Source: https://danielemajori.com/2016/09/29/e-illegittimo-il-diniego-della-domanda-di-iscrizione-nella-white-list-non-preceduto-dal-preavviso-di-rigetto-di-cui-allart-10-bis-l-n-241-del-1990-nel-caso-di-s/
Timestamp: 2019-04-23 09:05:42+00:00
Document Index: 157138826

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 21']

E’ illegittimo il diniego della domanda di iscrizione nella “white list” non preceduto dal preavviso di rigetto di cui all’art. 10-bis l. n. 241 del 1990 (nel caso di specie, il Consiglio di Stato ha evidenziato, in particolare, l’erroneità della sentenza di primo grado nella parte in cui non ha considerato che la partecipazione procedimentale della società ricorrente avrebbe consentito di fare emergere la circostanza dell’avvenuto licenziamento dei due cognati dell’amministratore, invece ignorata dalla Prefettura). | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in art. 10-bis l. n. 241/1990, art. 21-octies l. n. 241/1990, art. 5-bis d.l. n. 74/2012 convertito nella l. n. 122/2012, informativa antimafia, preavviso di rigetto, white list
(Consiglio di Stato, sez. III, 20 settembre 2016, n. 3913)
«E’ […] pacifico che l’amministrazione non ha comunicato all’istante il preavviso del provvedimento sfavorevole con ciò impedendogli di dare adeguato rilievo alle circostanze sopravvenute.
1.2. Non può condividersi in proposito l’affermazione del Giudice di prime cure secondo la quale l’eventuale invio del preavviso di rigetto non avrebbe potuto modificare il contenuto del provvedimento in quanto fondato su una serie di circostanze di fatto, oltre che su una linea interpretativa delle esigenze di prevenzione, su cui la difesa della ricorrente non avrebbe potuto incidere.
1.2.1. In primis perché il provvedimento contestato è espressione di potestà amministrativa discrezionale sicchè risulta inapplicabile l’art. 21 octies nella parte in cui attribuisce al giudice, in ragione della natura vincolata dell’atto, il potere di non procedere all’annullamento quanto risulti palese che il provvedimento non avrebbe potuto avere un contenuto diverso.
1.2.2. In secondo luogo perché, anche a volere considerare la seconda parte dell’art. 21 octies secondo comma, che in relazione a tutti i provvedimenti, e quindi anche a quelli discrezionali, stabilisce che “il provvedimento amministrativo non è comunque annullabile per mancata comunicazione dell’avvio del procedimento qualora l’amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato”, ed a volere equiparare, com’è ragionevole che sia, la mancata comunicazione dell’avvio procedimentale al preavviso di diniego avente analoga funzione nell’area degli interessi pretensivi, è dirimente la constatazione che: a) l’amministrazione non si è preoccupata di dimostrare in giudizio la sicura inefficacia della partecipazione pretermessa; b) il giudice amministrativo, in assenza di espressa richiesta e di correlata dimostrazione, non può, a differenza di quanto previsto nell’area dei provvedimenti vincolati, valutare d’ufficio la rilevanza in concreto della partecipazione negata, poiché ciò si tradurrebbe in una invasione della sfera di valutazione discrezionale riservata all’amministrazione.
Nella specie è pur vero che i profili motivazionali posti a base del provvedimento sono plurimi ma e nondimeno evidente che essi sono intercorrelati e concorrono nel loro complesso a giustificare una prognosi di rischio di infiltrazione che diversamente, in assenza di alcuni di essi, potrebbe modificarsi. E’ l’amministrazione che dovrà rivalutare all’esito di un rinnovato confronto procedimentale, chiarendo se i fatti sopravvenuti siano tali da modificare o meno l’orientamento discrezionale già manifestato, fornendo in proposito specifica motivazione».
« Diritto di accesso ai documenti amministrativi: anche le istanze dei privati e gli altri atti endoprocedimentali sono da ritenersi accessibili, in quanto la disciplina generale in tema di accesso di cui agli articoli 22 e seguenti della l. n. 241 del 1990 non limita l’oggetto di tale diritto ai soli provvedimenti conclusivi, fornendo – al contrario – una ben più ampia nozione di documento amministrativo.
Sul carattere “attenuato” del divieto di commistione tra i requisiti di partecipazione alla gara e i criteri di valutazione dell’offerta nel caso in cui si tratti di procedure comparative da aggiudicare con il criterio offerta economicamente vantaggiosa e l’offerta tecnica richiesta si sostanzi non in un progetto o in un prodotto ma in un facere (nella fattispecie, si trattava di una procedura ristretta indetta per l’affidamento del servizio di revisione legale dei conti). »