Source: https://www.fnovi.it/fnovi/gruppi-di-lavoro/farmaco/farmaco-faq?combine=&page=8
Timestamp: 2020-07-10 03:28:38+00:00
Document Index: 138364891

Matched Legal Cases: ['art. 84', 'art 82', 'art.84', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 14', 'art 6', 'art. 10', 'art. 167', 'art. 48', 'art. 85', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 90', 'art. 15', 'art. 108']

Per la ricetta elettronica veterinaria si rammenta che sulla piattaforma è disponibile un corso FAD gratuito e accreditato ECM.
Il testo di legge e il chiarimento non lasciano spazio a dubbi in merito al fatto che la cessione del farmaco sia una prestazione accessoria concessa a raffronto di una diagnosi che giustifichi la terapia. La prestazione accessoria "cessione" necessita, a monte, di un'altra prestazione principale la cui natura abbia attinenza col farmaco da cedere. Nel caso specifico a raffronto di un test annuale di controllo per la filaria, la cessione del farmaco rientra in questa fattispecie anche in assenza di malattia conclamata in quanto terapia di una fase embrionale. In ogni caso, come si evince dal foglietto illustrativo, la specialità medicinale ha come indicazione la prevenzione della filariosi cardio-polmonare, tuttavia si configura come trattamento a tutti gli effetti in caso di infestazione di microfilarie peraltro di difficile individuazione in taluni casi o per infestazione lieve).
La terapia con Cardotek® , e con altri medicinali analoghi, è infatti una terapia profilattica finalizzata ad uccidere le microfilarie per evitare che diventino vermi adulti. Questi farmaci trovano la loro indicazione a patologia già in atto, anche se allo stadio embrionale (larvale) e non rientrano tra i medicinali che si somministrano per evitare che la malattia venga contratta come nel caso di un vaccino. Diventa difficile ipotizzare di contestare la vendita del Cardotek® ad un professionista che abbia fatto una diagnosi secondo cui serviva quel farmaco. La legge infatti non vincola la cessione al rispetto dell'AIC ma al rispetto di un bisogno terapeutico. Per completezza si allega la Nota del Ministero della Salute 23711 del 24/12/2012 inerente la cessione e la registrazione dell'eventuale scarico dalla scorta di farmaci del Medico Veterinario o della Struttura.
Risposta aggiornata al 13/11/2019
Domanda nr. 293 Inserita il 05/02/2014
Nel caso un medico veterinario sia titolare di due cliniche per animali da affezione in due regioni diverse, ma solo in una clinica sia anche direttore sanitario, può fare degli interventi nella clinica dove non è direttore sanitario utilizzando medicinali prelevati dalla scorta dell'altra clinica dove lui ne è il responsabile ?
No perché la scorta é riferita ad una struttura specifica.
La cosa peraltro trova conferma indiretta nella disposizione dell'art. 84 del D. Leg. 193/2006 che prevede che le scorte dell'impianto di cura non possano essere utilizzate neanche per le visite domiciliari a meno che non abbiano carattere di urgenza.
Domanda nr. 292 Inserita il 05/02/2014
Il medico veterinario che accetta di essere responsabile delle scorte di un canile (rifugio) art 82 D.Lvo 193/2006 è tenuto a dichiarare nella accettazione di essere già responsabile di scorta di farmaci presso altri impianti ? L'eventuale omissione è sanzionabile ?
Se la scorta è per un impianto di cura di animali, non serve indicare se si è responsabili di altre scorte (art.84, 193/06), qui il responsabile è il direttore sanitario della struttura.
Se la scorta è per un impianto di allevamento e custodia di animali NON DPA, si, bisogna indicare se si è veterinari responsabili di altre scorte (art. 82, 193/06).
La scorta di un canile rifugio come indicata dal quesito, rientra nell'art. 82 e/o contemporaneamente negli artt. 82 e 84, per cui la risposta è sempre si, dovrà essere indicata l'eventuale responsabilità su altre scorte, in quanto un rifugio è sempre o anche per custodia.
Per quanto riguarda la sanzione: - se l'indicazione non é inserita nella richiesta di autorizzazione, non viene data l'autorizzazione (o viene ritirata in autotutela se é stata erroneamente concessa) ma non c'é sanzione; - se viene inserita un'indicazione falsa il reato è penale.
Domanda nr. 291 Inserita il 29/01/2014
Come devono essere fatte le correzioni sul registro degli stupefacenti?
La correzione deve essere apportata barrando con una riga la parte errata, in modo che continui ad essere visibile, e scrivendo a fianco il dato corretto, nonché datando e firmando la correzione nei pressi della stessa.
Domanda nr. 290 Inserita il 29/01/2014
1) Il naloxone fiale è da scaricare nel registro degli stupefacenti?
2) Se prescritto in ricetta in RNRT vaccini antitetanici ad un allevatore di cavalli DPA vi è l'obbligo di inviare i modelli 12? entro quando? quali sono le sanzioni in caso di mancato invio?
1) Il naxolone non è uno stupefacente bensì un antidoto. Infatti la sostanza non é inclusa nella tabella II di cui all'art. 14 del DPR 309/1990 e di conseguenza l'AIC non lo assoggetta al regime previsto dal decreto stesso.
2) Si precisa che il vaccino oltre che prescriverlo è obbligo del veterinario eseguirlo. Il Mod 12 è ancora obbligatorio pur non essendo indicato il tempo entro il quale inviarlo (di norma entro il 31 dicembre di ogni anno). La violazione del mancato invio del mod 12 è prevista dall'art 6 comma 3 della L 218/88 con sanzione prevista ca da 500 a 2500 milione di vecchie lire
Domanda nr. 289 Inserita il 24/01/2014
E' possibile prescrivere ad un equide non d.p.a affetto da sindrome navicolare da più di sei mesi una preparazione galenica magistrale a base di isossisuprina cloridrato e acido acetil salicilico? Il medicinale presente in commercio (Tildren)per la sopracitata patologia non può essere prescritto poichè da foglietto illustrativo è da utilizzare nella sindrome navicolare presente da non più di 6 mesi. Se si con che tipo e cosa indicare obbligatoriamente in ricetta?
Si, se non esistono altri medicinali autorizzati per curare tale patologia (sindrome navicolare cronica del cavallo) nè in Italia nè nella UE, e non esistono medicinali ad uso umano contenenti questa associazione, è possibile prescrivere in deroga tale associazione con un prodotto preparato estemporaneamente dal farmacista (art. 10 -DLgs 193/2006). Come per tutte le prescrizioni in deroga per animali nonDPA, la ricetta è non ripetibile (RNR) con le regole generali per tale tipo di ricetta (art. 167 del TULLSS : in unica copia, integrata dall'indicazione della specie, del cognome nome e domicilio del proprietario e con le cifre scritte in lettere).
Domanda nr. 288 Inserita il 13/01/2014
Un medico veterinario può aprire e gestire una farmacia veterinaria?
Il quesito non chiarendo se il medico veterinario sia anche laureato in farmacia, e la tipologia di accordo/contratto relativo alla contestuale gestione della farmacia, si prenderanno in considerazione due ipotesi;
il cumulo di professioni che vede il veterinario laureato anche in farmacia esercitare le due professioni e la cointeressenza che si può verificare anche in assenza di cumulo di professioni.
A- Cumulo di professioni. L’articolo 102 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265, nel trattare il cumulo dell’esercizio delle professioni sanitarie prende particolarmente in considerazione la sovrapposizione tra quella del Medico veterinario e del Farmacista. «Art. 102. – 1. Il conseguimento di più lauree o diplomi dà diritto all’esercizio cumulativo delle corrispondenti professioni o arti sanitarie. Gli esercenti le professioni o arti sanitarie possono svolgere, in qualsiasi forma, la loro attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali. 2. I sanitari abilitati alla prescrizione dei medicinali che facciano qualsiasi convenzione con farmacisti sulla partecipazione all’utile della farmacia, quando non ricorra l’applicazione delle disposizioni contenute negli articoli 170 e 172, sono puniti con la sanzione amministrativa da 10.000 euro a 50.000 euro».
Il medico Veterinario con laurea anche in farmacia per poter gestire una farmacia, si deve cancellare dall’Ordine dei medici veterinari e iscriversi a quello dei farmacisti.
B-Cointeressenza La cointeressenza è vietata dal Codice Deontologico. art. 48: cointeressenza– Qualunque forma di cointeressenza, che condizioni la libertà intellettuale e professionale del Medico Veterinario, costituisce violazione del presente Codice Deontologico.
Domanda nr. 287 Inserita il 09/01/2014
Vorrei sapere se, non avendo l'ambulatorio ed andando a domicilio se per tenere vaccini per piccoli e qualche farmaco devo richiedere la scorta farmaci oppure no.
La detenzione di farmaci in scorta richiede sempre l’autorizzazione.
Nella fattispecie le modalità di detenzione sono regolamentate dall’art. 85 del DLgs 193/06.
Per maggiori dettagli si consulti il n° 8 /2009 di 30 giorni in particolare "ll corretto utilizzo del medicinale veterinario".
Domanda nr. 286 Inserita il 09/01/2014
A seguito della momentanea mancanza in Italia del vaccino Nobilis Reo 1133® , alcuni veterinari sarebbero intenzionati a rifornirsi di tale vaccino da un altro Stato Membro, in particolare l’Ungheria, in base all’art. 11 del Decreto n. 193/2006. Si tratta dell’unico vaccino vivo presente in Italia contro il Reovirus responsabile dell’artrite aviare/tenosinovite e di cui gli operatori ne ravvedono la necessità a scopo profilattico. Tale prodotto, purtroppo, non potrà essere disponibile sul mercato italiano per altri 6 mesi per problemi di tipo produttivo. Si chiede di sapere se ciò sia possibile e se, nel caso, l’approvvigionamento possa avvenire direttamente da un grossista ungherese o se sia necessaria anche l’interposizione di un grossista italiano che faccia da tramite tra quello ungherese e i veterinari italiani.
Domanda nr. 285 Inserita il 09/01/2014
Vorrei avere informazioni in merito alla possibilità di utilizzo di un prodotto attualmente non in commercio in Italia (né in Europa) ma solo in USA. Il principio attivo è di nuova sintesi e quindi non è inserito in nessuna tabella. Per miglior chiarezza invio il foglietto illustrativo in allegato e anche un articolo a riguardo. Si tratta di peptidi antimicrobici. In particolare quindi è possibile importarlo per un utilizzo ed eventualmente è possibile importare la molecola ed allestire il prodotto qui in Italia? Mi farebbe piacere un parere ed eventualmente un percorso da fare per rendere la cosa possibile.
La risposta è negativa come da art. 9 del DLgs 193/06 che vieta la somministrazione agli animali di medicinali veterinari non autorizzati intendendo per autorizzazione quelle rilasciate dal Ministero della Salute o dalla UE con procedura centralizzata.
L’utilizzo proposto infatti, vista la definizione di medicinale veterinario del DLgs 193/06 fa rientrare questi presidi appieno nell’applicazione di tale Decreto. 1. Ai fini del presente decreto, si intende per: a) Medicinale veterinario:
2) ogni sostanza o associazione di sostanze che può essere usata sull'animale o somministrata all'animale allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche mediante un'azione farmacologica, immunologica o metabolica, oppure di stabilire una diagnosi medica;
b) Sostanza: ogni materia indipendentemente dall'origine; tale origine può essere:
2) animale, come microrganismi, animali interi, parti di organi, secrezioni animali, tossine, sostanze ottenute per estrazione, prodotti derivati dal sangue;
Per le restanti domande in merito alla possibilità di allestire il prodotto in Italia, tale procedura richiede l’autorizzazione da parte del Ministero della Salute.
Domanda nr. 284 Inserita il 07/01/2014
Il progestinico ALTRENOGEST® con tempo di sospensione di 9 gg è registrato per la sincronizzazione dei calori nelle scrofette sessualmente mature (Altresyn® ), nelle scrofette per permetterne l’introduzione temporizzata nei gruppi di riproduzione (Regumate® ) e nelle scrofe nullipare mature (Virbagest® ). E’ possibile utilizzarlo come da foglietto illustrativo, ma sulle scrofe, quindi in una categoria non prevista dalla registrazione?
L’utilizzo della molecola in una categoria diversa da quelle previste dalle varie AIC non essendo indicata nel Regolamento 37/2010/UE nella colonna “avvertenze” e non riportando la SPC dei prodotti registrati il divieto a tale uso, in linea di massima l’Altrenogest® può essere utilizzato in categorie diverse da quelle dell’AIC.
L’utilizzo del farmaco necessiterà di una diagnosi che, nel rispetto delle motivazioni dell’uso a cascata previsto dall’art. 11 del DLgs 193/06, ne giustifichi l’uso in una categoria diversa da quella dell’AIC.
I Tempi di sospensione dovranno essere quelli dell’uso in deroga e andranno rispettati tutti gli di annotazione sul registro degli ormoni e di comunicazione all’ASL entro 3 giorni dall’avvenuto trattamento, quindi entro 3 gg dall’ultima dose giornaliera somministrata.
Domanda nr. 283 Inserita il 03/01/2014
Oggi i Comuni attraverso i SUAP rilasciano DIA/SCIA commerciali di due tipi: 1) alimentari 2) non alimentari Gli esercizi commerciali previsti da art. 90 Dlvo 193/2006 devono nella loro tabella merceologica avere le voci previste dal suddetto articolo di legge per vendere tali prodotti? Effettuando controlli sul commercio del farmaco apistico Gli esercizi non alimentari possono vendere tutto quello che vogliono, purchè consentito? I farmaci per le api, dispensabili tutti senza ricetta, potrebbero esser venduti ovunque, dalla mesticheria al cinese, ma anche in un negozio di abbigliamento? Qual’è, in tutto questo il ruolo delle parafarmacie?
Domanda nr. 282 Inserita il 03/01/2014
In caso di vaccinazione di massa di bovini di un alto numero di animali, ai fini dell’invio del mod. 12 e della registrazione sul registro dei trattamenti, è ammissibile un protocollo che contenendo tutti i dati del trattamento riportati sul registro, identifichi gli animali in base all’età di quelli presenti in quel momento in anagrafe aziendale
Il problema posto è frequente. E’ necessario per capirlo, attenersi allo spirito della legge.
Questa prevede un registro dei trattamenti vidimato al fine di garantire una tracciabilità non modificabile.
Qualunque sistema vincoli la descrizione anagrafica degli animali ad un’altro sistema di identificazione ufficiale (tutti gli animali che quel giorno in azienda avevano meno di 6 mesi identificati sul registro anagrafico- vidimato pure questo) o vincoli fisicamente in modo non manomissibile l’elenco della identificazione al documento del trattamento (ricetta o pagina di registro) ottempera agli obiettivi della legge. In caso di situazioni dubbie la collaborazione tra veterinario aziendale e veterinario asl nell’istituire un protocollo che dia le garanzie richieste è la soluzione consigliata.
Domanda nr. 281 Inserita il 03/01/2014
La prescrizione dei farmaci destinati ad animali da reddito e la relativa registrazione sul registro dei trattamenti terapeutici devono essere contemporanee? Possono avvenire in giorni diversi?" In quale legge è specificato?
Il comma 1 dell’art. 15 del Dlgs 158 non lascia spazio a dubbi in quanto, diversamente da altre fattispecie , il legislatore non indica un tempo entro il quale effettuare la registrazione. 15. Registrazioni da effettuare a cura dei veterinari. 1. Il veterinario che cura gli animali annota, su un registro tenuto nell'azienda diverso da quello di cui all'articolo 4, comma 3, la data, la natura dei trattamenti terapeutici prescritti o eseguiti, l'identificazione degli animali trattati ed i tempi di sospensione corrispondenti.
La legge in questo ambito non contempla, purtroppo, casistiche particolari, quale ad es. quella del veterinario che prescrive a seguito di prelievo all’arrivo degli esiti, condizione che potrebbe evidentemente non richiedere un’ulteriore visita, o altre situazioni particolari e motivate.
Domanda nr. 280 Inserita il 03/01/2014
Un libero professionista che ricetta in triplice copia farmaci destinati alla scorta propria in ambulatorio ma non ha mai richiesto l'autorizzazione alle scorte così come prevede la normativa regionale vigente, secondo quale punto dell'art. 108 del 193/06 è sanzionabile?
La normativa che prevede l’autorizzazione alla scorta è nazionale e non regionale. Se il motivo del contendere é il costituire scorte senza autorizzazione, il collega non é sanzionabile perché non esiste la sanzione.
Se invece nelle RNRTC per scorta propria ha inserito nella sezione riservata all'indicazione degli estremi autorizzativi dei dati inventati allora é sanzionabile per falso in certificazione commesso da privato (da 6 mesi a 3 anni di reclusione).