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Timestamp: 2017-09-20 23:40:46+00:00
Document Index: 91703029

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 35']

04-11-2011 - Orari dei negozi: circolare esplicativa del Ministero dello Sviluppo Economico
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 3644/C, ha inteso fornire alcuni chiarimenti ai dubbi interpretativi derivanti dall’applicazione dell’art. 35 commi 6 e 7 del decreto legge 98/2011 che ha disciplinato, ancorché in via sperimentale, la liberalizzazione degli orari di apertura e di chiusura nei comuni turistici e nelle città d’arte.
In estrema sintesi nella circolare ministeriale si affermano i seguenti principi:
a) l’intervento previsto dall’art. 35 commi 6 e 7 è pienamente legittimo trattandosi di norma di esercizio della competenza statale esclusiva in materia di tutela della concorrenza che, pertanto, non è invasiva della competenza legislativa esclusiva residuale delle regioni perché strumentale ad eliminare limiti e barriere all’accesso al mercato e alla libera esplicazione della capacità imprenditoriale secondo quanto affermato dalla Corte Cost. (288/10 e 430/07).
b) con l’introduzione delle nuove misure non sarà più possibile applicare ai comuni turistici o città d’arte limiti territoriali e/o temporali in materia di orari. Ne consegue che in un Comune incluso a qualsiasi titolo negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte, i titolari degli esercizi commerciali, in qualsiasi zona del territorio, sia esso centro o periferia, ed in qualsiasi periodo dell’anno, potranno decidere liberamente di tenere aperta l’attività ad ogni ora ed in tutti i giorni della settimana.
c) l’applicazione di queste nuove norme decorre dal 1 gennaio 2012. A parere del Ministero, infatti, le misure previste dall’art. 35 comma 6, non risultano immediatamente applicabili perché è necessario attendere l’adeguamento normativo, richiamato nel comma 7, da parte di regioni ed enti locali. Ne consegue che fino all’adozione degli specifici provvedimenti di adeguamento e, ove non adottati, fino al 1° gennaio 2012, le nuove disposizioni non trovano applicazione e si ritengono applicabili le disposizioni vigenti nei diversi ambiti territoriali ed anche gli eventuali elenchi adottati sulla base della precedente disciplina e solo a tali fini.
d) alla scadenza del termine previsto (1° gennaio 2012), in mancanza di specifici provvedimenti regionali, la norma sulla liberalizzazione degli orari nei comuni turistici e nelle città d’arte deve comunque essere applicata e non può essere vanificata con interpretazioni inutilmente dilatorie. In particolare dal 2 gennaio 2012 ed in assenza dei provvedimenti regionali attuativi la disposizione si applica, ad avviso del MISE:
· ai comuni ad economia prevalentemente turistica ed alle città d’arte indicate nei vigenti provvedimenti regionali di attuazione dell’art. 12 del D.Lgs. 114/98;
· a tutto il territorio dei comuni o delle città d’arte per i quali i provvedimenti regionali suddetti abbiano indicato solo una determinata zona e/o solo un determinato periodo ai fini dell’applicazione della disciplina dell’art. 12 citato;
· a tutto il territorio dei comuni o delle città d’arte in qualsiasi modo identificabili in quanto caratterizzati da economia prevalentemente turistica, ivi compreso il caso in cui nei medesimi sia applicata o applicabile la tassa di soggiorno di cui all’art. 4 del D.Lgs. 23/11.
Il Ministero conclude sottolineando come i chiarimenti esposti nei punti da 1 a 9 non costituiscono vincoli per la legislazione regionale e non impediscono l’adozione di soluzioni anche diverse (ad esempio con la definizione di criteri univoci di automatica individuazione dei comuni interessati, in alternativa alla loro elencazione o con specificazioni di adeguate modalità attuative per le città metropolitane articolate in municipi). Ciò in quanto, ad avviso del MISE, i vincoli da rispettare, ai fini della legittimità costituzionale delle disposizioni regionali, sono solo quelli risultanti dal principio concorrenziale e di liberalizzazione direttamente stabilito dalla norma statale (l’art. 3, comma 1, del DL 223/2006 come integrato dall’art. 35, comma 6, del DL 98/11).