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Timestamp: 2020-07-12 23:59:37+00:00
Document Index: 9546887

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2697', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 19166 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19166 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 05/07/2016, dep. 28/09/2016), n.19166
sul ricorso 24364-2012 proposto da:
L.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BANCO DI S.
rappresentato e difeso dall’avvocato SEBASTIANO LEONE, giusta
avverso la sentenza n. 72/16/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI PALERMO SEZIONE DISTACCATA di SIRACUSA del 06/02/2012,
L.M., medico pediatra convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, impugnava dinanzi alla CTP dt Siracusa il silenzio-rifiuto con cui l’Agenzia aveva rigettato l’istanza di rimborso dell’IRAP versata per gli anni dal (OMISSIS). La CTP accoglieva il ricorso e l’Ufficio proponeva appello che veniva respinto dalla CTR. I giudici di seconde cure negavano la sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione in capo alla professione del contribuente, ritenendo irrilevanti i valori dei costi sostenuti e la collaborazione di una segretaria part-time.
L’Agenzia ha proposto ricorso per Cassazione affidato a due motivi, a cui il contribuente ha resistito con controricorso.
Con il primo motivo, l’Ufficio deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. La CTR aveva erroneamente ritenuto provata in modo esaustivo l’assenza di autonoma organizzazione attraverso la sola allegazione, da parte del contribuente, della documentazione fiscale.
Con il secondo motivo, si deduce l’insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5. I giudici di seconde cure non avevano tenuto conto delle risultanze riportate dall’Ufficio che, se esaminate, avrebbero comportato una diversa decisione.
Secondo il consolidato orientamento di questa Corte, è onere del contribuente che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta dare la prova dell’assenza di tali condizioni (cfr. tra le tante, Cass., n. 18749/2014; n. 3678/2007). Nel caso dell’IRAP, le condizioni applicative ricorrono quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque aeddit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive” (da ultimo, v. anche Cass., n. 9451/2016).
Nella specie, i giudici di merito non sono incorsi in alcun errore in diritto, essendosi adeguati ai principi sopra ricordati, avendo ricercato i dati di riscontro dell’assenza di autonoma organizzazione attraverso le dichiarazione dei redditi allegate dal contribuente. In particolare, i quadri RE specificano la composizione dei costi, riportando le quote di ammortamento dei beni strumentali, le spese relative agli immobili e quelle relative a prestazioni di lavoro dipendente.
Per giurisprudenza costante di questa Corte, sotto il vigore dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 anteriore alla riforma di cui al D.L. n. 83 del 2012, art. 54, lett. b, ricorre il vizio di omessa o insufficiente motivazione quando dal ragionamento del giudice di merito, come risultante dalla sentenza impugnata, emerga la totale obliterazione di elementi che potrebbero condurre ad una diversa decisione, ovvero quando sia evincibile l’obiettiva carenza, nel complesso della medesima sentenza, del procedimento logico che lo ha indotto, sulla base degli elementi acquisiti, al suo convincimento(Cass., n. 6787/2012; n. 15693/2004).
Orbene, la decisione impugnata contiene un accertamento in ordine all’insussistenza, nella specie, dell’autonoma organizzazione fondato sulla presenza di una segretaria part-time impiegata per dieci ore settimanali – che non integra il presupposto IRAP (v. cass. S.U. n. 9451/2016) e sui costi sostenuti dal medico nell’esercizio della sua professione, non ravvisandosi pertanto il prospettato vizio motivazionale.
Ricorrono giusti motivi, in relazione ai recenti interventi delle S.U. di questa Corte in materia, per compensare le spese del giudizio.