Source: http://lab.senatoperiragazzi.it/ddl/riforma-sistema-istruzione
Timestamp: 2018-05-21 05:21:18+00:00
Document Index: 166098867

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.15', 'art. 15', 'art.6', 'art.6', 'art. 4', 'art.15']

Home : DDL dei ragazzi : riforma sistema istruzione
presentato da Liceo classico "G. Bruno"
Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione universitaria. Misure a sostegno dell’inserimento degli studenti nelle Università italiane, della prosecuzione degli studi e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti
Emendamenti [5]
La presente legge è destinata agli studenti universitari italiani e stranieri, europei e non europei con permesso di soggiorno, tra i 18 e i 28 anni. Per "studenti" si intendono gli iscritti ai corsi di studio delle università, degli istituti universitari e degli istituti superiori di grado universitario che rilasciano titoli aventi valore legale.
(Riduzione tasse universitarie)
Conformemente all’articolo 34 della Costituzione richiamando il pacchetto di provvedimenti dello Student Act, di cui alla LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019, art.1, commi da 252 a 268 si acquisiscono totalmente i commi da 252 a 268, eccetto i commi 255 e 257 a cui sono apportati i seguenti correttivi:
a) Al comma 255, che disciplina i requisiti per l’esonero dal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale da parte degli studenti; alla lettera a, le parole: “13.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: “18.000 euro”.
b) Al comma 257, che regolamenta l’ammontare del contributo onnicomprensivo annuale, le parole: “per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui ISEEU sia compreso tra 13.001 e 30.000 euro” sono sostituite dalle seguenti:” per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui ISEEU sia compreso tra 13.001 e 40.000 euro”.
c) Al comma 257, le parole: “il contributo onnicomprensivo annuale non può superare il 7 per cento della quota di ISEEU eccedente 13.000 euro” sono sostituite con le seguenti: “il contributo onnicomprensivo annuale non può superare il 3 per cento della quota di ISEEU eccedente 13.000 euro.
(Modifica art.15 testo unico imposte sui redditi detrazioni fiscali)
All’art. 15, comma 1 del D.P.R., 22/12/1986 n. 917 è aggiunta la lettera ter):
“le spese universitarie relative a vitto, alloggi, trasporti e materiale universitario entro il limite di un canone annuale di 3.500 euro e per contratti diversi da quelli a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431 per i quali è già prevista la detrazione del 19%”.
(Prestito d’onore per tasse e spese universitarie)
1. All'articolo 16, comma 1, della legge 390/1991 sono apportate le seguenti modificazioni: le parole "ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera a)" sono sostituite dalle seguenti: “ai sensi dell'articolo 4 comma 2 della presente legge”.
2. I criteri per l'individuazione dei beneficiari del finanziamento sono:
a) criterio di reddito che adotta l'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), calcolato secondo le modalità previste dall'articolo 8 del regolamento di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, nonché dall'articolo 2-sexies del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, Decreto Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 7 novembre2014, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001 che disciplinano l’ISEE per il diritto allo studio universitario. Sono ammessi tutti gli studenti appartenenti ad un nucleo familiare con reddito ISEEU fino a 22.500 euro.
b) criterio di merito che tiene conto della valutazione conseguita al termine del secondo ciclo d’istruzione. Sono ammessi tutti gli studenti in possesso del diploma di scuola superiore con un voto pari ad almeno 95/100.
3. Sulla base di criteri definiti con decreto del Ministro del Tesoro di concerto con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, le regioni a statuto ordinario disciplinano le modalità per la concessione dei prestiti d'onore e, nei limiti degli appositi stanziamenti di bilancio, provvedono alla concessione di garanzie sussidiarie sugli stessi e alla corresponsione degli interessi. Le convenzioni che in materia le regioni stipulano con aziende ed istituti di credito devono prevedere:
a) il rimborso al primo impiego e comunque non oltre 28 mesi dal termine degli studi;
b) prestiti per un importo massimo di 27.000 euro;
c) erogazione a studenti di età compresa tra i 18 e 28 anni.
(Agevolazioni alloggi privati e trasporti pubblici)
1. Sono introdotti finanziamenti statali a copertura del canone di alloggi destinati a studenti universitari in funzione del reddito ISEEU pari al:
-30% dalla prima alla seconda fascia (da € 0 a 7.000)
-20% dalla terza alla quarta fascia (da € 7.001 a 9.000)
-10% dalla quinta alla sesta fascia (da € 9.001 a 11.000)
2. Al fine di rendere note le informazioni riguardanti gli alloggi privati, le università devono avere sul loro sito web una banca dati accessibile a tutti gli studenti. Tale banca dati, in particolare, fornisce le seguenti indicazioni:
- le offerte relative alle abitazioni private al fine di facilitare l’incontro tra domanda e offerta anche con contratti a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431;
- mappa digitale contenente le ubicazioni di tali abitazioni;
- servizi complementari a supporto dei giovani ospiti (biblioteche, sale ricreative, palestre, zone comuni).
3. Affinché si abbia una maggiore disponibilità di alloggi universitari, il presente articolo prescrive la ristrutturazione di beni immobili statali caduti in disuso o confiscati alle mafie; il governo è delegato ad adottare, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente, un apposito decreto legislativo su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il quale si procederà a trasferirli alle regioni che potranno gestirli direttamente ovvero assegnarli in concessione a titolo gratuito ad associazioni del terzo settore seguendo le regole della massima trasparenza amministrativa.
4. Allo scopo di semplificare gli spostamenti dei giovani universitari e di stimolarli al completamento degli studi, si ritiene necessaria l’introduzione di agevolazioni sui Trasporti Pubblici Locali, che prevedano:
a) la completa e costante disponibilità di mezzi che collegano le sedi universitarie alle principali vie di comunicazione, durante la fascia oraria compresa tra le ore 7:00 e le ore 19:00;
b) a causa dell’evidente dislivello tra le varie regioni italiane sulla gestione e sulla continuità del servizio erogato, si ritiene opportuno uniformare le tariffe all’interno del territorio nazionale, garantendo agli studenti di età inferiore ai 28 anni una minimizzazione dei costi di accesso al TPL, senza limitazioni determinate dal reddito ISEE. Il governo è delegato ad adottare, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente, un apposito decreto legislativo su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la determinazione delle agevolazioni relativamente all’accesso al Trasporto Pubblico da parte degli studenti universitari.
(Alternanza università-lavoro)
1. Al fine di accrescere la motivazione allo studio, realizzare una connessione funzionale tra formazione in aula ed esperienza pratica, acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro e assicurare una equa preparazione professionale agli studenti, il presente articolo, dando piena attuazione al Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77, intende estenderlo anche alle istituzioni universitarie.
2. Tutti gli studenti iscritti e frequentati università pubbliche o private hanno l'obbligo di svolgere, con la modalità e nei limiti del Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77, l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituzione universitario.
3. I suddetti percorsi di alternanza, attuati per una durata complessiva di 200 ore, da ripartire tra il penultimo e l’ultimo anno universitario. Il potere gestionale è affidato unicamente alle università referenti, le quali avranno massima libertà nello stabilire numero e durata degli incontri, purché si rispetti l’esclusione dei mesi impiegati per le sessioni d’esame.
4. Fermo restando quanto previsto dalle norme vigenti in materia, i percorsi in alternanza sono oggetto di verifica e valutazione, periodica e annuale, da parte dell'istituzione universitaria. Essa certifica, sulla base delle indicazioni fornite dai tutor formativi esterni, le competenze acquisite dagli studenti, le quali costituiscono crediti concorrenti alla determinazione del punteggio di laurea. La valutazione e la certificazione delle competenze acquisite dai soggetti diversamente abili (Legge 104 del 5 febbraio 1992 e decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 66) che frequentano i percorsi in alternanza, è disciplinata secondo le disposizioni del Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77, art.6, comma 3. A conclusione dei percorsi in alternanza, le istituzioni universitarie rilasceranno una certificazione relativa alle competenze acquisite nei periodi di apprendimento, mediante esperienze lavorative (Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77, art.6, comma 4).
(Sponsorizzazioni e finanziamenti da parte di enti terzi)
1. Tramite sponsorizzazioni e finanziamenti a fondo perduto da parte di enti terzi, quali banche, società, istituzioni pubbliche e private, si intende provvedere alla copertura di parte delle mancate entrate di cui ai precedenti articoli.
2. I soggetti di cui al comma 1 avranno sia agevolazioni fiscali, sia utilizzo gratuito di spazi pubblici a fini pubblicitari. Con un apposito decreto legislativo da emanare su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, saranno definite le modalità delle agevolazioni fiscali.
3. I soggetti di cui al comma 1 saranno inseriti in una banca dati pubblicata sul sito del MIUR, quali enti di riferimento a sostegno della cultura e del sapere.
1. I Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), dell’Economia e delle Finanze (MEF) sono autorizzati a garantire la somma necessaria alla copertura dei contributi concessi agli studenti.
2. All'onere derivante dall'attuazione degli interventi della presente legge nel sistema dell'istruzione, dei trasporti pubblici e delle finanze:
a) si provvede a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge 18 dicembre 1997, n. 440, come determinata dalla tabella C, allegata alla legge 30 dicembre 2004, n. 311;
b) si istituisce un apposito fondo di bilancio congiunto per l'erogazione dei contributi: il 50% delle risorse del fondo deriva dalla vendita dei beni confiscati alle mafie, in misura non inferiore al 15% della disponibilità su base annuale; il rimanente 50% dalle sanzioni provenienti dai danni per reati ambientali, in misura non inferiore al 20% della disponibilità su base annuale;
c) si utilizzano, nella percentuale stabilita nella programmazione regionale, le risorse destinate ai percorsi di formazione professionale a valere sugli stanziamenti previsti dall'articolo 68, comma 4, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni.
Onorevoli Senatori - Il presente disegno di legge ha per oggetto le misure a sostegno dell’inserimento degli studenti, italiani e stranieri, europei e non europei, nelle Università e la prosecuzione degli studi e come finalità:
-disciplinare, in modo uniforme, sull’intero territorio nazionale, le spese da sostenere e le agevolazioni previste;
- migliorare la ripartizione delle risorse disponibili;
- sostenere con più decisione aspetti come il diritto allo studio e le prospettive di carriera dei giovani studiosi;
- realizzare una connessione funzionale tra formazione in aula ed esperienza pratica per acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Inoltre in attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione, la presente proposta detta le norme per abbattere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che di fatto limitano l'uguaglianza dei cittadini nell'accesso all'istruzione superiore e, in particolare, per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi.
Oggi, la riforma del sistema universitario non è ancora del tutto a regime e in più ha falle evidenti, come le regole sul diritto allo studio mai scritte e che vedono decine di migliaia di ragazzi privati di un aiuto a cui invece avrebbero diritto; un’altra criticità è lo scarso collegamento tra il mondo universitario e il mondo del lavoro che può essere colmata rifacendoci al modello dell’alternanza scuola-lavoro il cui obiettivo è creare un rapporto continuativo ed organico tra mondi che si sono parlati poco: il Sistema dell’Istruzione, quello della Formazione Professionale ed il Mercato del Lavoro. Il Sistema Duale è un approccio strutturale verso le politiche di transizione tra Scuola e Lavoro, che mira a consentire ai giovani, ancora inseriti nel percorso del diritto/dovere all’istruzione ed alla formazione, di orientarsi nel mercato del lavoro, acquisire competenze spendibili ed accorciare i tempi del passaggio tra scuola/università ed esperienza professionale.
Secondo il rapporto biennale dell’ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, cresce il numero di matricole e di studenti che completano il percorso universitario; cresce la percentuale di studenti che scelgono di studiare in una Regione diversa da quella di origine, ma sul sistema gravano lo scarso investimento di risorse pubbliche nel settore e i tagli al diritto allo studio, spesso operati anche a livello regionale, intaccando l’uguaglianza delle opportunità richiesta dal dettato costituzionale. Nell’ultimo studio della Banca d’Italia dal titolo “Immatricolazioni, percorsi accademici e mobilità degli studenti” in termini di scolarizzazione terziaria, la differenza rispetto agli altri Paesi avanzati è dovuta al più basso tasso di ingresso e al minore tasso di completamento degli studi di quanti si immatricolano. Sulla base dei dati OCSE e MIUR, la probabilità di entrare nel sistema universitario è in Italia di circa il 41%, contro il 60% della media OCSE. Il tasso di completamento è pari al 58%, contro il 70% della stessa (ANVUR, 2016). Ne deriva un tasso di laurea della popolazione di 25-34 anni di circa il 24% per l’Italia contro il 42% per la media OCSE e il 37% per la media UE: l’Italia rimane tra gli ultimi paesi in Europa, lontana dall’obiettivo del 40% di adulti in possesso del titolo terziario previsto dalla strategia di Europa 2020. L’assenza di una seria politica di diritto allo studio in materia di finanziamenti universitari e di inserimento nel mondo del lavoro ha determinato:
un elevato coinvolgimento degli studenti in attività lavorative, finalizzato al sostentamento degli studi, che in molti casi ha ostacolato il proseguimento degli stessi;
spese elevate per gli studenti fuori sede che, secondo un conteggio effettuato dalla Federconsumatori, ammontano a circa 920 euro mensili tra tasse, materiale universitario, vitto, alloggio e trasporti;
una difficoltà a collocarsi nel mondo del lavoro al termine degli studi universitari.
Per la finalità di cui al presente DDL, si chiede:
1. un’ulteriore riduzione delle tasse universitarie utilizzando gli indicatori di cui al DPCM 9/04/2001, recante "Disposizioni per l'uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari a norma dell'art. 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390", quali l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e l'Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE), richiamando il pacchetto di provvedimenti dello Student Act, di cui alla legge 11 dicembre 2016, n.232;
2. detrazioni fiscali per le spese universitarie relativamente a vitto, alloggi, trasporti e materiale universitario, attraverso la modifica dell’art.15, comma 1 D.P.R. 22/12/1986 n. 917;
3. un prestito d’onore erogato dallo Stato a copertura delle spese universitarie, da restituire nel momento in cui lo studente inizierà a lavorare e comunque non oltre 24 mesi dal termine degli studi;
4. agevolazioni per alloggi e trasporti con un’uniformità di trattamento su scala nazionale, in funzione delle disposizioni recate dal DPCM 9/04/2001 citato al punto 1, e ristrutturazione di beni immobili statali caduti in disuso o confiscati alle mafie da utilizzare come alloggi universitari;
5. la predisposizione di un modello di alternanza università-lavoro, sulla base del Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77, tenendo conto della buona pratica insita nell’alternanza scuola-lavoro quale driver verso il mondo del lavoro;
6. agevolazioni fiscali e utilizzo gratuito di spazi pubblici a fini pubblicitari per i soggetti che erogheranno sponsorizzazioni e finanziamenti a fondo perduto.
b) Al comma 257, che regolamenta l’ammontare del contributo onnicomprensivo annuale, le parole: “per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui ISEEU sia compreso tra 13.001 e 30.000 euro” sono sostituite dalle seguenti:” per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui ISEEU sia compreso tra 13.001 e 34.000 euro”.
c) Al comma 257, le parole: “il contributo onnicomprensivo annuale non può superare il 7 per cento della quota di ISEEU eccedente 13.000 euro” sono sostituite con le seguenti: “il contributo onnicomprensivo annuale non può superare il 5 per cento della quota di ISEEU eccedente 13.000 euro.
a) il rimborso al primo impiego e comunque non oltre 24 mesi dal termine degli studi;
a) la completa e costante disponibilità di mezzi che collegano le sedi universitarie alle principali vie di comunicazione, durante la fascia oraria compresa tra le ore 8:00 e le ore 19:00;
b) a causa dell’evidente dislivello tra le varie regioni italiane sulla gestione e sulla continuità del servizio erogato, si ritiene opportuno uniformare le tariffe all’interno del territorio nazionale, garantendo agli studenti di età inferiore ai 26 anni una minimizzazione dei costi di accesso al TPL, senza limitazioni determinate dal reddito ISEE. Il governo è delegato ad adottare, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente, un apposito decreto legislativo su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la determinazione delle agevolazioni relativamente all’accesso al Trasporto Pubblico da parte degli studenti universitari.
2. Tutti gli studenti iscritti e frequentanti università pubbliche o private possono presentare la richiesta di svolgere, con la modalità e nei limiti del Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77, l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituzione universitaria.
3. I suddetti percorsi di alternanza, attuati per una durata complessiva di 100 ore, da ripartire tra il penultimo e l’ultimo anno universitario. Il potere gestionale è affidato unicamente alle università referenti, le quali avranno massima libertà nello stabilire numero e durata degli incontri, purché si rispetti l’esclusione dei mesi impiegati per le sessioni d’esame.
165 co-firmatari
163(96%) si
1(1%) no
6(4%) ast.