Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5069:tessili-pelli-e-succedanei-industria-ccnl-25-marzo-1987&catid=63&tmpl=component&print=1&layout=default&Itemid=139
Timestamp: 2020-01-18 03:12:53+00:00
Document Index: 62630000

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 36', 'art. 57', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 27', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 18', 'art. 2119', 'art. 2094', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23']

Tessili - Pelli e succedanei, Industria: CCNL, 25 marzo 1987
Data firma: 25 marzo 1987
Validità: 01.05.1987 - 31.12.1990
Parti: Aimpes-Confindustria e Filta-Cisl, Filtea-Cgil, Uilta-Uil
Settori: Tessili, Pelli e succedanei, Industria
Capitolo II Sistema di informazione
Art. 13 - Funzioni pubbliche elettive e cariche sindacali - Aspettativa e permessi
Art. 19 - Lavoro delle donne e dei minori
Art. 22 - Handicappati e invalidi
Art. 23 - Formazione e istruzione professionale
Art. 32 - Regime di orario a tempo parziale part-time
Art. 46 - Aspettative
Art. 49 - Infortunio sul lavoro e malattie professionali - Conservazione del posto e trattamento economico
Art. 50 - Malattia e infortunio non sul lavoro - Assenze - Reperibilità - Conservazione del posto - Trattamento economico
Art. 51 - Diritto allo studio
Art. 52 - Lavoratori studenti
Art. 53 - Disciplina aziendale
Art. 54 - Regolamento interno
Art. 55 - Provvedimenti disciplinari
Art. 56 - Procedura per l’applicazione dei provvedimenti disciplinari
Art. 57 - Norme per il licenziamento
Art. 58 - Visite di inventario e di controllo
Art. 59 - Consegna, conservazione e indennità d’uso degli utensili e arnesi di lavoro
Art. 60 - Abiti di lavoro
Art. 61 - Trattenute per risarcimento danni
Art. 62 - Trasformazione, trapasso, cessazione e fallimento dell’azienda
Art. 63 - Liquidazione competenze in caso di morte
Art. 64 - Fondo di solidarietà
Capitolo V Rapporto di apprendistato
Art. 65 - Apprendistato
A - Norme generali B - Livelli - Mansioni
C - Periodi di apprendistato
D - Trattamento economico apprendisti
Capitolo VI Rapporto di lavoro a domicilio
Art. 66 - Lavoro a domicilio
A - Definizione del lavorante a domicilio
B - Limiti e divieti
C - Libretto personale di controllo
D - Responsabilità del lavorante a domicilio
E - Retribuzioni
F - Maggiorazioni della retribuzione
G - Lavoro notturno e festivo
H - Pagamento della retribuzione
I - Fornitura materiale
L - Norme generali
Art. 67 - Modalità di corresponsione della retribuzione
Art. 68 - Sospensione ed interruzioni di lavoro
Art. 69 - Lavori discontinui
Art. 70 - Lavoro a cottimo
Art. 71 - Ferie
Art. 72 - Tredicesima mensilità
Art. 73 - Trattamento economico in caso di malattia
Art. 74 - Preavviso di licenziamento o di dimissioni
Art. 75 - Trattamento di fine rapporto - TFR
Art. 84 - Passaggio di qualifica da operaio o intermedio a quella di impiegato
Art. 85 - Doveri dell’impiegato
Art. 86 - Trattamento in caso di sospensione o riduzione di lavoro
Art. 88 - Tredicesima mensilità
Art. 89 - Indennità maneggio denaro - Cauzione
Art. 90 - Trattamento economico in caso di malattia
Art. 91 - Preavviso di licenziamento o di dimissioni
Art. 92 - Trattamento di fine rapporto - TFR
Art. 93 - Quadri - Norme particolari
1 - Minimi contrattuali di paga o stipendio
2 - Indennità funzione quadri
3 - Importo forfettario "Una tantum"
Parte inquadramento lavoratori
Inquadramento lavoratori (art. 26)
• Commissione paritetica per l’inquadramento
Protocollo I - Contratto a termine
Protocollo II - Protocollo sulle modalità di effettuazione della ritenuta delle quote di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale
Protocollo III - Mense aziendali (Art. 42) Accordo 20 ottobre 1948 da valere per i dipendenti delle aziende manifatturiere pelli e cuoio
Protocollo IV - Azioni positive per le pari opportunità
Protocollo V - Accesso ai finanziamenti pubblici agevolati
Protocollo VI - Processi di ristrutturazione
Allegato I - Accordo interconfederale 8 maggio 1986 per la regolamentazione del contratto di formazione e lavoro
Allegato II - Legge 29 maggio 1982, n. 297 TFR - Trattamento di fine rapporto
Allegato III - Legge 20 maggio 1970, n. 300 Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento
Allegato IV - Legge 15 luglio 1966, n. 604 Norme sui licenziamenti individuali
Allegato V - Accordo interconfederale 5 maggio 1965 sui licenziamenti per riduzione di personale
Allegato VI - Legge 9 dicembre 1977, n. 903 Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro
Allegato VII - Tutela delle lavoratrici madri
Allegato VIII - Accordo interconfederale 18 aprile 1966 Per la costituzione ed il funzionamento delle commissioni interne
Allegato IX - Legge 23 ottobre 1960, n. 1369 Divieto di intermediazione ed interposizione nelle Prestazioni di lavoro
Allegato X - Aumenti periodici di anzianità CCNL 25 luglio 1979, art. 36 Norma transitoria per il personale già in forza al 30 giugno 1979
Allegato XI - Mensilizzazione del salario CCNL 25 luglio 1979, art. 57
In Roma, addì 25 marzo 1987 tra l’Associazione italiana manifatturieri pelli e succedanei (Aimpes), con l’assistenza della Confindustria, e la Federazione italiana dei lavoratori tessili e dell’abbigliamento (Filta) con l’assistenza della Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori (Cisl), la Federazione italiana lavoratori tessile e abbigliamento (Filtea), l’Unione italiana lavoratori tessili e abbigliamento (Uilta) è stato stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro
Il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro si applica ai dipendenti delle aziende industriali manifatturiere delle pelli, del cuoio ed altre materie prime per la produzione di:
pelletterie (borse, borsette, portafogli, portamonete, astucci etc.) - valigie e bauli - cinture e cinturini in genere - cartelle e sottobracci - articoli diversi (toeletta, scrittoio, gioco, fumo, bar etc.) - sedili, cuscini, selle e borsette per ciclo e motociclo - sellerie in genere e buffetterie di articoli sportivi - guarnizioni e articoli tecnici di cuoio - cinghie di trasmissione.
Per dipendenti si intendono gli operai, gli apprendisti, gli intermedi (c.d. categorie speciali), gli impiegati e i quadri.
Le disposizioni del presente contratto, nell’ambito di ogni istituto, sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.
Ferme restando le possibilità di intervento delle Rappresentanze sindacati aziendali previste dalla legge 20 maggio 1970 n. 300, e delle Commissioni interne o dei Delegati d’impresa, previste dai vigenti accordi interconfederali, per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le norme in uso nell’azienda, ricorrendo a trattative dirette fra le parti o fra i rispettivi rappresentanti.
L’Aimpes e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori - ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale, le rispettive distinte responsabilità e l’indipendenza di valutazione e di intervento di ciascuna parte - ritengono che formeranno oggetto di informazione gli aspetti significativi e la realtà evolutiva del settore nel modo di seguito specificato.
A) le prospettive produttive e i programmi di investimento;
E) l’andamento dell’occupazione giovanile, in relazione all’accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro (Allegato I), nonché l’andamento dell’occupazione femminile e allo stato di applicazione della legge n. 903/77 (Allegato IV) con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 1984;
F) la struttura del comparto, il numero degli addetti distinti per sesso e per qualifica nonché le prevedibili evoluzioni;
D) i programmi di formazione e riqualificazione professionale, con riferimento anche all’andamento dell’occupazione giovanile, in relazione all’accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro e allo stato di applicazione della legge n. 903/77 con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 1984;
E) la struttura dei comparti, il numero degli addetti distinti per sesso e per qualifica nonché le prevedibili evoluzioni;
A) le prospettive produttive;
B) i programmi di investimenti e le diversificazioni produttive;
C) i nuovi insediamenti industriali e la loro localizzazione;
D) le evoluzioni tecnologiche;
E) la struttura dell’occupazione suddivisa per qualifica e sesso;
F) lo stato di applicazione della legge 9 dicembre 1977 n. 903 (parità uomo-donna), delle leggi sull’occupazione giovanile, nonché dell’accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro e allo stato di applicazione della legge n. 903/77 con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 1984;
- sull’occupazione;
- sulla qualificazione professionale dei lavoratori;
A) le prospettive produttive con riferimento alla situazione occupazionale;
B) il numero degli addetti diviso per qualifica e sesso;
C) le previsioni di investimento;
D) le modifiche all’organizzazione del lavoro e tecnologiche e le eventuali operazioni di scorporo e di concentrazione qualora tali operazioni influiscano sui livelli occupazionali;
- allo stato di applicazione della legge di parità (legge 9 dicembre 1977 n. 903) e delle leggi sull’occupazione giovanile nonché dell’accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro.
Le parti, in relazione a possibili comportamenti anomali che violino lo spirito della norma, potranno esaminare il problema a livello territoriale.
1) le aziende committenti lavorazioni a terzi, inseriranno nel contratto di commessa apposita clausola richiedente alle imprese esecutrici, operanti nel territorio nazionale, l’impegno nell’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro.
- acquisire gli elementi conoscitivi necessari alla valutazione del fenomeno. A tale scopo l’Associazione industriale territoriale metterà a disposizione della commissione l’elenco delle aziende che commettono lavoro a terzi e l’elenco delle aziende che lavorano per conto terzi. Per ogni singola azienda avente oltre 85 (ottantacinque) dipendenti l’Associazione territoriale fornirà alla commissione anche i nominativi delle aziende cui il lavoro è stato commesso dei 12 mesi precedenti.
Saranno inoltre fornite indicazioni relative alla localizzazione delle aziende terziste (anche fuori del territorio di competenza), il comparto in cui operano e il tipo di lavorazione effettuato, la loro natura industriale o artigianale;
4) Anche in riferimento ai problemi occupazionali, nei casi in cui le aziende committenti a causa di situazioni temporanee di mercato o di crisi economiche settoriali o locali o per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali facciano ricorso a riduzioni o sospensioni di orario di lavoro o riduzione di personale, nel corso delle procedure previste dall’art. 5 della legge 20 maggio 1975 n. 164 e dell’accordo interconfederale del 5 maggio 1965 (Allegato V) daranno anche comunicazione per un esame in materia, dell’eventuale ricorso a lavoro presso terzi presente nel ciclo produttivo delle stesse aziende committenti.
Ai dirigenti delle Rappresentanze sindacali è estesa, per la durata del mandato, la tutela prevista dell’accordo interconfederale per le Commissioni interne (Allegato VIII).
Lo svolgimento delle riunioni durante l’orario di lavoro dovrà aver luogo comunque con modalità che tengano conto delle esigenze di garantire la sicurezza delle persone e la salvaguardia degli impianti e della produzione nei turni avvicendati.
Le modalità di cui ai tre precedenti comma saranno definite a livello aziendale.
In caso di comprovata impossibilità, il datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione un idoneo locale nelle immediate vicinanze dell’unità produttiva stessa.
A) promuovono la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione, a norma dell’art. 9 della legge n. 300/1970, di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica del lavoratore;
B) concordano con la direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi l’esigenza, l’effettuazione di indagini ed accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi, in relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978 n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle Unità sanitarie locali o ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo. I medici ed i tecnici appartenenti agli Istituti predetti sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato.
A) il registro dei dati ambientali, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati i risultati delle rilevazioni effettuate dagli Enti di cui al primo comma, in ordine ai seguenti fattori: microclima e gli altri fattori che interessano l’ambiente di lavoro, es.: fumo, gas, vapori, ecc;
B) il registro dei dati biostatici, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statitici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortunio, malattia professionale o malattia comune.
Le aziende trasmetteranno alle Rappresentanze sindacali aziendali copia delle denunce di esercizio e delle denunce di infortunio di cui agli artt. 16 e 33 del TU 30 giugno 1965 n. 1124.
Fermo restando il rispetto del segreto industriale, le aziende forniranno a richiesta delle Rappresentanze sindacali aziendali copia delle comunicazioni che ai sensi della legge 23 dicembre 1978 n. 833 dovranno inviare alle Unità sanitarie locali con l’indicazione delle sostanze nocive comunque presenti nel ciclo.
Per quanto riguarda i valori limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica, e biologica, si fa riferimento a quanto previsto dagli artt. 4, ultimo comma, e 24, n. 14 della legge 23 dicembre 1978 n. 833.
Verrà istituito il libretto sanitario di rischio, come contributo e partecipazione ad una assistenza sanitaria che abbia per oggetto la prevenzione e la cura della salute in fabbrica, con riferimento all’art. 27 della legge 23 dicembre 1978 n. 833.
Le disposizioni contrattuali contenute nella presente regolamentazione saranno da coordinare con eventuali norme di legge disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento alle norme di attuazione della legge 23 dicembre 1978 n. 833.
1) In applicazione di quanto previsto al 1 comma, le Rappresentanze sindacali aziendali potranno promuovere indagini tra i lavoratori relativamente all’ambiente di lavoro, anche allo scopo di formulare le osservazioni di cui al successivo punto 3).
2) I dati delle rilevazioni effettuate dagli Enti di cui al primo comma, seconda linea, saranno a cura dell’azienda riportati sui registri di cui al terzo comma, conformi ai modelli che saranno fissati dal Ministro della sanità.
3) In applicazione di quanto previsto al 5 comma, le Rappresentanze sindacali aziendali e l’azienda effettueranno periodici esami dei dati delle rilevazioni e formuleranno le proprie osservazioni che saranno riportate in apposito verbale che sarà allegato ai registri di cui al punto 2). La documentazione così formulata sarà oggetto di ulteriore esame e discussione tra Rappresentanze sindacali aziendali ed azienda.
Quanto convenuto in materie di registri dei dati ambientali e registri dati biostatici non intende mettere in discussione quanto eventualmente concordato a livello aziendale.
Per la tutela fisica ed economica della lavoratrice durante lo stato di gravidanza e puerperio si fa riferimento alle norme di legge e relativo regolamento (allegato VII).
È vietato adibire al trasporto ed al sollevamento di pesi nonché ai lavori pericolosi, faticosi e insalubri di cui all’art. 5 DPR 25 novembre 1976 n. 1026, e nei casi di uso di sostanze tossiche, le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto. Per tale periodo le lavoratrici saranno addette ad altre mansioni.
Qualora la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, vale il disposto dell’art. 5, lett. c) della legge 30 dicembre 1971 n. 1204 sulla tutela delle lavoratrici madri (allegato VII).
Le Organizzazioni firmatarie concordemente riconoscono la prioritaria importanza che va attribuita alla formazione e all’addestramento professionale al fine di favorire una politica di sviluppo delle risorse anche in riferimento ai profili dell’occupazione giovanile. In tale direzione, le parti sottolineano l’esigenza che l’utilizzo dei giovani assunti con contratto di formazione e lavoro di cui all’art. 3 della legge 19 dicembre 1984 n. 863, debba avvenire nell’ambito di cicli formativi che comportano la partecipazione diretta al processo produttivo del giovane.
In materia di contratti di formazione e lavoro di cui all’art. 3 della legge 19 dicembre 1984 n. 863, si applica l’accordo interconfederale 8 maggio 1986 per la parte inerente la regolamentazione degli stessi (allegato I).
Le Associazioni territoriali cureranno l’attuazione pratica di tale principio addivenendo, quando ve ne sia la possibilità, alla istituzione di corsi di istruzione professionale di categoria e al potenziamento di quelli eventualmente esistenti.
L’assunzione con contratto a termine è consentita solo nelle ipotesi e con le modalità fissate dalle vigenti leggi e dal Protocollo I.
Le parti dichiarano la loro volontà di favorire ove possibile e compatibilmente con le esigenze di efficienza e produttività, l’introduzione di nuove modalità di organizzazione della produzione e del lavoro tendente a favorire lo sviluppo delle capacità professionali dei lavoratori.
Al fine di favorire lo sviluppo della professionalità e la mobilità verticale dei lavoratori a livello aziendale quando nell’organico si rendono disponibili stabilmente posti di livello superiore, saranno preferenzialmente tenuti presenti quei lavoratori già in forza, di livello inferiore, che a parità di prestazione esigibile indipendentemente dal sesso, abbiano i requisiti e le capacità.
Le parti hanno costituito la Commissione nazionale paritetica per l’inquadramento. Le funzioni della stessa sono definite e riportate nel testo in calce alle declaratorie ed esemplificazioni (Parte inquadramento).
A - La durata dell’orario normale contrattuale è di 8 ore giornaliere e di 40 ore settimanali.
In relazione a particolari esigenze organizzative e tecnico-produttive, la prestazione lavorativa, previo esame congiunto tra Direzione e RSA, potrà essere disposta anche su più turni nell’arco della giornata.
Con riferimento a quanto sopra le aziende potranno realizzare orari settimanali di lavoro in regime di flessibilità, per tutta l’unità produttiva o per singoli reparti, consistenti nel prolungamento a regime normale dell’orario settimanale di lavoro nei periodi di maggiore intensità produttiva fino ad un massimo di 96 ore per anno solare (o per esercizio) e sino al limite massimo delle 48 ore settimanali, ai quali corrisponderanno equivalenti riposi di conguaglio nei periodi di minore intensità produttiva.
Al fine dell’attivazione degli orari settimanali di lavoro in regime di flessibilità, le aziende daranno informazione previsionale alle RSA, nel corso di un apposito incontro, indicando i periodi previsti di maggiore e minore intensità produttiva e delle ore necessarie.
Le modalità di distribuzione delle ore nel periodo di superamento dell’orario contrattuale ed il godimento dei relativi riposi, saranno definiti in tempo utile in sede di esame tra Direzione e RSA, tenuto conto delle esigenze tecnico-produttive ed organizzative aziendali.
È considerato lavoro straordinario contrattuale o supplementare la prestazione di lavoro eccedente l’orario giornaliero e settimanale contrattuale, ad eccezione di quella connessa ai regimi di flessibilità di cui all’art. 30.
Al fine di soddisfare le esigenze aziendali determinate da stati di necessità (ad esempio: consegne urgenti, termini di lavorazioni in corso, allestimento dei campionari, recupero dei ritardi di produzione per cause tecniche) a fronte di disponibilità volontarie alle prestazioni di lavoro straordinarie inadeguate, la Direzione ne darà notizia in tempo utile alla RSA.
Le parti, nell’ambito della volontarietà individuale, procederanno all’esame della situazione per rimuovere le difficoltà esistenti, assicurando la disponibilità delle prestazioni straordinarie necessarie.
Nel caso di giornata feriale non lavorata, il recupero stesso potrà essere effettuato trasferendo a tale giornata le ore perdute.
Durante il lavoro nessun lavoratore potrà allontanarsi dal proprio posto senza giustificato motivo; parimenti non potrà lasciare lo stabilimento se non debitamente autorizzato.
Salvo speciale permesso non è consentito al lavoratore di entrare o di trattenersi nello stabilimento in ore fuori del proprio orario di lavoro. La stessa disposizione vale per i lavoratori sospesi o licenziati.
L’azienda porterà a conoscenza del lavoratore le persone dalle quali dipende ed alle quali rivolgersi in caso di necessità.
Sarà cura dei superiori improntare i rapporti con i dipendenti a sensi di urbanità, avendo riguardo alla dignità e alla personalità del lavoratore.
Laddove esista, o fosse in seguito redatto dall’Azienda, un regolamento interno, le norme dello stesso, sotto pena di nullità, non potranno essere in contrasto con quelle previste dal presente contratto e con le norme interfederali vigenti; dovrà essere osservato dalle maestranze ed esposto in luogo chiaramente visibile e frequentato.
2) Ove l’ammonizione verbale o scritta non abbia sortito l’effetto voluto o la mancanza abbia tale carattere da far ritenere il rimprovero inadeguato, potranno essere inflitte al lavoratore o una multa, fino ad un importo equivalente a due ore del minimo contrattuale di paga o di stipendio o delle indennità di contingenza, oppure, nei casi di maggiore gravità o di recidiva, la sospensione dal lavoro per un massimo di giorni tre.
Per i licenziamenti individuali ha applicazione la legge 15 luglio 1966, n. 604 (Allegato IV) integrata da quanto previsto dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300 - Allegato III) e l’art. 2119 CC.
H) quando, lavorando solo o in comunione con altri operai, nell’interno dello stabilimento, per proprio tornaconto, ed introducendo od asportando materiali anche di sua proprietà, abbia, per il carattere continuativo di queste attività e per l’estensione della stessa, recato danno all’azienda;
Il lavoratore non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza averne avuta autorizzazione da chi di dovere.
Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente dà diritto all’azienda di rivalersi per i danni avuti.
Sono considerati apprendisti i giovani di età non inferiore ai 14 anni e non superiore ai 20 anni, assunti secondo gli intendimenti e in armonia con le norme della legge 19 gennaio 1955, n. 25 e successive, che qui si richiamano.
Il periodo di addestramento iniziato presso altra ditta dello stesso settore deve essere computato per intero, nella nuova azienda, ai fini del compimento del periodo prescritto, sempre che riguardi le stesse mansioni e non sia intercorsa tra un periodo e l’altro una interruzione superiore ai 12 mesi.
Per quanto si riferisce all’orario di lavoro, all’assunzione, alle ferie, al divieto di adibire a lavoro straordinario gli apprendisti valgono le norme di legge, se più favorevoli; per quant’altro non previsto dal presente articolo valgono le norme della parte relativa alla qualifica per la quale il rapporto di apprendistato è instaurato.
B - Livelli - Mansioni
L’apprendistato è ammesso per tutti i livelli superiori al primo e per tutte le mansioni previsti dal presente CCNL
Sono soppresse le elencazioni di settore del precedente CCNL
La durata massima dell’apprendistato viene così fissata
- per gli apprendisti destinati a svolgere mansioni inquadrate nei livelli superiori al secondo: mesi 36;
- per gli apprendisti destinati a svolgere mansioni inquadrate nel secondo livello: mesi 24.
È lavoratore a domicilio chiunque, con vincolo di subordinazione, esegue nel proprio domicilio o in locale di cui abbia disponibilità, anche con l’aiuto accessorio di membri della sua famiglia conviventi e a carico, ma con esclusione di mano d’opera salariata e di apprendisti, lavoro retribuito per conto di uno o più imprenditori, utilizzando materie prime o accessorie e attrezzature proprie e dello stesso imprenditore, anche se fornite per il tramite di terzi.
La subordinazione, agli effetti del presente regolamento ed in deroga a quanto stabilito dall’art. 2094 CC, ricorre quando il lavoratore a domicilio è tenuto ad osservare le direttive dell’imprenditore circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche ed i requisiti del lavoro da eseguire nella esecuzione parziale, nel completamento o nell’intera lavorazione di prodotti oggetto dell’attività dell’imprenditore committente.
È fatto divieto ai committenti di lavoro a domicilio di valersi dell’opera di mediatori o di intermediari comunque denominati i quali, unitamente alle persone alle quali hanno commesso lavoro a domicilio sono considerati, a tutti gli effetti, alle dipendenze del datore di lavoro per conto nell’interesse del quale hanno svolto la loro attività.
Il lavorante a domicilio, oltre al libretto di lavoro di cui alla legge 1 gennaio 1935 n. 112, deve essere munito, a cura dell’imprenditore, di uno speciale libretto di controllo, conforme al modello ministeriale.
A richiesta del committente l’operaio comunicherà al datore di lavoro, quando ne ricorra la circostanza, se e per quali altri datori di lavoro egli presti contemporaneamente la sua opera, nonché quanto altro previsto dalla vigente legislazione in materia, e ciò ai fini degli adempimenti per le assicurazioni sociali.
Le direzioni aziendali interessate al lavoro a domicilio forniranno alle Rappresentanze sindacali aziendali e alle Organizzazioni sindacali provinciali i nominativi dei soggetti che effettuano tale lavoro con i relativi indirizzi ed il tipo del lavoro commissionato (es.: borse, valigie, portafogli, cinture, ecc.).
A tali lavoratori a domicilio per gli interventi di cui sopra e per la partecipazione alla definizione delle tariffe di cottimo pieno di cui al precedente 5/punto E saranno riconosciute sedici ore annue pro- capite, con possibilità di cumulo qualora la designazione non sia avvenuta da parte di ciascuna Organizzazione sindacale, che verranno retribuite convenzionalmente sulla base del minimo tabellare, indennità di contingenza e minimo di cottimo dell’operaio qualificato.
A - Tutti gli operai dovranno essere retribuiti ad economia oppure a cottimo.
C - Agli operai interessati dovranno essere comunicate per iscritto o per affissione, all’inizio del lavoro, le indicazioni del lavoro da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente.
G - Ogni qualvolta, in conseguenza dell’organizzazione del lavoro nell’azienda, un operaio sia vincolato ad un determinato ritmo produttivo, o quando la valutazione del lavoro a lui affidato sia il risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione, l’operaio stesso deve essere retribuito a cottimo.
I - È proibito alle aziende di servirsi di cottimisti i quali abbiano alle loro dipendenze altri operai da essi direttamente retribuiti, dovendosi intendere il rapporto di lavoro sempre intercorrente tra l’operaio e l’azienda e la dipendenza di un operaio da un altro unicamente possibile agli effetti tecnici e disciplinari.
Per gli istituti non previsti nella seguente regolamentazione si intendono richiamate le norme contenute nella regolamentazione per gli operai.
Commissione paritetica per l’inquadramento
Durante la vigenza contrattuale opererà una Commissione paritetica per l’inquadramento composta da 6 membri (3 di Aimpes e uno ciascuno di Filta, Filtea, Uilta), con i seguenti compiti:
Nel mese di dicembre 1988 le parti si incontreranno per una verifica relativa all’andamento dei lavori della Commissione paritetica.
Milano, 25 novembre 1987 tra l’Associazione italiana manifatturieri pelli e succedanei (Aimpes) con l’assistenza della Confindustria e la Federazione italiana lavoratori tessili e dell’abbigliamento (Filta); la Federazione italiana lavoratori tessili e abbigliamento (Filtea); la Unione italiana lavoratori tessili e abbigliamento (Uilta) in attuazione di quanto specificatamente demandato dall’art. 23 punto 1 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, ed in conformità alla lettera di intenti allegata all’ipotesi di accordo 25 marzo 1987, ferme restando tutte le possibilità previste dai vari istituti contrattuali in materia di flessibilità di prestazione, si è convenuto quanto segue:
A - il contratto a termine è consentito nelle circostanze e con le modalità fissate dalle leggi vigenti, riportate, come concordato, in allegato al testo del CCNL 25 marzo 1987;
B - ai sensi e per gli effetti dell’art. 23, punto 1) della legge 28 febbraio 1987 n. 56, le Parti hanno individuato le ipotesi e le condizioni nelle quali è consentita la stipulazione di contratti a termine, che vengono di seguito indicate:
1) Incrementi di attività produttiva, di confezionamento e di spedizione del prodotto, in dipendenza di commesse eccezionali o termini di consegna eccezionali legati alla possibilità di riordini;
2) punte di più intensa attività derivanti da allestimenti dei campionari e/o delle collezioni, o da maggiori richieste del mercato che non sia possibile evadere con il normale potenziale produttivo per i volumi e/o per la specificità del prodotto e/o delle lavorazioni richieste e per far fronte alle quali non appaia idonea l’attivazione della flessibilità dell’orario normale di lavoro;
3) esigenze di collocazione nel mercato di diverse tipologie di prodotto non presenti nella normale produzione;
4) lavorazioni connesse all’aggiudicazione di pubbliche commesse che presentino carattere di eccezionalità rispetto alla normale attività produttiva.
- 10% per le aziende fino a 70 dipendenti;
- 5% per le aziende con oltre 70 dipendenti; è comunque consentita la stipulazione di almeno 7 contratti a termine.
L’azienda, a fronte delle necessità di assumere personale con contratto a tempo determinato per fronteggiare le situazioni di cui a una o più delle ipotesi concordate, procederà all’assunzione stessa, previa informazione alle rappresentanze sindacali aziendali relativamente al numero dei rapporti a termine, alle cause, alle lavorazioni e/o ai reparti interessati e alla relativa durata.
C - Le Parti si incontreranno entro il mese di dicembre 1988 per verificare eventuali problemi che dovessero insorgere nel frattempo e per ricercare ed assumere le determinazioni che si rendessero necessarie.
Le Parti dichiarano che, fermo restando il ricorso alle altre disposizioni di legge nei casi da queste previste, con la regolamentazione di cui al paragrafo "B" del presente articolo hanno dato attuazione alle disposizioni di cui all’art. 23 punto 1 della legge 28 febbraio 1987, n. 56.
Le parti riconoscono l’opportunità che la legislazione preveda, tra le condizioni per accedere ai finanziamenti pubblici agevolati, la dichiarazione dell’azienda di applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro di pertinenza.
In tal senso invitano le aziende, le RSA e le reciproche strutture e associazioni ad uniformare i comportamenti.