Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2006/07/la-regolamentazione-delle-procedure-per-il-conferimento-dei-contratti-di-collaborazione-alla-luce-del-dl-2232006.html
Timestamp: 2018-04-24 18:15:28+00:00
Document Index: 44608879

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 32', 'art. 110', 'art. 34']

La regolamentazione delle procedure per il conferimento dei contratti di collaborazione alla luce del D.L. 223/2006
L’art. 32 del decreto legge 223/2006 riprende quanto era stato già previsto dall’art. 13 del D.L. 4/2006, che non ha trovato la successiva conversione in legge. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
La disposizione normativa in esame ripropone e circoscrive l’ambito soggettivo entro cui le PP.AA. possono conferire incarichi a soggetti estranei alla propria struttura organizzativa.
Infatti, le amministrazioni pubbliche, per esigenze cui non possono fare fronte con personale in servizio, possono conferire incarichi individuali ad esperti di provata competenza, sottoforma di:
contratti di lavoro autonomo professionale;
contratti di lavoro autonomo occasionale;
La possibilità di ricorrere a siffatti rapporti è ammessa, dunque, solo per prestazioni di elevata professionalità. Tali professionalità, e in questo senso si era già espresso anche il Consiglio di Stato (sezione V, sentenza n. 5144 del 15/9/2003), non devono essere presenti in organico e non devono essere utilizzate per far fronte ai compiti ordinari e istituzionali. In sostanza, così come stabilisce il disposto normativo, gli incarichi devono essere conferiti ad esperti di provata esperienza.
Quanto ai presupposti giuridico-formali, la norma individua i seguenti elementi:
Queste disposizioni normative riprendono le indicazioni fornite dalla costante giurisprudenza della Corte dei Conti, anche se con la delibera del 15 febbraio 2005 delle Sezioni Riunite della stessa era stato ridimensionato il presupposto dell’alta specializzazione per il conferimento di incarichi di collaborazione coordinata e continuativa.
Si ritiene che gli elementi sopraindicati debbano sussistere contemporaneamente nel momento di attribuzione dell’incarico, e dunque, anche l’assenza di una sola condizione comporta l’illeicità dello stesso incarico, con conseguente ipotesi di responsabilità del dirigente interessato, per danno erariale verso l’ente (Cfr. Sezioni Riunite Corte dei Conti, n. 27 del 12 giugno 1998).
Nello specifico, l’affidamento degli incarichi da parte dell’ente può aver luogo solo nel caso in cui lo stesso ente non sia in grado di far fronte a quell’esigenza con le risorse professionali presenti in quel momento al suo interno. Questa circostanza deve risultare da apposita rilevazione interna alla struttura organizzativa, attraverso, ad esempio, un’analisi dei profili professionali esplicitati nella dotazione organica.
Altro elemento legittimante del conferimento di incarico sono la temporaneità della prestazione e l’elevata qualificazione della stessa, con ciò volendo escludere l’affidamento di incarichi a basso contenuto specialistico: si pensi, ad esempio, ai cuochi delle mense, agli autisti di pullman per trasporto alunni portatori di handicap o ai custodi delle scuole civiche.
Da un punto di vista procedurale, il nuovo comma 6-bis dell’art. 7 del D.lgs. 165/2001, così come riformato dall’art. 32 D.L. 233/2006, impone alle amministrazioni di disciplinare e rendere pubbliche, in base ai proprio ordinamenti giuridici, apposite procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione e che i regolamenti contenenti i criteri per il conferimento di collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità, previsti dall’art. 110, comma 6 del d.lgs. n. 267/2000, si adeguano ai principi in precedenza indicati.
La predisposizione di un regolamento sulle collaborazioni, più che un obbligo, appare come un’opportunità che gli enti possono sfruttare, definendo le più idonee procedure di selezione e i criteri di scelta dei propri collaboratori.
Infine, l’art. 34, comma 2, D.L. 233/2006 stabilisce nuovi criteri di pubblicità degli incarichi di consulenza, prevedendo che le amministrazioni rendano noti, mediante inserimento nelle proprie banche dati accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei propri consulenti indicando l’oggetto, la durata e il compenso dell’incarico.
Modello di regolamento di un ente locale (elementi minimi)
Il Comune/Provincia di XXXXXXXXXX per esigenze cui non può far fronte con personale in servizio, può conferire incarichi individuali ad esperti di provata esperienza, attraverso:
durata della collaborazione;
luogo in cui viene svolta la collaborazione;
compenso della collaborazione.
Dott. Matteo Esposito