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Timestamp: 2018-02-24 06:00:38+00:00
Document Index: 117040291

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 76', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 444', 'art. 380', 'art. 29', 'art. 22', 'art. 29', 'art. 407', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 1']

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Decreti - Decreto Legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2007
Il Testo entrera’ in vigore a partire dal 15 febbraio 2007
Vista la direttiva 2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativa al diritto al ricongiungimento familiare; Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
- Si riporta il testo dell’art. 1, commi 1 e 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 aprile 2005, n. 96, supplemento ordinario:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di direttive comunitarie). - 1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il termine di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche’ su di essi sia espresso il parere dei competenti organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui al presente comma, ovvero i diversi termini previsti dai commi 4 e 8, scadano nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o 5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta giorni».
La direttiva 2003/86/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. n. L.251 del 3 ottobre 2003.
Per la direttiva 2003/86/CE, vedi note alle premesse.
1) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: «2-bis.
Nell’adottare il provvedimento di espulsione ai sensi del comma 2, lettere a) e b), nei confronti dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell’articolo 29, si tiene anche conto della natura e della effettivita’ dei vincoli familiari dell’interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonche’ dell’esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d’origine.»;
«Art. 29 (Ricongiungimento familiare). - 1. Lo straniero puo’ chiedere il ricongiungimento per i seguenti familiari:
3. Salvo quanto previsto dall’articolo 29-bis, lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la disponibilita’: a) di un alloggio che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ovvero che sia fornito dei requisiti di idoneita’ igienico-sanitaria accertati dall’Azienda unita’ sanitaria locale competente per territorio. Nel caso di un figlio di eta’ inferiore agli anni quattordici al seguito di uno dei genitori, e’ sufficiente il consenso del titolare dell’alloggio nel quale il minore effettivamente dimorera’;
«Art. 29-bis (Ricongiungimento familiare dei rifugiati). - 1. Lo straniero al quale e’ stato riconosciuto lo status di rifugiato puo’ richiedere il ricongiungimento familiare per le medesime categorie di familiari e con la stessa procedura di cui all’articolo 29. Non si applicano, in tal caso, le disposizioni di cui all’articolo 29, comma 3.
- Si riporta il testo degli articoli 4, comma 3, 5, 13, 28, comma 1, e 30, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1998, n. 191 S.O., cosi’ come modificato dal presente decreto: «Art. 4 (Ingresso nel territorio dello Stato). - 1. -
3. Ferme restando le disposizioni di cui all’art. 3, comma 4, l’Italia, in armonia con gli obblighi assunti con l’adesione a specifici accordi internazionali, consentira’ l’ingresso nel proprio territorio allo straniero che dimostri di essere in possesso di idonea documentazione atta a confermare lo scopo e le condizioni del soggiorno, nonche’ la disponibilita’ di mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno e, fatta eccezione per i permessi di soggiorno per motivi di lavoro, anche per il ritorno nel Paese di provenienza. I mezzi di sussistenza sono definiti con apposita direttiva emanata dal Ministro dell’interno, sulla base dei criteri indicati nel documento di programmazione di cui all’art. 3, comma 1. Non e’ ammesso in Italia lo straniero che non soddisfi tali requisiti o che sia considerato una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressone dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone o che risulti condannato, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, per reati previsti dall’art. 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la liberta’ sessuale, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita’ illecite. Lo straniero per il quale e’ richiesto il ricongiungimento familiare, ai sensi dell’art. 29, non e’ ammesso in Italia quando rappresenti una minaccia concreta e attuale per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone.
4. - 6. (Omissis).».
«Art. 5 (Permesso di soggiorno). - 1.-4-bis. (Omissis).
5. Il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati e, se il permesso di soggiorno e’ stato rilasciato, esso e’ revocato, quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato, fatto salvo quanto previsto dall’art. 22, comma 9, e sempre che non siano sopraggiunti nuovi elementi che ne consentano il rilascio e che non si tratti di irregolarita’ amministrative sanabili.
Nell’adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell’art. 29, si tiene anche conto della natura e della effettivita’ dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine, nonche’, per lo straniero gia’ presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale.
5-bis. Nel valutare la pericolosita’ dello straniero per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato o di uno dei paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone ai fini dell’adozione del provvedimento di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari, si tiene conto anche di eventuali condanne per i reati previsti dall’art. 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, ovvero per i reati di cui all’art. 12, commi 1 e 3.
6.-9. (Omissis).».
«Art. 13 (Espulsione amministrativa). - 1. (Omissis).
b) si e’ trattenuto nel territorio dello Stato senza aver chiesto il permesso di soggiorno nel termine prescritto, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, ovvero quando il permesso di soggiorno e’ stato revocato o annullato, ovvero e’ scaduto da piu’ di sessanta giorni e non e’ stato chiesto il rinnovo;
c) appartiene a taluna delle categorie indicate nell’art. 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituto dall’art. 2 della legge 3 agosto 1988, n. 327, o nell’art. 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall’art. 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646.
2-bis. Nell’adottare il provvedimento di espulsione ai sensi del comma 2, lettere a) e b), nei confronti dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiugimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell’art. 29, si tiene anche conto della natura e della effettivita’ dei vincoli familiari dell’interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonche’ dell’esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d’origine.
3.-12. (Omissis).
13-bis.-16. (Omissis).».
«Art. 28 (Diritto all’unita’ familiare). - 1. Il diritto a mantenere o a riacquistare l’unita’ familiare nei confronti dei familiari stranieri e’ riconosciuto, alle condizioni previste dal presente testo unico, agli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno rilasciato per motivi di lavoro subordinato o autonomo, ovvero per asilo, per studio, per motivi religiosi o per motivi familiari.
2. Ai familiari stranieri di cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea continuano ad applicarsi le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1965, n. 1656, fatte salve quelle piu’ favorevoli del presente testo unico o del regolamento di attuazione.
3. In tutti i procedimenti amministrativi e giurisdizionali finalizzati a dare attuazione al diritto all’unita’ familiare e riguardanti i minori, deve essere preso in considerazione con carattere di priorita’ il superiore interesse del fanciullo, conformemente a quanto previsto dall’art. 3, comma 1, della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176.».
«Art. 30 (Permesso di soggiorno per motivi familiari).
- Si riporta il testo dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante: «Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»:
Il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, reca: «Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’art. 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286».
[ giovedì 1 febbraio 2007 ]