Source: https://ceridap.eu/focus-regione-abruzzo/
Timestamp: 2020-08-05 01:42:12+00:00
Document Index: 118931042

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 163', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 16', 'art 3', 'art 3', 'art. 3', 'art. 191', 'art. 53', 'art. 182', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2']

Abruzzo – CERIDAP
Post author Emanuela Iafolla
Post author Emanuela Iafolla |
[The measures adopted by Abruzzo Region to manage the Covid-19 emergency] This paper aims to analyse the main measures adopted by Abruzzo Region to deal with the emergency resulting from the spread of the virus from Covid-19 in the various sectors of social life, distinguishing them by area of intervention.
La Regione Abruzzo si è trovata a fronteggiare l’emergenza da “Covid 19” adottando numerose ordinanze contingibili ed urgenti, che si presentano per lo più attuative della normativa nazionale, e in alcuni casi maggiormente stringenti.
Anche nella Regione Abruzzo la ratio delle ordinanze contingibili ed urgenti emanate dal Presidente della Giunta Regionale risulta essere quella di contrastare l’emergenza epidemiologica che, all’inizio del suo propagarsi, non sembrava connotarsi per la presenza di numeri preoccupanti ma successivamente ha assunto dimensioni consistenti.
Come di recente ricordato dal Cons. St., Sez. III, decreto del 30 marzo 2020 n. 1553 « per la prima volta dal dopoguerra, si sono definite ed applicate disposizioni fortemente compressive di diritti anche fondamentali della persona- dal libero movimento, al lavoro, alla privacy- in nome di un valore di ancor più primario e generale rango costituzionale: la salute pubblica, e cioè la salute della generalità dei cittadini, messa in pericolo dalla permanenza di comportamenti individuali (pur pienamente riconosciuti in via ordinaria dall’Ordinamento, ma) potenzialmente tali da diffondere il contagio, secondo le evidenze scientifiche e le tragiche statistiche del periodo».
I cittadini abruzzesi abituati a fronteggiare negli ultimi 10 anni emergenze e calamità quali terremoti e alluvioni si sono dimostrati virtuosi nel rispetto delle previsioni normative statali e regionali che hanno limitato diritti fondamentali quali la libertà di circolazione a tutela della salute pubblica.
Si è ben compreso che, in base all’art. 32 Cost., la salute non è solo oggetto di un diritto, ma è anche un interesse della collettività, sicchè, come ha osservato la Corte Costituzionale nella sentenza n. 218 del 2 giugno 1994, la tutela della salute implica anche il dovere dell’individuo di non ledere, né porre a rischio con il proprio comportamento la salute altrui, in osservanza del principio generale che vede il diritto di ciascuno trovare un limite nel reciproco riconoscimento e nell’uguale protezione del coesistente diritto degli altri.
2. Istituzione di Zone Rosse
Con ordinanza n. 10 del 18 marzo 2020 la Regione ha ritenuto opportuno adottare ulteriori misure di contrasto e di contenimento aggiuntive rispetto a quelle assunte dal livello nazionale e con proprie precedenti ordinanze, riducendo drasticamente all’interno dei comuni della Vallata del Fino (Comuni di Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita e Montefino) ogni opportunità di socializzazione, limitando al massimo la mobilità delle persone residenti per un congruo periodo di tempo; con riferimento al territorio dei comuni di Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita, Montefino ed Elice, sono state adottate le seguenti ulteriori misure restrittive:
sospensione di tutte le attività produttive e commerciali ad esclusione dei negozi di generi alimentari di prima necessità, e delle attività connesse e serventi alla catena agroalimentare e sanitaria, e comunque alle attività di interesse strategico e di carattere essenziale salvaguardate dalle restrizioni ai sensi del d.P.C.M. 8 marzo 2020, comma 1 (farmacie, parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica, attività di trasporto connesse al rifornimento di beni e servizi essenziali dei presidi socio-sanitari esistenti);
saranno comunque garantiti i servizi di raccolta e smaltimento, e servizio di consegna a domicilio, di farmaci e generi alimentari, per le persone in isolamento domiciliare fiduciario.
Con l’ordinanza n. 15 del 25 marzo 2020 è stata revocata l’ordinanza n. 10 del 18 marzo 2020 (Misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 individuazione comuni “zona rossa), con salvezza degli effetti medio tempore prodotti. Ferme restando le misure statali, regionali e comunali, ove esistenti, di contenimento del rischio diffusione, a decorrere dal 25 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020, con riferimento al territorio dei Comuni di Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita, Montefino, Elice, Civitella Casanova, Farindola, Montebello di Bertona, Penne, Picciano, l’ordinanza ha previsto le seguenti ulteriori misure:
Con l’ordinanza n. 17 del 27 marzo 2020, le misure restrittive di cui all’articolo 2 dell’ordinanza n. 15 del 25 marzo 2020 sono state estese anche al territorio di Villa Caldari, frazione di Ortona (Ch).
Con l’ordinanza n. 18 del 29 marzo 2020 è stato previsto che alle ordinanze n. 15 del 25 marzo 2020 e n. 17 del 27 marzo 2020 “Misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 individuazione comuni “zona rossa”, sono apportate le seguenti integrazioni: A. Dopo il punto V. della lettera c) dell’articolo 2 è inserito il seguente punto: “VI. Nei casi non contemplati nelle lettere precedenti, l’uscita da un Comune della “zona rossa” è possibile esclusivamente previa apposita autorizzazione rilasciata, sulla base di proprie valutazioni, dal Sindaco a fronte di evidenze rappresentate dagli interessati in ordine all’urgenza e indifferibilità dell’impiego, comunque in attività salvaguardate dalle restrizioni ai sensi del d.P.C.M. del 22 marzo 2020, di personale proveniente dalla “zona rossa” e non diversamente reperibile al di fuori della stessa”.
Con l’ordinanza n. 21 del 2 aprile 2020 l’efficacia delle misure restrittive di cui alle ordinanze n. 15 del 25 marzo 2020, n. 17 del 27 marzo 2020 e n. 18 del 29 marzo 2020, è stata prorogata al 13 aprile 2020 per i territori comunali di Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita, Montefino, Elice, Civitella Casanova, Farindola, Montebello di Bertona, Penne, Picciano e per il territorio di Villa Caldari, frazione di Ortona. Inoltre è stato disposto che gli spostamenti delle persone fisiche tra i Comuni “zona rossa” delle province di Pescara e di Teramo, motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e assoluta urgenza o per motivi di salute, sono consentiti – ove si realizzino interamente nell’ambito dei territori di detti comuni – previa esclusiva esibizione del modello di autocertificazione predisposto dal Ministero dell’Interno.
Con ordinanza n. 35 dell’11 aprile 2020, alla luce delle sopravvenute misure urgenti di contrasto all’emergenza epidemiologica intervenute con il d.P.C.M. 10 aprile 2020, si è reso necessario adeguare il dispositivo dell’ordinanza regionale n. 31 del 9 aprile 2020, con particolare riguardo alle misure contenute nella lettera d), disponendo, con efficacia dal 14 aprile 2020 e fino al 19 aprile 2020, le seguenti misure restrittive per i territori comunali di Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita, Montefino, Elice, Civitella Casanova, Farindola, Montebello di Bertona, Penne e per il territorio di Villa Caldari, frazione di Ortona:
nei casi non contemplati nelle lettere precedenti, l’uscita da un Comune della “zona rossa” è possibile esclusivamente previa apposita autorizzazione rilasciata, sulla base di proprie valutazioni, dal Sindaco, a fronte di evidenze rappresentate dagli interessati in ordine all’urgenza e indifferibilità dell’impiego, comunque in attività salvaguardate dalle restrizioni ai sensi del d.P.C.M. del 10 aprile 2020, di personale proveniente dalla “zona rossa” e non diversamente reperibile al di fuori della stessa;
sospensione di tutte le attività produttive e commerciali, ad esclusione di quelle salvaguardate dalle restrizioni ai sensi del d.P.C.M. 10 aprile 2020;
sono garantiti i servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, il servizio di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari ai cittadini posti in stato di isolamento domiciliare fiduciario, il servizio di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, il servizio di rifornimento delle banconote agli sportelli dei Bancomat e Postamat;
Con ordinanza n. 40 del 18 aprile 2020, ferme restando le misure statali, regionali e comunali, ove esistenti, di contenimento del rischio diffusione, sono state confermate, con efficacia dal 20 aprile 2020 e fino a cessate esigenze, le suesposte misure restrittive per i territori comunali di Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita, Montefino e per il territorio di Villa Caldari, frazione di Ortona.
Con ordinanza n. 45 del 22 aprile 2020 è stata revocata la zona rossa istituita presso la contrada Caldari di Ortona.
Con ordinanza n. 47 del 23 aprile 2020 sono state revocate le misure restrittive, di cui all’ordinanza n. 40 punto 1, in relazione alle zone rosse dei Comuni di Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita e Montefino;
3. Trasporto pubblico.
Con ordinanza n. 6 del 12 marzo 2020, la Regione ha previsto quanto segue:
la società TUA s.p.a. e le società concessionarie dei servizi di TPL rimodulano i programmi di esercizio dei servizi di trasporto prevedendo fino al 3 aprile 2020, salvo diversa disposizione, l’applicazione dell’orario ordinario del periodo non scolastico, ed un’ulteriore riduzione, ai sensi del d.P.C.M. 11 marzo 2020, delle restanti percorrenze chilometriche fino ad un massimo del 50%;
la rimodulazione dei programmi del servizio di trasporto pubblico di cui al comma 1 deve prevedere un’articolazione oraria che tenga conto delle esigenze di mobilità conseguenti al d.P.C.M. 11 marzo 2020, ed in particolare del pendolarismo lavorativo e per l’accesso alle strutture sanitarie;
le società esercenti il trasporto pubblico locale comunicano alla Giunta regionale i programmi di esercizio rimodulati. Di essi, viene data diffusione in apposite pagine sul trasporto pubblico nella sezione del sito web istituzionale della Regione Abruzzo dedicata all’emergenza in corso (sezione “Coronavirus”) e sui siti delle società di trasporto interessate;
la Giunta regionale monitora, per il tramite del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti, i servizi rimodulati che, in presenza di disagi per l’utenza, verranno incrementati o comunque modificati al fine di non creare difficoltà agli spostamenti con carattere di urgenza e indifferibilità;
le società di trasporto applicano le disposizioni volte ad evitare il sovraffollamento dei mezzi e a far rispettare le distanze di sicurezza tra le persone di cui all’Allegato 1, lettera d) del d.P.C.M. 4 marzo 2020; a tal fine, le stesse società monitorano con attenzione il flusso degli utenti sulle singole corse ed istituiscono, ove necessario, corse c.d. “supplementari” previa informativa al Dipartimento Infrastruttura e Trasporti della Giunta regionale;
le società di trasporto sono tenute ad effettuare tutte le misure di sanificazione e disinfezione previste dalle vigenti normative a tutela dell’utenza e del personale viaggiante e ad utilizzare, per la salita e discesa degli utenti, soltanto le porte centrali e posteriori degli autobus, delimitando adeguatamente la postazione dell’autista;
i vettori dotati di biglietteria a terra sospendono l’attività di vendita a bordo dei titoli di viaggio; 8. di stabilire la validità della presente ordinanza sino al giorno 3 aprile 2020, ovvero sino a nuovo e diverso provvedimento.
Con ordinanza n. 8 del 17 marzo 2020 è stato previsto di inserire, dopo il punto n.1 della Ordinanza del Presidente della Regione Abruzzo n. 6 del 12 marzo 2020, il seguente punto n. 1 bis: “Per i servizi ferroviari la riduzione delle percorrenze può raggiungere la percentuale dell’80% a condizione che vengano in ogni caso garantite, anche a seguito della rimodulazione dei servizi, le distanze di sicurezza tra le persone di cui all’Allegato 1, lettera d) del d.P.C.M. 4 marzo 2020”.
Con ordinanza n. 14 del 24 marzo 2020 sono state adottate misure in materia di trasporto pubblico locale e in particolare è stato previsto:
di ridurre i servizi di trasporto pubblico su gomma in concessione comunale e regionale da un minimo del 50% fino ad un massimo dell’80% delle percorrenze preservando esclusivamente le esigenze di mobilità conseguenti al d.P.C.M. 22 marzo 2020, ed in particolare quelle del pendolarismo lavorativo, in relazione alle attività ancora consentite, e per l’accesso alle strutture sanitarie;
che per tutto il periodo di vigore della chiusura alle attività produttive, disposto dal d.P.C.M. 22 marzo 2020, sono sospese le corse dedicate al trasporto degli operai verso le aree industriali, ad eccezione di quelle di cui al punto successivo;
che i titolari di concessione delle corse dedicate al trasporto di addetti nelle attività di cui all’articolo 1, lettera g) del citato d.P.C.M. 22 marzo 2020, concordino con il competente Dipartimento Trasporti della Giunta regionale le modalità più opportune di organizzazione dei servizi, tenendo conto delle necessità di salute pubblica ed economicità del servizio.
4. Igiene e sanità pubblica
Con ordinanza n. 1 del 26 febbraio 2020, adottata ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, in materia di igiene e sanità pubblica, sono state disposte le seguenti misure:
misure di informazione e prevenzione:
1. le scuole di ogni ordine e grado, le università, gli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni devono esporre presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito le informazioni sulle misure di prevenzione rese note dal Ministero della salute e allegate al provvedimento (allegato 1);
ulteriori misure per la profilassi ed il trattamento dei soggetti che hanno soggiornato nelle aree della Cina, ovvero nei comuni italiani ove è stata dimostrata la trasmissione locale del virus: chiunque abbia fatto ingresso in Italia negli ultimi quattordici giorni, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovvero nei Comuni italiani ove è stata dimostrata la trasmissione locale del virus (l’aggiornamento del quale potrà essere conosciuto attraverso il sito istituzionale del Ministero della salute e della Regione Abruzzo), deve comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale (di seguito “MMG”), ovvero al pediatra di libera scelta (di seguito “PLS”). In tutti gli altri casi la comunicazione deve essere fatta ai Servizi di Sanità Pubblica territorialmente competenti. La modalità di trasmissione dei dati raccolti ai Servizi di Sanità Pubblica sarà definita dalla Regione Abruzzo con apposito provvedimento, che dovrà indicare i riferimenti dei nominativi e i contatti dei medici di sanità pubblica; in riferimento a quanto sopra, il soggetto interessato deve contattare i Servizi di Sanità Pubblica territorialmente competenti, comunicando le proprie generalità e recapiti. L’operatore di Sanità Pubblica e/o i Servizi di Sanità Pubblica territorialmente competenti provvedono, sulla base delle comunicazioni ricevute, alla prescrizione della permanenza domiciliare. L’operatore di Sanità Pubblica deve inoltre provvedere al monitoraggio dell’isolamento con le seguenti modalità: 1) accertare l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, nonché degli altri eventuali conviventi; 2) informare la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di comparsa di sintomi; 3) informare la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (mattina e sera). L’operatore di sanità pubblica provvede altresì a contattare quotidianamente per avere notizie sulle condizioni di salute della persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver consultato il MMG/PLS, il medico di sanità pubblica procede secondo quanto previsto dalla circolare 5443-22/02/2020DGPRE-DGPREP.
Con ordinanza n. 2 dell’8 marzo 2020 è stato previsto che tutti gli individui che hanno fatto ingresso in Abruzzo con decorrenza dalla data dell’8 marzo 2020, provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, hanno l’obbligo:
di comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale, ovvero al pediatra di libera scelta i quali provvederanno a comunicare tali informazioni agli operatori di sanità pubblica del servizio di sanità pubblica territorialmente competente; per i non residenti in Abruzzo la comunicazione va resa direttamente agli operatori di sanità pubblica del servizio di sanità pubblica territorialmente competente;
Con ordinanza n. 29 dell’8 aprile 2020 viene previsto che nel territorio regionale sono adottate le seguenti misure, a superamento delle misure già indicate nell’ordinanza n. 2 dell’8 marzo 2020, come integrata dall’ordinanza n. 3 del 9 marzo 2020:
tutti gli individui che fanno ingresso in Abruzzo con decorrenza 8 aprile 2020 segnalano il proprio rientro alla Regione Abruzzo, in modalità telematica (all’indirizzo: https://www.regione.abruzzo.it/content/come-segnalare-il-proprio-ingresso-abruzzo);
tutti gli individui che fanno ingresso in Abruzzo con decorrenza 8 aprile 2020 hanno l’obbligo di comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta, i quali provvederanno a comunicare tali informazioni agli operatori del servizio di sanità pubblica territorialmente competente; per i non residenti in Abruzzo la comunicazione va resa direttamente agli operatori del servizio di sanità pubblica territorialmente competente in relazione alla località di destinazione.
che gli enti pubblici strumentali della Regione Abruzzo, quelli da essa vigilati, gli enti privati in controllo pubblico istituiti o partecipati dalla Regione Abruzzo, anche in deroga alle disposizioni che regolano il loro funzionamento, riuniscono di norma i propri organi collegiali, anche in sede deliberante, mediante modalità telematiche in grado di garantire la massima riservatezza possibile delle comunicazioni ed idonee a consentire a tutti i partecipanti alle singole riunioni di: a) visionare i relativi atti in tempo reale; b) intervenire tempestivamente nella discussione; c) scambiarsi documenti in tempo reale; d) esprimere il proprio voto; e. approvare ogni singolo atto;
che i medesimi enti e società dispongono che i dipendenti, che non siano in grado di lavorare in modalità agile, usufruiscano delle ferie, dei congedi retribuiti e di tutti gli altri strumenti di analoga natura previsti dalla contrattazione collettiva nazionale e decentrata;
che i medesimi enti e società procedono, senza ritardo, allo svolgimento delle operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche facendo ricorso, a tal fine, a forme di ammortizzatori sociali;
che tutte le attività lavorative autorizzate dalla presente ordinanza a svolgersi in modalità non agile devono, in ogni caso, sottostare al rispetto delle misure previste dall’Accordo stipulato dal Governo e dalle Parti Sociali in data 14 marzo 2020, avente ad oggetto il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.
Con ordinanza n. 50 del 30 aprile 2020 si dispone che: è consentito ai residenti nella Regione Abruzzo lo spostamento, individuale o per massimo due persone purché appartenenti allo stesso nucleo familiare, nell’ambito del territorio regionale, all’interno del proprio comune o nei comuni dove si trovano le seconde case di proprietà, per il solo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazioni necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene da parte del proprietario dell’immobile.
È obbligatorio il rientro in giornata presso l’abitazione abituale. Sono fatte salve tutte le prescrizioni previste dal legislatore nazionale e regionale relativamente alle “seconde case”; sono consentiti gli spostamenti con autovetture con più di un passeggero, di cui uno seduto anche sul sedile anteriore, a condizione che il passeggero seduto sul sedile anteriore sia residente con il guidatore; gli spostamenti con motoveicoli possono essere effettuati con due persone, a condizione che il passeggero sia residente con il guidatore; i sindaci con proprie ordinanze sono autorizzati a disciplinare le aperture dei cimiteri nel rispetto delle disposizioni in materia di distanziamento sociale; l’efficacia della presente ordinanza decorre dalla data di pubblicazione ed ha validità fino al 17 maggio 2020, salvo nuovo provvedimento.
5. Igiene e sanità pubblica per gli operatori, gli utenti, le Aziende, gli Enti pubblici e le strutture private
Con ordinanza n. 3 del 9 marzo 2020 è stato disposto:
di precisare il contenuto dell’Ordinanza Presidenziale n. 2 dell’8 marzo 2020, stabilendo che, in conformità alle disposizioni di cui all’art. 1, comma 1, lettera a) del d.P.C.M. 8 marzo 2020, sono fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute; resta inoltre esclusa l’applicabilità della misura, in conformità all’Ordinanza di Protezione Civile n. 646 dell’8 marzo 2020, al transito e al trasporto merci ed a tutta la filiera produttiva da e verso le zone indicate nel citato articolo;
di integrare il contenuto dell’Ordinanza Presidenziale n. 2 dell’8 marzo 2020, prevedendo per il cittadino la possibilità di segnalare il proprio rientro dalle Regioni e Province interessate anche in modalità telematica all’indirizzo https://wvw.regione.abruzzo.it/censimemo-monitioraggio-arrivi-zona-rossa, fermo restando l’obbligo di segnalare al medico la propria condizione in caso di insorgenza di sintomi;
di precisare che, anche in caso di segnalazione già effettuata al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta dall’operatore del servizio di sanità pubblica territorialmente competente, ai sensi della precitata Ordinanza Presidenziale n. 2 dell’8 marzo 2020, al fine di integrare i dati già forniti, il cittadino è invitato a comunicare il proprio rientro dalle Regioni e Province interessate in modalità telematica all’indirizzo https://www.regione.abruzzo.it/censimento-monitoraggio-arrivi-zona-rossa;
di acquisire con urgenza le dotazioni tecnologiche per l’attivazione di nuovi posti letto di Terapia Intensiva, secondo quanto disposto dall’art. 34 del d.l. n. 9/2020 dando mandato alla Protezione Civile per le relative procedure di somma urgenza ai sensi dell’art. 163 del d.lgs. 50/2016;
che il datore di lavoro delle strutture territoriali pubbliche e private provveda all’immediata rivalutazione dei rischi, compresi quelli interferenziali legati ai fornitori operanti a stretto contatto con il personale sanitario e non sanitario, ai sensi del D.Lgs. 31/2008 e ss.mm.ii., assicurando al personale adeguati dispositivi di protezione individuale;
l’osservanza scrupolosa, a carico delle Asl, delle disposizioni dei d.P.C.M. 4 marzo e 8 marzo 2020 con particolare riferimento al Pronto Soccorso, ove, come richiesto dal d.P.C.M. del 1° marzo 2020, si autorizza l’accesso di un solo parente per paziente solo se autonomamente dotato di idoneo DPI;
di raccomandare, ove disponibili, le modalità di formazione per i sanitari in FAD messi a disposizione da ISS sul proprio portale (EDUISS) privilegiando ove possibile le attività di formazione a distanza nel rispetto di quanto previsto dal D.P.C.M. 4 marzo 2020;
di demandare alle singole Direzioni Generali aziendali, in ragione delle diversità organizzative, anche strutturali (con particolare riferimento ai percorsi di pre-accettazione e pre-triage) e per motivazioni di efficacia amministrativa, l’istituzione di coordinamenti aziendali per il tramite delle Unità di Crisi Aziendali formalmente istituite con atto dei Direttori Generali, che sono responsabili e interlocutori sia nei confronti dell’Unità di Crisi regionale che del Referente Sanitario Regionale per le Emergenze.
Con ordinanza n. 16 del 26 marzo 2020, emessa ai sensi dell’art. 32, comma 3, della l. n. 833/1978, e recante misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 in materia di igiene e sanità pubblica indirizzate agli operatori, agli utenti, alle Aziende, agli Enti pubblici e alle strutture private, è stato previsto:
di recepire integralmente il Rapporto ISS COVID-19 – n. 4/2020 recante “Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie”, con il quale vengono fornite indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 nell’ambito delle strutture residenziali sociosanitarie (allegato 1 – parte integrante e sostanziale del provvedimento);
di garantire, per l’effetto, fino a nuovo diverso provvedimento, il rigoroso rispetto di tutte le misure ivi previste e consigliate;
di disporre, in questo senso, il divieto di accedere alle strutture socio-sanitarie da parte di familiari e conoscenti, come indicato nel d.P.C.M. n. 9 marzo 2020 art. 2, comma q, con la precisazione che: le visite di familiari e conoscenti possono essere autorizzate in casi eccezionali (ad esempio situazioni di fine vita) dalla Direzione della struttura, previa appropriata valutazione dei rischi-benefici; le persone autorizzate dovranno comunque essere in numero limitato e osservare tutte le precauzioni raccomandate per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2; nel caso di accesso alla struttura, è comunque assolutamente necessario impedire l’accesso a persone che presentino sintomi di infezione respiratoria acuta, anche di lieve entità, o che abbiano avuto un contatto stretto con casi di COVID-19 sospetti o confermati negli ultimi 14 giorni;
di dare mandato alle strutture residenziali sociosanitaria di attivare il rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza, secondo quanto specificato nel documento di cui al punto 1), designando altresì in ogni struttura un referente per la prevenzione e controllo di COVID-19 con il compito specifico di porre in essere nella struttura le misure di prevenzione e controllo previste e monitorarne l’attuazione, in stretto contatto con le autorità sanitarie locali; 5. di rinviare al Servizio della Prevenzione e Tutela Sanitaria del Dipartimento Sanità, sentito il Gruppo Tecnico Scientifico regionale di cui alla DGR n. 139 del 11 marzo 2020, la definizione di eventuali ulteriori misure per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie in base alla evoluzione delle conoscenze in merito.
Con ordinanza n. 4 dell’11 marzo 2020 si è previsto:
di integrare l’elenco delle prestazioni ambulatoriali per le quali si deroga alla sospensione prevista all’ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 3 del 9 marzo 2020 (allegato B dell’ordinanza n. 3/2020), prevedendo le Terapie trasfusionali per i pazienti cronici trasfusioni-dipendenti;
di disporre – sino al 3 aprile 2020 e sino a nuovo diverso provvedimento – le misure urgenti per la gestione dell’emergenza da Covid-19 esplicitate nell’Allegato A, che recano misure al fine di ridurre il flusso di pazienti che accedono agli ambulatori dei Medici di Medicina generale e dei Pediatri di Libera scelta e riservare detto accesso alle sole prestazioni non differibili, garantendo l’accessibilità dei pazienti all’assistenza farmaceutica e nel contempo la gestione dell’emergenza in tutto il territorio della Regione Abruzzo – ispirate all’obiettivo prioritario di minimizzare il rischio dovuto all’emergenza epidemiologica, ridurne l’impatto sui servizi sanitari e sociali per assicurare la funzionalità di questi ultimi durante la fase emergenziale e monitorare costantemente l’efficacia degli interventi intrapresi;
di precisare che le attività di prelievo e trapianto di organi e tessuti da donatore deceduto non rientrano tra le attività di possibile sospensione che le aziende sanitarie stanno effettuando per consentire la ridefinizione del proprio assetto organizzativo e successiva rimodulazione dei posti letti necessari, siccome precisato dalla Direzione Generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute con nota prot. 7939 del 10 marzo 2010;
di precisare che l’attività di donazione sangue, di donazione organi e trapianto sia mantenuta e inserita, quale attività di urgenza, nella programmazione aziendale e riorganizzazione dei servizi;
di disporre la proroga sino al 30 giugno 2020, salvo diverse successive disposizioni, di tutte le esenzioni dalla compartecipazione alla spesa sanitaria in scadenza o scadute dal 1° marzo 2020;
di stabilire – sino al 3 aprile 2020 e sino a nuovo diverso provvedimento – al fine di limitare i movimenti delle persone e le attività da effettuare a quelle strettamente necessarie e non differibili, la sospensione delle visite periodiche ai lavoratori ex d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i, ed i sopralluoghi già calendarizzati, ai sensi dell’art. 41, comma 2 lettera b) del d.lgs. n. 81/2008;
di stabilire – sino al 3 aprile 2020 e sino a nuovo diverso provvedimento – al fine di evitare assembramenti degli utenti, che, salvi i casi di urgenza, le visite nello studio del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta vengono erogate a seguito di prenotazione. Le modalità di prenotazione (telefono cellulare, fisso, mail, ecc.) devono essere stabilite dal medico e comunicate con mezzi idonei ai propri assistiti. É obbligo del medico garantire una facile accessibilità al servizio e la regolare acquisizione delle richieste di visita degli utenti, secondo le modalità stabilite;
di stabilire – sino al 3 aprile 2020 e sino a nuovo diverso provvedimento – la sospensione delle visite medico legali in ambito assistenziale. Restano salve le visite domiciliari già programmate e quelle che ricoprono il carattere di urgenza;
di dare mandato alle Direzioni Generali Aziendali di dare la massima diffusione alla presente ordinanza nonché di eseguire e monitorare l’esecuzione delle misure adottate con la stessa. Il Prefetto e il Commissario del Governo territorialmente competenti, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicurano l’esecuzione delle misure per la parte di competenza avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, con il possibile concorso del corpo nazionale dei vigili del fuoco nonché delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della Regione.
Con ordinanza n. 7 del 13 marzo 2020 è stato disposto:
alle strutture pubbliche sede di PS/DEA, di sospendere con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020 i ricoveri programmati sia medici che chirurgici presso le strutture pubbliche sede di PS/DEA, al fine di favorire il massimo utilizzo possibile delle Terapie Intensive e la disponibilità di personale sanitario per l’emergenza da COVID-19;
alle strutture sanitarie pubbliche, di procedere all’accettazione dei soli ricoveri con carattere d’urgenza “non differibile” provenienti dai Pronto Soccorso. La sospensione è valida per tutti i ricoveri programmati, ad eccezione degli interventi onco-ematologici in classe A o di alta specialità, non rinviabili a giudizio motivato del clinico e fatto salve specifiche condizioni di inderogabilità motivate dalle peculiarità organizzative delle singole ASL;
alle strutture sanitarie pubbliche, di disporre la riduzione dell’attività di ricovero in regime di Day Hospital, seguendo i criteri individuati per la specialistica ambulatoriale, salvaguardando l’attività dedicata ai percorsi onco-ematologici e alle prestazioni ritenute non rinviabili per ragioni di continuità assistenziale o terapeutica;
alle strutture private accreditate, per tutto il periodo emergenziale COVID-19, di accogliere i pazienti NOCOVID qualora trasferiti dalle strutture pubbliche della rete di emergenza regionale, rimodulando la loro attività di elezione;
di confermare l’assetto organizzativo della rete ospedaliera regionale per le emergenze e per le patologie tempo dipendenti;
di disporre in capo ai Direttori Generali la responsabilità, nel rispetto dei requisiti e delle indicazioni ministeriali (tra cui la disponibilità di Pronto Soccorso), della Struttura/Stabilimento di COVID-Hospital provvedendo all’adeguamento dei necessari requisiti strutturali, funzionali e di personale. Le ASL provvederanno, conseguentemente, alla tempestiva e corretta trasmissione alla Regione di tutti i dati informativi inerenti l’organizzazione delle aree critiche e dei COVID-Hospital;
di disporre la non sospensione delle IVG, nel rispetto della l. n. 194/1978 in quanto non differibili;
alle strutture sanitarie di adottare per tutto il periodo dell’emergenza COVID-19 misure di limitazione dell’accesso di parenti e visitatori ai reparti di degenza, consentendole esclusivamente durante l’orario di visita e ad un solo visitatore per paziente e interdicendole alle persone con sintomatologia simil-influenzale, in ordine alla corretta applicazione dell’art. 2, comma 1, lettera q), del d.P.C.M. 8 marzo 2020, fatte salve diverse e più rigorose disposizioni della Direzione Sanitaria della struttura;
di raccomandare alle ASL l’istituzione di un servizio di assistenza psicosociale, in linea con quanto previsto all’All.7 del Piano Regionale delle Maxi-emergenze, recepito con la d.G.R. n. 264 del 27 aprile 2018 e in conformità con le Direttive della Presidenza del Consiglio del 2006 e del 6 aprile 2013;
di disporre a carico delle ASL l’indicazione alla Regione e in subordine a nullaosta regionale, di laboratori aggiuntivi (oltre al Laboratorio di Riferimento Regionale identificato nella U.O.C. di Microbiologia e Virologia Clinica del P.O. di Pescara) per i test di infezione al SARS-CoV-2, da eseguire secondo le indicazioni fornite dal Laboratorio Nazionale di Riferimento ISS, anche per ambiti territoriali diversi da quelli di competenza della ASL proponente, in conformità alla Circolare del Ministero della Salute del 9 marzo 2020 e al fine di accelerare le procedure di diagnostica di casi sospetti/probabili di infezione da SARS-CoV-2;
di raccomandare alle ASL l’applicazione di protocolli comuni per la gestione del paziente affetto da COVID19 che presenti quadro clinico critico tale da richiederne il ricovero nei reparti di Terapia Intensiva (T.I.), conformi all’allegato documento, elaborato e condiviso da un gruppo di specialisti della Regione, denominato “Procedure operative per la gestione del paziente critico con COVID-19” (Allegato 2);
di stabilire – alla luce dell’Ordinanza n. 3 del 9 marzo 2020 che sospende le attività ambulatoriali svolte nella Regione Abruzzo, fatte salve le attività elencate nell’allegato B della medesima Ordinanza n. 3/2020, siccome integrata con Ordinanza n. 4 dell’11 marzo 2020 – sino al 3 aprile 2020 e sino a nuovo diverso provvedimento che le prescrizioni relative alle specialità medicinali classificate in fascia A e H con ricetta limitativa (RRL e RNRL) non sottoposti a Piano Terapeutico e prescrivibili solo da centri ospedalieri e/o specialisti, potranno essere rinnovate dal Medico di Medicina Generale che ha in cura l’assistito, al fine di garantire la continuità terapeutica ai pazienti già in carico presso un centro ospedaliero e/o uno specialista ospedaliero di riferimento per la patologia;
di stabilire che – al fine di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata, in uscita e all’interno dei territori non motivati da necessità – i trasferimenti per continuità terapeutica di pazienti in carico ai Servizi aziendali per le dipendenze Patologiche siano limitati ai casi ed alle situazioni improcrastinabili;
di stabilire che le Comunità terapeutiche, sino al 3 aprile 2020 e sino a nuovo diverso provvedimento: limitino ai soli casi indifferibili le verifiche degli ospiti e comunque qualsiasi uscita dalla Comunità o attività esterna ad essa non motivata da necessità; sospendano le visite dei familiari e riducano al massimo l’accesso dei volontari; limitino i nuovi ingressi esclusivamente ai casi di comprovata urgenza;
di stabilire – sino al 3 aprile 2020 e sino a nuovo diverso provvedimento la sospensione dei trasferimenti di salma di cui all’art. 16 comma 4 della LR 41/2012 e ss.mm.ii., limitatamente ai trasporti di salma dalla struttura sanitaria dove è avvenuto il decesso all’abitazione privata, al fine di evitare afflusso di persone non controllato in luoghi non idonei.
Con Ordinanza n. 11 del 20 marzo 2020 si prevede:
di istituire le Unità speciali di continuità assistenziale;
di stabilire che le Aziende USL avviino immediatamente procedure per acquisire la disponibilità di personale medico interessato ai sensi del D.L. 9 marzo 2020 n. 14, secondo quanto indicato nell’allegato A all’ordinanza;
di stabilire che le Aziende USL provvedano alla pianificazione e attivazione delle USCA secondo quanto specificato nell’allegato A), dandone tempestiva comunicazione al Dipartimento Sanità della Regione;
di stabilire che ogni unità speciale di continuità assistenziale è costituita di norma da un numero di medici pari a quelli già attivi nella sede di continuità assistenziale prescelta o da un numero congruo rispetto alla casistica del territorio interessato, e che pertanto le Aziende USL devono provvedere alla dotazione di personale necessaria alle USCA attive, tenendo conto che le stesse devono garantire il servizio attivo sette giorni su sette dalle ore 8:00 alle ore 20:00.
Con ordinanza n. 12 del 22 marzo 2020 si provvede all’istituzione delle Unità Speciali di continuità assistenziale ai sensi del d.l. 9 marzo 2020 n. 14, disponendo:
di recepire integralmente il documento “Gestione informatizzata dei posti letto Covid-19” siccome proposto dal CREA (allegato 1);
di porre in capo alle Direzioni Sanitarie Aziendali la responsabilità della corretta compilazione e dell’aggiornamento del cruscotto di monitoraggio di cui all’allegato 1 di cui al punto precedente, la cui attivazione è in carico al Dipartimento Sanità della Giunta Regionale;
di raccomandare l’adozione delle misure di sicurezza e protezione del personale del SSR dettagliate in Allegato 2 recante “Covid-19: procedure operative per la sicurezza e la protezione del personale del sistema sanitario regionale” – parte integrante e sostanziale del provvedimento – in applicazione del Rapporto ISS COVID-19, n.2/2020, aggiornato al 14 marzo 2020 e degli indirizzi ribaditi nella riunione del Comitato Tecnico Scientifico in data 17 marzo 2020;
di disporre l’accesso ai test molecolari per la diagnosi di COVID-19, prioritariamente agli operatori sanitari maggiormente esposti al rischio operativo ed ai contatti nelle aree ad elevata incidenza di polmoniti da COVID-19, in linea con quanto indicato nella circolare n. 0009774-20/03/2020-DGPRE-DGPRE-P del Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria;
di rinviare al Gruppo Tecnico Scientifico regionale di cui alla d.G.R. n. 139 dell’11 marzo 2020 la definizione delle procedure per la sorveglianza nonché le valutazioni sull’eventuale ampliamento della capacità diagnostica regionale e sull’utilizzo di test sierologici di screening, anche ai fini delle valutazioni epidemiologiche del caso;
di ritenere automaticamente modificate le indicazioni di cui all’allegato 2, a seguito di eventuali aggiornamenti delle indicazioni operative promananti dall’Istituto Superiore di Sanità e/o dal Ministero della Salute in base alla evoluzione delle conoscenze in merito.
L’ordinanza n. 28 dell’8 aprile 2020 prevede:
di implementare il coinvolgimento delle Case di Cura private accreditate della Regione Abruzzo nell’emergenza COVID – 19;
di concludere, allo scopo, con le Case di Cura private accreditate della Regione Abruzzo resesi disponibili, gli accordi di collaborazione secondo lo schema contrattuale allegato all’ordinanza quale parte costitutiva ed integrante;
di prevedere la prorogabilità e/o l’implementazione dei contenuti degli accordi di collaborazione – con riferimento alle modalità di coinvolgimento nella gestione dell’emergenza COVID – 19 ed alle relative dotazioni impiegabili – ove richiesto dal RSR (“Referente Sanitario Regionale”) e previo parere del CREA (“Comitato Regionale Emergenza-Urgenza”) in considerazione dell’evoluzione del quadro emergenziale regionale;
di ribadire, quanto già evidenziato dal CREA circa la necessità di tenere fermo, in capo alle strutture sanitarie private l’obbligo del rispetto della normativa nazione in materia con la messa in campo di tutte le misure atte ad evitare le condizioni di contagio a carico dei pazienti COVID negativi, secondo percorsi distinti e isolati in uso presso le Aziende sanitarie pubbliche e secondo i protocolli di utilizzo dei Dispositivi di protezione individuale, in ottemperanza a quanto disposto nell’OPGR n. 12 del 22 marzo 2020;
di individuare, di comune accordo tra le AASSLL, un delegato alla sottoscrizione aziendale degli accordi ai fini della loro celere conclusione;
di riservare al RSR, su proposta delle Direzione Sanitarie aziendali territorialmente competenti, il coordinamento delle iniziative e del quadro organizzativo delle prestazioni previste dagli accordi conclusi con le Case di Cura private per l’emergenza COVID – 19, fatto salvo il normale rapporto operativo tra le strutture sanitarie private e le AASSLL di competenza;
di demandare alle Aziende UUSSLL competenti per territorio, tutti gli adempimenti connessi all’attuazione ed al monitoraggio dei suddetti accordi, nonché alle verifiche delle attività svolte e alle liquidazioni, anche attraverso l’implementazione di forme di cooperazione e collaborazione tra le Aziende UUSSLL regionali, ferma restando la predetta attività di coordinamento e di organizzazione del S.S.R.;
di demandare al Dipartimento Sanità, secondo lo schema allegato (All. 2), la predisposizione dei singoli e specifici accordi di collaborazione con le Case di Cura per la gestione dell’emergenza COVID – 19 e tutte le attività connesse alla relativa conclusione e notificazione;
di far gravare gli oneri economici derivanti dagli Accordi di collaborazione per l’emergenza COVID – 19 conclusi dalle Case di Cura private, sugli stanziamenti aziendali già previsti dalla programmazione economico finanziaria regionale 2020 per l’acquisto di prestazioni ospedaliere da privato, che restano, ad ogni buon conto, confermati per l’intero anno, e, nell’eventualità di cui all’art 3 comma 1, lett. b, del d.l. n. 18/20, sulle risorse di cui all’art 3 comma 6 su cui gravano, in ogni caso, anche le fattispecie di cui all’art. 3, comma 3;
di stabilire, al termine della presente fase emergenziale, per garantire il celere smaltimento delle liste di attesa medio tempore implementate, l’esigenza di riversare sulla programmazione economico finanziaria regionale 2021 per l’acquisito di prestazioni ospedaliere da privato, eventuali economie sugli stanziamenti aziendali già previsti dalla medesima vigente programmazione 2020;
di avviare da subito un confronto finalizzato a definire modalità idonee alla ripresa di tutte le attività ambulatoriali che sarà di grande importanza nel momento in cui verrà meno l’emergenza.
L’ordinanza n. 30 dell’8 aprile 2020 prevede: interventi urgenti finalizzati ad ottimizzare la gestione del personale al fine di: – consentire, qualora ricorrano esigenze urgenti di tutela della salute pubblica connesse all’emergenza Covid-19, la facoltà di disporre, sentiti i Direttori Generali delle Aziende UU.SS.LL. del SSR, assegnazioni temporanee del personale sanitario di quest’ultime presso quelle Aziende sanitarie che presentino maggiori necessità assistenziali in relazione alla gestione di pazienti Covid-19; al suddetto personale va riconosciuta una specifica indennità omnicomprensiva forfettaria giornaliera oltre al rimborso spese di viaggio; – favorire lo spostamento di personale sanitario tra le varie sedi della stessa azienda sanitaria, prevedendo una specifica indennità omnicomprensiva forfettaria giornaliera oltre al rimborso spese di viaggio; – prevedere la facoltà per le aziende sanitarie regionali di autorizzare prestazioni aggiuntive rispetto a quelle contrattualmente previste, al fine di soddisfare le attività urgenti ed indifferibili connesse alla gestione dell’emergenza.
L’ordinanza n. 39 del 18 aprile 2020 prescrive ai Direttori Generali delle ASL:
di disporre affinché sia rispettato il vigente “Protocollo operativo per prelievo campioni biologici, comunicazione risultati test, ricognizione e predisposizione dati clinici e statistici”, di cui alla nota Prot. RA/0081915/20 del 21 marzo 2020 del Servizio della Prevenzione e Tutela Sanitaria del Dipartimento Sanità, dando mandato alle Strutture preposte all’effettuazione di prelievo di campione (sia in ambito ospedaliero che territoriale), ovvero alle Strutture all’uopo individuate a livello aziendale di utilizzare l’applicativo di Tracciatura Tamponi della Regione Abruzzo (di seguito definito ATTRA) predisposto dal Servizio Informatico Regionale di concerto con il Servizio Flussi informativi del Dipartimento Sanità, aggiornando tempestivamente i dati ivi previsti;
di ribadire che i campioni biologici inviati ai laboratori di riferimento dovranno sempre riportare il codice identificativo unico regionale, siccome generato dall’applicativo ATTRA, al momento di arrivo nei laboratori;
di disporre che, al fine di garantire la tracciabilità dei campioni e la massima tempestività nella comunicazione del referto e della corretta presa in carico e gestione del paziente, sia livello domiciliare che ospedaliero, è fatto divieto ai laboratori – con decorrenza immediata – di accettare campioni non riportanti il codice univoco regionale generato dall’applicativo;
di precisare che è consentita l’accettazione dei campioni biologici in difformità di quanto disposto al precedente punto 3) ossia privi del codice identificativo previsto, in caso di campioni prelevati antecedentemente alla data dell’adozione della presente ordinanza;
di disporre che i Laboratori autorizzati ad effettuare i test previsti per la diagnosi di COVID-19 inseriscano i risultati dei test effettuati sull’applicativo ATTRA di cui al punto 1) contestualmente alla refertazione degli stessi;
di dare mandato al Servizio della Prevenzione e Tutela sanitaria del Dipartimento Sanità di modificare e/o aggiornare il protocollo operativo di cui al punto 1), a seguito di eventuali criticità evidenziate dalle AASSLL, ovvero di modifiche dell’organizzazione dell’esecuzione dei tamponi in ambito territoriale ovvero dell’approvazione di nuove e diverse disposizioni ministeriali.
6. Gestione dei rifiuti.
Con ordinanza n. 13 del 22 marzo 2020, si è previsto:
di autorizzare ai sensi dell’art. 191 del d.lgs. 152/06 e s.m.i. e dell’art. 53, co. 1 della l. r. n. 45/2007 e s.m.i., l’applicazione sul territorio regionale delle disposizioni contenute negli “indirizzi operativi per la gestione dei rifiuti urbani – disposizioni urgenti per il sistema impiantistico – emergenza covid-19”, come da allegato 1 parte integrante e sostanziale del provvedimento;
di prevedere che le disposizioni di cui al punto 1), trovano applicazione dalla data della loro approvazione, anche nelle “zone rosse covid-19”, hanno una durata pari a 3 (tre) mesi e comunque cessano di avere efficacia al termine dello stato di emergenza sanitaria, come da provvedimenti governativi o ministeriali che dispongano in tal senso;
di disporre che l’inosservanza, anche parziale, delle suddette prescrizioni, comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative e/o penali vigenti;
di riservarsi in relazione all’emanazione di nuove disposizioni tecnico-gestionali riferite alla gestione dei rifiuti urbani e/o speciali connesse all’emergenza covid-19 e/o la sottoscrizione di specifici accordi interregionali ai sensi dell’art. 182, co. 3 del d.lgs. 152/06 e s.m.i., l’adeguamento del presente provvedimento;
di demandare al servizio gestione rifiuti, con disposizioni dirigenziali, le iniziative e gli interventi necessari per il corretto adempimento delle disposizioni di cui al presente provvedimento, in particolare per gli eventuali adeguamenti di carattere tecnico-gestionale degli indirizzi operativi di cui al punto 1), previa intesa con il presidente della giunta regionale e/o suo delegato, e il direttore del dipartimento competente.
7. Attività produttive, sport e ricreative.
L’ordinanza n. 22 del 3 aprile 2020 contiene disposizioni per consentire il commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio.
Con ordinanza n. 26 del 7 aprile 2020 è previsto che:
le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità di cui all’allegato 1 del d.P.C.M. 11 marzo 2020, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, rimangono chiuse nei giorni festivi, fatta eccezione per le farmacie e parafarmacie purché sia consentito l’accesso, se poste all’interno di centri commerciali, alle sole predette attività;
le attività di cui al punto 1) possono rimanere aperte dal lunedì al sabato dalle ore 07:00 alle ore 20:00, fatta eccezione per le farmacie e parafarmacie che si attengono agli specifici orari, anche notturni, già in vigore. In ogni caso deve essere garantita la distanza interpersonale di almeno un metro ed è consentito l’accesso all’interno dei locali ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone.
Con ordinanza n. 29 dell’8 aprile 2020 viene previsto che le edicole possono restare aperte anche nei giorni festivi, con chiusura, nei suddetti giorni festivi, da prevedersi entro le ore 13.30.
Con ordinanza n. 37 del 15 aprile 2020 si dispone:
la revoca dell’ordinanza n. 26 del 7 aprile 2020 “Misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 – Disposizioni relative alla vendita di generi alimentari e di prima necessità di cui all’allegato 1 del d.P.C.M. 11 marzo 2020”; sono fatti salvi gli effetti medio tempore prodotti;
la soppressione del punto 2 dell’ordinanza n. 27 del 7 aprile 2020 “Misure per il contrasto e il contenimento sul territorio regionale del diffondersi del virus COVID-19 – Ulteriori misure in materia di edicole, di ingresso in Abruzzo e indicazioni alle società partecipate e agli Enti strumentali”;
che le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, di cui all’allegato 1 del d.P.C.M. 10 aprile 2020, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, rimangono chiuse nei giorni festivi, fatta eccezione per le edicole, le farmacie e le parafarmacie purché sia consentito l’accesso, se poste all’interno di centri commerciali, alle sole predette attività. In ogni caso devono essere garantite le misure di cui all’Allegato 5 del d.P.C.M. 10 aprile 2020″;
che le attività di cui al punto 3) possono rimanere aperte dal lunedì al sabato dalle ore 07:00 alle ore 21:00, fatta eccezione per le edicole, le farmacie e le parafarmacie che si attengono a specifici orari, anche notturni, già in vigore. In ogni caso devono essere garantite le misure di cui all’Allegato 5 del d.P.C.M. 10 aprile 2020;
che sono chiusi al pubblico i parchi avventura e le relative aree di pertinenza; l’accesso è consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di manutenzione e vigilanza, anche relative alle aree in concessione o di pertinenza, previa comunicazione al Prefetto territorialmente competente, ai sensi dell’art. 2, comma 12, del d.P.C.M. 10 aprile 2020; tutto ciò ferma restando la preventiva attuazione delle azioni e modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo ai sensi dei provvedimenti statali e regionali già adottati;
che l’autorizzazione per i lavori necessari e urgenti di cui all’art. 1, comma 1, lettera a), dell’ordinanza n. 36 del 13 aprile 2020, deve intendersi subordinata alla previa comunicazione al Prefetto territorialmente competente, ai sensi dell’art. 2, comma 12 del d.P.C.M. 10 aprile 2020.
Con l’ordinanza n. 46 del 23 aprile 2020 viene previsto che dal 24 aprile p.v. e fino al 3 maggio 2020, anche nei giorni festivi, sono consentite:
la vendita di cibo da asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e da parte delle attività artigiane: la vendita per asporto è effettuata previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamenti, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce, fermo restando l’osservanza delle misure di cui all’Allegato 5 del d.P.C.M. 10 aprile 2020; resta sospesa, per i predetti esercizi, ogni forma di consumo sul posto;
l’attività di produzione e commercializzazione di pasta fresca con orario dalle 9.00 alle 14.00; la vendita è effettuata garantendo che gli ingressi per l’acquisto dei prodotti siano dilazionati al fine di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, fermo restando l’osservanza delle misure di cui all’Allegato 5 del d.P.C.M. 10 aprile 2020.
Con ordinanza n. 50 del 30 aprile 2020, si prevede che:
è consentita l’attività da parte degli esercizi di toelettatura degli animali di compagnia, nel proprio comune di residenza o nel comune più vicino qualora non sia presente tale attività, purché il servizio venga svolto per appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone, e comunque in totale sicurezza nella modalità “consegna animale – toelettatura – ritiro animale”, garantendo il distanziamento sociale;
è consentito svolgere all’interno del comune di residenza o abituale domicilio, o di comune limitrofo, passeggiate a cavallo all’aria aperta esercitate individualmente;
è consentito svolgere le seguenti attività motorie e attività all’aria aperta: corsa e utilizzo della bicicletta, dalle ore 6.00 alle ore 20.00, esclusivamente in modalità individuale, nell’ambito del proprio comune di residenza;
nei giorni di domenica 3 maggio 2020 e domenica 10 maggio 2020 (festa della mamma) è consentita l’apertura, ma solo fino alle ore 13.30, del commercio al dettaglio di vivai e fiorai;
che è consentito lo spostamento all’interno della provincia di residenza per lo svolgimento, in forma amatoriale, di attività di pesca lungo i corsi d’acqua e i laghi della regione Abruzzo e la pesca ricreativa in mare, esclusivamente nel rispetto di quanto previsto dal citato d.P.C.M. 10 aprile 2020 e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da COVID-19, alle seguenti condizioni: a) svolta da persona abilitata all’esercizio della pesca sportiva e ricreativa; b) con non più di due persone per imbarcazione, delle quali almeno una abilitata, nel caso di pesca in acque interne o in mare; c) nel rispetto della normativa vigente in merito all’esercizio della pesca sportiva e ricreativa;
le attività di cui ai precedenti punti 2) e 5) possono essere svolte dalle ore 6.00 alle ore 20.00 nel rispetto del distanziamento sociale e della normativa vigente;
è consentito all’interno del territorio della regione Abruzzo l’allenamento e addestramento cani in aree autorizzate, senza il contatto diretto fra le persone, nel rispetto del distanziamento sociale e della normativa vigente, e comunque in totale sicurezza;
che le disposizioni di cui alla lett. b) del punto 1. dell’ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 36 del 13 aprile 2020 “Nuove misure recanti misure ambientali e demaniali”, così come interpretate al punto 7. dell’OPGR n. 37 del 15 aprile 2020, si applicano anche agli interventi per lo svolgimento in forma amatoriale del taglio del bosco per ricavare legna da ardere per il proprio nucleo familiare, in quanto attività normalmente svolte nella stagionalità in atto e dunque “urgenti” per il periodo temporale di riferimento e dettate da esigenze di sostentamento familiare, nel rispetto delle richiamate misure di comportamento finalizzate al contenimento del contagio, e comunque alle seguenti condizioni: a) garantendo il distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le fasi dell’attività, e l’utilizzo di mascherine; b) evitando l’uso promiscuo di attrezzature, avendo a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani e proteggendo le mani nell’esecuzione delle operazioni con appositi DPI; c) lo spostamento è consentito all’interno del comune di residenza o di comune limitrofo, ad un massimo di due componenti del medesimo nucleo familiare, e limitatamente ad una sola volta al giorno, con rientro nella medesima giornata nel posto da cui si è partiti; d) il completamento degli interventi di manutenzione e taglio dei boschi avvenga nel rispetto dei periodi e delle disposizioni previste dalle prescrizioni di massima e Polizia Forestale vigenti per provincia;
è consentito l’asporto, anche nei giorni festivi, in quelle attività di ristorazione per le quali sia prevista l’ordinazione e la consegna al cliente direttamente dal veicolo (servizio “drive”). Resta sospesa ogni forma di consumo sul posto di alimenti e bevande;
che il giorno 2 maggio 2020 nel Comune di Bellante (TE), ed il giorno 4 maggio 2020 nel Comune di Ortona (CH), possono rimanere aperte le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, di cui all’allegato 1 del d.P.C.M. 10 aprile 2020, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali.
Le ordinanze in precedenza illustrate, pur dettando una disciplina analitica e minuziosa di carattere restrittivo e precauzionale, si inquadrano all’interno dell’ordinamento emergenziale fissato dallo Stato che, a partire dal D.L. n. 19/2020, ha regolato l’assetto delle competenze tra lo Stato e gli enti territoriali, nel rispetto della Costituzione del principio di sussidiarietà.
A tale riguardo si può richiamare quanto affermato dal Consiglio di Stato, al punto 8.5 del parere 7 aprile 2020, n. 260/2020, reso sull’annullamento dell’ordinanza del Comune di Messina, circa l’obbligo di comunicazione e di registrazione dei viaggiatori per attraversare lo Stretto, e secondo cui « in presenza di emergenze di carattere nazionale, dunque, pur nel rispetto delle autonomie costituzionalmente tutelate, vi deve essere una gestione unitaria della crisi per evitare che interventi regionali o locali possano vanificare la strategia complessiva di gestione dell’emergenza, soprattutto in casi in cui non si tratta solo di erogare aiuti o effettuare interventi ma anche di limitare le libertà costituzionali ».
Nel caso di specie, le ordinanze della Regione Abruzzo sembrano collocarsi coerentemente all’interno del quadro normativo statale e generale.
Emanuela Iafolla
Avvocato nel foro di Pescara. Ha collaborato con l'Università degli Studi di Teramo e con l'Università "La Sapienza" di Roma