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Timestamp: 2018-07-19 15:39:18+00:00
Document Index: 8505509

Matched Legal Cases: ['art. 122', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 86', 'art. 87', 'art. 30', 'art. 143', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 26', 'art. 30', 'art. 30']

L. 28/01/1994, n. 84 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN3681
L. 28/01/1994, n. 84
Riordino della legislazione in materia portuale.
G.U. Suppl. Ord. 04/02/1994, n. 21
- D.L. 21/10/1996, n. 535 (L. 23/12/1996, n. 647)
- D.L. 30/12/1997, n. 457 (L. 27/02/1998, n. 30)
- L. 07/12/1999, n. 472
- L. 23/12/1999, n. 488
- L. 30/06/2000, n. 186
- L. 08/07/2003, n. 172
- D. Leg.vo 04/08/2016, n. 169
- L. 01/12/2016, n. 230
- D. Leg.vo 03/11/2017, n. 229
- D. Leg.vo 13/12/2017, n. 232
- D.P.R. 29/03/2018, n. 57
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Art. 1 - Finalità della legge
1. La presente legge disciplina l'ordinamento e le attività portuali per adeguarli agli obiettivi del piano generale dei trasporti, dettando contestualmente princìpi direttivi in ordine all'aggiornament
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Art. 2 - Organizzazioni portuali, Autorità di sistema portuale, uffici territoriali portuali e autorità marittime
N54 N31
1. Ai fini della presente legge sono organizzazioni portuali:
a) il Provveditorato al porto di Venezia, di cui al regio decreto-legge 14 marzo 1929, n. 503, convertito dalla legge 8 luglio 1929, n. 1342, e successive modifi
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Art. 3 - Costituzione del comando generale del Corpo delle capitanerie
1. L'Ispettorato generale delle capitanerie di porto è costituito in comando generale del Corpo delle ca
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Art. 4 - Classificazione dei porti
1. I porti marittimi nazionali sono ripartiti nelle seguenti categorie e classi:
a) categoria I: porti, o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato;
b) categoria II, classe I: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica internazionale;
c) categoria II, classe II: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica nazionale;
d) categoria II, classe III: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica regionale e internazionale.
1-bis. I porti sede di “Autorità di sistema portuale” N94 appartengono comunque ad una delle p
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Art. 4-bis - Sostenibilità energetica
1. La pianificazione del sistema portuale deve essere rispettosa dei criteri di sostenibilità energetica ed ambientale, in coerenza con le politiche promosse dalle vigenti direttive europee in materia.
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Art. 5 - Programmazione e realizzazione delle opere portuali. Piano regolatore di sistema portuale e piano regolatore portuale)
1. Il piano regolatore di sistema portuale è lo strumento di pianificazione del sistema dei porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali delle Autorità di sistema portuale di cui all’articolo 6, comma 1. Il piano si compone di un Documento di pianificazione strategica di sistema (DPSS) e dei piani regolatori portuali di ciascun porto. N51
1-bis. Le Autorità di sistema portuale redigono un documento di pianificazione strategica di sistema, coerente con il Piano generale dei trasporti e della logistica (PGTL) e con gli orientamenti europei in materia di portualità, logistica e reti infrastrutturali nonché con il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica. Il documento di pianificazione strategica di sistema:
a) definisce gli obiettivi di sviluppo e i contenuti sistemici di pianificazione delle Autorità di sistema portuale;
b) individua e perimetra le aree destinate a funzioni strettamente portuali e retro-portuali, le aree di interazione porto-città e i collegamenti infrastrutturali di ultimo miglio di tipo viario e ferroviario coi singoli porti del sistema e gli attraversamenti del centro urbano;
c) prevede una relazione illustrativa che descrive gli obiettivi e le scelte operate e i criteri seguiti nella identificazione dei contenuti sistemici di pianificazione e rappresentazioni grafiche in numero e scala opportuni, al fine di descrivere l’assetto territoriale del sistema, nonché per assicurare una chiara e univoca identificazione degli indirizzi, delle norme e delle procedure per la redazione dei piani regolatori portuali di cui al comma 1-sexies. N51
1-ter. La pianificazione delle aree con funzione di interazione porto-città definite dal documento di pianificazione strategica di sistema è stabilita dai comuni, previo parere della competente Autorità di sistema portuale. N52
1-quater. Il documento di pianificazione strategica di sistema è:
a) sottoposto al parere di ciascun comune territorialmente interessato, che si esprime entro e non oltre quarantacinque giorni dal ricevimento dell’atto;
b) è adottato dal Comitato di gestione e approvato nei successivi sessanta giorni dalla regione, previa intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che si esprime sentita la Conferenza nazionale di cui all’articolo 11-ter. N52
1-quinquies. Ai fini dell’ottenimento dell’intesa di cui al comma 1-quater, lettera b), il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può convocare una Conferenza dei servizi, ai sensi dell’articolo 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241. In caso di dissenso tra le amministraz
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Art. 5-bis - Disposizioni in materia di dragaggio
1. “Nelle aree portuali e marino costiere poste in siti” N8 di bonifica di interesse nazionale, ai sensi dell’articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, le operazioni di dragaggio possono essere svolte anche contestualmente alla predisposizione del progetto relativo alle attività di bonifica. Al fine di evitare che tali operazioni possano pregiudicare la futura bonifica del sito, il progetto di dragaggio, basato su tecniche idonee ad evitare dispersione del materiale, ivi compreso l’eventuale progetto relativo alle casse di colmata, vasche di raccolta o strutture di contenimento di cui al comma 3, è presentato dall’“Autorità di sistema portuale” N94 o, laddove non istituita, dall’ente competente ovvero dal concessionario dell’area demaniale al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, approva il progetto entro trenta giorni sotto il profilo tecnico-economico e trasmette il relativo provvedimento al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per l’approvazione definitiva. “Il decreto di approvazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare deve intervenire entro trenta giorni dalla suddetta trasmissione, previo parere, solo se il progetto di dragaggio prevede anche il progetto di infrastrutture di contenimento non comprese nei provvedimenti di rilascio della Valutazione d'impatto ambientale dei Piani regolatori portuali di riferimento, o comunque difformi da quelle oggetto dei provvedimenti della Commissione di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 sull'assoggettabilità o meno del progetto alla valutazione di impatto ambientale” N9. Il decreto di autorizzazione produce gli effetti previsti dai commi 6 e 7 del citato articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e allo stesso deve essere garantita idonea forma di pubblicità.
2. I materiali derivanti dalle attività di dragaggio di ar
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Art. 6 - Autorità di sistema portuale
N54 N44
1. Sono istituite quindici Autorità di Sistema Portuale:
f) dei Mari Tirreno meridionale e “Ionio” N55 e dello Stretto;
l) del Mare Adriatico meridionale;
n) del Mare Adriatico centrale;
2. I porti rientranti nelle “Autorità di sistema portuale” N94 di cui al comma 1, sono indicati nell'Allegato A, che costituisce parte integrante della presente legge, fatto salvo quanto previsto dal comma 2-bis “del presente articolo” N67 e dall'articolo 22, comma 2 “, del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169” N56.
2-bis. Con regolamento, da adottare, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell'articolo
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Art. 6-bis - Uffici territoriali portuali
1. Presso ciascun porto già sede di “Autorità di sistema portuale” N94, l'“Autorità di sistema portuale” N94 costituisce un proprio ufficio territoriale N60 cui è preposto il Segretario generale di cui all'articolo 10 o N61 un suo delegato, scelto tra il personale di ruolo in servizio presso le “Autorit
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Art. 7 - Organi dell'Autorità di sistema portuale
1. Sono organi dell'autorità di sistema portuale:
b) il Comitato di gestione (CG);
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Art. 8 - Presidente dell'autorità di sistema portuale
1. Il Presidente è nominato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il Presidente o i Presidenti della regione interessata, ferma restando l'applicazione della disciplina generale di cui alla legge 24 gennaio 1978, n. 14. In caso di mancata intesa si applica la procedura “di cui all’articolo 14-quinquies” N53 della legge 8 agosto 1990, n. 241. Il Presidente è scelto fra cittadini dei Paesi membri dell'Unione europea aventi comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale.
2. Il Presidente ha la rappresentanza legale dell'“Autorità di sistema portuale” N94, resta in carica quattro anni e può essere riconfermato una sola volta. Al Presidente sono attribuiti N68 i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione N69. Al Presidente spetta la gestione delle risorse finanziarie in attuazione del piano di cui all'articolo 9, comma 5, lettera b). Il Presidente è soggetto all'applicazione della disciplina dettata in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, nonché sui limiti retributivi di cui all'articolo 23-ter del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla
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Art. 9 - Comitato di gestione
1. Il Comitato di gestione è composto:
a) dal Presidente dell'“Autorità di sistema portuale” N94, che lo presiede e il cui voto prevale in caso di parità dei voti espressi;
b) da un componente designato dalla regione o da ciascuna regione il cui territorio è incluso, anche parzialmente, nel sistema portuale;
c) da un componente designato dal sindaco di ciascuna delle città metropolitane, ove presente, il cui territorio è incluso, anche parzialmente, nel sistema portuale;
d) da un componente designato dal sindaco di ciascuno dei comuni ex sede di “Autorità di sistema portuale” N94 inclusi nell'“Autorità di sistema portuale” N94, esclusi i comuni capoluogo delle città metropolitane;
e) dal direttore marittimo nella cui giurisdizione rientra il porto sede dell’Autorità di sistema portuale e, su designazione di quest’ultimo, dal rappresentante dell’autorità marittima competente in ordine ai temi trattati in relazione ai porti compresi nell’Autorità di sistema portuale, fermo restando il diritto di voto limitato a uno dei componenti dell’autorità marittima e nelle sole materie di propria comp
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Art. 10 - Segretariato generale
1. Il segretariato generale è composto dal segretario generale e dalla segreteria tecnico-operativa.
2. Il Segretario generale è nominato dal Comitato di gestione, su proposta del presidente dell'“Autorità di sistema portuale” N94, scelto tra esperti di comprovata esperienza manageriale o qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla presente legge nonché nelle materie amministrativo-contabili.N40
3. Il segretario generale è assunto con contratto di diritto privato di durata quadriennale, rinnovabile per una sola volta. Il segretario generale può essere rimosso N45 dall'incarico su proposta “motivata”N46 del presidente, con delibera del comitato “di gestione”N32. “Il Segretario gener
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Art. 11 - Collegio dei revisori dei conti
1. Il Collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri effettivi e due supplenti, nominati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, i quali devono essere iscritti al registro dei revisori legali, o tra persone in possesso di specifica professionalità. Il Presidente e un membro supplente sono designati dal Ministro dell'economia e delle finanze.
2. I membri del Collegio restano in carica quattro anni e possono essere riconfermati nell'incarico una sola volta. I compensi dei membri del Collegio dei revisori sono stabiliti con decreto
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Art. 11-bis - Organismo di partenariato della risorsa mare
1. Presso ciascuna autorità di sistema portuale è istituito l'Organismo di partenariato della risorsa mare, composto, oltre che dal Presidente dell'“Autorità di sistema portuale” N94, che lo presiede, dal comandante del porto ovvero dei porti, già sedi di “Autorità di sistema portuale” N94, facenti parte del sistema portuale dell'“Autorità di sistema portuale” N94, nonché da:
a) un rappresentante degli armatori;
b) un rappresentante degli industriali;
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Art. 11-ter - Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale
N54 N39
1. Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituita la Conferenza nazionale di coordinamento delle “Autorità di sistema portuale” N94, con il compito di coordinare e armonizzare, a livello nazionale, le scelte strategiche che attengono i grandi investimenti infrastrutturali, le scelte di pianificazione urbanistica in ambito portuale, le strategie di attuazione delle politiche concessorie del demanio marittimo, nonché le strategie di marketing e promozione sui mercati internazionali del sistema portuale nazionale, operando, altresì, la verifica dei piani di sviluppo portuale, attraverso specifiche relazioni predisposte dalle singole “Autorità di sistema port
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Art. 12 - Indirizzo e vigilanza sulle Autorità di sistema portuale
1. L'autorità “di sistema”
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Art. 13 - Risorse finanziare delle Autorità di sistema portuale
1. Le entrate delle “Autorità di sistema portuale” N94 sono costituite:
a) dai canoni di concessione delle aree demaniali e delle banchine comprese nell'ambito portuale, di cui all'articolo 18, e delle aree demaniali comprese nelle
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Art. 14 - Competenze dell'autorità marittima
1. Ferme restando le competenze attribuite dalla presente legge alle “Autorità di sistema portuale” N94 e, per i soli compiti di programmazione, coordinamento e promozione nonché nell'ambito della pianificazione delle opere portuali, alla formulazione ed elaborazione di piani triennali da proporre al Ministro “delle infrastrutture e dei trasporti”N32, alle aziende speciali delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, istituite ai sensi dell'articolo 32 del testo unico approvato con regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011 “, ove non ricomprese nella circoscrizione delle Autorità di sistema portuale,” N56 spettano all'autorità marittima le funzioni di polizia e di sicurezza previste dal codice della navigazione e dalle leggi speciali, e le rimanenti f
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Art. 15 - Commissioni consultive
1. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituita, in ogni porto, una commissione consultiva composta da cinque rappresentanti dei lavoratori delle imprese operanti in porto, da un rappresentante dei lavoratori dell'Autorità di sistema portuale e da un rappresentante di ciascuna delle seguenti categorie imprenditoriali operanti nel porto: armatori; industriali; imprenditori di cui agli articoli 16 e 18
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Art. 15-bis - Sportello unico amministrativo
1. Presso la “Autorità di sistema portuale” N94 opera lo Spor
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Art. 16 - Operazioni portuali
1. Sono operazioni portuali il carico, lo scarico, il trasbordo, il deposito, il movimento in genere delle merci e di ogni altro materiale, svolti nell'ambito portuale. Sono servizi portuali quelli riferiti a prestazioni specialistiche, complementari e accessorie al ciclo delle operazioni portuali N23. I servizi ammessi sono individuati dalle “Autorità di sistema portuale” N94, o, laddove non istituite, dalle autorità marittime, attraverso una specifica regolamentazione da emanare in conformità dei criteri vincolanti fissati con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione N23.
2. Le “Autorità di sistema portuale” N94 o, laddove non istituite, le autorità marittime disciplinano e vigilano sull'espletamento delle operazioni portuali e dei servizi portuali, nonché sull'applicazione delle tariffe indicate da ciascuna impresa ai sensi del comma 5, riferendo periodicamente al Ministro dei trasporti e della navigazione N23.
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Art. 17 - Disciplina della fornitura del lavoro portuale temporaneo
1. Il presente articolo disciplina la fornitura di lavoro temporaneo N92 alle imprese di cui agli articoli 16 e 18 per l'esecuzione delle operazioni portuali e dei servizi portuali autorizzati ai sensi dell'articolo 16, comma 3. “La presente disciplina della fornitura del lavoro portuale temporaneo è disciplina speciale.” N71
2. Le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime, autorizzano l'erogazione delle prestazioni di cui al comma 1 da parte di una impresa, la cui attività deve essere esclusivamente rivolta alla fornitura di lavoro temporaneo per l'esecuzione delle operazioni e dei servizi portuali, da individuare secondo una procedura accessibile ad imprese italiane e comunitarie. Detta impresa, che deve essere dotata di adeguato personale e risorse proprie con specifica caratterizzazione di professionalità nell'esecuzione delle operazioni portuali, non deve esercitare direttamente o indirettamente le attività di cui agli articoli 16 e 18 e le attività svolte dalle società di cui all'articolo 21, comma 1, lettera a), né deve essere detenuta direttamente o indirettamente da una o più imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), e neppure deve detenere partecipazioni anche di minoranza in una o più imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), impegnandosi, in caso contrario, a dismettere dette attività e partecipazioni prima del rilascio dell'autorizzazione.
3. L'autorizzazione di cui al comma 2 viene rilasciata dall'autorità portuale o, laddove non istituita, dall'autorità marittima entro centoventi giorni dall'individuazione dell'impresa stessa e, comunque, subordinatamente all'avvenuta dismissione di ogni eventuale attività e partecipazione di cui al medesimo comma. L'impresa subentrante è tenuta a corrispondere il valore di mercato di dette attività e partecipazioni all'impresa che le dismette.
4. L'autorità portuale o, laddove non istituita, l'autorità marittima individua le procedure per garantire la continuità del rapporto di lavoro a favore dei soci e dei dipendenti dell'impresa di cui all'articolo 21, comma 1, lettera b), nei confronti dell'impresa autorizzata.
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Art. 18 - Concessione di aree e banchine
1. L'“Autorità di sistema portuale” N94 e, dove non istituita, ovvero prima del suo insediamento, l'organizzazione portuale o l'autorità marittima danno in concessione le aree demaniali e le banchine comprese nell'ambito portuale alle imprese di cui all'articolo 16, comma 3, per l'espletamento delle operazioni portuali, fatta salva l'utilizzazione degli immobili da parte di amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di funzioni attinenti ad attività marittime e portuali. È altresì sottoposta a concessione da parte dell'“Autorità di sistema portuale” N94, e laddove non istituita dall'autorità marittima, la realizzazione e la gestione di opere attinenti alle attività marittime e portuali collocate a mare nell'ambito degli specchi acquei esterni alle difese foranee anch'essi da considerarsi a tal fine ambito portuale, purché interessati dal traffico portuale e dalla prestazione dei servizi portuali anche per la realizzazione di impianti destinati ad operazioni di imbarco e sbarco rispondenti alle funzioni proprie dello scalo marittimo N76. Le concessioni sono affidate, previa determinazione dei relativi canoni, anche commisurati all'entità dei traffici portuali ivi svolti, sulla base di idonee forme di pubblicità, stabilite dal Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro delle finanze, con proprio decreto. Con il medesimo
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Art. 18-bis - Autonomia finanziaria delle Autorità di sistema portuale e finanziamento della realizzazione di opere nei porti
N54 N6
1. Al fine di agevolare la realizzazione delle opere previste nei rispettivi piani regolatori portuali e nei piani operativi triennali e per il potenziamento della rete infrastrutturale e dei servizi nei porti e nei collegamenti stradali e ferroviari nei porti, “e gli investimenti necessari alla messa in sicurezza, alla manutenzione e alla riqualificazione strutturale degli ambiti portuali” N7, è is
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Art. 19 - Autonomie funzionali
1. Le imprese industriali dei settori siderurgico e metallurgico che abbiano ottenuto, alla data di entrata in vigore della present
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Art. 20 - Costituzione delle Autorità portuali e successione delle società alle organizzazioni portuali
1. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, laddove già non esista una gestione commissariale, nomina per ciascuna organizzazione portuale, commissari scelti fra persone aventi competenza nel settore, con particolare riguardo alle valenze economiche, sociali e strategiche delle realtà portuali considerate nonché, ove ritenuto necessario, commissari aggiunti. I commissari sostituiscono i presidenti e gli organi deliberanti delle organizzazioni predette, che all'atto della loro nomina cessano dalle funzioni. I compensi dei commissari e dei commissari aggiunti sono fissati con i decreti di nomina e posti a carico dei bilanci delle organizzazioni.
2. I commissari, fino alla nomina del presidente dell'Autorità portuale e comunque entro il termine di sei mesi dal loro insediamento, non prorogabili, dispongono la dismission
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Art. 21 - Trasformazione in società delle compagnie e gruppi portuali
1. Le compagnie ed i gruppi portuali entro il 18 marzo 1995 debbono “costituirsi” N82 in una o più società di seguito indicate:
a) in una società secondo i tipi previsti nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile, per l'esercizio in condizioni di concorrenza delle operazioni portuali;
b) in una società o una cooperativa secondo i tipi previsti nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile, per la fornitura di servizi, nonché, fino al 31 dicembre 1996, mere prestazioni di lavoro in deroga all'articolo 1 della legge 23 ottobre 1960, n. 1369;
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Art. 22 - Agevolazioni fiscali
1. Per la trasformazione in società e in cooperative delle compagnie e dei gruppi portuali, nonché delle organizzazioni portuali, si applica il disposto dell'art. 122 del testo unico delle impos
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Art. 23 - Disposizioni in materia di personale
1. I lavoratori portuali e gli addetti in servizio presso le compagnie e gruppi portuali transitano, in continuità di rapporto di lavoro, nelle società di cui all'articolo 21. N83
2. Il personale delle organizzazioni portuali è trasferito alle dipendenze delle autorità portuali, in continuità di rapporto di lavoro e conservando il trattamento previdenziale e pensionistico in essere alla data del trasferimento nonché, ad personam, il trattamento retributivo, mantenendo l'eventuale importo differenziale fino a riassorbimento. Il personale di cui al presente comma che, successivamente alla determinazione dell'organico da parte di ciascuna autorità portuale, risulti in esubero è mantenuto alle dipendenze dell'autorità
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Art. 24 - Norme previdenziali, di sicurezza e di igiene del lavoro
1. È fatto divieto alle imprese di cui agli articoli 16, 18, 20 e 21 di assumere lavoratori che fruiscono del pensionamento anticipato ai sensi delle norme vigenti in materia, ovvero già posti in prepensionamento ai sensi delle stesse norme.
2. I lavoratori delle imprese operanti in porto, nonché i dipendenti delle associazioni di cui all'articolo 17, sono iscritti in appositi registri tenuti dall'“Autorità di sistema portuale” N94 o, laddove non istituita, dall'autorità marittima. Ad essi si applicano le disposizioni in materia di sicurezza e di igiene del lavoro di cui al “decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” N5
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Art. 25 - Norme assistenziali
1. Il Ministro dei trasporti e della navigazione può, con decreto da emanare di concerto con i Ministri delle finanze e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, imporre a carico degli spedizionieri e ricevitori d
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Art. 26 - Trasferimento al Ministero dei trasporti e della navigazione del servizio per l'escavazione dei porti marittimi nazionali
1. Dal 1° gennaio dell'anno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, il servizio per l'escavazione dei porti marittimi nazionali, istituito con regio decreto 27 febbraio 1927, e successive modificazioni ed integrazioni, cessa di appartenere al Ministero dei lavori pubblici ed è trasferito alle dipendenze del Ministero dei trasporti e della navigazione.
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Art. 27 - Norme transitorie e abrogative
1. Rimangono in vigore le norme legislative, regolamentari e statutarie che disciplinano le organizzazioni portuali fino alla loro trasformazione in società ai sensi dell'art. 20.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro delle finanze, emana un decreto recante modifiche alle procedure amministrative riguardanti le merci trasportate tra porti nazionali in modo da uniformarle alle procedure vigenti per il trasporto terrestre.
3. I piani regolatori portuali vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge conservano efficacia fino al loro aggiornamento, da effettuare secondo le disposizioni di cui
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Art. 28 - Copertura finanziaria
1. Le rate di ammortamento relative ai mutui contratti dalle organizzazioni portuali, i debiti a lungo termine verso fornitori relativi a contratti stipulati dalle medesime organizzazioni portuali per la costruzione di infrastrutture e/o per la fornitura di impianti portuali, ancorché ceduti a titolo oneroso a imprese concessionarie, risultanti al 31 dicembre 1993 e le somme occorrenti per la copertura degli ulteriori disavanzi per l'anno 1993, nonché gli importi relativi al trattamento di fine rapporto dei dipendenti delle organizzazioni portuali, maturati alla medesima data, nel limite complessivo di lire 1.000 miliardi, sono posti a carico dello Stato, che provvede direttamente al relativo pagamento. N88
2. All'onere di cui al comma 1, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione, nel limite di lire 91.000 milioni annui, a decorrere dall'anno
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Art. 29 - Interventi vari
1. Il commissario liquidatore di cui all'art. 4 del decreto-legge 22 gennaio 1990, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1990, n. 58, ed il collegio sindacale restano in carica fino al completamento degli atti di liqui
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1) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR LIGURE OCCIDENTALE - Porti di Genova, Savona e Vado Ligure.
2) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR LIGURE ORIENTALE - Porti di La Spezia e Marina di Carrara.
3) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR TIRRENO SETTENTRIONALE - Porti di Livorno, Capraia, Piombino, Portoferraio, Rio Marina e Cavo.
4) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR TIRRENO CENTRO-SETTENTRIONALE - Porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
5) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR TIRRENO CENTRALE - Porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia.
6) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEI MARI TIRRENO MERIDIONALE E “IONIO” N55 E DELLO STRETTO - Porti di Gioia Tauro, Crotone (porto vecchio e nuovo), Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Villa San Giovanni, Messina, Milazzo, Tremestieri, Vibo Valentia e Reggio Calabria.
7) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE DI SARDEGNA - Porti di Cagliari, Foxi-Sarroch, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso-Portovesme e Santa Teresa di Gallura (solo banchina commerciale).
8) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE DI SICILIA OCCIDENTALE - Porti di Palermo, Termini Imerese, Porto Empedocle e Trapani.
9) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE DI SICILIA ORIENTALE - Porti di Augusta e Catania.
10) AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO MERIDIONALE - Porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli.
Articolo 1, commi da 247 a 250
Supera/Riforma
R.D. 26/09/1904, n. 713
Approvazione del regolamento per l'esecuzione del testo unico 2 aprile 1885, n. 3095, sui porti, spiagge e fari.
L’articolo 27, comma 8, della L. 28/01/1994, n. 84, dispone che “Sono abrogate le disposizioni del testo unico approvato con regio decreto 2 aprile 1885, n. 3095, e del relativo regolamento di attuazione, approvato con regio decreto 26 settembre 1904, n. 713, che siano incompatibili con le disposizioni della presente legge”.
R.D. 02/04/1885, n. 3095
Approvazione del Testo Unico della legge 16 luglio 1884, n. 2518 (serie 3) con le disposizioni del titolo IV, porti, spiagge e fari della preesistente marzo 1865, sui lavori pubblici.
D. P.R. 29/03/2018, n. 57
Regolamento recante inserimento del Porto di Monfalcone nell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale.
Allegato A, punto 15.
D. Leg.vo 13/12/2017, n. 232
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, concernente le Autorità portuali.
Le parole: "AdSP", "autorità portuali", "autorità portuale", "Autorità portuali", "Autorità portuale", "Autorità di Sistema Portuale", "Autorità di Sistema portuali" e "autorità di sistema portuali", ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: "Autorità di sistema portuale". Articolo 3, comma 1; articolo 5, commi da 1 a 5-bis; articolo 6, rubrica, commi 1, 2, 2-bis, 4 e 13; articolo 6-bis, commi 1 e 2; articolo 7, commi 2 e 3; articolo 8, commi 1, 2, 3, 3-bis e 3-ter; articolo 9, commi 1, 1-bis, 2, 5 e 6; articolo 11, comma 5; articolo 11-bis, commi 1 e 2; articolo 11-ter, commi 1 e 3; articolo 13, comma 1; articolo 14, commi 1 e 1-quinquies; articolo 15, commi 1 e 2; articolo 15-bis, commi 1 e 1-bis; articolo 18, commi 1 e 3; articolo 18-bis, rubrica; articolo 24, comma 2; Allegato A, punto 6.
Il Decreto apporta numerose modifiche alla L. 28/01/1994, n. 84, nonché al D. Leg.vo 04/08/2016, n. 169.
Gli interventi più significativi ed incisivi riguardano l'art. 5 della L. 84/1994, concernente la programmazione e realizzazione delle opere portuali, il Piano regolatore di sistema portuale ed il Piano regolatore portuale.
D. Leg.vo 03/11/2017, n. 229
Revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, in attuazione dell’articolo 1 della legge 7 ottobre 2015, n. 167.
Articolo 5, comma 2-ter.
L. 01/12/2016, n. 230
Modifiche al codice della navigazione in materia di responsabilità dei piloti dei porti e disposizioni in materia di servizi tecnico-nautici.
Articolo 14, commi 1-bis e 1-quater
D. Leg.vo 04/08/2016, n. 169
Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, lettera f), della legge 7 agosto 2015, n. 124.
Articolo 1; Articolo 2; Articolo 3, comma 1; Articolo 4; Articolo 4-bis; Articolo 5; Articolo 5-bis, comma 7; Articolo 6; Articolo 6-bis; Articolo 7; Articolo 8; Articolo 9; Articolo 10; Articolo 11; Articolo 11-bis; Articolo 11-ter; Articolo 12; Articolo 14; Articolo 15; Articolo 15-bis; Articolo 18-bis; Allegato A.
Il provvedimento attua una riforma del sistema nazionale di organizzazione e governo della portualità e della logistica. La riforma - in attuazione dell’art. 8, comma 1, lettera f) della L. 124/2015 (di riforma della Pubblica amministrazione, cd. "Legge Madia") - consiste essenzialmente nella riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali di cui alla L. 28/01/1994, n. 84, con particolare riferimento al numero, all’individuazione di Autorità di sistema, nonché alla governance, tenendo conto del ruolo delle regioni e degli enti locali, e alla semplificazione e unificazione delle procedure doganali e amministrative in materia di porti.
La principale innovazione recata dal provvedimento è dunque l’istituzione di 15 Autorità di Sistema Portuale (AdSP), operata dall’art. 7, che a tal fine sostituisce integralmente l’art. 6 della L. 84/1994. L’Allegato A elenca i porti ricompresi nelle 15 nuove AdSP, che accorpano tutti i 54 porti italiani e sostituiscono pertanto le precedenti 24 Autorità portuali, ricomprendenti per lo più i porti in cui erano istituite.
Si prevede poi la costituzione dello Sportello unico amministrativo (SUA) per tutti i procedimenti amministrativi ed autorizzativi che non riguardano le attività commerciali e industriali in porto. La struttura viene preposta ai rapporti con gli operatori del porto ed è destinata a fungere da interfaccia unica per tutti i procedimenti amministrativi in materia.
Articolo 5-bis, comma 2, lettere c) e d)
Il provvedimento - cosiddetto “Collegato ambientale” alla legge di stabilità 2014 - introduce misure in materia di protezione della natura e sviluppo sostenibile, valutazioni di impatto ambientale, energia, green public procurement, gestione dei rifiuti, bonifiche da amianto, difesa del suolo e risorse idriche.
Tra le misure più attese e rilevanti si segnalano:
modifiche al Codice dei contratti pubblici, volte a favorire ed agevolare il ricorso agli appalti verdi;
lo stanziamento di 100 milioni di euro per la creazione del Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico;
modifiche alla normativa in materia edilizia e di silenzio assenso, finalizzate alla tutela dell’assetto idrogeologico;
lo stanziamento di 10 milioni di euro per l'abbattimento degli immobili abusivi realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico;
l'istituzione di un credito d'imposta per le imprese che lavorano alla bonifica dell'amianto su beni e strutture produttive, per gli anni 2017-2019.
Il provvedimento prevede, inoltre, molteplici disposizioni di interesse ambientale, apportando modifiche ed integrazioni al Codice dell’ambiente con riguardo alla normativa della valutazione di impatto ambientale, della gestione dei rifiuti, oltre a un corposo gruppo di norme dirette a promuovere il recupero, il riuso e ad incentivare la raccolta differenziata.
Il provvedimento entra in vigore dal 02/02/2016.
Articolo 5, comma 2-bis
Articolo 5-bis, commi 1, 2, lettere a) e c), e 6; articolo 18-bis, comma 1
Articolo 18-bis
Articolo 18, comma 4-bis
Art. 5-bis; Art. 5, commi da 11-bis a 11-sexies
D. Min. Infrastrutture e Trasp. 18/11/2016
Modalità di designazione dei componenti dell'Organismo di partenariato della risorsa mare nonché modalità di svolgimento della sua attività.
Articolo 11-bis
Il provvedimento - in attuazione dell’art. 11-bis della L. 84/1994 - disciplina le modalità di designazione dei componenti dell’Organismo di partenariato della risorsa mare nonché le modalità di svolgimento della sua attività, con particolare riguardo alle forme e ai metodi della consultazione dei soggetti interessati.
L’Organismo svolge le funzioni di confronto partenariale ascendente e discendente, nonché funzioni consultive, in particolare in ordine all’adozione del piano regolatore di sistema portuale, all’adozione del piano operativo triennale, alla determinazione dei livelli dei servizi resi nell’ambito del sistema portuale dell’ Autorità di sistema portuale suscettibili di incidere sulla complessiva funzionalità dell’operatività del porto. L’Organismo si esprime altresì su ogni questione in materia di organizzazione e funzionamento del porto che sia sottoposta alla sua attenzione dal Presidente, o in relazione alla quale ne formulino richiesta la maggioranza dei componenti dell’Organismo medesimo ovvero la maggioranza dei componenti del Comitato di Gestione dell’AdSP, ed è periodicamente informato sull’attuazione del piano regolatore e del piano operativo, sui quali può esprimere le proprie valutazioni al riguardo.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 15/07/2016, n. 172
Regolamento recante la disciplina delle modalità e delle norme tecniche per le operazioni di dragaggio nei siti di interesse nazionale, ai sensi dell'articolo 5-bis, comma 6, della legge 28 gennaio 1994, n. 84.
Articolo 5-bis, comma 6
Vengono disciplinate le modalità e le norme tecniche da seguire nelle operazioni di dragaggio nelle aree portuali e marino-costiere che si trovano nei siti di interesse nazionale (SIN) - in attuazione dell’art. 5-bis, comma 6, della L. 84/1994 - anche al fine del reimpiego dei materiali dragati.
Tutte le operazioni di dragaggio devono essere realizzate secondo modalità tali da prevenire o ridurre al minimo gli impatti sull'ambiente circostante, ed in particolare escludendo ogni deterioramento significativo e misurabile delle risorse naturali interessate e delle loro utilità, nonché eventuali dispersioni e rilasci accidentali di materiale.
Il Decreto non si applica alle operazioni inerenti i materiali destinati ad essere gestiti al di fuori di detti siti.
Si segnala che le caratterizzazioni dei fondali in aree diverse da quelle portuali, e comunque interne alla perimetrazione dei SIN, realizzate con criteri analoghi a quelli previsti dal D.M. 07/11/2008 e verificate dall’ARPA restano valide ed efficaci, purché realizzate prima del 21/09/2016 (data di entrata in vigore del presente Decreto).
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 08/06/2016, n. 351
Criteri per la definizione dei valori di riferimento specifici di concentrazione degli inquinanti per i materiali risultanti dalle attività di dragaggio.
Articolo 5-bis, comma 2, lettera d)
Il presente provvedimento approva "La procedura per la derivazione dei valori di riferimento in aree marine e salmastre interne alla perimetrazione dei siti di interesse nazionale", recante i criteri per la definizione dei valori di riferimento specifici di concentrazione degli inquinanti per i materiali risultanti dalle attività di dragaggio di cui all'art. 5-bis, comma 2, lettera d), della L. 84/1994 all'interno dei siti di interesse nazionale.
D.Min. Ambiente e Tutela Terr. 07/11/2008
Disciplina delle operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale, ai sensi dell’articolo 1, comma 996, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Articolo 5, commi dall'11-bis all'11-sexies.
Deliberaz. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 19/12/2013, n. 40
Affidamento in concessione del servizio di raccolta ed avvio a trattamento di varie tipologie di rifiuti prodotti dalle navi scalanti il porto di Fiumicino.
1. Con riferimento alla formulazione dell’offerta economica, l’indicazione dei costi c.d. specifici (o aziendali), unitamente alle altre voci di prezzo di detta offerta, consente alla stazione appaltante di effettuare una puntuale valutazione della congruità dell’offerta ai fini dell’eventuale giudizio di anomalia della stessa.
2. I principi di non discriminazione e parità di trattamento che informano la disciplina dei contratti pubblici vietano di fissare requisiti calibrati in modo tale da creare barriere territoriali alla partecipazione o da favorire le imprese in ambito locale. Nella fattispecie, la richiesta ora rigorosa ora intransigente della SA relativamente al requisito del possesso di attrezzature tecniche necessarie per l’esecuzione del servizio, che conducono nella successione di procedure di affidamento espletate, prima ad attenuare e poi ad abolire del tutto il requisito di partecipazione, non risulta in linea con i canoni di ragionevolezza e buon andamento dell’azione amministrativa. Circa l’assenza del DUVRI per la valutazione dei rischi interferenziali e la mancata enucleazione dei costi della sicurezza nella lettera di invito alla procedura negoziata, l’art. 86, comma 3-bis, e l’art. 87, comma 4, del D. Lgs. n. 163/2006 impongono la specifica stima ed indicazione di tutti i costi relativi alla sicurezza, tanto nella fase della “predisposizione delle gare di appalto” (e quindi nella predisposizione della documentazione di gara), quanto nella fase della formulazione dell’offerta economica (cfr. Parere AVCP n. 27 del 08/03/2012).
3. Ripetute modifiche delle tariffe e delle franchigie da praticare all’utenza poste a base dell’ultima gara, rispetto alle precedenti gare - pur non essendo la congruità delle tariffe adottate materia soggetta alla disciplina del Codice dei contratti, in forza dell’art. 30 del D. Lgs. 163/2006 - non è coerente con la finalità di garantire un livello minimo di partecipazione.
4. Riguardo alla fissazione dell’importo a base d’asta, ai sensi dell’articolo 29 del D. Lgs. n. 163/2006, il calcolo del valore stimato degli appalti e delle concessioni di servizi pubblici è basato sull’importo totale pagabile valutato dalle stazioni appaltanti, al netto dell’IVA, ivi compresa ogni eventuale forma di opzione o rinnovo del contratto. Per le concessioni, in particolare, nella nozione di importo totale pagabile è sicuramente da ricomprendere il flusso dei corrispettivi pagati dagli utenti per i servizi in concessione. Deve, altresì , essere computato nel calcolo il canone a carico del concessionario, ove previsto, e gli altri flussi economici che incidono sul piano economico finanziario (da redigersi anche nelle concessioni di servizi, in base al combinato disposto dell’art. 143, comma 7, e dell’art. 30, comma 7). Secondo il consolidato orientamento dell’ Autorità, quindi, per il calcolo del valore della concessione, la stazione appaltante deve considerare la totalità dei ricavi provenienti dalla gestione economica del servizio, mentre, nel caso di specie, la modalità di calcolo adottata dalla Stazione appaltante sembra prendere in considerazione esclusivamente una parte di tali somme (quota fissa della tariffa). In linea generale, l’erronea individuazione dell’importo a base di gara può riflettersi sulle modalità di pubblicità della procedura e sulla quantificazione delle cauzioni in garanzia e del contributo all’Autorità, nonché sulla circostanza che i requisiti richiesti ai concorrenti possono risultare sproporzionati rispetto al valore dichiarato del servizio. Ciò può determinare l’assenza di una trasparente e corretta informazione agli operatori economici sui reali valori della concessione che la Stazione appaltante intende affidare a terzi. Difatti, laddove l’importo stimato del contratto non è rappresentativo della piena utilità economica che può derivare all’impresa dalla gestione del servizio, risulta arduo per gli operatori economici apprezzare il carattere remunerativo del servizio sulla base di tale parametro e quindi formulare “un’offerta economica consapevole”.
5. La determinazione del requisito di capacità economica finanziaria relativo al fatturato globale nel triennio pregresso è incongrua o non proporzionata e lesiva della concorrenza qualora superi il doppio dell’importo a base della gara (cfr. Deliberazione n. 92 del 07/11/2012, Parere Avcp n. 59 del 7/05/2009).
6. Non è conforme alla normativa vigente il mancato affidamento della concessione di servizi mediante nuova procedura ad evidenza pubblica, con conseguenti ripetute proroghe del servizio iniziale, affidato in via diretta alle medesime condizioni contrattuali risalenti nel tempo; la mancata apertura al mercato per il ritardo nel fruttuoso espletamento di gare pubbliche, che si prolunghi di anni dalla data di scadenza della prima concessione, preclude alla stazione appaltante di poter percepire il canone di concessione e la percentuale sugli introiti, previste dai disciplinari delle varie procedure di gara bandite (come elemento di valutazione dell’offerta). In base alla disciplina generale dei contratti pubblici, le concessioni di servizi sono regolate esclusivamente dalle disposizioni dell’art. 30 del D. Lgs. n. 163/2006 - che, per le modalità di affidamento, richiama all’osservanza dei principi generali del Trattato - tuttavia, per quanto attiene il caso in esame, di una concessione di servizi di raccolta rifiuti dalle navi, occorre riferirsi anche alla normativa di settore dettata dal D. Lgs. 182/2003, che impone l’adozione di procedure di evidenza pubblica, con rinvio alla legislazione nazionale e comunitaria in materia. Per l’affidamento di una siffatta concessione, il ricorso alla procedura negoziata senza bando può essere ammesso solo in casi eccezionali adeguatamente motivati. Per quanto attiene le ripetute proroghe della concessione connesse al fallimento delle procedure di gara, il principio, rinvenibile nella normativa sui contratti pubblici, secondo il quale è ammesso il ricorso alla proroga di precedenti contratti per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure di evidenza pubblica, non può tradursi in una moratoria sine die degli obblighi di legge, a fronte di iter amministrativi di durata spropositata, e specialmente, come nel caso in esame, se ciò è imputabile a difetto programmazione e coordinamento della SA (nella specie, la scadenza della prima concessione era fissata al dicembre 2007 e la prima gara aperta è stata bandita solo nel marzo 2010).
Affidamento in concessione del servizio di raccolta ed avvio a trattamento di varie tipologie di rifiuti prodotti dalle navi scalanti il porto di Fiumicino Stazione appaltante: Autorità Porti di Roma e del Lazio
Riferimenti normativi: D. Lgs. 182/2003; L. 84/1994; DM Trasporti e Navigazione del 14.11.1994; art. 26 del D.Lgs. 81/2008
3. Ripetute modifiche delle tariffe e delle franchigie da praticare all’utenza poste a base dell’ultima gara, rispetto alle precedenti gare- pur non essendo la congruità delle tariffe adottate materia soggetta alla disciplina del Codice dei contratti, in forza dell’art. 30 del D. Lgs. 163/2006 – non è coerente con la finalità di garantire un livello minimo di partecipazione.
6. Non è conforme alla normativa vigente il mancato affidamento della concessione di servizi mediante nuova procedura ad evidenza pubblica, con conseguenti ripetute proroghe del servizio iniziale, affidato in via diretta alle medesime condizioni contrattuali risalenti nel tempo; la mancata apertura al mercato per il ritardo nel fruttuoso espletamento di gare pubbliche, che si prolunghi di anni dalla data di scadenza della prima concessione, preclude alla stazione appaltante di poter percepire il canone di concessione e la percentuale sugli introiti, previste dai disciplinari delle varie procedure di gara bandite (come elemento di valutazione dell’offerta). In base alla disciplina generale dei contratti pubblici, le concessioni di servizi sono regolate esclusivamente dalle disposizioni dell’art. 30 del D. Lgs. n. 163/2006 - che, per le modalità di affidamento, richiama all’osservanza dei principi generali del Trattato - tuttavia, per quanto attiene il caso in esame, di una concessione di servizi di raccolta rifiuti dalle navi, occorre riferirsi anche alla normativa di settore dettata dal D. Lgs. 182/2003, che impone l’adozione di procedure di evidenza pubblica, con rinvio alla legislazione nazionale e comunitaria in materia. Per l’affidamento di una siffatta concessione, il ricorso alla procedura negoziata senza bando può essere ammesso solo in casi eccezionali adeguatamente motivati. Per quanto attiene le ripetute proroghe della concessione connesse al fallimento delle procedure di gara, il principio, rinvenibile nella normativa sui contratti pubblici, secondo il quale è ammesso il ricorso alla proroga di precedenti contratti per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure di evidenza pubblica, non può tradursi in una moratoria sine die degli obblighi di legge, a fronte di iter amministrativi di durata spropositata, e specialmente , come nel caso in esame, se ciò è imputabile a difetto programmazione e coordinamento della SA (nella specie, la scadenza della prima concessione era fissata al dicembre 2007 e la prima gara aperta è stata bandita solo nel marzo 2010).
Circ. Min. Infrastrutture e Trasp. 15/10/2004, n. 17778
Linee guida per la redazione dei piani regolatori portuali.
Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici - Norme edilizie ed urbanistiche e Piano nazionale
L’articolo fa il punto sulle norme di carattere edilizio ed urbanistico introdotte dal D.L. 83/2012 a supporto della strategia di sviluppo di una rete nazionale di punti di ricarica dei veicoli elettrici e sul Piano nazionale - previsto dal medesimo D.L. 83/2012 (AGGIORNAMENTO: D. P.C.M. 01/02/2018).
Quadro normativo di riferimento sui canoni concessori; Tabelle con la misura aggiornata dei canoni (ultimo aggiornamento annuale valido per il 2018 e tabelle storiche); Proroghe e scadenze delle concessioni; Revisione in corso della disciplina e delle zone demaniali; Sospensione procedimenti pendenti al 15/11/2015 relativi alle aree pertinenziali.
Nuovi progetti di interventi nei piccoli comuni: il D.M. 20/11/2015 che approva ulteriori interventi ammessi
Lo stanziamento, di 100 milioni, è stato previsto dal D.L. 133/2014 "sblocca Italia". Beneficiari i comuni con meno di 5.000 abitanti nonché le unioni e le fusioni di comuni, purché siano in regola con i vincoli di finanza pubblica e non abbiano già beneficiato del programma “6.000 campanili”. Priorità alla riduzione del rischio idrogeologico ed alla sicurezza nelle scuole.
Emilia Romagna, percorsi escursionistici: contributi per la manutenzione e la segnaletica - Anno 2019
Da eliminare il manufatto che disturba la viabiità da Italia Oggi Sette
Pubblicato in Gazzetta il decreto autorità portuali da Italia Oggi
Autorità portuali al riordino da Italia Oggi Sette
Bilanci comunali al 31 marzo da Italia Oggi
Guida rapida alla direzione dei lavori dopo il Codice appalti 2016
Con Appendice di aggiornamento Luglio 2017 Quadro normativo, requisiti, incarico, compensi e attività del direttore dei lavori alla luce del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, e delle linee guida Anac sui servizi tecnici e sul Rup, con memorandum operativo per l’esecuzione di opere pubbliche