Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26328-del-17-10-2019
Timestamp: 2020-07-06 00:32:43+00:00
Document Index: 34249600

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 617', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 156']

Sentenza Cassazione Civile n. 26328 del 17/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26328 del 17/10/2019
Cassazione civile sez. III, 17/10/2019, (ud. 13/09/2019, dep. 17/10/2019), n.26328
sul ricorso iscritto al n. 17944/2016 R.G. proposto da:
Z.C., rappresentato e difeso dagli Avv.ti Barbara Rizzo
e Francesco Mercogliano, con domicilio eletto presso il loro studio
in Roma, via Guglielmo Saliceto, n. 4;
Zi.Ma., rappresentato e difeso dall’Avv. Giovanni
Fumarola, con domicilio eletto in Roma, via G. Pisanelli, n. 2,
presso lo studio dell’Avv. Stefano Di Meo;
avverso la sentenza n. 1954 del Tribunale di Taranto depositata il 16
Dott. D’ARRIGO Cosimo;
Z.C. ha proposto opposizione, ai sensi degli artt. 615 e 617 c.p.c., avverso un atto di precetto ad istanza di Zi.Ma.. Per quanto concerne l’opposizione agli atti esecutivi, egli ha lamentato la mancata notificazione dello stesso e, con esso, del titolo esecutivo.
Il Tribunale di Taranto ha accolto in parte l’opposizione all’esecuzione ed ha integralmente rigettato quella agli atti esecutivi.
Avverso tale decisione, limitatamente alla sola opposizione ex art. 617 c.p.c., lo Z. ha proposto ricorso straordinario ex art. 111 c.p.c., comma 7, articolato in tre motivi illustrati da successive memorie. Lo Zi. ha resistito con controricorso.
Preliminarmente, va rigettata l’istanza di riunione, in quanto non risultano gli estremi della connessione.
In applicazione del principio della “ragione più liquida” è possibile esaminare direttamente il secondo motivo, con il quale si censura la sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto che l’eventuale vizio della notificazione è stato sanato dal raggiungimento dello scopo, ex art. 156 c.p.c., comma 3.
Anzitutto, si deve rilevare che la notificazione di che trattasi sarebbe – tutt’al più – nulla, ma non inesistente. Infatti, l’inesistenza di una notificazione è configurabile, in base ai principi di strumentalità delle forme degli atti processuali e del giusto processo, oltre che in caso di totale mancanza materiale dell’atto, nelle sole ipotesi in cui venga posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto qualificabile come notificazione, ricadendo ogni altra ipotesi di difformità dal modello legale nella categoria della nullità. Tali elementi consistono: a) nell’attività di trasmissione, svolta da un soggetto qualificato, dotato, in base alla legge, della possibilità giuridica di compiere detta attività, in modo da poter ritenere esistente e individuabile il potere esercitato; b) nella fase di consegna, intesa in senso lato come raggiungimento di uno qualsiasi degli esiti positivi della notificazione previsti dall’ordinamento (in virtù dei quali, cioè, la stessa debba comunque considerarsi, ex lege, eseguita), restando, pertanto, esclusi soltanto i casi in cui l’atto venga restituito puramente e semplicemente al mittente, così da dover reputare la notificazione meramente tentata ma non compiuta, cioè, in definitiva, omessa. (Sez. U, Sentenza n. 14916 del 20/07/2016, Rv. 640603 – 01).
Tanto premesso, questa Corte ha già chiarito che la nullità della notifica del precetto può essere sanata, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., comma 3, dalla proposizione dell’opposizione, quale dimostrazione della intervenuta conoscenza dell’atto, quando è provato che tale conoscenza si è avuta in tempo utile a prevenire il pignoramento, atteso che la funzione tipica dell’atto di precetto è quella di consentire all’intimato di adempiere spontaneamente all’obbligazione portata dal titolo esecutivo, evitando l’avvio dell’esecuzione forzata contro di lui (Sez. 3, Sentenza n. 24291 del 16/10/2017, Rv. 645837 – 01).
Nel caso di specie, il precetto è stato opposto prima che fosse avviata la conseguente azione esecutiva (risulta che lo Zi. avrebbe dato corso anche ad un’altra espropriazione forzata, ma anteriormente al precetto opposto e sulla base di un’altra notificazione, per la quale pende una diversa causa di opposizione agli atti esecutivi). Pertanto, correttamente il Tribunale ha ritenuto che l’eventuale vizio di notificazione (sul quale si registra qualche incertezza, a causa della scarsa leggibilità della relata) sia stato comunque sanato dalla proposizione della presente opposizione. Tale rilievo è assorbente rispetto alle altre censure proposte.
rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 5.600,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.