Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2017/08/01/intolleranza-leninismo-e-liberta-sulle-coste-della-sardegna/
Timestamp: 2019-06-26 11:41:59+00:00
Document Index: 3819907

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 10', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 43']

Intolleranza, leninismo e libertà sulle coste della Sardegna. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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Intolleranza, leninismo e libertà sulle coste della Sardegna.
agosto 1, 2017 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Il Male, 23 gennaio 1980
anche su Il Manifesto Sardo (“Intolleranza e leninismo sulle coste della Sardegna“), n. 243, 1 agosto 2017
Il reportage “Cemento Mori” di Paolo Biondani, piuttosto critico verso la proposta di nuova legge regionale urbanistica presentata dalla Giunta Pigliaru [1], ha suscitato molteplici reazioni.
In proposito, l’Assessore all’urbanistica della Regione autonoma della Sardegna Cristiano Erriu ha scritto una lettera aperta al Direttore responsabile de L’Espresso Tommaso Cerno contestando in toto il contenuto dell’articolo e accusando gli ambientalisti di diffondere “fake news” sulla sua proposta di legge.
Gli ho risposto per conto del GrIG, punto su punto, ribadendo quali siano gli aspetti della proposta di legge portatori di gravissimi rischi di degrado per le coste sarde. Ce ne sono parecchi e se fosse stata effettuata quella fase di consultazione pubblica prevista nella delibera di Giunta regionale di approvazione del disegno di legge[2], molto probabilmente sarebbero stati almeno in parte superati con una migliore formulazione della proposta.
A questo punto, l’Assessore Erriu ha bollato come “di stampo vagamente leninista” e collegata in qualche modo a un “partito trasversale dei settari” la nostra critica documentata e argomentata.
Credo che in qualsiasi dibattito, anche il più aspro, non si debba mai trascendere, ma pare che chiunque devia dalle affermazioni dell’Assessore Erriu divenga, evidentemente, un diffusore di notizie false, per giunta “di stampo vagamente leninista” (non ho mai frequentato tali lidi, ma immagino sia una cosa molto brutta…).
E’ il suo modo di porsi verso l’opinione pubblica e va preso così com’è. Ognuno può fare le sue valutazioni.
L’Amministrazione regionale Pigliaru ha predisposto delle F.A.Q. sul sito web istituzionale, ma non ha risolto molti dubbi. Anzi.
Il testo della proposta di legge regionale urbanistica licenziato dalla Giunta Pigliaru è reperibile qui: http://www.regione.sardegna.it/doc…/1_274_20170317131449.pdf
L’art. 31, commi 6° e 7°, della proposta di legge regionale afferma testualmente:
Ognuno può rendersi direttamente conto di quale sia il tenore e la portata della proposta di legge e comprendere se si tratti di “evidente caso di notizia falsa”, come sostiene l’Assessore Erriu..
Altro punto. Per l’Assessore Erriu attualmente non esisterebbe il vincolo di inedificabilità nella fascia costiera dei 300 metri dalla battigia, perché la “’integrale conservazione della fascia dei 300 metri prevista in origine fu cassata dal TAR già dal 2007”.
A parte il fatto che vorrei proprio capire come un T.A.R. possa “cassare” un vincolo posto da una legge, l’art. 10 bis della legge regionale n. 45/1989, come introdotto dall’art. 2, comma 1°, lettera a, della legge regionale n. 23/1993 dispone testualmente:
In giurisprudenza l’ha ribadito, per esempio, la sentenza Cons. Stato, sez. II, 5 agosto 2013, n. 4066, che ha affermato la “inedificabilità ‘dei territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare’”, mentre la sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. II, 12 aprile 2012, n. 366 ha affermato la vigenza ininterrotta dei vincoli di inedificabilità costiera fin dal 1976, prima 150 metri dalla battigia (legge regionale n. 10/1976), poi 300 metri dalla battigia marina (legge regionale n. 23/1993).
Ognuno può capire da solo se esista o meno tale vincolo di inedificabilità.
Comunque, ognuno può rendersi sempre conto direttamente di quali siano tenore e portata della proposta di legge.
Il fatto che molti Comuni non si siano ancora dotati di P.U.C. per mille ragioni, inclusa spesso quella di non “disturbare” forti interessi immobiliari, non può essere un esimente per prorogare di fatto e illegittimamente la possibilità di distribuire qui e là incrementi volumetrici, tanto più che, giustamente e proprio su proposta dell’Assessore Erriu, l’art. 18, comma 1°, lettera b, della legge regionale n. 8/2015 prevede che la Regione si sostituisca ai Comuni inadempienti nell’adozione dei P.U.C., previa diffida a provvedere inevasa.
Quanti Comuni inadempienti ha diffidato l’Assessore Erriu? E quanti sono stati sostituiti nell’adozione del P.U.C.? Ce ne dimentichiamo o anche questa è una “fake news”?
In tale prospettiva han poco senso, se non quello di costituire una potenziale eversione permanente di normative di tutela e pianificazione paesaggistica, anche le previsioni di “Programmi e progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico” previsti dall’art. 43 del disegno di legge, in deroga a piano paesaggistico regionale e strumenti urbanistici.
In definitiva, ognuno può rendersi direttamente conto di quale sia il tenore della proposta, visto che la lingua italiana non è un’opinione esclusiva dell’Assessore Erriu o di chiunque altro.
Altro che “fake news” e leninismo…
[2] “ il disegno di legge sarà … pubblicato in una apposita sezione del sito istituzionale e aperto alle osservazioni di tutti gli attori coinvolti sui temi della pianificazione territoriale e paesaggistica: parti istituzionali, parti economiche e sociali, università, ordini professionali, organismi in rappresentanza della società civile, associazioni ambientali, soggetti portatori degli interessi e delle volontà dei territori” (deliberazione Giunta regionale n. 14/4 del 16 marzo 2017).
L’Unione Sarda, 2 agosto 2017
L’Unione Sarda, 3 agosto 2017
L’Unione Sarda, 10 agosto 2017
La Nuova Sardegna, 10 agosto 2017
Categorie:aree urbane, beni culturali, biodiversità, coste, difesa del territorio, grandi opere, mare, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, società, sostenibilità ambientale, trasporti Tag:biodiversità, coste, difesa del territorio, edilizia, esercizi ricettivi, fake news, Gruppo d'Intervento Giuridico, leninismo, P.P.R., paesaggio, pianificazione, piano paesaggistico regionale, proposta di legge urbanistica, Sardegna, società, sostenibilità ambientale, trasporti, turismo, urbanistica, vincoli di inedificabilità costiera
agosto 1, 2017 alle 12:19 pm
Ma perchè sono palesi gli errori degli assessori e… sono sempre li a far danni sti signori?
Quando un “vattene a casa e ripaga i danni”? le chiacchiere devono trovare un riscontro prima o poi.. e lasciar posto a persone competenti e ONESTE ! NO?
agosto 1, 2017 alle 12:26 pm
l’arch. Manconi, Cicero pro domo sua.
La norma prevede un incremento del 10% per le strutture amovibili nei camping.
L’assessore Argiolas: «L’avrei evitato. Si ridiscuterà tutto nella legge sulle coste».
Nella legge sul turismo più case mobili vista mare. (Luca Roich)
SASSARI. Qualcuno già ipotizza l’invasione delle casette mobili. Il pericolo urbanistico rischia di arrivare da un articolo contenuto nella nuova legge del turismo. Nessun metro cubo di cemento, ma la possibilità per i campeggi di mettere nuove casette mobili all’interno delle loro aree. Concessioni che arrivano dagli anni ’60, tutte a pochi metri dalla spiaggia.
Ma a dire il vero le casette con vista sul mare sembrano non piacere neanche all’assessore al Turismo. Barbara Argiolas usa tutta la delicatezza istituzionale necessaria, ma non può nascondersi davanti alla possibilità che la nuova legge sul turismo offre a chi ha un campeggio. «Personalmente non avrei aumentato le percentuali».
L’articolo 15 del nuovo Testo unico sul turismo consente nelle strutture ricettive all’aria aperta, campeggi e villaggi, la creazione di casette amovibili. Si possono creare case fino al 35 per cento della capacità ricettiva della struttura. In altre parole in un campeggio con 800 persone si possono costruire fino a 135 case mobili. In precedenza la quota massima era il 25%. Tutto vero e tutto previsto dalla legge che detta le regole sul turismo. Ma sarebbe ingiusto puntare il dito contro la giunta regionale. Il testo è stato modificato al passaggio nella quinta commissione, in cui addirittura si concedeva una percentuale superiore, il 45%. Attraverso un’opera di mediazione in consiglio si è abbassata al 35.
La denuncia arriva dall’architetto Salvatore Manconi, ma anche qualche consigliere aveva mostrato perplessità. L’articolo 15 riporta “è consentita la presenza di tende, caravan, case mobili o altri manufatti non vincolati al suolo nel limite di una capacità ricettiva non superiore al 35% di quella complessiva della struttura”. Al comma 2 continua. “Sono villaggi turistici le aziende ricettive organizzate per la sosta e il soggiorno in tenda, caravan e case mobili… Le case mobili sono dirette a soddisfare esigenze di carattere turistico e non costituiscono attività rilevante a fini urbanistici ed edilizi. E non possiedono alcun collegamento di natura permanente al terreno”.
L’assessore Argiolas spiega cosa prevede la norma: «La legge dice che il 35% della capacità ricettiva dei campeggi può essere adibita al funzionamento di case mobili. La normativa prima era del 25%. La legge è entrata in consiglio al 45%, con alcuni emendamenti è stata portata al 35%. Io avrei lasciato il 25». Ma l’Argiolas spiega anche un altro aspetto. «Le case mobili non hanno vincoli di carattere urbanistico. Vengono posizionate in autonomia. C’è il rischio che il riposizionamento i materiali vadano a impattare sull’ambiente. Devo anche dire che in altre regioni questa percentuale arriva al 50%. Ma la Sardegna è differente. Ha un alto valore ambientale. Secondo me questa percentuale dovrà essere ridiscussa nel dibattito sulla legge urbanistica. Si dovrà valutare con attenzione se il posizionamento di queste casette possa avere un impatto su ambiente e territori. Nel 2017 dobbiamo ripensare il concetto di campeggio. Oggi ci sono altre sensibilità. Si deve trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza di vacanza all’aria aperta e l’impatto di queste strutture amovibili. Si deve stare attenti in termini di qualità, colore e architettura».
“Il vero rischio per l’ambiente è la struttura in spiaggia”. (arch. Salvatore Manconi)
È avvenuto che, mentre varie associazioni ambientaliste, con l’appoggio dell’autorevole settimanale L’Espresso, si oppongono all’aumento volumetrico del 25%, che la nuova legge urbanistica prevede per gli alberghi in Sardegna (attualmente in fase di approfondimento in Consiglio regionale), sia stato approvato, nel silenzio “dell’opinione pubblica”, il Testo Unico sul Turismo che concede ai campeggi un aumento del 35% di “case mobili” (indice ridotto in fase di votazione in aula dopo che la Quinta Commissione lo aveva voluto e addirittura licenziato con il 45%).
Ma non è tutto dato che, con l’articolo 15, si voleva autorizzare che dette case (“mobili” per definizione) potessero essere collocate sul terreno in via continuativa e, nientemeno, vincolate permanentemente al suolo (significativa testimonianza dell’attenzione con la quale s’intende il bene dell’isola e l’applicazione della legge salva coste). Vale a dire che si consente che parti pregiate delle coste sarde possano essere ferocemente oltraggiate con speculazioni senza scrupoli, mentre si vuole vietare, con un maiuscolo no, la modernizzazione di gran parte degli alberghi da tempo sul territorio, impedendo che i loro servizi, notoriamente insufficienti (perché realizzati molti anni addietro, quando non erano essenziali le esigenze di oggi) possano allinearsi agli attuali standard europei.
Mi è difficile capire per quale ragione un professionista, chiamato a progettare un qualsiasi volume (il famigerato “cemento”), debba giustamente dimostrare un’accettabile qualità architettonica e uno studio appropriato del contesto paesaggistico, mentre il gestore di un campeggio possa impossessarsi impunemente di parti di assoluto pregio della costa e invaderle con una baraccopoli di case prefabbricate assolutamente incongrue.
La paradossale circostanza richiama alla mente la celebre locuzione di Tito Livio “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”, proprio perché, mentre si scatena una bagarre contro una legge urbanistica che, mediante piccoli adattamenti volumetrici comunque non estensibili verso la battigia (parte preclusa anche dalla discussa legge casa), si prefigge un corretto rilancio del settore alberghiero esistente, venga concessa a tutti i campeggi l’opportunità di distribuire a pioggia e senza regole, abitazioni destinate a deturpare, irreversibilmente, bagnasciuga e angoli tra i più belli delle nostre coste (cioè ulteriore “cemento”, anche se dissimulato con altri materiali).
In sordina si scavalca la Legge salva coste con la quale Soru fissò un nuovo modello di sviluppo sostenibile, imponendo l’assoluta protezione del territorio. Mi domando se sia stato calcolato quanta nuova volumetria conceda il nuovo Ddl a un campeggio di media grandezza che, per effetto di vecchie concessioni, si trova oggi localizzato in riva al mare. Se organizzato per ospitare 800 persone (quindi di piccola dimensione), la Legge regala il diritto di invadere il terreno con “case mobili” pari al 35% della capacità ricettiva originaria (270 persone da ospitare in 135 case “mobili”).Considerando che detti manufatti hanno dimensioni che variano da un minimo di m. 7,20 x 2,50 fino ad un massimo di m. 10,00 x 4,00, ne deriva una superficie occupata di circa mq 5.800, equivalente a 17.400 metri cubi, più le verande (in media altri 4.000 mq) che si sovrapporranno al verde prezioso della macchia mediterranea.Questi sono i valori ipotizzabili soltanto per uno dei “nascenti residence-albergo”, i quali godranno dell’incredibile privilegio di utilizzare, nella forma speculativa più becera, zone vincolate in riva al mare, cioè quelle di massima tutela, dove potranno installare manufatti privi di studi e progetti adeguati e, assurdamente, senza nulla osta della Soprintendenza (basta una semplice comunicazione al Comune).
Tali nuove norme con le quali l’Assessorato al Turismo della Sardegna punta alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale dell’isola, il cui obiettivo, dichiarato con soddisfazione dal presidente della commissione Attività Produttive, era “di rendere attrattivi tutti i territori dell’isola coniugando mare, montagna, cultura e ambiente”.
agosto 1, 2017 alle 5:33 pm
Mitico l’Arch. Manconi, il nuovo cemento sulle coste va bene, le casette mobili, orfane di un valido progettista, vanno male.
agosto 1, 2017 alle 12:42 pm
Si diceva che non cè un sordo peggiore di chi non vuol sentire ma probabilmente l’assessorre Erriu ha superato la soglia perché pensa di far valere le sue ragioni bollando come leninisti coloro che fanno valere le ragioni dell’ambiente e che evidentemente non coincidono con le sue. Forse l’assessore è arrivato al capolinea ma non vuole scendere.
ma perchè un assessore di “sinistra” parla di ambientalisti? non dovrebbe l’ambientalismo essere una sua peculiarità nell’azione politica?
PGTesta
agosto 1, 2017 alle 10:40 pm
…misteri della politica 🙂
“gli hotel salvano l’ambiente” come Dracula si occupa della raccolta di sangue 🙂
Federalberghi: “Gli hotel salvano l’ambiente”.
Nel dibattito sulla legge urbanistica il presidente regionale Paolo Manca ribadisce che è indispensabile poter rinnovare le strutture ricettive. (Luca Rojch): http://www.lanuovasardegna.it/regione/2017/08/04/news/federalberghi-gli-hotel-salvano-l-ambiente-1.15693824
agosto 6, 2017 alle 10:57 am
ancora “leninisti” 🙂
da Il Corriere della Sera, 5 agosto 2017
ITALIANS. La Sardegna non può svendersi. (Beppe Severgnini) : http://www.corriere.it/opinioni/17_agosto_06/sardegna-non-puo-svendersi-b353384e-7a0a-11e7-9488-fb4c3ebc9cd4_amp.html
agosto 6, 2017 alle 11:24 am
treni di “leninisti” 🙂
da Il Manifesto, 4 agosto 2017
SARDEGNA, «NELLA LEGGE URBANISTICA C’È UNO SCEMPIO». (Costantino Cossu)
«A rischio quel 50% delle coste ancora intatte, l’ex governatore Renato Soru contro l’articolo 43 del piano della giunta Pigliaru: “Per quella parte dove non si è costruito la tutela garantita dal Ppr deve rimanere, le regole devono valere per tutti”»
È BATTAGLIA CONTRO IL TESTO DELLA GIUNTA PIGLIARU, PD DIVISO.
«Salvacoste a rischio. Fronte ambientalista unito, democratici in lite e la maggioranza scricchiola». (Costantino Cossu)
agosto 6, 2017 alle 4:32 pm
Che grande bluff questa politica e i politicanti che inseguono il miraggio del turismo di massa.Si continuano a costruire alberghi che rimangono vuoti per 10 mesi all’anno ……Ne avremmo di posti letto da sfruttare,ma le multinazionali fanno pressione e cosí continuano a riempire le coste di cemento.La ritrutturazione della baiad’argento e il suo indotto doveva creare a carloforte 400 posti di lavoro,invece ha lasciato tonnellate di macerie abbandonate nell’area ex campeggio e,l’ennesima cattedrale nel deserto si aggiunge al degrado,in un’isola segnata dalla stanchezza e dai ricordi…….
agosto 17, 2017 alle 3:25 pm
Turismo di massa e turismo 360 giorni all’anno! Pigliaru scusi se le faccio notare che ci sono dei Sardi come me che pensano che il turismo di massa faccia schifo e danni e che due o tre mesi siano pure troppi e che i soldi vadano a chi ha i conti off shore e che i sardi rimangono non solo in mutande ma malati e ammazzati. Non vogliamo il turismo a 360 giorni lei e’ in balia della sua fantasia, si svegli! Qualita’ non quantita’, rispetto e tasse pagate in Sardegna non nei vari paradisi fiscali. Lei e’ il presidente di tutti purtroppo anche mio che per mia fortuna ho capito e non l’ho votata! Invece di dire frasi di propaganda sui giornali affronti i Sardi in piazza o in strada. Quando si dice di rappresentare un popolo lo si deve rappresentare sul serio non fare i pupazzotti. Trasparenza, invece di fare propaganda sterile pubblicate le carte di tutte le decisioni che prendete per i Sardi. Non siete li per questo?
agosto 11, 2017 alle 11:31 am
Legge urbanistica, il Pd verso l’accordo (che c’era già). (Alessandra Carta): http://www.sardiniapost.it/politica/legge-urbanistica-pd-verso-laccordo-cera-gia/
agosto 14, 2017 alle 7:35 pm
la Qatar Holding detta la linea.
Coste, parla l’uomo del Qatar: “I 300 metri non siano tabù”. (Giuseppe Meloni) (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/08/14/coste_parla_l_uomo_del_qatar_i_300_metri_non_siano_tab-68-633771.html)
PORTO CERVO – “Al Qatar non interessa cementificare. La cifra della Costa Smeralda è e resterà l’esclusività. Ma non credo che si possa far crescere il turismo in Sardegna senza alcun intervento nella fascia dei 300 metri dal mare”. A Mario Ferraro non fa difetto il parlare chiaro, né lo spaventano eventuali critiche. Lui del resto, da amministratore delegato della Smeralda Holding (la società con cui il Qatar controlla il patrimonio immobiliare della Costa Smeralda), è pagato dagli emiri per far funzionare come un Rolex il sistema Porto Cervo: quel mondo parallelo in cui può capitare di trovare riuniti, nello stesso albergo, una decina tra i cento personaggi più ricchi del pianeta.
In questa cornice, non è difficile credergli quando dice che non ama gli ecomostri sul mare: “Se qui attorno costruisci mega-alberghi, poi non puoi certo far pagare certe nostre camere quattromila euro a notte», ragiona. «Ora puntiamo a destagionalizzare. Ma vogliamo sapere che cosa si può fare”.
“Non solo per i nostri interessi. Gran parte del futuro sviluppo turistico dell’Isola dipenderà da quella legge”.
“Perché può consentire una strategia di sviluppo. Senza quello strumento potremo avere una crescita, ma non organizzata strategicamente. Non quello che serve per evitare che il turismo rappresenti solo il 5% del Pil della Sardegna”.
“Le scelte estreme non vanno mai bene. Un’offerta turistica eccessiva, un modello come Ibiza o la Sicilia, non l’approverei. Ma neppure l’estremo opposto”.
In Sardegna secondo lei siamo all’estremo opposto?
“Io penso solo che sia sbagliato dire “mai più un metro cubo nella fascia dei 300 metri dal mare perché si ruba il futuro ai sardi”. Senza una crescita del turismo, che cosa resterà per il futuro dell’Isola? Vogliamo portare quel 5% magari al 30? E allora serve qualche intervento vicino alle coste”.
“Ci credo molto, ma integrato con quello costiero, che è il richiamo per venire in Sardegna. Il Ppr, che voleva spingere per il turismo nell’interno, non mi sembra che abbia ottenuto risultati”.
Lei si professa favorevole alla tutela dell’ambiente: ma dicendo queste cose farà infuriare gli ambientalisti.
“Ma sono il primo a dire che le zone non compromesse devono essere protette. Di più: secondo me bisogna studiare la costa metro per metro, e dove ci sono aree incontaminate ci mettiamo una riserva naturale. Tutelate per sempre. Ma se costruisco un albergo a Porto Cervo, dove ci sono già case e hotel, che cosa sto compromettendo?”
“La mia era una risposta da tecnico a una domanda generica: che cosa manca secondo lei all’offerta turistica della zona? Ho detto: un albergo grande ma di fascia meno alta, per le famiglie, e uno per il turismo congressuale. Non ho detto che vogliamo costruirli noi”.
“Mi sta chiedendo se ho i progetti nel cassetto? No, niente di simile. A noi ora interessa allungare la stagione, con interventi senza nuove cubature negli hotel Cervo, Pitrizza, Romazzino. Spa, nuovo design delle camere affidato a tre architetti tra i migliori del mondo, come aveva fatto l’Aga Khan”.
“Parleremmo con Comune e Regione per capire quale sviluppo vogliono promuovere, e faremmo le nostre valutazioni. Ma stia tranquillo, se anche autorizzassero dieci alberghi nel paradiso di Liscia Ruja non li costruiremmo di certo”.
“Non è in campo. C’erano tante cose, forse troppe, comunque non più attuabili e non di nostro interesse”.
“Quei tre che ho nominato, sì. Il Cala di Volpe no, lo faremo se lo consentirà la legge urbanistica. Ma sempre con interventi misurati, a bassissimo impatto ambientale, nel nostro stile. Anzi: perché la legge non promuove, su questo esempio, uno “stile Sardegna”?”
“Che potrebbe dettare degli standard architettonici per garantire un’immagine riconoscibile in tutto il mondo. Come accade in altri posti: pensi a Mykonos. Io sono di Capri, lì il regolamento edilizio prescrive pure come devono essere le maioliche dei numeri civici”.
“Non necessariamente. Un unico stile architettonico potrebbe favorire le imprese locali, che si specializzerebbero e potrebbero valorizzare i materiali sardi”.
“In piena stagione, contando anche il cantiere, la Marina e le altre attività, circa 1.300 lavoratori”.
“Il 95%. Se parliamo di forniture, è sardo il 70% dei prodotti che acquistiamo”.
“Il piano casa aveva finalità diverse, anzitutto abbiamo registrato un incremento del fatturato e un 20% in più di dipendenti: ma sì, anche un certo allungamento della stagione. Le spa e gli altri interventi aiuteranno molto in questo senso”.
“Guardi, se costruisco dieci camere in più creo, forse, un posto di lavoro. Se con la stessa volumetria faccio una spa, ne creo da 10 a 20. Quelle che realizzeremo noi potrebbero crearne 25”.
“Per la Sardegna, direi. La legge può avere un ottimo impatto sull’economia. Purché rimanga così com’è”.
“Non ho mai avuto il piacere di conoscerlo. L’anno scorso dovevamo organizzare un incontro con l’emiro al Thani, ma poi non se n’è fatto niente”.
Sa com’è, ogni tanto girano voci di scambi tra la Costa Smeralda e il via libera all’ospedale Mater Olbia.
“Ma quando mai. Noi col Mater Olbia non c’entriamo proprio niente”.
Perché dice che la legge deve rimanere così com’è?
“Eliminare l’articolo 43 (sui progetti di grande interesse economico, ndr ) precluderebbe quella possibilità di sviluppo strategico di cui parlavo”.
Ma c’è il timore che lasciare discrezionalità alla Giunta, o al Consiglio, apra la via a interessi particolari, favori. Magari corruzione.
“Cose che esistono anche senza l’articolo 43, purtroppo. Si potrebbe comunque creare una cabina di regia, sul modello delle conferenze di servizi, in modo che la decisione non sia affidata a un solo soggetto”.
“Quella fase è superata. Ma, certo, fa un po’ paura pensare di investire qui senza un quadro normativo definito. Servono leggi certe e chiare, a quel punto faremo le nostre valutazioni”.
agosto 16, 2017 alle 4:12 pm
ottobre 6, 2017 alle 11:48 pm
Urbanistica, Pigliaru, nessuna forzatura. Presidente rompe silenzio su polemiche, nessuna fretta e dialogo. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/10/06/urbanistica-pigliaru-nessuna-forzatura_9efdd944-fb9a-4d36-ae20-76cc70ccfb24.html)
ottobre 12, 2017 alle 2:50 pm
la Giunta Pigliaru superata dal sindaco di Olbia Nizzi 😮
da La Nuova Sardegna, 10 ottobre 2017
Nizzi: «No a nuove seconde case, sì al 20% per ampliare gli hotel».
Il sindaco interviene in apertura del convegno sul diritto alla mobilità alla presenza di Renato Soru Chiede la nomina dei componenti del Comitato portuale e la possibilità di potenziare l’offerta turistica. (Serena Lullia): http://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2017/10/10/news/nizzi-no-a-nuove-seconde-case-si-al-20-per-ampliare-gli-hotel-1.15974260?ref=hfnsoler-3
dicembre 15, 2017 alle 10:33 pm
prorogato il piano per l’edilizia o piano casa, che dir si voglia.
Piano casa Sardegna prorogato al 2019.
Assessore Urbanistica, atto necessario per imprese edili: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/12/12/piano-casa-sardegna-prorogato-al-2019_60cd5f00-b0ca-4f0e-b8a4-e0fe125a3d84.html
da Sardinia Post, 15 dicembre 2017
La Consulta ambiente e territorio contro la proroga al 2019 del Piano casa: http://www.sardiniapost.it/ambiente/la-consulta-ambiente-territorio-la-proroga-al-2019-del-piano-casa/
marzo 8, 2018 alle 7:19 pm
ora arriva anche la “Scuola del Paesaggio”.
deliberazione Giunta regionale n. 12/18 del 6 marzo 2018: https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20180308102945.pdf
La Giunta istituisce la Scuola del Paesaggio della Sardegna.
La istituzione della Scuola per il paesaggio della Sardegna costituisce un passaggio fondamentale per la piena attuazione del Piano Paesaggistico, di cui la Sardegna è stata la prima regione a dotarsi nel 2006. (https://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=225)
Cagliari, 8 marzo 2018 – La Giunta, su proposta dell’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu, ha approvato la delibera con cui viene istituita la Scuola per il paesaggio della Sardegna presso la Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia. Missione della scuola è la promozione e lo sviluppo di una conoscenza del paesaggio intesa nel suo significato più ampio e non di semplice percezione visiva, ma legato alle culture delle comunità e alla capacità di governarlo. A questo fine, interverrà nella formazione e nella sensibilizzazione dei tecnici della Pubblica amministrazione, dei professionisti, e in particolare degli studenti delle scuole e universitari, ma anche semplici cittadini interessati alla materia, per una sempre più diffusa e approfondita conoscenza. Inoltre costituirà strumento operativo dell’Osservatorio della pianificazione urbanistica e qualità del paesaggio. L’Anci Sardegna definirà il modello di gestione della Scuola, sulla base delle indicazioni del Comitato di coordinamento, istituito per l’occasione e che opererà a titolo gratuito.
ERRIU. “Sin dalla Convenzione europea del paesaggio, approvata a Firenze dagli Stati membri del Consiglio di Europa il 20 ottobre 2000, l’idea di paesaggio è passata da quella di pura ed estetizzante fruizione visiva, a una concezione molto più complessa, legata alle identità delle comunità, ai significati da esse dinamicamente attribuiti, anche attraverso gli usi e le trasformazioni, al contesto territoriale. Con le parole della stessa Convenzione, “il paesaggio è componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità”. Il passaggio, anche nella più vasta opinione pubblica, dalla tradizionale idea di paesaggio a questa concezione, richiede una capillare sensibilizzazione della società civile e delle strutture amministrative, anche attraverso le istituzioni scolastiche, la formazione di specialisti nel settore della conoscenza, della gestione e dell’intervento sui paesaggi. La complessità dei temi e la dinamicità dei processi territoriali richiedono l’impegno costante di una struttura permanente capace di svolgere funzione di studio, elaborazione e formazione, mantenendo e promuovendo un costante confronto e condivisione con le comunità. La istituzione della Scuola per il paesaggio della Sardegna costituisce un passaggio fondamentale per la piena attuazione del Piano Paesaggistico, di cui la Sardegna è stata la prima regione a dotarsi nel 2006. La Scuola rivestirà un ruolo fondamentale di orientamento anche nelle fasi di aggiornamento del Piano paesaggistico degli ambiti costieri e di redazione del Piano paesaggistico delle zone interne, che è in atto insieme al Ministero per i Beni e le attività culturali e il turismo, e che comporta attività di conoscenza del territorio, di analisi delle sue caratteristiche paesaggistiche e dei fattori di rischio e degli elementi di vulnerabilità del paesaggio, di definizione degli obiettivi di qualità paesaggistica e di ricognizione e individuazione dei beni paesaggistici”.
L’assessore Erriu sottolinea inoltre “il valore di una struttura orientata a favorire l’accrescimento culturale, ad adeguare il modo di intendere il paesaggio, anche dal punto di vista economico e sociale, come premessa alla possibilità di una comunità di prendere parte ai processi decisionali di pianificazione e gestione del territorio”.
gennaio 24, 2018 alle 9:56 pm
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