Source: http://iviniditalia.it/disciplinari/bardolino.html
Timestamp: 2018-05-27 09:44:30+00:00
Document Index: 88366819

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 10', 'art. 3', 'art 2', 'art. 3', 'art 3']

26/GIUGNO/2001
La denominazione di origine controllata “Bardolino” è riservata ai vini della seguente tipologie:
Bardolino novello classico
I vini a DOC “Bardolino” devono essere ottenuti dalle uve dei vitigni, presenti nei vigneti in ambito aziendale, nella percentuale appresso indicata:
Corvina veronese (Cruina o Corvina) dal 35 al 65%
è tuttavia ammesso nella misura massima del 10% la presenza della varietà Corvinone in sostituzione di una pari percentuale di Corvina, purché il Corvinone sia coltivato in terreni ricchi di scheletro.
Rondinella dal 10 al 40%
Molinara, Rossignola (Rossetta), Barbera, Sangiovese, Marzemino, Merlot, Cabernet Sauvignon da soli o congiuntamente per un massimo del 20% con un limite massimo del 10% per singolo vitigno.
I vigneti già iscritti al relativo albo alla data di approvazione del presente disciplinare di produzione, sono idonei alla produzione dei vini a DOC “Bardolino”.
a nord dal confine comunale del comune di Garda, fino a Val Tesina toccando quota 153 in prossimità del monte Berti. Segue l’ex confine di Castione lungo il monte Carpene a quota
277 a nord di località Tavernole, sino a toccare località Baia; risale per breve tratto la strada comunale che da detta località porta alla strada provinciale incrociandola a quota 234.
Le condizioni ambientali e di coltivazione dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Bardolino” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e ai vini derivati le loro specifiche caratteristiche.
Per i vigneti piantati dopo l’approvazione del presente disciplinare di produzione sono ammesse solo le forme di allevamento a spalliera semplice e doppia e la tradizionale pergoletta inclinata unilaterale aperta.
La densità minima di impianto per ettaro di vigneto in coltura specializzata non deve essere inferiore a: 3.300 ceppi/ettaro.
Per i vigneti piantati prima dell’approvazione del presente disciplinare e allevati con pergole veronesi a tetto orizzontale è fatto obbligo della tradizionale potatura a secco ed in verde, che assicuri l’apertura della vegetazione nell’interfila e una carica massima di 80.000 gemme/ettaro.
E’ consentita l’irrigazio0ne di soccorso.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini di cui all’art 1 non deve essere superiore a: 13,00 tonnellate/ettaro
di vigneto in coltura specializzata.
In annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata a detto limite purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
Fermo restando il limite sopraindicato, la resa per ettaro nella coltura promiscua deve essere calcolata rapportando la effettiva superficie coperta dalla vite.
La regione Veneto con proprio decreto, su proposta del comitato vitivinicolo regionale, istituito con legge regionale n. 55 dell’8 maggio 1985, sentite le organizzazioni di categoria interessate, prima della vendemmia, può stabilire un limite massimo di utilizzazione di uva per ettaro per la produzione dei vini a DOC “Bardolino” inferiore a quello fissato dal presente disciplinare dandone immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
La facoltà di cui al comma precedente si esercita in aggiunta al disposto dell’art 10, lettera c), della legge n. 164/1992 e senza eccedere il limite massimo previsto.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a DOC “Bardolino” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 9,50% vol.
I vigneti iscritti agli albi della DOCG “Bardolino superiore” sono idonei anche per produrre vini a DOC “Bardolino” alle condizioni stabilite dal presente disciplinare di produzione.
Le unità vitate omogenee coltivate con le varietà “Corvina, Marzemino, Barbera, Merlot e Cabernet Sauvignon”, iscritti all’albo dei vini a DOC “Bardolino” e “Bardolino classico”, sono utilizzabili anche per produrre i corrispondenti vini designati con la DOC “Garda” alle condizioni previste dal relativo disciplinare di produzione.
Entro i termini previsti dalla normativa vigente successivi alle operazioni di scelta vendemmiale di cui sopra. Si deve provvedere ad annotare nei registri ufficiali di cantina le partite di uve e la collocazione dei mosti ottenuti e darne comunicazione all’Ispettorato repressione frodi competente per territorio e alla C.C.I.A.A. di Verona.
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata nel precedente art . 3.
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, previa istruttoria della regione Veneto, qualora la situazione di produzione o di mercato lo richieda, di consentire, stabilendo le opportune modalità di controllo, che le operazioni di vinificazione siano effettuate nei comuni limitrofi, alla zona delimitata dall’art. 3 (anche quelli della provincia di Brescia e di Mantova).
Qualora le uve di cui all’art 2, vengano vinificate con la metodologia tradizionale a parziale contatto con la buccia, è concesso al vino, ottenuto, in considerazione del suo colore, l’uso in etichetta della specificazione “chiaretto”.
Il vino a DOC “Bardolino superiore” prima dell’immissione al consumo può essere designato come vino a DOC “Bardolino” sempreché il vino abbia i requisiti previsti per detta denominazione di origine controllata.
Entro i termini previsti dalla normativa vigente successivi alla variazione di designazione di cui sopra, si deve provvedere ad annotare nei registri ufficiali di cantina le partite dei mosti e dei vini di cui trattasi e la loro collocazione e darne comunicazione all’Ispettorato repressione frodi competente per territorio e alla C.C.I.A.A. di Verona.
L’uso della specificazione “classico” in aggiunta alla DOC “Bardolino”, è riservato al prodotto ottenuto da uve raccolte e vinificate all’interno del territorio delimitato della zona di origine più antica, indicata al precedente art. 3.
Tuttavia tali operazioni sono consentite se autorizzate dal Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su richiesta degli interessati e previa istruttoria della regione Veneto, anche in cantine situate al di fuori della predetta zona ma comunque all’interno della zona di produzione dei vini a DOC “Bardolino” a condizione che:
a) dette cantine siano di pertinenza delle rispettive aziende agricole e, come tali, al servizio delle stesse.
b) In dette cantine le aziende interessate vinifichino, per quanto riguarda la DOC di cui al presente disciplinare, soltanto le uve prodotte nei propri terreni vitati, debitamente iscritti all’albo dei vigneti.
La DOC “Bardolino” può essere utilizzata per designare il vino “spumante chiaretto” ottenuto con mosti o vini che rispondono alle condizioni previste dal presente disciplinare di produzione ed utilizzando metodi di spumantizzazione e fermentazione naturale atti a produrre la tipologia “Brut”.
Le operazioni di spumantizzazione debbono avvenire nell’ambito del territorio delle province di Verona, Treviso, Brescia e Asti.
Il vino a DOC “Bardolino”, imbottigliato entro il
31/Dicembre dell’annata di produzione delle uve
può essere designato in etichetta con il termine “novello” purché prodotto con
85% di uva a macerazione carbonica.
E’ ammessa la correzione con mosti concentrati ottenuti, da uve provenienti dalla zona di produzione o con mosti concentrati e rettificati.
I vini a DOC “Bardolino” all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Bardolino classico”:
colore: rosso rubino tendente al cerasuolo che si trasforma in
sapore: asciutto, sapido, leggermente amarognolo, armonico,
sottile, talvolta leggermente frizzante e vivace;
“Bardolino chiaretto”
“Bardolino chiaretto classico”:
colore: rosa tendente al granata con l’invecchiamento;
sapore: asciutto, morbido, sapido, leggermente amarognolo,
talvolta leggermente vivace;
zuccheri riduttori residui massimo: 9,00 g/l;
sapore: secco, morbido, sapido, leggermente acidulo;
zuccheri riduttori residui massimo: 15,00 g/l;
“Bardolino novello”
“Bardolino novello classico”:
sapore: asciutto, morbido, sapido, leggermente acidulo, fresco,
talvolta leggermente frizzante e vivace;
zuccheri riduttori residui massimo: 2,00 g/l;
Alla DOC “Bardolino” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compreso gli aggettivi extra, fine, scelto, riserva, selezionato e similari.
Sulle bottiglie, fiaschi ed altri recipienti contenenti vino a DOC “Bardolino” può figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve purché veritiera e documentabile.
Per il vino a DOC “Bardolino” designato in etichetta con una delle seguenti menzioni aggiuntive previste dal presente disciplinare di produzione: “classico, chiaretto, chiaretto classico, novello e novello classico”, deve essere obbligatoriamente indicata l’annata di produzione delle uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento ai nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
I vini a DOC “Bardolino” immessi al consumo in recipienti di capacità fino a 5,000 litri, devono utilizzare unicamente contenitori di vetro tradizionali con abbigliamento consono al loro carattere di pregio.
Per il vino a DOC “Bardolino” designato in etichetta con una delle menzioni aggiuntive previste dal presente disciplinare di produzione “classico, chiaretto classico, novello e novello classico” è obbligatorio l’uso delle tradizionali bottiglie e fiaschi fino a 5,000 litri chiuse con tappo raso bocca in sughero o altri materiali consentiti; tuttavia per le bottiglie fino a litri 0,375 è consentito l’uso del tappo a vite.
Per i vini a DOC “Bardolino” immessi al consumo in bottiglie chiuse con tappo di sughero raso bocca o altri materiali consentiti, è autorizzato l’uso di indicazioni che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, in conformità a quanto disposto dal decreto ministeriale 22/Aprile/1992.