Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202010/circ217_file/circ217.htm
Timestamp: 2017-11-18 12:15:43+00:00
Document Index: 21652836

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 76', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 39', 'art. 48', 'art. 50', 'in fine', 'in fine']

Circolare n.217/2010
Oggetto: Lavoro – Collegato lavoro - Legge 4.11.2010, n. 183, su S.O. alla G.U. n. 262 del 9.11.2010 – Circolari Min. Lavoro del 25.11.2010 e del 12.11.2010.
Al termine di un tormentato iter parlamentare, durato circa due anni e caratterizzato anche dall’intervento del Capo dello Stato, è stato approvato il collegato lavoro alla finanziaria 2009. La nuova legge, composta da ben 50 articoli, introduce numerose novità su diverse materie (tra cui processo del lavoro, orario di lavoro, licenziamenti, contratti a termine e lotta al sommerso) e riapre i termini per l’attuazione di una serie di deleghe al Governo (in particolare su ammortizzatori sociali, apprendistato e lavori usuranti).
Si evidenziano di seguito le principali disposizioni della legge n. 183 con riserva di successivi approfondimenti.
Lotta al lavoro sommerso (art. 4) – E’ stato parzialmente modificato il regime sanzionatorio per il lavoro irregolare (legge n. 73/2002). In particolare, al fine di adeguare le sanzioni alle attuali disposizioni di legge sulla materia, è stata aggiornata la nozione di lavoro irregolare che viene ora individuato nella mancata comunicazione di assunzione di lavoratori subordinati al Centro per l’impiego. A tale violazione si applica la cosiddetta maxisanzione il cui importo (invariato rispetto al passato) è compreso tra 1.500 e 12.000 euro per ciascun lavoratore irregolare con maggiorazione di 150 euro per ogni giorno di lavoro a nero effettuato.
Al fine di incentivare la regolarizzazione dei rapporti di lavoro è stata prevista una riduzione della maxisanzione per i datori di lavoro che spontaneamente regolarizzino le assunzioni in nero (in questo caso l’importo della maxisanzione va da 1.000 a 8.000 euro con maggiorazione di 30 euro per ogni giorno di lavoro irregolare).
Inoltre la maxisanzione è stata limitata ai soli rapporti di lavoro subordinato e non è più applicabile ai rapporti di lavoro autonomo e parasubordinato (ad esempio contratti a progetto e collaborazioni occasionali) per i quali continuerà ad applicarsi la vecchia sanzione prevista dalla legge Biagi (da 100 a 500 euro).
Sono state infine modificate anche le sanzioni in caso di evasione dei contributi previdenziali riferiti a ciascun lavoratore irregolare; da un lato sono stati maggiorati del 50% i relativi importi, dall’altro lato è stato eliminato il meccanismo per cui la sanzione non poteva comunque essere inferiore a 3.000 euro.
Sulle nuove disposizioni in materia di lavoro sommerso è intervenuto il Ministero del Lavoro con apposita circolare illustrativa del 12 novembre scorso.
Orario di lavoro (art. 7) – E’ stato alleggerito il regime sanzionatorio previsto dal d.lgvo n. 66/2003 per le violazioni in materia di riposi (settimanali e giornalieri) e ferie. In particolare, sono stati modificati i criteri di calcolo delle sanzioni le quali non saranno più misurate su ciascun lavoratore ma saranno graduate in base al numero di lavoratori coinvolti o al periodo di riferimento della violazione. Le nuove sanzioni vanno da un minimo di 100 ad un massimo di 5.000 euro.
Certificazione dei contratti di lavoro (art. 30, comma 2) – Come è noto, l’istituto della certificazione, introdotto dalla legge Biagi (d.lgvo n. 276/2003) per cercare di ridurre il contenzioso sulla qualificazione (autonoma o subordinata) dei contratti di lavoro, attribuisce ad una serie di soggetti (direzioni provinciali del lavoro, università e enti bilaterali) la competenza di accertare la natura del rapporto. Sino ad oggi la certificazione ha avuto un’applicazione limitata, stante anche la forte opposizione manifestata in particolare dalla CGIL secondo la quale la certificazione snaturerebbe la funzione di tutela e di rappresentanza del sindacato. Al fine di rilanciare l’istituto la norma in esame ha precisato che la certificazione può essere applicata a tutti i contratti di lavoro ed inoltre ha rafforzato l’efficacia del provvedimento di certificazione che può essere impugnato innanzi al giudice del lavoro solo in caso di erronea qualificazione del contratto, di vizi del consenso o di difformità tra il programma negoziale certificato e la sua successiva attuazione.
Conciliazione e arbitrato (art. 31) – Nelle controversie individuali di lavoro torna ad essere facoltativo anziché obbligatorio il tentativo di conciliazione (in sede amministrativa o sindacale) ad iniziativa di una delle due parti (datore di lavoro o lavoratore) prima del ricorso alla via giudiziaria. Fanno eccezione solamente le controversie contro le certificazioni dei contratti di lavoro per le quali il tentativo di conciliazione continua ad essere obbligatorio pena l’impossibilità di proseguire l’azione sul piano legale. Come è noto, il passaggio dal regime facoltativo a quello obbligatorio era avvenuto ad opera del d.lgvo n. 80/1998 ma non ha prodotto nel corso degli anni l’effetto sperato di ridurre la quantità di contenzioso pendente davanti alla magistratura del lavoro.
La norma in esame riconosce inoltre maggiore spazio all’arbitrato attraverso cui le parti, anziché trovare un accordo consensuale come nella conciliazione, possono decidere di affidare ad un apposito collegio la definizione della controversia individuale; attualmente il ricorso alle procedure arbitrali non è particolarmente diffuso pur se previsto da diversi contratti collettivi (in particolare per i dirigenti come nel caso del CCNL dirigenti trasporti).
Sempre in tema di arbitrato si segnala la disposizione più discussa del provvedimento, sulla quale si erano principalmente focalizzati i rilievi del Presidente della Repubblica al momento del rinvio alle Camere, relativa alla cosiddetta clausola compromissoria cioè alla possibilità per datore di lavoro e lavoratore di pattuire una clausola che rinvii ad arbitri la definizione delle eventuali controversie che dovessero insorgere nel corso del rapporto di lavoro. La disciplina finale della legge in esame tiene conto del lungo dibattito parlamentare precisando che per essere efficace la clausola compromissoria:
· non può riguardare controversie relative alla risoluzione del rapporto di lavoro;
· deve essere prevista da accordi interconfederali o da contratti collettivi nazionali (in assenza di intese entro 12 mesi interverrà direttamente il Ministro del Lavoro);
· deve essere certificata dagli appositi organismi previsti dall’art. 76 della legge Biagi (d.lgvo n. 276/2003);
· può essere pattuita solo una volta concluso il periodo di prova e non al momento dell’assunzione.
Con la circolare del 25 novembre scorso il Ministero del Lavoro ha fornito le prime istruzioni operative sulle novità in materia di conciliazione.
Licenziamenti (art. 32) – E’ stata parzialmente modificata la disciplina sulle impugnazioni dei licenziamenti individuali (legge n. 604/1966). In particolare all’origi­nario termine di impugnazione di 60 giorni è stato aggiunto un ulteriore termine di 270 giorni entro cui il lavoratore deve depositare il ricorso in tribunale o richiedere il tentativo di conciliazione o l’arbitrato, pena la decadenza dell’impugna­zione (in precedenza non era previsto alcun termine ma si applicava la prescrizione ordinaria di 5 anni). Un’ulteriore novità consiste nell’ampliamento del campo di applicazione dei suddetti termini a tutte le ipotesi di licenziamento (compresi, tra gli altri, quelli intervenuti nei contratti a termine e nei contratti a progetto).
Contratti a termine (art. 32, comma 5) – E’ stato posto un tetto all’indennità spettante al lavoratore in caso di conversione a tempo indeterminato del contratto a termine perché ritenuto illegittimo. L’indennità va da 2,5 a 12 mensilità mentre in precedenza comprendeva tutte le retribuzioni comprese tra la scadenza del contratto a termine e la sua conversione.
Attività ispettiva (art. 33) – Come è noto, in base all’istituto della diffida (d.lgvo n. 124/2004), qualora siano state riscontrate inosservanze di disposizioni di legge o contrattuali in materia di lavoro, il personale ispettivo può diffidare il datore di lavoro a regolarizzare la violazione e, in caso di ottemperanza, applicare una sanzione ridotta. La norma in esame ha fissato i termini entro i quali va sanata l’irregolarità (30 giorni dalla notifica della diffida) e va pagata la sanzione in misura ridotta (15 giorni dalla regolarizzazione della violazione).
Contratti a progetto (art. 39) – Sono state estese ai contratti a progetto le sanzioni penali previste dalla legge n. 638/83 per i rapporti di lavoro subordinato. Di conseguenza il mancato versamento da parte dei committenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori a progetto sarà punito con la reclusione fino a tre anni e la multa fino a 1.032 euro, a meno che la violazione non venga regolarizzata entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica di accertamento della violazione.
Deleghe al Governo (artt. 1, 23 e 46) – Sono stati riaperti i termini (scaduti nel 2009) per attuare una serie di deleghe previste dalla legge n. 247/2007 in materia di ammortizzatori sociali, servizi per l’impiego, incentivi all’occupazione, apprendistato, occupazione femminile, lavori usuranti, congedi e permessi.
In particolare, entro due anni il Governo dovrà riformare gli ammortizzatori sociali prevedendo, tra l’altro, la progressiva estensione e armonizzazione della cassa integrazione ordinaria e straordinaria e la valorizzazione del ruolo degli enti bilaterali.
Apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione (art. 48, comma 8) – E’ stato ridotto a 15 anni (in precedenza 16) il limite di età per poter assumere lavoratori con contratto di apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione (d.lgvo 276/2003). Si rammenta che tale contratto è diretto al conseguimento di un titolo di studio e, a differenza del più diffuso contratto di apprendistato professionalizzante (rivolto ai lavoratori di età compresa tra i 18 e i 29 anni), non è ancora operativo in quanto mancano le disposizioni attuative del Ministero del Lavoro e delle regioni.
Collaborazioni (art. 50) – Come è noto, la finanziaria 2007 (legge n. 296/2006) aveva previsto la possibilità per i datori di lavoro di regolarizzare entro il 30 settembre 2008 i contratti di collaborazione ritenuti illegittimi trasformandoli in rapporti di lavoro subordinato mediante la stipulazione di appositi accordi sindacali. Nel caso in cui la controversia con il lavoratore sia ancora in corso, il datore di lavoro può ora chiudere la questione proponendo nuovamente la conversione del contratto di collaborazione e riconoscendo al lavoratore un’indennità che va da 2,5 a 6 mensilità di retribuzione.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 100/2008, 11/2008 e 9/2005
S.O. alla G.U. n. 262 del 9.11.2010 (fonte Guritel)
(Delega al Governo per la revisione della
disciplina in tema di lavori usuranti)
legislativi di riassetto normativo, al fine di concedere ai
lavoratori dipendenti impegnati in particolari lavori o attivita' e
dal 1° gennaio 2008 la possibilita' di conseguire, su domanda, il
previsti per la generalita' dei lavoratori dipendenti, secondo i
Restano ferme le modalita' procedurali per l'emanazione dei predetti
della funzione di accertamento del diritto al beneficio emergano
scostamenti tra gli oneri derivanti dalle domande accolte e la
copertura finanziaria prevista, trovi applicazione un criterio di
priorita', in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, e, a
parita' degli stessi, della data di presentazione della domanda,
sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun
di lavoro effettivo. L'importo della sanzione e' da euro 1.000 a euro
8.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di euro 30 per
ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore
periodi precedenti e' aumentato del 50 per cento»;
assolti, si evidenzi comunque la volonta' di non occultare il
3 provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in
materia di lavoro, fisco e previdenza. Autorita' competente a
novembre 1981, n. 689, e' la Direzione provinciale del lavoro
n. 608, dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: «Nel settore
turistico il datore di lavoro che non sia in possesso di uno o piu'
dati anagrafici inerenti al lavoratore puo' integrare la
comunicazione entro il terzo giorno successivo a quello
dell'instaurazione del rapporto di lavoro, purche' dalla
comunicazione preventiva risultino in maniera inequivocabile la
3. Al comma 7-bis dell'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio
dicembre 2007,n. 247, la parola: «constatate» e' sostituita dalla
come da ultimo modificato dall'articolo 41 del decreto-legge 25
dall'articolo 4, comma 2, e dall'articolo 9, comma 1, si applica la
sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 750 euro. Se la
violazione si riferisce a piu' di cinque lavoratori ovvero si e'
verificata in almeno tre periodi di riferimento di cui all'articolo
4, commi 3 o 4, la sanzione amministrativa e' da 400 a 1.500 euro. Se
la violazione si riferisce a piu' di dieci lavoratori ovvero si e'
verificata in almeno cinque periodi di riferimento di cui
all'articolo 4, commi 3 o 4, la sanzione amministrativa e' da 1.000 a
5.000 euro e non e' ammesso il pagamento della sanzione in misura
ridotta. In caso di violazione delle disposizioni previste
pecuniaria da 100 a 600 euro. Se la violazione si riferisce a piu' di
cinque lavoratori ovvero si e' verificata in almeno due anni, la
sanzione amministrativa e' da 400 a 1.500 euro. Se la violazione si
riferisce a piu' di dieci lavoratori ovvero si e' verificata in
almeno quattro anni, la sanzione amministrativa e' da 800 a 4.500
euro e non e' ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta»;
pecuniaria da 50 a 150 euro. Se la violazione si riferisce a piu' di
cinque lavoratori ovvero si e' verificata in almeno tre periodi di
ventiquattro ore, la sanzione amministrativa e' da 300 a 1.000 euro.
Se la violazione si riferisce a piu' di dieci lavoratori ovvero si e'
verificata in almeno cinque periodi di ventiquattro ore, la sanzione
amministrativa e' da 900 a 1.500 euro e non e' ammesso il pagamento
organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative. In
assenza di specifiche disposizioni nei contratti collettivi
nazionali, le deroghe possono essere stabilite nei contratti
territoriale. Il ricorso alle deroghe deve consentire la fruizione di
periodi di riposo piu' frequenti o piu' lunghi o la concessione di
(Delega al Governo per il riordino della normativa
in materia di congedi, aspettative e permessi)
1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla  data  di
legislativi  finalizzati  al  riordino  della  normativa  vigente  in
materia di congedi,  aspettative  e  permessi,  comunque  denominati,
fruibili dai lavoratori dipendenti di datori  di  lavoro  pubblici  o
a)  coordinamento  formale  e   sostanziale   del   testo   delle
disposizioni vigenti in materia, apportando le  modifiche  necessarie
per garantire la  coerenza  giuridica,  logica  e  sistematica  della
normativa e per adeguare, aggiornare  e  semplificare  il  linguaggio
b)  indicazione  esplicita  delle  norme  abrogate,  fatta  salva
l'applicazione dell'articolo 15 delle  disposizioni  sulla  legge  in
c) riordino delle tipologie di permessi, tenuto  conto  del  loro
contenuto e della loro diretta correlazione  a  posizioni  giuridiche
d) ridefinizione dei presupposti  oggettivi  e  precisazione  dei
requisiti soggettivi, nonche' razionalizzazione e semplificazione dei
criteri e  delle  modalita'  per  la  fruizione  dei  congedi,  delle
aspettative e dei permessi di cui al presente articolo,  al  fine  di
garantire l'applicazione certa ed uniforme della relativa disciplina;
e)  razionalizzazione  e   semplificazione   dei   documenti   da
presentare, con particolareriferimento alle persone con  handicap  in
5  febbraio  1992,  n.  104,  o  affette   da   patologie   di   tipo
neuro-degenerativo o oncologico.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su  proposta
del Ministro per la pubblica amministrazione e  l'innovazione  e  del
Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le  associazioni  dei
rappresentative sul piano nazionale e previo parere della  Conferenza
1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta
giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi;  decorso  tale
termine, il Governo puo'  comunque  procedere.  Successivamente,  gli
competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro  quaranta
giorni dall'assegnazione; decorso tale termine, i decreti legislativi
del parere parlamentare di cui al presente  comma  scada  nei  trenta
giorni che precedono la  scadenza  del  termine  per  l'adozione  dei
decreti legislativi di cui al comma quest'ultimo e' prorogato di  due
3. L'adozione dei decreti legislativi attuativi della delega  di  cui
al presente articolo non deve comportare nuovi  o  maggiori  oneri  a
di cui all'articolo 409 del codice di procedura civile e all'articolo
63, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
contengano clausole generali, ivi comprese le norme in tema di
instaurazione di un rapporto di lavoro, esercizio dei poteri
giudiziale e' limitato esclusivamente, in conformita' ai principi
generali dell'ordinamento, all'accertamento del presupposto di
legittimita' e non puo' essere esteso al sindacato di merito sulle
valutazioni tecniche, organizzative e produttive che competono al
datore di lavoro o al committente.
2. Nella qualificazione del contratto di lavoro e
nell'interpretazione delle relative clausole il giudice non puo'
certificazione dei contratti di lavoro di cui al titolo VIII del
di vizi del consenso o di difformita' tra il programma negoziale
certificato e la sua successiva attuazione.
3. Nel valutare le motivazioni poste a base del licenziamento, il
giudice tiene conto delle tipizzazioni di giusta causa e di
stipulati dai sindacati comparativamente piu' rappresentativi ovvero
nei contratti individuali di lavoro ove stipulati con l'assistenza e
licenziamento ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n.
604, e successive modificazioni, il giudice tiene egualmente conto di
considera le dimensioni e le condizioni dell'attivita' esercitata dal
datore di lavoro, la situazione del mercato del lavoro locale, l'
anzianita' e le condizioni del lavoratore, nonche' il comportamento
delle parti anche prima del licenziamento.
«Art. 75. - (Finalita'). - 1. Al fine di ridurre il contenzioso in
prestazione di lavoro secondo la procedura volontaria stabilita nel
presente titolo».
10 settembre 2003, n. 276, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «e comunque unicamente nell'ambito di intese definite tra il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Consiglio
nazionale dei consulenti del lavoro, con l'attribuzione a
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti
previsti dal presente articolo sono svolti nell'ambito delle risorse
1. L'articolo 410 del codice di procedura civile e' sostituito dal
giudizio una domanda relativa ai rapporti previsti dall'articolo 409
puo' promuovere, anche tramite l'associazione sindacale alla quale
La comunicazione della richiesta di espletamento del tentativo di
conciliazione interrompe la prescrizione e sospende, per la durata
provinciale del lavoro. La commissione e' composta dal direttore
a riposo, in qualita' di presidente, da quattro rappresentanti
effettivi e da quattro supplenti dei datori di lavoro e da quattro
rappresentanti effettivi e da quattro supplenti dei lavoratori,
designati dalle rispettive organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative a livello territoriale.
Le commissioni, quando se ne ravvisi la necessita', affidano il
tentativo di conciliazione a proprie sottocommissioni, presiedute dal
In ogni caso per la validita' della riunione e' necessaria la
presenza del presidente e di almeno un rappresentante dei datori di
dall'istante, e' consegnata o spedita mediante raccomandata con
l'istante o il convenuto sono una persona giuridica, un'associazione
non riconosciuta o un comitato, l'istanza deve indicare la
denominazione o la ditta nonche' la sede;
2) il luogo dove e' sorto il rapporto ovvero dove si trova
l'azienda o sua dipendenza alla quale e' addetto il lavoratore o
presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del
deposita presso la commissione di conciliazione, entro venti giorni
dal ricevimento della copia della richiesta, una memoria contenente
le difese e le eccezioni in fatto e in diritto, nonche' le eventuali
domande in via riconvenzionale. Ove cio' non avvenga, ciascuna delle
parti e' libera di adire l'autorita' giudiziaria. Entro i dieci
entro i successivi trenta giorni. Dinanzi alla commissione il
lavoratore puo' farsi assistere anche da un'organizzazione cui
La conciliazione della lite da parte di chi rappresenta la pubblica
amministrazione, anche in sede giudiziale ai sensi dell'articolo 420,
commi primo, secondo e terzo, non puo' dar luogo a responsabilita',
decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e' obbligatorio.
3. L'articolo 411 del codice di procedura civile e' sostituito dal
processo verbale sottoscritto dalle parti e dai componenti della
commissione di conciliazione. Il giudice, su istanza della parte
della controversia. Se la proposta non e' accettata, i termini di
commissione e non accettata senza adeguata motivazione il giudice
tiene conto in sede di giudizio.
riuscito. Se il tentativo di conciliazione si e' svolto in sede
sindacale, ad esso non si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 410. Il processo verbale di avvenuta conciliazione e'
depositato presso la Direzione provinciale del lavoro a cura di una
direttore, o un suo delegato, accertatane l'autenticita', provvede a
depositarlo nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione
e' stato redatto. Il giudice, su istanza della parte interessata,
accertata la regolarita' formale del verbale di conciliazione, lo
parole: «e tenta la conciliazione della lite» sono sostituite dalle
seguenti: «, tenta la conciliazione della lite e formula alle parti
una proposta transattiva» e le parole: «senza giustificato motivo,
costituisce comportamento valutabile dal giudice ai fini della
proposta transattiva del giudice, senza giustificato motivo,
costituiscono comportamento valutabile dal giudice ai fini del
5. L'articolo 412 del codice di procedura civile e' sostituito dal
qualunque fase del tentativo di conciliazione, o al suo termine in
caso di mancata riuscita, le parti possono indicare la soluzione,
anche parziale, sulla quale concordano, riconoscendo, quando e'
possibile, il credito che spetta al lavoratore, e possono accordarsi
1) il termine per l'emanazione del lodo, che non puo' comunque
l'eventuale richiesta di decidere secondo equita', nel rispetto dei
Il lodo emanato a conclusione dell'arbitrato, sottoscritto dagli
Il lodo e' impugnabile ai sensi dell'articolo 808-ter. Sulle
controversie aventi ad oggetto la validita' del lodo arbitrale
irrituale, ai sensi dell'articolo 808-ter, decide in unico grado il
tribunale, in funzione di giudice del lavoro, nella cui
circoscrizione e' la sede dell'arbitrato. Il ricorso e' depositato
iscritto di accettare la decisione arbitrale, ovverso se il ricorso
e' stato respinto dal tribunale, il lodo e' depositato nella
cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione e' la sede
dell'arbitrato. Il giudice, su istanza della parte interessata,
accertata la regolarita' formale del lodo arbitrale, lo dichiara
6. L'articolo 412-ter del codice di procedura civile e' sostituito
«Art. 412-ter. - (Altre modalita' di conciliazione e arbitrato
previste dalla contrattazione collettiva). - La conciliazione e
l'arbitrato, nelle materie di cui all'articolo 409, possono essere
svolti altresi' presso le sedi e con le modalita' previste dai
sensi degli articoli 185, 410 e 411» sono sostituite dalle seguenti:
«ai sensi degli articoli 185, 410, 411, 412-ter e 412-quater».
8. L'articolo 412-quater del codice di procedura civile e' sostituito
«Art. 412-quater. - (Altre modalita' di conciliazione e arbitrato). -
Ferma restando la facolta' di ciascuna delle parti di adire
l'autorita' giudiziaria e di avvalersi delle procedure di
cui all'articolo 409 possono essere altresi' proposte innanzi al
quanto previsto dai commi seguenti.
Il collegio di conciliazione e arbitrato e' composto da un
funzione di presidente, scelto di comune accordo dagli arbitri di
parte tra i professori universitari di materie giuridiche e gli
La parte che intenda ricorrere al collegio di conciliazione e
arbitrato deve notificare all'altra parte un ricorso sottoscritto,
da un suo rappresentante al quale abbia conferito mandato e presso il
quale deve eleggere il domicilio. Il ricorso deve contenere la nomina
dell'arbitro di parte e indicare l'oggetto della domanda, le ragioni
di fatto e di diritto sulle quali si fonda la domanda stessa, i mezzi
limitare la domanda. Il ricorso deve contenere il riferimento alle
norme invocate dal ricorrente a sostegno della sua pretesa e
sede del collegio. Ove cio' non avvenga, la parte che ha presentato
ricorso puo' chiedere che la nomina sia fatta dal presidente del
tribunale nel cui circondario e' la sede dell'arbitrato. Se le parti
non hanno ancora determinato la sede, il ricorso e' presentato al
presidente del tribunale del luogo in cui e' sorto il rapporto di
lavoro o ove si trova l'azienda o una sua dipendenza alla quale e'
addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al
deve depositare presso la sede del collegio una memoria difensiva
sottoscritta, salvo che si tratti di una pubblica amministrazione, da
riconvenzionale e l'indicazione dei mezzi di prova.
Entro dieci giorni dal deposito della memoria difensiva il ricorrente
puo' depositare presso la sede del collegio una memoria di replica
senza modificare il contenuto del ricorso. Nei successivi dieci
giorni il convenuto puo' depositare presso la sede del collegio una
dandone comunicazione alle parti, nel domicilio eletto, almeno dieci
prove, il collegio puo' rinviare ad altra udienza, a non piu' di
La controversia e' decisa, entro venti giorni dall'udienza di
del codice civile. Il lodo e' impugnabile ai sensi dell'articolo
808-ter. Sulle controversie aventi ad oggetto la validita' del lodo
iscritto di accettare la decisione arbitrale, ovvero se il ricorso e'
stato respinto dal tribunale, il lodo e' depositato nella cancelleria
del tribunale nella cui circoscrizione e' la sede dell'arbitrato. Il
giudice, su istanza della parte interessata, accertata la regolarita'
formale del lodo arbitrale, lo dichiara esecutivo con decreto.
Il compenso del presidente del collegio e' fissato in misura pari al
2 per cento del valore della controversia dichiarato nel ricorso ed
e' versato dalle parti, per meta' ciascuna, presso la sede del
cinque giorni prima dell'udienza. Ciascuna parte provvede a
compensare l'arbitro da essa nominato. Le spese legali e quelle per
che rinviano alle modalita' di espletamento dell'arbitrato di cui
agli articoli 412 e 412-quater del codice di procedura civile, solo
ove cio' sia previsto da accordi interconfederali o contratti
collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di
lavoro e dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul
piano nazionale. La clausola compromissoria, a pena di nullita', deve
essere certificata in base alle disposizioni di cui al titolo VIII
certificazione di cui all'articolo 76 del medesimo decreto
legislativo, e successive modificazioni. Le commissioni di
clausola compromissoria, la effettiva volonta' delle parti di
di lavoro. La clausola compromissoria non puo' essere pattuita e
sottoscritta prima della conclusione del periodo di prova, ove
previsto, ovvero se non siano trascorsi almeno trenta giorni dalla
data di stipulazione del contratto di lavoro, in tutti gli altri
casi. La clausola compromissoria non puo' riguardare controversie
commissioni di certificazione le parti possono farsi assistere da un
legale di loro fiducia o da un rappresentante dell'organizzazione
di cui al primo periodo del comma 10, trascorsi dodici mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali convoca le organizzazioni dei datori
di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative, al
politiche sociali, con proprio decreto, tenuto conto delle risultanze
istruttorie del confronto tra le parti sociali, individua in via
sperimentale, fatta salva la possibilita' di integrazioni e deroghe
contratti collettivi, le modalita' di attuazione e di piena
operativita' delle disposizioni di cui al comma 10.
2001, n. 165. Le commissioni di cui al citato articolo 76 del decreto
legislativo n. 276 del 2003, e successive modificazioni, possono
concludere convenzioni con le quali prevedano la costituzione di
camere arbitrali unitarie. Si applica, in quanto compatibile,
13. Presso le sedi di certificazione di cui all'articolo 76 del
modificazioni, puo' altresi' essere esperito il tentativo di
2003, n. 276, e' abrogato.
16. Gli articoli 410-bis e 412-bis del codice di procedura civile
17. All'articolo 79 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
contratto, ove la commissione abbia appurato che l'attuazione del
medesimo e' stata, anche nel periodo precedente alla propria
attivita' istruttoria, coerente con quanto appurato in tale sede. In
caso di contratti non ancora sottoscritti dalle parti, gli effetti si
producono soltanto ove e nel momento in cui queste ultime provvedano
(Decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo
determinato)
sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma
scritta, ovvero dalla comunicazione, anch' essa in forma scritta, dei
motivi, ove non contestuale, con qualsiasi atto scritto, anche
extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volonta' del lavoratore
L'impugnazione e' inefficace se non e' seguita, entro il successivo
termine di duecentosettanta giorni, dal deposito del ricorso nella
cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla
conciliazione o arbitrato, ferma restando la possibilita' di produrre
raggiunto l'accordo necessario al relativo espletamento, il ricorso
al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro sessanta
applicano anche a tutti i casi di invalidita' del licenziamento.
applicano inoltre:
a) ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione di questioni
relative alla qualificazione del rapporto di lavoro ovvero alla
legittimita' del termine apposto al contratto;
b) al recesso del committente nei rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa, anche nella modalita' a progetto, di cui
all'articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile;
d) all'azione di nullita' del termine apposto al contratto di
legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e gia' conclusi alla data di
entrata in vigore della presente legge, con decorrenza dalla medesima
data di entrata in vigore della presente legge;
dell'articolo 2112 del codice civile con termine decorrente dalla
5. Nei casi di conversione del contratto a tempo determinato, il
giudice condanna il datore di lavoro al risarcimento del lavoratore
stabilendo un'indennita' onnicomprensiva nella misura compresa tra un
minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilita' dell'ultima retribuzione
globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell'articolo 8
6. In presenza di contratti ovvero accordi collettivi nazionali,
territoriali o aziendali, stipulati con le organizzazioni sindacali
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale, che
prevedano l'assunzione, anche a tempo indeterminato, di lavoratori
gia' occupati con contratto a termine nell'ambito di specifiche
graduatorie, il limite massimo dell'indennita' fissata dal comma 5 e'
ridotto alla meta'.
tutti i giudizi, ivi compresi quelli pendenti alla data di entrata in
vigore della presente legge. Con riferimento a tali ultimi giudizi,
ove necessario, ai soli fini della determinazione della indennita' di
cui ai commi 5 e 6, il giudice fissa alle parti un termine per
1. L'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, e'
nei modi e nei tempi consentiti dalla legge. Alla conclusione delle
attivita' di verifica compiute nel corso del primo accesso ispettivo,
viene rilasciato al datore di lavoro o alla persona presente
la descrizione delle modalita' del loro impiego;
b) la specificazione delle attivita' compiute dal personale
dell'istruttoria finalizzata all'accertamento degli illeciti, fermo
restando quanto previsto dall'articolo 4, settimo comma, della legge
2. In caso di constatata inosservanza delle norme di legge o del
contratto collettivo in materia di lavoro e legislazione sociale e
derivino sanzioni amministrative, questi provvede a diffidare il
trasgressore e l'eventuale obbligato in solido, ai sensi
regolarizzazione delle inosservanze comunque materialmente sanabili,
entro il termine di trenta giorni dalla data di notificazione del
3. In caso di ottemperanza alla diffida, iI trasgressore o
l'eventuale obbligato in solido e' ammesso al pagamento di una somma
dalla legge ovvero nella misura pari ad un quarto della sanzione
stabilita in misura fissa, entro il termine di quindici giorni dalla
2 e 3, nonche' alla contestazione delle violazioni amministrative di
trasgressore e all'eventuale obbligato in solido. Il verbale di
accertamento e notificazione deve contenere:
c) la possibilita' di estinguere gli illeciti ottemperando alla
ovvero pagando la medesima somma nei casi di illeciti gia' oggetto di
d) la possibilita' di estinguere gli illeciti non diffidabili,
ovvero quelli oggetto di diffida nei casi di cui al comma 5,
attraverso il pagamento della sanzione in misura ridotta ai sensi
per compiere gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3. Ove da parte del
trasgressore o dell'obbligato in solido non sia stata fornita prova
delle somme previste, il verbale unico di cui al comma 4 produce gli
effetti della contestazione e notificazione degli addebiti accertati
6. Il potere di diffida nei casi previsti dal comma 2, con gli
effetti e le procedure di cui ai commi 3, 4 e 5, e' esteso anche agli
istituti previdenziali svolgono tale attivita' con le risorse umane e
7. Il potere di diffida di cui al comma 2 e' esteso agli ufficiali e
lavoro e legislazione sociale. Qualora rilevino inadempimenti dai
quali derivino sanzioni amministrative, essi provvedono a diffidare
con gli effetti e le procedure di cui ai commi 3, 4 e 5».
coordinate e continuative iscritti alla gestione separata di cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335,
dell'articolo 2 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638.
(Differimento di termini per l'esercizio di deleghe in materia
di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, incentivi
all'occupazione e apprendistato e di occupazione femminile)
1. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, sono
«28. Il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine di
ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, in conformita' all'articolo 117 della Costituzione e agli
statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di
garantendo l'uniformita' della tutela dei lavoratori sul territorio
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con
riguardo alle differenze di genere e alla condizione delle
lavoratrici e dei lavoratori immigrati, uno o piu' decreti
«30. Il Governo e' delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, in
Bolzano, e alle relative norme di attuazione, e garantendo
l'uniformita' della tutela dei lavoratori sul territorio nazionale
attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle
lavoratori immigrati, uno o piu' decreti legislativi finalizzati al
«81. Il Governo e' delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del
Ministro per le pari opportunita', in conformita' all'articolo 117
della Costituzione e agli statuti delle regioni a statuto speciale e
di attuazione, e garantendo l'uniformita' della tutela dei lavoratori
sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli
uno o piu' decreti legislativi finalizzati aI riordino della
riordino degli incentivi di cui al comma 30, lettera b), di incentivi
e sgravi contributivi mirati a sostenere i regimi di orari flessibili
legati alle necessita' della conciliazione tra lavoro e vita
familiare, nonche' a favorire l'aumento dell'occupazione femminile;
parentali, con particolare riferimento all'estensione della durata di
tali congedi e all'incremento della relativa indennita' al fine di
legge 8 marzo 2000, n. 53, con particolare riferimento al lavoro a
tempo parziale e al telelavoro;
delle diverse amministrazioni competenti, con riferimento ai servizi
per l'infanzia e agli anziani non autosufficienti, in funzione di
sostegno dell'esercizio della liberta' di scelta da parte delle donne
l'occupazione femminile, a supporto non solo delle attivita'
formative, ma anche di quelle di accompagnamento e inserimento al
della parita' di trattamento tra donne e uomini in materia di
occupazione e di lavoro;
rientro nel mercato del lavoro delle donne, anche attraverso
formazione professionale mirata con conseguente certificazione
2003, n. 276, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: «Decorsi
due anni, entro i novanta giorni successivi, i soggetti autorizzati
possono richiedere l'autorizzazione a tempo indeterminato. Il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali rilascia
richiesta, previa verifica del rispetto degli obblighi di legge e del
contratto collettivo e, in ogni caso, subordinatamente al corretto
andamento della attivita' svolta».
2. Al comma 1 dell'articolo 5 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, la lettera f) e' sostituita dalla seguente:
cui all'articolo 15, attraverso il raccordo con uno o piu' nodi
regionali, nonche' l'invio all'autorita' concedente, pena la revoca
funzionamento del mercato del lavoro, tra cui i casi in cui un
percettore di sussidio o indennita' pubblica rifiuti senza
giustificato motivo una offerta formativa, un progetto individuale di
reinserimento nel mercato del lavoro ovvero una occupazione congrua
a) al comma 1, le parole da: «e fermo restando» fino a: «nonche'
borsa continua nazionale del lavoro, secondo le modalita' previste
ricerca, i curricula dei propri studenti, che sono resi pubblici
anche nei siti internet dell'Ateneo per i dodici mesi successivi alla
data di conseguimento del diploma di laurea. Resta fermo l'obbligo
«3. Sono altresi' autorizzati allo svolgimento della attivita' di
intermediazione, a condizione che siano rispettati i requisiti di cui
alle lettere d), e), f) e g) dell'articolo 5, comma 1:
lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale che
possono svolgere l'attivita' anche per il tramite delle associazioni
territoriali e delle societa' di servizi controllate;
l'assistenza e la promozione delle attivita' imprenditoriali, del
lavoro, della formazione o delle disabilita';
possono operare con le modalita' indicate alla lettera a)»;
«3-bis. Sono altresi' autorizzati allo svolgimento della
attivita' di intermediazione i gestori di siti internet, a condizione
che svolgano la predetta attivita' senza finalita' di lucro e fermo
restando l'invio di ogni informazione relativa al funzionamento del
mercato del lavoro ai sensi di quanto disposto dall'articolo 17,
nonche' a condizione della pubblicazione sul sito medesimo dei propri
intendono svolgere attivita' di intermediazione, ricerca e selezione
e supporto alla ricollocazione professionale, comunicano
preventivamente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il
possesso dei requisiti di cui all'articolo 5, comma 1, lettere c) e
f). Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previa
sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, i soggetti
istanti nell'apposita sezione dell'albo di cui all'articolo 4»;
soggetti di cui ai commi 1, 3 e 3-bis del presente articolo sono
autorizzati allo svolgimento della attivita' di intermediazione a
condizione che comunichino preventivamente al Ministero del lavoro e
delle politiche sociali l'avvio dello svolgimento dell'attivita' di
dicembre 2000, n. 445, il possesso dei requisiti richiesti. Tali
soggetti sono inseriti in un'apposita sezione dell'albo di cui
essi applicazione la disposizione di cui ai commi 2 e 6 del predetto
articolo 4».
a) al comma 1, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «Le
professionale, nonche' a misure di carattere previdenziale e di
sostegno al reddito a favore dei lavoratori assunti con contratto a
tempo determinato, dei lavoratori che abbiano svolto in precedenza
delle politiche e delle misure stabilite dal contratto collettivo
nazionale di lavoro delle imprese di somministrazione di lavoro,
sottoscritto dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei
ai commi 1 e 2, il datore di lavoro e' tenuto a corrispondere al
fondo di cui al comma 4, oltre al contributo omesso, gli interessi
nella misura prevista dal tasso indicato all'articolo 1 del decreto
del Ministero dell'economia e delle finanze 26 settembre 2005,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2005, piu'
il 5 per cento, nonche' una sanzione amministrativa di importo pari
documento di cui al comma 5, il fondo nega il finanziamento delle
attivita' formative oppure procede al recupero totale o parziale dei
finanziamenti gia' concessi. Le relative somme restano a disposizione
dei soggetti autorizzati alla somministrazione per ulteriori
iniziative formative. Nei casi piu' gravi, individuati dalla predetta
a disposizione dei soggetti autorizzati alla somministrazione di
lavoro in misura corrispondente al valore del progetto formativo
applicazione solo in presenza di una convenzione stipulata tra una o
piu' agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro con i
medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, nonche' alle procedure
lavoro. Il conferimento dei dati previsto dal presente comma e'
effettuato anche nel rispetto dei principi di trasparenza di cui
definite le informazioni da conferire nel rispetto dei principi di
accessibilita' degli atti».
al comma 2, dopo le parole: «rapporti di durata complessiva non
superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare» sono inserite
le seguenti: «ovvero, nell'ambito dei servizi di cura e assistenza
alla persona, non superiore a 240 ore,».
8. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 48 del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ivi compresa la necessaria
sociali e il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione di cui
al predetto articolo 48 del decreto legislativo n. 276 del 2003.
1. Fatte salve le sentenze passate in giudicato, in caso di
accertamento della natura subordinata di rapporti di collaborazione
programma di lavoro, il datore di lavoro che abbia offerto entro il
30 settembre 2008 la stipulazione di un contratto di lavoro
legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonche' abbia, dopo la data di
entrata in vigore della presente legge, ulteriormente offerto la
conversione a tempo indeterminato del contratto in corso ovvero
offerto l'assunzione a tempo indeterminato per mansioni equivalenti a
essere, e' tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro
con un'indennita' di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un
massimo di 6 mensilita' di retribuzione, avuto riguardo ai criteri
indicati nell'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604.
- Allegato due: Circolare Min. Lavoro del 25.11.2010
- Allegato tre: Circolare Min. Lavoro del 12.11.2010.