Source: http://www.aresam.it/
Timestamp: 2016-07-27 22:57:29+00:00
Document Index: 36884284

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ']

Pagina Principale associazione onlus A.RE.SA.M.
Cerca mercoledì 27 luglio 2016
L’Aresam è l’associazione di familiari per la Salute Mentale fra le più rappresentative di tutto il Lazio. E’ presente ed attiva in tutte le Consulte per la Salute Mentale delle ASL, della Regione, di Roma Capitale e dei Municipi. Aiutala ad aiutare Devolvi il 5 per mille all’A.RE.SA.M. C.F. 96269250583 Cinque per mille all’ARESAM perché ognuno dei mille e mille, che soffrono di disturbo mentale, è unico, diverso dagli altri come gli altri.
FATTORI AMBIENTALI E PSICOSI
Comunicazione e salute mentale
INTESA SILD/DSM/ASSOC.
ANNUNCI PER GLI ASSOCIATI
EVENTO 23Ott2015
30/1/2013 Assicurazione Sanitaria
UNASAM SU 181
FINALMENTE E' DEFINITIVO: GLI ASSEGNI PER IL SOSTEGNO ALL'INVALIDITA' NON DEVONO ENTRARE NEL REDDITO
Il Consiglio di Stato ha depositato la sua sentenza definitiva: l'indennità di accompagnamento, come pure le altre indennità di sostegno per i disabili e le loro famiglie, non possono essere conteggiate come reddito ai fini del calcolo del nuovo ISEE. Al Consiglio di Stato si era appellato il Governo, facendo ricorso contro la sentenza che aveva emesso il Tar al riguardo. La sentenza conferma quanto sempre rivendicato i disabili, e cioè che "ricomprendere tra i redditi i trattamenti indennitari percepiti dai disabili significa allora considerare la disabilità alla stregua di una fonte di reddito - come se fosse un lavoro o un patrimonio - e i trattamenti erogati dalle pubbliche amministrazioni non un sostegno al disabile, ma una 'remunerazione' del suo stato di invalidità oltremodo irragionevole, oltre che in contrasto con l'art. 3 della Costituzione". Il governo dunque, come ha detto il ministro Poletti, non può che prendere atto (obtorto collo....) della sentenza appena depositata dal Consiglio di Stato provvedendo ad agire in coerenza con questa decisione. (1 Marzo 2016)
RICORSO ALLA C.E.
L'ARESAM RICORRE ALLA COMMISSIONE EUROPEA CONTRO LE MODIFICHE INTRODOTTE DAL GOVERNO ALLA LEGGE 68/99 SUL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO.
Il 27 Gennaio u.s. l'ARESAM, insieme ad altre associazioni, ha presentato un ricorso alla Commissione Europea per aprire un procedimento di infrazione da parte dell'Italia delle norme comunitarie in materia di collocamento obbligatorio al lavoro. Infatti il governo italiano nei mesi scorsi ha modificato profondamente il testo e lo spirito della legge 68/99 relativa al collocamento obbligatoiro al lavoro delle persone disabili, prevedendo tra l'altro la sola chiamata nominativa e non più anche quella numerica, che costituiva una garanzia e una possibilità per le persone con le disabilità più gravi, ed in particolare per le persone con sofferenza psichica. Leggi il testo del ricorso. LETTERA APERTA 27Genn2016
Carissimi Amiche/Amici,
questo inizio dell’anno ha visto l’Aresam partecipe alla delegazione, Cittadinanzattiva -Fondazione Di Liegro - Oltre le Barriere - 180 Amici, che si è incontrata il 22 gennaio con il Dott. Egidio Schiavetti, responsabile della segreteria politica del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, e con la Dott.ssa Simonetta Fratini, dirigente dell’Area Soggetti deboli. L’appuntamento del 22 faceva seguito a quello del 18 novembre quando abbiamo manifestato presso la Regione Lazio.
Abbiamo ringraziato per la stabilizzazione dei precari e sottolineato l’importanza che essa riveste per marginare le gravissime difficoltà che incontrano gli organici depauperati di psichiatri, psicologi e soprattutto di assistenti sociali, educatori e tecnici della riabilitazione, nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza. Siamo stati informati del decreto, in dirittura di arrivo, di regolamentazione del T.S.O. fondamentale per la difesa dei diritti di chi ha disturbo mentale in fase di emergenza e che presto la lettera di indirizzo inviata a tutti i Direttori di DSM e Direttori Generali delle ASL lo scorso giugno sarà implementata. Essa ha per oggetto: “Inserimenti lavorativi per soggetti svantaggiati e disabili” (art. 5 comma 1 della legge 381/1991)
Abbiamo fatto presente che i servizi di salute mentale devono prendere a cuore il sofferente psichico a tutto tondo ed abbiamo ribadito che essi rimangono per lo più dispensari di farmaci e che la parola lavoro non è quasi per nulla contemplata nei DSM. I pazienti più sofferenti e/o avanti negli anni sono frequentemente abbandonati alla famiglia senza prospettiva di miglioramento e di recupero della propria vita. Come pure abbiamo ribadito che l’attenzione degli operatori non vada solo focalizzata alla prevenzione e all’esordio del disturbo mentale ma a tutto il processo di cura. Abbiamo detto che è vero che gli operatori sono molti di meno di quelli che necessitano, ma è l’ottica che deve cambiare. A tal proposito è emerso il tema della valutazioni dei DSM, quali sono i parametri? Abbiamo rimarcato che se nei CSM c’è un’accoglienza per coloro che soffrono di disturbo mentale, la cura ed il recupero devono essere mirati al miglioramento e al processo di autonomia. Da ciò si vede l’efficienza ed efficacia di un servizio. Abbiamo anche ribadito l’importanza dei progetti di riabilitazione e pre-formazione lavorativa dei Centri Diurni di Roma, alcuni dei quali sono stati arbitrariamente modificati senza chiedere il consenso alle Consulte - Associazioni e quindi ad utenti e familiari provocando grande preoccupazione nelle famiglie. Abbiamo richiesto che la Regione Lazio faccia presente tutto questo insieme agli aspetti relativi ai sussidi negli incontri con i Direttori di Dipartimento. Avremo il prossimo incontro verso la metà di febbraio.
Care amiche e cari amici, scriveteci, dateci suggerimenti, consigli e segnalate difficoltà. Ricordiamoci sempre che gli operatori devono ascoltarci in tutti i sensi e che questo fa parte del loro lavoro, non è un di più. Segnalateci quali sono i servizi che non lo fanno e non abbiate timore di chiedere.
Oggi è la giornata della memoria, allego un file per non dimenticare che i primi ad essere eliminato furono anche le persone “malate di mente”.
Un abbraccio e un caro saluto a tutti Anna Maria De Angelis (Presidente ARESAM)
MANIFESTAZIONE 18Nov2015
EMERGENZA Salute Mentale
Dopo oltre 10 anni di blocco del turn-over, di tagli indiscriminati e di drastica riduzione del personale da parte dei diversi governi è minacciata ora la sopravvivenza stessa dei DSM nella loro funzione di tutela della salute mentale dei cittadini ed è diventata urgente la necessità di ricostruire servizi ormai ridotti allo stremo, fermando la miope e rovinosa attività di una classe politica autoreferenziale che ignora i veri bisogni delle persone con sofferenza mentale.
La mancata proroga e l’invio a 5 operatori della ASL RM G dell’avviso di interruzione del contratto DGR 980/2009 è infatti un segnale che va ben al di là di una mera vertenza sindacale, di una disattenzione degli uffici regionali preposti alla salute mentale e, tanto più, del passo falso di un direttore generale che con tale provvedimento decreta in pratica la chiusura di servizi già in grave difficoltà che richiedono, invece, urgenti misure di adeguamento del personale agli standard definiti dai progetti obiettivo nazionale e regionale per la salute mentale.
Si tratta in realtà del completamento di un nefasto disegno, purtroppo in gran parte già attuato, di smantellamento dei servizi di comunità per la presa in carico globale e l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disagio psichico-sofferenza mentale e del consolidamento di un regime di trattamenti sanitari obbligatori, di istituzionalizzazione a vita in strutture (case di cura, cosiddette comunità terapeutiche, ecc.), per lo più private, in gran parte delle quali non viene praticata alcuna seria attività di riabilitazione. Queste strutture assorbono, già oggi, almeno il 70% delle risorse destinate alla tutela della salute mentale con una spesa di gran lunga superiore ai costi di un bene organizzato sistema di prevenzione, cura e riabilitazione.
Tutto ciò avviene senza tenere alcun conto delle esperienze dell’ultimo cinquantennio che proprio nella presa in carico precoce a livello territoriale e nell’avvio di un percorso personalizzato di riabilitazione e di inclusione sociale e lavorativa hanno individuato le condizioni fondamentali per restituire a gran parte di queste persone soddisfacenti condizioni di autonomia e di indipendenza economica, anche, fra l’altro, con un notevole risparmio per la collettività.
L’inizio della interruzione dei contratti 980/2009 quindi non è altro che la lampante manifestazione della volontà di inferire il colpo di grazia ad un sistema che, a causa dell’insufficienza del personale, è già oggi una fabbrica di cronicità e di disabilità nel quale i CSM, tranne pochissime eccezioni, sono diventati poco più che dispensari di psicofarmaci e luogo di smistamento dei pazienti in crisi verso strutture di ricovero di tipo neomanicomiale.
Ben altra prontezza c’era stata per la realizzazione di altre strutture di tipo custodialista, quali le REMS, nel recente tentativo di chiusura degli OPG! Porre fine a questa drammatica deriva e invertire la rotta è una urgenza ormai inderogabile che chiama ad una rinnovata mobilitazione tutte le persone che hanno a cuore i diritti e la salute delle persone.
L’annunciata manifestazione pubblica da parte delle associazioni degli utenti, dei familiari e per la tutela dei diritti rappresenta una prima decisiva iniziativa per l’avvio di un processo di cambiamento
(di Girolamo Digilio, Presidente onorario Unasam, Unione Nazionale Associazioni per la Salute Mentale - 21Settembre 2015) .
TELEGRAMMA ARESAM
TELEGRAMMA ARESAM al Presidente della Regione Lazio, Dott. Nicola Zingaretti. “Mancata proroga e invio di avviso di interruzione del contratto DGR n. 980/2009 a cinque operatori del DSM ASLRM/G da parte del Direttore Generale è atto di gravissima irresponsabilità che comporta la definitiva chiusura di servizi la cui insufficienza è stata da noi più volte denunciata. Si chiede la revoca immediata del Provvedimento, il rinnovo del DGR e la messa in atto urgente di un piano organico di ricostruzione dei servizi per la presa in carico globale e l’inserimento sociale e lavorativo delle persone con sofferenza mentale.”
Firmato Anna Maria De Angelis , Presidente Aresam Roma 19 Settembre 2015
Questa che vedete è la vergognosa pubblicità di un cosiddetto spettacolo, i cui organizzatori cercano di attrarre il pubblico ricorrendo ai più orrendi pregiudizi esistenti purtroppo ancora in larga misura nella popolazione, calpestando cinicamente la sensibilità di tutti coloro che purtroppo hanno in ambito familiare persone con sofferenza psichica. Tantissime famiglie, persone di tutti i livelli sociali, perchè la sofferenza psichica attraversa purtroppo tutti gli strati della nostra società. Riuscite ad immaginare uno spettacolo il cui titolo fosse per esempio " The Down People Circus" o "The tubercolotic Circus"? Cadono veramente le braccia a constatare il livello di arretratezza e di ignoranza di certe persone ! ! Lettera a.Zingaretti
chi le scrive è la madre di una persona che soffre di disturbo mentale. Qualche sera fa, Presidente, con alcune mamme sono andata a farmi la consueta pizza primaverile. Eravamo un gruppetto affiatato e tutte chiacchieravamo e confabulavamo davanti ad arrosticini misti, pizza rustica, prosciutto tagliato a mano e pizza fumante. Dopo qualche birretta, poche, l’età complessiva non ne permetteva di più, calò come sempre un malinconico silenzio di parole soffuse e di racconti. Alcune, sembrava che sentissero quasi di avere rubato qualcosa per una bella risata fatta con il cuore. Eravamo tutte madri di uomini e donne con disagio psichico. (LEGGI TUTTO)
ACCOLTO DAL TAR IL RICORSO CONTRO IL NUOVO ISEE
Il TAR del Lazio 11 febbraio 2015 ha accolto, pur parzialmente, due ricorsi presentati contro il DPCM 159/2013. Le due Sentenze di fatto modificano parzialmente l’impianto di calcolo dell’Indicatore della Situazione Reddituale, cioè di una delle due componenti dell’ISEE. Il ricorso era stato promosso dal Coordinamento Disabili "Isee No grazie", composto da utenti, familiari e associazioni che si occupano delle persone con disabilità, a cui aveva aderito anche l'Aresam. Le motivazioni della sentenza non sono state ancora rese note ed ancora esiste la possibilità di un ricorso da parte del governo avverso alla decisione. Tuttavia è ormai certo l’accoglimento della parte che riguarda l’illegittimità del “Nuovo Isee” nel calcolare reddito le pensioni d’invalidità e le indennità di accompagnamento in quanto, dice la sentenza, " non si può che concordare sul principio generale che le provvidenze assistenziali non possono essere considerate alla stregue dei redditi". Peraltro al momento esiste una grande incertezza applicativa. Se il Governo dovesse impugnare le Sentenze del TAR di fronte al Consiglio di Stato e chiederne la sospensiva, questo significherebbe che si continuerebbero ad elaborare le DSU ISEE (Dichiarazione Sostitutiva Unica) con i criteri antecedenti alle Sentenze. D'altra parte il Ministero potrebbe anche cambiare il metodo di calcolo ISEE, accogliendo le indicazioni del TAR, e allora in questo ambito potrebbero essere accolte anche altre osservazioni giunte dal mondo della disabilità, come per esempio le spese per l’assistenza personale ed i costi indiretti sopportati in termini di lavoro e di cura dalle famiglie.
SPERANZA E IMPEGNO
COSA VOGLIAMO PER I NOSTRI CARI
Che cosa si aspetta una famiglia quando si affaccia in un Centro di Salute Mentale? E’ timorosa, probabilmente ci ha messo del tempo prima di decidersi a chiedere aiuto per quel figlio o figlia che sono cambiatI. Il suo forte desiderio è trovare accoglienza, premura, sollecitudine, conforto e speranza. Questa è certamente la prima aspettativa della famiglia che ha preso coscienza, ha accettato che il disturbo mentale sia entrato nella quotidianità della sua vita e guarda questo figlio confuso, in crisi e diverso da quello che aveva conosciuto mentre lo affida alla istituzione sanitaria. Solitamente è un padre o una madre che accompagnano. La famiglia si pone nell’attesa che quelle risorse che sono state smarrite vengano recuperate-ritrovate. (LEGGI TUTTO)
di Anna Maria De Angelis – Presidente Aresam
SULLO STIGMA, SULLA SPERANZA E SULLA NECESSITA’ DELL’ASSOCIAZIONISMO. E’ la speranza che dà la prospettiva per la quale vale la pena vivere una vita dignitosa.La recessione incombe per tutti oggi più che mai , ma per i sofferenti psichici si può certamente dire che la “recessione” c’è sempre stata. Per questo scrivere ancora di stigma e pregiudizio è utile perché essi continuano ad essere i nemici autentici per l’emancipazione del sofferente psichico nel suo percorso verso l’ inclusione sociale . E’ innegabile, chi è fragile e povero ha meno salute e salute mentale. Durante i gruppi Aresam nei vari nuclei dipartimentali e nelle assemblee generali dell’Associazione se ne parla di frequente, ma è bene qui ribadirlo affinchè si sancisca un rinnovato impegno tra noi famiglie finalizzato ad una cultura di comunità che accoglie e non allontana, un patto tra famiglie che ci fa continuare a lottare non solo per i propri cari ma perché questa è una lotta di civiltà insieme alla chiusura degli o.p.g. e alla cancellazione della frase dal Codice Rocco: “soggetto….pericoloso per sé e per gli altri”. Nessuno, tra i familiari dimentica, che con la parola stigma si identifica un marchio: “Tutti i matti sono aggressivi e violenti”, “Meglio non entrare in rapporto con una persona con un disturbo mentale” e così via. Questo è quello che si percepisce tra la gente ma anche tra le famiglie o all’interno di certa psichiatria e dei servizi. D’altronde gli abusi a cui sono sottoposte le persone con sofferenza mentale iniziano con il malfunzionamento di quest’ultimi, e non lo si può nascondere. (Leggi tutto)
QUANDO E COME LA PENSIONE DI REVERSIBILITA’ PER I FIGLI INVALIDI
Le norme attualmente in vigore prevedono che ai figli inabili, di qualunque età e con vivenza a carico del genitore alla data del decesso venga concessa la cosiddetta pensione di reversibilità. Tale diritto è subordinato al concetto appunto della vivenza a carico (concetto diverso della deduzione fiscale per il familiare a carico), il che vuol dire i figli devono trovarsi in uno stato di bisogno, non essere autosufficienti economicamente, non in grado di lavorare per essere indipendenti e che al loro mantenimento provvedesse, in maniera continuativa, il pensionato prima del decesso. Non è previsto, da questo punto di vista, che il figlio risulti convivente con il genitore. Il reddito personale del figlio invalido non deve essere superiore a quello indicato dalla legge per il diritto alla pensione di invalido civile totale. Se titolari di indennità di accompagnamento, il reddito deve essere inferore a quello richiesto per il diritto alla pensione di invalidità civile totale aumentato dell’importo dell’indennità stessa. Ai fini della concessione della pensione si considerano inabili “le persone che si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”. Per la documentazione sanitaria, gli Enti previdenziali solitamente fanno riferimento al certificato di invalidità al 100% con o senza indennità di accompagnamento e comunque è sempre prevista una visita medica di controllo. L’attività lavorativa svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, con orario non superiore alle 25 ore settimanali, presso cooperative sociali di tipo B, o presso datori di lavoro che assumono persone disabili secondo convenzioni e progetti di integrazione lavorativa, non preclude l’erogazione della pensione di reversibilità. La finalità terapeutica dell'attività lavorativa viene accertata dall'ente erogatore della pensione ai superstiti (INPS, INPDAP ecc.) attraverso i suoi Centri medico Legali.Maggiori informazioni si possono trovare nella Circolare INPS N.15 del 6 Febbraio 2009 e sui documenti 1 e 2 (Da: http://www.superabile.it e http://www.handylex.org )
NUOVI MUNICIPI A ROMA
CAMBIATI DENOMINAZIONE E CONFINI DEI MUNICIPI A ROMA
Il Consiglio Comunale di Roma nella seduta del giorno 11 Marzo u.s. ha deliberato in via definitiva una profonda modifica dei municipi di roma sia per quanto riguarda la loro copertura territoriale che la denominazione di molti di essi. Pertanto i nuovi municipi sono definiti nel seguente modo:
● Municipio Roma I: territorio definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma I e Roma XVII;
● Municipio Roma II: territorio definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma II e Roma III;
● Municipio Roma III: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma IV;
● Municipio Roma IV: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma V;
● Municipio Roma V: territorio definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma VI e Roma VII;
● Municipio Roma VI: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma VIII;
● Municipio Roma VII: territorio è definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma IX e Roma X;
● Municipio Roma VIII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XI;
● Municipio Roma IX: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XII;
● Municipio Roma X: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XIII;
● Municipio Roma XI: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XV;
● Municipio Roma XII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XVI;
● Municipio Roma XIII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XVIII;
● Municipio Roma XIV: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XIX;
●Municipio Roma XV: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XX.
In pratica il numero dei municipi si riduce da 20 a 15. Alcuni di quelli preesistenti cambiano semplicemente denominazione (i precedenti IV,V,VIII,XI,XII,XIII,XV,XVI,XVIII,XIX,XX) e altri vengono assorbiti in quelli preesistenti.(leggi la Delibera)
MONDIALI CALCIO 2016
CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO PER PERSONE CON PROBLEMI DI SALUTE MENTALE
Per la prima volta dal 23 al 29 Febbraio p.v. si terranno ad Osaka in Giappone i campionati mondiali di calcio per persone con problemi di salute mentale. Parteciperà a questa manifestazione anche una nazionale italiana, insieme a quelle di numerosi altri paesi. E' una iniziativa molto importante, significativa di come lo sport possa dare un aiuto alle persone in difficoltà. Siamo tutti invitati a dare un sostegno a questa iniziativa ed alla nostra nazionale. Leggi tutto
LUTTO - martedì 1 marzo 2016 Si informa che purtroppo stamane Guido Missoni, determinato e tenace socio e dirigente dell'Aresam è venuto a mancare. Era uno di noi, impegnato instancabilmente per cambiare le condizioni di vita e il destino delle persone con sofferenza mentale. Porgiamo alla sua famiglia le nostre più sincere condoglianze. LA NOSTRA ASSOCIAZIONE di AnnaMaria De Angelis - Presidente ARESAM. L’ARESAM ONLUS, Associazione Regionale per la Salute Mentale, composta prevalentemente da familiari di persone con sofferenza psichica, non ha fini di lucro. Essa si propone esclusivamente finalità di solidarietà sociale; la sua attività si svolge nel settore della prevenzione e cura del disagio psichico-malattie mentali, fin dall’età infantile, dell’assistenza socio-sanitaria e sanitaria e della tutela dei diritti delle persone con disturbo mentale e dei loro familiari. A tal fine,l’ARESAM, attiva fin dagli ultimi anni ’80, svolge una intensa attività di rappresentanza e di contributo (LEGGI TUTTO)
L'ARESAM ADERISCE ALL'UNASAM
L' U.N.A.SA.M., Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, è una Federazione che nasce a Roma nel 1993 per volontà delle Associazioni di famigliari promotrici, impegnate in gran parte del territorio nazionale.
La storia delle nostre Associazioni inizia a Torino nel 1967 con la lotta al Manicomio di Grugliasco, si sviluppa sensibilmente nei primi anni '80 (dopo l'approvazione della Legge di Riforma Psichiatrica n°180), con la formazione di un Coordinamento Nazionale delle Associazioni. E' negli anni '90 che si matura la decisione di dare maggiore forza alla nostra organizzazione con l'obiettivo di promuovere azioni concrete e proposte per sensibilizzare le forze politiche e le istituzioni affinché sia rispettato il diritto alle cure dei nostri familiari e il diritto alla salute mentale di tutti i cittadini.
Oggi l'U.N.A.SA.M. è la più importante rete nazionale di Associazioni per la Salute Mentale.
Riunisce 15.000 famiglie, in 70 associazioni, in 19 regioni d'Italia. RINNOVO ORG. DIRETTIVI ARESAM
A.RE.SA.M (onlus) Associazione Regionale per la Salute Mentale. Via Tor di Nona, 43 - 00186 ROMA Tel/fax: 06 6877925 - 06 62933409 Email: aresam@tiscali.it sito web: www.aresam.it Apertura: Martedì/Giovedì/Venerdì ore 9:30-12:30; Lunedì/mercoledì ore 15:00-18:00 Dona il 5xmille a: 96269250583