Source: https://assistentisociali.veneto.it/professione/
Timestamp: 2020-08-09 11:00:59+00:00
Document Index: 164512079

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 10', 'art. 22', 'art.3', 'art.5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Professione • Ordine Assistenti Sociali del Veneto
tutti i riferimenti e le informazioni che cerchi
In questa pagina si possono trovare tutte le risorse utili alla professione di Assistente Sociale. Nella sezione guide si trovano descritti gli iter (e i relativi moduli) relativi all’iscrizione all’ordine, al trasferimento ad un’altro ordine, alla cancellazione ecc.Sempre nella sezione guide si trovano utili approfondimenti sui riferimenti legislativi, sul codice deontologico, sulle quote degli iscritti e sulla stipula dell’assicurazione inerente alla professione.
Nella seconda parte “Il mondo del lavoro” della pagina è possibile trovare utili riferimenti relativi alla libera professione di assistente sociale, una lista di FAQ costantemente aggiornata in base ai Vostri feedback e diversi aggiornamenti che arrivano dal mondo del lavoro.
Riferimenti ed indicazioni enerenti alla professione
Trasferimento da altro Ordine Regionale:
Il trasferimento all’Albo da un altro Ordine Regionale è disposto a domanda dell’interessato con l’allegato modulo, in caso di trasferimento della sua residenza o domicilio in Veneto.
Riferimenti legislativi i fondamenti giuridici della professione
APPROFONDIMENTI: Riferimenti legislativi
Riferimenti Legislativi [PDF]
Fondamenti giuridici della Professione
Il riconoscimento giuridico del titolo professionale
L’emanazione del DPR 15 gennaio 1987 n. 14, che riconosceva il “Valore abilitante del diploma di Assistente sociale in attuazione dell’art. 9 del DPR 10 marzo 1982 n. 162”, che uscì congiuntamente al D.M. 35/85 (Ministero dell’Istruzione), oltre a riconoscere il valore legale del titolo, dette l’avvio ad una regolamentazione delle sedi di formazione; tale decreto è il primo provvedimento che rivoluziona, in un certo senso, lo stato di fatto in cui navigava la professione, rendendo possibile l’avvio del processo che porterà all’ordinamento professionale e alla formazione universitaria, con l’istituzione dei corsi di laurea in Servizio Sociale.
La legge 23 marzo 1993 n. 84, Ordinamento della professione di Assistente sociale e istituzione dell’albo professionale, dopo il DPR 14/87, costituisce il secondo importante tassello per la definizione della professione. I passi successivi sono stati:
– D.M. 1 ottobre 1994 n. 615, Regolamento sull’istituzione delle sedi degli Ordini regionali e nazionale e dell’Albo professionale;
– D.M. 30 marzo 1998 n. 155, Regolamento recante norme sull’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Assistente sociale;
– DPR 5 giugno 2001 n. 328, Modifiche e integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato, recante le norme per l’ammissione all’esercizio professionale e all’iscrizione all’albo. Istituzione delle sezioni degli albi e individuazione delle attività professionali degli appartenenti alle sezioni A e B;
– Codice deontologico della professione, preceduto da uno studio approfondito sulla professione, iniziato ancora prima dell’istituzione dell’Ordine, e da una sperimentazione da parte degli Assistenti Sociali, fu promulgato dall’Ordine nel 1998, e poi aggiornato nel 2009; è costituito dai principi e dalle regole che gli Assistenti Sociali devono osservare nell’esercizio della professione e che orientano le loro scelte di comportamento nei diversi livelli di responsabilità in cui operano. Titolo II art. 10: “L’esercizio della professione si basa su fondamenti etici e scientifici, sull’autonomia tecnico-professionale, sull’indipendenza di giudizio, sulle conoscenze proprie della professione e sulla coscienza personale dell’Assistente Sociale. L’Assistente Sociale ha il dovere difendere la propria autonomia da pressioni e condizionamenti”.
– Decreto 2 agosto 2013 n. 106, denominato “Regolamento recante integrazioni e modificazioni al decreto del Ministro della giustizia 20 luglio 2012, n. 140, concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolamentate vigilate dal Ministero della Giustizia, ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (13G00149)”.
Rapporto Professione/Politiche Sociali
Lo stato normativo attuale
Gli orientamenti della politica sociale hanno trovato riferimento nella legge 328/00, norma che ha delineato un quadro dei servizi sociali che supera il vecchio sistema assistenziale, e negli orientamenti relativi all’integrazione sociale e socio-sanitaria contenuti nei piani sociali e socio sanitari nazionale e regionali.
L’assetto istituzionale ha confermato l’importanza del professionista Assistente Sociale, unica professione che per tipo di conoscenze, per l’approccio ai problemi, per le modalità d’intervento che pone la persona al centro dell’intervento considerandola nel suo contesto di vita, e ha riconosciuto il Servizio Sociale come servizio Professionale e il Segretariato di Servizio Sociale tra i livelli essenziali da assicurare su tutto il territorio nazionale (art. 22 della legge 328/00). Questo assetto ha assunto, nella situazione di decentramento ed autonomia legislativa e gestionale delle varie regioni, aspetti e valenze diverse sul piano organizzativo e di riconoscimento delle competenze professionali e delle funzioni.
Nello svolgimento del ruolo e con riferimento alla tipologia dei diversi livelli organizzativi e alla distribuzione delle attività sociali che la legge prevede, emergono tre funzioni proprie del Servizio Sociale:
segretariato di servizio
management sociale del caso (case management)
osservazione, programmazione, pianificazione, direzione e coordinamento delle politiche sociali con le aree integrate.
Gli Assistenti Sociali in Italia sono circa 40.000 così ripartiti in percentuale, secondo il rapporto del Censis del 1999: Ministeri 6%, Enti locali 39,5%, Servizio Sanitario Nazionale 34,6%, altri enti
pubblicistici 5,2%, Cooperative 7,2%, altri enti privati 5%. La più recente ricerca Prin, condotta e realizzata dall’Università Bicocca di Milano nel 2008, fotografa la presenza dell’Assistente Sociale nei vari settori operativi con la percentuale del: 48% negli Enti locali, del 28,3% nelle Aziende sanitarie e ospedaliere, del 6,6% nei Ministeri, del 10,8% nel settore no profit e del 5% in altro, con una distribuzione per tipologie di utenti del 26,6% di Assistenti Sociali che si occupano prevalentemente delle famiglie e infanzia; il 19% di anziani, l’11,4% di tossicodipendenza e di malattia mentale, il 9,2% di Handicap, e il 6,7% di esecuzione penale.
Settore pubblico: l’Assistente Sociale opera in tutti gli ambiti sociali e per tutto il ciclo di vita della persona; esercita in forma subordinata, presso:
Enti locali (comuni, province, regioni)
Servizio sanitario nazionale (servizi sociosanitari per la famiglia, consultori familiari, salute mentale, riabilitazione e handicap, dipendenze, presidi ospedalieri)
Ministeri (Giustizia, Lavoro, Interno)
Enti Pubblici para statali (Inail, Inps)
Privato sociale: cooperative, volontariato, altri enti privati
Docenza e Attività di tutor universitaria
Supervisione professionale da Assistenti Sociali in servizio, supervisione
didattica a studenti e/o praticanti
L’espletamento dei compiti affidati all’Assistente Sociale dalla normativa vigente in campo sociale, socio-sanitario e giudiziario, indipendentemente dall’ente e dai servizi in cui opera riguarda:
area di aiuto nei processi di inclusione sociale, con interventi prevalentemente centrati sulla persona
area di consulenza e di accesso ai servizi (segretariato di servizio sociale)
area preventivo promozionale – con interventi centrati sul contesto di vita sociale e progetti di comunità
area organizzativa e manageriale
area della dirigenza del Servizio Sociale e dei servizi sociali
area didattico – formativa
Ruoli funzionali nei servizi pubblici
In particolare si individuano il ruolo di coordinamento e di direzione di unità operative, di responsabilità nei piani di zona nella gestione della legge 328/00, mentre ancora limitato è il ruolo dirigenziale a livello di unità complesse ̧ così come nel settore socio sanitario dove il Servizio Sociale soffre di uno “schiacciamento” da parte della componente sanitaria.
Diversa è la situazione organizzativa dei servizi dipendenti dal Ministero della Giustizia, sia relativamente agli Uffici del Servizio Sociale minori (USSM) che a quelli degli adulti (UEPE), unici uffici di competenza esclusiva del Servizio Sociale Professionale, a tutti i livelli organizzativi e gestionali.
Tipologia del rapporto di lavoro
La collocazione operativa degli Assistenti Sociali risente dell’appartenenza ai singoli settori ed è determinata dai contratti di lavoro prevalentemente nel settore pubblico, mentre normativa diversa regola i rapporti di lavoro temporaneo per progetti o in convenzione; altro è il settore della libera
professione, di sviluppo recente e a presenza diversificata sul territorio nazionale, con limitato riconoscimento economico.
Le principali leggi nazionali che danno mandato alla professione dell’Assistente Sociale
L. 12 febbraio 1968, n. 132, prevede la presenza negli ospedali del servizio sociale;
L. 18 marzo 1968, n. 431, che riforma gli ospedali psichiatrici, istituisce i Centri di igiene mentale nei quali è prevista la presenza di Assistenti sociali;
L. 26 luglio 1975, n. 354, Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà;
L. 29 luglio 1975, n. 405 Assistenza di tipo consultoriale alla famiglia, alla comunità, ai minori attraverso prestazioni mediche, sociali, psicologiche, riabilitative;
L. 22 dicembre 1975, n. 685, Disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope e T.U. Delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con D.P.R. 309/1990;
D.P.R. 616/77, DPR che indica l’attività assistenziale degli Enti locali, a seguito della soppressione degli Enti assistenziali nazionali.
L. 22 maggio 1978, n.194 regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza prevedendo prestazioni mediche, sociali, psicologiche.
L. 4 maggio 1983, n. 84, Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori, e modifiche introdotte dalla legge 28 marzo 2001, n. 149; “Cura e recupero funzionale dei soggetti non autosufficienti”: Linee guida emanate dal Ministero della Sanità del 31 marzo 1994.
Legge 11 marzo 1988 n. 67, Legge 451/98 . Progetto obiettivo per anziani;
D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di minorenni;
L. 5 febbraio 1992, n.104, legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate e modifiche introdotte dalla legge n.162/1998;
L. 31 dicembre 1998, n. 476, Ratifica ed esecuzione della Convenzione AIA 1993 per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale. Modifiche alla legge 184/1983; D.P.R. 10 novembre 1999, Progetto obiettivo Tutela della salute mentale 1998/2000;
L. 8 novembre 2000, n. 328, Legge quadro sul sistema integrato di interventi e servizi sociali;
DPR 7 agosto 2012, n. 137, Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0159).
Codice Deontologico testo aggiornato al 01/06/2020
Si può scaricare la più recente versioni del Codice: Codice Deontologico aggiornati al 01/06/2020
Segnalazioni come segnalare comportamenti contrari al Codice
verifica l’iscrizione della persona all’albo regionale;se risulta iscritto/a all’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto, invia una segnalazione scritta al Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto;
se non risulta iscritto/a all’Albo del Veneto, verifica presso l’Albo Unico Nazionale;
se risulta iscritta all’Ordine degli Assistenti Sociali di un’altra regione, invia la segnalazione al competente Consiglio di Disciplina Territoriale;
se non risulta iscritta nemmeno nell’Albo Unico, e la persona si sia qualificata od abbia svolto funzioni da assistente sociale, segnala il fatto all’Ordine Regionale in cui si sono svolti i fatti, per i provvedimenti a tutela della professione e delle qualità degli interventi messi in essere; quella persona infatti potrebbe avere svolto abusivamente una professione senza averne titolo.
Assicurazione indicazioni utili per la stipula della polizza
APPROFONDIMENTI: Assicurazione
Padova, 17.02.2017
COMUNICATO AGLI ISCRITTI IN MERITO ALLA POLIZZA ASSICURATIVA PROFESSIONALE DI RESPONSABILITA’ CIVILE E DI TUTELA LEGALE
In merito all’obbligatorietà per gli assistenti sociali di stipula di polizza assicurativa (come già precisato dal comunicato stampa del CNOAS del 21/10/13) l’art.3 comma 5 della Legge n.148/11 e all’art.5 comma 1 del DPR.137/12, prevede l’obbligo di stipulare tale assicurazione per la responsabilità civile professionale solo per coloro che esercitano la libera professione.
Inoltre, considerato che per la tipologia e complessità delle competenze attribuite dalla legislazione in campo sociale, socio-sanitario e della giustizia, indipendentemente dal settore/servizio in cui gli assistenti sociali, prestano la propria attività e dalla tipologia del rapporto di lavoro (pubblico, privato-sociale, privato e libero professionale), le responsabilità sono molteplici ed elevate, si ritiene utile consigliare a tutti gli assistenti sociali di valutare l’opportunità di stipulare una polizza per la responsabilità civile professionale che per la tutela legale.
Il CNOAS, comunica con nota del 20/10/15, che con specifica gara ha selezionato nell’ottobre 2015 l’offerta della Società Reale Mutua Assicurazione per la responsabilità civile e per la tutela legale. Poiché è opportuno che ogni professionista scelga la polizza maggiormente rispondente alle proprie esigenze, si riportano di seguito le informazioni e la documentazione che riguardano sia la Società Reale Mutua Assicurazioni convenzionata con il CNOAS, sia quella di altre società assicurative – vagliate da altri CROAS – che offrono polizze specifiche per gli assistenti sociali.
Nell’esaminare le diverse offerte che includono la tutela legale, si invitano gli iscritti a porre attenzione ai rischi coperti, verificando che tale tutela riguardi anche i procedimenti di responsabilità professionale promossi presso il TAR, compresi i procedimenti disciplinari aperti dall’ente di appartenenza, nonchè i procedimenti disciplinari aperti dal Consiglio Territoriale di Disciplina dell’Ordine regionale degli assistenti sociali.
SOCIETA’ ASSICURATIVE
Società convenzionate con il CNOAS (scadenza ):
AIG per responsabilità civile e UCA per tutela legale,
segnalate dal CROAS Emilia Romagna:
Assicurazione Vittoria per responsabilità civile
Filo Diretto Assicurazione per tutela legale, ma valida solo per assistenti sociali dipendenti pubblici o per dipendenti privati che lavorino in servizi convenzionati con il pubblico,
Per approfondire i termini delle diverse proposte si invita a leggere la documentazione allegata:
Polizze Società Reale Mutua Assicurazione (convenzione con CNOAS dal 20/10/15)
Polizza AIG e UCA (convenzione con CNOAS anno 2014-settembre 2015)
Polizza Assicurazione Vittoria e Filo diretto Assicurazione (indicate da CROAS Emilia Romagna)
Dott.ssa Monica Quanilli
Comunicato Croas Veneto 17.02.2017
Fascicolo informativo Uca
Modulo Adesione Aiginformativo Aig
Fascicolo informativo Status Brokerinformativo Status Broker
Si pubblica di seguito la comunicazione dell’Ordine Nazionale relativa alla polizza assicurativa per la copertura della responsabilità civile professionale e tutela legale degli Assistenti Sociali, in seguito all’apposita gara è stata selezionata l’offerta della Società Reale Mutua Assicurazioni presentata dall’Agenzia Roma Tritone, ma per effettuare la sottoscrizione basterà recarsi, a partire dal 20 ottobre, presso la più vicina Agenzia REALE MUTUA.
A completezza di quanto sopra riportato è possibile scaricare la convenzione, le condizioni di assicurazione e il fascicolo informativo.
Quota annuale indicazioni sui versamenti annui per gli iscritti
APPROFONDIMENTI: Quota annuale
Quota annuale di iscrizione all’Albo
pagamento quota annuale 2018 – Lettera da scaricare
Si riportano in questa pagina le informazioni relative ai pagamenti delle quote di iscrizione, tenendo le informazioni anche degli anni precedenti.
Si ribadisce che il versamento del contributo annuo è atto dovuto da parte dell’iscritto e che il mancato versamento comporta l’avvio di procedimento disciplinare. Si ricorda che, per non essere tenuti al pagamento della quota per l’anno successivo, va richiesta la cancellazione dall’albo entro il 31 dicembre dell’anno in corso. Si precisa inoltre che la cancellazione dall’albo comporta la conseguente impossibilità all’esercizio della professione.
Di seguito è riportata una tabella con gli importi delle quote dei vari anni.
Si riportano a fondo pagina inoltre notizie sulla sentenza della Corte di Cassazione n.7776/2015 relativa alla possibilità di chiedere per i pubblici dipendenti di chiedere il rimborso del versamento della quota annuale.
Elenco importi delle quote annuali
anno 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002
quota 120.000 lire 120.000 lire 120.000 lire 150.000 lire 150.000 lire 77,00 euro 77,00 euro
sezione B 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro
sezione A 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro
sezione B 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 138,00 euro 138,00 euro 136,00 euro
sezione A 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 152,00 euro 152,00 euro 136,00 euro
prime iscrizioni 27,00 euro 27,00 euro 27,00 euro
quota unica 136,00 euro
prime iscrizioni 27,00 euro
* i colleghi che nel 2015 sono passati da albo B ad albo A in virtù del sentenza TAR Lazio n. 5631/2014, dovranno versare 150 euro, che comprendonola quota di 14 euro non versata nel 2015
Sentenza della Corte di Cassazione n.7776/2015 sulla possibilità per i dipendenti pubblici di chiedere il rimborso della quota di iscrizione all’albo.
Si pubblica la nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato trasmessa da parte del CNOAS e relativa alla sentenza della Corte di Cassazione n.7776/2015.
Lettera della Presidente Mordeglia al Ragioniere generale dello Stato in merito al parere di data 19 ottobre 2015 ed all’obbligatorietà di iscrizione all’Albo per l’ esercizio della professione di Assistente sociale. La nota puntuale entra nel merito dei profili giuridici concernenti l’esercizio professionale, sia in regime di dipendente che di lavoro autonomo, e della richiesta di rimborso del contributo annuale.
Parere di data 19 ottobre 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze
Lettera del 22/12/2015 della Presidente Mordeglia al Ragioniere generale dello Stato
Accompagnatoria ai CROAS della lettera del 22/12/2015
La sentenza della Corte di Cassazione n.7776/2015 ha sancito che il pagamento della quota d’iscrizione all’albo professionale di alcuni avvocati dipendenti di una pubblica amministrazione, con vincolo di esclusività di rapporto, essendo un costo per lo svolgimento dell’attività “deve gravare” sul datore di lavoro pubblico e non sul lavoratore.
sentenza n. 7776 del 16/04/2015
informativa SUNAS del 22/07/2014
scarica modulo richiesta rimborso SUNAS (.doc | .odt)
autocertificazione per l’ente (.doc | .odt)
FAQ e News dal mondo del lavoro
La libera professione Tutti i riferimenti utili e le informazioni essenziali
APPROFONDIMENTI: la libera professione
FAQLe risposte alle domandi più frequenti
SI. Per tutti coloro che attiveranno la casella di posta elettronica certificata entro il 30/10/18 ci sarà la gratuità del servizio e il rinnovo per due anni. Per l'attivazione della pec, abbiamo attivato una convenzione con la società “DCS software e servizi” ( patner di Aruba spa) con sede a Torino. Riceverai, a cadenza settimanale fino a fine ottobre, una email dalla società DCS ( il mittente sarà attivazione.servizi@dcssrl.it) contenente le istruzioni operative per l'attivazione. Tutte le operazioni saranno svolte dalla società DCS alla quale dovranno essere indirizzate eventuali richieste di chiarimento in merito a: attivazione, configurazione e attivazione della casella PEC. Di seguito ti riportiamo i riferimenti della società DCS per l'assistenza: email: supporto.servizi@dcssrl.it tel. 0114407589 ( orario continuato 9-17) selezionare dal risponditore la voce supporto professionisti.
In caso di mancato rinnovo della convenzione dal parte del CROAS Veneto e quindi di passaggio a pagamento da parte dell’iscritto della casella di posta, verranno applicate le seguenti condizioni: Il costo a carico iscritto sarà di € 4,00 /annuo/casella con fatturazione biennale anticipata. Il servizio sarà fatturato direttamente dal Gestore della PEC all’iscritto per un importo totale della fattura di € 9,76 così calcolato: due anni di servizio + iva (€ 4,00*2 + 1,76 iva 22%).
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