Source: https://www.reggiotoday.it/cronaca/operazione-canadian-ndrangheta-connection-cosche-canada-arrestati-.html
Timestamp: 2019-08-18 12:26:44+00:00
Document Index: 140601417

Matched Legal Cases: ['art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416']

Operazione Canadian ‘ndrangheta connection, le mani delle 'ndrine sul Canada
Operazione "Canadian ‘ndrangheta connection", le mani delle cosche sul Canada
Blitz internazionale condotto dalla polizia di Reggio. 12 le persone arrestate, affiliate alla 'ndrina Muià, federata alla potente cosca Commisso di Siderno
18 luglio 2019 18:42
Associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale. Sono questi i reati, aggravati dalle modalità mafiose, che hanno portato in carcere 12 persone, ritenute affiliate alla ‘ndrina Muià, federata alla potente cosca Commisso di Siderno.
L'operazione "Canadian 'ndrangheta connection", scattata alle prime ore della mattinata, dopo complesse ed articolate indagini, condotte dal Servizio centrale operativo della polizia di Stato e dalla squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, sotto le direttive della Direzione distrettuale antimafia della Procura, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dei sostituti procuratori Giovanni Calamita e Simona Ferraiuolo, ha visto l'impiego di ben 150 tra uomini e donne della polizia.
I dettagli del mega blitz sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato, il questore Maurizio Vallone, il procuratore capo Giovanni Bombardieri, il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, Francesco Messina, direttore centrale anticrimine, il vice capo della York Regional Police, Brian Brigas e il capo della squadra mobile Francesco Rattà.
1. Michelangelo Archinà, nato a Toronto (Canada) il 6 ottobre 1976;
2. Domenico Cerisano, nato a Siderno il 14 dicembre 1967;
3. Francesco Filippone, nato a Siderno il 22 marzo 1981;
4. Cosimo Futia, detto “Shuster”, nato a Siderno il 13 agosto 1977;
5. Giuseppe Gregoraci, detto “Pino”, nato a Siderno il 24 marzo 1968;
6. Giuseppe Macrì, nato a Siderno il 2 agosto 1954;
7. Armando Muià, nato a Siderno il 19 settembre 1956;
8. Giuseppe Muià, nato a Siderno il 9 gennaio 1944;
9. Vincenzo Muià, nato a Siderno il 14 agosto 1972;
10. Vincenzo Muià, nato a Siderno il 10 dicembre1968;
11. Vincenzo Muià, detto “il fontaniere”, nato a Siderno, il 4 ottobre 1969;
12. Vincenzo Muià, nato a Siderno il 6 novembre 1969
Le uscite degli arrestati dalla Questura di Reggio
Le attività investigative, condotte con l’ausilio di sofisticate tecniche di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno portato alla luce le attuali dinamiche criminali che caratterizzano la ‘ndrina Muià e altre ‘ndrine federate alla potente cosca di ‘ndrangheta Commisso, operante a Siderno e in Canada, dove è nota come Siderno Group of Crime.
L'arresto in Canada di Angelo Figliomeni, u briganti
Nell’ambito dell’inchiesta, ha assunto particolare rilievo l’attività di cooperazione internazionale della polizia di Stato e della York Regional Police di Aurora (Ontario - Canada), grazie alla quale è stato possibile documentare, con il coordinamento dei magistrati della Dda reggina, attraverso mirati servizi di osservazione effettuati da investigatori canadesi e italiani nel grande Stato nordamericano e scambi di informazioni, aspetti importanti dell’operatività delle ‘ndrine di Siderno nella “Greater Toronto Area”, dove lo scorso 12 luglio, a conclusione di indagini parallele a quelle svolte a Reggio, la polizia canadese ha arrestato 10 soggetti, tra i quali Angelo Figliomeni, di 57 anni, inteso u briganti, elemento di spicco della ‘ndrangheta di Siderno, per associazione a delinquere, riciclaggio, usura, gioco d’azzardo. Ed infatti particolare rilievo ed efficacia investigativa hanno avuto i risultati delle due indagini, canadese ed italiana, che, avviate autonomamente, in maniera completamente distinta dalle diverse autorità giudiziarie, ciascuno nei territori di propria competenza, hanno,
successivamente, trovato punti di collegamento e convergenze tali da spingere gli investigatori stranieri ad inviare spontaneamente alcune loro risultanze di indagine e ad avviare contatti con gli investigatori italiani.
Le indagini calabresi partono dall'omicidio di Carmelo Muià
In Calabria, le indagini hanno avuto origine dall’omicidio di Carmelo Muià, detto “Mino”, assassinato a Siderno a colpi d’arma da fuoco il 18 gennaio 2018. Costui era ritenuto il luogotenente del boss Giuseppe Commisso, alias il Mastro, ed era collocato al vertice dell’omonima ‘ndrina di contrada Ferraro di Siderno. Naturalmente occorre prendere le mosse da tutti i pronunciamenti giudiziari che negli anni passati fino ad epoca recente hanno ricostruito puntualmente gli equilibri di ‘ndrangheta nell’area sidernese ed i collegamenti della “ Società di Siderno” con le proiezioni in Canada ed in particolare nella zona dell’Ontario.
Dopo l’omicidio, - spiegano dalla questura - al fine di comprendere le causali che lo avevano determinato, il fratello dell’ucciso, Vincenzo Muià, effettuava una serie di serrati confronti con soggetti vicini agli ambienti della ‘ndrangheta, maturando il convincimento che l’agguato fosse da ricondurre ad una grave azione di rivalsa messa in atto dal rivale Vincenzo Salerno, appartenente all’omonima famiglia che, in passato, spinta da ambizioni autonomistiche, si era scissa dalla cosca madre dei Commisso. Prospettiva che egli considerava in termini concreti, richiamando in alcune conversazioni intercettate le ragioni di un aspro conflitto armato - a cui i Muià stessi avrebbero preso parte - durante il quale furono uccisi anche Salvatore Salerno ed Agostino, fratelli di Vincenzo".
Il summit a Siderno
Nel corso di un summit tenutosi a Siderno nella primavera del 2018 Vincenzo Muià chiamava a raccolta un nutrito manipolo di fedelissimi, ai cui affidare l’esecuzione di un piano volto ad arginare eventuali mire violente contro la propria famiglia. Nello stesso tempo, assunto ormai il comando della ‘ndrina di contrada Ferraro, anche attraverso la direzione delle attività commerciali fittiziamente gestite dal fratello, egli avviava un deciso riarmo del gruppo, sollecitando i titolari di una rivendita a rifornirlo di munizioni e provando alcune micidiali armi da guerra.
Da Siderno a Toronto
In questo contesto, nello scorso mese di aprile, Vincenzo Muià, animato dalla volontà di conoscere le reali motivazioni che avevano portato all’omicidio del fratello e il sodale Giuseppe Gregoraci si recavano a Toronto, dove incontravano i fratelli Cosimo Figliomeni e Angelo Figliomeni, detti “i briganti”, entrambi latitanti in Canada in relazione all’operazione della Dda reggina “Acero-Krupi- Connection”.
Gli accertamenti e gli approfondimenti investigativi svolti durante la permanenza in Canada dei due fermati hanno consentito di verificare una serie di contatti con i fratelli Figliomeni finalizzati ad ottenere una risposta certa sulle ragioni e le responsabilità dell’omicidio di Carmelo Muià, che "costoro gli avrebbero effettivamente dato, con una serie però di indicazioni insufficienti per attribuire la piena responsabilità del delitto".
"Da quanto emerso - spiegano gli investigatori - è stato possibile tracciare, in linea con le acquisizioni di altri procedimenti definiti della Dda reggina, l’operatività di strutture a carattere intermedio con funzioni di coordinamento e supervisione, quali la “commissione” o “camera di controllo” di Toronto, istituita ed operante nell’ambito del Crimine di Siderno, come articolazione intermedia di ‘ndrangheta distaccata dal mandamento ionico reggino nella macro area ruotante attorno alla Regione dell’Ontario in Canada, ma indissolubilmente legata, in una sorta di “blockchain criminale”, alla provincia di Reggio Calabria".
Dai colloqui captati è stato, poi, possibile ricostruire la composizione del “crimine di Siderno”, da intendersi quale massima espressione della ‘ndrangheta operante in Canada, a cui è riservata una competenza che in alcuni casi, come quello in esame, può estendersi al verificarsi di fatti riconducibili alle realtà locali della Locride, cui attualmente sembrano partecipare anche
1. Francesco Commisso, di 63 anni, alias “u scelto”, latitante in Canada in relazione alle operazioni “La falsa politica” e “Acero Krupy Connection;
2. Cosimo Figliomeni, sopra citato;
Questi risultati di indagine, di grandissimo rilievo, in quanto allargano l’orizzonte delle attuali conoscenze sull’articolata struttura della ‘ndrangheta anche in ambito sovranazionale, hanno permesso di accertare, per la prima volta, che l’articolazione territoriale operante in Canada, riferibile al locale di Siderno, è attualmente governata da un organismo (“il Crimine di Siderno”) composto da una pluralità di soggetti (sopra indicati) che, allo scopo di preservare la sua operatività rispetto alle problematiche connesse alla notoria pressione investigativa operata nei confronti della ‘ndrangheta in territorio italiano, è abilitato a riunirsi ed assumere decisioni anche in territorio
L'organismo decisionale, che opera in territorio estero, è direttamente riferibile alla struttura territoriale che opera in Siderno (la Società di Siderno) e, tramite questa, alle strutture di vertice che governano gli ampi assetti organizzativi, in Italia ed all’estero, dell’intera ‘ndrangheta. "Tale conclusione - continuano gli inquirenti - trova conforto negli esiti della indagine, ed in particolare in tale ottica deve essere interpretato (peraltro per come affermato dallo stesso) il viaggio in Canada di Vincenzo Muià: esiti, pertanto, che confermano la competenza dell'organismo canadese in relazione a vicende di rilevanza criminale riferibili al più ampio governo dell’area territoriale di Siderno, le cui notorie e stabili proiezioni estere non sono più solo gestite nella zona di origine ma trovano una nuova, e più efficiente, delocalizzazione operativa in territorio canadese: che si tratti di organismo dalle ampie competenze, delegate dalla casa madre senza rigidi vincoli territoriali, lo si ricava dal fatto che è chiamato ad occuparsi tanto di fatti di grande rilievo (quale l’omicidio di un capo ‘ndrina quale Carmelo Muià) che di vicende apparentemente più banali, quali le mancanze, a cui segue il rimprovero orale verso Francesco Commisso, alias “Ciccio di Grazia”, elemento di rilievo del clan Commisso, latitante in Canada (operazione “Acero-Krupi- Connection”) a cui si contesta una eccessiva vicinanza, in quel territorio, ad altre cosche di ‘ndrangheta distinte dalla locale di Siderno".
Quindi, le indagini investigative permettono di affermare che "l’organo di governo della locale di Siderno non opera più solo in territorio calabrese (trasmettendo ordini all’estero) ma lo fa direttamente in territorio canadese, all’evidente fine di rendere sempre più efficiente la sua struttura ed efficace l’azione di comando.
La presenza della 'ndrangheta in Canada
La presenza e l’operatività della ‘ndrangheta in Canada è confermata anche da una recente ed innovativa sentenza, emessa dalla Corte superiore di giustizia dell’Ontario, il 28 febbraio 2019,nell’ambito dell’inchiesta denominata “Project Ophenix”, condotta dalla Combined Forces Special Enforcement Unit (CSFEU) di Toronto, con la quale, la ’ndrangheta è stata riconosciuta, per la prima volta, come un’organizzazione criminale pienamente operante in quel territorio.
L'indagine, svolta grazie al prezioso contributo di un police agent infiltrato, che nel 2014 registrò numerosi incontri con importanti esponenti della criminalità italo-canadese, ha permesso di raccogliere validi elementi probatori a carico di Giuseppe Ursino, nato a Gioiosa Ionica, il 12 aprile 1953, che è stato condannato a 12 anni e mezzo di carcere per traffico internazionale di stupefacenti e associazione a delinquere.
Vincenzo Muià (fratello di Carmelo) è gravemente indiziato anche dei seguenti reati:
1. Trasferimento fraudolenti di valori, aggravato dall’art. 416 bis.1. c.p., (aggravante mafiosa) in concorso con Antonio Mamone (non destinatario del decreto di fermo), in relazione alla macelleria “Mondo Carni S.r.l.s.”, formalmente intestata a Mamone, di fatto
riconducibile ai Muià;
2. Detenzione illecita di una pistola cal. 9 lunga, una pistola cal. 9x21, una pistola cal. 9 corta, aggravata dall’art. 416 bis.1. c.p. (aggravante mafiosa);
3. Detenzione di un’arma semiautomatica (mitraglietta) con esplosione di munizioni a colpo singolo e a raffica, aggravata dall’art. 416 bis.1. c.p. (aggravante mafiosa), in concorso con
Cosimo Futia, detto “Shuster” (destinatario del decreto di fermo anche per questo reato);
4. Detenzione e porto illegale in luogo pubblico, al fine di occultarle, di più armi comuni da sparo, tra le quali una pistola cal. 9 ed il relativo munizionamento, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1. c.p (aggravante mafiosa), in concorso con Michelangelo Archinà (destinatario del decreto di fermo solo in relazione a questo reato);
5. Usura aggravata dal metodo mafioso, per aver in concorso con il fratello Carmelo prestato la somma di euro 75.000 per la costruzione di un bruciatore, facendosi promettere e consegnare interessi usurari pari ad euro 2.500 al mese;
6. Favoreggiamento personale - aggravato dall’art. 416 bis.1. c.p. (aggravante mafiosa) - perché, successivamente all’omicidio di Carmelo Muià, sottraevano dalla scena del crimine e nascondevano un telefono cellulare dell’ucciso, allo scopo di tutelare la memoria della vittima, di nascondere i contatti tra la vittima e gli altri associati alla cosca Commisso, svolgere in autonomia le indagini utili al fine di eludere le investigazioni dell’autorità giudiziaria e scoprire i colpevoli dell’omicidio, per potersi vendicare prima di un eventuale arresto degli stessi. Delitto commesso in concorso con la moglie di Carmelo Muià, Marilena Gravina (non destinataria del decreto di fermo).
Cosimo Futia, detto “Shuster”, è gravemente indiziato dei delitti di cui al punto 3), in concorso con Vincenzo Muià, nonché di aver detenuto e ceduto cinque bombe a mano con “spoletta” e un fucile Benelli M1, al fine di agevolare l’associazione mafiosa.
Giuseppe Gregoraci è gravemente indiziato del delitto di associazione mafiosa ed esercizio abusivo del credito, perché in concorso con Cosimo Figliomeni “u brigante”, svolgevano abusivamente nei confronti del pubblico una o più attività finanziarie senza essere iscritti negli elenchi previsti dalle leggi che disciplinano la materia ed, in particolare, perché erogavano prestiti di danaro, in maniera stabile, ad un numero indeterminato di persone, con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p..
La cooperazione internazionale e gli arresti in Canada
L’inchiesta reggina, come detto, tiene conto anche degli esiti di un’efficace attività di cooperazione internazionale tra investigatori della polizia di Stato (Squadra mobile di Reggio Calabria e Servizio centrale operativo di Roma) e canadesi (York Regional Police di Aurora), che hanno operato sotto le direttive dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, d’intesa con il York Region Attorney`s General, al fine di monitorare le proiezioni e le dinamiche criminali della cosche della ’ndrangheta tradizionalmente attive nello Stato del Nord America. Sul versante canadese, lo scorso 12 luglio, nella Greater Toronto Area (Vaughan e Woodbridge) - dove sono stati inviati in missione investigatori del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile reggina, la York Regional Police ha arrestato 10 soggetti, indagati per associazione per delinquere, riciclaggio, usura, gioco d’azzardo, a conclusione di autonome e separate indagini incentrate sugli interessi illeciti dei fratelli Cosimo ed Angelo Figliomeni, considerati esponenti di vertice della ’ndrangheta reggina in Canada nonché componenti della cosiddetta Camera di Controllo di Toronto.
Sequestro beni per un valore di 23 milioni di dollari
Tra i destinatari del provvedimento restrittivo emesso dalle autorità canadesi, figurano Angelo Figliomeni, alias il brigante, e i suoi principali referenti per il riciclaggio del danaro provento delle attività delittuose, Salvatore Oliveti e Emilio Zannutti. Contestualmente agli arresti, è stato eseguito il sequestro di beni mobili ed immobili, tra cui alcune di auto di lusso e ingenti somme di danaro, per un valore complessivo di circa 23 milioni di dollari.
Le attività di indagine condotte dalle autorità italiane e canadesi fanno ritenere che le cosche di‘ndrangheta di Siderno con le loro propaggini oltreoceano, stiano realizzando diversificate attività illecite nella Greater Toronto Area, forti dello stretto legame che unisce tra la Camera di Controllo canadese al Crimine di Siderno.