Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-128-cod-proc-penale-deposito-dei-provvedimenti-del-giudice
Timestamp: 2016-12-09 03:53:31+00:00
Document Index: 151939679

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 391', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 309', 'art. 128', 'sentenza ', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 124', 'art. 267', 'art. 128', 'art. 309', 'art. 128', 'art. 128', 'sentenza ', 'art. 544']

Art. 128 cod. proc. penale: Deposito dei provvedimenti del giudice
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. Salvo quanto disposto per i provvedimenti emessi nell’udienza preliminare e nel dibattimento, gli originali dei provvedimenti del giudice sono depositati in cancelleria entro cinque giorni dalla deliberazione. Quando si tratta di provvedimenti impugnabili, l’avviso di deposito contenente l’indicazione del dispositivo e’ comunicato al pubblico ministero e notificato a tutti coloro cui la legge attribuisce il diritto di impugnazione.
Giurisprudenza annotataDeposito dei provvedimenti del giudice
In tema di illecito disciplinare del magistrato di sorveglianza per ritardo nel deposito dei provvedimenti, ai fini del giudizio di gravità ex art. 2, comma 1, lett. q), del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, rileva, attesa la mancanza di previsioni specifiche, il termine generale di "cinque giorni dalla deliberazione", fissato dall'art. 128 cod. proc. pen., sicché il giudice disciplinare deve ricostruire, per ciascun procedimento di sorveglianza, lo schema tipico prefigurato dal legislatore, per individuare il momento in cui esso può essere definito con una "deliberazione", che sia ordinanza, decreto o parere. Cassa con rinvio, Cons. Sup. Mag. 20/02/2014
Cassazione civile sez. un. 24 ottobre 2014 n. 22611
Il termine per l'impugnazione di provvedimenti camerali da parte del pubblico ministero, anche in mancanza dell'avviso di deposito previsto dall'art. 128 c.p.p., decorre dalla data in cui il provvedimento è pervenuto ad effettiva conoscenza dell'ufficio, impersonalmente inteso, per i necessari adempimenti esecutivi.
Cassazione penale sez. I 07 febbraio 2013 n. 38722 Il termine per la presentazione del ricorso per cassazione avverso ordinanza del giudice dell'esecuzione decorre dal momento in cui quest'ultimo provvedimento sia trasmesso alla segreteria dell'ufficio della Procura per gli adempimenti di competenza. (Fattispecie nella quale la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del p.m., escludendo che il termine per l'impugnazione cominciasse a decorrere dalla notifica dell'avviso di deposito dell'ordinanza, ex art. 128 c.p.p.). Dichiara inammissibile, Trib. Napoli, 09/12/2011
Cassazione penale sez. I 07 febbraio 2013 n. 38722 Anche per il provvedimento di convalida del fermo vale la regola generale di cui all'ars. 128 c.p.p., per cui, affinché non si produca l'automatico effetto caducatorio, è sufficiente che entro il previsto termine sopraggiunga la deliberazione del giudice sul merito della richiesta di convalida, mentre la motivazione può essere depositata entro il termine ordinatorio di cinque giorni successivi alla deliberazione predetta.
Ufficio Indagini preliminari Taranto 21 ottobre 2011
In tema di convalida dell'arresto o del fermo, il termine di 48 ore, previsto dall'art. 391, comma 7, c.p.p., a pena di inefficacia del fermo, è rispettato pur quando l'ordinanza di convalida intervenga successivamente ad esso, sempre che, tuttavia, l'udienza abbia avuto inizio prima di tale termine ed il provvedimento sia stato reso all'esito della stessa, senza soluzione di continuità. Inoltre, è sufficiente che, entro codesto termine, intervenga la decisione del giudice, ovvero il dispositivo; la motivazione, invece, secondo la regola generale prevista dall'art. 128, c.p., può essere depositata anche successivamente, entro il termine ordinatorio di cinque giorni, senza, tuttavia, alcuna perdita di efficacia della misura precautelare.
La violazione del termine di cui all'art. 128 cod. proc. pen. per il deposito del dispositivo dell'ordinanza, pronunciata in sede di appello cautelare, non determina alcuna invalidità del provvedimento, trattandosi di termine ordinatorio. Rigetta, Trib. lib. Potenza, 16/07/2010
Cassazione penale sez. IV 21 ottobre 2011 n. 46489
Ai fini della perdita di efficacia del provvedimento che dispone la misura coercitiva personale per omessa decisione del tribunale sulla richiesta di riesame entro il decimo giorno dalla ricezione degli atti, deve farsi riferimento alla data di deliberazione, il cui documento sia stato depositato in cancelleria, e non alla data di deposito dell'ordinanza, completa di tutti i suoi elementi, e quindi anche della motivazione, che deve essere depositata entro cinque giorni dalla deliberazione, a norma dell'art. 128 c.p.p. In altri termini, la disposizione di cui al comma 10 dell'art. 309 c.p.p., secondo la quale l'ordinanza che dispone la misura coercitiva perde immediatamente efficacia se la decisione sulla richiesta di riesame non interviene entro il termine prescritto, deve essere intesa nel senso che è necessario e sufficiente, perché non si produca l'automatico effetto caducatorio, che entro il decimo giorno dalla ricezione degli atti il tribunale abbia deliberato in merito alla richiesta medesima e abbia, inoltre, provveduto al deposito del dispositivo: mediante tale deposito, infatti, si rende certo, per gli interessati, che la decisione - con quel determinato, irreversibile contenuto - è intervenuta nel termine e si rende altresì possibile l'adozione degli eventuali conseguenti provvedimenti; la motivazione dell'ordinanza di riesame, viceversa, in applicazione della norma generale sul procedimento camerale di cui all'art. 128 c.p.p., può essere depositata, senza influenza alcuna sull'efficacia della misura, nel termine ordinatorio dei cinque giorni successivi alla deliberazione predetta (cfr. sez. un., 25 marzo 1998, M., e 17 aprile 1996, M.).
Cassazione penale sez. VI 10 ottobre 2011 n. 45880 È nulla la notifica dell'avviso di deposito dell'estratto contumaciale della sentenza effettuata nei confronti del difensore di ufficio nominato in giudizio, ai sensi dell'art. 128 c.p.p. 1930, in sostituzione del difensore di fiducia non comparso. Annulla senza rinvio, App. L'Aquila, 24/06/2010
Cassazione penale sez. I 12 gennaio 2011 n. 5122
In applicazione del principio generale di cui all'art. 128 c.p.p., valevole per i procedimenti camerali, la motivazione può essere depositata, senza influenza alcuna sull'efficacia della misura, nel termine ordinatorio di cinque giorni successivi alla deliberazione; l'inosservanza di tale termine risulta sprovvista di sanzione processuale, sebbene ai sensi dell'art. 124 c.p.p. la sua osservanza rimanga doverosa per il giudice.
L'art. 267, comma 2, c.p.p., nello stabilire che, in caso di intercettazioni disposte in via di urgenza dal pubblico ministero, «il giudice, entro quarantotto ore dal provvedimento, decide sulla convalida con decreto motivato», non prevede affatto che tale decreto debba essere, entro il medesimo termine, depositato in cancelleria e meno che mai che un tale adempimento debba risultare da un apposito timbro, valendo, quindi, quanto al deposito, la regola generale fissata dall'art. 128 c.p.p., secondo cui esso deve avvenire entro il termine, puramente ordinatorio, di cinque giorni, e dovendosi poi ritenere, quanto alla prova della tempestività della sola “decisione” (unica condizione necessaria per la validità, sotto il profilo temporale, del provvedimento “de quo”), che essa possa risultare anche da elementi diversi dal timbro di deposito (nella specie, attestazione del funzionario di cancelleria).
Cassazione penale sez. V 04 dicembre 2006 n. 6461 Non sussiste la perdita di efficacia della misura cautelare nel caso in cui la decisione sulla richiesta di riesame, completa di motivazione, sia depositata oltre il termine di dieci giorni, previsto dall'art. 309, comma 10, c.p.p., qualora, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione degli atti, il tribunale del riesame abbia deliberato in merito alla richiesta ed abbia depositato il dispositivo mentre la motivazione, in applicazione della norma generale sul procedimento camerale (art. 128 c.p.p.), può essere depositata nel termine ordinatorio di cinque giorni dalla deliberazione, senza che, peraltro, il mancato rispetto di detto termine influenzi l'efficacia del provvedimento coercitivo, salve eventuali conseguenze, a carico del responsabile del ritardo, di carattere civile, penale o amministrativo.
Cassazione penale sez. V 12 ottobre 2006 n. 38105 In tema di giudizio abbreviato in grado di appello, l'imputato non comparso nel procedimento in camera di consiglio ha diritto alla notificazione dell'avviso di deposito del provvedimento, ai sensi dell'art. 128 c.p.p., anche se dello stesso è stata data lettura in udienza, sicché il termine per proporre impugnazione decorre solo dalla data della notificazione e non già da quella in cui sia avvenuta la pubblicazione della sentenza (nel caso di specie: all'esito del procedimento camerale, mediante lettura del dispositivo e della motivazione redatta ex art. 544 comma 1 c.p.p.).
Cassazione penale sez. III 23 marzo 2005 n. 17846 Art. precedente
Come non pagare le spese di una causa del proprio condominioCartella esattoriale: inutile separarsi. Responsabili entrambi i coniugiRisarcito il dipendente licenziato che rinuncia al nuovo posto di lavoro per l’orario stressanteCome scaricare dalle tasse l’assegno di mantenimentoCaffè e merendine più cari: aumenta l’Iva sui distributori
La famiglia oltre il conflittoIl caffè sospesoPiatti chiariDentro il processo penaleLa previdenza facile	UTILIZZO DEI COOKIES