Source: http://www.geometra.info/normativa/garante-per-la-protezione-dei-dati-personali-deliberazione-2-marzo-2011/
Timestamp: 2018-10-23 06:36:04+00:00
Document Index: 29326542

Matched Legal Cases: ['art. 143', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 124', 'art. 1', 'art. 53', 'art. 11', 'art. 22', 'art.  19', 'art. 14', 'art.  3', 'art. 11', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 76', 'art. 55', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4']

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - DELIBERAZIONE 2 marzo 2011 | Geometra.info
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – DELIBERAZIONE 2 marzo 2011
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - DELIBERAZIONE 2 marzo 2011 - Linee guida, in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalita' di pubblicazione e diffusione sul web. (11A03700) (GU n. 64 del 19-3-2011 )
Linee guida, in materia di trattamento di  dati  personali  contenuti
anche in atti e  documenti  amministrativi,  effettuato  da  soggetti
pubblici  per  finalita’  di  pubblicazione  e  diffusione  sul  web.
(11A03700)
presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott.  Giuseppe  Fortunato,
componenti e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;
Visto lo schema di provvedimento recante «Linee guida in materia di
trattamento di dati personali effettuato  da  soggetti  pubblici  per
finalita’ di  pubblicazione  e  di  diffusione  sul  web  di  atti  e
documenti adottati dalle pubbliche amministrazioni» approvato in  via
provvisoria dal  Garante  il  16  dicembre  2010  e,  in  pari  data,
sottoposto  a  consultazione  previa  pubblicazione  sul   sito   web
Visti i commenti e le osservazioni pervenuti a questa  Autorita’  a
seguito della consultazione per la quale era stato fissato il termine
del 31 gennaio 2011;
Visto il Codice in materia di protezione dei dati personali  (d.lg.
30 giugno 2003, n. 196);
Vista  la  disciplina  rilevante  in  materia  di   trasparenza   e
pubblicita’ dell’attivita’ amministrativa;
Viste  le  osservazioni  dell’Ufficio,  formulate  dal   segretario
1. di adottare le «Linee guida in materia di  trattamento  di  dati
personali  contenuti  anche  in  atti  e   documenti   amministrativi
effettuato da soggetti pubblici  per  finalita’  di  pubblicazione  e
diffusione sul web» contenute  nel  documento  allegato  quale  parte
integrante della presente deliberazione (Allegato 1);
2. che copia del presente provvedimento sia trasmessa al  Ministero
della giustizia-Ufficio pubblicazione leggi e  decreti,  per  la  sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana  ai
sensi dell’art. 143, comma 2, del Codice.
Linee guida in materia di trattamento  di  dati  personali  contenuti
anche in atti  e  documenti  amministrativi  effettuato  da  soggetti
pubblici per finalita’ di pubblicazione e diffusione sul web
(Deliberazione n. del 2 marzo 2011)
1.1. Riscontro all’interessato in caso  di  accesso  ai  propri  dati
personali: non applicabilita’ delle presenti Linee guida
2.1.Pubblicazione di dati personali sulla base di espresse previsioni
2.2.Pubblicazione di informazioni personali  strettamente  necessaria
al perseguimento di finalita’ istituzionali
2.3.Pubblicazione di informazioni alla  luce  della  recente  riforma
normativa in materia di trasparenza delle pubbliche amministrazioni
2.4.Pubblicazione   di   informazioni    personali    su    richiesta
2.5.Sindacabilita’ delle scelte in ordine alla pubblicazione di  dati
3. Trasparenza, pubblicita’ e consultabilita’ di  atti  e  documenti:
3. 2. Pubblicita’
3. 3. Consultabilita’
4. Trasparenza, pubblicita’ e consultabilita’ di  atti  e  documenti:
valutazione delle  tre  grandi  finalita’  perseguibili  mediante  la
6. Fattispecie esemplificative correlate a talune specifiche  ipotesi
A. 1.1. Trasparenza dell’attivita’  delle  pubbliche  amministrazioni
A. 2. Situazione patrimoniale di  titolari  di  cariche  e  incarichi
B. 2. Graduatorie, elenchi professionali ed altri atti riguardanti il
L’attuale processo di innovazione e digitalizzazione  della  pubblica
amministrazione  e’  caratterizzato  da  numerose  iniziative,  anche
legislative,  volte  a  migliorare  l’efficienza,  l’efficacia  e  la
qualita’  delle  prestazioni  e  dei  servizi  erogati  dai  soggetti
pubblici  mediante  l’incremento   dell’utilizzo   delle   tecnologie
Le recenti disposizioni 1 in materia di  trasparenza  e  pubblicita’
dell’azione amministrativa e quelle sulla consultabilita’ degli atti
prevedono in capo ai soggetti pubblici diversi obblighi di  messa  a
disposizione delle relative informazioni da realizzare con modalita’
di  divulgazione  e  ambiti  di  conoscenza  di   tipo   differente,
comportando, a seconda dei casi, operazioni di comunicazione  oppure
di diffusione di dati personali2 .
1 Le recenti novita’ introdotte dal legislatore dispongono  che  la
trasparenza  “e’  intesa  come  accessibilita’  totale  (…)  delle
informazioni concernenti  ogni  aspetto  dell’organizzazione,  degli
indicatori relativi agli andamenti gestionali e  all’utilizzo  delle
risorse per  il  perseguimento  delle  funzioni  istituzionali,  dei
risultati dell’attivita’ di misurazione e valutazione….(…)”  con
il principale “scopo di  favorire  forme  difuse  di  controllo  del
rispetto dei principi di buon andamento e  imparzialita’”,  anche  a
garanzia  della   legalita’   e   dello   sviluppo   della   cultura
dell’integrita’ (d.lg. 27 ottobre 2009, n. 150,  recante  Attuazione
della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione  della
produttivita’ del lavoro pubblico e di eficienza e trasparenza delle
pubbliche amministrazioni).
2 Tali obblighi  si  aggiungono  a  quelli  previsti  da  normative
previgenti in relazione ai quali il Garante si e’  gia’  pronunciato
in passato, rilevando che,  in  linea  di  principio,  non  sussiste
alcuna incompatibilita’ di fondo tra le disposizioni in  materia  di
protezione dati personali e determinate forme di  conoscibilita’  di
informazioni    riconducibili    alla    trasparenza     dell’azione
amministrativa. V. Provv. 19 aprile 2007, recante  “Linee  guida  in
materia  di  trattamento  dei  dati  personali  per   finalita’   di
pubblicazione e di diffusione di atti e documenti  di  enti  locali”
(pubblicato in G.U. 25 maggio 2007, n.  120,  disponibile  sul  sito
www.garanteprivacy.it, doc. web n. 1407101); v. anche, con specifico
riferimento al  regime  di  pubblicita’  degli  atti  relativi  alle
procedure  concorsuali,  all’organizzazione  degli  uffici  e   alle
retribuzioni di titolari di cariche e incarichi pubblici, Provv.  14
giugno 2007, recante “Linee guida in materia di trattamento di  dati
personali dei lavoratori per finalita’ di gestione del  rapporto  di
lavoro in ambito pubblico” (pubblicato in G.U. 13  luglio  2007,  n.
161, doc web n. 1417809).
La  disciplina  sulla  protezione  dei  dati  personali   regola   la
comunicazione e la diffusione delle informazioni personali in maniera
tendenzialmente uniforme, indipendentemente dalle modalita’  tecniche
utilizzate; cio’, sia nei casi in cui i  dati  personali  siano  resi
noti  mediante  una  pubblicazione   cartacea,   sia   laddove   tali
informazioni siano messe a disposizione on line  tramite  una  pagina
Le presenti “Linee guida” hanno, pertanto, lo scopo  di  definire  un
primo  quadro  unitario  di  misure  e  accorgimenti  finalizzati   a
individuare opportune cautele che i soggetti pubblici sono tenuti  ad
applicare in relazione alle ipotesi in cui effettuano, in  attuazione
alle disposizioni normative vigenti,  attivita’  di  comunicazione  o
diffusione di  dati  personali  sui  propri  siti  istituzionali  per
finalita’ di  trasparenza,  pubblicita’  dell’azione  amministrativa,
nonche’ di consultazione di atti su iniziativa di singoli soggetti.
personali: non applicabilita’ delle presenti
Non sono presi in considerazione in questo provvedimento  i  casi  in
cui i soggetti pubblici sono destinatari di  istanze  di  accesso  ai
dati personali, in quanto il dare  conoscenza  all’interessato  delle
informazioni   in   possesso   dell’amministrazione   non   configura
un’operazione di comunicazione (artt. 4, comma 1, lett. l)  e  7  del
I soggetti pubblici possono utilizzare informazioni personali per  lo
svolgimento delle proprie funzioni istituzionali anche in mancanza di
una norma di legge o di  regolamento  che  preveda  espressamente  il
trattamento di dati personali e non  devono  richiedere  il  consenso
dell’interessato (artt. 18, commi 2 e 4,  19,comma  1,  del  Codice).
Resta fermo che per la comunicazione e la diffusione devono  comunque
essere applicate le regole di cui ai punti successivi.
2.1.  Pubblicazione  di  dati  personali  sulla  base   di   espresse
In relazione alle sole operazioni di comunicazione e di  diffusione,
le pubbliche amministrazioni, nel mettere a disposizione sui  propri
siti  istituzionali  dati  personali,  contenuti  anche  in  atti  e
documenti amministrativi (in  forma  integrale,  per  estratto,  ivi
compresi gli allegati), devono preventivamente  verificare  che  una
norma di legge o di regolamento preveda tale possibilita’ (artt.  4,
comma 1, lett. l) e m), 19, comma 3, 20 e 21,  del  Codice) 3  fermo
restando comunque il generale divieto di diffusione dei dati  idonei
a rivelare lo stato di salute dei  singoli  interessati  (artt.  22,
comma 8, 65, comma 5, 68, comma 3, del Codice).
3 E’ ovviamente sempre consentita la diffusione in Internet  di  un
avviso che indichi le modalita’ con le quali  determinati  documenti
possono essere consultati, in quanto esso non comporta,  di  regola,
la pubblicazione di dati personali.
2.2. Pubblicazione di informazioni personali strettamente  necessaria
Le amministrazioni possono inoltre pubblicare sul proprio  sito  web
informazioni che  contengono  dati  personali,  eventualmente  anche
tratti  da   atti   e   documenti   amministrativi,   qualora   tale
divulgazione,  che  deve  essere  sempre  sorretta  da   un’adeguata
motivazione, costituisca un’operazione  strettamente  necessaria  al
perseguimento  delle  finalita’  assegnate  all’amministrazione   da
specifiche leggi o regolamenti, e riguardi informazioni utili a  far
conoscere ai destinatari le sue attivita’ e il suo funzionamento 4 o
a favorire l’accesso ai servizi prestati dall’ amministrazione.5 .
4 Si fa riferimento, in particolare, alle attivita’ di informazione
e comunicazione istituzionale dell’amministrazione di cui alla l.  7
giugno 2000 n. 150; v. sul punto le Linee guida per i siti web della
PA redatte da DigitPa ai sensi dell’art. 4 della Direttiva 8/09  del
Ministro per la pubblica  amministrazione  e  l’innovazione  del  26
5 Ad es.,  l’universita’  puo’  pubblicare  sul  sito  web  i  dati
identificativi dei docenti delle singole facolta’ contestualmente ai
corsi di insegnamento e ai relativi orari dell’attivita’ didattica.
Resta comunque fermo che non  possono  essere  comunicate  o  diffuse
informazioni riferite agli  utenti  se  non  nei  casi  in  cui  tali
operazioni  sono  esplicitamente  previste  da  una  legge  o  da  un
regolamento.  Resta  fermo  inoltre  che  la  pubblicazione  di  dati
personali aventi natura sensibile e’ consentita solo  se  autorizzata
da espressa disposizione di legge nella  quale  siano  specificati  i
tipi di dati, le operazioni eseguibili e le  finalita’  di  rilevante
interesse pubblico perseguite  ovvero  qualora  tale  operazione  sia
identificata nel  regolamento  che  l’amministrazione  e’  tenuta  ad
adottare, previo parere conforme del Garante (art. 20, commi 1  e  2,
2.3. Pubblicazione di informazioni alla luce  della  recente  riforma
Le amministrazioni possono  infine  disporre  la  pubblicazione  sul
proprio sito web di informazioni personali individuate  -sulla  base
di precisi obblighi  normativi,  in  parte  previsti  dal  d.lg.  n.
150/2009, in parte da  altre  normative  previgenti-  nel  Programma
triennale  per  la   trasparenza   e   l’integrita’   che   ciascuna
amministrazione e’ tenuta ad adottare  in  conformita’  alle  “Linee
guida  per  la  predisposizione  del  Programma  triennale  per   la
trasparenza e l’integrita’”,  adottate  il  14  ottobre  2010  dalla
Commissione  indipendente  per  la  valutazione,  la  trasparenza  e
l’integrita’ delle amministrazioni pubbliche (Civit) 6 .
6 V. cit. d.lg. n. 150/2009, artt. 11, commi 2 e 8, 13, commi 5, 6,
In tale quadro, qualora l’amministrazione decida, sulla base di  una
valutazione  responsabile  e  attenta  ai  limiti  richiamati  e  in
particolare  a  quelli  di  cui  al  punto  2.2,  di  prevedere   la
pubblicazione di ulteriori dati, in assenza  di  specifici  obblighi
normativi e in aggiunta a quelli elencati nelle  Linee  guida  della
Civit, dovra’ motivare adeguatamente la propria  scelta  nell’ambito
dello stesso Programma triennale, dimostrando  l’idoneita’  di  tale
pubblicazione, in relazione alle finalita’ perseguite, e il rispetto
dei principi di necessita’, proporzionalita’ e pertinenza dei dati 7
7 Ad es. nei rapporti di lavoro si pensi all’esigenza  di  prendere
in considerazione l’opportunita’ di pubblicare  talune  informazioni
personali nell’interesse del  lavoratore  al  fine  di  valorizzarne
2.4.   Pubblicazione   di   informazioni   personali   su   richiesta
Nell’ambito  dei   rapporti   intercorrenti   con   l’amministrazione
pubblica, gli  interessati  possono  formulare  specifiche  richieste
volte a ottenere che taluni propri dati  personali  siano  pubblicati
sul sito istituzionale dell’amministrazione.
Tali richieste possono riguardare  informazioni  personali  che  sono
gia’ nella disponibilita’ dell’amministrazione  in  quanto  acquisite
per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali,  ovvero  che
possono  essere  conferite  facoltativamente  dall’interessato   allo
specifico scopo di consentirne la diffusione (art. 13, comma 1, lett.
b), del Codice).
E’ facolta’ dell’amministrazione valutare se prendere in esame  tali
richieste di pubblicazione, che  comunque  potranno  essere  accolte
solo all’esito di un’attenta verifica con cui si  accerti  che  tale
operazione sia compatibile con lo svolgimento delle proprie funzioni
istituzionali e che i dati oggetto di diffusione on  line  risultino
pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalita’ perseguite 8 .
8 Ci si riferisce, ad esempio, alla possibilita’ per  una  pubblica
amministrazione,  nel  quadro  dello  svolgimento   delle   funzioni
istituzionali  volte  a  favorire  la  trasparenza   della   propria
organizzazione, di riconoscere ai propri dipendenti che ne  facciano
specifica e libera richiesta, di pubblicare le loro  foto  sul  sito
istituzionale, al fine di migliorare, ad esempio,  il  rapporto  fra
operatori ed utenti (allo stato, specifiche  disposizioni  normative
prevedono a tale  scopo  l’obbligo  dell’esibizione  dei  cartellini
identificativi).
2.5. Sindacabilita’ delle scelte in ordine alla pubblicazione di dati
Tutte le decisioni assunte dalle amministrazioni  in  relazione  alla
pubblicazione sui propri  siti  istituzionali  di  atti  e  documenti
contenenti dati personali possono  essere  oggetto  di  sindacato  da
parte del Garante al  fine  di  verificare  che  siano  rispettati  i
principi di necessita’, proporzionalita’ e pertinenza dei dati (artt.
3 e 11, comma 1, del Codice).
Ferme restando le specifiche definizioni  che  le  norme  di  settore
stabiliscono,  ai  soli  fini  della  corretta   applicazione   delle
indicazioni fornite con le presenti Linee  guida,  si  ritiene  utile
fornire di seguito  la  definizione  di  trasparenza,  pubblicita’  e
consultabilita’ di atti e documenti amministrativi in relazione  alla
attivita’ di comunicazione o diffusione di dati personali svolta  dai
soggetti pubblici attraverso i propri siti istituzionali.
La disponibilita’ sui siti  istituzionali  delle  amministrazioni  di
atti e  documenti  amministrativi,  contenenti  dati  personali,  per
finalita’  di  trasparenza  e’  volta  a  garantire  una   conoscenza
generalizzata     delle     informazioni     concernenti      aspetti
dell’organizzazione dell’amministrazione al  fine  di  assicurare  un
ampio controllo sulle capacita’ delle  pubbliche  amministrazioni  di
raggiungere gli obiettivi, nonche’ sulle modalita’  adottate  per  la
valutazione del lavoro svolto dai dipendenti pubblici.
La disponibilita’ on line per finalita’ di pubblicita’ e’ volta a far
conoscere  l’azione  amministrativa  in  relazione  al  rispetto  dei
principi di legittimita’ e correttezza, nonche’ a garantire  che  gli
atti amministrativi producano effetti  legali  al  fine  di  favorire
eventuali comportamenti conseguenti da parte degli interessati.  Tale
pubblicita’  puo’  configurarsi  anche  come  uno   strumento   della
trasparenza poiche’  funzionale  a  rendere  conoscibile  l’attivita’
delle pubbliche amministrazioni .
atti e documenti amministrativi per finalita’ di  consultabilita’  e’
volta a consentire la  messa  a  disposizione  degli  stessi  solo  a
soggetti determinati -anche per categorie- al fine  di  garantire  in
maniera agevole la partecipazione alle attivita’  e  ai  procedimenti
Le previsioni normative in  materia  di  trasparenza,  pubblicita’  e
consultabilita’ degli atti, preordinate ad assicurare un certo  grado
di  conoscenza  dell’operato  della  pubblica  amministrazione,   non
perseguono finalita’ analoghe.
Le pubbliche amministrazioni, pertanto, sono tenute, in primo  luogo,
a  valutare  quali  specifiche  finalita’  sono   rinvenibili   dalle
disposizioni legislative o regolamentari che prevedono un particolare
regime  di  conoscibilita’  di   informazioni,   atti   e   documenti
In particolare, occorre distinguere i casi in cui, in relazione  alla
attivita’ di comunicazione o diffusione di dati personali  attraverso
la  pubblicazione  di  atti  e  documenti  amministrativi  sui   siti
istituzionali, si perseguano finalita’ di:
Tali  valutazioni  devono  essere  effettuate  dalle  amministrazioni
pubbliche, nel rispetto dei principi di necessita’ e proporzionalita’
del trattamento dei dati personali (artt. 3 e 11 del Codice), in modo
da garantire modalita’ differenziate di messa a disposizione di  dati
e documenti tenendo conto delle diverse finalita’ sopra evidenziate e
descritte nel par. 3, delle  tipologie  di  informazioni  oggetto  di
divulgazione, nonche’ degli strumenti  e  dei  mezzi  utilizzati  per
assicurarne  la   conoscibilita’,   affinche’   siano   correttamente
rispettati i diritti degli interessati.
A fronte della messa a disposizione on  line  di  atti  e  documenti
amministrativi contenenti dati personali, ivi inclusi  gli  obblighi
di pubblicazione aventi  effetto  di  pubblicita’  legale  (compreso
l’albo pretorio on line), occorre  individuare  idonei  accorgimenti
volti ad assicurare forme corrette e proporzionate di conoscibilita’
di  tali   informazioni   impedendo   la   loro   indiscriminata   e
incondizionata reperibilita’ in Internet, garantendo il rispetto dei
principi di qualita’ ed esattezza dei dati e delimitando  la  durata
della loro disponibilita’ on line 9 .
9 In  proposito  si  vedano  anche  le  indicazioni  relative  alla
pubblicazione on line fornite nelle sopra citate Linee guida per  la
predisposizione  del  Programma  triennale  per  la  trasparenza   e
l’integrita’ della Civit (v. par. 4. 1.1 e 4.1.2)
Va tenuto presente, inoltre, che la diffusione indiscriminata di dati
personali basata su un malinteso e dilatato principio di  trasparenza
puo’ determinare conseguenze  gravi  e  pregiudizievoli  tanto  della
dignita’  delle  persone  quanto  della  stessa  convivenza  sociale.
Pericoli questi che si dilatano ulteriormente  quando  la  diffusione
dei dati e la loro messa a disposizione avvenga on line.
Infatti, questo metodo di diffusione presenta pericoli  e  criticita’
specifiche che possono riguardare la difficolta’ di garantire  che  i
dati siano a disposizione  solo  per  un  periodo  determinato  dalla
normativa di settore  (nei  casi  in  cui  tali  norme  prevedano  un
termine), che siano conosciuti solo da chi abbia diritto a conoscerli
(nei casi in cui il diritto non e’ esteso a tutti  ma  solo  a  certe
categorie di cittadini) e, infine, che non possano essere  manipolati
o indebitamente acquisiti e memorizzati da chi  dovrebbe  al  massimo
limitarsi a prenderne conoscenza (come avviene nel caso  in  cui  non
siano adottate adeguate misure di  sicurezza).  Deve  inoltre  sempre
essere tenuto presente il pericolo oggettivo costituito dai motori di
ricerca che “decontestualizzano il dato” estrapolandolo dal  sito  in
cui e’ contenuto, e trasformandolo in una parte  -non  controllata  e
non controllabile- delle informazioni che di una  persona  sono  date
dal motore di ricerca stesso, secondo una “logica”  di  priorita’  di
importanza del tutto sconosciuta e non conoscibile all’utente.
E’ necessario stabilire se i dati siano reperibili  mediante  motori
di ricerca esterni ovvero  –  come  appare  preferibile  –  mediante
funzionalita’ di ricerca interne al sito. La  seconda  soluzione  va
infatti privilegiata, in linea generale, in quanto assicura  accessi
maggiormente selettivi e coerenti con le finalita’ di volta in volta
sottese   alla   pubblicazione   assicurando,   nel   contempo,   la
conoscibilita’ sui siti  istituzionali  delle  informazioni  che  si
intende  mettere  a  disposizione 10  .  Si  pensi  al  caso   della
pubblicazione delle informazioni e di dati nell’apposita sezione del
sito  istituzionale  dell’amministrazione  denominata  “Trasparenza,
valutazione e merito” di cui si prevede, per facilitarne l’accesso e
la consultazione, la raggiungibilita’ da un link posto nella  pagina
iniziale del sito stesso.
10 V., ad esempio, artt. 21, comma 1, l. n. 69/2009, e 11, comma 1,
d.lg. n. 150/2009.
A tale scopo, alla luce dell’attuale meccanismo di funzionamento dei
piu’ diffusi motori di ricerca, in relazione ai  dati  personali  di
cui si intende limitare la diretta  reperibilita’  on  line  tramite
tali  strumenti,  e’  possibile   utilizzare   regole   di   accesso
convenzionali concordate nella comunita’  Internet 11  ,12  .  Resta
impregiudicato  l’utilizzo  di  strumenti  idonei  ad  agevolare  la
reperibilita’,     all’interno      del      sito      istituzionale
dell’amministrazione, delle informazioni e dei documenti oggetto  di
11 Si fa riferimento, a titolo esemplificativo, all’inserimento  di
metatag noindex e noarchive nelle intestazioni delle  pagine  web  o
alla codifica di regole di esclusione all’interno di  uno  specifico
file di testo (il file robots.txt) posto sul server  che  ospita  il
sito web configurato in accordo al Robot Exclusion Protocol  (avendo
presente comunque come tali accorgimenti  non  siano  immediatamente
efficaci rispetto a contenuti gia’ indicizzati da parte  dei  motori
di ricerca Internet, la cui rimozione  potra’  avvenire  secondo  le
modalita’ da ciascuno di questi previste).
12 Per approfondimenti, si  consulti,  a  tal  proposito,  la  Url:
Le esigenze di trasparenza, pubblicita’ e consultabilita’ degli atti,
proprio in relazione alla circostanza che i dati  personali  in  essi
contenuti sono diffusi sul web, devono comunque  tenere  anche  conto
della necessita’ di individuare un congruo periodo di tempo entro  il
quale  devono  rimanere  disponibili  (in  una  forma  che   consenta
l’identificazione dell’interessato) che non puo’ essere superiore  al
periodo ritenuto, caso per caso, necessario al  raggiungimento  degli
scopi per i quali i dati stessi sono resi pubblici.
Come detto, la diffusione illimitata e continua in Internet  di  dati
personali relativi ad una pluralita’ di  situazioni  riferite  ad  un
medesimo interessato, costantemente consultabili da molteplici luoghi
e in qualsiasi momento, puo’ comportare  conseguenze  pregiudizievoli
per le persone interessate, specie se si tratta di  informazioni  non
piu’  aggiornate  o  relative  ad  avvenimenti  risalenti  nel  tempo
contenute anche in atti e provvedimenti amministrativi reperibili  on
line che hanno gia’ raggiunto gli scopi  per  i  quali  si  era  reso
necessario renderli pubblici.
In tale quadro, nelle ipotesi  in  cui  specifiche  disposizioni  di
settore  individuino   determinati   periodi   di   tempo   per   la
pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi (es., art. 124,
d.lg. n. 267/2000 riguardante le deliberazioni del  comune  e  della
provincia che devono essere affisse all’albo  pretorio,  nella  sede
dell’ente, per quindici giorni  consecutivi),  i  soggetti  pubblici
sono tenuti ad assicurare il rispetto dei limiti temporali previsti,
rendendoli accessibili sul proprio sito web durante il  circoscritto
ambito  temporale  individuato  dalle  disposizioni   normative   di
riferimento,  anche  per  garantire  il  diritto   all’oblio   degli
interessati 13 .
13 V. Provv. del Garante del 10 novembre 2004, riguardante  “Motori
di ricerca e provvedimenti  di  Autorita’  indipendenti:  le  misure
necessarie a garantire il c. d. “diritto all’oblio””  (doc.  web  n.
1116068).
Nei casi in cui, invece, la disciplina di settore non stabilisce  un
limite temporale alla pubblicazione degli atti, vanno individuati -a
cura delle amministrazioni interessate-  congrui  periodi  di  tempo
entro i quali mantenerli on line 14  .  La  predetta  congruita’  va
commisurata alle esigenze sottese alle finalita’ di trasparenza,  di
pubblicita’ o di  consultabilita’  di  volta  in  volta  perseguite,
sempre che queste non abbiano carattere di permanenza15  .  Piu’  in
particolare, in relazione alla  finalita’  di  trasparenza  potrebbe
risultare necessario individuare periodi  di  tempo  ragionevoli  di
permanenza dei dati in rete, proprio al fine di garantire a chiunque
una effettiva e immediata accessibilita’ alle informazioni16 . Tempi
piu’ circoscritti, invece, devono riguardare  la  disponibilita’  on
line  dell’atto  o  del  documento  pubblicato  per   finalita’   di
pubblicita’, avuto anche riguardo ai termini  previsti  dalla  legge
per l’impugnazione dei provvedimenti oggetto di pubblicazione.
14 A titolo esemplificativo, e’ possibile utilizzare a questo scopo
sistemi di web publishing e  Cms  (Content  management  systems)  in
grado di attribuire,  anche  mediante  l’utilizzo  di  parole-chiave
(meta-dati),   un   intervallo   temporale   di   permanenza   della
documentazione all’interno del sito istituzionale, consentendone una
sua agevole rimozione, anche in  forma  automatica.  In  assenza  di
meccanismi automatizzati di gestione del termine di  scadenza  della
medesima documentazione, andrebbero inoltre  previste  procedure  di
verifica della validita’ temporale e del requisito di disponibilita’
al pubblico delle informazioni ivi  contenute,  da  programmare  con
cadenza   periodica   o   in    seguito    ad    un    aggiornamento
dell’informazione. V. anche le citate Linee guida  per  i  siti  web
della  PA  del  Ministro   per   la   pubblica   amministrazione   e
15  Si  pensi,   ad   esempio,   al   ruolo   dei   dirigenti   che
l’amministrazione  e’  tenuta  a   pubblicare   sul   proprio   sito
istituzionale ai sensi dell’art. 1, comma 7, d.P.R. 23 aprile  2004,
n. 108, garantendo l’esattezza, l’aggiornamento e la completezza dei
dati ivi contenuti.
16 A titolo esemplificativo, il lasso temporale della pubblicazione
sul sito istituzionale dei curricula dei dirigenti va commisurato al
periodo  di   permanenza   in   servizio   dell’interessato   presso
l’amministrazione di  riferimento,  fermo  restando  il  diritto  di
quest’ultimo di ottenere l’aggiornamento dei dati che lo riguardano.
Trascorsi i predetti periodi di tempo specificatamente  individuati,
determinate notizie, documenti o  sezioni  del  sito  devono  essere
rimossi dal  web  o  privati  degli  elementi  identificativi  degli
interessati ovvero, in alternativa, laddove  l’ulteriore  diffusione
dei  dati   sia   volta   a   soddisfare   esigenze   di   carattere
storico-cronologico,  gli  stessi  vanno  sottratti  all’azione  dei
comuni motori di ricerca, ad  esempio,  inserendoli  in  un’area  di
archivio consultabile solo a partire dal sito stesso o in un’area ad
accesso riservato 17 .
17 Si fa riferimento a sezioni del sito accessibili soltanto previa
autenticazione informatica degli utenti.
Devono essere adottate opportune cautele per  ostacolare  operazioni
di duplicazione massiva dei file contenenti dati personali da  parte
degli utenti della rete, rinvenibili sui  siti  istituzionali  delle
amministrazioni,  mediante  l’utilizzo  di  software   o   programmi
automatici,  al  fine  di  ridurre  il  rischio  di  riproduzione  e
riutilizzo  dei  contenuti  informativi   in   ambiti   e   contesti
differenti. A tale  scopo  si  puo’  fare  ricorso  ad  accorgimenti
consistenti, ad esempio, nell’uso di firewall di rete  in  grado  di
riconoscere accessi che  risultino  anomali  per  numero  rapportato
all’intervallo di tempo di riferimento oppure  di  opportuni  filtri
applicativi che, a fronte delle citate anomalie, siano in  grado  di
rallentare l’attivita’ dell’utente e di  mettere  in  atto  adeguate
contromisure. Gli accorgimenti  che  si  intende  utilizzare  devono
comunque essere conformi ai principi di fruibilita’, di usabilita’ e
di   accessibilita’   dei   siti   istituzionali   delle   pubbliche
amministrazioni, garantendo  in  particolare  l’accessibilita’  alle
informazioni riprodotte on line anche alle persone disabili 18 .
18 V., al riguardo, art. 53 d.lg. 7  marzo  2005,  n.  82,  recante
“Codice dell’amministrazione digitale”;  v.  anche  d.P.R.  1  marzo
2005, n. 75, e d.m. 30 aprile 2008  “Regole  tecniche  disciplinanti
l’accessibilita’ agli strumenti didattici e formativi a favore degli
alunni disabili”.
Per garantire la qualita’  dei  dati  trattati,  le  amministrazioni
pubbliche, nel procedere nei casi previsti alla divulgazione on line
di informazioni personali, sono  tenute  a  mettere  a  disposizione
soltanto dati esatti e aggiornati (art. 11, comma 1, lett.  c),  del
Codice). In tale quadro, assume particolare rilievo l’obbligo  posto
in  capo  alle  amministrazioni  pubbliche  di  garantire  “che   le
informazioni contenute sui siti siano conformi e corrispondenti alle
informazioni contenute nei  provvedimenti  amministrativi  originali
dei quali  si  fornisce  comunicazione  tramite  il  sito” 19  anche
utilizzando, ove opportuno, copie di documenti originali20 .
19 Art. 54, comma 4, d.lg. n. 82/2005.
20 V. artt. 1, commi 1, lett. i-bis  e  ss.,  22  e  ss.  d.lg.  n.
82/2005.
A tale fine occorre adottare idonee misure per eliminare  o  ridurre
il   rischio   di   cancellazioni,    modifiche,    alterazioni    o
decontestualizzazioni  delle  informazioni  e  dei  documenti   resi
disponibili tramite Internet. Un  utile  accorgimento  consiste,  ad
esempio,  nell’indicazione,  tra  i  dati  di   contesto   riportati
all’interno del contenuto informativo dei documenti 21 , delle fonti
attendibili per il reperimento dei medesimi documenti. Un  ulteriore
accorgimento  la  cui  adozione   potra’   essere   valutata   dalle
amministrazioni  interessate,  anche  in  relazione   a   specifiche
categorie  di  documenti,  e’  la   sottoscrizione   del   documento
pubblicato sul sito web con firma digitale22  o  altro  accorgimento
equivalente, in modo da garantirne l’autenticita’ e l’integrita’.
21 V. le cit. Linee guida  per  la  predisposizione  del  Programma
triennale per la trasparenza e l’integrita’ della Civit.
22 Si  rinvia,  al  riguardo,  alle  regole  tecniche  sulla  firma
digitale  dettate  da  DigitPA  reperibili  sul  sito  istituzionale
dell’ente: http://www.digitpa.gov.it/ .
Il rischio della decontestualizzazione e’ strettamente correlato alla
possibilita’  che  i  contenuti  informativi  disponibili  sul   sito
istituzionale siano accessibili  mediante  l’utilizzo  di  motori  di
ricerca esterni ovvero siano reperibili attraverso  la  consultazione
di siti dove sono ospitate copie dei medesimi contenuti informativi.
Pertanto, ogni file oggetto di pubblicazione sui siti  istituzionali,
potendo essere letto in un altro ambito e in  un  momento  successivo
alla sua diffusione, dovrebbe prevedere l’inserimento  dei  “dati  di
contesto”  (es.  data  di  aggiornamento,   periodo   di   validita’,
amministrazione, segnatura di protocollo o dell’albo).
In  presenza  dei  presupposti  legislativi   o   regolamentari   che
legittimano le  operazioni  di  comunicazione  e  di  diffusione,  le
pubbliche amministrazioni sono tenute a verificare in concreto  quali
siano  i  dati  personali,  ritenuti  pertinenti  per   il   corretto
svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, che  devono  essere
resi conoscibili mediante la  loro  messa  a  disposizione  sui  siti
istituzionali (artt. 11, 18 e 19 del Codice).
Il procedimento di selezione dei dati personali  che  possono  essere
resi conoscibili on line deve  essere  particolarmente  accurato  nei
casi in cui tali informazioni siano di tipo sensibile  o  giudiziario
o, in particolare, qualora riguardino dati idonei a rivelare lo stato
di salute o la vita sessuale. Un quadro di  garanzie  particolarmente
stringente  protegge,  infatti,  i  dati   sensibili   e   giudiziari
prevedendo espressamente che i  soggetti  pubblici  possono  trattare
tali informazioni solo se in concreto indispensabili per svolgere  le
attivita’ istituzionali che non possono essere  adempiute,  caso  per
caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali  di
natura diversa (art. 22 del Codice).
Il legislatore  ha  individuato,  nel  corso  del  tempo,  molteplici
obblighi di pubblicazione on line di dati, dando luogo  a  una  forte
frammentazione della disciplina.
1. Rispondono all’esigenza fondamentale di garantire la  trasparenza
amministrativa anche le disposizioni che, novellando l’art.  19  del
Codice, sono intervenute sul tema della conoscibilita’ delle notizie
riguardanti  lo  svolgimento  delle  prestazioni   e   la   relativa
valutazione di “chiunque sia addetto ad una funzione pubblica”. Come
gia’ evidenziato, la pubblicazione di  tali  informazioni  sul  sito
istituzionale  dell’amministrazione  risponde  in   gran   parte   a
specifici obblighi normativi in materia di  trasparenza  esplicitati
dalle citate Linee guida  della  Civit.  Alla  luce  della  predetta
disposizione, possono quindi  essere  oggetto  di  diffusione  anche
ulteriori  dati,  riguardanti  le  attivita’  svolte  da  dipendenti
pubblici e la loro valutazione complessiva, ad esclusione di  quelli
strettamente  connessi  al  rapporto  di  lavoro  del  singolo   con
l’amministrazione o ai dettagli della valutazione 23 . Cio’,  sempre
a condizione che la  loro  pubblicazione,  sorretta  da  un’adeguata
motivazione, sia prevista nel Piano triennale per la  trasparenza  e
l’integrita’ che ogni amministrazione e’ tenuta a  predisporre,  nel
rispetto del principio di pertinenza e non eccedenza.
Le disposizioni citate escludono, invece la conoscibilita’, salvo nei
casi previsti dalla legge, delle “notizie concernenti la natura delle
infermita’ e degli impedimenti  personali  o  familiari  che  causino
l’astensione dal lavoro, nonche’ le componenti della valutazione o le
notizie concernenti il rapporto di lavoro tra il predetto  dipendente
e l’amministrazione, idonee a rivelare taluna delle  informazioni  di
cui all’articolo 4, comma 1, lett. d)” del Codice (v. art. 14,  comma
1, lett. b), l. 4 novembre 2010, n. 183).
Resta ferma, comunque, la possibilita’ di rendere  conoscibili  dati
personali,  anche  sensibili,  attinenti  allo  svolgimento  e  alla
valutazione  delle  prestazioni   dei   dipendenti   pubblici   alle
condizioni e nei limiti previsti dalla  disciplina  sul  diritto  di
accesso ai documenti amministrativi di cui alla l. 7 agosto 1990, n.
241 24 .
23 Si pensi ad es.  alle  informazioni  concernenti  gli  orari  di
entrata e uscita, le assenze, il cedolino dello stipendio, ecc.
24 V. artt. 59 e 60 del Codice.
2. Specifiche disposizioni  legislative  fissano  i  limiti  massimi
delle retribuzioni e degli emolumenti direttamente o  indirettamente
erogati a carico delle pubbliche  finanze  per  rapporti  di  lavoro
dipendente o  autonomo,  le  quali  impongono  alle  amministrazioni
l’obbligo di rendere noti sul proprio sito web i  relativi  atti  di
spesa  con  l’indicazione   dei   nominativi   dei   destinatari   e
dell’ammontare del  compenso  quale  condizione  indispensabile  per
l’attuazione dei medesimi atti di spesa  (art.  3,  commi  da  44  a
52-bis, l. 24 dicembre 2007, n. 244) 25 .
25 Con il Provv. del 21 gennaio 2010 il  Garante  ha  formulato  il
parere sullo schema di decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri in materia di “Pubblicita’ degli incarichi conferiti  dalle
amministrazioni pubbliche” (doc. web n. 1694419).
3. Per quanto  riguarda  i  curricula  professionali  di  dirigenti,
segretari comunali e provinciali, nonche’ di titolari  di  posizioni
organizzative,  di  funzioni  di  valutazione  e  misurazione  della
performance e di incarichi di indirizzo politico-amministrativo,  il
riferimento del legislatore all’obbligo di pubblicazione del vigente
modello di curriculum europeo non puo’ comportare la riproduzione di
tutti i suoi contenuti sui siti istituzionali  dell’amministrazione,
in ragione unicamente  delle  finalita’  di  trasparenza  perseguite
(art. 11, comma 8, lett. e), f), e h), d.lg. n. 150/2009, e art. 21,
comma 1, l. n. 69/2009).
Tale modello, infatti,  contiene  l’indicazione  di  dati  personali
eccedenti o non pertinenti  rispetto  alle  legittime  finalita’  di
trasparenza perseguite, in quanto risponde alle diverse esigenze  di
favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e la valutazione
di  candidati.  Prima  di  pubblicare  sul  sito  istituzionale   il
curriculum  europeo  va   quindi   operata   una   selezione   delle
informazioni in esso contenute ritenute pertinenti in relazione agli
incarichi svolti o alle funzioni pubbliche ricoperte  dal  personale
interessato quali, ad esempio:
–  informazioni  personali  (dati  anagrafici,  amministrazione   di
appartenenza, qualifica e/o incarico ricoperto, recapito  telefonico
dell’ufficio, e-mail istituzionale);
– dati riguardanti i titoli di studio e professionali, le esperienze
lavorative (incarichi ricoperti, capacita’ linguistiche  e  nell’uso
delle   tecnologie,   partecipazione   a   convegni   e    seminari,
pubblicazioni, collaborazione a riviste, ecc.);
–  ulteriori  informazioni  di  carattere   professionale   indicate
Deve inoltre essere garantita agli interessati  la  possibilita’  di
aggiornare periodicamente il proprio curriculum ai sensi dell’art. 7
del Codice. 26 .
26 V. Provv. del Garante 16 luglio 2009  in  materia  di  “Pubblica
amministrazione: dirigenza e assenze e presenze del personale” (doc.
web  n.  1639950),  e  circolare  del  Dipartimento  della  funzione
pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3/2009.
4. Non appare giustificato riprodurre sul web  informazioni  quali  i
cedolini  dello  stipendio,  dati  di  dettaglio   risultanti   dalle
dichiarazioni fiscali, oppure riguardanti l’orario di  entrata  e  di
uscita di singoli dipendenti, l’indirizzo del domicilio  privato,  il
numero di telefono  e  l’indirizzo  di  posta  elettronica  personale
(diversi  da  quelli  ad  uso  professionale),  ovvero   informazioni
attinenti allo stato di salute  di  persone  identificate,  quali  le
assenze verificatesi per ragioni di salute.
5. Per quanto riguarda le modalita’ di messa a disposizione dei  dati
personali sulla sezione dei siti istituzionali dei soggetti  pubblici
dedicata appositamente a  “Trasparenza,  valutazione  e  merito”,  si
ritiene che debbano essere privilegiati canali o modalita’ di ricerca
interni ai medesimi siti limitando, attraverso  idonei  accorgimenti,
l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca esterni,  nonche’  la
creazione di copie cache presso gli stessi motori di  ricerca.  Resta
invece ferma  la  possibilita’  di  utilizzare  strumenti  idonei  ad
agevolare la reperibilita’, all’interno dei siti istituzionali  delle
amministrazioni,  delle  informazioni  e  dei  documenti  oggetto  di
Il perseguimento della finalita’ di trasparenza dell’attivita’  delle
pubbliche amministrazioni puo’ avvenire  anche  senza  l’utilizzo  di
In tale quadro, quindi, non si  ravvisa  la  necessita’  di  adottare
alcuna  specifica  cautela  qualora  le   pubbliche   amministrazioni
ritengano di pubblicare sul sito web informazioni non riconducibili a
persone  identificate  o  identificabili   (es.   dati   quantitativi
aggregati per uffici riguardanti i livelli retributivi  ed  accessori
risultanti  dai  contratti  collettivi   o   da   atti   interni   di
organizzazione;  tassi  di  assenza  e  di  maggiore   presenza   del
personale;      informazioni      relative      alla      performance
dell’amministrazione; obiettivi  assegnati  agli  uffici  insieme  ai
relativi indicatori e ai risultati complessivi raggiunti; l’ammontare
complessivo dei premi  collegati  alla  performance  stanziati  e  di
quelli  effettivamente  distribuiti;  dati  relativi  al   grado   di
differenziazione  nell’utilizzo   della   premialita’,   informazioni
concernenti la dimensione della qualita’ dei servizi erogati, notizie
circa la gestione dei pagamenti e le buone prassi).
Uno specifico regime di conoscibilita’ riconducibile alle esigenze di
trasparenza della pubblica amministrazione e’ previsto dalla legge  5
luglio 1982, n. 441, sulla pubblicita’ della situazione  patrimoniale
di coloro che ricoprono cariche  pubbliche  o  incarichi  di  rilievo
pubblico. Tale  norma  dispone  espressamente  che  esclusivamente  i
“cittadini iscritti nelle liste  elettorali  per  le  elezioni  della
Camera dei Deputati”  possono,  mediante  la  messa  a  disposizione,
consultare legittimamente il bollettino nel quale  sono  riportati  i
dati riguardanti la situazione patrimoniale di  titolari  di  cariche
elettive e di cariche direttive di alcuni enti (artt. 8 e 9).
Nell’ambito del suesposto quadro normativo deve, tuttavia,  rilevarsi
che una distinta modalita’ e’ prevista  per  la  consultabilita’  dei
dati in questione con riferimento agli enti territoriali per i quali,
infatti,  la  legge  n.  441/1982  dispone   che   la   pubblicazione
individuata dall’art. 9 sopra richiamato sia effettuata, su  appositi
bollettini,  senza  pero’  limitare   la   conoscibilita’   di   tali
informazioni ai soli cittadini elettori della Camera dei Deputati. In
forza della predetta specificazione normativa, le regioni e gli  enti
locali,  nel  pubblicare  sul  proprio   bollettino   la   situazione
patrimoniale dei consiglieri e le spese sostenute per  la  propaganda
elettorale, possono dare ampia diffusione ai propri bollettini e alle
informazioni  ivi  riportate,  anche  mediante  la  riproduzione  dei
bollettini stessi sui propri siti istituzionali.
Ulteriori disposizioni prevedono  che  talune  informazioni  relative
agli amministratori locali e  regionali  (dati  anagrafici,  lista  o
gruppo  di  appartenenza  o  di  collegamento,  titolo  di  studio  e
professione esercitata) vengano raccolte dal  Ministero  dell’interno
in un’apposita anagrafe di cui chiunque ha  il  diritto  di  prendere
visione  ed  estrarre  copia,  anche  su  supporto  informatico.   In
considerazione dell’ampio regime di conoscibilita’ previsto per  tali
informazioni riferite agli amministratori, deve ritenersi  consentita
la loro messa
a disposizione per via  telematica  da  parte  delle  amministrazioni
regionali e degli enti locali  interessati  attraverso  i  rispettivi
siti istituzionali (art. 76 d.lg. n. 267/2000).
1.  Sono  parimenti  riconducibili  alle  esigenze  di   trasparenza
dell’apparato amministrativo anche gli  obblighi  posti  in  capo  a
ciascuna amministrazione dello Stato di pubblicare sul proprio  sito
web il ruolo dei dirigenti, dando avviso della  pubblicazione  nella
Gazzetta Ufficiale. Nel ruolo, che l’amministrazione deve aver  cura
di tenere secondo principi di completezza e trasparenza, nonche’  di
pertinenza e non eccedenza dei dati, vanno rese  pubbliche  le  sole
informazioni individuate nel dettaglio dalla disciplina  di  settore
(cognome, nome, luogo e data di nascita; data di inquadramento nella
fascia  di  appartenenza  o  in  quella  inferiore;  data  di  primo
inquadramento nell’amministrazione;  incarichi  conferiti  ai  sensi
dell’articolo 19, commi 3 e 4, d.lg.  30  marzo  2001,  n.  165  con
l’indicazione della decorrenza e del termine di scadenza) (artt.  1,
comma 7, e 2, commi 1 e 3, d.P.R. 23 aprile 2004, n. 108).
2. Sono soggetti a  pubblicazione  obbligatoria  anche  i  ruoli  di
anzianita’ dei dipendenti pubblici che ciascuna  amministrazione  e’
tenuta a predisporre, annualmente, in  modalita’  cartacea,  dandone
avviso nel proprio bollettino ufficiale (art. 55, comma 5, d.P.R. 10
gennaio 1957, n. 3). Dal 1° gennaio 2007, per ragioni  di  efficacia
ed economicita’, la pubblicazione a stampa dei ruoli  di  anzianita’
delle  amministrazioni  statali   e’   stata   sostituita   con   la
riproduzione  in  rete  dei  medesimi  documenti 27  :  i  ruoli  di
anzianita’ del personale sono pertanto ora  disponibili  in  formato
elettronico su un portale  di  servizi  integrato  finalizzato  alla
diffusione telematica degli stampati e delle pubblicazioni ufficiali
dello Stato28 .
27 V. Circolare del Ministero dell’economia e delle finanze del  14
novembre 2006, n. 83198.
28 V. http://www.sistemamodus.eu/index.html/.
Poiche’ la disciplina di  settore  in  questione  non  individua  nel
dettaglio le informazioni che  devono  essere  riportate  nei  ruoli,
occorre nel caso di specie effettuare un’opportuna selezione in  modo
da rendere  conoscibili  soltanto  i  dati  necessari  a  determinare
l’anzianita’ di  servizio,  evitando  l’inserimento  di  notizie  non
pertinenti, eccedenti o  riguardanti  stati,  qualita’  o  situazioni
personali ovvero informazioni idonee a rivelare dati  sensibili  (es.
mutilato o invalido  civile;  aspettativa  per  motivi  di  salute  o
distacco per motivi sindacali).
Sul menzionato portale delle pubblicazioni ufficiali dello Stato sono
consultabili in formato digitale anche i bollettini ufficiali che  le
amministrazioni statali sono tenute  a  pubblicare  mensilmente,  sui
quali vengono  riportati  atti  normativi  e  disposizioni  generali,
nonche’  provvedimenti  di  organizzazione   concernenti   anche   il
personale  dell’amministrazione.  Per  cio’  che  concerne  gli  atti
riferiti a ciascun dipendente, la normativa di riferimento stabilisce
che nei bollettini ufficiali va data notizia, in  particolare,  degli
atti relativi alla nomina, allo stato, alla carriera,  ad  encomi  ed
onorificenze, a sanzioni  disciplinari,  alla  responsabilita’  verso
l’amministrazione e i terzi, nonche’  all’invalidita’  per  causa  di
guerra o di lavoro e alle infermita’ contratte per causa di  servizio
(art. 24, commi 1 e 3, d.P.R. 3 maggio 1957, n. 686).
Anche  in  tale  caso  si  ritiene  opportuno  suggerire  che   nella
predisposizione di tali pubblicazioni, rese disponibili on  line,  le
amministrazioni interessate riportino solo  informazioni  pertinenti,
non eccedenti e  –  laddove  vengano  in  rilievo  dati  sensibili  o
giudiziari- indispensabili, rispettando il divieto di diffondere dati
idonei a rivelare lo stato di salute dei dipendenti adottando a  tale
fine  idonei  accorgimenti  quali  l’utilizzo  di  omissis,  diciture
generiche o codici numerici.
Non vi sono ostacoli, comunque, alla diffusione  per  via  telematica
degli atti generali di organizzazione e gestione del personale la cui
conoscibilita’ risponda ad esigenze di carattere informativo  diffuso
(es. decreti, circolari, bandi di concorso, ecc.).
1. Le amministrazioni dello Stato,  le  regioni,  comprese  quelle  a
statuto speciale, e le province autonome di  Trento  e  Bolzano,  gli
enti locali e gli altri enti pubblici sono tenuti ad istituire l’albo
dei soggetti, ivi comprese le persone fisiche, cui sono stati erogati
in  ogni  esercizio  finanziario  contributi,  sovvenzioni,  crediti,
sussidi e benefici  di  natura  economica  a  carico  dei  rispettivi
bilanci e devono provvedere  ad  aggiornarlo  annualmente  (d.P.R.  7
aprile 2000, n. 118).
Il previsto regime di conoscibilita’, anche  on  line,  dei  medesimi
albi  risponde   all’esigenza   di   rendere   trasparente   l’azione
amministrativa,  anche   in   ordine   all’utilizzo   delle   risorse
finanziarie da parte dei soggetti eroganti, nonche’  all’esigenza  di
assicurare  la   partecipazione   dei   cittadini   al   procedimento
amministrativo di concessione dei  contributi  consentendo  l’accesso
alle relative informazioni.
Entrambe  le  suesposte  esigenze  sono   soddisfatte   mediante   la
pubblicazione, sui siti delle pubbliche  amministrazioni  individuate
dalla norma in esame, degli elenchi  di  beneficiari  di  provvidenze
economiche e di altri atti che riconoscono  agevolazioni,  sussidi  o
altri benefici. In tali elenchi possono essere riportati i soli  dati
necessari all’individuazione dei soggetti interessati  (nominativi  e
relativa data di  nascita),  l’esercizio  finanziario  relativo  alla
concessione del beneficio, nonche’ l’indicazione della  “disposizione
di legge sulla base della quale hanno luogo le  erogazioni”  medesime
(art. 1, comma 2, del d.P.R. n. 118/2000).
Non  risulta  invece  giustificato  diffondere  ulteriori  dati   non
pertinenti quali l’indirizzo di abitazione,  il  codice  fiscale,  le
coordinate  bancarie  dove  sono   accreditati   i   contributi,   la
ripartizione degli assegnatari secondo le fasce dell’Indicatore della
situazione  economica  equivalente-Isee   ovvero   informazioni   che
descrivano le condizioni di indigenza in cui versa l’interessato.
Non devono inoltre essere  riportate  negli  albi  diffusi  on  line
informazioni idonee a rivelare lo stato di salute degli  interessati
(artt. 22, comma 8, e 68, comma 3, del Codice). Si  pensi,  in  tale
caso, all’indicazione:
• dei titoli dell’erogazione dei benefici (es. attribuzione di borse
di studio a “soggetto portatore di handicap”,  o  riconoscimento  di
buono sociale a  favore  di  “anziano  non  autosufficiente”  o  con
l’indicazione,  insieme  al  dato   anagrafico,   delle   specifiche
patologie sofferte dal beneficiario) 29 ;
•  dei  criteri  di  attribuzione  (es.  punteggi   attribuiti   con
l’indicazione degli “indici di autosufficienza nelle attivita’ della
vita quotidiana” 30 );
• della destinazione dei  contributi  erogati  (es.  contributo  per
“ricovero in struttura sanitaria oncologica”).
29 Ai sensi dell’art. 1, comma 2,  d.P.R.  n.  118/2000  cit.,  per
ciascun  soggetto  che  figura  nell’albo  viene  indicata  solo  la
disposizione  di  legge  sulla  base  della  quale  hanno  luogo  le
erogazioni di provvidenze economiche (si  pensi,  ad  esempio,  alla
indicazione dei riferimenti della legge regionale  che  individua  i
finanziamenti  che  possono  essere  erogati  dai  comuni   per   il
riconoscimento di  benefici  economici);  appare  invece  ridondante
l’indicazione della legge che  individua  le  categorie  di  persone
aventi diritto ai benefici qualora tale  indicazione  sia  idonea  a
rivelare lo stato di salute degli  interessati  (es.,  l.  12  marzo
1999, n. 68, recante “Norme per il diritto al lavoro dei  disabili”;
l. 5 febbraio 1992, n. 104, recante “Legge-quadro per  l’assistenza,
l’integrazione sociale e i diritti delle persone  handicappate”;  l.
21 maggio 1998, n. 162, recante “Modifiche alla L. 5 febbraio  1992,
n. 104, concernenti misure di sostegno  in  favore  di  persone  con
handicap grave”; l. 30 marzo 1971, n. 118  recante  “Conversione  in
legge del d.l. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove  norme  in  favore  dei
mutilati ed invalidi civili”).
30 C.d. scala Adl o di Katz.
Per quanto riguarda le modalita’ di messa  a  disposizione  dei  dati
personali contenuti nell’albo, che possono essere riportati nei  siti
istituzionali dei soggetti pubblici che  erogano  tali  benefici,  si
suggerisce di privilegiare canali o modalita’ di ricerca  interni  ai
medesimi   siti   limitando,    attraverso    idonei    accorgimenti,
amministrazioni,  delle  informazioni   riguardanti   i   beneficiari
individuati nell’albo.
29 Ai sensi dell’art. 1,  comma  2,  d.P.R.  n.  118/2000  cit.,  per
ciascun  soggetto  che  figura  nell’albo  viene  indicata  solo   la
disposizione  di  legge  sulla  base  della  quale  hanno  luogo   le
erogazioni di provvidenze economiche  (si  pensi,  ad  esempio,  alla
indicazione dei riferimenti della legge  regionale  che  individua  i
finanziamenti  che  possono  essere  erogati  dai   comuni   per   il
riconoscimento  di  benefici  economici);  appare  invece  ridondante
l’indicazione della legge  che  individua  le  categorie  di  persone
aventi diritto ai benefici qualora  tale  indicazione  sia  idonea  a
rivelare lo stato di salute degli interessati (es., l. 12 marzo 1999,
n. 68, recante “Norme per il diritto al lavoro dei  disabili”;  l.  5
febbraio  1992,  n.  104,  recante  “Legge-quadro  per  l’assistenza,
l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”; l. 21
maggio 1998, n. 162, recante “Modifiche alla L. 5 febbraio  1992,  n.
104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap
grave”; l. 30 marzo 1971, n. 118 recante “Conversione  in  legge  del
d.l. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore  dei  mutilati  ed
invalidi civili”).
E’ necessario verificare se i dati  personali  contenuti  in  atti  e
documenti messi a disposizione sul sito istituzionale  devono  essere
resi conoscibili  all’intera  collettivita’  dei  consociati  (quindi
liberamente reperibili da chiunque sul sito istituzionale), ovvero ai
soli utenti che hanno richiesto un servizio, ovvero agli  interessati
o  ai  contro   interessati   in   un   procedimento   amministrativo
(utilizzando in tale  caso  regole  per  garantire  un’accessibilita’
Nell’adempimento degli obblighi di pubblicazione on line  di  atti  e
provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicita’ legale  di
cui alla legge n.  69/2009,  risulta  sproporzionato,  rispetto  alla
finalita’  perseguita,  consentirne  l’indiscriminata   reperibilita’
tramite i  comuni  motori  di  ricerca,  essendo  invece  ragionevole
delimitarne la pubblicazione in una sezione del  sito  istituzionale,
limitando l’indicizzazione dei documenti e il tempo  di  mantenimento
della diffusione dei dati con gli accorgimenti indicati  nel  par.  5
L’ordinamento prevede particolari forme di pubblicita’ per gli  esiti
delle prove concorsuali e delle  graduatorie  finali  di  concorsi  e
selezioni pubbliche (es.  affissione  presso  la  sede  degli  esami,
pubblicazione nel bollettino dell’amministrazione interessata o,  per
gli enti locali, all’albo pretorio). Tale  regime  di  conoscibilita’
assolve principalmente alla funzione di  rendere  note  le  decisioni
adottate  dalla  commissione  esaminatrice   e   dall’ente   pubblico
procedente anche per consentire il controllo sulla regolarita’  delle
procedure concorsuali o selettive da parte dei soggetti interessati.
Le  previsioni  normative  che  disciplinano  la   pubblicazione   di
graduatorie, esiti e giudizi concorsuali prevedono  espressamente  la
diffusione dei relativi dati personali, anche mediante l’utilizzo del
sito istituzionale dell’amministrazione di riferimento.
Al  riguardo,  devono  ritenersi  appropriate  quelle  modalita’   di
diffusione on line di graduatorie, esiti e  giudizi  concorsuali  che
consentono di rendere agevolmente conoscibili agli interessati i dati
personali   ivi   riportati   consultando   il   sito   istituzionale
dell’amministrazione pubblica competente, evitando nel contempo che i
medesimi dati  siano  liberamente  reperibili  utilizzando  i  comuni
motori  di  ricerca  esterni.  E’  invece  possibile  consentire   ai
partecipanti alla procedura concorsuale di  accedere  agevolmente  ad
aree del sito istituzionale  nelle  quali  possono  essere  riportate
anche eventuali  ulteriori  informazioni  rese  disponibili  ai  soli
aventi diritto sulla base della normativa in materia  di  accesso  ai
documenti   amministrativi    (elaborati,    verbali,    valutazioni,
documentazione relativa a titoli anche di  precedenza  o  preferenza,
pubblicazioni, curricula, ecc.), attribuendo agli stessi  credenziali
di autenticazione (es. username o password, n. di protocollo o  altri
estremi identificativi forniti dall’ente agli aventi diritto,  ovvero
mediante utilizzo di dispositivi di autenticazione,  quali  la  carta
nazionale dei servizi).
Devono ritenersi certamente pertinenti ai fini della pubblicazione on
line gli elenchi nominativi ai quali vengano abbinati i risultati  di
prove intermedie, gli elenchi di ammessi a prove scritte o  orali,  i
punteggi riferiti a singoli argomenti di  esame,  i  punteggi  totali
Appare invece eccedente  la  pubblicazione  di  dati  concernenti  il
recapito di telefonia fissa o mobile, l’indirizzo  dell’abitazione  o
dell’e-mail, i titoli di  studio,  il  codice  fiscale,  l’indicatore
Isee,  il  numero  di   figli   disabili,   i   risultati   di   test
psicoattitudinali.
Analoghe  cautele  devono   essere   adottate   in   relazione   alle
pubblicazioni effettuate nel  quadro  delle  ordinarie  attivita’  di
gestione  di  rapporti  di  lavoro  (es.,  graduatorie  di  mobilita’
professionale;   provvedimenti   relativi    all’inquadramento    del
personale, all’assegnazione di sede, alla progressione  di  carriera,
all’attribuzione di incarichi dirigenziali).
Specifiche disposizioni normative richiedono ai soggetti pubblici di
mettere a disposizione atti e  documenti  amministrativi  a  persone
legittimate o che ne facciano richiesta, al fine  di  consentire  la
partecipazione  dei  consociati   all’attivita’   amministrativa   o
nell’ambito dell’erogazione di servizi. Per  attuare  tali  esigenze
sottese alle previste ipotesi di consultabilita’ di atti e documenti
su  iniziativa  di  singoli  soggetti,  le  amministrazioni  possono
parimenti avvalersi delle tecnologie telematiche,  il  cui  utilizzo
generalizzato e’ anche in tali casi  espressamente  incentivato  dal
legislatore allo scopo di facilitare il rapporto con i consociati  e
incentivare l’utilizzo dei servizi pubblici in  rete. 31  Specifiche
disposizioni normative richiedono ai soggetti pubblici di mettere  a
disposizione atti e documenti amministrativi a persone legittimate o
che ne facciano richiesta, al fine di consentire  la  partecipazione
dei   consociati   all’attivita’   amministrativa   o    nell’ambito
dell’erogazione di servizi. Per attuare tali esigenze  sottese  alle
previste  ipotesi  di  consultabilita’  di  atti  e   documenti   su
iniziativa di singoli soggetti, le amministrazioni possono parimenti
avvalersi   delle   tecnologie   telematiche,   il   cui    utilizzo
incentivare l’utilizzo dei servizi pubblici in rete.
31 Art. 3-bis l. n. 241/1990; artt. 2, comma 5,  3  e  50  d.lg  n.
In queste ipotesi, risultando determinabili a priori i soggetti o  le
categorie  di  soggetti  legittimati  a  conoscere  le   informazioni
detenute  dalle  pubbliche  amministrazioni  (es.   destinatari   del
provvedimento, terzi interessati e contro interessati, ecc.), non  e’
in  linea  generale  giustificato,  alla  luce   del   principio   di
proporzionalita’, consentire, al  di  fuori  dei  casi  espressamente
previsti, l’accesso on line libero e incondizionato, senza  applicare
criteri selettivi, alla consultazione di atti e documenti  contenenti
informazioni personali, specie se aventi natura sensibile.
In tale  quadro  e’  opportuno,  quindi,  privilegiare  modalita’  di
accessi dedicati  ai  soli  aventi  diritto  (che  ne  abbiano  fatto
specifica richiesta) selezionando, a tal fine, anche preliminarmente,
nell’ambito dei singoli atti e documenti,  le  sole  informazioni  da
rendere consultabili.
Si  ritiene  utile  evidenziare  che  le  informazioni  ritenute  non
pertinenti o eccedenti ai fini della loro pubblicazione on line,  ivi
comprese quelle  idonee  a  rivelare  lo  stato  di  salute,  possono
naturalmente essere trattate dall’amministrazione competente  per  lo
svolgimento dei propri compiti istituzionali  ed  essere  oggetto  di
richieste di accesso  da  parte  degli  aventi  diritto  (es.  l.  n.
241/1990).
In  tale  prospettiva  si  ritiene  che  le  informazioni  personali
contenute in atti e documenti da rendere consultabili possano essere
reperibili,  ad  esempio,  a  partire  da  una  sezione   del   sito
istituzionale dell’amministrazione ad accesso  selezionato  (ad  es.
Intranet  o  Extranet)  o  attraverso  l’attribuzione  alle  persone
legittimate di una chiave personale di  identificazione  informatica
secondo   le   regole    stabilite    in    materia    dal    Codice
dell’amministrazione digitale nel caso in  cui  l’accessibilita’  ai
dati e documenti venga assicurata nell’ambito di servizi erogati  in
rete dall’amministrazione 32 .
32 Art. 64, comma 2, d.lg. n. 82/2005; v.  anche  le  citate  Linee
guida per  i  siti  web  della  PA  del  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione e l’innovazione del 26 novembre 2009, par. 4.5.
Il trattamento dei dati riferito alle persone disabili da  parte  di
soggetti pubblici effettuato nell’ambito  delle  attivita’  previste
dalla disciplina sul collocamento mirato puo’ ritenersi, in  termini
generali, lecito anche  in  quanto  rispondente  alle  finalita’  di
rilevante interesse pubblico individuate dal Codice (artt. 73, comma
2, lett.i), e 112, comma 1,  lett.  a)) 33  .  In  tale  quadro,  le
disposizioni  di  legge  in  materia  di  diritto  al  lavoro  e  di
collocamento  di  disabili  appartenenti  a  categorie  protette   e
centralinisti telefonici non vedenti, nel prevedere la formazione di
elenchi e graduatorie dei soggetti che hanno diritto al collocamento
obbligatorio, ne stabiliscono un generico regime di pubblicita34 .
33 33 Artt. 1 e 6, l. n. 68/1999 cit.; art. 4, comma 1, lett. a) ed
e), d.lg. n. 469/1997 cit.; artt. 20 e 86, comma 1, lett. c),  punto
2, del Codice.
34 34 V. rispettivamente, l. n. 68/1999 cit. e l. n. 113/1985 cit.
Il regime di conoscibilita’ di tali documenti, stabilito  per  legge,
puo’ essere assicurato anche attraverso la loro messa a  disposizione
on line, purche’ vengano prescelte modalita’ che  ne  impediscano  la
libera consultabilita’ in Internet, tenuto conto che gli elenchi e le
graduatorie del  collocamento  obbligatorio  contengono  informazioni
idonee  a  rivelare  lo  stato  di  salute  delle  persone   iscritte
(nominativi degli interessati associati allo stato di  disabilita’  o
all’appartenenza  alle  altre  categorie   di   aventi   diritto   al
collocamento).
Nell’utilizzare le tecnologie telematiche  per  attuare  il  previsto
regime  di  pubblicita’  delle  predette  liste,  le  amministrazioni
devono, pertanto, adottare idonei accorgimenti volti a  impedire  che
vengano diffusi dati sulla salute (artt. 22, comma 8, e 68, comma  3,
del Codice), rendendo conoscibili le informazioni riportate  in  tali
elenchi ai soli soggetti richiedenti per le sole  finalita’  previste
dalla specifica normativa di riferimento o a coloro  che  vi  abbiano
interesse per la tutela di situazioni giuridicamente  rilevanti  (es.
attribuendo a tali soggetti  idonee  credenziali  di  accesso,  quali
username o password, n. di protocollo o altri estremi correlati  alla
richiesta di iscrizione nelle liste, ovvero ancora predisponendo, nei
siti istituzionali, aree ad accesso parimenti selezionato).
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – DELIBERAZIONE 2 marzo 2011 redazione redazione 2015-05-05T21:33:57+00:00