Source: http://www.professionisti.it/frontend/articolo_news/31578/registro-no-a-rimborsi-ai-notai
Timestamp: 2017-10-20 19:42:01+00:00
Document Index: 48871805

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 77', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4']

Registro, no a rimborsi ai notai
Il diritto al rimborso dell'imposta di registro non dovuta non spetta al notaio che l'ha pagata in veste di obbligato, ma al contribuente titolare del rapporto tributario. Il notaio può avvalersi della compensazione a valere sui tributi dovuti sugli atti successivi, ma soltanto per le somme versate in eccesso a causa di errori nell'autoliquidazione.
Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 90/E dell'11/12/2013, rispondendo al quesito posto da un ufficio territoriale in relazione all'istanza con la quale due notai avevano chiesto di conoscere le modalità di recupero delle imposte di registro versate in sede di autoliquidazione degli atti telematici redatti per conto dei loro clienti, ma non dovute in base ai chiarimenti interpretativi forniti dall'Agenzia con la circolare n. 44/2011. Nello specifico, l'ufficio riteneva che l'istanza non potesse essere accolta per via dell'irretroattività della circolare. Nella risposta, l'Agenzia puntualizza preliminarmente che i documenti di prassi non sono atti generali di imposizione ed hanno efficacia unicamente interna, per cui l'eventuale diritto al rimborso discende solo dal versamento di un'imposta non dovuta e non può, invece, dipendere dalla retroattività o meno della circolare. Ciò premesso, l'Agenzia osserva che ai sensi dell'art. 3-ter del dlgs n. 463/97, i notai possono compensare tutte le somme versate in eccesso in sede di autoliquidazione con le imposte dovute per atti di data posteriore, con conseguente esclusione della possibilità di richiedere il rimborso. Tale disposizione si applica però solo alle somme versate in eccesso in sede di autoliquidazione, che sono automaticamente evidenziate dal sistema informativo, per cui non può trovare ingresso nella diversa fattispecie in esame.
Occorre quindi verificare se il notaio rogante possa chiedere il rimborso ai sensi dell'art. 77 del dpr 131/86. Sul punto, la giurisprudenza più risalente, recepita dalla circolare n. 58/1989, si era espressa in senso favorevole, ritenendo il notaio pienamente legittimato a chiedere il rimborso in quanto coobbligato solidale al pagamento dell'imposta. L'orientamento è stato però successivamente ribaltato a motivo del fatto che la legge dell'imposta di registro individua quali soggetti passivi in senso stretto solo le parti contraenti. Nella sentenza n. 9440 del 2005, la Cassazione afferma che il notaio rogante, pur obbligato a richiedere la registrazione dell'atto e a pagare l'imposta principale in solido con le parti, resta estraneo al rapporto tributario. L'Agenzia conclude quindi che è possibile riconoscere, nei termini di decadenza, il rimborso nelle fattispecie riconducibili alla circolare n. 44/2011, ma possono farne richiesta solo le parti contraenti e non il notaio.
Rilascio copie autentiche di atti per volture. Nella risoluzione n. 89, di pari data, l'Agenzia ha chiarito che non sono soggette all'imposta di bollo le copie degli atti civili relativi ai trasferimenti immobiliari, rogati, ricevuti o autenticati da notaio o da altro pubblico ufficiale, richieste ai fini della domanda di voltura catastale. L'esenzione è prevista dall'art. 4 del dpr n. 650/72, secondo cui le copie degli atti da allegare alla domanda di voltura catastale sono rilasciate in carta libera. Il dubbio era però sorto perché gli archivi notarili possono rilasciare copie degli atti conservati esclusivamente in forma autentica, come tali soggetti all'imposta di bollo ai sensi dell'art. 1, comma 1, della tariffa, parte prima, allegata al dpr n. 642/72. In proposito, l'Agenzia osserva che, in linea generale, le copie rilasciate dai notai o dagli archivi notarili, necessariamente con dichiarazione di conformità, sono soggette all'imposta di bollo. Ritiene tuttavia che alla regola generale faccia eccezione la disposizione del citato art. 4, nella quale la formula «in carta libera» sottintende la concessione dell'esenzione dal tributo per il rilascio della copia dell'atto notarile, se destinata a essere allegata alla domanda di voltura catastale. È comunque opportuno che il pubblico ufficiale, nel rilasciare una copia conforme senza il pagamento dell'imposta di bollo, indichi la norma di esenzione ovvero l'uso cui è destinata.