Source: http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/1999/lr99086.htm
Timestamp: 2018-11-16 18:07:54+00:00
Document Index: 14862119

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 25']

L.R. 21 settembre 1999, n. 86 || Norme sul controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali da affezione. || [abrogata]
L.R. 21 settembre 1999, n. 86 ([1]).
Norme sul controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali da affezione ([2]). ([3])
TITOLO I Strutture sanitarie
Art. 2 Programma di prevenzione del randagismo e costruzione di strutture di ricovero.
Art. 3 Servizio veterinario Azienda U.S.L..
Art. 4 Strutture di ricovero: canili sanitari e rifugi per cani e gatti, asili per cani e gatti.
Art. 5 Caratteristiche strutturali dei ricoveri.
Art. 6 Criteri per la gestione dei canili.
Art. 7 Pronto soccorso veterinario.
TITOLO II Strutture commerciali ed amatoriali
Art. 8 Allevamenti commerciali, centri di vendita, centri di addestramento e pensioni per gli animali di affezione domestici.
Art. 9 Allevamenti amatoriali.
TITOLO III Anagrafe canina e controllo popolazione canina e felina
Art. 10 Anagrafe del cane ().
Art. 11 Codice di riconoscimento.
Art. 12 Trasferimento, smarrimento o morte del cane.
Art. 13 Abbandono degli animali.
Art. 14 Cattura, custodia e ricovero degli animali.
Art. 15 Controllo delle nascite, delle malattie e profilassi.
Art. 16 Protezione dei gatti in libertà.
TITOLO IV Protezione degli animali ed istituzione dell'albo regionale delle associazioni protezionistiche
Art. 17 Misure di protezione.
Art. 18 Affidamento degli animali maltrattati.
Art. 19 Trasporto di animali.
Art. 20 Promozione educativa - corsi di formazione.
Art. 21 Istituzione albo regionale delle associazioni per la protezione degli animali.
Art. 22 Servizio sostitutivo civile.
TITOLO V Vigilanza e sanzioni
Art. 23 Organi di vigilanza.
Art. 24 Sanzioni amministrative
TITOLO VI Provvidenze per i danni provocati da cani randagi o inselvatichiti
Art. 25 Indennizzo per danni causati da cani randagi o inselvatichiti.
Art. 26 Norme transitorie e finali.
Art. 27 Norma finanziaria.
Art. 28 Abrogazione.
Art. 29 Urgenza.
3. La Giunta regionale stilerà un rapporto annuale sullo stato di attuazione della presente legge. ([4])
d) effettua - previa identificazione - le operazioni di anagrafe, i controlli sanitari, ivi inclusa la sierodiagnosi della leishmaniosi, la sterilizzazione anche dei cani e gatti di proprietà, le vaccinazioni ed ogni altro intervento necessario per la cura e la salute degli animali custoditi nei canili sanitari. I cani, su espressa richiesta ed adozione dell'autorità sanitaria locale, possono essere rimessi in libertà nei luoghi abituali di stazionamento ([6]);
Anagrafe del cane ([7]).
2-bis. Gli interventi di controllo delle nascite si effettuano tramite sterilizzazione, sui cani e gatti di proprietà, presso i servizi Veterinari di sanità animale delle Aziende Sanitarie Locali e degli altri servizi Veterinari, anche in attività libero professionale intra moenia, previo pagamento di una quota di Euro 20,00 alle casse della Aziende Sanitarie Locali ([8]).
Provvidenze per i danni provocati da cani randagi o inselvatichiti
Indennizzo per danni causati da cani randagi o inselvatichiti.
1. La Regione indennizza le aziende agricole e zootecniche per le perdite di capi di bestiame, causate da cani randagi o inselvatichiti, ed accertate dal Servizio veterinario dell'Azienda U.S.L., d'intesa con gli Ispettorati ripartimentali delle foreste.
2. I criteri e le modalità per l'accertamento, la valutazione e la liquidazione dei danni saranno determinate con apposito provvedimento della Giunta regionale.
3. L'indennizzo per le perdite di capi di bestiame può comunque essere erogato solo nel caso in cui il bestiame sia allevato in ottemperanza alle prescrizioni di massima di Polizia forestale, vigenti nelle singole province.
Norme transitorie e finali.
1. Ai fini dello svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, le Aziende U.S.L., fino a quando non dispongano delle necessarie strutture sanitarie e di sufficiente ed idoneo personale, potranno ricorrere a convenzioni con strutture private e con personale esterno, anche sanitario, di comprovata esperienza nel settore.
2. In sede di prima applicazione, i proprietari o detentori di cani devono provvedere all'iscrizione dei propri animali all'anagrafe canina entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. La Regione promuoverà misure atte a risolvere il problema della fecalizzazione urbana, nonché alla presenza di animali sinantropici, a tutela dell'igiene pubblica e della prevenzione delle antropozoonosi.
4. Le strutture di ricovero autorizzate alla data di entrata in vigore della presente legge dovranno adeguare, entro il termine di mesi 18, le caratteristiche strutturali secondo quanto previsto nell'allegato A della presente legge.
5. Tutte le tipologie di ricovero, pubbliche e private, interessate dalla presente legge devono essere collocate ad una sufficiente distanza, e comunque non inferiore a 300 metri dai nuclei abitati, da insediamenti urbani, strutture sanitarie ed annonarie. Le strutture esistenti ed operanti devono adeguarsi a tale disposizione entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di mancato rispetto, le autorità competenti dovranno emettere ordinanza di chiusura con preavviso di 90 giorni all'interessato ([9]).
1. Per l'applicazione della presente legge l'onere è valutato, presuntivamente per l'anno 1999, in L. 58.000.000.
2. La copertura finanziaria è assicurata mediante utilizzazione di quota parte della partita n. 5 dell'elenco n. 3 allegato al bilancio per l'esercizio 1999.
3. Nello stato di previsione della spesa del bilancio per l'esercizio in corso è istituito ed iscritto il cap. 81419 nel sett. VIII, tit. I, ctg. IV denominato: "Spesa per l'attuazione delle norme sul controllo del randagismo".
4. Per gli esercizi 2000 e 2001 la copertura finanziarla sarà assicurata con le risorse complessivamente indicate nel sett. VIII, tit. I, ctg. IV.
5. I fondi nazionali di cui all'art. 8 della legge n. 281/1991 confluiscono sul cap. 23125 delle entrate previste dalla Regione ed affluiscono sul corrispondente capitolo di spesa n. 71582.
1. La L.R. n. 15/1992 è abrogata.
1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.
Requisiti strutturali e gestionali dei ricoveri.
Il canile sanitario deve possedere i seguenti requisiti:
a) autorizzazione sanitaria;
b) sistema di smaltimento delle carogne e dei rifiuti speciali ambulatoriali conformi alla normativa vigente;
c) collocazione ad una sufficiente distanza da insediamenti urbani e da strutture sanitarie ed annonarie;
d) recinzione esterna dell'altezza minima di m. 2.50 o altro idoneo sistema;
e) box: individuali o collettivi realizzati con materiali lavabili e disinfettabili in modo da garantire lo spazio minimo di 4 mq., di cui il 20% coperto, per i box singoli; nel caso di box collettivi detta superficie deve essere aumentata del 30% a capo;
f) box singoli, di norma, in rapporto di 5 ogni 10 posti/cane;
g) locale adibito ad ambulatorio veterinario, dotato di pareti e pavimenti lavabili e disinfettabili nonché delle attrezzature mediche e chirurgiche necessarie per gli interventi di cui agli artt. 4 e 12;
h) locale adibito ad ufficio;
i) locale adibito a cucina e/o magazzino per la conservazione degli alimenti;
l) vasca idoneamente attrezzata per lavaggi e trattamenti per ectoparassiti;
m) locale ripostiglio;
n) servizi igienici;
o) ricovero allestito a gattile per l'osservazione dei gatti morsicatori.
La capacità massima consentita è di 100 soggetti.
Le strutture del canile sanitario dovranno essere dotate di:
1) approvvigionamento idrico con acqua potabile;
2) sistema di smaltimento delle deiezioni solide e liquide conforme alla normativa vigente;
3) energia elettrica;
4) telefax e segreteria telefonica.
Per la gestione sarà necessario:
- individuare il veterinario ufficiale responsabile della struttura;
- detenere un registro di carico e scarico degli animali ricoverati, vidimato dal servizio veterinario, con l'indicazione della data e luogo di cattura, dati segnaletici e tatuaggio, condizioni generali e stato di salute al momento della cattura, eventuali interventi veterinari, data dell'adozione e generalità del destinatario, data del riscatto, data del trasferimento al rifugio, data e motivo della morte e/o eutanasia.
Il rifugio/asilo deve possedere i seguenti requisiti:
b) autorizzazione allo smaltimento delle carogne, e dei rifiuti speciali ambulatoriali conforme alla normativa vigente;
c) sistemazione ad una sufficiente distanza da insediamenti urbani e da strutture sanitarie ed annonarie;
d) recinzione esterna dell'altezza minima di m. 2.00 o altro;
e) box: recinti collettivi, per massimo 10 cani con altezza non inferiore a mt 2.50, realizzati in modo da garantire lo spazio minimo di 6 mq., di cui il 20% coperto, per i box singoli; nel caso di recinti collettivi detta superficie deve essere aumentata del 30% a capo;
f) box individuali, di mq 4, destinati all'isolamento sanitario, nella misura del 5% dei posti/cane;
g) locale adibito ad infermeria veterinaria, dotato di pareti e pavimenti lavabili e disinfettabili nonché delle attrezzature mediche e chirurgiche necessarie a far fronte agli interventi veterinari;
h) locale adibito a cucina e/o magazzino per la conservazione degli alimenti;
i) locale attrezzato per il lavaggio ed i trattamenti per ectoparassiti;
l) locale ripostiglio;
m) servizi igienici.
Le strutture del rifugio/asilo dovranno essere dotate di:
3) energia elettrica.
- individuare un veterinario iscritto all'Albo Professionale responsabile sanitario della struttura;
- detenere un registro di carico e scarico degli animali ricoverati, vidimato dal servizio veterinario, con l'indicazione della data d'introduzione, lo stato segnaletico compreso il numero di tatuaggio, eventuali interventi veterinari, data dell'adozione e generalità del destinatario, data e motivo della morte e/o eutanasia.
La capacità complessiva del rifugio, non può superare il numero di 500 soggetti.
I box destinati alla custodia a pagamento di cani di proprietà devono essere dislocati in moduli nettamente separati dagli altri.]
([1]) Pubblicata nel BURA 13 ottobre 1999, n. 39.
([2]) Con Delib.G.R. 5 luglio 2000, n. 955 è stato approvato il programma di formazione, informazione e comunicazione delle attività connesse al randagismo. Per l’approvazione del suddetto programma, per l’anno 2000, vedi la Delib.G.R. 10 novembre 2000, n. 1433. Vedi, anche, l’Ord. 7 febbraio 2002, n. DG11/09.
([3]) L'intero testo della presente legge è stato abrogato dall'art. 28, comma 1, L.R. 18 dicembre 2013, n. 47.
([4]) Cfr. Delib.G.R. 2 luglio 2007, n. 615 (L.R. 21 settembre 1999, n. 86 recante: “Norme sul controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali da affezione”. Approvazione rapporto annuale sullo stato di attuazione della legge), pubblicata nel BURA 1 agosto 2007, n. 43.
([5]) Vedi, anche: Delib.G.R. 30 novembre 2001, n. 1146, con la quale è stato approvato il programma di prevenzione del randagismo per il triennio 2001-2003; Delib.G.R. 30 luglio 2007, n. 750 (Recepimento ed attuazione dell’accordo del 26.11.2003 tra il Ministero della Salute e le Regioni/province autonome concernente la “definizione dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi richiesti per l’erogazione delle prestazioni veterinarie” – Linee guida), pubblicata nel BURA 19 settembre 2007, n. 52.
([6]) Lettera così sostituita dall’art. 1, L.R. 23 gennaio 2004, n. 8. Il testo originario era così formulato: «d) effettua - previa identificazione - le operazioni di anagrafe, i controlli sanitari, ivi inclusa la sierodiagnosi della leishmaniosi, la sterilizzazione, le vaccinazioni ed ogni altro intervento necessario per la cura e la salute degli animali custoditi nei canili sanitari. I cani, su espressa richiesta ed adozione dell'autorità sanitaria locale, potranno essere rimessi in libertà nei luoghi abituali di stazionamento;».
([7]) Vedi, al riguardo, la Delib.G.R. 30 novembre 2001, n. 1146 con la quale è stato approvato il programma di prevenzione del randagismo per il triennio 2001-2003.
([8]) Comma aggiunto dall’art. 2, L.R. 23 gennaio 2004, n. 8.
([9]) Comma aggiunto dall’art. 3, L.R. 23 gennaio 2004, n. 8 e poi così modificato dall’art. 25, comma 1, L.R. 10 gennaio 2011, n. 1. Il testo originario era così formulato: «5. Tutte le tipologie di ricovero, pubbliche e private, interessate dalla presente legge devono essere collocate ad una sufficiente distanza, e comunque non inferiore a 500 metri dai nuclei abitati, da insediamenti urbani, strutture sanitarie ed annonarie. Le strutture esistenti ed operanti devono adeguarsi a tale disposizione entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di mancato rispetto, le autorità competenti dovranno emettere ordinanza di chiusura con preavviso di 90 giorni all'interessato».