Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-terzo/titolo-iii/capo-iii/art255.html
Timestamp: 2020-07-14 12:19:04+00:00
Document Index: 64463084

Matched Legal Cases: ['art. 255', 'art. 255', 'art. 316', 'art. 248', 'art. 253', 'art. 248', 'art. 255', 'sentenza ', 'art. 255', 'sentenza ']

Art. 255 codice di procedura penale - Sequestro presso banche - Brocardi.it
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Articolo 255 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 255 Codice di procedura penale
1. L'autorità giudiziaria può procedere al sequestro presso banche di documenti, titoli, valori, somme depositate in conto corrente e di ogni altra cosa, anche se contenuti in cassette di sicurezza, quando abbia fondato motivo di ritenere che siano pertinenti al reato, quantunque non appartengano all'imputato [60, 61] o non siano iscritti al suo nome(1).
(1) Non ha rilevanza il segreto bancario di fronte al potere di sequestro dell'autorità giudiziaria in sede penale.
Spiegazione dell'art. 255 Codice di procedura penale
Il sequestro è un particolare mezzo di acquisizione della prova, che il legislatore ha inteso chiaramente differenziare dalle altre figure di sequestro presenti nel codice, accomunate comunque da un vincolo di indisponibilità della cosa, ma che rispondono ora a finalità conservative (artt. art. 316 del c.p.p.-320), ora con finalità preventive (artt. 321-323).
In relazione al sequestro presso istituti bancari, la norma in esame non presenta caratteristiche di spicco, se non la previsione secondo cui è possibile che il sequestro venga eseguito anche dagli organi di polizia giudiziaria, in line d’altronde con la possibilità degli stessi di esaminare atti, documenti e corrispondenza presso banche ex art. 248.
Ad ogni modo, presso le banche possono venir sequestrati documenti, titoli, valori, somme ed ogni altra cosa, ancorché depositata o contenuta in cassette di sicurezza, qualora si abbia fondato motivo di ritenere la loro pertinenza al reato, a prescindere dal fatto che appartengano all’imputato o siano iscritti a suo nome. Si ribadisce l’insussistenza del segreto bancario di fronte al potere di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria.
L'esecuzione di tale atto si considera possa essere delegata agli organi di polizia di giudiziaria ex art. 253, coma terzo, non essendo tale possibilità esplicitamente esclusa. D'altronde si ricordi che gli stessi hanno anche il potere di esaminare presso banche atti, documenti e corrispondenza nonché dati, informazioni e programmi informatici, secondo quanto dispone l'art. 248, comma secondo.
Massime relative all'art. 255 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 3272/1998
Qualora si colleghi un provvedimento di sequestro all'ipotesi di reati fiscali, le provviste di danaro esistenti sui conti correnti non costituiscono corpo di reato o cosa comunque ad esso pertinente, giacché non possono essere considerati il quantum di imposta non versata all'erario.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3272 del 25 giugno 1998)
Cass. pen. n. 3272/1992
In tema di sequestro presso banche, la possibilità che il medesimo abbia ad oggetto cose non appartenenti all'imputato o non iscritte a suo nome (v. art. 255 c.p.p.) esclude che il provvedimento che lo dispone debba essere preceduto dall'informazione di garanzia a coloro ai quali risultano appartenere le cose sottoposte a sequestro.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3272 del 16 ottobre 1992)