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Timestamp: 2018-06-17 23:00:36+00:00
Document Index: 2509107

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art 2', 'art.1', 'art.1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 40', 'art. 6', 'arti 2', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 21', 'art.1']

Sistema Nazionale di Valutazione LA VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI. Damiano Previtali. Dirigente MIUR Sistema nazionale di valutazione - PDF
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1 Sistema Nazionale di Valutazione LA VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI Damiano Previtali Dirigente MIUR Sistema nazionale di valutazione
2 Indice 1. Le lezioni apprese 2. La normativa 3. Il disegno di valutazione 4. I primi passi 5. Il Piano di miglioramento 6. Il piano formazione e accompagnamento 2
3 3 LEZIONI
4 Lezione n. 1: le basi di riferimento Dal documento del Ministro sul disegno di valutazione dei capi di istituto Il sistema di valutazione deve: 1. superare le logiche autoreferenziali prevedendo l'intervento di soggetti diversi 2. basarsi sull'autoanalisi del capo d'istituto 3. prevedere la valutazione di un soggetto terzo (Nuclei di valutazione) 4. prevedere il feedback agli interessati attraverso un colloquio di restituzione della valutazione ai capi d'istituto che lo richiedano 4
5 Lezione n. 2: i criteri di valutazione CCNI scuola 31 agosto 1999 art La valutazione del capo di istituto Nel valutare l'attività dei capi di istituto, i nuclei dovranno considerare: 1. direzione e organizzazione dell istituzione scolastica; 2. relazioni interne ed esterne; 3. innovazione e sviluppo; 4. valorizzazione delle risorse umane e gestione delle risorse finanziarie e strumentali a disposizione. 5
6 Lezione n. 3: le criticità : la sperimentazione SIVADIS Le criticità rilevate dal monitoraggio INVALSI e trasmesse al Ministro: poca trasparenza delle procedure non oggettività dei criteri non omogeneità dell applicazione in campo nazionale e regionale mancanza di ponderazione delle diverse condizioni operative in cui i dirigenti esercitano il loro ruolo assenza di un quadro comune di dati di riferimento 6
7 Lezione n. 4: gli obiettivi Il progetto INVALSI Obiettivi di missione: sono quantitativi, sono rilevabili, sono da raggiungere nel percorso triennale di valutazione, sono definiti prioritariamente in termini di miglioramento dei tassi di apprendimento e di riduzione dei tassi di abbandono degli studenti. Obiettivi di leadership: sono legati alle azioni professionali che il dirigente scolastico mette in atto per raggiungere gli obiettivi di missione 7
8 Lezione n. 5: l incarico MIUR: Progetto per i Dirigenti scolastici neo immessi in ruolo Dal progetto: «Gli obiettivi da raggiungere scaturiscono dal processo di autovalutazione e sono esplicitamente indicati nel Rapporto; vengono proposti dal Dirigente scolastico al Direttore dell Ufficio Scolastico Regionale per la loro effettiva definizione e la conseguente assegnazione nell incarico.» 8
9 Sintesi - Arriviamo alla valutazione dei dirigenti scolastici dopo 15 anni - Arriviamo nel momento di massima difficoltà per i Dirigenti scolastici - La valutazione dei dirigenti non è un ulteriore difficoltà e non è esclusivamente finalizzata alla remunerazione La valutazione è: - orientamento e sostegno alla professionalità - riconoscimento e valorizzazione della professionalità Ogni nuovo processo è uno spazio di innovazione e governo del sistema. 9
10 10 La normativa
11 La normativa DPR 28 marzo 2013, n. 80 Legge 107 del 13 luglio 2015 Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione in materia di istruzione e formazione Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti Procedimento di valutazione Art 6, comma 4, 5 Obiettivi e Organizzazione SNV Art 2, comma 1, 2 Criteri generali per la valutazione del dirigente scolastico Art 1, comma 93 Nuclei di valutazione e funzioni ispettive Art 1, comma 94 Direttiva Ministeriale 25 del 28 giugno 2016 La valutazione dei dirigenti scolastici Legge regionale 3 agosto 2016 n. 18 Art. 19: valutazione dei dirigenti scolastici 11
12 La normativa DPR 80 del 2013, art. 6: procedimento di valutazione a) Autovalutazione delle istituzioni scolastiche (R.A.) b) Valutazione esterna c) Azioni di miglioramento d) Rendicontazione sociale comma 4 12 Le azioni sono dirette anche a evidenziare le aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche riconducibili al dirigente scolastico, ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale secondo quanto previsto dall articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e dal contratto collettivo nazionale di lavoro.
13 La normativa DPR 80 del 2013, art. 6: procedimento di valutazione a) Autovalutazione delle istituzioni scolastiche (R.A.) b) Valutazione esterna c) Azioni di miglioramento d) Rendicontazione sociale comma 5 13 I piani di miglioramento, con i risultati conseguiti dalle singole istituzioni scolastiche, sono comunicati al direttore generale del competente Ufficio scolastico regionale, che ne tiene conto ai fini della individuazione degli obiettivi da assegnare al dirigente scolastico in sede di conferimento del successivo incarico e della valutazione di cui al comma 4.
14 La normativa DPR 80 del 2013, art 2: obiettivi e organizzazione del SNV comma 2 L'S.N.V. fornisce i risultati della valutazione di cui al comma 1 ai direttori generali degli uffici scolastici regionali per la valutazione dei dirigenti scolastici ai sensi dell'articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni. comma 1 Ai fini del miglioramento della qualità dell offerta formativa e degli apprendimenti, l S.N.V. valuta l efficienza e l efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione ) 14
15 La normativa Legge 107 del 13 luglio 2015 art.1, comma 93 Nell individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione e dei seguenti criteri generali: a. competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell incarico triennale; b. valorizzazione dell impegno e dei meriti professionali del personale dell istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali; c. apprezzamento del proprio operato all interno della comunità professionale e sociale; d. contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale; e. direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole. 15
16 La normativa Legge 107 del 13 luglio 2015 art.1, comma Il nucleo per la valutazione dei dirigenti scolastici è composto secondo le disposizioni dell articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e può essere articolato in funzione delle modalità previste dal processo di valutazione. La valutazione è coerente con l incarico triennale e con il profilo professionale ed è connessa alla retribuzione di risultato Per la valutazione dei dirigenti scolastici e la realizzazione del sistema nazionale di valutazione per il triennio possono essere attribuiti incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale di durata non superiore a tre anni per le funzioni ispettive.
17 La normativa VdA: legge regionale 3 agosto 2016 n. 18 art. 19 commi 1 e 2 La valutazione dei dirigenti scolastici è effettuata ai sensi dell articolo 25 comma 1 del d.lgs 30 marzo 2001 n. 165 e spetta al Sovraintendente regionale, che vi provvede ai sensi della normativa vigente per i dirigenti scolastici appartenenti allo Stato. Nell individuazione degli indicatori di cui all art. 1, comma 93 della legge 107/2015 tiene conto anche delle attività funzionali alla realizzazione degli adattamenti delle indicazioni nazionali per il curricolo, alle necessità locali di cui all art. 40 dello statuto speciale per la valle d Aosta. 17
18 IL DISEGNO (il SNV e la Valle d Aosta) 18
19 Il disegno La valutazione della dirigenza scolastica è finalizzata al miglioramento della professionalità dei Dirigenti e delle Istituzioni scolastiche in coerenza con il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV). Gli obiettivi del rapporto di autovalutazione (scuola) gli obiettivi regionali (VdA)) gli obiettivi strategici nazionali (nazione) sono il punto di partenza per la valutazione dei Dirigenti scolastici, in quanto rappresentano il quadro di riferimento all interno del quale si colloca l azione della dirigenza e il contributo al miglioramento del servizio (comma 93: nell individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione ) 19
20 Il disegno La metodologia adottata per la valutazione intende inserirsi in modo leggero all interno del lavoro svolto quotidianamente, senza richieste di nuove e particolari documentazioni che appesantiscono ulteriormente il lavoro richiesto ai Dirigenti, ma valorizzando al meglio gli strumenti o i documenti già in uso. 20
21 Il disegno Punto di partenza è l autovalutazione del Dirigente, attraverso un modello comune di riferimento a livello nazionale con dati ed evidenze controllabili, così come è avvenuto per il procedimento di valutazione delle Istituzioni scolastiche (art. 6 DPR 80/2013). Riferimento finale per la valutazione è il riscontro annuale sugli obiettivi di processo realizzati ( specificità delle proprie funzioni ) e gli obiettivi di risultato raggiunti ( contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione ). 21
22 Il disegno I Dirigenti scolastici contribuiscono al perseguimento degli obiettivi attraverso la specificità delle proprie funzioni, di conseguenza la valutazione non può essere fondata esclusivamente sul raggiungimento degli obiettivi, ma deve considerare innanzitutto lo specifico dell azione dirigenziale finalizzata al loro perseguimento e, in particolare, i criteri generali riportati nel comma 93: a. competenze gestionali ed organizzative b. valorizzazione dell impegno e dei meriti professionali del personale c. apprezzamento dell operato d. contributo al miglioramento e. direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione 22
23 Il disegno di valutazione In sintesi: sei passaggi 1 Definizione e consegna degli obiettivi da parte del Sovraintendente attraverso le priorità pervenute dal RAV, le priorità nazionali individuate dal Ministro e gli obiettivi Regionali ENTRO SETTEMBRE
24 Il disegno di valutazione 2 Formulazione del Piano di valutazione da parte del Coordinatore metodologico del Sistema di valutazione (in Italia coordinatore DT) ENTRO DICEMBRE
25 Il disegno di valutazione Le quattro fasi riassuntive sulla valutazione del dirigente scolastico 3 Autovalutazione annuale da parte del Dirigente attraverso un format comune, interno al Portfolio con curriculum professionale e documentazione delle azioni realizzate e dei risultati ottenuti con dati e evidenze a sistema ed eventuali richieste di integrazioni da parte del Nucleo. ENTRO MAGGIO
26 Il disegno di valutazione Le quattro fasi riassuntive sulla valutazione del dirigente scolastico 4 Valutazione di prima istanza da parte del Nucleo ed eventuale visita presso l Istituzione scolastica sede di servizio del Dirigente (ogni Dirigente sarà comunque oggetto di una visita all interno del triennio di incarico) ENTRO LUGLIO
27 Il disegno di valutazione Le quattro fasi riassuntive sulla valutazione del dirigente scolastico 5 Valutazione finale da parte Sovraintendente, con riferimento alla valutazione di prima istanza del Nucleo. Il Sovraintendente può discostarsi dalla valutazione del Nucleo previo motivazione scritta. ENTRO AGOSTO
28 Il disegno di valutazione Le quattro fasi riassuntive sulla valutazione del dirigente scolastico 6 Restituzione dei riscontri sulla valutazione da parte del Sovraintendente, e/o del Nucleo (a livello individuale, per quanto possibile, mentre si riporteranno comunque i dati generali sui risvolti della valutazione annuale a tutti i DS in una dimensione di orientamento e sviluppo della professionalità). ENTRO DICEMBRE
29 29 I PRIMI PASSI
30 Dal RAV all incarico Dall incarico alla valutazione + 30
31 Dal RAV all incarico 31 Due strumenti complementari a supporto L applicazione, accessibile dal SIDI, consente di produrre la lettera di incarico, personalizzare gli obiettivi regionali e modificare le priorità inserite nei RAV dai Dirigenti Scolastici Il cruscotto analitico dei RAV fornisce l evidenza della conformità dei RAV rispetto a delle analisi e delle regole predefinite. Rappresenta uno strumento a supporto della preparazione della lettera di incarico
32 I criteri di riferimento per l elaborazione di un buon rapporto di autovalutazione. 1 Completezza Il RAV deve essere completato in tutte le sue parti 2 Coerenza Vi deve essere coerenza fra autovalutazione e dati, ad esempio non è possibile una autovalutazione di eccellenza nelle prove standardizzate (6 o 7) con dati Invalsi sotto la media provinciale o con le scuole con ESCS simile; oppure in situazioni con autovalutazione negative in alcune aree degli esiti (1 o 2 o 3) è necessario avere una priorità sulle stesse aree ecc. ecc. 3 Chiarezza Gli obiettivi sono ben definiti e rilevabili, in particolare i traguardi sono quantificabili e misurabili 4 Pertinenza Gli obiettivi di risultato riguardano gli esiti e non i processi 5 Rilevanza Gli obiettivi, con particolare attenzione agli obiettivi di sistema della PAT, sono rilevanti e sfidanti per i prossimi tre anni e non marginali o di fatto già raggiungibili con le azioni in atto a livello di sistema 32
33 Dal RAV all incarico Il Cruscotto La possibilità di controllo incrociato delle scuole, dei Direttori USR e del MIUR I RAV delle scuole sono analizzati rispetto ad un insieme predefinito di regole Non-Conformità calcolate sulla base dei controlli formali Non-Conformità calcolate sulla base della grammatica valenziale e analisi semantica dei testi Conforme Deve esserci almeno una priorità diversa dalla numero 3 - Competenze chiave e di cittadinanza Regola Semaforo Icona Se la scuola si è data un giudizio negativo su una delle 4 aree degli Esiti, deve aver inserito una priorità in corrispondenza di tale area Segnalare se la scuola si è data voto 6/7 su tutte le 4 aree degli Esiti Se la scuola si è data voto 6/7 per tutte le 4 aree degli Esiti, l indicatore 2.2.a.4 Punteggio in italiano e matematica Diff. ESCS (a livello di scuola) deve avere un valore positivo Numero di Priorità maggiore di 6 Analisi Semantica delle Priorità Analisi Semantica dei traguardi Verde Rosso Rosso per voto da 1 a 3 Giallo Altrimenti Giallo Rosso se diff. ESCS <-2 Giallo Altrimenti Giallo Rosso/Giallo Rosso/Giallo 33
34 Dal RAV all incarico Il Cruscotto Supporto alla lettera di incarico La reportistica predisposta a supporto della preparazione della Lettera d Incarico è composta da tre macro sezioni: 1. 1 Analisi per Scuola - In questa sezione è possibile individuare le scuole in base al livello di Conformità globale 2. 2 Approfondimenti - In questa sezione è possibile accedere alla reportistica di dettaglio delle Non- Conformità: Analisi delle Non-Conformità Analisi Valenziale (chiarezza) delle Priorità/traguardi Analisi di coerenza delle Priorità/traguardi 3. 3 Lettera d Incarico - In questa sezione è presente il collegamento Verso l applicativo HR. Il sistema HR, per motivi di sicurezza, è accessibile esclusivamente dalla rete dell Amministrazione
35 Distribuzione per tipologia di conformità Di seguito è riportata la distribuzione degli istituti scolastici per tipologia di Distribuzione per non conformità conformità (RAV 2014/2015) # Scuola statali % Analisi semantica Chiarezza Priorità Controlli automatici - Autovalutazione >5 su tutte le aree Controlli automatici - 16% Incoerenza Invalsi 2% 73% 15% 12% 66% Controlli automatici - Priorità Insufficienti Analisi semantica Non coerenza Priorità Controlli automatici - Incoerenza Invalsi 28% 6% 35
36 Distribuzione per tipologia di conformità Previsione RAV 2015/2016 5% 36
37 37 Numero obiettivi e priorità nel RAV
38 38 Numero obiettivi e priorità nel RAV
39 La necessità di aprire un confronto con il 5% dei Ds AREA PRIORITA TRAGUARDO RISULTATI SCOLASTICI Aiutare i deboli Disorganizzazione del pensiero e strutture logiche carenti Prevedere percorsi personalizzati (DSA e BES) e di recupero / potenziamento in orario extracurricolare Sviluppo di un atteggiamento metacognitivo e autoriflessivo dei processi di apprendimento OSA disciplinari in italiano Comunicative ed espressive in madrelingua 39
40 AREA PRIORITA TRAGUARDO PROVE STANDARDIZZATE Si è deciso di non prendere in considerazione questo aspetto Ampliare la conoscenza e l utiliz zo delle tecnologie informatiche Si è deciso di non prendere in considerazione questo aspetto Migliorare il livello di competenze digitali, linguistiche (anche di lingua straniera) e logico matematiche. Esecuzione serena e priva di ansia. La maggior parte degli alunni non mostra preoccupazione 40
41 AREA PRIORITA TRAGUARDO Tutti gli obiettivi vengono raggiunti COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA Favorire la relazionalità positiva e l assunzione di responsabilità Incrementare del 10% la relazionalità tra le varie scuole dell Istituto, con attività e progetti comuni(accoglienza, Natale, fine anno, concorsi) Supportare i deboli Utilizzare al meglio le risorse a disposizione 41
42 AREA PRIORITA TRAGUARDO Ottimi Ottimi RISULTATI A DISTANZA Che siano cittadini responsabili Che apprezzino la bellezza e i beni del territorio, si sentano orgogliosi di appartenerci per poter curarlo e proteggerlo Migliorare la qualità d'aula Formazione dei docenti in merito: TIC a supporto della didattica; metodologie innovative; progettazione per competenze; competenze professionali 42
43 Dall incarico alla valutazione Il comma La valutazione dell attività dei dirigenti scolastici è effettuata,, secondo le seguenti dimensioni professionali: a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell incarico triennale; b) valorizzazione dell impegno e dei meriti professionali del personale dell istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali; c) apprezzamento dell operato all interno della comunità professionale e sociale; d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale; e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.
44 Dall incarico alla valutazione Fasi del processo La valutazione dei dirigenti scolastici è effettuata a partire da un processo strutturato attraverso gli strumenti di valutazione per una pluralità di dimensioni professionali (in conformità ai criteri generali del comma 93) Fasi del Processo di Valutazione del DS a.s (2016/17) Definizione e consegna degli obiettivi Formulazione del Piano di valutazione Autovalutazione annuale da parte del Dirigente attraverso un format comune sulle azioni realizzate e i risultati ottenuti Valutazione di prima istanza da parte del Nucleo ed eventuale visita presso l Istituzione scolastica Valutazione finale da parte del D.USR, con riferimento alla valutazione di prima istanza del Nucleo. Restituzione dei riscontri della valutazione da parte del D.USR e/o del Nucleo entro luglio 2017 entro agosto 2017 Dimensioni della valutazione (comma 93) Autovalutazione Portfolio del DS Direzione unitaria, promozione della partecipazione competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (lettera a, d, e, comma 93) Valorizzazione delle risorse professionali, dell impegno e dei meriti professionali (lettera b comma 93) Apprezzamento del proprio operato all interno della comunità professionale e sociale (lettera c comma 93) PESI* 60% 30% 10% Le diverse aree corrispondenti alle dimensioni professionali hanno un peso diverso nella valutazione 44
45 Dall incarico alla valutazione Portfolio DS Il Portfolio, oltre ad essere riferimento per l autovalutazione, diviene lo strumento di supporto e di accompagnamento a tutto il processo di valutazione. La sua composizione prevede: una parte pubblica e una parte riservata Portfolio del DS SEZIONE Responsabilità Facoltativa/Obbligatoria Anagrafe professionale Parte di competenza del DS Obbligatoria e pubblica Autovalutazione e bilancio delle competenze Obiettivi e azioni professionali Documentazione della valutazione Parte di competenza del DS Parte di competenza del DS Parte di competenza del Nucleo Facoltativa e riservata all autovalutazione del Dirigente scolastico Obbligatoria e pubblica Obbligatoria e riservata al D.USR e al Dirigente scolastico Sintesi dell autovalutazione sulle dimensioni professionali 45
46 Puntare all essenziale 46 ed eliminare gli adempimenti/accanimenti burocratici inutili DOCUMENTI e ORIENTAMENTO AL MIGLIORAMENTO TEMPI 1 Il PTOF In uso 2 Il Rapporto di autovalutazione In uso 3 Il PdM della scuola (oltre al monitoraggio MIUR) In uso 4 La relazione dei nuclei esterni di valutazione (ove presente) In uso 5 La rendicontazione sociale In sviluppo 6 Il programma annuale In uso 7 L atto di indirizzo del Ds al Collegio dei docenti per la predisposizione del PTOF In uso 8 Relazione al CdiI del 30 giugno In uso 9 Piano della formazione In uso 10 Piano nazionale scuola digitale In uso 11 Piano alternanza scuola e lavoro (II ciclo) In uso 12 Piano annuale per l inclusione In uso 13 Piano annuale delle attività In uso 14 Valorizzazione professionale dei docenti (cfr. anche monitoraggio merito ) In uso 15 Fondo di istituto In uso 16 Contratto di istituto In uso 17 Strumenti di percezione A.s. 2016/17 18 Fascicolo personale del DS In uso X Altri documenti (consultati o messi a disposizione)
47 I Nuclei di valutazione Nucleo di valutazione. Ogni Nucleo è costituito ai sensi dell art. 25, comma 1 del D.L.vo 30 marzo 2001, n. 165, da un dirigente tecnico, amministrativo o scolastico in funzione di coordinatore, da due esperti in possesso di specifiche e documentate esperienze in materia di organizzazione e valutazione. Il nucleo deve sempre avere la presenza di almeno un Dirigente scolastico. Inoltre ogni Nucleo può essere articolato con una diversa composizione, in relazione al procedimento e agli oggetti di valutazione, come previsto dall art. 1 comma 94 della legge 13 luglio 2015, n
48 La sequenza della valutazione da parte del Nucleo PASSAGGI 1 Autovalutazione, curriculum, azioni professionali e progettualità 2 Reperimento, consultazione e analisi della documentazione ad integrazione del Portfolio RIFERIMENTI PRIORITARI Portfolio Vedi elenco documenti 3 Prima analisi complessiva e primi elementi di valutazione Funzioni a sistema e tabella riassuntiva valutazione 4 Visita presso istituzione scolastica Protocollo di visita 5 Analisi e valutazione di prima istanza Protocollo di analisi e valutazione 6 Consegna della valutazione al D.USR Tabella riassuntiva valutazione 48
49 Dall incarico alla valutazione - Esito L esito della valutazione annuale deve essere sintetizzato con una delle seguenti espressioni: pieno raggiungimento degli obiettivi avanzato raggiungimento degli obiettivi buon raggiungimento degli obiettivi mancato raggiungimento degli obiettivi Alla valutazione fa seguito la corresponsione della retribuzione di risultato sulla base della contrattazione integrativa regionale. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi trova applicazione l art. 21 del d.l.vo 30 marzo 2001, n Il mancato raggiungimento degli obiettivi accertato attraverso le risultanze del sistema di valutazione ovvero l'inosservanza delle direttive imputabili al dirigente comportano, previa contestazione e ferma restando l'eventuale responsabilità disciplinare secondo la disciplina contenuta nel contratto collettivo, l'impossibilità di rinnovo dello stesso incarico dirigenziale. In relazione alla gravità dei casi, l'amministrazione può inoltre, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, revocare l'incarico collocando il dirigente a disposizione. 49
50 La retribuzione di risultato La retribuzione di risultato dovrà tener conto di un idonea diversificazione tra i livelli di raggiungimento degli obiettivi pieno; avanzato; buono, mentre per quanto riguarda il mancato raggiungimento degli obiettivi non vi sarà nessuna retribuzione di risultato. Al livello di raggiungimento degli obiettivi pieno è riconosciuta una maggiorazione del compenso compresa tra il 10 e il 30 per cento rispetto al trattamento di risultato riconosciuto al livello avanzato ; al livello di raggiungimento degli obiettivi avanzato è riconosciuta una maggiorazione del compenso pari almeno al 5 per cento, rispetto a quella riconosciuta al livello buono. 50
51 Il Piano di Miglioramento (PdiM) Il miglioramento è un processo dinamico e continuo che coinvolge tutta la comunità scolastica Fa leva sulle modalità organizzative, gestionali e didattiche messe in atto dalla scuola nella sua autonomia Il PdiM è un percorso di pianificazione e di sviluppo che parte dalle priorità indicate nel RAV 51
52 Il Piano di Miglioramento: gli attori Il coordinamento e la responsabilità del PdiM sono del dirigente scolastico. È opportuno che il dirigente operi con il nucleo di valutazione e miglioramento per: favorire il coinvolgimento diretto della comunità scolastica e promuovere momenti d incontro e di condivisione sia degli obiettivi sia delle azioni del piano di miglioramento; valorizzare le risorse interne responsabilizzando e individuando le competenze professionali in relazione a quanto previsto nel piano; promuovere la riflessione dell intera comunità scolastica attraverso una progettazione delle azioni che introduca nuovi approcci al miglioramento scolastico, basati sulla condivisione di percorsi di innovazione; 52
53 Il Piano di Miglioramento: il monitoraggio Tabella 1 La composizione del Nucleo È opportuno che ogni scuola abbia un nucleo stabile, anche con articolazioni variabili, che segua i vari processi: dall autovalutazione, al miglioramento per arrivare poi alla rendicontazione. Nella tabella andranno specificati i nomi dei componenti del Nucleo interno di valutazione e il loro ruolo. Nome Ruolo 53
54 Il Piano di Miglioramento: il monitoraggio Tabella 2 Priorità di miglioramento, traguardi di lungo periodo e monitoraggio dei risultati La tabella riporta le priorità individuate nel RAV. La scuola dovrà completarla con il risultato effettivamente raggiunto al termine di ciascun anno scolastico, misurato con gli strumenti utilizzati per il monitoraggio interno, per controllare se e in quale misura si sta progredendo in direzione dei traguardi preventivati. Esiti degli studenti Priorità n. 1 Traguardo Risultati a.s. Risultati a.s. Risultati scolastici Risultati nelle prove standardizzate Competenze chiave e di cittadinanza Risultati a distanza 54
55 Il Piano di Miglioramento: il monitoraggio Tabella 3 Relazione tra obiettivi di processo, aree di processo e priorità di miglioramento La tabella riporta gli obiettivi di processo e indica le connessioni con le rispettive aree. La scuola deve esplicitare, mettendo una X nelle apposite colonne, anche le connessioni con le priorità individuate, in modo da evidenziare le relazioni tra gli obiettivi di processo, le aree coinvolte e le direzioni strategiche di miglioramento scelte. Area di processo Curricolo, progettazione e valutazione Ambiente di apprendimento Obiettivi di processo Priorità
56 Il Piano di Miglioramento: il monitoraggio Tabella 4 Azioni specifiche del dirigente scolastico La tabella, replicata per ciascun obiettivo di processo, riprende e sviluppa le azioni specifiche che rappresentano il contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione (Legge n.107/2015, art.1, comma 93) e chiede di collegare ciascuna di esse ad una possibile dimensione professionale: - definizione dell identità, dell orientamento strategico e della politica dell istituzione scolastica; - gestione, valorizzazione e sviluppo delle risorse umane; - gestione delle risorse strumentali e finanziarie; - cura delle relazioni esterne e dei legami con il contesto; - gestione amministrativa e adempimenti normativi; - monitoraggio, valutazione e rendicontazione. Priorità Area di processo: Obiettivo di processo: Azioni del dirigente scolastico Dimensioni del profilo professionale interessate 56
57 Il Piano di Miglioramento: il monitoraggio Tabella 5 Risorse umane esterne e risorse strumentali Indicare le spese previste per la collaborazione al PdiM di figure professionali esterne alla scuola e/o per l acquisto di attrezzature specifiche. Tipologia di risorsa Spesa prevista Fonte finanziaria Formatori Consulente per il miglioramento Attrezzature Altro 57
58 Il Piano di Miglioramento: il monitoraggio Tabella 6 Consulenze esterne La scuola si è avvalsa di consulenze esterne? Sì No Se sì da parte di chi? Indire Università (specificare quale):.. Enti di Ricerca (specificare quale):.. Associazioni culturali e professionali (specificare quali):. 58 Altro (specificare):..
59 IL PIANO DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE 59
60 La garanzia di una Buona Scuola è: un Buon Direttore (Francesco De Sanctis: Discorso al Parlamento 1874) 60