Source: http://ipasvipc.it/it/118/news.html
Timestamp: 2020-06-06 03:21:02+00:00
Document Index: 153539522

Matched Legal Cases: ['art, 348', 'art. 186', 'art.7', 'art. 90', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'art. 2948']

Nei corsi di laurea in infermieristica docenti solo infermieri. Nuovo decreto MIUR
“Il comma 2 dell’articolo 1 del decreto ministeriale 14 maggio 2020 (prot.n. 82), è abrogato”: non ci saranno più, cioè, due medici ospedalieri a integrare i docenti dei corsi di laurea in infermieristica.
https://www.fnopi.it/2020/05/30/corsi-laurea-infermieristica-docenti-infermieri-nuovo-dm-mur/
D. M. 82 del 14 maggio 2020
In corso interlocuzione con il ministro dell’Università Gaetano Manfredi sul decreto 82 del #14maggio. I corsi di studio in Infermieristica hanno un elevato numero di docenti infermieri in possesso di laurea magistrale, dottorato di ricerca e abilitazione scientifica nazionale!
Responsabilità professionale: la polizza per gli infermieri
Con il prezzo annuale attualmente più basso sul mercato, la polizza, obbligatoria per tutti secondo la legge 24/2017 si caratterizza per un massimale di 5 milioni di euro, per coprire responsabilità civile professionale, responsabilità patrimoniale, responsabilità civile per colpa grave e per danno erariale.
La FNOPI ha reso disponibile da gennaio 2019, come risultato di due gare europee per l’identificazione del broker e della compagnia assicuratrice, per tutti gli iscritti, anche se senza alcun obbligo di adesione, una polizza assicurativa che contiene tutte le coperture obbligatorie previste dalla legge 24/2017 – Legge Gelli.
La polizza è composta da due parti:
Responsabilità civile costo 22 euro annui, assicura la responsabilità per colpa grave
Tutela legale penale costo 8 euro annui, assicura le spese legali e di giustizia in caso di procedimento penale (n.b. in caso di problema nella visualizzazione della pagina, copiare il link https://www.marsh-professionisti.it/infermieri/ e inserirlo in una nuova finestra di navigazione)
Di seguito la descrizione della polizza:
Promozione Starhotels per infermieri in prima linea per Covid
Con l’iniziativa “Grazie di cuore”, il gruppo alberghiero Starhotels offre agli infermieri dei reparti e degli ospedali Covid, 500 soggiorni di due notti per due persone colazione inclusa, validi negli hotel italiani del gruppo.
L’offerta è soggetta a disponibilità e valida dal 1° giugno al 31 dicembre 2020.
Gli infermieri interessati dovranno far pervenire all’indirizzo pec http://federazione@cert.fnopi.it una e-mail avente ad oggetto “Iniziativa Starhotels “Grazie mille”: richiesta di soggiorno” senza alcuna indicazione riferita alle specifiche del soggiorno stesso.
• pervenire da infermiere regolarmente iscritto all’Albo;
• essere accompagnata dalla dichiarazione del datore di lavoro dello stesso che attesti l’attività svolta in ambito COVID da parte del richiedente
Una volta trasmesso l’elenco a Starhotels, FNOPI comunicherà ai richiedenti ritenuti idonei la possibilità di effettuare la prenotazione del soggiorno gratuito contattando il Reservations Center Starhotels.
Con il patrocinio delle quattro Federazioni FnomCeo, FNOPI, FNOPO e TSRM PSTRP, sarà on line dal 15 maggio il corso dello psichiatra Massimo Picozzi per prevenire stress e burnout dei professionisti della Salute.
Burnout e stress psico-fisico: durante COVID-19 colpiscono tra il 30 e il 50% degli operatori sanitari e a fine pandemia possono lasciare tracce indelebili.
Vedi informazioni FNOPI al link:
https://www.fnopi.it/2020/05/13/corso-antistress-fad/
GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'INFERMIERE 2020
I creatori di Paste up hanno realizzato un video dedicato al legame fra Florence Nightingale e l'Italia, il Paese in cui nacque e in cui tornò a soggiornare spesso. Tavole molto suggestive narrano questo percorso, soffermandosi soprattutto sugli anni giovanili trascorsi nel Belpaese, alla ricerca di quella missione che la porterà, nel tempo, a divenire la fondatrice dell'Infermieristica moderna.
Fonte:FNOPI
https://www.youtube.com/watch?v=xWHkLZ9QFC0&feature=youtu.be&fbclid=IwAR0aXgfurB9P-Oae_h0YbhVRp-5EnMt1CBlymdWC0DaLVSJexeMmAySlXXo
GLI STUDENTI DEL 1° ANNO DI INFERMIERISTICA FESTEGGIANO CON GLI INFERMIERI IL 12 MAGGIO
Gli studenti del primo anno del Corso di studio in Infermieristica dell'Università di Parma, sede di Piacenza, sono stati invitati a riflettere sul significato del "prendersi cura" partendo dal loro vissuto personale e dagli studi fatti quest'anno, in particolare ricordando il ruolo che ha avuto Florence Nightingale nella storia della professione.
Gli studenti non hanno ancora avuto contatto con la realtà clinico-assistenziale: devono, infatti, ancora iniziare il loro percorso di tirocinio, ma nelle loro riflessioni hanno dimostrato una forte motivazione e voglia di iniziare questo percorso di crescita personale e professionale.
Questo è il loro modo di festeggiare l'importante data del 12 maggio ed essere vicino agli operatori impegnati in prima linea.
Download STUDENTI parte seconda.pdf
ATTIVAZIONE PEC GRATUITA AGLI ISCRITTI OPI PIACENZA: NUOVA MODALITA'
La PEC (Posta Elettronica Certificata) funziona come la posta elettronica “tradizionale” ma, a differenza di quest’ultima, garantisce lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno: chi scrive da un indirizzo PEC ad un altro indirizzo PEC, infatti, ha la certezza dell’invio, dell’integrità e della consegna (o mancata consegna) del messaggio e di tutti i documenti ad esso associati. La PEC è obbligatoria per tutti i professionisti iscritti in albi, sia dipendenti che liberi professionisti.
La “Posta Elettronica Certificata” non può essere cumulativa per più professionisti e non può essere associata automaticamente alla “mail aziendale”.
Per questo motivo e per facilitare i rapporti interni (fra Ordine e iscritti) e quelli esterni (fra iscritti e Amministrazioni Pubbliche, professionisti e cittadini con cui si trovano ad interagire per motivi professionali), l'OPI di Piacenza prevede l’attivazione GRATUITA di una casella personale di Posta Elettronica Certificata agli iscritti che ne facciano richiesta.
Per facilitare l'attivazione della PEC senza recarsi in ufficio è necessario scaricare il modulo allegato compilarlo nella parte dei dati anagrafici completo di due firme e autorizzazione del trattamento dati. Restituire via mail o via fax il tutto corredata da una copia di un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità, patente o passaporto).
A chi viene comunicata per legge la PEC?
Pertanto si invita a consultare la propria casella PEC con cadenza regolare.
Si avvisa che l'ufficio dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Piacenza, a seguito delle indicazioni emanate nell'ultimo DPCM, è aperto solo ed esclusivamente su appuntamento dopo accordi telefonici mail:
http://www. segreteria@opipc.it
Tel: 0523/712674
Per tutte le comunicazioni inviare una mail specificando nome e cognome, richiesta, numero di cellulare.
N.B. L'ingresso è consentito solo ad una persona ed è obbligatorio la mascherina.
Cell. Presidente: 366.6394533
OPI PIACENZA DONA 2.000 MASCHERE AD ALTA PROTEZIONE
L'ORDINE DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE DI PIACENZA DONA 2.000 MASCHERE AD ALTA PROTEZIONE ALLA AUSL DI PIACENZA PER LE STRUTTURE TERRITORIALI DELLA PROVINCIA
La Protezione civile grazie a un accordo con la Federazione Nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) ha consegnato all’Ordine capoluogo di Regione, Bologna, mascherine in base al numero di infermieri iscritti all’albo nella regione.
Si tratta di oltre 33.000 facciali filtranti del tipo KN95 che sono state suddivise ai vari OPI della Regione Emilia Romagna.
L’OPI di Piacenza ha deciso di donarle alle CRA, ASP, Case Protette convenzionate e private della Provincia di Piacenza.
La Presidente ha preso contatto con la Direzione dell’AUSL di Piacenza che si è resa disponibile a farle arrivare nelle varie strutture territoriali.
Oggi, 04 maggio 2020 alle ore 14 alla presenza del Direttore Generale, Dott. Luca Baldino, del Direttore delle professioni sanitarie Dott.ssa Mirella Gubbelini e di alcuni Consiglieri, la Presidente a nome dell’OPI di Piacenza ha donato 2.000 mascherine FFp2 che saranno recapitate nelle varie strutture della provincia.
Un grazie sentito va alla FNOPI e alla Protezione Civile per l'attenzione mostrata con la donazione dei dispositivi e un grazie va alla AUSL di Piacenza che come sempre si è resa disponibile per distribuzione sul territorio.
https://www.fnopi.it/2020/04/28/domande-fondo-infermieri/
Territorio e assistenza domiciliare, alcune delle parole magiche che con la FASE 2 di Covid-19 tornano alla ribalta in dichiarazioni e interviste di esponenti della politica. Parole oggetto negli anni di migliaia di convegni e norme, ma purtroppo di pochi fatti e solo in alcune realtà, e oggi ci viene presentato il conto… salato! Ecco perché servono ora risorse in più da mettere sul piatto del SSN per investimenti massicci sul personale sanitario, a partire da quello infermieristico, attuare il Patto per la Salute 2019-2021 con l’infermiere di famiglia/comunità e utilizzare l’emergenza per innovare strutturalmente il SSN.
https://www.fnopi.it/2020/04/26/fase2-infermiere-di-famiglia-territorio/
Emergenza COVID-19: Esperienze degli infermieri italiani
L' università di Genova sta promuovendo un progetto finalizzato a raccogliere e successivamente analizzare attraverso l’analisi tematica, l’esperienza degli infermieri italiani sull’emergenza COVID-19. Il progetto ha già ottenuto parere positivo da parte Comitato Etico della regione Liguria.
Il link per partecipare è il seguente:
https://www.gnhs.it/esperienze-covid19/
I nostri infermieri hanno retto facendo gruppo
Significative e a sostegno della territorialità sono le indicazioni che in questo momento stanno arrivando dagli esperti italiani in materia di Covid. Le affermazioni di Massimo Galli, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano ribadisce che non c’è solo il fronte ospedaliero da mettere e tenere in sicurezza. C’è tutto un mondo di persone isolate che vivono le quaratene nelle loro abitazioni e vanno tutelate ed accompagnate.
Galli sottolinea l' urgenza e la necessità di stare accanto attraverso l’assistenza sanitaria alle persone isolate e lasciate a casa. Anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha espresso la stessa opinione dichiarando che nel nostro Paese i servizi territoriali sono presenti in maniera differenziata, con un impegno anche dei medici di famiglia; evidenzia inoltre come la cura delle persone sul territorio vada potenziata e l’eredità che ci lascerà questa epidemia sarà l’importanza di incrementare questi servizi. La vera sfida quindi per il presente ed il futuro è che le persone vengano assistite a domicilio.
Ricollegandomi alla lettera pubblicata sul quotidiano domenica dal titolo La nuova sfida degli infermieri, vorrei confermare quanto già scritto dalla dottoressa Elena Borlenghi.
Quale Presidente dell’ Ordine delle Professioni Infermieristiche di Piacenza, desidero ringraziare tutti gli Infermieri impegnati nella cura di questo terribile contagio che ha colpito Piacenza con particolare violenza.
Ringrazio gli infermieri impegnati nei reparti Ospedalieri che hanno affrontato questa emergenza con professionalità, umanità non risparmiandosi nell’affrontare nuove organizzazioni, convertendo reparti, creandone nuovi collaborando con nuovi professionisti provenienti da altre realtà, da altre città e addirittura da altri paesi.
Parlando con loro, ho scoperto che gli infermieri sanno diventare “gruppo” ed è il gruppo che hanno costruito nel momento più difficile della loro vita professionale che li ha “aiutati” nella situazione delle loro lunghe e difficili giornate o nottate….e nella tragicità del momento dove i pazienti erano soli a dover affrontare una malattia così grave e, addirittura la morte…loro erano lì a raccogliere le loro paure e magari l’ultimo saluto per i parenti….
Ringrazio gli infermieri dell Emergenza Territoriale che con la loro competenza, professionalità e dedizione sono riusciti a rispondere alle tantissime richieste da parte dei cittadini in una fase drammatica della loro vita.
Ringrazio tutti gli infermieri che lavorano con gli anziani e che sono stati travolti anche loro da questo tsunami che ha investito la nostra provincia, cercando di proteggere come hanno potuto, assistendo con dedizione e professionalità i nostri anziani fragili e indifesi contro questa epidemia.
Ringrazio tutti gli infermieri che lavorano nelle case di cura e di riabilitazione e i liberi professionisti, perché anche loro hanno dato il loro prezioso contributo nel combattere con tutta la loro competenza e professionalità, questo grave problema sanitario.
Ma ringrazio profondamente anche gli infermieri impegnati sul territorio, silenziosi attori chiamati a nuove sfide che la situazione sanitaria chiede e chiederà sempre di più.
Nei distretti di Levante, di Ponente e nel distretto cittadino gli Infermieri si prodigano ogni giorno nel rispondere alle esigenze di una situazione nuova e mutata e le tante persone affette da Covid che stanno vivendo la malattia nelle loro abitazioni ricevono ogni giorno cure ed assistenza dagli Infermieri che, in collaborazione con i medici di medicina generale, definiscono i piani di cura per i pazienti in carico.
La gestione del paziente sul territorio è complessa perchè entrano in gioco una serie di variabili, ma gli Infermieri non si sono sottratti e non si stanno sottraendo a questa nuova sfida, anzi con determinazione ed impegno stanno cercando di fornire non solo assistenza ma una cura fatta di umanità, vicinanza e sostegno ai malati e alle loro famiglie.
Infine, ringrazio gli infermieri che fanno parte delle USCA; professionisti che insieme ai medici riescono a scoprire e a trattare precocemente i pazienti affetti da Covid19 e mi auguro di avere nel prossimo futuro infermieri “sentinelle” presenti nelle comunità afferenti alle Case della salute, che in collaborazione con i medici curanti possono conoscere e monitorare le fragilità o i problemi di salute della popolazione di riferimento
A tutti i professionisti sanitari che collaborano tutti i giorni con gli infermieri in questo momento così particolare il mio sentito grazie.
Presidente Ordine delle professioni infermieristiche di Piacenza
Data la particolare contingenza dovuta al COVID-19, in ottemperanza alle recenti ordinanze regionali, nonché come da disposizioni del DPMC DELL’8.03.2020 e successive integrazioni e modifiche, l'Assemblea degli iscritti è rinviata a data da destinarsi
Rapporto ISS: anche con le USCA l’infermiere è essenziale nelle RSA per l’assistenza
L’Istituto superiore di Sanità, dopo il rapporto sulla situazione nelle RSA della pandemia COVID-19, ha pubblicato sul suo sito il documento “Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie”.
E il documento parla chiaro: nella gestione clinica del caso confermato COVID-19 “deve essere garantita laddove siano presenti ospiti COVID-19 sospetti o accertati, (anche in attesa di trasferimento) la presenza di infermieri h24 e supporto medico”.
Se c’è invece la sospetta/probabile/accertata infezione occorre attivare le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) che si avvalgono della consulenza/collaborazione degli infettivologi.
I protocolli saranno quelli emanati dalle direzioni delle aziende sanitarie e recepiti dal Responsabile sanitario delle strutture.
Ma anche in questo caso deve essere garantita laddove siano presenti ospiti COVID-19 sospetti o accertati, (anche in attesa di trasferimento) la presenza di infermieri h24 e supporto medico
E nelle strutture dove non sia presente assistenza infermieristica h24, il paziente dovrà temporaneamente essere isolato in stanza singola e successivamente trasferito ad altra struttura residenziale in grado di garantire le precauzioni di isolamento in accordo con le autorità locali, provinciali e regionali.
L’infermiere quindi è essenziale anche nel caso di attivazione delle USCA.
#NoiConGliInfermieri: campagna raccolta fondi FNOPI per COVID-19
“Adesso abbiamo bisogno di te”. Con questo slogan, gli infermieri impegnati finora in prima linea nell’emergenza coronavirus si rivolgono ai cittadini per i quali si sono impegnati dall’inizio della pandemia per lanciare, attraverso la Federazione nazionale che li rappresenta, la prima raccolta fondi creata e gestita dagli infermieri per gli infermieri.
Gli infermieri al “fronte” di COVID-19 sono oltre 180mila. Di questi, oltre 7.300 per ora sono stati contagiati, il 4,1%, come se in Italia invece di 144mila casi totali ce ne fossero 2,5 milioni.
Di questi, 28 sono i decessi, di cui 2 suicidi: gli infermieri come tutti gli altri cittadini purtroppo muoiono di COVID-19, lasciando un vuoto non solo nella loro professione, ma soprattutto nelle loro famiglie.
Ogni giorno in media dall’inizio della pandemia circa 2-300 infermieri in più sono positivi al virus perché non possono mai lasciare solo nessuno, nessun malato, nessun anziano, nessun bambino. Anche nessuno dei loro colleghi, di qualunque professione, che spesso incontrano in un letto di ospedale, come pazienti.
E tutti loro, superato il peggio, hanno necessità di supporto per poter tornare ad assistere chi sta male: gli infermieri non abbandonano mai chi soffre.
Ora è il momento di aiutare chi ogni giorno aiuta l’altro, sino a donare la propria vita per garantire il diritto alla Salute nel nostro Paese, è il momento di prendersi cura di chi si prende cura di voi. E di noi.
AIUTACI AD AIUTARE CHI TI AIUTA
https://www.fnopi.it/2020/04/10/campagna-noicongliinfermieri-fnopi/
Il Decreto Interministeriale del 28 Marzo 2020 stabilisce le modalità di attribuzione del bonus di 600 euro per il mese di marzo in favore di lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle Casse di previdenza privata, danneggiati dalla situazione epidemiologica da COVID-19.
Accedendo al sito ENPAPI è possibile visualizzare tutta la documentazione e le istruzioni per ottenere l’indennizzo statale di 600 euro previsto dall’articolo 44 del Decreto-Legge 18/2020. È possibile fare la domanda dalle 12.00 del giorno 1° aprile 2020 al giorno 30 aprile 2020.
Il modulo deve essere inviato tramite mail a sostegnoalreddito@enpapi.it o caricato tramite area riservata. Non saranno accettate le domande pervenute a mezzo posta/raccomandata.
Decreto Interministeriale del 28/03/2020
SUPPORTO PSICOLOGICO PER GLI INFERMIERI DI PIACENZA
A fronte della emergenza sanitaria in corso a causa dell'epidemia Covid-19 (coronavirus) e per sostenere l’attività e l’impegno degli iscritti, l'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Piacenza ha avviato un servizio gratuito di supporto psicologico, per offrire assistenza ai colleghi impegnati nella grave situazione che ha colpito duramente la nostra provincia.
A ciascun iscritto all'OPI di Piacenza, in collaborazione con alcuni psicologi della provincia, offre 2 colloqui gratuiti in via telematica (Skype, videochiamata, telefono) fin tanto che sarà in corso l'emergenza. Il supporto avrà principalmente la funzione di spazio di ascolto e rifigurazione dell'esperienza emergenziale, per offrire un sollievo temporaneo rispetto alla situazione in corso. Eventuali colloqui in studio saranno garantiti una volta concluso il periodo di emergenza; È difatti previsto il mantenimento del servizio di supporto anche nel mese (o nei due mesi) successivi all'emergenza.
Come posso rivolgermi al servizio di Supporto Psicologico?
Qualora l'infermiere avvertisse il bisogno di usufruire del Servizio di Supporto Psicologico, è possibile richiedere una disponibilità ai seguenti psicologi/psicoterapeuti:
continua con: vedere testo completo
Il ministro Speranza telefona agli infermieri nelle Regioni
Chiamo personalmente per ringraziare a uno a uno tutti gli infermieri che stanno combattendo e affrontando questa emergenza sanitaria, assistendo con competenza, passione e umanità i nostri malati”.
Sono queste le parole che il ministro della Salute Roberto Speranza ha rivolto oggi al telefono ai coordinatori regionali degli Ordini delle professioni infermieristiche, ai presidenti di Ordine delle province più colpite da COVID-19, ma anche direttamente ad alcuni infermieri – anche positivi al virus – che si trovano in prima linea sui fronti più contagiati del Nord.
I presidenti hanno assicurato il ministro che nessun infermiere, nessun medico, nessun operatore si è tirato indietro e che oggi tutti stanno cercando di fare ancora di più di quanto fatto, “perché nessuno resti solo”.
Certo, hanno sottolineato i presidenti al ministro, il tempo è sempre meno, lo scenario degli ospedali, specie al Nord e in particolare in Lombardia è drammatico, le condizioni di lavoro degli infermieri e degli operatori sanitari sono sempre più difficili e logoranti, fisicamente e psicologicamente.
Il ministro ha assicurato di stare facendo tutto il possibile con Angelo Borrelli e Domenico Arcuri per trovare DPI e tutto quello che serve alla tutela della salute degli operatori e ha rivolto loro un saluto commosso: “Ho infinita gratitudine per quello che voi infermieri state facendo, vi abbraccio tutti, ora virtualmente e spero presto di poterlo fare di persona”.
La Federazione nazionale degli ordini degli infermieri rivolge al ministro Speranza un ringraziamento particolare perché le sue parole hanno dato sicuramente maggior forza a chi sta davvero dando se stesso per la tutela della salute dei cittadini.
L’appello di medici e infermieri: la priorità deve essere chi cura e assiste
Nessuno si tirerà mai indietro
“Nessuno si tirerà mai indietro, è chiaro – affermano Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche – e la miglior testimonianza di questo la danno i cittadini con la loro gratitudine e gli stessi professionisti con l’impegno profuso nel salvare vite”.
https://www.fnopi.it/2020/03/17/medici-infermieri-appello-priorita/
Indicazioni relative alle infezioni da 2019-nCoV. Precisazioni in tema di Dispositivi di Protezione Individuale per operatori sanitari
In riferimento all’oggetto e facendo seguito alle precedenti note del 17/02/2020 (PG/2020/134377) e del 2/3/2020 (PG/2020/184447) in tema di Dispositivi di Protezione Individuale per operatori sanitari
Download precisazioni uso dpi (1).pdf
Grazie ai protagonisti silenziosi della emergenza COVID 19
Ogni giorno leggiamo dell'elogio per il comportamento, la professionalità lo spirito di sacrificio che le istitituzioni rivolgono ai sanitari che operano nel SSN per fronteggiare l'emergenza data dal COVID 19.
Con orgoglio e ammirazione ringraziamo i colleghi e tutto il personale sanitario impegnato nell'emergenza per la dedizione, la capacità di adattarsi a nuove organizzazioni, la disponibilità a dare il massimo dell'impegno sopportando anche turni stressanti e faticosi e magari senza vedere la famiglia per lunghi giorni.
Siete persone speciali, lavorate in silenzio scegliendo di rimanere in servizio senza sosta anche quando siete stanchi e a volte preoccupati per l'evolversi della situazione. A voi è dovuta l'efficienza e l'affidabilità del nostro SSN e, quando viene richiesto, siete in grado di fare "squadra" per cercare di dare risposte adeguate in questo momento di particolare necessità.
Il nostro grazie per il continuo impegno nella cura ed assistenza dei cittadini e la nostra solidarietà nei confronti dei colleghi colpiti dal virus nell'esercizio della professione.
Il Consiglio Direttivo OPI Piacenza
Per una corretta moodalità di vestizione e svestizione dei DPI clicca qui:
https://youtu.be/DdH1zG0bY_E
Coronavirus, gli OPI dell’Emilia Romagna incontrano l’assessorato regionale
“Pronti a fare la nostra parte, collaborando con tutti, a servizio delle persone”.
La federazione regionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche dell’Emilia Romagna ha partecipato al Tavolo con le professioni sanitarie convocato dall’assessorato regionale alla Sanità confermando la disponibilità degli infermieri a dare il proprio contributo per facilitare la soluzione dell’emergenza Coronavirus e per far funzionare le strutture sanitarie in queste settimane difficili.
Per questo il coordinamento ha evidenziato al tavolo una maggiore linearità e omogeneità del flusso di informazioni sulle misure da adottare nella gestione dell’assistenza dei pazienti con infezione sospetta o accertata ed è stata offerta la massima collaborazione con l’Assessorato per affrontare l’emergenza, nel rispetto delle competenze e delle peculiarità di ognuno, ma non solo.
La Federazione regionale degli OPI sente la necessità di ringraziare tutti gli infermieri, gli operatori e i professionisti della sanità che – insieme – stanno garantendo efficacia ed affidabilità agli ospedali, al territorio e a tutto il sistema sanitario della Regione.
APiacenza è attivo un nuovo numero dedicato ai residenti 0523.303600, al quale risponde, 24 ore su 24, personale sanitario in grado di dare immediatamente le indicazioni più opportune. Al numero 349 7217355, dedicato al puerperio, un’ostetrica risponde h24 alle donne che hanno bisogno di consigli e sostegno rispetto all’allattamento. Attivo anche il numero verde regionale 800.033.033 (dal 1 marzo 7 giorni su 7, dalle 8.30 alle 18) a disposizione delle persone che potranno chiamare per avere informazioni e indicazioni sul comportamento da tenere in presenza di sintomi sospetti. Disponibile inoltre il numero telefonico gratuito del Ministero della Salute: 1500.
Ausl Piacenza – Riorganizzazione dei servizi all’utenza nella settimana dal 2 all’8 marzo
Aggiornamento Regione Emilia Romagna 1 marzo
Aggiornamento Regione Emilia Romagna 29 febbraio – Pomeriggio
Le iscrizioni saranno aperte dal 28 febbraio al 28 aprile 2020 e la durata del corso è di 16 ore e il corso sarà aperto anche agli studenti per consentire una formazione su un argomento di questa importanza.
https://www.fnopi.it/2020/02/27/coronavirus-corso-fad-iss/
(http://www.salute.gov.it/…/dettaglioFaqMalattieInfettive.js…)
https://www.fnopi.it/2020/02/28/coronavirus-dpi-buon-utilizzo-indicazioni-fnopi/
Coronavirus, ecco tutti gli atti adottati a livello nazionale e regionale
In questi giorni si sono susseguiti i provvedimenti a livello di governo e di singole Regioni sull’emergenza Coronavirus.
La FNOPI ritiene utile fornire un riepilogo aggiornato dei provvedimenti emanati al 26 febbraio.
https://www.fnopi.it/2020/02/26/coronavirus-provvedimenti-nazionali-regionali-camera-e-senato/
Intervento Speranza al Consiglio nazionale FNOPI 15/02/2020
Presentata al ministro una mozione approvata da tutti i Presidenti degli Ordini per lo sviluppo professionale e del Sistema Sanitario Nazionale
“Sottoscrivo la mozione degli ordini delle professioni infermieristiche, nel senso che vi ho trovato tutti gli aspetti che servono davvero a caratterizzare un Servizio sanitario nazionale (SSN) efficiente, universale e di qualità quale è il nostro”. Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha manifestato anzitutto gratitudine verso gli operatori del SSN che in queste settimane stanno affrontando nella task force del ministero, negli ospedali e sul territorio il rischio-coronavirus per tutelare la salute dei cittadini. “Il SSN è la cosa più importante che abbiamo e dobbiamo difenderlo con il coltello tra i denti, e va difeso su tre aspetti fondamentali che – ha detto agli infermieri – dobbiamo affrontare insieme: risorse, riforme e digitalizzazione per accelerare il futuro”. “Nel metodo – ha spiegato il ministro – bisogna saper ascoltare perché chi ascolta sa decidere meglio e affrontare meglio ogni argomento. Nel merito, le risorse non sono spesa pubblica: la salute è un diritto fondamentale e sono quindi un investimento sulla qualità della vita delle persone”.
https://www.youtube.com/watch?v=VuiBwOwzESM&feature=youtu.be&fbclid=IwAR03D4i0l3iSuBGA_VTcMA7_u2-19ys1r4S3gLniWD91Si05ypsbsEae2qc
Infermieri, il 12 maggio sarà emesso un francobollo celebrativo
https://www.fnopi.it/2020/02/15/francobollo-florence-2020/
La Fnopi lancia il “Save the date” per il 12 maggio 2020, data che quest’anno coincide con il bicentenario della nascita di Florence Nightingale
https://www.fnopi.it/a-firenze-le-celebrazioni-nazionali-della-giornata-dellinfermiere-2020/
Firmato dal Ministro Speranza il provvedimento che istituisce l’organismo che avrà il compito di facilitare “il dialogo tra le professioni, avvicinare le stesse ai decisori istituzionali per collaborare al miglioramento della qualità dell’assistenza dei cittadini”. Nella Consulta gli ordini dei Medici, Veterinari, Farmacisti, Infermieri, Ostetriche, Tecnici sanitari radiologia e Professioni sanitarie tecniche e riabilitazione e prevenzione, Biologi, Chimici e Fisici, Psicologi, Assistenti sociali.
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeeWk9srVBajJioNF3SpygPtyPPjiVQ2XV7bvZHlo5EUpJQ1Q/viewform
23/12/2019 - Delibera crediti obbligo formativo per il triennio 2020-2022
La Commissione nazionale per la formazione continua, nel corso della riunione del 18 dicembre 2019, ha approvato la delibera inerente i crediti formativi per il triennio 2020-2022.
l. L'obbligo formativo per il triennio 2020-2022 è pari a 150 crediti formativi, fatte salve le decisioni della Commissione nazionale in materia di esoneri, esenzioni ed eventuali altre riduzioni, e ferma restando l'applicazione per il triennio 2020-2022 di quanto già disciplinato per il triennio 2017-2019.
2. L'acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2017-2019 è consentita tino al 31 dicembre 2020 per eventi con "data fine evento" al 31 dicembre 2020
In riferimento a quanto previsto dal Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario, lo spostamento dei crediti relativo al triennio formativo 2014-2016, acquisiti entro il 31 dicembre 2019, è consentito fino al 31 dicembre 2020.
Download Delibera
Florence Nightingale nacque a Firenze il 12 maggio 1820. Una professionista riconosciuta internazionalmente come la prima infermiera moderna, in quanto fu la prima a parlare di prevenzione del rischio clinico, ad applicare il metodo scientifico attraverso l’utilizzo della statistica, ad occuparsi di organizzazione, efficiente ed efficace, degli ospedali da campo, a prevenire e sorvegliare le infezioni correlate all’assistenza. I temi affrontati da Florence nell’800 sono oggi ancora attuali e i risultati della ricerca hanno confermato nel tempo le sue intuizioni. Molte le iniziative organizzate a livello internazionale, europeo e in Italia per celebrale il bicentenario della sua nascita
Mozione votata all’unanimità del Consiglio nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche: “Diritto al futuro di un’assistenza accessibile, equa, sicura, universale e solidale senza accettare più prese di posizione, deroghe o tempi di attesa con l’unico effetto di rimanere ancorati a un immobilismo pericoloso per l’assistenza e i diritti dei cittadini”
Il Consiglio nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, i 102 presidenti provinciali e interprovinciali riuniti a Roma dalla Federazione nazionale, ribadisce in una mozione finale approvata all’unanimità “con forza e intende portare avanti con ogni mezzo il DIRITTO AL FUTURO della professione infermieristica, il DIRITTO AL FUTURO di un’assistenza accessibile, equa, sicura, universale e solidale, senza accettare più prese di posizione, deroghe o tempi di attesa con l’unico effetto di rimanere ancorati a un immobilismo pericoloso per l’assistenza e i diritti dei cittadini”.
Mozione FNOPI sul futuro del SSN
Prelievi coatti nei reati stradali: l'infermiere lo esegue perché considerato in questo caso "ausiliario giudiziario"
05/08/2019 - In una circolare FNOPI agli Ordini le procedure da seguire relative al comportamento del personale infermieristico in caso di prelievo coatto secondo Il nuovo codice della strada che agli articoli 186 e 187 prevede espressamente il divieto di guida in stato di ebbrezza e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti.
• l'ufficiale di polizia giudiziaria, acquisito l'ordine del magistrato (anche telefonicamente) dovrà procedere all'accompagnamento presso la struttura sanitaria del soggetto per sottoporlo al richiesto prelievo ematico;
• il personale sanitario individuato agirà quale ausiliario di polizia giudiziaria ai sensi dell'art, 348 del cpp ( comma 4. La polizia giudiziaria, quando, di propria iniziativa o a seguito di delega del pubblico ministero, compie atti od operazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, può avvalersi di persone idonee le quali non possono rifiutare la propria opera) procederà al prelievo;
Secondo la FNOPI, nel caso di rifiuto a sottoporsi agli accertamenti per la determinazione del tasso alcolemico o della previa assunzione di sostanze stupefacenti, la modalità di accertamento del reato di omicidio stradale o di lesioni stradali, aggravati dall'uso di sostanze alcoliche o stupefacenti, richiede in entrambi i casi l'acquisizione di campioni biologici da parte dell'indagato, preferibilmente ematici.
Mentre per l'accertamento dello stato di alterazione da assunzione di stupefacenti può essere sufficiente l'acquisizione della saliva del conducente, per l'accertamento dello stato di ebbrezza, non potendosi eseguire coattivamente il prelievo dell'aria alveolare del conducente, occorre necessariamente procedere mediante analisi di campione ematico.
Il prelievo di campioni biologici per l'accertamento del reato può essere eseguito da parte di strutture sanitarie di base, accreditate, o comunque equiparate, solo nel caso in cui il conducente sia coinvolto in un sinistro stradale e sia sottoposto a cure mediche (art. 186, co. 5).
Tra l'altro, se il conducente coinvolto in un sinistro è stato trasportato presso un presidio ospedaliero e, per motivi diagnostici o terapeutici, sottoposto a prelievi di liquidi biologici, compresi prelievi ematici, questi potranno comunque essere acquisiti anche per l’indagine, trattandosi di campioni prelevati al di fuori del procedimento penale, non sottoposti alle garanzie e regole di utilizzabilità previste, e non ponendo quindi il problema della possibile restrizione della libertà personale connessa al prelievo (trattandosi di materiale ormai staccato dal corpo della persona): in questi casi appare del tutto irrilevante l'assenza del consenso del diretto interessato.
Fonte FNOPI
La Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (FNOPI) mette a punto un documento di supporto alla legge 219/2017 in cui si traccia il percorso dell’assistenza al fine vita da parte degli infermieri, la categoria professionale più vicina ai pazienti e alle famiglie nel loro percorso.
Nuova modalità di pagamento della quota albo Ordini delle Professioni Infermieristiche (PagoPA)
Da quest’anno l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Piacenza, quale ente pubblico, ha l’obbligo per la riscossione dei tributi e l’erogazione dei pagamenti, di procedere con le modalità previste dal sistema Pago-PA (normativa prevista dall’Art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale e dall’Art. 15, comma 5-bis, del D.L. 179/2012).
La procedura è di fatto OBBLIGATORIA per legge e serve a ridurre i costi e le procedure burocratico amministrative sia per gli Enti che per i professionisti.
Per effettuare il pagamento è necessario avere a disposizione il modulo di pagamento riportante il Codice Avviso e/o il Codice IUV ed il QR-Code che riceverete a domicilio assieme a tutte le informazioni necessarie.
Questo sistema permette il pagamento della tassa di annuale di iscrizione in molteplici modi:
– sul sito web https://www.pagodigitale.it, accedendo alla sezione ESEGUIRE UN PAGAMENTO, selezionando l’ente convenzionato e inserendo il codice avviso e/o codice IUV presente sull’avviso. E’ possibile scegliere tra gli strumenti di pagamento disponibili: carta di credito o debito o prepagata sui principali circuiti (Visa, MasterCard, VPay, Maestro, Cartasì, etc.) oppure il bonifico bancario presso il Gruppo Intesa San Paolo;
– sulla propria home banking dove sono presenti i loghi CBILL o PagoPA, ricercando l’Ordine per nome o tramite il codice interbancario CBILL nell’elenco delle Aziende e riportando il Codice Avviso, che bisognerà avere a disposizione, e l’importo;
– presso le tabaccherie con circuito Banca 5 e i punti vendita SisalPay, LIS Paga (Lottomatica), PayTipper, etc.;
– presso le banche e gli altri prestatori di servizio di pagamento (PSP) aderenti all’iniziativa, tramite gli altri canali da questi messi a disposizione (come ad esempio: sportello fisico, ATM, Mobile banking, Phone banking).
SI PRECISA CHE E' POSSIBILE ESEGUIRE IL PAGAMENTO PRESSO POSTE ITALIANE CON BOLLETTINO POSTALE PA. DELL'AVVISO DI RISCOSSIONE MEDIANTE LETTURA QR CODE DA PARTE DELL'ADDETTO.
NON E' PIU'POSSIBILE COMPILARE IL BOLLETTINO POSTALE NORMALE. IN CASO DI DIFFICOLTA' CONTATTARE LA SEGRETERIA
Gli iscritti non in possesso di PEC riceveranno come gli altri anni il bollettino postale con scadenza 15 Luglio 2019
Download Fac-simile-PagoPA.pdf
Corso gratuito FAD "CARE" - 40 crediti ecm
Dodici lezioni ECM audio e video per imparare e praticare de-escalation, una serie di interventi basati sulla comunicazione verbale e non verbale che hanno l’obiettivo di diminuire l’intensità della tensione e dell’aggressività nella relazione interpersonale, coordinati e illustrati dallo psichiatra criminologo Massimo Picozzi.
La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, assieme alla FnomCeo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, offrono gratis ai loro iscritti corsi FAD (formazione a distanza) specifici che si basano su interventi di comunicazione verbale e non, con l’obiettivo di diminuire tensione e aggressività nella relazione interpersonale. E che consentono di avere a chi conclude il corso numerosi crediti ECM.
21/06/2019 – C’erano tutte le maggiori istituzioni sanitarie del paese alla presentazione del Codice delle professioni infermieristiche, dal ministro della Salute al presidente della Conferenza delle Regioni, dai presidenti (e vicepresidente) delle Commissioni Igiene e Sanità del Senato e Affari sociali della Camera al commissario Iss, dal direttore del Bambino Gesù di Roma a quello della FAVO, dal presidente FnomCeo al presidente di Federanziani, dal commissario Enpapi ai rappresentanti delle religioni
https://www.youtube.com/watch?v=a7Gq7yhOYlM&t=19s
Applicazione dell’incremento della percentuale del contributo integrativo
D’incarico del Commissario straordinario, Prof. Eugenio D’Amico, si trasmette la nota allegata in merito all’applicazione dell’incremento della percentuale del contributo integrativo(dal 2% al 4%) anche alle prestazioni rese dai professionisti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni
FIRMATO L'ACCORDO TRA LE PROFESSIONE SANITARIE PER MIGLIORARE I SERVIZI AL CITTADINO
Venerdì, 15 Giugno 2019 presso la sede dell'OMCeO è stata posta la firma al documento condiviso tra tutte le professioni sanitarie della Provincia di Piacenza.
La finalità del documento condiviso dagli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza, Professioni infermieristiche di Piacenza, Medici Veterinari di Piacenza, TSRM PSTRP di Piacenza, Farmacisti di Piacenza, Chimici e Fisici di Parma e Piacenza, Psicologi Emilia Romagna e Biologi Nazionale è quello favorire la collaborazione interprofessionale, nel rispetto delle diverse competenze e responsabilità e nell’interesse dei cittadini.
“E’ un documento, primo e finora unico caso in Italia, di cui andiamo orgogliosi – ha voluto sottolineare il Presidente dell’OMCeO Piacenza Augusto Pagani, che ne ha illustrato i contenuti nel corso di una conferenza stampa insieme ai rappresentanti delle professioni sanitarie coinvolte, Maria Genesi (Professioni Infermieristiche), Flavio Grazioli (TSRM PSTRP), Medardo Cammi (Medici Veterinari), Carlo Bertuzzi(Farmacisti), Claudio Mucchino (Chimici e Fisici), Laura Franchomme (Psicologi), Paolo Francesco Davassi (Biologi) e Filippo Marchesi (Osteopati).
Protocollo tra infermieri e ingegneri clinici per qualità e sicurezza della sanità digitale
Siglato il protocollo a Catanzaro da Lorenzo Leogrande, presidente del'Associazione italiana ingegneri clinici e Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi. Obiettivo principale quella della misurazione dell’impatto della sanità digitale mobile sui pazienti, sui professionisti e sul Servizio sanitario nazionale e il monitoraggio comune, continuo e condiviso della sua diffusione all’interno dei luoghi di cura e sul territorio
Approvato dal Consiglio Nazionale il nuovo codice deontologico.
Nuova Pec OPI PIACENZA
Si informano gli iscritti e i fornitori che dal 01/01/2019 la nuova PEC per comunicare con l’OPI di Piacenza sarà:
piacenza @cert.ordine-opi.it
Anche in Emilia Romagna parte il tavolo permanente OPI-Regione
Si è svolto l’incontro tra i Presidenti degli Ordini provinciali delle Professioni Infermieristiche e l’Assessorato Regionale alle Politiche per la Salute rappresentato dal dr. Sergio Venturi. Presente all’incontro la dott.ssa Kyriakoula Petropulacos, Responsabile della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare.
L’Emilia-Romagna è stata tra i primi ad aver già convocato il primo tavolo regionale, previsto dal Protocollo nazionale sottoscritto tra la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI) e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. L’obiettivo è rispondere alle nuove sfide che riguardano la Sanità, in cui si manifesta la stessa esigenza di tutelare il diritto alla salute nel sistema pubblico.
Diversi gli argomenti discussi, tra i quali, così come descritto nel Protocollo Nazionale:
sviluppo di nuovi modelli organizzativo-assistenziali sia per gli ospedali che per il territorio, con particolare attenzione allo sviluppo della figura dell’infermiere di famiglia/comunità;
standard del personale infermieristico per adeguarli alla complessità clinica e assistenziale;
sviluppo professionale e di carriera, sia sull’asse clinico che manageriale;
definizione del fabbisogno formativo degli infermieri e infermieri pediatrici uniformando gli standard formativi su base regionale;
avvio di percorsi per lo sviluppo del corpo docente universitario.
Particolare attenzione è stata posta al tema delle aggressioni al personale sanitario e sulla necessità di intervenire sul piano della sicurezza e sul piano comunicativo, formativo e gestionale, nonché sull’opportunità di definire sinergie e collaborazioni tra le diverse professioni che operano nel sistema sanitario.
Il confronto e l’accordo omogeneo con le Regioni è essenziale per poter disegnare in modo uniforme i nuovi modelli di assistenza, aggiungendo un tassello essenziale nel processo di collaborazione con le professioni del mondo della sanità, nella consapevolezza che solo lavorando assieme ed ascoltando le esigenze di chi tutti i giorni è impegnato per assicurare il diritto alla salute possiamo contribuire al miglioramento degli standard e della qualità del nostro servizio sanitario nazionale.
La polizza, obbligatoria per tutti secondo la legge 24/2017, ma sottoscrivibile su base volontaria, si caratterizza per un massimale di 5 milioni di euro, il prezzo annuale attualmente più basso sul mercato (22 euro) per coprire responsabilità civile professionale, responsabilità patrimoniale, responsabilità civile per colpa grave e per danno erariale.
Protocollo d’intesa tra Fnopi e Regioni. Tavolo confronto permanente per la gestione e lo sviluppo della professione
http://www.fnopi.it/attualita/protocollo-d-intesa-fnopi-regioni-e-tavolo-permanente-per-la-gestione-e-lo-sviluppo-della-professione-id2553.htm
Equo compenso 2017: regole e parametri da utilizzare
Equo compenso aggiornato con la legge di bilancio 2018: i parametri per le diverse professioni, le clausole vessatorie, le opinioni.
https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/12931-equo-compenso-2017-regole-e-parametri-da-utilizzare-.html#paragrafo1
RIFLESSIONE SULL'IDENTITA' DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA
In un momento di crisi mondiale dove tutti i ruoli sono stati e tutt’ora sono messi a dura prova, dove noi stessi persone di tutti i giorni facciamo fatica a credere in quello che la società di oggi ci potrà offrire il giorno dopo, ci viene a mancare quello che è anche la nostra identità professionale.
Siamo in un cambio epocale dove anche la nostra figura è posta al bivio: seguire il divenire, il cambiamento, l’evoluzione oppure continuare in un silenzio agghiacciante, immobili a ciò che sta evolvendo.
Il Consiglio Direttivo delle Professioni Infermieristiche di Piacenza ha deciso di organizzare un percorso formativo dove si propone di far emergere ed interpretare l’insieme di caratteristiche che l’individuo pensa di avere (attitudini, capacità, fragilità) per orientare i corsisti a raggiungere la consapevolezza di appartenere ad un gruppo professionale con un elevato peso valoriale, di responsabilità ed autonomia che si riflette nella comunità professionale e sugli aspetti agiti della cura.
CON IL CONTRIBUTO E IL PATROCINIO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE
Il Coordinamento degli Ordini delle professioni infermieristiche dell’Emilia Romagna respinge con forza l’atteggiamento assunto nei confronti dell’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, dall’Ordine dei medici di Bologna, che ha come unica motivazione l’aver svolto il suo compito di programmazione e gestione della Sanità approvando con il resto della Giunta una delibera con cui si prevede la presenza dei soli infermieri a bordo dei mezzi avanzati di primo soccorso. Cosa tra l’altro già prevista a livello nazionale dallo stesso ministero della Salute.
Mangiacavalli sul 'caso Venturi': “Fuori la politica dalla professione”
"Venturi ha agito come Assessore regionale e pertanto non può certamente dubitarsi del fatto che abbia svolto funzioni volte alla cura di un interesse generale, che nulla hanno a che vedere con l’esercizio della professione medica".
“La radiazione dell’assessore Sergio Venturi dall’Ordine dei medici per aver svolto il suo compito di programmazione e gestione della Sanità in una Regione, l’Emilia Romagna, dove i risultati sanitari più che positivi sono sotto gli occhi di tutti, non è un atto di natura professionale ordinistica, ma l’ennesima ingerenza della politica in una materia dove la politica non dovrebbe entrare”.
Nota: FNOPI
http://www.fnopi.it/attualita/mangiacavalli-sul-caso-venturi-fuori-la-politica-dalla-professione--id2531.htm
L’Azienda USL di Piacenza e l’Appropriatezza in Wound Care: l’Osservatorio Aziendale Lesioni Cutanee
Si è tenuto a Milano nei giorni di 22/23/24 novembre 2018, il XI° Congresso Nazionale di A.I.S.Le.C, società scientifica multidisciplinare ma a prevalente impronta infermieristica, che si occupa da 25 anni di lesioni cutanee. Congresso nel quale è stato presentato, in forma di poster scientifico, il progetto della Direzione delle Professioni Sanitarie dell’Azienda USL di Piacenza: “l’Osservatorio Aziendale Lesioni Cutanee”.
ECM – Nuove regole per recupero crediti e autoformazione
La Commissione Nazionale per la Formazione Continua, nel corso della riunione del 27 settembre u.s., ha adottato una delibera finalizzata ad incentivare i professionisti sanitari nell’assolvimento del proprio percorso di aggiornamento continuo.
Secondo tale delibera viene data la possibilità a tutti i professionisti sanitari che nel triennio 2014/2016 non abbiano soddisfatto l’obbligo formativo individuale triennale, di completare il conseguimento dei crediti con formazione ECM svolta nel triennio 2017/2019 (entro il termine del 31 dicembre 2019).
Tali crediti dovranno essere spostati autonomamente dal professionista sanitario tramite procedura informatica sul portale Co.Ge.A.P.S. e non saranno considerati ai fini del soddisfacimento dell’obbligo del triennio 2017/2019. Tale spostamento sarà irreversibile.
Per quanto riguarda il triennio formativo 2017/2019 la percentuale di crediti formativi acquisibili mediante autoformazione è aumentata dal 10 al 20 per cento.
Inoltre, ai fini di un ulteriore chiarimento rispetto a quanto riportato nell’Accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017 relativamente alla decorrenza dell’obbligo di formazione continua, si specifica che tale obbligo decorre dal 1° gennaio successivo alla data di prima iscrizione all’Ordine.
Ogni anno il Co.Ge.A.P.S. fornirà agli Ordini un resoconto contenente l’obbligo formativo, i crediti formativi acquisiti nel triennio, quelli acquisiti nell’ultimo anno, nonché i crediti spostati di competenza dal triennio 2017-19 a quello 2014-16, dei singoli professionisti iscritti.
Si sottolinea che, alla conclusione dei due trienni (quindi il 31 dicembre 2019), verrà molto probabilmente definito il quadro sanzionatorio per il professionista che non è in regola con l’assolvimento del debito formativo. Raccomandiamo quindi di consultare la propria posizione sul sito del Co.Ge.A.P.S. e di regolarsi di conseguenza, per tempo.
Delibera CNFC 27/09/2018
Legge di Bilancio 2019: le novità per il settore sanitario. Massima attenzione da FNOPI e OPI
Più risorse per i contratti ma in realtà sono quantificabili a poco più di quel che c’era nella precedente legge e tuttavia non si fa alcun riferimento a politiche del personale, ma solo dei medici, rimandando il tutto al nuovo Patto per la salute che deve ancora essere iniziato a discutere. IL TESTO BOLLINATO E LA RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO
http://www.fnopi.it/attualita/legge-di-bilancio-2019-le-novit--per-il-settore-sanitario-massima-attenzione-da-fnopi-e-opi-id2506.htm
I 102 presidenti degli Ordini provinciali riuniti nel Consiglio nazionale hanno sottoscritto un documento sulla condotta dei loro iscritti sui social: ogni comportamento che leda la professione e l’immagine dei professionisti attraverso i social sarà punito: la rappresentanza professionale si impegna a essere guida ed esempio per un buon uso dei social.
http://www.fnopi.it/attualita/fnopi-stop-all-uso-improprio-dei-social-ecco-il-pronunciamento-del-consiglio-nazionale-id2484.htm
Strategie formative in ambito sociale e sanitario; standard europei ed innovazione 2018/2019
http://www.master-strategie-formative.unipr.it/
Anche l’Oms nel documento sull’Italia predisposto per la sua 68esima Assemblea generale in svolgimento in questi giorni a Roma sottolinea che percentualmente ci sono molti medici (rispetto al numero di abitanti), ma pochi infermieri (rispetto al numero di medici)
http://www.fnopi.it/attualita/la-carenza-di-infermieri-regione-per-regione-nel-ssn-fnopi-ldquo-correre-ai-ripari-rdquo--id2459.htm
FNOPI: ecco le linee di azione della Federazione sul fenomeno demansionamento
Primo posizionamento della Federazione nazionale infermieri sul demansionamento. La FNOPI si impegna a considerare il demansionamento come un tema costante nella sua agenda di confronto, analisi e proposte su più livelli anche per individuare forme concrete di intervento. L'argomento sarà inserito negli Osservatori, gruppi di lavoro e Cabina di regia, perché ognuno contribuisca ad analizzare il fenomeno, per proseguire presso gli OPI e attraverso loro negli Atenei e Aziende
http://www.fnopi.it/attualita/fnopi-ecco-le-linee-di-azione-della-federazione-sul-fenomeno-demansionamento-id2454.htm
Carenza infermieri: ne mancano oltre 50mila. Rischio servizi in calo e mortalità in aumento
La FNOPI ha chiesto ufficialmente un tavolo di confronto sulle carenze di personale infermieristico al ministro della Salute e alle Regioni, per studiare come modificare la composizione del personale nel quadro di invarianza delle risorse e per la tutela della salute dei cittadini
Se ogni infermiere assistesse al massimo 6 pazienti, sarebbero evitabili almeno 3.500 morti l’anno
http://www.fnopi.it/attualita/carenza-infermieri-ne-mancano-oltre-50mila-rischio-servizi-in-calo-e-mortalit--in-aumento-id2456.htm
Assunzione infermieri in Svizzera e Germania: attenzione alle truffe!
A lanciare l’allarme l’Associazione Nazionale Infermieri e Professionisti della Salute esperti di Formazione e di Informazione (Assocare) sulla base di alcune segnalazioni. “Sono arrivata in una grande città tedesca”, racconta Barbara. Assunta in Chirurgia della Mano, “mi sono accorta che in Germania gli Infermieri hanno compiti che in Italia corrispondono agli assistenti di base o agli Oss”
http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=65096&fr=n
Disturbi dell’alimentazione. Arriva il ‘Codice Lilla’ in Pronto soccorso. Dal Ministero della Salute anche una nuova guida per le famiglie
Due nuove raccomandazioni sul trattamento dei disturbi alimentari. Il primo documento riguarda il triage in Pronto soccorso dov’è prevista l’istituzione di un percorso ad hoc denominato ‘Codice Lilla’. In un secondo documento sono invece fissate le nuove raccomandazioni per i familiari.
http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=65033&fr=n
Anziani e caldo. Arriva il decalogo di Federanziani per fronteggiare il termometro bollente
Non uscire nelle ore calde, bere molti liquidi, pasti leggeri e mangiare tanta frutta. Sono solo alcune dei 10 suggerimenti che la Federazione propone alle persone anziane per fronteggiare le temperature bollenti che stanno investendo il nostro Paese in queste settimane estive. Messina: “Oggi 18 città da bollino rosso. Seguiamo tutti i consigli del decalogo salva-vita”
COMUNICAZIONE IMPORTANTE ENPAPI
In allegato Circolare inviata da ENPAPI ricordando ai Liberi professionisti che il 10 settembre 2018 scade il termine per la presentazione del Modello UNI/2018 per la dichiarazione del reddito professionale e del volume d’affari prodotti nell’anno 2017, come previsto dall’art.7 del Regolamento di Previdenza dell’Ente.
Dopo 70 anni con gli infermieri gli assistenti sanitari passano dalla FNOPI alla FNO TSRM PSTRP
I 5.264 assistenti sanitari iscritti finora alla Federazione degli infermieri (di cui 750 sono anche infermieri, hanno la doppia laurea), passano alla neo-formata Federazione nazionale degli Ordini dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione
http://www.fnopi.it/attualita/dopo-70-anni-con-gli-infermieri-gli-assistenti-sanitari-passano-dalla-fnopi-alla-fno-tsrm-pstrp-id2421.htm
Il rapporto CREA Sanità
Performance Ssn: Nord eccellente, Sud critico. Ma su equità, esiti, appropriatezza, innovazione e situazione economico-finanziaria nessuno eccelle davvero.
Agenas: aperta la consultazione pubblica sul "Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario"
Il manuale fissa la disciplina nazionale ECM rivolta al professionista sanitario. Oltre al manuale sono disponibili tredici allegati dal trattamenti dei dati personali ai modelli per l'esonero/esenzione. La consultazione pubblica chiude il 25 luglio.
Il 25 giugno è stata aperta dall’Agenas la consultazione pubblica, disponibile on line al sito http://consultazioni.agenas.it, sul documento “Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario”
http://www.fnopi.it/attualita/agenas-aperta-la-consultazione-pubblica-sul-manuale-sulla-formazione-continua-del-professionista-sanitario-id2415.htm
«Gli infermieri specializzati al 118 di Farini hanno esperienza e formazione nel soccorso»
Il Consiglio Direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Piacenza replica al consigliere regionale Rancan sulla postazione del
118 di Farini: «L’infermiere appartenente al servizio di soccorso sanitario è un professionista ad alta specializzazione»
Dal 1° maggio Loredana Sasso (Università di Genova) è Professore Ordinario MED 45
http://www.ipasvi.it/attualita/dal-1--maggio-loredana-sasso-universit--di-genova---professore-ordinario-med-45-id2359.htm
IL NUOVO CONTRATTO DI LAVORO DEL COMPARTO SANITÀ
Rendere edotti i partecipanti dei cambiamenti che vengono apportati dalla nuova normativa contrattuale sia in merito alla gestione sia in merito alla fruizione dei principali istituti contrattuali
Verrà approfondita la parte relativa alle nuove carriere professionali e alla ridefinizione delle carriere gestionali
In viaggio dal Papa
Il racconto di un’esperienza....
E’ con grande trepidazione che sabato 3 marzo siamo stati accolti nella Aula Paolo sesto presso il Vaticano per incontrare Papa Francesco. Sul pulmann che ci ha condotto nella capitale si respirava il desiderio dell’incontro e del ritrovarci in tanti , eravamo più di 6500 ad ascoltare un uomo, un Papa, che crede intensamente nel valore della nostra professione.
Download Il saluto della Presidente Fnopi al Papa.pdf
Nasce ufficialmente la FNOPI
La legge Lorenzin (n. 3/2018) è in Gazzetta ed è in vigore dal 15 febbraio: nasce ufficialmente la Fnopi. Ecco cosa cambia.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2018 della legge 3/2018 (Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute), la Federazione nazionale Ipasvi cambia nome: ora – dal momento dell’entrata in vigore della legge il 15 febbraio - è ufficialmente Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, la più grande d’Italia con i suoi 440mila iscittti. E i Collegi provinciali sono Ordini provinciali delle professioni infermieristiche: Opi.
http://www.ipasvi.it/attualita/la-tutela-della-dignit--professionale-e-il-nuovo-contratto-id2295.htm
http://www.ipasvi.it/attualita/il-papa-riceve-gli-infermieri-in-udienza-privata-la-giornata-prescelta---il-3-marzo-id2296.htm
E' legge il Ddl Lorenzin: nasce la Fnopi, Federazione Nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie
http://www.ipasvi.it/attualita/e-legge-il-ddl-lorenzin-nasce-la-fnopi-federazione-nazionale-degli-ordini-delle-professioni-infermieristiche-id2283.htm
http://www.ipasvi.it/attualita/-bastaunaseduta-dai-social-alle-email-personalizzate-professioni-sanitarie-mobilitate-per-il-ddl-lorenzin-id2279.htm
Lettera del Collegio ai Capigruppo del Senato e a tutti i Senatori per calenderizzazione DDl Lorenzin
Notifica eletti CD e RDC triennio 2018-2020
Secondo quanto disposto dalla normativa vigente a seguito delle elezioni avvenute in seconda convocazione nei giorni 10 – 11 – 12 Novembre ed alla successiva assegnazione delle cariche nella seduta del 16 Novembre 2017 il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Revisori dei Conti, per il triennio 2018/2020, risultano così costituiti:
Manifestazione CUP su equo compenso Roma 30/11/17
Nel corso della sua ultima riunione, il CUP-Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali di cui la Federazione è membro, in accordo con la Rete delle Profes-sioni Tecniche, ha deciso di organizzare una manifestazione sul tema del diritto ad un equo compenso garantito per lo svolgimento di una prestazione professionale qualificata che si ter-rà a Roma il prossimo 30 novembre 2017 dalle 9.30 alle 13.00 al Teatro Brancaccio, Via Merulana 244, Roma
Infermieri e nuovi ruoli: i responsabili organizzativi delle Case della Salute nell’ AUSL di Piacenza
L’individuazione dei responsabili organizzativi delle Case della Salute, si inserisce nel progetto complessivo dell’Azienda di sviluppo e potenziamento delle Case stesse.
"Stato dell'Arte" Documento sulle competenze del neo - laureato infermiere elaborato dai Coordinatori/Responsabili della didattica professionale negli Atenei della RER
Il Coordinamento regionale dei Direttori-Coordinatori della Didattica Professionale dei CdS in Infermieristica ha prodotto una relazione nella quale si illustra il percorso sinora effettuato per definire le competenze core del neolaureato infermiere (Learning outcomes secondo il modello TUNING).
Il documento sulle competenze del neolaureato è frutto del lavoro dei Coordinatori/Responsabili della Didattica Professionale dei CdS in Infermieristica degli Atenei della RER e, nello specifico:
Università di Bologna (sedi formative Bologna 1 e Bologna 2 , Imola, Cesena e Forlì, Rimini)
Università di Modena e Reggio Emilia (sede di RE)
Università di Ferrara (sedi di Ferrara e Codigoro)
Università di Parma (sede di Piacenza)
L’intervento della Federazione per evitare che il requisito del 30% di rapprersentatività richiesto dal Dm della Salute del 2 agosto, bloccasse la possibilità alle associazioni infermieristiche di partecipare alla stesura delle linee guida previste dalla legge 24/2017 ha avuto i risultati attesti: le associazioni "potranno dichiarare la propria rappresentatività nell'area di riferimento e pertanto essere valutate ai fini dell'iscrizione nell'elenco" sotto la responsabile della Federazione.
In allegato Circolare FNC
Primo incontro Aran-Sindacati: condivisone unanime sul professionista specialista
Primo incontro oggi all’Aran per il rinnovo (dopo quasi nove anni di assenza) del contratto del personale del Servizio sanitario nazionale.Ampia condivisione da parte di tutti i sindacati soprattutto sulle nuove aree e la classificazione del personale che prevede la figura del “professionista specialista” (l’infermiere con competenze avanzate portato avanti con forza dall’Ipasvi)
http://www.ipasvi.it/attualita/primo-incontro-aran-sindacati-condivisone-unanime-sul-professionista-specialista-id2195.htm
Legge sulle vaccinazioni 119/2017
La legge sulle vaccinazioni approvata dal Parlamento (legge 119/2017) conferma e rafforza la legge che l'Emilia-Romagna si era data nel 2016 sugli obblighi vaccinali.
Leggere le indicazioni AUSL di Piacenza cliccando sul link:
http://www.ausl.pc.it/eventi/2017%5Fa%5Fscuola%5Fvaccinati/
La “Posta Elettronica Certificata” non può essere cumulativa per più professionisti e non può essere associata automaticamente con la “mail aziendale”.
Per questo motivo e per facilitare i rapporti interni (fra Collegio e iscritti) e quelli esterni (fra iscritti e Amministrazioni Pubbliche, professionisti e cittadini con cui si trovano ad interagire per motivi professionali), come deliberato lo scorso anno, il Consiglio Direttivo del Collegio IPASVI di Piacenza ha acquistato un pacchetto di caselle PEC per garantire l’attivazione GRATUITA di una casella personale di Posta Elettronica Certificata agli iscritti che ne facciano richiesta.
Coloro che intendono aderire all’iniziativa devono telefonare alla segreteria del Collegio 0523/712674 e fissare un appuntamento per l’attivazione della PEC.
Sono necessari un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità, patente o passaporto) ed un indirizzo mail non aziendale.
Muove i primi passi la Consulta delle associazioni infermieristiche
Ieri a Roma l'attivazione del nuovo organismo consultivo e propositivo. Sarà possibile aderirvi entro il prossimo 30 giugno.
Attivata ieri a Roma la prima Consulta delle associazioni infermieristiche. Con questo atto, la Federazione nazionale Ipasvi intende favorire il confronto e la crescita culturale sulle tematiche di interesse per la professione, sviluppando la collaborazione ed il coordinamento fra le varie realtà culturali che se ne occupano senza scopo di lucro.
INFERMIERI: gli italiani li apprezzano, ma crisi e carenze mettono a rischio ospedale e territorio
11/05/2017 – Presentati i risultati di un’indagine Censis sulle prestazioni richieste agli infermieri sul territorio e dell’analisi della Rilevazione delle forze di lavoro Istat, grazie alla partnership IASVI -CENSIS, per comprendere dove lavorano gli infermieri, chi fa cosa e quali problemi ci sono nei vari settori.
Diffusione di foto e video da parte di esercenti le professioni sanitarie
Condividendo pienamente le considerazioni espresse dal Ministero si rammenta che l’infermiere è tenuto a rispettare la normativa di cui al D.Lvo 196/20013 relativa al Codice in materia dei dati personali (Privacy). Si sottolinea altresì che il Codice deontologico dell’infermiere, in vari articoli, dispone il rispetto dei diritti del paziente anche in quanto persona con particolare riferimento alla tutela della riservatezza e della dignità dell’individuo.
Nella certezza che i comportamenti su descritti coinvolgono un numero minimo di professionisti infermieri a fronte di una maggioranza che svolge giornalmente, con capacità e competenza, il proprio lavoro, si pregano i Collegi in indirizzo a rendere nota agli iscritti la problematica evidenziata e a vigilare sul rispetto della deontologia professionale.
Nasce in Cardiologia a Piacenza l’ambulatorio di educazione terapeutica e prevenzione
I primi pazienti dimessi dalla Cardiologia dell’ospedale piacentino che verranno seguiti con un programma di prevenzione ed educazione mirato ad evitare la recidiva dell’evento acuto, verranno a contatto con i professionisti della salute nel nuovo Ambulatorio dedicato all’attività di educazione sanitaria il giorno 7 aprile del 2017.La presa in carico dei pazienti avviene durante il ricovero da parte degli infermieri dell'Unità Coronarica e della Cardiologia.
L’attività, coordinata da Ursula Corvi è promossa dagli infermieri Maria Tansini, Tiziana Auletta e Gianluca Lisè, che formati dai Luoghi di Prevenzione di Reggio Emilia seguiranno fino ad un anno dalla dimissione i pazienti che hanno avuto un infarto del miocardio.
La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille (dati Istat) e in Azienda USL di Piacenza i dati riferiti all’anno 2015 rilevano n° 204 pazienti dimessi con diagnosi di STEMI.
In merito all’ organizzazione dell’assistenza post-sindrome coronarica acuta, prevista dal Piano della Prevenzione Regione Emilia Romagna 2015-2018, in prossimità della dimissione, viene garantito dagli infermieri della Cardiologia, un counselling pre-dimissione rivolto alla presa in carico del paziente e proposto un percorso assistenziale rivolto al cambiamento degli stili di vita e alla modifica dei fattori di rischio cardiovascolare: fumo, ipertensione arteriosa, dislipidemia, obesità, diabete, sedentarietà, stress, secondo l’approccio motivazionale e strutturato in appuntamenti in follow-up previsti in concomitanza della visite mediche.
Il follow-up sarà cosi organizzato:
a 1 mese incontro individuale per il controllo dei parametri clinici, interventi educativi generali sui fattori di rischio con individuazione degli obiettivi di salute, verifica della aderenza alla prescrizione farmacologica;
a 3 e 9 mesi chiamata telefonica al paziente per la verifica dello stato clinico del paziente, degli obiettivi di salute individuati durante l’incontro a 1 mese rispetto ai fattori di rischio e di eventuali problematiche/chiarimenti riguardo all’iter di cura in generale con eventuale indirizzamento ai servizi proposti e eventuale segnalazione al cardiologo dei casi problematici;
a 6 e a12 mesi incontro individuale speculare a quello ad 1 mese e sempre in concomitanza della visita medica e verifica del raggiungimento dell’obiettivo di salute con eventuale indirizzamento ai servizi preposti.
L’apertura dell’ambulatorio è un importante esempio di continuità assistenziale intesa come sistema integrato di accompagnamento del malato nelle sue diverse fasi del bisogno.
Gli infermieri che sosterranno l’ambulatorio, esprimeranno al meglio la funzione di case management, intesa come governo dell’intero processo assistenziale e garanzia di un’assistenza personalizzata che favorisce la massima autonomia residua possibile ai pazienti.
Mangiacavalli su 118 a Bologna
13 MAR - “Sta assumendo toni davvero preoccupanti la per la programmazione e la gestione della sanità regionale e per la qualità del servizio erogato, finora ad altissimi livelli, la scelta dell’Ordine dei medi ci di Bologna di sanzionare con la sospensione di qualunque medico, qualunque ruolo esso svolga, che renda possibile la presenza sui mezzi di soccorso di infermieri, sia pure in stretto collegamento e in rete con i medici del 118.
Questo contraddicendo non solo modelli ormai riconosciuti in molte altre Regioni efficienti, ma anche in dispregio della delibera dell’Emilia-Romagna che ha stabilito la possibilità d’impiego degli infermieri in funzioni sanitarie ‘avanzate’ nell’ emergenza-urgenza sanitaria, con protocolli estremamente dettagliati, senza invasioni di campo rispetto alle competenze dei medici, ai quali spetterà l’ultima parola nel caso in cui si presentassero interventi complessi o con margini di dubbio”.
Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale della Federazione nazionale dei Collegi degli infermieri Ipasvi, interviene sull’ennesimo attacco al 118 bolognese da parte dell’Ordine dei medici che ha sospeso per 6 mesi il direttore sanitario dell’azienda Usl Angelo Fioritti, per aver ”istigato l'esercizio abusivo della professione medica”. Il riferimento è rivolto all'attività degli infermieri che secondo l'ordine felsineo è svolta in violazione del codice deontologico medico.
“Nel manifestare piena solidarietà ad Angelo Fioritti – afferma Mangiacavalli – la Federazione Ipasvi esprime grande preoccupazione in quanto viene messa in discussione la professionalità degli infermieri e l'organizzazione dell'emergenza sanitaria regionale. Il messaggio dell’Omceo di Bologna non configura più un modo per ‘scuotere’ la Regione e il mondo sanitario come finora affermato, ma si sta trasformando in una vera e propria spada di Damocle che pende sulla testa di chi segue le linee di programmazione e di organizzazione ormai universalmente riconosciute e adottate in molte realtà internazionali e, per guardare al nostro Paese, anche nella vicina Lombardia. Il tutto senza minacce o che si scatenino guerre intestine ”.
“Riteniamo – conclude Mangiacavalli – che sia il momento di un intervento a largo raggio delle istituzioni: ogni Ordine è sovrano nelle sue scelte è vero, ma è anche vero che è ormai in ballo la carriera e in buon nome di professionisti eccellenti per ragioni davvero lontane dalla loro reale professionalità”.
Assistenza territoriale: medici e infermieri insieme all'Agenas per riorganizzarla
10/03/2017 - Si è svolto presso la sede di Agenas un incontro con Simg, Ipasvi, Sumai-Assoprof, Fimmg e CARD per avviare una discussione sulla riorganizzazione della medicina territoriale
Insieme per la prima volta per avviare una discussione sulla riorganizzazione della medicina territoriale.
Si è svolto presso la sede di Agenas un incontro con Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione nazionale dei Collegi - Ipasvi, Antonio Magi, Segretario generale del sindacato degli specialisti ambulatoriali del Sumai-Assoprof, Silvestro Scotti, Segretario nazionale della Fimmg e Gennaro Volpe, vice presidente della Confederazione Associazioni Regionali di Distretto-CARD.
Un confronto reso necessario dalle indicazioni del DM 70/2015 che assegnano all’Agenzia la funzione di coordinamento nel processo di revisione delle reti clinico-assistenziali che integrano l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività territoriale.
“È tempo di superare la dicotomia tra ospedale e territorio. – ha dichiarato il Direttore Generale di Agenas Francesco Bevere – Per fare questo è necessario un confronto costante sulle opinioni, sulle strategie e sulle esperienze tra i principali attori del sistema, protagonisti di questo cambiamento. Ringrazio tutti i partecipanti all’incontro per aver accettato l’invito a confrontarsi su un tema così dibattuto e che in molte circostanze ha raccolto posizioni divergenti. Continueremo su questa strada, convocando a breve i tavoli istituzionali previsti con i rappresentanti del Ministero della Salute e delle Regioni e parallelamente quello con le Società scientifiche di settore e con le Associazioni dei cittadini per dare concreto avvio a quanto previsto dal DM 70 e per approfondire il tema dell’aderenza alle cure territoriali, a nuovi modelli organizzativi, a specifici indicatori di performance, nonché alla identificazione degli esiti delle cure svolte dai professionisti impegnati sul territorio. L’unanimità di intenti manifestata oggi dai presenti è certamente un ottimo inizio”.
Responsabilità professionale: ecco la nuova legge
Il Ddl “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” è legge (VEDI TESTO ALLEGATO).
La Camera ha convertito ieri sera senza modifiche il testo inviato a gennaio dal Senato e dopo circa quindici anni di attesa i professionisti sanitari hanno nuove regole sulla responsabilità che vanno a loro favore e, soprattutto, a favore del rapporto coi pazienti.
Tra le altre novità, il testo prevede che tutti rispondano della sicurezza delle cure.
Il difensore civico avrà la funzione di garante del diritto alla salute ed è interpellabile direttamente dai pazienti. Si istituiscono i centri regionali per la gestione del rischio sanitario che raccolgono i dati delle strutture sugli errori e li convogliano all'Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità che sarà istituito all'Agenas.
Non è citabile per colpa grave il sanitario se chiede il consenso informato del paziente e segue le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida. A definirle sarà un organismo di cui fanno parte Agenas, Istituto superiore di Sanità, Agenzia del Farmaco ministero della Salute, Regioni, Province autonome, società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie.
E’ introdotta nel codice penale la distinzione tra colpa grave e colpa lieve: il sanitario risponde di omicidio o lesioni colpose (gravi) solo se, in caso di morte, ha operato con imperizia, non ha seguito le raccomandazioni previste dalle linee guida e dalle buone pratiche assistenziali. A valutare eventuali eccezioni sarà il giudice.
La responsabilità civile è extracontrattuale: è il paziente a dover provare chi ha fatto il danno e la denuncia cade in prescrizione dopo 5 anni e non 10, mentre resta contrattuale la Rc dell'azienda sanitaria.
Scatta poi l’obbligo di assicurazione non solo per le strutture pubbliche per fatti dei loro dipendenti, ma anche quelle private per fatti di sanitari che non sono loro dipendenti e per le strutture socio sanitarie.
E’ introdotto il tentativo obbligatorio di conciliazione e se non va a buon fine scatta l'accertamento tecnico preventivo cui tutte le parti devono partecipare pena il pagamento delle spese della consulenza indipendentemente dall'esito del giudizio e di una somma alla parte che ha partecipato alla conciliazione. Il danneggiato può fare richiesta risarcitoria direttamente all'assicurazione della struttura e/o del sanitario
L'autorità giudiziaria dovrà affidare sempre la consulenza e la perizia a un collegio costituito da un medico specializzato in medicina legale, ma anche a uno o più specialisti con specifica e pratica conoscenza dell’oggetto del procedimento di tutte le professioni sanitarie.
La legge prevede poi un decreto del mistero dello Sviluppo economico per recepire un accordo tra assicurazioni (Ania), Ivass e Ordini che individui i requisiti minimi delle polizze assicurative e quelli relativi all'autoassicurazione della struttura.
Le compagnie possono estendere la copertura a eventi accaduti nei 5 anni ante-conclusione del contratto assicurativo, purché denunciati durante la vigenza della polizza. Le strutture devono comunicare al professionista se su di lui pende un giudizio. Ed è istituito un fondo di garanzia finanziato dalle compagnie per coprire i danni sopra-massimale.
“Quella sulla responsabilità professionale – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Ipasvi - è una legge importantissima perché prima di tutto ristabilisce un percorso in cui non saranno più avvocati e tribunali la ‘guida’ dei pazienti, ma una ritrovata serenità nel loro rapporto con i professionisti sanitari, definendo con chiarezza quando i professionisti non sono imputabili per colpa grave e come vanno risolte le controversie. Ma lo anche perché riconosce l’assoluta trasversalità della rilevanza dei compiti e delle azioni di tutte le professioni impegnate nell’assistenza e per soddisfare i bisogni dei pazienti. Non dimentichiamo infatti che seppure è nell’uso comune associare la legge alla sola responsabilità del medico, il Parlamento, a cui va riconosciuto il merito di aver abbattuto un muro che ormai impediva la conversione delle norme da almeno quindici anni e che come Federazione degli infermieri ringraziamo, ha aggiustato il tiro e la legge è sulla sicurezza delle cure e della persona assistita prima di tutto e sulla ‘responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie’ nel loro complesso”.
“Per quanto riguarda le professioni sanitarie – aggiunge Mangiacavalli -, un ulteriore ringraziamento al Parlamento e ai relatori del provvedimento al Senato e alla Camera, va per aver introdotto alcuni principi che l’Ipasvi aveva chiesto durante l’iter della legge. Il primo è che le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida a cui tutti dovranno attenersi per non incorrere nei profili della responsabilità, saranno messe a punto dalle istituzioni, dalle società scientifiche, ma anche dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie. Il secondo è che l'autorità giudiziaria dovrà affidare sempre la consulenza e la perizia a un collegio costituito da un medico specializzato in medicina legale, ma anche a uno o più specialisti con specifica e pratica conoscenza dell’oggetto del procedimento. E ci si riferisce esplicitamente a tutte le professioni sanitarie che quindi potranno far parte a tutti gli effetti dei Ctu”
“Passi importantissimi poi – prosegue -, anche se tutta le legge lo è, sono l’assicurazione obbligatoria e il tentativo anch’esso obbligatorio di conciliazione, i limiti alla rivalsa e il meccanismo di trasparenza degli atti sanitari. Un punto chiave in questo senso è anche la previsione che al difensore civico sia attribuita la funzione di garante del diritto alla salute, che questo sia interpellabile direttamente dai pazienti e che si istituiscano i centri regionali per la gestione del rischio sanitario in cui sono raccolti i dati delle strutture sugli errori pe convogliarli all'Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità che sarà istituito all'Agenas. Questo testo riconosce alle professioni sanitarie quel livello di responsabilità che negli ultimi tempi anche la Magistratura spesso ci attribuisce. Bisogna lavorare nel rispetto dei ruoli, della dignità professionale e dei contenuti. Lavorare in maniera sicura e appropriata e per farlo la cornice è anche quella dell’importantissimo capitolo che questa legge dedica al tema della responsabilità”.
CIRCOLARE AGLI ISCRITTI
In allegato la circolare e il "Nuovo Codice Deontologico dell'Infermiere"
Gli iscritti in possesso della PEC riceveranno tutte le comunicazioni del Collegio con questa modalità!!
E' iniziata l'attivazione della PEC gratuita agli iscritti al Collegio di Piacenza
Coloro che intendono aderire alla iniziativa devono telefonare alla Segreteria ( 0523. 712674) nell'orario di apertura per fissare un appuntamento.
E' necessario avere con se: 1) carta d'identità in corso di validità
2) codice fiscale personale
3) indirizzo mail personale (NO AZIENDALE)
Saranno successivamente contattati in base alle disponibilità dei consiglieri formati per l'attivazione della PEC.
Liberi professionisti, proroga per trasmettere i dati della dichiarazione
Slitta al 9 febbraio il termine previsto per la trasmissione delle spese sanitarie riferite all’anno 2016. Informati tutti i Collegi provinciali Ipasvi.
“Facendo seguito alle circolari n. 26 e 33/2016 - recita la nota - si informa che, a seguito di espressa odierna comunicazione da parte di Igespes in accordo con l’Agenza dell’Entrate, il termine previsto della scadenza per la trasmissione delle spese sanitarie riferite all’anno 2016 è prorogato al 9 febbraio 2017. Si ricorda che tale obbligo è previsto solo per gli Infermieri di cui al DM 739/94 e non per gli Infermieri pediatrici e gli Assistenti sanitari”.
Il Consiglio Direttivo esprime un grande apprezzamento per la ricerca svolta dalle colleghe Fermi e Crosignani.
"Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta". (Socrate)
Prorogato al 3 febbraio il termine per presentare domanda!
Sul sito di questa Federazione nella Home page nella sezione ‘Avvisi pubblici’ è pubblicato l’Avviso pubblico per la formazione di un elenco di esperti e collaboratori della Federazione Nazionale IPASVI in materia infermieristica”.
La presentazione delle domande deve avvenire solo tramite procedura on-line informatizzata raggiungibile attraverso il link “Presentazione domanda”.
Il Link rimanda alla intranet dell’Albo Unico Nazionale da dove è possibile, selezionando l’apposita funzione “Iscrizione Elenco Esperti e Collaboratori”, compilare i campi obbligatori previsti nel format e seguendo le modalità descritte anche per la firma elettronica della domanda.
Ipasvi e Fnomceo: Comitati centrali insieme al lavoro
Si è svolto a Roma, nella sede della Fnomceo, il primo incontro congiunto tra i Comitati centrali della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri e della Federazione nazionale dei Collegi Infermieri Ipasvi.
“Auspichiamo che questo sia l’inizio di un percorso positivo e costruttivo che ci faccia recuperare, anche a un livello politico, quella collaborazione che mettiamo tutti i giorni in pratica nel nostro lavoro – ha esordito il presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, aprendo l’incontro.
Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente della Federazione Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, che ha affermato: “L’intenzione è che questo momento di confronto diventi un appuntamento strutturato, per capire, concretamente, come poter lavorare insieme, in modo da offrire soluzioni e modalità prima che ci vengano imposte dall’esterno”
Come è stato più volte ripetuto sia dai Medici sia dagli Infermieri, se “al letto del malato”, per il bene del paziente, è facile trovare una concertazione e sanare eventuali conflitti, più difficile è fare altrettanto su un piano politico.
Collaborazione, concertazione, complementarietà delle professionalità di ognuno, onestà intellettuale: queste le parole d’ordine dell’incontro, condivise dai rappresentanti dei due Comitati Centrali.
Alla fine, la promessa di rivedersi presto per istituire un Tavolo di posizionamento, che formuli istanze e proposte concrete da portare ai rispettivi Consigli Nazionali.
“Le problematiche di base delle nostre professioni sono le stesse – ha concluso Chersevani.- è necessario fare fronte comune, per affrontarle con quella onestà che ci siamo ripromessi”.
Azienda USL di Piacenza: cambia l’atto aziendale, il Direttore delle Professioni Sanitarie è componente della Direzione strategica.
L’Azienda USL di Piacenza modifica l’atto aziendale e delibera un cambiamento importante e di grande valorizzazione per le professioni sanitarie.
I passaggi fondamentali sono i seguenti:
“ Ritenuto pertanto che la figura del Direttore Assistenziale vada a pieno titolo ricompresa tra i componenti della Direzione strategica aziendale, aggiornando e integrando in tal senso l’Atto Aziendale, e in particolare:
…”articolo 6.2 “Altri componenti della Direzione strategica” è integrato come segue: “Fanno parte della direzione strategica e coadiuvano il Direttore Generale nell’esercizio delle proprie funzioni il Direttore Sanitario, il Direttore Amministrativo, il Direttore dell’attività socio-sanitaria e il Direttore Assistenziale. Sono nominati dal Direttore Generale e possono essere confermati all’avvicendarsi del direttore generale entro tre mesi dalla nomina.”
…nello stesso articolo è inserito un nuovo punto 6.2.4 “Direzione Assistenziale” che recita: “Il Direttore Assistenziale ……..partecipa al processo di pianificazione strategica e concorre con la formulazione di proposte e pareri alla formazione delle decisioni della direzione generale.”….
“….Ritenuto quindi di trasformare e rinominare l’attuale “Direzione Infermieristica e tecnica” nella nuova struttura gestionale “Direzione delle Professioni Sanitarie”,….
Con questo cambiamento, l’Azienda ribadisce la volontà di continuare ad investire nello sviluppo delle professioni sanitarie, posizionando il Direttore Assistenziale nella struttura di vertice strategico.
Inoltre, coerentemente alla line dirigenziale aziendale, si procede alla distinzione delle funzioni di direzione strategica del Direttore Assistenziale, da quelle di gestione e di produzione della Direzione delle Professioni Sanitarie.
La nuova struttura organizzativa si trasforma tenendo conto dei mutati contesti gestionali sempre più partecipati e professionalmente integrati, oltre ad individuare nuovi livelli di responsabilità e funzioni, in una logica di governo efficiente delle risorse e di risposta appropriata ai bisogni prioritari di salute.
La Direzione delle Professioni Sanitarie sviluppa un’organizzazione a matrice, si fonda sull’identificazione di responsabilità gestionali e responsabilità clinico-professionali, che agiscono in forte integrazione tra loro e nell’ambito dell’intero sistema aziendale, aprendo a nuove posizioni dirigenziali.
Verrà implementata la dimensione orizzontale sulla quale esprimere responsabilità di processo e di percorso, che connette i dipartimenti e le strutture aziendali.
Si è cercato di innalzare il posizionamento delle professioni sanitarie e di allargare l’ambito dei saperi professionali, declinando, all’interno dell’organizzazione, il sistema di sviluppo delle competenze distintive sui due assi manageriale e clinico.
Un nuovo paradigma organizzativo che si focalizza sull’efficienza della gestione operativa con la rimodulazione dei setting assistenziali, sulla gestione delle conoscenze, delle skills e delle competenze professionali, oltre a perseguire l’efficacia e l’appropriatezza dei percorsi di cura ed assistenza, tendendo alla creazione di reti e piattaforme erogative.
Il riassetto della Direzione Assistenziale e della Direzione delle Professioni Sanitarie di Piacenza, vuole aprire la strada ad un modello organizzativo e assistenziale professionalizzante in grado di attribuire sempre più centralità alla comunità e alla persona.
Inoltre si definiranno ruoli assistenziali per i percorsi di cura della cronicità, potenziando le funzioni di case/care management, inserendo le nuove funzioni delle professioni sanitarie in ambiti come le Case della salute, gli Ospedali di comunità, le cure intermedie.
Contestualmente alla riprogettazione strutturale, si potenzieranno le attività di formazione e ricerca.
E’ inziato un percorso di evoluzione e di trasformazione, con la consapevolezza delle potenzialità che le professioni sanitarie possono esprimere, su traiettorie di sviluppo autonome, coerenti alla missione professionale.
Mirella Gubbelini
Direttore Assistenziale AUSL di Piacenza
Il Collegio IPASVI di Piacenza esprime un ringraziamento al Direttore Generale per aver voluto investire nello sviluppo delle Professioni Sanitarie e un'augurio caloroso alla collega Mirella Gubbelini!!!
CORSO DI INGLESE MEDICO – SCIENTIFICO PER INFERMIERI: LIVELLO INTERMEDIO
Risultati dell' entry test di lingua inglese del 30 Novembre 2016 ed elenco degli ammessi al Corso.
La data di inizio corso verrà comunicata telefonicamente con un mese di anticipo.
Fatti di Saronno: atto di intervento della Federazione depositato in Procura
La Federazione Ipasvi scende in campo nell vicenda dei presunti omicidi all'ospedlae di Saronno. Col doppio scopo di tutelare l'immagine professionale degli infermieri e la persona - una infermiera - che ha permesso di scoprire i fatti delittuosi
La Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi scende in campo nell vicenda dei presunti omicidi all'ospedlae di Saronno. E lo fa soprattutto col doppio scopo di tutelare l'immagine professionale degli infermieri e la persona - una infermiera - che ha permesso di scoprire i fatti delittuosi.
La Federazione ha tempestivamente provveduto, tramite i suoli legali, a depositare presso il Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio un atto d'intervento (art. 90 e seguenti c.p.p.) al fine di assumere tutte le iniziative necessarie per tutelare la reputazione degli infer­mieri contro condotte che se accertate nel procedimento penale in corso sarebbero fonte di danni morali e materiali per tutta la categoria infermieristica.
A darne annuncio in una circolare a tutti i Collegi provinciali Ipasvi è la presidente della Federazione, Barbara Mangiacavalli, che sottolinea come "da questo momento quindi la Federazione Ipasvi affiancherà con azioni legali la difesa che i Collegi coinvolti metteranno in campo perché la tutela della professione e di chi la ri­ spetta e la difende con le sue azioni, sia garantita e non possa più essere messa in dubbio la professionalità e la deontologia degli infermieri".
Nella sezione: "Proposte di lavoro" nuovi aggiornamenti
Sanità di iniziativa a Piacenza, il progetto “Montagna solidale”: infermieri, fisioterapisti e assistenti sociali suonano il campanello di casa nelle alte valli
Il progetto vede coinvolti attivamente due infermieri e due fisioterapisti dell’Azienda USL di Piacenza, i Sindaci e i servizi sociali dei comuni interessati, i MMG i cui assistiti risiedono nei comuni identificati e le associazioni di volontariato presenti sul territorio.
Attraverso il progetto sarà possibile quindi svolgere un’azione sperimentale finalizzata alla prevenzione degli incidenti domestiche. Per la prima volta all’interno della Regione Emilia Romagna verrà avviata un’attività di prevenzione delle cadute a domicilio delle persone e su un campione di popolazione a rischio. L’equipe multidisciplinare potrà provvedere a raccogliere i dati relativi al rischio di cadute (per esempio, la presenza di tappeti e la disposizione di mobili). Potranno quindi essere proposti una serie di accorgiment i mirati a sensibilizzare l’utente stesso, o i suoi familiari, a trovare delle soluzione più idonee al tipo di ambiente e al tipo di utente
Nella sezione: Foglio notizie articolo integrale
Emodialisi domiciliare: avvio di un progetto nella “ASP città di Piacenza” con l’equipe infermieristica dell’UO Nefrologia e Dialisi di Piacenza
Da lunedì 12 settembre, si è attivato un progetto che prevede il trattamento di emodialisi domiciliare ai pazienti residenti presso la struttura “ ASP città di Piacenza.”
La malattia renale cronica sta aumentando come incidenza in tutto il mondo, così come il numero di pazienti, sempre più anziani, che giunge alla insufficienza renale terminale con necessità di dialisi sostitutiva. La mancanza di autogestione e di care-giver in grado di assistere i dializzati, comporta un notevole aumento della richiesta di trattamenti nei reparti di Nefrologia Dialisi, oltre al disagio per i pazienti stessi che devono recarsi al Centro tre volte la settimana.
L’obbiettivo del progetto è garantire il trattamento emodialitico a pazienti anziani, non autosufficienti e fragili, residenti in struttura, affetti da malattia renale cronica terminale in trattamento dialitico extracorporeo.
Lo scopo è di evitare ai pazienti il disagio del trasporti verso il centro Dialisi ospedaliero e prevenire eventuali episodi di scompenso cardio circolatorio, favorendo la de-ospedalizzazione dei trattamenti.
L’emodialisi domiciliare è un trattamento che si effettua a casa del paziente mediante l’utilizzo di un apparecchio dialisi, che non prevede l’uso di acqua osmotizzata per la preparazione della soluzione di dialisi e quindi facilmente erogabile in ambito extra ospedaliero.
Nel nostro Centro tale metodica, unica in Regione, è già utilizzata con successo da almeno 2 anni in tre pazienti (uno dei quali successivamente trapiantato).
Il trattamento si effettua per 5 giorni/settimana ed ha una durata media di 120’/150’ e prevede l’utilizzo dell’apparecchio Nx Stage System One, del circuito extracorporeo e delle sacche del dializzato.
L’equipe infermieristica e medica dell’U.O. Nefrologia e Dialisi di Piacenza, garantisce la presa in carico dei pazienti eleggibili per il trattamento emodialitico domiciliare e “porta fuori” dall’Ospedale la competenza specialistica, creando un percorso di continuità assistenziale e terapeutica.
In particolare, gli infermieri dell’U.O. Nefrologia e Dialisi di Piacenza, effettueranno i trattamenti nella struttura identificata e affiancheranno i colleghi dipendenti dell’ASP nel percorso di formazione verso una futura autonomia di gestione.
Il progetto rappresenta la realizzazione di una vera sinergia con le strutture territoriali ed un esempio di autonomia e competenza dei professionisti infermieri.
Dott.ssa Mirella Gubbelini
Direttore Assistenziale Aziendale USL Piacenza
Il Collegio IPASVI di Piacenza si congratula con l’AUSL locale, elogia la Direzione Assistenziale e apprezza l'impegno dell’equipe infermieristica e medica dell’U.O. Nefrologia e Dialisi per il progetto innovativo e di integrazione tra professionisti a favore del “cittadino fragile”
Gestire insieme la Cronicità: primo convegno FnomCeO-Ipasvi
Convegno al ministero della Salute in cui medici, infermieri e anche farmacisti hanno fatto il punto sulle modalità migliori per mettere in pratica il Piano nazionale cronicità la cui approvazione definitiva è in programma alla prossima Stato-Regioni
L’integrazione tra professioni e tra queste e i pazienti è nei Codici deontologici: i medici ce l’hanno all’articolo 66 (rapporto con altre professioni sanitarie) e al 20 (relazione di cura); per gli infermieri è agli articoli 7, 14, 19, 21, 22, 23, 27 che parlano di tutela della salute e dell’autonomia dei pazienti, di interazione e integrazione interprofessionale come modalità fondamentali per far fronte ai bisogni dell’assistito, stili di vita, coinvolgimento dei pazienti nell’assistenza, informazione integrata multiprofessionale, continuità assistenziale.
Hanno aperto così le presidenti di Fnomceo e Ipasvi, Roberta Chersevani e Barbara Mangiacavalli il convegno organizzato dalle due Federazioni “Gestire insieme la cronicità”, in cui medici, infermieri e farmacisti hanno fatto il punto sulle modalità migliori per mettere in partica il Piano nazionale cronicità la cui approvazione definitiva è in programma alla prossima Stato-Regioni. Un convegno organizzato congiuntamente proprio per manifestare lo spirito di collaborazione tra le professioni, nell’interesse del paziente.
Trasversalità, appropriatezza, sinergia, integrazione sono le parole chiave emerse dal convegno.
“Si tratta del primo convegno organizzato insieme da Fnomceo e Ipasvi - afferma il Presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani -. E abbiamo voluto dedicarlo a un tema, quello della cronicità, che sicuramente ci vede vicini per consentire un adeguato percorso clinico - assistenziale al paziente. Nasce da una lunga attività di collaborazione all’interno del Gruppo di Lavoro “rapporti tra professione medica e altre professioni sanitarie” che esiste in seno alla FNOMCeO”.
“Un piano di gestione della cronicità – aggiunge il Presidente dell’Ipasvi, Barbara Mangiacavalli -, non può non considerare, oltre all’appropriatezza clinica, anche l’appropriatezza organizzativa, che serve a dare al paziente la migliore assistenza sanitaria in condizioni ottimali, anche rispetto all’utilizzo delle risorse economiche e professionali”.
La cronicità è un problema emergente di sanità pubblica in tutti i sistemi sanitari avanzati, per il progressivo invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle patologie croniche.
Sono quasi 158, in Italia, gli “over 65” per ogni 100 giovani. La regione più “vecchia” è la Liguria, con un indice di vecchiaia di 242,7%, la più giovane è laCampania, con una sostanziale parità (I.V. 113,4%) tra anziani e giovani.
In un contesto del genere, la gestione della cronicità non può che essere fatta a tutti i livelli – clinico, assistenziale, sociale –, configurandosi come un percorso di qualità della vita a tutto tondo, che non può prescindere dal coinvolgimento del paziente, oltre che dalla collaborazione tra tutte le professioni.
Ed ecco le regole: saranno cinque le fasi del Piano nazionale cronicità, partendo dalla stratificazione e targeting della popolazione di riferimento sino ad arrivare alla valutazione dei risultati, passando attraverso la prevenzione, la presa in carico del paziente e l’erogazione di interventi personalizzati.
“Il nostro Piano segna una svolta importante nell’approccio alla malattia: la persona diviene il centro del sistema di cure – ha commentato Renato Botti, direttore della DG Programmazione sanitaria del Ministero della Salute -. È necessario quindi riprogettare i modelli assistenziali centrandoli sui bisogni “globali” del paziente e non solo su quelli clinici. In definitiva, bisogna trasformare un orientamento culturale, che già esiste, in regole di sistema”.
«Circa un milione a Regione per il supporto concreto agli ambiti progettuali, più le risorse per l’investimento massiccio sulle tecnologie necessarie, che auspichiamo potranno portare l’intero ammontare - parlo di cifre ancora approssimative - sui 50-60 milioni di euro», ha affermato.
«Quella che ci attende è soprattutto una sfida di sistema – ha aggiunto Botti -: i finanziamenti saranno certo importanti per sostenere singole funzioni, ma molte delle attività sono isorisorse. La vera scommessa è l’organizzazione o la riorganizzazione del lavoro e alcuni degli spunti contenuti nel Piano forniscano anche strumenti per facilitare la presa in carico. Penso a una maggiore flessibilità, da favorire anche mettendo a disposizione risorse per chi si voglia cimentare e in nuove attività: gli ambulatori dei Mmg, ad esempio, potrebbero diventare siti di erogazione di primo livello. Il Piano cronicità, insomma, contiene gli spunti per assegnare le risorse in modo coerente e per definire modalità organizzative e contrattuali stimolanti per tutti».
Secondo Rossana Ugenti, direttore generale delle Professioni del ministero, “solo con interazione e integrazione tra professioni si affrontano i problemi di salute e, soprattutto, la cronicità”. Secondo Ugenti, la risposta all’ammalato cronico è soprattutto sul territorio e a domicilio e in questo senso la formazione dei professionisti va rivista perché sul territorio e a domicilio uno strumento essenziale sono le tecnologie a cui spesso non sono adeguati. E medici e infermieri sono le due categorie professionali chiamate in prima linea ad attuare il Piano nazionale che punta su sfide molteplici: l’integrazione dell’assistenza offerta dalle diverse professionalità, percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) certi, un’armonica integrazione sociosanitaria, la domiciliarità, la telemedicina e la messa in rete di sistemi informativi che ancora oggi non sono dialoganti, la formazione degli operatori e la valorizzazione (enpowerment) del paziente. “E’ il momento di lavorare insieme – ha detto ancora – e in sinergia., integrandosi, con un unico riferimento al centro: il paziente. E un cambio di rotta dalla cura al prendersi cura di lui”. “E per far questo – ha concluso - è fondamentale una riprogrammazione dei fabbisogni, secondo le reali necessità basate sui numeri e su criteri reali e oggettivi, senza seguire logiche o interessi di parte”.
Le esperienze (in allegato) in questo senso ci sono e quelle illustrate al convegno sono relative ai Creg (Chronic Related Group) lombardi, al Chronic Care model in Toscana, all’infermiere di comunità come elemento strategico di welfare comunitario.
Accanto a medici e infermieri per assistere i pazienti sul territorio ci sono anche i farmacisti. I tre cardini su cui si muove la loro professione, ha spiegato il presidente Fofi Andrea Mandelli, sono la farmacia dei servizi, il fascicolo sanitario elettronico farmaceutico, l’aderenza alle terapie anche per rendere sostenibile il Ssn, con una razionalizzazione che, secondo Mandelli, si basa sul non sprecare quello che è prescritto. “Le figure professionali – ha concluso il presidente Fofi – sono di riferimento, perché sanno come aprire la strada del cambiamento, mantenendo dritta la barra verso l’etica”.
PIANO NAZIONALE CRONICITA-.pdf (15 MB)
ESPERIENZE CREG LOMBARDIA.pdf (5 MB)
ESPERIENZE Chronic Care model TOSCANA.pdf (4 MB)
ESPERIENZE INFERMIERE DI COMUNITA- FRIULI VENEZIA GIULIA.pdf (2 MB)
Le decisioni terapeutiche e assistenziali nel fine vita sono assolutamente personali e, di conseguenza, devono essere prese individualmente con la massima libertà dalle persone. Anche se la Costituzione afferma che nessuno può essere obbligato ad trattamento sanitario contro la propria volontà, nei fatti l'Italia continua a rimanere molto indietro rispetto ad altri paesi europei, perché non esistono leggi che regolano l'affermazione della volontà della persona in fine vita.
Accanto al vuoto legislativo sul tema, professionisti e organizzazioni sanitarie non dispongono di linee guida recenti e credibili per la gestione clinico-assistenziale di un momento della vita dove, indipendentemente dal setting dove è assistito il paziente (ospedale, domicilio, hospice, ecc.), la cura (cure) deve lasciare il posto all'assistenza (care), nel pieno rispetto delle scelte con la persona.
«Spesso, anche a causa di pressanti richieste di familiari e caregiver poco informati – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – l'assistenza alle persone in fine vita è caratterizzata da interventi diagnostico-terapeutici inappropriati non condivisi con il paziente, sconfinando nell'accanimento terapeutico che non rispetta preferenze e aspettative della persona, peggiora la qualità di vita e consuma preziose risorse. È indispensabile – continua Cartabellotta – identificare un professionista sanitario responsabile della comunicazione e del processo decisionale condiviso sul fine vita per dare alla persona e ai suoi familiari e caregiver informazioni accurate sulla prognosi, per chiarire ogni incertezza e fornire l'opportunità di discutere eventuali ansie e timori».
«In Italia – precisa Raffaella Pannuti, Presidente della Fondazione ANT – assistiamo a domicilio circa 4.000 sofferenti ogni giorno. Questi pazienti necessitano di una presa in carico globale, multi-professionale e personalizzata, che sostenga le famiglie nel far fronte ai bisogni complessi di tipo medico e psico-sociale».
Le linea guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), disponibili in italiano grazie alla traduzione realizzata congiuntamente da Fondazione GIMBE e Fondazione ANT Italia ONLUS, offrono un approccio sistematico e integrato alla gestione del fine vita nei soggetti adulti: dal riconoscimento della condizione alle strategie di comunicazione, dalle modalità per mantenere l'idratazione alla terapia farmacologica, dalla gestione della sintomatologia (dolore, respiro affannoso, nausea e vomito, ansia, delirium e agitazione, secrezioni respiratorie rumorose), alla prescrizione anticipatoria.
«Medici, infermieri, psicologi e tutti i professionisti sanitari che gestiscono persone in fine vita – concludono Cartabellotta e Pannuti – dovrebbero utilizzare queste linee guida per implementare percorsi assistenziali basati sulle evidenze, personalizzati sui bisogni del paziente e che tengano conto della sostenibilità economica».
Fonte: SANITA' 24 - IL SOLE 24 ORE SANITA'
Toscana, Conferenza regionale Scienze Infermieristiche
Il 23 e 24 settembre, a Firenze, in occasione del Forum della Sostenibilità e Opportunità nel Settore della Salute, si terrà la Conferenza regionale Scienze Infermieristiche.
Si discuterà del ruolo dell’infermiere nel futuro: un’intera giornata dedicata alle nuove prospettive della professione negli spazi della stazione Leopolda di Firenze.
Peculiarità dell’appuntamento di quest’anno sarà il coinvolgimento di altre Regioni per confrontare strategie e progetti e per avviare processi di condivisione e collaborazione: un momento importante, in cui i responsabili politici e delle scelte del Sistema Sanitario di diverse Regioni italiane si metteranno a disposizione delle imprese per condividere obiettivi e progetti di innovazione e sviluppo.
Riferimenti tariffari: in vigore il decreto anti-contenziosi
In vigore il decreto sui valori minimi di cui l’organo giurisdizionale deve tener conto nel caso di contenziosi, dal momento che in assenza di tariffari il compenso per le prestazioni professionali è pattuito al momento del conferimento dell’incarico dopo l'abolizione dei tariffari
Arrivano con il decreto 16 luglio 2016 n. 165, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 201 del 29 agosto (in allegato) e in vigore da oggi, 30 agosto, i nuovi livelli di riferimento per i compensi delle professioni sanitarie regolamentate nel sistema ordinistico dopo l’abrogazione dei tariffari stabilita dal decreto legge 1 del 2012, il decreto Competitività, secondo il quale entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge di conversione (24 marzo 2012) nel caso di «liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista andava determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante».
Il 118 in Emilia Romagna: Collegi e Federazione per una strategia comune
I Collegi Ipasvi dell’Emilia Romagna e il Comitato centrale della Federazione concordano che le competenze agite dagli infermieri del 118 trovano giustificazione nei bisogni dei cittadini che assistono con modalità riconosciute come le più appropriate sul piano clinico (linee guida di accreditate società scientifiche) e organizzativo (presa in carico integrata e multiprofessionale).
E su questa linea i Collegi e la Federazione vigileranno affinché non si metta a rischio l’alto livello di assistenza garantito dagli infermieri e la prfessionalità che essi garantiscono, a favore dei cittadini, nell’emergenza.
Il punto lo hanno fatto a Bologna i presidenti dei Collegi della Regione e i componenti del Comitato centrale della Federazione in un incontro organizzato a seguito della presa di posizione della Federazione degli Ordini dei Medici della Regione sui protocolli infermieristici del 118, e la replica degli stessi presidenti dei Collegi Ipasvi della Regione.
L’incontro è stato organizzato per condividere il percorso e le strategie da attuare a tutela dei professionisti che operano all’interno del Sistema dell’Emergenza territoriale della Regione e, di conseguenza, per le possibili ricadute a livello nazionale.
Circolare a tutti gli iscritti
Ecm, più flessibilità e ipotesi proroga per chi è indietro con i crediti
Delibera della Commissione nazionale per la formazione continua sulle modalità di acquisizione dei crediti necessari per adempiere agli obblighi del triennio in scadenza 2014-2016.
Nell’ultima riunione della Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) è stata approvata una delibera (in allegato) sulle modalità di acquisizione dei crediti formativi necessari per adempiere agli obblighi del triennio 2014-2016. In particolare, a tutti gli operatori verranno applicate le disposizioni previste per i liberi professionisti, dando la possibilità di acquisire, per singolo anno, i crediti in maniera flessibile. Resta invariato l’obbligo formativo di 150 crediti Ecm nel triennio per ogni singolo professionista del sistema sanitario.
Nel dettaglio, "ritenuto meritevole di certificazione il professionista sanitario che abbia acquisito crediti Ecm conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente nel triennio 2014-16, in analogia con quanto previsto per i liberi professionisti in base" ad alcune determine elencate, la Commissione nazionale per la formazione continua delibera "di applicare a tutti i professionisti sanitari le disposizioni previste per i liberi professionisti dalle determine della Commissione nazionale per la formazione continua del 17 luglio 2013 e del 23 luglio-10 ottobre 2014". E "ribadendo il principio della continuità dell'obbligo formativo", delibera di "demandare a una successiva delibera della Commissione la possibilità di prevedere eventuali modalità di concessione di una proroga del raggiungimento del fabbisogno formativo per i professionisti sanitari che non abbiamo acquisito la totalità dei crediti Ecm previsti per il triennio 2014-16, come stabilito per i medici competenti".
Una misura, quest’ultima, particolarmente attesa da chi non riuscirà, entro il prossimo dicembre, a raggiungere la quota minima di crediti.
Ue: consultazione pubblica sulla regolamentazione delle professioni
01/08/2016 - La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere pareri e opinioni sui Piani nazionali di Riforma (PNR) delle professioni presentati dagli Stati membri. La consultazione è aperta fino al 19 agosto 2016
La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere pareri e opinioni sui Piani nazionali di Riforma (PNR) delle professioni presentati dagli Stati membri.
I PNR illustrano le azioni che gli Stati membri hanno intrapreso o che intendono intraprendere per garantire una migliore regolamentazione delle professioni, nell’interesse dei professionisti e dei consumatori. I PNR sono il risultato finale dell’esercizio di trasparenza avviato nel 2014 attraverso il quale è stata condotta un'analisi sulla regolamentazione delle professioni, per verificare che le disposizioni normative nazionali fossero proporzionate e giustificate da un interesse pubblico, senza creare oneri aggiuntivi per i professionisti.
La consultazione è rivolta a tutti: amministrazioni pubbliche, categorie di professionisti e cittadini.
L'intenzione è quella di conoscere l'opinione sulle specifiche modifiche proposte da ciascuno Stato membro:
• se si pensa che siano necessarie altre modifiche non proposte dallo Stato membro,
• se lo Stato membro ha condotto un'adeguata analisi della regolamentazione e dei suoi effetti nella elaborazione del Piano nazionale di riforma
Le osservazioni possono riferirsi ad uno qualsiasi dei Piani, non necessariamente a quello adottato dal proprio Stato membro, ed anzi, lo scopo della "valutazione reciproca" è proprio questo.
Inoltre, nel mese di ottobre 2015, la Commissione europea ha adottato una Strategia per il mercato unico dei beni e servizi, prevedendo delle azioni per il miglioramento della regolamentazione dei servizi professionali. Una delle iniziative annunciate è l'introduzione di un quadro analitico di valutazione per la regolamentazione di ausilio per gli Stati membri in fase di revisione della regolamentazione, al fine di garantire la proporzionalità delle misure adottate ai rischi che si vogliono difendere.
Su questa seconda iniziativa la Commissione ha progettato due diversi questionari: uno per le autorità competenti che si occupano della regolamentazione delle professioni e uno rivolto a tutti gli altri
Chi partecipa alla consultazione può esprimere la propria opinione circa:
• la validità dell'applicazione di una simile analisi alla regolamentazione delle professioni;
• il valore aggiunto di tale analisi e il suo impatto sul quadro normativo generale delle professioni.
La consultazione è aperta sino al 19 agosto 2016.
Partecipa alla consultazione [questionario disponibile in italiano]
Cure chemioterapiche nelle case della Salute, il ruolo chiave dell'infermiere
Da oggi parte un progetto sperimentale a Bettola, in provincia di Piacenza.
Da oggi i pazienti della provincia di Piacenza con problemi oncologici non dovranno più fare molti chilometri per poter accedere alle cure chemioterapiche. Questo grazie agli infermieri ed all'integrazione con gli altri professionisti sanitari.
Nell’Azienda Usl di Piacenza, infatti, si sviluppano percorsi ed esperienze, all’interno delle case della salute, strutturati a livelli diversi di complessità, in risposta ai bisogni della comunità di riferimento e della specificità del territorio.
La complessità non viene intesa solo come l’insieme e le caratteristiche dei servizi e delle funzioni presenti nelle case della salute, ma soprattutto come livello di coordinamento e di integrazione tra programmi e percorsi.
Si sperimenterà nella casa della salute di Bettola un progetto terapeutico che vedrà l’integrazione tra il livello specialistico ospedaliero e territoriale, migliorando la qualità dell’assistenza erogata, sia in termini di fluidità del percorso, sia in termini di upgrading delle competenze dei vari professionisti coinvolti.
A partire da oggi si potranno erogare cicli di chemioterapia all’interno della casa della salute, a pazienti selezionati, che avranno quindi la continuità del trattamento oncologico da parte dell’equipe specialistica vicino al proprio domicilio.
In particolare, i pazienti verranno accolti dall’infermiere della casa della salute che effettuerà le valutazioni preliminari e i prelievi ematici necessari.
Gli esiti e la scheda di accettazione saranno visibili in un programma informatico condiviso, valutati dall’oncologo responsabile clinico in ospedale che avvertirà in tempo reale i pazienti.
Il giorno seguente l’equipe ospedaliera formata da un oncologo e da una infermiera si recheranno nella casa della salute per l’effettuazione dei trattamenti.
Si realizza in questo modo un percorso integrato, ospedale-casa della salute, attraverso una equipe di professionisti che operano in sinergia in due diversi setting assistenziali.
Il cittadino che necessita di questo tipo di terapie, in una situazione di fragilità e in un particolare momento della sua vita, particolarmente critico, troverà i professionisti che lo assistono nella “sua” casa della salute.
Il filo rosso che caratterizza le fasi e le prestazioni del percorso è la continuità terapeutica e la prossimità domiciliare, verso lo sviluppo di una vera e propria rete nella comunità.
L’equipe multidisciplinare formata da infermieri operanti nelle cure primarie, medici e infermieri dell’oncologia ospedaliera, rappresenta un esempio di reale integrazione tra ospedale e territorio, in risposta ai bisogni dei cittadini.
Cure Palliative Domiciliari: a Piacenza una équipe specializzata.
Grazie ad una Convenzione tra AUSL di Piacenza (soggetto capofila tramite l’U.O.S.D. Cure Palliative e Rete Cure Palliative), Fondazione di Piacenza e Vigevano e Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Piacenza, nasce a Piacenza il Progetto Cure Palliative Domiciliari.Obiettivo del Progetto è quello di ampliare l’attività clinico – assistenziale dell’U.O.S.D. Cure Palliative e Rete Cure Palliative, esistente dal 2011, con la creazione di una équipe specializzata che, in stretta collaborazione con il Medico di Medicina Generale e con l’Assistenza Domiciliare Integrata già esistenti sul territorio, rivolgerà la sua attività al sostegno di pazienti con bisogni complessi in fase avanzata di malattia o nel fine vita presso il proprio domicilio.L’equipe di Cure Palliative Domiciliari (CPD), costituita da un Medico palliativista(Giulia Mazzoni), un Infermiere con master in cure palliative (Silvia Bonfanti) e uno Psicologo (Valentina Vignola), integrandosi con l’assistenza domiciliare e coordinandosi con il MMG per la condivisione e il monitoraggio del piano assistenziale individualizzato, rappresenta una risposta concreta ai bisogni clinici, sociali, assistenziale e psicologici di quella fascia di popolazione che predilige come setting di cura quello domiciliare.La casa, infatti, rappresenta un contesto di vita e di cura che permette, quando possibile, il rispetto delle abitudini del paziente e garantisce il mantenimento delle relazioni intrafamiliari.Agli obiettivi assistenziali e di cura si affianca anche quello più squisitamente organizzativo di cercare di ridurre ricoveri ospedalieri inappropriati.Il modello assistenziale che ne deriva si basa sulla gradualità dell’intensità di cura e sull’integrazione di diverse figure professionali, arricchendo di competenze specialistiche la risposta ai bisogni assistenziali dei pazienti al domicilio.
Nello specifico, l’ equipe di CPD opererà come nodo all’interno della Rete Locale di Cure Palliative (RLCP), aggregazione integrata delle attività di Cure Palliative erogate in Hospice, in Ospedale, in ambulatorio, a domicilio e nelle altre strutture, in funzione dei bisogni del paziente e della sua famiglia, attraverso figure professionali con specifica competenza ed esperienza così come previsto dalla Legge 38/2010, dall’Accordo Stato–Regioni del luglio 2012 e dal successivo DRG 560/2015 “Riorganizzazione della Rete Locale di Cure Palliative” della Regione Emilia Romagna.
Il Progetto prevede una fase di start up della durata di 6 mesi (da luglio a dicembre 2016) durante la quale si avvierà la presa in carico domiciliare dei pazienti dimessi dai due Hospice presenti sul territorio piacentino (“La Casa di Iris” di Piacenza e “Una casa per le cure palliative” di Bongonovo Val Tidone); al termine di questo periodo di rodaggio, l’équipe di CPD valuterà le richieste di attivazione del servizio provenienti da Piacenza e Provincia, indipendentemente dal ricovero in Hospice.
L’infermiere specialista arriva con il nuovo contratto: ecco l'atto di indirizzo
La previsione è contenuta nell’atto di indirizzo all’Aran messo a punto dal Comitato di settore Sanità delle Regioni. Agli ordinamenti didattici penserà il ministero dell’Università.
Nel nuovo contratto ci sarà il “professionista specialista”, laureato e con un master di primo livello nelle professioni sanitarie. E ci sarà un “professionista esperto”, quello che ha acquisito competenze avanzate grazie a percorsi formativi complementari regionali e le attività professionali svolte anche in base a protocolli concordati tra le rappresentanze delle professioni, di quelle mediche e dell’area sanitaria in generale.
Gli aspetti economici del nuovo professionista specialista e di quello esperto saranno definiti al momento della revisione di tutte le funzioni di coordinamento e delle posizioni organizzative.
“Le Regioni e il ministero della Salute hanno mantenuto la promessa e la coerenza – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale Ipasvi -. La promessa era di dare un nuovo impulso alla valorizzazione delle professioni sanitarie seguendo le linee indicate, come anche lo stesso atto di indirizzo ricorda nelle sue premesse, nel Patto per la salute e nel recepimento di tutte le ultime direttive europee in materia. La coerenza perché sono state le Regioni le prime a sottoscrivere e approvare con la bozza di accordo Stato-Regioni ancora in sospeso e, in alcune realtà a rendere già operative, le nuove competenze degli infermieri. Spetterà poi all’Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie, ricostituito presso il ministero dell’Università a marzo di quest’anno, prevedere i vari percorsi formativi, compreso, per la laurea magistrale il nuovo indirizzo clinico, implicito nella nuova figura di professionista specialista. La scelta del Comitato di settore conferma l’efficacia della politica portata avanti dall’Ipasvi e da ora in poi, quando il tavolo contrattuale sarà aperto, passa la palla ai sindacati che dovranno mettercela tutta per applicare, difendere e tutelare il lavoro dei nostri professionisti e di tutti gli operatori chiamati in causa nel nuovo modello di assistenza disegnato dalle Regioni. Tenendo presente che concertazione è la parola chiave. E collaborazione reale per continuare a lavorare fianco a fianco in un nuovo modello di sanità sicura, efficace, appropriata e sostenibile”
IN ALLEGATO GLI ATTI DI INDIRIZZO DEL PERSONALE E DELLA DIRIGENZAFILE ALLEGATI
Atto di indirizzo del personale dei livelli.pdf (541 KB)
Atto di indirizzo dirigenza sanitaria.pdf (448 KB)
Contenzione meccanica. Mangiacavalli : “Da limitare ad eventi straordinari. Elaborati programmi per ridurla”
Così la presidente Ipasvi, nel corso di un'audizione in Commissione diritti umani al Senato, è intervenuta sul tema ponendo all’attenzione dei senatori specifici programmi di riduzione della contenzione elaborati da team infermieristici. "La contenzione può avere ripercussioni sul piano psicologico del paziente e dei familiari e determinare una sequela di conseguenze fisiche al paziente".
La presidente della Federazione nazionale Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, è stata ricevuta ieri in Commissione diritti umani del Senato per una audizione in materia di contenzione meccanica. La Commissione, presieduta da Luigi Manconi, ha intrapreso dal marzo scorso un’attività di approfondimento su questo argomento attraverso una indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale. In questo ambito, è stato ritenuto opportuno affrontare il tema della contenzione, definita come “un particolare atto sanitario-assistenziale effettuato attraverso mezzi chimici-fisici-ambientali utilizzati direttamente sull’individuo o applicati al suo spazio circostante per limitarne i movimenti”.
La contenzione, oltre a rappresentare una limitazione della libertà della persona, può avere ripercussioni sul piano psicologico del paziente e dei familiari e determinare una sequela di conseguenze fisiche al paziente “contenuto”. Codice penale e Codice deontologico dell’Infermiere indicano, di conseguenza, che deve essere limitata solo a eventi straordinari e deve essere sostenuta da prescrizione medica o da documentate valutazioni assistenziali. Nello scorso maggio, anche il Comitato nazionale di bioetica si è espresso contro la pratica della contenzione nei confronti di pazienti psichiatrici e degli anziani, considerandola “un residuo della cultura manicomiale”.
Cgil, Cisl, Uil, professioni sanitarie: competenze uguale qualità
Evento a Roma di presentazione del documenti di richieste Cgil, Cisl, Uil al quale hanno partecipato anche Ipasvi, Fnco. Tsrm e Conaps. Gli interventi del ministro Lorenzin e del presidente del Comitato di settore Garavaglia
Nella sezione "Foglio Notizie" articolo intero
Infermieri. Competenze avanzate, accesso al Ssn e carriera. Ecco la bozza del Tavolo ministeriale
Il primo documento emerso dalla riunione del 16 giugno ora all'esame della professione in vista del prossimo incontro del 15 luglio. “A carico dell’infermiere sussiste una responsabilità generale ed esclusiva su funzioni proprie nell’ambito della prevenzione, dell’assistenza e dell’educazione sanitaria, con un approccio globale alle necessità della persona”. Dalla clinica alla gestione ecco le novità in ballo. IL DOCUMENTO
Case della salute: meno Pronto soccorso, più assistenza domiciliare
Diretta twitter sul canale della Regione.
E diretta streaming della sessione pomeridiana: http://videocenter.lepida.it/videos/video/2318/?live=true
Fonte: ER
La presidente della Federazione Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, fa il punto su cosa cambia per gli infermieri con le previsioni del Ddl Lorenzin nel testo approvato da Senato e con il passaggio da Collegi a Ordini professionali.
L’approvazione da parte del Senato del Ddl Lorenzin sulla riforma degli Ordini e la trasformazione degli attuali Collegi e delle relative Federazioni è un passo fondamentale non solo per una migliore e più corretta gestione dei professionisti dedicati all’assistenza sanitaria, ma per la tutela stessa della professione.Il primo passo avanti per la professione infermieristica – ma non solo – è quello della trasformazione degli attuali Collegi in Ordini. Questo perché il riconoscimento ormai acquisito e universalmente affermato della nostra professione, non può prescindere da quello di un’organizzazione esattamente analoga a quella delle altre professioni intellettuali. Abbiamo le stesse regole, gli stessi diritti e gli stessi doveri e per questo dobbiamo e vogliamo avere lo stesso modello organizzativo e di gestione.La differenza poi la faranno i codici deontologici, che anche grazie alla nuova legge, una volta approvata definitivamente, acquisteranno maggiore rilevanza anche per il peso e le potenzialità che i nuovi Ordini avranno dal punto di vista del controllo e della loro applicazione e potranno essere aggiornati con maggiore e più regolare frequenza. La differenza la farà l’organizzazione a livello locale che la legge rende elastica proprio per questo in funzione della dimensione dei nuovi enti. E che per noi deve esserlo anche in base alle necessità del territorio. Ho già avuto occasione di ricordare a questo proposito che la porta aperta sulla possibilità di fusioni che superino gli attuali ambiti provinciali secondo la nuova legge costituzionale, c’è nel Ddl nel momento in cui si dà la possibilità ai futuri Ordini 'piccoli', quelli intorno ai mille iscritti, di accorparsi con altri per dar vita a Enti di dimensioni maggiori. In questo senso il nostro orientamento è per ora quello di lasciare liberi gli attuali Collegi e, ci auguriamo appunto, prossimi Ordini, di costituire coordinamenti regionali per garantire attività che riguardano l’ambito locale su cui insistono, mentre la capillarità della presenza a livello locale è stata mantenuta per consentire di affrontare più da vicino le necessità del territorio, la sua epidemiologia e i bisogni assistenziali di cittadini che spesso, specie nelle Regioni più grandi, possono essere diversi anche da una città all'altra, tra paesi perfino vicini.Fondamentale però in quella che sarà la nuova legge è il superamento, o meglio, l’ammodernamento della legge del 1946 che evidentemente non può essere la stella cometa per gli attuali e per i nuovi Ordini come è stata finora. Il diverso inquadramento degli enti, la loro possibilità di intervento anche disciplinare, una organizzazione più rispondente ai moderni canoni non solo degli enti pubblici, ma anche della programmazione sanitaria, fino ad arrivare a un meccanismo elettivo sicuramente più rispondente a criteri di completezza, ma soprattutto trasparenza, rendono la nuova legge non solo auspicabile, ma indispensabile direi, perché tutta l’attività di Ordini e Federazioni non sia decontestualizzata nei fatti dal divenire della società e del progresso professionale e scientifico. L’elemento forte della presenza degli Ordini è la tutela dell’assistito che si ottiene vigilando affinché l’iscritto abbia titolo al contatto diretto con lui, anche in caso con l’esercizio della magistratura interna.
Prima riunione al ministero della Salute del "Tavolo tecnico per la professione infermieristica". Il documento finale dell'attuale tavolo ha come deadline la fine di giugno per una sua prima lettura.
Insediamento del "Tavolo tecnico per la professione infermieristica" al ministero della Salute: i rappresentanti sindacali e professionali della categoria assieme al sottosegretario alla Salute Vito De Filippo hanno tracciato le tappe che già prima dell’estate dovrebbero portare alla messa a punto di un documento su alcune delle questioni aperte per l’organizzazione e la riorganizzazione della professione.
“E’ un impegno preso che ho sostenuto con forza – ha detto De Filippo – soprattutto in considerazione del momento e della situazione della professione infermieristica, in continua crescita e in continuo divenire rispetto a ruoli e competenze. E’ una riorganizzazione in corso che richiede alla professione infermieristica un ruolo da protagonista molto più impegnativo, effetto anche della sua evoluzione ordinamentale e formativa: dall’ospedale per intensità di cure, agli ospedali di comunità e ai reparti a gestione infermieristica per cure a bassa intensità, al nuovo assetto delle cure primarie sul territorio ad iniziare dall’infermiere di famiglia, all’implementazione delle competenze avanzate e specialistiche degli infermieri ad iniziare dai Dipartimenti di emergenza e al sistema del 118, ma non solo.
Sono nuove funzioni e nuovi ruoli per gli infermieri, strategici per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie erogate dal Ssn, in un quadro di collaborazione e di integrazioni tra tutti i professionisti e gli operatori dedicati alla tutela della salute, medici compresi: in questo quadro si collocherà la mission di questo importante nuovo organismo consultivo del ministero all’interno della costituenda Cabina di Regia con tutte le rappresentanze sindacali e professionali del personale del Ssn, per il cui varo definitivo si stanno sollecitando le designazioni da parte di alcuni sindacati medici”.
Oltre alla delegazione della Federazione Ipasvi che parteciperà ai lavori del tavolo – di cui sarà coordinatore Maurizio Zega, Responsabile UOC Servizio Infermieristico Tecnico e della Riabilitazione Aziendale (S.I.T.R.A.) Policlinico A. Gemelli - alla riunione di insediamento per il Comitato centrale della Federazione sono intervenuti la senatrice Annalisa Silvestro, la vicepresidente Maria Adele Schirru, presidente anche del Collegio di Torino e Pierpaolo Pateri, presidente del Collegio di Cagliari e responsabile del coordinamento regionale Ipasvi della Sardegna.
Ddl Lorenzin: l'Aula del Senato lo approva. Il testo passa alla Camera
Con 164 voti favorevoli, 27 contrari e 17 astensioni il Senato ha approvato poco fa, in prima lettura, il Ddl governativo n. 1324,contenente "Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di aggiornamento dei livelli di assistenza, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza del Ministero della salute"; la parola passa ora alla Camera.
L'approvazione "veloce" del Ddl era già chiara all'inizio del dibattito in Aula giovedì scorso (VEDI) quando erano stati già approvati i primi tre articoli del provvedimento.
Piano nazionale cronicità: infermieri "manager" dell'assistenza
L'ultima bozza del Piano nazionale delle cronicità parla chiaro: in ospedale e sul territorio ci sono due figure prioritarie a fianco del malato, il medico e l’infermiere. Il primo come tutor nella diagnosi e nella scelta della terapia, il secondo 24 ore su 24 che seguirà il paziente in tutto il percorso necessario alla sua assistenza
In ospedale e sul territorio a vegliare sui malati cronici ci sono due figure prioritarie: il medico e l’infermiere. Il primo come tutor nella diagnosi e nella scelta della terapia, il secondo 24 ore su 24 seguirà, in un team di cui è anche care manager, il paziente in tutto il percorso necessario alla sua assistenza.
A tracciare i modelli di assistenza nelle malattie croniche è la bozza del Piano nazionale della cronicità, ormai quasi pronta per la firma di ministro e Regioni, anticipata da Il Sole-24 Ore Sanità (VEDI). La bozza di piano prevede modelli e figure che devono affiancare il malato cronico dal suo eventuale ricovero alla vita di tutti i giorni e illustra anche l’organizzazione di cura e assistenza per dieci patologie specifiche: malattie renali croniche e insufficienza renale; artrite reumatoide e artriti croniche in età evolutiva; rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn; insufficienza cardiaca cronica; 5. malattia di Parkinson e parkinsonismi; BPCO e insufficienza respiratoria cronica; insufficienza respiratoria in età evolutiva; asma in età evolutiva; malattie endocrine in età evolutiva; malattie renali croniche in età evolutiva
Infermieri commissari esterni Consip per la gara nazionale su aghi e siringhe
Saranno gli infermieri nella veste di commissari esterni Consip a decidere sulle offerte della gara per aghi e Siringhe a livello nazionale, il cui bando è stato pubblicato il 14 aprile.
Saranno gli infermieri nella veste di commissari esterni Consip a decidere sulle offerte della gara per aghi e Siringhe a livello nazionale, il cui bando è stato pubblicato il 14 aprile dalla società per azioni del ministero dell'Economia che si occupa dei beni e servizi nella Pubblica amministrazione.
La gara, del valore di circa 40 milioni in 2 anni, avrà un massimale di fornitura (cioè il quantitativo massimo di beni acquistabili in convenzione) di circa 500 milioni di “pezzi” e coprirà il 30-35% del fabbisogno annuo della PA. Obiettivo: razionalizzare la spesa e fermare l’esempio “horribilis” di cattiva gestione per cui una siringa costa oggi tra 3 e 26 centesimi da una Regione all’altra.
Consip ha scelto tra i laureati del Servizio sanitario nazionale gli infermieri per questa categoria di presidi così come ad esempio alle apparecchiature diagnostiche penseranno medici e fisici sanitari, a quelle per la dialisi i nefrologi e ai dispositivi medici per le sale operatorie chirurghi e farmacisti ospedalieri.
La selezione avverrà con un censimento nazionale per individuare, tra i funzionari di aziende sanitarie pubbliche, candidati al ruolo di commissario, esperti in sanità, che posseggano precisi e individuati requisiti
Per aghi e siringhe sono :
- laurea in Scienze infermieristiche e ostetriche o equipollenti;
- almeno 10 anni di esperienza nel settore infermieristico; esperienza in corso di almeno 5 anni in una delle seguenti Aree:
o Area critica (Terapia intensiva, Sala operatoria)
o Medicina e chirurgia
o Pediatria
- partecipazione in qualità di commissario/consulente tecnico ad una o più gare di appalto e/o processi di valutazione aventi ad oggetto aghi e siringhe;
- disponibilità a eseguire, presso la propria struttura di appartenenza, le prove in "vivo" sui dispositivi oggetto di gara.
L’iniziativa, sottolinea Consip, interessa aghi e delle siringhe di “uso comune”, rispettivamente l’85% dei consumi e il 70% del valore complessivo della categoria. La gara sarà suddivisa in più lotti, uno per ogni tipologia di ago o siringa (ad esempio: aghi ipodermici per siringa con dispositivo di sicurezza, aghi a farfalla con dispositivo di sicurezza, siringhe con ago misure speciali con meccanismo di sicurezza, siringhe per insulina di sicurezza con ago termosaldato) e non riguarderà i prodotti più specialistici per la complessità di alcune pratiche cliniche.
Il censimento è pubblicato sul sito www.acquistinretepa.it e il link per il download della documentazione (Censimento Commissari esterni Sanità) è il seguente:
https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/main/programma/servizi/Questionari_e_formulari/Formulari/beni_servizi_sanita.html
Infermieri e medici dell’emergenza: lavorare in squadra nell’interesse dei pazienti
L’intesa tra Infermieri e Medici dell’emergenza è oramai cosa ovvia in Emilia Romagna e la rivoluzione in atto porterà di fatto verso percorsi sempre più autonomi dell’una e dell’altra figura professionale. E’ quanto emerso oggi a Piacenza nell’ambito del convegno sul tema “Medico e Infermiere: problematiche giuridico-deontologiche del lavoro d’equipe”, voluto dal locale Collegio Ipasvi e dal locale Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri
Ad introdurre i lavori sono stati Augusto Pagani, presidente dei Medici piacentini e Maria Genesi, presidente del Collegio Ipasvi di Piacenza.
Oggi nella Sala delle Colonne tantissimi erano gli Infermieri e i Medici presenti.
Ai microfoni di Nurse24.it il Presidente OMCEO, Dott.Pagani si è detto soddisfatto di quanto si è potuto realizzare a Piacenza e dell’intesa con il mondo infermieristico: “nel rispetto dei ruoli di ognuno, il Sistema sanitario regionale e nazionale non può prescindere da una intesa ferrea tra medici, infermieri ed altri operatori sanitari; oggi è un appuntamento storico per tutti, da questo momento si gettano le basi di una solida e duratura collaborazione tra i Medici Chirurghi ed Odontoiatri e gli Infermieri, sempre più preparati e pronti ad affrontare la sfida dell’assistenza di nuova concezione, basata sulle evidenze scientifiche e su un ritrovato rapporto umano; non voglio entrare nel merito di quanto accaduto a Bologna, ma vorrei sottolineare il fatto che è possibile operare in sintonia rispettando le reciproche professionalità; e poi basta con gli scontri, ora vogliamo gli incontri!”.
Genesi dal canto suo ha preso la palla al balzo e a Nurse24.it ha ribadito che “siamo una professione intellettuale e finalmente anche la classe medica se ne rende conto; i nostri giovani, ma anche gli Infermieri con più esperienza, sono sempre più preparati e non solo nel campo dell’emergenza/urgenza; non si deve aver paura dell’altro, ma si deve iniziare a cooperare nell’interesse del cittadino, utente finale che spesso è messo a disagio da inutili tentativi di boicottare l’intesa tra Medici, Infermieri e altre professionisti della salute; sono orgogliosa di aver organizzato questo incontro con l’Ordine dei Medici e della presenza fatta della Federazione nazionale degli Infermieri”.
Fonte: Nurse 24.it
Cliccando sul link i video della giornata
http://www.ordinemedici.piacenza.it/index.php/archivio-eventi/2448-medico-infermiere
Casa della Salute di Podenzano, apre un ambulatorio infermieristico
Infermieri sempre più attivi per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Da mercoledì 23 marzo apre alla Casa della Salute di Podenzano un nuovo ambulatorio, a gestione completamente infermieristica. L'innovativo servizio garantisce la presa in carico dei cittadini, assicurando una continuità assistenziale tra ospedale e servizi sanitari territoriali. L'ambulatorio rappresenta infatti un punto di ascolto sanitario che consenta anche di facilitare l'accessibilità ai servizi.
In particolare, gli infermieri effettuano medicazioni semplici e complesse, sostituiscono cateteri vescicali e forniscono indicazioni per la somministrazione di terapie farmacologiche e nutrizionali. Tra i servizi erogati anche l'istruzione ed educazione all’autogestione delle stomie e alla prevenzione e al trattamento delle lesioni cutanee croniche. Il personale infermieristico può inoltre essere di aiuto ai diabetici per l'autocontrollo dei valori della glicemia nel sangue. Ancora, l'ambulatorio offre consulenza in materia di prevenzione, cura e mantenimento del livello di salute e di autonomia. Gli operatori possono inoltre orientare il pubblico all'accesso e all'utilizzo dei servizi sanitari pubblici.
I cittadini si possono rivolgere direttamente all’ambulatorio infermieristico telefonando al n. 0523.538520 e lasciando in segreteria un messaggio con l'indicazione del proprio nome e recapito telefonico. Verranno richiamati dall’infermiera che concorderà con loro l’appuntamento in ambulatorio. L'attività viene svolta da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 12.
Responsabilità professionale: le richieste degli infermieri
Audizione alla commissione Igiene e Sanità del Senato della presidente Ipasvi Barbara Mangiacavalli: linee guida aperte anche alle associazioni infermistiche, assicurazioni anche per responsabilità extracontrattuale e nomina Ctp e Ctu allargata agli infermieri tra i punti analizzati.
Settimana di audizioni in commissione Igiene e Sanità a Palazzo Madama sul Ddl 2224 e connessi (responsabilità professionale del personale sanitario). E dopo le società scientifiche, oggi è stata la volta delle Federazioni e del medici di famiglia.
Nella sezione "Foglie notizie" articolo integrale
Triage infermieristico per il servizio di Continuità assistenziale
Si arricchisce il servizio per l’utente che si rivolge alla Continuità assistenziale con una telefonata. Quando il cittadino chiama quella che forse è più nota con la vecchia definizione di Guardia medica, parlerà infatti con un infermiere, in grado di effettuare una precoce valutazione sanitaria e indirizzare la persona verso la risorsa più appropriata per il suo bisogno di salute.
La novità del “triage infermieristico”, scattata in questi giorni, s’inquadra nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’attività del servizio di Continuità assistenziale dell’Ausl di Piacenza e si configura come un’esperienza pilota in Emilia Romagna.
Come si ricorderà, ormai da oltre un anno l’Azienda Usl di Piacenza ha predisposto un centralino unico, che risponde al numero 0523/343000, che consente di attivare uno dei professionisti in servizio nelle diverse sedi territoriali.
Come funziona la novità? Al cittadino che chiama la Guardia medica viene richiesto di fornire alcuni dati anagrafici a un operatore tecnico. La telefonata viene quindi passata all’infermiere di turno: l’intervento aggiuntivo di questa figura professionale è una garanzia per inquadrare nel miglior modo possibile il problema di salute della persona che telefona.
Le informazioni raccolte dall’infermiere saranno poi fornite, tramite una scheda informatizzata, al medico di Continuità assistenziale competente per il territorio.
Il filtro dell’infermiere sarà però prezioso nei casi di maggior gravità: il professionista potrà infatti far scattare direttamente la segnalazione alla centrale operativa 118 e attivare più precocemente l’invio di un’ambulanza su posto laddove ne ravvisi la necessità.
Gli infermieri che svolgeranno questa funzione hanno maturato negli anni una grande esperienza come operatori di centrale operativa 118 e quindi hanno sviluppato competenze per la valutazione telefonica di problemi sanitari.
“L’attività di triage si configura come competenza avanzata – evidenzia Mirella Gubbelini, direttore assistenziale dell’Ausl di Piacenza - come una diversa e più ampia modalità di “presa in carico” del paziente che permette risposte più incisive e appropriate alle mutate esigenze del contesto sanitario”. “Nell’ambito della continuità assistenziale, con l’attivazione del triage infermieristico, si mette in campo una gestione professionalizzante del percorso a ulteriore garanzia del cittadino”.
“Si tratta dell’ultimo tassello del progetto di riqualificazione dell’ex centrale 118 di Piacenza e della rete dell’Emergenza urgenza territoriale”, fanno notare il direttore Enrica Rossi e il coordinatore Stefano Nani. “Il triage infermieristico avviato a Piacenza si configura come un’esperienza unica in Regione, che permette ai nostri operatori di confrontarsi con nuovi obiettivi”. È una sfida che valorizza le loro competenze e l’esperienza maturata in un ambito, com’è quello dell’emergenza urgenza, complesso e spesso critico.
Fonte: sito AUSL Piacenza
L’infermiere di famiglia: in Piemonte un progetto innovativo
Si chiama Consenso e ha l’obiettivo di aiutare gli anziani a vivere autonomamente nel proprio domicilio il più a lungo possibile: si tratta del modello di presa in carico di una fascia di popolazione sempre più rilevante, incentrato su di una figura professionale, l’infermiere di famiglia e comunità , per offrire supporto nelle attività della vita quotidiana, nella promozione dell’inclusione sociale, nella prevenzione degli incidenti domestici, nell’assistenza nelle terapie, nel monitoraggio dei vari indicatori di salute, come ad esempio la glicemia.
Alla pari del medico di base, l’infermiere di famiglia si frappone tra l’ospedale e il paziente. In sinergia con il medico, prende in carico il cittadino per patologie ed esiti che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero.
A darne notizia il portale della Regione Piemonte.
“La Regione Piemonte come capofila, in collaborazione con istituzioni pubbliche sanitarie e accademiche di Francia, Croazia e Austria, ha vinto questo importante progetto europeo all’interno del programma Spazio Alpino proponendo proprio il tema dell’infermiere di famiglia e comunità come supporto agli anziani in una società che cambia: dalla seconda metà del mese di febbraio cominceremo ad attuarlo ”- afferma l’Assessore Regionale alla Sanità, Antonio Saitta.
La formazione avviene tramite un master di primo livello in “Infermiere di Famiglia e di Comunità” di 1500 ore, delle quali un terzo resta dedicato a stage su contesti pratici.
Il budget complessivo del progetto è di 2 milioni di euro, la zona di attuazione è stata individuata nel Cuneese, in Val Maira e Valle Grana. Come funzionerà la sperimentazione? Sul territorio scelto, tutti gli anziani over 65 anni residenti, sia quelli con patologie o non autonomi, sia quelli in salute, vengono assegnati ad un infermiere di famiglia e comunità: il numero di anziani assegnati ad ogni singolo infermiere di famiglia e comunità verrà concordato in base alle peculiarità del territorio (dispersione, isolamento, viabilità) e alle attività che si deciderà di effettuare.
Non più di 500 anziani verranno assegnati a ciascun infermiere, che se ne occuperà a tempo pieno, anche attraverso periodiche visite a domicilio. La periodicità delle visite al domicilio sarà stabilita in base alle necessità dell’anziano. L’infermiere effettuerà una valutazione complessiva dei bisogni di ogni singolo assistito, mediante una check-list standard, in collaborazione con il medico di famiglia e, se presenti, uno o più famigliari.
“Mi aspetto che la sperimentazione funzioni e si dimostri utile per tutto il Piemonte – commenta Saitta. Un modello che da un lato produca riduzione della spesa sanitaria, grazie alla diminuzione dei ricoveri ospedalieri evitabili, e in generale al ricorso ai servizi sanitari, ma soprattutto il miglioramento della qualità della vita degli anziani. Per questo fin dall’inizio svilupperemo un modello di studio di popolazione impostato alla valutazione di efficacia. Il territorio delle Valli Cuneesi verrà confrontato con altri territori limitrofi in base a diversi indicatori di risultato: mortalità, ricoveri ospedalieri, istituzionalizzazioni, indicatori di qualità della vita, e verrà effettuata un’analisi economica del risparmio in termini di costi diretti e indiretti”.
La notizia è stata rilanciata oggi anche dal Corriere della Sera (link), definendo il progetto una vera e propria scommessa: “La maggioranza degli osservatori è d’accordo sulla tendenza che vede gli operatori del settore tra le figure professionali più richieste nel futuro. Non fanno eccezione gli infermieri, e così la Regione Piemonte ha deciso di scommetterci sopra. La maggioranza degli osservatori è d’accordo sulla tendenza che vede gli operatori del settore tra le figure professionali più richieste nel futuro. Non fanno eccezione gli infermieri, e così la Regione Piemonte ha deciso di scommetterci sopra”.
Dal 18 Febbraio 2016, gli infermieri possono richiedere la Tessera professionale europea creando un account nel sistema IMI ((Internal Market Information) e presentando la domanda, allegando tutti i documenti in formato digitale.
Download donwload donwload
I Collegi IPASVI della Regione Emilia-Romagna incontrano il Presidente della Giunta Regionale Stefano Bonaccini e l’Assessore Politiche per la salute Sergio Venturi
I Presidenti dei Collegi IPASVI a cui sono iscritti 30.000 professionisti sanitari: infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari che operano nella rete dei servizi sanitari della Regione Emilia-Romagna, hanno incontrato il Presidente Stefano Bonaccini, anche nella recente veste di Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e l’Assessore alle Politiche per la Salute Sergio Venturi.
All’incontro ha partecipato la Presidente della Federazione Nazionale IPASVI, Barbara Mangiacavalli, per sottolineare l’importanza delle scelte effettuate, e che si andranno ad effettuare, a livello socio-sanitario in Regione e che impattano in modo importante sulla salute dei cittadini e sullo sviluppo delle professioni sanitarie.
I Collegi IPASVI hanno la funzione istituzionale di tutela del cittadino e di garanzia della professionalità degli iscritti e sono fortemente interessati a costruire un dialogo aperto con la Regione per quello che riguarda i temi della loro formazione di base e specialistica, dell’organizzazione del lavoro nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della qualità dell’assistenza erogata a tutti i livelli di sistema.
Diversi i temi che sono stati presentati all’attenzione del Presidente e dell’Assessore.
L’evoluzione delle modalità assistenziali con il progressivo trasferimento di prestazioni dall’assistenza ospedaliera all’assistenza territoriale, richiede al sistema socio-sanitario di pensare a nuovi modelli organizzativi per continuare ad offrire servizi pubblici accessibili a tutti i cittadini: gli infermieri offrono le loro potenzialità attraverso un percorso di sviluppo delle competenze avanzate e specialistiche non più procrastinabile.
La recente normativa europea inerente l’orario di lavoro induce un coinvolgimento degli Ordini professionali al fine di continuare a fornire i servizi con gli elevati criteri di qualità che li hanno contraddistinti sino ad oggi, operando in sicurezza e con la compatibilità alle esigenze di riposo necessarie ai professionisti.
E’ necessario aprire un confronto sul ruolo strategico che l’infermiere può svolgere nella rete dei professionisti operanti nelle strutture stesse mettendo a disposizione l’esperienza sviluppata in anni di attività nelle strutture sanitarie.
I collegi IPASVI della Regione Emilia-Romagna hanno rappresentato la volontà di aprire con la Giunta un dialogo franco e aperto per discutere la collocazione delle Direzioni delle Professioni Sanitarie nei contesti organizzativi aziendali in evoluzione.
Riportiamo quanto comunicato dalla Federazione Nazionale IPASVI in merito alla sentenza 7776/2015 della Cassazione. In attesa di ulteriori chiarimenti da parte degli Organi Competenti, il Collegio IPASVI di Piacenza informa coloro che volessero procedere, che è possibile autocertificare il pagamento della quota di iscrizione all’Albo.
Si ricorda comunque che il termine di prescrizione è di 5 anni ai sensi dell’art. 2948 del codice civile.
Di conseguenza ogni iscritto potrà dichiarare di essere in regola con i pagamenti al Collegio e fare autonomamente i dovuti calcoli di quanto corrisposto.
VEDI ALLEGATO IN DOWNLOAD