Source: https://www.fidespir.it/domande-frequenti/
Timestamp: 2020-08-14 10:32:05+00:00
Document Index: 184034951

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 136', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 177', 'art. 2683', 'art. 1923', 'art. 44', 'art. 67', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 6']

Domande Frequenti - Fides Fiduciaria
Cosa è un PIR?
Il PIR, dal punto di vista legale, è un contratto stipulato tra un investitore ed un intermediario abilitato che ha per oggetto un rapporto di custodia od amministrazione titoli, anche attraverso un mandato fiduciario, o un rapporto di gestione di portafogli o altro stabile rapporto, con esercizio dell’opzione per l’applicazione del regime del risparmio amministrato di cui all’art. 6 del Decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
Il PIR può essere istituito anche tramite un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione.
Il PIR è quindi un “contenitore” giuridico il cui contenuto (le somme e i valori ad esso destinati) è caratterizzato da una specifica disciplina fiscale e civile.
Due sono le tipologie di PIR.
La prima (c.d. “PIR ordinario”) introdotta dall’art. 1, commi da 100 a 114 della legge 232/2006 modificati ed integrati dall’art. 13-bis del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157 con effetto dai PIR costituiti dal 1° gennaio 2020.
La seconda (c.d. “PIR alternativo”) introdotta dall’art. 13 del D.L. 19 maggio 2020.
Nel PIR ordinario non possono essere destinati più di 30 mila euro annui e più di 150.000 euro nel quinquennio.
Nel PIR alternativo i limiti sono elevati a 150 mila euro annui fino ad un massimo di 1.500.000,00 euro
Chi può istituire un PIR?
Il PIR può essere costituito:
da una persona fisica fiscalmente residente in Italia, destinandovi fino ad un massimo di 30.000 euro annui e di 150.000 euro nel quinquennio in caso di PIR ordinario e fino ad un massimo di 150.000 euro annui e di 1.500.000 euro complessivi,
da investitori istituzionali (enti di previdenza obbligatoria di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103; forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252) i quali possono destinare al piano fino al 10% del valore dell’attivo patrimoniale risultante dall’ultimo rendiconto (senza i limiti annui e complessivi della persona fisica).
Chi è FIDES Società Fiduciaria e quale attività svolge?
FIDES è una società che opera professionalmente nell’amministrazione (giuridica e fiscale) di beni di terzi ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966, del R.D. 22 aprile 1940, n. 531 e del Decreto 16 gennaio 1995. FIDES è società fiduciaria indipendente da gruppi finanziari e bancari, di emanazione professionale, autorizzata all’esercizio dell’attività dal Ministero dello Sviluppo Economico con D.D. 30 giugno 2010. FIDES è un operatore finanziario vigilato dal Ministero dello Sviluppo Economico, sottoposto a controlli amministrativi ed antiriciclaggio da parte delle autorità competenti. La società fiduciaria è l'unico soggetto professionalmente autorizzato in Italia all'amministrazione di beni per conto dei propri clienti. Tutte le disponibilità finanziarie di proprietà dei clienti sono separate dal patrimonio della società fiduciaria e depositate obbligatoriamente presso banche od altri intermediari finanziari scelti dal cliente in conti dedicati riferibili ad ogni singolo cliente. Fides Società fiduciaria è la prima ed unica fiduciaria italiana iscritta nella speciale sezione delle PMI innovative.
Un PIR è uno strumento finanziario? Ad esempio un’azione, un fondo di investimento, un’obbligazione?
No. Il PIR non è uno strumento finanziario. Il PIR è un contenitore giuridico (rapporto contrattuale) cui accedono, nel rispetto di determinate condizioni, significativi benefici fiscali.
Quali sono le finalità dei PIR secondo la legge istitutiva?
L’art. 1, commi da 100 a 114 delle Legge 11 dicembre 2016, n. 232 ha istituito i Piani individuali di risparmio per favorire un flusso di risorse finanziarie all’economia reale italiana, attraverso investimenti di medio lungo periodo in imprese aventi sede in Italia ovvero in uno Stato dell’Unione europea o aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) ma con stabile organizzazione in Italia, nel rispetto dei criteri di tutela dell’investitore e diversificazione del rischio.
L’art. 136 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 ha previsto la possibilità di costituire PIR con caratteristiche di investimento in capitale di rischio e di debito maggiormente orientate alla imprese non quotate, potenziando la capacità dei piani di risparmio a lungo termine.
Come si costituisce un PIR
Un PIR si costituisce destinando nel rapporto di amministrazione, anche fiduciario, o di custodia o di gestione o altro stabile rapporto somme e valori per un importo massimo, in ciascun anno solare, di euro 30 mila ed entro un limite massimo complessivo di euro 150 mila, per i PIR ordinari e di euro 150.000 per ogni anno solare con un massimo di euro 1.500.000 per i PIR alternativi.
Quando ha termine un PIR?
La norma non prevede un termine finale e l’Investitore può porre termine al PIR in qualunque momento mediante recesso dal contratto fiduciario o di amministrazione o gestione. Se i titoli sono ceduti prima dei 5 anni vengono meno i benefici fiscali.
L’investitore, pur mantenendo il PIR, può vendere uno o più titoli in esso contenuti?
Si. L’investitore può decidere di vendere uno o più strumenti finanziari contenuti nel PIR; se lo strumento non è stato detenuto per più di 5 anni i redditi da esso derivanti sono tassati come se lo strumento finanziario non fosse mai entrato nel PIR, oltre agli interessi legali pro-tempore vigenti. Tuttavia, come precisato dalle Linee Guida del Ministero dell'Economia e delle Finanze (le "Linee Guida MEF") per l'applicazione della normativa sui piani di risparmio a lungo termine del 4 ottobre 2017, e dall’Agenzia delle entrate, con circolare 3/E del 26 febbraio 2018, par. 8.4., la cessione non ha conseguenze fiscali se il corrispettivo di cessione è seguito dal reinvestimento nel medesimo PIR in altri strumenti finanziari. In tal caso, i redditi derivanti dallo strumento finanziario ceduto (p.es. dividendi od interessi percepiti) e quelli percepiti in occasione della vendita (p.es. capital gain) non sono soggetti ad imposta.
Si può trasferire un PIR da un intermediario all’altro?
Si, la legge (art. 1, comma 111 della legge 232/2016) consente il trasferimento del PIR da un intermediario ad altro soggetto abilitato. La norma prevede che il trasferimento è irrilevante ai fini del computo dei 5 anni (c’è in sostanza continuità nella detenzione degli strumenti finanziari). Nulla dice la legge nel caso i titoli non siano trasferibili da un intermediario ad un altro (come può accadere per determinate quote di Oicr o di titoli inclusi in polizze assicurative).
Quali sono le caratteristiche di base previste dalla legge perché si possa avere un PIR?
Si ritiene che le caratteristiche legali di base del PIR debbano essere le seguenti:
rispetto della destinazione di somme o valori per importo non superiore ai 30 mila euro per anno solare ed entro un limite complessivo di 150 mila euro, per il PIR ordinario e non superiore a 150.000 euro annui e 1.500.000 complessivi per il PIR alternativo di cui all’art. 13 bis, comma 2 bis del D.L. 124/2019
esercizio dell’opzione per il regime fiscale del risparmio amministrato di cui all’art. 6 del Decreto legislativo 461/97 attraverso un intermediario abilitato (salvo che il piano sia attuato da una impresa di assicurazione)
essere persona fisica residente fiscalmente in Italia, titolare di un solo PIR ordinario e di un solo PIR alternativo
divieto di investimento in strumenti finanziari emessi o stipulati con soggetti residenti in Stati o territori diversi da quelli che consentono un adeguato scambio di informazioni
La mancanza di queste caratteristiche impedisce di qualificare come PIR il rapporto di amministrazione o custodia e fa venire meno tutti i benefici fiscali, sia ai fini delle imposte sui redditi che ai fini delle imposte di successione, per tutti gli strumenti finanziari detenuti.
E’ possibile costituire più PIR all’interno di una stessa famiglia?
Si. Non vi sono condizioni o limiti, tranne quelli generalmente applicabili a tutti i contribuenti né disposizioni anti elusive che impediscano di attivare un PIR per ciascun componente della famiglia. Si può dire che chiunque, all’interno della famiglia, abbia un codice fiscale, ancorché minore di età, può aprire un PIR. Nel caso di minori le modalità di accesso al PIR seguono le norme del codice civile in materia.
E’ possibile destinare somme o valori ad un PIR costituito da un terzo?
Si. Non vi sono ostacoli né altri impedimenti (se non quelli generali previsti per ogni contribuente, come avere un solo PIR) perché un soggetto (persona fisica, trust, persona giuridica), anche come forma di liberalità indiretta o in esecuzione di proprie obbligazioni versi somme e valori a favore del PIR intestato all’investitore-contribuente.
Quanti PIR possono essere costituiti da ciascuna persona fisica?
Ciascuna persona fisica, residente fiscalmente nel territorio dello Stato e che non opera nell’esercizio di una impresa commerciale, può essere titolare di un solo PIR ordinario e un solo PIR alternativo (art. 13 bis, comma 2 bis, D.L: 124/2019). A tal fine deve rilasciare all’intermediario abilitato, all’atto dell’incarico, un’autocertificazione con la quale lo stesso dichiara di non esser titolare di un altro piano di risparmio a lungo temine ordinario ovvero alternativo.
Un PIR può essere cointestato?
No. Ciascun PIR deve avere un solo titolare.
Se una persona fisica è in regime di comunione legale dei beni con il proprio coniuge ai sensi dell’art. 177 c.c. può costituire un PIR e destinarvi beni o esso si considera cointestato?
Si ritiene che il regime di comunione legale dei beni in cui versa il contribuente non sia di impedimento alla costituzione del PIR da parte di uno di essi o di entrambi. Il regime di comunione legale individua una situazione di appartenenza sostanziale dei beni distinta dalla titolarità. I valori e le somme destinate al PIR sono nella titolarità di un contribuente ma appartengono ad entrambi i coniugi. Le somme e i valori destinati al PIR sono rappresentati da beni mobili diversi da quelli elencati nell’art. 2683 c.c. per cui un solo coniuge può compiere gli atti dispositivi senza che essi possano essere annullati dall’altro coniuge, fermo restando il diritto del coniuge alla ricostituzione della comunione. Il PIR pertanto non si considera cointestato per il solo fatto che vi sia una comunione legale tra coniugi.
Le somme e i valori destinati ad un PIR di cui è titolare l’investitore sono impignorabili ed insequestrabili o più in generale, sono soggetti ad azioni, anche di natura revocatoria, di terzi creditori?
La norma istitutiva del PIR non prevede alcuna deroga al diritto comune in materia di responsabilità patrimoniale del contribuente. Somme e valori destinati ad un PIR sono quindi soggetti alle ordinarie azioni, cautelari od esecutive, dei creditori secondo condizioni e tempi previste dall’Ordinamento. Le modalità attraverso cui il PIR viene costituito può invece incidere sul grado di riservatezza e protezione patrimoniale dei valori in essi contenuti. In tal senso un PIR:
costituito attraverso un rapporto fiduciario presenta un grado di protezione verso terzi molto più elevato rispetto ad un PIR acceso presso un altro operatore finanziario
costituito attraverso una polizza assicurativa che abbia tutte le caratteristiche di natura previdenziale può beneficiare della protezione nei limiti previsti dall’art. 1923 c.c. (in tal caso, tuttavia, l’investitore perde ogni possibilità di intervenire sulla gestione delle proprie attività finanziarie).
Quali valori possono essere contenuti in un PIR?
Qualunque strumento finanziario come definito dal Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (testo unico della finanza) può essere contenuto in un PIR, oltre a depositi di denaro e conti correnti nei limiti quantitativi previsti dalla norma. Non possono essere inclusi, in ogni caso, strumenti finanziari emessi o stipulati con soggetti residenti in Stati o territori diversi da quelli che consentono un adeguato scambio di informazioni fiscali. Nei PIR alternativi gli investimenti qualificati ed agevolabili sono anche quelli in prestiti erogati ad imprese diverse da quelle incluse negli indici di Borsa Italiana FTSE MIB e FTSE MID CAP e in crediti delle predette imprese.
Quali benefici tributari possono essere ottenuti investendo attraverso un PIR?
Esenzione da imposta su tutti i redditi di capitale di cui all’art. 44 del D.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917 (t.u.i.r.), esclusi quelli relativi a partecipazioni qualificate in società ed enti, che restano imponibili secondo i criteri ordinari
Esenzione da imposta su tutti i redditi diversi di natura finanziaria (capital gain) di cui all’art. 67, comma 1, lett. c-bis), c-ter), c-quater) del t.u.i.r. (restano invece imponibili i capital gain su partecipazioni qualificate, anche se l'art. 1, commi da 999 a 1004 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 ha parificato il trattamento tributario delle partecipazioni qualificate e non qualificate)
Esenzione da imposte sulle successioni nel caso di trasferimento per causa di morte degli strumenti finanziari detenuti nel piano.
Cosa accade se una impresa emittente opera la ritenuta alla fonte sul reddito di un titolo che si qualifica per l’esenzione compreso nel PIR?
L’intermediario abilitato italiano presso cui è acceso il PIR (p.es. FIDES, quale fiduciaria) restituisce le ritenute o le imposte sostitutive applicate in Italia non dovute e le recupera con minori versamenti periodici di imposte, tasse e contributi. Si precisa che non sono rimborsabili le ritenute od imposte applicate alla fonte sui proventi di titoli esteri in quanto acquisite da Stato estero.
L’esenzione da imposta di successione opera solo a favore dei coniuge e dei discendenti o a favore di chiunque?
L’esenzione da imposta sulle successioni dei trasferimenti a causa di morte dei beni contenuti nel PIR opera in ogni caso, indipendentemente dal rapporto di parentela. L’esenzione opera a favore di chiunque sia erede o legatario, anche se il trasferimento a causa di morte avviene in seguito a successione legittima e testamentaria.
L’esenzione da imposta di successione opera solo per i conferimenti di somme o valori destinate al PIR ovvero anche per i redditi prodotti nel corso della durata del PIR?
L’esenzione opera sia per il capitale che per i redditi prodotti.
Quali sono gli strumenti finanziari che si qualificano per le agevolazioni fiscali riconosciute ai PIR?
strumenti finanziari negoziati o non negoziati in mercati regolamentati (p.es. Borsa italiana) o in sistemi multilaterali di negoziazione (p.es. AIM Italia) emessi da imprese (1) con sede nel territorio dello Stato italiano od in altri Stati UE o aderenti allo Spazio economico europeo ma aventi stabile organizzazione in Italia. L'Agenzia delle entrate, nella risposta n. 96/2019 all'istanza di interpello presentata da Fides Società Fiduciaria, ha precisato che rientrano tra gli strumenti finanziari qualificati anche le quote di SRL offerte al pubblico tramite piattaforme di equity crowdfunding
depositi bancari e denaro presso conti correnti
quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) residenti nel territorio dello Stato o in Stati membri dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo che investono, per almeno il 70 per cento dell’attivo, in strumenti finanziari di cui ai precedenti trattini, nel rispetto delle condizioni di ripartizione del rischio di cui all’art. 1, comma 103 della legge 232/2016 (quota non superiore al 10 per cento per strumenti emessi da uno stesso emittente o di emittenti appartenenti allo stesso gruppo)
di qualunque altro strumento finanziario, nei limiti della quota liberamente destinabile al PIR (30% delle somme e valori conferiti nel PIR), ad esclusione degli strumenti derivati, ammessi per i soli Oicr rappresentati anche da prestiti erogati alle imprese diverse da quelle inserite negli indici FTSE MIB e FTSE MID CAP e dall'acquisto dei crediti delle predette imprese.
Per i soli Pir alternativi (art. 13 bis, comma 2 bis, D.L. 124/2019) gli investimenti possono essere rappresentati anche da prestiti erogati alle imprese diverse da quelle inserite negli indici FTSE MIB e FTSE MID CAP e dall'acquisto dei crediti delle predette imprese.
Quali sono le condizioni in presenza delle quali spettano i benefici della esenzione ai fini delle imposte sui redditi?
L’esenzione da imposte sui redditi spetta al titolare del PIR ordinario a condizione che:
in ciascun anno solare di durata del PIR, per almeno i due terzi dell’anno (244 giorni di calendario):
le somme e i valori confluiti nel piano sono investiti, per almeno il 70 per cento del valore complessivo conferito nel PIR in strumenti finanziari negoziati o non negoziati in mercati regolamentati (p.es. Borsa italiana) o in sistemi multilaterali di negoziazione (p.es. AIM Italia) emessi da imprese con sede nel territorio dello Stato italiano od in altri Stati UE o aderenti allo Spazio economico europeo ma aventi stabile organizzazione in Italia
almeno il 25 per cento del 70 per cento del valore complessivo delle somme e valori confluiti nel PIR deve essere investita in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana od in indici equivalenti di altri mercati regolamentati (le Linee Guida MEF, a titolo esemplificativo, hanno individuato i seguenti indici: FTSE 100 per il mercato UK; il DAX per il mercato tedesco; il CAC 40 per il mercato francese; l'AEX per il mercato olandese; l'IBEX per il mercato spagnolo e il PSI 20 per il mercato portoghese)
almeno il 5 per cento del 70 per cento del valore complessivo delle somme e valori confluiti nel PIR deve essere investita in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite negli indici FTSE MIB e FTSE MID CAP di Borsa italiana in indici equivalenti dei Paesi UE o SEE
gli strumenti finanziari in cui è investito il piano devono essere detenuti per almeno cinque anni
le somme e i valori confluiti nel piano (sia della quota del 70 per cento che della quota libera del 30 per cento) non possono essere investiti, per una quota superiore
al 10 per cento del totale in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o con altra società appartenente al medesimo gruppo e
al 10 per cento del totale in depositi
al 10 per cento del totale in conti correnti
le somme siano investite in Oicr che rispettano le condizioni di investimento per essere qualificati conformi alla normativa PIR.
Per i PIR alternativi l'esenzione fiscale spetta a condizione che:
il 70% del valore complessivo delle somme e valori confluiti mel PIR alternativo sia investito in strumenti finanziari, prestiti o crediti di imprese diverse da quelle inserite negli indici FTSE MIB e FTSE MID CAP di Borsa italiana in indici equivalenti dei Paesi UE o SEE
l'investimento complessivo in ciascuna impresa attraverso strumenti finanziari, prestiti e crediti non può eccedere il 20% (in luogo del 10% previsto per i PIR ordinari)
le somme siano investite in OICR che rispettano le condizioni di investimento previste per i PIR alternativi
Che cosa accade se, nel corso della durata del PIR, vengono meno le condizioni per le esenzioni da imposte sui redditi?
Se il singolo strumenti finanziario è ceduto prima dei 5 anni tutti i redditi derivanti dallo strumento finanziario, anche percepiti negli anni precedenti, sono tassati secondo le regole ordinarie (indicativamente 12,5% per i titoli di stato e assimilati; 26% per tutti gli altri), salvo reinvestimento del corrispettivo nel termine di 90 giorni con la precisazione che per la parte non reinvestita saranno proporzionalmente imponibili i redditi finanziari (di capitale e diversi) percepiti sul titolo o i titoli che sono stati ceduti. Se vengono meno le condizioni relative al periodo di detenzione degli investimenti, nel corso dell’anno solare, oppure di diversificazione (regola del 10 per cento per i PIR ordinari o del 20 per cento per i PIR alternativi) oppure le quote dell’Oicr non sono più PIR compliant sono tassati in misura ordinaria i redditi derivanti dagli strumenti finanziari diversi da quelli investiti nel piano e che rispettano le condizioni (perdita della esenzione di tipo parziale).
Si applicano sanzioni nel caso del venir meno delle condizioni per l’esenzione?
No. Il venir meno delle condizioni comporta l’obbligo di versare (a cura dell’intermediario con somme messe a disposizione dall’investitore o, in mancanza, attraverso disinvestimenti effettuati dallo stesso intermediario previamente autorizzato dall’investitore) le imposte dovute con i soli interessi legali di dilazione pro-tempore vigenti (es. dal 1° gennaio 2020, 0,05% annuo).
Se le somme e i valori di un PIR vengono investiti in quote di Oicr Pir compliant ed in altri strumenti finanziari, come si computa l’importo relativo alla quota del 30 per cento liberamente investibile in strumenti finanziari diversi da imprese non immobiliari operanti in Italia?
Gli investimenti in quote di Oicr Pir compliant si considerano investimenti qualificati per intero, senza necessità di considerare la composizione delle attività in cui ha investito l’Oicr. Pertanto, se in un deposito in amministrazione fiduciaria di 100, le somme del PIR sono investite in quote di Oicr Pir Compliant per 70 e 30 in altri strumenti finanziari, di qualunque natura, potrebbe accadere che la quota libera complessiva diretta ed indiretta dell’investimento, ecceda il limite del 30% qualora l’Oicr, a sua volta, abbia impiegato le somme raccolte nella misura del 70 per cento in strumenti qualificati (strumenti emessi da imprese operanti in Italia diverse da quelle immobiliari) e del 30 per cento in altri strumenti. Esempio: 100 euro sono investiti nel PIR amministrato dalla fiduciaria, di cui 70 in quote di Oicr Pir Compliant. L’Oicr investe i 70 euro ricevuti per il 70 per cento in strumenti finanziari qualificati e per il 30 per cento in altri strumenti. L’ammontare, diretto ed indiretto, investito in strumenti finanziari qualificati per il PIR è pari al 49 per cento (70 per cento x 70 per cento), mentre la quota investita in altri strumenti finanziari è di 30 diretta e di 21 indiretta per un totale del 51 per cento. In tal modo si ridurrebbe anche l’esposizione finanziaria al rischio Italia.
Nel caso di PIR aperto nel corso dell’anno solare come si computa il limite temporale dei 2/3 con riferimento alla somma dei 30 mila euro annui e del 10% del valore per ogni investimento qualificato?
Se le somme e i valori sono destinati al PIR in corso d’anno, il periodo dei 2/3 si riproporziona in base alla frazione di anno solare che ha, come termine iniziale, la data di acquisto dello strumento e, quale termine finale, la data del 31 dicembre dell'anno di acquisto. Ad esempio, se si versano nel PIR 30.000 euro in data 1° luglio 2020, le somme devono essere investite in strumenti finanziari per un numero di giorni pari ai 2/3 di quelli che intercorrono tra il 1° luglio 2020 e il 31/12/2020 e, quindi, per 184 x 2/3 = 123 giorni.
Attraverso quali soggetti abilitati dalla legge è possibile costituire un PIR?
Sono intermediari qualificati quelli che possono ricevere le opzioni per l’applicazione del regime fiscale del risparmio amministrato di cui all’art. 6 del Decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 o le imprese di assicurazione residenti in Italia o all'estero ma operanti in regime di libera prestazione in Italia con nomina di rappresentante fiscale in Italia. FIDES, quale società fiduciaria, è autorizzata alla istituzione e gestione dei PIR, sia ordinari che alternativi, attraverso il contratto fiduciario sottoscritto con l’investitore in relazione al quale viene esercitata l’opzione per l’applicazione del regime del risparmio amministrato.
Si possono utilizzare le eventuali perdite realizzate nel corso della durata del PIR?
Si, sia durante che al termine del PIR. Eventuali minusvalenze o perdite o differenziali negativi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso sono deducibili dalle plusvalenze, differenziali positivi e proventi realizzati in successive operazioni effettuate nell'ambito del medesimo PIR. Le minusvalenze, perdite o differenziali negativi esistenti alla data di chiusura del PIR possono essere portati in deduzione non oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello del realizzo, dalle plusvalenze o differenziali positivi o proventi realizzati:
in altro rapporto intestato all'investitore in regime fiscale di risparmio amministrato ovvero
in regime ordinario e portati in deduzione in dichiarazione dei redditi
Qual è la natura del servizio di amministrazione del PIR ordinario e alternativo prestato da FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA?
FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA ha attivato un servizio di gestione amministrativa e fiscale del PIR innovativo attraverso il quale:
l’investitore ha la possibilità di comporre il proprio portafoglio PIR scegliendo i singoli strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, quote di Etf o fondi, altri titoli)
un sistema software proprietario sviluppato internamente, specifico per la gestione amministrativa e fiscale dei piani individuali di risparmio rileva, traccia, rendiconta dal punto di vista fiscale e finanziario la composizione e variazione del portafoglio PIR nel tempo
Il Piano individuale di risparmio gestito da FIDES:
prevede un costo complessivo chiaro e trasparente, molto contenuto rispetto a forme alternative di gestione dei PIR
offre la possibilità di inserire diversi Oicr PIR compliant, circostanza non possibile con le SGR che consentono di sottoscrivere i soli propri fondi PIR
Il Piano individuale di risparmio alternativo gestito da FIDES, oltre ai benefici suindicati consente, tra le altre opportunità di:
inserire, nel rispetto del vincolo del 20% per ogni impresa, prestiti alle società partecipate direttamente dal titolare del Piano o dal gruppo familiare a sostegno della propria azienda
acquistare crediti su piattaforme di lending crowdfunding (P2P)
inserire quote di diversi fondi di private equity o di private debt (che investono, ad esempio, in portafogli di mini bond di imprese italiane ad alto rendimento), senza essere vincolati ad uno specifico gestore
Sono protette le somme conferite a FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA da destinare al PIR?
Si. Per legge le somme affidate alla società fiduciaria operante ai sensi della legge 1966/1939 sono separate dal patrimonio proprio della fiduciaria e non aggredibili dai suoi creditori personali. Le somme e i valori, in base alla normativa antiriciclaggio e alle norme regolamentari applicabili al settore fiduciario, sono custoditi presso banche od intermediari vigilati in conti e depositi titoli separati, ciascuno dei quali esclusivamente riferibile ad un singolo e distinto investitore. In sede di apertura del rapporto fiduciario FidesPIR le somme transitano su un conto terzi della FIDES acceso presso banca italiana per poi essere immesse nel conto dedicato e riferibile esclusivamente al cliente.
FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA prevede conferimenti annui minimi ai PIR da essa amministrati?
Per esigenze legate all’efficienza del servizio e alla possibilità di far accedere gli investitori alle migliori condizioni di costo, è stata introdotta una soglia minima annua per l’attivazione del servizio del PIR ordinario, individuata in Euro 2.000 per il primo anno e in euro 15.000 per ogni anno successivo al primo (dal secondo anno la soglia opera solo se l'investitore effettua dei conferimenti al PIR) Per il PIR alternativo, la massima efficienza per l'investitore si ottiene con soglie superiori a quelle previste per il PIR ordinario.
FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA può prestare anche i servizi di investimento all’investitore che intende costituire il PIR?
No. FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA non può, in quanto operatore non autorizzato, prestare servizi di investimento, né dare raccomandazioni personalizzate sull’acquisto o la vendita di titoli oppure prestare servizi di gestione patrimoniale in valori mobiliari o di negoziazione titoli o trasmissione ordini. Queste attività sono riservate ai consulenti finanziari autonomi e agli altri soggetti vigilati dalla Consob o, se non residenti, da analoga autorità straniera ed autorizzati alla prestazione dei propri servizi in Italia.
E’ vero che il PIR espone eccessivamente l’investitore al rischio finanziario Italia?
Normativamente i titoli di emittenti Italiani o della UE o SEE aventi stabile organizzazione in Italia direttamente od indirettamente inseriti nel portafoglio dell’investitore possono scendere fino ad una quota del 49 per cento del totale (anche se nominalmente debbono rappresentare il 70%). Per il 51 per cento il portafoglio può quindi essere collocato sul resto del Mondo.
Da quali prestazioni è formato il servizio globale di gestione del PIR offerto da FIDES SOCIETA' FIDUCIARIA?
Le prestazioni sono rappresentate da:
amministrazione fiscale del PIR secondo lo schema del mandato fiduciario di amministrazione di beni di terzi, ai sensi di legge e regolamento; il mandato fiduciario consente inoltre, per natura, all’investitore una elevata riservatezza nei confronti dei terzi
attività di controllo e monitoraggio delle condizioni e limiti previsti dalla normativa PIR per l’accesso ai benefici fiscali; conseguente trasmissione di avvisi di allerta all’investitore
attività di gestione della fiscalità finanziaria relativa agli strumenti finanziari compresi nel PIR che non dovessero rispettare, in tutto o in parte, le condizioni per l’esenzione, anche a causa della movimentazione del portafoglio
attività di sostituto d’imposta in relazione ai titoli oggetto di amministrazione fiduciaria
veicolazione all’intermediario autorizzato degli ordini di acquisto e vendita
messa a disposizione dell’investitore, anche attraverso un’area riservata del sito FIDES con accesso protetto da remoto, della rendicontazione fiscale, contabile e finanziaria del PIR o della rendicontazione consolidata del portafoglio nel caso vi siano anche altri rapporti (diversi dal PIR) in amministrazione fiduciaria
Da quali costi è formato il servizio globale di gestione del PIR offerto da FIDES SOCIETA' FIDUCIARIA?
I costi sono rappresentati da:
percentuale annua sul valore dei conferimenti effettuati dall'investitore per il servizio di amministrazione fiduciaria, fiscale ed organizzativa del PIR da parte di FIDES
costi di negoziazione titoli da parte dell’intermediario depositario, in relazione agli acquisti e vendite, oltre a costi di custodia ed amministrazione titoli
costi per imposta di bollo sui prodotti finanziari (0,2%)
imposta di bollo fissa annua di Euro 34,20 sul conto corrente bancario se la giacenza media è superiore a Euro 5.000
Quale vantaggio può essere conseguito attraverso l’apertura del PIR, ordinario o alternativo, tramite FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA?
La società fiduciaria, ai sensi della legge 1966/1939 è l’unico soggetto istituzionalmente autorizzato ad amministrare beni di terzi e può pertanto intestare a suo nome e per conto del fiduciante-effettivo proprietario dossier titoli o contratti di gestione patrimoniale, in Italia e all’estero, oltre a poter amministrare anche altre attività finanziarie non rientranti nell’ambito del PIR. La fiduciaria è l’unico soggetto che consente all’investitore di sommare i benefici e vantaggi tributari dei PIR con la riservatezza fiduciaria, intesa come massima espressione del diritto di privacy verso terzi in ambito civilistico e nel rispetto della trasparenza fiscale. Lo specifico servizio di amministrazione del PIR di FIDES consente inoltre di:
poter compensare, nel corso della durata del PIR, plusvalenze e minusvalenze sugli strumenti finanziari. Se il PIR fosse costituito da sole quote di Oicr, non sarebbe possibile compensare le eventuali minusvalenze realizzate nel corso della durata del PIR, ma solo riportare le eventuali minusvalenze residue al termine del PIR
ribilanciare il portafoglio per tenere conto dell’evoluzione dei mercati e degli accadimenti esterni
Il servizio di amministrazione del PIR alternativo, somma, ai precedenti benefici la possibilità di finanziare anche le imprese, in cui il titolare del PIR abbia un interesse, non quotate
In cosa si differenzia quindi il servizio di gestione del PIR di FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA rispetto alle altre forme di amministrazione dei piani individuali di risparmio effettuate da altri soggetti abilitati?
FIDES, in quanto intermediario di natura professionale e non appartenente né partecipata da alcun gruppo bancario o di gestione del risparmio non segue direttive od indirizzi di terzi, neppure in merito ai prodotti e strumenti da inserire nei portafogli degli investitori
Assenza di qualsiasi forma di conflitto di interesse.
FIDES non ha alcun ruolo attivo nella scelta degli strumenti finanziari né riceve retrocessioni di commissioni da alcun gestore o soggetto con cui collabora
Nei costi complessivi del servizio:
direttamente fornito da FIDES per la gestione amministrativa e fiscale del PIR
Competenza tecnica tributaria.
Per seguire costantemente l’evoluzione della fiscalità finanziaria ed informare adeguatamente il cliente. Ciò deriva dalla formazione giuridico professionale del suo personale.
FIDES SOCIETA’ FIDUCIARIA può amministrare anche altre somme o valori diversi da quelli che affluiscono al PIR
Si. FIDES può aprire un altro mandato di amministrazione fiduciaria soggetto a normali regole fiscali al quale peraltro estendere i medesimi servizi offerti nell’ambito del PIR.
Quali servizi FIDES SOCIETA' FIDUCIARIA può offrire ai consulenti finanziari indipendenti attraverso il servizio di gestione fiscale e fiduciaria del PIR?
FIDES può offrire al consulente finanziario indipendente il servizio di gestione fiscale e giuridica del PIR, la base tecnologica e la rendicontazione finanziaria, garantendo la totale assenza di conflitti di interesse in quanto operatore indipendente.
Presso quale banca FIDES SOCIETA' FIDUCIARIA deposita i valori?
La scelta dell'intermediario è del cliente. Attualmente, per motivi tecnici nell'erogazione del servizio online, FIDES SOCIETA' FIDUCIARIA deposita i valori presso Banca Generali S.p.a.