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Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 24', 'art.24', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 26', 'art. 37', 'art. 76', 'art. 4', 'art. 45', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 31', 'art. 25', 'art. 1']

CARATTERISTICHE DISTINTIVE E EVOLUZIONE DELL ASSOCIAZIONISMO SICILIANO Unione dei Comuni ed altre forme di gestione associata CALTANISSETTA, 15/11/ ppt scaricare
CARATTERISTICHE DISTINTIVE E EVOLUZIONE DELL ASSOCIAZIONISMO SICILIANO Unione dei Comuni ed altre forme di gestione associata CALTANISSETTA, 15/11/2013.
PubblicatoNicolina Mantovani
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CARATTERISTICHE DISTINTIVE E EVOLUZIONE DELL ASSOCIAZIONISMO SICILIANO Unione dei Comuni ed altre forme di gestione associata CALTANISSETTA, 15/11/2013 Le autonomie locali siciliane: novità in materia di bilancio e gestione associata dei servizi. Convenzione tra Regione Siciliana (Dipartimento Istruzione e Formazione Professionale) e Formez PA POR FSE 2007- 2013 – Regione Siciliana - Asse VII – Capacità Istituzionale AZIONI DI SISTEMA PER LA CAPACITA ISTITUZIONALE - LINEA COMUNI Seminario FormezPA – AnciSicilia di informazione e presentazione LUCIO CATANIA – Segretario Comunale
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA A prevedere le « gestioni comuni » di alcuni servizi era stata la L.r. n. 9/86, istitutiva delle Province regionali, che le disciplinava agli artt. 15, 16 e 17. Dette forme gestionali si configurano oggi atipiche in relazione al nuovo assetto gestionale.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Lart. 15 della L.r. n. 9/1986 prevedeva che i Comuni di una medesima Provincia potevano, tra laltro Realizzare lesercizio congiunto di servizi attraverso la costituzione di specifiche unità di gestione Utilizzare congiuntamente beni e servizi; Provvedere allinformatizzazione ed alla formazione del personale
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Lart. 16 trattava delle « gestioni comuni obbligatorie », mentre lart. 17 trattava delle convenzioni. I Comuni, mediante convenzione approvata dai propri consigli, potevano avvalersi degli uffici tecnici della Provincia o utilizzare servizi gestiti da altri Comuni o da loro aziende.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Con la L.r. n. 48/91 lAssemblea Regionale recepisce in Sicilia la L. 142/90. Recependo gli art. 24, 25 e 26 trovano accoglimento nellO.R.EE.LL. le convenzioni, i consorzi e le unioni dei comuni, con pochissimi elementi distintivi.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Per quanto concerne la coordinata od associata gestione di pubblici servizi, gli articoli 24 e 25 della legge n. 142/90 prevedono le forme della convenzione e del consorzio. La convenzione può riguardare l'esercizio, oltre che di servizi, anche di funzioni. La disposizione individua come soggetti i comuni e le province. Per la gestione a tempo determinato di uno specifico servizio o per la realizzazione di un'opera possono essere previste forme di convenzione obbligatoria (art. 24, comma 3°).
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Larticolo della L.r. 48/1991 che recepisce lart.24 della l. 142/92 è soggetto a rinvio dinamico così come disposto dallart. 37 della l.r. n. 7/1992. Pertanto tutte le modifiche apportate dal legislatore nazionale sono da ritenere applicabili in Sicilia, in quanto compatibili.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Il legislatore regionale, con l'art. 1, lett. e, n. 1, della legge n. 48/91, ha aggiunto all'art. 24 della legge n. 142/90 due commi (il quarto ed il quinto). Con il primo comma aggiunto ha disciplinato le forme del convenzionamento obbligatorio. Con il secondo comma aggiunto ha salvaguardato le peculiarità delle convenzioni disciplinate in precedenza con gli articoli 17 della legge regionale n. 9/86 (contenuti) e 20 della legge regionale 9 maggio 1986, n. 22 (estensione a soggetti privati iscritti in appositi albi per la realizzazione di servizi socio-assistenziali).
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA L'art. 25 della legge n. 142/90 prevede la forma associata di gestione di uno o più servizi mediante la costituzione di un consorzio secondo le disposizioni previste per le aziende speciali.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA La disposizione specifica le modalità di costituzione di un consorzio (approvazione a maggioranza assoluta dei componenti dei consigli dei comuni e delle province aderenti di una convenzione assieme allo statuto del consorzio), prescrive l'obbligo, da inserire nella convenzione, della trasmissione agli enti aderenti degli atti fondamentali del consorzio.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Larticolo stabilisce, inoltre, la composizione e le funzioni dell'assemblea del consorzio e sancisce la regola che tra gli stessi comuni e province non può essere costituito più di un consorzio. La regola deve presupporre tecnicamente e logicamente la riconducibilità dell'unica gestione di più servizi a carattere imprenditoriale.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Lart. 25 della L. 241/91, comma 4, elenca gli organi del Consorzio. Tale elencazione, però, non deve ritenersi rigida. La legittimità di nuove previsioni e di una diversa strutturazione dellorgano va valutata di caso in caso.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Anche il recepimento dellart. 25 della L. 142/90 avviene in maniera dinamica e pertanto le modifiche apportate dal legislatore nazionale sono immediatamente applicabili in Sicilia, in quanto compatibili.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Lart. 10 della L.r. n. 22/2008, ai fini della semplificazione della varietà e della diversità delle forme associative ha sancito che ad ogni amministrazione comunale fosse consentita l'adesione ad una unica forma associativa per ciascuna di quelle previste rispettivamente dall'articolo 25 della L. n. 142/1990 come recepito dalla L.r. 48/91, dallart. 32 del Tuel e dallart. 15 della L.r. n. 9/1986.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Rimangono salve le disposizioni di legge in materia di organizzazione e gestione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Dopo il 1 aprile 2008, anche in Sicilia se permane l'adesione multipla ogni atto adottato dall'associazione tra comuni è nullo ed è, altresì, nullo ogni atto attinente all'adesione o allo svolgimento di essa da parte dell'amministrazione comunale interessata.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA La norma non si applica per i consorzi universitari e ai consorzi istituiti o resi obbligatori da leggi nazionali e regionali e per la gestione delle opere pubbliche finanziate con il vincolo della gestione in forma associata.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Agli enti locali nei cui territori risiedono minoranze linguistiche storiche, riconosciute ai sensi della legge 15 dicembre 1999, n. 482, è consentita, l'adesione ad un'altra forma associativa che abbia come finalità unicamente la valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico delle minoranze linguistiche storiche.
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Rispetto alla legge nazionale (articolo 2, comma 28, della L. n. 244/2007) in Sicilia sono state ampliate le fattispecie associative ammesse : I consorzi universitari I consorzi per la gestione delle opere pubbliche finanziate con il vincolo della gestione in forma associata I consorzi per le minoranze linguistiche
CONVENZIONI, CONSORZI ED UNIONI DI COMUNI IN SICILIA Lart. 26 della L. 142/92 riguarda le Unioni dei Comuni. La versione originaria poneva dei limiti di popolazione alla partecipazione alle Unioni e lobbligo di procedere alla fusione nel termine di dieci anni dalla costituzione dellUnione. Questi limiti devono ritenersi superati in forza del rinvio dinamico disposto dallart. 37 della L.r. 7/92.
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI
Lart. 76, comma 5, della L.r. n. 2/2002 prevede che nelle modalità di erogazione dei contributi si doveva tenere presente di: Numero degli enti associati; Numero dei servizi gestiti in comune; Durata dellorganismo costituito
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI In base al decreto dellallora Assessorato regionale degli Enti Locali i contributi venivano concessi «secondo i seguenti criteri di priorità»: a) Unioni di Comuni b) Consorzi c) Convenzioni d) Forme di cooperazione
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Secondo lart. 4 del D.A. 17.07.2002 domande soddisfatte in base al criterio di priorità nell'ambito di ogni tipologia associativa precedenza alle forme con maggior numero di Comuni e con maggior numero di funzioni o servizi e di maggior durata. In caso di parità in graduatoria, precedenza alle forme associative e di cooperazione con maggior numero di abitanti ricompresi nel rispettivo territorio.
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Le intese tra Governo statale, le Regioni, le Province autonome e le Autonomie Locali, sancite dalla Conferenza unificata nelle sedute del 28 luglio 2005 (atto rep. 873) e dell1 marzo 2006 (atto rep. 936) hanno, poi, previsto la gestione regionale delle risorse della legge statale con specifica destinazione per unioni di comuni e comunità montane (in Sicilia soppresse art. 45 l.r. n. 9/1986).
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Fino al 2007 i contributi pervengono a TUTTE le forme di associazioni tra Comuni, senza particolari discrimine. Il Decreto 2 luglio 2007, prevede elargizioni per la programmazione integrata di manutenzione/gestione dei beni confiscati alla mafia. Contributi integrativi vengono previsti anche per limplementazione dei controlli interni e la formazione dei propri dipendenti.
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Nel 2008 e 2009 le somme vengono ripartite secondo il seguente criterio: Unioni 30.000,00 come quota fissa; 15.000,00 per ciascun servizio gestito fino ad un massimo di quattro; 5.000,00 per ciascun comune partecipante; 5.000,00 per la durata prevista in oltre cinque anni; 2.000,00 per ciascun comune partecipante con popolazione inferiore a 5.000 abitanti;
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Consorzi Per ciascuna forma associativa sono concessi: 25.000,00 come quota fissa; 15.000,00 per ciascun servizio gestito fino ad un massimo di tre; 5.000,00 per ciascun comune partecipante; 5.000,00 per la durata prevista in oltre cinque anni; 2.000,00 per ciascun comune partecipante con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Convenzioni Per forme associative socio-assistenziali, culturali e turistiche sono concessi: 20.000,00 come quota fissa; 5.000,00 per ciascun comune partecipante; 5.000,00 per la durata prevista in oltre cinque anni; 1.000,00 per ciascun comune partecipante con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI RELATIVAMENTE AL 2010 lAssessorato regionale delle Autonomie Locali ha pubblicato sulla G.U.R.S. n. 41 del 30 settembre 2011 il bando pubblico (decreto 26 agosto 2011) per la concessione di un contributo, per lanno 2010, alle Unioni di Comuni che risultavano costituite alla data del 31 dicembre 2010, per la copertura delle spese di gestione.
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Quale incentivazione si ottiene con una norma ad efficacia retroattiva?
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Nel bando dellanno 2011 non erano più previste forme di contribuzioni per altre forme di associazionismo tra Enti Locali, ad esclusione delle Unioni. Ciascun Ente partecipante allUnione doveva rendere a pena di esclusione, apposita dichiarazione dalla quale risultasse quali servizi esercitati in forma associata erano stati effettivamente dismessi dal Comune.
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Nella determinazione dei criteri e delle modalità di erogazione del contributo, con riferimento a ciascuna Unione di Comuni, si deve tenere conto: a) del numero degli Enti Locali associati; b) dei servizi cogestiti; c) della durata dellorgano costituito; d) della presenza di comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti;
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Per lanno 2010, le Unioni dei Comuni finanziate sono 57, il numero degli enti locali associati è in media di 5, limporto concesso è in media di 150 mila euro. Agrigento: 5 Caltanissetta: 2 Catania: 3 Enna: 1
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI Ragusa: 1 Trapani: 3 Messina: 16 (con «Unione dei comuni delle Valli joniche dei Peloritani» che associa 14 Enti) Palermo: 22 (con la maggior parte delle associazioni formate da due Enti)
INCENTIVI REGIONALI ALLE FORME DI ASSOCIAZIONISMO TRA ENTI LOCALI L.R. 15 maggio 2013, n. 9, art. 17. Contributi ai consorzi di comuni Per l'esercizio finanziario 2013, la Regione, al fine di impedire la interruzione delle attività, concede a ciascuno dei consorzi di comuni che si occupano in Sicilia esclusivamente della gestione e della valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, un contributo di 70 migliaia di euro per la copertura delle spese di funzionamento. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2013, la spesa di 280 migliaia di euro.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZI POLIZIA MUNICIPALE La Polizia Municipale, in Sicilia, ha un proprio specifico riferimento legislativo per la collaborazione nellespletamento dei servizi. Lart. 5 della L.r. n. 17/1990 sanciva già che i Comuni con territorio contiguo potevano stabilire forme associate di gestione di alcuni o tutti i servizi di polizia municipale, quando tali forme siano convenienti per efficienza ed economicità.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZI POLIZIA MUNICIPALE Quali servizi di Polizia Municipale associare, lambito territoriale, le modalità di svolgimento, i rapporti finanziari, la dipendenza gerarchica dovranno essere stabiliti da apposita convenzione. I Comuni possono anche stabilire intese per la gestione di particolari servizi che abbiano carattere di ricorrenza, stagionalità o di occasionalità.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZI POLIZIA MUNICIPALE La Prefettura di Messina sta promuovendo la nascita di forme di associazioni tra Enti Locali per la creazione di Corpi associati di Polizie Municipali che abbiano dimensioni e circoscrizioni territoriali idonee a garantire la massima efficienza necessaria, attraverso lo strumento della convenzione, per la quale sarà necessaria lacquisizione del consenso da parte degli Amministratori locali.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZI POLIZIA MUNICIPALE Su iniziativa del Prefetto di Messina, lo scorso 15 febbraio, si è tenuta una riunione tecnica- operativa, alla quale hanno partecipato i Comandanti della Polizia Provinciale e delle Polizie Municipali dei Comuni della provincia, oltre che rappresentanti delle Forze di Polizia, indetta allo scopo di proporre il ricorso alla gestione associata dei servizi di Polizia Municipale, quale valido strumento per garantire lottimizzazione del controllo delle risorse, la capacità gestionale, lefficienza produttiva e lefficacia dellazione.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZI POLIZIA MUNICIPALE A tal fine, la Prefettura di Messina ha promosso listituzione di appositi Comitati ristretti distribuiti per comprensorio che avranno una composizione più snella, nellambito dei quali saranno vagliati nel dettaglio gli ambiti territoriali per le possibili associazioni tra le Polizie Municipali degli Enti Locali e predisposto uno schema di convenzione adattato alle esigenze dei Comuni.
GESTIONE ASSOCIATA - LOTTA ALLEVASIONE DEI TRIBUTI ERARIALI IN COLLABORAZIONE CON AGENZIA DELLE ENTRATE Le forme di collaborazione tra Enti Locali sono auspicate anche in materia di lotta allevasione dei tributi erariali, in collaborazione con lAgenzia delle entrate. I riferimenti essenziali sono il Provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate del 27 febbraio 2012 ed il Protocollo dintesa Anci Sicilia – Regione Sicilia – Agenzia delle entrate del 15 giugno 2012.
GESTIONE ASSOCIATA - LOTTA ALLEVASIONE DEI TRIBUTI ERARIALI IN COLLABORAZIONE CON AGENZIA DELLE ENTRATE I Comuni, specie quelli di minori dimensioni, ANCHE IN FORMA ASSOCIATA, possono conferire la gestione delle convenzioni di cooperazione informatica con Agenzia delle entrate a strutture intermedie, appositamente costituite, anche attraverso lAnci, finalizzate al supporto dellelaborazione dei dati riguardanti le proprie entrate, sulle attività di partecipazione allaccertamento fiscale e contributivo.
GESTIONE ASSOCIATA - LOTTA ALLEVASIONE DEI TRIBUTI ERARIALI IN COLLABORAZIONE CON AGENZIA DELLE ENTRATE Limpiego di dette strutture di servizio, con gli organismi diversi dallAgenzia delle entrate, potrà essere attivato previa valutazione degli stessi organismi, sulla base di specifici atti e convenzioni. Un gruppo di lavoro congiunto tra Agenzia delle entrate, Anci ed Ifel potrà istituire una struttura di supporto per i Comuni che non hanno le risorse necessarie per avviare il meccanismo delle segnalazioni.
GESTIONE ASSOCIATA - LOTTA ALLEVASIONE DEI TRIBUTI ERARIALI IN COLLABORAZIONE CON AGENZIA DELLE ENTRATE La forma associata avrà anche lutilità di interporsi nel rapporto tra controllore-eletto e controllato-elettore che potrebbe inficiare lattività di lotta allevasione nei Comuni più piccoli, dove i due soggetti sono spesso molto vicini.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZIO INTEGRATO RIFIUTI Lart. 5 comma 2-ter della L.R. n. 9/2010, prevede che …i Comuni in forma singola o ASSOCIATA secondo le modalità consentite dal D. Lgs. 18.08.2000 n. 267 e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, previa redazione di un piano di intervento, con relativo capitolato doneri e quadro economico di spesa, coerente al piano dAmbito e approvato dallAssessorato regionale dellEnergia e dei servizi di pubblica utilità, Dipartimento regionale dellacqua e dei rifiuti, possono procedere allaffidamento, allorganizzazione e alla gestione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti…
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZIO INTEGRATO RIFIUTI Le Associazioni di Comuni (così come i singoli Comuni) possono procedere alla perimetrazione dei territori comunali in Area di Raccolta Ottimale (ARO) con un corrispondente Piano di Intervento con allegato capitolato doneri e quadro economico di spesa che dimostri che lorganizzazione del servizio in ARO rispetta i principi di differenziazione, adeguatezza ed efficienza.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZIO INTEGRATO RIFIUTI Al fine dellautorizzazione dellA.R.O. si dovrà tenere conto dei seguenti aspetti: Caratteristiche dellARO; Popolazione; Densità abitativa; Caratteristiche morfologiche e urbanistiche; Caratteristiche delle attività commerciali e terziarie; Logistica in funzione della dislocazione impiantistica pertinente la fase di raccolta.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZIO INTEGRATO RIFIUTI Lart. 5 c. 2-ter della L.R. 9/2010 e ss.mm.ii. dispone che nel caso di ARO intercomunale i Comuni dovranno associarsi secondo le modalità di cui al D.Lgs. 267/2000 senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. La convenzione dovrà essere redatta secondo lo schema pubblicato il 19/7/2013 dal Dipartimento Regionale dellAcqua e dei Rifiuti sul proprio sito istituzionale.
GESTIONE ASSOCIATA SERVIZIO INTEGRATO RIFIUTI La bozza di convenzione dovrebbe essere modificabile da parte dei Comuni che decidono di gestire in forma associata la gestione integrata dei rifiuti. In particolare vanno stabilite le modalità di votazione (opzione VOTO PONDERATO) ed i rapporti finanziari tra gli Enti associati.
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI Lart. 15 dello Statuto Speciale della Regione Siciliana ABOLI le Province (con la conseguente abolizione dei Prefetti) e li sostituì con i LIBERI CONSORZI TRA COMUNI. I Liberi Consorzi dovevano essere una modalità associativa, riconosciuta dallo Statuto, che rimetteva ai singoli Consigli Comunali la determinazione degli Enti da consorziare.
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI I Comuni non seppero o non vollero sfruttare lopportunità di associarsi, per cui fu il legislatore regionale con L. 9/1986 a ritenere costituiti in Liberi Consorzi le antiche Province, modificando anche il nome da Liberi Consorzi in Province Regionali. Ovviamente labolizione dei Prefetti in Sicilia non ebbe seguito.
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI Il Governo Crocetta, con la legge regionale n. 7 del 27/03/2013, costituita sostanzialmente da un unico articolo formato da quattro commi, ha abolito le Province ipotizzando listituzione dei liberi Consorzi comunali per lesercizio delle funzioni di governo di area vasta, in sostituzione delle Province regionali. Il disegno di legge governativo prevedeva la soglia di 150 mila abitant i. Livello che consentirebbe la nascita di un numero di Consorzi superiore a quello delle attuali nove Province. Secondo questa ipotesi si potrebbe arrivare a ben trentatré Liberi Consorzi, ma il Governo regionale ne ipotizza da dodici a quindici.
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI Nel 1946 non cerano le unioni di comuni ed i consorzi comunali erano accennati in un disegno sfumato dal vecchio ordinamento locale. I Liberi Consorzi disegnavano, quindi, un sistema nuovo di Ente sovracomunale dotato della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI La legge regionale 9/1986 non ha trovato completa attuazione proprio nella parte in cui attribuiva ai Comuni un ruolo fondamentale nella costituzione, modifica e regolazione delle funzioni della Provincia.
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI Oggi i Liberi Consorzi potrebbero essere, da «un lato, un doppione non meglio qualificabile di forme associative già esistenti (consorzi di funzioni e unioni di comuni). Dallaltro, pur sempre ente di secondo livello, per altro, però, più debole delle province, perché più piccolo, frammentato, caratterizzato da competenze incerte e frammiste con quelle comunali.» (Luigi Oliveri, su LeggiOggi 20 marzo 2013)
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI Il modello dei Liberi Consorzi non è, ad oggi, disciplinato (tranne per quanto riguarda le Province) ed il riferimento è, quindi, costituito proprio dalla normativa sui consorzi di Enti Locali, sia quelli su base volontaria che per quelli obbligatori disegnati direttamente dal legislatore per la gestione associata di funzioni e/o di servizi.
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI Lespressa previsione dei Liberi Consorzi come enti di area vasta che svolgono funzioni e/o servizi potrebbe risolvere la questione interpretativa sullabolizione, anche in Sicilia, dei Consorzi di funzioni. Sarebbe, comunque, lintroduzione nello ordinamento siciliano di una modalità organizzativa in controtendenza rispetto allorientamento del legislatore statale, che tende alla semplificazione amministrativa e alla soppressione di tutti gli enti di livello provinciale satellitari a Comuni, Province e Regioni.
I LIBERI CONSORZI TRA COMUNI I consorzio di Enti Locali su base volontaria, previsto dallart. 31 del d.lgs. n. 267/2000, e per lordinamento siciliano dallart. 25 della l. n. 142/90 recepito con modifiche con lart. 1, comma 1, lett. e), della l.r. n. 48/91, è definito come un ente non territoriale dotato di personalità giuridica, avente natura associativa e strumentale rispetto agli enti che vi partecipano. Il Consorzio è, quindi, un soggetto autonomo e distinto dai singoli Comuni consorziati.
CITTA METROPOLITANE Il Governo regionale aveva approvato il disegno di legge per la creazione delle città metropolitane di Catania, Messina e Palermo. Secondo il piano previsto dallAssessorato regionale alle Autonomie Locali, ben cinquantuno Comuni dovrebbero essere declassati al rango di mere municipalità. Si tratta di centri anche di medie dimensioni (tra gli altri: Bagheria, Monreale, Trabia, Capaci e Carini in provincia di Palermo; Mascalucia, Misterbianco ed Aci Castello in provincia di Catania; Villafranca Tirrena e Rometta in provincia di Messina) che stanno già avversando la nuova architettura istituzionale. La Regione, in cambio, prevede ingenti finanziamenti per le aree metropolitane.
CITTA METROPOLITANE Le tre città metropolitane siciliane assumeranno i poteri e le competenze che in passato erano delle Province regionali ed in parte anche di quelle regionali. Le città metropolitane si dovranno interessare di pianificazione territoriale ed urbanistica, scuola, mobilità e trasporti. Avranno, inoltre, le competenze che erano degli Istituti Autonomi per le Case Popolari e quelle per i Consorzi di sviluppo industriale e di bonifica.
CITTA METROPOLITANE La previsione delle Città Metropolitane sembrava non avere nulla a che fare con lassociazionismo tra Enti Locali, ma doveva attenere unicamente allarchitettura istituzionale. Ladesione alla Città Metropolitana era vista come obbligatoria, così come erano date dal legislatore le regole fondamentali per il loro funzionamento.
CITTA METROPOLITANE Il Governo regionale ha approvato le modifiche al ddl sulle città metropolitane (Catania, Messina e Palermo). La Giunta ha deciso che i Comuni ricompresi nelle aree metropolitane manterranno la loro autonomia.
CITTA METROPOLITANE Elemento assolutamente innovativo, rispetto al disegno iniziale, è la previsione delladesione su base volontaria, dei Comuni ricompresi nellarea metropolitana. Questo rimette in capo ai Comuni la scelta se produrre alcuni servizi in forma associata (tramite la Città metropolitana) o in forma singola.
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