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Timestamp: 2017-10-19 00:19:54+00:00
Document Index: 59493925

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 17', 'art. 44', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 29', 'art. 49', 'art. 191', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 25', 'art. 56', 'art. 183', 'art. 62', 'art. 54', 'art. 62', 'art. 17', 'art. 38', 'art.38']

OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE - PDF
OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE
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Bartolommeo Benedetti
1 OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE Quest Associazione apprezza la decisione dell ISVAP di avviare la procedura per la revisione del regolamento n.5/2006, sull attività degli intermediari assicurativi, senza attendere l approssimarsi della scadenza triennale prevista dal codice delle assicurazioni. Prende atto, tuttavia, che contestualmente è posto in pubblica consultazione lo schema di regolamento recante i principi per l adozione degli atti regolamentari dell Isvap. Per tale motivo, le modifiche del regolamento n.5/2006 non beneficiano di quegli studi e analisi delle necessità del mercato, preliminari all adozione de(lle bozze d)i provvedimenti regolamentari e condotti con il coinvolgimento di tutti gli operatori assicurativi, che l Isvap intende condivisibilmente compiere in futuro fondando su queste basi la sua produzione normativa. In coerenza alla volontà così desumibile dell autorità di vigilanza, allora, quest Associazione formula alcune osservazioni sulla bozza contenente le modifiche al regolamento n.5/2006 e trasmetterà - con separato documento - un promemoria sulle questioni d estremo interesse per la categoria dei broker, che scaturiscono dall attuale versione del regolamento n.5/2006 e non hanno alcun principio di risposta nella bozza in pubblica consultazione contenente le modifiche al predetto regolamento, auspicando che possono trovare comunque soluzione. Art. 8 della bozza (recante modifiche all art. 24 del regolamento). L accorpamento degli attuali modelli in un unico formulario (di minimo tredici pagine) rischia di risolversi in una mera operazione formale, senza alcuna conseguenza pratica. La formulazione proposta, infatti, non riduce i tempi della decisione dell Isvap, né gli oneri gravanti sugli intermediari. A tal fine, si propongono quattro modifiche: - La prima concerne la riduzione del termine di novanta giorni necessario per la decisione dell Isvap, in modo da adeguarlo alle dinamiche del mercato tutelando gli assicurandi, gli intermediari e le imprese. - La seconda, in via subordinata, è la riduzione del predetto termine quando gli intermediari sono già iscritti alla sezione E del registro e varia solo l intermediario con il quale essi collaborano. In questo caso, infatti, manca il passaggio da una sezione ad altra del R.U.I. e i requisiti di onorabilità e professionalità richiesti per l iscrizione nella sezione E sono già stati verificati. - La terza attiene al coordinamento tra il momento in cui l'intermediario invia la comunicazione e il dies a quo del termine entro il quale l Isvap adotta la sua decisione. L esigenza da tutelare, infatti, Roma V.le Liegi, 48/b tel fax
2 consiste nell'assicurare continuità all operare dell intermediario evitando che costui sia privo d iscrizione nel periodo in cui l Isvap procede alla sua cancellazione per l iscrizione nella medesima sezione. La soluzione proposta, allora, è di specificare che l invio delle richieste di cancellazione/iscrizione è consentito anche in costanza del rapporto di collaborazione destinato a cessare con l intermediario iscritto nella sezione A, B o D. In tal modo, il prevedibile effetto sul mercato consisterà nel coordinamento del termine di preavviso contrattualmente previsto e operante nella relazione tra gli intermediari, con quello fissato dall Isvap per la sua decisione. La suggerita modifica, in definitiva, non pregiudica (i tempi del)la potestà decisionale dell Isvap ed ha il vantaggio di garantire continuità nei rapporti di collaborazione/lavoro dell intermediario. - La quarta modifica proposta riguarda la possibilità di una procedura semplificata nel caso di operazioni - come la fusione, la trasformazione o la cessione di azienda che coinvolgano intermediari iscritti nelle sezioni A, B o D - rispondenti al principio della successione dei rapporti giuridici. I collaboratori iscritti nella sezione E dei predetti intermediari dovrebbero continuare a esservi iscritti senza soluzione di continuità essendo inalterato l intermediario con il quale essi collaborano, sebbene coinvolto in uno di tali operazioni. Deve escludersi, quindi, la necessità di una cancellazione e successiva iscrizione degli intermediari iscritti nella sezione E prevedendo in suo luogo una semplice modifica della denominazione dell intermediario con il quale essi continuano a collaborare. Si osserva, peraltro, come l Isvap abbia inteso introdurre analoga agevolazione rispetto a vicende che interessano soltanto gli agenti (v. art. 17 della bozza che introduce l art. 44 bis). Il caso segnalato attiene a tutti gli intermediari non scorgendosi eventuali ragioni a fondamento di una discriminazione tra le fattispecie. Art. 9 della bozza (recante modifiche all art. 26 del regolamento) La formulazione proposta, non pare idonea ad evitare un inconveniente manifestatosi nel vigore dell attuale normativa. Un intermediario iscritto nella sezione E, infatti, potrebbe operare per conto di due (o più) intermediari e avere degli addetti all intermediazione assicurativa - iscritti nella medesima sezione alcuni dei quali operanti nell interesse di uno degli intermediari, e altri per quello dell'altro intermediario. Adesso, consultando il R.U.I. emerge che tutti gli addetti all attività d intermediazione per conto dell intermediario iscritto nella sezione E sono operanti per conto degli intermediari con i quali costui collabora, sebbene questi ultimi abbiano rapporti solo con alcuni di essi e non conoscano gli altri. La situazione verificatasi in concreto, e da noi accertata, è relativa ad una società iscritta in Sezione E in tempi diversi da due società iscritte in Sezione B e può essere rappresentata dalla tabella seguente.
3 Intermediario B Srl B1 Srl Società iscritta in E XY Srl XY Srl Responsabile Mario Rossi Mario Rossi Addetti Giuseppe Verdi Luigi Gialli Giuseppe Verdi Luigi Gialli Veronica Neri Successivamente all iscrizione della XY Srl da parte della B1 Srl, un cliente che ha effettuato la ricerca nel R.U.I della signora Veronica Neri, ha trovato la stessa come addetta della società XY Srl, iscritta sia per la B Srl che per la B1 Srl. La B Srl tuttavia, non conosce la signora Veronica Neri la quale, peraltro, all atto dell iscrizione da parte della B Srl, non lavorava ancora per la XY. In virtù dell estensione dell iscrizione della signora Neri, la B Srl pur in assenza di qualsivoglia rapporto di collaborazione, dovrebbe essere responsabile a tutti gli effetti per il suo operato. C è infine da chiedersi se, all atto della cancellazione della XY Srl da parte della B Srl, la signora Neri possa rimanere agganciata a quest ultima in quanto, non conoscendone l esistenza, la B Srl non inserirebbe comunque il suo nominativo nell elenco delle persone da cancellare. Appare evidente come la riferita situazione determini il pericolo che sia speso il nome dell intermediario A, B o D da parte di soggetti iscritti in E, sconosciuti al predetto intermediario. Sulla scorta di tale premessa, si formulano due proposte: - La prima è di dare specifica evidenza alla catena di collegamento tra l intermediario A, B o D, quello iscritto nella sezione E e i collaboratori di quest ultimo pure iscritti in E specificando quali di essi collaborano con un certo intermediario A, B o D e quali con altro intermediario A, B o D. - La seconda è di disporre espressamente che la cancellazione del rapporto tra l intermediario A, B o D, e quello iscritto in E, comporta l automatica cancellazione tutti i collaboratori dell intermediario cancellato pure iscritti nella sezione E. Si prega infine di chiarire la portata dell ultima frase dell articolo 26 comma 1 bis, laddove recita: Tale disposizione non si applica se il soggetto sottoposto a procedimento disciplinare o ad accertamenti svolge l attività di intermediazione assicurativa o riassicurativa per altri intermediari. Dal tenore letterale della norma sembrerebbe che la disposizione di eliminare la mera visibilità si applichi tout court, mentre riteniamo più opportuno specificare che non si applichi, solo nei confronti degli intermediari che non abbiano presentato domanda di cancellazione.
4 La formulazione suggerita è pertanto: Tale disposizione non si applica nei confronti di intermediari i quali non abbiano presentato domanda di cancellazione, se il soggetto sottoposto a procedimento disciplinare o ad accertamenti svolge l attività di intermediazione assicurativa o riassicurativa per altri intermediari. Art. 15 della bozza (recante modifiche all art. 38 del regolamento) Con riferimento al combinato disposto degli artt. 15 e 29 della bozza in pubblica consultazione, si sollecita una precisazione sulla data di entrata in vigore della condivisibile previsione volta a introdurre una durata biennale dell adempimento sull aggiornamento professionale. Atteso che l aggiornamento professionale è stato adempiuto entro il 31 dicembre 2008, al fine di evitare incertezze interpretative e rendere immediatamente operativa la norma, si formula la seguente proposta: - Inserire all art. 29 della bozza in pubblica consultazione una disposizione che affermi espressamente per i soggetti iscritti al R.U.I. alla data del 31 dicembre 2008 che l aggiornamento professionale biennale opera a decorrere dall 1 gennaio Art. 19 della bozza (recante modifiche all art. 49 del regolamento) Ad avviso di quest Associazione, la predisposizione del modello 7A è un onere inutilmente gravoso per gli intermediari non essendo di alcuna utilità per i clienti/assicurandi perché riporta obblighi legali di comportamento ai quali l intermediario deve comunque adeguarsi. Non a caso, la normativa europea (Direttiva 2002/92/CE) non prevede un siffatto documento, pur essendo molto attenta alla tutela del cliente. Al riguardo, si formulano tre proposte: - La prima è la soppressione di tale documento perché la sua introduzione non è suffragata d alcuna analisi sui benefici arrecati ai clienti e i costi sopportati dagli intermediari, in contrasto con il principio di proporzionalità fissato dall art. 191, comma 2, cod.ass. - La seconda, nel caso di mancato accoglimento della prima, è di prevedere un documento unico fondendo i modelli 7A e 7B. Una siffatta semplificazione, conforme al richiamato principio di proporzionalità, è ancor più giustificata ove si consideri come il documento in pubblica consultazione proponga di procrastinare la consegna del mod. 7A a un momento anteriore alla conclusione del contratto, non più al primo contatto con il cliente, al pari di quanto disposto per la consegna del modello 7B. - La terza, in ogni caso, consiste nella richiesta di precisare che la consegna deve avvenire al rinnovo che comporti una modifica dei dati in essa contenuti, intendendosi con ciò che la modifica di rilievo deve necessariamente riguardare lo status dell intermediario, le cui modifiche non sarebbero altrimenti conoscibili da parte del cliente; in particolare:
5 a) se si sono modificati i dati relativi all intermediario consegna di nuovo 7B; b) se si è modificata la compagnia che emette il contratto, modificandosi quindi il rapporto dell intermediario con la stessa ai fini dell efficacia liberatoria o delle garanzie, consegna di nuovo 7B. Ne deriva che in caso di modifiche del contenuto del contratto, senza variazioni dello status dell intermediario, non è prevista alcuna consegna di 7B in quanto tutte le modifiche contrattuali sono già di per sé conoscibili da parte del cliente tramite proposta, preventivo, appendice di variazione, nuovo testo contrattuale. Art. 21 della bozza (recante modifiche all art. 54 del regolamento) Quest Associazione esprime vivo apprezzamento per la proposta di elevare il termine - da cinque a dieci giorni - per il versamento delle somme sul conto corrente separato e di riconoscere il diritto del broker a riscuotere le sue provvigioni essendo un credito certo, liquido ed esigibile. Analogo apprezzamento è manifestato riguardo alla conferma del diritto del broker a trattenere le provvigioni ad esso spettanti sull importo complessivamente corrisposto dal cliente. Si rileva, tuttavia, che la proposta formulazione dell articolo in questione non è perfettamente allineata con la realtà operativa. La previsione di versare le somme sul conto separato al netto delle provvigioni, infatti, non tiene conto dell impossibilità di eseguire quest operazione se il cliente: (i) impartisce alla sua banca l ordine di fare il bonifico direttamente sul conto separato; (ii) consegna all intermediario un unico assegno bancario. E innegabile che l importo così corrisposto sia comprensivo della provvigione spettante all intermediario ma appare evidente come costui non possa trattenerla. Pertanto, si chiede: - di precisare che il broker può comunque prelevare dal conto separato le somme corrispondenti alle provvigioni riconosciute dall impresa, quando la forma di pagamento scelta dal cliente non consente al broker di trattenerle. Art. 22 della bozza (recante l introduzione dell art. 54-bis nel regolamento) Le modifiche proposte non risolvono le questioni sorte riguardo al concreto operare di questa forma di tutela per i clienti e le imprese rispetto all agire degli intermediari assicurativi. Mancano, infatti, gli elementi essenziali affinché la fideiussione in questione assolva la sua funzione e abbia, in concreto, un mercato. Sulla scorta di tale premessa, si chiede: - Di specificare la categoria dei beneficiari e il modo per escutere tale garanzia che, in ogni caso, non potrebbe essere a prima richiesta per l evidente esigenza di tutelare le ragioni dell intermediario.
6 - Di precisare il significato d attribuire al termine costante valutando l opportunità di sopprimerlo, se concretamente inespressivo. La necessità di ottenere siffatti chiarimenti, peraltro, è ancora più urgente considerando l ipotizzata sanzione per il caso di stipulazione di una fideiussione bancaria non conforme alle disposizioni dell art. 54 bis (v. infra le osservazione sub art. 25 della bozza). Art. 23 della bozza (recante modifiche all art. 56 del regolamento). Quest Associazione valuta positivamente la volontà di introdurre un regime semplificato rispetto alle polizze collettive. In generale, anzi, l art. 183, comma 3, cod.ass. impone di differenziare gli obblighi dì informazione nell offerta e nell esecuzione dei contratti di assicurazione nei rami danni tenendo in considerazione le caratteristiche delle varie tipologie di rischio. Ad ogni modo, l attuale formulazione richiede che siano precisati i seguenti profili: - Il primo attiene alla definizione di evento ricreativo, sportivo o culturale, al fine di evitare incertezze che espongano il mercato a comportamenti discrezionali e idonei, secondo i casi, a cagionare un danno ai clienti, alle imprese e agli intermediari. - Nella prospettiva di semplificazione che l Autorità di vigilanza mostra condivisibilmente di accogliere, inoltre, potrebbe stabilirsi altresì che le modifiche all Art. 56 operino in tutti quei casi in cui la copertura assicurativa attiene ai rischi derivanti da un attività definita nel tempo ed espressamente dedotta nella polizza. In questo modo, infatti, si evita la difficile delimitazione dell ambito ricreativo, sportivo o culturale, valorizzando il profilo della connessione tra la copertura assicurativa realizzata mediante il ricorso alla polizza collettiva e la durata purchè limitata di una specifica attività qualunque essa sia dedotta in polizza. - Un terzo profilo concerne la previsione di un nuovo documento sintetico", predisposto dall impresa di assicurazione, che il contraente deve comunque distribuire. Nel caso molto frequente in cui la polizza in questione sia intermediata da un broker, occorre precisare che costui non risponde delle attestazioni contenute nel predetto documento predisposto dall impresa, ove il contraente affidi al broker anche l incarico di distribuirlo. Ferma restando, ovviamente, la valutazione di adeguatezza che il broker deve compiere rispetto ai bisogni assicurativi del contraente. Art. 25 della bozza (recante modifiche all art. 62 del regolamento) L introduzione della fattispecie, sanzionata con la censura, della stipulazione della fideiussione bancaria in modo non conforme a quanto previsto nel (nuovo) art. 54 bis del regolamento, impone di specificare le caratteristiche di tale fideiussione per evitare incertezze e arbitrii nell applicazione della predetta sanzione.
7 Si osserva, inoltre, come sia prevista una diversa sanzione per comportamenti aventi lo stesso disvalore. In particolare, - Il nuovo 62, lett. b), n.10ter) dispone in modo condivisibile - la censura per il versamento dei premi nel conto separato oltre dieci giorni dalla loro percezione; - Il nuovo 62, lett. a), n.5bis) prevede la radiazione per versamenti temporanei dei premi, o delle somme destinate ai beneficiari della prestazione assicurativa, su conto diverso da quello separato. In entrambi i casi, infatti, le somme in questione giungono in ritardo nel conto separato. Non si comprende per quale ragione, allora, le fattispecie sono trattate in modo diverso. E opportuno aggiungere che la presenza temporanea dei premi in un conto diverso da quello separato potrebbe essere frutto di un errore non imputabile all intermediario: si pensi al cliente che impartisce l ordine di bonifico bancario sulle coordinate del conto operativo dell intermediario, in luogo del conto separato, o alla banca che esegue detto ordine in modo errato. Su queste premesse: - Si propone di sanzionare con la censura anche la fattispecie del versamento temporaneo dei premi e delle prestazioni assicurative; laddove una valutazione delle circostanze del caso concreto consente, comunque, all autorità di vigilanza di proporre la radiazione (sanzione immediatamente superiore) ai sensi dell art. 62, comma 3, regolamento n.5/2006. Allegato 2 Iscrizione/ Reiscrizione / cancellazione Sezione B Allegato 5: Iscrizione/ Reiscrizione / cancellazione Sezione E Una considerazione preliminare s impone rispetto alla formulazione dei Quadri contenuti negli allegati al regolamento. Questi sono documenti di sintesi predisposti al fine di uniformare il contenuto e il modo di acquisizione dei dati necessari per determinati obiettivi da parte del richiedente. Pertanto, nessuna previsione regolamentare può essere introdotta con tali Quadri, perché hanno una funzione meramente esecutiva di disposizioni contenute nel testo normativo. Sulla scorta di questa premessa, si osserva come il Quadro C degli allegati citati in epigrafe introduce previsioni che non si riscontrano nel regolamento: tanto nella versione attuale, quanto in quella emergente dalle proposte modifiche. In particolare, la lettera g) richiede una formazione specifica, rivolta a soggetti già iscritti nella Sezione E, sui contratti che andranno a distribuire. Rispetto a questa previsione, si osserva quanto segue: - Il termine formazione ha un significato e un contenuto propri (v. art. 17 regolamento n.5/2006), distinto dall aggiornamento professionale (art. 38 regolamento n. 5/2006). - la formazione è preliminare all iscrizione dell intermediario nella sezione E; mentre l aggiornamento è condizione necessaria per il mantenimento dell iscrizione. - l art.38 dispone l aggiornamento anche rispetto a prodotti nuovi.
8 Sulla scorta di tali considerazioni, si chiede di sostituire il termine formazione con aggiornamento trattandosi d intermediari già iscritti (e dunque formati ), per i quali si evidenzia una necessità di aggiornamento professionale. Sempre rispetto al Quadro C, infine, non si comprende appieno la previsione della lettera e), dove è consentita l iscrizione nella sezione E di un agente. Si sollecita, pertanto, un chiarimento sul punto. Roma, 09/02/2009
Nel partecipare istituzionalmente alla procedura della pubblica consultazione del Regolamento ISVAP N.29, la scrivente Associazione Sindacale UNAPASS evidenzia positivamente, da un lato, la volontà dell'istituto