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Timestamp: 2019-02-20 18:30:47+00:00
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I veicoli, e nella specie gli autoveicoli, per beneficare dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile devono circolare sulle strade o in aree ad esse equiparate; non c’è la garanzia quando la circolazione avvenga in altri luoghi, come, nel caso della massima, su una pista da sci, ma in generale il discorso può essere esteso ai percorsi in fuori strada.
Cassazione, sez. III , sentenza 20 ottobre 2016, n. 21254.
Presupposto dell'applicazione dell'articolo 2054 c.c. e della correlata normativa attinente alla assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile da circolazione di veicoli è che il sinistro avvenga in un'area stradale o ad essa equiparata, onde in una pista innevata di sci, non essendo aperta per uso stradale bensì per l'esercizio di uno sport che non si avvale di un veicolo indicato dal Codice della strada per la circolazione, non può verificarsi un sinistro alle cui conseguenze risarcitorie sia applicabile la normativa suddetta. Fonte, De Agostini Giuridica, 2016.
Un caso interessante.. i veicoli di soccorso e polizia devono anch’essi rispettare le regole della normale prudenza, ma è anche vero che un obbligo di far passare tali veicoli incombe sugli altri conducenti di veicoli.
Cass. civ. Sez. III, 25-11-2014, n. 24990
In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, se è vero che i conducenti di veicoli in servizio di emergenza (polizia, ambulanza, vigili del fuoco), anche quando procedono previa attivazione del dispositivo acustico d'allarme (c.d. sirena), non sono comunque esonerati dal dovere di osservare la generale prudenza nell'approssimarsi ai crocevia, è altresì vero che la violazione di tale generale obbligo di prudenza non esonera gli altri conducenti dall'obbligo di arrestare immediatamente la marcia, non appena siano in grado di percepire la suddetta segnalazione di emergenza. Il principio, già enunciato dal giudice di legittimità, è stato nuovamente affermato con sentenza del 25 novembre 2014, n. 24990. FONTI Quotidiano Giuridico, 2014
Nel caso di investimento di un pedone non basta sostenere che il pedone attraversava al di fuori delle strisce pedonali, ma che questi abbia anche tenuto una condotta imprevedibile. Nella seconda sentenza di afferma, in pratica, lo stesso principio.
Cass. civ. Sez. III, 18-11-2014, n. 24472
L'anomalia della condotta del pedone che, in caso di investimento al di fuori delle strisce di attraversamento, consente di ritenere superata la presunzione di responsabilità esclusiva del conducente prevista "iuris tantum" dall'art. 2054, primo comma, cod. civ., non coincide con la mera inosservanza dell'obbligo di dare la precedenza ai veicoli in transito, ma esige la dimostrazione che egli, violando le regole del codice della strada, si sia portato imprevedibilmente dinanzi alla traiettoria di marcia del veicolo investitore. (Cassa con rinvio, App. Perugia, 06/12/2010) FONTI CED Cassazione, 2014.
Cass. civ. Sez. III, 05-03-2013, n. 5399
L'accertamento del comportamento colposo del pedone investito da veicolo non è sufficiente per l'affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l'investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall'art. 2054, primo comma, cod. civ., dimostrando di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno. Pertanto, anche nel caso in cui il pedone - nell'atto di attraversare la strada in un punto privo di strisce pedonali - abbia omesso di dare la precedenza ai veicoli che sopraggiungevano ed abbia iniziato l'attraversamento distrattamente, sussiste comunque una concorrente responsabilità del conducente il veicolo investitore, ove emerga che costui abbia tenuto una velocità eccessiva o non adeguata alle circostanze di tempo e di luogo. (Rigetta, App. Roma, 16/12/2008)
Un principio affermato dalla cassazione: vulneratus ante omnia reficiendus.
Si può tradurre come: Il danneggiato ha diritto sempre e comunque al risarcimento, specie nella circolazione stradale; insieme a questa sentenza si segnala anche la sentenza del 13 gennaio 2015 n. 274 contro il Fondo di garanzia per le vittime della strada ( non strettamente legata al presente lavoro) dove sono enunciati importanti principi in tema di oneri di prova e di criteri di valutazione della prova per testimoni.
Cass. civ. Sez. III, 18-11-2014, n. 24469 (rv. 633400)
In tema di risarcimento del danno da circolazione dei veicoli a motore, l'applicazione del principio solidaristico di rilievo sovranazionale "vulneratus ante omnia reficiendus", impone in sede sostanziale l'interpretazione delle norme di legge che disciplinano l'assicurazione r.c.a. in modo coerente con la finalità di tutela della vittima, e comporta in sede processuale che il giudice deve compiere ogni sforzo, nei limiti del principio dispositivo e dei poteri attribuitigli dall'ordinamento, per l'accertamento della verità e la liquidazione del danno patito dalla vittima. FONTI CED Cassazione, 2014
Nel caso di scontro tra veicoli vige il principio del concorso di colpa, ma questo non è superato se si accerta la colpa di un solo conducente senza accertare la colpa dell’altro. Anche nella successiva ordinanza si afferma lo stesso principio.
Cass. civ. Sez. III, 04-11-2014, n. 23431
In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, nel caso di scontro tra veicoli, ove il giudice abbia accertato la colpa di uno dei conducenti, non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell'altro dall'art. 2054, secondo comma, cod. civ., ma è tenuto ad verificare in concreto se quest'ultimo abbia o meno tenuto una condotta di guida corretta.
(Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte di appello che aveva applicato la presunzione di pari responsabilità perché, all'esito dell'istruttoria compiuta, per la mancanza "di dati idonei alla piena ricostruzione delle modalità di accadimento del fatto dannoso", non era stato possibile accertare l'esatta dinamica dell'incidente, ed in particolare se l'attore/danneggiato avesse tenuto una corretta condotta di guida esente da ogni censura). (Rigetta, App. Roma, 29/03/2011) FONTI CED Cassazione, 2014.
Cass. civ. Sez. VI - 3 Ordinanza, 16-09-2013, n. 21130
Nel caso di scontro tra veicoli, la presunzione di pari responsabilità prevista dall'art. 2054 cod. civ. ha carattere sussidiario, dovendosi applicare soltanto nel caso in cui sia impossibile accertare in concreto il grado di colpa di ciascuno dei conducenti coinvolti nel sinistro; l'accertamento della intervenuta violazione, da parte di uno dei conducenti, dell'obbligo di dare la precedenza, non dispensa il giudice dal verificare il comportamento dell'altro conducente onde stabilire se quest'ultimo abbia a sua volta violato o meno le norme sulla circolazione stradale ed i normali precetti di prudenza, potendo l'eventuale inosservanza di dette norme comportare l'affermazione di una colpa concorrente. (Rigetta, App. Venezia, 11/04/2011)
Una interessante sentenza in tema di prescrizione quando vi sia responsabilità del conducente e del proprietario.
Cass. civ. Sez. III, 27-06-2014, n. 14636 (rv. 631707)
Il tipo di accertamento del giudice in merito alle modalità del sinistro.
Cass. civ. Sez. III, 14-02-2014, n. 3424
In tema di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, l'apprezzamento del giudice del merito in ordine alla ricostruzione delle modalità di un incidente ed al comportamento delle persone alla guida dei veicoli in esso coinvolti si concreta in un giudizio di mero fatto che resta insindacabile in sede di legittimità, quando sia adeguatamente motivato ed immune da vizi logici e da errori giuridici.
FONTI Quotidiano Giuridico, 2014.