Source: http://www.dottrinalavoro.it/argomento/giurisprudenza-c/corte-europea-di-giustizia-c
Timestamp: 2019-01-23 06:57:53+00:00
Document Index: 182054284

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2112', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Corte Europea di Giustizia: fondazioni musicali – illegittima la mancata conversione a tempo indeterminato in caso di abuso dei contratti a termine
La Corte Europea di Giustizia ha affermato che la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato deve essere interpretata nel senso che essa osta ad una normativa nazionale, come quella italiana, in forza della quale non sono applicabili al settore di attività delle fondazioni lirico-sinfoniche le intese a sanzionare il ricorso abusivo a una successione di contratti a tempo determinato.
La Corte Europea di Giustizia nella causa C-527/16 ha affermato che al lavoratore distaccato da impresa straniera della CEE nel paese comunitario trova, da subito, applicazione la normativa legale e contrattuale del Paese ospite, in quanto va evitato, ai sensi del regolamento n. 883/2004 (art. 12, paragrafo 1), il fenomeno dei lavoratori distaccati in successione a fini sostitutivi (in linea di massima il costo contributivo dei paesi di provenienza è molto più basso).
Corte Europea di Giustizia: attività presso Enti religiosi e requisiti per lo svolgimento della prestazione
Con sentenza relativa alla causa C-414/16 del 17 aprile 2018, la Corte Europea di Giustizia, decidendo su un ricorso che ha visto coinvolta una Chiesa Evangelica tedesca, ha affermato che le organizzazioni e le chiese che hanno tra i loro valori fondanti la religione, possono subordinare l’instaurazione di un rapporto di lavoro con tali requisiti, soltanto se essenziali per lo svolgimento della prestazione lavorativa.
Corte Europea di Giustizia: lavoratrice in gravidanza e possibile licenziamento collettivo
Con sentenza n. C-359/16 del 6 febbraio 2018, la Corte Europea di Giustizia ha affermato che in presenza di un distacco transnazionale, i giudici del paese ospitante, qualora siano evidenti gli elementi fraudolenti e la fattispecie contrattuale risulti essere stata posta in essere con il solo scopo di fruire della minore contribuzione del paese di provenienza, possono escludere l’applicazione del certificato E 101 che, di per se stesso, offre una presunzione di regolarità.
Con la decisione del 20 dicembre 2017, relativa alla causa C-102/16, la Corte Europea di Giustizia offre una interpretazione concernente i paragrafi 6 e 8, del Regolamento CE n. 561/2006 che trattano la materia dei riposi obbligatori per i conducenti del settore dell’autotrasporto.
Corte Europea di Giustizia: assegni familiari ai lavoratori stranieri
La Corte Europea di Giustizia, con la sentenza del 21 giugno 2017, ha affermato che, sulla base del principio di parità di trattamento sancito dalla Direttiva 2011/98, gli assegni familiari vanno riconosciuti ai cittadini extra comunitari titolari di un permesso unico di soggiorno di durata superiore a sei mesi.
Corte Europea di Giustizia: lavoratrice licenziata per discriminazione
La Corte Europea di Giustizia ha affermato che il danno subito da una lavoratrice licenziata per discriminazione sessuale va risarcito in maniera integrale, nel senso che lo stesso non deve essere soltanto riparatorio di un danno subito.
Corte Europea di Giustizia: lavoratori itineranti e orario di lavoro durante gli spostamenti
La Corte Europea di Giustizia ha affermato che il tempo che “lavoratori itineranti” impiegano per spostarsi dal loro domicilio al primo cliente indicato dal loro datore di lavoro e dall’ultimo cliente indicato dal loro datore di lavoro al loro domicilio.
Corte Europea di Giustizia: retribuzione dei lavoratori distaccati da Paese estero
La Corte Europea di Giustizia ha affermato che i lavoratori di aziende straniere di uno Stato membro dell’Unione che operano in regime di distacco internazionale debbono ricevere un trattamento non inferiore a quello previsto nel Paese ove si opera.
Corte Europea di Giustizia: scuola – illegittima la reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi
La Corte Europea di Giustizia ha dichiarato contraria al diritto dell’Unione la normativa italiana sui contratti a tempo determinato nella parte in cui prevede la reiterazione, da parte della PA, dei contratti a termine oltre i 36 mesi.
Corte Europea di Giustizia: (ri)trasformazione da part-time a tempo pieno legittima anche senza la volontà del lavoratore
La Corte Europea di Giustizia ha dichiarato legittimo l’articolo 16 del Collegato Lavor) nella parte in cui prevede la possibilità per le PA di trasformare unilateralmente il rapporto di lavoro da part-time a tempo pieno.
CGIL: presentata denuncia alla Commissione europea contro il Jobs Act (Legge 78/2014)
Corte Europea di Giustizia: appalti pubblici ed esclusione per mancanza del Durc
La Corte Europea di Giustizia, ha ritenuto che, in materia di appalti pubblici, sia legittima la previsione contenuta nella normativa italiana dell’esclusione dalla procedura di aggiudicazione della gara, dell’impresa non in regola con il pagamento dei contributi previdenziali.
Corte Europea di Giustizia: marittimi a tempo determinato – soglia limite
La Corte Europea di Giustizia ha precisato che la fissazione della durata massima di un anno per i contratti dei marittimi a tempo determinato stipulati in successione, nonché la sanzione della conversione a tempo indeterminato in caso di abusi prevista dalla normativa italiana, è conforme al diritto dell’Unione.
La Corte Europea di Giustizia ha affermato che può conservare lo status di «lavoratrice» la donna che smette di lavorare a causa della gravidanza e del successivo periodo post parto.
Corte Europea di Giustizia: Ferie non godute da pagare anche se il lavoratore è deceduto
La Corte Europea di Giustizia afferma che la morte del lavoratore non estingue il suo diritto alla retribuzione delle ferie non effettuate.
Con la sentenza del 6 marzo 2014 – C-458/12 – la Corte Europea di Giustizia ha affrontato il tema della conformità alla Direttiva comunitaria della disposizione, contenuta nell’art. 2112 c.c., della cessione di ramo d’azienda inteso come funzionalmente autonomo di un’attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento. La questione era stata proposta del...
Corte di Giustizia Europea: C-595/12 – assenza per congedo parentale ed esclusione dai corsi di formazione
La Corte di Giustizia Europea, con sentenza C-595/12 pubblicata il 6 marzo 2014, ha stabilito che un trattamento meno favorevole riservato ad una donna per ragioni collegate alla gravidanza o al congedo per maternità costituisce una discriminazione basata sul sesso. In particolare, una lavoratrice in congedo obbligatorio di maternità non può essere esclusa da un corso di formazione proprio a causa della fruizione del congedo...
Corte di Giustizia Europea: legittima la mobilità per i dirigenti
La Corte di Giustizia Europea, con sentenza C- 596/2012 pubblicata il 13 febbraio 2014, ha dichiarato l’illegittimità della normativa italiana sui licenziamenti collettivi (legge 223/1991), nella parte in cui esclude dalla procedura la categoria dei dirigenti. L’esclusione, secondo la Corte di Giustizia, non trova fondamento e giustificazione nella disciplina comunitaria, con la conseguenza che anche i dirigenti devono...
La Corte di Giustizia Europea, con sentenza C- 361/2012, ha pronunciato, dietro richiesta del Tribunale di Napoli, un interessante principio relativo alla indennità di natura risarcitoria in presenza di una conversione di un contratto a termine ingiustamente risoltosi. L’art. 32 della legge n. 183/2010 riconosce una indennità compresa tra 2,5 e 12 mensilità della retribuzione globale di fatto: secondo il giudice remittente tale...
La Corte Europea di Giustizia, con sentenza dell’11 aprile 2013 – C/290/2012, ha affermato che il contratto di lavoro a tempo determinato e quello di somministrazione sono regolamentati da disposizioni diverse, sicché non è possibile applicare al secondo i principi fissati dalla Direttiva CE n. 70/1999, con particolare riferimento alla disciplina delle proroghe. La Corte, è intervenuta su richiesta del Tribunale di Napoli, precisando...
Con sentenza n. C-586/10 del 26 gennaio 2012, la Corte Europea di Giustizia ha affermato la legittimità dell’utilizzo di contratti di lavoro a tempo determinato per esigenze sostitutive anche se risultano ricorrenti o addirittura permanenti. In pratica, la Corte ritiene di non doversi automaticamente procedere alla trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato soltanto con la periodicità...