Source: http://www.periti.info/normativa/decreto-legislativo-15-febbraio-2010-n-23-riforma-dellordinamento-relativo-alle-camere-di-commercio-industria-artigianato-e-agricoltura-in-attuazione-dellarticolo-53-della-legge-23-luglio-2/
Timestamp: 2018-12-17 08:16:44+00:00
Document Index: 94988714

Matched Legal Cases: ['art.  76', 'art. 117', 'art. 14', 'art. 53', 'art. 23', 'art. 12', 'art. 4', 'art.  5', 'art. 38', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 20', 'art.\n12', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 2188', 'art. 1', 'art. 8', 'art.  31', 'art.\n44', 'art.  8', 'art. 58', 'art. 114', 'art. 416', 'art. 74', 'art.  73', 'sentenza\n', 'sentenza\n', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 59', 'sentenza ', 'art.  444', 'sentenza ', 'art.  178', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 3', 'art.  2', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 4', 'art.  20', 'art.  27', 'art. 19']

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 23 - Riforma dell'ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0039) (GU n. 46 del 25-2-2010 | Periti.info
<MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 18 dicembre 2009
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 17 febbraio 2010>
DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 23 – Riforma dell’ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell’articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0039) (GU n. 46 del 25-2-2010
DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 23 - Riforma dell'ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0039) (GU n. 46 del 25-2-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 12/03/2010
Riforma  dell’ordinamento  relativo   alle   camere   di   commercio,
industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell’articolo  53
Visti gli articoli 117 e 118 della Costituzione;  Visto  l’articolo
14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
di energia», ed, in particolare, l’articolo  53,  recante  delega  al
Governo per la riforma della  disciplina  in  materia  di  camere  di
commercio, industria, artigianato e agricoltura;
il conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni  e  agli  enti  locali,  per  la   riforma   della   pubblica
Visto il decreto legislativo  31  marzo  1998,  n.112,  recante  il
regioni e agli enti locali, ed in particolare gli articoli 37  e  38,
successivamente modificati e integrati;
Vista la legge 29 dicembre 1993, n. 580, recante  il  riordinamento
1. L’articolo 1 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e’ sostituito
«Art. 1 (Natura e sede). – 1. Le camere  di  commercio,  industria,
artigianato  e  agricoltura,  di  seguito  denominate:   «camere   di
commercio», sono enti pubblici dotati  di  autonomia  funzionale  che
svolgono,   nell’ambito   della   circoscrizione   territoriale    di
competenza,  sulla  base  del  principio  di  sussidiarieta’  di  cui
all’articolo 118 della Costituzione, funzioni di  interesse  generale
per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell’ambito delle
2. Le camere di  commercio  italiane,  le  unioni  regionali  delle
camere di commercio, l’Unione italiana  delle  camere  di  commercio,
industria,  artigianato  e  agricoltura,   di   seguito   denominata:
«Unioncamere», nonche’ i loro organismi strumentali costituiscono  il
sistema camerale italiano. Fanno parte altresi’ del sistema  camerale
italiano le camere di  commercio  italiane  all’estero  e  estere  in
della provincia o dell’area metropolitana di cui all’articolo 22  del
testo unico delle leggi nell’ordinamento degli enti locali, di cui al
4.   La   costituzione   di   nuove    province    non    determina
obbligatoriamente l’istituzione di nuove  camere  di  commercio.  Con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, previa intesa  con  la
province autonome di  Trento  e  di  Bolzano,  puo’  essere  disposta
l’istituzione di camere di commercio nelle nuove province solo se  in
ciascuna camera di commercio interessata dal provvedimento  risultano
iscritte o annotate nel registro delle imprese almeno 40.000  imprese
e  sia  comunque  assicurato  il  raggiungimento  di  un  sufficiente
5. I consigli di due o piu’ camere di commercio  possono  proporre,
con delibera adottata a maggioranza dei  due  terzi  dei  componenti,
l’accorpamento  delle  rispettive  circoscrizioni  territoriali.  Con
province autonome di Trento e di Bolzano, e’ istituita la  camera  di
commercio   derivante    dall’accorpamento    delle    circoscrizioni
territoriali. Con lo stesso decreto sono disciplinati i criteri e  le
modalita’ per la successione nei rapporti giuridici esistenti.».
2. L’articolo 2 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 e’  sostituito
«Art. 2 (Compiti e funzioni). – 1. Le camere di commercio svolgono,
nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza, funzioni
di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese  e
delle economie locali, nonche’, fatte salve le competenze  attribuite
dalla Costituzione e dalle leggi  dello  Stato  alle  amministrazioni
statali, alle regioni, e agli enti  locali,  funzioni  nelle  materie
amministrative ed economiche relative al sistema  delle  imprese.  Le
camere di commercio, singolarmente o in forma associata,  esercitano,
inoltre, le funzioni ad esse delegate dallo Stato  e  dalle  regioni,
nonche’ i compiti derivanti da accordi o convenzioni  internazionali,
informando la loro azione al principio di sussidiarieta’.
2. Le camere di commercio,  singolarmente  o  in  forma  associata,
a) tenuta del registro delle imprese,  del  Repertorio  economico
amministrativo, ai sensi dell’articolo  8  della  presente  legge,  e
degli altri registri ed albi  attribuiti  alle  camere  di  commercio
b) promozione della semplificazione delle procedure per l’avvio e
lo svolgimento di attivita’ economiche;
c) promozione del territorio e delle economie locali al  fine  di
accrescerne la competitivita’, favorendo l’accesso al credito per  le
d) realizzazione di osservatori dell’economia locale e diffusione
e) supporto  all’internazionalizzazione  per  la  promozione  del
sistema  italiano  delle  imprese  all’estero,   raccordandosi,   tra
l’altro, con i programmi del Ministero dello sviluppo economico;
f) promozione dell’innovazione e  del  trasferimento  tecnologico
per le imprese,  anche  attraverso  la  realizzazione  di  servizi  e
g) costituzione di commissioni arbitrali e  conciliative  per  la
risoluzione  delle  controversie  tra  imprese  e   tra   imprese   e
h)  predisposizione   di   contratti-tipo   tra   imprese,   loro
i) promozione di forme di controllo sulla  presenza  di  clausole
l) vigilanza e controllo sui prodotti e per la metrologia  legale
e rilascio dei certificati d’origine delle merci;
n) cooperazione con le istituzioni scolastiche  e  universitarie,
in materia di alternanza scuola-lavoro e per l’orientamento al lavoro
3. Le camere di commercio, nei cui  registri  delle  imprese  siano
4. Per il raggiungimento dei propri scopi, le camere  di  commercio
promuovono, realizzano e gestiscono strutture  ed  infrastrutture  di
direttamente o mediante  la  partecipazione,  secondo  le  norme  del
codice civile, con altri soggetti pubblici e  privati,  ad  organismi
anche associativi, ad enti, a consorzi e a societa’.
5. Le camere di commercio, nel rispetto di  criteri  di  equilibrio
economico e finanziario,  possono  costituire,  in  forma  singola  o
associata, e secondo  le  disposizioni  del  codice  civile,  aziende
speciali operanti secondo le norme del diritto  privato.  Le  aziende
speciali delle camere di commercio sono organismi strumentali  dotati
di  soggettivita’  tributaria.  Le  camere   di   commercio   possono
attribuire  alle  aziende  speciali  il  compito  di  realizzare   le
iniziative  funzionali  al  perseguimento  delle  proprie   finalita’
istituzionali e del proprio programma di attivita’,  assegnando  alle
6. Per la realizzazione di interventi a favore  del  sistema  delle
imprese e dell’economia, le camere di  commercio  e  le  loro  unioni
possono partecipare agli accordi di programma ai sensi  dell’articolo
7. La programmazione degli interventi in favore del  sistema  delle
imprese e  dell’economia-nell’ambito  del  programma  pluriennale  di
attivita’ di cui all’articolo 11, comma 1,  lett.  c),  formulata  in
coerenza con la programmazione dell’Unione  europea,  dello  Stato  e
8. Le camere di commercio  possono  costituirsi  parte  civile  nei
giudizi relativi ai delitti contro l’economia pubblica, l’industria e
il  commercio.  Possono,  altresi’,  promuovere   l’azione   per   la
repressione della concorrenza sleale ai sensi dell’articolo 2601  del
locali sulle questioni che  comunque  interessano  le  imprese  della
3. L’articolo 3 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e’ sostituito
«Art. 3 (Potesta’ statutaria e regolamentare). – 1. In  conformita’
ai principi della presente legge, ad  ogni  camera  di  commercio  e’
riconosciuta  potesta’  statutaria  e   regolamentare.   Lo   statuto
disciplina, tra l’altro, con  riferimento  alle  caratteristiche  del
a) l’ordinamento e l’organizzazione della camera di commercio;
b) le competenze e le modalita’ di funzionamento degli organi;
c) la composizione degli organi per  le  parti  non  disciplinate
2. Lo statuto  stabilisce,  altresi’,  anche  tenendo  conto  degli
eventuali  criteri  a  tal  fine  individuati  dal  decreto  di   cui
all’articolo 10, comma 3, norme per  assicurare  condizioni  di  pari
opportunita’ tra uomo e donna ai sensi  del  decreto  legislativo  11
negli organi collegiali delle camere di commercio, nonche’ degli enti
3. Lo statuto e’ approvato dal consiglio con il voto dei due  terzi
4. Lo statuto e’ pubblicato sul sito internet  istituzionale  della
camera di commercio ed inviato al Ministero dello sviluppo  economico
4. L’articolo 4 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e’ sostituito
«Art. 4 (Vigilanza). – 1. La vigilanza sul sistema camerale, di cui
al comma 2 dell’articolo 1, spetta rispettivamente:
a) al Ministero dello sviluppo economico per  le  funzioni  ed  i
2. La vigilanza si esercita, in particolare, negli ambiti  relativi
all’attivita’ amministrativa  e  contabile,  al  funzionamento  degli
organi e allo svolgimento dei compiti di interesse  generale  secondo
5. Dopo l’articolo 4 della legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 4-bis (Vigilanza amministrativo-contabile). – 1. Il  Ministro
delle finanze, previa intesa  con  la  Conferenza  permanente  per  i
di Bolzano, stabilisce con proprio regolamento ai sensi dell’articolo
17, comma 3, della legge  23  agosto  1988,  n.  400,  le  norme  che
disciplinano la gestione patrimoniale e finanziaria delle  camere  di
2. Fatti salvi i poteri  ispettivi  del  Ministero  dello  sviluppo
economico e del Ministero dell’economia e  delle  finanze,  ai  sensi
delle disposizioni vigenti, sono individuate forme di  collaborazione
fra  gli  stessi  Ministeri,  al  fine  di  coordinare  le  attivita’
ispettive nei confronti  delle  camere  di  commercio  e  delle  loro
6. L’articolo 5 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e’ sostituito
«Art. 5 (Scioglimento dei consigli). – 1. I consigli  sono  sciolti
a) nel caso di gravi e persistenti  violazioni  di  legge  o  per
b) nel caso di decadenza  per  mancata  ricostituzione  entro  il
termine di cui all’articolo 38 della legge 12 dicembre 2002, n.  273,
per  effetto  di   ritardi   o   inadempimenti   dell’amministrazione
2.  I  consigli  sono  sciolti   dal   presidente   della   regione
a)  quando  non   ne   possa   essere   assicurato   il   normale
b) quando non e’ approvato nei termini il preventivo economico  o
c) nel caso di decadenza per mancata elezione del  presidente  di
cui all’articolo 16, comma 1;
d) nel caso di decadenza  per  mancata  ricostituzione  entro  il
3. Nella ipotesi di cui  al  comma  2,  lettera  b),  trascorso  il
termine entro il quale il  preventivo  economico  o  il  bilancio  di
esercizio devono essere approvati senza  che  sia  stato  predisposto
dalla giunta il relativo progetto, la regione nomina  un  commissario
ad  acta  con  il  compito  di  predispone  il  progetto  stesso  per
sottoporlo al consiglio. In tal caso, e comunque quando il  consiglio
al consiglio, con  lettera  notificata  ai  singoli  consiglieri,  un
termine non superiore  a  venti  giorni  per  la  loro  approvazione,
4. Con i provvedimenti di cui ai commi  1  e  2  si  provvede  alla
nomina  di  un  commissario  straordinario,  scelto   tra   dirigenti
pubblici, anche in quiescenza, ed esperti  di  comprovata  esperienza
professionale. Entro e non oltre  centoventi  giorni  dalla  data  di
emanazione del decreto di nomina, il commissario straordinario  avvia
dall’incarico.».
7. Dopo l’articolo 5 della legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 5-bis (Relazione sull’attivita’).  –  1.  Il  Ministro  dello
sviluppo economico presenta al Parlamento entro il  30  settembre  di
ogni anno, anche sulla base dei  dati  forniti  da  Unioncamere,  una
relazione  generale  sulle  attivita’  del  sistema   camerale,   con
particolare riferimento agli interventi  realizzati  e  ai  programmi
attuati nell’esercizio precedente.
2. Le Unioni regionali presentano alle regioni, entro il 30  giugno
di ogni anno, la  relazione  annuale  sulle  attivita’  svolte  dalle
camere di commercio con particolare riferimento a  quelle  in  favore
dell’economia locale.».
8. L’articolo 6 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e’ sostituito
«Art. 6 (Unioni regionali).  –  1.  Le  camere  di  commercio  sono
allo scopo di esercitare congiuntamente funzioni  e  compiti  per  il
perseguimento degli obiettivi comuni del sistema camerate nell’ambito
rappresentano  gli  interessi  comuni  delle  camere   di   commercio
associate ed assicurano il coordinamento dei rapporti con le  Regioni
territorialmente competenti; possono promuovere e realizzare  servizi
comuni per l’esercizio in forma associata di attivita’ e  servizi  di
2. L’attivita’  delle  unioni  regionali  e’  disciplinata  da  uno
statuto  deliberato  con  il  voto  dei  due  terzi  dei   componenti
dell’organo assembleare.
3. L’organo assembleare dell’Unioncamere, su  proposta  dell’organo
di amministrazione, individuai principi e  le  linee  guida  cui  gli
4. Le camere di commercio possono avvalersi delle unioni  regionali
per l’esercizio di compiti e funzioni di cui all’articolo 2.
5. Le unioni regionali possono formulare  pareri  e  proposte  alle
regioni sulle questioni di  interesse  del  sistema  regionale  delle
imprese. Le regioni possono prevedere la partecipazione delle  unioni
regionali alle fasi  di  consultazione  e  concertazione  riguardanti
6. Le unioni regionali  svolgono  funzioni  di  osservatorio  e  di
monitoraggio dell’economia regionale.
7. Il finanziamento ordinario delle unioni regionali  delle  camere
di  commercio  e’  assicurato  da  un’aliquota  delle  entrate,  come
definite per l’Unioncamere ai sensi dell’articolo 7, comma  7,  delle
camere di commercio associate e dalle entrate e  dai  contributi  per
attivita’ svolte per conto della regione ed  altri  enti  pubblici  o
9. L’articolo 7 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e’ sostituito
«Art. 7 (Unione italiana  delle  camere  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura). – 1. L’Unioncamere, ente con personalita’
giuridica di diritto  pubblico,  cura  e  rappresenta  gli  interessi
generali delle camere  di  commercio  e  degli  altri  organismi  del
sistema   camerale   italiano;   promuove,   realizza   e   gestisce,
direttamente o per il tramite di proprie  aziende  speciali,  nonche’
consorzi e a societa’ anche a prevalente capitale privato, servizi  e
attivita’ di interesse delle camere di commercio  e  delle  categorie
2. L’Unioncamere  esercita,  altresi’,  le  funzioni  eventualmente
3.  Al  fine  del  coordinamento  delle  iniziative,  l’Unioncamere
stipula con le amministrazioni centrali dello Stato, anche  autonome,
intese, convenzioni,  in  rappresentanza  dei  soggetti  del  sistema
4. L’Unioncamere formula direttive e indirizzi agli  organismi  del
sistema camerale per l’esercizio delle funzioni e dei compiti di  cui
all’articolo 2, fatte salve le finzioni di indirizzo delle competenti
autorita’ statali e regionali.
5. Lo statuto di Unioncamere e’ deliberato, con  il  voto  dei  due
terzi dei componenti, dall’organo  assembleare  competente,  composto
dai rappresentanti di tutte le camere di commercio  ed  e’  approvato
6. Fanno parte  dell’organo  di  amministrazione  dell’Unioncamere,
oltre ai rappresentanti delle camere di  commercio  come  individuati
dallo  Statuto,  tre  rappresentanti  designati  dal  Ministro  dello
sviluppo economico e tre rappresentanti  designati  dalla  Conferenza
7. La dotazione finanziaria dell’Unioncamere  e’  rappresentata  da
un’aliquota delle  entrate  per  contributi,  trasferimenti  statali,
imposte, diritto annuale e diritti  di  segreteria  delle  camere  di
8. Il rapporto di lavoro dei dipendenti di Unioncamere e’  regolato
da contratti collettivi sottoscritti dall’ente con le  organizzazioni
sindacali nazionali maggiormente rappresentative del  personale.  Gli
atti di indirizzo inerenti la contrattazione collettiva e le  ipotesi
di accordo  raggiunte  sono  sottoposti  a  verifica  rispettivamente
preventiva e successiva, di compatibilita’ con i vincoli  di  finanza
pubblica da parte del Ministero dell’economia e delle finanze  e  del
Dipartimento della funzione  pubblica.  Il  rapporto  di  lavoro  dei
dirigenti  di  Unioncamere  continua  ad  essere   disciplinato   dal
e dei servizi. Il decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  trova
applicazione nei riguardi dell’Unioncamere con esclusivo  riferimento
ai principi generali di cui al titolo  I  dello  stesso,  nonche’  ai
principi desumibili dal  decreto  legislativo  27  ottobre  2009,  n.
10.  L’articolo  8  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 8 (Registro delle imprese).  –  1.  E’  istituito  presso  la
camera di commercio l’ufficio  del  registro  delle  imprese  di  cui
all’articolo 2188 del codice civile.
2. Al fine di garantire condizioni di  uniformita’  informativa  su
tutto  il  territorio  nazionale  e  fatte  salve   le   disposizioni
legislative  e   regolamentari   in   materia,   nonche’   gli   atti
economico,  d’intesa  con  il  Ministero  della  giustizia,   sentita
l’Unioncamere, emana direttive sulla tenuta del registro.
3. L’ufficio provvede alla tenuta del  registro  delle  imprese  in
conformita’ agli  articoli  2188,  e  seguenti,  del  codice  civile,
nonche’ alle disposizioni della presente legge e  al  regolamento  di
cui al comma 6 del  presente  articolo,  sotto  la  vigilanza  di  un
4. L’ufficio e’ retto da  un  conservatore  nominato  dalla  giunta
nella persona del segretario generale ovvero di  un  dirigente  della
camera di commercio. L’atto di nomina del conservatore e’  pubblicato
5.   L’iscrizione   nelle   sezioni   speciali   ha   funzione   di
certificazione anagrafica di pubblicita’ notizia, oltre agli  effetti
6. La predisposizione, la tenuta, la conservazione e  la  gestione,
secondo tecniche informatiche,  del  registro  delle  imprese  ed  il
funzionamento dell’ufficio sono  realizzati  in  modo  da  assicurare
completezza ed  organicita’  di  pubblicita’  per  tutte  le  imprese
soggette ad iscrizione, garantendo la tempestivita’ dell’informazione
su tutto il territorio nazionale.  Le  modalita’  di  attuazione  del
presente  comma  sono  regolate  ai  sensi  dell’articolo  1-bis  del
11. L’articolo  10  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 10 (Consiglio). – 1. Il numero dei componenti  del  consiglio
e’ determinato in base al numero delle imprese iscritte nel  registro
2. Gli statuti definiscono la ripartizione dei consiglieri  secondo
le caratteristiche economiche della  circoscrizione  territoriale  di
competenza   in   rappresentanza   dei   settori    dell’agricoltura,
dell’artigianato, delle assicurazioni, del  commercio,  del  credito,
dell’industria, dei servizi alle imprese, dei trasporti e spedizioni,
del  turismo  e  degli  altri  settori  di  rilevante  interesse  per
l’economia della  circoscrizione  medesima.  Nella  composizione  del
consiglio deve essere assicurata  la  rappresentanza  autonoma  delle
societa’ in forma cooperativa.
3. Il Ministro dello  sviluppo  economico,  previa  intesa  con  la
province autonome di Trento e di  Bolzano,  con  decreto  emanato  ai
definisce i criteri generali per la ripartizione dei  consiglieri  di
cui  al  comma  2,  sulla  base  della  classificazione  ISTAT  delle
attivita’ economiche  e  tenendo  conto  del  numero  delle  imprese,
dell’indice di occupazione, e del valore aggiunto  di  ogni  settore,
nonche’  dell’ammontare  del  diritto  annuale  versato,   ai   sensi
dell’articolo 18, ad ogni singola camera di commercio  dalle  imprese
di ogni settore. Con le stesse modalita’ sono apportate le successive
4.  Il  numero  dei  consiglieri  in  rappresentanza  dei   settori
dell’agricoltura, dell’artigianato, dell’industria  e  del  commercio
deve essere pari  almeno  alla  meta’  dei  componenti  il  consiglio
assicurando comunque la rappresentanza degli altri settori di cui  al
5. Nei settori dell’industria,  del  commercio  e  dell’agricoltura
deve essere assicurata una rappresentanza  autonoma  per  le  piccole
6. Del  consiglio  fanno  parte  tre  componenti,  di  cui  due  in
rappresentanza, rispettivamente, delle organizzazioni  sindacali  dei
lavoratori  e  delle  associazioni  di  tutela  degli  interessi  dei
consumatori e  degli  utenti  e  uno  in  rappresentanza  dei  liberi
professionisti designato dai presidenti  degli  ordini  professionali
dell’insediamento e  i  suoi  componenti  operano  senza  vincolo  di
12. L’articolo  11  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 11 (Funzioni del consiglio). – 1. Il  consiglio,  nell’ambito
delle materie di competenza previste dalla  legge  e  dallo  statuto,
b) elegge tra i  suoi  componenti,  con  distinte  votazioni,  il
presidente e la giunta e nomina i membri del  collegio  dei  revisori
c) determina  gli  indirizzi  generali  e  approva  il  programma
pluriennale di attivita’ della camera di commercio;
d)  approva  la  relazione  previsionale  e   programmatica,   il
preventivo  economico  e  il  suo  aggiornamento,  il   bilancio   di
e) determina gli emolumenti per i componenti degli  organi  della
camera di commercio sulla base di criteri stabiliti con  decreto  del
13. L’articolo  12  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 12 (Costituzione  del  consiglio).  –  1.  I  componenti  del
consiglio sono designati dalle organizzazioni  rappresentative  delle
imprese appartenenti ai settori di  cui  all’articolo  10,  comma  2,
nonche’  dalle  organizzazioni  sindacali  dei  lavoratori  e   dalle
e dalla Consulta di cui all’articolo 10, comma 6.
per ciascuno dei settori di cui all’articolo 10, comma  2,  avvengono
in rapporto proporzionale  alla  loro  rappresentativita’  in  ambito
provinciale, sulla base degli indicatori previsti  dall’articolo  10,
comma 3. Gli elenchi degli associati delle organizzazioni di  cui  al
comma 1 sono depositati presso la  camera  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura ai fini dello svolgimento  delle  opportune
verifiche;  anche  in  caso  di  apparentamento   le   organizzazioni
3. E’ fatta salva la possibilita’ per le imprese di essere iscritte
a piu’  associazioni;  in  tale  caso,  esse  sono  rappresentate  da
4. Il Ministro dello  sviluppo  economico,  previa  intesa  con  la
province autonome di Trento e di Bolzano,  con  decreto  adottato  ai
disciplina l’attuazione delle disposizioni di cui ai  commi  1  e  2,
nonche’ al comma 1 dell’articolo 14, con particolare  riferimento  ai
tempi, ai  criteri  e  alle  modalita’  relativi  alla  procedura  di
designazione dei componenti il consiglio,  nonche’  all’elezione  dei
membri della giunta.  Con  le  stesse  modalita’  sono  apportate  le
5. Il consiglio e’ nominato dal presidente della giunta regionale.
6. Qualora  le  organizzazioni  non  provvedano  ad  effettuare  le
designazioni dei consiglieri con le modalita’ indicate al decreto  di
cui  al  comma  4  del  presente  articolo,  la  designazione  o   le
designazioni vengono richieste all’organizzazione o  all’associazione
immediatamente   successiva   in   termini   di    rappresentativita’
nell’ambito dello stesso settore. In caso  di  ulteriore  inerzia  da
parte delle organizzazioni individuate, il  presidente  della  giunta
regionale nomina entro venti giorni il componente o i componenti  del
consiglio camerale tra  le  personalita’  di  riconosciuto  prestigio
nella  vita   economica   della   circoscrizione   territoriale   con
riferimento al settore che deve essere rappresentato. Le modalita’ di
applicazione del presente  comma  nel  caso  di  apparentamento  sono
7. Il consiglio puo’ comunque svolgere le  proprie  funzioni  anche
quando non sono stati ancora nominati  o  sono  dimissionari  singoli
componenti, purche’ siano in carica almeno i due terzi dei componenti
8. I consigli nominati  ai  sensi  del  presente  articolo  possono
stessi mediante elezione diretta  dei  componenti  in  rappresentanza
delle categorie di  cui  all’articolo  10,  comma  2,  da  parte  dei
titolari o dei  rappresentanti  legali  delle  imprese  iscritte  nel
registro di cui all’articolo 8.
9. Il Ministro dello  sviluppo  economico,  previa  intesa  con  la
province autonome di Trento e di Bolzano  ,  stabilisce  con  proprio
decreto le modalita’ per l’elezione di cui al comma 8, prevedendo  in
a) l’espressione del voto anche per corrispondenza  o  attraverso
il ricorso a supporti telematici che  consentano  il  rispetto  della
b) l’attribuzione del voto plurimo in  relazione  al  numero  dei
dipendenti e all’ammontare del diritto annuale;
c) la ripartizione proporzionale per liste e  per  settori  delle
14. L’articolo  13  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 13 (Requisiti per la nomina e cause ostative). –  1.  Possono
maggiore eta’ e godano dei diritti  civili,  che  siano  titolari  di
imprese, rappresentanti legali o amministratori  unici  di  societa’,
esercenti arti e professioni o  esperti  in  possesso  dei  requisiti
stabiliti con il decreto di cui  all’articolo  12,  comma  4,  e  che
esercitino  la  loro  attivita’  nell’ambito   della   circoscrizione
territoriale della camera di commercio. Sono equiparati ai  cittadini
italiani i cittadini degli Stati  membri  della  Comunita’  economica
a)  i  parlamentari  nazionali  ed  europei,  i  consiglieri   ed
assessori regionali, il presidente della provincia,  i  membri  della
giunta provinciale,  i  consiglieri  provinciali,  i  sindaci  e  gli
assessori dei comuni con popolazione superiore ai  5.000  abitanti  e
coloro che ricoprono gia’ l’incarico di componente del  consiglio  di
di commercio e i dipendenti di enti,  istituti,  consorzi  o  aziende
dipendenti o soggetti a vigilanza della camera  di  commercio  o  che
dalla stessa ricevano in via continuativa una sovvenzione in tutto  o
c) i dipendenti della camera di commercio, della Regione e  degli
d) coloro per  i  quali  sussistono  le  cause  ostative  di  cui
all’articolo 58 del testo unico della  legge  nell’ordinamento  degli
enti locali di cui al decreto legislativo 18  agosto  2000,  n.  267,
fatta salva l’applicazione del comma 5 del medesimo articolo 58;
e) coloro che, per fatti compiuti in qualita’  di  amministratori
della camera di commercio, siano stati dichiarati responsabili  verso
f) coloro che siano iscritti ad  associazioni  operanti  in  modo
occulto o clandestino e  per  la  cui  adesione  siano  richiesti  un
3. La perdita dei requisiti di cui al comma 1 o  la  sopravvenienza
di una delle situazioni di cui al comma  2,  lettere  d),  e)  e  f),
che dichiara la decadenza e’ adottato dall’autorita’  competente  per
4. I membri  del  consiglio  per  i  quali  sopravvenga  una  delle
situazioni di cui al comma 2, lettere a), b)  e  c),  devono  optare,
15. L’articolo  14  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 14 (Giunta). – 1.  La  giunta  e’  l’organo  esecutivo  della
camera di commercio ed e’ composta dal presidente e da un  numero  di
membri non inferiore a cinque e non superiore ad un terzo dei  membri
del  consiglio  arrotondato  all’unita’  superiore,  secondo   quanto
previsto dallo statuto. Dei suddetti  membri  almeno  quattro  devono
essere eletti  in  rappresentanza  dei  settori  dell’industria,  del
commercio, dell’artigianato  e  dell’agricoltura.  Nell’elezione  dei
membri della giunta ciascun consigliere puo’ esprimere un  numero  di
preferenze  non  superiore  ad  un  terzo  dei  membri  della  giunta
2. La giunta dura in carica  cinque  anni  in  coincidenza  con  la
durata del consiglio e il mandato dei suoi membri e’ rinnovabile  per
3. La giunta nomina tra i suoi membri  il  vicepresidente  che,  in
caso  di  assenza   o   impedimento   del   presidente,   ne   assume
4.  La  giunta  puo’  essere  convocata  in  via  straordinaria  su
richiesta di quattro membri, con indicazione degli argomenti  che  si
5. La giunta, oltre a predisporre per l’approvazione del  consiglio
la relazione previsionale e programmatica, il  preventivo  economico,
il suo aggiornamento e il bilancio d’esercizio:
a) adotta i provvedimenti  necessari  per  la  realizzazione  del
programma di attivita’ in  base  a  quanto  previsto  dalla  presente
legge, dalle relative  norme  di  attuazione,  dallo  statuto  e  dai
b) delibera sulla partecipazione  della  camera  di  commercio  a
consorzi, societa’,  associazioni,  gestioni  di  aziende  e  servizi
speciali e sulla costituzione di gestioni e  di  aziende  speciali  e
c) delibera l’istituzione di uffici distaccati  in  altri  comuni
6. La giunta  adotta  ogni  altro  atto  per  l’espletamento  delle
funzioni e delle attivita’ previste  dalla  presente  legge  e  dallo
statuto che non rientri nelle  competenze  riservate  dalla  legge  o
7.  La  giunta  delibera  in  casi  di  urgenza  sulle  materie  di
competenza del consiglio. In tali casi la deliberazione e’ sottoposta
16. L’articolo  15  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 15 (Riunioni e deliberazioni). – 1. Il consiglio si  riunisce
in via ordinaria entro il  mese  di  giugno  per  l’approvazione  del
bilancio d’esercizio, entro il mese  di  ottobre  per  l’approvazione
per l’aggiornamento del preventivo economico  ed  entro  il  mese  di
dicembre per l’approvazione del preventivo economico; si riunisce  in
via straordinaria quando lo richiedano il presidente o  la  giunta  o
almeno  un  quarto  dei  componenti   del   consiglio   stesso,   con
l’indicazione degli argomenti che si intendono trattare.
2. Le riunioni del consiglio e della  giunta  sono  valide  con  la
3. Le deliberazioni del consiglio e della  giunta,  fatti  salvi  i
casi in cui  si  richieda,  a  norma  di  legge  o  di  statuto,  una
maggioranza qualificata, sono assunte  a  maggioranza  dei  presenti.
Nelle votazioni a scrutinio palese, a parita’  di  voti,  prevale  il
voto del presidente; in quelle a  scrutinio  segreto,  a  parita’  di
4.  Sono  nulle  le  deliberazioni  adottate  in  violazione  delle
disposizioni di cui al presente articolo o su materie  estranee  alle
17. L’articolo  16  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 16 (Presidente). – 1. Il presidente e’ eletto,  entro  trenta
giorni dalla nomina del consiglio, con la maggioranza dei  due  terzi
dei  componenti  del  consiglio.  Qualora  non  si   raggiunga   tale
maggioranza neanche con un secondo scrutinio,  si  procede,  entro  i
successivi quindici  giorni,  ad  una  terza  votazione  in  cui  per
l’elezione e’ richiesta la maggioranza dei componenti del  consiglio.
Qualora nella terza votazione non sia stata raggiunta la  maggioranza
necessaria, si procede ad una quarta votazione di ballottaggio tra  i
due candidati che nella terza votazione  hanno  ottenuto  il  maggior
numero di  voti.  Qualora  nella  votazione  di  ballottaggio  nessun
candidato  raggiunga  la  maggioranza  della  meta’  piu’   uno   dei
2. Il presidente rappresenta la  camera  di  commercio,  convoca  e
presiede il consiglio e la giunta, ne determina l’ordine  del  giorno
In tale caso gli atti sono sottoposti alla  giunta  per  la  ratifica
3. Il presidente dura in carica cinque anni, in coincidenza con  la
durata del consiglio e puo’ essere rieletto per due sole volte.».
18. L’articolo  17  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 17 (Collegio dei revisori dei conti). – 1.  Il  collegio  dei
revisori dei conti e’ nominato dal consiglio ed e’  composto  da  tre
dal  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  con   funzioni   di
presidente, dal Ministro dello sviluppo economico  e  dal  Presidente
della giunta regionale. I membri effettivi e quelli supplenti  devono
essere iscritti all’albo dei revisori dei conti, salvo che si  tratti
di dirigenti o funzionari pubblici e nel rispetto del vincolo di  cui
all’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio  1999,  n.
i  suoi  membri  possono  essere  designati  per   due   sole   volte
consecutivamente. Ove nei collegi si proceda  a  sostituzione  di  un
singolo componente, la durata dell’incarico  del  nuovo  revisore  e’
limitata alla residua parte del quadriennio  in  corso,  calcolata  a
decorrere dalla  data  di  adozione  della  deliberazione  di  nomina
dell’intero collegio.
entro il termine di cui all’articolo 3 del decreto  legge  16  maggio
1994, n. 293, convertito con  modificazioni  nella  legge  15  luglio
1994, n. 444, alla designazione del  membro  effettivo,  il  revisore
mancante  sara’  provvisoriamente  sostituito  da  uno  dei  revisori
supplenti designati dalle  altre  amministrazioni  rappresentate  nel
4. I principi di cui al comma 3 si applicano anche al collegio  dei
5. I revisori dei conti hanno diritto di accesso  agli  atti  e  ai
6. Il collegio dei revisori dei conti, in conformita’ allo statuto,
alle disposizioni  della  presente  legge,  alle  relative  norme  di
attuazione  esercita  la  vigilanza  sulla  regolarita’  contabile  e
finanziaria della gestione della camera di  commercio  e  attesta  la
corrispondenza  del  bilancio  d’esercizio  alle   risultanze   delle
scritture contabili, redigendo una relazione da allegare al  progetto
7. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di  concerto
con il Ministero dell’economia e  delle  finanze,  sono  stabiliti  i
contenuti in base ai quali e’ redatta la relazione di cui al comma 6,
nonche’ eventuali modalita’ operative per lo svolgimento dei  compiti
8. Al collegio dei revisori dei conti si applicano i  principi  del
codice civile relativi ai  sindaci  delle  societa’  per  azioni,  in
19. L’articolo  18  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 18  (Finanziamento  delle  camere  di  commercio).  –  1.  Al
finanziamento  ordinario  delle  camere  di  commercio  si   provvede
a) il diritto annuale come determinato ai sensi dei commi 4, 5  e
b) i proventi derivanti  dalla  gestione  di  attivita’  e  dalla
regionali, da convenzioni o previsti in relazione  alle  attribuzioni
d) i diritti di segreteria sull’attivita’ certificativa svolta  e
sulla iscrizione in ruoli, elenchi, registri e albi tenuti  ai  sensi
e) i contributi volontari, i lasciti e le donazioni di  cittadini
2.  Le  camere  di  commercio  sono,  altresi’,   destinatarie   di
contributi a carico del bilancio dello Stato, per  l’espletamento  di
3. Le voci e gli importi dei diritti  di  segreteria  di  cui  alla
lettera d) del comma 1 sono modificati e aggiornati con  decreto  del
dell’economia e delle  finanze,  tenendo  conto  dei  costi  medi  di
4. La misura del diritto annuale dovuto ad ogni singola  camera  di
commercio da parte di ogni impresa iscritta o annotata  nei  registri
di cui all’articolo 8, ivi  compresi  gli  importi  minimi  e  quelli
massimi, nonche’ gli importi del diritto dovuti in misura  fissa,  e’
Ministro dell’economia e delle finanze, sentite  l’Unioncamere  e  le
organizzazioni di categoria maggiormente  rappresentative  a  livello
a) individuazione del fabbisogno  necessario  per  l’espletamento
dei servizi che il sistema delle camere  di  commercio  e’  tenuto  a
fornire sull’intero territorio nazionale, in relazione alle  funzioni
amministrative ed economiche di cui all’articolo 2, nonche’ a  quelle
b) detrazione dal fabbisogno di cui alla lettera a) di una  quota
calcolata in relazione ad un  obiettivo  annuale  di  efficienza  del
sistema delle camere di commercio  nell’espletamento  delle  funzioni
amministrative, sentita l’Unioncamere;
c) copertura del fabbisogno mediante diritti annuali fissi per  i
soggetti iscritti al REA e per le  imprese  individuali  iscritte  al
5. Qualora si verifichino variazioni significative  del  fabbisogno
concerto con il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  sentite
l’Unioncamere  e  le   organizzazioni   di   categoria   maggiormente
adottare entro il 31 ottobre  dell’anno  precedente,  la  misura  del
diritto annuale. Con lo stesso decreto sono altresi’ determinati  gli
importi del diritto applicabili alle unita’ locali.
6.  La  partecipazione  del  sistema  camerale  agli  obiettivi  di
contenimento   di   finanza   pubblica   puo’   essere    annualmente
modalita’ anche compensative tra diverse tipologie omogenee di  spese
e tra le diverse camere di commercio e le  loro  unioni  regionali  e
nazionale, con il decreto di determinazione del  diritto  annuale  di
7. Con uno o piu’ regolamenti il Ministro dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,  determina
i presupposti  per  il  pagamento  del  diritto  annuale  nonche’  le
modalita’ e i termini di liquidazione, accertamento e riscossione del
8. In caso di tardivo o omesso pagamento  si  applica  la  sanzione
amministrativa dal 10 per cento al 100 per cento  dell’ammontare  del
diritto dovuto,  secondo  le  disposizioni  in  materia  di  sanzioni
amministrative di cui al decreto legislativo  18  dicembre  1997,  n.
9. Con il decreto di cui al comma 4, si determinano una  quota  del
diritto annuale da riservare ad un fondo  di  perequazione  istituito
presso l’Unioncamere, nonche’ criteri per la ripartizione  del  fondo
stesso tra le camere di commercio e,  per  specifiche  finalita’,  le
Unioni regionali, al fine di rendere omogeneo su tutto il  territorio
10. Per il cofinanziamento di specifici progetti aventi  per  scopo
l’aumento  della  produzione  e  il  miglioramento  delle  condizioni
di commercio,  sentite  le  associazioni  di  categoria  maggiormente
rappresentative a livello  provinciale,  possono  aumentare  per  gli
esercizi di riferimento la misura  del  diritto  annuale  fino  a  un
20. L’articolo  20  della  legge  29  dicembre  1993,  n.  580,  e’
«Art. 20 (Segretario generale). – 1. Al segretario  generale  della
camera   di   commercio   competono   le    funzioni    di    vertice
dell’amministrazione, di cui all’articolo 16 del decreto  legislativo
30 marzo 2001, n. 165. Il segretario  generale  coordina  l’attivita’
dell’ente nel suo complesso e ha la responsabilita’ della  segreteria
2. Nelle camere  di  commercio  per  cui  non  viene  raggiunto  un
sufficiente equilibrio economico e’ consentito  avvalersi,  in  forma
associata ed in  regime  convenzionale,  di  un  segretario  generale
titolare di altra camera di commercio, sulla base di criteri  fissati
3.  Il  segretario  generale,  su  designazione  della  giunta,  e’
4. All’elenco di cui al comma 3, possono essere iscritti, a domanda
e previo superamento di un’apposita selezione nazionale per titoli:
a) i dirigenti delle camere di commercio, delle unioni  regionali
delle camere  di  commercio,  dell’Unioncamere,  delle  loro  aziende
speciali e di altre amministrazioni o  enti  pubblici  che  siano  in
possesso dei requisiti professionali individuati dal decreto  di  cui
b) i soggetti in  possesso  del  diploma  di  laurea  in  materie
giuridico-economiche, dotati della necessaria professionalita’  e  in
ogni caso dei requisiti previsti dal decreto di cui al  comma  5  con
esperienza  acquisita  per  almeno  un  quinquennio   in   qualifiche
5. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono  definiti
i  requisiti  di  professionalita’  e   stabiliti   i   criteri   per
l’espletamento della selezione di cui al comma 4 ed e’ istituita  una
commissione, composta da un dirigente del  Ministero  dello  sviluppo
economico,  che  la  presiede,  da  due  esperti  in   rappresentanza
rispettivamente dello stesso Ministero e delle  regioni,  di  provata
esperienza  in  discipline  economiche  e   giuridiche,   e   da   un
rappresentante di Unioncamere. Con lo stesso decreto  sono  stabilite
le modalita’ per l’iscrizione e la tenuta dell’elenco di cui al comma
6. E’ fatto obbligo a ciascun segretario  generale  di  partecipare
alle attivita’  di  formazione  organizzate  da  Unioncamere  secondo
criteri e modalita’ stabiliti con il decreto di cui al comma 5.
7. Ai dirigenti di cui alla lettera a)  del  comma  4,  al  momento
della cessazione dalla carica di segretario generale,  e’  consentito
il  rientro  nei  ruoli  dell’amministrazione   o   degli   enti   di
provenienza, anche in soprannumero. Le amministrazioni o gli enti  di
provenienza non possono procedere  a  conseguenti  ampliamenti  della
dotazione organica qualora i dirigenti di cui  alla  lettera  a)  del
8. Sono fatte salve le disposizioni di cui  alla  legge  25  luglio
–  L’art.  76  della  Costituzione   della   Repubblica
italiana, regola la delega al Governo dell’esercizio  della
funzione  legislativa  e  stabilisce  che  essa  non   puo’
avvenire se non con determinazione di  principi  e  criteri
– Gli articoli  117  e  118  della  Costituzione  della
Repubblica italiana, cosi’ recitano:
«Art. 118. – Le funzioni amministrative sono attribuite
ai comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio  unitario,
siano conferite a province, citta’ metropolitane, regioni e
Stato,  sulla  base   dei   principi   di   sussidiarieta’,
I comuni, le province e le  citta’  metropolitane  sono
titolari di funzioni amministrative  proprie  e  di  quelle
conferite  con  legge  statale  o  regionale,  secondo   le
La legge statale disciplina forme di coordinamento  fra
Stato e regioni nelle materie di cui alle lettere b)  e  h)
del secondo comma dell’art. 117, e disciplina inoltre forme
di intesa e coordinamento nella materia  della  tutela  dei
Stato, regioni, citta’ metropolitane, province e comuni
favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli  e
associati, per lo svolgimento  di  attivita’  di  interesse
generale, sulla base del principio di sussidiarieta’.».
– L’art. 14 della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  che
reca: «Disciplina dell’attivita’ di Governo  e  ordinamento
della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri»  (pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214,  S.O.),
– L’art. 53 della legge 23  luglio,  n.  99  che  reca:
«Disposizioni per lo  sviluppo  e  l’internazionalizzazione
delle imprese, nonche’ in materia  di  energia  (pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 31 luglio  2009,  n.  176,  S.O.),
«Art. 53  (Delega  al  governo  per  la  riforma  della
disciplina in materia di camere  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura). – 1. Il governo e’ delegato  ad
adottare, entro sei mesi dalla data di  entrata  in  vigore
della presente legge,  un  decreto  legislativo,  ai  sensi
proposta del Ministro dello  sviluppo  economico,  d’intesa
con la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,
per la riforma della disciplina in  materia  di  camere  di
commercio,  industria,  artigianato  e   agricoltura,   nel
a) riordino della disciplina in materia di  vigilanza
sulle  camere  di  commercio,  industria,   artigianato   e
agricoltura, al fine di assicurare uniformita’  e  coerenza
nelle funzioni e nei compiti esercitati, nel  rispetto  del
riparto  di  competenze  tra  lo  Stato  e  le  regioni,  e
revisione della disciplina relativa ai  segretari  generali
b) semplificazione e rafforzamento delle procedure di
nomina degli organi  camerali  al  fine  di  consentire  un
efficace funzionamento degli stessi;
c)  previsione  di  una  maggiore  trasparenza  nelle
procedure  relative   alla   rilevazione   del   grado   di
rappresentativita’  delle  organizzazioni  imprenditoriali,
sindacali e delle  associazioni  di  consumatori,  ai  fini
della designazione dei componenti delle stesse nei consigli
camerali;
d) valorizzazione del ruolo delle camere di commercio
quali autonomie funzionali  nello  svolgimento  dei  propri
compiti di interesse generale per il sistema delle  imprese
nell’ambito delle economie locali, nel contesto del sistema
regionale delle autonomie locali;
e) previsione di limitazioni per la  costituzione  di
nuove camere di commercio ai fini del raggiungimento di  un
sufficiente equilibrio economico;
f) valorizzazione e  rafforzamento  del  ruolo  delle
camere  di  commercio  a  sostegno   dell’autonomia   delle
istituzioni   scolastiche,   in   materia   di   alternanza
scuola-lavoro  e  di  orientamento   al   lavoro   e   alle
g)  miglioramento  degli  assetti  organizzativi   in
coerenza con i compiti assegnati alle camere  di  commercio
sul   territorio,   nonche’   valorizzazione   del    ruolo
dell’Unioncamere  con   conseguente   razionalizzazione   e
semplificazione del sistema contrattuale;
h) previsione che all’attuazione del  presente  comma
si provveda nei limiti delle risorse umane,  finanziarie  e
2. Al comma 1 dell’ art. 23-bis della legge 6  dicembre
1971, n. 1034, dopo la lettera g) e’ aggiunta la seguente:
“g-bis) i provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 12,
comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580”.
3. Il decreto legislativo di cui al comma 1 e’  emanato
previa acquisizione dei pareri delle competenti Commissioni
– La legge 15 marzo  1997,  n.  59,  reca:  «Delega  al
amministrazione e per la semplificazione amministrativa» ed
e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17  marzo  1997,  n.
63, S.O.
– Gli articoli 37 e 38 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112 che reca: «Conferimento di funzioni e  compiti
locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997,
n. 59» (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1998,
n. 92, S.O.), cosi’ recitano:
«Art.  37  (Vigilanza  sulle   camere   di   commercio,
industria, artigianato e agricoltura). –  1.  Sono  aboliti
gli  atti  di  controllo  sugli  statuti  delle  camere  di
commercio,  industria,  artigianato  e   agricoltura,   sui
bilanci e sulla determinazione delle piante organiche delle
stesse, sulla costituzione di aziende speciali, nonche’ gli
atti di controllo sulle unioni regionali, i centri estero e
le unioni interregionali delle camere stesse.
2. Ai fini di quanto previsto dall’art. 4  della  legge
29 dicembre 1993, n. 580, il Ministro  dell’industria,  del
commercio  e  dell’artigianato,   sentita   la   Conferenza
Stato-regioni,  presenta  ogni  anno  al   Parlamento   una
relazione  generale  sulle  attivita’   delle   camere   di
commercio, industria, artigianato  e  agricoltura  e  delle
loro  unioni  regionali,  che  riguardi  in  particolare  i
programmi attuati e gli interventi realizzati. La relazione
e’ redatta  sulla  base  delle  relazioni  trasmesse  dalle
regioni sentite le unioni regionali delle predette camere.
3. Le regioni  esercitano  il  controllo  sugli  organi
camerali,  in   particolare   per   i   casi   di   mancato
funzionamento o costituzione, ivi compreso lo  scioglimento
dei consigli camerali nei casi previsti dall’art.  5  della
legge 29 dicembre  1993,  n.  580,  salvo  quanto  previsto
all’art. 38, comma 1,  lettera  e),  del  presente  decreto
legislativo. Nel collegio  dei  revisori  delle  camere  di
commercio,  industria,   artigianato   e   agricoltura   e’
garantita la presenza di rappresentanti della regione,  del
Ministero del tesoro e del  Ministero  dell’industria,  del
commercio e dell’artigianato.».
«Art. 38 (Funzioni e compiti conservati allo Stato).  –
1. Sono conservate allo Stato, in tema di ordinamento delle
le funzioni amministrative concernenti:
a)   l’approvazione   dello   statuto,   e   relative
modifiche, dell’Unione italiana delle camere di  commercio,
b) la vigilanza sull’attivita’  dell’Unione  italiana
c) l’emanazione, con regolamento  adottato  ai  sensi
dell’art. 17 della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  delle
norme di attuazione dell’art. 8  della  legge  29  dicembre
1993, n. 580, relativo alla disciplina del  registro  delle
imprese  istituito  presso  ogni   camera   di   commercio,
d) la  determinazione  delle  voci  e  degli  importi
massimi   dei   diritti   di   segreteria    sull’attivita’
certificatoria svolta e sulla iscrizione in ruoli, elenchi,
registri  ed  albi  tenuti  ai  sensi  delle   disposizioni
e) lo scioglimento degli organi  camerali  per  gravi
motivi di ordine pubblico;
f) la  tenuta  dell’elenco  dei  segretari  generali,
l’iscrizione allo stesso e la nomina dei segretari generali
ai sensi dell’art. 20 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
2. Sono conservate allo Stato, che le  esercita  previa
intesa  con  la  Conferenza  Stato-regioni,   le   funzioni
a)   l’istituzione   delle   camere   di   commercio,
industria,    artigianato    e    agricoltura     derivanti
dall’accorpamento delle circoscrizioni territoriali di  due
o piu’ camere;
b) la fissazione dei criteri per  la  determinazione,
da  parte  del  consiglio  camerale,  degli  emolumenti  da
corrispondere ai componenti degli organi camerali;
c) l’emanazione delle norme di  attuazione  dell’art.
12, commi 1 e 2, e dell’art. 14, comma 1,  della  legge  29
dicembre 1993,  n.  580,  relativi  alla  costituzione  del
consiglio  camerale  e,   rispettivamente,   della   giunta
d)  la  disciplina  della  gestione  patrimoniale   e
finanziaria  delle  camere  di  commercio,  ivi  inclusi  i
termini per  l’approvazione  del  conto  consuntivo  e  del
3.  Su  proposta  del  Ministro   dell’industria,   del
commercio  e  dell’artigianato,  la  Conferenza   unificata
delibera sulle seguenti materie:
a) la determinazione  dei  diritti  annuali  e  della
quota  destinata  al  fondo  perequativo  delle  camere  di
b)  la  definizione  dei  criteri  generali  per   la
ripartizione dei componenti i consigli camerali;
c) la determinazione delle modalita’  per  l’elezione
diretta dei consigli camerali, ai sensi dell’art. 12, comma
5, della legge 29 dicembre 1993, n. 580.».
–  La  legge  29  dicembre  1993,  n.  580  che   reca:
artigianato e agricoltura»  e’  pubblicata  nella  Gazzetta
– Il comma 4 dell’art. 3, del  decreto  legislativo  28
agosto 1997, n. 281 che reca: «Definizione  ed  ampliamento
delle  attribuzioni  della  Conferenza  permanente  per   i
Trento e Bolzano ed  unificazione,  per  le  materie  ed  i
dei comuni, con la  Conferenza  Stato-citta’  ed  autonomie
locali» (pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  30  agosto
1997, n. 202), cosi’ recita:
– L’art. 38 della legge 12 dicembre 2002,  n.  273  che
reca:  «Misure  per  favorire  l’iniziativa  privata  e  lo
sviluppo  della  concorrenza»,  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 14 dicembre 2002, n. 293, S.O), cosi’ recita:
«Art. 38 (Misure concernenti le  camere  di  commercio,
industria, artigianato e agricoltura).  –  1.  In  caso  di
ritardo nell’insediamento dei nuovi consigli  delle  Camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura, al fine
di dare continuita’ alla attivita’  degli  organi,  la  cui
composizione assicura la tutela degli  interessi  economici
rappresentati  dalle  imprese,  i  consigli  continuano  ad
esercitare le loro funzioni fino ad un massimo di sei  mesi
a decorrere dalla loro scadenza.
2. A decorrere dal  1°  gennaio  2003,  il  trattamento
economico del personale gia’ appartenente ai ruoli  di  cui
alla tabella C allegata alla legge  23  febbraio  1968,  n.
125, e a quello di cui al regio decreto 25 gennaio 1937, n.
1203, in  servizio  presso  il  Ministero  delle  attivita’
produttive,  pari  a  2.580.000  euro  annui,   attualmente
sostenuto dalle camere di commercio, industria, artigianato
e agricoltura, e’ posto a  carico  del  bilancio  di  detto
Ministero  e  il  relativo  trattamento   previdenziale   e
assistenziale resta disciplinato dagli  articoli  2,  primo
comma, e 3 della legge 25 luglio 1971, n. 557.
3. All’onere derivante  dall’attuazione  del  comma  2,
pari a  2.580.000  euro  a  decorrere  dall’anno  2003,  si
provvede mediante utilizzo delle proiezioni  per  gli  anni
2003 e  2004  dello  stanziamento  iscritto,  ai  fini  del
bilancio  triennale  2002-2004,   nell’ambito   dell’unita’
previsionale di base di  parte  corrente  «Fondo  speciale»
dello stato di previsione  del  Ministero  dell’economia  e
delle finanze per  l’anno  2002,  allo  scopo  parzialmente
utilizzando l’accantonamento relativo  al  Ministero  delle
4. A decorrere dal  1°  gennaio  2003,  il  trattamento
economico del personale di cui al comma 2, in posizione  di
comando presso altre amministrazioni, e’ posto a carico  di
queste ultime e il  relativo  trattamento  previdenziale  e
5. Con decorrenza 1° gennaio 2003, il personale di  cui
al  comma  2  e’  disciplinato  dal  contratto   collettivo
nazionale di lavoro dei dipendenti del comparto  Ministeri,
fatto  salvo,  sotto  forma  di   assegno   personale   non
riassorbibile,  il  maggiore   trattamento   economico   in
godimento   alla   stessa   data.    All’onere    derivante
dall’attuazione del presente comma, determinato  in  44.415
euro a  decorrere  dall’anno  2003,  si  provvede  mediante
utilizzo delle proiezioni per gli anni 2003  e  2004  dello
2002-2004, nell’ambito dell’unita’ previsionale di base  di
parte corrente «Fondo speciale» dello stato  di  previsione
del Ministero dell’economia  e  delle  finanze  per  l’anno
2002, allo scopo parzialmente utilizzando, per l’anno 2003,
l’accantonamento  relativo  al  Ministero  dell’economia  e
delle finanze e, per l’anno 2004, l’accantonamento relativo
al Ministero delle attivita’ produttive.».
– Il decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.  165  che
reca: «Norme  generali  sull’ordinamento  del  lavoro  alle
nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, S.O.
– Il decreto legislativo 27 ottobre 2009,  n.  150  che
reca: «Attuazione della legge  4  marzo  2009,  n.  15,  in
materia di ottimizzazione della  produttivita’  del  lavoro
amministrazioni», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31
ottobre 2009, n. 254, S.O.
– L’art. 2188 del codice civile cosi’ recita:
Il registro e’ pubblico.».
– L’art. 1-bis del decreto-legge 30 settembre 2005,  n.
203 che reca: «Misure di contrasto all’evasione  fiscale  e
disposizioni urgenti in materia tributaria e  finanziaria»,
convertito in  legge,  con  modificazioni,  dalla  legge  2
dicembre 2005, n. 248 (Gazzetta Ufficiale 2 dicembre  2005,
n. 281, S.O.), cosi’ recita:
«Art.  1-bis  (Norme  per  la   semplificazione   delle
procedure di iscrizione al registro  delle  imprese  ed  al
repertorio delle notizie economiche ed amministrative-REA).
– 1. Con uno o  piu’  regolamenti  emanati  secondo  quanto
disposto  dal  comma  2,  sono  stabilite   le   norme   di
adeguamento del regolamento istitutivo del  registro  delle
imprese, di cui all’art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, che dovranno prevedere in particolare:
a) la razionalizzazione delle  forme  di  pubblicita’
per le imprese in  coordinamento  con  le  disposizioni  di
riforma  del  diritto  societario,  di   cui   al   decreto
legislativo 17 gennaio 2003, n. 6,  emanato  in  attuazione
della legge 3 ottobre 2001, n. 366;
b) la semplificazione delle procedure di  iscrizione,
modifica e cancellazione delle imprese, in coerenza  con  i
processi di riforma della regolazione e secondo criteri  di
omogeneita’ di  disciplina,  unicita’  di  responsabilita’,
snellimento di fasi ed eliminazione di  adempimenti,  anche
in linea con i principi di  telematizzazione  del  registro
delle imprese,  introdotti  dall’art.  31  della  legge  24
novembre  2000,  n.  340,   e   successive   modificazioni,
prevedendo l’attivazione di collegamenti telematici con  le
pubbliche amministrazioni e l’utilizzo del  portale  per  i
servizi integrati per le imprese;
c) l’individuazione, nel rispetto delle  disposizioni
del codice civile  ed  in  attuazione  dei  principi  della
legislazione  in  materia  di   imprese,   degli   elementi
informativi su soggetti, atti e  fatti  che  devono  essere
riportati  nel  repertorio  delle  notizie   economiche   e
amministrative (REA),  prevedendo  altresi’  interventi  di
iscrizione   e   cancellazione   d’ufficio   ed    evitando
duplicazioni di adempimenti a carico delle imprese;
d) la disciplina di sanzioni amministrative, comprese
tra un ammontare minimo di euro 50 ed un ammontare  massimo
di  euro  500,  per  il   ritardo   o   l’omissione   della
presentazione delle domande d’iscrizione  al  REA,  secondo
criteri di tassativita’, trasparenza e proporzionalita’;
e) il rilascio, anche per corrispondenza  e  per  via
telematica, a chiunque ne faccia richiesta, di  certificati
e  visure,  attestanti  l’iscrizione  nel  registro   delle
imprese e nel REA, ovvero il deposito di atti  a  tal  fine
richiesti, o  che  attestino  la  mancanza  di  iscrizione,
nonche’ di copia integrale o parziale di ogni atto  per  il
quale  siano  previsti  l’iscrizione  o  il  deposito   nel
registro delle imprese e nel REA, in conformita’ alle norme
f)  la  disciplina  semplificata  delle   misure   da
adottare   in   caso   di   smarrimento,   distruzione    o
malfunzionamento  del  dispositivo  di  firma  digitale   o
comunque di impedimento da parte  del  soggetto  obbligato,
anche per motivi dipendenti da disfunzioni del sistema,  in
modo da garantire la continuita’ di gestione amministrativa
delle attivita’ di pubblicita’  presso  il  registro  delle
g)   l’espressa   abrogazione   delle    disposizioni
regolamentari nonche’  delle  disposizioni  legislative  di
natura procedimentale in materia di registro delle  imprese
incompatibili  con  la  nuova  normativa,  con  particolare
riferimento ai regolamenti di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, ed al decreto del
Presidente della Repubblica 14 dicembre 1999, n. 558;
h) l’integrazione della modulistica  in  uso  per  il
registro  delle  imprese,  per   l’attivazione   automatica
dell’iscrizione agli enti previdenziali, ai sensi dell’art.
44 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,  e
2. I regolamenti di cui al  comma  1  sono  emanati  ai
400, con decreto del Presidente  della  Repubblica,  previa
Ministro delle attivita’  produttive,  di  concerto  con  i
Ministri della giustizia, dell’economia e delle  finanze  e
per la funzione pubblica, previa  acquisizione  del  parere
della Conferenza unificata di cui all’art.  8  del  decreto
legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  dei  pareri   del
Consiglio di Stato  nonche’  delle  competenti  Commissioni
parlamentari. I pareri della  Conferenza  unificata  e  del
Consiglio di Stato sono resi  entro  novanta  giorni  dalla
richiesta; quello delle Commissioni parlamentari  e’  reso,
successivamente ai precedenti, entro sessanta giorni  dalla
richiesta.  Decorsi  sessanta  giorni  dalla  richiesta  di
parere alle Commissioni parlamentari, i regolamenti possono
– L’art. 58 del decreto legislativo 18 agosto 2000,  n.
267 che reca  «Testo  unico  delle  leggi  sull’ordinamento
degli enti locali» (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  28
settembre 2000, n. 227, S.O.), cosi’ recita:
«Art. 58 (Cause ostative alla candidatura).  –  1.  Non
possono  essere  candidati   alle   elezioni   provinciali,
comunali  e  circoscrizionali  e   non   possono   comunque
ricoprire  le  cariche  di  presidente   della   provincia,
sindaco, assessore e consigliere  provinciale  e  comunale,
presidente e  componente  del  consiglio  circoscrizionale,
presidente e componente del  consiglio  di  amministrazione
dei consorzi, presidente e componente dei consigli e  delle
giunte   delle   unioni   di   comuni,    consigliere    di
amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle
istituzioni di cui all’art. 114,  presidente  e  componente
degli organi delle comunita’ montane:
a) coloro che hanno riportato condanna definitiva per
il delitto previsto dall’art. 416-bis del codice  penale  o
per il delitto  di  associazione  finalizzata  al  traffico
illecito di  sostanze  stupefacenti  o  psicotrope  di  cui
all’art. 74 del  testo  unico  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,  o  per
un delitto di cui  all’art.  73  del  citato  testo  unico,
concernente la produzione o il traffico di dette  sostanze,
o   per   un   delitto   concernente   la    fabbricazione,
l’importazione,  l’esportazione,  la  vendita  o  cessione,
nonche’, nei  casi  in  cui  sia  inflitta  la  pena  della
reclusione non inferiore ad un anno, il porto, il trasporto
e la detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti,  o
per  il  delitto  di  favoreggiamento  personale  o   reale
commesso in relazione a taluno dei predetti reati;
b) coloro che hanno riportato condanna definitiva per
i  delitti  previsti  dagli  articoli  314,   primo   comma
(peculato), 316  (peculato  mediante  profitto  dell’errore
altrui), 316-bis (malversazione a danno dello  Stato),  317
(concussione), 318 (corruzione per un atto d’ufficio),  319
(corruzione per un atto  contrario  ai  doveri  d’ufficio),
319-ter (corruzione in atti giudiziari), 320 (corruzione di
persona incaricata di  un  pubblico  servizio)  del  codice
c) coloro che  sono  stati  condannati  con  sentenza
definitiva  alla  pena  della  reclusione  complessivamente
superiore a sei mesi per uno o piu’  delitti  commessi  con
abuso dei poteri o con violazione dei  doveri  inerenti  ad
una pubblica funzione o a un pubblico servizio  diversi  da
quelli indicati nella lettera b);
d) coloro che  sono  stati  condannati  con  sentenza
definitiva  ad  una  pena  non  inferiore  a  due  anni  di
reclusione per delitto non colposo;
e)  coloro  nei  cui  confronti   il   tribunale   ha
applicato, con  provvedimento  definitivo,  una  misura  di
prevenzione, in quanto  indiziati  di  appartenere  ad  una
delle associazioni di cui all’art. 1 della legge 31  maggio
1965, n. 575, come sostituito dall’art. 13 della  legge  13
2. Per tutti  gli  effetti  disciplinati  dal  presente
articolo e dall’art. 59 la sentenza prevista dall’art.  444
del codice di procedura penale e’ equiparata a condanna.
3. Le disposizioni previste dal comma 1 si applicano  a
qualsiasi  altro  incarico   con   riferimento   al   quale
l’elezione o la nomina e’ di competenza:
a)   del   consiglio    provinciale,    comunale    o
circoscrizionale;
b) la giunta  provinciale  o  del  presidente,  della
giunta comunale o del sindaco, di assessori  provinciali  o
4. L’eventuale elezione  o  nomina  di  coloro  che  si
trovano nelle condizioni  di  cui  al  comma  1  e’  nulla.
L’organo che ha provveduto alla  nomina  o  alla  convalida
dell’elezione   e’   tenuto   a   revocare   il    relativo
provvedimento non appena venuto a conoscenza dell’esistenza
delle condizioni stesse.
5. Le disposizioni previste dai commi precedenti non si
applicano nei confronti di  chi  e’  stato  condannato  con
sentenza passata in giudicato o di chi e’ stato  sottoposto
a misura di prevenzione con provvedimento definitivo, se e’
concessa la  riabilitazione  ai  sensi  dell’art.  178  del
codice penale o dell’art. 15 della legge 3 agosto 1988,  n.
327.».
– Il comma 4 dell’art. 2  del  decreto  legislativo  30
luglio 1999, n. 286, cosi’ recita:
«4. I  membri  dei  collegi  di  revisione  degli  enti
– L’art. 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293 che
reca:    «Disciplina    della    proroga    degli    organi
amministrativi» (pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  18
maggio 1994, n. 114) convertito, con  modificazioni,  dalla
legge 15 luglio 1994, n.  444  (pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 16 luglio 1994, n. 165), cosi’ recita:
«Art. 3 (Proroga degli organi – Regime degli  atti).  –
1. Gli organi amministrativi non ricostituiti  nel  termine
di  cui  all’art.  2  sono  prorogati  per  non   piu’   di
quarantacinque giorni, decorrenti dal giorno della scadenza
del termine medesimo.
2. Nel  periodo  in  cui  sono  prorogati,  gli  organi
scaduti  possono  adottare  esclusivamente  gli   atti   di
ordinaria  amministrazione,  nonche’  gli  atti  urgenti  e
indifferibili  con  indicazione  specifica  dei  motivi  di
urgenza e indifferibilita’.
3. Gli atti non  rientranti  fra  quelli  indicati  nel
comma 2, adottati nel periodo di proroga, sono nulli.».
– Il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472,  che
reca:  «Disposizioni  generali  in  materia   di   sanzioni
amministrative per le violazioni  di  norme  tributarie,  a
norma dell’art. 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996,
n. 662», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  8  gennaio
1998, n. 5, S.O.
– L’art. 16 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
165 che reca «Norme generali  sull’ordinamento  del  lavoro
alle   dipendenze    delle    amministrazioni    pubbliche»
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106,
S.O.), cosi’ recita:
generali). (Art. 16 del decreto legislativo n. 29 del 1993,
come sostituito prima dall’art. 9 del  decreto  legislativo
n. 546 del 1993 e poi dall’art. 11 del decreto  legislativo
n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall’art. 4 del
decreto legislativo n. 387 del 1998). – 1. I  dirigenti  di
uffici   dirigenziali   generali,   comunque    denominati,
nell’ambito di quanto stabilito dall’art. 4 esercitano, fra
gli altri, i seguenti compiti e poteri:
– La legge 25 luglio 1971, n.  557,  che  reca:  «Norme
integrative  della legge  23   febbraio   1968,   n.   125,
concernente il personale statale delle camere di commercio,
industria  e  agricoltura  e   degli   uffici   provinciali
dell’industria,  del  commercio  e  dell’artigianato»,   e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 agosto 1971, n. 200.
1. In sede di prima applicazione i decreti previsti dagli  articoli
10, comma 3, 12, comma 4, e 20, comma  5,  della  legge  29  dicembre
1993, n. 580, come modificata dal presente decreto legislativo,  sono
adottati entro 120  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
1. Le disposizioni di cui agli articoli 10, 12, 13,  14,  15  e  16
della legge 29 dicembre 1993, n. 580, come  modificate  dal  presente
decreto legislativo, si applicano dal sessantesimo giorno  successivo
all’emanazione dei regolamenti previsti dagli articoli 10, comma 3, e
12, comma 4, della predetta legge.  Alla  successiva  scadenza  degli
organi gli enti di cui  al  comma  3  avviano  le  procedure  per  la
costituzione degli stessi a norma degli articoli 7, 10, 12,  13,  14,
15 e 16 della legge 29 dicembre 1993, n.  580,  come  modificati  dal
2. Entro il termine di cui al comma 1, primo periodo, gli  enti  di
cui  al  comma  3  adeguano  i  propri  statuti  e  regolamenti  alle
disposizioni della legge 29 dicembre 1993 n. 580, come  modificate  e
3. Gli  organi  degli  enti  del  sistema  camerale  italiano  gia’
4. Le incompatibilita’, i vincoli, le limitazioni  ed  i  requisiti
previsti dal presente decreto  legislativo  per  i  componenti  degli
organi degli enti del sistema camerale, decorrono dal  primo  rinnovo
di scadenza del termine di cui al comma  1,  primo  periodo,  vengono
completate secondo la disciplina vigente al momento del  loro  avvio.
Le gestioni commissariali in essere alla data di  entrata  in  vigore
del presente decreto proseguono  fino  all’esaurimento  del  relativo
del  presente  decreto  legislativo  continua  a  d   applicarsi   la
disposizione  transitoria  di  cui  al  comma   5,   terzo   periodo,
dell’articolo 20 della legge n. 580 del 1993, nel testo vigente prima
7. Le disposizioni dell’articolo 20 della legge n.  580  del  1993,
come modificato dall’articolo 1, comma 20, del presente  decreto,  si
applicano decorsi novanta giorni dalla data di entrata in vigore  del
– Si riporta il  testo  dell’art.  20  della  legge  29
dicembre 1993, n. 580 che reca: «Riordinamento delle camere
di commercio, industria, artigianato  e  agricoltura»,  nel
testo vigente prima dell’entrata  in  vigore  del  presente
«Art. 20 (Segretario  generale).  –  1.  Al  segretario
generale, ferme restando le competenze attribuitegli  dalle
norme   vigenti,   competono   le   funzioni   di   vertice
dell’amministrazione delle camere di commercio, ai sensi  e
per  gli  effetti  dell’art.  27,  comma  2,  del   decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29. Il segretario  generale
sovraintende  altresi’  al  personale   delle   camere   di
2.  Il  segretario  generale,  su  designazione   della
giunta,  e’  nominato  dal  Ministro  dell’industria,   del
commercio  e  dell’artigianato  tra  gli  iscritti  in   un
apposito elenco.
3.  Nell’elenco  di  cui  al  comma  2  possono  essere
iscritti, a domanda:
a) i  dirigenti  delle  camere  di  commercio,  delle
Unioni    regionali    delle    camere    di     commercio,
dell’Unioncamere e di altre amministrazioni o enti pubblici
che  siano  in   possesso   dei   requisiti   professionali
individuati dal decreto di cui  al  comma  4  del  presente
b) i soggetti in possesso del diploma  di  laurea  in
materie  giuridico-economiche,  dotati   della   necessaria
professionalita’ e in ogni caso dei requisiti previsti  dal
decreto  di  cui  al  comma  4   del   presente   articolo,
provenienti da imprese pubbliche o private  con  esperienza
acquisita  per  almeno   un   quinquennio   in   qualifiche
4.  Con  decreto  del  Ministro   dell’industria,   del
commercio e dell’artigianato, emanato entro novanta  giorni
dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  in
conformita’ ai principi di cui all’art. 19,  comma  1,  del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29,  sono  definiti
criteri e modalita’ per l’iscrizione nell’elenco di cui  al
comma 2 del presente articolo e per la  tenuta  dell’elenco
5. Ai dirigenti di cui alla lettera a) del comma 3,  al
momento  della  cessazione  dalla  carica   di   segretario
generale,   e’   consentito   il    rientro    nei    ruoli
dell’amministrazione o degli enti di provenienza, anche  in
soprannumero. Le amministrazioni o gli enti di  provenienza
non possono procedere all’ampliamento della pianta organica
qualora i dirigenti di cui alla  lettera  a)  del  comma  3
vengano nominati segretari generali. Nulla e’  innovato  in
ordine alla posizione giuridica e funzionale attribuita  ai
segretari generali in servizio  alla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge.».
1. Dall’attuazione delle disposizioni di cui  al  presente  decreto
non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la  finanza  pubblica.
Le amministrazioni interessate provvedono agli  adempimenti  previsti
2. Per le regioni a statuto speciale e per le province autonome  di
Trento e di Bolzano i principi desumibili  dal  presente  legislativo
costituiscono norme fondamentali di riforma  economico-sociale  e  si
applicano compatibilmente con le attribuzioni previste dagli  statuti
DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 23 – Riforma dell’ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell’articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0039) (GU n. 46 del 25-2-2010 redazione redazione 2015-05-05T18:41:35+00:00