Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2813-del-02-02-2017
Timestamp: 2020-04-02 00:40:32+00:00
Document Index: 56473219

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 107', 'art. 107']

Sentenza Cassazione Civile n. 2813 del 02/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2813 del 02/02/2017
Cassazione civile, sez. lav., 02/02/2017, (ud. 25/10/2016, dep.02/02/2017), n. 2813
sul ricorso 20586-2011 proposto da:
CALIULO, LELIO MARITATO, CARLA D’ALOISIO, ANTONINO SGROI, giusta
avverso la sentenza n. 660/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 08/06/2011 r.g.n. 1024/2010;
Con sentenza n. 532/2011, la Corte d’Appello di Torino respingeva l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza con cui il giudice di primo grado lo aveva condannato a pagare P.V. la somma di Euro 8.915,35 pari al 90% dei contributi indebitamente versati in eccedenza nel quadriennio 1994-1997, in quanto impresa danneggiata dagli eventi alluvionali del 1994 ed in ossequio alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90.
La Corte territoriale, per quanto qui rileva, riteneva che il D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), nel prorogare al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, – che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, – avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai contributi previdenziali e, sotto altro ma connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei contributi e quella di coloro che, come l’azienda in epigrafe, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto. Per la cassazione di tale pronuncia ricorre l’INPS con un motivo. P.V. è rimasto intimato.
2. Con il secondo motivo il ricorso denuncia violazione del D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, comma 1 conv. in L. n. 17 del 2007 in combinato con la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90 per avere la Corte territoriale sostenuto che l’impresa non fosse decaduta dai benefici di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, cit., nonostante la propria domanda di restituzione fosse pervenuta all’INPS oltre il termine perentorio del 31.7.2007.
3. Preliminarmente va respinto il secondo motivo di ricorso presentato dall’INPS con il quale si sostiene la decadenza del controricorrente dal beneficio in oggetto perche la richiesta di rimborso è pervenuta all’INPS oltre il termine fissato dalla legge del 31.7.2008. Il motivo è infondato perchè è consolidato in materia il principio secondo cui ai fini del rispetto del termine occorra avere riguardo alla spedizione della richiesta e non alla sua ricezione; onde il contribuente adempie il proprio obbligo allorquando, entro la data prevista, abbia spedito la propria richiesta alla PA.
5. Com’è noto, la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, ha esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e già destinatari dei provvedimenti agevolativi in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 6, commi 2, 3 e 7-bis, (conv. con L. n. 22 del 1995), le disposizioni sulla regolarizzazione automatica delle imposte previste dalla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, in favore delle imprese colpite dal sisma del 1990 in Sicilia orientale, prevedendo che tali soggetti potessero regolarizzare la propria posizione relativa agli anni 1995, 1996 e 1997 versando il 10% dell’importo dovuto entro il 31.7.2004 (termine successivamente differito al 31.7.2007 dal D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, comma 1, conv. con L. n. 17 del 2007).
Nessun rilievo presentando, ai fini qui in discorso, la successiva norma di interpretazione autentica della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, contenuta nel D.L. n. 78 del 2010, art. 12, comma 12, trattandosi di disposizione soppressa dalla legge di conversione, rileva invece la decisione n. 195/2016 che, in subiecta materia, ha adottato la Commissione Europea in data 14.8.2015: questa Corte, infatti, ha già fissato il principio secondo cui le agevolazioni previste L. n. 350 del 2003, ex art. 4, comma 90, pur realizzando, secondo la citata decisione della Commissione Europea, aiuti di Stato ai sensi dell’art. 107, par. 1, TFUE, possono essere ugualmente concesse qualora l’aiuto individuale rientri nei limiti del regolamento UE de minimis applicabile oppure possa beneficiare della deroga prevista dall’art. 107, par. 2 TFUE (Cass. n. 13458 del 2016; più di recente, nello stesso senso, Cass. n. 21897 del 2016); ed è appena il caso di ricordare che, superando il precedente e più restrittivo orientamento, la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha affermato che la decisione della Commissione circa la compatibilità dell’aiuto non ne inibisce la concessione ancorchè l’aiuto medesimo sia stato (come nella specie) istituito in violazione degli obblighi di comunicazione preventiva e di c.d. standstill, solo dovendo ordinarsi al beneficiario dell’aiuto il pagamento degli interessi per il periodo della illegalità (CGUE, 12.2.2008 n. 199, C-199/06).