Source: https://www.studiorivola.it/2020/07/18/decreto-semplificazioni-appalti-pubblici/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=decreto-semplificazioni-appalti-pubblici
Timestamp: 2020-08-07 20:55:52+00:00
Document Index: 21020061

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1']

Decreto Semplificazioni e appalti pubblici - Studio Rivola
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Entra in vigore il 17 luglio il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale“ che contiene al Titolo I, Capo I, negli articoli dall’1 al 9, la “Semplificazioni in materia di contratti pubblici”.
Non si tratta di modifiche strutturali al Codice dei contratti ma di interventi “a tempo limitato”.
Il Decreto si compone di 9 articoli di seguito esaminati in sintesi. Uno degli aspetti di maggiore interesse per gli operatori è rappresentato dall’art. 1, commi 2 e 3 sugli affidamenti sottosoglia il quale sino al 31 luglio 2021 prevede l’utilizzazione dell’affidamento diretto per servizi, lavori e forniture fino ad una soglia più elevata di quella attualmente vigente (40.000 euro) e l’applicabilità della procedura negoziata senza bando con consultazione di almeno cinque operatori per tutte le altre procedure, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, con individuazione degli operatori in base a indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. In particolare, per servizi e forniture di importo pari o superiore a 150.000 euro e fino alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro la consultazione riguarda almeno cinque operatori. Per lavori di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a un milione di euro la consultazione deve riguardare almeno dieci operatori e quindici operatori per lavori di importo pari o superiore a un milione di euro e fino alle soglie comunitarie. Per gli affidamenti con procedura negoziata, il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso, salvo motivato ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Antimafia – Verifiche e protocolli di legalità(art. 3, co. 2 e 5)
Fino al 31 luglio 2021, per le verifiche antimafia riguardanti l’affidamento e l’esecuzione dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, si procede mediante il rilascio della informativa liberatoria provvisoria, immediatamente conseguente alla consultazione della BDNA ed alle risultanze delle banche dati anche quando l’accertamento è eseguito per un soggetto che risulti non censito, a condizione che non emergano nei confronti dei soggetti sottoposti alle verifiche antimafia le situazioni. L’informativa liberatoria provvisoria consente di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture, sotto condizione risolutiva, fermo restando le ulteriori verifiche ai fini del rilascio della documentazione antimafia da completarsi entro trenta giorni. Così come disposto, poi, al comma 5, con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge “Semplificazioni”, possono essere individuate ulteriori misure di semplificazione relativamente alla competenza delle Prefetture in materia di rilascio della documentazione antimafia ed ai connessi adempimenti.
Con la modifica introdotta all’articolo 80, commi 1, 4 e 5 del Codice dei contratti è prevista la facoltà della stazione appaltante di poter escludere un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto qualora la medesima stazione appaltante sia a conoscenza e possa adeguatamente dimostrare che lo stesso non abbia ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati qualora tale mancato pagamento costituisca una grave violazione ai sensi rispettivamente del secondo o del quarto periodo del comma 4 del citato articolo 80 del Codice dei contratti. Tale previsione si rende necessaria per risolvere una delle contestazioni sollevate dalla Commissione europea nella procedura di infrazione n. 2018/2273. Con la modifica, poi, del comma 1 dell’articolo 80 con cui le parole: “anche riferita a un suo subappaltatore nei casi di cui all’articolo 105, comma 6,” è eliminata in maniera definitiva e non a tempo la possibilità che un appaltatore possa essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione a causa di condanna con sentenza definitiva o di decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o di sentenza di applicazione della pena riferita ad un suo subappaltatore.
Centrali di committenza – sospensione (art. 8, co. 5, lett. a4 e co. 7, lett. a)
Con il comma 7, è prorogata sino al 31 dicembre 2021 la sospensione dell’articolo 37, comma 4 del Codice dei contratti con il risultato della sospensione dell’obbligo di servirsi di centrali di committenza. Con il comma 5 del provvedimento vengono, poi, introdotte alcune modifiche definitive all’articolo 38 (Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza) del Codice dei contratti ed, in particolare, viene inserito tra i requisiti delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza anche quella relativa alla “disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione di procedure di gara”.
la possibilità del Presidente del Consiglio dei Ministri di individuare con proprio decreto gli interventi infrastrutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico – amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio – economico a livello nazionale, regionale o locale, per la cui realizzazione o completamento si rende necessario la nomina di uno o più Commissari straordinari;
La sospensione dell’articolo 77, comma 3 del Codice dei contratti è prorogata al 31 dicembre 2021 con il risultato che sino a tale data è rinviata l’entrata in vigore dell’albo dei commissari di gara gestito dall’Anac e, conseguentemente, slitta al 30 novembre 2021, la relazione sugli effetti della sospensione per gli anni 2019 e 2020 (e, presumibilmente anche 2021), che il Governo deve presentare alle Camere, al fine di consentire al Parlamento di valutare l’opportunità del mantenimento o meno della sospensione stessa.
Emergenza Covid-19 – Appalti in deroga (art. 2, co. 4)
Per quanto non espressamente disciplinato dall’articolo 2 del decreto-legge “Semplificazioni, le stazioni appaltanti, per l’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, regolate dal comma 3, e per l’esecuzione dei relativi contratti, operano in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea e dei principi di cui agli articoli 30, 34 e 42 del Codice dei contratti.
Prorogata al 31 dicembre 2021 anche nei settori ordinari, quanto stabilito all’articolo 133, comma 8 del Codice dei contratti relativamente ai settori speciali e, quindi, gli enti aggiudicatori potranno decidere che le offerte saranno esaminate prima della verifica dell’idoneità degli offerenti. Tale facoltà potrà essere esercitata se specificamente prevista nel bando di gara o nell’avviso con cui si indice la gara.
sia sempre autorizzata la consegna dei lavori in via di urgenza e nel caso di servizi e forniture, l’esecuzione del contratto in via d’urgenza;
al fine di accelerare la realizzazione delle infrastrutture autostradali relative a una o più regioni, l’affidamento in house delle concessioni autostradali
Con la modifica introdotta all’articolo 1 del d.l. n. 32/2019 (cosiddetto “Sbloccacantieri”) viene spostata al 30 novembre 2021 la data entro la quale il Governo presenta alle Camere una relazione sugli effetti della sospensione per gli anni 2019 e 2020, al fine di consentire al Parlamento di valutare l’opportunità del mantenimento o meno delle sospensioni previste all’art. 1 del citato dl n. 32/2019.
Soprasoglia – Procedura negoziata per gli appalti emergenza Covid-19 (art. 2, co. 3)
Soprasoglia – Consegna in via d’urgenza (art. 2, co. 2)
Soprasoglia – Tempi affidamento (art. 2, co. 1)
Sottosoglia – Procedure semplificate e massimo ribasso (art. 1, co. 2 e 3)
Sottosoglia – Tempi di affidamento (art. 1, co. 1)
L’articolo 4 del decreto-legge “Semplificazioni” prevede comma 1 una modifica strutturae all’articolo 32, comma 8 del Codice dei contratti e, nel dettaglio, che la stazione appaltante sia tenuta a concludere il contratto nei termini previsti dalla legge o dalla lex specialis e, quindi, entro 60 giorni dall’aggiudicazione. Si tratta di una norma diretta ad evitare che, anche in accordo con l’aggiudicatario, venga ritardata o rinviata la stipulazione del contratto per pendenza di ricorsi giurisdizionali o per altri motivi. Si precisa, infatti, che la mancata stipulazione del contratto nel termine debba essere motivata con specifico riferimento all’interesse della stazione appaltante e nazionale alla sollecita realizzazione dell’opera e sia valutata ai fini della responsabilità erariale e disciplinare del dirigente preposto. La pendenza di un ricorso giurisdizionale non costituisce giustificazione adeguata per la mancata stipulazione del contratto nel termine previsto. In ogni caso, l’espresso richiamo ai commi 9 e 11 dell’articolo 32 consente di ritenere adeguatamente salvaguardati lo stand still sostanziale analogamente a quello processuale, con la conseguenza che se la mera pendenza del ricorso giurisdizionale non costituisce un fatto idoneo a giustificare la sospensione della procedura di appalto o la mancata stipulazione del contratto.
Nel testo definitivo non è stata definita una definitiva nessuna modifica dell’articolo 105 (relativo al Subappalto) del Codice dei contratti per adeguarlo alle norme europee.