Source: https://www.giurisprudenzapenale.com/2014/04/21/violenza-sessuale-di-minore-gravita-e-recidiva-reiterata-illegittimo-il-divieto-di-prevalenza-ex-art-69-c-4/
Timestamp: 2020-08-06 06:49:54+00:00
Document Index: 22497679

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 69', 'sentenza ', 'art. 69', 'art. 609', 'art. 99', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 609', 'art. 69', 'art. 3', 'art. 609', 'art. 99', 'art. 571', 'art. 69', 'art. 69']

Violenza sessuale di "minore gravità" e recidiva reiterata: illegittimo il divieto di prevalenza ex art. 69 c.4
Violenza sessuale di “minore gravità” e recidiva reiterata: illegittimo il divieto di prevalenza ex art. 69 c.4.
21 Aprile 2014 24 Aprile 2020 Redazione Giurisprudenza Penale	featured
Corte Costituzionale, Sentenza n. 106 del 2014
Depositate il 18 aprile 2014 le motivazioni della sentenza numero 106 del 2014 della Corte Costituzionale nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, promosso dalla Corte di cassazione con ordinanza del 15 ottobre 2013, nella parte in cui stabiliva il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 609-bis, terzo comma, cod. pen. (casi di minore gravità di violenza sessuale), sulla recidiva reiterata, prevista dall’art. 99, quarto comma, cod. pen.
Nel ritenere fondata la censura relativa al principio di proporzionalità della pena (art. 27, terzo comma, Cost.), i giudici costituzionali hanno ricordato come l’introduzione dell’unitaria nozione di atto sessuale – la quale, pur continuando «ad avere come punti di riferimento da un lato la congiunzione carnale e dall’altro gli atti di libidine, […] intende distaccarsi dalla fisicità e materialità della distinzione per apprestare una più comprensiva ed estesa tutela contro qualsiasi comportamento che costituisca una ingerenza nella piena autodeterminazione della sfera sessuale» – ha fatto sorgere «l’esigenza di introdurre una circostanza attenuante per i casi di minore gravità. Mediante una consistente diminuzione (in misura non eccedente i due terzi) della pena prevista per il delitto di violenza sessuale (fissata, nel minimo, in cinque anni di reclusione), risulta così possibile rendere la sanzione proporzionata nei casi in cui la sfera della libertà sessuale subisca una lesione di minima entità» (sentenza n. 325 del 2005).
Anche la censura relativa al principio di uguaglianza è stata ritenuta fondata, perché, come ha rilevato la Corte rimettente, fatti anche di minima entità vengono, per effetto del divieto in questione, ad essere irragionevolmente sanzionati con la stessa pena, prevista dal primo comma dell’art. 609-bis cod. pen., per le ipotesi di violenza più gravi, vale a dire per condotte che, pur aggredendo il medesimo bene giuridico, sono completamente diverse, sia per le modalità, sia per il danno arrecato alla vittima.
In conclusione è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 609-bis, terzo comma, cod. pen., sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen.
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Ricettazione di particolare tenuità e recidiva reiterata: illegittimo il divieto di prevalenza ex art. 69 c.4. →
21 Aprile 2014 Ricettazione di particolare tenuità e recidiva reiterata: illegittimo il divieto di prevalenza ex art. 69 c.4.