Source: http://spaziolavoro.blogspot.com/2015/
Timestamp: 2018-12-18 22:22:04+00:00
Document Index: 180517520

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 36', 'sentenza ', 'e contrario', 'art. 49', 'art. 1']

WORK - Che Lavoro!: 2015
Legge di Stabilità 2016: sgravio nuove assunzioni, tra modifiche e conferme
http://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/amministrazione-del-personale/quotidiano/2015/11/24/legge-di-stabilita-2016-sgravio-nuove-assunzioni-tra-modifiche-e-conferme
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 00:52 Nessun commento:
INPS, maxi sanzione per lavoro irregolare: rimborsi ai datori di lavoro
Al via i rimborsi ai datori di lavoro per le sanzioni civili connesse all’omesso versamento dei contributi e premi per ciascun lavoratore non inferiori a 3.000 euro indipendentemente dalla durata dell’attività lavorativa accertata, versate in applicazione dell’art. 36 bis del D.L. 223/2006 (decreto Bersani). A seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale della disposizione, in tali casi dovrà essere applicata la norma previgente e sarà dovuta la differenza tra quanto versato e quanto dovuto. I datori di lavoro interessati dovranno trasmettere un’istanza di rimborso.
L’INPS, con il messaggio n. 7280 del 2 dicembre 2015, ha fornito istruzioni in merito agli effetti della sentenza n. 254 del 13 novembre 2014 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19.11.2014) con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 36 bis, comma 7, lettera a), del Decreto Legge n. 223/2006, convertito con modificazioni dall’art. 1, comma 1, Legge n. 248/2006, nella parte in cui stabilisce che “l’importo delle sanzioni civili connesse all’omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore non può essere inferiore a 3.000 euro, indipendentemente dalla durata dell’attività lavorativa accertata”.
L’INPS chiarisce che, per effetto della sentenza, anche per i periodi ricompresi tra il 12 agosto 2006 ed il 23 novembre 2010 non può essere richiesto il pagamento di sanzioni civili non inferiori ad euro 3.000 per ogni lavoratore.
In tali casi dovrà essere applicata la norma previgente in base alla quale, per le situazioni in esame, è previsto il pagamento di sanzioni civili pari al 30 per cento annuo e comunque non superiori al 60 per cento dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.
Tale modifica si applica per le richieste di pagamento delle Sedi ai datori debitori, salva l’ipotesi di rapporti giuridici già consolidati al 19 novembre 2014 (data di pubblicazione della sentenza).
Rimborsi per i datori di lavoro
Hanno diritto al rimborso i datori di lavoro che hanno provveduto al versamento di somme a titolo di sanzione calcolate secondo l’art. 36 bis, comma 7, lett. a), D.L. 223/2006, nei limiti della differenza tra quanto versato e quanto dovuto nella misura descritta.
I datori di lavoro interessati dovranno trasmettere un’istanza di rimborso, precisando gli importi indebitamente ve
rsati, attraverso il cassetto previdenziale, utilizzando la sezione “Rimborsi/compensazioni”, presente in “Versamenti F24”.
L’INPS avverte che non possono essere accolte le richieste di rimborso di somme relative a rapporti giuridici già consolidati e che quindi:
- il diritto al rimborso è soggetto al decorso del termine decennale di prescrizione;
- non sono rimborsabili le somme per le quali il richiedente sia stato condannato al pagamento con sentenza passata in giudicato né quelle oggetto di cartella (o avviso di addebito) non impugnata nei termini di legge (e quindi divenuta inoppugnabile).
http://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/amministrazione-del-personale/quotidiano/2015/12/03/inps-maxi-sanzione-per-lavoro-irregolare-rimborsi-ai-datori-di-lavoro?utm_source=nl_ipsoa&utm_medium=referral&utm_content=ipsoa%20quotidiano&utm_campaign=newsletter&TK=NL&iduser=168856
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 00:13 Nessun commento:
Reddito minimo, le regioni si attivano
Sebbene le risorse stanziate per il reinserimento dei disoccupati siano ancora insufficienti, sette regioni e due province autonome si sono già attivate per introdurre il reddito minimo.
Le regole per l'ottenimento del "reddito minimo di inserimento" o "reddito di garanzia" cambiano da regione a regione, prevedendo diverse soglie di accesso (Isee da 3mila euro a 18mila euro), diversi importi mensili (da 300 a 950 euro) e una platea di beneficiari diversificata (lavoratori usciti dalla cassa integrazione in deroga, famiglie numerose, nuclei con persone non autosufficienti).
L'unico percorso comune sembra essere il percorso di inclusione sociale e lavorativa che deve effettuare il destinatario dell'assegno.
Se andiamo a guardare la mappa delle regioni attive, pubblicata su IlSole24Ore, ci rendiamo conto che a finanziare il reddito minimo è quasi sempre il Fondo sociale europeo. 70 milioni di euro le risorse annuali stanziate dalla regione Puglia per le famiglie più povere, che possono ricevere un assegno mensile che va dai 210 ai 600 euro. La Giunta regionale pugliese ha approvato du Ddl sul reddito di dignità che dovrebbe diventare attuativo a breve. Segue la Provincia di Trento, dotata di reddito di garanzia già dal 2009, con 17 milioni di euro ed un assegno massimo di 950 euro al mese. Quasi 11 milioni di euro per la Provincia di Bolzano, che concede un'integrazione salariale maggiore quanto maggiore è il nucleo familiare che ne beneficia. Seguono, con 10 milioni di euro di risorse, le regioni Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia. In Friuli l'Isee va fino a 6mila euro e l'importo massimo è di 550 euro al mese per 12 mesi rinnovabili. Nel Lazio la misura in questione è un'indennità di partecipazione di 6 mesi per i disoccupati di lunga durata e maggiori di 30 anni. La Lombardia, invece, ha dato il via al reddito di autonomia dallo scorso ottobre, destinandolo a chi è senza lavoro da almeno 3 anni, abbia un Isee familiare che inferiore ai 18mila euro e non sia destinatario di nessun altro sostegno al reddito. Già 5mila cittadini lombardi hanno usufruito dell'assegno per un importo massimo di 1800 euro in 6 mesi. In coda alla classifica la Valle d'Aosta, con un quasi 1 milione e mezzo di euro stanziati per il 2015 per un aiuto fino a 4.400 euro lordi in rate mensili fino a 550 euro per cinque mesi, e il Molise con 1 milione di euro per le famiglie più numerose, i nuclei monogenitoriali e quelli con persone disabili e/o anziani.
http://www.consulentidellavoro.it/index.php/component/k2/item/4346-reddito-minimo-le-regioni-si-attivano
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 01:25 Nessun commento:
Voucher: nuova frontiera del precariato?
Era il lontano agosto 2008 quando i buoni lavoro (c.d. voucher) videro per la prima volta la luce. Da allora, secondo uno studio dell’INPS, sono stati venduti 212,1 milioni di buoni lavoro, superando il milione di lavoratori retribuiti in un anno. Uno “strumento di pagamento”, questo, a cui i datori di lavoro hanno fatto sempre più affidamento negli anni, tant’è che è progressivamente aumentato nel tempo, registrando un tasso medio di crescita del 70% dal 2012 al 2014 e del 75% nel primo semestre del 2015 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Fatto positivo? Niente affatto. Secondo il numero uno dell’INPS, Tito Boeri, i voucher sono un fenomeno da "guardare con grande attenzione" perché il loro incremento "può significare problemi futuri". Ebbene sì, proprio quei buoni lavoro impiegati per pagare le prestazioni occasionali, come quelle di badanti, collaboratori domestici, giardinieri o semplicemente i lavoratori agricoli stagionali, rischiano di diventare “la nuova frontiera del precariato“. È facilmente comprensibile come “l’abuso” dei voucher deriva sostanzialmente da una riduzione del costo del lavoro in capo all’impresa e da una mancanza di vincoli che, invece, un qualsiasi contratto di lavoro impone a quest’ultima. Infatti, unico obbligo è quello della preventiva comunicazione telematica delle prestazioni occasionali di tipo accessorio, la quale dovrà essere resa alladirezione territoriale del lavoro (DTL) competente.
Si tratta, in realtà, di una sorte di “lavoro in nero legalizzato” in quanto – come ha giustamente affermato nei mesi scorsi Claudio Treves, segretario generale di Nidil Cgil “nulla impedisce ai datori di lavoro di sfruttare i voucher per sostituire un singolo dipendente con più persone pagate con il buono”. Un fenomeno, quindi, che non potrà essere controllato, o meglio fermato, senza un opportuno intervento legislativo che, alla stato attuale, è assente da questo punto di vista. Anzi, con l’ultimo intervento normativo in merito alle prestazioni occasionali, che è quello del Jobs Act (D.Lgs. n. 81/2015), aumenta considerevolmente questo rischio. Infatti, l’aumento del limite economico massimo percepibile dal prestatore di lavoro è passato da 5.000 euro a 7.000 euro, con riferimento alla totalità dei committenti, nel corso di un anno civile (1° gennaio – 31 dicembre). Inoltre, anche le modalità d’acquisto dei buoni lavoro sono stati notevolmente semplificati grazie ai nuovi canali telematici introdotti.
Il timore concreto è che i voucher stiano realmente sostituendo i contratti “part-time” e “a chiamata”, con il risultato di dare una copertura al lavoro nero, visto l’innalzamento del predetto limite. Un effetto sicuramente contrario alle intenzioni del legislatore, considerato che i tagliandi sono stati principalmente ideati con l’intento di favorire l’emersione di mansioni tipicamente legate al lavoro nero.
Ma se andiamo a vedere le modalità di utilizzo e di impiego dei voucher oltre confine, possiamo notare che il fenomeno del “lavoro nero legalizzato” poteva essere evitato, o quanto meno contenuto, mediante una normativa ad hoc. Basta pensare che negli altri Paesi europei i voucher sono rimasti relegati nell’ambito dei lavori domestici, dell’assistenza ai bambini, del giardinaggio. In Italia, invece, la Riforma Fornero (L. n. 92/2012) ha allargato il campo di applicazione a qualsiasi tipo di attività e committente. Altra importante differenza rispetto ai modelli europei, con particolare riferimento a quello belga, è che il lavoratore deve essere dipendente di una società di servizi autorizzata; inoltre, la legge prevede che, nel giro di un periodo da tre a sei mesi, il suo contratto passi a tempo indeterminato. Infine, anche in Francia i voucher sono limitati esclusivamente al settore domestico, e lo Stato per far emergere il lavoro nero ha pensato di restituire alla famiglia il 50% di ogni ora di lavoro pagata.
Quali saranno le prossime mosse del nostro Governo? Cosa farà per far emergere tutti quei lavoratori che, pur lavorando in maniera continua, vengono retribuiti con i voucher?
Possiamo concludere che, come sempre, a farne le spese sono i soliti noti: e per l’appunto i lavoratori, che, pur di lavorare e portare a casa l’indispensabile per sopravvivere, accettano di sottostare alle pretese dei datori di lavoro.
http://www.fiscal-focus.it/quotidiano/lavoro/lavoro-previdenza/voucher-nuova-frontiera-del-precariato,3,71542
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 09:21 Nessun commento:
INPS: Lavoro Accessorio – distribuzione voucher presso sportelli bancari
http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/inps-lavoro-accessorio-distribuzione-voucher-presso-sportelli-bancari
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 02:06 Nessun commento:
http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/inps-cir-178-ulteriori-chiarimenti-per-lesonero-contributivo-triennale
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 06:19 Nessun commento:
Lavoro Accessorio (Voucher): NUOVO ADEMPIMENTO
· I dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore;
· Il luogo di svolgimento della prestazione.
Nelle more di una circolare del Ministero del Lavoro che dia specifiche istruzioni operative in merito, riteniamo che il suddetto obbligo possa essere assolto mediante trasmissione alla DTL tramite posta elettronica all’indirizzo: DTL-xxxx@lavoro.gov.it ovvero sulla pec:DTL.xxxx@pec.lavoro.gov.it) (dove la xxxx deve essere sostituita dalla Provincia competente).
Per tutti gli altri committenti (non rientranti nella categoria degli imprenditori o dei professionisti) la nuova disciplina non prevede, invece, novità in merito all’obbligo comunicativo rispetto al passato; In questi ultimi casi, pertanto, si suggerisce di continuare ad operare così come avveniva in vigenza della disciplina contenuta negli artt. 70-72 del D.Lgs. n. 276/2003 ora abrogata.
Per quanto concerne il periodo transitorio, l’art. 49, co. 8 del D.L.vo n. 81/2015, prevede che fino al 31 dicembre 2015 resta fermo l’utilizzo, secondo la previgente disciplina, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del D.L.vo n. 81/2015.
http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/dottrina-per-il-lavoro-la-nuova-comunicazione-per-il-lavoro-accessorio
Congedo parentale. Le nuove misure
Esteso il congedo di maternità parzialmente retribuito (30%): si passa dai 3 anni di età a 6 anni
Nel Consiglio dei ministri, tenutosi giovedì 11 giugno 2015 a Palazzo Chigi, il Governo ha approvato in via definitiva il decreto legislativo recante misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro. Il provvedimento, in particolare, interviene prevalentemente sul Testo Unico a tutela della maternità (n. 151 del 26 marzo 2001), e reca misure volte a sostenere le cure parentali e a tutelare in particolare le madri lavoratrici.
Il decreto approderà a breve in Gazzetta Ufficiale, affinché possa entrare in vigore a partire dal giorno successivo alla sua pubblicazione.
Congedo di maternità – In primis, il decreto interviene sul congedo obbligatorio di maternità, al fine di rendere più flessibile la possibilità di fruirne in casi particolari come quelli di parto prematuro o di ricovero del neonato. Il decreto, in particolare, prevede un'estensione massima dell'arco temporale di fruibilità del congedo parentale dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12. Mentre quello parzialmente retribuito (30%) viene portato dai 3 anni di età a 6 anni; per le famiglie meno abbienti tale beneficio può arrivare sino ad 8 anni. Analoga previsione viene introdotta per i casi di adozione o di affidamento.
Congedo di paternità – Per quanto concerne i congedi di paternità, viene estesa a tutte le categorie di lavoratori, e quindi non solo per i lavoratori dipendenti come attualmente previsto, la possibilità di usufruire del congedo da parte del padre nei casi in cui la madre sia impossibilitata a fruirne per motivi naturali o contingenti. Inoltre, sono state introdotte norme volte a tutelare la genitorialità in caso di adozioni e affidamenti prevedendo estensioni di tutele già previste per i genitori naturali. Importante l’estensione dell’istituto della automaticità delle prestazioni (ovvero l’erogazione dell’indennità di maternità anche in caso di mancato versamento dei relativi contributi) anche ai lavoratori e alle lavoratrici iscritti alla gestione separata di cui alla legge n. 335/95 non iscritti ad altre forme obbligatorie.
Altre disposizioni – Il decreto contiene anche due disposizioni innovative in materia di telelavoro e di donne vittime di violenza di genere. La norma sul telelavoro prevede benefici per i datori di lavoro privato che vi facciano ricorso per venire incontro alle esigenze di cure parentali dei loro dipendenti. La seconda norma invece, introduce il congedo per le donne vittime di violenza di genere e inserite in percorsi di protezione debitamente certificati. In pratica, si prevede la possibilità per le lavoratrici dipendenti di datore di lavoro pubblico o privato, con esclusione del lavoro domestico, nonché per le lavoratrici titolari di rapporti di collaborazione coordinata o continuativa di astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi, per motivi legati a tali percorsi, garantendo loro la retribuzione e gli altri istituti connessi.
http://www.fiscal-focus.info/lavoro-previdenza/congedo-parentale-le-nuove-misure,3,28252
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 03:39 Nessun commento:
INPS: cir. 109 – assegno per il nucleo familiare – nuovi livelli reddituali dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016
L’Inps, con la circolare n. 109 del 27 maggio 2015 , comunica le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonchè i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016, alle diverse tipologie di nuclei familiari.
http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/inps-cir-109-assegno-per-il-nucleo-familiare-nuovi-livelli-reddituali-dal-1-luglio-2015-al-30-giugno-2016
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 01:06 Nessun commento:
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 01:03 Nessun commento:
http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/min-lavoro-cig-in-deroga-anche-negli-studi-professionali
Emilia Romagna: http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/crisi-occupazionale/approfondimenti/cassa-integrazione-guadagni-in-deroga-cig
Ricordo che la ricorrente è la Confederazione Italiana Libere Professioni –Confprofessioni.
Pubblicato da Andrea Pessina a 00:21 Nessun commento:
Microcredito: slitta a metà maggio la possibilità di accesso
Slitta l’accesso ai fondi del Microcredito. Il decreto dello Sviluppo economico sta, infatti, ritardando la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale in quanto ancora al vaglio della Corte dei Conti. Dopo bisognerà attendere la successiva pubblicazione della circolare operativa da parte del gestore del Fondo nei successivi 15 giorni. Presumibilmente, l’inizio della procedura scatterà non prima di metà maggio". E' quanto spiega la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro che ha raccolto, nella circolare numero 8 del 2015, le Faq ricevute in queste settimane dai colleghi, per risolvere le perplessità sollevate finora sul fondo.
"Il ritardo è anche motivato -fa notare la Fondazione Studi- visto l’interesse suscitato presso gli italiani dalla ricerca di una strategia per aumentare la platea dei destinatari. Poiché il ministero, infatti, presterà solo la garanzia (e non provvederà ad erogare direttamente i fondi), si sta ipotizzando la possibilità di utilizzare un sistema di leva fiscale e di non immobilizzare l’intera cifra del prestito oggetto della garanzia, bensì una cifra inferiore".
"Di conseguenza, i 40 milioni disponibili potrebbero raggiungere molti più soggetti. In attesa dell’operatività dei bandi, quindi, la pagina speciale del sito www.consulentidellavoro.it dedicata al Microcredito si implementa di un nuovo servizio: le faq che risolvono le prime perplessità sulla procedura. Le faq saranno implementate e aggiornate nel corso delle settimane a seconda delle novità che interverranno. Nel frattempo il gestore del fondo ha istituito la sezione 'Microcredito' del sito www.fondidigaranzia.it", conclude.
http://www.adnkronos.com/soldi/lavoro/2015/04/17/slitta-accesso-fondi-microcredito_cXrHxd5fqtOgmB5tNtJLIL.html
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 08:24 Nessun commento:
Dr Job / Il «superamento» del contratto a progetto: video online su Job24, concentrato nel post
Che fine fanno i contratti a progetto? E le partite Iva? Ci sarà ancora spazio per il lavoro parasubordinato nelle aziende ? Di questo tratta la terza puntata del nostro “Jobs Act in progress” spiegato dagli esperti avvocati giuslavoristi dello Studio Trifirò & Partners . La videointervista con l’avv Tommaso Targa é online sul canale lavoro Job24. Nel post qui sotto, il “succo” superconcentrato in quattro domande …
http://jobtalk.blog.ilsole24ore.com/2015/03/10/dr-job-il-superamento-del-contratto-a-progetto-video-online-su-job24-concentrato-nel-post/
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 04:37 Nessun commento:
Governo: pubblicato il DPCM con le modalità per il TFR in Busta paga
Il Governo ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2015, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 29 del 20 febbraio 2015 , con il regolamento recante norme attuative delle disposizioni in materia di liquidazione del TFR come parte integrante della retribuzione per il periodo di paga decorrente da marzo 2015 a giugno 2018.
Il decreto disciplina le modalità di attuazione delle disposizioni previste dalla Legge di Stabilità 2015 (articolo 1, commi da 26 a 34, Legge n. 190/2014), al fine di vedersi corrisposto, in busta paga, il TFR maturando.
Questo è il modulo che il lavoratore dovrà compilare per la richiesta.
http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/governo-pubblicato-il-dpcm-con-le-modalita-per-avere-il-tfr-in-busta-paga
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 04:29 Nessun commento:
L’Inps, con un messaggio n. 1144 del 13 febbraio 2015 (non ancora pubblicato sul proprio sito), fornisce, ai datori di lavoro, le istruzioni tecniche per la fruizione dell’esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato introdotto dall’art. 1, commi 118 e seguenti della legge n. 190/2014 (c.d. Legge di Stabilità 2015).
http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/inps-istruzioni-per-la-fruizione-dellesonero-contributivo-previste-dalla-legge-di-stabilita-2015
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 02:02 Nessun commento:
Pubblicato da Andrea Pessina a 09:26 Nessun commento:
Legge di Stabilità 190/2014: Abrogazione agevolazioni L 407/1990 (Disoccupazione)
A far data dal 1° gennaio 2015 viene cancellato (comma 121) l’incentivo previsto per l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi e dei cassaintegrati straordinari da un uguale periodo. Il Legislatore assicura il riconoscimento dei benefici, fino a scadenza, per le assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2014.
Pubblicato da Andrea Pessina a 09:25 Nessun commento:
Pubblicato da Andrea Pessina a 09:23 Nessun commento:
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