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Timestamp: 2018-11-17 13:40:26+00:00
Document Index: 23653117

Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2051', 'art. 880', 'art. 2051', 'art. 2051']

Muro comune e danni derivanti da infiltrazione d'acqua. Il condominio è responsabile per i danni provocati al singolo condomino. :: S t u d i o T e c n i c o
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Ricade in capo al condominio - ex art. 2051 c.c. – nella sua qualità di custode dei beni e dei servizi comuni, la responsabilità per i danni causati dai beni comuni alle proprietà esclusive. Il singolo condomino, di conseguenza, è legittimato ad agire nei confronti del condominio per l'ottenimento del risarcimento dei danni sofferti a causa del cattivo funzionamento di un impianto comune o per la difettosità di parti comuni dell'edificio stesso.
Il condomino Tizio, con atto di citazione ritualmente notificato, nella qualità di proprietario dell'immobile adibito a civile abitazione, facente parte del condominio X, conveniva in giudizio il quest'ultimo e personalmente l'amministratore desumendo che dal 2005 vi era la presenza di una serie di infiltrazioni d'acqua all'interno del suo appartamento, conseguenti allo stato di deterioramento di parti comuni dell'edificio condominiale; che lo stesso aveva segnalato più volte l'accaduto all'amministratore, senza mai ricevere nessun effettivo riscontro e che lo stesso condomino aveva incaricato un geometra, il quale, dopo un sopralluogo ed accurata consulenza, sottolineava la necessità di una serie di interventi di manutenzione.
La decisione del Tribunale – Il Giudice bresciano, per la decisione di tale controversia, richiama nel corpo della sentenza alcune pronunce della Suprema Corte applicabili alla fattispecie esaminata. Infatti, nella sentenza si richiama il principio secondo il quale il condominio è “custode dei beni e dei servizi comuni, obbligato ad adottare tutte le misure necessarie affinché gli stessi non rechino pregiudizio ad alcuno”, di conseguenza “ai sensi dell'art. 2051 c.c. risponde dei danni da quei beni cagionati alla porzione di proprietà esclusiva di uno dei condomini” (ex multìs Cass. n. 26051/2008).
Infine, rilevato che il muro in questione è definibile “muro comune” ai due edifici (quello condominiale e quello ove insiste la terrazza indicata dai convenuti come responsabile dei danni), ai sensi dell'art. 880 c.c., va dichiarata la responsabilità solidale in capo ai comproprietari e, dunque, anche in capo al condominio convenuto.
Art. 2051 e condominio
Tale pronuncia è assai importante in quanto ribadisce l'applicabilità della sfera operativa dell'art. 2051 al condominio. L'art. 2051 cc dispone che “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.”
In particolare, si tratta di una responsabilità extracontrattuale dei singoli condomini per i danni cagionati, a condomini o terzi, dalle parti comuni degli edifici. Infatti, l'asserita natura giuridica del condominio, il quale quindi non è dotato di una personalità giuridica, comporta che responsabilità del condominio, ricada, di riflesso, sui singoli condomini. Ed il custode individuato nella norma in esame dei c.d. “beni comuni” (es. tetto, muri perimetrali, scale, ecc.) è proprio il condominio in quanto tale, il quale ha quindi l'obbligo giuridico di custodire tali beni ed impedire che essi possano arrecare dei danni a terzi o ai condomini stessi, come nel caso esaminato.
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