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Timestamp: 2019-08-19 20:42:45+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.1', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 144']

Argomenti fiscali | Pronto consiglio
Archivio per categoria: Argomenti fiscali
Casa affittata con AirBnB e cedolare secca: come funziona?
26 Aprile 2017 /in Argomenti fiscali /da pr0nic0le11a
Se affittate la casa vacanze tramite un itnermediario immobiliare, come ad esempio il famoso AirBnB, come dovete comportarvi nel caso scegliate l’opzione della cedolare secca ai fini della locazione?
Coloro che esercitano l’attività di intermediazione immobiliare, anche per mezzo di siti quali appunto AirBnB, non fanno altro che creare un contatto fra chi voglia una casa per le vacanze o brevi soggiorni in altre città e coloro che abbiano la proprietà di case e che vogliano affittarle per brevi periodi o per le vacanze.
Ebbene, l’art. 4 del Decreto Legge n. 50 del 2017 stabilisce a tal proposito che la ritenuta al 21%, tipica della cedolare secca, dovrà essere applicata e versata, nel caso di affitti tramite AirBnB, da coloro che materialmente incassano i canoni dell’affitto della casa vacanze.
Si attende ora un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate il quale dovrà chiarire come la norma dovrà di fatto essere attuata anche e soprattutto con riferimento agli obblighi di trasmissione e conservazione dei dati da parte dell’intermediario immobiliare (AirBnB).
Ricordiamo che, per combattere l’evasione fiscale, in caso di omessa o infedele comunicazione dei dati relativi ai contratti sono previste sanzioni pecuniarie salate, che vanno dai 250 ai 2 mila euro.
https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2017/04/bed-890579_640.jpg 480 640 pr0nic0le11a https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2014/06/logo_pronto_consiglio.png pr0nic0le11a2017-04-26 16:52:272017-04-26 16:52:27Casa affittata con AirBnB e cedolare secca: come funziona?
Dal nostro Partner www.mrbanca.com : la tassazione delle plusvalenze dalla cessione di titoli partecipativi per le persone fisiche.
20 Febbraio 2017 /in Argomenti fiscali /da pr0nic0le11a
A partire dalla legge di stabilità del 2014, sono state introdotte numerose novità per quanto riguarda la tassazione delle rendite di capitali. Il decreto legge nr. 66 del 2014 emesso dal governo Renzi ha riformato in maniera radicale e rialzato le aliquote relative alle rendite finanziarie.
Tassazione Plusvalenze e Minusvalenze
Iniziando dal caso di cessione di partecipazioni (azioni di S.p.a. o quote di S.r.l.), si possono creare delle plusvalenze (o delle minusvalenze). La plusvalenza si verifica nel momento in cui il valore di realizzo ovvero il valore di vendita del titolo partecipativo sia superiore al valore di acquisto.
Ai fini dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) è tassabile soltanto la plusvalenza, mentre la minusvalenza non concorre alla formazione del reddito. La tassazione della plusvalenza è differenziata a seconda del tipo di partecipazione ceduta.
Plusvalenza derivante da una cessione di partecipazioni non qualificate
Come ricordato pocanzi a partire dal primo luglio 2014 la tassazione della plusvalenza è tassata con imposta sostitutiva del 26% (articolo 3, commi da 1 a 14 e articolo 4, comma 1, del D.L. n. 66/2014, convertito in Legge n. 89/2014). La tassazione può avvenire in due modi: attraverso la dichiarazione del reddito all’interno del modello Unico persone fisiche nel quadro RT (nel caso il soggetto abbia operato in maniera autonoma o attraverso brokers ed intermediari non residenti nel territorio dello stato o non registrati in Italia a fini fiscali), o attraverso un sostituto d’imposta nel territorio italiano, in questo caso il sostituto può essere l’intermediario, la banca o la società di intermediazione mobiliare (SIM) o la società gestrice del risparmio (SGR), che tratterrà il 26% e lo verserà all’erario.
Plusvalenza da cessione di una partecipazione qualificata
In questo caso la plusvalenza verrà tassata normalmente e concorrerà a formare l’imponibile Irpef e quindi la tassazione avverrà secondo gli scaglioni di riferimento. L’unica cosa importante da calcolare è che la plusvalenza non concorrerà pienamente a formare reddito imponibile, ma concorrerà solamente per il 49,72%. La plusvalenza dovrà essere indicata all’interno del modello UNICO al quadro RT sezione III.
Definizione di partecipazione qualificata
Come abbiamo visto a seconda del fatto che la partecipazione sia qualificata o no vi è una differente tassazione. Per cui la partecipazione si definisce qualificata quando il titolare delle quote o azioni in una società di capitale non quotata nei mercati finanziari, possiede almeno il 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria ovvero al 25% del capitale o patrimonio sociale. Per quanto riguarda le società quotate in mercati regolamento, la soglia per definire qualificata la partecipazione scende al 2% o una percentuale superiore dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria o al possesso del 5% o più, del capitale o patrimonio sociale.
Il pagamento dell’imposta sulle plusvalenze
Nel caso in cui, le plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate, ottenute nell’anno solare 2016, ,non siano state assoggettate ad imposta sostitutiva al 26%, trattenute e versate da un sostituto d’imposta (Banca, SIM, SGR o altro intermediario), in questo caso tale imposta va versata all’erario dal contribuente direttamente attraverso il mod.F24 indicando i propri dati personali come cognome, nome, data e luogo di nascita e codice fiscale, oltre alla somma da versare ed il codice identificativo del tributo, in questo caso il “1100” e l’anno di riferimento ovviamente il 2016. Le imposte vanno versate entro il 16 giugno 2017 (o entro il 16 luglio 2017 con la maggiorazione dello 0,40%), salvo proroghe del governo.
Scaglioni ed aliquote IRPEF
Reddito imponibile Aliquota Imposta dovuta sui redditi intermedi
fino a 15.000€ 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000€ 27% (3.450€+ 27% sulla parte oltre i 15.000,00€
da 28.001 fino a 55.000€ 38% (6.960€ + 38% sulla parte oltre i 28.000,00€
da 55.001 fino a 75.000€ 41% (17.220,00 + 41% sulla parte oltre i 55.000,00€
oltre 75.000€ 43% (25.420,00 + 43% sulla parte oltre i 75.000,00€
Articolo tratto da: Mister Banca Un sito utile per saperne di più su: conti correnti, prestiti, mutui, assicurazioni ed investimenti on line.
https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2017/02/modello-730-tasse-678x381.jpg 381 678 pr0nic0le11a https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2014/06/logo_pronto_consiglio.png pr0nic0le11a2017-02-20 13:26:242017-02-20 13:26:24Dal nostro Partner www.mrbanca.com : la tassazione delle plusvalenze dalla cessione di titoli partecipativi per le persone fisiche.
Bonus Bebè 2017: l’Inps spiega cosa è e come funziona l’assegno di natalità.
12 Gennaio 2017 /in Argomenti fiscali, Argomenti Pronto Famiglia /da pr0nic0le11a
Riportiamo qui di seguito tutte le istruzioni contenute nel sito dell’Inps in relazione al “bonus Bebè”, assegno annuo per i figli nati o adottati tra il 1 gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017.
L’assegno di natalità è un assegno annuo (c.d. bonus bebè) per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017, istituito dall’art.1, commi da 125 a 129, della legge di stabilità per l’anno 2015 (legge 23 dicembre 2014 n.190) da corrispondere mensilmente fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato, a favore dei nuclei familiari il cui genitore richiedente sia in una situazione economica corrispondente ad un valore dell’ISEE non superiore a 25.000 euro annui.
Qualora il figlio nato o adottato nel triennio 2015-2017 sia collocato temporaneamente presso un’altra famiglia, ai sensi dell’art. 2 della legge 184 del 1983, l’assegno è corrisposto all’affidatario, su apposita domanda e limitatamente al periodo di durata dell’affidamento.
IL RINNOVO DELL’ISEE
Per poter richiedere l’assegno occorre preliminarmente presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), ai sensi del D.P.C.M. n. 159/2013. E’ necessario che nel nucleo familiare indicato nella DSU sia presente il figlio nato, adottato, o in affido preadottivo per il quale si richiede l’assegno.
(Fonte Inps – http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=11729)
https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2017/01/newborn-1399155_640.jpg 426 640 pr0nic0le11a https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2014/06/logo_pronto_consiglio.png pr0nic0le11a2017-01-12 15:08:372017-01-12 15:28:38Bonus Bebè 2017: l'Inps spiega cosa è e come funziona l'assegno di natalità.
AUGURI DI BUONE FESTE DA PRONTOCONSIGLIO!
18 Dicembre 2016 /in Argomenti fiscali, Argomenti legali, Argomenti Pronto Famiglia, Argomenti psicologici /da pr0nic0le11a
Lo staff di Prontoconsiglio e Prontofamiglia augura a tutti voi buone feste!
Un altro anno è trascorso, molte le cose che abbiamo fatto, molte le vostre manifestazioni di affetto e riconoscenza. Grazie a tutti per aver creduto in noi.
Ci auguriamo di ricevere il vostro interesse ed apprezzamento anche nel corso del 2017. Noi, da parte nostra, rinnoviamo il nostro impegno per offrirvi la nostra professionalità e dedizione con immutata costanza, sperando di potervi aiutare nelle piccole e grandi difficoltà della vita.
Mara, Nicoletta, Andrea A, Alessandra, Debora, Giovanna, Elena, Andrea D.
https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2016/12/christmas-1867205_640.jpg 426 640 pr0nic0le11a https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2014/06/logo_pronto_consiglio.png pr0nic0le11a2016-12-18 19:29:532016-12-18 19:29:53AUGURI DI BUONE FESTE DA PRONTOCONSIGLIO!
Si alle agevolazioni fiscali sulla prima casa anche se non si traferisce la residenza nei termini di legge qualora l’immobile sia adibito a residenza della famiglia.
8 Dicembre 2016 /in Argomenti fiscali, Argomenti Pronto Famiglia /da pr0nic0le11a
Sappiamo che la legge ( Legge 168 del 1982, a cui sono succedute la Legge 118 del 1985, la Legge 415 del 1981 e DPR 131 del 1986) prevede e disciplina le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa da destinare a propria abitazione a patto che l’acquirente abbia già la residenza nel comune in cui si trova la casa ovvero si impegni nell’atto di acquisto a stabilirla nel detto comune nel termine di diciotto mesi (secondo quanto stabilito dalla Legge 149 del 1995 come modificata dalla Legge 388 del 2000).
Il trasferimento della residenza anagrafica costituisce quindi un vero e proprio impegno ed obbligo del contribuente verso il fisco, il quale, in caso di inosservanza, andrà a richiedere all’acquirente il pagamento di quanto non pagato in forza delle agevolazioni fiscali di cui ha usufruito per l’acquisto della prima casa.
Detto obbligo, però, trova un limite nell’eventuale verificarsi di circostanze imprevedibili ed inevitabili che si verifichino successivamente all’acquisto. In presenza pertanto di tali circostanze l’acquirente che non fissi la residenza nel comune ove si trova l’immobile entro il termine prescritto non decadrà dal beneficio fiscale.
La Cassazione con sentenza n. 1494 del 27 gennaio 2016 ha offerto degli utili chiarimenti in materia.
Nel caso specifico l’acquirente non aveva potuto trasferire nei termini di legge la residenza nel comune ove era ubicato l’immobile acquistato e per il quale aveva richiesto le agevolazioni prima casa in quanto militare di base Nato soggetto a particolari regimi.
La Cassazione ha riconosciuto che tale circostanza non possa definirsi imprevedibile, in quanto conosciuta dall’acquirente e quindi non sia idonea a “scusare” l’acquirente inadempiente. Però, ha osservato la Corte, poiché nel caso specifico nell’immobile viveva in modo stabile la famiglia dell’acquirente è necessario aderire all’orientamento giurisprudenziale per cui “il requisito della residenza va riferito alla famiglia, per cui ove l’immobile acquistato venga adibito a residenza non rileva la diversa residenza di chi ha acquistato in regime di comunione. In particolare bisogna osservare che i coniugi non sono tenuti ad una comune residenza anagrafica, ma reciprocamente alla coabitazione, quindi una interpretazione della legge tributaria conforme ai principi del diritto di famiglia induce a considerare che la coabitazione con il coniuge costituisce un elemento adeguato a soddisfare il requisito della residenza ai fini tributari” (Cassazione n. 14237 del 2000.
Inoltre la Suprema Corte si riporta a quanto pronunciato in precedenza con la sentenza n. 16355/2013 affermando che ciò che in realtà ha rilevanza “non è tanto la residenza dei singoli coniugi, quanto quella della famiglia: l’art. 144 c.c. secondo il quale i coniugi fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e secondo quelle preminenti della famiglia stessa, mentre da una parte riconosce che i coniugi possano avere delle esigenze diverse ai fini della residenza individuale, dall’altra tende a privilegiare le esigenze della famiglia quale oggetto autonomo rispetto ai coniugi, pertanto anche la norma tributaria va letta ed applicata nel senso che diventa prevalente l’interesse della famiglia rispetto a quello dei singoli coniugi, per cui il metro di valutazione dei singoli requisiti per ottenere il beneficio deve essere diverso in considerazione della presenza di un’altra entità quale la famiglia”.
https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2016/12/gingerbread-1142799_640.jpg 426 640 pr0nic0le11a https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2014/06/logo_pronto_consiglio.png pr0nic0le11a2016-12-08 19:35:502016-12-08 21:14:25Si alle agevolazioni fiscali sulla prima casa anche se non si traferisce la residenza nei termini di legge qualora l'immobile sia adibito a residenza della famiglia.
Unioni Civili : possono usufruire del “bonus Mobili”.
18 Settembre 2016 /in Argomenti fiscali, Argomenti Pronto Famiglia /da pr0nic0le11a
Il bonus mobili è una detrazione del 50% delle spese dall’Irpef che la legge offre alle giovani coppie sposate che abbiano acquistato una abitazione da adibire ad abitazione principale entro determinati termini temporali. E’ necessario che almeno uno dei due non abbia superato i 35 anni di età.
Abbiamo già parlato del bonus mobili in altre occasioni ed abbiamo già esaminato i requisiti per ottenerlo.
Con la circolare del 31 marzo 2016 n. 7/E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che un single di 35 anni può usufruire del bonus se entro il 31 dicembre 2016 si sposa ed acquista una unità immobiliare da adibire ad abitazione principale entro il 2 ottobre 2017.
Ebbene la legge Cirinnà, che come sappiamo ha regolamentato anche le Unioni Civili, ha stabilito che le disposizioni contenenti le parole coniuge o coniugi o termini equivalenti “si applicano anche a ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso“.
Sulla base di ciò si presume che il Bonus Mobili debba essere applicabile anche alle unioni civili e non solo alla coppia che si sposa, purchè la unione civile sia stata validamente costituita nel 2016, almeno uno dei due membri della coppia unita civilmente sia di età non superiore ai 35anni nel 2016 e purchè la coppia unita civilmente abbia acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale.
https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2016/09/pride-828056_640.jpg 428 640 pr0nic0le11a https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2014/06/logo_pronto_consiglio.png pr0nic0le11a2016-09-18 13:42:382016-09-18 13:42:38Unioni Civili : possono usufruire del "bonus Mobili".
TASI 2016: non si paga se l’immobile è adibito ad abitazione principale. Ripartizione tra proprietario ed inquilino.
7 Maggio 2016 /in Argomenti fiscali /da pr0nic0le11a
La TASI venne istituita nel 2014 ed indica la Tassa per i Servizi Indivisibili. Essa quindi viene versata ai Comuni ove si trovano gli immobili di proprietà per contribuire a tutti quei servizi indivisibili offerti dai Comuni, cioè quei servizi che non possono essere suddivisi fra tutti i residenti nel comune. I servizi indivisibili sono ad esempio l’illuminazione, la sicurezza, la loro manutenzione, l’anagrafe etc.
La Tasi è dovuta sia dal proprietario di un immobile sia dall’eventuale inquilino a cui esso sia locato, secondo quote prestabilite, come vedremo oltre.
La legge di stabilità 2016 ha stabilito che la tassa non sia dovuta sugli immobili adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze, ad eccezione degli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (cosiddette abitazioni di lusso).
Se l’immobile è locato a terzi e quindi non è adibita ad abitazione principale le cose cambiano.
La Tasi in tal caso verrà suddivisa tra il proprietario ed il condutture (l’affittuario).
La percentuale che dovrà essere pagata dal conduttore varierà dal 10 al 30% a seconda della percentuale stabilita dai singoli comuni nel 2015. La restante parte della Tasi sarà a carico del proprietario.
Ricordiamo però che se l’abitazione locata costituisca per l’inquilino l’abitazione principale, la Tasi sarà a carico unicamente del proprietario per la sua quota di percentuale, mentre l’inquilino non pagherà nulla.
Cosa accade se l’inquilino non paga la sua quota di Tasi? Ciascuna delle parti (inquilino e proprietario) sarà responsabile per la quota non pagata prevista a proprio carico. Se poi gli inquilini siano più di uno (come ad esempio per gli appartamenti locati a studenti), la responsabilità per il pagamento della quota della Tasi sarà in solido fra tutti gli inquilini. Questo vorrà dire che in caso di mancato pagamento, essa potrà essere chiesta dall’erario ad uno degli inquilini il quale poi potrà rifarsi sugli altri.
La Tasi 2016 deve essere versata in una unica soluzione entro il 16 giugno. Se invece si opta per il pagamento in due rate, la prima dovrà esser versata entro il 16 giugno e la seconda a saldo entro il 16 dicembre 2016.
https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2016/05/gingerbread-house-1101454_640.jpg 242 640 pr0nic0le11a https://www.prontoconsiglio.it/wp-content/uploads/2014/06/logo_pronto_consiglio.png pr0nic0le11a2016-05-07 11:42:382016-05-07 12:09:50TASI 2016: non si paga se l'immobile è adibito ad abitazione principale. Ripartizione tra proprietario ed inquilino.