Source: https://legislazionetecnica.it/2780438/normativa-edilizia-appalti-professioni-tecniche-sicurezza-ambiente/sent-c-stato-11-02-2013-n-762/affidamento-house
Timestamp: 2020-05-27 12:31:13+00:00
Document Index: 81447839

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 123', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 3', 'sentenza ']

Sent. C. Stato 11/02/2013, n. 762 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP14462
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La scelta dell'ente locale sulle modalità di organizzazione dei servizi pubblici locali, e in particolare l'opzione tra modello in house e ricorso al mercat
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1. La società L. s.r.l. è una impresa operante nel settore della progettazione, costruzione e gestione di impianti di trattamento rifiuti e depurazione delle acque.
1.1. La Comunità comprensoriale B. che raggruppa una serie di Comuni della zona di Merano è proprietaria dell’impianto di bio-fermentazione “Tisner Auen” a Lana. Trattasi di impianto destinato alla raccolta, alla fermentazione e al compostaggio di rifiuti organici che all’esito del processo di fermentazione sono trasformati in compost e biogas.
1.2. L’impianto è stato costruito dalla società L. s.r.l.
Il servizio è stato invece affidato in via diretta dalla Comunità comprensoriale alla società E. s.p.a. sulla base di convenzione con scadenza 31 dicembre 2010.
In prossimità di tale scadenza la società L. s.r.l. con nota 15 ottobre 2010 ha ribadito il proprio interesse a gestire l’impianto e ha chiesto informazioni sulle modalità di presentazione dell’offerta.
1.4. La comunità comprensoriale ha risposto con lettera del 3 gennaio 2011 con cui ha trasmesso alla società L. s.r.l. la delibera del Consiglio della comunità comprensoriale 20 ottobre 2010 n. 18 che riaffida il servizio in via diretta alla E. s.p.a. per la durata di 10 anni dall’1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2020.
Ritiene l’amministrazione che ricorrano i presupposti per l’affidamento in house ai sensi dell’art. 3, c. 1, lett. p), l.p. Bolzano n. 12/2007 essendo la E. s.p.a. una società a totale partecipazione pubblica, di cui sono soci la Provincia autonoma di Bolzano e alcuni Comuni, di cui tutti quelli membri della Comunità comprensoriale B., oltre alla stessa Comunità e altre Comunità comprensoriali.
2. Con il ricorso di primo grado, diretto al T.r.g.a. - sezione autonoma di Bolzano, la società L. s.r.l. ha impugnato:
1) la delibera del Consiglio della Comunità comprensoriale B. 20 ottobre 2010 n. 18 che affida il servizio in via diretta alla E. s.p.a. per dieci anni fino al 31 dicembre 2020;
3) la comunicazione della Comunità comprensoriale B. del 3 gennaio 2011;
Oltre all’annullamento degli atti impugnati, la ricorrente ha chiesto, anche, “ai sensi degli artt. 121 e 122 del codice del processo amministrativo, d.lgs. 104/2010”, di “dichiarare l’inefficacia del contratto di servizio tra la Comunità comprensoriale B. ed Eco Center s.p.a., stipulato in esecuzione della delibera del Consiglio della Comunità comprensoriale B. n. 18 del 20.10.2010”; di “applicare le sanzioni alternative di cui all’art. 123 del codice del processo amministrativo”; di “concedere alla ricorrente ogni opportuna tutela in forma specifica risp. per equivalente, adottando le opportune disposizioni affinché la ricorrente possa conseguire l’aggiudicazione del servizio di cui si controverte, risp. condannare la Comunità comprensoriale B. al risarcimento del danno per equivalente nella misura accertanda in corso di causa, previa ammissione di c.t.u. contabile volta alla quantificazione del danno effettivamente subito dalla ricorrente”.
1) violazione della l.p. 16 novembre 2007 n. 12 - mancanza dei presupposti per l’affidamento in house;
2.2. Nel giudizio di primo grado si sono costituite la Comunità comprensoriale B. e la società Eco-Center s.p.a., resistendo alle pretese della ricorrente.
3. Il Tar adito, con la sentenza in epigrafe (T.r.g.a. - sezione autonoma di Bolzano, 12 settembre 2011 n. 311) ha respinto il ricorso osservando che:
- alla luce dello statuto della società Eco Center e delle risultanze di causa, sussistono i presupposti per l’affidamento in house e, in particolare, il controllo analogo;
- non vi sarebbe violazione della normativa statale e comunitaria e dei principi costituzionali; quanto all’art. 23-bis, d.l. n. 112/2008, in disparte la sua abrogazione referendaria intervenuta medio tempore, ad avviso del Tar esso non impedirebbe l’esplicarsi della competenza legislativa esclusiva della Provincia di Bolzano in materia di servizi pubblici locali; l’art. 3 l.p. n. 12/2007 sarebbe già stato scrutinato dalla Corte cost.(n. 439/2008) e ritenuto legittimo e non invasivo di competenze statali;
- gli atti impugnati sarebbero adeguatamente motivati.
- da pag. 3 a pag. 39 riproduce il ricorso di primo grado, i cui motivi vengono espressamente riproposti;
- da pag. 40 a pag. 53 reca le critiche avverso la sentenza gravata.
5. Con il primo motivo di appello si ripropone il primo motivo del ricorso di primo grado e si lamenta che con il ricorso di primo grado, parr. da 19 a 24, si deduceva che la E. s.p.a. non sarebbe società in house, difettando il requisito del controllo analogo.
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Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull'appello, come