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Timestamp: 2017-11-17 17:34:33+00:00
Document Index: 113200107

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La CGUE anticipa la soluzione alla pregiudiziale sollevata dalla Cassazione: il bando Monti è illegittimo per i nuovi operatori - Jamma - Jamma
La CGUE anticipa la soluzione alla pregiudiziale sollevata dalla Cassazione: il bando Monti è illegittimo per i nuovi operatori
26 gennaio 2015 - 09:01
(Jamma) – Continua dal precedente articolo la lettura dei legali di BETPASSION, della sentenza Stanleybet emessa il 22 gennaio, i quali sono altresì convinti che anche secondo la CGUE il bando Monti sia illegittimo.
Pur se in modo sibillino, i Giudici europei hanno distinto la posizione dei ricorrenti, operanti dallo stesso tempo dei concessionari “storici”, da quella dei bookmaker che hanno visto negato il loro diritto di stabilirsi sul territorio italiano a causa del bando Monti del 2012 e che soltanto possono definirsi “nuovi entranti sul mercato”.
Se è vero che la CGUE ha stabilito che lo Stato italiano poteva indire una gara così breve, è’ altrettanto vero che i Giudici hanno preannunciato la futura risposta al quesito posto dalla Cassazione circa la clausola del bando che impone l’acquisizione coatta della rete di gestione e di raccolta del gioco alla scadenza della concessione.
La CGUE, infatti, ha chiarito che nell’ambito di un rinvio pregiudiziale Essa si deve limitare a recepire l’interpretazione delle disposizioni nazionali ad opera del giudice del rinvio che, nel caso della sentenza del 22 gennaio, era il Consiglio di Stato ma che, a breve, sarà la Corte di Cassazione con la durissima ordinanza di rimessione di inizio 2014. Basti rammentare infatti che la Cassazione aveva denunciato la obiettiva penalizzazione sempre sul piano dell’ammortamento dei costi rappresentata dall’indebita acquisizione coatta dei beni del concessionario, non potendo non considerarsi gli effetti anticipati di una tale clausola sul piano della convenienza economica dell’accesso alla gara.
Nella sentenza del 22 gennaio la CGUE ha affermato che una gara, per essere conforme ai principi di parità di trattamento e di effettività, non deve concedere agli operatori esistenti ulteriori vantaggi concorrenziali rispetto ai nuovi concessionari. Ebbene tale clausola, per i nuovi entranti che non operano da quindici anni senza concessioni ed autorizzazioni di polizia in Italia, determina pacificamente una svantaggio concorrenziale che, a cagione della pur legittima breve durata del bando, potrebbero venire espropriati di un ramo di azienda non ancora ammortizzato contrariamente a quanto fatto dai concessionari storici presenti da più tempo sul mercato grazie a procedure illegittime e discriminatorie.
La CGUE ha affermato poi che sono restrizioni alle libertà di stabilimento e/o di libera prestazione di servizi tutte le misure che vietino, ostacolino o rendano meno interessante l’esercizio delle libertà comunitarie, e che non siano giustificate, come la clausola in esame severamente censurata dalla Cassazione, da motivi imperativi di interesse generale, quali la tutela dei consumatori nonché la prevenzione delle frodi e dell’incitamento dei cittadini a spese eccessive legate al gioco, alla lotta contro la criminalità collegata ai giochi.
Peraltro la CGUE ha chiarito che l’identificazione degli obiettivi effettivamente perseguiti dalla normativa italiana rientra nella competenza del giudice del rinvio, dunque la Cassazione, che ha già inequivocabilmente bocciato tale clausola, avrebbe potuto evitare di “disturbare” ancora una volta i Giudici europei.
Inutile infine nascondersi dietro un dito. I legali di BETPASSION evidenziano che lo pseudo-condono o maxi-bando per oltre 7000 CED, previsto nella finanziaria 2015 per aumentare il gettito erariale in barba a qualsiasi tutela dell’ordine pubblico e della lotta alla ludopatia, contengono un disciplinare di scommesse complessivamente speculare al bando Monti del 2012, con un’importante omissione: la convenzione da sottoscrivere per i redenti non contiene più alcuna clausola di acquisizione coatta dei beni materiali ed immateriali del punto di raccolta o del titolare al termine del diritto concesso.
Che la clausola dell’acquisizione coatta, sia illegittima?