Source: http://asiloineuropa.blogspot.com/2012/10/
Timestamp: 2020-06-02 15:20:46+00:00
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Asilo in Europa: ottobre 2012
Il programma di lavoro dell'EASO per il 2013 - Cinque tipi di sostegno
L'EASO, ovvero l'Agenzia dell'Unione europea di sostegno agli Stati in materia di asilo, ha pubblicato da poco il suo “Programma di lavoro 2013”.
Si tratta di un documento importante, che ci aiuta a “ripassare” la struttura, gli obiettivi e i compiti di questa giovane Agenzia con sede a Malta e ci descrive le priorità e i possibili risultati per l'anno venturo.
Conosciamo il programma di lavoro 2013 ormai da qualche giorno, grazie a un tweet di Francesca Spinelli (http://www.internazionale.it/tag/francesca-spinelli/). Ma solo ora abbiamo avuto il tempo di leggerlo.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 08:18
Etichette: EASO
Riunione del Consiglio UE del 25 e 26 ottobre - Lo stato dell'arte dei negoziati sul "pacchetto asilo" e altri spunti interessanti
Il 25 e 26 ottobre si è tenuta una riunione del Consiglio UE in formazione Giustizia e Affari Interni. Molti i punti di nostro interesse toccati, a partire dall'approvazione della rifusione della Direttiva Accoglienza.
Il testo passa ora al Parlamento europeo che dovrebbe a sua volta approvarlo senza modifiche, procedendo così alla sua adozione definitiva.
Nei prossimi giorni torneremo ovviamente su questa importantissima novità, per cercare di capire cosa cambia con la nuova Direttiva Accoglienza.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 07:11
Etichette: Consiglio dell'UE, Sistema europeo comune di asilo
Domande di asilo e decisioni in prima istanza nel secondo quarto del 2012 - Il rapporto di Eurostat
Sono 69.930 le domande di asilo presentate nei Paesi dell'UE nel 2° quarto del 2012, secondo il rapporto di Eurostat da poco pubblicato. Si tratta di un calo del 10% rispetto allo stesso periodo del 2011.
Il Paese che ha registrato il calo più forte è stato l'Italia, con 3.370 domande, rispetto alle 15.025 del 2° quarto dell'anno precedente (-78%).
In termini assoluti, il nostro Paese si piazza al settimo posto, dopo Francia (13.750), Germania (12.800), Svezia (8.790), Belgio (6.760), Regno Unito (6.415) e Austria (3.825).
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 08:20
Asilo negli Stati europei. FRANCIA - parte 4. Esame della domanda
Continuiamo la pubblicazione "a puntate" della nostra scheda sul sistema di asilo in Francia. Oggi è il turno dell'esame della domanda.
Ci sembra molto interessante, in particolare, il criterio utilizzato in Francia per ripartire le competenze fra le varie "divisioni" dell'organo responsabile della domanda.
Segnaliamo inoltre la selezione per concorso pubblico dei funzionari incaricati di esaminare la domanda, nonché l'esistenza di un'apposita "divisione" incaricata di svolgere il lavoro di ricerca di informazioni sui Paesi di origine (COI).
Per ritrovare agevolmente tutte le schede finora pubblicate sulla Francia (e a breve quelle sugli altri Paesi), vai alla pagina Asilo negli Stati europei.
Questa parte si compone di 4 sotto-sezioni:
Organo responsabile della domanda
Procedura ordinaria vs. procedura prioritaria
La procedura in frontiera
L'audizione e i possibili esiti dell'esame della domanda
4.1 Organo responsabile della domanda
La domanda di asilo viene esaminata dall'OFPRA (Office français de protection des réfugiés et apatrides).
Cos'è, come è organizzato e come lavora l'OFPRA?
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 19:32
Asilo negli Stati europei. FRANCIA - parte 3. Accoglienza dei richiedenti asilo
Una volta presentata la domanda di asilo, il richiedente ha diritto all'ATA (Allocation temporaire d'attente, V. sotto, il box L'ATA); quindi, viene assegnato a un CADA (Centre d'accueil pour demandeurs d'asile, V. sotto), a seconda dei posti disponibili. In caso di rifiuto dell'accoglienza nel centro proposto dalla prefettura, il richiedente perde diritto anche all'ATA.
In caso invece di indisponibilità di posti nei CADA, il richiedente viene inserito in una lista di attesa e può chiedere alloggio in un centro di accoglienza emergenziale (hébergement d'urgence), se disponibile. Nel frattempo, beneficia dell'ATA.
E' importante sottolineare che l'accesso all'accoglienza è possibile solo per chi ha formalmente depositato una domanda di asilo alla préfecture. Come abbiamo detto nella parte 2-Avvio della procedura, il tempo necessario per ottenere un domicilio (a sua volta necessario per formalizzare la propria domanda di asilo) può arrivare fino a 5 mesi: durante questo lungo periodo di tempo le persone rimangono del tutto prive di accoglienza, finendo così per dipendere in tutto dalle associazioni caritatevoli.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 07:14
La Relazione della Commissione europea sul Piano d'azione sui minori non accompagnati
Il 28 settembre la Commissione ha pubblicato la "Relazione intermedia relativa all'attuazione del Piano d'azione sui minori non accompagnati" (MNA).
E' un documento molto interessante ai nostri fini, così come il Documento di lavoro dello staff della Commissione che lo accompagna e che contiene – fra le altre cose – una serie di dati e un elenco di progetti finanziati in questo campo dall'Unione europea negli Stati membri o in Paesi terzi.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 21:34
Etichette: Commissione europea, Corte di giustizia, Minori
Asilo negli Stati europei. FRANCIA - parte 1. I dati
Dati generali relativi al 2012 (Eurostat, 2013)
Richiedenti asilo: 60.560 (secondo Paese in Europa)
Principali nazionalità delle persone che hanno chiesto asilo: Russia (5.930), Repubblica Democratica del Congo (5.500), Sri Lanka (3.825)
Decisioni in prima istanza sulle domande di asilo: 59.800
Decisioni positive: 8.655 (di cui 7.120 status di rifugiato e 1.535 protezioni sussidiarie)
Percentuale decisioni positive in prima istanza: 14,5%
Rifugiati reinsediati: 130 (dato relativo al 2011)
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 06:51
Come funzionano i sistemi di asilo in altri Paesi - Asilo negli Stati europei
E' arrivato finalmente il momento di annunciare una bella novità a cui stavamo lavorando da qualche settimana.
Da oggi sul blog Asilo in Europa apriamo una nuova sezione, raggiungibile dalla banda superiore, chiamata “Asilo negli Stati europei”. La pagina contiene già la prima scheda, riguardante la Francia. A breve seguiranno le prossime.
Più d'un lettore ci ha fatto notare in questi mesi quanto sarebbe interessante andare a vedere come funzionano i diversi sistemi di asilo nazionali.
È vero infatti che i trattati parlano di “politica comune” dell'Unione in materia di asilo e di “Sistema europeo comune di asilo”. Ma è altrettanto vero che molte – si potrebbe dire anche troppe – differenze tuttora sussistono fra gli Stati membri. E, senza dubbio, alcune di queste sono destinate a rimanere anche una volta che si sarà conclusa la cosiddetta “seconda fase” della costruzione del Sistema europeo comune e nonostante l'attività dell'EASO.
Ciò deriva da varie ragioni, fra cui:
il fatto che le norme in materia di accoglienza, qualifiche, procedure siano contenute all'interno di Direttive, che peraltro lasciano un margine di manovra talvolta molto ampio agli Stati in fase di trasposizione nel diritto interno;
il fatto che, al di là delle norme, le prassi cambiano molto da Paese a Paese, per oggettive difficoltà, formazione, cultura, tradizione di asilo, sistemi sociali,..
Cosa ci proponiamo di fare dunque?
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 21:31
Etichette: Asilo negli Stati europei
Sentenza della Corte di Giustizia UE nella causa Cimade e Gisti - Una riflessione a partire dal caso italiano
Il 27 settembre la Corte di Giustizia UE ha emesso la sua sentenza nella causa Cimade e Gisti (C-179/11).
Si trattava di una richiesta di pronuncia pregiudiziale sull'interpretazione della Direttiva Accoglienza e, in particolare sull'ambito di applicazione di tale direttiva. Ci eravamo già occupati di questa causa un po' di tempo fa, allorché avevamo parlato dell'intervento dell'UNHCR nel procedimento. (V. nostro precedente post qui)
Con il post di oggi diamo conto della risposta della Corte, con la quale sostanzialmente i giudici riconoscono che le condizioni minime di accoglienza stabilite dalla Direttiva Accoglienza si devono applicare anche ai richiedenti asilo "Dublino", fino all'eventuale effettivo trasferimento nello Stato competente a decidere sulla loro domanda di asilo.
Proporremo poi una breve riflessione, a partire dal ragionamento svolto dall'Avvocato Generale nelle sue conclusioni presentate il 15 maggio 2012 e dal caso italiano.
Sono successe diverse cose negli ultimi giorni. Cerchiamo di riassumerle rapidamente qui, in attesa di pubblicare una serie di post più analitici.
Si tratta di notizie che abbiamo già pubblicato sulla pagina Facebook di Asilo in Europa, che vi invitiamo a visitare per essere sempre aggiornati, condividere i contenuti, lasciare vostri commenti,...
Grazie come sempre a chi vorrà segnalarci notizie o materiali che ci sono sfuggiti.
- La Commissione LIBE (Libertà civili, giustizia e affari interni) del Parlamento europeo ha dato il via libera all'accordo con il Consiglio sui nuovi testi del Regolamento Dublino II e della Direttiva Accoglienza. Si tratta di importanti passi in avanti verso il completamento della "seconda fase" del Sistema europeo comune di asilo. Si prevede che il Consiglio UE e il Parlamento europeo in plenaria approveranno definitivamente i nuovi atti entro la fine dell'anno.
Vai qui per il commento della Commissaria Cecilia Malmström.
- La Corte di Giustizia dell'UE ha recentemente emanato una sentenza su una richiesta di pronuncia pregiudiziale avanzata da un giudice francese in materia
di condizioni minime di accoglienza. Torneremo presto su questa causa (C-179/11). Per ora ci limitiamo a segnalarvi il comunicato stampa della Corte.
- ECRE ha chiesto agli Stati membri di astenersi dal rinviare in Ungheria, ai sensi del Regolamento Dublino, i richiedenti asilo precedentemente transitati per la Serbia. Vai qui per un articolo.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 09:16
Etichette: Asilo in Europa, Sistema europeo comune di asilo