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Timestamp: 2020-02-18 12:27:54+00:00
Document Index: 104849058

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 53', 'art. 22', 'art. 156', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 06 settembre 2019, n. 22407 - Deposito della prova di spedizione per la costituzione dell’appellante avvenuto a messo servizio postale con prova mediante avviso di ricevimento con timbro postale e annotazione della data da parte dell'incaricato alla distribuzione - Studio Cerbone
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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 settembre 2019, n. 22407
Tributi – Contenzioso tributario – Appello – Spedizione tramite posta – Deposito della prova di spedizione per la costituzione dell’appellante – Avviso di ricevimento con timbro postale e annotazione della data da parte dell’incaricato alla distribuzione – Validità
Con sentenza in data 19 ottobre 2017 la Commissione Tributaria Regionale della Calabria dichiarava inammissibile l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto dalla Catanzaro Servizi S.p.A. contro il silenzio rifiuto formatosi sull’istanza di rimborso dell’IRAP versata per l’anno d’imposta 2009. Osservava la CTR che la costituzione in giudizio dell’appellante era normativamente ancorata alla spedizione e non alla ricezione del ricorso da parte del destinatario, disconoscendo nel contempo valenza probatoria alla lista delle raccomandate inviate dall’Agenzia delle entrate. Rilevava, inoltre, che l’appellante aveva allegato, all’atto della costituzione, solo la copia dell’avviso di ricevimento della raccomandata inviata alla società contribuente, senza alcun riferimento alla data di spedizione e «con apposto un timbro sbiadito nel quale è illeggibile la data impressa e senza l’individuazione dell’Ente o del soggetto che lo ha apposto e che ha curato la spedizione».
Avverso la decisione, con atto del 18 aprile 2018, l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo.
Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia delle Entrate denuncia, in relazione all’art. 360, comma 1, n. 4, cod. proc. civ., la violazione e falsa applicazione dell’art. 53, comma 2, d.lgs. n. 546/92, in combinato disposto con l’art. 22 d.lgs. n. 546/92, e dell’art. 156 cod. proc. civ., per avere la CTR ritenuto che la copia dell’avviso di ricevimento dell’atto di appello spedito a mezzo del servizio postale non fosse idonea a dimostrare la tempestività della proposizione dell’impugnazione nonché della costituzione in giudizio dell’appellante.
Nella specie, contrariamente a quanto ritenuto dalla CTR, l’avviso di ricevimento, riprodotto in ricorso ed allo stesso allegato, appare idoneo ad attestare l’avvenuta ricezione dell’atto di appello in data 13 febbraio 2015, come emerge dal timbro postale apposto sull’avviso e dalla annotazione della data da parte dell’incaricato alla distribuzione, essendo invece necessaria l’apposizione di stampigliatura meccanografica o timbro datario solo per asseverare la data di spedizione, affinché l’avviso di ricevimento sia idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione (Cass., Sez. U., n. 13453 del 2017, cit.). Dalle attestazioni della segreteria della CTR, riprodotte in ricorso, risulta che l’appello è stato depositato il 5 marzo 2015 e l’avviso di ricevimento il successivo 10 marzo. Poiché dall’avviso di ricevimento risulta che l’appello è stato ricevuto dalla società contribuente – come si è detto – il 13 febbraio 2015, l’Ufficio si è costituito tempestivamente, nel termine di trenta giorni dalla ricezione del ricorso in appello.
In considerazione della data di notifica dell’appello alla società contribuente (13 febbraio 2015), è stato altresì rispettato il termine di impugnazione, posto che la sentenza di primo grado, che non risulta notificata, è stata depositata il 15 settembre 2014.