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Timestamp: 2020-05-26 06:45:02+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 4', 'art.92', 'art. 26', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Ordinanza sindacale per sospensione installazioni antenne di telefonia mobile: serve pericolo concreto | Sentenze
Ordinanza sindacale per sospensione installazioni antenne di telefonia mobile: serve pericolo concreto
Scritto il Settembre 28, 2015 da sentenze
Tar Lazio sentenza n. 11405 25 settembre 2015
L’esercizio del potere sindacale di emanare ordinanze contingibili ed urgenti non può mai prescindere dalla ricorrenza di un pericolo concreto ed attuale di danno grave ed imminente per la salute pubblica, che richieda interventi non dilazionabili, al quale non possa provvedersi con mezzi ordinari. Ne discende che dette ordinanze devono normalmente essere precedute da un’attività istruttoria finalizzata all’accertamento della situazione di grave pericolo, concreto ed attuale, per il bene protetto della salute pubblica o dell’incolumità dei cittadini e non possono essere giustificate, dalla necessità di adottare un piano comunale per l’installazione di impianti di telefonia.
Le ordinanze contingibili ed urgenti adottate dai Sindaci volte ad impedire o a sospendere la installazione di antenne od impianti di telefonia costituiscono una misura surrettizia di tutela della popolazione da immissioni radioelettriche nel caso in cui non sia stato previamente e puntualmente accertato il pericolo che incombe sulla popolazione per effetto dell’esercizio di tali impianti, dal momento che l’art. 4 della legge n. 36/2000 riserva allo Stato attraverso l’individuazione di puntuali limiti di esposizione, valori di attenzione ed obiettivi di qualità, da introdursi con D.P.C.M., su proposta del Ministro dell’ambiente di concerto con il Ministro della salute.
1. – Premette la società Omissis S.p.a. di essere titolare di autorizzazione generale alla erogazione del servizio pubblico di telefonica mobile su tutto il territorio nazionale e di avere presentato ai competenti uffici del Comune di Fiumicino, in data 24 giugno 2014, una comunicazione di “presa d’atto” per il posizionamento di un mezzo mobile provvisorio per un periodo a 120 giorni presso il sito denominato “Omissis” ubicato nella tenuta di Omissis, sul presupposto che l’area oggetto di intervento è carente di copertura radioelettrica e che l’impianto temporaneo posizionato su un mezzo mobile carrato è a carattere provvisorio al fine di effettuare prove di trasmissione.
Soggiunge la società ricorrente che l’intervento in questione risultava necessario e funzionale a garantire alla collettività di usufruire di nuovi servizi (nella specie la c.d. banda larga) e prodromico alla installazione di impianti non temporanei nel rispetto della normativa vigente.
Lamenta la società ricorrente che con atto dell’8 luglio 2014 i competenti uffici del Comune (Città) di Fiumicino la invitavano a non installare l’impianto provvisorio “in quanto sono sospese le installazioni di nuove antenne per telefonia mobile ai sensi dell’Ordinanza Sindacale n. 79 del 27.6.2014” (così testualmente nell’atto impugnato).
La società Omissis, pertanto, impugna sia la nota dell’8 luglio 2014 sia l’ordinanza sindacale in essa richiamata, anche quale atto presupposto, n. 79 del 2014, ritenendo entrambi gli atti illegittimi in quanto violativi delle specifiche norme di settore, delle disposizioni recate dal decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, della legge 7 agosto 1990 n. 241 nonché affetti da diversi sintomi di eccesso di potere e chiedendone il giudiziale annullamento.
2. – Si è costituito in giudizio il Comune di Fiumicino contestando analiticamente le avverse prospettazioni e chiedendo la reiezione del ricorso.
Si è costituito in giudizio il Ministero dell’interno, atteso che l’ordinanza sindacale impugnata è stata adottata dal Sindaco quale ufficiale di Governo sostenendo la sua estromissione in quanto estraneo al contenzioso.
Le parti in controversia hanno poi depositato ulteriori memorie e documenti confermando le già rassegnate conclusioni.
Tenuta riservata la decisione all’udienza del 13 marzo 2015, la riserva è stata sciolta nella Camera di consiglio del 13 aprile 2015.
3. – In via preliminare deve rilevarsi che nella controversia “de qua” non risulta emanato alcun atto riconducibile ad amministrazioni statali, così che sussiste il difetto di legittimazione passiva dell’intimato Ministero dell’interno.
Infatti, indipendentemente da ogni riferibilità al Sindaco quale ufficiale di governo, della impugnata ordinanza contingibile ed urgente, è sufficiente ricordare che, secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, dal quale non vi è ragione di discostarsi, l’imputazione giuridica allo Stato degli effetti dell’atto del Sindaco ha natura meramente formale, restando il Sindaco incardinato nel complesso organizzativo dell’ente locale, senza alcuna modifica del suo status (in tal senso cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 29 aprile 2014 n. 2221, 3 marzo 2009 n. 1209, 7 settembre 2007 n. 4718, 13 agosto 2007 n. 4448 nonché Cons. Stato, Sez. V, 17 settembre 2008 n. 4434).
4. – La società ricorrente contesta in questa sede la legittimità, in prima battuta, dell’ordinanza del Sindaco del Comune (Città) di Fiumicino, assunta in via d’urgenza con i poteri di cui all’art. 50 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, n. 79 del 27 giugno 2014 con la quale, sul presupposto che il Consiglio comunale in data 30 aprile 2014 aveva approvato una mozione con la quale impegnava il Sindaco e l’assessore competente ad attivarsi per la dotazione di un Piano per la telefonia mobile e che gli uffici competenti stavano procedendo all’affidamento ad una ditta specializzata del settore dell’incarico di redazione del Piano e del monitoraggio dei livelli di inquinamento che garantisca la minimizzazione dell’impatto elettromagnetico del territorio, ritenendo indispensabile a tutela della salute pubblica impedire il proliferare di nuove installazioni, in assenza di un controllo sistematico del territorio ed in attesa della definizione del suddetto Piano, tenuto conto della circostanza che erano state presentate istanze per installare nuove antenne, ordinava di vietare “su tutto il territorio comunale l’installazione, sia in via provvisoria che in via definitiva, di nuove antenne di telefonia mobile fino all’emanazione del Piano di Telefonia Mobile in corso di affidamento” e di sospendere “Tutte le nuove installazioni di impianti, comprese quelli a carattere temporaneo, anche se già dotate di titolo abilitativo, e non ancora realizzate e/o posizionati, nonché il rilascio di ulteriori autorizzazioni fino all’emanazione del nuovo Piano della Telefonia Mobile” (i virgolettati costituiscono l’estratto significativo del dispositivo dell’ordinanza sindacale n. 79 del 2014).
In seconda battuta ed in via consequenziale il contenzioso ha come bersaglio la nota prot. 47267 del 24 giugno 2014 con la quale l’ufficio competente segnalava alla società, oggi ricorrente, l’adozione, a suo tempo dell’ordinanza sindacale n. 79 del 27 giugno 2014.
Controdeduce il Comune di Fiumicino replicando alle censure della parte ricorrente rappresentando la fondamentale circostanza che il tipo di impianto in questione e la cui realizzazione è oggetto del presente contenzioso ha natura e caratteristiche tali da necessitare dell’acquisizione preventiva di una specifica autorizzazione per la sua installazione e non una mera “presa d’atto” come riterrebbe la società ricorrente, tenuto anche conto della circostanza che quest’ultima non avrebbe acquisito preventivamente il necessario parere dell’Arpa.
5. – Le censure dedotte dalla società ricorrente possono essere condivise.
E’ fondata ed assume, peraltro, effetto assorbente con riguardo agli ulteriori motivi di gravame, la censura con la quale si contesta l’assenza dei presupposti, nella specie, per l’adozione di una ordinanza contingibile ed urgente da parte del Sindaco.
Come si è più sopra precisato, il presente contenzioso nasce da un provvedimento inibitorio attraverso il quale i competenti uffici del Comune di Fiumicino hanno, con lo stesso atto, invitato la società oggi ricorrente a non installare un impianto mobile provvisorio di telefonia e segnalato, nel contempo, la presenza di una ordinanza contingibile ed urgente, ai sensi dell’art. 50 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, con la quale il Sindaco del Comune (Città) di Fiumicino ha disposto la sospensione di tutte le procedure di installazione di impianti di telefonia mobile fino alla redazione del Piano “degli impianti” all’esito di un monitoraggio delle aree da questi impianti interessate.
Più volte la giurisprudenza del giudice amministrativo (cfr., ex multis, le numerose decisioni a partire da T.A.R. Campania, Napoli, Sez. VII, 3 agosto 2006 n. 7815 fino a T.A.R. Campania, Napoli, Sez. VII, 5 settembre 2014 n. 4744 e T.A.R. Marche, Sez. I, 12 dicembre 2014 n. 1021), proprio in casi analoghi a quello oggetto del presente contenzioso, rispetto ai quali un Sindaco aveva adottato una ordinanza contingibile ed urgente al fine di sospendere, per prospettate ragioni di garanzia della pubblica incolumità dei cittadini, lo svolgimento di tutti i procedimenti di rilascio dei titoli abilitativi ad installare impianti di telefonia mobile nonché l’efficacia dei provvedimenti eventualmente già adottati, ha avuto occasione di stigmatizzare, in quanto idoneo a costituire una procedura contraria a legge, il ricorso all’adozione, da parte di Sindaci, di ordinanze contingibili ed urgenti, esercitando impropriamente il potere a loro attribuito dalle disposizioni recate dagli artt. 50, comma 3 e 54, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000 nei confronti di società di telecomunicazioni, attraverso le quali, sul presupposto della salvaguardia delle esigenze di tutela della salute pubblica, vien ordinata l’immediata sospensione, su tutto il territorio comunale, di ogni attività volta all’istallazione di infrastrutture e/o di antenne di telefonia mobile, in assenza del preventivo accertamento di una situazione di pericolo effettivo, eccezionale ed imprevedibile. In particolare in tali occasioni è stato ribadito che l’esercizio del potere di cui agli articoli 50, comma 3, e 54, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000 presuppone, da un lato, una situazione di pericolo effettivo, da esternare con congrua motivazione, e, dall’altro, una situazione eccezionale e imprevedibile, alla quale non è possibile far fronte con i mezzi previsti in via ordinaria dall’ordinamento.
Nel caso di specie la sospensione è stata disposta in quanto il Comune si stava predisponendo all’adozione di un Piano territoriale per la telefonia mobile. Appare evidente come, in assenza di un conclamato pericolo per la salute delle persone che abitano e che si trovano nell’area territoriale in questione, l’adozione di una ordinanza contingibile ed urgente di competenza sindacale appare affetta dal vizio dell’eccesso di potere nella misura sintomatica dello sviamento rispetto all’obiettivo che il legislatore ha voluto attribuire ai Sindaci nell’assegnare il potere di adottare ordinanze contingibili ed urgenti a tutela della salute pubblica.
Nello specifico va ancora rammentato come la costante giurisprudenza afferma da tempo che le ordinanze contingibili ed urgenti adottate dai Sindaci volte ad impedire o a sospendere la installazione di antenne od impianti di telefonia costituiscono una misura surrettizia di tutela della popolazione da immissioni radioelettriche nel caso in cui non sia stato previamente e puntualmente accertato il pericolo che incombe sulla popolazione per effetto dell’esercizio di tali impianti, dal momento che l’art. 4 della legge n. 36/2000 riserva allo Stato attraverso l’individuazione di puntuali limiti di esposizione, valori di attenzione ed obiettivi di qualità, da introdursi con D.P.C.M., su proposta del Ministro dell’ambiente di concerto con il Ministro della salute (in tal senso, fra le tante, Cons. Stato, Sez. IV, 5 agosto 2005 n. 4159, 14 febbraio 2005, n. 450, 3 giugno 2002 n. 3095 e 20 dicembre 2002 n. 7274 nonché Cons. Stato, Sez. VI, 15 giugno 2006 n. 3534, 26 agosto 2003 n. 4841, 30 luglio 2003 n. 4391, 30 maggio 2003 n. 2997 e 1° aprile 2003 n. 1226).
In conclusione l’esercizio del potere sindacale di emanare ordinanze contingibili ed urgenti non può mai prescindere dalla ricorrenza di un pericolo concreto ed attuale di danno grave ed imminente per la salute pubblica, che richieda interventi non dilazionabili, al quale non possa provvedersi con mezzi ordinari. Ne discende che dette ordinanze devono normalmente essere precedute da un’attività istruttoria finalizzata all’accertamento della situazione di grave pericolo, concreto ed attuale, per il bene protetto della salute pubblica o dell’incolumità dei cittadini e non possono essere giustificate, come è avvenuto nel caso di specie, dalla necessità di adottare un piano comunale per l’installazione di impianti di telefonia.
6. – In ragione delle suesposte osservazioni, attesa la fondatezza della principale censura dedotta in giudizio dalla società ricorrente, il gravame va accolto con annullamento dei due atti impugnati, vale a dire l’atto adottato dalla Città di Fiumicino, Area pianificazione del territorio ed edilizia, in data 8 luglio 2014, avente ad oggetto “Istanza prot. 47267 del 24 giugno 2014 Intervento: posizionamento di un mezzo mobile provvisorio denominato “Omissis” Richiedente Omissis Spa”, sia l’ordinanza n. 79 del 27 giugno 2014 adottata dal Sindaco della Città di Fiumicino ed avente ad oggetto: “Sospensione installazione di nuove antenne per telefonia mobile”. Nel contempo va dichiarata l’estromissione del Ministero dell’interno stante il difetto di legittimazione passiva dello stesso.
Stante la peculiarità e la complessità della vicenda contenziosa, stima il Collegio che sussistano i presupposti, di cui all’art.92 c.p.c. novellato, per come richiamato espressamente dall’art. 26, comma 1, c.p.a., per compensare le spese di giudizio tra le parti correttamente intimate e costituite.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater)
pronunciando in via definitiva sul ricorso indicato in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.
Dichiara l’estromissione dal giudizio del Ministero dell’interno.
Così deciso in Roma nelle Camere di consiglio del 12 marzo 2015 […]
ENTI LOCALI, POTERE EXTRA ORDINEM DEL SINDACO, sentenza n. 11405 25 settembre 2015 Tar Lazio sentenza n. 11405 25 settembre 2015, Tar Lazio sentenza n. 11405 25/09/2015
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