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Timestamp: 2018-09-22 02:03:32+00:00
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Le sponsorizzazioni sportive sono deducibili come spese di rappresentanza | Dott. Mauro Michelini
22 aprile 2011 28 febbraio 2012 .blog
La sentenza della Cassaziane trova origine da una causa del 1990 che un’impresa avviò a seguito della notifica di un avviso di accertamento nel quale l’Ufficio delle imposte contestava l’inerenza e quindi la deducibilità dei costi di sponsorizzazione sostenuti e poi dedotti in dichiarazione dal contribuente.
Nello specifico, le squadre sponsorizzate si erano obbligate a mostrare sulle proprie divise da gioco e sui cartelloni pubblicitari dell’impianto sportivo, il marchio di due società facenti parte di un gruppo a cui apparteneva anche la società ricorrente.
In primo grado il ricorso era stato accolto e in secondo grado la Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna aveva respinto l’appello dell’Ufficio. In Cassazione viene invece rivista la qualificazione delle spese di sponsorizzazione: anziché essere riconducibili nell’alveo delle spese di pubblicità (deducibili senza limitazioni qualora inerenti l’attività) come di fatto affermato nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ritiene che siano da considerare come spese di rappresentanza perché sostenute “per iniziative volte ad accrescere il prestigio e l’immagine dell’impresa ed a potenziare le possibilità di sviluppo“. Le spese di pubblicità, sempre secondo la Cassazione, sono invece quelle erogate “per la realizzazione di iniziative tendenti, prevalentemente anche se non esclusivamente, alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi, o comunque dell’attività svolta“.
Quindi, a titolo esemplificativo, se un’impresa realizza nell’esercizio ricavi caratteristici per € 20.000.000, qualificando le spese di sponsorizzazione sportive come spese di rappresentanza, potrà dedurre tali costi al massimo fino ad € 180.000: se ha sostenuto spese per € 150.000 le può dedurre interamente; se invece ha erogato spese per € 200.000, dovrà rendere indeducibile la differenza fra il plafond disponibile e l’importo effettivamente sostenuto (€ 20.000).
Nonostante la sentenza in commento abbia riguardato un caso abbastanza specifico e non comunemente riscontrabile (una società che sostiene spese di sponsorizzazione per pubblicizzare marchi di altre società all’interno dello stesso gruppo), può essere certamente utile tenere in considerazione i principi generali sul tema che la Cassazione evidenzia. Di fatto la Suprema Corte torna su posizioni già espresse negli anni ’70, esprimendo concetti che sembravano superati da giurisprudenza e prassi dagli anni ’90 in poi.
Alcuni principi ribaditi dalla Cassazione sembra siano da considerarsi nella generalità dei casi e non solo nell’ambito circoscritto del ricorso esaminato, come ad esempio la necessità di ricollegare in generale la pubblicità di un logo o di un marchio a dei prodotti specifici (beni o servizi) offerti dall’impresa, così da rendere evidente l’obiettivo di stimolare le vendite e non solo quello di migliorare il prestigio e l’immagine aziendale.
Non sembra tuttavia completamente condivisibile quanto affermato nella recente sentenza: pubblicizzare solo il nome di un’azienda potrebbe infatti essere inteso come pubblicizzazione dell’intera gamma di prodotti/servizi offerti. Il giudizio della Cassazione appare troppo rigido perché, fra l’altro, non considera il fatto che in molte altre situazioni, fuori dall’ambito sportivo, si hanno analoghe esposizioni di loghi e “banner” pubblicitari delle aziende, anche composti dal solo nome dell’impresa, senza che nessuno metta in dubbio le finalità pubblicitarie delle spese connesse, anche dal punto di vista fiscale.
In conclusione non si può che affermare che sarebbe opportuno un intervento del legislatore tributario che chiarisca e semplifichi la distinzione fra spese di rappresentanza e costi di pubblicità, eliminando l’attuale incertezza che può arrivare anche a frenare o quanto meno a modificare le scelte imprenditoriali nel mercato pubblicitario e delle sponsorizzazioni.
art. 108 TuirIRESIVAspese di rappresentanzaspese di sponsorizzazionesponsorizzazioni sportive
9 thoughts on “Cassazione: le sponsorizzazioni sportive sono deducibili come spese di rappresentanza e non come spese di pubblicità”
28 febbraio 2012 at 14:55
La Commissione Tributaria provinciale di Lecce, con la sentenza n. 53/02/12, ha stabilito che le spese di sponsorizzazione di una manifestazione sportiva vanno considerate come spese di pubblicità e come tali deducibili dal reddito. Non vanno annoverate come spese di rappresentanza. Secondo la commissione pugliese sono da qualificarsi come spese di pubblicità tutte quelle dove, a fronte di un sostegno economico reso dallo sponsor, lo sponsorizzato si obbliga a una controprestazione a suo favore che si sostanzi anche nel risalto del nome o del marchio aziendale.
6 marzo 2012 at 11:11
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3433 depositata ieri, ha affermato che sponsorizzare un’auto da corsa con il nome dell’impresa non rientra tra le spese di pubblicità, ma nelle spese di rappresentanza. Ciò se il contribuente non dimostra l’incremento commerciale ottenuto. Per l’Agenzia delle Entrate si trattava di spese di rappresentanza e non di pubblicità, come sostenuto dal contribuente e, pertanto, andava applicato il regime fiscale meno favorevole. Gli ‘ermellini’ hanno chiarito che rientrano nelle spese di rappresentanza quelle sostenute senza un’aspettativa di ritorno commerciale. Si inquadrano tra quelle di pubblicità, invece, le spese realizzare per ottenere un incremento più o meno immediato di quanto propagandato.
La Corte di Cassazione dedica la sentenza n. 6548, depositata il 27/04/2012, al delicato tema della deduzione delle spese di sponsorizzazione e, più in generale, alle modalità di riparto dell’onere probatorio nella deduzione dei costi. Per i giudici di legittimità la deducibilità non è subordinata all’incremento dei ricavi, è sufficiente la correlazione in senso ampio all’attività di impresa. L’onere di provare l’inerenza dei costi incombe sul contribuente quando vi siano dubbi sulla loro riconducibilità alla produzione del reddito o alla sfera imprenditoriale. Se tali dubbi non sussistono l’onere probatorio resta a carico dell’Amministrazione. A carico dell’Amministrazione anche l’onere di provare che il contribuente ha conseguito maggiori ricavi rispetto a quelli dichiarati.
Sentenza CTP Reggio Emilia del 18.9.2012, n. 116/4/12:
Le sponsorizzazioni sportive sono deducibili soltanto se è dimostrabile il nesso tra l’attività economica esercitata dal soggetto erogatore e la capacità della società sportiva beneficiaria di promuoverne l’immagine.
26 febbraio 2013 at 11:04
Articolo interessante sul tema:
http://www.fiscal-focus.info/fisco/sponsorizzazioni-l-onere-probatorio-si-ribalta-sul-fisco,3,13371
25 marzo 2014 at 08:47
Sentenza CTP Ravenna del 15.1.2014, n. 19:
È indeducibile il costo della sponsorizzazione effettuata tramite l’apposizione del marchio d’impresa su vetture da corsa qualora il messaggio pubblicitario risulti poco visibile e leggibile (e quindi privo di efficacia nei confronti del pubblico) a causa della pluralità di scritte apposte sulla carrozzeria.
21 ottobre 2014 at 09:56
Le più recenti pronunce giurisprudenziali in materia di erogazioni a società sportive dicono che le spese di sponsorizzazione erogate a favore di società dilettantistiche sono deducibili solo se il messaggio pubblicitario è idoneo a veicolare le vendite dei prodotti dell’azienda, pena il difetto dell’inerenza. La Ctp di Firenze, con la sentenza n. 969/6/2014, ha ritenuto indeducibile, per violazione del predetto principio di inerenza, le spese sostenute per la sponsorizzazione di un’associazione sportiva dilettantistica poiché il messaggio pubblicitario non era indirizzato verso un pubblico idoneo ad acquistare i prodotti o i servizi prodotti dall’azienda sponsor. Sul punto si è espressa anche la Cassazione che con la sentenza 3422/2013 ha precisato che in assenza del nesso inferenziale, la spesa sostenuta non può qualificarsi come spesa di pubblicità ma di rappresentanza e, come tale, soggetta alle limitazioni di deducibilità previste.
Interessante articolo sul tema qui:
http://www.fiscal-focus.info/fisco/reddito-d-impresa-sponsorizzazioni-come-pubblicita,3,28670
CTR Lombardia: conta l’utilità della spesa per la deducibilità delle sponsorizzazioni
http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_553159.aspx?utm_source=einewsletter&utm_medium=link&utm_content=Art_553159.aspx&utm_campaign=articolo