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Timestamp: 2020-01-24 13:39:39+00:00
Document Index: 126555735

Matched Legal Cases: ['art.45', 'art. 3', 'art. 111', 'art. 183', 'art. 70', 'art. 183', 'art. 180', 'art. 183']

TARIFFARIO ORDINE GIORNALISTI 2005
Di Admin (del 17/06/2005 @ 13:43:48, in Sindacato, linkato 373 volte)
a beneficio di Punto Informatico
TARIFFARIO 2005
COMPENSI MINIMI PER LE PRESTAZIONI PROFESSIONALI GIORNALISTICHE NEI QUOTIDIANI, NEI PERIODICI, ANCHE TELEMATICI, NELLE AGENZIE, NELLE EMITTENTI RADIOTELEVISIVE E NEGLI UFFICI STAMPA
(Consiglio Nazionale – Riunione del 15, 16 e 17 Dicembre 2004)
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti nella seduta del 15, 16 e 17 Dicembre 2004
E’ approvata la seguente tabella dei compensi minimi inderogabili, al netto delle contribuzioni previdenziali, per le prestazioni professionali autonome dei giornalisti (locatio operis) non regolate dal contratto collettivo di lavoro perché non comportanti subordinazione anche se costituenti cessioni di diritto d’autore.
A) Quotidiani e periodici a diffusione nazionale con tiratura oltre 250.000 copie - Agenzie di stampa a diffusione nazionale - Periodici stranieri - Emittenti radiotelevisive a diffusione nazionale e network
1) Notizia € 31,00
2) Articolo € 165,00
3) Servizio € 329,00
2) Articolo € 153,00
3) Servizio € 306,00
C) Quotidiani e periodici a diffusione regionale o locale con tiratura oltre 40.000 copie - Agenzie di stampa a diffusione regionale o locale - Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale, con potenziale bacino di utenza superiore a 400.000 destinatari
1) Notizia € 27,00
2) Articolo € 142,00
3) Servizio € 206,00
D) Quotidiani a diffusione regionale o locale con tiratura fino a 40.000 copie - Periodici a diffusione regionale o locale con tiratura da 10.000 a 40.000 copie - Emittenti radiotelevisive a diffusione regionale o locale con potenziale bacino di utenza da 100.000 a 400.000 destinatari
1) Notizia € 26,00
2) Articolo € 89,00
3) Servizio € 118,00
1) Notizia € 24,00
2) Articolo € 58,00
3) Servizio € 89,00
1) Per almeno 2 collaborazioni al mese € 2.095,00
2) Per almeno 4 collaborazioni al mese € 4.191,00
3) Per almeno 8 collaborazioni al mese € 8.377,00
4) Per almeno 14 collaborazioni al mese € 11.312,00
1) Fotografia singola bianco e nero € 131,00
2) Fotografia singola colore € 147,00
3) Foto in copertina bianco e nero € 411,00
4) Foto in copertina colore € 442,00
5) Ripubblicazione € 97,00
1) Fotografia singola bianco e nero € 118,00
2) Fotografia singola colore € 131,00
3) Foto in copertina bianco e nero € 341,00
4) Foto in copertina colore € 384,00
5) Ripubblicazione € 83,00
1) Fotografia singola bianco e nero € 89,00
2) Fotografia singola colore € 104,00
3) Foto in copertina bianco e nero € 118,00
4) Foto in copertina colore € 147,00
5) Ripubblicazione € 50,00
1) Fotografia singola bianco e nero € 77,00
2) Fotografia singola colore € 88,00
3) Foto in copertina bianco e nero € 106,00
4) Foto in copertina colore € 118,00
5) Ripubblicazione € 36,00
1) Fotografia singola bianco e nero € 47,00
2) Fotografia singola colore € 58,00
3) Foto in copertina bianco e nero € 70,00
4) Foto in copertina colore € 89,00
5) Ripubblicazione € 23,00
Servizio non superiore a 180” € 1.283,00
Servizio non superiore a 180’’ € 762,00
Al giorno € 412,00
2) Per almeno 4 collaborazioni al mese € 4.190,00
3) Per almeno 14 collaborazioni al mese € 11.312,00
NOTA IV – Nel caso di servizio di durata superiore a 180’’ o di esclusiva, il prezzo di cessione è lasciato alla libera contrattazione e comunque superiore a quanto stabilito nelle lettere A) e B).
1) Su base annuale € 34.217,00
2) Su base semestrale € 17.109,00
1) Per una manifestazione a carattere regionale € 4.803,00
2) Per una manifestazione a carattere nazionale € 7.007,00
1) Manifestazione della durata sino a 5 giorni € 8.335,00
2) Manifestazione della durata sino a 10 giorni € 11.020,00
Al giorno € 411,00
1) Fino a due cartelle (25 righe a 60 battute l’una) € 147,00
2) Oltre le due cartelle e fino a cinque € 237,00
1) Impostazione di base della pubblicazione
A carattere nazionale € 2.909,00
A carattere regionale o locale € 471,00
2) Impostazione di una pagina
Per una pubblicazione a carattere nazionale € 117,00
Per una pubblicazione a carattere regionale o locale € 45,00
a) Con tiratura oltre 400.000 copie a numero € 1.299,00
b) Con tiratura da 10.000 a 400.000 copie a numero € 678,00
c) Con tiratura fino a 10.000 copie a numero € 353,00
a) Con potenziale bacino di utenza superiore a 400.000 destinatari, al mese € 1.893,00
b) Con potenziale bacino di utenza da 100.000 a 400.000 destinatari, al mese € 1.299,00
c) Con potenziale bacino di utenza fino a 100.000 destinatari, al mese € 866,00
A diffusione nazionale o con visite mensili superiori a 150.000 € 678,00
Con visite mensili inferiori a 150.000 € 353,00
E) L’applicazione delle presenti tariffe e la liquidazione del compenso sono soggette alla vigilanza e alla disciplina del Consiglio regionale o interregionale dell’Ordine al quale il giornalista è iscritto.
F) In caso di contestazione giudiziale o extra-giudiziale, il giornalista può rivolgersi al competente Consiglio regionale o interregionale dell’Ordine per ottenere il parere sulla congruità del compenso, ai sensi degli artt. 633 e 636 cpc.
G) In armonia con le norme concordate in sede di CCNL giornalistico, modifiche ed integrazioni sostanziali ad ogni articolo o servizio firmato devono essere apportate con il consenso dell’autore, sempre che sia reperibile. L’articolo non dovrà comparire firmato nel caso in cui le modifiche siano apportate senza l’assenso del giornalista. Gli articolisti non possono cedere prima di 10 giorni articoli se inviati ai quotidiani o di 30 giorni se inviati ai periodici senza previo consenso del direttore..
I compensi erogati sono al netto delle contribuzioni previdenziali e, pertanto, non ricomprendono il contributo del 12%, ai sensi del D. Lgs n.103/96, da versare alla “Gestione separata lavoro autonomo INPGI”. Detto contributo è così ripartito:
- 10% del reddito imponibile a totale carico dell’iscritto;
- 2% a titolo di contributo integrativo, a carico di coloro (aziende, etc.) che si avvalgono dell’attività professionale, calcolato sul reddito lordo e addebitato dall’iscritto all’azienda, con indicazione nella relativa fattura, all’atto di ogni pagamento.
ANM MILANO: FINALMENTE REPERITI I FONDI PER LA GIUSTIZIA !
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:54:47, in Magistratura, linkato 256 volte)
"FINALMENTE REPERITI I FONDI PER LA GIUSTIZIA !"
Da alcuni anni, ormai, mancano i soldi per il funzionamento della giustizia.
Gli stanziamenti si riducono sempre più, tanto che per l'anno in corso gli uffici hanno già impegnato tutte le risorse disponibili; rinunciamo a comprare codici aggiornati; per la "carente copertura finanziaria" (come ha comunicato il Ministero il 5 aprile) non possiamo dotarci di nuovi personal computer; molte udienze penali non possono proseguire oltre le ore 14, perché il personale amministrativo che cessa dal servizio non viene sostituito ed in più è prevista una riduzione di organici per oltre duemila unità a livello nazionale.
Ma ora la svolta: secondo le regolamentari previsioni, sono giunte dal Ministero della Giustizia le nuove divise estive per commessi ed autisti. Uniformi di buon taglio, costate quasi trecento euro per gli uomini ed un po' meno per le donne: quante ne sono state acquistate in tutta Italia ?
Magari non faremo udienza al pomeriggio, ma in compenso i fascicoli verranno trasportati da personale finalmente elegante !
Milano, 16 giugno 2005
Paolo Carfì, presidente
Luigi De Ruggiero, segretario
CSM SULLE DICHIARAZIONI DEL SEN. CENTARO
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:53:19, in Magistratura, linkato 235 volte)
Il CSM sulle dichiarazioni del sen. CENTARO
Plenum 16 giugno 2005.
Proposta di inserimento urgente all’ordine del giorno ex art.45, 3° comma, del Regolamento Interno
Il Sen.Centaro ha attribuito in una dichiarazione pubblica la responsabilità di ritardi nella trattazione di importanti processi alle donne magistrato, per le loro maternità.
Una tesi, questa, antistorica e fuorviante rispetto alle vere cause delle lungaggini dei processi.
In realtà le donne magistrato continuano ad assicurare, anche in sedi particolarmente difficili, con il massimo senso di responsabilità, il loro decisivo apporto alla giurisdizione.
Esse hanno pagato questo impegno anche con un ridotto ricorso all’aspettativa facoltativa e ai congedi parentali.
Le critiche dell’autorevole parlamentare, oltre ad essere in fatto ingiustificate e infondate, finiscono con lo svalutare e marginalizzare il rilevantissimo ruolo svolto, spesso con sacrifici personali, dalla quota sempre maggiore di magistrati-donna. Tali critiche, quindi, ripropongono la necessità che maturi in ogni settore la consapevolezza dell’indispensabilità di azioni volte a garantire a ogni magistrato l’effettivo esercizio dei diritti fondamentali, tra cui quello primario alla maternità e alla paternità.
CSM: PRATICA A TUTELA DEGLI UFF. GIUDIZIARI DI ROMA E MILANO
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:36:47, in Magistratura , linkato 248 volte)
Risoluzione plenum CSM 16 giugno 2005 a tutela della magistratura di Roma e Milano
Pratica a tutela degli uffici giudiziari di Roma e di Milano con riferimento a dichiarazioni di leader di partito politico pubblicate sul Corriere della Sera.
Come ha più volte ricordato il Presidente della Repubblica, "la stabilità delle istituzioni si fonda sulla divisione dei poteri e sul rispetto pieno e reciproco delle funzioni di ciascuno". Nell'ambito del sistema di "pesi e contrappesi" che caratterizza la moderna democrazia pluralista, le istituzioni di garanzia, e tra queste la magistratura, traggono dalla Costituzione autonoma legittimazione. La stessa Costituzione assegna anche al Consiglio superiore il compito primario di tutelare l'indipendenza e l'autonomia della magistratura e in particolar modo di ciascun magistrato nell'esercizio concreto delle sue funzioni, contro attacchi e condizionamenti indebiti, da qualunque parte essi provengano ed in qualunque modo essi vengano attuati.
Quando singoli magistrati o uffici giudiziari diventano oggetto non di critiche, sempre legittime, ma di denigrazioni diffamatorie con generiche e immotivate accuse di parzialità il Consiglio interviene a tutela della credibilità della funzione giudiziaria, essendo la fiducia dei cittadini nella giurisdizione essenziale fondamento della vita democratica.
Di recente, l'on.le Antonio Di Pietro, noto esponente e leader di una formazione politica, nel corso di una intervista apparsa sul quotidiano Il Corriere della Sera in data 9.6.05, oltre a formulare giudizi e valutazioni che rientrano nell'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero e di critica politica, ha rilasciato dichiarazioni censurabili per le gravi e pesanti accuse, rivolte in maniera assolutamente generica nei confronti dei magistrati che lascerebbero fare e si piegherebbero "allo spirito del tempo", con specifico riferimento ai magistrati di Roma e Milano. Una simile, immotivata rappresentazione è collegata, nel contesto complessivo della intervista, ad una generica denuncia di superficialità investigativa nella lotta alla corruzione ed è emblematicamente raffigurata, con opzione chiaramente negativa, nella affermazione secondo cui il "porto delle nebbie non è più solo a Roma", ma "anche a Milano".
I magistrati degli uffici giudiziari richiamati nell'intervista, gravemente offesi, hanno dato una prova di senso di responsabilità, non reagendo individualmente. Il Consiglio, per parte sua, ha il dovere di difendere autorevolmente e pubblicamente la loro immagine. Ora, come è stato altra volta affermato, "è del tutto fisiologico che nella difesa della propria indipendenza e della propria autonomia la magistratura, quale istituzione di garanzia, possa venire a trovarsi in momenti di rapporto dialettico o addirittura conflittuale con altri poteri", ma tale rapporto deve rimanere nella misura di civiltà e rispetto reciproco, non essendo ammissibile una delegittimazione di un'istituzione nei confronti dell'altra, pena la caduta di credibilità dell'intero assetto costituzionale né, ovviamente, permettere che l'azione delegittimatrice, tracimando oltre il pure legittimo e doveroso esercizio della critica, possa essere innescata da esponenti politici, già autorevoli rappresentanti delle istituzioni, come l'on.le Di Pietro.
Il Consiglio esprime quindi la propria preoccupazione ed auspica che, al di là della fisiologica dialettica della critica, sia assicurato il rispetto dei singoli magistrati e dell'intera magistratura e, con esso, la fiducia dei cittadini nell'attività giudiziaria, condizione imprescindibile di un'ordinata vita democratica.
ANM: MANIFESTAZIONE NAZIONALE IL 25 GIUGNO
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:26:20, in Magistratura, linkato 238 volte)
In relazione alla improvvisa accelerazione dei lavori parlamentari sulla controriforma dell'ordinamento giudiziario, la Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM ha deliberato di indire una:
dei magistrati italiani per il 25 giugno 2005 alle ore 10.00 in Roma.
Le Sezioni dell'ANM sono invitate ad indire assemblee locali, con sospensione delle udienze per un'ora, possibilmente nella giornata di giovedì 23 giugno 2005, in preparazione della suddetta manifestazione nazionale, e di sollecitare la massima partecipazione possibile dei colleghi alla manifestazione stessa.
Sottolineo l'importanza del momento, nel quale la magistratura tutta deve far sentire la voce della protesta più netta e ferma.
UNICOST FABIO ROIA: RIPRENDERE LA MOBILITAZIONE CULTURALE
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 15:23:24, in Magistratura, linkato 251 volte)
L'atteggiamento tenuto dalla attuale maggioranza di governo in relazione alla riforma dell'ordinamento giudiziario evidenzia ancora una volta la strozzatura del dibattito parlamentare, la chiusura al dialogo con la cultura giuridica del Paese, l'indifferenza verso i profili di incostituzionalità del progetto normativo (per altro sottolineati dal Capo dello Stato nella loro macroscopicità), la volontà di comprimere un potere autonomo dello Stato.
La probabile immediata approvazione del progetto controriformatore sembra poi rispondere ad un'esigenza di propaganda - più che a una volontà riformistica - scandita da un certo narcisismo istuzionale del Ministro Castelli, che vorrebbe battezzare con il suo nome una legge costituzionalmente morta.
Occorre che i magistrati italiani riprendano la loro battaglia culturale mobilitando le forze del Paese che hanno a cuore l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
Occorre che i magistrati italiano esprimano il senso di disagio e di sofferenza istituzionale anche con forme estreme di protesta che siano sempre però rispettose della funzione esercitata. L'autorveolezza la si conquista con la forza della ragione e l'eticità del comportamento.
Milano 16 giugno 2005
Torino 16 giugno
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 13:43:54, in Osservatorio Famiglia, linkato 306 volte)
Omicidio-suicidio causato forse da crisi economica
(ANSA) - TORINO, 16 GIU - Un uomo di 49 anni, Serafino Zambito, ha ucciso prima la moglie con un colpo di pistola e poi si e' sparato. L'omicidio-suicidio sembra legato a difficolta' economiche della coppia la cui vita era peggiorata recentemente da quando la donna si era messa a bere alcolici.
http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/italia/news/2005-06-16_484659.html
Mantellini e il Punto Informatico: la campagna contro il copyright è persa
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 11:17:07, in Varie, linkato 2231 volte)
La battaglia contro il copyright in mano a persone di questo target è:
Con quali delle Autorità Parlamentari, Ministeriali o di Settore vorranno mai dialogare sui diritti dell'utenza personaggi, che mettono in condizione gli utenti di scrivere testi di questo tipo?
La verità è che non ci sono fra di loro interlocutori capaci presso le Autority di rappresentare l'utenza, che certo non viene rappresentata da una banda di gossippari e giornalisti di terz'ultima categoria e/o da commercianti, che trattano la medesima utenza come se fosse carne da macello o arancia da spremere.
Leggere qui per avere il metro della disfatta:
http://www.giustiziaquotidiana.net/dblog/articolo.asp?id=89
AVVISO: TUTTI GLI INDIRIZZI IP SONO REGISTRATI
AVVISO NUMERO 2: DI OGNI POSSIBILE DANNO SI RITENGONO RESPONSABILI IN SOLIDO LA TESTATA "IL PUNTO INFORMATICO" E IL SUO DIRETTORE.
(Questo sanissimo principio giuridico vale per le emissioni elettromagnetiche di Radio Vaticana, a ragione varrà per Il Punto Informatico; quanto alla diffamazione ne risponderanno ai sensi della legge sulla Stampa)
INTER VINCE LA COPPA ITALIA!!!
Di Loredana Morandi (del 16/06/2005 @ 10:25:18, in Varie, linkato 343 volte)
Aleee ... Oh, Oh!!!
LETTERA APERTA DEGLI OSSERVATORI SULLA GIUSTIZIA CIVILE ALLE ISTITUZIONI E AI SINDACATI
Di Loredana Morandi (del 15/06/2005 @ 15:20:38, in Magistratura, linkato 257 volte)
Lettera aperta degli Osservatori di Firenze, Roma, Napoli, Bologna, Bari e Milano a tutte le rappresentanze istituzionali, associative e sindacali della magistratura, avvocatura e personale amministrativo del settore giustizia in ordine alla legge n.80 del 2005.
Gli Osservatori sulla giustizia civile sono organismi ­ operanti da alcuni anni in varie sedi locali - che aggregano magistrati, avvocati, docenti universitari e personale giudiziario, accomunati, al di fuori di ogni logica di appartenenza, dalla consapevolezza che la risposta alle gravi difficoltà di funzionamento della giustizia civile debba essere ricercata anche attraverso la riaffermazione, nei diversi ruoli, della fedeltà ai valori della Costituzione ed in particolare al principio di uguaglianza, di cui all'art. 3, co. 2°, ed al principio del giusto processo di cui all¹art. 111, che, anche sotto il profilo della ragionevole durata, è strumento di garanzia dei diritti e delle libertà dei cittadini.
Gli Osservatori sono convinti che l¹efficienza della giustizia civile è questione che non riguarda soltanto la disciplina processuale, ma in misura significativa anche le concrete prassi operative e che tra le regole processuali generali ed astratte e il potere del singolo giudice di dirigere il processo esistono spazi che, a seconda del modo in cui sono riempiti, condizionano fortemente l¹efficienza del processo e l¹effettività della giurisdizione. È per tale motivo che in questi anni gli Osservatori si sono dedicati alla individuazione ed alla diffusione di quelle prassi che, in relazione alla legislazione esistente ed alle limitate risorse materiali effettivamente disponibili, possano favorire la efficace e rapida celebrazione del processo civile.
Persuasi della correttezza di questo modo pragmatico di guardare e affrontare le cause che impediscono, al momento, un soddisfacente funzionamento del processo civile, gli Osservatori hanno accolto negativamente alcune delle innovazioni legislative recentemente entrate in vigore, che minacciano di non apportare alcun beneficio alla giustizia civile, ma di creare solo pesanti ostacoli alla rapida definizione dei processi.
Il 12 maggio scorso è stata approvata la legge di conversione del decreto legge 14 marzo 2005 n. 35, relativo al ³Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale², c.d. ³decreto sulla ³competitività². Nel decreto originario erano state inserite anche disposizioni disomogenee in materia fallimentare (modifica dei presupposti e degli effetti della revocatoria e del concordato preventivo) e processuale civile (in materia di comunicazioni e notificazioni). In sede di conversione in legge del decreto, è stato introdotto, utilizzando il voto di fiducia e quindi sottraendo, di fatto, la materia al dibattito parlamentare, un maxiemendamento contenente, fra l¹altro, una miscellanea di ulteriori innovazioni delle procedure concorsuali, del processo ordinario di cognizione, dei procedimenti in materia di separazione e divorzio, del processo esecutivo.
La stessa legge di conversione contiene inoltre ben tre deleghe al Governo per operare, entro i prossimi sei mesi, la modifica radicale (per mezzo decreti legislativi) della disciplina del processo civile innanzi alla Corte di Cassazione, dell¹arbitrato e dell¹intera legge fallimentare.
Al di là di alcune innovazioni condivisibili, l¹intervento normativo ha introdotto tra l¹altro modifiche nelle modalità di svolgimento del processo al di fuori di una politica generale della giustizia, ignorando il movimento avviato dagli Osservatori sulla giustizia civile, dalle associazioni forensi, dal Consiglio Nazionale Forense e dalla ANM, che negli ultimi tempi ha inteso farsi carico del problema della giustizia con ottiche e metodi diversi, puntando sull'organizzazione, sulla collaborazione tra tutti gli operatori del diritto, sulla ricognizione e promozione delle prassi migliori.
Un metodo che è stato lodato anche dal Procuratore generale presso la Corte di Cassazione nella sua relazione all¹inaugurazione dell¹anno giudiziario come elemento di novità nel modo di affrontare le questioni della giustizia.
Gli Osservatori sulla giustizia civile di Firenze, Roma, Napoli, Bologna, Bari e Milano rilevano che un tale intervento, per quanto concerne il processo ordinario di cognizione:
- risulta estraneo ai contenuti ed alle finalità del decreto legge sulla competitività;
- vanifica il lavoro da tempo in corso in molti uffici giudiziari per adottare interpretazioni e comportamenti più attenti ai diritti dei
cittadini attraverso l¹elaborazione di ³protocolli di udienza²;
- ripropone questioni processuali che assorbiranno energie e tempo, quasi che il fine del processo non sia di attuare i diritti delle persone, ma decidere su come si deve decidere, allontanando sempre di più il momento di composizione della lite;
- costituisce un alibi per nascondere i veri punti critici della giustizia che affondano le radici in carenze organizzative o cattivi costumi.
Le preoccupazioni degli Osservatori si concentrano su due norme in particolare:
La riforma dell¹art. 183 c.p.c. non si limita a superare (come da tanti auspicato) la bipartizione in due distinte udienze della fase di prima trattazione: in realtà essa:
- elimina l¹obbligatorietà dell¹interrogatorio libero e del tentativo di conciliazione;
- prevede che le parti precisino domande ed eccezioni nelle stesse memorie con le quali devono chiedere i mezzi di prova e in termini perentori ristretti (non superiori a trenta giorni) ;
- prevede che il giudice non partecipi alla fase della precisazione e modificazione delle domande e delle eccezioni;
- prevede che il giudice decida sulle istanze di prova sulla base delle memorie scritte e con ordinanza riservata da emettre Oentro trenta giorni¹.
- si altera profondamente la fisionomia della fase introduttiva, svilendo i tentativi di razionalizzazione del processo basati anche sulla
rivitalizzazione del principio di oralità;
- si provoca una contrazione del diritto di difesa, in quanto appare oggettivamente più difficile formulare istanze istruttorie senza
preventivamente conoscere le precisazioni delle domande o eccezioni della controparte;
- si crea un¹illusione di efficienza attraverso la previsione di termini che sono:
a) difficilmente rispettabili per il giudice, se non in condizioni di contenute dimensioni del ruolo di cause (che recenti studi indicano nel
numero massimo di 500 e che invece in molti tribunali sono due o tre volte superiori);
b) inutilmente contratti per i difensori, se le fasi di istruzione e decisione non saranno poi effettivamente contenute;
- inoltre si pongono le basi per la creazione di un¹altra forma di processo scritto, inevitabilmente destinato ad entrare in concorrenza con il cosiddetto rito societario (d. lgs. n. 5/2003), pure introdotto per tutte le materie da altra norma della riforma.
Insostenibile, inoltre, appare l¹aggravio di lavoro per le cancellerie dei tribunali (soprattutto di quelli più grandi) che dovranno gestire un vero e proprio ³ruolo delle riserve², con inevitabile aumento dei tempi di lavoro in considerazione del numero degli atti da ricevere, da notificare, da inserire nei fascicoli, ecc.
Altrettanto preoccupanti sono le ricadute sull¹organizzazione del lavoro dei magistrati e delle cancellerie del nuovo articolo 70 ter delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile che, per la tutela dei medesimi diritti, introduce un altro rito a cognizione piena, caratterizzato da diversità di poteri processuali del giudice e delle parti, da diversa scansione delle preclusioni, da diversa articolazione della fase di trattazione e di quella istruttoria. La norma, come già rilevato da alcuni professori di dottrine giuridiche, porrà, tra l¹altro, un¹alternativa irrazionale per chi si sforza di rispettare la legge: violare le norme che regolano il rito ordinario oppure violare le norme che disciplinano il rito societario.
Se l'attore, in base al nuovo articolo 70 ter, abbia fatto la proposta di proseguire nelle forme di cui al d.leg. 17 gennaio 2003, n. 5, vi sarà un consistente intervallo di tempo durante il quale il cancelliere, il presidente del tribunale ed il giudice designato sono sicuramente tenuti a compiere attività processuali, ma non sanno quali, non conoscendo con quale rito il processo verrà celebrato. Se l¹attore, poi, dovesse convenire in giudizio più parti, queste ultime sarebbero costrette a compiere atti processuali senza poter prevedere gli effetti di tali atti.
Entrambe le norme avranno un impatto notevole sull¹organizzazione degli studi degli avvocati, incidendo sulle esigenze organizzative e formative dei professionisti, già messe alla prova da un decennio di riforme (si pensi alla riforma del processo civile del 1990, all¹istituzione del Giudice di Pace, delle Sezioni Stralcio e del Giudice Unico di primo grado, alla modifica del patrocinio a spese dello Stato, alla nuova disciplina delle spese di giustizia); avranno effetti negativi anche sull¹organizzazione del lavoro dei magistrati e degli uffici di cancelleria: basti pensare al tempo che occorrerà per modificare il programma informatico di gestione dei ruoli.
È per i motivi che precedono che gli Osservatori di Firenze, di Roma, di Napoli, di Bologna, Bari e Milano si rivolgono a tutte le rappresentanze istituzionali, associative e sindacali della magistratura, dell¹avvocatura e del personale amministrativo del settore della giustizia, affinché ricerchino un coordinamento tra le diverse iniziative già avviate e comunque si adoperino per ottenere, prima dell¹11 settembre 2005:
----l'abrogazione della norma che introduce l'art. 70 ter delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile;
---- la riformulazione della norma che modifica l'art. 183 del codice di procedura civile così da limitare l¹innovazione all¹unificazione delle due udienze della fase introduttiva (art. 180 cpc e art. 183 cpc), come da tempo richiesto da gran parte della dottrina , dell¹avvocatura e della magistratura;
----- quantomeno, una disciplina transitoria che limiti l'applicabilità delle nuove norme ai processi instaurati dopo l'entrata in vigore della legge.
Gli Osservatori di Firenze, Roma, Napoli, Bologna, Bari e Milano.
Per le adesioni rivolgersi a Luciana Breggia dell'Osservatorio di Firenze e Riccardo Scaramuzzi dell'Osservatorio di Roma al seguente indirizzo: info@civosservatorioromano.org
24/01/2020 @ 14:39:38