Source: https://www.societaria.it/societa/fisco/reverse-charge-379629/
Timestamp: 2019-11-20 15:25:05+00:00
Document Index: 156024434

Matched Legal Cases: ['art 17', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 17', 'art 17', 'art 17', 'art. 17']

Reverse charge - Cos'è, regime e registrazione fatture
Reverse charge – in questo articolo sul reverse charge andreamo ad esplorare una mini guida su cos’è, gli esempi, fattura e regimi iva
Regime reverse charge
Integrazione IVA nel reverse charge
Autofattura reverse charge
Reverse charge chi paga l’IVA?
Reverse charge e lo spesometro
Revere charge in caso di subappalto
Reverse charge pulizie
Reverse charge impianti
Reverse charge manutenzione
Reverse charge impianti elettrici
Dicitura reverse charge
Agenzia delle entrate e reverse charge
Reverse charge art 17
Fac simile fattura reverse charge – esempio
Il reverse charge non è altro che l’inversione contabile. Solitamente gli imprenditori che emettono fatture sono obbligati ad indicare l’imposta sul valore aggiunto (IVA) per la cessione di beni o servizi. Quindi è il tuo cliente che paga la fattura comprensiva di IVA e spetta a te imprenditore dichiarare all’Agenzia delle Entrate l’imposta sul valore aggiunto. Con il reverse charge accade il contrario: il cedente non addebita l’imposta sul valore aggiunto in fattura in quanto sarà il destinatario a doverla integrare.
La disciplina del reverse charge è stata applicata per evitare il maggior numero di frodi, per evitare che chi emetta fattura trattenga l’IVA ed evitare che chi paga l’IVA possa richiederne il rimborso all’Agenzia delle Entrate. Si applica alle cessioni di beni e alla prestazione di servizi nei confronti di soggetti passivi nel territorio dello Stato, compresi enti pubblici e privati e i consorzi e le associazioni. Il reverse charge si applica altresì alle cessioni imponibili di oro da investimento, agli acquisti di gas naturale mediante rete di distribuzione e di energia elettrica.
In particolare, per i beni, l’integrazione/registrazione della fattura deve essere effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura, indicando il mese in cui è stata ricevuta la fattura.
Per quanto concerne il reverse charge, l’obbligo di emissione del documento rilevante ai fini IVA ricade sul cedente/prestatore, mentre il cessionario/committente deve assolvere l’IVA su tale documento attraverso la procedura dell’integrazione, annotando l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, e annotando il documento integrato nel registro delle vendite e degli acquisti. Per tali operazioni bisogna sempre tenere conto della non modificabilità della fattura elettronica.
Il soggetto passivo, ossia il committente, al ricevimento della fattura integrerà l’IVA e la inserirà sia nel registro vendite che in quello acquisti, tutto ciò entro un mese dalla ricezione della fattura. Le fatture reverse charge non sono soggette ad imposta di bollo. In sostanza il compratore dovrà registrare due operazioni ovvero l’acquisto e l’autofattura.
Nell’ambito della fatturazione elettronica, obbligatoria tra gli operatori privati dallo scorso gennaio 2019, bisogna prestare attenzione alla modalità di gestione di due particolari situazioni che riguardano l’autofattura e il reverse charge. L’autofattura deve contenere gli stessi dati richiesti per le fatture ordinarie (quindi, si dovranno prendere a riferimento le informazioni di cui all’art. 21 del D.P.R. 633/72). I dati dell’emittente e del destinatario saranno gli stessi e nel documento deve essere specificata l’annotazione “autofatturazione”.
Quindi a pagare l’imposta sul valore aggiunto è il destinatario di una cessione di beni o prestazione di servizi, se soggetto passivo nel territorio dello Stato, è tenuto all’assolvimento dell’imposta in luogo del cedente o prestatore.
Bisogna distinguere il reverse charge interno da quello esterno. Quello interno è quello di cui abbiamo parlato fin’ ora in questo report;
Quello esterno riguarda le operazioni effettuate nei confronti di soggetti esteri, operatori intracomunitari o extra ue.
Dal 1° gennaio 2019 è entrato in vigore l’obbligo di invio dell’esterometro, per le fatture reverse charge esterno. Per quanto riguarda gli acquisti intracomunitari e per gli acquisti di servizi extracomunitari, l’operatore IVA residente o stabilito in Italia sarà tenuto a comunicare i dati delle fatture d’acquisto ai sensi dell’art. 1, comma 3bis, del d.Lgs. n. 127/15. In tal caso, quindi, non sussiste l’obbligo di fatturazione elettronica bensì quello di trasmissione del cosiddetto esterometro mensile.
Mentre per il reverse charge interno sarà possibile presentare un’autofattura da inviare al Sdl. La procedura sarà però facoltativa.
Ai fini dello spesometro i dati delle fatture devono essere riportate una sola volta nella specifica sezione dei documenti ricevuti.
Il reverse charge si adotta nell’edilizia e in particolare per fatturare le operazioni di pulizie, di demolizione, di installazione di impianti elettrici, elettronici, di depurazioni piscine, antincendio, videosorveglianza, ecc.
RICHIESTA DI ATTESTAZIONE DEL PROPRIO REQUISITO SOGGETTIVO AI FINI DELL’APPLICAZIONE DEL REVERSE CHARGE IN EDILIZIA modelli e moduli excel doc
Il reverse charge si applica alle prestazioni di servizi rese da soggetti subappaltatori e in caso di installazione, riparazione e manutenzione di ascensori o scale mobili.
Dal 2015 sono cambiate le regole per la fatturazione dei servizi di pulizia nei confronti di soggetti passivi IVA. Adesso, tutti i servizi di pulizia effettuati nei confronti di soggetti passivi IVA (imprese o professionisti), dovranno essere effettuati con il meccanismo del reverse charge. Il soggetto passivo che è tenuto ad assolvere il tributo non è più il prestatore che emette la fattura (in questo caso l’impresa di pulizie), ma il committente che si vede recapitare una fattura senza l’addebito di imposta, che dovrà poi integrare inserendo l’Iva sia a “proprio credito”, che a “proprio debito”.
L’art. 17, comma 6, lett. a-ter del D.P.R. n. 633/1972 stabilisce che rientrano nel reverse charge i servizi di installazione di impianti relativi a edifici.
Rientrano le seguenti tipologia di impianto: impianto di videosorveglianza perimetrale, impianto citofonico, impianto di climatizzazione, impianto idraulico di un edificio con tubazioni esterne.
Rientrano nell’art 17, comma 6, i servizi che riguardano la manutenzione e la riparazione relativa agli impianti stessi (per esempio, prestazione di pulizia caldaia/controllo fumi), anche se eseguite da soggetti diversi da quelli che hanno operato l’installazione.
Il prestatore emette fattura regolarmente senza però addebitare, nella fattura stessa, l’imposta sul valore aggiunto inserendo la dicitura:
“inversione contabile” e l’art 17, comma 6, DPR n 633/72.
L’agenzia delle Entrate ha fornito tutte le FAQ necessarie sull’argomento reverse charge.
Lo split payment è la scissione dei pagamenti, nuovo meccanismo di liquidazione dell’IVA introdotto dalla legge di stabilità del 2015. Con il Decreto Dignità il 2 luglio 2018 è stato ufficialmente abolito lo split payment per i liberi professionisti, che pertanto non rientrano più tra i soggetti obbligati; viene applicato nei rapporti tra le imprese private e la Pubblica Amministrazione, dove il soggetto privato, ossia l’impresa, incassa l’ammontare dovuto dell’operazione al netto dell’IVA dall’ente della Pubblica Amministrazione. Successivamente, l’ente di Pubblica Amministrazione 3si occuperà di versare l’IVA a debito dovuta sull’operazione considerata.
Quindi notiamo una sostanziale differenza con il reverse charge. Dove quest’ultimo disciplina rapporti tra privati mentre lo split payment tra privati e un ente della P.A.
La norma che disciplina il reverse charge è l’art. 17, commi 5, 6, 7, 8 e 9, D.P.R. n. 633/1972 (c.d. “decreto IVA”) che testualmente dispone:
leggi Anche: Avviso bonario: Come risolverlo
[d-quinquies) alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività 47.11.1), supermercati (codice attività 47.11.2) e discount alimentari (codice attività 47.11.3);].>>.
reverse charge venditore
integrazione reverse charge a carico appaltatore
· Il venditore emette la fattura senza addebitarne l’IVA, come avviene solitamente;
· L’acquirente integra la fattura con l’IVA specificandone l’operazione fatturata e contemporaneamente annota tale fattura sia nel registro acquisti (fatture di acquisto) che nel registro vendite (fatture emesse);
Se hai dubbi o perplessità, richiedi una nostra consulenza sull’argomento. a presto!