Source: http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=16947:17caporalatoabruzzo&catid=81&Itemid=142
Timestamp: 2018-02-22 08:53:48+00:00
Document Index: 134701306

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 7']

Protocollo d'intesa per la promozione delle azioni a contrasto del fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, Pescara 15 maggio 2017
DIPARTIMENTO POLITICHE DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA - DPD
SERVIZIO AFFARI DIPARTIMENTALI - DPD028
Tavolo partenariale di confronto e di proposta
Promozione di azioni di contrasto al fenomeno del Caporalato e di sfruttamento lavorativo in agricoltura
Regione, Ispettorato Interregionale del lavoro di Roma (Abruzzo, Lazio, Sardegna, Toscana Umbria), INPS, Direzione Regionale INAIL Abruzzo, ANCI, OOSS dei Lavoratori, Organizzazioni Professionali Agricole, Assolavoro (Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro).
Il presente documento, elaborato dal Tavolo partenariale costituito con determinazione dirigenziale del 17.06.2016, n. DPD028/106, integrata con determinazioni n. DPD028/114 del 18.07.2016, n. DPD028/123 del 13.9.2016, n. DPD028/132 del 8.11.2016, nell’ambito dell’Obiettivo Strategico Annuale del Dipartimento, denominato “Promuovere azioni di contrasto al Caporalato in agricoltura”, è frutto del costruttivo confronto tra i Soggetti partecipanti che, attraverso l’apporto delle rispettive conoscenze ed esperienze riguardanti il fenomeno del caporalato e gli altri fenomeni inerenti l’utilizzo improprio e lo sfruttamento di manodopera, hanno contribuito a definire il presente Protocollo d‘intesa.
Esso scaturisce dalla riconosciuta necessità dell’impegno nello studiare tali fenomeni e nel proporre ogni utile azione di contrasto, avuto riguardo alla più vasta azione messa in atto dal Governo nell’adozione di misure in materia di contrasto allo sfruttamento del lavoro agricolo ed al connesso fenomeno del caporalato, nonché nelle iniziative già promosse in tal senso. Si fa riferimento al Protocollo sottoscritto il 27 maggio 2016 da Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero dell’Interno, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, da alcune Regioni italiane maggiormente interessate dal fenomeno, dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro, da Associazioni di volontariato, da Associazioni Datoriali e dalle Organizzazioni Sindacali di FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL, alle cui finalità si fa espresso e condiviso riferimento. Si fa riferimento inoltre alla L. 199/2016 “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo”.
Per il conseguimento delle finalità di cui sopra, il Protocollo regola gli ambiti, gli impegni e le attività dei sottoscrittori per il raggiungimento degli obiettivi di contrasto al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro agricolo.
Il Protocollo si inquadra all’interno del fenomeno, più generale, della elusione della disciplina sul lavoro, presente in molti settori, anche extra agricoli e mirante allo sfruttamento a basso costo di manodopera, senza il rispetto delle tariffe contrattuali sui minimi salariali e senza il versamento dei contributi previdenziali. Il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro agricolo penalizza l'agricoltura di qualità e le imprese che agiscono nel pieno rispetto delle regole, le quali si trovano a competere con aziende che operano con costi di produzione notevolmente inferiori. Tali fenomeni inoltre destabilizzano il consumatore che, a sua insaputa, viene indotto a sostenere dei processi di illegalità.
• la Direttiva 2009/52/Ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009 che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
• il Decreto Legislativo n. 124 del 23 aprile 2004 “Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, a norma dell'articolo 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30”;
• il D.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m. emanato in attuazione dell'articolo 1 della 1. 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
• il D.lgs. 16 luglio 2012, n. 109, di attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
• il D.lgs. 14 settembre 2015, n. 149, che ha istituito una Agenzia unica per le ispezioni del lavoro denominata Ispettorato Nazionale del lavoro, per svolgere, sotto la vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le attività ispettive già esercitate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall’INPS e dall’INAIL
• i Protocolli stipulati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale e dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro in data 27 maggio e 12 luglio 2016
Contesto regionale del fenomeno
L'Abruzzo ad oggi mantiene un importante livello di PIL in agricoltura e in zootecnia, che sono ambiti in cui l'occupazione stagionale dei lavoratori immigrati è determinante. In tutto il territorio regionale, a macchia di leopardo, si sono registrati casi di sfruttamento dei lavoratori nei vari settori produttivi e del terziario.
La stessa Commissione Regionale di coordinamento dell’attività di vigilanza presso la ex Direzione Regionale del Lavoro costituita dai responsabili della Direzione del Lavoro, INPS, INAIL, Guardia di Finanza, Carabinieri, Agenzia delle Entrate delegati a vario titolo alle attività di vigilanza e controllo nei luoghi di lavoro, ha evidenziato, nei rapporti annuali, situazioni diffuse d’illegalità che , riguardano soprattutto l’intermediazione illegale di lavoro, il traffico dei permessi di soggiorno per lavoratori extracomunitari, gli appalti non genuini e, soprattutto, le assunzioni fittizie.
In riferimento al settore agricolo una delle aree maggiormente interessate da un notevole flusso di lavoratori extracomunitari e comunitari impegnati nel lavoro agricolo stagionale è la zona del Fucino, dove la produzione orticola assume rilevanza per la qualità e la quantità dei prodotti. In modo particolare in questo territorio le Istituzioni preposte hanno condotto indagini per individuare fenomeni di immigrazione clandestina e caporalato, di somministrazione illecita di manodopera, di lavoratori sprovvisti di regolare permesso di soggiorno e di sfruttamento del lavoro agricolo. Si sono inoltre registrate presenze di aziende agricole cosiddette "senza terra" che non svolgono un’attività agricola, né un’attività connessa a quella agricola e neppure sono coinvolte nel ciclo biologico o in una o più fasi del ciclo medesimo. Tali “imprese” (o, meglio, solo mere partite IVA), procurano in molti casi, dietro versamento di una somma di denaro, l’iscrizione negli elenchi agricoli a un gran numero di soggetti che, nei fatti, non esercitano fattività di bracciante agricolo, ma che, grazie alle denunce presentate all’INPS, alla quasi totalità delle quali non corrisponde poi il versamento dei contributi, risultano titolate a richiedere e a percepire prestazioni a sostegno del reddito di varia natura: malattia, maternità, trattamento di disoccupazione.
L’attività ispettiva ha comunque consentito di accertare che, dietro le imprese «senza terra», sono costantemente all’opera alcuni “professionisti” - evidentemente privi di qualunque forma di deontologia professionale - spesso legati alle organizzazioni criminali di stampo mafioso.
In Regione Abruzzo è stata depositata già da qualche tempo la proposta di Legge "Disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare in agricoltura" che, alla luce della recentissima approvazione della nuova Legge Nazionale, dovrebbe trovare una rinnovata attenzione sia da parte dei proponenti per un’opportuna revisione, sia da parte degli Amministratori Regionali per la sua sollecita presa in considerazione.
Diversi sono gli interventi attivati e tuttora in atto da parte di vari soggetti firmatari del presente Protocollo, tutti tesi al contrasto dei fenomeni illeciti nel lavoro agricolo di cui si fa un breve cenno:
• segnalazioni alla Commissione regionale di coordinamento per le attività di vigilanza dei fenomeni di utilizzo improprio di manodopera agricola, facendo presente che, oltre ad alimentare i rischi di infiltrazioni criminali, essi influenzano il normale svolgimento delle attività imprenditoriali provocando un danno erariale enorme per effetto dell’erogazione di prestazioni economiche previdenziali ed assistenziali non dovute oltre ad una enorme evasione contributiva da parte di ditte con attività inesistenti;
• collaborazione determinante nella Marsica, con lo scopo di stroncare i fenomeni, attraverso la segnalazione del traffico dei permessi di soggiorno per lavoratori extracomunitari attraverso i cosiddetti “flussi” e dell’attività illecita di agenzie e faccendieri vari, che nulla avevano a che fare con gli agricoltori;
• adozione di codici etici comportamentali da parte degli organismi di rappresentanza per non assistere o, addirittura, espellere i soggetti che agiscono fuori della legalità;
• attivazione di una convinta campagna di contrasto al falso “made in Italy” che è alla base anche dei reati commessi nell’ambito del lavoro agricolo; spesso infatti, dietro produzioni italiane taroccate si nascondono fenomeni di caporalato, di sfruttamento e maltrattamento dei lavoratori, con paghe irrisorie;
• organizzazione in collaborazione con le Camere di Commercio dell’Abruzzo di giornate di approfondimento e sensibilizzazione su temi inerenti il lavoro nero e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, alle quali hanno partecipato gli Amministratori degli Enti Locali e tutte le Forze di Polizia coordinate dalle Prefetture;
• promozione a cura delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e dalle Associazioni di categoria delle imprese di convegni per denuncia, approfondimento e sensibilizzazione sui temi dello sfruttamento in agricoltura e su situazioni riconosciute di diffusa illegalità.
Presso il Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca è costituito un Osservatorio regionale, espressione del Tavolo partenariale, i cui componenti sono i Soggetti firmatari del Protocollo d’intesa. L’Osservatorio svolge i seguenti compiti:
• effettua il monitoraggio costante e la raccolta dei dati del fenomeno del caporalato e di altri fenomeni inerenti l’utilizzo improprio e lo sfruttamento di manodopera in agricoltura, nel territorio regionale;
• esamina le problematiche connesse al fenomeno;
• promuove concrete iniziative coordinate per combattere il fenomeno;
• promuove la cultura della legalità anche con incontri con le Istituzioni e le associazioni che trattano la materia in termini di prevenzione e repressione;
• redige le relazioni periodiche e ne cura la trasmissione prevista, promuovendo anche la organizzazione di convegni o seminari sulla materia;
• promuove le azioni indicate nell'art. 4 del Protocollo nazionale relativamente all'emersione delle condizioni di illegalità lavorativa, mediante la condivisione dei dati disponibili con le stesse istituzioni aderenti al protocollo e di informazione dei lavoratori sui diritti e sulle attività messe a disposizione dalle stesse istituzioni;
• sollecita la Regione ad organizzare e provvedere alla raccolta di informazioni statistiche sull'andamento del mercato del lavoro del settore agricolo quali comunicazioni su 1'avviamento e la cessazione dei rapporti di lavoro, disoccupazione agricole, sugli infortuni e i connessi dati sulle denunce, delle aziende che beneficiano di finanziamenti pubblici;
• sostiene attività volte a dar luogo a forme di intervento pubblico e privato nel collocamento della manodopera, anche a mezzo di agenzie autorizzate in collaborazione con i Centri per l'impiego con l’intento di favorire rincontro tra domanda e offerta di lavoro e scoraggiare i reclutamenti irregolari;
• sollecita e monitora gli Enti Locali nel favorire l’accoglienza dei lavoratori immigrati proponendo, dove possibile, attraverso procedure di evidenza pubblica, idonee locazioni abitative per evitare insediamenti abusivi e garantire dignitose condizioni di vita;
• promuove l’impegno attivo delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori agricoli e delle Associazioni delle Imprese che, attraverso la contrattazione e la bilateralità possano, raggiungendo accordi, sostenere azioni di sostegno ai lavoratori impegnati nelle attività agricole. Tali accordi hanno l'obiettivo di contribuire alla prevenzione e al contrasto del caporalato, allo sfruttamento lavorativo in agricoltura attraverso la promozione di convenzioni, progetti con la Regione, i Comuni, le ASL e le Società ai quali sono ricondotte le gestioni di servizi come il trasporto locale et similia, affinché sia i lavoratori stagionali che le imprese possano essere incoraggiati a ottenere condizioni più vantaggiose (art. 8 c. 7 bis L. 199/2016);
• si coordina con il Comitato di Coordinamento regionale ex art. 7 D.Lgs. n. 81/2008, istituito presso il Dipartimento Regionale della Salute e il Welfare.
Promozione di controlli mirati
L’Ispettorato Interregionale del Lavoro di Roma, d’intesa con INPS e INAIL, terrà conto nella programmazione e attuazione delle attività di vigilanza nella regione Abruzzo, della necessità di assicurare idonee iniziative ispettive nel settore agricolo. La predisposizione dei piani d’intervento, anche congiunti con le ASL, dell’azione di vigilanza e controllo nel settore dell’agricoltura, terrà conto delle attività di rilevazione e monitoraggio dell’Osservatorio previsto all’articolo 1 nonché dei dati contenuti nel registro UMA, il cui accesso la Regione Abruzzo si impegna a rendere disponibile al personale di vigilanza indicato dall’Ispettorato Interregionale di Roma.
Allo stesso modo, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali si impegnano al rafforzamento dei flussi di comunicazione verso l’Ispettorato del Lavoro dei dati utili alla pianificazione e attuazione dei controlli di competenza.
Gli accessi ispettivi di cui al comma 1 potranno essere attivati anche su richiesta della Regione Abruzzo e degli altri firmatari del presente protocollo, qualora gli stessi rilevino elementi che possano essere indicativi di situazioni di irregolarità.
Saranno concordati le modalità ed i contenuti per la trasmissione degli esiti delle verifiche ispettive, in attuazione del predetto Protocollo, alla Regione Abruzzo affinché la stessa possa prendere atto di tali esiti e disporre, se del caso, l’eventuale revoca del contributo concesso o erogato.
Le parti si impegnano allo scambio di informazioni sull’oggetto del Protocollo, secondo modalità da concordare.
Tavoli di osservazione nel territorio
In riferimento all'art. 4 del Protocollo Nazionale del 27/05/2016, che prevede l’attivazione di tavoli permanenti di coordinamento presieduti dal Prefetto della singola realtà territoriale, la Regione Abruzzo assicura il raccordo del Tavolo partenariale con i Tavoli costituiti presso le quattro Prefetture. Sono previste apposite sessioni dei sottoscrittori del presente Protocollo deputate ad analisi e azioni da porre in essere nei singoli contesti territoriali.
Il Tavolo partenariale, in riferimento all'art. 4 del protocollo sperimentale nazionale sottoscritto il 27 maggio 2016, può individuare progetti sperimentali per far fronte a particolari emergenze e favorire l’applicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate per il contrasto al fenomeno del caporalato e ad altri fenomeni inerenti l’utilizzo improprio e lo sfruttamento di manodopera in agricoltura.
Promozione di adesione alla “Rete del lavoro di qualità”
Il Tavolo partenariale promuove l’adesione delle aziende agricole e delle Agenzie per il Lavoro alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” attraverso la stipula di apposite convenzioni, se in possesso dei requisiti previsti dal c. 1 dell'art. 8 della L. 199/2016 e 1-bis della L. 199/2016) anche attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione. In tale contesto risulta fondamentale il contributo che può essere fornito dalle Organizzazione Sindacali dei lavoratori agricoli e dalle Associazioni Agricole, per il ruolo da esse rivestito.
Per la valorizzazione e la salvaguardia delle imprese agroalimentari che operano nella legalità, propone alla Regione di individuare le iniziative di rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità e di sostegno alle imprese che vi aderiscono, favorendo la sottoscrizione di un patto di responsabilità su salute e sicurezza sul lavoro tra le Organizzazioni di rappresentanza dei Produttori e quelle dei Lavoratori.
Le attività di cui al presente Protocollo non comportano oneri per la Regione Abruzzo.
Relazioni del Tavolo partenariale.
Il Tavolo partenariale, nell’ambito dell’Osservatorio, predispone annualmente una relazione sullo stato di attuazione dello stesso. La relazione è trasmessa al Dipartimento Politiche dello Sviluppo rurale e della Pesca ed ai Soggetti firmatari del presente Protocollo.
Il Protocollo è valido ed efficace dalla data di sottoscrizione (12/05/2017) sino al 31.12.2018 e potrà essere prorogato o riproposto, previa verifica dei risultati prodotti.
In caso di proroga o riproposizione del Protocollo anche per il biennio successivo, sarà valutata ogni modifica o aggiunta che, sulla base delle esperienza maturata nel corso di efficacia del Protocollo, si rendesse necessaria per migliorare l’efficacia della lotta al caporalato ed allo sfruttamento del lavoro agricolo.
In sede di verifica dei risultati raggiunti, alla luce delle esperienze raccolte e delle relazioni di cui all’art. 7, sarà valutata anche la possibilità di proporre interventi normativi per migliorare il quadro giuridico di riferimento per renderlo più confacente alla lotta in essere contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo.
Fermo restando quanto regolato con il Protocollo, nonché nel rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti, i Soggetti sottoscrittori sono reciprocamente impegnati ad assolvere alle attività di propria competenza e a quelle scaturenti dalle esigenze di coordinamento in modo da assicurare la compiuta realizzazione delle iniziative indicate.
Il Protocollo è sottoscritto in Pescara, il 12/05/2017
Ispettorato Interregionale del lavoro di Roma (Abruzzo, Lazio, Sardegna, Toscana, Umbria)
Direzione Regionale INAIL Abruzzo
COPAGRI Abruzzo