Source: https://www.ancebrescia.it/2019/manovra-2020-pubblicato-in-gu-il-dl-fiscale/
Timestamp: 2020-02-27 14:30:20+00:00
Document Index: 185282865

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 96', 'art.73', 'art.13', 'art. 10', 'art.4', 'art.39', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 13', 'art. 8']

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Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti (Art 4)
In deroga al sistema della compensazione, si prevede che in tutti i casi in cui un committente affidi ad un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori dipendenti impiegati nei lavori venga effettuato dal committente, laddove questi sia un sostituto di imposta residente nel territorio dello stato ai fini delle imposte sui redditi [1].
■metta a disposizione del committente la provvista necessaria per effettuare il versamento delle stesse al suo posto, tramite bonifico su conto corrente postale/bancario specificatamente indicato,
■ trasmetta tramite PEC l’elenco nominativo dei lavoratori, con dettaglio delle ore lavorate nel mese precedente per l’opera appaltata.
Dalla scadenza del versamento delle ritenute all’Erario, l’appaltatore/subappaltatore ha 90 giorni di tempo per rendere disponibili le somme necessarie al pagamento, comprensive delle sanzioni e degli interessi [2].
Le imprese appaltatrici e subappaltatrici rimangono responsabili della corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute (ossia delle trattenute al lavoratore), mentre il committente è responsabile del versamento delle stesse, entro l’ammontare dei bonifici ricevuti dai propri fornitori [3].
Di conseguenza, dal 1° gennaio 2020 non sarà più possibile utilizzare liberamente in compensazione i crediti derivanti dalle imposte sui redditi, superiori a 5.000 euro, ma sarà necessario attendere il decimo giorno successivo a quello della presentazione della dichiarazione annuale con l’apposizione del visto di conformità [4].
Il termine ultimo per l’invio della dichiarazione dei redditi è, si ricorda, il 30 novembre (non più il 30 settembre) dell’anno successivo al periodo di imposta oggetto di dichiarazione [5].
Viene previsto un regime sanzionatorio per i tentativi di indebita compensazione, da applicare nei casi in cui, a seguito dell’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate [6], venga individuato il tentativo di compensare crediti non utilizzabili. In queste ipotesi, l’Agenzia delle Entrate comunica telematicamente la mancata esecuzione della delega di pagamento al soggetto interessato e si applica una sanzione pari a 1.000 euro per ciascuna delega non eseguita.
Come noto, l’art. 96 del TUIR detta disposizioni limitative in tema di deducibilità degli interessi passivi e degli oneri finanziari assimilati [7], stabilendo la regola generale per cui gli stessi risultano deducibili solo entro un ammontare massimo, pari al 30% del Risultato Operativo Lordo (ROL) di periodo.
■ in caso di costituzione di una società di progetto strumentale alla segregazione patrimoniale rispetto ad attività e passività non afferenti al progetto, sono integralmente deducibili gli interessi passivi e oneri finanziari relativi a prestiti stipulati dalla società anche se assistiti da garanzie diverse da quelle previste al comma 8 dell’art. 96[8], utilizzati per finanziare progetti infrastrutturali pubblici concernenti contratti di concessione e di partenariato pubblico privato.
La disposizione prevede che, in via sperimentale, per le operazioni IVA effettuate a partire dal 1° luglio 2020, l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione dei soggetti passivi IVA, in una area del sito dedicata, le bozze dei registri IVA (fatture emesse e fatture d’acquisti di cui agli artt. 23 e 25 del DPR 633/1972) e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA.
Viene stabilito che in caso di ritardato, omesso o insufficiente pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite Sistema di Interscambio, l’Agenzia delle Entrate comunica in via telematica al contribuente l’ammontare dell’imposta comprensiva della sanzione amministrativa dovuta [9] (pari, ad esempio, al 30% dell’importo per i pagamenti con ritardo superiore a 90 giorni), ridotta di un terzo, e con aggiunta degli interessi.
La disposizione introduce modifiche al Dlgs 74/2000 con riferimento ai reati tributari relativi a dichiarazioni fraudolente, infedeli e omesse, riferite a imposte sui redditi [10] ed Iva, nonché alle ipotesi di distruzione delle scritture contabili [11].
Sanzioni più rilevanti vengono stabilite anche in presenza di emissione di fatture per operazioni inesistenti [12].
■ di ritenute, che passa da 150.000 a 100.000 euro (il mancato versamento si riferisce a ciascun periodo di imposta come risultante dalla dichiarazione annuale del sostituto di imposta) [13];
■ dell’Iva risultante dalla dichiarazione annuale [14], che passa da 250.000 a 150.000 euro [15].
[1] Si tratta, in particolare, di tutti i soggetti elencai nell’art.73 del TUIR-DPR 917/1986, ossia:
■le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione, nonché le società europee di cui al regolamento (CE) n. 2157/2001 e le società cooperative europee di cui al regolamento (CE) n. 1435/2003 residenti nel territorio dello Stato;
■ gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
■ gli enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato;
■ le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.
[2] di cui all’art.13, co.1, lett. a e a-bis del D.Lgs. 472/1997.
[3] In particolare, viene disposto che sia l’appaltatore/subappaltatore che il committente che non eseguono in tutto o in parte i versamenti delle ritenute incorrono nella responsabilità penale per omesso versamento di cui all’art. 10-bis del DLgs 74/2000 (cfr. il comma 17 dell’art.4). Si sottolinea, a tal riguardo, che l’art.39 del Decreto fiscale in commento introduce alcune modifiche alla disciplina penale dei reati tributari e, tra l’altro, riduce la soglia di rilevanza penale legata al mancato versamento delle ritenute. Tale soglia, infatti, passa da 150.000 a 100.000 euro (il mancato versamento si riferisce a ciascun periodo di imposta come risultante dalla dichiarazione annuale del sostituto di imposta).
[4] Cfr. Art. 1, comma 574, della legge n. 147/2013 (stabilità 2014) come modificato dall’art. 3 del DL 50 /20 Convertito con modificazioni, dalla legge n.96/ 2017 .
[6] Prevista ai sensi dell’art. 37, comma 49-ter, del DL 223/2006 convertito con modifiche nella legge n.248/2006.
[7] Cfr. D.Lgs. 142/2018: le nuove regole di deducibilità degli interessi passivi per i finanziamenti immobiliari”.
[9] Ai sensi dell’art. 13, comma 1, del Dlgs n.471/1997.
[12] Cfr. il nuovo art. 8.
[13] Cfr. il nuovo 10-bis.
[14] La sanzione si applica se il versamento non avviene entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo (27 dicembre).