Source: https://gse.it/servizi-per-te/supporto/rinnovabili-elettriche/dm-23-giugno-2016/supporto-alla-presentazione-o-annullamento-della-richiesta
Timestamp: 2019-09-20 14:25:00+00:00
Document Index: 131454499

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 12']

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Quali impianti possono presentare domanda di accesso agli incentivi ai sensi del DM 23 giugno 2016?
Il DM 23 giugno 2016 incentiva la produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici, inclusi i solari termodinamici, oggetto di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione, potenziamento o rifacimento, aventi potenza superiore a 1 kW, entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013, a condizione che presentino domanda di accesso agli incentivi entro i termini di seguito specificati:
per gli impianti in accesso diretto (articolo 4, comma 3, del Decreto), entro il 31 dicembre 2017 o, in ogni caso, decorsi 30 giorni dalla data dell’eventuale raggiungimento di un costo indicativo massimo degli incentivi di 5,8 miliardi di euro l’anno, comunicato con delibera AEEGSI sulla base dei dati forniti dal GSE;
per gli impianti iscritti in posizione utile nelle graduatorie formate a seguito delle Procedure di Asta e Registro, svolte ai sensi degli articoli 9, 12 e 17 del Decreto, entro 30 giorni dall’ultima data utile per l’entrata in esercizio prevista dagli articoli 11, 16 e 17.
​No, in caso di iscrizione al Registro, il Soggetto Responsabile perde il diritto di presentare in un momento successivo la richiesta di accesso diretto agli incentivi.
​Possono iscriversi al Registro o al Registro per interventi di rifacimento ai sensi del DM 23 giugno 2016 anche gli impianti/interventi i cui lavori siano già iniziati a condizione che gli stessi impianti/interventi abbiano presentato richiesta di iscrizione ai Registri o di partecipazione alle Procedure d’Asta del DM 6 luglio 2012.
Nel caso di interventi iscritti in posizione utile nei Registri o aggiudicatari di Procedure d’Asta del DM 6 luglio 2012, è necessario, prima della nuova iscrizione, rinunciare alla posizione utile precedentemente conseguita.
Possono inoltre iscriversi al Registro o al Registro per interventi di rifacimento ai sensi del DM 23 giugno 2016 gli impianti/interventi i cui lavori siano già iniziati che rispettino i requisiti previsti per l’Accesso Diretto ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del DM 6 luglio 2012.
Gli impianti già oggetto di richieste di accesso agli incentivi ai sensi del DM 6 luglio 2012 respinte o decadute da parte del GSE possono iscriversi ai Registri, alle Aste o presentare richiesta di accesso diretto ai sensi del DM 23 giugno 2016?
​Si, l'eventuale rigetto di una precedente richiesta presentata ai sensi del DM 6 luglio 2012 o la comunicazione di decadenza non preclude la possibilità di presentazione di una richiesta ai sensi del DM 23 giugno 2016.
Come indicato al paragrafo 2.2.1 delle Procedure Applicative, per gli impianti iscritti in posizione utile nei Registri o aggiudicatari di Procedure d’Asta ai sensi del DM 6 luglio 2012 è necessario presentare rinuncia alla posizione utile precedentemente conseguita per potersi iscrivere al relativo Registro o Asta del DM 23 giugno 2016. Tale condizione non si applica agli impianti per i quali sia stata comminata la decadenza e la conseguente esclusione dalle graduatorie di cui al DM 6 luglio 2012.
Quale documentazione deve essere trasmessa a corredo dell’istanza di accesso agli incentivi?
​La documentazione da allegare all’istanza di accesso ai meccanismi di incentivazione, esclusivamente mediante il Portale FER-E, è riportata nell’Allegato 4 delle Procedure Applicative, dettagliata in funzione della modalità di accesso agli incentivi, della categoria di intervento, della tipologia di fonte.
Per la corretta compilazione dei campi disponibili sul Portale FER-E, nonché per la gestione della richiesta attraverso l’applicativo informatico, si rimanda alla “Guida all’utilizzo dell’applicazione web per la richiesta degli incentivi da fonti rinnovabili” disponibile sul sito internet www.gse.it e nella home page del Portale FER-E.
​Per gli impianti ammessi ai Registri in posizione utile o risultati aggiudicatari della Procedura d’Asta, la domanda di accesso agli incentivi deve pervenire entro 30 giorni solari dalla data di entrata in esercizio dell’impianto o, per impianti entrati in esercizio in data antecedente alla data di pubblicazione della graduatoria, entro 30 giorni solari dalla medesima data di pubblicazione.
Per gli impianti ad accesso diretto, la domanda di accesso agli incentivi deve pervenire entro 30 giorni solari dalla data di entrata in esercizio o, per impianti già in esercizio al 30 giugno 2016 (data di entrata in vigore del Decreto), entro il 30 luglio 2016.
Nel caso di superamento dei termini di cui sopra l’impianto incorre nel “fuori tempo” [si veda FAQ “Cosa si intende per “fuori tempo” e per “data di entrata in esercizio convenzionale”?”].
Cosa succede se un impianto che accede direttamente ai meccanismi di incentivazione, ai sensi del DM 23 giugno 2016, presenta istanza di accesso agli incentivi oltre 30 giorni dalla data di entrata in esercizio?
​Nel caso di superamento del termine per la presentazione dell’istanza, l’impianto incorre nel “fuori tempo” che comporta il mancato riconoscimento degli incentivi per il periodo temporale che intercorre tra la data di entrata in esercizio dell’impianto e la data di presentazione dell’istanza al GSE nonché l’attribuzione allo stesso, da parte del GSE, di una data di entrata in esercizio “convenzionale” [si veda FAQ “Cosa si intende per “fuori tempo” e per “data di entrata in esercizio convenzionale”?”].
Ai fini della corretta modalità di presentazione delle domande di accesso agli incentivi, come deve essere calcolata la “potenza” di un impianto, ai sensi del DM 23 giugno 2016?
Ai sensi del DM 23 giugno 2016:
la potenza dell’impianto, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p), rileva ai fini del calcolo delle spese di istruttoria e dell’impegno del contingente
la potenza ai sensi dell’articolo 5, comma 2, rileva ai fini della modalità di accesso, della formazione delle graduatorie, della tipologia di incentivo e dell’individuazione della tariffa incentivante base.
Nel caso di impianti che non ricadono nell’ambito di applicazione dell’articolo 5, comma 2, la potenza ai sensi di tale articolo si intende coincidere con la potenza dell’impianto ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p).
Per impianti idroelettrici, ai fini dell’accesso agli incentivi, è obbligatorio presentare un’attestazione che certifichi la non interferenza con il raggiungimento di definiti obiettivi di qualità?
​Sì, per gli impianti idroelettrici che producono sulla base di una concessione di derivazione da un corpo idrico, l’ammissione agli incentivi è condizionata alla trasmissione al GSE di un’attestazione dell’Autorità competente al rilascio della concessione di derivazione a scopo idroelettrico che accerti o che confermi che il provvedimento di concessione non pregiudica il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti per il corso d'acqua interessato, tenuto conto dell’articolo 12-bis, comma 1, lettera a), del Regio Decreto 1775/33, come sostituito dall’articolo 96, comma 3, del D.Lgs. 152/2006.
Per gli impianti ad accesso diretto, l’ammissione e la conseguente erogazione degli incentivi sono sospese fino alla trasmissione dell’attestazione di cui sopra, che non può, in ogni caso, avvenire oltre sei mesi dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, pena l’esclusione dagli incentivi.
Per gli impianti che presentano istanza di iscrizione ai Registri, con esclusione dei Registri per interventi di rifacimento, l’attestazione deve essere trasmessa al GSE entro la data di chiusura dei Registri. Tale condizione è necessaria per l’inserimento in posizione utile nelle graduatorie.
Nel caso di intervenuta variazione della competenza al rilascio della concessione di derivazione, l’attestazione potrà essere rilasciata dalla nuova Autorità competente.
E’ possibile trasmettere attestazioni cumulative riferite a più concessioni.
L’invio dell’attestazione non è dovuto per i soli impianti oggetto di rifacimento che derivino in forza di una concessione per la quale non siano stati modificati i paramenti di portata e salto ai fini dell’intervento.
Per gli impianti idroelettrici non soggetti ad Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs. 387/2003, qual è la data di conseguimento del titolo autorizzativo da indicare all’atto dell’iscrizione ai registri e che rileva ai fini della graduatoria?
​Il titolo autorizzativo si intende conseguito alla data in cui l’Amministrazione competente ha rilasciato l’atto conclusivo del procedimento di autorizzazione.
Titolo esemplificativo, nei casi in cui la regolamentazione regionale o delle Provincie Autonome:
consideri autorizzato alla costruzione e all’esercizio, in equipollenza all’AU, l’impianto dotato sia della concessione di derivazione ad uso idroelettrico sia della concessione edilizia, la data del titolo autorizzativo da indicare all’atto dell’iscrizione ai Registri e che rileva ai fini della formazione della graduatoria è quella di conseguimento dell'ultimo dei due provvedimenti succitati;
preveda che l’impianto oggetto della richiesta possa essere autorizzato alla costruzione e all’esercizio con procedimento diverso dall’AU, la data del titolo autorizzativo da indicare all’atto dell’iscrizione ai Registri e che rileva ai fini della formazione della graduatoria è quella di conseguimento del titolo autorizzativo/abilitativo previsto in sostituzione dell’AU [ad esempio, nel caso di impianti che possano essere autorizzati con Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) si veda la FAQ: “Per un impianto autorizzato con DIA o con PAS, quale data deve essere considerata come data di conseguimento del titolo autorizzativo?”].
È possibile indicare la titolarità dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto e della concessione a derivare nel caso il provvedimento di concessione sia ricompreso nell’autorizzazione unica?
​​Sì, nel caso la concessione a derivare sia ricompresa nell’autorizzazione unica è possibile iscrivere l’impianto a Registro indicando per entrambi i titoli la data di conseguimento dell’autorizzazione unica medesima.
​Quali sono le modalità di accesso agli incentivi per gli impianti a biomasse o a biogas?
​Possono accedere direttamente agli incentivi gli impianti a biomassa fino a 0,200 MW, autorizzati esclusivamente all’uso di biomasse di “Tipo a” e/o “Tipo b” e gli impianti a biogas fino a 0,100 MW.
Possono partecipare ai Registri gli impianti nuovi o oggetto di integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento a biomassa e a biogas di potenza fino a 5 MW, autorizzati esclusivamente all’uso di biomasse di “Tipo a” e/o “Tipo b” e/o “Tipo d”, gas di depurazione o gas di discarica o bioliquidi sostenibili.
Possono partecipare alle Procedure d’Asta gli impianti nuovi o oggetto di integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento a biomassa di potenza superiore a 5 MW, autorizzati esclusivamente all’uso di biomasse di “Tipo c” e/o “Tipo d”.
[si vedano FAQ “Quali sono le modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione previste dal DM 23 giugno 2016 per impianti nuovi, riattivazioni, integrali ricostruzioni e potenziamenti?” e “Quali sono le modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione previste dal DM 23 giugno 2016 per impianti oggetto di rifacimento?”]
Quali sono i requisiti tecnici fissati dall’articolo 1, comma 3-bis e comma 3-bis.1, del Decreto Legislativo n. 22 del 2010 e s.m.i.?
​Il Decreto Legislativo n. 22/2010 e s.m.i., al fine di promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove centrali geotermoelettriche a ridotto impatto ambientale, di cui all'articolo 9 del Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, stabilisce che sono da considerarsi di interesse nazionale i fluidi geotermici a media e alta entalpia finalizzati alla sperimentazione, su tutto il territorio nazionale, di impianti pilota con reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza, e comunque con emissioni di processo nulle, con potenza nominale installata non superiore a 5 MW per ciascuna centrale, per un impegno complessivo autorizzabile non superiore a 50 MW.
Per ogni proponente non possono essere autorizzati più di tre impianti, ciascuno di potenza nominale non superiore a 5 MW.
Per gli impianti pilota che, per il migliore sfruttamento ai fini sperimentali del fluido geotermico, necessitano di una maggiore potenza nominale installata al fine di mantenere il fluido geotermico allo stato liquido, il limite di 5 MW è determinato in funzione dell'energia immessa nel sistema elettrico, che non può in nessun caso essere superiore a 40.000 MWh elettrici annui.
Quale potenza di impianto deve essere indicata in fase di iscrizione al Registro per i progetti pilota?
​Il GSE iscrive al Registro gli impianti pilota assumendo convenzionalmente una potenza pari a 5 MW per ciascun impianto, salvo una potenza inferiore, dichiarata dal Soggetto Responsabile all’atto della iscrizione al Registro. Tali impianti, una volta realizzati, dovranno avere una potenza effettiva, come di seguito specificata, non superiore al valore assunto dal GSE o dichiarato dal Soggetto Responsabile, pena la decadenza dagli incentivi.
Ai sensi dell’articolo 1, comma 3-bis.1 del Decreto Legislativo n. 22/2010, per gli impianti pilota che per il migliore sfruttamento ai fini sperimentali del fluido geotermico necessitano di una maggiore potenza nominale installata al fine di mantenere il fluido geotermico allo stato liquido, il limite di 5 MW è determinato in funzione dell'energia immessa nel sistema elettrico, che non può in nessun caso essere superiore a 40.000 MWh elettrici annui.
Quale titolo autorizzativo deve essere indicato in fase di iscrizione al Registro per i progetti pilota?
​Per gli impianti geotermoelettrici che rispettano i requisiti di cui all’articolo 1, comma 3-bis, del D.Lgs.n. 22 del 2010 [si veda FAQ “Quali sono i requisiti tecnici fissati dall’articolo 1, comma 3-bis e comma 3-bis.1, del Decreto Legislativo n. 22 del 2010 e s.m.i.?“], ivi inclusi gli impianti autorizzati dalle regioni o province delegate che rispettano i medesimi requisiti, l’iscrizione al Registro può essere richiesta all’avvenuto riconoscimento del carattere nazionale o locale delle risorse geotermiche rinvenute, attestato dalla comunicazione prevista all’articolo 5, comma 2, dello stesso Decreto Legislativo (per approfondimenti si rimanda all’Allegato 1.f delle Procedure Applicative).
Nel caso di impianti che possano connettersi alla rete solo per una quota della potenza a causa di ridotta capacità della rete elettrica è comunque necessaria la realizzazione di tutto l’impianto?
​Come precisato nelle Procedure Applicative, indipendentemente dalle cause che determinino la realizzazione di un impianto di potenza inferiore rispetto a quella iscritta a Registro o aggiudicataria di procedura d’Asta, il Soggetto Responsabile, ferme restando le conseguenze derivanti dall’eventuale carattere sostanziale della variante che determinerebbe la decadenza dal Registro/procedura d’Asta, si intende rinunciatario della quota parte di potenza non installata.
Nel caso di Asta, la rinuncia determinerà l’escussione della fidejussione per la parte di potenza non realizzata.
Quali dati è necessario indicare nel Portale durante la richiesta di iscrizione ai Registri o di partecipazione alla procedura d’Asta nel caso la richiesta sia relativa a un intervento non ancora realizzato?
Alcuni dati specifici richiesti all’atto dell’iscrizione sul portale FER-E, come ad esempio le potenze di targa degli alternatori, potrebbero non essere disponibili in veste definitiva al momento della presentazione dell’istanza. In tali casi, è necessario indicare i dati coerentemente a quanto riportato nel progetto autorizzato.
A titolo esemplificativo, per un Soggetto titolare di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di un impianto eolico di potenza pari a 0,200 MW, il cui progetto autorizzato preveda l’installazione di un modello di aerogeneratore di pari potenza, ma che monti un alternatore o un generatore elettrico di potenza superiore, dovrà, a pena di successiva esclusione dalla graduatoria, indicare un valore di potenza ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p), pari alla potenza dell’alternatore o del generatore elettrico. Nel caso, invece, il progetto autorizzato non preveda riferimento esplicito alla potenza dell’alternatore o al generatore elettrico installato, l’impianto dovrà essere iscritto al Registro indicando la potenza dell’impianto prevista dal titolo autorizzativo.
In ogni caso, pena l’impossibilità di accedere agli incentivi, la potenza calcolata ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p), del Decreto dell’impianto effettivamente realizzato non potrà superare l’analoga potenza indicata in fase di iscrizione al Registro.
Con che arrotondamento deve essere inserito il valore di potenza dell’impianto sul Portale FER-E in fase di iscrizione ai Registri e di partecipazione alla procedura d’Asta?
A titolo esemplificativo, nel caso di un impianto di potenza pari a 60,4 kW, il valore di potenza deve:
essere convertito in MW: 60,4 kW = 0,0604 MW
essere arrotondato per eccesso alla terza cifra decimale: 0,0604 MW deve essere inserito nel Portale FER-E come 0,061 MW.
Per maggiori dettagli sulle definizioni di potenza dell’impianto ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) e ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del DM 23 giugno 2016 si rimanda al par. 1.3.3 delle Procedure Applicative dello stesso decreto e alla sezione delle FAQ “Definizioni - Potenza di impianto”.
In caso di errata comunicazione dei dati in fase di iscrizione al Registro o alla Procedura d’Asta, è possibile modificare le informazioni indicate sul portale successivamente alla chiusura del periodo di presentazione mantenendo valida l’iscrizione?
​Come indicato nelle Procedure Applicative, ai sensi del DM 23 giugno 2016 è vietata, successivamente alla chiusura del Registro o del periodo di presentazione delle domande di partecipazione alla Procedura d’Asta, l’integrazione e/o la modifica dei documenti e/o delle informazioni contenute nella richiesta di iscrizione, non risultando dunque prevista né consentita l’eventuale istanza del Soggetto Responsabile volta a rettificare o completare la richiesta già presentata.
E’ possibile modificare i dati inseriti e salvati nel Portale FER durante il periodo di apertura dei Registri e della procedura d’Asta?
​Il Soggetto Responsabile, nel caso volesse modificare e/o integrare i dati caricati sul portale FER-E, successivamente al salvataggio dei dati preliminari durante il caricamento degli stessi sul portale FER-E o all’invio della richiesta di iscrizione, dovrà, sempre durante il periodo di apertura dei Registri e delle Procedure d’Asta, annullare la richiesta già trasmessa presentando una nuova richiesta.
A tal fine, il Soggetto Responsabile dovrà nuovamente accedere all’applicativo e ripetere le operazioni di caricamento effettuate in precedenza, indicando il Codice FER della domanda di cui si richiede l’annullamento.
La nuova domanda, inviata in sostituzione della precedente, sarà la sola a essere considerata dal GSE ai fini della formazione della graduatoria.
Nel caso di trasferimento della titolarità del progetto, ai fini dell’iscrizione al Registro o della partecipazione alle Procedure d’Asta, è sufficiente aver definito la cessione del ramo d’azienda o è anche necessario aver formalizzato la voltura del tit
​In conformità a quanto previsto dal Decreto e dalle Procedure Applicative, possono richiedere l’iscrizione al Registro o partecipare alla Procedura d’Asta i soggetti in possesso del pertinente titolo autorizzativo oppure, nei casi previsti, del titolo concessorio, nonché del preventivo di connessione redatto dal gestore di rete ed accettato in via definitiva dal proponente. Nel caso di trasferimento di titolarità di un progetto è pertanto necessario che, all’atto dell’iscrizione al Registro o della richiesta di partecipazione alla Procedura d’Asta, siano stati volturati a favore del nuovo titolare del progetto sia il titolo autorizzativo, ivi incluso, ove previsto, il titolo concessorio, sia il preventivo di connessione. In particolare, in riferimento al titolo autorizzativo, è necessario che l’Amministrazione competente, con proprio provvedimento espresso, abbia preso atto della voltura, avendo accertato il possesso in capo alla Società subentrante dei requisiti soggettivi e oggettivi che hanno consentito il rilascio del titolo autorizzativo nei confronti del precedente soggetto proponente, e sia pertanto stata messa in condizioni di esercitare le proprie funzioni di carattere tecnico-amministrativo tendenti alla ricognizione degli elementi legittimanti l’esercizio dell’attività autorizzata. Quanto al preventivo di connessione, è invece necessario che il Gestore di rete competente abbia preso atto della voltura, aggiornando di conseguenza il sistema (GAUDI’).
Si rammenta che è possibile cedere l’iscrizione al Registro o trasferire a terzi un impianto aggiudicatario della procedura d’Asta solo dopo la data di entrata in esercizio dell’impianto e la stipula del contratto di cui all’articolo 24, comma 5, del DM 23 giugno 2016 [si veda FAQ: “Qual è l’ambito di applicazione del divieto di cessione di cui all’art. 10, comma 6 (Registri) e all’art. 15, comma 9 (Aste) del DM 23 giugno 2016?”]
Qual è l’ambito di applicazione del divieto di cessione di cui all’art. 10, comma 6 (Registri) e all’art. 15, comma 9 (Aste) del DM 23 giugno 2016?
​La cessione dell’iscrizione ai Registri, ai sensi dell’articolo 10, comma 6, del Decreto, e il trasferimento a terzi di un impianto aggiudicatario della procedura d’Asta, ai sensi dell’articolo 15, comma 9, del Decreto, è consentita solo dopo la data di entrata in esercizio dell’impianto e la stipula del contratto di cui all’articolo 24, comma 5, del medesimo decreto.
Il divieto si applica sia alla cessione in forma diretta, mediante trasferimento dell’impianto ad altre società, anche appartenenti al medesimo gruppo, sia alla cessione in forma indiretta, mediante il trasferimento di partecipazioni sociali o mediante operazioni che incorporino tra gli asset l’impianto (fusioni, incorporazioni).
Nel caso di impianti che abbiano partecipato alle Procedure d’Asta e sono stati esclusi dalla graduatoria per carenze o vizi di forma della richiesta di iscrizione, la cauzione provvisoria viene restituita?
​​Si, nei casi di specie il GSE non procederà all’escussione.
Nell’ambito della procedura d’Asta, in caso di impossibilità alla conclusione dei lavori di realizzazione ed entrata in esercizio di un impianto riconducibile a un sopravvenuto annullamento/revoca dei titoli autorizzativi da parte dell’autorità amministra
​Ferma restando la piena validità ed efficacia dei titoli al momento della presentazione della domanda di partecipazione alla Procedura nonché gli adempimenti di cui all’art. 13 del Decreto, laddove in un momento successivo sopravvengano ordini o divieti dell'autorità amministrativa o giurisdizionale, riconducibili al c.d. “factum principis” e idonei quindi a determinare l’oggettiva impossibilità di eseguire la prestazione richiesta nonché a chiarire come, da un punto di vista soggettivo, la richiamata impossibilità prescinda dalla colpa del Soggetto tenuto a eseguire la prestazione, che “di fronte all’intervento dell’autorità, […] non deve restare inerte né porsi in condizione di soggiacervi senza rimedio, ma deve, nei limiti segnati dal criterio dell’ordinaria diligenza, sperimentare ed esaurire tutte le possibilità che gli si offrono per vincere e rimuovere la resistenza o il rifiuto della pubblica autorità” (Corte di Cassazione, sentenza n.11914/2016), il GSE, ove non ricorrano altri fattori ostativi, valuterà se accordare la proroga dei termini per l’entrata in esercizio dell’impianto ovvero se evitare l’escussione della fideiussione prestata.
Il possesso di un rating di legalità superiore a due “stellette” comporta una priorità nella formazione della graduatoria della Procedura d’Asta?
​No. A parità di riduzione percentuale offerta, criterio sul quale è ordinata la graduatoria della Procedura d’Asta, due iniziative nella titolarità di imprese aventi rispettivamente tre e due “stellette” si troveranno nella medesima posizione e l’ulteriore selezione sarà effettuata sulla base dei criteri indicati all’articolo 15 del Decreto (anteriorità del titolo autorizzativo e anteriorità del titolo concessorio, applicati in ordine di priorità).
Per l’applicazione del criterio di priorità di cui all’art. 10, comma 3, lettera b), ai fini della formazione della graduatoria, rileva in qualche modo la posizione conseguita nella Tabella C relativa ai precedenti Registri 2012, 2013, 2014 del DM 6 lugli
​No, il Decreto 23 giugno 2016 prevede, all’art. 10, comma 3, lettera b), un criterio di priorità per gli “impianti idonei iscritti in posizione non utile nei registri aperti ai sensi del decreto ministeriale 6 luglio 2012, muniti, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sia di titolo autorizzativo sia, per le fonti per le quali è necessaria la concessione, di titolo concessorio”.
Fermo restando il possesso degli ulteriori requisiti specificati, ai fini della formazione della graduatoria rileva esclusivamente la presenza dell’impianto in una delle Tabelle C relative ai Registri del DM 6 luglio 2012, indipendentemente dalla Procedura (Registro 2012, 2013, 2014) e dalla posizione conseguita nella relativa Tabella C.
Nel caso pertanto il contingente di uno specifico registro dovesse risultare saturato dagli impianti in possesso del criterio di priorità in parola, il GSE provvederà a stilare la graduatoria sulla base de criteri successivi (ove applicabili) in ordine gerarchico, tra i quali, ad esempio, il criterio di cui all’art. 10, comma 3, lettera c) “impianti che richiedono una tariffa pari al 90% di quella di cui all’allegato 1”.
Si ricorda che, come precisato al par. 2.2.3 della Procedure Applicative, non possono avvalersi del criterio di cui all’art. 10, comma 3, lett. b), gli impianti ammessi in posizione non utile (Tabelle C) e successivamente ammessi in posizione utile (Tabelle A), gli impianti ammessi in posizione non utile (Tabelle C) decaduti a seguito di verifica documentale e/o oggetto di rinuncia da parte del Soggetto Responsabile.
Per ulteriori dettagli sul presente e sugli altri criteri di priorità si rimanda al succitato par. 2.2.3 della Procedure Applicative.
Per impianti già in esercizio [si veda FAQ: “Gli impianti per i quali sono già iniziati i lavori possono iscriversi al Registro o al Registro per interventi di rifacimento ai sensi del DM 23 giugno 2016?”] che abbiano sottoscritto una convenzione RID o SS
​Ai fini dell’iscrizione ai Registri non è necessario disdettare eventuali convenzioni RID o SSP.
All’atto dell’iscrizione il Soggetto Richiedente dovrà tuttavia dichiarare “che, a decorrere dalla data di entrata in esercizio commerciale e per l'intera durata del periodo incentivante, l'impianto non usufruirà del meccanismo dello scambio sul posto, né del ritiro dedicato dell'energia immessa in rete”; in ragione di tale dichiarazione, in caso di ammissione ai meccanismi di incentivazione, il GSE procederà a disdettare d’ufficio la precedente convenzione, adeguando la data di decorrenza della convenzione stipulata ai sensi del Decreto al primo giorno del mese successivo a quello di efficacia della disdetta dell’eventuale convenzione RID o SSP.
Cosa è necessario scrivere nella causale del bonifico relativo al pagamento del contributo per i costi di istruttoria?
​Il Soggetto Responsabile deve inserire nella causale di pagamento il Codice FER nella sua interezza, comprensivo di tutte e sei le cifre. Il Codice FER, che identifica univocamente ogni singola richiesta, viene rilasciato dall’applicazione FER-E successivamente all’inserimento dei dati preliminari dell’impianto.
Quali sono le fasi del processo di riconoscimento degli incentivi?
​Le fasi del processo di riconoscimento degli incentivi sono schematicamente descritte nella Tabella 4 a pagina 12 delle Procedure Applicative, accessibile anche al seguente link:
Quali sono le modalità di accesso agli incentivi previste dal DM 23 giugno 2016 per impianti oggetto di rifacimento?
Per gli impianti oggetto di rifacimento parziale o totale, l’articolo 4 del Decreto definisce le seguenti modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione, a seconda della potenza:
accesso diretto, nei limiti di potenza e nel rispetto delle condizioni riportate all’articolo 4, comma 3, lettera e) del Decreto
Iscrizione a Registro per gli interventi di rifacimento, in posizione tale da rientrare nei relativi contingenti annui di potenza incentivabile (indicati all’art. 17, comma 1).
Per gli interventi di rifacimento, gli intervalli di potenza sono riferiti alla potenza dell'impianto al termine dell'intervento.
Le modalità di accesso sopra descritte, schematizzate nella Tabella 3 delle Procedure Applicative, sono altresì riportate nella tabella che segue:
Quali sono le modalità di accesso agli incentivi previste dal DM 23 giugno 2016 per impianti nuovi, riattivazioni, integrali ricostruzioni e potenziamenti
L’articolo 4 del Decreto definisce diverse modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione, a seconda della tipologia di fonte, della potenza e della categoria di intervento:
accesso diretto, nei limiti di potenza e nel rispetto delle condizioni riportate all’articolo 4, comma 3 del Decreto
iscrizione a Registro, in posizione tale da rientrare entro contingenti di potenza incentivabili (indicati all’art. 9, comma 3), se la potenza dell’impianto non è superiore al valore soglia di 5 MW
partecipazione a Procedure competitive di Aste al ribasso, in posizione tale da rientrare entro contingenti di potenza incentivabili (indicati all’art. 12, comma 3), se la potenza dell’impianto è superiore al valore soglia di 5 MW.
per i potenziamenti, la modalità di accesso agli incentivi è funzione dell’incremento di potenza derivante dall’intervento
l’intervento di integrale ricostruzione non è contemplato per gli impianti alimentati da bioliquidi, biogas, gas di discarica, gas residuati dei processi di depurazione e idroelettrici installati negli acquedotti
per impianti realizzati con procedure ad evidenza pubblica da Amministrazioni pubbliche, anche tra loro associate, ivi inclusi i Consorzi di Bonifica, ad eccezione dei potenziamenti e degli impianti solari termodinamici, le potenze massime per l'accesso diretto sono raddoppiate.
Le modalità di accesso sopra descritte, schematizzate nella Tabella 2 delle Procedure Applicative, sono altresì riportate nella tabella che segue:
Per quali impianti trova ancora applicazione il DM 6 luglio 2012?
​Possono continuare a presentare richiesta di accesso agli incentivi ai sensi del DM 6 luglio 2012 gli impianti risultati ammessi in posizione utile a seguito delle Procedure di Asta e Registro svolte ai sensi del medesimo decreto e per i quali non siano decorsi i termini per l’entrata in esercizio.
Potranno beneficiare delle tariffe incentivanti e degli eventuali premi del DM 6 luglio 2012 anche gli impianti che presenteranno richiesta di accesso diretto agli incentivi ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del DM 23 giugno 2016 o risulteranno ammessi in posizione utile ai Registri del medesimo Decreto, purché entrati in esercizio in data antecedente al 30 giugno 2017. Sono esclusi da tale possibilità gli impianti solari termodinamici e quelli aggiudicatari di Procedura d’Asta.
​​La documentazione da allegare all’istanza di accesso ai meccanismi di incentivazione, esclusivamente mediante il Portale FER-E, è riportata nell’Allegato 4 delle Procedure Applicative, dettagliata in funzione della modalità di accesso agli incentivi, della categoria di intervento, della tipologia di fonte.
​Sì, nel caso la concessione a derivare sia ricompresa nell’autorizzazione unica è possibile iscrivere l’impianto a Registro indicando per entrambi i titoli la data di conseguimento dell’autorizzazione unica medesima.
In caso di impianti a biomasse e a biogas alimentati con sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano (SOA), quali documenti devono essere trasmessi a corredo dell’istanza per poter accedere agli incentivi?
​Per impianti a biomasse e a biogas, alimentati, anche in modo non esclusivo, con sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, riportati nella Tabella 1.A del DM 23 giugno 2016, qualora non ricorrano le condizioni di esclusione previste dall’articolo 3, comma 1, delle Linee guida nazionali approvate il 7 febbraio 2013, il Soggetto Responsabile deve trasmettere, in allegato ai titoli autorizzativi, la documentazione attestante il riconoscimento e la registrazione dell’impianto ai sensi del Regolamento CE n. 1069/2009 e s.m.i.
Per impianti a biomasse e a biogas che presentano domanda di iscrizione al Registro ai sensi del DM 23 giugno 2016, ai fini della individuazione delle tipologie di alimentazione, per la verifica del criterio di priorità di cui all’articolo 10, comma 3, le
​​Ai fini della formazione della graduatoria del Registro, da svolgersi ai sensi del DM 23 giugno 2016, il Decreto attribuisce un criterio di priorità, di cui all’articolo 10, comma 3, lettera a), agli impianti a biomasse e biogas con potenza fino a 0,600 MW, autorizzati esclusivamente all’utilizzo di biomasse di “Tipo b”, o di biomasse di “Tipo b” e di “Tipo a” con una percentuale di queste ultime non superiore al 30% in peso, e facenti parte del ciclo produttivo di una impresa agricola, di allevamento o, in via subordinata, forestale.
Per l’individuazione delle tipologie di biomassa di alimentazione autorizzate, al fine di applicare il citato criterio di priorità, si applica la classificazione riportata all’articolo 8 del DM 23 giugno 2016.