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Timestamp: 2017-01-19 15:11:16+00:00
Document Index: 115473116

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 230', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4']

Art. 1, c. 1223, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296. Ammissione alle agevolazioni contributive qualificabili come aiuti di
Stato, ai sensi dell�'art. 87 del Trattato istitutivo della Comunità europea.
Istituzione conto presso la Banca d�'Italia
SOMMARIO: D.P.C.M. 23 maggio 2007. Circolare INPS
13 novembre 2007, n. 124. Deposito vincolato delle somme in contestazione.
Istituzione conto presso la Banca d�'Italia e modalità di versamento
Con circolare n. 124
del 13 novembre 2007, sono state fornite indicazioni in ordine ai vincoli
introdotti dall�'art. 1, comma 1223, della legge 27
dicembre 2006, n. 296 (c.d. legge finanziaria 2007), per le imprese interessate
da procedure di recupero di aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune
che intendono fruire di benefici rientranti nel campo di applicazione degli artt.
87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea (TCE).
In particolare, è stato precisato che, ai sensi della
norma sopra citata e del DPCM di attuazione 23 maggio 2007, a decorrere dal 1°
gennaio 2007 le imprese che intendono fruire di aiuti di Stato devono aver
restituito o depositato in un conto bloccato gli aiuti in relazione ai quali la
Commissione europea ha ordinato il recupero con le seguenti decisioni:
decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla
legge 21 febbraio 2003, n. 27, recante disposizioni urgenti in materia di
adempimenti comunitari e fiscali, di riscossione e di procedure di contabilità,
e che proroga per determinate imprese i benefici previsti dall'art. 4, comma 1,
della legge 18 ottobre 2001, n. 383.
1. Istituzione del conto bloccato e modalità
di versamento degli aiuti illegittimi
Ad integrazione delle disposizioni contenute nella
predetta circolare n. 124, si comunica che, in
attuazione di quanto previsto dal DPCM 23 maggio 2007, questo Istituto ha
provveduto ad aprire presso la Banca d�'Italia  Tesoreria provinciale di
Roma, il conto di contabilità speciale finalizzato a consentire alle imprese
interessate dalle procedure di recupero degli aiuti di Stato di cui alle
decisioni CE 11 maggio 1999, C/128/2000 (agevolazioni per contratti di
formazione e lavoro) e 30 marzo 2004, 2004/800/CE (aiuti all�'occupazione), di
versare a titolo di deposito provvisorio le somme oggetto di contestazione in
via amministrativa o dinanzi all�'autorità giudiziaria.
Il numero di conto è 3345, intestato a INPS DEP IMP
L296-06 DM23-5-07.
Per quanto concerne le modalità di versamento delle
somme, le imprese dovranno provvedere, ai sensi del DM 9 ottobre 2006, n. 293, mediante bonifico bancario o postale, attenendosi alle indicazioni
contenute nelle circolari del Ministero dell�'economia e delle finanze 
Ragioneria generale dello Stato n. 20 dell�' 8 maggio 2007 (allegato 1) e n. 31
del 17 ottobre 2007.
In particolare, per gli aiuti oggetto di recupero ai
sensi della decisione CE 11 maggio 1999, C/128/2000, dovrà essere indicata la
causale SGRAVI C.F.L./U.E., mentre per quelli di cui alla decisione CE 30
marzo 2004, 2004/800/CE la causale è AGEVOLAZIONI L. 81/2003/U.E..
Al fine di poter beneficiare di aiuti di Stato, le
imprese dovranno versare nel conto n. 3345 l�'intero importo richiesto dall�'Istituto
a titolo di capitale e interessi.
Le imprese dovranno, inoltre, indicare la matricola
INPS nel campo riservato al codice versante.
Tale adempimento è essenziale per consentire all�'Istituto
di imputare correttamente la somma versata in deposito al credito in
Per il versamento dovrà essere utilizzato il codice
IBAN IT81H0100003245348200003345.
Si fa presente che il suddetto conto è infruttifero e,
quindi, le somme in esso depositate non produrranno interessi.
2. Adempimenti a carico delle Sedi
Il versamento sul conto acceso presso la Banca d�'Italia
viene effettuato dalle imprese a titolo provvisorio nelle more della definizione
del contenzioso, non potendo assumere in alcun modo il significato di
Di conseguenza, le Sedi dovranno limitarsi 
acquisita la notizia dell�'avvenuto deposito  a sospendere l�'esecutività
delle cartelle esattoriali relative al suddetto credito, oggetto di
In nessun caso dovrà essere effettuato lo sgravio
MINISTERO DELL�'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Circolare n. 20 Roma, 8 maggio 2007
OGGETTO: modalità per l'utilizzo del bonifico per effettuare i versamenti nelle
tesorerie statali.
Con il D.M. del 9 ottobre 2006, n. 293, pubblicato
sulla G.U. del 20.12.2006, è stato introdotto il bonifico bancario e postale
come strumento per effettuare i versamenti nella Tesoreria statale, che si
aggiunge a quelli già previsti dall�'art. 230 del regio decreto 23 maggio
1924, n. 827 e successive modificazioni e integrazioni.
Pertanto il bonifico potrà essere utilizzato, a
decorrere dal 19 giugno 2007, da tutti coloro che devono effettuare versamenti
al Bilancio dello Stato o su altri conti di tesoreria, ad eccezione dei soggetti
tenuti ad effettuarli attraverso girofondi di tesoreria. La Cassa Depositi e
Prestiti potrà utilizzare il bonifico di tesoreria per effettuare pagamenti a
favore di soggetti titolari di conti di tesoreria che non hanno aderito alla
procedura RID.
In attesa che vengano adottate nuove modalità per i
versamenti fiscali e contributivi dovuti dagli Enti sottoposti alla normativa di
Tesoreria Unica ( T.U.) - Tabelle A e B della legge 720/84 e successive
modifiche e integrazioni - tale strumento potrà essere utilizzato dai predetti
Enti per versare i contributi all�'INPDAP, nonché, fermo restando il criterio
del prioritario utilizzo di cui all�'art. 7 del D.Lgs. 279/97, dagli Enti
sottoposti alla normativa di T.U. mista, per effettuare versamenti diretti al
bilancio dello Stato o su altri conti di tesoreria, senza più l�'obbligo di
Il bonifico di tesoreria può essere utilizzato anche
per la costituzione di depositi provvisori e definitivi, purchè gli elementi
che devono essere indicati per la loro costituzione siano compatibili con lo
standard tecnico del bonifico.
Elementi da indicare nella disposizione di
Per consentire la corretta finalizzazione delle
somme, i soggetti che effettuano il versamento con il bonifico bancario o
postale dovranno indicare, nella disposizione di bonifico, i seguenti elementi:
a) coordinate bancarie in formato IBAN, ove
nelle posizioni dedicate a contenere le informazioni riferite all�'ABI, al CAB
e al numero di conto siano indicati i seguenti valori:
- codice ABI valorizzato a 1000
(identificativo della Banca d�'Italia)
- codice CAB impostato a 3245
(identificativo della procedura entrate della Tesoreria)
- numero di conto definito in
modo da individuare anche la tesoreria destinataria;
In sede di esecuzione dei bonifici, le banche e Poste
S.p.A. dovranno riportare nel campo informativo INFO-BANCA-BANCA gli
elementi di cui ai precedenti punti da b) a d) nonché la data in cui il
bonifico è stato disposto, secondo il seguente criterio posizionale, separati
da un asterisco:
- data dell�'addebito sul conto del
versante ovvero del versamento allo sportello (ggmmaa)
- codice fiscale-partita IVA (su 16
- causale del bonifico (49 posizioni)
- codice versante (10 posizioni)
- nome e cognome/ragione sociale del
versante (26 posizioni) nei casi in cui l�'ordinante del bonifico sia diverso
dal versante.
Nessun onere è rimesso agli operatori circa la
verifica dell�'indicazione di tali elementi da parte dell�'ordinante e della
Nella disposizione di bonifico i versanti non dovranno
indicare alcuna valuta per il beneficiario, in quanto le banche e Poste Italiane
S.p.A. sono obbligate a riconoscere i fondi alla Banca d�'Italia entro il
secondo giorno lavorativo successivo alla data di versamento delle somme o di
addebito del conto del debitore.
Per quanto concerne in particolare i conti di tesoreria
unica di tabella A, in conseguenza della vigente normativa di tesoreria unica, l�'IBAN
attribuito al conto potrà essere utilizzato unicamente per effettuare bonifici
che devono affluire sul sottoconto infruttifero, mentre i versamenti di somme
costituenti entrate proprie dell�'Ente dovranno continuare ad essere effettuati
a favore del tesoriere dell�'Ente stesso con i normali canali bancari.
Al fine di dare la massima diffusione dei predetti
codici IBAN, lo scrivente provvederà a renderli disponibili sul proprio sito
internet all�'indirizzo www.rgs.mef.gov.it. Sotto la voce Bilancio, in allegato
al quadro di classificazione delle entrate del bilancio dello Stato, saranno
inseriti i codici IBAN relativi ai capitoli di bilancio, mentre nell�'area
Finanza Enti Decentrati  Tesoreria Informatica, quelli relativi ai conti di
tesoreria. Inoltre ai titolari di conti di tesoreria verrà fornito, dalla Banca
d�'Italia, l�'IBAN attribuito al proprio conto, con l�'elaborato mensile di
Sempre al fine della maggiore diffusione delle
informazioni, si invitano la Banca d�'Italia, le banche e Poste S.p.A. a
favorire la conoscenza del nuovo strumento di pagamento presso il pubblico che
si reca ai propri sportelli.
Contabilizzazione dei bonifici da parte delle
Tesorerie dello Stato.
Per i versamenti effettuati con bonifico non è
richiesta la compilazione della distinta di versamento mod. 124 T.
I bonifici che recano la corretta indicazione del
codice IBAN sono automaticamente contabilizzati dalle Tesorerie al bilancio
dello Stato o nei conti di tesoreria degli altri enti creditori.
I bonifici che non possono essere finalizzati
automaticamente a causa dell�'errata indicazione dell�'IBAN, sono
contabilizzati sull�'apposita contabilità speciale aperta presso la Tesoreria
competente territorialmente, se individuata attraverso l�'IBAN, o altrimenti
presso la Tesoreria di Roma Succursale. La Tesoreria competente effettua gli
accertamenti necessari per la corretta finalizzazione delle somme.
Decorso il secondo mese successivo a quello in cui il
bonifico è stato regolato, qualora non siano stati acquisiti elementi utili per
la corretta imputazione del versamento, la Tesoreria competente costituisce un
deposito provvisorio per dubbia imputazione ai sensi delle vigenti
Restituzione di somme per versamenti non
Nel caso di bonifici effettuati per versamenti non
dovuti, si riportano di seguito le indicazioni da seguire ai fini della
a) versamenti per i quali sono stati
costituiti depositi provvisori per dubbia imputazione;
b) bonifici non finalizzati e affluiti
nelle contabilità speciali di cui al precedente punto 2;
c) bonifici già contabilizzati nel
bilancio dello Stato o nei conti di tesoreria degli altri enti creditori.
La diversa condizione deve essere accertata dagli
interessati presso la competente Tesoreria.
Nel caso sub a), l�'interessato deve rivolgere
apposita istanza alla Direzione provinciale dei servizi vari territorialmente
competente indicando la modalità di restituzione del deposito. Il predetto
ufficio invia l�'ordine di restituzione del deposito alla coesistente Sezione
di Tesoreria che provvede alle operazioni di competenza.
Per le somme erroneamente versate ed affluite sulle
contabilità speciali di cui al punto b) l�'interessato deve presentare la
richiesta di restituzione alla competente Sezione di tesoreria che vi provvede
previa autorizzazione della Ragioneria provinciale.
Nei casi di cui al punto sub c), se trattasi di somme
affluite al bilancio dello Stato, l�'interessato deve chiedere il rimborso all�'Amministrazione
che le ha acquisite, che vi provvede con le modalità previste per il pagamento
delle spese dello Stato.
L�'Amministrazione competente per il rimborso delle
somme versate in conto entrate del Ministero dell�'Economia e delle Finanze (
capo X ) è la Direzione provinciale dei servizi vari.
In caso di somme versate in conto entrate a capi
diversi dal capo X, se l�'Amministrazione competente non ha, nel proprio stato
di previsione, l�'apposito capitolo di spesa, la stessa Amministrazione inoltra
l�'istanza di rimborso alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari, affinché
vi provveda.
Se la somma è invece affluita su un conto di tesoreria
la restituzione va chiesta al titolare del conto.
La restituzione al versante delle somme può avvenire,
a seconda della richiesta, mediante bonifico bancario o postale, ovvero con
vaglia cambiario non trasferibile della Banca d�'Italia da spedire con assicurata
all�'indirizzo del richiedente.
Qualora l�'intermediario effettui un versamento di
importo non dovuto o di importo superiore a quanto dovuto, la procedura di
rimborso deve essere attivata da quest�'ultimo con le modalità di cui sopra,
producendo idonea documentazione alle amministrazioni competenti, e nessun
adempimento è richiesto al versante. In tal caso le somme sono restituite all�'intermediario.
Effetti liberatori della ricevuta del
La ricevuta del bonifico, o la diversa
comunicazione prevista dal contratto di conto corrente, rilasciata dalle banche
o da Poste, ha efficacia liberatoria per il debitore dalla data in cui è stato
effettuato il versamento agli sportelli bancari o postali, ovvero in cui l�'importo
è stato addebitato sul conto del debitore. Tale data  che deve essere
indicata in sede di esecuzione del bonifico nell�'apposito campo informativo -
viene riportata nei dati del versamento dalla Tesoreria competente ad effettuare
la contabilizzazione del bonifico.
Qualora il soggetto che effettua il versamento mediante
bonifico si avvalga di strumenti telematici, può richiedere alla banca o a
Poste, ove necessario e in aggiunta alla comunicazione prevista dal contratto
disciplinante le disposizioni di pagamento tramite i predetti strumenti,
ulteriore documentazione attestante l�'avvenuto versamento.
A fronte di bonifici pervenuti per versamenti al
bilancio dello Stato, le Tesorerie stampano le relative quietanze che conservano
agli atti. Non si fa luogo, invece, alla stampa di documenti di entrata per
versamenti affluiti nei conti di tesoreria.
In caso di smarrimento della ricevuta di bonifico, il
soggetto che ha effettuato il versamento può chiedere alla Tesoreria competente
che gli venga inviata la quietanza mod. 121 T. (per i versamenti affluiti al
bilancio dello Stato) o l�'attestazione di versamento per quelli accreditati su
conti di tesoreria, comunicando il Codice riferimento operazione (CRO) o
il Numero di transazione (TRN) del bonifico o in mancanza ogni altro
elemento utile ad identificarlo.
Adempimenti da parte delle Ragionerie provinciali dello
Stato per i versamenti di pertinenza dei capitoli del capo X del bilancio dello
In attuazione dei commi 8 e 9 dell�'art. 3 del D. M.
citato in premessa, il flusso informatico dei versamenti relativi ai capitoli
del capo X è inviato dalla Banca d�'Italia alla Ragioneria Generale dello
Stato, in uno con il flusso di tutti i versamenti di pertinenza del bilancio
dello Stato. Le Ragionerie provinciali, sulla base delle informazioni presenti
nel Sistema Informativo della Ragioneria Generale dello Stato, effettuano i
controlli di competenza e, per i versamenti relativi ai capitoli del capo X,
inseriscono nel Sistema, ove previsto, il codice versante.
Indicazione del codice fiscale nei versamenti
effettuati presso le Tesorerie.
L�'art. 2, commi 2 e 3, e l�'art. 3, comma 1 del
Decreto 293/06 estendono a tutti i versamenti effettuati presso le Tesorerie l�'obbligo
di indicare il codice fiscale del soggetto versante, già previsto dall�'art. 4
ter della legge 14 maggio 2005, n. 80,
di conversione del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, per il versamento dei
tributi da parte degli enti assoggettati al sistema di tesoreria unica.
Il codice fiscale va indicato nella disposizione di
bonifico, ovvero sui titoli di spesa emessi dalle amministrazioni, oppure sulle
distinte mod. 124 T. o su altra documentazione prevista per i versamenti.
Le Tesorerie riportano il codice fiscale del versante
sui documenti di entrata emessi.
Le Tesorerie si limitano a verificare l�'esistenza del
codice fiscale esclusivamente per i versamenti effettuati ai propri sportelli,
respingendo quelli privi di tale codice.
- Giussano, 1 giorno fa	AteneoWeb s.r.l.