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Timestamp: 2018-02-24 00:09:55+00:00
Document Index: 172824817

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2051', 'art. 2051']

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Insidia stradale: caduta di grossi massi e responsabilita’
Sentenza 17 maggio – 18 luglio 2011, n. 15720
(Presidente Filadoro – Relatore Carluccio)
1. R. A. vedeva respinta dal Tribunale di Varese, sez. distaccata di Gavirate, la domanda, nei confronti dell’ANAS, per il risarcimento dei danni subiti in esito al distacco di grossi massi che avevano travolto l’autovettura da lui guidata lungo una strada statale. Nel corso del giudizio interveniva volontariamente l’ente S.U.V.A., che si surrogava all’attore per le prestazioni erogate allo stesso in conseguenza del sinistro.
La Corte di appello di Milano, adita dall’A., nella contumacia del S.U.V.A., respingeva l’impugnazione (sentenza del 4 giugno 2008).
2. Avverso la suddetta sentenza propone ricorso per cassazione I’Augello, con sette motivi corredati da quesiti.
L’ANAS resiste con controricorso, esplicato da memoria; il S.U.V.A., ritualmente intimato, non si è difeso.
2.1 Con il primo motivo si deduce, omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione rispetto alla premessa argomentativa della decisione impugnata, laddove la Corte di merito afferma che il rigetto dell’appello necessita di precisazioni ulteriori rispetto alla decisione di prime cure nella parte in cui, per <> vengono richiamate norme del codice della strada estranee alla fattispecie.
In base al principio, secondo cui <>, affermato ai sensi dell’art. 360 bis, comma 1, cod. proc. civ., (Cass. 30 luglio 2010 n. 17915), il motivo è inammissibile.
In particolare, con il terzo, si deduce, sostanzialmente, l’omessa considerazione che dalla relazione tecnica allegata dall’attore risultava la presenza di opere di contenimento sulla strada realizzate in periodi precedenti dall’ANAS. Con il quarto, il ricorrente evidenzia l’insufficiente motivazione della sentenza laddove ritiene non necessario il cartello che avvisi gli utenti della possibilità di caduta di massi perché l’origine della frana si trova in terreni di terzi proprietari, senza considerare che dalla suddetta relazione tecnica risultava che la stessa ANAS aveva predisposto delle opere per lo stesso problema. Con il quinto, si censura !a sentenza nella parte in cui ha ritenuto l’evento imprevedibile nonostante avesse dato atto che anni prima si erano verificati episodi simili, anche se più lievi ed erano state predisposte opere per evitarli.
3.1. La Corte di merito, sia pure senza farvi mai espresso riferimento, ha ritenuto astrattamente applicabile la responsabilità ex art. 2051 cod. civ., rispetto a un tratto di strada statale <>. In concreto, ha poi escluso la responsabilità, valutando come imprevedibile l’evento perché la frana proveniva da terreno di proprietà di terzi e, quindi, non dalla strada soggetta a custodia; ma, anzi, si legge <>. Imprevedibile perché le frane precedenti erano state di minore entità e le Ferrovie avevano provveduto a predisporre opere necessarie ad evitarle; così che non era esigibile neanche un segnale che segnalasse il pericolo di frane.
3.2. E’ costante nella giurisprudenza della Corte il principio secondo cui la responsabilità ex art. 2051 cod. civ. sussiste in relazione a tutti i danni da essa cagionati, sia per la sua intrinseca natura, sia per l’insorgenza in essa di agenti dannosi, essendo esclusa solo dal caso fortuito, che può essere rappresentato – con effetto liberatorio totale o parziale – anche dal fatto del danneggiato, avente un’efficacia causale tale da interrompere del tutto il nesso eziologico tra la cosa e l’evento dannoso o da affiancarsi come ulteriore contributo utile nella produzione del danno (da ultimo Cass. 7 aprile 2010 n 8229).
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Insidia stradale: caduta di grossi massi e responsabilita’ redazione redazione 2015-06-12T04:06:45+00:00 Edilone.it