Source: https://michelemancini.it/blockchain-smartcontract-decreto-semplificazioni/
Timestamp: 2020-01-20 05:46:20+00:00
Document Index: 131984863

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 41', 'art. 1327', 'art. 20', 'art. 2702', 'art. 8']

- MICHELE MANCINI . it - Blockchain e smart contract nel Decreto Semplificazioni
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Le importanti novità normative in materia contenute nel D.L. 135/18, convertito con L. 12/19.
In un precedente articolo avevo analizzato come la blockchain e gli smart contract stiano innovando il mondo del diritto, ponendo problemi nuovi e mettendo alla prova le tradizionali categorie giuridiche.
Ora è invece il caso di notare una rilevante novità: l’Italia si colloca tra i primi Paesi ad aver fornito una definizione normativa espressa di tali concetti, ricollegandovi un iniziale nucleo di effetti giuridici. Ciò è quanto accaduto col Decreto Semplificazioni (d.l. 135/18) così come convertito in legge (l. 12/19), in particolare con l’aggiunta in sede di conversione dell’art. 8-ter.
IN TEMA DI BLOCKCHAIN.
– La definizione normativa –
La definizione di legge della blockchain (o non solo di questa?) pare essere la seguente: “Si definiscono “tecnologie basate su registri distribuiti” le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l’aggiornamento e l’archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili“.
– Problemi della definizione –
Il tentativo di fornire una definizione normativa dell’istituto, soprattutto se l’obiettivo futuro (ventilato, ma per ora non ancora propriamente oggetto di attività del Legislatore) è quello di perseguire un avvicinamento dei suoi effetti alla “pubblica fede” propria dell’atto notarile, è in sè positivo.
Però i primi commentatori hanno rilevato alcune criticità.
Da un lato, la definizione suddetta – se presa letteralmente – sembrerebbe poter ricomprendere anche database che non utilizzano la tecnologia della blockchain.
Dall’altro, ci sono alcune imprecisioni. Infatti nelle più famose piattaforme basate sulla blockchain non si tratta di una vera e propria assoluta immodificabilità/inalterabilità dei dati (cosa che le priverebbe di gran parte della loro utilità), ma di impossibilità di alterazione se non vi è il consenso condiviso di un sufficiente numero di nodi. Quindi forse tale caratteristica richiesta dalla norma (“non alterabili e non modificabili“) sarebbe stata da raccordare meglio con quella della struttura “architetturale” (“registro […] architetturalmente decentralizzato”), magari spiegando più chiaramente cosa sia quest’ultima ed evidenziando l’importanza dell’elemento della validazione condivisa.
– Effetti-
Il Decreto Semplificazioni ha previsto che “la memorizzazione di un documento informatico attraverso l’utilizzo di tecnologie basate su registri distribuiti“ (cioè secondo quanto definito sopra), nel rispetto di alcune specifiche tecniche che verranno emanate nel prossimo futuro dall’AgID, “produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica di cui all’articolo 41” del Regolamento dell’U.E. 910/14 (eIDAS).
Cosa significa? Innanzitutto, significa che necessariamente dovranno riconoscersene, per quanto riguarda l’elemento temporale, “gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali” (art. 41, c. 1, eIDAS). Poi, laddove sussistano certi requisiti tecnici previsti dalla normativa richiamata affinché tale “validazione temporale elettronica” possa essere ritenuta anche “qualificata“, sorgerà altresì il valore di presunzione relativa (artt. 41, c. 2 e 42 eIDAS), cioè che porrà a carico della controparte l’onere di fornire la prova contraria (cioè la diversità della data o dell’ora). Questa pare l’interpretazione più sensata, anche se il richiamo tra una norma e l’altra operato dalla disposizione in commento non è felicissimo e può generare qualche dubbio.
Insomma, dal punto di vista applicativo molto dipenderà dalla specificazione degli aspetti tecnici che si avrà nel prossimo futuro.
IN TEMA DI SMART CONTRACT.
La nuova definizione di legge degli smart contract è invece la seguente: “Si definisce “smart contract” un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o piu’ parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse“.
– Le implicazioni della definizione –
Un aspetto che salta subito all’occhio è come la definizione normativa dello smart contract poggi sulla definizione precedente di “registri distribuiti”. Cioè pare di capire che, per rientrare nel campo di applicazione della disposizione, il primo (quale software) debba necessariamente operare sfruttando i secondi. Quindi, se davvero con l’istituto dei “registri distribuiti” si fosse inteso disciplinare la sola blockchain, allora, a rigore, “smart contract” dovrebbero considerarsi solo quelli conclusi con software che si avvalgono della blockchain! Tale conclusione non sarebbe però affatto scontata, visto che ora in dottrina si usa parlare di smart contract anche svincolatamente dal tema della catena di blocchi. Oppure, al contrario, è forse questa la prova che nel parlare di “registri distribuiti” il Legislatore si riferiva anche ad architetture diverse dalla blockchain. Insomma, serviranno chiarimenti.
Ancora, sembrerebbe che siano state sovvertite le categorie dogmatiche tradizionali laddove si è collegata la vincolatività del contratto all’esecuzione del software invece che, come da Codice Civile, all’incontro delle volontà dei contraenti (artt. 1321; 1325, n. 1; 1326, c. 1 c.c.). Ciò a meno che la si consideri un’ipotesi di conclusione prima dall’accettazione altrui ammessa dalla natura della prestazione o dagli usi (“Esecuzione prima della risposta dell’accettante“) di cui all’art. 1327 c.c.. Oppure a meno che vi sia stata considerazione del fatto che la “volontà” (proposta/accettazione) potrebbe forse ritenersi manifestata già in precedenza nel dotarsi del software, nell’impostarlo per interagire nel modo voluto con analoghi software di altri utenti e nel farlo partire.
Insomma, ci sono interrogativi interessanti anche per gli accademici.
– Effetti –
Se seguirà alcune specifiche tecniche che saranno meglio definite dall’AgID allora lo smart contract (così come sopra definito) rispetterà quel requisito della “forma scritta” talvolta richiesto dalla legge per la validità o per la prova di determinati atti.
Non è però chiarissimo come tale previsione si intersechi con quella di cui all’art. 20, c. 1-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale, il quale in sostanza già lo sanciva (al rispetto di determinati requisiti tecnici, come in particolare la sottoscrizione con firma digitale) riferendosi al “documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”. Anzi, tale norma prevedeva già per il documento elettronico anche il ben più pregnante valore probatorio di scrittura privata ex art. 2702 c.c. (che, semplificando molto, rende complesso per il sottoscrittore che si dichiara o che è riconosciuto tale sottrarsi da quanto da essa risultante).
Parrebbe corretto ritenere che laddove il mero “smart contract” di cui all’art. 8-ter del Decreto Semplificazioni non rispetti anche i requisiti di quest’ultima norma citata del Codice dell’Amministrazione Digitale esso abbia mero valore di elemento liberamente valutabile dal Giudice, senza acquisire anche il valore privilegiato della scrittura privata sottoscritta. Si vedrà prossimamente quale interpretazione avrà la meglio in dottrina e giurisprudenza.
In conclusione, benché sia solo un primo germoglio della normazione specifica della materia, c’è già molta carne al fuoco. Sarebbe stata preferibile una maggiore precisione ed accuratezza nello stilare le disposizioni, però numerosi chiarimenti potrebbero derivare dalle regole tecniche la cui formulazione è stata demandata all’AgID. In definitiva, non resta che attendere la prossima puntata.