Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2017/06/14/dec-l-vo-n-752017-modifiche-ed-integrazioni-disciplina-reclutamento-ed-incompatibilita-nel-pubblico-impiego/
Timestamp: 2018-01-21 22:48:46+00:00
Document Index: 22437015

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art. 35', 'art. 400', 'art. 17', 'art. 6', 'art.36', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 26', 'art.7', 'art.37', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 17', 'art.8', 'art.8', 'art. 53', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art.\n1']

DEC.L.VO N.75/2017: MODIFICHE ED INTEGRAZIONI DISCIPLINA RECLUTAMENTO ED INCOMPATIBILITA NEL PUBBLICO IMPIEGO | Francesco Colaci's BLOG
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DEC.L.VO N.75/2017: MODIFICHE ED INTEGRAZIONI DISCIPLINA RECLUTAMENTO ED INCOMPATIBILITA NEL PUBBLICO IMPIEGO
Il Dec.Legvo n.75/2017,approvato in attuazione della legge n.124/2015,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 130 del 7-6-2017,contiene molteplici modifiche ed integrazioni al testo del dec.legvo n.165/01 ,che entrano in vigore dal 22 giugno 2017.
Quelle di cui si occupa il presente post sono disposte dagli articoli 6 ,7 ed 8 del citato provvedimento e fanno riferimento alla disciplina del reclutamento e dell’ incompatibilita’ nel pubblico impiego.
In merito all’art.6,è da dire che esso interviene sull’articolo 35 del decreto legislativo n. 165/01 , disponendo l’aggiunta al precedente testo di quanto segue:
1) facolta’ di ciascuna amministrazione di limitare nel bando di assunzione il numero degli eventuali idonei in misura non superiore al venti percento dei posti messi a concorso,con arrotondamento all’unita’ superiore;
2)possibilita’ di richiedere,tra i requisiti previsti per specifici profili o livelli di inquadramento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, che devecomunque essere valutato, ove pertinente, tra i titoli rilevanti aifini del concorso;
3) al comma 3-bis, lettera b), le parole «di collaborazione
coordinata e continuativa» sono sostituite dalle seguenti: «di lavoro flessibile»;
4)al comma 4, le parole «della programmazione triennale del
5) ad eccezione d i quelle soggette alla limitazione di nuove assunzioni, le restanti amministrazioni pubbliche, per lo svolgimento delle proprie procedure selettive, possono rivolgersi al Dipartimento dellafunzione pubblica e avvalersi della Commissione per l’attuazione del
dall’Associazione Formez PA;
6)nei casi di cui al precedente n.5,il bando di concorso puo’ fissare un contributo di ammissione, ai sensi dell’articolo 4, comma 3-septies del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioninella legge 31 ottobre 2013, n. 125, per ciascun candidato in misura non superiore a 10 euro.
7) Il Dipartimento della funzione pubblica, anche avvalendosi
In riferimento alle modifiche suddette si riporta il testo dell’art. 35 del citato decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal decreto legvo n.75/17
«Art. 35 (Reclutamento del personale). – 1.L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con
contratto individuale di lavoro:
a) tramite procedure selettive, conformi ai principi
del comma 3, volte all’accertamento della professionalita’
richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso
b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di
collocamento ai sensi della legislazione vigente per le
qualifiche e profili per i quali e’ richiesto il solo
requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli
eventuali ulteriori requisiti per specifiche
Le assunzioni obbligatorie da parte delle
amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici dei
soggetti di cui allalegge 12 marzo 1999, n. 68, avvengono
per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di
collocamento ai sensi della vigente normativa, previa
verifica della compatibilita’ della invalidita’ con le
mansioni da svolgere. Per il coniuge superstite e per i
figli del personale delle Forze armate, delle Forze
dell’ordine, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del
personale della Polizia municipale deceduto
nell’espletamento del servizio, nonche’ delle vittime del
terrorismo e della criminalita’ organizzata di cui
allalegge 13 agosto 1980, n. 466, e successive
modificazioni ed integrazioni, tali assunzioni avvengono
per chiamata diretta nominativa.
Le procedure di reclutamento nelle pubbliche
amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a)
adeguata pubblicita’ della selezione e modalita’ di
svolgimento che garantiscano l’imparzialita’ e assicurino
economicita’ e celerita’ di espletamento, ricorrendo, ove
e’ opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti
anche a realizzare forme di preselezione;
b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti,
idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali
e professionali richiesti in relazione alla posizione da
e) composizione delle commissioni esclusivamente con
esperti di provata competenza nelle materie di concorso,
scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed
estranei alle medesime, che non siano componenti
non ricoprano cariche politiche e che non siano
rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni
ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni
e-bis) facolta’, per ciascuna amministrazione, di
limitare nel bando il numero degli eventuali idonei in
misura non superiore al venti per cento dei posti messi a
concorso, con arrotondamento all’unita’ superiore, fermo
restando quanto previsto dall’art. 400, comma 15, del
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e dal decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 59;
e-ter) possibilita’ di richiedere, tra i requisiti
previsti per specifici profili o livelli di inquadramento,
il possesso del titolo di dottore di ricerca, che deve
comunque essere valutato, ove pertinente, tra i titoli
rilevanti ai fini del concorso.
3-bis. Le amministrazioni pubbliche, nel rispetto della
programmazione triennale del fabbisogno, nonche’ del limite
massimo complessivo del 50 per cento delle risorse
personale, secondo i rispettivi regimi limitativi fissati
dai documenti di finanza pubblica e, per le amministrazioni
interessate, previo espletamento della procedura di cui al
comma 4, possono avviare procedure di reclutamento mediante
a) con riserva dei posti, nel limite massimo del 40 per
cento di quelli banditi, a favore dei titolari di rapporto
di lavoro subordinato a tempo determinato che, alla data di
pubblicazione dei bandi, hanno maturato almeno tre anni di
servizio alle dipendenze dell’amministrazione che emana il
b) per titoli ed esami, finalizzati a valorizzare, con
apposito punteggio, l’esperienza professionale maturata dal
personale di cui alla lettera a) e di coloro che, alla data
di emanazione del bando, hanno maturato almeno tre anni di
contratto di lavoro flessibile nell’amministrazione che
emana il bando.
3-ter. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, da adottare ai sensi dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, entro il 31 gennaio 2013,
sono dettati modalita’ e criteri applicativi del comma
3-bis e la disciplina della riserva dei posti di cui alla
lettera a) del medesimo comma in rapporto ad altre
categorie riservatarie. Le disposizioni normative del comma
3-bis costituiscono principi generali a cui devono
conformarsi tutte le amministrazioni pubbliche.
Le determinazioni relative all’avvio di procedure di
reclutamento sono adottate da ciascuna amministrazione o
ente sulla base del piano triennale dei fabbisogni
approvato ai sensi dell’art. 6, comma 4. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sono autorizzati
l’avvio delle procedure concorsuali e le relative
assunzioni del personale delle amministrazioni dello Stato,
anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie e degli enti
pubblici non economici.
4-bis. L’avvio delle procedure concorsuali mediante
l’emanazione di apposito decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, di cui al comma 4 si applica
anche alle procedure di reclutamento a tempo determinato
per contingenti superiori alle cinque unita’, inclusi i
contratti di formazione e lavoro, e tiene conto degli
aspetti finanziari, nonche’ dei criteri previsti dall’art.36
Fermo restando quanto previsto dall’art. 4, comma
3-quinquies, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,
125, per le amministrazioni di cui al comma 4, le
restanti amministrazioni pubbliche, per lo svolgimento
delle proprie procedure selettive, possono rivolgersi al
Dipartimento della funzione pubblica e avvalersi della
Commissione per l’attuazione del Progetto di
Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni (RIPAM),
di cui al decreto interministeriale 25 luglio 1994, fatte
comunque salve le competenze delle Commissioni
esaminatrici. A tali fini, la Commissione RIPAM si avvale
di personale messo a disposizione dall’Associazione Formez
5.1. Nell’ipotesi di cui al comma 5, il bando di
concorso puo’ fissare un contributo di ammissione, ai sensi
dell’art. 4, comma 3-septies del decreto-legge 31 agosto
2013, n. 101, convertito con modificazioni nella legge 31
ottobre 2013, n. 125.
5.2. Il Dipartimento della funzione pubblica, anche
avvalendosi dell’Associazione Formez PA e della Commissione
RIPAM, elabora, previo accordo in sede di Conferenza
Unificata ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo n.
281 del 1997, linee guida di indirizzo amministrativo sullo
svolgimento delle prove concorsuali e sulla valutazione dei
titoli, ispirate alle migliori pratiche a livello nazionale
e internazionale in materia di reclutamento del personale,
nel rispetto della normativa, anche regolamentare, vigente
in materia. Le linee guida per le prove concorsuali e la
valutazione dei titoli del personale sanitario, tecnico e
professionale, anche dirigente, del Servizio sanitario
nazionale sono adottate di concerto con il Ministero della
5-bis. I vincitori dei concorsi devono permanere nella
sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a
cinque anni. La presente disposizione costituisce norma non
derogabile dai contratti collettivi.
5-ter. Le graduatorie dei concorsi per il reclutamento
del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono
vigenti per un termine di tre anni dalla data di
pubblicazione. Sono fatti salvi i periodi di vigenza
inferiori previsti da leggi regionali. Il principio della
parita’ di condizioni per l’accesso ai pubblici uffici e’
garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con
riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando
tale requisito sia strumentale all’assolvimento di servizi
altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con
identico risultato.
Ai fini delle assunzioni di personale presso la
all’art. 26 della legge 1 febbraio 1989, n. 53, e
Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei
servizi degli enti locali disciplina le dotazioni
organiche, le modalita’ di assunzione agli impieghi, i
requisiti di accesso e le procedure concorsuali, nel
rispetto dei principi fissati dai commi precedenti.».
In ordine alle variazioni apportate dall’art.7 ,si evidenzia che le stese concernono lò’art.37 del dec.legvo n.165/01 ,nel cui comma 1
le parole «e di almeno una lingua straniera» sono sostituite
Pertanto ,dopo detta sostituzione il testo dell’art. 37 del citato decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, risulta il seguente:
«Art. 37 (Accertamento delle conoscenze informatiche e
di lingue straniere nei concorsi pubblici). – 1. A
decorrere dal 1° gennaio 2000 i bandi di concorso per
l’accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1,
comma 2, prevedono l’accertamento della conoscenza dell’uso
delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche
piu’ diffuse e della lingua inglese nonche’, ove opportuno
in relazione al profilo professionale richiesto, di altre
Per i dirigenti il regolamento di cui all’art. 28
definisce il livello di conoscenza richiesto e le modalita’
per il relativo accertamento.
Per gli altri dipendenti delle amministrazioni dello
Stato, con regolamento emanato ai sensi dell’art. 17, comma
1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni ed integrazioni, su proposta del Presidente
del Consiglio dei ministri, sono stabiliti i livelli di
conoscenza, anche in relazione alla professionalita’ cui si
riferisce il bando, e le modalita’ per l’accertamento della
conoscenza medesima. Il regolamento stabilisce altresi’ i
casi nei quali U comma 1 non si applica.».
Infine ,circa le integrazioni operate in materia d’incompatibilita nel pubblico impiego dall’art.8 del dec.legvo n.75/17,
si evidenzia che le medesime interessano l’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,in cui,infatti, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 12, il secondo e il terzo periodo sono soppressi
Pertanto, dopo le sopra precisate variazioni recate dall’art.8 , il nuovo testo dell’art. 53 del citato decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e’ il seguente:
«Art. 53 (Incompatibilita’, cumulo di impieghi e
incarichi). – 1. Resta ferma per tutti i dipendenti
articoli 60 e seguenti del testo unico approvato con
3, salva la deroga prevista dall’art. 23-bis del presente
decreto, nonche’, per i rapporti di lavoro a tempo
parziale, dall’art. 6, comma 2, del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 17 marzo 1989, n. 117 e
dall’art. 1, commi 57 e seguenti della legge 23 dicembre
agli articoli 267, comma 1, 273, 274, 508 nonche’ 676 del
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, all’art. 9,
4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, ed ogni
altra successiva modificazione ed integrazione della
Le pubbliche amministrazioni non possono conferire
Ai fini previsti dal comma 2, con appositi
regolamenti, da emanarsi ai sensi dell’art. 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono individuati gli
ordinari, amministrativi, contabili e militari, nonche’
con i Ministri interessati, ai sensi dell’art. 17, comma 2,
amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2.
Nel caso in cui i regolamenti di cui al comma 3 non
In ogni caso, il conferimento operato direttamente
dall’amministrazione, nonche’ l’autorizzazione
all’esercizio di incarichi che provengano da
ovvero da societa’ o persone fisiche, che svolgano
attivita’ d’impresa o commerciale, sono disposti dai
professionalita’, tali da escludere casi di
incompatibilita’, sia di diritto che di fatto,
nell’interesse del buon andamento della pubblica
potenziale, di interessi, che pregiudichino l’esercizio
I commi da 7 a 13 del presente articolo si applicano
esclusione dei dipendenti con rapporto di lavoro a tempo
parziale con prestazione lavorativa non superiore al
cinquanta per cento di quella a tempo pieno, dei docenti
universitari a tempo definito e delle altre categorie di
dipendenti pubblici ai quali e’ consentito da disposizioni
speciali lo svolgimento di attivita’ libero-professionali.
Sono nulli tutti gli atti e provvedimenti comunque
denominati, regolamentari e amministrativi, adottati dalle
amministrazioni di appartenenza in contrasto con il
presente comma. Gli incarichi retribuiti, di cui ai commi
seguenti, sono tutti gli incarichi, anche occasionali, non
compresi nei compiti e doveri di ufficio, per i quali e’
previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso. Sono esclusi
i compensi derivanti:
b) dalla utilizzazione economica da parte dell’autore o
inventore di opere dell’ingegno e di invenzioni
c) dalla partecipazione a convegni e seminari
d) da incarichi per i quali e’ corrisposto solo il
o di fuori ruolo
f-bis) da attivita’ di formazione diretta ai dipendenti
della pubblica amministrazione nonche’ di docenza e di
7.I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi
autorizzati dall’amministrazione di appartenenza. Ai fini
dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica
l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di
rilascio dell’autorizzazione nei casi previsti dal presente
decreto. In caso di inosservanza del divieto, salve le piu’
gravi sanzioni e ferma restando la responsabilita’
dell’erogante o, in difetto, del percettore, nel conto
dell’entrata del bilancio dell’amministrazione di
incremento del fondo di produttivita’ o di fondi
7-bis. L’omissione del versamento del compenso da parte
ipotesi di responsabilita’ erariale soggetta alla
Salve le piu’ gravi sanzioni, il conferimento dei predetti
nullo di diritto. In tal caso l’importo previsto come
corrispettivo dell’incarico, ove gravi su fondi in
disponibilita’ dell’amministrazione conferente, e’
trasferito all’amministrazione di appartenenza del
dipendente ad incremento del fondo di produttivita’ o di
Gli enti pubblici economici e i soggetti privati non
Ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica
la disposizione dell’art. 6, comma 1, del decreto legge 28
marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla
integrazioni. All’accertamento delle violazioni e
all’irrogazione delle sanzioni provvede il Ministero delle
L’autorizzazione, di cui ai commi precedenti, deve
essere richiesta all’amministrazione di appartenenza del
conferire l’incarico; puo’, altresi’, essere richiesta dal
dipendente interessato. L’amministrazione di appartenenza
trenta giorni dalla ricezione della richiesta stessa. Per
il personale che presta comunque servizio presso
appartenenza, l’autorizzazione e’ subordinata all’intesa
provvedere e’ per l’amministrazione di appartenenza di 45
giorni e si prescinde dall’intesa se l’amministrazione
di intesa da parte dell’amministrazione di appartenenza.
Decorso il termine per provvedere, l’autorizzazione, se
Entro quindici giorni dall’erogazione del compenso
privati comunicano all’amministrazione di appartenenza
l’ammontare dei compensi erogati ai dipendenti pubblici.
Le amministrazioni pubbliche che conferiscono o
con l’indicazione dell’oggetto dell’incarico e del compenso
lordo, ove previsto.
Le amministrazioni di appartenenza sono tenute a
comunicare tempestivamente al Dipartimento della funzione
pubblica, in via telematica, per ciascuno dei propri
autorizzato, i compensi da esse erogati o della cui
erogazione abbiano avuto comunicazione dai soggetti di cui
al comma 11.
Al fine della verifica dell’applicazione delle
norme di cui all’art. 1, commi 123 e 127, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni e
telematica, tempestivamente e comunque nei termini previsti
dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, i dati di cui
agli articoli 15 e 18 del medesimo decreto legislativo n.
33 del 2013, relativi a tutti gli incarichi conferiti o
autorizzati a qualsiasi titolo. Le amministrazioni rendono
noti, mediante inserimento nelle proprie banche dati
accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei
propri consulenti indicando l’oggetto, la durata e il
compenso dell’incarico nonche’ l’attestazione dell’avvenuta
verifica dell’insussistenza di situazioni, anche
potenziali, di conflitto di interessi. Le informazioni
relative a consulenze e incarichi comunicate dalle
amministrazioni al Dipartimento della funzione pubblica,
nonche’ le informazioni pubblicate dalle stesse nelle
proprie banche dati accessibili al pubblico per via
telematica ai sensi del presente articolo, sono trasmesse e
pubblicate in tabelle riassuntive rese liberamente
scaricabili in un formato digitale standard aperto che
consenta di analizzare e rielaborare, anche a fini
statistici, i dati informatici. Entro il 31 dicembre di
ciascun anno il Dipartimento della funzione pubblica
trasmette alla Corte dei conti l’elenco delle
amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e
dei conti l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso
di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto l’elenco
Le amministrazioni che omettono gli adempimenti di
Il Dipartimento della funzione pubblica, entro il
dati raccolti, adotta le relative misure di pubblicita’ e
16-bis. La Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento della funzione pubblica puo’ disporre
dicembre 1996, n. 662, per il tramite dell’Ispettorato per
la funzione pubblica. A tale fine quest’ultimo opera
d’intesa con i Servizi ispettivi di finanza pubblica del
per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all’art.
1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi
alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attivita’
lavorativa o professionale presso i soggetti privati
destinatari dell’attivita’ della pubblica amministrazione
svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e
gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto
dal presente comma sono nulli ed e’ fatto divieto ai
soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di
contrattare con le pubbliche amministrazioni per i
successivi tre anni con obbligo di restituzione dei
compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi
riferiti.».