Source: http://dnn5.regione.marche.it/Regione-Utile/Enti-Locali-e-Pubblica-Amministrazione/Cooperazione-decentrata-e-relazione-con-gli-enti-locali
Timestamp: 2020-02-27 04:51:54+00:00
Document Index: 165960529

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.28', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 114', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 9', 'art.44', 'art.29', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art.6', 'art.16', 'art.6', 'art.16', 'art.10', 'art.6', 'art.12', 'art.21', 'art.24', 'art.26', 'art.5', 'art. 31', 'art.6', 'art.6', 'art.6', 'art.6', 'art.6', 'art.9', 'art.6', 'art.6', 'art.12', 'art.66', 'art.1', 'art.7', 'art.7', 'art.7', 'art.6', 'art.3', 'art.6', 'art.6', 'art.10', 'art.6', 'art.8', 'art.19', 'art. 2', 'art.7', 'art.7', 'art.6', 'art.8', 'art. 133', 'art. 14', 'art. 117', 'art. 118', 'art.28', 'art.16', 'art.37', 'art.2', 'art.1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 26', 'art.13', 'art.14', 'art.6', 'art.1', 'art.5', 'art.32', 'art.2', 'art.14', 'art.30', 'art. 33', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'art. 5', 'art.5', 'art.36', 'art.36', 'art.5', 'art.14', 'art.22', 'art. 20', 'art.2', 'art. 19', 'art.1', 'art. 21', 'art.19', 'art. 28', 'art.5', 'art. 1', 'art.3', 'art.18', 'art.1', 'art.81', 'art.4']

Regione Utile / Enti Locali e Pubblica Amministrazione / Cooperazione decentrata e relazione con gli enti locali
PROGRAMMI PER GLI ENTI LOCALI
Semplificazione organizzativa della P.A.
Relazioni sull'attività delle Camere di Commercio
Numero dei Consiglieri comunali
Carta di Fonte Avellana
La riforma delle Unioni montane
Classificazione territori montani
Funzioni conferite alle Unioni montane
Soppressione delle Comunità montane
Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha istituito il Fondo per la progettazione degli enti locali, con una dotazione di 30 milioni di euro nel triennio, ai sensi dell'art. 1, commi 1079 e seguenti, legge 27/12/2017, n. 205, per cofinanziare progetti di fattibilità e progetti definitivi degli enti locali per opere di messa in sicurezza di edifici e strutture pubbliche.
Le modalità di assegnazione e di rendicontazione dei cofinanziamenti, con decreto ministeriale, sono in corso di approvazione.
I Comuni e le Province possono cogliere le opportunità di finanziamento seguendo il processo di approvazione del decreto Ministeriale ed approntando una programmazione delle opere pubbliche che consenta di accedere ai benefici.
Per informazioni ed approfondimenti, è possibile contattare gli uffici Ministeriali e Regionali competenti.
Ufficio Enti locali, integrazione e semplificazione dei servizi territoriali
Massimo Grandicelli
L’articolo 1, comma 319, della legge 228/2012 istituisce il fondo nazionale integrativo destinato ai Comuni classificati come totalmente montani. Con decreto del Ministero per gli Affari regionali sono individuati e finanziati annualmente i progetti di sviluppo socio – economico, anche pluriennali, di carattere straordinario, nel rispetto dei criteri e delle modalità indicate nel Decreto del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie del 16 gennaio 2014.
Il bando è gestito dal Dipartimento per gli Affari regionali con la collaborazione delle Regioni.
Collegamento all'avviso di pubblicazione del bando statale annualità 2018, 2019 e residui 2014-2017
Collegamento all'avviso di pubblicazione del bando statale annualità 2014 - 2017.
In questa pagina web saranno riportati gli aggiornamenti relativi alla procedura, con particolare riferimento alle fasi di competenza regionale. Il ruolo della Regione è circoscritto alla ricezione delle domande di finanziamento, alla relativa istruttoria e alla trasmissione della proposta di graduatoria dei progetti ammissibili al Ministero per l’approvazione.
Con Intesa del 18/12/2014, rep. 155/CU è stata approvata una griglia di criteri per la valutazione dei progetti ammissibili al finanziamento e la previsione che i Comuni siano suddivisi in classi di svantaggio. Con successiva Intesa del 6/4/2017, la Conferenza Unificata ha condiviso la griglia di criteri di valutazione dei progetti e i tetti di spesa da utilizzare per la formazione delle graduatorie relative al Bando per le annualità 2014 - 2017.
La selezione dei progetti avviene all’interno della classe più svantaggiata dei Comuni. Le classi di svantaggio sono annualmente aggiornate in modo da favorire la partecipazione di tutti i Comuni mediante rotazione, inserendo i Comuni beneficiari dei fondi statali in questione nell’anno precedente nella classe di minor svantaggio. I Comuni sono invitati a presentare progetti, nel rispetto delle disposizioni previste nel bando statale.
Le fasi di competenza regionale saranno gestite dalla P.F. Enti locali e semplificazione, con la collaborazione delle strutture regionali competenti nelle materie oggetto di intervento.
DECENTRAMENTO E CONSULENZA
Il conferimento di funzioni agli enti locali avviene nell'ambito di forme di coordinamento, di assistenza tecnica e di consulenza della Regione agli enti locali, nel rispetto dei principi contenuti nel Titolo V° della Costituzione, nella legge 59/97, nel d.lgs. 112/98, e nella l.r. 10/99.
La concertazione con gli enti locali è svolta nell'ambito di incontri istituzionali, tecnici e delle Giunte regionali itineranti nel territorio, che promuovono la risoluzione di bisogni territoriali attraverso un approccio di governance multilivello.
La Regione, inoltre, garantisce agli enti locali le funzioni di coordinamento e di consultazione, mediante il Consiglio delle Autonomie locali (l.r. 4/2007), il Comitato d'intesa (l.r. 20/95) e il Gruppo di lavoro Regione - enti locali (costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 80/Pres. del 04/04/2011).
La Regione esercita funzioni di assistenza, indirizzo e consulenza, per favorire l'esercizio associato di funzioni e di servizi ed il corretto esercizio delle funzioni di interesse regionale e di quelle decentrate. La consulenza giuridica si svolge mediante atti di indirizzo interpretativo delle disposizioni di interesse regionale e con il rilascio di pareri scritti, o attraverso consultazioni finalizzate alla ricerca di possibili soluzioni a problemi operativi mediante richiesta di informazioni. La consulenza mediante pareri si svolge senza riferimenti a casi specifici, esclusivamente attraverso l'interpretazione delle norme giuridiche, e senza procedere ad un autonomo accertamento delle situazioni di fatto, trattando la fattispecie così come delineata nei quesiti.
Ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 7/2003, l'attività di consulenza può essere richiesta con quesiti firmati dai Sindaci, dai Presidenti delle Province, dagli Assessori comunali o provinciali, ovvero dai Presidenti dei Consigli comunali o provinciali, o dai Consiglieri, nella misura di almeno un quinto dei componenti dei rispettivi organi collegiali. La richiesta di consulenza deve contenere in merito alla questione oggetto del quesito l'orientamento del segretario dell'ente locale o comunque della struttura comunale competente. In base alla delibera di Giunta regionale n. 100/2018 (cfr. prec. DGR n.769/2006), i quesiti debbono essere inoltrati ai Servizi regionali competenti per materia, i quali forniscono la richiesta consulenza avvalendosi, nei casi di particolare complessità, concernenti l'interpretazione delle norme, della collaborazione della struttura regionale competente in materia di attività istituzionali, legislative e legali, la quale, a sua volta, in presenza di questioni che rendano opportuna l'adozione di atti rivolti alla generalità degli enti locali, può predisporre specifici atti di indirizzo da sottoporre all'approvazione della Giunta regionale, ai sensi dell'art.28, lettera i), dello Statuto regionale.
Con le politiche per il federalismo fiscale, è perseguito l'obiettivo dell'autonomia finanziaria degli enti locali, in modo che possano disporre di risorse economiche certe e derivanti da tributi propri o da compartecipazioni al gettito di tributi erariali, al fine di esercitare al meglio le funzioni proprie e quelle conferite. Il federalismo supera la logica dei trasferimenti di risorse economiche dallo Stato centrale alle Autonomie locali, sulla base della spesa storica, per responsabilizzare i centri di spesa. Le funzioni fondamentali sono gestite dagli enti locali con le risorse economiche fiscali prodotte nei rispettivi territori, mentre la garanzia dei livelli essenziali dei servizi pubblici nei territori con minore capacità contributiva avviene mediante fondi perequativi, finanziati con una quota delle entrate tributarie, per compensare gli squilibri tra le entrate e le spese ai fini della gestione delle funzioni obbligatorie. La copertura del fabbisogno è garantita solo per i servizi essenziali. Il fondo perequativo finanzia i maggiori costi oggettivi sostenuti per le funzioni essenziali degli enti locali.
Il federalismo fiscale mira a dare attuazione all'art. 119 della Costituzione che sancisce I'autonomia finanziaria di entrata e di spesa per i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni. L'attuazione dell'art. 119 completa iI processo di revisione costituzionale contenuto nella legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001 (riforma del Titolo V della Costituzione) che ha dato un nuovo assetto al sistema delle autonomie territoriali, collocando gli enti territoriali al fianco dello Stato, come elementi costitutivi della Repubblica, ai sensi dell'art. 114 della Costituzione. L'attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione è contenuta nella legge n. 131 del 2003 mentre le linee procedurali sono state definite dall'accordo interistituzionale del 20/6/2002. A seguito della legge 5 maggio 2009, n. 42 "Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 103 del 6 maggio 2010) sono stati approvati i seguenti decreti attuativi.
NORMATIVA - FEDERALISMO
Legge 42/2009 - D.lgs 216/2010 - Costi standard di Comuni e Province - D.lgs 23/2011 - Federalismo municipale - D.lgs 68/2011 - Federalismo regionale - D.lgs 85/2010 - Federalismo demaniale - D.lgs 91/2011 Adeguamento sistemi contabili - D.lgs 61/2012 - Roma Capitale - Legge 85/2011 Proroga termini deleghe federalismo - D.lgs 149/2011 - Meccanismi sanzionatori e premiali
APPROVAZIONE MODULISTICA REGIONALE ATTIVITA' PRODUTTIVE ED EDILIZIA
La Giunta regionale ha approvato il 20 giugno 2017, con le delibere n. 634 e n. 670, gli adeguamenti ai contenuti informativi dei moduli unificati e standardizzati, approvati con l’Accordo in Conferenza Unificata del 4 maggio 2017 (rep. 46/CU) pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 giugno, relativamente alle attività commerciali e assimilate e all’edilizia .
Si riportano i collegamenti da cui scaricare la modulistica approvata con DGR 634 in materia di attività commerciali e assimilate, nonché la modulistica in materia edilizia, approvata con DGR n. 670.
Si ricorda che l’Accordo è attuativo dell’art. 2 del d. lgs. 126/2017 e dell’art. 24, commi 2-bis, 3 e 4 del d.l. 90/2014 e prevede all’art. 1 che i Comuni adeguino la modulistica entro il 30 giugno 2017. Si raccomanda la pubblicazione della modulistica comunale sui siti istituzionali e l’adozione di ogni altra iniziativa volta ad assicurare la massima diffusione dei modelli.
Con DGR n. 842 del 24/7/2017 sono stati approvati i moduli unificati e standardizzati in materia di attività commerciali e assimilate ai sensi dell'art. 9, comma 2, lettera c) del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n. 281 in attuazione dell'Accordo del 4 maggio 2017 in Conferenza Unificata.
Con DGR n. 435 del 3/4/2018 sono stati approvati i moduli unificati e standardizzati per la presentazione di segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia di commercio all'ingrosso, facchinaggio, imprese di pulizia e agenzia di affari - Specifiche tecniche informatiche e l'integrazione della modulistica commercio e somministrazione di alimenti e bevande.
La classificazione dei Comuni montani, in attuazione dell’art.44 della Costituzione, è stata operata con la legge 991/1952, ai sensi della quale le Commissioni censuarie provinciali e la Commissione censuaria nazionale hanno classificato i territori principalmente su due parametri: uno altimetrico e l’altro economico legato al reddito imponibile medio per ettaro. Tale classificazione è stata recepita nella legge 1102/1971.
L’art.29, comma, 1, lettera a) legge n. 142/1990 del 1990 ha abrogato le disposizioni della legge 991/1952 concernenti la classificazione dei territori montani, aprendo di fatto un vuoto normativo.
La legge 97/1994 ha riconosciuto la classificazione abrogata all’art. 1, comma 3, che prevede “Quando non diversamente specificate, le disposizioni della presente legge si applicano ai territori delle comunità montane ridelimitate ai sensi dell’art. 28 della legge 8 giugno 1990, n. 142. Ai fini della presente legge, per ‘comuni montani’ si intendono ‘comuni facenti parte di comunità montane’ ovvero ‘comuni interamente montani classificati tali ai sensi della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, e successive modificazioni’ in mancanza della ridelimitazione”. Pertanto, le risorse nazionali destinate alla montagna si riferiscono esclusivamente ai territori classificati montani ai sensi della legge n. 991 del 1952.
L’art. 28 del decreto legislativo 267/2000 prevede che: “Gli interventi finanziari disposti dalle Comunità montane e da altri soggetti pubblici a favore della montagna sono destinati esclusivamente ai territori classificati montani”.
La legge 97/1994 prevede benefici fiscali e in termini di semplificazione delle attività economiche nei comuni classificati come montani.
L’art. 2, comma 187, della legge 191/2009 stabilisce che “a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, lo Stato cessa di concorrere al finanziamento delle comunità montane previsto dall'articolo 34 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 e dalle altre disposizioni di legge relative alle comunità montane. Nelle more dell'attuazione della legge n. 5 maggio 2009, n. 42, il 30 cento delle risorse finanziarie, di cui al citato articolo 34 del decreto legislativo n. 504 del 1992 e citate disposizioni di legge relative alle comunità montane, è assegnato ai comuni montani e ripartito tra gli stessi con decreto del Ministero dell’interno. Ai fini di cui al secondo periodo sono considerati comuni montani i comuni in cui almeno il 75 per cento del territorio si trovi al di sopra dei 600 metri sopra il livello del mare”.
Le aree interne sono diversamente classificate ai fini della Strategia per le aree interne ricompresa nel Piano nazionale di Riforma dell’Italia rilevante ai fini del riparto dei fondi FESR.
Ai fini dell’applicazione della normativa regionale in materia di zone montane, l’art. 3 della L.R. 18/2008 individua criteri specifici, in attuazione dei quali sono stati individuati gli ambiti territoriali montani di cui all’Allegato A alla predetta legge regionale.
FUNZIONI CONFERITE UNIONI MONTANE
(Nota: per tutte le funzioni, esercitate negli ambiti territoriali di cui all'Allegato A alla L.R. 18/2008, ai sensi dell'art. 5, commi 7 e 11, L.R. 35/2013, sono finanziati e realizzati progetti o programmi in base alle risorse disponibili a livello regionale, comunale e nei Programmi Leader, PSR, FESR, fondi ministeriali per il dissesto idrogeologico, Patti territoriali, ecc..Oltre alle funzioni conferite con legge, le Unioni montane esercitano funzioni di ambito territoriale sociale ed altre funzioni conferite dai Comuni).
Progettazione ed affidamento dei lavori da realizzare nel demanio forestale regionale (art.6 comma 1 lett. a, l.r. 18/08; art.16 comma 1 della l.r. 6/2005; PSR Regione Marche);
Rendicontazione alla Regione dei lavori finanziati e realizzati nel demanio forestale regionale (art.6 comma 1 lett. a, l.r. 18/08; art.16 comma 1 della l.r. 6/2005; PSR Regione Marche);
Autorizzazioni ai tagli boschivi in aree soggette al vincolo idrogeologico (art.10 comma 2 l.r. 6/2005; art.6 comma 1 lett. b l.r. 24/98);
Rilascio del parere ai fini della riduzione di superfici boscate (art.12 comma 1 l.r. 6/2005);
Autorizzazione all’abbattimento degli alberi ad alto fusto (art.21 l.r. 6/2005);
Autorizzazione all’estirpazione delle siepi (art.24 comma 2 l.r. 6/2005);
Autorizzazione all’abbattimento o all’esecuzione di interventi sulle formazioni vegetali monumentali (art.26 comma 2 l.r. 6/2005);
Proposizione di progetti per l’eco - certificazione forestale (art.5 comma 5 l.r. 6/2005);
Accertamento ed irrogazione delle sanzioni amministrative per violazione delle leggi in materia di tagli boschivi (art. 31 l.r. 6/2005);
Progettazione ed affidamento dei lavori per il miglioramento forestale, interventi selvicolturali di prevenzione degli incendi boschivi, ricostituzione dei boschi degradati, prevenzione e cura dei dissesti sulle superfici forestali e le cure colturali ai boschi esistenti (art.6 comma 1 lettera d, punto 1 l.r. 18/08);
Progettazione ed affidamento dei lavori per la realizzazione e attrezzatura di sentieri e punti di osservazione a scopo ricreativo, didattico e culturale, compresi percorsi e punti attrezzati per disabili (art.6 comma 1 lettera d, punto 2 l.r. 18/08);
Progettazione ed affidamento dei lavori per la manutenzione della viabilità di servizio forestale, compresi i sentieri e le mulattiere (art.6 comma 1 lettera d, punto 3; l.r. 18/08);
Progettazione ed affidamento dei lavori di sistemazione idraulico-forestale, con particolare riguardo ai terreni in frana e al consolidamento delle pendici (art.6 comma 1 lettera d, punto 4 l.r. 18/08);
Progettazione ed affidamento dei lavori di rinaturalizzazione dei corsi d’acqua principali e secondari tramite costituzione di boschetti di ripa, sistemazione naturalistica delle rive, demolizione di opere sistematorie dannose o inutili, realizzazione di interventi che favoriscono l’ittiofauna (art.6 comma 1 lettera d, punto 5 l.r. 18/08);
FUNZIONI CONFERITE CON LEGGE STATALE
Approvazione delle proposte di costituzione di consorzi forestali e di convenzioni fra privati per la gestione del patrimonio forestale non demaniale mediante convenzioni (art.9 legge 97/94).
Autorizzazioni agli organismi che amministrano usi civici e domini collettivi ai fini della modifica delle destinazioni agrarie delle terre d’uso civico, delle concessioni a terzi di aree; di accertamento e di liquidazione (art.6, comma 1, lett. c l.r. 18/08; art.6 comma 1 lett. d, l.r. 24/98; art.12 legge 97/94; art.66 DPR 616/77; art.1 legge 1766/1927; R.D. 332/1928);
Approvazione dei bilanci preventivi, dei i conti consuntivi, degli statuti, dei regolamenti e delle dotazioni organiche del personale degli organismi che amministrano usi civici e domini collettivi (art.7 comma 1 l.r. 13/2004);
Ispezioni per accertare il regolare funzionamento degli organismi che amministrano usi civici e domini collettivi con eventuale nomina, previa diffida, di un commissario per l'adozione degli atti obbligatori per disposizioni di legge o di regolamento, quando gli amministratori ne rifiutino o ritardino il concepimento (art.7 comma 3 l.r. 13/2004);
Rimozione degli organi di amministrazione degli enti che amministrano usi civici e domini collettivi per gravi violazioni di legge o di regolamento (art.7 comma 3 l.r. 13/2004).
Affidamento del servizio di prevenzione e spegnimento degli incendi boschivi (art.6 comma 1 lett. d l.r. 18/08; art.3 comma 4; 4 comma 5; 8 comma 3, legge 353/2000; );
Concessione di contributi per l’incentivazione delle attività di protezione, conservazione e valorizzazione dello spazio naturale, per lo sviluppo di colture alternative, il recupero e la valorizzazione delle produzioni tipiche montane, dei beni storici e culturali in circuiti sovra comunali (art.6 comma 1 lettera d, punto 9 l.r. 18/08);
Promozione di interventi volti allo sviluppo delle fonti energetiche alternative (art.6, comma 1 lettera d punto 10; art.10 legge 97/94);
Concessione di aiuti alle iniziative di natura economica, in particolare di quelle cooperativistiche, idonee alla valorizzazione delle risorse montane (art.6 comma 1 lettera e l.r. 18/08);
Concessione di contributi per l’acquisto o la manutenzione di immobili ai fini dell’incentivazione all’insediamento ed alla permanenza nelle zone montane (art.8 l.r. 18/08; art.19 legge 97/94);
Concessione di di contributi per spese di allacciamento elettrico e telefonico a carico degli operatori agricoli al fine di consentire migliori condizioni di abitabilità dei territori montani isolati (art. 2 comma 2 lettera a) della legge n. 1102/71);
Concessione di contributi ai privati per piccole opere ed attività di manutenzione ambientale concernenti proprietà' agro – silvo – pastorali (art.7 comma 3 legge 97/1994).
Valutazione d’incidenza dei progetti nei siti della Rete Natura 2000 ai sensi dell’articolo 24 della l.r. 6/2007;
Concessione di contributi per piccole opere di manutenzione ambientale (art.7 l.r. 18/08);
Approvazione del piano generale di sviluppo e dei piani annuali di intervento delle Comunità montane (art.6 legge 1102/71);
Rilascio del parere obbligatorio ai fini della costituzione e sulla regolamentazione delle aziende faunistico venatorie (art.8 legge 97/94).
Collegamento al sito del Dipartimento per gli affari regionali.
L’articolo 1, comma 319, della legge 228/2012 istituisce il fondo nazionale integrativo destinato ai Comuni classificati come totalmente montani.
Con decreto del Ministero per gli Affari regionali sono individuati e finanziati annualmente i progetti di sviluppo socio – economico, anche pluriennali, di carattere straordinario, nel rispetto dei criteri e delle modalità indicate nel Decreto del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie del 16 gennaio 2014.
Il ruolo della Regione è circoscritto alla ricezione delle domande di finanziamento, alla relativa istruttoria e alla trasmissione della graduatoria dei progetti ammissibili al Ministero per l’approvazione.
Con Intesa del 18/12/2014, rep. 155/CU è stata approvata una griglia di criteri per la valutazione dei progetti ammissibili al finanziamento e la previsione che i Comuni siano suddivisi in classi di svantaggio.
La selezione dei progetti avviene all’interno della classe più svantaggiata dei Comuni.
Le classi di svantaggio sono annualmente aggiornate in modo da favorire la partecipazione di tutti i Comuni mediante rotazione, inserendo i Comuni beneficiari dei fondi statali in questione nell’anno precedente nella classe di minor svantaggio.
Il Dipartimento per gli Affari regionali ha presentato alle Regioni uno schema di bando per disciplinare l’accesso ai fondi relativi alle annualità 2014 – 2017. Il bando è in fase di pubblicazione. In questa pagina web sono riportati gli aggiornamenti del bando e delle fasi di competenza regionale.
Nelle riunioni tecniche della Conferenza delle Regioni è emerso che, in linea con la Strategia per le Aree interne, il prossimo bando finanzierà interventi per i servizi e per il commercio, come previsto dalla lett. o) del comma 321 della legge 228/2012.
In particolare, i Comuni sono invitati a presentare progetti, nel rispetto delle disposizioni previste nei bandi statali, che siano finalizzati alla ricostruzione o al potenziamento della rete dei servizi e delle infrastrutture, con benefici attesi in aree più estese della circoscrizione del singolo Comune e che siano replicabili come buone prassi in aree più estese.
Le fasi di competenza regionale saranno gestite dalla P.F. Enti locali e semplificazione, con la collaborazione delle strutture regionali competenti nelle varie materie oggetto di intervento.
COMPETENZE REGIONALI IN MATERIA DI ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI E DELLE GESTIONI ASSOCIATE
Sono attribuite alla Regione le seguenti potestà legislative ed amministrative in materia di enti locali:
- modifica delle circoscrizioni e denominazioni comunali, fusioni di comuni e relativi referendum consultivi (art. 133, comma 2, Costituzione);
- riordino territoriale, gestioni associate fra Comuni, limite demografico minimo ed ambiti territoriali per l'esercizio delle funzioni conferite (art. 14, commi 26 - 30, decreto-legge 78/2010, convertito in legge 122/2010);
- politiche per la montagna e per le aree interne (art. 117, Cost., legge 97/1994);
- riordino degli enti di area vasta e delle funzioni delle Province (legge 56/2014);
- organizzazione dei bacini e delle reti dei servizi pubblici locali e definizione dei livelli di qualità dei servizi, in attuazione della normativa nazionale;
- organizzazione e funzioni della polizia locale (articolo 117, secondo comma, lettera h), della Costituzione);
- decentramento di funzioni e federalismo (art. 118, Costituzione),
come dettagliatamente specificato nelle schede allegate.
D.lgs 216/2010 - Costi standard di Comuni e Province
D.lgs 23/2011 - Federalismo municipale
D.lgs 68/2011 - Federalismo regionale
D.lgs 85/2010 - Federalismo demaniale
D.lgs 91/2011 Adeguamento sistemi contabili
D.lgs 61/2012 - Roma Capitale
Legge 85/2011 Proroga termini deleghe federalismo
D.lgs 149/2011 - Meccanismi sanzionatori e premiali
Portale Federalismo fiscale (Gov.it)
Progetto open civitas (MEF e Sose)
Deliberazione 17 febbraio 2015 della Corte dei Conti (linee di indirizzo per il passaggio alla nuova contabilità delle Regioni e degli Enti locali - d. lgs. n. 118/2011, integrato e corretto dal d. lgs. n. 126/2014).
Progetto semplifisco per la gestione integrata degli accertamenti fiscali (Anci, Ifel, Funzione pubblica)
Csfederalismo
Banca dati sul federalismo (Dipartimento per gli affari regionali del Governo)
Dossier sul federalismo fiscale dell’Assemblea legislativa regionale
Regione Emilia Romagna - federalismo
Federalismo nel mondo - ISSIRFA CNR
Riforme dei poteri locali nel Regno Unito
Relazione sull'esperienza del federalismo in Svizzera
Dossier federalismo fiscale - Conferenza delle Regioni
Documento di Valutazioni sullo stato di attuazione della legge 42/2009 (Federalismi)
Riforme Costituzionali: Senato e Regioni
Gruppo di Lavoro sulle riforme istituzionali (relazione)
Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale
Commissione per le riforme costituzionali (relazione finale)
Ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 7/2003, l'attività di consulenza può essere richiesta con quesiti firmati dai Sindaci, dai Presidenti delle Province, dagli Assessori comunali o provinciali, ovvero dai Presidenti dei Consigli comunali o provinciali, o dai Consiglieri, nella misura di almeno un quinto dei componenti dei rispettivi organi collegiali. La richiesta di consulenza deve contenere in merito alla questione oggetto del quesito l'orientamento del segretario dell'ente locale o comunque della struttura comunale competente. In base alla delibera di Giunta regionale n.769 del 27/6/2006, i quesiti debbono essere inoltrati ai Servizi regionali competenti per materia, i quali forniscono la richiesta consulenza avvalendosi, nei casi di particolare complessità, della collaborazione della struttura regionale competente in materia di attività istituzionali, legislative e legali, la quale, a sua volta, in presenza di questioni che rendano opportuna l'adozione di atti rivolti alla generalità degli enti locali, può predisporre specifici atti di indirizzo da sottoporre all'approvazione della Giunta regionale, ai sensi dell'art.28, lettera i), dello Statuto regionale
RELAZIONI ANNUALI SULL'ATTIVITA' DELLE CAMERE DI COMMERCIO
Relazioni delle Camere di commercio e di Unioncamere sull'attività svolta nel 2009
Relazioni delle Camere di commercio e di Unioncamere sull'attività svolta nel 2010
Relazioni delle Camere di commercio e di Unioncamere sull'attività svolta nel 2011
Relazioni delle Camere di commercio e di Unioncamere sull'attività svolta nel 2012
Relazioni delle Camere di commercio e di Unioncamere sull'attività svolta nel 2013
Relazioni delle Camere di commercio e di Unioncamere sull'attività svolta nel 2014
Agenzia del territorio - Decentramento ai Comuni delle funzioni catastali
Centro studi sul federalismo - CNR
Pareri regionali in materia urbanistica (da www.ambiente.marche.it)
Pareri della sezione regionale della Corte dei Conti (da www.assemblea.marche.it - CAL Marche)
Supporto giuridico in materia di contratti pubblici (da www.operepubbliche.marche.it)
Regione Friuli Venezia Giulia - il portale per le Autonomie locali
Regione Piemonte - osservatorio riforma
Regione Piemonte - consulenza agli enti locali
Regione Veneto - consulenza agli enti locali
Riforme istituzionali - Presidenza del Consiglio dei Ministri
Studi e ricerche del Ministero dell'Interno
Regione Friuli Venezia Giulia - Consulenza agli enti locali
Provincia di Lecce - Consulenza agli enti locali
Atti del Convegno 'La razionalizzazione del sistema locale in Italia e in Europa'
NUMERO DI CONSIGLIERI E DI ASSESSORI COMUNALI
Comuni/popolazione/Consiglieri
Normativa di riferimento: art.16, comma 17, decreto-legge 138/2011 convertito in legge 148/2011; art.37, D.Lgs 267/2000, modificato con l’art.2, commi 184 e 185, della legge 191/2009, e con l’art.1 della legge 42/2010; art.1, comma 135, legge 56/2014.
Classi demografiche dei Comuni
(Escluso il Sindaco)
Comuni fino a 3000 abitanti
Comuni da 3001 a 10000 abitanti
Comuni da 10001 a 30000 abitanti
Comuni da 30001 a 100000 abitanti
Comuni da 100001 a 250000 abitanti
Le potenzialità delle aree interne e montane, se adeguatamente valorizzate, possono permettere uno sviluppo eco sostenibile dell'economia dei nuovi turismi, delle produzioni di qualità, della difesa del suolo, e della produzione di energia verde.
Con il progetto APE (Appennino Parco d'Europa) sono stati programmati e realizzati investimenti specifici per lo sviluppo del turismo, per il riequilibrio del livello dei servizi pubblici minimi necessari tra la fascia appenninica e quella costiera, e per la valorizzazione ambientale, con le risorse economiche disponibili.
Da tale esperienza scaturisce il metodo della programmazione unitaria degli interventi del Progetto Appennino, articolato in iniziative in grado di attirare investimenti, nell'ambito di una strategia per le aree interne, di rilievo comunitario, per uno sviluppo che veda protagonisti gli abitanti dell'entroterra, come indicato nella Carta di Fonte Avellana.
Risorse economiche sono disponibili nell'ambito della strategia per le Aree Interne (DGR 16/2016), e della Programmazione dei Fondi strutturali e di investimento per il periodo 2014-2020. La strategia, così come definita nell’Accordo di Partenariato nazionale, ha come obiettivo la promozione dello sviluppo e l’incremento dei servizi essenziali di cittadinanza (salute, istruzione, mobilità) nelle aree interne in cui è maggiormente in corso il processo di spopolamento demografico. Prerequisito, per accedere alla possibilità di gestire le risorse economiche destinate agli investimenti, per i Comuni appartenenti alle aree interne, è l'assolvimento dell'obbligo relativo alla gestione associata delle funzioni, nel rispetto delle disposizioni statali e regionali vigenti in materia (v. DGR 1126/14 e DGR 1308/2014).
Ulteriori disposizioni finanziarie per le zone montane sono contenute nella legge 31 gennaio 1994, n. 97 e nell'art. 1 comma 319 e segg. della legge 228/2012 che ha previsto l'istituzione di un fondo statale integrativo per i Comuni montani (v. provvedimenti attuativi) e dalla L.R. 11/2015 (Disposizioni per l'istituzione della banca regionale della terra).
l.r. 31/2009 - art. 26
l.r. 36/2014 - art.13
DGR 278/2013 - Linee di indirizzo
DGR 826/2014
Aree interne - DPS
Proposta di legge n. C65 - piccoli comuni
Codice Forestale Camaldolese - Fonte Avellana (INEA)
La Carta di Fabriano (2015)
La gestione del territorio rurale nell'esperienza di Fonte Avellana (INEA)
UNIONI MONTANE (monitoraggio attuazione L.R. 35/2013)
In attuazione della L.R. 35/2013, con decorrenza 1/1/2015 sono state soppresse le Comunità montane, con il subentro di Unioni montane più snelle ed economicamente più sostenibili, per associare più funzioni e servizi comunali e promuovere progetti per lo sviluppo socioeconomico delle aree interne (FESR, Fondi statali di riequilibrio, Fondi comunitari diretti), in linea con le disposizioni per la spending review (art.14, commi 25 e seguenti, del decreto - legge 78/2010), ai sensi delle quali nei Comuni montani con meno di 3000 abitanti l'esercizio associato obbligatorio di funzioni fondamentali deve svolgersi esclusivamente mediante convenzione o Unione.
Nelle Marche ben 72 Comuni sui 98 appartenuti alle 9 Comunità montane, fino al 2014, hanno meno di 3000 abitanti e sono quindi soggetti alla normativa statale relativa agli obblighi di associare le funzioni fondamentali.
Le Unioni montane gestiscono funzioni conferite dai Comuni, ai fini dell'esercizio associato, e funzioni regionali già conferite alle Comunità montane (v. art.6, l.r. 18/2008; art.1, legge 97/1994), nel territorio di tutti i Comuni appartenuti alle Comunità montane stesse (art.5, commi 7 e 11, l.r.35/2013), compresi i Comuni non aderenti all'Unione. Per quanto non previsto dalla L.R. 35/2013, le Unioni montane sono soggette alle disposizioni sulle Unioni di Comuni (v. art.32, d.lgs 267/2000; art.2, comma 2, L.R. 35/2013).
A differenza degli altri enti, agenzie ed autorità operanti in ambiti intercomunali per l'esercizio di singole funzioni, le Unioni montane sono state istituite per la gestione della generalità delle funzioni comunali e delle funzioni regionali conferite per la tutela e per la valorizzazione dei territori montani attribuite in attuazione dell’articolo 44, secondo comma, della Costituzione e della legislazione in favore dei territori montani.
Tale versatilità operativa rende le Unioni montane strumenti utilizzabili per la razionalizzazione e per la riduzione della frammentazione organizzativa, per il coordinamento dei processi di riorganizzazione territoriale del sistema dei Comuni e per la programmazione unitaria dello sviluppo sociale ed economico delle aree interne, in modo da fronteggiare la scarsità di risorse attraverso l'utilizzo delle Unioni montane per offrire ai Comuni nuovi servizi trasversali di supporto (es. sistema informativo territoriale, gestione associata tributi, riscossione, servizi catastali, informatica, europrogettazione, marketing territoriale...).
In tale logica, risulteranno convenienti, per progetti dedicati alle aree interne, le previste maggiori sinergie fra le Unioni ed i Comuni.
Il passaggio dalle Comunità montane alle Unioni montane ha agevolato l'integrazione funzionale degli uffici dei Comuni con quelli delle soppresse Comunità montane, confluiti negli uffici delle Unioni montane.
Ai fini del raggiungimento degli equilibri di bilancio, in un contesto di risorse finanziarie decrescenti e di crescente domanda di servizi, le Unioni montane stanno gradualmente riducendo il numero di dipendenti a tempo indeterminato, mediante pensionamenti e prepensionamenti, attivando nuove collaborazioni con i dipendenti dei Comuni ai fini della sostituzione delle unità lavorative cessate.
(per rettifiche e aggiornamenti contattare: funzione.entilocali @ regione.marche.it)
N.B. i dati sono provvisori ed in continuo aggiornamento con la collaborazione degli enti interessati
Unità lavorative a tempo indeterminato nelle Comunità montane/Unioni montane:
ANNO dipendenti a tempo indeterminato
(Esclusi dal computo i dipendenti esterni a convenzione, i tempi determinati e gli assegnati all'Ambito sociale)
PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO PER UNIONE MONTANA
(Esclusi dal computo i dipendenti di altri enti a convenzione, i tempi determinati, gli assegnati all'Ambito sociale; il prospetto è soggetto a continuo aggiornamento per cui ogni variazione potrà essere recepita a seguito di segnalazione o d'ufficio)
Cat.B1
Cat.B3
Cat.D1
Cat.D3
Tot.dip.
Alto Metauro Ambito 2/A
Catria e Nerone Ambito 2/B
Esino Frasassi 3
Potenza Esino Musone 4
Marca di Camerino Ambito 5
MontiAzzurri 6
Sibillini 7
Tronto e Valfluvione 8
Principali funzioni comunali gestite dalle Unioni montane
(le funzioni fondamentali oggetto di obbligo associativo di cui all'art.14, commi 26 e seguenti, decreto-legge 78/2010, convertito in legge 122/2010, sono conferite dai Comuni alle Unioni montane oppure sono gestite mediante convenzione fra Comuni ex art.30, d.lgs 267/2000):
ELENCO FUNZIONI COMUNALI ASSOCIATE CON CODICI MINISTERIALI DI RIFERIMENTO
(DATI IN CORSO DI ACQUISIZIONE)
Unione montana del Montefeltro - Ambito 1: Ambito territoriale sociale, Catasto, protezione civile, statistica, Nucleo di valutazione, SUAP, Sportello unico commercio, Commissione vigilanza locali pubblico spettacolo, gestione complesso sportivo palestra - piscina, Mattatoio, Sportello rilascio titoli di viaggio per TPL su gomma; Commissione ERP; Centrale unica di committenza, funzioni agricolo forestali.
Unione montana Alto Metauro - Ambito 2/A: Centro socio educativo disabili; servizi socio assistenziali per soggetti con disagio mentale; Polizia locale associata; S.u.a.p.; S.u.e.; Autorizzazione paesaggistica; Autorizzazione taglio piante protette; Cultura e sistema bibliotecario comprensoriale; Commissione vigilanza locali pubblico spettacolo; Canile comprensoriale, mattatoio; Sportello catastale; Sportello Europa; Sportello immigrati; ufficio commercio e attività economiche; Sistema informativo territoriale; Commissione Erp; Piano energetico intercomunale; Servizio controllo interno; nucleo di valutazione; gestione associata trattamento dati personali.
Unione montana del Catria e del Nerone - Ambito 2B: Gestione ambito territoriale sociale n. 3, interventi per la disabilità, per gli anziani, per le famiglie, per i soggetti a rischio di esclusione sociale, per l'infanzia e i minori compresi i nidi, Sportello e funzioni Catastali; Sistema informativo territoriale (SIT); servizi di coordinamento informatico per protocollo e conservazione atti; rete wireless; servizi di formazione con gestione diretta di corsi; Sistema bibliotecario; Servizi Culturali; servizi per il turismo; SUAP; SUE (Sportello unico per l'Edilizia); Commissione Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo, Ufficio territoriale adozione piani di gestione forestale; gestione lavori e interventi nel settore idraulico e forestale; Deleghe in materia di gestione amministrativa del patrimonio agrario e forestale; Nucleo Valutazione; Ufficio intercomunale procedimenti disciplinari; Ufficio Unico Commercio e attività economiche; servizi di trasporto comunale per la parte non gestita dagli altri enti territoriali; Raccolta e trasporto rifiuti.
Unione montana Esino Frasassi - Ambito 3: Ambito territoriale sociale; Servizio Segreteria e servizio finanziario, prevenzione incendi, servizi agricoli e forestali, politiche giovanili, attività culturali, servizi bibliotecari, promozione turistica, educazione ambientale, pratiche amministrative in materia urbanistica ed ambientale, servizi per interventi su infrastrutture comunali; funzioni in materia forestale (l.r. 6/2005); gestione area protetta (Parco), trattamento dati personali.
Unione montana Potenza Esino Musone - Ambito 4: Ambito territoriale sociale inclusa assistenza scolastica alunni disabili, polizia locale, Centrale unica di committenza, gestione Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, servizi informatici, gestione reti wireless, servizi per lo sviluppo economico; servizi culturali, servizi turistici, sportello unico attività produttive, servizio associato accertamento e riscossione tributi, servizio finanziario, pratiche amministrative in materia urbanistica e ambientale, gestione beni demaniali, gestione aree Natura 2000, autorizzazione taglio piante protette, deleghe forestali comuni, nucleo di valutazione, gestione procedimenti assegnazione case popolari, svolgimento associato di concorsi e selezioni pubbliche, ufficio associato procedimenti disciplinari.
Unione montana Marca di Camerino - Ambito 5: Servizi sociali - ambito sociale, Centro socio educativo, Centro helzheimer, taxi sociale, SUAP, autorizzazioni forestali, taglio piante protette, commissioni per il paesaggio ed autorizzazioni paesaggistiche, acquedotto comunitario acquasanta, capofila FESR Aree interne Alto Maceratese; protezione civile e piani di emergenza; investimenti per Parco eolico; indagini statistiche, progetti di interesse comunitario, nazionale, regionale e di area vasta.
Unione montana dei Monti Azzurri - Ambito 6: servizi sociali, SUAP, assistenza rete wireless, servizio Erap, Servizi per la rete museale, servizi culturali, gestione area ammassamento ed eliporto per protezione civile, gestione servizi per verde urbano, gestione servizi per gas metano, gestione mattatoio, gestione rifugio cani, polizia locale, piste ciclabili, sport nautici, S.U.A., marketing e turismo, gestione asili nido.
Unione montana del Sibillini - Ambito 7: gestione integrata del ciclo dei rifiuti, servizi informatici, ambito territoriale sociale, servizi socio assistenziali e sanitari, servizio integrazione scolastica, educativa, domiciliare e domestica per soggetti disabili, servizi per l'infanzia, per l'adolescenza e per il sostegno genitoriale, servizio civile, servizio sollievo, servizio trasporto disabili presso Centro diurno, borse lavoro socio assistenziali per disabili, assegno di cura a valere sul fondo per la non autosufficienza, servizi sociali per immigrati, sostegno linguistico per alunni stranieri, prevenzione delle dipendenze patologiche, politiche giovanili.
Unione montana del Tronto e Valfluvione - Ambito 8: raccolta, trasporto, smaltimento R.S.U.; funzioni comunali per la forestazione; Commissione locale per il paesaggio; Partecipazione al progetto e-government; Pianificazione di Protezione civile in ambito comunale e coordinamento dei primi soccorsi; Servizio per la sicurezza sul luogo del lavoro; Servizi in materia di statistica; progetti comunitari e nazionali per conto dei comuni.
ELENCO DEI SERVIZI ASSOCIATI PER LE UNIONI DI COMUNI
(descrizione ex articolo 2, Decreto Presidente della Repubblica 31 gennaio 1996, numero 194)
FUNZIONI E SERVIZI PER I COMUNI E LE UNIONI DI COMUNI
1, 2/B
FUNZIONI GENERALI DI AMMINISTRAZIONE, DI GESTIONE E DI CONTROLLO, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI E':
SEGRETERIA GENERALE, PERSONALE E ORGANIZZAZIONE
GESTIONE ECONOMICA, FINANZIARIA, PROGRAMMAZIONE, PROVVEDITORATO E CONTROLLO DI GESTIONE
GESTIONE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE
2/B 4, 6
ANAGRAFE, STATO CIVILE, ELETTORALE, LEVA E SERVIZIO STATISTICO
1, 2/A; 2/B 3, 4, 6, 7, 8
FUNZIONI RELATIVE ALLA GIUSTIZIA, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
FUNZIONI DI POLIZIA LOCALE, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
2/A, 4, 8
2/A; 4, 8
FUNZIONI DI ISTRUZIONE PUBBLICA, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
ASSISTENZA SCOLASTICA, TRASPORTO, REFEZIONE E ALTRI SERVIZI
1, 2/A; 2/B, 4
FUNZIONI RELATIVE ALLA CULTURA ED AI BENI CULTURALI, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
2/A; 2/B, 3
BIBLIOTECHE, MUSEI E PINACOTECHE
1, 2/B, 3
FUNZIONI NEL SETTORE SPORTIVO E RICREATIVO, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
STADIO COMUNALE, PALAZZO DELLO SPORT ED ALTRI IMPIANTI
MANIFESTAZIONI DIVERSE NEL SETTORE SPORTIVO E RICREATIVO
1, 2/B, 4
FUNZIONI NEL CAMPO TURISTICO, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
1, 2/B, 3, 4
1, 2/B,
FUNZIONI NEL CAMPO DELLA VIABILITÀ E DEI TRASPORTI, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
VIABILITÀ, CIRCOLAZIONE STRADALE E SERVIZI CONNESSI
ILLUMINAZIONE PUBBLICA E SERVIZI CONNESSI
TRASPORTI PUBBLICI LOCALI E SERVIZI CONNESSI
FUNZIONI RIGUARDANTI LA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELL`AMBIENTE, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
1,4, 6
EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA LOCALE E PIANI DI EDILIZIA ECONOMICO-POPOLARE
1, 2/B, 3, 5, 8
2/B, 7, 8
E0905
2/B, 3, 4, 8
PARCHI E SERVIZI PER LA TUTELA AMBIENTALE DEL VERDE, ALTRI SERVIZI RELATIVI AL TERRITORIO ED ALL`AMBIENTE
1, 2/B, 3, 4, 5, 6, 7
FUNZIONI NEL SETTORE SOCIALE, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
1,2/B, 6
ASILI NIDO, SERVIZI PER L`INFANZIA E PER I MINORI
1,2/A, 2/B
SERVIZI DI PREVENZIONE E RIABILITAZIONE
STRUTTURE RESIDENZIALI E DI RICOVERO PER ANZIANI
2/A, 2/B
FUNZIONI NEL CAMPO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
FIERE, MERCATI E SERVIZI CONNESSI
1, 2/A
MATTATOIO E SERVIZI CONNESSI
SERVIZI RELATIVI ALL`INDUSTRIA
1,2/B
SERVIZI RELATIVI AL COMMERCIO
SERVIZI RELATIVI ALL`ARTIGIANATO
SERVIZI RELATIVI ALL`AGRICOLTURA
FUNZIONI RELATIVE A SERVIZI PRODUTTIVI, LA CUI ARTICOLAZIONE IN SERVIZI È LA SEGUENTE
2/B, 4
ALTRI SERVIZI PRODUTTIVI
1, 2/A, 4, 5, 7
Funzioni Ambiti
Ambito territoriale sociale :
1, 2/B, 3, 4, 5, 6 e 7
2/A; 4
1, 2/A, 4, 5, 8
1, 2/A, 2/B, 4, 5
Raccolta e trasporto rifiuti:
2/B,7, 8
Sistema informativo territoriale (SIT)/servizi catastali:
1, 2/A, 2/B, 5, 8
Reti/servizi informatici:
2/A, 2/B, 4, 5, 6, 7 e 8
Servizi culturali, turismo, impianti sportivi:
1, 2A, 2/B, 3, 4, 5, 6, 7 e 8
Gestione Parco regionale:
Gestione aree protette:
Aree interne progetto FESR
2/B, 5, 8, 7.
Edilizia scolastica e pubblica istruzione
Pianificazione per protezione civile
1, 2/A, 3, 5, 6, 8
Pianificazione Urbanistica, lavori pubblici
2/A (aut. paesagg.; energia, SIT); 2/B (SIT); 4 (pratiche urb e amb)
Commissioni paesaggio
1, 2A, 5, 8
Biblioteche/informagiovani:
1, 2/A, 3, 5, 6, 7
Mattatoi:
1, 2/A; 6
Canili comprensoriali:
2/A, 6
Gestione acquedotti:
Edilizia residenziale pubblica 1,4, 6
Statistica 1, 5
Altre funzioni: gestione deleghe forestali comunali, sportelli immigrazione, commissioni ERP, centri diurni, centri estivi, centri di aggregazione, rete del sollievo, accoglienza di minori abbandonati.
Link: informazioni sulla partecipazione dei Comuni al procedimento di costituzione delle Unioni montane
PRECEDENTE RIORDINO (2008)
Con L.R. 18/2008 era stato promosso un riordino delle Comunità montane ai sensi dell’articolo 2, comma 18, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che ha portato alla riduzione da 12 a 9 delle Comunità montane, con la definitiva soppressione delle Comunità montane del Catria e del Cesano e del Metauro e con incorporazione della Comunità montana del San Vicino nella Comunità montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino.
Documentazione relativa al riordino:
Disciplina dei rapporti successori a seguito della soppressione della Comunità montana del Catria e del Cesano
Disciplina dei rapporti successori a seguito della soppressione della Comunità montana del Metauro (art. 33, L.R. 16/2010)
DGR 315/2010: LR 18/2008 - Articoli 19 e 23, commi 7 e 8 - Indirizzi per il riparto delle risorse finanziarie tra le Comunità montane e gli enti subentranti alle Comunità montane soppresse e non ricostituite.
DGR 2201/2009: Art. 4 LR 18/2008 - Costituzione delle Comunità Montane.
Cronoprogramma del riordino delle Comunità montane (L.R. 18/2008).
Il procedimento di soppressione delle Comunità montane è avvenuto in attuazione della L.R. 35/2013, con l'adesione dei Comuni alle Unioni montane e con la contestuale soppressione delle Comunità montane.
Di seguito è pubblicato il resoconto analitico di tale procedimento.
COMUNITA' MONTANA DEL MONTEFELTRO (AMBITO 1)
Con nota prot. 4310 del 5/8/2014, la Comunità montana del Montefeltro ha trasmesso la proposta di statuto dell'Unione montana ai Comuni interessati, ai sensi dell'art.5, comma 1, della L.R. 35/2013, per consentire ai Comuni stessi di formulare eventuali osservazioni e proposte entro il termine del 10/9/2014. In data 30/7/2014 si è tenuto presso il Comune di Piandimeleto un incontro pubblico con rappresentanti dell'UNCEM Marche, dei Comuni e della Regione, per approfondimenti della normativa e per l'analisi delle prospettive. Con nota prot.5631 del 17/10/2014, la Comunità montana ha trasmesso la proposta di statuto dell'Unione montana del Montefeltro ai Comuni interessati. Con delibera consiliare n. 45 del 25/10/2014, il Comune di Monte Cerignone ha aderito all' Unione montana del Montefeltro. Con delibera n. 53 del 30/10/2014 il Comune di Carpegna ha aderito all'Unione. Con deliberazione n. 33 del 29/10/2014 il Comune di Mercatino Conca ha aderito all'Unione. Con nota prot. 2583 del 12/11/2014 il Comune di Tavoleto ha comunicato la non adesione all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 47 del 24/11/2014, il Comune di Frontino ha aderito all'Unione montana. Con delibera consiliare n. 48 del 24/11/2014, il Comune di Lunano ha aderito all'Unione montana. Con delibera consiliare n. 55 del 27/11/2014 il Comune di Monte Grimano Terme ha aderito all'Unione montana. Il Comune di Belforte all'Isauro, con deliberazione consiliare n. 41 del 21/11/2014 ha aderito all'Unione montana. Con delibera consiliare n. 45 del 25/11/2014 ha aderito all'Unione montana il Comune di Sassocorvaro.
COMUNITA' MONTANA DELL'ALTO E MEDIO METAURO (AMBITO 2/A)
Con nota prot. 5068/2.6 del 27/5/2014 la Comunità montana dell'Alto e medio Metauro ha convocato per il giorno 10/6/2014 la Conferenza dei Sindaci dei Comuni appartenenti all'Ambito 2/A (per il Comune di Sant'Angelo in Vado è stato invitato a partecipare il Commissario Prefettizio), al fine di costituire l'Unione montana ed implementare la gestione associata. Una seconda riunione è stata convocata, a tal fine, per il giorno 23/6/2014, con nota prot.5924/7.9.
Con nota prot.4655 del 5/11/2013, il Comune di Piobbico, appartenente alla confinante Comunità montana dell'ambito 2/B, ha richiesto di poter conferire le funzioni fondamentali alla Comunità montana dell'Alto e medio Metauro ai fini dell'esercizio associato obbligatorio. In riscontro a tale richiesta, la Comunità montana dell'Alto e medio Metauro, con nota prot. 9351/1.4 del 3/12/2013, evidenziando che la L.R. 35/2013 prevede una particolare tempistica per l'adesione dei Comuni all'Unione montana, ha comunicato che la richiesta del Comune di Piobbico può essere valutata nel periodo che intercorre dal 31/5/2014 al 31/10/2014, come è previsto dall'art.5 della legge regionale citata. In data 16/9/2014 incontro fra Amministratori per approfondimenti ed analisi prospettive. Con nota prot. 4278 del 26/9/2014, il Comune di Piobbico ha promosso una conferenza di servizi con le Comunità montane interessate per acquisire le intese necessarie al fine di aderire a Unione montana del territorio confinante con quello della Comunità montana di appartenenza ex art.5, comma 5, L.R. 35/2013.
Lo schema di statuto dell' Unione montana dell'Alta valle del Metauro è stato inviato ai Comuni interessati per l'approvazione in data 30/9/2014 ed è pervenuto in data 6/10/2014. Con delibera consiliare n. 56 del 30/10/2014 il Comune di Fermignano ha aderito all'Unione. Con delibera n. 49 del 29/10/2014 il Comune di Borgo Pace ha aderito all'Unione. Con deliberazione del Commissario n. 58 del 30/10/2014 il Comune di Sant'Angelo in Vado ha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 59 del 31/10/2014 il Comune di Mercatello sul Metauro ha aderito all'Unione. Con delibera consiliare n. 38 del 31/10/2014 il Comune di Peglio ha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 84 del 31/10/2014, il Comune di Urbino ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 74 del 30/10/2014, il Comune di Urbania ha aderito all'Unione montana.
COMUNITA' MONTANA DEL CATRIA E DEL NERONE DI CAGLI (AMBITO 2/B)
Con nota prot. 2656 del 18/7/2014, la Comunità montana del Catria e del Nerone, in esecuzione della propria delibera n. 3 del 27/6/2014 concernente gli indirizzi del Comitato dei Sindaci, ha trasmesso la proposta di statuto dell'Unione montana ai Comuni interessati, ai sensi dell'art.5, comma 1, della L.R. 35/2013, per consentire ai Comuni stessi di formulare eventuali osservazioni entro il termine del 10/9/2014. Con nota prot. 3108 del 1/9/2014, la Comunità montana ha richiesto a Comuni confinanti con il proprio ambito di formalizzare l'eventuale adesione all'Unione ai sensi dell'art.5, comma 4, della L.R. 35/2013. In data 11/9/2014 si è svolto un incontro con gli Amministratori per approfondimenti ed analisi delle prospettive. Con nota prot. 2656 del 18/7/2014 la proposta di statuto dell' Unione montana del Catria e del Nerone è stata trasmessa ai Comuni per l'approvazione, con le modifiche apportate nella proposta trasmessa con nota prot.4092 del 27/10/2014. Con delibera consiliare n. 62 del 29/10/2014 il Comune di Serra Sant'Abbondio ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione n. 65 del 30/10/2014, il Comune di Apecchio ha aderito all'Unione montana.Con deliberazione consiliare n. 54 del 30/10/2014, il Comune di Cagli ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 62 del 30/10/2014, il Comune di Frontone ha aderito all'Unione montana. Con nota prot. 4972 del 8/11/2014, il Comune di Piobbico ha comunicato di non aderire all'Unione montana del Catria e del Nerone e che sono in corso le procedure per l'adesione all'Unione montana confinante dell'ambito n. 2/A.Con deliberazione consiliare n. 52 del 30/10/2014, il Comune diAcqualagna ha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 41 del 31/10/2014, il Comune di Cantiano ha aderito all'Unione.
COMUNITA' MONTANA DELL'ESINO FRASASSI (AMBITO 3)
Con nota prot.2609/I del 29/5/2014, la Comunità montana ha contattato i Sindaci dei Comuni interessati per avere un primo incontro al fine di provvedere agli adempimenti previsti dalla L.R. 35/2013. Con nota prot. 3214/I del 4/7/2014, la Comunità montana ha convocato i Sindaci dei Comuni per una riunione in cui sono stati definite le procedure per assolvere a tali adempimenti. In data 3/10/2014 riunione fra i Segretari dei Comuni ed il Segretario della Comunità montana. Con nota prot. 3322 del 31/7/2014, il Comune di Rosora ha comunicato di non aderire alla costituenda Unione montana, conformemente a quanto deliberato dal Consiglio Comunale con atto n. 46 del 25/10/2012. La proposta di statuto dell' Unione montana dell'Esino Frasassi è stata inviata ai Comuni per l'approvazione ed è pervenuta in data 6/10/2014. Con deliberazione consiliare n. 45 del 30/10/2014 il Comune di Staffolo ha approvato una dichiarazione di intenti di adesione all'Unione montana. Con deliberazione del Commissario Prefettizio n. 23 del 20/11/2014, il Comune di Cerreto d'Esi ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 57 del 30/11/2014, il Comune di Sassoferrato ha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 194 del 27/11/2014, il Comune di Fabriano ha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare i cui estremi non sono pervenuti, il Comune di Serra San Quirico risulta aver aderito all'Unione montana. Con delibera di C.C. n. 63 del 29.11.2014 avente ad oggetto: L.R. 35/2013 e successive modifiche ed integrazioni: costituzione Unione Montana Esino Frasassi- Approvazione schema statuto: provvedimenti conseguenti, il Consiglio Comunale del Comune di Genga non ha approvato la proposta di statuto dell’Unione Montana ai sensi art. 5 comma 1 L.R. citata. Con nota prot. 7405 del 5/12/2014, il Sindaco del Comune di Arcevia ha comunicato la non adesione, in questa fase, del Comune.
COMUNITA' MONTANA DELLE ALTE VALLI DEL POTENZA E DELL'ESINO (AMB. 4)
Con nota prot. 2336/2.2 del 14/7/2014, la Comunità montana delle Alte valli del Potenza e dell'Esino ha richiesto ai Comuni appartenenti alla Comunità montana una dichiarazione preliminare di adesione alla costituenda Unione montana, con eventuali indicazioni di cui tenere conto ai fini della redazione della proposta di statuto. Incontro con i Sindaci il 25/8/2014. Con Delibera del Commissario di Consiglio n. 1 del 12/09/2014 è stata approvata la bozza di Statuto dell' Unione Montana Alte Valli del Potenza e dell’Esino, che è stata inviata ai Comuni per l'approvazione. Delibere comunali di adesione: Comune di San Severino Marche: delibera di consiglio n. 70 del 31/10/2014, Comune di Poggio San Vicino: delibera di consiglio n. 26 del 27/10/2014, Comune di Treia: delibera di consiglio n. 32 del 29/10/2014, Comune di Matelica: delibera di consiglio n. 72 del 29/10/2014, Comune di Castelraimondo: delibera di consiglio n. 37 del 27/10/2014, Comune diEsanatoglia: delibera di consiglio n. 33 del 29/10/2014, Comune di Sefro: delibera di consiglio n. 30 del 30/10/2014, Comune di Fiuminata: delibera di consiglio n. 41 del 25/10/2014, Comune di Gagliole: delibera di consiglio n. 23 del 30/10/2014, Comune di Pioraco: delibera di consiglio n. 38 del 27/10/2014, Comune di Apiro: delibera di consiglio n. 57 del 30/10/2014, Comune di Cingoli delibera di consiglio n. 69 del 24/10/2014.
COMUNITA' MONTANA MARCA DI CAMERINO (AMBITO 5)
Con nota prot.2264/1.4 del 2/7/2014, il Commissario della Comunità montana ha rappresentato ai Comuni ed alla Regione i possibili effetti della mancata costituzione dell'Unione montana.
In date 24/7/2014, 5/8/2014, 9/9/2014 e 30/9/2014 si sono tenuti incontri fra i Sindaci ed il Commissario della Comunità montana, con la partecipazione di rappresentanti della Regione, per approfondimenti della normativa, della situazione organizzativa dell'Ente e per l'analisi delle prospettive. Collegamento alla Proposta di statuto per l' Unione montana Marca di Camerino, pubblicata in rete ed inviata ai Comuni per l'approvazione. Con deliberazione consiliare n. 18 del 29/10/2014 il Comune di Muccia ha aderito all'Unione montana. Il Comune di Pieve Torina ha aderito all'Unione montana con deliberazione consiliare n. 26 del 30/10/2014. Il Comune di Fiastra ha aderito all'Unione montana con deliberazione consiliare n. 43 del 31/10/2014. Con deliberazione consiliare n. 36 del 31/10/2014, il Comune di Serravalle di Chienti ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare del 30/10/2014 (numero da acquisire), il Comune diCamerino ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 34 del 28/10/2014, il Comune di Acquacanina ha aderito all'Unione montana.
COMUNITA' MONTANA DEI MONTI AZZURRI DI SAN GINESIO (AMBITO 6)
Con nota prot.3031 del 23/5/2014, la Comunità montana dei Monti Azzurri ha richiesto ai Comuni interessati di formulare una preliminare dichiarazione di adesione alla costituenda Unione montana, corredata da eventuali indicazioni di cui tenere conto nella redazione della proposta di statuto. Con nota prot. 2489 del 12/6/2014 del Comune di Penna San Giovanni, con nota prot. 5651 del 17/6/2014 del Comune di San Ginesio, con nota prot.1754 del 17/6/2014 del Comune di Monte San Martino sono state formulate dichiarazioni preliminari favorevoli. Con nota prot. 4188 del 16/7/2014, la Comunità montana ha trasmesso ai Comuni la bozza di statuto per avere osservazioni. Con nota prot.5427 del 18/9/2014, la Comunità montana ha trasmesso ai Comuni la proposta di statuto dell' Unione montana dei Monti Azzurri per l'approvazione. Con delibera consiliare n. 31 del 30/9/2014 il Comune di Gualdo ha aderito all'Unione montana. Con delibera consiliare n.29 del 25/10/2014 il Comune di Cessapalombo ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 44 del 22/10/2014 il Comune di Ripe San Ginesio ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 34 del 28/10/2014, il Comune di Caldarola ha aderito all'Unione montana. Con delibera consiliare n. 25 del 29/9/2014 il Comune di Sant'Angelo in Pontano ha aderito all'Unione montana. Con delibera n. 32 del 29/10/2014 il Comune di Camporotondo di Fiastroneha aderito all'Unione montana. Con delibera consiliare n. 18 del 27/10/2014 il Comune di Penna San Giovanni ha aderito all'Unione montana. Il Comune di San Ginesio ha aderito all'Unione montana con deliberazione del Consiglio Comunale n.32 del 27.10.2014. Con deliberazione n. 32 del 29/10/2014 il Comune di Colmurano ha aderito all'Unione. Con deliberazione n. 42 del 30/10/2014, il Comune di Sarnano ha aderito all'Unione. Con delibera consiliare n. 57 del 30/10/2014 il Comune di Tolentino ha aderito all'Unione montana.Il Comune di Monte San Martino ha aderito all'Unione montana con deliberazione consiliare n. 40 del 29/10/2014. Con deliberazione consiliare n. 37 del 29/10/2014, il Comune diLoro Piceno ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 41 del 28/10/2014, il Comune di Serrapetronaha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 43 del 30/10/2014, il Comune di Belforte del Chienti ha aderito all'Unione montana.
COMUNITA' MONTANA DEI SIBILLINI (AMBITO 7)
Con note prot.1591 del 20/6/2014 e prot.1724 del 10/7/2014, la Comunità montana ha convocato i Comuni interessati per due riunioni di approfondimento, in data 25/6 e 16/7. Il 29/7/2014 si è tenuto un ulteriore incontro istituzionale presso il Comune di Rotella con la partecipazione di rappresentanti della Regione e di alcuni Comuni. Hanno sottoscritto la preadesione tutti i Sindaci dell'Ambito. Nell' incontro del 13/8, è stata sottoposta ai Sindaci la bozza di statuto della costituenda Unione Montana dei Sibillini, affinchè formulino eventuali osservazioni ed integrazioni da discutere in un successivo incontro. Sono seguite altre riunioni; il Commissario straordinario ha approvato la proposta di statuto e la ha trasmessa ai Comuni interessati e alla Regione il 15/10/2014. Con deliberazione consiliare n. 26 del 28/10/2014, il Comune di Force ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 38 del 29/10/2014, il Comune di Montefalcone Appennino ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione n. 42 del 30/10/2014, il Comune di Montefortino ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione n. 23 del 30/10/2014 il Comune di Montelparo ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 46 del 29/10/2014, il Comune di Comunanza ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione consiliare n. 41 del 29/10/2014 il Comune di Amandola ha aderito all'Unione. Con delibera consiliare n. 39 del 29/10/2014, il Comune di Santa Vittoria in Matenano ha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 39 del 29/10/2014, il Comune di Montemonaco ha aderito all'Unione. Con delibera consiliare n. 61 del 28/11/2014 il Comune di Montedinove ha aderito all'Unione. Il Comune di Rotella ha aderito all'Unione con delibera consiliare n. 43 del 26/11/2014. Il Comune diSmerillo ha aderito all'Unione con delibera consiliare n. 31 del 27/11/2014.
COMUNITA' MONTANA DEL TRONTO (AMBITO 8)
Con nota prot.1757 del 27/5/2014, la Comunità montana del Tronto ha richiesto ai Comuni interessati di formulare una preliminare dichiarazione di adesione alla costituenda Unione montana, corredata da eventuali indicazioni di cui tenere conto nella redazione della proposta di statuto, che è stato trasmesso ai Comuni con nota prot. 2178 del 17/7/2014. Con nota prot. 396 del 5/6/2014 del Comune di Venarotta, con nota del 1/7/2014 del Comune di Montegallo, con nota del 13/6/2014 del Comune di Castignano e con nota del 2/7/2014 del Comune di Palmiano sono state formulate dichiarazioni preliminari favorevoli riguardo alla possibile adesione. Con nota prot. 1931 del 19/6/2014 il Comune di Acquasanta Terme ha manifestato l'indirizzo di valutare la proposta di adesione all'Unione montana. Con nota prot.2801 del 24/10/2014, la Comunità montana del Tronto ha trasmesso, per l'approvazione, ai Comuni, la proposta di statuto dell' Unione montana del Tronto e Valfluvione. Con delibera consiliare n. 27 del 16/10/2014 ha aderito all'Unione montana il Comune diMontegallo. Il Comune di Arquata del Tronto ha aderito all'Unione con deliberazione consiliare del 16/10/2014, n.28. Il Comune di Castignano ha aderito all'Unione montana con delibera consiliare n.33 del 23/10/2014. Il Comune di Palmianoha aderito all'Unione montana con deliberazione consiliare n. 33 del 29/10/2014. Con delibera n. 36 del 28/10/2014 il Comune di Venarotta ha aderito all'Unione montana. Con deliberazione n. 26 del 21/10/2014 il Comune di Appignano del Tronto ha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 42 del 28/10/2014, il Comune di Roccafluvione ha aderito all'Unione. Con deliberazione consiliare n. 31 dell'11/11/2014, il Comune di Acquasanta Terme ha aderito all'Unione.
Modifiche normative:
Con DGR n. 374 del 1/4/2014 è stata adottata la delibera inerente le disposizioni attuative della legge regionale, ai sensi dell’articolo 7 comma 9 della L.R. 35/2013. Con l.r. 5/2014 sono state introdotte modifiche alla l.r. 35/2013, per il commissariamento delle Comunità montane. Con l.r. 28/2014 è stata disposta la proroga dal 31 ottobre 2014 al 30 novembre 2014 del termine per l’adesione dei Comuni alle Unioni montane e per l'approvazione dei relativi statuti (cfr. art.5, commi 1 e 4, L.R. 35/2013), ferma restando la decorrenza del 1/1/2015 per la costituzione delle Unioni.
Con l'art.36 della l.r. 33/2014 è stato eliminato il termine del 30 novembre 2014, per l'adesione dei Comuni all'Unione, ed è stata approvata una disposizione che consente la costituzione delle Unioni montane che abbiano avuto almeno l'adesione del 40% dei Comuni dell'ambito di cui all'allegato A alla l.r. 18/2008, per una popolazione che sia almeno pari al 50% di quella residente nel predetto ambito territoriale. Inoltre, ai sensi del predetto art.36, i Comuni appartenuti a Comunità montane, di cui alla L.R. 18/2008 e a L.R. precedenti, possono aderire alle Unioni montane costituitesi, anche se non confinanti.
Elezione dei Presidenti delle Unioni montane
Entro il 31/12/2014, sono stati eletti i Presidenti delle Unioni montane che pertanto sono state costituite con decorrenza 1/1/2015, negli ambiti territoriali di cui all'allegato A alla l.r. 18/2008, ai sensi dell'art.5, comma 9, della l.r. 35/2013.
Competenze della p.f. Enti locali, integrazione e semplificazione dei servizi territoriali
Rapporti con le istituzioni locali, riordino territoriale, gestione associata di funzioni e servizi, istituzione di nuovi Comuni, modifiche delle circoscrizioni e denominazioni comunali di cui alla l.r. 10/95.
Proposte riorganizzative di concerto con i dirigenti dei servizi della Giunta regionale in tema di razionalizzazione nella locazione degli uffici regionali periferici, nell'ottica del contenimento della spesa, riduzione dei fitti passivi e riutilizzo dei beni dismessi, riallocazione del personale assegnato alle sedi periferiche, tenendo conto delle reali esigenze operative.
Individuazione delle dimensioni territoriali omogenee ottimali per l'esercizio associato di funzioni comunali ex art.14, comma 30, d.l. 78/2010, convertito in legge 122/2010;
Programma di riordino territoriale di cui all'art.22, l.r. 18/08;
Assistenza tecnica e supporto ai Comuni per la costituzione e per la gestione di forme associative ai sensi dell'art. 20, l.r. 18/2008;
Assistenza amministrativa e consulenza ai Comuni in merito all'interpretazione delle norme relative all'ordinamento istituzionale, alle gestioni associate ed ai servizi pubblici locali, ai sensi dell’art.2 comma 3 della l.r. 7/03 e della DGR 769 del 27/06/2006;
Semplificazione e innovazione;
Supporto per la gestione dei procedimenti elettorali e referendari;
Collaborazione all’organizzazione degli incontri della Giunta regionale con gli Enti territoriali: organizzazione amministrativa (predisposizione in raccordo con gli Enti delle problematiche da affrontare) e logistica, relativa ai tempi e ai luoghi degli incontri;
Riparto del fondo unico relativo alle funzioni conferite agli enti locali di cui alla l.r. 10/99;
Riparto del fondo regionale per la montagna ai sensi dell'art. 19 della l.r. 18/08;
Riparto del fondo nazionale integrativo per i comuni montani di cui all'art.1, commi 319, 320 e 321 della legge 228/2012;
Riparto dei fondi regionali per l'esercizio associato di funzioni comunali e per le fusioni di comuni ex art. 21 l.r. 18/08;
Riparto del fondo per i Comuni che hanno mantenuto il servizio del Giudice di Pace ai sensi della l.r. 13/2014;
Riparto dei fondi relativi al rimborso ai Comuni delle spese sostenute per referendum consultivi di cui alla l.r. 10/1995 ed alla l.r. 18/1980;
Riparto dei contributi alle associazioni rappresentative degli enti locali previsti nell'art.19, l.r. 18/08 e nella l.r. 20/95;
Gestione e verifica dei relativi capitoli di bilancio;
Atti di indirizzo e coordinamento per gli enti locali ex art. 28 lett. i) dello Statuto regionale;
Collaborazione con il Comitato di intesa Regione, Anci, Upi, Uncem, Aiccre, Lega delle Autonomie locali;
Rapporti con il Consiglio delle autonomie locali e con il Consiglio regionale dell'economia e del lavoro;
Partecipazione al Gruppo di lavoro Regione - Enti locali;
Partecipazione al Comitato tecnico consultivo per la Polizia locale;
Partecipazione ai Tavoli tecnici per le gestioni associate fra Comuni;
Partecipazione alle riunioni del Coordinamento tecnico della Conferenza delle Regioni nei settori degli affari istituzionali, degli enti locali e delle politiche per la montagna;
Relazione annuale al Parlamento sull’attività delle Camere di Commercio ai sensi dell’art.5 bis, legge 29/12/93, n.580;
Istruttoria sulle interrogazioni e sulle interpellanze nelle materie di competenza dell'Assessorato agli enti locali;
Collaborazione con la P.f. Attività normativa della Giunta Regionale ai fini della stesura di singole proposte di legge e di deliberazione riguardanti gli enti locali, i servizi pubblici locali e la partecipazione democratica;
Gestione diretta dell'archivio digitale, della posta elettronica certificata, della protocollazione, della segreteria, della newsletter e del sito internet regionale.
Le leggi regionali, le proposte di legge e le delibere dell'Assemblea legislativa sono scaricabili nella versione storica o aggiornata dal sito www.consiglio.marche.it, sezione leggi regionali o dal Bollettino Ufficiale della Regione, nella versione ufficiale.
Le delibere di Giunta regionale ed i decreti dirigenziali sono pubblicati, oltre che sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche, anche su: www.norme.marche.it.
Le leggi ordinarie Statali e le leggi delle altre Regioni sono raccolte nel sito www.normattiva.it .
I bandi regionali sono pubblicati nell'apposita sezione del sito istituzionale: www.regione.marche.it.
I bandi comunitari sono pubblicati nel sito internet regionale http://www.bruxelles.regione-marche.eu/Newsletter .
Ulteriori servizi gratuiti sono offerti, sulla base di un protocollo d'intesa, dal Ministero per la P.A. e per la Semplificazione, in collaborazione con le Regioni, con il portale: www.gazzettaamministrativa.it .
Per avere ulteriori informazioni dettagliate relative all'esercizio delle singole funzioni di interesse regionale, è possibile accedere ai siti internet regionali elencati nel portale www.regione.marche.it.
Ai sensi dell'art. 1 comma 319 e segg. della legge 228/2012 è istituito un fondo nazionale integrativo per i Comuni montani (v. provvedimenti attuativi). Le informazioni relative ai bandi sono disponibili nel sito internet del Dipartimento per gli Affari regionali e lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il Ministero delle infrastrutture finanzia, inoltre, ai sensi dell'art.3, decreto-legge 133/2014, convertito in legge 164/2014 e dell'art.18, comma 9, del decreto-legge 69/2013, convertito in legge 98/2013, progetti dei comuni o di associazioni di comuni sotto i 5.000 abitanti per investimenti da 100 a 400mila euro.
Decreto 7 agosto 2015 Approvazione degli elenchi degli interventi ammessi a finanziamento delle risorse destinate al programma «Nuovi progetti di interventi». (15A08071) (GU Serie Generale n.253 del 30-10-2015).
PIANO NAZIONALE PER LA RIQUALIFICAZIONE SOCIALE E CULTURALE DELLE AREE URBANE DEGRADATE
In attuazione dell'articolo 1, commi 431, 432, 433 e 434 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è stato pubblicato il bando per il finanziamento dei progetti di riqualificazione urbanistica e socio culturale di aree degradate presentati dai Comuni al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
BANDI REGIONALI E DELL'UNIONE EUROPEA - INFORMAZIONI GENERALI
I bandi regionali sono pubblicati nell'apposita sezione del sito internet regionale.
I bandi comunitari (programmi, fondi strutturali e fondi comunitari a gestione diretta) sono pubblicati nei siti internet regionali: http://www.bruxelles.regione-marche.eu/Newsletter e http://www.europa.marche.it/.
A differenza dei fondi strutturali, assegnati tramite le Regioni, i programmi comunitari a gestione diretta rappresentano un'opportunità da cogliere per i Comuni, per soggetti pubblici e privati, nel senso che sono cofinanziati i migliori progetti presentati, che prevedano iniziative ad elevato valore aggiunto, non corrispondenti a funzioni pubbliche ordinarie.
Il prerequisito per l'elaborazione di proposte è quello dell'adeguatezza organizzativa: le proposte possono essere avanzate da gruppi di imprese, P.A. ed organismi di ricerca, uniti in reti transnazionali, con la partecipazione di forme associative fra Comuni costituite in forma stabile e strutturata, in dimensioni demografiche superiori ad almeno 20.000 abitanti e con elevate capacità progettuali nonché con una pregressa programmazione che individui come prioritarie le iniziative cofinanziate con i bandi.
Lo sviluppo organizzativo degli enti locali, mediante l'esercizio associato di funzioni ed il riordino territoriale, assume quindi un valore cruciale al fine di un maggiore accesso del sistema della P.A. locale alle opportunità di finanziamento di progetti di effettivo rilievo comunitario, con particolare riferimento ai settori della ricerca e dello sviluppo di attività produttive di valore aggiunto e di occupazione.
Per approfondimenti (collegamenti con siti esterni):
http://www.opencoesione.gov.it/ - http://programmicomunitari.formez.it/bandi;
http://ec.europa.eu/contracts_grants/funds_it.htm
Iniziativa Adriatico - Jonica; - http://www.europafacile.net/AgendaBandi.asp .
http://2020fesr.marche.eu/ - http://www.sprintmarche.it/
SAPE (Servizio Associato Politiche Europee)
Provincia di Pesaro - Urbino - Provincia di Ancona - Provincia di Macerata - Provincia di Fermo - Provincia di Ascoli Piceno - Cosif.
Dal 1° gennaio 2016 il patto di stabilità è stato sostituito con il vincolo del pareggio di bilancio, con l'art.1, commi 707 e seguenti, della legge 208/2015, in attuazione dell'art.81 della Costituzione e della legge 243/2012.
Il nuovo vincolo prescrive di conseguire un saldo non negativo, in termini di competenza, fra le entrate e le spese totali.
Nel critico quadro finanziario in cui si colloca l'introduzione del vincolo, il suo recepimento implica una profonda revisione degli attuali assetti organizzativi.
Con la misurazione dei costi standard relativi all'esercizio delle funzioni degli enti locali, sulla base dei criteri definiti in sede di attuazione della Riforma per il federalismo fiscale, ciascuna Amministrazione potrà confrontare i propri standard contabili e di efficienza con quelli degli altri Enti, che si trovano in condizioni organizzative affini, in modo da poter definire l'obiettivo di riqualificare la spesa pubblica sulla base dei migliori modelli organizzativi presenti nel sistema pubblico. Fra i migliori modelli da perseguire, quello della gestione in forma associata delle funzioni fondamentali, tanto che misure di premialità sono riservate ai Comuni che esercitano in forma associata le funzioni, nell'ambito della legislazione regionale sull'integrazione istituzionale (l.r. 46/2013).
Ai sensi dell’articolo 18-bis del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 e del relativo decreto attuativo, in fase di approvazione, le Regioni, gli enti locali ed i rispettivi organismi strumentali, adottano un sistema di indicatori semplici, denominato “Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio” misurabili, trasparenti e riferiti ai programmi e agli altri aggregati del bilancio, costruiti secondo criteri e metodologie comuni.
In un contesto complesso, caratterizzato dalla scarsità di risorse disponibili e dall'incremento della domanda di servizi, gli Amministratori, eletti con le procedure elettorali per la formazione della rappresentanza politica (democrazia rappresentativa), sostengono la propria azione seguendo le procedure ed i metodi della democrazia partecipativa (partecipazione diretta dei cittadini alla formazione delle decisioni) e della democrazia diretta (referendum, iniziativa legislativa popolare).
La partecipazione democratica può avvenire su vari livelli e alla base presuppone la condivisione della piena conoscenza dei fatti (trasparenza amministrativa), separati dai giudizi, descritti in modo semplice, sintetico, completo ed accessibile, in modo da poter valorizzare tutte le forme di impegno civico e costruire, in forma dialettica, in un confronto aperto, le decisioni.
Per non degradare la partecipazione in assemblearismo confuso e per non sovrapporre le decisioni maturate nell’ambito della democrazia partecipativa con le competenze e le responsabilità di rappresentanza istituzionale degli organi eletti nell’ambito del modello della democrazia rappresentativa, è necessario sviluppare specifiche competenze ed adottare specifici regolamenti.
Occorre distinguere le varie forme di partecipazione democratica:
- un primo stadio è quello del controllo dell’operato della P.A., in forma di controllo civico, mediante l’attuazione delle norme per l’accesso e per la trasparenza degli atti amministrativi. Le norme sulla trasparenza (d.lgs 33/2013) si pongono l'obiettivo di far conoscere ai cittadini quale sia l'attività svolta e quella in corso della P.A., con quali risorse si è svolta e con quali risultati (accountability o rendicontazione). Secondo la teoria di Albert Hirschman, che è alla base della legislazione in materia, l'opinione pubblica (voice) ed il libero mercato (exit) spingono al cambiamento, in meglio, le organizzazioni complesse. Gli obblighi di trasparenza, in tale logica, permettono l'emersione di eventuali abusi o dell'utilizzo della potestà amministrativa per fini diversi di quelli indicati dalla legge che attribuisce le funzioni. Tale definizione ampia di corruzione come abuso della potestà amministrativa si rinviene nella normativa per la prevenzione del fenomeno corruttivo (legge 190/2012, Piano Nazionale anticorruzione);
- lo stimolo di nuove iniziative e nuove progettualità da parte degli enti territoriali, su istanza dei cittadini, può avvenire con petizioni, istanze e mozioni variamente disciplinati negli Statuti comunali;
- la presenza e la partecipazione alle Assemblee aperte ai cittadini avviene nell’ambito di Consigli comunali aperti o itineranti, con o senza la mediazione dei centri civici, subentrati in qualche caso alle soppresse circoscrizioni comunali;
- l’elaborazione condivisa, con gruppi interessati di cittadini, di proposte per la risoluzione di problemi specifici e per la tutela di interessi collettivi avviene nell’ambito delle Consulte e negli Organismi per il decentramento;
- la partecipazione democratica organizzata alla formazione delle decisioni relative a progetti, programmi e bilanci si ha con l’istruttoria pubblica, con il dibattito pubblico e con il bilancio partecipativo.
Al fine di rafforzare la coesione sociale, ridurre i costi ed i tempi dei procedimenti, valorizzare le competenze diffuse nella società, valorizzare le nuove tecnologie e favorire l’emersione di interessi diffusi, nell’ambito della Giunta regionale, è stata prevista una delega Assessorile alla partecipazione democratica, che ha consentito di promuovere:
- esperienze di partecipazione degli enti locali ai procedimenti di formazione delle decisioni regionali rilevanti, in materia di interventi per il sistema delle Autonomie locali;
- ricerche e studi per lo sviluppo dell’istituto della partecipazione, dal punto di vista della formazione, della gestione di piattaforme web, e del supporto ai Comuni Marchigiani interessati per specifiche attività.
Art.24, decreto-legge 133/2014, convertito in legge 164/2014 (Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio)
Convenzione delle Nazioni Unite sull’accesso all’informazione, la partecipazione del pubblico al processo decisionale firmata ad Aarhus il 25/6/1998, approvata il 17/2/2005 dall’Unione europea – reg. CE n. 1367/2006.
Dossier partecipazione Politis
A seguito del superamento del principio contabile del riparto dei fondi erariali sulla base della spesa storica, gli enti locali finanziano le spese relative all'esercizio delle funzioni e dei servizi principalmente con le entrate proprie.
I fondi perequativi o di riequilibrio, che sostituiscono i trasferimenti erariali, concorrono alla copertura dei costi standard relativi all'esercizio delle funzioni fondamentali.
Ne consegue che gli enti locali potranno in futuro erogare servizi migliori se riusciranno ad incrementare le entrate con una programmazione intercomunale più orientata alla gestione associata, allo sviluppo dei servizi pubblici locali e alla progettazione di iniziative in grado di creare valore aggiunto di rilievo comunitario, statale e macroregionale, come quelle per avere smart city, intese come città della condivisione.
Quanto alla semplificazione legislativa, va segnalato il perdurante mancato adeguamento della legislazione ordinaria nazionale alla riforma costituzionale del 2001. Il che ha comportato, come si è visto anche dal contenzioso costituzionale intervenuto, uno stato di incertezza sui reciproci confini di competenza fra Stato e Regioni e sulla vigenza della normazione preesistente. Al mancato adeguamento si è aggiunto per di più un modo di legiferare che sembra prescindere dai contenuti stessi della riforma del 2001, in particolare mediante decretazione d’urgenza e misure a carattere settoriale o congiunturale che contribuisce ad aumentare il disordine istituzionale e a creare non poche difficoltà applicative in sede regionale e locale. Sarebbe necessario quindi un imponente lavoro di risistemazione legislativa che richiede da un lato, come spesso si segnala, la riconsiderazione del riparto delle materie di cui alla riforma del 2001 e la istituzione del Senato delle Regioni e dall’altro la definizione di una legislazione statale che, negli oggetti considerati e nei principi stabiliti per le singole materie e settori, sia realmente adeguata alle esigenze di un ordinato sistema regionale. E’ appena il caso di aggiungere che tutto ciò andrebbe realizzato considerando anche le implicazioni dell’ordinamento comunitario al riguardo.
Quanto alla semplificazione amministrativa, appare altrettanto fondamentale segnalare come il mancato adeguamento della legislazione ordinaria alla riforma costituzionale del 2001, accompagnato dalla legislazione congiunturale, specie degli ultimi anni, si sia ripercosso in maniera non meno negativa nella definizione del sistema amministrativo. La riforma del 2001, sulla scorta dei principi affermati nelle leggi del c.d. federalismo amministrativo della fine degli anni novanta (si veda specialmente la legge n.59 del 1997), aveva posto le premesse per una risistemazione delle funzioni amministrative in particolare secondo i principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. Nulla di tutto ciò è avvenuto, se non per limitati ambiti di materia. Tutto è stato rimesso da un lato ad una legislazione caso per caso e dall’altro alle decisioni della Corte costituzionale. Il sistema si è complicato invece che semplificarsi, specie per il frequente intreccio creatosi fra competenze amministrative dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, oggi oggetto di particolari critiche. In tempi recenti, si sono disposte o si stanno adottando anzi misure di riordino organizzativo e istituzionale non coordinate con il riassetto delle funzioni. Occorre invece che il riordino legislativo auspicato abbia riguardo in particolare e in via primaria al riassetto delle funzioni amministrative per materie o settori secondo gli accennati principi: eliminando innanzitutto le funzioni obsolete e la disciplina amministrativa delle attività, dove possibile e necessario, sciogliendo poi gli intrecci di competenze fra più livelli istituzionali e concentrando ovunque sia possibile le funzioni in capo a un singolo livello istituzionale secondo il principio dell’unità dell’amministrazione (art.4 l.n.59/97 cit.), chiarendo inoltre la relativa disciplina procedurale e facendo seguire infine al riordino delle funzioni le relative misure di riordino organizzativo e istituzionale. Si tratta di un riassetto delle funzioni che non può che essere disposto sul piano generale e di principio in sede nazionale, ma che deve esser affidato poi per il suo completamento e la concreta attuazione alle Regioni stesse, con la collaborazione degli Enti locali.
Link al portale del Governo per la semplificazione:
http://www.italiasemplice.gov.it/
Ai fini del controllo civico e della libertà di scelta degli utenti, è promossa la pubblicazione dei dati inerenti l’offerta di servizi pubblici e le performance, in forma standardizzata ed unica, a livello nazionale, sulla base di indicatori omogenei e completi.
Es.http://www.dati.gov.it/; http://www.dati.salute.gov.it/; http://www.etx.it/news/iniziat.htm; http://www.qualitapa.gov.it/; Progetto open civitas (MEF e Sose).
Modelli unici semplificati per la comunicazione di inizio lavori (CIL) e la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)
v. http://www.funzionepubblica.gov.it/comunicazione/notizie/2014/dicembre/i-moduli-cil-e-cila.aspx
Per rendere più efficiente e meno costoso il sistema della P.A. locale, non basta semplificare le norme che ne regolano il funzionamento, ma occorre una semplificazione dell'assetto organizzativo.
Negli ultimi decenni, svariate leggi di riforma hanno prodotto un'ipertrofica crescita del numero di Enti pubblici, Autorità, Agenzie, Consorzi, Istituti, Società partecipate, Fondazioni, Commissioni, Comitati e Aziende.
La frammentazione moltiplica i costi, perché i piccoli enti hanno minori capacità di investimento e una maggiore incidenza delle spese di funzionamento.
La Regione Marche ha affrontato il tema delle riforme per la semplificazione organizzativa e per la riduzione dei costi della P.A., da prima dell'avvio della cd. spending review e sta ottenendo risultati alla fine di un percorso di semplificazione istituzionale della filiera della P.A. locale, con la necessaria gradualità.
Tutte le recenti riforme istituzionali (riordino aree vaste, strategia aree interne, servizi pubblici locali ed esercizio associato di funzioni comunali) assegnano ai Comuni associati (non ai Comuni singoli) un ruolo di primo piano, ai fini della gestione delle funzioni e dei servizi.
Le analisi dei fattori dello sviluppo economico prendono in considerazione gli assetti istituzionali e la loro qualità, tra le determinanti della performance economica territoriale.
Ne discende che, ai fini dello sviluppo locale, in un quadro finanziario complesso, serviranno, nel futuro, Comuni più attrezzati per sviluppare capacità progettuali all’interno di dimensioni territoriali omogenee unitarie più ampie rispetto al mero limite demografico minimo.
RELAZIONI ANNUALI AL PARLAMENTO SULL'ATTIVITA' DELLE CAMERE DI COMMERCIO
Relazione sull'attività svolta dalle Camere di Commercio e da Unioncamere nel 2015