Source: http://momentolegislativo.it/reato-molestia-telefonica-procedibilita-querela-rimettibilita-manifesta-inammissibilita-della-questione-legittimita-costituzionale-dellart-660-del-cod-pen-reati-contravven/
Timestamp: 2019-09-22 14:43:39+00:00
Document Index: 56166485

Matched Legal Cases: ['art. 660', 'art. 660', 'art. 660', 'art. 3', 'art. 660', 'art. 612']

Reato di molestia telefonica - Procedibilità a querela e rimettibilità - manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 660 del cod. pen. - Reati contravvenzionali e procedibilità d'ufficio - Corte Costituzionale, ordinanza n. 22 del 7 novembre 2018 - Momento Legislativo
Reato di molestia telefonica – Procedib...
Reato di molestia telefonica – Procedibilità a querela e rimettibilità – manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 660 del cod. pen. – Reati contravvenzionali e procedibilità d’ufficio – Corte Costituzionale, ordinanza n. 22 del 7 novembre 2018
La Corte Costituzionale con l’ordinanza n. 22 del 7 novembre 2018 con riferimento alla sollevata questione di legittimità costituzionale dell’art. 660 del codice penale, nella parte in cui non prevede la procedibilità a querela del reato di molestia, con annessa rimettibilità della stessa, quanto meno limitatamente alle condotte idonee a recare molestia o disturbo esclusivamente a persona determinata, ha stabilito la sollevata dal Tribunale ordinario di Varese, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, in quanto il reato di cui all’art. 660 cod. pen. risulta inserito nel paragrafo I della Sezione I del Capo I del Titolo I del Libro III del codice penale, dedicato alle «contravvenzioni concernenti l’inosservanza dei provvedimenti di polizia e le manifestazioni sediziose e pericolose», nell’ambito di quelle concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica. La Corte ha altresì rilevato che l’intervento additivo richiesto dal giudice a quo sarebbe del tutto eccentrico rispetto ai principi generali del sistema del diritto penale italiano, che prevede la procedibilità a querela solo per taluni delitti, mentre i reati contravvenzionali sono tutti procedibili d’ufficio. Tale orientamento a giudizio della Corte trova conferma anche in seguito all’introduzione nell’ordinamento penale del reato di atti persecutori di cui all’art. 612-bis cod. pen., richiamato dal giudice a quo quale termine di comparazione, poiché la fattispecie contravvenzionale in esame non potrebbe comunque avere un regime di procedibilità diverso da quello previsto per tutte le contravvenzioni.