Source: http://www.diritto-penale.it/causalita-omissiva-obblighi-di-protezione.htm
Timestamp: 2020-04-05 10:33:50+00:00
Document Index: 121546141

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 1372', 'art. 2028', 'art. 143', 'art. 2054']

I caratteri della causalità omissiva: gli obblighi di garanzia
il concorso nella o mediante omissione
non è fondata su un obiettivo rapporto eziologico tra fatti non potendo la condotta omissiva causare materialmente l'evento che nel quale si concretizza l'offesa del reato.
La causalità omissiva ha, dunque, un carattere normativo, nel senso che si basa sul rapporto di equivalenza tra il causare e il non impedire l'evento di reato stabilito dalla norma dfi cui all'art. 40, secondo comma cp.
Inoltre la causalità omissiva si fonda su un giudizio ipotetico nel senso che il rapporto di causalità si reputa esistente allorchè, ipotizzando come posta in essere la condotta doverosa e possibile omessa, l'evento costitutivo del reato non si sarebbe verificato, o si sarebbe verificato più avanti nel tempo, secondo quanto desumibile dalla migliore scienza del momento.
La causalità omissiva è, dunque, fondata, come già detto, su un rapporto di equivalenza, stabilito dall'art. 40 cp, tra il non impedire un evento, che si abbia l'obbligo giuridico e la possibilità di impedire, ed il cagionarlo.
Il presupposto essenziale della causalità omissiva è, dunque, la sussistenza di un obbligo giuridico di impedire l'evento.
Al fine di stabilire quando si possa ritenere sussistente tale obbligo giuridico sono state elaborate diverse teorie.
Secondo una prima impostazione teorica, di carattere formale, sarebbero fonti dell'obbligo di impedire l'evento: la legge, le sentenze e le ordinanze dell'autorità giudiziaria, il contratto, i regolamenti e gli atti amministrativi, la precedente attività pericolosa, la volontaria assunzione di un obbligo di garanzia e la consuetudine.
A tale tesi si è sostanzialmente replicato che, nell'ambito di un ordinamento fondato sul principio della colpevolezza e dell'offensività, è necessario che la responsabilità non si fondi su dati puramente formali essendo, per un verso, necessario che, oltre all'esistenza di una fonte formale che abbia concretamente stabilito un obbligo di garanzia in capo ad un determinato soggetto, questi sia stato concretamente posto nella condizione di espletare la connessa attività di vigilanza e, dall'altro, che, anche nel caso in cui la fonte normativa cessi per fatti sopravvenuti (si pensi all'invalidità del contratto) il soggetto che abbia concretamente assunto la posizione di garanzia sia chiamato comunque a rispondere degli eventi di reato non impediti.
A tale impostazione formale si è contrapposta un'impostazione sostanzialistica, secondo cui, anzichè individuare specifiche norme che pongano a carico di determinati soggetti l'obbligo di impedire determinati eventi, è necessario verificare se l'ordinamento ponga, in capo a specifici soggetti (ad esempio i genitori), un generale obbligo di garanzia con riferimento a specifici interessi meritevoli di tutela, in considerazione della necessità di apprestare, per i medesimi, una tutela rafforzata o, comunque, dell'inidoneità dei relativi titolari a proteggerli adeguatamente. Questa seconda impostazione teorica è stata, tuttavia, criticata in quanto viola il principio della necessaria tassatività e, più in generale, il principio di legalità che deve presidiare la redazione delle fattispecie penali.
Secondo una terza teoria (c.d. mista), la posizione di garanzia che fonda la responsabilità penale omissiva può trovare il proprio fondamento nella sussistenza di obblighi di protezione, a carico di un determinato soggetto giuridico ed a favore di un altro, ovvero nella sussistenza di specifici obblighi di controllo con riferimento a determinate fonti di pericolo e nei confronti di tutti i soggetti potenzialmente esposti alle medesime. Sotto il profilo del rispetto del principio di legalità e di tassatività della fattispecie penale, la causalità omissiva risulta dalla combinazione delle fattispecie penali di parte speciale e della clausola di equivalenza di cui all'art. 40 cpv cp. La causalità omissiva è, inoltre, ipotizzabile soltanto con riferimento ai reati di evento puri, ai reati, cioè, che prevedano il verificarsi di un evento naturalistico e che non presuppongano condotte vincolate.
Il principio di tassatività presuppone, altresì, che, tra le fonti dell'obbligo giuridico di garanzia, siano selezionate solo le c.d. fonti formali con l'esclusione, dunque, delle fonti di rango sublegislativo (consuetudine e regolamenti amministrativi) che possono, nel rispetto del principio di legalità, esclusivamente integrare il precetto penale. Costituiscono, secondo tale impostazione, fonti dell'obbligo di garanzia:
la legge penale,
la legge extrapenale di diritto pubblico,
la leggi di diritto privato,
il contratto che, ex art. 1372 cc ha forza di legge tra le parti
l'assunzione volontaria dell'obbligo ex art. 2028 cc.
Si è, invece, contestato che la precedente condotta pericolosa possa costituire fonte dell'obbligo di garanzia di impedire l'evento pericoloso da essa cagionato in quanto ciò finirebbe per confondere la responsabilità per colpa con quella omissiva che, a ben guardare, presuppone sempre un'omisione del diverso comportamento doveroso.
Gli obblighi di garanzia, posono distinguersi, come anticipato, in obblighi di protezione ed in obblighi di controllo, essi sono fondati sulla necessità di apprestare una tutela rafforzata con riferimento a specifici interessi in considerazione dell'incapacità, per il relativo titolare, di conseguire autonomamente un adeguato grado di tutela e sulla necessità di selezionare i soggetti cui assegnare la specifica posizione di garanzia con riferimento a quegli interessi meritevoli di rafforzata tutela.
Gli obblighi di garanzia (di protezione o controllo) possono essere originari o derivati; in quest'ultimo caso la fonte dell'obbligo di garanzia, di norma, è un contratto ma l'operatività della traslazione della posizione di garanzia presuppone l'effettivo affidamento del bene da proteggere non essendo, all'uopo, sufficiente il solo dato della fonte formale.
Gli obblighi di protezione sono:
quelli previsti dal diritto di famiglia dei genitori nei confronti dei figli e dei tutori nei confronti dei pupilli, nonchè quelli reciproci dei coniugi (cfr. gli artt. 354 e 427 cc nonchè l'art. 143 cc);
quelli previsti da leggi speciali per il ruolo sociale svolto dal soggetto (si pensi agli obblighi posti a carico dei dipendenti dell'Amministrazione penitenziaria a protezione dei detenuti).
Gli obblighi di controllo, sono previsti:
a carico dei soggetti proprietari di edifici, costruzioni, animali e veicoli pericolosi (cfr. art. 2054 cc);
a carico degli esercenti attività pericolose tenuti all'adozione di misure di salvaguardia (si pensi a tutta la legislazione antinfortunistica);
a carico di coloro che sono tenuti ad impedire i reati commessi da terzi (si pensi ai titolari di poteri di educazione, cura, istruzione e custodia come i genitori, i tutori, gli insegnanti e gli infermieri con riferimento ai fatti di reato commessi da figli, pupilli, scolari e alienati di mente - ai sindaci ed agli amministratori di società ed agli appartenenti alla Polizia giudiziaria, alla forza pubblica ed alle forze dell'ordine).
Deve, peraltro, osservarsi che, qualora i titolari della posizione di garanzia siano più di uno, su tutti incomberà per intero l'obbligo di impedire l'evento fondante la responsabilità penale omissiva.