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Timestamp: 2020-02-18 09:04:59+00:00
Document Index: 160830724

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 133', 'art. 85', 'art. 37', 'art. 217', 'art. 12', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 133', 'art. 12', 'art. 689', 'art. 37', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 37']

Art. 37 codice penale: Pene accessorie temporanee: durata | La Legge per tutti
Quando la legge stabilisce che la condanna importa una pena accessoria temporanea, e la durata di questa non è espressamente determinata, la pena accessoria ha una durata eguale a quella della pena principale inflitta, o che dovrebbe scontarsi, nel caso di conversione, per insolvibilità del condannato [136]. Tuttavia, in nessun caso essa può oltrepassare il limite minimo e quello massimo stabiliti per ciascuna specie di pena accessoria [79, 139] (1) (2).
(1) Per una applicazione in tema di circolazione stradale cfr. art. 116, c. 17, c.d.s. come modificato dall’art. 19, c. 1, d.lgs. 30-12-1999, n. 507 il quale dispone che: «Alle violazioni di cui al comma 15 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi, o in caso di recidiva delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del vincolo. Quando non è possibile disporre il fermo amministrativo o la confisca del veicolo, si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida eventualmente posseduta per un periodo da tre a dodici mesi. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI».
Pene accessorie temporanee
In tema di bancarotta fraudolenta, la pena accessoria dell'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e dell'incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa ha la durata fissa ed inderogabile di dieci anni. (v. Corte Cost. n. 134 del 2012). (Dichiara inammissibile, App. Firenze, 22/02/2013 )
Cassazione penale sez. V 10 giugno 2014 n. 41035
È riconducibile al novero delle pene accessorie non espressamente determinate dalla legge, quella per cui sia previsto un minimo e un massimo edittale, sicché, in tal caso, la sua durata va parametrata dal giudice a quella della pena principale inflitta. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza impugnata perché la pena accessoria del divieto di esercizio di un'arte o professione, applicata con riferimento al reato di violenza sessuale, era stata illegittimamente commisurata in misura superiore alla pena principale).
Cassazione penale sez. III 02 aprile 2014 n. 20428
In tema di pene accessorie, quando la durata di una pena accessoria temporanea è determinata dalla legge solo nella misura massima, non trova applicazione il principio dell'uniformità temporale tra pena accessoria e pena principale previsto dall'art. 37 c.p., ma spetta al giudice determinarne in concreto la durata applicando i parametri di cui all'art. 133 c.p. (Fattispecie relativa alle pene accessorie previste per i reati in materia di stupefacenti dall'art. 85 d.P.R. n. 309 del 1990). Annulla con rinvio, App. Napoli, 18/02/2013
Cassazione penale sez. VI 03 dicembre 2013 n. 697
La regola dettata dall'art. 37 c.p., secondo cui, quando la durata della pena accessoria non sia "espressamente determinata" dalla legge, essa dev'essere stabilita in misura corrispondente alla durata della pena principale inflitta, trova applicazione non solo quando la legge preveda soltanto un limite massimo (come si verifica, ad es., nel caso di bancarotta semplice, ai sensi dell'art. 217 l.fall.), ma anche siano previsti un minimo ed un massimo, come nel caso dei reati tributari, secondo quanto stabilito dall'art. 12 d.lg. n. 74 del 2000.
Cassazione penale sez. V 03 dicembre 2013 n. 2925
Il criterio generale e la regola sussidiaria previsti dall'art. 37 c.p sono applicabili non solo quando la disposizione normativa relativa alla pena accessoria determini un minimo o un massimo della stessa, ma anche qualora la previsione legale relativa alla pena accessoria stabilisca sia il minimo, sia il massimo di durata della pena accessoria.
Le pene accessorie dell'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e dell'incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa, previste per i delitti di bancarotta fraudolenta, hanno la durata di dieci anni, determinata dalla legge in modo fisso, a differenza delle stesse pene accessorie previste per il delitto di bancarotta semplice, la cui durata non è determinata (essendo stabilita con l'espressione "fino a due anni") e che vanno quindi applicate secondo la disciplina prevista dall'art. 37 c.p. Annulla senza rinvio App. Milano 3 aprile 2012
Cassazione penale sez. V 18 ottobre 2013 n. 628
In tema di pene accessorie, quando la durata di una pena accessoria temporanea è determinata dalla legge nella misura minima ed in quella massima, non trova applicazione il principio dell'uniformità temporale tra pena accessoria e pena principale previsto dall'art. 37 c.p., ma spetta al giudice determinarne in concreto la durata applicando i parametri di cui all'art. 133 c.p. (Fattispecie relativa alle pene accessorie previste per i reati tributari dall'art. 12 d.lg. n. 74 del 2000). Annulla in parte con rinvio, App. Milano, 08/05/2013
La condanna per il reato di cui all'art. 689 c.p. comporta sempre l'applicazione della pena accessoria della sospensione dall'esercizio, pur quando la pena inflitta sia inferiore ad un anno di arresto, fermo restando che la sua durata non può superare il limite stabilito ai sensi dell'art. 37 c.p.; il che, manifestamente, non si pone in contrasto con alcuno dei principi stabiliti dagli art. 1, 3, 4, 27, comma 3, 35 e 41 cost.
Cassazione penale sez. V 26 giugno 2013 n. 46334
Poiché la pena accessoria dell'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale applicata con la sentenza di condanna per il reato di bancarotta fraudolente è determinata dalla legge solo nel massimo, essa deve avere durata eguale a quella della pena principale inflitta, secondo quanto previsto dall'art. 37 c.p
Cassazione penale sez. V 08 giugno 2011 n. 30687