Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26201-del-16-10-2019
Timestamp: 2020-04-08 12:47:48+00:00
Document Index: 144663968

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'sentenza ', 'art. 702', 'art. 133', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 4']

Sentenza Cassazione Civile n. 26201 del 16/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26201 del 16/10/2019
Cassazione civile sez. un., 16/10/2019, (ud. 08/10/2019, dep. 16/10/2019), n.26201
data 9 aprile 2019 nel procedimento, iscritto al N. R.G. 1171 del
che il Laboratorio Analisi Caliò è accreditato, ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, art. 8-quater, dalla Regione Calabria per l’erogazione di prestazioni sanitarie a carico del Servizio sanitario regionale e, nel corso dell’anno 2016, ha effettuato prestazioni di specialistica ambulatoriale in forza dell’accordo sottoscritto sulla base del “tetto” fissato con il decreto n. 25 del 2016 del Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale della Calabria, decreto successivamente annullato dal TAR per la Calabria con sentenza n. 2525 del 2016;
che il Laboratorio – sostenendo l’efficacia erga omnes dell’annullamento in via giurisdizionale del decreto del Commissario ad acta e la conseguente invalidità, inefficacia o inoperatività parziale dell’accordo stipulato tra le parti in data 27 settembre 2016, nella parte in cui prevede il volume massimo di prestazioni erogabili, il limite massimo di spesa (budget) e la non remunerabilità delle prestazioni extra budget – ha chiesto al Tribunale ordinario di Cosenza, con ricorso ex art. 702-bis c.p.c., la condanna dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza al pagamento del compenso, pari a Euro 14.959,95, oltre accessori, per tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate nel corso dell’anno 2016;
che l’adito Tribunale di Cosenza ha dichiarato, con ordinanza in data 7 maggio 2018, il proprio difetto di giurisdizione in favore del giudice amministrativo;
che il giudice ordinario ha osservato che l’annullamento del provvedimento presupposto non implica automaticamente la nullità delle clausole contrattuali relative alla fissazione del tetto massimo di spesa, nè attribuisce alla struttura accreditata il diritto a percepire il compenso di tutte le prestazioni erogate, sicchè la causa esula da quelle “concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi”, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. c), cod. proc. amm., e la decisione della controversia implica la valutazione di scelte discrezionali ed autoritative della P.A. in ordine alla pianificazione del limite annuale di spese sostenibili;
che, questi essendo i principi rilevanti in materia, va osservato che con la domanda introduttiva del giudizio di merito il Laboratorio Analisi Caliò ha chiesto esclusivamente il corrispettivo di prestazioni rese in esecuzione dell’accordo stipulato dalle parti in data 27 settembre 2016 ai sensi del D.Lgs. n. 502 del 1992, art. 8-quinquies, deducendo che – per effetto della sopraggiunta sentenza del TAR per la Calabria recante l’annullamento del decreto del Commissario ad acta che aveva stabilito i tetti di spesa, per l’anno 2016, per le singole strutture sanitarie accreditate eroganti prestazioni di specialistica ambulatoriale – si sarebbe determinata l’invalidità, l’inefficacia o l’inoperatività parziale dell’accordo, con specifico riferimento alle clausole di cui all’art. 4 (Volume di prestazioni erogabili e corrispettivo massimo annuale) e, limitatamente alla parte in cui ribadiscono il limite del tetto di spesa ovvero la non remunerabilità delle prestazioni eccedenti lo stesso, di cui agli artt. 7 (Tariffe e corrispettivi) e 14 (Clausola di salvaguardia);