Source: https://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2002/circ061.htm
Timestamp: 2018-08-14 11:25:23+00:00
Document Index: 46803938

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.4', 'art.3', 'art. 3', 'art.7', 'art.9']

Circolare 61/2002
Circolare n.61/2002
Oggetto: Autotrasporto – Orario di lavoro degli autisti – Direttiva CE 11/3/2002, n. 15, su G.U. n. L80 del 23/3/2002.
Nonostante le resistenze di alcuni Stati membri (tra cui Italia, Spagna, Gran Bretagna, Danimarca, Portogallo e Irlanda) e l’assenza di un accordo tra le parti sociali a livello europeo, è stata varata la direttiva sull’orario di lavoro nel settore dell’autotrasporto (sia di merci che di persone). Il recepimento della direttiva dovrà avvenire entro il 23 marzo 2005; inizialmente si applicherà ai soli lavoratori dipendenti mentre per quelli autonomi decorrerà dal 23 marzo 2009, subordinatamente al parere favorevole della Commissione UE che potrà anche decidere ulteriori slittamenti.
L’aspetto fondamentale della nuova regolamentazione consiste nell’estensione agli autisti, nel quadro di prescrizioni specifiche miranti ad assicurare la sicurezza dei trasporti nonché la salute e la sicurezza delle persone interessate, del limite massimo delle 48 ore settimanali (comprensive degli straordinari) già previsto per la generalità dei lavoratori (direttiva 104/93).
Siffatta estensione segna la conclusione di un processo iniziato circa un decennio fa con la citata direttiva 104 sull’orario di lavoro (peraltro non ancora recepita nell’ordinamento italiano), da cui erano stati inizialmente esclusi alcuni settori (tra cui appunto il trasporto su strada) per i quali sarebbero dovute intervenire discipline ad hoc. Visto il prolungarsi dei tempi di approvazione delle discipline specifiche, la Commissione UE con successiva direttiva 34/2000 ne aveva anticipato i contenuti principali disponendo l’applicazione generalizzata delle 48 ore settimanali senza peraltro prendere in considerazione le peculiarità dei singoli settori; quella direttiva è stata ora sostituita per l’autotrasporto dal provvedimento in esame, le cui disposizioni prevalgono su tutte le precedenti.
Si evidenziano di seguito gli aspetti principali della direttiva 15/2002, con riserva di tornare sull’argomento per ulteriori approfondimenti.
Campo di applicazione (art.2) - I nuovi limiti di orario integrano le disposizioni del regolamento 3820/85 che fissa norme comuni relative ai tempi di guida e di riposo dei conducenti e non ha per oggetto gli altri aspetti dell’orario di lavoro. Come è noto, quel regolamento è attualmente interessato da una proposta di modifica volta a semplificare e ad aggiornare la disciplina vigente senza peraltro modificare la durata dei periodi di guida.
Durata (art.4) - La durata massima della settimana lavorativa può essere estesa sino a 60 ore purché su un periodo di 4 mesi (elevabili a 6 dalla contrattazione collettiva) la durata media della stessa non superi comunque 48 ore; questa elasticità della prestazione lavorativa non appare certo sufficiente a colmare il divario tra i nuovi limiti di orario e le disposizioni legislative e collettive attualmente in vigore in Italia.
Definizione (art.3) - Ai fini del calcolo delle 48 ore la direttiva in esame considera come orario di lavoro tutti i periodi durante i quali l’autista è a disposizione sul posto di lavoro per svolgere le proprie funzioni (guida, carico e scarico, pulizia e manutenzione del veicolo, disbrigo di formalità amministrative, ecc.) e non può disporre liberamente del proprio tempo. Non devono invece essere computati nell’orario di lavoro i cosiddetti tempi di disponibilità, ossia i periodi diversi dai riposi intermedi e dai periodi di riposo durante i quali il lavoratore, pur non dovendo rimanere sul posto di lavoro, deve tenersi a disposizione per rispondere ad eventuali chiamate con le quali gli si chiede di iniziare o riprendere la guida o di eseguire altri lavori. In particolare rientrano tra tali tempi i periodi trascorsi in nave o in treno per accompagnare il veicolo nonché, in caso di equipaggio composto da due autisti, il tempo trascorso a fianco del conducente o in cuccetta durante la marcia del veicolo.
I criteri cui fa riferimento la direttiva per definire l’orario di lavoro non sembrano discostarsi da quelli attualmente previsti dal CCNL trasporto merci con riferimento ai lavoratori considerati discontinui. Anche in questo caso infatti, fermi restando ovviamente i diversi limiti settimanali, sono computati nell’orario di lavoro sia i tempi di lavoro effettivo che quelli di semplice presenza a disposizione; il dettaglio di entrambi è stato precisato in occasione dell’ultimo rinnovo con un’elencazione sostanzialmente simile a quella della direttiva.
Si fa osservare come, ai fini della definizione dell’orario di lavoro per il calcolo delle 48 ore, l’ultimo periodo del punto 1) dell’art. 3) faccia rinvio “alle condizioni generali negoziate tra le parti sociali e/o definite dalla normativa degli Stati membri.”
Riposi (artt.5 e 6) - In aggiunta a tutti i tipi di riposo (giornalieri e settimanali) previsti dal regolamento 3820/85, dovrà essere osservato dagli autisti un riposo intermedio obbligatorio di almeno 30 minuti dopo 6 ore consecutive di lavoro.
Lavoro notturno (art.7) – Qualora venga svolto lavoro notturno l’orario giornaliero non potrà superare le 10 ore. Per il lavoro notturno inoltre dovrà essere prevista dai contratti collettivi una specifica indennità sempreché il metodo di indennizzazione prescelto sia tale da non compromettere la sicurezza stradale.
Registri (art.9) - L’orario di lavoro degli autisti dovrà essere annotato dalle imprese su appositi registri da conservarsi per almeno due anni dalla fine del periodo coperto.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn.129/2000 e 65/1999
G.U. delle Comunità Europee n. L 080 del 23.03.2002
DIRETTIVA 2002/15/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del trattato, visto il progetto comune approvato dal comitato di conciliazione il 16 gennaio 2002,
(1) Il regolamento (CEE) n. 3820/85 del Consiglio, del 20 dicembre 1985, relativo all'armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada fissa le norme comuni relative ai tempi di guida e di riposo dei conducenti. Esso non ha per oggetto gli altri aspetti dell'orario di lavoro per il settore dell'autotrasporto.
(2) La direttiva 93/104/CE del Consiglio, del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, consente di adottare prescrizioni più specifiche in materia di organizzazione dell'orario di lavoro. Tenuto conto del suo carattere settoriale le disposizioni della presente direttiva prevalgono sulla direttiva 93/104/CE, in applicazione dell'articolo 14 di quest'ultima.
a) i lavoratori mobili siano informati delle pertinenti disposizioni nazionali, del regolamento interno dell'impresa e degli accordi tra parti sociali, in particolare dei contratti collettivi e degli eventuali contratti aziendali stipulati sulla base della presente direttiva, senza pregiudizio della direttiva 91/533/CEE del Consiglio, del 14 ottobre 1991, relativa all'obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro;