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Timestamp: 2018-02-25 09:59:53+00:00
Document Index: 7536638

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art. 2', 'art. 82', 'art. 1', 'art. 82', 'art. 136', 'art.136', 'art. 142', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 149', 'art. 143', 'art. 146', 'art. 142', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 136', 'art. 3', 'art.3', 'art.3', 'art.4', 'arth\n83', 'arth\n84']

Relazione Paesaggistica. Cenni sulla normativa in materia di Relazione Paesaggistica - PDF
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1 Relazione Paesaggistica Cenni sulla normativa in materia di Relazione Paesaggistica
2 Cenni storici : Costituzione L'art.9 della Costituzione dice: La Repubblica... tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico. L.21/6/1939 N.1497 e regolamento di attuazione 1940 sulla protezione delle bellezze naturali.
3 Cenni storici : legge 1497/1939 La legge n. 1497/1939 specifica un sistema di protezione e di tutela dei beni paesaggistici fondato sulla individuazione di quattro tipologie di bellezze naturali Introduce un nuovo concetto denominato «vincolo paesistico» bellezze individue (cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o geologica/ville, giardini e parchi che si distinguono per la non comune bellezza), bellezze d insieme (complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale/le bellezze panoramiche), l'imposizione del provvedimento denominato comunemente vincolo paesistico
4 Cenni storici : legge 1497/1939 L azione in materia di paesaggio s inserisce in un percorso, avviato a livello nazionale all inizio del secolo scorso, all interno del quale si è assistito ad un evoluzione della locuzione "paesaggio" a cui sono corrisposte, nel corso degli anni, semantiche diverse. Si è passati da una definizione di bellezze naturali e panoramiche, che rimandava ad un significato estetico-tradizionale, ad una di beni culturaliambientali, frutto della combinazione dei lineamenti estetico-naturalistici con quelli storico-artistici, per approdare ad una nozione di beni ambientali che spaziava dall ambiente sino al governo del territorio.
5 Cenni storici : Ministero dei beni Culturali ISTITUZIONE DEL MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI Legge 29 del gennaio 1975 n 5 L'art. 2 (IV coma ) prevede tra l'altro che Il Ministero d' intesa con le Regioni. Promuova le Iniziative necessarie per la protezione dell ambiente e che Il Ministro, sentiti I Ministri competenti, curi studi e programmi scelti, in materia di parchi e riserve naturali. Tali poteri sono attualmente di competenza regionale come le funzioni amministrative della 1497 delegate alle Regioni dall'art. 82 del D.P.R. 616/77, Sono state trasferite alle Regioni altresì la funzioni relative agli Interventi per la protezione della natura, le riserve ed i parchi naturali LEGGI REGIONALI DI GESTIONE DIRETTA E LEGGI DI SUBDELEGA AI COMUNI Leggi regionali che attribuiscono ai Comuni (Consigli Comunali) tutta una serie di poteri, riservando all'ente Regione un ruolo di Indirizzo e di coordinamento
6 Cenni storici : DLG 431/ /1999 L.Galasso La legge Galasso (85), poi recepita dal T.U. del Schematizzando al massimo, la Galasso, mantenendo inalterata la disciplina delle bellezze naturali, ed opera su due fronti : a) introduce le aree tutelate ex lege creando una presunzione juris et de iure (senza prova contraria) della rilevanza dell interesse paesaggistico di alcune categorie di beni dettagliatamente elencate dall art. 1 della legge medesima Indtroduce le definizioni di beni culturali e beni ambientali. I primi si compongono essenzialmente del patrimonio storico, artistico e monumentale, archeologico e dei beni che costituiscono testimonianza avente valore di civiltà; i beni ambientali invece sono "quelli individuati in base alla legge quale testimonianza significativa dell ambiente nei suoi valori naturali o culturali."
7 Cenni storici : DLG 431/ /1999 demanda alle regioni la redazione dei piani paesaggistici, ossia «piani di area» la cui funzione è quella di dettare le norme di comportamento in relazione alle stesse aree (attraverso il richiamo all elenco di cui al comma 5 dell art. 82 del D.P.R. 616/1977), stabilendo ciò che in esse si può o non si può fare.
8 PTRC - Piano Territoriale Regionale di Coordinamento Il governo del territorio viene attuato attraverso un insieme di strumenti tra i quali il PPR Piano Paesistico Regionale nella cui configurazione è possibile cogliere un esplicito richiamo alla pianificazione paesistica ed alla valenza ambientale l PPR deve contenere "per la conservazione dei beni culturali, architettonici e archeologici, nonché per la tutela delle identità storico-culturali dei luoghi, disciplinando le forme di tutela, valorizzazione e riqualificazione del territorio in funzione del livello di integrità e rilevanza dei valori paesistici".
9 Nuovo PPR Piano Regionale Paesaggio La Sardegna è la prima Regione italiana ad avere approvato il PPR secondo le direttive espresse nel Codice dei Beni Culturali. Il Piano Paesistico Regionale della Sardegna risale al 25 Novembre 2004 L impianto normativo del PPR è costruito in adeguamento alla legislazione corrente, con particolare attenzione all evoluzione legislativa che ha condotto dalla legge 431/1985 al Codice 42/2004, alla giurisprudenza costituzionale che si è susseguita in materia a partire dalle sentenze 55 e 56 del 1968, nonchè alla Convenzione Europea del Paesaggio, al Protocollo MAP per le zone costiere.
10 Cenni storici : DLG 431/ /1999 La norma classifica come bellezze naturali soggette a vincolo tutta una serie di territori individuati in blocco e per categorie morfologiche senza la necessità di alcun ulteriore provvedimento formale da parte della pubblica amministrazione: a. i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare; b. i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi; c. i fiumi, i torrenti ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi di cui al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con Regio decreto , n. 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;2 d. le montagne per la parte eccedente metri sul livello del mare per la catena alpina e metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole; e. i ghiacciai e i circhi glaciali; f. i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi; g. i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento; h. le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici; i. le zone umide incluse nell'elenco di cui al decreto del Presidente della Repubblica , n. 448 ( ) j. i vulcani; k. le zone di interesse archeologico
11 Luglio 2000 Convenzione europea del paesaggio A livello Europeo assume importanza la sottoscrizione della La Convenzione Europea del Paesaggio è un documento adottato dal Comitato dei Ministri della Cultura e dell'ambiente del Consiglio d'europa il 19 luglio 2000, ufficialmente sottoscritto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze il 20 ottobre È stata firmata da ventisette Stati della Comunità Europea e ratificata da dieci, tra cui l'italia nel 2006.
12 Convenzione europea del paesaggio Oltre a dare una definizione univoca e condivisa di paesaggio, la convenzione dispone i provvedimenti in tema di riconoscimento e tutela, che gli stati membri si impegnano ad applicare. Vengono definite le politiche, gli obiettivi, la salvaguardia e la gestione relativi al patrimonio paesaggistico, riconosciuta la sua importanza culturale, ambientale, sociale, storica quale componente del patrimonio europeo ed elemento fondamentale a garantire la qualità della vita delle popolazioni. La Convenzione prevede la salvaguardia di tutti i paesaggi, indipendentemente da prestabiliti canoni di bellezza o originalità, ed include espressamente: «...paesaggi terrestri, le acque interne e marine. Concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia i paesaggi della vita quotidiana sia i paesaggi degradati."»
13 2001 Modifica legge Costituzionale È importante ricordare, che nel 2001 la legge costituzionale n. 3 ha modificato il Titolo V della parte seconda della Costituzione attribuendo allo Stato la legislazione esclusiva in materia di tutela dell ambiente e dei beni culturali, ed includendo tra le materie di legislazione concorrente il governo del territorio e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali.
14 DLG 42/2004 / DCPM 12/12/2005 Il codice «URBANI» o statuto dei beni culturali e paesaggistici. Il testo è suddiviso in cinque parti. la parte I definisce di principi generali, la parte II i beni culturali, la parte III i beni paesaggistici, la parte IV le sanzioni La parte V le disposizioni
15 DLG 42/2004 / DCPM 12/12/2005 I Beni Culturali, Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonchè ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Si ricorda che quasi tutti i BENI PUBBLICI o sono BENI CULTURALI, infatti gli edifici o manufatti di proprietà pubblica più vecchi di 50 (70?) anni diventano Beni Culturali Salvo : SVINCOLO paesaggistico tramite apposita procedura e accoglimento da comissione paesaggistica regionale
16 DLG 42/2004 / DCPM 12/12/2005 I beni paesaggistici: Sono beni paesaggistici: a) gli immobili e le aree indicati all'articolo 136, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141; b) le aree indicate all'articolo 142; c) gli immobili e le aree comunque sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli articoli 143 e 156.
17 I beni paesaggistici I beni di cui all art. 136 a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza o di singolarità geologica; b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati a norma delle disposizioni della Parte seconda del codice (beni culturali), che si distinguono per la loro non comune bellezza c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale; d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.
18 I beni paesaggistici I beni di cui all art.136 individuati dagli artt. dal 138 al 141 Art. 138: Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico (Commissione provinciale) Art. 139: Partecipazione al procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico (provincie, comuni, proprietari o possessori, associazioni) Art. 140: Dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza (Regione: notifica, pubblicazione su G.U. e B.U.R.) Art. 141: Provvedimenti ministeriali
19 I beni paesaggistici I beni di cui all art. 142 a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare; b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi; c) i fiumi, i torrenti ed i corsi d acqua iscritti negli elenchi previsti dal T.U. approvato con regio decreto n. 1775/33 e le relative sponde o piede dagli argini per una fascia di 150 metri ciascuna; d) le montagne per la parte eccedente metri s.l.m. per la catena alpina e metri s.l.m. per la catena appenninica e le isole; e) i ghiacciai e i circhi glaciali; g i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi f) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorchè percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento ; h) le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici; i) le zone umide (stagni, paludi, lagune, torbiere, ecc.) incluse nell elenco previsto dal D.P.R. n. 448/76; l) i vulcani; m) le zone di interesse archeologico individuate alla data di entrata in vigore del presente codice.
20 I beni paesaggistici I beni di cui ai piani paesaggistici previsti dagli artt. 143 e 156 Art Piano paesaggistico. Le regioni ripartiscono il territorio in ambiti omogenei di diversa qualità paesaggistica (elevato pregio, compromessi e degradati). Il piano individua le aree e gli immobili da tutelare, attribuisce a ciascun ambito corrispondenti valori di qualità paesaggistica, e stabilisce modalità e destinazioni d uso (mantenimento delle caratteristiche, sviluppo urbanistico ed edilizio compatibili, recupero e riqualificazione).
21 Beni Paesaggistici USI CIVICI SONO BENI PAESAGGISTICI anche le aree gravate da USI CIVICI L'art. 1 della "Legge Galasso" contempla gli usi civici prevedendo che le terre che ne sono gravate siano soggette al vincolo di cui alla legge n. 1497/1939, ossia al vincolo che tutela le bellezze naturali. La medesima disposizione trova posto nel decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni. Per Uso Civico si intende il vincolo imposto su beni immobili a favore della collettività, che usufruisce dei beni e dei frutti che ne derivano. Con l'uso civico di legnatico, ad esempio, i membri di una determinata comunità godevano del diritto di raccogliere legna in un particolare bosco, considerato (impropriamente, ma non sempre o non del tutto) come di proprietà collettiva. Con quello di pascolatico era previsto il pascolo delle greggi e delle mandrie. Erbatico od di pascolo i propri animali in una determinata zona.
22 Beni paesaggistici USI CIVICI Sardegna Le funzioni amministrative di competenza regionale in materia di usi civici sono esercitate dall Assessorato dell agricoltura e riforma agro-pastorale attraverso lo specifico Ufficio regionale per gli usi civici (art. 4 della legge regionale n. 12/1994). Compito fondamentale è quello dell accertamento delle aree gravate da usi civici ammissibili. l decreto contenente l elenco completo dei terreni ad uso civico su base comunale è pubblicato sul B.U.R.A.S. (art. 5 della legge regionale n. 12/1994
23 SITAP, Sistema Informativo Territoriale Ambientale e Paesaggistico
24 SARDEGNA Sistema Informativo Territoriale Il Sistema Informativo della Regione SARDEGNA (raccoglie tutte le informazioni relative ai beni e agli ambiti paesaggistici individuati sul territorio e alle relative forme di tutela e valorizzazione. L accesso alle informazioni via Web è molto vasto (esempi): &n=10 Da cui è possibile accedere alle varie sezioni (cartografia, normativa, procedura,..) in modo dettagliato.
25 1 GENNAIO TERMINE DEL PERIODO PROVVISORIO Riprendendo l argomento «piani paesaggistici» previsti dagli artt. 143 e 156 Art Verifica e adeguamento dei piani paesaggistici. Alle regioni vengono concessi quattro anni per adeguare i piani territoriali paesistici di cui all art. 149 del D.L.vo 490/99, alle disposizioni previste dall art. 143 del D.L.vo 42/2004 per i piani paesaggistici.
26 Art. 146/1 Alterazione dello stato dei luoghi. Vieta ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni paesaggistici, di distruggerli o di introdurvi modificazioni, che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione.
27 Art. 146/2: Autorizzazione ad eseguire opere su beni paesaggistici I proprietari, i possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni paesaggistici, hanno l obbligo di sottoporre alle regioni o all ente competente i progetti delle opere che intendono eseguire sui beni per ottenere l autorizzazione preventiva... L'autorizzazione paesaggistica
28 Art. 146/2: Autorizzazione ad eseguire opere su beni paesaggistici A CHI? Alle Regioni o all ente competente sub-delegato per competenza. Con delibera n37/11, la Giunta Regionale ha adottato i criteri per la verifica dei requisiti di organizzazione e competenza nei soggetti delegati all esercizio delle funzioni paesaggistiche ai sensi della L.R. 12 agosto 1998, n. 28, in attuazione degli artt. 146 e 159 del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i.
29 ISTITUZIONE UFFICIO "TUTELA DEL PAESSAGGIO" Verifica che i Comuni destinatari della delega siano dotati di strutture in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche e di garantire la differenziazione tra l esercizio delle funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia e quelle relative alla tutela paesaggistica; È necessario istituire un Ufficio Tutela del Paesaggio per lo svolgimento di tutti gli adempimenti dei procedimenti relativi alle istanze delle autorizzazioni paesaggistiche coordinato da un Capo Ufficio, avente la specifica professionalità, cui attribuire la responsabilità istruttoria tecnico-amministrativa delle stesse istanze delegate all Amministrazione, garantendo la differenziazione tra l esercizio delle funzioni amministrative in materia urbanistico edilizia e quelle di tutela del paesaggio;
30 La relazione paesaggistica La Relazione Paesaggistica è l allegato tecnico del D.P.C.M. 12/12/2005 e deve contenere tutti gli elementi necessari alla verifica della compatibilità paesaggistica dell'intervento. Da chi? Redatta da tecnico qualificato (architetti, ingegneri, geometri,..) articolor2 DCPM 2005 «Elementi di drafting» Il paesaggio va tutelato (compatibilità rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo) Gli interventi nel territorio devono avere il minore impatto sull esistente. (Congruità con i criteri di gestione dell immobile e dell area.) I valori che il territorio esprime vanno conservati Gli interventi devono essere di qualità (Coerenza con gli obiettivi di Qualità paesaggistica).
31 Accertamento di Compatibilità Paesaggistica Di norma non è ammessa (art. 146, comma 4 del D. lgs. 42/2004) la richiesta volta ad ottenere l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria, cioè dopo aver già realizzato, anche parzialmente, gli interventi progettati. Solo in alcuni casi è possibile rilasciare un provvedimento di sanatoria in via successiva all'esecuzione dei lavori, che viene chiamato "accertamento di compatibilità paesaggistica". Vi sono grandi limiti e differenze nella procedura stessa, ad esempio il fatto in questo caso il parere della SopraIntendenza non è solo Obbligatorio ma VINCOLANTE. inoltre i tempi 150 o 60gg non sono più validi, (diventano 180? 6 mesi...) inoltre l'elenco delle opere "sanabili" dal punto di vista paesaggistico sono in limitati
32 Relazione paesaggistica La Relazione Paesaggistica redatta in formato A4 o A3 descrive, con l ausilio di cartografia e elaborati specifici l inserimento dell intervento nel contesto, in ordine: 1. contesto paesaggistico dell intervento e/o dell opera e note descrittive dello stato attuale 2. descrizione sintetica dell intervento e suo inserimento nel contesto 3. effetti conseguenti alla realizzazione dell opera e compensazioni / mitigazioni previste 4. documentazione fotografica Si allegano, inoltre, alla relazione paesaggistica: A. scheda dati urbanistico paesaggistici (modulo) B. relazione tecnica di progetto C. elaborati di progetto
33 CONTESTO PAESAGGISTICO DELL INTERVENTO E/O DELL OPERA E NOTE DESCRITTIVE DELLO STATO ATTUALE In questa sezione sono riportate tutte le informazioni sull ubicazione dell intervento e sul suo inserimento nel contesto paesaggistico che verrà sinteticamente analizzato. Viene inoltre esaminatala sua integrazione nella pianificazione urbanistica e paesaggistica del Comune. Viene descritto sinteticamente l eventuale immobile sul quale si interviene. La descrizione sarà corredata anche da una sintesi delle principali vicende storiche, da documentazione cartografica di inquadramento che ne riporti sinteticamente le fondamentali rilevazioni paesaggistiche, evidenziando le relazioni funzionali, visive, simboliche tra gli elementi e i principali caratteri di degrado eventualmente presenti.
34 1: CONTESTO PAESAGGISTICO DELL INTERVENTO E/O DELL OPERA E NOTE DESCRITTIVE DELLO STATO ATTUALE In questo capitolo devono essere inseriti: Stralcio del foglio aerofotogrammetrico scala 1:2.000 Estratto tavola PRG e NPRG a colori ed eventuale PP e relativa norma che evidenzino: l'edificio o sua parte; area di pertinenza/il lotto di terreno, l'intorno su cui si intende intervenire. (tabella delle norme tecniche di attuazione, legenda) Estratto degli strumenti di pianificazione paesistica quali P.P.; P.T.C.P.; P.U.R.T. che evidenzino il contesto paesaggistico e l'area dell'intervento: stralci della tavola E1 (1:25.000) ed E3 (1: ) E3bis ed E3 ter del P.T:P. Tavola di analisi dei caratteri [1] del contesto paesaggistico e dell'area di intervento. In dettaglio.
35 1: CONTESTO PAESAGGISTICO DELL INTERVENTO E/O DELL OPERA E NOTE DESCRITTIVE DELLO STATO ATTUALE a) individuazione fisica descrittiva dell'ambito in cui è prevista la realizzazione della proposta di piano o edificatoria (I.G.M. 1/25.000, C.T.R. 1/10.000, planimetria catastale, piano quotato ante e post sistemazione, rilievo delle emergenze rocciose ed arboree, emergenze storico culturali,...); b) stralcio della pianificazione regionale, provinciale, comunale ed attuativa; c) piante, prospetti, sezioni, particolari architettonici, opere d'arte, profili quotati ante e post sistemazione con riferimento, ove possibile, alla quota stradale; - 4 copie della relazione paesaggistica in cui si ponga in evidenza lo stato attuale del bene tutelato, gli elementi di valore paesaggistico presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte, la modalità di esecuzione delle stesse, i materiali da impiegare, le rifiniture esterne, gli elementi di mitigazione e compensazione; - 2 copie di ampia documentazione fotografica a colori (montata su fogli A4 o maggiore, datata e firmata), puntuale e panoramica dell'area interessata, di cui una copia dovrà essere originale mentre la seconda potrà essere fotocopiata, purché a colori. Sulla documentazione fotografica dovrà essere riportata l'ubicazione dell'intervento; - 2 copie della simulazione grafica e fotografica dell'intervento proposto dai coni visuali principali e della viabilità (per nuove opere dall'impatto notevole, in siti particolarmente visibilio sensibili, o se l'ufficio lo riterrà indispensabile); - estremi e copia di eventuali precedenti provvedimenti rilasciati per l'area su cui insiste l'intervento proposto; - eventuale copia del progetto in formato digitale e planimetria d'ingombro georeferenziata (coordinate Gauss-Boaga). Nel caso di nuove costruzioni o ampliamenti nel centro abitato, oltre alla documentazione sopra indicata occorre presentare due copie della planimetria e del profilo, in scala opportuna, dell'isolato in cui insiste l'opera proposta. Per insegne, targhe e vetrine: - 4 copie della planimetria intestata progettualmente con l'indicazione dell'ufficio sul quale dovrà essere installato il manufatto; - 4 copie dello stralcio del piano della pubblicità o dell'arredo urbano (qualora in dotazione al Comune); - 4 copie del grafico, intestato progettualmente del prospetto dell'edificio sul quale andrà il manufatto con simulazione dell'inserimento; 4 copie del bozzetto del manufatto, con l'indicazione delle dimensioni, delle caratteristiche, delle colorazioni e dei materiali costruttivi. 2 copie della documentazione fotografica che inquadri compiutamente la facciata dell'edificio sul quale andrà ubicato il manufatto con simulazione dell'intervento (una copia dovrà essere originale, mentre la seconda potrà essere fotocopiata, purché a colori),. La documentazione fotografica a colori, datata e firmata, dovrà essere montata su fogli formato A4 e potrà essere fornita anche su supporto informatico (solo CD-ROM).
36 1: CONTESTO PAESAGGISTICO DELL INTERVENTO E/O DELL OPERA E NOTE DESCRITTIVE DELLO STATO ATTUALE Elementi Morfologici Strutturali storici-artistici-monumentali archeologici - socio/culturali diffusi) elementi urbanistici-edilizi - paesaggi agrari Elementi Vedutistici siti e percorsi panoramici aree visibili dai succitati siti e percorsi Sulla cartografia l'edificio/area di intervento devono essere evidenziati attraverso apposito segno grafico o coloritura. Segnalare in questa sezione elementi di lettura di qualità e criticità paesaggistiche (elementi peculiari e distintivi, integrità, qualità visiva, rarità, degrado, sensibilità, vulnerabilità/fragilità, capacità di assorbimento visuale, stabilità) Le analisi fin qui condotte sono necessarie per la valutazione della SENSIBILITA DEL SITO integrando le analisi del contesto ai diversi livelli di tutela previsti nei PTP (tutela limitata, tutela orientata, tutela paesaggistica, tutela integrale.)
37 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELL INTERVENTO E SUO INSERIMENTO NEL CONTESTO Descrizione del progetto con la motivazione delle scelte progettuali in coerenza con gli obiettivi di conservazione e/o valorizzazione e/o riqualificazione paesaggistica. 1. Planimetria con l inserimento ambientale del progetto (1:500, 1:5000) che individui i caratteri estetici e percettivi dell intervento in relazione al contesto. 2. Piante, prospetti e sezioni significative: in scala 1:100 o inferiore per gli interventi di maggiore estensione territoriale. 3. Indicazione dei materiali di impiego, dei relativi colori (campionati) e dei sistemi costruttivi con rappresentazione, se necessaria, degli eventuali particolari. 4. Sezioni ambientali schematiche rappresentative del rapporto percettivo e altimetrico fra l intervento e il contesto paesaggistico assoggettato a tutela, in adeguata scala. 5. Fotomontaggio che evidenzi l inserimento dell opera nel contesto paesaggistico, in relazione al tipo di intervento proposto, da più punti di vista. 6. Indicazione degli elementi di mitigazione e compensazione (essenze impiegate, sesto di impianto, ecc.).
38 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELL INTERVENTO E SUO INSERIMENTO NEL CONTESTO rendering computerizzato o manuale: simulazione dettagliata dello stato dei luoghi a seguito della realizzazione del progetto resa mediante foto modellazione realistica (rendering computerizzato o manuale), comprendente un adeguato intorno dell'area di intervento, desunto dal rapporto di intervisibilità esistente, per consentire la valutazione di compatibilità e adeguatezza delle soluzioni nei riguardi del contesto paesaggistico. effetti dell'inserimento nel contesto paesaggistico. Nel caso di interventi di architettura contemporanea (sostituzioni, nuove costruzioni, ampliamenti), la documentazione dovrà mostrare, attraverso elaborazioni fotografiche commentate, gli effetti dell'inserimento nel contesto paesaggistico e nell'area di intervento e l'adeguatezza delle soluzioni, basandosi su criteri di congruità paesaggistica (forme, rapporti volumetrici, colori, materiali, interventi su elementi arborei e vegetazione)
39 3. EFFETTI CONSEGUENTI ALLA REALIZZAZIONE DELL OPERA E MITIGAZIONI PREVISTE Questo capitolo descrive gli effetti conseguenti alla realizzazione dell opera. Si devono evidenziare le modificazioni, ove significative, dirette e indotte, reversibili e irreversibili, a breve e medio termine, nell'area di intervento e nel contesto paesaggistico sia in fase di cantiere che a regime, con particolare riguardo per gli interventi da sottoporre a procedure di V.I.A. nei casi previsti dalla legge. Possibili modificazioni dell'immobile o dell'area tutelata: cromatismi dell'edificio; rapporto vuoto/pieni; sagoma; volume; aspetto architettonico; copertura; pubblici accessi;
40 3. EFFETTI CONSEGUENTI ALLA REALIZZAZIONE DELL OPERA E MITIGAZIONI PREVISTE impermeabilizzazione del terreno; movimenti di terreno/sbancamenti; realizzazione di infrastrutture accessorie; aumento superficie coperta; alterazione dello skyline (profilo dell'edificio o profilo dei crinali); alterazione percettiva del paesaggio (intrusione o ostruzione visuale) mappe di intervisibilità profili di interferenza; interventi su elementi arborei e vegetazione copertura; pubblici accessi
41 4. DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA Le riprese fotografiche devono permettere una vista di dettaglio dell'area di intervento e una vista panoramica del contesto da punti dai quali è possibile cogliere con completezza le fisionomie fondamentali del contesto paesaggistico, le aree di intervisibilità del sito. Le riprese fotografiche vanno corredate da brevi note esplicative e dall'individuazione del contesto paesaggistico e dell'area di intervento
42 Art. 149 Interventi non soggetti ad autorizzazione a) manutenzione ordinaria e straordinaria, di consolidamento statico e conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l aspetto esteriore degli edifici; b) interventi inerenti l attività agro-silvo-pastorale che non comportino l alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie o altre opere civili e che non alterino l assetto idrogeologico del territorio; c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall art. 142, comma 1, lett. g), purchè previsti ed autorizzati in base alle norme vigenti in materia (R.D. 3267/23 di competenza del C.F.S. - lez. 06/04 Dr. Noveri).
43 PROCEDURA PAESAGGISTICA fino al 31 DICEMBRE 2009 Fino al 31 dicembre 2009, l autorizzazione paesaggistica era «normalmente» emanata dall Ente sub-delegato dalla Regione, previa valutazione della compatibilità dell intervento; la valutazione veniva inviata alla Soprintendenza che, entro 60 giorni, che poteva eventualmente annullarla per vizi di legittimità degli atti. La procedura ordinaria prevista dall'art. 146 del D.Lgs 42/04, di competenza regionale (salva delega ad altro ente pubblico), è caratterizzata dall'intervento della Soprintendenza non più in via successiva, ma preventiva attraverso il rilascio di un parere di merito (e non più di legittimità) entro un termine perentorio.
44 La Relazione Paesaggistica La RELAZIONE PAESAGGISTICA è il documento che deve obbligatoriamente accompagnare i progetti per accertarne la compatibilità con gli ambiti vincolati. A) PROCEDURA ORDINARIA B) PROCEDURA SEMPLIFICATA
45 PROCEDURA ORDINARIA PAESAGGISTICA DAL 1 GENNAIO 2010 Il richiedente presenta domanda di autorizzazione paesaggistica all Ente cui è attribuita tale competenza L Ente competente entro 40 giorni dalla ricezione dell istanza: - verifica la completezza della documentazione (provvede a richiedere eventuali integrazioni). valuta la compatibilità paesaggistica dell intervento trasmette al Soprintendente la documentazione presentata dal richiedente, il parere del Comune di compatibilità paesaggistica ed una relazione illustrativa e comunica al richiedente l avvio del procedimento.
46 PROCEDURA ORDINARIA PAESAGGISTICA DAL 1 GENNAIO 2010 Il richiedente presenta domanda di autorizzazione paesaggistica all Ente cui è attribuita tale competenza L Ente competente entro 40 giorni dalla ricezione dell istanza: - verifica la completezza della documentazione (provvede a richiedere eventuali integrazioni). valuta la compatibilità paesaggistica dell intervento trasmette al Soprintendente la documentazione presentata dal richiedente, il parere del Comune di compatibilità paesaggistica ed una relazione illustrativa e comunica al richiedente l avvio del procedimento.
47 PROCEDURA PAESAGGISTICA DAL 1 GENNAIO 2010 Il Sopraintendente entro 45 giorni : Comunica il proprio parere NON Comunica il proprio parere L Ente competente, entro 20 giorni dal ricevimento del parere del Sopraintendente emette CONFORME provvedimento finale L Ente competente, entro i successivi 15 giorni può indire la Conferenza Dei Servizi oppure in ogni caso decorsi i 60 (45+15) dalla ricezione degli atti da parte del Sopraintendente, DETERMINA sulla domanda presentata
48 PROCEDURA PAESAGGISTICA DAL 1 GENNAIO 2010 L autorizzazione va trasmessa alla Soprintendenza che ha reso il parere, nonché, unitamente al parere rilasciato dalla Soprintendenza, alla Regione l autorizzazione (art. 146, comma 11) diventa efficace decorsi 30 giorni dalla data del rilascio
49 PROCEDURA PAESAGGISTICA DAL 1 GENNAIO 2010 RIEPILOGO Il procedimento può avere una durata massima di 105 giorni ( ) (120 se viene indetta la conferenza dei servizi). La nuova disciplina si applica anche ai procedimenti che, al 31 dicembre 2009, non si sono ancora conclusi con l emanazione dell autorizzazione.
50 PROCEDURA PAESAGGISTICA DAL 1 GENNAIO 2010 La struttura tecnica I Comuni, o gli enti delegati in materia dalla Regione devono individuare la struttura tecnica a cui attribuire la responsabilità dell istruttoria tecnica delle richieste di autorizzazione paesaggistica. Ad essa compete: La verifica degli elaborati progettuali, L acquisizione del parere di compatibilità paesaggistica dalla Commissione, La trasmissione alla Soprintendenza del progetto e del parere unitamente alla relazione illustrativa.
51 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Il DPR 139/2010, entrato in vigore il 10 settembre, ha stabilito il regolamento recante il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di «lieve entità» (tassativamente elencati nel provvedimento), che non comportino alterazione dei luoghi o dell'aspetto esteriore degli edifici, con l'obiettivo di razionalizzare gli adempimenti connessi. Comprende 39 tipi di interventi che hanno un'incidenza visibile sul paesaggio stimata intorno al 75% del totale degli interventi. I principali interventi oggetto della semplificazione Tra gli interventi sottoposti a semplificazione si segnalano:
52 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 incremento di volume non superiore al 10% della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiore a 100 mc; interventi di demolizione e ricostruzione con il rispetto di volumetria e sagoma preesistenti su immobili non sottoposti a tutela ai sensi dell'art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) del D. Leg.vo 42/2004; aperture di porte e finestre o modifica delle aperture esistenti per dimensione e posizione, nonché interventi sulle finiture esterne, con rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti esterni, modificativi di quelli preesistenti; realizzazione o modifica di balconi o terrazze; realizzazione o modifica di autorimesse pertinenziali, collocate fuori terra ovvero parzialmente o totalmente interrate, con volume non superiore a 50 mc, compresi percorsi di accesso ed eventuali rampe; realizzazione di tettoie, porticati, gazebo e manufatti consimili aperti su più lati, aventi una superficie non superiore a 10 mq; realizzazione di manufatti accessori o volumi tecnici di piccole dimensioni; interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche; realizzazione o modifica di cancelli, recinzioni, o muri di contenimento del terreno; modifica di muri di cinta esistenti senza incrementi di altezza.
53 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Il procedimento autorizzatorio semplificato deve concludersi in ogni caso, ai sensi dell'art. 3, nel termine massimo di 60 giorni dal ricevimento dell'istanza. Quanto alla procedura, è prevista una prima verifica in ordine alla applicabilità o meno della modalità semplificata, nonché una verifica preliminare della conformità dell'intervento progettato alla disciplina urbanistica ed edilizia. In caso di esito positivo si procede alla valutazione di compatibilità paesaggistica, con rigetto immediato della domanda nel caso in cui l'amministrazione competente esprima valutazione negativa.
54 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Il dpr 139/2010 stabilisce le seguenti regole di presentazione di un istanza di autorizzazione paesaggistica semplificata : Domanda a firma dell interessato; Relazione paesaggistica semplificata, redatta da un tecnico abilitato secondo la SCHEDA PER LA PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER LE OPERE IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO E' VALUTATO MEDIANTE UNA DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA allegata al dpcm 12/12/2005 Attestazione del tecnico abilitato di conformità del progetto con i valori paesaggistici; Attestazione del tecnico abilitato di conformità del progetto alla disciplina urbanistica ed edilizia
55 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Situazione tipo Istanza conforme alle norme urbanistico/edilizie e paesistiche (art.3, c.1 del dpr 139/2010) Istanza non conforme alle norme urbanistico/edilizie (art.3, c.2 del dpr 139/2010) Tempo max per emettere il provvedimento espresso 60 gg dalla domanda 30 gg dalla domanda
56 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Situazione particolare (istanza conforme alle norme urbanistico/edilizie e paesistiche Istanza incompleta ed integrata su richiesta del Comune Istanza completa ma giudicata non conforme per la parte paesistica, salvo modifica con osservazioni Istanza incompleta e dopo integrazione giudicata non conforme a tutela paesistica Tempo max per emettere il provvedimento espresso 75gg = (integrazioni) 70gg = (osservazioni) 85gg= (integrazioni) + 10 (osservazioni)
57 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Situazione particolare (istanza NON conforme alle norme urbanistico/edilizie Istanza incompleta ed integrata su richiesta del Comune Tempo max per emettere il provvedimento espresso 45gg = (integrazioni) Istanza incompleta e non integrata anche se richiesta del Comune 45gg = (integrazioni)
58 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Situazione particolare (istanza conforme alle norme urbanistico/edilizie ma non alle norme paesistiche Istanza completa ma giudicata non conforme paesisticamente nonostante le integrazioni Istanza incompleta e dopo integrazioni comunque giudicata non conforme paesisticamente nonostante le osservazioni Tempo max per emettere il provvedimento espresso 50gg = (osservazioni) + 10 (rigetto) 65gg = (integrazioni) + 10(osservazioni) + 10 (rigetto)
59 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Tra le novità, è di assoluto rilievo l art.4, comma 12 del dpr 139/2010, non è obbligatorio il parere delle Commissioni Locali per il Paesaggio, salvo quanto diversamente previsto dalla legislazione regionale. per i lavori di lieve entità del DPR 139/2010, : - se i Comuni li autorizzano senza il parere della Commissione per il paesaggio, violano le prescrizioni del d.lvo 42/2004 ; - se i Comuni li sottopongono al parere della Commissione per il paesaggio, violano le prescrizioni del dpr 139/2010.
60 COMMISSIONE LOCALE DEL PAESAGGIO Il Codice per i Beni culturali (D. Lgs. 42/2004) prescrive l istituzione delle Commissioni per il paesaggio presso gli enti locali a cui sono attribuite le competenze in materia di autorizzazione paesaggistica. La Commissione locale per il paesaggio è un organo collegiale tecnicoconsultivo, composta da 3 (tre) membri compreso il Presidente con il diritto di voto. La Commissione locale per il paesaggio ha il compito di esprimere pareri obbligatori, in merito al rilascio delle autorizzazione paesaggistiche per quanto riguarda le competenze amministrative attribuite ai Comuni, cioè in tutti i casi in cui è previsto il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche di competenza comunale, ovvero l irrogazione di sanzioni in materia paesaggistica ambientale.
61 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Tra le novità, una ulteriore semplificazione : riguardante gli interventi non soggetti ad autorizzazione paesistica. - prima del DPRr 139/2010, il limite alla soggezione dell autorizzazione paesaggistica preventiva era stabilito - in termini generali e riassumibili nella tipologia concettuale degli interventi che non alterino lo stato dei luoghi e l aspetto esteriore degli edifici ; - con il DPR 139/2010, invece, si stabilisce che Sono assoggettati a procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica,, gli interventi di lieve entità,, sempre che comportino un alterazione dei luoghi o dell aspetto esteriore degli edifici, indicati nell elenco di cui all allegato I ;.
62 Autorizzazione paesaggistica semplificata 15/06/2010 Tra le novità, una inversione procedurale Per le opere di lieve entità di cui al dpr 139/2010 non vale il principio di subordinazione generale prima l autorizzazione paesistica e poi quella urbanistico edilizia) ma esattamente l opposto prima l autorizzazione urbanistico edilizia e poi quella paesistica.
63 SCIA Segnalazione Certificata di Inizio Attività In relazione al rapporto tra autorizzazione paesaggistica ( ordinaria o semplificata ) e SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), va precisato che, per interventi in ambito assoggettato a tutela paesaggistica ai sensi del D. Lgs. n. 42/2004 che prevedano una modifica dello stato dei luoghi e dell esteriore aspetto degli edifici, alla SCIA deve essere allegato lo specifico provvedimento paesaggistico rilasciato dall Ente preposto alla tutela: tale atto di assenso (autorizzazione paesaggistica) non può essere sostituito dalla SCIA.
64 Le fasi operative : ORTOFOTO in scala e geo-referenziate Rilievo da foto Profili di interferenza, Skyline (il piano quotato/terreno 3D) TAVOLA COMPARATIVA SIMULAZIONE FOTOGRAFICA
65 Le fasi operative : Simulazione FOTOGRAFICA Le riprese fotografiche ed i rilievi; Realizzazione del modello solido 3D; Determinazione della prospettiva e scala della foto parametri Il Rendering del modello 3D; Il montaggio della simulazione.
66 Le riprese fotografiche (2-4) Calibrazione orizzontale Riferimento C Riferimento B Riferimento A
67 Le riprese fotografiche (2-4) calibrazione verticale Riferimento C Riferimento B Riferimento A
68 I Rilievi e Misure Identificazione delle MIRE, i punti di riferimento nella foto Misurare le distanze tra le Mire Identificare approssimativamente la posizione della fonte luminosa
69 Punti di Ripresa
70 Altezza del punto di ripresa altezza punto di ripresa
71 Posizione dei RIFERIMENTI (mire) Riferimento B Riferimento A Riferimento C
72 Posizione fonte luminosa (approssimata, solo come indicazione di direzione principale) In Altezza In Pianta 2D
73 Realizzazione del modello 3D
74 Le fasi operative : Simulazione FOTOGRAFICA La calibrazione prospettica della foto: 1) Metodo del «Piano di Calibrazione» Richiede almeno due misure di distanza ben riconoscibili nella foto. 2) Metodo del «Prisma di Calibrazione» Consente di realizzare la calibrazione prospettica in modo dinamico. Più controllabile.
75 Ricavare la prospettiva e la scala della foto / definzioni iniziali
76 Il metodo PIANO DI CALIBRAZIONE
77 Il metodo del PRISMA DI CALIBRAZIONE
78 Inserire il modello3d nella foto
79 Rendering e (eventuale) fotoritocco in ImageEditor
80 Il montaggio della simulazione Sovrapposizione del fabbricato in trasparenza
81 Il montaggio della simulazione Risultato finale
82 Le fasi operative : OrtoFoto Google Earth
83 Le fasi operative : Terreno skyline e profili di interferenza da Google Earth
84 Le fasi operative : TAVOLA COMPARATIVA
85 Alcuni Esempi Lottizzazione Cala Gonone Prima Dopo
86 Alcuni Esempi Lottizzazione Cala Gonone Prima Dopo
87 Alcuni Esempi casa di campagna Prima Dopo
88 Alcuni Esempi casa di campagna Prima Dopo
89 Alcuni Esempi - Agriturismo Prima Dopo
90 Alcuni Esempi Palazzina a Porto Torres Prima Dopo
91 Alcuni Esempi Stintino Prima Dopo
92 Alcuni Esempi Ponte a Viddalba Prima Dopo
93 Alcuni Esempi Ponte a Viddalba (SS) Prima Dopo
94 Alcuni Esempi Casa di campagna (ss) Prima Dopo
95 Alcuni Esempi Casa di campagna Prima Dopo
96 Alcuni Esempi Prima Dopo
97 Orto-botanico (ss) Prima Dopo
98 Prima Capannone industriale
99 Alcuni esempi
100 Alcuni esempi
101 Alcuni esempi
102 Alcuni esempi
103 Cittanova (RC)
104 Cittanova (RC)
105 Cittanova (RC)
106 Esempi
107 Spagna Angel Estuvo - Frontones
108 Varie (Germania-Austria)
L AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA alla luce delle recenti innovazioni normative
L AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA alla luce delle recenti innovazioni normative D.Lgs. 22 gennaio 2004, n.42 D.P.R. 9 luglio 2010, n.139 D.P.C.M. 12 dicembre 2005 Relatore: Arch. Francesco Caporaso LE COMPETENZE