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Timestamp: 2018-12-17 18:13:48+00:00
Document Index: 136375720

Matched Legal Cases: ['art. 180', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 197', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ']

il 20%: a ciascun figlio legittimo, naturale, riconosciuto, riconoscibile e adottivo fino al raggiungimento del diciottesimo anno di età; - PDF
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1 Organo: INAIL Documento: Circolare n. 19 del 5 marzo 1977 Oggetto: Legge 5 maggio 1976, n Provvidenze in favore delle vedove e degli orfani dei grandi invalidi sul lavoro deceduti per cause estranee all'infortunio sul lavoro o alla malattia professionale ed adeguamento dell'assegno di incollocabilità di cui all'art. 180 del Testo Unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n La legge in oggetto pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 17 maggio 1976, prevede la concessione di uno speciale assegno continuativo mensile a favore del coniuge e dei figli del lavoratore titolare di rendita per inabilità permanente di grado non inferiore all'80%, liquidata ai sensi del vigente "Testo Unico" - deceduto per cause non dipendenti dall'evento assicurato (all. n. 1). Come espressamente previsto dal legislatore, le disposizioni innovative hanno efficacia in tutti i casi di morte rientrati nella suddetta ipotesi che si verificano a partire dalla data di entrata in vigore della legge stessa, cioè dal 1 giugno SOGGETTI AVENTI DIRITTO Come innanzi precisato, l'articolo 1 della legge in parola riconosce il diritto al particolare beneficio esclusivamente al coniuge, ed ai figli dell'assicurato, prevedendo che lo speciale assegno, continuativo mensile deve essere pari ad una quota parte della rendita goduta dal predetto, al momento del decesso, nelle misure e alle condizioni che seguono: il 50%: alla vedova fino alla morte o a nuovo matrimonio, ovvero al vedovo solo nel caso in cui la sua attitudine al lavoro sia permanentemente ridotta a meno di un terzo; il 20%: a ciascun figlio legittimo, naturale, riconosciuto, riconoscibile e adottivo fino al raggiungimento del diciottesimo anno di età; il 40%: al figlio di entrambi i genitori anche se questi siano adottivi. Le quote anzidette (rispettivamente 20% e 40%) sono corrisposte, per i figli viventi a carico dell'assicurato al momento del decesso e che non prestino lavoro retribuito, fino al 21 anno di età, se studenti di scuola media o professionale, e per tutta la durata normale del corso, ma non oltre il 26 anno di età, se studenti universitari; il 50%: al figlio inabile al lavoro, per tutto il periodo della invalidità. Sono compresi tra i superstiti aventi diritto, con effetto dal giorno della nascita, i figli concepiti alla data del decesso. Salvo prova contraria, si presumono concepiti alla data del decesso. Salvo prova contraria, si presumono concepiti alla data del decesso i nati entro trecento giorni da tale data. E', invece, escluso dal beneficio il coniuge separato, con sentenza passata in giudicato, o divorziato "a meno che la sentenza di separazione o di divorzio non ponga l'obbligo del mantenimento o soltanto quello di prestare gli alimenti a carico dell'altro coniuge" (cfr. art. n. 5). LIMITI DELLO SPECIALE ASSEGNO CONTINUATIVO MENSILE L'articolo 2 stabilisce che la somma degli assegni, spettanti ai superstiti sopra indicati nelle misure fissate, non può superare, l'importo della rendita di inabilità permanente percepita, dall'assicurato al momento del decesso. Nel caso in cui la somma predetta superi la rendita, i singoli assegni sono proporzionalmente ridotti, entro tale limite: qualora uno o più assegni venissero a cessare, i rimanenti sono proporzionalmente reintegrati fino alla ricorrenza del limite stesso, senza comunque superare nella reintegrazione dei singoli assegni, la quota
2 spettante a ciascuno avente diritto nella misura stabilita dall'articolo 1 (a titolo indicativo, si riporta nell'allegato n. 2 un esempio pratico di liquidazione). In base al disposto dell'articolo 3, i superstiti, per accedere al particolare beneficio economico, non debbono aver titolo a rendita o a prestazioni economiche previdenziali - ivi comprese le posizioni di guerra - erogate con carattere di continuità nello Stato, Enti pubblici o Organismi stranieri (con esclusione degli assegni familiari o assistenziali e dell'assegno vitalizio annuo agli ex combattenti della guerra 1915/1918 e precedenti) ne comunque debbono godere di reddito a qualsiasi titolo, di importo pari o superiore a quello dell'assegno sopraindicato. Dal calcolo dei redditi è escluso il reddito dominicale della casa di abitazione. Il successivo articolo 4 viene a temperare tale previsione, nel riconoscere che, qualora, le rendite, le prestazioni e i redditi descritti nel testo dell'articolo 3, siano di importo inferiore all'assegno spettante ai sensi dell'articolo 1, i superstiti hanno diritto a percepire quest'ultima prestazione ridotta in misura corrispondente all'importo di tali rendite, prestazioni e redditi. ISTRUTTORIA DELLA PRATICA. L'articolo 7 stabilisce che, ai fini della corresponsione dello speciale assegno, gli aventi diritto devono presentare, entro il termine di 180 giorni dalla data del decesso dell'assicurato, apposita domanda. A corredo della domanda stessa deve essere acquisita la certificazione degli uffici finanziari (concernente i redditi imponibili denunciati nell'anno precedente alla richiesta dell'assegno) da rilasciarsi senza spese e una dichiarazione resa dagli aventi diritto medesimi - ai sensi degli articoli 2, 4 e 20 della legge 4 gennaio 1968, n dalla quale risultino, secondo l'unito fac-simile (allegato n. 3) i requisiti richiesti per l'erogazione dello speciale assegno continuativo. In alternativa possono essere prodotti i certificati di morte, di matrimonio e di stato di famiglia ove dagli stessi risulti una modificazione degli stati o fatti concernenti il nucleo familiare già noti all'istituto. In base al 2 comma dell'articolo 7, deve considerarsi interrotto il termine di 180 giorni per la presentazione della domanda, nell'ipotesi in cui gli aventi diritto, ritenendo trattarsi di decesso conseguente all'evento assicurato, abbiano iniziato le pratiche amministrative o l'azione giudiziaria per il conseguimento delle prestazioni ai sensi dello articolo 85 "Testo Unico". Va tenuto presente che, mentre per i figli minori la domanda e la relativa dichiarazione devono essere prodotte dal legale rappresentante, i figli maggiorenni, ai sensi della legge 8 marzo 1975, n. 39, dovranno presentare autonomamente la domanda stessa nonché la certificazione e la dichiarazione comprovanti il possesso dei requisiti di legge. PAGAMENTO DELLO SPECIALE ASSEGNO CONTINUATIVO MENSILE In attesa che vengano definite le modalità per la eventuale gestione meccanizzata della particolare prestazione in argomento, le Sedi provvederanno direttamente all'erogazione della prestazione stessa. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Si conferma, nei confronti dei soggetti aventi diritto ai sensi della legge in esame, l'operatività delle vigenti disposizione che prevedono, in caso di decesso di grandi invalidi interventi economici straordinari a carico della gestione assistenza, allorché non ricorrono i
3 presupposti per l'applicazione degli articoli 85 e 233 "Testo Unico" (cfr. circolare n. 30/1972 e n. 50/1976). ISTRUZIONI CONTABILI Per l'evidenza contabile delle erogazioni è istituito nell'ambito delle "uscite per contabilità speciali" del vigente piano dei conti, titolo III - Gestioni per conto e partite di giro, categoria XVI "Gestioni per conto" della classificazione economica - il capitolo 869 "Prestazioni al coniuge superstite e agli orfani di grandi invalidi deceduti per cause estranee all'infortunio o alla malattia professionale", sottoconto 01 "Speciale assegno continuativo mensile", gestione 1.1.0, C/R=10 e, perciò, sempre contestualmente nelle due fasi finanziaria e di cassa. Si aggiunge che la classificazione amministrativa del nuovo capitolo, che fa capo alla Sezione VI, "Oneri non ripartibili", e di tipo decentrato. A fronte dell'evidenza contabile così impostata, volta a consentire in "gestione per conto" la separata gestione prevista dall'articolo 6 del dispositivo di legge in argomento, la copertura degli oneri oggetto dell'articolo 8 dovrà essere evidenziata nel contrapposto capitolo di nuova istituzione 069 "Rimborso prestazioni erogate al coniuge superstite ed agli orfani di grandi invalidi deceduti per cause estranee all'infortunio e alla malattia professionale". Detto capitolo, dalla classificazione amministrativa A/D, fa parte delle "entrate per contabilità speciali" e rientra nel Titolo IV - Gestioni per conto e partite di giro, categoria X "gestioni per conto" della classificazione economica del piano dei conti attualmente in vigore. Tanto precisato, si aggiunge che esso, su piano della rilevazione contabile, è articolato nei sottoconti che seguono: - sottoconto 01 "Contributo a carico del Fondo Speciale Infortuni (art. 197 T.U.)" gestione 1.1.0, C/R = 10, 11 o 12 (registrazioni non contestuali); classificazione amministrativa A/Prestazioni assicurative; riservato alla Direzione generale; - sottoconto 02 "Contributo a carico dei titolari di rendita INAIL di grado non inferiore all'80%, gestione 1.1.0, C/R = 10 (eventualmente, 11); classificazione amministrativa D; - sottoconto 03 "Contributo a carico dei titolari di rendita assicurati presso altri Enti (ENPAIA e Casse Marittime), gestione 1.1.0, C/R = 10, 11 o 12 (registrazioni non contestuali); classificazione amministrativa A/Prestazioni assicurative; riservato alla Direzione generale; - sottoconto 04 "Contributo a carico ANMIL", gestione 1.1.0, C/R = 10, 11 o 12 (registrazioni non contestuali); classificazione amministrativa A/Prestazioni assicurative; riservato alla Direzione generale. Si fa riserva di istruzioni in ordine all'addizionale sui premi e contributi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionale che, secondo il dettato dell'articolo 8, secondo comma, dopo il primo anno di applicazione della legge, le contribuzioni di cui alle lettere a), b), e c) risultassero insufficienti alla copertura delle spese. Il contributo anno di L. 300 a carico dei titolari di rendita di inabilità permanente di grado non inferiore all'80% (art. 8, punto b) sarà trattenuto direttamente da questa Direzione generale. Eventuali difficoltà che dovessero essere rilevate in sede applicativa dovranno essere segnalate a questa Direzione generale.
4 All. n. 3 Allegato n. 1 alla circ. n. 19/1977 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA N. 129 LEGGE 5 maggio 1976, n Provvidenze in favore delle vedove e degli orfani dei grandi invalidi sul lavoro deceduti per cause estranee all'infortunio sul lavoro o alla malattia professionale ed adeguamento dell'assegno di incollocabilità di cui all'articolo 180 del testo Unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1. Nel caso di morte successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, avvenuta per cause non dipendenti dall'infortunio o dalla malattia professionale, del titolare di rendita per inabilità permanente di grado non inferiore all'80 per cento, ai sensi del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n, 1124, spetta al coniuge ed ai figli superstiti di cui all'articolo 85 del predetto testo Unico, uno speciale assegno continuativo mensile pari ad una quota parte della rendita di inabilità permanente di cui godeva l'assicurato: il 50 per cento alla vedova fino alla morte o a nuovo matrimonio; se superstite e il marito l'assegno è corrisposto solo nel caso in cui la sua attitudine al lavoro sia permanentemente ridotta a meno di un terzo; il 20 per cento a ciascun figlio legittimo, naturale, riconosciuto, riconoscibile e adottivo, fino al raggiungimento del diciottesimo anno di età; il 40 per cento se si tratta di orfani di entrambi i genitori e, nel caso di figli adottivi, siano deceduti anche entrambi gli adottanti. Per i figli viventi a carico dell'assicurato al momento del decesso e che non prestino lavoro retribuito, dette quote sono corrisposte fino al raggiungimento del ventunesimo anno di età, se studenti di scuola media o professionale, e per tutta la durata normale del corso ma non oltre il ventiseesimo anno di età, se studenti universitari. Se siano superstiti figli inabili al lavoro, la rendita e loro corrisposta nella misura del 50 per cento, finche dura l'inabilità. Sono compresi tra i superstiti di cui al presentearticolo, dal giorno della nascita, i figli concepiti alla data del decesso. Salvo prova contraria, si presumono concepiti alla data del decesso i nati entro trecento giorni da tale data. Art. 2. La somma dagli assegni spettanti ai superstiti di cui al precedente articolo, nelle misure a ciascuno come sopra assegnate, non può superare l'importo della rendita di inabilità permanente percepita dall'assicurato al momento del decesso. Nel caso in cui la somma
5 predetta superi la rendita di inabilità permanente, i singoli assegni sono proporzionalmente ridotti entro tale limite. Qualora uno o più assegni abbiano in seguito a cessare i rimanenti sono proporzionalmente reintegrati fino alla ricorrenza di detto limite. Nella reintegrazione dei singoli assegni non può, peraltro, superarsi la quota spettante a ciascuno degli aventi diritto ai sensi dell'articolo precedente. Art. 3. I superstiti di cui all'articolo 1, hanno diritto allo speciale assegno sempre che non abbiano titolo a rendite o prestazioni economiche previdenziali, con esclusione degli assegni familiari o assistenziali, ivi comprese le pensioni di guerra, con l'esclusione dell'assegno vitalizio annuo agli ex combattenti della guerra e precedenti, erogate con carattere di continuità dallo Stato, dagli altri enti pubblici o da Paesi esteri e che comunque non siano titolari di redditi a qualsiasi titolo di importo pari o superiore a quello dello assegno sopraindicato. Dal calcolo dei redditi è escluso il reddito dominicale della casa di abitazione. Art. 4. Qualora i superstiti percepiscano rendite, prestazioni o redditi di cui all'articolo 3, ma di importo inferiore a quello dell'assegno di cui all'articolo 1, hanno diritto a quest'ultimo ridotto in misura corrispondente allo importo della rendita, prestazioni o redditi percepiti. Art. 5. L'assegno di cui all'articolo 1 non spetta al coniuge separato con sentenza passata in giudicato, o divorziato, a meno che la sentenza di separazione o di divorzio non ponga l'obbligo del mantenimento o soltanto quello di prestare gli alimenti a carico dell'altro coniuge. Art. 6. Alla corresponsione dell'assegno di cui all'articolo 1 provvede, con separata gestione, l'inail secondo le modalità previste per la erogazione delle rendite dal titolo 1 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n Le spese di gestione sono a totale carico dell'inail. Art. 7. Per ottenere l'assegno di cui all'articolo 1 gli aventi diritto devono presentare entro il termine di centottanta giorni dalla data del decesso dell'assicurato apposita domanda, corredata dalla certificazione degli uffici finanziari da rilasciarsi senza spese e da una dichiarazione resa dagli aventi diritto medesimi dalle quali risulti l'esistenza dei requisiti previsti dagli articoli 1 e 3. Il predetto termine è interrotto quando gli aventi diritto allo speciale assegno, ritenendo trattarsi di decesso conseguente all'infortunio o alla malattia professionale, abbiano iniziato le pratiche amministrative o l'azione giudiziaria per il conseguimento delle prestazioni ai sensi dell'articolo 85 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n Art. 8. Alla copertura degli oneri derivanti all'inail dall'applicazione della presente legge si provvede con:
6 a) un contributo prelevato dal fondo speciale infortuni di cui all'articolo 197 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, è determinato annualmente in misura fissa con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale. Per il primo anno di applicazione della presente legge il contributo è fissato nella misura di lire 400 milioni; b) un contributo annuo di L. 300 a carico dei titolari di rendita di inabilità permanente di grado non inferiore all'80 per cento. L'Ente nazionale previdenza impiegati agricoli (ENPAIA) nonché le casse, aziende ed amministrazioni di cui all'articolo 127, numeri 1) e 2) del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, provvederanno ad accreditare all'inail le somme relative a ciascun anno entro il 31 gennaio dell'anno successivo; c) un contributo a carico dell'anmil determinato annualmente in misura fissa con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentita l'associazione stessa. Per il primo anno di applicazione della presente legge il contributo è fissato nella misura di lire 400 milioni. Qualora dopo il primo anno di applicazione della presente legge le contribuzioni di cui alle lettere a), b) e c) risultassero insufficienti, alla copertura delle spese si provvederà, per la differenza, con un addizionale sui premi e contributi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Tale addizionale è determinata annualmente dal Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di concerto con il Ministro per il tesoro, sentito il consiglio di amministrazione dell'inail, in misura tale da garantire la copertura delle predette spese. Ai fini dell'erogazione del contributi di cui al presente articolo, dopo il primo anno di applicazione della presente legge, l'inail dovrà trasmettere entro il 31 marzo di ogni anno al Ministero del lavoro e della previdenza sociale il rendiconto della separata gestione di cui al precedente articolo 6. Art. 9. L'articolo 197 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, è sostituito dal seguente: "Le somme riscosse per contravvenzioni al presente titolo ed al titolo secondo sono versate a favore del fondo speciale infortuni, istituito presso la Cassa depositi e prestiti, ai sensi dell'articolo 37 del regio decreto 31 gennaio 1904, n. 51, ed amministrato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Sul fondo di cui al comma precedente, il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale può erogare somme: a) per contribuire al finanziamento dello speciale assegno corrisposto ai superstiti del grandi invalidi del lavoro deceduti per cause estranee all'infortunio o alla malattia professionale; b) per sovvenire istituzioni aventi per scopo il mantenimento e l'educazione di orfani di infortunati morti sul lavoro e l'assistenza in genere agli infortunati; c) per contribuire allo sviluppo ed al perfezionamento degli studi delle discipline infortunistiche e di medicina sociale in genere". Le somme riscosse per contravvenzioni al titolo secondo del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, fino alla data di entrata in vigore della presente legge restano acquisite al fondo speciale infortuni.
7 Art. 10. L'assegno di incollocabilità di cui all'articolo 180 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, è corrisposto in misura di lire 50 mila. L'importo di tale assegno può essere rideterminato solo in aumento con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentito il comitato centrale dell'anmil, con scadenza triennale dalla data di entrata in vigore della presente legge. Ai fini del diritto all'assegno in questione, gli interessati debbono provare di essere in possesso dei seguenti requisiti: 1) riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 34 per cento; 2) età non superiore ai limiti previsti per l'ammissione al beneficio dell'assunzione obbligatoria al lavoro (55 anni per uomini e donne); 3) non applicabilità, nei loro confronti, dei benefici dell'assunzione obbligatoria, per le limitazioni previste dall'articolo 1, secondo comma, della legge 2 aprile 1968, n L'onere derivante dall'aumento dell'assegno a totale carico dell'anmil, che vi provvede con le normali disponibilità di bilancio. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.