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Timestamp: 2017-01-19 04:40:07+00:00
Document Index: 114525928

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 19', 'art.1', 'art. 32', 'art. 21', 'art. 22']

Scritture contabili, un adempimento spesso sottovalutato: utilizzo e contabilizzazione della scheda carburante
a cura di: ilconsulenteaziendale.it
Abbiamo pubblicato un lavoro completo che esamina la disciplina introdotta dal D.M. 7 giugno 1977, relativa alla documentazione delle operazioni di acquisto di carburanti per autotrazione, denominata «scheda carburante», le sue implicazioni fiscali e le necessarie registrazioni contabili.Generalità
Con il D.M. 7 giugno 1977 è stata istituita e disciplinata una particolare documentazione delle operazioni di acquisto di carburanti per autotrazione, denominata «scheda carburante», utilizzabile dai soggetti d’imposta ai fini:
- della detrazione dell’IVA;
- della giustificazione dell’acquisto medesimo agli effetti dell’imposizione diretta.
Successivamente, con il D.P.R.10 novembre 1997,n.444, emanato in attuazione della delega fornita dall’art. 3, comma 137, lett. d), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono state dettate alcune specifiche norme regolamentari che hanno modificato le regole procedurali inerenti all’obbligo di redazione della scheda predetta.
Le attuali regole procedurali stabiliscono:
- specifiche indicazioni da riportare nelle schede medesime;
- le modalità di registrazione e di conservazione di tali documenti;
in quanto, ai fini contabili, detta scheda continua a costituire una deroga al principio generale contenuto nel primo comma dell’art. 21, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (di seguito “decreto IVA”), per il quale è necessario emettere una fattura per ogni operazione rilevante ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
In altri termini, le annotazioni nella «scheda carburante» sono, in concreto, sostitutive della fattura, in quanto, nel caso in argomento, non è ipotizzabile una situazione di esonero dall’emissione del documento di cessione ai sensi dell’art. 22, del decreto IVA, ma si è in presenza di un vero e proprio divieto di fatturazione (salvo alcune eccezioni).
Ai fini procedurali è opportuno puntualizzare che l’obbligo di:
- istituzione della scheda carburante;
- annotazione dei singoli acquisti;
si rende operativo nei riguardi dei contribuenti che, ai sensi dell’art. 19, del decreto IVA, intendono avvalersi del diritto alla detrazione del tributo.
In caso contrario, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, come precisato nella circolare 12 agosto 1998, n. 205/E1,non sussiste alcun obbligo in tal senso, anche se, ai fini dell’imposizione diretta, assume una specifica valenza giustificativa per la deduzione del costo di acquisto.
Infatti, indipendentemente dall’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA, l’onere di procedere all’annotazione della scheda carburante, come stabilito dall’Agenzia delle entrate nella circolare 18 giugno 2001, n. 59/E, permane ai fini della formazione del reddito imponibile inerente all’attività esercitata.
L’ambito operativo di competenza dell’adempimento in argomento riguarda gli acquisti di carburanti per autotrazione e cioè:
- benzina normale;
- benzina super;
- benzina verde;
- miscela di carburante e lubrificante;
- gasolio;
- gas metano;
- Gpl;
effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte dei soggetti IVA nell’esercizio d’impresa, dell’arte e/o della professione. Pertanto, restano espressamente esclusi dall’adempimento le acquisizioni dei suddetti prodotti non effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione o posti in essere presso gli stessi impianti, ma non destinati all’autotrazione.
Infatti, la scheda in argomento non può essere utilizzata:
- nei casi di impossibilità di certificazione degli acquisti di carburante per mancanza del personale addetto alla distribuzione, come, ad esempio, nel caso di rifornimenti posti in essere durante l’orario di chiusura, attraverso le attrezzature denominate «self service con prepagamento»;
- nei contratti, in uso nel settore petrolifero, riconducibili alla procedura denominata «netting», che consiste nella stipulazione fra il gestore e la propria compagnia petrolifera di un contratto di somministrazione di prodotti petroliferi, con il quale il gestore consegna i prodotti direttamente all’utente che utilizza per il pagamento apposite «carte aziendali» (acquistate e/o fatturate all’utente del veicolo fornito dalla compagnia petrolifera) e provvede a fatturare alla compagnia petrolifera l’operazione effettuata nei confronti del cliente;
- nelle cessioni di carburanti effettuate dagli esercenti gli impianti stradali di distribuzione nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali, degli istituti universitari e degli enti ospedalieri di assistenza e beneficenza e, di conseguenza, nelle ipotesi predette di esclusione dall’obbligo di compilazione della scheda continua a trovare applicazione la disciplina della fatturazione a richiesta del cliente.
Si tenga presente che in mancanza di personale che possa rilasciare il documento, possono essere utilizzati i cosiddetti «buoni consegna» emessi dalle attrezzature automatiche, da inviare ai gestori per l’adempimento in argomento.
Le cessioni di carburante e lubrificanti per autotrazione, ai sensi dell’art.1, del D.P.R.21 dicembre 1996,n.696, non sono soggette all’obbligo della certificazione dei corrispettivi tramite scontrino o ricevuta fiscale.
Sussiste l’obbligo del rilascio, in luogo dell’annotazione sulla predetta scheda, della fattura per gli acquisti di oli da gas effettuati presso i punti di distribuzione, a richiesta degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, iscritti all’albo di cui alla legge 6 giugno 1974, n. 298 e di quelli domiciliati e residenti negli Stati membri dell’Unione europea.
Le situazioni di esclusione dall’obbligo di tenuta della scheda carburante possono essere, senza pretesa di completezza, individuate nelle seguenti ipotesi di acquisizione di carburante:
- non effettuati presso impianti stradali di distribuzione;
- effettuati presso impianti stradali di distribuzione, ma non destinati all’autotrazione, come, a titolo meramente indicativo, per i motori fissi, oppure, anche, nei casi in cui la destinazione non possa essere constatata all’atto dell’acquisto;
- non destinati all’autotrasporto, come, ad esempio, per i cosiddetti mezzi speciali (carrelli elevatori, mezzi per spurgo pozzi che non possono circolare su strada e simili);
- non certificabili per mancanza del personale addetto alla distribuzione (self-service);
- legate alla cosiddetta procedura del «netting»;
- da parte degli autotrasportatori esercenti attività di autotrasporto di merci per conto terzi iscritte nell’albo di cui alla legge n.298/1974, con esclusione degli autotrasportatori di cose per conto proprio, titolari della licenza di cui all’art. 32, della medesima legge.
In ogni caso, si ritiene utile puntualizzare che la scheda carburante, come anche precisato nella R.M.20 maggio 1983, n. 341924, non costituisce un valido documento giustificativo, ai fini del riconoscimento del rimborso dell’IVA relativa agli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti di distribuzione automatica in Italia, da parte degli autotrasportatori non residenti nel territorio italiano, nel presupposto che il divieto per i gestori di impianti di distribuzione di carburanti di emettere fatture riguarda esclusivamente gli acquisti effettuati da soggetti d’imposta nazionali.
Generalita`
Con il D.M. 7 giugno 1977 e` stata istituita e disciplinata una particolare documentazione delle operazioni di acquisto di carburanti per autotrazione, denominata «scheda carburante», utilizzabile dai soggetti d’imposta ai fini:
- le modalita` di registrazione e di conservazione di tali documenti;
in quanto, ai fini contabili, detta scheda continua a costituire una deroga al principio generale contenuto nel primo comma dell’art. 21, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (di seguito “decreto IVA”), per il quale e` necessario emettere una fattura per ogni operazione rilevante ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
In altri termini, le annotazioni nella «scheda carburante» sono, in concreto, sostitutive della fattura, in quanto, nel caso in argomento, non e` ipotizzabile una situazione di esonero dall’emissione del documento di cessione ai sensi dell’art. 22, del decreto IVA, ma si e` in presenza di un vero e proprio divieto di fatturazione (salvo alcune eccezioni).
Ai fini procedurali e` opportuno puntualizzare che l’obbligo di:
Infatti, indipendentemente dall’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA, l’onere di procedere all’annotazione della scheda carburante, come stabilito dall’Agenzia delle entrate nella circolare 18 giugno 2001, n. 59/E, permane ai fini della formazione del reddito imponibile inerente all’attivita` esercitata.
Per leggere l`intero studio e` necessario acquistare il documento, in formato word, di pagine 14.
(a cura del dott. rag. Giancarlo Modolo - pubblicista)	Altre notizie