Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2019/09/14/la-responsabilita-in-tema-di-abbandono-di-rifiuti/
Timestamp: 2020-01-20 11:51:39+00:00
Document Index: 96500201

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 192', 'art. 255', 'art. 50', 'art. 255', 'art. 192', 'Cass. Sez. ', 'art. 14', 'art. 192', 'art. 50', 'art. 255', 'sentenza ', 'art. 255', 'art. 452', 'art. 192', 'art. 14', 'art. 192', 'art. 192', 'art. 245', 'art. 240']

La responsabilità in tema di abbandono di rifiuti. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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settembre 14, 2019 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Da un lato non sempre il proprietario del terreno risponde dei reati inerenti lo scarico incontrollato dei rifiuti sul proprio terreno (vds. Cass. pen., Sez. III, 9 dicembre 2013, n.49327; Cass. pen., sez. III, 9 ottobre 2007, n. 2477/08; Cass. pen., sez. III, 12 ottobre 2005, n. 2206/06), tuttavia, se conserva “la piena disponibilità dell’area, oggetto della condotta illecita … contestata”, il proprietario è tenuto a verificare l’utilizzo del proprio terreno effettuato dal soggetto a cui è stato affittato il terreno.
La sentenza Cass. pen., Sez. III, 25 giugno 2019, n. 27911 afferma, infatti, la penale responsabilità inerente al deposito incontrollato di rifiuti sul proprio terreno anche a titolo di colpa “in ordine all’obbligo da parte del locatore di impedire l’uso illecito della cosa locata, allorché egli ne sia consapevole o possa esserne consapevole mediante l’ordinaria diligenza, in applicazione del disposto di cui all’articolo 40, comma 2, del codice penale”.
In estrema sintesi, chiunque contribuisca sia attivamente con il conferimento di rifiuti, sia indirettamente con la tolleranza nel mantenimento della discarica, pur avendo l’obbligo di intervenire, è coinvolto nella gestione della discarica abusiva e ne risponde sotto il profilo penale (vds. Corte cass., Sez. III, 5 marzo 2018, n. 9879).
Senza tralasciare, poi, il momento consumativo del reato: l’abbandono di rifiuti costituisce reato a natura istantanea e si perfeziona con il semplice scarico di rifiuti, senza considerazione dell’eventuale bonifica ambientale: “L’abbandono di rifiuti, a differenza dalla realizzazione di una discarica abusiva, si risolve, poi, nel semplice collocamento dei rifiuti in un determinato luogo, in assenza di attività prodromiche o successive (Sez. 3, n. 18399 del 16/03/2017, Cotto, Rv. 269914), rimanendo irrilevante la eventuale rimozione degli effetti pregiudizievoli arrecati per effetto di tale condotta” (vds. Corte cass., Sez. III, 2 luglio 2018, n. 29216. Giurisprudenza consolidata: Cass. pen., Sez. III, 7 aprile 2017, n. 38977; Cass. pen., Sez. III, 20 maggio 2014, n. 38662; Cass. pen., Sez. III, 17 ottobre 2013, n. 45306).
La sentenza Corte cass., Sez. III, 17 luglio 2019, n. 31310 ha affrontato un aspetto formale, ma decisamente di rilievo: l’obbligo di bonifica ambientale intimato dall’ordinanza ai sensi dell’ art. 192, comma 3°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. si rivolge al responsabile dell’abbandono dei rifiuti e al proprietario del terreno inquinato, mentre il precetto penale di cui all’art. 255 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. è rivolto ai destinatari dell’ordinanza di bonifica ambientale, chiunque siano, “di modo che spetta a costoro, per evitare di rendersi responsabili dell’inottemperanza, di ottenere l’annullamento dell’ordinanza sindacale per via amministrativa o per via giurisdizionale, o – al limite – di provare in sede penale di non essere proprietari del terreno nè responsabili dell’abbandono, al fine di ottenere dal giudice penale la disapplicazione dell’ordinanza per illegittimità (cioè per mancanza dei presupposti soggettivi)”.
Dal canto suo, l’onere della pubblica accusa “è solo quello di provare gli elementi essenziali del reato previsto dall’art. 50, comma, 2 D. Lgs. 22/1997, oggi dall’art. 255, comma 3, del D. Lgs. n. 152 del 2006, ossia, da una parte, l’esistenza dell’ordinanza sindacale, emessa ai sensi dell’art. 192 cit., assistita da presunzione di legittimità e, dall’altra, l’inottemperanza da parte dei suoi destinatari”.
Elementi d’interpretazione giurisprudenziale da tener ben presenti nella delicata materia della responsabilità penale sull’abbandono dei rifiuti.
Responsabilità che – in materia di obblighi di attivazione da parte dell’amministrazione comunale competente per intimare la bonifica ambientale – non esclude il sindaco a conoscenza della situazione di fatto, quale organo d’indirizzo politico-amministrativo (Corte cass., Sez. III, 15 novembre 2018, n. 51576).
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 11 settembre 2019
Cass. Sez. III n. 31310 del 17 luglio 2019 (UP 4 giu. 2019)
Pres. Di Nicola. Est. Gai Ric. Gerli
Mentre il comando di cui all’art. 14, comma 3 (ora art. 192, comma 3 d.lgs. 152\06) è rivolto ai responsabili dell’abbandono di rifiuti e ai proprietari del terreno inquinato, il precetto dell’art. 50, comma 2 (ora art. 255, comma 3 d.lgs. 152\06) è rivolto ai destinatari formali dell’ordinanza sindacale; di modo che spetta a costoro, per evitare di rendersi responsabili dell’inottemperanza, di ottenere l’annullamento dell’ordinanza sindacale per via amministrativa o per via giurisdizionale, o – al limite – di provare in sede penale di non essere proprietari del terreno nè responsabili dell’abbandono, al fine di ottenere dal giudice penale la disapplicazione dell’ordinanza per illegittimità (cioè per mancanza dei presupposti soggettivi).
1. Con l’impugnata sentenza, la Corte d’appello di Milano ha confermato la sentenza del Tribunale della medesima città con la quale Gerli Ezio Giovanni era stato condannato, previo riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche in misura equivalente alla recidiva, alla pena di mesi quattro di arresto, in ordine al reato di cui all’art. 255 comma 3 del d.lvo n. 152 del 2006 (diversamente qualificata l’originaria imputazione di cui all’art. 452 terdecies cod.pen.), per avere, quale legale rappresentante della Immobiliare Nord Brianza srl, non ottemperato all’ordinanza sindacale e relativa diffida, emanata dal Sindaco di Milano, ai sensi dell’art. 192 comma 3 del medesimo decreto, con la quale si intimava di rimuovere la copertura di amianto su un immobile di proprietà della medesima società. In Milano dal 20/05/2015 e tutt’ora permanente.
Accanto al generale divieto di abbandono dei rifiuti e al correlato obbligo di rimozione in capo a colui che ha proceduto all’abbandono (ed alla posizione del proprietario “incolpevole”), si colloca l’ordinanza sindacale di rimozione, smaltimento e ripristino dei luoghi, prevista dall’art. 14 comma 3 del d.lgs. n. 22 del 1997, ora D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 192, comma 3. In tale ambito si era, in particolare chiarito, che l’ordinanza emessa ex 14 comma 3, ora art. 192 comma 3 cit., può essere emanata solo nei confronti dei soggetti che hanno abbandonato i rifiuti.
(foto A.N.S.A., per conto GrIG, M.Z., J.I., archivio GrIG)
settembre 14, 2019 alle 9:52 am
Molto bene , era ora. Ma non basta, visto che si sversano rifiuti anche in altri posti, e in attesa di beccare gli inquinatori , occorre che i comuni se ne prendano carico affidando alle ditte appaltate la rimozione ( ditte che al max fanno la raccolta porta a porta svuotando i bidoni, ma che non hanno l’obbligo di prendere i vari sacchetti a bordo strada .
ottobre 8, 2019 alle 2:50 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 4 ottobre 2019
TAR Brescia Sez. I n.797 del 5 settembre 2019
Rifiuti. Proprietario non responsabile dell’inquinamento ed adozione delle misure di prevenzione
Il proprietario che non sia responsabile dell’inquinamento, ai sensi dell’art. 245 comma 2, è tenuto soltanto ad adottare le misure di prevenzione di cui all’art. 240, comma 1, lett. i), ovvero le iniziative per contrastare un evento, un atto o un’omissione che ha creato una minaccia imminente per la salute o per l’ambiente intesa come rischio sufficientemente probabile che si verifichi un danno sotto il profilo sanitario o ambientale in un futuro prossimo, al fine di impedire o minimizzare il realizzarsi di tale minaccia: http://www.lexambiente.it/materie/rifiuti/83-giurisprudenza-amministrativa-tar83/14554-rifiuti-proprietario-non-responsabile-dell%E2%80%99inquinamento-ed-adozione-delle-misure-di-prevenzione.html
E’ ora di ripulire dai rifiuti la splendida Cala del Gesso. Si può sapere se sia stata rilasciata o no l’autorizzazione paesaggistica per il taglio dei Pini del Viale Colombo di Marina di Carrara?