Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/amministratore
Timestamp: 2018-05-24 13:22:19+00:00
Document Index: 125131369

Matched Legal Cases: ['art. 1130', 'art. 1131', 'art. 2542', 'art. 2388', 'art. 2475', 'art. 2394', 'art. 2395']

Amministratore – La Legge per tutti
Che significa? Amministratore
Amministratore di condominio (d. civ.)
È l’organo esecutivo del condominio [vedi], obbligatorio se i condomini sono più di otto, cui compete:
— l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea, la sua convocazione annuale per l’approvazione del rendiconto condominiale, la cura dell’osservanza del regolamento, la disciplina dell’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi, la riscossione dei contributi e l’erogazione delle spese per la manutenzione ordinaria delle parti comuni e per l’esercizio dei servizi comuni, il compimento degli atti conservativi relativi alle parti comuni, l’esecuzione degli adempimenti fiscali, la cura del registro di anagrafe condominiale, la cura e la tenuta dei registri, la conservazione di tutta la documentazione inerente la propria gestione, la redazione del rendiconto condominiale annuale (art. 1130 modif. ex L. 220/2012);
— la rappresentanza (anche processuale) dei partecipanti al condominio, per cui può agire in giudizio nei limiti delle attribuzioni sopra elencate o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio [vedi] o dall’assemblea, ed essere convenuto per qualunque azione concernente le parti comuni dell’edificio (art. 1131 c.c.).
Alla fine di ciascun anno, l’Amministratore deve rendere il conto della sua gestione.
Amministratore di società (d.comm.)
È un organo della società [vedi] che svolge attività di gestione e di direzione dell’attività imprenditoriale, dando così esecuzione al contratto sociale.
Amministratore nella società cooperativa (d. comm.)
La maggioranza degli Amministratori deve essere scelta tra i soci cooperatori ovvero tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche (art. 2542 c.c.)
Amministratore nella società di persone (d. comm.)
Gli Amministratori sono solidalmente responsabili verso la società per l’adempimento degli obblighi ad essi imposti dalla legge o dal contratto sociale.
Amministratore nella società in accomandita per azioni (d. comm.)
Vi è un nesso indissolubile tra la qualità di socio accomandatario e la titolarità della carica di amministratore (al contrario di quanto è previsto per la società in accomandita semplice, ove gli accomandatari possono, ma non devono, esercitare le funzioni di amministrazione): l’accomandatario che cessa dall’ufficio di amministratore, pertanto, diviene automaticamente un accomandante.
Amministratore nella società in accomandita semplice (d. comm.)
Possono essere nominati (—) soltanto i soci accomandatari ai quali, in mancanza di diverse previsioni nell’atto costitutivo, l’amministrazione spetta disgiuntamente. Per la nomina (se non è contenuta nel contratto sociale) e per la revoca degli Amministratori è necessario, salvo patto contrario, il consenso di tutti gli accomandatari e di tanti accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto (artt. 2318 ss. c.c.).
Amministratore nella società per azioni e a responsabilità limitata (d. comm.)
È prevista la nomina di un Amministratore unico, ovvero di più Amministratori che costituiscono il consiglio di amministrazione.
Il consiglio agisce collegialmente e delibera a maggioranza assoluta dei presenti, con divieto del voto per rappresentanza (art. 2388 c.c.). Con riguardo particolare alle S.r.l., l’art. 2475 prevede, nell’ipotesi in cui si formi un consiglio di amministrazione, il rinvio alle disposizioni ex artt. 2257 e 2258 in materia di società di persone.
Il consiglio di amministrazione può delegare alcune proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo, composto di alcuni dei suoi membri, ovvero ad uno o più amministratori delegati, determinando i limiti della delega; non sono, però, delegabili le attribuzioni riguardanti la emissione di obbligazioni convertibili, la redazione del bilancio, l’aumento e la riduzione del capitale sociale, la redazione del progetto di fusione e di scissione.
La competenza degli amministratori ha carattere generale e si estende a tutte quelle operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale.
— verso la società, per l’inadempimento degli obblighi imposti dalla legge o dal contratto sociale (artt. 2392, 2393, 2393bis c.c.);
— verso i creditori sociali, per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione ed all’integrità del patrimonio sociale (art. 2394, 2394bis c.c.);
— verso i singoli soci ed i terzi non creditori, per i danni ad essi arrecati, con colpa o dolo, nell’esercizio delle loro funzioni (art. 2395 c.c.).
È possibile, infine, aversi un amministratore di fatto, soggetto privo di investitura formale per mancanza di nomina assembleare, che s’ingerisce, appunto in via di fatto, nella direzione dell’impresa sociale, condizionandone le scelte operative. In concreto, tale ruolo viene spesso assunto dal cd. azionista di comando, cioè dal socio che, in forza della titolarità di un rilevante pacchetto azionario, può influenzare le decisioni dell’ente.
Amministratore unico (d. comm.)
È l’organo unipersonale al quale l’atto costitutivo o l’assemblea dei soci [vedi] affida i poteri di amministrazione nelle società per azioni nel caso in cui tali poteri non siano attribuiti al consiglio d’amministrazione (organo collegiale).