Source: https://www.secondocomprensivo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1207&Itemid=517
Timestamp: 2019-09-19 09:09:02+00:00
Document Index: 34725351

Matched Legal Cases: ['art.25', 'art.29', 'art.29', 'art.29', 'art. 7', 'art.10', 'art.16', 'art.25']

Secondo Istituto Comprensivo " Montessori - Bilotta " di Francavilla Fontana - BR - Piano Annuale delle attività dei Docenti
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Ultima modifica il Mercoledì, 26 Settembre 2018 22:14
L’art.25 delD.Lgs. n.165 del 2001dedicato esclusivamente ai dirigenti delle istituzioni scolastiche non risulta essere stato modificato da nessun intervento del legislatore; i commi 2 e 4 indicano che “il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istruzione, (…) . Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione”(comma 2); “spetta al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale”(comma 4).
Il Piano formalizza gli obblighi di lavoro dei docenti, di natura collegiale, complementari e funzionali alle attività di insegnamento, ed è deliberato dal Collegio dei docenti, “nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa. Il monte ore, quantificato e definito da contratto, ex art.29, rientrante nelle cosiddette attività funzionali all’insegnamento, non risulta intercambiabile: per esempio le ore previste nel comma 3, lett. a) dell’art.29 se non impegnate totalmente non possono essere recuperate come eccedenze di ore dell’altra quota oraria rientrante nel comma 3, lett. b) dello stesso articolo ovvero il contratto prevede che vi sia un rispetto delle due quote orarie (40+40) indicate senza che vi sia alcuna commistione tra di esse.
fino a n.40 ore annue per la partecipazione ai consigli di classe, di interclasse, di intersezione; si precisa che la programmazione di tale monte orario deve tener conto dei docenti con un numero di classi superiori a sei. Sugli impegni rientranti in tale quota, il comma 3, lett. b) dell’art.29 specifica che“gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti”, qui il riferimento implicito sembrerebbe ancora l’art. 7 del D.Lgs. n.297 del 1994 già citato; la necessità di dover definire tali criteri potrebbe rivelarsi utile ai fini di una migliore organizzazione. Parimenti si rammenta che anche il Consiglio di Istituto, ai sensi dello stesso decreto, comma 3 lett. d) art.10, ha competenza nel definire i criteri generali per la programmazione educativa nella quale si inseriscono anche tutte le attività dei docenti funzionali all’insegnamento (le riunioni collegiali servono a monitorare l’andamento didattico-educativo lungo tutto l’anno scolastico). Ritorna quindi l’assunto che la determinazione del piano annuale non può non rispettare le competenze degli organi collegiali così come previsto dall’art.16 del D.P.R. n.275 del 1999 e dall’art.25 del D.Lgs. n.165 del 2001.
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