Source: https://fiscomania.com/importazione-beni-bolletta-doganale/?amp
Timestamp: 2020-05-27 03:15:14+00:00
Document Index: 30687548

Matched Legal Cases: ['art. 158', 'art. 5', 'art. 162', 'art. 8', 'art. 25', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 9']

Home IVA Bolletta doganale nell’importazione di beni
In questo contributo voglio andare ad analizzare la corretta rilevazione ai fini IVA della bolletta doganale relativa alle importazioni di beni dall’estero per le imprese italiane.
L’IVA nelle importazioni di beni
Dichiarazione resa mediante Documento Amministrativo Unico (DAU)
Contenuto e modalità di compilazione della bolletta doganale/DAU
La bolletta doganale come documento IVA
Esempio di importazione con bolletta doganale
Adempimenti connessi alla bolletta doganale
Bolletta doganale e giurisprudenza
L’accertamento doganale è definitivo dalla data di annotazione sulla bolletta
Bolletta doganale per l’importazione dei beni: conclusioni
Le merci destinate a essere vincolate a un regime doganale, con eccezione del regime di zona franca, devono essere oggetto di una dichiarazione in dogana appropriata al regime in questione (art. 158 del regolamento (UE) 9.10.2013 n. 952 c.d. “Codice Doganale dell’Unione” in sigla “CDU“).
I regimi doganali previsti dall’art. 5 punto 16 del CDU sono i seguenti:
Regimi speciali (transito, deposito, uso specifico e perfezionamento);
L’importazione definitiva si perfeziona attraverso due momenti successivi:
L’immissione in libera pratica che permette alla merce di acquisire lo status di merce unionale, dopo aver assolto i dazi (ove previsti) e applicato le misure di politica commerciale;
L’immissione in consumo che comporta l’applicazione ai beni della fiscalità interna (IVA e accise).
La dichiarazione normale in dogana (art. 162 del CDU) è resa sul Documento Amministrativo Unico (DAU) che, a seguito dell’accettazione e dell’iscrizione nel registro della destinazione doganale richiesta, assume il valore di bolletta doganale (art. 8 del DLgs. 8.11.90 n. 374).
Si riporta, di seguito, una selezione di alcune delle caselle contenute nella bolletta doganale/DAU. L’obiettivo è quello di aiutarvi a rendere più semplice la compilazione della stessa.
Casella DAU
1 Dichiarazione, da compilare con i codici previsti in base a specifiche suddivisioni (es. codice “IM” per la dichiarazione di immissione in libera pratica e codice “EX” per la dichiarazione di esportazione)
2 Cognome e nome (o ragione sociale), indirizzo e codice EORI dello speditore/esportatore (in caso di immissione in libera pratica, i dati devono riguardare l’ultimo venditore delle merci, prima dell’ingresso nell’UE)
8 Cognome e nome (o ragione sociale), indirizzo e codice EORI (ove richiesto) del soggetto al quale devono essere consegnate le merci (destinatario)
14 Cognome e nome (o ragione sociale), indirizzo e codice EORI del soggetto dichiarante/rappresentante con indicazione dell’apposito codice identificativo (es. “2” rappresentanza diretta e “3” rappresentanza indiretta)
15 Codice del Paese di spedizione/esportazione
17 Codice dell’ultimo Paese di destinazione noto al momento dell’esportazione (in caso di immissione in libera pratica, si indica il codice dello Stato membro in cui le merci si trovano al momento del vincolo al regime doganale)
22 Importo fatturato delle merci dichiarate e codice relativo alla valuta
23 Tasso di cambio della moneta di fatturazione nella valuta dello Stato membro
33 Codice corrispondente alle merci interessate
36 Codici relativi a eventuali preferenze applicabili
37 Codice numerico che indica il regime richiesto
46 Valore statistico
47 Calcolo delle imposte:codice identificativo del tributo;base imponibile;aliquota d’imposta;importo dovuto;codice relativo al metodo di pagamento.
54 Luogo, data, firma e nome del dichiarante o del suo rappresentante
La registrazione contabile delle bollette doganali di importazione esclude l’obbligo della numerazione e della annotazione nel registro delle fatture provenienti da fornitori esteri.
L’impresa Alfa Srl ha importato definitivamente beni industriali da una società USA, con la clausola franco partenza, alle seguenti condizioni:
prezzo pagato: 10.000,00 euro (per semplicità già espresso in euro);
spese di trasporto sino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale UE: 500,00 euro;
spese di trasporto sino al luogo di destinazione all’interno dell’UE: 200,00 euro;
aliquota dazio applicato: 1,5%;
aliquota IVA 22%.
Ai fini del calcolo dei dazi doganali, la base imponibile è di 10.500,00 euro, pari al prezzo pagato per l’acquisto dei beni (10.000,00 euro) aumentato delle spese di trasporto sino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale UE (500,00 euro). I dazi doganali dovuti sono pari a 157,50 euro (1,5% di 10.500,00 euro).
La base imponibile IVA è di 10.857,50 euro, pari a quella utilizzata per il calcolo dei dazi (10.500,00 euro) aumentata dei dazi doganali (157,50 euro) e delle spese di trasporto sino al luogo di destinazione all’interno dell’UE (200,00 euro). L’IVA all’importazione è pari a 2.388,65 euro (22% di 10.857,50 euro).
La bolletta doganale/DAU conterrà, fra l’altro, i seguenti dati:
casella 1 dichiarazione: codice “IM” relativo agli scambi con Paesi e territori situati fuori dal territorio doganale dell’UE e “A” per una dichiarazione con procedura normale;
casella 42 prezzo dell’articolo: 10.000,00 euro;
casella 46 valore statistico: 10.500,00 euro, inclusivo delle spese di trasporto sino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale UE;
casella 47 prima riga: codice tributo A00 (dazi della tariffa doganale comune), base imponibile 10.500,00 euro, aliquota 1,5%, importo 157,50 euro, metodo di pagamento (es. “C” per assegno);
casella 47 seconda riga: codice tributo 405 (IVA relativa alle importazioni), base imponibile 10.857,50, aliquota 22%, importo 2.388,65, metodo di pagamento (es. “C” per assegno”).
La bolletta doganale d’importazione è annotata nel registro IVA degli acquisti (art. 25 del DPR n 633/72) ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta assolta.
I dati numerici necessari per l’annotazione della bolletta doganale in tale registro (imponibile, aliquota e imposta) sono contenuti nella casella 47 in corrispondenza del codice identificativo del tributo.
Il sistema Export Control System (ECS) ha assunto il ruolo prima rivestito dall’esemplare n. 3 del DAU (copia per l’esportatore) vistato dalla dogana di uscita, per quanto concerne la prova dell’avvenuta esportazione della merce. La procedura telematica ECS, in particolare, si esplica nelle seguenti fasi:
presentazione del DAU all’ufficio doganale di esportazione con assegnazione di un codice di tracciamento (MRN) contenuto nel documento di accompagnamento all’esportazione (DAE);
trasporto dei beni alla dogana di uscita accompagnati dal documento DAE;
appuramento dell’operazione, da parte della dogana di uscita, con trasmissione di un messaggio telematico alla dogana di esportazione;
possibilità per l’operatore di ottenere la prova dell’esportazione verificando, nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’esito dell’operazione effettuata.
Ipotizziamo che un soggetto importatore italiano acquisti merce dalla Cina per €. 100.000, oltre a diritti doganali €. 300 e IVA.
Vediamo di seguito alcuni orientamenti di giurisprudenza legati alla bolletta doganale.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 12913/2019, ha affermato il principio di diritto secondo cui la data dell’annotazione sulla bolletta doganale in relazione ai controlli effettuati determina la definitività dell’accertamento. Dalla data di annotazione inizia a decorrere il termine triennale di decadenza dell’azione accertativa.
La vicenda trae origine da un controllo dell’Agenzia delle Dogane, a seguito del quale un campione di merci è stato inviato in laboratorio per analisi. L’Ufficio, in assenza di contestazioni e prima dei risultati, ha apposto sulla dichiarazione doganale, l’annotazione dell’avvenuta campionatura, provvedendo alla liquidazione dei diritti, ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DLgs. 374/90.
Tale norma, infatti, prevede che se dai controlli effettuati non sono emerse difformità rispetto alla bolletta ovvero se il dichiarante non ha contestato gli eventuali riscontri della Dogana, quest’ultima appone relativa annotazione, firmata e datata. Questo momento costituisce la data in cui l’accertamento diviene definitivo (art. 9 comma 2 del DLgs. 374/90).
Giunti i risultati dell’analisi del campione e alla luce della pretesa del maggior dazio da parte dell’Ufficio, il contribuente ha ripreso il contraddittorio e, ai sensi dell’art. 65 comma 3 del DPR 43/73 (TULD), ha chiesto la redazione del verbale conclusivo di controversia doganale, impugnato successivamente davanti al Direttore regionale dell’Agenzia delle Dogane (art. 66 del TULD).
Quest’ultimo, all’esito della controversia ha notificato al contribuente il provvedimento di liquidazione dei nuovi tributi, oggetto del contenzioso.
La società ha, in particolare, eccepito la tardività dell’azione accertativa, intervenuta una volta decorso il termine triennale di decadenza, di cui all’art. 11 comma 5 del DLgs. 374/90. L’atto impositivo, infatti, era stato notificato oltre tre anni dalla data della definitività dell’accertamento (coincidente con l’annotazione sulla bolletta doganale).
I giudici di secondo grado hanno accolto il ricorso della società, evidenziando che se, da un lato, la definitività dell’accertamento era rappresentata dall’annotazione dell’avvenuta campionatura, dall’altro, il provvedimento del Direttore regionale doveva considerarsi alla stregua di una rettifica dell’accertamento definitivo e, pertanto, essendo trascorsi più di tre anni, l’Ufficio era decaduto dall’azione accertativa.
Secondo la Dogana, tuttavia, non vi sarebbe definitività dell’accertamento nel caso di semplice annotazione sulla bolletta dell’eseguita campionatura, stante l’assenza di difformità rispetto alla dichiarazione. Inoltre, l’accertamento non sarebbe stato definitivo, ma “in sospeso”, in quanto l’operatore aveva instaurato controversia doganale. Di conseguenza, il termine triennale di decadenza doveva decorrere non dall’annotazione sulla bolla, ma dal provvedimento di liquidazione del Direttore regionale.
La questione di diritto affrontata dalla Cassazione, pertanto, consiste nel valutare se l’accertamento si considera definitivo (e quindi inizia a decorrere il termine triennale di decadenza) dall’apposizione sulla dichiarazione dell’avvenuta campionatura (art. 9 del DLgs. n 374/90) ovvero dall’atto conclusivo della controversia (artt. 65 e ss. del TULD).
Al riguardo, i giudici di legittimità hanno preliminarmente affermato che l’art. 9 comma 2 del DLgs. n 374/90 prevede che la data dell’annotazione sulla bolletta costituisce la data in cui l’accertamento è divenuto definitivo, il quale, poi, è suscettibile di successiva attività di revisione, di parte o d’ufficio.
In questo articolo ho riepilogato le principali indicazioni riguardanti la compilazione e la registrazione contabile della bolletta doganale relativa all’importazione di beni in Italia.
L’aspetto importante da sottolineare è che in caso di importazione di beni la bolletta doganale rappresenta l’unico documento valido ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Questo significa che l’applicazione dell’IVA non deriva dall’eventuale fattura del fornitore estero ma dalla bolletta doganale stessa.
Se hai dubbi riguardanti la corretta gestione della bolletta doganale ai fini fiscali, contattami. Segui il link sottostante per metterti direttamente in contatto con me e ricevere una consulenza personalizzata. In questo modo potrai risolvere i tuoi dubbi ed evitare di commettere errori.
Articolo precedenteIstituti deflattivi del contenzioso: caratteristiche
Prossimo ArticoloLavoro sul web: i codici ATECO da utilizzare
Fiscomania Febbraio 23, 2018 at 7:24
Paolo Marzo 25, 2018 at 10:18
Buongiorno, ho un caso da esporvi per avere un vostro parere su come muovermi; 2 mesi fa ho versato un acconto ad una ditta cinese, per riuscire ad effettuare un acquisto di una apparecchiatura estetica esposta in Fiera a Bologna. Il 19/03/2018 verso un’altra somma a saldo sempre per l’acquisto della stessa apparecchiatura estetica, il venditore mi compila una specie di contratto di vendita e il giorno successivo mi trasmette via mail una fattura riportante per intero la cifra pagata. Allo stato attuale io non ho in mano nient’altro che la fattura di vendita cinese, un contratto di acquisto scritto in inglese e una certificazione di un Ente tedesco; ma non mi è stata rilasciata bolletta doganale e non so chi e come è stata importata la macchina. Cosa mi consigliate? Autofatturo l’intero importo?
Fiscomania Marzo 25, 2018 at 12:46
In questo caso non c’è bolletta doganale i beni si trovano già in territorio UE. A mio avviso dovrà autofatturare per poter applicare correttamente l’Iva sull’acquisto.
CLAUDIO Marzo 26, 2018 at 11:15
COME SI SVOLGE CORRETTAMENTE UNA VENDITA IN DROPSHIPPING, QUANDO AD ESEMPIO IL FORNITORE(ES ALIEXPRESS) NON TI EMETTE LA FATTURA?
SPECIALMENTE SE SI TRATTA DI PICCOLI IMPORTI DI POCHI EURO.
PER CUI IL SITO ECOMMERCE SAREBBE ITALIANO, LE VENIDTE IN ITALIA E IL FORNITORE IN CINA.
LA MIA DOMANDA E’ DOVREI AUTOFATTURARMI L’ACQUISTO E CALCOLARMI ANCHE L’IVA PER OGNI VENDITA E ANNOTARE IL TUTTO GIORNALMENTE?
Fiscomania Marzo 26, 2018 at 11:21
Se non riceve fattura deve autofatturare nei termini di legge, ma se lei importa, deve ricevere bolletta doganale. Per maggiori info mi contatti per una consulenza.
LINDA Aprile 18, 2018 at 12:34
ho acquistato del materiale dalla Turchia e non so che codice iva utilizzare per registrare in contabilità la fattura del fornitore. Può aiutarmi per favore?
Fiscomania Aprile 18, 2018 at 14:49
La fattura del fornitore estero deve transitare solo da prima nota. Nei registri Iva deve passare, invece, la bolletta doganale.
Franca Agosto 28, 2018 at 16:21
import extra ue di merce precedentemente inviata in c lavoro con lista valorizzata ma esportazione definitiva da un punto di vista doganale:
fattura fornitore con evidenza scarico materiali + valore manodopera
Presento dichiarazione d’intento per il totale del valore + nolo.
Devo procedere comunque con emissione di autofattura nonostante abbia utilizzato la dichiarazione d’intento?
Fiscomania Agosto 28, 2018 at 17:34
Se ha ricevuto fattura dal fornitore non imponibile per dichiarazione di intento dovrà emettere normale fattura. Se vuole mi scriva in privato per maggiori dettagli.
Agnese Dicembre 22, 2019 at 2:56
Buonasera, il rilascio della bolletta doganale è sempre dovuta? Non ci sono dei limiti di peso per cui la dogana non emette la bolletta doganale? Se si quindi non si assoggetta ad IVA nel senso che non devo emettere autofattura?
Federico Migliorini Dicembre 22, 2019 at 21:13
Salve Agnese, soltanto in caso di passaggi in dogana di beni che complessivamente hanno modico valore non viene rilasciata bolletta doganale.
luigi Marzo 18, 2020 at 18:07
Buonasera , se la fattura e la bolla doganale sono in dollari ( sulla bolla doganale è indicato il cambio ) come registro la fattura e la bolla ?
devo riportare gli importi soggetti all’iva indicati sulla bolla senza preoccuparmi di nulla ?
Federico Migliorini Marzo 18, 2020 at 18:11
La registrazione avviene facendo il cambio, ma solitamente nella bolletta doganale ci sono già il importi in euro per il calcolo dei dazi e degli altri oneri dovuti all’importazione.