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Timestamp: 2019-10-22 19:43:34+00:00
Document Index: 145362749

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 405', 'art. 8', 'art. 25', 'art.452', 'art. 452', 'art.452', 'art. 452', 'art. 648', 'art. 25', 'art. 648']

Pubblicato il 2017-03-22
La richiesta e l'ottenimento del rating di legalit�
Sempre pi� imprese sono interessate all�ottenimento delle �stellette del rating di legalit�. Cosa significa? Vediamolo nella spiegazione data direttamente da AGCOM.
Il rating avr� un range tra un minimo di una �stelletta� a un massimo di tre �stellette�, attribuito dall�Autorit� sulla base delle dichiarazioni delle aziende che verranno verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.
Una �stelletta�
Per ottenere il punteggio minimo l�azienda dovr� dichiarare che l�imprenditore e gli altri soggetti rilevanti ai fini del rating (direttore tecnico, direttore generale, rappresentante legale, amministratori, soci) non sono destinatari di misure di prevenzione e/o cautelari, sentenze/decreti penali di condanna, sentenze di patteggiamento per reati tributari ex d.lgs. 74/2000, per reati ex d.lgs. n. 231/2001, per i reati di cui agli articoli 346, 346 bis, 353, 353 bis, 354, 355 e 356 del codice penale e per il reato di cui all�art. 2, commi 1 e 1 bis del d.l. n. 463/1983, convertito dalla legge n. 638/1983. Per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non deve essere stata iniziata azione penale ai sensi dell'art. 405 c.p.p., n� l'impresa dovr� essere destinataria di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive in corso di validit�. Nei confronti dell'impresa, inoltre non dovr� essere stato disposto il commissariamento in base al d.l. n.90/2014 successivamente convertito in legge. L�impresa stessa non deve essere destinataria di sentenze di condanna n� di misure cautelari per gli illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al citato d.lgs. n. 231/2001.
L�impresa non dovr� inoltre, nel biennio precedente la richiesta di rating, essere stata condannata per illeciti antitrust gravi o per violazioni del codice del consumo, per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori. Non dovr� inoltre avere subito accertamenti di un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato, n� avere ricevuto provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto gli obblighi di restituzione e non essere destinataria di provvedimenti di accertamento del mancato pagamento di imposte e tasse. Dovr� inoltre dichiarare di non essere destinataria di provvedimenti sanzionatori dell�ANAC di natura pecuniaria e/o interdittiva e che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese di cui all�art. 8 del D.P.R. n. 207/2010 che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la Pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara o di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture.
L�impresa dovr� inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili.
Da due a tre �stellette'
-	rispettare i contenuti del Protocollo di legalit� sottoscritto dal Ministero dell�Interno e da Confindustria, delle linee guida che ne costituiscono attuazione, del Protocollo sottoscritto dal Ministero dell�Interno e dalla Lega delle Cooperative , e a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
-	utilizzare sistemi di tracciabilit� dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
-	adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformit� delle attivit� aziendali a disposizioni normative applicabili all�impresa o un modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001;
-	adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility;
-	essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
-	avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria;
-	aver adottato modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.
Sar� valorizzata anche la denuncia, all�autorit� giudiziaria o alle forze di polizia, di reati previsti dal Regolamento commessi a danno dell�imprenditore o dei propri familiari e collaboratori, qualora alla denuncia sia seguito l�esercizio dell�azione penale.
(Rif: sito AGCOM)
I nuovi reati presupposto: i reati Ambientali
Un nuovo impulso alla tutela dell'ambiente, coincide con la predisposizione di idonee misure di prevenzione, alla luce della novella legislativa
La Legge n. 68 del 22 maggio 2015 (entrata in vigore dal 29 maggio 2015) introduce nel Codice penale il titolo VI-bis "Dei Delitti contro l�ambiente�, con nuove fattispecie di reato.
Per quel che riguarda la responsabilit�̀ da reato degli enti, la riforma interviene anche sull�art. 25-undecies del Decreto 231, aggiungendo le nuove fattispecie tra i reati presupposto e relative sanzioni, nello specifico:
− inquinamento ambientale (art.452-bis), sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a seicento quote;
− disastro ambientale (art. 452 �quater), sanzione da quattrocento a ottocento quote;
− delitti colposi contro l�ambiente (art.452 �quinquies), sanzioni da duecento a
cinquecento quote;
− circostanze aggravanti (art. 452 �octies), sanzioni da trecento a mille quote;
− traffico e abbandono di materiale ad alta radioattivit�̀ (arti. 452-sexies) sanzioni da duecentocinquanta a seicento quote.
Nei casi di condanna per i delitti di inquinamento e disastro ambientale, la persona giuridica è inoltre soggetta alle sanzioni interdittive.
Pubblicato il 2016-06-07
Le innovazioni di rilievo nella gestione del sistema di Corporate Governance dopo la novella del 2015. Prime ipotesi di applicazione
La legge n. 186/2014, approvata lo scorso dicembre per disciplinare il meccanismo della cd. voluntary disclosure, diretto a favorire il rientro dei capitali detenuti all'estero, ha introdotto un nuovo reato nell�ordinamento italiano, il cosiddetto Autoriciclaggio.
Il reato (nuovo art. 648-ter.1, c.p.) punisce colui che impiega, sostituisce, trasferisce in attivit� economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative il denaro, i beni o le altre utilit� derivanti dal delitto non colposo (di seguito, anche �reato-base�) che lo stesso ha commesso o concorso a commettere. Ci� a condizione che la condotta sia idonea a ostacolare concretamente l�identificazione della provenienza illecita della provvista.
Fermo restando che si prevede la non punibilit� delle condotte di mero utilizzo o godimento personale della provvista illecita, in linea con l�assunto per cui tali ipotesi costituiscono la naturale prosecuzione del reato-base (il c.d. post factum non punibile).
La nuova disciplina incontra l�interesse dell�Organismo di Vigilanza di Kinetika Sardegna poich� � stato inserito tra i reati presupposto della responsabilit� amministrativa degli enti ai sensi del Decreto legislativo n. 231/2001 (art. 25-octies).
Le nuove previsioni sono oggetto a tutt�oggi di un vivace dibattito dottrinale, in assenza di applicazioni giurisprudenziali significative, dal momento che la portata applicativa delle stesse appare a molti piuttosto vasta, consentendo di introdurre de facto molte fattispecie finora escluse dalla qualifica di reato presupposto.
A titolo di esempio possiamo indicare che, sulla scorta di alcuni orientamenti della giurisprudenza in tema di riciclaggio, se il reato tributario dell'infedele dichiarazione è compiuto dall'amministratore nell'interesse della societ�, il risparmio di imposta si confonde nel patrimonio sociale e quindi si configura in via automatica il reimpiego in attivit� economica. Pertanto, se questa impostazione dovesse essere confermata anche in materia di autoriciclaggio, l�amministratore autore della dichiarazione infedele potrebbe essere chiamato a rispondere anche per l�autoriciclaggio, ad esempio, per aver pagato i dipendenti con la provvista illecita, anche laddove non si sia attivato per far perdere la traccia del collegamento tra il delitto-base e l�utilit�.
Si auspica che non si incorra in imputazioni automatiche per autoriciclaggio e che si dia seguito alle intenzioni del legislatore, richiamate anche da una parte della dottrina, interpretando con rigore l�art. 648-ter.1 e, quindi, valorizzando l�elemento pi� caratterizzante delle condotte di riciclaggio, vale a dire l�idoneit� a nascondere la natura illecita dei proventi. Questo approccio consentirebbe, infatti, di escludere la configurazione in concreto dell�autoriciclaggio nei casi in cui non è possibile identificare e isolare dal patrimonio del contribuente il provento illecito oggetto delle successive operazioni di reimpiego, sostituzione o trasferimento.