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Timestamp: 2019-03-22 18:21:16+00:00
Document Index: 49985954

Matched Legal Cases: ['art. 2054', 'art.144', 'art. 144', 'art. 144', 'art. 23', 'art.2054', 'art. 2054', 'art. 91', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 141', 'art. 150', 'art. 2054', 'art. 122']

Incidenti stradali a chi si può fare causa - Assistenza Legale Premium
L’art. 2054 c.c. individua in modo puntuale quali siano i soggetti responsabili in caso di sinistro stradale.
Cercheremo quindi di comprendere meglio quali soggetti debbano essere necessariamente citati in giudizio nel caso in cui si voglia agire per ottenere un risarcimento dei danni subiti in caso di incidente stradale.
Incidenti stradali a chi si può fare causa: art.144
Norma centrale è l’art. 144 del Codice delle Assicurazioni, la quale prevede che:
1) Il danneggiato per il sinistro causato dalla circolazione di un veicolo o natante, per i quali vi è l’obbligo di assicurazione, ha azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile, entro i limiti delle somme per le quali è stata stipulata l’assicurazione.
2) Per l’intero massimale di polizza l’impresa di assicurazione non può opporre al danneggiato eccezioni derivanti dal contratto, né clausole che prevedano l’eventuale contributo dell’assicurato al risarcimento del danno. L’impresa di assicurazione ha tuttavia diritto di rivalsa verso l’assicurato nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di rifiutare o ridurre la propria prestazione.
3) Nel giudizio promosso contro l’impresa di assicurazione è chiamato anche il responsabile del danno.
4) L’azione diretta che spetta al danneggiato nei confronti dell’impresa di assicurazione è soggetta al termine di prescrizione cui sarebbe soggetta l’azione verso il responsabile.
Incidenti stradali a chi si può fare causa: il danneggiato e il responsabile
L’art. 144 cod. ass. stabilisce quindi che il danneggiato è titolare di un’azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile. Tuttavia la norma afferma altresì che laddove il danneggiato voglia ricorrere a tale azione diretta dovrà chiamare in giudizio anche il “responsabile del danno”, oltre alla relativa compagnia assicurativa.
La giurisprudenza si è a lungo interrogata su chi debba essere considerato il “responsabile del danno”, giungendo infine ad identificare quest’ultimo con il proprietario del veicolo che ha causato l’incidente: solo questi, infatti, può essere agevolmente individuato in base ai pubblici registri (in tale senso Cass. Civ., sez. III, 02.12.2014 n.25421). Il proprietario-assicurato è quindi litisconsorte necessario del proprio assicuratore (e come tale dovrà essere sempre citato in giudizio), mentre il conducente-responsabile è litisconsorte facoltativo, con la conseguenza che il danneggiato non sarà tenuto a chiamarlo obbligatoriamente in causa.
Incidenti stradali a chi si può fare causa: la Cassazione
“… il litisconsorzio necessario sussiste solo tra il proprietario del veicolo (il responsabile, di cui alla L. n. 990 del 1969, art. 23 e l’assicuratore per la r.c.a.), mentre non sussiste, a norma dell’articolo 2054 terzo comma, cod. civ., tra il conducente e tale assicuratore, ovvero tra il primo ed il proprie-tario, in tal caso derivando soltanto un’ipotesi di obbligazione solidale e quindi di litisconsorzio facoltativo”. (Cass. Civ., Sez. III, 07.05.2007 n.10304)
Ovviamente il conducente dovrà essere parte nel giudizio laddove il danneggiato intenda deferirgli interrogatorio formale ovvero il giuramento decisorio.
Incidenti stradali a chi si può fare causa: deroghe alla Cassazione
Il principio sopra esposto, che identifica quale litisconsorte necessario il solo proprietario del veicolo danneggiante, può essere derogato solo in alcune specifiche ipotesi, che riportiamo di seguito:
Quando il veicolo sia dato in usufrutto, nel qual caso litisconsorte necessario sarà l’usufruttuario (art.2054, comma 3,c.c.);
Quando il veicolo sia stato venduto prima del sinistro con patto di riservato dominio, nel qual caso litisconsorte necessario sarà l’acquirente (art. 2054, comma 3, c.c.);
Quando il veicolo sia stato concesso in leasing, nel qual caso litisconsorte necessario sarà l’utilizzatore (art. 91 strada);
Quando il veicolo abbia circolato contro la volontà del proprietario, nel qual caso litisconsorte necessario sarà il conducente, non essendo configurabile in tal caso una responsabilità civile del proprietario (combinato disposto degli artt. 2054, comma 3, ultimo periodo, e 122, comma 3, ass.).
Incidenti stradali a chi si può fare causa: ordinarie regole di responsabilità
Il danneggiato può comunque decidere di non ricorre alla predetta azione diretta e di agire quindi secondo le ordinarie regole di responsabilità.
In tale caso la vittima del sinistro stradale dovrà rivolgere la propria pretesa risarcitoria direttamente nei confronti del conducente e proprietario, il quale potrà chiamare in garanzia la propria impresa di assicurazione.
La Corte di Cassazione ha precisato che, in questo caso, non sussiste litisconsorzio necessario con l’impresa di assicurazione, che quindi non dovrà essere necessariamente prendere parte al giudizio.
“ … il principio secondo il quale, qualora il convenuto chiami in causa un terzi indicandolo come unico responsabile nei confronti dell’attore, la domanda proposta da quest’ultimo si estende automaticamente al terzo, non è applicabile nel caso della chiamata in garanzia, attesa l’autonomia sostanziale del rapporto confluito nel processo per effetto della chiamata e, pertanto, nel caso in cui il danneggiato proponga azione di risarcimento del danno conseguente ad incidente stradale nei confronti del proprietario e/o conducente del veicolo, qualora quest’ultimo chiami in garanzia l’assicuratore, non si verifica litisconsorzio processuale alternativo, cosicché l’estensione della domanda nei confronti di quest’ultimo deve essere espressamente richiesta (Cass. 24 aprile 2001, n.6026; Cass. 4 marzo 2000, n. 2471; Cass. 1 giugno 1991, n.6164)” (Così Cass. Civ., sez. III, 03.11.2008 n.26421)
La giurisprudenza si è altresì interrogata su chi debba essere chiamato in giudizio in caso di indennizzo diretto.
Incidenti stradali a chi si può fare causa: art. 149
L’art. 149 Codice delle Assicurazioni Private, al primo ed al sesto comma, a riguardo prevede che:
In caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli conivolti o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento all’impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato.
In caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dall’articolo 148 o di mancato accordo, il danneggiato può proporre l’azione diretta di cui all’articolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione. L’impresa di assicurazione del veicolo del responsabile può chiedere di intervenire nel giudizio e può estromettere l’altra impresa, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato ferma restando, in ogni caso, la successiva regolazione dei rapporti tra le imprese medesime secondo quanto previsto nell’ambito del sistema di risarcimento diretto.
La richiamata previsione sembra quindi addirittura escludere la possibilità per il danneggiato di vocare in ius, insieme alla compagnia di assicurazione, anche il responsabile del sinistro.
Nonostante ciò la giurisprudenza è giunta a sostenere che nella causa tra danneggiato e compagnia assicurativa volta ad ottenere il risarcimento del danno derivante da sinistro stradale, il proprietario dell’altro veicolo va sempre citato in causa, anche se si tratta di azione ex art. 149 del D.lgs. n. 209/05 (indennizzo diretto).
Il responsabile del danno (quindi come già spiegato il proprietario del veicolo danneggiante) deve essere sempre chiamato in causa quale litisconsorte necessario.
Incidenti stradali a chi si può fare causa: l’intervento della Suprema Corte
La Suprema Corte ha osservato, in particolare, come la presenza nel processo dell’asserito responsabile del danno – intendendosi in tal senso solo ed esclusivamente il titolare del veicolo e non anche il conducente dello stesso – tanto in primo grado, che nei successivi, eventuali gradi di giudizio, è necessaria al fine di garantire l’integrità del contraddittorio.
D’altra parte, così come osservato dai Giudici della Suprema Corte, l’azione di risarcimento diretto, rappresentando una azione alternativa all’azione ordinaria, non può avere alcuna prerogativa in peius rispetto a quest’ultima (a riguardo si veda Cass. Civ., sez. III, 10.06.2015 n.12089).
Incidenti stradali a chi si può fare causa: il terzo trasportato
A questo punto appare opportuno domandarsi contro chi debba agire il terzo trasportato, laddove questo abbia riportato dei danni in seguito ad incidente stradale.
A riguardo gli artt. 122, secondo comma, del Codice delle Assicurazioni e l’ art. 141 Codice delle Assicurazioni, rispettivamente stabiliscono che:
Incidenti stradali a chi si può fare causa: Art. 122 cod. ass.
Incidenti stradali a chi si può fare causa: Art. 141 cod. ass.
Per ottenere il risarcimento il terzo trasportato promuove nei confronti dell’impresa assicuratrice del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro la procedura di risarcimento prevista dall’articolo 148
Incidenti stradali a chi si può fare causa: chi risarcisce il terzo trasportato
In virtù di quanto sancito dagli articoli predetti, il danno subito dal terzo trasportato deve essere sempre risarcito dalla Compagnia Assicurativa del vettore, sia nel caso in cui il proprio assicurato non ha alcuna responsabilità nella causazione del sinistro (essendo addebitabile al conducente del veicolo antagonista la responsabilità esclusiva), sia nel caso in cui il proprio assicurato ha concorso nella causazione del sinistro.
Incidenti stradali a chi si può fare causa: ulteriori considerazioni
Si tenga altresì in considerazione che:
– Il risarcimento da parte della compagnia assicurativa del vettore è contenuto nei limiti del massimale di legge (€. 775.000,00);
– L’eventuale maggior danno massimale di legge potrà essere richiesto dal trasportato alla compagnia assicurativa del responsabile civile (veicolo antagonista e non quello del vettore) nel caso i cui il massimale di quest’ultimo superi quello minimo di legge;
– L’impresa assicuratrice del vettore ha diritto di rivalsa nei confronti dell’assicuratore del responsabile civile secondo quanto stabilisce l’art. 150 CdS;
– E’ fatta salva la possibilità per la compagnia assicurativa del responsabile civile di intervenire nel giudizio ed estromettere l’assicurazione del vettore, riconoscendo dunque la totale responsabilità del proprio assicurato.
Si deve da ultimo precisare, che il risarcimento del danno può essere ridotto nel caso di eventuale corresponsabilità del terzo danneggiato (es. per non aver indossato le cinture di sicurezza, per essere uscito dal veicolo in corsa).
Incidenti stradali a chi si può fare causa: Circolazione prohibente domino
Nel particolare caso in cui il terzo trasportato viaggiava su un veicolo posto in circolazione contro la volontà del proprietario o dei soggetti equiparati a quest’ultimo (ex art. 2054 c.c.), dovrà trovare applicazione l’art. 122, terzo comma del Codice delle Assicurazioni Private.
Tale norma stabilisce che nel caso in cui la circolazione ha avuto luogo contro la volontà del proprietario o dei soggetti equiparati a quest’ultimo, l’obbligazione risarcitoria si sposta interamente in capo al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Tuttavia si sottolinea che gli unici legittimati ad ottenere il risarcimento dei danni patiti (tanto a cose, quanto alla persona) direttamente dal Fondo Vittime della Strada (in caso di circolazione prohibente domino) sono:
I trasportati contro la propria volontà;
I trasportati inconsapevoli della circolazione illegale, sia per i danni alla persona sia per i danni a cose.
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