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Timestamp: 2019-09-17 01:00:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 8']

<B>FACCHINAGGIO - FASCE DI CLASSIFICAZIONE - REQUISITI </B>
<font class="special"><b><u>Iscrizione in una fascia di classificazione - Cessione dell'azienda - Parere del Consiglio di Stato</FONT></b></u> <br><br>
<b> LE IMPRESE DI FACCHINAGGIO </b> <BR>
<font class='special'> <b><u>Normativa di riferimento</b></u></font><br><br>
<font class='special'><B>1. <U>L'ATTIVITA' DI FACCHINAGGIO NEL D.M. N. 221 DEL 2003</B></U></font> <br><BR>
La fonte normativa è il <b>decreto del Ministro delle Attività Produttive del 30 giugno 2003 n. 221</b>. <br>
Al decreto sono seguite cinque Circolari del Ministero delle attività produttive: <br><b>
- la n. 3570/C del 30 dicembre 2003,<br>
- la n. 3590/C del 2 settembre 2005,<br>
- la n. 3595/C del 13 dicembre 2005,<BR>
- la n. 3597/C del 27 gennaio 2006;<br>
- la n. 3626/C del 30 luglio 2009</b>.<br><br><br>
<b>1.1. <u>Attività soggette</b></u><br><br>
Secondo quanto disposto dall’art. 2 del D.M. n. 221/2003, per attività di facchinaggio e movimentazione merci si intendono le seguenti attività: <br><i>
• portabagagli, facchini e pesatori dei mercati agro-alimentari, facchini degli scali ferroviari, compresa la presa e consegna dei carri, facchini doganali, facchini generici, accompagnatori di bestiame, ed attività preliminari e complementari; facchinaggio svolto nelle aree portuali da cooperative derivanti dalla trasformazione delle compagnie e gruppi portuali in base all'articolo 21 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni ed integrazioni; <br><br>
• insacco, pesatura, legatura, accatastamento e disaccatastamento, pressatura, imballaggio, gestione del ciclo logistico (magazzini ovvero ordini in arrivo e partenza), pulizia magazzini e piazzali, depositi colli e bagagli, presa e consegna, recapiti in loco, selezione e cernita con o senza incestamento, insaccamento od imballaggio di prodotti ortofrutticoli, carta da macero, piume e materiali vari, mattazione, scuoiatura, toelettatura e macellazione, abbattimento di piante destinate alla trasformazione in cellulosa o carta e simili, ed attività preliminari e complementari. <br><br></i>
L'esercizio delle attività di facchinaggio e di movimentazione delle merci, svolte per conto di terzi, è riservato alle imprese, costituite sia in forma societaria che individuale, che risultano in possesso di particolari requisiti dettati dal D.M. 30 giugno 2003, n. 221. <br><br><br>
<b>1.2. <u>Requisiti necessari</b></u><br><br>
Inizialmente, i requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività erano i seguenti: <br>
• <b>capacità economico-finanziaria dell'impresa</b> (art. 5); <br>
• <b>capacità tecnico-organizzativa</b> (art. 6): il preposto alla gestione tecnica deve essere in possesso di specifici requisiti tecnico-professionali; <br>
• <b>onorabilità</b> (art. 7), che devono essere posseduti dal titolare e dagli eventuali institori e direttori per l'impresa individuale, da tutti i soci illimitatamente responsabili per le società di persone e le Sapa, da tutti gli amministratori per le altre società di capitali e le società cooperative. <br><br>
Successivamente, l’articolo 10, comma 3, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ha stabilito che l’attività di facchinaggio di cui al decreto del Ministro delle attività produttive 30 giugno 2003, n. 221, è soggetta alla sola dichiarazione di inizio attività ai sensi della normativa vigente (ora segnalazione certificata di inizio attività – SCIA), da presentare alla Camera di Commercio competente, e <b>non può essere subordinata a particolari requisiti professionali, culturali e di esperienza professionale</b>. <br>
Lo stesso articolo ha inoltre stabilito che per l'esercizio delle sole attività di facchinaggio <b>non sono necessari i requisiti di capacità economico-finanziaria</b> di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Ministro delle attività produttive 30 giugno 2003, n. 221. <br>
Da ultimo, il comma 1, lett. b) dell’articolo 10 del D.Lgs. 6 agosto 2012, n. 147, recante disposizioni integrative e correttive al D.Lgs.- n. 59/2010, ha introdotto un nuovo comma 1-bis, dell’articolo 72 del citato D.Lgs. n. 59/2010. Si tratta – come fa osservare il Ministero dello Sviluppo Economico nella circolare n. 3656/C del 12 settembre 2012 - di una mera operazione di rafting, dovuta al mancato coordinamento avvenuto nella L. n. 40/2007, di conversione del D.L. n. 7/2007, che all’articolo 10, comma 3 aveva abrogato i requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa, incidendo unicamente sul regolamento delegato (D.I. 30 giugno 2003, n. 221), senza provvedere all’abrogazione dei medesimi nella norma della delega (Legge 5 marzo 2001, n. 57).<br><br><br>
<b>1.3. <u>Modalità di denuncia</b></u><br><br>
Entro 60 giorni dalla data di presentazione della SCIA i requisiti devono essere riconosciuti o negati: oltre tale termine vale il principio del silenzio-assenso. <br><br><br>
<B>1.4. <U>Fasce di classificazione </B></U><BR><br>
Le imprese di facchinaggio sono classificate in base al volume di affari, al netto dell'IVA, realizzato in media nell'ultimo triennio, nello specifico settore di attività. <br>
Le imprese attive da meno di tre anni, ma non meno di due anni, accedono alle fasce di classificazione sulla base della media del volume di affari del periodo di detta attività. <br>
Le imprese di nuova costituzione o con un periodo di attività inferiore al biennio sono inserite nella fascia iniziale. <br>
Le fasce di classificazione per volume di affari al netto dell'IVA sono le seguenti: <br><i>
a) inferiore a 2,5 milioni di euro; <br>
b) da 2,5 a 10 milioni di euro; <br>
c) superiore a 10 milioni di euro. <br></i>
L'iscrizione nelle suddette fasce <b>ha valore al fine della stipulazione dei contratti</b>. Infatti all'impresa non e' consentito stipulare un contratto di importo annuale superiore a quello corrispondente alla fascia in cui e' inserita. <br>
Il DM 221/2003 prevede che <b>la variazione negativa della fascia di classificazione di appartenenza</b> deve essere comunicata alla Camera di Commercio entro trenta giorni dal verificarsi; in ogni altro caso la comunicazione rimane facoltativa. <br><br>
Il Ministero delle Attività Produttive con la <b>Circolare n. 3570/C del 30 dicembre 2003</b> ha chiarito che i 30 giorni per la comunicazione della variazione negativa decorrono dal deposito del bilancio per le società di capitali e società cooperative e dalla presentazione della denuncia dei redditi per le imprese a forma giuridica diversa. <br><br>
<font class='special'><B>2. <U>LE NOVITA' INTRODOTTE DAL DECRETO-LEGGE N. 7/2007, CONVERTITO DALLA LEGGE N. 40/2007</B></U></font> <br><BR>
<b>2.1. <U>La dichiarazione di inizio dell'attività</b></u><br><br>
Il <b>comma 3, dell’art. 10 del decreto-legge n. 7/2007 (in vigore dal 2 febbraio 2007), convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40</b>, stabilisce che l'attività di facchinaggio è soggetta alla <b>sola dichiarazione di inizio attività</b>, resa ai sensi dell’art. 19 della legge n. 241/1990, da presentare alla Camera di Commercio competente, e <b>non possono essere subordinate a particolari requisiti professionali, culturali e di esperienza lavorativa</b>.<br>
Sono fatti salvi, ove richiesti dalla normativa vigente, i requisiti di onorabilità e capacità economico finanziaria. <br>
In fase di conversione del decreto-legge è stato aggiunto il seguente periodo: <b>per l'esercizio delle sole imprese di facchinaggio non sono necessari i requisiti di capacità economico-finanziaria di cui alla lettera b), del comma 1, del D.M. n. 221/2003</b>.<br>
Si tratta del requisito relativo al possesso di un patrimonio netto pari almeno all'8 per cento del fatturato totale dell'impresa, specifico nel settore facchinaggio, al 31 dicembre dell'anno precedente. <br>
Dunque, per le imprese di facchinaggio <b>non verrà più richiesto l’obbligo del possesso dei requisiti tecnico-organizzativi</b> (titoli di studio ed esperienza lavorativa) e dei <b>requisiti di capacità economico-finanziaria riferiti al possesso di un determinato patrimonio netto</b>.<br><br>
Riguardo all’attività di facchinaggio, già soggetta a dichiarazione di inizio attività, l'articolo 72 del D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 (di recepimento della "Direttiva Servizi" 2006/123/CE) si è limitato ad una semplificazione degli adempimenti, eliminando
l’analoga dichiarazione prevista dal D.P.R. 18 aprile 1991, n. 342, nel caso dei soggetti che abbiano già presentato tale dichiarazione di inizio attività
ai sensi dell’articolo 17 della legge 5 marzo 2001, n. 57, e per i relativi addetti. <br>
Tale doppia dichiarazione risultava infatti inutilmente onerosa e non giustificabile in termini di adeguatezza e proporzionalità degli adempimenti.<br><br><br>
<b>2.2. <U>Luogo di presentazione della dichiarazione di inizio attività</b></u><br><br>
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con <b>Lettera Circolare del 29 febbraio 2008, Prot. 0001832</b>, ha cercato di risolvere alcune incertezze interpretative sul punto in cui la norma in questione prevede che dette attività <i>"sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attività ai sensi della normativa vigente, da presentare alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente..."</i>.<br><br>
. Se vuoi <b>approfondire questo argomento</b>, clicca <a href =' http://www.tuttocamere.it/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=32 '> <b>QUI.</a></b><br><br><br>
<B>2.3. <U>La modulistica per le dichiarazioni di inizio attività</B></u><br><br>
. Se vuoi scaricare <b>la modulistica relativa all'ALBO DELLE IMPRESE ARTIGIANE, aggiornata con le modifiche apportate dal D.L. n. 7/2007, convertito dalla legge n. 40/2007</b>, clicca <a href =' http://www.tuttocamere.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=7&page=2
'> <b>QUI</a></b> <br><br>
. Se vuoi scaricare <b>la modulistica relativa al REGISTRO DELLE IMPRESE, aggiornata con le modifiche apportate dal D.L. n. 7/2007, convertito dalla legge n. 40/2007</b>, clicca <a href =' http://www.tuttocamere.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=7&page=3
<b> CASISTICA IN MATERIA DI POSSESSO DEI REQUISITI E DI SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’</b> <BR>
<font class='special'> <b>1. <u>Procedura di inserimento nelle fasce di classificazione</b></u></font><br><br>
Circa il <b>termine entro il quale è necessario provvedere a detta iscrizione</b>, lo stesso Ministero ritiene che, in mancanza di una espressa previsione di legge al riguardo, si debba applicare il disposto di cui al comma 3, dell’art. 2, della legge n. 241/1990, e cioè che il termine sia fissato in<b> 90 giorni</b>. <br><hr><br>
<font class='special'> <b>2. <u>Requisito dell'immedesimazione del responsabile tecnico: chiarimenti</b></u></font><br><br>
In entrambi i casi la prestazione d’opera del socio è soddisfatta anche quando la prestazione d'opera si sostanzia nello svolgimento di un costante controllo sui servizi offerti dall'impresa, senza necessità di una prestazione lavorativa anche manuale, purché sia verificata la stabilità e continuità del vincolo e il rapporto diretto con la struttura operativa dell'impresa stessa. <br> <hr> <br>
<font class='special'> <b>3. <u>Attività di movimentazione merci e trasloco - Applicabilità alla disciplina del facchinaggio
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la <b>Lettera-Circolare n. 3626/C del 30 luglio 2009</b>, è tornato sull’argomento di una corretta interpretazione dell’articolo 2, lettere a) e b) del D.M. n. 221 del 2003, che da sempre ha determinato molti dubbi interpretativi.<br>
L'attività di facchinaggio è, molto spesso, incorporata all'interno di un più ampio ciclo di servizio, quali, ad esempio, quelli del trasloco, del trasporto e della logistica. In tali casi I'attività di facchinaggio svolge una funzione strumentale accessoria che non rileva, autonomamente, rispetto al fruitore del servizio.<br>
In questi casi le attività relative al trasporto e al trasloco svolte in maniera "prevalente" o l’attività di facchinaggio svolta in maniera “strumentale ed accessoria” sono soggette alla normativa sul facchinaggio?<br>
Secondo il Consiglio di Stato (Decisione n. 4613 del 2008), la mancata iscrizione nel Registro delle imprese o nell’Albo delle imprese artigiane per l’attività di facchinaggio di un’impresa che esercita detta attività in via meramente strumentale rispetto ad altre prevalenti, quali il trasporto o il trasloco, inibisce a detta impresa la partecipazione ad una gara di appalto se nel bando è indicato come requisito l’iscrizione nel registro delle imprese o nell’Albo delle imprese artigiane ai sensi del D.M. n. 221/2003.<br>
Tale decisione ha generato immediati dubbi negli operatori del settore dei trasporti, dei traslochi e simili preoccupati che sulla base della stessa risultasse loro inibita la partecipazione ad appalti pubblici genericamente definiti di "trasloco e facchinaggio".<br><br>
Il Ministero, con la citata lettera-circolare n. 3626/C, ha ritenuto opportuno fare alcune puntualizzazioni anche in merito ad una corretta interpretazione della citata decisione del Consiglio di Stato.<br>
Sia il Ministero dello Sviluppo Economico che il Ministero del Lavoro ritengono che nel caso l’attività di facchinaggio sia <b>meramente marginale e strumentale e di mero servizio all’attività principale</b> di movimentazione merci e trasloco, tale da non assurgere mai ad attività svolta a favore di terzi come prestazione autonoma questa, questa <b>non deve essere sottoposta alla disciplina dettata dal D.M. n. 221/2003</b>.<br>
Resta inteso, pertanto, che l'impresa esercente l'attività di facchinaggio deve valutare attentamente se detta attività rivesta, tra le attività svolte, un ruolo marginale e strumentale, di mero servizio rispetto alle altre attività svolte, tale da non assurgere mai ad attività svolta a favore di terzi come servizio autonomo oppure come attività prevalente nell'ambito di un più ampio servizio.<br>
Ove ricorra tale ipotesi, l’impresa non sarà tenuta all’iscrizione nel Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane per l’attività di facchinaggio ai sensi del D.M. n. 221 del 2003.<br>
<b>Il testo della lettera-circolare viene riportato nell'Appendice normativa</b>.<br><br>
<center><b> APPROFONDIMENTI </b></center>
. <a href='files/studi/Facchinaggio.pdf' target=_new><img src='images/pdf.gif' border=0>
<b>Disciplina delle attività di facchinaggio</b>. <i>(Aggiornato a giugno 2015)</i>. </a><br><hr><br>
Proponiamo, inoltre, una tabella esemplificativa, elaborata da Claudio Venturi, dal titolo:<br>
. <a href='files/camcom/Imp_Aut_Pul_Fac_Confronto.pdf' target=_new><img src="images/pdf.gif" border=0>
<b>Le attività di impiantistica, autoriparazione, pulizia e facchinaggio</b>: Normative a confronto. </a>
Dal 1 maggio 2018 sono entrati in vigore con accordo del 22 febbraio 2018 i <B>nuovi moduli SCIA unificati e standarizzati</B> per l'attività di facchinaggio, da utilizzarsi unitamente al modulo SCHEDA ANAGRAFICA approvato con accordo in Conferenza Unificata il 4 maggio 2017.<BR><BR>
. Per la <b>MODULISTICA da utilizzare, a decorrere dal 31 luglio 2010, per la Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al Registro delle imprese</b>, cliccate <a href ="http://www.tuttocamere.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=7&page=3"><b>QUI.</a></b> <br><br>
. Per consultare gli<b> importi delle TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE</b>, cliccate <a href =' http://www.tuttocamere.it/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=41
. Per le istruzioni per il riconoscimento dei titoli di formazione professionale acquisiti in Paesi appartenenti e non all'Unione Europea, ai fini dell'esercizio in Italia delle <b>attività di impiantistica, pulizia, autoriparazione e facchinaggio</b>, emanate dal Ministero delle attività produttive, cliccate <a href=" http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2005/giugno/minattprod-ricon-titoli.pdf "><b>QUI</a></b><br><br>
. <a href="files/attivita/1994_342.pdf" target=_new><img src="images/pdf.gif" border=0>
<b>D.P.R. 18 aprile 1994, n. 342</b>:Regolamento recante semplificazione dei procedimenti amministrativi in materia di lavori di facchinaggio. </a> <br><br>
. <a href="files/attivita/2001_57.pdf" target=_new><img src="images/pdf.gif" border=0>
<b>Legge 5 marzo 2001, n. 57</b>: Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati. </a> <br><br>
. <a href='files/camcom/2003_221.pdf' target=_new><img src="images/pdf.gif" border=0>
<b>DM. 30 giugno 2003, n. 221 </b> (G.U. n. 192 del 20 agosto 2003): Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 17 della legge 5 marzo 2001, n. 57, in materia di riqualificazione delle imprese di facchinaggio. </a><br><br>
. <a href='files/attivita/2003_3570_Circ_MAP.pdf' target=_new><img src="images/pdf.gif" border=0>
<b>Ministero delle attività produttive - Circolare n. 3570/C del 30 dicembre 2003</b>: Decreto 30 giugno 2003, n. 221, regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 17 della legge 5 marzo 2001, n. 57, in materia di riqualificazione delle imprese di facchinaggio. </a><br><br>
. <a href='files/attivita/2004_548552_Nota_MAP.pdf' target=_new><img src="images/pdf.gif" border=0>
<b>Ministero delle attività produttive - Nota del 9 marzo 2004, Prot. 548552</b>: Specificazioni in merito all'ambito di applicazione del decreto ministeriale 30 giugno 2003, n. 221 ("Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 17 della legge 5 marzo 2001, n. 57, in materia di riqualificazione delle imprese di facchinaggio"). </a><br><br>
. <a href='files/camcom/2005_3590_Circ_MAP.pdf' target=_new><img src="images/pdf.gif" border=0> <b>Ministero delle attività produttive – Circolare n. 3590/C del 2 settembre 2005</b>: Decreto 30 giugno 2003, n. 221 - Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 17, legge 5 marzo 2001, n. 57, in materia di riqualificazione delle imprese di facchinaggio – Problematiche connesse all’applicazione dell’art. 14, comma 2.</a><br><br>
. <a href="files/camcom/2005_3595_Circ_MAP.pdf" target=_new><img src="images/pdf.gif" border=0>
<b>Ministero delle attività produttive - Circolare n. 3595/C del 13 dicembre 2005 - Prot. 0011188:</b> Decreto ministeriale 30 giugno 2003, n. 221 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 17 della legge 5 marzo 2001, n. 57, in materia di riqualificazione delle imprese di facchinaggio) - Ulteriori indicazioni applicative. </a> <br><br>
. <a href='files/camcom/2006_3597_Circ_MAP.pdf' target=_new><img src='images/pdf.gif' border=0>
<b>Ministero delle attività produttive - Circolare n. 3597/C del 27 gennaio 2006 - Prot. 0001041:</b> Decreto ministeriale 30 giugno 2003, n. 221 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 17 della legge 5 marzo 2001, n. 57, in materia di riqualificazione delle imprese di facchinaggio) - Ulteriori indicazioni applicative. </a> <br><br>
. <a href='files/camcom/2006_3985_Parere_MAP.pdf' target=_new><img src='images/pdf.gif' border=0>
<b>Ministero delle attività produttive - Parere del 27 aprile 2006, Prot. 0003985</b> - Regolamento 30 giugno 2003, n. 229, recante riqualificazione delle imprese di facchinaggio. Art. 5, comma 1 lettera b).</a> <br><br>
. <a href='files/camcom/2007_7811_Nota_MSE.pdf' target=_new><img src='images/pdf.gif' border=0> <b>Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Commercio le Assicurazioni e i Servizi - Ufficio B4 - Nota del 7 agosto 2007, Prot. 0007811</b>: Inserimento nelle fasce di classificazione per la partecipazione ad appalti per servizi di pulizia e facchinaggio (art. 3, D.M. n. 274/1997 e art. 8, D.M. n. 221/2003).</a>
. <a href='files/camcom/2009_3626_Circ_MSE.pdf' target=_new><img src='images/pdf.gif' border=0>
<b>Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per la regolazione del mercato - Lettera-Circolare n. 3626/C del 30 luglio 2009, Prot. 0069886</b>: Attività di movimentazione merci (decreto interministeriale n. 221 del 2003).</a> <br><br>
. <a href='files/impianti/2011_115431_Nota_MSE.pdf' target=_new><img src='images/pdf.gif' border=0>
<b>Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Registro Ufficiale - Letera-Circolare del 16 giugno 2011, Prot. 0115431</b>: Valutabilità dei diplomi, attestati e brevetti rilasciati dal Ministero della difesa ai fini del riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali per lo svolgimento di attività regolamentate .</a> <img src='images/flashing_new.gif' border=0> <br><br>
Date 2013-12-28 19:34:16