Source: http://simonescuola.it/docente/1_8.htm
Timestamp: 2017-10-17 04:05:30+00:00
Document Index: 1026819

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 91', 'art. 506', 'sentenza ']

Sanzioni disciplinari - Professione docente - Simone Scuola
Secondo l�art. 56 del CCNL 1994-1997 le sanzioni disciplinari e le relative procedure di irrogazione sono disciplinate dagli artt. 492 e ss. del D.Lgs. 297/94.
In particolare, al personale direttivo e docente della scuola nei casi di violazione dei propri doveri possono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari:
�	avvertimento scritto;
�	censura;
�	sospensione dall�insegnamento o dall�ufficio fino ad un mese;
�	sospensione dall�insegnamento o dall�ufficio da oltre un mese a sei mesi;
�	sospensione dall�insegnamento o dall�ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione, trascorso il periodo di sospensione, per lo svolgimento di compiti diversi da quelli inerenti la propria funzione;
�	destituzione.
L�avvertimento scritto consiste in un richiamo scritto e motivato che viene inflitto per lievi mancanze riguardanti i doveri inerenti alla funzione docente. Viene irrogato dal Direttore didattico o Preside e deve essere preceduto dalla contestazione degli addebiti. Avverso il provvedimento del Direttore didattico o Preside è ammesso ricorso gerarchico al Ministro che decide, sentito il Consiglio per il contenzioso del Consiglio nazionale della P.I.
La censura è una dichiarazione di biasimo scritta e motivata inflitta in conseguenza di mancanze non gravi inerenti ai doveri d�ufficio.
Competente ad irrogare la sanzione è il Provveditore agli studi per il personale direttivo e docente. La censura deve essere preceduta dalla contestazione degli addebiti.
Avverso il provvedimento del Provveditore agli studi, è ammesso ricorso gerarchico al Ministro, che decide sentito il competente Consiglio per il contenzioso del Consiglio nazionale della P.I.
Sospensione dall�insegnamento o dall�ufficio fino ad un mese
La sospensione consiste nel divieto di esercitare la funzione docente e direttiva, con la perdita del trattamento economico, salva la concessione di un assegno alimentare pari alla metà dello stipendio minore e agli eventuali assegni per carichi di famiglia. La sospensione comporta anche il ritardo di un anno nell�attribuzione dell�aumento periodico di stipendio.
La sospensione viene inflitta:
�	per atti non conformi alle responsabilità, ai doveri ed alla correttezza inerenti alla funzione o per gravi negligenze in servizio;
�	per violazione del segreto d�ufficio, inerente ad atti od attività non soggetti a pubblicità: a titolo esemplificativo citiamo gli atti degli organi disciplinari o contenziosi e tutti gli atti dalla cui divulgazione può derivare un pregiudizio all�Amministrazione o a terzi;
�	per aver omesso di compiere gli atti dovuti, in relazione ai doveri di vigilanza. Si ha riguardo ai doveri di vigilanza sugli alunni in custodia nelle scuole di ogni ordine e grado.
La sospensione è inflitta dal direttore generale o capo del servizio centrale competente al personale dei ruoli nazionali, sentito il Consiglio di disciplina del Consiglio nazionale della P.I.; dal Provveditore agli studi al personale dei ruoli provinciali, sentito il Consiglio di disciplina del Consiglio scolastico provinciale.
Sospensione dall�insegnamento o dall�ufficio da oltre un mese e fino a sei mesi
�	nei casi sopra menzionati, qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità;
�	per uso dell�impiego ai fini di interesse personale (l�interesse personale può essere anche di natura patrimoniale);
�	per atti di violazione dei propri doveri, che pregiudicano il regolare funzionamento della scuola o per concorso negli atti stessi;
�	per abuso di autorità. Per il personale direttivo l�infrazione si ha nei confronti del personale docente, alunni e cittadini; per il personale docente nei confronti degli alunni.
La sospensione in esame è inflitta dal direttore generale o capo del servizio centrale competente e dal Provveditore agli studi, sentiti i competenti organismi consultivi. Essa comporta oltre la perdita del trattamento economico, come sopra specificato, il ritardo di due anni nell�aumento periodico di stipendio se la sospensione non è superiore a tre mesi. Tale ritardo è elevato a tre anni, se la sospensione è superiore a tre mesi. Il ritardo nell�aumento periodico dello stipendio ha luogo dalla data in cui verrebbe a scadere il primo aumento successivo alla punizione inflitta. Il personale in discorso, nei casi di sospensione non può ottenere il passaggio anticipato a classi superiori di stipendio, né può partecipare a concorsi per l�accesso alla carriera superiore ai quali va ammesso con riserva se è pendente il ricorso avverso il provvedimento che ha inflitto la sanzione. Il periodo di tempo di sospensione dall�ufficio o dall�insegnamento infine è detratto dal computo dell�anzianità di carriera. I provvedimenti emanati dal Provveditore agli studi in materia di sospensione sono impugnabili con ricorso gerarchico al Ministro, che decide sentito il Consiglio per il contenzioso del Consiglio nazionale della P.I.
Sospensione dall�insegnamento o dall�ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione in compiti diversi
È inflitta per il compimento di uno o più atti di particolare gravità integranti gli estremi di reati punibili con pena detentiva non inferiore al massimo a tre anni, per i quali sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di condanna o sentenza di condanna nel giudizio di 1� grado confermata in appello, e in ogni altro caso in cui sia stata inflitta la pena accessoria dell�interdizione temporanea dai pubblici uffici o dall�esercizio della potestà dei genitori.
In ogni caso tali atti devono essere tali da rendere palese l�incompatibilità con i doveri specifici della funzione e connessi all�esplicazione del rapporto educativo.
Il Ministro della Pubblica Istruzione con proprio decreto dispone quali possano essere i compiti diversi di corrispondente qualifica funzionale, presso l�Amministrazione centrale o periferica, ai quali vengono assegnati coloro ai quali sia stata comminata la suddetta sanzione.
La destituzione consiste nella cessazione del rapporto d�impiego. Essa è inflitta dal Ministro su conforme parere del Consiglio di disciplina del Consiglio nazionale della P.I. anche se si tratta di personale appartenente ai ruoli provinciali; per parere conforme s�intende parere vincolante, considerato un vero e proprio atto di decisione del ricorso.
La destituzione va irrogata:
�	per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;
�	per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, all�Amministrazione, agli alunni e alle famiglie;
�	per avere commesso, concorso o tollerato illecito uso di beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito;
�	per avere commesso, concorso a commettere pubblicamente gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime;
�	per avere richiesto e accettato compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;
�	per grave abuso di autorità.
Il provvedimento di destituzione viene emanato a seguito di procedimento disciplinare.
Con la legge del 7 febbraio 1990 n. 19 è stata abrogata la destituzione di diritto a seguito di condanna penale.
Questa legge abrogatrice ha così sancito il principio della piena autonomia del procedimento disciplinare dal giudizio penale.
I provvedimenti adottati dal Ministro della P.I. sono impugnabili con ricorso giurisdizionale al TAR o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Trascorsi due anni dalla data del provvedimento, con il quale è stata irrogata la sanzione disciplinare, il personale docente che a giudizio del Comitato di valutazione di servizio abbia mantenuto condotta meritevole, può chiedere che siano resi nulli gli effetti della sanzione, esclusa ogni efficacia retroattiva.
Il provvedimento è adottato dal direttore generale o capo del servizio centrale competente sentito il parere della Commissione di disciplina del Consiglio nazionale della P.I. per il personale appartenente ai ruoli nazionali; dal Provveditore agli studi, sentito il Consiglio di disciplina del Consiglio scolastico provinciale per il personale docente appartenente ai ruoli provinciali.
La riabilitazione ha effetto ex nunc, ossia dal momento in cui è disposta.
La sospensione cautelare obbligatoria e facoltativa
Si procede a sospensione obbligatoria quando a carico del personale interessato sia stata disposta una misura cautelare personale, ovvero sia stato sottoposto a procedimento penale (art. 91 D.P.R. 3/57 richiamato dall�art. 506 del D.Lgs. 297/94). Essa è disposta dal direttore generale o capo del servizio centrale competente per il personale direttivo e per il personale docente appartenente ai ruoli nazionali; dal Provveditore agli studi per il personale docente appartenente ai ruoli provinciali.
La sospensione cautelare facoltativa è invece disposta dal Ministro anche per il personale appartenente ai ruoli provinciali, quando sia stato instaurato o sia da instaurare un procedimento disciplinare per gravi fatti.
Se ricorrono ragioni di particolare urgenza la sospensione cautelare può essere disposta anche dal capo di istituto, sentito il collegio dei docenti, salvo convalida da parte dell�autorità competente cui il provvedimento dovrà essere immediatamente comunicato. In mancanza di convalida nel termine di 10 gg. il provvedimento di sospensione è revocato di diritto.
La sospensione cautelare è disposta ex officio nelle ipotesi contemplate dalla L. 16/92 di integrazione e modifica alla L. 55/90 in tema di prevenzione alla delinquenza di tipo mafioso e di altre forme gravi di manifestazione di pericolosità sociale.
La sospensione così disposta cessa quando nei confronti dell�interessato venga emessa sentenza, anche se non passata in giudicato, di non luogo a procedere, di proscioglimento o di assoluzione o provvedimento di revoca della misura di prevenzione o sentenza di annullamento ancorché con rinvio.