Source: https://renatodisa.com/2017/09/07/corte-di-cassazione-sezione-vi-civile-ordinanza-5-settembre-2017-n-20794/
Timestamp: 2017-12-17 15:42:51+00:00
Document Index: 79422211

Matched Legal Cases: ['art. 345', 'art. 345', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 345', 'art. 345']

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Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 5 settembre 2017, n. 20794
Prova nuova indispensabile di cui al testo dell’art. 345, comma terzo, cod. proc. civ., previgente rispetto alla novella di cui al d.l. n. 83 del 2012, convertito in legge n. 134 del 2012, e anche (per essere nella specie applicabile ratione temporis) alla novella di cui alla legge n. 69 del 2009 (posto che la produzione documentale era da ritenersi rientrante nell’ambito applicativo del citato terzo comma dell’art. 345: tra le tante), è quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata, smentendola o confermandola senza lasciare margini di dubbio oppure provando quel che era rimasto non dimostrato o non sufficientemente dimostrato, a prescindere dal rilievo che la parte interessata sia incorsa, per propria negligenza o per altra causa, nelle preclusioni istruttorie del primo grado;
ordinanza 5 settembre 2017, n. 20794
che, in sintesi, il Tribunale accoglieva l’eccezione di usucapione ventennale sollevata dal Comune convenuto, evidenziando, in particolare, che l’attore non aveva dimostrato “di essere divenuto proprietario in forza di titolo idoneo, valido ed efficace”;
che la Corte territoriale, nel confermare la pronuncia di primo grado, osservava che l’Istituto non poteva colmare la lacuna probatoria in forza del richiamo all’esistenza di un titolo idoneo all’acquisto dell’area operato dalla c.t.u. (quale ausilio del giudice e non “mezzo utile alle parte per sottrarsi ad un preciso onere probatorio”), né, segnatamente, era ammissibile la produzione documentale (dell’atto pubblico di acquisto dell’area in contestazione) da parte dell’appellante solo in secondo grado, in quanto la “eventuale valutazione di indispensabilità della prova non potrà servire a superare la preclusione nella quale sia incorsa la parte in primo grado”. Sicché, l’Istituto non aveva dedotto alcunché “in merito alla impossibilità di produrre la nuova documentazione nel primo grado”, né sussisteva l’indispensabilità del documento “in relazione a ciò che la sentenza di primo grado afferma in ordine alle risultanze istruttorie acquisite”, giacché (per quanto sopra ritenuto) la c.t.u. non poteva avere valore probatorio e, inoltre, a fronte di eccezione del convenuto in ordine alla contestazione della proprietà, l’attore avrebbe dovuto produrre il documento, a sua disposizione, in modo tempestivo in primo grado, risultando la produzione in appello tardiva e, quindi, inammissibile;
che la postulata applicabilità dell’art. 348-ter cod. proc. civ. è destituita di fondamento, posto che il ricorso denuncia un error in procedendo e non già il vizio di omesso esame di cui al n. 5 dell’art. 360 cod. proc. civ., là dove la premessa, ribadita da entrambi i giudici del merito (e incontestata), per cui la prova della proprietà era “elemento necessario per la domanda dell’attore” non viene messa in discussione dallo stesso ricorrente, il quale, invero, tende, con la presente impugnazione, a rimuovere l’ostacolo processuale che il giudice di appello ha reputato sussistente nel fornire detta prova;
che infondata è anche l’eccezione di inammissibilità che attiene alla mancata impugnazione della ratio decidendi della sentenza di appello là dove avrebbe “ritenuto insussistente l’indispensabilità della produzione”, giacché (come sopra evidenziato in sintesi; cfr. anche pp. 7/8 della sentenza di secondo grado) tale valutazione è ancorata alla mancata produzione tempestiva del documento in primo grado e, dunque, al maturarsi delle relative preclusioni, non avendo la Corte territoriale affatto escluso la decisività, di per sé (e nel senso che verrà appresso precisato), della prova documentale costituita dall’atto di acquisto dell’area in contestazione da parte dell’attore;
che il motivo di ricorso è manifestamente fondato in base al principio – enunciato da Cass., S.U., n. 10790/2017, a composizione di un contrasto giurisprudenziale in materia – per cui prova nuova indispensabile di cui al testo dell’art. 345, comma terzo, cod. proc. civ., previgente rispetto alla novella di cui al d.l. n. 83 del 2012, convertito in legge n. 134 del 2012, e anche (per essere nella specie applicabile ratione temporis) alla novella di cui alla legge n. 69 del 2009 (posto che la produzione documentale era da ritenersi rientrante nell’ambito applicativo del citato terzo comma dell’art. 345: tra le tante, Cass., S.U. n. 8203/2005), è quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata, smentendola o confermandola senza lasciare margini di dubbio oppure provando quel che era rimasto non dimostrato o non sufficientemente dimostrato, a prescindere dal rilievo che la parte interessata sia incorsa, per propria negligenza o per altra causa, nelle preclusioni istruttorie del primo grado;
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