Source: https://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2003/circ020.htm
Timestamp: 2019-10-15 17:15:46+00:00
Document Index: 157369186

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 78', 'art. 1', 'art.7', 'art.7']

Circolare 20/2003
Circolare n.20/2003
Oggetto: Previdenza – Nuovi valori convenzionali - Circolare Inps n.26 dell’6.2.2003.
1) Minimali contributivi. A decorrere dall'1 gennaio 2003 i nuovi minimali contributivi, sui quali come noto devono essere calcolati i contributi previdenziali in presenza di retribuzioni inferiori (legge n.389/89),sono:
· euro 38,20 e 993,20, rispettivamente minimale giornaliero e mensile per quadri, impiegati e operai;
· euro 105,69 e 2.747,94, rispettivamente minimale giornaliero e mensile per dirigenti.
Applicando le retribuzioni previste dai contratti collettivi stipulati nei settori rappresentati dalla Confetra, si dovrà far riferimento al minimale mensile per i contributi dovuti per i lavoratori classificati ai livelli IV, III, II e I del CCNL autoscuole e studi di consulenza automobilistica, nonché per i contributi dovuti per i dirigenti di cui ai CCNL sia trasporto merci che magazzini generali.
Per i lavoratori part-time, per i quali si deve far riferimento al minimale orario (ricavabile moltiplicando quello giornaliero per 6 e dividendo l'importo ottenuto per il numero di ore settimanali previste dal CCNL), detto minimale è pari a euro 5,88. Anche in questo caso il minimale orario dovrà essere applicato solo per gli stessi livelli per i quali si deve far riferimento al minimale mensile.
2) Contributo aggiuntivo dell'1%. A decorrere dall'1 gennaio 2003 la fascia di retribuzione esente dal contributo aggiuntivo dell'1%, previsto dalla legge n.438/92 a carico dei lavoratori dipendenti, e' stata elevata a euro 36.959 annue, corrispondenti a euro 3.080 mensili (in precedenza 3.008); il contributo dell'1% dovrà pertanto essere calcolato sulla parte di retribuzione eccedente questo nuovo limite.
3) Massimale contributivo e pensionabile. Dall’1 gennaio 2003 e’ stato elevato a euro 80.391 annui (in precedenza 78.507) il massimale contributivo e pensionabile introdotto dalla riforma previdenziale (legge n.335/95) per i nuovi assunti dall’1 gennaio 1996 per i quali la pensione verrà calcolata secondo il sistema contributivo.
4) Contributi per apprendisti. A decorrere dall’1 gennaio 2003 i nuovi importi settimanali dei contributi dovuti per gli apprendisti sono pari a:
· euro 2,81 (in precedenza 2,75) per gli apprendisti soggetti all’assicurazione INAIL
· euro 2,72 (in precedenza 2,65) per gli apprendisti non soggetti all’assicu­razione INAIL
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.35/2002
Circolare n.26 del 6 febbraio 2003
Oggetto: Determinazione per l’anno 2003 del limite minimo di retribuzione giornaliera ed aggiornamento degli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale. Contribuzione dovuta per gli apprendisti .
2. minimali di retribuzione per la generalità dei lavoratori;
3. retribuzioni convenzionali in genere;
4. rapporti di lavoro a tempo parziale;
5. quota di retribuzione soggetta nell'anno 2003 all'aliquota aggiuntiva di un punto percentuale ai sensi dell'art. 3-ter della legge 14.11.1992, n. 438;
6. aggiornamento del massimale annuo della base contributiva e pensionabile;
8. valore degli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente;
9. regime di decontribuzione delle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello (art. 6, lett. e) del D.Lgs. 2.91997, n. 314);
10. contributo apprendisti per l'anno 2003;
"l'art. 1 del D.L. 9.10.1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7.12.1989, n. 389, si interpreta nel senso che, in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti per la medesima categoria, la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria." (2)
La norma di cui all'art. 1, co. 1, della legge n. 389 del 1989 non sopprime i preesistenti minimali di retribuzione giornaliera (3). Pertanto il reddito da lavoro dipendente da assoggettare a contribuzione, determinato ai sensi dell'articolo 6 del D.Lgs. n. 314 del 1997, deve essere adeguato, se inferiore, sia alla retribuzione minima imponibile di cui all'art. 1, co. 1, della legge n. 389 del 1989, sia ai minimali di retribuzione giornaliera di cui alla disciplina già vigente.
Poiché è stato accertato dall'Istat che, nell'anno 2002, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni è stata pari al 2,4 % nelle tabelle A) e B) (v. allegato 1), si riportano i limiti di retribuzione giornaliera, da valere dal periodo di paga in corso all’ 1.1.2003 a seguito dell'applicazione di tale aliquota.
Si ricorda che tali limiti devono essere ragguagliati, qualora dovessero essere d'importo inferiore, a € 38,20 (9,5% dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1.1.2003, pari a € 402,12 mensili) (4).
Si rammenta che anche per i rapporti di lavoro a tempo parziale trova applicazione l'art. 1, co. 1 della legge n. 389 del 1989 (17), ferma restando la nozione di retribuzione imponibile definita dall'art. 6 del D.Lgs. n. 314 del 1997. Sono peraltro fissati in tale settore degli appositi minimali ai quali comunque la retribuzione così determinata, ove ragguagliata se inferiore a quella stabilita dal citato art. 1, co. 1 della legge n. 389 del 1989, deve adeguarsi, se a tali minimali inferiore (18).
L’art. 1, co. 4 del D.L. n. 338 del 1989, confermato dall'art. 9 del D.Lgs. n. 61 del 2000 stabilisce, il criterio per la determinazione del limite minimo di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a tempo parziale, a decorrere dall’1.1.1989 (19).
(€ 38,20) x (6) / (40) = € 5,73
La prima fascia di retribuzione pensionabile è stata determinata per l'anno 2003 in € 36.959,00.
Pertanto a decorrere dall’1.1.2003 l'aliquota aggiuntiva dell’1% deve essere applicata sulla quota di retribuzione eccedente il limite annuo di € 36.959,00 che, rapportato a dodici mesi, è pari a € 3080,00.
Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall'art. 2, co. 18, della legge 8.8.1995, n. 335, per i nuovi iscritti dal 1° gennaio 1996 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo (22) rivalutato in base all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato nella misura del 2,4 %, è pari, per l'anno 2003, a € 80.390,96 che arrotondato all’unità di euro è pari a € 80.391,00.
Detto parametro rapportato al trattamento minimo di € 402,12 per l'anno 2003 risulta, pertanto, pari ad una retribuzione settimanale di € 160,85.
Nota: contributo maternità + contributo INAIL = 0,11 €
Il massimale giornaliero, previsto dall’art. 6, comma 15, del D.L. 30.12.87 n. 536 convertito con L. 29.2.88 n. 48, da prendere a riferimento ai fini del calcolo della contribuzione di malattia e maternità dei lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato è confermato, per l’anno 2003, in € 67,14 (£ 130.000).
Con riferimento alle istruzioni fornite con circolare n. 181 del 16.12.2002 si comunica che l’importo dell’indennità di maternità obbligatoria a carico del bilancio dello Stato ai sensi di quanto disposto dall’art. 78 del D.Lgs. 26.03.2001 n. 151, è pari, per l’anno 2003, a € 1671,76.
(16) 1983, come modificato dall'art. 1, co. 2, del D.L. n. 338 del 1989, convertito in legge n. 389/1989.
(1) Da adeguare a euro 38,20 ai sensi dell’art.7 della legge 11/11/1983, n.638 e della legge 7/12/1989, n.389.
(2) Non soggetto all’adeguamento di cui all’art.7, c.1 della legge n. 638/1983, ai sensi del c.5 dello stesso articolo.