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Timestamp: 2020-01-21 17:22:52+00:00
Document Index: 140948336

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 307', 'art.310', 'art. 50', 'art. 310', 'art. 170', 'art. 125', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 427', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 50', 'art. 42', 'art. 50', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 2945', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 431', 'sentenza ', 'art. 416', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 307', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 428', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 170', 'art. 26', 'art. 484', 'art. 50', 'art. 310']

Art. 50 codice di procedura civile - Riassunzione della causa - Brocardi.it
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Articolo 50 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 50 Codice di procedura civile
Se la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente [44, 49] avviene nel termine fissato nella ordinanza dal giudice e, in mancanza, in quello di tre mesi dalla comunicazione dell'ordinanza di regolamento o dell'ordinanza che dichiara l'incompetenza del giudice adito, il processo continua davanti al nuovo giudice [disp. att. 125] (1).
Se la riassunzione non avviene nei termini su indicati, il processo si estingue [307, 310, 393] (2).
(1) Con la riassunzione, le parti devono riproporre tutte le domande e le eccezioni già avanzate se il processo non prosegue davanti allo stesso giudice; altrimenti, è lo stesso processo che continua innanzi al giudice competente.
(2) In caso di mancata o tardiva riassunzione si producono gli effetti generali di cui all'art. 307 ovvero l'estinzione del giudizio e la cancellazione della causa dal ruolo. La stessa conseguenza si produce nell'ipotesi in cui la causa sia riassunta innanzi ad un giudice diverso da quello indicato o dichiarato competente.
In seguito all'estinzione del giudizio, mentre la statuizione sulla competenza pronunciata dalla Corte di Cassazione mantiene la sua efficacia di giudicato sull'eventuale nuovo giudizio (art.310,II comma), le altre decisioni sulla competenza pronunciate dai giudici di merito perdono ogni efficacia.
La norma in analisi si riferisce all'istituto della c.d. translatio iudicii, in base al quale la riassunzione della causa non comporta la costituzione di un nuovo rapporto processuale, ma lo spostamento e la prosecuzione dell'originario rapporto: la domanda originaria mantiene i suoi effetti processuali (ad es. per l'individuazione del momento determinante la giurisdizione e la competenza) e sostanziali (ad es. decadenze maturate e non), le prove raccolte avanti al giudice poi dichiarato incompetente conservano la loro efficacia e non valgono come argomenti di prova.
Spiegazione dell'art. 50 Codice di procedura civile
La riassunzione è un atto di impulso processuale necessario per poter giungere a sentenza, in quanto qualora le parti, o una di esse, non riassumano il processo dinanzi al giudice individuato come competente entro il termine fissato dal giudice o entro quello di tre mesi fissato dalla presente norma, il processo si estingue.
Trattasi di norma avente carattere generale, in quanto si applica in relazione ai seguenti casi:
sentenze della Corte di Cassazione pronunciate in sede di regolamento o di ricorso ordinario, in cui venga stabilita la competenza di un giudice diverso rispetto a quello adito;
sentenze del giudice di merito in forza delle quali lo stesso si sia dichiarato incompetente;
casi in cui la Corte abbia dichiarato inammissibile il ricorso per regolamento di competenza;
casi in cui la rimessione ad altro giudice venga disposta ex artt. 39 e 40 c.p.c.
Restano invece escluse dal campo di applicazione della norma le seguenti ipotesi:
caso in cui si adisca con l’impugnazione un giudice di grado diverso da quello competente;
nel rapporto tra più giurisdizioni diverse;
nei rapporti tra giurisdizione ordinaria e procedimento arbitrale;
caso in cui il giudizio di merito sia stato introdotto successivamente all’esaurimento del procedimento cautelare a seguito di rigetto per incompetenza in sede di reclamo;
ipotesi in cui la causa rimanga all’interno dello stesso ufficio giudiziario.
Ai fini dell’estinzione occorre poi così distinguere:
se la pronuncia sulla competenza proviene dal giudice di merito, a causa della estinzione quella pronuncia perde efficacia, tranne ovviamente che per il giudice che l’ha emessa;
se la pronuncia sulla competenza, invece, proviene dalla Corte di Cassazione, tale statuizione rimarrà ferma nel caso di successiva estinzione del processo per mancata riassunzione, per esplicare efficacia qualora poi le parti ripropongano un diverso processo sulla stessa azione (così il secondo comma dell’art. 310 del c.p.c.).
L’estinzione deve essere eccepita dalla parte interessata, prima di ogni altra sua difesa.
Se la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente avviene nel termine fissato nell’ordinanza del giudice o in quello di tre mesi (dalla comunicazione), il processo continua dinanzi al nuovo giudice, e non si tratta di un nuovo processo, ma dello stesso che continua.
E’ questo il c.d. istituto giuridico della translatio iudicii, disposto dalla legge sulla base della struttura unitaria del processo e del principio di unità della giurisdizione, per effetto del quale mantengono piena validità l’intero procedimento ed i relativi atti (anche quelli istruttori), non potendo di per sé sola l’incompetenza del giudice prima adito, che li abbia disposti, espletare sugli stessi alcun effetto invalidante.
La forma che deve rivestire l’atto di riassunzione è quella della comparsa (del ricorso nel processo del lavoro), ma si ritiene valido anche l’atto di citazione purchè contenga tutti gli elementi della comparsa (ciò che rileva è che l’atto introduttivo rechi un chiaro richiamo a tutte le pregresse vicende processuali).
Sarà comunque compito del giudice verificare, a seguito di un esame del contenuto sostanziale dell’atto nel suo complesso, se quell’atto introduttivo proposto nei termini da una delle parti costituisca autonomo atto introduttivo di un ordinario giudizio di primo grado o atto di riassunzione del processo interrotto.
Occorre infine precisare che la riassunzione, al contrario della riproposizione, non contiene una domanda giudiziale nuova e, pertanto, può essere posta in essere da una qualsiasi delle parti.
Ai fini della validità dell’atto riassuntivo occorre tener conto dei seguenti principi:
non è necessario riprodurre tutte le domande della parte in modo specifico, essendo sufficiente richiamare (senza integrale e testuale riproduzione) l’atto introduttivo in base al quale sia determinabile per relationem il contenuto della comparsa di riassunzione nonché il provvedimento in forza del quale è fatta la stessa riassunzione;
va indicato il provvedimento del giudice sulla base del quale la riassunzione viene effettuata;
l’atto di riassunzione può contenere nuove domande in aggiunta a quella originaria (in questo caso vale come atto introduttivo di un giudizio ex novo.
Per effetto del combinato disposto dell’art. 170 del c.p.c. e del 3 comma dell’art. 125 delle disp. att. c.p.c., la riassunzione deve essere effettuata mediante notificazione dell’atto riassuntivo al procuratore della parte già costituito dinanzi al giudice incompetente, e non alla parte personalmente.
Va precisato che la mancata costituzione in giudizio del convenuto in riassunzione non ne determina la contumacia qualora lo stesso si sia già costituito nella fase iniziale.
Massime relative all'art. 50 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 2033/2017
L'omessa fissazione, ad opera del giudice di merito, del termine per operare la riassunzione a seguito di provvedimento di incompetenza, non implica nullità della decisione, né priva la pronunzia della propria natura di statuizione sulla competenza, soccorrendo all'uopo il termine ex art. 50 c.p.c., destinato a trovare applicazione anche allorché si tratti di pronunzia resa ai sensi dell'art. 427 c.p.c.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2033 del 27 gennaio 2017)
Cass. civ. n. 20105/2015
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 20105 del 7 ottobre 2015)
Cass. civ. n. 19773/2015
In caso di riassunzione ex art 50 c.p.c., il processo continua davanti al giudice competente, sicché, ai fini della prevenzione nella continenza di cause, il tempo d'inizio del processo è quello della notifica dell'atto introduttivo davanti al primo giudice, seppur incompetente.
(Cassazione civile, Sez. VI-2, ordinanza n. 19773 del 2 ottobre 2015)
Cass. civ. n. 14369/2015
Intervenuta una pronuncia declinatoria della competenza, il termine ivi fissato per la riassunzione della causa innanzi al giudice indicato come competente diviene irrilevante quando sia proposto regolamento ai sensi dell'art. 42 cod. proc. civ., perché da quel momento lo svolgimento del processo dipende dalla decisione della Suprema Corte, qualunque essa sia (anche in rito, per declaratoria di inammissibilità o di improcedibilità), sicché la riassunzione, in applicazione dell'art. 50 cod. proc. civ., deve avvenire nel termine fissato dalla Corte o, in mancanza, in quello previsto dalla stessa norma.
(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 14369 del 9 luglio 2015)
Cass. civ. n. 15753/2014
L'atto di riassunzione del giudizio a seguito di una pronuncia di incompetenza, ex art. 50 cod. proc. civ., può contenere una domanda nuova in aggiunta a quella originaria, poiché la particolare funzione dell'istituto della riassunzione (conservazione degli effetti sostanziali della litispendenza) non è di ostacolo a che esso cumuli in sé quella introduttiva di un nuovo giudizio, purchè sia rispettato il contraddittorio, tanto più che, ove la nuova domanda fosse ritenuta inammissibile, la necessità di introdurre, per quest'ultima, un nuovo giudizio, da riunire al precedente, si tradurrebbe in un inutile dispendio di attività processuale, in contrasto con il principio della ragionevole durata del processo.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 15753 del 10 luglio 2014)
Cass. civ. n. 6512/2014
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6512 del 20 marzo 2014)
Cass. civ. n. 4215/2014
Nell'ipotesi in cui il giudice adito dichiari il proprio difetto di competenza, la "translatio iudicii" davanti al giudice competente esige che le parti si costituiscano, nuovamente, in modo tempestivo e rituale, provvedendo ad una seconda iscrizione a ruolo e rispettando i termini ex artt. 165 e 166 cod. proc. civ.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4215 del 21 febbraio 2014)
Cass. civ. n. 11234/2013
A seguito della tempestiva riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente, ai sensi dell'art. 50 cod. proc. civ., devono ritenersi utilizzabili gli atti istruttori (nella specie, consulenza tecnica relativa all'indennità di occupazione legittima) disposti ed espletati dal giudice che ha dichiarato la propria incompetenza, considerato che tale declaratoria non spiega di per sè effetti invalidanti sugli atti medesimi e che la riassunzione determina la prosecuzione del processo originariamente instaurato.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 11234 del 10 maggio 2013)
Cass. civ. n. 6691/2013
(Cassazione civile, Sez. VI-2, sentenza n. 6691 del 15 marzo 2013)
Ove il giudice, sia pure erroneamente, dichiari la propria incompetenza "ratione materiae" e fissi un termine per la riassunzione del processo dinanzi al giudice indicato come competente, essa deve avvenire con le forme e nei termini prescritti dalla legge per i procedimenti da celebrarsi dinanzi a quest'ultimo, costituendo detta dichiarazione di incompetenza una consapevole scelta circa il rito applicabile alla controversia. Se, pertanto, il primo giudice abbia erroneamente qualificato la controversia come agraria e fissato un termine per la riassunzione dinanzi alla competente sezione specializzata, tale termine non sarà soggetto alla sospensione feriale, a prescindere dal fatto che nella specie la controversia rientrasse effettivamente tra quelle agrarie
Cass. civ. n. 6823/2010
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6823 del 20 marzo 2010)
Cass. civ. n. 26327/2008
La sentenza che dichiari l'incompetenza territoriale, al di fuori delle ipotesi dell'incompetenza per materia o territoriale inderogabile regolata dall'art. 28 c.p.c., quando non sia seguita dalla riassunzione della causa ai sensi dell'art. 50 c.p.c. non preclude la proposizione in un successivo giudizio, della stessa domanda di merito, fra le stesse parti e davanti al medesimo giudice.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 26327 del 31 ottobre 2008)
Cass. civ. n. 23587/2008
In tema di competenza, non comporta nullità l'omessa fissazione nella sentenza del termine di riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente, giacché espressamente l'articolo 50, primo comma, c.p.c. prevede che, in tale caso, la riassunzione debba avvenire nel termine di sei mesi dalla comunicazione della sentenza.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 23587 del 15 settembre 2008)
Cass. civ. n. 8806/2008
L'avvenuta assegnazione alla controversia di un nuovo numero di ruolo, a seguito del ritorno del procedimento dinanzi a giudice già dichiaratosi incompetente, non comporta la necessità di una nuova procura ad litem atteso che quella relativa all'atto introduttivo del giudizio abilita il difensore anche alla riassunzione davanti al giudice dichiarato competente senza che all'uopo occorra il rilascio di una nuova procura.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 8806 del 4 aprile 2008)
Cass. civ. n. 7392/2008
Nelle controversie in materia di lavoro e previdenza, la riassunzione del giudizio avanti al giudice dichiarato competente, a seguito di dichiarazione di incompetenza del primo giudice adito, non determina l'instaurazione di un nuovo giudizio, ma, ai sensi dell'art. 50 c.p.c., la prosecuzione del giudizio originario, con la conseguenza che va esclusa la proponibilità di domande nuove, diverse da quelle già proposte con il ricorso introduttivo della lite.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 7392 del 19 marzo 2008)
Cass. civ. n. 24444/2007
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 24444 del 23 novembre 2007)
Nell'ipotesi di estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 50, secondo comma, c.p.c., che può esser dichiarata dal giudice della riassunzione (o della prosecuzione) o dal giudice appositamente adito, ovvero, incidenter tantum da quello dinanzi al quale è proposta nuovamente la stessa domanda di merito, la notifica dell'atto introduttivo del primo giudizio ha soltanto effetto interruttivo della prescrizione, e non anche sospensivo, poiché quest'ultimo è operante, ai sensi dell'art. 2945 c.c., solo se l'estinzione del giudizio viene evitata.
Cass. civ. n. 11869/2007
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 11869 del 22 maggio 2007)
Cass. civ. n. 4775/2007
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4775 del 28 febbraio 2007)
Cass. civ. n. 4109/2007
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 4109 del 22 febbraio 2007)
Cass. civ. n. 4749/2004
Qualora il giudice declini la propria competenza per valore, indicando il giudice competente ed operi al contempo una diversa qualificazione della domanda, il provvedimento emesso ha natura sostanziale di sentenza, e se la parte si limita a riassumere la causa dinanzi al giudice indicato come competente anziché impugnarlo, la qualificazione della domanda effettuata dal primo giudice è vincolante. (Nella specie, la S.C. ha tenuto ferma la decisione in cui il giudice di merito, adito per una licenza per finita locazione aveva dichiarato la propria incompetenza per valore qualificando il rapporto come di affitto di azienda, e la domanda come domanda di rilascio di azienda, atteso che le parti avevano riassunto la causa dinanzi al giudice indicato come competente senza impugnare la diversa qualificazione della domanda).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4749 del 9 marzo 2004)
Cass. civ. n. 2276/2001
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2276 del 16 febbraio 2001)
Cass. civ. n. 15699/2000
Il solo dispositivo della sentenza con cui il giudice adito in una controversia soggetta al rito del lavoro abbia dichiarato la propria incompetenza è inidonea a far decorrere il termine previsto dall'art. 50, primo comma, c.p.c. per la riassunzione del giudizio avanti al giudice competente (così come il termine di trenta giorni previsto dall'art. 47, secondo comma, dello stesso codice per la proposizione dell'istanza di regolamento). Tali termini, infatti, decorrono dalla comunicazione — che ne presuppone il deposito — della sentenza completa anche della motivazione, mentre l'efficacia del dispositivo ex art. 431 c.p.c. è limitata all'ipotesi di sentenze di condanna in favore del lavoratore.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 15699 del 13 dicembre 2000)
Cass. civ. n. 1076/1999
Nelle controversie in materia di lavoro e previdenza, la riassunzione del giudizio avanti al giudice dichiarato competente a seguito di dichiarazione di incompetenza del primo giudice adito, non determina l'instaurazione di un nuovo giudizio, ma, ai sensi dell'articolo 50 c.p.c., la prosecuzione del giudizio originario, con la conseguenza che, quanto al convenuto, ai fini dell'apprezzamento nei suoi riguardi del regime delle preclusioni di cui all'art. 416 c.p.c., non deve farsi riferimento alla sua costituzione nel giudizio riassunto, ma alla prima costituzione avanti al giudice che si dichiarò incompetente.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 1076 del 8 febbraio 1999)
Cass. civ. n. 9890/1998
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 9890 del 5 ottobre 1998)
Dopo la sospensione del processo, in conseguenza della proposizione di istanza di regolamento di competenza, la riassunzione, con atto da notificarsi al procuratore costituitosi davanti al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, è soggetta al termine di cui all'art. 50 c.p.c., con decorrenza dalla comunicazione della decisione della Suprema Corte, anche in caso di declaratoria di inammissibilità del regolamento.
Cass. civ. n. 10692/1992
Quando, a norma dell'art. 50 c.p.c. la riassunzione della causa - l'attuazione della quale attraverso la citazione, invece che nella forma dell'apposita comparsa, non prevista a pena di nullità, è ugualmente utile allo scopo di consentire la prosecuzione del processo - davanti al giudice dichiarato competente avviene nel termine fissato dal giudice o, in difetto, in quello di legge, la conseguente traslatio judicii comporta che correttamente, ai sensi del combinato disposto dagli artt. 125 att. c.p.c. e 170 stesso codice, viene notificato l'atto riassuntivo presso il procuratore della parte già costituito innanzi al giudice incompetente.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 10692 del 18 settembre 1992)
Cass. civ. n. 7247/1992
La tardiva riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente, a seguito della dichiarazione di incompetenza del giudice adito, determina l'estinzione del processo soltanto allorché essa sia stata eccepita dalla parte interessata, a norma dell'art. 307 c.p.c., prima di ogni altra sua difesa.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7247 del 13 giugno 1992)
Cass. civ. n. 5117/1989
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5117 del 25 novembre 1989)
Cass. civ. n. 7290/1986
Qualora, in sede d'appello avverso sentenza del pretore in causa di lavoro, il tribunale adito rilevi la propria incompetenza per territorio (nella specie, in base ai principi sul foro erariale), e rimetta le parti davanti ad altro tribunale, la riassunzione del giudizio davanti a quest'ultimo è soggetta al termine semestrale di cui all'art. 50 c.p.c., mentre resta esclusa l'applicabilità del minor termine contemplato dall'art. 428 c.p.c., riguardante la sola ipotesi della traslatio judicii per ragioni di competenza di primo grado.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 7290 del 9 dicembre 1986)
Cass. civ. n. 2679/1984
Il termine minimo di trenta giorni da assegnare alla parte per la riassunzione della causa innanzi al giudice ritenuto competente, deve essere effettivamente a disposizione della parte per il compimento dell'atto; ne consegue che la decorrenza di tale termine non può essere fissata dal giudice (a quo) con riferimento alla data della pubblicazione della sentenza, che è atto interno della cancelleria, di cui la parte non ha notizia, e, nel caso, tale statuizione deve considerarsi tamquam non esset e la tempestività della riassunzione va accertata avendo come dies a quo quello della comunicazione della decisione, la quale costituisce l'atto con cui viene portata a legale conoscenza delle parti interessate la giuridica esistenza del provvedimento, ponendole così in condizione, da quel momento, di provvedere alla riassunzione.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2679 del 3 maggio 1984)
Cass. civ. n. 6206/1982
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 6206 del 18 novembre 1982)
Cass. civ. n. 5275/1982
A seguito di declaratoria d'incompetenza del giudice ordinariamente adito, l'atto di tempestiva riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente (art. 50 c.p.c.) deve essere notificato, a norma degli artt. 170 c.p.c. e 125 disp. att. c.p.c., al procuratore costituito, e, pertanto, ove notificato alla parte personalmente, è inidoneo alla valida instaurazione del rapporto processuale nella fase di riassunzione, salvo che il destinatario della notificazione medesima si costituisca anche in tale fase.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5275 del 13 ottobre 1982)
relative all'articolo 50 Codice di procedura civile
Norma di riferimento: Articolo 50 Codice proc. civile - Riassunzione della causa | Quesito Q20113994
martedì 31/05/2011 - Toscana
“E' valida la comunicazione effettuata dalla Cancelleria Via fax o la notifica deve essere effettuata tramite Ufficiale Giudiziario? E se il Fax non funziona?”
In attuazione del processo telematico è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 19 Marzo 2011, Serie Generale, il D.M. 4 febbraio 2011 che dispone l'avvio delle comunicazioni di cancelleria per via telematica. L'art. 2 prevede che il D.m. entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione, e pertanto, il 4 aprile 2011.
L'art. 1 dispone che le notificazioni e le comunicazioni di cui al primo comma dell' art. 170 del c.p.c., la notificazione di cui al primo comma dell' [[192 cpc]] e ogni altra comunicazione al consulente, nonchè le notificazioni e le comunicazioni previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono effettuate per via telematica.
Anche le comunicazioni via fax sembrano essere state superate alla luce delle novità legislative di cui sopra. Sarà, pertanto, cura di ciascun legale predisporre un apposito account di posta certificata e munirsi del sistema di consultazione telematica (detto polisweb).
Norma di riferimento: Articolo 50 Codice proc. civile - Riassunzione della causa | Quesito Q20101140
“L'istituto della riassunzione, cui si ricorre a seguito della dichiarazione di incompetenza del giudice adito, trova applicazione anche nell'ambito del processo esecutivo o solo nell'ambito del giudizio di cognizione?
Nel caso di specie il giudice dell'esecuzione, adito a seguito di pignoramento presso terzi, dichiara la propria incompetenza territoriale ed indica il giudice ritenuto competente. E' legittimo riassumere il processo esecutivo (al fine di chiedere l'assegnazione delle somme comunque pignorate) dinanzi a tale ultimo giudice?”
L'art. 26 del c.p.c. disciplina il foro dell'esecuzione forzata: il c.d. "giudice dell'esecuzione" è sempre nominato all'interno del Tribunale, di qualsiasi tipo di esecuzione si tratti.
E' opportuno distinguere il concetto di giudice competente per l'esecuzione e il giudice dell'esecuzione: il primo è l'ufficio giudiziario alla cui competenza appartiene un certo tipo di processo esecutivo; il secondo è un organo di tale ufficio, designato di volta in volta, il cui compito è di sovrintendere allo svolgimento dell'esecuzione.
La nomina del G.E. avviene ad opera del presidente del tribunale, su presentazione, a cura del cancelliere, del relativo fascicolo, entro due giorni da che esso è stato formato (art. 484 del c.p.c.).
Ciò premesso, valgono quindi per il giudice dell'esecuzione le norme dettate in materia di riassunzione della causa in seguito a dichiarazione di incompetenza territoriale da parte del giudice adito, nelle forme e con le conseguenze previste dell'art. 50 del c.p.c.
Norma di riferimento: Articolo 50 Codice proc. civile - Riassunzione della causa | Quesito Q2010636
Vianmasci chiede
“Se la riassunzione non avviene nei termini previsiti il processo si estingue. Quanto alle spese dei precedenti giudizi (g.d.p. e cassazione) sui quali non si è pronunciato alcun giudice, come si procede? Bisogna ricorrere nuovamente alla cassazione?”
L'estinzione del processo, per tardiva od omessa riassunzione in termini, produce gli effetti di cui all'art. 310 del c.p.c.: in particolare, quanto alle spese, esse rimangono a carico delle parti che le hanno anticipate.
Questa regola vale sia in caso di estinzione per inattività delle parti, che nel caso di estinzione dichiarata d'ufficio (che è stata generalizzata con l'entrata in vigore della l. 69/2009).