Source: https://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/02/19/referendum-il-comitato-taranto-futura-ricorre-al-tar/
Timestamp: 2017-06-23 10:31:18+00:00
Document Index: 168530737

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 6', 'sentenza ']

Referendum : Il Comitato “Taranto Futura” ricorre al T.A.R. | "Amici di Beppe Grillo Taranto"
febbraio 19, 2009	Referendum : Il Comitato “Taranto Futura” ricorre al T.A.R.
Questa mattina il Comitato “Taranto Futura” ha presentato al T.A.R. di Lecce il ricorso contro il Regolamento Comunale sui referendum.
– SEZIONE DI LECCE-
– che in data 13.12.2007, Il Comitato ricorrente notificava al Comune di Taranto atto di diffida per l’attivazione e conclusione di un procedimento referendario su temi di carattere ambientale, per la tutela della salute dei cittadini di Taranto;
– che, decorsi novanta giorni dal suddetto atto di diffida, il Comune di Taranto non provvedeva ad approvare il Regolamento per il referendum consultivo, tanto da costringere il comitato a ricorrere al Tar, il quale, con sentenza n. 2671/08 del 24 settembre 2008, intimava all’Ente di adempiere ovvero di provvedere all’approvazione- entro 90 giorni dalla comunicazione/notifica della sentenza de qua -del Regolamento, per l’effettuazione del Referendum consultivo in materia di ambiente;
– che la Convezione di Aarhuus, ratificata in Italia con Legge 108/2001, al fine di favorire il rispetto del principio di rendicontazione e la trasparenza del processo decisionale, nonché al fine di garantire un maggior appoggio del Pubblico alle decisioni prese nell’ambito ambientale, ha invitato gli organi legislativi ad applicare i principi della stessa Convenzione, con accesso alla Giustizia “per contestare la legalità, circa il merito e la procedura di qualsiasi decisione, di qualsiasi atto… ovvero per contestare gli atti o le omissioni…di autorità pubbliche che ostacolino le disposizioni del diritto ambientale nazionale(art. 9);
– che l’art. 8 della citata Convenzione di Aarhuus statuisce che “Ogni Parte s’impegna a promuovere una partecipazione effettiva del pubblico ad uno stadio adeguato- e finchè le opzioni sono ancora aperte- durate la fase di elaborazione da parte delle autorità pubbliche delle disposizioni regolamentari e di altre norme giuridicamente vincolanti di applicazione generale che possono avere un effetto considerevole sull’ambiente.
– che l’art. 2, comma 4), della Convezione statuisce che “Il termine “pubblico” indica una o più persone fisiche o morali e, conformemente alla legislazione o al costume del paese, le associazioni, le organizzazioni o i gruppi costituiti da queste persone”; mentre il comma 5 statuisce che “L’espressione “pubblico interessato” indica il pubblico che è coinvolto, o rischia di essere coinvolto, dalle decisioni prese in ambito ambientale oppure che ha un interesse da far valere nei confronti del processo decisionale…”:
– che l’art. 9 della citata Convenzione statuisce al comma 4 il diritto dei ricorrenti ad una procedura giudiziaria rapida “compresa una correzione per ingiunzione se necessaria”;
La illegittima approvazione del Regolamento sul Referendum consultivo con la delibera impugnata, riferita esclusivamente agli articoli sopra evidenziati, determina un grave ed irreparabile danno al Comitato ricorrente, il quale, nell’intento di svolgere il referendum nell’anno 2009( si badi bene, dopo aver atteso ben due anni dalla legittima richiesta, per ottenere poi giudizialmente il relativo Regolamento), non può procedere nei termini e modi – giusti e legittimi – per presentare il quesito referendario in materia ambientale, per la tutela della salute dei cittadini, con conseguente raccolta delle firme ( per la quale sono richiesti 90 giorni- vedi art. 6 del regolamento) e valutazioni del caso da parte degli organi competenti, a fronte proprio delle palesi illegittimità amministrative ostruzionistiche perpetrate dal Comune di Taranto.
Di contro, la concessione della sospensione del provvedimento impugnato, limitatamente agli artt. 3 (primo punto), 5, 8, 13 e 16 (favorendo nel contempo l’utilizzo dei locali delle Circoscrizioni e del Comune per dibattere sui quesiti referendari) del Regolamento de quo, nei termini e modi evidenziati, permetterebbe al Comitato ricorrente ed ai cittadini (si tenga presente che al Comitato “Taranto Futura” hanno aderito ben 2000 cittadini) di iniziare – nell’immediatezza -ad effettuare le procedure referendarie previste, per poter successivamente addivenire in tempo alla consultazione nell’anno 2009 ovvero in un periodo legittimamente ammesso dalla legge, non coincidente con le elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali.
Per di più, con la sentenza (Zuckerfabrik Suderdithmarschen – Cause riunite C-143/88 e C-92/89), la Corte di Giustizia ha ritenuto che i giudici debbono potere “concedere la sospensione dell’esecuzione di un provvedimento amministrativo nazionale adottato a stregua di un regolamento comunitario”, dal momento che “la tutela cautelare garantita dal diritto comunitario ai singoli dinanzi ai giudici nazionali non può variare a seconda che essi contestino la compatibilità delle norme nazionali con il diritto comunitario oppure la validità di norme del diritto comunitario derivato, vertendo la contestazione, in entrambi casi, sul diritto comunitario medesimo”. P.Q.M.
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