Source: https://www.concormedia.it/2019/03/25/rapporto-tra-mediazione-ed-esecuzione-forzata-tribunale-di-vicenza-sentenza-10-10-2018/
Timestamp: 2020-03-30 22:00:24+00:00
Document Index: 58461299

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 619', 'art. 512']

rapporto tra Mediazione ed Esecuzione Forzata – Tribunale di Vicenza sentenza 10/10/2018 |
A cura del Mediatore Avv. Roberto De Stefano da Roma
Nelle procedure esecutive, anche se la legge nulla dice in proposito, non può mai ritenersi obbligatorio il tentativo di conciliazione in sede di mediazione quale condizione di procedibilità.
Ed infatti – chiarisce il giudice vicentino – l’istituto della mediazione è logicamente incompatibile con la procedura esecutiva: nella prima il mediatore tenta di conciliare una controversia bilanciando opposti interessi, mentre nella procedura esecutiva vi è un diritto già accertato in un titolo esecutivo che ne consente il soddisfacimento coattivo.
Nessun dubbio neanche per “i procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata” per i quali, l’art. 5, comma 4, lett. e, del d.lgs. 28/2010 esclude espressamente la necessità della mediazione.
Un approfondimento di tale ultima norma era già giunto, all’indomani dell’entrata in vigore del D.Lgs 28/2010, da Tribunale di Prato che con ordinanza del 09/06/2011 aveva spiegato che: “i procedimenti di cognizione che si inseriscono incidentalmente nell’esecuzione forzata sono stati esclusi per la loro stretta inerenza con l’esecuzione forzata. Consentire, o peggio, imporre la dilazione nella fase processuale in cui la soddisfazione del singolo diritto è più prossima significherebbe aprire la strada a manovre dilatorie da parte dei debitori esecutati”. Pertanto, secondo il Tribunale di Prato, si debbono “escludere dall’ambito di applicazione della mediazione non solo i procedimenti di opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) e quelli di opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) e l’opposizione di terzo (art. 619 c.p.c.); ma pure il procedimento avente ad oggetto l’accertamento dell’obbligo del terzo […] (artt. 548 e 549 c.p.c.) e quello avente ad oggetto la distribuzione della somma ricavata dalla vendita (art. 512 c.p.c.)”.