Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25769-del-15-10-2018
Timestamp: 2020-06-01 09:26:15+00:00
Document Index: 73779039

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7']

Sentenza Cassazione Civile n. 25769 del 15/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25769 del 15/10/2018
Cassazione civile sez. VI, 15/10/2018, (ud. 17/07/2018, dep. 15/10/2018), n.25769
sul ricorso 21784/2017 proposto da:
S.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OVIDIO n. 32,
presso lo studio dell’avvocato GUIDO CRASTOLLA, rappresentata e
difesa dagli avvocati PIERO MONGELLI, e LUISA CARPENTIERI;
avverso la sentenza n. 522/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
21/02/2017;
che l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato a due motivi mentre la contribuente si costituiva con controricorso e in prossimità dell’udienza depositava memoria.
considerato che con il secondo motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, in quanto non sarebbe necessario indicare nell’atto di classamento specifiche caratteristiche dell’immobile, nonchè della L. n. 212 del 2000, art. 7, laddove intende l’avviso carente di motivazione pur se lo stesso richiama nella parte motiva il contenuto generale, il provvedimento di attivazione del procedimento revisionale nonchè le ragioni che hanno giustificato, nello specifico, il riclassamento effettuato;
ritenuto che il secondo motivo non è fondato in quanto questa Corte ha affermato che in tema di estimo catastale, qualora il nuovo classamento sia stato adottato ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nell’ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona in cui l’immobile è situato, giustificata dal significativo scostamento del rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale in tale microzona rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al suddetto rapporto e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, allorchè da questi ultimi non siano evincibili gli elementi (come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato) che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento” e ciò al duplice fine di consentire, da un lato, al contribuente di individuare agevolmente il presupposto dell’operata riclassificazione ed approntare le consequenziali difese, e, dall’altro, per delimitare, in riferimento a dette ragioni, l’oggetto dell’eventuale successivo contenzioso, essendo precluso all’Ufficio di addurre, in giudizio, cause diverse rispetto a quelle enunciate nell’atto (Cass. 17413/2018; 17412/2018; 8741/2018); nè può ritenersi sufficiente a tal fine il riferimento a non meglio precisati “interventi pubblici effettuati per la riqualificazione della viabilità interna e dell’arredo urbano” nonchè ad “interventi da parte dei privati per la ristrutturazione degli edifici”. E ciò anche considerando che l’attribuzione di una determinata classe è correlata sia alla qualità urbana del contesto in cui l’immobile è inserito (infrastrutture, servizi, eccetera), sia alla qualità ambientale (pregio o degrado dei caratteri paesaggistici e naturalistici) della zona di mercato immobiliare in cui l’unità stessa è situata, sia infine alle caratteristiche edilizie dell’unità stessa e del fabbricato che la comprende (l’esposizione, il grado di rifinitura, eccetera). Di talchè le espressioni surriportate non sono tali da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni a base della pretesa impositiva, così da consentirgli sia di valutare l’opportunità di esperire l’impugnazione giudiziale, sia, in caso positivo, di contestare efficacemente l’an ed il quantum debeatur (Cass. 22900/2017; Cass. n. 3156/2015);
ritenuto infine che la L. n. 212 del 2000, art. 7, appare violato semmai dal provvedimento impugnato dai contribuenti (in quanto privo di una motivazione sufficiente per consentire al contribuente di esercitare in maniera effettiva ed efficace il suo diritto di difesa: Cass. 25037/2017) e non già dalla sentenza, in quanto, come già affermato da questa Corte proprio con riferimento alla procedura di cui al comma 335 cit. in relazione all’art. 7 cit. “la revisione della classificazione di un immobile deve essere motivata in termini che esplicitino in maniera intellegibile le specifiche giustificazioni della riclassificazione concretamente operate (Cass. n. 11477/2018)”;