Source: http://ediesseonline.it/riviste/rgl/anno-lxvii-2016-1
Timestamp: 2018-08-18 10:52:51+00:00
Document Index: 9606919

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 51', 'art. 1418', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1418', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 2096', 'art. 53', 'art. 1', 'art. 669', 'art. 414', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 14']

ANNO LXVII - 2016 - 1 | Rivista giuridica del lavoro
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Ediesse»riviste»Ultimo numero rgl»ANNO LXVII - 2016 - 1
Una nuova fase della Rivista tra passato e futuro
A partire dal fascicolo n. 1 del 2016 il Prof. Bruno Veneziani, che ha diretto la Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale dal 2013 (ma come condirettore già dal 2009), ha cessato il suo incarico. Il nuovo direttore è il Prof. Umberto Carabelli che in questo articolo delinea la nuova fase della Rivista.
Il tema: Subordinazione e autonomia dopo il d.lgs. n. 81/2015
The article analyzes the new regulations introduced by the Jobs Act about subordinate and self-employment relationships. According to the Author, the reform did not affect the concept of subordination, but extended the regulations of employment in case of self-employment, though «organized» by the client. The article also analyzes the conceptual distinctions between subordination and...
Le «collaborazioni organizzate dal committente» tra diritto europeo e giurisprudenza di legittimità.
The new reform of «collaborations organized by the customer», brought by the legislative decree n. 81/2015, must be read together with the whole legal system contained in that decree. This makes clear that the purpose of the reform is to make lucidity in the many, variegated working situations of collaboration, aimed to the...
Dalla eterodirezione alla eteroorganizzazione: una nuova nozione di subordinazione?
The essay investigates the systematic effects produced by art. 2, legislative decree n. 81/2015, providing for the application of the subordinated employee protection law to self employee «organized by the client». According to the Author, the legal notion of «hetero-organized» collaboration is largely similar to that of «coordinated» collaboration ex article 409 of...
After clarifying the notion and interpretation of the legal context of the article 2094 civil code, the Author ascertains the meaning, space and function of the definition «labor relations organized by the employer», focuses on the law applicable to such relationships, the problematic distinction between hetero-organization and hetero-direction of work performance and concludes that...
The article analyses – in a social security framework – the changes to the employment contracts introduced by legislative decree n. 81 of 15 June 2015. Taking into account the previous regulations, the Author tries to outline the relevant welfare rules envisaged for the new employment contract and the specific regulations established by...
After a brief historical excursus on the methodology and the indicators used by the labour Courts to recognize the dependent employment, the Author points out that article 2 of legislative decree n. 81/2015 is the result of the will to define the indexes of qualification of the labour relations more utilized by jurisprudence...
Hetero-organized collaborations ex article 2, paragraph 1, legislative decree n. 81/2015 are one of the most controversial and debated point of the legislative decree on reorganization of types of labour contracts. The present paper focuses on the less discussed second paragraph of article 2 and offers some considerations on collaborations excluded from the...
Le ragioni (di un nuovo Statuto) dei diritti dei lavoratori
Vittorio Angiolini Umberto Carabelli
Riflessioni sul Tfr in occasione della sua liquidazione in busta paga (ovvero di come la formica fu indotta a diventar cicala)
Il rinnovo del ccnl per i dipendenti delle aziende del turismo
L'accordo di rinnovo del ccnl dei dirigenti del settore industria del 30 dicembre 2014
L’applicabilità al pubblico impiego privatizzato dell’art. 18 St. lav.
cassazione, N.24157-25 Novembre 2015
N:24157 - 25 Novembre 2015)
Pres. Stile, Est. Manna, P.M. Celeste (diff.) – Consorzio per l’Area di sviluppo industriale Asi di Agrigento in liquidazione Gestione separata dell’Irsap (avv. Marinelli) c. C.S. (avv. Rubino). Conf. Corte d’Appello di Palermo, 14.10.2014.
Note: L’applicabilità al pubblico impiego privatizzato dell’art. 18 St. lav.
Licenziamento individuale – Art. 18, l. n. 300/1970 – Lavoro pubblico – Applicabilità in virtù dell’art. 51, c. 2, d.lgs. n. 165/2001. Licenziamento individuale – Nullità del licenziamento – Art. 18, c. 1, l. n. 300/1970 – Altre ipotesi di nullità – Applicabilità alle cd. nullità virtuali di cui all’art. 1418, c. 1, c.c.
L’art. 18 della l. n. 300/70, come novellato dall’art. 1 della l. n. 92/12, trova applicazione ratione temporis al rapporto di lavoro di pubblico impiego cd. contrattualizzato a prescindere dalle iniziative normative di armonizzazione previste dalla legge cd. Fornero. (1) Fra gli «altri casi di nullità del licenziamento previste dalla legge», contemplati dall’art. 18, c. 1, l. n. 300/1970, cui si applica la tutela reintegratoria piena, vi è quello per contrarietà a norme imperative di cui all’art. 1418, c. 1, c.c. (2)
In tema di insussistenza del fatto nel licenziamento disciplinare
cassazione, N.20545-13 Ottobre 2015
cassazione, N.20140-25 Novembre 2015
N:20545 - 13 Ottobre 2015)
Pres. ed Est. Roselli, P.M. Ceroni (diff.) – I.F. (avv. Panici) c. T.I. Spa (avv. Maresca). Cassa Corte d’Appello di Roma, 11.11.2014.
Note: In tema di insussistenza del fatto nel licenziamento disciplinare
Licenziamento individuale – Sanzione disciplinare – Insussistenza del fatto contestato – Fattispecie di illecito – Integrazione dei suoi elementi costituitivi – Necessarietà – Reintegrazione – Ammissibilità
In tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, la mancanza degli elementi della fattispecie di illecito determina la insussistenza del fatto addebitato al lavoratore
N:20140 - 25 Novembre 2015)
Pres. ed Est. Roselli, P.M. Giacalone (conf.) – T. Spa (avv.ti Villa, Antonelli, Jandoli) c. I.I.N. (avv. Martone). Conf. Corte d’Appello di Milano, 1.4.2014.
Licenziamento individuale – Irrilevanza giuridica della condotta – Insussistenza del fatto – Equivalenza – Reintegrazione – Ammissibilità
Gli incerti confini dell’infortunio in itinere
cassazione, N.17685-7 Settembre 2015
N:17685 - 7 Settembre 2015)
Primo Pres. Rovelli, Est. Nobile, P.M. Apice (conf.) – G.R.A., in proprio nome e in nome e per conto delle figlie minori sulle quali esercita la patria potestà, G.A. e G.M. (avv. Rizzoglio) c. Inail (avv.ti Romeo, Crippa). Conf. Corte d’Appello di Milano, 14.11.2007.
Note: Gli incerti confini dell’infortunio in itinere
Infortuni e malattie professionali – Infortunio in itinere – In den niz za - bi lità – Occasione di lavoro – Nozione – Connessione con l’attività la vorativa – Fatto doloso del terzo – Insussistenza.
Va esclusa dalla tutela assicurativa la fattispecie nella quale, in sostanza, venga a mancare l’occasione di lavoro, in quanto il collegamento tra l’evento e il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro risulti assolutamente marginale e basato esclusivamente su una mera coincidenza cronologica e topografica.
cassazione, N.17436-2 Settembre 2015
N:17436 - 2 Settembre 2015)
ord. – Pres. Stile, Est. Manna, P.M. Matera (conf.) – A.T.M. - Azienda trasporti milanese Spa (avv.ti Giacchetti, Zambello) c. A.G. (avv. Civitelli). Conf. Corte d’Appello di Milano, 10.3.2013.
Note: Scarso rendimento ed eccessiva morbilità nel rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri
Parole chiave: Malattia ::
Licenziamento individuale – Rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri – Ferrovie in concessione – Esonero agente per scarso rendimento – Eccessiva morbilità – Necessità di colpa – Insussistenza – Giu stificato motivo oggettivo – Differenza dall’esonero del servizio per malattia.
Ai fini dell’esonero definitivo dal servizio dei lavoratori autoferrotranvieri dipendenti da aziende esercenti il pubblico servizio di trasporti in regime di concessione, la fattispecie dello scarso rendimento previsto dall’art. 27, lett. d, del Regolamento attuativo, all. A, al r.d. n. 148 del 1931, è ipotesi diversa e separata da quella prevista dallo stesso art. 27, lett. b, che disciplina invece la malattia. Conseguentemente, le ripetute assenze per malattia non possono considerarsi come utili ai fini della configurabilità dello scarso rendimento idoneo a giustificare l’esonero dal servizio dell’agente
Le ragioni che legittimano la reiterazione del patto di prova
cassazione, N.8237-22 Aprile 2015
N:8237 - 22 Aprile 2015)
Pres. Vidiri, Est. Maisano, P.M. Matera (conf.) – Sixty Spa (avv.ti Parenti, Cavaciuti) c. C.A. (avv. Maresca, Speziale). Conf. Corte d’Appello di L’Aquila, 7.9.2011.
Note: Le ragioni che legittimano la reiterazione del patto di prova
Parole chiave: prova ::
Patto di prova – Licenziamento individuale illegittimo – Lavoro subordinato – Violazione dell’art. 2096 c.c.
La causa del patto di prova va individuata nella tutela dell’interesse comune alle due parti del rapporto di lavoro, in quanto diretto ad attuare un esperimento mediante il quale sia il datore di lavoro che il lavoratore possono verificare la reciproca convenienza del contratto, accertando il primo le capacità del lavoratore e quest’ultimo, a sua volta, valutando l’entità della prestazione richiestagli e le condizioni di svolgimento del rapporto. È, peraltro, ammissibile il patto di prova in due contratti di lavoro successivamente stipulati tra le stesse parti, purché risponda alle suddette finalità, potendo intervenire nel tempo molteplici fattori, attinenti non solo alle capacità professionali, ma anche alle abitudini di vita o a problemi di salute
Orario di lavoro e tempo di spostamento domicilio-clienti
Corte di giustizia dell&#039;Ue, N.C-266/2014-10 Settembre 2015
La corte costituzionale nel vortice delle teorie della subordinazione
Corte costituzionale, N.76-7 Mag 2015
Articolo scritto da: Giuseppe Ferraro
N:76 - 7 Mag 2015)
Pres. Criscuolo, Est. Sciarra – interv. Presidente del Consiglio dei ministri (Avv. Stato).
Note: La corte costituzionale nel vortice delle teorie della subordinazione
Parole chiave: subordinazione ::
Lavoro subordinato – Infermieri incaricati dagli istituti di prevenzione e pena – Esclusione subordinazione – Esclusione indennità e trattamenti previdenziali – Questione infondata di costituzionalità.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 53 della l. 9.10.1970, n. 740, nella parte in cui non consente di qualificare i rapporti di lavoro degli infermieri incaricati dagli istituti di prevenzione e di pena come rapporti di lavoro subordinato e, in via gradata, nella parte in cui, anche a voler ritenere che non precluda la qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato, limita a un compenso orario la retribuzione spettante, con esclusione di ogni altra indennità o gratificazione, e di ogni trattamento previdenziale e assicurativo, in riferimento agli artt. 3, c. 1, 36, c. 1, e 38, c. 2, Cost.
Consiglio di Stato, N.4699-13 Ottobre 2015
N:4699 - 13 Ottobre 2015)
S. III – Pres. Romeo, Est. D’Alessio – Gpi Spa (avv.ti Vinti, Capotorto) c. A.O.D.G. (avv.ti Di Paolo, Meini).
Note: Quali sono i contratti collettivi applicabili nelle gare di appalto?
Parole chiave: appalti :: contratti collettivi ::
Appalto – Contratti collettivi stipulati da sindacati non comparativamente più rappresentativi – Tabelle ministeriali – Costo del lavoro – Artt. 86 e 87, d.lgs. n. 163/2006 – Dumping – Derogabilità.
La determinazione dei costi in sede di partecipazione a un appalto basata sull’applicazione di un Ccnl sottoscritto da soggetti non rappresentativi può costituire indice di inattendibilità economica dell’offerta e di lesione del principio della par condicio dei concorrenti.
Il giudizio di opposizione nel rito cd. «Fornero» non riveste natura impugnatoria
Corte costituzionale, N.78-13 Mag 2015
cassazione, N.7782-16 Aprile 2015
cassazione, N.3136-17 Febbraio 2015
cassazione, N.24790-20 Novembre 2014
cassazione, N.19674-18 Settembre 2014
N:78 - 13 Mag 2015)
Presidente CRISCUOLO - Redattore MORELLI
Note: Il giudizio di opposizione nel rito cd. «Fornero» non riveste natura impugnatoria
Parole chiave: Fornero ::
Controversie di lavoro e previdenza – Ricusazione – Licenziamento individuale – Giudizio di opposizione – Medesimo organo giudicante (persona fisica) che si è pronunciato ai sensi dell’art. 1, c. 49, l. n. 92/2012 – Obbligo di astensione – Mancata previsione – Pro ce di - men to disciplinato dall’art. 669-terdecies, c. 2, c.p.c. – Analogia – Irragionevole diversità di disciplina – Violazione degli artt. 3, 24 e 111 Cost. – Insussistenza.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 51, c. 1, n. 4, c.p.c., e 1, c. 51, l. n. 92/2012 (cd. «legge Fornero») in quanto, con il disporre – quest’ultima norma – che contro l’ordinanza di accoglimento o di rigetto di cui al c. 49 può essere proposta opposizione con ricorso contenente i requisiti di cui all’art. 414 c.p.c., da depositare innanzi al tribunale che ha emesso il provvedimento opposto, e nel contemplare – la prima norma – l’obbligo di astensione in capo al magistrato che abbia conosciuto della causa in altro grado, risulterebbero lesivi degli artt. 3, 24 e 111 Cost., nella parte in cui non prevedono l’obbligo di astensione per l’organo giudicante (persona fisica) investito del giudizio di opposizione ex art. 1, c. 51, l. n. 92/2012
N:7782 - 16 Aprile 2015)
Pres. Lamorgese, Est. Tria, P.M. Celeste (conf.) – T.I. Spa (avv.ti Maresca, Morrico, Romei, Boccia) c. F.E. (avv.ti Cossu, Bomboi, Poli). Conf. Corte d’Appello di Milano, 3.6.2014.
Controversie di lavoro e previdenza – Licenziamento individuale – Giudizio di opposizione ex art. 1, c. 51, l. n. 92/2012 – Pro se cu zio - ne del giudizio in forma ordinaria e non più urgente – Medesimo organo giudicante (persona fisica) che si è pronunciato ai sensi dell’art. 1, c. 49, stessa legge – Obbligo di astensione – Art. 51, c. 1, n. 4, c.p.c. – Insussistenza
La fase dell’opposizione ai sensi dell’art. 1, c. 51, l. n. 92/2012, non costituisce un grado diverso rispetto alla fase sommaria ex art. 1, c. 48, l. n. 92 cit., non integrando una revisio prioris instantiae, ma solo una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente; conseguentemente è da escludere che possa determinare un obbligo di astensione o la facoltà della parte di chiedere la ricusazione dello stesso magistrato (persona fisica) che abbia conosciuto della fase sommaria, al pari di quanto affermato dalla Corte costituzionale riguardo alla legittimità dell’art. 51, c. 1, n. 4. c.p.c., ove non preveda un obbligo di astensione del medesimo giudice del merito che abbia previamente concesso una misura cautelare ante causam
N:3136 - 17 Febbraio 2015)
Pres. ed Est. Roselli, P.M. Matera (diff.) – P.I. Spa (avv. Elefante) c. D.L.M. (avv.ti Lampiasi, Brocato). Cassa Corte d’Appello di Milano, 28.11.2013
Controversie di lavoro e previdenza – Licenziamento individuale – Giudizio di opposizione ex art. 1, c. 51, l. n. 92/2012 – Diverso grado di giudizio – Esclusione – Prosecuzione del giudizio in forma ordinaria e non più urgente – Medesimo organo giudicante (persona fisica) che si è pronunciato ai sensi dell’art. 1, c. 49, stessa legge – Incompatibilità – Art. 51, c. 1, n. 4, c.p.c. – Insussistenza
La fase dell’opposizione ai sensi dell’art. 1, c. 51, l. n. 92/2012, non costituisce un grado diverso rispetto alla fase sommaria ex art. 1, c. 48, l. n. 92 cit., ma solo una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente; conseguentemente non sussiste incompatibilità tra il giudice che aveva emesso l’ordinanza di cui all’art. 1, c. 49, l. n. 92, e quello competente per la trattazione del successivo giudizio di opposizione.
N:24790 - 20 Novembre 2014)
S. VI civ., ord. – Pres. Curzio, Est. Garri, P.M. Mastroberardino (conf.) – G.A. (avv. Vallebona) c. A. Spa (avv. Morrico). Conf. Tribunale di Catanzaro, 25.9.2013.
Controversie di lavoro e previdenza – Licenziamento individuale – Regolamento di competenza – Giudizio ex art. 1, c. 47, e opposizione, ex art. 1, c. 51, l. n. 92/12 – Contemporanea pendenza delle due diverse fasi – Determinazione del giudice competente – Rapporto di continenza – Irrilevanza – Criterio cronologico della prevenzione. Controversie di lavoro e previdenza – Licenziamento individuale – Giudizio ex art. 1, commi 47 ss., l. n. 92/12 – Natura sommaria e non cautelare della fase introduttiva – Efficacia di giudicato sostanziale dell’ordinanza non opposta conclusiva della prima fase – Carattere bifasico del procedimento di primo grado – Natura impugnatoria della seconda fase – Esclusione.
Tra la causa proposta con il rito di cui all’art. 1, cc. 47 ss., l. n. 92/2012, per l’accertamento della legittimità del recesso del datore di lavoro, pendente in fase di opposizione, e quella concernente l’impugnativa del medesimo licenziamento, pendente nella fase sommaria dello stesso rito dinanzi a diverso tribunale, pure in astratto territorialmente competente, sussiste un rapporto di continenza, sicché, ai fini della determinazione del giudice competente, occorre aver riguardo esclusivamente al criterio della prevenzione – avuto riguardo alla data di deposito del ricorso – a prescindere dall’individuazione della causa contenente e di quella contenuta, nonché dall’esame di profili processuali relativi alla domanda proposta davanti al giudice preventivamente adìto
N:19674 - 18 Settembre 2014)
S.U., ord. – Pres. Amatucci, Est. Amoroso, P.M. Giacalone (conf.) – A.d.F. (avv. Massi) c. M.G.d.R. (avv. Chilosi).
Controversie di lavoro e previdenza – Licenziamento individuale – Giudizio ex art. 1, commi 47 ss., l. n. 92/2012 – Regolamento di giurisdizione – Ammissibilità – Natura «semplificata» e non cautelare della prima fase
È ammissibile il regolamento di giurisdizione proposto nella prima fase del procedimento di impugnativa di licenziamento, di cui all’art. 1, cc. 47 ss., n. 92/2012, la quale, pur caratterizzata da sommarietà dell’istruttoria, ha natura semplificata e non cautelare in senso stretto, non riferendosi la sommarietà anche alla cognizione del giudice, né sussistendo un’instabilità dell’ordinanza conclusiva di tale fase, che è idonea al passaggio in giudicato in caso di omessa opposizione
Sulla «nazionalità» del sindacato nel procedimento per la repressione della condotta antisindacale
cassazione, N.11322-1 Giugno 2015
N:11322 - 1 Giugno 2015)
Pres. Macioce, Est. Blasutto, P.M. Celentano (conf.) – Slai Cobas e altri (avv. Rizzoglio) c. Fga Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Trifirò, Favalli). Cassa Corte d’Appello di Milano, 24.7.2007.
Note: Sulla «nazionalità» del sindacato nel procedimento per la repressione della condotta antisindacale
Condotta antisindacale – Legittimazione attiva – Organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse – Re qui - si to della diffusione sul territorio nazionale – Nozione – Sti pu la zio - ne del contratto collettivo – Necessità – Non sussiste
In tema di repressione della condotta antisindacale, va riconosciuta la legittimazione ad agire agli organismi locali di sindacati non maggiormente rappresentativi sul piano nazionale, né intercategoriali o aderenti a confederazioni, se il sindacato sia diffuso sul territorio nazionale, dovendosi ritenere, a tal fine, determinante lo svolgimento di effettiva azione sindacale, non su tutto, ma su gran parte del territorio nazionale. Ne consegue che la stipula di un contratto collettivo nazionale, nonostante l’indubbia rilevanza sintomatica della rappresentatività che ne discende, non costituisce l’unico elemento significativo, né lo svolgimento di effettiva attività sindacale può essere ravvisato solo nella stipulazione di un contratto collettivo esteso all’intero ambito nazionale
Il diritto all'assegno per il nucleo familiare in caso di separazione e di richiesta per i nipoti in linea retta
Corte di cassazione, N.6351-30 Marzo 2015
Corte di cassazione, N.4608-
Articolo scritto da: Federica Aramini
N:6351 - 30 Marzo 2015)
Pres. Coletti De Cesare, Est. Bronzini, P.M. Mastroberardino (conf.) – Inps (avv.ti Tadris, Sgroi) c. G.L. Conf. Corte d’Appello di Venezia, 10.3.2008.
Note: Il diritto all'assegno per il nucleo familiare in caso di separazione e di richiesta per i nipoti in linea retta
Parole chiave: sicurezza sociale :: assegni familiari ::
Assegno per il nucleo familiare – Reddito rilevante – Reddito del nucleo familiare composto dal coniuge affidatario e dai figli – Sussistenza – Reddito del coniuge legalmente separato, non affidatario, anche se titolare del diritto alla provvidenza – Esclusione.
L’Assegno per il nucleo familiare, disciplinato dall’art. 2 del d.l. 13.3.1988, n. 69, convertito in l. 13.5.1988, n. 153 – finalizzato ad assicurare una tutela in favore delle famiglie in stato di effettivo bisogno economico e attribuito in modo differenziato in rapporto al numero dei componenti e al reddito del nucleo familiare, tenendo conto dell’eventuale esistenza di soggetti colpiti da infermità o difetti fisici o mentali (e, quindi, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a un proficuo lavoro) ovvero di minorenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età –, ha natura assistenziale, sicché, ai sensi dei cc. 2 e 6 dell’art. 2, cit., il reddito rilevante ai fini dell’ammontare dell’assegno è quello del nucleo familiare
N:4608 - )
Pres. Coletti De Cesare, Est. Tria, P.M. Mastroberardino (diff.) – Inps (avv.ti Coretti, De Rose, Stumpo) c. P.M. (avv. Romeo). Cassa Corte d’Appello di Lecce, S. dist. di Taranto, 21.11.2008.
Assegno per il nucleo familiare – Pensione di reversibilità – Nipoti in linea retta – Vivenza a carico non dimostrata – Esclusione.
Il titolare di pensione di reversibilità da lavoro dipendente, in seguito al decesso del coniuge, non ha diritto a percepire l’assegno per il nucleo familiare per i nipoti in linea retta, minorenni non conviventi, se non dimostra di provvedere al mantenimento degli stessi.
Sul principio di territorialità dell'obbligo contributivo
Corte di cassazione, N.4351-4 Marzo 2015
N:4351 - 4 Marzo 2015)
Pres. Lamorgese, Est. Maisano, P.M. Servello (conf.) – Inail (avv.ti Giandomenico, Zammataro) c. Soc. P.B. Sa (avv. Sandulli) e Inps (avv.ti Sgroi, Caliulo, Maritato). Conf. Corte d’Appello di Firenze, 18.4.2009.
Note: Sul principio di territorialità dell'obbligo contributivo
Contribuzione previdenziale – Lavoratori stranieri – Unione europea – Principio di territorialità dell’obbligazione previdenziale – Lex loci laboris – Applicazione – Sussiste
In materia di contribuzione previdenziale, l’impresa straniera che operi in Italia è tenuta, in forza del principio della territorialità delle assicurazioni sociali, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori impiegati nel territorio, ancorché essi siano cittadini dello Stato di provenienza dell’impresa, salva solo l’esistenza di eventuali deroghe previste in accordi internazionali.
L'esenzione dal versamento del contributo di accesso alla mobilità e gli accordi di ristrutturazione del debito
Corte di cassazione, N.23984-11 Novembre 2014
Articolo scritto da: Agostino Di Feo
N:23984 - 11 Novembre 2014)
Pres. Coletti De Cesare, Est. Ghinoy, P.M. Ceroni (diff.) – Inps (avv.ti Sgroi, Maritato, D’Aloisio, De Rose) c. D.B. Spa (avv. Equizzi) e R.S. Spa (avv. Di Salvo).
Note: L'esenzione dal versamento del contributo di accesso alla mobilità e gli accordi di ristrutturazione del debito
Parole chiave: sicurezza sociale :: mobilità ::
Indennità di disoccupazione – Licenziamento collettivo – Esenzione dal contributo di mobilità – Ambito di applicazione – Licenziamento disposto dagli organi di una procedura concorsuale – Estensione ad altra ipotesi di continuazione dell’attività di impresa – Esclusione.
L’esenzione dal pagamento del contributo di mobilità prevista dall’art. 3, comma 3, della l. n. 223/1991 si applica nella sola ipotesi in cui il licenziamento collettivo sia disposto dagli organi di una procedura concorsuale stante la natura eccezionale e di stretta interpretazione della norma.
La legge previdenziale applicabile ai lavoratori di compagnie aeree internazionali. I casi Ryanair
Tribunale di Bologna, N.-24 Settembre 2015
Tribunale di Pisa, N.-25 Settembre 2014
Tribunale di Roma, N.-18 Giugno 2015
Articolo scritto da: Giulia Frosecchi
lavoro aereonautico internazionale
(Tribunale di Bologna
N: - 24 Settembre 2015)
S. II civ. – Est. Gattuso – M.O., J.K. e Ryanair Ltd. (avv.ti Pittarello, Barozzi) c. Direzione provinciale del lavoro di Bologna (dr.ssa Calvanese).
Note: La legge previdenziale applicabile ai lavoratori di compagnie aeree internazionali. I casi Ryanair
Assunzione – Personale aereonautico – Lavoratore residente sul territorio italiano – Datore di lavoro straniero – Luogo di lavoro – Aeromobili registrati in altro Stato membro – Individuazione luogo di denuncia del rapporto – Criterio – Occupazione prevalente – Art. 13, Regolamento n. 1408/1971 – Obbligo di comunicazione ex art. 4-bis, c. 2, d.lgs. n. 181/2000 – Non sussiste.
Il fatto che il lavoratore o la lavoratrice risiedano sul territorio italiano non obbliga il datore di lavoro straniero a effettuare le comunicazioni di cui all’art. 4-bis, c. 2, d.lgs. n. 181/2000, e art. 9-bis, c. 3, l. n. 608/1996, nel caso in cui l’attività lavorativa prevalente sia svolta su un aeromobile registrato presso altro Stato membro e il contratto sia stato perfezionato anteriormente all’entrata in vigore del Regolamento n. 465/2012.
(Tribunale di Pisa
N: - 25 Settembre 2014)
Est. Tarquini – Ryanair Ltd. (avv.ti Barozzi, Scherini) c. Inail (avv. Lo Giudice).
Contribuzione previdenziale – Personale aeronautico – Assicurazione infortuni sul lavoro e malattie professionali – Normativa applicabile – Individuazione – Art. 14, n. 2, Regolamento n. 1408/1971 – Criterio dell’occupazione in via prevalente.
L’impresa che effettua trasporti internazionali è tenuta ad assicurare i propri dipendenti presso l’Inail, se questi risiedono nel territorio italiano e sul territorio italiano svolgono mansioni in via prevalente, ai sensi dell’art. 14, n. 2, del Regolamento n. 1408/1971.
N: - 18 Giugno 2015)
Est. Emili – Ryanair Ltd. (avv.ti Barozzi, Scherini) c. Inps (avv. Teti).
Contribuzione previdenziale – Personale aeronautico – Assicurazioni obbligatorie – Regime di previdenza sociale – Individuazione – Artt. 13 e 14, Regolamento n. 1408/1971 – Abituale luogo di lavoro – Base di servizio – Principio della territorialità dell’obbligo contributivo – Art. 37, r.d.l. 4.10.1935, n. 1827 – Applicabilità
L’abituale luogo di lavoro del personale navigante di un’impresa che effettua trasporti internazionali deve essere individuato tenendo conto del luogo in cui viene svolta la parte sostanziale dell’attività del lavoratore e non quella principale. Ai fini dell’individuazione dell’abituale luogo di lavoro si deve fare riferimento al concetto di base di servizio di cui all’all. III, Capo Q, del RegolamentoCee n. 3922/91. Inoltre, per individuare la legislazione applicabile, il luogo di occupazione prevalente, collegato alla residenza del lavoratore, deve essere preferito al luogo dove ha sede la società, ai sensi dell’art. 14, par. 2, lett. a, ii, del Regolamento n. 1408/1971.
La pensione di invalidità civile per i non vedenti e l'eventuale superamento dei limiti di reddito
31 Marzo 2015, n.6482)
Pres. Curzio, Est. Arienzo – L.C.M.A. (avv. Guagliardo) c. Inps. (avv.ti Ricci, Capannolo, Pulli). Cassa Corte d’Appello di Firenze, 14.6.2012.
Articolo scritto da: Martina Tognolo