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Timestamp: 2017-09-25 18:58:41+00:00
Document Index: 72654460

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art.124']

Manovra: iscrizione gestione separata, interpretazione autentica art.2 co 26, L. n.335/95
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Di Massima Di Paolo	 25 luglio 2011 5 commenti
Manovra: obbligo contributivo dei pensionati che percepiscono redditi da svolgimento di attività professionale e soggetti tenuti all'iscrizione alla gestione separata.
L’Inps, con circolare nr 99 dello scorso 22 luglio, detta disposizioni in materia di gestione separata alla luce di quanto disposto dall’art. 18, comma 11 ss. della legge finanziaria 15 luglio 2011, n. 111 pubblicata nella G.U. n. 164 del 16 luglio2011.
L’ art. 18, comma 11 ss., da disposizioni volte a chiarire la posizione previdenziale dei soggetti iscritti agli enti di diritto privato. La norma ha altresì definitivamente chiarito la portata della disposizione di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, con particolare riferimento ai soggetti tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata Inps.
Permanenza dell’obbligo contributivo a carico dei soggetti pensionati che risultino percepire redditi derivanti dallo svolgimento di attività professionale
L’art. 18, comma 11 del decreto impone agli enti previdenziali privati di provvedere, entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, all’adeguamento dei propri statuti e regolamenti, nell’ottica dell’obbligatorietà dell’imposizione contributiva a carico dei soggetti titolari di trattamento pensionistico che svolgono attività, il cui esercizio è subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali e che risultano percepire un reddito da tale attività.
Il comma 12 dell’art. 18, riconosce la loro esclusione dall’ambito di operatività dell’art. 2, co. 26 della l. 335 del 1995; vale a dire, l’esclusione per tali soggetti dal conseguente obbligo contributivo alla gestione separata Inps.
La disposizione contenuta nel comma 12 fa salvi i versamenti già effettuati alla citata gestione, che non costituiranno oggetto di ripetizione e che saranno valorizzati nella posizione individuale
Soggetti destinatari della norma di cui alla legge n. 335/95, art. 2, comma 26
L’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, si interpreta nel senso che i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11
mancato raggiungimento di un livello minimo di reddito;
esercizio di attività di tirocinio o praticantato;
esistenza di altra copertura contributiva contestuale allo svolgimento della professione, a causa della quale la Cassa di appartenenza esclude l’obbligo di versamento del contributo soggettivo, relativo all’attività professionale.
Infatti il principio contenuto nell’art. 2, co. 26 della l. 335/95, che aveva previsto, tra l’altro, l’obbligo contributivo alla gestione separata da parte dei “soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell’articolo 49 del testo unico delle imposte sui redditi”, deve essere letto in coordinato disposto con il precedente art. 2, co. 25, che prevede testualmente “la tutela previdenziale in favore dei soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione, senza vincolo di subordinazione, il cui esercizio è subordinato all’iscrizione ad appositi albi o elenchi”.
In tale senso il D.M. 281/96, recante modalità e termini per il versamento contributivo alla gestione separata, all’art. 6 h aesplicitato che “Non sono soggetti alla contribuzione di cui al presente decreto i redditi già assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenziale obbligatoria”, chiarendo che i liberi professionisti sono tenuti al pagamento del contributo alla gestione separata relativamente ai redditi professionali non assoggettati a contribuzione previdenziale obbligatoria presso la cassa di categoria.
Della Santa giovanni
Quale è lo spirito della legge riguardante l'art.124 c.p. : Quali sono le interpretazioni giurisprudenziali e giuridiche. Applicazione – La differenza tra querela e denuncia penale.
Termini per la proposizione dell'istanza, tra le due denuncie, considerati i termini, sembrerebbero un doppione. Solo la querela stabilisce un termine di 90 giorni per la proposizione, dal momento del reato o dalla sua scoperta? Richiedo il Vs. parere. Grazie e distinti saluti.
ciao giovanni. Sinteticamente,la denuncia è disciplinata dal c.p..p e, tecnicamente è una segnalazione di reato che può essere fatta sia dai privati che dai Pubblici ufficiali. Una volta fatta, il procedimento va d'ufficio. La querela invece è la manifestazione di volontà della vittima di un reato diretta ad ottenere la punizione del colpevole. Ci sono alcuni reati per i quali non è possibile procedere se manca la querela della persona offesa.
Per la denuncia non sono previsti dei termini che invece sono previsti per la querela. Sono i famosi tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato, Il termine inizia a decorrere dal momento in cui la persona offesa viene a conoscenza del reato che, può coincidere o meno con il momento della commissione del fatto.
ho proposto querela c/ un sanitario per abuso nella professione medica, Ho iniziato causa civile perchè sono sopravvenute complicanze: trombosi venosa profonda dell'arto immobbilizzato ed embolia polmonare bilaterale massiva diffusa.
Come ho scoperto ciò ho proposto querela tramite la polizia di Stato.
.La prima istanza mi è stata respinta, ,ho proposto richiesta di riapertura indagini:
Il PM mi ha rigettato l'istanza per decorrenza dei termini.
A seguito dell'errore del sanitario, ho riportato danni gravissimi alla salute, per i quali oggi sono uninvalido al 100% in stato di gravità, con riconoscimento di accompagno,oltre a gravissimi danni patrimoniali,
Sto' preparando una richiesta di opposizione al GIP.
Chiedo un Vs. autorevole parere e consiglio. Grazie e distinti saluti
Giovanni Della Santa
ciao Giovanni, così su due piedi e senza conoscere bene la situazione non è semplice; credo tu abbia già un buon avvocato che ti difende nella causa penale; oltre alla strada penale che hai già intrapreso, hai pensato anche ad una causa civile? certo, i tempi saranno un ò lunghi. in bocca al lupo e facci sapere.
I miei complimenti per l'ottima e completa descrizione. Per ciò che comprendo, poiché 'Libero professionista senza cassa' e avente tutti i requisiti di cui sopra, non sono tenuto all'obbligatorietà' del versamento contributivo basato su un minimale, dovrei pagare i contributi solo basandomi sul mio reddito e non un minimale come ad esempio avviene per commercianti ed artigiani. Passo alla domanda, tutto ciò è ancora attivo ad oggi (febbraio 2012), o con le ultime manovre (tremonti, monti), tutto ciò è stato 'ri-modificato' con altri requisiti o condizioni? In altre parole, il contenuto dell'articolo di cui sopra, è attualmente valido? Vi sono nell'aria nuove mmineni modifiche? La Fornero pare che ieri abbia rimesso in discussione tutto. Corro il rischio che lungo l'esercizio corrente, vengano stravolti tutti i requisiti e le obbligatorietà verso le casse pensionistiche? Non Le chiedo di leggere nella sfera, ma solo se negli ambienti tributari vi sono 'rumors' al riguardo. Ultima, può un Governo modificare tali condizioni, e renderele applicative lungo lo stesso esercizio in cui vengono promulgate? Grazie per il Suo lavoro, e per la Sua attesa risposta