Source: http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=169:decreto-legislativo-26-novembre-1999-n-535-diposizioni-in-materia-di-lavoro-notturno&catid=5&Itemid=137
Timestamp: 2018-04-20 16:33:27+00:00
Document Index: 38623346

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 43', 'art. 43']

Decreto Legislativo 26 novembre 1999, n. 532 - Diposizioni in materia di lavoro notturno
DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 1999, n. 532 - Diposizioni in materia di lavoro notturno, a norma dell'articolo 17, comma 2, della legge 5 febbraio 1999, n. 25
in vigore dal: 5-2-2000
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000
Vista la direttiva n. 93/104/CE del Consiglio del 23 novembre 1993,concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro,ed in particolare gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12;
Visto l'articolo 45 della legge 17 maggio 1999, n. 144, come modificato dall'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 2 agosto 1999, n. 263, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1o luglio 1999, n. 214;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della sanita',degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per la funzione pubblica e per gli affari regionali;
(Note all'art. 3)
(Nota all'art. 4)
c) ad accertamenti in caso di evidenti condizioni di salute incompatibili con il lavoro notturno.
(Nota all'art. 5)
Riduzione dell'orario di lavoro e maggiorazione retributiva
Comunicazione del lavoro notturno
(Nota all'art. 10)
Misure di protezione personale e collettiva
(Note all'art. 11)
a) con la sanzione di cui all'articolo 89, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per la violazione della disposizione di cui all'articolo 5;
b) con la sanzione amministrativa da L. 100.000 a L. 300.000 per ogni giorno e per ogni lavoratore adibito al lavoro notturno oltre i limiti temporali di cui all'articolo 4.
Dato a Roma, addi' 26 novembre 1999
- Il testo vigente dell'art. 5, comma 1 e 2, della legge 9 dicembre 1977, n. 903 (Parita' di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro) come sostituito dall'art. 17, comma 1, della legge 5 febbraio 1999, n. 25. (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - legge comunitaria 1998), e' il seguente:
"Art. 5. - 1. E' vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24
alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di eta' del bambino.
a) dalla lavoratrice madre di un figlio di eta' inferiore a tre anni o alternativamente dal padre convivente con la stessa;
b) dalla lavoratrice o dal lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di eta' inferiore a dodici anni;
- L'art. 15. del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 345 (Attuazione della direttiva n. 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro), cosi' recita:
"Art. 15. - 1. Alla legge 17 ottobre 1967, n. 977, e' aggiunto il seguente allegato:
I. Lavorazioni che espongano ai seguenti agenti:
10) Esercizio dei forni a temperatura superiore a 500oC come ad esempio quelli per la produzione di ghisa, ferro-leghe, ferro o acciaio; operazioni di demolizione, ricostruzione e riparazione degli stessi; lavoro ai laminatoi.
34) Lavori con impeghi di martelli pneumatici, mole ad albero flessibile e altri strumenti vibranti; uso di pistole fissachiodi.
37) Lavori nelle macellerie che comportano l'uso di utensili taglienti, seghe e macchine per tritare ".
- Il testo degli articoli 1 e 3 della legge 22 febbraio 1934, n. 370, (Riposo domenicale e settimanale), e' il seguente:
"Art. 1. - Al personale che presta la sua opera alle dipendenze altrui e' dovuto ogni settimana un riposo di 24 ore consecutive, salvo le eccezioni stabilite dalla presente legge.
1) Al personale addetto ai lavori domestici inerenti alla vita della famiglia.
2) Alla moglie, ai parenti ed agli affini non oltre il terzo grado del datore di lavoro, con lui conviventi ed a suo carico.
3) Ai lavoranti al proprio domicilio.
4) Al personale preposto alla direzione tecnica od amministrativa di un'azienda ed avente diretta responsabilita' nell'andamento dei servizi.
5) Al personale navigante.
6) Al personale addetto alla pastorizia brada.
7) Ai lavoranti a compartecipazione compresi i mezzadri ed i coloni parziari.
Per i lavoranti retribuiti con salario e compartecipazione si tiene conto del carattere prevalente del rapporto.
8) Al personale addetto ai lavori di risicultura in quanto provvedono apposite norme.
9) Al personale direttamente dipendente da aziende esercenti ferrovie e tramvie pubbliche.
10) Al personale addetto ai servizi pubblici esercitati direttamente dallo Stato, dalle province e dai comuni ed al personale addetto alle aziende industriali esercitate direttamente dallo Stato.
11) Al personale addetto agli uffici dello Stato, delle province, dei comuni ed a quello addetto agli uffici e servizi delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.
12) Al personale addetto ai regi istituti di istruzione e di educazione anche se aventi personalita' giuridica propria ed autonomia amministrativa, nonche' al personale degli istituti di istruzione e di educazione eserci'ti direttamente dalle province e dai comuni.
13) Al personale addetto alle attivita' degli enti pubblici, quando provvedano speciali disposizioni legislative.
14) Salvo il disposto degli articoli 4 e 5 n. 3, al personale addetto alle industrie che trattano materia prima di facile deperimento e il cui periodo di lavorazione si svolge in non piu' di tre mesi all'anno.
Tali industrie saranno determinate con decreto del Ministro delle corporazioni, intese le corporazioni competenti".
"Art. 3. - Il riposo di 24 ore consecutive deve essere dato la domenica, salvo le eccezioni stabilite dagli articoli seguenti. Il riposo di 24 ore consecutive, cada esso in domenica o in altro giorno della settimana, deve decorrere da una mezzanotte all'altra, ovvero dall'ora che sara' stabilita dai contratti collettivi di lavoro o, in mancanza di detti contratti e quando lo richieda la natura dell'esercizio, dall'ispettorato corporativo.
Per i lavori a squadre il riposo decorre dall'ora di sostituzione di ciascuna squadra.
Il riposo compensativo di 12 ore, previsto dagli articoli seguenti, decorre dalla mezzanotte al mezzogiorno e viceversa".
- L'art. 17 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, (Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro), come modificato dal decreto legislativo 19 marzo 1966, n. 242, cosi' recita:
"Art. 17 (Il medico competente). - 1. Il medico competente:
d) istituisce ed aggiorna, sotto la propria responsabilita', per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, una cartella sanitaria e di rischio da custodire presso il datore di lavoro con salvaguardia del segreto professionale;
e) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessita' di' sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attivita' che comporta l'esposizione a tali agenti. Fornisce altresi', a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
m) collabora all'attivita' di formazione e informazione di cui al capo VI.
3. Qualora il medico competente, a seguito degli accertamenti di cui all'art. 16, comma 2, esprima un giudizio sull'inidoneita' parziale o temporanea o totale del lavoratore, ne informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore.
7. Il dipendente di una struttura pubblica non puo' svolgere l'attivita' di medico competente qualora esplichi attivita' di vigilanza.
- L'art. 12 del regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955 (Approvazione del regolamento sulla limitazione dell'orario di lavoro per gli operai ed impiegati delle aziende industriali o commerciali di qualunque natura), cosi' recita:
"Art. 12. - In ogni azienda industriale o commerciale e in ogni altro luogo di lavoro soggetto alle disposizioni del presente regolamento, dovra' essere esposto, in modo facilmente visibile ed in luogo accessibile a tutti i dipendenti interessati, l'orario di lavoro con le indicazioni dell'ora di inizio e di termine del lavoro, del personale occupato e dell'ora e della durata degli intervalli di riposo accordati durante il periodo di lavoro.
Quando l'orario non e' comune per tutto il personale, le indicazioni di cui al comma precedente dovranno essere riportate sull'orario di lavoro per reparto o categoria professionale o personale.
Quando il lavoro e' disimpegnato a squadre, dovranno riportarsi le indicazioni suaccennate per ciascuna squadra.
Quando non sia possibile esporre l'orario nel posto di lavoro per essere questo esercitato all'aperto, dovra' essere in ogni caso esposto nel luogo dove viene eseguita la paga.
L'orario di lavoro, firmato dal datore di lavoro o da un suo legale rappresentante, sara' trasmesso al competente circolo dell'ispettorato dell'industria e del lavoro, al quale saranno anche comunicate tutte le successive modificazioni.
Sul libro-paga, vidimato dall'Istituto assicurazioni infortuni o dall'Istituto di previdenza sociale se l'azienda non e' soggetta alla legge infortuni degli operai sul lavoro, deve essere notato, giornalmente per ciascun lavoratore, il numero di ore di lavoro straordinario, distintamente da quello delle ore di lavoro normali. Per ogni periodo di paga su tale libro deve risultare distinto l'importo pagato per le ore normali di lavoro da quello pagato per lavoro straordinario.
Il libro-paga deve essere presentato ad ogni richiesta degli ispettori e funzionari incaricati della vigilanza".
- Il testo degli articoli 40 e seguenti del decreto legislativo n. 626/1994, e' il seguente:
"Titolo IV Uso dei dispositivi di protezione individuale
"Art. 40. (Definizioni). - 1. Si intende per dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o piu' rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonche' ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
"Art. 41. (Obbligo di uso). - 1. I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro".
"Art. 42. (Requisiti dei DPI). - 1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475. 2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre:
3. In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di piu' DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti".
"Art. 43. (Obblighi del datore di lavoro). - 1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI:
d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richedano l'uso di uno stesso DPI da parte di piu' persone, prende misure adeguate affinche' tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;
e) informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI protegge;
b) per i dispositivi di protezione dell'udito".
"Art. 44. (Obblighi dei lavoratori). - 1. I lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell'art. 43, commi 4, lettera g), e 5.
5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione".
"Art. 45 (Criteri, per l'individuazione e l'uso). - 1. Il contenuto degli allegati III, IV e V costituisce elemento di riferimento per l'applicazione di quanto previsto all'art. 43, commi 1 e 4.
2. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la commissione consultiva permanente, tenendo conto della natura, dell'attivita' e dei fattori specifici di rischio, indica:
b) le circostanze e le situazioni in cui, ferme restando le proprieta' delle misure di protezione collettiva, si rende necessario".
"Art. 46. (Norma transitoria). - 1. Fino alla data del 31 dicembre 1998 e, nel caso di dispositivi di emergenza destinati all'autosalvataggio in caso di evacuazione, fino al 31 dicembre 2004, possono essere impiegati:
- La legge 5 giugno 1990, n. 135, (Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS), e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 8 giugno 1990, n. 132.
- La legge 26 giugno 1990, n. 162, (Aggiornamento, modifiche ed integrazioni della legge 22 dicembre 1975, n. 685, recante disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - supplemento ordinario - n. 147 del 26 giugno 1990.