Source: http://www.claudiozucchelli.it/dynamic/2/blog/chiarezza-sullo-
Timestamp: 2020-08-15 10:39:08+00:00
Document Index: 110034608

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 71', 'art. 75', 'art. 114', 'art. 122', 'art. 134', 'art. 13', 'art. 135', 'art. 40', 'art. 118', 'art. 119', 'art. 5']

Claudio Zucchelli | Sito ufficiale
Chiarezza sullo "stato di emergenza"
Il Governo insiste sulla idea di prorogare lo stato di emergenza sino al 31 dicembre 2020.
E’ sicuramente utile ricordare di cosa si tratti. Per non appesantire il post rinvio al mio sito QUI e all’approfondimento ivi pubblicato.
Il terreno per la proroga è preparato da tutto l’entourage governativo. Il parere dei così detti esperti, i quali prudentemente dipingono un quadro di allerta, è utilizzato come pretesto per convincere che non siamo fuori dalla emergenza e che ci saremo, almeno sino alla fine dell’anno, ma forse anche oltre fino a che non si trovi il vaccino, chissà quando. Ne parliamo quindi alle calende greche, fino a quando saremo governati dai DPCM.
Sull’argomento appena trattato, Lettera 150 , un nutrito gruppo di professori universitari, magistrati, grand commis, ha inviato un appello al Capo dello Stato (che leggi qui) invocando il suo intervento civile a difesa della Costituzione.
Brevemente, devo ricordare che la fase dell’emergenza è tecnicamente e giuridicamente conclusa.
Un intervento può essere necessario, e magari anche urgente, ma non necessariamente in emergenza. Esattamente come la pandemia, la quale è stata una emergenza nei primi mesi perché ha colpito a freddo strutture impreparate, ma ora è una situazione assestata, grave e pericolosa senz’altro, ma non emergenziale in senso giuridico. Quindi non è giustificato né il prolungamento dello “stato di emergenza” né l’utilizzazione degli strumenti eccezionali propri di questo.
[Scarica :"Chiarezza sullo stato di emergenza"]
La pandemia ha creato una situazione di profonda crisi anche culturale e sociale ed ha eccitato i desideri di molti di ammodernare la nostra società. Con scarsa consapevolezza di cosa voglia dire ammodernare e quali siano i contenuti di una modernizzazione che non sia un modernismo inconsapevole e immaturo, fine a se stesso e agitato solo come bandiera (come i proclami del Governo per intenderci).
Una delle così dette modernizzazioni riguarda la sostituzione dei momenti di riunione “in presenza” di più persone a fini lavorativi o ricreativi, quali seminari, conferenze, concerti, lavori teatrali, briefing, tavoli, udienze giurisdizionali, lezioni universitarie e di ogni ordine e grado scolastico, smart working etc. con eventi “in assenza” ove tutti gli interessati partecipano da remoto tramite uno dei tanti programmi di video conferenza. Per taluni è il massimo della modernità, quasi che l’uomo fosse destinato a dissolversi in onde radio e bit. Ricordate “Nirvana” di Salvatores con Lambert, Abatantuono, Rubini e molti altri?
Nel mio articolo “Sulla udienza telematica” pubblicato in www.federalismi.it (vedi qui), si affronta questa problematica prendendo spunto dalle udienze virtuali, ma con una riflessione che investe lo stesso concetto antropologico di comunicazione e relazione tra gli Uomini.
[Scarica Sulla udienza telematica]
CONTROLLO SOCIALE E LIBERTA'
Un famoso giurista ha rilasciato una intervista durissima criticando la violazione delle libertà costituzionali perpetrata dal Governo con il pretesto della pandemia. Qualche giorno più tardi, in un talk show, discettava delle misure necessarie per garantire la riservatezza (conservazione e cancellazione dei dati etc.) dando per scontato che l’App di tracciamento dei cittadini si sarebbe introdotta. Allo stesso modo, ormai sui media non si discute più se adottare l’App o no, ma come adottarla.
Un politico dell’area di Governo, alla precisa domanda se essa sarà obbligatoria o no, ha ripetuto la dichiarazione di Conte circa la sua volontarietà, ma alla domanda se i gestori dei trasporti, come Alitalia, potranno rifiutare il passeggero privo di App, rendendola così di fatto obbligatoria anche se volontaria, non ha saputo rispondere e ha bofonchiato cose generiche.
Ho raccontato ciò perché è indicativo del pensiero che il Governo è riuscito ad instillare nei cittadini. Il ricatto della paura, alimentata dalla carenza di informazioni e dalla oggettiva ignoranza di fenomeni così complessi, ci sta facendo accettare la massima delle violazione dei nostri diritti costituzionali: il controllo h 24 di tutti i nostri movimenti. L’ideale di qualsiasi Governo dittatoriale. Altro che Ovra e KGB!
Lo Stato, ci insegnano i padri liberali della Patria italiani, ma anche francesi e soprattutto americani, è un male in sé, anche se necessario. E’ un male perché, per svolgere i suoi compiti, esso ha bisogno di esercitare una violenza sulla libertà della persona. Una violenza accettata dal popolo perché talvolta indispensabile (basti pensare alla carcerazione di un delinquente), ma che deve essere regolamentata e controllata. Le costituzioni, come insegnavano Jefferson, Hamilton, Tocqueville, Washington, Lincoln, Silvio Spaventa, servono appunto per preservare i cittadini dal prepotere dello Stato, impedire che lo Stato si trasformi nel Leviatano, il padrone assoluto delle nostre vite.
Sospendere la costituzione, quindi, è atto gravissimo, che abbiamo sino ad oggi sopportato, non giustificato, per necessità e dando fiducia al Governo. Ma ora che passiamo alla fase due è venuto meno quello stato di emergenza che ci ha fatto ingoiare obtorto collo tutte le misure restrittive. La fase 2 è la fase della ripresa, nella quale, per definizione, si deve controllare un fenomeno in recessione, non in espansione ed è palesemente contradditorio e assurdo introdurre nella fase in cui l’emergenza è per definizione passata, una misura ancora più invasiva di quelle adottate nella fase dell’emergenza.
Temo che non sia che un modo per abituarci ad una situazione di sudditanza che solletica la volontà di qualcuno.
Sia chiaro, occorre sempre vigilare nei confronti del Governo, non solo di questo Governo, ma di qualsiasi, in qualsiasi Paese e in qualsiasi epoca storica. Per questo amo e difendo la Costituzione che è la mia sovrana e guardo sempre con attenzione ciò che fa il Governo che dovrebbe essere il mio servo, ma spesso è tentato di diventare il mio padrone.
Quindi, chi ci garantisce che, chiusa definitivamente la pandemia magari con strascichi che arriveranno anche ad un anno, non subentri poi una nuova emergenza sanitaria o come tale presentata, un altro qualsiasi pretesto per rendere questa misura da volontaria a obbligatoria, da temporanea a permanente?
Non si tratta di questioni personali nei confronti degli attuali politici, tutti sicuramente brave persone, ma di una questione istituzionale e di filosofia dello Stato. Non siamo bestie di un branco che stanno insieme solo per cacciare, ma uomini liberi che cooperano tra loro, Nella libertà.
[Scarica l'approfondimento]
Chi dirige la politica in Italia
CHI DIRIGE LA POLITICA IN ITALIA ?
Prosegue tra l’indifferenza dell’opinione pubblica e, ancor peggio, degli addetti ai lavori, lo smontaggio dell’impianto costituzionale del Paese.
Al meccanismo illegittimo dei DPCM incidenti sulle libertà costituzionali senza coinvolgere il Parlamento, si aggiunge il metodo, caro ai governi autoritari, della creazione di “comitati di esperti” politicamente e culturalmente omogenei al Governo, dalle cui conclusioni “scientifiche” far discendere una copertura razionale e indiscutibile a misure altrimenti inaccettabili.
Sono tre le c.d. task force create dal Governo Conte.
A) il “gruppo di lavoro data-driven per l’emergenza Covid-19” incaricato di scegliere l’app che dovrebbe permettere il tracciamento di tutti gli spostamenti di una persona.
B) La seconda per il contrasto alle notizie false (fake news) istituita presso la PCM.
C) La terza, il Comitato economico sociale, istituito presso la PCM per “fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid-19, nonché per la ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali, che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza.”
Come approfittando della emergenza si uccide la democrazia
"Necessitas non habet legem, sed ipsa sibi facit legem." (Publilio Sirio, I sec. a.c.).
L'emergenza giustifica l'adozione di misure straordinarie, le quali per definizione sono "extra ordinem", cioè fuori dell'ordine giuridico normale e in contrasto parziale con esso e i suoi principi.
Se ciò è da un lato necessario per fronteggiare uin pericolo esiziale, dall'altro occorre vigilare perchè non costituisca occasione e pretesto per un rivolgimento dell'ordine costituzionale.
La situazione di marasma attuale, indotta da comportamenti non appropriati del Giverno, presenta forti rischi in tal senso.
Quale la giusta strada da intraprendere?
Per un approfondimento etico consulta: http://www.umanesimocristiano.it/
Soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Spunti di riflessione in relazione alle competenze regionali.
Il CFS nasce nel 1822 con compiti strettamente connessi alla gestione delle foreste. Le sue funzioni, sin dall'inizio, furono rivolte a garantire la conservazione e il miglioramento del patrimonio forestale. Si allargarono successivamente alla selvicoltura, gestione dei boschi, controllo della caccia, rimboschimenti, lotta agli incendi boschivi, tutela delle aree protette, realizzazione di opere per la difesa idrogeologica (briglie, sistemazione dell'alveo dei fiumi, manufatti) e per la fissazione delle dune in numerose aree del Paese.
Il Corpo nasce quindi con specifiche e precipue competenze tecniche in materia di flora e di fauna, il corrispondente nell’ottocento e nella prima metà del novecento delle attuali funzioni in materia di ambiente.
Per tali motivi esso è da sempre l’unico depositario e il promotore di saperi specifici e specialistici non in possesso di alcun altro organo o Corpo dello Stato.
Queste note sono dedicate a illustrare tecnicamente i nuovi meccanismi introdotti dalla riforma costituzionale del 2016. Non si tratta di un commento nel merito ma solo della spiegazione, con linguaggio semplice, dei nuovi istituti o della modifica di quelli preesistenti. Non esprimiamo giudizi di merito, salvo alcune osservazioni tecniche là dove le norme appaiano chiaramente dubbie, confuse o tecnicamente inefficaci.
La riforma costituzionale si può suddividere, per comodità espositiva, in cinque blocchi
Composizione ed elezione del senato Artt. 56, 57, 58, 59 e 63.
Ruolo e funzioni del Senato e procedimento legislativo, artt. 70, 71, 72, 73, 74,
Riforma del Titolo V – Competenze legislative regionali, artt. 116, 117, 118, 119, 120
Modifica ai poteri e alla elezione del Capo dello Stato, artt. 83, 85, 88
garanzia dei diritti delle minoranze, art. 64;
democrazia diretta: proposte di legge popolare, art. 71 e referendum, art. 75;
soppressione delle provincie, art. 114;
equilibrio uomo donna, art. 122;
modifica ad alcune funzioni della Corte Costituzionale, art. 134 e art. 13 della relativa legge costituzionale, e alla sua composizione, art. 135;
soppressione del CNEL, art. 40;
nuovi principi costituzionali nell’amministrazione, art. 118;
costituzionalizzazione di principi in materia di finanza locale, art. 119;
diversa competenza per l’autorizzazione a procedere nei confronti dei senatori, art. 5 della legge costituzionale n. 1 del 1989.
Anche altri articoli sono stati modificati o per garantire il coordinamento con le modifiche o comunque per apportare modifiche di minore rilevanza.
La trasparenza negli appalti e la legge anti – corruzione
Credo che anche questo fenomeno come tutti i fenomeni della vita cui è necessario garantire un’attenzione a fini regolatori quindi giuridici, debba essere analizzato non solo utilizzando le categorie propriamente giuridiche, ma anche quelle economiche. Il diritto, infatti, è solo la proiezione nella sfera deontica delle relazioni economiche che s’instaurano tra i soggetti della società, intendendo per relazioni economiche non solo quelle basate sul denaro, ma più propriamente quelle nelle quali si applichi la metodologia di scelta propria dell’homo oeconomicus paretiano, cioè l’uomo che sceglie comparando costi e benefici (anche non monetario-finanziari) e trovandone il punto di equilibrio più consono alla propria utilità oltre che al profitto: il massimizzatore razionale.
L’analisi economica del diritto, quindi, è approccio essenziale per comprendere i fenomeni e la loro regolazione.
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