Source: https://onanotiziarioamianto.it/vittime-del-dovere-tutela-legale/
Timestamp: 2019-11-18 06:48:07+00:00
Document Index: 156070942

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 2087', 'art. 20', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

Vittime del dovere: tutela legale - ONA Notiziario Amianto
Sono vittime del dovere coloro che hanno subito invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle loro funzioni, con lesione biologica e, in alcuni casi, con il decesso, che hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e a prestazioni economiche aggiuntive, erogabili ai familiari in caso di decesso.
L’Osservatorio Nazionale Amianto tutela le vittime del dovere ed i loro familiari, li rappresenta presso le istituzioni (Ministero della Difesa, Ministero dell’Interno, Ministero delle Economie e delle Finanze, etc.), e nelle commissioni di accertamento di causa di servizio e vittima del dovere. In caso di rigetto delle domande, l’ONA tutela la vittima e i familiari nelle competenti sedi giudiziarie, sia coloro che hanno subito direttamente le lesioni, sia i loro familiari in caso di decesso. La tutela è estesa a tutto il personale della Pubblica Amministrazione, e anche a coloro che sono vittime per l’avere semplicemente svolto un’attività in favore della PA. Tutte le vittime e i loro familiari possono chiedere assistenza gratuita online e chiamando il numero verde gratuito (assistenza legale gratuita vittime del dovere).
Vittime del dovere news
Il Giornale sull’amianto, le news sulle vittime del dovere (vittime del dovere news).
I dipendenti del comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, e poi tutti i dipendenti pubblici, compresi tutti coloro che hanno subito tali lesioni nello svolgimento di un servizio per la Pubblica Amministrazione, anche in assenza di un rapporto di lavoro subordinato hanno diritto alle prestazioni di vittima del dovere (art. 1, commi da 562 a 565, della Legge n. 266 del 23 dicembre 2005, con definizione chiara della fattispecie di vittima del dovere, ed ha introdotto quella di equiparato a vittima del dovere).
L’art. 1 comma 563, L. 266/2005, qualifica la fattispecie: “Per vittime del dovere devono intendersi i soggetti di cui all’art. 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e, in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:
a. nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
b. nello svolgimento del servizio di ordine pubblico;
c. nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
d. in operazioni di soccorso;
e. in attività di tutela della pubblica incolumità;
f. a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, carattere di ostilità“.
Sono “soggetti equiparati alle vittime del dovere” coloro che hanno subito infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso in occasione o in seguito a missioni di qualunque natura, dentro e fuori dai confini nazionali, e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà (art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006).
Con il DPR 7 luglio 2006, n. 243 (in Gazzetta ufficiale, 8 agosto, n. 183): “Regolamento concernente termini e modalità di corresponsione delle provvidenze alle vittime del dovere ed ai soggetti equiparati, ai fini della progressiva estensione dei benefici già previsti in favore delle vittime della criminalità e del terrorismo, a norma dell’articolo 1, comma 565, della legge 23 dicembre 2005 n. 266″, è stata data applicazione al principio di equiparazione alle vittime del dovere. L’art. 1 del DPR 243/06, in base all’art. 1 del comma 564, L. 266/2005, identifica tra i soggetti tutelati, coloro che hanno subito tali infermità o la morte, ai fini dell’accredito delle “provvidenze le misure di sostegno e tutela previste dalle leggi 13 agosto 1980, n. 466, 20 ottobre 1990, n. 302, 23 novembre 1998, n. 407, e loro successive modificazioni, e 3 agosto 2004, n. 204″.
L’art. 1 precisa che:
I soggetti tutelati: Forze Armate e forze dell’ordine
La Legge 466/1980 identifica tra i destinatari delle tutele i magistrati ordinari, militari dell’Arma dei Carabinieri; militari di Corpo di finanza; appartenenti al Corpo delle guardie di pubblica sicurezza; del Corpo degli agenti di custodia; al personale del Corpo forestale dello Stato,– funzionari di pubblica sicurezza; personale del Corpo di polizia femminile; personale civile dell’Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena; vigili del Fuoco; appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso. Successivamente, anche tutti gli altri dipendenti pubblici, tra cui quelli civili, e, per effetto delle acquisizioni giurisprudenziali, anche coloro che con la Pubblica Amministrazione non abbiano alcun rapporto di lavoro, tra cui i c.d. “soggetti equiparati”. Sono equiparati vittime del dovere coloro che hanno riportato lesioni o la morte in una delle attività esercitata nelle funzioni indicate nell’art. 1 comma 563 L. 266/2005, e anche coloro che le abbiano subite in attività pericolose, o che lo siano diventate per circostanze occasionali (c.d. occasione di lavoro), come sancito dall’art. 1, comma 564, L. 266/2005, che ha creato quella che tecnicamente è definita la categoria di “soggetti equiparati a vittime del dovere”, con identici benefici.
Vittime del dovere equiparazione
Sono dipendenti pubblici, con rapporto di lavoro non privatizzato, coloro che prestano servizio nelle Forze Armate, tra cui la Marina Militare, l’Aeronautica Militare, l’Esercito e i Carabinieri, e del comparto sicurezza, tra cui la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, le guardie carcerarie e la Guardia di Finanza. Questi dipendenti, in caso di infermità per motivi di servizio, hanno diritto al riconoscimento della c.d. causa di servizio, con liquidazione dell’equo indennizzo, e della pensione privilegiata. Nel caso in cui le infermità siano legate ad esposizione a cancerogeni tra i quali amianto (asbesto), altri cancerogeni (benzene, ipa, etc.), radon, nanoparticelle di uranio impoverito, e sottoposti ad un programma vaccinale, e radiazioni, sussiste il diritto alle prestazioni aggiuntive per equiparazione alle vittime del dovere (equiparati vittime del dovere). La normativa originaria (art. 1, comma 563 e 564, L. 266/2005) è stata integrata dall’art. 1, del DPR 243/2006.
Vittime dell’amianto vittime del dovere
L’esposizione ad amianto, tra i dipendenti pubblici, in particolare quelli della difesa e del comparto sicurezza, è stata sempre molto elevata, anche dopo l’introduzione del divieto di cui alla L. 257/92. L’asbesto è stato utilizzato in tutti i sistemi d’arma, nelle installazioni e perfino nelle unità navali, negli aeromobili e negli elicotteri, e quindi ne sono stati esposti i dipendenti del Ministero della Difesa (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza).
Amianto/asbesto: epidemia in Marina Militare
L’utilizzo di amianto, in particolare nelle unità navali della Marina Militare Italiana, e nelle basi a terra, da quella di Taranto (Marina Militare Taranto) a quella di La Maddalena (Marina Militare La Maddalena), a quella di La Spezia (Marina Militare La Spezia) e a quella di Augusta (Marina Militare Augusta) e in tutte le altre basi ed arsenali, e perfino negli alloggi, ha provocato un fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate. In particolare, sono stati registrati 530 mesoteliomi solo tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina. L’amianto è causa di mesotelioma, il tumore del polmone, della laringe, della faringe, del colon, oltre ad altre neoplasie del tratto gastrointestinale, asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici.
Per approfondimenti: amianto in Marina Militare
Le vittime delle missioni: vittime del terrorismo
Il personale civile e militare delle Forze Armate è stato impiegato in diverse missioni, tra cui quelle in Afghanistan, Libano, Kosovo, nel Mediterraneo e in Libia. Nel corso di queste missioni, si sono verificati diversi attacchi terroristici, come nel caso degli attentati di Nassiriya, dal 2003 al 2006 nel corso della guerra d’Iraq. La missione italiana denominata “Operazione Antica Babilonia” ha provocato un totale di 50 vittime, tra cui 25 italiani. Tra le vittime anche Matteo Vanzan, primo caporal maggiore dei Lagunari, deceduto in combattimento in Iraq, in missione di protezione della sede CPA di Nasiriyya (presso la Base Libeccio), durante gli scontri del maggio 2004 contro le milizie sciite di Muqtada al-Sadr. Queste vittime hanno diritto al riconoscimento di vittima del terrorismo.
Nel corso delle diverse missioni italiane all’estero, e anche in quelle in Italia, la condizione di rischio del personale civile e militare delle Forze Armate (Marina Militare, Esercito Italiano, Aeronautica Militare, e Carabinieri), in seguito ad esposizione ai diversi agenti cancerogeni e anche per effetto dell’uso di proiettili all’uranio impoverito e ad attività compiute in zone contaminate (in particolare in quelle balcaniche, tra cui il Kosovo), ha determinato una vera e propria epidemia tra i nostri connazionali, in particolare il personale militare, con diverse patologie, tra cui linfoma di Hodgking, e leucemie, e altri tumori del sistema emolinfopoietico, oltre a quelle asbesto correlate. Le vittime dell’uranio impoverito, sono anch’esse equiparate alle vittime del dovere, con diritto alle relative prestazioni.
Le vittime del dovere e i loro familiari hanno diritto ad ottenerne il riconoscimento, cui consegue oltre alle prestazioni proprie per coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di causa di servizio (speciale elargizione e pensione privilegiata), anche le prestazioni previdenziali di vittima del dovere, con gli stessi importi riconosciuti alle vittime del terrorismo, e il risarcimento dei danni, prima di tutto quelli non patrimoniali (danno biologico, danno morale e danno esistenziale e per lesione dei diritti costituzionali subiti dalla vittima del dovere), e poi patrimoniali, legati alle diminuite capacità di lavoro, etc., e in caso di decesso, con trasmissione agli eredi, prima di tutto quelli legittimi e poi eventualmente gli eredi testamentari. I familiari delle vittime del dovere, il coniuge e i figli, hanno diritto anche al risarcimento dei c.d. danni iure proprio. Sono pregiudizi non patrimoniali, quelli morali, esistenziali e per perdita parentale. Sono patrimoniali i pregiudizi per danno emergente e lucro cessante, tra cui lo stipendio del congiunto (di solito il capo famiglia).
Benefici previdenziali vittime del dovere
Le vittime del dovere o i familiari in caso di decesso, hanno diritto ai seguenti benefici previdenziali:
Esenzione Irpef sulle pensioni.
Risarcimento danni della vittima
La vittima del dovere ha diritto al risarcimento dei danni, prima di tutto quelli non patrimoniali e poi quelli patrimoniali:
L’Avvocatura dello Stato, che difende il Ministero della Difesa e degli altri Ministeri convenuti, in caso di azione di risarcimento danni (presso il TAR per quanto riguarda il pregiudizio subito dalla vittima diretta, se militare, oppure titolare di un rapporto pubblico non privatizzato; ovvero il Giudice del lavoro in tutti gli altri casi; e sempre del Giudice Ordinario per il caso di militari di leva, e per i danni iure proprio dei familiari) eccepisce la c.d. compensatio lucri cum damno. L’Avvocatura dello Stato sostiene che dall’importo dovuto alla vittima primaria, ovvero ai suoi familiari in caso di decesso e titolari delle prestazioni rispettivamente di coniuge e/o orfani di vittima del dovere, ovvero in assenza dei genitori e/o dei fratelli, deve essere sottratto quanto liquidato a titolo di prestazione di vittima del dovere, e cioè dei benefici previdenziali economici liquidati sia alla vittima primaria che ai familiari. In questo caso, sarà necessario dimostrare le effettive entità del pregiudizio prima di tutto non patrimoniale e poi patrimoniale subito dalla vittima primaria, ed in caso di decesso, anche degli stretti congiunti, ancorchè titolari delle prestazioni di coniuge ed orfani di vittima del dovere.
La responsabilità del Ministero della Difesa e degli altri Ministeri
La salute è il diritto più importante (art. 32 della Costituzione), la cui lesione determina gravi pregiudizi anche nell’esercizio degli altri diritti della vittima e dei suoi familiari, e in molti casi, il decesso, che ha ulteriori più gravi ripercussioni, sia nei periodi appena antecedenti il trapasso, sia per il proseguo nei confronti dei familiari. L’art. 2087 c.c. e tutte le altre norme di tutela della salute e dell’incolumità psicofisica, trovano applicazione anche in favore di coloro che sono dipendenti pubblici e privati delle Forze Armate (Marina Militare, Esercito, Aeronautica Militare, Carabinieri) e del comparto sicurezza, del Ministero dell’Interno (Polizia di Stato e Vigili del Fuoco) e del Ministero dell’economia e delle finanze (Guardia di Finanza) e del Ministero della Giustizia (Polizia Penitenziaria), come risulta da Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., n. 3615/2016.
La prova della responsabilità: Commissione di Inchiesta Uranio impoverito ed altri rischi
Nel corso della XVIIa legislatura, la Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati ha accertato il fenomeno epidemico di neoplasie ed altre patologie, che hanno colpito il personale civile e militare delle Forze Armate, sia per utilizzo di amianto e materiali contenenti amianto, sia per l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, ai vaccini e alle radiazioni / onde ionizzanti. La relazione finale del 07.02.2018, con l’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni (consulta la relazione finale della Commissione Parlamentare di Inchiesta uranio impoverito e audizione dell’Avv. Ezio Bonanni presso la Commissione Uranio Impoverito dalla pagina istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto).
Approfondisci su: tutela medica e legale vittime uranio impoverito
Dipartimento ONA vittime del dovere
L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni si sono da tempo mobilitati per il riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere e dei loro familiari. Il Ministero della Difesa in modo particolare, e anche gli altri Ministeri, con l’Avvocatura dello Stato, negano sistematicamente i diritti delle vittime del dovere, rendendo necessario dover agire in sede giudiziaria, sia per ottenere l’accredito delle prestazioni previdenziali di vittima del dovere, che del risarcimento di tutti i danni, sia quelli subiti dalla vittima primaria che dai loro familiari.
Vittime del dovere Marina Militare
L’amianto è il big killer del personale civile e militare della Marina Militare. L’asbesto, che è sinonimo di amianto, è stato utilizzato in tutte le unità navali della Marina Militare Italiana, molte delle quali ancora in servizio anche dopo dell’entrata in vigore della L. 257/92. Nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018, si fa riferimento alle numerose indagini, tra cui quelle della Procura della Repubblica di Padova, che avevano già certificato 1.101 casi di vittime tra gli appartenenti alla Marina Militare Italiana. Risultano censiti 530 casi di mesotelioma già fino al 2015, e il numero di casi è in costante aumento. I casi di mesotelioma, nel personale civile e militare della Marina Militare, sono solo la punta dell’iceberg della strage silenziosa di vittime dell’amianto tra coloro che hanno svolto servizio imbarcati oppure a terra. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha censito, con riferimento a tutte le vittime di patologie asbesto correlate Marina Militare, compresi i familiari dei militari, circa 3000 decessi, con un progressivo aumento del numero dei casi. Con l’art. 20, L. 183/2010, c’è stata l’equiparazione delle vittime dell’amianto in Marina Militare alle vittime del dovere, e tale processo di equiparazione si è poi esteso a tutte le altre Forze Armate.
Tutti i militari equiparati alle vittime del dovere
Se vittime dell’amianto, tutti i militari hanno diritto ad ottenere le prestazioni previdenziali di vittima del dovere, senza che possa essere circoscritto al solo personale militare della Marina Militare. Ne consegue che anche le vittime amianto dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, Carabinieri e Guardia di Finanza e poi di tutti gli altri corpi dello Stato, e ancora anche coloro che non sono dipendenti pubblici, purchè abbiano svolto un servizio per la PA in esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni, hanno diritto al riconoscimento delle prestazioni di vittima del dovere. Il Consiglio di Stato (01.06.2010, n. 02526/2010) ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere (vittime del dovere equiparazione), è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era documentalmente presente amianto”.
Vittime del dovere senza essere dipendenti pubblici
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con Sent. n. 22753/2018, ha confermato le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni circa la sussistenza del diritto ad ottenere la costituzione delle prestazioni di vittima del dovere anche per coloro che non sono dipendenti pubblici che però hanno subito lesione all’integrità psicofisica, e per i loro familiari in caso di decesso, nello svolgere un servizio per la Pubblica Amministrazione: “20. Va, invece, ricordato che questa Corte (cfr. SU n. 233000/2016) ha riconosciuto la natura assistenziale dei benefici a favore delle vittime del dovere consistente in un sostegno che lo Stato offre a chi abbia subito un’infermità o la perdita di una persona cara a causa della prestazione di un servizio in favore di amministrazioni pubbliche da cui siano derivati particolari rischi”. La richiamata pronuncia precisa ulteriormente che “tale diritto non rientra nello spettro di diritti e doveri che integrano il rapporto di lavoro subordinato dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Si tratta infatti di un diritto che si colloca fuori e va al di là di tale rapporto, contrattualizzato o meno che esso sia, potendo riguardare anche soggetti che con l’amministrazione non abbiano un rapporto di lavoro subordinato ma abbiano in qualsiasi modo svolto un servizio”.
L’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, assiste, tutela e difende il personale civile e militare esposto ad amianto e altri veleni, per il riconoscimento di vittima del dovere. Chiedi una consulenza gratuita.
L’Avv. Ezio Bonanni è il pioniere della tutela delle vittime dell’amianto in Italia, e delle vittime del dovere, tra cui i c.d. equiparati, coloro che hanno contratto infermità o sono deceduti per motivi di servizio (causa di servizio e riconoscimento di equo indennizzo e pensione privilegiata), per esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, che perciò stesso sono “equiparati”.
L’azione di rappresentanza e difesa dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto, prima incentrate alla tutela delle vittime dell’amianto nelle Forze Armate e nel comparto sicurezza, si sono poi estese alle vittime del terrorismo, e a tutte le vittime del dovere.
Il Legislatore ha iniziato, da tempo, un percorso di equiparazione delle vittime del dovere con le vittime del terrorismo, come chiarito dalla Corte di Cassazione: “In tema di benefici in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad essi equiparati, l’ammontare dell’assegno vitalizio mensile è uguale a quello dell’analogo assegno attribuito alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, essendo la legislazione primaria in materia permeata da un simile intento perequativo ed in conformità al principio di razionalità-equità di cui all’art. 3 Cosi., come risulta dal ‘diritto vivente’ rappresentato dalla costante giurisprudenza amministrativa ed ordinaria” (Corte di Cassazione, SS. UU. Sentenza n. 7761/17 ), così che l’assegno vitalizio è dovuto nella misura di € 500,00, e cioè lo stesso importo erogato alle vittime del terrorismo.
Le prestazioni previdenziali in caso di decesso
In caso di decesso dell’avente diritto, le prestazioni di vittima del dovere sono costituite rispettivamente in favore del coniuge e degli orfani, ed in loro assenza, dei genitori e dei fratelli, cui debbono essere liquidate le stesse prestazioni inizialmente erogate e/o cui avrebbe avuto diritto il deceduto, con decorrenza dalla data della morte.
Riconoscimento benefici familiari anche non a carico fiscale
Il Ministero della Difesa e le altre amministrazioni dello Stato, ivi compresa l’Avvocatura Generale dello Stato, hanno sostenuto e sostengono che i familiari che non sono nel carico fiscale della vittima, in caso di decesso, non hanno diritto ad ottenere le prestazioni di vittima del dovere. Ne sono seguite una serie di controversie giudiziarie, molte delle quali hanno determinato la condanna del Ministero della Difesa alla costituzione delle prestazioni di vittima del dovere con gli stessi importi riconosciuti alle vittime del terrorismo (equiparazione delle vittime del dovere alle vittime del terrorismo).
Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa a liquidare a un’orfana di vittima del dovere quanto le era dovuto con parificazione alle vittime del terrorismo. In base all’art. 2 L. 407/1998 “l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale assegno vitalizio vittime del dovere (vittime del dovere assegno vitalizio), dell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso“. Doppio risultato per l’Avv. Ezio Bonanni: oltre alla parificazione alle vittime del terrorismo, è stato riconosciuto il principio in base al quale le prestazioni sono dovute anche se l’orfano o la vedova non fossero fiscalmente a carico del deceduto (contrariamente alle tesi del Ministero della Difesa). Le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni erano state già accolte dal Tribunale di Cagliari, con sentenza n. 917/2016, che impugnata dal Ministero della Difesa, confermata dalla Corte di Appello di Cagliari, Sez. Lavoro 345/17, coerentemente con la giurisprudenza della Suprema Corte (Cassazione a Sezioni Unite, sentenza n. 7761/2017). Tuttavia, le SS.UU. 22753/2018 hanno costituito un arresto giurisprudenziale, per altro contrario alla tendenza del Legislatore ad uniformare i diritti delle due categorie. L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno in più occasioni, con incontri istituzionali, chiesto che il Legislatore intervenga stabilendo la definitiva equiparazione, ovvero la stessa disciplina, di accesso e dell’entità del diritto tra le vittime del dovere e le vittime del terrorismo (equiparazione vittime del dovere alle vittime del terrorismo).
Graduatoria Nazionale vittime del dovere
Per rimanere aggiornato sulle ultime news e per consultare l’elenco delle vittime del dovere, basta leggere la graduatoria vittime del dovere. La graduatoria è in continuo aggiornamento ed è consultabile in qualsiasi momento scaricandola proprio cliccando qui oppure visitando il sito della Guardia di Finanza.
La vittima del dovere, oppure i famigliari in caso di decesso, ha diritto al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi.
• costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere la condanna del Ministero, sia esso della Difesa, dell’Interno, o dell’Economica e delle Finanze, in solido con gli imputati, al risarcimento dei danni da reato (lesioni colpose in caso di patologia; omicidio colposo in caso di decesso);
• esercitare l’azione civile presso il TAR, facendo valere la responsabilità contrattuale per violazione dell’obbligo di sicurezza;
• esercitare l’azione civile con azione presso il Tribunale di Roma, chiedendo la condanna del Ministero responsabile, per i profili di responsabilità extracontrattuale e civile da reato.
I militari hanno il doppio binario: TAR per la responsabilità contrattuale e Giudice civile per la responsabilità extracontrattuale (SS.UU. della Corte di Cassazione, n. 95733 del 05.05.2014 in precedenza SS.UU. 3183/2012).
Per approfondimenti: Danni da amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi
Vittime del dovere in caso di patologie asbesto correlate
Le vittime del dovere hanno diritto a ottenere i relativi benefici e prestazioni previdenziali in caso di patologia asbesto correlata causata dalla attività di servizio o svolgimento di missioni. Le principali malattie causate dall’amianto, che quindi vanno risarcite, sono:
Oltre alle altre patologie riconducibili a diversi agenti cancerogeni, patogeni ed eziologici cui sono stati esposti i militari, come il radon (Monte Venda), l’uranio impoverito e programmi vaccinali.
In caso di esposizione a cancerogeni ad agenti cancerogeni, insorgenza di malattie o decessi di appartenenti alle Forze Armate e al Dipartimento Sicurezza, chiedi la tua consulenza legale e medica gratuita attraverso il form sottostante: