Source: http://www.studiosalvatore.com/normative/impianti-di-terra-collego-o-non-collego/
Timestamp: 2018-06-22 10:56:36+00:00
Document Index: 112918655

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'arte 7', 'art. 543', 'art. 543', 'art. 547']

Impianti di terra: collego o non collego? | | Studio Salvatore
Un quesito ricorrente da parte dei nostri lettori riguarda i collegamenti di parti metalliche, strutture o tubazioni all’impianto di terra. L’installatore spesso si domanda: “devo effettuare il cavallotto?” a volte invece… “improvvisa” e per cautela esagera collegando anche quello che non serve.
La normativa in vigore relativa agli impianti di terra è esemplare nelle definizioni e richiede obbligatoriamente il collegamento delle “masse” e delle “masse estranee”. I problemi pero sorgono nell’individuare esattamente cosa sono le masse e le masse estranee.
LA DEFINIZIONE DI “MASSA”
La “massa” e secondo le definizioni della norma CEI 64-8 art. 23.2 “Parte conduttrice di un componente elettrico che può essere toccata e che non e in tensione in condizioni ordinarie, ma che può andare in tensione in condizioni di guasto”.
Quindi l’involucro di metallo di un’apparecchiatura elettrica, quale ad esempio: la carcassa di un motore elettrico; un quadro; una plafoniera, etc. La norma inoltre evidenzia una nota particolare nello stesso articolo: “Una parte conduttrice che può andare in tensione solo perché e in contatto con una massa non e da considerare una massa”. La norma nella nota ribadisce un concetto importante: se ho ad esempio un’apparecchiatura elettrica su un tavolo di metallo devo collegare unicamente la massa dell’apparecchiatura elettrica e non il tavolo; se vengono installate delle plafoniere di metallo su una cancellata collego a terra solo la massa delle plafoniere e non la cancellata.
LA DEFINIZIONE DI “MASSA ESTRANEA”
La “massa estranea” e secondo le definizioni della norma CEI 64-8 art. 23.3 “Parte conduttrice non facente parte dell’impianto elettrico in grado di introdurre un potenziale, generalmente il potenziale di terra”.
La norma chiarisce meglio nel commento dello stesso articolo:
“Generalmente una massa estranea e suscettibile di introdurre il potenziale di terra; solo in casi particolari si considerano masse estranee le parti conduttrici suscettibili di introdurre altri potenziali. Esempi di masse estranee sono:
• elementi metallici facenti parte di strutture di edifici;
• condutture metalliche di gas, acqua e per riscaldamento.
Sono da considerare masse estranee (che possono introdurre il potenziale di terra) le parti metalliche non facenti parte dell’impianto elettrico (tubazioni, infissi, ecc.) che presentano verso terra un valore di resistenza inferiore a 1000 Ω in tutti gli ambienti ai quali si applica la Norma CEI 64-8”.
AMBIENTI E APPLICAZIONI PARTICOLARI
In casi particolari le norme dei comitati CEI 81 e CEI 31 richiedono altri collegamenti specifici per le parti metalliche che non sono ne masse ne masse estranee: in presenza di parafulmini o aree ATEX. Tali collegamenti non vanno improvvisati, ma devono essere oggetto di prescrizione e dimensionamento progettuale. La norma CEI 64-8 nella parte 7 (ambienti ed applicazioni particolari) introduce un ulteriore tipologia di collegamenti: gli “equipotenziali supplementari”.
Praticamente in contesti di normativa specifica dove il rischio e maggiore si ripete localmente il collegamento delle masse estranee. Gli ambienti dove obbligatoriamente si devono effettuare i collegamenti equipotenziali supplementari sono i seguenti:
• 701 locali contenenti bagni o docce;
• 702 piscine e fontane:
• 703 locali e cabine contenenti riscaldatori per saune;
• 705 strutture adibite ad uso agricolo o zootecnico;
• 706 luoghi conduttori ristretti;
• 710 locali ad uso medico;
• 753 sistemi di riscaldamento per pavimento e soffitto.
La sezione da utilizzare deve essere in accordo con l’art. 543.1.3:
• 2,5 mm2 rame o 16 mm2 alluminio se e prevista una protezione meccanica;
• 4 mm2 rame o 16 mm2 alluminio se non e prevista una protezione meccanica.
Non e vietato utilizzare sezioni maggiori.
FAQ. LE DOMANDE RICORRENTI DEGLI INSTALLATORI
Quando è tassativamente vietato il collegamento a terra?
Quando il mio componente elettrico è a doppio isolamento (Classe II), in tal caso non è presente alcun dispositivo per il collegamento a un conduttore di protezione (il conduttore di protezione è quello che collega le masse e viene chiamato impropriamente cavo di terra).
Quali sezioni devo utilizzare per i collegamenti?
Per il collegamento delle masse posso utilizzare la formula della norma CEI 64-8 all’art. 543.1.1 (che vi risparmio) basata sul calcolo energetico, o più semplicemente i valori in tabella:
• per sezioni del conduttore di fase fino a 16 mm² – la sezione del conduttore di protezione sarà uguale a quella del conduttore di fase;
• per sezioni comprese tra 16 mm² e 35 mm² – la sezione del conduttore di protezione sarà pari a 16 mm²;
• per sezioni maggiori a 35 mm² – la sezione del conduttore di protezione pari alla metà del conduttore di fase. Non è vietato utilizzare sezioni maggiori.
Per il collegamento delle masse estranee la norma CEI 64-8 all’art. 547.1.1 stabilisce le seguenti sezioni:
• 6 mm² in rame;
• 16 mm² in alluminio;
• 50 mm² in acciaio.
I collegamenti prendono il nome di equipotenziali. Anche in questo caso non è vietato utilizzare sezioni maggiori.
Che colore devono avere i conduttori di protezione e i collegamenti equipotenziali?
Il colore corretto è il giallo/verde, va bene anche il metallo nudo (meglio se identificato da una fascetta giallo/verde), in caso di utilizzo di cavi unipolari con guaina la fascetta giallo/ verde diviene obbligatoria. Sono vietati tutti gli altri colori.
Pubblicata la nuova Variante 3 alla Norma CEI 64-8 Impianti elettrici a servizio e in prossimità di piscine e fontane Altezza da terra dei componenti elettrici La protezione dal guasto a terra dei servizi antincendio
impianti elettrici, impianto di terra
« Manutenzione e ammodernamento tecnologico degli impianti incentivati in Conto Energia, le procedure previste dal DM 23 giugno 2016
Diniego concessione edilizia, è possibile chiedere i danni al Comune per ritardo della comunicazione? »