Source: http://www.bosettiegatti.eu/info/sentenze/llpp/l183_dichiarazioni_ISO9000.htm
Timestamp: 2019-02-16 07:02:23+00:00
Document Index: 138222139

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 82', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 40', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 38', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 41', 'art. 42']

TAR TO 2334/2009 (dich. ISO 9000)
LAVORI PUBBLICI - 183
Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, sezione I, 26 ottobre 2009, n. 2334
Anche il possesso del sistema di qualità (certificazione ISO 9000), ancorché atto privato, può essere documentato con copia autenticata nella forma alternativa della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.
Differenze tra autocertificazione e "autoautenticazione" nel d.P.R. n. 445 del 2000.
(contra: Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, n. 144 del 2006)
C.G.A.R.S. , con la sentenza n. 144 del 2006, ha concluso che per poter ridurre del 50% l'importo della cauzione provvisoria, non è ammessa la presentazione della copia autentica del certificato ISO 9001 (in quanto documento formato da un soggetto privato), ma solo dell'originale.
Tuttavia tale conclusione suscita alcune perplessità. Innanzitutto la certificazione ISO 9000 certamente è un documento rilasciato da un soggetto privato, tuttavia qualora l'impresa sia attestata SOA in classe superiore alla II, la certificazione è riportata sull'attestato SOA il quale è trasmesso, al rilascio, all'Autorità di vigilanza; ne deriva che l'attestato SOA che riporta la dichiarazione di possesso del sistema di qualità è sufficiente a far scattare il diritto al dimezzamento della cauzione; infatti anche l'attestato SOA, seppur rilasciato da un organismo di diritto privato (così come la certificazione ISO 9001) è "stabilmente" detenuto da una pubblica amministrazione (l'Autorità di vigilanza), per cui non può essere oggetto di autocertificazione, ma può essere oggetto di "autoautenticazione di copia" mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del combinato disposto degli articoli 19 e 47 del d.P.R. n. 445 del 2000; tale adempimento è infatti ammesso in quanto può "riguardare anche il fatto che la copia di un atto o di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione è conforme all'originale"; non dovrebbe dubitarsi che un attestato SOA (in originale o copia autenticata), riportante anche il possesso del sistema di qualità, debba ritenersi sufficiente.
Nel caso trattato da C.G.A.R.S. , peraltro, l'attestato SOA era scaduto e pertanto non idoneo allo scopo, inoltre, ancora più importante, C.G.A.R.S. ha deciso su una controversia antecedente al Codice dei contratti; diversamente dall'articolo 8, comma 11-quater, della legge 109/1994 (che disciplinava la gara in contestazione) ora l'articolo 75, comma 7, del Codice oggi recita «Per fruire di tale beneficio, l'operatore economico SEGNALA, in sede di offerta, il possesso del requisito, e lo documenta nei modi prescritti dalle norme vigenti.».
Ora il verbo "segnalare" non implica particolari adempimenti (TAR Brescia ha riconosciuto sufficiente il simbolo sulla carta intestata) e "documentarlo nei modi prescritti dalle norme" sembra riferirsi ad eventuali verifiche successive.
Sembra pertanto maggiormente condivisibile la più "liberle" pronuncia del T.A.R. Piemonte in rassegna.
Impresa Costruzioni R.G.P. S.r.l. e A.C.S. S.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dagli avv. M.B. e L.G., con domicilio eletto presso ...
Provincia di Novara, in persona del Presidente pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. M.F. con domicilio eletto presso ...
Impresa A. S.n.c., E. Coop. a r.l., N.S. S.r.l., E.E., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, non costituiti in giudizio;
- del processo verbale delle operazioni di gara tenutesi il 8/6/29009, afferente la procedura aperta bandita dall'ente locale per l'affidamento della "costruzione nuova sede della Croce Rossa Italiana di Borgomanero", in esito al quale i preposti alla gara hanno dapprima comminato l'esclusione delle ricorrenti e, di seguito, pronunziato l'aggiudicazione provvisoria al costituendo R.T.I. controinteressato;
- della lex specialis della procedura ed, in particolare, la previsione di cui all'art. 3.a)4. del disciplinare di gara (cfr. All. n. 2 bis);
- di ogni altro provvedimento o atto amministrativo, comunque risalente all'amministrazione aggiudicatrice de qua, connesso od attuativo, ivi compresa, se ed in quanto esistente, ancorché ad oggi non conosciuta, la determinazione dirigenziale di aggiudicazione definitiva dell'appalto di cui è gravame e per la conseguente condanna della stazione appaltante, ai sensi e per gli effetti degli artt. 23-bis l. 1034/71, 33 lett. d) e 35 del D. Lgs 80/1998 e 245 D. Lgs. 163/2006.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 08/10/2009 il Primo Referendario dott. Paolo Giovanni Nicolò Lotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con il ricorso in oggetto, parte ricorrente espone che la Provincia di Novara, con bando pubblicato il 7.5.2009, indiceva una procedura ad evidenza pubblica avente ad oggetto la costruzione della nuova sede della croce rossa italiana di Borgomanero, il cui importo a base d’asta, determinato a corpo, era pari ad euro 989.565,16, da aggiudicarsi ai sensi dell’art. 82, comma 2, lett. b) del D. Lgs. 163/2006, con il criterio del prezzo più basso sull‘importo dei lavori al netto degli oneri di sicurezza.
Si espone che il disciplinare di gara, al punto 3.a).4, quanto a termini e modalità di presentazione dell’offerta, e, in particolare, per la produzione delle certificazioni di qualità, stabiliva che tali certificazioni di qualità, UNI CEI ISO 9000, rilasciate da organismi accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000 e della serie UNI CEI EN ISO/IEC 17000, dovevano essere allegate, a pena di esclusione, tramite il relativo certificato in originale o in copia autenticata da un’Autorità Amministrativa o da un Notaio, ovvero tramite attestazione SOA in originale o copia autenticata da un’Autorità Amministrativa o da un Notaio, a pena di esclusione.
Si espone ancora che l’impresa Arcadia, componente dell’ATI ricorrente, aveva prodotto copia della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001-2000 14001-2004 riportante la dicitura “copia conforme all’originale” apposta mediante timbro, debitamente sottoscritta dal legale rappresentante ed accompagnata dalla fotocopia della carta d’identità, sia del legale rappresentante stesso, che del direttore tecnico.
In esito alle operazioni effettuate nella seduta pubblica in data 8.6.2009, con nota 10.6.2009, l’Amministrazione comunicava al costituendo ATI che non era stato ammesso alla gara in quanto aveva usufruito dei benefici previsti dall’art. 40, comma 7, del D. Lgs. n. 163/06 (cauzione ridotta del 50%), ma aveva allegato fotocopia della certificazione di qualità, relativa alle due, ditte non autenticate da un’Autorità Amministrativa o da un Notaio, come espressamente previsto al punto 3.a).4 del disciplinare allegato al bando di gara.
1. Violazione e falsa applicazione del combinato disposto degli artt. 2 e 75, comma 7, del d. lgs. 163/2006. Violazione e falsa applicazione degli artt. 19, 38, 47, 71 e 77-bis del d.p.r. 445/2000. Violazione e falsa applicazione degli artt. 1 e 6 l. n. 241/1990. Violazione e falsa applicazione dei principi informanti le procedure ad evidenza pubblica sub specie di ragionevolezza, logicità e proporzionalità nella predisposizione delle cause di esclusione. Violazione e falsa applicazione dei principi informanti l’incedere amministrativo sub specie di principio di non aggravamento e semplificazione dell’agire amministrativo. Eccesso di potere per sviamento, illogicità ed ingiustizia manifesta.
Alla pubblica udienza dell’8 ottobre 2009, il ricorso veniva posto in decisione.
Rileva il Collegio che l’ordinanza cautelare di questa sezione n. 579 del 16 luglio 2009 aveva già accolto la domanda di sospensione, considerata la tassatività ed eccezionalità dei limiti agli strumenti di semplificazione previsti dall’ordinamento in punto produzione certificazioni, limiti che devono trovare una qualche ragionevole giustificazione, nella specie, non ravvisabile.
In effetti, la lex specialis della procedura e, in particolare l’art. 3.a).4, prescriveva espressamente che i concorrenti in possesso della certificazione di qualità UNI CEI ISO 9000, rilasciata da organismi accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000 e della serie UNI CEI EN ISO/IEC 17000, ovvero della dichiarazione della presenza di elementi significativi tra loro correlati di tale sistema, ai sensi dell’art. 40, comma 7, del D.Lgs 163 del 12.04.2006 usufruivano della riduzione del 50%; dovevano, però, allegare, a pena di esclusione, il relativo certificato in originale o copia autenticata da un’Autorità Amministrativa o da un Notaio, a pena di esclusione, ovvero attestazione SOA in originale o copia autenticata da un’Autorità Amministrativa o da un Notaio, a pena di esclusione.
E’ evidente che le formalità di produzione documentale di cui alla norma richiamata sono inequivocabilmente prescritte a pena di esclusione.
Ciò che si contesta, ed infatti è oggetto di impugnazione da parte del ricorrente, è la stessa clausola di bando così come formulata (e doverosamente applicata, non potendo l’Amministrazione disapplicarla, ma occorrendo una previa pronuncia in via di autotutela che ritiri il bando), che si deduce come illegittima.
E’ anche condivisibile, in via teorica, il principio secondo cui laddove la lex specialis di gara prescrive che determinati requisiti possono essere provati soltanto con la produzione di determinati documenti, va esclusa la possibilità per l'impresa concorrente di ricorrere allo strumento alternativo della dichiarazione sostitutiva di atto notorio, perché ciò significherebbe forzare il meccanismo delle regole di gara e violare il principio della par condicio fra i concorrenti (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 11 maggio 2009, n. 2871).
E, infatti, questa Sezione, con l’ordinanza cautelare surrichiamata, ha affermato nettamente la tassatività ed eccezionalità dei limiti agli strumenti di semplificazione previsti dall’ordinamento in punto produzione certificazioni, limiti che devono trovare una qualche ragionevole giustificazione che, nella specie, non è ravvisabile.
Dovendo, infatti, i ricorrenti, dimostrare esclusivamente il possesso del certificato di qualità e l’attestazione SOA, si deve ritenere sufficiente la produzione della stessa autocertificata.
L’obbligo imposto di produrre il certificato in originale o in copia autentica, ben lungi dal costituire un “eccesso di scrupolo” della Stazione appaltante (cfr. 8 dicembre 2008, n. 958), costituisce inadempimento gravoso, inutile e contrastante con i principi di semplificazione che la migliore dottrina ha recentemente qualificato come principi di valenza costituzionale (cfr. C. cost 350 del 2008).
Si deve rammentare, in proposito che l’art. 47 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, dedicato alle dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà afferma che “l'atto di notorietà concernente stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalità di cui all'articolo 38. La dichiarazione resa nell'interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza”.
Il successivo art. 48, dedicato alle “Disposizioni generali in materia di dichiarazioni sostitutive” dispone che “Le dichiarazioni sostitutive hanno la stessa validità temporale degli atti che sostituiscono. Le singole amministrazioni predispongono i moduli necessari per la redazione delle dichiarazioni sostitutive, che gli interessati hanno facoltà di utilizzare. Nei moduli per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive le amministrazioni inseriscono il richiamo alle sanzioni penali previste dall'articolo 76, per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci ivi indicate. Il modulo contiene anche l'informativa di cui all'articolo 10 della legge 31 dicembre 1996, n. 675”.
L’art. 38 (Modalità di invio e sottoscrizione delle istanze), al comma 3, soggiunge che “Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento è inserita nel fascicolo. Le istanze e la copia fotostatica del documento di identità possono essere inviate per via telematica”.
Infine, l’art. 19 di detto D.P.R., applicabile nel caso di specie, e dedicato alle modalità alternative all'autenticazione di copie, stabilisce che “la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di cui all'articolo 47 può riguardare anche il fatto che la copia di un atto o di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione, la copia di una pubblicazione ovvero la copia di titoli di studio o di servizio sono conformi all'originale. Tale dichiarazione può altresì riguardare la conformità all'originale della copia dei documenti fiscali che devono essere obbligatoriamente conservati dai privati”.
In particolare, con riferimento ai requisiti di "ordine penale", la citata giurisprudenza evidenziava, a sostegno del proprio orientamento, la nuova formulazione dell'articolo 75 del d.P.R. 554/99, così come modificato dal d.P.R. 412/00. Infatti, con la modificazione ora indicata, l'articolo 75, comma 2, stabilisce che i concorrenti in un pubblico appalto debbono "dimostrare, mediante la produzione di certificato del casellario giudiziale o dei carichi pendenti, che non ricorrono le condizioni prescritte al medesimo comma 1, lettere b) e c"). Sembrava evidente, partendo dal mero dato letterale della norma, secondo la lettura della giurisprudenza (fra cui TAR Abruzzo, L'Aquila, 617/01; TAR Liguria, seconda sezione, 848/02; TAR Marche 950/02; Consiglio di Stato, quinta sezione, 4752/02), che la medesima costituisca deroga alle norme generali in tema di autocertificazione, in quanto richiede espressamente la produzione di certificati.
L'orientamento restrittivo può considerarsi integralmente superato a seguito del sopravvenire dell'articolo 15 del collegato ordinamentale alla legge finanziaria 2003 (legge 3/2003). Tale articolo, integrando l'articolo 77 del d.P.R. 445/00, prevede l'estensione degli istituti di semplificazione anche nelle procedure di aggiudicazione e affidamento di opere pubbliche o di pubblica utilità, di servizi e di forniture, ancorché regolate da norme speciali.
In linea solo esemplificativa, i più importanti requisiti di gara, in regime di autodichiarazione, sono i seguenti: inesistenza di violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contribuzione sociale, secondo la legislazione del paese di residenza; insussistenza dello stato di fallimento, di liquidazione coatta, di amministrazione controllata o di concordato preventivo e insussistenza di procedimento in corso per la dichiarazione di una di tali situazioni; non commissione di gravi infrazioni, debitamente accertate, alle norme in materia di sicurezza e ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro e adempimento degli obblighi di sicurezza, ex legge 327/00; di essersi recato sul posto dove devono eseguirsi i lavori e di aver preso conoscenza delle condizioni locali, nonché di tutte le circostanze generali e particolari che possono aver influito sulla determinazione dei prezzi e delle condizioni contrattuali; insussistenza di situazioni di controllo, ex articolo 2359 c.c., o di collegamento, con altre ditte concorrenti; l'inesistenza di sentenza di condanna passata in giudicato, oppure di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del c.p.p., per reati che incidono sull'affidabilità morale e professionale; di essere in regola con la normativa disciplinante il diritto del lavoro dei disabili (legge 68/1999).
In particolare, come detto, l’art. 19 di detto d.P.R. applicato nel caso di specie, e dedicato alle modalità alternative all'autenticazione di copie, stabilisce che “la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di cui all'articolo 47 può riguardare anche il fatto che la copia di un atto o di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione, la copia di una pubblicazione ovvero la copia di titoli di studio o di servizio sono conformi all'originale.
Di tale disposizione è stata fatta applicazione nel caso di specie, poiché è stata prodotta la copia fotostatica del certificato richiesto, con la dizione, della sua corrispondenza all’originale, con la relativa sottoscrizione. A tale copia era allegato il documento di identità.
Pertanto, anche se in maniera sintetica, vengono riprodotte le formalità di cui al predetto art. 19, con conseguente regolarità dell’autocertificazione.
L’autocertificazione, essendo, come appena evidenziato, anche con riferimento all’evoluzione giurisprudenziale sul punto, una regola generale anche nel settore degli appalti pubblici, deve trovare generale applicazione, salvo eccezioni specifiche della legge; per esemplificare, l’art. 41 del Codice appalti stabilisce che “negli appalti di forniture o servizi, la dimostrazione della capacità finanziaria ed economica delle imprese concorrenti può essere fornita mediante uno o più dei seguenti documenti:
c) dichiarazione concernente il fatturato globale d'impresa e l'importo relativo ai servizi o forniture nel settore oggetto della gara, realizzati negli ultimi tre esercizi”.
In relazione alla relativa documentazione il legislatore si premura di specificare che “il concorrente attesta il possesso dei requisiti previsto nelle lettere b) e c) mediante dichiarazione sottoscritta in conformità alle disposizioni del d.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445; al concorrente aggiudicatario è richiesta la documentazione probatoria, a conferma di quanto dichiarato in sede di gara. Il requisito di cui al comma 1, lettera a), è comprovato con dichiarazione di almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati ai sensi della 1° settembre 1993 n. 385”.
Pertanto, nell’ipotesi di specie, la regola generale è l’applicazione delle disposizioni di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445; è l’eccezione “dichiarazioni bancarie”, che viene individuata con caratteri di specialità, in relazione alla specificità della predetta condizione di partecipazione.
In relazione alla dimostrazione della capacità tecnica e professionale dei fornitori e dei prestatori di servizi, l’art. 42, comma 4, del Codice appalti conferma la presenza di tale regola generale, atteso che si dispone che i requisiti previsti dal citato articolo possono essere provati in sede di gara mediante dichiarazione sottoscritta in conformità alle disposizione del d.P.R. del 28 dicembre 2000 n. 445.
Per altro verso, l’autocertificazione, potrebbe essere esclusa, per ragioni specifiche, anche per scelta dell’Amministrazione, in sede di redazione del bando, scelta che deve, tuttavia, trovare qualche giustificazione, anche implicita, relativa all’essenzialità della produzione autentica o autenticata del certificato, compromettendo altrimenti la regola generale di semplificazione documentale nei rapporti cittadino-P.A.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, I sezione, pronunciandosi sul ricorso in epigrafe indicato, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.
Paolo Giovanni Nicolò Lotti, Primo Referendario, Estensore