Source: http://www.filcams.cgil.it/category/politiche-degli-appalti/
Timestamp: 2018-11-15 11:28:06+00:00
Document Index: 34571154

Matched Legal Cases: ['art 21', 'art. 2112', 'art. 47', 'art. 18', 'art.2112', 'art.2112', 'art. 47', 'art.28', 'art. 2112', 'art. 47', 'art. 2112', 'art. 18', 'art. 2112']

Category Archives: POLITICHE DEGLI APPALTI
Soc_Partecipate Circ_nota_Unit100418.pdf
Nota Unit partecipate 28 03 18.pdf
NotaUnitaria 10 04 18.doc
Circolare Soc. Part. Osservazioni Unit 26.01.18.pdf
definitiva Nota unitaria DM partecipate-2-3.pdf
richiesta incontro su Partecipate .pdf
richiesta incontro su T. U. Società Partecipate.pdf
Via pec/email
c.a. Ministro On. Dario Franceschini
Le Scriventi Organizzazioni Sindacali Nazionali, preso atto della pubblicazione, il 20 dicembre 2017, dell’avviso di preinformazione di cui all’oggetto, e del fatto che la prima emissione di bando è prevista già per il 31 gennaio 2018, sono a ribadire la necessità che tutti i suddetti bandi prevedano adeguate garanzie occupazionali (clausole sociali) per il personale interessato in ossequio alla normativa vigente in materia (legge…) e all’accordo nazionale siglato in sede ministeriale fra Filcams, Fisascat e Uiltucs e Mibact in data 30 marzo 2015.
Sicuri di incontrare la Vostra piena adesione alle nostre richieste e in attesa di un Vostro riscontro porgiamo Distinti Saluti
p. La Filcams Cgilp. La Fisascat Cisl p. La Uiltucs
Cristian SesenaDavide Guarini Stefano Franzoni
Circolare Soc. Partecip 28 11 17.pdf
Nota Unit Conf Soc Part 21 11 17.pdf
Nuova nota a strutture su partecipate M Gentile.pdf
Il 28 giugno abbiamo incontrato il Capo di Gabinetto del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture Dott. Mauro Bonaretti e il suo staff, a seguito della nostra richiesta di incontro dello scorso 15 giugno.
Abbiamo unitariamente esposto le ragioni che ci hanno spinto a richiedere l’attivazione di una sede di confronto istituzionale e che in sintesi sono riconducibili allo scarso rispetto delle norme di legge e contrattuali riguardanti i lavoratori, da parte di alcune imprese del settore quali Chef Express, Sarni Maglione, Gustofast e Hermes Snack.
Il comportamento di questi operatori rischia di creare pesanti fenomeni di dumping giocati sull’abbattimento del costo del lavoro in un mercato chiuso come quello delle concessioni autostradali; inoltre, a parere di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs, gli interventi prodotti da queste imprese sull’occupazione ( riduzioni di orario, trasferimenti e licenziamenti) all’indomani delle aggiudicazioni, hanno violato le condizioni previste dai bandi in tema di mantenimento della forza lavoro, che tra le altre, avevano consentito a queste ultime di aggiudicarsi le gare.
Il Ministero, pur rimarcando di non avere titolo ad intervenire in materia lavoristica, ha garantito la sua disponibilità a giocare un ruolo verso concessionari e imprese interessate, promuovendo eventualmente anche momenti di confronto fra le parti.
Per fare ciò ha sollecitato alle OOSS la predisposizione di una “memoria” che dettagli e circostanzi gli episodi di violazione del decreto interministeriale e quelli relativi alle regole previste dalle leggi e dalla contrattazione nazionale, Vi invitiamo pertanto a fornirci informazioni dettagliate in merito in tempi rapidi di modo da poter preparare al più presto il documento richiesto.
C. Sesena / L. De Zolt
Dopo due giorni di sciopero e mobilitazione la Maglione srl ha comunicato il ritiro dei licenziamenti dei 6 dipendenti dell’area di servizio di San Nicola Est, a Caserta.
“Si tratta di un primo passo, ma ora bisogna fare una trattativa vera per preservare l’occupazione sull’area” afferma Vincenzo Bellopede, segretario generale della Filcams di Caserta.
La determinazione dei delegati sindacali e dei lavoratori ha fatto indietreggiare l’azienda rispetto ai licenziamenti individuali, ma la procedura di licenziamento collettivo non è stata ritirata quindi i le preoccupazioni restano. Abbiamo comunicato all’azienda la nostra disponibilità a incontrarci nei prossimi giorni per avviare un confronto sulle alternative ai licenziamenti”.
“Sarni deve capire che il confronto sindacale ci deve essere e deve essere reale. La mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici di San Nicola Est è un risultato eccezionale, il messaggio è stato chiaro: Sarni non può fare quello che gli pare e piace sulla pelle delle persone” commenta a caldo Luca De Zolt della Filcams Nazionale. “Nei prossimi giorni vedremo se l’azienda sarà disponibile a individuare soluzioni condivise, o se si tratta di un ritiro tattico. Il livello di tensione resta alto” conclude il sindacalista.
Tre giorni, dal 12 al 14 luglio, di sciopero dei lavoratori appalto della Cm service, per le pulizie del Comune di Jesi. Lo sciopero è stato proclamato dalla Filcams Cgil. In programma un sit-in e iniziative pubbliche.
“Le promesse della Cm service di restituire almeno una parte delle ore ai lavoratori a giugno – afferma il sindacato – si sono, di fatto, rivelate infondate.”
“E’ stato solo un modo per guadagnare tempo e soldi – dice la segretaria provinciale Filcams di Ancona, Rita Giacconi – ai danni degli operai. Operai che vivono condizioni di difficoltà economiche e, nonostante questo, continuano a presentarsi al lavoro anche per un’ora al giorno”.
“Gli operai – spiega Giacconi – dal 1 aprile si trovano con stipendi ridotti di più del 60% in seguito al cambio di appalto dove è stato permesso alla società aggiudicataria d’interpretare il capitolato a discapito dei lavoratori. In pratica, pur essendo aumentate le metrature da pulire, sono state dimezzate le ore. Siamo ancora in attesa che il Comune convochi le parti per risolvere questa situazione”. (fonte: ANSA)
CCIAA Ric_audizione commissioni parlamento 20092016.pdf
nella tarda serata di mercoledì 3 agosto 2016 è stata raggiunta una importante intesa con Fipe Confcommercio in materia di subentri nelle concessioni autostradali.
Il protocollo assume una notevole valenza politica in quanto stabilisce che i passaggi di concessione debbano avvenire secondo quanto previsto dalle norme che regolano le cessioni di ramo di azienda, modificando così quanto previsto dal CCNL Turismo 2010 che richiamava le norme in tema di cambi di appalto.
L’accordo raggiunto prevede infatti l’applicazione dell’articolo 2112 e della procedura prevista dall’articolo 47 della legge 428/90.
Le imprese subentranti pertanto acquisiranno tutto il personale interessato senza soluzione di continuità.
Le aziende cessionarie potranno liquidare le competenze di fine rapporto (ad eccezione delle ferie maturate e non godute) all’atto del passaggio; viene comunque salvaguardata la facoltà del singolo lavoratore di disporre che suddetti crediti siano mantenuti e assunti dalla nuova proprietà.
Le imprese subentranti potranno impiegare i direttori in maniera adeguata alla propria organizzazione del lavoro, adibendo queste figure anche a mansioni diverse da quelle prestate nell’azienda di provenienza, ma salvaguardandone i livelli retributivi derivanti dalla contrattazione collettiva.
Sul più complessivo tema della organizzazione del lavoro un ruolo importante viene assegnato al confronto territoriale.
Per effetto della intesa perfezionata, i lavoratori oggetto di questi numerosi passaggi che avverranno presumibilmente a partire da settembre, conserveranno le tutele dell’articolo 18 legge 300/70, come esplicitamente rimarcato nell’intesa stessa.
Ricordiamo che a seguito della andata in vigore del decreto interministeriale del 7 agosto 2015, un numero imponente di concessioni sono e saranno soggette a rinnovo nel 2016 e 2017; la sola norma contrattuale, stante il mutato quadro normativo generale (Jobs act), non avrebbe offerto alcuna garanzia in ordine alla tutela non solo della quantità ma anche della qualità della occupazione coinvolta.
L’essere riusciti ad ottenere infine che questo protocollo diventi parte integrante del CCNL Turismo Pubblici Esercizi rappresenta un acquisizione rilevante che lascia ben sperare anche per la ripresa del confronto negoziale prevista per settembre e finalizzata al suo rinnovo.
in queste settimane abbiamo provveduto a segnalarvi quanto sta scaturendo dalle aste sulle concessioni stradali e autostradali, che in numerosi casi indicano che si realizzeranno nei prossimi mesi passaggi di concessioni tra diversi operatori della ristorazione collettiva. Negli anni passati in tali occasioni solo in un numero limitato di casi il passaggio della concessione è avvenuto dando applicazione all’art. 2112 del Codice civile (cessione/trasferimento di ramo d’azienda) con la procedura a tal fine prevista dall’art. 47 della Legge n.428/1990, mentre in numerosi altri casi il passaggio è stato realizzato attraverso accordi distinti e separati con l’impresa cedente e con l’impresa subentrante che prevedevano la risoluzione del rapporto di lavoro con l’impresa cedente e la successiva riassunzione del personale ad opera dell’impresa subentrante.
Alla luce del modificatosi quadro normativo (jobs act) tale procedura, che dava luogo ad una novazione integrale del rapporto di lavoro, è ora intrinsecamente connessa a rischi evidenti in quanto il personale trasferito non sarebbe più coperto dalla tutela reale in caso di licenziamento (reintegra ex-art. 18 dello Statuto), e una volta trascorsi i 18 mesi di garanzia del posto di lavoro previsti nel bando dell’asta per la concessione, il personale potrebbe essere licenziato con il solo indennizzo monetario previsto dalla normativa di legge. Viceversa, l’applicazione dell’art.2112 Codice civile – prevedendo la prosecuzione del rapporto di lavoro senza soluzione di continuità tra l’impresa cedente e l’impresa subentrante – consente di mantenere per i lavoratori coinvolti le tutele ad essi riconosciute connesse alla data di loro prima assunzione da parte dell’impresa cedente.
In considerazione di tale fatto, a seguito di una verifica operata unitariamente a livello di Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS, si raccomanda a tutte le strutture di procedere in occasione della realizzazione dei passaggi di concessione esigendo che si dia applicazione alle norme dell’art.2112 del Codice civile e alla procedura di confronto sindacale congiunta che coinvolge sia l’impresa cedente che l’impresa subentrante prevista dall’art. 47 della Legge 428/1990. Qualora una o entrambe le imprese coinvolte si rifiutino di operare in tal modo, magari adducendo di volersi limitare alla sola applicazione alle norme d’indirizzo previste a tale riguardo nel CCNL dei pubblici esercizi, le strutture dovranno opporsi a tale richiesta in modo risoluto e procedere ai sensi dell’art.28 Legge n.300/1970 qualora le imprese o la singola impresa coinvolta insistano nella loro posizione.
Anche in occasione della realizzazione del passaggio ai sensi dell’art. 2112 Codice civile nell’ambito della procedura prevista dall’art. 47 della Legge 428/1990 (procedura congiunta che si conclude con un accordo congiunto e trilaterale sottoscritto dalle due imprese coinvolte e dalle OO. SS.) è opportuno attenersi ad alcune cautele. Nello specifico, negli accordi di passaggio, NON dovranno essere previste in alcun modo circostanze tali da poter far ritenere che si realizzi una soluzione di continuità nel rapporto di lavoro. In altre parole, innanzitutto:
1.le eventuali giornate di ferie non godute prima del passaggio di concessione dovranno essere trasferite in capo all’impresa subentrante e NON dovranno essere monetarizzate;
2.il Trattamento di Fine Rapporto accantonato presso l’impresa cedente dovrà essere trasferito all’impresa subentrante e NON dovrà essere liquidato ai lavoratori;
3.il passaggio di concessione comporta necessariamente che TUTTO il personale iscritto a libro matricola dell’impresa cedente passi al subentrante, compreso quindi il personale di regia (direttore), come invece talvolta non avvenuto in passato, che costituisce oltretutto una violazione delle norme fissate nei bandi di gara
4.l’anzianità aziendale continua a decorrere, quindi gli scatti maturati dovranno continuare ad essere corrisposti e la maturazione degli eventuali ulteriori scatti dovrà avvenire prendendo a riferimento la data di prima assunzione da parte dell’impresa cedente, e non la data del passaggio all’impresa subentrante.
Inoltre, qualora si decida di corrispondere ai lavoratori al momento del passaggio ad opera dell’impresa cedente e senza trasferirli all’impresa subentrante i ratei delle mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) ovvero di monetarizzare le ore di permesso retribuito non godute dal lavoratore, nell’accordo dovrà essere precisato che ciò avviene in deroga straordinaria rispetto alle indicazione dell’art. 2112 Codice civile e che comunque tale circostanza non è tale da configurare una soluzione di continuità del rapporto di lavoro, ovvero una novazione del medesimo in capo all’azienda subentrante.
Solo in presenza di tali presupposti si sottoscriverà l’accordo di passaggio, avendo cura in caso contrario di segnalare la circostanza alle Segreterie Nazionali e fornire assistenza ai lavoratori che intendano impugnare in sede legale il passaggio avvenuto nel mancato rispetto di tali norme di legge, rispetto a cui esiste abbondantissima e uniforme giurisprudenza sia ad opera dei Tribunali del Lavoro, sia della Corte di Cassazione che pure della Corte di Giustizia europea di Strasburgo. Si tenga presente che la mancata sottoscrizione di un accordo di passaggio non può avere ricadute negative immediate sulle persone in quanto la prosecuzione del rapporto di lavoro di tutto il personale coinvolto presso l’impresa subentrante è garantito dai bandi di gara, sia pure nel limite di 18 mesi.
E’ importantissimo infine spiegare bene alle persone coinvolte dai passaggi che qualora esse accettino individualmente che gli vengano liquidati i permessi non goduti, i ratei delle mensilità aggiuntive e, soprattutto, le ferie non godute e il Trattamento di Fine Rapporto, ciò comporta implicitamente la novazione del rapporto di lavoro e il venir meno per loro delle tutele nel caso di licenziamento privo di giusta causa previste dall’art. 18 dello Statuto anche per chi sia stato assunto in data precedente all’entrata in vigore del jobs act.
Per quanto attiene infine alla contrattazione integrativa aziendale eventualmente presente nell’azienda cedente, ricordiamo che il passaggio operato in applicazione dell’art. 2112 comporta la possibilità per l’impresa subentrante che abbia un proprio contratto integrativo aziendale vigente di sostituire col proprio contratto il contratto integrativo dell’impresa cedente. Qualora invece l’impresa subentrante non abbia una propria contrattazione integrativa, essa dovrà continuare a dare applicazione ai lavoratori coinvolti nel passaggio al contratto integrativo dell’azienda cedente fino alla data di sua scadenza.
Raccomandiamo infine – data l’evidente complessità e delicatezza della materia – di attenersi scrupolosamente a tali indicazioni, informare tempestivamente le Segreterie Nazionali di qualsiasi problematica dovesse emergere a livello territoriale, oltre che di operare con fortissimo spirito unitario nei confronti che si apriranno a livello territoriale. Da parte nostra abbiamo per altro unitariamente già deciso di coinvolgere con due lettere separate – che Vi alleghiamo alla presente circolare unitaria – sia le sedi pubbliche competenti (Ministero delle infrastrutture e Ministero per lo sviluppo economico), sia l’associazione a cui aderiscono praticamente tutte le imprese coinvolte nei passaggi (FIPE), nella speranza che sia possibile definire norme d’indirizzo uniformi fin dalle prossime settimane.
Luca De Zolt, Cristian Sesena