Source: https://assibot.it/massime-cassazione-civile-r-c-a/
Timestamp: 2020-08-13 18:01:52+00:00
Document Index: 170989404

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 145', 'art. 144', 'art. 23', 'art. 27', 'art. 149', 'art. 1182', 'art. 1341', 'art. 1917', 'sentenza ', 'art. 1916', 'art. 7', 'art. 127', 'art. 1901', 'art. 7', 'art. 2952', 'sentenza ', 'art. 1917', 'art. 144', 'sentenza ']

Massime Cassazione Civile R.C.A. | AssiBot
Massima Cassazione Civile n.24548/2018 (azione risarcimento danno)
“Nell’assicurazione per la responsabilità civile degli autoveicoli, ove il danneggiato abbia inviato la richiesta di risarcimento dei danni alla propria impresa di assicurazione, secondo il modello dell’art. 149 CdA d.lgs. n. 209 del 2005, e per conoscenza all’impresa di assicurazione dell’altro veicolo coinvolto, una volta decorsi i termini di cui all’art. 145 CdA del medesimo decreto, qualora la fase stragiudiziale non si concluda con un esito positivo, si può proporre la domanda giudiziale anche nei confronti dell’impresa assicuratrice dell’altro veicolo coinvolto.”
Massima Cassazione Civile n.13379/2018 (targa prova, litisconsorzio)
“Nel giudizio promosso dal danneggiato contro l’assicuratore della targa prova, è litisconsorte necessario, ai sensi dell’art. 144 CdA del d.lgs. n. 209 del 2005 (ovvero dell’art. 23 della l. n. 990 del 1969), il titolare dell’autorizzazione a circolare con quest’ultima e non il proprietario del veicolo”
Massima Cassazione Civile n.13394/2018 (normale diligenza assicuratore, pluralità danneggiati)
“In tema di risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro, l’assicuratore deve provvedere, usando la normale diligenza, all’identificazione di tutti i danneggiati, attivandosi anche con la loro congiunta chiamata in causa, per procedere alla liquidazione del risarcimento nella misura proporzionalmente ridotta ai sensi dell’art. 27, comma 1, della l. n. 990 del 1969 (“ratione temporis” vigente); ove ciò non abbia fatto, non può opporre ai danneggiati non risarciti l’incapienza del massimale, ma deve rispondere fino alla concorrenza dell’ammontare del medesimo nei confronti di ciascun danneggiato. Peraltro, nel giudizio promosso dal danneggiato non ancora risarcito, l’assicuratore conserva la facoltà di dimostrare che quanto pagato era effettivamente dovuto, siccome corrispondente al danno subito dal danneggiato risarcito; in tal caso, il suo debito verso il danneggiato non risarcito sarà proporzionalmente ridotto nei limiti della quota di indennizzo che, nel rispetto della “par condicio”, sarebbe spettata al danneggiato precedentemente soddisfatto.”
Massima Cassazione Civile n.12599/2018 (azione diretta, proprio assicuratore)
“In materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, l’azione diretta di cui all’art. 149 CdA del d.lgs. n. 209 del 2005, promossa dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, non muta la natura risarcitoria dell’obbligazione ma comporta la sostituzione “ex lege” del soggetto debitore. Ne consegue che al titolare della posizione passiva debbono essere riferite le modalità di adempimento della prestazione che, in quanto avente ad oggetto un credito illiquido, ex art. 1182, comma 4, c.c. deve essere richiesto presso la sede legale della società assicuratrice del danneggiato-creditore, la quale, pertanto, assume esclusivo rilievo ai fini della individuazione della competenza territoriale.”
Massima Cassazione Civile n.11757/2018 (riparazione forma specifica, clausola delimitativa)
“Nel contratto di assicurazione contro i danni la clausola con la quale si pattuisce che l’assicurato sia indennizzato mediante la riparazione in forma specifica del danno occorsogli in conseguenza di un sinistro stradale (nella specie, mediante riparazione del veicolo presso carrozzeria autorizzata) non è da considerarsi clausola limitativa della responsabilità agli effetti dell’art. 1341 c.c., ma delimitativa dell’oggetto del contratto, in quanto non limita le conseguenze della colpa o dell’inadempimento e non esclude, ma specifica, il rischio garantito, stabilendo i limiti entro i quali l’assicuratore è tenuto a rivalere l’assicurato.”
Massima Cassazione Civile n.16424/2018 (pluralità domande risarcimento, cumulo oggettivo)
“Nel caso in cui, nel medesimo processo, più soggetti propongano contro uno stesso convenuto una pluralità di domande non altrimenti connesse, non si verifica un’ipotesi di cumulo soggettivo (Art.33 c.p.c.), che riguarda il caso in cui lo stesso attore convenga più persone davanti ad un unico giudice in deroga alle normali regole sulla competenza territoriale, ma una fattispecie di cumulo oggettivo semplice (Art.104 c.p.c.), che ha come unica condizione l’osservanza dell’Art.10 c.p.c., comma 2, c.p.c., sicché, ove tra le domande cumulativamente proposte, ve ne siano alcune di valore indeterminato, sussiste senza dubbio la competenza per valore del tribunale sull’intera controversia. (La S.C. ha affermato il principio, con riferimento ad una fattispecie in cui più soggetti avevano promosso cumulativamente domande di accertamento dell’invalidità dei contratti di assicurazione da ciascuno stipulati con la stessa compagnia assicuratrice, formulando, unitamente ad altre domande, richieste risarcitorie di valore indeterminato).”
Massima Cassazione Civile n.17017/2018 (area privata, area ad uso pubblico)
“Ai sensi degli artt. 1 e 18 della legge n. 990 del 1969 (applicabili “ratione temporis”), l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile spetta al danneggiato quando il sinistro sia avvenuto in un’area che, sebbene privata, possa equipararsi alla strada di uso pubblico, in quanto aperta ad un numero indeterminato di persone, che vi hanno accesso giuridicamente lecito, pur se appartenenti ad una o più categorie specifiche e pur se l’accesso avvenga per finalità peculiari e in particolari condizioni. (Principio affermato in fattispecie relativa ad un cantiere, cui potevano accedere coloro che vi lavoravano e chi aveva rapporti commerciali con l’impresa).”
Massima Cassazione Civile n.15752/2018 (debito di valuta, obbligazione assicuratore)
“Nell’assicurazione della responsabilità civile, l’obbligazione dell’assicuratore ex art. 1917 c.c. costituisce debito di valuta e non di valore, il quale sorge quando sia divenuto liquido ed esigibile il debito dell’assicurato nei confronti del danneggiato; tuttavia l’assicurato, che a causa del ritardo nella liquidazione del danno debba pagare al terzo danneggiato una somma maggiore di quella che avrebbe corrisposto all’epoca del sinistro, va indennizzato del pregiudizio derivante dalla svalutazione monetaria, causato dal ritardo nella liquidazione, anche oltre i limiti del massimale. È però necessario, a tale fine, che l’assicurato ne faccia esplicita tempestiva richiesta, non potendo la relativa domanda ritenersi implicita nella chiamata in causa dell’assicuratore da parte dell’assicurato stesso nel corso del giudizio instaurato dal terzo danneggiato, né potendo tale domanda essere proposta per la prima volta in appello.”
Massima Cassazione Civile n.19320/2018 (surrogazione assicuratore, giudizio)
“L’assicuratore, convenuto in giudizio dall’assicurato per il pagamento dell’indennità assicurativa, in virtù del principio di economia processuale, può agire nella medesima sede a tutela del proprio diritto di surrogazione, anche in difetto del previo pagamento di detta indennità, chiamando in causa il terzo responsabile (o anche corresponsabile) del danno, al fine di ottenere, nei confronti di questo, una sentenza condizionale di condanna alla rivalsa di quanto sarà condannato a pagare all’assicurato a titolo di indennità.”
Massima Cassazione Civile n.18016/2018 (surroga assicuratore)
“La surroga dell’assicuratore, prevista dall’art. 1916 c.c., non avviene automaticamente per effetto del solo pagamento della indennità all’assicurato, bensì quando l’assicuratore medesimo richieda al danneggiante, ai sensi della citata norma, il rimborso dell’indennità; pertanto, qualora egli non si avvalga di tale facoltà, il danneggiato, pur se abbia già riscosso l’indennità assicurativa, può agire per il risarcimento totale, senza che il responsabile possa opporgli l’avvenuta riscossione.”
Massima Cassazione Civile n.18519/2018 (contrassegno, azione diretta)
“In forza del combinato disposto dell’art. 7 della n. 990 del 1969 (attuale art. 127 del d.lgs. n. 209 del 2005) e dell’art. 1901 c.c., il rilascio del contrassegno assicurativo da parte dell’assicuratore della r.c.a. vincola quest’ultimo a risarcire i danni causati dalla circolazione del veicolo, quand’anche il premio assicurativo non sia stato pagato, ovvero il contratto di assicurazione non sia efficace, giacché, nei confronti del danneggiato, quel che rileva, ai fini della promovibilità dell’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile è l’autenticità del contrassegno, non la validità del rapporto assicurativo. Tuttavia, posto che la disciplina del citato art. 7 mira alla tutela dell’affidamento del danneggiato – il quale, pertanto, non è tenuto ad effettuare accertamenti se sia stato pagato il premio assicurativo o rilasciato solo il certificato ed il contrassegno, potendo fare ragionevole affidamento sull’apparenza della situazione – per escludere la responsabilità dell’assicuratore in ipotesi di contrassegno contraffatto o falsificato occorre che questi provi l’insussistenza di un proprio comportamento colposo, tale da ingenerare l’affidamento erroneo del danneggiato stesso.”
Massima Cassazione Civile n.17543/2018 (sospensione prescrizione)
“In materia di assicurazione della responsabilità civile, per effetto della specifica disciplina dell’art. 2952, co. 4, c.c., l’avvenuta comunicazione all’assicuratore della richiesta risarcitoria del terzo danneggiato attraverso il diretto coinvolgimento della stessa compagnia assicuratrice nel giudizio di danno proposto dal terzo, determina la sospensione della prescrizione dei diritti derivanti dal contratto assicurativo (nella specie del diritto al rimborso in favore dell’assicurato) fino al passaggio in giudicato della sentenza che abbia reso liquido ed esigibile il credito risarcitorio del terzo, essendo irrilevante, ai fini dell’operatività della predetta sospensione, la mancata riproposizione, in grado di appello, da parte dell’assicurato della domanda di garanzia nei confronti del proprio assicuratore nel giudizio di danno introdotto dal terzo, in quanto la sorte della sospensione è legata esclusivamente all’esito del procedimento diretto alla liquidazione del credito risarcitorio del terzo.”
Massima Cassazione Civile n.20786/2018 (dolo conducente)
“In tema di assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore, la garanzia assicurativa copre anche il danno dolosamente provocato dal conducente nei confronti del terzo danneggiato, il quale, pertanto, ha diritto di ottenere dall’assicuratore del responsabile il risarcimento del danno, non trovando applicazione la norma di cui all’art. 1917 c.c. – che non costituisce il paradigma tipico della responsabilità civile da circolazione stradale, rinvenibile, invece, nelle leggi della RCA e nelle direttive europee che affermano il principio di solidarietà verso il danneggiato – salva la facoltà della compagnia assicuratrice di rivalersi nei confronti dell’assicurato-danneggiante, per il quale la copertura contrattuale non opera. (Principio affermato con riferimento ad una fattispecie in cui la autovettura era stata utilizzata come una vera e propria arma, investendo più volte la vittima attraverso reiterate manovre di retromarcia, nel deliberato intento di ferirla o di ucciderla).”
Massima Cassazione Civile n.20383/2018 (costituzione giudizio, assicuratore)
“Nell’ambito delle diverse procedure di risarcimento regolate dal d. lgs. n. 209/05, è ben possibile che l’assicurazione del danneggiato si trovi a svolgere una difesa in contrasto con la richiesta risarcitoria da quest’ultimo avanzata. (Nella specie, a fronte di una richiesta proposta dal danneggiato ex art. 144 d. lgs. n. 209/05 nei confronti del veicolo antagonista e del suo assicuratore, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva ritenuto ammissibile la costituzione in giudizio dell’assicurazione del danneggiato, anche quale mandataria della compagnia assicuratrice convenuta).”
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