Source: http://nuke.alicegroup.com/NORMATIVA/tabid/502/Default.aspx
Timestamp: 2017-11-23 03:16:39+00:00
Document Index: 92912677

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 46', 'art. 696', 'art. 696', 'art. 696', 'art.32', 'art. 28', 'arte 2']

Nuovo testo Legge n. 69/2009 del 18 giugno 2009
"Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile". Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2009 - Supplemento ordinario n. 95
[I]. Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell'articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l’udienza nella quale il consulente deve comparire (1).
(1) Comma così sostituito dall'art. 46, comma 4, della l. 18 giugno 2009, n. 69 Il testo precedente recitava: «Nei casi di cui agli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con l'ordinanza prevista nell'articolo 187, ultimo comma, o con altra successiva, nomina un consulente tecnico e fissa l'udienza nella quale questi deve comparire».
Astensione e ricusazione del consulente.
[I]. L'ordinanza è notificata al consulente tecnico a cura del cancelliere, con invito a comparire all'udienza fissata dal giudice (1).
[II]. Il consulente che non ritiene di accettare l'incarico o quello che, obbligato a prestare il suo ufficio, intende astenersi, deve farne denuncia o istanza al giudice che l'ha nominato almeno tre giorni prima dell'udienza di comparizione; nello stesso termine le parti debbono proporre le loro istanze di ricusazione [632-3], depositando nella cancelleria ricorso al giudice istruttore.
[III]. Questi provvede con ordinanza non impugnabile [177 3; 89 att.].
Giuramento del consulente.[I]. All'udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l'importanza delle funzioni che è chiamato ad adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere ai giudici la verità [261 3].
Attività del consulente. [I]. Il consulente tecnico assiste alle udienze alle quali è invitato dal giudice istruttore [197]; compie, anche fuori della circoscrizione giudiziaria, le indagini di cui all'articolo 62, da sé solo o insieme col giudice secondo che questi dispone. Può essere autorizzato a domandare chiarimenti alle parti, ad assumere informazioni da terzi e a eseguire piante, calchi e rilievi [261].
[II]. Anche quando il giudice dispone che il consulente compia indagini da sé solo, le parti possono intervenire alle operazioni in persona e a mezzo dei propri consulenti tecnici [201] e dei difensori, e possono presentare al consulente, per iscritto o a voce, osservazioni e istanze [90, 91, 92 att.].
Processo verbale e relazione. [I]. Delle indagini del consulente si forma processo verbale [126, 130], quando sono compiute con l'intervento del giudice istruttore, ma questi può anche disporre che il consulente rediga relazione scritta.
[II]. Se le indagini sono compiute senza l'intervento del giudice, il consulente deve farne relazione, nella quale inserisce anche le osservazioni e le istanze delle parti.
[III]. La relazione deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all'udienza di cui all'articolo 193. Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse (1).
(1) Comma così sostituito dall'art. 46, comma 5, della l. 18 giugno 2009, n. 69. Il testo precedente recitava: «La relazione deve essere depositata in cancelleria nel termine che il giudice fissa».
Rinnovazione delle indagini e sostituzione del consulente.
[I]. Il giudice ha sempre la facoltà di disporre la rinnovazione delle indagini e, per gravi motivi, la sostituzione del consulente tecnico [64].
Assistenza all'udienza e audizione in camera di consiglio.
[I]. Quando lo ritiene opportuno il presidente invita il consulente tecnico ad assistere alla discussione davanti al collegio [275] e ad esprimere il suo parere in camera di consiglio in presenza delle parti, le quali possono chiarire e svolgere le loro ragioni per mezzo dei difensori [201 2, 441].
Esame contabile.
[I]. Quando è necessario esaminare documenti contabili e registri, il giudice istruttore può darne incarico al consulente tecnico, affidandogli il compito di tentare la conciliazione delle parti [185, 200].
[II]. Il consulente sente le parti e, previo consenso di tutte, può esaminare anche documenti e registri non prodotti in causa. Di essi tuttavia, senza il consenso di tutte le parti, non può fare menzione nei processi verbali o nella relazione di cui all'articolo 195.
[I]. Se le parti si conciliano, si redige processo verbale della conciliazione, che è sottoscritto dalle parti e dal consulente tecnico e inserito nel fascicolo d'ufficio [126, 130, 168 2; 36 att.].
[II]. Il giudice istruttore attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo [923, 4742] al processo verbale.
Mancata conciliazione.
[I]. Se la conciliazione delle parti non riesce, il consulente espone i risultati delle indagini compiute e il suo parere in una relazione, che deposita in cancelleria nel termine fissato dal giudice istruttore.
[II]. Le dichiarazioni delle parti, riportate dal consulente nella relazione, possono essere valutate dal giudice a norma dell'articolo 116, secondo comma.
[I]. Il giudice istruttore, con l'ordinanza di nomina del consulente [191 1], assegna alle parti un termine entro il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico [87; 91, 145 att.].
[II]. Il consulente della parte, oltre ad assistere a norma dell'articolo 194 alle operazioni del consulente del giudice, partecipa all'udienza e alla camera di consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere, con l'autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche (197).
CTU CPC 696 BIS
(art. 696 bis c.p.c. introdotto dal c.d. decreto competitività).
Il 2005 ha visto la istituzione della consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, la cui disciplina è contenuta integralmente nel nuovo art. 696-bis del Codice di Procedura Civile.
Si tratta di strumento alternativo di risoluzione delle controversie, pertanto non è uno strumento (cautelare) di costituzione preventiva di un mezzo di prova.
Il Legislatore ha disegnato un meccanismo processuale destinato alla conciliazione delle parti. Non deve essere pertanto confuso per l'accertamento tecnico preventivo il quale è strumento destinato a costituire una prova prima del processo (previsto).
l’istituto disciplinato dal nuovo art. 696-bis pare configurare una prova “in luogo del processo”.
Art. 222 c.p.p. (Incapacità e incompatibilità del perito)
a) il minorenne, l'interdetto, l'inabilitato e chi è affetto da infermità di mente;
b) chi è interdetto anche temporaneamente dai pubblici uffici ovvero è interdetto o sospeso dall'esercizio di una professione o di un'arte;
d) chi non può essere assunto come testimone o ha facoltà di astenersi dal testimoniare o chi è chiamato a prestare ufficio di testimone o di interprete;
e) chi è stato nominato consulente tecnico nello stesso procedimento o in un procedimento connesso.
(http://wiki.dirittopratico.it)
Cass. n. 6195/2014
L'inosservanza, da parte del consulente tecnico d'ufficio, del termine assegnatogli per il deposito della consulenza, non comporta di regola alcuna nullità, se non in particolari casi nel rito del lavoro.
Art. 359 c.p.p. (Consulenti tecnici del pubblico ministero)
1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti, che non possono rifiutare la loro opera.
Art. 360 c.p.p. (Accertamenti tecnici non ripetibili)
1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone, cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato e i difensori del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici.
Si applicano le disposizioni dell'articolo 364 comma 2.
I difensori nonché i consulenti tecnici eventualmente nominati hanno diritto di assistere al conferimento dell'incarico, di partecipare agli accertamenti e di formulare osservazioni e riserve.
Qualora, prima del conferimento dell'incarico, la persona sottoposta alle indagini formuli riserva di promuovere incidente probatorio, il pubblico ministero dispone che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente compiuti.
Se il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva formulata dalla persona sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le condizioni indicate nell'ultima parte del comma 4, ha ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi risultati non possono essere utilizzati nel dibattimento.
Art. 5 R.D. n.1366 del 9-10-1922 semplificazione dei servizi di cancelleria e segreteria –R.D. del 20-09-1934 n.2011 (art.32 categorie periti e interpreti presso la camera di commercio).
Il perito si reca in Tribunale con un valido documento di identità e con la perizia da giurare.
Presso il Tribunale - Ufficio Asseverazioni perizie e Traduzioni –
Per consentire le operazioni di riconoscimento, è necessario utilizzare un documento di identificazione valido ed originale che riporti l’indicazione della residenza attuale. I cittadini extracomunitari devono riportare sul verbale di giuramento anche gli estremi di permesso di soggiorno (numero identificativo, data di rilascio e di scadenza, autorità rilasciante) che deve essere esibito in originale.
E’ opportuno che il documento sia intitolato “perizia stragiudiziale”.
Se la perizia o la traduzione devono essere trasmesse all’estero è necessario legalizzare la firma del cancelliere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale
Marche da bollo da € 16,00 a partire dalla prima pagina della perizia. Si ricorda che le marche vanno apposte, in ogni caso ogni 4 facciate (anche di una riga ciascuna) e, comunque, ogni 100 righe (indipendentemente dal numero delle pagine). Per cui se, ad es., in tre pagine si superano le 100 righe, si dovrà pagare la suddetta marca. Naturalmente, anche se, ad es., in 5 pagine il totale delle righe fosse inferiore a 100, andrà, comunque, apposta la marca di € 16,00, sia sulla prima facciata che sulla quinta.
Per gli allegati posizionati dopo il verbale di giuramento si applica l’imposta di bollo(prevista dall’art. 28 parte 2 Tariffa allegato A –parte seconda- D.P.R. 642/72 e successive modifiche) con le modalità specificate di seguito:
• € 0,52 su ciascun allegato “elaborato originale” del perito;
• € 0,52, ogni 100 righe nell’ipotesi che l’allegato contenga elenchi, calcoli, computi metrici, ecc…;
(Marche da applicare sugli eventuali allegati della perizia)
La perizia viene immediatamente riconsegnata in originale all’interessato.