Source: https://www.laleggepertutti.it/153483_spray-al-peperoncino-quando-si-puo-usare
Timestamp: 2019-01-23 23:12:18+00:00
Document Index: 105277735

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 585', 'art. 585', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1']

Spray al peperoncino: quando si può usare
Per la Cassazione lo spray al peperoncino è un’arma da sparo e può essere usato solo per autodifesa.
Intanto lo spray al peperoncino deve essere contenuto in una delle bombolette approvate con decreto ministeriale e, quindi, vendibile solo presso negozi autorizzati come le farmacie. Questo per garantire che la dose di sostanza urticante non sia superiore agli standard legali e non possa comportare lesioni permanenti. Ma soprattutto, lo spray al peperoncino può essere usato solo come strumento di autodifesa: ogni altro utilizzo costituisce reato, peraltro aggravato dall’uso dell’arma. E già: perché lo spray al peperoncino si considera pur sempre un’arma da sparo [1]. Lo ha chiarito la Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [2].
Lo spray urticante è uno «strumento di autodifesa che non ha attitudine a recare offesa alle persone», stabilisce il decreto ministeriale del 2011 che ne regola l’utilizzo e le regole di produzione [3]. Esso deve avere particolari caratteristiche tecniche che abbiamo sintetizzato nell’articolo Lo spray al peperoncino è legale? Ma, a seconda dell’utilizzo che se ne fa, può trasformarsi in un mezzo idoneo ad arrecare offesa alla persona. Già in passato la Cassazione aveva chiarito che la bomboletta al peperoncino «è idonea ad arrecare offesa alla persona e come tale rientra nella definizione di arma comune da sparo », oppure ancora è ricompresa nel novero degli «aggressivi chimici».
Quindi non basta accertarsi che lo spray al peperoncino sia a norma di legge e, quindi, che riporti sulla confezione la dicitura secondo cui la bomboletta sarebbe conforme alle disposizioni del decreto ministeriale. Oltre, ovviamente, a non utilizzarlo in modo non consentito (ad esempio mischiando al suo tradizionale contenuto altre sostanze nocive), è necessario che lo spray resti comunque uno strumento per la legittima difesa. Ad esso, insomma, bisogna ricorrere solo come ultima spiaggia, se non sono possibili altre soluzioni come, ad esempio, la fuga.
Essendo comunque un’arma lo spray al peperoncino, anche se non comporta danni permanenti, “fa male” e il suo uso può costituire reato. Ciò è tanto più vero se si considera che la confezione dei prodotti di cui si fa elenco deve essere accompagnata da una serie di istruzioni, precauzioni e indicazioni d’uso. E, nel caso dello spray al peperoncino, «l’uso è consentito solo per sottrarsi a una minaccia o a una aggressione che ponga in pericolo la propria incolumità».
In definitiva, chi utilizza lo spray al peperoncino non come mezzo di difesa ma d’offesa, si applica la normativa in tema di armi.
[1] Art. 2 L. n. 110/1975.
[2]Cass. sent. n. 10889/17 del 6.03.2017.
[3] D.m. 12 maggio 2011.
Il ricorrente sostiene che l’unica aggravante contestatagli è quella di cui all’art. 585 cod. pen. connessa all’uso di gas asfissianti e/o accecanti, ma che dall’istruttoria è emerso come lo spray urticante impiegato – contenente l’oleoresin capsicum, principio estratto dalle piante di peperoncino, disciolto in misura non superiore al 10% – rientri nella categoria degli strumenti di autodifesa che non hanno attitudine a recare offesa alle persone ai sensi del d.m. 12 maggio 2011 e che come tali non possono essere considerati armi o ad esse assimilabili per le finalità di cui all’art. 585 cod. pen.
L’art. 3 del d.m. n. 103 del 12 maggio 2011 stabilisce, infatti, che “Le disposizioni del presente decreto si applicano decorsi sei mesi dalla data di pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale. Nel predetto periodo continuano ad applicarsi le nor-me precedentemente vigenti”.
3.3 Ultima ma non meno rilevante ragione d’infondatezza della censura risiede, infine, nel fatto che l’art. 2 del citato Decreto stabilisce che “La confezione dei prodotti di cui al comma 1 deve riportare: (…) c) le istruzioni, le precauzioni d’uso e l’indicazione che l’uso dei prodotti è consentito solo per sottrarsi a una minaccia o a una aggressione che ponga in pericolo la propria incolumità”.
Il tenore di detta previsione evidenzia che la sottrazione del dispositivo alla categoria degli oggetti atti ad offendere di cui all’art. 4 l. n. 110 del 1975 è subordinata non solo alla condizione di conformità alle caratteristiche tecniche di cui all’art. 1, comma 1, ma anche alle modalità di impiego esclusivamente finalizzate all’autodifesa personale, mentre l’impiego come mezzo d’offesa – quale verificatosi nella fattispecie – comporta la piena e incondizionata applicazione della normativa in tema di armi.