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Timestamp: 2020-02-27 15:04:48+00:00
Document Index: 2288849

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 101', 'art. 3', 'art. 101', 'art. 133', 'art. 113', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 133', 'art. 133', 'art. 26', 'sentenza ']

Art. 26 codice penale - Ammenda - Brocardi.it
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Articolo 26 Codice penale
Dispositivo dell'art. 26 Codice penale
La pena dell'ammenda consiste nel pagamento allo Stato di una somma non inferiore a euro venti né superiore a euro diecimila(1)(2)(3).
(1) I limiti edittali dell'ammenda hanno assunto una diversa configurazione per opera dell'art. 101 della legge 24 novembre 1981 n. 689. In precedenza erano fissati in misura non inferiore a lire ottocento nel minimo e non superiore a lire quattrocentomila nel massimo.
La configurazione attuale è la risultante dell'intervento legislativo operato con la legge 15 luglio 2009, n. 94 (art. 3, comma 61)
(2) La formulazione originaria del codice presentava un comma ulteriore, il quale prevedeva che «quando, per le condizioni economiche del reo, la multa stabilita dalla legge può presumersi inefficace, anche se applicata nel massimo, il giudice, ha facoltà di aumentarla fino al triplo». Tale disposizione è stata abrogata attraverso l'art. 101 della l. n. 689/198. La norma ha quindi introdotto nel codice penale l'art. 133bis, comma 2, cui si rimanda per quanto attiene alla facoltà del giudice di aumentare l'ammontare della pena pecuniaria.
(3) Nell'intento di porre in atto un processo di depenalizzazione, il legislatore ha previsto in via generale l'aumento delle pene pecuniarie stabilite per i singoli reati disciplinati dal codice penale e dalle leggi speciali, secondo i criteri sanciti dall'art. 113 della stessa norma.
La norma prevede la pena pecuniaria dell'ammenda, prevista per le contravvenzioni. La minor gravità di queste ultime si desume anche dal differente trattamento sanzionatorio rispetto alla multa, prevista per chi commetta un delitto. Il legislatore ha dunque considerata sufficiente, ai fini dell'effetto di deterrenza per la commissione di contravvenzioni minori (in cui appunto non è prevista la pena dell'arresto), l'irrogazione di una mera pena pecuniaria.
Spiegazione dell'art. 26 Codice penale
L'ammenda è una sanzione pecuniaria prevista per chi venga condannato per una contravvenzione (art. 17) e si contrappone dunque alla multa (art. 24), che consegue solo come condanna per i delitti.
L'ammenda può ovviamente essere cumulata con la pena dell'arresto (art. 25), ove previsto dalle singole disposizioni di parte speciale. Ad ogni modo il limite edittale generale per le ammende va dagli € 20 agli € 10.000, limite cui il Giudice non può sottrarsi.
Inoltre, a differenza di quanto previsto nella multa (art. 24), il Giudice non può aggiungere l'ammenda ove non espressamente disciplinato, nel caso di contravvenzione commessa per motivi di lucro. Anche da ciò si desume la minor gravità delle contravvenzioni rispetto ai delitti.
Tuttavia, come per la multa, il giudice deve tenere conto delle condizioni economiche del reo potendola aumentare o diminuire ex art. 133 bis del c.p., e disporre un pagamento rateizzato ex art. 133 ter del c.p..
Massime relative all'art. 26 Codice penale
Cass. pen. n. 4718/1999
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4718 del 3 novembre 1999)