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Timestamp: 2019-05-26 06:07:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1132', 'art. 1101', 'art. 1139', 'sentenza ', 'sentenza ']

Condominio: sulla ripartizione delle spese legali (Condominio) - GuideLegali.it
Condominio: sulla ripartizione delle spese legali
Cassazione civile, sez. II, sentenza 18.06.2014 n° 13885
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Nella specie di lite tra Condominio e condomino non trova applicazione, nemmeno in via analogica, la disposizione dell'art. 1132 c.c., che disciplina la materia delle spese processuali del condomino che abbia ritualmente dissentito dalla deliberazione di promuovere una lite o di resistere ad una domanda rispetto ad un terzo estraneo e neppure l'art. 1101 c.c., richiamato dall'art. 1139 c.c. Nell'ipotesi inoltre di controversia tra condomini, l'unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite, per dare vita a due gruppi di partecipanti al Condominio in contrasto tra loro, con la conseguenza che il giudice, nel dirimere la controversia deve provvedere anche definitivamente sulle spese del giudizio, determinando, secondo i principi di diritto processuale, quale delle due parti in contrasto debba sopportare, nulla significando che nel giudizio il gruppo dei condomini, costituenti la maggioranza, sia stato rappresentato dall'amministratore
Sentenza 7 marzo – 18 giugno 2014, n. 13885
(Presidente Triola – Relatore Falaschi)
Con atto di citazione notificato il 7 giugno 1995 D.E.V. ed M.A., quali proprietari di unità immobiliari site nel fabbricato di (omissis) (n. 3 appartamenti, n. 2 locali a piano terra ed un locale seminterrato adibito a video-pub-bar e paninoteca), evocavano, dinanzi al Tribunale di Salerno, il Condominio del medesimo stabile esponendo che l'assemblea condominiale in data 7.4.1995 (verbale comunicato l’8.5.1995) aveva approvato il rendiconto delle spese ordinarie e straordinarie al 30.9.1994 senza che agli attori, per deliberato ostruzionismo, fosse stato consentito di prendere visione della documentazione a supporto dei costi di bilancio e pur dichiarando di riservare ulteriori e più puntuali contestazioni all'esito dell'esibizione in giudizio degli atti invano richiesti, deducevano che non erano da loro dovute le spese legali indicate in L. 6.196.150, perché maturare nella vertenza promossa contro di loro, relative ad acconti all'avv.to Bruno Russo De Luca, nonché le spese legali dell'avv.to Mascolo, indicate in L. 4.403.790, e le spese legali versate all'ing. V., in quanto pagamenti oggetto di precedente impugnativa, delle quali era già stato investito il Tribunale di Salerno; aggiungevano i Condomini che nella medesima adunanza il Condominio aveva approvato il bilancio di previsione con un aumento del 10% rispetto alla precedente previsione di spesa, autorizzando l'amministratore ad applicare le tabelle correnti, salvo che per la spesa di manutenzione del depuratore che aveva suddiviso per l'85% a carico di tutti i condomini da ripartirsi secondo la tabella "A" ed il restante 15% unicamente a carico del locale “paninoteca” di proprietà degli attori, criterio che doveva ritenersi arbitrario, in quanto sprovvisto di motivazione, non creando peraltro alcun aggravio all'impianto l'attività svolta dagli attori; proseguivano che quanto ai punti 5) e 8) dell'o.d.g. - pagamento alla ditta Ediltre ed alla ditta Edilsenatore - dette voci avevano già costituito oggetto di impugnazione avanti al medesimo ufficio (con atti di citazione notificati il 1.8.1994 ed il 16.3.1995) e conseguentemente, nel riportarsi alle difese ivi esposte, chiedevano la riunione del giudizio a quelli già pendenti tra le stesse parti per evidenti ragioni di connessione soggettiva ed oggettiva; infine, concludevano chiedendo l'annullamento della delibera del 7.4.1995 e per l'effetto dichiarare che gli attori non erano tenuti alla contribuzione della spesa relativa alle competenze professionali dell'avv.to Mascolo, dell'ing. V. e dell'avv.to Bruno Russo De Luca, disponendo la modifica in tal senso del bilancio consuntivo; dichiarare illegittimo il criterio di ripartizione della spesa per la manutenzione dell'impianto di depurazione ed indicare, se del caso, quello corretto; accogliere le richieste di cui agli atti di citazione notificati il 1.8.1994 ed il 16.3.1995.
Per la cassazione della sentenza della Corte di appello di Salerno agisce il D.E., sulla base di otto motivi (seppure diversamente numerati), non sviluppate difese dagli intimati Condominio e M.
Con il primo motivo il ricorrentedenuncia omessa o comunque insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per non essere stato specificato che tutti i costi condominiali esposti con riferimento al giudizio definito con la sentenza n. 98/1994 della Corte di appello di Salerno attenevano a controversia introdotta dallo stesso condomino ricorrente, tant'è che anche nel grado di appello, proposto dall'assicurazione evocata, il D.E. si è costituito come parte processuale autonoma e distinta dal Condominio intimato.
Premesso che va riaffermato il principio secondo il quale tra le spese che devono esser regolate in seguito alla definizione del processo sono ricomprese quelle che la parte abbia sostenuto anteriormente all'inizio del medesimo e ad esso collegate da un nesso di pertinenza e rilevanza, tra cui quelle, di ufficio e di parte, sostenute nella fase di accertamento tecnico preventivo, acquisito al processo di merito (cfr Cass. n. 1690 del 2000), emerge che anche con riferimento a detto esborso - incontestato che sia stato sostenuto con riferimento a giudizio in cui il condomino era controparte - trova applicazione il criterio di ripartizione sopra riportato con riguardo alla soccombenza, con la conseguenza che è da ritenere erronea la statuizione che ne confermato la regolazione prevedendo una quota anche in capo al D.E.
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