Source: http://www.nadiaspallitta.it/sentenza-del-tar-sullaumento-dellaliquota-tarsu/
Timestamp: 2019-10-20 20:24:36+00:00
Document Index: 63479201

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 11', 'art. 33', 'art.13']

Nadia Spallitta sindaco di Palermo – sentenza del Tar sull’aumento dell’aliquota Tarsu
sentenza del Tar sull’aumento dell’aliquota Tarsu
Pubblichiamo il testo della sentenza del Tar n. 1550 /2009 che ha annullato l’aumento del 75% dell’aliquota Tarsu e in relazione alla quale i cittadini possono chiedere agli uffici comunali (riscossione tributi) il rimborso.
N. 01550/2009 REG.SEN.
N. 01939/2006 REG.RIC.
Come già anticipato, l’ art. 49 del d.lgs 5 febbraio 1997 n. 22 prevede la soppressione e la sostituzione con la "tariffa per la gestione dei rifiuti urbani" della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, di cui al capo III del d.lgs n. 507 del 1993, soltanto a decorrere dai termini previsti dal regime transitorio indicato nel comma 1 del medesimo articolo (nel testo modificato prima dall’art. 1, 28° co., della l. 9 dicembre 1998 n. 426 e poi dall’art. 33 della l. 23 dicembre 1999 n. 488).
Il suddetto "regime transitorio", cui fa riferimento il legislatore, è quello indicato e regolato nell’art. 11, co. 1°, del d.p.r. 27 aprile 1999 n. 158, come modificato dall’art. 33, 6°co., della citata legge n.488 del 1999 che, per quanto qui interessa, fissa spazi temporali differenziati (tre, cinque ed otto anni) a seconda del «grado di copertura» del servizio raggiunto da ciascun Comune nell’anno 1999: risulta incontestato che per il Comune di Palermo il regime transitorio è cessato solo in data 01/01/2008.
Anche parte della giurisprudenza amministrativa ha altresì sottolineato che "l’aggiornamento di una tariffa relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, allo stesso modo che la sua determinazione, è sottoposta alla competenza del Consiglio comunale e non della Giunta per l’ottima ragione che trattandosi dell’esercizio del potere impositivo riconosciuto all’ente locale solo l’organo rappresentativo di tutti i cittadini può svolgere tale compito" (T.A.R. Liguria, sez. I, 3 settembre 2002, n. 908; nello stesso senso T.A.R. Umbria, 20 luglio 1999, n. 633, T.A.R. Lombardia Milano, sez. I, 13 maggio 1994, n. 366 e Comm.trib. prov.le Salerno, sez. XV, 5 luglio 2000, n. 103). In senso difforme, il Consiglio di Stato ha invece ritenuto che il Consiglio comunale ha competenza in materia di disciplina generale per l’esercizio e la fruizione di beni e servizi, limitatamente alla “individuazione dei criteri economici sulla base dei quali debba procedersi alla determinazione delle tariffe, alle eventuali esenzioni o agevolazioni” (Cons. di Stato, Sez. V, n.1491/2001; cfr. anche T.A.R. Toscana Firenze, sez. I, 20 ottobre 2004 , n.5003 ), ma non anche in ordine alla concreta quantificazione degli importi tariffari da demandare invece alla Giunta Comunale, individuato quale organo cui appartiene -nelle regioni a statuto ordinario- la competenza residuale (differentemente in Sicilia, ai sensi dell’art.13 L.R. 7/92, è il Sindaco l’organo avente competenza residuale in ordine <a tutti gli atti di amministrazione che dalla legge o dallo statuto non siano specificatamente attribuiti alla competenza di altri organi del comune>: cfr.T.A.R. Siclia, Sez.I, 27/4/99 n.921).
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