Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_sovraindebitamento/6
Timestamp: 2020-07-15 12:27:08+00:00
Document Index: 222398

Matched Legal Cases: ['art. 168', 'art. 10', 'art. 167', 'art. 10', 'art. 169', 'art. 24', 'art.6', 'art. 1', 'art. 7']

1. Al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente capo, é consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell'ambito della procedura di composizione della crisi disciplinata dalla presente sezione. Con le medesime finalita', il consumatore puo' anche proporre un piano fondato sulle previsioni di cui all'articolo 7, comma 1, ed avente il contenuto di cui all'articolo 8.
a) per "sovraindebitamento": la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficolta' di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacita' di adempierle regolarmente;
b) per "consumatore": il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all'attivita' imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.
Sovraindebitamento – Accordo con i creditori di cui alla legge 3/2012 e concordato preventivo – Base negoziale – Caratteristiche comuni – Finalità.
Le procedure dell’accordo con i creditori di cui alla legge 3/2012 ed il concordato preventivo della legge fallimentare hanno una base negoziale che non le pone al di fuori dell’area delle procedure concorsuali: risultano, infatti, entrambe pervase dal principio della parità di trattamento dei creditori concorsuali; prevedono il blocco delle iniziative esecutive individuali in danno del patrimonio del proponente (ex art. 168, comma 1, della legge fallimentare e art. 10, comma 2, lettera c, della legge n. 3 del 2012); impongono, sin dall’ammissione e sino all’omologazione, un parziale spossessamento della capacità di disporre dei beni (art. 167 della legge fallimentare e art. 10, comma 3-bis, della legge n. 3 del 2012), nonché la cristallizzazione degli accessori (ex artt. 55, cosi come richiamato dall’art. 169, comma 1, della legge fallimentare e 9, comma 3-quater, della legge n. 3 del 2012); infine le procedure suddette risultano sottoposte alla verifica giurisdizionale, in sede di ammissione e di successiva omologa, dalla quale ultima promana la vincolatività della decisione per tutti creditori, anche quelli contrari alla approvazione.
Soprattutto, pur nella loro autonomia di sistema, le due procedure in questione sono caratterizzate da una identica ratio finalistica: limitare il ricorso a procedure esclusivamente demolitorie, garantendo, in via anticipata, ai creditori una soddisfazione anche solo parziale governata dalla par condicio nonché, al contempo, al debitore di godere della esdebitazione senza attendere il corso della liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 22 Ottobre 2019, n. 245. Segue...
Sovraindebitamento – Strumenti messi a disposizione dalla legge n. 3 del 2012 – Caratteristiche – Natura concordataria o meramente liquidatoria in termini sostanzialmente analoghi agli affini istituti contenuti nella legge fallimentare – Consentire ai soggetti non fallibili di potersi ricollocare utilmente all’interno del sistema economico e sociale, senza il peso delle pregresse esposizioni.
Gli strumenti messi a disposizione dalla legge n. 3 del 2012 sul sovraindebitamento sono di chiara matrice concorsuale, strutturati, in esito alle modifiche apportate dal citato d.l. n. 179 del 2012, in chiave concordataria o meramente liquidatoria ed in termini sostanzialmente analoghi agli affini istituti contenuti nella legge fallimentare. Disciplina, quest’ultima, rispetto alla quale la normativa sul sovraindebitamento, nel suo attuale tenore normativo, mantiene autonomia sistematica, pur replicandone la filosofia di fondo, individuata nella esigenza di garantire anche ai soggetti non fallibili, connotati da gravi situazioni debitorie, l’accesso a misure di carattere esdebitatorio, alternative alla liquidazione o conseguenziali alla stessa, tali da consentire loro di potersi ricollocare utilmente all’interno del sistema economico e sociale, senza il peso delle pregresse esposizioni, pur a fronte di un adempimento solo parziale rispetto al passivo maturato; e ciò alla stessa stregua di quanto riconosciuto dall’ordinamento agli imprenditori assoggettabili a fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 22 Ottobre 2019, n. 245. Segue...
Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento ex lege 3/2012 – Debitori componenti del medesimo nucleo famigliare – Deposito ricorsi separati – Riunione delle procedure – Ammissibilità.
Nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, per “debitore in stato di sovraindebitamento” può intendersi anche l’insieme dei componenti di una sua famiglia, la cui situazione di insolvenza civile derivi, in tutto o in parte, dalla gestione della vita in comune.
Nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, per “debitore in stato di sovraindebitamento” può intendersi anche l’insieme dei componenti di un famiglia che abbiano assunto obbligazioni solidali nei confronti dei creditori comuni.
Nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento per “debitore in stato di sovraindebitamento” può intendersi anche l’insieme dei componenti di una famiglia i cui beni e le attività messe a disposizione dei creditori siano in tutto o in parte di proprietà comune. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 26 Settembre 2018. Segue...
Sovraindebitamento - Normativa sul gratuito patrocinio - Applicabilità.
La normativa sul gratuito patrocinio trova applicazione anche nelle procedure di sovraindebitamento, avendo la stessa carattere generale in applicazione dell’art. 24 della Costituzione e non trovando applicazione le regole sul pagamento dei professionisti proprie delle procedure di concordato preventivo, stante l’autonomia sistematica e funzionale degli istituti contemplati nella legge n. 3 del 2012. (Cecilia Marino) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Novembre 2017. Segue...
Sovraindebitamento - Piano del consumatore - Requisiti di accesso alla procedura - Obblighi di garanzia nei confronti di soggetto esercente attività di impresa - Ammissibilità - Limiti.
Può essere definito consumatore, ai fini dell’accesso alla procedura di sovraindebitamento, colui che abbia prestato garanzia a favore di terzi per consentire l’inizio di un’attività imprenditoriale a lui non riconducibile e che, per l’assenza di indici del futuro insuccesso di tale attività, consentono di escludere profili di negligenza nell’assunzione dell’obbligazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 13 Dicembre 2016. Segue...
Omologa piano del consumatore - Definizione di consumatore - Incapienza dei beni immobili ipotecati e moratoria.
Il sovraindebitato è consumatore ai sensi dell’art.6 L.n.3/2012 quando ha sottoscritto un mutuo ipotecario per supportare il coniuge imprenditore individuale nella gestione finanziaria di impresa, senza avere mai partecipato alla gestione della stessa. (Monica Montanari) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Novembre 2016. Segue...
Sovraindebitamento – IPAB – Inammissibilità del ricorso alla procedura di risanamento ex l. 3/2012 – Finalità e scopo della procedura di risanamento.
La volutas legis della composizione della crisi da sovra indebitamento è quella di introdurre, in linea con molti altri ordinamenti europei e non, uno strumento di risoluzione della crisi del consumatore – definito come debitore o persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta – e dell’imprenditore non fallibile, soggetti altrimenti privi di un qualsiasi meccanismo negoziale di composizione delle situazioni di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte.
Pertanto, non appare coerente con la volontà del legislatore l’estensione della normativa fino a ricomprendere situazioni del tutto diverse tra loro (né può dirsi che l’ente pubblico rientri tout court nella categoria degli imprenditori non fallibili, categoria formata dai soggetti non aventi i limiti dimensionali ex art. 1 L.F. per i quali non sia prevista una diversa disciplina per la regolamentazione od il risanamento della crisi).
La struttura del procedimento, il limitato controllo giudiziale e lo stesso accostamento tra il consumatore con l’imprenditore non fallibile sono elementi che, già di per sé, portano a ritenere come il legislatore abbia inteso disciplinare situazioni di insolvenza civile non particolarmente complesse, riferibili ai c.d. debitori “deboli”; del resto, se il legislatore avesse voluto includere gli enti pubblici, lo avrebbe detto espressamente così come ha fatto per l’imprenditore agricolo (art. 7, comma 2 bis, L. 3/12). (Marco Schievano) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 12 Maggio 2016. Segue...
Sovraindebitamento - Disciplina di cui alla legge n. 3 del 2012 - Disciplina di chiusura applicabile in mancanza di specifica procedura concorsuale.
La disciplina sul sovraindebitamento di cui alla legge n. 3 del 2012 costituisce una disciplina di chiusura applicabile alle situazioni per le quali non è previsto alcun tipo di procedura concorsuale idonea a risolvere la crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 20 Maggio 2015. Segue...
Piano di risanamento di cui alla legge quadro delle IPAB (D.Lgs 207/2011) - Coincidenza con la procedura prevista dalla legge n. 3 del 2012.
Il piano di risanamento previsto dalla legge quadro delle IPAB (D.Lgs 207/2011), che prevede la possibilità per gli enti pubblici di assistenza e beneficenza dotati di personalità giuridica e che operano in base ad autorizzazione regionale all'esercizio di attività socio sanitaria, può coincidere con quello previsto da una delle procedure previste dalla legge n. 3 del 2012 sul sovraindebitamento di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano di cui agli articoli 7 e seguenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 20 Maggio 2015. Segue...
Sovraindebitamento - Piano del consumatore - Omologazione - Consenso dei creditori - Irrilevanza - Obbligatorietà della par condicio creditorum - Esclusione - Accordo di ristrutturazione - Distinzione.
Ai fini dell'omologazione del piano del consumatore, non è previsto il consenso dei creditori ma solo una valutazione giudiziale di fattibilità della proposta e di meritevolezza della condotta.
Nell'ambito del piano del consumatore, non è previsto il rispetto della par condicio creditorum.
L’elemento di maggior differenza fra le due procedure (il procedimento concernente l’accordo di ristrutturazione e quello relativo al piano del consumatore) è costituito essenzialmente dal diverso trattamento al quale sono sottoposti i creditori poiché, mentre l’accordo non può essere omologato, se non vi abbiano aderito, direttamente o mediante silenzio-assenso, tanti creditori che rappresentino almeno il sessanta per cento del valore dei crediti aventi diritto al voto, il consenso del ceto creditizio è assolutamente irrilevante al fine dell’omologazione del piano del consumatore. (Alessio Orsini) (riproduzione riservata) Tribunale Ascoli Piceno, 04 Aprile 2014. Segue...