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Timestamp: 2017-06-26 02:09:52+00:00
Document Index: 16363488

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 148', 'art. 30', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art.148', 'art. 30', 'art. 90', 'art.23', 'arte 1', 'arte 1', 'art.1', 'art. 10', 'art. 2']

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L ABC DELLE ASSOCIAZIONI. Le regole per la costituzione e la corretta gestione. la giusta direzione per la tua associazione
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Aldo Antonella
1 L ABC DELLE ASSOCIAZIONI Le regole per la costituzione e la corretta gestione la giusta direzione per la tua associazione2 3 Indice Presentazione 05 La costituzione dell associazione 06 Come si costituisce un associazione 07 Lo statuto: le regole che l associazione si dà 08 La qualifi ca fi scale di ente non commerciale 11 Enti associativi e modello EAS 13 La scelta del tipo di associazione 16 Le diverse tipologie associative 16 Le onlus 23 Il mantenimento dell iscrizione ai registri regionali 24 La gestione ordinaria dell associazione 25 Amministrazione, contabilità e aspetti fi scali 25 Le prestazioni di lavoro a favore delle associazioni 27 Le dichiarazioni fi scali delle associazioni 28 La responsabilità degli amministratori 29 Le liberalità alle non profi t 30 Un attenzione particolare: privacy e sicurezza 33 Privacy 33 Sicurezza 33 L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - Indice Data di redazione: Febbraio4 5 Presentazione I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente Articolo 18 Costituzione Italiana Coesi Servizi, centro servizi per il terzo settore leader nella provincia di Bergamo, può vantare esperienza, capacità e competenze pluriennali nella gestione di servizi e di consulenze per il sostegno e lo sviluppo a favore di cooperative sociali, di associazioni di volontariato e di promozione sociale, e di associazioni senza fi ne di lucro. L associazionismo e il volontariato rappresentano una presenza signifi cativa e concreta nella costruzione del welfare della nostra comunità. I cittadini e le loro organizzazioni, infatti, contribuiscono alla gestione dei bisogni del territorio, partecipando con le istituzioni alla creazione di interventi e risposte adeguate alle necessità della nostra comunità. La guida che vi presentiamo ha la fi nalità di illustrare il variegato panorama delle modalità associative del terzo settore a coloro che intendono mettere a servizio della comunità locale parte del proprio tempo, o a coloro che, già costituiti in gruppo informale, vogliono darsi una forma giuridica riconosciuta. Riteniamo necessario, in questa fase di forte riorganizzazione del nostro sistema di welfare, contribuire a favorire la conoscenza e la consapevolezza all interno delle realtà dell associazionismo e del volontariato di come sia opportuno operare, di quali siano riferimenti giuridici e, soprattutto, di come sia possibile orientarsi per osservare la normativa vigente. Associazionismo e volontariato operano infatti all interno di un orizzonte più vasto, quello del Terzo Settore, caratterizzato in questi ultimi anni da uno sviluppo reso sempre più complesso da nuovi e variegati profi li giuridici, soprattutto in relazione ai diversi inquadramenti fi scali. Ci pare qui opportuno sottolineare che in questa scelta Coesi Servizi ha potuto contare su una disponibilità ampia a sviluppare relazioni di collaborazione con il Centro Servizi Bottega del Volontariato di Bergamo, cui va il nostro ringraziamento. Ci auguriamo di contribuire anche in questo modo allo sviluppo del Terzo Settore nel nostro territorio, e di fornire un agevole guida per tutti coloro che già oggi mettono a disposizione della comunità il loro tempo, la loro esperienza, la loro passione. La presente guida ha come particolare riferimento la normativa vigente in Regione Lombardia alla data di pubblicazione. L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - Presentazione del presidente 056 La costituzione dell associazione L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione GRUPPO DEI SOCI FONDATORI ATTO COSTITUTIVO E STATUTO ELEZIONE PRESIDENTE E CONSIGLIO DIRETTIVO ATTRIBUZIONE CODICE FISCALE E EVENTUALE APERTURA P.IVA ASSOCIAZIONE REGISTRAZIONE ATTO COSTITUTIVO E STATUTO 067 Come si costituisce un associazione Un associazione esiste semplicemente grazie all accordo, anche verbale, tra i suoi fondatori. La possibilità effettiva di allargare la partecipazione a terzi è garantita dalla stesura di regole condivise (lo statuto sociale) nel quale siano chiarite le fi nalità dell associazione e le norme di funzionamento dell ente. Perché l associazione possa usufruire di particolari agevolazioni, ottenere l iscrizione ad albi e registri, utilizzare lo statuto quale strumento di prova della non commercialità delle sue attività, occorre che lo stesso statuto sia predisposto con una particolare forma (atto pubblico, scrittura privata autenticata da notaio o registrata direttamente a cura del presidente o di un delegato presso l Uffi cio del Registro). A tale fi ne la costituzione di un nuovo ente privato non lucrativo avviene tramite la redazione di un atto costitutivo con il quale si verbalizza la volontà di alcuni soggetti di dare vita ad un associazione, esplicitandone gli scopi e regolamentando le norme interne riassunte nell allegato Statuto sociale. Nell atto costitutivo occorre specifi care la data e il luogo di costituzione, la denominazione dell associazione nonché i dati anagrafi ci dei soci fondatori fi rmatari dell atto. L assemblea costituente provvede alla nomina del primo Consiglio Direttivo e, se previsto dallo statuto, del Presidente, attribuendogli il potere legale rappresentante dell Associazione e di provvedere agli adempimenti necessari per l avvio delle attività: richiesta all Agenzia delle Entrate del codice fi scale (o della partita Iva qualora si intenda da subito svolgere un attività commerciale in via non prevalente) e registrazione dell atto. Entro 20 giorni dalla data di costituzione, previa richiesta del codice fi scale, occorre provvedere alla registrazione dell Atto nelle forme previste. Questo adempimento presenta costi diversifi cati in ragione della tipologia associativa costituita. Iter di costituzione Azione Scadenza Soggetti coinvolti Sottoscrizione dell atto costitutivo (di cui lo statuto è parte integrante) Attribuzione codice fi scale e apertura P. IVA (se da subito si intende svolgere un attività commerciale non prevalente) - Soci fondatori Prima della registrazione dell atto Legale rappresentante o soggetto delegato L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione Registrazione dell atto 20 gg. dalla data di costituzione Legale rappresentante o soggetto delegato Trasmissione telematica del Modello EAS - Enti Associativi (Art. 30 legge 2/09) - se necessario 60 gg. dalla costituzione Legale rappresentante Iscrizione facoltativa ad albi e registri Variabile a seconda delle norme di riferimento Legale rappresentante 078 Costi di costituzione Tipologia Riferimento normativo Tassa di registro ( ,00 euro) Bolli ( ,62 euro ogni 100 righe) Diritti di segreteria Condizioni Organizzazioni di volontariato Art. 8 Legge 266/1991 No No Sì Iscrizione al registro del volontariato L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione Onlus Associazioni di Promozione Sociale Art. 17 D. Lgs. 460/1997 Art. 7 Legge 383/2000 Sì No Sì Sì Sì Sì Altre associazioni - Sì Sì Sì - Iscrizione entro 30 gg. All anagrafe delle onlus Iscrizione registro APS dopo un anno inizio attività Lo statuto: le regole che l associazione si dà Le norme che regolamentano i rapporti interni tra i soci, contenute nello statuto sociale, costituiscono parte integrante dell atto costitutivo e, pertanto, devono essere allegate allo stesso anche in sede di registrazione 1. Di seguito riportiamo una breve presentazione del contenuto minimo dello statuto sociale, genericamente valido per tutti gli enti. Tali indicazioni devono essere coordinate con gli specifi ci requisiti previsti dalle normative speciali che regolamentano le diverse tipologie associative. Lo scopo Nella statuto occorre indicare in modo chiaro lo scopo perseguito dall ente esplicitando l assenza di scopo di lucro. Nella defi nizione dello scopo sociale occorre prestare particolare attenzione alla defi nizione dell attività essenziale per il raggiungimento degli scopi sociali (oggetto esclusivo o principale dell ente), poiché quanto riportato nello statuto, se redatto in forma di atto pubblico o scrittura privata registrata, rappresenta un primo elemento di prova della non commercialità dell ente dal punto di vista fiscale. La defi nizione dello scopo sociale deve essere tale da consentire di individuare l attività svolta dall associazione senza, peraltro, precludere la possibilità di estendere le proprie aree di intervento. È possibile specifi care ulteriormente l ambito di azione dell ente, riportando, a titolo esemplifi cativo, alcune delle attività che l associazione intende svolgere nel raggiungimento del suo scopo sociale. 1 Il Codice civile, solo nel caso di costituzione di ente riconosciuto, esplicita alcuni requisiti statutari obbligatori (articoli 16-24). Per gli enti non riconosciuti, in base all articolo 36 del Codice civile, l ordinamento interno e l amministrazione sono regolati dagli accordi tra gli associati così come risultanti dallo statuto. 089 I soci La struttura associativa è aperta, in quanto non prevede limiti al numero di soci ammissibili; l associazione può, comunque, personalizzare i criteri di selezione dei propri soci purché tali elementi non comportino discriminazioni di alcun tipo (come previsto dall art. 3 della Costituzione). Lo statuto deve specifi care i diritti nonché i doveri di ciascun socio, oltre al diritto di voto, attivo e passivo, che spetta a tutti i soci maggiorenni, nonché le procedure connesse all ammissione e all esclusione dei soci. Gli organi sociali Gli organi sociali obbligatori sono tre: 1. assemblea dei soci; 2. consiglio direttivo; 3. presidente del consiglio direttivo. L assemblea dei soci, costituita da tutti i soci in regola con il pagamento della quota associativa, è l organo sovrano dell associazione. Le sue modalità di convocazione sono libere ma devono essere tali da garantire a tutti i soci la presa visione di un avviso che dovrà contenere il giorno e l ora (sia per la prima che per la seconda convocazione), il luogo e l elenco delle materie che si andranno ad affrontare. L assemblea si distingue in ordinaria e straordinaria in ragione delle materie all ordine del giorno. Quella ordinaria delibera in merito a: l approvazione del bilancio consuntivo ed eventuale preventivo; gli indirizzi e le direttive generali della Associazione; la nomina dei componenti il Consiglio direttivo, del Presidente e del Vicepresidente (se non prevista nel consiglio direttivo), e l eventuale nomina del Collegio dei Revisori dei conti; l approvazione di eventuali Regolamenti che disciplinino lo svolgimento dell attività dell Associazione; quant altro a lei demandato per legge o per statuto. L assemblea straordinaria delibera in merito a: le modifiche dell atto costitutivo e dello Statuto: il nuovo Atto Costitutivo/Statuto deve essere ri-depositato nella medesima forma utilizzata per la costituzione dell associazione; lo scioglimento dell associazione: va data comunicazione di scioglimento all Agenzia delle Entrate e fatta la chiusura del Codice Fiscale / eventuale P. IVA dell associazione; la nomina dei liquidatori e la devoluzione del patrimonio residuo: il verbale assembleare contenente la delibera di scioglimento dell associazione e la nomina del liquidatore vanno comunicati agli uffi ci pubblici (Uffi cio Agenzia delle Entrate, Registro regionale associazionismo/volontariato, etc ). L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione A norma del Codice Civile (all articolo 21) - se non disposto diversamente dallo Statuto - le Assemblee ordinarie deliberano a maggioranza semplice dei soci intervenuti e sono validamente costituite, in prima convocazione, con la presenza di almeno la metà dei soci, in seconda convocazione, qualsiasi sia il numero degli intervenuti. Per modifi care l atto costitutivo o lo statuto, se in essi non è altrimenti disposto, occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Per deliberare lo 0910 scioglimento dell associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. Il Consiglio direttivo, composto dal numero di soci stabilio dallo statuto, è l organo amministrativo dell ente i cui poteri, vincoli e modalità operative devono essere esplicitati dallo statuto. Spetta al Presidente la rappresentanza dell Associazione di fronte a terzi o in giudizio. L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione È facoltà dell Assemblea dei soci nominare un Collegio dei revisori dei conti, composto da associati e non, a cui attribuire il controllo contabile dell associazione. Stante la funzione di controllo attribuita a tale organo sociale la carica di revisore è inconciliabile con quella di consigliere. Eventuali controversie tra gli aderenti e l associazione possono essere demandate ad un collegio arbitrale. Il patrimonio sociale, le entrate, l esercizio sociale Il patrimonio sociale è costituito dal fondo comune, creato dagli associati o dai fondatori, e rappresenta un elemento costitutivo dell ente. Esso è composto da: il fondo di dotazione iniziale formato dai versamenti effettuati dai soci fondatori; i beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell ente; i contributi versati dai soci al fi ne di incrementare il fondo di dotazione, nonché qualsiasi contributo o liberalità da chiunque ricevuto per la medesima fi nalità; gli eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio, vale a dire con gli utili/avanzi di gestione realizzati. Si ricorda che il fondo comune è un elemento strumentale per il raggiungimento degli scopi sociali e pertanto non è divisibile tra i soci. In base al Decreto 460/1997 Art. 5 c.4 quinquies, in caso di scioglimento, in capo all ente vige l obbligo di devolvere il patrimonio ad altra associazione che persegua le medesime finalità o di destinarlo a fini di pubblica utilità sentito l organismo di controllo di cui all Art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Agenzia per le onlus). Le entrate delle associazioni si differenziano in base alla tipologia di ente. Ogni ente può adeguare, mediante idonea previsione statutaria, l esercizio fi nanziario alle proprie esigenze istituzionali, fermo restando la durata obbligatoria pari a 12 mensilità, anche se, preferibilmente, si tende a farlo coincidere con l anno solare (1 gennaio - 31 dicembre). Qualunque sia l esercizio di riferimento, lo statuto deve prevedere, ai sensi del Decreto Legislativo 460/97 e dell Art c.2 del c.c., la redazione e approvazione, entro quattro mesi dalla chiusura di ogni esercizio, di un rendiconto economico e finanziario di gestione (bilancio consuntivo). 1011 La qualifica fiscale di ente non commerciale Da un punto di vista fiscale le attività svolte da un ente non commerciale possono essere classifi cate in connesse alle istituzionali, commerciali e decommercializzate. Attività istituzionali Le attività istituzionali sono attività svolte dagli enti associativi nei confronti degli associati in conformità alle finalità istituzionali, a fronte delle quote o contributi associativi non commisurati alle prestazioni effettuate. Le quote o contributi non sono imponibili in quanto destinate alla copertura delle spese per il loro raggiungimento. Attività commerciali In linea generale si presuppone la sussistenza di un attività commerciale ogni qualvolta si realizzi un rapporto di scambio: il versamento di un corrispettivo a fronte di una cessione di beni o una prestazione di servizio. L articolo 2195 del Codice civile considera tra le attività commerciali: attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi; attività intermediaria nella circolazione dei beni; altre attività ausiliarie delle precedenti. Le prestazioni di servizi non comprese nell articolo 2195 del Codice civile sono considerate commerciali qualora siano organizzate in forma di impresa (disponibilità di un insieme di beni e persone organizzate per il raggiungimento di un fi ne, abitualità nello svolgimento dell attività, pagamento di un prezzo, promozione dell attività svolta es. insegne, materiale pubblicitario, ecc.). Le entrate commerciali sono soggette ai fini fiscali ad una specifica contabilità, sia per quanto attiene alle imposte indirette che a quelle dirette. Gli enti privati non lucrativi quali le associazioni, sia riconosciute che non, le fondazioni ed i comitati si defi niscono, dal punto di vista fiscale, come enti non commerciali qualora abbiano quale oggetto principale, inteso come attività essenziale per il raggiungimento degli scopi istituzionali, lo svolgimento di un attività non commerciale. L individuazione dell oggetto principale dell attività avviene tramite verifi ca delle previsioni statutarie, qualora redatto e registrato, altrimenti in base all attività effettivamente esercitata. Gli enti non commerciali possono, accanto all attività istituzionale prevalentemente svolta, porre in essere un attività commerciale purché sia correttamente gestita (registrazioni contabili/fi scali e versamento delle imposte) e marginale rispetto all attività complessivamente svolta. Indipendentemente dalle previsioni statutarie, l ente perde la qualifi ca di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attività commerciali per un intero periodo d imposta. L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione La prevalenza può essere identifi cata utilizzando diversi criteri: le immobilizzazioni relative all attività commerciale, al netto degli ammortamenti, rispetto alle restanti attività; i ricavi derivanti da attività commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o prestazioni afferenti le attività istituzionali; 1112 i redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali (contributi, sovvenzioni, liberalità e quote associative); le componenti negative inerenti all attività commerciale rispetto alle restanti spese. Il superamento di uno o più di tali parametri non comporta automaticamente la perdita della qualifi ca di ente non commerciale, ma induce ad un giudizio complessivo sull attività effettivamente esercitata che tenga conto anche di ulteriori elementi, fi nalizzato a verifi care che l ente abbia effettivamente svolto attività commerciale in forma prevalente per l intero periodo d imposta. L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione Attività decommercializzate Alcune delle entrate realizzate dagli enti non commerciali, pur avendo natura di per sé commerciale, in quanto presuppongono un rapporto di scambio tra il socio e l associazione, sono state decommercializzate dal legislatore. Questo comporta che tali attività non siano soggette ad imposizione ai fini Ires e Irap e, in alcuni casi, anche rispetto all IVA 2. Quote sociali Con il versamento della quota sociale si acquisisce la qualifi ca di socio da cui scaturiscono una serie di diritti e doveri; il socio, a fronte del versamento effettuato, benefi cia di prestazioni da parte dell associazione. In linea di principio anche questo versamento potrebbe qualifi carsi quale entrata di natura commerciale in quanto caratterizzato da una controprestazione. Il legislatore ha però espressamente previsto che l attività svolta nei confronti degli associati, in conformità alle fi nalità istituzionali, non sia considerata attività commerciale e le somme versate a titolo di quote associative non concorrano a formare il reddito complessivo (comma 1, art. 148 Tuir). Dal 2009 per usufruire di tale agevolazione è stato introdotto un particolare adempimento: la presentazione all Agenzia delle Entrate per via telematica del Modello EAS - Enti Associativi (art. 30, Legge 2/2009), di cui si parla in seguito. Raccolte pubbliche di fondi Le entrate derivanti da raccolte pubbliche di fondi aperte al pubblico, organizzate occasionalmente (convenzionalmente due all anno. Per un periodo non superiore a 15 gg. E per un importo massimo di Asd), in concomitanza di particolari celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, a fronte della cessione di beni di modico valore o servizi sono decommercializzate a condizione che, entro 4 mesi dalla chiusura dell esercizio in cui si sono svolte, venga redatto apposito e separato rendiconto e una relazione illustrativa dell iniziativa svolta (comma 3, lett. a, art. 143 Tuir). 2 Per esempio si considerano attività istituzionali (comma 1, art. 143 Tuir) le prestazioni di servizi (al di fuori di quelle previste dall articolo 2195 precedentemente elencate), svolte in conformità alle fi nalità istituzionali (da statuto), senza specifi ca organizzazione e con corrispettivi non superiori ai costi di diretta imputazione (ripartiti per tutti i benefi ciari). 1213 Convenzioni e accreditamenti con Pubbliche Amministrazioni Le attività aventi fi nalità sociali prestate nei confronti di Pubbliche Amministrazioni in regime di convenzione e/o accreditamento, benché commerciali da un punto di vista oggettivo, sono considerate attività decommercializzate, non imponibili ai fi ni Ires e Irap, se svolte da un ente non commerciale purché esercitate in conformità ai fi ni istituzionali dell ente (comma 3, lett. b, art. 143 Tuir). Tali attività rientrano comunque nel campo di applicazione dell IVA. Enti associativi agevolati Alcuni enti associativi (associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali e culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale, di formazione extra-scolastica) sono destinatari di specifi che agevolazioni (comma 3, art. 148 Tuir). Riferimenti normativi Testo Unico delle imposte sui redditi DPR 22 dicembre 1986, n. 917 articoli Decreto Legislativo 460/1997, articoli 1-9 Enti associativi e modello EAS Dal 2009, per usufruire della de-commercializzazione degli introiti derivanti da quote sociali e beni/ servizi ceduti ai soci, è stato introdotto un ulteriore adempimento a carico degli enti di tipo associativo: la presentazione per via telematica all Agenzia delle Entrate del Modello EAS. Tale modello si compone di una parte anagrafi ca e 38 dichiarazioni su aspetti fi scali, organizzativi e gestionali dell ente. L invio deve avvenire entro 60 giorni dalla data di costituzione e deve essere nuovamente presentato, entro il 31 marzo dell anno successivo, qualora si verifichino variazioni di alcuni dei dati comunicati specifi catamente previsti nelle istruzioni, ed entro 60 giorni in caso di perdita dei requisiti qualificanti l ente agevolato (ad esempio in caso di modifi ca statutaria con eliminazione di alcuni dei requisiti obbligatori). Alcuni enti sono esonerati dall adempimento, altri sono soggetti ma in forma semplifi cata. L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione Cosa succede se non si invia la comunicazione Gli enti associativi che non inviano il Modello EAS non possono più godere delle agevolazioni fi scali relative alla detassazione di quote e contributi associativi. Le conseguenze sono particolarmente gravi. Infatti, continuando a svolgere le attività sopra richiamate (incasso quote sociali e vendita di beni e servizi ai soci), tutta l attività dell ente ha natura commerciale. L ente, pertanto, diventa ente commerciale a tutti gli effetti, attirando nella commercialità (pagamento di imposte e adempimenti contabili connessi) qualsiasi attività svolta. 1314 Obblighi di comunicazione del modello EAS Enti associativi Registro di riferimento Attività Compilazione ONLUS di opzione (Art. 10 D. Lgs. 460/1997) Anagrafe delle Onlus - Esenzione L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione ONG - Organizzazioni non governative (Legge 49/1987) ODV - Organizzazione di volontariato (Legge 266/1991) APS - Associazione di promozione sociale (Legge 383/00) ASD - Associazioni sportive dilettantistiche (Legge 289/2002) Associazioni riconosciute (DPR 361/2000) Pro-loco (LR 16/2001) Riconoscimento Ministero Affari Esteri Registro Regionale delle OdV Registri nazionale e regionale delle APS Registro del CONI Registro delle persone giuridiche Registro regionale - Esenzione Solo istituzionali e marginali attività de-commercializzate previste dal DM 25/05/2005 Anche commerciale (con conseguente perdita della qualifi ca di Onlus di diritto) - Solo istituzionale Anche commerciale e/o de commercializzata - Commerciale con opzione per il regime ex L. 398/91 Solo istituzionale o anche commerciale senza opzione per L.398/91 Esenzione Modello semplifi cato (4, 5, 6, 25 e 26) Modello semplifi cato (4, 5, 6, 25 e 26) Esenzione Modello semplifi cato (4, 5, 6, 20, 25 e 26) Modello semplifi cato (3, 4, 5, 6, 25 e 26) Esenzione Modello completo 1415 Enti associativi Registro di riferimento Attività Compilazione Associazioni religiose Riconoscimento Ministero degli Interni - Modello semplifi cato (3, 4, 5, 6, 25 e 26) Associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese Partiti e movimenti politici tenuti alla rendicontazione per ottenere i rimborsi per le spese elettorali o che abbiano presentato liste alle ultime elezioni del Parlamento europeo o nazionale Associazioni sindacali - - Associazioni riconosciute di ricerca scientifica destinatarie di determinati provvedimenti agevolativi Associazioni onlus parziali, per le attività non rientranti nell ambito Onlus Quote sociali e/o decommercializzate ex art. 148 e/o commerciali Modello semplifi cato (3, 4, 5, 6, 25 e 26) Modello semplifi cato (4, 5, 6, 25 e 26) Modello semplifi cato (4, 5, 6, 25 e 26) Modello semplifi cato (4, 5, 6, 25 e 26) Modello semplifi cato (4, 5, 6, 25 e 26) Modello completo L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - La costituzione dell associazione Altri enti associativi - Senza versamento di quote o attività decommercializzate ex art. 148 e/o commerciali Esenzione 1516 La scelta del tipo di associazione Il sistema legislativo italiano prevede una molteplicità di norme che individuano diverse tipologie associative defi nendone requisiti, vincoli e agevolazioni. La scelta del tipo di associazione In sede di costituzione di una nuova associazione la scelta del modello di ente da adottare deve essere ponderata sulla base dell attività che si intende effettivamente svolgere e dei mezzi attraverso i quali conseguire lo scopo associativo. La scelta di un modello in base alle agevolazioni che lo stesso offre può portare l associazione a rilevanti errori, spesso sanzionabili, o limitarne l operatività. Proviamo di seguito ad illustrare le caratteristiche delle principali forme associative in uso. Le diverse tipologie associative Tipologie di associazione L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - Tipologia Sigla Caratteristica peculiare Normativa di riferimento Organizzazione di volontariato Associazione di promozione sociale OdV APS Eroga servizi gratuiti a favore di soggetti terzi che versano in uno stato di bisogno. Si avvale in misura determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri soci Svolge attività di utilità sociale a favore di associati e/o terzi Legge 266/1991, Legge quadro sul volontariato Legge 383/2000 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale Associazione sportiva dilettantistica ASD Realizza attività sportive dilettantistiche. Deve essere iscritta al Coni Legge 27 dicembre 2002, n. 289, Articolo 90 Disposizioni per l attività sportiva dilettantistica Associazione generica - Aggrega soci e eroga servizi a soci e non soci in via prevalente attraverso i propri volontari Legge regionale 14 febbraio 2008, n. 1 capo III 1617 Organizzazioni di volontariato - OdV Enti costituiti allo scopo di svolgere attività aventi fi nalità di solidarietà sociale, principalmente attraverso l erogazione di servizi gratuiti, a favore di soggetti terzi che versino in uno stato di bisogno, per il tramite dei propri volontari. L attività di volontariato è intesa come prestazione resa in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l organizzazione di cui il volontario è parte, senza fi ne di lucro anche indiretto ed esclusivamente per finalità di solidarietà sociale nei confronti di terzi (individui o collettività) che si trovino in uno stato di bisogno, materiale o morale, ovvero in situazioni di sfavore, svantaggio o marginalità sociale. NB: Le organizzazioni di volontariato per benefi ciare delle agevolazioni previste dalla normativa vigente devono iscriversi al Registro regionale del Volontariato, la cui competenza, in Lombardia, per le associazioni operanti a livello locale, è affi data alle amministrazioni provinciali. Obblighi specifici La qualifica di volontario è incompatibile con qualsiasi rapporto di lavoro o di natura patrimoniale con l associazione. Il volontario non può essere in alcun modo retribuito, nemmeno dal benefi ciario. Il volontario ha diritto unicamente al rimborso delle spese sostenute entro i limiti preventivamente concordati e previa formale attribuzione di incarico da parte del Consiglio direttivo dell ente. I volontari devono essere iscritti in apposito registro dei volontari numerato e vidimato da segretario comunale o altro pubblico uffi ciale abilitato nonché assicurati contro la responsabilità civile e per infortunio e malattia connessa all attività svolta. Particolari regimi contabili e fiscali Con l iscrizione al registro le organizzazioni di volontariato acquisiscono la qualifi ca di Onlus di diritto con conseguente possibilità di usufruire delle agevolazioni fi scali previste per tale tipologia di ente. Le entrate derivanti da attività istituzionali non costituiscono reddito imponibile ai fi ni tributari e si considerano svolte fuori dal campo di applicazione dell IVA. In aggiunta alle attività istituzionali le Organizzazioni di Volontariato possono svolgere attività commerciali e produttive marginali tassativamente elencate nel DM 25 maggio 1995, n. 3263: le vendite occasionali nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica; la vendita di beni acquistati da terzi a titolo gratuito (senza intermediari); la cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari (senza intermediari); la somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale; la prestazione di servizi in conformità alle fi nalità istituzionali verso pagamento di corrispettivi specifi ci non eccedenti del 50% i costi di diretta imputazione. I proventi derivanti da tali attività non sono imponibili se realizzate per fi ni istituzionali e in assenza di mezzi professionalmente organizzati (pubblicità, insegne elettriche, locali attrezzati). L associazione è tenuta a documentare (ad esempio attraverso il bilancio) il totale reimpiego di tali proventi per fini istituzionali pena la decadenza dai benefi ci fi scali. Qualora l associazione svolga attività commerciali diverse da quelle previste dal decreto è tenuta a tutti gli adempimenti fi scali previsti per gli enti non commerciali e perde la qualifi ca di Onlus. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni possono concedere in comodato beni mobili ed immobili di loro proprietà, non utilizzati per fi ni istituzionali, alle organizzazioni di volontariato per lo svolgimento delle loro attività istituzionali. La scelta del tipo di associazione L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - 1718 In caso di richiesta di riconoscimento giuridico la Regione Lombardia riduce a ,00 il patrimonio minimo vincolato necessario per presentare richiesta. Le organizzazioni di volontariato iscritte nel registro da almeno sei mesi possono stipulare convenzioni con la regione e gli altri enti pubblici per lo svolgimento di: attività e servizi assunti integralmente in proprio; attività innovative e sperimentali; attività integrative o di supporto a servizi pubblici. La scelta del tipo di associazione L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - Associazioni di promozione sociale - APS Enti costituiti allo scopo di svolgere attività aventi fi nalità di utilità sociale a favore di associati o terzi. Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fi ne di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza fi nalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati (sono associazioni di promozione sociale, a mero titolo esemplifi cativo, le Acli, l Arci, Legambiente, l Unitalsi, l Agesci, etc.). Non sono considerate associazioni di promozione sociale: i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come fi nalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati (non sono APS la Cisl, la Cgil, Confi ndustria, l Associazione Artigiani, etc.); i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all ammissione degli associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infi ne, collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale (non sono APS i Rotary Club). NB: L iscrizione nel registro nazionale e regionale previsto dalla Legge 383/2000 è condizione necessaria per stipulare convenzioni e usufruire dei benefici previsti dalla legge. Particolari regimi contabili e fiscali Le associazioni di promozione sociale godono delle agevolazioni previste per alcuni enti di tipo associativo (come specifi cato nei successivi paragrafi ), se ne ricorrono i presupposti; della qualifi ca di Onlus qualora tra le attività previste in statuto siano incluse quelle previste dal decreto 460/97 ed a seguito di richista di iscrizione all anagrafe unica delle onlus presso la DRE. Qualora svolgano un attività commerciale non prevalente possono applicare le disposizioni previste dalla Legge 398/1991: Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all articolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui fi nalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell interno, non si considerano commerciali, anche se effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi in cui viene svolta l attività istituzionale, da bar ed esercizi similari e l organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, semprechè le predette attività siano strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e siano effettuate nei confronti degli stessi soggetti indicati nel comma 3. (art.148 c.5) Le associazioni di promozione sociale si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fi ni istituzionali ma possono, in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro 1819 autonomo, anche ricorrendo a propri associati. NB: Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l associazione di promozione sociale i terzi creditori devono fare valere i loro diritti sul patrimonio dell associazione medesima e, solo in via sussidiaria, possono rivalersi nei confronti delle persone che hanno agito in nome e per conto dell associazione (vedi paragrafo specifi co). Lo Stato, le Regioni, le Province, i comuni e gli altri enti pubblici possono stipulare convenzioni con le associazioni di promozione sociale iscritte da almeno sei mesi nei registri per lo svolgimento delle attività previste dallo statuto verso terzi. Alle associazioni di promozione sociale, in occasione di particolari eventi o manifestazioni, il sindaco può concedere autorizzazioni temporanee alla somministrazione di alimenti e bevande in deroga ai criteri e parametri di cui all articolo 3, comma 4, della legge 25 agosto 1991, n Come previsto dall Art. 31 L.383/2000 tali autorizzazioni sono valide soltanto per il periodo di svolgimento delle predette manifestazioni e per i locali o gli spazi cui si riferiscono e sono rilasciate alla condizione che l addetto alla somministrazione sia iscritto al registro degli esercenti commerciali. Le associazioni di promozione sociale sono autorizzate ad esercitare attività turistiche e ricettive per i propri associati. Per tali attività le associazioni sono tenute a stipulare polizze assicurative secondo la normativa vigente. Possono, inoltre, promuovere e pubblicizzare le proprie iniziative attraverso i mezzi di informazione, con l obbligo di specifi care che esse sono riservate ai propri associati. La scelta del tipo di associazione Associazioni sportive dilettantistiche - ASD Si qualifi cano come associazioni sportive dilettantistiche gli enti che perseguono lo scopo di realizzare attività sportive dilettantistiche, compresa l attività didattica e prevedono espressamente nella propria denominazione in statuto lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica. Queste associazioni devono essere iscritte nello specifico registro gestito dal Coni. Solo per il tramite dell adesione ad una Federazione sportiva o ad un ente di promozione sportiva è possibile ottenere l iscrizione al Registro del Coni e conseguentemente applicare le agevolazioni specifi catamente rivolte al settore sportivo. In assenza dell iscrizione a tale tipologia di enti si possono applicare solo le agevolazioni genericamente previste per gli enti di tipo associativo. Particolari regimi contabili e fiscali Le associazioni in esame si qualifi cano come enti associativi agevolati oltre ad usufruire di un regime contabile e fiscale particolarmente favorevole. Per la gestione delle attività commerciali trova applicazione la Legge 398/1991 che nel caso delle ASD prevede agevolazioni aggiuntive rispetto a quelle indicate per le altre tipologie associative. L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - Per gli amministratori vige il divieto a ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche nell ambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata se riconosciute dal CONI, ovvero nell ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva. Le associazioni sportive dilettantistiche hanno l obbligo di effettuare le operazioni di importo superiore a 516,46 tramite mezzi idonei a comprovare le transazioni (conto corrente postale o bancario, carte di credito 1920 La scelta del tipo di associazione o bancomat); in caso contrario l associazione decade da tutte le agevolazioni previste dalla Legge 398/1991. Alle ASD si applica un particolare regime per i compensi forfetari erogati ad atleti, allenatori, direttori sportivi, dirigenti, accompagnatori, giudici di gara, cronometristi, personale sanitario, collaboratori coordinati e continuativi con incarichi amministrativi, che prevede un diverso trattamento fi scale e previdenziale in ragione del compenso annuo complessivamente percepito dal prestatore in relazione a tutti i suoi committenti per le medesime attività. I compensi erogati per queste prestazioni non subiscono alcuna trattenuta Irpef fino all importo di euro. Inoltre, fi no a questa cifra, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fi ni dell Irpef di chi li percepisce il tetto di euro 7500 è in capo al singolo percipiente. Per importi superiori, le associazioni sono invece tenute a trattenere dalle somme pagate una ritenuta Irpef del 23 per cento (pari all aliquota del primo scaglione), maggiorata delle addizionali all Irpef. Tale ritenuta si effettua: a titolo d imposta, se la somma corrisposta è compresa tra e ,28 euro; a titolo d acconto, se superiore a ,28. L ASD è comunque tenuta alla presentazione della dichiarazione per i sostituti di imposta (Modello 770). La Finanziaria 2005 ha esteso le agevolazioni tributarie previste per le Associazioni sportive dilettantistiche in materia di rimborsi forfettari di spesa a cori, bande e fi lodrammatiche per prestazioni rese da parte del direttore e dei collaboratori tecnici. Le erogazioni liberali effettuate a favore di ASD tramite banca o posta fi no a 1.500,00 annui rappresentano per il donante costi detraibili (19%). L ABC DELLE ASSOCIAZIONI - I corrispettivi in denaro o natura erogati da imprese sono considerati spese di pubblicità volte alla promozione dei prodotti dell impresa. Essi sono deducibili fi no ad un massimale di euro a condizione che siano utilizzati per promuovere l immagine o i prodotti dell impresa erogante e il benefi ciario, a fronte dell erogazione eserciti una specifi ca prestazione. I proventi da attività commerciali connessi agli scopi istituzionali e i proventi da raccolte fondi effettuate con qualsiasi modalità non sono imponibili a condizione che l ente: applichi il regime previsto dalla Legge 398/1991, rispetti il requisito dell occasionalità (massimo due volte all anno), realizzi proventi non superiori all importo annualmente stabilito con decreto del Ministero delle Finanze ( ,69 D.M ), predisponga uno specifi co e separato rendiconto delle attività svolte. I contributi erogati da Coni, Federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni sono esenti da ritenuta d acconto (4%). Permane la ritenuta per i contributi destinati allo svolgimento di attività commerciali erogati da enti pubblici (escluso acquisto beni strumentali). L ASD non perde mai la qualifica di ente non commerciale qualunque sia il rapporto tra entrate commerciali e non commerciali. Organizzazioni non governative - ONG Le Organizzazioni Non Governative (ONG) sono organizzazioni o gruppi locali, nazionali o internazionali di cittadini impegnati, senza alcuno scopo di lucro, nel settore della cooperazione allo sviluppo in assoluta autonomia rispetto alle strutture governative, in uno o più dei seguenti ambiti: 20 Vedere altro
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