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Timestamp: 2020-07-05 11:19:49+00:00
Document Index: 4644217

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Sentenza Cassazione Civile n. 3099 del 06/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3099 del 06/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/02/2017, (ud. 22/12/2016, dep.06/02/2017), n. 3099
sul ricorso 28393-2015 proposto da:
EQUITALIA SUD SPA, (OMISSIS), in persona del legale rappresentante,
C.E., ROMA CAPITALE;
avverso la sentenza n. 21979/2015 del TRIBUNALE di ROMA, depositata
il 29/10/2015;
1.- La Equitalia Sud spa ricorre a questa Corte, sulla base di tre motivi, per la cassazione della sentenza in epigrafe indicata, con la quale, accolto parzialmente l’appello di C.E. avverso la sentenza del giudice di pace di Roma del 19.11.14, anch’essa, oltre all’altra appellata Roma Capitale, è stata condannata al pagamento delle spese di lite del doppio grado di un’opposizione a cartella esattoriale per crediti per sanzioni da violazioni al c.d.s. Le intimate non svolgono attività difensiva.
2.- E’ stata formulata proposta di definizione in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., comma 1 come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1 bis, comma 1, lett. e), conv. con modif. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197; e la ricorrente ha depositato memoria ai sensi del medesimo art. 380-bis, comma 2, u.p..
3.- La ricorrente si duole della ritenuta sua legittimazione passiva di una condanna alle spese nelle opposizioni avverso cartella esattoriale per comportamenti illegittimi non riferibili all’agente di riscossione, lamentando: col primo motivo, la violazione o falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c.; col secondo motivo, la violazione o falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., L. n. 689 del 1981, art. 27, D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 25 e 30; col terzo, la violazione o falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 12, 24, 25 e 59, del D.Lgs. n. 46 del 1999, artt. 4 e 10, e del D.M. 3 settembre 1999, n. 321.
4.- Ora, in punto di legittimazione in proprio alla condanna alle spese nelle opposizioni alle cartelle esattoriali anche se fondate su motivi non inerenti a condotte dell’agente di riscossione è intervenuta la recente presa di posizione di questa Corte con sentenza 11 luglio 2016, n. 14125, alla cui ampia motivazione, benchè nella sola parte conclusiva, che prescinde dalla premessa sulla qualificazione della domanda come mera opposizione ad esecuzione e non come c.d. opposizione recuperatoria (ciò che integra la questione rimessa alle SS.UU. con l’ord. 21957/16), è sufficiente qui fare integrale richiamo nel senso di ritenere legittima la condanna alle spese in proprio, così assorbita ogni doglianza sul punto dell’odierna ricorrente: e tanto in applicazione del principio non tanto della soccombenza, quanto di quello della causalità.
10.- In questi precisi e ristretti limiti intesa e recepita la motivazione del richiamato precedente (Cass. 14125 del 2016), può allora concludersi nel senso che la vittoriosa contestazione del debitore che non riguardava regolarità o validità degli atti di esecuzione non può fondare l’esclusione, anche solo quale ragione di compensazione, dell’agente della riscossione dalla condanna alle spese in favore del debitore vittorioso.
12.- Pertanto, le conclusioni cui giunge il precedente suddetto vanno condivise, tanto da fondare la presente decisione di manifesta infondatezza del ricorso.
13.- Ne discende quindi il rigetto del ricorso, pur non essendovi luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità, ma dovendosi dare atto della sussistenza dei presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione.
La Corte rigetta il ricorso e, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, come modif. dalla L. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.