Source: http://www.ferno.gov.it/procedimento/imposta-municipale-propria-imu/
Timestamp: 2019-11-20 04:25:57+00:00
Document Index: 105396944

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 7']

Imposta Municipale Propria (IMU) - Comune di Ferno
Comune di Ferno / Trasparenza / Attività e procedimenti / Tipologie di procedimento / Imposta Municipale Propria (IMU)
A norma dell’art. 13 del D.L. 201/2011, a decorrere dall’anno 2012, è istituita l’imposta municipale propria sperimentale (IMU). Con l’entrata in vigore del tributo non sono più dovuti (art. 8 D.Lgs 23/2011):
– l’imposta comunale sugli immobili (ICI)
– l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali calcolate sui redditi fondiari riferiti ad immobili non locati
Chi paga (soggetto passivo)
Deve pagare il proprietario dell’immobile o il titolare di diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi, nonché il locatario di immobili concessi in locazione finanziaria, il concessionario di aree demaniali.
Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, l’imposta deve essere pagata da chi utilizza l’immobile (locatario finanziario) a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto di leasing.
Dal 01/01/2014 non si paga più l’IMU per i seguenti immobili:
abitazione principale e relative pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali continuano ad applicarsi l’imposta
unità immobiliare e relative pertinenze, posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;
un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.
per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’art. 9 comma 3-bis del DL 557/1993;
La legge di stabilità 2016 (legge 208 del 28/12/2015) ha introdotto le seguenti novità:
§ è ridotta del 50% la base imponibile, sia ai fini IMU che TASI, delle abitazioni e relative pertinenze, concesse in comodato tra parenti in linea retta entro il primo grado (genitore/figlio o figlio/genitore), alle seguenti condizioni:
– il contratto di comodato, sia scritto che verbale, deve obbligatoriamente essere registrato;
– rimangono escluse dall’agevolazione le abitazioni di categoria A/1, A/8 e A/9;
– l’unità immobiliare deve essere utilizzata dal comodatario (occupante) come propria abitazione principale;
– il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situata l’abitazione concessa in comodato; quindi sia il comodante che il comodatario devono essere residenti nel Comune di Ferno;
– il comodante (proprietario, usufruttuario, ecc.), può possedere al massimo 2 abitazioni su tutto il territorio nazionale;
– il comodante dovrà attestare il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione IMU da presentare nei termini di legge (modello di cui all’art. 9 comma 6 del D.lgs. 23/2011).
– per gli immobili locati a canone concordato ai sensi della legge 9/12/1998, n. 431, l’imposta IMU e TASI è ridotta al 75%;
A partire dall’anno 2015, è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufruttoin Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso
L’individuazione della base imponibile avviene seguendo regole diverse a seconda della diversa tipologia di immobile.
a) Fabbricati iscritti in catasto: la base imponibile è ottenuta moltiplicando la rendita catastale, vigente in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, desumibile dalla visura catastale che può essere richiesta solo all’Agenzia del Territorio, rivalutata del 5%, per i relativi moltiplicatori, secondo la seguente formula:
Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore (v. tabella sotto riportata)
A (escluso A10) C/2 C/6 C/7
– Fabbricati di interesse storico o artistico: per tali immobili, rientranti nella definizione di bene culturale dettata dall’art. 10 del D.Lgs 42/2004, la base imponibile, come sopra determinata, è ridotta del 50% (art. 13, comma 3, lett a), D.L. 201/2011).
– Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati la base imponibile come sopra determinata è ridotta del 50%, a condizione che (art. 13, comma 3, lett. b), D.L. 201/2011) l’inagibilità o l’inabitabilità sia accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, da allegare alla dichiarazione. Il contribuente, in alternativa, può presentare una dichiarazione sostitutiva, ai sensi del DPR 445/2000, entro il 31 dicembre dell’anno in cui l’immobile è dichiarato inagibile (per maggiori chiarimenti si rimanda alle istruzioni ministeriali sulla dichiarazione IMU).
Per gli immobili storici e per quelli inagibili, ove sussistano le condizioni richieste, la base imponibile sarà determinata come segue:
Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore relativo alla categoria catastale dell’immobile x 50%
Fabbricati appartenenti alla categoria D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese, distintamente contabilizzati: la base imponibile, come per l’ICI, è data dal valore risultante dalle scritture contabili, opportunamente rivalutato sulla base dei coefficienti annualmente approvati con decreto ministeriale.
Secondo il predetto criterio, per determinare la base imponibile, è necessario stratificare il valore contabile del fabbricato tenendo conto degli anni di formazione del costo e rivalutare l’importo annuale in base al corrispondente coefficiente ministeriale. Eventuali costi incrementali capitalizzati in corso d’anno avranno effetto sull’imposta dovuta per l’anno successivo (art. 5, comma 3, D. Lgs 504/92).
Si ricorda che tale criterio è applicabile solamente fino all’anno nel corso del quale avviene l’attribuzione della rendita catastale che quindi ha valore dall’anno successivo.
Aree fabbricabili: la base imponibile per le aree fabbricabili è data, come nell’ICI, dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Fermo restando che il contribuente è sempre tenuto ad eseguire il pagamento sulla base del valore venale al 1° gennaio, come sopra individuato, al solo scopo di agevolare i contribuenti nell’individuazione del valore imponibile, il Comune ha approvato i valori venali medi in comune commercio delle aree ubicate sul proprio territorio, come da tabella a fianco pubblicata.
Terreni agricoli: la base imponibile dei terreni agricoli nell’imposta municipale propria è calcolata moltiplicando il reddito dominicale risultante in catasto, vigente al primo gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, per un moltiplicatore pari a 135, come segue:
Valore imponibile = reddito dominicale (desumibile dalla visura catastale) x 1,25 x 135(o 75)
Agevolazioni per i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP Nel caso di terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (D.Lgs 99/2004) iscritti nella previdenza agricola, il moltiplicatore è ridotto a 75 (L. 147/2013 comma 707).
Per chi volesse approfondire alcuni aspetti relativi ai terreni cosi detti “incolti” (terreni non utilizzati inattività agricola) può essere utile per brevità, oltre alla norma e quanto altro disponibile su altre fonti, questo documento dell’IFEL: Nota IFEL terreni incolti
Per conoscere la rendita catastale è disponibile sul sito dell’Agenzia del Entrate un apposito servizio. È sufficiente indicare nei campi di ricerca del modulo gli identificativi catastali (Comune, sezione, foglio, particella);
L’IMU è dovuta proporzionalmente ai mesi dell’anno solare durante i quali si è protratto il possesso.
La quantificazione dell’imposta in ragione di mesi va effettuata anche con riferimento alla situazione oggettiva dell’immobile.
Conseguentemente, se le caratteristiche strutturali o d’uso cambiano nel corso del mese, bisogna considerare come protratti per l’intero mese quei caratteri distintivi agli effetti dell’IMU che si sono prolungati per maggior tempo nel corso del mese stesso.
L’imposta deve essere versata in due rate, la prima in acconto e la seconda a saldo. La prima rata, da versarsi entro il 16 giugno è pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni vigenti per l’anno precedente.
La seconda rata, da versare entro il 16 dicembre, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, deve essere calcolata sulla base delle aliquote e detrazioni fissate per l’anno stesso con conguaglio sulla prima rata (imposta annua meno acconto).
Il versamento può essere effettuato anche in unica soluzione entro il 16 giugno.
Ai sensi dell’art. 7 punto 1 lettera h) del D.L. 70/2011, i versamenti e gli adempimenti che scadono in sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo.
Con delibera di Consiglio Comunale n. 65 del 27/12/2018 sono confermate le aliquote e detrazioni stabilite con deliberazione di Consiglio Comunale n. 26 del 20/07/2015 come riepilogate nel sotto riportato prospetto:
Abitazione principale e relative pertinenze nei limiti di legge (immobili A/1, A/8 e A/9)
Immobili censiti nelle categorie catastali A/10 (uffici e studi privati) D2 (alberghi e pensioni) e D5 (istituti di credito, cambio e assicurazione) e D8 (fabbricati costituiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale ….)
Immobili ad uso abitativo (categorie catastali A escluso A/10) e relative pertinenze (categorie catastali C/2, C/6 e C/7) concessi in comodato gratuito a parenti il linea retta entro il primo grado, i quali ivi abbiano la residenza anagrafica e la dimora abituale (art. 16 comma 1 lett a) regolamento IUC)
Immobili ad uso abitativo (categorie catastali A escluso A/10) e pertinenze (categorie catastali C/2, C/6 e C/7) diversi dall’abitazione principale e relative pertinenze
Altri immobili non rientranti nelle tipologie sopra citate
Ai sensi dell’art. 16 del regolamento IUC per poter usufruire dell’agevolazione relativa agli immobili concessi in comodato gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado, pena la non applicabilità dell’agevolazione, occorre presentare al Comune apposita comunicazione.
Con deliberazione di Giunta Comunale n. 132 del 30/11/2018 sono stati rideterminati, ai soli fini indicativi, i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili site nel territorio comunale, come riassunte nel prospetto sotto allegato.
In caso di omesso, parziale o tardivo pagamento del tributo, il contribuente può evitare l’applicazione della sanzione “ordinaria”, pari di norma al 30% dell’importo, se regolarizza spontaneamente la violazione commessa, a condizione che la violazione stessa non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidamente obbligati abbiano avuto formale conoscenza (art. 13 del D.Lgs 472/97 e successive modificazioni).
Il versamento della sanzione “ridotta” deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, se dovuti, nonché a quello degli interessi moratori calcolati al tasso legale (dal 01/01/2015 al 0,5%), con maturazione giorno per giorno (quindi con l’applicazione degli interessi per ogni giorno di ritardo dalla scadenza fino al giorno di pagamento compreso). Il versamento della somma dovuta (tributo+sanzione+interessi) va eseguito mediante modello F24, barrando la casella “ravvedimento”. Le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente al tributo dovuto, impiegando il medesimo codice tributo dell’imposta.
Il contribuente è tenuto a presentare all’ufficio tributi la comunicazione dell’avvenuta applicazione del ravvedimento. E’ possibile a tale fine utilizzare il modulo disponibile su questa pagina o presso l’ufficio tributi del Comune, da restituire firmato con allegata copia del modello F24, dopo l’avvenuto pagamento.
In base all’art. 13, comma 12, del D.L. 201/2011 il versamento dell’Imposta deve eseguirsi a mezzo modello F24 o tramite apposito bollettino postale recante la dicitura “PAGAMENTO IMU” pre-stampato e il numero 1008857615 di conto corrente unico in tutta Italia. Tali bollettini sono disponibili gratuitamente presso gli uffici postali. Il costo del servizio è uguale a quello del bollettino classico.
Il pagamento deve essere effettuato con arrotondamento per difetto se la frazione è inferiore o uguale a 49 centesimi, ovvero per eccesso su superiore a detto importo (l’arrotondamento all’unità deve essere effettuato per ciascun rigo del modello F24). Il versamento non deve essere effettuato qualora l’imposta annua (non la singola rata) da versare sia inferiore a € 10,00.
codice Ente del Comune di FERNO: D543.
abitazione principale e relative pertinenze (destinatario il Comune)
terreni (destinatario il Comune)
aree fabbricabili (destinatario il Comune)
altri fabbricati (destinatario il Comune)
interessi da accertamento (destinatario il Comune)
sanzioni da accertamento (destinatario il Comune)
Modalità di versamento da parte dei soggetti non residenti in Italia:
– per la quota spettante al Comune, i contribuenti devono effettuare un bonifico utilizzando le seguenti coordinate internazionali: IBAN: IT34 W 05034 50233 000000000489 BIC/Swift: BAPPIT21L99;
l’annualità di riferimento; • l’indicazione “Acconto” o “Saldo”.
L’art. 13, comma 12-ter del DL n. 201/2011 come modificato dall’art. 4 del DL 35 del 08/04/2013, dispone che i soggetti passivi all’IMU devono presentare una dichiarazione al Comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili, entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data in cui, a seconda dei casi, ha avuto inizio il possesso dell’immobile oppure si sono verificate variazioni rilevanti ai fini del calcolo dell’imposta, utilizzando un apposito modello.
L’obbligo dichiarativo IMU sorge solo nei casi in cui sono intervenute variazioni rispetto a quanto risulta dalle dichiarazioni ICI già presentate, nonché nei casi in cui si sono verificate variazioni che non sono conoscibili dal comune.
Le istruzioni ministeriali elencano i casi in cui la dichiarazione IMU deve essere presentata.
Si riportano i casi più ricorrenti:
Immobili che godono di riduzioni dell’imposta: fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati (l’inagibilità o l’inabitabilità deve essere accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, in alternativa è possibile presentare una dichiarazione sostitutiva con la quale il contribuente dichiara di essere in possesso di una perizia accertante l’inagibilità o l’inabilità redatta da un tecnico abilitato), terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (IAP);
Immobili per i quali il comune non è comunque in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria le fattispecie più significative sono le seguenti:
l’atto costitutivo, modificativo o traslativo del diritto ha avuto a oggetto un’area fabbricabile;
l’area è divenuta fabbricabile a seguito di demolizione del fabbricato;
l’immobile ha perso oppure ha acquisito durante l’anno di riferimento il diritto all’esenzione dall’IMU;
il fabbricato classificabile nel gruppo catastale D, non iscritto in catasto, ovvero iscritto ma senza attribuzione di rendita, interamente posseduto da imprese e distintamente contabilizzato;
è intervenuta una riunione di usufrutto, un’estinzione del diritto di abitazione, uso, enfiteusi o di superficie;
si è verificato l’acquisto o la cessazione di un diritto reale sull’immobile per effetto di legge (es diritto d’abitazione al coniuge superstite, usufrutto legale dei genitori).
L’obbligo dichiarativo sussiste anche:
nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, al fine di dichiarare quale di essi beneficia delle agevolazioni per abitazione principale;
da parte del coniuge assegnatario di abitazione, a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, solo quando l’immobile assegnato non si trovi né presso il comune di celebrazione del matrimonio né presso il suo comune di nascita.
Per gli immobili concessi in comodato gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado nei casi di cui all’art. 13 comma 3 lettera 0a) del DL 201/2011;
per l’indicazione dei figli di età non superiore a 26 anni
in caso di successione registrata all’Agenzia delle Entrate
per variazioni catastali oggettive o soggettive, relative ai dati di classamento e rendita o all’intestazione catastale.
– Istruzioni per la compilazione della dichiarazione IMU
– Disposizioni concernenti la riduzione del 50% della base imponibile in caso di cessione dell’abitazione in comodato ai familiari – Modalità applicative
– Valori riferimento aree edificabili
– Decreto del 23/11/2012 bollettino IMU
– Deliberazione del Consiglio Comunale n.65 del 27/12/2018. Oggetto: “Conferma aliquote e detrazioni IMU e TASI”
– Circolare 3/df Direzione Federalismo fiscale
Gli Enti non Commerciali che possiedono immobili oggetto dell’esenzione di cui all’art. 7, comma 1, lett. i), del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, sono tenuti a inviare, esclusivamente con modalità telematica, al Dipartimento delle finanze, la Dichiarazione IMU/TASI ENC. Le Dichiarazioni vanno presentate entro il 30 Giugno dell’anno successivo all’anno in cui ha avuto inizio il possesso degli immobili.
0331 242272
Tributi – Richiesta di rateazione
IMU/TASI – Ravvedimento operoso
IMU – Dichiarazione aliquota ridotta
Tributi – Domanda di rimborso
Art. 13 Decreto Legge 201/2011;
D.lgs 23/2011;
Art. 4 comma 12-quinquies del DL 16/2012;
Art. 1 comma 380 Legge 228/2012; Art. 1 commi 639 e seguenti Legge 147/2013.
Roberto Vielmi2019-05-06T14:51:44+01:00