Source: http://www.studiolegalemagri.it/notizie/mancata-insonorizzazione-deprezzamento.html
Timestamp: 2017-10-22 04:38:43+00:00
Document Index: 69305094

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1490', 'art. 1669', 'sentenza ', 'art. 844', 'art. 2043', 'sentenza ', 'art. 32']

Mancata insonorizzazione? l'immobile deve essere deprezzato!
Mancata insonorizzazione? l’immobile deve essere deprezzato!
Se manca un’adeguata insonorizzazione, l’immobile si deprezza e il proprietario deve essere risarcito.
Il principio è oramai chiaro.
Ne abbiamo già parlato in altri precedenti articoli, e ora segnaliamo una recente sentenza del Tribunale di Brescia, n. 128/2015 del 17.1.2015 (est. Dott.ssa Cannella), che offre lo spunto per esaminare alcune questioni relative al risarcimento di questo tipo di vizi.
In caso di vendita di un immobile, al proprietario spetta la garanzia per i vizi della vendita (art. 1490 c.c. e ss.) e in caso di grazi vizi di costruzione, anche la garanzia prevista dall’art. 1669 c.c., che ha natura di responsabilità extracontrattuale gravante sull’appaltatore anche nella veste di costruttore- venditore dell’immobile.
Per quanto riguarda la normativa sui requisiti acustico passivi, il riferimento è ai parametri di cui al DPCM 5.12.2007.
A seguito di alcuni interventi legislativi, nonché della sentenza della Corte Costituzionale n. 103/2013, sono risarcibili i vizi per la mancanza dei requisiti tecnici in oggetto purché si tratti di edifici realizzati e venduti dopo il 1997 e sino al luglio 2009.
Il danno per immisioni rumorose
La mancata insonorizzazione dell’immobile potrebbe determinare anche un altro tipo di danno, ossia il danno derivante dalle immissioni rumorose e intollerabili ai sensi dell’art. 844 c.c. in relazione all’art. 2043 c.c.
Come chiarisce la sentenza del Tribunale di Brescia, trattandosi di un danno di natura non patrimoniale,
il danno per immissioni rumorose è risarcibile a condizione che si dimostri e si provi un effettivo danno biologico subito dal proprietario dell’immobile.
Numerose sentenze in materia sostengono, infatti, che il fatto di dover assumere tranquillanti o mettere per le orecchie per poter dormire sono circostanze che determinano, al massimo, una diversa abitudine di vita non rilevabile quale lesione del diritto di rango costituzionale della integrità della salute (art. 32 Cost.).
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