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Timestamp: 2018-09-24 09:18:02+00:00
Document Index: 154912505

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art.  3', 'art.  1', 'art. 2', 'art.\n19', 'art 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n19']

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 22 Gennaio 2004: Misure fitosanitarie d'emergenza contro la propagazione dell'organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l'Egitto. (GU n. 147 del 25-6-2004 | Edilone.it
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 22 Gennaio 2004: Misure fitosanitarie d’emergenza contro la propagazione dell’organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l’Egitto. (GU n. 147 del 25-6-2004
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 22 Gennaio 2004: Misure fitosanitarie d'emergenza contro la propagazione dell'organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l'Egitto. (GU n. 147 del 25-6-2004 )
Misure    fitosanitarie    d’emergenza    contro    la   propagazione
dell’organismo  nocivo  Pseudomonas  solanacearum  (Smith) Smith, per
quanto riguarda l’Egitto.
Vista la legge 18 giugno 1931, n. 987 e successive modificazioni ed
integrazioni,   recante  disposizioni  per  la  difesa  delle  piante
approvato con regio decreto 12 ottobre 1933, n. 1700 e modificato con
616,   in  virtu’  del  quale  e’  stata  confermata  allo  Stato  la
determinazione  degli interventi obbligatori in materia fitosanitaria
(art. 71, comma 1, lettera c));
Visto l’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
Visto  il  decreto  legislativo n. 536 del 30 dicembre 1992 che, in
attuazione   della   direttiva  91/683/CEE,  istituisce  il  Servizio
fitosanitario nazionale:
italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e sue
Vista  la  decisione della Commissione n. 2004/4/CE del 22 dicembre
2003 che autorizza gli Stati membri ad adottare a titolo provvisorio,
misure   d’emergenza   contro   la   propagazione  dello  Pseudomonas
solanacearum  (Smith)  Smith,  causa del marciume bruno della patata,
per quanto riguarda l’Egitto;
Acquisito  il  parere  favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e
di Bolzano, espresso, nella seduta del 15 gennaio 2004;
1.  Le  patate  da  consumo  di  Solanum  tuberosum  L.  originarie
dell’Egitto possono essere introdotte nel territorio della Repubblica
2.  Le  patate  di cui al comma 1 provengono dalle «zone indenni da
organismi  nocivi»,  definite  ai sensi dell’art. 2, a condizione che
siano  rispettate  le misure di cui al successivo art. 3, applicabili
ai tuberi coltivati in dette zone. A tali fini e’ verificato l’elenco
delle «zone indenni da organismi nocivi» riconosciute, comprendente i
dati  di  identificazione,  comunicato  dalla  Commissione  europea e
relativo al riconoscimento da parte dell’Egitto di dette zone.
3.  Le  disposizioni  di cui ai commi precedenti sono valide per la
campagna  d’importazione 2003/2004. Dette misure, inoltre, cessano di
essere   applicate   quando   la   Commissione   dell’Unione  europea
notifichera’  agli  Stati  membri  che  sono  state  confermate  n. 6
intercettazioni  del  batterio Pseudomonas solanacearum in partite di
patate  introdotte  nella  Comunita’,  e che le intercettazioni hanno
dimostrato  che  il  metodo  d’identificazione delle «zone indenni da
organismi  nocivi» o le procedure di sorveglianza ufficiale in Egitto
non sono stati sufficienti a prevenire il rischio di introduzione del
batterio in questione nella Comunita’.
Definizioni delle zone di coltivazione delle patate egiziane
a) per  «zona  indenne  da  organismi  nocivi» si intende la zona
riconosciuta in Egitto ove sono state prodotte le patate destinate ad
essere   introdotte   nella   Comunita’   conformemente  alle  «Norme
internazionali   FAO   per   le   misure   fitosanitarie,  parte  IV:
sorveglianza degli organismi nocivi – condizioni per l’istituzione di
zone indenni da organismi nocivi», in particolare il punto 2.3;
b) per  «zona»  riconosciuta  si  intende  un  «settore»  (unita’
amministrativa  gia’ costituita comprendente un gruppo di «bacini») o
un  «bacino»  (unita’  irrigua)  ed  essa  e’ identificata con il suo
numero di codice individuale ufficiale.
1.  Ai  fini di quanto disposto all’art. 1 del presente decreto, si
devono  rispettare le misure d’emergenza seguenti, oltre ai requisiti
fissati per le patate nelle parti A e B degli allegati I, II e IV del
decreto  ministeriale  31 gennaio  1996  e  sue  modificazioni, fatta
eccezione  per i requisiti di cui all’allegato IV parte A, sezione I,
punto 25.8.
2.  Le  patate  da  consumo  destinate  ad  essere  introdotte  nel
territorio della Repubblica italiana devono essere state in Egitto:
a) ottenute  da patate, di origine comunitaria diretta o ottenute
in  precedenza  da  tali  patate,  prodotte  in  una «zona indenne da
organismi  nocivi»  riconosciuta  secondo  quanto disposto all’art. 1
che,  immediatamente  prima di essere piantate, sono state sottoposte
ad  analisi  ufficiali  effettuate  secondo  il metodo di prove della
Comunita’  di  cui  al  decreto  ministeriale  23 febbraio  2000  per
individuare  un’eventuale  infezione latente e sono risultate indenni
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;
b) sottoposte  a  ispezioni  ufficiali sul campo durante il ciclo
vegetativo per individuare eventuali sintomi del marciume bruno della
patata   causato  dallo  Pseudomonas  solanacearum  (Smith)  Smith  e
risultate  esenti  da  questi  sintomi  in tali ispezioni; poco prima
della  raccolta  e’  prelevato un campione di 500 tuberi per 5 feddan
(acri)  o  un  campione  di  200  tuberi per feddan (acro) o relativa
frazione  per  i  campi  di patate piu’ piccoli al fine di effettuare
esami   di   laboratorio,  comprendenti  una  prova  d’incubazione  e
un’ispezione  visiva  di  tuberi  tagliati  per individuare eventuali
sintomi  del  marciume  bruno  della patata causato dallo Pseudomonas
solanacearum  (Smith)  Smith  e risultate esenti da questi sintomi in
tali ispezioni;
c) trasportate   in   centri   di  condizionamento  ufficialmente
riconosciuti dalle autorita’ egiziane per il trattamento esclusivo di
patate  ammesse  ad  essere  esportate  nella  Comunita’  durante  la
campagna  2003/2004  e,  al  loro arrivo al centro di condizionamento
riconosciuto devono essere:
accompagnate  da  documenti  che  hanno  scortato il carico dal
campo di raccolta, attestanti l’origine del carico secondo le zone di
cui all’art. 2;
sottoposte a ispezioni ufficiali su campioni di tuberi tagliati
per  individuare  eventuali  sintomi  del marciume bruno della patata
causato  dallo  Pseudomonas  solanacearum  (Smith)  Smith e risultate
esenti  da  questi  sintomi  in tali ispezioni, effettuate secondo un
tasso di campionamento del 10% di sacchi e di 40 tuberi per sacco per
i  sacchi  da  70 kg o equivalenti e del 50% di sacchi e di 40 tuberi
per sacco per i contenitori da 1 o 1,5 tonnellate;
3.   L’elenco   dei   centri   di   condizionamento   ufficialmente
riconosciuti  dalle  autorita’ egiziane e’ trasmesso alla Commissione
4.   Al   termine   dell’imballaggio   dei  sacchi  nel  centro  di
condizionamento le patate sono:
a) sottoposte  ad  ispezioni  ufficiali su campioni di tuberi per
individuare eventuali sintomi del marciume bruno della patata causato
dallo  Pseudomonas  solanacearum  (Smith) Smith e risultate esenti da
questi  sintomi  in  tali  ispezioni.  effettuate secondo un tasso di
campionamento del 2% di sacchi per ciascuna spedizione e di 30 tuberi
ispezionati per sacco;
b) immediatamente  prima  dell’esportazione  verso  la Comunita’,
sottoposte  a  ispezione presso il porto di spedizione su un campione
di  200  tuberi  tagliati  provenienti  da  ciascuna  zona  indenne e
prelevati da almeno 5 sacchi per zona indenne;
c) sottoposte  ad  analisi ufficiali per individuare un’eventuale
infezione  latente  in  campioni  prelevati  da  ciascuna spedizione;
durante  il  periodo  di  esportazione  occorre  prelevare  almeno un
campione per bacino o settore e rappresentato nella spedizione; vanno
prelevati  in  ogni  caso  almeno  cinque  campioni  da sottoporre ad
analisi di laboratorio secondo il sistema di prove della Comunita’ di
cui  al  decreto  ministeriale  23 febbraio  2000,  e  sono risultate
indenni dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;
d) oggetto  di  un  avviso  ufficiale di sospensione di ulteriori
trattamenti  durante  la  preparazione  per  la  spedizione  verso la
Comunita’  dal  relativo bacino, qualora le ispezioni e/o le prove di
cui  all’art.  3  facciano  sospettare  la  presenza  di  Pseudomonas
solanacearum  (Smith)  Smith,  sino  a quando non viene smentito ogni
sospetto di infezione.
Contestualmente  al suddetto avviso ufficiale di sospensione. viene
designata  una  zona  cuscinetto  intorno  al  bacino  relativo  alla
presenza  sospetta dell’infezione, a meno che non vi sia una barriera
fisica  naturale  (il  deserto  nel  caso  dei  pivot).  Non  vengono
esportate  patate  dalla  relativa  zona cuscinetto sino a quando non
viene  smentito  ogni sospetto di infezione. Le dimensioni della zona
cuscinetto   sono  fissate  in  funzione  del  rischio  di  ulteriore
diffusione  di  Pseudomonas  solanacearum  (Smith)  Smith  dalla zona
indenne suddetta.
Le  informazioni  sull’identificazione  del suddetto bacino e della
relativa  zona  cuscinetto  mediante  il numero di codici individuale
ufficiale,   come  pure  i  risultati  definitivi  dell’analisi  sono
comunicati immediatamente alla commissione;
e) raccolte,   manipolate  e  insaccate  separatamente,  compresa
l’utilizzazione   normalmente  separata  di  macchinari,  bacino  per
bacino, ove possibile, e in ogni caso per zona;
f) chiaramente  etichettate  su ciascun sacco. sotto il controllo
delle  competenti  autorita’  egiziane, con un’indicazione indelebile
del  rispettivo  numero di codice ufficiale, quale figura nell’elenco
delle  zone  indenni  da  organismi  nocivi riconosciute compilato ai
sensi  dell’art.  1,  comma  3 del presente decreto, e del numero del
lotto corrispondente;
g) preparate  in  lotti, costituiti ciascuno unicamente da patate
raccolte in un’unica zona ai sensi dell’art. 2;
h) accompagnate   dal  certificato  fitosanitario,  di  cui  agli
articoli 37  e  41  del  decreto  ministeriale  31 gennaio  1996, con
indicazione   del   numero   di   lotto   nella  sezione  «Marchi  di
riconoscimento»  nonche’  del  numero  di  codice ufficiale di cui al
precedente  trattino  nella  sezione  «Dichiarazioni  supplementari».
Nella  stessa sezione sono ugualmente indicati il numero di lotto dal
quale  e’  stato  prelevato  un  campione,  ai  fini  delle ispezioni
ufficiali sopradescritte, come pure la dichiarazione ufficiale che le
analisi sono state effettuate;
i) esportate  da  un esportatore ufficialmente registrato, il cui
nome  o  marchio  e’  indicato su ciascuna spedizione. L’elenco degli
esportatori  ufficialmente  registrati  e’  fornito  alla Commissione
dell’Unione    europea   dalle   autorita’   fitosanitarie   egiziane
anteriormente al 1° gennaio 2004.
Adempimenti dei servizi fitosanitari regionali
1.  I  tuberi di Solanum tuberosum L. originari dell’Egitto possono
essere  introdotti  attraverso  i  punti  di  entrata portuali di cui
all’allegato  VIII,  punto  1,  lettera  b)  del decreto ministeriale
31 gennaio 1996 e successive modificazioni.
2.  Tutti  gli  acquirenti commerciali od altri, ai sensi dell’art.
19,   secondo   comma,  del  decreto  ministeriale  31 gennaio  1996,
comunicano,   con   sufficiente  anticipo,  ai  servizi  fitosanitari
regionali  del  punto di entrata, l’arrivo delle spedizioni di patate
nonche’ le relative quantita’.
3.  Nel  punto di entrata le patate sono sottoposte alle ispezioni,
previste   agli   articoli 36,  45  e  46  del  decreto  ministeriale
31 gennaio  1996, effettuate su campioni di tuberi tagliati, ciascuno
composto  da  almeno  200  tuberi  prelevati  da  ciascun lotto della
spedizione o, se il lotto supera 25 tonnellate, da ogni 25 tonnellate
o relativa frazione del lotto.
4.  Ogni  lotto  della  spedizione  e’  tenuto  separato  sotto  il
controllo dei servizi fitosanitari e non puo’ essere commercializzato
o  utilizzato  fintantoche’  non  sia  accertato  che  tali esami non
abbiano  rivelato  ne’ fatto sospettare la presenza dello Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith.
5.  Inoltre,  nel  caso  in  cui si riscontrino in un lotto sintomi
tipici  di  detto  batterio  o  sintomi  tali che facciano sospettare
l’infezione, tutti gli altri lotti della spedizione provenienti dalla
stessa  zona restano sotto il controllo dei servizi fitosanitari fino
a  che  la presenza dell’organismo nocivo in tale lotto non sia stata
confermata o confutata.
6.  Le  analisi  in questione sono effettuate secondo il sistema di
prove  della  Comunita’,  di  cui al decreto ministeriale 23 febbraio
2000;  e  qualora sia confermata la presenza del batterio Pseudomonas
solanacearum  (Smith)  Smith  il  lotto  da cui e’ stato prelevato il
campione e’ sottoposto ad una delle misure seguenti:
a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i prodotti verso
una destinazione al di fuori della Comunita’, oppure
b) distruzione del lotto.
7.  Per entrambe le misure di cui alle lettere a) e b) del comma 6,
tutti  i  lotti  rimanenti della spedizione, provenienti dalla stessa
zona  sono  sottoposti  ad  analisi  conformemente a quanto descritto
Ulteriori ispezioni fitosanitarie
dei servizi fitosanitari regionali
1.  Oltre alle ispezioni previste all’art 4, i servizi fitosanitari
regionali  effettuano  analisi  intese  ad  individuare  un’infezione
latente,   secondo   il   sistema  di  prove  stabilito  nel  decreto
ministeriale  sopramenzionato. su campioni prelevati per ogni settore
o bacino per ciascuna zona specificata all’art. 2.
2.  Durante la stagione d’importazione prelevano almeno un campione
per  zona,  definita  all’art. 2 secondo un tasso di campionamento di
200 tuberi per ciascun lotto.
Il  campione  selezionato  per  l’individuazione  di  un  infezione
latente   viene  inoltre  sottoposto  ad  una  ispezione  dei  tuberi
tagliati.  Per  ciascun  campione analizzato e confermato positivo si
deve  mantenere  e  conservare  in  condizioni adeguate ogni estratto
residuo di patata.
3. Ogni lotto da cui sono stati prelevati i campioni resta sotto il
o  utilizzato  fintantoche’  non sia accertato che l’analisi suddetta
non  abbia  confermato  la  presenza  dello  Pseudomonas solanacearum
(Smith) Smith.
4.  In  caso  di  conferma,  il  lotto da cui e’ stato prelevato il
5.  I  servizi  fitosanitari  regionali  sono  tenuti  a notificare
immediatamente  al  Ministero  delle politiche agricole e forestali –
servizio  fitosanitario  centrale  –  i  risultati  delle analisi che
facciano  sospettare  o  confermino  la  presenza  del batterio; tale
comunicazione  e’  effettuata  sulla base di un risultato positivo di
una prova o di prove rapide di screening.
6.   Il   servizio   fitosanitario  centrale  provvedera’  a  darne
comunicazione alla Commissione dell’Unione europea.
Adempimenti per coloro che introducono le patate egiziane
1.  Tutti  gli  acquirenti commerciali od altri, ai sensi dell’art.
19,  secondo  comma,  del  decreto  ministeriale 31 gennaio 1996, che
introducono   o  commercializzano  nel  territorio  nazionale  patate
egiziane,  adottano  misure  adeguate  per lo smaltimento dei residui
dopo  il  condizionamento  o  la lavorazione delle patate, in modo da
evitare  la  diffusione  del  batterio  in  questione  a  seguito  di
un’eventuale infezione latente.
2.  In  particolare  gli  acquirenti  commerciali  sopracitati sono
tenuti  a  comunicare,  entro  48  ore  dall’introduzione, ai servizi
fitosanitari  regionali  competenti per territorio l’ubicazione degli
impianti di lavorazione, che devono avere un ciclo di lavorazione, od
un  impianto  di  trattamento  dei  rifiuti.  comprese  le  acque  di
lavaggio,  tale  da escludere il rischio di diffusione di Pseudomonas
3.  I  servizi fitosanitari regionali, di cui al comma 2, dopo aver
effettuato  le  ispezioni  previste  agli articoli 4 e 5 del presente
decreto,  verificano  che  gli  acquirenti  commerciali  in questione
appongano  sugli imballaggi delle patate un’etichetta con la seguente
dicitura:  «Patate  da consumo – origine Egitto – vietata la semina»,
prima che questi ultimi vengano avviati alla commercializzazione.
4.  Gli acquirenti commerciali di cui al comma 3, devono comunicare
ai servizi fitosanitari competenti di cui al comma 2, le quantita’ di
patate lavorate ed il relativo numero di sacchi o imballaggi.
1.   I   servizi   fitosanitari   regionali   inviano  al  servizio
fitosanitario  centrale  del  Ministero  delle  politiche  agricole e
forestali  entro  il  31 luglio  2003  le seguenti informazioni sulle
quantita’ importate e gli esami ufficiali effettuati:
a) una   copia  di  ciascun  certificato  fitosanitario  e  degli
allegati che lo accompagnano;
b) per  ciascun  certificato,  l’indicazione  dei  lotti che sono
stati campionati per essere testati su eventuali infezioni latenti;
c) per i campioni testati in laboratorio, l’indicazione dei lotti
nei  quali  i  sintomi  sospetti  sono  stati  osservati  durante  la
preparazione dei coni prima delle analisi;
d) il  numero totale di ispezioni visuali effettuate sui lotti di
patate   da   consumo   indicati   sul   certificato   fitosanitario,
specificando  il  motivo  per  il  quale il numero delle ispezioni e’
differente   dal   numero   dei   lotti   indicati   dal  certificato
e) nel  caso in cui, a seguito delle ispezioni visuali del lotto,
alcuni  tubercoli  con sintomi sospetti del marciume bruno sono stati
inviati  al  laboratorio,  indicare  il  numero  dei  tubercoli ed il
risultato dell’analisi;
f) informazioni  relative  alle  misure  prese  ed  ai  controlli
effettuati  per l’eliminazione degli scarti dopo il condizionamento o
la trasformazione delle patate;
g) ispezioni   effettuate   sulle   patate  egiziane  durante  la
h) ogni  ulteriore  informazione  sulle  osservazioni  effettuate
durante le ispezioni alle patate da consumo egiziane.
2. Le informazioni di cui al comma precedente devono sono trasmesse
compilando  la  tabella  predisposta  dalla  Commissione  dell’Unione
europea di cui al modello allegato.
Il  presente  decreto  sara’  inviato  alla  Corte dei conti per la
Registrato alla Corte dei conti l’11 maggio 2004
registro n. 2, foglio n. 304
—->   Vedere allegato a pag. 38 della G.U. in formato zip/pdf
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 22 Gennaio 2004: Misure fitosanitarie d’emergenza contro la propagazione dell’organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l’Egitto. (GU n. 147 del 25-6-2004 redazione redazione 2015-05-20T01:13:34+00:00