Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3665-del-10-02-2017
Timestamp: 2020-04-07 15:00:08+00:00
Document Index: 71779791

Matched Legal Cases: ['art. 649', 'art. 5', 'art. 378', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 187', 'art. 177']

Sentenza Cassazione Civile n. 3665 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3665 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/02/2017, (ud. 11/11/2016, dep.10/02/2017), n. 3665
sul ricorso per regolamento di competenza 3286-2016 proposto da:
L.M.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GALLIA 2,
presso lo studio dell’avvocato LAURA BERTI, che lo rappresenta e
difende unitamente all’avvocato MARCO TITA, giusta procura in calce
all’atto di citazione introduttivo;
CREDITO SICILIANO SPA, in persona del legale rappresentante,
studio dell’avvocato NICOLA MAROTTA, rappresentata e difesa
dall’avvocato SIMONA PAVONE, giusta procura speciale per atto Notaio
D.A. del 13/06/2012, rep. (OMISSIS) in atti;
L.M.A.S.;
sulle conclusioni scritte del P.G. in persona del Dott. che si
esprime, dunque, il parere che il provvedimento impugnato debba
essere confermato;
avverso l’ordinanza n. R.G. 1225/2014 del TRIBUNALE di CALTAGIRONE,
depositata il 24/12/2015;
dell’i 1/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ANDREA SCALDAFERRI.
Nel giudizio, instaurato dinanzi al Tribunale di Caltagirone da L.M.P. e da L.M.A.S. per opposizione al decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo di pagamento emesso (anche) nei loro confronti su ricorso di Credito Siciliano s.p.a., il giudice, con ordinanza a scioglimento di riserva depositata il 24 dicembre 2015, rigettata l’eccezione di incompetenza territoriale, ha respinto l’istanza di sospensione ex art. 649 c.p.c., disponendo il rinvio della causa previo invito alle partì ad esperire, entro il termine fissato, la procedura di mediazione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 5.
Avverso tale provvedimento L.M.P. ha proposto regolamento di competenza, chiedendo dichiararsi la competenza per territorio del Tribunale di Palermo.
Resiste con memoria il Credito Siciliano, che ha anche depositato ulteriore memoria ex art. 378 c.p.c..
Il Procuratore Generale ha depositato conclusioni scritte con richiesta di conferma del provvedimento impugnato.
Il ricorso è inammissibile in quanto diretto contro un provvedimento che non ha pronunciato sulla competenza. Invero il regolamento di competenza, anche dopo il mutamento della forma della decisione sulla competenza introdotto dalla L. n. 69 del 2009, che ha sul punto modificato l’art. 43 c.p.c., presuppone comunque un provvedimento decisorio sulla competenza, da emettersi a seguito della rimessione in decisione della causa a norma degli artt. 189 e 275 c.p.c.. Tale principio, più volte affermato da questa Corte, è stato di recente ribadito dalle Sezioni Unite (sentenza n. 20449/14), che hanno statuito l’inimpugnabilità con il regolamento ex art. 42 c.p.c., del provvedimento del giudice che, nel disattendere la corrispondente eccezione, affermi – come nel caso in esame – la propria competenza senza avere previamente rimesso la causa in decisione ed invitato le parti a precisare le rispettive integrali conclusioni anche di merito; con l’unica eccezione costituita dall’ipotesi in cui sia il giudice stesso a qualificare, nel provvedimento, come decisoria (e dunque definitiva dinanzi a sè) la declaratoria di competenza, sempre che però ciò faccia in termini di assoluta oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità. Non è, in altri termini, a tal fine sufficiente che la sua valutazione sia motivata – perchè anche le valutazioni interlocutorie lo sono, essendo invece necessario che il giudice consapevolmente affermi -ignorando l’orientamento che esige la precisazione delle conclusioni oppure affermando di dissentirne- che quanto espresso circa la competenza non sarà più ridiscutibile in sede di decisione ex art. 187 c.p.c., comma 3 e art. 177 c.p.c., comma 1 (cfr. Cass. 6-3 n. 21561/13). Ipotesi, questa, che non è in alcun modo ravvisabile nella specie, sì che la declaratoria di inammissibilità del regolamento ne deriva di necessità.
Le spese di questo giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al rimborso in favore della controparte costituita delle spese di questo giudizio, in Euro 4.100,00 (di cui Euro 100,00 per esborsi) oltre spese generali forfetarie e accessori di legge.