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Timestamp: 2020-06-06 00:27:18+00:00
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Indagine statistica su Calciopoli
Pubblicato 4 dicembre 2016 12 ottobre 2017 da felixarpino
Con questo articolo si vogliono analizzare statisticamente diversi aspetti del procedimento penale denominato Calciopoli per dare un giudizio sull’indagine stessa. Quante accuse formulate dai pm hanno retto all’udienza preliminare, al dibattimento e ai vari appelli e ricorsi, diventando così accertate in via definitiva? Come si vedrà, solo una piccola parte rispetto al totale. In questo articolo, quindi, si vuole principalmente giudicare il lavoro degli inquirenti e dei magistrati, piuttosto che i comportamenti degli imputati.
In seguito è riportato l’elenco schietto delle imputazioni, dei soggetti accusati e dell’esito finale.
Capo A: associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva
Imputati: Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo, Pairetto, Lanese, De Santis, Fazi, Mazzei, Ghirelli, Baglioni, Scardina, Fabiani, Racalbuto, Cassarà, Dattilo, Bertini, Gabriele, Pieri, Ambrosino
Ghirelli prosciolto all’udienza preliminare
Assolti: Lanese, Fazi, Mazzei, Baglioni, Scardina, Cassarà, Dattilo, Bertini, Gabriele, Pieri, Ambrosino
Condannati: De Santis
Prescritti: Moggi, Giraudo, Mazzini, Pairetto, Fabiani, Racalbuto
Bergamo non giudicato per violazione del diritto di difesa
Capo B: frode sportiva (Udinese – Brescia)
Imputati: Moggi, Giraudo, Dattilo
Assolti: Moggi, Giraudo, Dattilo
Capo C: frode sportiva (Siena – Juventus)
Imputati: Fabiani, Moggi, Bertini
Assolti: Fabiani, Moggi, Bertini
Capo D: frode sportiva (Juventus – Chievo)
Imputati: Moggi, Fabiani, Pieri
Assolti: Moggi, Fabiani, Pieri
Capo E: frode sportiva (Lecce – Juventus)
Imputati: Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, De Santis, Ceniccola
Assolti: Moggi, Giraudo, Pairetto, De Santis, Ceniccola
Capo F: frode sportiva (Juventus – Lazio)
Imputati: Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, Dondarini, Baglioni
Assolti: Giraudo, Dondarini, Baglioni
Prescritti: Moggi, Pairetto
Capo G: frode sportiva (Fiorentina – Bologna)
Imputati: Moggi, De Santis, Bergamo, Pairetto
Capo H: frode sportiva (Reggina – Brescia)
Imputati: Bergamo, Foti
Prescritti: Foti
Capo I: frode sportiva (Bologna – Juventus)
Imputati: Moggi, Bergamo, Pairetto, De Santis, Pieri
De Santis assorbito nel capo G
Assolti: Pairetto, Pieri
Prescritti: Moggi
Capo L: frode sportiva (Reggina – Cagliari)
Imputati: Bergamo, Foti, De Santis
Assolti: Foti, De Santis
Capo M: frode sportiva (Juventus – Milan)
Capo N: frode sportiva (Roma – Parma)
Imputati: Moggi, Racalbuto
Assolti: Moggi, Racalbuto
Capo O: frode sportiva (Cagliari – Juventus)
Prescritti: Moggi, Racalbuto
Capo P: frode sportiva (Messina – Parma)
Capo Q: frode sportiva (Juventus – Udinese)
Imputati: Moggi, Bergamo, Pairetto, Giraudo, Rodomonti, Gemignani, Foschetti
Assolti: Rodomonti, Gemignani, Foschetti
Prescritti: Moggi, Pairetto, Giraudo
Capo R: frode sportiva (Siena – Messina)
Capo S: frode sportiva (Sampdoria – Reggina)
Capo T: frode sportiva (Palermo – Lecce)
Imputati: Moggi, De Santis
Assolti: Moggi, De Santis
Capo U: frode sportiva (Chievo – Lazio)
Imputati: Carraro, Bergamo, Pairetto, Mazzini, Lotito, Rocchi
Carraro prosciolto all’udienza preliminare
Assolti: Pairetto, Rocchi
Prescritti: Mazzini, Lotito
Capo V: frode sportiva (Lazio – Parma)
Imputati: Carraro, Bergamo, Pairetto, Mazzini, Lotito, Messina
Assolti: Pairetto, Messina
Capo Z: frode sportiva (Roma – Juventus)
Imputati: Moggi, Giraudo, Racalbuto
Assolti: Giraudo
Capo A1: frode sportiva (Reggina – Messina)
Imputati: Fabiani, Ambrosino
Assolti: Fabiani, Ambrosino
Capo A2: frode sportiva (Inter – Fiorentina)
Imputati: Bertini
Assolti: Bertini
Capo A3: frode sportiva (Siena – Milan)
Imputati: Bergamo, Pairetto, Mazzei, Mazzini, Giraudo, Baglioni
Mazzei prosciolto all’udienza preliminare
Assolti: Pairetto, Mazzini, Giraudo, Baglioni
Capo A4: frode sportiva (Milan – Chievo)
Imputati: Bergamo, Meani, Mazzei, Puglisi
Prescritti: Meani, Puglisi
Capo A5: frode sportiva (Chievo – Fiorentina)
Imputati: D. Della Valle, A. Della Valle, Mencucci, Bergamo, Mazzini, Moggi, Dondarini
Assolti: Dondarini
Prescritti: D. Della Valle, A. Della Valle, Mencucci, Mazzini, Moggi
Capo A6: frode sportiva (Livorno – Siena)
Imputati: De Santis
Assolti: De Santis
Capo A7: frode sportiva (Arezzo – Salernitana)
Imputati: Mazzei, Titomanlio
Prescritti: Mazzei, Titomanlio
Capo A8: frode sportiva (Palermo – Reggina)
Imputati: Bergamo, Foti, Pieri
Assolti: Foti, Pieri
Capo A9: frode sportiva (Lazio – Fiorentina)
Imputati: D. Della Valle
Assolti: D. Della Valle
Capo A10: frode sportiva (Lecce – Parma)
Imputati: D. Della Valle, A. Della Valle, Mencucci, Bergamo, Mazzini, Moggi, De Santis, Griselli
Assolti: Moggi, Griselli
Prescritti: D. Della Valle, A. Della Valle, Mencucci, Mazzini
Questo il lunghissimo elenco delle imputazioni del procedimento penale Calciopoli: 31 capi di accusa riguardanti un totale di 37 imputati. Di questi 37 imputati, 20 sono accusati di associazione per delinquere (15 dei quali accusati anche di frode sportiva… con le eccezioni di Lanese, Fazi, Ghirelli, Scardina e Gabriele) mentre i restanti 17 sono accusati solamente di episodi di frode.
Le accuse mosse dai pm per il reato di frode in competizione sportiva sono, in totale, 109. Complessivamente, quindi, tra associazione a delinquere e frode sportiva, si parla di 129 accuse.
La sentenza che ha condannato in primo grado Bergamo – sia per il reato associativo che per 10 episodi di frode sportiva (3 dei quali concernenti la Juventus, 3 la Reggina, 1 la Lazio, 1 il Milan e 2 la Fiorentina) – è stata annullata dalla Corte d’appello per una violazione del diritto di difesa. La corte ha quindi sancito la nullità della sentenza di primo grado che aveva in gran parte condannato l’ex designatore. Bergamo aveva addirittura subito più condanne del principe del processo Moggi, pur ottenendo una pena inferiore.
Data la nullità della sentenza nei confronti dell’ex designatore Bergamo, d’ora in avanti, si trascurerà la sua posizione dato che non possiamo sapere come sarebbe stato il nuovo giudizio nei suoi confronti. Eliminando dal conteggio le 16 imputazioni (reato associativo e 15 ipotesi di frode sportiva) che riguardavano Bergamo, le accuse totali considerate scendono, quindi, a 113.
Per quanto riguarda il reato associativo sono stati assolti/prosciolti 12 imputati su 19 (il 63,16%). Hanno, quindi, fatto parte del sodalizio 7 persone: Moggi (come ideatore e promotore), Mazzini e Pairetto (come organizzatori), Giraudo, Fabiani, De Santis e Racalbuto (come partecipi).
Le accuse totali di frode sportiva mosse dai pm – escluse, come detto, quelle riguardanti Bergamo per le quali non c’è una sentenza – sono 94. Notiamo che per ben 16 capi di accusa su 30 (capi B, C, D, E, L, M, N, P, R, T, A1, A2, A3, A6, A8, A9) tutti gli imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Metà delle accuse di frode sportiva sono quindi cadute totalmente. Tuttavia anche tra i restanti 14 capi di imputazione per frode sportiva ci sono diverse assoluzioni di alcuni imputati per non aver commesso il fatto. Riassumendo, delle 94 imputazioni iniziali sono sopravvissute ai tre gradi di giudizio (parliamo quindi di condanna o prescrizione) 33 accuse, cioè il 35,10% (64,90% di assoluzioni).
Se, infine, consideriamo congiuntamente le accuse per associazione a delinquere e frode sportiva otteniamo un totale di 113 accuse (19+94) che si sono concluse con:
73 assoluzioni (64,60%)
3 condanne (2,65%)
37 prescrizioni (32,74%)
Il 64,60% delle accuse sono cadute totalmente tra primo grado, appello e giudizio di legittimità. Il restante 35,40% ha invece resistito al dibattimento e si è trasformato in condanna definitiva nei confronti di De Santis (avendo lui rinunciato alla prescrizione) e in sentenze di proscioglimento per intervenuta prescrizione per tutti gli altri imputati.
Passando ad analizzare il protagonista della vicenda, Luciano Moggi, considerato promotore dell’associazione a delinquere, si nota che sono rimaste in piedi 7 delle 17 frodi sportive inizialmente contestategli. Una di queste riguarda la partita Chievo – Fiorentina nell’ambito del salvataggio della squadra dei Della Valle. Delle restanti 6 che, direttamente o indirettamente, riguardano comunque la Juve, 3 partite hanno visto il coinvolgimento fraudolento dell’arbitro: una di queste è la partita Fiorentina – Bologna (che vede l’arbitro De Santis condannato); le altre due con coinvolgimento arbitrale sono le partite Cagliari – Juventus e Roma – Juventus, entrambe dirette da Racalbuto. Le rimanenti 3 riguardano, invece, match della Juve con arbitri assolti: gli atti fraudolenti contestati a Moggi (e in un’occasione a Giraudo) consistono in condotte antigiuridiche antecedenti la gara. Nelle motivazioni si parla, infatti, di indebita ingerenza nella composizione delle griglie arbitrali con i designatori in riferimento alle partite Juventus – Lazio e Juventus – Udinese e di tentativo di influenzare l’arbitro Pieri in relazione alla gara Bologna – Juventus. Tuttavia per Juventus – Lazio la Cassazione ha annullato per manifesta illogicità la motivazione della Corte d’appello, che aveva ritenuto sussistente il reato, affermando però che il riesame del fatto è precluso dall’intervenuta prescrizione (per questo motivo l’annullamento è stato disposto senza rinvio per intervenuta prescrizione). Resta però il fatto che la motivazione era manifestamente illogica e sarebbe quindi, probabilmente, caduta ogni responsabilità degli imputati in caso di appello-bis: si tratta, quindi, di una prescrizione di natura diversa da tutte le altre.
In generale, le uniche partite della stagione 2004/05 che hanno visto il coinvolgimento diretto dell’arbitro o dei guardalinee nella frode sono (in ordine cronologico):
Fiorentina – Bologna (arbitro De Santis)
Cagliari – Juventus (arbitro Racalbuto)
Roma – Juventus (arbitro Racalbuto)
Milan – Chievo (guardalinee Puglisi)
Arezzo – Salernitana (guardalinee Titomanlio)
Lecce – Parma (arbitro De Santis)
Per tutte le altre gare risultate – secondo le sentenze – viziate da frode sportiva l’arbitro delle varie partite sotto indagine è stato assolto e, come già detto, gli atti fraudolenti penalmente rilevanti puniti dai giudici consistono in condotte fraudolente antecedenti la gara e prevedono nella maggior parte dei casi contatti indebiti con i designatori. Contatti di per sé soli non idonei a falsare l’andamento di una partita sul campo ma comunque diretti a spingere i designatori, e talora anche gli arbitri, a muoversi in determinate direzioni piuttosto che in altre.
Per commettere il reato di frode sportiva – secondo chi ha giudicato – è sufficiente il solo interesse, manifestato da un dirigente di una società a un rappresentante dell’AIA o della CAN, di avere tutele arbitrali, indipendentemente dal fatto che il messaggio fraudolento sia giunto o meno all’arbitro. Nella grandissima parte delle imputazioni manca, quindi, il segmento finale, il famoso segmento tecnico che – assente – aveva indotto i giudici sportivi a prosciogliere gli incolpati nell’analogo procedimento sportivo del 2006 per le accuse di illecito sportivo. Secondo Sandulli, infatti, in mancanza della prova dell’accordo tra il designatore e l’arbitro (al fine di ottenere un arbitraggio non imparziale) non si poteva configurare l’illecito sportivo. Insomma, Moggi poteva parlare con Bergamo e Pairetto quanto voleva e di ciò che voleva ma in assenza di un contatto diretto con l’arbitro è impossibile commettere un illecito. Ma, a quanto pare, la frode sportiva è diversa e lo dimostrano le condanne prescritte di Foti e Lotito, responsabili dei reati per il semplice fatto di aver intrattenuto dei contatti con Bergamo o con il vicepresidente federale Mazzini (ma gli arbitri delle partite incriminate sono stati puntualmente assolti).
In seguito una tabella riassuntiva che evidenzia la fortissima percentuale di assoluzione per arbitri e guardalinee se paragonata a quella di dirigenti sportivi e designatori.
Luciano MOGGI dg Juventus
Antonio GIRAUDO ad Juventus
Mariano FABIANI ds Messina
Pasquale FOTI presidente Reggina
Claudio LOTITO presidente Lazio
Diego DELLA VALLE proprietario Fiorentina
Andrea DELLA VALLE presidente Fiorentina
Sandro MENCUCCI ad Fiorentina
Leonardo MEANI dirigente Milan
Franco CARRARO presidente FIGC
Innocenzo MAZZINI vicepresidente FIGC
Pierluigi PAIRETTO designatore arbitrale
Gennaro MAZZEI designatore arbitrale
Massimo DE SANTIS arbitro
Salvatore RACALBUTO arbitro
Antonio DATTILO arbitro
Paolo BERTINI arbitro
Tiziano PIERI arbitro
Paolo DONDARINI arbitro
Pasquale RODOMONTI arbitro
Gianluca ROCCHI arbitro
Domenico MESSINA arbitro
Duccio BAGLIONI guardalinee
Marcello AMBROSINO guardalinee
Enrico CENICCOLA guardalinee
Silvio GEMIGNANI guardalinee
Giuseppe FOSCHETTI guardalinee
Claudio PUGLISI guardalinee
Stefano TITOMANLIO guardalinee
Alessandro GRISELLI guardalinee
Su 24 accuse di frode sportiva gli arbitri si sono visti assolvere 20 volte registrando solo 4 non-assoluzioni (prescrizioni o condanne). I guardalinee sono stati assolti 7 volte su 9. Su 33 accuse nei confronti degli appartenenti al settore arbitrale ci sono stati, quindi, soltanto 6 casi di condanna/prescrizione. Leggermente peggio i responsabili del settore arbitrale (Pairetto e Mazzei): per loro 7 assoluzioni su 11 (a cui, volendo, si potrebbero aggiungere le 10 condanne su 15 ottenute da Bergamo in primo grado). I dirigenti federali – Carraro e Mazzini – hanno avuto, invece, 3 assoluzioni su 7. Infine la categoria più vasta – quella dei dirigenti sportivi – ha registrato solo 24 assoluzioni su 43 accuse (44% di condanne prescritte), decisamente la peggiore (si evidenziano però le buone posizioni di Fabiani, assolto per tutte e 6 le frodi contestategli, e Giraudo, assolto per 5 frodi su 6).
Infine, se analizziamo quale è stato l’operato concreto del sodalizio capeggiato da Moggi, nell’ottica dell’agevolamento del cammino della Juventus in Serie A nella stagione 2004/05, si conclude semplicemente che:
De Santis ha ammonito dolosamente i giocatori Petruzzi e Nastase per impedirgli di giocare la domenica successiva la partita contro la Juventus;
Racalbuto ha agevolato sul campo la Juventus nella trasferta di Cagliari (ottenendo un pareggio);
Racalbuto ha agevolato sul campo la Juventus nella trasferta di Roma (ottenendo una vittoria).
Il resto (intercettazioni, cene, griglie) sono chiacchiere tra dirigenti di società calcistiche e dirigenti arbitrali o federali che in alcuni casi hanno integrato gli estremi del reato di frode sportiva ma non hanno portato ad alcuna concreta alterazione delle partite sul campo.
Categorie Calciopoli reloaded, Inchieste & approfondimenti•Tags Calciopoli, carraro, giraudo, inquirenti, meani, Moggi, pm, statistica
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14 pensieri riguardo “Indagine statistica su Calciopoli”
4 dicembre 2016 alle 19:26
Ma……. questo articolo è da tenere come rapido vademecum ma a prescindere dice veramente ben poco, soprattutto se non tieni presente tutti gli arbitri assolti con formula dubitativa ossia perché hanno comunicato con Moggi solo con le “svizzere” che, è inutile negarlo, hanno rappresentato un ottimo stratagemma. Conosciamo un solo colloquio su “svizzera” ed è bastato e avanzato per condannare Racalbuto.
4 dicembre 2016 alle 19:32
@Rug Sì, questo voleva essere un rapido riassunto che però credo illustri in maniera completa tutte le accuse e tutte le sentenze. I dettagli sono da ricercare in altri articoli come i 4 allegati a questo, che trattano le partite di De Santis e Racalbuto in modo molto più approfondito.
4 dicembre 2016 alle 19:38
@Rug Quanto alle schede svizzere sai come la penso: un marchingegno molto intelligente adottato da Moggi per colloquiare in modo abbastanza sicuro con alcuni arbitri (direi ancora più furbo rispetto a quello adottato da Galliani con Meani) ed è possibile che ci siano stati accordi in altre partite ma è indimostrabile dato che non conosciamo il contenuto delle telefonate.
e quali sono i 4 allegati?
4 dicembre 2016 alle 19:55
@Rug Sono evidenziate in verde verso metà articolo, prima della tabella degli imputati e prima dell’elenco delle 6 partite con coinvolgimento arbitrale.
4 dicembre 2016 alle 20:00
Il tema importante che credo Felix voglia porre è: in che modo si è lavorato alla composizione dei capi d’imputazione? Si è esagerato all’inizio facendo apparire uno scandalo più grande di come fosse in realtà? Perchè alla fine giudiziariamente la montagna ha partorito un topolino. Ok, c’è il problema delle svizzere. Ne abbiamo parlato mille volte. Scoprono l’esistenza delle svizzere quando ancora sono in pieno uso, e non se ne fanno nulla per più di un anno. E’ compito degli investigatori scoprire le prove che devono inchiodare i colpevoli. Se non riescono a inchiodarli, vuol dire che c’è stato qualche problema nella fase delle indagini, oppure che quei colpevoli in realtà non sono colpevoli. E’ questo il problema che pone Felix, per una volta non giudichiamo gli imputati, giudichiamo chi ha fatto le indagini.
4 dicembre 2016 alle 21:48
Come scritto nell’articolo, considerando dello stesso valore (anche se giuridicamente scorretto) il reato associativo e il reato di frode sportiva, il totale delle accuse è 113 (Bergamo escluso). 40 accuse su 113 hanno retto (più o meno il 35%). Quindi, grossomodo, un terzo delle accuse ha retto. La maggior parte delle ipotesi accusatorie si è rivelata infondata o basata solo su sospetti, il resto no. Poi è soggettivo valutare se il 35% è pochissimo, poco o comunque decente. Sicuramente, però, lo scandalo è stato rappresentato più grande di quanto fosse.
5 dicembre 2016 alle 0:55
Sul fatto che definirlo “il più grande scandalo della storia del calcio”, come qualcuno ha fatto, sia stato un tantino esagerato, siamo tutti d’accordo. E’ inutile continuare a ripetere che le svizzere le scoprono alla fine e questo è un vero peccato ma c’è da dire che, a mio parere, il mondiale del 2002 se fosse mai stato messo sotto indagine seriamente, bisognerebbe vedere da chi poi, sarebbe stato realmente il più grande scandalo della storia del calcio, mai vista una porcheria del genere, anzi forse si, in Italia al massimo si doveva guardare ad altri campionati antecedenti ma questa è un’altra storia
5 dicembre 2016 alle 13:32
Io ho una mia idea, cioè che nel 2006 lo scandalo viene presentato più grande di quanto non fosse volutamente, per convincere qualche testimone a parlare, perché loro erano convinti che vedendo tante cose scoperte chi sapeva avrebbe parlato. Insomma una specie di bluff investigativo. Quando poi invece nessuno ha parlato nella realtà ci si è resi conto che molte cose erano un bluff, e in realtà gli investigatori non avevano nessuna prova seria in mano. Secondo me alcune redazioni giornalistiche (quella rosa in primis) hanno collaborato con gli inquirenti alla realizzazione di questo bluff.
Ma c’è anche altro. L’abbiamo detto più volte, molte scelte investigative lasciano perplessi. Solo per fare un esempio: perchè intestardirsi a voler dimostrare che era truccato un sorteggio certificato da un notaio ed effettuato da un giornalista diverso ogni volta? Questo secondo me è stato uno degli autogol più assurdi dell’accusa, e una grande occasione data alle difese per smontare un pezzo importante del quadro accusatorio.
Altra cosa, secondo me Rug tocca un punto importante quando dice che si poteva (e si doveva) allargare agli anni precedenti. Il punto è: se gli investigatori sanno solo ascoltare le intercettazioni e fare collage di frasi di intercettazioni più o meno ben comprese, come si fa a indagare sul passato in questo modo? Per indagare sul passato bisogna mettersi a ricostruire i fatti, i personaggi, gli intrecci, i testimoni, ecc., ma se si usano solo le intercettazioni non si può fare nulla. Secondo me se si fosse indagato solo sul passato si sarebbero scoperte anche delle cose interessanti (scriverò prossimamente qualcosa che tocca il passato e le stagioni precedenti, faremo un piccolo saggio delle potenzialità, diciamo così).
Ma qui andiamo a un altro punto. Questo non è un’indagine fatta per scoprire cosa non andava nel mondo arbitrale. Questa è un’indagine fatta deliberatamente per incastrare Moggi, fin dall’inizio. Questo limita moltissimo le possibilità dell’indagine stessa, perchè scarta sistematicamente e a priori qualsiasi cosa non sia ricollegabile a Moggi, che è stato molto sopravvalutato come credo nessuno abbia problemi a riconoscere. L’ossessione-Moggi ha avuto l’effetto di bloccare le reali potenzialità dell’inchiesta, e non mi riferisco al fatto che non ci si sia occupati dell’Inter, sono sempre stato il primo a dire che le cose imputate a Facchetti sono sciocchezze e acquistano valore solo perchè per cose analoghe Moggi è stato invece condannato; mi riferisco a dinamiche oscure del mondo arbitrale (cordate e correnti fra arbitri, meccanismi interni della carriera arbitrale, gestione delle sezioni arbitrali) in cui secondo me cose che non andavano ce n’erano eccome però siccome Moggi vi era in gran parte estraneo l’inchiesta le ha per così dire sorvolate.
Insomma quando io dico che la montagna ha partorito il topolino dico che per mezzi e risorse impiegati e per aspettative che c’erano obiettivamente quello che alla fine è dimostrato è decisamente pochino. Si può riconoscere che l’inchiesta ha avuto successo soltanto se si ammette che il suo vero obiettivo era invece uno solo, ossia fare fuori Moggi dal mondo del calcio. Se la si mette così, allora la percentuale di successo è del 100%.
Quanto a questo, c’è una sensazione che non riesco a levarmi dalla testa sin dalla prima volta che, nel 2012, mi misi a leggere la sentenza Casoria prendendo per la prima volta confidenza con la tematica di Calciopoli, prima ancora di appassionarmi e mettermi a leggere ju29ro et similia. L’idea è che questo semplicemente è un processo che non poteva concludersi con l’assoluzione di tutti gli imputati, che avrebbe avuto effetti devastanti sul calcio italiano e non solo. E’ un processo in cui via via si è preso atto della scarsità delle prove e della mediocrità dell’indagine, ma sempre avendo cura di “salvare il salvabile” del quadro accusatorio, in modo che restasse almeno qualcosa a carico di Moggi. Rug dirà che i giudici ragionano in base al diritto e non si fanno di questi problemi. Secondo me, invece, è assurdo anche pensare che i giudici di un tribunale, nell’elaborare una sentenza, non facciano anche questo tipo di ragionamenti.
5 dicembre 2016 alle 14:20
Certo, i giudici sono persone come tutti noi. Ricordiamoci dei problemi che ci sono stati all’interno del collegio giudicante tra la Casoria e le due giudici a latere (il suo procedimento presso il CSM è qualcosa che andrebbe approfondito), ricordiamoci delle ricusazioni (magari Rug sa dirci se è mai capitato che la pubblica accusa abbia ricusato per ben due volte il collegio giudicante). La mia idea è ovvia: l’accusa aveva paura di arrivare a sentenza (ricordate il supplemento d’indagine voluto dai pm? Nucini-bis, Andrea Monti, l’udienza in cui Bergamo dà di matto?) perché il dibattimento nella stragrande maggioranza dei fatti (escluderei solo il capitolo schede svizzere, anche se si pensava che i conti sbagliati di Di Laroni potessero essere determinanti) era stato nettamente a favore degli imputati: Nucini si contraddice, tutti i testimoni parlano di sensazioni, percezioni, pensieri, cose che penalmente valgono nulla, non portano mai un’accusa precisa e circostanziata; di fronte a un dibattimento che va in questa maniera anche gli stessi pm si aspettavano, secondo me, una sconfitta (magari poteva restare in piedi qualche reato minore, qualche frode sportiva, come accaduto nel processo GEA, ma l’associazione sembrava completamente demolita) e quindi si preoccupano. Interviene il procuratore capo Lepore che parla al presidente del tribunale Alemi affinché facesse pressioni per far astenere la Casoria (lui le può fare mentre Moggi e Meani con Bergamo no?). Tante cose strane, insomma, non solo nell’indagine ma anche durante il dibattimento. Manfredi e Nucini inattendibili e poi nasce anche il contrasto De Cillis-Nardone. È evidente che, se il processo fosse finito in un nulla di fatto, con tantissime assoluzioni e pochissime condanne, ci sarebbe sicuramente stato qualcuno che avrebbe storto il naso dicendo “ma come, a Napoli, con tutti i problemi che ci sono, spendete 40 milioni per indagare su Moggi?!”.
Non so se siete al corrente probabilmente si
ma Dondarini ha querelato Narducci per false affermazioni e accuse
un estratto del articolo
http://www.calcioweb.eu/2016/12/calciopoli-non-finira-mai-dondarini-querela-pm-narducci-motivo/10056528/
Cosa pensa di ottenere dalla querela a Narducci? «La verità. Non cerco vendetta o soldi, cerco la verità. Non ho neppure ipotizzato un risarcimento, lo lascio decidere eventualmente al giudice. A me interessa ristabilire la verità dopo averlo già fatto in sede legale. Ho trovato incredibile che un pm scrivesse un libro si un processo che non era ancora giunto al termine. Sono stati commessi errori grossolani nella vicenda Calciopoli, bisogna cercare di correggerli».
su cosa sia possibile correggere ci sono poche speranze visto l’andazzo
ma gli arbitri che si sono visti distruggere la carriera solo per poter incolpare Moggi
non si danno per vinti
delpinsky ha detto:
Quanta “farsa” in quel processo mosso dal sentimento popolare alimentato da certa stampa. Poi se si parla di SIM svizzere, innanzitutto bisogna dire che è un caso stranissimo che quella di De Santis si attivi solo un anno dopo. Non dovevano essere sodali secondo l’accusa dei farsopoliani? E poi se non ricordo male, pure Marco Branca si riforniva dallo stesso De Cillis, in svizzera, ma ovviamente Tronchetti Provera, attraverso la Telecom, non metteva certamente sotto intercettazione i telefoni degli uomini dell’Inter, che infatti ci finiscono dentro (Facchetti) perchè in contatto con i telefoni intercettati. Dossier sulle ammonizioni mirate che più tarocco non si può, telefonate dell’Inter che spariscono, video dei sorteggi che vengono fatti sparire ad arte e sostituiti con foto ritoccate. Questa è palese ostruzione alla giustizia. Poi vogliamo parlare del giornale rosa che mette a 9 colonne la bufala dell’arbitro chiuso nello spogliatoio senza poi scusarsi per aver scritto una balla?
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