Source: http://www.lavoroimpresa.com/art/566_come_diventare_agente_rappresentante_commercio
Timestamp: 2019-11-12 05:29:09+00:00
Document Index: 15259918

Matched Legal Cases: ['art. 1744', 'art. 1745', 'art. 1746', 'art. 1747', 'art. 1748', 'art. 1749']

Come diventare agente o rappresentante di commercio | LavoroImpresa.com
Esercizio della professione di agente o rappresentante
Per esercitare la professione di agente o rappresentante di commercio occorre essere cittadino italiano o di uno degli Stati membri della Comunità economica europea, ovvero straniero residente nel territorio della Repubblica italiana; godere dell'esercizio dei diritti civili; non essere interdetto o inabilitato, condannato per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l'economia pubblica, l'industria ed il commercio, ovvero per delitto di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni salvo che non sia intervenuta la riabilitazione; essere in possesso del titolo di studio di scuola secondaria di primo grado.
Il contratto di agenzia è disciplinato dagli articoli 1742 e 1753 del codice civile. Con il contratto di agenzia una parte assume stabilmente l'incarico di promuovere, per conto dell'altra, verso retribuzione, la conclusione di contratti in una zona determinata.
Elementi essenziali di natura particolare:
Fonte: Corso per agente e rappresentante
L'esercizio dell'attività è non occasionale e l'agente di commercio deve promuovere la conclusione dei contratti in maniera stabile e con la convinzione di essere parte integrante dell'impresa per la quale opera. L'agente deve, inoltre, realizzare tutta la fase preparatoria (contattare il cliente, esporre le caratteristiche tecniche e il prezzo del prodotto e avviare un rapporto di assistenza al cliente) e curare la materiale compilazione e sottoscrizione del contratto. L'affare non può definirsi concretamente promosso se l'agente non si occupa anche di ottenere il pagamento.
Il contratto contiene le disposizioni concordate tra il preponente e l'agente e deve conformarsi allo schema normativo imposto dal codice civile.
L'agente non ha facoltà di riscuotere i crediti del preponente. Se tale facoltà gli è stata attribuita, non può concedere sconti o dilazioni senza speciale autorizzazione (art. 1744 c.c.).
Le dichiarazioni che riguardano l'esecuzione del contratto concluso per il tramite dell'agente e i reclami relativi alle inadempienze contrattuali sono validamente fatti all'agente. L'agente può chiedere i provvedimenti cautelari nell'interesse del preponente e presentare i reclami che sono necessari per la conservazione dei diritti spettanti a quest'ultimo (art. 1745 c.c.).
Nell'esecuzione dell'incarico l'agente deve tutelare gli interessi del preponente e agire con lealtà e buona fede. In particolare, deve adempiere l'incarico affidatogli in conformità delle istruzioni ricevute e fornire al preponente le informazioni riguardanti le condizioni del mercato nella zona assegnatagli, e ogni altra informazione utile per valutare la convenienza dei singoli affari. È nullo ogni patto contrario. È vietato il patto che ponga a carico dell'agente una responsabilità, anche solo parziale, per l'inadempimento del terzo. È però consentito eccezionalmente alle parti di concordare di volta in volta la concessione di una apposita garanzia da parte dell'agente, purché ciò avvenga con riferimento a singoli affari, di particolare natura ed importo, individualmente determinati; l'obbligo di garanzia assunto dall'agente non sia di ammontare più elevato della provvigione che per quell'affare l'agente medesimo avrebbe diritto a percepire; sia previsto per l'agente un apposito corrispettivo (art. 1746 c.c.).
L'agente che non è in grado di eseguire l'incarico affidatogli deve dare immediato avviso al preponente. In mancanza è obbligato al risarcimento del danno (art. 1747 c.c.).
Per tutti gli affari conclusi durante il contratto, l'agente ha diritto alla provvigione quando l'operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento. La provvigione è dovuta anche per gli affari conclusi dal preponente con terzi che l'agente aveva in precedenza acquisito come clienti per affari dello stesso tipo o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppo di clienti riservati all'agente, salvo che sia diversamente pattuito. L'agente ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi dopo la data di scioglimento del contratto se la proposta è pervenuta al preponente o all'agente in data antecedente o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all'attività da lui svolta; in tali casi la provvigione è dovuta solo all'agente precedente, salvo che da specifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti. Salvo che sia diversamente pattuito, la provvigione spetta all'agente dal momento e nella misura in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione in base al contratto concluso con il terzo. La provvigione spetta all'agente, al più tardi, inderogabilmente dal momento e nella misura in cui il terzo ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione qualora il preponente avesse eseguito la prestazione a suo carico. Se il preponente e il terzo si accordano per non dare, in tutto o in parte, esecuzione al contratto, l'agente ha diritto, per la parte ineseguita, ad una provvigione ridotta nella misura determinata dagli usi o, in mancanza, dal giudice secondo equità. L'agente è tenuto a restituire le provvigioni riscosse solo nella ipotesi e nella misura in cui sia certo che il contratto tra il terzo e il preponente non avrà esecuzione per cause non imputabili al preponente. È nullo ogni patto più sfavorevole all'agente. L'agente non ha diritto al rimborso delle spese di agenzia (art. 1748 c.c.).
Il preponente, nei rapporti con l'agente, deve agire con lealtà e buona fede. Deve mettere a disposizione dell'agente la documentazione necessaria relativa ai beni o servizi trattati e fornire all'agente le informazioni necessarie all'esecuzione del contratto: in particolare avvertire l'agente, entro un termine ragionevole, non appena preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l'agente avrebbe potuto normalmente attendersi. Il preponente deve inoltre informare l'agente, entro un termine ragionevole, dell'accettazione o del rifiuto e della mancata esecuzione di un affare procuratogli. Il preponente consegna all'agente un estratto conto delle provvigioni dovute al più tardi l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre nel corso del quale esse sono maturate. L'estratto conto indica gli elementi essenziali in base ai quali è stato effettuato il calcolo delle provvigioni. Entro il medesimo termine le provvigioni liquidate devono essere effettivamente pagate all'agente. L'agente ha diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni necessarie per verificare l'importo delle provvigioni liquidate ed in particolare un estratto dei libri contabili. È nullo ogni patto contrario alle disposizioni del presente articolo (art. 1749 c.c.).
Possono esercitare l'attività di agente o rappresentante di commercio anche le imprese presentando all’ufficio del registro delle imprese della Camera di Commercio della provincia dove intendono esercitare l’attività, apposita SCIA, corredata delle certificazioni e delle dichiarazioni sostitutive previste dalla legge, compilando la sezione SCIA del modello “ARC”. Chi esercita l’attività in più sedi o unità locali presenta una SCIA per ciascuna di esse.
L'Agente di commercio assume una sorta di legittimazione a contrarre soltanto dopo aver presentato apposita segnalazione certificata di inizio attività al Registro delle Imprese. La mancata presentazione della SCIA implica la nullità del rapporto di agenzia sin dall'inizio.
Sotto il profilo professionale, inoltre, deve aver frequentato con esito positivo uno specifico corso professionale istituito o riconosciuto dalle regioni oppure aver prestato la propria opera per almeno due anni alle dipendenze di una impresa con qualifica di viaggiatore piazzista o con mansioni di dipendente qualificato addetto al settore vendite, purché l'attività sia stata svolta, anche se non continuativamente, entro i cinque anni dalla data di presentazione della domanda oppure aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado di indirizzo commerciale o laurea in materie commerciali o giuridiche.
In merito al corso professionale si suggerisce lo studio della materia facendo riferimento al libro Corso per agente e rappresentante di Matteo Zerilli, il manuale di preparazione agli esami per l'iscrizione al Registro delle imprese abilitante all'esercizio della professione.
Il testo in commento è strutturato secondo il programma introdotto dalla legge n. 204/1985 per i corsi abilitanti all'esercizio dell'attività di agente e rappresentante di commercio e ne affronta in maniera sistematica tutti gli aspetti. Obiettivo del manuale è quello di offrire un quadro, il più sistematico possibile, di tutte le tematiche indispensabili per prepararsi al superamento dell'esame.