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Timestamp: 2016-10-01 05:05:46+00:00
Document Index: 65197219

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 505']

Codice Penale: Dei delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio
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1. Chiunque, distruggendo materie prime o prodotti agricoli o industriali, ovvero mezzi di produzione, cagiona un grave nocumento alla produzione nazionale o fa venir meno in misura notevole merci di comune o largo consumo, � punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa non inferiore a 2.065 euro.
1. Chiunque cagiona la diffusione di una malattia alle piante o agli animali, pericolosa all'economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione, � punito con la reclusione da uno a cinque anni .
2. Se la diffusione avviene per colpa , la pena � della multa da 103 euro a 2.065 euro.
1. Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, � punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 516 euro a 25.822 euro .
1) se il fatto � commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri;
4. Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto � commesso all'estero, in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani.
1. Fuori dei casi previsti dall'articolo precedente, chiunque, nell'esercizio di qualsiasi attivit� produttiva o commerciale, compie manovre speculative ovvero occulta, accaparra od incetta materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessit�, in modo atto a determinarne la rarefazione o il rincaro sul mercato interno, � punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 516 euro a 25.822 euro.
2. Alla stessa pena soggiace chiunque, in presenza di fenomeni di rarefazione o rincaro sul mercato interno delle merci indicate nella prima parte del presente articolo e nell'esercizio delle medesime attivit�, ne sottrae all'utilizzazione o al consumo rilevanti quantit�.
3. L'autorit� giudiziaria competente e, in caso di flagranza , anche gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria procedono al sequestro delle merci , osservando le norme sull'istruzione formale. L'autorit� giudiziaria competente dispone la vendita coattiva immediata delle merci stesse nelle forme di cui all'articolo del codice di procedura penale.
4. La condanna importa l'interdizione dall'esercizio di attivit� commerciali o industriali per le quali sia richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione o licenza da parte dell'autorit� e la pubblicazione della sentenza .
1. Il datore di lavoro, che, col solo scopo d'imporre ai suoi dipendenti modificazioni ai patti stabiliti, o di opporsi a modificazioni di tali patti, ovvero di ottenere o impedire una diversa applicazione dei patti o usi esistenti, sospende in tutto o in parte il lavoro nei suoi stabilimenti, aziende o uffici, � punito con la multa non inferiore a euro 1.032.
2. I lavoratori addetti a stabilimenti, aziende o uffici, che, in numero di tre o pi�, abbandonano collettivamente il lavoro, ovvero lo prestano in modo da turbarne la continuit� o la regolarit�, col solo scopo di imporre ai datori di lavoro patti diversi da quelli stabiliti, ovvero di opporsi a modificazioni di tali patti o, comunque, di ottenere o impedire una diversa applicazione dei patti o usi esistenti, sono puniti con la multa fino a euro 103.
(N.B.) La Corte Costituzionale (sent. 4 maggio 1960, n. 29), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente articolo.
(N.B.) La Corte Costituzionale (sent. 27 dicembre 1974, n. 290), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente articolo "nella parte in cui punisce anche lo sciopero politico che non sia diretto a sovvertire l'ordinamento costituzionale ovvero ad impedire o ostacolare il libero esercizio dei poteri legittimi nei quali si esprime la sovranit� popolare".
Coazione alla pubblica Autorit� mediante serrata o sciopero.
1. Quando alcuno dei fatti preveduti dall'articolo 502 � commesso con lo scopo di costringere l'Autorit� a dare o ad omettere un provvedimento, ovvero con lo scopo di influire sulle deliberazioni di essa, si applica la pena della reclusione fino a due anni .
(N.B.) La Corte Costituzionale (sent. 13 giugno 1983, n. 165), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente articolo "nella parte in cui punisce lo sciopero il quale ha lo scopo di costringere l'autorit� a dare o ad omettere un provvedimento o lo scopo di influire sulle deliberazioni di essa, a meno che non sia diretto a sovvertire l'ordinamento costituzionale ovvero ad impedire o ostacolare il libero esercizio dei poteri legittimi nei quali si esprime la sovranit� popolare". In precedenza, la Corte cost., con sentenza 28 dicembre 1962 n. 123, aveva dichiarato non fondata, ai sensi e nei limiti risultanti dalla motivazione, salva la necessaria regolamentazione del diritto di sciopero, con riferimento all'art. 40 Cost., una questione di legittimit� degli artt. 330, 504 e 505 c.p. Nella motivazione di tale sentenza si era precisato che "le norme consacrate negli articoli stessi, data la genericit� delle loro formulazioni, racchiudono ipotesi di abbandono del lavoro allo scopo di turbarne la continuit� e regolarit�, le quali, non rivestendo quei caratteri che si sono visti essere propri dello sciopero economico, non sono sufficienti a sottrarre gli scioperanti alle sanzioni penali ivi previste. Sicch� compete al giudice di merito disapplicare le norme ricordate in tutti quei casi rispetto ai quali l'accertamento degli elementi di fatto conduca a far ritenere che lo sciopero costituisca valido esercizio del diritto garantito dall'art. 40 Cost.".
Serrata o sciopero a scopo di solidariet� o di protesta.
1. Il datore di lavoro o i lavoratori, che, fuori dei casi indicati nei due articoli precedenti, commettono uno dei fatti preveduti dall'articolo 502 soltanto per solidariet� con altri datori di lavoro o con altri lavoratori ovvero soltanto per protesta, soggiacciono alle pene ivi stabilite .
1. Gli esercenti di aziende industriali o commerciali, i quali, non avendo lavoratori alla loro dipendenza, in numero di tre o pi� sospendono collettivamente il lavoro per uno degli scopi indicati nei tre articoli precedenti, soggiacciono alle pene ivi rispettivamente stabilite per i datori di lavoro, ridotte alla met� .
(N.B.) La Corte Costituzionale (sent. 17 luglio 1975, n. 222), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente articolo "in relazione all'art. 505, nella parte in cui punisce la sospensione del lavoro effettuata per protesta dagli esercenti di piccole aziende industriali o commerciali che non hanno lavoratori alla loro dipendenza".
1. Chiunque, per uno degli scopi indicati negli articoli 502, 503, 504 e 505, mediante propaganda o valendosi della forza e autorit� di partiti, leghe o associazioni, induce una o pi� persone a non stipulare patti di lavoro o a non somministrare materie o strumenti necessari al lavoro, ovvero a non acquistare gli altrui prodotti agricoli o industriali, � punito con la reclusione fino a tre anni.
(N.B.) La Corte Costituzionale (sent. 17 aprile 1969, n. 84), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale del presente articolo "per la parte relativa all'ipotesi della propaganda e nei limiti di cui alla motivazione" (cio�, in quanto "fa pensare all'inclusione in una sfera criminosa anche della propaganda di puro pensiero e di pura opinione, ogni qualvolta possa comunque ad essa coordinarsi o semplicemente riferirsi un comportamento singolo che sia causa dell'evento ivi considerato" cos� da punire "la propaganda persino se effettuata da un singolo in condizioni di insignificante rilievo" e, sotto il profilo del tentativo, anche l'"azione che sia rimasta al puro stato di manifestazione di pensiero o di opinione, non avendo potuto conseguire l'effetto che si proponeva").
1. Chiunque, col solo scopo d'impedire o turbare il normale svolgimento del lavoro, invade od occupa l'altrui azienda agricola o industriale , ovvero dispone di altrui macchine, scorte, apparecchi o strumenti destinati alla produzione agricola o industriale, � punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a 103 euro.
2. Soggiace alla reclusione da sei mesi a quattro anni e alla multa non inferiore a 516 euro, qualora il fatto non costituisca un pi� grave reato, chi danneggia gli edifici adibiti ad azienda agricola o industriale, ovvero un'altra delle cose indicate nella disposizione precedente .
1. Il datore di lavoro o il lavoratore, il quale non adempie gli obblighi che gli derivano da un contratto collettivo � punito con la sanzione amministrativa da 103 euro a 516 euro.
1. Le pene stabilite per i delitti preveduti dagli articoli 502 e seguenti sono raddoppiate per i capi, promotori ed organizzatori ; e, se sia stabilita dalla legge la sola pena pecuniaria, � aggiunta la reclusione da sei mesi a due anni.
Turbata libert� dell'industria o del commercio.
1. Chiunque adopera violenza sulle cose ovvero mezzi fraudolenti per impedire o turbare l'esercizio di un'industria o di un commercio � punito, a querela della persona offesa , se il fatto non costituisce un pi� grave reato, con la reclusione fino a due anni e con la multa da 103 euro a 1.032 euro .
1. Chiunque nell'esercizio di un'attivit� commerciale, industriale o comunque produttiva, compie atti di concorrenza con violenza o minaccia � punito con la reclusione da due a sei anni.
2. La pena � aumentata se gli atti di concorrenza riguardano un'attivit� finanziata in tutto o in parte ed in qualsiasi modo dallo Stato o da altri enti pubblici.
1. Chiunque, ponendo in vendita o mettendo altrimenti in circolazione, sui mercati nazionali o esteri, prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi contraffatti o alterati , cagiona un nocumento all'industria nazionale, � punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa non inferiore a 516 euro.
2. Se per i marchi o segni distintivi sono state osservate le norme delle leggi interne o delle convenzioni internazionali sulla tutela della propriet� industriale, la pena � aumentata e non si applicano le disposizioni degli articoli 473 e 474 .
1. Chiunque, nell'esercizio di una attivit� commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all'acquirente una cosa mobile per un'altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualit� o quantit�, diversa da quella dichiarata o pattuita, � punito, qualora il fatto non costituisca un pi� grave delitto , con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 2.065 euro .
2. Se si tratta di oggetti preziosi, la pena � della reclusione fino a tre anni o della multa non inferiore a 103 euro .
1. Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in commercio come genuine sostanze alimentari non genuine � punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 1.032 euro .
1. Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell'ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri , atti a indurre in inganno il compratore sull'origine, provenienza o qualit� dell'opera o del prodotto, � punito, se il fatto non � preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a ventimila euro .
1. Le pene stabilite dagli articoli 515, 516 e 517 sono aumentate se i fatti da essi previsti hanno ad oggetto alimenti o bevande la cui denominazione di origine o geografica o le cui specificit� sono protette dalle norme vigenti.
2. Negli stessi casi, il giudice, nel pronunciare condanna, pu� disporre, se il fatto � di particolare gravit� o in caso di recidiva specifica, la chiusura dello stabilimento o dell'esercizio in cui il fatto � stato commesso da un minimo di cinque giorni ad un massimo di tre mesi, ovvero la revoca della licenza, dell'autorizzazione o dell'analogo provvedimento amministrativo che consente lo svolgimento dell'attivit� commerciale nello stabilimento o nell'esercizio stesso.
Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di propriet� industriale.
1. Salva l'applicazione degli articoli 473 e 474 chiunque, potendo conoscere dell'esistenza del titolo di propriet� industriale, fabbrica o adopera industrialmente oggetti o altri beni realizzati usurpando un titolo di propriet� industriale o in violazione dello stesso � punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000.
4. I delitti previsti dai commi primo e secondo sono punibili sempre che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della propriet� intellettuale o industriale.
1. Chiunque contraff� o comunque altera indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari � punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000.
1. Le pene previste dagli articoli 517-ter e 517-quater sono diminuite dalla met� a due terzi nei confronti del colpevole che si adopera per aiutare concretamente l'autorit� di polizia o l'autorit� giudiziaria nell'azione di contrasto dei delitti di cui ai predetti articoli 517-ter e 517-quater, nonch� nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l'individuazione o la cattura dei concorrenti negli stessi, ovvero per la individuazione degli strumenti occorrenti per la commissione dei delitti medesimi o dei profitti da essi derivanti