Source: http://www.ahr.it/wordpress/?cat=3
Timestamp: 2017-03-01 20:10:24+00:00
Document Index: 44981120

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4']

AHR – Associazione Hosters Registrars » Novità/Eventi
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Assemblea Plenaria AHR 2009 Lunedì 7 settembre 2009 è in programma l’assemblea plenaria annuale dei soci AHR. L’assemblea avrà inizio alle ore 15:00, presso la sede del socio Aruba SPA in Arezzo
Indirizzo: Via Sergio Ramelli 8 – 52100 Arezzo (AR)
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AHR chiede al Registro dei domini .it l’automazione delle registrazioni Milano, 12 marzo 2007,
A seguito dell’introduzione, non senza difficoltà, da parte del Registro Italiano dei nomi a dominio Internet, del nuovo regolamento per l’assegnazione ed il mantenimento delle registrazioni di nomi a dominio “.it”, AHR dirama un comunicato stampa per manifestare l’esigenza forte da parte dell’intero settore (operatori e utenti) di arrivare presto ad un sistema di registrazione dei nomi a dominio “.it” in maniera automatizzata alla stregua degli altri Registri internazionali.
Di seguito è riportato integralmente il comunicato stampa.
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AHR – Associazione Hosters e Registrars
chiede al Registro Italiano di allinearsi agli standard qualitativi e prestazionali dei Registri internazionali.
“I clienti dei domini ‘.it’ rischiano di essere sempre più penalizzati”
Il Registro del ccTLD “.it” non ha ancora raggiunto il livello di automazione degli altri Registri internazionali, quali il “.com”, “.net” e “.org”. Gli assegnatari dei domini “.it” mal tollerano la situazione e credono che i ritardi nelle registrazioni siano responsabilità dei Maintainers.
Milano, 12 marzo 2007 – AHR, l’associazione che si fa portavoce del variegato mondo dei domini e del web hosting in Italia, chiede al Registro Italiano di rendere effettivo il processo di innovazione annunciato a più riprese.
Il timore è che il recente rilascio della nuova versione del regolamento per la registrazione e la manutenzione dei nomi a dominio “it” tramite sistema “Asincrono” venga utilizzato dal Registro Italiano a giustificazione di ulteriori ritardi nell’implementazione di un nuovo sistema di registrazione “Sincrono”, a tutto svantaggio degli assegnatari dei domini “.it”.
Al contrario, l’associazione AHR auspica che il nuovo regolamento rappresenti una ulteriore spinta verso il tanto atteso allineamento del Registro Italiano agli standard qualitativi e prestazionali dei Registri internazionali, in considerazione del fatto che il nuovo regolamento ha reso oggi la struttura dati del Registro perfettamente compatibile con un sistema di registrazione “Sincrono” con protocollo EPP, il quale consentirebbe all’utenza di ottenere la registrazione dei nomi a dominio “.it” in “tempo reale”.
“Le attività del Registro sono svolte dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IIT-CNR): i servizi erogati dal Registro sono riservati a noi Maintainers e siamo noi operatori ad interagire con gli utenti finali ogni giorno” – dichiara Gianluca Pellegrini, Presidente di AHR. “Occorre traghettare questo Registro verso un modello piu’ compatibile con le esigenze dell’utenza, altrimenti gli assegnatari dei domini “.it” saranno sempre più penalizzati”.
sito web: www.ahr.it
e-mail: segreteria@ahr.it
Nuovo Regolamento del ccTLD “it” Pisa, 10 marzo 2007,
Il 5 marzo scorso è entrato in vigore il nuovo regolamento (versione 5.0) per la registrazione ed il mantenimento di nomi a dominio sotto il ccTLD “it”.
Sin da subito gli operatori (i Maintainers) e di conseguenza gli utenti hanno riscontrato alcune problematiche sul nuovo sistema del Registro, queste unitamente al pregresso accumulato dal Registro, dovuto ad una settimana di stop operativo, stanno causando ritardi nell’espletamento delle pratiche di registrazione domini “.it”, soprattutto per quanto concerne le operazioni di trasferimento (Cambio Maintainer)
Decreto Antipedofilia – 2 gennaio 2007 IL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI
IL MINISTRO PER LE RIFORME E LE INNOVAZIONI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE� Decreta:
1. Il presente decreto definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio che i fornitori di connettivit� alla rete Internet devono utilizzare al fine di impedire l’accesso ai siti segnalati dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia istituito ai sensi dell’art. 14-bis della legge 3 agosto 1998, n. 269, come modificata dalla legge 6 febbraio 2006 n. 38.
2. Ai fini del presente decreto si intende per:
fornitore di connettivit� alla rete Internet: ogni soggetto che consente all’utente l’allacciamento alla rete internet ovvero ad altre reti di comunicazione elettronica o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi di comunicazione elettronica;
Centro: Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia istituito ai sensi dell’art. 14-bis della legge 3 agosto 1998, n. 269, come modificata dalla legge 6 febbraio 2006 n. 38;
sito: spazio virtuale su rete Internet raggiungibile con diversi protocolli che diffonde materiale concernente l’utilizzo sessuale dei minori;
inibizione: l’attivit� del fornitore di connettivit� alla rete Internet, finalizzata all’impedimento dell’accesso ai siti segnalati dal Centro;
Aspetti organizzativi della sicurezza presso i fornitori di connettivit� alla rete Internet
1. I fornitori di connettivit� alla rete Internet adottano un modello organizzativo che consenta la conoscibilit� ed il trattamento delle pertinenti informazioni solo al personale autorizzato, preventivamente comunicato al Centro. Attivano altresì idonei meccanismi di presidio che garantiscono la sicurezza e la riservatezza delle informazioni trattate.
� Art. 3
Sicurezza dei flussi informativi di scambio con il Centro
1. Il Centro provvede a comunicare ai fornitori di connettivit� alla rete Internet di cui all’elenco fornito dal Ministero delle comunicazioni la lista dei siti cui applicare gli strumenti di filtraggio in maniera da garantire l’integrit� , la riservatezza e la certezza del mittente del dato trasmesso.
2. I fornitori di connettivit� alla rete Internet sono tenuti a procedere alle inibizioni entro 6 ore dalla comunicazione, fornendo la comunicazione dell’avvenuto oscuramento al Centro, secondo i criteri di cui al comma 1.
3. Il Centro provveder� a indicare ai fornitori di connettivit� alla rete Internet le modalit� con cui effettuare in formato elettronico la comunicazione di cui al comma 2.
Livelli di inibizione
1. I siti segnalati dal Centro possono essere inibiti al livello minimo di nome a dominio ovvero a livello di indirizzo IP ove segnalato in via esclusiva.
Requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio
1. I fornitori di connettivit� alla rete Internet installano gli strumenti di filtraggio in base alle caratteristiche tecniche ed in particolare alla gerarchia della porzione di rete da loro amministrata. I fornitori di connettivit� alla rete Internet devono informare, altresì, il Centro ed il Ministero delle comunicazioni dell’avvenuta attivazione degli strumenti di filtraggio conformi ai requisiti di cui al presente decreto entro i termini indicati all’art. 8.
2. La funzione di inibizione del sistema di filtraggio si basa sul blocco delle richieste di accesso ai livelli indicati all’art. 4.
3. Il filtro opera esclusivamente sulla lista dei siti fornita dal Centro e deve avere le seguenti caratteristiche:
a.� � garantire l’impossibilit� di accedere e di apportare modifiche non autorizzate all’elenco dei siti inibiti.
b. permettere l’inibizione dei siti segnalati indipendentemente dalla codifica dei caratteri utilizzata;
4. La funzione di inibizione dei sistemi di filtraggio è indipendente, in particolare:
� – dalle caratteristiche e dalle tecnologie dei sistemi e delle risorse impiegate dall’utente;
-� dal linguaggio a marcatori usato nelle pagine web e dal tipo dei file presenti;
- dal linguaggio script usato per le pagine web generate dinamicamente;
1. Ferma restando l’eventuale responsabilit� penale dei fornitori di connettivit� alla rete Internet, le violazioni alle disposizioni di cui all’art. 14 – quater della legge 3 agosto 1998, n. 269 come modificata dalla legge 6 febbraio 2006 n. 38 sono punite con l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 da parte degli Ispettorati territoriali del Ministero delle comunicazioni.
2. Nel caso di violazione delle disposizioni richiamate al comma 1 non si applica il pagamento in misura ridotta di cui all’ articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
3. I competenti Uffici della Polizia postale e delle comunicazioni che hanno accertato la violazione, salvo che ricorra l’ipotesi prevista nell’art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689, presentano rapporto, con la prova delle eseguite contestazioni o notificazioni, all’Ispettorato territoriale del luogo in cui è stata commessa la violazione.
Rimozione del blocco di un sito segnalato dal Centro
1. Il Centro segnala ai fornitori di connettivit� alla rete Internet, con le medesime forme di cui all’art. 3, la cessazione delle esigenze che impediscono l’accesso ad un sito, in precedenza oggetto di blocco.
2. I fornitori di connettivit� alla rete Internet procedono alla rimozione delle inibizioni entro 12 ore dalla comunicazione del Centro.
1.I fornitori di connettivit� alla rete Internet si dotano degli strumenti di filtraggio conformi ai requisiti previsti dall’art. 5 ed attivano rispettivamente:
a) entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente decreto gli strumenti di filtraggio necessari ad inibire l’accesso ai siti identificati mediante il nome a dominio così come previsto dall’art. 4;
b) entro 120 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente decreto gli strumenti di filtraggio necessari ad inibire l’accesso ai siti identificati anche mediante l’indirizzo IP così come previsto dall’art. 4;
2. A sei mesi dall’approvazione del presente decreto, e poi con cadenza semestrale, il Ministero delle Comunicazioni, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le innovazioni e le tecnologie ed il Ministero dell’Interno – Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia, procedono:
alla verifica dei risultati ottenuti dalle attivit� regolate dal presente decreto;
alla verifica delle tecnologie adottate e della loro congruenza con gli scopi della legge 6 febbraio 2006 n. 38 “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet”.
3. All’esito dei risultati delle verifiche, il Ministero delle comunicazioni e il Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione potranno procedere, sentiti i rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettivit� alla rete Internet, a modifiche del presente decreto.
Nuovo Contratto MNT Registro ccTLD “it” Il termine ultimo per la sottoscrizione del nuovo contratto Maintainer, a rinnovo delle posizioni MNT già attive, è stato fissato nel prossimo 28 febbraio 2007