Source: http://www.lavorolex.it/equo-compenso-lavoratori-autonomi-collaboratori-coordinati-continuativi/
Timestamp: 2019-08-21 15:23:25+00:00
Document Index: 33867595

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'art. 63', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 2', 'art 36', 'art. 13', 'art. 13']

Equo compenso per i lavoratori autonomi e collaboratori coordinati continuativi | Lavoro Lex - Studio Legale
Equo compenso per il lavoratore etero-organizzato e i professionisti che collaborano in modo continuativo, specialmente per gli avvocati.
Equo compenso, lavoratori autonomi, collaboratori coordinati continuativi
post-template-default,single,single-post,postid-660,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-theme-ver-10.1.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive
Home > Studio Legale > Equo compenso per i lavoratori autonomi e collaboratori coordinati continuativi
Posted at 10:36h in Studio Legale, Varie	by	admin
Equo compenso per i lavoratori autonomi e collaboratori coordinati e continuativi: gli ultimi aggiornamenti della Corte d’Appello di Torino del 4 febbraio 2019 e delibera dell’Ordine degli Avvocati di Milano del 14 febbraio 2019
La legge 92/2012 (c.d. Legge Fornero) aveva introdotto l’equo compenso anche per i collaboratori a progetto.
Infatti, l’art. 63 D.Lgs. 276/2003 disponeva che il compenso dovesse essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto.
La legge 92/2012ha mantenuto fermo il principio di proporzione fra qualità e quantità del lavoro prestato e compenso, ma ha modificato i parametri a cui bisogna fare riferimento per verificare la sussistenza della proporzionalità.
L’art. 63, a seguito delle modifiche, prevede, infatti, che il compenso non possa essere inferiore ai minimi stabilitispecificamente per i collaboratori a progetto dalla contrattazione collettiva per ciascun settore di attività e in ogni caso sulla base dei minimi salariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati.
La suddetta norma e’ stata abrogata dal Dlgs 81/2015.
La legge 81/2017 ha introdotto una serie di tutele per i lavoratori autonomi nei confronti della pubblica amministrazione e grandi imprese, banche, assicurazioni: per ritardi nei pagamenti; sulla nullita’ delle clausole vessatorie; per le invenzioni dei lavoratori; per gravidanza, malattia e infortunio.
Successivamente la Commissione Bilancio del Senatoha approvato l’emendamento al DL Fiscale (148/2017) introducendo l’art. 19-bis (Equo compenso per le professioni di cui all’articolo 1 della legge 14 gennaio 2013, n. 4) che introduce l’equo compenso a tutti i professionisti, anche a quelli non iscritti ad alcun ordine.
Con la sentenza n. 26 del 4 febbraio 2019, la Corte d’Appello di Torino ( c.d. caso Foodora) ha interpretato l’art. 2 del Dlgs 81/2015 stabilendo che quest’ultimo ha introdotto una terza categoria di collaboratori coordinati e continuativi, ovvero i lavoratori ‘eterorganizzati’ che lavorano esclusivamente per un committente, in maniera continuativa, con tempi e luoghi determinati.
In particolare la Corte d’Appello citata ha precisato quanto segue: ‘Ritiene, infine, questa Corte che l’applicazione dell’articolo 2 d.lgs 81/2015 non comporti la costituzione di una rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato tra le parti, come chiesto dalla Difesa degli appellanti.
La norma stabilisce solo che a far data dal 1°gennaio 2016 si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato ai rapporti di collaborazione autonoma etero-organizzata (in essere), che però continuano a mantenere la loro natura.
Ciò significa che il lavoratore etero-organizzato resta, tecnicamente, “autonomo” ma per ogni altro aspetto, e in particolare per quel che riguarda sicurezza e igiene, retribuzione diretta e differita (quindi inquadramento professionale), limiti di orario, ferie e previdenza, il rapporto è regolato nello stesso modo.
Viene, pertanto, fatto salvo l’assetto negoziale stabilito dalle parti in sede di stipulazione del contratto con l’estensione delle tutele previste per i rapporti di lavoro subordinato.
Quindi, entro tali limiti, deve essere accolta la domanda degli appellanti volta al riconoscimento del loro diritto a ottenere il trattamento retributivo dei lavoratori dipendenti ma solo riguardo ai giorni e alle ore di lavoro effettivamente prestate. Non essendo l’appellata iscritta ad alcuna associazione imprenditoriale che abbia sottoscritto contratti collettivi, ritiene il Collegio (riguardo all’attività e alle mansioni svolte dai ricorrenti) che debba essere riconosciuta loro (ex art 36 Cost) la retribuzione diretta, indiretta e differita stabilita per i dipendenti del V livello del CCNL logistica-trasporto-merci.
In conclusione, a queste categoria di collaboratori coordinati e continuativi, si applicherebbe, secondo la richiamata sentenza, per la determinazione del compenso, la stessa normativa e contrattazione collettiva dei lavora dei subordinati in relazione ai giorni effettivamente lavorati
A proposito, anche per i professionisti, iscritti e non iscritti all’albo, il compenso deve essere proporzionato alla qualità e quantità di lavoro, secondo la citata normativa ( D.l. 148/2017).
In particolare, per gli avvocati, una recente delibera del Consiglio dell’ordine di Milano del 14 febbraio 2019 stabilisce quanto segue:
‘garantire agli Avvocati un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale, compenso quanto meno non inferiore ai parametri del regolamento di cui al decreto del Ministro della Giustizia adottato ai sensi dell’articolo 13, comma 6 della legge n. 247/2012, astenendosi dal proporre e comunque dallo stipulare clausole vessatorie ai sensi dei commi 6 e 8 dell’art. 13-bis della L. 31 dicembre 2012, n. 247 e riconoscendo agli avvocati il rimborso delle spese generali nella misura percentuale stabilita dal D.M. di cui all’art. 13 della legge professionale forense n. 247/2012’.
collaboratori coordinati continuativi, Equo compenso, lavoratori autonomi