Source: http://www.lavoratoridomestici.it/ccnl-lavoro-domestico-16-luglio-2013/
Timestamp: 2020-02-26 16:47:39+00:00
Document Index: 147512121

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 52', 'art. 2094', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 10', 'art.15', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 6', 'art.39', 'art. 4', 'art.15', 'art. 34', 'art.37', 'art. 44', 'art.4', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 43', 'art. 2113']

CCNL Lavoro Domestico - 16 luglio 2013 - Lavoratori domestici - Asso
CCNL Lavoro Domestico – 16 luglio 2013
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Art. 40 – Trattamento di fine rapporto (T.F.R.)
Art. 44 -Commissione nazionale per l’aggiornamento retributivo
Art. 47 – Ente bilaterale Ebincolf
disciplina, in maniera unitaria per tutto il territorio nazionale, il rapporto di
3. Resta ferma, per i soggetti che ne sono destinatari, la normativa dettata in tema di collocamento alla pari dallʼAccordo del 24 novembre 1969, n. 68, ratificato con la legge 18 maggio 1973, n.304.
b) livello di appartenenza, nonché, per i collaboratori familiari con meno di 12 mesi di esperienza professionale, non addetti allʼassistenza di persone, lʼanzianità di servizio nel livello A o, se maturata prima del 1 marzo 2007, nella ex terza categoria;
e) la residenza del lavoratore, nonché lʼeventuale diverso domicilio, valido agli effetti del rapporto di lavoro; per i rapporti di convivenza, il lavoratore dovrà indicare lʼeventuale proprio domicilio diverso da quello della convivenza, a valere in caso di sua assenza da questʼultimo, ovvero validare
a tutti gli effetti lo stesso indirizzo della convivenza, anche in caso di sua assenza purché in costanza di rapporto di lavoro;
h) collocazione della mezza giornata di riposo settimanale in aggiunta alla
domenica, ovvero ad altra giornata nel caso di cui all’art. 14, ultimo comma;
l) luogo di effettuazione della prestazione lavorativa nonché la previsione
di eventuali temporanei spostamenti per villeggiatura o per altri motivi familiari (trasferte);
o) applicazione di tutti gli altri istituti previsti dal presente contratto, ivi compreso quanto indicato allʼart. 52, relativamente alla corresponsione dei contributi di assistenza contrattuale.
1. Lʼassunzione può effettuarsi a tempo determinato, nel rispetto della normativa vigente, obbligatoriamente in forma scritta, con scambio tra le parti della relativa lettera, nella quale devono essere specificate le fattispecie giustificatrici.
4. A titolo esemplificativo è consentita lʼapposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro nei seguenti casi:
– per lʼesecuzione di un servizio definito o predeterminato nel tempo, anche se ripetitivo;
– per sostituire anche parzialmente lavoratori che abbiano ottenuto la sospensione del rapporto per motivi familiari, compresa la necessità di raggiungere la propria famiglia residente allʼestero;
– per sostituire lavoratori malati, infortunati, in maternità o fruenti dei diritti
istituiti dalle norme di legge sulla tutela dei minori e dei portatori di handicap,
anche oltre i periodi di conservazione obbligatoria del posto;
– per lʼassistenza extradomiciliare a persone non autosufficienti ricoverate in ospedali, case di cura, residenze sanitarie assistenziali e case di riposo.
5. Per le causali che giustificano lʼassunzione a tempo determinato i datori di lavoro potranno altresì avvalersi di somministrazione di lavoro a tempo determinato.
1. È consentita lʼassunzione di due lavoratori che assumono in solido lʼadempimento di unʼunica obbligazione lavorativa.
2. Fermo restando il vincolo di solidarietà e fatta salva una diversa intesa fra le parti contraenti, ciascuno dei due lavoratori resta personalmente e direttamente responsabile dellʼadempimento dellʼintera obbligazione lavorativa.
4. Fatte salve eventuali diverse intese fra le parti contraenti, i due lavoratori hanno facoltà di determinare, discrezionalmente ed in qualsiasi momento, sostituzioni fra di loro, nonché di modificare consensualmente la collocazione temporale dei rispettivi orari di lavoro; nel qual caso il rischio dellʼimpossibilità della prestazione lavorativa, per fatti attinenti ad uno dei coobbligati, è posta in capo allʼaltro obbligato. Il trattamento economico e normativo di ciascuno dei due lavoratori è riproporzionato in ragione della prestazione lavorativa effettivamente eseguita da ciascun lavoratore.
6. Salvo diverse intese fra le parti, le dimissioni o il licenziamento di uno dei lavoratori coobbligati comportano lʼestinzione dellʼintero vincolo contrattuale. Tale disposizione non trova applicazione se, su richiesta del datore di lavoro o su proposta dellʼaltro prestatore di lavoro, questʼultimo si renda disponibile ad adempiere lʼobbligazione lavorativa, interamente o parzialmente; in tal caso il contratto di lavoro ripartito si trasforma in un normale contratto di lavoro subordinato ai sensi dellʼart. 2094 c.c. Analogamente è data facoltà al lavoratore di indicare la persona con la quale, previo consenso del datore di lavoro, egli potrà assumere in solido la prestazione di lavoro. In ogni caso, lʼassenza di intesa fra le parti comporterà lʼestinzione dellʼintero vincolo contrattuale.
2. Il suddetto monte ore potrà essere utilizzato anche per le eventuali attività formative previste dalla normativa e necessarie per il rinnovo dei titoli di soggiorno. In tale ottica i datori di lavoro favoriranno la frequenza, da parte dei lavoratori, a corsi di formazione specifici, gestiti da Enti pubblici ovvero organizzati o riconosciuti dagli Enti bilaterali, anche finalizzati al rinnovo dei titoli di soggiorno. Lʼutilizzo del monte ore per le finalità indicate al presente comma dovrà trovare riscontro in apposita documentazione, riportante anche gli orari delle attività formative
Appartengono a questo livello i collaboratori familiari generici, non addetti allʼassistenza di persone, sprovvisti di esperienza professionale o con esperienza professionale (maturata anche presso datori di lavoro diversi) non superiore a 12 mesi, nonché i lavoratori che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con competenza le proprie mansioni, relative ai profili lavorativi indicati, a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro.
a) Collaboratore familiare con meno di 12 mesi di esperienza professionale, non addetto allʼassistenza di persone. Svolge mansioni di pertinenza dei collaboratori familiari, a livello di inserimento al lavoro ed in fase di prima formazione. Al compimento dei dodici mesi di anzianità questo lavoratoresarà inquadrato nel livello B con la qualifica di collaboratore generico polifunzionale;
h) Operaio comune. Svolge mansioni manuali, di fatica, sia per le grandi pulizie, sia nellʼambito di interventi di piccola manutenzione.
a) Collaboratore generico polifunzionale. Svolge le incombenze relative al normale andamento della vita familiare, compiendo, anche congiuntamente, mansioni di pulizia e riassetto della casa, di addetto alla cucina, di addetto alla lavanderia, di assistente ad animali domestici, nonché altri compiti nellʼambito del livello di appartenenza;
b) Custode di abitazione privata. Svolge mansioni di vigilanza dellʼabitazione del datore di lavoro e relative pertinenze, nonché, se fornito di alloggio nella proprietà, di custodia;
f) Operaio qualificato. Svolge mansioni manuali nellʼambito di interventi, anche complessi, di manutenzione;
a) Amministratore dei beni di famiglia. Svolge mansioni connesse allʼamministrazione del patrimonio familiare;
b) Direttore di casa. Svolge mansioni di gestione e di coordinamento relative a tutte le esigenze connesse allʼandamento della casa.
1) Il lavoratore addetto allo svolgimento di mansioni plurime ha diritto allʼinquadramento nel livello corrispondente alle mansioni prevalenti.
3) La formazione del personale, laddove prevista per lʼattribuzione della qualifica, si intende conseguita quando il lavoratore sia in possesso di diploma nello specifico campo oggetto della propria mansione, conseguito in Italia o allʼestero, purché equipollente, anche con corsi di formazione aventi la durata minima prevista dalla legislazione regionale e comunque non inferiore a 500 ore.
1. Al personale non infermieristico espressamente assunto per discontinue prestazioni assistenziali di attesa notturna in favore di soggetti autosufficienti (bambini, anziani, portatori di handicap o ammalati), e conseguentemente inquadrato nel livello B super, ovvero per discontinue prestazioni assistenziali notturne in favore di soggetti non autosufficienti, e conseguentemente inquadrato nel livello C super (se non formato) o nel livello D super (se formato), qualora la collocazione temporale della prestazione sia ricompresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00 sarà corrisposta la retribuzione prevista dalla tabella D allegata al presente contratto, relativa al livello di inquadramento, fermo restando quanto previsto dal successivo art. 15 e, per il personale non convivente, sussiste lʼobbligo di corresponsione della prima colazione, della cena e di unʼidonea sistemazione per la notte.
1.Il riposo settimanale, per i lavoratori conviventi, è di 36 ore e deve essere goduto per 24 ore la domenica, mentre le residue 12 ore possono essere godute in qualsiasi altro giorno della settimana, concordato tra le parti. In tale giorno il lavoratore presterà la propria attività per un numero di ore non superiore alla metà di quelle che costituiscono la durata normale dell’orario di lavoro giornaliero. Qualora vengano effettuate prestazioni nelle 12 ore di riposo non domenicale, esse saranno retribuite con la retribuzione globale di fatto maggiorata del 40%, a meno che tale riposo non sia goduto in altro giorno della stessa settimana diverso da quello concordato ai sensi del precedente comma.
2.Il riposo settimanale, per i lavoratori non conviventi, è di 24 ore e deve essere goduto la domenica.
1. La durata normale dell’orario di lavoro è quella concordata fra le parti e comunque, fatto salvo quanto previsto al comma 2, con un massimo di: 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali, per i lavoratori conviventi; 8 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali, distribuite su 5 giorni oppure su 6 giorni, per i lavoratori non conviventi.
2. I lavoratori conviventi inquadrati nei livelli C, B e B super, nonché gli studenti di età compresa fra i 16 e i 40 anni frequentanti corsi di studio al termine dei quali viene conseguito un titolo riconosciuto dallo Stato ovvero da Enti pubblici, possono essere assunti in regime di convivenza anche con orario fino a 30 ore settimanali; il loro orario di lavoro dovrà essere articolato in una delle
A questi lavoratori dovrà essere corrisposta, qualunque sia lʼorario di lavoro osservato nel limite massimo delle 30 ore settimanali, una retribuzione pari a quella prevista dalla tabella B allegata al presente contratto, fermo restando lʼobbligo di corresponsione dellʼintera retribuzione in natura. Eventuali prestazioni lavorative eccedenti lʼorario effettivo di lavoro concordato nellʼatto scritto di cui al successivo comma 3 saranno retribuite con la retribuzione globale di fatto oraria, se collocate temporalmente allʼinterno della tipologia di articolazione dellʼorario adottata; le prestazioni collocate temporalmente al di fuori di tale tipologia saranno retribuite in ogni caso con la retribuzione globale di fatto oraria con le maggiorazioni previste dallʼ art. 16.
3. Lʼassunzione ai sensi del comma 2 dovrà risultare da atto scritto, redatto e sottoscritto dal datore di lavoro e dal lavoratore, da cui risultino lʼorario effettivo di lavoro concordato e la sua collocazione temporale nellʼambito delle articolazioni orarie individuate nel stesso comma 2; ai lavoratori così assunti si applicano integralmente tutti gli istituti disciplinati dal presente contratto. Con atto scritto, redatto e sottoscritto dal datore di lavoro e dal lavoratore, contenente gli stessi elementi, il rapporto di convivenza con durata normale dellʼorario di lavoro concordata ai sensi del comma 1 potrà essere trasformato nel rapporto di convivenza di cui al comma 2 e viceversa.
4. Il lavoratore convivente ha diritto ad un riposo di almeno 11 ore consecutive nell’arco della stessa giornata e, qualora il suo orario giornaliero non sia interamente collocato tra le ore 6.00 e le ore 14.00, oppure tra le ore 14.00 e le ore 22.00, ad un riposo intermedio non retribuito, normalmente nelle ore pomeridiane, non inferiore alle 2 ore giornaliere di effettivo riposo. Durante tale riposo il lavoratore potrà uscire dallʼabitazione del datore di lavoro, fatta salva in ogni caso la destinazione di tale intervallo allʼeffettivo recupero delle energie psicofisiche. È consentito il recupero consensuale e a regime normale di eventuali ore non lavorate, in ragione di non più di 2 ore giornaliere.
6. Salvo quanto previsto per i rapporti di cui ai precedenti artt. 11 e 12, è considerato lavoro notturno quello prestato tra le ore 22.00 e le ore 6.00, ed è compensato, se ordinario, con la maggiorazione del 20% della retribuzione globale di fatto oraria, se straordinario, in quanto prestato oltre il normale orario di lavoro, così come previsto dallʼart. 16.
9. Il datore di lavoro che abbia in servizio uno o più lavoratori a tempo pieno addetti allʼassistenza di persone non autosufficienti inquadrati nei livelli CS o DS, potrà assumere in servizio uno o più lavoratori, conviventi o meno, da inquadrare nei livelli CS o DS, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari dellʼassistenza. Tali prestazioni saranno retribuite sulla base della tabella “G” comprensiva delle maggiorazioni previste.
2. È considerato lavoro straordinario quello che eccede la durata giornaliera o settimanale massima fissata allʼart. 15, comma 1, salvo che il prolungamento sia stato preventivamente concordato per il recupero di ore non lavorate.
– del 60%, se prestato di domenica o in una delle festività indicate nellʼart. 17.
1. Sono considerate festive le giornate riconosciute tali dalla legislazione vigente;
2. Per il rapporto ad ore le festività di cui al comma 1 verranno retribuite sulla base della normale paga oraria ragguagliata ad un 1/6 dellʼorario settimanale. Le festività da retribuire sono tutte quelle cadenti nel periodo interessato, indipendentemente dal fatto che in tali giornate fosse prevista, o meno, la prestazione lavorativa.
2. I lavoratori con retribuzione mensile percepiranno la normale retribuzione, senza alcuna decurtazione; quelli con retribuzione ragguagliata alle ore lavorate percepiranno una retribuzione ragguagliata ad 1/6 dellʼorario settimanale per ogni giorno di ferie godute.
4. Il diritto al godimento delle ferie è irrinunciabile. A norma dellʼart. 10 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, un periodo minimo di 4 settimane per ogni anno di servizio non può essere sostituito dalla relativa indennità, salvo il caso previsto al comma 8.
5. Le ferie hanno di regola carattere continuativo. Esse potranno essere frazionate in non più di due periodi all’anno, purché concordati tra le parti. La fruizione delle ferie, salvo il caso previsto al comma 7, deve aver luogo per almeno due settimane entro lʼanno di maturazione e, per almeno ulteriori due settimane, entro i 18 mesi successivi allʼanno di maturazione.
8. Nel caso di lavoratore di cittadinanza non italiana che abbia necessità di godere di un periodo di ferie più lungo, al fine di utilizzarlo per un rimpatrio non definitivo, su sua richiesta e con lʼaccordo del datore di lavoro, è possibile l’accumulo delle ferie nell’arco massimo di un biennio, anche in deroga a quanto previsto al comma 4.
I lavoratori hanno diritto a un periodo di ferie annuali nella misura di 26 giorni lavorativi, fermo restando che la settimana lavorativa – quale che sia la distribuzione dellʼorario di lavoro settimanale – è comunque considerata di sei giorni lavorativi dal lunedì al sabato agli effetti del computo delle ferie.
1. Durante le sospensioni del lavoro extraferiali, per esigenze del datore di lavoro, sarà corrisposta al lavoratore la retribuzione globale di fatto, ivi compreso, nel caso di lavoratore che usufruisca del vitto e dellʼalloggio, il compenso sostitutivo convenzionale, sempreché lo stesso non usufruisca durante tale periodo di dette corresponsioni.
– lavoratori conviventi: 16 ore annue ridotte a 12 per i lavoratori di cui allʼart.15, comma 2;
4. Al lavoratore padre spettano 2 giornate di permesso retribuito in caso di nascita di un figlio, anche per lʼ adempimento degli obblighi di legge.
1. Le assenze del lavoratore debbono essere in ogni caso tempestivamente giustificate al datore di lavoro. Per quelle derivanti da malattia si applica lʼart. 26 e per quelle derivanti da infortunio o malattia professionale lʼart. 28.
2. Le assenze non giustificate entro il quinto giorno, ove non si verifichino
cause di forza maggiore, sono da considerare giusta causa di licenziamento. A tal fine la relativa lettera di contestazione e quella di eventuale successivo licenziamento saranno inviate allʼindirizzo indicato nella lettera di assunzione, così come previsto dallʼart. 6, lettera e del presente contratto.
1. Tenuto conto della funzionalità della vita familiare, il datore di lavoro favorirà
la frequenza del lavoratore a corsi scolastici per il conseguimento del diploma di scuola dell’obbligo o di specifico titolo professionale; un attestato
di frequenza deve essere esibito mensilmente al datore di lavoro.
3. Dall’inizio della gravidanza, purché intervenuta nel corso del rapporto di lavoro, e fino alla cessazione del congedo di maternità, la lavoratrice non può essere licenziata, salvo che per giusta causa. Le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice in tale periodo sono inefficaci ed improduttive di effetti se non comunicate in forma scritta e convalidate con le modalità di cui allʼart.39
comma 10. Le assenze non giustificate entro i cinque giorni, ove non si verifichino cause di forza maggiore, sono da considerare giusta causa di licenziamento della lavoratrice.
Le Associazioni dei datori di lavoro ritengono che le attuali normative di legge rispettano sostanzialmente il dettato dalla Convenzione OIL n. 189/2011 che prevede, in favore delle lavoratrici del settore domestico, condizioni non meno favorevoli di quelle applicabili agli altri settori tenuto conto delle particolari condizioni esistenti nellʼambito delle famiglie, datrici di lavoro domestico.
1. Non è ammessa lʼassunzione dei minori degli anni 16.
2. È ammessa lʼassunzione di adolescenti, ai sensi della legge 17 ottobre 1967, n. 977, così come modificata e integrata dal D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 345, purché sia compatibile con le esigenze particolari di tutela della salute e non comporti trasgressione dellʼobbligo scolastico.
4. Sono altresì da osservare le disposizioni dellʼart. 4 della legge 2 aprile 1958, n. 339, secondo cui il datore di lavoro, che intenda assumere e fare convivere con la propria famiglia un lavoratore minorenne, deve farsi rilasciare una dichiarazione scritta di consenso, con sottoscrizione vidimata dal Sindaco del Comune di residenza del lavoratore, da parte di chi esercita la potestà genitoriale, cui verrà poi data preventiva comunicazione del
licenziamento; il datore di lavoro è impegnato ad una particolare cura del minore, per lo sviluppo ed il rispetto della sua personalità fisica, morale e professionale.
1. In caso di malattia il lavoratore dovrà avvertire tempestivamente il datore
di lavoro salvo cause di forza maggiore o obbiettivi impedimenti, entro lʼorario
contrattualmente previsto per lʼinizio della prestazione lavorativa.
2. Il lavoratore dovrà successivamente far pervenire al datore di lavoro il relativo certificato medico, rilasciato entro il giorno successivo allʼinizio della malattia. Il certificato, indicante la prognosi di inabilità al lavoro, deve essere consegnato o inviato mediante raccomandata al datore di lavoro entro due giorni dal relativo rilascio.
3. Per i lavoratori conviventi non è necessario l’invio del certificato medico,
salvo che non sia espressamente richiesto dal datore di lavoro. Rimane lʼobbligo
della spedizione del certificato medico per i conviventi, qualora la malattia
intervenga nel corso delle ferie o in periodi nei quali i lavoratori non siano presenti nellʼabitazione del datore di lavoro.
4. In caso di malattia, al lavoratore, convivente o non convivente, spetta la
conservazione del posto per i seguenti periodi:
5. I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell’anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall
ʼevento.
6. I periodi di cui al comma 4 saranno aumentati del 50% in caso di malattia
oncologica, documentata dalla competente ASL.
7. Durante i periodi indicati nei precedenti commi 4 e 6 decorre in caso di
malattia la retribuzione globale di fatto per un massimo di 8, 10, 15 giorni complessivi nell’anno per le anzianità di cui ai punti 1, 2, 3 dello stesso comma 4, nella seguente misura:
fino al 3° giorno consecutivo, il 50% della retribuzione globale di fatto; dal 4° giorno in poi, il 100% della retribuzione globale di fatto.
9. L’aggiunta della quota convenzionale sostitutiva di vitto e alloggio, per il
personale che ne usufruisca normalmente, è dovuta solo nel caso in cui il lavoratore ammalato non sia degente in ospedale o presso il domicilio del datore
1. Ogni lavoratore ha diritto ad un ambiente di lavoro sicuro e salubre,
sulla base di quanto previsto dalla legislazione vigente, relativamente agli
ambienti domestici. A tal fine il datore di lavoro sarà tenuto a garantire la
presenza sullʼimpianto elettrico di un adeguato interruttore differenziale, cosiddetto salvavita.
2. Il datore di lavoro provvede ad informare il lavoratore circa eventuali rischi
esistenti nellʼambiente di lavoro relativi anche allʼuso delle attrezzature e all
ʼesposizione a particolari agenti chimici, fisici e biologici.
3. Lʼinformativa si realizzerà allʼatto dellʼindividuazione delle mansioni o del
successivo mutamento delle stesse, mediante la consegna dellʼapposito documento
che verrà elaborato dallʼEnte bilaterale di settore – Ebincolf.
2. I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell’anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dallʼevento.
4. Le prestazioni vengono erogate dallʼINAIL, al quale il datore di lavoro deve denunciare tutti gli infortuni o malattie professionali nei seguenti termini:
5. La denuncia allʼINAIL deve essere redatta su apposito modello predisposto da parte di detto istituto e corredata dal certificato medico. Altra denuncia deve essere rimessa entro gli stessi termini all’autorità di Pubblica sicurezza.
8. Lʼ infortunio e la malattia professionale in periodo di prova o di preavviso sospendono la decorrenza degli stessi.
2. Al lavoratore trasferito deve essere corrisposta, per i primi 15 giorni di assegnazione
alla nuova sede di lavoro, una diaria pari al 20% della retribuzione globale di fatto afferente tale periodo.
4. Il lavoratore che non accetta il trasferimento ha diritto allʼindennità sostitutiva del preavviso, ove non sia stato rispettato il termine di cui al comma 1.
1. Il lavoratore convivente di cui allʼart.15, comma 1, è tenuto, ove richiesto dal datore di lavoro, a recarsi in trasferta, ovvero a seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura egli è addetto, in soggiorni temporanei in altro comune e/o in residenze secondarie. In tali località il lavoratore fruirà dei riposi settimanali.
1. Il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della
retribuzione, deve predisporre un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l’altra per il datore di lavoro, firmata
a) retribuzione minima contrattuale di cui allʼart. 34, comprensiva per i livelli D e D super di uno specifico elemento denominata indennità di funzione;
4. Il datore di lavoro è tenuto a rilasciare unʼattestazione dalla quale risulti l’ammontare complessivo delle somme erogate nell’anno; lʼattestazione deve essere rilasciata almeno 30 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero in occasione della cessazione del rapporto di lavoro.
1. I minimi retributivi sono fissati nelle tabelle A, B, C, D, E e G allegate al presente contratto e sono rivalutati annualmente ai sensi del successivo art.37.
1. Le retribuzioni minime contrattuali e i valori convenzionali del vitto e dell’alloggio, determinati dal presente contratto, sono variati, da parte della Commissione nazionale per l’aggiornamento retributivo di cui all’art. 44, secondo le variazioni del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai rilevate dallʼ ISTAT al 30 novembre di ogni anno.
2. La Commissione verrà a tal fine convocata dal Ministero del Lavoro e Previdenza sociale, entro e non oltre il 20 dicembre di ciascun anno, in prima convocazione, e, nelle eventuali successive convocazioni, ogni 15 giorni. Dopo la terza convocazione, in caso di mancato accordo o di assenza delle parti, il Ministero del Lavoro e Previdenza sociale è delegato dalle Organizzazioni ed Associazioni stipulanti a determinare la variazione periodica della retribuzione minima, secondo quanto stabilito al comma 1, in misura pari all’80% della variazione del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai rilevate dallʼ ISTAT per quanto concerne le retribuzioni minime contrattuali e in misura pari al 100% per i valori convenzionali del vitto e dell’alloggio.
3. Le retribuzioni minime contrattuali ed i valori convenzionali del vitto e dell’alloggio,
determinati ai sensi dei commi precedenti, hanno decorrenza dal 1°gennaio di ciascun anno, se non diversamente stabilito dalle Parti.
2. I termini di preavviso di cui al comma precedente saranno raddoppiati nellʼeventualità in cui il datore di lavoro intimi il licenziamento prima del trentunesimo giorno successivo al termine del congedo per maternità.
9. Nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato mediante intimazione del licenziamento, il datore di lavoro, su richiesta scritta del lavoratore, sarà tenuto a fornire una dichiarazione scritta che attesti lʼavvenuto licenziamento.
10. Le dimissioni del lavoratore devono essere convalidate, a norma dell ʼart.4, comma 17 e seguenti della Legge 92/2012 in sede sindacale, ovvero presso la Direzione territoriale del lavoro o presso il Centro per lʼimpiego o anche sottoscrivendo copia della denuncia di cessazione del rapporto inoltrata dal datore di lavoro alle competenti sedi.
1. In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore ha diritto a un trattamento di fine rapporto (T.F.R.) determinato, a norma della legge 29 maggio 1982, n. 297, sull’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno, comprensive del valore convenzionale di vitto e alloggio: il totale è diviso per 13,5. Le quote annue accantonate sono incrementate a norma dell’art. 1, comma 4, della citata legge, dell’1,5% annuo, mensilmente riproporzionato, e del 75% dell’aumento del costo della vita, accertato dallʼISTAT, con esclusione della quota maturata nell’anno in corso.
4. Per i periodi di servizio antecedenti il 29 maggio 1982 lʼindennità di anzianità è determinata nelle seguenti misure:
5. Ai fini del computo di cui al comma 4, il valore della giornata lavorativa si ottiene
dividendo per 6 l’importo della retribuzione media settimanale o per 26 l’importo della retribuzione media mensile in atto alla data del 29 maggio 1982. Tali importi devono essere maggiorati del rateo di gratifica natalizia o tredicesima mensilità.
2. Ciascuna organizzazione sindacale dei lavoratori e ciascuna associazione dei datori di lavoro designa il proprio rappresentante nella Commissione, la quale delibera allʼunanimità.
1. Presso l’Ente bilaterale di cui allʼ art. 47 è costituita una Commissione paritetica nazionale, composta da un rappresentante per ciascuna delle OO.SS dei lavoratori e da uguale numero di rappresentanti delle Associazioni dei datori di lavoro, stipulanti il presente contratto.
2. Alla Commissione sono attribuiti i seguenti compiti, oltre a quello indicato allʼart. 43:
1. Per tutte le vertenze individuali di lavoro relative allʼapplicazione del presente contratto, le parti potranno esperire, prima dellʼazione giudiziaria, il tentativo di conciliazione, di cui allʼarticolo 410 e seguenti del Cod. Proc. Civ., presso lʼapposita Commissione territoriale di conciliazione, composta dal Rappresentante dellʼOrganizzazione sindacale e da quello della Associazione dei datori di lavoro, cui, rispettivamente, il lavoratore ed il datore di lavoro siano
iscritti o conferiscano mandato.
2. La conciliazione, che produce fra le parti gli effetti di cui allʼart. 2113, 4° comma, codice civile, dovrà risultare da apposito verbale.
1. La contrattazione di secondo livello fra le OO.SS. e le Associazioni datoriali firmatarie del presente CCNL potrà riferirsi, di norma, ad ambito regionale ovvero provinciale per le province autonome di Trento e Bolzano. In deroga a quanto sopra previsto, lʼambito territoriale della contrattazione di secondo livello potrà riferirsi anche alle città metropolitane.
2. La contrattazione di cui al precedente comma avrà luogo presso lʼEbincolf, con la presenza e lʼaccordo di tutti i soggetti firmatari il presente CCNL.
4. Gli accordi stipulati a norma del presente articolo resteranno depositati, ai fini della loro efficacia, presso lʼEnte bilaterale Ebincolf.
1. Cas.sa.Colf è un organismo paritetico composto per il 50% da FIDALDO e DOMINA e per lʼaltro 50% da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs e Federcolf.
1. Il Fondo Colf è un organismo paritetico composto per il 50% da FIDALDO e DOMINA e per lʼaltro 50% da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs e Federcolf.
1. Per la pratica realizzazione di quanto previsto negli artt. 43, 44, 45, 46, 47 e 49 del presente contratto e per il funzionamento degli organismi paritetici al servizio dei lavoratori e dei datori di lavoro, le Organizzazioni e Associazioni stipulanti procederanno alla riscossione di contributi di assistenza contrattuale per il tramite di un Istituto previdenziale o assistenziale, ai sensi della legge 4 giugno 1973, n. 311, con esazione a mezzo dei bollettini di versamento dei
contributi previdenziali obbligatori o con la diversa modalità concordata tra le Parti.
2. Sono tenuti alla corresponsione dei contributi di cui al comma 1, tanto i
datori di lavoro che i rispettivi dipendenti, nella misura oraria di euro 0,03, dei quali 0,01 a carico del lavoratore.
3. Le Parti si danno atto che nelle valutazioni per la definizione del costo per il rinnovo contrattuale si è tenuto conto dellʼincidenza dei contributi di cui al presente articolo, i quali, conseguentemente, per la quota a carico del datore di lavoro, hanno natura retributiva, con decorrenza dal 1 luglio 2007.
6) le Parti Sociali prevedono lʼaggiornamento degli attuali minimi retributivi in misura di euro 7,00 con decorrenza dal 1 gennaio 2014, euro 6,00 con decorrenza dal 1 gennaio 2015 ed euro 6,00 con decorrenza dal 1 gennaio 2016 per i lavoratori conviventi inquadrati nel livello BS della tabella A, ed in misura proporzionale per gli altri livelli/tabelle. Lʼaggiornamento retributivo di cui all ʼarticolo 37 del presente CCNL verrà effettuato sui minimi retributivi comprensivi degli aumenti pattuiti, come da accordo.