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Timestamp: 2016-10-28 23:45:06+00:00
Document Index: 7966845

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 17', 'art 17', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 2704', 'art. 7']

Circolare Agenzia Entrate n. 10 del 16.02.2007
Decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, art. 36,
comma 23 - Abrogazione del comma 4-bis dell'art. 19 del Tuir - Modifiche alla
disciplina fiscale applicabile alle somme corrisposte in occasione della
cessazione del rapporto di lavoro al fine di anticipare l'esodo dei lavoratori
2. Disciplina previgente
3. Nuova disciplina
L'art. 36, comma 23, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni nella legge n.
248 del 4 agosto 2006, ha disposto
(con efficacia dal 4 luglio del 2006, data di entrata in vigore del
decreto-legge), l'abrogazione del comma 4-bis dell'art. 19 del Tuir, concernente la
disciplina fiscale applicabile agli incentivi erogati ai lavoratori dipendenti
per la cessazione anticipata del rapporto di lavoro.
In particolare, la disposizione suddetta prevedeva che
"per le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto al
fine di incentivare l'esodo dei lavoratori che abbiano superato l'età di 50
anni se donne e di 55 anni se uomini, di cui all'art. 17, comma 1, lett. a),
l'imposta si applica con aliquota pari alla metà di quella applicata per la
tassazione del trattamento di fine rapporto e delle altre indennità e somme
indicate alla richiamata lettere a) del comma 1, dell'art. 17".
Al fine di salvaguardare i diritti di coloro che hanno
già aderito ad un piano incentivato di esodo, la legge n. 248, di conversione del decreto-legge
n. 223 del 2006, ha introdotto un regime transitorio applicabile, a determinate
condizioni, ai piani d'incentivo all'esodo concordati prima dell'entrata in
vigore della norma abrogativa contenuta nel decreto-legge (4 luglio 2006).
L'incentivo all'esodo
comporta un'offerta, da parte del datore di lavoro, di somme (aggiuntive
rispetto al TFR) al dipendente che accetta di risolvere anticipatamente il
Le somme erogate a titolo di incentivo all'esodo
rientrano nell'ambito delle "altre indennità e somme" percepite una
volta tanto in dipendenza della cessazione dei rapporti di lavoro dipendente di
cui all'art 17, comma 1,
lett. a), del Tuir, e, pertanto, alle stesse risulta applicabile il regime di
tassazione secondo le modalità stabilite dal comma 2 dell'art. 19 del Tuir.
L'art. 19, comma 4-bis, del Tuir, tuttavia, prevede un regime agevolato
qualora le erogazioni in questione vengano corrisposte a soggetti che abbiano
superato l'età di 50 anni, se donne, o di 55 anni, se uomini.
In particolare, in tale ultimo caso, l'imposta deve
essere determinata con aliquota pari alla metà di quella applicata per la
tassazione del trattamento di fine rapporto.
E' opportuno precisare che l'aliquota agevolata trova
applicazione soltanto sulle somme aggiuntive e non su tutte le somme
ordinariamente corrisposte in occasione della cessazione del rapporto di lavoro.
Inoltre, secondo quanto chiarito da questa Agenzia con
la risoluzione 29 gennaio 2003, n. 17,
con riferimento ai lavoratori dipendenti delle imprese di credito, il regime
agevolato di cui all'art. 19, comma 4-bis, del Tuir, si rende applicabile ai soggetti che hanno
superato l'età di 50 anni se donne, o di 55 se uomini, anche nel caso di
erogazione di un assegno straordinario in forma rateale, a titolo di sostegno
del reddito del lavoratore che ha cessato in via anticipata il rapporto, in
quanto, in quest'ultimo caso si tratta di somme che, sebbene corrisposte in
forma rateale, sono erogate in dipendenza della risoluzione del rapporto di
In seguito all'abrogazione
del comma 4-bis dell'art. 19 del Tuir, le somme corrisposte
a titolo di incentivo all'esodo sono ora assoggettate alla medesima aliquota
applicata al trattamento di fine rapporto, alla stregua delle "altre
indennità e somme" di cui all'art. 17, comma 1, lett. a), del Tuir,
percepite una tantum in dipendenza della cessazione dei rapporti di lavoro.
Il medesimo regime di tassazione si applica, inoltre,
alle forme di sostegno al reddito erogate, anche ratealmente, in dipendenza
della cessazione anticipata del rapporto di lavoro, secondo i chiarimenti
forniti dalla scrivente nella risoluzione n. 17 del 2003.
In particolare, ai sensi dell'art. 19, comma 2, del Tuir, nel caso
in cui le indennità o le somme vengano erogate in relazione alla cessazione del
rapporto di lavoro dipendente, generatore del trattamento di fine rapporto (T.F.R.),
l'aliquota applicabile è sempre quella calcolata in sede di tassazione del
T.F.R., a prescindere dalla circostanza che le stesse siano erogate dallo stesso
datore di lavoro oppure da soggetti diversi dal datore di lavoro.
In sede di conversione, la
legge n. 248 del 2006 ha introdotto
una modifica all'art. 36,
comma 23, del decreto-legge n. 223 del 2006, aggiungendo, in particolare, il
seguente periodo:"la disciplina di cui al predetto comma (comma 4-bis
dell'art. 19 del Tuir) continua ad
applicarsi con riferimento alle somme corrisposte in relazione a rapporti di
lavoro cessati prima della data di entrata in vigore del presente decreto,
nonché con riferimento alle somme corrisposte in relazione a rapporti di lavoro
cessati in attuazione di atti o accordi, aventi data certa, anteriori alla data
di entrata in vigore del presente decreto".
La legge di conversione, pertanto, ha inteso regolare
il passaggio dal vecchio al nuovo regime, facendo salve le situazioni in corso
al 4 luglio 2006, data di entrata in vigore del decreto-legge.
In particolare, la nuova disposizione contenuta
nell'art. 36, comma 23,
del decreto-legge, stabilisce che la disciplina previgente più favorevole,
(fermi restando i requisiti di età previsti dall'abrogato comma 4-bis, art. 19 del Tuir), può continuare ad
essere applicata in due casi:
1) con riferimento alle somme corrisposte
in relazione a rapporti di lavoro cessati entro il 3 luglio 2006 (prima
dell'entrata in vigore del decreto-legge);
2) con riferimento alle somme corrisposte
in relazione a rapporti di lavoro cessati dal 4 luglio 2006 (quindi,
successivamente all'entrata in vigore del decreto-legge), purché in attuazione
di atti o accordi, aventi data certa, anteriori al 4 luglio 2006.
Per quanto concerne la natura degli "atti o
accordi", aventi data certa, anteriori al 4 luglio 2006, in attuazione dei
quali, ai fini dell'applicazione della disciplina previgente, deve intervenire
la cessazione del rapporto di lavoro, è necessario individuare le fattispecie
rientranti in tale definizione.
In linea generale, gli accordi si identificano in tutti
quegli atti in cui sia intervenuto un incontro di volontà tra datore di lavoro
e lavoratori dipendenti in merito alle condizioni per la cessazione anticipata
Si ritiene, in proposito, che nel concetto di accordi
debbano essere ricompresi anche gli impegni a carattere collettivo assunti dal
datore di lavoro con le associazioni di categoria di dipendenti.
Restano da individuare le fattispecie riconducibili
agli "atti" aventi data certa, anteriore all'entrata in vigore del
decreto-legge, cui è applicabile la disciplina previgente più favorevole.
Al riguardo, il richiamo agli "atti",
previsto dall'art. 36,
comma 23, del decreto-legge n. 223 del 2006, va interpretato con riferimento
agli atti unilaterali che impegnano il datore di lavoro (ad esempio delibere
aziendali) recanti le condizioni per la cessazione anticipata del rapporto di
lavoro e contenenti l'invito al personale interessato a presentare la propria
In ogni caso, si ritiene che, al fine di circoscrivere
in maniera puntuale le ipotesi per le quali è ammissibile l'applicazione del
regime transitorio in commento, gli "atti o accordi" suddetti devono
necessariamente indicare un termine entro il quale deve intervenire l'adesione
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, in
presenza di un piano di esodo previsto in un atto o in un accordo che abbia data
certa anteriore al 4 luglio 2006 e che indichi un termine per la comunicazione
delle adesioni da parte dei lavoratori interessati, è possibile applicare la
tassazione agevolata di cui all'abrogato art. 19, comma 4-bis, del Tuir, anche
nel caso in cui l'adesione del dipendente, con la quale si perfeziona l'accordo
con l'azienda e si rende definitiva la scelta per la cessazione anticipata del
rapporto di lavoro, intervenga successivamente al 4 luglio 2006 (ma,
necessariamente entro il termine indicato nell'atto o nell'accordo).
La norma in commento richiede, altresì, che gli atti o
accordi, in base ai quali il lavoratore cessa il proprio rapporto di lavoro,
abbiano "data certa" anteriore all'entrata in vigore del decreto-legge
(4 luglio 2006).
In altri termini, poiché in quest'ultimo caso il
trattamento agevolato previsto dall'abrogato articolo 19, comma 4-bis, del Tuir,
continua ad esplicare i suoi effetti anche in relazione a rapporti di lavoro
cessati successivamente all'entrata in vigore del decreto-legge n. 223 del 2006,
si richiede la certezza (da intendere in senso giuridico) che l'accordo o l'atto
in base al quale si verifica la cessazione anticipata del rapporto di lavoro,
sia stato concluso effettivamente entro il termine indicato (4 luglio 2006).
In proposito, si fa presente che il requisito della
certezza della data si collega con la comune disciplina civilistica in materia
di prove documentali ed, in particolare, con quanto previsto dagli articoli 2702
- 2704 del codice civile sulle scritture private.
In particolare, l'art. 2704 del codice civile contiene
un elenco degli strumenti in base ai quali la data della scrittura privata non
autenticata deve considerarsi certa e computabile riguardo ai terzi, da
ritenersi, peraltro, non tassativo.
La norma sopra citata, infatti, fa riferimento, tra
l'altro, a qualsiasi "fatto" che possa essere idoneo a stabilire
l'anteriorità della scrittura.
Al riguardo, la giurisprudenza di legittimità ha
precisato che è necessario che i fatti abbiano il carattere di obiettività e,
soprattutto, che non possano farsi risalire al soggetto stesso che li invoca e
siano sottratti alla sua portata (Cassazione, Sez. I, Sent. 27 gennaio 1993, n.
A titolo esemplificativo, al fine di individuare una
data certa può tenersi conto dei seguenti eventi:
- la formazione di un atto pubblico;
- l'apposizione di autentica, il deposito
del documento o la vidimazione di un verbale, in conformità alla legge
- la registrazione o produzione del
documento a norma di legge presso un ufficio pubblico;
- il timbro postale che deve ritenersi
idoneo a conferire carattere di certezza alla data di una scrittura tutte le
volte in cui lo scritto faccia corpo unico con il foglio sul quale il timbro
stesso risulti apposto. Ciò in quanto, come riconosciuto dalla giurisprudenza,
la timbratura eseguita in un pubblico ufficio deve considerarsi equivalente ad
un'attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno
in cui è stata eseguita (Cassazione, Sez. I, Sent. 19 marzo 2004, n. 5561);
- l'utilizzo di procedure di
protocollazione o di analoghi sistemi di datazione che offrano adeguate garanzie
di immodificabilità dei dati successivamente alla annotazione;
- l'invio del documento ad un soggetto
esterno, ad esempio un organismo di controllo.
Si fa presente, infine, che, ricorrendo le condizioni
sopra descritte, il regime transitorio più favorevole è applicabile agli
assegni straordinari di sostegno al reddito, di cui al decreto ministeriale n.
158 del 2000, corrisposti, in forma rateale, ai dipendenti degli istituti di
Il medesimo regime si applica, altresì, alle forme di
sostegno al reddito, erogate anche ratealmente, che fruiscono dello stesso
regime fiscale dei richiamati assegni destinati ai dipendenti del settore del
credito, nonché alle indennità, di cui all'art. 7 della legge della Regione
Calabria 2 marzo 2005, n. 8, corrisposte, in forma rateale, al personale
dipendente della Regione, a titolo di incentivo per la risoluzione anticipata
del rapporto di lavoro, sempre che, nel rispetto della normativa regionale
suddetta, la cessazione del rapporto sia avvenuta entro il 30 giugno 2005,
quindi, anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 223
Restano valide, nella misura in cui sono compatibili
con l'attuale disciplina, le istruzioni fornite dalla scrivente con la circolare
23 dicembre 1997, n. 326 e con la risoluzione 29 gennaio 2003, n. 17.