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Timestamp: 2019-04-22 19:29:14+00:00
Document Index: 156355267

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art.\n1', 'art. 9', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 26', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 15', 'art.\n26', 'art. 6', 'art.\n12', 'art. 16', 'art. 27']

Gazzetta n. 61 del 13 marzo 2013 -
Gazzetta n. 61 del 13 marzo 2013 (vai al sommario)
DECRETO LEGISLATIVO 8 febbraio 2013, n. 21
Modifiche al decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191, recante attuazione delle direttive 2008/57/CE e 2009/131/CE relative all'interoperabilita' del sistema ferroviario comunitario.
Vista la direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, relativa all'interoperabilita' del sistema ferroviario comunitario, cosi' come modificata dalle direttive 2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre 2009, e 2011/18/UE della Commissione, del 1Â° marzo 2011;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - Legge comunitaria per il 2008 ed, in particolare, l'articolo 1, comma 5;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - Legge comunitaria per il 2009 ed, in particolare, l'articolo 1, comma 5;
Visto il decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191, di attuazione della suddetta direttiva 2008/57/CE relativa all'interoperabilita' del sistema ferroviario comunitario;
Tenuto conto che la competente Commissione del Senato della Repubblica non si e' espressa nel termine prescritto;
Sulla proposta del Ministro per gli affari europei e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e la semplificazione, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali;
Modifiche al decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191
1. Al decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 8, comma 2, primo periodo, le parole: Â«puo' avvalersiÂ» sono sostituite dalle seguenti: Â«si avvaleÂ»;
b) all'articolo 22, comma 2, le parole: Â«ai sensi dell'articolo 21Â», sono sostituite dalle seguenti: Â«ai sensi dell'articolo 22 della direttivaÂ»;
c) all'articolo 22, comma 3, lettera a), le parole: Â«conformemente all'articolo 21Â», sono sostituite dalle seguenti: Â«conformemente all'articolo 22 della direttivaÂ»;
d) all'articolo 24, comma 1, le parole: Â«a norma dell'articolo 20, comma 12, o dell'articolo 23Â», sono sostituite dalle seguenti: Â«a norma dell'articolo 21, paragrafo 12, della direttiva o dell'articolo 24 della stessaÂ»;
e) all'articolo 24, comma 2, lettera a), le parole: Â«a norma dell'articolo 8Â», sono sostituite dalle seguenti: Â«a norma dell'articolo 9 della direttivaÂ»;
f) all'articolo 24, comma 2, lettera b), le parole: Â«dall'articolo 20, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162Â», sono sostituite dalle seguenti: Â«dall'articolo 20, paragrafo 2, lettera c), della direttiva 2004/49/CEÂ».
- La direttiva 17-6-2008 n. 2008/57/CE e' pubblicata
nella G.U.U.E. 18 luglio 2008, n. L 191.
- Il testo dell'art. 1, della legge 7 luglio 2009, n.
88 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
Legge comunitaria 2008), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 14 luglio 2009, n. 161, supplemento ordinario,
- Il testo dell'art. 1, della legge 4 giugno 2010, n.
96 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, supplemento ordinario,
- Il decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191
(Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE
relativa all'interoperabilita' del sistema ferroviario
comunitario) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19
novembre 2010, n. 271, supplemento ordinario.
- Si riporta il testo degli articoli 8, 22 e 24 del
decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191, citato nelle
note alle premesse, come modificati dal presente decreto:
Â«Art. 8 (Deroghe dall'applicazione delle STI). - 1. Una
o piu' STI possono non essere applicate nei casi e nelle
a) per un progetto di realizzazione di un nuovo
sottosistema, di rinnovo o di ristrutturazione di un
sottosistema esistente o per ogni elemento di cui all'art.
1, commi 1 e 2, che si trovi in una fase avanzata di
sviluppo o che formi oggetto di un contratto in corso di
esecuzione al momento della pubblicazione delle STI;
b) per un progetto di rinnovo o la ristrutturazione di
un sottosistema esistente quando la sagoma, lo scartamento
o l'interasse dei binari o la tensione elettrica previsti
da queste STI sono incompatibili con quelli del
sottosistema esistente;
c) per un progetto di realizzazione di un nuovo
sottosistema o per un progetto concernente il rinnovo o la
ristrutturazione di un sottosistema esistente realizzato
sul territorio dello Stato quando la rete ferroviaria di
quest'ultimo e' interclusa o isolata per la presenza del
mare o e' separata dalla rete ferroviaria del resto della
Comunita' a causa di condizioni geografiche particolari;
d) per ogni progetto concernente il rinnovo,
l'estensione o la ristrutturazione di un sottosistema
esistente, quando l'applicazione delle STI compromette la
redditivita' economica del progetto e la coerenza ovvero la
redditivita' economica o la coerenza del sistema
ferroviario nazionale;
e) quando, in seguito ad un incidente o ad una
catastrofe naturale, le condizioni di ripristino rapido
della rete non consentono dal punto di vista economico o
tecnico l'applicazione parziale o totale delle STI
f) per veicoli in provenienza o a destinazione di un
Paese terzo nel quale lo scartamento dei binari e' diverso
da quello della principale rete ferroviaria nella
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
ad esclusione dei casi di cui al comma 1, lettera f), anche
su proposta di un gestore dell'infrastruttura, di
un'impresa ferroviaria o di un ente appaltante, sentita
preliminarmente l'Agenzia per gli aspetti riguardanti la
sicurezza della circolazione, si avvale della facolta' di
cui al comma 1 comunicando alla Commissione europea la
proposta motivata di deroga. Detta proposta e' corredata di
un fascicolo contenente l'indicazione delle STI o delle
parti di esse che si chiede di non applicare e le
corrispondenti specifiche tecniche che si ritiene di
applicare. Tale fascicolo dovra' essere redatto nella forma
e con i contenuti indicati nell'allegato IX.
3. Nel caso di cui al comma 1, lettera a), il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti notifica alla
Commissione europea l'elenco dei progetti che hanno luogo
nel territorio nazionale e che si trovano in fase avanzata
di sviluppo, entro un anno dall'entrata in vigore di ogni
4. Nei casi di cui al comma 1, lettere a), c) ed e), il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti da'
attuazione all'eventuale raccomandazione sulle specifiche
da applicare formulata dalla Commissione europea sulla base
dei risultati dell'analisi dei progetti. Nelle more della
predetta decisione della Commissione, il Ministero puo'
applicare le disposizioni alternative previste nel
fascicolo di cui al comma 2.
5. Ferme restando le disposizioni di cui all'art. 9,
paragrafo 5, della direttiva, nelle more della decisione
della Commissione europea nel caso di cui al comma 1,
lettera f), il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti puo' applicare le disposizioni alternative
previste nel fascicolo di cui al comma 2.
6. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
comunica a tutte le parti interessate le deroghe
autorizzate dalla Commissione europea e le eventuali
raccomandazioni della Commissione stessa sulle specifiche
che devono essere applicate.Â».
Â«Art. 22 (Autorizzazioni supplementari per la messa in
servizio dei veicoli conformi alle STI). - 1. La messa in
servizio dei veicoli totalmente conformi a STI che
contemplano tutti gli aspetti dei sottosistemi pertinenti,
senza casi specifici o punti in sospeso strettamente
attinenti alla compatibilita' tecnica fra il veicolo e la
rete, non e' soggetta ad autorizzazioni supplementari,
purche' i veicoli circolino su reti conformi alle STI negli
altri Stati membri o alle condizioni specificate nelle
corrispondenti STI.
2. In caso di veicoli non menzionati al comma 1, messi
in servizio in un altro Stato membro ai sensi dell'art. 22
della direttiva, l'Agenzia decide se sul territorio
italiano siano necessarie autorizzazioni supplementari. In
tale caso si applicano i commi da 3 a 7.
3. Il richiedente l'autorizzazione presenta all'Agenzia
un fascicolo relativo al veicolo o al tipo di veicolo,
indicandone l'uso previsto sulla rete. Il fascicolo
a) l'attestazione che il veicolo e' autorizzato ad
essere messo in servizio in un altro Stato membro
conformemente all'art. 22 della direttiva;
b) una copia del fascicolo tecnico di cui all'allegato
VI. Cio' include, per i veicoli dotati di dispositivi di
registrazione dei dati, informazioni sulla procedura di
raccolta dei dati, che consentono la lettura e la
valutazione, sempre che tali dati non siano armonizzati
dalle corrispondenti STI;
c) i registri relativi alla manutenzione e, ove
applicabile, alle modifiche tecniche apportate al veicolo
dopo l'autorizzazione;
d) l'attestazione delle caratteristiche tecniche ed
operative che dimostri che il veicolo e' compatibile con le
infrastrutture e con le installazioni fisse, fra cui
condizioni climatiche, sistema di fornitura dell'energia,
controllo-comando e sistema di segnalamento, scartamento
dei binari e sagoma dell'infrastruttura, carico assiale
massimo ammissibile e altri vincoli di rete.
4. I criteri che l'Agenzia verifica possono riguardare
a) la compatibilita' tecnica fra il veicolo e la rete
in questione incluse le norme nazionali applicabili ai
punti in sospeso necessarie per assicurare tale
compatibilita';
b) le norme nazionali applicabili ai casi specifici
debitamente identificati nelle STI pertinenti.
5. Per la verifica dei criteri di cui al comma 4,
l'Agenzia puo' esigere che le siano trasmesse informazioni
complementari, che siano effettuate analisi del rischio a
norma del regolamento (CE) n. 352/2009 della Commissione,
del 24 aprile 2009, relativo all'adozione di un metodo
comune di determinazione e di valutazione dei rischi di cui
all'art. 6, paragrafo 3, lettera a), della direttiva
2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29
aprile 2004, o che siano effettuati collaudi sulla rete.
Tuttavia, una volta adottato il documento di riferimento di
cui all'art. 26 del presente decreto l'Agenzia puo'
effettuare tale verifica solamente in relazione alle norme
nazionali appartenenti ai gruppi B o C di tale documento.
6. L'Agenzia definisce, previa consultazione del
richiedente l'autorizzazione, la portata e il contenuto
delle informazioni complementari, delle analisi di rischio
o dei collaudi richiesti. Il gestore dell'infrastruttura,
sentito il richiedente, si adopera con ogni mezzo affinche'
eventuali collaudi siano effettuati entro tre mesi dalla
presentazione della sua domanda. Se del caso, l'Agenzia
adotta misure affinche' i collaudi possano essere
7. L'Agenzia decide in merito alle domande di
autorizzazione di messa in servizio presentate ai sensi del
presente articolo senza indugio e, al piu' tardi:
a) entro due mesi dall'invio del fascicolo di cui al
b) se del caso, entro un mese dall'invio delle
informazioni complementari richieste dall'Agenzia stessa;
c) se del caso, entro un mese dalla comunicazione dei
risultati dei collaudi richiesti dall'Agenzia stessa.Â».
Â«Art. 24 (Autorizzazioni supplementari per la messa in
servizio dei veicoli non conformi alle STI). - 1. Per i
veicoli autorizzati ad essere messi in servizio in uno
Stato membro a norma dell'art. 21, paragrafo 12, della
direttiva o dell'art. 24 della stessa, l'Agenzia puo'
decidere, a norma del presente articolo, che per la messa
in servizio sul territorio nazionale sono necessarie
autorizzazioni supplementari.
2. Il richiedente l'autorizzazione presenta all'Agenzia
un fascicolo tecnico relativo al veicolo o al tipo di
veicolo, indicandone l'uso previsto sulla rete. Il
fascicolo contiene le seguenti informazioni:
essere messo in servizio in un altro Stato membro e la
documentazione relativa alla procedura seguita per
dimostrare che esso e' conforme ai requisiti vigenti in
materia di sicurezza, comprese, se del caso, informazioni
sulle deroghe vigenti o concesse a norma dell'art. 9 della
caratteristiche operative; cio' include, per i veicoli
dotati di dispositivi di registrazione dei dati,
informazioni sulla procedura di raccolta dei dati, che
consentono la lettura e la valutazione, cosi' come previsto
dall'art. 20, paragrafo 2, lettera c), della direttiva
c) i registri relativi allo stato di servizio, alla
manutenzione e, ove necessario, alle modifiche tecniche
apportate al veicolo dopo l'autorizzazione;
d) attestazione delle caratteristiche tecniche ed
3. I dati di cui al comma 2, lettere a) e b), non
possono essere contestati dall'Agenzia, a meno che questa
non dimostri, senza pregiudizio per l'art. 15, l'esistenza
di un serio rischio sotto il profilo della sicurezza. Una
volta adottato il documento di riferimento di cui all'art.
26, l'Agenzia non puo' richiamarsi a questo riguardo a una
norma di cui al gruppo A di detto documento.
4. L'Agenzia puo' esigere che le siano trasmesse
informazioni complementari, che siano effettuate analisi
del rischio a norma del regolamento (CE) n. 352/2009 della
Commissione, del 24 aprile 2009, relativo all'adozione di
un metodo comune di determinazione e di valutazione dei
rischi di cui all'art. 6, paragrafo 3, lettera a), della
direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, o che siano effettuati
collaudi sulla rete per verificare la conformita' degli
elementi di cui al comma 2, lettere c) e d), del presente
articolo rispetto alle norme nazionali vigenti che sono
state notificate alla Commissione europea a norma dell'art.
12 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, o
dell'art. 16 del presente decreto. Tuttavia, una volta
adottato il documento di riferimento di cui all'art. 27
della direttiva, l'Agenzia puo' effettuare tale verifica
solamente in relazione alle norme nazionali appartenenti ai
gruppi B o C elencati in detto documento. L'Agenzia
definisce, previa consultazione con il richiedente
l'autorizzazione, la portata e il contenuto delle
informazioni complementari, delle analisi di rischio o dei
collaudi richiesti. Il gestore dell'infrastruttura, in
consultazione con il richiedente, si adopera affinche' gli
presentazione della domanda. Se del caso, l'Agenzia adotta
misure affinche' i collaudi possano essere effettuati.
5. L'Agenzia decide in merito alle domande di
a) entro quattro mesi dall'invio della documentazione
tecnica di cui al comma 2;
b) se del caso, entro due mesi dall'invio delle
informazioni complementari o delle analisi del rischio
richieste ai sensi del comma 4;
c) se del caso, due mesi dopo la comunicazione dei
risultati dei collaudi richiesti ai sensi del comma 4.Â».
infrastrutture e dei trasporti e