Source: https://www.marioconca.it/autovelox-ss-96-richiesta-di-accesso-agli-atti-e-aggiornamenti/
Timestamp: 2019-11-16 22:00:58+00:00
Document Index: 4433905

Matched Legal Cases: ['art. 142', 'art. 208', 'art 142', 'art. 142', 'art. 208', 'art. 208']

#Autovelox SS 96 – #CorteDeiConti #Anas #Prefetto #Mit
Il comune di Grumo sta continuando imperterrito a multare gli automobilisti, stante il previsionale di bilancio che passa da 750 mila euro a 1 milione e 300 mila per il 2019. Pensano veramente di ripianare i debiti fuori bilancio, che ammontano a circa 6 milioni di euro, con i soldi, tra gli altri, di gravinesi, altmurani e materani? L’Anas è dormiente, il Prefetto Magno non risponde nonostante i solleciti, il Mit non interviene e la pubblica incolumità è sempre più a rischio. Tamponamenti e rallentamenti improvvisi sono all’ordine del giorno, a prescindere dalla presenza dei vigili che, peraltro, sono coperti dall’erba altissima che circonda la piazzola di sosta. La gente è cosi traumatizzata che frena comunque. Qualche giorno fa ho inviato una richiesta di accesso agli atti al comune grumese, e per conoscenza al Prefetto, all’Anas, al Ministero e alla Corte dei Conti, al fine di verificare il rispetto delle leggi in materia di utilizzo degli introiti, eventuali danni erariali e copia del Decreto autorizzativo rilasciato dal Prefetto per l’installazione della macchinetta mangiasoldi e mangiapunti. Pare, infatti, che manchi il decreto prefettizio che è indispensabile e propedeutico al posizionamento del trappolone mobile risana bilanci. Anas non può autorizzarne l’uso.
In calce la nota integrale, la battaglia continua…
formulo alcune riflessioni sulla questione multe, tra cui in particolare, quelle rivenienti dal’autovelox mobile che da anni posizionate nella piazzola di sosta, a mio parere come più volte ribadito in maniera impropria e pericolosa per la pubblica incolumità, sita sulla SS 96 nei pressi delle Tecnomec.
Gli articoli 208 e 142 del Codice della strada disciplinano la destinazione degli incassi riconducibili alle sanzioni amministrative.
In particolare il comma 1 dell’articolo 208 del Codice della strada stabilisce che i proventi delle multe sono devoluti ai comuni, quando le violazioni sono accertate da funzionari, ufficiali ed agenti dei comuni.
Il comma 4 del suddetto articolo introduce un vincolo nella destinazione di spesa di tali proventi.
Nel dettaglio è stabilito che di queste somme complessive un 50% è di libera disposizione del Comune che lo ha incassato e un altro 50% che è invece vincolato per legge a determinati usi. Ed esattamente:
a) in misura non inferiore a un quarto della quota, a interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, dimessa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell’ente;
Infine il comma 4 dispone che “Gli enti di cui al secondo periodo del comma 1 determinano annualmente, con delibera della giunta, le quote da destinare alle finalità di cui al comma 4. Resta facoltà dell’ente destinare in tutto o in parte la restante quota del 50 per cento dei proventi alle finalità di cui al citato comma 4.
L’art. 142 del Codice della strada disciplina poi il caso relativo alle contravvenzioni elevate in violazione ai limiti di velocità, stabilendo anche per queste un vincolo nella destinazione della spesa ed una eventuale attribuzione di una quota all’ente proprietario della strada ove fosse diverso da quello cui appartiene l’organo accertatore.
Tale criterio sancisce, diversamente dal precitato art. 208, una doppia titolarità di attribuzione dei proventi indicati che contempla non più il solo ente di appartenenza dell’organo accertatore, ma anche l’ente proprietario della strada sulla quale è stata rilevata la contravvenzione per superamento dei limiti massimi di velocità.
Il comma 12-quater, dello stesso articolo, prevede infine che “Ciascun ente locale trasmette in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell’interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all’anno precedente, l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza di cui al comma 1 dell’articolo 208 e al comma 12-bis dell’art 142, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento”.
Volendo sintetizzare, il Comune di Grumo Appula parrebbe aver previsto, nel bilancio di previsione 2018-2020, un introito di 750.000 euro. (Allegato)
Dunque, e mi riferisco all’anno 2017, è stata trasmessa ai ministeri la relazione di cui all’art. 142, comma 12 quater del Codice della strada (il termine era il 31 maggio 2018)?
Per il 2018, è stata trasmessa la relazione (il termine era il 31 maggio 2019) ?
E’ stata adottata la deliberazione di giunta comunale di cui al comma 4 dell’art. 208 per stabilire le quote da destinare alle finalità di cui al medesimo comma 4 per ognuno degli anni cui di riferiamo (mi riferisco agli anni 2017, 2018 e 2019) ?
Sussiste corrispondenza tra quanto stabilito dalle precedenti deliberazioni di giunta ed i bilanci consuntivi di riferimento ? Vale a dire, se nel 2018 ho deliberato di ripartire e destinare i proventi a finanziare certe tipologie di spese, questa destinazione, vincolata per legge, trova corrispondenza nel bilancio consuntivo riferito al medesimo anno?
Inoltre, e soprattutto, la norma cui facciamo riferimento, parla di proventi, cioè di quanto incassato.
Nella pratica i comuni affidano alcune attività a ditte specializzate in materia, mi riferisco alle attrezzature per la rilevazione delle infrazioni (autovelox) e per la gestione delle procedure di emissione delle multe (stampa, catalogazione, visure, postalizzazione, e tutta una serie di attività accessorie). E’ prassi dei comuni, considerare i proventi delle contravvenzioni al netto di tali oneri, prassi che però non trova copertura normativa.
Mi spiego meglio, il Comune di Grumo Appula ha previsto in bilancio un introito di 750.000 euro, se ne deduce che di tale quota 375.000 sia destinata a finanziare le attività di cui al comma 4 dell’art. 208. Nella delibera di riparto, e soprattutto a consuntivo, sussiste corrispondenza? E, soprattutto, la restante parte dei proventi a cosa è stata destinata? Quanto costa il servizio (cioè quanto paga il comune alle ditte esterne)?
Sul punto, una destinazione attribuita ai proventi, al netto delle spese connesse al rilevamento (spese noleggio autovelox), all’accertamento (software e banche dati) e alla notifica della violazione, nonché di quelle successive relative alla riscossione della sanzione, non può ritenersi condivisibile, considerando non solo la volontà espressa del legislatore, ma anche, e propriamente, la finalità della normativa in oggetto.
Alla luce di quanto sopra esposto, gradirei copia della documentazione amministrativa da cui si possa evincere se il dettato normativo sia stato ossequiato in ogni sua parte, al fine di scongiurare eventuali danni erariali e/o illegittimità. In copia ho volutamente inserito le Pec della Prefettura, dell’Anas, del Ministero dei Trasporti e della Corte dei Conti per sollecitare codesti enti alle verifiche del caso.
P.S. Nel link le precedenti comunicazioni inviate al Comune di Grumo Appula, Al Prefetto Magno e al Sottosegretario Gaetti:
https://www.marioconca.it/autovelox-ss-96-risposta-al-sindaco-di-grumo-appula/
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