Source: https://temi.camera.it/leg17/temi/la_riforma_degli_enti_pubblici_di_ricerca.html
Timestamp: 2019-06-17 03:01:53+00:00
Document Index: 62590468

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 2']

Il d.lgs. 218/2016 – adottato sulla base della delega recata dalla L. 124/2015 (art. 13) – ha definito, per la prima volta, alcune regole comuni a tutti gli enti pubblici di ricerca, allo scopo di semplificarne le attività, ferme restando, per quanto non previsto, le disposizioni specifiche relative a singoli enti.
In via generale, lo scopo della riforma è stato quello di innovare la disciplina prevista per gli enti pubblici di ricerca, differenziandola da quella prevista per la maggior parte delle pubbliche amministrazioni, al fine di allinearla quasi completamente al sistema delle autonomie universitarie.
In particolare, i principi e criteri direttivi previsti dalla L. 124/2015 prevedevano l'inquadramento della ricerca pubblica in un sistema di regole più snello e più appropriato a gestire la peculiarità dei tempi e delle esigenze del settore, nel campo degli acquisti, delle partecipazioni internazionali, dell'espletamento e dei rimborsi di missioni fuori sede finalizzate ad attività di ricerca, del reclutamento, delle spese generali e dei consumi, nonché la definizione di regole improntate a principi di responsabilità ed autonomia decisionale, anche attraverso la riduzione dei controlli preventivi ed il rafforzamento di quelli successivi.
Si tratta dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero della salute) (per il trasferimento, v. art. 7 del D.L. 78/2010 - L. 122/2010 ), e dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL, sottoposta alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali) (per il trasferimento, v. art. 4, co. 9, del d.lgs. 150/2015 ).
In precedenza, l' art. 8 della L. 168/1989 – abrogato dal d.lgs. 218/2016 – aveva previsto che avevano autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile e si davano ordinamenti autonomi soltanto il CNR, l'INFN, gli Osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano (oggi, INAF), nonché gli enti e le istituzioni pubbliche nazionali di ricerca a carattere non strumentale.
In particolare, gli statuti e i regolamenti devono recepire la Raccomandazione della Commissione europea 11 marzo 2005 , riguardante la Carta europea dei ricercatori e il Codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori, e tener conto delle indicazioni contenute nel documento European Framework for Research Careers (art. 2).
ASI ; INRIM ; INDAM ; INFN ; INGV ; OGS ; Museo storico della fisica e Centro studi e ricerche "Enrico Fermi "; Stazione zoologica "Anton Dohn "; INVALSI ; INDIRE ; ENEA ; CREA ; ISTAT .
In base al d.lgs. 218/2016 , ogni ente adotta, in conformità con le linee guida enunciate nel Programma nazionale della ricerca (PNR), un Piano triennale di attività, aggiornato annualmente e approvato dal Ministero vigilante, con il quale determina autonomamente anche la consistenza e le variazioni dell'organico e la programmazione per il reclutamento, nel rispetto dei limiti in materia di spesa per il personale (artt. 7 e 9).
In precedenza, l'art. 3, co. 2, del D.L. 90/2014 ( L. 114/2014 ) – soppresso dall' art. 20, co. 3, del d.lgs. 218/2016 – aveva previsto che gli enti di ricerca la cui spesa per il personale di ruolo non superava l'80% delle proprie entrate correnti complessive potevano procedere ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari, in particolare, per il 2014 e 2015, al 50%, per il 2016 al 60%, per il 2017 all'80%, e dal 2018, al 100% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente.
Successivamente, l'art. 1, co. 227, della L. 208/2015 (L. di bilancio 2016) aveva stabilito – per il 2016, 2017 e 2018 – che i medesimi enti di ricerca (la cui spesa per il personale di ruolo non superava l'80% delle proprie entrate correnti complessive) potevano applicare tali percentuali di turn-over solo per le assunzioni di ricercatori e tecnologi, disponendo, al contempo, che le assunzioni di personale di qualifica non dirigenziale potevano avvenire, ogni anno, nel limite di un contingente di personale corrispondente ad una spesa pari al 25% di quella relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente.
In base al d.lgs. 218/2016 , il personale di ruolo deve permanere nella sede di prima destinazione per 3 anni (invece dei 5 previsti in linea generale dall'art. 35, co. 5-bis, del d.lgs. 165/2001 ).
In base al d.lgs. 218/2016 , per gli enti pubblici di ricerca vigilati, il MIUR, tenuto conto degli obiettivi del Programma nazionale della ricerca, svolge una funzione di indirizzo strategico, definendo gli obiettivi di cui gli enti devono tener conto nella propria programmazione (art. 6).
Con riguardo alla ripartizione del Fondo ordinario per il finanziamento degli enti di ricerca vigilati (FOE: art. 7, d.lgs. 204/1998 ), il MIUR tiene conto dei Piani triennali di attività (art. 6, co. 2), della programmazione strategica preventiva (art. 5, d.lgs. 213/2009 ), nonché della Valutazione della qualità dei risultati della ricerca (VQR), che l'Agenzia nazionale di valutazione dell'università e della ricerca (ANVUR) continua ad effettuare ogni 5 anni.
Uno specifico incremento del FOE, pari ad € 8 mln per il 2016 e ad € 9,5 mln dal 2017, finalizzato all' assunzione di ricercatori, era stato previsto dalla L. 208/2015 (art. 1, co. 247 e ss.). Era, conseguentemente, intervenuto il DM 105 del 26 febbraio 2016 .
Da ultimo, un analogo incremento, pari a € 2 mln per il 2018 e ad € 13,5 mln annui dal 2019, è stato previsto, per la medesima finalità, dalla L. 205/2017 (L. di bilancio 2018: art. 1, co. 633). E', conseguentemente, intervenuto il DM 163 del 28 febbraio 2018 .
una quota del 70% è attribuita in proporzione all'ultima assegnazione effettuata in base alla VQR, quale disposta con il decreto di riparto della quota premiale 2015 (DM 27 ottobre 2017, n. 850 );
una quota del 30% è attribuita in proporzione alla quota (ordinaria) del FOE 2017 attribuita a ciascun ente con DM 8 agosto 2017, n. 608 .
Il d.lgs. 218/2016 ha svincolato innanzitutto gli enti pubblici di ricerca dal ricorso obbligatorio al mercato elettronico della pubblica amministrazione (art. 1, co. 450, L. 296/2006 ) per gli acquisti di beni e servizi funzionalmente destinati all'attività di ricerca (art. 10, co. 3).
Ha previsto, altresì, che gli atti e i contratti relativi al conferimento di incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, ad esperti esterni all'ente (art. 7, co. 6, d.lgs. 165/2001 ) non sono soggetti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti. Resta, invece, fermo il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria (art. 14).
In base al d.lgs. 218/2016 , se l'ente pubblico di ricerca non può far fronte ai debiti liquidi ed esigibili nei confronti di terzi, è dichiarato il dissesto finanziario. In tal caso, il Ministero vigilante diffida l'ente a predisporre, entro 180 giorni, un piano di rientro che lo stesso Ministero deve approvare e che deve essere attuato entro 5 anni. Ove il piano non sia predisposto, o approvato, o compiutamente attuato, si provvede – con DPCM, emanato su proposta del Ministro vigilante, di concerto con il MEF – al commissariamento dell'ente.
In base al d.lgs. 218/2016 , a decorrere dal 2018, i Ministeri vigilanti effettuano, annualmente, un monitoraggio che, oltre a verificare l'attuazione delle prescrizioni del d.lgs. da parte degli enti vigilati, registra – fra l'altro – la programmazione di iniziative di collaborazione con altre istituzioni pubbliche e private, l'adozione di specifiche misure per facilitare la libertà di ricerca e la portabilità dei progetti, il rientro in Italia di ricercatori e tecnologi di elevata professionalità e competenza, nonché il livello di competitività e attrattività delle strutture di ricerca italiane per i ricercatori stranieri.
Il 17 gennaio 2017 il Presidente del CNR è stato eletto Presidente della Consulta ;
Tali nuovi organismi si aggiungono ad altri già in precedenza previsti: si tratta, in particolare, del Comitato nazionale dei garanti della ricerca (istituito dall' art. 21 della L. 240/2010 al fine di promuovere la qualità della ricerca e assicurare il buon funzionamento delle procedure di valutazione tra pari riferite, in particolare, ai progetti di ricerca finanziati a carico del FIRST), del Comitato di esperti per la politica della ricerca ( CEPR ) (istituito presso il MIUR dall' art. 3 del d.lgs. 204/1998 , poi modificato dall' art. 11, co. 2, del d.lgs. 381/1999 , con funzioni di consulenza e di studio su problemi riguardanti la politica e lo stato della ricerca nazionale e internazionale) e della Commissione per la ricerca (costituita - in base all' art. 2, co. 2, del d.lgs. 204/1998 , presso il CIPE al quale è affidata, fra l'altro, dal co. 1 dello stesso art. 2, l'approvazione del PNR:v. deliberazione CIPE 79 del 5 agosto 1998 ).