Source: https://www.ecosafety.it/documentazione/
Timestamp: 2018-03-22 03:50:02+00:00
Document Index: 103538700

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 2', 'art. 28', 'art.224', 'art. 174', 'art 26', 'art. 134']

Il Gruppo ECOSafety grazie alle competenze del suo team e all’esperienza maturata nel settore, può supportare le aziende clienti nella redazione dei documenti richiesti dalla normativa in materia di sicurezza, qualità e tutela ambientale.
Il nostro servizio di elaborazione documenti è a disposizione di aziende operanti nel campo dell’edilizia, dell’agricoltura, della manutenzione del verde, lavori stradali, movimentazione terra, autofficine, aziende che si occupano di lavorazioni metalliche, falegnamerie e artigiani in genere.
Documento Valutazione Movimentazione Manuale dei Carichi
Il D.Lgs. 81/2008, al Titolo VI, obbliga il datore di lavoro a prevedere una valutazione dei rischi legati alla movimentazione dei carichi (MMC) e cioè alle operazioni di trasporto e di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori che comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, quali le patologie alle strutture osteo-articolari, muscolo-tendinee e nervo-vascolari, e non solo le patologie dorso-lombari.
Il decreto prevede anche che la valutazione di questo rischio debba essere effettuata, se possibile, già in fase di progettazione.
Il datore di lavoro deve, inoltre, fornire ai lavoratori l’addestramento adeguato – effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro (art. 36, D.Lgs. n. 81/2008) – sulle corrette manovre e procedure che devono essere adottate nella movimentazione manuale dei carichi,
Documento Valutazione Microclima
Per una corretta valutazione dei parametri microclimatici, sono stati studiati diversi indici, considerato che la sensazione soggettiva di benessere non dipende mai da un unico fattore ambientale, ma dalla loro combinazione.
Il datore di lavoro, secondo quanto stabilisce la legge in tema di sicurezza sul lavoro (art. 2 del D.Lgs. 81/2008), deve procedere alla “valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza”.
L’art. 28 prevede che il documento di valutazione dei rischi può essere tenuto su supporto informatico, e deve contenere: una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati dal datore; l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati; il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere; l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.
Documento Valutazione Rischio Rumore e/o Vibrazioni
Per ragioni prudenziali, i dati da noi raccolti e mediati secondo tecniche statistiche, sono incrementati del 5% al fine di garantire che i valori di esposizione al rumore/vibrazione ottenuti per ogni singolo lavoratore, siano inferiori a quanto risulterebbe da misurazioni effettuate sul campo.
Il documento di valutazione dei rischi deve contenere le seguenti informazioni: analisi del processo lavorativo e classificazione delle mansioni; identificazione degli agenti chimici pericolosi; definizione del livello di rischio per ogni sostanza irrilevante per la salute e basso per la sicurezza o meno secondo l’art.224, anche attraverso l’utilizzo di modelli e/o algoritmi.
Il documento di fatto descrive tre diverse situazioni, in quanto a criteri, metodi e finalità della valutazione: valutazione preliminare del rischio (primo approccio ad una situazione in cui sono presenti agenti chimici pericolosi – secondo l’esito della valutazione preliminare si può procedere ad una valutazione approfondita ovvero si può concludere che non è necessario procedere ulteriormente); valutazione approfondita del rischio; verifica del rispetto del valore limite di esposizione (si riferisce a tutte quelle situazioni che non solo superano il livello di azione, ma che potrebbero superare anche il valore limite e prevede obbligatoriamente il ricorso a misure ambientali).
Le prescrizioni introdotte dal D.Lgs 81/08 in merito ai rischi provenienti da agenti di natura biologica, impongono al datore di lavoro di effettuare la Valutazione Rischio Biologico per tutti quegli agenti che possono presentare un pericolo per la salute umana. Il datore di lavoro dunque, dopo aver valutato sia le caratteristiche dell’agente biologico sia le modalità di lavorazione, redige il documento di valutazione rischio biologico.
Documento Valutazione Rischio Videoterminali
Il Titolo VII del Decreto Legislativo 81/08 prevede i requisiti di tutela della salute e della sicurezza per i lavoratori con attività lavorative che comportino l’uso di attrezzature munite di videoterminali.
La valutazione del rischio per i videoterminalisti prende in esame diversi tipi di disturbi riconducibili all’attività lavorativa. Il lavoro del videoterminalista può infatti comportare un pericolo per la salute in relazione alla durata dell’esposizione, alle caratteristiche del lavoro svolto, dell’hardware e del software, del posto di lavoro e dell’ambiente. Ai sensi dell’art. 174 del D.Lgs. 81/08, è obbligo del datore di lavoro valutare il rischio dell’utilizzo del videoterminale analizzando le postazioni di lavoro munite di VDT con particolare riguardo a: affaticamento visivo, postura non corretta con conseguenti disturbi muscoloscheletrici, stress psicofisico, esposizione a radiazioni non ionizzanti, elettrocuzione.
Documento Valutazione Stress da Lavoro
In linea generale il processo di valutazione dei rischi si articola concretamente in tre fasi: identificazione dei pericoli, stima del rischio (valutazione preliminare/valutazione semplificata) e valutazione approfondita. In base all’esito di questo processo vengono adottati interventi di eliminazione o riduzione del rischio e una successiva rivalutazione di verifica dei cambiamenti ottenuti.
Documento di Valutazione dell’Impatto Acustico
Questa valutazione ha lo scopo di verificare il rispetto della normativa vigente per la tutela dell’inquinamento acustico ai fini delle abilitazioni dei medesimi immobili ed infrastrutture, per i provvedimenti di licenza o di autorizzazione all’esercizio di attività produttive. Le valutazioni d’impatto acustico si dividono in:
Valutazione del rispetto dei limiti di Legge e della zonizzazione comunale verso i potenziali disturbati (Legge 447/95 – DPCM 1/03/91 – DPCM 14/11/97); in questa categoria rientrano anche: gli spettacoli a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all’aperto, i cantieri edili e stradali o assimilabili.
Valutazione del rispetto dei limiti all’interno dei locali dove si utilizzano impianti elettroacustici quali discoteche, locali da ballo, concerti, pubblici esercizi e ristoranti con intrattenimento musicale, circoli privati con impianti di amplificazione elettroacustica, ecc. (DPCM 16/4/99 n° 215).
L’art 26 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro committente di promuovere la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento (DUVRI) di valutazione dei rischi interferenti. Il D.U.V.R.I., da redigersi per iscritto da parte del committente, contiene dunque la valutazione dei rischi e le misure adottate per eliminare – o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo – i rischi da interferenze fra le attività affidate ad appaltatori e lavoratori autonomi e loro eventuali subcontraenti, e le attività svolte nello stesso luogo di lavoro dal committente. Tale documento, inoltre, attesta l’avvenuta informazione nei confronti degli operatori economici affidatari circa i rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui gli stessi dovranno operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate.
Per garantire la sicurezza alimentare dei cibi, è stato da tempo introdotto il sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point), un metodo di autocontrollo che analizza tutta la catena alimentare individuando i rischi associati ad ogni passaggio del cibo e identificando le possibili soluzioni. Il Manuale ha lo scopo di definire e rendere facilmente leggibili, al proprio personale e agli Organi Ufficiali di Controllo, le modalità operative applicate per il controllo dei punti critici individuati sulle linee di lavorazione, nonché i ruoli e le responsabilità del personale coinvolto nel sistema di autocontrollo.
Il PSC è specifico ed obbligatorio per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta fattibilità; i suoi contenuti sono il risultato di scelte progettuali ed organizzative conformi alle prescrizioni dell’articolo 15 del D.Lgs 81/08.
Il D.Lgs 81/08 all’art. 134 prevede che nei cantieri in cui vengono usati ponteggi debba essere tenuta ed esibita, a richiesta degli organi di vigilanza, copia della documentazione di cui al comma 6 dell’articolo 131 e copia del piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in caso di lavori in quota, i cui contenuti sono riportati nell’allegato XXII del presente Titolo.
Privacy (D.P.S.)
Sei in regola con la legge sulla privacy? Tutte le attività, studi professionali e aziende devono redigere Il D.P.S. (Documento Programmatico sulla Sicurezza), un documento elaborato per attestare l’adeguamento alla normativa sulla tutela dei dati personali (privacy).
Il documento deve essere aggiornato con frequenza annuale e deve essere fatto entro il 31 di marzo di ogni anno. Chi non è in regola rischia sanzioni amministrative che vanno da 6.000 a 30.000 euro ed una sanzione penale che arriva fino ad 1 mese di reclusione.
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