Source: https://www.tv15.it/index.php?News/Prodotti-dop-igp/Abbacchio-Romano-Igp
Timestamp: 2019-05-27 10:15:52+00:00
Document Index: 90087909

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5']

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DIREZIONE GENERALE DELLO SVILUPPO AGROALIMENTARE E LA QUALITA'
SAQ VII
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha ricevuto, nel quadro della procedura prevista dal regolamento (CE) n.510/2006 del Consiglio del 20 marzo 2006, l'istanza intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Abbacchio Romano», registrata con regolamento (CE) n. 507 del 15 giugno 2009.
Considerato che la modifica è stata presentata dal Consorzio di Tutela dell'Abbacchio Romano I.G.P., Via Rodolfo Lanciani, 38 – 00162 Roma, e che il predetto Consorzio è l'unico soggetto legittimato a presentare l'istanza di modifica del disciplinare di produzione ai sensi dell'art. 14 della legge n. 526/99.
Considerato altresì, che l'art. 9 del regolamento (CE) n. 510/2006 prevede la possibilità da parte degli Stati membri, di chiedere la modifica ai disciplinari di produzione delle denominazioni registrate.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali acquisito il parere della Regione Lazio circa la richiesta di modifica, ritiene di dover procedere alla pubblicazione del disciplinare di produzione della I.G.P. «Abbacchio Romano» così come modificato.
Le eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, relative alla presente proposta, dovranno essere presentate, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità – Direzione generale dello sviluppo agroalimentare e della qualità – SAQ VII, Via XX Settembre n. 20 – 00187
ROMA – entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana della presente proposta, dai soggetti interessati e costituiranno oggetto di
opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima della trasmissione della suddetta
proposta di modifica alla Commissione Europea.
L'Indicazione Geografica Protetta (IGP) "Abbacchio Romano" è riservata esclusivamente agli
agnelli nati, allevati e macellati nel territorio di cui all'art. 3, che siano in regola con le norme
dettate dal presente disciplinare di produzione e identificazione.
All'atto dell'immissione al consumo la carne di "Abbacchio Romano" presenta le seguenti
La nascita, l'allevamento degli agnelli da latte e le operazioni di macellazione dello "Abbacchio Romano" devono avvenire in tutto il territorio della Regione Lazio, come meglio individuato dalla cartografia allegata.
Elementi comprovanti che il prodotto è originario della zona geografica di cui all'art. 3.
Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata documentando per ognuna i prodotti
in entrata ed i prodotti in uscita. In questo modo e attraverso l'iscrizione degli allevatori,
macellatori e sezionatori/confezionatori in appositi elenchi gestiti dall'organismo di controllo,
nonché la tenuta di registri di produzione e condizionamento e la denuncia dei quantitativi
prodotti, è garantita la tracciabilità e rintracciabilità da monte a valle della filiera produttiva.
Inoltre, gli animali destinati alla produzione di Abbacchio Romano IGP dovranno essere
identificati, non oltre 20 giorni dalla nascita, mediante apposizione sull'orecchio sinistro
d'idonea fascetta o bottone auricolare contenente sul fronte il codice di identificazione
dell'allevamento completo di lettere e cifre e, sul retro, il numero progressivo del capo; Tutte
le persone, fisiche o giuridiche iscritte nei relativi elenchi saranno assoggettate al controllo da
parte dell'organismo di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal
La materia prima dell' "Abbacchio Romano" è costituita dalla carne e parti dell'animale di
agnelli maschi e femmine appartenenti ai tipi genetici più diffusi nell'area geografica di cui
all'art. 3: razza Sarda e suoi incroci, Comisana e suoi incroci, Sopravvissana e suoi incroci,
Massese e suoi incroci, Merinizzata Italiana e suoi incroci.
Gli agnelli vengono macellati tra 28 e 40 gg. di età
Gli agnelli sono distinti secondo quanto previsto dai regolamenti comunitari, nella seguente
- Agnello "da latte" (sino ai 8 kg di peso morto)
Gli agnelli sono allevati allo stato brado e semibrado. E' consentito, il ricovero in idonee
strutture il cui stato igienico-sanitario garantisca il benessere degli animali, con particolare
riguardo al buon grado di aerazione, illuminazione naturale e pavimentazione.
Gli agnelli devono essere nutriti con latte materno (allattamento naturale). E' consentita
l'integrazione pascolativa di alimenti naturali ed essenze spontanee.
Le pecore matricine usufruiscono di pascoli naturali, prati-pascolo ed erbai tipici dell'area
geografica di produzione di cui all'art. 3. E' ammesso il ricorso all'integrazione con foraggi
secchi e con concentrati, escludendo l'utilizzo di sostanze di sintesi e di organismi
Gli agnelli e le pecore matricine non devono essere soggetti a forzature alimentari, a stress
ambientali e/o sofisticazioni ormonali, finalizzate ad incrementare la produzione.
L'attività di macellazione, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, dovrà
avvenire entro 24 ore dal conferimento al mattatoio, mediante recisione netta della vena
giugulare, a cui segue lo spellamento e la contemporanea recisione delle zampe anteriori e
posteriori. La carcassa che ne deriva, dovrà essere liberata dell'apparato intestinale, ivi
compresa l'asportazione della cistifellea dal fegato, il quale deve restare integro all'interno
della carcassa unitamente alla coratella. Nella fase successiva la carcassa dovrà essere
condizionata secondo le tradizionali procedure con il peritoneo aderente alla carcassa.
La carcassa di "Abbacchio Romano" deve presentare alla macellazione le seguenti
- Colore della carne: rosa chiaro (il rilievo va fatto sui muscoli interni della parete
- Consistenza del grasso: solido (il rilievo va fatto, sulla massa adiposa che sovrasta l'attacco
della coda, a temperatura ambiente di 18-20°C);
- Copertura adiposa: moderatamente coperta la superficie esterna della carcassa, non
eccessivamente i reni.
L'agnello designato dall'Indicazione Geografica Protetta "Abbacchio Romano", può essere
immesso al consumo intero e/o porzionato secondo i tagli che seguono:
Il porzionamento può essere effettuato anche al di fuori della zona geografica di produzione di
cui all'art. 3.
6.1.1. L'intero territorio della regione Lazio permette, con le proprie caratteristiche
pedoclimatiche, quali:
- precipitazioni annuali comprese tra valori minimi di 650 mm lungo la fascia litoranea, di
1.000-1.500 mm nelle pianure interne fino ai 1.800- 2.000 mm in corrispondenza del
Terminillo e dei Simbruini;
di sfruttare le condizione migliori per l'allevamento degli ovini, senza provocare stress
I fattori naturali consentono alle pecore matricine di utilizzare i prati naturali e prati-pascolo,
in modo da conferire particolari qualità al latte destinato all'alimentazione degli agnelli, e di
conseguenza alla carne, determinando un sinergismo eccezionalmente favorevole oltre che per
la qualità anche per l'omogeneità dei suoi caratteri.
1.2. Fattori Umani
Il prodotto Abbacchio Romano ha, fin dai tempi remoti, un forte legame con la ruralità
regionale, dimostrato non solo dall'importanza che l'allevamento ovino ha nell'economia e
nelle tradizioni dell'intera Regione Lazio, ma anche e soprattutto dalla reputazione che lo
stesso ha da sempre dimostrato di possedere presso il consumatore. Infatti, il prodotto, fin dai
tempi più antichi, ha una notevole influenza sulla gastronomia regionale. Infatti esso risulta
avere un ruolo fondamentale nella cucina romana e laziale, tanto da dare origine a circa cento
piatti diversi. A livello sociale questo legame è dimostrato dalle numerose sagre, feste
campestri e manifestazioni popolari che hanno come oggetto l'abbacchio romano e che si
svolgono su tutto il territorio della Regione Lazio. Particolare è anche l'utilizzo del termine
romanesco Abbacchio, che risulta essere univoco. Infatti, dal vocabolario romanesco di
Chiappini <si chiama abbacchio il figlio della pecora ancora lattante o da poco slattato;
agnello il figlio della pecora presso a raggiungere un anno di età e già due volte tosato. A
Firenze non si fa distinzione l'uno e l'altro si chiamano agnello>. Anche una serie di
operazioni che vengono eseguite sull'abbacchio sono caratterizzate da una terminologia
romanesca quale ad esempio sbacchiatura o abbacchiatura (macellazione degli abbacchi).
Gli elementi che comprovano la storia e tradizione del prodotto Abbacchio Romano sono
- A Campo Vaccino fin dal 300 si teneva il mercato degli abbacchi, degli agnelli, dei castrati e
- Nei regesti farfensi del secolo X troviamo le norme che regolavano gli stazzi ed i ricoveri
per gli ovini.
- I Papi, dopo la caduta dell'Impero Romano, vietarono alle pecore di pascolare in tutta la
Campagna Romana, prima di Sant'Angelo di settembre (29 settembre) ed imposero l'uscita da
tutto il territorio, a Sant'Angelo di maggio (3 maggio), quindi il bestiame si rimetteva in
movimento per raggiungere i freschi pascoli degli Appennini e sfuggire alla calura estiva.
- Nel 17 ottobre 1768 fu emanato un editto firmato dal Cardinale Carlo Rezzonico, per
regolare la vendita degli abbacchi.
- Padre Zappata nel suo saggio sull'abbacchio, tratto dal volume «Roma che se va» del 1885,
descrive le lotte ingaggiate nei secoli precedenti, tra mercanti di campagna che intendevano
abbacchiare (uccidere gli abbacchi) ed il governo pontificio che intendeva quanto meno
frenare o addirittura proibire l'iniziativa dal mese di settembre fino alla settimana di passione.
- La Repubblica romana nel 1798 sanci' la liberta' di abbacchiare-
- Trinchieri in «Vita di pastori nella Campagna Romana» anno 1953, scrive che «per un
gregge di 4000 pecore occorre una estensione di pascolo di circa 430 rubbia nel periodo
invernale, mentre in quello primaverile (dal 16 marzo al 24 giugno) sono sufficienti 400
rubbia».
- Ercole Metalli, nel suo libro «Usi e costumi della campagna romana», anno 1903, mette in
risalto, nel descrivere la masseria, che e' «il Buttero, a trasportare a Roma abbacchi»;
- Dalla raccolta di usi e di consuetudini vigenti nella provincia di Roma della CCIAA
dell'anno 1951, al capitolo X, si mettono in evidenza i modi, le forme di contrattazione, di
compra-vendita degli abbacchi;
- Nel catalogo-mostra «I nostri 100 anni» documenti fotografici dell'agro romano, troviamo
numerose fotografie sulla pastorizia; una in particolare riporta «l'abbacchiara», mezzo
utilizzato per il trasporto degli abbacchi morti.
- Nel 1629 furono consumati a Roma 165.797 agnelli su di una popolazione che contava
115.000 anime.
- Nicola Maria Nicolaj, nella sua stima, dal titolo «Memorie, leggi ed osservazioni sulle
campagne e sull'Annona di Roma», Roma 1803, volume III, cap. «Scandaglio della spesa e
fruttato di un anno d'una massaria di pecore bianche vissane composta di capi num. 2.500 ...
presi i ragguagli sopra diverse massarie dell'Agro Romano ... spese ...introito: rimangano
num. 1540 agnelli da vendersi al macello, quali possono valutarsi sc. 1.80 uno per l'altro, che
in tutto scudi 2772».
- La CCIAA dell'Aquila (1968) nel lavoro «Problemi attuali dell'allevamento ovino in Italia»
mette in risalto dati statistici del patrimonio ovino laziale dal 1918 al 1963;
- L'Istat con «Indagine nazionale su alcuni aspetti degli allevamenti e delle produzioni ovine»,
decreto ministeriale del MiPAF 16 dicembre 1971, mette in luce la consistenza e la
distribuzione delle razze nel Lazio nel 1971.
5. Riferimenti sociali ed economici, quali la presenza di produttori che da anni effettuano
questo tipo di produzione:
- la tenuta di Castel di Guido: da una comunicazione tra il direttore dell'azienda e la sede
centrale del Pio Istituto viene riportato che nel mese di ottobre del 1969 l'azienda ha
consegnato alle dispense ospedaliere 4209 abbacchi, 16 animelle
- la tenuta di Castel di Guido: dalla contabilita' di masseria siglata dal Vergaro e dal direttore
nel 1958, nel 1960, nel 1965 e nel 1967 si riscontra la produzione e la vendita di abbacchi.
6. Numerose sono le feste campestri, sagre, manifestazioni che si svolgono nei comuni della
- Dal 1978 si svolge nel comune di Fiamignano (Rieti) la «Mostra Rassegna Ovina» con
degustazione dei prodotti derivati dal latte di pecora.
- l'Abbacchio Romano, il giovanissimo agnello lodato da Giovenale con la frase stupenda «...
il piu' tenero del gregge, vergine d'erba, piu' di latte ripieno di sangue...» fa parte del
repertorio di secondi piatti della cucina tradizionale romana e laziale.
Il controllo sulla conformità del prodotto al presente disciplinare di produzione è svolto,
conformemente a quanto stabilito dagli articoli 10 e 11 del Reg. (CE) n. 510/2006, dalla
struttura di controllo denominata "Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura
di Roma – Area V – Certificazione di prodotti agroalimentari, con sede in Roma (RM), Via
Appia Nuova, 218, tel. +39 0652082051, Fax +39 06 52082493, e-mail:
lcm.certificazioneprodotti@rm.camcom.it.
La carne di "Abbacchio Romano" deve essere immessa al consumo provvista di contrassegno,
costituito dal logo riportato in calce al presente disciplinare, a garanzia dell'origine e
dell'identificazione del prodotto.
La marchiatura deve essere effettuata al mattatoio. La carne è posta in vendita al taglio o
confezionata, secondo i tagli di cui all'art. 5.
La confezione reca obbligatoriamente sulla etichetta a caratteri di stampa chiari e leggibili,
oltre al simbolo grafico comunitario e relative menzioni in conformità alle prescrizioni del
normativa comunitaria vigente e alle informazioni corrispondenti ai requisiti di legge le
- la designazione "Abbacchio Romano" deve essere apposta con caratteri
significativamente maggiori, chiari, indelebili, nettamente distinti da ogni altra scritta ed
essere seguita dalla menzione Indicazione Geografica Protetta e/o I.G.P;
- il nome, la ragione sociale, l'indirizzo dell'azienda produttrice;
- il logo deve essere impresso sulla superficie della carcassa, in corrispondenza della
faccia esterna dei tagli;
- il logo è costituito da un perimetro quadrato composto da tre linee colorate, verde,
bianco e rosso, interrotto in alto da una linea ondulata rossa che si collega ad un ovale
rosso all'interno del perimetro e contenente una testa di agnello stilizzata. Il perimetro è
interrotto, in basso, dalla scritta a caratteri maiuscoli rossi "I.G.P.". In basso, all'interno
del perimetro quadrato, è riportata l'indicazione del prodotto "ABBACCHIO" in caratteri
maiuscoli di colore giallo, e "ROMANO" a caratteri maiuscoli di colore rosso. I
riferimenti di colore espressi in pantone sono riportati all'Art.9.
È vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente prevista. E' tuttavia
ammesso l'utilizzo di indicazioni che facciano riferimento a marchi privati, purché questi non
abbiano significato laudativo o siano tali da trarre in inganno il consumatore, dell'indicazione
del nome dell'azienda dai cui allevamenti il prodotto deriva, nonché di altri riferimenti
veritieri e documentabili che siano consentiti dalla normativa comunitaria, nazionale o
regionale e non siano in contrasto con le finalità e i contenuti del presente disciplinare.
La designazione "Abbacchio Romano " deve figurare in lingua italiana.
INDICE COLORIMETRICO:
COLORI UTILIZZATI PANTONE
ROSSO SCURO 1805CVC 0% 91% 100% 23%
ROSSO 1797CVC 0% 94% 94% 6%
VERDE 361CVC 76% 0% 91% 0%
0% 15% 94% 0%