Source: https://www.lavoripubblici.it/news/2017/12/LAVORI-PUBBLICI/19557/Codice-dei-contratti-La-Conferenza-Unificata-approva-il-decreto-sul-Direttore-dei-Lavori
Timestamp: 2020-05-31 03:17:45+00:00
Document Index: 13428312

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art. 27', 'art. 10', 'art.10', 'art.10', 'art. 106', 'art.25', 'art 25', 'art. 10']

La Conferenza unificata nella seduta del 6 dicembre, con grande tempismo, ha approvato con parere favorevole con raccomandazioni lo Schema di decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti di approvazione delle linee guida recanti "Modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell'esecuzione dei contratti relativi a servizi e forniture" inviato il giorno prima (5 dicembre 2017) dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Le raccomandazioni della Conferenza unificata sono le seguenti:
all'art.6 eliminare la lettera c) del comma 1. Motivazione: In merito allo stato del sottosuolo il DL non può fare attestazioni senza indagini specifiche che comunque devono essere predisposte dal RUP in fase di progettazione come previsto all'art. 27 commi 4 e 5;
all'art. 10, sostituire la rubrica dell'articolo con la seguente "Modifiche e variazioni contrattuali''
all'art.10, comma 3, sostituire la parola "variazione" con la parola "modifica".
all'art.10, eliminare il comma 5. Motivazione: le modifiche proposte eliminano i riferimenti alle varianti. In particolare, non è infatti possibile un aumento della prestazione oltre il quinto d'obbligo in ipotesi di variante. Una simile previsione è illegittima in quanto in palese contrato con la normativa di cui all'art. 106 del codice dei contratti;
all'art.25, comma 3, sostituire la parola "variazioni" con la parola "modifiche";
all'art 25, eliminare il comma 5. Motivazione: le motivazioni corrispondono a quelle di cui al suddetto all'art. 10.
Il decreto, previsto all’articolo 111, commi 1 e 2 del Codice dei contratti di cui al D.lgs. n. 50/2016, avrebbe dovuto essere adottato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del Codice e, quindi, entro il 18 luglio 2016 ma è trascorso quasi un anno e mezzo e la dirittura di arrivo è ancora lontana per il fatto stesso che devono esprimere, ancora, il loro parere le competenti commissioni parlamentari.
Certo i decreti attuativi del Codice dei contratti sembrano che partecipino, quasi tutti, ad una corsa tra lumache e sembra che (anche per quello che dirò più avanti) la speranza che questa storia infinita termini in poco tempo è soltanto una speranza.
il Consiglio di Stato esprime il proprio parere n. 2282 del 3 novembre 2016 sullo schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di approvazione delle linee guida recanti "Il Direttore dei lavori: modalità di svolgimento delle funzioni di direzione e controllo tecnico, contabile e amministrativo dell'esecuzione del contratto" e "Il Direttore dell'Esecuzione: modalità di svolgimento delle funzioni di coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell'esecuzione del contratto". Si tratta di un parere favorevole con condizioni ed osservazioni di entità tale che inficiano l’impostazione stessa del decreto. E’ una delle più dure prese di posizione del Consiglio di Stato sui tanti pareri espressi sul nuovo Codice dei Contratti e sui suoi provvedimenti attuativi. In pratica i giudici di Palazzo Spada notano come lo schema di decreto si compone di due soli articoli, di cui il primo “approva” le linee guida che vengono riportate in due “allegati” al decreto, e uno dispone le abrogazioni. In tal modo, sul piano formale, si ha un ibrido in cui il decreto ministeriale, ancorché nella sua stringatezza, ha la forma esteriore tipica di un regolamento, diviso in articoli, mentre le linee guida allegate hanno una struttura discorsiva ed aggiungono, anche, che, affermata la natura giuridica regolamentare delle linee guida ministeriali, la veste formale esteriore deve essere congruente con tale natura, e che debba perciò esservi una fusione formale e sostanziale tra decreto ministeriale e linee guida (leggi notizia);
la Conferenza unificata esprime il proprio parere, positivo con osservazioni, il 6 dicembre 2017.
A questo punto manca l’ulteriore passaggio obbligato, previsto al comma 1 dell'articolo 111 del Codice dei contratti, del parere delle commissioni parlamentari competenti ma, anche, un nuovo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Consiglio di Stato che si erano espressi su un documento totalmente differente (quello originario era composto da 2 articoli e 2 allegati).
Approvazione conferenza unificata