Source: https://www.centocinquanta.it/certificazione-unica-2019-invio-allagenzia-delle-entrate-e-consegna-al-contribuente/
Timestamp: 2019-08-23 15:31:51+00:00
Document Index: 160318785

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 53', 'art. 25', 'art. 19', 'art. 25', 'art. 4', 'art. 67', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 51', 'art. 50', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 51', '§ 3', 'art. 4', 'art. 7']

Certificazione Unica 2019 – Invio all’Agenzia delle Entrate e consegna al contribuente | CentoCinquanta.it
Con l’art. 1 co. 933 della L. 27.12.2017 n. 205 (legge di bilancio 2018) è stato stabilito, a regime, che le Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per l’elabo­razione della dichia­ra­zione precompilata possono essere trasmesse all’A­genzia delle Entrate entro il termine previsto per la trasmissione telematica dei modelli 770 (31 ottobre).
Di seguito si riepilogano i principali aspetti relativi alla “Certificazione Unica 2019”.
2 ambito applicativo della “certificazione unica 2019”
La “Certificazione Unica 2019” riguarda:
i redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR, cor­risposti nel 2018 ed assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a rite­nuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva;
i redditi di lavoro autonomo di cui all’art. 53 del TUIR (es. compensi professionali, diritti d’au­tore o d’inventore, ecc.), corrisposti nel 2018;
le provvigioni, comunque denominate, per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procaccia­men­­to d’affari, corrisposte nel 2018, soggette alla ritenuta di cui all’art. 25-bis del DPR 600/73;
le provvigioni derivanti da vendite a domicilio di cui all’art. 19 del DLgs. 31.3.98 n. 114, as­sog­gettate a ritenuta a titolo d’imposta;
i corrispettivi erogati dal condominio nel 2018 per prestazioni relative a contratti di appalto, soggetti alla ritenuta dell’art. 25-ter del DPR 600/73;
i corrispettivi erogati per contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni (“locazioni brevi”), di cui all’art. 4 del DL 50/2017 (conv. L. 96/2017);
alcuni redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR (es. compensi per attività occasionali di la­voro autonomo e per attività sportiva dilettantistica, ecc.), corrisposti nel 2018;
le indennità corrisposte per la cessazione di rapporti di agenzia, per la cessazione da fun­zio­ni notarili e per la cessazione dell’attività sportiva quando il rapporto di lavoro è di natura autonoma;
l’ammontare complessivo dei compensi erogati nel 2018 a seguito di procedure di pigno­ramento presso terzi, di cui all’art. 21 co. 15 della L. 27.12.97 n. 449;
La Certificazione Unica 2019 deve essere utilizzata anche per attestare l’ammontare dei redditi cor­ri­­sposti nell’anno 2018 che non hanno concorso alla formazione del reddito im­po­nibile ai fini fiscali e contributivi.
La Certificazione Unica 2019 deve essere utilizzata anche per attestare l’ammontare dei compensi corrisposti nel 2018 alle persone fisiche che:
ap­pli­cano il regime age­volato re­lativo:
oppure ai “contribuenti forfettari” (art. 1 co. 54-89 della L. 190/2014);
La Certificazione Unica 2019 deve essere rilasciata, limitatamente ai dati previdenziali e assisten­ziali relativi all’INPS, anche dai datori di lavoro che non sono sostituti d’im­posta e che erano tenuti:
Si ricorda che non sono sostituti d’imposta, ma devono rilanciare la Certificazione Unica a fini con­tri­butivi, ad esempio:
le aziende straniere che assicurano i lavoratori italiani occupati all’estero in Pae­si non con­ven­­­zionati, ai sensi del DL 31.7.87 n. 317, conv. L. 3.10.87 n. 398.
La Certificazione Unica 2019 non deve invece essere consegnata ai lavoratori domestici (es. colf, ba­dan­ti), ai quali va consegnata una “dichiarazione sostitutiva” semplificata.
La Certificazione Unica 2019 non riguarda invece la certificazione:
dei dividendi e dei proventi equiparati, nonché delle relative ritenute operate o delle imposte sostitutive applicate, che deve continuare ad avvenire me­dian­­te l’apposito modello CUPE (ap­provato, da ultimo, con il provv. Agenzia delle Entrate 15.1.2019 n. 10663);
3 trasmissione telematica della “certificazione uni­ca 2019” all’agenzia delle entrate
Al fine di acquisire i dati necessari per la precompilazione delle dichiarazioni dei redditi (modelli 730 e REDDITI PF), i sostituti d’imposta de­vono trasmet­tere le certifica­zio­ni delle somme e dei valori corri­sposti:
Per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche 2019, il sostituto d’imposta deve utilizzare il modello “ordinario”:
che ha un contenuto più dettagliato rispetto alla versione “sintetica” da consegnare al con­tri­buente, in funzione sostitutiva della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770/2019);
da compilare secondo le istruzioni approvate dall’A­genzia delle Entrate.
Il modello “ordinario” di Certificazione Unica 2019 è infatti costituito:
dal quadro CT, relativo alla comunicazione della “sede telematica” per la ricezione dei mo­del­li 730-4 relativi ai conguagli;
dalla parte relativa ai dati del sostituto d’imposta e del contribuente-sostituito (lavoratore di­pen­dente o autonomo, pensionato o altro percettore delle somme);
dalla parte relativa alla certificazione dei redditi derivanti dalle “locazioni brevi” ai sensi dell’art. 4 del DL 50/2017.
Nel caso in cui la Certificazione Unica attesti solo redditi di lavoro dipendente e assimilati, ovvero solo redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, o soltanto compensi erogati a seguito di “locazioni brevi”, deve essere inviata all’Agenzia delle En­trate esclusivamente la parte della Cer­tificazione Unica relativa alle tipologie reddituali erogate.
Si segnala che, tra i dati relativi al contribuente, deve essere indicato il codice della “categoria parti­colare”, secondo quanto previsto nella “Tabella F” posta in appendice alle istruzioni della Cer­tifi­cazione Unica 2019, che viene di seguito riportata.
3.1 Dati fiscali relativi ai redditi di lavoro dipendente e assimilati
In questa parte del modello “ordinario” della Certificazione Unica 2019 devono essere indicati:
i dati relativi ai redditi corrisposti nel 2018;
i dati relativi all’assistenza fiscale prestata nel 2018 (modelli 730/2018), sia in relazione al di­chiarante che al coniuge (in caso di modello 730/2018 congiunto);
i dati relativi ai lavoratori “frontalieri”, ai contribuenti residenti a Campione d’Italia, ai redditi esenti, ai bonus e stock option soggetti all’addizionale del 10%;
i dati relativi ai redditi assoggettati a tassazione separata (TFR e indennità equipollenti, altre in­dennità, prestazioni in forma di capitale dei fondi pensione, compensi relativi ad anni pre­cedenti, ecc.); deve essere indicata anche l’imposta sostitutiva sulle rivalu­tazioni del TFR maturate nell’anno, indipendentemente dalla cessazione del rapporto di lavoro;
i dati relativi alle somme erogate ai dipendenti privati per premi di risultato o partecipazione agli utili dell’impresa, soggette all’imposta sostitutiva del 10%;
i dati relativi ad operazioni straordinarie;
i dati relativi ai familiari fiscalmente a carico, anche qualora non ci siano le condizioni per usu­fruire delle detrazioni IRPEF per carichi di famiglia; l’indicazione del codice fisca­le del coniuge non fiscalmente a carico è facoltativa; per “coniuge” si intende anche ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;
i dati relativi ai rimborsi di alcuni beni e ai servizi non soggetti a tassazione ai sensi dell’art. 51 co. 2 del TUIR, nell’ambito del c.d. “welfare aziendale”.
Tra le novità relative al contenuto della Certificazione Unica 2019, si segnalano:
l’inserimento di una nuova sezione denominata “Particolari tipologie reddituali”, composta dalle caselle da 741 a 746, nella quale vanno indicate al­cune tipologie di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’art. 50 co. 1 del TUIR, per dare distinta indicazione di particolari tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale non sempre coincidente con quello previdenziale; si tratta, ad esempio:
dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
dei compensi per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale;
delle indennità, dei gettoni di presenza e degli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni;
dei compensi corrisposti ai membri delle Commissioni tributarie e agli esperti del tribunale di sorveglianza;
delle rendite vitalizie e delle rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso, diverse da quelle aventi funzione previdenziale;
degli altri assegni periodici, comunque denominati, alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro;
l’inserimento della nuova casella 479, nella quale deve essere indicato il valore delle eventuali erogazioni in natura, nonché degli eventuali compensi in natura concessi nel corso del rapporto, indipendentemente dal loro ammontare (in preceden­za era prevista una specifica indicazione nell’ambito delle annotazioni, con codice “AH”);
in relazione alle somme erogate per premi di risultato, l’inserimento delle nuove caselle 580 e 590 da compilare nell’ipotesi in cui il benefit sia costituito da erogazioni in natura, indicando il relativo importo;
l’introduzione dei seguenti codici relativi a nuovi oneri che danno diritto ad una detrazione IRPEF del 19%:
“40”, per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;
“43”, per i premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi;
“44”, per le spese mediche sostenute in favore di soggetti con disturbo specifico dell’ap-prendimento (DSA);
l’indicazione, nelle nuove caselle 492, 493 e 494, del periodo in cui si è beneficiato della rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) corrisposta da una forma di previdenza complementare;
l’indicazione, nelle nuove caselle 379 e 380, del credito d’imposta riconosciuto dall’INPS ai pensionati che si sono avvalsi dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica, ai sensi dell’art. 1 co. 166 – 178 della L. 232/2016 (c.d. “APE volontario”), a fronte del pagamento degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi sul rischio di premorienza.
Compensi corrisposti ai soci di cooperative artigiane
Si ricorda che l’art. 1 co. 114 della L. 208/2015 (legge di stabilità 2016) ha disposto l’inclusione tra i redditi assimilati al lavoro dipen­dente dei compensi corrisposti ai soci di cooperative artigiane che stabiliscono un rapporto di lavoro in forma autonoma. Tale qualificazione fiscale non influisce però sul relativo regime previdenziale.
In relazione a tali compensi è necessario anche indicare, nella sezione dati anagrafici relativi al per­cettore delle somme, il codice “Z3”, rilevabile dalla tabella F sopra riportata.
3.2 Dati contributivi INPS
In questa parte del modello “ordinario” della Certificazione Unica 2019 devono essere indicati i dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione dovuta al­l’INPS, suddivisi tra:
lavoratori subordinati del settore privato;
dipendenti pubblici (gestioni ex INPDAP);
collaboratori coordinati e continuativi, altri lavoratori “parasubordinati” e lavoratori autonomi occasionali, iscritti alla Gestione separata ex 335/95.
3.3 Dati contributivi di enti diversi dall’INPS
Nella sezione “Altri Enti” del modello “ordinario” della Certificazione Unica 2019 devono essere indi­cati i dati relativi alla contribuzione afferente ad Enti diversi dal­l’INPS (es. Casse di previdenza e assistenza di medici, infermieri, psicologi, biologi, vete­rinari e giornalisti).
3.4 Dati ASSICURATIVI INAIL
Nella Certificazione Unica 2019 devono essere indicati anche i dati assicurativi INAIL, riferiti a tutti i soggetti per i quali ricorre la tutela obbligatoria ai sensi del DPR 1124/65, già soggetti alla denuncia nominativa di cui alla L. 63/93.
Nella parte del modello “ordinario” della Certificazione Unica 2019 relativa ai redditi di lavoro auto­no­mo, alle provvigioni e ai previsti redditi diversi devono essere indicati:3.5 dati relativi ai redditi di lavoro autonomo, alle provvigioni e ai redditi diversi
le somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indenni­tà e interessi.
3.6 dati relativi alle “locazioni brevi”
Nel modello “ordinario” della Certificazione Unica 2019 è inoltre presente il prospetto per indi­care i dati dei contratti di “locazione breve” e le ritenute operate sui relativi corrispettivi.
L’art. 4 del DL 24.4.2017 n. 50 (conv. L. 21.6.2017 n. 96), attuato con il provv. Agenzia delle Entrate 12.7.2017 n. 132395, ha infatti introdotto una ritenuta del 21% sui corrispettivi lordi dovuti per i contratti di locazione di unità immobiliari ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, sti­pulati dall’1.6.2017 da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, comprese le sublocazioni e le concessioni in godimento a terzi a titolo oneroso da parte del comodatario.
L’obbligo di applicazione della ritenuta riguarda gli intermediari immobiliari e i soggetti che gesti­scono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, qualora incassino i canoni o corrispettivi relativi ai sud­detti contratti o intervengano nel loro pagamento (si vedano anche i chiarimenti forniti dalla circ. Agenzia delle Entrate 12.10.2017 n. 24).
Nel prospetto devono essere indicati:
i dati relativi all’indirizzo dell’immobile;
la durata del contratto nell’anno di riferimento;
l’importo del corrispettivo;
la ritenuta operata.
Se il corrispettivo è stato percepito da un soggetto non proprietario, in caso di sublocazione o di concessione in godimento da parte del comodatario, occorre barrare l’apposita casella.
I dati riferiti ai contratti relativi al medesimo immobile e stipulati dal medesimo soggetto locatore possono essere comunicati anche in forma aggregata, indicando nell’apposita casella il numero complessivo dei contratti stipulati.
Per ogni singola unità immobiliare, l’esposizione dei dati relativi ai contratti di locazione deve es­sere effettuata adottando sempre il medesimo criterio, cioè in forma aggregata o in forma analitica.
3.7 Termine di trasmissione
entro il maggior termine previsto per la trasmissione telematica dei modelli 770;
3.8 Modalità di trasmissione telematica
Il sostituto d’imposta deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate i modelli “ordinari” delle Certifica­zio­ni Uniche 2019:
direttamente o avvalendosi di un intermediario abilitato;
Nell’ambito del flusso telematico (c.d. “fornitura”) è possibile:
da parte dello stesso sostituto d’im­posta, invia­re più certificazioni relative a singoli dipendenti e lavoratori autonomi;
da parte dell’intermediario, inviare le certificazioni relative a diversi sostituti d’imposta.
3.8.1 Suddivisione del flusso telematico
separatamente rispetto alle certificazioni dei dati dei redditi di lavoro autonomo, delle provvi­gioni, dei redditi diversi e delle locazioni brevi.
Inoltre, è possibile effettuare flussi telematici distinti anche nel caso di invio di sole certificazioni dei dati relativi ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, qualora questo risulti più agevole per il so­stituto.
3.8.2 Tipologie di invii telematici
sostitutivi, con i quali si opera la sostituzione di una certificazione già inviata e acquisita dal sistema telematico;
di annullamento, con cui si richiede l’annullamento di una certificazione precedentemente trasmessa e acquisita dal sistema telematico.
Qualora il sostituto d’imposta o l’intermediario debba procedere alla sostituzione e/o all’annulla­men­­­to di certificazioni validamente accolte, dovrà procedere ad inviare un apposito flusso com­pren­sivo delle sole certificazioni da sostituire e/o da annullare.
3.8.3 Software
Per compilare e inviare in via telematica le Certificazioni Uniche 2019, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile sul proprio sito un apposito software.
L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile anche il software di controllo della Certificazione Uni­ca 2019, che consente di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le anomalie o incon­gruenze riscontrate tra i dati contenuti e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche.
3.8.4 Ricevuta di presentazione
3.9 Comunicazione della “sede telematica” per la ricezione dei dati dei conguagli dei modelli 730
Unitamente alle Certificazioni Uniche 2019, i sostituti d’imposta devono comunicare all’Agenzia delle Entrate anche la “sede telematica” (propria o di un intermediario incaricato):
Il “quadro CT”:
Le istruzioni alla Certificazione Unica 2019 stabiliscono che i sostituti d’imposta che i­n­ten­dono va­riare i dati già comunicati (es. variazione della sede En­tra­tel, indicazione dell’interme­diario o mo­difi­ca dello stesso), devono continuare ad uti­liz­­za­re il suddetto modello “CSO”.
Cessazione dell’incarico da parte dell’intermediario delegato
Con la circ. 25.1.2019 n. 3, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che provvederà alla cancellazione dell’indirizzo telematico degli intermediari che hanno trasmesso all’Agenzia stessa, tramite PEC, la comunicazione di cessazione del rapporto e per i quali il sostituto d’imposta non ha provveduto alla modifica con la presentazione dell’apposito modello “CSO”.
Con la cancellazione dell’indirizzo telematico dell’intermediario, il sostituto d’imposta dovrà, in sede di trasmissione delle Certificazioni Uniche 2019, compilare il “quadro CT” per comunicare il nuovo indirizzo telematico (dello stesso sostituto o di un altro intermediario).
3.10 Regime sanzionatorio
3.10.1 Ambito applicativo
3.10.2 Correzione entro 5 giorni
A seguito dell’intervento della L. 205/2017, che ha disposto a livello normativo la possibilità di trasmettere entro il termine di presentazione del modello 770 (31 ottobre) le Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per l’elabo­razione della dichiarazione precompilata, deve ancora es­sere chiarito se la possibilità di correzione entro 5 giorni senza sanzioni è applicabile anche alle Certificazioni in esame.
Da un punto di vista letterale, infatti, tale disposizione è riferita solo alla scadenza “ordinaria” del 7 marzo.
3.10.3 Scarto dei file
Il provv. Agenzia delle Entrate 15.1.2019 n. 10664 stabilisce inoltre che, nel caso di:
scarto dell’intero file contenente le Certificazioni Uniche 2019, inviato entro il ter­mi­ne del 7.3.2019, la sanzione non si applica se il soggetto obbligato effettua un nuovo invio ordinario entro i 5 giorni successivi alla scadenza;
scarto di singole Certificazioni Uniche 2019, inviate entro il termine del 7.3.2019, la sanzione non si ap­plica se il soggetto obbligato effettua un ulteriore invio ordinario, contenente le sole cer­ti­fi­ca­zioni rettificate, entro i cinque giorni successivi alla scadenza (non devono, invece, es­se­re ritra­smesse le certificazioni già accolte).
Da un punto di vista letterale, le suddette disposizioni dell’Agenzia delle Entrate sono riferite solo alla scadenza “ordinaria” del 7 marzo, anche se lo stesso provvedimento evidenzia che, a seguito dell’intervento della L. 205/2017, le Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per l’e­labo­razione della dichiarazione precompilata possono essere trasmesse entro il termine di pre­sentazione del modello 770 (31 ottobre).
Sul punto è quindi necessario un chiarimento ufficiale.
3.10.4 Ravvedimento operoso
In questa parte del modello “sintetico” della Certificazione Unica 2019 devono essere indicati:
gli acconti 2018 versati a seguito della presentazione del modello 730/2018, sia in relazione al dichiarante che al coniuge;
i crediti non rimborsati a seguito della presentazione del modello 730/2018, sia in relazione al dichiarante che al coniuge;
i dati relativi ai lavoratori “frontalieri”, ai contribuenti residenti a Campione d’Italia e ai redditi esenti;
i redditi erogati da altri soggetti (es. in caso di conguaglio complessivo di fine anno o di ope­ra­zioni straordinarie);
i dati relativi ai redditi assoggettati a tassazione separata (TFR e indennità equipollenti, altre indennità, prestazioni in forma di capitale dei fondi pensione, compensi relativi ad anni pre­ce­­denti, ecc.); deve essere indicata anche l’imposta sostitutiva sulle rivaluta­zioni del TFR maturate nell’anno, indipendentemente dalla cessazione del rapporto di lavoro;
i dati relativi ai familiari fiscalmente a carico, anche qualora non ci siano le condizioni per usu­fruire delle detrazioni IRPEF per carichi di famiglia; l’indicazione del codice fisca­le del co­niuge non fiscalmente a carico è facoltativa; per “coniuge” si intende anche ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;
i dati relativi ai rimborsi di beni e ai servizi non soggetti a tassazione ai sensi dell’art. 51 co. 2 del TUIR, nell’ambito del c.d. “welfare aziendale”.
4.2 Dati contributivi INPS ed altri enti e dati assicurativi INAIL
La parte del modello “sintetico” della Certificazione Unica 2019 riguardante i dati relativi alla con­tribuzione dovuta al­l’INPS e ad altri Enti e i dati assicurativi INAIL, invece, è identica a quella del modello “ordinario” (si vedano i precedenti § 3.2, 3.3 e 3.4).
4.3 dati relativi ai redditi di lavoro autonomo, alle prov­vigioni e ai redditi diversi
Nella parte del modello “sintetico” della Certificazione Unica 2019 relativa ai redditi di lavoro auto­no­­mo, alle provvigioni e ai previsti redditi diversi devono essere indicati, in maniera analoga al mo­dello “ordinario”:
A differenza del modello “ordinario”, non sono invece previsti i riquadri relativi all’indicazione:
4.4 dati relativi alle “locazioni brevi”
Nel modello “sintetico” della Certificazione Unica 2019 è presente anche il prospetto per indicare i dati dei contratti di locazione breve e le ritenute operate sui relativi corrispettivi, ai sensi dell’art. 4 del DL 50/2017, con un contenuto identico al modello “ordinario”.
4.5 Sottoscrizione del sostituto d’imposta
Il sostituto d’imposta può sottoscrivere la Certificazione Unica 2019 anche me­diante sistemi di ela­bo­ra­zione automatica.
4.6 Termine di consegna
L’art. 7-quater co. 14 – 15 del DL 22.10.2016 n. 193, conv. L. 1.12.2016 n. 225, ha differito a regi­me, dal 28 febbraio al 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati cor­ri­sposti, il termine entro cui i sostituti d’imposta devono consegnare la certificazione ai con­tri­­buenti-sostituiti, a decorrere dal periodo d’imposta 2016.
La Certificazione Unica 2019, relativa al 2018, deve quindi essere consegnata entro l’1.4.2019 (in quanto il 31.3.2019 cade di domenica).
4.7 Modalità di consegna
4.8 Rilascio di una nuova Certificazione relativa al 2018
4.9 Rilascio di una certificazione diversa dopo la trasmissione all’Agenzia delle Entrate
Nel caso in cui il sostituto d’imposta rilasci una Certificazione Unica 2019 diversa da quella tra­smes­­sa all’Agenzia delle Entrate, deve comunicare al contri­buen­te che, se inten­de avvalersi della dichiarazione pre­com­pilata fornita dall’Agenzia delle Entrate, dovrà:
verificare i dati forniti dalla Certificazione Unica rilasciata;
4.10 Rilascio della Certificazione relativa al 2019
La Certificazione Unica 2019, relativa al 2018, può essere utilizzata anche per certificare i dati rela­tivi all’anno 2019, fino all’approvazione di una nuova certificazione.
In tal caso, i riferimenti agli anni 2018 e 2019 contenuti nella Certificazione Unica 2019 e nelle re­la­tive istruzioni devono intendersi riferiti ai periodi successivi.
È il caso, ad esempio, della certificazione da rilasciare a seguito della cessazione del rapporto di la­­­voro dipendente nel 2019, entro 12 giorni dalla richiesta del lavoratore ces­sato.
4.11 Sanzioni in caso di omessa, infedele o tardiva consegna della certificazione