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Timestamp: 2018-04-19 18:15:35+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.19', 'art.208', 'art.216']

Regione Abruzzo D.Lgs.151/05 RAEE. Dott. Franco Gerardini Regione Abruzzo Servizio Gestione Rifiuti - PDF
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Giacinto Romagnoli
1 D.Lgs.151/05 RAEE Dott. Franco Gerardini Servizio Gestione Rifiuti
2 La gestione integrata dei rifiuti Criticità del sistema regionale di gestione dei rifiuti la L.R.83/00 (contenente il PRGR) non recepisce le normative più recenti (es. DLgs.36/03, DLgs.209/03, DLgs.133/05, DLgs.59/05, DLgs.151/05, DLgs.182/05,..etc). Recentemente introdotte modifiche con la L.R.27/06 Disposizioni in materia ambientale ; esiste un eccessiva frammentazione dell architettura del sistema istituzionale di governo (n.14 consorzi intercomunali); squilibri territoriali e differenze operative e gestionali anche tra aree contigue; criticità nel sistema di regolazione dei costi (es. tariffe di conferimento agli impianti, TARSU-TIA),..etc.); basse performance ambientali; aumento della produzione dei rifiuti; l 85% dei rifiuti viene smaltito in discariche; i sistemi di RD sono basati su modelli organizzativi inefficienti (< 10% dei comuni con sistemi RD domiciliari); insufficiente livello (gap) tecnologico ed impiantistico (n.4 impianti attivi di trattamento dei rifiuti); assenza di strategie gestionali di filiera (Inerti, PFU,..etc); settore economicamente rilevante e di crescente interesse.
3 L EVOLUZIONE DEL QUADRO NORMATIVO E DELLA PIANIFICAZIONE DEI RIFIUTI IN ABRUZZO 1997 D.Lgs. 22/ L.R. 83/2000 e Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) 2003 D.G.R. 837/03 di proposta aggiornamento LR. 83/03 (DGR decaduta) 2004 D.G.R. 30/04 di approvazione Piani Provinciali di Gestione Rifiuti 2005 D.G.R. 1242/05 di definizione linee ispiratrici nuovo PRGR 2006 nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Con la nuova legislatura, la ha deciso di aggiornare la pianificazione regionale in materia di gestione dei rifiuti, ritenendo la L.R. 83/00, pur attuale in molte parti del suo articolato, complessivamente superata. Con questa finalità è stata emanata la DGR n.1242 del 25/11/05 nella quale si sono delineate le linee ispiratrici (criteri ed indirizzi) del nuovo PRGR.
4 Caratterizzazione della produzione di rifiuti urbani Quantificazione Si evidenzia come l Abruzzo sia stato interessato negli ultimi anni da una crescita dei rifiuti prodotti notevolmente più accentuata della media delle altre Regioni. E di particolare importanza il prevedere uno sviluppo delle azioni di Piano che consenta il perseguimento dell obiettivo di contenimento alla fonte della produzione di rifiuti, in coerenza con le priorità per la corretta gestione dei rifiuti definite a livello nazionale ed europeo.
5 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti LO STATO DI FATTO DEL SISTEMA GESTIONALE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI - LE RACCOLTE DIFFERENZIATE - LO SMALTIMENTO Produzione Rifiuti Urbani nelle Province dal 2002 al 2005 Provincia Anno Abitanti Totale RU Prodotti (t/anno) % rispetto al totale regionale Produzione RU pro capite (kg/ab/a) RU avviati alla RD (t/anno) % RU avviati alla RD RU indiff. a smaltimento (t/anno) n t/anno % kg/ab*anno t/anno % t/anno 2002 a ,0% 469, ,1 9,3% ,9 L'Aquila 2003 a ,3% 494, ,2 9,8% , a ,8% 510, ,1 9,7% , b ,7% 518, ,2 9,2% , a ,0% 550, ,5 17,3% ,5 Teramo 2003 a ,2% 550, ,1 19,2% , a ,1% 574, ,9 21,2% , b ,2% 579, ,8 24,1% , a ,0% 429, ,0 5,9% ,0 Pescara 2003 a ,8% 476, ,5 6,0% , a ,5% 518, ,0 11,0% , b ,7% 508, ,0 13,0% , a ,0% 475, ,8 9,7% ,2 Chieti 2003 a ,6% 472, ,0 9,7% , a ,7% 499, ,4 17,8% , b ,3% 519, ,6 15,8% , a ,0% 480, ,4 10,8% ,6 Abruzzo 2003 a ,0% 496, ,8 11,3% , a ,0% 525, ,4 15,2% , b ,0% 530, ,5 15,7% ,3 Note: a: dati da Rapporto sullo stato dell ambiente in Abruzzo 2005, ARTA, e da Rapporto rifiuti 2004, APAT. b: elaborazione dei dati forniti dagli Osservatori Rifiuti Provinciali di L Aquila, Teramo, Pescara e Chieti.
6 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti LO STATO DI FATTO DEL SISTEMA GESTIONALE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI - LE RACCOLTE DIFFERENZIATE - LO SMALTIMENTO LE DINAMICHE A LIVELLO PROVINCIALE % Raccolta Differenziata sul totale dei RSU prodotti 25% 24,1% 21,2% 20% 15% 10% 19,2% 17,3% 10,8% 11,3% 9,3% 9,7% 9,8% 9,7% 9,7% 17,8% 15,2% 11,0% 9,2% 15,7% 13,0% 15,8% 5,9% 6,0% 5% 0% L'Aquila Teramo Pescara Chieti Abruzzo
7 LO STATO DI FATTO DEL SISTEMA GESTIONALE L EVOLUZIONE DELLE RACCOLTE DIFFERENZIATE Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Raccolta differenziata nel 2005 Tessili 2% Altre raccolte 12% Frazioni umide 32% Carta e cartone 26% Frazioni umide Carta e cartone Vetro Metalli e alluminio Plastica Legno Tessili Altre raccolte Legno 4% Plastica 4% Metalli e alluminio 8% Vetro 12%
8 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti La produzione totale di rifiuti speciali in Abruzzo La produzione complessiva di rifiuti speciali in Regione ammonta nel 2004 a t, delle quali t (93% del totale), costituite da rifiuti speciali non pericolosi e t (7% del totale) da rifiuti speciali pericolosi. La produzione a livello provinciale è così ripartita: t in provincia di Chieti (41% della produzione totale); t in provincia di Teramo (29% della produzione totale); t in provincia di L Aquila (17% della produzione totale); t in provincia di Pescara (11% della produzione totale). Si nota che in tutte le province, eccetto Pescara, i rifiuti del settore manifatturiero superano il 51% del totale; a Pescara raggiungono il 32,6% quasi alla pari con rifiuti del settore costruzioni (F) che arrivano al 31,6% del totale. A livello di singole province, spicca per quanto riguarda la produzione di rifiuti pericolosi il quantitativo associato in provincia di Chieti con impianti che trattano o smaltiscono rifiuti: oltre t/a, corrispondenti a ca. ¼ del totale dei rifiuti pericolosi prodotti in regione.
9 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti La produzione totale di rifiuti speciali per categoria CER
10 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti LA GESTIONE DI PARTICOLARI CATEGORIE DI RIFIUTI SPECIALI Il nuovo PRGR includerà indicazioni su alcune tipologie di rifiuti, di particolare interesse in funzione anche delle loro caratteristiche di pericolosità o degli ingenti quantitativi in gioco, quali: amianto; imballaggi da G.D.O.; rifiuti sanitari; rifiuti agricoli;. fanghi di dragaggio; veicoli fuori uso; pneumatici; RAEE; rifiuti inerti fanghi di depurazione PCB/PCT Per queste tipologie di rifiuti vi sono opportunità di miglioramento dei sistemi di intercettazione e raccolta e di recupero o smaltimento. Per diverse delle problematiche relative alla gestione di tali flussi, la Regione ha attivato specifici Studi ed approfondimenti (gestione rifiuti agricoli, rifiuti inerti, rifiuti sanitari, rifiuti contenenti PCB)
11 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Obiettivi del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Il disegno della futura gestione dei rifiuti delinea la necessità di conseguire complessivamente migliori prestazioni ambientali; l obiettivo di una maggiore sostenibilità ambientale dovrà essere progressivamente conseguito grazie allo sviluppo di azioni che interesseranno l intera filiera della gestione dei rifiuti sulla base di priorità di intervento definite dalla normativa. Il nuovo PRGR dovrà prevedere una gestione integrata del ciclo dei rifiuti che includa il complesso delle azioni volte a: conseguire una riduzione della produzione di rifiuti e della loro pericolosità; aumentare i livelli di intercettazione delle frazioni recuperabili dai rifiuti (priorità alle attività di riciclaggio); prevedere, per una quota parte del rifiuto prodotto, il recupero di energia dei rifiuti residui non altrimenti riciclabili; minimizzare il ricorso a discarica per i rifiuti non trattati e trattati; garantire l utilizzo di tecnologie di trattamento e smaltimento più appropriate alla tipologia di rifiuto; favorire lo smaltimento dei rifiuti in luoghi prossimi a quelli di produzione; dotarsi di strategie gestionali di filiera in collaborazione con i soggetti interessati; attuare programmi di comunicazione ed educazione ambientale.
12 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Azioni per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e di sostenibilità ambientale della gestione dei rifiuti Azioni (piani, programmi, direttive,..etc) che la Regione intende sostenere sono: programma regionale per la prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti (accordi volontari, promozione GPP,..etc); proporre un piano straordinario per promuovere la diffusione delle raccolte differenziate e per la realizzazione di un sistema regionale di stazioni ecologiche e centri di raccolta (attraverso l utilizzo di risorse economiche specifiche, fondi DOCUP e Piano Triennale); le azioni di sviluppo del compostaggio domestico, che in contesti non urbanizzati riveste un importanza fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di recupero, contribuendo anche al conseguimento di numerosi altri obiettivi ben più generali rispetto alla programmazione sui rifiuti, collegati con gli obiettivi di sostenibilità ambientale; lo sviluppo del recupero e riutilizzo delle Frazioni Organiche Stabilizzate (FOS) provenienti dal trattamento meccanico e biologico dei rifiuti, da destinarsi a interventi di ripristino ambientale (elaborata una direttiva tecnica); lo sviluppo del compostaggio di qualità, finalizzato alla produzione di compost da destinarsi a usi agronomici e a interventi di tutela della fertilità dei suoli (la ha al riguardo in corso la definizione di una Legge Regionale); l opportunità dell utilizzo dei rifiuti non altrimenti riciclabili per recupero energetico inteso come attività complementare e non sostitutiva del riciclaggio (utilizzo CDR e/o bioessiccato a valle dei trattamenti); elaborazione e gestione di piani di settore per particolari categorie di rifiuti (Inerti, RUB, PFU, Rifiuti sanitari, RAEE, CDR,..etc);
13 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti CRITERI E INDIRIZZI PER LA REVISIONE E L AGGIORNAMENTO DELLA PIANIFICAZIONE REGIONALE Riorganizzazione sistema amministrativo conformare la gestione alla responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti, perseguendo l economicità, l efficienza e l efficacia; assicurare una gestione unitaria dei RU all'interno di ciascun ATO superando la frammentazione istituzionale e della gestione (Province); riorganizzare le competenze e favorire la cooperazione tra i livelli istituzionali valorizzando la concertazione (utilizzo di accordi, contratti di programma e protocolli d intesa); prevedere direttive ai fini della chiara ed uniforme applicazione della normativa e per promuovere una funzionale semplificazione amministrativa; definire un metodo standard per il calcolo e la valutazione dei risultati di RD attraverso l organizzzione di un sistemadi monitoraggio dati (ORR, ARTA, e ORP); prevedere la stima dei costi delle operazioni di gestione inclusi gli investimenti; predisporre un sistema sanzionatorio e strumenti di ecofiscalità ; promuovere l applicazione del sistema tariffario (T.I.A.).
14 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali per la gestione dei RU ARTICOLAZIONE DEGLI ATO (PROPOSTA PRGR )
15 Prime ipotesi di sviluppo della gestione dei rifiuti Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Sono stati disegnati i possibili scenari per una valutazione della futura evoluzione del sistema gestionale contenimento della produzione di rifiuti (- 2% rispetto ai livelli registrati nell anno 2005); sviluppo dei servizi di raccolta tali da conseguire obiettivi di recupero-riciclo, coerenti con le indicazioni del recente Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani Biodegradabili (RD 35% all anno 2008, RD 45% anno 2009, RD 55% anno 2011); valorizzazione dell impiantistica pubblica esistente ed accelerazione della costruzione di nuovi impianti (RD) e supporto degli impianti privati già esistenti (imp. compost di qualità); proposte di realizzazione di nuovi impianti (RUI), sia per la fase transitoria (impianti mobili di trattamento) sia per la fase a regime (bioessiccazione e recupero energetico); valorizzazione delle opportunità di avvio a recupero energetico di Combustibili Derivati da Rifiuti (CDR) in impianti industriali non dedicati (cementifici); valutazione di possibili opportunità di ulteriore avvio a valorizzazione energetica di flussi di rifiuti pretrattati, anche attraverso lo sviluppo prioritario di sinergie con realtà extra Regione (in corso contatti); razionalizzazione del sistema di smaltimento (discariche) esistenti sul territorio e valutazione di eventuali nuove realizzazioni.
16 D.Lgs.151/05 - RAEE Le finalità dichiarate dal D.Lgs.151/05 sono: FINALITA prevenire la produzione dei RAEE; promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE per limitarne lo smaltimento; migliorare sotto il profilo ambientale l intervento di tutti i soggetti partecipanti la ciclo di vita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche; ridurre le sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Come saranno gestiti i RAEE Raccolta Trattamento Recupero? Si prevedono difficoltà operative?
17 D.Lgs.151/05 - RAEE AMBITO DI APPLICAZIONE Art. 2, comma 1 - All. 1 A 4. Grandi elettrodomestici 5. Piccoli elettrodomestici 6. Apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni 7. Apparecchiature di consumo 8. Apparecchiature di illuminazione 9. Strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni) 10. Giocattoli ed apparecchiature per lo sport ed il tempo libero 11. Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infettati) 12. Strumenti di monitoraggio e controllo 13. Distributori automatici L elenco è esemplificativo e non esaustivo
18 D.Lgs.151/05 - RAEE FLUSSI RAEE RAEE provenienti dai nuclei domestici (art.3, lett. o) I RAEE originati dai nuclei domestici ed i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e per quantità, a quelli originati dai nuclei domestici. In base all origine: rifiuti urbani RAEE originati dai nuclei domestici; rifiuti speciali RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo A loro volta divisi in: RAEE pericolosi (la maggioranza) RAEE non pericolosi RAEE professionali (art.3. lett. p) I RAEE prodotti dalle attività amministrative ed economiche, diversi da quelli di cui alla lett.o) RAEE storici (art.3 lett. q) I RAEE derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato prima del 13 agosto 2005
19 D.Lgs.151/05 - RAEE FLUSSI RAEE dopo RAEE provenienti dai nuclei domestici (art.3, lett. o) Centri di raccolta RAEE a carico del pubblico (obbligatori) cittadini aziende distributori Impianti di trattamento e recupero a carico dei produttori: trasporto dal CR trattamento e recupero Centri di raccolta RAEE privati organizzati dal produttore cittadini aziende distributori RAEE professionali (art.3, lett.p) Aziende Centri di raccolta privati o pubblici convenzionati (a carico dei produttori) Impianti di trattamento e recupero (a carico dei produttori sistema individuale e collettivo)
20 D.Lgs.151/05 - RAEE FLUSSI RAEE RAEE provenienti dai nuclei domestici (art.3, lett. o) I RAEE originati dai nuclei domestici ed i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e per quantità, a quelli originati dai nuclei domestici. In base all origine: rifiuti urbani RAEE originati dai nuclei domestici; rifiuti speciali RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo A loro volta divisi in: RAEE pericolosi (la maggioranza) RAEE non pericolosi RAEE professionali (art.3. lett. p) I RAEE prodotti dalle attività amministrative ed economiche, diversi da quelli di cui alla lett.o) RAEE storici (art.3 lett. q) I RAEE derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato prima del 13 agosto 2005
21 D.Lgs.151/05 - RAEE Cosa cambia con il D.Lgs.151/05 GESTIONE DEI FLUSSI RAEE I RAEE devono essere raccolti in modo differenziato per essere recuperati. No allo smaltimento in discarica Per comunicare tale messaggio è stato previsto l obbligo d contrassegnare con un marchio gli AEE immessi sul mercato dopo il Il distributore deve ritirare gratuitamente il RAEE a fronte di un acquisto di un nuovo apparecchio equivalente Entro il I Comuni/Consorzi devono istituire centri di raccolta per il conferimento gratuito dei RAEE domestici compresi quelli di altra origine ma analoghi per natura e quantità E a carico del servizio pubblico il costo di organizzazione dei sistemi di RD adeguati, accessibili e funzionali I Produttori possono organizzare sistemi di raccolta RAEE domestici e devono organizzare sistemi di raccolta di RAEE professionali
22 D.Lgs.151/05 - RAEE COSTI DI RACCOLTA DAL CENTRO DI RACCOLTA TRATTAMENTO E RECUPERO RAEE STORICI RAEE dopo RAEE DOMESTICI produttori sul mercato produttore in base al marchio al momento del trattamento in proporzione alle rispettive quote di mercato RAEE NON DOMESTICI a. produttore che fornisce AEE produttore in base al marchio equivalente b. utenti I
23 D.Lgs.151/05 - RAEE DATI GESTIONALI RAPPORTO RD - DATI 2005 t/a % sul tot RD Kg/ab/a BENI DUREVOLI/RAEE 2.192, ,68 INGOMBRANTI (CER ) 6.175, Obiettivo UE nel 2008 RD 4 Kg/ab/a di RAEE domestici I
24 D.Lgs.151/05 - RAEE ELENCO IMPIANTI Piattaforma di trattamento di valenza interregionale Coop Ambiente 2000 Roseto degli Abruzzi (Abruzzo Molise e Puglia (Prov. Foggia) (ex artt.31 e 33 D.Lgs.22/97) Impianti di trattamento - n.2 (ex artt. 27 e 28 D.Lgs.22/07) CIRSU SpA Notaresco (TE) Autorizzato (potenzialità t/a) Ecoltecnica S.r.l. Roseto degli Abruzzi (TE) Autorizzato (potenzialità t/a) Piattaforme di Tipo A e B - n.6 (ex artt. 27 e 28 D.Lgs.22/07) Provincia di Teramo n. 1 Provincia di L Aquila n. 2 Provincia di Chieti n. 2 Provincia di Pescara n. 1 Impianti di stoccaggio - n.16 (ex artt. 27 e 28 D.Lgs.22/07) (CER e * e ) Provincia di Te n. 4 Provincia di L Aquila n. 0 Provincia di Chieti n. 9 Provincia di Pescara n. 3 Vi sono imprese con iscrizioni ai sensi degli ex artt. 31 e 33 del D.Lgs.22/07 e con CER riferibili ai RAEE, alcune delle quali hanno chiesto l adeguamento ai sensi della legge Lunardi n.9
25 D.Lgs.151/05 - RAEE PROBLEMI APPLICATIVI ED INDICAZIONI REGIONALI Programmazione regionale 1. La normativa sui RAEE fa riferimento ad autorizzazioni impiantistiche per attività di trattamento di recupero e non per i centri di raccolti Regime autorizzativo 2. I centri di raccolta comunali e consortili sono dimensionati esclusivamente per RAEE domestici Necessità di adeguamento per garantire ricettività sufficiente 3. Mancato ritiro da parte dei centri di trattamento Come garantire in tempi accettabili il ritiro dei RAEE da parte dei produttori (per evitare intasamento CR?) Non vi è la previsione di una sanzione per il mancato ritiro da parte dei produttori dei RAEE raggruppati nei centri di raccolta per l invio al trattamento 4. Individuazione delle tariffe per le ispezioni presso l impianto di recupero RAEE in procedura semplificata PROVVEDIMENTI ADOTTATI Direttive tecniche per la realizzazione delle stazioni ecologiche e/o centri di raccolta DGR n.131 del Linee guida per la realizzazione e la gestione delle stazioni ecologiche o di conferimento dei rifiuti urbani art.19 L.R.83/00 (recepimento sentenze Corte di Cassazione). Il Comune e/o altro soggetto, deve ottenere l autorizzazione art.208 D.Lgs.152/06 art.216 D.Lgs.152/06 DGR n.129 del Individuazione delle tariffe a copertura degli oneri per lo svolgimento dei controlli e delle ispezioni in applicazione di diverse disposizioni 50 Eu/h (tariffa a carico dei destinatari) Finanziamento di impianti di n. 12 stazioni ecologiche e/o centri di raccolta P.T.T.A. ( )
26 D.Lgs.151/05 - RAEE INDICAZIONI REGIONALI Introdurre alcune modifiche alle norme del D.Lgs.151/05 (es. definizione di apparecchiature usate?, codifica dei RAEE in entrata ai fini del raggruppamento in frazioni omogenee e della contabilizzazione dei relativi obiettivi di recupero, rappresentanza negli organismi,..etc) Definire un Accordo di Programma nazionale (Anci) per regolare la materia in modo omogeneo, garantire unicità di interlocuzione, definire problematiche attuative ed eventuali semplificazioni sul piano amministrativo per la realizzazione e/o adeguamento dei centri di raccolta RAEE,..etc. Necessità di istituire un Tavolo regionale di coordinamento tra Produttori,Recuperatori,Distributori e soggetti pubblici per attivare iniziative concordate e coordinate sulla gestione dei RAEE Definizione RAEE di origine non domestica; Verifica norme regionali (direttive) sui centri di raccolta; Coordinamento tra centri pubblici e centri privati per garantire la ricettività; Evitare l aumento dei costi di RD; Definizione delle scelte relative al nuovo PRGR.
27 La raccolta degli imballaggi in Abruzzo Provincia di TERAMO (ton) Anno 2004 Anno 2005 Delta AC % AL 6,4 1,4-78% CA % LE % PL % VE n.c. TOT 5.321, ,4 26% Teramo Provincia di PESCARA (ton) Anno 2004 Anno 2005 Delta AC % AL - - 0% CA % LE % PL % VE % TOT % Pescara L Aquila Chieti Provincia di L'AQUILA (ton) Anno 2004 Anno 2005 Delta AC % AL 1,2 0,3-75% CA % LE - 42 n.c. PL % VE % TOT 4.633, ,3-8% Quantità raccolte procapite complessive Tra 15 e 35 kg/ab. conv(1) Tra 35 e 65 Kg/ab. conv(2) Oltre 65 kg/ab. conv (1) Provincia di CHIETI (ton) Anno 2004 Anno 2005 Delta AC % AL 4,1 10,9 166% CA % LE % PL % VE % TOT 8.563, ,9 20% Fonte: Conai su dati Consorzi di Filiera
28 La dotazione impiantistica: centri di selezione e trattamento Teramo Pescara PIATTAFORME CARTA CENTRI DI SELEZIONE PLASTICA PIATTAFORME LEGNO L Aquila Chieti OPERATORE ACCIAIO Fonte: Conai su dati Consorzi di Filiera