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Timestamp: 2019-01-18 00:30:31+00:00
Document Index: 138160100

Matched Legal Cases: ['art.7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art.7', 'art.7', 'art. 7', 'art. 7', 'art.7', 'art. 28', 'art. 37', 'art. 25', 'art. 7', 'art 7', 'art.7', 'art. 37', 'art. 37']

REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI. Approvato nella seduta del Collegio dei docenti del 17 Ottobre PDF
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Fortunato Elia
1 REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI Approvato nella seduta del Collegio dei docenti del 17 Ottobre
2 Indice Regolamento del Collegio dei Docenti: Competenze - Funzionamento Competenze...3 Composizione...4 Convocazione....4 Ordine del Giorno....4 Modalità di presentazione delle proposte Discussione preliminare e pubblicazione...5 Validità delle sedute....5 Dibattito collegiale....5 Votazioni 6 Aggiornamento Collegio....6 Convocazione straordinaria....6 Verbalizzazione..7 Istituzione Collegio unitario dei docenti.7 Istituzione STAFF dirigenziale..7 Norma finale 8 2
3 COMPETENZE II Collegio dei docenti ha la responsabilità dell'impostazione didattico-educativa dell Istituto, in rapporto alle particolari esigenze dell'istituzione scolastica e in armonia con le gli indirizzi e le scelte generali di gestione e di amministrazione del Consiglio d Istituto. Esso ha competenza esclusiva per quanto attiene agli aspetti pedagogico-formativi e all'organizzazione didattica e concorre, con autonome deliberazione, alle attività di progettazione a livello d'istituto e di programmazione educativa e didattica, a differenza del Consiglio d Istituto che ha invece prevalenti competenze economico-gestionali. Le competenze del Collegio dei docenti risultano da una combinata lettura dell art.7 del T.U. 297/ 74, di successivi provvedimenti normativi e delle disposizioni del C.C.N.L. Ogni suo intervento deve essere il risultato di un attento lavoro collegiale mirato ad una calibrata programmazione e all'effettiva verifica degli obiettivi raggiunti e, nel rispetto della libertà d insegnamento costituzionalmente garantita a ciascun docente, il Collegio ha potere deliberante in ordine alla didattica e particolarmente su: l'elaborazione del Piano dell'offerta Formativa (art. 3 del D.P.R. n. 275/1999); l'adeguamento dei programmi d'insegnamento alle particolari esigenze del territorio e del coordinamento disciplinare (art. 7 comma 2, lettera a del T.U); l'adozione delle iniziative per il sostegno di alunni con disabilità e di figli di lavoratori stranieri (art. 7, comma 2, lettera m e n, del T.U.), delle innovazioni sperimentali di autonomia relative agli aspetti didattici dell organizzazione scolastica (art. 2, comma 1, D.M n. 251, come modificato dal D.M n. 178) e della normativa recente relativa agli alunni con B.E.S. (Bisogni Educativi Speciali) e attinente agli alunni stranieri; la redazione del piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione; la suddivisione dell'anno scolastico in trimestri o quadrimestri, ai fini della valutazione degli apprendimenti e del comportamento degli alunni (art.7 comma 2, lettera c del T.U., articolo 2 O.M.134/2000, L. 169/2008); l'adozione dei libri di testo, su proposta dei Consigli di interclasse o di classe e la scelta dei sussidi didattici (art.7, comma 2, lettera e T.U.); l'approvazione, quanto agli aspetti didattici, degli accordi con reti di scuole (art. 7 comma 2 del D.P.R. 275 del 1999); la valutazione periodica dell'andamento complessivo dell'azione didattica (art. 7 comma 2 lettera d T.U; lo studio delle soluzioni dei casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni, su iniziativa dei docenti della classe e sentiti, eventualmente, esperti (art.7 comma 2 lettera o T. U.); l'identificazione e l attribuzione di funzioni strumentali al P.O.F. con la definizione dei criteri d'accesso, della durata, delle competenze richieste, dei parametri e delle cadenze temporali per la valutazione dei risultati attesi (art. 28 del C.C.N.L. del e art. 37 del C.C.N.I. del ); la delibera, nel quadro delle compatibilità con il P.O.F. e delle disponibilità finanziarie, sulle attività aggiuntive di insegnamento e sulle attività funzionali all'insegnamento(art. 25 del C.C.N.L.). 3
4 Formula inoltre proposte e/o pareri: sui criteri per la formazione delle classi, l'assegnazione dei docenti e sull'orario delle lezioni (art. 7 comma 2 lettera b T.U.; su iniziative per l educazione alla salute e contro le tossicodipendenze (art 7 comma 2 lettera q) T.U.); sulla sospensione dal servizio di docenti quando ricorrano particolari motivi di urgenza (art.7. comma 2 lettera p T.U.). Il Collegio elegge nel suo seno i docenti che fanno parte del Comitato di valutazione del servizio del personale docente e, come corpo elettorale, i suoi rappresentanti nel Consiglio d Istituto. COMPOSIZIONE Il Collegio dei docenti è composto da tutti i docenti in servizio nell Istituto ed è presieduto dal Dirigente Scolastico; ne fanno parte anche i supplenti temporanei, limitatamente alla durata della supplenza, nonché i docenti di sostegno che assumono la contitolarità delle sezioni o delle classi in cui operano. CONVOCAZIONE II Collegio si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il calendario proposto dal Dirigente Scolastico e deliberato dal Collegio. Il Collegio può essere altresì convocato in seduta straordinaria su richiesta di almeno un terzo dei componenti o nel caso in cui il Dirigente ne ravvisi la necessità. Le riunioni del Collegio hanno luogo in ore non coincidenti con l'orario di lezione. Le funzioni di segretario sono attribuite dal Capo d'istituto ad uno dei collaboratori o ad uno dei docenti. La comunicazione dell'o.d.g. deve essere data con almeno cinque giorni di preavviso e, in caso di sopravvenuti problemi urgenti, può essere integrato con comunicazione scritta anche il giorno prima. ORDINE DEL GIORNO L'ordine del giorno per tutte le riunioni viene predisposto dal Dirigente che terrà conto del piano annuale, delle esigenze di servizio, di eventuali delibere di inserimento all'o.d.g., di precedenti Collegi, di proposte scaturite dalle esigenze dei docenti, da richieste scritte avanzate da componenti del Collegio e da gruppi di lavoro di docenti. Esso dovrà sempre indicare la durata presumibile della seduta. L'o.d.g. non può essere modificato durante la seduta. Non si può discutere di argomenti non inseriti nell'o.d.g. La discussione di argomenti non contemplati nell o.d.g. è prevista solamente nel caso in cui nell o.d.g. appare il punto relativo a varie ed eventuali. 4
5 MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE Le proposte iniziali, quelle di rettifica e quelle alternative dovranno fornire le seguenti indicazioni: 1. punto all' o.d.g. a cui esse si riferiscono 2. nome del relatore proponente ed eventuali sostenitori della proposta 3. specificazione degli obiettivi che si intendono raggiungere 4. procedure di attuazione della proposta con indicazione dei tempi e delle risorse. DISCUSSIONE PRELIMINARE E PUBBLICAZIONE I singoli docenti tre giorni prima della data di convocazione del Collegio possono far pervenire al Dirigente Scolastico delle proposte indicando se trattasi di proposte in rettifica o in alternativa alle precedenti. II Dirigente Scolastico, nel caso di presenza di più proposte su un singolo argomento all'ordine del giorno,può convocare i diversi relatori interessati invitandoli ad una eventuale elaborazione di un'unica proposta. Qualora tale tentativo di composizione non possa realizzarsi i relatori presenteranno separatamente al Collegio le proposte. Due giorni prima della data di convocazione del Collegio tutte le proposte pervenute saranno disponibili in segreteria ed ai docenti stessi è permesso averne copia. VALIDITÀ DELLE SEDUTE Quorum costitutivo (o strutturale): per la valida costituzione dell adunanza è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica (art. 37, comma 3, T.U.). Quorum deliberativo (o funzionale): affinché il Collegio validamente costituitosi in adunanza, possa poi positivamente adottare una deliberazione, è necessario che quest ultima ottenga la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi (art. 37, comma 2, T.U); in caso di parità prevale il voto del Presidente. In mancanza di regole normative esplicite, l indirizzo interpretativo prevalente ritiene che gli astenuti incidono sul calcolo del quorum strutturale contribuendo a formare il numero dei partecipanti all adunanza, ma non sul computo del quorum funzionale, esattamente come accade nel caso in cui vi siano voti nulli. Tutte le assenze relative all'intera seduta devono essere giustificate. L'assenza è giustificata d'ufficio in caso di congedo ordinario o straordinario. DIBATTITO COLLEGIALE 1. Il Dirigente Scolastico in qualità di Presidente del Collegio effettua le sue comunicazioni ad inizio di seduta nel tempo di 15 minuti. I successivi interventi del Dirigente Scolastico saranno contenuti nei tempi e nelle modalità previsti dai punti 2) e 3). Il Dirigente Scolastico potrà inoltre intervenire brevemente per richiamare al Regolamento in qualità di moderatore. 2. Ogni relatore illustra la proposta nel tempo massimo di 5 minuti. 3. Il Dirigente Scolastico coordina gli interventi al dibattito. Ogni docente può effettuare brevi interventi. Nell'intervento specificherà se trattasi: 5
6 o o o di richieste di chiarimenti di proposte in rettifica o in alternativa di proprio parere a sostegno o rifiuto della proposta. 4. Il relatore al termine degli interventi ha diritto di replica. In tale intervento il relatore può manifestare la volontà di far proprie le proposte di rettifica o rifiutarle. I componenti del Collegio durante la trattazione degli argomenti hanno il più ampio diritto di esprimere le proprie opinioni, considerazioni e rilievi, comunque entro i limiti del civile e democratico rispetto delle opinioni altrui. VOTAZIONI Il Dirigente Scolastico in qualità di Presidente del Collegio mette ai voti tutte le proposte pervenute secondo l'ordine di presentazione. I relatori di proposte, prima dell'inizio delle votazioni, hanno facoltà di ritirare le proprie proposte. Il Dirigente Scolastico mette in votazione le proposte rimaste, secondo l'ordine di presentazione, chiedendo di esprimere dapprima il voto favorevole, poi il voto contrario e infine l'astensione. Se su un singolo argomento su cui deliberare esiste una sola proposta, viene votata la singola proposta e approvata con la maggioranza dei votanti. Se su un singolo argomento esistono più di due proposte il Dirigente Scolastico mette ai voti tutte le proposte. Se nessuna delle proposte durante la votazione ha ottenuto la maggioranza assoluta dei votanti, il Dirigente mette ai voti, successivamente, in alternativa, le sole due proposte che hanno avuto il maggior numero dei voti; risulterà approvata la proposta che alla fine viene votata dalla maggioranza dei votanti. AGGIORNAMENTO COLLEGIO La durata massima di una riunione del Collegio docenti è di due ore, elevabile a tre ore nei Collegi di inizio e fine anno scolastico. Nel caso di mancato esaurimento dell'ordine del giorno entro l'ora prevista il Collegio può decidere se continuare i lavori oppure di aggiornarsi al giorno successivo o ad altra data. CONVOCAZIONE STRAORDINARIA Il Dirigente Scolastico, per sopravvenute e urgenti esigenze di servizio, può convocare il Collegio ad horas con un preavviso, comunque, non inferiore alle ventiquattro ore con notifica individuale. Le proposte di accompagnamento all'ordine del giorno, in tal caso, hanno carattere informativo e i docenti nell'ambito del dibattito collegiale potranno presentare tutte le proposte necessarie. 6
7 VERBALIZZAZIONE Il verbale della seduta è redatto da un collaboratore designato dal D.S., viene trascritto entro dieci giorni dall adunanza e messo a disposizione di qualsiasi docente dell Istituto che voglia leggerlo, senza adempimenti burocratico-formali. La redazione del verbale avrà carattere sintetico. Saranno riportate le proposte, i risultati delle votazioni e le delibere approvate. Il contenuto degli interventi sarà riportato integralmente solo nel caso in cui l'intervenuto chieda la messa a verbale delle proprie dichiarazioni. Il verbale indicherà l'effettiva durata della seduta; tale durata è da detrarre dal monte ore delle attività collegiali di ciascun docente. Il verbale verrà letto e votato per approvazione nella seduta successiva del Collegio. Pertanto, eventuali correzioni/integrazioni vanno inserite nel verbale della seduta di approvazione del verbale medesimo. ISTITUZIONE COLLEGIO UNITARIO DEI DOCENTI L'istituzione del Collegio unitario dei docenti conferisce maggiore unitarietà all Istituto Comprensivo, favorisce una maggiore conoscenza degli aspetti di funzionamento, delle attività dei segmenti scolastici diversi da quello di appartenenza e soprattutto realizza la continuità del processo formativo. Il Dirigente Scolastico convoca il Collegio plenario dei docenti (scuola dell'infanzia, scuola primaria, scuola sec. di I grado) per discutere e deliberare su tutte le materie di comune interesse (POF, organizzazione didattica, iniziative di formazione in servizio, ricerca/innovazione/sviluppo, adattamento calendario scolastico, ecc.) e il Collegio dei docenti per sezioni separate (scuola dell'infanzia oppure scuola primaria oppure scuola sec. di I grado) per la trattazione di problematiche specifiche di uno dei tre segmenti scolastici (adozione libri di testo, iniziative di sperimentazione metodologica limitata a sezioni/classi di un solo segmento,ecc.). ISTITUZIONE STAFF DIRIGENZIALE L'istituzione formale dello staff dirigenziale è intesa come micro-organizzazione capace di favorire una decisionalità diffusa. Il predetto staff dirigenziale non avrà potere decisionale ed opererà come micro-unità organizzativa per: fornire consulenza ed assistenza al Dirigente Scolastico nei complessi processi decisionali; elaborare proposte operative in vista delle deliberazioni del Collegio dei docenti, in primis, e degli altri OO.CC.; condurre indagini e ricerche preparatorie alla presa di decisioni; curare aspetti organizzativi o gestionali di particolari progetti o attività. Lo staff sarà costituito dal Dirigente Scolastico, dal Direttore S.G.A., dai docenti collaboratori, dai docenti incaricati di funzioni strumentali al POF, dai coordinatori di plesso e, se necessario, dai responsabili di progetto. 7
8 NORMA FINALE Il presente Regolamento entra in vigore a partire dalla seduta del Collegio successiva a quella in cui è approvato ed ha validità fino a quando non viene espressamente modificato. Eventuali modifiche e/o integrazioni del presente Regolamento sono possibili previa approvazione da parte dei due terzi dei presenti. 8
RUOLO E FUNZIONI DEL COLLEGIO DEI DOCENTI
ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE I.G.E.A. Paritario (D.M. 04-12-01) ANTONIO GRAMSCI Albano Laziale (Rm) * * * RUOLO E FUNZIONI DEL COLLEGIO DEI DOCENTI RUOLO E FUNZIONI DEL COLLEGIO DEI DOCENTI 2 Collegio