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Timestamp: 2016-12-04 08:15:25+00:00
Document Index: 166632532

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 1', 'art. 88', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 21', 'art. 1', 'arte 2', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 21']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 212 del 22/05/2008
Consulenza giuridica - Interpello - IVA -
Fornitura di energia elettrica ai consorzi per uso irriguo, di sollevamento e
scolo delle acque - N. 103) della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 26
ottobre 1972, n. 633.- Note di variazione ex art. 26, terzo comma, del D.P.R. 26
Con istanza concernente
l'esatta applicazione del n. 103) della Tabella
A, Parte III, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 è stato esposto il
Il Consorzio ALFA (di seguito "il
Consorzio"), quale rappresentante di alcuni consorzi di bonifica (di
seguito "i consorziati"), ha evidenziato che questi ultimi ricevono da
BETA S.p.A. (di seguito "il fornitore") forniture di energia elettrica
con il fine di utilizzarla per il funzionamento dei propri impianti irrigui, di
sollevamento e scolo delle acque.
Le suddette forniture sono attualmente tassate, ai fini
dell'IVA, con aliquota del 10%, come consentito dal citato n. 103), nella
versione successiva alle modifiche apportate dall'art. 1, comma 42, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266 (finanziaria 2006).
La norma da ultimo citata aveva subordinato
l'applicazione di tale aliquota IVA ridotta alla preventiva approvazione da
parte della Commissione Europea, richiamando la procedura degli aiuti di stato
di cui all'art. 88, par. 3, del Trattato UE. Sulla base di tale previsione e
stanti gli eventuali rischi di distorsione commerciale che avrebbe potuto
determinare l'applicazione di tale norma senza una preventiva autorizzazione
comunitaria, la risoluzione 18 aprile 2007, n. 72 aveva affermato che - nelle more di
quest'ultima - l'operatività della norma di cui al menzionato art. 1, comma 42, era sospesa.
Prendendo atto della successiva pronuncia in materia da
parte della Commissione Europea (30 aprile 2007, n. C(2007)1823) - che
specificava che per l'adozione della ridotta aliquota fiscale non era necessaria
alcuna preventiva autorizzazione - la successiva risoluzione 24 luglio 2007, n. 183 riconosceva che le forniture in
esame potevano scontare l'IVA nella misura del 10% fin dalla entrata in vigore
della legge n. 266 del 2005 (vale a dire a partire dal 1 gennaio 2006); ciò in
coerenza con la posizione espressa dal Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali che, con propria nota del 6 giugno 2007 (prot. 7555), aveva già
ritenuto che la ridotta misura fiscale potesse applicarsi con la medesima
Tanto premesso, l'istante fa presente che i suoi
consorziati hanno chiesto al fornitore la restituzione dell'imposta pagata in
eccedenza (IVA al 20%) per il periodo anteriore alla emanazione della
risoluzione n. 183/E del 2007,
richiesta che detto fornitore avrebbe ritenuto di non poter assecondare in
a) mancherebbe per detto periodo (1 gennaio
2006 - 24 luglio 2007) la preventiva dichiarazione di responsabilità in merito
all'uso (irriguo o di bonifica o di scolo) dell'energia elettrica; sul punto il
fornitore avrebbe fatto presente che, pur nel silenzio della norma,
l'amministrazione finanziaria richiede, nella generalità dei casi, in via
preventiva il rilascio - di una attestazione circa la ricorrenza dei presupposti
che legittimano la fruizione del beneficio;
b) la richiesta di rimborso in esame
dovrebbe essere presentata, da parte dei suddetti consorziati, direttamente
all'Agenzia delle Entrate, ai sensi dell'art. 21, 2 c., del decreto legislativo 31
Ciò posto, viene chiesto alla scrivente se, per le
forniture anteriori alla data di pubblicazione della risoluzione 24 luglio 2007,
n. 183/E (per le quali è stata
applicata dal fornitore l'aliquota IVA del 20%) possa procedersi all'emissione,
da parte di quest'ultimo, di note di variazione ex art. 26, c. 2, del D.P.R. 26 ottobre 1972,
n. 633, al fine di restituire ai consorziati la maggiore IVA da loro
indebitamente pagata.
L'istante fa presente che per le forniture di
energia elettrica ricevute nel periodo anteriore alla pubblicazione della
seconda pronuncia dell'amministrazione finanziaria (risoluzione 24 luglio 2007,
n. 183/E) i consorziati non avrebbero
potuto rendere al proprio fornitore alcuna attestazione di spettanza del
beneficio dell'aliquota ridotta: ciò per effetto delle precisazioni contenute
nella precedente risoluzione 18 aprile 2007, n. 72/E, in cui era stata dichiarata
l'inapplicabilità dell'aliquota IVA ridotta in assenza della preventiva
pronuncia comunitaria di autorizzazione.
L'istante fa, inoltre, presente che dal testo della
norma contenuta nel citato n. 103) non si evince l'obbligatorietà di alcuna
richiesta preventiva, da parte dei consorzi di bonifica e di irrigazione, al
fine della fruizione dell'aliquota ridotta ivi contemplata.
Non essendo, pertanto, dovuto il rilascio di una
preventiva dichiarazione attestante la ricorrenza dei requisiti contemplati
dalla disposizione agevolativa, secondo l'istante i consorziati avrebbero
diritto, a seguito delle pronunce dell'organismo comunitario prima e
dell'amministrazione finanziaria dopo, alla restituzione dell'IVA medio tempore
(1 gennaio 2006 - 24 luglio 2007) indebitamente pagata con aliquota del 20%,
attraverso l'emissione di note di variazione in diminuzione di cui al menzionato
art. 26 del decreto IVA.
Ciò anche in considerazione del fatto che detta
imposta, indebitamente pagata, non potrebbe essere recuperata con l'istanza di
rimborso di cui al citato art. 21
del menzionato d.lgs. 546 del 1992, trattandosi di procedura riservata al
cedente o prestatore (i quali soltanto sono parti del rapporto con l'Erario) e
non ai cessionari - quali sono nella fattispecie i consorziati - o committenti,
per effetto della loro estraneità a detto rapporto fiscale.
La legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 42, ha modificato il punto 103),
della Tabella, parte III, allegata
al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, prevedendo espressamente l'applicazione
dell'IVA con l'aliquota ridotta del 10% alle forniture di energia elettrica rese
ai consorzi di bonifica ed irrigazione, a condizione che dette forniture siano
utilizzate per impianti irrigui, di sollevamento e scolo delle acque.
Ciò posto, i consorzi che ritengono di avere titolo
all'applicazione dell'aliquota ridotta devono presentare alle imprese
erogatrici, apposita dichiarazione di responsabilità in merito all'uso
dell'energia elettrica; ciò in analogia a quanto previsto per la fruizione di
altre aliquote ridotte (v., tra le altre, la circolare 19 marzo 1985, n. 26,
parte 2).
Al riguardo, si rinvia alla risoluzione 24 luglio 2007,
n. 183, e, in particolare, alla
decisione della Commissione europea circa la compatibilità del beneficio con le
disposizioni comunitarie. In quel contesto si è precisato che l'aliquota
ridotta può trovare applicazione a decorrere dall'entrata in vigore della
citata legge n. 266 del 2005. Anche per le forniture fatturate dal primo gennaio
2006 al 24 luglio 2007, pertanto, spetta l'applicazione dell'IVA con l'aliquota
ridotta del 10 per cento, purché venga dichiarata, "ora per allora",
la sussistenza dei richiesti presupposti normativi.
Per quanto riguarda all'ulteriore profilo relativo al
recupero della maggiore imposta corrisposta in relazione alle fatture emesse nel
periodo 1 gennaio 2006 - 24 luglio 2007 il fornitore potrà emettere note di
variazioni in diminuzione con aliquota ridotta del 10 per cento, ex art. 26, secondo comma, D.P.R. n. 633 del
Al riguardo, concordemente con il parere espresso dalla
competente Direzione regionale, si precisa che non opera il limite temporale di
un anno dalla effettuazione dell'operazione, previsto dal terzo comma del citato
art. 26, trattandosi di ipotesi
diverse dalle correzioni di errori di fatturazione o dalle variazioni per
effetto di "sopravvenuto accordo tra le parti". Invero, al momento
dell'emissione della fattura l'imposta è stata correttamente applicata nella
misura del 20 per cento (risoluzione 18 aprile 2007, n. 72).
Al contrario, per le forniture effettuate
successivamente all'emanazione della citata risoluzione n. 183/E del 2007, l'eventuale applicazione
della maggiore aliquota del 20% potrà essere rettificata non oltre il limite
dell'anno dall'effettuazione dell'operazione.
Si rappresenta, infine, che la procedura di rimborso di
cui all'art. 21, 2 comma del
citato d.lgs. n. 546 del 1992 può essere attivata esclusivamente dal cedente o
prestatore che - come riconosciuto dalla giurisprudenza della suprema Corte (cfr.,
tra le altre, sent. 10 giugno 1998, n. 5733) - è parte del rapporto corrente
con l'Erario.