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Timestamp: 2018-11-14 11:39:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 33', 'art. 174', 'art. 4', 'art. 173', 'art. 173', 'art. 177', 'sentenza ', 'art. 175', 'art. 176', 'art. 36', 'art. 42']

LA SICUREZZA NELLE SCUOLE Guida alla prevenzione La guida non sostituisce le procedure, i manuali operativi, i regolamenti e le disposizioni emesse dalle. - ppt scaricare
PubblicatoAnnunciata Calabrese Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "LA SICUREZZA NELLE SCUOLE Guida alla prevenzione La guida non sostituisce le procedure, i manuali operativi, i regolamenti e le disposizioni emesse dalle."— Transcript della presentazione:
1 LA SICUREZZA NELLE SCUOLE Guida alla prevenzione La guida non sostituisce le procedure, i manuali operativi, i regolamenti e le disposizioni emesse dalle scuole e dai loro rispettivi S.P.P.
2 Presentazione In seguito ai dati pubblicati, la frequenza dei rischi è in aumento e gli stessi livelli di gravità non sono per niente trascurabili. Il primo presupposto per la prevenzione è la conoscenza dei rischi: è opportuno che tale conoscenza sia patrimonio soprattutto di coloro che lavorano nelle scuole e debbono mettere in atto quei comportamenti e quelle misure che possono concretamente ridurre il rischio per la salute. Con questa Guida si intende fornire uno strumento, sicuramente non esaustivo dell’immenso arco di questioni, ma utile a quella sete continua di informazione. La Guida è stata suddivisa in più sezioni, Politica della sicurezza- Principi e norme di comportamento; La denuncia degli infortuni sul lavoro; Entrata ed uscita; La scuola: a) le cause degli incidenti- b) l’ambiente; Videoterminali; I servizi: a) di ristoro- b) igienici; Le allergie Valutazione del rischio.
3 LA POLITICA DELLA SICUREZZA Principi e norme di comportamento Premessa La politica della sicurezza è quel comportamento concreto che le scuole, devono avere al fine di prevenire gli incidenti sul lavoro; a tale scopo le scuole devono impiegare tutte le risorse necessarie. La sicurezza è un impegno incondizionato, sia individuale sia collettivo, tanto dell’organizzazione interna ad ogni livello, quanto del sindacato e delle strutture sanitarie. Gli obiettivi della prevenzione Prevenire gli infortuni e le malattie comporta darsi innanzi tutto degli obiettivi, quali: Educare e sensibilizzare alla sicurezza i lavoratori e gli alunni; Mantenere le condizioni per la salvaguardia dell’incolumità individuale e collettiva, in ottemperanza alle prescrizioni di legge e nel rispetto delle relazioni sindacali; Promuovere la formazione e l’informazione in continuo aggiornamento e verificare l’osservanza delle norme e delle procedure in fatto di prevenzione ed infortuni sul lavoro; Valutare il rischio, preventivamente e congiuntamente al rappresentante sindacale, anche in fase d’installazione di nuovi macchinari, di cambiamenti organizzativi, di presenza d’imprese d’appalto. Buoni risultati nella prevenzione Buoni risultati nella prevenzione degli infortuni si ottengono se: Chi opera, a qualunque livello, ha acquisito la mentalità e l’abitudine al lavoro in sicurezza; Sono disponibili e sono eseguite con scrupolo le procedure per ogni tipo di applicazione. Tutti i lavoratori, e la Direzione in testa, partecipano all’attività di prevenzione e intervengono tempestivamente per correggere situazioni nelle quali le norme non sono rispettate.
6 Azioni pericolose Sono azioni pericolose: togliere punti metallici); Usare in modo improprio le attrezzature (es.: usare la punta delle forbici per aprire punti, usarle rivolte verso la mano, ecc.) Eseguire lavori non di competenza e/o autorizzati (es.: spostare mobili o scrivanie…); Agire frettolosamente (es.: percorrere i corridoi di corsa, scendere le scale senza attenzione, ecc); Usare metodi di lavoro errati (es.: usare la fotocopiatrice senza abbassare il coperchio…); Usare fiamme libere
8 Prevenire Per prevenire un incidente, quindi, occorre intervenire su tutte le possibili cause che lo possono provocare: Verificare che chi esegue il lavoro abbia ricevuto la necessaria formazione e informazione; Che i lavoratori d’ufficio rispettino le norme impartite dal S.P.P. (in particolare per gli impiegati) Eliminare, se possibile, il pericolo alla fonte; Adottare misure protettive addizionali; A fronte di azioni pericolose, fermarsi subito e analizzare dal punto di vista organizzativo le modifiche da apportare.
13 ENTRATA ED USCITA La giornata di lavoro inizia nel momento in cui si varca il cancello della scuola e finisce quando lo si riattraversa per uscire: in genere si attraversa un piazzale a piedi o percorrendolo con l’autovettura per raggiungere il posteggio. Di seguito sono elencati, sulla base dell’esperienza, alcuni tra i rischi maggiori che possono accadere: ALL’INGRESSO E ALL’USCITA Rischi (riferito alla scuola Cartesio-Luxemburg) pavimentazione bagnata (pioggia), scivolosa (olio), ghiacciata, sconnessa; presenza di tombini; scalini, marciapiedi; cordoni per rallentare la velocità degli autoveicoli; guide di cancelli sporgenti dal piano stradale; prolunghe elettriche o tubazioni non debitamente segnalate; fretta (correre anziché camminare); le altre autovetture, i pedoni. Nel raggiungere o lasciare il posto di lavoro, occorrerà superare altri “ostacoli” costituiti da porte, scale, ascensori, corridoi…
14 Porte Iniziamo dalle porte; le prime che s’incontrano sono in genere di larghezza sufficiente a permettere il flusso d’entrata ed uscita del personale. Il vetro, materiale duro e fragile ha l’abitudine di non farsi “vedere” ma “sentire”. Le porte a vetro senza infisso devono quindi essere segnalate con strisce e vetrofanie collocate a circa 150 cm da terra. Ai sensi dell’art. 14 del D.P.R. 547/55, modificato per sostituzione dal numero 2 dell’art. 33 del D.lgs 626/94 e D.lgs 242/96, nei luoghi di lavoro che abbiano iniziato ad essere utilizzati dopo il 27/11/94 o che devono ancora essere utilizzati. Le porte devono rispondere alle seguenti caratteristiche: “le porte dei locali da lavoro devono, per numero, dimensioni, posizione e materiali di realizzazione, consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall’interno durante il lavoro”; “quando in un locale le lavorazioni ed i materiali comportino rischi di esplosione e di incendio e siano adibiti alle attività che si svolgono nel locale stesso più di 5 lavoratori, almeno una porta ogni 5 lavoratori deve essere apribile nel senso dell’esodo ed avere larghezza minima (l.m.)di m. 1,20”; non è il nostro caso
15 “quando in un locale si svolgono lavorazioni diverse da quelle che comportino rischi di esplosione e di incendio, la l.m. delle porte è la seguente: fino a 25 lavoratori occupati nello stesso locale: porta avente l. m. di m. 0,80; con un numero di lavoratori occupati nello stesso locale da 26 a 50: porta con l. m. di m. 1,20 con apertura verso l’esodo; con un numero di lavoratori occupati nello stesso locale da 51 a 100: due porte che si aprono verso l’esodo; la prima con l.m. di m. 1,20 e l’altra di l. m. m. 0,80; con un numero di lavoratori normalmente ivi occupati superiore a 100: oltre alle porte previste al punto precedente, almeno una porta avente l.m. di m. 0,80 ogni 50 lavoratori ivi occupati o frazione compresa tra 10 e 50…” e) “il numero complessivo delle porte di cui sopra può anche essere minore, purché la loro larghezza complessiva non risulti inferiore”.
17 Scale Le scale di sicurezza, esterne agli edifici, risentono delle condizioni atmosferiche; pertanto è opportuno che esse siano possibilmente coperte e con listello antisdrucciolo. Devono essere sufficientemente larghe per permettere la discesa e la salita delle persone. Nel caso di flusso inferiore a 100 persone la scala deve avere una larghezza minima di 120 cm.
Fornire occasioni d’inciampo per via di dislivelli del pavimento, gradini, oggetti vari “posteggiati” Caratteristiche Lisci e senza ostruzioni Larghi almeno XX cm., se sono usati solo dal personale e non vi sia transito di gente esterna, o di carrelli a mano Rampe, gradini e restringimenti opportunamente segnalati Attenzione alle calzature indossate (tacco alto, suole in cuoio).
19 L’AULA L’ambiente- Le cause degli infortuni L’ambiente
Senza voler fare un discorso riduttivo, si pensa che i fattori più importanti presenti nel lavoro in aula siano quelli appartenenti al primo e al quarto gruppo. Ciò non significa negare la presenza degli elementi che compongono il secondo e terzo gruppo, particolarmente per chi svolge il proprio lavoro a stretto contatto con i reparti di produzione o a rischio d’esposizioni radioattive. (Non al Cartesio)
24 Il rumore Il rumore, in genere, non dovrebbe costituire un problema nella maggioranza dei casi. Se l’onda di pressione (decibel- dBA) è contenuta non si può dire la stessa cosa per la frequenza e in altre parole il numero di vibrazioni emesse. Rumori modesti ma ad elevata frequenza possono affaticare i lavoratori dal punto di vista mentale, producendo nei casi più gravi, vari disturbi derivanti dallo stato ansioso ed aumentando il rischio d’infortuni.
26 interventi alla sorgente (pompe, riscaldamento, condizionamento, ventilatori, laboratori, centri informatici) attraverso ristrutturazioni, manutenzione, isolamento con barriere; interventi sull’ambiente: posa materiali fonoassorbenti; interventi sugli operatori: posizionamento in ambienti insonorizzati, uso di dispositivi di protezione individuale, riduzione del tempo di esposizione.
29 SINDROME LOCALI DI LAVORO MALATI
Sempre a riguardo dell’aria che respiriamo negli uffici oggi si parla di sick building syndrome ovvero sindrome da edificio malato. Vi sono molti malesseri che possono derivare da questa sindrome; tra questi raffreddori che durano nel tempo, mal di testa, male alla gola, irritazione agli occhi, difficoltà respiratorie e via elencando. Tali malesseri hanno la caratteristica d’essere stabili nel tempo e non legati alle stagioni o a particolari periodi epidemici e devono essere ascritti a fattori quali: SINDROME LOCALI DI LAVORO MALATI Cause cattivo funzionamento degli impianti di condizionamento presenza di sostanze nocive nei mobili o negli arredi (formaldeide, amianto) moquette con carico di batteri, acari e altri microrganismi localizzazione degli uffici: a) nelle officine- b) a ridosso d’arterie stradali molto trafficate o d’aree fortemente inquinate ionizzazione dell’aria temperatura
30 LUOGHI DI LAVORO Tabella A- ILLUMINAMENTO DI ESERCIZIO
Tipo di locale Valore minimo (lux) AMBIENTI COMUNI Corridoi, aree di passaggio /100 Ascensori, scale Magazzini e depositi LUOGHI DI LAVORO Uffici generici, aule, sala computer Uffici di progettazione (con disegnatori) Sale riunioni
ARIA DI RICAMBIO (valori espressi in mc/ora/persona) Tipo di locale Portata per persona (mc/ora x persona) raccomandato minimo Locali singoli Open space Locali riunione Uffici con computer Servizi nota A A- Ricambio richiesto nei servizi igienici, edifici adibiti a residenza e assimilabili: 0,0011 vol/sec (4vol/sec).
(valori limite espressi in mg./mc) livello di punta media annua Particolati Anidride solforosa Ossido di carbonio Ossido di azoto Ossidanti fotochimici
38 Vi è poi un altro elemento di stress che deriva dall’insufficiente partecipazione di un lavoratore alla determinazione di un processo lavorativo. Quasi sempre questo fattore è determinato da una non adeguata organizzazione del lavoro e/o da una struttura organizzativa e gerarchica di carattere accentratrice e burocratica. Se poi passiamo ai rapporti coi superiori o tra colleghi, si può verificare come questi, se la loro qualità e quantità sono scadenti, deludenti e vessatori, possano essere per molti lavoratori una fonte di stress. Oggi va sotto il termine mobbing proprio questo tipo di problema che, a quanto risulta dalla ricerca fatta in Europa, sta assumendo dimensioni tali da richiedere un attenzione particolare anche da parte del sindacato. Nelle scuole è una questione degna di massima attenzione lo sviluppo della carriera degli linsegnanti. Sappiamo di molti casi di stress e di conseguenti malattie allorché si è diffusa la paura di perdere il posto di lavoro; o talvolta di fronte alla perdita delle capacità necessarie a svolgere efficacemente i propri compiti; o per un eccessivo o assente iter di crescita professionale e promozionale. Un’ultima categoria di problemi attiene all’interfaccia tra lavoro e l’ambiente esterno, in primo luogo l’ambito familiare.
40 Fase di resistenza Fase di allarme Fase di esaurimento Nella fase A (reazione di allarme) tutte le risposte corporee allo stress sono in atto; ma se lo stress dura a lungo, dopo un po’ il corpo vi si abitua e subentra una fase di adattamento o resistenza (B). Se lo stress persiste, vi è un limite al periodo di adattamento, oltre il quale si entra nella fase di esaurimento (C). Ricerche effettuate sugli equipaggi dei bombardieri alleati durante la II Guerra Mondiale hanno dimostrato che la fase di allarme si manteneva per le prime cinque o sei missioni; in seguito subentrava la fase di adattamento, che però, dati gli altissimi livelli di stress, durava solo per altre cinque missioni. Dopo l’undicesimo volo si entrava nella fase finale di esaurimento: questa fase si contraddistingueva con forme di rassegnazione, si poteva vedere giovani diventare vecchi quasi da un giorno all’altro. Gli stessi principi valgono per gli stress giornalieri, anche se in modo meno accentuato
FISICI EMOTIVI Iperventilazione	Rifiuto Cattiva respirazione	Rabbia e irritazione Disturbi della vista	Infelicità Dolori al petto	Depressione, apatia Affaticamento muscolare	Facilità alle lacrime Dolori al collo	Allontanamento dalle amicizie Rischio di dolori alla schiena Paranoia Affaticamento muscolare	Isolamento Cattiva digestione	Perdita della capacità di amare/ voler bene Possibilità di ulcere COMPORTAMENTALI Indolenza Sistema immunitario	Lunghe pause Influenza	Lunghe permanenze in ufficio Artrite Insonnia Pressione sanguigna	Uso di stimolanti Invecchiamento	Attenzione ossessiva all’orologio
42 Le cause degli infortuni
Per quanto possa sembrare inverosimile, ci sono innumerevoli occasioni d’infortunio negli ambienti scolastici. La tabella che segue, con buona approssimazione, riporta quelle che sono le cause maggiori degli infortuni : Tutti i locali Rischi Cadute e scivolamenti Urti e schiacciamenti Ferite da punta e da taglio Impianti elettrici Sollevamento e trasporto Disordine
Sono le voci responsabili di circa la metà di tutti gli infortuni che avvengono negli ambienti. Prima degli aspetti tecnici, occorre ricordare che quelli emotivi, quelli psicologici, la stanchezza e l’umore entrano prepotentemente in gioco e contribuiscono ad accentuare la gravità delle conseguenze. Cause Oggetti fissati al pavimento (colonnine per l’allacciamento elettrico e telefonico) Prolunghe che sporgono dalla scrivania e che non sono fissate al pavimento Oggetti depositati a terra (borse, scatole …) Tappeti mal fissati o con bordi alzati Moquette scollata o deteriorata Oggetti scivolosi caduti sul pavimento (fogli d’acetato, piccoli coperchi di plastica, floppy disk …) Pavimento bagnato dall’acqua usata anche per piante e fiori Dislivelli del pavimento non segnalati Sedie rotte o usate in modo errato
44 Sembra che il guaio maggiore, legato alle cadute ed agli scivolamenti, risieda nell’abitudine: gradualmente impariamo a “vivere” con le situazioni anomale e a tenerle sotto controllo, tanto da riuscire a “schivarle” senza neanche pensarci più. Conviviamo coi pericoli presenti nel nostro ambiente e ne consegue la certezza che non esistono rischi di cui preoccuparsi: fino a prova contraria.
Non lasciare oggetti sul pavimento Assicurarsi che le colonnine portautenze siano sempre collocate sotto la scrivania o in posizione di sicurezza Controllare che le prolunghe e il filo del telefono non siano occasione d’inciampo Non spostarsi a spinta sulle sedie a rotelle Evitare di indossare calzature che possono essere pericolose, come ad esempio i tacchi a spillo … Ricordarsi che la fretta è cattiva consigliera, quindi non correre Appoggiarsi sempre ai corrimani delle scale (quando presenti) Nel trasporto d’oggetti voluminosi guardarsi sempre intorno per evitare di cadere e urtare altri Non salire in piedi sulle sedie, specie se a rotelle Controllare che il pavimento sia sempre in buono stato di manutenzione Verificare (se presenti) che le lamine d’ottone o alluminio poste sulle soglie delle porte siano sempre perfettamente aderenti al pavimento
47 Caso B Uso scorretto di procedure di lavoro chiusura dei cassetti afferrandoli per il bordo e non per le maniglie chiusura di ante a scorrimento degli armadi afferrandole per il bordo e non per le maniglie aprire e chiudere finestre a scorrimento orizzontale esercitando pressione sul telaio contrastare la chiusura di porte o cancelli di ascensori con le mani spostamento di mobili o attrezzature d’ufficio quando non è previsto nella mansione apertura scorretta dei cassetti provocandone il ribaltamento
50 Impianti elettrici Per accendere una lampada da 100 Watt a 220 Volt, occorrono 0,45Ampere; per avviare un motore elettrico da 1 kW a 220 Volt occorrono circa 3,3 Ampere. Per uccidere un uomo è più che sufficiente applicargli per qualche secondo 0,1 Ampere! I cavi elettrici di tensione trasportano energia non immediatamente quantificabile, se tal energia è mal utilizzata o indirizzata può produrre danni irreversibili fino alla morte. Il nostro corpo, di fronte ad una corrente elettrica è debolissimo, non è in altre parole in grado di opporre resistenza; riesce a sopportare un’intensità di corrente inferiore a 0,01 Ampere (1 millesimo di Ampere) con differenza di potenziale di 25/50 Volt rispettivamente se corrente continua o alternata. Tale vulnerabilità deriva dal fatto che la resistenza che il corpo umano riesce a realizzare nei confronti del passaggio di corrente varia nell’ordine di 500/ Ohm. Nel caso di elettrocuzione ciò significa, riferendoci ad una tensione di 220 V, essere attraversati da una corrente variante tra 0,44 e 0,11 Ampere: decisamente letale. La resistenza al passaggio di corrente può aumentare se indossiamo guanti dielettrici, calzature di gomma, pedane isolanti; può invece diminuire se siamo a piedi nudi e bagnati, con contatto prolungato, dipende inoltre dalla stanchezza, dall’umidità del corpo … Nella tabella sottostante sono elencati alcuni accorgimenti, tenendo conto delle cause più frequenti di elettrocuzione:
52 Norme CEI 11-8:Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione energia; impianti di terra; 64-2: impianti elettrici nei luoghi con pericolo d’esplosione; 64-8: impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua; 64-8 versione 2: ambienti a maggior rischio in caso d’incendio; 81-10/ : protezione di strutture contro i fulmini. Leggi legge. 134/71; legge 186/90; legge 37/09; D.P.R. 447/91; legge 10/91.
Alle volte accade di movimentare oggetti pesanti o voluminosi. L’esperienza insegna che molti incidenti sono legati a cause di trasporto o sollevamento e le conseguenze ricadono su parti del corpo quali polsi, caviglie, gomiti, ginocchia e articolazioni varie. A volte si sostiene che non è il caso di esagerare quando, per esempio, si sollevano pesi di 10/ 15 Kg.: si dice che non è il caso di chiamare gli incaricati per simili banali operazioni. E' proprio in questi casi che succede l’incidente, perché si fa l’operazione in modo scorretto o perché si compie un movimento inconsueto, o perché non si valuta sufficientemente il rapporto peso/volume dell’oggetto. Allo scopo di evitare danni alle articolazioni o alla spina dorsale, riportiamo una tabella di riferimento ed alcuni accorgimenti:
Accorgimenti Non strafare Visuale libera Usare attrezzature specifiche come carrelli, cinghie, funi, pattini … Usare dispositivi di protezione come i guanti Sollevare i carichi piegando le ginocchia e mantenendo schiena e testa diritte, gambe larghe e piedi rivolti verso la direzione del movimento Assicurarsi di avere afferrato bene l’oggetto e sollevarlo applicando una forza progressiva evitando il sollevamento a strappo Non torcere il busto durante il movimento Tenere il carico il più vicino possibile al corpo Articoli di riferimento: Artt del D.lgs 81/08
Videoterminali Come intendere la postazione di lavoro Il titolo VII D.lgs 81/08 parla di “uso d’attrezzature munite di videoterminale” e il primo comma dell’art. 174 recita: “Il datore di lavoro, all’atto della valutazione del rischio di cui all’art. 4, c. 1, analizza i posti di lavoro con particolare riguardo: ai rischi per la vista e gli occhi; b) ai problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico e mentale; c) alle condizioni ergonomiche e d’igiene ambientale”.
58 L’art. 173 descrive le definizioni di postazione di lavoro:
“a) Videoterminale: s’intende uno schermo alfanumerico o grafico, a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato; b) posto di lavoro: l’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera o altro sistema d’immissione dati, in altre parole software, per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono. Il modem, la stampante, il supporto per documenti, la sedia, il piano di lavoro nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante; c) lavoratore: colui/colei che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico e abituale, per 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni di di cui all’art. 173, in conformità ai requisiti minimi di cui all’allegato XXXIV.
60 In base all’art. 177, il datore di lavoro è tenuto a fornire per ciascun posto di lavoro: a) le informazioni sulle misure applicabili in base all’analisi fatta; b) le informazioni sulle modalità di svolgimento dell’attività; c) le informazioni circa la protezione degli occhi e della vista. Inoltre, al 2° comma si prevede una formazione adeguata, non solo un’informazione, in particolare su quanto previsto al comma precedente.
Nella sentenza del 15 dicembre 1991 del dr. Guariniello, in seguito alle perizie, si afferma tra l’altro: “… il lavoro al terminale ottico, pur causando disturbi visivi ed oculari, non produce alterazioni permanenti all’apparato visivo a breve termine (mesi) nella maggioranza dei casi. Non è possibile escludere, tuttavia, per particolari soggetti (eteroforici [gravi in caso di scompenso) un aggravamento del quadro patologico anche a breve termine. I disagi oculari consistono per lo più in bruciore, rossore, dolore, senso di corpo estraneo e sono più frequenti di quelli visivi, in altre parole visione sdoppiata o confusa o sfarfallamento. In genere il lavoro al vdt mette in evidenza vizi oculari minori non corretti. [1] Eteroforico: strabismo latente
63 Misure per l’eliminazione o la limitazione del rischio
Un’altra categoria di disturbi addebitati al lavoro al vdt si riferisce a quelli muscolari (stanchezza, rigidità, crampi, formicolii), i quali sono dovuti in gran parte a posture non confacenti, mantenute anche per diverso tempo. Sono rischi legati a tutti i lavori sedentari, ma quello al video è probabilmente più accentuato, a causa del minor movimento dei muscoli. Infine i rischi connessi all’affaticamento fisico e mentale: in pratica, secondo la Medicina, l’affaticamento rompe gli automatismi utili del comportamento e le operazioni più semplici richiedono un surplus di controllo. Da una parte possono comparire sintomi d’iniziale ipoglicemia, come sudori e tremori, dall’altra disturbi, come depressione, irritabilità prostrazione. Un aumento dell’ansia è un fatto generalizzato. Inoltre, tutta una vasta gamma di manifestazioni da stress, in relazione a specifici agenti stressanti come temperatura non adeguata, rumore continuo non controllato, illuminazione abbagliante o non adeguata, inquinamento aereo, problemi organizzativi (interruzioni, ritmi,organizzazione del lavoro in generale). Misure per l’eliminazione o la limitazione del rischio La principale misura di prevenzione consiste nell’interrompere l’attività visiva e abbandonare la postura seduta per far altro che non sia leggere o lo star fermo; meglio cambiare ambiente.
L’art. 175 “1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività. 2. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale. 3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. 4. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità. 5. È comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro. 6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro. 7. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all'interno di accordi che prevedono la riduzione dell'orario complessivo di lavoro.
65 Quindi nel determinare il tempo di lavoro e il tempo di riposo al vdt, noi entriamo nel campo della contrattazione dell’organizzazione del lavoro. E’ compito del RLS non lasciare che questo aspetto che tocca la salute, la professionalità e la stessa occupazione sia lasciato ad un rapporto unilaterale tra aziende e lavoratori. L’aspetto organizzativo è tanto importante, quanto altrettanto strategico è un nostro controllo se si pensa all’evoluzione che sta avendo il lavoro “mobile”. Si parla di quei lavoratori, che sono sempre più numerosi, che lavorano in luoghi diversi con un portatile. Innanzi tutto va precisato che la legge su questo versante è carente, perché non specifica la fattispecie di lavoro col portatile, che deve essere considerato una postazione di lavoro come altre. I notebook non sono né normati, né assicurati per il lavoro all’esterno della propria azienda: un qualunque incidente legato all’apparecchiatura come potrebbe essere coperto assicurativamente? Inoltre sul piano organizzativo il lavoro al portatile apre scenari nuovi e per certi versi anche poco controllabili, almeno sindacalmente. Dal punto di vista aziendale la cosa va certamente bene, in quanto i lavoratori usano il computer anche a casa, lavorano di sera e/o nei giorni festivi, oltre l’orario contrattuale: un bel modo per aggirare il controllo sindacale e i diritti
66 Visite mediche E’ l’art. 176 che istituisce la sorveglianza sanitaria per quegli stessi lavoratori, 1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, con particolare riferimento: a) ai rischi per la vista e per gli occhi; b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico. 2. Sulla base delle risultanze degli accertamenti di cui al comma 1 i lavoratori vengono classificati ai sensi dell’articolo 41, comma Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicità delle visite di controllo è biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; quinquennale negli altri casi. 4. Per i casi di inidoneità temporanea il medico competente stabilisce il termine per la successiva visita di idoneità. 5. Il lavoratore è sottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta, secondo le modalità previste all’articolo 41, comma 2, lettera c). 6. Il datore di lavoro fornisce a sue spese ai lavoratori i dispositivi speciali di correzione visiva, in funzione dell'attività svolta, quando l’esito delle visite di cui ai commi 1, 3 e 4 ne evidenzi la necessità e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione. In pratica con le pause si diminuiscono le entità dei vari rischi al vdt e con le visite mediche si tiene sotto controllo il possibile danno.
67 LAVORO AL VDT Consigli Tabella di sintesi
Disponi il vdt in modo che non abbia fonti di luce diretta né dietro (cioè di fronte ai tuoi occhi), né davanti allo schermo In generale, la luce artificiale è preferibile a quella naturale e l’illuminazione diffusa è preferibile a quella diretta Se il tuo video non è di buona qualità, usa uno schermo antiriflesso a intensificazione di contrasto Se hai un difetto di rifrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia) usa le lenti correttive che l’oculista ti ha prescritto: eviterai di stancare gli occhi Aggiusta l’altezza della sedia in modo da non dover curvare la schiena mentre lavori e da tenere lo sguardo orientato in avanti e leggermente in basso Cerca di appoggiare gli avambracci al tavolo (non ai braccioli della sedia) ed i piedi ad un supporto Cambia ogni tanto posizione: mantenere a lungo immobili gli arti o il tronco determina fastidiosi dolori tendinei e muscolari Diversifica per quanto ti è possibile il tuo lavoro, in modo da rispettare un numero ragionevole di pause NOTA BENE I riferimenti legislativi su questa materia sono nel D.lgs 81/08.
68 SERVIZI (da art. 36 a art. 42- D.P.R. 303/56)
di ristoro- igienici Servizi di ristoro La giornata di lavoro si snoda in ambienti anche diversi dal proprio lavoro specifico, che possono essere salotti per visitatori e clienti, sale riunioni, locali di refezione, aree di ristoro, archivi … Per queste ragioni la lista che segue, lungi dall’essere completa, evidenzia una serie di rischi, simili a quelli che si corrono tra le “mura domestiche”. Attenzione alle bevande calde Occhio agli affollamenti Diffidare dal pavimento bagnato Consumare le bibite in prossimità del distributore Non prendere a pugni i distributori automatici Evitare flussi incrociati con i vassoi della mensa Riporre sedie e sgabelli in posizione di sicurezza, sotto il tavolo Sostituire piatti, oliere, bicchieri, vassoi scheggiati Eliminare sedie difettose Non permettere le sistemazioni dei carrelli-raccogli vassoi sulle via di fuga o davanti alle uscite di sicurezza Non fumare Servizi igienici Si propone un analogo elenco per i servizi igienici: Attenzione ai pavimenti bagnati Le lampade devono essere munite di protezione che ne impedisca la caduta accidentale Non ci devono essere prese vicino ai lavabi Interruttori posizionati all’esterno Le porte dei bagni devono potersi chiudere con chiavistello o con maniglia autobloccante Assicurarsi che i sanitari siano in buone condizioni sia igieniche sia strutturali
69 LE ALLERGIE Un’indagine allergologica dovrà sempre essere programmata in funzione delle specificità del settore di lavoro: si dovranno prendere in considerazione tutte le operazioni o mansioni, nonché i materiali usati, nel ciclo lavorativo e presenti nell’ambiente. Nella presente Guida ci siamo limitati a considerare i rischi per la salute che derivano dalle operazioni di duplicazione, che implicano l’uso di macchine da riproduzione di documenti e disegni.
70 Le carte La carta copiativa (copiatura di bolle …), oggi molto meno usata, è stata causa di rari casi di dermatite a causa di alcune sostanze in essa contenute (vedi tabella sottostante). Più gravi sono i fenomeni causati dalle carte autocopianti (bollettari, moduli, …), a causa della presenza di solventi. Si è riscontrato che le lavoratrici o i lavoratori possono presentare secchezza, prurito con o senza eruzione cutanee, bruciore, parestesie alle mani o ad altre parti del corpo come il collo o il viso. Talora può comparire un eczema, gli occhi e le mucose possono essere interessati col verificarsi di congiuntiviti, secchezza della bocca e delle labbra, naso chiuso, mal di gola, cefalee (da VIVERE IN UFFICIO- Nicola Magnavita- Ed Lavoro 1990): è la “sindrome da ufficio malato”. La produzione di diazocopie (riproduzione di lucidi) è stata associata all’insorgenza di dermatiti da contatto, causati dai cloruri di diazonio.(es. acido nitroso/ nitrito di sodio) Si sono verificate dermatiti desquamative, irritative, dovute al rilascio di ammoniaca dai fogli usciti dalla macchina; dermatiti pruriginose; in altri casi sono state riscontrate asme bronchiali. E’ pertanto importante aerare i locali dove sono presenti tali macchine. La produzione di fotocopie può anch’essa essere all’origine di una serie di problemi per la salute, ai quali è possibile ovviare innanzitutto con una buona ventilazione dei locali. Il processo fotoelettrico determina
71 SEGNALETICA I segnali di pericolo e di divieto dovrebbero essere presenti in tutti i luoghi di lavoro. La cartellonistica non è utile solamente a chi lavora in quell’ ambiente, ma anche a coloro che ci transitano occasionalmente.
72 In caso di evacuazione In questi casi non bisogna mai servirsi degli ascensori, ma usare le scale o ancor meglio, se esistente, la scala antincendio. Se non è possibile uscire dalla stanza in cui si è imprigionati, cercare di adottare le seguenti misure: Chiudere la porta e sigillarla con panni bagnati, se possibile Non spalancare le finestre, ma avvicinarsi ad esse per respirare, tenendole semichiuse per non alimentare la combustione Chiedere aiuto Evitare di sporgersi eccessivamente Non saltare assolutamente nel vuoto Se i vestiti prendono fuoco, rotolarsi sul pavimento o soffocare le fiamme con una coperta Attendere l’aiuto dei vigili del fuoco senza panico
73 LA LISTA DELLE OSSERVAZIONI
Questionario- Check list I R.L.S, insieme ai lavoratori, devono essere in grado di valutare i rischi; la check-list di seguito riportata, che subirà tutte le modifiche necessarie caso per caso, è uno utile strumento di lavoro. Osservazione generali Nella zona in cui si lavora, si osservino le seguenti cose: Ci sono pericoli evidenti I colleghi lavorano in modo sicuro L’area dà un’impressione di pulizia ed efficienza Comportamento Qualcuno ha l’abitudine di correre per corridoi e scale? Ci sono interventi su apparecchiature in moto? Sono aperte porte senza guardare con dovuta circospezione? Sono sollevati, trasportati oggetti pesanti? Sono sollevati oggetti in modo scorretto? Esiste il corrimano per le scale? E’ adoperato? C’è disordine? Si fuma? Si rispetta il carico degli ascensori? Le taglierine sono usate con attenzione? Sono riposte in fase di stasi in un posto sicuro, non alto, con la lama abbassata? Le fotocopiatrici sono piazzate in aree isolate? Tagliacarte e forbici hanno le punte arrotondate? Vi sono cassetti e armadi aperti?
74 Vi sono sparsi sulle scrivanie o sui mobili oggetti appuntiti e taglienti?
Vi sono vetri, porte o scrivanie scheggiate? Vi sono cavi elettrici e telefonici per terra senza protezioni? Vi sono chiavi lasciate nelle serrature? Vi sono tappeti o moquette consumati o rotti e quindi insicuri? Vi sono ostacoli sul pavimento o per i corridoi? Vi sono oggetti riposti con scarsa attenzione in cima agli armadi? Impianti ed apparecchiature elettriche Funziona tutto bene? Ci sono le protezioni? Si è in presenza di cavi logori? Le prese di corrente sono sovraccariche? Sono appropriate le istruzioni per l’uso di fotocopiatrici, computer, macchine da scrivere, lavagne luminose … Le lampade da tavolo sono di materiale igroscopico? Ogni apparecchiatura elettrica è munita di interruttore? L’impianto di condizionamento è ben funzionante?
75 Mobili Sono solidi e ancorati bene al muro o a terra? Sono adatti al lavoro e collocati al posto giusto? Sono senza sporgenze pericolose? L’ambiente Vi sono uscite senza ostacoli? I locali sono adeguati? L’illuminazione è sufficiente? Vi è ordine e pulizia? Vi sono sfiati dell’aria non ostruiti? I locali sono periodicamente rinfrescati con pitture? Interesse per la sicurezza Sono stati fatti corsi di formazione sulla sicurezza ambientale? Tutti conoscono le proprie responsabilità relative alla sicurezza individuale e collettiva? Sono conosciute le politiche del S.P.P. Tutti conoscono la procedura antincendio? E l’uso? Tutti sanno a chi si deve riferire in caso d’incidenti e infortuni?
76 Situazioni pericolose
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