Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/21645-condominio-il-sottosuolo-e-di-tutti.asp
Timestamp: 2018-07-21 23:29:11+00:00
Document Index: 86296704

Matched Legal Cases: ['art. 1117', 'art. 1117', 'art. 840', 'art. 1117', 'art. 840', 'art. 1108']

Condominio: il sottosuolo è di tutti
Il sottosuolo dell'edificio separato dal fabbricato principale è comune se tale risulta dal regolamento contrattuale
Avv. Paolo Accoti - Il regolamento di condominio allegato ai rispettivi atti di compravendita, quando include tra i beni comuni il sottosuolo sul quale sorge uno dei fabbricati condominiali, quand'anche fisicamente separato dall'edificio principale, è titolo idoneo a far ricomprendere lo stesso tra i beni in proprietà indivisa tra tutti i condòmini.
Il Tribunale di Milano dopo aver rigettato l'istanza cautelare – atteso il completamento dei lavori – accoglieva nel merito la domanda disponendo il ripristino dello status quo ante.
Ed invero: "Oggetto di proprietà comune, agli effetti dell'art. 1117 c.c., è non solo la superficie a livello del piano di campagna, bensì tutta quella porzione del terreno su cui viene a poggiare l'intero fabbricato e dunque immediatamente pure la parte sottostante di esso. Il termine "suolo", adoperato dall'art. 1117 citato, assume, invero, un significato diverso e più ampio di quello supposto dall'art. 840 c.c., dove esso indica soltanto la superficie esposta all'aria. Piuttosto, l'art. 1117 c.c., letto sistematicamente con l'art. 840 dello stesso codice, implica che il sottosuolo, costituito dalla zona esistente in profondità al di sotto dell'area superficiaria che è alla base dell'edificio (seppure non menzionato espressamente dall'elencazione esemplificativa fatta dalla prima di tali disposizioni), va considerato di proprietà condominiale in mancanza di un titolo, che ne attribuisca la proprietà esclusiva ad uno dei condomini".
Fermo restando che, con il consenso unanime dei partecipanti alla comunione, l'assemblea può anche deliberare in merito all'utilizzo individuale del bene comune in virtù dell'esplicita previsione dell'art. 1108, III co. c.c. (Cfr.: Cass. civ. Sez. II, 16.01.2014, n. 821), potendo anche spingersi oltre e disporre l'alienazione del fondo comune, la rinuncia o la concessione di servitù, delle locazioni superiori ai nove anni e, in generale, nelle transazioni aventi ad oggetto negozi giuridici con carattere dispositivo dei beni comuni (Cfr.: Cass. civ. Sez. II, 24.02.2006, n. 4258).
Cass. civ. Sez. II, 30.03.2016, n. 6154
(06/04/2016 - Avv.Paolo Accoti) • Foto: 123rf.com