Source: http://www.unitel.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3505:cambio-destinazione-duso-mancata-autorizzazione-assenza-di-interventi-costruttivi-oneri-contributivi-costo-di-costruzione&catid=130:edilizia-e-urbanistica&Itemid=159
Timestamp: 2018-08-18 16:42:08+00:00
Document Index: 77193943

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.6', 'art.10', 'sentenza ']

Cambio destinazione d`uso Mancata autorizzazione - Assenza di interventi costruttivi - Oneri contributivi - Costo di costruzione
Home Articoli Edilizia & Urbanistica Cambio destinazione d`uso Mancata autorizzazione - Assenza di interventi costruttivi - Oneri contributivi - Costo di costruzione
Lunedì 12 Dicembre 2011 11:19
Consiglio di Stato sez. IV 14/10/2011 n. 5539
Giovanni Zauli, Immobiliare Costaverde Srl, rappresentati e difesi dall`avv. Arnaldo Foschi, con domicilio eletto presso Alfredo Placidi in Roma, via Cosseria, 2;
Comune di Forli`, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall`avv. Maria Anna Alberti, con domicilio eletto presso l’avv. Maria Teresa Barbantini in Roma, viale Giulio Cesare, 14;
della sentenza del T.A.R. EMILIA-ROMAGNA - BOLOGNA: SEZIONE II n. 01790/2010, resa tra le parti, concernente PAGAMENTO ONERI DI URBANIZZAZIONE.
Visto l`atto di costituzione in giudizio di Comune di Forli`;
Relatore nell`udienza pubblica del giorno 21 giugno 2011 il Cons. Andrea Migliozzi e uditi per le parti gli avvocati Enzo Gigante in sostituzione di Arnaldo Foschi e Maria Teresa Barbantini in sostituzione di Maria Anna Alberti;
Gli attuali appellanti svolgono da tempo nei locali di un immobile sito in via Golfarelli del Comune di Forlì, inserito dal punto di vista urbanistico in zona D2- industriale ed artigianale di espansione, un’attività commerciale di vendita all’ingrosso e al dettaglio di articoli per impianti idraulici, igienico-sanitari e per l’edilizia.
In relazione al rilascio di concessioni per l’effettuazione di lavori inerenti alcuni spazi del predetto edificio ( nn.44 e 44/1 del 1995), il Comune , nel riscontrare un cambio di destinazione d’uso non autorizzato (passaggio da attività all’ingrosso ad attività al dettaglio) rideterminava gli oneri contributivi nella misura di 41.600 lire per gli oneri di urbanizzazione primaria, in lire 94.600 per gli oneri di urbanizzazione secondaria e il lire 69.750 per il costo di costruzione e con provvedimento sindacale del 312/1/1997 veniva intimato il pagamento delle predette somme.
Gli interessati hanno impugnato tale provvedimento innanzi al TAR per l’Emilia Romagna che con sentenza n.1790/2010 ha respinto il ricorso, ritenendolo infondato.
Il sig. Zauli e la Società Costaverde , ritenendola errata ed ingiusta, impugnano parzialmente detta sentenza, precisamente nella parte in cui è stato confermato il provvedimento impugnato relativamente alla debenza dei costi di costruzione per la somma di lire 69.750.
Va preliminarmente precisato che l’oggetto del contendere, in base all’impugnativa solo parziale della sentenza n.1790/2010 è circoscritto in questo grado unicamente all’an del pagamento del costo di costruzione richiesto dal Comune di Forlì, senza che venga in rilievo la quantificazione del corrispettivo per il titolo in questione (lire 69.750).
Ora, vero è che il contributo relativo al costo di costruzione (art.6 della legge n.10 del 28 gennaio 1977, c.d. legge “Bucalossi” ) è riconducibile all’attività costruttiva ex se considerata; nondimeno, trattandosi di un prelievo paratributario, il corrispettivo in questione è comunque dovuto in presenza di una “trasformazione edilizia” che indipendentemente dall’esecuzione fisica di opere , si rivela produttiva di vantaggi economici connessi all’utilizzazione (cfr. Cons Stato Sez. IV 21/4/2006 n.2258) .
Ora il contributo concessorio come rideterminato comprende necessariamente anche il costo di costruzione; tanto in relazione a quanto direttamente contemplato dalla c.d. legge Bucalossi (la citata L. n.10/77), il cui art.10, al comma 2, espressamente prevede il pagamento del predetto onere per gli edifici destinati all’attività commerciale, con la precisazione che, come costantemente affermato da questo Consiglio di Stato (cfr. Sez. IV 25/6/010 n. 4109; idem 10/3/2011 n.1332), l’esonero dal costo di costruzione non concerne le “opere” ( e le “variazioni” ) suscettibili di essere utilizzate al servizio di attività economiche di tipo commerciale .
In forza delle suestese considerazioni, l’appello non appare suscettibile di accoglimento, meritando le relative statuizioni recate dalla sentenza del TAR Emilia Romagna n.1790/2010 integrale conferma.
Le spese e competenze del presente grado del giudizio seguono la regola della soccombenza , liquidate come da dispositivo.
definitivamente pronunciando sull`appello, come in epigrafe proposto, lo rigetta.
Condanna la parte appellante al pagamento delle spese e competenze del presente grado del giudizio che si liquidano complessivamente in euro 3.000,00 ( tremila ) oltre IVA e CPA.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 21 giugno 2011 con l`intervento dei magistrati: