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Timestamp: 2020-08-11 13:21:13+00:00
Document Index: 90156296

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.6', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 2', 'art 3', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 2']

Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2019-2021, redatto ai sensi della l.r. n. 28 del 2009. (Delibera di Giunta regionale n. 1366 del 5 agosto 2019) — E-R BUR 304/2019
n.304 del 23.09.2019 (Parte Seconda)
DELIBERAZIONE DELL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA 17 SETTEMBRE 2019, N. 219
Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2019-2021, redatto ai sensi della l.r. n. 28 del 2009. (Delibera di Giunta regionale n. 1366 del 5 agosto 2019)
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale, progr. n. 1366 del 5 agosto 2019 recante ad oggetto “Proposta all'Assemblea legislativa di approvazione del "Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2019-2021" redatto ai sensi della L.R. n.28/2009”;
- del parere favorevole, con modificazioni, espresso dalla commissione referente “Territorio, Ambiente, Mobilità” di questa Assemblea legislativa, giusta nota prot. AL/2019/20001 in data 9 settembre 2019;
- la Decisione n. 1600/2002/CE del 22 luglio 2002 che istituisce il Sesto Programma Comunitario di Azione Ambientale stabilendo all’art. 3.6 che “è necessario promuovere una politica di appalti pubblici verdi che consenta di tener conto delle caratteristiche ambientali e di integrare eventualmente nelle procedure di appalto considerazioni inerenti al ciclo di vita”;
- il Trattato che istituisce la Comunità Europea (G.U.C.E. C 325 del 24 dicembre 2002) che all’art.6 afferma “le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche e azioni comunitarie di cui all’art. 3, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile”;
- le Direttive Europee 2004/17/CE e 2004/18/CE, e il manuale “Acquistare Verde”, pubblicato nel 2004 dalla Commissione Europea, che hanno chiarito le opportunità e modalità di utilizzo dei criteri di preferibilità ambientale negli appalti pubblici;
- la Comunicazione n. 302/2003, con la quale la Commissione Europea ha invitato gli Stati membri ad adottare i Piani d’Azione nazionali sul GPP;
- la Comunicazione della Commissione Europea n. 397/2008, che ha stabilito precisi target quantitativi, indicatori e sistemi di monitoraggio comuni a tutta l’Unione Europea, proponendo, come obiettivo da conseguire, entro il 2010, il 50% di acquisti ‘verdi’ (sia come numero di appalti che come volume di acquisti);
- la Comunicazione relativa alla “strategie Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” della Commissione Europea n.2020/2010, per promuovere la transizione verso un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse e a basse emissioni di carbonio, anche attraverso il ricorso agli “appalti verdi”;
- il Libro Verde del 27 gennaio 2011 che sottolinea il ruolo strategico degli appalti pubblici, sul presupposto che la domanda di beni e servizi ambientalmente sostenibili possa orientare, nel tempo, la produzione e quindi i modelli di consumo;
- la Comunicazione della Commissione Europea n.398/2014 “verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiuti”;
- le Direttive Europee 2014/23/UE, 2014/24/UE, 2014/25/UE che favoriscono il ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’aggiudicazione degli appalti pubblici, anche al fine di includere gli aspetti ambientali e sociali come criteri premianti per l’aggiudicazione;
- la Comunicazione della Commissione Europea n.571/2011 “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell'impiego delle risorse” dove si definisce tra gli altri che al 2020 i cittadini e le autorità pubbliche dovranno essere adeguatamente incoraggiati a scegliere i prodotti e i servizi più efficienti dal punto di vista delle risorse, grazie a segnali di prezzo corretti e a informazioni chiare in materia ambientale. Tali scelte di acquisto incentiveranno le imprese ad innovare e a offrire beni e servizi più efficienti sotto il profilo delle risorse. Saranno fissati degli standard di prestazione ambientale minimi per eliminare dal mercato i prodotti meno efficienti dal punto di vista delle risorse e più inquinanti.
- la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)” che ha previsto all’art. 1, commi 1126, 1127 e 1128, l’elaborazione di un Piano d’azione – PAN - per la sostenibilità ambientale dei consumi nei settori della Pubblica Amministrazione;
- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 11 aprile 2008, n. 135 con il quale è stato approvato il sopracitato Piano e che all’art. 2 prevede l’emanazione di “criteri ambientali minimi” per le diverse categorie merceologiche indicate al punto 31.6 del PAN GPP e successivamente aggiornato con Decreto Ministeriale del 10 aprile 2013, che identifica le categorie di beni, servizi e lavori prioritari per i quali definire i CAM;
- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 13 dicembre 2013, che ha adottato i criteri ambientali minimi per acquisto di piante ornamentali;
- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 13 febbraio 2014, che ha adottato i criteri ambientali minimi per acquisizione di toner e gestione dei rifiuti urbani;
- la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali.” (c.d. ex collegato ambientale alla legge di stabilità 2014) che ha previsto l’obbligatorietà del Green Public Procurement per le stazioni appaltanti italiane prescrivendo l’applicazione dei CAM (criteri ambientali minimi) nella documentazione di gara;
- il Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 “Codice dei contratti pubblici” modificato con Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56 “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.” in cui all’art. 34 pone l’obbligo per le stazioni appaltanti di contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Pan GPP attraverso l’inserimento nella documentazione di gara delle specifiche tecniche contenute nei CAM;
- la Legge 14 giugno 2019, n. 55 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici.” (c.d. Sblocca cantieri) che introduce alcune modifiche al Decreto Legislativo n. 50 del 2016;
- la Legge regionale n. 29 dicembre 2009, n. 28 “Introduzione di criteri di sostenibilità ambientale negli acquisti della pubblica amministrazione” che, all’art. 2 prevede l’approvazione di un Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici di durata triennale finalizzato alla definizione di un programma operativo per l’introduzione di criteri ambientali nelle procedure d’acquisto di forniture di beni e servizi;
- la medesima Legge regionale n. 28 del 2009 che all’art 3 prevede che la Giunta regionale elabori e trasmetta all’Assemblea legislativa una relazione annuale sullo stato dell’introduzione degli strumenti di GPP nel territorio regionale;
- la Legge regionale del 5 ottobre 2015 n. 16 “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 19 agosto 1996, n. 31, (Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi)” nell’ambito della quale all’art. 3 è previsto, nello specifico, che la Regione, nell'ambito delle politiche della promozione degli acquisti verdi ai sensi della legge regionale n. 28 del 2009, promuove l'acquisto e l'utilizzo di materiali riutilizzabili nei servizi di refezione pubblica, nonché i centri comunali per il riuso, quali strutture dove portare i beni di cui il possessore non intende più servirsi, ma ancora suscettibili di vita utile, nelle condizioni in cui sono o tramite ripristino funzionale, attraverso pulizia, smontaggio, riparazione o altra manutenzione atta al loro reimpiego, per la cui concreta realizzazione sono definite dalla Regione apposite linee guida applicative;
- il Protocollo d’intesa, sottoscritto il 2 agosto 2017, tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la Conferenza delle Regioni e Province autonome, della durata di cinque anni, suddiviso in 7 articoli che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze degli operatori delle Pubbliche Amministrazioni addetti agli appalti e delle centrali di acquisto nell'utilizzo di procedure di “Green Public Procurement” per la reale integrazione di requisiti ambientali e sociali nella politica degli acquisti verdi, nell’utilizzo di procedure di GPP e per la realizzazione di opere pubbliche sostenibili;
- che nell’ambito del Protocollo, i firmatari si impegnano a sviluppare iniziative finalizzate al confronto, al trasferimento ed alla messa a disposizione delle reciproche conoscenze maturate in tema di acquisti sostenibili definendo una piattaforma comune di azione per favorire la diffusione di buone prassi ed il miglioramento del dialogo tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e le Regioni, anche al fine di garantire maggiore uniformità nei livelli di esperienza e competenza in materia;
Premesso che il Green Public Procurement (GPP) – Acquisti Verdi nelle Pubbliche Amministrazioni – è un sistema di acquisti pubblici, Enti Locali e Pubblica Amministrazione, di prodotti e servizi che hanno un ridotto effetto sulla salute umana e sull’ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo, con l’obiettivo di:
ridurre l’uso delle risorse naturali;
ridurre la produzione di rifiuti, le emissioni inquinanti, i pericoli ed i rischi ambientali.
- il Decreto Legislativo n. 50 del 2016 modificato dal Decreto legislativo n. 56 del 2017 ha introdotto con l’art. 34 l’obbligo per le stazioni appaltanti di applicare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) definiti nell’ambito del Pan GPP;
- l’obbligo di applicazione dei CAM riguarda tutti i settori merceologici disciplinati dai CAM e gli affidamenti di qualunque importo ovvero anche gli affidamenti di beni, servizi e lavori sotto soglia;
- secondo quanto indicato nel Piano Nazionale per gli acquisti verdi di cui al Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 10 aprile 2013, le stazioni appaltanti devono tenere conto degli obiettivi della politica comunitaria del GPP quale sistema di orientamento dei consumi pubblici verso beni e servizi ambientalmente preferibili che comportino, altresì, un vantaggio economico per l’amministrazione pubblica tenendo conto dei costi sostenuti lungo l’intero ciclo di utilizzo del prodotto;
Richiamato il Piano d’Azione per la Diffusione delle Tecnologie ambientali – ETAP – con il quale la Commissione Europea ha elaborato delle apposite Linee Guida per la predisposizione di Piani d’Azione Nazionali per gli Acquisti Verdi da parte degli Stati Membri;
Dato atto che con Deliberazione 22 dicembre 2017, n. 108 del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica – CIPE – è stata approvata la “Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile”, che tra gli obiettivi include l’affermazione di modelli sostenibili di produzione e consumo;
Considerato altresì che il settore pubblico può:
ridurre in maniera significativa gli impatti ambientali, acquistando prodotti e servizi verdi, grazie alla consistenza degli acquisti che a livello europeo costituiscono circa il 13% del PIL ed a livello nazionale circa il 16% del PIL;
accrescere la disponibilità e la competitività dei prodotti e servizi più verdi sul mercato e contribuire alla diffusione delle tecnologie ambientali;
influenzare il comportamento dei cittadini privati, ma soprattutto delle istituzioni private e delle imprese, e spingerli verso acquisti più sostenibili;
utilizzare il GPP come strumento operativo per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale nelle politiche settoriali;
con il GPP contribuire significativamente all’attuazione delle politiche per una economia circolare;
Rilevato che gli acquisti verdi dell’Ente saranno implementati attraverso il Piano d’Azione triennale, come previsto dall’art. 2 della legge regionale n. 28 del 2009, in cui sono state individuate azioni e strumenti per facilitare l’introduzione del GPP, unito al presente atto quale parte sostanziale;
Ritenuto di perseguire i seguenti obiettivi:
- limitare, sostituire o eliminare progressivamente l'acquisto di prodotti tossici, pericolosi, difficilmente smaltibili o comunque a significativo impatto ambientale;
- preferire prodotti/servizi a più lunga durata, facilmente smontabili e riparabili, ad alta efficienza energetica, ottenuti con materiali riciclati/riciclabili, recuperati o da materie prime rinnovabili, e che minimizzano la produzione di rifiuti;
- promuovere nelle proprie scelte di acquisto la diffusione di tecnologie ecologicamente compatibili, sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale e sistemi pubblici di etichettatura ecologica dei prodotti (es. Regolamento CE 66/2010) che tengono conto dell'intero ciclo di vita dei prodotti/servizi che si intende acquistare;
- inserire nei criteri di aggiudicazione elementi ambientali che comportino un vantaggio economico all'amministrazione, tenendo conto dei costi sostenuti lungo l'intero ciclo di utilizzo del prodotto/servizio;
- incentivare una politica di sostegno al Green Public Procurement – GPP – nelle procedure di acquisto di beni e servizi secondo criteri di sostenibilità ambientale, con l’obiettivo del raggiungimento entro il 2021 di un sistema di acquisti rispondente a criteri verdi pari al 50% del fabbisogno regionale per le categorie merceologiche non espressamente richiamate dal Codice degli Appalti e delle Concessioni;
- incrementare l’attività di promozione del Green Public Procurement – GPP – presso gli Enti Locali regionali, nonché opportune iniziative per promuovere – in collaborazione con le Associazioni di categoria – nei settori delle attività imprenditoriali, produttive e di servizio il ricorso a strumenti volontari di certificazione ambientale di processo e di prodotto;
- che non appare necessario lo svolgimento di una procedura di VAS ai sensi del Decreto legislativo n. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, in quanto le previsioni e le azioni contenute nel Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2019-2021 della Regione Emilia-Romagna non rientrano nell’ambito di applicazione del suddetto Decreto legislativo;
- necessaria l’approvazione del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2019-2021 della Regione Emilia-Romagna;
- attivarsi in tutte le sedi opportune per l’attuazione delle azioni individuate nel Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2019-2021;
- attivarsi in tutte le sedi opportune per l’attuazione del ruolo di raccordo ed integrazione delle politiche tra il livello nazionale e quello locale in considerazione del ruolo delle regioni e degli enti locali per l’applicazione del Green Public Procurement;
Dato atto dei pareri di regolarità amministrativa sulla proposta della Giunta regionale all’Assemblea legislativa n. 1366 del 5 agosto 2019, qui allegati;
- promuovere nelle proprie scelte di acquisto la diffusione di tecnologie ecologicamente compatibili, sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale e sistemi pubblici di etichettatura ecologica dei prodotti (che tengono conto dell'intero ciclo di vita dei prodotti/servizi che si intende acquistare);
- inserire nei criteri di aggiudicazione elementi ambientali che comportino un vantaggio economico all'amministrazione, valutato tenendo conto dei costi sostenuti lungo l'intero ciclo di utilizzo del prodotto/servizio;
- incentivare una politica di sostegno al Green Public Procurement – GPP – nelle procedure di acquisto di beni e servizi secondo criteri di sostenibilità ambientale, con l’obiettivo del raggiungimento entro il 2021 di un sistema di acquisti rispondente a criteri verdi pari al 50% del fabbisogno regionale per tutte le categorie merceologiche non espressamente richiamate dal Codice degli Appalti e delle Concessioni;
2) di approvare il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2019-2021 della Regione Emilia-Romagna, allegato e parte integrante del presente atto che in linea con quanto disposto dal Codice degli Appalti e delle Concessioni individua i prodotti e servizi sui quali applicare l’introduzione di criteri verdi da inserire nelle procedure di acquisto da effettuare sia in forma centralizzata attraverso Intercent-ER che in forma diretta dalle Direzioni regionali e definisce interventi per la sensibilizzazione e la formazione del personale regionale e degli enti pubblici del territorio regionale in materia di Green Public Procurement;
3) di costituire un gruppo di lavoro GPP costituito da un referente di ciascun settore che all’interno della Amministrazione regionale effettua acquisti, istituito e coordinato dalla Direzione generale cura del territorio e ambiente insieme ad Intercent-ER; tale Gruppo di lavoro ha l’obiettivo di:
- attivare un sistema di monitoraggio annuale, così come previsto dalla l.r. 28 del 2009 che permetta di verificare l’attuazione del Piano e il raggiungimento degli obiettivi prefissati;
- definire un programma di informazione, sensibilizzazione e formazione sugli Acquisti Verdi a tutto il personale regionale con particolare riguardo ai responsabili degli acquisti regionali;
- progettare e coordinare azioni di sensibilizzazione verso gli Enti locali e le imprese regionali in tema di acquisti verdi e di prodotti/servizi sostenibili;
Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in Emilia-Romagna 2019-2021