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Timestamp: 2017-02-28 05:40:32+00:00
Document Index: 172563756

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 40']

IL COSTO DELLA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA PAGATO DALLE IMPRESE TOSCANE - PDF
IL COSTO DELLA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA PAGATO DALLE IMPRESE TOSCANE
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1 IL COSTO DELLA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA PAGATO DALLE IMPRESE TOSCANE RAPPORTO 2010 A cura di Febbraio 20112 Nell ottica di promuovere la trasparenza e favorire un migliore funzionamento dei mercati, l Unioncamere Toscana ha promosso la realizzazione di un indagine sulle modalità di consumo di energia elettrica e sui costi del servizio di fornitura di energia elettrica pagati dalle micro, piccole e medie imprese, i cui risultati sono contenuti in questo primo Rapporto. L indagine eredita l esperienza prototipale sviluppata nel 2007 dalla Camera di Commercio di Milano e dall INDIS di Unioncamere con il coordinamento scientifico di Ricerche per l economia e la finanza. Per la realizzazione del progetto è stato costituito un gruppo di lavoro composto da Donato Berardi, Fulvio Bersanetti, Barbara Randazzo, Francesca Signori e Samir Traini, (ref. Ricerche per l economia e la finanza), Andrea Cardosi e Riccardo Perugi (Unioncamere Toscana). Il presente Rapporto è stato curato dal gruppo di lavoro dell Area Prezzi e Tariffe del centro Ricerche per l economia e la finanza. L indagine sul campo è stata realizzata dalle Società Pragma e Questlab. Si ringraziano i funzionari incaricati di seguire il progetto delle Camere di Commercio di Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia e Prato, per l interesse manifestato nei confronti dell iniziativa e gli utili suggerimenti. Tutte le elaborazioni sono state effettuate nel rispetto del D.Lgs. n. 196/2003. Impaginazione a cura di Dalia Imperatori.3 Indice INTRODUZIONE... 5 SINTESI OPERATIVA... 7 CAPITOLO 1. PREZZI E COSTI DELL ENERGIA ELETTRICA: INQUADRAMENTO DEL SETTORE E ARTICOLAZIONE DELLA TARIFFA La filiera dell energia elettrica L evoluzione del mercato elettrico italiano tra spinte liberalizzatrici e resistenze monopolistiche Lato offerta dopo il decreto Bersani Le tappe di liberalizzazione della domanda I numeri della liberalizzazione: lo sviluppo del mercato libero tra le imprese Il costo del servizio di fornitura di energia elettrica per le imprese: le voci della bolletta Le condizioni economiche pagate dalle imprese a confronto Le condizioni economiche nella maggior tutela Riquadro Perché e come si formano le componenti di recupero PPE/UC1 per i clienti serviti in maggior tutela Le condizioni economiche nel servizio di salvaguardia Le condizioni economiche nel mercato libero Riquadro 1.2 Le perdite di rete Anno 2009: l anno dei prezzi per fascia per le piccole e medie imprese Le fasce orarie Il passaggio automatico ai prezzi multiorari per le imprese in maggior tutela Le condizioni per l applicazione automatica dei prezzi multiorari Riquadro Il meccanismo di gradualità e l impatto sulla spesa delle micro, piccole e medie imprese Riquadro Corrispettivi dell energia sul mercato libero: prezzo fisso versus prezzo indicizzato Riquadro Le imposte sui consumi di energia elettrica Il peso delle diverse componenti di costo sulla bolletta elettrica: la simulazione della spesa CAPITOLO 2. I CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA IN TOSCANA Le caratteristiche del questionario Il piano di campionamento: obiettivi e caratteristiche4 2.3 I risultati dell indagine: uno sguardo d insieme La tipologia delle imprese indagate I settori indagati Riquadro 2.1 La correlazione tra numero di addetti e consumi di energia Le caratteristiche fisiche del contratto di fornitura CAPITOLO 3. I COSTI DELL ENERGIA ELETTRICA SULLE PIAZZE DELLA TOSCANA Mercato di fornitura dell energia elettrica sulle Piazze della Toscana I costi dell energia elettrica in Toscana I costi dell energia elettrica sulle Piazze della Toscana L approccio al mercato libero: configurazioni di prezzo e opzioni contrattuali CAPITOLO 4. LE IMPRESE E L INTERESSE PER IL TEMA DELL ENERGIA ELETTRICA La percezione del servizio La percezione del servizio I motivi dello switch back L efficienza energetica La disponibilità a cambiare fornitore per uno sconto sulla bolletta I motivi per cambiare fornitore La disponibilità a pagare di più per l energia verde La trasparenza nei documenti di fatturazione APPENDICE A) - LA DOMANDA DI ENERGIA ELETTRICA NELLE PROVINCE DELLA TOSCANA La domanda di energia elettrica sulla Piazza di Livorno La domanda di energia elettrica sulla Piazza di Lucca La domanda di energia elettrica sulla Piazza di Massa-Carrara La domanda di energia elettrica sulla Piazza di Pisa La domanda di energia elettrica sulla Piazza di Pistoia La domanda di energia elettrica sulla Piazza di Prato BIBLIOGRAFIA5 INTRODUZIONE Un rinnovato ruolo delle Camere di Commercio e delle loro Unioni Le Camere di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato, unitamente alle loro unioni regionali, sono soggetti vicini al territorio - al confine tra la pubblica amministrazione e l impresa cui sono demandate funzioni connesse all interesse oggettivo dell economia nel suo complesso: non solo interesse a garantire rapporti corretti tra le imprese, favorendo la libera e leale concorrenza, ma anche un altrettanto pregnante interesse diretto a tutela dei consumatori e degli utenti. Con l art. 5 del decreto legge n. 112/2008, convertito in legge il 6 agosto 2008, il Governo ha ribadito l'obiettivo di sorvegliare sistematicamente la dinamica dei prezzi e delle tariffe, avvalendosi degli appositi Uffici delle Camere di commercio e della stessa Unioncamere. Nell ultimo anno il sistema delle Camera di Commercio ha promosso la costituzione di una rete finalizzata alla rilevazione ed al monitoraggio comparato delle principali tariffe al fine di sostenere la trasparenza economica e l accountability di quelle che rappresentano una rilevante voce di costo per i bilanci delle famiglie e delle micro, piccole e medie imprese (PMI). L iniziativa mutua la consolidata esperienza delle Camere di Commercio nella rilevazione di prezzi all ingrosso e la direziona verso nuovi mercati, quelli dei servizi pubblici locali, oggetto di recente liberalizzazione, come quelli dell energia, o gestiti in economia dagli enti locali, come quelli idrici e della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Si tratta di un ruolo strategico per il sistema camerale anche in prospettiva giacché il percorso di riduzione dei trasferimenti a favore degli enti locali e la crescente autonomia finanziaria e impositiva che sono alla base del federalismo fiscale porranno queste questioni sempre più al centro del dibattito e dell attenzione delle categorie del mondo associativo. Prezzi e costi dell energia elettrica per il sistema delle PMI In questo percorso il costo dell energia elettrica si conferma un tema strategico per le imprese. Il processo di graduale apertura del mercato dell energia elettrica dal lato della 56 domanda e le modifiche strutturali dell offerta hanno determinato nel corso degli anni l evoluzione delle tariffe, nate in contesti monopolistici, verso sistemi di costo più complessi: si tratta dei prezzi che si determinano nel cosiddetto mercato libero, laddove la negoziazione verte sui corrispettivi della sola componente di energia: la materia prima. Questi ultimi, unitamente ai corrispettivi per le altre componenti del servizio di fornitura e alla fiscalità, contribuiscono a definire il costo totale che grava sui bilanci delle imprese industriali e commerciali. Il presente Rapporto è finalizzato a promuovere la trasparenza sui costi pagati dal sistema delle micro, piccole e medie imprese e ha trai suoi obiettivi anche quello di favorire una migliore conoscenza del funzionamento del mercato libero dell energia elettrica. Trasparenza e pubblicità ai risparmi di costo attivabili con il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero rappresentano un elemento in grado avvicinare al mercato libero dell energia anche le imprese di minori dimensioni, che rappresentano l asse portante del tessuto industriale italiano. Il piano del lavoro Il lavoro è strutturato in quattro capitoli. Il primo capitolo si configura come una guida didattica alla comprensione del mercato dell energia elettrica con l inquadramento del settore, la declinazione delle voci della bolletta e le novità regolatorie introdotte dall Autorità competente. Il secondo capitolo analizza i tratti salienti che caratterizzano il consumo di energia elettrica delle micro, piccole e medie imprese toscane, con riferimento alle caratteristiche fisiche del contratto di fornitura. Il terzo si concentra sui costi sostenuti per la fornitura di energia elettrica nel 2009, nonché su alcuni aspetti legati all approccio al mercato libero da parte delle imprese della Regione che hanno abbandonato il mercato tutelato. Il quarto analizza il comportamento delle imprese nei confronti delle tematiche energetiche. In Appendice vengono riportate le schede provinciali che intendono esaminare le differenti modalità di approccio al mercato libero delle imprese localizzate su ciascuna Piazza. 67 SINTESI OPERATIVA Il presente Rapporto si prefigge una pluralità di obiettivi: analizzare il fabbisogno energetico delle piccole e medie imprese, monitorare il grado di sviluppo e di diffusione raggiunto dal mercato libero, offrire una quantificazione dei costi dell energia elettrica pagati dalle imprese e dei risparmi attivabili attraverso la negoziazione del prezzo dell energia. Coinvolte quasi 1200 micro, piccole e media imprese sul territorio toscano L indagine sui costi della fornitura di energia elettrica è stata condotta su un campione di imprese con un numero di addetti compreso tra 3 e 250, attive in otto settori del manifatturiero e due settori dei servizi (commercio alimentare e non alimentare, alloggio e ristorazione). La rappresentatività del campione è assicurata da una buona distribuzione delle imprese sia a livello provinciale (sono sei le Piazze toscane indagate) sia settoriale. Nel complesso l indagine ha permesso di far luce sulle modalità di consumo di energia elettrica di un campione di quasi 1200 imprese, per un consumo dichiarato di poco meno di 50 milioni di chilowattora l anno (kwh/anno). Il campione analizzato restituisce dunque una buona fotografia del fabbisogno energetico delle PMI toscane. Caratteristiche del consumatore tipo in Toscana L indagine ha permesso di isolare i profili tipo di consumatore non domestico più diffusi nelle Piazze della Toscana. Il consumatore non energivoro è un impresa con un volume di consumo inferiore a 300 MWh/anno, allacciata prevalentemente in BT con una potenza massima impegnata di 46 kw ed un fattore di carico pari al 13%. Si tratta della quasi totalità dei soggetti del campione (78%), nella quale rientrano, sotto il profilo del numero degli addetti, soprattutto micro (50%) e piccole imprese (48%). In questo segmento i fornitori non effettuano una differenziazione dei clienti e i corrispettivi di fornitura contrattati si 78 basano principalmente su offerte commerciali standardizzate. Il segmento di mercato dei consumatori non energivori è a tal punto rappresentato da permettere una disaggregazione in tre sub-profili (micro, mini e piccolo consumatore). Tra i consumatori energivori si distinguono i seguenti profili: Medio consumatore (da 300 a 1200 MWh/anno) in cui prevalgono le piccole imprese impegnate in settori energy intensive (quello più rappresentato in Toscana è il Tessile): si tratta complessivamente del 17% del campione; Grande consumatore (prelievo maggiore di 1200 e inferiore di 10 mila MWh/anno), profilo che corrisponde ad un impresa con dimensioni aziendali più grandi e tecnologie di produzione ad elevato assorbimento di energia (Tessile, Chimica, Minerali/Materiali per costruzione e Metallurgia). Con una numerosità inferiore al 5% del totale, si tratta dell intervallo di consumo meno rappresentato in Regione Toscana. I profili di consumo in Regione Toscana Tipologia consumatore (MWh/anno) su 100 imprese in % consumi Consumi Tensione Potenza Load Factor * mediana (MWh) prevalenza mediana (kw) Turni di lavoro giornalieri mediana prevalenza micro (1) piccola (2) media (3) Consumatori non energivori (<300) 78 18% 30 BT 46 13% 1 50% 48% 2% Micro (<50) 49 3% 18 BT 16 11% 1 63% 37% 0% Mini (50-100) 11 3% 70 BT 34 17% 1 47% 53% 0% Piccolo ( ) 18 11% 184 MT % 1 13% 77% 10% Consumatori energivori (>300) Medio ( ) 17 39% 592 MT % 1 21% 72% 7% Grande ( ) 5 43% 1707 MT % 3 33% 11% 56% Grandissimo (>10000) * Il Load factor è calcolato come rapporto tra volume annuo prelevato e prodotto tra la potenza massima e il numero delle ore in un anno (1) Numero di Addetti inferiore a 9 nel manifatturiero e inferiore a 5 nei servizi (2) Numero di Addetti compresi tra 10 e 49 nel manifatturiero e tra 6 e 19 nei servizi (3) Numero di Addetti superiore a 50 nel manifatturiero e superiore a 20 nei servizi e inferiore a 250 Consistenze Classe di addetti (% imprese) I costi della fornitura per profilo di consumo: più consumi meno spendi L indagine mette in evidenza un costo medio del chilowattora che si riduce all aumentare dei consumi: si passa dai circa 25 centesimi di euro/kwh pagati dai micro consumatori ai 21.3 centesimi per i mini consumatori sino ai 20 dei piccoli consumatori. Oltre la soglia di consumo che delimita i consumatori non energivori (300 MWh/anno), il costo del kwh scende a 17.6 centesimi di euro pagati dai medi consumatori e ai 16.5 dei grandi consumatori. Questa evidenza all aumentare dei 89 consumi è spiegata dalla possibilità di ridurre l incidenza dei costi fissi di distribuzione, dalla maggiore diffusione del mercato libero, dai risparmi crescenti sul prezzo dell energia negoziabili e dalla struttura regressiva delle imposte. Benefici del mercato libero: in media si risparmia il 6% sul costo della fornitura Nel 2009 in Toscana il 70% delle imprese si è rifornito sul mercato libero, per un consumo superiore al 90% dei volumi totali campionati. Si osserva dunque una diffusa adesione al mercato libero, con una propensione più spiccata tra le imprese con consumi più elevati. Rispetto alle imprese servite sul mercato tutelato e che pagano le condizioni economiche stabilite dall Autorità per l energia elettrica e il gas (AEEG), le imprese che si sono approvvigionate sul libero hanno conseguito un risparmio del 6.3% sul costo del kwh. Tale risparmio è in parte ascrivibile agli sconti sui corrispettivi di energia negoziati sul mercato libero e all esenzione dall obbligo del pagamento di alcune componenti connesse alla gestione e al funzionamento del mercato tutelato, in parte riflette un livello di prelievo mediamente più elevato sul mercato libero a parità di classe di consumo. I consumatori non energivori si riforniscono dai grossisti, tra gli energivori diffuso il consorzio La modalità di acquisto prevalente è quella da grossista o società di vendita, modalità che interessa l 80% delle imprese (per il 65% dei volumi). Il restante 20% si rivolge ad un consorzio di acquisto: questo dato segnala l importanza sul territorio toscano di questa figura come intermediario qualificato tra fornitore e consumatore, soprattutto per livelli crescenti di consumo. A conferma di ciò è possibile osservare che la quota delle imprese che aderiscono ad un consorzio d acquisto tende a crescere al susseguirsi delle classi: se tra i micro consumatori non energivori solo il 17% delle imprese acquista mediante consorzio, già tra i medi consumatori la percentuale sale al 29%, mentre tra i grandi consumatori, infine, è consorziato il 43% delle imprese. 910 La tipologia contrattuale più diffusa: contratti bio e multiorari, annuali e a prezzo fisso Per quel che concerne la natura dei corrispettivi negoziati sul mercato libero si evince una netta preferenza per il prezzo fisso (59%) su quello indicizzato (39%), mentre il restante 2% del mercato regionale ha sottoscritto un contratto con prezzo dell energia a sconto sulle condizioni economiche stabilite dall AEEG per il mercato tutelato. Riguardo all articolazione dei corrispettivi per fascia oraria, si rileva una distribuzione uniforme tra prezzo multiorario (39%) e biorario (38%), che equivalgono rispettivamente al 54% ed al 38% dei volumi complessivi campionati. Il 60% delle imprese toscane ha sottoscritto un contratto di durata annuale, mentre forniture a 24 mesi ed oltre coprono quote uniformi del mercato regionale. Quanto vale il tempo dedicato alla scelta del fornitore? L indagine ha permesso di verificare il canale con cui le imprese sono venute a conoscenza dell offerta commerciale effettivamente sottoscritta: quasi il 70% delle imprese è stata contattata da un agente commerciale del fornitore con cui ha poi sottoscritto il contratto, mentre il restante 30% si suddivide tra il passaparola e altri canali non convenzionali. Non sembrano invece aver trovato alcuna efficacia il canale telematico (internet) e dei media (pubblicità). In merito al grado di attenzione riservato al confronto tra le diverse offerte commerciali, oltre il 60% delle imprese non va oltre le due offerte, con quasi il 30% che addirittura si limita a prendere in considerazione l unica offerta effettivamente sottoscritta. Esiste comunque un buon 18% di unità che arriva a confrontare tre diverse offerte, mentre oltre tale soglia si spinge il 21% del campione. Sotto questo aspetto si assiste ad una polarizzazione di comportamento: le imprese del campione che dichiarano di considerare una sola proposta preleva solo il 27% dei consumi totali, mentre il 21% delle imprese che pone a confronto oltre tre proposte registra volumi complessivi pari al 46% dell aggregato regionale. Sono dunque i consumatori energivori a rivolgere maggiore attenzione alla valutazione delle offerte commerciali, anche se si segnalano casi di imprese molto accorte tra i consumatori non energivori. 1011 La ricerca del risparmio è il primo motivo per cambiare fornitore I segnali che arrivano dalla somministrazione del questionario circa la percezione del servizio presso le imprese sono contrastanti: il 64% delle imprese si dichiara soddisfatto della fornitura attuale, mentre si rilevano soggetti che lamentano un aumento dei costi, scarsa trasparenza e maggiori disservizi. La prospettiva di un risparmio sul costo della bolletta rappresenta il driver principale (55%) per cambiare fornitore. Tuttavia, quasi un impresa su quattro effettuerebbe il passaggio solo per un risparmio di almeno il 15% sul costo della bolletta, mentre un altro 14% dichiara disponibilità per un risparmio di almeno il 10%. Infine il 15% delle imprese cambierebbe fornitore indipendentemente dalla misura dello sconto. 1112 CAPITOLO 1. PREZZI E COSTI DELL ENERGIA ELETTRICA: INQUADRAMENTO DEL SETTORE E ARTICOLAZIONE DELLA TARIFFA 1.1 La filiera dell energia elettrica La filiera dell energia elettrica è la catena di passaggi produttivi che intercorre tra la sua produzione ed il suo consumo. La prima fase è costituita dalle attività di generazione e importazione. La generazione è l attività di trasformazione in energia elettrica dell energia ricavata da fonti primarie quali i combustibili fossili (derivati del petrolio, gas naturale, carbone) o altre fonti rinnovabili o meno (nucleare, solare, eolico, eccetera). Questa fase è assolta dai produttori di energia elettrica per mezzo delle centrali di generazione: termoelettriche, idroelettriche, a carbone, impianti fotovoltaici, eolici. L alternativa alla produzione sul territorio italiano è l importazione che consiste nell acquisto di energia elettrica generata in paesi esteri. Tale attività viene svolta sia dai grossisti (esteri e/o italiani), che rivendono l energia elettrica sul territorio italiano, sia direttamente dai clienti finali (generalmente grandi utilizzatori industriali). La fase successiva è quella delle attività di trasmissione, dispacciamento e distribuzione. La trasmissione è l attività di trasporto dell energia elettrica sulla rete nazionale, in alta o altissima tensione, finalizzata alla consegna ai distributori locali. Il dispacciamento è l attività di gestione e controllo del sistema elettrico necessaria per garantire che l energia elettrica prodotta e immessa sulla rete nazionale dalle centrali di generazione coincida in ogni istante temporale con quella prelevata dagli utilizzatori finali. A differenza del gas naturale, infatti, l energia elettrica non può essere immagazzinata (se non in modeste quantità); per questa sua caratteristica intrinseca in una rete elettrica l energia prodotta deve essere sempre uguale a quella utilizzata. Se questo equilibrio viene a mancare possono verificarsi interruzioni o blackout più o meno estesi sulla rete nazionale. 1213 Generalmente trasmissione e dispacciamento sono svolte da un unico soggetto, il gestore della rete di trasmissione nazionale, per sfruttare le sinergie operative e di costo che le due attività presentano quando eseguite congiuntamente. La distribuzione è l attività di trasporto dell energia elettrica sulle reti locali per la consegna ai clienti finali utilizzatori. Tale attività consiste anche delle procedure di allacciamento alla rete da parte dei clienti finali che sottoscrivono un contratto di fornitura di energia elettrica. Questa funzione viene svolta dai distributori locali. Infine la terza fase della filiera, la commercializzazione, consiste dell attività di vendita al dettaglio dell energia elettrica (acquistata da produttori o da grossisti) ai clienti finali utilizzatori. L attività di vendita riguarda esclusivamente la contrattazione tra il venditore e il cliente finale del volume e del prezzo della materia prima, ovvero dell energia elettrica che scorre lungo la rete di trasmissione prima, e quella di distribuzione poi, per arrivare al cliente finale. 1.2 L evoluzione del mercato elettrico italiano tra spinte liberalizzatrici e resistenze monopolistiche Ad oltre dieci anni di distanza dall avvio della liberalizzazione del mercato elettrico in Italia, è possibile tracciare un primo significativo bilancio del passaggio da un sistema monopolistico ad uno aperto alla libera concorrenza: nonostante criticità e fattori di debolezza siano ancora rilevanti, è lecito domandarsi quale sia stata l evoluzione degli assetti e degli equilibri di mercato in un settore che continua ad aprirsi al mercato più e meglio di quanto non avvenga in altri settori quali, ad esempio, quello del gas naturale. Il settore dell energia elettrica è stato interessato in Italia da un graduale processo di liberalizzazione avviato a fine anni 90 con il decreto Bersani (D.Lgs. 79/99), il quale ha introdotto una serie di profondi cambiamenti sia sul versante dell offerta, ponendo le basi per uno sviluppo della concorrenza ed un incremento del numero degli attori in campo, sia sul lato della domanda, avviando un graduale processo di apertura alla libera scelta del fornitore da parte dei consumatori finali. 1314 1.2.1 Lato offerta dopo il decreto Bersani In primo luogo, sul fronte dell offerta, il provvedimento ha operato una netta distinzione tra le attività della filiera sottoposte a regime concorrenziale e quelle in monopolio. Tra le prime rientrano le fasi di produzione, importazione, acquisto e vendita di energia elettrica, che vengono così aperte al libero mercato; quelle di trasmissione e dispacciamento, al contrario, sono classificate come prerogativa dello Stato, e sono attribuite in concessione al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN, ora Terna). Per quel che concerne l attività di distribuzione, infine, il decreto Bersani ha previsto che fosse attribuita fino al 31 dicembre 2030 ai soggetti che già svolgevano tale attività sulla base di concessioni rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico. La Tavola allegata sintetizza le principali caratteristiche del settore elettrico allo stato attuale sul versante dell offerta. Per quanto riguarda la fase dell approvvigionamento, l obbligo di cedere una quota significativa della propria capacità produttiva (attraverso il conferimento di propri asset a tre distinte generation company - le cosiddette GenCo - appositamente costituite), accanto ad un aumento considerevole di nuovi produttori, ha ridotto a circa un terzo la presenza dell ex monopolista (Enel) nelle fasi di produzione ed importazione di energia elettrica. La proprietà e la gestione della rete di trasmissione sono state attribuite ad un soggetto terzo, Terna, chiamato a svolgere anche la fase di dispacciamento, ovvero il controllo dei flussi di energia sull intero territorio nazionale al fine di assicurare l equilibrio tra domanda e offerta. Nel corso della seconda metà degli anni Duemila, la partenza della Borsa Elettrica e del mercato dei servizi di dispacciamento ha costituito un passaggio fondamentale per lo sviluppo di un mercato all ingrosso in cui produttori e grossisti potessero contrattare l approvvigionamento di energia elettrica. Pur scontando alcuni limiti evidenti fin dal suo avvio, lo sviluppo di una architettura istituzionale di un mercato all ingrosso ha creato le condizioni per un aumento del grado di liquidità del mercato e della trasparenza nella fase di approvvigionamento. Oggi è in cantiere una riforma organica 1415 del mercato elettrico, con l obiettivo di correggere le distorsioni e promuovere lo sviluppo di efficienti mercati a termine 1. Di pari passo, il segmento della vendita ha conosciuto un aumento consistente del numero dei fornitori: oggi sul mercato libero si collocano circa 200 operatori. In termini di volumi venduti si può sostenere che sia stato raggiunto un elevato grado di concorrenza: se l ex monopolista detiene poco più del 25% del mercato libero, quasi il 50% è prerogativa di operatori che singolarmente detengono quote non superiori al 3%. Tale quadro sconta il fatto che pur essendo teoricamente nazionale, il mercato della vendita al dettaglio alle famiglie ed alle piccole imprese (generalmente connesse in bassa tensione) può essere considerato in prima approssimazione locale, tenuto conto del fatto che detenere la fase di distribuzione può contribuire a convogliare i clienti che decidono di migrare sul mercato libero con la società di vendita collegata al distributore. L evoluzione del mercato della vendita va quindi letta alla luce della situazione relativa all attività di distribuzione in cui la quota detenuta dall ex monopolista è circa dell 85%, mentre quella dei primi dieci operatori arriva al 97%. Il mercato elettrico in Italia: principali caratteristiche Peso dell operatore dominante nelle fasi di produzione e importazione Cessione di asset dell operatore dominante Terzietà della proprietà della rete e dei servizi a rete 28% 3 Genco Terna Tetto all operatore dominante 50% dell energia elettrica prodotta ed importata (art. 8 decreto Bersani) Esistenza di mercati all ingrosso Borsa elettrica (Ipex): mercato del giorno prima, mercato dei servizi di dispacciamento, etc... Numero dei punti di prelievo serviti dagli esercenti della distribuzione Ex monopolista: 85% Primi dieci operatori: 97% Vendita su mercato libero: numero di fornitori 200 circa Vendita su mercato libero: quote di mercato Ex monopolista: 27% Primi 5 operatori: 55 % Altri operatori diversi dai primi 5: 45% su dati AEEG 1 Esula dalle finalità del presente rapporto entrare nel dettaglio dell architettura del mercato all ingrosso di energia elettrica e delle riforme recentemente promosse da Governo e Autorità di settore. 1516 1.2.2 Le tappe di liberalizzazione della domanda Dal lato della domanda, il decreto Bersani ha disposto la graduale apertura del mercato elettrico ai clienti finali, distinguendoli in clienti idonei, ossia abilitati a stipulare contratti di fornitura sul mercato libero con qualsiasi produttore, grossista o venditore, e clienti vincolati, ai quali la fornitura è invece garantita dal distributore che esercita il servizio nell area territoriale di riferimento acquistando energia da Enel alle condizioni determinate in via amministrativa dall Autorità per l Energia Elettrica e il Gas (AEEG). La segmentazione del mercato tra clienti idonei e vincolati era legata a soglie minime di consumo (30 GWh/anno nel 1999, poi ridotta progressivamente a 20 GWh/anno e a 9 GWh/anno, per giungere ai 100 mila KWh/anno nel maggio del 2003), al di sotto delle quali gli utenti restavano vincolati al proprio distributore locale. Il quadro regolatorio è stato poi riformato nel 2004 con il venir meno della ripartizione tra clienti idonei e vincolati in funzione dei volumi consumati: ciò ha fatto sì che tutti i clienti non domestici siano stati equiparati a quelli idonei, quindi potenzialmente liberi di rifornirsi di energia elettrica sul mercato libero. Contemporaneamente, la titolarità della funzione di garante della fornitura ai clienti vincolati, che fino a quella data spettava ad Enel, viene assegnata all Acquirente Unico, soggetto già previsto dal decreto Bersani e incaricato di rifornirsi dell energia elettrica necessaria al fabbisogno delle utenze vincolate con l obiettivo di minimizzare i costi e i relativi rischi di approvvigionamento. In altre parole, l Acquirente Unico diviene il grossista unico dei distributori per l energia elettrica fornita ai clienti del mercato vincolato. Da questo momento, il costo dell energia elettrica continua ad essere definito dall AEEG ma sulla base dei costi sostenuti dall Acquirente Unico per l acquisto dell energia elettrica e quale utente del servizio di dispacciamento. Infine, dopo l apertura a tutte le cosiddette partite IVA, il processo di liberalizzazione ha conosciuto il proprio completamento con il D.L. 18 giugno che ha concesso anche ai clienti domestici di scegliere sul mercato libero il proprio fornitore di energia elettrica a partire dal 1 luglio Decreto legge 18 giugno 2007, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2007, n17 In linea con quanto previsto a livello europeo 3, con l apertura del mercato anche alle famiglie il legislatore italiano ha deciso di istituire un doppio servizio di tutela: 1) un regime rivolto ai clienti finali domestici e alle imprese connesse in bassa tensione aventi meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro non forniti sul mercato libero; l obiettivo è quello di garantire una fornitura a prezzi e qualità ragionevoli ai quei consumatori ritenuti meritevoli di tutela; 2) un regime rivolto ai restanti clienti finali (imprese allacciate in media e alta tensione, nonché quelle allacciate in bassa tensione ma con più di 50 dipendenti e fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro) che non hanno accesso al servizio di maggior tutela; in questo caso l obiettivo è quello di evitare che alcuni clienti finali (diversi da quelli cui spetta la maggior tutela) si trovassero privi del fornitore per motivi indipendenti dalla propria volontà: tale previsione va quindi inquadrata nell ambito della tutela più generale tesa ad evitare l interruzione della fornitura al cliente finale. Dal 1 luglio 2007, dunque, il nuovo assetto del segmento della vendita di energia elettrica si caratterizza per la contemporanea presenza di tre distinti segmenti di mercato: maggior tutela; salvaguardia; libero. Con il 30 giugno 2007 è venuta meno l esistenza del vecchio mercato vincolato che includeva, oltre ai clienti domestici, le imprese (anche allacciate in media e alta tensione) che non avevano ancora esercitato la loro idoneità scegliendo liberamente un fornitore sul mercato libero. La distinzione tra i tre mercati rileva ai fini delle modalità con cui i rispettivi clienti vengono riforniti di energia elettrica e delle relative condizioni economiche applicate. Come vedremo più avanti infatti il costo della fornitura di energia elettrica è composto da alcune voci, tipicamente quelle relative ai servizi infrastrutturali di trasporto fisico 3 Direttiva 2003/54/CE. 1718 dell energia, corrisposte da tutti i clienti finali indipendentemente dal mercato di fornitura, mentre altre, quelle legate tipicamente al prezzo della materia prima energia elettrica, sono definite in maniera specifica per ciascun mercato di approvvigionamento. Prima di passare ad esaminare più nel dettaglio le diverse voci della bolletta e le differenti modalità di determinazione delle condizioni economiche tra i tre segmenti di mercato (tutelato, salvaguardia, libero) appare opportuno offrire un inquadramento dello sviluppo del mercato libero tra le imprese I numeri della liberalizzazione: lo sviluppo del mercato libero tra le imprese Volendo focalizzare la nostra analisi sulle utenze non domestiche, la Tavola e la Figura allegate permettono di fotografare l evoluzione del mercato potenzialmente libero tra il 2004 e il 2008 sulla base delle informazioni pubblicate dall AEEG nelle proprie relazioni annuali. Alla fine del 2004 il numero delle imprese che si approvvigionavano sul mercato libero costituiva appena l 1.7% del totale, pari a circa 126 mila utenze, a fronte però di volumi prelevati corrispondenti ad oltre il 60% dei consumi totali delle utenze non domestiche. Questi dati suggeriscono che nei primissimi anni successivi all avvio della liberalizzazione sono state le grandi imprese energivore le prime a beneficiare del nuovo assetto di mercato. Assunto il fabbisogno energetico come proxy delle dimensioni di un impresa, è infatti plausibile supporre che siano state proprio queste ultime le più attente a ricercare condizioni di fornitura più vantaggiose. Il trend di passaggio al mercato libero si è poi intensificato nel successivo biennio, arrivando a toccare le 700 mila unità e il 10% del totale delle imprese nel 2006, alla vigilia della completa apertura del mercato elettrico. L estensione dell idoneità agli utenti domestici a partire dal luglio 2007 e l attenzione mediatica riservata al tema della liberalizzazione in prossimità di tale data hanno fatto registrare un rinnovato impulso anche per le PMI: nel solo 2007, infatti, il numero delle imprese che ha scelto il mercato libero è stato quasi pari a quello dell intero triennio precedente (661 mila), attestandosi come stock ad oltre 1 milione e 300 mila unità, pari a poco meno del 18% del totale delle utenze non domestiche. A contribuire 1819 all impennata del numero delle imprese migrate sul mercato libero è stato anche il venir meno del mercato vincolato in cui erano ancora presenti imprese allacciate in media ed alta tensione, incentivate a migrare sul mercato libero al fine di evitare condizioni economiche particolarmente onerose. Nel 2008 l effetto della completa liberalizzazione non si è attenuato e il numero delle imprese che si sono approvvigionate sul mercato libero è salito a poco più di 2 milioni, pari a circa il 27% del totale. A livello di fabbisogno, invece, la situazione cambia radicalmente: se già nel 2004 oltre il 60% dell energia elettrica del mercato potenziale era consumato dal 2% delle imprese che avevano effettuato il passaggio al mercato libero (switching) con un consumo medio annuo di oltre 1000 MWh 4, nel 2006 la quota dei volumi sul libero ha fatto registrare un incremento nell ordine dei 7 punti percentuali, benché il numero di imprese sia aumentato nello stesso periodo di oltre cinque volte. Nell ultimo biennio, infine, la quota dei prelievi è salita ad oltre l 80%, mentre il consumo medio annuo è sceso fino a 91 MWh (dai 1000 di cinque anni prima), a dimostrazione di come il completamento del processo di liberalizzazione in atto dal 1 luglio 2007 abbia spinto anche le PMI e gli imprenditori individuali a scegliere il mercato libero per rifornirsi di energia elettrica. Evoluzione del mercato libero - Non domestici Clienti liberi Anni Unità % clienti idonei Mld kwh % consumi pro-capite MWh su dati AEEG e Terna 4 1 MWh = 1000 kwh. 1920 Unità e consumi delle imprese sul mercato libero (in % sul totale) 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 2% 60% 4% Unità 61% su dati AEEG 9% 68% Consumi 18% 79% 27% % La migrazione delle piccole e medie imprese verso il mercato libero A seguito dell apertura del mercato libero a tutti i clienti finali e della conseguente istituzione del servizio di maggior tutela, l AEEG ha predisposto un sistema di monitoraggio permanente della mobilità del mercato permettendo di rilevare i flussi di passaggio delle utenze dal servizio di maggior tutela al mercato libero. A partire dal terzo trimestre 2007 è stato quindi possibile osservare in maniera più dettagliata alcune caratteristiche salienti dell evoluzione del mercato libero tra le piccole e medie imprese (PMI) tra le quali: eventuali differenziazioni territoriali; propensione alla migrazione nel corso del tempo; effettivo grado di apertura. Sotto il profilo metodologico l inizio del periodo di rilevazione coincide con il 1 luglio 2007: il bacino delle utenze non domestiche non include pertanto i punti di prelievo che al 30 giugno 2007 erano già serviti sul mercato libero. Date queste premesse, la Figura allegata consente un confronto della dinamicità delle PMI nell ultimo triennio fra le tre diverse aree del Paese (Nord, Centro e Sud) e mette in evidenza come il Nord ed il Centro presentino tassi annuali costantemente più elevati rispetto al Sud. Il confronto con gli ultimi due trimestri del 2007 e con il 2008 permette 20 Vedere altro
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