Source: https://studiolegalepozzati.it/controversie-mediazione-condominiale-eccezioni/
Timestamp: 2020-08-11 02:56:15+00:00
Document Index: 152198092

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 1134', 'art. 1138', 'art. 1137', 'art. 63', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 71', 'art. 1136']

Controversie mediazione condominiale: eccezioni - Studio Legale Pozzati
Studio Legale Pozzati → Articoli → Le controversie oggetto della mediazione condominiale e le eccezioni
L’art. 71 disp. att. c.c. chiarisce, al primo comma, cosa debba intendersi per controversie “in materia di condominio” cui fa riferimento il citato d.lgs. n. 28/2010, offrendo una nozione ampia che ricomprende, oltre a tutto il capo II del titolo VII del libro III, anche gli artt. 61-72 delle disposizioni attuative del codice civile.
La disciplina della mediazione obbligatoria si intende pacificamente estesa sia al condominio minimo, sia a quello orizzontale che al supercondominio (tutte “articolazioni” previste nelle norme di cui agli artt. 1117 e ss. c.c.).
All’interno delle controversie condominiali rientrano, pertanto, le vicende riguardanti le parti comuni e la destinazione d’uso delle stesse (considerata anche la conferma della previsione, post riforma, degli artt. 1117-ter e 1117-quater c.c. in tema, rispettivamente, di modificazioni e di tutela delle destinazioni d’uso).
Rientrano, inoltre, nell’alveo applicativo della mediazione in materia condominiale:
tutte le controversie relative all’amministratore (artt. 1129-1133 c.c.);
le spese fatte dal condomino senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea (art. 1134 c.c.);
l’assemblea dei condomini (artt. 1135-1137 c.c.) e il regolamento di condominio (art. 1138 c.c.);
nonché le questioni inerenti l’impugnazione delle delibere condominiali (art. 1137 c.c.) e la responsabilità dell’amministratore e la sua revoca.
dall’art. 63 disp. att. c.c. le questioni in materia di riscossione dei contributi condominiali.
Tuttavia, è da sottolineare che, se da un lato, nella disciplina della mediazione rientrano le controversie in tema di riscossione dei contributi, va precisato, dall’altro che, a norma dell’art. 5 del d.lgs. n. 28/2010, la mediazione non si applica “nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione”; ciò significa che la disciplina della mediazione obbligatoria può scattare nei procedimenti di opposizione al decreto ingiuntivo, solo a seguito della pronuncia giudiziale sulla richiesta di sospensione.
Da rilevare, infine, le disposizioni sull’amministratore (artt. 66 e 67, disp. att., c.c.), sulle tabelle millesimali (artt. 68 e 69, disp. att., c.c.), e sui regolamenti condominiali (artt. 70 e 72, disp. att., c.c.).
L’art. 3 del d.lgs. n. 28/2010, specifica che “lo svolgimento della mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e cautelari, ne’ la trascrizione della domanda giudiziale”. Ciò vuol dire che se l’amministratore, ad esempio, deve promuovere un’azione d’urgenza per ottenere la consegna dei documenti da parte del suo predecessore non deve presentare, preventivamente, istanza di mediazione.
L’art. 5, specifica altresì che il procedimento di mediazione non è necessario: […]
L’art. 71 quater disp. att. c.c. dispone al terzo comma che al procedimento “è legittimato a partecipare l’amministratore, previa delibera assembleare da assumere con la maggioranza di cui all’articolo 1136, secondo comma, del codice civile“.
Ciò significa che il quorum deliberativo deve essere costituito, sia in prima che in seconda convocazione, da un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti in assemblea e almeno la metà del valore dell’edificio, ferma restando ovviamente la validità del quorum costitutivo, di cui al primo e al secondo comma dell’art. 1136 c.c., formato dai condomini che rappresentino: in prima convocazione, la maggioranza dei partecipanti al condominio e i due terzi del valore dell’intero edificio; in seconda convocazione, un terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell’intero edificio.