Source: https://difensoridellatoscana.wordpress.com/2017/03/10/geotermia-radicondoli-enel-trivellera-un-nuovo-pozzo-profondo-4200-metri/
Timestamp: 2018-03-19 04:53:43+00:00
Document Index: 119361101

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 49', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 296', 'art. 305', 'art. 20']

Geotermia, Radicondoli, Enel trivellerà un nuovo pozzo profondo 4200 metri | COMITATO DIFENSORI DELLA TOSCANA
video di un impianto HH300 utilizzato da Eni in area desertica ( Enel questi impianti li utilizza in Toscana in aree abitate di grande pregio paesaggistico )
La Regione ha deciso. La geotermia va avanti. I cittadini si arrangino.
Visto il R.D. 29/07/1927, n. 1443 contenente norme di carattere legislativo sulla disciplina della ricerca e coltivazione delle miniere;
Visto il D.P.R. 09/04/1959, n. 128 sulle norme di polizia delle miniere e delle cave;
Vista la legge 09/01/1991 n. 9 sul piano energetico nazionale;
Visto il D.P.R. 27/5/1991, n. 395 – Approvazione del regolamento di attuazione della legge n. 896/1996;
Visto il D.P.R. 18/4/1994, n. 485 – Regolamento recante la disciplina dei procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione delle risorse geotermiche;
Visto il D.M. del 30/12/1994 di conferimento all’Enel S.p.A.(ora Enel Green Power S.p.A.) della
concessione di coltivazione di risorse geotermiche denominata “Travale”, nelle Province di Pisa, Siena e Grosseto;
Visto l’art. 34 del D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112 con il quale “Le funzioni degli uffici centrali e periferici dello Stato relative ai permessi di ricerca ed alle concessioni di coltivazione di minerali solidi e delle risorse geotermiche sulla terraferma sono delegate alle regioni”;
Visti i DD.Lgs 09/04/2008, n. 81 e 25/11/1996, n. 624 contenenti norme sulla sicurezza e salute dei lavoratori;
Visto il D.Lgs 11/02/2010 n. 22 sul riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche;
Vista l’istanza n. 2799 della Enel Green Power S.p.A. datata 14/02/2017 con la quale è stata chiesta
l’autorizzazione alla perforazione del pozzo “Radicondoli 22 B”, in Comune di Radicondoli (SI), nell’area della concessione suddetta, da effettuarsi mediante impianto di perforazione HH-300;
Esaminato il programma di perforazione dal quale risulta che:
− il pozzo è ubicato nel territorio del Comune di Radicondoli (SI), a quota m 419 s.l.m., nel punto di
coordinate geografiche Lat. 43° 12’ 46” N e Long. 1° 24’ 27” W (Monte Mario), https://www.google.it/maps/@43.2134428,11.0448701,72m/data=!3m1!1e3 e raggiungerà la profondità verticale pari a 4200 m;
− l’obiettivo dell’intervento è quello di reperire vapore endogeno;
− saranno poste in opera le seguenti colonne:
Ø 24” ½ da m 0 a m 100;
Ø 18” ⅝ da m 0 a m 650;
Ø 13 ⅜ da m 0 a m 1200;
Ø 9” ⅝ da m 1170 a m 2200;
Tenuto conto degli esiti sopralluogo;
di autorizzare la Società Enel Green Power S.p.A., per gli aspetti di competenza mineraria, ai sensi
dell’art. 49 del D.P.R. n. 395/1991, ad effettuare la perforazione del pozzo “Radicondoli 22 B”, nel punto di ubicazione nelle premesse citato, alle seguenti condizioni:
1. prima dell’avvio dei lavori dovrà essere presentata la Denuncia di esercizio ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs n. 624/1996 nonché il DSS di cui all’art. 6 dello stesso D.Lgs;
2. tutte le operazioni dovranno essere condotte nell’osservanza delle prescrizioni contenute nel D.M. di conferimento della concessione e di tutte le Leggi e Regolamenti vigenti in materia di sicurezza e salute dei lavoratori e di protezione ambientale;
3. prima di innalzare la torre di perforazione la Enel Green Power S.p.A. dovrà premunirsi, ove ne
ricorrano gli estremi, del nulla osta da parte dello SMD per quanto concerne la sicurezza della
navigazione aerea;
4. dovranno essere inviate alla scrivente Settore Miniere e Monitoraggio Acque Minerarali e Termali preventivamente, e comunque in tempo utile per poter predisporre i sopralluoghi ispettivi, le comunicazioni di tutte le operazioni speciali (tubagli, cementazioni, carotaggi, diagrafie, prove di
strato, ecc). Lo stesso Settore dovrà essere informato settimanalmente, anche per le vie brevi, sullo
stato di avanzamento dei lavori;
5. dovranno essere comunicate, in particolare, le date effettive di inizio e termine dei lavori di
allestimento del piazzale, nonché di perforazione e moving del relativo impianto;
6. dovranno essere adottate le necessarie misure necessarie alla salvaguardia delle strutture produttive esistenti sul piazzale (pozzi e vapordotti);
7. le prove di produzione, le modalità di completamento e l’eventuale chiusura mineraria dovranno essere sottoposte alla preventiva approvazione;
8. prima dell’esecuzione di qualsiasi operazione che richieda l’uso di esplosivo la Società Enel Green Power dovrà presentare la denuncia d’esercizio e chiedere l’attestato di cui all’art. 296 del D.P.R. n. 128/1959 volto all’ottenimento della licenza per il trasporto e l’uso degli esplosivi necessari per le operazioni. La stessa Società dovrà indicare il tipo di prodotti esplodenti e dichiararne l’idoneità all’uso minerario, citando gli estremi della specifica appendice all’elenco degli stessi esplosivi, emessa dal M.S.E. – D.G.E.R.M; il Direttore Responsabile dei Lavori dovrà infine sottoporre all’approvazione l’Ordine di Servizio ai sensi dell’art. 305 del D.P.R. n. 128/1959;
9. la Società Enel Green Power S.p.A. dovrà mettere a disposizione del Direttore Responsabile, per gli adempimenti, copia del programma dei lavori e della presente autorizzazione. Lo stesso Direttore Responsabile dovrà dare specifico assenso all’inizio delle operazioni, dopo verifica della rispondenza alle vigenti norme di polizia mineraria dell’impianto di perforazione e del cantiere allestito e dopo aver approvato, ai fine della sicurezza, il programma di perforazione, dandone comunicazione scritta allo scrivente Settore;
10. alla fine della perforazione del pozzo, la Società Enel Green Power S.p.A. dovrà trasmettere una
relazione riepilogativa sulle operazioni eseguite durante la perforazione ed un profilo litologico-
stratigrafico completo dei risultati ottenuti sia sotto l’aspetto geologico che minerario, ai sensi
dell’art. 20 del DPR n. 395/1991;
11. i lavori dovranno essere iniziati entro 1 anno ed ultimati entro 2 anni dalla data del presente decreto, rendendosi altrimenti necessario inoltrare una nuova istanza a questo Settore.
Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale al TAR nei termini di legge,
oppure, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, per soli motivi di legittimità, entro 120 (centoventi) giorni dalla data di notificazione, di comunicazione o di piena conoscenza comunque acquisita.
http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5140847&nomeFile=Decreto_n.2587_del_10-03-2017
Questo articolo è stato pubblicato in indice il 10 marzo 2017 da difensoridellatoscana.
← geotermia in Toscana, non tutte le aree sono idonee Ormai lo sanno anche i sassi: la geotermia toscana non è rinnovabile né pulita →