Source: http://lamulta.it/17-sentenze/539-provvedimento-di-revisione-per-titolare-di-cqc-con-punteggio-azzerato-costituisce-atto-dovuto.html
Timestamp: 2019-11-19 02:45:07+00:00
Document Index: 76373074

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 10', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 126', 'art. 7', 'art. 126', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 119', 'art. 128', 'art. 126', 'art. 7', 'art. 126', 'art. 204']

PROVVEDIMENTO DI REVISIONE PER TITOLARE DI CQC CON PUNTEGGIO AZZERATO COSTITUISCE ATTO DOVUTO
del provvedimento n. 10761 del 18 aprile 2018 di revisione della Carta di Qualificazione del
Conducente n.CT5822008L.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Siciliana - Ufficio Motorizzazione Civile Catania e di Regione Siciliana - Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2018 il dott. Maurizio Antonio Pasquale Francola e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con ricorso spedito per la notifica via PEC ai sensi della Legge n. 53/1994 il 2 giugno 2018 dall'avv. Antonino Alessi ed in pari data notificato ai sensi dell'art. 41 c.p.a. alla Regione Sicilia - Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Dipartimento Infrastrutture e Mobilità Trasporti - Servizio Provinciale Motorizzazione Civile di Catania, presso la sede dell'Avvocatura dello Stato Distrettuale di Catania in conformità al disposto dell'art. 1 del D.Lgs. 2 marzo 1948 n. 142 (che estende le funzioni dell'Avvocatura dello Stato esercitate in favore delle Amministrazioni statali anche nei riguardi dell'Amministrazione regionale siciliana, disponendo l'applicazione nei confronti di quest'ultima nel suo complesso considerata sia delle disposizioni del testo unico e del regolamento, approvati rispettivamente con i Regi Decreti 30 ottobre 1933, nn. 1611 e 1612, e, successive modificazioni, sia degli articoli 25 e 144 del Codice di procedura civile), nonché depositato in segreteria ai sensi dell'art. 45 c.p.a. il 6 giugno 2018, unitamente all'istanza di fissazione d'udienza ai sensi e per gli effetti degli artt. 55 co.4 e 71 c.p.a., A. A. impugnava dinanzi al T.A.R. Sicilia, Sezione Staccata di Catania, il decreto con il quale è stata disposta la revisione della sua Carta di Qualificazione Conducente, domandandone l'annullamento, previa sospensione cautelare degli effetti, per:
1) violazione o falsa applicazione dell'art. 126 bis comma 2 del codice della strada, poiché qualora la violazione rilevata il 3 dicembre 2014 dalla Polizia Stradale di Perugia fosse stata tempestivamente comunicata all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, secondo quanto previsto dalla disposizione citata, sarebbe stato possibile recuperare i crediti perduti mediante la partecipazione ai corsi di cui all'art. 126 bis comma 6 del codice della strada;
2) violazione o falsa applicazione dell'art. 126 bis comma 1 del codice della strada, poiché con riguardo alle due infrazioni rilevate il 09.05.2015 non potevano essere sottratti dalla patente più di 15 punti;
3) violazione dell'art. 10 bis L. n. 241/1990, poiché l'Amministrazione non avrebbe dato atto né tenuto conto nella redazione della motivazione del provvedimento impugnato delle controdeduzioni trasmesse ai sensi della disposizione citata.
Con memoria di mero stile depositata il 28 giugno 2018 si costituiva in giudizio l'Avvocatura dello Stato, chiedendo un breve rinvio della camera di consiglio fissata per il 5 luglio 2018 per mancata ricezione dei documenti che l'Amministrazione resistente avrebbe dovuto trasmetterle per approntare le opportune difese.
All'udienza camerale del 5 luglio 2018 è stato dato avviso alle parti - anche ai sensi dell'art. 73, co. 3, c.p.a. - dell'intenzione di definire il contenzioso in esame con sentenza cd. "breve" in ragione di un possibile difetto di giurisdizione del giudice adito rilevato d'ufficio, pronunciandosi il Collegio, dopo avere udito i difensori delle parti, ai sensi dell'art. 60 del c.p.a., sussistendone i presupposti di legge.
Come già ripetutamente affermato dalla giurisprudenza amministrativa (Consiglio di Stato, Ad. Gen., 13 luglio 2012, n. 3395; Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 maggio 2012, n. 3089; Tar Piemonte, Sez II, 27 marzo 2013, n. 393; Tar Lombardia, Milano, Sez. III, 13 maggio 2013, n. 1260; Tar Veneto, Sez. III, 7 giugno 2011, n. 945, T.A.R. Veneto, Sez. III, 22.10.2013 n. 1195; Consiglio di Stato, Sez. I, numero affare 440 del 2008), spetta al giudice ordinario il sindacato sulle controversie concernenti provvedimenti di natura sanzionatoria incidenti sui punti della patente, in quanto aventi per oggetto atti vincolati, e quindi non discrezionali, lesivi di diritti soggettivi.
Trattasi di un orientamento ormai consolidato ed affermato, anche con riguardo al caso della contestata revisione della Carta di Qualificazione del Onducente, dalle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione in una recente pronuncia, secondo cui "il provvedimento che ordini al titolare della patente di abilitazione alla guida di sottoporsi all'esame di idoneità tecnica nell'ipotesi di azzeramento dei punti, ai sensi dell'art. 126 bis, comma 6, c. strad., si configura come atto dovuto, partecipando della medesima natura di sanzione accessoria propria della perdita del punteggio applicata in conseguenza delle singole violazioni alle norme di comportamento nella circolazione stradale, sicché la giurisdizione al riguardo appartiene al g.o. atteso che avverso tale atto è proponibile la medesima opposizione di cui all'art. 7, comma 4, d.lgs. 1 settembre 2011 n. 150" (Cassazione civile, sez. un., 24/07/2015, n. 15573).
La Corte di Cassazione è, infatti, pervenuta a siffatta conclusione distinguendo la disciplina contemplata dall'art. 126 bis da quella prevista dall'art. 128 del codice della strada, precisando che "L'art. 128 C.d.S., comma 1, invero, dispone che "gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, nonché il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all'art. 119, comma 4, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica. L'esito della visita medica o dell'esame di idoneità sono comunicati ai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente".
A differenza dell'art. 128 C.d.S., dunque, il citato art. 126 bis, comma 6, non attribuisce alla Motorizzazione Civile la facoltà di disporre, ove lo ritenga opportuno, l'esame di idoneità tecnica; piuttosto, pur richiamandone la procedura, configura l'ordine di sottoposizione a tale esame in termini di atto vincolato che la Motorizzazione civile deve adottare per il sol fatto che si sia verificato il fatto costituito dalla perdita totale dei punti della patente, senza che alcun apprezzamento in merito alla opportunità di tale provvedimento possa essere compiuto dall'Ufficio chiamato ad adottarlo.
Si conferma, quindi, che il provvedimento con il quale viene ordinato al titolare della patente di abilitazione alla guida di sottoporsi all'esame di idoneità tecnica nel caso di azzeramento dei punti partecipa della medesima natura di sanzione accessoria propria della perdita dei punti, applicata in conseguenza delle singole violazioni alle norme di comportamento nella circolazione stradale; sanzione in relazione alla quale non è dubitabile la giurisdizione del giudice ordinario, essendo avverso la stessa proponibile opposizione davanti al medesimo giudice competente per l'opposizione ai verbali di contestazione, secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7, comma 4 (vedi Cass., S.U., n. 3936 del 2013: "in tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del codice della strada che, ai sensi dell'art. 126 bis, comportino la previsione dell'applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, il destinatario del preannuncio di detta decurtazione - di cui deve essere necessariamente fatta menzione nel verbale di accertamento - ha interesse e può quindi proporre opposizione dinanzi al giudice di pace, ai sensi dell'art. 204 bis dello stesso codice, onde far valere anche vizi afferenti alla detta sanzione amministrativa accessoria, senza necessità di attendere la comunicazione della variazione di punteggio da parte dell'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida")".
Il ricorso, pertanto, è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, rientrando la causa nella giurisdizione del giudice ordinario.
Considerato che nessuna difesa è stata articolata dall'Avvocatura dello Stato, a causa della mancata trasmissione degli atti all'uopo necessari da parte dell'Autorità resistente, le spese processuali vanno interamente compensate.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione, rientrando la controversia nella giurisdizione del giudice ordinario.
Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2018.