Source: https://fiscomania.com/quadro-rf-modello-redditi-sp-2020/
Timestamp: 2020-08-14 22:43:01+00:00
Document Index: 32409109

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 83', 'art. 92', 'art. 87', 'art. 88', 'art. 85', 'art. 93', 'art. 66']

Quadro RF Modello Redditi società di persone 2020 - Fiscomania
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Il Quadro RF deve essere compilato dalle società di persone in contabilità ordinaria e da le società che, pur potendosi avvalere della contabilità semplificata hanno optato per il regime ordinario.
Il Quadro RF deve essere compilato dalle società in nome collettivo ed in accomandita semplice e dai soggetti ad esse equiparati, in contabilità ordinaria, per obbligo o da quelle che hanno scelto per il regime ordinario, anche se potevano avvalersi della contabilità semplificata.
Il quadro RF deve essere utilizzato, anche dai Gruppi Europei di Interesse Economico (GEIE), indipendentemente dall’attività svolta.
Quadro RF Modello Redditi SP
Quadro RF Modello Redditi SP: rigo RF1
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF2
Quadro RF Modello Redditi SP: rigo RF3
Quadro RF Modello Redditi SP: risultato del Conto economico
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF6
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF7
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF8
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF9
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF11
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF12
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF13 e RF14
Quadro RF Modello Redditi SP 2020: rigo RF15 e RF16
Una delle condizioni indispensabili per poter compilare il Quadro RF è la compilazione del bilancio al 31 dicembre 2019. E’ infatti, necessario, partire dalle risultanze del bilancio, per risalire al reddito oppure alla perdita fiscale.
Il reddito fiscale deve essere determinato, sulla base della normativa tributaria.
I soggetti che esercitano attività artigiana, iscritti nell’apposito albo, devono barrare la casella Artigiani.
Le società che esercitano anche attività di agriturismo determinando il reddito secondo i criteri previsti dall’art. 5, co. 1, della legge n. 413 del 1991, devono barrare la casella Attività di agriturismo.
Società agricola comma 1093
Le società agricole di cui all’art. 2 del D.lgs. 29 marzo 2004, n. 99, che adottano il regime di cui all’art. 1, comma 1093, della legge n. 296 del 2006, devono barrare la casella Società agricola comma 1093.
Tale casella deve essere, barrata, dalle società di persone che rivestendo la qualifica di società agricola, decidono di optare per l’imposizione dei redditi in base al reddito agrario di cui all’art. 32 TUIR.
Impresa agricola comma 1094
Le società di persone costituite da imprenditori agricoli che esercitano esclusivamente le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci e che adottano il regime di cui all’art. 1, comma 1094, della legge n. 296 del 2006, devono barrare la casella Impresa agricola comma 1094.
I soggetti che esercitano attività di produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili e fotovoltaiche oltre i limiti di cui all’art. 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che determinano il reddito secondo i criteri previsti dal citato comma 423 devono barrare la casella Energia da fonti rinnovabili.
Il Rigo RF1 è composto da 2 colonne, ovvero:
Nel rigo RF1, colonna 1, deve essere indicato il codice attività svolta in via prevalente desunto dalla tabella di classificazione delle attività economiche, ATECO 2007. La tabella ATECO 2007 è consultabile sul sito Internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Strumenti“. In caso di esercizio di più attività, il codice attività da indicare va riferito all’attività prevalente sotto il profilo dell’entità dei ricavi conseguiti. La colonna 1 deve essere sempre compilata da tutti coloro che redigono il quadro RF.
Nel Rigo RF1, la colonna 2, deve essere compilata dai contribuenti per i quali operano le cause di esclusione dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale.
I soggetti nei confronti dei quali trovano applicazione gli ISA, devono:
Barrare la casella contenuta nella seconda facciata del Frontespizio nel rigo “Tipo di dichiarazione”;
Compilare ed allegare gli appositi Modelli “ISA“.
Nel rigo RF2 deve essere indicato l’ammontare dei componenti positivi rilevanti ai fini dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale annotati nelle scritture contabili.
Nel Rigo RF3, deve essere barrata la casella 1, per indicare nella redazione del bilancio, sono stati adottati i principi contabili internazionali.
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 7 del 28 febbraio 2011, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla regole di determinazione del reddito dei soggetti che hanno adottato i principi contabili internazionali.
In sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS), le società che cambiano il criterio di valutazione dei beni fungibili (criterio LIFO) e delle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale (criterio del costo), possono continuare ad adottare ai fini fiscali i precedenti criteri di valutazione attraverso l’esercizio di apposite opzioni nella dichiarazione dei redditi.
Il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 1° aprile 2009, n. 48, ha stabilito le disposizioni di attuazione e di coordinamento delle norme contenute nei commi 58 e 59, del predetto art. 1.
E’ stato previsto dalla norma che, i criteri di neutralità rilevano anche in sede di prima applicazione degli IAS/IFRS effettuata successivamente al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007 assumendo, per le fattispecie per le quali non trovano applicazione i commi da 2 a 6 del predetto art. 13, le disposizioni dell’art. 83 del TUIR.
Con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dell’8 giugno 2011 sono state definite le disposizioni di coordinamento tra i principi contabili internazionali, adottati con regolamento UE entrato in vigore nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010, e le regole di determinazione del reddito d’impresa.
Nel rigo RF3 la casella 1 va barrata dai soggetti che nella redazione del bilancio d’esercizio adottano i principi contabili internazionali.
La casella 2 deve essere barrata dai soggetti che si avvalgono della facoltà di continuare ad adottare ai soli fini fiscali i criteri di valutazione delle rimanenze, ai sensi dell’art. 92, commi 2 e 3, del TUIR.
Questa opzione è esercitabile dai soggetti che hanno adottato i suddetti criteri per i 3 periodi di imposta precedenti a quello di prima applicazione dei principi contabili internazionali o dal minore periodo che intercorre dalla costituzione.
La casella 3 deve essere barrata, quale opzione irrevocabile qualora si intenda avvalersi della facoltà di continuare a valutare, soltanto ai fini fiscali, le opere, le forniture e servizi di durata ultrannuale in corso di esecuzione nell’esercizio di prima applicazione dei principi contabili internazionali, sulla base del criterio del costo.
Le istruzioni alla compilazione del Quadro RF, precisano che:
Qualora siano state barrate le caselle 2 e/o 3, occorre fare riferimento ai valori civili e fiscali delle rimanenze indicati nel quadro RV, sezione I;
Qualora il valore civile della variazione delle rimanenze è maggiore di quello fiscale, la differenza deve essere indicata tra le variazioni in diminuzione nel rigo RF54;
Se il valore civile della variazione delle rimanenze è minore di quello fiscale, la differenza deve essere indicata tra le variazioni in aumento nel rigo RF13.
Il reddito d’impresa è determinato apportando all’utile o alla perdita risultante dal conto economico, da indicare rispettivamente nel rigo RF4 o RF5, le variazioni in aumento e in diminuzione derivanti dall’applicazione delle disposizioni contenute nel TUIR o in altre leggi.
Nel rigo RF4 e RF5 deve essere, pertanto, indicato, l’utile o la perdita risultante dal conto economico. La perdita non deve essere preceduta dal segno meno.
Il criterio base per la determinazione del reddito d’impresa è denominato principio di derivazione.
Nel Rigo RF6 devono essere indicati gli importi complessivi degli ammortamenti, le maggiori plusvalenze o le minori minusvalenze, e le sopravvenienze che concorrono alla formazione del reddito.
I valori da indicare nelle colonne, sono determinati secondo il piano di riassorbimento.
Nella colonna 1 del rigo RF7 le plusvalenze concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare nel periodo d’imposta in cui sono realizzate.
Al contrario, se i beni sono stati posseduti per un periodo non inferiore a tre anni (o per i beni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie diverse da quelle di cui all’art. 87 del TUIR, se sono iscritti come tali negli ultimi tre bilanci), a scelta del contribuente, in quote costanti nel periodo d’imposta stesso e nei successivi, ma non oltre il quarto.
Nel rigo RF8 deve essere indicata la quota costante dei contributi in conto capitale qualora si sia optato per la rateizzazione.
L’art. 88, co. 3, lett. b TUIR, dispone che:
“….i proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalita’, esclusi i contributi di cui alle lettere g) e h) del comma 1 dell’articolo 85 e quelli per l’acquisto di beni ammortizzabili indipendentemente dal tipo di finanziamento adottato. Tali proventi concorrono a formare il reddito nell’esercizio in cui sono stati incassati o in quote costanti nell’esercizio in cui sono stati incassati e nei successivi ma non oltre il quarto….”
Ciò significa che il contributo, ai fini della determinazione del reddito di esercizio è imputato secondo il criterio di cassa.
La sopravvenienza attiva deve essere compresa nel reddito al momento dell’incasso e non nel momento in cui è stata conseguita.
Con riferimento al rigo RF8 i proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità, esclusi i contributi di cui alle lett. g) ed h) del comma 1 dell’art. 85 del TUIR e quelli per l’acquisto di beni ammortizzabili indipendentemente dal tipo di finanziamento adottato, concorrono a formare il reddito nell’esercizio in cui sono stati incassati oppure, in quote costanti in tale esercizio e nei successivi, ma non oltre il quarto.
La scelta per la rateazione e per il numero di quote costanti deve essere effettuata nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui i proventi sono stati incassati.
L’ammontare dei proventi che si intende rateizzare deve essere indicato nel rigo RF35 e quello della quota costante deve essere indicato nel rigo RF8.
Il rigo RF9 deve essere utilizzato dai soggetti che adottano particolari regimi di determinazione del reddito per indicarne il relativo ammontare.
A titolo esemplificativo, devono compilarlo:
Società di persone costituite da imprenditori agricoli;
Le società esercenti attività di agriturismo;
I soggetti che esercitano attività di produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili;
Società che hanno optato per la “tonnage tax” qualora esercitino anche attività il cui reddito non è incluso nel regime.
Devono essere indicati nel Rigo RF11:
I costi di manutenzione, ordinaria, straordinaria, spese di amministrazione relativi agli immobili il cui reddito è esposto al rigo RF10;
I costi effettivamente derivanti dallo svolgimento di attività agrituristica, i ricavi afferenti tale attività, devono essere indicati al rigo RF39.
Nel rigo RF12, i contribuenti, possono, per i periodi d’imposta nei quali trovano applicazione gli ISA, indicare ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili
Nel rigo RF12, colonna 2 deve essere indicato l’importo complessivo dei ricavi non annotati nelle scritture contabili, comprensivo dell’importo di colonna 1, nel caso in cui la società si avvalga delle disposizioni che consentono di indicare nella dichiarazione “Ulteriori componenti positivi ai fini degli Indici Sintetici di affidabilità fiscale“ rilevanti per la determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e per migliorare il proprio profilo di affidabilità.
L’importo di tali ulteriori componenti positivi deve essere evidenziato anche in colonna 1.
Nel rigo RF13 deve essere indicato l’ammontare delle variazioni delle rimanenze finali che concorrono a formare il reddito, qualora non imputate al conto economico oppure siano imputate per importi inferiori.
Ai soggetti che valutano le rimanenze ai sensi dell’art. 93 del TUIR è fatto obbligo di predisporre e conservare, distintamente per ciascuna opera, fornitura o servizio, un prospetto recante gli estremi del contratto, delle generalità e della residenza del committente, della scadenza prevista, degli elementi tenuti a base per la valutazione e della loro collocazione nei conti dell’impresa.
Nel rigo RF14 devono essere indicati i compensi spettanti agli amministratori, imputati al conto economico dell’esercizio cui si riferisce la presente dichiarazione, ma non corrisposti entro la data di chiusura dello stesso esercizio.
I compensi sono deducibili nel periodo d’imposta di effettivo pagamento.
Nel rigo RF15 vanno indicati gli importi degli interessi passivi indeducibili.
Nella colonna 2 va indicato, oltre all’importo di colonna 1, l’ammontare degli altri interessi passivi indeducibili (interessi di mora indeducibili, in quanto non ancora corrisposti o gli interessi dovuti dai soggetti che liquidano trimestralmente l’IVA, indeducibili ai sensi dell’art. 66, comma 11, del d.l. n. 331 del 1993).
Nel rigo RF16 devono essere indicate le imposte indeducibili e quelle deducibili per le quali non è stato effettuato il pagamento.
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