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Timestamp: 2020-06-03 02:25:41+00:00
Document Index: 132456533

Matched Legal Cases: ['art. 2901', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2901', 'art. 10', 'art. 17']

Cass., sez. III civ., 26 novembre 2019 (ord.), n. 30737 (testo) | Avv. Leda Rita Corrado | Studio legale e tributarioAvv. Leda Rita Corrado | Studio legale e tributario
Cass., sez. III civ., 26 novembre 2019 (ord.), n. 30737 (testo)
in Corte di Cassazione Tags: Cassazione, Corte di Cassazione, Fallimento
Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza 3 ottobre – 26 novembre 2019, n. 30737
Propone ricorso incidentale T.F. .
Il ricorrente espone in fatto di essere stato convenuto in giudizio, insieme con il padre, nel luglio 2014 da Equitalia Centro S.p.a., ora Agenzia delle entrate – Riscossione, che, affermandosi creditrice della somma di Euro 3.334.208,24 per debiti erariali maturati negli anni 2007-2008, ma accertati nel 2012, intendeva ottenere la declaratoria di inefficacia ex art. 2901 c.c. dell’atto con cui, nel 2009, aveva acquistato dal padre F. alcune unità immobiliari facenti parte del Condominio (omissis) .
La sentenza veniva impugnata autonomamente da P. e T.F. , innanzi alla Corte d’Appello di Pescara, la quale, riuniti i due procedimenti, con la sentenza oggetto dell’odierno ricorso, respingeva il gravame e condannava gli appellanti in solido al pagamento delle spese di giudizio.
In particolare, il giudice adito riconosceva la legittimazione attiva dell’ADER, benché fosse ente abilitato alla riscossione e non anche all’imposizione, ai sensi della L. n. 311 del 2004, che aveva abilitato il concessionario della riscossione tributaria a promuovere con ogni azione la tutela del credito.
Riteneva irrilevante che l’accertamento del credito fiscale fosse stato induttivo, perché ai fini dell’art. 2901 c.c. rileva una nozione lata di credito, comprensiva della ragione o aspettativa di credito oltre che del credito litigioso; negava rilevanza, ai fini dell’anteriorità dell’atto dispositivo rispetto alla nascita del credito, al momento dell’accertamento dell’illecito fiscale tributario, prestando rilievo al momento in cui si erano realizzati i presupposti per il sorgere del credito, cioè il momento consumativo del fatto di evasione dell’imposta; reputava che, essendo stati posti in essere gli atti che avevano portato all’evasione fiscale negli anni 2007 e 2008 e considerando che il pagamento delle imposte avviene a conclusione dell’anno solare, l’avere proprio nel 2009 trasferito tutti i suoi beni e proprio al figlio, unitamente al fatto che il figlio si trovasse in una condizione di soggetto consapevole della idoneità lesiva dell’atto di alienazione, fossero idonei ad integrare gli elementi oggettivi e soggettivi richiesti per la revocatoria della compravendita.
Ricorso principale di T.P. .
– in primo luogo perché genericamente dedotta: il ricorrente si limita a dedurre un astratto allentamento delle tutele costituzionali, ma la sospettata violazione dei parametri costituzionali viene ad essere fondata sul mero presupposto di fatto costituito dalla deroga al diritto comune, in assenza di alcuno sforzo argomentativo volto a negare la giustificatezza di una differenziazione normativa, atteso che il principio di eguaglianza non vieta in assoluto trattamenti differenziati, ma solo quelli che risultino irragionevoli ed inadeguati rispetto al fine perseguito; nè diversa considerazione merita l’assunta incompatibilità della L. n. 311 del 2005, art. 10 bis con i principi della legittimazione processuale, anche questa genericamente formulata, vieppiù considerando che relativamente alla conformazione degli istituti processuali il legislatore fruisce di ampia discrezionalità (Cass.18/04/2019, n. 97); per finire nessun riferimento è rivolto all’eventuale inadeguatezza della tutela garantita dall’art. 17 dello statuto del contribuente che estende l’applicabilità delle norme contenute nelle precedenti disposizioni anche all’operato dei “soggetti che rivestono la qualifica di concessionari e di organi indiretti dell’amministrazione finanziaria, ivi compresi i soggetti che esercitano l’attività di accertamento, liquidazione e riscossione di tributi di qualunque natura”.
– in secondo luogo, perché non tiene conto che i connotati di specialità dell’assetto normativo del sistema esecutivo a tutela delle entrate tributarie è passato indenne attraverso varie censure di incostituzionalità, sull’assunto che tale specialità sia funzionale all’esigenza di pronta e sicura realizzazione del credito fiscale, non derivando da ciò la violazione del diritto di difesa del contribuente (cfr. ad es. Corte Cost. 20/11/2000, n. 455).
Va osservato, in particolare, che il dovere di concorrere al sostentamento della spesa pubblica trova proprio nel momento della riscossione la vera e propria realizzazione, che rende effettivo quell’obbligo di concorso. Se ne trae la convinzione che la riscossione del tributo è momento essenziale della vicenda/prelievo, poiché solo con la riscossione la spesa pubblica è concretamente finanziata e trova le risorse necessarie.
È proprio in questa chiave che sono stati adottati numerosi interventi aventi lo scopo di accentuare la natura pubblicistica del sistema di riscossione e l’incremento del tasso di efficacia dell’azione riscossiva.
Ciò spiega perché la letteratura specialistica guardi con sospetto ai tentativi di reintrodurre forme di scomposizione del collegamento tra l’agente della riscossione e gli enti creditori, secondo una visione evidentemente anacronistica dei ruoli e delle competenze, ove si consideri soprattutto che la separazione tra la titolarità del credito, attribuita al soggetto attivo del tributo, e la titolarità dell’azione esecutiva, riconosciuta all’ente incaricato della riscossione, aveva dimostrato tutti i suoi limiti, dando luogo ad un possibile giudizio diretto ad accertare il rispetto della normativa sul recupero del tributo iscritto a ruolo, in aggiunta ad un eventuale giudizio risarcitorio diretto ad accertare la legittimità delle misure esecutive adottate.
Al verificarsi dei presupposti il contribuente è tenuto a liquidare l’imposta dovuta, a corrisponderla all’amministrazione finanziaria ed a comunicare l’avvenuta corresponsione; l’attività dell’amministrazione è diretta al controllo della dichiarazione, ma l’obbligazione tributaria nasce con il verificarsi dei relativi presupposti, sicché l’attività dell’amministrazione è da ritenersi strumentale rispetto all’accertamento di un credito già sorto e non può essere considerata sotto il profilo genetico dell’obbligazione.
Ricorso incidentale di T.F. .
Il bonus fiscale spetta anche alle società (nota a Cass. 29162-19)Cass., sez. trib., 20 novembre 2019 (ord.), n. 30150 (testo)