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Timestamp: 2020-04-07 07:34:12+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 13']

<b>AUTORIPARAZIONE - CONTENUTI E FINALITA' DELLA LEGGE N. 122 DEL 1992</B>
<font class="special"><b><u>SETTEMBRE 2018 - AUTORIPARAZIONE – Pubblicata la prima release del massimario dei pareri ministeriali</FONT></b></u> <img src='images/flashing_new.gif' border=0> <br><br>
È online la prima release del massimario dei pareri, circolari ed altri atti interpretativi rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico in tema di autoriparazione, aggiornata al 26 settembre 2018.<br><hr><br>
<font class="special"><b><u>MECCATRONICA - Adeguamento entro il 4 gennaio 2023</FONT></b></u> <br><br>
Ai sensi dell’articolo 1, comma 1132, alla lettera d), della legge n. 205/2017 (legge di bilancio 2018), le imprese che esercitavano le attività di meccanica/motoristica ed elettrauto potranno procedere all'adeguamento alla nuova sezione di "meccatronica" <b>entro il 4 gennaio 2023</b>.<br><hr><br>
<font class="special"><b><u>MECCATRONICA - Adeguamento entro il 4 gennaio 2018</FONT></b></u> <br><br>
Con la L. n. 224 sdel 2012 sono state modificate le norme che classificavano l’attività di autoriparazione suddividendola non più in 4 (meccanica motoristica, elettrauto, gommista, carrozzeria) ma in 3 sezioni (<b>meccatronica, gommista, carrozzeria</b>).<br>
Le imprese che esercitavano le attività di meccanica/motoristica ed elettrauto dovranno procedere all'adeguamento alla nuova sezione di "meccatronica" <b>entro il 4 gennaio 2018</b>.<br><hr><br>
Le preesistenti attività di meccanica motoristica e di elettrauto – a decorrere dal 5 gennaio 2013 - sono state pertanto unificate nella nuova sezione denominata “meccatronica”.<br><hr><br>
<font class="special"><b><u>MECCATRONICA - Formazione responsabile tecnico - Proposta di accordo Stato_Regioni </FONT></b></u> <br><br>
La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in data 19 dicembre 2013, ha approvato un proposta di accordo (13/133/CR9/C9-C11) sullo standard professionale e formativo del responsabile tecnico di attività di meccatronica. <br><hr><br>
<font class="special"><b><u>Dal Ministero chiarimenti operativi e interpretativi della L. n. 224/2012</FONT></b></u> <br><br>
E' stata pubblicata la <b>Circolare n. 3659/C del 11 marzo 2013</b> con la quale il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce le modifiche alla disciplina dell'attività di autoriparazione introdotte con la legge 11 dicembre 2012, n. 224, che ha raggruppato le due attività: "meccanica/motoristica" e "elettrauto" nell'attività di "meccatronica".<br><hr><br>
<font class="special"><b><u>Pubblicata la legge n. 224/2012, di modifica alla L. n. 122/1992</FONT></b></u> <br><br>
E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2012, la <b>L. 11 dicembre 2012, n. 224</b>, recante modifiche all'articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122.<br><hr><br>
<font class="special"><b><u>Veicoli fuori uso - Nuovi obblighi dalla legge comunitaria 2010</FONT></b></u> <br><br>
Gli autoriparatori, quando tecnicamente possibile, <b>avranno l’obbligo</b> di consegnare i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli - ad eccezione di quelli per cui è previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta - direttamente ai centri di raccolta autorizzati o agli operatori autorizzati per il trasporto e la raccolta. <br><hr><br>
<font class="special"><b><u>Nuovi adempimenti previsti dalla Legge n. 166/2009 per gli autoriparatori </FONT></b></u> <br><br>
Le imprese esercenti attività di autoriparazione <b>possono consegnare</b>, ove ciò sia tecnicamente fattibile, <b>ad un centro di raccolta</b>, direttamente, qualora iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali, ovvero avvalendosi di un operatore autorizzato alla raccolta ed al trasporto di rifiuti, <b>i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli</b>, ad eccezione di quelle per cui è previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta<br><hr><br>
<font class="special"><b><u>Le modifiche dell'articolo 19 della legge n. 241/1990 - Problematiche applicative per le attività regolamentate il cui esercizio e subordinato a verifica dei requisiti presso le Camere di Commercio</FONT></b></u> <br><br>
<font class='special'><b><u>Nuovi obblighi per le imprese di autoriparazione</b></u></font> <br><br>
Le imprese esercenti attività di autoriparazione, di cui alla legge n. 122/1992, e successive modificazioni, <b>devono consegnare</b>, ove ciò sia tecnicamente fattibile, ad un centro di raccolta dei veicoli fuori uso, direttamente, qualora iscritti all'Albo nazionale dei gestori ambientali, ovvero avvalendosi di un operatore autorizzato alla raccolta ed al trasporto di rifiuti, <b>i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli</b>, ad eccezione di quelle per cui e' previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta.<br>
Lo ha stabilito l’art. 1, comma 1, lett. a) del <b>decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135</b> – in vigore dal 26 settembre 2009 – che ha modificato l’art. 5, comma 15, del <b>D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209</b>, recante<i> “Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso”</i>.<br><br>
<b>LE IMPRESE DI AUTORIPARAZIONE - LEGGE N. 122 DEL 1992</b> <BR>
La fonte normativa è la <b>legge 5 febbraio 1992, n. 122</b>, successivamente modificata dalla legge 26 settembre 1996, n. 507, dal <b>D.P.R. 14 dicembre 1999, n. 558, art. 10</b> e infine, dalla <b>L. 11 dicembre 2013, n. 224</b>. <br>
Sono state successivamente emanate le seguenti Circolari esplicative: <br>
<b>- la n. 3286/C del 19 giugno 1992; <br>
- la n. 3348/C del 28 settembre 1994; <br>
- la n. 3637/C del 10 agosto 2010;<br>
- la n. 3653/C del 2 luglio 2012;<br>
- la n. 3659/C del 11 marzo 2013</b>.<br><br><br>
<font class='special'><b>2. <u>Ambito di applicazione </b></u><br></font><br>
Secondo quanto stabilito dall'<b>art. 1, comma 3, della L. n. 122 del 1992</b>, l'attività di autoriparazione si distingueva nelle attività di: <br>
a) meccanica-motoristica; <br>
b) carrozzeria; <br>
c) elettrauto; <br>
d) gommista. <br><br>
Successivamente, la <b>legge 11 dicembre 2012, n. 224</b>, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2012, ha sostituito tale comma stabilendo che l’attività di autoriparazione si distingue nelle attività di:<br><b>
a) meccatronica;<br>
b) carrozzeria;<br>
c) gommista</b>.<br>
Vengono così unificate, in una nuova categoria detta <b>«meccatronica»</b>, le due preesistenti attività di <b>meccanico-motorista</b> ed <b>elettrauto</b>.<br><br>
Con l'articolo 2 viene previsto che le Regioni e Province Autonome, entro sei mesi, dovranno <b>adeguare i programmi e le modalità di svolgimento dei corsi regionali</b> alle nuove disposizioni.<br>
All'articolo 3 vengono poi dettate le<b> disposizioni transitorie</b>, prevedendo che le imprese di autoriparazione abilitate alle attività di meccanica e motoristica e di elettrauto, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge n. 122/1992, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge (5 gennaio 2013), <b>possono proseguire, per i cinque anni successivi</b> alla medesima data di entrata in vigore, l’attività suddetta.<br><br>
Rientrano nell'attività di autoriparazione <b>tutti gli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di qualsiasi componente, anche particolare, dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, nonché l'installazione, sugli stessi veicoli e complessi di veicoli a motore, di impianti e componenti fissi</b>. <br>
Rientrano inoltre gli interventi specialistici su autoveicoli quali: <b>interventi su radiatori, carburatori, pompe di iniezione, benzina e diesel, impianti di climatizzazione, impianti per alimentazione GPL o metano, freni e balestre, impianti frigoriferi, impianti di sollevamento, impianti telefonici e musicali, assetti sportivi e carrozzeria speciale</b>.<br><br>
<b>Non rientrano</b> le attività di lavaggio, di rifornimento di carburante, di sostituzione del filtro dell’aria, del filtro dell’olio, dell’olio lubrificante e di altri liquidi lubrificanti o di raffreddamento. <br><br>
<b>Non rientrano</b>, inoltre, le attività di autoriparazione effettuate esclusivamente su autoveicoli o motoveicoli non autorizzati a circolare su strada, come ad auto e moto da competizione, go-kart, ecc... <br><br>
È previsto anche una speciale abilitazione per l’esercizio dell’attività di riparazione per uso interno avente carattere strumentale o accessorio, per le imprese che svolgono in prevalenza commercio e noleggio di veicoli, quelle di autotrasporto merci conto terzi iscritte all’albo di cui all’articolo 12 della legge 6 giugno 1974, n. 298, nonché ogni altra impresa o organismo di natura privatistica che svolga attività di autoriparazione per esclusivo uso interno. <br><br>
Ogni impresa può ottenere le abilitazioni per uno o più settori in relazione all’attività di autoriparazione esercitata. <br>
Salvo il caso di operazioni strumentali o accessorie strettamente connesse all’attività principale, non è consentito l’esercizio delle attività previste dall’art. 1, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 122, senza la relativa specifica iscrizione. <br><br><br>
<font class='special'><b>3. <u>Requisiti richiesti</b></u><br></font> <br>
I requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività di autoriparazione sono di ordine generale, di ordine morale e di ordine tecnico-professionale. <br>
Le imprese che esercitano attività di autoriparazione devono designare <b>un responsabile tecnico per ciascuna unità operativa</b> (officina). <br>
E’ ammesso un solo responsabile tecnico per due officine soltanto se le stesse sono contigue o comunque molto vicine, in modo che possa sovrintendere ad entrambe agevolmente. <br>
Non può essere preposto alla gestione tecnica un consulente o un professionista esterno. <br>
Il responsabile tecnico, infatti, <b>deve avere un rapporto di immedesimazione con l'impresa</b>, inteso come vincolo stabile e continuativo, che comporti un rapporto diretto con la struttura operativa dell'impresa e lo svolgimento di un costante controllo circa il rispetto della normativa tecnica vigente impegnando l'impresa con il proprio operato e le proprie determinazioni limitatamente agli aspetti tecnici dell'attività. <br>
Il responsabile tecnico può pertanto essere: <br>
Ai sensi dell’art. 2 della L. n. 443/1985 le imprese artigiane possono individuare il responsabile tecnico per le ditte individuali esclusivamente nella persona del titolare, per le società nella persona di un socio partecipante alle lavorazioni e iscritto nei relativi elenchi assistenziali e previdenziali. <br><br>
Per svolgere l´attività di autoriparazione sono necessari i seguenti requisiti: <br>
<b>1 - <u>REQUISITI D´IMPRESA</u></b><br>
Ai fini della denuncia di inizio attività l´impresa deve:<br><i>
• rivolgersi alla Camera di Commercio della provincia dove intende svolgere l´attività;<br>
• presentare la designazione di un Responsabile Tecnico per ogni officina</i>.<br><br>
<b>2 - <u>REQUISITI DEL RESPONSABILE TECNICO</u></b><br>
Il responsabile tecnico deve possedere requisiti sia personali sia professionali.<br><br>
<b>2.1. REQUISITI PERSONALI</b><br>
&#9702; essere cittadino italiano o di stato membro della CEE oppure essere in possesso del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, dipendente e per motivi di famiglia;<br>
&#9702; non aver riportato condanne definitive per reati commessi nell´esecuzione degli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di veicoli a motore per i quali è prevista una pena detentiva.<br><br>
<b>2.2. REQUISITI PEOFESSIONALI</B><BR>
&#9702; Laurea o diploma di istruzione secondaria di secondo grado in materia tecnica attinente l´attivita`<br><i>
oppure</i><br>
&#9702; titolo di studio a carattere tecnico-professionale ed un anno di lavoro, negli ultimi cinque, come operaio qualificato, socio, titolare, coadiuvante presso impresa operante nel settore;<br><i>
&#9702; un corso regionale teorico-pratico seguito da almeno un anno di lavoro, negli ultimi cinque, come operaio qualificato, socio, titolare, coadiuvante, presso impresa operante nel settore;<br><i>
&#9702; svolgimento dell´attività, per tre anni negli ultimi cinque, come operaio qualificato, socio, titolare, coadiuvante, presso un´impresa operante nel settore.<br><br>
. Se vuoi <b>scaricare il documento</b>, clicca <a href =' https://www.ra.camcom.gov.it/registro-imprese/istruzioni-deposito-pratiche/titoli-di-studio-idonei-per-le-attivita-di-cui-alla-l.-122-1992-d.m.-37-2008-l.-82-1994 '> <b>QUI.</a></b> <br><br><br>
<font class='special'><b>4. <u>Modalità di denuncia</b></u><br></font><br>
<font class='special'><b>5. <u>Sanzioni</b></u><br></font><br>
Le province e i comuni vigilano sull’applicazione della Legge. <br>
Le sanzioni per l'esercizio abusivo dell'attività di autoriparazione sono sontenute nell'art. 10 della legge n. 122/1992 e sono così suddivise:<br>
1) L’esercizio dell’attività di autoriparazione da parte di impresa <b>non in possesso dei prescritti requisiti personali e tecnico-professionali</b> è punito con la sanzione amministrativa da euro 5.164,57 a euro 15.493,71 e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l’attività illecita. <br><br>
2) L’<b>esercizio, da parte di un’impresa, di un’attività diversa da quella per la quale ha ottenuto il riconoscimento dei requisiti personali e tecnico-professionali</b> è punita con la sanzione amministrativa da euro 2.582,28 a euro 7.746,85 e la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l’attività illecita. <br><br>
3) Il proprietario o possessore di veicoli o complessi di veicoli a motore che, per la manutenzione e riparazione degli stessi, <b>non si avvale di imprese in possesso dei suddetti requisiti personali e tecnico-professionali</b>, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51,65 a euro 258,23. <br><br>
Anche in questo caso si applica il disposto di cui all'art. 16 della Legge n. 689/1981, secondo il quale<i> "E' ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo oltre alle spese del procedimento, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione"</i>.<br><br>
Pertanto:<br>
•	nel caso di cui al punto 1, la misura ridotta da pagare è di <b>euro 5.164,00</b>;<br>
•	nel caso di cui al punto 2, la misura ridotta da pagare è di <b>euro 2.582,00</b>;<br>
•	ne caso di cui al punto 3, la misura ridotta da pagare è di <b>euro 86,00</b>.<br><br>
Nei casi di cui ai punti 1) e 2) è prevista la sanzione accessoria della <b>confisca delle attrezzature</b> utilizzate per l'esercizio dell'attività abusiva, per cui è necessario procedere al sequestro delle attrezzature ai sensi dell'art. 13 della legge n. 689/1981.<br><br>
Le <b>autorità competenti</b> ad emettere le sanzioni in questione sono:<br>
1) per le imprese artigiane: la Regione o ente delegato;<br>
2) per le imprese non artigiane: la Camera di Commercio.<br><br>
I <b>proventi delle sanzioni amministrative</b> in questione sono destinati:<br>
1) per le imprese artigiane: alla Regione o ente delegato;<br>
2) per le imprese non artigiane: allo Stato (con il Modello F23).<br><br>
Contro la eventuale sanzione rilevata da un organo di vigilanza (Carabinieri, Vigili urbani, ecc.) è ammesso <b>ricorso al Giudice di Pace</b>.<br><br>
Date 2013-12-28 19:28:53