Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=248
Timestamp: 2020-02-20 09:18:06+00:00
Document Index: 35160395

Matched Legal Cases: ['art. 79', 'art. 8', 'art. 79', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 79', 'art. 8', 'art. 79', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza 248/2011 (ECLI:IT:COST:2011:248)
Norme impugnate: Art. 8 quinquies, c. 2°, lett. b), ultimo periodo, del decreto legislativo 30/12/1992, n. 502, introdotto dall'art. 79, c. 1° quinquies, del decreto legge 25/06/2008, n. 112, convertito, con modificazioni, in legge 06/08/2008, n. 133.
Massime: 35824 35825 35826
Atti decisi: ordd. 352, 353 e 396/2010
Massima n. 35824 Massima successiva
Sanità pubblica - Possibilità per le Regioni di individuare prestazioni (nella specie: dialisi) o gruppi di prestazioni per i quali stabilire la preventiva autorizzazione, da parte dell'azienda sanitaria locale competente, alla fruizione presso le strutture o i professionisti accreditati - Asserito contrasto con il principio di legalità sostanziale - Esclusione - Non fondatezza della questione nei sensi di cui in motivazione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8-quinquies, comma 2, lett. b), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, introdotto dall'art. 79, comma 1-quinquies, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (che prevede la possibilità per le Regioni di individuare prestazioni - nella specie: dialisi - o gruppi di prestazioni per i quali stabilire la preventiva autorizzazione, da parte dell'azienda sanitaria locale competente, alla fruizione presso le strutture o i professionisti accreditati), sollevata in relazione agli artt. 3, 97 e 113 Cost., per asserito contrasto con il principio di legalità sostanziale, poiché, nel caso in esame la circostanza che l'esercizio del potere di autorizzazione avvenga sulla base di specifiche attività di contrattazione, intercorrenti «tra Giunta regionale e USL, da un lato, ed i vari soggetti accreditati, pubblici e privati, erogatori delle prestazioni, dall'altro, esclude l'arbitrarietà del suo esercizio e, con esso, la violazione del principio di legalità sostanziale da parte della norma che detto potere contempla.
In tema di principio di libera scelta delle prestazioni sanitarie, v. sentenza n. 200/2005.
decreto legislativo 30/12/1992 n. 502 art. 8 quinquies co. 2
Massima n. 35825 Massima successiva Massima precedente
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8-quinquies, comma 2, lett. b), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, introdotto dall'art. 79, comma 1-quinquies, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (che prevede la possibilità per le Regioni di individuare prestazioni - nella specie: dialisi - o gruppi di prestazioni per i quali stabilire la preventiva autorizzazione, da parte dell'azienda sanitaria locale competente, alla fruizione presso le strutture o i professionisti accreditati), sollevata per asserita violazione degli artt. 3 e 117, secondo comma, lettera m), Cost. Infatti, la natura intrinseca dei livelli essenziali delle prestazioni, previsti dalla norma costituzionale prima citata, esclude, per evidenti ragioni logico-giuridiche, che la stessa norma possa essere indicata come fondamento di un principio di libertà di scelta delle strutture presso cui ricevere prestazioni di cura, giacché tale principio introduce in capo all'utente un diritto non incidente sui livelli quantitativi e qualitativi delle prestazioni, sicché gli interventi del legislatore destinati ad influire su tale libertà non rilevano sul versante delle prestazioni, ma su quello delle modalità con le quali l'utente può fruire delle stesse.
In senso analogo, in tema di livelli essenziali delle prestazioni, v. citate sentenze n. 371/2008 e n. 387/2007.
Massima n. 35826 Massima precedente
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8-quinquies, comma 2, lett. b), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, introdotto dall'art. 79, comma 1-quinquies, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (che prevede la possibilità per le Regioni di individuare prestazioni - nella specie: dialisi - o gruppi di prestazioni per i quali stabilire la preventiva autorizzazione, da parte dell'azienda sanitaria locale competente, alla fruizione presso le strutture o i professionisti accreditati), sollevata in relazione agli artt. 3 e 32 Cost. Infatti, il principio di libera scelta non è assoluto e va contemperato con gli altri interessi costituzionalmente protetti, in considerazione dei limiti oggettivi che lo stesso legislatore ordinario incontra in relazione alle risorse finanziarie disponibili.
In tema di libertà di scelta dell'assistito in relazione alle prestazioni sanitarie , v. citate sentenza n. sentenza n. 94/2009, n. 111, n. 200 del 2005, 267/1998 e 416/1995).