Source: https://www.diritto.it/commento-a-sentenza-27706-tribunale-di-novara/
Timestamp: 2018-06-20 09:56:39+00:00
Document Index: 44790443

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1418', 'art. 1469', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 78', 'art. 2033']

Commento a sentenza 277/06 tribunale di Novara
Obbligazioni Cirio spa: i contratti di acquisto non sono nulli, se ad esser violate sono le disposizioni di legge inerenti gli obblighi di informazione da parte della banca negoziatrice.
Con la sentenza 277/06 in commento (riportata in calce), il Tribunale di Novara si è trovato a dover affrontare ancora la difficile questione e, in linea con la posizione precedentemente assunta dal medesimo Tribunale, ha rigettato la domanda di nullità dei contratti di acquisto dei titoli, svolta dagli attori.
Questi ultimi infatti denunciavano, a loro giudizio, la violazione degli artt. 21 co. 1° del d.lgs. n. 58 del 24.2.1998, (per brevità, TUF) e degli artt. 28-29 del regolamento di attuazione n. 11522/1998 emesso dalla CONSOB. Essi infatti asserivano che al momento della conclusione dell’affare la banca non aveva manifestato il conflitto di interessi in cui essa versava per esser parte del comitato di collocamento dell’emissione obbligazionaria in questione; che, inoltre, la medesima banca non aveva fornito una informazione completa sui rischi dell’operazione, non dichiarando l’assenza di rating e di prospetto informativo, e che lo stesso istituto bancario non si era nemmeno astenuta dall’effettuare l’operazione, nonostante detta operazione fosse, a loro parere inadeguata per gli attori, per tipologia e dimensione.
Chiedevano quindi dichiararsi la nullità dei contratti di acquisto, in conseguenza della norme di legge asserite violate, e pertanto condannarsi l’istituto bancario alla restituzione della somma investita da essi attori in tale acquisto.
Il Tribunale di Novara rigettava la domanda.
Asseriva il Giudicante in motivazione di sentenza: “Come infatti questo Tribunale ha già avuto modo di rilevare in proprie precedenti pronunzie, trovando da ultimo il significativo avallo della Corte di cassazione, la nullità del contratto per contrarietà a norme imperative ex art. 1418 co. 1° cod. civ. postula che tale violazione attenga ad elementi intrinseci della fattispecie negoziale, relativi cioè alla struttura o al contratto; l’illegittimità della condotta tenuta nel corso delle trattative per la formazione del contratto ovvero nella sua esecuzione, non determina la nullità del contratto, indipendentemente dalla natura delle norme con le quali sia in contrasto, a meno che tale più radicale sanzione non sia espressamente prevista anche in riferimento a detta ipotesi (come accade nel caso disciplinato dal combinato disposto degli art. 1469 ter co 4° e 1469 quinques co. 1° cod. civ.)”.
E dichiarava perciò che “va pertanto escluso che l’inosservanza degli obblighi informativi stabiliti dall’art. 21 co. 1. T.U.F. (come già di quelli, di contenuto del tutto analogo, previsti dall’abrogato art. 6 della legge n. 1/1991), concernente i contratti aventi ad oggetto la compravendita di valori mobiliari, possa determinare la nullità o anche solo l’annullabilità del negozio, dal momento che essi riguardano elementi utili per la valutazione della convenienza dell’operazione e che la loro violazione neppure dà luogo a mancanza del consenso in senso proprio”.
Inoltre, sosteneva il medesimo Tribunale, “la violazione da parte dell’intermediario finanziario dell’obbligo di agire, nel caso di operazioni in cui abbia un interesse conflittuale con quello del cliente, in modo da assicurare comunque trasparenza ed equo trattamento alla controparte (sancito in via generale dall’art. 21 co. 1° lett. c T.U.F. e specificato nella normativa regolamentare di attuazione), non determina infine la nullità del contratto di compravendita di strumenti finanziari successivamente stipulato, ma può al più -sussistendone i presupposti- dare luogo al suo annullamento ai sensi degli artt. 1394 o 1395 cod. civ. (cfr. Cass. n. 19024 del 29/9/2005)”.
In conseguenza, il Tribunale di Novara non accoglieva la domanda degli attori, dacchè le violazioni di dette disposizioni normative “non possono comunque assurgere a causa di nullità del contratto che gli attori si dolgono d’aver concluso”.
Tale sentenza si pone in linea con l’orientamento interpretativo già assunto dal medesimo Tribunale di Novara con la sentenza 14/06, già commentata in questa rivista.
La sentenza quivi in commento, infine, si segnala all’attenzione, anche per l’adozione del rito societario.
A cura degli avv. Monica Bombelli, Matteo Iato e Massimo Giordano.
1. “vero che il signor (…) ha preso servizio presso la filiale di (…) dell’allora (…) soltanto nel 2000 quale addetto all’esecuzione degli ordini impartiti dai clienti in materia di servizi di investimento, e vero che nel prendere servizio egli ha ricevuto dal personale della filiale le informazioni in relazione al signor (…), che era cliente delta filiate stessa e che gli è stato descritto come un cliente importante, con una buona conoscenza dei mercati finanziari e solito ad effettuare operazioni di investimento di un certo rilievo anche in considerazione della consistenza del suo patrimonio che risultava dalla posizione titoli e del conto corrente";
2. "vero che il signor (…) nel periodo in cui ha prestato servizio presso la filiale di (…), ossia tra gennaio 2000 e dicembre 2001 ha incontrato personalmente il signor (…) solo una volta poiché questi non era solito recasi in filiale e non aveva con 1o stesso sig. (…) una intensa frequentazione”;
3. “vero che il signor (…), in considerazione del proprio ruolo, non usava consigliare ai clienti alcun tipo di operazione, limitandosi a riferire le informazioni relative ai titoli di cui il cliente faceva richiesta così come ha fatto in occasione della disposizione del signor (…) conferita nel dicembre 2000 e relativa alle obbligazioni Cirio S.p.A. 8%";
6. “Vero che anche negli anni dal 1997 al 1999 il signor (…) in occasione di tutti i colloqui con i1 personale della filiale di (…) ed in particolare con il signor (…), ha sempre dichiarato al suddetto personale di essere interessato esclusivamente a titoli che presentassero rendimenti elevati, si informava telefonicamente delle quotazioni dei titoli e delle aste dei titoli di stato italiani ed aveva disposto, già nel 1997, operazioni in obbligazioni Argentina ed obbligazioni Turchia rispetto alle quali il signor (…) ha fornito le informazioni relative ai rischi";
7.”vero che il signor (…) anche negli anni dal 1997 al 1999, il (…) in occasione di tutti i colloqui con il personale della filiale di (…) ed in particolare con ogni qual volta che parlava con il suddetto personale, ed in particolar modo con i signori (…) e (…), di investimenti finanziari si è sempre espresso con linguaggio tecnicamente corretto ed appropriato, ha sempre dichiarato di conoscere le diverse tipologie di strumenti finanziari e le loro diverse caratteristiche di rischiosità ha sempre discusso delle problematiche inerenti i diversi strumenti finanziari presenti nel suo portafoglio anche per ciò che concerne la strategia di diversificazione ed il rapporto tra rischio e rendimento, ed ha sempre dichiarato di preferire investimenti in titoli che potessero procurargli rendimenti elevati o comunque superiori a quelli dei titoli di stato dichiarandosi edotto del loro maggior rischio";
9. “Vero che (…) (e, prima della fusione le singole banche in essa confluite (…)", (…) e (…)”) negli anni 2000, 2001 e 2002 ha negoziato su base individuale con la clientela in acquisto e in vendita a seconda delle richieste della clientela dalla data di rispettivo lancio sul mercato fino al default i titoli obbligazionari emessi da società del gruppo Cirio (ivi compresi i titoli Cirio s.pa 8% di cui è causa) a prezzi diversi a seconda dell’andamento del titolo e quali anche risultanti, per i titoli di cui è causa dai prospetti di fonte Bloomberg di cui al doc. 8 del fascicolo di
parte convenuta che si rammostra al teste";
10. “Vero che il numero di clienti di (…)" (in cui sono confluite (…), (…), (…)- e (…)) che detengono attualmente titoli obbligazionari emessi da società del gruppo Cirio è pari a circa lo 0,1% del totale dei clienti della (…)";
11. “Vero che circa l’83% dei titoli amministrati della clientela retail di (…) è costituita da BOT, CTT, obbligazioni bancarie e da alti titoli con rating non inferiore ad "AA";
12. “Vero che negli anni 2000, 200I e 2002 i titoli di cui ai prestiti obbligazionari emessi dalle società del gruppo Cirio (ivi compresi i titoli Cirio 8% di cui è causa) sono stati trattati da (…) (e, prima della fusione dalle singole banche in essa confluite (…), (…) e (…) all’interno di propri panieri o sistemi di scambi organizzati regolarmente comunicati alla Consob ed inseriti nell’elenco tenuto da essa Consob ai sensi dell’art 78 del D. Lgs. n. 58/98";
14. “Vero che negli anni 2000, 2001 e 2002 (…) (e, prima della fusione le singole banche in essa confluite (…), (…) e (…)) ha detenuto in portafoglio titoli obbligazionari emessi da società del gruppo Cirio (ivi compresi i bond Cirio 8% di cui è causa) esclusivamente nei tempi e nelle quantità necessari a far fronte alle richieste della clientela e del mercato":
16. “Vero che in data 11.12.2000 (…) ha sottoscritto la quota di € 1.000.000,00 del bond Cirio 8% (data di scadenza 2l dicembre 2005, cod. Isin (…)) e vero che, in relazione al predetto titolo, nella medesima data (…) ha venduto € 1.500.000,00 a (…) e € 79.00,00 a (…) delle (…)";
17. "Vero che (…) (e ciascuna delle banche in essa confluite (…), (…) e (…)) negli anni 2000, 2001 e 2002 metteva a disposizione dei dipendenti delle proprie filiali, anche tramite collegamento informatico, informazioni inerenti le caratteristiche (emittente, codice titolo, data di scadenza, tasso di interesse, ecc.) dei titoli da essa banca negoziati, ivi compresi i titoli Cirio oggetto di causa";
18. “Vero che le schede con ‘copyright Bloomberg’ di cui al doc. 8 del fascicolo di parte convenuta che si rammostrano al teste sono estratte dall’information provider Bloomberg e riportano le caratteristiche ed i valori di mercato storici ed duali dei diversi titoli cui ciascuna delle schede stesse si riferisce";
1).1 In punto di fatto gli attori, premesso di aver intrattenuto frequentissimi
rapporti con la banca (con cui avevano tra l’altro stipulato nel periodo 1992/1999 un contratto di gestione patrimoniale e diversi contratti di investimento), hanno precisato che proprio in virtù della fiducia nutrita nei
confronti dei responsabili della filiale le avevano affidato gran parte dei propri risparmi; tanto che, a mo’ di esempio, avevano investito nel 1997 in
bond della Repubblica argentina e di quella turca solo dopo aver ricevuto dal funzionario di riferimento ‘i necessari chiarimenti su caratteristiche e rischi connessi a tali operazioni’ .
contratto concluso il 16.12.2000, di restituzione ex art. 2033 cod. civ. del capitale investito con gli interessi legali da tale data al saldo e di risarcimento dai danni subiti per i fatti esposti, i (…) hanno richiamato -denunciandone la violazione- gli artt. 21 co. 1° del decr. legsl. n. 58 del 24.2.1998 (d’ora in avanti, TUF) e 28-29 del regolamento di attuazione n. 11522/1998 emesso dalla CONSOB, deducendo in particolare: