Source: https://www.giurdanella.it/2001/09/26/dpcm-13-6-2001/
Timestamp: 2019-08-25 18:11:33+00:00
Document Index: 53216323

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 544', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 26', 'art. 19', 'art. 2']

DPCM 13.6.2001 - Giurdanella.it
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI STATO 13 giugno 2001
Approvazione del regolamento concernente la disciplina dell’autonomia finanziaria del Consiglio e dei tribunali amministrativi regionali deliberato dal Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa nelle adunanze dei giorni 26 ottobre 2000 e 21 dicembre 2000.
(G.U. 17.8.01 n. 190)
Visto l’art. 100, ultimo comma, della Costituzione;
Visto il regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, di approvazione del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 6 dicembre 1971, n. 1034, di istituzione dei tribunali amministrativi regionali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1995, n. 580, che disciplina l’organizzazione e il funzionamento delle strutture amministrative del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali;
Visto l’art. 20 della legge 21 luglio 2000, n. 205, secondo il quale il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa disciplina l’organizzazione, il funzionamento e la gestione delle
spese del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali;
A decorrere dal 1o gennaio 2001 l’organizzazione, il funzionamento e la gestione delle spese relative al Consiglio di Stato e ai tribunali amministrativi regionali sono disciplinate dal regolamento deliberato dal Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa nelle sedute dei giorni 26 ottobre e 21 dicembre 2000, nel testo allegato al presente decreto.
Il presente decreto sara’ trasmesso al competente organo di controllo.
Il Presidente: Laschena
REGOLAMENTO CONCERNENTE LA DISCIPLINA DELL’AUTONOMIA FINANZIARIA DEL CONSIGLIO DI STATO E DEI TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI
Il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa
Delibera il seguente regolamento:
1. Il Consiglio di Stato e i tribunali amministrativi regionali provvedono autonomamente alla gestione delle risorse finanziarie necessarie ai propri fini istituzionali in base alle norme del
2. Il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa disciplina l’organizzazione, il funzionamento e la gestione delle spese del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali in base alle norme del presente regolamento, emanando altresi’ le opportune direttive generali e verificando la rispondenza dei risultati alle direttive generali impartite.
2. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio annuale di previsione, redatto in termini di competenza. Il relativo progetto e’ predisposto dall’ufficio del segretariato generale della giustizia amministrativa, unitamente ad una relazione illustrativa comprendente la programmazione triennale della spesa. Il progetto di bilancio e la relazione illustrativa sono sottoposti, entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello al quale il bilancio si riferisce, al parere del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori.
3. Il progetto e’ trasmesso, entro il 31 ottobre, al Consiglio di Presidenza per l’esercizio dei suoi poteri deliberativi.
4. Il bilancio e’ trasmesso, entro il 30 novembre, al Presidente del Consiglio di Stato, che lo approva con proprio decreto.
5. Entro il 31 dicembre, il bilancio di previsione e le note illustrative, contenenti anche la valutazione sull’andamento della cassa, sono trasmessi dal Presidente del Consiglio di Stato ai
Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonche’, per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, al Ministero di grazia e giustizia.
6. In casi di particolare necessita’, previa deliberazione del Consiglio di Presidenza, il Presidente del Consiglio di Stato puo’ autorizzare con proprio decreto l’esercizio provvisorio nei limiti previsti per il bilancio dello Stato.
1. Il bilancio di previsione espone le entrate e le spese per il funzionamento del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali in coerenza con principi contenuti nella legge 3 aprile 1997, n. 94, e con i criteri fissati dal decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, anche per quanto concerne la progressiva introduzione della contabilita’ economica.
2. Le spese non possono superare, nel loro complessivo importo, i limiti delle entrate.
3. Le entrate sono costituite dall’importo del fondo annualmente iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e da entrate eventuali. Sono altresi’ iscritte, quali poste di entrata del bilancio di previsione, le somme di parte corrente non impegnate nel corso dell’esercizio precedente a quello di riferimento. Le entrate, comprese in un unico titolo, sono ripartite secondo l’oggetto in
capitoli, recanti una specifica denominazione, e sono classificate secondo le seguenti categorie:
cat. I: entrate provenienti dal bilancio dello Stato;
cat. II: entrate eventuali;
cat. III: avanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre dell’anno precedente a quello cui si riferisce il bilancio di previsione.
4. Le spese sono ripartite in unita’ previsionali di base come definite dall’art. 1, primo comma, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, individuate con decreto del Presidente del Consiglio di Stato ed affidate alla gestione unitaria del centro di responsabilita’ amministrativa. Le spese sono, altresi’, ripartite, ai sensi dell’art. 4 della legge 3 aprile 1997, n. 94 – ai fini della gestione e rendicontazione – in capitoli, secondo l’oggetto, il
contenuto economico e funzionale della spesa, nonche’ secondo il carattere giuridicamente obbligatorio o discrezionale della spesa medesima.
5. Le spese sono riaggregate per funzioni obiettivo indicate in apposito allegato al bilancio di previsione.
6. Ai fini del contenimento dei costi di amministrazione e per evitare duplicazioni di strutture gestionali, le spese strumentali comuni a piu’ uffici degli organi di giustizia amministrativa sono comunque gestite dall’ufficio del segretariato generale della giustizia amministrativa, anche mediante costituzione di un fondo di cassa.
7. In apposito capitolo e’ iscritto il fondo di riserva, per un importo non superiore al 4 per cento delle spese correnti.
8. Confluisce nel fondo di riserva anche l’eventuale differenza tra l’importo complessivo delle economie accertate in sede di conto finanziario nell’esercizio precedente e quello indicato quale posta di entrata nel bilancio di previsione relativamente alle somme non impegnate.
Requisiti del bilancio
1. Le entrate devono essere iscritte in bilancio al lordo delle spese di riscossione e di altre eventuali spese ad esse connesse.
2. Le spese devono essere iscritte in bilancio integralmente, senza alcuna riduzione delle correlative entrate.
3. Non e’ consentita alcuna gestione di fondi al di fuori del bilancio, salvo quelle espressamente previste da particolari disposizioni di legge.
1. Le variazioni di bilancio ed i prelevamenti dal fondo di riserva sono disposti con decreto del Presidente del Consiglio di Stato, su proposta dell’ufficio del segretariato generale della
giustizia amministrativa, previa deliberazione del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa e sentito il consiglio di amministrazione. Nessuna variazione di bilancio puo’ essere effettuata dopo il termine dell’esercizio.
2. I decreti di variazione del bilancio sono allegati al rendiconto finanziario dell’esercizio al quale si riferiscono.
3. Nell’ambito della stessa unita’ previsionale di base, con decreto del Presidente del Consiglio di Stato, previa deliberazione del Consiglio di Presidenza, possono essere disposte le variazioni
compensative previste dall’art. 3, quinto comma, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279.
In caso di urgenza il Presidente dispone la variazione e ne informa per la ratifica.
Il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa nella prima riunione utile.
Conto finanziario ed inventario dei beni patrimoniali
1. I risultati della gestione dell’esercizio finanziario sono riassunti e dimostrati nel conto finanziario.
2. Il conto finanziario dimostra i risultati della gestione finanziaria, per l’entrata e per la spesa, distintamente per capitoli, secondo la struttura adottata per il bilancio di previsione
e in armonia con i principi di cui all’art. 13 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279.
3. Lo schema del conto finanziario, unitamente alla relazione illustrativa, e’ predisposto a cura dell’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria.
4. Il conto finanziario espone:
a) le previsioni iniziali, le eventuali variazioni e le previsioni definitive;
b) le entrate di competenza dell’anno, accertate, riscosse e rimaste da riscuotere;
c) le spese di competenza dell’anno, impegnate, pagate e rimaste da pagare;
d) la gestione dei residui attivi e passivi degli esercizi precedenti;
e) le somme incassate dalla tesoreria centrale e quelle pagate per ciascun capitolo di bilancio distintamente in conto competenza e in conto dei residui;
f) il conto totale dei residui attivi e passivi che si rinviano all’esercizio successivo;
g) le eventuali economie di gestione;
h) i residui perenti.
5. Gli incassi ed i pagamenti eseguiti nell’anno sono indicati, per i singoli capitoli, distintamente per competenza e residui.
Allegati al conto finanziario
1. Al conto finanziario sono allegati i prospetti indicanti:
a) il risultato finanziario della gestione del bilancio con il fondo di cassa all’inizio dell’esercizio, le riscossioni e i pagamenti ed il fondo di cassa alla fine dell’esercizio stesso;
b) il risultato amministrativo della gestione con il fondo di cassa finale, le somme rimaste da riscuotere e da pagare, per competenza e residui, alla fine dell’esercizio, nonche’ le somme non
c) le variazioni apportate nel corso dell’esercizio agli stanziamenti dei capitoli, classificate a seconda che derivino da provvedimenti emanati in conseguenza di leggi generali, disposizioni
particolari o da prelevamenti dal fondo di riserva o da storni da capitolo a capitolo;
d) elenco dei residui perenti, distinti per capitolo.
Inventario dei beni patrimoniali
1. L’inventario dei beni patrimoniali, predisposto dall’ufficio centrale di bilancio e ragioneria. e’ redatto in armonia a quanto previsto dall’art. 14 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279.
2. All’inventario dei beni patrimoniali e’ allegato il prospetto indicante la dimostrazione dei punti di concordanza tra il conto finanziario e la consistenza dei beni patrimoniali.
1. Il conto finanziario e’ compilato dall’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria sulla base delle scritture contabili da esso tenute.
2. Il predetto ufficio, dopo aver accertato la completa ed esatta esecuzione degli adempimenti contabili ed aver riscontrato che i dati rilevati dalle proprie scritture corrispondono con quelli relativi agli incassi e ai pagamenti eseguiti dalla tesoreria centrale e dalle sezioni di tesoreria, trasmette al collegio dei revisori, entro il 10 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, lo schema del conto, unitamente ad una relazione illustrativa. Il collegio dei
revisori esprime il proprio parere entro il giorno 30 dello stesso mese.
3. Entro il 31 maggio successivo l’ufficio del segretariato generale della giustizia amministrativa trasmette al Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa lo schema del conto, unitamente alla relazione ed al parere acquisito.
4. Il conto e’ approvato con decreto del Presidente del Consiglio di Stato previa deliberazione del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa.
5. Entro il 30 giugno successivo, il conto finanziario e’ trasmesso, a cura del segretario generale, ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonche’, per la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, al Ministero di grazia e giustizia.
Accertamento, riscossione e versamento delle entrate
1. Per la riscossione delle entrate eventuali del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali e’ istituito un apposito conto corrente postale intestato alla tesoreria centrale.
2. Gli uffici che accertano il diritto alla riscossione di somme a qualsiasi titolo dovute invitano i debitori a provvedere al relativo versamento sul conto corrente postale di cui al primo comma.
3. Entro i primi cinque giorni di ogni mese, gli uffici di cui al secondo comma trasmettono all’ufficio centrale di bilancio e ragioneria copia degli inviti di versamento e copia delle ricevute di versamento pervenute nel mese precedente dal servizio postale.
4. Il centro compartimentale per i servizi di bancoposta trasmette all’ufficio centrale di bilancio e ragioneria la documentazione riguardante il suindicato conto corrente postale
(estratti conto, bollettini di versamento e certificati di accreditamento) ed alla tesoreria centrale una copia dell’estratto conto giornaliero. La tesoreria centrale preleva mensilmente le somme affluite sul conto corrente postale, curandone il versamento al conto corrente di cui al primo comma del successivo art. 19 e trasmette la relativa quietanza all’ufficio centrale di bilancio e ragioneria.
5. Per la determinazione del diritto connesso al rilascio di copie di atti giudiziali, si applicano le disposizioni di cui alle leggi 21 febbraio 1989, n. 99, e 10 ottobre 1996, n. 525, e
6. Al diritto connesso al rilascio di copie di atti o documenti amministrativi richieste in applicazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, art. 25, si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, secondo quanto previsto dalla direttiva 19 marzo 1993 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
7. La riscossione dei diritti di cui ai precedenti commi avviene mediante apposizione sulle copie di apposite marche da bollo, fornite dal richiedente ed annullate a cura dell’ufficio competente al rilascio. Entro i primi cinque giorni di ogni mese, i dirigenti dei predetti uffici comunicano all’ufficio centrale di bilancio e ragioneria l’importo complessivo delle marche annullate nel corso del mese precedente.
1. Le spese da sostenersi in applicazione di norme di legge e regolamentari o di contratti di utenza con aziende erogatrici di beni e servizi sono effettuate senza necessita’ di specifiche
2. Le spese diverse da quelle indicate nel comma precedente formano oggetto di un programma coerente con le indicazioni della relazione illustrativa di cui all’art. 2, secondo comma.
3. Nell’ambito del programma di cui al precedente comma, per le spese superiori ai cinquecento milioni (IVA compresa) – nell’ipotesi in cui non si ricorra a convenzioni e contratti quadro di cui al successivo art. 41 – e’ sentita una commissione consultiva, costituita con ordinanza del Presidente del Consiglio di Stato e composta da un magistrato amministrativo con qualifica non inferiore a consigliere, da un dirigente e da un funzionario amministrativo. I componenti della commissione durano in carica un triennio e non possono essere immediatamente confermati.
4. La commissione verifica la regolarita’ delle procedure e la convenienza di ciascuna spesa.
1. La gestione delle spese segue le seguenti fasi:
a) assunzione degli impegni;
c) ordinazione e pagamento.
2. Alle procedure di spesa e contabili si applicano, in quanto compatibili con le norme del presente regolamento, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Republica 20 aprile 1994, n. 367.
1. Gli atti comportanti spesa a carico del bilancio del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali devono essere trasmessi, unitamente ai provvedimenti che autorizzano la spesa, all’ufficio centrale di bilancio e ragioneria, affinche’ provveda alla registrazione dell’impegno previa verifica della regolarita’ della documentazione, della esatta imputazione e dell’esistenza dei fondi sui pertinenti capitoli di bilancio.
2. I provvedimenti di assunzione degli impegni di spesa devono contenere le seguenti indicazioni:
a) l’oggetto della spesa;
b) le modalita’ di esecuzione della spesa;
c) l’importo previsto;
d) il capitolo al quale la spesa va imputata e, in caso di spese pluriennali, gli anni di riferimento;
e) l’indicazione del creditore.
3. L’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria formula sugli atti non ritenuti regolari le necessarie osservazioni, dandone comunicazione agli ordinatori della spesa, di cui agli articoli 4 ed 8 del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1995, n.
4. L’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria non puo’ comunque dar corso agli atti che comportino spesa eccedente lo stanziamento di bilancio ovvero che siano da imputare ai residui piuttosto che alla competenza e viceversa.
5. Gli uffici competenti devono comunicare all’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria, oltre agli atti di cui al primo comma, ogni altro provvedimento dal quale possano derivare impegni di spesa. L’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria annota nelle sue scritture gli impegni in corso di assunzione, denominati impegni provvisori, compresi i piani di ripartizione previsti dall’art. 16, primo comma, del presente regolamento. Gli uffici del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali tengono in evidenza, ciascuno per la parte di competenza,
gli impegni di spesa provvisori e definitivi. L’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria rileva detti impegni in modo cronologico, distintamente per capitoli e, ove esistano, per articoli, utilizzando eventuali procedure automatizzate.
1. La liquidazione delle spese, consistente nella determinazione dell’esatto importo da pagare e nell’individuazione del soggetto creditore del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi
regionali, e’ effettuata dagli ordinatori di spesa, previo accertamento della regolarita’ della fornitura o della prestazione e della rispondenza della stessa ai requisiti quantitativi e
qualitativi, ai termini e alle condizioni pattuite. All’atto di liquidazione e’ allegata la documentazione relativa al collaudo o all’accertamento della regolare esecuzione della prestazione, secondo quanto previsto dalle disposizioni in materia.
1. L’ordinazione delle spese avviene a cura dei responsabili di cui all’articolo precedente con l’emissione di un ordine di pagare, che deve indicare:
a) l’esercizio cui si riferisce la spesa;
b) l’impegno cui si riferisce la spesa ed il relativo capitolo;
c) oggetto della spesa e la legge dalla quale essa consegue;
d) il numero d’ordine progressivo per esercizio e per capitolo di bilancio;
e) l’indicazione del creditore e il relativo codice fiscale o partita IVA;
f) l’importo netto da pagare in cifre e in lettere;
g) la modalita’ di estinzione del titolo di spesa;
h) la data di emissione;
i) la tesoreria assegnataria e la zona di intervento;
l) l’elencazione sommaria dei documenti giustificativi allegati;
m) la data di esigibilita’.
2. Gli ordini di pagare e gli allegati documenti giustificativi della spesa, devono essere inoltrati all’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria che, previa verifica della regolarita’ amministrativa e contabile della spesa, provvedera’ a controfirmarli, a trattenere agli atti i documenti giustificativi della spesa e ad immettere i dati nel sistema informativo integrato della ragioneria generale dello Stato ai fini dell’emissione dei mandati informatici di
pagamento da assegnare alle tesorerie provinciali territorialmente competenti secondo quanto previsto dall’art. 19 per i pagamenti a favore di terzi.
3. Per i pagamenti a favore del cassiere i mandati informatici verranno assegnati alla tesoreria centrale dello Stato.
4. Ai documenti sostitutivi dei mandati informatici di cui all’art. 16, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367, sono estese, in quanto applicabili, le
disposizioni del regolamento per la contabilita’ generale dello Stato riguardanti il furto, lo smarrimento o la distruzione degli ordini di pagare nonche’ quelle riguardanti il pagamento con atti di procura; in quest’ultimo caso va comunque indicata una sola persona fisica abilitata a quietanzare. Ai mandati informatici sono altresi’ applicabili le norme dello stesso regolamento concernenti il trasporto dei titoli rimasti insoluti al termine dell’esercizio di emissione.
Spese per il funzionamento dei tribunali amministrativi regionali
1. Sulla base delle proposte formulate dai presidenti dei tribunali amministrativi regionali ed in relazione alle disponibilita’ finanziarie previste sui pertinenti capitoli di spesa,
l’ufficio del segretariato generale della giustizia amministrativa, propone al Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa il piano annuale per la ripartizione dei fondi per le spese di funzionamento dei tribunali medesimi.
2. Il piano di ripartizione e’ approvato con decreto del Presidente del Consiglio di Stato, previa deliberazione del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, e trasmesso all’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria per le previste annotazioni contabili.
3. Nei limiti dei fondi ripartiti i presidenti dei tribunali amministrativi regionali esercitano i poteri di spesa di cui all’art. 4, comma 1, lettere c) e d), del decreto del Presidente della
Repubblica 25 novembre 1995, n. 580.
4. Il piano di ripartizione dei fondi di cui al comma 1 e’, in base alle disponibilita’ inanziarie, sottoposto a revisione quadrimestrale, al fine di corrispondere ad eventuali diverse
esigenze di spesa.
Accertamento dei residui attivi e passivi
1. La determinazione delle somme accertate e non riscosse e delle somme impegnate e non pagate, da iscriversi, rispettivamente, come residui attivi e passivi nel conto consuntivo, e’ curata dall’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria sulla base di dettagliati elenchi delle singole partite trasmessi dagli uffici che hanno accertato le entrate e disposto le spese.
2. I cassieri di cui all’art. 20, entro il 10 gennaio di ogni anno, nell’ambito del fondo di cassa loro assegnato, comunicano all’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria l’importo dei fondi non pagati entro il 31 dicembre dell’anno precedente e le somme impegnate e non pagate entro la stessa data.
3. Dopo il 31 dicembre, non e’ piu’ possibile impegnare somme sulle disponibilita’ dell’esercizio precedente.
1. I residui attivi e passivi di ciascun esercizio sono trasferiti ai corrispondenti capitoli dell’esercizio successivo, separatamente dalla competenza del medesimo.
2. Qualora il capitolo che ha dato origine al residuo sia stato eliminato dal bilancio, per la gestione delle somme residue e’ istituito, con decreto del Presidente del Consiglio di Stato su
proposta dell’ufficio del segretariato generale della giustizia amministrativa, previa delibera del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa e sentito il consiglio di amministrazione, un capitolo aggiunto.
3. Per la determinazione dei periodi di conservazione dei residui relativi alle spese correnti ed a quelle in conto capitale si applicano le disposizioni della legge e del regolamento sulla
contabilita’ generale dello Stato.
4. Le somme eliminate per perenzione amministrativa possono essere riprodotte in bilancio, nel rispetto dei termini di prescrizione, con riassegnazione alla competenza dei pertinenti
capitoli degli esercizi successivi, mediante prelevamento dal fondo di riserva, quando afferiscano ad importi per i quali sia stato assunto l’obbligo di pagare per contratto ovvero in compenso di opere prestate o di lavori o di forniture eseguiti.
5. In nessun caso puo’ iscriversi fra i residui alcuna somma in entrata o in uscita che non sia compresa fra le competenze degli esercizi anteriori.
6. I residui attivi e passivi debbono risultare da scritture, distinti per esercizio di provenienza.
1. Per il pagamento delle spese da effettuarsi a favore dei creditori del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali, si applicano le disposizioni contenute negli articoli 576
e seguenti del regolamento per la contabilita’ generale dello Stato. A tale scopo, il fondo stanziato per il funzionamento del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali sull’apposita unita’ previsionale di base dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e’ trasferito al conto corrente intestato al Consiglio di Stato e ai tribunali amministrativi regionali aperto presso la tesoreria
2. Ai fini del riconoscimento alla Banca d’Italia dei pagamenti effettuati dalla tesoreria centrale dello Stato e dalle sezioni di tesoreria provinciale, l’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria accerta mensilmente, attraverso le informazioni disponibili nel sistema informativo della ragioneria generale dello Stato, i mandati informatici estinti.
3. Il responsabile dell’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria, dopo aver annotato nelle proprie scritture i titoli estinti, ne da’ formale comunicazione al Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, affinche’ questo ne disponga il rimborso alla Banca d’Italia mediante prelevamenti dal conto corrente di cui al comma 1.
4. Per i mandati informatici che le banche o le Poste non hanno potuto accreditare sui conti correnti bancari o postali dei creditori ovvero per quelli commutati in vaglia cambiari che non e’ stato possibile recapitare ai creditori, si applicano le disposizioni di cui all’art. 544-bis delle istruzioni generali sui servizi del Tesoro. L’ufficio centrale di bilancio e ragioneria riceve dalle tesorerie le quietanze di trasferimento fondi emesse per l’accreditamento degli importi sul conto corrente n. 20353 presso la tesoreria centrale intestato al Ministero del tesoro – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato – Ispettorato generale per la
finanza delle pubbliche amministrazioni (I.Ge.P.A.).
5. Per la ripetizione dei pagamenti di cui al precedente comma l’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria trasmette al Ministero del tesoro – I.Ge.P.A. la richiesta di prelevamento dal conto
corrente n. 20353 contenente l’indicazione delle complete generalita’ del beneficiario a favore del quale deve essere disposto il pagamento nonche’ le modalita’ con le quali detto pagamento deve essere effettuato.
Gestione fondo di cassa
1. Il segretario generale del Consiglio di Stato ed i presidenti dei tribunali amministrativi regionali possono delegare al cassiere del Consiglio di Stato ed a funzionari all’uopo designati la gestione delle minute spese non oltre il limite del 10% dei fondi ripartiti, disponibili sui pertinenti capitoli di bilancio. Puo’ essere altresi’ delegata la gestione di dipartimento della ragioneria generale degli anticipi di missione debitamente autorizzati.
2. Per quanto attiene alla nomina, alla durata, alle attribuzioni ed alle specifiche responsabilita’ dei cassieri del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali, si applicano le disposizioni del presente regolamento e quelle contenute nel regolamento approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1979, n. 718, e successive modificazioni ed integrazioni, in quanto compatibili con il principio dell’autonomia finanziaria del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali.
3. La provvista dei fondi e’ effettuata, per ogni capitolo di bilancio, mediante ordini di pagamento emessi a favore dei cassieri dagli ordinatori di spesa. I fondi a disposizione dei cassieri debbono essere contenuti nei limiti strettamente necessari alle esigenze mensili.
4. Gli ordini di pagamento da eseguire a cura dei cassieri devono contenere le seguenti indicazioni:
a) il numero progressivo, riferito all’atto solare;
b) l’esercizio di emissione;
c) il capitolo di bilancio a cui e’ imputata la spesa (numero e denominazione);
d) il nome o la ragione sociale del creditore;
e) l’importo da pagare, in cifre e in lettere;
5. I cassieri compilano un registro di cassa per tutte le operazioni di entrata e uscita dal quale risultino, giornalmente, il fondo di cassa esistente all’inizio delle operazioni, i prelievi per i pagamenti eseguiti nella giornata, il fondo di cassa esistente alla chiusura giornaliera, un registro dei valori e dei titoli in deposito.
6. I cassieri sono tenuti alla presentazione di un conto trimestrale della gestione dei fondi al direttore dell’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria. Al termine dell’esercizio finanziario, tramite il direttore dell’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria, presentano agli ordinatori di spesa una relazione sulla gestione complessiva di loro competenza.
Verifiche sulla gestione di cassa
1. Il direttore dell’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria, nell’espletamento dei suoi compiti di vigilanza sui cassieri, dispone senza preavviso verifiche sui valori contenuti nelle casse e sulle relative scritture contabili almeno una volta nel corso di ciascun trimestre. Dispone, altresi’, apposita verifica alla fine del mese di marzo ed ogni qualvolta avvenga il passaggio di gestione.
2. Le verifiche, oltre alla constatazione del denaro esistente al momento della verifica stessa, devono estendersi ai valori e titoli di qualsiasi genere comunque affidati ai cassieri.
3. Di ciascuna verifica e’ redatto un processo verbale in tre originali, dei quali uno e’ tenuto dai cassieri, uno e’ conservato dal direttore dell’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria e
l’altro e’ trasmesso agli ordinatori della spesa.
4. Nel caso di verifica per passaggio di gestione e’ redatto un quarto esemplare da consegnare al cassiere subentrante.
5. I cassieri sono tenuti a fornire in sede di verifica tutti i documenti ed i chiarimenti richiesti, nonche’ a dichiarare che non esistono altre gestioni oltre quelle risultanti dalla verifica stessa.
1. I consegnatari ed i vice consegnatari sono nominati per il Consiglio di Stato dal segretario generale e per i tribunali amministrativi regionali dai rispettivi Presidenti e sono scelti tra
il personale in possesso di adeguata preparazione in campo amministrativo e contabile.
2. Ai consegnatari e’ affidata:
a) la conservazione e la distribuzione degli oggetti di cancelleria, degli stampati, registri e carte di qualunque specie;
b) la conservazione, la distribuzione e la manutenzione di mobili ed arredi d’ufficio, delle collezioni ufficiali di leggi e decreti, di pubblicazioni ufficiali, non ufficiali, di utensili, di macchine ed attrezzature d’ufficio e quant’altro costituisca la dotazione degli uffici, magazzini, tipografie, laboratori, officine e centri elaborazione dati.
1. Le scritture patrimoniali devono consentire la dimostrazione della consistenza del patrimonio, all’inizio dell’esercizio finanziario le variazioni intervenute nel corso dell’anno per effetto
della gestione del bilancio o per altre cause, nonche’ la consistenza del patrimonio alla chiusura dell’esercizio.
2. I beni mobili sono registrati a cura dei consegnatari in inventari con l’indicazione della natura e la specie, il titolo di acquisizione, la quantita’ o il numero dei beni mobili, la
localizzazione e il valore. Sono esclusi i beni di consumo, quelli di valore minimo (ed i materiali di impiego delle officine e dei laboratori), per i quali si provvede comunque a registrazione secondo le modalita’ dell’art. 25.
3. L’inventario del patrimonio librario e’ tenuto a cura del responsabile della biblioteca del Consiglio di Stato nonche’ dei responsabili delle biblioteche dei tribunali amministrativi
4. Il valore iniziale dei beni mobili e’ determinato dal prezzo di acquisto, ovvero di stima o di mercato se trattasi di beni pervenuti per altra causa.
5. L’inventario viene costantemente aggiornato e chiuso al termine di ciascun anno finanziario e viene trasmesso all’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica per il successivo inserimento nel conto patrimoniale dello Stato. E’ sottoposto a revisione quinquennale secondo la ricognizione fisica dei beni registrati.
All’inventario dei beni patrimoniali e’ allegato il prospetto dei punti di concordanza tra il rendiconto finanziario e la consistenza dei beni patrimoniali.
6. L’inventario e’ redatto in originale e copia. I consegnatari trasmettono, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento, un esemplare dell’inventario generale con il prospetto di tutte le variazioni della consistenza all’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria per la redazione della situazione patrimoniale.
7. Per le iscrizioni in inventario dei beni mobili e per le relative operazioni di scarico e’ utilizzato un apposito bollettario dei buoni di carico e scarico.
Messa fuori uso, alienazione e permuta dei beni mobili
1. La cancellazione dagli inventari dei beni mobili per fuori uso, perdita, cessione o altri motivi e’ disposta, su richiesta del consegnatario, con deliberazione di apposita commissione tecnica, nominata, per i rispettivi istituti, dall’ufficio del segretariato generale della giustizia amministrativa. Ove necessario, la commissione e’ integrata da tecnici di altre amministrazioni dello Stato, nei casi previsti da apposite norme. I componenti durano in carica un triennio e non possono essere immediatamente confermati.
2. La delibera di cui al comma 1 accerta anche l’eventuale obbligo di reintegro o di risarcimento dei danni dei responsabili ed e’ portata a conoscenza dei consegnatari al fine della redazione del verbale di scarico e dell’aggiornamento delle scritture patrimoniali.
3. Non sono consentite cessioni a titolo gratuito o a valore simbolico a persone fisiche; le cessioni a titolo gratuito o a valore simbolico effettuate nei confronti di enti morali sono eseguite nel rispetto delle vigenti forme di contabilita’ pubblica.
4. Per la vendita dei beni dichiarati fuori uso sono applicabili, in quanto compatibili, le disposizioni della legge e del regolamento di contabilita’ generale dello Stato.
Contabilita’ degli oggetti di consumo
1. I consegnatari tengono su apposito registro la contabilita’ degli oggetti di consumo e provvedono alla loro presa in carico in base agli ordini di acquisto ed ai documenti di consegna dei fornitori.
2. Il carico e’ determinato dai documenti delle forniture e lo scarico dalle dichiarazioni degli uffici che hanno ricevuto i beni.
Vigilanza sull’attivita’ dei consegnatari
1. Il direttore dell’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria assicura la vigilanza sui consegnatari. Con verifiche semestrali deve essere accertata la regolare tenuta del registro di carico e scarico di cui all’art. 25. Almeno annualmente deve essere verificata la corrispondenza dei registri con la consistenza dei materiali; i risultati delle verifiche sono esposti in appositi verbali.
2. Alla fine di ogni esercizio e nei casi di cambiamento del consegnatario il responsabile della vigilanza effettua una verifica delle scritture con contestuale ricognizione dei beni e del materiale di consumo.
1. Per quanto non previsto nei precedenti articoli del capo IV si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1979, n. 718, in quanto compatibili con il principio dell’autonomia finanziaria del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali.
1. Ai lavori, agli acquisti, alle alienazioni, alle permute, alle forniture, alle locazioni, comprese quelle finanziarie e ai servizi in genere si provvede mediante contratti da stipularsi secondo le norme del presente regolamento, salvi i casi disciplinati dalla normativa comunitaria e da quella nazionale di recepimento.
2. I contratti devono avere termine e durata certi e non possono, comunque, superare, anche con successive proroghe, i nove anni.
3. Nei contratti devono essere previste adeguate penalita’ per inadempienza e ritardi nell’esecuzione dei lavori e delle prestazioni convenute.
4. A garanzia dell’esecuzione dei contratti, le imprese devono prestare idonea cauzione, ovvero rendere fidejussione, nella misura del cinque per cento dell’importo contrattuale. Si puo’ prescindere dalla cauzione qualora il contraente sia di notoria solidita’ e subordinatamente al miglioramento del prezzo.
1. Il segretario generale del Consiglio di Stato e i presidenti dei tribunali amministrativi regionali individuano i dirigenti preposti alla stipula dei contratti e provvedono, mediante apposito provvedimento, alla approvazione dei medesimi.
2. Per i contratti stipulati con procedura aperta e procedura ristretta e’ sempre richiesta la forma pubblica amministrativa. I medesimi contratti sono soggetti alle formalita’ fiscali previste per gli atti pubblici.
3. I contratti stipulati con procedura negoziata possono essere formati anche mediante scrittura privata o scambio di lettere commerciali. In tal caso e’ nella facolta’ del responsabile che ha
stipulato l’atto richiederne l’iscrizione in repertorio, con l’osservanza delle prescritte formalita’ fiscali.
1. Le procedure contrattuali possono essere “aperte” (pubblico incanto), “ristrette” (licitazione privata e appalto concorso) e “negoziate” (trattativa privata).
2. Le gare si svolgono, preferibilmente, secondo la procedura “ristretta”, salvo che per i contratti attivi nei quali e’ richiesta la procedura “aperta”.
3. Per i lavori che richiedono la progettazione o il controllo dell’esecuzione da parte di specifiche figure professionali di cui il Consiglio di Stato e i tribunali amministrativi regionali non dispongono nell’ambito della propria organizzazione, il relativo incarico e’ conferito anche a professionalita’ estranee all’amministrazione, dal dirigente responsabile delle acquisizioni, che ne stabilisce il compenso, sulla base delle corrispondenti tariffe professionali.
Procedura “aperta”
1. Nella procedura “aperta” tutti i soggetti interessati possono presentare l’offerta. Se si tratta di contratti passivi i concorrenti dovranno contestualmente documentare di essere in possesso dei requisiti richiesti dal bando di gara.
Procedura “ristretta”
1. Nella procedura “ristretta” sono individuate, anche mediante apposita preselezione, le imprese che per capacita’ tecnica ed economico-finanziaria sono in grado di assicurare l’esecuzione delle
forniture e prestazioni richieste dal Consiglio di Stato e dai tribunali amministrativi regionali.
2. Ai concorrenti selezionati sara’ trasmesso il capitolato tecnico e lo schema di contratto che regolera’ il rapporto, con l’invito a presentare, entro un termine prestabilito, la relativa
3. Per il regolare svolgimento della procedura ristretta e’ necessaria l’acquisizione di almeno due offerte valide.
1. Nel bando di gara, in relazione alla natura delle prestazioni di servizi e forniture di beni, sono specificati alternativamente i seguenti criteri di aggiudicazione:
a) il prezzo piu’ basso;
b) l’offerta tecnicamente ed economicamente piu’ vantaggiosa ove si ritenga opportuno considerare, per la valutazione delle offerte, elementi ulteriori rispetto al solo prezzo;
c) il prezzo piu’ alto nei casi di contratti attivi.
Procedura “negoziata”
1. Si provvede con la procedura “negoziata” nei seguenti casi:
a) quando, a seguito di esperimento di gara, per qualsiasi motivo, l’aggiudicazione non abbia avuto luogo;
b) per la fornitura di beni, per la prestazione di servizi, ivi compresi quelli del settore informatico e per l’esecuzione di lavori che una sola impresa puo’ fornire o eseguire con i requisiti tecnici e il grado di perfezione richiesti;
c) quando l’acquisto riguardi beni la cui produzione e’ garantita da privativa industriale;
d) per la locazione di immobili o di beni mobili da utilizzare per particolari esigenze funzionali;
e) quando all’acquisto di beni o servizi si debba provvedere con urgenza tale da non consentire il ricorso alla procedura ristretta ovvero con particolari modalita’ imposte da motivi di
sicurezza. Tali circostanze devono essere indicate con idonea motivazione nelle premesse del contratto o nel decreto di approvazione dello stesso;
f) per l’affidamento di studi, ricerche e sperimentazioni a persone o imprese aventi alta competenza tecnica o scientifica.
2. Nei casi indicati nelle lettere a) e f) del comma 1 e’ necessario, salvo situazioni eccezionali, effettuare una indagine di mercato che consenta l’acquisizione di almeno tre preventivi.
1. I contratti ed i processi verbali di aggiudicazione definitiva nelle aste e nelle licitazioni private sono ricevuti da un funzionario di qualifica non inferiore alla settima nominato all’inizio di ogni anno ufficiale rogante rispettivamente dal segretario generale del Consiglio di Stato e dai dirigenti con funzioni di segretario generale dei TT.AA.RR.
2. L’ufficiale rogante e’ tenuto all’osservanza delle norme prescritte per gli atti notarili, ove applicabili. E’ tenuto, in caso di contratti stipulati in forma pubblica amministrativa ovvero
mediante scrittura privata autenticata, a verificare l’identita’, la legittimazione dei contraenti e l’assolvimento degli oneri fiscali, a tenere il repertorio in ordine cronologico e a rilasciare copie autentiche degli atti ricevuti.
1. Il ricorso alla procedura in economia per l’acquisizione di beni, servizi ed esecuzione dei lavori, puo’ essere attuato nei seguenti casi e fino all’importo massimo di lire 300 milioni, IVA
a) per spese per lavori di riparazione, adattamento e manutenzione dei locali demaniali e in locazione, nonche’ dei relativi impianti, infissi e manufatti;
b) per spese di rappresentanza e per spese da effettuarsi per l’organizzazione di visite di Stato, incontri al vertice, convegni, conferenze, incontri di studio ed altre manifestazioni nazionali ed internazionali;
c) per spese per lavori di traduzione ed interpretariato;
d) per spese per acquisto o noleggio di apparecchiature elettroniche, informatiche, telematiche e relativa manutenzione e riparazione;
e) per spese relative al funzionamento degli uffici;
f) per spese relative alla divulgazione dei bandi di concorso a mezzo stampa o altri mezzi di informazione;
g) per spese di acquisto e rilegatura di libri, riviste, giornali e pubblicazioni di vario genere ed abbonamenti a periodici e ad agenzie di informazioni;
h) per spese di riparazione, manutenzione, noleggio di automezzi; acquisto di materiale di ricambio ed accessori; provviste di carburanti, lubrificanti ed altri materiali di consumo;
i) per spese relative a lavori di stampa, tipografia, litografia, qualora ragioni di urgenza lo richiedano;
l) per spese relative a spedizioni, imballaggi, magazzinaggio e facchinaggio;
m) per spese postali, telefoniche e telegrafiche;
n) per spese di pulizia, illuminazione e riscaldamento dei locali adibiti a sede degli uffici del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali;
o) per spese di acquisto o noleggio, manutenzione e riparazione di mobili e suppellettili per ufficio;
p) per spese per lo svolgimento di corsi di formazione e perfezionamento del personale;
q) per spese riguardanti studi, indagini e rilevazioni;
r) per spese minute, non previste nei precedenti paragrafi, fino all’importo di lire 10 milioni, al netto dell’IVA;
s) in caso di scioglimento di un precedente rapporto contrattuale, quando cio’ sia ritenuto necessario o conveniente per assicurare la fornitura, il servizio o l’opera nel termine previsto
t) ove si renda necessario il completamento, non previsto da contratti in corso, qualora non sia possibile imporne l’esecuzione;
u) in presenza di eventi oggettivamente imprevedibili ed urgenti, al fine di scongiurare situazioni di pericolo a persone animali o cose nonche’ a danno della salute pubblica.
Modalita’ per l’esecuzione dei lavori e provviste
1. Per l’esecuzione dei lavori, delle provviste e dei servizi di cui all’art. 36 devono acquisirsi almeno tre preventivi di persone o imprese. E’ consentito, tuttavia, il ricorso ad una sola persona o impresa nei casi di specialita’ o di urgenza del lavoro, della provvista e del servizio ovvero quando l’importo della spesa non superi 20 milioni, IVA compresa. E’ consentito, altresi’, il ricorso ad una sola persona o impresa quando il costo del bene da acquisire
sia fissato in modo univoco dal mercato.
2. Qualora non sia possibile predeterminare con sufficiente approssimazione la quantita’ della provvista dei lavori o dei servizi da ordinare nel corso di un determinato periodo di tempo, non
superiore comunque all’anno finanziario, sulla base di una indagine di mercato che consenta l’acquisizione di almeno tre preventivi, potra’ procedersi a singole ordinazioni, man mano che il fabbisogno si verifichi, con la persona o impresa che ha presentato il preventivo piu’ conveniente, sempre che il limite globale di spesa, per il periodo di tempo considerato, non superi l’importo di cento milioni, al netto dell’IVA.
3. I preventivi di cui ai commi precedenti dovranno contenere le condizioni di esecuzione dei lavori, dei servizi e delle provviste, i relativi prezzi, le modalita’ di pagamento, l’obbligo dell’assuntore di uniformarsi comunque alle norme legislative e regolamentari vigenti, nonche’ la facolta’ – per l’amministrazione – di provvedere all’esecuzione dei lavori, dei servizi e delle provviste a rischio e pericolo dell’assuntore e di rescindere l’obbligazione mediante semplice denuncia, nei casi in cui l’assuntore stesso venga meno agli obblighi contratti ovvero alle norme legislative e regolamentari vigenti. I preventivi suddetti possono essere richiesti dall’amministrazione anche sulla base dei progetti esecutivi.
4. La scelta del contraente avviene in base all’offerta piu’ vantaggiosa secondo i criteri indicati nella lettera d’invito.
5. L’ordinazione dei lavori, delle provviste e dei servizi e’ effettuata, mediante lettera o atto contrattuale in forma privata, dal dirigente responsabile ed e’ immediatamente esecutiva.
1. L’accertamento sulla congruita’ dei prezzi praticati dalle ditte fornitrici e’ effettuato, attraverso elementi obiettivi di riscontro dei prezzi correnti di mercato risultanti anche dalle
indagini di mercato, da una apposita commissione. Nei casi di prestazioni di servizi e forniture particolarmente complesse la commissione puo’ essere integrata con personale esterno di elevata
capacita’ tecnica.
1. I lavori e le forniture sono soggetti a collaudo anche parziale o in corso d’opera.
2. Il collaudo e’ effettuato, in forma individuale o collegiale, da personale in servizio presso il Consiglio di Stato e i tribunali amministrativi regionali in possesso della competenza necessaria designato dal segretario generale o dai dirigenti con funzioni di segretari generali dei TT.AA.RR. per le rispettive competenze. Puo’ farsi ricorso ad organi tecnici di altre amministrazioni o ad estranei nel caso di forniture di beni particolarmente complessi.
Puo’ farsi altresi’ ricorso a magistrati amministrativi, per la composizione delle commissioni di aggiudicazione o di collaudo, in caso di contratti aventi ad oggetto beni e servizi che attengono allo svolgimento dell’attivita’ istituzionale. In tal caso spettera’ eventualmente al magistrato solo il trattamento economico di missione.
3. Il collaudo non potra’, comunque, essere effettuato da chi abbia progettato, diretto o sorvegliato i lavori, ovvero abbia partecipato all’aggiudicazione dei lavori o forniture ed alla stipula del contratto.
4. Per i lavori e le forniture di importo inferiore a lire 50 milioni, al netto dell’IVA, l’atto di collaudo puo’ essere sostituito da un certificato di regolare esecuzione rilasciato dal dirigente responsabile dell’ordinazione dei lavori e delle forniture. Per importi compresi tra 50 e 100 milioni, al netto dell’IVA, l’atto di collaudo puo’ essere sostituito da un certificato di regolare esecuzione rilasciato da una commissione all’uopo nominata.
5. Per i lavori eseguiti in economia, fino all’importo massimo di lire 10 milioni al netto dell’IVA, il certificato di regolare esecuzione puo’ essere emesso dal personale addetto a seguire l’esecuzione dei lavori stessi.
1. Ai rapporti disciplinati dal presente decreto si applicano le vigenti disposizioni in materia di antimafia.
Limiti all’attivita’ negoziale
1. Le disposizioni relative all’attivita’ negoziale del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali si applicano all’acquisto di beni e servizi non previsti nelle convenzioni e contratti quadro di cui all’art. 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
Disposizioni di organizzazione
1. E’ istituito presso il Consiglio di Stato l’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria, a cui e’ preposto un dirigente. Il predetto ufficio cura gli adempimenti di natura contabile connessi con la gestione del bilancio e con le attivita’ amministrative del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali.
2. All’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria debbono essere comunicati gli atti che possono avere, direttamente o indirettamente, riflessi finanziari e patrimoniali.
3. Per l’assolvimento dei compiti previsti dal primo comma, all’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria competono le seguenti attribuzioni:
a) predisporre il progetto di bilancio di previsione, corredato della relazione illustrativa;
b) tenere le scritture contabili, economiche e finanziarie, relative alla gestione;
c) predisporre il rendiconto finanziario e la relativa relazione illustrativa;
d) esercitare il controllo sugli atti di impegno e sui titoli di spesa emessi dagli ordinatori della spesa, apponendovi il visto di riscontro contabile;
e) accertare i pagamenti effettuati dalle sezioni di tesoreria provinciale dello Stato ai fini di cui all’art. 19, secondo comma, del presente regolamento;
f) compilare trimestralmente la situazione riassuntiva degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa, nonche’ la situazione dei residui attivi e passivi;
g) curare i rapporti con le sezioni di tesoreria provinciale;
h) vigilare sulla regolarita’ contabile delle gestioni dei consegnatari e dei cassieri;
i) effettuare le verifiche, previste dagli articoli 21 e 26 del presente regolamento, sulle gestioni dei cassieri e dei consegnatari;
l) trasmettere mensilmente al collegio dei revisori l’elenco dei titoli di spesa;
m) esaminare i rendiconti prodotti dal cassiere e dai funzionari delegati del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali.
Scritture contabili dell’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria
1. L’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria tiene le scritture cronologiche e sistematiche necessarie affinche’ risultino in ogni loro particolare aspetto gli effetti degli atti amministrativi, sia in relazione alla gestione di competenza e di cassa, sia in relazione
alla consistenza patrimoniale ed alle sue variazioni.
2. Le scritture, tenute mediante un sistema informatizzato, debbono rilevare:
a) i movimenti cronologici di cassa riferiti al bilancio del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali;
b) gli accertamenti e gli impegni, distinti per capitolo, delle entrate e delle spese in modo cronologico;
c) le riscossioni ed i pagamenti, distinti per capitolo, delle entrate e delle spese;
d) le ritenute di ogni tipo operate sui pagamenti, distinte per capitoli;
e) nel conto dei residui, distinti per capitoli ed esercizio di provenienza, la consistenza all’inizio dell’esercizio, le somme riscosse e pagate, le somme rimaste da riscuotere e da pagare.
3. L’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria tiene altresi’ scritture sistematiche per la rilevazione della consistenza iniziale, delle variazioni e della consistenza finale degli elementi patrimoniali.
1. E’ istituito un collegio dei revisori dei conti, composto da un magistrato amministrativo, anche in quiescenza, che lo presiede, e da due membri iscritti all’albo dei revisori contabili. I componenti del collegio sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio di Stato, previa deliberazione del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, durano in carica quattro anni e non possono essere confermati.
a) effettua il riscontro degli atti della gestione finanziaria e patrimoniale, svolgendo, almeno una volta ogni tre mesi, le necessarie verifiche con la collaborazione del direttore dell’Ufficio
centrale di bilancio e ragioneria;
b) esprime parere sul progetto di bilancio preventivo e sul conto finanziario, con particolare riguardo alla concordanza dei risultati esposti con le scritture contabili, e alla regolarita’
della gestione finanziaria e patrimoniale;
c) puo’ effettuare il riscontro degli atti relativi alle procedure contrattuali e formulare proprie osservazioni.
1. Nella relazione del collegio dei revisori sul rendiconto annuale sono evidenziati:
a) l’andamento della gestione finanziaria e gli effetti di questa sulla consistenza dei beni patrimoniali;
b) le variazioni eventualmente apportate al bilancio nel corso dell’esercizio;
c) le variazioni intervenute nella consistenza dei beni.
2. Il collegio riferisce, altresi’, sulla regolarita’ della gestione finanziaria e patrimoniale, secondo gli elementi tratti dagli atti ad esso sottoposti e dalle verifiche periodiche effettuate
Norme finali e di prima applicazione
1. Per quanto non previsto dal presente regolamento, l’attivita’ amministrativo-contabile dovra’ essere comunque svolta nel rispetto dei principi generali di contabilita’ pubblica.
2. L’Ufficio centrale di bilancio e ragioneria del Consiglio di Stato, a decorrere dal 1o gennaio 2001, sostituisce l’Ufficio centrale del bilancio del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Dipartimenti provinciali del Tesoro – Ragionerie provinciali dello Stato.
3. Al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2001 non si applicano i termini di cui all’art. 2, commi 2 e 3, del presente regolamento.
4. Fino all’istituzione dell’ufficio del segretariato generale della giustizia amministrativa, le relative competenze previste nel presente regolamento, sono esercitate dal segretario generale del Consiglio di Stato.
1. Il regolamento che forma oggetto della presente deliberazione entra in vigore il 1o gennaio 2001.
2. La presente deliberazione sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Cosi’ deliberato dal Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa riunito nelle adunanze dei giorni 26 ottobre 2000 e 21 dicembre 2000.