Source: http://www.ms.archiworld.it/deontologia_ita.htm
Timestamp: 2019-04-20 12:17:19+00:00
Document Index: 92873001

Matched Legal Cases: ['art 4', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 8', 'art 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 35', 'art. 20']

Deontologia - Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Massa-Carrara
Insediamento 3 marzo 2014
Vista la nomina del Presidente del Tribunale di Massa Carrara pervenuta in data 21 gennaio 2014 ed in ottemperanza all’art 4 comma 10 del Regolamento per la designazione dei componenti i Consigli di Disciplina dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori emanato dal CNAPPC (a norma dell’art. 8, comma 3, del DPR 137/2012 e pubblicato sul B.U. Ministero della Giustizia n. 23 del 15/12/12), si rende noto che il giorno lunedì 3 marzo 2014, presso la sede dell’Ordine sita in Carrara - Via San Martino, 1/A, si è insediato il Consiglio di Disciplina che risulta così composto:
Presidente arch Carlo Gemignani
Segretario arch Alessia Ricci
Consiglieri arch Eugenio Giannetti
arch Roberto Carra
arch Bianca Maria Torri
arch Anna Della Tommasina
arch Rosangela Festa
arch Paolo Camaiora
arch Nicola Montalto
Il Presidente del Tribunale di Massa con nota del 20 gennaio 2014 (ns prot arr 57 del 21/1/14), ha comunicato i nominativi componenti il consiglio di disciplina download nomina
In ottemperanza all'art. 4 comma 8 del Regolamento attuativo del CNAPPC (approvato con delibera del 16/11/12 e pubblicato nel B.U. del Ministero della Giustizia del 15/12/12 n. 23) a norma dell'art. 8 comma 3 del DPR 7 agosto 2012 n. 137 - Riforma degli ordinamenti professionali, si riporta di seguito la
delibera consiliare n 25 dell'11 novembre 2013
inerente la designazione dei candidati a componente del consiglio di disciplina trasmessa al Presidente del Tribunale (art 3 comma 9).
delibera n° 25 del verbale n° 5 dell'11 novembre 2013
argomento: Consiglio di Disciplina - verifica ammissibilità candidature per trasmissione al Tribunale;
Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Massa Carrara (quadriennio 2013/2017)
presenti n° 8: assente n° 1:
arch. Cacciatori Giancarlo arch. IUNIOR Tonelli Dania
arch. Del Sarto Roberto
arch. Giusti Arturo
arch. Lattanzi Corrado
arch. Martelli Roberto
arch. Nocchi Massimiliano
arch. Pellerano Bianca
arch. Vatteroni Giulio
Visto l’art. 8 del D.P.R. N°137 del 7 agosto 2012 ed il relativo Regolamento pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n°23 del 12-12-2012.
Verificate le cause di incompatibilità di cui all’art. 3 e il possesso dei requisiti di cui all’art. 4 del Regolamento.
Delibera che risultano non ammissibili le candidature presentate dai colleghi:
1 Claudia Barbara Bienaimé – candidatura presentata oltre i termini.
2 Antonio Valerio De Battisti - candidatura presentata oltre i termini.
3 Triantafillidou Parthena - documentazione allegata incompleta.
Il Consiglio, operata un'approfondita valutazione del curriculum dei 21 colleghi in possesso dei requisiti di cui al punto precedente, esprimendo l'auspicio che il Consiglio di Disciplina risulti composto da colleghi sia giovani che più esperti, che svolgano prevalentemente la libera professione, ha deliberato di trasmettere all’Ill.mo Presidente del Tribunale di Massa il seguente elenco di 18 nominativi, come richiesto dall’art. 8 del DPR 137/2012:
1. BELLATALLA Vittorio
2. BIONDO Carlo
3. BONDIELLI Beatrice
4. CAMAIORA Paolo
5. CARRA Roberto
6. DELLA TOMMASINA Anna
7. DI ROSA Egidio
8. FESTA Rosangela
9. GEMIGNANI Carlo
10. GIANNETTI Eugenio
11. GIUSTI Silvano
12. MARTINI Luca
13. MENCONI Filippo
14. MONTALTO Nicola
15. RICCI Alessia
16. SCARPONI Daniela
17. TORRI Bianca Maria
18. VALENTI Fabio
degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori,
Architetti iunior e Pianificatori iunior italiani
Ai procedimenti disciplinari pendenti o alle violazioni deontologiche
avvenute entro il 31 dicembre 2013 continueranno ad applicarsi
le precedenti norme deontologiche.
per versioni in inglese e francese clicca qui
testi vigenti nelle annualità precedenti
2009 codice deontologico in vigore il 1° settembre 2009
1994 testo unificato in vigore dal 1 gennaio 1994
aggiornamento 6 settembre 2000
aggiornamento 10 marzo 2003 inserimento art. 8 bis
aggiornamento sostituzione art. 35
Il rapporto con il Committente si basa sulla fiducia, si connota in senso personale e sociale, ed è aspettativa di un comportamento corretto e cooperativo basato su standard e regole comunemente condivise. Tale aspettativa si fonda sulla conoscenza diretta del professionista, ma anche e soprattutto sull’affidabilità della categoria alla quale appartiene.
2. Il presente Codice è l’emanazione di norme di etica professionale che tutti gli iscritti all’albo debbono conoscere, riconoscere ed osservare e si applica ai Professionisti iscritti all’albo nell’esercizio a titolo individuale, associato o societario, dell’attività professionale libera o dipendente a presidio dei valori e interessi generali connessi all’esercizio professionale e nel rispetto dell’Art. 2233 Codice civile. Ogni professionista ha l’obbligo di osservare sia il testo che lo spirito del Codice deontologico nonché di ogni altra legge che governi l’esercizio della professione nel superiore interesse sociale. A tal fine il Professionista, deve conformare la propria condotta ai principi e ai doveri di cui al Titolo II.
(Professionalità specifica)
3. Costituisce altresì grave illecito disciplinare il comportamento del Professionista che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi l’esercizio abusivo della professione o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici.
3. Il Professionista è tenuto a tale dovere anche nei confronti di coloro con i quali il rapporto professionale è cessato e verso coloro che a lui si rivolgono per chiedere assistenza senza che
2. Il mancato rispetto dell’obbligo di aggiornamento professionale ai sensi delle norme vigenti, e la mancata o l’infedele certificazione del percorso di aggiornamento seguito, costituisce illecito disciplinare.
(Legalità)
5. Il Professionista è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l’attività professionale, quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l’immagine della categoria professionale.
4. I Professionisti nominati componenti del Consiglio di Disciplina operano in piena indipendenza di giudizio e autonomia organizzativa ed operativa, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e regolamentari, delle disposizioni relative al procedimento disciplinare, nel rispetto del Regolamento
del Consiglio Nazionale per la designazione dei componenti i Consigli di Disciplina territoriali degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, nonché nel rispetto del presente Codice Deontologico.
5. L’iscritto che sia a qualunque titolo componente di qualsivoglia commissione presso Enti pubblici è tenuto al rigoroso rispetto dei seguenti doveri: informa tempestivamente il Consiglio dell’Ordine dell’avvenuta nomina od elezione; si attiene alle disposizioni ed indirizzi che il Consiglio dell’Ordine dovesse impartire nell’interesse o a tutela della categoria.
3. Il Professionista non può, senza l’esplicito assenso del committente, essere compartecipe nelle imprese, società e ditte fornitrici dell’opera progettata o diretta per conto del committente. Nel caso abbia ideato o brevettato procedimenti costruttivi, materiali, componenti ed arredi proposti per i lavori da lui progettati o diretti, è tenuto ad informare il committente.
1. Nei rapporti professionali con le Istituzioni, il Professionista deve curare con particolare diligenza, l’osservanza dei doveri di cui al Titolo II.
(Partecipazione a campagne elettorali politiche ed amministrative)
c) la diffusione di notizie e apprezzamenti circa l’attività di un Professionista idonei a determinare il discredito dello stesso;
d) il compimento di atti preordinati ad arrecare pregiudizio all’attività di altro Professionista;
e) la qualificazione con modalità o l’uso di segni distintivi dello studio professionale che non rendano perfettamente identificabile la titolarità dello studio professionale.
2. La rinunzia, totale o parziale, al compenso è ammissibile soltanto in casi eccezionali e per comprovate ragioni atte a giustificarla. La rinunzia totale o la richiesta di un onorario con costi sensibilmente ed oggettivamente inferiori a quelli di loro produzione e di importo tale a indurre il committente ad assumere una decisione di natura commerciale, falsandone le scelte economiche, è da considerarsi comportamento anticoncorrenziale e grave infrazione deontologica.
2. Il Professionista nei confronti dei propri collaboratori, dovrà regolamentare i rapporti con costoro nel quadro di un rapporto unitario, con assoluta autonomia o indipendenza, senza che costoro risultino soggetti a direttive di natura tecnica e/o organizzativa nonché a vincoli di dipendenza gerarchica e con ampia autonomia nella definizione dei tempi, orari e modalità d’esecuzione.
- a non mettere in atto alcun tipo di comportamento atto a violare le norme riportate nell’art. 20;
- a concedere loro la possibilità di frequentare le attività di aggiornamento professionale;
- a mantenere i patti e gli accordi definiti al momento dell’inizio della collaborazione.
1. Nei rapporti con i tirocinanti il Professionista è tenuto a prestare in modo disinteressato il proprio insegnamento della pratica professionale e a compiere quanto necessario per assicurarne l’adempimento, con particolare cura per le regole deontologiche.
3. Il Professionista deve rifiutarsi di accettare l’incarico o di prestare la propria attività quando possa fondatamente desumere da elementi conosciuti che la sua attività concorra a operazioni illecite o illegittime.
2. Il Professionista determina per iscritto nel contratto il compenso professionale, secondo criteri da specificare nel contratto, nel rispetto dell’Art. 2233 Codice civile, e di ogni altra norma necessaria per lo svolgimento delle predette prestazioni professionali.
1. Il Professionista che riceve un incarico congiunto deve stabilire rapporti di fattiva collaborazione nel rispetto dei relativi compiti e competenze professionali. In particolare, oltre ad attenersi a quanto stabilito dal presente codice deontologico:
b) deve evitare di stabilire contatti diretti con il committente senza una intesa preventiva con il collega;
a) informare il committente sulle possibili conseguenze della prestazione richiesta in tutti i profili connessi all’incarico affidatogli, e se del caso, proporre al committente soluzioni alternative;
2. Il Professionista non deve proseguire l’incarico se la condotta o le richieste del committente ne impediscono il corretto svolgimento.
1. Il Professionista, fatto salvo quanto previsto dalla legge o dall’accordo stipulato, in caso di rinuncia all’incarico, deve dare al committente un preavviso e deve metterlo in condizione di non subire pregiudizio. Deve inoltre prendere provvedimenti idonei a non danneggiare i colleghi in caso di incarico di gruppo e i colleghi che lo sostituiranno.
1. Costituisce indebita interferenza tra interessi economici e professione, rilevante ai sensi degli artt. 5 e 6, il comportamento del Professionista che stabilisce con imprese e società patti attinenti i servizi da queste ultime rese a favore del proprio committente.
4. Ove la condotta addebitata costituisca autonoma violazione delle disposizioni del presente Codice, l’azione disciplinare dovrà essere esercitata in piena autonomia e libertà di giudizio, essere disposta e portata eventualmente a conclusione, indipendentemente da ogni altra eventuale azione giudiziaria.
(Parità di trattamento, tutela dell’affidamento e unità dell’Ordinamento)
2. Ogni violazione deontologica di cui alle presenti norme: è colposa, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dal Professionista e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline; è dolosa, o secondo l’intenzione, quando l’evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell’azione od omissione e da cui si fa dipendere l’esistenza della sanzione, è dal Professionista preveduta e voluta come conseguenza della propria azione od omissione.
4. Ogni violazione deontologica colposa comporta la sanzione minima dell’avvertimento fino alla sanzione massima della sospensione per dieci giorni. Ogni violazione deontologica dolosa comporta la sanzione minima della sospensione per dieci giorni fino alla sanzione massima della cancellazione.
6. Nei casi di recidività relativi a infrazioni previste ai precedenti commi sono comminabili sanzioni corrispondenti alla categoria di infrazione immediatamente superiore.
1. Le presenti norme entrano in vigore dal 1° gennaio 2014.