Source: https://www.file-pdf.it/2017/01/26/relazione-rottamazione-cartelle-equitalia-ugdcec-sa/
Timestamp: 2020-02-23 08:07:08+00:00
Document Index: 91847819

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 44', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art.111', 'art.182', 'art. 6', 'art.161', 'art.163', 'art.167', 'art. 111', 'art.6', 'art.35', 'art. 111', 'art.161', 'art.163', 'art.167', 'art.111']

Relazione Rottamazione Equitalia Unione definitiva 1 1 da Sony - Relazione Rottamazione Cartelle Equitalia - UGDCEC (SA) pdf - File PDF .it
Relazione Rottamazione Cartelle Equitalia UGDCEC (SA) .pdf
Nome del file originale: Relazione Rottamazione Cartelle Equitalia - UGDCEC (SA).pdf
Titolo: Microsoft Word - Relazione Rottamazione Equitalia Unione definitiva 1 1
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Relazione Rottamazione Cartelle Equitalia - UGDCEC (SA).pdf (PDF, 1 MB)
LA DEFINIZIONE AGEVOLATA PREVISTA DAL DL 193/2016
LA DEFINIZIONE AGEVOLATA PREVISTA DAL DECRETO LEGGE N.193/2016
NORMATIVA E CASISTICA
Commissione di Studio Fiscalità
UGDCEC Salerno
PROBO DELEGATO
MARCANTUONO
D’ UVA
DE LUCIA (presidente)
INTRODUZIONE………………………………………..………………………………5
NORMATIVA ………………………………………………….………………………9
Requisiti soggettivi…………………………………………………………………………………9
Requisiti oggettivi……………………………………………………………………………
Adempimenti……………………………………………………………………………
Ricorsi ai giudizi pendenti………………………………………………………… 14
Criticità…………………………………………………………………………............... .......... 16
ROTTAMAZIONE RUOLI EQUITALIA – CASI PRATICI……………………………18
Sanatoria dilazioni in corso…………………………………………………………………….18
Rottamazione avviso di accertamento……………………………………………………..23
Cartelle in contenzioso………………………………………………………………………….24
PROCEDURE CONCORSUALI………………………………………………………25
Qualificazione del ruolo come credito concorsuale……………………………………. 25
Modalita’ di definizione dell’ agevolazione nell’ ambito delle procedure................27
MODULISTICA……………………………………………………………………… 29
Per effetto del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017 D.L. n.
193/2016, convertito in legge il 24 Novembre 2016, è possibile definire in via agevolata ai sensi dell’art.6 i ruoli affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio
2000 e il 31 dicembre 2016.
Chi intende aderire a tale definizione agevolata, si ritroverà a pagare solamente l’importo residuo delle somme inizialmente richieste, senza corrispondere né
sanzioni, né interessi di mora; il comma 13-bis prevede per il contribuente la facoltà di definire in maniera agevolata anche singoli carichi inseriti nella medesima
cartella di pagamento.
L'accesso alla definizione agevolata di debiti di natura previdenziale permette il rilascio
di un Durc positivo da parte degli enti previdenziali competenti.
Se si intende aderire alla rottamazione, entro il 31Marzo 2017 si deve presentare
ad Equitalia SPA l’istanza per l’adesione alla procedura, compilata sull’ apposita
La dichiarazione di adesione alla definizione agevolata può essere presentata
dal contribuente:
presso gli Sportelli dell’Agente della riscossione (modulo DA1);
alla casella e-mail/PEC della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento, inviando il modulo DA1, debitamente compilato in ogni
sua parte, unitamente alla copia del documento di identità.
L’agente della riscossione, entro la data del 31 Maggio
2017, comunica
l’ammontare complessivo delle somme dovute, inviando i bollettini di pagamento.
Il pagamento può avvenire in una unica soluzione ovvero dilazionato (numero
massimo di cinque rate), in caso di pagamento dilazionato, sono dovuti gli interessi
di dilazione nella misura del 4,5%;
Le rate diventano cinque in tutto: tre nel 2017 con scadenza a luglio, settembre
e novembre e due nel 2018, con scadenza fissata nei mesi di aprile e settembre.
Le rate del 2017 devono comprendere il 70% del totale dell’importo dovuto, il restante 30% viene pagato nel 2018;
Entro il 28 febbraio 2017, l’agente della riscossione, con posta ordinaria, avvisa il
debitore dei carichi affidati nel 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, risulta non ancora notificata la cartella al contribuente, o inviata l’informazione relativa agli accertamenti esecutivi o agli avvisi di addebito Inps.
Nello specifico, potranno essere “rottamati” tutti i carichi inclusi in ruoli riguardanti:
Imposte (Iva compresa se non riscossa all’ importazione)
Violazioni del codice della strada, limitatamente agli interessi.
SONO ESCLUSI DALLA ROTTAMAZIONE:
Dazi ed IVA riscossa all’ importazione
Recupero di aiuti di Stato
Multe/ammende/sanzioni pecuniarie per condanne penali o della Corte dei Conti
Le risorse proprie tradizionali previste dall'art. 2 par. 1, lett. a) e b) della decisione
94/728/CE;
Le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada.
Si precisa che relativamente alle sanzioni amministrative per violazioni del Codice
della strada la definizione agevolata si applica limitatamente agli interessi, ivi compresi
quelli per ritardato pagamento. Inoltre, non rientrano nel novero dei carichi definibili in
maniera agevolata le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni riguardanti tributi, contributi previdenziali e assistenziali. Pertanto, rimangono escluse le sanzioni irrogate da Banca d'Italia e dalle varie authority.
Qualsiasi altra somma l’ente pubblico abbia affidato all’agente della riscossione può essere rottamata.
Inoltre, sono esclusi dalla definizione agevolata i ruoli trasmessi tra il 16 dicembre e il 31 dicembre 20161.
La presentazione della domanda inibisce l’adozione di nuove misure cautelari (fermo e ipoteca) esecutive; I fermi e le ipoteche già iscritti restano salvi
anche se non è, comunque, causa ostativa alla presentazione della domanda
di rottamazione l’azione esecutiva eventualmente intrapresa dall’ agente della
L’articolo 6, comma 5, del Dl 193/2016 prevede, infatti, espressamente che
qualora il debitore abbia manifestato la propria volontà di avvalersi della definizione agevolata dei ruoli mediante apposita dichiarazione, Equitalia, limitatamente ai carichi oggetto di definizione,
“non può avviare nuove azioni esecutive, ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione, e non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate”, salvo il verificarsi, in quest’ultimo
caso, di determinate condizioni .
Considerando il possesso dei requisiti per la presentazione dell’istanza, il contribuente deve fare delle opportune valutazioni, soprattutto nel caso in cui abbia avviato per i carichi in oggetto una eventuale rateizzazione; il legislatore,nel
comma 8 nei punti a) e b) dell’art. 6 del D.L. nr. 193/2016, afferma che per determinare l’ammontare delle somme da versare per la definizione agevolata
tiene esclusivamente conto degli importi già versati a titolo di capitali ed interessi “compresi” nei carichi affidati, nonché l’aggio ed e rimborso delle spese
per le procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella;restando definitivamente acquisite e non rimborsabili le somme versate, anche anteriormente alla definizione, a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi
Il chiarimento è stato reso da Equitalia nel corso del convegno organizzato dal CNDCEC e tenutosi lo scorso 16 dicembre a Roma. Il 22 dicembre 2016, il Consiglio Nazionale ha diffuso tramite
l’Informativa n. 137/2016 le risposte rese dall’Agente della riscossione in tale sede ai quesiti avanzati
dai Commercialisti. Da queste si evince che i ruoli trasmessi negli ultimi sedici giorni dell’anno non
potranno essere oggetto di definizione agevolata poiché la consegna, ai sensi dell’art. 4 del D.M.
321/1999, si intende effettuata il giorno 10 del mese successivo (pertanto, il 10 gennaio 2017). Ed è
proprio la consegna, hanno chiarito da Equitalia, il momento in cui si produce l’effetto giuridico di
affidamento del ruolo all’Agente della riscossione
di dilazione, di interessi di mora e di sanzioni e somme aggiuntive per i contributi
Nel successivo comma 9 recita “Il debitore, se per effetto dei pagamenti
parziali di cui al comma 8, computati con le modalità ivi indicate, ha già integralmente corrisposto quanto dovuto ai sensi del comma 1, per beneficiare
degli effetti della definizione deve comunque manifestare la sua volontà di
aderirvi con le modalità previste dal comma 2”;
Nel decreto collegato alla legge di Stabilità 2017 (decreto legge 193/2016) è stata
approvata la rottamazione delle vecchie cartelle esattoriali.
A differenza di quella passata, questa sanatoria ammette il saldo a rate delle cartelle. Inoltre, tra le varie novità, prevede che relativamente ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, i debitori possano estinguere il debito senza
corrispondere le sanzioni comprese in tali carichi, gli interessi di mora di cui all’articolo
30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602,
ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto
Compresi nella rottamazione cartelle anche le multe stradali e le pretese fiscali per
tributi locali; queste ultime sempre che il Comune di riferimento le deliberi entro 30
giorni dall’entrata in vigore della norma. Sono esclusi dalla rottamazione cartelle i ruoli
per l’IVA, importazioni, somme dovute per aiuti di Stato o per danni erariali (ossia, le
multe UE e quelle derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti).
I beneficiari del “condono Equitalia” che possono presentare la domanda di adesione alla rottamazione dei ruoli sono:
i contribuenti che hanno ricevuto una cartella di pagamento Equitalia per un debito
iscritto a ruolo, per i quali non risulta ancora una posizione definita con certezza, tra il
2000 ed il 31 dicembre 2016;
coloro che hanno chiesto una rateizzazione di una cartella: il requisito fondamentale
per aderire, è che bisogna risultare in regola con i versamenti delle rate che scadono
tra il 1° ottobre ed il 31 dicembre 2016. In questo caso, l’Agente provvede a ricalcolare
l’importo della nuova cartella condonata, tenendo conto di quanto già versato come
capitale, interessi legali, aggio e spese di rateazione e notifica della cartella.
Nel caso in cui l’importo già versato copra il debito ricalcolato secondo le modalità e le condizioni di cui alla c.d. sanatoria Equitalia 2017, il contribuente non dovrà più
nulla ad Equitalia ma sarà necessario che presenti il modulo di domanda di adesione
alla rottamazione dei ruoli (DA1).
I contribuenti che hanno già versato delle somme a Equitalia, non possono richiedere il rimborso di sanzioni, interessi di rateizzazione, mora o somme aggiuntive dovute.
Una volta ottenuto il ricalcolo da parte di Equitalia delle nuove somme dovute a
seguito di adesione alla procedura di rottamazione, con il primo pagamento rateale o
con il versamento in un’unica soluzione, scatta in automatico la revoca dei piani di rateazione in corso.
Sono esclusi dal condono Equitalia 2017 i contribuenti che hanno chiesto una rateizzazione della cartella se l’ultima rata scade entro la fine 2016.
Requisiti e condizioni di adesione alla domanda di condono Equitalia 2017:
1) Rinunciare a eventuali contenziosi in corso con Equitalia. La rinuncia deve essere comunicata obbligatoriamente dal contribuente al momento della presentazione del
modello di adesione alla definizione agevolata, entro 90 giorni dall’entrata in vigore
delle norme, cioè: invio domande dal 7 novembre 2016 fino al 31 marzo 2017.
2) Aver ricevuto una notifica di cartella di pagamento Equitalia tra il 2000 ed il 31 dicembre 2016;
3) in caso di rateizzazione in essere, l’ultima rata non deve scadere entro la fine del 2016.
Se scade nel 2017, si può richiedere il ricalcolo dell’ importo;
4) in caso di rateizzazione in essere oltre il 2017, occorre essere in regola con le rate che
scadono tra il 1° ottobre ed il 31 dicembre 2016;
5) per chi intende aderire alla sanatoria, deve inviare obbligatoriamente la domanda di
adesione rottamazione dei ruoli, utilizzando il modulo ufficiale DA1 Equitalia.
6) In sede di adesione, il contribuente, deve indicare obbligatoriamente sul modulo,
la scelta con cui desidera pagare l’importo ricalcolato della nuova cartella scontata,
se in un’unica soluzione o a rate.
7) Per chi sceglie di pagare a rate la cartella condonata, la condizione di adesione è
che la dilazione deve essere in massimo 5 rate, è tenuto a versare con le prime rate
del 2017, il 70% di quanto dovuto, e con le rate del 2018, precisamente entro il 30 settembre 2018, il rimanente 30%.
8) Dalla presentazione della richiesta di adesione alla definizione agevolata, vengono interrotti i tempi di prescrizione e decadenza oltre che quelli per le ''azioni esecutive'' del
fisco (fermo amministrativo, pignoramento beni mobili e immobili, ecc.).
Il D.L. 193/2016 art. 6 (convertito con modifiche dalla legge 01 dicembre 2016 n.225)
stabilisce adempimenti distinti e separati sia per la società di Equitalia S.p.a. sia per il
contribuente/debitore.
Per quanto riguarda Equitalia entro e non oltre il 28 febbraio 2017 dovrà comunicare
al debitore, tramite posta ordinaria, i carichi affidati nel 2016 ma non ancora notificati
Questo adempimento è stato integrato rispetto all’originale disposizione legislativa per
consentire al contribuente di scegliere la soluzione ottimale per la rottamazione delle
sue cartelle.
L’ultimo adempimento di Equitalia sarà quello di comunicare entro il 31 maggio 2017
ai debitori che hanno presentato la dichiarazione di adesione alla Definizione Agevolata (mod.DA1), i seguenti dati:
a) l’ammontare complessivo delle somme dovute;
b) l’ammontare delle singole rate;
c) il giorno e il mese di scadenza di ogni singola rata.
Nel fornire queste informazioni l’Agenzia per la riscossione dei tributi dovrà attenersi
ai seguenti criteri indicati nella legge suddetta:
1. per l’anno 2017 le scadenze delle rate saranno nei mesi di luglio, settembre e novembre;
2. per l’anno 2018 le scadenze saranno nei mesi di aprile e settembre.
Quindi semplificando Equitalia dovrà entro il 28 febbraio 2017 comunicare al debitore i carichi affidati nel 2016 ma non ancora notificati entro il 31 dicembre 2016, inoltre l’Agente della riscossione dovrà entro non oltre il 31 di maggio dell’anno 2017 comunicare al contribuente l’ammontare complessivo del suo debito con relativo piano
di ammortamento indicando anche l’importo e la scadenza delle singole rate. Le
scadenze delle prime tre rate ( pari al 70% del debito) dovranno essere pagate, nel rispetto di quanto indicato dalla legge, nell’anno 2017 mentre il restante 30% del debito sarà pagato in due rate nel 2018.
Per quanto riguarda il contribuente prima di procedere alla richiesta di definizione agevolata dovrebbe cercare di capire la sua reale esposizione debitoria fiscale e contributiva tramite il servizio online offerto dal sito di Equitalia.
Una volta accertatosi della sua esposizione debitoria potrà decidere di richiedere la
rottamazione su tutti i ruoli o solo di una parte di essi.
Qualora il debitore dovesse avere delle rateizzazioni in corso, per poter usufruire
dell’agevolazione in questione dovrà continuare a pagare nel 2016 le rate di ottobre
,novembre e dicembre; il mancato pagamento anche di una sola di queste rate
comporterà la perdita del diritto di poter accedere alla rottamazione.
Fatta una scelta in merito alla sua esposizione debitoria dovrà comunicare ad Equitalia i ruoli per i quali intende usufruire dell’agevolazione compilando l’apposito modello
DA1 (Dichiarazione di Adesione alla Definizione Agevolata) scaricabile dal sito
dell’Agente della riscossione tramite la sezione modulistica del sito internet di Equitalia
oppure ritirare in formato cartaceo la documentazione richiesta presso gli sportelli
dell’Agenzia suddetta.
La dichiarazione dovrà essere presentata entro e non oltre il 31 marzo 2017 indicando i
ruoli per cui si chiede la rottamazione nonché indicando le pendenze relative a contenziosi in corso dichiarando di rinunciarvi; inoltre entro sempre la stessa scadenza il
contribuente può modificare la dichiarazione inviata precedentemente presentandone un’altra sostitutiva.
Nel modello DA1 il debitore dovrà indicare anche il numero delle rate che intende
pagare, il legislatore ha previsto che il numero fosse da 1 a 5.
Quindi il contribuente potrà decidere di pagare o in una unica soluzione cioè a luglio
2017 o in più rate, in quest’ultimo caso potrà rateizzare il suo debito in un numero massimo di cinque rate.
Oltre alle rate il debitore dovrà indicare le seguenti informazioni:
a) i dati anagrafici del contribuente in quanto persona fisica (a titolo esemplificativo nome, cognome, codice fiscale, data di nascita ecc..) mentre per le società andranno
indicati i dati anagrafici del legale rappresentante e la partita iva della società;
b) il domicilio fiscale ;
c) la pec ( importantissima perché tramite la posta elettronica, Equitalia comunicherà
l’accettazione della rottamazione e l’invio del piano di ammortamento delle rate);
d) il numero delle cartelle/avvisi;
e) il numero delle rate da pagare;
f) la tipologia di pagamento;
g) la rinuncia ai carichi pendenti.
ne.campania@equitaliariscossione.itoppure
adesioalla
pec“adesione.campania@pecequitaliariscossione.it”, o consegnarlo allo sportello
Il pagamento delle rate da parte del contribuente potrà avvenire in tre modi :
1. mediante domiciliazione sul conto corrente indicato dal debitore nella dichiarazione
inviata all’agente della riscossione;
2. mediante bollettini precompilati allegati da Equitalia alla comunicazione di accoglimento della richiesta di rottamazione;
3. mediante pagamento presso gli sportelli di Equitalia.
Qualora il debitore non paghi in tutto o in parte o ritardi il pagamento anche di
una sola rata, perderà il beneficio dell’agevolazione prevista dall’articolo 6 del D.L.
193/2016 e riprenderanno a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei ruoli oggetto della dichiarazione di adesione alla rottamazione.
Gli adempimenti in sintesi del contribuente sono:
a) informarsi sul numero di ruoli che ha nei confronti dei vari istituti,
bre/novembre/dicembre 2016;
c) scegliere se usufruire dell’agevolazione per tutti i ruoli o per solo una parte di essi;
nell’agevolazione;
e) invio del modello DA1 tramite mail o pec all’agente della riscossione entro e non oltre
il 31 marzo 2017 oppure consegnarlo agli sportelli di Equitalia;
f) pagamento delle rate; il mancato pagamento di una sola rata o l’omesso/parziale
versamento anche di una sola rata comporterà la perdita dell’agevolazione.
RINUNCIA AI RICORSI PENDENTI
Il contribuente nel richiedere l’agevolazione prevista dall’art. 6 del D.L. 22 ottobre
2016, n. 193, convertito dalla L. 1 dicembre 2016, n. 225 deve impegnarsi a rinunciare
ai ricorsi pendenti aventi ad oggetto i ruoli o le cartelle di cui si richiede la rottamazione.
Testualmente la Legge dispone “in tale dichiarazione il debitore indica ….. nonche’
la pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione, e assume l'impegno a rinunciare agli stessi giudizi.”
Praticamente la sola dichiarazione di volersi avvalere dell’agevolazione non ha i
requisiti previsti dal D.Lgs. 546/1992 per richiedere la rinuncia al ricorso e di conseguenza non esplica nessun effetto sul processo tributario che avrà il suo corso fin quando il
contribuente non depositerà idonea rinuncia al ricorso.
Giova ricordare quindi che la rinuncia al ricorso è un modo di estinzione del processo tributario (insieme all’inattività delle parti e la cessazione della materia del contendere) ed è disciplinata dall’art. 44 del D.Lgs. 546/1992.
La rinuncia al ricorso è proposta tramite una dichiarazione che deve essere sottoscritta dal contribuente o dal difensore (se al difensore è stato conferito nella procura
alle liti apposito potere di rinunciare al ricorso).
Elemento fondamentale della rinuncia al ricorso è che deve essere accettata dalle
parti costituite che abbiano un interesse nella prosecuzione del processo. Interesse
che potrebbe avere una parte del processo nel raggiungere un risultato utile e giuridicamente apprezzabile che non conseguibile senza l’intervento del giudice (riforma di
una sentenza di primo grado).
Dunque, non basta il semplice deposito della rinuncia al ricorso ma tale deposito
deve essere accettato dalle parti costituite nel giudizio.
L’interesse alla lite nel caso di giudizio di primo grado non dovrebbe persistere da
parte dell’ente impositore o del concessionario in quanto, la rinuncia al ricorso avrebbe come effetto la definitività dell’atto impugnato.
Completamente differente è invece la rinuncia al ricorso nel corso del giudizio di
Nel giudizio di secondo grado l’interesse alla prosecuzione del ricorso è di chi ha
formulato appello o appello incidentale e potrebbe trattarsi anche dell’ente impositore o del concessionario che non vogliono far configurare il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado favorevole al contribuente.
Ulteriore elemento è che la rinuncia al ricorso nel caso in cui vi siano più parti nel
processo in ipotesi di litisconsorzio facoltativo (tra ente impositore e concessionario)
opera solo nei confronti delle parti che l’hanno effettuato o accettata.
Inoltre bisogna evidenziare che la parte rinunciante è tenuta a rimborsare alle parti
le spese che saranno liquidate con ordinanza non impugnabile (se non con ricorso
straordinario in Cassazione ex art. 111 Cost.).
Per i motivi sopra esposti non si dovrebbe parlare di rinuncia al ricorso ma si dovrebbe configurare una cessazione della materia del contendere per effetto di adempimento spontaneo.
Senza dilungarci troppo, con l’istituto della cessazione della materia del contendere (disciplinata dall’art. 46) si intende far riferimento a quel fenomeno in base alla quale per effetto di fatti sostanziale viene a mancare l’interesse delle parti nella prosecuzione del giudizio. Sul piano processuale, l’estinzione per cessata materia del contendere può essere dichiarata se entrambi le parti formulano di non avere più pretese
In entrambi i casi l’estinzione del processo è dichiarata con provvedimento giudiziale che assume la forma di decreto se pronunciato dal presidente della Sezione o la
forma di sentenza se pronunciato dalla Commissione Tributaria.
Bisogna solo evidenziare i differenti effetti della rinuncia e della cessata materia del
Con la cessata materia del contendere si ha la caducazione di tutte le pronunce
emanate nei precedenti gradi di giudizio e non passate in giudicato mentre per quanto riguarda la rinuncia al ricorso nel corso del primo grado comporta la definitività
dell’atto se invece interviene nel giudizio di appello determina il passaggio in giudicato della sentenza.
Il legislatore con la legge di conversione (Legge nr. 225/2016) del Decreto Legge
nr. 193/2016 non è riuscito ad appianare alcune delle criticità emerse dalla lettura approfondita del Decreto Legge in questione.
Le criticità degne di nota sono:
1. l’aumento del numero delle rate da quattro a cinque (da pagare per il 70% delle
somme dovute entro la fine del 2017 ed il restante 30% nel corso del 2018) pur portando una certa apertura verso il contribuente, non suscita un grosso appeal in quei soggetti in dissesto finanziario che hanno optato per una lunga rateizzazione delle somme
affidate agli agenti della riscossione;
2. il contribuente che intende aderire alla definizione agevolata, deve rinunciare ai giudizi pendenti aventi ad oggetto i carichi ai quali si riferisce l’eventuale istanza pregiudicando la propria azione giudiziale.
Considerando il possesso dei requisiti per la presentazione dell’istanza,deve fare
delle opportune valutazioni, soprattutto nel caso in cui abbia avviato per i carichi in
oggetto una eventuale rateizzazione. Il legislatore,nel comma 8 nei punti a) e b)
dell’art. 6 del D.L. nr. 193/2016, afferma che per determinare l’ammontare delle somme da versare per la definizione agevolata tiene esclusivamente conto degli importi
già versati a titolo di capitali ed interessi “compresi” nei carichi affidati, nonché l’aggio
ed e rimborso delle spese per le procedure esecutive e delle spese di notifica della
cartella;restando definitivamente acquisite e non rimborsabili le somme versate, anche anteriormente alla definizione, a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora e di sanzioni e somme aggiuntive per i contributi
Nel successivo comma 9 recita “Il debitore, se per effetto dei pagamenti parziali di
cui al comma 8, computati con le modalità ivi indicate, ha già integralmente corrisposto quanto dovuto ai sensi del comma 1, per beneficiare degli effetti della definizione
deve comunque manifestare la sua volontà di aderirvi con le modalità previste dal
comma 2”;
3. con l’introduzione del comma 3-ter (dalla conversione in legge del D.L.)è prevista la
possibilità che l’agente della riscossione comunichi per posta ordinaria entro il 28 febbraio 2017 eventuali carichi affidati nell’anno 2016 per i quali non risulta al 31.12.2016
notificata nessuna cartella di pagamento o eventuali accertamenti esecutivi (art. 29
D.L. 78/2010) ed avvisi di addebito dell’INPS (art. 30 D.L. 78/2010).Il contribuente può
inviare, è un atto volontario non un obbligo di legge, una comunicazione all’Agenzia
delle Entrate ed all’INPS alla fine di esortare l’affidamento dei carichi agli agenti della
riscossione2.
2Cfr. il Sole 24 Ore del 21/12/2016 fac-simile eventuale lettera di segnalazione dei carichi non
ancora affidati
ROTTAMAZIONE RUOLI EQUITALIA – CASI PRATICI
Il D.L. 193/2016 all’art. 6 prevede la definizione agevolata dei carichi affidati agli
agenti della riscossione dal 2000 al 2016.
La definizione agevolata riguarda tributi e contributi e multe stradali e tra le casistiche da evidenziare vi sono quelle dei piani di rateazioni già in essere.
SANATORIA DILAZIONI IN CORSO
La definizione in questo caso è ammessa purchè siano state versate le rate scadenti fino al 31/12/2016, dal piano di rateazione devono essere scomputati i soli importi
già versati a titolo di capitale ed interessi inclusi nei carichi affidati , l’aggio e rimborso
spese per procedure esecutive oltre alle spese di notifica delle suddette cartelle.
Ovviamente restano acquisite e non sono rimborsabili le somme già versate , anche anteriormente alla definizione, a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora edi sanzioni e somme aggiuntive sui crediti previdenziali.
Il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione
determina, in riferimento solo ai carichi definibili, la revoca automatica dell’eventuale
dilazione ancora in essere precedentemente accordata dall’agente della riscossione.
Se l’ammissione al beneficio determina un saldo pari a zero in quanto viene meno il
versamento di sanzioni ed interessi di mora, il contribuente che ha in corso una dilazione deve comunque presentare la richiesta di accesso alla sanatoria.
Il legislatore, infatti, non ha inteso prevedere alcuna discriminazione per chi in passato abbia usufruito di una dilazione. L’accesso alla procedura agevolata è, dunque,
privo di condizioni pregiudiziali.
Più specificamente, il co. 8 dell’art. 6 cit., prevede che:
La facoltà di definizione prevista dal comma 1 può essere esercitata anche dai
debitori che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dall'agente della riscossione, le somme dovute relativamente ai carichi
indicati al comma 1 e purché, rispetto ai piani rateali in essere, risultino adempiuti tutti i
versamenti con scadenza dal l° ottobre al 31 dicembre 2016. In tal caso:
ai fini della determinazione dell'ammontare delle somme da versare ai sensi del comma 1, lettere a) e b), si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di
capitale e interessi inclusi nei carichi affidati, nonché, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, di aggio e di rimborso delle spese per le procedure
esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento;
restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme versate, anche
anteriormente alla definizione, a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi
di dilazione, di interessi di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e di sanzioni e somme aggiuntive di
cui all'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46;
c) il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione
determina, limitatamente ai carichi definibili, la revoca automatica dell'eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata dall'agente della riscossione”.
Di seguito, il co. 9, invece, così dispone “Il debitore, se per effetto dei pagamenti
parziali di cui al comma 8, computati con le modalità ivi indicate, ha già integralmente corrisposto quanto dovuto ai sensi del comma 1, per beneficiare degli effetti della
definizione deve comunque manifestare la sua volontà di aderirvi con le modalità
previste dal comma 2
Chi non paga le rate stabilite, ma anche chi paga in misura ridotta o in ritardo,
perde i benefici previsti dalla definizione agevolata e riprendono a decorrere i termini
di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione di
adesione. In tal caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell'importo complessivamente dovuto a seguito dell'affidamento del carico e non determinano l'estinzione del debito residuo, di cui l'agente della riscossione prosegue l'attività
di recupero, e il cui pagamento non può essere rateizzato (ai sensi dell'articolo 19 del
dpr 602/1973).
In sostanza, saltare un pagamento, farlo in modo parziale o anche solo effettuarlo
con un giorno di ritardo costerà:
• l’uscita dalla sanatoria;
• il ritorno del carico debitorio pieno delle vecchie cartelle;
• la decorrenza, quindi, dei termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei
carichi oggetto della rottamazione.
A titolo esemplificativo :
Contribuente riceve una cartella di pagamento riguardante Irpef e non paga quanto
dovuto e presenta una richiesta di dilazione ; le somme che deve versare sono così suddivise:
IMPORTI GIA' VERSATI
DA VERSARE ORIGINARIO
IMPORTO SENZA ROTTAMAZIONE
CON DEFINIZIONE AGEVOLATA
Come si può evincere da questo prospetto il risparmio effettivo è circa del 30%.
Un contribuente in data 04/06/2012 ha ricevuto la seguente cartella di pagamento con le seguenti somme da pagare:
104S 10.360,35;
104T 26.210,64;
649T 11.335,69;
671T 12.937,88;
731T 7.331,47;
737T 5.579,94;
940A 12,66;
111S 3.021,77;
111T 10.072,56;
671T 3.021,77;
731T 1.712,34;
costo notifica cartella 5,88.
TOTALE: 91.615,61
N° RATA
49.205,01
28.572,07
15.758,90
€ 4.857,28
Ora si cerca di valutare l’effettiva convenienza della sanatoria.
IMPORTO CARTELLA
€ 53.198,83
DA VERSARE CON ROTTAMAZIONE
28.572,08
24.626,75
29.341,77
15.758,91
23.582,86
9.043,81
4.857,26
4.186,55
52.410,60
28.827,74
91.615,61
Quindi, alla definizione agevolata delle cartelle potrà aderire anche chi ha in corso una rateazione: l’interessato, purché in regola con le rate con scadenza dal 1° ottobre al 31
dicembre 2016, potrà rinunciare alla dilazione e chiedere la rottamazione, evitando così di
dover pagare costosi interessi e beneficiando di uno sconto.
La rottamazione è possibile anche per i contribuenti decaduti dalla rateazione
prima del 1° ottobre 2016. Non possono invece chiedere la rottamazione quei
contribuenti per i quali l’ultima rata della dilazione scade entro il 31 dicembre
Attenzione: se le somme versate hanno già coperto il debito ricalcolato da Equitalia secondo le regole della sanatoria, nulla è dovuto ma il contribuente sarà
comunque tenuto a presentare la sua richiesta di adesione alla rottamazione dei
ROTTAMAZIONE AVVISO DI ACCERTAMENTO
Avviso di accertamento notificato nel 2011, con il quale l'Agenzia ha contestato una
maggiore IVA per l'anno d' imposta 2006 per 10.000,00 euro
Non avendo definito l'atto, l'Agenzia ha proceduto a iscrivere a ruolo l'imposta, la sanzione e gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, e nel 2013 il contribuente riceve da parte
di Equitalia una cartella esattoriale che, non essendo stata definita entro il termine di 60
giorni, riporta l'intimazione ad adempiere al pagamento dell'imposta, della sanzione e
degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, degli interessi di mora e dell'aggio della riscossione nella misura dell'9%, oltre alle spese di notifica dell'atto.
829,78 €
968,08 €
€ 11.505,20
Aderendo alla definizione agevolata, il contribuente beneficerebbe di un risparmio
pari ad € 11.505,20.
Ora si ipotizzi che il contribuente sia indeciso tra i pagamento in un’ unica soluzione ed
il pagamento tramite rateizzo:
Unica soluzione : pagamento di € 11.360,34 entro il 24 Marzo 2017
Supponendo una dilazione in 4 rate, si avrà il seguente piano di ammortamento:
Importoresiduo
1°RATA (1/3)+ INT. 4,5 %
3.786,78
3.914,23
7.573,56
2° RATA (1/3) + INT. 4,5%
3.957,65
3° RATA (1/6) + INT. 4,5%
1.893,39
2.014,30
4° RATA (1/6) + INT. 4,5%
1.974,85
€ 11.360,34
11.861,03
CARTELLE IN CONTENZIOSO
Per quanto riguarda le cartelle in contenzioso, sono ammessi anche tali ruoli con la
conseguenza che il perfezionamento della sanatoria determina l’estinzione del giudizio in
corso, limitatamente alla parte definita.
QUALIFICAZIONE DEL RUOLO COME CREDITO CONCORSUALE
L’art. 6 comma 13 qualifica come crediti prededucibili le “somme che saranno utilizzate nella rottamazione”. In pratica, dunque, le somme ricavate dalla liquidazione
dell’attivo sono destinate, con priorità, alla definizione agevolata. Ne deriva che
l’ordine di ripartizione dell’attivo andrà modificato.
Normativamente, viene previsto che la sanatoria dei ruoli, nell’ambito delle procedure concorsuali, rende prededucibile il credito dell’erario, che va quindi pagato con
il ricavato della liquidazione dell’attivo, prima del riparto tra gli ulteriori creditori, privilegiati o chirografari (si sovverte, quindi, l’ordine di soddisfazione dei creditori).
La norma, quindi, apre la porta alla possibilità di accesso alla definizione per i soggetti in procedura concorsuale e considera, quindi, crediti prededucibili le somme da
versare all’agente della riscossione, nel rispetto dell’ordine di distribuzione di cui
all’art.111 l.f..
Si tratta di una vera e propria corsia preferenziale per i crediti vantati dal Fisco che
sono oggetto di sanatoria e che quindi vengono esclusi dal concorso con gli altri creditori già inseriti nello stato passivo.
Gli emendamenti al “decreto sviluppo” hanno, infine, chiarito che la prededucibilità è applicabile a tutte le procedure concorsuali e quindi anche agli accordi di ristrutturazione previsti dall’art.182 bis e anche nell’ambito della crisi da sovraindebitamento
di cui alla legge n.3/2012. Dunque la possibilità di rottamare i ruoli è stata estesa durante l’esame parlamentare anche all’ambito della procedura da sovraindebitamento con l’introduzione dei commi 9-bis e 9-ter.
Il primo di detti commi estende la definizione agevolata anche ai carichi affidati
agli agenti della riscossione che rientrano nei procedimenti instauratisi a seguito di istanza presentata dai debitori nei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio.
Con il secondo, invece, viene previsto che, nelle proposte di accordo o del piano
del consumatore presentata in seno alla disciplina del sovraindebitamento (art. 6
comma 1 legge 3/2012) debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le
sanzioni, gli interessi di mora ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive per i crediti previdenziali, provvedendo al pagamento del debito, anche falcidiato, nelle modalità e
nei tempi previsti nel decreto di omologazione dell’accordo o del piano del consumatore.
Dall’esame della normativa si evince, dunque, che i debitori che hanno presentato
proposta di accordo o del piano del consumatore non devono osservare per i pagamenti le scadenze stabilite dalla normativa sulla definizione agevolata (comma 3), ma
devono ottemperare a quelle previste nel decreto di omologazione dell’accordo o
del piano del consumatore
Ovviamente la possibilità di rottamazione dei ruoli in ambito di procedure concorsuali o in ambito della crisi da sovraindebitamento necessita di una attenta valutazione sia per quanto riguardala legittimazione ad agire i presupposti autorizzativi sia, per
quanto riguarda le eventuali scelte di convenienza.
Nell’ambito del procedimento di fallimento, soggetto legittimato all’adesione alla
rottamazione è il curatore, il quale, previo parere favorevole del comitato dei creditori
e previa autorizzazione del giudice delegato può aderire alla sanatoria dopo aver valutato l’opportunità e la convenienza. Nel richiedere l'autorizzazione del comitato dei
creditori, il curatore formula le proprie conclusioni sulla convenienza della proposta.
Nel concordato fallimentare, pur mantenendosi confermata la legittimazione del
curatore, è possibile che l’interesse all’adesione sia dei proponenti e cioè di uno o più
creditori o soggetti terzi che si assumono il carico finanziario vedendosi azzerare in contropartita il carico fiscale sia per quanto riguarda le sanzioni che gli interessi.
Nel caso di concordato preventivo c.d. in bianco la legittimazione ad agire ricade
in capo al debitore previa richiesta di autorizzazione al Tribunale ex art.161, co.7, l.f..
Anche nell’ipotesi di omologa del concordato e conseguente nomina del commissario giudiziale ex art.163 l.f., legittimato ad agire è il debitore, previa autorizzazione
per la transazione rivolta al Tribunale ex art.167 l.f., e conseguente modifica del piano
concordatario. E’ ipotizzabile anche una legittimazione in capo ad uno o più creditori
che promuovano una proposta di concordato concorrente ex artt. 163 e 163 bis l.f..
La convenienza alla rottamazione potrebbe essere più vantaggiosa qualora dalle
riduzione delle somme da attribuire a Equitalia ne beneficiano gli altri creditori e/o il
proponente in quanto, si andranno a modificare le percentuali di soddisfazione. In
particolar modo nel concordato c.d. liquidatorio, dove il legislatore ha previsto una
percentuale minima di soddisfazione dei crediti del 20%, gli ingenti debiti di natura tributaria e previdenziale spesso costringono l’imprenditore a non presentare nessun piano per la soluzione della crisi d’impresa. Ipotizzare la rottamazione dei ruoli in ambito
concordatario potrebbe portare ad un risparmio fiscale del 25/30 per cento, tale da
rendere più appetibile la procedura concordataria e consentire di conseguenza una
maggiore soddisfazione dei creditori chirografari.
La dizione della norma in combinato disposto con l'art. 111-bis comma 3 della legge fallimentare chiarisce che &quot;I crediti prededucibili vanno soddisfatti per il capitale, le
spese e gli interessi con il ricavato della liquidazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, tenuto conto delle rispettive cause di prelazione, con esclusione di quanto ricavato dalla liquidazione dei beni oggetto di pegno ed ipoteca per la parte destinata ai creditori garantiti. Il corso degli interessi cessa al momento del pagamento&quot;, pertanto è da escludere che possano essere utilizzati per il pagamento del “condono” i
beni ipotecati.
Per ultimo, in mancanza di disposizione specifica per le procedure concorsuali, è
da ritenersi che i termini per l'adempimento sono gli stessi di tutte le altri fattispecie disciplinate.
MODALITA’ DI DEFINIZIONE DELL’ AGEVOLAZIONE NELL’ AMBITO DELLE PROCEDURE
La possibile adesione alla rottamazione delle cartelle è estesa, per l’art.6.13 D.L.
193/2016, anche alle procedure concorsuali , occorre valutare l’ambito formale concernente la legittimazione ad agire e i presupposti autorizzativi per poi soffermarsi sul
merito delle scelte.
Nel fallimento, il legittimato è il curatore il quale, per aderire alla rottamazione, potrebbe inquadrare la tematica nella disciplina relativa alle transazioni: promuove pertanto, ai sensi dell’art.35 l.f., le prescritte informative al G.D., preliminari al parere del
comitato dei creditori e formula, al contempo, le richieste di autorizzazione per il pagamento in prededuzione ex art. 111 bis, co.3, l.f.. Nel concordato fallimentare, pur
mantenendosi confermata la legittimazione del curatore, è ipotizzabile che l’interesse
all’adesione sia dei proponenti e cioè uno o più creditori o soggetti terzi che si assuCommissione di Studio Fiscalità
mono il carico finanziario con azzeramento dell’ammissione dell’Equitalia per sanzioni
Nel caso di concordato preventivo, quando è espresso con riserva, si può individuare la legittimazione in capo al debitore con consequenziale sua richiesta di autorizzazione al Tribunale ex art.161, co.7, l.f.. Permane tale facoltà anche nell’ipotesi di avvenuta ammissione del concordato e nomina del Commissario giudiziale ex art.163 l.f.,
previa autorizzazione per la transazione rivolta al Tribunale ex art.167 l.f. e conseguente
attenzione alle modifiche relative al piano da formularsi nei prescritti termini.
E’ ipotizzabile anche una legittimazione in capo ad uno o più creditori che promuovano una proposta di concordato concorrente ex artt. 163 e 163 bis l.f.. Dopo
l’omologazione, se il concordato consiste nella cessione dei beni, il legittimato è il
Commissario liquidatore previa autorizzazione del comitato dei creditori.
Se, al contrario, è un concordato in continuità, la legittimazione permane del debitore. Nei casi di liquidazioni coatte amministrative e di amministrazione straordinaria
legittimato è il Commissario con obbligo all’integrazione dei suoi poteri da parte dei rispettivi Organi di controllo.
Nel caso di ristrutturazione e di risanamento dei debiti, il soggetto agente è il debitore, ma l’attenzione è sulla tempestività dell’operato rispetto alla fase procedimentale in cui si agisce per verificare la modificabilità o la sostituzione dell’accordo o del piano.
Il soggetto proponente, sia esso debitore o Organo della procedura, deve contemperare i benefici della riduzione a condizione che le risorse finanziarie destinate
all’operazione non intacchino i pagamenti di tutte le somme privilegiate.
Il citato 13° comma, infatti, per legge innalza le somme da versare ad Equitalia al
rango dei crediti prededucibili e ciò può accadere sempre e solo nel rispetto
dell’ordine di distribuzione di cui all’art.111 l.f.. Tali presupposti potrebbero ricorrere, ad
esempio, quando oltre ad Equitalia, ammessa al passivo in privilegio per capitale, per
sanzioni e interessi (per cartelle rottamabili), non vi siano altri creditori privilegiati (o se
esistenti siano già stati soddisfatti perché con privilegi di grado superiore) il che consentirebbe, con il pagamento in prededuzione, di azzerare o ridurre l’importo del credito originariamente ammesso al passivo.
La convenienza consiste nella riduzione dello stato passivo per l’estinzione del debito dell’Equitalia con conseguente ingresso a riparti di somme a favore di altri creditori, nella misura di quanto risparmiato con la normativa in commento.
Nei concordati le visuali possono ulteriormente ampliarsi ogni volta che delle riduzioni delle risorse da attribuire all’Equitalia ne beneficia preliminarmente il proponente
che può così intervenire modificando le percentuali di soddisfazione, ad esempio, incrementando quelle a favore dei chirografari, titolari, come è noto, del diritto di voto.
Il contribuente che intende aderire alla rottamazione dei ruoli, deve entro il 31 Marzo 2017 presentare ad Equitalia SPA l’ istanza per l’adesione alla procedura, compilata
su apposita modulistica3.
Nella dichiarazione di accesso, il debitore deve indicare:
Dati identificativi (persona fisica, rappresentante legale, tutore o curatore di un’ attività)
I numeri progressivi delle cartelle e degli avvisi di accertamento per le quali si richiede
la definizione agevolata
Le dichiarazione che dovranno essere sottoscritte se si vuole definire la transazione con
l’agente della riscossione e cioè:
Modalità di pagamento (unica soluzione o fino ad un massimo di 5 rate)
Rinuncia, con l’adesione alla definizione agevolata, ai giudizi pendenti
Sottoscrizione anche ai fini penali della veridicità dei dati riportati
L’ agente di riscossione comunicherà al contribuente entro il 24 Aprile 2017 (180
giorni dopo la pubblicazione del Dl sulla Gazzetta Ufficiale) l’ammontare complessivo
delle somme dovute e gli invierà i bollettini di pagamento.
https://www.gruppoequitalia.it/equitalia/export/sites/equitalia/.content/files/it/Modulistica/DA
1-DICHIARAZIONE-DEFINIZIONE-AGEVOLATA.pdf
Documento PDF Relazione Rottamazione Cartelle Equitalia - UGDCEC (SA).pdf
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