Source: http://www.dbnmagazine.it/leggi-e-sentenze/244-noi-la-riforma-l-abbiamo-avuta
Timestamp: 2017-07-27 02:44:35+00:00
Document Index: 69515989

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2229', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 8']

Noi, la riforma l’abbiamo avuta - DBN Magazine | La rivista delle Discipline Bio Naturali, Discipline Olistiche, Discipline Orientali
Si fa un gran parlare di riforme. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ribadisce, continuamente, che per far ripartire l’Italia sono necessarie le riforme. Lo stesso Sergio Mattarella, appena eletto Presidente della Repubblica, ha affermato che servono le riforme a difesa della Costituzione
A cura di Lorenzo Argolini. Pubblicato marzo 2015	PERCHÉ FARE LE RIFORME?
Perché bisogna creare le migliori condizioni per poter produrre, per poter lavorare.
Togliere vincoli, limitazioni. Spesso la causa è imputabile alla burocrazia che accentra, rallenta, impedisce. E spesso questo lo fa senza avere la competenza nelle materie. A tutto questo dobbiamo poi aggiungere che la burocrazia costa allo Stato, ai cittadini.
Ma a volte la burocrazia non c’entra per niente; il legislatore deve, semplicemente, essere un po’ creativo e coraggioso ed accogliere le osservazioni che vengono dal corpo sociale. È quello che è successo con l’approvazione della legge 4/2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”.
Nel 1999 viene costituito il CoLAP (Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali) proprio con l’obiettivo di riconoscere il ruolo delle Associazioni Professionali in un processo di attestazione delle qualità degli operatori a seguito delle attività di aggiornamento professionale.
Il cammino è stato lungo e difficile, ma il risultato è molto positivo. Certo poteva essere migliore, ma viste le resistenze messe in campo dagli Ordini, che da sempre hanno osteggiato la proposta di legge, dobbiamo essere soddisfatti. Vediamo se con l’approvazione di questa legge, possiamo parlare di riforma.
Con questa legge viene stabilito in modo, molto chiaro, che oltre al settore delle professioni regolamentate, delle professioni sanitarie, del settore dell’Artigianato e delle aziende del Pubblico esercizio esiste il settore delle professioni non organizzate. Infatti art. 1 comma 2, “con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative”.
Questo comma è molto importante perché una legge nazionale stabilisce che esiste il settore delle professioni non organizzate. Questo sta influenzando sentenze e normative tipo Regolamenti Comunali.
La legge poi stabilisce che gli operatori possono riunirsi in Associazioni Professionali; infatti art. 2, comma 1 “Coloro che esercitano la professione di cui all’art. 1, comma 2, possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica... con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza”.
Associazioni che, da sempre, svolgono funzioni molto importanti e che ora, grazie alla legge nazionale, viene loro riconosciuto ufficialmente questo ruolo.
Il tutto, a differenza del modo di operare degli Albi professionali che esercitano in regime monopolistico, “Nel rispetto delle regole della concorrenza”, cioè in concorrenza fra di loro; proprio quello che ci vuole per smuovere l’Italia. Le Associazioni possono poi rilasciare una Attestazione di Qualità, infatti all’art. 7, comma 1 è previsto che “Al fine di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti, previa le necessarie verifiche, sotto la responsabilità del proprio rappresentate legale, un’attestazione relativa:
d) alle garanzie fornite dall’associazione all’utente fra cui l’attivazione dello sportello di cui all’art. 2, comma 4; e) all’eventuale possesso della polizza assicurativa per la responsabilità professionale”.
L’art. 8, comma 2 prevede: “il professionista iscritto all’associazione professionale e che ne utilizza l’attestazione ha l’obbligo di informare l’utenza del proprio numero di iscrizione all’associazione.”
Ci sono altri passaggi di rilievo. Ma già si coglie l’importanza del provvedimento: una legge nazionale che ha come obiettivo principale la tutela del cittadino che riceve la prestazione. Insomma una vera e propria Riforma.
Le leggi regionali sono una buona tutela per il consumatore? La risposta è che le Regioni non hanno la delega a legiferare relativamente alla materia delle professioni.
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali tutte le leggi regionali che le sono state inviate (3 del Piemonte, 2 della Liguria, 1 del Veneto, 1 dell’Emilia-Romagna). Vedere nel box cosa è successo della legge dell’Umbria appena approvata.
Quella della Toscana e della Lombardia, approvate entrambe all’inizio del 2005, non sono state impugnate. Noi riteniamo che ciò sia stato dovuto ad un mancato controllo da parte degli organi preposti (ancora l’inefficienza della burocrazia). Le due leggi sono, quindi, attive. Quella della Toscana non è stata attuata; nei mesi scorsi è stata molto vicina all’abrogazione. Rimarrà, ma verrà inserito un emendamento che farà riferimento alla legge 4/2013. Quella della Lombardia è stata attuata, per esempio, sono stati realizzati i Registri degli operatori.
Dato che l’iscrizione non è soggetta ad aggiornamento professionale, come invece è previsto dalla 4/2013, risulta evidente che viene data ai cittadini una informazione fuorviante: il cittadino pensa che l’iscritto sia un operatore aggiornato, mentre l’iscrizione potrebbe risalire ad alcuni anni addietro e da allora l’operatore non ha fatto alcun aggiornamento professionale.	Articoli correlati (da tag)
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