Source: http://radicalipg.blogspot.com/2014/03/
Timestamp: 2018-02-21 15:27:34+00:00
Document Index: 90232187

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 82', 'art. 28', 'art. 22', 'art. 28', 'art. 82', 'art. 22', 'art. 28']

Radicaliperugia.org: marzo 2014
Radicaliperugia,org su referendum regionali in Umbria: la Commissione di Garanzia Statutaria certifica la truffa democratica in atto.
Dichiarazione di Andrea Maori e Michele Guaitini (segretario e tesoriere di radicaliperugia.org)
La Commissione regionale di Garanzia Statutaria ha emesso il suo verdetto: l’articolo 28 lett. c) della Legge Regionale 14/2010 (sospensione dei referendum regionali in caso di concomitanza con elezioni amministrative) è contrario allo Statuto in quanto costituisce una indebita limitazione all’istituto referendario.
Una sonora bocciatura alla legge dunque, come avevamo denunciato a suo tempo quando fu approvata e come avevamo ribadito più recentemente, quando lo scorso febbraio una classe politica attenta solo alle proprie questioni interne e insensibile ai diritti dei cittadini, con in testa il capogruppo PD Locchi, ha modificato la legge 14/2010 in maniera chirurgica per consentire lo svolgimento del referendum consultivo per l’accorpamento di alcuni comuni dell’orvietano infischiandosene di come la legge impedisse di fatto lo svolgimento di qualsiasi altro tipo di referendum, nonostante lo Statuto Regionale all’art. 22 stabilisca nitidamente come “la Regione riconosce il referendum quale istituto di democrazia partecipativa e ne favorisce l’utilizzazione”.
Di fronte a tale scempio democratico avevamo chiesto almeno un segnale di sussulto di dignità politica ad almeno 11 consiglieri per poter interpellare la Commissione di Garanzia Statutaria così come previsto dall’art. 82 dello stesso Statuto.
Ringraziamo il Consigliere Dottorini che si è battuto sia per modificare la legge per poter consentire lo svolgimento di tutti i tipi di referendum regionali, sia facendo proprio il nostro appello raccogliendo le necessarie adesioni per richiedere l’intervento della Commissione di Garanzia Statutaria.
Una vittoria per tutti i cittadini umbri ma per ora solo parziale. Infatti la Commissione può esprimere solamente un parere e spetterà ora al Consiglio Regionale modificare la normativa affinché risulti conforme allo Statuto. Chiediamo che questo avvenga in tempi rapidi e senza indugi per chiudere definitivamente l’ennesima brutta pagina di cui si è resa protagonista l’attuale maggioranza con l’aiuto, come spesso avviene in questi casi, dell’opposizione
Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia: la verità emersa durante il dibattito su partecipate e fondazioni bancarie con Federico, Massari, Castellini e Mignini
Da sinistra: Mignini, Federico, Maori,
Castellini, Massari, tecnico di Radio
Si è tenuto venerdì pomeriggio il dibattito su fondazioni bancarie e partecipate organizzato da radicaliperugia.org
Per chi volesse riascoltarlo da radioradicale, basta cliccare qui.
Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani: “Solo in Italia Fondazioni, che hanno come fine quello di aiutare le comunità locali, hanno anche la proprietà di Banche, potendo dunque influenzare la destinazione del credito e l’economia reale. La Fondazione CRPG ostinandosi a mantenere la quota azionaria in Unicredit e partecipando all’aumento del capitale del dicembre 2011 ha ridotto nettamente le erogazioni per il territorio riducendo il patrimonio. Qualunque altro investimento avrebbe reso di più ma il cartello delle Fondazioni italiane non molla l’osso. Riformiamo la legge e evitiamo altri anni di risorse sottratte alle comunità locali”
Alessandro Massari, membro della Direzione di Radicali Italiani: ”I dati degli ultimi anni relativi alla netta diminuzione delle erogazioni delle Fondazioni a favore delle comunità locali e nel contempo gli ostacoli posti da alcune Fondazioni ai necessari aumenti di capitale delle Banche dimostrano con evidenza il fallimento del sistema Partiti-Enti locali-Fondazioni-Banche-Credito-Impresa. Le Fondazioni persistono nel non diversificare i propri investimenti come la legge prevede e sole, o insieme ad altre, hanno tuttora il controllo di molte tra le principali Banche del Paese. La separazione sarebbe utile sia per una più consistente capitalizzazione delle Banche con relativi benefici per il sistema creditizio, che alle Fondazioni bancarie stesse che potrebbero finanziare più e meglio i territori di riferimento evitando di far finire in amministrazione controllata la banca di riferimento come nel caso della Fondazione Carispo e della sua scriteriata politica”.
Federico e Massari hanno posto un interrogativo al premier Matteo Renzi, alla guida del partito con il maggior numero di nominati nelle Fondazioni : «Renzi rottami vecchie politiche partitocratiche che permettono ancora ai Partiti in Italia di controllare le Banche e la destinazione del credito».
Ecco altri dati
ORGANI: Comitato di Indirizzo 20, CdA 7 + pres. e vicepres. uguali al Com. Indirizzo, collegio revisori dei conti 5, segretario generale 1 - TOT. 33 - compensi e rimborsi organi statutari 2012 570.394,00 Euro
IL PATRIMONIO: al 31 dicembre 2012, attivo patrimoniale della Fondazione 655.934.555,00 E., 2011 739.167.214,00 E. Il calo è da attribuire alla concentrazione in Unicredit della sua dotazione.
Partecipazione in UniCredit S.p.a.: la Fondazione possiede una quota di partecipazioni in UniCredit S.p.a. pari allo 0,34 per cento del capitale iscritta tra le immobilizzazioni, per un valore complessivo di euro 211.911.500,08. Il valore di mercato della partecipazione alla fine dell’esercizio 2012 è di euro 73.016.351,91 pari ad euro 3,72 ad azione.
Redditività complessiva del Patrimonio: 2007 – 4,8%, 2008 – 4,6%, 2009 – 4,7%, 2010 – 3,9%, 2011 – 1,8%, 2012 – 2,7%
2006 - 19.099.574,00 E.
2007 - 18.156.213,00 E.
2008 - 17.089.000,00 E.
2009 - 13.303.000,00 E.
2010 - 17.180.000,00 E.
2011 - 14.356.000,00 E.
2012 - 11.373.000,00 E.
2012 - 2.564.486,00 E.
Per molte fondazioni bancarie i costi di struttura superano la metà del valore delle erogazioni; ad esempio la Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania: 87%, Fondazione Cassa di Risparmio di Fano 101%, Cassa di Risparmio di Puglia 120%
Nella Fondazione CRPG gli oneri corrispondono al 22,5% delle erogazioni nel 2012
Nella Ford Foundation l'incidenza dei costi di gestione sulle erogazioni è dell'8% nel 2011.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Torino ha deliberato erogazioni nell’esercizio 2009 per 163 milioni di euro, dopo 3 anni, nel 2012 è scesa fino a 43,5 milioni di euro. Sempre tra il 2009 e il 2012 la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo è passata da un’erogazione di 66 milioni a 47. La Fondazione CRPG è passata dai 17 milioni erogati nel 2010 agli 11 del 2012
Riceviamo da Eleonora Favoaroni, attivista del Movimento Antipsichiatria, questa nota che volentieri pubblichiamo
Il 20 marzo 2014 al cinema sant’Angelo di Perugia viene proiettato il documentario-choc sugli opg italiani la cui chiusura è stata nuovamente spostata nel 2017 presso le nuove strutture di sicurezza e assistenza previste per accogliere i detenuti ; le cosiddette REMS.
Bruciante,spietato, un pugno in pieno viso , una lama che squarcia la coscienza e costringe a pensare , costringe ad abbassare la testa , a provare vergogna. Vergogna.
Vergogna per chi è libero , per chi è indifferente, per chi come lo Stato italiano si sia fino ad oggi giustificato difronte a denunce e evidenze.
Il film è coordinato dalla voce e il racconto di Luigi Rigoni che dopo due anni chiuso ad Aversa , continua a vivere i demoni dell’Inferno.
“Qui ci uccidono piano piano “ dice un detenuto piangendo.
“l’uomo è un animale che sa adattarsi , ma qui è messo a dura prova” dice un giovane lucido, dalla faccia seria e intelligente tanto da spingerti a domandare “ ma tu cosa ci stai a fare qui dentro?”
Impossibile che rinchiudano persone come lui , eppure è così, per un nulla , per pregiudizio, per una parola . Si chiama M.C. così lo ricorda il regista Francesco Cordio che gli ha dedicato il film , perché questo ragazzo così razionale e duro si è suicidato dentro la sua cella . Non ce l’ha fatta ad adattarsi a quell’infamia,a tutta la violenza e ingiustizia morale che lo ha umiliato , non lo ha voluto, ha preferito la morte totale . Un eroe. Un eroe che non avrà mai una giustizia .
Uomini che uccidono altri uomini per un nulla .
Il cinismo e l’indifferenza dell ‘uomo non hanno limiti e dove il limite viene sorpassato ,allora è follia. La vera follia.
Banche e società partecipate: i tentacoli dei partiti tra costi e sprechi della politica incontro-dibattito, venerdì 28 marzo con Federico e Massari
Banche e società partecipate: i tentacoli dei partiti tra costi e sprechi della politica incontro-dibattito, venerdì 28 marzo
Venerdì 28 marzo 2014, ore 16,30
presso la sala Fiume del consiglio regionale dell’Umbria, Palazzo Donini,
Giuseppe Castellini, direttore del Giornale dell’Umbria
Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani,
Alessandro Massari, direzione di Radicali Italiani
Marco Mignini, radicaliperugia.org
Andrea Maori, segretario di radicaliperugia.org
Hanno garantito la loro partecipazione, con una testimonianza, ex dirigenti di società partecipate
Durante il dibattito verrà presentata la campagna nazionale di Radicali Italiani che si pone come obiettivo quello di separare i Partiti dalle Banche chiedendo l’uscita delle Fondazioni di origine bancarie dal capitale azionario degli Istituti di credito italiani.
Le Liste civiche e i Comitati di Perugia per la candidatura a sindaco dell’avvocato Urbano Barelli, presidente di Italia Nostra di Perugia
Le Liste civiche e i Comitati cittadini di Perugia hanno chiesto all’Avvocato Urbano Barelli la disponibilità a candidarsi a Sindaco per le prossime elezioni comunali.
L’avvocato Urbano Barelli, presidente di Italia Nostra di Perugia, è noto per l’impegno a favore della città e della sua qualità della vita nel centro storico e in periferia, in particolare, per la battaglia con la quale è stata impedita la trasformazione del Mercato coperto nell’ennesimo centro commerciale con l’obiettivo di riaffermarne l’uso mercatale, sociale e culturale.
Da ultimo abbiamo apprezzato e condiviso la battaglia contro la costruzione dello “steccone” davanti a San Bevignate e abbiamo chiesto all’avvocato Urbano Barelli di proseguire nel suo impegno per la tutela del paesaggio e di San Bevignate, per una città con più cultura e meno cemento.
L’avvocato Urbano Barelli si è riservato di decidere.
Amato John De Paulis e Ruggero Ranieri (coordinatore e socio fondatore di Alternativa Riformista)
Mary Mancinelli (presidente nazionale di Fondazione Italiana Sicurezza della Circolazione)
Andrea Maori e Michele Guaitini (segretario e Tesoriere di Radicali di Perugia)
Leonardo Triulzi (vicepresidente nazionale di Rigenerare la Democrazia)
Goffredo Moroni (presidente del Comitato Molini di Fortebraccio di Pontevalleceppi)
Giorgio Matteucci (consiglio direttivo del Comitato Piazza Grimana e dintorni)
Angela Leonardi e Baldelli Paolo (consiglio direttivo del Comitato tutela dell’ambiente di S.Egidio)
Eleonora Distrutti (componente del Comitato tutela dell’ambiente di S.Egidio)
Leandro Lillacci (presidente del Comitato tutela dell’ambiente di S.Maria Rossa)
"Non rubateci i referendum" Lettera aperta ai consiglieri regionali dell'Umbria
NON RUBATECI I REFERENDUM
Giovedì 6 marzo in consiglio sarete chiamati a pronunciarvi sulle modifiche alla L.R. 14/10, introdotte per consentire lo svolgimento del referendum sulla fusione tra 5 comuni dell’orvietano e che prevedono, solamente per questa tipologia di referendum, la non applicazione della sospensiva prevista dall’art. 28 (contemporaneità con altre elezioni) e svincolano l’indizione dei referendum regionali dalla finestra temporale 15/04-30/06.
Allo stato attuale la legge impedisce di fatto lo svolgimento di qualsiasi tipo di referendum. Il fatto che ogni anno ci siano elezioni amministrative in qualche comune umbro fa sì che è impossibile che si tenga un referendum nella nostra regione.
E questo va contro lo Statuto (art. 22: “la Regione riconosce il referendum quale istituto di democrazia partecipativa e ne favorisce l’utilizzazione”).
C’è un emendamento presentato dal consigliere Dottorini che estende l’abolizione della sospensiva a tutti i tipi di referendum. Sarete chiamati ad esprimervi con un SI o con un NO. A voi la scelta.
Chi vota SI contribuirà a riportare la Legge 14/2010 nell’alveo della legalità.
Chi vota NO metterà un sigillo con la sua firma sul furto di democrazia che 5 anni fa i vostri predecessori hanno sancito. Non potrete più avere l’alibi che la legge l’hanno scritta altri, che la cosa vi era sfuggita, che non vi eravate accorti che il meccanismo previsto dall’art. 28 c.1 lett. c) della legge è così perverso da impedire lo svolgimento dei referendum. Voi oggi siete consapevoli che la legislazione regionale sui referendum è una porcata all’ennesima potenza, va contro lo Statuto Regionale e priva i cittadini di un diritto. Perché un diritto che non può essere esercitato non può più definirsi tale.
Ma di che avete paura? Perché vi spaventa così tanto quella volontà popolare che ogni 5 anni cercate famelicamente di accaparrarvi salvo poi prenderla a schiaffi dal giorno dopo le elezioni?
Chi vota SI, se in minoranza, ha un’altra possibilità unitamente a coloro tra i NO che vorranno avere un sussulto di dignità politica. Se siete almeno in 11 potete chiedere, ai sensi dell’art. 82 dello Statuto, un parere alla Commissione di Garanzia Statutaria affinché valuti se la Legge 14/10, relativamente alla disciplina sui referendum abrogativi e consultivi, sia conforme allo Statuto Regionale stesso.
per radicaliperugia: Michele Guaitini
Comunicato: Istituti di partecipazione in Umbria: audizione dei Radicali in consiglio regionale, negati di fatto gli strumenti di democrazia diretta
Istituti di partecipazione in Umbria: audizione dei Radicali in consiglio regionale, negati di fatto gli strumenti di democrazia diretta
Durante l'audizione di oggi, 3 marzo 2014, indetta dalla commissione consigliare regionale competente sulla proposta di modifica della disciplina degli istituti di partecipazione regionale, è intervenuto Michele Guaitini, tesoriere di radicaliperugia.org. e membro della segreteria il quale ha dichiarato: La legge regionale sugli istituti di partecipazione è una legge truffaldina. Non consente infatti di far svolgere i referendum dal momento che prevede una sospensiva in caso di contemporanee elezioni amministrative. E tutti gli anni in Umbria si tengono elezioni amministrative in qualche comune rendendo impossibile lo svolgimento dei referendum.
E questo nonostante l’articolo 22 dello Statuto Regionale stabilisca che “La Regione riconosce il referendum quale istituto di democrazia partecipativa e ne favorisce l’utilizzazione”.
Oggi è all’esame in I Commissione - continua Michele Guaitini - una modifica alla L.R. 14/10 per consentire lo svolgimento del referendum consultivo sulla fusione di alcuni comuni umbri che si dovrebbe tenere nella prossima primavera. Le modifiche proposte però sono circostanziate alla contingenza del momento poiché revocherebbero la sospensiva unicamente nel caso di referendum consultivi per l’istituzione e la fusione tra comuni. E che ne è dei referendum abrogativi? Perché si vuole, nei fatti, vietarli a norma di legge?
Poteva e può essere un’occasione d’oro per riportare in un’alveo di legalità la disciplina referendaria regionale.
Abbiamo chiesto questa mattina e, e continueremo in tutte le sedi a chiedere con forza che la revoca della sospensiva possa operare per tutti i tipi di referendum.
Se i Consiglieri Regionali attuali vorranno perseguire nella logica del voler mettere una piccola toppa a questo grave vulnus statutario, ci sarà anche la loro firma sotto la truffa democratica orchestrata dai loro predecessori che cinque anni fa decretarono la morte del referendum abrogativo in Umbria.
Intervento di Michele Guaitini, tesoriere di radicaliperugia.org, all'audizione sulla proposta di legge regionale umbra che disciplina gli istituti di partecipazione (referendum, proposte di legge di iniziativa popolare, petizione)
Michele Guaitini durante il suo intervento
nte l'audizione di oggi, 3 marzo 2014, indetta dalla commissione consiliare regionale competente sulla proposta di modifica della disciplina degli istituti di partecipazione regionale, è intervenuto Michele Guaitini, tesoriere di radicaliperugia.org. Qui sotto postiamo una sintesi del suo intervento che è la sintesi del lavoro sul territorio che da anni i radicali umbri svolgono in materia di partecipazione e di uso degli strumenti di democrazia diretta.
“La Regione riconosce il referendum quale istituto di democrazia partecipativa e ne favorisce l’utilizzazione” (art. 22 Statuto Regionale dell’Umbria)
Dal dizionario Treccani, “favore”: Benevolenza, buona disposizione, dimostrata per lo più concretamente con atti d’approvazione, di protezione, di concessione e di aiuto.
- LA TRUFFA DELL’ARTICOLO 28 C. 1 lett. c)
Art. 28 c. 1 lett. c): “le operazioni e le attività […] relative alla indizione, allo svolgimento e alla proclamazione dei risultati, sono sospese […] all’atto della pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali per lo svolgimento di elezioni politiche, nazionali o amministrative”.
Dal momento che il referendum regionale deve svolgersi nel periodo compreso tra il 15 aprile e il 30 giugno, è facile osservare come con la legge attuale sia oggettivamente impossibile portarlo a termine.
Nell’arco quinquennale che va da una elezione regionale all’altra, infatti, si sono sempre svolte elezioni amministrative in qualche comune umbro nei mesi di maggio/giugno rendendo di fatto sempre operante la sospensiva prevista dal citato articolo 28.
Oggi vi trovate a discutere di una modifica che prevede la non applicazione di tale sospensiva per i soli referendum consultivi concernenti l’istituzione di nuovi comuni o la fusione tra di essi.
A parte che si fa fatica a capire perché sentiate l’esigenza di operare tale modifica solamente per una tipologia di referendum, chiediamo che senza indugio cogliate l’occasione per mettere fine allo scempio democratico prodotto dalla legge vigente che invece che “favorire” il referendum regionale lo rende inattuabile.
Il modo migliore e più chiaro è quello di abrogare la lettera c) dell’art. 28 c. 1. anche perché un eventuale accorpamento del referendum ad altro tipo di consultazione comporterebbe un minor aggravio di costi.
In subordine si ripristini quanto disposto nella precedente normativa (L.R. 22/97) all’articolo 9 c.5 secondo il quale il Presidente della Regione poteva, in caso di sospensione, fissare una nuova data tra l’1/10 e il 15/11. Con l’accortezza però che, contrariamente a quanto previsto in quella legge, non sia una facoltà in capo al Presidente della Regione ma un obbligo vincolante (visti i precedenti…).