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Timestamp: 2018-01-20 04:44:54+00:00
Document Index: 97745232

Matched Legal Cases: ['art. 195', 'art. 14', 'art. 195', 'art. 195', 'art. 198', 'art. 200', 'art. 202', 'art. 113', 'art. 198', 'art. 201', 'art. 195', 'art. 184', 'art. 112', 'art. 195', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 238', 'art. 3', 'art. 184', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7']

REGOLAMENTO RELATIVO ALL ASSIMILAZIONE PER QUANTITÀ E QUALITÀ DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI AI RIFIUTI URBANI PREMESSA 1. Il D.lgs. n. - PDF
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1 REGOLAMENTO RELATIVO ALL ASSIMILAZIONE PER QUANTITÀ E QUALITÀ DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI AI RIFIUTI URBANI PREMESSA 1. Il D.lgs. n. 4/2008 aveva modificato l art. 195, comma 2, lett. e), del D.lgs. n. 152/2006, in riferimento alla determinazione, da parte dello Stato, dei criteri qualitativi e quali-quantitativi per l'assimilazione, ai fini della raccolta e dello smaltimento, dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani. Con decorrenza dal 1 gennaio 2013, l'art. 14 (che ha istituito il "Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi"), comma 46, del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha abrogato parte del citato riferimento normativo. 2. L art. 195, comma 2, lett. e), del D.lgs. n. 152/2006 stabiliva, tra l altro, che non sono comunque assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico; 3. L art. 195, comma 2, lett. e), stabiliva, infine, che: Per gli imballaggi secondari e terziari per i quali risulti documentato il non conferimento al servizio di gestione dei rifiuti urbani e l'avvio a recupero e riciclo diretto tramite soggetti autorizzati, non si applicherà la predetta tariffazione. 4. Tutto quanto sopra premesso, si ritiene, nonostante l intervenuta abrogazione del citato riferimento normativo, di poter assumere i parametri lì definiti ai fini della regolamentazione dei criteri di assimilazione per il territorio ricompreso nell Ambito di Raccolta Ottimale (ARO-FG/7) n. 7 della Provincia di Foggia. 5. L art. 198, comma 1, stabiliva, che: I comuni, concorrono, nell'ambito delle attività svolte a livello degli ambiti territoriali ottimali, di cui all'art. 200 e con le modalità ivi previste, alla gestione dei rifiuti urbani ed assimilati. Sino all'inizio delle attività del soggetto aggiudicatario della gara ad evidenza pubblica indetta dall'autorità d'ambito ai sensi dell'art. 202, i comuni continuano la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa nelle forme di cui all'art. 113 comma 5 del D.Lgs 18/08/00 n L art. 198, comma 2, stabiliva, che: I comuni, concorrono a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei principi di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità e in coerenza con i piani d'ambito adottai ai sensi dell'art. 201, comma 3 stabiliscono in particolare:.. g) l'assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, secondo i criteri di cui all'art. 195, comma 2 lettera e), ferme restando le definizioni di cui all'art. 184, comma 2, lettere c) e d) 7. L'art. 112 della legge 26/2000 ribadisce che gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni e attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo delle comunità locali; 8. la legge regionale n 24/2012
2 9. L'ARO FG7 si è costituito con rep del 24/05/2013, per cui si rende necessario all'interno dello stesso Ambito avere un unico regolamento di assimilabilità; ART. 1 - CRITERI GENERALI 1. Ai fini delle operazioni di raccolta e di smaltimento e fino all entrata in vigore del nuovo regolamento conforme ai criteri statali da emanare ai sensi dell art. 195, comma 2, lett. e), del D.lgs. n. 152/2006, il presente regolamento stabilisce i criteri qualitativi e quantitativi per l'assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani per cui possono essere assimilati ai rifiuti urbani i rifiuti speciali non pericolosi che soddisfano i seguenti requisiti: a. abbiano natura, caratteristiche merceologiche e composizione chimico-fisica analoghe a quelle dei rifiuti urbani e comunque secondo quanto previsto dall art. 2; b. siano conferiti nel rispetto dei limiti massimi indicati all art. 3, Criteri quantitativi, del presente regolamento; c. siano conferiti attraverso idoneo servizio di raccolta, strutturato sulla base dei conferimenti separati; d. siano compatibili con le modalità di gestione del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani adottata sul territorio dell ARO-FG/7 e con le strutture e gli impianti di recupero e smaltimento che costituiscono il sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani. 2. L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani comporta: a. l applicazione della tariffa di cui all art. 238 del D.lgs. n. 152/2006 alle superfici di produzione di tali rifiuti secondo il relativo regolamento; b. la garanzia, senza ulteriori oneri a carico del produttore, dello smaltimento dei rifiuti attraverso l ordinario servizio di raccolta che potrà anche essere articolato e svolto secondo forme particolari, tenuto conto delle esigenze organizzative e gestionali del gestore del servizio. 3. I rifiuti assimilati per qualità ma eccedenti i limiti massimi per lo smaltimento e quelli di produzione totale indicati all art. 3 del presente regolamento, potranno essere oggetto di apposita convenzione tra il produttore e il gestore del servizio, con oneri a carico del produttore dei rifiuti. ART. 2 - CRITERI QUALITATIVI 1. Fermo restando il rispetto dei criteri riportati agli artt. 1 e 3, sono assimilabili i rifiuti speciali non pericolosi la cui merceologia è compatibile con quella dei rifiuti urbani o, comunque, siano costituiti da manufatti e materiali simili a quelli elencati di seguito a titolo esemplificativo (secondo quanto previsto dal paragrafo della Delibera Interministeriale : a. imballaggi primari e secondari (di carta, cartone, plastica, legno, metallo e simili); b. contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latte e lattine e simili); c. sacchi e sacchetti di carta o plastica; fogli di carta, plastica, cellophane; d. cassette, pallets; e. accoppiati: quali carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta catramata, fogli di carta metallizzata e simili; f. frammenti e manufatti di vimini e sughero; g. paglia e prodotti di paglia; h. scarti di legno provenienti da falegnameria, trucioli; i. fibra di legno e pasta di legno anche umida, purché palabile; j. ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e juta; k. feltri e tessuti non tessuti;
3 l. pelle e similpelle; m. gomma e caucciù (polvere e ritagli) e manufatti composti prevalentemente da tali materiali, come camere d aria e copertoni; n. resine termoplastiche e termo-indurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da tali materiali; o. rifiuti ingombranti analoghi a quelli di provenienza domestica (art. 184, comma 2, lettera a), del D.lgs. n. 152/2006) intesi esemplificativamente quali beni di consumo durevoli, di arredamento, di impiego domestico, di uso comune, provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere non identificabili nei raggruppamenti di cui al Decreto 25 settembre 2007, n. 185; p. imbottiture, isolanti termici ed acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche, quali lane di vetro e di roccia, espansi elastici e minerali, e simili; q. moquettes, linoleum, tappezzerie pavimenti e rivestimenti in genere; r. materiali vari in pannelli (di legno, gesso plastica e simili); s. frammenti e manufatti di stucco e di gesso essiccati; t. manufatti di ferro tipo paglietta, filo di ferro, spugna di ferro e simili; u. nastri abrasivi; v. cavi e/o materiale elettrico in genere purché non contenenti componenti pericolosi (esemplificativamente identificabili con il Raggruppamento 2 (Altri grandi bianchi) e col Raggruppamento 4 (IT e Consumer electronics, apparecchi di illuminazione (privati delle sorgenti luminose), PED e altro di cui all Allegato 1 al Decreto 25 settembre 2007, n. 185, Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), costituzione e funzionamento di un centro di coordinamento per l'ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi e istituzione del comitato d'indirizzo sulla gestione dei RAEE, ai sensi degli articoli 13, comma 8, e 15, comma 4, del Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151 ; w. pellicole e lastre fotografiche e radiografiche sviluppate; x. scarti in genere della produzione di alimentari, purché non allo stato liquido, quali ad esempio scarti di caffè, scarti dell industria molitoria e della pastificazione, partite di alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, sanse esauste e simili; y. scarti vegetali in genere (erbe, fiori piante, verdure, ecc.) anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula, scarti di sgranatura e trebbiatura, e simili); z. residui animali e vegetali provenienti dall estrazione di principi attivi; aa. accessori per l informatica non contenenti componenti pericolose. 2. Ai sensi dell art. 2, comma 1, lett. g), del D.P.R. 15 luglio 2003 n. 254, sono, altresì, assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti sanitari di seguito riportati, ad esclusione dei rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo e dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: a. i rifiuti derivanti dalla preparazione dei pasti provenienti dalle cucine delle strutture sanitarie; b. i rifiuti derivanti dall'attività di ristorazione e i residui dei pasti provenienti dai reparti di degenza delle strutture sanitarie, esclusi quelli che provengono da pazienti affetti da malattie infettive per i quali sia ravvisata clinicamente, dal medico che li ha in cura, una patologia trasmissibile attraverso tali residui; c. vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi in genere, materiali ingombranti da conferire negli ordinari circuiti di raccolta differenziata, nonché altri rifiuti non pericolosi
4 che per qualità e per quantità siano assimilati agli urbani ai sensi dell'articolo 21, comma 2, lettera g), del D.lgs. n. 22/1997; d. la spazzatura; e. indumenti e lenzuola monouso e quelli di cui il detentore intende disfarsi; f. i rifiuti provenienti da attività di giardinaggio effettuata nell'ambito delle strutture sanitarie; g. i gessi ortopedici e le bende, gli assorbenti igienici anche contaminati da sangue esclusi quelli dei degenti infettivi, i pannolini pediatrici e i pannoloni, i contenitori e le sacche utilizzate per le urine; h. i rifiuti sanitari a solo rischio infettivo assoggettati a procedimento di sterilizzazione effettuato ai sensi dell art. 2, comma 1, lett. m), del D.P.R. n. 254/2003, a condizione che lo smaltimento avvenga in impianti di incenerimento per rifiuti urbani. Lo smaltimento in discarica è sottoposto alle condizioni di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c), del D.P.R. n. 254/2003. In caso di smaltimento, per incenerimento o smaltimento in discarica, al di fuori dell'ambito territoriale ottimale, la raccolta ed il trasporto di questi rifiuti non è soggetta a privativa. 3. Non possono in alcun caso essere assimilati ai rifiuti urbani i rifiuti prodotti da utenze non domestiche che: a. siano stati contaminati, anche in tracce, da sostanze e preparati classificati pericolosi, da policlorodibenzodiossine e/o policlorodibenzofurani; b. non presentino compatibilità tecnologica con l impianto di trattamento a cui i rifiuti urbani sono conferiti; c. presentino caratteristiche qualitative incompatibili con le modalità e le attrezzature di raccolta adottate dal concessionario. A titolo esemplificativo e non esaustivo: c.1. consistenza non solida, fatta eccezione per gli oli vegetali e di origine animale; c.2. polveri; c.3. materiali che in fase di compattazione e/o trasporto possano originare quantità eccessive di percolato. ART. 3 - CRITERI QUANTITATIVI 1. Fermo restando il rispetto dei criteri generali riportati all art. 1, i rifiuti speciali non pericolosi derivanti da utenze non domestiche possono essere assimilati ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento, a condizione che: a. le frazioni indifferenziate, facenti parte dei quantitativi di rifiuti assimilati, destinate alle operazioni di smaltimento, non superino i limiti massimi specificatamente indicati nella tabella seguente, per ciascuna delle categorie di attività elencate (colonna A); b. i quantitativi totali non superino i limiti massimi specificatamente indicati nella tabella seguente, per ciascuna delle categorie di attività elencate (colonna B). Rif. N DESCRIZIONE DELL UTENZA NON DOMESTICA Kg/mq anno destinati a smaltimento Kg/mq anno complessivi 1 Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto 4,00 10,00 2 Cinematografi e teatri 2,00 5,00 3 Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta 3,00 7,50 4 Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi 4,00 10,00 5 Stabilimenti balneari 3,00 7,50 A B
5 6 Esposizioni, autosaloni 2,00 5,00 7 Alberghi con ristorante 7,00 17,50 8 Alberghi senza ristorante 4,00 10,00 9 Case di cura e di riposo 8,00 20,00 10 Ospedali 9,00 22,50 11 Uffici, agenzie, studi professionali 6,00 15,00 12 Banche ed istituti di credito 3,00 7,50 13 Negozi di abbigliamento e calzature, librerie, cartolerie, ferramenta e di altri beni durevoli 6,00 15,00 14 Edicole, farmacie, tabaccai, plurilicenze 7,00 17,50 15 Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato 4,00 10,00 16 Banchi di mercato beni durevoli 8,00 20,00 17 Attività artigianali tipo botteghe, parrucchiere, barbiere, estetista 7,00 17,50 18 Attività artigianali tipo botteghe: falegname idraulico, fabbro, elettricista 5,00 12,50 19 Carrozzerie, autofficine, elettrauto 6,00 15,00 20 Attività industriali con capannoni di produzione, attività di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti, attività di trattamento e potabilizzazione delle acque limitatamente alle superfici, alle aree ed ai locali non 5,00 25,00 adibiti ad attività di produzione ed immagazzinamento e ad attività di stoccaggio, recupero, trattamento, smaltimento e potabilizzazione) 21 Attività artigianali di produzione di beni specifici 8,00 20,00 22 Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub 33,00 82,50 23 Mense, birrerie, hamburgherie 25,00 62,50 24 Bar, caffè, pasticcerie 26,00 65,00 25 Supermercati, macellerie, negozi di generi alimentari 15,00 37,50 26 Plurilicenze alimentari e/o miste 13,00 32,50 27 Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio 35,00 87,50 28 Ipermercati di generi misti 14,00 35,00 29 Banchi di mercato generi alimentari 38,00 95,00 30 Discoteche, night club 7,00 17,50 31 Attività agricole (limitatamente alle superfici ed alle aree non adibite a coltivazione, allevamento e trasformazione agro-industriali) 20,00 50,00 2. I limiti quantitativi massimi delle frazioni indifferenziate di rifiuti assimilati destinate allo smaltimento riportati nella colonna A della tabella precedente potranno essere oggetto di modifica a seguito di specifiche indagini territoriali. 3. I citati limiti quantitativi, relativi alle frazioni di rifiuti assimilati destinati allo smaltimento, sono espressi in chilogrammi di rifiuti annui prodotti per metro quadrato e si riferiscono esclusivamente alle superfici, alle aree ed ai locali in cui sono svolte le attività sopra elencate, tenendo conto delle limitazioni previste all art Le categorie di utenze non domestiche possono essere eventualmente integrate con l aggiunta di ulteriori sottocategorie, al fine di soddisfare le specificità presenti sul territorio dell ARO-
6 FG/7, a condizione che le sottocategorie aggiunte siano equiparabili a quelle già presenti nella categoria che si intende integrare e che abbiano analoga produzione quali/quantitativa di rifiuti speciali non pericolosi. 5. L ARO-FG/7 organizza campagne di monitoraggio e di verifica, anche a campione, finalizzate ad individuare i rifiuti assimilati prodotti e conferiti al servizio pubblico dalle singole utenze non domestiche ed a quantificare le frazioni dei medesimi rifiuti destinate allo smaltimento. ART. 4 - COMMISSIONE PER LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI 1. Allo scopo di rendere più rapide e efficaci le procedure di assimilazione dei rifiuti e nei casi di maggiore rilevanza igienico sanitaria e/o di dubbia interpretazione, il gestore del servizio di raccolta si avvarrà di apposita commissione tecnica consultiva composta da: n. 2 funzionari nominati dall ARO-FG/7; b. il direttore tecnico del gestore del servizio di raccolta; c. il direttore tecnico dell impianto di trattamento/smaltimento a cui i rifiuti urbani sono conferiti. 2. Potranno partecipare alle riunioni anche funzionari dell Arpa Puglia e/o altri esperti nominati dall ARO-FG/7. ART. 5 - SANZIONI 1. L ARO-FG/7 informa le utenze non domestiche circa il corretto utilizzo dei servizi erogati in virtù dell assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani. 2. Il mancato rispetto dei Criteri quantitativi e delle altre disposizioni contenute nel presente Regolamento determina per la singola utenza l esclusione dall assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti speciali non pericolosi e l applicazione della sanzione amministrativa da 50,00 a 500,00, ai sensi dell art. 7-bis del D.lgs. n. 267/2000, ove il fatto non costituisca reato e non sia sanzionato da leggi, decreti o regolamenti di altra natura. 3. L ARO-FG/7, sulla base di controlli attivati direttamente, mediante personale abilitato o sulla base delle segnalazioni dell azienda di raccolta, comunica alle Amministrazioni interessate il mancato rispetto di cui sopra per l eventuale comminazione della sanzione. 4. Per il procedimento sanzionatorio si rinvia a quanto previsto dalla Legge n. 689/ Il ricavato della sanzione potrà concorrere al finanziamento delle iniziative di sensibilizzazione, miglioramento dei servizi di raccolta o alla riduzione della produzione di rifiuti da avviare allo smaltimento/trattamento (es. compostaggio domestico).
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ARO BR/2 Brindisi sud (Brindisi, Cellino san Marco, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico, Torchiarolo) SERVIZI DI SPAZZAMENTO, RACCOLTA E TRASPORTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI ED ASSIMILABILI REGOLAMENTO
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CITTA' DI PRESICCE PROVINCIA DI LECCE DELIBERAZIONE ORIGINALE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO Atto n. Del 64 30/04/2014 Oggetto: Regolamento per l'applicazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti