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Timestamp: 2018-08-15 11:22:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 18']

Segnali operativi opzioni binarie: sono legali? Scoprilo prima di buttare i tuoi soldi
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14 luglio 2015 di Alessandro 8 commenti
Il tema della legalità dei segnali operativi per le opzioni binarie viene molto discusso, soprattutto da chi è dentro a questo settore da un po’di tempo.
Il problema che tu dovresti porti non è tanto se rischi qualcosa personalmente (nel caso in cui non fosse legale), ma piuttosto se domani la Consob possa svegliarsi e chiudere il sito che ti fornisce il servizio di segnali operativi.
Cerchiamo di capire come funzionano le cose e se quindi puoi dormire sonni tranquilli.
Naturalmente la questione come sempre è particolarmente complessa per l’Italia. Ho avuto modo di confrontarmi con varie persone, di leggere moltissimi articoli in merito e di spulciare leggi e regolamenti…ti assicuro che c’è un caos incredibile di opinioni, normative e interpretazioni.
Legalità dei segnali operativi opzioni binarie: cosa dice la Consob?
Le leggi le fa lo Stato, ma in ambito finanziario la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) è un organo indipendente con il compito non solo di vigilare ma anche di normare e dare direttive. Quindi oltre a ciò che ci dicono le leggi dello Stato in questo settore dobbiamo fare riferimento anche a tutti i chiarimenti della Consob.
La legge Statale in vigore in ambito finanziario è il Testo Unico della Finanza (detto anche TUF) approvato con Decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 e aggiornato con le modifiche apportate dalla D.Lgs. n. 72 del 12.5.2015
La Consob ha emanato vari regolamenti attuativi e chiarimenti che alla resa dei conti sono quelli che determinano come devono e possono essere svolte nella pratica le attività finanziarie in Italia.
La Consulenza Finanziaria (o consulenza in materia di investimenti)
Il primo concetto che devi capire per il nostro scopo è quello di consulenza finanziaria. Lo so che partiamo da lontano ma dalla sua definizione ed in particolare dalla sua interpretazione dipende proprio la legalità o meno di chi fornisce segnali operativi per opzioni binarie.
L’Italia, in quanto paese membro dell’Unione Europea, deve rispettare e adeguarsi alle norme generali che vengono emesse a livello europeo.
In questo settore bisogna fare riferimento alla normativa MiFID (Markets In Financial Instruments Directive del 2004) che chiarisce cosa sia la consulenza finanziaria.
Il Testo Unico della Finanza (TUF) ha quindi recepito quanto normato con la direttiva europea e ha definito la consulenza finanziaria come consulenza in materia di investimenti nell’art.1 comma 5-septies:
Quindi i due elementi su cui devi porre l’attenzione sono:
La raccomandazione deve essere Personalizzata. Cioè chi la emette deve farlo sulla base delle specifiche esigenze del soggetto che la riceve. E da un chiarimento della Consob che vedremo nelle prossime righe risulta chiaro come sia sufficiente presentarla come adatta alle esigenze perchè si possa prefigurare come personalizzata (quindi a prescindere se sia o meno realmente personalizzata).
La raccomandazione deve essere relativa ad Operazioni su un Determinato Strumento Finanziario. Sempre in un chiarimento della Consob viene messa in luce la differenza che si forma con una consulenza generica: se il consiglio è "investi in azioni", o "investi in obbligazioni", sto fornendo una consulenza generica (come definita all'articolo 1, comma 6, lettera f del TUF); se invece il consiglio è "compra Tot. azioni della Fiat a Tot. prezzo" non rientriamo nella consulenza generica in quanto stiamo indicando un'operazione su un determinato Strumento Finanziario (ma in realtà potremmo non rientrare neanche nella consulenza finanziaria, e nelle prossime righe ti spiego come mai).
Ora la domanda diventa: i segnali operativi sono configurabili come consulenza finanziaria?
Il motivo per cui è importante capire se i segnali operativi rientrano nella consulenza finanziaria (o consulenza in materia di investimenti) è semplicemente perchè questa pratica è riservata esclusivamente a soggetti abilitati, cioè le società di investimento, le banche (art. 18 del TUF) e i consulenti finanziari (art. 18-bis del TUF) per i quali è previsto un apposito albo.
Quindi se il servizio di segnali operativi che hai deciso di seguire rientra nella fattispecie di “consulenza in materia di investimenti” per non avere brutte sorprese devi verificare che chi lo emette sia una società di investimento, una banca o un consulente finanziario.
Cerchiamo di rispondere a questa domanda
I segnali operativi sono consulenze finanziare?
E’ proprio l’interpretazione del concetto che abbiamo appena visto che crea tutta la confusione che c’è in giro in materia.
C’è un chiarimento della Consob che probabilmente potrebbe venirci in aiuto.
E’ una risposta addirittura del 2009 ad un quesito posto che sembra avere molta attinenza al nostro caso (sicuramente è ormai un po’datata ma è l’unico materiale ufficiale che si riesce a reperire e non ci sono smentite ufficiali).
In particolare il chiarimento richiesto era se alcuni servizi forniti da chi poneva il quesito rientrassero nel campo delle consulenze in materia di investimenti. Ed in particolare:
«fornire, con carattere di continuità, … segnali operativi discrezionali o generati da appositi trading system aventi ad oggetto specifici e ben individuati valori mobiliari e strumenti finanziari …, indicando specificamente il prezzo di acquisto o di vendita, lo stop loss, il target profit». I «segnali operativi» verrebbero forniti «tramite il sito Web, … l’utilizzo di e-mail, … l’utilizzo di sms». Al cliente verrebbero, inoltre, forniti «report sull’andamento dei mercati, di singoli valori mobiliari e strumenti finanziari, quotati o non quotati, attraverso l’utilizzo dell’analisi tecnica e fondamentale; consigli/analisi/raccomandazioni su operazioni già effettuate dagli abbonati; valutazioni, analisi, giudizi, consigli su qualsiasi prodotto finanziario, anche di natura assicurativa, di natura strutturata etc, presente sul mercato nazionale ed internazionale; risposte a eventuali quesiti dei soggetti registrati»;
Si parla chiaramente di un servizio di segnali operativi (non di opzioni binarie ma poco importa) e nel quesito era presente anche una specificazione importante:
le attività verrebbero svolte, previa sottoscrizione di un apposito abbonamento e rilascio di una password di accesso al sito, a favore del «pubblico dei risparmiatori indistinto, di cui non si tiene conto delle caratteristiche di adeguatezza dell’operazione consigliata». Sia il servizio di trading sia quello di asset allocation, strategica e tattica, vengono espressamente qualificati come «non personalizzati».
Ti invito a porre l’attenzione sulle ultime parole “non personalizzati” e a rivedere la definizione che abbiamo riportato di consulenza in materia di investimenti:
I consigli devono essere su strumenti finanziari specifici
Sulla base di quanto detto sono due le domande che devi porti:
I segnali operativi sono consigli personalizzati? Chi li emette generalmente non raccoglie nessuna informazione di tipo patrimoniale sui propri clienti. Semplicemente fornisce dei consigli su strumenti finanziari specifici.
Devono verificarsi entrambe queste situazioni o ne basta una perchè un servizio di segnali operativi si configuri come una consulenza in materia di investimenti?
In risposta al primo quesito vediamo ciò che afferma la legge e che la Consob riporta nella sua risposta:
[...]se un consiglio (avente ad oggetto uno specifico strumento finanziario) viene “presentato” come adatto al cliente, si avrà una fattispecie di “consulenza”[...]
[...]Non si è in presenza di una raccomandazione personalizzata qualora essa venga “diffusa esclusivamente tramite canali di distribuzione o se è destinata al pubblico”[...]
In sostanza: chi ti fornisce i segnali operativi ti dice che ogni singolo segnale è adatto a te?
Probabilmente ti viene presentato il servizio in generale come adatto a te (ma qui rientriamo nella consulenza generica: i segnali operativi per le opzioni binarie sono adatti a te, investire in azioni è adatto a te, investire in obbligazioni è adatto a te….). Ma si può dire che il singolo segnale non viene mai presentato come “adatto a te”. Quindi in teoria non si configura come personalizzato.
L’altro quesito importante è se sia sufficiente la presenza di solo uno dei due elementi che abbiamo sintetizzato sopra o se servono entrambi perchè un servizio di segnali operativi si configuri come consulenza finanziaria.
La risposta della Consob al quesito è più che chiara in questo caso:
Nel caso in esame, le attività descritte si sostanziano in raccomandazioni che possono avere ad oggetto anche specifici strumenti finanziari. La riconducibilità o meno delle stesse alla fattispecie “consulenza in materia di strumenti finanziari” è, peraltro, subordinata all’accertamento dell’ulteriore requisito della “personalizzazione”: le raccomandazioni in questione integreranno gli estremi del servizio di investimento qualora, in concreto, risultino presentate come adeguate al cliente, o comunque basate sulle caratteristiche del singolo cliente.
Qualche dubbio su quanto scritto? Se i due requisiti ci sono in contemporanea allora si tratta sicuramente di consulenza in materia di investimenti e quindi è necessario che chi fornisce questa consulenza sia un soggetto abilitato ai sensi dell’articolo 18 del TUF. In caso contrario non c’è nessun tipo di consulenza (sempre secondo quanto dice la legge) quindi chi emette il servizio non deve essere un soggetto abilitato.
Il testo completo della nota Consob
ps: questa parte puoi saltarla 🙂
Richiesta di elementi informativi riguardanti l’attività di “consulenza in materia di investimenti”
Si fa seguito alla nota del …, con cui la S.V. ha chiesto chiarimenti circa la riconducibilità o meno al servizio di consulenza in materia di investimenti delle attività di seguito descritte, «esercitat[e] da una persona fisica o da uno studio associato o da un soggetto collettivo (persona giuridica o società di persone) tramite un Sito Web»:
a) nella prima fattispecie prospettata, l’attività consisterebbe nel «fornire, con carattere di continuità, ... segnali operativi discrezionali o generati da appositi trading system aventi ad oggetto specifici e ben individuati valori mobiliari e strumenti finanziari ..., indicando specificamente il prezzo di acquisto o di vendita, lo stop loss, il target profit». I «segnali operativi» verrebbero forniti «tramite il sito Web, ... l’utilizzo di e-mail, ... l’utilizzo di sms». Al cliente verrebbero, inoltre, forniti «report sull’andamento dei mercati, di singoli valori mobiliari e strumenti finanziari, quotati o non quotati, attraverso l’utilizzo dell’analisi tecnica e fondamentale; consigli/analisi/raccomandazioni su operazioni già effettuate dagli abbonati; valutazioni, analisi, giudizi, consigli su qualsiasi prodotto finanziario, anche di natura assicurativa, di natura strutturata etc, presente sul mercato nazionale ed internazionale; risposte a eventuali quesiti dei soggetti registrati»;
b) nella seconda fattispecie prospettata, l’attività consisterebbe «nell’indicare dei portafogli modello di investimento», suddivisi in base alla tipologia di rischio (basso, medio, elevato). Nell’ambito di tali portafogli, verrebbero indicati i pesi non solo delle singole asset class, ma anche «degli specifici valori mobiliari e strumenti finanziari di ogni asset class». Verrebbe, inoltre, monitorato costantemente l’andamento dei portafogli, «ai fini di suggerire eventuali modifiche di asset allocation tattica».
Entrambe le attività verrebbero svolte, previa sottoscrizione di un apposito abbonamento e rilascio di una password di accesso al sito, a favore del «pubblico dei risparmiatori indistinto, di cui non si tiene conto delle caratteristiche di adeguatezza dell’operazione consigliata». Sia il servizio di trading sia quello di asset allocation, strategica e tattica, vengono espressamente qualificati come «non personalizzat[i]».
A seguito delle modifiche al quadro legislativo di riferimento, introdotte dalla normativa di recepimento della MiFID (d.lgs. n. 164/2007), la consulenza in materia di investimenti è stata ricondotta fra i "servizi e attività di investimento" (cfr. art. 1, comma 5, d.lgs. n. 58/1998 – di seguito anche "il TUF" –), il cui esercizio professionale nei confronti del pubblico è riservato a soggetti abilitati(2) .
L’art. 1, comma 5-septies, del TUF fornisce una definizione di tale servizio di investimento, precisando che «per “consulenza in materia di investimenti” si intende la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di distribuzione(3)».
1) che la raccomandazione sia “personalizzata”, ossia «presentata come adatta per il cliente» ovvero «basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente» stesso. Tale elemento distingue la consulenza “servizio di investimento” dalla prestazione di raccomandazioni generali, le quali formano invece oggetto, insieme alla ricerca in materia di investimenti e analisi finanziaria, di un servizio accessorio (cfr. art. 1, comma 6, lett. f), TUF). Al riguardo, si precisa che, ai fini della configurabilità del servizio di consulenza, è sufficiente che la raccomandazione sia «presentata» come adatta per quel cliente o basata sulle sue caratteristiche personali. Resta, dunque, una distinzione fra la configurazione della fattispecie “consulenza” e la disciplina della stessa (incentrata, come noto, sulla necessaria valutazione di adeguatezza delle raccomandazioni fornite). In altri termini, se un consiglio (avente ad oggetto uno specifico strumento finanziario) viene “presentato” come adatto al cliente, si avrà una fattispecie di “consulenza”, salvo poi verificare se questa è stata svolta correttamente, nel rispetto dei doveri di articolata conoscenza del cliente e della conseguente valutazione di adeguatezza delle operazioni consigliate (e dunque se è stata osservata la disciplina del servizio);
2) che l’oggetto di tale raccomandazione personalizzata sia costituito da un determinato strumento finanziario. Tale elemento distingue il servizio di investimento dalla cd. “consulenza generica”, la quale riguarda un tipo di strumento finanziario (azioni, obbligazioni, ecc.) e non uno strumento specifico. Nell’ambito della consulenza generica, che non costituisce servizio di investimento, può essere ricondotta anche l’attività di financial planning, nella misura in cui la stessa non si traduca nella raccomandazione di singoli strumenti finanziari.
Come indicato, l’esercizio professionale, nei confronti del pubblico del servizio di consulenza in materia di investimenti è riservato, ai sensi dell’art. 18, comma 1, del TUF, alle imprese di investimento e alle banche(4).
Peraltro, ai sensi dell’art. 18-bis del TUF (rubricato “consulenti finanziari indipendenti”) la riserva di attività sopra descritta «non pregiudica la possibilità per le persone fisiche, in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali stabiliti con regolamento adottato dal Ministro dell’economia e delle finanze(5), sentite la Banca d’Italia e la Consob, di prestare la consulenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti». Il legislatore, peraltro, ha subordinato l’esercizio del servizio in esame all’iscrizione in un apposito albo di nuova istituzione. L’albo sarà tenuto da un costituendo Organismo, cui vengono riconosciute funzioni di vigilanza e potestà sanzionatoria nei confronti degli iscritti e i cui rappresentanti dovranno essere nominati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentite la Banca d’Italia e la Consob. L’art. 18-bis, comma 5, TUF rimette alla potestà regolamentare della Consob la definizione dei principi e dei criteri relativi, fra l’altro, alla formazione di tale albo e alle condizioni, nonché alle modalità di iscrizione allo stesso(6).
Analogamente, ai sensi dell’art. 18-ter del TUF (recentemente introdotto per effetto dell’art. 2 della legge n. 69 del 18 giugno 2009 e rubricato “società di consulenza finanziaria”) «a decorrere dal 1° ottobre 2009, la riserva di attività di cui all’articolo 18 non pregiudica la possibilità per le società costituite in forma di società per azioni o società a responsabilità limitata, in possesso dei requisiti patrimoniali e di indipendenza stabiliti con regolamento adottato dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia e la Consob, di prestare la consulenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti».
Anche in questo caso, l’esercizio dell’attività è subordinato all’iscrizione in un’apposita sezione dell’albo dei consulenti finanziari indipendenti.
(1) Per maggiori dettagli sulle caratteristiche del servizio di investimento in esame si rinvia anche alle "prime linee di indirizzo in tema di consulenza in materia di investimenti", che formano parte integrante del documento "Nuovo Regolamento Intermediari — esiti della consultazione" pubblicato sul sito CONSOB (30 ottobre 2007).
(2) Al riguardo si rammenta che, prima del recepimento della suddetta normativa comunitaria, l’attività in esame era annoverata fra i servizi accessori, il cui esercizio non era dunque soggetto a riserva. La consulenza, dunque, poteva esser svolta liberamente da chiunque, sia in forma individuale che in forma societaria. Nel caso in cui il servizio venisse svolto da intermediari autorizzati alla prestazione di servizi di investimento, la consulenza era assoggettata, in via generale, alle regole di condotta dettate dal TUF; ciò non era, invece, previsto per il caso in cui l’attività fosse svolta da soggetti diversi dagli intermediari autorizzati.
(3) In proposito, si richiama il 79° considerando della direttiva 2006/73/CE, ai sensi del quale «la consulenza in merito a strumenti finanziari fornita in un quotidiano, giornale, rivista o in qualsiasi altra pubblicazione destinata al pubblico in generale (incluso tramite Internet) o trasmissione televisivo o radiofonica non deve essere considerata come una raccomandazione personalizzata ai fini della definizione di "consulenza in materia di investimenti" di cui alla direttiva 2004/39/CE».
(4) Il citato art. 18, al comma 2, TUF prevede che il servizio di consulenza possa essere prestato professionalmente nei confronti del pubblico anche dalle SGR nonché dalle società di gestione armonizzate, qualora autorizzate nello Stato membro d’origine.
(5) Cfr. decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2008 n. 206.
(6) Si segnala che è in fase di adozione il Regolamento Consob che darà attuazione a tale previsione normativa. In proposito, si richiama il documento di consultazione “regolamento di attuazione dell’articolo 18-bis, del d.lgs. n. 58/1998 in materia di consulenti finanziari” pubblicato sul sito Consob.
Dove sta allora la confusione?
Come hai sicuramente capito il nocciolo di tutta la questione è sul fatto se il segnale operativo sia considerato come consulenza personalizzata o meno.
Devo essere sincero: non sono riuscito a trovare niente che possa suffragare la teoria che i segnali operativi per opzioni binarie emessi indistintamente per più persone possano essere considerati personalizzati, e quindi necessitino di un’autorizzazione per emetterli.
Quello che invece mi pare di aver capito in modo abbastanza chiaro è che come sempre è un problema tutto italiano. Infatti società estere con server che sono collocati in territorio estero non hanno nessun tipo di problema nel fornire un servizio di segnali operativi via web, senza necessità di essere iscritti ad albi particolari.
In Italia per fugare ogni dubbio molti trader che inviano segnali operativi forniscono a tutti i loro clienti una sorta di disclaimer (dichiarazione di non responsabilità) con cui affermano che i segnali operativi non si configurano come consigli di investimento ma come materiale formativo per mostrare l’operatività del trader (o qualcosa del genere…).
Ma se chi mi fornisce i segnali operativi per le opzioni binarie non è abilitato mi devo preoccupare?
Ti capisco, alla fine dei conti questa è la cosa più importante: “perchè mai dovrei seguire segnali operativi forniti da una persona che secondo lo stato italiano non è abilitato per farlo?”
Il consulente finanziario indipendente è una figura che deve avere competenze in vari settori (giuridiche,economiche, finanziarie, tecniche). Invece chi emette segnali operativi è importante che abbia competenze nel mercato in cui opera e per cui emette segnali operativi.
Ti faccio un esempio banale: se io emettessi segnali operativi per le opzioni binarie concentrandomi sui mercati valutari devo:
conoscere bene le opzioni binarie
sapere come interpretare l’andamento dei prezzi delle coppie di valute.
Non avrebbe senso per me essere esperto sui mercati borsistici (azioni), sulle obbligazioni, sui fondi di investimento o su altri strumenti finanziari.
Anzi, probabilmente avere a che fare con troppi strumenti finanziari potrebbe portarmi a non approfondire a sufficienza nessuno di essi (e quindi non essere sufficientemente preparato).
Inoltre il mio servizio di segnali operativi esulerebbe completamente da quanto richiesto ad un promotore finanziario indipendente. Vediamo come lo definisce il TUF.
Il consulente finanziario indipendente studia i mercati finanziari e prospetta le alternative migliori, spiegando al cliente vantaggi, costi e rischi di ogni alternativa, in assoluta assenza di conflitto di interessi e con la massima trasparenza.
Il compito del consulente finanziario indipendente è pertanto quello di capire a fondo le esigenze del cliente, verificarne la coerenza, il livello di rischio sopportabile e individuare gli strumenti che hanno la più alta probabilità di raggiungere gli scopi che si pone il cliente nel rispetto dei vincoli di rendimento, rischio e costi.
I requisiti per diventare Consulente Finanziario Indipendente e quindi per essere iscritti all’Albo dei CFI sono:
Titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di un corso di durata quinquennale;
Superamento di una prova valutativa atta ad accertare: “un'adeguata conoscenza specialistica in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche, rilevanti nella prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti”.
Quindi oggettivamente non devi preoccuparti se chi ti fornisce segnali operativi non è abilitato come consulente finanziario indipendente, ma devi preoccuparti che questa persona abbia realmente le competenze per fare quello che fa: cioè emettere segnali operativi.
Chiaramente l’iscrizione all’albo è un plus, ma ti assicuro che finora non ho trovato nessun trader che emette segnali e che sia iscritto all’albo (e anche qui mi aspetto trader che diranno il contrario…se ci siete palesatevi!)
Sai chi è abilitato senza ombra di dubbio?
Prova ad indovinare quali sono i soggetti abilitati sicuramente?
Sono sempre i soliti noti:
banche e broker (certificati). E sai benissimo che i broker di opzioni binarie sono interessati solo ed esclusivamente ad avere i tuoi soldi.
Ti sembra normale che chi vuole solo prosciugarti il conto sia abilitato a fornirti segnali operativi mentre chi è interessato a farti guadagnare (perchè un tuo abbonamento al suo servizio è per lui una fonte di guadagno) potrebbe essere fermato?
Ecco cos’è realmente illegale!
Sai cosa è totalmente illegale in Italia se non esercitato da un soggetto autorizzato? Il copy-trading, cioè che un’altra persona possa operare direttamente sul tuo conto di trading anche attraverso sistemi automatizzati. Per fare questo ci vogliono tutte le certificazioni del caso (anche stando all’estero, ad eccezione di alcuni Stati particolarmente liberali) ma per intervenire su conti italiani ci vuole per forza una certificazione rilasciata dalla Consob.
Questo è un servizio sempre più diffuso, a partire da eToro (forex), che dovrebbe avere tutte le carte in regola, fino a molti servizi che stanno spuntando come funghi ma sulla cui legalità forse bisognerebbe indagare.
7 luglio 2017 a 14:45
Scusate la mia ignoranza ma molte di queste piattaforme richiedono una apertura di un conto con collegati dei bonus.
Vorrei sapere come si configurano questi conti e da cosa sono regolati e come configurano chi li gestisce.
Ho un conto attivo per presunte plusvalenze bonus esclusi ma ho difficoltà a ritirare la cifra che ho caricato su qs conto , sono forse incappato in un sito non molto chiaro…..OptionInt e chiederei se possibile un aiuto urgente
11 luglio 2017 a 6:20
Salve Ettore, non conosco optionint e pertanto non saprei darle una risposta.
Attenzione ad una cosa: se ha accettato dei bonus spesso non viene permesso di ritirare i soldi presenti sul conto finché non sono stati fatti investimenti complessivi pari a 20 o 30 volte l’importo del bonus ricevuto. Dovrebbe andare a rileggersi i termini e condizioni che ha accettato nel momento in cui ha aperto il conto col broker
27 settembre 2017 a 14:34
Abbiamo avuto lo stesso problema.
Siamo finiti in una truffa, ormai ne sono convinto.
28 settembre 2017 a 15:57
Mi spiace Giuseppe! Vuole dire qui o in privato il nome di chi ritiene l’abbia truffato? Non che io possa fare molto ma almeno posso stare per primo in guardia e magari avvertire le persone che sono iscritte al sito.
Perchè un trader dovrebbe darti segnali operativi? ha detto:
24 luglio 2015 alle 8:23
[…] non costituendo i segnali operativi una forma di consulenza finanziaria (te ne ho parlato in questo articolo) non è necessario essere iscritti ad un albo o avere delle qualifiche particolari per poterli […]
Fai Mirror Trading? Attenzione alle Conseguenze... ha detto:
7 agosto 2015 alle 9:18
[…] ho parlato proprio recentemente della legalità dei segnali operativi e in quell’articolo ho portato molte argomentazioni a dimostrazione che i segnali operativi […]
Perchè un trader dovrebbe darti dei segnali operativi? ha detto:
Fai Copytrading? Devi stare attento alle possibili conseguenze... ha detto:
[…] ho parlato proprio recentemente della legalità dei segnali operativi e in quell’articolo ho portato molte argomentazioni a dimostrazione che i segnali […]
Oggi affrontiamo la domanda da 1 milione di dollari: "Quanto posso guadagnare con le opzioni binarie e il forex?" Sono certo che avrai letto decine … [Continua a leggere...] about Quanto puoi guadagnare con le opzioni binarie e il forex?