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Timestamp: 2020-08-15 02:59:58+00:00
Document Index: 74823494

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art.15', 'art. 360', 'art. 9', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25116 del 07/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25116 del 07/12/2016
Cassazione civile sez. trib., 07/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep. 07/12/2016), n.25116
sul ricorso 26360-2011 proposto da:
avverso la sentenza n. 160/2010 della COMM.TRIB.REG. di ANCONA,
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione su un motivo avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche, meglio indicata in epigrafe, con la quale, rigettando l’appello dell’Ufficio, è stata confermata l’illegittimità dell’avviso di accertamento n. (OMISSIS) per il recupero della maggiore IVA emesso nei confronti della società Autosalone Carburi Tino SRL. Il giudice di appello ha ritenuto che la definizione ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 9 bis era valida ed efficace, e che il processo verbale di constatazione, in forza del quale l’Ufficio aveva sospeso gli effetti della definizione automatica, era condizionato e privo degli elementi dì positività che avrebbero giustificato il comportamento dell’Agenzia e l’applicazione dell’art.15 della legge citata. L’intimata non ha svolto difese.
2.1. L’unico motivo, con il quale si censura la violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, artt. 9 e 15 (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), chiedendo affermarsi la inapplicabilità del condono tombale alla fattispecie in esame, è fondato e va accolto nei termini di seguito precisati.
2.4. La decisione impugnata, che ha ritenuto condonabile ai sensi dell’art. 9 della legge cit. il debito tributario relativo ad IVA confluito nell’avviso di accertamento conseguente al mancato accoglimento della procedura di definizione automatica, è quindi errata per incompatibilità con il sistema comune dell’IVA, incompatibilità che va rilevata d’ufficio.
accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’originario ricorso;
condanna l’intimato alla refusione delle spese del giudizio di legittimità, che liquida nel compenso di Euro 10.000,00, oltre spese prenotate a debito, e compensa le spese di giudizio per le fasi di merito.