Source: http://siapol.it/sezione.php?d=1300
Timestamp: 2018-01-17 14:45:44+00:00
Document Index: 83256950

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 128', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 21']

T.A.R. LOMBARDIA –Milano – SEZ. III – Sentenza n. 1180 del 06/06/2005
Necessità di avviso di inizio del procedimento nel caso di revisione della patente di guida e carattere assorbente del vizio di omissione dell’avviso di inizio del procedimento
il Tribunale Amministrativo Regionale per <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Lombardia
sezione 3a
sul ricorso n. 1415/04, proposto da
**** rappresentato e difeso dall’avv. ****, con domicilio ex lege (art. 35 R.D. n. 1054/24)
presso la segreteria del TAR in Milano via Conservatorio 13
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - UFFICIO PROVINCIALE DELLA M.C.T.C. di MILANO in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocatura distrettuale dello Stato, con domicilio presso la sua sede in Milano, via Freguglia 1
del provvedimento n. 3311/SE4 del 30 dicembre 2003, con cui è stata disposta la revisione della patente di guida n. ****;
visto il ricorso notificato in data 9/10 febbraio 2004 e depositato in data 9 marzo 2004;
visto l’atto di costituzione in giudizio per il Ministero intimato;
viste le memorie difensive delle parti;
uditi alla pubblica udienza del 12 maggio 2005, relatore il cons. Domenico Giordano, l’avv. ****, in delega, per il ricorrente e l’avv. dello Stato **** per l’amministrazione resistente;
ritenuto quanto segue in:
1) Con il ricorso in epigrafe è impugnato il provvedimento di revisione della patente di guida, che è stato adottato dall’ufficio provinciale della motorizzazione civile di Milano, ai sensi dell’art. 128 del Codice della strada (D.Lgs. n. 285/92), per il comportamento tenuto dal ricorrente in occasione del sinistro nel quale era stata coinvolta l’autovettura dallo stesso condotta.
Avverso il provvedimento sono dedotte censure per mancata comuni­cazione dell’avvio del procedimento; per violazione di legge, in quanto la deter­minazione di dar corso alla revisione deriva da un’infrazione soggetta ad impu­gnazione e, quindi, da un accertamento non definitivo della dinamica dell’incidente, dal quale non è possibile trarre univoci indizi di responsabilità del ricorrente; per difetto di motivazione circa la sussistenza della violazione dell’obbligo di dare precedenza contestata all’interessato e il connesso venir meno dei requisiti di idoneità alla guida.
L’amministrazione intimata si è costituita in giudizio, controdeducendo con memoria.
Con ordinanza n. 735 del 18 marzo 2004 è stata respinta la domanda di sospensione cautelare dell’atto impugnato.
Il ricorrente ha insistito con memoria per l’accoglimento del gravame. In essa precisa che il ricorso presentato contro la contestazione dell’infrazione è stato accolto con sentenza n. 332 del 27 maggio 2004 del Giudice di pace di Rho, che ha annullato il verbale di accertamento sul quale era fondato il provvedimento di revisione della patente.
All’udienza il ricorso veniva trattenuto per la decisione.
2) Il verbale di contestazione che ha dato origine al provvedimento è stato annullato con sentenza del Giudice di pace. La pronuncia ha giudicato che le circostanze descritte nel verbale non fossero “sufficienti a dare la prova certa sulla dinamica dell’incidente” e non integrassero elementi probanti che potes­sero consentire di ipotizzare con sicurezza la responsabilità del ricorrente nella causazione del sinistro.
In forza della pronuncia di annullamento del verbale, è quindi venuto meno il presupposto sul quale era fondato il provvedimento impugnato, che ha disposto la revisione della patente di guida in considerazione del comportamento asseritamente irregolare del ricorrente cui si imputava di aver omesso, nel corso di una manovra di svolta a sinistra, di dare la precedenza ad altro veicolo proveniente dal senso opposto.
La sentenza del Giudice di pace ha escluso la sussistenza dell’infrazione alle norme di comportamento dettate dal Codice della strada, il che priva il provvedimento qui impugnato del suo presupposto.
3) Merita accoglimento anche il motivo fondato sull’omessa comunica­zione dell’avvio del procedimento, ai sensi dell’art. 7 l. n. 241/90.
In effetti, ogniqualvolta intenda emanare un atto che incida sfavore­volmente sulla sfera giuridica altrui, la pubblica Amministrazione è tenuta a darne preventivo avviso al soggetto destinatario, salvo che esistano particolari esigenze di celerità richiamate nel provvedimento, ovvero che l’interessato sia stato comunque posto in condizione di partecipare al procedimento stesso;
Detto principio trova applicazione anche ai casi di revisione della patente di guida per inidoneità (cfr., al riguardo, T.A.R. Lombardia Milano, I, 7 marzo 2002, n. 986; id. 5 giugno 2002, n. 2336; 15 novembre 2002, n.4452; TAR Marche 7 marzo 2002 n. 217; TAR Toscana, I 7 febbraio 2005 n.470).
Nella fattispecie, dunque, non essendo pacifici ed incontestati da parte del ricorrente i presupposti di fatto della misura assunta, lo stesso aveva titolo ad essere informato della decisione che stava maturando, al fine di essere messo in condizione di far rilevare circostanze ed elementi che l’Amministrazione avrebbe dovuto vagliare prima dell’emanazione del provvedimento.
Questo, anche se volto a garantire la sicurezza della circolazione, non riveste, di per sé, quelle caratteristiche di urgenza, tali da escludere, in via di principio, l'obbligo della previa comunicazione, dal momento che il procedimento di revisione della patente non si articola in tempi strettissimi e, soprattutto, non determina, nelle more del suo svolgimento, il divieto di guida (cfr. CdS VI 13 febbraio 2004, n. 580).
Nel caso in esame non ricorrono le condizioni “esimenti” di cui all’art. 21 octies, secondo comma, l. n.241/90, come modificata con la l. n. 15/05, trattandosi di provvedimento avente natura discrezionale e non avendo l'ammi­nistrazione fornito in giudizio la dimostrazione che il contenuto del provve­dimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.
Non può quindi escludersi che, qualora gli fosse stata data comunicazione dell’avvio del procedimento, l’interessato avrebbe potuto offrire un utile apporto partecipativo.
L’accoglimento delle censure esaminate assume carattere assorbente di ogni altro motivo di ricorso (cfr. CdS VI 17 settembre 2001 n. 4877).
3) In conclusione, il ricorso è fondato e deve essere accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.
Sussistono comunque giustificati motivi per disporre la compensazione delle spese tra le parti.
il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, terza Sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 1415/04 così dispone:
- accoglie il ricorso in epigrafe e per l’effetto annulla l’atto impugnato;
- compensa per intero le spese tra le parti.
Così deciso in Milano il 12 maggio 2005 in camera di consiglio con l’intervento dei magistrati:
Italo Riggio - presidente
Domenico Giordano - cons. est.
Vincenzo Blanda - ref.