Source: https://issuu.com/protezionecivilebari/docs/magazine_12_13
Timestamp: 2018-02-18 11:18:49+00:00
Document Index: 126634980

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 15']

Protezione Civile 12 13 by Protezionecivile Bari - issuu
anno 3 - 12/13
Volontariato: pubblicata la direttiva con i nuovi Indirizzi operativi 2FOCUS
L’orizzonte della trasparenza e dei dati aperti
Sri Lanka: lo tsunami, gli interventi, la ricostruzione
olontariato, estate è tempo infanzia, perOpen la protezione Data: sono civile le parole di staccare chiave l’ombra di questa da
edizione terra. Con del magazine, la campagna un numero antincendio speciale, 2011,che anche segna quest’anno anche
unatutto faseildi Servizio transizione Nazionale per laèstoria impegnato di questa nellaesperienza difesa dei boschi:
editoriale. per l’occasione A tre anni facciamo dalla sua un nascita, punto sulla infatti, stagione “Protezione passataCivile” e sugli cambia interventiveste dellaeﬂotta approda aerea online dello con Stato. una Alla versione lotta agli web incendi rinnovata. boschivi Parallelamente, sono dedicate anche prosegue moltel’avventura iniziative didella sensibilizzazione versione tradizionale sul territorio a stampa, promossecon daltante Dipartimento, novità checome vi invitiamo i 107 Campi a scoprire scuola nella “Anch’io sezione sono la Focus. protezione Il Primo civile”Piano per ragazzi di questo dainumero 9 ai 18 anni, è dedicato e la tradizionale al volontariato e, in particolare, campagna “Non agli Indirizzi scherzate operativi con il fuoco” che portano in collaborazione a compimento conil percorso di Legambiente. aggiornamento del decreto n.194/2001: il regolamento che disciplina la Dall’8 partecipazione al 14 luglio si delle celebra organizzazioni la settimana di volontariato italiana dell’Anno alle attività europeo di del protezione volontariato: le civile. associazioni Di tutela dei di protezione minori in situazioni civile contribuiscono di emergenza con si oltre parla invece 400 eventi, in unesercitazioni approfondimento e manifestazioni dedicato aiinprotocolli tutto il paese d’intesa e, come sottoscritti il dal Dipartimento, Dipartimento sono con presenti “Save athe Roma Children” nella giornata e “Telefono conclusiva Azzurro”, delda 13anni impegnati luglio. Appuntamenti su più fronti che, nella come difesa quelli dei ricordati diritti di bambini sopra, saranno e adolescenti. Ampio consultabili spazio sulèsito dedicato protezionecivile.gov.it inoltre a un tema e sulle di stretta pagine attualità: facebook l’Open di Data questo come Magazine, prospettiva che ospitano di apertura anche dellegliIstituzioni spazi di discussione alla comunità legati digitale a attraverso due progetti la in pubblicazione corso su emergenza online diedati disabilità e informazioni e sulla psicologia “aperti” e accessibili. dell’emergenza. Facciamo Per questi mesi il punto, inestivi, particolare, che ci presentano sul percorsouna verso Protezione la trasparenza Civile ed in particolare e sull’adeguamento un Volontariato alle ultime sempre misure più impegnati normativenella da parte del prevenzione, Dipartimento. abbiamo La Campagna voluto proporvi di comunicazione anche due temi “Io che noncirischio”, riportano, quest’anno uno per la sua allaattualità sua terza e l’altro edizione, per la apre suainvece portatalastorica, sezionea Dal una Dipartimento, riﬂessione sullacon possibilità una segnalazione di funzionamento importante: del Sistema oltre al in tradizionale emergenza. appuntamento Dedichiamo la sezione con il rischio Focusterremoto, a un riepilogo per la delle prima nuove volta disposizioni nelle piazze per italiane, la dichiarazione arriva il erischio ﬁnanziamento maremoto. degli E distati questo di emergenza, tema, ancora mentre pocoa conosciuto trent’anni dalla in Italia, vicenda tratta di anche Alfredino la sezione Rampi ripercorriamo in Storie, dedicata allo tsunami che Storie nell’inverno quell’avvenimento del 2004tragico si è abbattuto che è allasulbase Suddella Est asiatico. nascita di I soccorsi, un le Sistema attivitànazionale sul campo, perlalaricostruzione: protezione civile. passo dopo passo ripercorriamo insieme Particolarmente – con parole ricca,einimmagini questo terzo – le diverse numero,fasi e con dell’intervento aggiornamenti italiano in anche Sri Lanka. sul piano per l’accoglienza dei migranti, la sezione dedicata alle segnalazioni dal territorio e dal Dipartimento, che potrete ritrovare su
Anno 3 n. 12/13 gennaio-aprile 2013
MAGAZINE UFFICIALE DEL Pubblicazione bimestrale Anno 1 n. iscritta al 3Registro maggio/giugno degli Operatori 2011 della Comunicazione Pubblicazione al n. 20383 delbimestrale 6.12.2010iscritta al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 20383 del Editore 6.12.2010 del Consiglio Presidenza dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile Editore Presidenzaresponsabile del Consiglio Direttore dei Ministri-Dipartimento Mariacristina Giovannini della Protezione Civile
Redazione Martina Alfonsi Vincenzo Arena DIPARTIMENTO DELLA Valeria Bernabei Francesca Dottarelli Redazione Giovannini Mariacristina Vincenzo Arena Elena Lombardo Sara Babusci Francesca Patti Valeria Bernabei Carla Russo Francesca Dottarelli Marianna Schiavon Mariacristina Giovannini Veronica Tretter Sara Iacoboni Elena Lombardo Art Director Francesca Patti Maurilio Silvestri Riccardo Rita Marianna Schiavon Impaginazione Cristina Spatola Silvia Alessandrini Veronica Tretter
Fotografi Antonio Arzedi Sara Babusci PROTEZIONE Romeo FrisinaCIVILE Matteo Valente Impaginazione Gino Viani Silvia Alessandrini Contatti Fotografi Servizio Comunicazione Frisina eRomeo relazioni Matteo Valente con il pubblico Gino Viani 00189 - Roma Via Vitorchiano, 2 www.protezionecivile.gov.it magazine@protezionecivile.it Contatti Servizio Comunicazione istituzionale Stampa e relazioni con il pubblico Del Gallo Editori
00189 - Roma Via Vitorchiano, 2 Per info suiresponsabile temi trattati nel magazine scrivi Contact Center. Compila il form in home page www.protezionecivile.gov.it www.protezionecivile.gov.it ArtalDirector Direttore magazine@protezionecivile.it Maurilio Silvestri Barbara Altomonte
Editoriale 1 Primo Piano 4 Volontariato di protezione civile: le principali novità degli Indirizzi operativi Come richiedere 10 l’iscrizione all’Elenco centrale: la nota del Capo Dipartimento Protezione civile 12 e infanzia: due protocolli d’intesa
Focus Il magazine 14 “Protezione Civile” si rinnova: scopri le novità L’orizzonte 16 della trasparenza e dei dati aperti
Dal territorio Esercitazione tra 30 Marina Militare e Dipartimento Confederazione 31 nazionale delle Misericordie: il meeting internazionale
Storie 20 Sri Lanka: lo tsunami, gli interventi, la ricostruzione
Anpas: 14° meeting 31 nazionale della solidarietà delle Pubbliche Assistenze Anci Toscana: sindaci a 32 lezione di comunicazione
Conoscere la montagna 32 con “Sicuri sul sentiero” EuroPROTECT 2013: 32 in provincia dell’Aquila un’esercitazione europea sul rischio sismico “Messina 2013”, 33 una settimana di esercitazioni sul rischio sismico Esercitazione a Sulmona: 33 protagonisti gli alunni di una scuola elementare
Dal Dipartimento “Terremoto Io non 34 rischio”: la formazione dei volontari per la terza edizione della campagna IV edizione 36 del Forum europeo di protezione civile Dalla metà di giugno a 36 fine settembre: al via la campagna Anticendio boschivo 2013 Workshop sulla 36 microzonazione sismica
Scuola multimediale di 37 protezione civile: conclusa la quinta edizione Protezione civile e 37 responsabilità nella società del rischio Campi scuola “Anch’io 37 sono la protezione civile”
Normativa pag. 38 Lettera pag. 40
Volontariato di protezione civile: le principali novità degli Indirizzi operativi La Direttiva è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 1° febbraio 2013 l volontariato di protezione civile trova pieno riconoscimento a partire dalla Legge n. 225 del 1992, che lo individua come componente e struttura operativa del Servizio Nazionale. L’articolo 18 del provvedimento assicura una piena partecipazione delle organizzazioni di volontariato di protezione civile alle attività di previsione, prevenzione e soccorso. Lo stesso articolo prevede anche l’emanazione di un regolamento, adottato l’8 febbraio 2001 con il decreto n. 194 del Presidente della Repubblica. Il regolamento del 2001 tutela la partecipazione delle Organizzazioni di volontariato a tutte le attività di protezione civile e ne disciplina ogni aspetto. Gli Indirizzi operativi, a più di dieci anni dal regolamento e a conclusione degli Stati Generali dell’aprile del 2012, mirano a conso-
lidare i risultati già raggiunti e a sostenere ulteriormente l’azione del volontariato di protezione civile nell’ambito del Servizio Nazionale, adeguando procedure e strumenti al mutato quadro organizzativo della Protezione Civile nel rispetto dei principi del Dpr n. 194/2001. La Direttiva si applica su tutto il territorio nazionale, fatte salve le competenze delle Province Autonome di Trento e di Bolzano secondo quanto previsto dallo Statuto speciale di cui al Dpr n. 670 del 31 agosto 1972, e dalle relative norme di attuazione. Le disposizioni che contiene diventeranno operative dopo 180 giorni dalla data di entrata in vigore, coincidente con la pubblicazione, ossia a partire dal 31 luglio prossimo. Entro lo stesso termine le Regioni e Province Autonome sono impegnate ad adegua-
In questa pagina e nelle successive, volontari impegnati sul territorio
re – se necessario – le rispettive leggi e regolamenti agli Indirizzi contenuti nella Direttiva. Tra gli obiettivi del provvedimento: valorizzare la partecipazione del volontariato alle attività di protezione civile; promuovere una piena assunzione di responsabilità anche organizzativa e amministrativa – per quanto di loro competenza – da parte delle Regioni e degli Enti Locali; semplificare le procedure di applicazione dei benefici previsti dal Dpr n. 194/2001; integrare il Sistema nazionale e i Sistemi regionali di riconoscimento e coordinamento delle organizzazioni di volontariato. Qui di seguito troviamo le principali novità introdotte.
U L’Elenco nazionale Le Organizzazioni che intendono partecipare alle attività di previsione, prevenzione e
intervento in vista o in caso di eventi calamitosi e svolgere attività formative e addestrative nello stesso ambito devono essere iscritte nell’Elenco nazionale delle organizzazioni di volontariato di protezione civile. Una delle principali novità consiste nel fatto che i requisiti di idoneità tecnico-operativa necessari per far parte dell’Elenco dovranno essere periodicamente verificati. L’Elenco nazionale è costituito dalla somma degli elenchi/albi/registri regionali, denominati Elenchi territoriali e dall’Elenco centrale istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile. Tutte le organizzazioni iscritte negli Elenchi territoriali e nell’Elenco centrale possono essere attivate e chiamate ad operare in caso di eventi di rilievo nazionale.
U Gli Elenchi territoriali Per poter intervenire e operare per attività ed eventi di rilievo regionale/locale le organizzazioni devono essere iscritte all’Elenco territoriale del volontariato della propria Regione o Provincia Autonoma. L’elenco territoriale è istituito separatamente dal registro previsto dalla Legge n. 266/1991 (legge-quadro sul volontariato) e le Organizzazioni che ne hanno i requisiti possono iscriversi ad entrambi. Negli elenchi territoriali possono iscriversi: • Organizzazioni di volontariato costituite ai sensi della Legge n. 266/1991 con carattere locale. • Organizzazioni di altra natura, ma con carattere prevalentemente volontario. • Articolazioni locali delle Organizzazioni richiamate nei punti precedenti, con diffusione nazionale. • Gruppi comunali e intercomunali. • Coordinamenti territoriali che raccolgono più Organizzazioni o gruppi delle tipologie precedentemente indicate. Tra le più rilevanti novità, per le articolazioni locali delle Organizzazioni di rilievo nazionale viene prevista l’esigenza di individuare, al proprio interno, delle “aliquote” che le sezioni locali devono indicare al momento dell’iscrizione all’Elenco territoriale, specificando volontari, risorse e attrezzature che restano dedicate all’Organizzazione nazionale di appartenenza, nell’ambito della rispettiva colonna mobile nazionale, e quelle che, invece, sono riservate all’operatività sul territorio, per esigenze di natura locale. Le modalità per richiedere l’iscrizione negli elenchi territoriali sono disciplinate dalle ri-
spettive legislazioni regionali che determinano i necessari requisiti di idoneità tecnico-operativa. I requisiti devono però soddisfare i quattro criteri generali individuati dalla Direttiva.
U L’Elenco centrale Questa sezione dell’Elenco nazionale è destinata ad accogliere le organizzazioni che per caratteristiche operative e diffusione, assumono una particolare rilevanza mediante un diretto raccordo con il Dipartimento della Protezione Civile che assume rilevanza in caso di eventi di rilievo nazionale. Le modalità per richiedere l’iscrizione saranno indicate dal Dipartimento attraverso un successivo provvedimento. Possono richiedere l’iscrizione nell’Elenco centrale: • Le strutture nazionali di coordinamento di organizzazioni costituite ai sensi della legge n.266/1991 diffuse in più Regioni. • Le strutture nazionali di coordinamento delle organizzazioni di altra natura a componente prevalentemente volontaria. • Organizzazioni prive di articolazione regionale, ma in grado di svolgere funzioni specifiche ritenute dal Dipartimento della Protezione Civile di particolare rilevanza ed interesse a livello nazionale. • Le strutture nazionali di coordinamento dei gruppi comunali e intercomunali. La Direttiva precisa i requisiti strutturali e le caratteristiche di capacità tecnico-operativa di rilievo nazionale che le Organizzazioni devono possedere per richiedere l’iscrizione nell’Elenco centrale. Tra questi è indicata espressamente la rilevanza operativa nazionale, che va argo-
mentata con riferimento a specifici parametri, che non sono necessariamente connessi alle attività finalizzate agli interventi di emergenza. L’iscrizione nell’Elenco centrale di un’organizzazione diffusa in più Regioni può comportare il riconoscimento anche delle sezioni locali ed articolazioni territoriali operative per attività di rilievo nazionale. Il Dipartimento della Protezione Civile e le Regioni definiscono preventivamente con le organizzazioni, per quanto di rispettiva competenza, i necessari accordi e protocolli operativi per assicurare la possibile contestuale operatività, in contesi di emergenze nazionali, di sezioni o articolazioni locali sia nell’ambito della rispettiva colonna mobile regionale o provinciale, sia nell’ambito della colonna mobile nazionale dell’organizzazione di appartenenza.
U Gestione informatizzata dell’Elenco nazionale Per consentire l’aggiornamento in tempo reale dell’Elenco nazionale delle organizzazioni e la sua pubblica consultazione il Dipartimento e le Regioni metteranno a punto una gestione informatizzata degli Elenchi.
U Benefici normativi per i volontari di protezione civile Per l’applicazione dei benefici previsti dagli articoli 9 (rimborsi ai datori di lavoro dei volontari) e 10 (rimborsi delle spese vive sostenute in attività operative dalle organizzazioni di volontariato) del Dpr n. 194/2001 è necessario che l’intervento delle organizzazioni di volontariato sia formalmente ‘attivato’. L’attivazione delle organizzazioni deve contenere alcuni elementi di base: evento di riferimento, decorrenza, termine del-
le attività/cessata emergenza, modo di accreditamento dei volontari e rilascio attestati e l’eventuale autorizzazione all’applicazione dei benefici normativi utilizzando la modulistica ufficiale disponibile sui siti web del Dipartimento della Protezione CIvile e delle Regioni.
U Attività formative e addestrative Le attività formative e addestrative devono essere in ogni caso autorizzate, per l’applicazione dei benefici di legge, dal Dipartimento anche se organizzate su scala locale. • Le organizzazioni iscritte nell’Elenco centrale presentano direttamente istanza al Dipartimento. • Le sezioni territoriali/locali di organizzazioni iscritte nell’elenco centrale presentano la richiesta di autorizzazione al Dipartimento attraverso le strutture nazionali (informando anche le strutture di protezione civile della Regione di appartenenza). • Le Organizzazioni iscritte negli Elenchi territoriali devono presentare domanda esclusivamente per il tramite della Regione di appartenenza.
U Attività e interventi in vista/in caso di emergenze/altri eventi Per eventi di tipo “c”, ossia di carattere nazionale, o per attività e interventi di rilievo internazionale l’attivazione delle Organizzazioni e l’autorizzazione all’applicazione dei benefici è disposta dal Dipartimento della Protezione Civile (con oneri a suo carico). Per eventi di tipo “a” e “b”, l’attivazione delle Organizzazioni e l’autorizzazione all’applicazione dei benefici è a cura delle strutture di protezione civile delle Regioni (con
oneri a loro carico). Secondo il Dpr n. 194/2001 l’autorizzazione all’applicazione dei benefici normativi è competenza dello Stato o della Regione, non dei Comuni o di altre istituzioni territoriali. In base alla Legge n. 225/1992, però, i Comuni hanno titolo ad attivare le organizzazioni (ma non a disporre dei benefici normativi). Per chiarire questo punto la Direttiva precisa che la richiesta dei benefici normativi deve essere rivolta in via preventiva alla Regione competente, così da consentire la quantificazione degli oneri.
U Casi particolari: specifiche tipologie di eventi di rilievo regionale o locale I casi particolari analizzati sono due: il primo riguarda eventi diversi dalle emergenze, che per il loro impatto possono mettere a rischio l’incolumità della popolazione, seppure concentrati in ambito territoriale limitato. In casi di questo tipo l’applicazione di benefici normativi è subordinata all’attivazione del piano comunale e all’istituzione temporanea del Coc. Il secondo caso riguarda invece la ricerca di persone disperse al di fuori del contesto previsto dalla Legge n. 225/1992 e in am-
biente diverso da quello montano o impervio. Per le ricerche in ambiente urbano la richiesta di concorso dei sistemi locali di protezione civile può riguardare il volontariato: • Se la richiesta è avanzata dall’autorità competente che ha anche il coordinamento di tutte le attività. • Se la richiesta è rivolta alla struttura di protezione civile territorialmente competente. • Se la struttura locale o regionale si assume l’onere di individuare e attivare le organizzazioni utili per l’intervento richiesto, in raccordo con l’autorità richiedente. 2
Come richiedere l’iscrizione all’Elenco centrale: la nota del Capo Dipartimento Il Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli ha trasmesso in una nota le nuove disposizioni degli Indirizzi operativi sugli Elenchi territoriali e sull’Elenco centrale.
al 31 luglio 2013 – a 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – diventano operative le disposizioni della Direttiva “Indirizzi operativi volti ad assicurare l’unitaria partecipazione delle organizzazioni di protezione civile alle attività di protezione civile”. Gli Indirizzi operativi ridefiniscono composizione e articolazione dell’Elenco nazionale delle Organizzazioni di volontariato di prote-
zione civile, istituito nel 2001 dal Regolamento recepito nel Dpr n. 194/2001. L’iscrizione in questo Elenco è presupposto essenziale e irrinunciabile per l’accesso ai benefici e alle misure previste nel Regolamento. Gli Indirizzi operativi individuano inoltre i requisiti cui devono rispondere – sull’intero territorio nazionale – gli Elenchi territoriali delle Organizzazioni di volontariato di protezione civile gestiti da Regioni, Pro-
vince Autonome o Province di altre Regioni in base ai diversi ordinamenti interni. L’iscrizione in questi Elenchi costituisce, senza ulteriori adempimenti, condizione sufficiente per l’accesso ai benefici previsti dagli articoli 9 e 10 del Dpr n. 194/2001. L’iscrizione è inoltre condizione necessaria per la partecipazione delle Organizzazioni di volontariato alle attività che si svolgono in vista o in occasione di eventi a carattere locale (gli eventi di tipo “a” o “b” individuati dalla legge n. 225 del 1992 e successive modifiche e integrazioni). Dal 31 luglio 2013 la partecipazione delle Organizzazioni di volontariato a questo tipo di attività diventa di esclusiva competenza delle Regioni e delle Province Autonome che, entro questa data, devono procedere ad adeguare, se necessario, le disposizioni che disciplinano istituzione e tenuta degli elenchi territoriali, come concordato in sede di intesa sulla Direttiva. Sempre entro il 31 luglio il Dipartimento sta-
bilirà con Regioni e Province Autonome come assicurare l’accessibilità e la consultazione degli elenchi territoriali sul sito istituzionale del Dipartimento. Possono richiedere l’iscrizione nell’Elenco centrale: • Le strutture nazionali di coordinamento di organizzazioni costituite ai sensi della legge n.266/1991 diffuse in più Regioni. • Le strutture nazionali di coordinamento delle organizzazioni di altra natura a componente prevalentemente volontaria. • Organizzazioni prive di articolazione regionale, ma in grado di svolgere funzioni specifiche ritenute dal Dipartimento della Protezione Civile di particolare rilevanza ed interesse a livello nazionale. • Le strutture nazionali di coordinamento dei gruppi comunali e intercomunali. Le Organizzazioni che ritengono di appartenere a una di queste categorie devono attestare il possesso dei requisiti inviando domanda di iscrizione al Dipartimento. 2
LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA I termini per la presentazione della domanda si sono chiusi il 31 maggio 2013 ed è stata avviata la fase istruttoria. Per procedere alla prima edizione dell’Elenco centrale entro il 31 luglio 2013 – data in cui l’Elenco unico attuale cesserà di avere efficacia – il Servizio volontariato del Dipartimento della Protezione Civile sta procedendo alla verifica delle richieste di iscrizione anche attraverso sopralluoghi nelle sedi operative delle Organizzazioni. Le domande di iscrizione arrivate dopo il 31 luglio 2013 saranno comunque considerate per successive integrazioni dell’Elenco centrale. Le Organizzazioni che ritengono di avere i requisiti possono dunque presentare richiesta di iscrizione in ogni momento, inviando la domanda completa di documentazione all’indirizzo di posta elettronica certificata protezionecivile@pec.governo.it. Il Dipartimento procederà, nei tempi più rapidi possibili, alle verifiche necessarie.
Protezione civile e infanzia: due protocolli d’intesa L’obiettivo è promuovere studi, ricerche e strategie di intervento per la tutela dei minori in emergenza n un contesto di emergenza i bambini sono particolarmente vulnerabili. Una calamità naturale è una minaccia al loro mondo e li espone al rischio di perdere i principali punti di riferimento: i genitori, gli amici, la casa, la scuola. A questo proposito, in Italia, è necessario rafforzare una cultura della prevenzione e della risposta alle emergenze a misura di bambino, tale cioè da valorizzare la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel pieno rispetto dei principi generali della Convenzione Onu. Il Dipartimento della Protezione Civile – da sempre sensibile al tema dell’infanzia negli ambiti di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze – ha avviato nel corso dell’ultimo anno un dialogo con due Organizzazioni non governative da sempre impegnate nella tutela dei minori: Telefono Azzurro e Save the Children. Entrambe le Organizzazioni hanno competenza specifica nella realizzazione di progetti educativi nel-
le scuole e, nelle aree di accoglienza in emergenza, esperienza diretta in attività di sostegno dedicate alle famiglie con bambini. L’accordo con Telefono Azzurro onlus Linea nazionale per la prevenzione dell’abuso all’infanzia è stato sottoscritto nel mese di febbraio dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli e dal Presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo e mira a integrare con azioni dirette alla tutela dei minori le modalità operative del Sistema di protezione civile in emergenza. Tra gli obiettivi individuati, il sostegno alla naturale resilienza dei bambini e degli adolescenti in emergenza attraverso interventi mirati a prevenire e contrastare la sintomatologia post-traumatica. Grazie a questo protocollo, il Dipartimento può contare su un team di Telefono Azzurro preparato a intervenire in emergenza a tutela dell’infanzia direttamente o indirettamente coinvolta dall’evento. Il supporto psicologico e sociale si rivolge, infatti, ai bambini colpiti in prima persona, ma anche a quanti hanno subito una esposizione non mediata alle immagini dell’emergenza, ad esempio attraverso la televisione. In caso di emergenza e su richiesta del Dipartimento – d’intesa rispettivamente con il Dipartimento per le Pari Opportunità e con il Ministero dell’Interno – possono inoltre essere attivati il numero 114 emergenza infanzia e il numero 116000, linea diretta per i minori scomparsi. Per rendere ancora più efficaci queste azioni, il protocollo individua la necessità di formare gli operatori del Sistema di protezione civile sul tema della tutela dei minori e gli operatori di Telefono Azzurro sui temi di protezione civile.
Lo scorso novembre il Dipartimento della Protezione Civile ha inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa con Save the Children Italia, una Onlus che nel nostro Paese ha esperienza decennale in progetti e attività per tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti a livello nazionale e internazionale, con particolare attenzione ai minori a rischio. L’accordo nasce dalla volontà comune di integrare i programmi e i modelli operativi con azioni mirate alla tutela dei più piccoli con il fondamentale obiettivo di garantire una gestione delle fasi di emergenza e di post-emergenza che tenga conto anche delle esigenze dei minori. Tra le azioni previste, la realizzazione di moduli formativi su questo tema rivolti agli operatori del Servizio Nazionale della Protezione Civile e, al contempo, la definizione di metodi per la tutela dei bambini e degli adolescenti in situazioni di emergenza, da affinare con il coinvolgimento del volontariato, delle agenzie educative e del Servizio Nazionale nel suo complesso.
U La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, è uno strumento normativo internazionale di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Ad oggi sono 193 gli Stati parti della Convenzione. L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e, ad oggi, ha presentato al Comitato sui Diritti dell’infanzia quattro Rapporti. La Convenzione – composta da 54 articoli e da due Protocolli opzionali sui bambini in guerra e sullo sfruttamento sessuale – prevede un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio. I principi fondamentali sono: non discriminazione, superiore interesse, diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino, ascolto 2 delle opinioni del minore.
SAVE THE CHILDREN ITALIA E TELEFONO AZZURRO Dalla sua fondazione nel 1999 Save the Children Italia lavora per tutelare e promuovere i diritti delle bambine e dei bambini e per migliorare concretamente le loro condizioni di vita. Lavorando con le comunità locali, Save the Children porta aiuti immediati, assistenza e sostegno alle famiglie e ai bambini in difficoltà; crea cambiamenti positivi e duraturi nella vita dei bambini nei luoghi dove opera. Le attività riguardano educazione, risposta alle emergenze, riduzione della povertà, lotta all’Aids, salute e contrasto allo sfruttamento e abuso.
Nasce nel 1987 con l’esigenza di dare alle richieste di aiuto delle bambine e dei bambini un punto di ascolto e di accesso. Promuove il rispetto dei diritti dei minori, mira a incentivare le loro potenzialità e li tutela da abusi e violenze che possono pregiudicarne il benessere e il percorso di crescita. Telefono Azzurro offre risposte alle loro richieste di aiuto, anche attraverso la collaborazione con istituzioni, associazioni e altre realtà territoriali. All’ascolto telefonico associa nuovi fronti di attività per combattere situazioni di disagio e maltrattamento.
Il magazine “Protezione Civile” si rinnova: scopri le novità In arrivo un settimanale online dedicato all’attualità e una versione cartacea ancora più ricca
tre anni dalla sua nascita “Protezione Civile” cambia veste. Per rispondere a una domanda di informazione sempre più tempestiva, infatti, il magazine si trasferisce online e si apre a diversi tipi di contributo: notizie, interviste, approfondimenti, gallerie fotografiche e clip video. Il sito web protezionecivile.gov.it/magazine darà spazio a contenuti brevi, fruibili, multimediali e tratterà temi di attualità legati alle attività del Dipartimento e del Servizio Nazionale. Una galleria web che proporrà di settimana in settimana aggiornamenti utili – anticipazioni di eventi in programma, esercitazioni di protezione civile, progetti formativi – rivolti ad attori istituzionali, operatori della protezione civile e volontariato. Il magazine promuoverà anche un canale diretto con il cittadino pubblicando una faq
al mese. Le domande e risposte saranno selezionate tra quelle raccolte attraverso il Contact Center del Dipartimento della Protezione Civile, il servizio attivato nel luglio 2011 per creare uno strumento di ascolto, dare informazioni e raccogliere segnalazioni sulle attività di competenza del Dipartimento. Un box “Curiosità” sarà invece dedicato a pillole di protezione civile: piccoli approfondimenti, spunti, cenni storici e voci di glossario per scoprire insieme aspetti interessanti e poco conosciuti di questo mondo. Per chi vuole essere sempre aggiornato sulle ultime novità è inoltre in arrivo un servizio di newsletter interamente dedicato al magazine. La newsletter riproporrà tutti gli articoli pubblicati nelle quattro principali sezioni del sito: “Primo piano”, “Focus”, “Dal Dipartimento” e “Dal Servizio Nazionale”.
nale protezionecivile.gov.it. Canale privilegiato per la segnalazione di iniziative sul territorio da parte delle Organizzazioni di volontariato, dei Comuni, delle Province e delle Regioni resta la casella magazine@protezionecivile.it, che dal momento della sua attivazione ad oggi ha gestito un flusso di oltre mille mail. Questa casella di posta è anche il contatto a cui i lettori possono richiedere numeri arretrati o comunicare variazioni di indirizzo per il recapito.
Sempre operativa anche la pagina facebook “Magazine Protezione Civile”. Oltre 2mila i “mi piace” per questa finestra social sull’attività del Dipartimento della Protezione Civile e del Servizio Nazionale, che – in questi anni – è diventata un vivace luogo di confronto sui temi di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze. La pagina facebook ospita anche attività e progetti disseminati sul territorio nazionale come i Campi scuola “Anch’io sono la protezione civile”, organizzati in collaborazione con le Regioni e le Organizzazioni di volontariato. Disponibili su facebook, oltre alle iniziative segnalate dai lettori, anche tutti i numeri del magazine in versione sfogliabile e link diretti alle norme di comportamento da adottare in caso di emergenza, ai comunicati stampa, ai dossier e alle notizie del sito istituzio-
Il magazine approda sul web, quindi, ma se da una parte si sperimenta con la nuova versione online, dall’altra prosegue l’avventura di “Protezione Civile” nella sua veste tradizionale e cartacea, con una periodicità rivista e una linea editoriale del tutto rinnovata. Il magazine cartaceo approfondirà i grandi temi di protezione civile, le attività del Servizio Nazionale, i rischi, il ruolo della comunità scientifica. Ogni numero sarà articolato in macro-temi affrontati con approcci diversi – tecnico-scientifico, istituzionale, normativo, etimologico, narrativo – e da più punti di vista, con il contributo di membri della comunità scientifica, umanisti, esponenti istituzionali, esperti di settore, giuristi, rappresentanti del mondo accademico. Continuità e innovazione – dunque – procedono insieme, con l’obiettivo di offrire ai lettori un servizio sempre più completo, interessante e ricco di spunti, per migliorare la circolazione delle notizie all’interno del Servizio Nazionale e per alimentare il flusso di discussione sui grandi temi, sulla storia e sulle sfide vicine e future cui è chiamata a rispondere la protezione civile. 2
L’orizzonte della trasparenza e dei dati aperti La normativa di riferimento e il percorso del Dipartimento della Protezione Civile verso l’Open Data e amministrazioni pubbliche come “case di vetro”. Questo l’obiettivo che negli anni Novanta avevano le prime disposizioni di legge sulla trasparenza. Tutta la normativa a seguire ha fissato il proprio orizzonte di rinnovamento guardando proprio alla prospettiva dell’apertura totale delle Istituzioni e dei loro dati. Un contesto che ha portato la Pubblica Amministrazione a porre l’accento su un nuovo approccio alla gestione dei propri dati e delle proprie informazioni, anche in riferimento al trattamento telematico e alla loro pubblicazione online. L’Open Data, quindi, consente di rendere dati e informazioni delle istituzioni pubbliche “aperti” e accessibili direttamente online. Più precisamente per “Open Data” si intende il formato “aperto” con cui le informazioni e i dati digitali possono essere trasmessi, distribuiti e scambiati sul web. I dataset delle Istituzioni devono essere pubblicati e riusabili in formati semplici e supportati dai programmi più utilizzati dalla comunità digitale. Devono essere liberi da licenze che ne limitino l’uso. Inoltre, i dati sono “aperti” se vengono garantite agli utenti le possibilità di riutilizzo e integrazione, anche con l’obiettivo di creare nuove risorse, applicazioni, programmi e servizi di pubblica utilità. I dati devono es-
sere ricercabili con facilità e immediatezza, e quindi i siti devono dotarsi di strumenti di ricerca selettivi e permanenti.
U Trasparenza. La normativa di riferimento Il percorso normativo verso la trasparenza delle amministrazioni comincia nel 1990 con le disposizioni della Legge n. 241 che fissa, per la prima volta nel nostro Paese, il principio secondo cui “l'attività amministrativa [...] è retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza”. Anche la Legge n. 150 del 2000 disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni “in attuazione dei princìpi che regolano la trasparenza e l'efficacia dell'azione amministrativa”. Ancora, l’art. 21 della Legge n. 69 del 2009 obbliga le amministrazioni a “pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali e provinciali nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale”. Il decreto legislativo n. 150 del 2009 ha sancito l’adozione del principio di trasparenza come “accessibilità totale, anche attraverso
lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità”. Proprio in attuazione di questa disposizione il decreto legislativo ha fissato l’obbligo delle pubbliche amministrazioni di dotare i propri siti web della sezione “Trasparenza, valutazione e merito” e una delibera della Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche ha disposto le modalità di pubblicazione dei dati nella Sezione trasparenza. È l’art. 18 del Decreto legge n. 83/2012 a disporre un potenziamento della trasparenza delle Istituzioni pubbliche passante per la pubblicazione di nuove tipologie di dati sui siti internet. In particolare il comma 1 dell’articolo 18 ha disposto che la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere [...] sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet [...] secondo il principio di accessibilità totale”. È comunque il Decreto legislativo n. 33 del 2013, che abroga e reintegra l’art. 18 del decreto n. 82/2012, a riorganizzare in modo organico gli obblighi di trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Nei siti web istituzionali le amministrazioni
devono predisporre la sezione “Amministrazione trasparente” con tutte le informazioni e i dati già ospitati nella Sezione trasparenza, valutazione e merito, integrandola con nuove tipologie di dati in formato aperto. Da questa sezione devono essere disponibili anche le informazioni sulle procedure di affidamento di beni, forniture e servizi sopra i mille euro. In caso di calamità e di emergenze è prevista la pubblicazione degli atti urgenti e straordinari adottati in deroga alla legislazione vigente.
U Dall’accesso agli atti all’accesso civico La Legge n. 241 del 1990 aveva sancito il diritto all’accesso ai documenti amministrativi come principio generale delle Istituzioni pubbliche. L’accesso agli atti favoriva, nelle intenzioni del legislatore, la partecipazione dei cittadini, titolari di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo, all’attività amministrativa. La richiesta di accesso ai documenti doveva essere motivata. Il decreto legislativo n. 33 ha introdotto, invece, l’istituto dell’accesso civico: le amministrazioni devono obbligatoriamente pubblicare i documenti, le informazioni e i dati individuati nel d.lgs. sul proprio sito e chiunque ha il diritto di richiedere la pubblicazione dei documenti, le informazioni o i dati se non sono pubblicati. La richiesta di accesso non è sottoposta ad alcuna limitazione, non deve essere motivata ed è gratuita.
U Open Data. Normativa di riferimento Le disposizioni di legge sulla trasparenza hanno fissato l’obbligo di pubblicità di specifiche categorie di dati. In particolare il Codice dell’Amministrazione Digitale, l’art. 18 del de-
creto legge n. 83 del 2012 e il decreto legislativo n. 33 del 2013 sanciscono l’introduzione nel nostro ordinamento del formato aperto per la pubblicazioni dei dataset a disposizione della pubblica amministrazione. Già nel 2003 l’Unione Europea aveva fissato con la direttiva sul “riutilizzo dell’informazione del settore pubblico” il principio generale per cui i documenti degli Stati membri, se possibile, debbano essere disponibili online e “riutilizzabili a fini commerciali o non commerciali”. In attuazione di questa direttiva, tre anni dopo, il decreto legislativo n. 36 del 2006 ha ribadito che le pubbliche amministrazioni devono “rendere riutilizzabile il maggior numero di informazioni, in base a modalità che assicurino condizioni eque, adeguate e non discriminatorie”. Il Codice dell’Amministrazione Digitale, a riguardo, dispone che sui siti internet le Amministrazioni pubblichino “il catalogo dei dati, dei metadati e delle relative banche dati in loro possesso ed i regolamenti che ne disciplinano l’esercizio della facoltà di accesso telematico e il riutilizzo”. Il riuso dei dati passa per la disponibilità degli stessi in formati aperti: alcune tipologie di dati, per cui è disposta la pubblicazione per legge, devono essere liberamente accessibili, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione. A tal riguardo già l’art. 18 del decreto legislativo n. 82/2012 aveva disposto che i dati dovevano “essere resi di facile consultazione, accessibili ai motori di ricerca ed in formato tabellare aperto che ne consente l’esportazione, il trattamento e il riuso”. Ancora, il decreto legislativo n. 33/2013
all’art. 7 ha sancito che “I documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente […] sono riutilizzabili […] senza ulteriori restrizioni diverse dall'obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità”.
U Trasparenza e Open Data: il percorso del Dipartimento della Protezione Civile L’entrata in vigore del decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 sancisce l’accessibilità totale delle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, per favorire il controllo sulle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Il Dipartimento della Protezione Civile si sta adeguando alle nuove disposizioni normative – gradualmente e senza pesare sulle risorse pubbliche – proseguendo il percorso verso la progressiva apertura e trasparenza ai cittadini già iniziato da qualche anno. A partire dal 2011, infatti, il Dipartimento della Protezione Civile ha scelto di pubblicare sul proprio sito web nella sezione “Bandi e altre procedure” tutti gli impegni di spesa, assunti anche con procedure senza la pubblicazione del bando di gara e inferiori ai mille euro. Questa sezione è stata realizzata seguendo le disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2011 “Pubblicazione nei siti informatici di atti e provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o di bilanci, adottato ai sensi dell’articolo 32 della legge 18 giugno 2009, n. 69”, estendendone l’applicazione anche a procedure in economia, procedure negoziate senza la pubblicazione di bando o pro-
cedure tramite convenzioni Consip/Mepa. Successivamente, nel 2012, il Dipartimento ha pubblicato anche l’elenco e le informazioni principali degli accordi e convenzioni, onerosi e non onerosi, stipulati dall’amministrazione con università, istituti e centri di ricerca scientifica, enti e amministrazioni, organizzazioni di volontariato. Questi dati, pubblicati in formato accessibile, si sono aggiunti alle informazioni già presenti sul sito web del Dipartimento della Protezione Civile e previste dalle precedenti disposizioni normative sulla trasparenza, come i dati sui tassi di assenza o maggiore presenza del personale, le retribuzioni dei dirigenti, l’elenco dei contratti di collaborazione esterna. Il decreto legislativo n. 33/2013 introduce nuovi obblighi di pubblicazione sulle informazioni, soprattutto su quelle di carattere amministrativo, e stabilisce che questi dati devono essere disponibili in un formato di tipo aperto, cioè devono poter essere riutilizzati sono citandone la fonte e rispettandone l'integrità. Per rispettare il nuovo obbligo di legge, il Dipartimento sta agendo su due piani: sta arricchendo e adeguando a quanto prevede la norma i contenuti già presenti sul sito web e ha avviato una ricognizione sui nuovi dati da inserire. Ogni passaggio sta avvenendo in stretto coordinamento con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui il Dipartimento è parte. Attualmente sul sito web sono pubblicate: le procedure del Dipartimento nella sezione “Bandi e altre procedure”; i contributi concessi alle Organizzazioni di volontariato per il potenziamento delle strutture o il miglioramento della preparazione tecnica; gli accor-
di e le convenzioni onerose e non onerose; i mutui stipulati da Regioni e Province per finanziare interventi di ricostruzione e riparazione provocati da calamità naturali e per l’organizzazione dei “grandi eventi”; l’elenco dei contratti di collaborazione. Sono anche disponibili i rendiconti dei Commissari delegati, non richiesti dal d.lgs. n. 33/2013, ma previsti dalla legge n. 225/1992, all’art. 5, comma 5bis, che comunque possono ricadere tra quelle informazioni che garantiscono la trasparenza e tracciabilità dell’uso delle risorse pubbliche. I dati sono pubblicati secondo modalità di facile consultazione, alcuni sono disponibili in formato tabellare che ne consente l’esportazione, il trattamento e il riutilizzo nei limiti della normativa sulla privacy. Sono tutti raccolti nella pagina “Amministrazione trasparente”, facilmente raggiungibile dall’home page, che riporta l’elenco di tutte le informazioni disponibili e i link per raggiungere le pagine in cui queste sono state pubblicate. Per quanto riguarda, invece, gli interventi avviati sugli open data, è stato costituito un gruppo di lavoro interdisciplinare all’interno del Dipartimento che ha la funzione di individuare quali dati rendere “aperti” e con quale tipo di licenza permetterne l’uso. Il gruppo opererà in coordinamento con quanto prevede su questo tema la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Al momento, tutti i dati e le informazioni pubblicati sul sito del Dipartimento sono tutelati da una licenza Creative Commons, che consente agli utenti di riprodurre e riutilizzare i dati citandone la fonte e condividendoli allo stesso modo, ma ne impedisce l’uso per fini commerciali. 2
Sri Lanka: lo tsunami, gli interventi, la ricostruzione Nel 2004 un maremoto di proporzioni straordinarie colpisce il Sud Est asiatico La prima volta che vidi lo Sri Lanka sulla pagina del mio atlante scolastico mi venne in mente l’idea di una perla, appesa per ﬁli invisibili sull’azzurro pacato dei mari disegnati delle carte geograﬁche. La geograﬁa mi aveva illusa, quella volta; la storia di quell’isola tormentata mi ha aperto gli occhi, suggerendomi immagini meno poetiche e romantiche; la Protezione Civile mi ha riportato a quella prima immagine, al collegamento stretto tra Sri Lanka e qualcosa di veramente prezioso, che questa volta è il frutto di virtù italiane che hanno lasciato in quella terra, e nella nostra coscienza, una “perla” di cose fatte, di persone incontrate, di strette di mano, di sorrisi di amicizia e solidarietà destinate a durare1.
l 26 dicembre 2004 il Sud Est asiatico è colpito da un violentissimo terremoto. Il sisma di magnitudo 8.9 – con epicentro in mare a ovest della costa nord dell’Isola di Sumatra – libera un’energia enorme e scatena uno tsunami di proporzioni straordinarie. L’onda provocata dal terremoto corre a una velocità di oltre 600 chilometri orari. In poco più di un’ora travolge le coste abitate della Thailandia, la punta settentrionale di Sumatra, gli arcipelaghi delle Nicobare e le coste Birmane. Nell’arco di due ore colpisce le coste dello Sri Lanka, dove provoca perdite inimmaginabili in termini di vite umane, danni ai beni materiali, alle strutture e alle infrastrutture delle zone colpite. Nelle ore successive, raggiunge le coste indiane e le Maldive. Persino le coste africane della
Foto di Luciano del Castillo tratta da “Sri Lanka: il rendiconto”
Somalia e del Kenya, che distano oltre 4mila chilometri dall’epicentro, sono lambite dall’onda. È una catastrofe naturale tra le più pesanti subite nella storia dell’umanità. Oltre 227mila persone – un numero indicibile – sono strappate alla vita dalla violenza dell’oceano. Tra i tre e i cinque milioni di abitanti perdono la propria casa. Mescolati alla popolazione locale, migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo affollano i resort di Thailandia e Sri Lanka, mete tradizionali del turismo invernale occidentale. La notizia dello tsunami corre veloce in tutto il mondo. Sms e telefonate di aiuto dei turisti italiani presenti nelle zone colpite raggiungono le Autorità del Governo, il Ministero degli Affari Esteri, e il vertice della Protezione Civile, che mobilitano le proprie strutture. L’associazione dei tour operator comunica che sono oltre 4mila i turisti italiani in vacanza in diversi Paesi del Sud Est asiatico. Dalla rete delle ambasciate, dagli aeroporti dell’area e dai connazionali stessi presenti nella zona, che contattano l’Italia, si ha notizia dei primi italiani feriti o che tentano invano di reimbar-
(1) Fernanda Contri, Presidente del Comitato dei Garanti, istituito l’8 gennaio 2005 con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e composto dall’on. Emma Bonino, dal sen. Giulio Andreotti, dall’on. Giuliano Amato, dall’on. Giorgio Napolitano e dal prof. Andrea Monorchio. L’organismo svolge sia una funzione di supervisione sia di partecipazione nelle decisioni. La citazione è tratta dalla prefazione alla pubblicazione del Dipartimento della Protezione Civile “Sri Lanka: il rendiconto” (Lupetti editore, 2007).
carsi negli aeroporti, dove la programmazione ordinaria dei voli è saltata. La mattina del 26 dicembre, mentre le autorità dello Sri Lanka dichiarano lo stato di disastro naturale, lo Stato italiano individua nel Dipartimento della Protezione Civile l’organo di governo per fronteggiare l’emergenza. Quando il terremoto colpisce il Sud Est asiatico in Italia è l’1.58. Alle 8.00 ora italiana è convocata l’Unità di crisi nella sede del Dipartimento della Protezione Civile, a cui subentra poi il Comitato Operativo. Alle 10.30 un’ordinanza di protezione civile stabilisce l’intervento di una squadra nazionale e, appena poche ore più tardi – in un arco di tempo compreso tra il 26 e il 27 dicembre – tre team italiani sono in partenza per Maldive, Sri Lanka e Thailandia. Il 26 dicembre parte da Malpensa, con destinazione Malè, la prima squadra del Dipartimento della Protezione Civile. Qui il lavoro consiste principalmente nell’organizzazione delle operazioni di rimpatrio dei connazionali coinvolti. Conclusa questa fase, ad appena quattro giorni dall’arrivo della squadra italiana, il team lascia le Maldive e convoglia nelle zone più colpite dello Sri Lanka. La seconda squadra, composta da personale del Dipartimento e da giornalisti, parte da Fiumicino con destinazione Colombo, Sri Lanka, alle 21.50 del 26 dicembre, seguita a poche ore di distanza dal gruppo di intervento sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Pisa,
che porta con sé tutto il materiale necessario per allestire un Posto medico avanzato: una struttura di pronto soccorso in emergenza completa di sala operatoria. La mattina del 27 dicembre parte quindi da Fiumicino una terza squadra del Dipartimento in direzione Phuket, Thailandia. Contemporaneamente, un carico di materiale di primo intervento, tende e attrezzature per il Posto medico avanzato arriva nelle zone disastrate a bordo di un B707 dell’Aeronautica militare. In Thailandia la Commissione europea afﬁda al Dipartimento della Protezione Civile il ruolo di Coordination Head dell’intervento europeo. All’appello del Centro di Informazione e monitoraggio2 - anche in assenza di una richiesta formale internazionale da parte del Governo thailandese – rispondono la Grecia, con una squadra di sommozzatori per le ricerche in mare, il Portogallo, con un team di medici legali e l’Italia, con una squadra mista di Carabinieri e Polizia Scientiﬁca specializzati nelle operazioni di identiﬁcazione delle vittime. La squadra italiana installa a Patong un Posto medico avanzato, in raccordo con l’équipe medica dell’Ares Marche. Complessivamente sono 50 i connazionali assistiti sul territorio e rimpatriati in Italia. (2)
Mic, Monitoring and Information Centre
Il 27 dicembre – in collaborazione con alcune Compagnie aeree private e militari e in strettissimo raccordo con l’Unità di crisi del Ministero degli Esteri – il Dipartimento avvia il rimpatrio dei connazionali coinvolti. A ogni volo gli aerei portano a casa centinaia di italiani e ripartono carichi di aiuti umanitari: medicinali, tende, coperte, potabilizzatori, cisterne. Negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, personale del Dipartimento e delle Strutture Regionali di protezione civile, della Croce Rossa, delle Forze dell’Ordine, delle Organizzazioni di volontariato, delle strutture sanitarie regionali è in attesa dei passeggeri in arrivo dalle zone del disastro per assisterli, fornire viveri, acqua e vestiario, ospitare in albergo chi deve proseguire il viaggio per altre destinazioni. Il 3 gennaio, con l’ultimo volo del ponte aereo con l’Italia, si chiudono le operazioni di rimpatrio. Il bilancio è di oltre 4.300 passeggeri in transito negli aeroporti italiani – tra loro, anche 342 stranieri – e 52 voli coordinati e seguiti dal Comitato operativo.
U L’INTERVENTO IN SRI LANKA In Sri Lanka la situazione è drammatica, le coste devastate, i collegamenti impossibili. Spostamenti di poche decine di chilometri comportano viaggi interminabili: rete stradale, collegamenti ferroviari e linee telefoniche sono pesantemente danneggiate e nella mag-
Foto di Sara Babusci tratta da “Sri Lanka: il rendiconto”
gior parte dei casi interrotte. Il Dipartimento della Protezione Civile organizza le operazioni di recupero degli italiani da rimpatriare e – su richiesta del Governo cingalese – avvia in parallelo le attività di assistenza alla popolazione e di ricerca delle persone disperse. Nell’arco di pochi giorni iniziano a lavorare nelle aree colpite due Posti medici avanzati, gestiti da medici e infermieri italiani. Il 30 dicembre viene aperto l’ospedale da campo di Hunawatuna, nel sud est dello Sri Lanka: i feriti vengono medicati e i casi gravi dirottati negli ospedali più vicini, per un totale di oltre 8mila persone assistite in tre mesi di attività. Fino alla ﬁne di gennaio la struttura è gestita dai volontari del Gruppo per gli interventi di protezione civile dell’ospedale di Pisa, cui si alternano nei mesi successivi Volontari del Cives, operatori dell’ospedale di Catania e volontari del gruppo sanitario della Regione Toscana. Il 18 marzo 2005 la struttura è deﬁnitivamente consegnata alle Autorità locali. Il 2 gennaio 2005 la struttura di Hunawatuna è afﬁancata da un secondo Posto medico avanzato a Trincomalee, allestito a Kinniya accanto all’ospedale distrutto dal maremoto e in prossimità di una moschea messa a disposizione per i soccorsi. Nel corso del tempo il Posto medico avanzato è potenziato nei mezzi e nelle attrezzature ﬁno a diventare un ospedale da campo autosufﬁciente. In una prima fase l’ospedale è gestito dal personale medico e infermieristico del gruppo 118 ligure, cui subentrano poi
i medici dell’Associazione nazionale alpini e, dal luglio 2005, l’Aispo, Organizzazione non governativa dell’ospedale San Raffaele di Milano. In questa prima fase emergenziale il Dipartimento della Protezione Civile si concentra dunque nelle attività di assistenza alla popolazione, anche attraverso l’allestimento di aree di accoglienza. Le persone sopravvissute allo tsunami e ormai senza casa sono accolte in strutture pubbliche, come le scuole, alloggi improvvisati in cui le condizioni di vita e igienico-sanitarie sono difﬁcili e precarie. Il Dipartimento della Protezione Civile decide, quindi, di allestire le aree di accoglienza dopo un’attenta valutazione dei bisogni della popolazione colpita. La scelta della tenda come soluzione abitativa, infatti, risponde non solo a una esigenza di tipo logistico, ma anche alla volontà di ricreare un clima comunitario, in un contesto fortemente disgregato dalla tragedia. Migliaia di persone senza casa trovano riparo nelle tende allestite dai volontari della protezione civile, attivati e coordinati dal Dipartimento e subito operativi nelle aree di intervento assegnate all’Italia dalle autorità locali. A sud, tra Matara e Galle, vengono allestiti 12 campi per un totale di 534 tende. A nord est le tende montate sono 208, in 4 campi. Complessivamente le tende arrivate dall’Italia ospitano oltre 4mila persone e 600 nuclei familiari. Nel corso dell’emergenza operano – sia nei Posti medici avanzati sia nelle aree di accoglienza – numerosissimi volontari attivati dalle Regioni Friuli, Lazio, Marche, Calabria
ed Emilia-Romagna oltre che dalle organizzazioni di protezione civile Anpas, Misericordie, Associazione Nazionale Carabinieri e Prociv-Arci. Il problema del trasporto dei materiali utilizzati – tende, attrezzature, farmaci, generi alimentari, kit di prima assistenza alle famiglie e altro materiale di prima necessità – tra l’aeroporto di Colombo e le diverse località interessate dall’azione del Dipartimento viene risolto attraverso l’invio in Sri Lanka di due Canadair della ﬂotta aerea del Dipartimento. Grazie a un accordo tra lo Stato italiano e il Governo di Sri Lanka, infatti, il Dipartimento della Protezione Civile può utilizzare i propri velivoli per rendere più efﬁcaci e tempestivi gli spostamenti sul territorio. I Canadair – partiti dall’Italia il 31 dicembre e arrivati sul posto quattro giorni più tardi – volano per oltre 450 ore tra la base di Ratmalana, Aeroporto militare di Colombo, e gli Aeroporti di Trincomalee e di Kogaala, nell’area di Matara: 208 missioni, 64 tonnellate di materiali trasportati e oltre mille passeggeri – personale del Dipartimento, Vigili del Fuoco, operatori delle Organizzazioni non governative e delle Agenzie dell’Onu, équipe mediche, autorità locali e personalità in visita dall’Italia – in appena tre mesi di attività.
U ITALIANI PER LO SRI LANKA: GLI AIUTI Le immagini dello tsunami girate dai turisti con mezzi di fortuna sono trasmesse in simultanea dalle emittenti televisive internazionali e restituiscono appieno l’immagine del
dramma. La popolazione di tutto il mondo è chiamata ad attivarsi con generosità per fronteggiare questa emergenza. In Italia, la risposta solidale dei cittadini è veicolata attraverso giornali, televisioni, associazioni umanitarie e Organizzazioni non governative. Diversi promotori di raccolte fondi scelgono di operare direttamente o ﬁnanziando progetti e programmi proposti da singole Ong. I gestori di telefonia mobile in collaborazione con Telecom Italia, invece, attivano un numero unico per la raccolta di fondi attraverso un sms solidale e individuano nel Dipartimento della Protezione Civile – già attivo sul posto – il soggetto cui afﬁdare le risorse raccolte. Il Dipartimento della Protezione Civile accetta di assumere l’incarico e individua la procedura per la gestione delle donazioni. Con ogni soggetto viene ﬁrmato un protocollo che prevede il versamento delle donazioni raccolte su un conto corrente ad hoc e l’impegno a concordare con gli operatori sottoscrittori gli interventi da realizzare in Sri Lanka. Un altro aspetto chiarito sin dal principio è che le somme raccolte grazie alla generosità degli italiani devono essere utilizzate esclusivamente per le attività di soccorso, assistenza e ricostruzione al netto delle spese amministrative, organizzative e logistiche della struttura di missione. L’impegno in Sri Lanka del Dipartimento della Protezione Civile parte, dunque, con azioni di risposta alla fase di prima emergenza e si struttura poi in un articolato programma di aiuti in favore della popolazione colpita dallo tsunami.
Superata la primissima fase – durante la quale gli aiuti consistono soprattutto nella distribuzione di kit di prima assistenza, nell’allestimento di aree di accoglienza e nella fornitura di reti e barche ai pescatori – il piano degli interventi spazia e si struttura nei diversi ambiti di necessità individuati in raccordo con le Autorità locali: dalla ricostruzione e riqualiﬁcazione di case, scuole, ospedali, orfanotroﬁ e altre strutture pubbliche, al sostegno della ripresa economica con interventi di microcredito rivolti alle famiglie più svantaggiate. Le donazioni ricevute raggiungono, nel tempo, circa 50 milioni di euro. Complessivamente, il programma di aiuti realizzato grazie alla solidarietà degli italiani si traduce in 56 progetti, 34 dei quali in convenzione con Organizzazioni non governative, 8 con altri Enti e Organizzazioni, e 14 realizzati direttamente dal Dipartimento della Protezione Civile. A due anni e mezzo dallo tsunami, nel mese di agosto 2007, tutti i progetti sono portati a termine e tutte le strutture realizzate consegnate alla popolazione e alle Autorità locali. FONTI • Sri Lanka: il rendiconto, Dipartimento della Protezione Civile, Lupetti Editore, 2007 • Sri Lanka. Microfinanza per tornare a vivere, Francesca Lo Re, Lucia Poletti, Lupetti Editore, 2008 • www.emergenzamaremoto.org - Sito ufficiale della gestione dell’emergenza • «La Repubblica», «La Stampa», «Il Messaggero», archivi storici
Esercitazione tra Marina Militare e Dipartimento Le operazioni si sono svolte a bordo della portaerei Cavour erificare la capacità tecnicooperativa degli assetti della Marina Militare per esigenze di protezione civile. Questo l’obiettivo dell’esercitazione organizzata dalla Marina Militare in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile l’11 e il 12 aprile. Le attività, incentrate sul soccorso e l’assistenza alla popolazione colpita da un terremoto, si sono svolte a Massafra e principalmente nel Golfo di Taranto, a bordo della portaerei Cavour. In particolare, è stata testata l’efficacia delle predisposizioni della nave per supportare le forze di soccorso su larga scala dal mare a terra. Sono state allestite in poche ore strutture di emergenza a terra e un punto di coordinamento avanzato sulla nave in grado di fornire comunicazioni tradizionali e satellitari, supporto aereo per trasporti ed evacuazioni mediche. È stata testata quindi la sinergia tra forze civili e militari con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra il Dipartimento e la Marina Militare e consolidare un modulo operativo di reazione rapida in caso di emergenza. All’ultima giornata esercitativa hanno partecipato anche il Capo
Dipartimento Franco Gabrielli e i vertici della Difesa tra cui l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi. L’esercitazione rientra nell’ambito delle capacità dual use – militare e civile – delle navi. La peculiarità della portaerei Cavour sta infatti nella sua duttilità: può partecipare ad operazioni militari per la tutela e la sicurezza del Paese ma anche intervenire, con tempestività e autonomia logistica, dove si è verificata un’emergenza ed è richiesto soccorso umanitario. In questo contesto si inquadra la missione della nave Cavour ad Haiti nel gennaio 2010, a seguito del terremoto che ha colpito l’isola. Nell’ambito della missione
umanitaria – che ha coinvolto Componenti e Strutture operative del Servizio Nazionale – la portaerei ha trasportato generi alimentari, medicine e moduli abitativi per la popolazione sfollata. Supporto logistico per tutto il personale civile e militare impegnato sull’isola, la nave ha fornito un importante sostegno anche per le attività sanitarie, sia attraverso l’ospedale di bordo sia attraverso il trasporto aereo sanitario. Sulla nave sono stati inoltre imbarcati i mezzi pesanti utilizzati per la rimozione delle macerie e l’allestimento delle tende nelle aree di accoglienza. 3 INFO www.marina.difesa.it www.protezionecivile.gov.it
Confederazione nazionale delle Misericordie: il meeting internazionale al 10 al 12 maggio si è svolto a Modena il 1° meeting internazionale delle Misericordie, un’occasione per premiare i 1.500 volontari e le 350 Misericordie di tutta Italia, che hanno dato il loro contributo per l’emergenza terremoto in Emilia dello scorso anno. Un appuntamento atteso anche per la consegna ai sindaci dei Comuni di Mirandola e di San Felice sul Panaro, dei fondi raccolti con la sottoscrizione lanciata dalla stessa Confederazione nazionale. Giornate di forte partecipazione, con l’intervento del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, che ha ricordato come tutti gli attori: “dopo 800 anni ‘sono ancora qua’, e rappresentano un asset importante nel nostro sistema […]”, e con la partecipazione del Presidente e del direttore della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia - Ugem, Roberto Trucchi e Piergiorgio Salvatori.
L’evento si è svolto nel Parco Enzo Ferrari, un’arena di 18mila metri quadrati allestita per ospitare il campo della colonna mobile nazionale di protezione civile delle Misericordie. Una struttura di eccellenza con oltre 100 tende, una zona pranzo per circa 3mila pasti al giorno, otto moduli per bagni e docce, due tende aerostatiche, un Pma - Posto medico avanzato per l’assistenza sanitaria, due Sale operative per la gestione del complesso, e tre grandi tensostrutture dedicate agli incontri. Tre giornate che hanno appassionato anche il Santo Padre, Papa Francesco, che attraverso un messaggio indirizzato alla Confederazione, ha rivolto il Suo personale invito a percorrere, anche in futuro, un così importante cammino di solidarietà. 3 INFO www.protezionecivile.gov.it www.misericordie.it
Anpas: 14° meeting nazionale della solidarietà delle Pubbliche Assistenze i è svolto in Emilia-Romagna, dal 24 al 26 maggio, il 14° meeting nazionale della solidarietà delle Pubbliche Assistenze Anpas.“Si lavora qui per ingentilire i cuori […]”: questo il tema centrale dell’iniziativa, un’edizione speciale, perché organizzata a Bologna e Mirandola, zone colpite dal terremoto dello scorso anno, dove Anpas è intervenuta con circa 5mila volontari in quattro mesi di emergenza. L’iniziativa si è aperta il 24 maggio a Bologna, con l’inaugurazione di un campo tendato che ha ospitato i volontari. Nel pomeriggio si è svolto un convegno su “Pubblico e privato: le responsabilità del welfare”, un’occasione per riflettere sul rapporto tra Istituzioni pubbliche e soggetti privati. Il 25 mattina si è svolta l’Assemblea nazionale delle Pubbliche Assistenze, con interventi di esperti e personalità dal mondo della scienza e delle istituzioni. Nel pomeriggio da Bologna, invece, è partita “L’ambulanzata” che ha toccato le comunità colpite dal sisma. Altre colonne di mezzi sono partite dal Veneto e dalla Lombardia, per poi convergere a Mirandola. L’iniziativa, cui hanno partecipato rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile e della Regione Emilia-Romagna, è stata un importante momento di incontro tra le istituzioni e le comunità colpite dal terremoto. Domenica 26, a conclusione delle giornate del meeting, i volontari Anpas hanno sfilato in corteo per le vie di Bologna.
3 INFO www.anpasnazionale.org www.regione.emilia-romagna.it
Anci Toscana: sindaci a Conoscere la montagna lezione di comunicazione con “Sicuri sul sentiero” onoscere il piano di emergenza comunale e saper comunicare le informazioni essenziali ai cittadini. Sono questi alcuni degli obiettivi delle lezioni che Anci Toscana rivolge a Sindaci, assessori delegati, dirigenti e responsabili di Unioni di Comuni che si occupano di protezione civile. Il percorso formativo, diviso in due giornate, prevede l’approfondimento di numerosi temi come il ruolo e le competenze dei Sindaci in ambito di protezione civile, la redazione del piano comunale, la pianificazione e le procedure da seguire in fase di allerta e di emergenza. Al termine delle giornate i partecipanti saranno in grado di utilizzare al meglio il piano comunale, raccordandosi, quando necessario, con le altre istituzioni coinvolte e le associazioni di volontariato e fornendo ai cittadini le tempestive informazioni sui comportamenti da adottare per ridurre l’esposizione ai rischi. Per favorire la partecipazione di tutti i Comuni, il ciclo di lezioni sarà ripetuto da maggio a settembre in diverse città della Regione e gli interventi saranno modulati in base alla tipologia di rischi presenti sul territorio. La partecipazione è gratuita, ma subordinata all’iscrizione tramite i moduli pubblicati sul sito ancitoscana.it.
i svolge il 16 giugno in tutta Italia la nuova edizione di “Sicuri sul sentiero”, la giornata di prevenzione degli incidenti in montagna organizzata dal Cai Corpo alpino italiano e dal Cnsas - Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. Nel corso della manifestazione, tecnici del soccorso alpino, istruttori, accompagnatori del Cai e guide alpine saranno presenti in diverse località montane per dare informazioni sulla corretta frequentazione di sentieri, vie ferrate, falesie e grotte e per dare consigli a quanti praticano il canyoning o ricercano funghi.
www.ancitoscana.it posta@ancitoscana.it
www.procivarci.it nazionale@procivarci.it
Previsti anche seminari di approfondimento, escursioni guidate e simulazioni di ricerca di persone disperse. La manifestazione rientra nel progetto “Sicuri in montagna” e ha l’obiettivo di diffondere la cultura di prevenzione dei rischi tipici dell’ambiente montano, soprattutto tra quanti affrontano la montagna senza alcuna esperienza e senza il supporto di una guida alpina. L’elenco degli eventi in programma, suddivisi per Regione, è consultabile sul sito sicurinmontagna.it. 3 INFO www.cai.it www.cnsas.it
EuroPROTECT 2013: in provincia dell’Aquila un’esercitazione europea sul rischio sismico i è tenuta a Campotosto in Provincia dell’Aquila “EuroPROTECT 2013”, la prima esercitazione europea organizzata dalla Prociv-Arci - Associazione nazionale volontari per la protezione civile. Dal 30 maggio al 2 giugno oltre 3mila volontari e Forze dell’Ordine di tutta Europa sono stati impegnati nelle attività post emergenziali relative alla simulazione di un evento sismico di magnitudo 6. Le attività hanno previsto l’elaborazione dello scenario di danno, l’attivazione dei centri operativi e dei piani d’emergenza comunali. Focus dell’esercitazione: le operazioni di primo soccorso e la ricerca e il recupero di feriti e dispersi. I volontari sono stati impegnati poi nell’allestimento delle tendopoli, nell’evacuazione delle scuole e nel recupero di opere d’arte. All’esercitazione hanno partecipato il Dipartimento della Protezione Civile e le protezioni civili di Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Portogallo, Spagna.
“Messina 2013”, una settimana di esercitazioni sul rischio sismico al 6 all’11 maggio la città di Messina ha ospitato la IV edizione della “Settimana della sicurezza”, un appuntamento ricco di esercitazioni sul rischio sismico, nato dalla collaborazione tra Prefettura, Dipartimento Regionale di Protezione Civile, istituzioni e mondo del volontariato. Hanno partecipato in qualità di osservatori funzionari degli Uffici gestione delle emergenze e volontariato, formazione e comunicazione del Dipartimento della Protezione Civile. L’esercitazione è iniziata con la simulazione di un terremoto di magnitudo 6.3 nello Stretto di Messina e il successivo arrivo sulle coste di un’onda di maremoto. Scopo dell’iniziativa: verificare il funzionamento e la capacità di coordinamento delle singole Componenti e Strutture Operative presenti sul territorio. Durante le prime giornate sono stati testati i piani di evacuazione degli istituti dei Distretti scolastici 28 e 29 che aderiscono al “Progetto scuola sicura” e le reti di radiocomunicazione alternativa di emergenza. Sono stati inoltre censiti i ripetitori, gli apparati radio in dotazione ai Centri operativi e verificati i collegamenti radio d’emergenza, anche con l’ausilio di postazioni mobili. Il 118 Seus - Servizio emergenza urgenza sanitaria ha coordinato la gestione dell’emergenza sanitaria territoriale. Con l’occasione è stata verificata la funzionalità dei Pma - Posti medici avanzati e l’efficienza dei Piani intraospedalieri di tre strutture cittadine (Policlinico “G. Martino”, Piemonte e Papardo) per la gestione di macro-emergenze sanitarie. Le associazioni di volontariato, secondo le specifiche competenze, sono state coinvolte nei vari scenari delle simulazioni. La fase operativa dell’esercitazione si è conclusa venerdì 10. La giornata di sabato è stata dedicata al3 INFO la consegna degli attestati di partecipazione e al debriefing per valutare www.comune.messina.it/protezione-civile la gestione degli interventi realizzati durante la settimana. protezionecivile@comune.messina.it
Esercitazione a Sulmona: protagonisti gli alunni di una scuola elementare peratori del Sistema di protezione civile per un giorno: questa l’esperienza degli alunni dell’Istituto pontificio Maestre Pie Filippini di Sulmona, che hanno simulato il 3 maggio l’evacuazione della loro scuola in seguito a una scossa di terremoto. Hanno coordinato l’esercitazione, gli operatori della protezione civile del Comune di Sulmona, i Vigili del Fuoco e i volontari della Croce rossa italiana. Gli alunni sono stati suddivisi in tre squadre e hanno indossato l’abbigliamento
identificativo della struttura che rappresentavano. Una parte dei ragazzi ha partecipato alle operazioni nell’edificio, un’altra ha invece coordinato le attività dalla sala radio. L’esercitazione è iniziata quando è suonato l’allarme e sono state attivate le procedure del piano di evacuazione della scuola. È poi proseguita con una chiamata ai numeri di soccorso che ha dato il via alle operazioni: i piccoli Vigili del Fuoco, insieme ai veri operatori, hanno spento un finto incendio nell’edificio e hanno
ricercato due feriti/dispersi; gli operatori di protezione civile hanno censito i compagni e transennato l’edificio; i rappresentanti della Croce rossa hanno seguito i veri volontari nelle operazioni di soccorso. I bambini, prima dell’esercitazione, sono stati preparati con lezioni teoriche sul Servizio Nazionale della Protezione Civile e sul ruolo delle diverse componenti e Strutture operative del Sistema. 3 INFO www.comune.sulmona.aq.it www.pontificioistitutompf.it
“Terremoto Io non rischio”: la formazione dei volontari per la terza edizione della campagna Sono oltre 200 i Comuni a rischio sismico coinvolti in quasi tutta Italia
volontari di protezione civile, istituzioni e mondo della ricerca scientifica sono insieme per il terzo anno per la prevenzione del rischio sismico. È partita, infatti, a maggio la formazione dei volontari di “Terremoto Io non rischio”, la campagna di comunicazione nazionale per la riduzione del rischio sismico promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Anpas - Associazione nazionale delle pubbliche assistenze, in collaborazione con Ingv - Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e ReLUIS-Rete dei Laboratori universitari di ingegneria sismica e in accordo con le Regioni e i Comuni in-
teressati. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, si svolgerà il 28 e 29 settembre in più di 200 Comuni a rischio sismico di quasi tutta la Penisola. Nel 2011 la campagna è stata realizzata in nove piazze di sei Regioni, mentre l’edizione 2012 ha coinvolto 102 piazze di quasi tutta Italia. L’iniziativa punta a promuovere una cultura della prevenzione, formare un volontario specializzato e avviare un processo che porti il cittadino a svolgere un ruolo attivo nella riduzione del rischio sismico. Protagonisti sono i volontari di protezione civile, formati su questo rischio, che istruiscono a loro volta altri vo-
“IO NON RISCHIO” PARLERÀ ANCHE DI MAREMOTO
lontari, arrivando alla fine del percorso a più di 3mila persone formate. A settembre ci saranno degli incontri per verificare che la formazione sia stata compiuta in modo efficace. In piazza, i volontari saranno impegnati a distribuire materiale informativo e a rispondere alle domande dei cittadini. Oltre all’Anpas, presente fin dalla prima edizione, partecipano le associazioni nazionali Ana - Associazione nazionale alpini, Anai - Associazione nazionale autieri d’Italia, AnvvfcAssociazione nazionale Vigili del Fuoco in congedo, Avis - Associazione volontari italiani del sangue, Fir-CB-
Federazione italiana ricetrasmissioni Citizen’s band, Legambiente Onlus, Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, Prociv Arci - Associazione nazionale volontari per la protezione civile, Prociv Italia - Associazione nazionale volontari protezione civile e sanità, Federazione psicologi per i popoli, Rnre - Raggruppamento nazionale radiocomunicazioni emergenza, Ucis - Unità cinofile italiane da soccorso e Unitalsi - Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali. 3 INFO www.iononrischio.it info@iononrischio.it
La campagna nazionale di comunicazione “Io non rischio”, nata per sensibilizzare i cittadini su tutti i rischi del territorio italiano, quest’anno tratterà in via sperimentale il tema del maremoto. L’iniziativa si svolgerà nei quattro fine settimana di ottobre nelle piazze di 29 comuni costieri della provincia di Salerno. Il 25 e il 26 maggio scorso si è svolta la formazione di un primo gruppo di volontari che, durante l’estate, avranno il compito di formarne di nuovi. La campagna è promossa e realizzata da Dipartimento, Anpas, Ingv, ReLUIS, in collaborazione con Ispra, Ogs, in accordo con la Regione Campania e i comuni interessati. Partecipano i gruppi comunali, le associazioni regionali di protezione civile e le sezioni locali delle Organizzazioni nazionali di volontariato. L’ultimo fine settimana della campagna si svolgerà in concomitanza con l’esercitazione internazionale Twist sul rischio maremoto.
IV edizione del Forum europeo di protezione civile
l 15 e il 16 maggio si è svolta a Bruxelles la quarta edizione del Forum europeo di protezione civile, l’incontro organizzato dalla Commissione Europea che ha l’obiettivo di rafforzare la capacità di gestione delle emergenze in ambito europeo ed extra europeo, con particolare attenzione alla fase di previsione e di prevenzione. “Gestione del rischio - migliorare la nostra capacità di comprendere i rischi a tutti i livelli di governo” è il titolo del workshop a cui è intervenuto anche il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, che ha affrontato il tema della comunicazione del rischio, evi-
ue giorni di lavori per fare il punto sulla microzonazione sismica in Italia, sulle prospettive in campo scientifico e sull’applicazione dei risultati sul territorio. Si è svolto a Roma il 22 e 23 maggio nell’aula convegni del Consiglio nazionale delle ricerche il worskshop “Strategie di mitigazione del rischio sismico”, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con l’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria. Hanno partecipato oltre 200 rappresentanti di istituzioni, Regioni, mondo della ricerca e Università, coinvolti negli studi di microzonazione sismica e nell’applicazione dei risultati alla pianificazione territoriale e di emergenza. Alla luce delle esperienze del terremoto in Abruzzo del 2009 e dei terremoti emiliani del 2012, sono stati evidenziati i temi da approfondire per integrare gli “Indirizzi e criteri per gli studi di microzonazione sismica”, pubblicati nel 2008. A conclusione dei lavori, una tavola rotonda con esperti di Francia, Grecia, Portogallo e Turchia ha analizzato quanto realizzato nei diversi Paesi e le possibilità di coordinamento a livello europeo.
denziando l’importanza di “Compiere uno sforzo congiunto tra i vari livelli di responsabilità per garantire una informazione puntuale, chiara, comprensibile e completa ai cittadini nelle varie fasi di gestione del rischio”. Con la partecipazione del Commissario europeo, Kristalina Georgieva, il Forum è stata anche l’occasione per inaugurare il nuovo European Emergency Respons Centre - sala operativa del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, lo strumento dell’UE che risponde alle emergenze in territorio interno ed esterno all’Unione Europea. 3 INFO www.protezionecivile.gov.it www.ec.europa.eu/echo
Dalla metà di giugno a fine settembre: al via la campagna Anticendio boschivo 2013 on una flotta aerea fortemente ridotta nei numeri parte il 21 giugno la campagna Aib-antincendio boschivo 2013, per concludersi alla fine di settembre. Nel periodo di massima attenzione dei mesi di luglio e agosto saranno a disposizione 15 Canadair e un elicottero Ab412 dei Vigili del Fuoco, a cui potrà aggiungersi qualche altro mezzo se saranno trovate le risorse necessarie e espletate le necessarie procedure amministrative. I mezzi della flotta aerea dello Stato saranno come sempre coordinati dal Coau - Centro operativo aereo unificato del Dipartimento della Protezione Civile, mentre la gestione dei velivoli – sulla base di quanto previsto dalla legge n. 100 del luglio 2012 – è passata al Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. Rispetto ai 30 mezzi a disposizione lo scorso anno i velivoli sono praticamente dimezzati. Di fronte alla limitata possibilità di intervento della flotta aerea statale saranno quindi fondamentali gli schieramenti delle flotte aeree regionali, così come le convenzioni e i gemellaggi tra le 3 INFO www.protezionecivile.gov.it www.vigilfuoco.it varie regioni per condividere risorse e mezzi.
3 INFO www.protezionecivile.gov.it www.cnr.it
Scuola multimediale di protezione civile: conclusa la quinta edizione ono oltre 3.500 i bambini e i ragazzi che durante l’anno scolastico appena trascorso hanno “navigato” nel “mare dei rischi”, scoprendo cosa sono terremoti, vulcani, alluvioni, e maremoti. Si è conclusa a maggio la quinta edizione di “Scuola multimediale di protezione civile”, il progetto formativo promosso dal Dipartimento della Protezione Civile che ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza dei rischi e delle norme di comportamento per prevenirli e ridurne gli effetti. Hanno partecipato all’iniziativa le regioni Abruzzo, Basilicata, Marche, Puglia e Sardegna, per un totale di 350 insegnanti e 195 classi coinvolte. Il progetto – rivolto alla IV e V elementare e alla prima media – si è articolato in due momenti: una fase di e-learning, da ottobre a marzo, e un’esercitazione finale a maggio-giugno, organizzata in collaborazione con le strutture operative locali. Gli alunni hanno potuto esplorare con la guida degli insegnanti i contenuti didattici della piattaforma multimediale, dove sorgono le “isole” dei rischi. Ogni isola è un’unità didattica: la navigazione da un’isola all’altra permette ai ragazzi di scoprire il mondo dei rischi e le norme di comportamento. La “terraferma” rappresenta invece il Servizio Nazionale della Protezione Civile, simbolo della sicurezza che deriva dalla formazione e dalla conoscenza dei fenomeni. Al termine di ogni unità didattica, gli alunni hanno dovuto superare un test per valutare il livello di apprendimento e accedere alla successiva unità didattica. L’impegno dei ragazzi è proseguito anche a casa, dove hanno potuto connettersi alla piattaforma per approfondire argomenti, consultare il glossario, e utilizzare i giochi educativi.
3 INFO www.protezionecivile.gov.it scuolamultimediale@protezionecivile.it
Campi scuola “Anch’io sono la protezione civile”
osa significa per la scienza prevedere un evento calamitoso? Quali sono gli strumenti di cui dispone il Sistema di protezione civile per prevenire i rischi? Come si giudica la colpa? Chi garantisce il diritto all'informazione? Sono queste alcune delle domande alle quali cerca di dare risposta il volume “Protezione civile e responsabilità nella società del rischio. Chi valuta, chi decide, chi giudica”, che raccoglie gli atti della giornata di studio organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile e Fondazione Cima. Frutto delle riflessioni sul rapporto tra giustizia, informazione e protezione civile, il libro è disponibile sul sito Edizioni Ets e sulle principali librerie online.
orna anche quest’anno l’appuntamento estivo con i campi scuola “Anch’io sono la protezione civile”, il progetto di formazione organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con le organizzazioni nazionali di volontariato, le Regioni e le associazioni locali di volontariato, protagoniste nella gestione diretta delle attività del campo. Obiettivo dell’iniziativa – che coinvolgerà i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni – è radicare nei giovani il senso di responsabilità e di cittadinanza attiva attraverso la condivisione di buone pratiche di protezione civile. Gli oltre 130 campi si svolgeranno dal 22 giugno al 7 settembre in quasi tutte le Regioni.
www.protezionecivile.gov.it www.cimafoundation.org
www.protezionecivile.gov.it campiscuola@protezionecivile.it
Pubblichiamo la nota del Capo Dipartimento che riguarda l’istituzione dell’Elenco centrale e degli Elenchi territoriali delle Organizzazioni di volontariato di protezione civile in attuazione degli Indirizzi operativi del 1° febbraio 2013
Oggetto: Istituzione dell’Elenco centrale e degli Elenchi territoriali delle Organizzazioni di volontariato di protezione civile – attuazione delle disposizioni contenute nel paragrafo 1 della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 1° febbraio 2013 Come è noto il Presidente del Consiglio dei Ministri ha recentemente adottato una Direttiva contenente specifici Indirizzi operativi volti ad assicurare l'unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di protezione civile. La Direttiva è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 27 - serie generale - del febbraio 2013 e le disposizioni in essa contenute divengono operative decorsi 180 giorni dalla pubblicazione, vale a dire a partire dal prossimo 31 luglio 2013. Tra le diverse misure oggetto della Direttiva, particolare rilevanza assumono quelle contenute nel paragrafo 1, con il quale è stata rideterminata la composizione ed articolazione dell'Elenco nazionale delle Organizzazioni di volontariato di protezione civile istituito ai sensi dell'art. 1 del Regolamento approvato con Decreto del Presidente della Repubblica dell'8 febbraio 2001, n. 194. L'iscrizione in tale Elenco (costituito dalla sommatoria dell'Elenco centrale e degli Elenchi territoriali) costituisce il presupposto essenziale ed irrinunciabile per l'accesso a tutti i benefici e le misure previste nel Regolamento. Il paragrafo 1.2, in particolare, individua i requisiti ai quali devono corrispondere, sull'intero territorio nazionale, gli Elenchi territoriali delle Or-
ganizzazioni di volontariato di protezione civile gestiti dalle Regioni e Province Autonome di Trento e di Bolzano, ovvero dalle Province delle altre Regioni, secondo i diversi ordinamenti interni. L'iscrizione in tali Elenchi costituisce, senza ulteriori adempimenti, condizione sufficiente per l'accesso ai benefici previsti dagli articoli 9 e 10 del richiamato D.P.R. 194/2001. Tale iscrizione costituisce, altresì, condizione necessaria per consentire la partecipazione attiva delle Organizzazioni di volontariato alle attività in vista o in occasione di eventi di carattere locale di cui alle lettere a) e b) dell'art. 2 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modifiche ed integrazioni. Tale partecipazione, ai sensi di quanto previsto dall'art. 15 del richiamato Regolamento, a decorrere dal 31 luglio prossimo rientra nella competenza esclusiva delle Regioni e Province Autonome. Le Regioni e le Province Autonome procederanno, pertanto, entro il 31 luglio prossimo, ove necessario, all'adeguamento delle proprie disposizioni che regolamentano l'istituzione e la tenuta degli Elenchi territoriali, come concordato in sede di espressione dell'intesa sulla Direttiva presidenziale. Entro la medesima data il Dipartimento concorderà con ciascuna Regione e Provin-
cia Autonoma le modalità tecniche per assicurare l'accessibilità e la consultazione degli Elenchi territoriali mediante il sito istituzionale del Dipartimento medesimo, come previsto dal paragrafo 1.4 della Direttiva. Il paragrafo 1.3 della Direttiva specifica i requisiti di cui deOorganizzazioni di volontariato per poter essere iscritte all'Elenco centrale delle Organizzazioni di volontariato di protezione civile, gestito direttamente dallo scrivente Dipartimento, e stabilisce che le relative modalità devono essere distinte per le quattro categorie di organizzazioni in esso individuate: a) strutture nazionali di coordinamento di Organizzazioni di volontariato costituite ai sensi della legge n. 266/1991 e diffuse in più Regioni o Province Autonome; b) strutture nazionali di coordinamento di organizzazioni di altra natura purché a componente prevalentemente volontaria e diffuse in più Regioni o Province Autonome; c) organizzazioni appartenenti alle categorie a) e b) prive di articolazione regionale, ma in grado di svolgere funzioni specifiche ritenute dal Dipartimento della Protezione Civile di particolare rilevanza ed interesse a livello nazionale; d) strutture nazionali di coordinamento dei gruppi comunali e intercomunali di protezione civile. Le organizzazioni che ritengono di appartenere ad una delle 4 categorie su elencate dovranno attestare il possesso dei requisiti specificati al paragrafo 1.3 della Direttiva, compilando la domanda di iscrizione allegata alla presente comunicazione (scaricabile dal sito istituzionale di questo Dipartimento) ed integrandola con la documentazione ivi specificata. La domanda di iscrizione, unitamente alla documentazione allegata, dovrà essere trasmessa, esclusivamente a mezzo posta elettronica
certificata, allo scrivente Dipartimento all'indirizzo protezionecivile@pec.governo.it entro il 31 maggio 2013, onde consentire l'effettuazione delle necessarie attività istruttorie e di verifica. Il Servizio volontariato del Dipartimento della Protezione Civile procederà alla verifica delle domande di iscrizione, anche mediante l'effettuazione di sopralluoghi nelle sedi operative delle organizzazioni ovvero la richiesta di integrazione della documentazione prodotta, al fine di poter procedere, attraverso un esame degli elementi specifici dell'Organizzazione richiedente, in chiave di efficacia dell'intervento, alla prima edizione dell'Elenco centrale entro il giorno 31 luglio 2013, data in cui l'attuale elenco unico cesserà di avere efficacia. Le domande di iscrizione che perverranno oltre tale data saranno comunque considerate ai fini di successive integrazioni dell' elenco. A decorrere dal 31 luglio 2013, le Organizzazioni che riterranno di disporre dei requisiti necessari per l'accesso all'Elenco centrale potranno presentare la propria domanda di iscrizione in ogni momento, sempre utilizzando la modulistica allegata alla presente comunicazione ed inviandola esclusivamente mediante posta elettronica certificata, all'indirizzo protezionecivile@pec.governo.it. Il Dipartimento procederà, nei tempi più rapidi possibili, all'effettuazione dell'istruttoria e delle verifiche necessarie e alle conseguenti comunicazioni. La presente comunicazione sarà pubblicata sul sito istituzionale del Dipartimento della Protezione Civile con adeguata evidenza e le Direzioni di protezione civile delle Regioni e Province Autonome sono invitate ad assicurarne la massima diffusione, con riferimento al proprio ambito territoriale.
La protezione civile siamo tutti noi Pubblichiamo una lettera degli alunni della scuola di Bastia Umbra (PG) Il 19 Aprile 2013 noi alunni di classe V di XXV Aprile a Bastia Umbra in Provincia di Perugia, insieme ai compagni della classe V di Madonna di Campagna dello stesso circolo didattico, siamo stati a Roma per visitare il Dipartimento della Protezione Civile. L’iniziativa, completamente gratuita, è stata attivata dall’Anci Umbria in seguito alla partecipazione e alla vincita del concorso “Alla larga dai pericoli”. Appena arrivati un operatore ci ha mostrato un breve filmato in cui si parlava di prevenzione, previsione, rischio idrogeologico, nucleare, incendi, terremoti, eruzioni vulcaniche, volontariato… ci hanno invitato a fare domande e a commentare le più semplici regole di comportamento. Successivamente alcuni ragazzi hanno addirittura intervistato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che si è mostrato disponibile e attento a soddisfare le nostre curiosità. Intanto altri scolari visitavano la “Sala situazione Italia” dove si monitora attimo per attimo il territorio italiano. In caso di emergenze gravi, il Presidente del Governo incarica il capo della Protezione Civile di organizzare i soccorsi per gli interventi da fare. In seguito la nostra guida ci ha accompagnati nella sala del Coemm (Centro operativo emergenze marittime) e del Coau (Centro operativo aereo unificato). Nella prima ci hanno spiegato le diverse fasi per rimuovere un relitto, ma anche come togliere le sostanze chimiche disperse in mare e con quali mezzi agire; nella seconda quali sono le fasi per spegnere un incendio boschivo, che quasi sempre è doloso, sottolineando che il lavoro di squadra tra le varie associazioni è indispensabile. Mentre visitavamo queste sale ci sentivamo protetti, al sicuro ed eravamo convinti che solo per il fatto di trovarci in quel luogo non ci sarebbe potuto accadere niente di brutto. È stata un’esperienza interessante anche perché ci siamo sentiti grandi nell’occuparci di eventi importanti in mezzo a tante persone indispensabili per la nostra sicurezza ed abbiamo imparato molte cose nuove in modo simpatico e divertente. Classe V di XXV Aprile
A scuola di protezione civile - Visite guidate alla sede operativa del Dipartimento Gli incontri sono rivolti alle scuole primarie e secondarie di I e di II grado e permettono agli studenti di vedere da vicino quali sono i soggetti, i metodi e le dinamiche che caratterizzano il Servizio Nazionale della Protezione Civile. Le visite, della durata di una mattinata, sono strutturate in base all’età dei ragazzi e prevedono una visita guidata alla Sala Situazione Italia e ai Centri Funzionali, i centri di monitoraggio e previsione dei rischi sull’intero territorio nazionale. Sul sito protezionecivile.gov.it è possibile scaricare il modulo per partecipare alle visite al link www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_dossier.wp?contentId=DOS13103.
Protezione Civile 12 13
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La Rivista della Protezione Civile