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Timestamp: 2017-11-18 12:03:28+00:00
Document Index: 186147689

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 8', 'art. 49', 'art. 13', 'art 49', 'art. 49']

Documento della Regione Sicilia, integrativo della Circolare n. 1/2016 dell’ispettorato nazionale del lavoro | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Inviato da redazione il Gio, 20/10/2016 - 19:58
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA, segnala il Documento della Regione Sicilia, integrativo della Circolare n. 1/2016 dell’ispettorato nazionale del lavoro<.
Documento della Regione Sicilia, integrativo della Circolare n. 1/2016 dell’ispettorato nazionale del lavoro.<
Foglio della Regione Sicilia n. di prot. 53459 del 19 ottobre 2016<
ipagc00@regione.sicilia.it<
ipclc00@regione.sicilia.it<
ipctc00@regione.sicilia.it<
ipenc00@regione.sicilia.it<
ipmec00@regione.sicilia.it<
ippac00@regione.sicilia.it<
iprgc00@regione.sicilia.it<
ipsrc00@regione.sicilia.it<
iptpc00@regione.sicilia.it<
Voucher – Lavoro accessorio, le FAQ di Fondazione Studi.<<
Gli Approfondimenti della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro Approfondimento del 18.10.2016.<<
DIPARTIMENTO SCIENTIFICO della FONDAZIONE STUDI Via del Caravaggio 66 00145 Roma (RM)fondazionestudi@consulentidellavoro.it<<;
CIRCOLARE N. 1/2016<<
Con il decreto legislativo n. 185/2016<<, correttivo al Jobs Act, il Governo ha introdotto alcune disposizioni che integrano e modificano, fra l’altro, il c.d. codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 81/2015<<.
Il nuovo art. 49, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015<< stabilisce anzitutto che “i committenti imprenditori non agricoli o professionisti che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, a comunicare alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, indicando, altresì, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione. I committenti imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità di cui al primo periodo, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni”.
Va anzitutto evidenziato che resta ferma la dichiarazione di inizio attività da parte del committente già prevista nei confronti dell’INPS (v. ML nota 25 giugno 2015, n. 3337<< e INPS circ. n. 149/2015<<).
Al fine di informare i committenti sulle modalità di adempimento dei nuovi obblighi nonché sulla opportunità di conservare copia delle e-mail trasmesse, così da semplificare le attività di verifica da parte del personale ispettivo, le Direzioni del lavoro potranno organizzare appositi incontri divulgativi con associazioni datoriali e ordini professionali, anche ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 124/2004<<.
La violazione dell’obbligo di comunicazione in questione comporta l’applicazione della “sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione” (art. 49, comma 3, D.Lgs. n. 81/2015<<), senza peraltro la possibilità di avvalersi della procedura di diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004<<. Vale la pena inoltre ricordare che l’assenza, oltre che di tale comunicazione, anche della dichiarazione di inizio attività all’INPS, comporterà l’applicazione della maxisanzione per lavoro nero.
Il personale ispettivo terrà invece in debito conto, in relazione alla attività di vigilanza sul rispetto dei nuovi obblighi, l’assenza di indicazioni operative nel periodo intercorso tra l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 185/2016<< e la presente circolare.
Circolare INPS n. 149/2015 del 12/08/2015<< Direzione Centrale Entrate
Oggetto: Lavoro accessorio. Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 artt. 48; 49; 50: Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (Allegato Circolare INPS n. 149/2015 del 12/08/2015<<)
Il d.lgs. n. 81 del 15 giugno 2015<< (G.U. n. 144 del 24 giugno 2015-Supplemento ordinario n. 34<<) ha abrogato e sostituito integralmente gli articoli da 70 a 73 del d.lgs. n. 276/2003<<, nell’ottica di consentire il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative in tutti i settori produttivi, garantendo, nel contempo, la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati.
Con circolare n. 77 del 16 aprile 2015<< è stato comunicato il valore, in riferimento all’anno 2015, “annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente”. Tale valore, per l’anno in corso è paria a 2.020 euro (lordo 2.693).
b) alle attività agricole svolte a favore di soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633<<. Tali attività, non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.
Non possono essere, dunque, acquistati buoni lavoro cartacei presso le sedi INPS, ad eccezione, e comunque fino al 31/12/2015, di quelli riferiti alla corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting introdotti, in via sperimentale, dall’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge n. 92/2012<< per il triennio 2013 – 2015.
Per tale fattispecie si rimanda alla Circolare 169 del 16/12/2014<< nella quale, al punto 3.1 è previsto che i buoni lavoro consegnati dall’INPS alle madri richiedenti sono unicamente cartacei.
L’art 49, comma 3, prevede, inoltre, l’obbligo di comunicare alla Direzione territoriale del lavoro competente,prima dell’inizio della prestazione, attraverso modalità telematiche, ivi compresi sms o posta elettronica, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore nonché il luogo della prestazione lavorativa, con riferimento ad un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi. Tuttavia, il Ministero del Lavoro, con nota n.3337 del 25 giugno 2015<< ha chiarito che, al fine dei necessari approfondimenti in ordine all’attuazione dell’obbligo di legge e nelle more della attivazione delle relative procedure telematiche, la comunicazione in questione sarà effettuata secondo le attuali procedure.
Lo stesso comma prevede, tuttavia, che nelle more dell’emanazione del decreto, i concessionari sono individuati nell’INPSe nelle agenzie per il lavoro di cui agli articoli 4, comma 1, lettere a) e c) e 6, commi 1,2 e 3, del decreto legislativo n. 276 del 2003<<.
In base al disposto dell’art. 49, comma 8, infine, fino al 31 dicembre 2015 resta ferma la previgente disciplina per l’utilizzo dei buoni già richiesti alla data di entrata in vigore del d.lgs. 81/2015<<.
Nota n. 3337 del 25.06.2015 congiunta della Direzione Generale per i sistemi informativi, l’innovazione tecnologica e la comunicazione e la Direzione Generale dell’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (m_lps.33.REGISTRO UFFICIALE MINISTERO.PARTENZA.0003337.25-06-2015)<<
Oggetto: Decreto legislativo 24 giugno 2015, n. 81<< Recante Disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183<<.Comunicazione telematica della prestazione di lavoro accessorio.
In data 24 giugno 2015 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 144 – Supplemento Ordinario n. 34<< – il decreto legislativo n. 81<<, attuativo della legge 10 dicembre 2014, n. 183<< (Legge Delega sul Jobs Act) recante la disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni.
‹ Distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi e recante modifica del regolamento (UE) n. 1024/2012, Schema di Decreto Legislativo. su Faq aggiornate del Ministero del Lavoro su Lavoro Accessorio reperibili sul sito Click Lavoro ›