Source: https://www.paradigma.it/2019/02/26/d-lgs-231-01-la-richiesta-della-misura-interdittiva-cautelare-interrompe-la-prescrizione-dellillecito-amministrativo-dellente/
Timestamp: 2019-03-26 16:17:26+00:00
Document Index: 174113689

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 425', 'sentenza ', 'sentenza ']

D.Lgs 231/01: la richiesta della misura interdittiva cautelare interrompe la prescrizione dell'illecito amministrativo dell'ente - Paradigma SpA
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La Sentenza n. 7123/2019 della VI Sez. Penale della Corte di Cassazione interviene sul tema del rapporto tra patteggiamento della società e proscioglimento dell’amministratore.
In particolare, la Suprema Corte si è pronunciata a seguito di impugnazione da parte dell’Ente della sentenza di patteggiamento a suo carico per l’illecito di corruzione di cui all’art. 25 del D. Lgs. 231/2001, mentre l’amministratore, autore del reato presupposto, era stato prosciolto dallo stesso reato.
La società proponeva tre motivi di impugnazione, il primo attinente la nullità della notifica della richiesta di emissione di misura cautelare interdittiva, il secondo riguardante il fatto che la sentenza di patteggiamento non recava le ragioni che avevano indotto a non prosciogliere anche la persona giuridica, nonostante l’assoluzione della persona fisica, il terzo concernente la scelta del rito (applicazione della pena su richiesta delle parti).
Relativamente al primo motivo la Corte, nel rigettarlo, ha rilevato gli atti idonei ad interrompere il decorso della prescrizione sono comunque idonei “anche se nulli, in quanto rilevano per il loro valore oggettivo di espressione della persistenza dell’interesse punitivo da parte dello Stato”.
Circa il secondo motivo, viene respinto il rilievo di contraddittorietà della motivazione, perché per il patteggiamento non sussiste una regola di giudizio equiparabile a quella di cui all’art. 425 cpc, che impone al giudice, in presenza di determinate cause, di pronunciare sentenza di non luogo a procedere, indicandone la causa nel dispositivo.
Infine, in ordine al terzo motivo, si rileva come questo rappresenti “un non consentito vizio di motivazione della sentenza di patteggiamento”.
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