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Timestamp: 2018-04-19 17:35:38+00:00
Document Index: 94506138

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 139', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 50', 'art. 50']

Un piano B per l’Italia.
Delitti contro la personalità dello Stato: non denunciare le cessioni di sovranità è reato.
Uscire dall’euro rimanendo in UE è giuridicamente possibile?
In questo articolo voglio affrontare sotto il profilo squisitamente tecnico le implicazioni giuridiche di un’uscita dall’euro senza lasciare l’Unione Europea.
L’intera norma è dunque concepita unicamente affinché un Paese in deroga diventi membro della zona euro.
I trattati letteralmente non prevedono che dall’UEM si torni indietro, ma prevedono unicamente un’uscita unilaterale (ma negoziata nel comune interesse di tutti) di uno Stato dall’UE “ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione” (art. 50 TUE).
L’esponente più illustre che ha teorizzato la possibilità del percorso inverso, ovvero di un Paese UEM che recede solo dall’Unione monetaria, è certamente Luciano Barra Caracciolo, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato.
Il grande giurista ha trovato la motivazione alla sua apertura nella Convenzione di Vienna raffrontata alla stregua del dato testuale degli artt. 139 e 140 tfue:
“dato che la procedura di ammissione all’euro configura l’ammissione medesima come atto ampliativo, la disciplina contenuta in tali norme richiede la manifestazione di consenso dello Stato considerato in ogni sua fase procedurale. Questo consenso, quindi, è un elemento costitutivo indispensabile dell’ammissione e potrà essere ritirato in qualsiasi momento in applicazione del principio della insopprimibile libertà del consenso nel diritto internazionale”, ed ancora “non esiste un vincolo irreversibile e non è configurato come tale dalle norme se lette in buona fede, intesa come vincolo normativo di jus cogens”.
A mio avviso, se l’Italia avvisasse i Paesi UEM di voler uscire dall’euro riceverebbe invece un’unica e ben diversa risposta (rammentiamo che Berlusconi per aver solo ventilato questa ipotesi è stato destituito immediatamente).
Il no sarebbe eclatante ed altisonante, perché non interpreterebbero affatto i trattati secondo buona fede, ma letteralmente. In mancanza di una procedura che consenta espressamente l’uscita dall’eurozona rimanendo in UE, gli altri Stati si opporrebbero, con argomentazioni giuridiche, ad ogni diverso accordo.
Leggiamo l’art. 139 tfue per comprendere perché, l’interpretazione secondo buona fede dei trattati, non sarà quella propria delle istituzioni europee:
In politica monetaria, art. 3: “Il Regno Unito mantiene i suoi poteri nel settore della politica monetaria conformemente alla legislazione nazionale” ed infatti ad esso non si applicano gran parte delle norme sullo statuto della banca centrale. Ed anche in materia di disavanzo c’è solo uno sforzo generico a non averne uno eccessivo (art. 5).
Insomma, non a caso la Gran Bretagna, più attenta di noi alla sovranità, ha fatto espressamente riconoscere che, per lei, questi obblighi non valgono.
Per tutti gli altri invece, buona cessione di sovranità!
Dunque rimanere in UE può essere una scelta, ma non può in nessun caso essere considerata possibile o lecita giuridicamente. L’interpretazione dei trattati secondo buona fede è suggestiva e condivisibile, ma presupporrebbe che l’UE non fosse una dittatura e che le decisioni potessero seguire il diritto secondo il noto brocardo: “la legge è uguale per tutti”. L’UE invece vive solo sui rapporti di forza, la legge non è uguale per tutti.
Ergo non si ha alcuna certezza di avere cooperazione dalle altre nazioni. Esse sarebbero invece obbligate a cooperare, almeno formalmente, se si scegliesse la procedura di cui all’art. 50 tue contestualmente all’uscita dall’euro, procedura che toglierebbe al nostro nemico ogni possibile strumento di enforcement legale.
Se si vuole sperare nello status della Gran Bretagna, ammesso e non concesso che questo sia un successo, l’unico passaggio possibile è l’art. 50 tue da azionare contestualmente all’uscita unilaterale e repentina dall’euro. Se invece si vuole salutare la compagnia subito lasciando l’UE, è assolutamente perfetto l’argomento di Luciano Barra Caracciolo. Ed è questa la linea che ovviamente prediligo.
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Ultima risposta il 16 ottobre 2015
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