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Timestamp: 2016-10-24 12:32:09+00:00
Document Index: 115322489

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 28', 'art. 5', 'art. 27', 'DTF ', 'art. 27', 'art. 28', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ']

I 754/01 (14.10.2002)
G.________, cittadina portoghese nata nel 1959, oltre ad occuparsi delle faccende domestiche, ha lavorato in Svizzera come cameriera presso l'Hotel S.________ di L.________ dal 1� giugno al 31 ottobre 1992, prima di passare alle dipendenze della F.________ SA in qualit� di custode condominiale dal 1� novembre 1993 al 31 dicembre 1998, percependo un salario mensile di fr. 900.-, corrispettivo di un'attivit� lavorativa di otto ore settimanali. Nel mese di novembre 1993 l'interessata si � dovuta sottoporre ad un intervento di tiroidectomia totale con conseguente radioterapia.
Il 4 giugno 1999 G.________ ha presentato all'Ufficio AI del Canton Ticino una domanda volta all'ottenimento di una rendita di invalidit�, a dipendenza di una inabilit� addebitabile ad uno stato ansioso-depressivo reattivo a situazioni conflittuali sul posto di lavoro.
In seguito al rientro, da parte dell'assicurata, nel proprio paese, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI), nel frattempo divenuto competente, esperiti i necessari accertamenti e posta la diagnosi di sindrome dissociativa, disfunzione somatoforme e depressione in esiti di tiroidectomia per carcinoma papillare della tiroide con conseguente radioterapia (senza recidiva), respingeva, mediante decisione dell'8 marzo 2001, la domanda di prestazione per carenza di invalidit� di grado pensionabile.
G.________ interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni. Allegando tra l'altro un nuovo certificato medico, chiede in sostanza l'erogazione di una rendita d'invalidit�.
1.1 Nel querelato giudizio, la prima autorit� di ricorso ha gi� correttamente enunciato le norme legali e i principi giurisprudenziali che disciplinano la graduazione dell'invalidit�. Ha in particolare esposto come giusta l'art. 27bis cpv. 1 OAI agli assicurati che esercitano solo parzialmente un'attivit� lucrativa l'invalidit� per questa parte � computata giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI. Ove si consacrassero inoltre ai lavori abituali ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAI, l'invalidit� � fissata conformemente all'art. 27 OAI per quest'ultima attivit�. In tal caso occorrer� determinare la parte rispettiva dell'attivit� lucrativa e quella del compimento degli altri lavori abituali e calcolare il grado di invalidit� in funzione dell'impedimento nelle due attivit� in questione (metodo misto; cfr. DTF 125 V 148 consid. 2, 104 V 136 consid. 2a).
Bisogna quindi graduare, da un lato, l'invalidit� nei lavori abituali operando un confronto delle attivit� (art. 27 OAI) e, d'altro lato, l'invalidit� in un'attivit� lucrativa procedendo a un raffronto dei redditi (art. 28 cpv. 2 LAI); si potr� allora determinare l'invalidit� globale ritenuto il tempo dedicato a ciascuno di questi campi d'attivit�. La parte dell'attivit� professionale nell'insieme dei lavori dell'assicurato � determinata confrontando l'orario di lavoro usuale nella professione di cui si tratta con l'orario dell'assicurato non invalido; si calcola quindi il rapporto percentuale fra questi due dati. La parte dei lavori abituali corrisponde alla percentuale rimanente (DTF 125 V 149 consid. 2b, 104 V 136 consid. 2a; RCC 1992 pag. 136 consid. 1b).
1.2 Secondo la giurisprudenza, lo statuto di un'assicurata viene determinato in base alla valutazione se e in quale misura la stessa, da sana, e, quindi, se non fosse subentrato il danno alla salute, avrebbe consacrato l'essenziale della sua attivit� all'economia domestica o a un'occupazione lucrativa, questo tenendo conto dell'evoluzione della situazione fino all'emanazione della decisione amministrativa litigiosa, ritenuto che l'ipotetica ripresa di un'attivit� lucrativa completa o parziale va ammessa ove tale eventualit� presenti, alla luce della situazione personale, familiare, sociale ed economica (cfr. DTF 117 V 195, 98 V 263 consid. 1 e 268 consid. 1c), un grado di verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b e riferimenti).
2.1 Nella propria pronuncia, i primi giudici hanno fatto proprie le conclusioni cui � giunta la consulente medica dell'UAI, dott.ssa E.________, la quale, dopo avere valutato gli impedimenti nei singoli ambiti di attivit�, ha concluso per un'incapacit� lavorativa non superiore al 30% nello svolgimento delle consuete faccende domestiche e per una piena abilit� al lavoro nella pregressa professione di custode e in ogni altra attivit� sostitutiva leggera.
Evidenziando come in sostanza l'incapacit� lavorativa della ricorrente sia determinata pressoch� esclusivamente dall'affezione psichica, gli specialisti intervenuti hanno fatto notare, oltre all'atteggiamento oppositivo e refrattario, da parte dell'interessata, ad ogni programma terapeutico, che i disturbi fatti valere non giustificherebbero l'erogazione di una rendita di invalidit�, non essendo tali da impedire l'adempimento della maggior parte delle mansioni domestiche, n� essendo tali da limitare la capacit� lavorativa in attivit� sostitutive confacenti.
Queste conclusioni risultano, in sostanza, confortate anche dal certificato medico del dott. M.________, che la ricorrente ha allegato al ricorso di diritto amministrativo, e dal quale risulta che la sindrome depressiva viene curata con un antidepressivo a dosaggio molto basso, senza attestazione alcuna di una qualsiasi incapacit� lavorativa. N� tale convincimento � suscettibile di essere stravolto dagli ulteriori argomenti ricorsuali sviluppati dalla ricorrente, i quali, senz'altro umanamente comprensibili, non sono tali da inficiare le conclusioni cui sono giunti i primi giudici.
Alla luce di queste considerazioni, tenuto conto del fatto che la ricorrente, gi� ben prima dell'insorgenza dei disturbi psichici (febbraio 1998), consacrava l'80% della propria attivit� alla tenuta dell'economia domestica e il restante 20%, corrispondente a 8 ore settimanali, a un'attivit� lucrativa, e potendo, in assenza di indicazioni contrarie, senz'altro ritenere che la stessa, se non fosse intervenuto il danno alla salute, avrebbe continuato a ripartire il proprio lavoro in siffatta proporzione, si giustifica di fissare il grado di invalidit� complessivo al 24%, in misura ben lungi, quindi, dal fare maturare il diritto a una rendita.