà essere cercata la collaborazione anche con persone competenti esterne all'Associazione e favoriti i contatti con organizzazioni esterne similari per attività a quelle dell'Associazione sottoponendo le proposte operative al Consiglio Direttivo.
Operatività degli ambiti operativi.
Ciascun ambito di studio e operativo dovrà presentare al Consiglio Direttivo, almeno annualmente, il programma di massima contenente le indicazioni delle attività in progetto ed il preventivo delle relative spese; deve altresì presentare una relazione di sintesi dell'attività svolta .
PATRIMONIO ASSOCIATIVO.
Composizione del patrimonio associativo.
Il patrimonio associativo è composto da:
1. i beni mobili destinati dall'Associazione all'esercizio della propria attività;
2. la biblioteca;
3. i beni immobili;
4. le quote annualmente versate dagli iscritti;
5. i contributi erogati dagli enti pubblici;
6. le elargizioni compiute da terzi nel rispetto della normativa vigente in materia.
Amministrazione del patrimonio associativo ed inventario.
Il patrimonio dell'Associazione è amministrato, nel rispetto delle finalità perseguite dal Centro di Preparazione alla Famiglia, dal Consiglio Direttivo, il quale deve altresì provvedere a garantire con gli opportuni mezzi la custodia e la migliore conservazione dei singoli beni che lo compongono.
Il Consiglio Direttivo sarà inoltre tenuto alla compilazione ed all'aggiornamento annuale dell'inventario di tutti i singoli beni di proprietà della Associazione.
Utilizzo dei beni associativi da parte dei soci.
Gli associati non possono servirsi, senza il consenso del Consiglio Direttivo, dei beni appartenenti al patrimonio dell'Associazione per fini personali od estranei a quelli del Centro di Preparazione alla Famiglia.
La biblioteca ed il materiale librario dell'Associazione costituiscono parte integrante del suo patrimonio, e concorrono alla realizzazione degli scopi dalla stessa perseguiti. Tutto il materiale librario dell'Associazione dovrà essere conservato presso la biblioteca del Centro di Preparazione alla Famiglia, secondo le più aggiornate tecniche bibliotecarie e conservative. Il Consiglio Direttivo stanzia ogni anno l'importo da destinare alle spese di aggiornamento, catalogazione e custodia del materiale librario dell'Associazione e ne approva il regolamento.
SCIOGLI MENTO DELL'ASSOCIAZIONE E LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO.
L'Assemblea che delibera lo scioglimento dell'Associazione deve nominare tre liquidatori, scelti anche tra gli amministratori uscenti, i quali deliberano a maggioranza.
I liquidatori, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro nomina, devono richiedere agli amministratori la consegna dei beni e delle scritture dell'Associazione, ed entro i trenta giorni successivi devono procedere alla formazione dell'inventario, determinando la consistenza dell'attivo e del passivo dell'Ente.
Se riconoscono che il patrimonio liquido non è sufficiente al pagamento integrale delle passività, devono iniziare la liquidazione generale d beni dell'Associazione nell'interesse di tutti i creditori.
Soddisfatti i creditori, i liquidatori formano l'inventario dei beni residuati, e rendono conto della gestione al Presidente dell'associazione.
Il patrimonio associativo residuo andrà devoluto secondo quanto prescritto dal primo e secondo comma dell'art. 21 dello Statuto.
Poteri di amministrazione temporanea del Consiglio Direttiva.
In caso di scioglimento dell'Associazione il Consiglio Direttivo conserva il potere di amministrare limitatamente agli affari urgenti.
Le proposte di emendamento allo Statuto possono essere presentate in qualunque momento dell'anno da almeno un quinto dei soci con proposte scritte al Presidente.
L'emendamento verrà presentato all'esame dell'Assemblea secondo le modalità di cui al quarto comma dell'art. 7 dello Statuto.