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Timestamp: 2017-09-24 17:18:29+00:00
Document Index: 147720044

Matched Legal Cases: ['art.35', 'art.35', 'art. 1', 'art.54', 'art.39', 'art. 5', 'art. 6']

ABROGATO l'accertamento in base al valore normale | immobilio - Forum Immobiliare
Discussione in 'l'Agente Immobiliare e le Nuove Normative' iniziata da Isabella Tafuro, 26 Giugno 2009.
E' notizia appena arrivata e assolutamente interessante
Abrogato l'accertamento in base al valore normale sulle cessioni degli immobili. È arrivato, infatti, il via libera definitivo della Camera al disegno di legge, già approvato dal Senato, poi modificato dalla Camera e quindi nuovamente modificato dal Senato, recante Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008, in base al quale viene confermata l'eliminazione delle disposizioni in materia di accertamento sulle compravendite immobiliari in base al valore normale dei fabbricati ceduti, sia ai fini IVA che delle imposte sul reddito, che era stato introdotto dall'art.35, commi 2-3, del D.L. 223/2008, convertito, con modifiche, dalla legge 248/2006 (Decreto Visco-Bersani).
In attesa della pubblicazione in Gazzetta per l'entrata in vigore del provvedimento, ricordiamo che tale risultato è stato raggiunto anche grazie alla formale denuncia presentata dall'ANCE alla Commissione europea, in cui è stato evidenziato che le norme sul valore normale violano la Direttiva 28 novembre 2006 n.2006/112/CE - Direttiva del Consiglio relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, in base alla quale la base imponibile costituita dal corrispettivo pattuito, coincidente con quello esposto in fattura e non da un valore prestabilito statisticamente, come le quotazioni O.M.I.
Ricordiamo che, l'art.35, commi 2-4 e 23 bis, del Decreto-legge n. 223/2006 (decreto "Visco-Bersani", convertito con modificazioni nella legge n. 248/2006) aveva definito la possibilità di procedere alla rettifica delle dichiarazioni IVA e delle imposte sul reddito, nell'ipotesi in cui sia accertato che il valore di trasferimento di beni immobili si discosti da un certo valore normale degli stessi; nel caso, poi, di trasferimento immobiliare finanziato con mutuo ipotecario o finanziamento bancario, il valore normale non può essere inferiore all'ammontare del mutuo o del finanziamento erogato. Successivamente alla legge n. 248/2006, sull'argomento è intervenuta la legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) che all'articolo 1, comma 307, per la determinazione del valore normale ha rinviato ad uno specifico Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate l'individuazione periodica dei criteri utili alla determinazione dello stesso valore normale, ai fini dell'accertamento nell'ambito dell'IVA, dell'imposta di registro e delle imposte dirette.
Con il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate 27 luglio 2007 recante "Disposizioni in materia di individuazione dei criteri utili per la determinazione del valore normale dei fabbricati di cui all'articolo 1, comma 307 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007).", ai fini dell'accertamento sulle compravendite immobiliari, il "valore normale" dei fabbricati ceduti devono essere stabiliti sulla base dei valori dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia del Territorio e di coefficienti di merito relativi alle caratteristiche che influenzano il valore dell'immobile, integrati dalle altre informazioni in possesso dell'ufficio.
Con la Finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 1, comma 265), inoltre, tali disposizioni accertative venivano estese anche alle compravendite effettuate precedentemente al 4 luglio 2006, attribuendo, in tal caso, valenza di mera presunzione semplice allo scostamento tra valore normale e corrispettivo dichiarato in atto.
Con la definitiva approvazione della legge Comunitaria 2008, il riferimento al valore normale è stato eliminato sia dall'art.54, comma 3, del D.P.R. 633/1972 (ai fini IVA), sia dall'art.39, comma 1, lett. d, del D.P.R. 600/1973 (ai fini delle imposte sul reddito). Con la conseguenza che l'eventuale difformità tra il corrispettivo di cessione ed il valore normale rappresenterà una mera presunzione semplice, che non potrà più legittimare accertamenti automatici in capo alle imprese.
da "www.lavoripubblici.it"
Isabella Tafuro, 26 Giugno 2009
il Custode, 26 Giugno 2009
MAddaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii speriamo sia cosi almeno per i mutui.
Roby, 26 Giugno 2009
giorgiogallinelli Membro Attivo
Ok, ma questo vuol dire che decadono anche gli accertamenti sui requisiti necessari per ottenere l'agevolazione per l'acquisto della prima casa??? Mi spiego meglio.
Nel Maggio 2006 ho acquistato una villetta (CATEGORIA CATASTALE A7) con l'agevolazione prima casa. Due settimane fà ho ricevuto un avviso di accertamento successivamente al quale un tecnico dell'Agenzia del Territorio si è presentato a casa mia per rilevare le metrature. Per farla breve, il tecnico ha rilevato una difformità tra le misure delle schede catastali e qualle da lui rilevate, di "ben" 1,8 Mq... (totale superficie 241,80 Mq). Morale, QUATTORDICIMILA EURO di cartella dall'Agenzia delle Entrate! Ho chiesto immediatamente ad un architetto di mia conoscenza di verificare AL MILLIMETRO le superfici della mia abitazione, e quest'ultimo ha rilevato una superficie totale di 239,20 Mq, quindi in linea con il D.M. del 2 Agosto 1969. Che devo fare???
giorgiogallinelli, 27 Giugno 2009
Purtroppo no, il D.M. del 02 agosto 1969, rimane , con tutte le sue disposizioni, e quindi :
Art. 5 Costruzioni aventi come pertinenza un'area scoperta della superficie di oltre sei volte l'area coperta:
Le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a mq. 240 esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine)
Se la tua villetta non ha i requisiti dell'art. 5 ( terreno di mq. 1201), rientri nell'art. 6, dove i mq. 240 sono al netto di balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto macchina.
Se l'architetto ha rilevato mq. 239,20 utili e al netto di quanto detto, allora io farei ricorso.
Isabella Tafuro, 27 Giugno 2009
L'abrogazione della norma darà forza ai costruttori per chiedere nuovamente ingenti somme in "black"...
Diego Zucchini, 27 Giugno 2009
L'accertamento c'è sempre solo che le quotazioni O.M.I. non sono tassative.
Grazie mille. Presenterò senz'altro il ricorso, poi ti farò sapere!
Isabella sei un mito! come faremmo senza di te!
francesco restifo, 1 Luglio 2009
francesco restifo ha scritto:
il Custode, 1 Luglio 2009
quindi si ritorna al valore catastale..........
maximilian, 14 Luglio 2009
ambroluc Nuovo Iscritto
Mi chiedevo se la modifica della norma potrebbe avere risvolti anche sugli accertamenti di valore che l'agenzia delle Entrate effettua in relazione all'imposta di registro dovuta per la compravendita di immobili uso diverso dall'abitativo.
ambroluc, 22 Luglio 2009
anna maria Nuovo Iscritto
un'impresa ha ricevuto un accertamanto dall'agenzia delle entrate per un acquisto di un pezzo di terreno edificabile presumendo un valore più alto perchè un bene similare è stato venduto molto di più.
anna maria, 29 Luglio 2009
La rendita catastale è applicata solo per le transazioni di atti non soggetti ad IVA , esclusivamente per le abitazioni, vendite che richiedono la regola prezzo valore; mi spiego meglio - E' consentito ( per vendite avente ad oggetto abitazioni e sue pertinenze) per atti NON soggetti ad IVA, dichiarando il prezzo effettivo della vendita, di pagare le imposte sulla rendita catastale, che sono suscettibili di verifica solo se si verifica un'occultamento del prezzo effettivo pagato.
Per tutte le altre vendite, gli accertamenti scattano SEMPRE, Per " valori normali" abrogati, si intende solo che non ci saranno più dei valori MINIMI da dichiarare, al di sotto della quale scattavano automaticamente gli accertamenti. Insomma quei valori non sono più considerati "vangelo".
ma secondo lei ci sono i presupposti per fare un ricorso? il terreno dell'impresa è una parte di un terreno molto grande facente parte di un un piano esecutivo (l'altro no).
anna maria, 30 Luglio 2009
Fare ricorso nei termini previsti è possibile, l'importante è giustificare il più possibile tale ricorso, e qui mi sembra che i presupposti ci siano -
il Custode, 30 Luglio 2009
RETTIFICA DEI VALORI NELLE COMPRAVENDITE DI IMMOBILI
CTR Lazio 24.06.2008, n. 58/26/08
• Secondo la Commissione Tributaria del Lazio, l’accertamento di valore basato esclusivamente sulla stima
dell’ufficio tecnico erariale è illegittimo. La rettifica dei valori dichiarati nell’atto di compravendita deve riferirsi
a trasferimenti a qualsiasi titolo ed alle divisioni e perizie giudiziarie anteriori di non oltre 3 anni alla
data dell’atto rettificato, facendo riferimento a concreti trasferimenti dello stesso immobile o di immobili di
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PyerSilvio replied 24 Settembre 2017 alle 18:52
Alessandro111 replied 24 Settembre 2017 alle 18:37