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Timestamp: 2019-04-25 02:55:41+00:00
Document Index: 39346473

Matched Legal Cases: ['art. 436', 'art. 113', 'art. 451', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 451', 'art. 451', 'art. 451', 'art. 427', 'art. 437', 'art. 451', 'art. 437', 'art. 451', 'art. 437', 'art. 451', 'art. 451']

Art. 451 codice penale: Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro | La Legge per tutti
Chiunque, per colpa [43], omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili (1) apparecchi o altri mezzi destinati alla estinzione di un incendio (2) o al salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro (3), è punito con la reclusione fino a un anno (4) o con la multa da euro 103 a euro 516 (5).
Incendio: [v. 423]; Disastro: [v. 430]; Infortunio sul lavoro: [v. 437]; Reclusione: [v. 23].
(1) Con riferimento alla condotta posta in essere dall’agente, si veda quanto detto a commento degli artt. 436 e 437.
(2) Per quanto riguarda gli apparecchi o gli altri mezzi destinati alla estinzione di un incendio non si richiede per la punibilità (diversamente dall’ipotesi prevista dall’art. 436) che il fatto sia commesso in occasione del disastro.
In tal modo, pertanto, si vuole garantire la costante presenza delle cautele preventive predisposte.
(3) Cfr. d.lgs. 9-4-2008, n. 81.
(5) Importi incrementati ex art. 113, c. 1, l. 689/1981.
Omissione colposa di cautele o difese
La fattispecie criminosa dell'omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro punisce le condotte consistite nell'omessa collocazione, nella rimozione oppure nella resa inidoneità allo scopo, degli apparecchi e degli altri mezzi predisposti all'estinzione dell'incendio nonché al salvataggio o al soccorso delle persone, non occorrendo anche il concreto verificarsi di uno dei danni che essa mira ad impedire o, comunque, a limitare. Rigetta, App. Catanzaro, 22 settembre 2010
Cassazione penale sez. IV 10 giugno 2011 n. 33294
In materia di omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro (art. 451 c.p.), mirando la norma a limitare i danni derivanti da incendio, disastro o infortuni sul lavoro nelle ipotesi in cui detti eventi si dovessero verificare, la condotta punibile è quella soltanto che consiste nell'omessa collocazione ovvero nella rimozione ovvero ancora nella resa inidoneità allo scopo degli apparecchi e degli altri mezzi predisposti all'estinzione dell'incendio nonché al salvataggio o al soccorso delle persone. Ne consegue che non si richiede anche che si verifichi in concreto uno degli eventi, i cui ulteriori danni la norma mira a impedire o, comunque, a limitare. Né, una volta che la legge prescrive l'adozione di determinate misure antinfortunistiche per la pericolosità dell'attività - esercitata, è consentito alla parte interessata di individuare discrezionalmente le zone ove il pericolo sussiste e quelle ove non sussiste. (Nella specie, è stato rigettato il ricorso avverso la sentenza di condanna pronunciata a carico del titolare di un'azienda ove veniva svolto il lavaggio di mezzi, il quale aveva omesso di installare sistemi antincendio nel piazzale dedicato a tale attività e sosteneva di dover essere assolto sul rilievo che, trattandosi di una zona umida e bagnata, non si sarebbe potuto configurare alcun pericolo di incendio).
Deve escludersi la configurabilità del reato di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica di cui agli art. 445-452 c.p. in capo al titolare della farmacia accusato di avere consegnato ad un cliente un farmaco diverso da quello indicato in ricetta, allorché la prova addotta di tale supposta condotta criminosa si limiti al riscontro della documentazione inviata dalla farmacia contestualmente all'inoltro della richiesta di rimborso della ricetta medesima al S.s.n.
Tribunale Milano sez. VII 30 ottobre 2006 n. 10333
Il reato di omissione colposa di cautele resta assorbito da quello di incendio colposo se il fatto (passaggio da "fuoco" a incendio) si è verificato in conseguenza dell'omissione. Se, invece, difetta il nesso causale tra l'omissione delle cautele e l'incendio, il reato di cui all'art. 451 c.p. conserva la sua autonomia.
Corte appello Venezia 05 novembre 2002
Per la ravvisabilità del reato di cui all'art. 451 c.p., è necessario che il pericolo si riferisca ad un numero indeterminato di persone. Tale indeterminatezza, però, non sta a significare che occorre la presenza di una collettività di lavoratori, tale da rendere possibile una diffusa estensione del pericolo, ma che devono essere salvaguardati dal pericolo di infortuni i lavoratori momentaneamente e casualmente in servizio, i quali sono per definizione indeterminati.
Cassazione penale sez. IV 28 marzo 1996 n. 7175
In materia di omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro (art. 451 c.p.) - mirando la norma a limitare i danni derivanti da incendio, disastro o infortuni sul lavoro nelle ipotesi in cui detti eventi si dovessero verificare - la condotta punibile è quella soltanto che consiste nella omessa collocazione ovvero nella rimozione, ovvero ancora nella resa inidoneità allo scopo degli apparecchi e degli altri mezzi predisposti alla estinzione dell'incendio nonché al salvataggio o al soccorso delle persone. Ne consegue che non si richiede anche che si verifichi in concreto uno degli eventi, i cui ulteriori danni la norma mira ad impedire o, comunque, a limitare.
Cassazione penale sez. VI 12 dicembre 1995 n. 2720
I delitti previsti dagli art. 427 e 451 c.p. non si distinguono per l'elemento oggettivo, ma solo per l'elemento psicologico, essendo puniti l'uno a titolo di dolo, l'altro a titolo di colpa. Il dolo del delitto di cui all'art. 437 c.p. richiede, oltre all'intenzionalità dell'omissione, la rappresentazione di un pericolo determinato, mentre nel delitto previsto dall'art. 451 c.p. è sufficiente la rappresentazione di un pericolo generico ed indeterminato.
Tribunale Bologna 05 aprile 1984
L'elemento differenziale tra i reati previsti dagli art. 437 e 451 c.p. consiste nel fatto che con la prima di dette norme il legislatore ha inteso prevenire disastri o infortuni nel lavoro mentre con la seconda si è posto il fine di limitare i danni derivanti da incendio, disastro o infortunio già verificatisi. Ne deriva che, essendo assolutamente diverso l'oggetto delle due diverse previsioni legislative, non è consentita un'integrazione analogica della seconda norma mediante la prima.
Cassazione penale sez. II 18 ottobre 1979
Il delitto di cui all'art. 451 c.p. (omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro) è ravvisabile quando il pericolo si riferisca ad un numero indeterminato di persone e le omissioni, rimozioni o inservibilità attengano a mezzi di soccorso utili per infortuni già verificatisi.
Cassazione penale sez. IV 16 dicembre 1977
Gli art. 437 e 451 c.p. attengono ad una fattispecie legale tipicamente omissiva, da considerare unitariamente, con l'unica differenza inerente all'elemento intenzionale (doloso nel primo caso, colposo nel secondo). Sussiste il reato di cui all'art. 451 ogni volta che vi sia omissione di cautele, senza che possa ravvisarsi il dolo, e quando comunque si sia realizzato l'oggetto giuridico del reato e cioè il pericolo per la pubblica incolumità la norma di cui all'art. 451 c.p. non è incompatibile con la normativa antinfortunistica speciale; nè può ipotizzarsi un rapporto di specialità tra il delitto in questione e le ipotesi contravvenzionali previste dai decreti di prevenzione.
Pretura Brescia 10 novembre 1976