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Timestamp: 2018-03-22 23:34:48+00:00
Document Index: 8553156

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art.14', 'sentenza ']

Pubblico impiego: dichiarata l’illegittimità costituzionale del blocco della contrattazione collettiva.
Corte Costituzionale, sentenza 23 luglio 2015, n. 178
Con la sentenza in esame la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del c.d. “blocco dei contratti dei pubblici dipendenti”. Il Tribunale di Roma, in funzione di Giudice del lavoro ed il Tribunale di Ravenna, in funzione di Giudice del lavoro, avevano sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 9, commi 1, 2-bis, 17 primo periodo e 21 ultimo periodo del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dall’art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122 e dall’art. 16, comma 1, lett. b) e c) del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111. Le suddette norme disponevano il blocco dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego per il triennio 2010-2012, con possibilità di proroga fino al 2014, “congelando” il trattamento economico percepito dai dipendenti, estensione applicata con il D.P.R. 4 settembre 2013, n. 122.
Sicilia: il d.lg. 42/2004 sui beni culturali è integralmente e direttamente applicabile nell'isola
T.a.r. Sicilia, Palermo, sez. I, 10 settembre 2015, n.2173
La riserva legislativa in materia di “tutela del paesaggio” stabilita nello Statuto regionale (art.14) non significa che la normativa statale è strutturalmente “inidonea” a inserirsi nell’ordinamento regionale: al contrario, in virtù della strutturale unitarietà dell’ordinamento giuridico della Repubblica, la normativa statale è idonea, senza bisogno di alcun previo atto di recepimento da parte della Regione, a regolamentare materi attribuite alla competenza esclusiva della stessa, nei limiti in cui non sia stata ancora concretamente esercitata la prefata competenza esclusiva. Dal momento che la Regione non ha ancora “normato” la materia “tutela del paesaggio” con una propria disciplina organica ed omogenea, il d.lg. 42/2004 è integralmente e direttamente applicabile nell’isola.
Il Foro Amministrativo, n. 9, Settembre 2015, p. 2397 (Area riservata)
Il principio della domanda nel processo amministrativo: le differenze tra azione annullatoria e risarcitoria
Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 13 aprile 2015, n.4
Nel processo amministrativo l’azione di annullamento si distingue dalla domanda di risarcimento per gli elementi della domanda, in quanto nella prima la causa petendi è l’illegittimità, mentre nella seconda è l’illiceità del fatto; il petitum nella prima azione è l’annullamento degli atti o provvedimenti impugnati, mentre nella seconda è la condanna al risarcimento in forma generica o specifica. Inoltre, il risarcimento è disposto su “ordine” del giudice ed è diretto a restaurare la legalità violata dell’ordinamento, costituendo una situazione quanto più possibile pari o equivalente (monetariamente) o il più possibile identica a quella che ci sarebbe stata in assenza del fatto illecito; l’annullamento invece è una restaurazione dell’ordine violato “ad opera” del giudice.
Equa riparazione per irragionevole durata del processo amministrativo: le conseguenze della dichiarazione di perenzione
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Danno da perdita di relazione parentale: il criterio di liquidazione è rimesso alla valutazione del giudice
La durata del periodo di sospensione feriale è di 31 giorni, in attuazione del principio tempus regit actum
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