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Timestamp: 2020-01-23 20:16:01+00:00
Document Index: 152852429

Matched Legal Cases: ['art. 421', 'art. 421', 'art. 421', 'art. 421', 'art. 422', 'art. 421', 'art. 415', 'art. 191', 'art. 421', 'art. 178']

Art. 421 cod. proc. penale: Discussione | La Legge per tutti
2. Il pubblico ministero espone sinteticamente i risultati delle indagini preliminari e gli elementi di prova che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio. L’imputato può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto all’interrogatorio, per il quale si applicano le disposizioni degli articoli 64 e 65. Su richiesta di parte, il giudice dispone che l’interrogatorio sia reso nelle forme previste dagli articoli 498 e 499. Prendono poi la parola, nell’ordine, i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e dell’imputato che espongono le loro difese. Il pubblico ministero e i difensori possono replicare una sola volta.
In sede di udienza preliminare, il giudice non è tenuto a decidere anticipatamente, rispetto alla trattazione del merito, le questioni riguardanti la utilizzabilità degli atti processuali, neppure al fine di consentire all'imputato di valutare l'opportunità di accedere al rito abbreviato, nella piena conoscenza delle prove utilizzabili, in quanto nessun obbligo in tal senso è contemplato dalle disposizioni processuali. (Annulla con rinvio, App. Palermo, 19/12/2012 )
Cassazione penale sez. III 13 maggio 2014 n. 40209
Nell'udienza preliminare celebrata nei confronti di più imputati, il termine finale per la richiesta del giudizio abbreviato s'identifica con il momento nel quale il difensore di ciascuno di essi rassegna le proprie conclusioni definitive e non con quello nel quale l'ultimo difensore prende la parola. (Annulla in parte senza rinvio, App. Milano, 02/11/2012 )
Cassazione penale sez. un. 27 marzo 2014 n. 20214
La richiesta di giudizio abbreviato può anche seguire la formulazione delle conclusioni del p.m. in quanto l'espressione utilizzata dal legislatore è idonea a comprendere l'intera fase della discussione prevista dall'art. 421 comma 2 fino al suo epilogo, sicché il termine finale della proposizione della domanda è rappresentato dal momento in cui si esaurisce, con la formulazione delle conclusioni di tutte le parti, la discussione. Ciò risulta, peraltro, più aderente al principio generale per cui in presenza di un dettato normativo che introduce una preclusione, l'interpretazione - anche al fine di non ledere l'aspettativa all'esercizio della relativa facoltà - non può determinare l'anticipazione della scadenza del termine rispetto all'ordinario significato dei termini utilizzati dal legislatore.
Cassazione penale sez. I 18 dicembre 2013 n. 348
In sede di udienza preliminare, la modifica dell'imputazione ad opera del p.m. può essere validamente compiuta fino alla formale dichiarazione di chiusura della discussione. Incorre in errore il giudice dell'udienza preliminare il quale asserisca che la discussione va considerata chiusa subito dopo l'esercizio del diritto di replica in quanto esisterebbe continuità tra il predetto esercizio e la decisione. In realtà tale continuità non può significare procedere senza una formale dichiarazione di chiusura; e quando questa non sia formalmente intervenuta non può sostenersi che ne siano determinati gli effetti.
Cassazione penale sez. IV 17 settembre 2013 n. 41409
Incorre in errore il Giudice dell'udienza preliminare il quale asserisca che la discussione va considerata chiusa subito dopo l'esercizio del diritto di replica in quanto esisterebbe continuità tra il predetto esercizio e la decisione. In realtà tale continuità non può significare procedere senza una formale dichiarazione di chiusura e quando questa non sia formalmente intervenuta non può sostenersi che se ne siano determinati gli effetti.
In sede di udienza preliminare, la modifica dell'imputazione ad opera del pubblico ministero può essere validamente compiuta fino alla formale dichiarazione di chiusura della discussione. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto legittima la modifica dell'imputatazione effettuata subito dopo la conclusione dell'intervento della parte civile, prima che il giudice dichiarasse chiusa la discussione). Annulla con rinvio, GupTrib. Rovigo, 20 novembre 2012
In sede di udienza preliminare è inammissibile la richiesta di giudizio abbreviato proposta dopo il conferimento della parola al pubblico ministero per la formulazione delle sue conclusioni a norma degli artt. 421 e 422 c.p.p.
Ufficio Indagini preliminari Milano 19 luglio 2012
Nel giudizio abbreviato è ammissibile la richiesta dell'imputato di sottoporsi ad interrogatorio ai sensi dell'art. 421, comma 2, c.p.p., purché sia avanzata prima dell'inizio della discussione per non alterare le regole del contraddittorio in relazione agli elementi di difesa apportati dall'imputato stesso, sui quali deve essere ammessa la facoltà delle altre parti di prendere la parola.
Cassazione penale sez. V 15 dicembre 2010 n. 1937
L'art. 421 c.p.p. prevede che nell'udienza preliminare la discussione si apra immediatamente dopo la conclusione degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, di talché anche le questioni sulla utilizzabilità degli atti rientrano nella discussione unitaria così regolata.
Ufficio Indagini preliminari Varese 19 settembre 2009
L'art. 421 c.p.p. prevede che le parti illustrano le loro conclusioni sul compendio istruttorio esistente; l'art. 422 c.p.p. stabilisce che il giudice, qualora ritenga insufficienti gli elementi di prova acquisiti allo stato degli atti, ordina l'integrazione probatoria, al cui esito si formuleranno nuove conclusioni. Ogni volta, infatti, che viene modificato il compendio istruttorio su cui si fonda l'udienza preliminare le parti devono formulare nuove conclusioni, con conseguente possibilità per l'imputato di valutare l'opportunità di un giudizio allo stato degli atti.
Ufficio Indagini preliminari Milano 04 giugno 2009
Deve ritenersi ammissibile la trattazione delle questioni preliminari dinnanzi al giudice dell'udienza preliminare distinta rispetto alla trattazione del merito, in quanto l'art. 421 comma 3 c.p.p. prevede un momento precedente alla discussione, che si sostanzia nell'acquisizione di atti e documenti ammessi dal giudice e richiesti dalle parti. Inoltre, non vi è dubbio che una fase precedente alla discussione sul rinvio a giudizio deve trovare collocazione nell'udienza "de qua" nell'ipotesi in cui occorra riunire o separare procedimenti, dedurre nullità concernenti l'avviso ex art. 415 bis c.p.p. ed altre, prospettare eccezioni di competenza per territorio o connessione o l'inutílizzabilità di atti; questioni che, tra l'altro, in alcuni casi possono essere rilevate d'ufficio, quale quella contemplata dall'art. 191 c.p.p.
Ufficio Indagini preliminari Varese 25 febbraio 2009
Appare individuabile con riguardo all'udienza preliminare, alla stregua dell'art. 421 comma 3 c.p.p., un momento antecedente alla formulazione delle conclusioni nell'ambito del quale la parti possono utilmente interloquire sia chiedendo l'ammissione di nuovi atti e documenti, sia eventualmente discutendo della inutilizzabilità degli atti già presenti nel fascicolo, ciò al fine di consentire di conoscere, prima di determinarsi alla scelta del rito, su quale materiale probatorio il giudice dovrà pronunciarsi. La lesione di tale diritto è sanzionata da nullità di ordine generale ex art. 178 lett. c) c.p.p. che, tempestivamente eccepita, travolge l'udienza preliminare nonché gli atti successivi ad essa conseguenti.
Tribunale Varese 21 gennaio 2009