Source: https://www.slideshare.net/cianrisp/alcolismo-lavoro
Timestamp: 2017-06-27 15:40:34+00:00
Document Index: 166600668

Matched Legal Cases: ['arto 16', 'art. 15', 'art. 111', 'art. 20', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 15', 'art. 5']

121 alcol stupefacenti e lavoro i...
Alcol e Lavoro in Friuli Venezia Giulia Pordenone 2009 Il lavoro in quota Dr. Valentino Patussi, Dott.ssa Anna Muran Dipartimento di Prevenzione S.C. Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di LavoroDocumento aggiornato al D.lgs. 106/09 Azienda per i Servizi Sanitari n° 1 “Triestina” 2.
un aspetto: g/l EFFETTI DELL’ALCOL A LIVELLI CRESCENTI DI ALCOLEMIA iniziale tendenza ad operare in modo più rischioso: riflessi leggermente 0,2 rallentati rallentano le capacità di vigilanza ed elaborazione mentale – le percezioni, i 0,4 movimenti o le manovre vengono eseguiti bruscamente con difficoltà di coordinazione si riduce la visione laterale – e’ ritardata la percezione degli ostacoli, della 0,5 segnaletica, degli stimoli sonori, luminosi e uditivi e della conseguente capacità di reazione. Non vi è percezione di aver raggiunto tale limite i movimenti e gli ostacoli vengono percepiti con notevole ritardo e la facoltà 0,6 visiva laterale è fortemente compromessa i tempi di reazione sono fortemente compromessi – l’esecuzione dei normali 0,7 comportamenti alla guida è priva di coordinamento, confusa e conduce sempre a gravi conseguenze si riduce la capacità di adattamento all’oscurità – e’ sensibilmente compromessa la valutazione degli ingombri stradali, delle traiettorie dei veicoli 0,9 e delle percezioni visive simultanee (per esempio di due veicoli se ne vede solo uno) il livello della capacità visiva e di attenzione ed i tempi di reazione diventano 1 assolutamente inadeguati – si manifesta chiaramente lo stato di ebbrezza caratterizzata da euforia e disturbi motori che rendono precario l’equilibrio lo stato di euforia viene sostituito da uno stato di confusione mentale e di >1 totale perdita della lucidità accompagnata da forte sonnolenza 3.
un aspetto:dopo l’assunzione di alcol, l’alcolemia raggiunge il suo piccomassimo entro 30/45 minuti a stomaco vuoto, 60-90 astomaco pieno, ma ciò è in relazione, oltre che al sesso dellavoratore e a fattori antropometrici dello stesso, anche allasituazione in cui opera, la fatica fisica ed il caldo modificanoperaltro la velocità di assorbimentoProblema dell’interazione con molti farmaci e dellasommazione dei rischi dovuti alla stanchezza e al sonno,con effetti rilevanti sul livello di vigilanza 4.
un aspetto:Principali effetti sul controllo posturale e sul movimentoabuso alcolico: alterazioni dell’equilibrio legato agli effettisull’apparato vestibolare dell’orecchio internoalcolismo cronico: situazione di conflitto tra equilibriodinamico e di movimento per gli effetti sui nuclei vestibolaried il cervelletto Aumento del rischio di cadute 5.
un altro aspetto: 6.
un altro aspetto: 7.
un altro aspetto: grazie a Orpelli, Chiarle e Lapel per le foto 8.
Parlare di alcol e lavoro …. non deve mai diventare una scusaLa sicurezza sul lavoro si base su una scala gerarchica diinterventi che non deve mai essere dimenticata: Sicurezza delle strutture  Sicurezza degli impianti  Sicurezza delle macchine  se permane un rischio residuo, utilizzo di idonei DPI  Sicurezza in funzione dei rischi trasversali • organizzazione del lavoro • salute dei lavoratori • fattori psicologici • fattori ergonomici • “condizioni di lavoro”, ecc. lavoro 9.
E’ l’elevato rischio, intrin-seco al lavorare in quota, cheaumenta in maniera espo-nenziale il rischio aggiuntivolegato all’assunzione dialcolici 10.
Le cadute dall’alto rappresentano il 2% delle forme diinfortunio sul lavoro in Friuli Venezia Giulia (dati INAIL biennio ′02 - ′03) 11.
.. ma rappresentano il 13% delle forme di infortunio sullavoro in Friuli Venezia Giulia.. che comportano lesionigravi (dati INAIL biennio ′02 - ′03) 12.
.. e il 20% delle forme di infortunio sul lavoro mortali inFriuli Venezia Giulia (dati INAIL biennio ′02 - ′03) 13.
% di eventi comportanti postumi permanenti tra le cadute dall’alto ed altre forme di accadimento 16 14,1 14 12 10,3 10 % 8 6,9 6 3,6 4 2 0 cadute dallalto investito da alla guida di totale non cadute dallalto su su su su 581 casi 224 casi 520 casi 17.294 casisu 17.875 eventi occorsi in provincia di Trieste nel periodo 2000-2006 – dati EpiWork 14.
COMPARTO COSTRUZIONI Infortunati I.I. italianiOccupati italiani italiani 1.021 110 10,8 Occupati non Infortunati non I.I. non italiani italiani italiani 212 47 22,0P < 0,000 dati medi 2001-2004 su 60 aziende campionate in F.V.G. 15.
COSTRUZIONI Belgio m igranti Germania 17% Francia Svizzera Canada Argentina India Bangladesh Nigeria Senegal italiani italiani Ghana 83% migranti Tunisia Algeria Marocco Romania Albania Macedoniaex Jugoslavia Bosnia Slovenia R. F. Jugosl. Croazia 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 % sugli occupati nel comparto 16.
COSTRUZIONI 2004Indicatori infortunistici in funzione di nati in Italia o all’estero ore n° gg. occupati I.I. I.F. I.G. equivalenti infortuni inabilitàitaliani 1.676 2.849.200 157 4.242 9,4 55,1 1,5stranieri 351 596.700 53 984 15,1 88,8 1,6 stranieri* 306 520.200 51 939 16,7 98,0 1,8complessivo 2.027 3.445.900 210 5.226 10,4 60,9 1,5*esclusi i nati in paesi europei, Argentina e Canada 17.
razza religione bianchi cattolicaConsumo alcolici neri musulmana Asia del sud induista Il 73% dei musulmani dichiara di essere astinente, a differenza del 30% soltanto dei cristiani. Ma esistono forti differenze tra i diversi paesi di religione musulmana 18.
sesso maschiConsumo alcolici ma spesso l’abitudine al consumo non è correlata alla frequenza dei problemi alcol-correlati femmine 19.
Area-nazione Cina: maschi 86% femmine: 26-36% Messico: maschi 70% femmine: 26-36%Consumo alcolici Namibia: maschi 61% femmine: 50% Nigeria: maschi 54% femmine: ?% India: maschi 21-38% femmine: 3% ma spesso l’abitudine al consumo non è correlata alla prevalenza dei “forti bevitori” e dei problemi alcol-correlati 20.
I Cinesi (e i Giapponesi) hanno una minore tolleranzaall’etanolo, per cui anche piccole quantità di alcolprovocano vasodilatazione con arrossamento del viso eaumento della frequenza cardiaca. Ciò in quanto vi èuna carenza di acetaldeide-deidrogenasi mitocondrialee l’accumulo di acetaldeide diventa tossico(analogamente all’effetto Antabuse, il disulfiram infatti inibiscel’acetaldeide-deidrogenasi) 21.
INFORTUNI PER CADUTA DALL’ALTO IN FUNZIONE DEL COMPARTO Costruzioni Servizi Non riportato Metalmeccanica Altro Trasporti Ind. del legno Commercio Ind. Alimentare Sanità 0 50 100 150 200 250 300 350 n° casi (dati INAIL biennio ′02 - ′03) 22.
“tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) 37,3 produzione circolazione attività di servizio immagazzinaggio 6,8 Costruzioni altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Prevalenza degli infortuni sul lavoro nelle diverse attività (dati INAIL biennio ′02 - ′03) 23.
“tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) produzione 26,0 circolazione attività di servizio immagazzinaggio Costruzioni 20,9 altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività, sul totale (dati INAIL biennio ′02 - ′03) 24.
“tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) 37,3 produzione 26,0 circolazione attività di servizio immagazzinaggio 6,8 Costruzioni 20,9 altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Prevalenza degli infortuni sul lavoro nelle diverse attività Prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività, sul totale (dati INAIL biennio ′02 - ′03) 25.
“tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) produzione 70 circolazione attività di servizio immagazzinaggio Costruzioni 308 altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Rapporto tra la prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività sulla prevalenza degli infortuni sul totale 26.
“tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) produzione circolazione attività di servizio immagazzinaggio Costruzioni altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Prevalenza degli infortuni sul lavoro nelle diverse attività Prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività, sul totale Rapporto tra la prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività sulla prevalenza degli infortuni sul totale 27.
Le forme di accadimentopiù frequenti negli eventimortali nel settore dellecostruzioni sono quelledella caduta dall’alto edell’incidente stradale 28.
I pochi studi in letteratura disponibili evidenziano, tra gliinfortuni mortali dovuti a cadute dall’alto nel settore delle costruzioni, una prevalenza del 9 - 9,5 % di infortunati che presentavano una alcolemia elevataColak et al. - Ind. Health, 2004Baker et al. - JAMA, 1982Shannon et al. - Am J Ind Med, 1993Missliwetz - Am J For Med Pat, 1995 29.
In letteratura le cadute dall’alto nel settore dellecostruzioni vengono riferite più frequenti tra i lavoratoricon esperienza inferiore all’anno, ma relativamente aglialtri lavori in quota non si sa quasi nulla 30.
Sarà una questione di prospettive… prospettive oppure..manca un denominatore utile araggruppare le altre lavorazionia rischio, perché distribuitesoprattutto tra piccole impresee lavoratori artigiani .. 31.
L’associazione tra infortuni(in generale) che hannocomportato lesioni midollarie assunzione di alcolici almomento dell’evento è bendocumentata, ed identifica laguida (66% degli eventi conevidenza di assunzione dialcolici) e le cadute dall’alto(33%) come cause principaliGarrison et al. - J Spinal Cord Med, 2006 32.
Cosa fare nell’ambito del contesto normativo attuale? 33.
Dunque..Il legislatore ha introdotto il divieto diassunzione e somministrazione di bevandealcoliche e superalcoliche nella attivitàlavorative che comportano un elevatorischio di infortuni sul lavoro ovvero per lasicurezza, lincolumità o la salute dei terzi, L. 125/01con la possibilità di effettuare controlli Conferenza Stato-Regionialcolimetrici ai lavoratori 16.3.2006 34.
Dunque..Il legislatore ha previsto che il datore di lavorovaluti tutti i rischi per la salute e sicurezza,programmi l’attivita’ di prevenzione, elimini irischi e, ove ciò non sia possibile, li riduca alminimo in base al progresso tecnico, effettui ilcontrollo sanitario dei lavoratori, allontani illavoratore dall’esposizione al rischio permotivi sanitari inerenti la sua persona e loadibisca, ove possibile, ad altra mansione, diauna informazione e formazione adeguata ailavoratori, ai dirigenti ai preposti e airappresentanti dei lavoratori per la sicurezza…. D. Lgs. 81/2008 35.
Dunque..i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoropossono essere effettuati esclusivamentedal medico competente, ovvero dai medicidel lavoro dei servizi per la prevenzione e lasicurezza negli ambienti di lavoro confunzioni di vigilanza L. 125/01 36.
Dunque..La sorveglianza sanitaria è effettuata dalmedico competente:Le visite mediche comprendono gliesami clinici e biologici e indaginidiagnostiche mirati al rischio ritenutinecessari dal MC. Nei casi ed allecondizioni previste dall’ordinamento levisite sono altresì finalizzate alla verificadi assenza di condizioni di alcoldipendenza e di assunzione di sostanzepsicotrope e stupefacenti D. Lgs. 81/2008 37.
Dunque..La sorveglianza sanitaria è effettuata dalmedico competente:4.bis Entro il 31 dicembre 2009, con accordo in 2009 Conferenza Stato - Rgioni, e gioni adottato previa consultazione delle parti sociali, vengono rivisitate le condizioni e le modalita’ per l’accertamento della tossicodipendenza e della alcol dipendenza. dipendenza D. Lgs. 81/2008 38.
Dunque..Tra le attività lavorative che comportano unelevato rischio di infortuni sul lavoro ovveroper la sicurezza, l’incolumità o la salute deiterzi ai fini del divieto di assunzione e disomministrazione di bevande alcoliche esuperalcoliche, ai sensi dell’art. 15 dellalegge 30 marzo 2001, n. 125, l’accordoStato-Regioni fa rientrare tutte le mansioni L. 125/01che prevedono attività in quota, oltre i due Conferenzametri di altezza Stato-Regioni 16.3.2006 39.
Dunque..Tale obbligo viene ribadito nel D.lgs. 81/08,all’art. 111, comma 8, relativamente allaprevenzione degli infortuni sul lavoro nellecostruzioni e nei lavori in quota : “il datoredi lavoro dispone affinché sia vietatoassumere e somministrare bevandealcoliche e superalcoliche ai lavoratoriaddetti ai cantieri temporanei e mobili e ailavori in quota” D.lgs. 81/08 40.
Dunque..la valutazione dei rischi dovrà pertantoanalizzare complessivamente le lavorazionisvolte e valutare se, in caso del rischioaggiuntivo legato alla condizione di abuso oalcoldipendenza dei lavoratori addetti, vipossano essere conseguenze per ilavoratori interessati o per soggetti terzi(lavoratori e non) D.lgs. 81/08 41.
Dunque..se vi sono lavorazioni che prevedono lavoriin quota, oltre i 2 metri, le stesse vannodescritte e devono essere indicati i lavoratoriespostiIn caso di lavori nel settore costruzioniriportare tali informazioni nei documenti dicantiere (POS, PiMUS) e/o delle interferenze(DUVRI) D.lgs. 81/08 42.
Dunque.. analisi retrospettiva degli eventi a potenziale rischio infortunistico (c.d. “eventi mancati”) e infortuni occorsi, con potenziale attribuzione (anche parziale, come cofattore) al rischio legato ad eventuali condizioni di alcoldipendenza od abuso alcolico dei lavoratori. contributo del medico competente, sulla base delle anamnesi raccolte e dei risultati degli accertamenti svolti nell’ambito della sorveglianza sanitaria (in forma anonima, collettiva) D.lgs. 81/08 43.
Dunque.. effettuare l’informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti, dei Rappresentanti dei lavoratori e dei lavoratori stessi. disporre la proibizione in azienda dell’assunzione, somministrazione, distri- buzione e vendita di alcolici, dandone informazione a tutti i lavoratori D.lgs. 81/08 44.
Dunque..vietare l’assunzione e somministrazione dialcolici anche nelle mense, nonostante ciòsia ancora possibile ai sensi dell’AllegatoIV, del D.lgs. 81/08 : 1.11.3.2. E vietata la somministrazione di vino, di birra e di altre bevande alcooliche nellinterno dellazienda. 1.11.3.3. E tuttavia consentita la somministrazione di modiche quantità di vino e di birra nei locali di refettorio durante lorario dei pasti. D.lgs. 81/08 45.
Dunque..L’obbligo per i lavoratori di sottoporsi alcontrollo alcolimetrico deriva non solo dallaL. 125/2001, ma soprattutto dalD.Lgs. 81/2008 art. 20, comma 2 lett. b) e i)I lavoratori devono in particolare:“Osservare le disposizioni e le istruzioniimpartite dal datore di lavoro, dai dirigenti edai preposti ai fini della protezione collettivae individuale”“Sottoporsi ai controlli sanitari previsti dalpresente decreto o comunque disposti dal L. 125/01medico competente” D.lgs. 81/08 46.
Dunque..nota formale ai lavoratori affinche’ nonassumano alcolici, neppure prima di iniziareil lavoro o durante le pause pranzo, in quantociò comporta un rischio aggiuntivo.Ribadire in tale documento che il medicocompetente ha facoltà di effettuare controllialcolimetrici e che il riscontro di livelli elevatidi alcol può comportare un’allontanamento L. 125/01dalla mansione e procedimenti disciplinari D.lgs. 81/08 47.
Dunque.. valutare, nell’ambito delle lavorazioni presenti in azienda, oltre che quelle a rischio anche quelle potenzialmente non a rischio (se presenti), al fine di collocarvi utilmente i lavoratori che risultassero portatori di problemi alcol correlati individuare le figure del Sistema di Gestione e Sicurezza del Lavoro (SGSL), formate, referenti per il problema, definendo gli strumenti della loro specifica attività e la tracciabilità delle loro azioni. L. 125/01 D.lgs. 81/08 48.
Dunque..Definire una specifica procedura, condivisa,che preveda che la richiesta di interventodel medico competente possa essereeffettuata o dal Datore di lavoro o da undirigente delegato e formatospecificamente, possibilmente sulla base dicriteri proposti dagli SPSAL e dai Servizi diAlcologia delle A.S.S. regionali L. 125/01 49.
Dunque..Il preposto secondo le sue attribuzioni ecompetenze deve sovrintendere e vigilaresulla osservanza da parte dei singolilavoratori dei loro obblighi di legge, nonchédelle disposizioni aziendali in materia disalute e sicurezza sul lavoro.. ed in caso dipersistenza dell’inosservanza, informare iloro superiori diretti D.lgs. 81/08 50.
elementi sulla base dei quali può essere ipotizzatauna situazione di abuso alcolico o dipendenza:  alito “alcolico”  ha portato alcolici in azienda  e’stato visto bere alcolici sul lavoro o in pausa pranzo Fascia A  difficoltà di equilibrio  evidente incapacità a guidare un mezzo  si addormenta sul posto di lavoro senza riuscire a restare sveglio anche se richiamato  tremori agli arti superiori 51.
elementi sulla base dei quali può essere ipotizzatauna situazione di abuso alcolico o dipendenza:  Incapacità a comprendere un ordine semplice  difficoltà a parlare  instabilità emotiva Fascia B  ha provocato incidenti-infortuni con modalità ripetute  assenteismo  almeno tre assenze dal lavoro al rientro dal week-end 52.
elementi sulla base dei quali può essere ipotizzatauna situazione di abuso alcolico o dipendenza:  ridotta capacità ad eseguire lavorazioni fini  calo del rendimento Fascia C  disattenzione  ripetuti allontanamenti dalla postazione lavorativa  litigiosità con i colleghi di lavoro  frequenti ritardi all’entrata 53.
elementi sulla base dei quali può essere ipotizzatauna situazione di abuso alcolico o dipendenza:richiedere la valutazione del medicocompetente con: A un elemento della fascia A o B due elementi della fascia B o C tre elementi della fascia C 54.
Dunque..ricordiamo anche l’art. 54 del C.P.:“Non è punibile chi ha commesso il fattoper esservi stato costretto dalla necessitàdi salvare sé od altri dal pericolo attuale diun danno grave alla persona, pericolo da luinon volontariamente causato, né altrimentievitabile, sempre che il fatto siaproporzionato al pericolo. Questadisposizione non si applica a chi ha unparticolare dovere giuridico di esporsi alpericolo.…” art. 54 C.P. 55.
Dunque..ricordiamo anche l’art. 40 del C.P.:“Nessuno può essere punito per un fattopreveduto dalla legge come reato, selevento dannoso o pericoloso, da cuidipende la esistenza del reato, non econseguenza della sua azione odomissione. Non impedire un evento, che siha lobbligo giuridico di impedire, equivalea cagionarlo” art. 40 C.P. 56.
Legge 30 marzo 2001, n. 125Legge quadro in materia di alcol e di problemialcolcorrelati Aspetti critici La L. 125/01 non prevede una soglia relativa al livello di alcolemia rilevata, prevedendo come reato l’assunzione e la somministrazione. Più correttamente il codice della strada identifica come rischio la concentrazione di alcol nel sangue ed individua per chi guida, come compromesso, la soglia di alcolemia di 0,5 g/l, consentendo cioè l’assunzione di modeste quantità di bevande alcoliche. Tale soglia peraltro è in via di revisione e abbassamento. 57.
Legge 30 marzo 2001, n. 125Legge quadro in materia di alcol e di problemialcolcorrelati Aspetti critici Ma gli effetti dell’alcol sull’organismo umano, in termini di diminuzione dei riflessi e della percezione del rischio, iniziano a bassissimi livelli di alcolemia, ed è per tale ragione che la tolleranza del risultato non può che essere zero. L’effettuazione dei controlli alcolimetrici è uno strumento per verificare l’effettivo rispetto del divieto di assunzione 58.
Legge 30 marzo 2001, n. 125Legge quadro in materia di alcol e di problemialcolcorrelatiEffettuazione dei controlli alcolimetriciE’ bene effettuare i controlli alcolimetrici non prima di 3-4 oredall’inizio del turno lavorativo o verso la fine dello stesso, perchéun’eventuale positività sarà inevitabilmente legata adun’assunzione di alcol dopo l’inizio del lavoro, per evitarecontenziosi, basati sul fatto di aver assunto alcolici prima diintraprendere l’attività a rischio. 59.
PROTOCOLLO DI INTERVENTOLAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICOCoinvolgimento del MC che attiva un colloquio con illavoratore ed eventuale valutazione alcolimetrica (solonei casi previsti dall’art. 15 della L.125/01).Il MC comunque attiva la rete dei referenti (MMG,Alcologia, SPSAL, etc.) per favorire il percorso di cura.Laddove non sia previsto il medico Competente taleazione dovrebbe essere svolta dal MMG e/o dallo SPSAL 60.
PROTOCOLLO DI INTERVENTOLAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICOSe il lavoratore rifiuta di sottoporsi all’esame alcoli-metrico in presenza di evidenti segni di abuso alcolico enon intende aderire ad un percorso di cura è possibile larichiesta della valutazione ex art. 5 della L.300/70Il lavoratore può essere allontanato dal lavoro solo dalDatore di lavoro e dal dirigente delegato (CCNL, D.Lgs.81/08, L.125) in accordo con il MC e/o lo SPSAL 61.
PROTOCOLLO DI INTERVENTOIN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICOQuindi se il medico competente ritiene il lavoratore incondizioni di non poter essere adibito al lavoro in quotadeve informare il datore di lavoro od il dirigenteincaricato al fine di allontanare il lavoratore dallamansione e dovrebbe attivare la “rete”, cioe’ l’equipeinterdisciplinare al fine di garantire, con o senza ilpassaggio attraverso un giudizio d’idoneità, la “presa incarico” terapeutica e riabilitativa 62.
PROTOCOLLO DI INTERVENTOLAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICONel tempo che intercorre fra il sospetto di una condizionedi abuso alcolico e la presa in carico del lavoratore, lostesso deve essere adibito a mansioni che noncomportano rischi aggiuntivi derivanti dal proprio stato disalute, individuate in collaborazione con il datore dilavoro ed il S.P.P. aziendale.In assenza di tale tipo di mansioni e/o se ritenutopossibile dal MMG, il lavoratore può essere sospeso dallavoro 63.
Grazie dell’attenzione.. Recommended
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