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Timestamp: 2020-08-08 17:43:41+00:00
Document Index: 17168092

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 190', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 395', 'art. 366']

Inps 2019-06-24 - Pdf - Stampa
Risarcimento danno e fatture non prodotte, risarcimento inps, ..." riguardo al 4° motivo, va ulteriormente sottolineato che come le Sezioni Unite di questa Corte hanno avuto modo di affermare dall'ammontare del risarcimento dovuto dal responsabile del sinistro va detratto quanto al danneggiato allo stesso titolo corrisposto da parte di ente gestore di assicurazione sociale," Fonte: cassazione sentenzeweb
Preventivo mai prodotto
non abbia riconosciuto il danno da mancato guadagno per perdita della capacità lavorativa sp
Abbia erroneamente disposto la detrazione di quanto corrisposto e corrispondendo dall'INPS «pe
Spese processuali per un importo eccessivo.
Essendosi «limitato ad affermare di non potere più svolgere attività lavorativa&
Te riguardo al 4° motivo, va ulteriormente sottolineato che come le Sezioni Unite di questa Cort
Con il 1° motivo il ricorrente denunzia violazione degli artt. 1223, 1226, 2043, 2056 c.c., 113, 115, 116, 132 c.p.c., 111 Cost., in riferimento all'art. 360, 10 co. n. 3, c.p.c.; nonché «omessa, insufficiente e erronea» motivazione su punto decisivo della controversia, in riferimento all'art. 360, 10 co. n. 5, c.p.c. Si duole che la corte di merito abbia, con motivazione incoerente ed erroneamente valutando le emergenze processuali nonché sulla base di un ^ preventivo mai prodotto, escluso la necessità di protesi sostitutive diverse da quella da bagno, e la risarcibilità dei costi degli effettuati viaggi all'estero per acquistarle.
Con il 2° motivo il ricorrente denunzia violazione degli artt. 1223, 1226, 2043, 2056, 2697, 2727, 2729 c.c., 113, 115, 116, 132 c.p.c., 111 Cost., in riferimento all'art. 360, 1° co. n. 3, c.p.c.; nonché «contraddittorietà e illogicità manifesta» della motivazione su punto decisivo della controversia, in riferimento all'art. 360, 1° co. n. 5, c.p.c. Si duole che la corte di merito^ non abbia riconosciuto il danno da mancato guadagno per perdita della capacità lavorativa specifica, la cui sussistenza ben avrebbe potuto essere riconosciuta mediante prova presuntiva e sulla base delle emergenze probatorie, ovvero liquidato sulla base del triplo della pensione sociale.
Con il 4° motivo denunzia violazione degli artt. 1223, 2056 c.c., 113, in riferimento all'art. 360, 1° co. n. 3, c.p.c. Si duole che la corte di merito ^ abbia erroneamente disposto la detrazione di quanto corrisposto e corrispondendo dall'INPS «per invalidità parziale».
Con il 5° motivo denunzia violazione degli artt. 1223, 2056 c.c., 113, in riferimento all'art. 360, 1° co. n. 3, c.p.c. Si duole che la corte di merito l'abbia condannato al pagamento delle ^ spese processuali per un importo eccessivo. I motivi, che possono congiuntamente esaminarsi in quanto connessi, sono in parte inammissibili e in parte infondati. Va anzitutto osservato che essi risultano formulati in violazione dell'art. 366, 1° co. n. 6, c.p.c. atteso che il ricorrente pone a loro fondamento atti o documenti del giudizio di merito [es., l'«atto di citazione notificato in data 20-25 maggio 2010», le «memorie autorizzate», la «memoria di replica ex art. 190 c.p.c.», la CTU espletata in 1° grado, la richiesta di chiarimenti, il «provvedimento del 7-8 marzo 2012», il «provvedimento del 7-8 marzo 2013», le «comparse conclusionali», la sentenza del giudice di prime cure, l'«atto di citazione in appello notificato ai convenuti in data 12 febbraio 2014», l'«appello incidentale» della società ... s.p.a., le «istanze istruttorie», la «nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio», gli «scritti difensivi», i «preventivi prodotti sub docc. 7 ( relazione tecnica del 16.2.2007 e 26 (aggiornamento costi al 2011) fasc. doc. I grado e sub doc. 6 fasc. doc. II grado (aggiornamento costi al 2016), redatti dalla società R.T.M.», le osservazioni del CTP Bruno, i «costi e le spese sostenute ( cfr. docc. 7, 26, 27, 28, 41 fasc. Doc. I grado )», la «serie di elementi esistenti in atti», le «prove per testi dedotte» ] limitandosi meramente a richiamarli, senza invero debitamente -per la parte d'interesse in questa sede- riprodurli nel ricorso ovvero là dove riprodotti ( es., le «pp. 7-8 consulenza tecnica resa in grado di appello dai dottori Fiorentino e Solero» ) senza puntualmente indicare ove risultino prodotti, laddove è al riguardo necessario che si provveda anche alla relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta alla Corte Suprema di Cassazione, al fine di renderne possibile l'esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell'esatta collocazione nel fascicolo d'ufficio o in quello di parte, rispettivamente acquisito o prodotto in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239; Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701). A tale stregua non deduce le formulate censure in modo da renderle chiare ed intellegibili in base alla lettura del ricorso, non ponendo questa Corte nella condizione di adempiere al proprio compito istituzionale di verificare il relativo fondamento ( v. Cass., 18/4/2006, n. 8932; Cass., 20/1/2006, n. 1108; Cass., 8/11/2005, n. 21659; Cass., 2/81/2005, n. 16132; Cass., 25/2/2004, n. 3803; Cass., 28/10/2002, n. 15177; Cass., 12/5/1998 n. 4777 ) sulla base delle deduzioni contenute nel medesimo (v. Cass., 24/3/2003, n. 3158; Cass., 25/8/2003, n. 12444; Cass., 1°/2/1995, n. 1161).
Quanto al merito, con particolare riferimento al 2° motivo va osservato che la corte d'appello ha nell'impugnata sentenza affermato non avere l'odierno ricorrente «fornito alcuna prova'' in ordine al lamentato danno da perdita della capacità lavorativa specifica, ^ essendosi «limitato ad affermare di non potere più svolgere attività lavorativa&raquo; senza peraltro fornire prova, e invero anche meramente dedurre allegazioni, al riguardo. Ha altresì escluso esservi «alcuna necessaria correlazione tra il tipo di lesioni subite dal Tizio ( perdita di un arto ) e l'impossibilità di svolgere l'attività lavorativa di vendita di autovetture».
Avuto specificamen^ te riguardo al 4° motivo, va ulteriormente sottolineato che come le Sezioni Unite di questa Corte hanno avuto modo di affermare dall'ammontare del risarcimento dovuto dal responsabile del sinistro va detratto quanto al danneggiato allo stesso titolo corrisposto da parte di ente gestore di assicurazione sociale, trattandosi di prestazione economica a contenuto indennitario erogata in funzione di copertura del pregiudizio occorso ( nella specie, la pensione di inabilità e l'indennità di accompagnamento ) che soddisfa, neutralizzandola in parte, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria del terzo al quale sia addebitabile il sinistro, salvo il diritto del danneggiato di agire nei confronti del danneggiante per ottenere l'eventuale differenza tra il danno subito e quello indennizzato (cfr., con particolare riferimento alle prestazioni previdenziali e indennitarie erogate dall'Inail, Cass., Sez. Un., 22/5/2018, n. 12566).
Non può infine sottacersi, con particolare riferimento al 10 motivo, che là dove il ricorrente si duole che la corte di merito abbia escluso la necessità di protesi sostitutive diverse da quella da bagno, e la risarcibilità dei costi dei viaggi all'estero per acquistarle, erroneamente valutando le emergenze processuali e sulla base di un ^ preventivo mai prodotto, con riferimento a quest'ultimo profilo il ricorrente in realtà inammissibilmente prospetta un vizio revocatorio ex art. 395, 1° co. n. 4, c.p.c. Emerge evidente, a tale stregua, come le deduzioni dell'odierno ricorrente, oltre a risultare formulate secondo un modello difforme da quello delineato all'art. 366, n. 4, c.p.c., in realtà si risolvono nella mera doglianza circa la dedotta erronea attribuzione da parte del giudice del merito agli elementi valutati di un valore ed un significato difformi dalle sue aspettative (v. Cass., 20/10/2005, n. 20322), e nell'inammissibile pretesa di una lettura dell'asserto probatorio diversa da quella nel caso operata dai giudici di merito (cfr. Cass., 18/4/2006, n. 8932). Per tale via in realtà sollecita, cercando di superare i limiti istituzionali del giudizio di legittimità, un nuovo giudizio di merito, in contrasto con il fermo principio di questa Corte secondo cui il giudizio di legittimità non è un giudizio di merito di terzo grado nel quale possano sottoporsi all'attenzione dei giudici della Corte Suprema di Cassazione elementi di fatto già considerati dai giudici di merito, al fine di pervenire a un diverso apprezzamento dei medesimi ( cfr. Cass., 14/3/2006, n. 5443 ). Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società ... s.p.a., seguono la soccombenza.
2019-06-24 Chi: Spataro Fonte: cassazione sentenzeweb