Source: https://www.ambientesicurezzaweb.it/sversamento-idrocarburi-le-attrezzature-per-le-emergenze/
Timestamp: 2018-05-28 05:02:58+00:00
Document Index: 26672855

Matched Legal Cases: ['art.\xa0 61', 'art. 1', 'art.\xa0 8', 'art. 191', 'art.\xa0 1', 'art.\xa0 1', 'art. 1', 'art. 1']

Home Ambiente & risorse Sversamento idrocarburi: le attrezzature per le emergenze
Al fine di fare fronte a possibili emergenze derivanti dallo svernamento idrocarburi, Il D.M. 23 gennaio 2017 definisce le scorte minime che devono essere presenti negli appositi depositi di terraferma, sugli impianti di perforazione, sulle piattaforme di produzione e sulle relative navi appoggio
Definite le attrezzature per fare fronte a possibili emergenze derivanti da idrocarburi che devono essere presenti negli appositi depositi di terraferma, sugli impianti di perforazione, sulle piattaforme di produzione e sulle relative navi appoggio.
È quanto ha messo a fuoco il decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 23 gennaio 2017 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2017, n. 37), che ha anche stabilito il piano per l'addestramento del personale all'impiego delle attrezzature e i criteri di idoneità dei prodotti.
A seguire il testo integrale del decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 23 gennaio 2017, disponibile anche in pdf alla fine della pagina.
Commenti prossimamente sulla Banca Dati degli articoli di Ambiente&Sicurezza e sulla rivista.
Leggi qui il commento al D.M. 23 gennaio 2017 (accesso riservato agli abbonati).
Definizione delle dotazioni di attrezzature e scorte di  risposta  ad
inquinamenti marini da idrocarburi, che  devono  essere  presenti  in
appositi depositi di  terraferma,  sugli  impianti  di  perforazione,
sulle piattaforme di  produzione  e  sulle  relative  navi  appoggio.
(17A01111)
in Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2017, n. 37
886, concernente le attivita' di prospezione, ricerca e  coltivazione
di idrocarburi in mare, ed in  particolare  l'art.  61  comma  3  che
prevede l'emanazione di  disposizioni  concernenti  la  dotazione  di
attrezzature e scorte necessarie a  contenere,  rimuovere  o  rendere
innocue le sostanze inquinanti in caso  di  scarichi  accidentali  di
sostanze inquinanti in mare;
Visto  il  decreto  20  maggio  1982  del  Ministero  della  marina
mercantile di concerto con il Ministero dell'industria del  commercio
e dell'artigianato recante  «Norme  di  esecuzione  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n.  886,  concernente  le
attivita' di prospezione, ricerca e coltivazione di  idrocarburi  nel
mare», che definisce le necessarie dotazioni di attrezzature e scorte
che devono essere presenti in appositi depositi in terraferma,  sulle
piattaforme di  perforazione  e  produzione  e  sulle  relative  navi
Vista la legge 31 dicembre 1982, n. 979, recante «Disposizioni  per
la difesa del mare»;
Vista la legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 1, comma  10  con  la
quale «sono trasferite al Ministero  dell'ambiente  le  funzioni  del
Ministero della marina mercantile in materia di tutela  e  di  difesa
dell'ambiente marino»;
Visto il decreto del direttore generale  dell'Ispettorato  centrale
per la Difesa del mare del Ministero dell'ambiente  dell'11  dicembre
1997 «Approvazione delle procedure per l'autorizzazione  all'uso  dei
prodotti disinquinanti in mare» che ha previsto una standardizzazione
delle   procedure   di   «autorizzazione   all'uso»    di    prodotti
disinquinanti, gia' richiamati nel sopra  citato  decreto  20  maggio
1982, attraverso specifica regolamentazione ed abrogato  dall'art.  8
del decreto direttoriale 25 febbraio 2011;
Visti i decreti del direttore  generale  per  la  Protezione  della
natura e del mare del Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare che regolano le procedure per  l'applicabilita'
ovvero per il riconoscimento di idoneita' dei prodotti  da  impiegare
in  mare  per  la  bonifica  dalla  contaminazione   da   idrocarburi
petroliferi e, in particolare:
a) il decreto direttoriale 31 marzo 2009 «Impiegabilita' in  mare
di prodotti composti  da  materiali  inerti  di  origine  naturale  o
sintetica, ad azione assorbente, per la bonifica dalla contaminazione
da  idrocarburi  petroliferi»  cosi'  come  modificato  dal   decreto
direttoriale 13 marzo 2013;
b) il decreto direttoriale 25 febbraio  2011  «Definizioni  delle
procedure per il riconoscimento di idoneita' dei prodotti  assorbenti
e  disperdenti  da  impiegare  in  mare   per   la   bonifica   della
contaminazione da idrocarburi petroliferi» cosi' come modificato  dal
decreto direttoriale 3 febbraio 2014;
Visto il decreto 4 novembre 2010 della Presidenza del Consiglio dei
ministri recante  l'approvazione  del  «Piano  di  pronto  intervento
nazionale per la difesa da inquinamenti da  idrocarburi  e  di  altre
sostanze nocive causati da incidenti marini»;
Visto il decreto 29 gennaio 2013 del Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare recante  l'approvazione  del  «Piano
costiere dagli inquinamenti accidentali da  idrocarburi  e  da  altre
sostanze nocive»;
Vista  la  direttiva  2013/30/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 12 giugno 2013 sulla sicurezza delle operazioni in mare
nel  settore  degli  idrocarburi  e  di  modifica   della   direttiva
2004/35/CE;
Visto il decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 145 di  recepimento
della direttiva 2013/30/UE sulla sicurezza delle operazioni  in  mare
nel settore degli idrocarburi che modifica la direttiva 2004/35/CE;
Visto il Protocollo relativo alla protezione del mare  Mediterraneo
dall'inquinamento derivante dall'esplorazione  e  dallo  sfruttamento
della piattaforma continentale, del fondo del mare e  del  sottosuolo
(protocollo   offshore)   della   Convenzione   per   la   protezione
dell'ambiente  marino  e  del  litorale   mediterraneo   dai   rischi
dell'inquinamento,  firmata  a  Barcellona  il  16  febbraio  1976  e
ratificata dall'Italia con legge 25 gennaio 1979, n. 30;
Considerato  il  principio  di  precauzione  ambientale   enunciato
all'art. 191 del Trattato di Maastricht sul funzionamento dell'Unione
europea, in forza  del  quale  la  politica  dell'Unione  in  materia
ambientale mira a un elevato livello di tutela  ed  «e'  fondata  sui
principi della precauzione e dell'azione  preventiva,  sul  principio
della correzione, in via prioritaria alla fonte,  dei  danni  causati
all'ambiente e sul principio «chi inquina paga»»;
Considerato altresi' che l'Italia, alla luce  della  vulnerabilita'
dell'ambiente marino mediterraneo, applica con grande  attenzione  il
principio di precauzione  nelle  politiche  di  pianificazione  della
bonifica in mare da idrocarburi attraverso sia  una  regolamentazione
molto rigorosa delle procedure per il  riconoscimento  dell'idoneita'
ovvero  dell'applicabilita'  dei  prodotti  da  impiegare  in   mare,
soprattutto per quanto attiene la valutazione dei potenziali  impatti
sull'ambiente marino e sia attraverso la prescrizione  di  utilizzare
prioritariamente  la  raccolta  meccanica  e  i  prodotti  assorbenti
rispetto  ai  prodotti  disperdenti  e  assorbenti  non  inerti,   da
impiegare  eventualmente  in  via  eccezionale  e  previa   specifica
Ritenuto necessario, in relazione agli indirizzi  di  cui  sopra  e
alla evoluzione tecnologica intervenuta negli ultimi anni nel settore
delle attrezzature e dei prodotti da utilizzare per la  bonifica  del
mare della contaminazione da idrocarburi  petroliferi,  procedere  ad
una revisione del decreto ministeriale 20  maggio  1982  al  fine  di
aggiornare le dotazioni e scorte che  devono  essere  disponibili  su
ciascuna  piattaforma,  sulle  navi  appoggio  e  in  terraferma  per
combattere gli effetti dannosi in caso di inquinamenti accidentali;
Vista la nota prot. 0004025/Gab del 19 febbraio 2016 con  la  quale
il Ministero dello sviluppo economico ha espresso l'assenso  ai  fini
del prescritto concerto.
1.  I  titolari  di  permesso  di  ricerca  o  di  concessione   di
coltivazione di idrocarburi liquidi  e  gassosi,  che  effettuano  la
perforazione dei pozzi oppure la coltivazione di  giacimenti  di  oli
minerali  nell'ambito  del  mare  territoriale  o  della  piattaforma
continentale italiani, hanno  l'obbligo  di  costituire  depositi  in
luoghi idonei sulla terraferma la  cui  ubicazione,  unitamente  alla
pianificazione  logistica  e  operativa,   garantisca   comunque   il
trasferimento  delle  attrezzature  di  cui  al  comma  2  alla  nave
appoggio, entro tre ore dalla pervenuta richiesta.
a) n. 2 sistemi meccanici  di  recupero  e  separazione  olio/acqua
(skimmers) aventi caratteristiche idonee al contenimento dei prodotti
estratti, nonche' alle condizioni meteo marine  prevalenti  nell'area
ove sono ubicate le piattaforme  e  comunque  con  una  capacita'  di
recupero non inferiore ai 35 metri cubi/ora;
b) 1.000 metri di panne costiere, 500 metri di panne d'altura,  500
metri di panne rigide, con i relativi sistemi di ancoraggio;
c) 1.000 metri di panne assorbenti dichiarate impiegabili,  nonche'
5  metri  cubi  di   materiale   oleoassorbente   nelle   sue   varie
configurazioni;
d) 8.000 litri di prodotti disperdenti di tipo riconosciuto  idoneo
unitamente alla relativa apparecchiatura per lo spandimento in mare;
e) cisterne di raccolta di capacita' complessiva non  inferiore
a 300 metri cubi;
3. Il competente Compartimento marittimo, di intesa con la  Sezione
dell'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le  georisorse
competente per territorio, puo' autorizzare  un  unico  deposito  per
piu' piattaforme localizzate in aree contigue o viciniori.  Nel  caso
di deposito unico afferente a impianti  relativi  a  titoli  minerari
diversi, il deposito e' gestito consortilmente dai titolari. E' salva
la facolta' degli uffici competenti al  rilascio  dell'autorizzazione
di richiedere integrazioni alle dotazioni del  deposito  definite  al
1. Ciascuna nave appoggio alle unita' di perforazione o a quelle di
caratteristiche di cui al precedente art.  1,  nonche'  di  casse  di
c) 200 metri di panne assorbenti di tipo riconosciuto  impiegabile,
nonche' 1 metro cubo di  materiale  oleoassorbente  nelle  sue  varie
d) 500 litri di prodotti disperdenti  riconosciuti  idonei  con  la
Dotazioni  degli  impianti  di  perforazione,  delle  piattaforme  di
produzione e delle navi di stoccaggio
1. Gli impianti di perforazione e le piattaforme di  produzione  di
oli minerali, nonche' le navi di stoccaggio (FPSO-FSO), devono essere
dotati di almeno:
a) un quantitativo di panne di altura, non inferiore al perimetro
esterno della piattaforma di produzione o della  nave  di  stoccaggio
maggiorato del 30%;
b) un quantitativo  di  panne  assorbenti  di  tipo  riconosciuto
impiegabile, non  inferiore  al  doppio  della  somma  del  perimetro
esterno della singola piattaforma - nave di stoccaggio;
c) 1.000  litri  di  prodotti  disperdenti  riconosciuti  idonei,
unitamente alla relativa apparecchiatura per il loro  spandimento  in
2. Il competente Compartimento marittimo, di intesa con la  Sezione
competente per territorio, puo' concedere deroghe a quanto  stabilito
al comma 1 in caso di:
c)  qualora  le  attrezzature  non  possano  essere  stoccate  in
piattaforma per le ridotte dimensioni della stessa.
Piano per l'addestramento del personale
all'impiego delle attrezzature
1.  Istruzioni  e  disposizioni   dettagliate   per   il   corretto
mantenimento delle  attrezzature  devono  essere  presenti  presso  i
depositi, gli impianti e le navi appoggio di cui agli articoli 1, 2 e
3 onde assicurare che le stesse  siano  sempre  in  buone  condizioni
manutentive,  operative  e  costantemente   disponibili   per   l'uso
2.  I  titolari  di  cui  all'art.  1   redigono   un   Piano   per
l'addestramento   del   personale   all'impiego    dei    dispositivi
antinquinamento che preveda esercitazioni almeno semestrali.
3. Copia del Piano di cui al comma 2 e' depositato entro 30  giorni
dalla sua adozione presso la  Capitaneria  di  porto  competente  per
4. Presso l'impianto e' conservato il registro delle manutenzioni e
delle esercitazioni semestrali di cui al  comma  2  su  cui  verranno
registrate anche le eventuali anomalie riscontrate e i  provvedimenti
presi per il loro superamento. Il registro e'  messo  a  disposizione
del personale dell'Autorita' marittima per le ispezioni.
Idoneità dei prodotti
1. Le panne assorbenti di cui agli articoli 1, 2 e 3 e il materiale
oleoassorbente di cui agli articoli 1 e 2, sono  quelli  riconosciuti
impiegabili in mare, ai sensi del decreto direttoriale 31 marzo  2009
e  s.m.i.,  per  la  bonifica  dalla  contaminazione  da  idrocarburi
2. I prodotti disperdenti e assorbenti  non  inerti,  di  cui  agli
articoli 1, 2  e  3,  sono  quelli  riconosciuti  idonei  secondo  le
procedure previste dal decreto direttoriale  del  25  febbraio  2011,
cosi' come modificato dal decreto direttoriale 3 febbraio 2014, e  il
loro impiego e' di volta in volta autorizzato in via preventiva,  dal
3. Nel  caso  sia  documentata  l'indisponibilita'  temporanea  dei
prodotti riconosciuti idonei di cui al precedente comma 2, i soggetti
individuati all'art. 1  sono  esentati,  dall'obbligo  di  detenzione
limitatamente al periodo in cui detti prodotti  non  sono  reperibili
sul  libero  mercato,  a  cui  si  aggiunge  il  tempo   tecnicamente
necessario ad effettuare l'approvvigionamento.
coltivazione di idrocarburi di cui all'art. 1  del  presente  decreto
hanno 10 mesi di tempo, a decorrere dalla data di entrata  in  vigore
del presente decreto,  per  integrare  le  dotazioni  e  attrezzature
presenti  nei  propri  depositi,  navi   appoggio,   piattaforme   di
perforazione e produzione e navi di stoccaggio.
1. Il presente decreto abroga e sostituisce il  decreto  20  maggio
1982 del  Ministero  della  marina  mercantile  di  concerto  con  il
Ministero dell'industria del  commercio  e  dell'artigianato  recante
«Norme di esecuzione del decreto del Presidente della  Repubblica  24
maggio 1979, n. 886, concernente le attivita' di prospezione, ricerca
e coltivazione di idrocarburi nel mare».
Il presente decreto entra in vigore quindici  giorni  dopo  la  sua
D.M. 23 gennaio 2017
attrezzature anti inquinamento
piattaforme trivellazione
Acque: il rapporto di Ispra sulla contaminazione da pesticidi
Acque: dichiarato lo stato di emergenza PFAS in Veneto