Source: http://www.giurcost.org/decisioni/2002/0018s-02.html
Timestamp: 2019-03-22 14:43:40+00:00
Document Index: 105197598

Matched Legal Cases: ['art. 647', 'art. 24', 'art. 647', 'sentenza ', 'art. 647', 'art. 647', 'art. 641', 'art. 645', 'art. 3', 'art. 647', 'art. 24', 'art. 647', 'art. 24', 'art. 348', 'art. 647', 'art. 647', 'art. 647', 'art. 273', 'art. 647', 'art. 24', 'art. 647']

nei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 647 del codice di procedura civile promossi con ordinanze emesse il 21 febbraio 2000 dal Tribunale di Napoli e il 18 ottobre 2000 (n. 2 ordinanze) dal Tribunale di Ancona, sez. distaccata di Fabriano, rispettivamente iscritte ai nn. 609, 813 e 814 del registro ordinanze 2000 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 44, prima serie speciale, dell’anno 2000 e n. 1, prima serie speciale, dell’anno 2001.
Visti gli atti di costituzione di Pietroluongo Anna, della Banda Musicale Città di Staffolo, dell’Italprint srl nonchè gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito nell’udienza pubblica del 18 dicembre 2001 il Giudice relatore Annibale Marini;
uditi gli avvocati Guido Belmonte per Pietroluongo Anna, Arturo Alfieri per la Banda Musicale Città di Staffolo e l’avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1.- Nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Napoli, con ordinanza del 21 febbraio 2000, ha sollevato, in riferimento all’art. 24, secondo comma, della Costituzione, "questione di legittimità costituzionale del 1° e del 2° comma dell’art. 647 c.p.c., nella parte in cui prevedono che il decreto ingiuntivo debba essere dichiarato definitivamente esecutivo, e l’opposizione non possa più essere proseguita, anche qualora la mancata costituzione dell’opponente sia dipesa da caso fortuito o forza maggiore".
Riferisce il rimettente che l’opponente non aveva potuto rispettare il termine abbreviato per la costituzione in giudizio in quanto, come attestato dall’Ufficio Notifiche presso la Corte d’appello di Napoli, l’originale della citazione, necessario per la costituzione, gli era stato restituito, a causa di "disguidi d’ufficio", quando il termine per la costituzione era già scaduto.
Ad avviso dello stesso rimettente, una volta ammessa - nei limiti risultanti dalla sentenza di questa Corte n. 120 del 1976 - la possibilità della opposizione tardiva, non vi sarebbe alcuna ragione per negare alla parte che non si sia potuta costituire nei termini, sempre per caso fortuito o forza maggiore, la possibilità della costituzione tardiva.
5.- Sempre nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Ancona, con due ordinanze di identico contenuto, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 647, secondo comma, cod. proc. civ. nella parte in cui, in caso di mancata o intempestiva costituzione dell’opponente in giudizio, preclude la possibilità di riproporre l’opposizione a decreto ingiuntivo anche nel caso in cui sia ancora pendente il termine per l’opposizione e l’improcedibilità non sia stata dichiarata.
In ciò il Tribunale di Ancona, ritenuta la natura impugnatoria del giudizio scaturente dalla opposizione a decreto ingiuntivo, scorge la violazione di un principio generale in materia di impugnazioni, espresso dagli artt. 358 e 387 cod. proc. civ., che, viceversa, sarebbe applicabile anche al procedimento de quo ove fosse dichiarata la illegittimità costituzionale del secondo comma dell’art. 647 cod. proc. civ., norma che, per la sua specialità e per il suo chiaro tenore letterale, non é suscettibile di essere ricondotta, per effetto di un’interpretazione adeguatrice, nell’alveo costituzionale.
D’altra parte, ad avviso del rimettente, il dubbio di costituzionalità della norma impugnata, lesiva del diritto di difesa e priva di ragionevolezza, non verrebbe meno se si escludesse il carattere di gravame della opposizione a decreto ingiuntivo; anzi, esso sarebbe ancora più vistoso: infatti, in esito ad un procedimento caratterizzato dalla sommarietà della cognizione, l’opponente (convenuto in senso sostanziale) sarebbe privato della possibilità di fare valere le sue ragioni, non potendo porre riparo ad una sua negligenza, proponendo, nel rispetto dei termini di cui all’art. 641 cod. proc. civ., una nuova opposizione; tale sanzione sarebbe, secondo il rimettente, irragionevolmente rigorosa sia se confrontata con la posizione dell’opposto (attore in senso sostanziale), sia con la posizione dell’appellante - o del ricorrente per cassazione - il quale, pur in presenza di una situazione processuale già vagliata in uno - se non in due - gradi di giudizio, é tutelato, a differenza di quanto avviene per l’opponente ex art. 645 cod. proc. civ., in modo che siano evitati gli effetti più gravi della sua mancata costituzione.
Conclusivamente, il rimettente solleva la questione in riferimento all’art. 3 della Costituzione poichè dall’applicazione dell’art. 647, secondo comma, cod. proc. civ. deriverebbe una irragionevole disparità di trattamento fra i vari tipi di impugnazione ovvero - se si esclude la natura impugnatoria della opposizione a decreto ingiuntivo - una irragionevole disparità fra le sanzioni collegate alla mancata costituzione dell’attore ed a quella del convenuto; in riferimento all’art. 24 della Costituzione stante la compressione del diritto di difesa dell’opponente (sia esso considerato come impugnante sia come convenuto in senso sostanziale), non giustificata dalla specialità del rito.
6.- Si é costituito nel giudizio il debitore opponente, secondo il quale la corretta interpretazione dell’art. 647, secondo comma, cod. proc. civ. é nel senso di affermare la reiterabilità della opposizione fino a che il termine per la sua proposizione non sia scaduto e finchè non sia dichiarata la esecutività del decreto, posto che una diversa interpretazione violerebbe gli artt. 3 e 24 della Costituzione. Conclude, tuttavia, per l’accoglimento della questione sollevata dal Tribunale di Ancona.
Ribadito il principio secondo il quale non vi é lesione dell’art. 24 della Costituzione allorchè il legislatore conformi diversamente, in considerazione delle peculiarità dei singoli procedimenti, le modalità di esercizio della attività processuale delle parti, la difesa privata segnala la inconferenza del richiamo contenuto nella ordinanza di rimessione agli artt. 358 e 387 cod. proc. civ., riguardando tali norme la diversa ipotesi di atto di gravame viziato da nullità; osserva, invece, che, il caso di mancata costituzione in giudizio dell’appellante é disciplinato dall’art. 348 cod. proc. civ. il quale - non diversamente da quanto dispone l’art. 647, secondo comma, cod. proc. civ. per il giudizio monitorio - prevede la improcedibilità del gravame.
1.- Tanto il Tribunale di Napoli quanto il Tribunale di Ancona dubitano, pur sotto profili diversi e muovendo da non coincidenti premesse interpretative, della legittimità costituzionale dell’art. 647 del codice di procedura civile, nella parte in cui prevede che l’opposizione non possa essere più proposta nè proseguita nel caso di mancata o tardiva costituzione in giudizio dell’opponente.
2.- La questione sollevata dal Tribunale di Napoli é inammissibile.
3.- Quanto ai due giudizi promossi dal Tribunale di Ancona, va preliminarmente disattesa l’eccezione di inammissibilità sollevata in udienza dalla Avvocatura generale dello Stato e motivata con l’assunto che il rimettente, adottando il provvedimento di riunione delle due opposizioni, avrebbe mostrato di ritenere ammissibile la seconda opposizione e fatto, con ciò stesso, implicita applicazione della norma - l’art. 647 cod. proc. civ. – censurata.
Va, in contrario, osservato come il provvedimento di riunione di più procedimenti relativi alla stessa causa e pendenti davanti allo stesso giudice - da adottarsi anche d’ufficio, ai sensi dell’art. 273, primo comma, cod. proc. civ. – sia privo di qualsiasi contenuto decisorio e risponda a mere esigenze di economia dei giudizi. E ciò é sufficiente ad escludere la ricorrenza nella specie sia della asserita valutazione di ammissibilità della seconda opposizione che dell’applicazione della norma impugnata.
1) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 647, primo e secondo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all’art. 24, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Napoli con l’ordinanza in epigrafe;
2) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 647, secondo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Ancona, sez. distaccata di Fabriano, con le ordinanze in epigrafe.