Source: http://www.confconsumatori.it/tag/cassazione/
Timestamp: 2017-08-21 13:49:03+00:00
Document Index: 52611487

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 30']

Cassazione Archives - CONFCONSUMATORI
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Alzheimer: prima vittoria a MilanoIl giudice lo ha confermato «La retta dei malati di Alzheimer non è dovuta»; Confconsumatori accoglie con entusiasmo la notizia
Parma, 10 luglio 2015 – Dopo che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 4558 del 22 marzo 2012, aveva statuito che nulla, assolutamente nulla può essere chiesto ai malati di Alzheimer e ai loro parenti per il ricovero in RSA o in cliniche private convenzionare, oggi anche la giurisprudenza di merito ha iniziato ad uniformarsi al dettato della Suprema Corte. Confconsumatori, che da tempo si occupa del tema e che ha in corso cause analoghe in diverse città d’Italia, ha accolto con entusiasmo la notizia.
Il giudice ha, come detto, seguito la pronuncia della Cassazione, affermando che: «Le ragioni del ricovero sono da ravvisare nella grave patologia diagnosticata e dalla necessità per la signora di prestazioni di natura sanitaria, rispetto alle quali quelle di natura socio-assistenziale hanno assunto un carattere marginale e accessorio. […] La Corte – si legge nella sentenza – ha concluso che in presenza di una stretta correlazione fra prestazioni sanitarie e assistenziali con prevalenza degli aspetti di natura sanitaria (come nella fattispecie in esame) si determina la totale competenza del Servizio sanitario nazionale, con conseguente non recuperabilità mediante azione di rivalsa nei confronti dei parenti delle prestazioni erogate dal Comune».
L’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori che sta seguendo diverse cause analoghe ancora in via di definizione, ha accolto con entusiasmo la notizia della prima sentenza favorevole al consumatore in tema di Alzheimer: «Era ora che anche i Tribunali dicessero la loro e si uniformassero alla Corte di Cassazione – ha commentato Franchi – Le Regioni e i Comuni continuano a comportarsi come se quella sentenza non vi fosse mai stata, chiedendo rette di ricovero a malati e parenti».
Oltre alle battaglie in Tribunale, Confconsumatori ha scritto nei mesi scorsi a tutte le Regioni chiedendo di conoscere se la normativa regionale si è adeguata alla sentenza della Cassazione del 2012. Mara Colla, presidente di Confconsumatori, segnala che gli uffici dell’associazione su tutto il territorio nazionale sono a disposizione dei consumatori per chiarimenti in materia.
Scarica la sentenza n. 7020/15
Alzheimer, incontro a Modena: non lasciamo sole le famiglieConfconsumatori Modena, Cupla e il Coordinamento delle Associazioni dei pensionati del lavoro autonomo hanno organizzato un incontro su RSA e Alzheimer
Modena, 13 febbraio 2015 – Nei giorni scorsi Confconsumatori Modena, Cupla e il Coordinamento delle Associazioni dei pensionati del lavoro autonomo hanno organizzato un incontro sul delicato tema della retta di ricovero dei malati affetti dal morbo di Alzheimer. Da tempo infatti, Confconsumatori si batte perchè venga stabilito il ricovero in RSA gratuito (come riconosciuto anche dalla Cassazione) per i malati di Alzheimer. Al convegno "Anziani e Alzheimer: chi paga la retta?" erano presenti (nelle foto seduti da sinistra): Rino Costa Zaccarelli, presidente di Confconsumatori Modena; Giovanni Franchi, legale Confconsumatori; Adriano Camurri presidente del coordinamento Cupla e Domenico Pernice coordinatore Cupla Modena.
Adriano Camurri di Cupla ha introdotto l'incontro: <Abbiamo organizzato questo convegno per fornire risposte e sostegno alle famiglie dei soci delle associazioni dei pensionati del lavoro autonomo che sono costrette a ricoverare nei luoghi di cura malati del morbo di Alzheimer>. Rino Costa di Confconsumatori ha ricordato che a Modena fra Confconsumatori e associazioni dei pensionati esiste una collaborazione ormai collaudata da oltre un decennio. <Alla luce di questa collaborazione – ha spiegato Costa – l'iniziativa promossa vuole sollevare soprattutto un problema che sta veramente mettendo in crisi le famiglie e sollecitare le Istituzioni ad intervenire facendosi carico di costi che devono essere a carico dell'intera comunità>.
L'avvocato Giovanni Franchi di Confconsumatori ha esposto i termini legali del problema facendo riferimento alle diverse sentenze (in particolare quella della Corte di Cassazione n. 4558 del 22 marzo 2012) che ormai consentono di sostenere che <è consolidato nella giurisprudenza italiana l'orientamento che pone a carico del Servizio Sanitario Regionale i costi della cura del morbo di alzheimer e quindi la retta delle case di cura pubbliche o convenzionate con le regioni non essendo possibile distinguere i costi della cura da quelli del ricovero. Dunque i malati di Alzheimer e parenti non devono pagare alcunché per il ricovero a RSA o Case di Cura convenzionate. E possono chiedere in restituzione ciò che hanno versato>. Domenico Pernice di Cupla, infine, ha evidenziato nel suo intervento la necessità di <non lasciare sole le famiglie di questi malati. Occorre chiamare le Istituzioni ad un confronto che parta dal riconoscimento di questo come di un problema sociale da affrontare sia dal punto di vista economico che sociale>.
Al convegno erano stati invitati gli assessori ai servizi sociali dei principali Comuni del modenese che però hanno scelto di non partecipare o di partecipare senza prendere la parola. E', invece, intervenuto il Ennio Concari presidente dell'associazione malati di Alzheimer di Modena, che si è soffermato sulla crescente rilevanza quantitativa del fenomeno concordando sulla necessità di intraprendere iniziative adeguate ad alleviare i costi finanziari a carico delle famiglie
Vedi altri articoli sul tema Alzheimer.
Vedi la lettera che Confconsumatori ha inviato a tutte le Regioni d'Italia.
Dall'Emilia Romagna, Salute, Servizi e Società
Bond Argentina: riaperti i termini di prescrizioneUna sentenza della Cassazione offre la possibilità a chi aveva aderito alla Task Force Argentina di avviare una causa civile
Parma 20 gennaio 2014 – Con sentenza n. 27875/13 la Corte di Cassazione ha, di fatto, riaperto i termini di prescrizione per le azioni civili nei confronti delle banche che hanno alienato i c.d. Tango Bond . Con tale pronuncia la Suprema Corte ha, infatti, stabilito che esiste solidarietà passiva tra la società finita in default che ha emesso i titoli e l’intermediario finanziario che li ha venduti.
« Da questa sentenza, relativa ad obbligazioni Cirio, – commenta l’avvocato Giovanni Franchi di Confconsumatori Parma – discende che chi ha aderito al TFA, ossia alla c.d. Task Force argentina, può oggi promuovere azioni civili contro la banca venditrice. In altre parole, è ancora possibile agire nei confronti dell’Istituto di credito per far dichiarare la nullità dell’ordine ex art. 23 TUF per mancanza del contratto generale d’investimento, in quanto quest’ultimo è privo della sottoscrizione del legale rappresentante dell’istituto, o ai sensi dell’art. 30 d.lgs. n. 58/98, se lo stesso è stato fatto a casa propria con un promotore senza che nel contratto fosse indicato il diritto di recesso entro sette giorni» .
Il risparmiatore che ha investito in obbligazioni argentine, dunque, può ancora sperare di recuperare i propri soldi. Ma, per impedire che il relativo diritto si prescriva è necessario inviare una lettera interruttiva della prescrizione .
Le sedi di Confconsumatori sono a disposizione dei risparmiatori “traditi”.
Nell’articolo dell’avvocato Franchi un ulteriore approfondimento.