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Timestamp: 2017-03-30 14:46:57+00:00
Document Index: 72847518

Matched Legal Cases: ['arti 1', 'art. 157', 'art. 161', 'art. 186', 'art. 157', 'art. 157', 'art. 157', 'art. 196', 'art. 187', 'art. 15', 'art. 157', 'art. 190', 'art. 190', 'sentenza ', 'art. 267', 'art. 4', 'art.32', 'art. 55', 'art. 11', 'art. 2484', 'art. 2484']

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Produzione documenti quali , sms, pagine facebook, registrazioni telefoniche e ambientali, autorizzate e non, tra liceità e opportunità
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1 Produzione documenti quali , sms, pagine facebook, registrazioni telefoniche e ambientali, autorizzate e non, tra liceità e opportunità I. Premessa Il tema che ci occupa necessita di un inevitabile delimitazione di confini, dal momento che tocca uno degli elementi cardine del sistema processuale, ovverosia l acquisizione nel processo matrimoniale di strumenti di prova elaborati con i moderni mezzi tecnologici. Lo sviluppo della scienza ha, infatti, determinato il sorgere e l evolversi di nuovi mezzi di comunicazione e di documentazione, prodotti e riprodotti su supporto elettronico o informatico, il cui riflesso non poteva non manifestarsi anche nell ambito del processo di nullità matrimoniale, ispirato al principio generale della libertà nel proporre ed ammettere tutti i mezzi di prova accessibili per l accertamento razionale dei fatti e la ricerca della verità sul vissuto e sull esperienza coniugale delle parti 1. E difatti, proprio la produzione ed acquisizione nel processo di questi nuovi strumenti tecnologici o informatici ha dato luogo a diverse problematiche interpretative ed applicative 2, che si mostrano indubbiamente attuali - per la costante evoluzione dei mezzi di comunicazione informatica e tecnologica 3 - ma anche importanti, dal momento che si tratta di strumenti atipici, non riconducibili nell unica tipologia di prova documentale prevista dal Codex o dalla Dignitas Connubi 4, sebbene sia indubbia la loro attitudine rappresentativa o documentativa di fatti o dichiarazioni contenute nel mezzo tecnologico. Si impone, dunque, oggi una riflessione che tenga conto dei criteri base sanciti nel codice in ordine alla produzione e acquisizione delle prove in giudizio, per poi passare ad esaminare 1 M. J. ARROBA CONDE, Prova e difesa nel processo di nullità del matrimonio canonico. Temi controversi. Varese, 2008, pag. 31; ID, Diritto Processuale Canonico, Roma, 2006, p Al riguardo, una delle prime tematiche su cui si è interrogata la dottrina giuridica investe l idoneità delle prove tecnologiche o informatiche ad accertare ed individuare i fatti rilevanti per la decisione. In particolare, la dottrina civilistica non ha mancato di osservare che il vero problema non è mai stata la classificazione o le caratteristiche probatorie di questi nuovi strumenti (né se potessero essere in astratto ammissibili o meno come mezzi di prova). Ciò che ha sempre destato maggiori difficoltà è la valutazione stessa di tali mezzi di prova. In tal senso: M. TARUFFO, Prova (in generale), in: Digesto delle Discipline Privatistiche Sezione Civile, XVI, Torino, 2004, pp Per la letteratura canonistica, si rimanda a R. PALOMBI, Valore probatorio dei mezzi di comunicazione elettronica nel processo matrimoniale canonico, in: G. DALLA TORRE C. GULLO G. BONI (a cura di), Veritas non auctoritas facit legem, Studi di diritto matrimoniale in onore di Pietro Antonio Bonnet, Studi Giuridici XCIX, Città del Vaticano, 2012, p Di uso quotidiano, accanto alle comunicazione di posta elettronica, un ruolo sempre più importante è rivestito da quelle forme di messaggistica comunemente note con l acronimo SMS ( short sistem message ), trasmesse attraverso onde elettromagnetiche o anche telematiche. Si tratta di messaggi istantanei identificati con il nome delle aziende che li hanno elaborati (viber, whatsapp o messanger), che permettono la condivisione non solo di testi scritti, ma anche file audio e multimediali, che viaggiano su piattaforme di internet. 4 La Commissione per la revisione del Codice ha sottolineato che sotto la dicitura di prove documentali o documentum sono ricompresi solo gli scritti prodotti o riprodotti su supporto cartaceo, muniti di sottoscrizione di colui che ne è l autore, atta a conferire certezza di autenticità sulla provenienza dello scritto stesso (can C.J.C. e art D.C.). Cfr., A. D AURIA, La prova per documenti (Dignitas Connubii; artt ), in: P.A. BONNET C. GULLO (a cura di), Il Giudizio di Nullità matrimoniale dopo l Instruzione Dignitas Connubii Parte terza: la dinamica del processo, Studi Giuridici LXXVII, Città del Vaticano, 2008, p ; 12 le diverse applicazioni di quei criteri nel caso dei mezzi di prova tecnologica o informatica più diffusi: le comunicazioni di posta elettronica o tramite messaggistica ( sms ), le rappresentazioni foniche (come le registrazioni ambientali o telefoniche), le pagine di social network come facebook. A tal proposito, piuttosto che analizzare gli aspetti teorici connessi ai principi guida delle utilità, liceità ed autenticità, si ritiene opportuno svolgere solo un loro breve esame, per poi approfondirne l aspetto applicativo, con particolare riferimento alle principali difficoltà emerse nella prassi del processo matrimoniale canonico. II. Prime considerazioni di ordine probatorio: utilità, liceità ed autenticità La prima considerazione da cui muovere deve necessariamente riferirsi al dato normativo costituito dal can 1527, 1, del C.J.C. e dall art. 157 della Dignitas Connubii, secondo cui nel processo possono avere ingresso «probationes cuiuslibet generis quae ad causam cognoscendam utiles videantur et sint licite». La liceità e l utilità non sono però gli unici filtri o criteri di valutazione dei mezzi di prova tecnologica o informatica. Il legislatore, infatti, non ha mancato di regolare un terzo criterio, rappresentato dall accertamento dell autenticità del mezzo di prova, quale necessario presupposto per l ammissibilità non solo dei documenti privati (come le lettere che le parti in causa si sono scambiate in tempo non sospetto), ma anche di quegli strumenti documentali di natura strettamente telematica o informatica (quali le o sms), o anche tecnologica, come nel caso delle registrazioni ambientali e telefoniche 5. II.1 L utilità Nel sistema della prova libera, l utilità è indubbiamente il primo criterio su cui vale la pena di riflettere, dal momento che indica la pertinenza logica della prova offerta dalle parti e la sua rilevanza ai fini dell accertamento dei fatti 6. 5 In tema di valutazione delle prove, vale ricordare l art. 161, 2, D.C., che recita: «quoties in colligendis probationibus servari nequeant articuli qui sequuntur, semper cavendum est ut constet de earundem authenticitate et integhritate, vitato quolibet periculu fraudis, collusionis vel corruptelae». In tal senso, si noti altresì la disposizione di cui all art. 186, 1, D.C. in tema di documenti privati: «inter privata non exigui ponderis esse possunt epistulae, quas vel sponsi ante matrimonium, vel coniuges postea, sed tempore non suspecto, sibi invicem vel aliis dederint, dummode de earum authenticitate et de tempore quo exaratae sint manifesto constet». 6 È stato giustamente osservato che: il criterio dell economia processuale autorizza il giudice ad ammettere solo le prove veramente necessarie ed a preferire quelle di più rapida realizzazione (M. J. ARROBA CONDE, Prova e difesa nel processo di nullità del matrimonio canonico. Temi controversi., op. cit., p. 35, n. 62). Non a caso L. P. COMOGLIO, C. FERRI, M. TARUFFO (Lezioni sul processo civile. 1. Il processo ordinario di cognizione, Bologna 2006, p. 430) ricordano che La rilevanza della prova è una condizione che attiene alla relazione logica tra il mezzo di prova e i fatti della causa che debbono essere accertati. La prova è rilevante se appare idonea a fornire elementi di conoscenza utili per l accertamento dei fatti della causa: in caso contrario essa va esclusa preliminarmente per ragioni di economia processuale. la valutazione avviene naturalmente prima che la prova sia acquisita ne deriva che l efficacia della prova non entra in alcun modo in questa valutazione, neppure in via di previsione, poiché l efficacia della prova può essere valutata solo dopo che la prova è stata concretamente acquisita. 23 Da questo punto di vista, pare senza dubbio incauto ritenere che gli strumenti tecnologici non siano potenzialmente atti a fornire elementi di prova utili nell accertamento della vicenda coniugale oggetto d indagine processuale. In tema di esclusione della prole, ad esempio, può certamente assumere una qualche rilevanza (ai fini della valutazione della credibilità delle parti) lo scambio delle comunicazioni intercorse tra loro durante il fidanzamento, ricche di dichiarazioni amorose e di espressioni che manifestano l interesse del presunto simulante alla generazione di figli 7. Nondimeno, è indubbio che possano considerarsi del tutto inutili quelle forme di intercettazioni-registrazioni telefoniche il cui contenuto appare manifestamente non pertinente alla causa, come nell ipotesi di un intercettazione telefonica in cui sono riprodotte unicamente le confidenze di uno dei coniugi ad una terza persona (genitore o amico) in merito alle difficoltà di conciliare la cura della casa con l accudimento di un figlio appena nato. Alla luce di questi brevi esempi è quindi evidente che l utilità della prova deve essere sempre valutata caso per caso (in relazione ai diversi aspetti della vicenda coniugale in esame), come caso per caso va valutata l opportunità della loro produzione ed acquisizione in giudizio, e questo sia da parte del giudice, in relazione all ammissibilità di quanto proposto dalle parti, sia ad opera delle stesse parti, all atto della produzione delle prove che adducono 8. Sotto questo aspetto, anzi, il concetto di utilità non può mai considerarsi svincolato dal concetto di opportunità o convenienza in relazione al momento della stessa acquisizione dei singoli mezzi di prova offerti a sostegno dei fatti dedotti ed oggetto di accertamento. Si pensi, ad esempio, alle ipotesi di comunicazioni sottratte dal computer di uno dei coniugi in modo fraudolento (violando le passwords di accesso), in cui lo stesso non si limitava a confidare ad un terzo (amico e collega di lavoro) alcuni aspetti inerenti il rapporto matrimoniale (come quello di non volere figli), ma discorreva anche di fatti assolutamente non pertinenti al thema probandum, inerendo unicamente a comportamenti scorretti nell ambiente lavorativo, che possono risultare lesivi della dignità e buona fama propria o di terze persona (e questo a prescindere dalle possibili ripercussioni che la divulgazione di tale documento-comunicazione potrebbe procurare). Ebbene, in questi casi, è ragionevole chiedersi se possa considerarsi opportuna ed utile l acquisizione di prove così elaborate, ma soprattutto ci si dovrebbe domandare: fino a che punto il diritto soggettivo fondamentale di ogni fedele all intimità può essere sacrificato sull altare dell utilità della prova in vista dell accertamento dello status coniugale? 7 R. PALOMBI, Valore probatorio, op. cit, p Tenuto conto dell onus probandi proprio delle parti in causa, il can. 1527, 1, C.J.C. pone esplicito riferimento al vaglio che anche le parti sono sempre tenute a porre al momento della produzione delle prove, quae adduci possunt quando «ad causam cognoscendam utiles videantur». 34 Un quesito, questo, il cui tentativo di risposta non pare fuori luogo lasciare momentaneamente in sospeso, preferendo rinviarlo all esito di questa nostra riflessione. II.2 La liceità Passando ad analizzare il criterio della liceità, è nota la portata innovativa dell art. 157, 1, della Dignitas Connubii rispetto alla prescrizione di cui al can. 1527, 1, del C.J.C., in cui non viene solo esplicitato uno specifico limite alla produzione ed ammissione delle prove nel giudizio, circoscritta ai casi in cui queste risultino lecite sia nel loro contenuto oggettivo, sia «quoad modum adquisitionis», ma pone anche in chiara evidenza che l illiceità della prova non è mai svincolata dalle modalità di procacciamento, che, in caso, il giudice dovrà guardarsi dall ammetterla e le parti dal produrla («neque adducantur neque admittantur») 9. Si tratta, quindi, di una precisa presa di posizione da parte del legislatore, che tuttavia non ha del tutto risolto le difficoltà applicative manifestatesi nella prassi in merito a quando una determinata prova possa dirsi in concreto lecita o illecita, soprattutto in presenza di mezzi di prova tecnologici o informatici 10. Non intendiamo in questa sede ripercorrere le diverse posizioni assunte dalla dottrina intorno al concetto di liceità, come ad esempio quella che tende a porre in relazione il concetto di legittimità con quello di liceità 11. Tuttavia, tenendo conto del tema oggetto di analisi, pare evidente che nel sistema probatorio la legittimità indica unicamente la conformità della prova alle norme di legge che regolano la formazione e produzione in giudizio (dichiarazioni delle parti, prove testimoniali, produzioni documentali, etc.), mentre l accezione liceità ha un significato molto più ampio, dal momento che indica un azione, un comportamento contrario alla legge morale, ad una norma di diritto naturale 12. Da ciò discende che la prova, anche quella atipica, come le prove tecnologiche o telematiche, può dirsi senza dubbio illecita quando si mostra lesiva della dignità della persona, valore morale più rilevante dell individuo, ma tale illiceità può inevitabilmente determinarsi anche nel momento della formazione del mezzo di prova, e, di conseguenza, all atto della sua acquisizione. 9 A. INGOGLIA, Inammissibilità delle prove illecite, (art. 157 Dignitas Connubii ), in J.E. AVILA E C.GNAZI (ed), Matrimonio e ius. Studi in onore del Prof. Villegiante, Studi Giuridici LXIX, Città del Vaticano, 2006, p A. INGOGLIA, Inammissibilità delle prove illecite, op. cit., p In tal senso, M.J. ARROBA CONDE (Prova e difesa nel processo, op. cit., p. 37) ha osservato che l art. 157, 1, della Dignitas Connubi, nel riferire l illiceità anche al modo di acquisizione della prova, non distingue tra le prove già in possesso delle parti e le prove di cui si sollecita l acquisizione successiva nel processo, né viene indicata quale possa essere la fonte della riferita illiceità, se si tratti delle regole modali, civili o religiose. 11 Per una attenta riflessione sul punto, cfr., A. INGOGLIA, Inammissibilità delle prove illecite, op. cit., p C. GULLO A. GULLO, Prassi Processuale nelle cause canoniche, Studi Giuridici LXX, Città del Vaticano, 2005, p Al riguardo, pare opportuno ricordare il pensiero di M.T.CICEONE, secondo cui licere id dicimus quod legibus, quod more maiorum instituisque conceditur. Neque enim quod quisque potest, id ei licet (De Officii, III) 45 Del resto, se non pare possano sollevarsi obiezioni sulla liceità dei mezzi di prova tecnologici o telematici in quanto tali, dal momento che non nascono come lesivi della dignità della persona 13, diversamente deve dirsi in merito alle modalità di formazione e produzione in giudizio. Invero, diverse sono le problematiche (sotto il profilo morale o anche legale) insorte nella prassi, con particolare riferimento al momento della creazione stessa del mezzo tecnologico, ovverosia alla condotta assunta dalla persona nell elaborazione del mezzo in se. Si consideri, ad esempio, una registrazione ambientale in cui viene memorizzata anche una confessione resa in occasione del sacramento della penitenza. Un tale mezzo di prova non potrà mai essere utilizzato (neanche a livello di adminicula) per essere stato elaborato non solo in modo illegittimo, in palese violazione della legge canonica (can. 1550, 2, C.J.C. e art. 196, n. 2 D.C.), ma anche del tutto illecitamente sotto l aspetto della violazione dell intimità e riservatezza della persona (can. 220 C.J.C.). In senso analogo può dirsi nei casi di produzione in giudizio di messaggi , procurati violando il computer del suo autore, protetto da password, come da password è protetto l accesso al sito di posta elettronica atto alla loro trasmissione in cui erano conservati. Non vi è dubbio come anche in questo caso si è in presenza di un comportamento sostanzialmente lesivo del diritto fondamentale di ogni fedele alla propria intimità, sancito non solo dal legislatore canonico (can. 220 C.J.C.), ma anche dall ordinamento statuale, che da sempre ha inteso il diritto alla riservatezza come una norma morale, di valenza costituzionale nell ordinamento italiano 14. Sotto questo aspetto, anzi, non pare fuori luogo rilevare che una condotta sostanzialmente illecita (come la sottrazione di un messaggio di posta elettronica dal computer del legittimo autore) non può non riverberarsi sulla stessa liceità del mezzo di prova 15. Ulteriori problematiche applicative del criterio di liceità, si sono manifestate in riferimento all acquisizione in giudizio del mezzo di prova tecnologica, da parte del giudice o anche delle parti al momento della sua produzione. Si prenda, a titolo esemplificativo, l ipotesi di una registrazione telefonica tra una delle parti ed un terzo, prodotta solo parzialmente in un processo di nullità matrimoniale avente ad oggetto l esclusione della prole da parte del coniuge intercettato, in cui sono contenute 13 R. PALOMBI, Valore probatorio, op. cit, p Art. 15 della Costituzione Italiana: La libertà e la segretezza della corrispondenza sono inviolabili. Una loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell autorità giudiziaria con le garanzie stabilite per legge. 15 Con espresso riferimento a mezzi di prova elaborati attraverso azioni sostanzialmente illecite, cfr., R. PALOMBI, Valore probatorio, op. cit, p , secondo cui: sarebbe davvero interessante conoscere da chi sostiene l ammissibilità delle predette, censurabili condotte, a quale livello di pirateria intrafamiliare ci si dovrebbe spingere per realizzare gli estremi della prova illecita quoad modum adquisitionis. 56 espressioni inutilmente ingiuriose o calunniose nei confronti dell altro coniuge, che tuttavia esulano del tutto dal thema probandum. Anche in questo caso, sono inevitabili le perplessità quoad modum adquisitionis sulla liceità di tale prova (oltre che sulla sua utilità), per la lesione del diritto fondamentale dell intercettato alla propria intimità, la quale, tra l altro, presenta un particolare valore anche nell ordinamento italiano, in cui la violazione del diritto alla privacy può dar luogo a conseguenze penali, che di fatto come è stato autorevolmente osservato non possono non essere tenute in considerazione dalle parti, al momento della scelta sul tipo di mezzi di prova da produrre, e dallo stesso Giudice Istruttore al momento della loro ammissione in giudizio 16. Ancora una volta, dunque, riemerge l interrogativo già sollevato nel precedente paragrafo di questa nostra riflessione: fino a che punto può essere compresso il diritto soggettivo di ogni fedele all intimità personale in vista della prioritaria esigenza della giustizia canonica? In altri termini, tenuto conto della prevalenza dell accertamento dello status coniugale rispetto ad altri diritti dei fedeli (per la sua stretta connessione con la salus animarum), è ragionevole domandarsi se la legge processuale che regola il diritto delle parti alla produzione delle prove possa essere intesa tanto estensivamente da autorizzarle (talvolta anche prima che abbia inizio il processo matrimoniale) a porre in essere azioni sostanzialmente illecite, in quanto lesive del diritto soggettivo di ogni fedele alla propria intimità. II.3 L autenticità ed integrità Alla luce di quanto finora esaminato, il criterio dell autenticità ed integrità sembra configurarsi come il miglior filtro ad una indiscriminata ammissione, acquisizione e produzione di mezzi di prova tecnologica nel processo matrimoniale canonico. Si tratta, come è noto, del criterio generale per la valutazione del documentum privatum, che può avere la stessa efficacia probatoria di una confessione o dichiarazione extragiudiziale se presenta determinati e specifici requisiti, tesi ad attribuire la paternità del documento al suo autore, ovverosia risulta manoscritto e sottoscritto dal soggetto a cui è attribuito, o anche dattiloscritto con mezzi elettronici e firmato in ogni sua pagina (art. 187 D.C. - can C.J.C.) 17. In tale prospettiva, i documenti telematici (le comunicazioni , gli sms, o le forme di comunicazione scritta riprodotte sui diari informatici) possono indubbiamente presentare valenza probatoria, quando è possibile accertarne l autenticità, l integrità e la provenienza, che, nel caso di uno scritto telematico, si realizza quando colui che viene indicato come l autore non solo confermi di esserlo nel corso della sua deposizione giudiziale, ma ne 16 P. MONETA, Processo matrimoniale canonico e diritto penale italiano, prolusione per l inaugurazione dell Anno giudiziario al Tribunale Ecclesiastico Regionale Calabro, 9 febbraio 2010,.p C. GULLO A. GULLO, Prassi Processuale, op cit., p7 avvalori anche il contenuto ed i riferimenti temporali. In senso analogo, deve dirsi per quanto riguarda le registrazione audio, il cui accertamento di autenticità ed integrità può determinarsi in tutti i casi in cui colui che viene indicato come uno dei soggetti della conversazione registrata (intercettazione) riconosca la propria voce, confermi il contenuto dell intera registrazione, ed i riferimenti temporali in cui è stata posta. Fatta questa premessa, deve però osservarsi che la autenticità, genuinità, integrità delle prove tecnologiche o telematiche non si presenta di per sé così agevole. Si tratta, infatti, di strumenti di prova che nascono come un insieme di dati visibili solo attraverso un video, una stampante o altri dispositivi tecnici, in quanto riproducono suoni, conversazioni, immagini statiche o in movimento. Pertanto, è evidente che la mera riproduzione cartacea del contenuto di un sms, di una , di una pagina facebook, non può dirsi certo sufficiente ad accertare la corrispondenza del contenuto effettivo delle parole, dichiarazioni e conversazioni contenute nel mezzo tecnologico o telematico, dovendosi preferire il ricorso a quelle che sono le modalità proprie dell ispezione giudiziaria, così da poterne verificare l effettiva integrità, oltre che, appunto, la sua autenticità ed originalità. E lampante, dunque, la necessità di un attento vaglio da parte del giudice fin dal momento dell ammissione ed acquisizione in giudizio dei mezzi di prova in esame, che però, nella prassi, non è mai agevole, anche in ragione della natura stessa di tali mezzi, in relazione ai quali non può escludersi la necessità di ricorrere all opera di periti tecnici, proprio per accertare l originalità e la non manomissione di tutto ciò che è stato elaborato, registrato e riprodotto con tali strumenti. III. Breve riflessione su alcuni mezzi di prova tecnologici e loro risvolti nella prassi probatoria dei Tribunali Ecclesiastici Venendo più da presso, non pare fuori luogo volgere la nostra attenzione a quei documenti di natura tecnologica o telematica, la cui produzione ed acquisizione ai fini istruttori appare essere in costante aumento: le registrazioni ambientali o telefoniche, le pagine web di social network (facebook), i messaggi di posta elettronica o tramite brevi messaggi sms. A tal fine, si è ritenuto opportuno procedere ricorrendo alle diverse esperienze maturate nella prassi di alcuni Tribunali Ecclesiastici proprio in riferimento all applicazione di quei criteri dell utilità, liceità ed autenticità su cui ci siamo soffermati 18. III.1 In tema di intercettazioni telefoniche e le registrazioni ambientali Per comprendere questo particolare tipo di strumento probatorio, si impone innanzitutto una prima considerazione: ai nostri giorni è oramai una prassi diffusa quella di registrare le 18 Ci si riferisce, in particolare, all esperienze maturate nel Tribunale Ecclesiastico Regionale del Vicariato di Roma ponendole a confronto con quelle di alcuni colleghi nei rispettivi fori di competenza. 78 conversazioni tra due soggetti, avvenute tramite telefono (fisso, mobile) o ambientali (anche tra più persone in contemporanea), spesso a loro insaputa. I nuovi mezzi tecnologici con cui vengono elaborate tali registrazioni presentano oramai un considerevole livello di evoluzione tecnica, al punto da essere facilmente occultabili per le loro dimensioni sempre più piccole. Si tratta di registrazioni che diversamente dal passato - non avvengono più su nastri magnetici, bensì sotto forma di file digitali. Non interessa, in questa sede, formulare un qualsivoglia giudizio sul comportamento di coloro che ricorrono a tali strumenti, nonostante siano facilmente comprensibili le intenzioni che li muovono: precostituire prove tese a verificare i comportamenti di un coniuge (ad esempio un infedeltà coniugale), da utilizzare poi in un successivo giudizio, civile, penale o canonico. Tuttavia, prima di illustrare due casi, verificatisi presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale del Vicariato di Roma, pare doveroso svolgere alcune brevi considerazioni di ordine probatorio. La prima attiene allo strumento tecnico contenente le conversazioni in esame (file audio o nastri magnetici), che indubbiamente può essere considerato solo come un mezzo rappresentativo di una conversazione tra due persone. Non trattandosi, dunque, di una prova, è evidente che le registrazioni audio (o video) possono assumere una qualche valenza dichiarativa in tutti i casi in cui riproducano le ammissioni su determinati fatti o avvenimenti inerenti il rapporto coniugale, ma possono anche rivestire la natura di meri strumenti narrativi del vissuto di due persone in un determinato momento, prive di vera rilevanza logica ai fatti oggetto di causa 19. Una seconda considerazione investe il problema dell accertamento dell integrità ed autenticità delle conversazioni contenute nei file-audio. La tecnologica è giunta, infatti, ad un tale livello di sviluppo da rendere possibile la manipolazione e modifica di ogni tipo di file (audio o video), attraverso l uso di programmi, reperibili anche gratuitamente su internet 20. Un ultima doverosa riflessione coinvolge la natura delle registrazioni ed intercettazioni che si distinguono in autorizzate o non autorizzate a seconda che siano state elaborate su esplicita disposizione dell autorità giudiziaria statuale. E proprio tale distinzione non va sottovalutata, soprattutto con riferimento al criterio della illiceità quoad modum adquisitionis nell ambito del processo matrimoniale canonico. 19 Al riguardo, la dottrina giuridica ha giustamente sollevato perplessità sulla validità delle dichiarazioni contenute in una registrazione, che il soggetto rende senza la consapevolezza di essere registrati cfr., C.GULLO A. GULLO, Prassi Processuale, op. cit., p Ad analoga conclusione è pervenuta la prassi processuale, che ha dichiarato privi di valore probatorio le intercettazioni telefoniche disposte all insaputa dell intercettato. Cfr., Tribunale Ecclesiastico Regionale Siculo, Mazarien, coram Plecenti, 15 settembre 2000, p. 15, inedito. 20 La modifica e manipolazione dei file digitale è oggi possibile attraverso semplici operazioni, che spesso non necessitano di particolari esperienze o competenze tecniche. Per un analisi più approfondita, cfr., A. GIRAUDO, L acquisizione delle prove e le nuove tecnologie nel processo di nullità matrimoniale, Prolusione per l inaugurazione dell anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Salernitano-Lucano, Salerno 2 aprile 2011, pro manuscripto 89 Nell ordinamento italiano, infatti, le intercettazioni sono considerate dei validi mezzi di ricerca di prova, di cui si serve la magistratura per individuare ed assicurare al processo penale elementi utili sui fatti che si riferiscono all imputazione, alla punibilità e alla determinazione della pena. Tuttavia la loro elaborazione - sebbene sia considerata ammissibile in vista dell accertamento della verità su fatti di reato lesivi del bonum publicum - non viene mai disposta sic et simpliciter, proprio in considerazione dell evidente limitazione del diritto fondamentale di ogni uomo alla libertà e alla segretezza di ogni forma di comunicazione che determina (art. 15 Cost.). La loro produzione in giudizio è dunque sempre oggetto di un attento vaglio da parte del Giudice, chiamato ad espungere dagli atti del processo tutte quelle intercettazioni che non ineriscono i fatti di reato in relazioni alle quali erano state autorizzate e svolte. Alla luce di ciò non pare, dunque, peregrino chiedersi quanto questo tipo di registrazioni audio possano realmente dirsi utili e lecite nel processo matrimoniale. Si pensi al caso di un intercettazione telefonica (autorizzata) tra un medico ed un proprio paziente, imputato del reato di partecipazione in associazione mafiosa, parzialmente prodotta in un processo di nullità matrimoniale nella parte relativa alle confidenze sulle proprie problematiche matrimoniali legate all abuso di medicinali, sebbene la stessa fosse stata espunta dagli atti del processo penale. La produzione di una tale intercettazione solleva, infatti, qualche perplessità con riguardo alla sua liceità quoad modum adquisitionis, per la lesione del diritto fondamentale dell intercettato alla propria intimità, oltre che sulla sua legittimità, trattandosi di un mezzo di prova che esula dalla disponibilità della parte che la produce in giudizio proprio perché non resa pubblica attraverso il processo penale. Se, infatti, il medico non può mai deporre senza essere espressamente liberato dal segreto professionale, non si comprende come siffatta intercettazione-registrazione possa essere prodotta ed acquisita in giudizio senza l esplicito consenso del coniuge intercettato e dell altro dialogante. Ciò premesso, la prima fattispecie che riteniamo interessante riferire attiene al caso di una serie di conversazioni ambientali, depositate agli atti di un processo di nullità matrimoniale attualmente in corso innanzi al Tribunale Ecclesiastico Regionale del Vicariato di Roma 21. Si tratta di conversazioni ambientali verificatesi tra le parti stesse o anche tra la convenuta ed un proprio familiare, che vennero prodotte sotto forma di trascrizione, elaborata da un perito di parte, unitamente alle denunce-querele per ingiurie e diffamazione sporte dall uomo attore. 21 Il caso riferito risulta essere stato introdotto per il capo del difetto di discrezione di giudizio ed incapacità agli oneri coniugali ex parte conventa ex can. 1095, 2 e 3 C.J.C., la quale ha espresso fin da subito la propria opposizione. 910 La convenuta sollevò formale obiezione all avvenuta ammissione di tali strumenti, evidenziandone l illiceità quoad modum adquisitionis, per essere state elaborate a sua insaputa, oltre che acquisite senza alcun elemento atto ad accertare la conformità tra le conversazioni trasfuse nel testo scritto e quelle contenute nel file audio, che tra l altro non risultava depositato in giudizio. Infine, contestava la stessa metodologia con cui era stata acquisita la trascrizione, in forma non integrale secondo una scelta discrezionale della parte attrice. La causa incidentale si concludeva, dunque, con l ammissione di tutte le registrazioni ambientali depositate dall attore, in considerazione della preminenza dell accertamento della verità sullo status coniugale. Nondimeno, nel corso della fase successiva del processo venne rilevata l esistenza di ulteriori trascrizioni delle medesime registrazioni ambientali, elaborate da un comando dei Carabinieri, che tuttavia presentavano alcune divergenze rispetto a quelle acquisite nel processo canonico. Ebbene, per quanto la fattispecie in esame non sia ancora giunta alla sua conclusione, diversi sono gli spunti di riflessione che offre, soprattutto in riferimento ai criteri della utilità, liceità ed autenticità di cui al can. 1527, 1, C.J.C. e art. 157, 1, D.C. Al riguardo, un primo motivo di analisi investe la modalità di acquisizione del file-audio, la cui mancata produzione in giudizio non consente di accertare l effettiva corrispondenza di ogni singola conversazione intervenuta tra le persone e quanto trasfuso nel testo scritto dal perito trascrittore, anche in riferimento al contesto in cui si trovavano i soggetti interloquenti e le effettive circostanze di tempo e di luogo (giorni e orari) in cui si è realizzata la registrazione. È indubbio, infatti, come solo l ascolto diretto di tutti i dialoghi registrati permetterebbe di verificare se ciò che si ascolta corrisponde o meno a ciò che realmente accadeva tra le persone nel momento in cui dette conversazioni avvenivano, nonché l effettiva modalità di confronto tra i soggetti che interloquivano. Sotto questo aspetto, anzi, solo lo strumento dell ispezione giudiziale potrebbe garantire un valido accertamento dell autenticità ed integrità, non essendo certo sufficiente la mera audizione del perito trascrittore, che, nel caso, dichiarò di aver ascoltato e trascritto solo le parti di registrazioni a lui indicate dallo stesso attore. E da ciò discende una seconda, inevitabile, considerazione sull integrità ed autenticità degli stessi file-audio. Atteso, infatti, che siamo in presenza di uno strumento tecnico (in grado di percepire e memorizzare suoni e parole) è evidente che il solo ascolto di quanto registrato non potrebbe mai consentire di escludere la possibilità di un alterazione, formale e sostanziale, del contenuto audio originale. Ne consegue la necessità di una verifica informatica, da disporsi attraverso l opera di un perito, munito delle necessarie competenze tecniche, che, tra l altro, risulta indispensabile in assenza di un espresso riconoscimento da parte dei soggetti protagonisti delle conversazioni in esame. 1011 L ultima riflessione interessa la produzione della trascrizione parziale di quanto contenuto nelle registrazioni. Difatti, sebbene possano ritenersi ammissibili in giudizio anche le prove parziali, non possiamo dimenticare la chiarezza del dettato normativo, che attribuisce valore probatorio solo ai documenti originali, e ciò al fine di permettere il loro esame da parte del giudice, del difensore del vincolo, delle parti e dei loro avvocati (art. 190 D.C. can C.J.C.). Del resto, proprio la produzione parziale di quanto contenuto in un documento audio può comportare il serio rischio di indurre il Giudice ad una ricostruzione dei fatti di per sé non del tutto corrispondente a quella verità cui mira il processo matrimoniale. Un rischio che di fatto il legislatore ha sempre cercato di prevenire al punto da sancire espressamente che all atto della acquisizione di qualsivoglia documento «semper cavendum est de earumdem authenticitate et integritate, vitato quoliber periculo fraudis, collusionis vel corruptelae» (art D.C.). La seconda fattispecie che giunge alla nostra attenzione ha ad oggetto la registrazione di una conversazione tra le parti ed i loro figli, elaborata su nastro magnetico (audiocassetta) prodotta ed acquisita agli atti di una causa di nullità matrimoniale trattata dal Tribunale Ecclesiastico Regionale del Vicariato di Roma e non ancora giunta alla sua definizione. Anche in questo caso, la prova è stata ritenuta utile e lecita quoad modum adquisitionis, per la presenza di diversi elementi da cui emergeva anche la piena autenticità ed integrità del mezzo tecnologico, ovverosia: a) la consapevolezza dei soggetti partecipanti alla registrazione della conversazione; b) l espresso riconoscimento da parte di entrambi i coniugi delle loro voci registrate nell audiocassetta. Inoltre, atteso che inizialmente era stata depositata solo la trascrizione di quanto riprodotto nel nastro magnetico, il Tribunale non esitò a porre in essere un ispezione giudiziale sullo stesso, ordinando l esibizione dell audiocassetta originale, dal cui ascolto emerse la piena conformità del testo profuso nello scritto con quanto contenuto nella registrazione audio (can C.J.C. e art. 190 D.C) Nella stessa linea si è posto anche il Tribunale Regionale Ecclesiastico Campano, che (in un caso del tutto analogo al precedente) ha ritenuto lecita, utile ed ammissibile una registrazione audio (elaborata da una delle parti) a seguito dell espresso riconoscimento da parte del coniuge della propria voce registrata, oltre che della verifica peritale sull autenticità ed integrità del file-audio originale (che non risultava essere mai stato manipolato) e dell effettiva corrispondenza tra le frasi trasfuse nel testo scritto e quanto contenuto nella registrazione audio originale, di cui si era ordinata l esibizione nel processo Il caso sopra esaminato è attualmente in corso di trattazione. 1112 III.2) Facebook e le pagine web In linea generale, il crescente sviluppo dei social network, di cui facebook è senza dubbio il più diffuso (non solo tra i giovani), ha dato origine a nuove forme di produzione documentale, la cui valenza probatoria desta inevitabilmente delle difficoltà 23. Trattandosi di diari telematici, che viaggiano solo attraverso pagine web (in cui possono pubblicarsi pensieri, foto, video, intrattenere nuove amicizie e conoscenze) è evidente come la loro produzione in giudizio possa essere disposta attraverso la stampa di ciò che vi si trova riprodotto. Nondimeno, la valutazione sull utilità e, soprattutto liceità ed autenticità di tali mezzi di prova non è di per se agevole ed apre le porte a diverse problematiche. Le informazioni contenute nelle pagine di facebook, infatti, presentano un elevato grado di aleatorietà, potendo essere suscettibili di modifica in qualsiasi momento da parte del loro artefice, oltre al fatto che la loro visione può essere concessa solo a coloro che risultano essere stati espressamente autorizzati dall autore della bacheca virtuale. Inoltre, con particolare riferimento al diritto alla riservatezza, non vi è dubbio che tutte le pubblicazioni disposte dal proprietario della pagina risultano essere facilmente eliminabili dal loro stesso autore. E proprio con riferimento alle particolarità modalità di accesso a questo innovativo social network, il Tribunale Regionale Ecclesiastico Piemontese ci offre un interessante fattispecie, in cui venne trattato il capo dell esclusione dell indissolubilità da parte di entrambi i coniugi. Nel corso del processo, la convenuta contraria alla tesi attorea- produsse un file informatico in cui aveva riprodotto alcune immagini e testi di messaggio, tratti dal profilo facebook di una persona che sapeva essere in amicizia con il marito e da cui emergeva che lo stesso, fin da prima del matrimonio, aveva sempre mantenuto a sua insaputa amicizie separate, oltre che una relazione affettuosa con un'altra donna. Di tali documenti il Collegio giunse a disporne l acquisizione in giudizio all esito di un attenta valutazione sulla loro autenticità ed integrità, disposta attraverso un ispezione giudiziale, espletata sul profilo facebook della convenuta e di coloro che risultavano essere legati in amicizia anche con l attore. Inoltre, attesa la piena corrispondenza delle immagini e messaggi scritti trasfusi nel file prodotto in giudizio con tutto quanto contenuto nelle bacheche facebook da cui erano state tratte, si provvedeva ad interrogare l attore, il quale ammetteva solo parzialmente le diverse circostanze raffigurate nelle pagine web oggetto d ispezione. 23 L elemento maggiormente caratterizzante i moderni social network è la possibilità di condividere tra un numero talvolta indefinito di persone messaggi di testo o video. Si tratta di una forma di servizi di rete sociale, in cui le persone possono unirsi tra loro a gruppi e condividere interessi in comune o esperienze. 1213 Nella Sentenza, conclusa affermativamente per il solo capo sull uomo, si dava dunque atto dell attendibilità dei documenti informatici esaminati, oltre che sollevare alcune perplessità sulla credibilità dello stesso attore e ciò anche a motivo delle sue reticenze nel rispondere sulle circostanze attestate negli esaminati documenti informatici 24. Ebbene, non pare fuori luogo notare come la pronuncia in esame induca a domandarsi se e quando possa dirsi lecita l acquisizione in giudizio di documenti informatici tratti da social network come le pagine facebook, il cui accesso risulti essere stato inibito dal suo autore e proprietario, che ricorrendo a tutti quei mezzi concessi dallo stesso portale facebook- abbia limitato l accesso alle informazioni ivi contenute, escludendone espressamente la visione alla parte che provvede ad allegarli agli atti del giudizio. Da questo punto di vista, infatti, l acquisizione di un tale strumento dovrebbe sempre essere preceduta da un approfondita analisi (da disporsi anche in sede di ispezione giudiziale), tesa a verificare non solo l autenticità ed integrità dei documenti informatici depositati, ma anche la loro lecita formazione da parte di colui che la produce in giudizio, e ciò proprio in ragione della possibilità o meno di accedere liberamente alle pagine web in esame 25. III.3 Le comunicazione e la messaggistica SMS Passando ad analizzare questo tipo di strumenti di natura tecnologica, o, più correttamente, telematica, non ci sembra di sbagliare nel ritenere ultroneo tornare su concetti già chiaramente espressi al riguardo da già autorevole dottrina 26. Sembra però opportuno richiamare alcune specifiche problematiche riscontrate al riguardo nella prassi di alcuni Tribunali. La prima si riferisce ad un caso trattato e definito presso il Tribunale Regionale Ecclesiastico del Vicariato di Roma (inerente il capo dell esclusione dell indissolubilità da parte dell uomo attore), in cui vennero prodotti dalla parte convenuta un considerevole numero di messaggi-sms, che risultarono essere stati trasmessi dall utenza telefonica della parte attrice e destinati al numero di cellulare dell altro coniuge, dal contenuto più vario, relativo soprattutto al periodo successivo alla conclusione della convivenza coniugale. 24 Tribunale Ecclesiastico Regionale Piemontese, Tribunale di I Istanza, Pedemontana, sent. coram Giraudo, 30 gennaio 2014, n.9, inedito. 25 Le funzioni previste dal social network gestore delle pagine facebook di escludere in modo esplicito alcune persone dalla visione della propria bacheca comporta la indicazione delle stesse tramite nome e cognome e tutto ciò che le identifica. In tal senso, non vi è dubbio che si possa parlare di una vera e propria azione illecita da parte di colui che carpisce le informazioni contenute nella pagina, sebbene gli sia stato impedito l accesso sia direttamente sia ricorrendo alle pagine facebook di persone legate in amicizia con l autore dello scritto carpito. 26 cfr., R. PALOMBI, Valore probatorio, op. cit, p ; A. GIRAUDO, L acquisizione delle prove, op. cit., p. 6-7 Dello stesso autore, con specifico riferimento all utilizzo di SMS, soprattutto se ottenuti in modo fraudolento, cfr., A. GIRAUDO, L uso di prove legale alle nuove tecnologie o ai nuovi mezzi di comunicazione, in Quaderni di diritto ecclesiale 20 [2011], p14 La valutazione dell autenticità ed originalità di tali sms venne disposta dal Giudice Istruttore attraverso l interrogatorio dell attore, il quale, pur riconoscendo il proprio numero di cellulare aveva negato fermamente di averli mai digitati. La causa incidentale che seguì si risolse con la non ammissione di tali messaggi-sms, e ciò proprio a motivo dell impossibilità di verificarne con certezza la conformità e l autenticità, in merito alla quale la stessa convenuta non aveva presentato alcuna prova atta ad appurarne quanto meno l originalità, come richiesto dal can C.J.C, né della stessa se ne era trovato alcun riscontro dalla lettura di tutte le risultanze istruttorie. Sul punto, anzi, il collegio evidenziò che anche qualora tali sms fossero stati trascritti ed autenticati da un notaio, il documento così elaborato si sarebbe rilevato comunque come un acquisizione di un documento anomico, privo, dunque, di qualsivoglia valenza probatoria, oltre al fatto che dalle tavole istruttorie non era emerso alcun elemento che ne evidenziasse una qualche utilità per pervenire alla verità circa il merito della causa principale 27. Ulteriori spunti di riflessioni ci vengono da alcune fattispecie trattate dal Tribunale Regionale ecclesiastico Piemontese, tra le quali vale innanzitutto ricordare quella relativa ad caso di esclusione della fedeltà da parte dell uomo, nel corso del quale l attore depositava le riproduzioni cartacee di messaggi e lettere dallo stesso trasmesse in posta elettronica alla donna con cui aveva intrattenuto una relazione sentimentale parallela al fidanzamento e successivo matrimonio con la convenuta. Anche in questo caso, il Giudice Istruttore si premurò di richiedere adeguata e completa documentazione, con particolare riguardo alla provenienza, alle modalità di produzione e alla datazione di quanto presentato, oltre che disporre l ispezione giudiziaria da espletarsi attraverso l analisi del computer in cui l attore dichiarava di custodire tali , che, tuttavia non ebbe mai seguito per volontà dello stesso attore, che dichiarò di aver reperito con difficoltà quei messaggi di posta dal proprio computer, oramai del tutto inutilizzabile. Da ciò discese l inevitabile dichiarazione d inammissibilità della produzione documentale, dal momento che il mero riconoscimento da parte dell attore di documenti che lo stesso allegava non poteva considerarsi di per sé sufficiente ad attestarne l autenticità, l originalità, le circostanze di tempo in cui furono elaborati, scritti ed inviati 28. In questa prospettiva, anzi, non sono mancate altre pronunce del Tribunale Ecclesiastico Piemontese, che nel tentativo di prevenire l acquisizione di documenti telematici manipolati 27 Vicariatus Urbis Tribunal Primae Instantiae, Romana, coram Manzo, Decr. 14 settembre 2011, n. 4-7, inedito. Il Decreto ha il pregio di evidenziare la necessità che la parte che produce dei messaggi sms provveda anche a fornire la prova della loro autenticità, originalità ed integrità, in assenza della quale gli stessi devono necessariamente essere espunti dagli atti della causa. 28 La causa di nullità matrimoniale sopra riferita è ancora in corso al momento della redazione della presente relazione. 1415 si è orientata nel senso di disporne la verifica tramite ispezione giudiziale, oltre che richiedere sempre il riconoscimento da parte di colui che si assumeva esserne l autore 29. In senso parzialmente diverso, si pone il Tribunale Regionale Ecclesiastico Ligure, relativamente ad una fattispecie trattata e conclusa con sentenza affermativa per il capo dell esclusione dell indissolubilità, della prole e della fedeltà da parte della donna convenuta. Nel caso, il Collegio escluse la necessità di ricorrere all ispezione giudiziale dei diversi documenta telematici prodotti dall attore aventi ad oggetto le diverse comunicazioni intrattenute dalla convenuta con un altro giovane, dalle quali emergeva un loro legame sentimentale intercorso fin dai mesi precedenti il matrimonio. Il loro riconoscimento da parte della stessa convenuta venne considerato un elemento più che sufficiente a confermarne l autenticità ed originalità, così come l utilità ai fini dell accertamento della verità. Una tale conclusione, però, non sembra del tutto rispondere ai criteri di valutazione dei mezzi di prova, soprattutto sotto l aspetto della lecita formazione del documento informatico prodotto. Difatti, nonostante dagli atti istruttori non sia in alcun modo emersa la modalità con cui l attore ne era venuto in possesso (all insaputa o meno della stessa parte convenuta), una tale analisi sembrerebbe essere stato superato dalle ammissioni di veridicità ed autenticità riferite dalla donna, la quale, tuttavia, si dichiarava pienamente concorde con i motivi di nullità addotti dall attore nel proprio libello 30. Considerazioni conclusive Nel pervenire alla conclusione di questa nostra breve analisi, siamo dunque giunti al momento di ipotizzare una risposta alla domanda posta nei paragrafi che precedono: fino a che punto può essere contenuto e/o sacrificato il diritto soggettivo di ogni fedele all intimità e alla riservatezza ai fini dell accertamento dello status coniugale? Al riguardo, osserviamo innanzitutto che la valutazione sulla liceità ed utilità del mezzo di prova tecnologico (come una registrazione telefonica o una comunicazione ) non può escludere una necessaria riflessione sull opportunità o meno di acquisirla, sia con riferimento ai principi morali e alle norme canoniche sia alle norme dello Stato che recepiscono un indubbio principio e valore morale (appunto l intimità e la buona fama). Tuttavia porre in relazione l opportunità con la liceità può comportare un inevitabile abbassamento del livello di valutazione sulla liceità della prova tecnologica, che in questo senso necessita una riflessione più approfondita per evitare un aprioristico sacrifico del diritto soggettivo di ogni fedele di cui al can. 220 C.J.C.. Lungi dal contestare l esigenza che l accertamento della verità sullo status coniugale debba sempre prevalere (per le inevitabili connessione con la salus animarum), non vi è 29 Cfr., Tribunale Ecclesiastico Regionale Piemontese e di Appello di Torino, Appellationis Derthonen, coram Giraudo, sent. 29 settembre 2011, inedito. 30 Tribunale Ecclesiastico Ligure, Tribunale di Prima Instanza, Januen seu Derthonen, coram Bettinoni, sent , inedito. 1516 dubbio che un attenta valutazione dei criteri della liceità, dell utilità e dell autenticità si pone più che necessaria. Si pensi, ad esempio, al prospettato caso di un intercettazione ambientale o telefonica trascritta in modo parziale, ed in modo parziale prodotta ed acquisita nel giudizio. È evidente, infatti, che la produzione di un tale strumento può, da un parte, integrare la lesione del diritto all intimità e alla riservatezza del coniuge intercettato (e della persona terza con lui intercettata), e, dall altra, indurre una rappresentazione della conversazione registrata del tutto difforme da come effettivamente si svolse (e dall intero contenuto della stessa), con il serio pericolo di ledere lo stesso accertamento della verità cui si ispira l attività istruttoria. Aspetto, questo, che ci porta a riprendere l insegnamento di Sua Eccellenza Stanchiewicz, secondo cui l efficacia probatoria delle prove atipiche non può essere sopravvalutata in modo che oltrepassi le prove nominate o tipiche 31. Del resto, se la prova ha come scopo quello di mostrare al giudice la traccia di un avvenimento passato 32, non si può dimenticare il rischio di compromettere proprio la formazione del suo libero apprezzamento in tutti quei casi in cui il documento informatico o telematico si riferisce ad uno dei coniugi, parte in causa, che risulti assente in giudizio o abbia scelto di parteciparvi senza l assistenza di un patrono. Da questo punto di vista, anzi, non riteniamo di sbagliare nell operare una comparazione tra il diritto processuale canonico e quello penale italiano, che ha quale finalità principale proprio l accertamento della verità di un fatto di reato, a tutela del bonum publicum (la collettività). Difatti, se pensiamo alle intercettazioni ambientali autorizzate dalla Magistratura, indubbiamente limitative diritto alla libertà e alla segretezza di ogni forma di comunicazione, non possiamo omettere di rilevare come non siano mai disposte dal Giudice in modo arbitrario, bensì solo qualora risultino indispensabili per evidenziare elementi utili di prova e sussistano altresì gravi indizi (art. 267 c.p.c.). In altri termini, la mera possibilità che da questo strumento possano emergere elementi utili di prova non è di per sé un criterio sufficiente per limitare il diritto fondamentale di ogni persona alla libertà e all intimità. In questa prospettiva, la valutazione sull opportunità di ammettere nel processo matrimoniale un mezzo tecnologico (illecito nella sua formazione ed acquisizione) non dovrebbe (né potrebbe) mai prescindere da un attenta analisi (del giudice, ma anche delle parti) sulla sua effettiva indispensabilità ai fini dell accertamento della verità, oltre che sulla sua effettiva autenticità, originalità ed integrità. Una valutazione, questa, che si pone ancor più necessaria proprio per la natura atipica delle prove esaminate, la cui valenza probatoria non può mai prescindere da una attenta valutazione delle stesse caso per caso. 31 A. STANKIEWICZ, Le caratteristiche del sistema probatorio canonico, in P.A. BONNET C. GULLO (a cura di), Il processo matrimoniale canonico. Nuova edizione riveduta e ampliata, Città del Vaticano, 1994, p F. CARNELUTTI, La prova civile, parte generale (il concetto giuridico della prova), Roma, 1915, p Vedere altro
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