Source: https://www.ambientediritto.it/sentenze/2010/TAR/Tar_Puglia_LE_2010_n.438.htm
Timestamp: 2019-06-17 15:05:38+00:00
Document Index: 141862861

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1']

DIRITTO URBANISTICO - Ristrutturazione edilizia - Art. 3 d.P.R. 380/2001 - Modifica ex art. 1 d.lgs. n. 301/2002 - Nuova definizione di ristrutturazione - Caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente - Conservazione. TAR PUGLIA, Lecce, Sez.III - 3 febbraio 2010, n. 438
T.A.R. PUGLIA, Lecce, Sez. III - 3 febbraio 2010, n. 438
DIRITTO URBANISTICO - Ristrutturazione edilizia - Art. 3 d.P.R. 380/2001 - Modifica ex art. 1 d.lgs. n. 301/2002 - Nuova definizione di ristrutturazione - Caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente - Conservazione. L'art. 1 del decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 301 ha modificato l'art. 3 del D.P.R. n.380 del 2001, in tema di ristrutturazione edilizia, eliminando la locuzione "fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche di materiali a quello preesistente" e l'ha sostituita con l'espressione "ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente" (art. 1, lett. a). Appare pertanto evidente che la nuova costruzione debba conservare le caratteristiche fondamentali dell'edificio preesistente e la successiva ricostruzione dell'edificio debba riprodurre le precedenti linee fondamentali quanto a sagoma, superfici e volumi (fra le tante Cons. Stato, sez. IV, 18 marzo 2008, n. 1177. Pres. Cavallari, Est. Moro - S.r. (avv. Paladini) c. Comune di Taurisano (avv. Cascione) - TAR PUGLIA, Lecce, Sez. III - 3 febbraio 2010, n. 438
Scarlino Rosalba, rappresentato e difeso dall'avv. Salvatore Paladini, con domicilio eletto presso Salvatore Paladini in Lecce, via M. Stampacchia 9;
Comune di Taurisano, rappresentato e difeso dall'avv. Rita Cascione, con domicilio eletto presso Tar Segreteria in Lecce, via F.Sco Rubichi 23;
- della nota prot.9962 del 27.5.2005 del responsabile del Settore Assetto del Territorio del Comune di Taurisano, di integrazione delle ragioni del diniego di permesso di costruire prot.21217 del 2.12.03, depositata al TAR Lecce in data 3 giugno 2005,
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Taurisano;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 novembre 2009 la dott. Patrizia Moro e uditi per le parti gli avv.ti Paladini e Cascione;
Secondo l'orientamento seguito da questa Sezione, in conformità con il prevalente indirizzo giurisprudenziale, la presentazione dell'istanza di sanatoria - sia essa di accertamento di conformità sia essa di condono - produce l'effetto di rendere inefficace il pregresso ordine di demolizione e, quindi, improcedibile l'impugnazione stessa per sopravvenuta carenza di interesse
Invero il riesame dell'abusività dell'opera provocato dalla predetta istanza di sanatoria comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (esplicito od implicito, di accoglimento o di rigetto) che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa.
Infatti nell'ipotesi di rigetto dell'istanza l'Amministrazione dovrà adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio, con l'assegnazione di un nuovo termine per adempiere( in tal senso T.A.R. Campania Napoli, sez. VII, 03 marzo 2009 , n. 1211; Consiglio Stato , sez. VI, 07 maggio 2009 , n. 2833 Consiglio Stato , sez. VI, 12 novembre 2008 , n. 5646).
Il concetto di ristrutturazione edilizia, quale enunciato dall'art. 31, lett. d), l. 5 agosto 1978, n. 431 ("interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono anche portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente"), presuppone la c.d. “fedeltà” della ristruttarazione in quanto modalità estrema di conservazione dell'edificio preesistente nella sua consistenza strutturale, essendosi ritenuto che "la ricostruzione di un preesistente fabbricato senza variazione o alterazione della superficie, volumetria e destinazione d'uso, non incide sul carico urbanistico già esistente e non è pertanto assoggettato ad oneri né al rispetto degli indici sopravvenuti" (Cons. St., sez. V, 10 agosto 2000, n. 4397), comprendendosi anche gli interventi consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche dei materiali, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica.
L'art. 1 del decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 301 ha modificato l'art. 3 del D.P.R. n.380 del 2001, in parte qua, eliminando la locuzione "fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche di materiali a quello preesistente" e l'ha sostituita con l'espressione "ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente" (art. 1, lett. a).
Appare pertanto evidente che la nuova costruzione debba conservare le caratteristiche fondamentali dell'edificio preesistente e la successiva ricostruzione dell'edificio debba riprodurre le precedenti linee fondamentali quanto a sagoma, superfici e volumi (fra le tante Cons. Stato, sez. IV, 18 marzo 2008, n. 1177
Non sussiste neppure il lamentato difetto di istruttoria atteso che grava sul richiedente la sanatoria l'onere di fornire quanto meno un principio di prova sulle condizioni e sulla consistenza dell'abuso, sulla rappresentazione dell’esistente e del preesistente, spettando invece all'Amministrazione solo il compito di controllare i dati forniti .
Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2009 con l'intervento dei Magistrati: