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Timestamp: 2018-03-24 09:37:10+00:00
Document Index: 10334950

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 144', 'art. 354', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 144', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 149', 'sentenza ', 'art 2054', 'art. 149']

Sinistro stradale e indennizzo diretto: si alla citazione del danneggiante | Salvis Juribus
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Pubblicato 27 September 2017 | by Giuseppe Di Micco | in RCA
La procedura di risarcimento diretto prevista dall’art. 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, cd. Codice delle Assicurazioni Private, è stata oggetto di una recente ordinanza della Cassazione del 20 settembre 2017, n. 21896. Tale procedura permette che il danneggiato di un sinistro stradale possa agire direttamente nei confronti della propria compagnia assicuratrice, che a sua volta, liquidato il danno, si rivarrà nei confronti della compagnia con la quale è assicurato il veicolo di colui che ha causato il danno in un sinistro stradale.
Ora nel caso dell’instaurazione di un giudizio per indennizzo diretto, va citato il responsabile civile? O è sufficiente solo la citazione della propria compagnia assicuratrice? Per la Cassazione vale la prima ipotesi. Anzi, sussiste litisconsorzio necessario, analogamente a quanto previsto dall’art. 144, comma 3, del medesimo decreto, nei confronti del danneggiante responsabile».
Infatti, già in sede di gravame, il Tribunale di Roma aveva dichiarato la nullità del giudizio di primo grado, e disposto il rinvio della causa al Giudice di pace ai sensi dell’art. 354 c.p.c., per mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di un soggetto da ritenere litisconsorte necessario.
La Suprema Corte, nel rigettare il ricorso, osserva che la questione in esame consiste nello stabilire se nella particolare procedura di risarcimento diretto introdotta dall’art. 149 del d.lgs. n. 209 del 2005, che introduce una novità rispetto al sistema precedente, continui a sussistere il litisconsorzio necessario del danneggiante; oppure se, come vorrebbe il ricorrente, l’unico soggetto legittimato passivo sia l’assicuratore dello stesso danneggiato nei cui confronti quest’ultimo si rivolge. “”l’azione diretta di cui al D.Lgs. n. 209 del 2005, art. 149, non origina dal contratto assicurativo, ma dalla legge, che la ricollega al verificarsi del sinistro a certe condizioni, assumendo l’esistenza del contratto assicurativo solo come presupposto legittimante, sicché la posizione del danneggiato non cessa di essere originata dall’illecito e di trovare giustificazione in esso, assumendo la posizione contrattuale del medesimo verso la propria assicurazione soltanto la funzione di sostituire l’assicurazione del danneggiato a quella del responsabile nel rispondere della pretesa risarcitoria. Ne consegue che la posizione del danneggiato resta quella di chi ha subito un illecito civile …”
Ed ancora il risarcimento diretto “si fonda su una sorta di accollo ex lege a carico dell’assicuratore del danneggiato del debito che sarebbe gravante sul responsabile e sull’assicuratore di quest’ultimo. Il risarcimento diretto, per la Cassazione, è “per certi versi, identico a quello preesistente; ed infatti l’articolo 144 comma 3 (…) dispone che, quando la vittima propone l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile, ha l’obbligo di convenire altresì, quale litisconsorte necessario, il responsabile del sinistro, identificato dal proprietario del mezzo. L’azione che la legge offre al danneggiato nei confronti del proprio assicuratore non è diversa da quella regolata dall’art. 144; (…) ne dà conferma in tal senso il comma 6 dell’articolo 149 il quale attribuisce alla vittima la stessa azione regolata dalla norma precedente”.
Inoltre, a rafforzamento dell’argomentazione degli ermellini, si ribadisce che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 180 del 2009, ha posto in luce quali siano le effettive finalità della procedura di risarcimento in questione, rilevando che essa «non rappresenta una diminuzione di tutela, ma un ulteriore rimedio a disposizione del danneggiato».
In conclusione, quindi, appare evidente che le stesse finalità individuate dalla precedente giurisprudenza sull’art. 23 della legge n. 990 del 1969 continuano a sussistere anche nella procedura di risarcimento diretto. È vero che il litisconsorzio necessario rischia di appesantire la procedura; ma ciò trova un evidente bilanciamento nella necessità di evitare che il danneggiante responsabile possa affermare l’inopponibilità, nei suoi confronti, dell’accertamento giudiziale operato verso l’assicuratore del danneggiato, posto che i due assicuratori dovranno necessariamente regolare tra loro i relativi rapporti (art. 149, comma 3, cit.). All’esito, la Corte ha cassato con rinvio la sentenza del Tribunale di Roma.
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