Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2020/05/transazioni-ed-emergenza-covid-19-ritardi-pagamenti-e-decadenza-contrattuale.html
Timestamp: 2020-05-26 10:07:43+00:00
Document Index: 6772564

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 3', 'art. 1965', 'art. 1966', 'art. 1967', 'art. 1350', 'art. 1965']

Transazioni ed emergenza COVID 19: ritardi pagamenti e decadenza
Transazioni ed emergenza COVID 19: ritardi nei pagamenti e decadenza contrattuale
Approfondiamo il tema della responsabilità del debitore in caso di inadempimento temporaneo di un accordo transattivo, in tempi di emergenza da Covid-19.
Il D.L. Cura Italia valuta il rispetto delle misure di contenimento del virus ai fini dell’esclusione della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti.
Transazioni ed emergenza Covid 19
Quale la responsabilità del debitore in caso di inadempimento temporaneo di transazioni, dovuto ad emergenza sanitaria Covid 19?
L’art. 91 del D.L. n. 18/2020, che ha introdotto, all’art. 3, comma 6-bis, della Legge 5.03.2020 n. 13. valuta il rispetto delle misure di contenimento del virus ai fini dell’esclusione della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti.
Gli accordi transattivi “puri”
Secondo quanto previsto dal comma 1 dell’art. 1965 c.c., la transazione è il contratto col quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già incominciata o prevengono una lite che può sorgere tra loro.
Come espresso in dottrina ([1]), l’accordo transattivo rappresenta uno degli strumenti di cui i privati possono disporre al fine di comporre una controversia la transazione è, probabilmente, quello privilegiato poiché prescinde da ogni “indagine” circa la ragione o il torto di una o dell’altra parte.
Difatti, il consenso transattivo rende superflua ogni valutazione in relazione alla fondatezza delle pretese dei contraenti (Alpa, G., Manuale di diritto privato, Padova, 2015, 583; del Prato, E., La transazione, Milano, 1992, 1 s.; Trabucchi, A., Istituzioni di diritto civile, Padova, 2015, 759).
Il presupposto principale del contratto di transazione è che sussista una lite attuale od una potenziale.
In sostanza tra le parti contraenti occorre sia in essere un rapporto giuridico e che questo sia turbato da un conflitto di rivendicazioni di uno o di entrambi i soggetti coinvolti.
In sostanza, una delle parti afferma l’esistenza o l’inesistenza di un diritto; correlativamente l’altra lo nega.
Le contestazioni possono riguardare l’esistenza del fatto giuridico causativo del rapporto o comunque su di esso incidente, oppure la determinazione delle conseguenze giuridiche di tale fatto (Cassazione, 13.1.1984, n. 288; Cassazione, 1.4.2010, n. 7999).
In virtù del disposto dell’art. 1966 c.c. per transigere le parti devono avere la capacità di disporre dei diritti che formano oggetto della lite, vale a devono essere legittimati alla stipula del negozio giuridico.
La transazione è nulla se tali diritti, per loro natura o per espressa disposizione di legge, sono sottratti alla disponibilità delle parti.
Ad esempio, esistono situazioni soggettive che possono essere accertate, se controverse, esclusivamente dall’autorità giudiziaria come ad esempio: gli status personali, i diritti della personalità, le obbligazioni di prestare alimenti, le obbligazioni naturali.
Principio generale codificato dall’art. 1967 c.c. è quello in materia di prova della transazione, per le quali è necessario l’uso esclusivo della prova scritta.
Ciò anche nei casi the non rientrano nell’ambito dell’art. 1350 c.c. (Atti che devono essere fatti per iscritto), e nei quali quindi la transazione può essere validamente conclusa senza l’uso della forma scritta, quest’ultima si rende necessaria dal punto di vista della prova.
O la nullità dell’accordo in assenza della forma scritta quando richiesta ad substanziam dai contratti che ne formano oggetto ai sensi dell’articolo 1350, numero 12, del codice civile;
Ad esempio, i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili, i contratti di locazione di beni immobili per una durata superiore a nove anni, i contratti di società o di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari per un tempo eccedente i nove anni o per un tempo indeterminato e così via.
Il comma 2 del citato art. 1965, c.c. disciplina l’ipotesi della transazione mista, secondo cui con le reciproche concessioni si possono creare, modificare o estinguere anche rapporti…