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Timestamp: 2019-05-19 09:10:49+00:00
Document Index: 1794038

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 28', 'art. 18', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 21']

Città di Paderno Dugnano Provincia di Milano CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE. Regolamento Attuativo - PDF
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1 Città di Paderno Dugnano Provincia di Milano settore GESTIONE DEL TERRITORIO CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE Regolamento Attuativo Integrazione all'art. 52 Capo X - Disposizioni transitorie e finali a seguito Variante parziale del P.R.G. per introduzione di un nuovo comparto di trasformazione urbana in sostituzione della vigente destinazione produttiva Redatto ai sensi di: D.P.C.M. 1 marzo 1991, L. 26 ottobre 1995 n 447, L. R. 10 agosto 2001 n 13, D.G.R. 12 luglio 2002 n 7/9776 Adottato con la deliberazione di C.C. n. 24 del 25/03/2004 Integrato a seguito dell emanazione del D.M. del e del D.P.R. 142/2004 in materia di contenimento e prevenzione dell'inquinamento acustico dei veicoli ed a seguito dell accoglimento di alcune osservazioni Approvato con la deliberazione di C.C. n. 119 del Pubblicazione su BURL n. del Il Sindaco: Gianfranco Massetti L assessore all'ambiente: Giorgio Grassi Il dirigente del settore gestione del territorio: Arch. Franca Rossetti Il tecnico competente: Arch. Carlo Luigi Gerosa (D.P.G.R. del 25 gennaio 2000 n. 1468) novembre 2004
2 INDICE PREMESSA FINALITA DEL REGOLAMENTO ATTUATIVO...5 CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI...5 Art. 1 Applicabilità del Regolamento Attuativo...5 Art. 2 - Validità delle Regolamento Attuativo...5 Art. 3 - Forme di inquinamento acustico...5 Art. 4 Esclusioni e deroghe...6 Art. 5 - Definizioni tecniche...6 Art. 6 - Misurazioni e controlli...6 CAPO II - DEFINIZIONE DEI LIMITI MASSIMI DEI LIVELLI SONORI...6 Art.7 - Classificazione del territorio in zone appartenenti a classi acustiche...6 Art. 8 Valori limite assoluti di immissione...7 Art. 9 Valori limite di emissione...7 Art. 10 Valori limiti di attenzione...8 Art.11 Valori limite di qualità...8 Art.12 - Limite differenziale...8 Art.13 Limiti acustici delle fasce di pertinenza della linea ferroviaria...9 CAPO III - DEFINIZIONI DELLE ZONE TERRITORIALI E DELLE LORO CARATTERISTICHE...9 Art Definizione delle zone territoriali di Classe I...9 Art Definizione delle zone territoriali di Classe II...9 Art Definizione delle zone territoriali di Classe III Art Definizione delle zone territoriali di Classe IV Art Definizione delle zone territoriali di Classe V Art Definizione delle zone territoriali di Classe VI Art. 20 Classificazione delle strade e delle relative fasce di pertinenza Art. 21 Classificazione della linea ferroviaria e delle relative fasce di pertinenza CAPO IV - PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO COMUNALE Art Redazione del Piano di Risanamento Acustico Comunale Art Contenuto dei piani di risanamento acustico comunale art approvazione ed attuazione del piano di risanamento acustico comunale CAPO V - INSEDIAMENTI INDUSTRIALI E PRODUTTIVI Art Norme generali Art Impianti a ciclo produttivo continuo Art Piani di risanamento acustico delle imprese Art Modalità di presentazione dei piani di risanamento acustico d impresa Art Tempi per la realizzazione dei piani di risanamento Settore Gestione del Territorio pagina 2 di 32
3 CAPO VI - PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO ACUSTICO Art. 30 Previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima di impatto acustico Art. 31- Certificato di agibilità e nulla osta attività produttive Art. 32 Agibilità degli edifici Art. 33 D.I.A. (Denuncia Inizio Attività) e permesso a costruire nella fasce di pertinenza della linea ferroviaria Art Pianificazione urbanistica CAPO VII - MISURE GENERALI DI TUTELA DALL INQUINAMENTO ACUSTICO Art Limiti di accettabilità Art Rumore prodotto da traffico veicolare Art Rumore prodotto da attività svolte all aperto Art Rumore prodotto all esterno di attività svolte in ambienti chiusi Art Rumore derivante da attività domestiche e da abitazioni private con effetti sull interno e sull esterno delle stesse Art Luoghi di intrattenimento dotati di impianti elettroacustici per la diffusione musicale CAPO VIII AUTORIZZAZIONE PER LE ATTIVITA TEMPORANEE Art. 41 Definizione attività temporanee Art. 42- Attività soggette Art. 43 Limiti acustici, orari e deroghe eventualmente concedibili alle attività temporanee Art. 44 Autorizzazione in deroga - Richiesta Art Autorizzazione - Rilascio CAPO IX - SANZIONI Art Ordinanze contingibili e urgenti Art Superamento dei limiti di immissione, di emissione e del limite differenziale Art Schiamazzi e rumori molesti Art Esercizio di attività temporanee senza comunicazione, autorizzazione o al di fuori degli orari autorizzati Art. 50 Impianti elettroacustici di pubblici esercizi e discoteche Art. 51 Norme particolari in caso di recidività CAPO X - DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI Art Procedimenti e attività in corso Art Entrata in vigore Art. 54- Aggiornamento del Regolamento Attuativo ALLEGATO A: DEFINIZIONI a) Rumore b) Inquinamento acustico c) Ambiente abitativo d) Sorgenti sonore fisse Settore Gestione del Territorio pagina 3 di 32
4 e) Sorgenti sonore mobili f) Sorgente sonora specifica i) Valori limite di immissione j) Valori limite di emissione k) Valori di attenzione l) Valori di qualità m) Livello di pressione sonora n) Livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato «A» o) Livello differenziale di rumore p) Livello di rumore ambientale - La q) Livello di rumore residuo - Lr r) Rumore con componenti impulsive s) Tempo di riferimento - Tr t) Rumore con componenti tonali u) Tempo di osservazione - To v) Tempo di misura - Tm z) Presenza di rumore a tempo parziale ALLEGATO B: STRUMENTAZIONE E MODALITA DI MISURA DEL RUMORE a) Strumentazione di misura b) Generalità per l esecuzione delle misure c) Misure all interno di ambienti abitativi d) Misure in esterno e) Rilevamento strumentale dell impulsività dell evento f) Riconoscimento dell evento sonoro impulsivo g) Riconoscimento di componenti tonali di rumore h) Presenza di componenti spettrali a bassa frequenza i) Presentazione dei risultati ALLEGATO C - DOCUMENTAZIONE DI IMPATTO ACUSTICO Settore Gestione del Territorio pagina 4 di 32
5 PREMESSA FINALITA DEL REGOLAMENTO ATTUATIVO In adempimento all'articolo 6, comma 1, lettera e), e comma 2, della Legge 26 Ottobre 1995 n 447 la Città di Paderno Dugnano si dota del presente Regolamento Attuativo della Zonizzazione Acustica del Territorio Comunale, aventi le seguenti finalità: a) stabilire le modalità di attuazione, per quanto di competenza del Comune, della Zonizzazione Acustica del territorio Comunale, redatta ai sensi dell articolo 2 del D.P.C.M. 1 Marzo 1991, dell articolo 6 della Legge 26 Ottobre 1997 n 447, dell art. 2 della Legge Regionale n. 13 del 10 agosto 2001 e secondo i criteri tecnici di dettaglio per la redazione delle classificazioni acustiche, pubblicati con Delibera della Giunta Regionale n. VII/9776 nella seduta del 2 luglio 2002, al fine di garantire la tutela della cittadinanza dai fenomeni di inquinamento acustico. La zonizzazione acustica stabilisce i limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno. b) attuare i contenuti della classificazione acustica del territorio comunale in tutte le sue articolazioni, al fine di garantire la tutela dell ambiente e la salvaguardia della salute pubblica da alterazioni conseguenti all inquinamento acustico, disciplinando l esercizio delle sorgenti fisse che producono tali alterazioni, e le attività rumorose temporanee, al fine di contenerne la rumorosità entro i limiti di accettabilità stabiliti, e secondo il principio che chi inquina paga. c) dare corso all'attuazione, per quanto di competenza del Comune, alla disciplina statale e regionale per la tutela dall'inquinamento acustico derivante dalle sorgenti mobili, anche in attuazione e di concerto con le finalità del Piano Generale Urbano del Traffico 1, nonché dalle sorgenti fisse e dalle attività temporanee. CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Applicabilità del Regolamento Attuativo Sono abolite, a far tempo dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento Attuativo, tutte le norme in materia di inquinamento acustico predisposte anteriormente dall'amministrazione Comunale. Queste norme prevalgono sulle altre norme vigenti in materia di inquinamento acustico. Art. 2 - Validità delle Regolamento Attuativo 1. L osservanza delle norme riportate nel presente Regolamento Attuativo è obbligatoria per tutti coloro che si trovano, anche temporaneamente, nel territorio del Città di Paderno Dugnano. L Amministrazione Comunale provvede a vigilare in materia di tutela dall inquinamento acustico mediante gli uffici comunali preposti e mediante l unità operativa dell A.R.P.A. competente per il territorio. Art. 3 - Forme di inquinamento acustico 1. Per i fini di cui alle presenti norme, l inquinamento acustico è considerato nelle seguenti forme: a) inquinamento acustico esterno, che si riflette all esterno degli ambienti presso cui ha origine o che viene prodotto da attività svolte all aperto, a cui fanno riferimento i limiti di legge di accettabilità stabiliti per la tutela della salute e quiete pubblica; b) inquinamento acustico interno, che è prodotto all interno di ambienti chiusi, quali le attività produttive, domestiche e ricreative, effettuate all interno o all esterno di insediamenti abitativi, che possono verosimilmente comportare emissioni sonore di elevata intensità verso altri insediamenti o unità destinate esclusivamente alla residenza. Trattasi di tutti quei casi non precisamente normati che si riferiscono ai rapporti con i proprietari di fondi vicini e che richiedono l'accertamento caso per caso della liceità o illiceità delle immissioni. 1 approvato con Delibera di C.C. n. 78 del 29 settembre 2003 Settore Gestione del Territorio pagina 5 di 32
6 Art. 4 Esclusioni e deroghe Sono escluse, qualora siano presenti nel territorio comunale, le aree e le attività aeroportuali, nonché le aree e le attività ferroviarie (Ferrovie Nord Milano), da assoggettarsi a specifica e distinta disciplina, ed eventi sonori di carattere straordinario quali ambulanze, sirene dei mezzi di pronto intervento e simili. Il suono delle campane, in considerazione del suo significato simbolico e di tradizione religiosa e culturale, non è soggetto alle disposizioni del presente Regolamento Attuativo, qualora sia manifestazione legata allo svolgersi di funzioni e cerimonie religiose. 2Sono comunque soggette al rispetto dei limiti di cui agli articoli 8 e 9 del presente Regolamento Attuativo le immissioni e emissioni sonore provenienti da manifestazioni diverse da quelle di cui al periodo precedente, nonché tutte le emissioni ed immissioni, comprese quelle relative a funzioni religiose, derivanti da impianti elettroacustici in sostituzione delle campane. Art. 5 - Definizioni tecniche 1. Per le definizioni tecniche utilizzate nella redazione del presente Regolamento Attuativo, (allegato A), si è fatto preciso riferimento a quelle specificate nella legge 26 Ottobre 1995, n. 447, dal D.P.C.M. 14 Novembre 1997 e dal Decreto del Ministero dell Ambiente 16 Marzo Alle stesse viene fatto riferimento per l interpretazione delle rilevazioni fonometriche, del presente Regolamento Attuativo di attuazione, delle valutazioni di impatto acustico presentate al Comune, nell ambito dei procedimenti amministrativi e dei provvedimenti dallo stesso emessi. Art. 6 - Misurazioni e controlli 1. Nell allegato B del presente Regolamento Attuativo sono stabiliti in conformità a quanto dispone il Decreto del Ministero dell Ambiente 16 Marzo 1998: a) la strumentazione per il rilevamento del rumore e le disposizioni che ne regolano l impiego. b) le modalità per la misurazione del rumore. c) la presentazione dei risultati dei rilevamenti mediante la loro trascrizione in rapporto. 2. Le attività di controllo e di rilevazione dei limiti acustici stabiliti dalla suddivisione in classi acustiche del territorio sono di competenza del Comune, che le effettua richiedendo l intervento, a titolo di supporto tecnico, del personale tecnico dell ARPA, nell osservanza di quanto stabilito nell allegato di cui al precedente comma. E facoltà del Comune avvalersi, nelle operazioni di controllo e di rilevazione, del supporto tecnico di tecnici qualificati e competenti in acustica ambientale, riconosciuti ai sensi dell articolo 6 della Legge 26 Ottobre 1995 n 447. Nelle operazioni di controllo tali tecnici qualificati sono supportati da soggetti designati dall Amministrazione Comunale e/o dagli organi tecnico-sanitari della Città di Paderno Dugnano. L ARPA può autonomamente e indipendentemente dall Amministrazione Comunale, promuovere monitoraggi di controllo sul territorio comuale. Da parte del Comune e dell ARPA possono essere altresì consentiti e validati i rilievi e /o monitoraggi acustici effettuati da parte di terzi tecnici competenti in acustica. CAPO II - DEFINIZIONE DEI LIMITI MASSIMI DEI LIVELLI SONORI Art.7 - Classificazione del territorio in zone appartenenti a classi acustiche 1. La classificazione acustica del territorio comunale prevede la suddivisione del territorio in sei classi acustiche (denominate Ia, IIa, IIIa, IVa, Va, VIa), ai sensi del D.P.C.M. 1 marzo 1991, della Legge 26 Ottobre 1995 n 447, del D.P.C.M. 14 novembre 1997, della Legge Regionale 10 agosto 2001 n 13 e dei criteri tecnici di dettaglio, per la redazione delle classificazioni acustiche, pubblicati con Delibera della Giunta Regionale n. VII/9776 nella seduta del 2 luglio La delimitazione delle zone avviene basandosi: - sulla destinazioni urbanistiche del territorio stabilite dal Piano Regolatore Generale; - sulle caratteristiche generali della rete stradale e ferroviaria; Settore Gestione del Territorio pagina 6 di 32
7 - sulle caratteristiche abitative delle zone del territorio comunale; - sulla densità di attività industriali, artigianali e commerciali nei vari comparti territoriali; - sulla presenza di zone vincolate, protette, di particolare rilevanza ambientale e comunque da sottoporre a particolare tutela dal punto di vista dell inquinamento acustico. 3. I valori massimi di immissione e di emissione dei livelli sonori equivalenti, fissati in relazione alla diversa destinazione d uso del territorio comunale, sono stabiliti dagli articoli 8 e 9 del presente Regolamento Attuativo, e corrispondono alle tabelle C e B allegate al D.P.C.M. 14 novembre Con provvedimento di approvazione del piano di classificazione acustica vengono adottati, per ciascuna zona, i limiti massimi dei livelli sonori equivalenti, stabiliti dall articolo 8 del presente Regolamento Attuativo. 5. La Zonizzazione Acustica del Territorio Comunale di cui al secondo comma del presente articolo, è soggetta a variazioni, da effettuarsi con atto deliberativo dell Organo Comunale Competente, quando per effetto di nuovi insediamenti o di modifiche di quelle esistenti, le caratteristiche di una o di più zone risultino modificate in misura tale da rendere necessaria l attribuzione alle stesse di classificazioni diverse, nell ambito di quelle stabilite dal capo III del presente Regolamento. Vengono adottate varianti alla zonizzazione acustica anche nei casi di cui all articolo 26 comma 2 del presente Regolamento. L approvazione delle varianti alla zonizzazione acustica e dei relativi regolamenti attuativi seguono il procedimento amministrativo di cui all art. 3, comma 5, della Legge Regionale n. 13/ Ai sensi dell art. 4, comma 2 della L.R. 13/00, nel caso in cui il Comune provveda all adozione del PRG, di sue varianti o di Piani Attuativi dello stesso, ne verifica la coerenza con la classificazione acustica in vigore. Art. 8 Valori limite assoluti di immissione 1. In seguito alla classificazione in zone del territorio vengono stabiliti i seguenti limiti di immissione, massimi in assoluto ammissibili, relativi ai periodi diurno e notturno: Tabella 1: Valori limite di immissione CLASSE LIMITE DIURNO LIMITE NOTTURNO Classe I 50 db(a) 40 db(a) Classe II 55 db(a) 45 db(a) Classe III 60 db(a) 50 db(a) Classe IV 65 db(a) 55 db(a) Classe V 70 db(a) 60 db(a) Classe VI 70 db(a) 70 db(a) 2. I limiti di cui al punto precedente possono essere superati da attività temporanee, previa autorizzazione rilasciata dagli uffici competenti dell Amministrazione Comunale, secondo le modalità indicate al capo VIII del presente Regolamento Attuativo. Art. 9 Valori limite di emissione 1. In seguito alla classificazione in zone del territorio vengono stabiliti i seguenti limiti di emissione, diurni e notturni, massimi in assoluto ammissibili: Tabella 2: Valori limite di emissione CLASSE LIMITE DIURNO LIMITE NOTTURNO Classe I 45 db(a) 35 db(a) Classe II 50 db(a) 40 db(a) Classe III 55 db(a) 45 db(a) Classe IV 60 db(a) 50 db(a) Classe V 65 db(a) 55 db(a) Classe VI 65 db(a) 65 db(a) Settore Gestione del Territorio pagina 7 di 32
8 Art. 10 Valori limiti di attenzione 1. I valori di attenzione, finalizzati all adozione dei piani di risanamento acustico, sono quelli definiti dall articolo 6 del D.P.C.M. 14 novembre I valori di attenzione espressi come livelli continui equivalenti di pressione sonora ponderata "A", riferiti al tempo a lungo termine (TL) sono: a) se riferiti ad un'ora, i valori della tabella C di cui al Decreto citato, aumentati di 10 db per il periodo diurno e di 5 db per il periodo notturno; b) se relativi ai tempi di riferimento, i valori di cui alla tabella C allegata al decreto citato, il tempo a lungo termine (TL) rappresenta il tempo all'interno del quale si vuole avere la caratterizzazione del territorio dal punto di vista della rumorosità ambientale. La lunghezza di questo intervallo di tempo è correlata alle variazioni dei fattori che influenzano tale rumorosità nel lungo termine. Il valore TL, multiplo intero del periodo di riferimento, è un periodo di tempo prestabilito riguardante i periodi che consentono la valutazione di realtà specifiche locali. 3. I valori di attenzione non si applicano nelle fasce territoriali di pertinenza delle infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime e aeroportuali. Art.11 Valori limite di qualità 1. In seguito alla classificazione in zone del territorio vengono stabiliti i seguenti limiti di qualità, diurni e notturni, massimi in assoluto ammissibili: Tabella 3: Valori limite di qualità CLASSE LIMITE DIURNO LIMITE NOTTURNO Classe I 47 db(a) 37 db(a) Classe II 52 db(a) 42 db(a) Classe III 57 db(a) 47 db(a) Classe IV 62 db(a) 52 db(a) Classe V 67 db(a) 57 db(a) Classe VI 70 db(a) 70 db(a) Art.12 - Limite differenziale 1. Per tutte le classi acustiche di cui all articolo 7, ad eccezione della classe VI a, con le modalità prescritte dal Decreto Ministero dell Ambiente 11 dicembre 1996, oltre ai limiti di zona massimi in assoluto ammissibili, sono stabilite anche le seguenti differenze da non superare tra il livello equivalente del rumore ambientale e il livello equivalente del rumore residuo (criterio differenziale): - 5 db(a) durante il periodo diurno - 3 db(a) durante il periodo notturno 2. La misura deve essere effettuata all interno degli ambienti abitativi e nel tempo di osservazione del fenomeno acustico. Le misure vengono effettuate secondo le indicazioni tecniche di cui all allegato B del presente Regolamento Attuativo. 3. Fatto salvo quanto riportato al comma 1 del presente articolo e dall allegato B del presente Regolamento Attuativo, il criterio del limite differenziale non si applica: nei casi previsti dall articolo 26 del presente Regolamento Attuativo; alla rumorosità prodotta dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; alla rumorosità prodotta da attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; alla rumorosità prodotta da servizi e impianti fissi dell edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all interno dello stesso; 4. Le disposizioni relative al limite differenziale non si applicano inoltre nei seguenti casi, in quanto ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile: se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 db(a) durante il periodo diurno e 40 db(a) durante il periodo notturno; se il livello del rumore ambientale misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 db(a) durante il periodo diurno e 25 db(a) durante il periodo notturno. Settore Gestione del Territorio pagina 8 di 32
9 Art.13 Limiti acustici delle fasce di pertinenza della linea ferroviaria 1. Per le fasce di pertinenza della linea ferroviaria (Ferrovie Nord Milano), così come definite dall articolo 21 delle N.T.A, si applicano i limiti acustici riportati nella seguente tabella: Tabella 4: Limiti acustici delle fasce di pertinenza della linea ferroviaria FASCIA LIMITE DIURNO LIMITE NOTTURNO A 70 db(a) 60 db(a) B 65 db(a) 55 db(a) La verifica dei limiti acustici delle fasce di pertinenza della linea ferroviaria viene effettuata in accordo con l allegato C al D.M. 16 marzo I limiti acustici di cui al comma 1 del presente articolo si applicano esclusivamente al contributo derivante dal rumore dell infrastruttura ferroviaria. 3. Devono inoltre essere rispettati i seguenti valori limite di immissione del rumore prodotto dall infrastruttura, all interno della fascia di pertinenza di cui al comma 1: - 50 db(a) Leq diurno, 40 db(a) Leq notturno per scuole, ospedali, case di cura e case di riposo; per le scuole vale il solo limite diurno. 3. Ai sensi dell art. 2, comma 2, lettera d. della legge regionale n. 13/2001, non possono essere comprese in classe I le aree che si trovano all interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture stradali e ferroviarie e delle zone di rispetto dell intorno aeroportuale. CAPO III - DEFINIZIONI DELLE ZONE TERRITORIALI E DELLE LORO CARATTERISTICHE Art Definizione delle zone territoriali di Classe I 1. Le aree del territorio comunale di Paderno Dugnano classificate in classe I vengono denominate «Aree particolarmente protette», e assumono i seguenti limiti di zona, ai sensi degli articoli 8 e 9 del presente Regolamento Attuativo. Limite di immissione diurno: 50 db(a) Limite di immissione notturno: 40 db(a) Limite di emissione diurno: 45 db(a) Limite di emissione notturno: 35 db(a) All interno delle zone di classe I vige il criterio del limite differenziale di cui all articolo 12 del presente Regolamento Attuativo. 2. Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base ed essenziale per la loro utilizzazione, in base agli indirizzi dati dalla Legge, quali le aree particolarmente protette come le aree ospedaliere, scolastiche, le aree destinate al riposo ed allo svago, le aree residenziali rurali, le aree di particolare interesse urbanistico, i parchi pubblici. Art Definizione delle zone territoriali di Classe II 1. Le aree del territorio comunale di Paderno Dugnano classificate in classe II vengono denominate «Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale». e assumono i seguenti limiti di zona, ai sensi degli articoli 8 e 9 del presente Regolamento Attuativo. Limite di immissione diurno: 55 db(a) Limite di immissione notturno: 45 db(a) Limite di emissione diurno: 50 db(a) Limite di emissione notturno: 40 db(a) All interno delle zone di Classe II vige il criterio del limite differenziale di cui all articolo 12 del presente Regolamento Attuativo. Settore Gestione del Territorio pagina 9 di 32
10 2. Rientrano in questa classe: le strade comunali di quartiere e destinate a collegare tra loro i quartieri; le strade comunali che permettono l accesso alle vie di grande comunicazione, ad eccezione di tratti immediatamente adiacenti a queste ultime in quanto facenti parte di zone filari; le aree classificate dal P.R.G. come destinate alla residenza, qualora presentino limitati insediamenti commerciali e assenza di insediamenti industriali; Aree non edificate per le quali non si riscontrano livelli di rumore particolarmente intensi ed elevati e per le quali si ritiene opportuno mantenere un clima acustico di quiete. Art Definizione delle zone territoriali di Classe III 1. Le aree del territorio comunale di Paderno Dugnano classificate in classe III vengono denominate «Aree di tipo misto», e assumono i seguenti limiti di zona, ai sensi degli articoli 8 e 9 del presente Regolamento Attuativo. Limite di immissione diurno: 60 db(a) Limite di immissione notturno: 50 db(a) Limite di emissione diurno: 55 db(a) Limite di emissione notturno: 45 db(a) All interno delle zone di classe III vige il criterio del limite differenziale di cui all articolo 12 del presente Regolamento Attuativo. 2. Rientrano in questa classe: le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento; le strade provinciali con traffico poco intenso e le loro eventuali fasce di rispetto; le aree con media densità di popolazione e con presenza di uffici e attività commerciali; le aree con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; le aree alberghiere le aree adibite all esercizio di sport che non producono fonti di rumore (campi di calcio, campi da tennis, ecc.). Art Definizione delle zone territoriali di Classe IV 1. Le aree del territorio comunale di Paderno Dugnano classificate in classe IV vengono denominate «Aree di intensa attività umana», e assumono i seguenti limi ti di zona, ai sensi degli articoli 8 e 9 del presente Regolamento Attuativo. Limite di immissione diurno: 65 db(a) Limite di immissione notturno: 55 db(a) Limite di emissione diurno: 60 db(a) Limite di emissione notturno: 50 db(a) All interno delle zone di classe IV vige il criterio del limite differenziale di cui all articolo 12 del presente Regolamento Attuativo. 2. Rientrano in questa classe: le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare; le strade situate in prossimità delle aree industriali ecc.; le aree con alta densità di popolazione; le aree con elevata presenza di attività commerciali (ipermercati, supermercati, discount, magazzini all ingrosso, centri commerciali, impianti distributori di carburanti e autolavaggio 2 ; le aree con presenza di attività artigianali 3 ; le aree con presenza di attività industriali 4 ; 2 Se inseriti in ambito urbano e/o extraurbano, tali impianti si adeguano alla classe acustica propria di tale ambito. 3 Sono da intendersi come aree con presenza di attività artigianali e con presenza di piccole attività industriali, zone in cui gli insediamenti produttivi risultino essere in numero apprezzabile, e non inseriti in un contesto residenziale. 4 Idem come alla nota 1 Settore Gestione del Territorio pagina 10 di 32
11 le aree in prossimità delle strade di grande comunicazione. Art Definizione delle zone territoriali di Classe V 1. Le aree del territorio comunale di Paderno Dugnano classificate in classe V vengono denominate «Aree prevalentemente industriali», e assumono i seguenti limiti di zona, ai sensi degli articoli 8 e 9 del presente Regolamento Attuativo. Limite di immissione diurno: 70 db(a) Limite di immissione notturno: 65 db(a) Limite di emissione diurno: 65 db(a) Limite di emissione notturno: 60 db(a) All interno delle zone di classe V vige il criterio del limite differenziale di cui all articolo 12 del presente Regolamento Attuativo. Art Definizione delle zone territoriali di Classe VI 1. Le aree del territorio comunale di Paderno Dugnano classificate in classe VI vengono denominate «Aree esclusivamente industriali», e assumono i seguenti limiti di zona, ai sensi dell articolo 8 del presente Regolamento Attuativo. Limite di immissione diurno: 70 db(a) Limite di immissione notturno: 70 db(a) Limite di emissione diurno: 65 db(a) Limite di emissione notturno: 65 db(a) 2. All interno delle zone di classe VI non vige il criterio del limite differenziale. Per riferimenti specifici vedere il successivo art. 26 relativo agli impianti a ciclo continuo. Art. 20 Classificazione delle strade e delle relative fasce di pertinenza. 1. In attesa dell emanazione del decreto attuativo della legge 447/95 relativo alla classificazione acustica delle strade e delle relative fasce di pertinenza, si provvede secondo le indicazioni della D.G.R. 12 luglio 2002 n 7/9776, e considerando il traffico reale, indipendentemente dalla classificazione della strada stessa 5. Ai fini della determinazione della gerarchia delle strade del, si è fatto preciso riferimento alla classificazione delle strade adottata dal Piano Generale Urbano del Traffico approvato dalla A.C. con Delibera di C.C. n. 78 del 29 settembre Art. 21 Classificazione della linea ferroviaria e delle relative fasce di pertinenza 1. La linea di metropolitana, viene classificata in Classe IV, con applicazione dei relativi limiti. 2. A partire dalla mezzeria dei binari esterni e per ciascun lato della linea ferroviaria vengono individuate, ai sensi del D.P.R. 18 novembre 1998 n 459, le seguenti fasce di pertinenza ampie 250 metri e così suddivise: Fascia A: ampiezza 100 metri dalla mezzeria del binario Fascia B. ampiezza 150 metri dal limite esterno della Fascia A 3. All interno delle fasce di cui al precedente comma 2 si applicano i limiti di cui all articolo 13, esclusivamente per il contributo derivante dal transito dei convogli ferroviari. All interno della fasce di pertinenza non si applica il limite differenziale. 4. Le immissioni ed emissioni sonore derivanti da sorgenti sonore, diverse da quelle connesse con la linea ferroviaria all interno delle fasce di pertinenza ferroviarie, sono soggette ai limiti stabiliti dalla classificazione acustica del territorio per le zone in questione. CAPO IV - PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO COMUNALE 5 Per maggiori dettagli si veda il paragrafo 2.1. Infrastrutture stradali, della D.G.R. sopra citata. Settore Gestione del Territorio pagina 11 di 32
12 Art Redazione del Piano di Risanamento Acustico Comunale. 1. La Città di Paderno Dugnano provvede a redigere e ad adottare piani di risanamento acustico del proprio territorio ai sensi dell articolo 7 della Legge 26 Ottobre 1995 n 447, secondo i criteri e le procedure stabilite dalla Regione ai sensi dell articolo 4, comma 1, lettera e) della sopra citata legge, nonché a i sensi dell art. 11 della L R 13/01: Piani di Risanamento Comunali. 2. I piani di risanamento acustico del territorio comunale vengono adottati obbligatoriamente nei seguenti casi: a) superamento dei limiti di attenzione di cui all articolo 2, comma 1, lettera g) della Legge 26 Ottobre 1995 n 447, così come definiti dall articolo 6 del D.P.C.M. 14 novembre 1997 e riportati all articolo 10 del presente Regolamento Attuativo. (citare i casi in cui deve essere redatto il Piano Impresa, ecc) b) presenza nella zonizzazione acustica del territorio di zone adiacenti aventi limiti che si discostano per più di 5 db(a): in tal caso il piano viene approvato contestualmente alla classificazione acustica del territorio comunale, ed è relativo solamente a quelle zone dove si verifica lo scostamento per più di cinque decibel. 3. Il piano di risanamento acustico nella sua redazione recepisce i contenuti del piano del traffico, dei vincoli territoriali esistenti e indicati comunque nel Piano Regolatore vigente, dei piani di risanamento acustico presentati dalle aziende ai sensi dell articolo 27 del presente Regolamento Attuativo, e dell articolo 10 comma 5 della Legge 26 Ottobre 1995 n La redazione del piano di risanamento acustico viene affidata prioritariamente agli Uffici Comunali competenti, qualora presentino figure professionali in grado di redigere il piano stesso. Possono essere incaricati della redazione tecnici esterni con comprovata esperienza nel campo dell acustica ambientale e riconosciuti come «tecnici competenti» ai sensi dell articolo 2 comma 6 della Legge 26 Ottobre 1995 n 447. Art Contenuto dei piani di risanamento acustico comunale 1. Il piano di risanamento acustico comunale (art. 7, L. 447/95), oltre che recepire obbligatoriamente i contenuti dei piani pluriennali per il contenimento delle emissioni sonore previsti dalla Legge 447/95, art. 3, comma 1, lettera h), e dell articolo 11 della legge regionale 13/2001, devono presentare necessariamente i seguenti contenuti: individuazione delle aree da risanare; individuazione delle sorgenti sonore causa dell inquinamento acustico; risultati delle rilevazioni fonometriche di accertamento eseguite; le priorità da seguire per quanto attiene gli interventi di risanamento; i soggetti a cui compete l opera di bonifica; gli interventi tecnici e/o amministrativi che si intendono mettere in atto; la stima degli oneri finanziari necessari per mettere in atto il piano di risanamento; i tempi previsti per il risanamento ambientale; le eventuali misure cautelari a carattere d urgenza per la tutela della salute pubblica. 2. L amministrazione Comunale nella redazione del piano di risanamento acustico, recepisce anche le disposizioni di cui al D.M. 29 novembre art Approvazione ed attuazione del piano di risanamento acustico comunale 1. Il progetto del piano di risanamento acustico viene adottato dall A. C. con propria deliberazione entro 30 mesi a far data dall emanazione della D.G.R. 9776/ Il piano di risanamento acustico viene inviato alla Provincia e alla Regione per gli adempimenti di competenza stabiliti dall articolo 11 della L.R. 13/01. Può essere chiesto il parere all ARPA competente per il territorio a titolo di consulenza: il parere di questo ente tuttavia non è ne obbligatorio ne vincolante. 3. Il Comune provvede ad avvertire i soggetti coinvolti nel piano di risanamento acustico, dell'avvenuta pubblicazione, invitandoli ad esprimere le osservazioni di competenza. 4. Il piano viene approvato con deliberazione del Consiglio Comunale e diventa esecutivo dalla data dell esecutività di approvazione di tale deliberazione. Settore Gestione del Territorio pagina 12 di 32
13 CAPO V - INSEDIAMENTI INDUSTRIALI E PRODUTTIVI Art Norme generali 1. Fatte salve le disposizioni delle vigenti leggi sanitarie relativamente alle industrie insalubri, al fine di prevenire episodi di inquinamento acustico, e compatibilmente con le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale, non sono ammessi nuovi insediamenti industriali e insediamenti artigianali, previa verifica del superamento dei limiti per le aree inserite nelle classi acustiche I e II, qualora questi presentino sorgenti sonore in ambiente esterno (come ad esempio compressori, impianti di aspirazione, impianti di depurazione delle acque con turbine e/o soffianti, impianti refrigeranti etc.), oppure un ciclo tecnologico i cui impianti provochino emissioni sonore che possano superare i limiti legislativi. 2. Per quanto riguarda gli insediamenti industriali e artigianali tuttora esistenti all interno delle classi I, II e III, essi possono avvalersi in via prioritaria delle norme relative alla delocalizzazione degli impianti industriali; il Comune inoltre favorisce e promuove la delocalizzazione di insediamenti produttivi verso zone più idonee sia dal punto di vista acustico che urbanistico. 3. La documentazione di previsione di impatto acustico e la documentazione per la valutazione revisionale del clima acustico deve obbligatoriamente essere redatta a firma di un tecnico competente in acustica. Non sono previste le forme di autocertificazione di cui all art. 5, comma 4 della L.R. 13/01. Art Impianti a ciclo produttivo continuo 1. Gli impianti a ciclo produttivo continuo esistenti alla data di entrata in vigore del Decreto del Ministero dell Ambiente 11 Dicembre 1996, che operano nelle zone non esclusivamente industriali, classi dalla prima alla quinta di cui al capo III del presente Regolamento Attuativo, non sono soggetti al rispetto del limite differenziale nel caso in cui rispettino i limiti di immissione di cui all articolo 3 della D.P.C.M. 14 novembre 1997, riportati nell'articolo 8 del presente Regolamento Attuativo. 2. Gli impianti a ciclo continuo i cui titolari presentino domanda di insediamento sul territorio comunale dopo la data di approvazione del presente Regolamento Attuativo, vengono localizzati esclusivamente nelle zone di classe V e VI, e sono soggetti al rispetto del criterio del limite differenziale nel caso i cui vengano ad insediarsi in zone di classe diversa dalla VI Ai sensi dell articolo 3, comma 2 del Decreto del Ministero dell Ambiente 11 Dicembre 1996, il rispetto del limite differenziale è condizione necessaria per il rilascio della concessione edilizia di cui all articolo 30 del presente Regolamento Attuativo e del nulla osta inizio attività. Ai fini dell'applicazione del decreto citato, si intende per impianto a ciclo produttivo continuo: a) quello di cui non è possibile interrompere l'attività senza provocare danni all'impianto stesso, pericolo di incidenti o alterazioni del prodotto o per necessità di continuità finalizzata a garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale; b) quello il cui esercizio è regolato da contratti collettivi nazionali di lavoro o da norme di legge, sulle ventiquattro ore per cicli settimanali, fatte salve le esigenze di manutenzione; Art Piani di risanamento acustico delle imprese Il Piano di risanamento acustico delle imprese è normato dall art. 15 comma 2 della Legge 447/95, richiamato dall art. 10 della L.R. n. 13/ Per il conseguimento degli obiettivi di tutela del territorio dagli episodi di inquinamento acustico, le imprese interessate dal superamento dei limiti della zonizzazione acustica hanno la possibilità di presentare piani di risanamento acustico al fine di adeguare le emissioni sonore provenienti dai propri insediamenti produttivi ai limiti di immissione e di emissione di cui all articolo 8 e 9 del presente Regolamento Attuativo. 6 Per la definizione delle criterio differenziale, rumore ambientale e rumore residuo, si rimanda all allegato A Definizioni Settore Gestione del Territorio pagina 13 di 32
14 2. Il piano di risanamento acustico dell impresa deve essere presentato entro sei mesi dalla data di approvazione della zonizzazione acustica del territorio comunale da parte dell A.C., secondo le modalità di cui alla D.G.R. 16 novembre 2001 n 6906, i cui contenuti sono richiamati dall art. 28 del presente Regolamento Attuativo. Art Modalità di presentazione dei piani di risanamento acustico d impresa 1. Le modalità di redazione del piano di risanamento acustico di impresa sono quelle previste dalla D.G.R. 16 novembre 2001 n 6906; in particolare dovranno essere dettagliati: Dati identificativi del legale rappresentante dell attività; la tipologia di attività; la zona di appartenenza secondo la zonizzazione acustica del territorio comunale, nonché la classificazione urbanistica definita dal PRG; il ciclo tecnologico dettagliato dell azienda; la caratterizzazione acustica e tecnica delle singole sorgenti sonore presenti nell insediamento, con particolare riferimento alle emissioni di ciascuna e al contributo al valore limite di immissione; la/e fase/i del ciclo tecnologico o il/i macchinario/i che determinano l eventuale superamento dei limiti di zona o del limite differenziale; le caratteristiche temporali di funzionamento degli impianti e la loro periodicità; i risultati delle rilevazioni fonometriche eventualmente effettuate; le modalità tecniche di adeguamento delle emissioni sonore e le ragioni della loro scelta; le caratteristiche e le proprietà di abbattimento del rumore dei materiali utilizzati; i tempi stimati per il rientro nei limiti di zona e per l adeguamento del limite differenziale; 2. La relazione tecnica redatta dovrà essere corredata da allegati grafici in scala opportuna così come previsti dalla D.G.R. 6906/2001, specificanti la posizione delle sorgenti sonore, la posizione dei punti di rilevazione fonometrica, la direzione principale di diffusione del rumore, la posizione degli insediamenti eventualmente disturbati e ogni altro elemento utile a definire in maniera univoca ed inequivocabile le caratteristiche della sorgente acustica inquinante. Art Tempi per la realizzazione dei piani di risanamento 1. Ai sensi dell articolo 10 comma 4 della Legge Regionale 10 agosto 2001 n 13 il termine massimo per la realizzazione degli interventi previsti dal piano di risanamento delle imprese è pari a trenta mesi dalla data di presentazione del piano. 2. Entro trenta giorni dal termine dei lavori di bonifica acustica deve esserne data notizia da parte del titolare o del legale rappresentante dell impresa all Amministrazione Comunale, corredata da collaudo acustico verificato e certificato da parte dell Ente competente in materia. CAPO VI - PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO ACUSTICO Art. 30 Previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima di impatto acustico 1. Le disposizioni che seguono sono applicate per tutti i nuovi o rinnovati insediamenti ricompresi nelle zone urbanistiche indicate dall art. 18 delle NTA del PRG, oltre che per gli immobili in cui si ampliano, potenziano o riconvertono attività esistenti oppure si insediano nuove attività lavorative, commerciali o comprendenti attività aggregative quali palestre, centri ricreativi, d intrattenimento, esercizi pubblici collocati in ambiti residenziali. 2. La documentazione di previsione di impatto acustico e la documentazione di valutazione previsionale del clima acustico, da redigere in attuazione della Legge n. 447/1995, articoli 4 e 8, e relativi decreti attuativi e della I.r. n. 13/2001, deve consentire: Settore Gestione del Territorio pagina 14 di 32
15 a. per la previsione di impatto acustico, la valutazione comparativa tra lo scenario con presenza e quello con assenza delle opere e delle attività; b. per la valutazione previsionale del clima acustico, la valutazione dell esposizione dei recettori nelle aree interessate alla realizzazione di scuole e di asili nido, ospedali, case di cura e di riposo, parchi pubblici urbani ed extraurbani, nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere indicate dalla legge 447/1995, articolo 8, comma In base al regolamento approvato il dal Consiglio dei Ministri per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico dei veicoli, tutte le definizioni ivi espresse sono esplicitamente richiamate e, in particolare, il concetto di prossimità è così definito: per le autostrade e le strade extraurbane principali esistenti e di nuova realizzazione la fascia entro cui vi è l obbligo di redigere lo Studio di Impatto acustico è stabilita in 250 metri, mentre per le strade urbane di scorrimento la fascia è stabilita in 100 metri. Per le strade cittadine l obbligo si configura per interventi all interno di una fascia di 30 metri, anche nel caso di demolizioni e nuove costruzioni, nonché interventi di ristrutturazioni edilizie. 4. Per i nuovi impianti ed infrastrutture adibite ad attività artigianali, le strade di tipo E ed F, i nuovi circoli privati e pubblici esercizi possono essere fornite, per la descrizione della situazione acustica preesistente alla realizzazione dell opera o attività, solo informazioni di carattere qualitativo e descrittivo. 5. Per quanto concerne gli aspetti di carattere tecnico, riguardanti in particolare: la programmazione, l esecuzione, le valutazioni connesse alle rilevazioni fonometriche; - la caratterizzazione o la descrizione acustica delle sorgenti sonore, i calcoli relativi alla propagazione del suono, la caratterizzazione acustica di ambienti esterni o abitativi, le caratterizzazioni acustiche degli edifici e dei materiali impiegati; - le valutazioni di conformità alla normativa dei livelli di pressione sonora dedotti da misure o calcoli previsionali; devono essere oggetto di una specifica relazione redatta da tecnico competente in acustica ambientale, riconosciuto dalla regione ai sensi della Legge 447/1995, articolo 2, commi 6 e Sono fatti salvi modalità e criteri di redazione degli Studi di Impatto Ambientale stabiliti dalla normativa statale e regionale vigente. I contenuti di dettaglio e le modalità di predisposizione della documentazione, in relazione alla specifica tipologia di opera, impianto, attività sono riportati nella DGR Lombardia n VII/8313 seduta del 08/03/02 Modalità e criteri tecnici di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima acustico. Art. 31- Certificato di agibilità e nulla osta attività produttive 1. Per gli edifici riferiti alle attività di cui al 1 comma dell art. 30 e per tutti gli edifici realizzati ex novo o soggetti ad una profonda ristrutturazione edilizia, le cui opere edilizie sono state approvate dopo l entrata in vigore del presente regolamento, il rilascio del certificato di agibilità degli edifici e del nulla osta all esercizio delle attività produttive degli impianti di cui al precedente articolo può avvenire soltanto dopo la verifica della conformità delle opere alle disposizioni del presente Regolamento e della legislazione in materia di inquinamento acustico, ed al progetto e relazione di previsione di impatto acustico. 2. E facoltà del Dirigente o del Responsabile del Servizio preposto richiedere, al fine del rilascio del certificato di agibilità, una rilevazione fonometrica attestante il rispetto dei limiti di cui agli artt. 8 e 9 del presente Regolamento, in conformità con quanto dichiarato nella relazione di valutazione di impatto acustico, certificata dall ARPA. Art. 32 Agibilità degli edifici 1. Per gli edifici riferiti alle attività di cui al 1 comma dell art. 30 e per tutti gli edifici realizzati ex novo o soggetti ad una profonda ristrutturazione edilizia, le cui opere edilizie sono state approvate dopo l entrata in vigore del DPCM che ha richiesto la verifica dei requisiti acustici passivi, il rilascio del certificato di agibilità degli edifici adibiti a: residenze o assimilabili; uffici e assimilabili; Settore Gestione del Territorio pagina 15 di 32
16 alberghi e pensioni o assimilabili; ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili; edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili; edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili; edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili; è subordinato al rispetto dei valori limiti delle grandezze che determinano i requisiti acustici passivi dei componenti degli edifici e delle sorgenti sonore interne, secondo quanto disposto dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997, i quali dovranno essere idoneamente dimostrati all atto dell istanza per la realizzazione o la ristrutturazione di qualsiasi edificio residenziale. 2. Gli uffici comunali competenti possono richiedere una valutazione strumentale del rispetto dei valori limite attestanti il rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici, la quale dovrà avvenire secondo quanto indicato dall allegato A al D.P.C.M. 5 dicembre 1997, e dovrà essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale. Art. 33 D.I.A. (Denuncia Inizio Attività) e permesso a costruire nella fasce di pertinenza della linea ferroviaria 1. La documentazione relativa a nuovi interventi edificatori previsti all interno delle fasce di pertinenza della linea ferroviaria,(art. 21) deve contenere la documentazione di cui all articolo 30 del presente Regolamento. 2. Per le aree non ancora edificate interessate dall attraversamento di infrastrutture in esercizio, gli interventi per il rispetto dei limiti di cui all articolo 13 sono a carico del Concessionario della edificazione autorizzata all interno delle fasce di pertinenza ferroviaria. Art Pianificazione urbanistica 1. Nella redazione di nuovi strumenti urbanistici, loro revisioni e varianti, le destinazioni d uso delle aree devono essere stabilite considerando i prevedibili effetti dell inquinamento acustico, in modo da prevedere e contenere i disturbi alla popolazione insediata. 2. Ad ogni adozione di Piano Regolatore Generale o di ogni variante che possa comportare modifiche del clima acustico di determinati comparti di territorio, il Comune provvede a modificare la zonizzazione acustica del territorio comunale, adeguandola alle nuove destinazioni urbanistiche, nel rispetto dei criteri tecnici stabiliti dalla Deliberazione della Giunta Regionale del 12 luglio 2003 n 7/9776 e della legislazione vigente in materia di inquinamento acustico. 3. Tutti i progetti urbanistici attuativi delle previsioni dello strumento urbanistico generale presentati dopo l entrata in vigore del presente Regolamento devono essere corredati da idonea documentazione redatta ai sensi della DGR Lombardia n VII/8313 seduta del 08/03/02 Modalità e criteri tecnici di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima acustico. che attesti la conformità degli interventi alla classificazione acustica delle zone in cui questi vengono realizzati; qualora necessario, L Amministrazione Comunale può chiedere la presentazione di una proposta di variante alla classificazione acustica, la quale dovrà essere predisposta da un tecnico competente in acustica ambientale. 4. La variante alla classificazione acustica del territorio comunale non deve modificare l impianto generale del piano e non deve mettere l Amministrazione Comunale nelle condizioni di dover approvare un nuovo piano di risanamento acustico. CAPO VII - MISURE GENERALI DI TUTELA DALL INQUINAMENTO ACUSTICO Settore Gestione del Territorio pagina 16 di 32
17 Art Limiti di accettabilità 1. Il valore limite di immissione, relativo alle zone di classificazione del territorio comunale, riferito all insieme di tutte le sorgenti esterne al luogo disturbato non deve superare i limiti massimi stabiliti, per la zona interessata, dall articolo 8 del presente Regolamento. 2. Fermo restando quanto stabilito al precedente comma, le valutazioni fonometriche volte all individuazione e alla quantificazione di episodi di inquinamento acustico, devono individuare con la massima precisione permessa dalla tecnica il contributo portato all inquinamento acustico da ogni singola sorgente sonora specifica, al fine di determinare con precisione il valore limite di emissione. Art Rumore prodotto da traffico veicolare 1. Fatto salvo quanto disposto dalle leggi vigenti sulle caratteristiche e l impiego dei mezzi di segnalazione acustica, dei silenziatori e dei dispositivi atti in generale a ridurre la rumorosità dei veicoli a motore, è comunque fatto obbligo di assumere nell utilizzo di tali veicoli, nell ambito del territorio del Città di Paderno Dugnano, comportamenti tali da ridurre la rumorosità al minimo richiesto dalle manovre ed operazioni alle quali siano adibiti i veicoli stessi. 2. In particolare sono vietati da parte dei conducenti e proprietari di autoveicoli le seguenti operazioni e comportamenti: Segnalazioni acustiche per chiamare o attirare l attenzione; Partenze a scatto degli autoveicoli tali da provocare slittamento di pneumatici sull asfalto; Effettuare colpi di acceleratore a motore acceso e a veicolo fermo 7 ; Riscaldare veicoli industriali e mezzi d opera in prossimità di abitazioni di terzi; Guidare veicoli con apparecchi radio tenuti a volume elevato, avente un livello sonoro superiore a 40 db(a); Transitare con carichi potenzialmente rumorosi senza fissarli o isolarli adeguatamente; Azionare sirene su veicoli, seppur autorizzati, al di fuori dei casi necessari. 3. Il Sindaco o il Dirigente possono adottare misure per la regolazione del traffico in determinate strade o zone, con riguardo alla limitazione del flusso di veicoli, all adozione di limiti di velocità, all istituzione di isole pedonali e di sensi unici, nonché alla prescrizione di ogni altro intervento ritenuto adeguato, in modo che non vengano superati i valori limite di cui al precedente articolo. In caso di episodi acuti di inquinamento acustico prodotto da traffico veicolare il Sindaco o il Dirigente, ciascuno per la propria competenza, adottano provvedimenti di regolazione del traffico mediante l emanazione di ordinanze contingibili ed urgenti. 4. Nell adozione dei provvedimenti di cui al precedente comma, l Amministrazione Comunale può ammettere il superamento dei limiti massimi di zona, per le strade esistenti all entrata in vigore del presente Regolamento, qualora il rispetto degli stessi costituisca grave ostacolo per la viabilità. 5. Il livello sonoro di valutazione dei rumori prodotti dal traffico veicolare stradale è verificato a livello della facciata degli edifici prospicienti la sede stradale, ai fini dell accertamento della sussistenza dei limiti massimi di zona. Nel caso in cui non siano presenti edifici, le misure vengano effettuate a distanza di due metri dal limite della carreggiata. 6. Gli accertamenti sono di competenza del servizio di cui al secondo comma dell articolo 6 del presente Regolamento, e sono effettuati d ufficio o su richiesta del Responsabile del Servizio. 7. Il Servizio comunale preposto riceve i piani di contenimento ed abbattimento del rumore di cui al D.M. 29 novembre 2000 e all articolo 9 della legge regionale 13/2001 per la formulazione delle osservazioni di competenza. Il Comune si avvale della consulenza dell ARPA o di un tecnico competente in acustica ambientale per la valutazione dei piani presentati dai gestori delle infrastrutture di trasporto. Art Rumore prodotto da attività svolte all aperto 1. Gli impianti, le apparecchiature e le macchine di ogni genere impiegate in attività di carattere produttivo, ricreativo o di ogni altro tipo devono essere provviste dei dispositivi tecnici atti a ridurre al minimo il rumore e comunque a contenerlo entro i limiti indicati nelle presenti Regolamento. Sono fatti salvi i casi di manutenzione e/o collaudo di veicoli che necessitano di tale verifica. Settore Gestione del Territorio pagina 17 di 32
18 2. Ai sensi degli articoli del successivo Capo VIII sono stabiliti gli orari entro i quali possono essere utilizzate apparecchiature rumorose nelle attività a carattere temporaneo svolte all aperto, nonché le eventuali deroghe ai limiti di cui agli articoli 8 e 9 del presente Regolamento. 3. Le apparecchiature situate in ambiente asservite a impianti produttivi o a macchinari e/o impianti che non possono interrompere il loro funzionamento possono esercitare la loro funzione al di fuori degli orari di cui al comma precedente; tali macchine sono comunque tenute al rispetto di cui agli articoli 8 e 9 del presente Regolamento, nonché a dotarsi di efficaci dispositivi insonorizzanti, tali da mantenere le emissioni rumorose entro i limiti prescritti. 4. Il Dirigente preposto può, qualora lo richiedano le esigenze locali o ragioni di pubblica utilità, autorizzare deroghe temporanee a quanto stabilito dal presente articolo, prescrivendo comunque che siano adottate tutte le misure necessarie per ridurre al minimo il disturbo. Art Rumore prodotto all esterno di attività svolte in ambienti chiusi 1. L esercizio delle esistenti attività industriali, artigianali, ricreative, commerciali o di altro genere che siano fonte di inquinamento acustico, inteso secondo la definizione riportata nell allegato A del presente Regolamento, ubicate nelle zone di cui alle prime quattro classi del Capo III del presente Regolamento, è consentito nell ambito di orari diurni e notturni fissati con ordinanza del Dirigente, sentito il parere degli uffici comunali competenti. Le limitazioni orarie non si applicano agli impianti a ciclo produttivo continuo, regolati dal precedente articolo 26. Art Rumore derivante da attività domestiche e da abitazioni private con effetti sull interno e sull esterno delle stesse 1. Le attività domestiche e ricreative, effettuate all interno o all esterno di insediamenti abitativi, che possono verosimilmente comportare emissioni sonore di elevata intensità verso altri insediamenti o unità destinate esclusivamente alla residenza, devono avvenire nell ambito di orari e in condizioni tali da non disturbare il riposo serale o pomeridiano dei residenti. Le emissioni sonore comunque non devono in nessun modo superare i limiti stabiliti dalla classificazione Acustica del territorio comunale. Tali attività comunque non sono soggette al rispetto del limite differenziale, in accordo con il disposto dell articolo 12 comma 3 del presente Regolamento. 2. E facoltà delle assemblee di condominio dotarsi di orari propri per l effettuazione delle operazioni di cui al comma 1 del presente articolo, fermo restando che le attività domestiche rumorose, generate da qualsiasi operazione meccanica o manuale, non devono essere effettuate prima delle ore 8.00 e dopo le ore Le operazioni di manutenzione del verde privato effettuate mediante apparecchi meccanici devono avvenire nell ambito dei seguenti orari: Periodo invernale (dal 15 settembre al 15 maggio): Da Lunedì a Venerdì Sabato-Domenica dalle 8.00 alle dalle alle dalle alle dalle alle Periodo estivo (dal 15 Maggio al 15 Settembre): Da Lunedì a Venerdì Sabato-Domenica dalle 8.00 alle dalle alle dalle alle dalle alle Tali operazioni non sono sottoposte a comunicazione o a preventiva autorizzazione da parte del Dirigente ai sensi degli articoli 43 e 46 del presente Regolamento. 4. Fermo restando il rispetto dei limiti stabiliti dall articolo 8, all interno di box o scantinati situati all interno di edifici destinati alla residenza non è permessa l effettuazione di attività artigianali o commerciali che comportino l originarsi di rumori molesti per il riposo delle persone residenti. Settore Gestione del Territorio pagina 18 di 32
19 Sono comunque permesse le attività comportanti rumore svolte da privati che abbiano carattere occasionale, di passatempo o hobby, di manutenzione periodica svolte nell ambito degli orari di cui al paragrafo 3 del presente articolo e nel rispetto dei regolamenti condominiali. 5. I proprietari di cani alloggiati all interno di appartamenti o di giardini sono tenuti ad impedire l abbaiare di questi ultimi in maniera continuativa o comunque tale da arrecare disturbo alla quiete o al riposo delle persone. 4 Sono da considerare solamente le attività domestiche rumorose, quali utilizzo di aspirapolvere, battitura tappeti, funzionamento di elettrodomestici o utensili (trapano, lavatrici) ecc. Nelle attività ricreative sono comprese le feste, le esercitazioni con strumenti musicali, l utilizzo di apparecchi radio-televisivi e HI-FI ecc. 6. Per i dispositivi antifurto installati nelle abitazioni, negli insediamenti industriali, artigianali, commerciali o di altro genere, o a bordo degli autoveicoli non si applicano i limiti di cui all articolo 8 del presente Regolamento, ma la durata della loro emissione sonora non deve essere superiore ad un periodo massimo di 15 minuti. Art Luoghi di intrattenimento dotati di impianti elettroacustici per la diffusione musicale 1. I luoghi di intrattenimento al coperto e al chiuso sono tenuti al rispetto dei limiti di cui all articolo 8 del presente Regolamento Attuativo o dei limiti concessi in deroga, dietro istanza rivolta al Responsabile del Servizio ai sensi dell articolo Tutti i luoghi di intrattenimento danzante sono inoltre tenuti a rispettare i limiti di cui all articolo 2 del D.P.C.M. 16 Aprile 1999 n 215, a verificarne e certificarne il rispetto effettuando le verifiche di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6 del D.P.C.M. 215/1999. CAPO VIII AUTORIZZAZIONE PER LE ATTIVITA TEMPORANEE Art. 41 Definizione attività temporanee Si definisce attività temporanea qualsiasi attività che si esaurisce in periodi di tempo limitati o legata ad ubicazioni variabili. Art. 42- Attività soggette 1. Sono sottoposte a preventiva autorizzazione all effettuazione di attività rumorose, le seguenti attività temporanee, le quali, durante il loro esercizio, comportino l utilizzo di macchinari o impianti rumorosi o vengano a modificare il clima acustico di una determinata zona: Cantieri edili e stradali; Manifestazioni sportive effettuate al di fuori di impianti sportivi; Feste popolari, patronali, politiche effettuate all aperto; Luna park, circhi; giostrai Manifestazioni politiche e religiose effettuate all aperto; Concerti all aperto; Mercati e vendite ambulanti; Annunci pubblicitari sonori effettuati mediante veicoli circolanti; Utilizzo di macchine agricole nel periodo notturno; Spettacoli pirotecnici; Attività di cava. 2. Il Dirigente, in base ad comunicazione presentata in carta semplice dell interessato che assevera la necessità di esercitare una delle suddette attività temporanee dichiarandone la conformità al presente regolamento, può autorizzare esplicitamente, o tacitamente tramite silenzio-assenso decorsi 30 gg., l esercizio dell attività temporanea, concedendo come limiti acustici massimi, per ciascuna tipologia di attività, quelli riportati nella terza colonna della tabella 6. Il richiedente, nell istanza, deve dichiarare di aver preso visione dei limiti concessi dalle presenti Regolamento Attuativo relativamente alla propria attività temporanea. L attività temporanea si considera inoltre autorizzata negli orari di cui alla seconda colonna della tabella 6. Settore Gestione del Territorio pagina 19 di 32
20 3. Nel caso di richiesta di deroga ai limiti della tabella 6, colonna terza, si applica l articolo 45 del presente Regolamento Attuativo. 4. Entro sei mesi dall entrata in vigore del presente Regolamento Attuativo vengono individuate le aree comunali, anche all interno di zone classificate in classe I, entro cui svolgere in via prioritaria e preferenziale le attività di cui alle lettere d, e, g, h, in deroga ai limiti di cui all articolo I cantieri edili e stradali effettuati per conto del Città di Paderno Dugnano, nonché le manutenzioni del verde pubblico appaltate dal Comune non sono sottoposte all autorizzazione di cui al comma 1. In sede di gara d appalto, la ditta deve comunque indicare le caratteristiche acustiche delle apparecchiature che verranno utilizzate, gli accorgimenti tecnici ed organizzativi che intende mettere in atto al fine di evitare episodi di inquinamento acustico, dichiarare la propria disponibilità ad effettuare i lavori negli orari che saranno indicati dal Comune. 6. Le attività temporanee di cui al comma 1 che risultino prive di autorizzazione ad emissioni rumorose in deroga ai limiti di cui all articolo 8 e 9 sono immediatamente sospese con ordinanza del Responsabile del Servizio e sono soggette alle sanzioni previste dalla legge. Art. 43 Limiti acustici, orari e deroghe eventualmente concedibili alle attività temporanee. 1. Nella tabella seguente vengono riportati per ciascuna attività a carattere temporaneo gli orari entro cui è concessa l attivazione di macchinari o dispositivi rumorosi, il limite massimo di immissione ammissibile, il limite massimo che può essere concesso in deroga. Tabella 5: Limiti e orari per le attività temporanee Tipo di attività 1a. Cantieri edili 1b. Cantieri stradali 2. Servizi di igiene urbana 3. Manifestazioni sportive al di fuori di impianti sportivi con o senza uso di mezzi locomotori 4. Luna park, circhi, giostre 5.Bar all aperto connesso con esercizio pubblico 6a. Concerti con impiego di impianti elettroacustici da svolgersi all aperto 6b. Concerti con impiego di impianti elettroacustici da svolgersi in ambienti chiusi Orari di esercizio Dalle 7.00 alle Dalle alle (ora legale) Dalle alle (ora solare) Sabato pomeriggio e Domenica esclusi Dalle 7.00 alle Dalle alle (ora legale) Dalle alle (ora solare) Sabato pomeriggio e Domenica esclusi Diurno (lunedì Domenica) Dalle 6.00 alle Interventi straordinari Notturno (lunedì Venerdì) Dalle alle Dalle 8.00 alle Dalla Domenica al Giovedì: dalle alle Venerdì e Sabato: dalle fino alle Dalla Domenica al Giovedì: dalle alle Venerdì e Sabato: dalle alle Dalla Domenica al Giovedì:dalle alle Venerdì e sabato dalle 8.30 alle Si rimanda per questa tipologia alle seguenti specifiche norme: -DPCM 18 settembre DPCM 19 dicembre 1997 DPCM 16 aprile 1999, n. 215 Limite massimo di immissione Limite massimo di immissione in deroga 70 db(a) 85 db(a) 70 db(a) 85 db(a) 70 db(a) 85 db(a) 70 db(a) Limiti della classe V Limiti della classe V Deroga per motivi organizzativi Nessuna deroga Nessuna deroga 75 db(a) 80 db(a) Settore Gestione del Territorio pagina 20 di 32