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Timestamp: 2020-02-22 10:08:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 25']

Decreto legislativo 6 dicembre 2007 n. 193: le novità che riguardano la polizia municipale | PieroNuciari
dicembre 26, 2007 pieronuciari.it
E’ entrato in vigore, sabato 24 novembre, il decreto legislativo 6 dicembre 2007 n. 193, che disciplina i controlli in materia di sicurezza alimentare e igiene degli alimenti e uniforma, a livello europeo, il diritto alimentare.
Il decreto recepisce la cosiddetta direttiva killer (direttiva 2004/41/CE ) per il riordino della disciplina nazionale relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare.
Da tale data tutte le aziende che non si atterranno alle norme previste dall’Unione europea in materia di sicurezza alimentare, saranno sanzionabili.
Anche se per molti il D. Lgs. n. 193/2007 costituisce “una delle tante normative” della galassia legislativa italiana, nella realtà riveste una notevole importanza per chi effettua controlli igienico-annonari, visto che abroga e talvolta travolge norme applicate da anni dagli operatori addetti ai controlli.
Anzitutto è da evidenziare che la nuova legge, nel completare il quadro legislativo in materia di sicurezza e igiene degli alimenti, già reso più snello dal regolamento comunitario n. 852 del 2004, sopprime definitivamente i decreti legislativi n. 155/97 e 156/97 che regolamentavano in Italia l’applicazione dell’HACCP.
In sostituzione delle suddette normative, da ora in poi dovranno essere applicati i contenuti del “Pacchetto igiene” con le sanzioni previste dall’art. 6 del D.Lgs. 193/07.
Occorre prestare particolare attenzione all’abrogazione del D.Lgs 155/97, la vecchia norma italiana che istituiva e disciplinava il manuale HACCP o MANUALE D’AUTOCONTROLLO. Con l’archiviazione del decreto, cessa di essere in vigore la possibilità di usufruire, in caso d’assenza del manuale, della semplice prescrizione, cioè del solo obbligo di predisporre il manuale entro 120 giorni. Come chiarito nei paragrafi successivi, dalla fine di novembre alle imprese prive del manuale d’autocontrollo sarà applicata una sanzione amministrativa da 1.000 a 6.000 Euro (art. 6, commi 6, 7 e 8) oltre all’obbligo di produrre comunque una relazione sull’autocontrollo
Come accennato nella nota, altra novità introdotta dal decreto è l’eliminazione del termine minimo di prescrizione di 120 giorni per adeguarsi alle norme in materia di formazione e autocontrollo.
Da sabato 24 Novembre 2007 sarà la stessa autorità competente, nel caso di rilevazione di irregolarità o mancanza dei requisiti in tema di igiene, a fissare un congruo termine di tempo entro il quale il commerciante dovrà adeguarsi.
Delle norme abrogate, si segnalano ai corpi di Polizia Municipale il D.Lgs. 155/97 (normativa nazionale che disciplina l’HACCP), il D.Lgs. 156/97 e l’articolo 2 della L. 30 aprile 1962, n 283 (autorizzazione sanitaria).
In base ai contenuti dell’articolo 2, comma 1, del nuovo provvedimento, vengono anche individuate le Autorità competenti per i ricorsi – nell’ambito delle rispettive competenze – nel Ministero della salute, nelle regioni, nelle province autonome di Trento e Bolzano e nelle Aziende Unità sanitarie locali.
A prima vista l’articolo 2 potrebbe non interessare la Polizia Municipale tuttavia; ad un’attenta analisi, non può sfuggire che d’ ora in poi tutti i processi verbali elevati dalla Polizia Municipale, relativi all’accertamento di violazioni alla legge 283/62 e al DPR 327/1980, dovranno essere inviati all’Ufficio preposto della ASL che incamererà anche i proventi delle sanzioni.
Resta comunque certo che la legge 283/62 e il relativo regolamento di esecuzione, potranno essere ancora applicati dalla Polizia Municipale in virtù dell’art. 13 della L. 24/11/81, n. 689, che al comma 1 recita: “Gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica”. E ancora, più avanti, al 4° comma, viene precisato che “All’accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria…[omissis]”..
Quindi, laddove le normative igienico-annonarie non prevedono espressamente l’effettuazione dei controlli da parte della Polizia Municipale, questi possono essere svolti comunque per la qualifica di agenti e ufficiali di PG, insita nel nostro profilo professionale.
Le nuove sanzioni previste dal provvedimento
Dal punto di vista sanzionatorio, il D.Lgs. 193/2007 ha apportato innovazioni molto importanti.
Precedentemente – con il D.Lgs. 155/97 – nel caso di inottemperanze alle normative igienico sanitarie, le regole prevedevano che l’autorità di controllo, l’Azienda Unità Sanitaria Locale, procedesse a prescrivere la rimozione delle non conformità entro un tempo stabilito.
La sanzione (e questa era la particolarità della legge) veniva comminata all’impresa solo quando questa non provvedeva alla soluzione dei problemi riscontrati in fase di sopralluogo entro i termini stabiliti.
Con la nuova norma, invece, l’autorità di controllo provvederà immediatamente all’applicazione della sanzione ridotta prevista dal nuovo decreto.
Di seguito riportiamo le sanzioni previste.
Con il D.Lgs. n. 193/2007, art. 6, comma 16, viene introdotta la possibilità di identificare anche una persona giuridica come responsabile del rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo e che quindi risponde economicamente.
Per quanto sopra, è possibile riassumere i principali contenuti e le modifiche apportate dal D.Lgs. 193/2007, nel seguente modo:
– Il rispetto degli obblighi relativi all’igiene e all’autocontrollo resta per il settore alimentare, con sanzioni simili al passato (attenzione solo al riferimento che è ora il Regolamento 852/2004);
– la sanzione comminata immediatamente è un peggioramento per gli operatori (per esempio, in caso di mancanza del manuale): in precedenza, infatti, vi era sempre un congruo lasso di tempo (120 gg) per adeguarsi; ora l’operatore rischia una doppia sanzione (per mancanza del manuale e mancato adeguamento) se il tempo di adeguamento prescritto dall’autorità dovesse essere troppo esiguo per la sua stesura. Resta invece immutata la denuncia all’autorità giudiziaria in caso di risultati di analisi non corrispondenti ai requisiti di legge, e di sequestro previsti dalla L. 283/1962;
– contrariamente a quello che si possa pensare circa gli effetti dovuti all’abolizione del D.Lgs. 155/97, è da precisare che l’HACCP NON è stata abolita; è solo cambiato il riferimento di legge che ora è il Regolamento n. 852/2004;
– circa i manuali di HACCP, con l’entrata in vigore del Regolamento n. 852/2004 e del D.Lgs. 193/2007, NON dovranno essere redatti ex-novo, ma solo aggiornati;
– con l’avvento del regolamento n. 852/2004 NON occorre che gli operatori frequentino nuovi corsi sull’HACCP.
Nota: Una probabile dimenticanza del legislatore
Considerato che l’abrogazione dell’art. 2 della L. 283/1962 ha automaticamente fatto decadere gli art. 25-29 del DPR 327/1980, non si può non evidenziare che la mancata abrogazione esplicita degli stessi creerà sicuramente confusione agli operatori addetti ai controlli.
Un giudizio sul nuovo decreto
Dal momento che la metodologia dell’autocontrollo alimentare, quella comunemente denominata Haccp, era gia stata superata, aggiornata e snellita dal regolamento comunitario n. 852 del 2004, entrato in vigore l’1 Gennaio 2006, è fuori discussione come il nuovo decreto costituisca l’ultimo tassello che uniforma a livello europeo il diritto alimentare.
Per quanto sopra non si può che esprimere un giudizio positivo, visto che con questa nuova normativa vengono finalmente disciplinati i controlli, le sanzioni applicabili e, nota importante, vengono definite con chiarezza le autorità competenti per i ricorsi e gli Enti che incamereranno i proventi delle sanzioni elevate dagli organi accertatori.
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