Source: https://www.avvocatoabologna.it/avvocato-bologna/risarcimento-danni-avvocato-esperto-bologna-ravenna-forli-cesena.html
Timestamp: 2020-04-03 06:28:44+00:00
Document Index: 172595328

Matched Legal Cases: ['art. 2054', 'art. 2054', 'art. 1227', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054']

RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA
da Sergio Armaroli | Dic 13, 2019 | AVVOCATO BOLOGNA
Se è vero che i conducenti di veicoli in servizio di emergenza (polizia, ambulanza, vigili del fuoco), anche quando procedono previa attivazione del dispositivo acustico d’allarme (c.d. sirena), non sono comunque esonerati dal dovere di osservare la generale prudenza nell’approssimarsi ai crocevia, è altresì vero che la violazione di tale generale obbligo di prudenza non esonera gli altri conducenti dall’obbligo di arrestare immediatamente la marcia, non appena siano in grado di percepire la suddetta segnalazione di emergenza (confermata, nella specie, la valutazione dei giudici del merito circa il superamento della presunzione di colpa, avendo valutato che la velocità dell’ambulanza -km. 70/75- non era eccessiva tenuto conto che si trattava di emergenza da codice rosso, mentre era grave il comportamento del conducente del veicolo coinvolto nel sinistro, che non solo non si era fermato come gli altri automobilisti, ma si era posto obliquo nella strada).
In caso di scontro tra veicoli, l’accertamento della responsabilità di uno dei conducenti non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente, di cui all’art. 2054, comma 2, c.c., essendo a tal fine necessario accertare in pari tempo che l’altro conducente si sia pienamente uniformato alle norme sulla circolazione e a quelle di comune prudenza ed abbia fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.
La presunzione di colpa del conducente di un veicolo investitore, prevista dall’art. 2054, primo comma cod. civ., non opera in contrasto con il principio della responsabilità per fatto illecito, fondata sul rapporto di causalità fra evento dannoso e condotta umana, e dunque non preclude, anche nel caso in cui il conducente non abbia fornito la prova idonea a vincere la presunzione, l’indagine sull’imprudenza e pericolosità della condotta del pedone investito, che va apprezzata ai fine del concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227, primo comma, cod. civ., ed integra un giudizio di fatto che, come tale, si sottrae al sindacato di legittimità se sorretto da adeguata motivazione. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto esente da censura la decisione con cui il giudice di merito aveva accertato che il pedone investito aveva dato inizio ad un attraversamento “azzardato” nel mentre sopraggiungeva l’autoveicolo dell’investitore, pervenendo a tale conclusione attraverso una valutazione di tutti gli elementi in suo possesso e delibando plausibilmente la convergenza tra le dichiarazioni rese nell’immediatezza da coloro che erano presenti al sinistro e i riscontri obiettivi effettuati dalla Polizia stradale giunta “in loco”). Cassa con rinvio, App. Bari, 10/02/2011
In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, nel caso di scontro tra veicoli, ove il giudice abbia accertato la colpa di uno dei conducenti, non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell’altro dall’art. 2054, secondo comma, cod. civ., ma è tenuto ad verificare in concreto se quest’ultimo abbia o meno tenuto una condotta di guida corretta. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte di appello che aveva applicato la presunzione di pari responsabilità perché, all’esito dell’istruttoria compiuta, per la mancanza “di dati idonei alla piena ricostruzione delle modalità di accadimento del fatto dannoso”, non era stato possibile accertare l’esatta dinamica dell’incidente, ed in particolare se l’attore/danneggiato avesse tenuto una corretta condotta di guida esente da ogni censura). Rigetta, App. Roma, 29/03/2011
In tema di sinistri automobilistici, la presunzione di corresponsabilità prevista dall’art. 2054 comma 2 c.c. è applicabile soltanto in ipotesi di scontro tra veicoli e non quando sia mancata la collisione tra gli stessi, posto che l’estensione del concetto di ‘scontro’a tutte le ipotesi in cui si verifica un nesso eziologico tra le reciproche manovre e l’evento lesivo, contrasta sia con l’inequivoca lettera della legge – dato che l’espressione ‘scontro’indica soltanto la collisione fisica – sia con la sistematica e la “ratio” della fattispecie.
In tema di collisione tra veicoli, la presunzione di uguale concorso di colpa stabilita dall’art. 2054, comma 2, del codice civile assurge a criterio sussidiario di imputazione rispetto a quello previsto dall’art. 2054, comma 1, del codice civile, secondo il quale il conducente di un’automobile che circola su una pubblica strada è obbligato a risarcire il danno cagionato se non prova di aver fatto tutto il possibile per scongiurare l’evento dal quale sia derivato.
Il proprietario del veicolo, il quale intenda sottrarsi alla presunzione di responsabilità prevista dall’art. 2054 c.c., non può limitarsi a provare che la circolazione sia avvenuta senza il suo consenso, ma deve dimostrare che la stessa abbia avuto luogo contro la sua volontà(nella specie la ricorrente, quale proprietaria di un motociclo, era stata chiamata a rispondere in solido per gli illeciti commessi da un amico del figlio a cui lo stesso aveva consegnato il motorino, il quale era stato fermato alla guida del ciclomotore sprovvisto del certificato di idoneità tecnica, della copertura assicurativa e della targa identificativa del mezzo).