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Timestamp: 2020-08-09 08:55:07+00:00
Document Index: 89314864

Matched Legal Cases: ['art. 204', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 263', 'art. 90', 'art. 204']

Massime per Atto Ricercato: Parere di Precontenzioso n. 126 del 17/07/2013 - rif. PREC 120/13/L
Parere di Precontenzioso n. 126 del 17/07/2013 - rif. PREC 120/13/L d.lgs 163/06 Articoli 197 - Codici 197.1
Appalti integrati relativi a beni culturali – corrispettivo a corpo – subappalto di opere specialistiche – previsione di un tempo minimo per la consegna dell’opera – obbligo di acquisto delle opere provvisionali esistenti- Per i lavori da eseguire su beni culturali, l’art. 204, secondo comma, del Codice dei contratti pubblici consente la stipulazione di contratti a misura “in relazione alle caratteristiche dell’intervento oggetto dell’appalto” senza limiti in ordine all’importo dei lavori, diversamente da quanto stabilito con riferimento alle generalità degli affidamenti dall’art. 53, quarto comma, dello stesso Codice.
Parere di Precontenzioso n. 126 del 17/07/2013 - rif. PREC 120/13/L d.lgs 163/06 Articoli 53 - Codici 53.1, 53.1.4
Il cd. appalto con corrispettivo immobiliare, di cui all’art. 53 comma 6 del D. Lgs. n. 163/2006 consiste nella sostituzione integrale o parziale del prezzo in denaro con la previsione, nel bando di gara, del trasferimento all’appaltatore “della proprietà di beni immobili appartenenti all’amministrazione aggiudicatrice” già indicati nel programma triennale dei lavori pubblici , o inclusi nei programmi di dismissione del patrimonio pubblico. Nell’appalto con corrispettivo immobiliare è illegittimo obbligare l’impresa aggiudicataria ad acquistare le opere provvisionali esistenti sul cantiere, a scomputo del corrispettivo dovuto per lo stato avanzamento riferito allo smontaggio delle strutture. Oltre a non trovare copertura legislativa nel Codice e nel Regolamento di attuazione, che consentono di sostituire in tutto o in parte il corrispettivo in danaro soltanto con la cessione di beni immobili (e non di beni mobili), l’obbligo di acquisto susciterebbe discriminazioni tra le imprese, dissuadendo dal partecipare quelle che abbiano sede o stabilimento a notevole distanza dal luogo di esecuzione dell’appalto, per l’ulteriore esborso economico dovuto allo stoccaggio ed al trasporto di materiali e attrezzature non riutilizzabili all’interno del cantiere.
Parere di Precontenzioso n. 126 del 17/07/2013 - rif. PREC 120/13/L d.lgs 163/06 Articoli 53, 90 - Codici 53.1.2, 90.1
Per il combinato disposto degli artt. 79, settimo comma, e 92, sesto comma, del d. P. R. n. 207 del 2010, è possibile concorrere all’affidamento di un appalto integrato con il possesso dell’attestazione SOA di qualificazione per progettazione e costruzione; in tal caso, l’impresa qualificata per prestazioni di progettazione e costruzione deve soddisfare i requisiti speciali indicati dall’art. 263 del d. P.R. mediante l’associazione o l’indicazione in sede di offerta di un progettista scelto tra i soggetti di cui all’art. 90, primo comma – lett. d), e), f), f-bis), g) e h), del D. Lgs. n. 163/2006, dove i predetti requisiti non siano dimostrati attraverso il proprio staff di progettazione. Nel caso di possesso dell’attestazione SOA per progettazione e costruzione, la relativa classifica deve essere sufficiente a coprire la somma degli importi dei lavori, della sicurezza e della progettazione (cfr., sul punto: AVCP, determinazione 16 ottobre 2002 n. 27; Id., parere 9 giugno 2011 n. 108).
Parere di Precontenzioso n. 126 del 17/07/2013 - rif. PREC 120/13/L d.lgs 163/06 Articoli 118, 40 - Codici 118.1, 40.3
Le opere specialistiche rientranti nella categoria OG11 sono subappaltabili nei limiti del 30%, a prescindere dal richiamo nella lex specialis di gara, per effetto di una previsione legislativa inderogabile, secondo il meccanismo della eterointegrazione dei bandi di gara che garantisce l’applicazione di norme imperative auto-esecutive poste a tutela dell’ordine pubblico, alle quali la stazione appaltante non può derogare (cfr., Cons. Stato, sez. V, 9 settembre 2011 n. 5073; AVCP parere 21 aprile 2011 n. 69). Quando il bando di gara preveda, fra le categorie scorporabili e subappaltabili, categorie a qualificazione obbligatoria ed il concorrente non sia in possesso delle corrispondenti qualificazioni, la stazione appaltante deve escludere il concorrente non idoneo ad eseguire direttamente le lavorazioni nè autorizzato a subappaltarle (cfr. AVCP determinazione 10 ottobre 2012 n. 4; Id., parere 7 novembre 2012 n. 187;Cons. Stato, sez. V, 19 giugno 2012 n. 3563; Id., sez. V, 16 gennaio 2012 n. 139).
Parere di Precontenzioso n. 126 del 17/07/2013 - rif. PREC 120/13/L d.lgs 163/06 Articoli 197, 53 - Codici 197.1, 53.1, 53.1.3
La scelta tra i due sistemi alternativi di remunerazione dell’appalto (a corpo o a misura) è rimessa alla discrezionalità dell’Amministrazione procedente, anche quando la gara abbia ad oggetto il restauro di un immobile soggetto a vincolo storico-artistico. L’art. 204, secondo comma, del D. Lgs. n. 163/2006, generalizza l’ammissibilità del corrispettivo a misura per gli appalti di lavori sui beni di interesse culturale e consente all’Amministrazione di optare discrezionalmente per uno dei due criteri. L’immodificabilità del prezzo a corpo implica l’assunzione, a carico dell’impresa aggiudicataria, dell’alea rappresentata dalla maggiore o minore quantità dei fattori produttivi (materiali, maestranze, tecnici e modalità esecutive) che si rendano necessari rispetto a quelli preventivati, poiché per tale tipologia di appalto il concorrente giunge alla formulazione dell’offerta attraverso la determinazione, a proprio rischio e sulla base dei grafici di progetto e delle specifiche tecniche contenute nel capitolato speciale, delle risorse e dei mezzi necessari per la realizzazione dell’opera a regola d’arte, finita in ogni sua parte e conforme al progetto (cfr. AVCP, deliberazione 7 settembre 2012 n. 77).