Source: http://www.giurcost.org/decisioni/2005/0459s-05.html
Timestamp: 2019-01-18 10:26:29+00:00
Document Index: 173225530

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 2']

Consulta Online – Sentenza n. 459 del 2005
SENTENZA N. 459
Turismo e professioni
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 3, della legge della Regione Emilia-Romagna 1° febbraio 2000, n. 4 (Norme per la disciplina delle attività turistiche di accompagnamento), promosso con ordinanza del 4 agosto 2003 dal Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna, sede di Bologna, sul ricorso proposto da Aldrovandi Andrea ed altri contro la Regione Emilia-Romagna, iscritta al n. 814 del registro ordinanze 2003 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 41, prima serie speciale, dell’anno 2003.
1. – Con ordinanza n. 103 del 4 agosto 2003, notificata il 5 settembre 2003 e rubricata al n. 814 del registro ordinanze del 2003, il Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna, sede di Bologna, Sezione II, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 3, della legge della Regione Emilia-Romagna 1° febbraio 2000, n. 4 (Norme per la disciplina delle attività turistiche di accompagnamento), limitatamente all’inciso “ambienti montani”, per violazione dell’art. 117 della Costituzione, nel testo vigente prima della riforma operata con legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione).
2. – Con atto depositato il 1° ottobre 2003 è intervenuta in giudizio la Regione Emilia-Romagna, chiedendo che la Corte dichiari “inammissibile e infondata” la questione e rinviando ad una successiva memoria l’articolazione delle proprie difese.
3. – In data 4 novembre 2003 si sono costituiti in giudizio i ricorrenti nel giudizio a quo.
4. – In prossimità della data fissata per la pubblica udienza, la difesa della Regione Emilia-Romagna ha depositato una memoria nella quale, in via preliminare, eccepisce l’improcedibilità e l’inammissibilità della questione sollevata dal TAR, dal momento che tale questione sarebbe stata prospettata indicando quale parametro l’art. 117, primo comma, Cost. nella formulazione anteriore alla riforma costituzionale del 2001, mentre la Regione ritiene che questa Corte, nella ordinanza n. 420 del 2002, abbia indicato quale parametro corretto il nuovo testo dell’art. 117 Cost.
Quanto alla asserita violazione dei princîpi fondamentali conseguente alla soppressione della figura dell’accompagnatore di mezza montagna, la Regione osserva che tale figura professionale avrebbe limitate competenze ed inoltre che la sua istituzione, da parte delle Regioni, sarebbe meramente facoltativa. Essa, inoltre, sarebbe del tutto eterogenea rispetto a quella della guida alpina e, comunque, rientrerebbe nell’ambito delle «figure professionali del turismo, senza che vi possa essere alcuna interferenza con i profili attinenti alla disciplina delle professioni, necessariamente attratta, nel precedente sistema costituzionale, nella sfera della legislazione statale».
1 – Il Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna dubita della legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 3, della legge regionale dell’Emilia-Romagna 1° febbraio 2000, n. 4 (Norme per la disciplina delle attività turistiche di accompagnamento), limitatamente all’inciso “ambienti montani”, per violazione dell’art. 117 della Costituzione, nel testo vigente prima della riforma operata con legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). La illegittimità deriverebbe dalla previsione secondo la quale la “guida ambientale escursionistica”, così come definita dalla disposizione oggetto di censura, può esercitare la propria attività professionale anche in “ambienti montani”, mentre la legge 3 gennaio 1989, n. 6 (Ordinamento della professione di guida alpina), riserverebbe l’attività professionale di accompagnamento in montagna alle guide alpine (nei due gradi di “aspirante guida” e di “guida alpina-maestro di alpinismo”) ed agli “accompagnatori di media montagna”, di cui rispettivamente agli artt. 2, 3 e 21 della citata legge n. 6 del 1989.
2 – In via preliminare, va respinta l’eccezione di inammissibilità della questione prospettata dalla Regione Emilia-Romagna e fondata sull’assunto che questa Corte, nell’ordinanza n. 420 del 2002, avrebbe indicato come parametro corretto nel presente giudizio di costituzionalità il nuovo art. 117 Cost. e non quello precedentemente vigente. Al contrario, l’ordinanza n. 420 del 2002 ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale all’epoca sollevata dallo stesso giudice rimettente, limitandosi a rilevare come nell’ordinanza di rimessione mancasse “ogni argomentazione al riguardo” dell’intervenuto mutamento costituzionale, malgrado che questo avesse interessato anche le materie legislative coinvolte dalla normativa oggetto del giudizio. L’ordinanza che oggi viene all’esame, al contrario, motiva in modo non implausibile sia la necessità di considerare il quadro delle competenze previsto nel precedente art. 117 Cost. ai fini di risolvere la controversia di cui al giudizio a quo, sia la sicura perdurante vigenza della legge n. 6 del 1989 anche nel presente contesto costituzionale (tanto più in quanto il terzo comma del nuovo art. 117 Cost. configura come concorrente la potestà legislativa nella materia delle “professioni”).
3 – Nel merito la questione non è fondata.
Quest’ultima legge regionale, all’art. 2, comma 3, oggetto di censura nel presente giudizio, ha individuato, fra le diverse “professioni turistiche di accompagnamento”, anche la “guida-ambientale escursionistica”, figura comunque avente un profilo professionale alquanto differenziato dall’“accompagnatore di media montagna”, perché essenzialmente finalizzata ad illustrare “gli aspetti ambientali e naturalistici” dei diversi territori (montani, collinari, di pianura ed acquatici) e con esplicita esclusione “di percorsi di particolare difficoltà, posti su terreni innevati e rocciosi di elevata acclività, ed in ogni caso di quelli che richiedono l’uso di attrezzature e tecniche alpinistiche, con utilizzo di corda, piccozza e ramponi”.