Source: https://www.laleggepertutti.it/206645_servizio-notturno-farmacie-costo-medicine-e-detrazione-fiscale
Timestamp: 2018-07-15 19:33:06+00:00
Document Index: 81750748

Matched Legal Cases: ['art. 125', 'art. 125', 'art. 3', 'art.\n2', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 9']

Servizio notturno farmacie: costo medicine e detrazione fiscale
Lo sai che? Servizio notturno farmacie: costo medicine e detrazione fiscale
Farmacia di notte: come funziona il servizio notturno e a quanto ammonta la maggiorazione sui farmaci che si paga per chi compra d’urgenza.
Ti sarà certamente capitato di andare in farmacia di notte e di notare che, oltre al costo delle medicine, viene addebitato al paziente un ulteriore balzello costituito dai “diritti” per il servizio notturno. È una maggiorazione prevista per legge tutte le volte in cui si acquistano medicinali in orario di chiusura della farmacia. Fra l’altro, dopo 24 anni, la tariffa è stata recentemente aggiornata da un decreto del Ministero della Salute [1]. Ma a quanto ammonta, con precisione, il costo delle medicine per il servizio notturno della farmacia e, soprattutto, è possibile ottenere la detrazione fiscale anche per questa maggiorazione? Di tanto parleremo in questo breve e schematico articolo.
1 Costo medicine per servizio notturno della farmacia
2 Quando scatta la maggiorazione sulle medicine per il turno notturno?
3 Quando non bisogna pagare la maggiorazione
4 Si può detrarre dalle tasse il costo aggiuntivo delle medicine per il turno notturno?
5 A quanto ammonta l’Iva sui costi per il servizio notturno?
Costo medicine per servizio notturno della farmacia
L’acquisto di qualsiasi prodotto in farmacia fuori orario (dalle medicine ai contenitori per l’analisi delle urine, dalle caramelle per la tosse agli spray nasali contro il raffreddore, dai fazzolettini di carta ai prodotti per la prima infanzia, dagli spazzolini per i denti ai medicinali salvavita) comporta, in alcuni casi, l’applicazione del «diritto addizionale». La maggiorazione si applica solo quando la farmacia fa il turno notturno.
L’importo dei diritti addizionali è di 7,50 euro, che salgono a 10 euro se l’acquisto avviene presso una farmacia rurale sussidiata.
Quando scatta la maggiorazione sulle medicine per il turno notturno?
I diritti addizionali scattano solo se la farmacia, durante il turno notturno, opera a «battenti chiusi» o «a chiamata». Non sono invece dovuti se si acquistano i prodotti durante il normale orario di apertura della farmacia, oggi liberamente scelto dal titolare, il quale può, volendo, anche stare aperto 24 ore su 24. In pratica, se la farmacia è aperta a mezzanotte per propria scelta imprenditoriale (cosa facilmente desumibile dal fatto che le porte sono aperte e accessibili al pubblico), allora non bisogna pagare la maggiorazione. Se invece la farmacia resta aperta per svolgere il “turno notturno” (circostanza che di solito si comprende dal fatto che, per avere l’assistenza, bisogna bussare al citofono o perché il farmacista risponde da dietro la grata) allora sono dovuti i diritti addizionali.
Nulla è dovuto nell’orario di servizio «battenti aperti», anche quando, per ragioni di sicurezza, il farmacista serve la clientela da “dietro la grata”.
Quando non bisogna pagare la maggiorazione
Se il paziente si reca in farmacia per un’urgenza certificata da un medico non gli deve essere addebitato il diritto addizionale. In verità la materia è regolamentata da norme regionali. In alcuni luoghi viene infatti previsto che il cliente non è tenuto a pagare la maggiorazione, nonostante l’acquisto avvenga a battenti chiusi, se richiede un farmaco con una ricetta Ssn rilasciata dalla guardia medica o dal pronto soccorso, oppure dal medico che vi abbia annotato il carattere di urgenza. In questi caso è raro vedersi addebitare il costo aggiuntivo, salvo che l’acquisto possa essere fatto anche la mattina successiva, al regolare orario di apertura delle farmacie.
Si può detrarre dalle tasse il costo aggiuntivo delle medicine per il turno notturno?
Anche se la legge non dice nulla a riguardo, si ritiene che la detrazione fiscale pari al 19% sull’acquisto dei farmaci spetti sull’intero importo pagato al farmacista, quindi comprensivo dell’eventuale addizionale per il servizio notturno. Dunque, chi acquista medicinali in orario di chiusura della farmacia, può scaricare dalle tasse la maggiorazione aggiuntivo addebitata dal farmacista nella misura del 19% insieme al costo del farmaco. La detrazione fiscale spetta solo se la spesa complessiva per medicine nell’anno fiscale supera la franchigia dei 129,11 euro. Quindi una persona che spende solo 50 euro in un anno per medicine, non può detrarre neanche un euro dalle tasse.
La regola vuole che, nel costo da portare in detrazione con la dichiarazione dei redditi, vanno ricompresi anche gli oneri accessori di diretta imputazione; pertanto quando il documento di spesa contiene l’addebito del diritto addizionale questo va conteggiati nell’importo detraibile ai fini fiscali. Sullo scontrino è sufficiente la dicitura “diritto addizionale” o simili (ad esempio “Dm 22 settembre 17”, “diritto notturno”, “diritto chiamata”); sono ammesse le abbreviazioni, purché comprensibili.
Così come l’imposta di bollo sulle ricevute sanitarie è detraibile quale «costo accessorio della prestazione professionale», allo stesso modo si può estendere tale principio ad altre voci, come le spese per pagamenti a mezzo bollettini, Mav e Rav, le spese di spedizione per acquisto di medicinali online presso i siti autorizzati e, infine, il “diritto addizionale”, che non è il corrispettivo di un servizio, ma un onere accessorio sugli acquisti fatti in farmacia a battenti chiusi; come tale è detraibile se lo sono i prodotti acquistati.
A quanto ammonta l’Iva sui costi per il servizio notturno?
L’Iva che il paziente paga sull’addebito per il servizio notturno è la stessa che paga sul farmaco. Quindi, in gran parte dei casi, l’Iva ammonta al 10% dell’importo per i medicinali pronti per l’uso umano e veterinario, compresi i prodotti omeopatici.
[1] Dm Salute 22 settembre 2017.
[2] Ag. Entrate, risoluzione 444/E del 18 novembre 2008.
Aggiornamento della tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei
medicinali. (17A07164)
(GU n.250 del 25-10-2017)
Visto l’art. 125 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato
con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni
e, in particolare, il comma 1 che prevede che almeno ogni due anni,
in aderenza alle fluttuazioni dei costi di produzione, a cura del
Ministero della sanita’, e’ stabilita e pubblicata la tariffa di
vendita dei medicinali, sentito il parere della Federazione degli
ordini dei farmacisti;
«Approvazione del regolamento per il servizio farmaceutico», e
successive modificazioni, e, in particolare, gli articoli 37 e 41;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ 18 agosto 1993, recante
«Approvazione della tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei
medicinali», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 settembre 1993,
n. 226, e successive modificazioni;
Visto il decreto del Ministro della salute 23 marzo 2017, recante
«Modifica dell’allegato A del decreto 18 agosto 1993, recante
“Approvazione della tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei
medicinali”», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 3 giugno
Ritenuto di aggiornare la tariffa di cui al citato decreto 18
agosto 1993 in aderenza alle fluttuazioni dei costi di produzione, in
conformita’ al disposto dell’art. 125 del citato regio decreto 27
luglio 1934, n. 1265;
Visto il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti da
farmacia privata del 26 maggio 2009 e il successivo accordo di
rinnovo del 14 novembre 2011;
Considerata la retribuzione lorda del costo/lavoro del farmacista
di farmacia, primo livello, risultante dalle retribuzioni stabilite
dai contratti collettivi nazionali di lavoro per il personale
laureato dipendente, primo livello, delle farmacie aperte al pubblico
pari ad € 0,425 al minuto;
Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e successive
Visto il decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, e successive
309, recante «Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli
tutela sanitaria delle attivita’ sportive e della lotta contro il
doping» e successive modificazioni;
Acquisito il parere favorevole della Federazione nazionale degli
ordini dei farmacisti, reso con nota del 21 settembre 2017;
1. E’ approvata la tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei
medicinali secondo le disposizioni che seguono e gli allegati A e B
1. Ai medicinali di cui all’art. 3, comma 1, lettere a) e b), del
modificazioni, nonche’ ai medicinali veterinari di cui agli articoli
10, comma 1, lettera c), e 11, comma 1, lettera c), del decreto
legislativo 6 aprile 2006, n. 193, e successive modificazioni,
preparati estemporaneamente ed eseguiti integralmente in farmacia, si
applica la presente Tariffa nazionale come determinata ai sensi
2. Alle formule officinali eseguite in multipli (scala ridotta) che
recano in etichetta l’indicazione del numero di lotto non si applica
la tariffa nazionale di cui al presente decreto.
1. Il prezzo di vendita al pubblico dei medicinali di cui all’art.
2, comma 1, e’ formato:
«Tabella dei prezzi delle sostanze» (allegato A) o, nel caso di
sostanze non comprese nella predetta tabella, in base a quanto
previsto nell’art. 5;
2. Al prezzo di vendita di cui al comma 1 si applica l’imposta sul
valore aggiunto (IVA), ai sensi di legge.
1. L’importo delle sostanze impiegate di cui all’art. 3, comma 1,
lettera a), va calcolato in relazione alla quantita’ effettivamente
dispensata, con arrotondamento alla seconda cifra decimale per
difetto se la terza cifra decimale e’ minore di cinque e per eccesso
qualora la terza cifra decimale sia pari o superiore a cinque.
2. Ai fini della determinazione del prezzo di vendita al pubblico
dei medicinali di cui all’art. 2, comma 1, non e’ consentito quotare
una sostanza a un prezzo diverso da quello indicato nella «Tabella
dei prezzi delle sostanze» (allegato A), anche quando sia stata
impiegata una sostanza contraddistinta da marchio registrato.
2. Per l’approvvigionamento delle sostanze di cui al presente
articolo, le spese di trasporto, ove fatturate dal fornitore,
concorrono alla determinazione del prezzo della preparazione in
funzione della quantita’ utilizzata nell’allestimento della stessa.
1. I costi di preparazione di cui all’allegato B sono comprensivi
anche degli oneri connessi al rispetto degli obblighi previsti dal
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni.
1. I costi di preparazione di cui all’allegato B sono aumentati del
40%, al fine di compensare gli ulteriori oneri connessi alle
attivita’ generali, preliminari e successive all’allestimento della
preparazione nonche’ quelli connessi alla dispensazione dei
medicinali di cui all’art. 2, comma 1.
1. Al fine di compensare i costi connessi all’assolvimento degli
ulteriori adempimenti, previsti dalle normative di riferimento, e’
dovuto un supplemento pari a € 2,50, per le preparazioni dei
medicinali di cui all’art. 2, comma 1, contenenti:
a) una o piu’ sostanze pericolose per la salute umana, riportate
nella tabella n. 3 della Farmacopea ufficiale della Repubblica
italiana o classificate nel «Global Harmonized System» (GHS) con
codice univoco «H»;
Sezione A» e alla «Tabella dei Medicinali Sezione B» del decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive
2. Nella tariffazione dei medicinali di cui al primo comma, qualora
la formulazione comprenda sostanze appartenenti a piu’ di una
categoria di cui alle lettere a), b) e c), il supplemento spetta una
sola volta per ciascuna categoria.
1. Per la dispensazione di uno o piu’ dei medicinali di cui agli
articoli 2, comma 1 e 3, comma 1, lettere a) e b), del decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e successive modificazioni,
nonche’ dei medicinali veterinari di cui agli articoli 2, comma 1,
effettuata durante le ore notturne, dopo la chiusura serale, secondo
gli orari stabiliti dalla competente autorita’ sanitaria, spetta un
diritto addizionale di € 7,50 alle farmacie urbane e rurali non
sussidiate e di € 10,00 alle farmacie rurali sussidiate.
comma 1 effettuata dalle farmacie rurali sussidiate durante le ore di
chiusura diurna spetta un diritto addizionale di € 4,00.
3. I diritti addizionali di cui ai commi 1 e 2 sono dovuti soltanto
quando la farmacia effettua servizio a «battenti chiusi» o «a
quando la farmacia effettua servizio a «battenti aperti», ancorche’
con modalita’ che escludono, per misura di sicurezza, il normale
accesso ai locali.
1. I prezzi determinati in base al presente decreto non possono
essere incrementati in alcun caso.
presente decreto, il farmacista deve concedere uno sconto del 16%
agli enti pubblici o privati aventi finalita’ di assistenza e
beneficenza, tenuti per legge, regolamenti, contratti collettivi,
statuti o tavole di fondazione, alla dispensazione dei medicinali
agli aventi diritto, escluso comunque il Servizio sanitario
nazionale. Dal suddetto sconto sono esclusi i supplementi di cui
all’art. 8, i diritti addizionali di cui all’art. 9 e il costo del
nella stessa sia conservata, anche in formato elettronico, una copia
della tariffa nazionale, che deve essere resa visibile a chiunque ne
successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e dalla medesima data e’ abrogato il decreto del
Ministro della salute 18 agosto 1993, citato in premessa.
Il presente decreto sara’ sottoposto al visto del competente organo
di controllo e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Registrato alla Corte dei conti il 4 ottobre 2017
politiche sociali, reg.ne prev. n. 2075