Source: https://www.avvocatoabologna.it/avvocato-penale/rifiuto-sottoporsi-alcoltest-e-confisca-veicolo.html
Timestamp: 2020-02-19 06:54:36+00:00
Document Index: 31390748

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 186', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 187', 'art. 186', 'art. 186', 'e contrario', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 187', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 187', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art.649', 'art. 649']

RIFIUTO ALCOLTEST: MAI RIFIUTARSI
RIFIUTO SOTTOPORSI ALCOLTEST E CONFISCA VEICOLO
TRIBUNALE DI MILANO,TRIBUNALE COLLEGIALE MILANO. CORTE APPELLO MILANO, TRIBUNALE DI BOLOGNA,TRIBUNALE COLLEGIALE DI BOLOGNA, CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA, TRIBUNALE DI RAVENNA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI RAVENNA, TRIBUNALE DI FORLI, TRIBUNALE COLLEGIALE DI FORLI, TRIBUNALE DI FERRARA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI FERRARA,TRIBUNALE DI CREMONA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI CREMONA, TRIBUNALE DI PAVIA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI PAVIA ,TRIBUNALE DI BRESCIA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI BRESCIA, CORTE APPELLO BRESCIA .TRIBUNALE DI RIMINI,TRIBUNALE COLLEGIALE RIMINI.TRIBUNALE DI FERRARA TRIBUNALE COLLEGIALE DI FERRARA ,TRIBUNALE DI ROVIGO,TRIBUNALE DI VENEZIA CORT APPELLO VENEZIA ,TRIBUNALE DI VICENZA, TRIBUNALE DI PADOVA, TRIBUNALE DI TREVISO
Two miniature cars simulate a traffic accident circulating above euro bills background.
7.1. Il rinvio che l’art. 186, comma 7, effettua al comma 2, lett. c), dello stesso articolo, sia con riferimento alla pena principale sia con riguardo alle “modalità e procedure” afferenti alla confisca del veicolo deve, invece, qualificarsi, come rinvio formale (o dinamico).
Sentenza 29 ottobre – 24 novembre 2015, n. 46624
Il Tribunale di Treviso, con sentenza in data 17 ottobre 2014, resa ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., applicava la pena concordata dalle parti nei confronti di B.L. , chiamato a rispondere del reato di rifiuto di sottoposizione ad esame alcolemico di cui all’art. 186, comma 7, d.lgs 30 aprile 1992, n. 285 (cod. strada), con l’aggravante ex comma 2-sexies dello stesso articolo, nella misura di sei mesi di arresto e 3.000 Euro di ammenda.Il giudicante sostituiva la pena con il lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’art. 186, comma 9-bis, cod. strada, disponendo la sospensione della patente di guida per 4 anni.Con riferimento a tale ultimo profilo il Tribunale rilevava che, in considerazione dell’esistenza di cinque precedenti condanne per guida in stato di ebbrezza, la durata della sospensione doveva essere determinata nel massimo (anni 2) e che andava disposto il raddoppio della sanzione così determinata, appartenendo l’autovettura a persona estranea al reato.
Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, che, nel chiederne l’annullamento, ha dedotto con un unico motivo l’erronea applicazione delle legge penale con riferimento alla disposizione di cui al comma 7 dell’art. 186, cod. strada. Il ricorrente osserva che il giudice ha erroneamente statuito il raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, previsto nel caso in cui il veicolo appartenga ad un terzo, come nel caso in esame. A fondamento del ricorso si argomenta che il richiamo operato dall’art. 186, comma 7 al precedente comma 2, lett. c), va interpretato come riferito alla sola misura delle sanzioni penali, ritenendosi la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida sottoposta ad un regime autonomo rispetto a quello previsto dal precedente comma 2.
4.1. Secondo un primo orientamento, richiamato dal ricorrente e dal Procuratore generale in sede, nel caso di rifiuto a sottoporsi all’esame alcolemico previsto dall’art. 186, comma 7, cod. strada, il rinvio operato dalla norma all’art. 186, comma 2, lett. c), è limitato al trattamento sanzionatorio ivi previsto per la più grave delle fattispecie di guida in stato di ebbrezza, mentre, in relazione alle sanzioni amministrative accessorie, il legislatore, nel corpo del citato art. 186, comma 7, ha espressamente disciplinato sia la sospensione della patente di guida, con autonoma cornice edittale (tra un minimo di sei mesi ed un massimo di due anni), sia la confisca, rinviando, solo limitatamente a quest’ultima, alle “stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lett. c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione”.
4.2 Secondo l’opposta linea interpretativa, la durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida trova una sua autonoma regolamentazione quanto alla durata (da sei mesi a due anni: cfr. art. 186, comma 7, richiamato dall’art. 187, comma 8), ma, in forza del rinvio al trattamento sanzionatorio dell’art. 186, comma 2, lett. c), deve ritenersi operante il raddoppio di tale durata nel caso in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato e non possa procedersi alla confisca.
Tale conclusione è fondata sul riconoscimento della natura “formale” (o “dinamica”) del rinvio operato dal comma 7, secondo periodo – dopo la previsione delle sanzioni accessorie della sospensione della patente e della confisca del veicolo – “alle modalità e procedure previste dal comma 2, lett. c) del medesimo art. 186”, con la conseguente applicabilità alla fattispecie del rifiuto della disciplina sanzionatoria prevista dalla più grave ipotesi di guida in stato di ebbrezza, sia con riferimento alla “pena principale”, sia con riguardo alle “modalità e procedure” afferenti alla sospensione della patente di guida ed alla confisca del veicolo.
Con decreto in data 20 febbraio 2015 il Primo Presidente ha assegnato il ricorso alle Sezioni Unite penali, fissando per la trattazione l’odierna udienza in camera di consiglio.
A tale orientamento se ne oppone uno di segno diametralmente contrario, in forza del quale il rinvio al trattamento sanzionatorio dell’art. 186, comma 2, lett. c), contenuto nell’art. 186, comma 7, legittima la conclusione dell’applicabilità del raddoppio della durata della pena accessoria della sospensione della patente di guida, nel caso in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato e non possa quindi procedersi alla confisca: ciò in ragione del fatto che tale rinvio sarebbe da qualificare come “formale” (o “dinamico”) e ciò importerebbe la conseguenza di dover individuare la disciplina applicabileper relationemavendo i riguardo a quella attualmente vigente contenuta nell’art. 186, comma 2, lett. c), che comprende l’espressa previsione del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato (Sez. 4, n. 46390 del 16/10/2014, Bianchi, Rv. 263275; Sez. 4, n. 14169 del 16/10/2014, dep. 2015, De Berardinis, n.m.).
4.1. In una decisione particolarmente articolata, conforme alla prima linea interpretativa (Sez. 4, n. 15184 del 24/03/2015, Vaglia, Rv. 263277), si sostiene che a tale conclusione conducono valutazioni interpretative di natura letterale, diacronica e sistematica.
4.2. In senso contrario a questo indirizzo si pone, oltre Sez. 4, n. 14169 del 16/10/2014, dep.2015, De Berardinis, n.m., anche Sez. 4, n. 46390 del 16/10/2014, Bianchi, Rv. 263275, in cui si è ritenuto che nel caso di rifiuto a sottoporsi agli accertamenti finalizzati alla verifica dello stato di alterazione derivante dall’uso di sostanze stupefacenti previsto dall’articolo 187, comma 8, cod. strada (e lo stesso vale per il rifiuto a sottoporsi all’esame alcolemico previsto dall’articolo 186, comma 7, dello stesso codice), la durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, pur trovando una sua autonoma regolamentazione quanto alla durata (da sei mesi a due anni: cfr. articolo 186, comma 7, richiamato dall’articolo 187, comma 8), in forza del rinvio al trattamento sanzionatorio dell’articolo 186, comma 2, lett. c) (contenuto nell’articolo 186, comma 7, richiamato, a sua volta, dall’art. 187, comma 8), deve ritenersi operante il raddoppio di tale durata nel caso in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato e non possa procedersi alla confisca.
7.2. La diversa disciplina della sanzione amministrative della sospensione della patente afferente al reato in esame trova, del resto, la sua giustificazione, come rileva la sentenza Vaglia, nell’intento del legislatore di mantenere entro limiti edittali più contenuti, in ragione della distinta oggettività giuridica dei reati contemplati dall’art. 186, comma 2, e dall’art. 186, comma 7 (nonché dall’art. 187, comma 8) la durata della stessa nell’ipotesi in cui la condotta criminosa non sia strettamente correlata all’utilizzo del veicolo ma si sostanzi nella frapposizione di un ostacolo all’accertamento di altro reato.
Da tale impostazione costruttiva discende ilseguente principio di diritto:“Il rinvio alle stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lett. c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione, contenuto nel secondo periodo del comma 7 dell’art. 186 cod. strada, dopo le previsioni relative alla sospensione della patente di guida ed alla confisca del veicolo, deve intendersi limitato alle sole modalità e procedure, contenute nell’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, che regolano il sistema della confisca del veicolo, con esclusione del rinvio alla disciplina del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato; conseguentemente, la durata della sospensione della patente di guida, quale sanzione amministrativa che accede al reato di rifiuto, compresa, ai sensi dell’art. 186, comma 7, secondo periodo, tra il minimo di sei mesi ed il massimo di due anni, non deve essere raddoppiata nel caso in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato”.
Di Sergio Armaroli|2020-02-10T18:02:24+01:00Settembre, 2019|avvocato penale|
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FURTO TRA CONVIVENTI NO ALL’ESIMENTE COME NEL MATRIMONIO Più recenti pronunce di questa Corte, invece, hanno escluso l’estensione della causa soggettiva di esclusione della punibilità prevista per il coniuge dall’art. 649 c.p., al convivente more uxorio (Sez. 5, n. 28638 del 21/09/2015, dep. 2016, Rv. 267367).
RICONOSCIMENTO FIGLIO NATURALE ART 250 CC