Source: https://www.oranews.eu/2020/01/21/notifica-cartella-esattoriale-a-mezzo-pec-nullita-m-cuomo/
Timestamp: 2020-02-27 07:53:08+00:00
Document Index: 92687642

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 23', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 204', 'art. 617', 'Cass. Sez. ', 'art. 615', 'art. 26', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 70', 'art. 41']

Notifica cartella esattoriale a mezzo PEC: nullità (M. Cuomo) - Adessonews Finanziamenti Agevolazioni Norme e Tributi
Nella sentenza in commento, il Giudice di Pace ha ritenuto la nullità della notifica effettuata dalla Equitalia S.p.A. a mezzo PEC atteso che ciò che viene inviato o è una copia informatica dell’originale (come definita dall’art. 23 bis del Codice dell’Amministrazione Digitale) oppure, al limite, la copia informatica di un documento analogico (ex art. 22 C.a.d.) che necessitano, entrambe, dell’attestazione di un pubblico ufficiale autorizzato per essere ritenute conformi all’originale; potere di certificazione di cui i finzionari dell’Equitalia non sono dotati. La mancanza della sottoscrizione digitale della cartella è evidenziata dal fatto che il file allegato è munito della sola estensione “.pdf” e non anche della estensione “.p7m”. (Giudice di Pace di Nola – sentenza del 03.02.2018).
Nella causa iscritta al n. 6758/17 RGNR
Assegnata a sentenza il 30/1/18
Paolino NNN nato a (Na) il e residente in (Na) alla via c.f. , rappresentato e difeso in virtù di procura su foglio separato dall’ avv. c.f. e con questi elettivamente domiciliato presso il suo studio sito in (Na) alla via fax n. 081. P.e.c.: @pec.it, @pecavvocatinola.it,
Agenzia delle Entrate – Riscossione (subentrata a Equitalia ervizi di Riscossione S.p.A., per effetto dell’art. 1 del d.1. 193/2016 convertito in legge 225/2016), con sede in Roma, alla via G. Grezar, n. 14, c.f. 13756881002 – convenuta contumace –
COMUNE DI NAPOLI (codice fiscale 80014890638), in persona del legale rappresentante pro tempore – convenuto contumace-
La domanda proposta dall’attrice ex art. 615 c. p.c. volta ad ottenere la declaratoria di illegittimità della procedura di riscossione per omessa/ illegittima notifica della cartella esattoriale n. 07120170037267153000 , recapitata a mezzo pec è fondata e va accolta.
Va, innanzi tutto, dichiarata la contumacia dei convenuti ritualmente vocato in ius e non costituiti .
Quindi , va detto che , l’opposizione all’esecuzione esattoriale è ammissibile qualora si tratti di entrate non tributarie (avendo il d.lgs 46 del 1999 modificato il d.p.r. 603/73) :
2) Allorquando si facciano valere fatti sopravvenuti alla formazione del titolo (PAGAMENTO; PRESCRIZIONE; MORTE DELL’INTIMATO) ed allorquando si deducano VIZI DI REGOLARITA’ FORMALE DELLA CARTELLA ESATTORIALE (ad esempio nel caso in cui si contesti la regolarità formale della cartella esattoriale o si adducano vizi di forma del procedimento di esecuzione esattoriale, compresi i vizi strettamente attinenti la notifica della cartella).
Le Sezioni Unite hanno chiarito che, nei casi di cui al punto 2, si tratta di una vera e propria opposizione all’esecuzione con tutte le conseguenze del caso, per cui in caso di opposizione all’esecuzione proposta anteriormente all’inizio della medesima, la competenza si determina in base alle regole della legge 689/81; mentre nel caso di opposizione all’esecuzione successiva all’esecuzione o in caso di opposizione agli atti esecutivi per i vizi relativi alla regolarità formale della cartella, la cognizione compete sempre al Tribunale.
Avverso la cartella esattoriale emessa ai fini della riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del codice della strada sono ammissibili, quindi, l’opposizione ai sensi della legge n. 689 del 1981, allorché sia mancata la notificazione dell’ordinanza-ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, al fine di consentire all’interessato di recuperare il mezzo di tutela previsto dalla legge riguardo agli atti sanzionatori; l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., allorché si contesti la legittimità dell’iscrizione a ruolo per omessa notifica della stessa cartella, e quindi per la mancanza di un titolo legittimante l’iscrizione a ruolo, o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo; l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cod. proc. civ., qualora si deducano vizi formali della cartella esattoriale o del successivo avviso di mora.
Mentre nel primo caso, ove non sia stato possibile proporre opposizione nelle forme e nei tempi previsti dall’art. 204 codice della strada, il ricorso deve essere proposto, alla luce della recente riforma, nel termine di trenta giorni dalla notifica della cartella, determinandosi, altrimenti, la decadenza dal potere di impugnare e, nel caso di opposizione agli atti esecutivi, l’opposizione, ai sensi delle disposizioni dell’art. 617 c.p.c. va proposta nel termine di giorni 20 dalla notifica, nel caso di opposizione all’esecuzione, la stessa va proposta nelle forme ordinarie previste dagli artt. 615 e ss. cod. proc. civ., e , non solo non è soggetta alla speciale disciplina dell’opposizione a sanzione amministrativa dettata dalla legge n. 689 del 1981 (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 9180 del 20/04/06), ma nemmeno ad alcun termine di decadenza, atteso che la norma ( l’art. 615 c.p.c.), opera solo un discrimine sulle modalità di presentazione della opposizione ( con citazione ovvero con ricorso), in considerazione del fatto che l’esecuzione sia già cominciata o meno.
Qualificata in tal modo, la domanda va ritenuta procedibile ed ammissibile e, considerato che tale azione non è soggetta ad alcun termine e che , con la notifica della cartella esattoriale l’esecuzione non può ritenersi iniziata, giustamente, la domanda è stata proposta con citazione.
Va, quindi, ritenuta la competenza dell’Ufficio a decidere della presente controversia: L’art. 26 c.p.c. stabilisce che “Per l’esecuzione forzata su cose mobili o immobili è competente il giudice del luogo in cui le cose si trovano”; L’art. 27 c.p.c. stabilisce che per le cause di opposizione all’esecuzione forzata di cui agli artt. 615 e 619 c.pc. è competente il giudice del luogo dell’esecuzione, per cui , siccome il presunto debitore ed i suoi beni si trovano in tenimento che ricade, per quanto alla giurisdizione, nel comune di NOLA, il processo deve ritenersi giustamente incardinato.
Va, quindi, rilevata, la perfetta integrazione del contraddittorio tra i soggetti titolari del diritto ad agire e a resistere nel presente giudizio .
Per quanto alla “ vocatio in ius” della SPA EQUITALIA Servizi di riscossione, ora AGENZIA DELLA RISCOSSIONE , quale concessionario deputato alla riscossione del credito, si osserva: Nel giudizio in cui il debitore impugna gli atti della procedura di riscossione della sanzione amministrativa deducendo la illegittimità della esecuzione per la mancata notifica della cartella esattoriale si giustifica la sola vocatio in ius del concessionario quale soggetto dal quale proviene l’atto oggetto dell’impugnazione ed al quale si contesta la regolarità della procedura di riscossione .
In particolare, in caso di impugnazione della cartella esattoriale, sussisterebbe la legittimazione esclusiva passiva del Concessionario del servizio di riscossione dei tributi visto che l’impugnazione concerne vizi propri della cartella o del procedimento esecutivo, mentre va esclusa una titolarità esclusiva a resistere qualora i motivi di ricorso attengano alla debenza del tributo (cfr. Cass. civ., sez. trib., 12 luglio 2005, n. 14669).
Tuttavia, considerato che la pronuncia va ad investire anche il diritto dell’Ente creditore, la sua citazione in giudizio non può ritenersi inammissibile .
Per quanto al merito, tenuto conto del fatto che risulta provato che EQUITALIA ha notificato la cartella esattoriale a mezzo PEC, in accoglimento delle eccezioni sollevate dalla parte opponente deve chiarirsi quanto segue:
Dopo la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce (sentenza n. 611 del 25 febbraio 2016), anche quella di Napoli, sia pure tramite un’ordinanza in corso di causa, la n. 1817/2016, emessa il 12 maggio 2016, che ha sospeso l’efficacia di una cartella esattoriale, ha stabilito che la notifica a mezzo posta elettronica certificata pone «ragionevoli perplessità circa la validità della notificazione della cartella esattoriale» e che pertanto è da ritenersi nulla.
La Commissione Tributaria Provinciale di Napoli ha, innanzitutto, ritenuto, riprendendo argomenti già esposti da quella di Lecce, che la notifica non si potesse considerare avvenuta in quanto ciò che viene inviato è o una copia informatica dell’originale come definita ex art. 23 bis del Codice dell’Amministrazione Digitale o, al limite, la copia informatica di un documento analogico ex art. 22 C.a.d, che necessitano entrambe dell’attestazione di un pubblico ufficiale autorizzato per essere ritenuti conformi all’originale.
Un potere di certificazione del quale, i funzionari di Equitalia , non sono in possesso.
Ciò ha indotto la recente Giurisprudenza della Cassazione (cfr. Cass. Ord. 8446/2015 del 27/04/2015) a stabilire che sia onere dell’ente esattore di depositare, in sede di ricorso proposto dal contribuente, gli originali degli atti di ingiunzione.
Tale circostanza esclude “ab origine” la possibilità di una notifica a mezzo posta elettronica certificata;
In maniera analoga, secondo l’ordinanza in esame, e anche secondo la sentenza di Lecce la ricezione nella casella di posta elettronica certificata non garantisce l’effettiva conoscenza dell’atto da parte del destinatario perché in questo caso non vi è alcun soggetto abilitato ad effettuare la notifica come quelli indicati nell’ art. 26 del D.P.R. 602/1973.
Nelle pronunce richiamate, quindi, si ribadisce che è nulla l’intimazione di pagamento inviata con PEC, poichè il pdf allegato non può considerarsi un valido documento informatico e non ne è garantita la genuinità.
Questo è quanto emerge anche in due sentenze, distinte dai numeri 100 e 101/2017 che la CTP di Savona ha depositato il 10 febbraio 2017, pronunciandosi, ancora , sul tema della validità procedimentale delle cartelle esattoriali notificate via PEC.
Sul punto, questo Magistrato deve anche osservare che nel caso di specie non può ritenersi la validità della notifica essendo evidente la carenza di quanto disposto dal codice dell’amministrazione digitale agli articoli 20 comma 1 bis e 21.
In particolare, la manca la sottoscrizione digitale del documento informatico così come definito dall’articolo 20 CAD il quale poi, al comma 1 bis prevede che “l’idoneità’ del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità ed immodificabilità, fermo restando quanto disposto dall’articolo 21”.
L’articolo 21 CAD prevede, poi, che il documento informatico digitalmente sottoscritto, oltre a garantire l’identificabilità del suo autore e, soprattutto, la sua l’integrità e immodificabilità ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del codice civile e quindi fa piena prova fino a querela di falso.
La Commissione Tributaria provinciale di Milano, in applicazione degli stessi principi di cui sopra, nella sentenza n. 1023 del 3/2/17 , dopo aver accertato che la cartella esattoriale allegata alla PEC e notificata sotto forma di documento informatico risultava essere un normalissimo file “.pdf”, privo dell’estensione “.p7m” e, come tale, quindi, non firmato digitalmente , così che il semplice file .pdf non poteva qualificarsi idoneo a garantire, con assoluta certezza, da una parte l’identificabilità del suo autore e la paternità dell’atto e, dall’altra, la sua l’integrità e immodificabilità, così come richiesto dal codice dell’amministrazione digitale, ha dichiarato che “la notificazione per posta elettronica certificata non è valida con illegittimità derivata della stessa cartella” e, per tale motivo, ha annullato il provvedimento impugnato.
Così come per la Commissione Tributaria Provinciale di Milano, anche per lo scrivente Magistrato la notifica tramite PEC della cartella esattoriale, sarebbe stata legittima ove la stessa cartella, allegata quale documento informatico, fosse risultata firmata digitalmente; nel caso di specie, così come nel caso sottoposto alla Commissione meneghina, la mancanza della sottoscrizione digitale della cartella è evidenziata dal fatto che il file allegato alla PEC, prodotto dalla parte ricorrente , è munito solo di estensione “.pdf” mentre, ove il file fosse stato firmato digitalmente, avrebbe aggiunto all’estensione “.pdf” anche quella “.p7m” e quindi il file, dopo il nome, avrebbe riportato l’estensione “.pdf.p7m”.
Se è vero che, anche un file con estensione “.pdf”, pur privo dell’estensione “.p7m” potrebbe comunque essere firmato digitalmente ove, per la sottoscrizione, il suo autore abbia utilizzato l’algoritmo PAdES (che appone la firma all’interno del documento informatico) in luogo di quello CAdES (che aggiunge all’estensione “.pdf” quella “.p7m”) , tenuto conto della mancanza dello stesso algoritmo al documento trasmesso alla parte istante , l’eccezione sollevata va accolta.
L’accoglimento di tale motivo, assorbe l’esame degli altri, pur rilevandosi che , alla luce dell’avvenuta presentaizone del ricorso avverso il verbale presupposto, considerata la mancata risposta da parte della prefettura, il verbale deve ritenersi implicitamente annullato.
Conseguentemente, la procedura di riscossione , così come iniziata deve ritenersi illegittima e l’opposizione va accolta, con obbligo di porre le spese a carico del solo concessionario in ragione dei motivi di accoglimento che investono esclusivamente una attività di tale soggetto. .
Visti i nuovi parametri forensi introdotti dal D.M. del 10/3/14 n. 55 in G.U. 02/04/2014, entrato in vigore il 03/14/14; tenuto conto del valore del danno; della natura e della complessità della controversia; delle questioni trattate; dell’esito del giudizio; del combinato disposto degli articoli 82 e 91 c.p.c. ; dell’attività professionale svolta dal Procuratore e competenze vengono liquidate come da dispositivo
Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da NNN PAOLINO contro l’AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE e contro il Comune di Napoli in persona del leg. rapp.te così provvede:
– Dichiara la contumacia dei convenuti ;
– Accoglie la domanda; dichiara la illegittimità della procedura esecutiva preannunziata dalla iscrizione nei ruoli esattoriali delle somme portate dalla cartella n. n. 07120170037267153000 che non risulta notificata nei modi e forme di legge e la illegittimità degli atti presupposti , connessi e conseguenti;
– Condanna il concessionario al pagamento delle competenze di lite che liquida in complessivi euro 143,00 di cui euro 43,00 per spese, oltre IVA e CPA e rimborso forfettario nella percentuale del 15% con attribuzione al procuratore EX ART. 93 C.P.C.
Così deciso in Nola il 03/02/18
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