Source: http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1992_0495.htm
Timestamp: 2016-12-10 22:20:35+00:00
Document Index: 183025383

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 39']

Bosetti & Gatti - Reg. C.d.S. (dPR 495/92)
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992,
1. DEFINIZIONI E CLASSIFICAZIONI DI CARATTERE GENERALE
1. (Art. 1 Cod. Str.) Relazione
sulla base di specifici rapporti e indagini, riguardanti i diversi profili sociali,
ambientali ed economici della circolazione e della sicurezza stradale e' trasmessa alla
Presidenza del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati entro il 30 giugno. I
rapporti e le indagini sono elaborati dai ministeri, anche avvalendosi dell'apporto di
studi e ricerche effettuati da istituzioni, pubbliche e private, particolarmente
qualificate nel settore.
30 aprile al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, che fa conoscere il suo
parere entro quarantacinque giorni dall'invio.
2. (art. 2 Cod. Str.) Classificazione delle strade
1. Il decreto del Ministro dei lavori pubblici di classificazione delle strade
statali esistenti alla data del 10 gennaio 1993 è predisposto sulla base degli elenchi
previsti dalla legge 21 aprile 1962, n. 181, rivisti ed aggiornati secondo i criteri di
cui agli articoli 2 e 13, comma 4, del codice. Le strade statali, che saranno costruite
successivamente all'entrata in vigore del codice, sono classificate secondo i criteri
stabiliti dall'articolo 2 del codice e con le modalità e nei termini di cui al comma 3.
2. Per la classificazione delle strade statali esistenti il Ministero dei lavori
pubblici - Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale trasmette i
dati necessari per la classificazione e per gli aggiornamenti da apportare, traendoli
dalle acquisizioni di cui all'articolo 13, comma 8, del codice, agli enti tenuti al parere
richiesto dall'articolo 2, comma 8, del codice entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del codice; gli enti richiesti trasmettono il loro parere all'Ispettorato generale
nei tre mesi successivi. Il decreto di classificazione è soggetto a registrazione
nell'archivio nazionale delle strade di cui all'articolo 226 del codice e pubblicato nella
3. Per le strade statali di nuova costruzione viene rispettata la procedura
indicata dal comma 2; i termini previsti decorrono dalla definizione del collaudo del la
strada. Se la strada entra in esercizio prima dello scadere dei termini suddetti, all'atto
della definizione del collaudo, il Ministero dei lavori pubblici - Ispettorato generale
per la circolazione e la sicurezza stradale, emette una classificazione provvisoria
secondo i criteri di legge.
4. Per le strade non statali, i decreti di classificazione relativi a strade
esistenti e di nuova costruzione di interesse regionale ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n 616, articolo 87 e dell'articolo 2, comma 8,
del codice, sono emanati dagli organi regionali competenti. Il Presidente della Regione
procede alla trasmissione del decreto di classificazione entro trenta giorni dalla
pubblicazione nel Bollettino regionale al Ministero dei lavori pubblici Ispettorato
generale per la circolazione e la sicurezza stradale, che provvede all'aggiornamento
dell'archivio nazionale di cui all'articolo 226 del codice. L'Ispettorato generale per la
circolazione e la sicurezza stradale può formulare osservazioni, previo parere del
5. La classificazione delle strade provinciali, esistenti e di nuova
costruzione, è effettuata dagli organi regionali competenti. Viene rispettata l'ulteriore
procedura prevista dal comma 4.
6. La classificazione delle strade comunali, esistenti e di nuova costruzione,
è effettuata dagli organi regionali competenti. Viene rispettata l'ulteriore procedura
7. I provvedimenti di classificazione hanno effetto dall'inizio del secondo mese
successivo a quello nel quale essi sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica e, negli altri casi, nel Bollettino regionale.
8. Nelle more degli adempimenti di cui all'articolo 2, comma 8, del codice, le
disposizioni relative alla sicurezza della circolazione connesse alla classificazione
delle strade di cui all'articolo 2, comma 2, del codice, si applicano alle strade
esistenti che hanno caratteristiche corrispondenti a quelle individuate dall'articolo 2,
comma 3, del codice per ciascuna classe di strada.
9. Nell'attuazione dell'articolo 2, comma 8, del codice si applica, per quanto
compatibile, la legge 29 novembre 1980, n 922, ed i relativi decreti di attuazione. La
classificazione prevista dalla legge sopracitata individua gli itinerari internazionali ed
è aggiuntiva rispetto a quella di cui all'articolo 2, comma 8, del codice.
1. Nei casi previsti dall'articolo 2, comma 9, del codice, il decreto di
declassificazione è emanato, per le strade statali, dal Ministro dei lavori pubblici, e,
negli altri casi, dal Presidente della regione, nel rispetto delle competenze
istituzionali degli enti proprietari delle strade.
2. La proposta di declassificazione viene deliberata, per le strade statali,
dall'ANAS e, negli altri casi, dai competenti organi regionali e locali, sulla base di
specifica relazione tecnica predisposta dal competente assessorato. La procedura di
declassificazione è disciplinata dall'articolo 2, comma 4.
3. La sopravvenuta non rispondenza delle strade alle caratteristiche tecniche o
costruttive, anche a seguito dell'applicazione dell'articolo 13, commi 1, 2 e 3, del
codice, e agli scopi funzionali di cui al suddetto articolo 13, costituiscono ulteriori
casi di declassificazione.
4. L'accertamento è avviato dagli uffici tecnici dell'assessorato competente,
anche su segnalazione di cittadini o associazioni di utenti della strada.
5. I provvedimenti di declassificazione sono trasmessi, entro sessanta giorni
dalla pubblicazione nel Bollettino regionale, all'Ispettorato generale per la circolazione
e la sicurezza stradale, che li registra nell'archivio nazionale delle strade di cui
all'articolo 226 del codice.
6. I provvedimenti di declassificazione hanno effetto dall'inizio del secondo
mese successivo a quello nel quale essi sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
4. (art. 2 Cod. Str.) Passaggi di proprietà fra enti
proprietari delle strade
1. Qualora per variazioni di itinerario o per varianti alle strade esistenti,
ovvero per esigenze socio-economiche o per altri motivi, in funzione delle caratteristiche
di cui alle lettere A, B e C dell'articolo 2, comma 6, del codice, si rende necessario il
trasferimento di strade, o di tronchi di esse, fra gli enti proprietari, fatto salvo
quanto previsto all'articolo 3, si provvede a norma dei commi seguenti.
2. L'assunzione e la dismissione di strade statali o di singoli tronchi
avvengono con decreto del Ministro dei lavori pubblici, su proposta dei compartimenti ANAS
competenti, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici e il Consiglio di
amministrazione dell'ANAS. Per le strade non statali il decreto è emanato dal Presidente
della regione competente su proposta degli enti proprietari interessati, con le modalità
previste dall'articolo 2, commi 4, 5 e 6.
3. In deroga alla procedura di cui al comma 2, i tratti di strade statali
dismessi a seguito di varianti, che non alterano i capisaldi del tracciato della strada,
perdono di diritto la classifica di strade statali e, ove siano ancora utilizzabili, sono
obbligatoriamente trasferiti alla provincia o al comune.
4. La consegna all'ente nuovo proprietario della strada deve formare oggetto di
apposito verbale da redigersi entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del
decreto del Ministro dei lavori pubblici sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Per i
tratti di strade statali dismessi a seguito di costruzione di varianti e per i tratti di
strada interni agli abitati regolarmente delimitati come traverse in terne, la consegna
all'ente nuovo proprietario della strada deve avvenire entro sessanta giorni dalla
notifica effettuata dal Capo del compartimento dell'ANAS competente.
5. Qualora l'amministrazione che deve prendere in consegna la strada, o tronco
di essa, non interviene nel termine fissato, l'amministrazione cedente è auto rizzata a
redigere il relativo verbale di consegna alla presenza di due testimoni, a notificare
all'amministrazione inadempiente, mediante ufficiale giudiziario, il verbale di consegna e
ad apporre agli estremi della strada dismessa, o dei tronchi di essa, appositi cartelli
sui quali vengono riportati gli estremi del verbale richiamato.
6. L'ente cedente la strada. o tronco di essa, è tenuto a comunicare le
variazioni di classifica conseguenti all'applicazione dei commi precedenti all'archivio
nazionale delle strade di cui all'articolo 226 del codice.
5. (art. 3 Cod. Str.) Altre definizioni stradali e di
traffico; rinvio
1. Le altre definizioni stradali e di traffico di specifico rilievo tecnico di
cui all'articolo 3, comma 2, del codice sono contenute
nelle singole disposizioni del presente regolamento riguardanti le varie materie.
2. Le definizioni di barriere architettoniche e di accessibilità anche per
persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale sono quelle contenute nel decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n 236.
(al comma 2, capoverso B), lettera g), le parole
«purché muniti di carta di circolazione», sono state soppresse dall'articolo 34 della
legge 7 dicembre 1999, n. 472)
26. (art. 16 Cod. Str.) Fasce di rispetto fuori dai centri abitati
1. La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare nell'aprire canali, fossi o nell'eseguire qualsiasi escavazione lateralmente alle strade, non può essere inferiore alla profondità dei canali, fossi od escavazioni, ed in ogni caso non può essere inferiore a 3 m. 2. Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell'articolo 4 del codice, le distanze dal confine stradale, da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade, non possono essere inferiori a: a) 60 m per le strade di tipo A;b) 40 m per le strade di tipo B;c) 30 m per le strade di tipo C;d) 20 m per le strade di tipo F, ad eccezione delle strade vicinali come definite dall'art. 3, comma 1, n. 52 del codice;
e) 10 m per le strade vicinali di tipo F.
3. Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell'articolo 4 del codice, ma all'interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dallo strumento urbanistico generale, nel caso che detto strumento sia suscettibile di attuazione diretta, ovvero se per tali zone siano già esecutivi gli strumenti urbanistici attuativi, le distanze dal confine stradale, da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade, non possono essere inferiori a: a) 30 m per le strade di tipo A;b) 20 m per le strade di tipo B;c) 10 m per le strade di tipo C.
4. Le distanze dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare nella costruzione o ricostruzione di muri di cinta, di qualsiasi natura e consistenza, lateralmente alle strade, non possono essere inferiori a: a) 5 m per le strade di tipo A, B;b) 3 m per le strade di tipo C, F.
6. La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e comunque non inferiore a 6 m. 7. La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare lateralmente alle strade siepi vive, anche a carattere stagionale, tenute ad altezza non superiore ad 1 m sul terreno non può essere inferiore a 1 m. Tale distanza si applica anche per le recinzioni non superiori ad 1 m costituite da siepi morte in legno, reti metalliche, fili spinati e materiali similari, sostenute da paletti infissi direttamente nel terreno o in cordoli emergenti non oltre 30 cm dal suolo. 8. La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare lateralmente alle strade, siepi vive o piantagioni di altezza superiore ad 1 m sul terreno, non può essere inferiore a 3 m. Tale distanza si applica anche per le recinzioni di altezza superiore ad 1 m sul terreno costituite come previsto al comma 7, e per quelle di altezza inferiore ad 1 m sul terreno se impiantate su cordoli emergenti oltre 30 cm dal suolo. 9. Le prescrizioni contenute nei commi 1 ed 8 non si applicano alle opere e colture preesistenti.
27. (art. 17 Cod. Str.) Fasce di rispetto nelle curve
1. La fascia di rispetto nelle curve fuori dai centri abitati. da determinarsi in
relazione all'ampiezza della curvatura, è soggetta alle seguenti norme:
a) nei tratti di strada con curvatura di raggio superiore a 250 m si osservano
le fasce di rispetto con i criteri indicati all'articolo 26;
b) nei tratti di strada con curvatura di raggio inferiore o uguale a 250 m, la fascia di
rispetto è delimitata verso le proprietà latistanti, dalla corda congiungente i punti di
tangenza, ovvero dalla linea, tracciata alla distanza dal confine stradale indicata dall'articolo 26 in base al tipo di strada, ove tale linea dovesse risultare
esterna alla predetta corda.
28. (art. 18 Cod. Str.) Fasce di rispetto per
l'edificazione nei centri abitati
1. Le distanze dal confine stradale all'interno dei centri abitati, da
rispettare nelle nuove costruzioni, nelle demolizioni integrali e conseguenti
ricostruzioni o negli ampliamenti fronteggianti le strade, non possono essere inferiori a:
2. Per le strade di tipo E ed F, nei casi di cui al comma 1, non sono stabilite
distanze minime dal confine stradale ai fini della sicurezza della circolazione.
3. In assenza di strumento urbanistico vigente, le distanze dal confine stradale
da rispettare nei centri abitati non possono essere inferiori a:
a) 30 m per le strade del tipo A;
b) 20 m per le strade del tipo D ed E;
c) 10 m per le strade del tipo F.
4. Le distanze dal confine stradale, all'interno dei centri abitati, da
rispettare nella costruzione o ricostruzione dei muri di cinta, di qualsiasi natura o
consistenza, lateralmente alle strade, non possono inferiori a:
5. Per le altre strade, nei casi di cui al comma 4, non sono stabilite, distanze
minime dal confine stradale ai fini della sicurezza della circolazione.
articoli da 29 a 43 (omissis)
44 (art. 22 cod. str.) accessi in generale.
2. Gli accessi di cui al comma 1 si distinguono in accessi a raso, accessi a livelli
sfalsati e accessi misti. Per gli accessi a raso e per quelli a livelli sfalsati valgono
le corrispondenti definizioni di intersezione di cui all'articolo 2 del codice. Gli
accessi misti presentano, al contempo, le caratteristiche degli accessi a raso e di quelli
a livelli sfalsati.
45 (art. 22 cod. str.) accessi alle strade
2. Nelle strade extraurbane principali sono consentiti accessi privati a livelli
sfalsati ubicati a distanza non inferiore a metri 1000 tra loro, misurata tra gli assi
degli accessi consecutivi.
4. Le strade extraurbane principali e secondarie di nuova costruzione devono essere
provviste di fasce laterali di terreno tali da consentire l'eventuale inserimento di
strade di servizio per il collegamento degli accessi privati di immissione sulla strada.
5. Gli accessi devono essere localizzati dove l'orografia dei luoghi e l'andamento
della strada consentono la più ampia visibilità della zona di svincolo e possibilmente
nei tratti di strada in rettilineo.
6. L'ente proprietario della strada può negare l'autorizzazione per nuovi accessi,
diramazioni e innesti, o per la trasformazione di quelli esistenti o per la variazione
d'uso degli stessi quando ritenga che da essi possa derivare pregiudizio alla sicurezza e
fluidità della circolazione e particolarmente quando trattasi di accessi o diramazioni
esistenti o da istituire in corrispondenza di tratti di strada in curva o a forte
pendenza, nonché ogni qualvolta non sia possibile rispettare le norme fissate ai fini
della visibilità per le intersezioni di cui agli articoli 16 e 18 del codice.
7. L'ente medesimo può negare l'autorizzazione di accessi in zone orograficamente
difficili che non garantiscono sufficienti condizioni di sicurezza.
8. Gli accessi e le diramazioni devono essere costruiti con materiali di adeguate
caratteristiche e sempre mantenuti in modo da evitare apporto di materie di qualsiasi
natura e lo scolo delle acque sulla sede stradale; devono essere inoltre pavimentati per
l'intero tratto e comunque per una lunghezza non inferiore a 50 m a partire dal margine
della carreggiata della strada da cui si diramano.
9. Gli accessi sono realizzati e mantenuti dall'ente proprietario della strada per la
sola zona insistente sulla strada; al privato spetta la costruzione e la manutenzione
dell'accesso ricadente sulla proprietà privata. Le spese per la manutenzione degli
accessi privati sono a carico dei titolari dell'accesso anche per la parte cui provvede
direttamente l'ente proprietario della strada.
46 (art. 22 cod. str.) Accessi nelle strade
urbane. Passo carrabile.
1. La costruzione dei passi carrabili è autorizzata dall'ente
proprietario della strada nel rispetto della normativa edilizia e urbanistica
2. Il passo carrabile deve essere realizzato osservando le
a) deve essere distante almeno 12 metri dalle intersezioni
e, in ogni caso, deve essere visibile da una distanza pari allo spazio di
frenata risultante dalla velocità massima consentita nella strada medesima;
b) deve consentire l'accesso ad un'area laterale che sia idonea allo
stazionamento o alla circolazione dei veicoli;
c) qualora l'accesso alle proprietà laterali sia destinato anche a notevole
traffico pedonale, deve essere prevista una separazione dell'entrata carrabile
da quella pedonale.
3. Nel caso in cui i passi carrabili, come definiti
dall'articolo 3, comma 1, punto 37), del codice, rientrino nella definizione
dell'articolo 44, comma 4, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507,
nella zona antistante gli stessi vige il divieto di sosta, segnalato con
l'apposito segnale di cui alla figura II.78. In caso contrario, il divieto di
sosta nella zona antistante il passo medesimo ed il posizionamento del relativo
segnale, sono subordinati alla richiesta di occupazione del suolo pubblico che,
altrimenti, sarebbe destinato alla sosta dei veicoli, in conformità a quanto
previsto dall'articolo 44, comma 8, del citato decreto legislativo n. 507 del
4. Qualora l'accesso dei veicoli alla proprietà laterale
avvenga direttamente dalla strada, il passo carrabile oltre che nel rispetto
delle condizioni previste nel comma 2, deve essere realizzato in modo da
favorire la rapida immissione dei veicoli nella proprietà laterale. L'eventuale
cancello a protezione della proprietà laterale dovrà essere arretrato allo
scopo di consentire la sosta, fuori della carreggiata di un veicolo in attesa di
ingresso. Nel caso in cui, per obbiettive impossibilità costruttive o per gravi
limitazioni della godibilità della proprietà privata, non sia possibile
arretrare gli accessi, possono essere autorizzati sistemi di apertura automatica
dei cancelli o delle serrande che delimitano gli accessi. È consentito derogare
dall'arretramento degli accessi e dall'utilizzo dei sistemi alternativi nel caso
in cui le immissioni laterali avvengano da strade senza uscita o comunque con
traffico estremamente limitato, per cui le immissioni stesse non possono
determinare condizioni di intralcio alla fluidità della circolazione .
5. È consentita l'apertura di passi carrabili provvisori per
motivi temporanei quali l'apertura di cantieri o simili. In tali casi devono
essere osservate, per quanto possibile, le condizioni di cui al comma 2. Deve in
ogni caso disporsi idonea segnalazione di pericolo allorquando non possono
essere osservate le distanze dall'intersezione .
6. I comuni hanno la facoltà di autorizzare distanze
inferiori a quelle fissate al comma 2, lettera a), per i passi carrabili già
esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento, nel caso in
cui sia tecnicamente impossibile procedere all'adeguamento di cui all'articolo
22, comma 2, del codice .
articoli da 47 a 119 (omissis)
120. (art. 39 cod. str.) segnali di
fermata, di sosta e di parcheggio.
1. I segnali che regolano la FERMATA, la SOSTA ed il PARCHEGGIO,
o che forniscono indicazioni utili a tal fine, sono:
a) il segnale DIVIETO DI SOSTA (fig. II.74). Deve essere usato per indicare i luoghi
dove è stato disposto il divieto di sosta dei veicoli, ad eccezione dei luoghi ove per
regola generale vige il divieto. Lungo le strade extraurbane, in assenza di iscrizioni
integrative, indica che il divieto di sosta è permanente, ed ha valore anche nelle ore
notturne. Lungo le strade urbane, in assenza di iscrizioni integrative, indica che il
divieto di sosta vige dalle ore 8 alle ore 22. Il segnale può essere corredato da
pannelli integrativi sui quali cifre, o brevi iscrizioni, possono limitare la portata del
divieto indicando, secondo i casi:
1) i giorni della settimana o del mese o le ore della giornata durante i quali vige il
divieto (pannello integrativo modello II.3);
3) i periodi relativi a giorni e ad ore in cui vige il divieto per consentire le
operazioni di pulizia della sede stradale mediante macchine operatrici o con altri mezzi
(pannello integrativo modello II.6/q2 o, in versione integrata, modello II.8/a).
b) il segnale DIVIETO DI FERMATA (fig. II.75). Deve essere usato per indicare i luoghi
dove in assenza di iscrizioni integrative sono vietate in permanenza la sosta e la fermata
e, comunque, qualsiasi momentaneo arresto volontario del veicolo. I segnali DIVIETO DI
SOSTA e DIVIETO DI FERMATA possono essere integrati dagli specifici segni orizzontali;
c) il segnale PARCHEGGIO (fig. II.76). Può essere usato per indicare un'area
organizzata od attrezzata per sostare per un tempo indeterminato, salvo diversa
indicazione. Il segnale può essere corredato da pannelli integrativi per indicare con
d) il segnale PREAVVISO DI PARCHEGGIO (fig. II.77). Indica la direzione da seguire
verso il più vicino parcheggio;
e) il segnale PASSO CARRABILE (fig. II.78). Indica la zona per l'accesso dei veicoli
alle proprietà laterali, in corrispondenza della quale vige il divieto di sosta, ai sensi
dell'articolo 158 del codice. Il segnale ha dimensioni normali di 40x60 cm e dimensioni
maggiorate di 60x90 cm. Sulla parte alta del segnale deve essere indicato l'ente
proprietario della strada che rilascia l'autorizzazione, in basso deve essere indicato il
numero e l'anno del rilascio. La mancata indicazione dell'ente e degli estremi
dell'autorizzazione comporta l'inefficacia del divieto. Per le strade private, aperte al
pubblico transito, l'autorizzazione è concessa dal Comune.
2. Le iscrizioni poste sul pannello integrativo dei divieti di sosta e di fermata
devono essere concise e del tipo "7.30 - 19.00". Nel caso di divieto di sosta
valido per un'intera giornata deve essere apposta l'indicazione "0 - 24". Per
indicarne l'inizio, la ripetizione e la fine, si adottano pannelli integrativi modello
II.5. Per indicare l'estesa si impiegano pannelli integrativi modello II.2. Eccezioni al
divieto di sosta - esclusivamente per i veicoli degli invalidi e per le ambulanze - sono
indicate con il segnale composito di SOSTA CONSENTITA A PARTICOLARE CATEGORIA (figg.
II.79/a, II.79/b). Per segnalare all'utenza la rimozione coatta del mezzo nel tratto
segnalato perché costituisce intralcio o pericolo per la circolazione, si impiega il
pannello integrativo modello II.6/m ZONA RIMOZIONE con la stessa validità oraria del
segnale di divieto.
3. Il segnale composito di cui al comma 2 deve essere utilizzato anche per segnalare
l'eccezione al divieto di sosta disposta per i veicoli appartenenti alle forze armate,
alle forze di polizia, ai vigili del fuoco, alla polizia municipale e ad altri servizi di
pubblico interesse e di soccorso, ovvero a veicoli appartenenti o in servizio per conto
dello stesso ente proprietario della strada, limitatamente alle aree limitrofe le
rispettive sedi e per la superficie strettamente indispensabile (fig. II.79/c).
4. I segnali di PARCHEGGIO E PREAVVISO DI PARCHEGGIO possono essere corredati di
pannello integrativo modello II.1 o modello II.4/a per indicare rispettivamente distanza e
categoria di veicoli cui il parcheggio è riservato. Il segnale PARCHEGGIO in formato
ridotto può essere usato in combinazione con segnali di DIVIETO DI SOSTA e DIVIETO DI
FERMATA per indicare deroghe ai divieti per quelle particolari, singole categorie,
elencate al comma 1, lettera a), punto 2), aventi invece diritto a sostare o a fermarsi.
La figura II.79/d rappresenta un esempio di cartello composito per indicare varie
regolamentazioni flessibili utili nei centri abitati o nelle località turistiche.
articoli da 121 a 239
articoli da 241 a 406