Source: http://milella.blogautore.repubblica.it/2018/03/30/il-caso-bellomo/
Timestamp: 2018-08-18 05:04:46+00:00
Document Index: 4702602

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 603', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131']

IL CASO BELLOMO - Toghe - Blog - Repubblica.it
alexandertwo 30 marzo 2018 alle 23:09
"Nalin aveva il ruolo di tutore, per cui lei doveva chiedere il permesso per qualsiasi cosa, per uscire, …era terrorizzata. Bellomo cita De Sade, chiede se lo ha letto, di fatto impone un contratto di sottomissione e di segretezza".
"Puoi uscire da sola, ma devi essere rintracciabile e quando ti chiamo molli chiunque sia con te appena il telefono suona. Prima ancora che un dovere sentimentale, è una logica conseguenza del principio di gerarchia, ubi maior minor cessat. Se non lo accetti, io non accetto il fidanzamento".
La Corte Costituzionale - con sentenza n. 96 del 6 aprile 1981 - .dichiarò incostituzionale l'art. 603 del codice penale che puniva, con la reclusione da cinque a quindici anni, "Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione".
A tutt'oggi non è stata varata nessuna disposizione normativa concernente la materia della c.d. "manipolazione mentale", e questo vuoto normativo ha finito col condurre ad una convinzione generale che il "plagio" non esista più. Ma un caso grave come questo non induce a domandarsi se questo vuoto normativo, al contrario, non abbia favorito e agevolato i possibili manipolatori della mente umana, rendendoli particolarmente "spavaldi" in quanto sicuri di non correre alcun rischio legale per le loro nefande azioni volte a limitare la libertà individuale e a condizionare l'identità personale?
gapfv01 31 marzo 2018 alle 08:17
Ottimo articolo ed ottima osservazione ...
però, riprendendo ciò che scrive alexandertwo, non è che il vuoto normativo concede troppo ai "manipolatori seriali" ???
Ed ai "manipolatori pubblici"???
Sappiamo bene quali e quanto potenti sono i mezzi di "manipolazione di massa" ... sono migliaia di anni che sono usati ... e sono SEMPRE i più potenti ad abusarne, per trarne, come al solito, beneficio personale CONTRO la collettività ...
Gentile sig.ra Milella non varrebbe la pena allargare la visione di questo aspetto della vita pubblica da sempre ( volutamente) ignorato??? Oltre agli aspetti personali???
Maddale Na 31 marzo 2018 alle 09:33
Dopo la rimozione del Consigliere Bellomo dall’Ordine Giudiziario, il problema non è più e non è tanto quello della sua sorte nei vari processi penali aperti a suo carico. In quelle sedi accadrà quel che accadrà, e potrà accadere di tutto, visto che “tutto capita nelle sentenze”. Il vero problema, attuale e inquietante, è che “i tanti interrogatori dimostrano che il comportamento di Bellomo era SERIALE”. E qual era questo comportamento? Esso, si traduceva nell’assoggettare al proprio potere le ragazze aspiranti magistrato che seguivano la scuola del Consigliere. Assoggettamento che si traduceva per l’appunto nell’obbligo di reperibilità istantanea, obbligo di verità, principio di gerarchia, in base al quale egli (Bellomo) doveva venire al primo posto in assoluto e quindi ogni sua volontà doveva essere eseguita, obbligo di comunicare ogni spostamento, obbligo di SVOLGERE ATTIVITÀ SESSUALE ogni volta che Bellomo lo richiedesse, salvo oggettiva impossibilità assoluta”. Comportamento seriale significa che i destinatari, o meglio le destinatarie, di queste vessazioni erano molto più di una. Non a caso si parla di “dieci fidanzate” (raccattate dove, se non nell’ambito della Scuola?). Non a caso una studentessa racconta che Bellomo, contemporaneamente, aveva “una relazione con lei e con altre due studentesse”. E allora facciamo due conticini.
1) Bellomo ha raccontato di tenere i suoi corsi dal 2008, dividendosi in tre differenti sedi in Italia e che negli ultimi anni gli allievi sono stati in media 350 all'anno, con una percentuale di donne dell’'80%;
2) lo stesso Bellomo ha poi dichiarato che i borsisti che hanno completato il ciclo formativo hanno avuto una percentuale di successo al concorso in magistratura pari al 75%, a fronte di una media nazionale del 5-6%:
3) i “borsisti”, come si apprende dalle varie inchieste, erano quelli, o meglio quelle, visto che si tratta all’80% di donne, che si acconciavano a sottoscrivere il famoso contratto di assoggettamento alla volontà e ai capricci del Consigliere.
Tirando le somme, c’è da chiedersi quante saranno le ragazze, le BELLE RAGAZZE, che, mercè la disponibilità a sottomettersi ai capricci del loro Mentore, sono rientrate, IN MISURA DEL 75%, fra i vincitori del concorso dal 1980 ad oggi? In quante oggi indossano la toga per aver a suo tempo indossato la minigonna inguinale? E quella toga la portano con merito, per aver studiato con impegno, sacrificio e passione, oppure la indossano per aver avuto accesso all’algoritmo con cui venivano previste le tracce del concorso? E come si comportano le belle ragazze quando, da magistrate, si trovano di fronte a quegli stessi casi di stalking o di molestie sessuali o di violenza privata cui esse stesse, a suo tempo, si sono, senza batter ciglio, assoggettate? E come si comportano di fronte a tutte quelle fattispecie di reato che prevedono la indebita dazione di denaro “o altra utilità”, dovendosi ricomprendere nel termine “utilità” anche i favori sessuali?
Maddale Na 31 marzo 2018 alle 10:27
Errata corrige: "vincitori del concorso dal 2008 (non 1980) ad oggi".
rramella 31 marzo 2018 alle 13:18
Questo è lo stato della nostra Magistratura, fra i Bellomo, i magistrati che vendono le sentenze, quelli che si regalano la villa a scapito delle procedure concorsuali e quello che cerca di mettere in galera il legittimo marito della sua amante.
Decenni di lassez faire e di impunità hanno portato a questo disastro.
marino52 31 marzo 2018 alle 13:48
chiaramente un caso di abuso e perversione sessuale istituzionalizzata .
chiarito questo , il problema di fondo rimane sempre uguale e cioè “ che fare “ a queste povere scuse di uomini .
come padre di due figlie lo so bene cosa bisogne fare e non avrei nessun rimorso a farlo .
Pina 31 marzo 2018 alle 13:55
Per quanto incredibili, queste vivende sono andate avanti per anni. Punterei a punire oltre a questi delinquenti, i loro superiori e chi gli ha permesso di imperversare.
Quanto al "signor" Bellomo e i suoi pari sono poco meno che psicopatici, potrebbero invocare l'infermità mentale.
alexandertwo 31 marzo 2018 alle 16:49
Il sig. gapfv01, ricollegandosi al mio commento di ieri, mette giustamente in evidenza come il denunciato vuoto normativo (sui reati di "manipolazione psicologica") favorisca non solo i manipolatori seriali e pubblici nei confronti di singole persone, ma anche la c.d "manipolazione di massa", cioè quella perpretata, in genere, dai "potenti" (nelle varie possibili accezioni) nei confronti di collettività più o meno ampie e numerose.
Il suo conseguente auspicio sulla necessità di focalizzare una più incisiva attenzione anche su questo aspetto della vita pubblica mi trova pienamente d'accordo, sia per la sua assoluta oggettiva rilevanza, sia perchè condivido con lui l'osservazione che lo stesso sia sostanzialmente (volutamente?) ignorato.
Ma c'è un'altra negativa conseguenza dello stesso vuoto normativo. La manipolizione psicologica fa da "apriprista" alla commissione di altri reati. Uno su tutti: le molestie e le violenze, anche sessuali, non solo su minori ma anche su persone psicologicamente deboli. Se, come per esempio accade in Francia o in Spagna o in Belgio, la "manipolazione mentale", fosse punita come reato in sè, le relative sanzioni (adeguamente elevate) non potrebbero costituire un ulteriore deterrente contro gli abusi di ogni genere perpretati sui minori?
In Italia, il tema della reintroduzione del reato di "plagio", e della sua punibilità, è molto, molto controverso. Ma è alquanto indicativo ed interessante, se si ha un po di pazienza, informarsi su chi sono i principali oppositori di questa reintroduzione e le motivazioni che da essi vengono addotte al riguardo.
Non è questo il luogo ove citarne almeno alcuni, ma una domanda va comunque senz'altro avanzata: sarà solo una casuale coincidenza che Bellomo, nel suo intervento a "Porta a Porta" quando Vespa ha accennato all'ipotesi di plagio, ha risposto: "il plagio non esiste in natura e lo dice una sentenza del 1981"?
gapfv01 31 marzo 2018 alle 17:17
personalmente rifletterei molto sulle parole di Maddale Na ... questo che dico NON lo dico per scusare Bellomo anzi ... però oserei dire che se è dal 2008 che va avanti tutto questo i due conti di quanti magistrati sono passati per meriti "inguinali" dovrebbero essere fatti ...
personalmente sono un pò stufo di trovare giudici che se la prendono comoda per questo o per quell'altro ... nell'ultimo decennio si diversi che ho dovuto incontrare ne ho trovati due su una decina che hanno dimostrato di essere giudici e non mezze calzette ed uno di questi era un GOT mentre l'altro, anche se con la sua sentenza mi ha decurtato non poco quello che mi doveva essere riconosciuto, se non altro ha fatto il giudice ... non ha "tirato a campà" ...
riguardo al solito rramella direi che dovrebbe chiedere ai suoi bene amati politici di DX e di SX cosa hanno combinato per far si di ridurre la MAgistratura a questo livello ...
Speriamo che giudici seri come Davigo possano porre rimedio al disastro combinato e procurato dai politici ...
Concludo riprendendo Maddale NA : chissà cosa faranno quei giudici donna che sono arrivati a quel punto in cui l'integrità morale deve essere massima , dopo che se la sono venduta per arrivarci?
GIANFRANCO FIORE 31 marzo 2018 alle 22:37
Forse la Procura di Piacenza merita un encomio.
GIANFRANCO FIORE 31 marzo 2018 alle 22:44
Certo che sul Consiglio di Stato occorre accendere i riflettori,occorre che i concorsi passino al giudice ordinario proprio per il grave "schiavismo sessuale imposto" e scoperto grazie ad un padre arrabbiato.Inoltre per il CdS un luminare ti chiede 50.000 euro come niente e questo fà capire che ordine d'interessi vi sia.
Maddale Na 31 marzo 2018 alle 23:32
Chissà perchè il caso di Bardonecchia e dei poliziotti Francesi, che sono entrati in territorio italiano per farla da padroni, mi ricorda la storia di Sigonella. Vale la pena di rievocarla quella vicenda che fa onore all’Italia. Era il 1985, quattro caccia F-14 americani costrinsero un aereo egiziano, che aveva a bordo alcuni dei dirottatori della Achille Lauro, ad un atterraggio forzato nella base aerea di Sigonella, in Sicilia. L’intenzione degli Americani, l’ordine proveniva direttamente da Reagan, era di impadronirsi dei presunti terroristi per trasportarli negli Stati Uniti. Si verificò perciò il seguente scenario: l’aereo fu circondato da 30 Avieri della VAM - Vigilanza Armata Aeronautica e da 20 Carabinieri di stanza nell’aeroporto. Poco dopo atterrarono – a luci spente e senza permesso della torre di controllo – anche due Lockheed C-141 Starlifter americani dai quali discesero, al comando di un generale di brigata, 200 incursori dei Navy Seal, che, armi in pugno, circondarono gli avieri italiani e i carabinieri della base. Ebbene, il Presidente del Consiglio Italiano dell’epoca, diede ordine alle nostre Forze Armate di reagire, cosicché i Navy Seal furono, a loro volta, circondati, armi in pugno, da un secondo cordone di Carabinieri, che erano nel frattempo arrivati dalle vicine caserme di Catania e Siracusa e furono costretti a ritirarsi con la coda fra le gambe. Chi era quel Presidente del Consiglio? Era Bettino Craxi. E l’episodio mi fa tornare alla mente le parole che, alla fine del film “Il giorno della civetta”, pronuncia Don Mariano a proposito del Capitano Bellodi e del suo successore: “Bellodi era un uomo, chistu mi pare un quaquaraquà". Ecco, Craxi era un Uomo, dite voi chi oggi sono i quaquaraquà.
alexandertwo 1 aprile 2018 alle 00:59
Non credo, gentile sig.a Maddale Na, possa correttamente affermarsi che Craxi sia stato un "uomo" prendendo a base solo l'episodio da lei ricordato. Purtroppo per il Paese, e noi cittadini, i demeriti accumulati da Craxi, non solo come uomo politico, sono stati tanti e tali da sovrastare immensamente quella sua presunta... esibizione muscolare.
Senza dimenticare che, come ormai unanimemente riconosciuto da tutti gli osservatori, oltre al disastro economico delle sue politiche che avviarono l'abnorme crescita del debito pubblico e a quello etico-morale
riguardo allo stravolgimento dei principì e delle regole a base di una corretta dialettica politica, deve essere addebitata la responsabilità dei favori indebiti (economici e politici) nei confronti del suo finanziatore-sodale Silvio Berlusconi con le scellerate disposizioni concerneti le reti TV. Sodale che, come a tutti noto,entrò poi direttamente in politica per difendere la sua "roba", turlupinando una rilevante percentuale di elettori, in una sorta di operazione rivolta ad abusare della credulità popolare, operazione ripetuta, peraltro, circa vent'anni dopo dal suo epigono Matteo Renzi.
Maddale Na 1 aprile 2018 alle 10:19
Gent.mo Sig. alexandertwo, si tranquillizzi. Lungi da me l’idea di iscrivermi, a tutti i costi e sotto tutti gli aspetti, fra i laudatores di Bettino Craxi. A suo tempo ho avuto il piacere di annoverarmi fra i suoi più fieri detrattori. Ho solo voluto rievocare uno specifico episodio, che vide l’Italia contrapporsi, con coraggio e dignità, all’Imperatore del mondo Ronald Reagan, per tentare di immaginare come si sarebbero comportati a quel tempo i “personaggetti” (direbbe Crozza) che oggi ci governano e che si calano le braghe di fronte a Macron e alla sua Brigitte. Diamo a Cesare quel che è di Cesare!
Francescco Messina. magistrato 1 aprile 2018 alle 13:19
Gent. dott.ssa Milella, auguro a Lei e ai lettori che la ricorrenza pasquale porti coraggio, senso di responsabilità e trasparenza in ogni comportamento. Anche mediatico.
Essere coerenti e visibili, sia nelle scelte che nel dire, è l'unico modo per dare significato all'uscita dal buio, dai "sepolcri" in cui, anche per comodità o per interesse, ci si rinchiude.
Se c'è un'attualità "antica" nella festa cristiana, io la vedo nella necessità ineluttabile dello "spostare la pietra", vale a dire nel rimuovere l'ostacolo che impedisce il percorso verso la luce della verità.
E' questo un concetto culturale laico, ma che il credo cristiano rende particolarmente vivo e "sociale" per la gratuità del gesto, per la possibilità di cogliere in esso un'umanità senza calcoli, gravida di mistero e, per tale fascino, degna di essere vissuta.
alexandertwo 1 aprile 2018 alle 14:33
Gentile sig.a Maddale Na, diamo pure a Cesare quel che gli spetta, ma non dimentichiamo che... "est modus in rebus".
E per consentire una più completa valutazione di quell'episodio da Lei tanto decantato, mi permetto di segnalare a Lei e ai frequentatori di "Toghe", l'interessante articolo di Gianni Barbacetto "La grande bugia di Sigonella" (Il Fatto Quotidiano - 10 gennaio 2010), dove - anche attraverso il richiamo a come il governo aallora in carica (2009) "risolse" quello che fu chiamato il caso dell'imam Amu Mazen - si fornisce indirettamente una "dritta" per poter individuare almeno uno dei nostri politici che Lei, non a torto, qualifica come "personaggetti".
Per inciso, parrebbe che, comunque, riguardo all'inqualificabile e inaccettabile comportamento dei doganieri francesi a Bardonecchia, sia la Magistratura (Procura di Torino, diretta dal dr. Armando Spataro) che si sta facendo carico di... difendere il nostro "onore".
Liana Milella 1 aprile 2018 alle 17:34
Tantissimi auguri a tutti i frequentatori abituali del blog Toghe, e auguri anche a chi ci visita casualmente. Buona Pasqua a tutti. Liana Milella
Maddale Na 1 aprile 2018 alle 17:46
Gent.mo Sig. alexandertwo, non è che, sotto sotto, Lei vagheggia un Dott. Armando Spataro nei panni del Colonnello dei Carabinieri (ho avuto l’onore di conoscerlo personalmente e di udire dalla sua viva voce il racconto dei fatti) che a Sigonella comandò il battaglione che circondò gli spocchiosi Americani e, ad armi spianate, fece liquefare come neve al sole i leggendari Navy Seals? Forse ha ragione. Forse tutto si può risolvere aprendo un fascicolo presso la Procura di Torino e inviando a Parigi qualche Sostituto Procuratore a interrogare Monsieur le President e la Premier Dame che lo ispira.
Maddale Na 1 aprile 2018 alle 17:48
Buona Pasqua anche a Lei, Gent.ma Dott.ssa Milella e a tutti i frequentatori del blog.
alexandertwo 2 aprile 2018 alle 01:13
Gentile sig.a Maddele Na, non arrivo a pretendere, o soltanto auspicare, tutto quello che Lei ipotizza. Volevo solo osservare, riguardo alla "battaglia" di Sigonella, che noi italiani (o comunque molti di noi) dimenticano spesso che "non è tutt'oro quel che luccica".
In ogni caso, ritengo che sia meglio affidarsi alle "armi" dei Magistrati piuttosto che a quelle dei militari. E poichè il fascicolo sembra essere stato già aperto (per abuso di atti d'ufficio, violenza privata aggravata, violazione di domicilio), si potrebbe procedere, senza "scomodare" un sostituto procuratore, più semplicemente con una rogatoria internazionale.
GIANFRANCO FIORE 2 aprile 2018 alle 22:23
Cara Maddale Na l'Italia ha un pò il vizio di barare,non è che fà un trattato in cui dà un locale a Bardonecchia e poi manda una semplice e mail per comunicare che i locali non sono più a disposizione.La questione è economica,ogni migrante costa più di 100 euro al giorno,che molti dei nostri patner non vogliono spendere e che RENZI sperava di ottenere dalla UE,una lotteria che alla Turchia ha portato 2 miliardi di euro ma a noi non porterà nulla perchè non abbiamo una politica d'integrazione chiara , sembra solo che li vogliamo scaricare sugli altri e permettiamo loro in città come Macerata di avere anche dei cimiteri abusivi!!!!!Craxi Sigonella l'ha pagata perchè i Servizi USA hanno dato la prova delle sue finanze creative pur sapendo che il PCI se ne sarebbe avvantaggiato.
alexandertwo 3 aprile 2018 alle 17:19
Ha ragione il sig. Gianfranco Fiore a ricordare il carattere "creativo" delle finanze di Craxi. Soprattutto attraverso certi suoi "collaboratori personali", come Giallombardo, Tradati, Raggio, Vallado, Larini, Troielli, Ruju.
Al riguardo, si può consultare per una adeguata esauriente informazione, tra gli altri, l'articolo apparso sulla rivista "Micromega" (anche on-line) del 31 dicembre 2009, dal titolo "Il bottino di Bettino: come e quanto rubava".
GIANFRANCO FIORE 3 aprile 2018 alle 21:17
Alexandertwo,La ringrazio dopo tanti anni abbiamo opinioni comuni,anch'io penso che si dovrebbe procedere con una rogatoria internazionale e comunque occorre maggiore attenzione ai trattati che l'Italia firma come la Convenzione dei Diritti dell'Uomo,lo Stato Italiano ha il dovere di rispettarla intervenendo in tutela dei suoi cittadini, magari rinforzando la sezione Italiana che definisce appena 120 ricorsi all'anno,ne riceve oltre 10 al giorno,ne rigetta il 99% senza alcuna motivazione scritta. Dalle informazioni in mio possesso tale tendenza si è acuita dopo il propagandato caso,forse una notizia falsa di un avvocato Italiano,che avrebbe inoltrato diversi ricorsi al CEDU falsificando le firme dei presunti clienti,forse per avere una scusa di rottamare i ricorsi avverso lo Stato Italiano al CEDU,troppo numerosi perchè spesso l’Italia ne ignora le sentenze non ottemperandole o le aggira nel totale disinteresse,come del resto ha fatto con i doganieri francesi,antipatici come tutti i doganieri ma che fino all'altro giorno avevano il diritto di fare i controlli a Bardonecchia,facciamoci restituire dalla Francia i tesori rubatici da Napoleone e facciamo chiarezza su Ustica e Gheddafi,ma sull'emigrazione i francesi controllano se sei un profugo di guerra e ti fotografano le cicatrici che l'attestano,noi invece facciamo un uso politico degli emigrati e ai minori non prestiamo troppa attenzione,troppo spesso essi si vendono sulle strade. Come conclude la Dottoressa Milella"è singolare che per anni nessuno si sia accorto di nulla",si molto singolare che nessuno se ne fosse accorto e parliamo di magistrati che sono abituati a diffidare di tutti,non dell'uomo della strada che può peccare d'ingenuità.
alexandertwo 4 aprile 2018 alle 11:44
Condivisibile l'auspicio, indirettamente formulato, del sig. Gianfranco Fiore riguardo ad una possibile maggiore attenzione da parte dei Magistrati ai reati "di strada" commessi dagli immigrati.
Va, però, osservato che, unitamente ad una probabile carenza in tal senso degli stessi operatori, non si devono dimenticare i vari "ostacoli" con i quali, forse solo per incapacità e prevalenza di posizioni ideologiche, i politici finiscono per vanificare, o quanto meno ridimensionare, una più incisiva e producente attività dei Magistrati. Esemplificativa al riguardo e la disciplina sul reato di "immigrazione clandestina", introdotta dal governo Berlusconi nel 2009 (con il leghista Roberto Maroni ministro dell'Interno e Angelino Alfano alla Giustizia. La sanzione prevista è una ammenda che, dopo un defaticante iter processuale, viene inflitta al "reo", sanzione che non serve a fermare gli ingressi illegali (in quanto nessuno rinuncia ad entrare illegalmente per una sanzione pecuniaria che non è in grado di pagare e che lo Stato non è in grado di incassare). Quindi, la legge, oltre che inutile è dannosa, comportando costi pesantissimi per lo Stato (ad esempio, per tutti i difensori d'ufficio) e intasando i Tribunali (apertura di un fascicolo per ogni immigrato che sbarca), distogliendo persone e mezzi dalle inchieste sugli scafisti (anche perchè il clandestino, in quanto indagato, non può essere sentito come testimone).
E malgrado queste inconfutabili considerazioni che testimoniavano il "flop" di risultati della legge e del connesso reato, i tentativi in Parlamento per l'abolizione del reato e per una diversa disciplina della materia sono naufragati, nel 2016, a causa di un blando interesse dimostrato dal PD (col guardasigilli Orlando), ma soprattuto per la netta opposizione del "nuovo" partito di Alfano, il N.C.D. (con ricatto al governo), e, ça va sans dire, per la strenua difesa da parte della Lega e di Forza Italia.
E così, all'allora procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, non rimase che riaffermare: "in realtà il reato di immigrazione clandestina è un ostacolo alle indagini". Ci si può, allora, stupire ed indignare se molti degli immigrati si vendono o finiscono per diventare l'ultimo anello (quello sul "territorio") della catena dello spaccio di droghe che, ovviamente, ha inizio in ben altri contesti sociali ed economici?
Maddale Na 5 aprile 2018 alle 10:35
Gent.mo Sig. alexandertwo, anch’io mi associo a Lei quando dichiara CONDIVISIBILE l'auspicio del sig. Gianfranco Fiore riguardo a una possibile maggiore attenzione da parte dei Magistrati ai reati "di strada" commessi dagli immigrati. Per amor di verità questa maggiore attenzione la auspico in relazione ai reati “di strada” da CHIUNQUE commessi, cittadini italiani, stranieri, clandestini e non.
Ma, quali sono i reati di strada? A mero titolo esemplificativo si possono indicare i furti, le rapine, le ricettazioni, gli spacci di stupefacenti. Se, per reati di strada, si vogliono intendere poi quelli che colpiscono i cittadini comuni, i più indifesi e i più esposti alle aggressioni dei prepotenti e dei furbi, ci aggiungerei anche le truffe e l’usura. Si tratta a ben vedere di reati “professionali”. Chi li commette in genere lo fa perché ha scelto di “campare” svolgendo l’orribile professione di ladro, rapinatore, ricettatore, spacciatore, truffatore, usuraio.
E’ anche condivisibile la Sua affermazione circa i vari "ostacoli" con i quali, i politici finiscono per vanificare, o quanto meno ridimensionare, una più incisiva e producente attività dei Magistrati. Esempi eloquenti sono quella sciagurata norma che ha consentito di includere lo stalking fra i "reati ricompresi tra quelli estinguibili con la giustizia riparativa” (pagando quattro soldi) o l’ancor più sciagurata norma che ha introdotto nell’ordinamento il nuovo istituto della non punibilità per PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO. Detto questo, mi lasci dire però che il più delle volte sono proprio i Magistrati i più diretti responsabili della scarsa incisività della loro attività. Le leggi, per quanto imperfette e perfettibili, ci sono. Esse consentono ai giudici, sol che lo vogliano, di contrastare efficacemente proprio quei reati di strada che colpiscono nella maggioranza dei casi i cittadini comuni, spesso i più indifesi. Basterebbe non partire sistematicamente dal minimo della pena, non concedere a man salva la sospensione condizionale della pena, ma concederla solo in presenza di specifici e probanti elementi che facciano ritenere che il beneficiario si asterrà in futuro dal commettere ulteriori reati, non vanificare l’effetto delle aggravanti ritenendo sistematicamente prevalenti le attenuanti, contestare la recidiva anche quando la stessa è “facoltativa” (rimessa cioè dall’improvvido legislatore allo sciagurato arbitrio del giudicante), fare applicazione di alcune norme che i giudici italiani si sono completamente dimenticate. Alludo agli artt. 102, 103, 105, 108 del codice penale che disciplinano le figure del delinquente abituale, professionale e per tendenza. Proprio quelle che ricorrono in quei reati di strada di cui parlavo prima. Figure che consentono, dopo espiata la pena, l’applicazione di misure di sicurezza che, sono temutissime dai delinquenti che hanno scelto di vivere depredando gli altri.
E invece, e invece apprendiamo dalle cronache di tutti i giorni che ci sono in circolazione delinquenti che hanno commesso una teoria infinita di furti, rapine, ricettazioni, truffe ecc. Come quella Rom che, a soli 26 anni, ha totalizzato 22 anni di carcere per una serie infinita di furti commessi addirittura mentre era ai domiciliari e che non può andare in galera solo perché ha cinque figli piccoli. Bambini che ben potrebbero essere dati in affidamento a coppie di cittadini onesti da quegli stessi Magistrati che hanno sottratto per darla in adozione la figlioletta ai “genitori nonni” di Torino sol perché il papà aveva 70 anni e la mamma 58.
alexandertwo 5 aprile 2018 alle 17:40
Condivido sostanzialmente le sue articolate considerazioni, gentile sig.a Maddale Na, espresse nel post odierno. Anche riguardo alla necessità di una maggiore "attenzione" richiesta ai Magistrati, a parte le responsabilità a vari livelli imputabili ai politici, come già indirettamente indicato col mio richiamo alla possibile "carenza" del loro operato.
Mi permetta. però, di aggiungere che il "cittadino comune", cioè quello più indifeso e più esposto difronte alle "aggressioni dei prepotenti e dei furbi", finisce con l'essere vittima non solo dei c.d. reati di strada (da Lei esemplificati molto accuratamente), ma anche, e comunque, di quelli commessi dai "colletti bianchi".
In più occasioni, nel Blog, mi sono "scagliato" contro questi soggetti ed i reati considerabili quasi delle loro loro, putroppo alquanto ricorrenti, prerogative, A sostegno di quanto esposto poc'anzi, però, voglio richiamare la odierna conclusione della vicenda di Giuseppe Scopelliti - ex Sindaco di Reggio Calabria ed ex Governatore regionale della Calabria - costituitosi al carcere di Reggio Calabria a seguito della definitiva conferma della sua condanna. E lo faccio considerando anche secondaria, ai presenti fini, la sua colorazione politica.
Ognuno può trovare sui vari organi di informazione ogni possibile dettaglio delle tante "nefandezze" compiute, da lui e dai suoi collaboratori, ma la conclusione ultima è che dei vari falsi, degli abusi, delle omissioni, dei raggiri contabili, chi ne ha pagato (e ne paga) le conseguenze sono i "cittadini comuni" cui è stato lasciato in eredità un pesantissimo piano di rientro trentennale. Ma si deve, purtroppo, ricordare anche il giallo che ha accompagnato questa vicenda, e cioè il suicidio (nel dicembre 2011) della dirigente Orsola Fallara, colei che materialmnte era incaricata di truccare i bilanci. Storia esemplare quella di questa signora, sulla quale erano stati accentrati poteri enormi e la cui morte ha lasciato parecchi dubbi sia sulle circostanze in cui sarebbe avvenuta sia sulle possibili motivazioni che l'avrebbero provocata.
GIANFRANCO FIORE 5 aprile 2018 alle 21:06
Caro Alexandertwo ma lei veramente pensa che Orsola Fallara si sia suicidata bevendo una cosa schifosa come l'acido muriatico di sua volontà o pensa che le abbiano fatto una proposta alla n'drangheta maniera per evitare le vendette familiari molto comuni da quelle parti,dove si chiede al figlio di uccidere il padre se ha sgarrato?
Preciso che non mi riferivo ai piccoli reati che in Italia è antieconomico perseguire ma in particolare al traffico di minorenni troppo grave ed al cimitero abusivo di Macerata dove pare vi siano anche cadaveri tra i 10 e i 15 anni.
Oggi in TV ho visto l'enormità dei frigoriferi che galleggiano nel Tevere perchè smontati dai Rom,tante storie sui giornali se l'AMA non li ritira dalle strade entro 24 ore o addirittura diventano dei casi politici montati contro la Raggi,ma nessuno si è accorto della diossina e delle carcasse in 5 anni di campo Rom?
Dove stavano i solerti vigili urbani che se superi un autobus in panne ti fanno la contravvenzione automatica zoomando su di tè e togliendo l'imbarazzante ostacolo?
alexandertwo 6 aprile 2018 alle 00:48
Mi permetta di segnalare, gentile dott.ssa Milella, una "pregevole" sentenza della Cassazione che sembra poter confutare, o quanto meno attenuare, i timori di possibile poca attenzione da parte dei Magistrati a certi "reati di strada" (e non solo) cui si è accennato negli ultimi commenti.
I supremi giudici hanno confermato il licenziamento (deciso dalla Corte di Appello di Ancona) di una cassiera che, nel supermercato dove era impiegata, si era appropriata, ritagliandoli, dei punti premio da due (ripeto, DUE) confezioni di crackers, riponendo poi le confezioni stesse sullo scaffale. I legali difensori della "rea" avevano sostenuto che, attesa "l'esiguità del danno e il costo delle confezioni", una sanzione meno grave del licenziamento sarebbe stata sufficiente. Però, alla conclusione del giudizio, la "giustizia" non è stata di questo avviso, evidentemente non riscontrando, nel caso in esame, la tenuità "speciale" o "particolare" del danno.
Ora, non nascondo di attendere con notevole attenzione cosa deciderà la Corte d'Appello cui la Cassazione ha rinviato la sentenza di condanna per peculato di Paolo Romani (recentemente candidato alla carica di Presidente del Senato) per il ricalcolo della pena già inflittagli. Non vanno dimenticate, infatti, le "preoccupazioni" emerse dai commenti postati al riguardo nel precedente blog "Dai, Orlando, forza... ." (dalla gentile sig.a Maddale Na e da me, lo scorso 19 marzo), qualora l'eventuale riconoscimento della "particolare tenuità del fatto" (art. 131-bis c.p.) dovesse indurre i giudici ad escludere, nello specifico, addirittura la punibilità e mandare quindi assolto un così "eccellente" imputato.
E da come si concluderà questa seconda vicenda giudiziaria, potremo forse avere, almeno in parte, una risposta ad un'altra domanda, posta dalla dott.ssa Milella nel blog "Da Zuca a Calderoli", su quante "giustizie", eventualmente, ci siano in Italia?
alexandertwo 6 aprile 2018 alle 00:53
Errata-corrige, post h. 00,48: alla penultima riga, leggasi "Zucca" (in luogo di Zuca). Mi scuso.
alexandertwo 6 aprile 2018 alle 14:13
Riguardo al "supposto" suicidio della sig.a Fallara, gentile sig. Gianfranco Fiore, credo che aver etichettato la vicenda come un "giallo", aver richiamato i molti "dubbi" che questa attuale conclusione giudiziaria hanno suscitato ed aver evidenziato l'eccessivo accentramento dei poteri in materia di bilanci che sulla stessa era stato fatto, possa indirizzare verso le perplessità che anch'io posso nutrire, alllo stato attuale, sulla veridicità di tale ricostruzione. Ma con maggiori e più puntuali dettagli sulle molte perplessità emerse si sono fatti portavoce i numerosi giornalisti che hanno trattato dello scabroso argomento.
Circa le "strane" vicende di Roma, sono necessarie alcune precisazioni e integrazioni:
a) la responsabilità della "frigo-valley" non va addossata ai rom, ma alle aziende di smaltimento e alle grandi catene di distribuzione degli elettrodomestici. Queste, che sono normalmente "collegate", incassano i contributi pubblici per uno smaltimento ecocompatibile ma, per lucrere ancor di più, subappaltono le operazioni a soggetti senza scrupoli che si disfano dei materiali nel modo denunciato;
b) attualmente, il primo problema dei vigili urbani di Roma sembra essere quello di evitare di indossare la divisa, in servizio, perchè ritenuta troppo "scomoda";
c) riguardo all'azienda dei rifiuti (AMA), si segnalano gli atti di vandalismo con i quali, negli ultimi cinque mesi, sono stati distrutti, appicandovi il fuoco, ben 250 cassonetti dislocati nelle strade. Se quest'opera di "bonifica" dovesse continuare, l'unica soluzione praticabile parrebbe l'installazione di un sistema di videosorveglianza.
Questa è la realtà dei fatti narrata da cronisti oggettivi. Ovviamente, da parte degli altri si continua a farne risalire la colpa alla sindaca Raggi, ormai, per definizione, totalmente incapace di risolvere, o quanto meno ridimensionare, i tanti annosi problemi di cui soffre la città e in cui si dibattono i suoi cittadini.
Maddale Na 6 aprile 2018 alle 18:45
Gent.mo Sig. alexandertwo, l’episodio che Lei ha citato, se può servire ad attenuare i “timori di possibile poca attenzione da parte dei Magistrati a certi reati di strada, certo vale a confermare quello che andavo dicendo nel mio precedente intervento circa il CATTIVO USO che spesso gli stessi Magistrati, nel bene e nel male, fanno dei POTERI DISCREZIONALI che il Legislatore concede loro.
Premesso che l’episodio in oggetto non si è svolto in sede penale ma in sede civile e più precisamente davanti ai Giudici del Lavoro e ha riguardato l’impugnativa del licenziamento disciplinare comminato alla malcapitata commessa, mi permetto di ricordare che, per giurisprudenza consolidata, al Giudice, al suo prudente ed equo apprezzamento, è rimesso il giudizio circa l’adeguatezza della sanzione disciplinare adottata. La giurisprudenza è uniforme e costante nel ripetere da decenni che il giudizio circa la proporzionalità e adeguatezza della sanzione applicata a un lavoratore per una mancanza disciplinare è rimesso al giudice di merito. Tale giudizio, a parole insindacabile in Cassazione (ma la Cassazione, quando vuole, sindaca e come, ad esempio quando ritiene che il giudizio del giudice di merito non sia sorretto da motivazione esauriente e completa), deve essere formulato, come dicevo innanzi, per l’appunto con equo e prudente apprezzamento. Non c’è bisogno di essere né magistrati, né avvocati, né professori di diritto per rendersi conto che privare una lavoratrice del posto di lavoro per essersi appropriata dei buoni premio applicati su due confezioni di biscotti del valore di 5-6 euro sia un’autentica follia, se non una crudeltà.
Tenga presente che il datore di lavoro ben avrebbe potuto sanzionare la mancanza con una “multa” o con la sospensione dal servizio e dalla retribuzione (che la legge consente fino a un massimo di 10 giorni) e che, per non aver (il datore di lavoro) fatto questo, il licenziamento poteva essere dichiarato sproporzionato e perciò illegittimo.
GIANFRANCO FIORE 6 aprile 2018 alle 21:11
La responsabilità della "frigo-valley" và addossata al Comune e all'AMA,perchè a Roma buttano i mobili in mezzo alla strada anche per i divorzi e i traslochi ma il Comune non sembra capirlo.Sono favorevole al sistema di videosorveglianza ma con i vigili a controllarlo .Uno dei problemi è il doppiolavoro di tanti dipendenti pubblici Roma,molti ce l'hanno e poi dormono in quello pubblico.Nei campi Rom ma anche dagli sfasciacarrozze troppo spesso s'incendiano i cavi elettrici sviluppando diossina per recuperare il rame ,nessuno tranne gl' ambientalisti se n'accorge.E' stupidità o bustarelle?
GIANFRANCO FIORE 6 aprile 2018 alle 21:14
Mi riferivo per i reati degl'immigrati a quest'articolo di cui accludo il link http://www.repubblica.it/cronaca/2018/03/31/news/ossa_ritrovate_a_porto_recanati_forse_anche_un_bambino_nel_pozzo_degli_orrori-192696193/
alexandertwo 6 aprile 2018 alle 22:03
Mi scusi la franchezza, gentile sig. Gianfranco Fiore, ma nel primo suo commento odierno mi sembra di trovare, citando Flaiano, poche idee ma confuse. Mi spiace che non traspaia dal suo intervento un più approfondito accertamento dei problemi denunciati. Mi permetto, conseguentemente, di chiederle: ma lei risiede a Roma oppure ciò che ha scriito lo ha appreso soltanto per sentito dire o vedendo qualche superficiale servizio televisivo?
Forse da seguire, comunque, il suo suggerimento dei vigili che controllino tutti i cassonetti, in aggiunta all'impianto di video sorveglianza, per tenere lontani i maleintenzionati.
alexandertwo 6 aprile 2018 alle 22:34
La ringrazio, gentile sig.a Maddale Na, della sua acuta e pregevole disamina, in punto di diritto, della vicenda di quella "malcapitata" cassiera. Conseguentemente, mi permetto di poter osservare che la responsabiltà di quel licenziamento (giustamente da Lei bollato come follia/crudeltà) possa, sostanzialmente essere imputata, "in concorso" (involontario, naturalmente), al legislatore, al datore di lavoro, all'avvocato difensore, ai giudici del lavoro, alla Corte di Cassazione, nonchè alla giurisprudenza consolidata.
Come ci ricordava già Cicerone, purtroppo, "summum ius, summa iniuria" (soprattutto nei confronti dei "poveri cristi").
GIANFRANCO FIORE 7 aprile 2018 alle 06:52
Caro alexandertwo cerco di trattenermi per non rubare tempo alla nostra Liana Milella
Lei cita Ennio Flaiano che a sua volta citava Mino Maccari, ma io penso ad un'altra sua frase forse da aggiornare "Tuttavia Roma è la mia città. Talvolta posso odiarla, soprattutto da quando è diventata l'enorme garage del ceto medio d'Italia. Ma Roma è inconoscibile, si rivela col tempo e non del tutto. Ha un'estrema riserva di mistero e ancora qualche oasi".
Amo Roma ma odio i suoi troppi problemi e la sua pazzesca mobilità,inoltre è stata più volte condannata per la discarica di "Malagrotta".
Ma non volevo fare un trattato sui rifiuti di Roma,dove ho vissuto per 6 anni continuativi e diversi soggiorni e dove ho molte amicizie,ho accenato ai frigoriferi solo perchè nel passato sono stati citati comelegati ad ipotetici complotti e perchè sono molto ingombranti ,ma il problema certo è che si produce troppe cose non riciclabili e lo Stato dovrebbe saperlo e correre ai ripari.
Non possiamo gridare a complotti dei venditori anche perchè Roma è una delle poche città che a raccogliere la carta non ci guadagna ma ci rimette,figuriamoci cosa può fare per i frigoriferi e cosa ha combinato per i vecchi televisori a valvole,dove a livello nazionale non si è fatto nulla con il passaggio al digitale terrestre per rottamarli con il recupero del contenuto e purtroppo oggi sono avviati in discarica teoricamente dopo averli sigillati.
Come succede per i pneumatici usati in possesso dei privati ,che spesso non li danno ai gommisti per non pagare l'ecotassa o per fare la parete antiurto nel garage,quando poi il garage cambia proprietario essi diventano da "arredamento"un rifiuto speciale.
Il problema reale è che ROMA è una delle poche città che i suoi problemi reali riesce a scaricarli sullo Stato e su di noi.
Nell'ultimo ventennio Potenza è andata 2 volte in dissesto per pochi milioni di euro,a ROMA per miliardi non succede nulla.
Ma il problema è a monte,come si fà per esempio a recuperare l'umido con il gravissimo fai da tè delle buste ?
Ci hanno imposto la busta nuova di zecca per comprare la frutta ma per buttarne le bucce era più importante,non crede?
alexandertwo 7 aprile 2018 alle 15:40
La ringrazio, gentile sig. Gianfranco Fiore. La sua "condizione" di attuale non residente a Roma consente di spiegare al meglio il perchè anche degli ulteriori luoghi comuni contenuti in questo suo ultimo post.
GIANFRANCO FIORE 8 aprile 2018 alle 20:45
Luoghi comuni ma fatti non proprio comuni visto che Repubblica vi dedica foto ,non c'illuminii solo su SB http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/04/08/foto/roma_sfregiata_la_tomba_del_beato_angelico-193323014/1/#1http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/04/08/foto/roma_degrado_e_rifiuti_la_frigo_valley_del_viadotto_della_magliana-193317606/1/#1
GIANFRANCO FIORE 8 aprile 2018 alle 20:46
http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/04/08/news/roma_a_piazza_jacini_ulivi_tigli_e_allori_ma_sono_le_chiome_abbandonate_da_quasi_due_mesi-193340303/