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Timestamp: 2017-11-23 07:20:24+00:00
Document Index: 135872164

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Radicali Italiani | Lega Italiana per il Divorzio Breve
Cambogia, Partito Radicale: Sottosegretario Della Vedova sollevi l'urgente e grave questione democratica con le autorità cambogiane al summit ASEM in corso in Birmania
CAMBOGIA, PARTITO RADICALE: OGGI MUORE LA DEMOCRAZIA. LA REPRESSIONE DI HUN SEN PROSEGUE
Comunicazione di Maurizio Turco, responsabile legale del Partito Radicale
Radicali Italiani - Primi Piani e comunicati
URL: http://www.radicali.it/rss.php
Aggiornato: 50 settimane 5 giorni fa
Ven, 02/12/2016 - 10:47
Il 1° dicembre 2015 presentai una richiesta di accesso civico al Responsabile della Trasparenza della Regione Piemonte, richiedendo la pubblicazione online delle determinazioni (con relativi elenchi nominali) inerenti gli incentivi assegnati ai dipendenti regionali impegnati nella realizzazione della “Sede Unica” della Regione Piemonte. ovvero le determinazioni dirigenziali n. 1001 (DB0700-ST0701) del 28/11/2012, n. 70 (SB0100 STS102) del 8/11/2013 e n. 161 (SB0100-STS102) del 25/11/2014 (quest’ultima già pubblicata ma senza elenco nominale); eventuali altri provvedimenti relativi alla fattispecie indicata, ai sensi dell’art. 18 del D. lgs. 14 marzo 2013, n. 33.
Il 23 dicembre 2015, il Responsabile Trasparenza mi rispose di aver richiesto già il 28 ottobre 2015 (dopo accesso agli atti presentato da un’organizzazione sindacale) all’Autorità Nazionale Anticorruzione un parere dirimente sulla questione, poiché “l’ambiguità che caratterizza la materia non consente allo stato di assumere una posizione certa con riferimento all’obbligo di pubblicazione delle informazioni riferite al meccanismo incentivante ed ai dipendenti che ne sono interessati …”.
Ammesso e non concesso che la questione non sia chiara (il testo letterale dell’art. 18 è molto chiaro), è passato un anno dalla presentazione della mia richiesta di accesso civico e da Roma non è arrivata nessuna risposta.
Ricordo di avere a mia volta inviato all’ANAC due successive segnalazioni (n. 2145 del 1/12/2015 e n. 2463 del 2/03/2016) sul mancato rispetto da parte della Regione Piemonte dell’art. 18 del D. lgs. 33/2013 (Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli incarichi conferiti ai dipendenti pubblici): “Le pubbliche amministrazioni pubblicano l’elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascuno dei propri dipendenti, con l’indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico”.
Un mese fa, il Dr.. Raffaele Cantone aveva garbatamente tirato le orecchie alla Regione Piemonte, che non aveva ancora trasmesso all’ANAC alcun provvedimento inerente il “Parco della Salute”, nonostante la disponibilità a collaborare manifestata da Cantone a Chiamparino in un incontro risalente al settembre 2015.
Mi pare che la vicenda del grattacielo (che, tra l’altro, è adiacente all’area del Parco della Salute) testimoni che le comunicazioni sono difficili non solo da Torino a Roma ma anche viceversa.
Per approfondimenti: http://www.associazioneaglietta.it/?s=grattacielo
Categorie: Radicali
Gio, 01/12/2016 - 20:47
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e del tesoriere Michele Capano
Salutiamo che per la prima volta un presidente del Consiglio parli di "referendum act", come ha fatto oggi Matteo Renzi: cioè di una proposta complessiva di riforma dell'istituto referendario che come Radicali Italiani abbiamo avanzato per la prima volta nel 2013. Riconquistare l'effettivo accesso per tutti i cittadini agli strumenti di partecipazione popolare è una questione di democrazia e stato di diritto. Per questo abbiamo chiesto al governo di rimuovere gli ostacoli alla raccolta delle firme, prendendo un impegno concreto a partire da alcuni fondamentali punti: l'introduzione della firma digitale e lo snellimento delle procedure di autentica e certificazione delle firme, procedure vecchie di mezzo secolo che rendono pressoché impossibile promuovere referendum e leggi popolari a chiunque non sia un grande partito o sindacato. Semplificare la raccolta delle firme è indispensabile per rafforzare davvero gli strumenti di partecipazione come si propone la riforma costituzionale. Diamo quindi atto al governo di questo proposito che deve però trovare piena e completa attuazione.
Aids, Radicali Italiani e Certi Diritti: Stop a sessuofobia, Rai parli di prevenzione
Gio, 01/12/2016 - 13:01
Dichiarazione di Riccardo Magi segretario di Radicali Italiani, e Leonardo Monaco, segretario dell'associazione radicale Certi Diritti.
"Il Centro Europeo di Controllo delle Malattie e l’Oms Europa stimano almeno 122mila persone sieropositive che non sanno di esserlo: circa uno su sette del totale degli infetti. 30mila sono le notifiche di nuovi casi nel 2015. E nello stesso anno in Italia, come rende noto l’Istituto superiore di sanità, si sono registrate 3.444 segnalazioni di nuove diagnosi di Hiv: un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione ogni 100.000 residenti. Di fronte a questi dati, l'appello che come Radicali rivolgiamo al governo e al parlamento è chiaro: spogliarsi delle pruderie sessuofobiche e vigilare affinché il servizio pubblico radiotelevisivo affronti il tema dell'hiv/aids e delle malattie sessualmente trasmissibili e affinché siano conosciuti e disponibili tutti i metodi di prevenzione, come la profilassi pre-esposizione (PrEP) che per questioni di competenza del ministero della salute tarda ad essere messa in distribuzione. Si apra un dibattito serio e approfondito sul tema, e non lo si affronti solo nelle giornate internazionali in cui si piangono le vittime dell'oscurantismo. Parliamo di sesso, dell'importanza del preservativo. E parliamo anche di droghe, visto che il boom del consumo di eroina, per l'assenza di politiche di riduzione del danno dovuta al regime proibizionista, si conferma come concausa dell'aumento delle infezioni."
Mer, 30/11/2016 - 16:00
30/11/16 Dichiarazione di Michele Capano, tesoriere di Radicali Italiani: Le parole del Presidente Mattarella testimoniano l'urgenza di rivedere il sistema dell'esecuzione penale minorile, che in Italia difetta di regole apposite diversamente da quanto accade in altri paesi europei, e in linea con quanto auspicato da uno dei "tavoli" degli "Stati generali" dell'esecuzione penale organizzati dal ministro Orlando. Occorre, tuttavia, non abbandonarsi all'irrazionalità come è accaduto a seguito della recente "rivolta" - che in realtà riguardava solo due o tre ragazzi - nel carcere minorile di Airola. In quell'occasione si è subito invocato un ritorno al passato criticando l'estensione degli istituti minorili alla categoria dei "giovani adulti" (21-25 anni), per reati commessi da questi ultimi quando erano minorenni. Il richiamo del Presidente sia avvertito anzitutto da chi - come alcuni sindacati di polizia dopo la vicenda di Airola - non perde occasione per soffiare sul fuoco delle paure dei cittadini.
Mar, 29/11/2016 - 18:12
Solo superando le norme "medievali" che ostacolano la raccolta delle firme, la riforma costituzionale amplierà la partecipazione popolare come afferma il presidente del Consiglio. Serve a poco, infatti, offrire uno sconto sul quorum a chi riuscirà a raccogliere 800mila firme, visto che oggi è pressoché impossibile raccoglierne anche 500mila. Gli unici in grado di promuovere referendum oggi sono i grandi apparati di partito o sindacali, dotati di risorse economiche e di un esercito di consiglieri comunali che possano autenticare le firme. E c'è da scommettere che neppure chi può contare su tali mezzi riuscirebbe a raggiungere 800mila sottoscrizioni, figuriamoci semplici comitati di cittadini che intendano promuovere iniziative popolari. Ecco perché, come Radicali Italiani insieme a Emma Bonino, abbiamo chiesto con forza al presidente Renzi e al ministro Boschi di impegnarsi concretamente a varare una legge ordinaria - una sorta di collegato alla riforma costituzionale - che permetta ai cittadini di firmare online referendum e leggi popolari e riveda le procedure di autentica e certificazione delle firme: procedure vecchie di mezzo secolo, che peraltro contraddicono le ambizioni modernizzatrici di questo governo. Sarebbe il solo modo di rafforzare davvero gli strumenti di iniziativa popolare. Basta poco, basta un sì al diritto di partecipazione dei cittadini.
Dichiarazione di Michele Capano, tesoriere di Radicali Italiani
La relazione del Servizio Centrale di Protezione del Viminale, da cui emerge l'esistenza di un "esercito" di 1253 collaboratori di giustizia a stipendio statale nel 2015, dato raddoppiato nel corso di meno di un decennio, testimonia la necessità di ripensare profondamente gli strumenti delle strategie di contrasto alla criminalità organizzata. Nonostante i 100 milioni di euro all'anno elargiti ad esponenti della criminalità organizzata in cambio delle loro rivelazioni, anno dopo anno continuiamo a registrare la vitalità, e in qualche caso la recrudescenza di tali associazioni. Dopo oltre trent'anni dalle ferite inferte allo stato di diritto con i reati speciali (416 bis), i trattamenti penitenziari speciali (41 bis), le legislazioni speciali in materia di premialità ai collaboratori, ci ritroviamo al punto di partenza. Forse è venuto il momento - sulla base di questa esperienza - di ritornare allo Stato di diritto anche e soprattutto nel contrasto alla criminalità organizzata, ed è l'impegno che, come Radicali Italiani, tradurremo in proposte di legge nelle prossime settimane.
Castro, Magi: In tanti salutano dittatore come un campione di libertà. Ora priorità ai diritti dei cittadini cubani
Quello che ora più conta è la vita dei cubani. Costretti da decenni di dittatura dentro un recinto che impediva al progresso di entrare e loro di uscire, evitando tutti i rischi e le opportunità. In questa transizione difficilissima dovrà prevalere il rispetto dei cittadini cubani e dei principi democratici.
Ascoltando invece i commenti italiofoni di queste ore, è davvero singolare assistere allo spettacolo di chi saluta la morte di Fidel Castro come se si trattasse di un campione della libertà. È singolare a maggior ragione in questi tempi, nei quali si lanciano da ogni parte accorati appelli per la difesa della democrazia in pericolo. Si paventano improbabili "derive autoritarie" e non si riconoscono quelle storicamente avvenute. È singolare da parte di chi non si è mai posto il problema democratico nel nostro paese.
Forse occorrerebbe chiarirsi le idee. Trovare un metro di giudizio che prescinda dalla retorica e si attenga ai fatti, agli elementi concreti.
Gridare al colpo di stato la mattina, e beatificare un dittatore il pomeriggio, è semplicemente privo di senso.
Il massimo rispetto per i morti, naturalmente. Anche se, come nel caso di Fidel, sono stati dei dittatori.
La libertà, però, è un'altra cosa.
Ven, 25/11/2016 - 12:35
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e della presidente Antonella Soldo:
Papa Francesco, parlando di droghe, ha usato la parola chiave dell'intera questione: prevenzione. Specificando che "ogni tipo di programma di prevenzione viene sempre frenato dai governi per inettitudine". Governi che puntando, invece, tutto su politiche di proibizione e criminalizzazione riempiono le carceri e producono danni sociali e sanitari. L'unica forma di prevenzione che ha dimostrato di avere efficacia, è quella di misure di decriminalizzazione e legalizzazione. Speriamo, dunque, che le parole del pontefice servano anche ai nostri parlamentari a discutere con maggiore lucidità e approvare il disegno di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis depositato da noi e dall'associazione Luca Coscioni due settimane fa, con le firme di 68mila cittadini italiani.
Gio, 24/11/2016 - 16:26
Dichiarazione di Riccardo Magi e Michele Capano, segretario e tesoriere di Radicali Italiani, e di Barbara Bonvicini,tesoriera dell'Associazione Enzo Tortora Radicali Milano
Come Radicali Italiani vogliamo esprimere pieno sostegno alla battaglia nonviolenta del compagno Lucio Bertè, già consigliere regionale della Lombardia, giunto oggi al 39esimo giorno di sciopero della fame affinché la Giunta regionale preveda, attraverso una delibera, che gli istituti di pena lombardi registrino e mettano a disposizione dei detenuti tutte le informazioni sul loro stato di salute, le cure loro erogate e sulle condizioni di detenzione. Una battaglia di stato di diritto per garantire ai tantissimi che scontano, oltre alla pena comminata dai giudici, una pena supplementare illegittima e illegale l'accesso alla documentazione necessaria per valere i propri i diritti umani e costituzionali con azioni legali in ogni sede - italiana, europea e internazionale - e chiedere eventuali risarcimenti. Come già precisato da Bertè, si tratta di una richiesta fondata su atti già approvati in questi anni da Regione e Comune e rimasti finora lettera morta. Ci uniamo quindi alla sua richiesta, fatta propria anche da Francesca Scopelliti nel nome di Enzo Tortora, affinché la Lombardia si faccia capofila di un atto di civiltà con un provvedimento che tutte le Regioni dovrebbero adottare a tutela delle migliaia di persone recluse nelle nostre prigioni sovraffollate, dove è lo Stato il primo a calpestare le proprie leggi.
Radicali: Sempre più urgente la riforma del TSO. Occorre una "legge Mastrogiovanni"
Mer, 23/11/2016 - 19:41
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e di Michele Capano tesoriere di Radicali Italiani e avvocato della sorella di Franco Mastrogiovanni
La notizia relativa ai reati ipotizzati nel reparto psichiatrico di Sant'Arsenio in provincia di Salerno, a seguito della morte di un uomo ricoverato in TSO, testimonia l'urgenza di una riforma che possa garantire una tutela giuridica immediata a chi si trova in queste condizioni di privazione della libertà personale. La vicenda di Mastrogiovanni, lungi dal rappresentare un caso isolato, porta il segno di un problema "di sistema" che riguarda il profilo non solo di applicazione, ma anche di "governo" e "verifica" del TSO. Nell'ambito di tali "governo" e "verifica" deve essere garantita ai malati la stessa possibilità di difesa tecnica garantita, su altro piano, ad arrestati e fermati. È questo l'impegno di Radicali Italiani, per una proposta organica che sarà messa in campo nelle prossime settimane.
Violenza donne, 26 novembre "Schiave": Incontro su schiavitù in Mauritania con Biram Dah Abeid ed Emma Bonino
Mar, 22/11/2016 - 17:25
Sabato 26 novembre, anche in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, alle ore 11 presso la sede radicale di via di Torre Argentina 76 a Roma, Radicali Italiani e Non c'è pace senza giustizia, in collaborazione con IRA Mauritania, promuovono "Schiave": incontro sulla schiavitù in Mauritania con Biram Dah Abeid, Presidente dell'Iniziativa per la rinascita del movimento abolizionista della schiavitù (IRA Mauritania) ed Emma Bonino.
In Mauritania la schiavitù è stata abolita nel 1981, criminalizzata nel 2007 e dichiarata “crimine contro l'umanità” con la riforma costituzionale del 2012. Ciò nonostante continua a essere praticata. Secondo i dati ufficiali, il 4 per cento della popolazione mauritana vive in condizione di schiavitù, ma questo dato sale fino al 20 per cento in base ad altre stime. In tutti i casi, questo fenomeno riguarda prevalentemente le donne. Insieme a Biram Dah Abeid ed Emma Bonino, ne discuteranno: Antonio Marchesi, Presidente di Amnesty international Italia; Domenico Quirico, giornalista de La Stampa; Antonio Stango, Presidente della Lega italiana dei diritti dell'uomo. A moderare: Antonella Soldo, Presidente di Radicali Italiani. Nel corso dell'incontro sarà proiettato il reportage "Mauritania, gli ultimi schiavi" di Laura Secci.
Aborto, Radicali: Da Papa parole importanti ma in Italia violata legge e diritti donne
Lun, 21/11/2016 - 18:47
Dichiarazione del segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, del presidente Antonella Soldo e del segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo:
Le parole di Papa Francesco sull'aborto, che ritiene comunque un grave peccato, sono molto significative, ma non devono far dimenticare che nel nostro paese la legge e i diritti delle donne e dei medici sono costantemente calpestati a causa dell'obiezione di coscienza dilagante. L'Italia detiene il record in Europa con il 70 per cento di ginecologi obiettori che in alcune regioni, specialmente nel meridione, superano il 90 per cento. Numeri, in vertiginoso aumento da anni, che compromettono gravemente l'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza, violando la legge 194 secondo cui il servizio deve essere garantito in ogni caso. Una situazione non da stato di diritto ma da stato etico, che si ripercuote sulla salute delle donne e anche sui pochi medici non obiettori che in alcune regioni, come il Molise, arrivano a fare anche 4,7 interruzioni volontarie di gravidanza a settimana. Sono circa otto mesi che attendiamo che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin presenti la relazione annuale sull'attuazione della legge 194 al Parlamento, relazione che speriamo questa volta non sia la solita riproduzione di dati che conosciamo che non tengono conto del fatto che se diminuiscono i dati sull’aborto e aumenta il numero dei medici obiettori un problema evidente c’è e non può essere ignorato. La legge 194/78 ha avuto il merito di cancellare gli aborti clandestini nel nostro Paese, ma l’impossibilità di procedere all’interruzione volontaria di gravidanza in piena sicurezza nelle strutture autorizzate a causa della massiccia presenza di medici obiettori ci riporta indietro nel tempo in materia di tutele e diritti. Chiediamo alla ministra di impegnarsi a riportare legalità in tutte le regioni, a tutela delle donne e dei medici nel rispetto delle leggi italiane e delle decisioni in materia anche delle giurisdizioni internazionali che condannano l’Italia. Le soluzioni ci sono, l'Associazione Luca Coscioni con l’AIED , ad esempio, ha proposto di regolamentare l'obiezione di coscienza, istituire un albo pubblico dei medici obiettori, bandire concorsi pubblici con pari quota tra medici obiettori e non obiettori e utilizzare medici "a gettone" per sopperire con urgenza alle carenze di non obiettori. Garantire la piena applicazione della legge 194, senza ledere il diritto delle donne che decidono d’interrompere la gravidanza e quello dei medici che decidono di obiettare non è difficile: basta volerlo fare. E se, da parte sua, Papa Bergoglio ha scelto di dare sull'aborto una svolta all'insegna della misericordia, il ministro della Salute di certo non può sottrarsi al dovere di sanare questa una grave violazione di diritto e dei diritti.
Migranti, Radicali a centro transitanti di Milano: Esempio di buon governo. Superare Bossi-Fini per vincere sfida
Ven, 18/11/2016 - 17:31
"Di fronte a un flusso di migranti ormai costante da oltre due anni, le istituzioni e il territorio milanesi hanno deciso di intervenire tempestivamente per assicurare un'accoglienza dignitosa a migliaia di persone e garantire al tempo stesso una gestione ordinata all'intera città" così il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi, che oggi, insieme ad Alessandro Capriccioli, membro della direzione nazionale, ha visitato a Milano l'hub per migranti in via Sammartini: un centro voluto dal Comune, d'accordo con la prefettura e in collaborazione con Ferrovie dello Stato che ha concesso lo spazio.
"Dall'hub le centinaia di persone che ogni giorno giungono alla stazione di Milano, dopo aver ricevuto una prima assistenza, materiale e legale, vengono distribuite su una rete di 15 centri nelle diverse aree della città sempre gestiti dal comune. Questa non è solidarietà né buonismo, è capacità di governare i fenomeni con soluzioni efficaci, nel rispetto dei diritti e coinvolgendo istituzioni, associazioni, realtà produttive, cittadinanza: cioè il capitale sociale di una città. Si tratta di un esempio per tutte le città, a partire dalla Capitale, che finora si è mostrata incapace di affrontare situazioni di questo tipo", hanno spiegato i radicali ringraziando l'assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino e l'assessore radicale alla Trasparenza Lorenzo Lipparini per aver permesso la visita al centro.
"Serve una analoga capacità di governo - continuano - per affrontare il fenomeno migratorio a livello nazionale, non solo nella fase dell'accoglienza, ma anche in quella dell'inclusione sociale, attraverso il lavoro e la formazione di quanti hanno scelto il nostro paese per il proprio progetto di vita. Per questo serve innanzitutto superare il sistema rigido e inefficace della legge Bossi-Fini con l'introduzione di canali di ingresso legali e l'emersione dall'irregolarità di chi già vive, lavora ed è radicato nel nostro paese. Solo così sarà possibile governare davvero un fenomeno complesso, ma inevitabile, trasformandolo in opportunità per i cittadini migranti e italiani", concludono i radicali.
Aborto, Magi e Soldo: Da oltre 8 mesi Parlamento attende da ministra Lorenzin relazione su attuazione legge 194
Gio, 17/11/2016 - 16:38
Dichiarazione di Riccardo Magi e Antonella Soldo, segretario e presidente di Radicali Italiani, e di Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni:
L'articolo 16 della legge 194/1978 sull'interruzione volontaria di gravidanza impone al ministro della Salute di presentare al parlamento, entro il mese di febbraio di ogni anno, una relazione sull'attuazione della stessa norma. Ebbene, siamo a oltre otto mesi da quella scadenza né il parlamento, né le cittadine e i cittadini italiani hanno ancora potuto conoscere il contenuto della relazione. In particolare, non è ancora noto se e come siano state superate le criticità emerse dalla relazione dello scorso anno: quelle che riguardano le gravi difficoltà di accesso al servizio nella maggior parte delle regioni italiane, e il conseguente carico di lavoro sui medici non obiettori (che in alcune regioni, come il Molise, arrivano a fare anche 4,7 interruzioni volontarie di gravidanza a settimana). Dunque, speriamo solo che il grave ritardo sia stato utilizzato dalla ministra per dedicare due corposi capitoli della relazione al fenomeno dell'obiezione di coscienza e anche a quello della fornitura di dati aggiornati e completi sull'aborto farmacologico.
Mastrogiovanni, Radicali: Bene ribaltamento primo grado, ora subito "Legge Mastrogiovanni" per riforma Tso
Mar, 15/11/2016 - 17:34
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e del tesoriere Michele Capano, avvocato della sorella di Franco Mastrogiovanni
La sentenza della Corte d'Appello di Salerno sul caso del professore Franco Mastrogiovanni, morto nel reparto di psichiatria dell'Ospedale di Vallo della Lucania dopo 87 ore di ininterrotta "contenzione", conferma la condanna dei sei medici e sancisce, in riforma della sentenza di primo grado, la condanna anche per gli undici infermieri che ebbero in cura il paziente. Occorre apprezzare il ribaltamento delle valutazioni che il giudice di primo grado del Tribunale di Vallo della Lucania aveva compiuto circa gli infermieri: mentre la sentenza di primo grado aveva assolto questi ultimi ritenendo di non poterli rimproverare per avere "ubbidito" agli ordini dei medici, oggi - per quanto occorra aspettare le motivazioni della sentenza per una valutazione più completa - viene affermato il principio per cui la qualificazione professionale dell'infermiere e la manifesta criminosità della condizione a cui era stato ridotto il prof. Franco Mastrogiovanni, impongono di condannare chi ha assistito ed avallato con il suo operato tutto ciò senza opporvisi. Non è possibile, tuttavia, tacere come la riduzione della pena per i medici, che potranno così fruire della sospensione condizionale della pena e la revoca della interdizione temporanea dai pubblici uffici che era stata stabilita a loro carico, conferma come in Italia le carceri sovraffollate siano riservate solo a immigrati, tossicodipendenti e piccoli spacciatori, magari in attesa di giudizio, mentre per i colletti bianchi il trattamento è diverso anche quando - come in questo caso - i delitti di cui si è ritenuti responsabili si chiamano sequestro di persona, morte in conseguenza del sequestro di persona, falso ideologico in cartella clinica (perché in essa non era stata riportata la "contenzione" a cui era sottoposto il prof. Mastrogiovanni: se non ci fossero state le riprese delle telecamere interne non ve ne sarebbe rimasta alcuna traccia documentale..).
Di fronte allo "spaccato" dei reparti di psichiatria italiani che questo processo rivela, e di fronte al moltiplicarsi dei casi di "morte per TSO" di cui ogni anno si ha notizia, Radicali Italiani si farà promotore di un progetto di riforma che preveda un'assistenza legale obbligatoria per i malati che si trovino in queste situazioni e la massima trasparenza delle condizioni di cura all'interno dei reparti, ricordiamo infatti che nel caso del prof. Mastrogiovanni, e in casi analoghi, era stata negata ai familiari la possibilità di visita in reparto. Una "Legge Mastrogiovanni", che intendiamo mettere a punto coinvolgendo anche le associazioni impegnate su questo fronte, perché non ci siano mai più casi come quello del maestro di Vallo della Lucania.
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Lun, 14/11/2016 - 17:42
La tanto amata (a parole!) Costituzione italiana afferma che la pena ha come obiettivo rieducare il condannato. Nonostante lo spirito illuminato della Costituzione, le prassi che regolano le carceri in Italia e alcune leggi, hanno come obiettivo evidente punire e colpire soprattutto chi non ha i mezzi per difendersi.
Lo dimostrano i dati del Dossier "Dentro o fuori" (clicca qui per leggerlo e scaricarlo) pubblicato in queste ore da Openpolis, da cui emerge tra l'altro che l'Italia è sesta in Europa per sovraffollamento con un tasso del 109 per cento che in alcuni istituti, come Canton Mombello a Brescia, supera il 190%; su un totale di 54 mila detenuti, gli stranieri sono quasi il 34% mentre 18.500 sono reclusi per violazione della normativa sugli stupefacenti; oltre il 34% è in attesa di giudizio definitivo, di cui la metà in attesa di primo giudizio. Dal 2000 a oggi i detenuti con più di 70 anni sono aumentati di oltre l'80%; 5.720 detenuti hanno la licenza elementare, 16.203 la licenza media e solo 514 la laurea. Secondo una ricerca commissionata dal Ministero della Giustizia, nel 2007 il tasso di recidiva dei detenuti era pari al 68%, contro solo il 19% di chi aveva scontato la pena ai servizi sociali, eppure i lavori di pubblica utilità sono usati solo per le violazioni del codice della strada, e non come reale alternativa al carcere per altri reati, e meno del 30% dei detenuti lavora in carcere (dato tuttavia in costante aumento negli ultimi 5 anni). Rispetto al sempre evocato "Piano carceri" una relazione della Corte dei conti del settembre 2015 ne ha certificato il fallimento: è stato speso l’11% del budget 2010-2014 e i posti letto sono aumentati di 4.415 unità a fronte dei 12 mila previsti. Intanto in carcere si continua a morire: dal 2000 ad oggi annualmente i suicidi sono stati da un minimo di 43 a un massimo di 72; 23 i detenuti che si sono tolti la vita nei soli primi sei mesi del 2016. Dichiarazione di Igor Boni e Silvja Manzi (Direzione nazionale di Radicali Italiani): "Dai dati emerge una fotografia disarmante della situazione carceraria italiana e che il progetto seguito da ogni Governo è stato semplicemente quello di fare fronte alle più gravi emergenze, senza mettere concretamente mano al problema. In una situazione di questa natura è evidente che un provvedimento di amnistia - come chiesto a più riprese da Marco Pannella e dai radicali - consentirebbe di decongestionare le strutture e ridurre l'immane numero di pratiche sulle scrivanie dei magistrati. Ma insieme a questo si deve smettere di considerare le carceri come una discarica umana riservata alle fasce più deboli. Il lavoro in carcere, le pene alternative e l'affidamento ai servizi sociali sono strumenti fondamentali per migliorare la situazione, insieme alla radicale modifica delle leggi sull'immigrazione e sugli stupefacenti. Occorre investire su chi sta in galera, in istruzione e lavoro, se si vuole ridurre la recidiva e provare a seguire i dettami della nostra Costituzione, troppo spesso usata come foglia di fico per non far vedere il disastro sociale e umano che alimentiamo dietro le sbarre.”
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Lun, 14/11/2016 - 14:57
gli audiovideo su Radioradicale.it
Art. 5 - La Direzione
La Direzione collabora con il Segretario e con il Tesoriere nella conduzione politica e nella gestione amministrativa, finanziaria ed organizzativa del Movimento.
È composta dal Presidente del Movimento, dal Segretario, dal Tesoriere e da non oltre quindici membri nominati dal Segretario, d'intesa con il Tesoriere, entro il decimo giorno successivo alla chiusura del Congresso.
L'11 novembre 2016 è stata nominata dal Segretario, d'intesa con il Tesoriere, la Direzione di Radicali italiani.
Giuseppe Alterio
Demetrio Bacarogli audiovideo su Radioradicale.it Rocco Berardogli audiovideo su Radioradicale.it
Andrea Bergaminigli audiovideo su Radioradicale.it Igor Bonigli audiovideo su Radioradicale.it Barbara Bonvicinigli audiovideo su Radioradicale.it Alessandro Capriccioligli audiovideo su Radioradicale.it Valerio Federicogli audiovideo su Radioradicale.it Michele Governatorigli audiovideo su Radioradicale.it Massimiliano Iervolinogli audiovideo su Radioradicale.it Silvja Manzigli audiovideo su Radioradicale.it Alessandro Massarigli audiovideo su Radioradicale.it Francesco Mingiardigli audiovideo su Radioradicale.it Raffaele Minierigli audiovideo su Radioradicale.it Simone Sapienzagli audiovideo su Radioradicale.it
Alle riunioni di Direzione partecipano come invitati:
Emma Bonino, Marco De Andreis, Vitaliana Curigliano
Gli ex Segretari del Partito Radicale e di Radicali italiani iscritti a Radicali Italiani
I Segretari e i Tesorieri dei soggetti costituenti il Partito Radicale, iscritti a Radicali Italiani
La rappresentante italiana nel Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio d’Europa, Elisabetta Zamparutti
L’ufficio stampa di Radicali Italiani Valentina Ascione
Il responsabile del Centro d'Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva
I parlamentari italiani e europei iscritti a Radicali Italiani
I consiglieri e gli assessori regionali, metropolitani, comunali iscritti a Radicali Italiani
L'amministratore delegato di Centro di Produzione SpA Paolo Chiarelli
Il Segretario d’intesa con il Tesoriere può integrare gli inviti alle riunioni della Direzione.
Ven, 11/11/2016 - 19:50
Ven, 11/11/2016 - 19:17
Dopo mesi di campagna per la raccolta delle firme oggi Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni hanno depositato i moduli e le certificazioni per la proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis.
In piazza Montecitorio, davanti agli scatoloni con le 57mila firme, Marco Perduca, coordinatore della campagna Legalizzamo, Riccardo Magi, segretario di Radicali Itailani, Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Coscioni, Antonella Soldo, presidente di Radicali Italiani e Michele Capano, tesoriere di Radicali Italiani, hanno spiegato le ragioni dell'antiproibizionismo e descritto le lunghe e costose procedure burocratiche che ostacolano la democrazia partecipativa. Sono intervenuti Pippo Civati, Luigi Manconi, Mina Welby, Andrea Trisciuoglio, Lucia Spiri e i volontari e i coordinatori della campagna.
L'estrazione a sorte dei cinque membri del Comitato Nazionale di Radicali Italiani
Ven, 11/11/2016 - 15:06
I primi 10 estratti a sorte per il Comitato Nazionale:
Silvana Tei
Bernadetta Graziani
Santino Blasioli
Pietro Dibilio
Sandro Palma
Emidio Flammini
In allegato la lista completa degli estratti
AttachmentSize elenco completo estratti.pdf118.46 KB