Source: http://questionegiustizia.it/articolo/due-ordini-di-politiche-e-di-garanzie-in-tema-di-lotta-al-terrorismo_07-03-2016.php
Timestamp: 2017-02-25 00:04:31+00:00
Document Index: 111209212

Matched Legal Cases: ['§ 13', '§ 11', '§ 16', '§ 5', '§ 3', '§ 55', 'sentenza ']

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di Luigi FerrajoliProfessore emerito di Teoria generale del diritto, Università Roma Tre; componente del Comitato scientifico di Questione GiustiziaIl contributo di Luigi Ferrajoli al nostro seminario: "Terrorismo internazionale. Politiche della sicurezza. Diritti fondamentali" (Pisa, 11-12 marzo 2016)	Tweet
[2] T. Hobbes, Leviatano cit., cap. XVII, § 13, pp.281 e 283, dove Hobbes afferma che se gli uomini vogliono la pace e la sicurezza «l’unica maniera è quella di conferire tutto il loro potere e la loro forza a un solo uomo o a un’assemblea di uomini… Fatto questo, la moltitudine così unita si chiama Stato, in latino civitas… a cui dobbiamo la nostra pace e la nostra difesa».
[3] In Principia iuris. Teoria del diritto e della democrazia, vol.I, Teoria del diritto, Laterza, Roma-Bari 2007, § 11.11, pp.784-785, dove ho definito i ‘beni illeciti’, con la definizione D11.33, come tutti quei beni dei quali sono vietate la produzione e/o la detenzione e/o il commercio, e vol.II, Teoria della democrazia, § 16.9, pp.521-527, dove ho identificato nel monopolio giuridico della forza e nella totale messa al bando delle armi quali beni illeciti la principale garanzia della pace. Ho ribadito questa proposta in La democrazia attraverso i diritti. Il costituzionalismo garantista come modello teorico e come progetto politico, Laterza, Roma-Bari 2013, § 5.5, pp.211-213.
[5] Queste spese hanno raggiunto nel 2011 la cifra di 1.740 miliardi di dollari, pari al 2,6% del Pil mondiale (S.Andreis, Le spese militari nel mondo, in AA.VV., Economia a mano armata. Libro bianco sulle spese militari, Sbilanciamoci, Roma 2012, p. 81). Ben il 43% di questa spesa, pari a 698 miliardi di dollari, viene sostenuta dagli Stati Uniti. Seguono la Cina (119 miliardi di dollari), il Regno Unito e la Francia (59,3 miliardi), la Russia (58,7 miliardi), il Giappone (54,5 miliardi), l’Arabia Saudita e la Germania (45,2 miliardi), l’India (41,3 miliardi) e l’Italia (37 miliardi) (ivi, p.83).
[6] «Gli eserciti permanenti (miles perpetuus) devono col tempo interamente scomparire. E ciò perché minacciano incessantemente gli altri Stati con la guerra, dovendo sempre mostrarsi armati a tale scopo, ed eccitano gli altri Stati a gareggiare con loro in quantità di armamenti in una corsa senza fine: e siccome per le spese a ciò occorrenti la pace diventa da ultimo ancor più oppressiva che non una guerra di breve durata, così tali eserciti permanenti diventano essi stessi la causa di guerre aggressive, per liberarsi da questo peso. A ciò si aggiunga che assoldare uomini per uccidere e per farli uccidere è, a quel che sembra, fare uso di uomini come di semplici macchine e di strumenti nelle mani di un altro (dello Stato), il che non può conciliarsi col diritto dell’umanità nella propria persona» (I. Kant, Per la pace perpetua [1795], sez. I, § 3, in Id., Scritti politici cit., p.285). «Quale diritto ha lo Stato», si chiede infatti Kant, «di servirsi dei suoi propri sudditi per muover guerra ad altri Stati, di impiegare e di mettere così in gioco i loro beni e anzi la loro vita stessa?... Questo diritto sembra potersi dimostrare facilmente, derivandolo cioè dal diritto di poter fare del suo (della sua proprietà) tutto ciò che si vuole», cioè dall’assurda pretesa del sovrano di ridurre il cittadino a una “sua proprietà incontestabile… Come dunque si può dire delle piante (per esempio delle patate) e degli animali domestici che essi... si possono adoperare, consumare e distruggere, così sembra che si possa attribuire al potere supremo dello Stato... il diritto di condurre i suoi sudditi alla guerra come alla caccia, al combattimento come a una partita di piacere… Ma questo principio di diritto (che probabilmente si presenta oscuramente alla mente del monarca) vale invero certamente e relativamente agli animali, che possono essere una proprietà dell’uomo, ma non si applica assolutamente all’uomo, principalmente come cittadino, il quale deve sempre essere considerato come un membro del potere legislativo (come colui che non è soltanto un mezzo, ma anche nello stesso tempo un fine in sé)» (I. Kant, Principi metafisici della dottrina del diritto [1797], parte II, sez. II, § 55, in Id., Scritti politici cit., pp.535‑537). 7 marzo 2016terrorismoterrorismo internazionaleluigi ferrajoliSe ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.	Magistratura e societàContre l'état d'urgence, un saggio di Paul Cassiadi Alberto PerducaA quattordici mesi dalla tragica sera degli attentati di Parigi, lo stato di emergenza resta in vigore, e lo rimarrà fino al 15 luglio 2017. 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Il giudice e la legge	Magistratura e società
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