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Timestamp: 2017-06-29 07:15:14+00:00
Document Index: 108561986

Matched Legal Cases: ['art.74', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 74', 'art.73', 'art.73', 'art.73', 'sentenza ']

IL CASO / ARRIVA LA RELAZIONE SULLE DROGHE IN UNO STRANO SILENZIO
Giovedì, 12 Gennaio 2017 15:49	Tweet
È stata consegnata al Senato con circa cinque mesi di ritardo e di soppiatto nel mezzo del terremoto politico post-referendum del dicembre scorso. È la Relazione annuale al Parlamento sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia 2016 comunicata alla presidenza di Palazzo Madama dall’allora ministro per le riforme e i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi il giorno prima delle dimissioni di Renzi, cioè il 6 dicembre scorso (e annunciata, in verità, nella seduta n. 734 del 14 dicembre 2016), come riporta il sito del Senato della Repubblica. Il documento, però, non compare sul sito del Dipartimento Politiche antidroga.
Eppure è un testo corposo, così come quello del 2015: ben 550 pagina che raccolgono non solo i dati del 2015, ma anche alcune anticipazioni sul primo semestre del 2016 e il contributo (una cinquantina di pagine a chiusura del testo) del privato sociale (Acudipa, Ceis, Fict, Cnca, Intercear, Co.N.O.S.C.I. Onlus, Forum Droga, Associazione La Tenda, Cooperate e Federserd) che però non compare nell’indice generale del testo, ma come allegato a chiusura del documento che arriva, così, dopo la nomina del nuovo capo del Dipartimento politiche antidroga. Il posto occupato fino a due anni e mezzo fa da Giovanni Serpelloni e rimasto vacante nei mesi successivi è stato assegnato lo scorso ottobre al consigliere Paola D'Avena, che fino alla nuova nomina ha guidato il dipartimento per le Politiche di gestione, promozione e sviluppo delle risorse umane e strumentali.
La prima parte della relazione è dedicata all’offerta delle sostanze stupefacenti e i dati del 2015 parlano di una flessione dei sequestri di droga rispetto al 2014, anche se, rispetto agli ultimi cinque anni risulta leggermente superiore. Nel corso del 2015, le operazioni antidroga effettuate in Italia sono state poco più di 19 mila e hanno comportato il sequestro di poco più di 84 tonnellate di droga. Un dato che, pur mostrando una marcata flessione rispetto all’anno precedente (-45 per cento circa), risulta leggermente superiore al quantitativo medio sequestrato negli ultimi cinque anni. Rispetto al 2014 si registra un aumento dei sequestri di cocaina (+4 per cento circa, ndr), LSD, droghe sintetiche, sia in dosi sia in polvere, e di piante di marijuana. Risultano in diminuzione i quantitativi sequestrati di eroina (-18 per cento circa, ndr), marijuana e hashish”.
È la Lombardia la regione in cui si è avuto il più alto numero di operazioni, seguono Lazio, Campania, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia. Rispetto al 2014, inoltre, si registra un aumento dei sequestri di droga presso le zone aeroportuali e le frontiere terrestri, in diminuzione invece quelli presso le aree marittime.
Diminuiscono del 7 per cento circa rispetto al 2014 le persone segnalate all’autorità giudiziaria. Nel 2015 sono 27.718, il 39 per cento delle quali nelle regioni settentrionali, il 36 per cento in quelle meridionali e insulari e per il 26 per cento in quelle del Centro Italia. “La diminuzione ha riguardato in particolar modo le denunce per reati correlati alla marijuana, all’eroina, alle piante di cannabis e alle altre droghe – si legge nella relazione -; risultano di contro aumentate quelle relative alle droghe sintetiche e all’hashish. Il numero più elevato di denunce si riferisce alla cocaina, seguito da quelle per hashish, marijuana, eroina e piante di cannabis. Il 70 per cento delle denunce ha comportato lo stato di arresto”.Solo l’8 per cento delle denunce è stato per il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art.74 del T.U. 309/90), si legge nel rapporto, mentre la restante quota per traffico illecito (art. 73).
Diminuiscono le denunce a carico di stranieri. Il calo, rispetto al 2014, è del 5,7 per cento. La maggior parte delle denunce, però, riguarda i cittadini italiani: oltre il 63 per cento. Il 7,2 per cento, invece, sono donne e il 4 per cento minorenni, dati in aumento per queste ultime due categorie. Le donne segnalate fanno registrare un decremento del 15,6 per cento rispetto al 2014: per il 29,4 per cento hanno 40 anni e più, per il 21,5 per cento sono di nazionalità straniera. Le denunce riferite ai minorenni aumentano, invece, del 6 per cento rispetto al 2014 e per il 21,8 per cento hanno riguardato soggetti di nazionalità straniera.
Nel 2015, infine, i detenuti per reati in violazione della Legge 309/90 sono circa 17.000 (art. 73) e 5.900 (art. 74), pari al 32 e 26 per cento di tutti i presenti. Diminuiscono gli ingressi in carcere, spiega il testo, ma non per gli stranieri. “Nel 2015 il totale degli ingressi è stato di circa 46 mila (di cui il 27 per cento ex art.73) e in diminuzione rispetto agli anni precedenti risultano sia i complessivi che quelli per violazione della normativa antidroga. Il 26 per cento del totale dei detenuti nel 2015, inoltre, è tossicodipendente e sia la popolazione tossicodipendente che quella implicata nell’offerta di droghe (art.73) vede l’ingresso di stranieri in continua crescita”.
Condannate in via definitiva nel 2015 e per la quasi totalità riguardanti il reato di traffico/spaccio (art.73) 9.748 persone: il 93 per cento sono uomini, la maggior parte dei quali ha tra i 25-34 anni (35 per cento). Il 20 per cento dei condannati, inoltre, ha commesso il reato sul territorio lombardo e il 10 per cento in quello della regione Lazio. “La maggior parte dei soggetti, sia italiani che stranieri, sono stati condannati con sentenza definitiva al primo grado di giudizio – aggiunge la Relazione - e per poco meno del 74 per cento si tratta di soggetti non recidivi”.