Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/80/R80*17
Timestamp: 2020-01-22 19:51:45+00:00
Document Index: 172791321

Matched Legal Cases: ['art. 2923', 'art. 80', 'art. 24', 'art. 2923', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 24', 'art. 80', 'art. 80', 'art 80']

Fallimento - Azioni volte a far dichiarare l'inopponibilità ex art. 2923 cod. civ. o la risoluzione ex art. 80 legge fall. del contratto di locazione immobiliare stipulato dal fallito - Deroga alla competenza per territorio in materia di locazioni - Sussistenza
Sono devolute alla competenza del tribunale fallimentare, ai sensi dell'art. 24 legge fall., le controversie che traggano origine o fondamento nel fallimento, rientrando tra queste anche le azioni del curatore volte a far dichiarare l'inopponibilità alla massa del contratto di locazione immobiliare stipulato dal fallito a norma dell'art. 2923 cod. civ. ovvero la risoluzione del medesimo contratto ai sensi dell'art. 80 legge fall., in deroga alla previsione di cui agli artt. 21 e 447 bis cod. proc. civ. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Luglio 2015, n. 14844. Segue...
Fallimento subentrato nel rapporto locativo - Controversia proposta dal locatore per ottenere la risoluzione del contratto - Esclusione - Devoluzione al giudice ordinariamente competente - Necessità - Domande in quella sede connesse alla risoluzione comportanti prelevamenti sull'attivo - Inammissibilità - Fondamento - Procedura di accertamento del passivo - Necessità
Ai sensi dell'art. 80 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, la prosecuzione del rapporto locativo dopo il fallimento del locatario comporta il subingresso del curatore nei diritti ed obblighi contrattuali e, quindi, il suo dovere di pagare i canoni che vengono a scadere posteriormente all'apertura del fallimento medesimo, nonché di conservare il bene, esponendolo, in caso d'inosservanza, ai comuni effetti dell'inadempimento. Consegue, che il locatore, a fronte dell'inadempimento del curatore, può promuovere in sede ordinaria azione di risoluzione del contratto e di rilascio dell'immobile, dato che la relativa domanda non trova causa o titolo nella dichiarazione di fallimento e, quindi, non è soggetta alla "vis actractiva" del foro fallimentare di cui all'art. 24 del R.D. n. 267 del 1942; non può invece introdurre in quella sede ordinaria anche le pretese creditorie collegate all'inadempimento, dovendo avvalersi della specifica procedura di accertamento del passivo prevista per le istanze che si indirizzino, pure per il tramite di un prioritario accertamento circoscritto all'"an debeatur", ad un prelevamento sull'attivo fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Ottobre 1998, n. 10750. Segue...
Fallimento - Immobile destinato all'esercizio dell'impresa del fallito - Contratto di locazione - Subentro del curatore - Risoluzione per morosità - Competenza - Esclusione
Non sono soggette alla vis actractiva del foro fallimentare le cause indipendenti nella loro genesi dall'instaurazione della procedura concorsuale, ancorché legate da un mero rapporto di occasionalità con il fallimento, quale la causa di risoluzione per morosità del contratto di locazione, riguardante l'immobile destinato all'esercizio dell'impresa del fallito, nel quale è subentrato il curatore del fallimento (non avvalsosi della facoltà di recesso di cui all'art. 80 legge fall.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Febbraio 1991, n. 1500. Segue...
Locazione - Canone - Pagamento - Obbligo della massa dei creditori - Inadempimento - Risoluzione del contratto per morosità
In caso di fallimento del conduttore il curatore subentra nella locazione (se non intenda recederne ex art. 80, secondo comma, legge fallimentare) ed il debito di pagare i canoni fa capo alla massa dei creditori, quale corrispettivo della res locata, con la conseguenza che il mancato pagamento dei canoni da parte del curatore produce la risoluzione del contratto per morosità, che si riverbera direttamente sul fallito tornato in bonis dopo la chiusura del fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 27 Novembre 1990, n. 11397. Segue...
Subingresso del curatore - Pagamento dei canoni - Debito della massa fallimentare - Mancato pagamento - Effetti - Risoluzione della locazione per morosità
In caso di fallimento del conduttore, il curatore subentra nella locazione (se non intenda recederne ex art 80, secondo comma, RD n 267 del 1942), ed il debito di pagare i canoni fa capo alla massa dei creditori, quale corrispettivo della res locata, e non al fallito. Il mancato pagamento dei canoni produce la risoluzione del contratto per morosità, non valendo la Mancanza di denaro ad escludere la colpevolezza dell'inadempimento, e tale effetto negativo della condotta omissiva del curatore si riverbera direttamente sul fallito, tornato in bonis dopo la chiusura del fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 22 Ottobre 1976, n. 3770. Segue...