Source: https://www.lexology.com/library/detail.aspx?g=f44d9367-a712-434c-b6ee-fe30ed753e40
Timestamp: 2017-10-19 18:40:56+00:00
Document Index: 78644151

Matched Legal Cases: ['art. 101', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 102', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 101']

Italy Antitrust & Competition Newletter - Maggio 2017 - Lexology
European Union, Italy May 7 2017
1. UNIONE EUROPEA 1.1 Indagine di Settore sull'E-commerce: Pubblicato il report finale Il 10 maggio 2017 la Commissione Europea ha reso pubblico il report finale circa i risultati dell'indagine di settore condotta dal settembre 2015 sull'e-commerce. L'indagine di settore - che è parte della strategia per il mercato unico digitale della Commissione, il cui principale obiettivo è migliorare l'accesso dei consumatori a beni e servizi attraverso l'e-commerce - mirava ad identificare la presenza di eventuali distorsioni della concorrenza nei mercati elettronici europei. Continua a leggere 1.2 Servizi di messaggistica istantanea: Operazione di Concentrazione - Inottemperanza obbligo di informazione - Sanzioni Il 18 maggio 2017 la Commissione Europea ha irrogato sanzioni pari a € 110 milioni a Facebook, per aver fornito informazioni scorrette e fuorvianti durante l'istruttoria condotta nel 2014 per l'acquisizione di WhatsApp. Continua a leggere 2. ITALIA 2.1 Big Data - Indagine settoriale Il 30 maggio 2017, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM"), congiuntamente all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ed al Garante per la Protezione dei Dati Personali, ha avviato un’indagine conoscitiva sui cosiddetti big data allo scopo di approfondire l’impatto che i big data possono avere sulle dinamiche concorrenziali proprie dell’economia digitale. Continua a leggere 2.2 Restrizioni alle Vendite Online di Stufe: Intesa - Avvio Istruttoria Il 17 maggio 2017 l'AGCM ha avviato un'istruttoria nei confronti della società Cadel S.r.l. ("Cadel") per accertare eventuali violazioni dell'art. 101 TFUE. Continua a leggere 2.3 Remunerazione Sistema di Pagamento SEDA: Intesa - Chiusura Istruttoria Con delibera resa nota il 15 maggio 2017 l'AGCM ha concluso il procedimento avviato nei confronti di ABI (Associazione Bancaria Italiana) e delle società Unicredit S.p.A., Intesa SanPaolo S.p.A., ICCREA Banca S.p.A.- Istituto Centrale del Credito Cooperativo, Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., UBI Banca S.p.A., Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A., Credito Valtellinese S.C.P.A., Banca del Piemonte S.p.A. e Banca Sella S.p.A., al fine di accertare eventuali violazioni dell'art. 101 TFUE nell'ambito dell'accordo interbancario per la remunerazione del servizio denominato Sepa Compliant Electronic Database Alignment ("SEDA"). Continua a leggere 2.4 Trasporto Pubblico Locale Padova: Abuso di Posizione Dominante - Chiusura Istruttoria - Impegni L'11 maggio 2017 l'AGCM ha concluso l'istruttoria avviata nel giugno del 2016 nei confronti di Busitalia Veneto S.p.A. ("BV"), Busitalia Sita Nord s.r.l. ("BSN") e APS Holding S.p.A. ("APSH", congiuntamente le Parti) accogliendo, e rendendo vincolanti, gli impegni presentati dalle Parti. Continua a leggere 2.5 Federazione Italiana Giuoco Calcio: Intesa - Avvio Istruttoria Il 4 maggio 2017 l'AGCM ha avviato un'istruttoria nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio ("FIGC") per accertare eventuali violazioni dell'art. 101 TFUE. Continua a leggere 2.6 Mercato della Raccolta del Gioco Pubblico: Intesa - Chiusura Istruttoria Nell'adunanza del 4 maggio 2017 l' AGCM ha deliberato che non vi è luogo a provvedere relativamente all'istruttoria avviata lo scorso febbraio nei confronti delle società Lottomatica Holding S.r.l., Novomatic Italia S.p.A. e la sua controllata Admiral Entertainment S.r.l. Continua a leggere 2.7 Mercato della Vendita di Energia Elettrica: Abuso di Posizione Dominante - Avvio Istruttoria Il 4 maggio 2017 l'AGCM ha avviato tre istruttorie nei confronti rispettivamente di Enel S.p.A., Servizio Elettrico Nazionale S.p.A. ed Enel Energia S.p.A., A2A Energia S.p.A. e infine Acea S.p.A. e Acea Energia S.p.A., per accertare l'esistenza di eventuali condotte abusive poste in essere dalle imprese nel mercato della vendita di energia elettrica. Continua a leggere 2.8 Prezzi Servizi Dispacciamento Energia Elettrica nell'Area Brindisi: Abuso di Posizione Dominante - Chiusura Istruttorie Il 4 maggio 2017 l'AGCM ha concluso le istruttorie avviate lo scorso settembre nei confronti di Enel S.p.A., Enel Produzione S.p.A. e Sorgenia S.p.A.; nella specie, la prima istruttoria è stata conclusa accogliendo, e rendendo vincolanti, gli impegni presentati da Enel ed Enel Produzione, la seconda invece rilevando l'assenza dei presupposti di legge per procedere nei confronti di Sorgenia, non essendo emersi dall'istruttoria elementi idonei a comprovarne la posizione dominante. Continua a leggere 2.9 Vendita abbinata finanziamenti-azioni: Pratiche Commerciali Scorrette - Chiusura Istruttoria - Sanzioni Il 24 maggio 2017 l'AGCM ha irrogato sanzioni per un ammontare complessivo di € 5 milioni nei confronti di Veneto Banca S.p.A. ("Veneto Banca"), per alcune pratiche commerciali scorrette poste in essere nell'ambito della erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori. Continua a leggere
1. UNIONE EUROPEA Commissione Europea 1.1 Indagine di Settore sull'E-commerce: Pubblicato il report finale (vedi provvedimento) Il 10 maggio 2017 la Commissione Europea ha reso pubblico il report finale circa i risultati dell'indagine di settore condotta dal settembre 2015 sull'e-commerce. L'indagine di settore - che è parte della strategia per il mercato unico digitale della Commissione, il cui principale obiettivo è migliorare l'accesso dei consumatori a beni e servizi attraverso l'e-commerce - mirava ad identificare la presenza di eventuali distorsioni della concorrenza nei mercati elettronici europei. Il report finale non si discosta da quanto già reso noto dalla Commissione nel report preliminare pubblicato lo scorso settembre. I risultati riguardano la vendita online di beni di consumo e il settore della fornitura di contenuti digitali. Nell'ambito della vendita online di beni di consumo, la Commissione ha riscontrato che:
l'e-commerce genera una maggiore trasparenza sui prezzi, che può facilitare una maggiore collusione fra i rivenditori, i quali affermano di monitorare online i prezzi dei propri concorrenti ovvero di avvalersi di software specifici a tale scopo;
la maggiore trasparenza sui prezzi unita alla maggiore scelta che il canale online offre al consumatore (in termini di articoli e di prezzi diversi cui possono essere rinvenuti sul web) può generare fenomeni di free riding da parte dei consumatori, i quali possono approfittare dei servizi pre-vendita nei punti vendita fisici e poi acquistare il prodotto online;
vi è un uso sempre più crescente dei sistemi di distribuzione selettiva, nei quali sovente fra i requisiti richiesti per l'accesso alla rete vi è la presenza di almeno un punto vendita fisico. Tale requisito è in linea generale coperto dall'esenzione di cui al regolamento sulle restrizioni verticali, eccetto nei casi in cui sia un mero pretesto per impedire la concorrenza sui prezzi da parte dei pure e-tailers; infine i distributori lamentano mancanza di chiarezza e trasparenza sui criteri di selezione per l'ammissione ai sistemi selettivi;
i produttori si avvalgono spesso di molteplici restrizioni contrattuali, quali: (i) raccomandazioni sui prezzi, che la maggior parte dei rivenditori seguono scrupolosamente, mentre altri (in minoranza) ignorano; (ii) restrizioni alle vendite su marketplace; (iii) restrizioni all'uso di strumenti di comparazione dei prezzi; (iv) restrizioni alle vendite transfrontaliere e conseguenti strumenti per "prevenirle" (attraverso misure di geo-blocking);
il cd. dual pricing (praticare un prezzo diverso al rivenditore a seconda del canale di vendita in cui piazzerà il prodotto), nonostante sia valutato come restrizione hardcore, è considerato dai produttori quale "normale" strumento del processo competitivo;
La Commissione inoltre ha confermato quanto già chiarito nel report preliminare relativamente ai divieti assoluti di vendere su piattaforme di terze parti: tali divieti non configurano restrizioni hardcore, potendo perciò essere giustificati in ragione del particolare prestigio del marchio o della necessità di fornire specifici servizi pre e post vendita. Tuttavia ciò non implica che qualunque divieto di vendita su marketplace sia sempre lecito, infatti la Commissione lascia aperta la possibilità per sé o per le singole autorità nazionali di revocare il beneficio dell'esenzione in casi particolari in cui tale revoca sia giustificata dalle condizioni del mercato. Sulla questione dei divieti di vendita su marketplace si auspica faccia chiarezza la Corte di Giustizia pronunciandosi sul caso "Coty". Nell'ambito della fornitura di contenuti digitali, invece, la Commissione ha riscontrato che:
la disponibilità di licenze da parte dei contenuti dei diritti d'autore è un fattore determinante per la concorrenza nel mercato della fornitura di contenuti digitali;
tuttavia i contratti di concessione delle licenze prevedono molteplici clausole (es. durata molto lunga della concessione, rinnovo automatico o particolari forme di pagamento e/o garanzie) che possono rendere più difficile l'accesso di nuovi player nel mercato;
quasi il 60% dei fornitori di contenuti digitali ha convenuto contrattualmente con i titolari della licenza di applicare misure di geo-blocking (le quali sono ammesse se oggettivamente giustificate)
Infine, la Commissione auspica un ampio dialogo con le autorità nazionali garanti della concorrenza al fine di conseguire un'applicazione coerente e allineata delle regole di concorrenza nel settore dell'e-commerce. 1.2. Servizi di messaggistica istantanea: Operazione di Concentrazione - Inottemperanza obbligo di informazione - Sanzioni (vedi provvedimento) Il 18 maggio 2017 la Commissione Europea ha irrogato sanzioni pari a € 110 milioni a Facebook, per aver fornito informazioni scorrette e fuorvianti durante l'istruttoria condotta nel 2014 per l'acquisizione di WhatsApp. Secondo la Commissione, infatti, Facebook nonostante fosse al corrente sin dal 2014 della possibilità tecnica di collegare automaticamente i profili Facebook con quelli WhatsApp, lo aveva negato sia all'atto della notifica dell'operazione sia nella successiva risposta alla specifica richiesta di informazioni, in violazione degli obblighi di informazione previsti dal Regolamento 139/2004 sul controllo delle concentrazioni. La Commissione ha altresì precisato che la decisione in commento non pregiudica la precedente autorizzazione concessa all'operazione; infatti nel corso di quell'istruttoria la Commissione aveva svolto una valutazione di tipo "even if", cioè ipotizzando anche l'eventualità di un possibile collegamento dei profili degli utenti dei due servizi. 2. ITALIA Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato 2.1 Big Data - Indagine settoriale (vedi provvedimento) Il 30 maggio 2017, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM"), congiuntamente all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ed al Garante per la Protezione dei Dati Personali, ha avviato un’indagine conoscitiva sui cosiddetti big data allo scopo di approfondire l’impatto che i big data possono avere sulle dinamiche concorrenziali proprie dell’economia digitale. Con l'indagine settoriale, in particolare, l’AGCM intende verificare se i big data possano rappresentare input o asset essenziali, in quanto tali idonei a creare e/o rafforzare il potere di mercato di alcuni operatori, generare effetti di lock-in degli utenti e costituire barriere all’entrata e dunque comprendere se, ed in che misura, i big data possano dar luogo a condotte anticoncorrenziali volte ad escludere nuovi entranti sui mercati digitali o a favorire il coordinamento tra gli operatori attivi su tali mercati. Sotto altro profilo, l’indagine conoscitiva mira altresì a verificare l’impatto che i big data possano avere sulla qualità dei servizi offerti con particolare riferimento al livello di protezione dei dati assicurato ai clienti. Con l’indagine conoscitiva, quindi, l’AGCM intende altresì esaminare se, ed in che misura, profili afferenti la tutela della privacy possano assumere rilievo in ottica antitrust. 2.2. Restrizioni alle Vendite Online di Stufe: Intesa - Avvio Istruttoria (vedi provvedimento pagg. 7-14 Bollettino n. 21 del 5 giugno 2017) Il 17 maggio 2017 l'AGCM ha avviato un'istruttoria nei confronti della società Cadel S.r.l. ("Cadel") per accertare eventuali violazioni dell'art. 101 TFUE. Cadel è una società attiva nella produzione e commercio di apparecchiature per il riscaldamento e la cottura a pellet e a legna (segnatamente, di stufe e cucine economiche). A seguito di una segnalazione ricevuta, l’AGCM ha deciso di investigare le politiche commerciali adottate da Cadel in relazione ai rapporti verticali tra la stessa e la propria rete distributiva online. In particolare, dalle informazioni al momento raccolte dall'AGCM parrebbe che il produttore richiedesse a tutti i rivenditori del canale online l'impegno di rispettare i prezzi minimi di vendita (cd. RPM), ossia il prezzo di listino con l'indicazione di uno sconto massimo. In tale contesto, l'AGCM non esclude che un sistema di RPM sia stato previsto dalla Cadel anche nell'ambito dei rapporti commerciali con i propri distributori tradizionali. Inoltre, l'AGCM ritiene, alla luce delle prime risultanze raccolte, che Cadel abbia adottato ulteriori condotte volte a limitare la propria rete distributiva online e nello specifico a scoraggiare l'espansione dell'attività dei distributori oltre gli ambiti nazionali al fine di limitare e/o impedire l'acquisto da parte di consumatori stabiliti all'estero dei prodotti Cadel venduti dalla rete italiana di distributori online. Tali condotte sarebbero state perpetrate attraverso una limitazione alla validità della garanzia per i prodotti venduti all'estero ed anche attraverso una limitazione territoriale alla consegna dei prodotti venduti online. Pertanto, le restrizioni di cui sopra, secondo l’AGCM, sarebbero in grado di restringere la concorrenza fra i distributori sul prezzo e a limitare ingiustificatamente al solo territorio nazionale le vendite effettuate tramite il canale online, ostacolandone lo sviluppo concorrenziale. 2.3 Remunerazione Sistema di Pagamento SEDA: Intesa - Chiusura Istruttoria (vedi provvedimento) Con delibera resa nota il 15 maggio 2017 l'AGCM ha concluso il procedimento avviato nei confronti di ABI (Associazione Bancaria Italiana) e delle società Unicredit S.p.A., Intesa SanPaolo S.p.A., ICCREA Banca S.p.A.- Istituto Centrale del Credito Cooperativo, Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., UBI Banca S.p.A., Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A., Credito Valtellinese S.C.P.A., Banca del Piemonte S.p.A. e Banca Sella S.p.A., al fine di accertare eventuali violazioni dell'art. 101 TFUE nell'ambito dell'accordo interbancario per la remunerazione del servizio denominato Sepa Compliant Electronic Database Alignment ("SEDA"). Il servizio SEDA è un servizio accessorio rispetto al Sepa Direct Debit (SEPA DD - servizio di pagamento, in sostituzione del RID, che assicura il trasferimento dei fondi dal conto del pagatore a quello dell'impresa) che permette di ottenere ulteriori servizi, utili per il miglior funzionamento del SEPA DD. Secondo l'ipotesi istruttoria dell'AGCM, nel passaggio dal vecchio sistema RID al nuovo sistema SEPA le imprese considerate hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza per oggetto, allo scopo di conseguire un aumento generalizzato dei prezzi (nonostante a livello comunitario il SEPA sia stato introdotto con l'obiettivo di ridurre i costi e in particolare le commissioni bancarie) attraverso la definizione a livello interbancario di un nuovo sistema di remunerazione del servizio SEDA concertato fra le parti, per il tramite di ABI. In virtù del fatto che il sistema di remunerazione è applicato da tutti gli aderenti ad ABI, secondo l'AGCM l'intesa non soltanto avrebbe coinvolto tutto il sistema bancario italiano ma avrebbe altresì provocato effetti sul commercio intracomunitario, ostacolando l’ingresso di operatori esteri nel mercato italiano dei pagamenti con Sepa DD. Nel corso dell'istruttoria ABI e le società coinvolte hanno proposto un modello di remunerazione alternativo a quello attualmente in vigore, basato sull’applicazione di una MIF (Multilateral Interchange Fee) trimestrale su ogni mandato attivo, individuata sulla base dei costi sopportati per lo svolgimento del servizio SEDA. Tale modello, se correttamente implementato dalle parti, dovrebbe essere suscettibile di risolvere le problematiche concorrenziali riscontrate dall'AGCM e in definitiva di dimezzare i costi del servizio SEDA. L'AGCM ha ritenuto di non comminare sanzioni alle parti, sia in virtù del loro ravvedimento operoso, sia in considerazione della mancata gravità dell'intesa a causa del peculiare contesto economico e normativo e della circostanza che l'accordo non era segreto, infatti era stato notificato all’Autorità, almeno nei suoi tratti essenziali, ed era confluito in una circolare ABI di natura pubblica. Infine l'AGCM ha rilevato che in passato la definizione di sistemi di pagamento in circolarità aveva reso necessaria la definizione di modelli di remunerazione condivisi a livello interbancario, perciò tale circostanza potrebbe aver ingenerato nelle parti la convinzione di agire in linea con le regole antitrust, in definitiva attenuando la gravità della loro condotta. 2.4 Trasporto Pubblico Locale Padova: Abuso di Posizione Dominante - Chiusura Istruttoria - Impegni (vedi provvedimento) L'11 maggio 2017 l'AGCM ha concluso l'istruttoria avviata nel giugno del 2016 nei confronti di Busitalia Veneto S.p.A. ("BV"), Busitalia Sita Nord s.r.l. ("BSN") e APS Holding S.p.A. ("APSH", congiuntamente le Parti) accogliendo, e rendendo vincolanti, gli impegni presentati dalle Parti. Il procedimento era stato avviato al fine di accertare l'esistenza di presunte violazioni dell'art. 102 TFUE e dell'art. 3 della legge n. 287/90 nell'ambito della procedura di gara per l'affidamento del servizio di Trasporto Pubblico Locale (TPL) nella Provincia di Padova. Le condotte abusive contestate alle Parti consistevano: i) nell’aver ritardato e/o omesso l'invio all’Ente di Governo del Bacino di Padova, di informazioni strettamente indispensabili al completamento degli elaborati di gara, per l'affidamento dei servizi di TPL; ii) con riferimento alla sola BV, nella minaccia della disattivazione del servizio di acquisto dei biglietti venduti tramite il canale elettronico (ticket SMS) per il trasporto extraurbano, in caso di mancata autorizzazione della Provincia di Padova alla richiesta di aumento dei prezzi. L'AGCM aveva inoltre avviato contestualmente un procedimento cautelare nei confronti delle Parti, ritenendo che la condotta delle stesse potesse nuocere gravemente alla concorrenza qualora queste avessero ulteriormente ritardato l'espletamento della gara per l'affidamento del servizio di TPL. Tale procedimento si è concluso con la adozione di misure cautelari nei confronti della sola APS, consistenti nell'ordinare a quest'ultimo di fornire all'Ente di Governo del bacino del trasporto pubblico locale di Padova, le informazioni ed i dati richiesti, entro una certa data. Al termine del procedimento cautelare le Parti presentavano, ai sensi dell'art. 14-ter della legge n. 287/90, impegni al fine di rimuovere i profili anticoncorrenziali oggetto dell'istruttoria. Questi, ad esito del market test, sono stati modificati ed integrati, tanto che l'AGCM li ha ritenuti idonei a rimuovere le criticità sollevate nel provvedimento di avvio. In sintesi, le Parti si sono impegnate, quanto alla prima condotta contestata, a definire con l'amministrazione aggiudicatrice un cronoprogramma dettagliato relativo alla fornitura, in relazione alla gara per l'affidamento del TPL, delle informazioni richieste ed alla comunicazione tempestiva di eventuali aggiornamenti alle informazioni già comunicate. Per quanto concerne la seconda condotta contestata, BV si è impegnata ad astenersi dal richiedere aumenti dell’attuale prezzo di vendita dei ticket per il trasporto extraurbano, oltre che tramite SMS, anche tramite ulteriori forme di acquisto con modalità telematiche che dovessero essere eventualmente adottate in futuro. 2.5 Federazione Italiana Giuoco Calcio: Intesa - Avvio Istruttoria (vedi provvedimento) Il 4 maggio 2017 l'AGCM ha avviato un'istruttoria nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio ("FIGC") per accertare eventuali violazioni dell'art. 101 TFUE. La FIGC riunisce società, associazioni sportive e altri organismi, tutti attivi a vario titolo nel settore dello sport, svolgendo un’attività rappresentativa, regolatoria e organizzativa di imprese attive nel settore calcistico. L'attenzione dell'AGCM si è concentrata in particolare sul "Regolamento dell’Elenco Speciale dei Direttori Sportivi, dei Collaboratori della Gestione Sportiva, degli Osservatori calcistici", che disciplina i requisiti di accesso a tali figure professionali. Secondo l'ipotesi istruttoria dell'AGCM, infatti, alcune previsioni contenute nel Regolamento, e riflesse nei bandi per l'accesso ai corsi per tali professioni, sembrerebbero idonee a restringere il numero dei soggetti che possono accedere a tali attività e dunque rendere più oneroso l’acquisto dei relativi servizi da parte delle società calcistiche. 2.6 Mercato della Raccolta del Gioco Pubblico: Intesa - Chiusura Istruttoria (vedi provvedimento) Nell'adunanza del 4 maggio 2017 l' AGCM ha deliberato che non vi è luogo a provvedere relativamente all'istruttoria avviata lo scorso febbraio nei confronti delle società Lottomatica Holding S.r.l., Novomatic Italia S.p.A. e la sua controllata Admiral Entertainment S.r.l. Come si ricorderà, l'istruttoria era volta a verificare se l'accordo fra Lottomatica e Admiral, relativo all’acquisizione del controllo congiunto di una nuova società, denominata Big Admiral S.r.l., potesse determinare il coordinamento delle rispettive strategie commerciali nel mercato a monte della produzione e commercializzazione di apparecchi, piattaforme di gioco e software di gioco AWP (c.d. new slot) e VLT (c.d. video-lotteries), nonché in quello a valle della raccolta del gioco pubblico. Poiché recentemente le società in questione hanno dichiarato di avere deciso di rinunciare all’operazione di acquisizione del controllo congiunto di una nuova società, l'AGCM ha deliberato che non vi è luogo a provvedere e dunque disposto l'archiviazione dell'istruttoria. 2.7 Mercato della Vendita di Energia Elettrica: Abuso di Posizione Dominante - Avvio Istruttoria (vedi provvedimenti A511 - A512 - A513) Il 4 maggio 2017 l'AGCM ha avviato tre istruttorie nei confronti rispettivamente di Enel S.p.A., Servizio Elettrico Nazionale S.p.A. ed Enel Energia S.p.A., A2A Energia S.p.A. e infine Acea S.p.A. e Acea Energia S.p.A., per accertare l'esistenza di eventuali condotte abusive poste in essere dalle imprese nel mercato della vendita di energia elettrica. Il procedimento prende le mosse dalle segnalazioni ricevute da numerosi consumatori nonché da AIGET, l’Associazione italiana di grossisti di energia e trader, la quale ha evidenziato la potenziale lesività di alcuni comportamenti posti in essere sul mercato della vendita retail di energia elettrica e gas dai suindicati operatori (appartenenti ai gruppi verticalmente integrati) al fine di far transitare - in vista della prossima liberalizzazione del mercato - il proprio parco clienti dal mercato tutelato al mercato libero. Secondo l'ipotesi istruttoria, le imprese in questione - dominanti nei mercati coincidenti con i territori oggetto di concessione in virtù del monopolio legale detenuto nell’offerta del servizio - avrebbero posto in essere una serie di condotte commerciali, avvalendosi delle informazioni relative all'anagrafica e ai dati di fatturazione dei clienti serviti in maggior tutela nonché di generali vanti reputazionali legati alla loro natura integrata nell’attività di distribuzione, allo scopo di ostacolare i propri concorrenti non integrati. 2.8 Prezzi Servizi Dispacciamento Energia Elettrica nell'Area Brindisi: Abuso di Posizione Dominante - Chiusura Istruttorie (vedi provvedimenti A498A - A498B) Il 4 maggio 2017 l'AGCM ha concluso le istruttorie avviate lo scorso settembre nei confronti di Enel S.p.A., Enel Produzione S.p.A. e Sorgenia S.p.A.; nella specie, la prima istruttoria è stata conclusa accogliendo, e rendendo vincolanti, gli impegni presentati da Enel ed Enel Produzione, la seconda invece rilevando l'assenza dei presupposti di legge per procedere nei confronti di Sorgenia, non essendo emersi dall'istruttoria elementi idonei a comprovarne la posizione dominante. Come si ricorderà, alle imprese in questione l'AGCM aveva contestato di aver fatto leva sulla propria posizione di controparte commerciale obbligatoria per imporre a Terna Rete Italia S.p.A. (gestore della rete di trasmissione nazionale) prezzi eccessivi nella vendita dei servizi di accensione dei propri impianti nell’area di riferimento, sproporzionati rispetto al costo del servizio offerto e iniqui rispetto a un confronto con i prezzi praticati per il medesimo servizio in passato nonché rispetto al prezzo medio all’ingrosso nello stesso periodo di riferimento. Per superare le criticità concorrenziali riscontrate dall'AGCM, Enel e Enel Produzione si sono impegnate in particolare ad autolimitare la redditività complessiva dell’impianto di Brindisi Sud per gli anni 2017, 2018 e 2019. Tale impegno, secondo l'AGCM, consentirà per questi tre anni una notevole riduzione dei costi in bolletta per le famiglie e le imprese, rispetto ai costi di remunerazione dell’impianto previsti dai tradizionali criteri regolatori. Attraverso ulteriori impegni di carattere comportamentale, Enel Produzione orienterà la sua condotta commerciale in modo tale da ridurre considerevolmente i casi in cui Terna si troverà nella condizione di dover acquistare servizi di dispacciamento; tali impegni sono perciò idonei a far venir meno l’ipotizzata condizione di partner obbligatorio di Enel Produzione per i servizi di dispacciamento. Gli impegni, dunque, comportano un vincolo complessivo per le condotte di Enel Produzione sia sul mercato della vendita all'ingrosso di energia elettrica sia sul mercato dei servizi di dispacciamento, minimizzando la costituzione di potere di mercato in capo ad Enel Produzione e, in ultima analisi, contendo la remunerazione e le condotte di prezzo di quest’ultima, e dunque gli oneri per gli utenti finali. 2.9 Vendita abbinata finanziamenti-azioni: Pratiche Commerciali Scorrette - Chiusura Istruttoria - Sanzioni (vedi provvedimento) Il 24 maggio 2017 l'AGCM ha irrogato sanzioni per un ammontare complessivo di € 5 milioni nei confronti di Veneto Banca S.p.A. ("Veneto Banca"), per alcune pratiche commerciali scorrette poste in essere nell'ambito della erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori. Il procedimento aveva preso avvio in relazione ai comportamenti posti in essere da Veneto Banca consistenti, nella specie: pratica sub a): nell'aver nei fatti condizionato l'erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori all'acquisto da parte degli stessi di proprie azioni, con lo scopo di collocare questi titoli presso i consumatori; e pratica sub b): nell'aver nei fatti indotto i consumatori intenzionati a richiedere dei prodotti di mutuo ad aprire un conto corrente con la prospettiva della necessità di instaurare un rapporto di conto corrente presso Veneto Banca collegato al mutuo. Per quanto concerne la pratica sub a), le risultanze istruttorie hanno confermato la vendita abbinata di finanziamenti/titoli della Banca, allo scopo di collocare i titoli della stessa presso i consumatori e fortemente sollecitata dai vertici aziendali in occasione di un aumento di capitale avvenuto nel 2014, al fine di giungere al successo della ricapitalizzazione. In questa prospettiva, Veneto Banca ha richiesto, ai clienti non soci, al fine di ottenere il mutuo, di acquistare almeno 200 azioni con l’impegno di non cederle per i 24 mesi successivi. Per quanto riguarda, inoltre, la pratica sub b), nel corso dell'attività istruttoria è emerso che contestualmente alla sottoscrizione di un mutuo avveniva, altresì, l'apertura di un conto corrente. Veneto Banca, approfittando della propria posizione contrattuale, ha imposto di fatto ai mutuari/consumatori l'apertura di un conto corrente collegato al mutuo presso la stessa, contravvenendo alle disposizione del codice del consumo. L’AGCM, alla luce delle risultanze istruttorie, ha ritenuto che le condotte poste in essere da Veneto Banca fossero in violazione degli articoli 20 comma 2, 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto le pratiche sarebbero idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, ed ha pertanto irrogato alla Banca 2.900.000 euro di sanzione per la prima infrazione e 2.100.000 euro per la seconda, per un totale di 5 milioni di euro.
Baker McKenzie - Andrea Cicala, Aurora Muselli, Davide Coppola and Chiara D'Angelo