Source: https://www.laleggepertutti.it/271581_mediazione-si-puo-delegare-lavvocato-con-procura-notarile
Timestamp: 2019-04-20 21:20:19+00:00
Document Index: 134207565

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 667', 'art. 5', 'art. 5']

Mediazione: si può delegare l'avvocato con procura notarile?
L’obbligo di partecipazione personale della parte all’incontro di mediazione può essere soddisfatto anche conferendo, tramite notaio, una procura speciale all’avvocato?
Non hai pagato alcune rate di un finanziamento, così la banca ti ha notificato un decreto ingiuntivo richiedendoti le somme arretrate e gli interessi. Interessi che, però, secondo il tuo commercialista, sono eccessivi rispetto a quanto previsto dal contratto. Così hai deciso di opporti. Hai dato mandato a un avvocato che ha notificato alla controparte l’atto di opposizione al decreto ingiuntivo. Alla prima udienza il giudice vi ha dato un termine per svolgere la cosiddetta mediazione, un procedimento obbligatorio per tutte le cause contro gli istituti di credito (e in numerose altre ipotesi). Senonché, all’incontro, il direttore della banca non si è presentato personalmente ma ha delegato il suo avvocato con una procura speciale notarile. La tua prima impressione è che tale comportamento sia illegittimo. E ciò perché la legge sulla mediazione impone alle parti di farsi assistere sì dal proprio legale, ma di presenziare comunque in carne ed ossa. Lo scopo dell’incontro infatti non è tanto quello di adempiere a un onere burocratico, ma di tentare in tutti i modi un accordo bonario. Accordo che di certo gli avvocati non possono stringere per conto altrui, non essendo i diretti interessati alla questione sostanziale. È vero, il professionista può ricevere delle istruzioni più o meno precise dal proprio cliente, ma la mediazione si gioca anche sul potere di convincimento del mediatore, che si esercita proprio sul posto e nel momento dell’incontro. Dopo aver maturato questi approfonditi pensieri, ti chiedi se, in mediazione, si può delegare l’avvocato con una procura notarile speciale o se, invece, è sempre necessaria la presenza dell’interessato e, per le società, del legale rappresentante.
La questione, estremamente interessante da un punto di vista sia giuridico che pratico – viste le rilevanti conseguenze che comporta (e di cui parleremo al termine di questo articolo) – è stata minuziosamente affrontata dal tribunale di Vasto [1] e anche dalla Cassazione in una recente sentenza [2]. Ecco qual è stato l’orientamento dei giudici sul punto.
1 La mediazione obbligatoria
2 Chi deve presentarsi in mediazione?
3 Si può delegare alla mediazione il proprio avvocato?
3.1 La sentenza del tribunale di Vasto
3.2 La procura notarile come delega per la mediazione
3.3 L’orientamento della Cassazione
Quando la causa ha ad oggetto una controversia che verte in materia di condominio, diritti reali (ad esempio proprietà di terreni, case, diritti di usufrutto, di servitù, ecc.), divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento da responsabilità medica, risarcimento da diffamazione a mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, prima di avviare il giudizio è necessario che l’attore – chi cioè avvia il procedimento – inviti la controparte a presentarsi davanti a un organismo di mediazione presente nella stessa città del giudice competente. Lo scopo è quello di tentare una soluzione pacifica alla presenza di un mediatore che, esperto del settore, dovrebbe far analizzare alle parti i vantaggi e svantaggi, per ciascuna di esse, di uno scontro in giudizio.
Nel caso di decreti ingiuntivi e procedimenti di sfratto, la mediazione viene ordinata dal giudice solo nel caso in cui la parte intimata intenda fare opposizione. Alla prima udienza, quindi, il magistrato invita i contendenti ad attivare il procedimento di mediazione.
Chi deve presentarsi in mediazione?
La legge dice che, all’incontro di mediazione, devono presentarsi le parti personalmente accompagnate dai rispettivi avvocati (la presenza del legale non è necessaria solo per le cause ove la mediazione è facoltativa). Una recente pronuncia della Corte di Giustizia ha capovolto questa impostazione sostenendo che, per i giudizi che vedono come parte istante un consumatore, la presenza dell’avvocato non è necessaria perché eccessivamente onerosa (leggi Mediazione: cade l’obbligatorietà quando in causa c’è un consumatore).
Secondo il prevalente orientamento della giurisprudenza [3], perché la mediazione possa dirsi effettivamente compiuta è necessario che le parti siano sempre presenti personalmente, assistite dai rispettivi avvocati, a tutti gli incontri programmati innanzi al mediatore.
L’assenza ingiustificata di una o di entrambe le parti costituisce violazione di legge ed è sanzionata in modo diverso a seconda che si tratti dell’attore o del convenuto. Nel primo caso, ossia quando l’assenza personale riguarda la parte attrice/istante in mediazione, la mediazione si considera come non realizzata. Nel caso in cui l’assenza personale riguarda invece il convenuto è prevista una condanna al versamento allo Stato di una somma pari al contributo dovuto per il giudizio ed è un argomento di prova per la successiva sentenza.
Dunque se per l’attore la mediazione è una condizione per agire in giudizio (cosiddetta «condizione di procedibilità») senza la quale la domanda giudiziale non può essere neanche presa in considerazione, per il convenuto è solo fonte di sanzioni e di conseguenze in termini di condanna alle spese processuali.
Si può delegare alla mediazione il proprio avvocato?
Scrive il giudice nella sentenza in commento: «Con particolare riferimento alla posizione della parte attrice, nel caso in cui questa abbia presentato la domanda di mediazione e poi non abbia partecipato personalmente al primo e ai successivi incontri, preferendo delegare per l’incombente il proprio avvocato, deve ritenersi che la condizione di procedibilità non si sia avverata, dal momento che, ai fini della procedibilità della domanda, non è sufficiente esperire un procedimento di mediazione purchessia, ma è necessario rispettare tutte le condizioni di legge per un rituale e corretto svolgimento della procedura, prima tra le quali quella che impone alle parti di essere presenti personalmente agli incontri dinanzi al mediatore e, in particolar modo, al primo incontro, che costituisce uno snodo cruciale di tutta la procedura».
Eccezionalmente però la parte può delegare l’avvocato a rappresentarla in mediazione. Ciò però solo in presenza di due condizioni:
innanzitutto l’assenza della parte deve essere giustificata da un oggettivo impedimento che non consenta di essere personalmente presente. Si deve trattare quindi di un motivo serio, tale da non consentire alla parte la materiale possibilità di presenziare agli incontri se non con uno sforzo eccessivo. Tale causa di impossibilità non può essere temporanea (deve cioè protrarsi per un periodo di tempo superiore ai termini di durata massima della procedura di mediazione);
la persona delegata deve essere a conoscenza dei fatti che hanno originato il conflitto e sia dotata (tramite previo rilascio di una procura speciale) del potere di assumere decisioni vincolanti per la parte rappresentata, nella fase di ricerca di una soluzione amichevole della controversia.
In ogni caso, sostiene il tribunale di Vasto, il delegato alla mediazione non può mai essere l’avvocato che difende e rappresenta la parte in giudizio, anche se con procura speciale, e ciò per tre ragioni. Innanzitutto, perché una cosa è la difesa legale, un’altra la rappresentanza in mediazione. In secondo luogo, perché nella mediazione la funzione dell’avvocato è solo di assistenza alla parte comparsa e non di rappresentanza della parte assente. In terzo ed ultimo luogo, perché la presenza del solo avvocato, non accompagnato neppure da un fiduciario dell’interessato, impedirebbe al mediatore di avere un contatto diretto con le persone protagoniste del conflitto, precludendogli di comprendere quali siano i bisogni, gli interessi, i sentimenti dei soggetti coinvolti, che gli stessi possono e debbono mostrare con immediatezza, senza il filtro dei difensori.
Sembra che la sentenza in commento intraveda una sorta di “conflitto di interessi” tra la posizione tecnica e quasi naturalmente orientata al conflitto, tipica dell’avvocato, e gli interessi della parte, invece più liberi e sciolti rispetto alla ferrea logica giuridica.
La procura notarile come delega per la mediazione
Fermo restando quindi che ben è possibile la procura speciale per farsi sostituire all’incontro di mediazione, in presenza di un impedimento oggettivo, assoluto e non temporaneo, resta che il delegato non può mai essere l’avvocato.
Del resto l’utilizzo di particolari e più solenni forme nel rilascio della procura (come l’atto notarile) non può sostituire le ragioni straordinarie che consentono eccezionalmente la delega. «Del resto, non si comprende per quale ragione la procura notarile dovrebbe avere maggior efficacia, sotto il profilo sostanziale, della procura comunque conferita in forma scritta».
Di parere diametralmente opposto è la Cassazione secondo cui, se da un lato è vero che, nella mediazione civile obbligatoria, è necessario che le parti compaiano personalmente davanti al conciliatore, assistite dal difensore, ciò non toglie che l’interessato possa farsi rappresentare dallo stesso avvocato grazie a una procura sostanziale ad hoc. Questo perché non c’è alcuna norma che ponga il divieto in tal senso.
Quando la legge ritiene che la parte non possa farsi sostituire lo dice espressamente, magari perché attribuisce un particolare valore alle dichiarazioni dell’interessato. Non risulta previsto ma nemmeno escluso che chi non può o non vuole partecipare all’incontro di mediazione possa farsi sostituire da una persona a sua scelta. E dunque anche dal difensore che lo assiste nella procedura.
La Cassazione si sofferma poi sulle modalità di conferimento della delega. Non può trattarsi della procura ad litem, quella cioè apposta a margine dell’atto processuale e autenticata dallo stesso avvocato. Deve essere una delega notarile con indicazione specifica del potere a rappresentare la parte proprio ai fini della partecipazione alla mediazione. Non può quindi trattarsi di un’ampia procura agli affari, generica o generale che sia.
[1] Trib. Vasto, dott. Fabrizio Pasquale, sent. del 17.12.2018.
[2] Cass. sent. n.8473/19.
[3] Trib. Vasto, sent. del 09.03.2015, n. 130.
1. ___________ s.p.a. ha citato in giudizio, innanzi a questo Tribunale, la ___________ s.n.c., assumendo di avere concesso in locazione alla società convenuta, con contratto registrato il 15.01.2016, un immobile per uso commerciale sito in Vasto Marina (CH), al Lungomare Cordella n. 1, per il canone annuale di € 18.075,96 (oltre aggiornamenti Istat), da versarsi in quattro rate trimestrali da € 4.518,99 ciascuna, entro il primo giorno dei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre di ogni anno. A dire della intimante, la conduttrice si è resa morosa nell’adempimento delle sue obbligazioni e, in particolare, nel pagamento del canone di locazione, interrompendo i versamenti a far data dalla ricezione della comunicazione di disdetta del contratto, così maturando alla data del 01.06.2016 una morosità pari a complessivi € 58.473,86 (IVA compresa).
2. Sulla base delle riferite circostanze, ___________ s.p.a. ha intimato alla società conduttrice lo sfratto per morosità, contestualmente citandola dinanzi a questo Tribunale per la convalida e chiedendo che, in caso di opposizione, fosse emessa ordinanza provvisoriamente esecutiva di rilascio.
4. Il Giudice, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 19.08.2016, ha rigettato l’istanza di convalida dell’intimazione di sfratto e la richiesta di rilascio dell’immobile, ritenendo l’opposizione fondata su prova scritta, ed ha disposto il mutamento del rito ex art. 667 c.p.c., assegnando alle parti un termine di giorni quindici per l’attivazione del procedimento di mediazione, ai sensi dell’art. 5, comma 4, lett. b), D. Lgs. 28/10.
5. Il procedimento di mediazione, articolatosi in più incontri durante i quali la parte istante ___________ s.p.a. non è mai comparsa personalmente, a mezzo del proprio legale rappresentante, ma soltanto attraverso il proprio avvocato munito di procura speciale notarile, si è concluso negativamente a causa della mancata accettazione della proposta conciliativa formulata dal mediatore.
2. Passando alla disamina del caso concreto, occorre rimarcare che nella procedura di mediazione attivata su iniziativa del giudice, ai sensi dell’art. 5, comma 4, lett. b), D. Lgs. 28/10, la ___________ s.r.l. non è mai comparsa personalmente tramite il proprio legale rappresentante, essendo intervenuto a tutti gli incontri sempre e soltanto il difensore avv. Carlo Colantonio, il quale – peraltro – pur essendo munito di procura speciale notarile, non ha esposto al mediatore alcun giustificato motivo dell’assenza della propria assistita. Benchè l’avvocato della parte istante sia stato reiteratamente sollecitato dal difensore della controparte e dallo stesso mediatore a procurare la presenza personale del legale rappresentante della ___________ s.r.l. (cfr. verbali del 03.02.2017 e del 10.02.2017), quest’ultimo non si è mai personalmente presentato dinanzi al mediatore, né per partecipare ai numerosi incontri attraverso i quali si è svolta la procedura di mediazione, né per prendere posizione sulle plurime proposte conciliative formulate tanto dalla parte invitata, quanto dallo stesso mediatore. A fronte della specifica contestazione sollevata, durante l’incontro del 10.02.2017, dal legale rappresentante della società invitata, personalmente presente, l’avv. Colantonio si è limitato a trincerarsi dietro lo scudo formale dell’esistenza di una procura notarile, osservando – testualmente – “di essere dotato di tutti i poteri del caso”.