Source: http://chieri5stelle.it/2016/10/25/05-la-riforma-costituzionale-letta-da-un-ingegnere-art-70/
Timestamp: 2018-07-17 13:20:24+00:00
Document Index: 26351915

Matched Legal Cases: ['art 70', 'art 70', 'art 70', 'art.71', 'art 65', 'art57', 'art 80', 'art 114', 'art 116', 'art 117', 'art 117', 'art119', 'art120', 'art 122', 'art.132', 'art.70', 'art.117', 'art 64', 'art 71']

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05 – LA RIFORMA COSTITUZIONALE LETTA DA UN INGEGNERE – art 70
25 ottobre 2016 in Notizie 5 stelle Chieri
L’articolo 70 è uno dei punti cruciali della riforma. Qui si definisce meglio quale sarà l’attività del nuovo senato. Si passerà quindi dall’attuale Senato che legifera collettivamente con la Camera dei Deputati (parità di poteri) ad una situazione in cui l’attività collettiva è limitata ad alcuni ambiti.
A causa del continuo rimando ad articoli successivi del nuovo testo costituzionale, questo passaggio è particolarmente ostico per chiunque voglia leggerlo e capire. Per semplicità di lettura, ho elencato qui di seguito quando il Senato può legiferare collettivamente con la Camera dei deputati; chiaramente, tutto ciò che non è compreso in questa lista rimane esclusivamente in carico alla Camera dei Deputati.
La funzione legislativa viene svolta collettivamente da deputati e senatori solo in questi casi:
– revisione della costituzione/leggi costituzionali
– attuazione delle leggi costituzionali ma solo in questi casi: tutela minoranze linguistiche, referendum popolari (tra cui nuovi referendum di indirizzo, propositivi che dovranno però essere definiti e regolamentati –art.71)
– ordinamento e leggi elettorali di comuni e città metropolitane
– leggi che stabiliscono come l’Italia partecipa alla formazione e all’attuazione delle normative e delle politiche UE
– leggi di ineleggibilità e incompatibilità dei senatori (art 65)
– legge elettorale senato (art57 sesto comma)
– leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati UE (art 80 secondo periodo)
– leggi su Roma capitale (art 114 terzo comma)
– forme di autonomia delle regioni (art 116 terzo comma)
– leggi che stabiliscono i principi fondamentali con cui le province autonome di Trento e Bolzano concorrono alla formazione e all’attuazione delle norme europee (art 117 quinto comma)
– leggi che stabiliscono i principi fondamentali con cui le regioni possono concludere accordi con stati ed enti territoriali (art 117 nono comma)
– leggi sul patrimonio e indebitamento di comuni, CM e regioni (art119 sesto comma)
– leggi sul potere del governo a sostituirsi al governo delle regioni in casi specifici (art120 secondo comma)
– leggi che stabiliscono i principi fondamentali delle leggi elettorali regionali (art 122 primo comma)
– leggi sul referendum per il distacco di un comune da una regione (art.132 secondo comma)
Come si può notare, e come anticipato negli articoli precedenti della nuova costituzione, il Senato potrà legiferare solo in alcuni ambiti che riguardano gli enti territoriali, il Senato stesso, e le leggi/riforme costituzionali.
I commi successivi dell’art.70, oltre a queste già pesantissime limitazioni, introducono ulteriori vincoli nel percorso di approvazione delle leggi, vincoli che come vedremo, rischiano di impedire al Senato di pronunciarsi.
Nella forma attuale del nostro Parlamento, il Senato esamina e si esprime su ciascun disegno di legge. La riforma non prevede più questo automatismo ma lascia la possibilità al senato, anche se con ridotti gradi di libertà, di richiedere l’esame e di proporre la modifica di un disegno di legge approvato dalla camera dei Deputati.
Il procedimento prevede che almeno un terzo dei senatori richieda entro 10 giorni dall’approvazione del ddl di poter esaminare l’atto. Successivamente, il Senato ha ancora 30 giorni per poter proporre delle modifiche alla camera dei Deputati. Questo scadenza così stringente poco si concilia con un Senato che è composto da consiglieri regionali e Sindaci che, per la natura del loro doppio incarico, si dovranno dividere tra le attività sul territorio e quelle in senato. 10 giorni per richiedere una modifica saranno un tempo sufficiente o è stato volutamente reso così breve per limitare il più possibile eventuali richieste del Senato?
A seguito delle proposte di modifica inviate dal Senato, i deputati sono tenuti a pronunciarsi sulle modifiche proposte dal Senato ma senza nessun tipo di scadenza temporale. L’assenza di quest’ultimo vincolo può dare un potere enorme alla camera dei deputati che può decidere di mettere in un cassetto il ddl impedendo così la sua promulgazione. Semplificazione o forma di prevaricazione di una camera nei confronti dell’altra?
A differenza di quelli precedenti, i ddl che riguardano la supremazia dello Stato nei confronti delle Regioni (art.117 quarto comma) seguono lo stesso iter degli altri ddl, ma l’approvazione definitiva della Camera è vincolata al voto favorevole della maggioranza assoluta dei deputati. Il Senato inoltre gode di 5 giorni aggiuntivi per poter richiedere l’esame delle leggi di bilancio, un termine comunque esiguo per dei senatori che ricoprono più incarichi contemporaneamente.
In caso di conflitti tra Camera e Senato, i presidenti delle due camere decidono come dirimere le questioni. Si affida quindi a solo 2 persone il compito di trovare un accordo: un metodo piuttosto arbitrario lontano da ogni principio di democrazia.
Possiamo quindi concludere che, come si era già cominciato ad intuire, il Senato avrà un potere di controbilanciamento della camera dei deputati piuttosto piccolo: non tanto per la possibilità che la nuova costituzione prevede riguardo all’esame dei ddl approvati dai colleghi deputati, ma piuttosto per i vincoli temporali che questa impone ai senatori, limitando e forse impedendo di fatto l’esercizio di questa opzione.
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