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Timestamp: 2019-03-26 03:50:07+00:00
Document Index: 2230500

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 149', 'art. 13', 'art. 106', 'art. 24', 'art. 168']

Provvedimento del 15 dicembre 2016 [5941870] - Garante Privacy
Cartolarizzazioni , Centrale rischi Banca d'Italia
[doc. web n. 5941870]
n. 543 del 15 dicembre 2016
VISTO il ricorso presentato in data 31 agosto 2016 da XY nei confronti di Rubidio SPV s.r.l., rappresentata e difesa dagli avvocati Colomba De Simone e Giuseppe Pecoraro, con il quale l´interessato, ribadendo le istanze già avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito "Codice"), ha chiesto:
- la cancellazione della segnalazione effettuata dalla citata società nei propri confronti alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia;
VISTI gli ulteriori atti d´ufficio e, in particolare, la nota del 12 settembre 2016 con la quale questa Autorità, ai sensi dell´art. 149, comma 1, del Codice, ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell´interessato, nonché l´ulteriore nota del 14 novembre 2016 con cui è stata disposta, ai sensi dell´art. 149, comma 7, del medesimo Codice, la proroga del termine per la decisione sul ricorso;
VISTA la nota trasmessa in data 30 settembre 2016 e la successiva memoria del 4 ottobre 2016 con le quali Rubidio SPV s.r.l. ha dichiarato:
- di essere una società veicolo per la cartolarizzazione costituita ai sensi della legge n. 130/99 e di avere, in data 11 luglio 2013, acquistato un portafoglio di crediti in blocco, originati da Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., dalla S.A.R.C.- Società Acquisizione e Rifinanziamento Crediti (la quale li aveva acquisiti in data 18 febbraio 2005 dalla S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l., a sua volta cessionaria della Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.);
- di aver provveduto agli obblighi di pubblicità dell´operazione di cartolarizzazione mediante pubblicazione dell´Avviso di cessione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana corredato dell´informativa prevista ai sensi dell´art. 13;
- di vantare nei confronti del ricorrente un credito, acquisito nell´ambito del predetto portafoglio e riferito a rapporti originati da Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., derivante dallo scoperto di conto corrente n.*** e dall´utilizzo delle carte di credito Top Card Visa BNL n.*** e CartaSì n.***(il cui saldo è stato addebitato sul suddetto conto corrente);
- che tale credito è stato azionato mediante decreto ingiuntivo n. 3521/1995 emesso dalla Pretura di Bologna in data 23 agosto 1995 contro il quale il ricorrente non ha proposto opposizione nei termini di legge;
- che tale credito è tuttora certo ed esigibile, essendo stata la prescrizione decennale interrotta con le lettere di costituzione in mora trasmesse dalla Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l. con raccomandata a.r. del 18 febbraio 2005 (ricevuta in data 22 marzo 2005), e successivamente dalla lettera raccomandata del 16 giugno 2010 trasmessa al ricorrente dalla S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l., in qualità di mandataria S.A.R.C.- Società Acquisizione e Rifinanziamento Crediti (ricevuta in data 22 giugno 2010);
- che in ogni caso, "la presunta prescrizione del credito rimasto inadempiuto diventa ostativa alla segnalazione "a sofferenza" in C.R. solo se e quando vengano accertati, nelle competenti sedi, gli effetti estintivi eccepiti;
- che a tutt´oggi non risulta onorato il credito vantato dalla Rubidio SPV s.r.l. nei confronti del ricorrente;
- che la società resistente è pertanto tenuta a segnalare alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia, nelle apposite sezioni e categorie, le informazioni relative al ricorrente e al credito "a sofferenza" in questione, in virtù degli obblighi in tal senso previsti del Testo Unico Bancario a carico delle banche e degli intermediari finanziari di cui all´art. 106 del Testo Unico Bancario;
- che, trattandosi di una comunicazione prevista dalla legge, la resistente può prescindere dal consenso dell´interessato, ai sensi dell´art. 24, comma 1, lett. a), del Codice;
VISTA la nota del 5 ottobre 2016 con la quale il ricorrente ha sostenuto:
- che il contenzioso in oggetto nasce dal citato decreto ingiuntivo n. 3521 del 23 agosto 1995 notificato al ricorrente in data 8 settembre 1995 contro il quale il ricorrente non ha proposto opposizione, "a causa delle tragiche condizioni economiche, conseguenti ad un suo infortunio sul lavoro";
- che la lettera raccomandata del 18 febbraio 2005 con la quale la Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. gli notificava la costituzione in mora e l´intimazione di pagamento in favore della cessionaria S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l. non gli sarebbe mai pervenuta;
- che il credito in questione sarebbe prescritto posto che al ricorrente è pervenuta esclusivamente la lettera raccomandata a.r. del 16 giugno 2010 (ricevuta il 22 giugno 2010) contenente l´atto di costituzione in mora ed intimazione di pagamento trasmesso dalla S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l. per conto della S.A.R.C.- Società Acquisizione e Rifinanziamento Crediti che è stata tuttavia notificata oltre il termine decennale di prescrizione maturato il 28 ottobre 2005;
- di aver formalmente eccepito l´effetto interruttivo dell´avvenuta prescrizione del credito con lettera raccomandata del 16 agosto 2010 indirizzata alla S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l.;
- che l´attuale segnalazione a proprio carico alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia sarebbe pertanto effettuata in modo illecito trattandosi di un credito prescritto che la resistente ai sensi della Circolare n. 139 dell´11 febbraio 1991 – 15° aggiornamento del giugno 2016 non è tenuta a segnalare;
VISTO il verbale dell´audizione svoltasi presso gli uffici del Garante in data 11 ottobre 2016 nel corso della quale il ricorrente ha sostenuto che:
- la raccomandata ricevuta in data 22 marzo 2005 non conteneva la lettera del 18 febbraio 2005 della Banca nazionale del lavoro S.p.A. bensì esclusivamente la lettera della S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l., non datata e firmata solo meccanograficamente, che non avrebbe i requisiti richiesti dalla normativa per la formale costituzione in mora;
CONSIDERATO che, nel corso della stessa audizione, la resistente ha affermato che:
- la raccomandata ricevuta dal ricorrente in data 22 marzo 2005 conteneva sia la lettera del 18 febbraio 2005 di Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. nella quale, nell´informare il ricorrente di aver ceduto il credito alla S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l., lo si costituiva in mora intimando il pagamento nei confronti della cessionaria, sia la comunicazione della S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l., recante la dicitura "Milano data della raccomandata", con la quale oltre a fare espressamente riferimento nel primo capoverso all´unita lettera della cedente Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. la società intimava al ricorrente il pagamento dell´importo indicato entro un preciso termine,
- l´effetto interruttivo della prescrizione sarebbe stato pertanto pienamente provato;
VISTA la nota trasmessa in data 15 ottobre 2016 con la quale il ricorrente - nel convenire con controparte che l´accertamento dell´avvenuta prescrizione, per aver effetto nel caso di specie, sia rimesso al giudice ordinario - ha chiesto che la resistente rettifichi la segnalazione in Centrale dei Rischi modificando i codici identificativi del rapporto con l´indicazione di "rapporto contestato";
VISTA la nota del 21 novembre 2016 con la quale la resistente:
- ha ribadito che la stessa comunicazione della S.G.C.-Società Gestioni Crediti S.r.l. –ricevuta dal ricorrente il 22 marzo 2005 per sua espressa ammissione- avrebbe i requisiti della formale costituzione di mora ed intimazione di pagamento con i conseguenti effetti interruttivi;
- ha sostenuto che il credito oggetto di segnalazione sarebbe stato cristallizzato nel suddetto decreto ingiuntivo e non è stato fatto oggetto di opposizione in un giudizio di merito da parte del ricorrente il quale sarebbe pertanto decaduto da ogni diritto di contestazione;
RILEVATO che il trattamento dei dati del ricorrente riferiti alla segnalazione di sofferenza alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia effettuata dalla società resistente non risulta illecito, in quanto volto ad ottemperare agli obblighi di segnalazione previsti dal Testo unico in materia bancaria e dalle relative disposizioni di attuazione (artt. 53 comma 1, lett. b) d.lgs. n. 385 del 1993; deliberazione Cicr del 29 marzo 1994; provv. Banca d´Italia 10 agosto 1995; circ. Banca d´Italia n. 139 dell´11 febbraio 1991 e successivi aggiornamenti);
RILEVATO che, nel corso dell´istruttoria – tenuto conto delle dichiarazioni rese nel corso del procedimento dalla società resistente, della cui veridicità l´autore risponde anche ai sensi dell´art. 168 del Codice ("Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante") e di quanto depositato in atti – non sono emersi elementi tali da far ritenere che la segnalazione di sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d´Italia sia avvenuta in violazione di legge;
RITENUTO pertanto di dover dichiarare infondato il ricorso e, in conseguenza, ritenere sussistenti giusti motivi per compensare integralmente fra le parti le spese del procedimento;