Source: https://www.giurisprudenzapenale.com/2018/07/17/divieto-triennale-di-concessione-della-detenzione-domiciliare-speciale-al-condannato-nei-cui-confronti-sia-stata-disposta-la-revoca-di-una-misura-alternativa/
Timestamp: 2020-08-07 15:21:31+00:00
Document Index: 171316436

Matched Legal Cases: ['art. 58', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 51', 'art. 4', 'art. 385', 'art. 58', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 51', 'art. 4']

Divieto triennale di concessione della detenzione domiciliare speciale al condannato nei cui confronti sia stata disposta la revoca di una misura alternativa: sollevata questione di legittimità costituzionale dell'art. 58-quater O.P. - Giurisprudenza penale
17 Luglio 2018 17 Luglio 2018 Redazione Giurisprudenza Penale	art. 58-quater O.P.
Cassazione Penale, Sez. I, 13 luglio 2018 (ud. 10 luglio 2018), n. 32331
Presidente Iasillo, Relatore Centofanti
Si segnala l’ordinanza con cui la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 58-quater O.P. nella parte in cui, in base al combinato disposto dei primi tre commi, stabiliscono il divieto triennale di concessione delle misure alternative a seguito della revoca di altra misura alternativa.
Art. 58-quater O.P. – Divieto di concessione di benefici
1. L’assegnazione al lavoro all’esterno, i permessi premio, l’affidamento in prova al servizio sociale, nei casi previsti dall’articolo 47, la detenzione domiciliare e la semilibertà non possono essere concessi al condannato che sia stato riconosciuto colpevole di una condotta punibile a norma dell’articolo 385 del codice penale.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche al condannato nei cui confronti è stata disposta la revoca di una misura alternativa ai sensi dell’art. 47, comma 11, dell’art. 47-ter, comma 6, o dell’art. 51, primo comma.
5. Oltre a quanto previsto dai commi 1 e 3, l’assegnazione al lavoro all’esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione previste dal capo VI non possono essere concessi, o se già concessi sono revocati, ai condannati per taluni dei delitti indicati nei commi 1, 1-ter e 1-quater dell’art. 4-bis, nei cui confronti si procede o è pronunciata condanna per un delitto doloso punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, commesso da chi ha posto in essere una condotta punibile a norma dell’art. 385 del codice penale ovvero durante il lavoro all’esterno o la fruizione di un permesso premio o di una misura alternativa alla detenzione.
7-bis. L’affidamento in prova al servizio sociale nei casi previsti dall’articolo 47, la detenzione domiciliare e la semilibertà non possono essere concessi più di una volta al condannato al quale sia stata applicata la recidiva prevista dall’articolo 99, quarto comma, del codice penale.
In particolare, la Corte di Cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale – con riferimento agli artt. 3, primo comma, 29, primo comma, 30, primo comma, e 31, secondo comma, della Costituzione – dell’art. 58-quater, primo, secondo e terzo comma, della legge 26 luglio 1975, n. 354, nella parte in cui essi, nel loro combinato disposto, prevedono che non possa essere concessa, per la durata di tre anni, la detenzione domiciliare speciale, prevista dall’art. 47-quinquies della stessa legge n. 354 del 1975, al condannato nei cui confronti è stata disposta la revoca di una misura alternativa, ai sensi dell’art. 47, comma 11, dell’art. 47-ter, comma 6, o dell’art. 51, primo comma, della legge medesima.
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