Source: http://www.vasroma.it/vas-segnala-tre-impianti-pubblicitari-di-mt-3-x-2-istallati-nel-centro-storico-di-roma-i-municipio/
Timestamp: 2019-07-18 01:41:29+00:00
Document Index: 161826686

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 31']

VAS segnala tre impianti pubblicitari di mt. 3 x 2 istallati nel centro storico di Roma (I Municipio) – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
in AFFISSIONI E PUBBLICITA' DEL COMUNE DI ROMA, ARCHIVI, cartellopoli, Comune di Roma, GOVERNO DEL TERRITORIO, IMPIANTI PUBBLICITARI A ROMA, NEWS, piani territoriali
Prot. n. 43/2018 all’Assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive
al Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive
Alla Assessora alle Politiche del Commercio e dell’Artigianato
Al Comandante del I Gruppo Centro
del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale
S.p.A. Aequa Roma
Direzione Fiscalità Attività Produttive e Ricettive
Dott. Gianluca Giattino
Oggetto – Segnalazione di tre impianti pubblicitari di mt. 3 x 2 istallati nel centro storico di Roma (I Municipio)
In data 30 luglio 2018 è pervenuta a questa associazione una segnalazione che riguarda i seguenti tre impianti pubblicitari di mt. 3 x 2 che lo stesso giorno sono stati istallati dalla ditta “Impianti Gestione Affissioni” (I.G.A.) S.r.l., rimuovendo nello stesso giorno quanto meno in via Labicana impianti di proprietà comunale (SPQR) di mt. 2 x 2 concessi in affitto.
1 – Impianto pubblicitario istallato all’angolo di via Conte Verde con via Nino Bixio
Fronte su via Conte Verde
Le foto sovrastanti lasciano vedere che l’impianto è stato istallato all’altezza di un incrocio, in violazione della distanza minima di 25 metri prima delle intersezioni, prescritta per le strade di quartiere dal 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento di Pubblicità.
Angolo tra via Conte Verde e via Nino Bixio
La foto sovrastante lascia vedere che l’impianto è stato istallato a ridosso del passaggio pedonale, in violazione della distanza minima di 15 metri dagli attraversamenti pedonali, prescritta per le strade di quartiere dal 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento di Pubblicità
Retro da via Nino Bixio che lascia vedere l’invasibilità dell’impianto
Foto che lascia vedere il cemento lasciato in vista
Foto che lascia vedere una parte del cemento finito sul marciapiede che è stato anche danneggiato
Le foto sovrastanti attestano che l’istallazione violerebbe anche l’ordinanza (se ancora valida) che il 22 febbraio 2010 l’allora Sindaco Gianni Alemanno ha emanato nella veste di Commissario delegato all’Emergenza Traffico, perché per scavi paralleli al marciapiede richiede espressamente “demolizione e ripristino della pavimentazione di tutto il marciapiede con stesa di materiale analogo al preesistente estesa per metri 0,50 oltre le testate di inizio e fine scavo, o fino alle eventuali interruzioni (incroci o passi carrabili) preesistenti“.
Targhetta identificativa con il numero di codice 0513 assegnato alla ditta “Impianti Gestione Affissioni” (I.G.A.) S.r.l.
La foto sovrastante lascia vedere che nella targhetta identificativa viene indicato il numero civico 66 di via Conte Verde, che non corrisponde affatto all’incrocio con via Nino Bixio: a tal riguardo la segnalazione ha fatto presente che l’istallazione dell’impianto costituisce un “accorpamento” di un impianto bifacciale di mt. 2 x 2 di proprietà comunale (SPQR) concesso in affitto alla S.r.l. I.G.A., ma istallato poco distante su via Conte Verde, come attesta la sottostante foto tratta di Street View di Google Maps.
Se così fosse veramente, allora dovrebbe essere stato contestualmente rimosso l’impianto SPQR bifacciale, che sviluppa una superficie espositiva di complessivi 8 mq., per accorpare le due facciate in un unico impianto di mt. 3 x 2, che è stato istallato però poco distante e che dovrebbe essere monofacciale (con una superficie espositiva complessiva di mq. 6), su cui è stata affissa illecitamente la stessa targhetta identificativa dell’impianto SPQR.
A conferma indiretta di questo l’Assessora alle Politiche del Commercio e dell’Artigianato del I Municipio di Roma, Tatiana Campioni, sulla sua pagina fecebook ha fatto sapere di avere parlato con il Comandante del I Gruppo Centro del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, Roberto Stefano, che avrebbe sanzionato l’impianto proprio perché di dimensioni diverse da quello autorizzato, che è di mt. 2 x 2 e che risulta registrato come tale nella Nuova Banca Dati (N.B.D.) del Comune con la sigla 0513/AQ942/P, la stessa cioè che è riportata nella targhetta identificativa affissa però sul nuovo impianto di mt. 3 x 2 e che lascia presumibilmente l’equivoco tra il vecchio ed il nuovo impianto.
Ma dalle foto sovrastanti si evince che non c’è certezza alcuna che l’impianto verrà utilizzato per pubblicità su entrambe le facciate e soprattutto che il nuovo impianto di mt. 3 x 2 rimanga sempre di proprietà dell’Amministrazione Capitolina, dal momento che nella cimasa non è stato affisso nessun logo del Comune, lasciando così intendere che la proprietà sia della S.r.l. I.G.A. e non del Comune di Roma come dovrebbe invece essere.
Sempre sulla stessa pagina facebook l’Assessora Tatiana Campioni ha fatto sapere che l’impianto sarebbe autorizzato dal Dipartimento Sviluppo Economico del Comune: ha fatto sapere che ad ogni modo ha scritto alla S.p.A. “Aequa Roma” per avere informazioni e chiarimenti.
Si chiede pertanto di sapere se ed a che titolo il suddetto impianto di mt. 3 x 2 sia stato veramente autorizzato dal Dipartimento Sviluppo Economico del Comune, motivando in caso affermativo ai sensi del 1° comma dell’art. 3 della legge n. 241/1990 i presupposti di fatto e le ragioni tecniche e giuridiche che devono supportare una simile autorizzazione, in considerazione non solo dei vizi di legittimità sopra rilevati, ma anche e soprattutto della violazione della normativa vigente in materia di accorpamenti.
A tal ultimo riguardo si fa presente che ai sensi del 12° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità, approvato dall’Assemblea Capitolina con deliberazione n. 50 del 30 luglio 2014, «fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino. Sono fatti salvi, comunque, i limiti complessivi all’esposizione pubblicitaria stabiliti per legge e regolamento comunale.»
I “Piani” citati all’art. 19 sono il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (P.R.I.P.), approvato dall’Assemblea capitolina con deliberazione n. 49 del 30 luglio 2014, ed i Piani di Localizzazione degli Impianti Pubblicitari, definitivamente approvati dalla Giunta Capitolina con deliberazione n. 243 del 13 novembre 2017.
Ne deriva che il suddetto accorpamento non è affatto consentito.
Con deliberazione n. 325 del 13 ottobre 2015 la Giunta Capitolina ha dettato «ulteriori indirizzi per la gestione temporanea degli impianti pubblicitari inseriti nella Nuova Banca Dati» che hanno riguardato anche gli accorpamenti, stabilendo:
«che gli interventi di trasformazione/accorpamento, già consentiti dalla deliberazione Giunta Capitolina n. 380/2014, continuano ad essere istruibili a condizione che gli impianti da trasformare/accorpare siano tutti ricompresi nella medesima zonizzazione di cui alla deliberazione Assemblea Capitolina n. 49/2014;
che le procedure di trasformazione predette devono riferirsi ad impianti il cui formato non è più previsto dalla normativa vigente e che, soltanto al fine di completare il progetto di accorpamento, possono riguardare anche impianti con formati oggi ammessi, solo se accorpati a impianti con formati non ammessi;
che gli impianti oggetto di trasformazione/accorpamento possono modificare la loro ubicazione solo se la posizione degli impianti originari non è idonea ad accogliere l’impianto risultante dall’accorpamento, a condizione che sia mantenuta la stessa zonizzazione o siano decentrati».
Il suddetto indirizzo conferma che il suddetto accorpamento è del tutto illecito.
2 – Impianto pubblicitario istallato in via Merulana
Anche per questo caso la segnalazione ha fatto presente che l’istallazione dell’impianto costituisce un “accorpamento” di un impianto bifacciale di mt. 2 x 2 di proprietà comunale (SPQR) concesso in affitto alla S.r.l. I.G.A: lo attesta direttamente la foto seguente tratta da Street View di Google Maps, che lascia vedere che il nuovo impianto di mt. 3 x 2 è stato istallato in una vicina posizione ed in modo ortogonale a via Merulana.
Si tratta di un accorpamento che in base alla normativa sopra richiamata è del tutto illecito
3 – Impianto pubblicitario istallato in via Labicana
Anche per questo caso la segnalazione ha fatto presente che l’istallazione dell’impianto costituisce un “accorpamento” di un impianto bifacciale di mt. 2 x 2 di proprietà comunale (SPQR) concesso in affitto alla S.r.l. I.G.A, che lo ha rimosso lo stesso giorno del 30 luglio 2018: lo attesta direttamente la foto seguente tratta da Street View di Google Maps, che lascia vedere che il nuovo impianto di mt. 3 x 2 stato istallato più o meno sullo stesso posto.
La foto lascia vedere che l’impianto SPQR di mt. 2 x 2 era istallato a fianco della chiesa dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano
Il nuovo impianto risulta in violazione dell’art. 6 delle Norme del P.R.I.P. che vieta l’istallazione di impianti pubblici o privati nelle pertinenze degli edifici di interesse storico-architettonico.
Si chiede in conclusione di accertare la regolarità dei tre suddetti impianti, provvedendo – in caso di accertamento dei vizi di legittimità sopra evidenziati – ad applicare pienamente l’art. 31 del vigente Regolamento di Pubblicità.