Source: https://www.spamhaus.org/rokso/evidence/ROK11170/giorgio-mordenti-and-walter-franco-rossi/italian-privacy-authority-march-2004-and-december-2004
Timestamp: 2019-06-16 12:54:56+00:00
Document Index: 160983979

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 145', 'art. 20', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 157', 'art. 145', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 147', 'art. 18', 'art. 154', 'art. 145', 'art. 149', 'art. 168', 'art. 149', 'art. 154', 'art. 150']

Italian Privacy authority, march 2004 and december 2004
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From https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1089725:
[doc. web. n. 1089725]
Provvedimento del 10 marzo 2004
Il ricorso al Garante non può essere presentato per prospettare generiche violazioni della normativa in materia di privacy, ma solo per ottenere il soddisfacimento di specifiche richieste formulate in riferimento alle fattispecie previste dall'art. 7 del d. lg. n. 196/2003.
Esaminato il ricorso presentato da Stefano Gandolfo
Associazione Tersicore;
Il ricorrente, dopo aver ricevuto (a partire dal 30 ottobre 2003) alcune comunicazioni e-mail a carattere commerciale (che pubblicizzavano un concorso internazionale di danza a pagamento), ha inviato un'istanza ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996 (ora, artt. 7 e 8 del d.lg. n. 196/2003, in vigore dal 1° gennaio 2004) all'Associazione Tersicore (soggetto al quale, da una ricerca dallo stesso effettuata, risultava intestato il numero di fax indicato nelle comunicazioni indesiderate), con la quale l'interessato aveva chiesto conferma dell'esistenza di dati che lo riguardano, la comunicazione del loro contenuto e della loro origine ed aveva altresì formulato un'opposizione al trattamento per fini di invio di materiale pubblicitario.
A seguito dell'istanza, l'interessato riceveva una comunicazione da parte del sig. Walter Rossi, con la quale quest'ultimo, dichiarandosi responsabile per l'invio delle e-mail contestate (provocato a suo avviso da un virus sul proprio p.c.), si scusava e attestava di avere cancellato i dati in questione.
Ritenendosi insoddisfatto del riscontro e della sua veridicità, l'interessato ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 29 della legge n. 675/1996 (ora, art. 145 del d.lg. n. 196/2003).
All'invito ad aderire formulato da questa Autorità in data 9 dicembre 2003 ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 501/1998 (ora, art. 149 del d.lg. n. 196/2003) l'Associazione Tersicore ha risposto con fax in data 27 dicembre 2003, dichiarando la propria estraneità all'invio delle comunicazioni contestate e asserendo di non trattare dati personali.
Nell'audizione del 5 gennaio 2004 il ricorrente ha contestato tale riscontro.
Allo scopo di verificare l'identità dell'intestatario dell'utenza telefonica indicata dal ricorrente, questa Autorità -dopo aver prorogato di quaranta giorni, ai sensi dell'art. 149, comma 7, del d.lg. n. 196/2003, i termini per la decisione del ricorso- in data 12 febbraio 2004 ha inviato una richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 157 del d.lg. n. 196/2003 a Telecom Italia S.p.A., la quale ha risposto, con nota anticipata via fax il 20 febbraio 2004, comunicando che sull'utenza in questione, già intestata all'Associazione Tersicore, è subentrato in data 28 ottobre 2003 il sig. Walter Franco Rossi, domiciliato in via Fantaguzzi, 35, 47023 Cesena.
Il ricorso verte sul trattamento dei dati personali effettuato attraverso l'invio di corrispondenza ad un indirizzo di posta elettronica.
Il procedimento previsto dall'art. 145 e s. del d.lg. n. 196/2003 ha caratteri particolari, in quanto con il ricorso che lo introduce non si può prospettare qualunque violazione del codice medesimo, come può avvenire in caso di proposizione di reclami e di segnalazioni (artt. 142 e s. d.lg. n. 196/2003). Il ricorso al Garante può essere presentato solo per ottenere il soddisfacimento di specifiche richieste (formulate in riferimento alle particolari situazioni soggettive tutelate dall'art. 7 del d.lg. n. 196/2003, già art. 13 della legge n. 675/1996), avanzate precedentemente e negli stessi termini al titolare o al responsabile del trattamento e da questi disattese anche in parte.
Nel ricorso in esame, il ricorrente si è invece limitato ad illustrare in generale i termini della vicenda, senza svolgere altresì puntuali deduzioni in ordine alle varie richieste formulate ai sensi del citato art. 13 della legge n. 675/1996 e, comunque, senza indicare il provvedimento richiesto al Garante. Ciò determina l'inammissibilità del ricorso (art. 147, comma 1, lett. d), d.lg. cit., già art. 18, comma 1, lett. c), d.P.R. n. 501/1998; deliberazione n. 5 del Garante del 1° marzo 1999).
Ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. a), del d.lg. n. 196/2003, l'Autorità instaurerà peraltro un autonomo procedimento per verificare il complessivo trattamento dei dati in questione alla luce delle dichiarazioni rese prima e nel corso procedimento. Ciò con specifico riferimento all'identificazione dell'effettivo titolare del trattamento, alla circostanza che nella e-mail (che, un terzo, a pena di responsabilità penale, ha asserito essere stata inviata per un virus) è incluso un riferimento che teorizza la liceità di una condotta invero illecita (invio non consensuale di e-mail pubblicitarie ad indirizzi reperiti in Internet), nonché all'idoneità dell'informativa.
From https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1123338:
[doc. web. n. 1123338]
Provvedimento del 2 dicembre 2004
Esaminato il ricorso presentato da PierLuigi Maria Lucatuorto
Walter Rossi;
Il ricorrente, dopo aver ricevuto una comunicazione e-mail a carattere commerciale (che pubblicizzava un concorso internazionale di danza a pagamento), ha inviato un'istanza ai sensi degli artt. 7 e 8 del Codice in materia di protezione dei dati personali al sig. Walter Rossi (soggetto promotore del concorso pubblicizzato), con la quale ha chiesto la conferma dell'esistenza di dati personali che lo riguardano e la comunicazione in forma intelligibile del loro contenuto, di conoscerne l'origine, nonché la logica, le finalità e modalità del trattamento e gli estremi identificativi del titolare e del responsabile eventualmente designato, oltre ai soggetti o alle categorie di soggetti ai quali i dati sono stati comunicati. Con la medesima istanza l'interessato si è altresì opposto al trattamento dei medesimi dati, sollecitandone la cancellazione.
Non avendo ottenuto riscontro, l'interessato ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 145 del Codice ribadendo le proprie richieste e chiedendo di porre a carico del resistente le spese sostenute per il procedimento.
All'invito ad aderire formulato da questa Autorità in data 21 ottobre 2004 ai sensi dell'art. 149 del Codice, il ricorrente, con nota inviata via fax il 9 novembre 2004, ha dichiarato di non aver ottenuto alcun riscontro da parte del resistente e, nel ribadire le proprie istanze, ha precisato di aver ricevuto un'ulteriore comunicazione commerciale da parte dello stesso in data 19 ottobre 2004.
Con nota pervenuta il 12 novembre 2004, il resistente ha affermato di:
"non avere dati personali né del sig. Lucatuorto, né di altre persone";
"avere avuto problemi ultimamente con virus informatici (…) che agiscono come emissione incontrollata ed invio di messaggi di posta elettronica: noti come "Download Ject" e "Toofer" ed altri (…), i quali potrebbero essere la causa di invii incontrollati di e-mail";
di aver "provveduto alla immediata bonifica del proprio PC dai suddetti virus".
Il resistente ha fornito riscontro alle richieste formulate dall'interessato, sia pure solo dopo la presentazione del ricorso, affermando di non detenere dati personali che lo riguardano in quanto l'invio delle e-mail contestate sarebbe stato determinato da alcuni virus.
In relazione a tali dichiarazioni (della cui veridicità l'autore risponde ai sensi dell'art. 168 del d.lg. n. 196/2003: "Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante"), va dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149, comma 2, del Codice.
Con separato procedimento attivato ai sensi dell'art. 154, comma 1, del Codice questa Autorità verificherà il complessivo trattamento di dati posto in essere dal resistente, anche in riferimento a quanto emerso, in relazione allo stesso, nell'ambito di altro procedimento instaurato dinanzi al Garante.
L'ammontare delle spese sostenute nel presente procedimento è determinato ai sensi dell'art. 150, comma 3, del Codice, nella misura forfettaria di euro 250, di cui euro 25,82 per diritti di segreteria, tenuto conto degli adempimenti connessi alla redazione e presentazione del ricorso al Garante. Il medesimo ammontare è posto in misura pari a 100 euro a carico del titolare del trattamento, previa compensazione della restante parte per giusti motivi legati al riscontro pervenuto solo dopo la presentazione del ricorso.
b) determina nella misura forfettaria di euro 250, di cui 25,82 per diritti di segreteria, l'ammontare delle spese e dei diritti del presente procedimento che pone in misura pari a 100 euro, previa compensazione per giusti motivi della residua parte, a carico del resistente, il quale dovrà liquidarlo direttamente a favore del ricorrente.
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