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Timestamp: 2019-03-19 20:55:43+00:00
Document Index: 177234008

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 118', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

Blog – Colli Bolognesi Classico Pignoletto Docg
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CONTROLLATA E GARANTITA «COLLI BOLOGNESI CLASSICO PIGNOLETTO»
Approvata come tipologia della DOC "Colli Bolognesi"con DM 04.08.1997
Approvato DOCG con DM 08.11.2010 G.U. 278 - 27.11.2010
La denominazione di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto» e'
riservata al vino che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto»
deve essere ottenuto da uve provenienti da vigneti costituiti per almeno il 95% dal vitigno
Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve di altri vitigni idonei alla
coltivazione nella regione Emilia-Romagna, presenti nei vigneti in ambito aziendale, da soli o
congiuntamente, fino a un massimo del 5%.
della provincia di Bologna e Savignano sul Panaro della provincia di Modena. Tale zona e' cosi'
delimitata: partendo sulla s.s. n. 569 dal confine comunale tra Casalecchio di Reno e Zola Predosa
segue verso ovest la stessa statale attraversando poi i centri abitati di Zola Predosa, Crespellano e
Bazzano. Prosegue lungo la s.s. n. 569 in direzione sud-ovest sino a intersecare il confine
provinciale tra i comuni di Bazzano e Savignano sul Panaro. Si inoltra nel territorio comunale di
Savignano sul Panaro, percorre a sinistra la strada comunale via Monticelli in direzione sud-ovest
sino a incontrare il rio Baldo. Lo percorre in direzione ovest-sud-ovest sino a incontrare il confine
provinciale tra Savignano sul Panaro e Castello di Serravalle. Segue verso est il confine provinciale
sino al punto in cui si incontrano i territori dei comuni di Savignano sul Panaro, Monteveglio e
Castello di Serravalle. Segue il confine comunale in direzione sud-est tra Monteveglio e Castello di
Serravalle fino a incrociare la strada comunale via Rio Marzatore che viene seguita verso sud-ovest
sino a immettersi sulla strada vicinale di S. Michele imboccata e percorsa per intero raggiunge la
strada provinciale n. 70 secondo tronco. Percorrendo tale strada provinciale verso ovest raggiunge
l'incrocio con via Farne sulla quale procede fino alla località La Piana dove lascia la strada per
proseguire lungo il confine provinciale tra Bologna e Modena fino a immettersi nella provinciale n.
70 in direzione est sino a incrociare la strada comunale via Tiola. Attraversato il ponte sul torrente
Ghiaia prosegue su via Tiola per raggiungere l'incrocio con via Colline nella quale si immette e
percorre sino al suo termine per poi proseguire nel crinale della collina per incrociare via Parviano.
All'incrocio con via dei Calanchi, percorre quest'ultima in direzione sud-ovest congiungendosi con
il confine comunale tra i comuni di Castello di Serravalle e Monteveglio; lungo tale confine in
direzione sud in prossimità dell'incrocio tra via Ghirardini e via Barisella incontra il crinale delle
colline sovrastanti la localita' Ducentola che segue sino a ridiscenderlo in località Canovetta.
Prosegue verso valle lungo via Canovetta che in parte la attraversa
fino a intersecare di nuovo il confine comunale, percorso il quale sino in località Bersagliera si
immette nuovamente sulla strada provinciale n. 70 che percorre in direzione sud-est. Imbocca la
strada provinciale n. 27 fino in località Zappolino per poi scendere lungo via Mulino, imbocca via
S. Andrea, prosegue in direzione sud-ovest fino a incrociare il confine comunale di Monte S. Pietro.
Prosegue lungo il confine di detto comune sino a Calderino dove attraversato il torrente Lavino, in
località Fontanelle segue verso est il confine comunale di Zola Predosa sino a incrociare via Monte
Capra, prosegue per via Tignano, includendo i vigneti inseriti nei fogli catastali numero sette,
diciotto e diciannove del comune di Sasso Marconi, gira a sinistra giungendo in localita'
Prosegue sulla strada provinciale Mongardino verso sud-est sino a incrociare la s.s. n. 64 si percorre
verso nord detta statale sino a incontrare a sinistra la via Rosa che percorsa in direzione ovest
giunge alla chiesa parrocchiale dell'Eremo di Tizzano, prosegue per la via Tizzano sino a incontrare
il confine comunale di Zola Predosa. Prosegue lungo detto confine verso nord sino a incontrare la
strada statale n. 569 da cui e' iniziata la delimitazione.
di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto» devono essere quelle
tradizionali della zona di produzione e comunque atte a conferire alle uve e al vino le specifiche
Ai fini dell'iscrizione allo schedario vitivinicolo debbono, pertanto, venire esclusi i vigneti ubicati in
terreni molto umidi di fondovalle.
I sesti di impianto, le forme di allevamento e i metodi di potatura devono essere quelli tradizionali
della zona e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
E' esclusa ogni pratica di forzatura; e' ammessa l'irrigazione di soccorso.
Per i nuovi impianti e reimpianti in coltura specializzata e' adottato un sistema di allevamento a
spalliera con una densità di impianto minima di 3.000 ceppi per ettaro.
La resa massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione del vino a
denominazione di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto» deve essere
di 9 t.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uva ottenuti e da destinare alla produzione del vino a
denominazione di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto» devono
medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
L'uva destinata alla vinificazione deve assicurare al vino a denominazione di origine controllata e
garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto» un titolo alcolometrico volumico naturale minimo
del 12% vol.
Per il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto»
le operazioni di vinificazione, imbottigliamento, affinamento in bottiglia, devono essere effettuate
all'interno della zona di produzione delimitata dalla denominazione di origine controllata «Colli
Bolognesi».
La resa massima dell'uva in vino finito per il vino a denominazione di origine controllata e garantita
«Colli Bolognesi Classico Pignoletto» non deve essere superiore al 65%. Qualora tale resa superi la
percentuale sopra indicata ma non oltre il 70%, l'eccedenza non avrà diritto alla denominazione di
origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto»; oltre detto limite percentuale
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto»,
zuccheri riduttori residui: massimo 6 g/l sino ad un titolo alcolometrico volumico totale di 13,00%
vol.; sono consentiti ulteriori 0,2 g/l di zuccheri riduttori residui per ogni 0,10% vol. di alcol totale
eccedenti il titolo alcolometrico volumico totale di 13,00% vol.;
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto» può
essere immesso al consumo solo dopo il 1° aprile dell'anno successivo a quello di produzione delle
E' facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di modificare con proprio
«Colli Bolognesi Classico Pignoletto» e' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da
quelle espressamente previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto,
Le indicazioni tendenti a qualificare l'attività agricola dell'imbottigliamento quali «viticoltore»,
«fattoria», «tenuta», «podere», «cascina» e altri termini similari sono consentiti in osservanza della
Nella designazione del vino a denominazione d'origine controllata e garantita «Colli Bolognesi
Classico Pignoletto» può essere utilizzata la menzione «vigna», alle condizioni previste dalle norme
La denominazione di origine controllata e garantita «Colli Bolognesi Classico Pignoletto» deve
essere immessa al consumo in bottiglia di vetro del tipo bordolese di capacità non superiore a litri
1,5 chiuse con tappo raso bocca di materiale consentito dalla normativa vigente.
L'area geografica della DOCG Colli bolognesi Classico Pignoletto include la zona pedecollinare e
di media collina compresa tra la vallata della Val Samoggia e dall'ampia vallata del fiume Reno e
da quelle minori dei torrenti Samoggia, Lavino e Idice. Tutti questi corsi d'acqua hanno andamento
perpendicolare all'asse appenninico e delimitano rilievi interfluviali dal profilo più o meno
accentuato a seconda dei materiali geologici che attraversano.
L'area è interessata dai seguenti principali paesaggi geologici:
forme derivano dalla scarsa erodibilità delle rocce che compongono l'unità. Si tratta di arenarie
e spesso coltivati, si susseguono incisioni calanchive. Ma l'aspetto che maggiormente caratterizza
Nei versanti e sul fondovalle il substrato è prevalentemente formato dalle cosiddette "Argille
Scagliose": un complesso a struttura caotica in cui la matrice argillosa ingloba masse più o meno
la loro maggiore resistenza all'erosione, hanno pendenze più elevate e sono prevalentemente
Questo paesaggio è presente esclusivamente nella parte sud-occidentale dell'area (in sinistra
sommità dove affiorano le "sabbie gialle".
Questo paesaggio è presente prevalentemente nella parte nord-occidentale dell'area (in sinistra
caratteristiche alla dinamica dei corsi d'acqua appenninici, i quali nel loro corso intravallivo hanno
gradiente deposizionale trasversale all'asse del corso d'acqua. Talvolta lungo i fondivalle e lungo il
All'ampia variabilità geomorfologica, ovvero di substrati e di forme del paesaggio, corrisponde
un'altrettanto elevata variabilità pedologica, sia in termini di caratteri funzionali (tessitura,
Dal punto di vista climatologico, con riferimento al trentennio 1961 -1990 (riferimento climatico di
base secondo le convenzioni dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale), l'area è caratterizzata
da una piovosità media annua che va da 800mm nell'alta pianura a 1.200 mm nelle zone collinari
L'Indice di Winkler assume nella zona valori massimi di circa 2100 nelle zone a quote meno
maturazione di un'ampia gamma di vitigni.
I filari di vite erano maritati ad alberi vivi, secondo l'uso introdotto dagli etruschi e sviluppato
successivamente dai galli. Tale metodo infatti, lo si chiama "arbustum gallicum", particolarmente
latini producessero vini che li appassionarono moltissimo. Le terre dell'agro bononiense erano
Plinio il Vecchio - I° sec. d.C. - nel capitolo "Ego sum pinus laeto" tratto dalla monumentale opera
di agronomia "Naturalis historia", enuncia che in "apicis collibus bononiensis" vi si produceva un
piacevole e quindi non apprezzato, poiché è risaputo che durante l'epoca imperiale era gradito il
"maturo" in quanto i vini giovani non erano in grado di soddisfare i pretenziosi palati della nobiltà.
ci imbattiamo nelle biografie dell'operosità di tali monaci-agresti che sono giunte fino ai giorni
OMNIA ALLA VINA IN BONITATE EXCEDIR - decisamente "...un vino superiore per bontà a
tutti gli altri..." e bevuto non solo durante le pratiche liturgiche, ma anche con gioia alla tavola del
nobile e del volgo, ottenuto da uve conosciute ed apprezzate come pignole!
I secoli che da allora sono trascorsi per giungere fino ai giorni nostri, sono stati indiscussi testimoni
di innumerevoli fatti e citazioni riguardanti i vini delle nostre splendide colline bolognesi.
Nel 1300, Pier de' Crescenzi, nel più importante trattato di agronomia medievale "Ruralium
commordorum - libro XII" descriveva le caratteristiche organolettiche del "pignoletto" che si
Agostino Gallo ne "Le venti giornate dell'agricoltura" del 1567, sollecitava di piantare le uve
Medico e botanico di Papa Sisto V°, il Bacci, nel personale trattato del 1596 "De naturalis vinarium
istoria de vitis italiane", asseriva le "...rare et optime..." qualità intrinseche dell'uva pignola. Così
pure Soderini, noto agronomo fiorentino, sempre in quegli anni, ne confermava le caratteristiche.
Il Trinci - 1726 - pone in evidenzia le caratteristiche di tale vitigno: l'odierno pignoletto si riscontra
Ulteriori conferme sono riportate nel "Bullettino Ampelograficho" del 1881, in cui è nominata l'uva
pignola prodotta nelle colline poste a sud dell'urbe di Bologna, la cui assomiglianza con l'attuale
Lo statuto di Bologna del 1250 ordina la costruzione della "Strada dei vini" per trasportare con
sapore e all'odore si riscontrano aromi prevalenti tipici dei vitigni.
L'orografia collinare del territorio di produzione e l'esposizione prevalente dei vigneti, orientati a
favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive della pianta.
garantisce la qualità del vino a DOCG Colli Bolognesi Classico Pignoletto.
Visto il decreto ministeriale 30 novembre 2011, pubblicato sul sito internet del Ministero - Sezione prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 295 del 20 dicembre 2011, concernente l'approvazione dei disciplinari di produzione dei vini DOP e IGP consolidati con le modifiche introdotte per conformare gli stessi alla previsione degli elementi di cui all'art. 118-quater, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007 e l'approvazione dei relativi fascicoli tecnici ai fini dell'inoltro alla Commissione UE ai sensi dell'art. 118-vicies, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 1234/2007, ivi compreso il disciplinare consolidato ed il relativo fascicolo tecnico della DOCG «Colli Bolognesi Pignoletto»;
Visto il decreto ministeriale 7 marzo 2014, pubblicato sul citato sito internet del Ministero, con il quale e' stato da ultimo modificato il disciplinare della predetta DOCG;
Visto il decreto ministeriale 26 settembre 2014, pubblicato sul sito internet del Ministero - Sezione prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP, con il quale e' stata concessa al Consorzio Vini Colli Bolognesi, con sede in Valsamoggia (Bologna), l'autorizzazione per consentire l'etichettatura transitoria dei vini DOCG «Colli Bolognesi Pignoletto», ai sensi dell'art. 72 del regolamento (CE) n. 607/2009 e dell'art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012, nei riguardi delle produzioni ottenute in conformita' alla proposta di modifica del relativo disciplinare di cui al provvedimento ministeriale 28 agosto 2014;
Visto, in particolare, l'art. 2 del citato decreto ministeriale 26 settembre 2014, ai cui sensi le disposizioni di etichettatura transitoria di cui all'art. 1 dello stesso decreto coesistono con le disposizioni del preesistente disciplinare di produzione della DOP «Colli Bolognesi Pignoletto»;
Visto, in particolare, l'art. 2 del citato decreto ministeriale 23 dicembre 2015, ai sensi del quale l'autorizzazione per l'etichettatura transitoria di cui all'art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012 e' stata riferita ad un unico disciplinare, cosi' come aggiornato con tutte le modifiche inserite nella relativa proposta trasmessa alla Commissione UE, escludendo la coesistenza con le disposizioni del preesistente disciplinare, e con il quale e' stato previsto l'adeguamento delle situazioni pregresse, nel rispetto delle disposizioni procedurali di cui al richiamato art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Vista la domanda datata 14 marzo 2016 dall'Associazione dei Consorzio Vini Colli Bolognesi, con sede in Valsamoggia (BO), intesa ad ottenere l'adeguamento dell'autorizzazione all'etichettatura transitoria dei vini a DOCG «Colli Bolognesi Pignoletto», di cui al citato decreto 26 settembre 2014, alle disposizioni dell'art. 2 del richiamato decreto 23 dicembre 2015, al fine di evitare, seppure in via transitoria, la coesistenza delle disposizioni della proposta di modifica del disciplinare approvata con provvedimento ministeriale datato 28 agosto 2014 con le disposizioni del preesistente disciplinare;
Vista la nota n. PG/2016/206042 del 23 marzo 2016 con la quale la Regione Emilia-Romagna ha espresso parere favorevole all'accoglimento della predetta richiesta di adeguamento dell'autorizzazione transitoria, da ritenersi valido ai fini dell'intesa con questo Ministero, ai sensi dell'art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Ritenuto, pertanto, che sussistono i presupposti giuridici e le condizioni per accogliere la predetta richiesta di adeguamento dell'autorizzazione all'etichettatura temporanea per i vini DOP «Colli Bolognesi Pignoletto» di cui al decreto ministeriale 26 settembre 2014 alle disposizioni di cui all'art. 2 del richiamato decreto ministeriale 23 dicembre 2015;
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'art. 2 del decreto ministeriale 23 dicembre 2015, richiamato in premessa, al decreto ministeriale 26 settembre 2014 richiamato in premessa, concernente l'autorizzazione all'etichettatura temporanea per i vini DOP «Colli Bolognesi Pignoletto», e' soppresso l'art. 2.
2. In conformita' al comma 1, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l'autorizzazione per l'etichettatura transitoria di cui al citato decreto ministeriale 26 settembre 2014 e' riferita all'unico disciplinare di produzione della DOCG «Colli Bolognesi Pignoletto», cosi' come risulta dalla proposta di modifica approvata con provvedimento ministeriale datato 28 agosto 2014, inviata alla Commissione UE e pubblicata sul sito internet del Ministero - Sezione prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP. E', pertanto, esclusa la coesistenza con le disposizioni del preesistente disciplinare.