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Timestamp: 2017-03-22 22:47:47+00:00
Document Index: 52087726

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 63', 'art. 15', 'art. 15', 'art.9', 'art. 2']

VALUTAZIONE DELLE CONDIZIONI DI ESODO IN CONDIZIONI DI SICUREZZA DELLE AULE SOVRAFFOLLATE UBICATE PRESSO L'ISTITUTO COMPRENSIVO PER L A.S. - PDF
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1 Progettazione antincendio Energia - Consulenze in campo ingegneristico Tel ISTITUTO COMPRENSIVO SAN VENDEMIANO SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO VIA A. DE GASPERI, 40 SAN VENDEMIANO (TV) VALUTAZIONE DELLE CONDIZIONI DI ESODO IN CONDIZIONI DI SICUREZZA DELLE AULE SOVRAFFOLLATE UBICATE PRESSO L'ISTITUTO COMPRENSIVO PER L A.S Il Tecnico Ing. Mauro Bardelle Ordine degli Ingegneri di Venezia n 3036 IC San Vendemiano Relazione di valutazione delle condizioni di esodo in caso di emergenza per le aule sovraffollate dell'istituto R2 Indice 1. PREMESSA NORMATIVA DI RIFERIMENTO DEFINIZIONI ED ANALISI DELLE MODALITA' DI DEFLUSSO DALLE AULE CONCLUSIONI... 7 pagina 1 di 73 1. PREMESSA Per esigenze legate all'aumento delle presenze di alunni, l'istituto Comprensivo di San Vendemiano risulta avere un numero di persone ed un affollamento superiore al valore limite previsto dal D.M "Norme antincendio per l'edilizia scolastica" su varie aule delle scuole afferenti all'istituto stesso. Nello specifico, le aule che risultano sovraffollate, intendendo con ciò un'aula che presenta un numero complessivo di presenze superiore o uguale a 26 persone, distinte per scuola, sono riportate nel prospetto seguente: Scuola Secondaria "G. Saccon" aula affollamento 2A 28 2B 28 2D 28 Fermo restando l'impossibilità da parte della Direzione Scolastica di operare ampliamenti dell'aula ovvero di destinare altre aule presenti nel complesso, la presente relazione ha l'obiettivo di valutare il grado di sicurezza nel caso di evacuazione di emergenza dell'aula e le misure preventive e protettive da attuare per ridurre al minimo il rischio. Le dimensioni delle aule e delle uscite di sicurezza sono state rilevate nel corso di sopralluoghi sul posto. Per la valutazione delle uscite di sicurezza non a spinta, ma costituite da due aperture, una fissa ed una apribile, si è conteggiata, in prima approssimazione ed in favore della sicurezza, la sola larghezza della parte attualmente apribile senza tenere conto della parte fissa. pagina 2 di 74 2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO D.M : "Norme antincendio per l'edilizia scolastica ; D.M : "Termini, definizioni, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi"; D.M : Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro ; D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.: Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. pagina 3 di 75 3. DEFINIZIONI ED ANALISI DELLE MODALITA' DI DEFLUSSO DALLE AULE La definizione di sistema di vie d'uscita è riportata nel D.M che lo definisce come "percorso senza ostacoli al deflusso che consente alle persone che occupano un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro" Successivamente la definizione è stata perfezionata dal D.M che recita testualmente: "via di uscita (da utilizzare in caso di emergenza): percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro". La definizione di luogo sicuro la riporta ancora il D.M : "spazio scoperto ovvero compartimento antincendio - separato da altri compartimenti mediante spazio scoperto o filtri a prova di fumo - avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone (luogo sicuro statico), ovvero a consentirne il movimento ordinato (luogo sicuro dinamico)". Il D.M ha ripreso la medesima definizione sottolineando che un luogo sicuro è un luogo "dove le persone possono ritenersi al sicuro dagli effetti di un incendio". Il luogo sicuro statico per eccellenza è l'esterno aperto, definito come spazio scoperto non strettamente limitato. Il luogo sicuro dinamico sono tipicamente le scale a prova di fumo, le scale esterne, i compartimenti adiacenti se protetti in corrispondenza di ogni comunicazione mediante filtri a prova di fumo. La larghezza delle vie di esodo dipende in primis dall'affollamento del luogo da evacuare in caso di emergenza ed intuitivamente maggiore è l'affollamento e più larghe dovranno essere le vie di esodo. Il parametro che è necessario introdurre per correlare le persone presenti e la larghezza della via di esodo è la capacità di deflusso, definita nel D.M pagina 4 di 76 1983 come il "numero massimo di persone che, in un sistema di vie di uscita, si assume possano defluire attraverso un'uscita di modulo unitario. Tale dato, stabilito dalla norma, tiene conto del tempo occorrente per il deflusso ordinato di un compartimento". Il modulo unitario viene assunto pari a 60 cm ed è la larghezza minima che garantisce un esodo ordinato. Tutte le vie di esodo in generale, senza considerare i casi più restrittivi già normati, dovranno pertanto essere pari come minimo a 60 cm. Se il modulo unitario non garantisce il deflusso ordinato delle persone presenti in un locale, tale larghezza dovrà essere necessariamente ampliata. Una volta definito l'affollamento di un locale, rilevato in fase di sopralluogo e dai dati comunicati dall Istituto, il calcolo della larghezza minima della via di uscita si esegue con la relazione seguente: dove: 60 L min A, 50 - L min è la larghezza minima della via di uscita; - A è l'affollamento del locale; - 60 è la larghezza in cm del modulo unitario di uscita; - 50 è un parametro numerico che consente di mantenere l'uscita in caso di emergenza dal locale entro tempi ritenuti congrui per un deflusso ordinato (5 min). Sostituendo i valori nella relazione si ottiene un valore minimo della larghezza inferiore a 0,60 m e pertanto, assumendo il modulo unitario, il deflusso dall'aula in caso di emergenza avverrebbe con regolarità, in modo ordinato e nel tempo previsto dalla normativa. Le uscite esistenti risultano tutte superiori al minimo previsto. pagina 5 di 77 Le valutazioni sono sinteticamente riassunte nello schema seguente: Scuola Secondaria "G. Saccon" aula affollamento A B S L L min m m m m m 2A 28 6,9 6,3 43,47 0,800 0,336 2B 28 6,4 7,0 44,80 0,800 0,336 2D 28 8,9 7,1 63,19 0,800 0,336 pagina 6 di 78 4. CONCLUSIONI Sulla base dei sopralluoghi condotti presso le scuole afferenti all Istituto, aventi l'obiettivo di verificare le misure geometriche delle aule in oggetto, si è potuto verificare che, nell'impossibilità di ampliare lo spazio e di utilizzare altre aule, il posizionamento delle aule è stato eseguito con l'obiettivo di ridurre al minimo lo spazio necessario per raggiungere il luogo sicuro. Le aule risultano infatti ubicate, tenendo conto anche dei limiti relativi al corretto svolgimento della didattica, in prossimità delle uscite di emergenza, confermando l'adozione, da parte della Direzione, della misura preventiva più importante. L'analisi del deflusso in condizioni di emergenza dimostra che le operazioni di evacuazione possono avvenire con regolarità utilizzando l'uscita attualmente presente. Si è rilevato inoltre che l'istituto provvede in ciascun A.S. alla simulazione di prove di evacuazione, sia programmate con i docenti e collaboratori, sia programmate e sia a sorpresa con il supporto dell'rspp. Sulla base di quanto detto, pur non rispettando il D.M relativamente all'affollamento massimo dell'aula ed alla metratura unitaria per persona, dal punto di vista della sicurezza e specificatamente per ciò che riguarda l'esodo in condizioni di emergenza, l'esercizio delle aule può avvenire con regolarità. Padova, 07 dicembre 2012 Il Tecnico Ing. Mauro Bardelle pagina 7 di 7 Documenti analoghi
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