Source: https://issuu.com/nemesianimale/docs/dossier_circhi
Timestamp: 2017-07-22 16:13:05+00:00
Document Index: 148098516

Matched Legal Cases: ['art.14', 'art.19', 'art.33', 'art.19', 'art.33', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 70', 'art.\n129', 'art. 3', 'art. 50', 'art. 823', 'art. 23', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 35', 'art 35', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 7', 'art.\n50']

IL CIRCO CON GLI ANIMALI - Luogo di privazioni e scuola di violenza by nemesi animale - issuu
LUOGO DI PRIVAZIONI E SCUOLA DI VIOLENZAUn dossier di Nemesi Animale - Autunno 2012CIRCO CON GLI ANIMALI - Luogo di privazioni e scuola di violenzaSOMMARIO DEL DOSSIER
Pagina 3 - INTRODUZIONE
Pagina 4 - CIRCHI CON ANIMALI: ALCUNI NUMERI
Pagina 6 - UNA VITA DA SCHIAVI
Pagina 8 - L’ADDESTRAMENTO
Pagina 10 - EDUCARE ALLA VIOLENZA
Pagina 12 - AGEVOLAZIONI AI CIRCHI – I FINANZIAMENTI STATALI
Pagina 13 - EFFETTI COLLATERALI DEI CIRCHI – RIFIUTI ED AFFISSIONI
Pagina 14 - CONTRASTARE LO SFRUTTAMENTO – L’ESEMPIO DI ALESSANDRIA
Pagina 20 - LEGENDA NORMATIVE ESISTENTI
Pagina 22 - LE ORIGINI DELLO SPETTACOLO CIRCENSE “TRADIZIONALE”Simili esercizi innaturali per gli animali sono solo atti di
sottomissione alla frusta e all’imposizione del domatore.Nemesi Animale nasce per creare un cambiamento culturale e sociale nel rapporto tra umani
Il messaggio di eguaglianza che ﬁnora ha cercato di abbracciare tutti gli umani vogliamo estenderlo
anche ai non-umani con cui condividiamo questo pianeta, che cessano così di essere risorse da
sfruttare, merci da vendere, prodotti da far riprodurre, diventando individui senzienti con il diritto
ad una vita libera da ogni forma di schiavitù e sofferenza imposta.
Sito: www.nemesianimale.net - Mail: info@nemesianimale.net - Tel: 342-0509174
2CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleINTRODUZIONE
Il circo è uno spettacolo che piace a tutti, grandi e bambini. E’ fatto di luci, colori, musica,
clown, risate ed acrobati che sanno stupire. Da sempre si parla della sua atmosfera magica,
che non smette di affascinare.
Nel circo però non tutti si esibiscono volontariamente.
Gli animali sono prigionieri in gabbie, legati alla catena, lontani dal loro habitat naturale,
obbligati a compiere perfomances assurde contro la loro volontà e la loro indole.
Perﬁno gli applausi non sono vissuti come un complimento, ma come una delle tante fonti di
paura e disagio.
Per loro la sofferenza e il terrore non si limitano alle poche ore di spettacolo settimanale. Si
parla di una vita perennemente in piccole gabbie o nel retro di camion, fatta di estenuanti
viaggi, così come di addestramenti crudeli, documentati più volte nella loro efferatezza.
Si tratta forse proprio di una delle più eclatanti forme di sfruttamento degli animali, proprio
perché stravolge l’intera vita di esseri viventi solo per soddisfare la curiosità di qualcuno di
osservarli, avvicinarli, divertirsi vedendoli fare cose “ridicole” o pericolose performances.
Visto inoltre l’impatto sui bambini di spettacoli in cui gli animali vengono ridicolizzati, derisi
e maltrattati, che molti psicologi reputano assolutamente negativo e scuola di violenza,
una scelta etica di rispetto verso gli animali si dimostra anche un passo importante per lo
sviluppo di una comunità umana migliore.
Con questo dossier abbiamo voluto fornire uno strumento per comprendere cosa si nasconde
in realtà oltre i tendoni e le luci dei circhi con animali che spesso si attendano e offrono
spettacoli nel Vostro Comune.
Ne proponiamo la lettura per conoscere le motivazioni per cui una crescente parte degli
italiani si oppone all’uso di animali in questi spettacoli e molte amministrazioni comunali e
regionali hanno deciso di porvi severi limiti, andando invece a promuovere quei circhi che
non ne comportano la sofferenza e la prigionia.
Tra gli ultimi capitoli di questo dossier troverete esempi di ordinanze comunali e una legenda
sulle normative esistenti in materia.
Deridere, sfruttare, torturare e imprigionare gli animali non è più comunemente accettato.
E’ venuta dunque l’ora di un cambiamento.
Un cambiamento che può passare anche da una scelta del Vostro Comune.
Nemesi Animale3CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleALCUNI NUMERI
> In Italia si contano in attività circa 100 circhi, comprese le mostre faunistiche itineranti e i circhi
> Complessivamente, si stima che essi detengano circa 2000 animali.
E’ purtroppo molto difﬁcile quantiﬁcare con esattezza il numero di individui detenuti, sia perché spesso sfuggono
al controllo uccelli, rettili e pesci, che sono aumentati in maniera esponenziale negli ultimi anni con il crescere dei
circhi acquatici, sia perché è prassi consolidata tra i circhi scambiarsi e cedersi a vicenda animali tra una tournée e
l’altra, senza contare quelli che scompaiono o compaiono durante le permanenze all’estero, come ad esempio (ed è
solo un caso fra tanti) le due elefantesse del circo Nicolay Montecarlo, sequestrate nel 2000 addirittura con l’aiuto
dell’esercito perché gravemente malnutrite e perché prive di qualsiasi documentazione. Ecco come la racconta
Ferrandino, il proprietario del circo: «Quando siamo partiti, 14 anni fa, avevamo due elefanti, che poi sono morti.
Nove anni fa, negli Emirati Arabi, abbiamo fatto cambio con un circo indiano: noi abbiamo dato orsi e scimpanzé,
loro le due elefantesse.” Animali come pacchi postali da spostare a destra e manca senza complimenti.
> Secondo un sondaggio Eurispes del 2011 soltanto poco più del 10% degli italiani giudica favorevolmente
la presenza degli animali nei circhi.
> In Italia lo stato continua a ﬁnanziare cospicuamente i circhi con animali, nonostante la crescente
consapevolezza della crudeltà di simili spettacoli e la sempre maggiore sensibilità da parte delle persone,
Ogni anno vengono stanziati più di 6 milioni di euro ai circhi (per maggiori dettagli si veda pagina 12).
> Ad oggi, i paesi che vietano in tutto o parzialmente l’impiego di animali sono:
Argentina (divieto dell’utilizzo degli animali a Buenos Aires ed in altri 19 distretti)
Australia (divieto totale o parziale all’utilizzo di tutti gli animali in 34 distretti)
Austria (divieto di utilizzo di tutti gli animali selvatici)
Bolivia (divieto di utilizzo di tutti gli animali)
Bosnia (divieto di utilizzo di tutti gli animali)
Brasile (12 giurisdizioni municipali hanno divieti totali o parziali, incluso un divieto totale a Rio de Janeiro)
Canada (divieto totale o parziale in 20 giurisdizioni municipali)
Cile (divieto di utilizzo di tutti gli animali a Santiago)
Colombia (divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici)
Costa Rica (divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici)
Croazia (divieto di utilizzo di tutti gli animali in 21 giurisdizioni comunali)
Danimarca (divieto di utilizzo di tutti gli animali selvatici)
Ecuador (divieto di utilizzo di animali nati in cattività, restrizioni sull’uso di animali esotici e sulla loro
importazione)
Estonia (divieto di utilizzo di tutti gli animali selvatici)
Finlandia (divieto di utilizzo di tutti gli animali selvatici)
Grecia (divieto di utilizzo di tutti gli animali)
India (divieto nazionale parziale all’utilizzo degli animali nei circhi)
Irlanda (divieto di utilizzo di animali a Corck e Fingal)
Israele (divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici e divieto di tutti gli animali in 3 distretti)
Malta (divieto di utilizzo degli animali elencati nel CITES)
Nuova Zelanda (divieto dell’utilizzo degli animali selvatici in 3 distretti)
Paraguay (divieto all’utilizzo di animali selvatici)
Perù (divieto di utilizzo di animali selvatici)
Polonia (divieto di utilizzo degli animali selvatici)4CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimalePortogallo (divieto di utilizzo di grandi primati e di acquisizione e addestramento degli animali elencati nel
Regno Unito (oltre 200 giurisdizioni municipali hanno divieti ai circhi con animali ed il divieto su tutto il
territorio nazionale è attualmente in discussione)
Repubblica Ceca (divieto parziale all’utilizzo di animali)
Singapore (divieto di utilizzo degli animali selvatici)
Slovacchia (divieto di utilizzo degli animali elencati nel CITES)
Spagna (divieto degli animali selvatici a Barcellona e Blanes)
Svezia (divieto di utilizzo degli animali selvatici)
Taiwan (divieto di importazione di animali selvatici protetti)
Ungheria (divieto all’utilizzo di animali catturati in natura, divieto di acquisto e addestramento di elefanti,
primati e di tutti gli animali elencati nel CITES)
USA (divieto dell’utilizzo di tutti gli animali in 20 giurisdizioni municipali)
> I Comuni italiani con ordinanze a favore degli animali
Anche in Italia ci sono amministrazioni locali che hanno deciso di ascoltare le voci di dissenso dei propri
cittadini ed adottare regolamenti restrittivi che, pur non essendo in contraddizione con la legge nazionale che
impone loro di garantire spazi per gli attendamenti dei circhi, impediscono di fatto a questi ultimi di poter
stazionare sul loro territorio (come descritto a pagina 14 nel capitolo sul comune di Alessandria).
Ecco un elenco dei comuni italiani che ad oggi hanno dato segno di rispetto per la sensibilità dei propri
cittadini e per la dignità degli animali:
RiminiCampobasso
Pesaro> Questi i comuni che al momento ne stanno valutando l’applicazione:
Torino5CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleUNA VITA DA SCHIAVI
Ogni volta che vien loro contestato il fatto che la vita a cui sono
costretti gli animali nei circhi è contraria alla loro natura, i circensi
rispondono che, da un lato, si tratta di animali nati sempre e solo in
cattività e, dall’altra, che essi vengono trattati benissimo, e vivono
sicuramente meglio nel circo che nel loro ambiente naturale,
avendo cibo assicurato, un riparo, una casa.
Moses, babbuino prigioniero del Circo
Roma, tenuto incatenato al collo anche
nella sua gabbia.La “casa” dell’ippopotamo del Circo RomaCirco Bellucci-Orfei: questo cavallo viene
tenuto tutto il giorno legato e presenta
evidenti segni patologici, come i continui
movimenti stereotipati.
(foto Nemesi Animale 2012)Circo di Barcellona: una tigre maschio
e una leonessa vivono nella stessa
piccolissima gabbia.Il fatto che tutti gli animali siano provenienti da nascite in cattività è
decisamente dubbio. Se così fosse, le nascite in cattività dovrebbero
essere ben più numerose. In realtà sono talmente rare da essere ogni
volta pubblicizzate con enfasi (come l’ultima nascita di un watussi
presso il circo David Orfei e di due tigri al Lidia Togni).
Gli animali provengono purtroppo anche da prelievi in natura, così
come da cessioni da zoo (pratica in realtà vietata ma comunque
praticata) e da “scambi” tra circhi. E già questo è di per se una
violenza nei confronti degli animali, costretti a separarsi dal loro
gruppo di appartenenza. Come ad esempio accaduto alla zebra Del
Piero di proprietà della famiglia Roberto Coda Prin, fuggita lo scorso
inverno durante l’attendamento a Corsico dal Circo di Barcellona e,
per stessa ammissione dei suoi “padroni”, “malata d’amore” perché
la sua compagna era stata ceduta al circo Donna Orfei.
Chiamare il circo “casa” per gli animali è a dir poco una mistiﬁcazione.
In ogni circo gli animali sono conﬁnati in piccoli spazi, incatenati,
costretti a restrizioni in ogni area della propria vita: durante la notte,
durante le interminabili ore tra uno spettacolo e l’altro, durante il
trasporto ed inﬁne durante lo show, quando vengono obbligati con
metodi violenti ad eseguire ridicoli e grotteschi esercizi. In natura
i leoni e le tigri possono girovagare per migliaia di chilometri
per cacciarsi le prede, vivono da soli o in piccoli gruppi, mentre
gli elefanti vivono in grandi gruppi di famiglie, costantemente in
movimento, camminando ﬁno a 30 chilometri al giorno. Si consideri
ora che un circo di medie dimensioni può arrivare a occupare
un’area compresa tra i 3000 e i 5000 metri quadrati (roulotte,
tendone e camion compresi), e ospitare ﬁno a 120-150 animali. In
una superﬁcie tanto esigua, è inevitabile che un grande felino viva
in un contenitore metallico di tre metri quadrati e che l’elefante sia
ancorato a due cortissime catene.
Una dimostrazione concreta della sofferenza degli animali nei
circhi sono i chiari segnali di comportamenti stereotipati anormali:
tigri che passeggiano avanti e indietro nervosamente, elefanti che
dondolano in continuazione il capo, cavalli che alzano ritimicamente
le zampe e ondeggiano la testa.
Inoltre, gli abusi sono parte della vita quotidiana per gli animali
del circo, che siano uno scappellotto, un pugno, una punzonata,
un’uncinata, una frustata o una bastonata. Quando gli abusi non
sono ﬁsici, sono verbali, intimidatori, in tono aggressivo come se
l’animale dovesse capire ogni parola che gli viene gridata in faccia.(foto Nemesi Animale 2012)6CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleCome se non bastasse, la quasi totalità dei circhi, non accontentandosi di lucrare sugli animali facendoli
esibire sotto il tendone, ricava denaro anche dalla loro esposizione durante l’intervallo dello spettacolo
o durante le mattinate.
Gli animali perciò, anche quando non sono costretti a lavorare, non hanno mai diritto ad una sistemazione
adeguata: non hanno mai spazio a sufﬁcienza, difﬁcilmente hanno acqua fresca o cibo a disposizione,
non hanno rifugi per ripararsi dallo sguardo del pubblico, vivono perennemente in spazi angusti, privi
di qualsiasi stimolo. E gli stimoli esterni sono indispensabili alla vita normale, al benessere complessivo
dell’individuo. Anche per un animale nato in un allevamento, anche per un animale che non abbia mai
avuto una vita libera. Essere nato in cattività infatti non incide sui cosiddetti “istinti”, ovvero sui marchi
comportamentali propri della specie. E contraddire o reprimere il comportamento di un animale è andare
contro la sua natura, dunque causa di malessere, anche se i circensi affermano di amare gli animali.
Dando ragione ai circensi, qualche veterinario in Italia afferma che non esistono parametri per valutare
il benessere di un animale in cattività e attende che sia il legislatore a stabilirli. In generale il mondo
veterinario tende ad associare la sanità ﬁsica al benessere. Ma il benessere non coincide solo ed
esclusivamente con la buona condizione ﬁsica. Così come per tutti noi, ben altro serve per poter essere
felici: serve la libertà, servono i rapporti con i propri simili, serve la possibilità di autodeterminarsi.
Non c’è bisogno di effettuare studi clinici per capire questo. Bastano il buonsenso e quella rara dote
chiamata empatia.
Così come basta un po’ di buonsenso per capire che sono tanti gli aspetti della vita quotidiana in un circo
che causano malessere agli animali: i viaggi chiusi nei carri bestiame, con le correlate e spesso sbrigative
operazioni di carico e scarico, i lunghi tempi di inattività in spazi angusti, le escursioni termiche; la
presenza imposta dell’uomo, la mancanza di vie di fuga o luoghi ove nascondersi.
In deﬁnitiva il circo equestre è fonte di malessere per gli animali.
Lo è per la sua natura, per il suo carattere girovago, per l’assenza di spazi, per il suo essere “show”, e
costringere a prendere parte allo show creature che dovrebbero vivere invece altrove, nel loro ambiente
naturale, tra i propri simili, secondo le proprie caratteristiche etologiche.Le catene sono da sempre simbolo della schiavitù.
Gli elefanti in molti circhi passano le loro giornate alla catena.7CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleL’ADDESTRAMENTO
Cosa signiﬁca “addestrare” un animale da circo? Quali tecniche e strumenti vengono utilizzati per
addomesticare animali selvatici non abituati al contatto e alla relazione con un essere umano e abituarli
a movimenti o atteggiamenti innaturali per la loro caratteristiche etologiche?
Fino a poco tempo fa, non vi erano mai state risposte chiare e soddisfacenti in quanto queste pratiche
erano volutamente tenute nascoste con la scusa di eventuali violazioni del segreto professionale. I motivi
di questo alone di mistero che ha da sempre circondato l’addestramento sono stati svelati dall’associazione
animalista Animal Defenders International, quando alcuni attivisti hanno posizionato diverse telecamere
nascoste nelle aree di addestramento del circo Chipperﬁelds (famiglia di domatori famosa per essere
erede dei cosiddetti metodi di addestramento “dolci” dell’addestratore Carl Hagenbeck) svelando una
realtà di violenze e torture agghiaccianti. Realtà ben diverse da quell’immagine idilliaca di amore tra
addestratori e animali che i rappresentanti del circo propinano da sempre all’opinione pubblica.
Ciò che a primo avviso potrebbe apparire come un banale “addomesticamento” dell’animale che non
provoca conseguenze negative, rappresenta invece una incredibile modiﬁcazione e mortiﬁcazione della
natura di queste creature, attraverso violenze ﬁsiche e psicologiche che ne mutano radicalmente il
comportamento e li rendono automi al servizio dei circensi.
Quali sono questi metodi di addestramento? Sicuramente, non vi è una modalità predeﬁnita in quanto le
tecniche, comunque violente ed aggressive, possono cambiare da famiglia a famiglia e vengono custodite
Il minimo comune denominatore per queste tecniche sembra essere rappresentato dalla giovane età
in cui gli animali vengono addestrati, questo per ﬁssare in modo più semplice le abitudini cognitive
dei cuccioli. Provare l’esperienza già in tenera età dei colpi inferti da fruste, mazze, uncini o pungoli
elettrici stimola la paura di deludere il domatore, e dei premi, così come la presunta riconoscenza
affettuosa e la ricompensa di cibo, formano una relazione basata interamente sulla sottomissione e sulla
dipendenza. L’addestratore diventa dunque un temibilissimo padrone da cui dipendere per ottenere la
sua approvazione, ed evitare punizioni corporali e privazioni dei pasti.
Le testimonianze delle numerose investigazioni a cura di Animal Defenders International hanno portato
alla luce molte delle tecniche crudeli e violente utilizzate per sottomettere gli animali alla volontà dei
circensi. Qui di seguito una breve descrizione, con suddivisione in base alle varie specie osservate:Elefanti
Tutti gli elefanti nei circhi che abbiamo studiato venivano controllati più o meno severamente con gli
uncini per elefanti, costituiti generalmente da una barra di metallo la cui estremità è composta da una
punta e un uncino a punta. A volte vengono aggiunti dei nastrini in cuoio sull’estremità della barra
per camuffare le punte. Un altro metodo è quello di conﬁccare una vite all’estremità di un bastone da
passeggio in modo che la parte appuntita della vite fuoriesca dal bastone. Questo può venir camuffato
con del nastro isolante. Gli elefanti hanno la pelle sensibile e in questo modo vengono costantemente
forzati a muoversi con piccoli ma dolorosi pungoli.Grandi felini: leoni, tigri
I felini sono stati ﬁlmati mentre entravano e uscivano dal ring/gabbie per gli esercizi: venivano presi a
pugni, pungolati con bastoni appuntiti e pali, sgridati e terrorizzati dal frastuono delle spranghe picchiate
con violenza sulle sbarre di metallo nel tunnel che porta alle gabbie. Al Chipperﬁeld Enterprises, 19 leoni
e tigri venivano tenuti in gruppi che facevano vita e sessioni di esercizi separati da tutti gli altri. Sebbene
non esistesse un programma ﬁsso di routine per ogni gruppo, ogni giorno uno o più gruppi andavano nel
ring a esercitarsi e a provare lo spettacolo. Questi esercizi implicavano frusta, carne e comandi a voce. Gli8CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi Animaleanimali che creavano scompiglio, che facevano perdere tempo e che
non eseguivano la propria parte di esercizi in modo corretto non
venivano nutriti, ciò avrebbe spronato i più perspicaci a portare
a termine quanto gli era stato chiesto il giorno seguente. Questo
signiﬁca che quando il loro compagno di gabbia veniva nutrito, gli
animali che si erano comportati male potevano solo stare immobili
a guardare. Le intimidazioni utilizzate per fare entrare e uscire
gli animali dalle gabbie e gli esercizi eseguiti nel ring erano gli
stessi osservati nei circhi che andavano in tour; spranghe di ferro
picchiate con violenza sulle sbarre metalliche dei tunnel, grida,
pungolate con bastoni, percosse con spranghe di ferro, lanci di
spranghe di ferro sugli animali. Il risultato è che una volta che
gli animali arrivavano nel ring erano già terrorizzati. Tuttavia le
persone nel ring erano la loro fonte di cibo e di approvazione.Cavalli, lama, cammelli
La maggior parte degli addestramenti osservati erano con animali
che avevano già esperienza, ma anche in questi casi abbiamo
constatato un eccessivo utilizzo della frusta. Ancora una volta,
una gran parte delle aggressioni nei confronti degli animali sono
state osservate all’interno del ring e per costringerli ad entrarvi.
In un’occasione un animale restava sdraiato sul pavimento
riﬁutandosi di muoversi; allora gli vengono tirati dei calci, viene
trascinato per la coda e trascinato con delle corde ﬁnché non si
alza. Gli animali tendevano a sdraiarsi per terra quando entravano
nel ring quindi abbiamo osservato questo tipo di abusi in più di
un’occasione. Nel ring cammelli e cavalli venivano colpiti come se
fossero degli elefanti. Oltre ad essere frustati, i cammelli venivano
anche percossi con l’impugnatura della frusta e con un bastone di
Come si può facilmente dedurre da questi racconti, gli abusi e le
violenze sono parte della vita quotidiana per gli animali del circo:
che siano pugni, scariche elettriche, frustate o punzonate. Quando
queste violenze non si manifestano ﬁsicamente, si manifestano
sotto forma di minacce verbali e urla, con un tono volutamente
aggressivo e intimidatorio.
Nonostante le famiglie circensi di tutto il mondo (comprese quelle
italiane) continuino a propagandare e citare congiuntamente le
esperienze “nonviolente” dell’addestramento “dolce”, grazie al
prezioso lavoro di attivisti che hanno accuratamente documentato
la vera e brutale faccia di queste pratiche di tortura, possiamo
senza dubbio affermare e constatare che nessuno dei metodi di
addestramento, oltre che privare dell’innato e istintuale desiderio
di libertà di cui tutti gli esseri senzienti dispongono, può garantire
il benessere ﬁsiologico ed etologico degli animali detenuti nei
circhi.AMMAESTRARE UN ELEFANTE
Queste sono le immagini del segretissimo
Training Center del circo americano Ringling
Bros, scattate nel 2009 da un lavoratore pentito.A 18 mesi i piccoli vengono portati via
alla madre e cominciano l’addestramento.
Gli si insegna ﬁn da piccoli l’obbedienza
tramite bastoni in ferro con uncini.Con l’uso della forza e legando le zampe
con delle corde li si costringe a fare esercizi
contro la loro volontà.Animali che saranno enormi e fortissimi
vengono sottomessi quando sono piccoli
e docili, spezzati nel loro animo con la
violenza.E’ l’unico modo per arrivare a questo triste
risultato: elefante del circo Bellucci-Orfei
(foto Nemesi Animale 2012)9CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleEDUCARE ALLA VIOLENZA
Il pubblico privilegiato di circhi, sagre e zoo è rappresentato dai bambini.
In un contesto sociale dove la violenza è all’ordine del giorno e si manifesta ﬁn dalla prima infanzia, con
episodi di bullismo in netta crescita, le conseguenze dell’apprendimento di crudeltà verso gli animali
vengono spesso sottostimate.
L’assistere ripetutamente ad atti di violenza può produrre nei bambini una diminuzione dell’empatia,
della capacità, cioè, di immedesimarsi negli altri e individuare e riconoscere i sentimenti propri e altrui.
Lo sviluppo dell’empatia è invece fondamentale per il bambino sin dalla prima infanzia, poiché permette
di apprendere a strutturare il proprio comportamento rispettando le esigenze dell’altro e risulta essere
una componente primaria per prevenire, diminuire e/o eliminare la violenza nei rapporti tra gli esseri
umani e tra gli esseri umani e gli animali.
I teorici dell’apprendimento sociale evidenziano l’importanza dell’osservare gli altri nell’acquisizione
del comportamento: i bambini imparano linguaggio e comportamenti da genitori e adulti di riferimento.
Competenze cognitive, aspettative, obiettivi, ecc. si sviluppano attraverso l’osservazione degli altri e
l’esperienza diretta, e lo stesso vale per l’apprendimento delle reazioni emotive (Bandura, 1977).
Ne consegue che quando le naturali emozioni di disagio in risposta alla vista di un animale in difﬁcoltà
si scontrano con l’allegria dell’adulto di riferimento, ciò provoca una vera e propria rimozione delle
reazioni istintive e un adeguamento a quelle “richieste”.
In altre parole nella mente del bambino si crea una sovrapposizione tra ciò che vede e l’atmosfera di
allegria che lo circonda e ciò provoca un apprendimento graduale dell’insensibilità, della rimozione
dell’empatia, del non riconoscere nell’animale un altro essere vivente che prova dolore ed emozioni
esattamente come l’animale umano.
Il bambino si abitua così a ritenere normale il dominio del più forte sul più debole e a rispondere con la
gioia e il divertimento alla vista del disagio altrui, anche laddove i segnali di irrequietezza, tristezza, noia,
sofferenza o terrore sono evidenti.
Annamaria Manzoni, nota psicologa e psicoterapista, accreditata presso l’Ordine degli Psicologi della
Lombardia come psicologa clinica e dell’età evolutiva e come psicologa giuridica, lavora nell’ambito
della tutela dei minori e da anni è componente del consiglio direttivo del Movimento Antispecista.
Nel 2007 ha scritto e promosso un documento che esprime particolare preoccupazione, per la valenza
negativa in termini pedagogici, dell’utilizzo di animali in circhi, sagre e zoo, costretti in situazioni di
evidente disagio e sofferenza.
Sono già più di 600 gli psicologi che, nella loro veste professionale, hanno deciso di sostenere questo
“Proprio in considerazione del fatto che compito speciﬁco degli psicologi, come recita il codice
deontologico, è la promozione del benessere dell’individuo, del gruppo, della comunità, è doveroso
che, come categoria professionale, ci si occupi e si cerchi di decodiﬁcare il senso e le conseguenze di
situazioni che sono tutt’altro che neutre, dal momento che offrono impliciti modelli di comportamento,
che, sotto un’apparenza gioiosa, veicolano convinzioni articolate, fortemente antipedagogiche, se è vero
che pedagogia dovrebbe essere anche e soprattutto educazione al rispetto dell’altro. “
Riportiamo di seguito il testo del documento.
Premesso che la coesistenza con gli animali, dotati di dignità propria quali esseri viventi, è un’esigenza
profonda e autentica della specie umana;
che le relazioni che stabiliamo con loro, lungi dall’essere neutre, sono elementi in grado di incidere
sull’emotività e sul pensiero;10CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi Animaleche il rapporto con loro è elemento di indiscussa importanza nella crescita, nella formazione,
nell’educazione dei bambini;
I sottoscritti psicologi esprimono motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano
pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui
vengono impiegati animali.
Queste realtà, infatti, comportano che gli animali siano privati della libertà, mantenuti in contesti
innaturali e in condizioni non rispettose dei loro bisogni, costretti a comportamenti contrari alle loro
caratteristiche di specie.
Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo
di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di
sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita,
in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia.
I sottoscritti psicologi, attenti a promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo, della
comunità, auspicano e sostengono un radicale cambiamento di costume che vada in direzione della
chiusura degli zoo e del divieto dell’impiego di animali nei circhi e nelle sagre.
Promotrice: Annamaria Manzoni,
psicoterapeuta, scrittrice, membro del Consiglio direttivo del Movimento Antispecista.11CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleAGEVOLAZIONI AI CIRCHI – I FINANZIAMENTI STATALI
Lo Stato italiano continua, a partire dalla promulgazione della legge 337 del 1968, a sovvenzionare i
circhi considerandoli come “patrimonio culturale” e riconoscendone la funzione sociale. Le sovvenzioni,
tese a “sostenere il consolidamento e lo sviluppo del settore”, ricoprono attività svolte in Italia e
all’estero, acquisto di attrezzature, iniziative promozionali, assistenziali ed educative.
Con la legge 163, nel 1985 è stato istituito il Fondo Unico per lo Spettacolo, con lo scopo di ﬁnanziare
quelle realtà che operano nel campo del circo e dello spettacolo viaggiante.
Solo considerando gli ultimissimi anni, ecco cosa è stato versato nelle tasche della lobby dei circensi:
2008 - 6.793.976,00 euro
2009 - 5.755.010,97 euro
2010 - 6.252.883,32 euro
2011 - 6.277.194,00 euro
2012 - 6.336.545,60 euro
Nonostante questo, l’Ente Nazionale Circhi continua a lamentare la mancanza di fondi e, per bocca
del suo presidente, a negare i dati reali con una forma di “lettura creativa” degli stessi. Anziché infatti
considerare l’importo totale, sostengono che ai circhi arrivi soltanto la parte indicata come fondi per
le attività circensi in Italia (che si aggirano ogni anno a circa un milione di euro), come se gli altri
soldi, quelli ovvero destinati all’acquisto di attrezzature, o all’attività all’estero, o ancora alle attività di
promozione, assistenziali ed educative, non ﬁnissero poi sempre nelle stesse medesime mani.
Tanto per fare alcuni esempi, la casa di riposo di Scandicci, che per i suoi 15 ospiti percepisce ogni anno
circa 230.000 euro, o l’Accademia di Arte Circense di Verona (struttura privata in mano al CEDAC), che
nel 2011 ha intascato 475.000 euro e nel 2012 485.000 e che, dall’anno della sua fondazione (1988) ad
oggi ha diplomato la bellezza di … 90 allievi. Per contro, associazioni che mirano a formare giocolieri,
artisti di strada, acrobati, ricevono solo le briciole (15.000 euro per l’Associazione Culturale Federazione
Nazionale Artisti di Strada, stessa cifra per l’Associazione Culturale Sportiva Giocolieri, 55.000 euro per
il Cirko Vertigo di Torino).
Ci sono poi i fondi elargiti ai singoli circhi, teoricamente stanziati in base a ben deﬁniti parametri quali
la validità artistica, la rilevanza a livello nazionale ed internazionale, la regolarità amministrativa e
gestionale, le agevolazioni nei confronti del mondo della scuola, del lavoro e dei disabili (da qui
l’interessamento per certe realtà, altro che disinteressato altruismo), e non da ultimo il rispetto delle
leggi vigenti in materia di protezione animale. Aspetto quest’ultimo, manco a dirlo, puntualmente
Riportiamo soltanto un paio di esempi:
Circo Nazionale Italia Hamar di Coda Prim
Nel 2009 il titolare del circo viene ﬁlmato, in Grecia, mentre malmena ferocemente l’elefantessa di
sua proprietà da decenni. Quando l’episodio viene reso pubblico il circo è espulso ed il governo greco,
anche a causa del clamore suscitato, arriverà poco dopo a vietare gli spettacoli con animali su tutto il suo
territorio. Il circo Hamar sta continuando ad esibirsi in Italia, e a prendere sovvenzioni statali: 35.000
euro nel 2008, 45.000 nel 2009, 45.000 nel 2010, 25.000 nel 2011 e 27.000 nel 2012.
Inusuale la situazione di questo circo, che dal 2005 al 2010 ha intascato la bellezza di 357.000 euro
dallo Stato, e che su 53 animali detenuti non risulta averne acquistato nemmeno uno, ma averli tutti
ricevuti come “donazione” o “acquisizione gratuita”. Inoltre nell’aprile del 2008 viene individuato come
il “mandante” di una spedizione, su tir con targa falsa e privo di documenti, di sette tigri. Solo l’anno
precedente erano state conﬁscate, per mancanza di documentazione CITES, due tigri (ora presso il
centro WWF di Semproniano) e due elefanti (poi portati di gran carriera all’estero e fatti sparire). Il
circo non solo continua ad esibirsi in Italia e all’estero, ma continua a godere dei fondi statali: 100.000
euro nel 2011 e 76.339 nel 2012.12CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleEFFETTI COLLATERALI DEI CIRCHI – RIFIUTI ED AFFISSIONI
Sicuramente per un’amministrazione comunale che li ospita, uno degli effetti negativi legati ai
circhi sono i riﬁuti lasciati dopo il passaggio e le afﬁssioni abusive lasciate in ogni dove, che spesso
rimangono sui muri anche per anni.
La posizione dei circhi a livello legislativo non è molto chiara: benché vengano più volte deﬁniti “imprese”
e per questo godano di alcune agevolazioni come l’utilizzo della corrente elettrica come ”energia per
uso industriale” (art.14 titolo II della legge 337/1968), beneﬁciano anche di una riduzione del 50%
sull’imposta per le afﬁssioni pubblicitarie (d.p.r. 26/10/1972 n.639 art.19 e art.33) in quanto attività
Riguardo le afﬁssioni pubblicitarie la legge di riferimento è il sopracitato d.p.r. 26/10/1972 n.639 art.19
e art.33, anche se poi di fatto è il Comune ospitante a determinare la tassa da pagare e la concessione
L’arrivo del circo è però sempre annunciato da un’invasione di manifesti e cartelli pubblicitari che
vengono posizionati ovunque e spesso danneggiano le strutture pubbliche quando vengono incollati
direttamente a lampioni e muri di ogni sorta.
Rari sono però i casi di multe per afﬁssioni abusive, sempre a seguito di segnalazione da parte dei
cittadini: non vi è controllo alcuno sotto questo aspetto.
Così come per le afﬁssioni anche per lo smaltimento riﬁuti ogni Comune ha gestione autonoma, anche se
in genere prevede che i circhi si accordino direttamente con la società che ha l’appalto sul territorio.
Di fatto però non c’è controllo alcuno riguardo il rispetto delle norme: come documentato e testimoniato
anche dalle fotograﬁe, scarichi delle roulottes dei servizi igienici, lavandini, elettrodomestici e quant’altro
ﬁniscono direttamente sul suolo.Cosa rimane dopo il passaggio del circo: riﬁuti e manifesti.13CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleCONTRASTARE LO SFRUTTAMENTO – L’ESEMPIO DI ALESSANDRIA
Un’amministrazione che voglia prendere posizione contro l’utilizzo di animali nei circhi, favorendo
così spettacoli privi di crudeltà, può prendere spunto dal lavoro effettuato già in altri comuni. Tra
questi citiamo come esempio quello della città di Alessandria, che ha emesso un’ordinanza sicuramente
ben studiata ed efﬁcace.
Come già sottolineato in varie occasioni, l’attività circense è regolamentata in Italia dalla Legge
337 del 1968, seguita da una circolare esplicativa del 1989 (4804/TB30) e da innumerevoli Decreti
Ministeriali, più che altro confermanti i criteri sulle autorizzazioni annuali. I circhi dovrebbero inoltre
rispettare quanto stabilito dalla “Convenzione Internazionale di Washington sul commercio di specie
in via di estinzione” ed i cui reati sono in Italia previsti dalla Legge 150/92. La stessa legge, modiﬁcata
dalla 426/98, consente ai circhi di detenere animali pericolosi solo se “dichiarati idonei dalle autorità
competenti in materia di salute e incolumità pubblica, sulla base dei criteri ﬁssati previamente dalla
Commissione Scientiﬁca….”.
I circhi devono pure rispettare quanto previsto del D.P.R. 8 febbraio 1954 n. 320 sull’obbligo di
vigilanza veterinaria in quanto impianti adibiti al concentramento di animali che possono costituire
pericolo per la diffusione di malattie infettive. Fin qui l’attenzione è rivolta alla specie umana, ma è bene
considerare che non è presente alcuna norma a tutela degli animali. Nemmeno per quelli considerati
Vista la normativa nazionale, i singoli Comuni non potrebbero vietare in assoluto
l’attendamento dei circhi con animali. Non si può infatti vietare ciò che a livello nazionale è del
tutto legale e che per di più riceve sussidi. In questo caso se il circo facesse ricorso al TAR, vincerebbe
e l’ordinanza verrebbe annullata.
Alcuni sindaci virtuosi, come quello di Modena, di Alessandria e pochi altri, hanno
però emanato un’ordinanza che non vieta l’attendamento dei circhi con animali, ma
deﬁnisce alcune norme restrittive che di fatto ne impossibilitano l’attendamento.
Queste norme, inoppugnabili in quanto basate sulle raccomandazioni CITES, che i circhi devono
obbligatoriamente rispettare nel trattamento degli animali selvatici e non considerare semplici “linee
guida” non obbligatorie come invece accade normalmente. Tali ordinanze elencano nel dettaglio una
serie di requisiti -per ogni gruppo di animali appartenenti a specie esotiche o selvatiche- come il tipo di
ricovero, la disponibilità di spazio, la temperatura idonea, le condizioni di trasporto, quelle igieniche,
eventuali incompatibilità con altre specie, assistenza veterinaria.
L’ordinanza di Alessandria, in particolare (la più innovativa in Italia, che riprende e
migliora quella di Modena), in breve prevede quanto segue:
- Il provvedimento vieta l’utilizzo e l’esposizione di animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche in
attività di spettacolo ed intrattenimento pubblico sul territorio comunale, consentendo l’attendamento
esclusivamente ai circhi e alle mostre zoologiche itineranti con al seguito animali appartenenti a specie
quali zebre, camelidi, bisonti, bufali, bovidi, struzzi e ratiti nel rispetto di precisi requisiti strutturali.
- Il periodo di installazione dei circhi equestri è compreso tra il primo novembre e il 10 gennaio di ogni
anno e non verrà rilasciata più di una concessione all’anno.
- Le strutture circensi dovranno presentare domanda di attendamento presso il Comune di Alessandria
entro il 31 dicembre dell’anno in corso per l’attività da svolgere nell’anno successivo. Le domande prive
della necessaria documentazione saranno respinte.
- L’ufﬁcio comunale competente stilerà un elenco delle domande in relazione alla data di presentazione
entro il primo marzo di ogni anno.14CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi Animale- I circhi attendati sul territorio dovranno assicurare che i ricoveri degli animali siano contenuti in un
perimetro recintato che impedisca l’entrata di persone non autorizzate e limiti il rischio di fuga degli
animali per il quale dovrà disporre di un piano di emergenza, assicurare l’assistenza veterinaria, non
mantenere vicine specie fra loro incompatibili per motivi di competizione, non utilizzare il fuoco negli
spettacoli con animali, e non utilizzare gli animali prelevati in natura.
- Qualora gli spazi a disposizione degli animali non corrispondano alle misure minime richieste o non
siano conformi alle disposizioni di legge o dell’ordinanza, l’attendamento verrà vietato.
- Le effrazioni a tale ordinanza comportano la cessazione immediata dell’attività o l’obbligo della rimessa
e ripristino dei luoghi. Gli autori delle violazioni non potranno richiedere la concessione di attendamento
per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di accertamento delle violazioni stesse.
Ottiene quindi in molti casi lo stesso effetto di un’ordinanza che impedisce l’attendamento del circo,
ma non può essere in alcun modo annullata, in quanto del tutto legale, perché se in teoria i circhi
rispettassero quelle regole potrebbero attendarsi senza problemi. Siccome di fatto quelle regole non
sono in grado di rispettarle (e questa è un’ulteriore riprova delle condizioni penose in cui tengono gli
animali) si condannano da soli a non poter tenere i loro spettacoli nei Comuni dotati di un’ordinanza
Inoltre, un altro punto che può essere utile inserire, che esiste sempre in Alessandria ma in un altro
regolamento comunale, è che l’area destinata agli spettacoli viaggianti sia “concessa in via prioritaria
al complesso che non utilizza animali nei propri spettacoli”. Questo, unito al fatto che può attendare un
solo circo l’anno, se vi fossero circhi senza animali (e speriamo ce ne siano molti in futuro) vorrebbe dire
che nessun circo con animali potrebbe attendarsi.
Ecco il testo completo dell’ordinanza del comune di Alessandria:
Reg. Ord. n. 356 del 24/05/2011
ORDINANZA SULL’UTILIZZO DI ANIMALI APPARTENENTI A SPECIE SELVATICHE
ED ESOTICHE IN SPETTACOLI E ALTRI INTRATTENIMENTI
Vista la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali proclamata il 27/01/1978 a Bruxelles su iniziativa UNESCO,
la quale all’Art. 4 cita: “ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente
naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; ogni privazione di libertà anche se a ﬁni educativi, è
contraria a questo diritto”, e all’art. 10 “nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo; le esibizioni di
animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale”;
Visto il D.M. del 31.12.1979 “Convenzione di Washington sul commercio delle specie animali e vegetali in via di
estinzione”, ratiﬁcata dalla L. n° 874 del 19.12.1975;
Vista la L. n° 503 del 5.5.1981 di ratiﬁca ed esecuzione della Convenzione di Berna relativa alla conservazione della vita
selvatica e dell’ambiente naturale in Europa del 19.9.1979;
Visto il Regolamento (CE) n. 01/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante
il trasporto e le operazioni correlate che modiﬁca le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il Regolamento (CE) n.
1255/97;15CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi Animale
Visto l’art. 1 del R.D. n° 611 del 12.06.1913 sulla protezione degli animali;
Visti il T.U.L.P.S. (R.D. n° 773 del 18.6.1931), art. 70 il relativo Regolamento di esecuzione R.D. n° 635 del 6.5.1940, art.
129, e la Circ. 20.12.1999 n° 559;
Visto il T.U. delle Leggi Sanitarie R.D. n° 1265 del 27.7.1934;
Visto il D.P.R. n° 320 del 8.2.1954 “Regolamento di Polizia Veterinaria”;
Vista la Legge 18 Marzo 1968, N. 337 – “Disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante”;
Visto l’art. 3 del D.P.R. 31.3.79 che attribuisce ai comuni funzione di vigilanza sull’osservazione di Leggi e regolamenti
generali e locali relativi alla protezione degli animali e alla difesa del patrimonio zootecnico;
Vista la circolare del Ministro della Sanità n° 29 del 5.11.90 “Animali selvatici ed esotici in cattività” – Vigilanza
Veterinaria Permanente;
Vista la L. 150 del 7.2.1992 che disciplina i reati relativi all’applicazione della Convenzione di Washington, come
modiﬁcata dal D.L. n° 2 del 12.1.93, coordinato con legge di conversione n° 59 del 13.3.93;
Visto il D.M. 19.4.1996 recante l’elenco delle specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’ incolumità
pubblica, di cui è proibita la detenzione;
Vista la L. 9 dicembre 1998, n. 426 “Nuovi interventi in campo ambientale “
Viste le “Linee Guida per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti” del 10 maggio 2000 emanate
dalla Commissione Scientiﬁca CITES del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare che aveva tra le
ﬁnalità e gli obiettivi:
- indicare speciﬁci criteri di detenzione di tali esemplari da parte di quelle strutture , come circhi e mostre viaggianti, che
per la loro natura erratica presentano strutture di contenimento degli esemplari ospitati differenti da quelle di qualsiasi
altra struttura ﬁssa
Viste le “Linee Guida per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti”, come aggiornate dalla
Commissione Scientiﬁca CITES in data 19 aprile 2006, emanate con il ﬁne di:
- Fornire indicazioni aggiuntive ai criteri già elaborati, al ﬁne di chiarire aspetti controversi o incompleti e di integrare
le precedenti linee guida, estendendone l’ambito di applicazione anche ad altre specie animali;
- Proporre un protocollo operativo alle amministrazioni locali da adottare per il rilascio delle
all’attendamento dell’attività circense presso i Comuni Italiani;autorizzazioniVista la n° 189 del 20.07.2004 – “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impegno
degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” – che punisce chiunque maltratti gli animali
Visto l’art. 50 del D. Lgs n° 267 del 18.8.2000 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”;
Visto l’art. 823 del C.C. che attribuisce all’autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio
Visto l’art. 23 del Regolamento Comunale per la Tutela ed il Benessere degli Animali approvato con Delibera di C.C. n
131/530 del 25 Settembre 2006;
Vista l’Ordinanza Sindacale n. 2 del 02/01/2008;
Visto l’art. 9 della L. Regionale 43/86 (Vigilanza sui circhi);
Considerato che nella legislazione sopraccitata e soprattutto nelle Linee Guida emanate dalla Commissione Scientiﬁca
CITES del Ministero dell’Ambiente, viene sottolineato che, nei confronti di alcune specie animali in particolare, il
modello di gestione risulta incompatibile con la detenzione al seguito degli spettacoli itineranti;16CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimalePreso atto che la stessa Commissione Scientiﬁca CITES, in data 20 Gennaio 2006, ha stabilito che le barriere elettriﬁcate,
pur essendo un sistema largamente usato per recintare spazi esterni destinati ad ospitare gli animali dei circhi come
mezzo per il contenimento degli animali pericolosi, non possano essere considerate sufﬁcienti a garantire l’incolumità
pubblica intesa come contatto con il personale addetto ed in seconda istanza come contatto esterno in caso di fuga degli
animali dalle aree autorizzate, in particolar modo per gli esemplari di grande taglia e potenzialmente pericolosi;
Preso atto dell’evidente mancanza di normative speciﬁche che deﬁniscano protocolli operativi ﬁnalizzati al controllo
delle malattie infettive e diffusive che possono interessare i rettili, a differenza di altre classi di animali;
Veriﬁcato che per le specie esotiche non elencate nelle “Linee Guida per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle
mostre itineranti” non sono previsti requisiti minimi per una corretta detenzione;
Sentito il Corpo di Polizia Municipale;
Su proposta dell’ufﬁcio per il “Welfare Animale” del Comune di Alessandria
Sentito il Servizio Veterinario dell’ASL di Alessandria;
1 E’ fatto assoluto divieto sul territorio comunale di utilizzare ed esporre animali appartenenti a specie
selvatiche ed esotiche in attività di spettacolo ed intrattenimento pubblico.
2 Fermo restando quanto stabilito dall’art. 1, e recependo le raccomandazioni della Commissione Scientiﬁca CITES in
merito alla detenzione di specie il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile
ed in particolare: primati, delﬁni, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci, è
consentito l’attendamento esclusivamente ai circhi e
alle mostre zoologiche itineranti aventi al seguito animali appartenenti alle seguenti specie – nel rispetto dei requisiti
strutturali sotto indicati:
Zebra, Camelidi (cammello, dromedario, vigogna, guanaco, alpaca, lama): ricoveri di 12 mq per ogni individuo, forniti di
lettiera in paglia e di oggetti per stimolare l’interesse degli animali. Per la zebra almeno 12 gradi centigradi di temperatura
ambiente. Spazio esterno di 150 mq ﬁno a 3 esemplari, ampliato di 25 mq per capo in più. Possibilità di separazione in
casi di incompatibilità di specie o di sesso (ad esempio per i maschi adulti). Gli animali non devono essere legati a pali.
Se lo spazio esterno è unico deve esserne garantito l’utilizzo a ogni esemplare per almeno 8 ore al giorno. Possibilità di
accesso ad area protetta dal vento e dalle intemperie.
Bisonti, Bufali ed altri bovidi: ricoveri di 25 mq per animale. Spazio esterno di 250 mq ﬁno a 3 esemplari, ampliato di 50
mq per capo in più. Gli animali non devono essere legati a pali.
Struzzo e altri ratiti: recinti di almeno 250 mq ﬁno a 3 capi, ampliati di 50 mq per capo in più.
Possibilità di accesso a tettoia o stalla di 6 mq per un capo, di 12 da 2 capi in su.
3 - Fatti salvi i divieti è fatto comunque obbligo ai circhi attendati sul territorio del Comune di Alessandria con al seguito
animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche di:
a. Assicurare che i ricoveri degli animali al seguito siano contenuti in un perimetro recintato che impedisca l’entrata di
persone non autorizzate e limiti il rischio di fuga degli animali;
b. Disporre di un piano di emergenza in caso di fuga degli animali appartenenti alle specie pericolose per la salute e
l’incolumità pubblica ai sensi dell’articolo 6 della Legge 150/1992;
d. Non mantenere vicine specie fra loro incompatibili per motivi di competizione (per differenza di
età e per gerarchie sociali), di sesso, di rapporto preda-predatore.
g. L’attendamento è vietato in ogni caso qualora gli spazi a disposizione degli animali non corrispondano alle misure17CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi Animaleminime richieste e/o non siano conformi alle richieste di legge e della presente ordinanza.
In deroga al divieto di cui al precedente Art. 1 è consentita l’esposizione degli animali di cui all’Art. 2 a condizione che gli
animali siano esposti esclusivamente all’interno delle strutture e dei ricoveri loro destinati, ed assicurando l’impossibilità
di contatto ﬁsico diretto fra pubblico ed animali, garantendo in ogni momento la presenza di una adeguata distanza di
4 - La struttura che fa domanda di attendamento presso il Comune deve attenersi alle seguenti disposizioni, in ossequio
al Titolo III, art. 35, 36,37,38,39,40 del Regolamento per la Disciplina delle Attività dello Spettacolo Viaggiante e dei
Circhi Equestri, approvato con Delibera Consiglio Comunale n. 20/396/1015/4220N del 11/03/ 2009
a) Le domande, redatte su carta legale, devono essere presentate entro il 31 Dicembre dell’anno in corso per l’attività da
svolgere nell’anno successivo.
b) Il periodo di installazione dei circhi equestri è quello compreso tra il 1 Novembre ed il 10 Gennaio di ogni anno, non
verrà rilasciata più di una concessione all’anno.
c) Nelle domande dovranno essere speciﬁcati:
- il cognome e nome del richiedente, titolare della licenza d’esercizio;
- la residenza o sede legale, il numero di codice ﬁscale o partita IVA del titolare della licenza;
- le dimensioni del tendone, degli ingressi coperti, della biglietteria, delle gabbie, delle scuderie e di ogni altro
- dimensioni dell’area occupata delle carovane abitative e dei carriaggi per i quali si richiede l’autorizzazione alla sosta;
- il periodo richiesto per lo svolgimento dell’attività con la precisazione della data di inizio e ﬁne
- fotocopia autenticata della licenza d’esercizio;
- fotocopia autenticata dell’idoneità alla detenzione degli animali ed elenco degli animali autorizzati,
integrato da autodichiarazione, in caso di variazioni rispetto all’autorizzazione;
- fotograﬁa a colori dello chapiteux che si intende installare;
- autodichiarazione attestante il diametro dello chapiteux, il numero dei posti a sedere ed il numero del
personale impiegato nell’anno precedente e per il quale sono stati versati i relativi contributi. Tale autodichiarazione
è indispensabile al ﬁne di determinare la categoria del complesso circense, di cui all’ art 35 del Regolamento per la
Disciplina delle Attività dello Spettacolo Viaggiante e dei Circhi Equestri
summenzionato.
5. L’autorizzazione all’installazione del complesso circense è subordinata all’osservanza della seguente
condizione, che dovrà essere soddisfatta almeno 20 giorni prima dell’effettiva occupazione:
- aver stipulato ﬁdeiussione bancaria o assicurativa di Euro 6.000,00 per i complessi di Classe 1 e di Euro 3.000,00 per
gli altri complessi a titolo di cauzione.
Contestualmente si dovrà trasmettere all’Ufﬁcio Comunale competente:
- dichiarazione che attesta la capacità di assicurare l’assistenza veterinaria oppure dichiarare il nominativo del medico
veterinario che assicura l’assistenza veterinaria;18CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi Animale
- planimetria con data e ﬁrma a cura di tecnico abilitato;
- dichiarazione del legale rappresentante del circo che non ha ricevuto condanne o rinvii a giudizio per
maltrattamento di animali;
6. Le domande prive della suesposta documentazione, incomplete dei dati richiesti, inviate e/o integrate oltre i termini
ﬁssati, non saranno ritenute valide e verranno respinte.
7. Non saranno prese in considerazione, e saranno pertanto da considerarsi respinte, le domande presentate al di fuori
dei termini di cui al punto 4) la lettera a).
8. Le domande regolarmente pervenute formeranno un elenco in relazione alla data di presentazione, fatto salvo quanto
disposto ai successivi articoli.
9. Detto elenco verrà stilato a cura del competente Ufﬁcio Comunale entro il 1° Marzo dell’anno per il quale è richiesta
la concessione e prontamente comunicato agli aventi diritto.
= che le violazioni alla presente ordinanza comportano la cessazione immediata dell’attività e/o l’obbligo della rimessa
in pristino dei luoghi.
In sede di sopralluogo preventivo, presso l’area circense, da parte degli organi competenti al rilascio del
nulla osta all’autorizzazione, di cui all’art. 38 del Regolamento Disciplina Spettacoli Viaggianti, qualora si riscontrassero
che le strutture di detenzione degli animali non fossero adeguate a quanto prescritto, nel caso in cui tali carenze non
siano sanabili in tempi brevi con adeguate prescrizioni, non sarà rilasciato il suddetto nulla osta.
Nel caso in cui una delle violazioni indicate dalla presente ordinanza sia accertata a carico di un circo una volta
autorizzato, gli organi accertanti richiederanno al Comune, se i tempi lo consentono, la revoca
dell’autorizzazione all’attività circense e nelle more della stessa procederanno alla ingiunzione della
sospensione dell’attività circense in toto o limitatamente alla struttura inadeguata.
Gli autori delle violazioni non potranno richiedere la concessione di attendamento per un periodo di cinque anni a
decorrere dalla data di accertamento delle violazioni stesse;
= che in caso di documentazione insufﬁciente o mancante può essere respinta la domanda di attendamento, previa
richiesta di completamento da effettuare ai sensi dell’art. 6 della 241/90. Per le dichiarazioni mendaci si seguirà la
procedura di legge;
= che fatte salve eventuali normative speciali e qualora il fatto non costituisca illecito penale, le violazioni alla presente
ordinanza saranno accertate dal Servizio Veterinario, dal Corpo di Polizia Municipale, dagli organi a ciò preposti
per legge o regolamento, nonché dalle guardie zooﬁle volontarie che opereranno sotto il coordinamento del Servizio
Veterinario e del preposto ufﬁcio per il Welfare Animale del Comune;
L’Organo competente ad irrogare la sanzione amministrativa è individuato ai sensi dell’art. 17 della L. 689/1981;
il provvedimento è esecutivo dalla data di pubblicazione all’Albo Pretorio on line.
= che con il presente atto si intende revocata la precedente Ordinanza n. 2 del 02/01/2008.
Chiunque vi abbia interesse può proporre ricorso al TAR del Piemonte o al Presidente della Repubblica
rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla data di pubblicazione.
Dr. Piercarlo FABBIO19CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleLEGENDA NORMATIVE ESISTENTI
D.M. del 31.12.1979 “Convenzione di Washington sul commercio delle specie animali e
vegetali in via di estinzione”, ratiﬁcata dalla L. n° 874 del 19.12.1975
Trattato internazionale siglato nel 1973, che pone le basi della normativa CITES. Teso a salvaguardare
ﬂora e fauna a rischio, e` stato recepito in Italia con la legge 874 del 1975, e reso esecutivo dalla legge
150/92, poi modiﬁcata dalla legge 59/93. Elenca e regolamenta l’importazione e la detenzione di
Legge n° 503 del 5.5.1981 di ratiﬁca ed esecuzione della Convenzione di Berna relativa
alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa del
Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica dell’ambiente naturale in Europa, ﬁrmata
a Berna il 19/11/79, ratiﬁcata in Italia con legge n. 503 del 05/08/81.
Le parti contraenti riconoscono l’importanza degli habitat naturali ed il fatto che ﬂora e fauna selvatiche
costituiscono un patrimonio naturale che va preservato e trasmesso alle generazioni future.
Regolamento (CE) n. 01/2005
Regolamenta il trasporto di animali su tutto il territorio europeo. Prevede, tra le altre cose, che il
viaggio sia ridotto al minimo come durata, che durante il viaggio vengano prese tutte le precauzioni
per evitare sofferenze agli animali, che gli operatori siano adeguatamente preparati ad assolvere al
loro compito, che i mezzi di trasporto siano costruiti al ﬁne di garantire alloggio adeguato agli animali
in base alla loro dimensione.
Art. 1 del R.D. n° 611 del 12.06.1913
L’articolo in questione vieta gli atti crudeli su animali, l’impiego di animali che per vecchiaia, ferite o
malattie non siano più idonei a lavorare, il loro abbandono, i giochi che comportino strazio di animali,
le sevizie nel trasporto del bestiame, l’ accecamento degli uccelli ed in genere le inutili torture per lo
sfruttamento commerciale e/o industriale
di ogni specie di animale.
Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, R.D 773 del 18/06/1931, prevede che sia l’ autorità
locale di pubblica sicurezza ad emettere licenza per spettacoli di varia natura, compresi quelli con
animali. Vieta gli spettacoli che comportino sevizie di animali.
R.D. n° 1265 del 27.7.1934
Regolamenta l’applicazione delle norme sanitarie, compreso il controllo veterinario e il corretto
smaltimento di riﬁuti, letame, acque di scolo.
D.P.R. n° 320 del 8.2.1954
Regolamento di polizia veterinaria, in base al quale il veterinario comunale è tenuto a comunicare
al sindaco la presenza di animali infetti, e che investe il sindaco del compito di applicare le misure
cautelative necessarie ad evitare il propagarsi dell’infezione. Il sindaco inoltre ha la facoltà di autorizzare
o meno la sosta di esposizioni di animali in base alla presenza o meno dei necessari requisiti igienici
per lo smaltimento delle deiezioni.
Gli animali devono essere soggetti a vigilanza medica da parte del veterinario comunale per accertare
la presenza di eventuali malattie trasmissibili.
Fortemente voluta dalle associazioni di categoria, è la legge che regolamenta e sovvenziona i circhi in Italia.
Impone alle amministrazioni comunali di “compilare entro sei mesi dalla pubblicazione della presente20CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi Animale
legge un elenco delle aree comunali disponibili per le installazioni dei circhi, delle attività dello spettacolo
viaggiante e dei parchi di divertimento. L’elenco delle aree disponibili deve essere aggiornato almeno una
volta all’anno.” Stabilisce altresì che è vietato ai circhi attendare in aree non incluse nell` elenco.
D.P.R. 31.3.79
Sancisce la perdita della personalità giuridica pubblica dell’Ente Nazionale Protezione Animali, e attribuisce
ai comuni il compito di vigilare sull’osservanza dei regolamenti relativi alla protezione degli animali.
Circolare del Ministero della Sanità n° 29 del 5.11.90
Impone che tutti gli animali esotici, a qualsiasi titolo detenuti, siano sottoposti a vigilanza veterinaria (da
parte dell’unità sanitaria locale competente per territorio), al ﬁne di garantire che gli animali siano “mantenuti
nel rispetto delle esigenze di carattere igienico sanitario, di tutela della sicurezza e del benessere degli
animali stessi in cattività, di salvaguardia dell’incolumità delle persone”.
D.M. 19.4.1996
Elenca gli esemplari pericolosi di cui è vietata la detenzione. Divieto al quale però è concessa deroga per
“giardini zoologici, aree protette, parchi nazionali, acquari, delﬁnari, circhi, mostre faunistiche permanenti
o viaggianti dichiarati idonei dalla commissione scientiﬁca CITES” (art. 6 della l. 150/1992, modiﬁcato dalla
legge 426 del 9 dicembre 1998).
Legge n° 189 del 20.07.2004
Sono le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento di animali e di combattimenti clandestini. Punisce
chi sottopone un animale a “comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche
etologiche” e chi detiene animali “in condizioni incompatibili con la loro natura”.
D. Lgs n° 267 del 18.8.2000
L`art. 7 sancisce che “comune e provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza”. L`art.
50 designa le competenze di sindaco e provincia, quali amministratori del territorio locale.
“Linee Guida per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti”
CITES è un acronimo che sta per “convenzione sul commercio internazionale di specie a rischio” (Convention
of International Trade in Endangered Species). Le linee guida emesse dagli organismi internazionali CITES
non sostituiscono le leggi nazionali, ma costituiscono comunque una base normativa che va rispettata da
ciascuno stato ﬁrmatario, e che va resa operativa attraverso l`adozione di un`adeguata legislazione.
Come visto sopra, per quanto riguarda gli individui facenti parte di specie a rischio detenuti nei circhi, la
legislazione italiana ne ammette la presenza solo in quelle strutture dichiarate idonee dalla Commissione
Scientiﬁca CITES.
Il circo deve avere un nome univoco e non sostituibile, in modo da essere sempre e facilmente identiﬁcato,
deve indicare specie e numero di esemplari detenuti, nonché un elenco del personale e relative qualiﬁche
(il personale deve aver conseguito un corso di formazione professionale qualiﬁcato relativo alla cura degli
animali). Deve essere in possesso del registro di carico e scarico degli animali e delle relative cartelle cliniche.
Gli animali detenuti devono essere riconoscibili (tatuaggio, chip o altro) e detenuti rispettando i requisiti
minimi atti a garantirne il benessere. Oltre a fornire dati ben precisi sulle caratteristiche dei recinti per ogni
tipo di animale, le linee guida sottolineano come le strutture di tutti gli animali detenuti devono:
- permettere agli animali di nascondersi alla vista
- garantire un riparo da condizioni climatiche avverse
- presentare arricchimenti ambientali
- avere strumenti di regolazione della temperatura, in funzione delle singole esigenze
Le linee guida, nella versione aggiornata del 19 aprile 2012, comprensive di protocollo operativo per le
amministrazioni locali da adottare per il rilascio delle autorizzazioni all`attendamento, sono scaricabili da
http://www.nemesianimale.net/wp-content/uploads/2012/10/CITES-circhi.pdf21CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleLE ORIGINI DELLO SPETTACOLO CIRCENSE “TRADIZIONALE”
Se è vero che di spettacoli acrobatici che utilizzano animali si trova traccia già a partire dall’Antico Egitto,
non serve guardare così lontano per cercare le origini del circo con animali come noi lo conosciamo.
Il circo equestre ha le sue radici nei girovaghi, nei saltimbanchi, negli addestratori di animali, in quegli
individui precedentemente stanziali, che nei secoli scorsi furono costretti da crisi economiche od
espropri a migrare per sopravvivere.
Nell’era preindustriale a fungere da polo di attrazione sono le grandi ﬁere, come quelle francesi di San
Bartolomeo e di Saint Laurent (dove compaiono per la prima volta nel 1580 i Chiarini, marionettisti e
danzatori su corda da cui discende Giuseppe Chiarini, impresario circense statunitense della seconda
meta` dell`800). Qui si riuniscono saltimbanchi, acrobati, teatranti, addestratori di animali e proprietari
di serragli.
Le ﬁere diventano non solo luogo di scambio commerciale, ma anche di intrattenimento, di coesione
sociale e di scambio di informazioni.
E` proprio in questa fase che vedono la luce forme artistiche come la commedia dell’arte, la giocoleria,
la clowneria, che sono presenti oggi sì nel circo tradizionale, ma anche nel teatro di strada e nel circo
contemporaneo. Ad esse si afﬁancano forme di intrattenimento che, più che sulle capacità individuali,
si basano sullo sfruttamento e la derisione dei più deboli: da un lato i precursori di quelli che, dalla
seconda metà del`800, verranno chiamati freaks, dall’altra i bestiari, le mostre ambulanti di animali
esotici, e gli addestratori di orsi e scimmie.
Un esempio tutto italiano, quello degli orsanti.
Tra il `700 e l`800 nelle zone dell’Appennino settentrionale le popolazioni di interi villaggi si trovano
costretti all’emigrazione. Alcuni di loro si specializzano in spettacoli di strada con animali ed esibizioni
musicali. Iniziato nel Settecento nel Ducato di Parma, il fenomeno degli orsanti si allarga a macchia
d’olio tra Genova e Piacenza. Non si limitano a girovagare in Italia, ma raggiungono Inghilterra, Francia,
Germania, Scandinavia, Russia, Turchia. La loro fama di addestratori di orsi, scimmie e cammelli era
diffusa in tutta Europa. Gli orsi venivano catturati, torturati con fruste e piastre roventi, incatenati e
imprigionati. I cammelli acquistati in Crimea o in Africa, trasportati, domati e poi rivenduti. Le scimmie
provenivano invece dalla Spagna, e subivano lo stesso medesimo destino.
I nomi di Compiano e della Valtaro diventano, dalla prima metà dell`800, sinonimo di addestratori di
animali. Da qui partivano a decine le piccole compagnie, formate da quattro o cinque persone, con il
loro triste seguito di animali incatenati, e spesso anche bambini comprati dalle loro famiglie e costretti
all’accattonaggio, conosciuti in Europa e negli Stati Uniti per le loro misere condizioni, con il nome di
“Savoyens”, “Lazzaroni”, “Little Slaves of the Harp”. Quel che venne idealizzato nell’edulcorata versione
di “Senza Famiglia” altro non era che questo: un adulto girovago con al seguito un bambino che suona
l’organetto, ed un gruppo di animali ammaestrati.
I bambini servivano ad impietosire, e quindi a fare cassa. Gli animali a ridere della loro goffaggine, e
parimenti a far cassa.
Il circo equestre vero e proprio prende forma a partire da ﬁne Settecento. Nel 1770 Philip Astley, ex
sergente inglese, ottimo cavallerizzo, inizia la costruzione del suo Astley Amphitheatre, che raccoglierà
all’interno della stessa struttura spettacoli di animali, clowns, acrobati, e musicisti. Di pari passo
nascono il Royal Circus di Charles Hughes (ex acrobata della compagnia di Astley) e il Cirque Olympique
di Antonio Franconi (originario di Udine, girovago per necessità, addestratore di uccelli, approda in
Francia e qui si da agli spettacoli di piazza e all’impresa circense). Franconi da corpo allo spettacolo
come basilarmente viene proposto ancor oggi: un insieme organico di numeri di giocoleria, esibizione
di animali, arte acrobatica, musica e pagliacci.
Nel 1835 Phineas Barnum inizia la sua avventura acquistando il suo primo freak (una vecchia schiava
che spaccia per la balia di George Washington), dal 1850 in Europa si fanno largo i grandi circhi di
Alessandro Guerra e Gaetano Ciniselli.22CIRCO CON GLI ANIMALI - Un dossier di Nemesi AnimaleTra ‘800 e ‘900 si afferma la ﬁgura del domatore, e ad opera dei fratelli Hagenbeck, proprietari di uno
dei più grandi serragli d’Europa, viene inventata la gabbia circolare smontabile. E` sempre nello stesso
periodo che il circo diventa itinerante (lo stesso Barnum inizia a viaggiare nel 1873 con il suo “The Greatest
Show on Earth”), e che nascono tutte le maggiori dinastie del circo tradizionale occidentale.
La dinastia degli Orfei viene avviata da Paolo, ex sacerdote nato a Massalombarda nel 1820, ma il nome
Orfei compare già nella tradizione della Commedia dell’Arte (Comica Compagnia Farina e Orfei, attiva in
La dinastia Togni nasce invece nel 1880, quando il capostipite Aristide lascia lavoro e famiglia per seguire
il circo Torinese della famiglia Bianchi (imparentati, come i Niemen, con presunti zingari sinti esperti
nell’addestramento di orsi).
Nei primi decenni del ‘900, su modello americano, nacquero anche in Europa i grandi circhi ambulanti
caratterizzati dal trasporto su ferrovia, presenza di freaks, grandi zoo al seguito.
In Italia è l’espansione dei grandi circhi autoctoni: Togni, Orfei, e Palmiri-Benneweis (nato dalla
collaborazione tra il Circo Palmiri e il danese Benneweis, e chiuso nel 1965).
Mentre scompaiono progressivamente i side show formati da fenomeni da baraccone (l’affermarsi di una
nuova etica che rifugge dallo sfruttamento di esseri umani per le loro deformità li condanna
progressivamente all’oblio), il posto rimasto vuoto viene riempito con gli animali esotici.
I freaks servivano per stupire, per solleticare la curiosità morbosa della gente. Gli animali avevano ed
hanno lo stesso scopo: attirare il pubblico ed esprimere forza e dominanza. Lo spettatore da un lato tende
ad identiﬁcarsi con il domatore, con il più forte, e dall’altro è portato a ridere della goffaggine degli animali
nei “numeri bufﬁ”, così come si ride degli handicaps dei freaks.
La ﬁne degli anni cinquanta vede l’inizio della crisi. Da un lato la concorrenza di televisione e cinema,
dall’altro il dilagare dei luna park, e ancora l’urbanizzazione che costringe gli spettacoli viaggianti a
dover sostare nelle aree periferiche della città, rubano al circo il suo ruolo di primario intrattenimento
La cura viene vista nell’adottare un gigantismo in stile americano, a discapito della tradizione e della
E’ nel 1968 che si arriva alla formulazione della legge 337, unica al mondo, che non solo tutela, ma
sovvenziona gli spettacoli viaggianti (tranne quelli con “apparecchi automatici o semi automatici”, ovvero
dei Luna Park) dei quali “lo stato riconosce la funzione sociale”.
E qui il circo prende due strade: da una parte il circo “tradizionale”, fermo su cliché consolidati, legato
ai ﬁnanziamenti statali, irremovibile nel condannare qualsiasi tentativo di sottrarre gli animali al loro
destino di prigionia e sfruttamento, e dall’altro la riscoperta del teatro di strada, e la nascita del circo
contemporaneo, il cui massimo rappresentate è certamente il Cirque du Soleil (divenuto ormai una
multinazionale con i suoi 216,5 milioni di dollari di fatturato e 3000 dipendenti nel 2008).
Ma anche in Italia esistono coraggiose realtà, come quella della Scuola di Cirko Vertigo di Torino.
Talvolta i circhi presentano uno o più artisti di questo genere (come l’eccezionale Sara Mateva che, ironia
della sorte, ha lavorato con quel Circo Hamar che è stato espulso dalla Grecia per maltrattamenti contro
gli animali, contribuendo alla decisione del governo ellenico di proibire certi spettacoli), piccole ma lucenti
stelle in un ﬁrmamento che declina e davvero ha bisogno di rinnovarsi, abbandonare i vecchi cliché che
inchiodano a se stesso lo spettacolo più antico e brutto del mondo fra animali ridotti in schiavitù, costretti
a scimmiottare l’uomo, assecondarne i desideri, ed attrazioni viste e riviste.23NEMESI ANIMALE
www.nemesianimale.netAll pages:234567891011121314151617181920212223InfoSaveLikeShareDownloadMoreIL CIRCO CON GLI ANIMALI - Luogo di privazioni e scuola di violenza Published on Dec 28, 2012 Con questo dossier abbiamo voluto fornire uno strumento per facilitare l'adesione di più amministrazioni possibili ad uno standard che freni...See MorenemesianimaleFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore