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Timestamp: 2020-08-04 12:14:47+00:00
Document Index: 83977750

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 16', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 14', 'art. 121', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16']

Superbonus e Decreto Rilancio
110% BONUS RISTRUTTURAZIONE E DECRETO RILANCIO
Carissimi, non è compito semplice sintetizzare decreti delle dimensioni del Decreto Rilancio né tanto meno declinarne i punti di interesse per la distribuzione edile. Grazie all’aiuto di nostri consulenti aziendali l’Architetto Davide Astuti per la parte tecnica e lo Studio Associato Bortolotti Zambon Maestri per la parte fiscale, in questo documento abbiamo cercato di riassumere regole e sentiment di un decreto che almeno per quel che riguarda il bonus ristrutturazione 110% non è detto rimanga invariato.
Qui comunque potete trovare il decreto completo
Nell’ambito degli sforzi del nostro Governo per provare a far ripartire il Paese nel lavoro e nell’economia prende consistenza l’ampliamento degli attuali incentivi fiscali legati all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio italiano sia nelle strutture che negli impianti. La cifra del 110% delle spese ammortizzabili ha fatto fare a tutti un bel salto sulla sedia: un bel colpo ad effetto.
Come spesso accade in Italia oltre lo slogan si apre un mondo di specifiche, deroghe, condizioni particolari, eccezioni, etc.
Conviene quindi iniziare a fare le proprie considerazioni con la prudenza del caso, ricordando soprattutto che seppure il Decreto sia entrato in vigore il 19 maggio, la norma riferita agli incentivi del 110% risulta applicabile alle spese sostenute dal 1° luglio 2020, e che occorrerà attendere l’emanazione di alcuni criteri attuativi. Di seguito, riprendendo le attuali modalità indicate dal legislatore, cominciamo a fare qualche analisi e qualche commento.
COS’E’ INCENTIVATO
Intanto è un decreto in deroga quindi si aggiunge a quanto già acquisito precedentemente col cosiddetto ecobonus. Sostanzialmente tutto ciò che era compreso nell’agevolazione del 65% con nuove procedure e regole può passare al 110%. Nel dettaglio:
isolamento termico delle superfici opache orizzontali e verticali dell’involucro, purché sia interessato più del 25% della superficie disperdente, a cui si possono associare altri interventi come la sostituzione degli infissi. Però:
I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi ovvero materiali certificati CAM – decreto 11 ottobre 2017.
il miglioramento deve essere di almeno 2 classi energetiche;
l’abitazione deve essere una prima casa o una seconda casa sita in un condominio
riqualificazione degli impianti termici per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria con generatori in classe A e/o pompe di calore, si può associare il fotovoltaico a condizione che l’energia prodotta venga resa al GSE (quindi niente impianti a isola)
consolidamenti antisismici, ma con particolari limiti nella classe sismica 4 (la più grave)
E’ sempre necessario che un professionista rediga l’Attestato di prestazione Energetica che dichiari il miglioramento dell’efficientamento energetico richiesto
Il quadro definito è distribuito temporalmente in 18 mesi a partire dal 1° luglio 2020 fino quindi al 31 dicembre 2021. Se non si dovesse partire subito coi lavori, considerandone la tipologia, isolamento termico e sostituzione di impianti, balza all’occhio l’evidenza che, in particolare nei condomini, non si tratta di lavorazioni veloci. Inoltre gli stessi condomini dovranno fare i conti ancora per un po’ con l’impossibilità di procedere ad assemblee condominiali affollate per il raggiungimento delle maggioranze nelle votazioni: si dovranno dapprima deliberare i lavori e dare incarico ad un tecnico, si dovrà successivamente deliberare la scelta dell’appaltatore e solo dopo si potrà dare inizio ai lavori. Il tempo è dunque una variabile da tenere sotto controllo.
Grazie alla spinta data dalle possibilità del vigente bonus facciate, alcuni si sono già mossi verso un progetto di riqualificazione energetica del proprio condominio e altri che hanno i lavori in corso di esecuzione stanno rivedendo il progetto. L’incentivo infatti è estendibile anche a costoro per le spese pagate dal 1° luglio 2020 sempre che rientrino nei canoni richiesti. (Intanto però le imprese dovranno decidere se lavorare per tre mesi impegnando il proprio capitale o si fermeranno in attesa che i tecnici facciano tutti i nuovi calcoli necessari o che si reperisca l’effettiva possibilità di cessione del credito).
Se poi si considerano i lavori di consolidamento antisismico, va da sé i tempi di progettazione prima e di esecuzione poi sono molto più consistenti.
Come nelle precedenti versioni degli incentivi per l’efficientamento energetico, sono previsti massimali di spesa suddivisi per tipologia di intervento.
Art. 119 comma 1 prevede i seguenti interventi
- lett. a) isolamento termico superfici opache orriz/vert 60.000 (unifamiliare prima casa / condomino);
- lett. b) interventi sostituzione impianti climatizzazione invernale su parti comuni edifici 30.000
- lett. c) interventi edifici unifamiliari (solo prima casa) sostituzione impianti climatizzazione invernale € 30.000
Art. 119 comma 2 prevede che anche altri interventi di efficientamento energetico (infissi, schermature solari) previsti dall’art. 14 DL 63/2013 se abbinati ad uno dei precedenti indicati nel comma 1 rientrino nel 110% con i rispettivi massimali di spesa
Art. 119 comma 5, 6 e 8: prevede che sia abbinabile ad uno degli interventi di cui al comma 1) l’istallazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo (48.000 per edificio e comunque non superiore a 2.400 euro per kW per pannelli solari e 1.000 euro per kWh per sistemi di accumulo), e di infrastrutture per ricarica di veicoli elettrici (max 3.000 euro come previsto da art. 16-ter DL 63/2013)
Art. 119 comma 15: ricomprende le spese agevolabili al 110%, senza limite di spesa. Le spese dei professionisti per il rilascio delle asseverazioni e del visto di conformità.
Per la quasi totalità il super bonus 110% sarà utilizzato con la cessione del credito d’imposta ai fornitori che a loro volta dovranno rivolgersi agli istituti di credito (ovvero soggetti diversi in quanto la norma non lo preclude) per poter monetizzare il credito d’imposta. Questi soggetti negozieranno un loro guadagno che non è detto rientri nel 10% (il 110% è fatto appunto di 100 costo lavori + 10 guadagno istituti).
Condizione sostanziale per usufruire dell’agevolazione 110% (spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021)
1) art. 119 c. 3: miglioramento di 2 classi dell’APE ovvero di solo 1 classe (se era possibile migliorare solo di 1) con relativa attestazione del professionista
Condizioni formali per usufruire dello sconto in fattura o della cessione del credito di imposta:
1) art. 119 c. 11, 12: occorre il rilascio del visto di conformità da parte di professionista/CAF e la successiva comunicazione telematica (siamo in attesa di Provvedimento Direttore Agenzia Entrate)
2) art. 119 c. 13: occorre l’asseverazione dei tecnici per rispetto sia dei requisiti ex art. 14 DL 63/2013 che della congruità delle spese sostenute, che dovrà essere trasmessa all’ENEA (siamo in attesa di decreto del MISE) ed in caso di “sisma bonus” occorre invece l’asseverazione dei progettisti.
Possibilità di sconto in fattura o di cessione del credito (Art. 121)
E’ possibile “trasformare” la detrazione di imposta 110%
in un “contributo” sotto forma di sconto in fattura nella misura massima dell’importo indicato in fattura da parte del fornitore. Il 10% eccedente sarà a disposizione del fornitore per “compensare” i costi di successiva cessione del credito di imposta a intermediari finanziari o altri fornitori
in un credito di imposta (normalmente da parte del fornitore che ha operato lo sconto in fattura) che sarà ceduto a istituti di credito o altri soggetti.
Il nuovo art. 121 comma 2 prevede che tale procedura di “monetizzazione” della detrazione 110% si applica anche, in deroga alle norme originarie, agli interventi di recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis comma 1 lettere a ) e b)), al “bonus facciate” (Legge 160/2019) all’installazione di impianti fotovoltaici (art. 16-bis comma 1 lett. h DPR 917/86) ed all’installazione delle infrastrutture per ricarica veicoli elettrici (art. 16-ter DL 63/2013).
I crediti di imposta ottenuti dalla trasformazione della detrazione 110% o del 36-50-65% di cui al paragrafo precedente sono utilizzati in compensazione in quote annuali (in base all’originaria detrazione quindi ad esempio in 5 anni per il 110% ed in 10 anni per interventi di recupero patrimonio edilizio).
Il soggetto responsabile per i controlli sulla regolarità della spettanza della detrazione e del credito d’imposta è la persona fisica o condomino. In caso di concorso in violazione alle norme, anche il fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e/o gli acquirenti del credito di imposta.
Premesso che una serie di interventi difficilmente potranno ricadere nell’ambito della attività principale delle rivendite edili (non sono imprese di costruzione), si potrebbe cercare di “catturare” interventi svolti da imprese edili offrendo disponibilità ad acquisire il credito di imposta che si genera in capo a questi fornitori (cui normalmente il privato chiederà lo sconto in fattura) cercando di sottoscrivere accordi quadro per l’approvvigionamento di materiale edile di consumo ovvero per la co-fatturazione di determinati interventi. La rivendita edile, anche successivamente all’emanazione dei Provvedimenti del direttore Agenzia Entrate, potrà eventualmente strutturarsi per offrire o meglio coordinare la procedura di sconto in fattura/cessione di credito di imposta, eventualmente tramite la collaborazione di professionisti che rilasceranno il visto ovvero l’asseverazione. Parallelamente alla rete di imprese e professionisti, occorrerà sottoscrivere accordi con soggetti disposti ad acquistare il credito di imposta (istituti di credito oppure altri fornitori) su questa tema ci stiamo già lavorando come Made.
Direzione Marketing Made