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Timestamp: 2019-11-20 06:06:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 71', 'sentenza ', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 102', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 71', 'art. 171', 'art. 71']

Una copia di sicurezza dei dvd dei nostri figli: il software e il tema se sia legale
Software 12.04.2010 Pdf Appunta Letti Post successivo
Costosi e delicati. A volte unici. Come non perderli ?
Prima di avere dei figli la nozione di copia di sicurezza di un dvd e' una ipotesi teorica.
Abbiamo cura dei dischetti e li riponiamo delicatamente nella custodia, fino a quando le alucce che reggono il disco non si consumano e il disco esce dalla sede, e comincia a rigarsi. Ma non capita spesso.
Con i figli e' cosa ben diversa. La disinvoltura con la quale maneggiano questi dischi fa terrorizzare il padre piu' prudente che ha speso non poco per un disco anche bello.
A volte invece i dischi vengono regalati e non si trovano in commercio, ma sono belli.
Come non perderli ?
Copiare un dvd per uso personale e' una cosa che mi viene chiesta spesso, soprattutto dagli avvocati.
Non sono un esperto di dvd, ma pare che i dvd video abbiano un sistema di sicurezza che i programmi di copia tengono in considerazione.
HandBrake senza dubbio.
Disponibile per windows, mac e linux ubuntu. Open source e gratuito. Sviluppato in Francia, senza dubbio la patria adottiva dell'open source.
Il funzionamento e' semplice: si inserisce il disco, capisce il titolo, elimina le ore di pubblicità noiose all'inizio, e salva nel formato preferito. Con molta facilita'.
Io personalmente preferisco il formato mp4, limitando le dimensioni finali a 500mb. La qualita' e' decisamente accettabile.
Tutti i commentatori nel mondo affermano che e' legale farsi una copia personale di sicurezza di quello che si ha comprato.
Il fatto di avere un figlio dimostra quanto il supporto dei dvd si deteriori facilmente e in poco tempo, e richieda copie di sicurezza. Cosa che ovviamente vale per chiunque.
Gli stessi commentatori prendono atto delle diverse normative nel mondo che pero' introducono dubbi nel principio tanto chiaro fino a pochi anni fa, affermando la responsabilita' di chi rimuove protezioni per usi illegali.
La normativa italiana parla di detenzione, ma l'uso personale resta un diritto.
Resta l'incertezza di tutti i commentatori che pero', tutti, relegano la violazione delle protezioni all'ipotesi di diffusione di quanto copiato.
In breve: chi fa una copia di sicurezza per proprio uso e consumo, tenga copia del disco originale, anche se illeggibile.
"Macworld editorial director Jason Snell that I used in my review of HandBrake Lite last year: So what’s an iPod owner to do? As far as we’re concerned, moving video from your DVDs to your iPod is an absolutely fair use of the video on DVDs you’ve bought. But because the law is still not completely clear on this matter, every iPod user will need to personally assess the risks involved in ripping DVDs" (macworld)
ICTLEX, di Andrea Monti, uno dei pochi storicamente interessato alle nuove tecnologie, ha segnalato una sentenza che pochi conoscono e che riportiamo.
Secondo Monti la sentenza e' sbagliata. Vale la pena leggere le opinioni di chi e' esperto in materia.
Io ho riletto la sentenza piu' volte.
Secondo me dice che non si puo' imporre alla casa editrice di diffondere copie senza drm, all'epoca del 2004.
La limitazione delle copie private sarebbe invece compatibile per l'uso commerciale consentito all'azienda, ma, a contrariis, compatibile anche con l'uso privato dei singoli, che non e' oggetto della causa.
Insomma, una sentenza da leggere con molta attenzione, perche' puo' dire molto piu' di quello che appare alle prime letture.
Non per nulla, con Monti, concordiamo sui principi validi nell'ordinamento oggi, sia pure dissentendo nella lettura della sentenza. Ripeto, l'avv. Monti e' autorevole e va letto con intelligenza, ma mi permetto di dissentire sulla sua lettura della sentenza. Caro lettore, confronta le diverse opinioni.
" Deve rammentarsi, a tale proposito, che il comma 4 della medesima disposizione di legge se, per un verso, conferma che “i titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l’applicazione delle misure tecnologiche di cui all’articolo 102 quater, la persona fisica che abbia acquistato il possesso legittimo di esemplari dell’opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica per uso personale”, tuttavia dispone che l’esercizio di tale diritto è subordinato alla “condizione che tale possibilità non sia in contrasto con 1o sfruttamento normale dell’ opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti”."
Trib. Milano – Sez. spec. prop. ind. e int. – Sent. 8787/09 del 14 May 2009
* accertare e dichiarare che UniversaI Pictures Italia s.r.l., con riferimento all’opera contenuta nel DVD intitolato Pink Floyd live at Pompei acquistato dal sig. TIZIO, ha violato quanto prescritto dall’art. 71 sexies, comma 4, l.d.a mediante l’apposizione di misure tecnologiche atte ad escludere la realizzazione di una copia privata; condannare Universal Pictures Italia S.r.l., in persona del legale rappr.te pro tempore, a porre in essere – immediatamente – immediatamente tutti gli atti, comportamenti e i provvedimenti idonei affinchè la copia privata del suddetto DVD possa essere realizzata dal signor TIZIO;
* condannare Universal Pictures Italia s.r.l., in persona del legale rappr.te tempore, al risarcimento dei danni patiti dal signor TIZIO per effetto della descritta condotta nella misura che sarà accertata in corso di causa, da determinarsi anche in via equitativa; condannare Universal Pictures Italia s. r.l. in persona del rappr.te tempore, al pagamento in favore del signor TIZIO di una somma, equitativamente ritenuta congrua dall’Ill.mo Giudicante, quale risarcimento del danno sofferto per ogni giorno di ritardo nell’ adempimento del provvedimento giurisdizionale richiesto da parte del soccombente e condannare UniversaI Pictures Italia s.r.l., in persona del legale rappr. pro tempore, in caso di mancata ottemperanza entro 60 giorni dalla pubblicazione della pronuncia, a fornire direttamente la copia privata del DVD Pink Floyd live at Pompei e a consegnarla al signor TIZIO
* disporre, a cura e spese di Universal Pictures Italia s.r.l., pubblicità della sentenza di condanna entro 30 giorni dal relativo deposito, mediante inserzione del dispositivo nei seguenti quotidiani di interesse nazionale: “Il Corriere della Sera”, “La Repubblica” e “Il Sole 24 Ore”; in ogni caso: con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa.”
* rigettare le domande dell’attore in quanto infondate in fatto e in diritto;
* in ogni caso: condannare l’attore a rifondere alla convenuta le spese di lite;
* ammettere prova per testi sui seguenti capitoli:
* disporre consulenza tecnica di ufficio onde verificare:
a) la assenza sul mercato, al momento in cui il DVD “Pink FIoyd Live at Pompei” acquistato dall’attore venne materialmente prodotto, di misure tecniche di protezione che consentissero ai titolari dei diritti di fare effettuare dal privato una sola copia analogica;
* di avere acquistato in data 28.11.2004 presso un esercizio commerciale in XXXXX un DVD contenente l’opera cinematografica Pink Floyd Live at Pompei; di avere tentato di eseguire con i propri mezzi una copia privata di detta opera per uso esclusivamente personale, senza successo;
* di avere più volte chiesto spiegazioni alla società convenuta sulle modalità per eseguire la copia privata di cui all’art. 71 sexies L.A., senza ottenere però alcuna risposta; che, a seguito di ulteriore richiesta trasmessa dal proprio procuratore, la società convenuta aveva quindi dichiarato che sussistevano condizioni che escludevano la possibilità di realizzare la copia privata;
* che detto comportamento costituiva violazione del diritto alla copia privata di cui all’art. 71 sexies L.A. Chiedeva pertanto che, accertata la violazione al diritto dell’attore all’esecuzione di copia privata, la società convenuta fosse condannata ad attivarsi al fine di consentire l’esecuzione della copia dell’opera in questione nonché al risarcimento di tutti i conseguenti danni.
* l’apposizione da parte della titolare dei diritti di misure tecnologiche di protezione sulle opere immesse in commercio su supporto DVD era consentita dal disposto dell’art. 102 quater L.A., a tutela del diritto esclusivo di riproduzione e rispetto al quale la facoltà di copia privata costituisce deroga da interpretarsi in misura restrittiva,
* che l’apposizione di tali misure è giustificata dalla necessità di impedire la violazione dei diritti esistenti sull’opera, risultando in caso contrario possibile una duplicazione illimitata di copie identiche all’originale per qualità;
* che il diritto di copia privata stabilito dall’art. 71 sexies L.A. è condizionato alla possibilità tecnica di consentire l’esecuzione di una sola copia dell’opera stessa;
* che le misure tecnologiche di protezione esistenti all’epoca in cui il DVD in questione era stato commercializzato non consentivano tale possibilità;
* che pertanto un corretto bilanciamento degli interessi in gioco determinava necessariamente la prevalenza dell’interesse dei titolari dei diritti patrimoniali sulle opere.
* Concludeva dunque per il rigetto delle domande di parte attrice.
Ritiene il Collegio che domande svolte dall’attore non possano essere accolte.
Deve rammentarsi, a tale proposito, che il comma 4 della medesima disposizione di legge se, per un verso, conferma che “i titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l’applicazione delle misure tecnologiche di cui all’articolo 102 quater, la persona fisica che abbia acquistato il possesso legittimo di esemplari dell’opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica per uso personale”, tuttavia dispone che l’esercizio di tale diritto è subordinato alla “condizione che tale possibilità non sia in contrasto con 1o sfruttamento normale dell’ opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti”. E’ ben noto alle parti che l’introduzione nel nostro ordinamento dell’art. 71 sexies L.A. è conseguente alla scelta del legislatore nazionale di avvalersi della facoltà ad esso attribuita dall’art. 5, comma 2, letto b) della Direttiva 2001/29/CE di disporre “eccezioni o limitazioni” al diritto di riproduzione dei titolari dei diritti (in questo caso) sulle opere cinematografiche, diritto comunque avente in via generale carattere di esclusività quale specifico aspetto del più ampio diritto di sfruttamento economico dell’opera in ogni forma e modalità (art. 2 Dir. 2001/29/CE).
Per ciò che riguarda il caso di specie, non ritiene il Collegio che sussistano i presupposti e le condizioni che rendono esercitabile in concreto il diritto alla copia privata dell’opera cinematografica contenuta nel DVD prodotto e commercializzato dalla parte convenuta. Sotto il profilo strettamente tecnico, Universal Pictures Italia s.r.l. ha confermato che il supporto in questione è munito del sistema di protezione Macrovision che non consente di eseguire una singola copia dell’opera, anche in formato analogico, in quanto all’epoca in cui supporto è stato acquistato dall’attore (2004) non esistevano sistemi di protezione che tecnicamente consentissero tale possibilità. A tal fine parte convenuta ha sostenuto tale argomentazione producendo una consulenza di parte esplicativa dell’inesistenza di misure tecniche di protezione atte a consentire riproduzione di una sola copia, risultando di fatto possibile la sola alternativa tra l’esclusione in toto di ogni possibilità di eseguire copie dell’opera ed invece l’opposta soluzione di non applicare alcuna misura di protezione e dunque consentire la possibilità di riprodurre con facilità da un solo esemplare dell’opera un numero tendenzialmente infinito di copie identiche per qualità a quella dell’ esemplare oggetto riproduzione (v. doc. 5 fasc. conv.).
Ritiene il Collegio che non vi siano elementi in atti idonei a porre in discussione tale prospettazione tecnica, tenuto conto che parte attrice non ha in alcun modo contestato tali conclusioni. Né -evidentemente – in tale contesto Collegio potrebbe dare corso ad accertamenti tecnici d’ufficio sul punto, in quanto l’eventuale indagine avrebbe un indubbio carattere esplorativo in quanto il CTU dovrebbe autonomamente verificare l’esistenza di sistemi di protezione alternativi a quello apposto sul DVD in questione ed assolverebbe dunque ad uno specifico onere probatorio incombente invece sulla parte attrice. Nel quadro delle concrete possibilità offerte dalla tecnica – quantomeno all’epoca dell’acquisto del DVD da parte dell’ attore -l’apposizione di una misura tecnologica di protezione impeditiva di qualsiasi possibilità di riproduzione dell’opera non può dunque essere ritenuta illegittima, posto che l’alternativa di una libera riproducibilità dell’ opera stessa che avrebbe soddisfatto la possibilità di eseguire anche la copia privata – avrebbe determinato proprio quell’obbiettivo contrasto con lo sfruttamento normale dell’opera, nonchè un ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti di utilizzazione economica dell’opera che escludono – a mente del più volte menzionato comma 4 dell’art. 71 sexies L.A. – l’esercizio del diritto di copia privata.
L’effettiva sussistenza di tali pregiudizi – che evidentemente non può essere verificata in relazione alla specifica posizione individuale del solo attore, ancorchè legittimo possessore dell’esemplare dell’opera ed interessato ad un uso esclusivamente personale della copia privata -va ricercata nell’obbiettivo contesto in cui si inseriscono in le aspettative dei titolari dei diritti di utilizzazione economica del opere in questione, caratterizzato dall’utilizzazione diffusa e prevalente della tecnica digitale in sé suscettibile di creare copie del tutto identiche – in qualità – agli originali e dall’esistenza di un fenomeno di pirateria diffusa di nota ed indubbia rilevanza. Invero tale fenomeno è oggetto da tempo di specifiche iniziative di contrasto (tra le quali sul piano interno la modifica dell’ art. 171 ter L.A. ad opera della L. 248/00) e risulta espressamente oggetto della normativa comunitaria ed internazionale (v. ad esempio il quindicesimo considerando della Direttiva 2001/29/CE), in un quadro normativo teso a garantire un elevato livello di protezione della proprietà intellettuale sia al fine di salvaguardia e sviluppo della creatività nell’interesse degli autori, interpreti, produttori sia dell’ industria e della cultura in generale, per garantire un soddisfacente rendimento degli investimenti nonché la salvaguardia e la creazione di nuovi posti di lavoro (in tal senso v. quarto, nono e decimo considerando della Direttiva 2001/29/CE) .
Deve dunque ritenersi che allo stato della tecnica quantomeno riferibile al 2004 l’apposizione di misure tecnologiche di protezione che impediscono anche l’esecuzione di una sola copia dell’opera non costituisce violazione del diritto di copia privata di cui all’art. 71 sexies L .A. Stima equo il Collegio provvedere all’integrale compensazione tra le parti delle spese del giudizio, tenuto conto della sostanziale assenza di precedenti sulla questione sollevata da parte attrice e dei contrasti giurisprudenziali rilevabili in altri Paesi europei e documentati in atti.
Software Dvd Copia privata Andrea monti Drm