Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/05/decreto-sviluppo-tutte-le-novita.html
Timestamp: 2019-08-19 01:12:15+00:00
Document Index: 153289332

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 47', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 7', 'in fine']

Decreto sviluppo: tutte le novità in arrivo per le imprese | Commercialista Telematico
Decreto sviluppo: tutte le novità in arrivo per le imprese
tutti gli aggiornamenti contenuti nel Decreto approvato dal Governo il 5 maggio 2011
Misure per lo sviluppo e il rilancio dell’economia
Il Consiglio dei Ministri (comunicato n. 138 del 05.05.2011) ha approvato il 05 maggio 2011, tra gli altri provvedimenti, un Decreto-Legge che prevede misure diverse finalizzate allo sviluppo e al rilancio dell’economia.
In particolare, vi fanno parte:
Nel frattempo, il giorno successivo (06.05.2011) sul proprio sito il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato lo schema di Decreto Legge recante le prime disposizioni urgenti per l’economia (si tratta del testo provvisorio non ancora bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato).
Vediamone di seguito gli aspetti più rilevanti, tenuto presente che tale schema di Decreto è composto da 10 articoli.
Credito di imposta per la ricerca scientifica (art. 1)
Viene istituito, in via sperimentale per gli anni 2011 e 2012, un credito di imposta a favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca, in Università ovvero enti pubblici di ricerca.
Università o enti pubblici di ricerca possono sviluppare i progetti così finanziati anche in associazione, in consorzio, in joint venture ecc. con altre qualificate strutture di ricerca, anche private, di equivalente livello scientifico.
Altre strutture finanziabili via credito di imposta possono essere individuate con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Il credito di imposta (compete in tre quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012 per l’importo percentuale che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010 e nella misura del 90% della spesa incrementale di investimento) deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi e non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’Irap.
Comunque sia l’importo degli investimenti in progetti di ricerca è integralmente deducibile dall’imponibile delle imprese.
Inoltre, tale credito (non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del Tuir) è utilizzabile esclusivamente in compensazione.
Credito d’imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno (art. 2)
Viene introdotto un credito d’imposta per ogni lavoratore assunto nel Mezzogiorno a tempo indeterminato.
L’assunzione deve essere operata nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del D.L. sviluppo.
In attesa di una coerente estensione del “Patto Euro plus” del 24-25 marzo 2011 (dove si prevedono strumenti specifici ai fini della promozione della produttività nelle regioni in ritardo di sviluppo), il funzionamento del credito di imposta si basa sui requisiti in atto previsti dalla Commissione Europea.
Ai datori di lavoro che, nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del D.L. sviluppo, aumentano il numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato assumendo lavoratori definiti dalla Commissione Europea “svantaggiati” nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia) viene concesso per ogni nuovo lavoratore assunto un credito d’imposta nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione.
Per lavoratori svantaggiati vengono intesi i lavoratori privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ovvero privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, ovvero che abbiano superato i 50 anni di età, ovvero che vivano soli con una o più persone a carico, ovvero occupati in professioni o settori con elevato tasso di disparità uomo-donna o membri di una minoranza nazionale.
Quando l’aumento del numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato riguardi lavoratori definiti dalla Commissione Europea “molto svantaggiati” (si intendono i lavoratori privi di lavoro da almeno 24 mesi), il credito d’imposta è concesso nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei 24 mesi successivi all’assunzione.
Il credito di imposta va calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.
Per i soggetti che assumono la qualifica di datori di lavoro a decorrere dal mese successivo a quello dell’entrata in vigore del D.L. sviluppo, ogni lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato costituisce incremento della base occupazionale. I lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo parziale si assumono nella base occupazionale in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale.
Il credito d’imposta, che va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, entro tre anni dalla data di assunzione, non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell’Irap e non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del Tuir.
Vengono poi disciplinate le misure di decadenza del credito.
Reti d’impresa, “Zone a burocrazia zero”, Distretti turistico – alberghieri, nautica da diporto (art. 3)
Viene introdotto un diritto di superficie avente durata di 90 anni per incrementare l’efficienza del sistema turistico italiano, riqualificando e rilanciando l’offerta turistica, fermo restando, in assoluto, il diritto libero e gratuito di accesso e fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione.
Sulle aree già occupate da edificazioni esistenti, aventi qualunque destinazione d’uso in atto alla data di entrata in vigore della neo misura, ancorché realizzate su spiaggia, arenile o scogliera, tranne che le relative aree non risultino già di proprietà privata, le edificazioni possono essere mantenute esclusivamente in regime di diritto di superficie.
La delimitazione dei soli arenili, per le aree inedificate, nonché la delimitazione delle aree già occupate da edificazioni esistenti, realizzate su terreni non già di proprietà privata, è effettuata, su iniziativa dei Comuni, dalle Regioni, di intesa con l’Agenzia del demanio.
Il provvedimento costitutivo del diritto di superficie è rilasciato, su richiesta dei soggetti interessati, dalla Regione, d’intesa con il Comune nonché con le Agenzie del demanio e del territorio, e dalla Regione trasmesso in copia alla Agenzia delle Entrate per la riscossione del corrispettivo.
Costruzione delle opere pubbliche (art. 4)
Per ridurre i tempi di costruzione delle opere pubbliche, soprattutto se di interesse strategico, per semplificare le procedure di affidamento dei relativi contratti pubblici, per garantire un più efficace sistema di controllo e infine per ridurre il contenzioso, vengono introdotte nella vigente disciplina le seguenti modifiche:
– Estensione del campo di applicazione della finanza di progetto, anche con riferimento al cd. “leasing in costruendo”;
– limite alla possibilità di iscrivere “riserve”;
– introduzione di un tetto di spesa per le “varianti”;
– introduzione di un tetto di spesa per le opere cosiddette “compensative”;
– contenimento della spesa per compensazione, in caso di variazione del prezzo dei singoli materiali di costruzione;
– riduzione della spesa per gli accordi bonari;
– istituzione nelle Prefetture di un elenco di fornitori e prestatori di servizi non soggetti a rischio di inquinamento mafioso;
– disincentivo per le liti “temerarie”;
– individuazione, accertamento e prova dei requisiti di partecipazione alle gare mediante collegamento telematico alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici;
– estensione del criterio di autocertificazione per la dimostrazione dei requisiti richiesti per l’esecuzione dei lavori pubblici;
– controlli essenzialmente “ex post” sul possesso dei requisiti di partecipazione alle gare da parte delle stazioni appaltanti;
– tipizzazione delle cause di esclusione dalle gare, cause che possono essere solo quelle previste dal codice dei contratti pubblici e dal relativo regolamento di esecuzione e attuazione, con irrilevanza delle clausole addizionali eventualmente previste dalle stazioni appaltanti nella documentazione di gara;
– obbligo di scorrimento della graduatoria, in caso di risoluzione del contratto;
– razionalizzazione e semplificazione del procedimento per la realizzazione di infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale (“Legge obiettivo”);
– innalzamento dei limiti di importo per l’affidamento degli appalti di lavori mediante procedura negoziata;
– innalzamento dei limiti di importo per l’accesso alla procedura semplificata ristretta per gli appalti di lavori.
Inoltre, viene elevata da cinquanta a settanta anni la soglia per la presunzione di interesse culturale dell’immobili pubblici.
Costruzioni private (art. 5)
Per liberalizzare le costruzioni private viene modificata la vigente disciplina nei termini che seguono:
– Introduzione del” silenzio assenso” per il rilascio del permesso di costruire, ad eccezione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici e culturali;
– estensione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) agli interventi edilizi precedentemente compiuti con denuncia di inizio attività (DIA);
– tipizzazione di un nuovo schema contrattuale diffuso nella prassi: la “cessione di cubatura”;
– la registrazione dei contratti di compravendita immobiliare assorbe l’obbligo di comunicazione all’autorità locale di pubblica sicurezza;
– per gli edifici adibiti a civile abitazione l’”autocertificazione” asseverata da un tecnico abilitato sostituisce la cosiddetta relazione “acustica”;
– obbligo per i Comuni di pubblicare sul proprio sito istituzionale gli allegati tecnici agli strumenti urbanistici;
– esclusione della procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) per gli strumenti attuativi di piani urbanistici già sottoposti a valutazione ambientale strategica;
– legge nazionale quadro per la riqualificazione incentivata delle aree urbane. Termine fisso per eventuali normative regionali.
Ulteriori riduzione e semplificazioni degli adempimenti burocratici (art. 6)
Ai fine di ridurre gli oneri derivanti dalla vigente normativa (basti pensare agli adempimenti obbligatori introdotti dalla nota Legge sulla privacy) gravanti in particolare sulle piccole e medie imprese, queste subiscono modifiche in tal senso.
Le comunicazioni relative alla riservatezza dei dati personali vengono limitate alla tutela dei cittadini, conseguentemente non trovano applicazione nei rapporti tra imprese.
Viene disposta la riduzione degli adempimenti concernenti l’utilizzo di piccoli serbatoi di GPL; d) facoltà di effettuare “on line” qualunque transazione finanziaria ASL – imprese e cittadini.
Per i trasporti eccezionali l’attuale autorizzazione prevista per ciascun trasporto è sostituita, per i trasporti della medesima tipologia ripetuti nel tempo, da un autorizzazione periodica da rilasciarsi con modalità semplificata.
Ai fini della Legge sulla Privacy, in particolare, si dispone che non è soggetto alle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 196/2003 il trattamento dei dati personali relativi a persone giuridiche, imprese, enti o associazioni effettuato nell’ambito di rapporti intercorrenti esclusivamente tra i medesimi soggetti per le finalità amministrativo – contabili. L’informativa non è dovuta in caso di ricezione di curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati ai fini dell’eventuale instaurazione di un rapporto diclavoro. Solo al momento del primo contatto successivo all’invio del curriculum, il titolare è tenuto a fornire all’interessato, anche oralmente, una informativa breve.
Per i soggetti che trattano soltanto dati personali non sensibili e che trattano come unici dati sensibili e giudiziari quelli relativi ai propri dipendenti e collaboratori, anche se extracomunitari, compresi quelli relativi al coniuge e ai parenti, la tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza è sostituita dall’obbligo di autocertificazione, resa dal titolare del trattamento ai sensi dell’art. 47 del testo unico di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, di trattare soltanto tali dati in osservanza delle misure minime di sicurezza previste dal presente codice e dal disciplinare tecnico contenuto nell’allegato B).
Ai fini dell’applicazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, i trattamenti effettuati per finalità amministrativo – contabili sono quelli connessi allo svolgimento delle attività di natura organizzativa, amministrativa, finanziaria e contabile, a prescindere dalla natura dei dati trattati. In particolare, perseguono tali finalità le attività organizzative interne, quelle funzionali all’adempimento di obblighi contrattuali e precontrattuali, alla gestione del rapporto di lavoro in tutte le sue fasi, alla tenuta della contabilità e all’applicazione delle norme in materia fiscale, sindacale, previdenziale – assistenziale, di salute, igiene e sicurezza sul lavoro.
Al fine di ridurre gli oneri informativi gravanti su cittadini e imprese, le pubbliche amministrazioni entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Decreto sviluppo dovranno pubblicare sui propri siti istituzionali, per ciascun procedimento amministrativo ad istanza di parte rientrante nelle proprie competenze, l’elenco degli atti e documenti che l’istante ha l’onere di produrre a corredo dell’istanza. In caso del mancato adempimento la pubblica amministrazione non può respingere l’istanza adducendo la mancata produzione di un atto o documento e deve invitare l’istante a regolarizzare la documentazione in un termine congruo.
Il provvedimento di diniego eventualmente emanato è nullo.
Il mancato adempimento viene altresì valutato ai fini della attribuzione della retribuzione di risultato ai dirigenti responsabili.
Comunque, il mancato adempimento, legittima comunque l’istante ad iniziare l’attività dalla data di presentazione della segnalazione certificata di inizio attività.
Nei casi in cui non è prevista la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, gli atti sono pubblicati sui siti istituzionali di ciascuna amministrazione.
I questionari di cui alla lettera c) dell’art. 5 del D.Lgs. 26 novembre 2010, n. 216, sono resi disponibili sul sito internet della Società per gli studi di settore – SOSE s.p.a.; con provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana è data notizia della data in cui i questionari sono disponibili.
Dalla data di pubblicazione del suddetto provvedimento decorre il termine di 60 giorni.
Per accelerare il processo di automazione amministrativa e migliorare i servizi per i cittadini, riducendone i costi connessi, le aziende sanitarie del Servizio sanitario nazionale adottano senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, procedure telematiche per consentire il pagamento online delle prestazioni erogate, nonché la consegna, tramite web, posta elettronica certificata o altre modalità digitali, dei referti medici. Le aziende sanitarie del Servizio sanitario nazionale mettono a disposizione dell’utenza il servizio di pagamento online ed effettuano la consegna dei referti medici esclusivamente in forma digitale nel termine di 90 giorni dall’entrata in vigore del Decreto.
Rimane comunque fermo il diritto dell’interessato di ottenere, anche a domicilio, copia cartacea del referto redatto in forma elettronica, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Semplificazione fiscale (art. 7)
L’art. 7 è interamente incentrato sulle misure necessarie per introdurre semplificazioni alle vigenti norme fiscali. Ecco di seguito i contenuti principali (1):
Per ridurre il peso della burocrazia che grava sulle imprese e più in generale sui contribuenti, alla disciplina vigente vengono inserite modifiche così articolate:
a) esclusi i casi straordinari di controlli per salute, giustizia ed emergenza, il controllo amministrativo in forma d’accesso da parte di qualsiasi autorità competente deve essere unificato, può essere operato al massimo con cadenza semestrale, non può durare più di 15 giorni.
g) la richiesta per rimborso d’imposta fatta dal contribuente in dichiarazione può essere cambiata in richiesta di compensazione entro 120 giorni dalla presentazione della dichiarazione stessa;
m) attenuazione del principio del ”solve et repete”. In caso di richiesta di sospensione giudiziale degli atti esecutivi, non si procede all’esecuzione fino alla decisione del giudice e comunque fino al 120° giorno;
p) Aumento a 10 mila euro della soglia di valore dei beni d’impresa per i quali è possibile ricorrere ad attestazione di distruzione mediante di atto notorio;
s) è del 10% l’aliquota IVA dovuta per singolo contratto di somministrazione di gas naturale per la combustione a fini civili (fino a 480 metri cubi di gas somministrato);
Impresa e Credito (art. 8)
Per rafforzare la disciplina del cosiddetto “patto di famiglia”, per favorire la continuità nell’esercizio delle imprese, al codice civile vengono arrecate le necessarie modifiche (rinegoziazione dei mutui, ecc.).
Scuola e merito (art. 9)
Al fine di qualificare e rendere tempestiva l’individuazione e l’attuazione di iniziative e progetti strategici di rilevante interesse per la promozione ed attuazione di investimenti in materia di ricerca scientifica e tecnologica e sviluppo sperimentale, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è autorizzato a stipulare appositi contratti di programma per la ricerca con soggetti pubblici e privati, anche in forma associata, nonché con distretti, denominati “Contratti di programma per la Ricerca Strategica”, per la realizzazione di interventi oggetto di programmazione negoziata.
Servizi ai cittadini (art. 10)
Infine, vengono introdotte le misure necessarie per incentivare l’uso degli strumenti elettronici nell’ottica di aumentare l’efficienza nell’erogazione dei servizi ai cittadini e, in particolare, per semplificare il procedimento di rilascio dei documenti obbligatori di identificazione (carta d’indentità elettronica anche ai minori).
L’articolo 7 del Decreto sviluppo prosegue, dettagliano le novità, nel seguente modo:
“2. In funzione di quanto previsto al comma 1, sono in particolare introdotte le seguenti disposizioni:
1) a livello statale, con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono disciplinati modalità e termini idonei a garantire una concreta programmazione dei controlli in materia fiscale e contributiva, nonché il più efficace coordinamento dei conseguenti accessi presso i locali delle predette imprese da parte delle Agenzie fiscali, della Guardia di Finanza, dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e dell’INPS, dando, a tal fine, il massimo impulso allo scambio telematico di dati e informazioni fra le citate Amministrazioni.
Con il medesimo decreto è altresì assicurato che, a fini di coordinamento, ciascuna delle predette Amministrazioni informa preventivamente le altre dell’inizio di ispezioni e verifiche, fornendo al termine delle stesse eventuali elementi acquisiti utili ai fini delle attività di controllo di rispettiva competenza. Inoltre, secondo una prassi già consolidata, gli appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza eseguono gli accessi in borghese;
d) le disposizioni di cui all’articolo 12 del legge del 27 luglio 2000 n. 212, concernente disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente, si applicano anche nelle ipotesi di attività ispettive o di controllo effettuate dagli enti di previdenza e assistenza obbligatoria;
e) all’articolo 23, comma 2, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:
1.1) le parole “agli articoli 12 e 13” sono sostituite dalle seguenti: all’articolo 12”;
1.2) la parola ”annualmente” è soppressa;
2) è aggiunto, infine, il seguente periodo: “La dichiarazione ha effetto anche per i periodi di imposta successivi.”;
f) l’omissione della comunicazione relativa alle variazioni di cui al comma 1 comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471;
m) all’articolo 18, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, le parole “lire 600 milioni” e “lire un miliardo” sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: “400.000 euro” e “700.000 euro”;
n) al fine di semplificare le procedure di riscossione delle somme dovute in base agli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate, contenenti l’intimazione ad adempiere all’obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati, nonché di razionalizzare gli oneri a carico dei contribuenti destinatari dei predetti atti, all’articolo 29 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, primo periodo, la parola “notificati” è sostituita dalla seguente: “emessi”;
2.1) dopo le parole “delle imposte sui redditi”, ovunque ricorrano, sono aggiunte le seguenti: “, dell’imposta sulle attività produttive”;
2.2) nel secondo periodo, dopo la parola “sanzioni” è eliminata la seguente: “, anche”;
2.3) nel terzo periodo, dopo le parole “entro sessanta giorni dal ricevimento della raccomandata;” sono aggiunte le seguenti: “la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, non si applica nei casi di omesso, carente o tardivo versamento delle somme dovute, nei termini di cui ai periodi precedenti, sulla base degli atti ivi indicati”;
3) al comma 1, dopo la lettera b), è aggiunta la seguente: “b-bis). In caso di richiesta, da parte del contribuente, della sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, l’esecuzione forzata di cui alla lettera b) è sospesa fino alla data di emanazione del provvedimento che decide sull’istanza di sospensione e, in ogni
caso, per un periodo non superiore a centoventi giorni dalla data di notifica dell’istanza stessa. La sospensione di cui al periodo precedente non si applica con riguardo alle azioni cautelari e conservative, nonché ad ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.”;
“1-bis. Al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti, l’obbligo di comunicazione delle operazioni di cui al comma 1, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, è escluso qualora il pagamento dei corrispettivi avvenga mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.”;
“4. In deroga a quanto stabilito al comma 1, i soggetti all’imposta sul valore aggiunto che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, non sono soggetti all’obbligo di tenuta della scheda carburante previsto dal presente regolamento”.;
“a) indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione e a conservare ed esibire a richiesta degli uffici i documenti che saranno indicati in apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.”;
s) all’articolo 66 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel comma 3, in fine è aggiunto il seguente paragrafo:
“I costi, concernenti contratti a corrispettivi periodici, relativi a spese di competenza di due periodi d’imposta, in deroga all’articolo 109, comma 2, lettera b), sono deducibili nell’esercizio nel quale è stato ricevuto il documento probatorio. Tale disposizione si applica solo nel caso in cui l’importo del costo indicato dal documento di spesa non sia di importo superiore a euro 1000.”;
t) al fine di semplificare ed uniformare le procedure di iscrizione a ruolo delle somme a qualunque titolo dovute all’Istituto nazionale della Previdenza sociale, compresi i contributi ed i premi previdenziali ed assistenziali di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, assicurando in tal modo l’unitarietà nella gestione operativa della riscossione coattiva di tutte le somme dovute all’Istituto, sono introdotte le seguenti disposizioni:
1) l’articolo 32-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è abrogato;
2) le disposizioni di cui all’articolo 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, relative al recupero, tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo emesso dagli uffici dell’INPS, delle somme a qualunque titolo dovute all’Istituto, si riferisco anche ai contributi e premi previdenziali ed assistenziali risultanti da liquidazione, controllo e accertamento effettuati dall’Agenzia delle entrate in base alle dichiarazioni dei redditi, fatto salvo quanto disposto dal successivo numero 3);
3) resta ferma la competenza dell’Agenzia delle entrate relativamente all’iscrizione a ruolo dei contributi e dei premi previdenziali ed assistenziali di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, nonché di interessi e di sanzioni per ritardato o omesso versamento che risultano dovuti:
3.1) per gli anni d’imposta 2007 e 2008 in base agli esiti dei controlli automatici e formali di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462;
v) dopo il comma 6 è inserito il seguente: “6-bis. Le rate previste dal presente articolo possono essere anche di importo decrescente, fermo restando il numero massimo previsto.”;
z) all’articolo 2, comma 4, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 441, le parole “lire dieci milioni” sono sostituite con le seguenti “euro 10.000”;
aa) all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695, sono apportate le seguenti modifiche:
1) al comma 1 le parole “lire trecentomila” sono sostituite dalla seguenti: “euro 300,00;
2) al comma 6 le parole “lire trecentomila” sono sostituite dalla seguenti: “euro 300,00” e le parole “al comma 5” sono sostituite dalle seguenti: “all’articolo 25, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”;
3) dopo il comma 6, è aggiunto il seguente comma “6-bis. Per le fatture emesse a norma del secondo comma dell’articolo 17 si applicano le disposizioni dei commi 1 e 6.”;
bb) all’articolo 32-ter del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:
1) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “1-bis. Le somme di cui al comma 1 sono versate entro il giorno 16 del mese di scadenza. Se il termine scade di sabato o di giorno festivo il versamento è tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo. Rimangono invariati i termini di scadenza delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto in base alle dichiarazioni annuali, nonché il termine previsto dall’articolo 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 405, per il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta a titolo di acconto del versamento relativo al mese di dicembre”. Le disposizioni introdotte dal presente numero si applicano a partire dal 1° luglio 2011;
2) al comma 3 le parole: “Ai versamenti eseguiti nel corso dell’anno 2008” sono sostituite dalle seguenti: “Ai versamenti relativi ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre degli anni 2008, 2009 e 2010, da eseguire”; sono altresì soppresse le parole: “previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni,”;
cc) le disposizioni in materia di aliquote di accisa e di imposta sul valore aggiunto sul gas naturale per combustione per usi civili, di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26, trovano applicazione con riferimento ad ogni singolo contratto di somministrazione di gas naturale per combustione per usi civili, indipendentemente dal numero di unità immobiliari riconducibili allo stesso, sia con riguardo alla misura delle aliquote di accisa di cui all’allegato I del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sia con riguardo al limite di 480 metri cubi annui di cui al n. 127-bis) della tabella A, parte III, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633;
gg) le disposizioni di cui alla lettera ff) si applicano anche ai versamenti effettuati entro la data di entrata in vigore del presente decreto; nei casi in cui a tale data il termine di decadenza per la richiesta di rimborso risulta essere scaduto, la stessa può essere effettuata entro il termine di dodici mesi a decorre dalla medesima data”.