Source: http://nessunotocchicaino.it/bancadati/asia-medio-oriente-australia-e-oceania/india-40000493
Timestamp: 2018-12-16 06:07:52+00:00
Document Index: 175216991

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

costituzione: 26 gennaio 1950; emendata più volte
sistema giuridico: si basa sulla common law inglese; parziale revisione degli atti legislativi da parte del potere giudiziario
sistema legislativo: bicamerale, Consiglio degli Stati (Rajya Sabha) e Assemblea del Popolo (Lok Sabha)
sistema giudiziario: Corte Suprema, giudici nominati dal Presidente e restano in carica fino a 65 anni
religione: 80% indù; 11% musulmani; 2% cristiani; 2% sikh; minoranze buddiste e altri
braccio della morte: 371 (fine 2017, Death Penalty Center of the National Law University)
Data ultima esecuzioni: 21-11-2012
Secondo le statistiche, le condanne a morte sono spesso annullate o commutate in ergastolo da tribunali superiori. Anche perché le condanne devono essere confermate dalla Corte Suprema, la quale nella storica sentenza “Bachan Singh contro lo Stato del Punjab” del 9 maggio 1980 ha sostenuto che la pena di morte può essere applicata solo se il caso rientra tra quelli “più rari tra i rari”.
Il 12 settembre 2017, è stato pubblicato uno studio, il primo di questo genere, a cura del National Crime Records Bureau (NCRB), da cui emerge che in India, i tribunali hanno emesso un totale di 1.734 tra il 2005 e il 2015, mentre vi sono state 3733 commutazioni in ergastolo nello stesso periodo. Tra gli Stati, l’Uttar Pradesh è in testa con 345 condanne a morte commutate, seguito dal Maharashtra con 118 condanne e seguite dal Madhya Pradesh con 117. I dati inoltre rivelano che 74.821 persone, equivalenti al 56% dei detenuti condannati nelle prigioni indiane scontano una condanna a vita al 2015. Le più alte percentuali di ergastolani sono state registrate in Daman & Diu (80 per cento), in Puducherry (77,8 per cento) e in Uttar Pradesh (70 per cento). Inoltre, lo studio dice anche che di questi 1734 detenuti, solo tre - Ajmal Kasab nel 2012, Afzal Guru nel 2013 e Yakub Memon Abdul Razak nel 2015 - sono stati giustiziati, tutti coinvolti in attacchi terroristici, esecuzioni avvenute sotto la presidenza di Pranab Mukherjee.
Nel 2015, la Law Commission of India ha riferito che la dottrina più dei casi "rari tra i più rari"
non fornisce uno standard chiaro, coerente e non arbitrario per determinare chi deve
essere condannato a morte. La Commissione ha raccomandato l'eventuale abolizione della
pena di morte per tutti i crimini, tranne che per terrorismo ed in caso di guerra.
Il rapporto è in esame dal governo.
Il 22 marzo 2017, la Commissione Legislativa ha raccomandato l’abolizione della pena di morte per tutti i crimini fatta eccezione per quelli legati al terrorismo, ha appreso il Rajya Sabha (Consiglio degli Stati), la camera alta indiana.
E’ stato il Ministro di Stato per gli Affari Interni, Hansraj Ahir, a comunicare che la Commissione Legislativa nel suo 262esimo rapporto ha raccomandato che la pena capitale venga abolita per tutti i crimini tranne che per quelli di terrorismo e il dichiarare guerra.
“Poiché Codice penale e Procedura penale sono nella stessa lista del 7° allegato della Costituzione, il rapporto è stato inviato a tutti i governi statali e territori per raccogliere le loro opinioni, ha replicato ad una interrogazione scritta.
L’articolo 72 della Costituzione conferisce al Presidente il potere di concedere la grazia o di sospendere, rinviare o commutare la pena di una persona condannata per qualsiasi reato. Nella sua decisione, il Presidente è guidato e consigliato dal Ministro dell’Interno e dal Consiglio dei Ministri.
La Presidente Pratibha Devisingh Patil, che ha concluso il suo mandato nel giugno 2012, è risultata essere il più “misericordioso” di tutti i Presidenti negli ultimi tre decenni, avendo commutato in ergastolo le condanne a morte di 34 persone. Durante il suo mandato, infatti, la Patil ha respinto le richieste di grazia di solo cinque persone.
La linea dell’attuale Presidente, Pranab Mukherjee, entrato in carica il 25 luglio 2012, è apparsa in netto contrasto con quella del suo predecessore Pratibha Patil.
Tuttavia, per la prima volta nella storia, nel 2016, il Presidente aveva concesso una grazia nonostante il parere contrario del Ministro dell’Interno e del Governo quando, il 18 settembre, nel decidere in merito a sei richieste di grazia, il Presidente ne ha rifiutate cinque e ne ha commutata una in ergastolo, quella di Jeetendra Singh Gehlot, su cui c’era il parere contrario del Ministro. Lo ha fatto perché a suo giudizio il parere contrario del Ministro degli Interni era in contrasto con quanto stabilito dalla Corte Suprema nel caso Shatrughan Chauhan vs Union of India del 21 gennaio 2014, quando ha detto che il ritardo eccessivo da parte del Presidente nel decidere sulla richiesta di grazia è un valido motivo per commutare la condanna a morte in ergastolo. Analoga decisione il Presidente l’ha presa il 16 gennaio 2017, quando ha concesso la grazia in altri quattro casi su cui c’era il parere contrario del Governo.
Si tratta di quattro condannati a morte per la strage di Bara nel distretto di Gaya, dove 32 bramini Bhumihar furono uccisi dal fuorilegge Centro Maoista Comunista (MCC). Nel 2001, Krishna Mochi insieme ad altri tre, Nanhe Lal Mochi, Bir Kuer Paswan e Dharmendra Sing, alias Dharu Sing, furono condannati a morte in relazione al massacro in base alle disposizioni della Legge per la Prevenzione delle Attività Terroristiche. Nel 2002, la Corte Suprema confermò le condanne a morte con una maggioranza di 2 a 1. Fu il giudice M B Shah a dissentire dalla maggioranza, assolvendo Sing e commutando le condanne a morte degli altri tre in ergastolo. Tutti e quattro i detenuti sono stati rinchiusi nel carcere centrale di Bhagalpur. Le loro richieste di grazia sono state spedite dal carcere il 2 marzo 2003. Da allora, erano pendenti davanti al Ministero degli Interni dell'Unione. Solo nel mese di agosto dello scorso anno il Ministero degli Interni ha inviato le petizioni al Presidente Mukherjee affinché le prendesse in considerazione. Il Presidente ha cercato sulla questione un parere giuridico, a causa della recente importante sentenza della Corte Suprema che ha ribaltato una precedente sentenza e operato una distinzione tra omicidi legati al terrorismo e altri tipi di omicidi. Dopo aver esaminato il caso con attenzione, il Presidente ha adottato l’opinione del giudice dissenziente tranne che per l'assoluzione dell’imputato. Si trattava delle ultime domande di grazia pendenti dinanzi a lui.
In questo modo, il Presidente, Pranab Mukherjee ha respinto 28 istanze di clemenza riguardanti 37 condannati a morte, concedendola in solo sette casi.
In base al Narcotic Drugs and Psychotropic Substances Amendment Act del dicembre del 1988, una seconda condanna per traffico di droga è passibile di pena di morte.
Nel giugno 2011, l’Alta Corte di Bombay, una delle più antiche e riconosciute Alte Corti dell’India, ha eliminato la pena di morte obbligatoria per reati legati alla droga e solo nel gennaio 2012, per la prima volta in India, una corte speciale anti-droga ha condannato a morte un uomo per un crimine legato alla droga.
Il 7 marzo 2014, l'India ha sostituito la pena di morte obbligatoria prevista dalla legge sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope con una condanna a morte facoltativa, a seguito della sentenza del 2011 dell'Alta Corte di Maharashtra nel caso India Harm Reduction Network vs Union of India, nella quale la pena di morte obbligatoria per i trasgressori recidivi, di cui alla sezione 31A del Narcotic Drugs and Psychotropic Substances Act, 1985, è stata dichiarata incostituzionale.
Il 9 aprile 2016, per la prima volta un tribunale nel Bengala ha comminato la pena di morte in base al Narcotic Drugs and Psychotropic Substances Act, 1985. <div">Quasi 14 anni dopo essere stato arrestato, un tribunale di Barasat ha condannato a morte un residente di Karaya, Anwar Rehman, riconosciuto colpevole di traffico di droga a Kolkata e arrestato dal Narcotics Control Bureau (NCB) con oltre 53,5 chili di eroina.
I funzionari del NCB hanno spiegato che la pena di morte è di solito inflitta in casi davvero rari, in genere quando la quantità recuperata è enorme e l’imputato è un recidivo.
Le corti speciali stabilite in base al Terrorist Affected Areas Special Courts Act del 1984 e in base al Prevention of Terrorism Act (POTA) del 2002, avevano il potere di imporre la pena di morte per atti di terrorismo. Quest’ultima legge, che aveva ampliato la sfera di applicazione della pena di morte per volontà del partito nazionalista indù BJP a seguito di un attentato al Parlamento indiano nel dicembre 2001, è stata giudicata lesiva dei diritti umani e politici dal governo uscito vittorioso dalle elezioni del maggio 2004 e dominato dal Partito del Congresso di Sonia Gandhi. Conseguentemente, il Parlamento, il 9 dicembre 2004, l’ha abrogata, dopo un lungo dibattito e l’abbandono dell’aula per protesta da parte dell’opposizione. Contestualmente, il POTA è stato rimpiazzato dal Unlawful Activities (Prevention) Bill, che ha emendato l’Unlawful Activities (Prevention) Act del 1967 al fine di coprire i casi di terrorismo. In base a questa legge, i condannati per terrorismo possono essere puniti con la pena di morte o l’ergastolo per ogni atto che provochi la perdita di vite umane. Più precisamente, è punito chiunque metta in pericolo l’unità, l’integrità, la sicurezza e la sovranità nazionale o sparga il terrore tra la popolazione in India o in altri Paesi usando bombe, dinamite o altri esplosivi, sostanze infiammabili, armi da fuoco o altre armi letali che causino o possano causare la morte. Nell’ambito della lotta contro il terrorismo, il 24 gennaio 2003, India e Francia hanno firmato un trattato di estradizione finalizzato a rafforzare la cooperazione giudiziaria contro il terrorismo. Il trattato comprende le assicurazioni da parte dell’India che le persone estradate dalla Francia non verranno condannate a morte.
Il 21 dicembre 2011, nel tentativo di proteggere gli oleodotti strategicamente importanti da atti di terrorismo come il sabotaggio, il Parlamento ha introdotto la pena di morte per questi crimini modificando il Petroleum and Minerals Pipelines (Acquisition of Right of User in Land) Amendment, Bill 2011. La punizione “può estendersi al carcere a vita o alla morte” nel caso in cui l’atto di sabotaggio sia talmente pericoloso da poter causare la morte di esseri umani. Prima della modifica, la legge prevedeva una pena detentiva da uno a tre anni di carcere per atti di sabotaggio e furti. Nel corso del dibattito sul progetto di legge, il Ministro del petrolio e del gas naturale, Ratanjit Narain Pratap Singh, ha detto che gli articoli in vigore della legge del 1962 non contenevano disposizioni adeguate per prevenire tali incidenti. Sulla questione della pena di morte prevista nel disegno di legge, Singh ha detto che questa sarebbe applicabile solo nel “più raro dei casi rari contro mafie e sabotatori”. Singh ha detto che nel disegno di legge è stata inserita la parola “volontariamente” per tutelare le persone innocenti che abbiano causato danni a una rete di rifornimento accidentalmente o per errore.
Il 1° febbraio 2012, la Corte Suprema dell’India ha dichiarato nullo l’Articolo 27(3) della Legge sulle Armi del 1959, che prevede la “pena di morte obbligatoria” in caso di morte causata da uso di armi illegali, in quanto “ultra vires” (oltre i poteri) della Costituzione. La disposizione relativa alla pena di morte fu inserita nell’Articolo 27 della Legge nel 1988, sull’onda delle attività terroristiche anti-nazionali in Punjab.
Il 30 luglio 2015, poco più di 22 anni dopo gli attentati esplosivi di Mumbai che nel 1993 provocarono la morte di 257 persone, il solo condannato nel braccio della morte legato al caso, Yakub Memon Abdul Razak, è stato impiccato nella Prigione Centrale della città di Nagpur. Yakub Memon è stato mandato al patibolo – nel giorno del suo 54° compleanno - dopo che molti suoi appelli e richieste di grazia sono stati respinti da vari tribunali, compresa la Corte Suprema che ha rigettato una richiesta dell’ultimo minuto di sospensione dell’esecuzione. Secondo i pubblici ministeri, Yakub Memon aveva avuto un ruolo fondamentale nell’organizzazione degli attentati, gestito i finanziamenti, fatto piani degli spostamenti, stoccato le armi e comprato i veicoli per farne autobombe. Di tutti coloro che sono stati condannati in relazione agli attentati esplosivi, compresi gli uomini che hanno posizionato l’esplosivo, Memon è l’unico che è stato giustiziato. Secondo le procedure della prigione, al condannato viene offerto un bagno, un ultimo pasto, abiti puliti e la possibilità di pregare prima di andare al patibolo. Yakub Memon è la quinta persona giustiziata in India dal 1995. Prima di lui, l’ultimo giustiziato era stato Afzal Guru nel 2013.
Il sistema legislativo indiano prevede diversi livelli di appello, grazie ai quali le condanne a morte sono spesso commutate in ergastolo. Non esistono statistiche ufficiali sul numero delle sentenze e delle esecuzioni capitali nel paese né sul numero delle persone detenute nel braccio della morte. Normalmente, le esecuzioni vengono rinviate a tempo indeterminato oppure commutate dal Presidente. L’articolo 72 della Costituzione dà infatti al Presidente il potere di concedere la grazia o di sospendere, rinviare o commutare la pena di una persona condannata per qualsiasi reato. Il Presidente è guidato e consigliato dal Ministro dell’Interno e dal Consiglio dei ministri nella sua decisione. Non vi è lasso di tempo prestabilito nel quale il Presidente deve prendere la decisione, che è soggetta a revisione giurisdizionale secondo quanto stabilito l’11 dicembre 2006, dalla Corte Suprema indiana per la quale è necessario valutare se ci siano “considerazioni non pertinenti nell’esercizio di questo potere”.
La Presidente Pratibha Devisingh Patil, che ha concluso il suo mandato nel giugno 2012, è risultata essere il più “misericordioso” di tutti i presidenti negli ultimi tre decenni, avendo commutato in ergastolo le condanne a morte di 38 persone. La Presidente Patil, che comunque ha respinto le richieste di grazia di cinque persone, può vantare un tasso di concessione di clemenze del 200%. La propensione alla clemenza della Patil non ha suscitato proteste in nessun settore del Governo. I media indiani, invece, hanno generalmente criticato questo suo record, mettendo in discussione l’opportunità di atti di clemenza in alcuni casi di omicidio, stupro e rapimento di minori.
La linea dell’attuale Presidente, Pranab Mukherjee, entrato in carica il 25 luglio 2012, è apparsa in netto contrasto con quella del suo predecessore Pratibha Patil. Al 31 agosto 2014, dopo due anni di mandato, Mukherjee aveva respinto il 97% delle istanze di clemenza, avendone esaminate 23 riguardanti 31 condannati a morte e concedendola in un solo caso.
Le statistiche sulle esecuzioni in India dal 1947 non sono disponibili. Il Governo ha trattato le informazioni sulla pena di morte come un segreto di Stato.
Secondo il Rapporto relativo alla “Pena Capitale” della Law Commission of India, che funziona come organo consultivo del Ministero della Legge e della Giustizia, un totale di 1.410 detenuti nel braccio della morte sono stati giustiziati in vari Stati dal 1953 al 1963. Il Rapporto della Commissione, tuttavia, non ha coperto Stati federati o territori dell’India quali Assam, Jammu e Kashmir, Rajasthan e Delhi e le cifre non sono quindi accurate. Non ci sono poi statistiche relative alle esecuzioni effettuate dal 1964 al 1994 in aggiunta a quelle mancanti precedenti al 1953.
Il National Crime Records Bureau (NCRB) ha iniziato a raccogliere informazioni sulla pena di morte solo dal 1995 e da allora, secondo il NCRB, un totale di 21 condannati a morte sono stati giustiziati.
Le esecuzioni segrete di prigionieri nel braccio della morte sono diventate una questione sempre più all’ordine del giorno in India dopo le impiccagioni del novembre 2012 e del febbraio 2013, che hanno interrotto una moratoria di fatto che durava dal 2004 e sono state effettuate in una cornice di massima segretezza. L’uso di queste tattiche segrete mira a evitare possibili reazioni e proteste prima dell’esecuzione, ma ancor più a precludere possibili ricorsi a un giudice in cerca di un ordine di sospensione dell’esecuzione.
Nel novembre 2012, il cittadino pakistano Mohammad Ajmal Kasab è stato impiccato all’alba nel carcere di Yerawada a Pune, appena dopo che il Presidente indiano Pranab Mukherjee aveva respinto la sua richiesta di grazia. Nel febbraio 2013, Muhammad Afzal, noto come Afzal Guru, militante del gruppo Jaish-e-Muhammad, è stato impiccato nel carcere di Tihar, alcuni giorni dopo che il Presidente Mukherjee aveva respinto la richiesta di grazia presentata dalla moglie.
I due casi sono stati connotati da diversi profili di segretezza: il prigioniero condannato a morte non è stato informato in anticipo della sua imminente esecuzione; alla famiglia del prigioniero non è stato dato alcun preavviso dell’esecuzione; la data di esecuzione non è stata comunicata ai media e al grande pubblico fino a che l’esecuzione non ha avuto luogo. L’uso di queste tattiche segrete mira a evitare possibili reazioni e proteste prima dell’esecuzione, ma ancor più a precludere possibili ricorsi a un giudice in cerca di un ordine di sospensione dell’esecuzione.
Le linee guida della Corte Suprema indiana sul trattamento delle persone nel braccio della morte includono tra l’altro un avviso di almeno 14 giorni che deve essere dato prima dell’esecuzione e l’agevolazione di un incontro finale tra il detenuto e i suoi familiari e amici.
L’India ha giustiziato solo 5 persone negli ultimi 21 anni: “Auto” Shankar nel 1995, Dhananjoy Chatterjee nel 2004, Ajmal Kasab nel 2012, Afzal Guru nel 2013 e Yakub Memon Abdul Razak nel 2015.
Secondo il Centro sulla pena di morte della National Law University, nel 2017 vi sono state 109 nuove condanne a morte e a fine anno vi erano 371 detenuti nel braccio della morte.
Almeno 136 nuove condanne a morte sono state comminate nel 2016, quasi il doppio di quelle comminate nel 2015 (70), oltre la metà delle quali per omicidio. Secondo i dati resi noti dal Centro sulla Pena di Morte presso la National Law University di Delhi in tutto, i tribunali hanno emesso 1.790 condanne a morte tra il 2000 e il 2015. A fine 2016 erano 397 i condannati a morte detenuti in varie prigioni dell’India secondo lo studio. Ma sono 325 secondo quanto comunicato al Lok Sabha (Assemblea del Popolo, una delle due camere parlamentari) nell'aprile 2017.
Secondo un emenedamento del 2009 al codice penale, una donna incinta non può essere condannata a morte e deve essere graziata.
Secondo il "Death-Penalty-India-Report" del Centre on the Death Penalty pubblicato nel maggio 2016, tra i 373 condannati a morte in India, 361 sono uomini e 12 sono donne.
Il 21 settembre 2017, l’India ha risposto alle raccomandazioni fatte in maggio nell’ambito del terzo ciclo di Revisione Periodica Universale (UPR) e ha respinto quelle sull’abolizione della pena di morte.
Il 19 dicembre 2016, l'India ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Il 29 settembre 2017, l'India ha votato contro la risoluzione sulla pena di morte (L6/17) alla 36° sessione del Consiglio diritti umani.
INDIA: DUE CONDANNE CAPITALI PER ATTENTATO A HYDERABAD NEL 2007
un tribunale speciale di Hyderabad ha condannato a morte due imputati e un terzo all'ergastolo per le esplosioni di Hyderabad del 2007 che causarono 42 vittime.
11 Settembre 2018 :
Anique Shafiq Syed e Akbar Ismail Choudhary, i presunti operativi dei mujahideen indiani (IM), sono stati condannati a morte.
Tariq Anjum è stato condannato all'ergastolo.
Due potenti esplosioni dilaniarono un ristorante popolare e un teatro all'aperto a Hyderabad il 25 agosto 2007 uccidendo 42 persone e ferendone 68.
(Fonti: muslimmirror.com, 10/09/2018)
La Corte Suprema indiana il 28 novembre 2018 ha commutato in ergastolo la condanna a morte comminata a un uomo di Chhattisgarh che era stato riconosciuto colpevole degli omicidi di tre persone e del tentato omicidio di un quarto.
INDIA: SETTE CONDANNE CAPITALI COMMUTATE
L'Alta Corte di Calcutta ha commutato in ergastoli le condanne a morte di sette uomini colpevoli di aver ucciso tre donne credendo che fossero streghe, ha riportato livelaw.in il 7 ottobre 2018.
INDIA: CONDANNA A MORTE COMMUTATA
L’alta Corte di Jaipur il 27 settembre 2018 ha ridotto la condanna a morte di Prasandeep (anche detto Panna) all’ergastolo, e la condanna all’ergastolo del suo coimputato, Ashok, a 2,6 anni di carcere.
06 Dicembre 2018 :
La Corte Suprema indiana il 28 novembre 2018 ha commutato in ergastolo la condanna a morte comminata a un uomo di Chhattisgarh che era stato riconosciuto colpevole degli omicidi di tre persone e del tentato omicidio di un quarto, dicendo che la questione se l'imputato fosse capace di riabilitarsi non era stata considerata al momento del processo.
"Nessuna prova della natura insolita del reato o dell'improbabilità della riforma o della riabilitazione del ricorrente è stata addotta ... Se la persona sia capace di riforma e di riabilitazione dovrebbe essere preso in considerazione mentre si impone la condanna a morte," il collegio dei giudici Kurian Joseph, Deepak Gupta e Hemant Gupta ha stabilito nel commutare in ergastolo la condanna capitale di Chhannu Lal Verma.
Il giudice Durg aveva condannato a morte Verma nel giugno 2013, ritenendo il caso come più raro tra i rari. L'Alta Corte di Chhattisgarh aveva confermato la condanna a morte l'11 aprile 2014.
(Fonti: indianexpress.com, 29/11/2018)
Seguiranno le motivazioni, ha reso noto il panel composto dai giudici NV Ramana, Mohan M. Shantanagoudar e MR Shah, ritenendo che non sia un caso idoneo in cui possa essere imposto un estremo castigo di morte agli imputati.
I giudici hanno parzialmente accolto l'appello facendo cadere la colpevolezza dell'accusato, Prahlad, ai sensi della Legge sulla Protezione dei bambini dai reati sessuali del 2012, confermando tuttavia la colpevolezza per l'omicidio della bambina.
(Fonti: livelaw.in, 18/11/2018)
09 Ottobre 2018 :
La Corte ha notato che quando il movente del crimine è inciso nella psiche, l'esecuzione giudiziaria non serve e che casi come questo riflettono il fallimento dello stato nel compiere il suo dovere costituzionale di diffondere l'educazione universale negli angoli più oscuri.
La decisione è stata presa dai giudici Joymala Bagchi e Moushumi Bhattacharya, che hanno anche ordinato al governo statale di attuare le linee guida emesse dal tribunale nel 2016 per controllare il crimine della caccia alle streghe mediante l'aumento della sorveglianza sugli effetti, il risarcimento alle vittime ecc.
I sette imputati che hanno ricevuto la commutazione sono: Sani Mandi, Bhaku Singh, Rabin Singh, Mangal Singh, Nura Singh, Somai alias Samai Mandi e Kali Singh.
(Fonti: livelaw.in, 07/10/2018)
L’alta Corte di Jaipur il 27 settembre 2018 ha ridotto la condanna a morte di Prasandeep (anche detto Panna) all’ergastolo, e la condanna all’ergastolo del suo coimputato, Ashok, a 2,6 anni di carcere. La Corte ha preso il provvedimento dopo aver riscontrato difetti nel lavoro investigativo della polizia. I due uomini, originari dello stato dell’Uttar Pradesh, con molti precedenti penali, sono accusati di aver ucciso un uomo d’affari, Ghan Shyam Agarwal, nel principale mercato della cittadina di Behor, nello stato del Rajasthan, il 4 marzo 2016. Nel marzo di quest’anno erano stati condannati uno a morte l’altro all’ergastolo da un Giudice Distrettuale Aggiunto (ADJ, Additional District Judge).
(Fonti: timesofindia.indiatimes.com, 27/09/2018)
Il Parlamento indiano ha votato la Legge Penale (Emendamento) 2018, con il Rajya Sabha (camera alta) che l’ha approvata con un voto vocale.
Il presidente Ram Nath Kovind ha promulgato un'ordinanza che prevede pene severe, inclusa la pena di morte, per chi stupra ragazze di età inferiore ai 12 anni.
INDIA: NEL RAJASTHAN PENA CAPITALE PER CHI STUPRA RAGAZZE SOTTO I 12 ANNI
Il Rajasthan ha approvato un disegno di legge che prevede la pena di morte per chi stupra ragazze sotto i 12 anni di età.
Il Parlamento indiano ha votato la Legge Penale (Emendamento) 2018, con il Rajya Sabha (camera alta) che l’ha approvata con un voto vocale. La legge prevede una punizione severa per lo stupro di bambine di età inferiore ai 12 anni.
La Legge era stata approvata dal Lok Sabha (camera bassa) il mese scorso.
Il ministro di Stato per gli Interni Kiren Rijiju ha dichiarato che "entrambe le camere del Parlamento hanno approvato la Legge Penale e ora faremo in modo che questo atto abbia effetto nel modo in cui è stato previsto. Ci sono varie altre misure adottate per garantire un processo rapido."
La Legge sostituisce l'Ordinanza Penale (Emendamento) promulgata il 21 aprile 2018 dal presidente Ram Nath Kovind. La Legge prevede punizioni severe per gli autori di stupri, in particolare di bambine sotto i 12 anni, per i quali è prevista la condanna a morte.
La Legge prevede una pena detentiva minima di 20 anni che può arrivare all’ergastolo o alla condanna a morte per lo stupro di bambine di età inferiore ai 12 anni.
Nel caso di stupro di gruppo di una bambina di età inferiore ai 12 anni, i proprietari subiranno l'ergastolo o la morte.
In caso di stupro di una ragazza di età inferiore a 16 anni, la pena minima è stata aumentata da 10 a 20 anni ed è estendibile anche all'ergastolo.
La punizione per lo stupro di gruppo di una ragazza di età inferiore ai 16 anni sarà invariabilmente la prigione per il resto della vita del condannato.
Il gabinetto ha anche deciso di mettere in atto una serie di misure per il processo rapido e le indagini nei casi di stupro.
Secondo la Legge, tribunali speciali saranno istituiti per trattare esclusivamente casi di stupro.
Inoltre, un giudice donna audirà casi di stupro e una agente di polizia donna registrerà la dichiarazione delle vittime di stupro.
(Fonti: tehelka.com, 07/08/2018)
L'approvazione del Presidente ha seguito l'approvazione da parte dello Union Cabinet (esecutivo) dell'ordinanza il 21 aprile, dopo che il Primo Ministro Narendra Modi ha tenuto una riunione di emergenza in risposta alla serie di scioccanti casi di stupro nel Paese.
L'ordinanza - Ordinanza Penale del 2018 (Emendamento) - prevede pene severe per i colpevoli di stupro, in particolare per le ragazze di età inferiore ai 16 e 12 anni. L'ordinanza prescrive la condanna a morte per lo stupro di ragazze al di sotto dei 12 anni.
(Fonti: jagranjosh.com, 23/04/2018)
Il Rajasthan ha approvato un disegno di legge che prevede la pena di morte per chi stupra ragazze sotto i 12 anni di età. Il Madhya Pradesh ha già approvato una legge con disposizioni simili nel dicembre scorso, mentre il gabinetto dell’Haryana questo febbraio ha accennato a una proposta per introdurre una legislazione di questo tipo. Anche il Maharashtra e il Karnataka stanno prendendo in considerazione la pena di morte per gli stupratori di bambini.
Il Ministro degli Interni del Rajasthan, Gulab Chand Kataria, ha presentato in Assemblea il Progetto di Legge sulle Leggi Penali (Emendamento Rajasthan), che è stato approvato dall'aula con un voto vocale a seguito di un dibattito. Il disegno di legge mira ad aggiungere la sezione 376-AA nel Codice penale indiano, che recita: "Punizione per lo stupro di una donna fino a dodici anni di età. Chiunque commetta uno stupro su una donna di età inferiore ai dodici anni deve essere punito con la morte o con una dura reclusione per un periodo che non può essere inferiore a quattordici anni ma che può estendersi fino alla reclusione per tutta la vita, il che significa imprigionamento per il resto della vita naturale della persona, e sarà anche passibile di ammenda."
Due emendamenti sono stati introdotti nel disegno di legge, incluso il divieto per il detenuto di lasciare il carcere a vita anche dopo aver fatto 14 anni di reclusione.
"Abbiamo fatto due emendamenti. Aggiunto l’ergastolo per reati contro le ragazze al di sotto dei 12 anni d’età, inoltre c’è una disposizione per cui il condannato all’ergastolo non può lasciare la prigione anche dopo aver completato 14 anni di condanna", ha detto GC Kataria.
Una disposizione simile, 376-DD, verrà aggiunta per lo stupro di gruppo. Nella "Dichiarazione degli Oggetti e dei Motivi" per presentare la proposta di legge, il governo ha detto: "Il governo dello Stato è venuto a conoscenza del fatto che il reato di stupro di minore e di stupro di gruppo di minori avviene di tanto in tanto. Tali crimini sono odiosi e trasformano la vita della vittima in un inferno."
All'inizio di febbraio, il primo ministro Vasundhara Raje, in una risposta nel dibattito sul bilancio in Assemblea, aveva annunciato che il governo dello Stato avrebbe introdotto una punizione più severa, "compresa la pena capitale", per lo stupro di ragazze sotto i 12 anni.
Secondo il rapporto 2016 del National Crime Record Bureau (NCRB), i casi di crimini contro i minori hanno mostrato un costante aumento nel Rajasthan. Lo stato ha registrato 4.034 casi simili nel 2016, pari al 3,8% dei reati contro i minori (98.344) registrati in tutto il Paese. Si trova al quarto posto nel crimine contro il genere femminile.
Nel 2015 lo Stato ha registrato 3.689 casi di reati contro i minori, che sono aumentati di 345 nell'anno in esame. Secondo i dati NCRB, la polizia di Stato ha registrato 728 casi di stupro sui minori nel 2015, che sono aumentati a 858 nel 2016.
(Fonti: indianexpress.com, 09/03/2018)
Un tribunale di Satna, nello stato indiano del Madhya Pradesh, il 19 settembre 2018 ha emesso una condanna a morte contro un insegnante per aver violentato una bambina di quattro anni, quasi tre mesi fa.
Un tribunale POCSO nel distretto di Jhunjhunu del Rajasthan ha condannato a morte un 23enne per aver stuprato una bambina di tre anni nel villaggio di Dabri Dheer, lo scorso 2 agosto
Un tribunale speciale di Alwar ha condannato a morte un ragazzo di 19 anni per aver violentato un bambino di sette mesi nella zona di Laxmangarh, nel Rajasthan.
MADHYA PRADESH (INDIA): CONDANNATO A MORTE PER LO STUPRO DI UNA BAMBINA DI NOVE ANNI
Un uomo accusato di aver stuprato una bambina di nove anni nel distretto di Sagar, nel Madhya Pradesh, è stato condannato alla pena capitale da un tribunale di Bhopal.
21 Settembre 2018 :
Un tribunale di Satna, nello stato indiano del Madhya Pradesh, il 19 settembre 2018 ha emesso una condanna a morte contro un insegnante per aver violentato una bambina di quattro anni, quasi tre mesi fa. Il tribunale ha detto che l’imputato si è rivelato un demone invece di agire come un protettore per cui il caso rientra nella categoria dei "più rari tra i rari", punibili con la pena capitale.
Il giudice distrettuale Dinesh Kumar Sharma ha emesso la condanna a morte nei confronti di Mahendra Singh Gond (27 anni) dopo averlo riconosciuto colpevole ai sensi della sezione 376 AB (stupro su donna di età inferiore ai 12 anni) del codice penale e sezione 5/6 della Legge sulla Protezione dei minori da reati sessuali (POCSO).
La vittima, che è stata violentata il 1° luglio, è ancora in condizioni critiche e viene curata in un ospedale di Delhi.
(Fonti: tribuneindia.com, 19/09/2018)
03 Settembre 2018 :
Un tribunale POCSO nel distretto di Jhunjhunu del Rajasthan ha condannato a morte un 23enne per aver stuprato una bambina di tre anni nel villaggio di Dabri Dheer, lo scorso 2 agosto. La corte ha emesso la sentenza a distanza di 20 giorni dalla presentazione delle accuse nel caso.
Il giudice Neerja Dadhich ha emesso la pena di morte contro Vinod Banjara, un residente di Dausa che vendeva utensili nel distretto di Jhunjhunu, dopo averlo riconosciuto colpevole dello stupro della vittima sulla base delle prove prodotte dall'accusa. La polizia aveva formato una squadra speciale per indagare nel caso dopo aver arrestato Vinod in base alle severe disposizioni della legge POCSO e del codice penale indiano.
(Fonti: thehindu.com, 01/09/2018)
23 Luglio 2018 :
Il processo è stato completato in 46 giorni e anche l'indagine della polizia sul caso è stata completata in sole 72 ore.
Il crimine è accaduto nel villaggio di Khamaria del quartiere Rehli del distretto di Sagar il 21 maggio. L'imputato è stato arrestato e accusato ai sensi delle sezioni 376-A, 376-B del codice penale indiano e di disposizioni della legge 2012 per la Protezione dei bambini dai reati sessuali, ha detto il procuratore del distretto di Sagar Satyendra Kumar Shukla.Il giudice del blocco di Rehli, Sudhanshu Saxena, ha riconosciuto l’imputato Narayan Patel colpevole del crimine e lo ha condannato a morte.
Questo è forse il primo caso nel Madhya Pradesh in cui la pena capitale è stata pronunciata per lo stupro di un minore, dopo gli emendamenti alla legge penale da parte del governo di Narendra Modi che prevedono la pena capitale come punizione massima per lo stupro di minori fino a 12 anni.
(Fonti: newindianexpress.com, 07/07/2018)
23 Aprile 2018 :
L'Alta corte di Madras ha annullato la colpevolezza e la condanna a morte imposta da un tribunale di grado inferiore al 24enne P. Manikandan
27 Luglio 2018 :
L'Alta corte di Madras ha annullato la colpevolezza e la condanna a morte imposta da un tribunale di grado inferiore al 24enne P. Manikandan per l’omicidio di una bambina di quattro anni, commesso a Tiruvannamalai il 13 giugno 2013 a causa di un inimicizia con suo padre relativa a prestiti non restituiti. Accogliendo un ricorso presentato dal condannato, il collegio di giudici S. Vimala e S. Ramathilagam hanno concordato con il legale N.R. Elango secondo cui il tribunale di Mahila a Tiruvannamalai ha superficialmente riconosciuto colpevole e condannato a morte il ricorrente, anche se non c'erano prove sufficienti per collegarlo al reato.
Il Collegio di giudici ha ordinato al Dipartimento Investigativo un'indagine sull'omicidio della bambina per scoprire i veri colpevoli del crimine entro tre mesi.
(Fonti: thehindu.com, 25/07/2018)
INDIA: CONDANNATO A MORTE PER OMICIDIO SIKH
Un tribunale di New Delhi il 19 novembre 2018 ha emesso una condanna a morte in relazione alle sommosse anti-Sikh del 1984 che provocarono quasi 3.000 morti in seguito all'assassinio del primo ministro Indira Gandhi.
INDIA: PENA DI MORTE CONFERMATA PER L’OMICIDIO E STUPRO DI UNA BAMBINA
L'Alta Corte del Madhya Pradesh il 15 novembre 2018 ha confermato la condanna a morte di un uomo di 19 anni per aver stuprato e ucciso una bambina di quattro anni nel distretto di Dhar.
L'Alta Corte del distretto di Idukki, nel Kerala, ha confermato il 30 ottobre 2018 la condanna a morte emessa dal giudice T U Kuruvila di Thodupuzha il 20 giugno 2012 nei confronti di un nativo di Idukki per aver violentato e ucciso una madre e sua figlia a Peermade nel 2007.
Il giudice SK Tekam il 31 ottobre 2018 ha condannato all’impiccagione un uomo per lo stupro e uccisione di una bambina di quattro anni.
INDIA: QUATTRO CONDANNATI ALL’IMPICCAGIONE PER TRIPLICE OMICIDIO
Il giudice Brij Madhuri Sharma il 4 ottobre 2018 nella città indiana di Ajmer ha condannato all’impiccagione quattro imputati in relazione ad un triplice omicidio avvenuto nel 2011
Un tribunale dell’Assam il 4 ottobre 2018 ha emesso la pena di morte contro un uomo in relazione allo stupro e omicidio di una ragazza di 13 anni.
Due guerriglieri maoisti coinvolti nell'uccisione del soprintendente della polizia di Pakur Amarjeet Balihar e di altri cinque poliziotti a Jharkhand nel 2013 sono stati condannati a morte il 26 settembre 2018 da un tribunale distrettuale di Dumka.
INDIA: CONDANNE A MORTE PER DUE MILITANTI PRO-BODOLAND
Un tribunale speciale della National Investigation Agency a Guwahati ha inflitto la pena di morte a due militanti del Fronte nazionale democratico di Bodoland e ha condannato altri due all’ergastolo in relazione agli omicidi di membri della comunità tribale nel 2014, ha riportato il 15 settembre 2018 The New Indian Express.
INDIA: CONDANNATO A MORTE PER OMICIDIO E STUPRO DI UNA BAMBINA
un teenager è stato condannato a morte da un tribunale di Nagaon, nell’Assam, per lo stupro di gruppo e omicidio di una bambina di 11 anni
Un tribunale dell’Assam ha pronunciato una condanna a morte per una persona e l'ergastolo per un’altra per il loro coinvolgimento nel brutale stupro e omicidio di un’insegnante, l'anno scorso.
Un giovane di 25 anni ha ricevuto una condanna a morte nel Madhya Pradesh per aver stuprato e ucciso una bambina di sei anni
INDIA: CONFERMATE DUE CONDANNE A MORTE
L'Alta Corte di Punjab e Haryana ha confermato le condanne a morte di una donna dell’Haryana e del suo fidanzato
INDIA: 3 CONDANNE CAPITALI CONFERMATE NEL CASO DELLO STUPRO DI GRUPPO A DELHI
La Corte Suprema dell'India ha confermato le condanne a morte di tre uomini nel caso dello stupro di gruppo e omicidio di una donna a Nuova Delhi nel 2012.
Un tribunale di Tiruvannamalai, nello stato meridionale indiano di Tamil Nadu, ha condannato a morte cinque imputati per aver adulterato del liquore prodotto illegalmente, causando la morte di 13 persone nel 2000.
INDIA: 9 CONDANNATI A MORTE PER TRIPLICE OMICIDIO NELL’ODISHA
Un tribunale di Gunupur, nell’Odisha, ha condannato a morte nove uomini per gli omicidi di tre membri di una famiglia a Gunupur nel 2016.
INDIA: CONDANNATO A MORTE PER L’OMICIDIO DI UN BAMBINO DI SEI ANNI
Un uomo di 35 anni è stato condannato a morte dal tribunale di Pilibhit, nello stato indiano dell’Uttar Pradesh, per l’omicidio di un bambino di 6 anni, avvenuto lo scorso anno ad Amariya.
Il tribunale distrettuale di Ernakulam, nello Stato indiano del Kerala, ha condannato a morte un uomo per aver ucciso una bambina di quattro anni a Chottanikkara nel 2013.
Il verdetto è stato pronunciato in un tribunale insediato nel carcere di Tihar a causa di problemi di sicurezza.
L'altro imputato, Naresh Sherawat, è stato condannato all'ergastolo.
Il tribunale di Patiala aveva riconosciuti colpevoli i due imputati il 15 novembre.
Il giudice Ajay Pandey li ha riconosciuti responsabili dell’uccisione di Hardev Singh e Avtar Singh nella zona di Mahipalpur a sud di Delhi durante le rivolte.
La polizia di Delhi aveva chiuso il caso nel 1994 a causa della mancanza di prove. Tuttavia, una Squadra Investigativa Speciale (SIT) sui disordini ha riaperto il caso.
(Fonti: FE Online, 20/11/2018)
In un caso di omicidio d'onore nell’Haryana, un tribunale il 5 dicembre 2018 ha condannato a morte un uomo per l’omicidio di sua sorella. Il giudice ha emesso la condanna a morte nei confronti di Ashok (26 anni) residente nel villaggio di Juglan, Hisar.
Ashok è stato dichiarato colpevole di aver ucciso sua sorella Kiran nel febbraio 2017.
Secondo l'accusa, Rohtas del villaggio di Siswal si era sposato in segreto con Kiran l'8 agosto 2015. La famiglia della donna quando venne a sapere del matrimonio si oppose poiché Rohtas apparteneva a una comunità diversa.
Il 9 febbraio 2017 Kiran morì in circostanze sospette nella sua casa nel villaggio di Juglan e la sua famiglia sostenne che si era suicidata.
Durante l'indagine della polizia, Ashok, fratello di Kiran, fu arrestato e ammise di aver ucciso sua sorella.
(Fonti: thebrahmastra.com, 06/12/2018)
Un secondo imputato è stato condannato all'ergastolo, ha detto il procuratore generale Surinder Mohit Singh.
Il 15 novembre il tribunale speciale aveva riconosciuto colpevole Yashpal Singh, che è stato condannato a morte, e Naresh Sherawat, di aver ucciso due sikh e ferito tre dei loro parenti durante le sommosse nella zona di Mahipalpur a Delhi.
La strage del 1984 avvenne poche ore dopo che il primo ministro Gandhi fu uccisa dalle sue guardie del corpo sikh.
Durò tre giorni con i Sikh violentati e assassinati, le loro case e le loro imprese bruciate.
(Fonti: gulf-times.com, 20/11/2018)
La sentenza è stata confermata dai giudici S K Awasthi e P K Jaiswal, che avevano ascoltato le parti il 30 luglio.
"L'Alta Corte, dopo aver accolto i punti dell'accusa, ha ratificato la pena capitale dell’imputato, Karan, emessa dal tribunale di grado inferiore, e ha respinto l’appello presentato da lui (Karan)", ha detto il pubblico ministero Bhuvan Gautam.
Karan era stato condannato a morte da un tribunale di grado inferiore il 17 maggio per aver violentato e ucciso la bambina.
Avrebbe rapito la vittima la sera del 15 dicembre 2017 e successivamente l'avrebbe violentata in un luogo appartato nella città di Manawar, nel distretto.
Poi l’avrebbe uccisa con una pietra.
(Fonti: newindianexpress.com, 16/11/2018)
06 Novembre 2018 :
L’imputato principale, Rajendran di Puthuvalthadathil, Churakkulam, vicino a Vandiperiyar nell’Idukki, è stato condannato a morte per aver stuprato e ucciso Molly, 55 anni, di Vallomparambil, 57° miglio presso Peermade, e sua figlia Neenu, 22 anni.
Secondo il procuratore E A Rahim, il crimine è avvenuto il 2 dicembre 2007.
Rajendran insieme a Jomon, il secondo imputato, fece irruzione nella casa dove vivevano Molly e sua figlia.
Dopo aver imbavagliato Neenu con un panno, Rajendran l'ha violentata. Nel frattempo Jomon ha violentato Molly. Le hanno violentate entrambe fino alle 5 del mattino, e quando le vittime hanno cercato di opporsi, sono state brutalmente aggredite con un coltello e un tubo di ferro.
(Fonti: Express News Service, 31/10/2018)
Il giudice SK Tekam il 31 ottobre 2018 ha condannato all’impiccagione un uomo per lo stupro e uccisione di una bambina di quattro anni. Il detenuto è stato identificato come Madan Lal. Il 14 marzo 2015, la polizia di Durgukondal arrestò l'imputato Madan Lal, sospettato di aver ucciso la bambina. Quando il corpo della bambina fu recuperato, l'imputato confessò di averla violentata prima di ucciderla.
Secondo fonti della polizia, il 13 marzo 2015 i genitori della vittima denunciarono alla polizia di Durgukondal la scomparsa della loro figlia. La polizia iniziò le indagini e sospettò di Madan Lal che aveva visitato il villaggio di Patri.
(Fonti: The Hitavada, 31/10/2018)
05 Ottobre 2018 :
Il giudice Brij Madhuri Sharma il 4 ottobre 2018 nella città indiana di Ajmer ha condannato all’impiccagione quattro imputati in relazione ad un triplice omicidio avvenuto nel 2011 e ha imposto una multa di 90.000 rupie a ciascuno. La corte ha osservato che gli imputati non solo hanno ucciso un loro amico a scopo di rapina, ma anche due suoi familiari.
Il pubblico ministero Pankaj Jain ha dichiarato che l'accusa ha prodotto 254 documenti e 40 testimoni per dimostrare la propria tesi contro gli accusati Diamond Silva, Robin Silva, Malaki John e Mahesh Lott. I quattro imputati hanno ucciso Pramod, Nirmod e la loro madre Neeru.
(Fonti: TNN, 05/10/2018)
Il giudice distrettuale Debasish Bhattacharjee ha emesso la condanna capitale nei confronti di Jashimuddin Borbhuyian, che è stato dichiarato colpevole ai sensi delle sezioni 376 (stupro) e 302 (omicidio) del codice penale indiano e della sezione 4 della Legge POCSO (contro gli abusi sessuali sui minori).
Il crimine è avvenuto il 14 marzo di quest'anno. Quel giorno la vittima era sola nella sua casa nel villaggio di Betcherra Purabshree, nel distretto di Hailakandi, lungo il confine tra Assam e Mizoram.
L’imputato è stato arrestato il 16 marzo.
Manifestazioni e marce di protesta si sono tenute per chiedere una punizione severa per l'autore del crimine.
(Fonti: PTI, 04/10/2018)
28 Settembre 2018 :
Il giudice distrettuale Taufiqool Hasan ha pronunciato il verdetto contro Praveer alias Sukhlal Murmu e Sanata Baski alias Tala Da.
Altri cinque imputati sono stati assolti dal tribunale. I poliziotti furono uccisi mentre tornavano da un incontro con alti funzionari della polizia nel distretto di Dumka il 2 luglio 2013.
(Fonti: IANS, 26/09/2018)
Mentre Bishnu Narzary e Ajoy Basumatary hanno ricevuto la condanna a morte, Nitul Daimary e Sanju Bordoloi sono stati condannati all'ergastolo.
Il 23 dicembre 2014, almeno 50 persone nell'Assam morirono quando membri armati del Fronte nazionale democratico di Bodoland commisero una serie di omicidi nei distretti di Sonitpur e Kokrajhar.
(Fonte: scroll.in, 15/09/2018)
12 Settembre 2018 :
un teenager è stato condannato a morte da un tribunale di Nagaon, nell’Assam, per lo stupro di gruppo e omicidio di una bambina di 11 anni cinque mesi fa.
Zakir Hussain, il condannato di 19 anni, avrebbe guidato lo stupro della minore, dandole poi fuoco nella sua casa di Batadrava il 23 marzo. La vittima morì per le ustioni mentre veniva trasferita dall'ospedale civile di Nagaon al Guwahati Medical College and Hospital la stessa notte.
(Fonti: thehindu.com, 07/09/2018)
Il tribunale distrettuale di Hojai ha condannato a morte Moinul Hoque e all'ergastolo senza condizionale Selim Uddin dopo averli riconosciuti colpevoli dei crimini avvenuti nell'area di Jamunamukh nel distretto, il 31 maggio 2017.
L'insegnante di 58 anni fu violentata dai due mentre era sulla strada per la sua scuola. Dopo averla uccisa, avrebbero scaricato il suo corpo nel fiume Kopili.
(Fonti: m.eenaduindia.com, 01/08/2018)
Un giovane di 25 anni ha ricevuto una condanna a morte nel Madhya Pradesh per aver stuprato e ucciso una bambina di sei anni che aveva attirato da una sala delle nozze nella città di Gwalior, nella notte tra il 20 e il 21 giugno. Le autorità carcerarie non hanno portato Jitendra Kushwah presso la Corte Speciale temendo aggressioni e la condanna è stata comunicata a lui tramite videoconferenza. Dopo il suo arresto, il 22 giugno, l’accusa è stata presentata il 2 luglio.
Il processo è durato 13 giorni, in cui sono stati esaminati 33 testimoni, tra cui funzionari di laboratorio di scienze forensi, genitori della vittima, polizia e insegnanti della scuola. Jitendra è stato portato in tribunale solo due volte. Jitendra ha inizialmente affermato di essere innocente, ma successivamente avrebbe confessato il crimine.
(Fonti: indianexpress.com, 27/07/2018)
25 Luglio 2018 :
L'Alta Corte di Punjab e Haryana ha confermato le condanne a morte di una donna dell’Haryana e del suo fidanzato per l’avvelenamento e strangolamento di sette membri della famiglia di lei, tra cui quattro bambini, nel settembre 2009.
La donna, Sonam, e il suo fidanzato Naveen Kumar, avrebbero ucciso i genitori di lei, il fratello di 16 anni, la nonna e tre cugini, tutti minori di 11 anni.
L'indagine della polizia ha appurato che il duo credeva che la famiglia di Sonam fosse un "ostacolo alla loro relazione amorosa". Hanno cospirato per eliminarli, strangolando le vittime dopo avergli somministrato sonniferi nella loro casa nel villaggio di Qabulpur a Rohtak.
(Fonti: livelaw.in, 18/07/2018)
La donna, una studentessa di fisioterapia, fu violentata su un autobus e lasciata morire da una gang di cinque uomini e un adolescente a Nuova Delhi nel dicembre 2012.
"La petizione di revisione di tutti e tre i condannati è stata respinta", ha detto ai giornalisti A. P. Singh, un avvocato per gli imputati.
La ventitreenne, che era la prima diplomata della famiglia, stava tornando a casa dal cinema con un amico.
I sei la violentarono e la torturarono con una sbarra di ferro mentre l'autobus percorreva la capitale indiana.
La vittima fu lasciata per strada con gravi lesioni interne, e morì 13 giorni dopo in un ospedale di Singapore.
(Fonti: Afp, 09/07/2018)
Un tribunale di Sagar, nello stato di Madhya Pradesh, ha condannato a morte un uomo di 21 anni per aver stuprato e ucciso una bambina di nove anni l'anno scorso. Il giudice Suman Shrivastava ha emesso la pena di morte contro Sunil Adivasi dopo averlo dichiarato colpevole dello stupro e omicidio del minore, ha detto il procuratore aggiunto Balbir Singh Thakur.
Il crimine è avvenuto il 13 aprile 2017 quando la bambina era andata in una foresta vicino al suo villaggio di Ujnet per raccogliere semi di mahua, ha detto Thakur.
Sunil Adivasi avrebbe portato la vittima nella sua capanna dove l'ha violentata e uccisa.
(Fonti: Press Trust of India, 20/06/2018)
I decessi si verificarono nel distretto di Tiruvannamalai, a circa 200 km dalla capitale statale Chennai (ex Madras).
I cinque avrebbero messo del veleno nel liquore prodotto illegalmente da una persona, per motivi di rivalità economica.
(Fonti: IANS, 27/05/2018)
La corte distrettuale ha condannato a morte Ajanta Sabara, Bubhuna Sabara, Maluku Sabara, Podantu Sabara, Iru Sabara, Lakia Sabara, Degun Sabara, Dasanta Sabara e Dalsa Sabara per il crimine avvenuto il 9 settembre 2016 nel distretto di Rayagada.
"Trattando il caso dell'omicidio, il giudice Subhendu Kumar Pati ha condannato a morte nove persone nel sensazionale caso di triplice omicidio di Gunupur", ha detto un avvocato.
Avrebbero ucciso tre membri di una famiglia - Asim Sabara, sua moglie Ambae e la loro figlia maggiore Ashamani - nel villaggio di Kitunga, per il sospetto che praticassero la stregoneria.
Avrebbero seppellito i corpi in una foresta vicina dopo aver commesso il crimine e in seguito li avrebbero dissotterrati e bruciati nel tentativo di eliminare le prove.
(Fonti: pragativadi.com, 13/04/2018)
17 Aprile 2018 :
Il giudice Sanjiv Kumar Shukla ha emesso la condanna capitale nei confronti di Nazim Mian per il brutale omicidio di Mohd Musahib, commesso il 21 febbraio 2017, ha detto l’avvocato d’ufficio Qazi Rifakat Hussain Farhan. L’omicida avrebbe fatto a pezzi la vittima e ne avrebbe mangiato una parte. Data la brutalità del caso, gli avvocati difensori locali si sono rifiutati di fornire tutela legale all’imputato.
(Fonti: PTI, 10/04/2018)
Esecuzioni sospese
Il panel dei giudici Dipak Misra, AM Khanwilkar e DY Chandrachud ha sospeso la condanna a morte emessa da un’alta corte.
Il condannato si chiama Vinod aka Rahul Chouhtha, che proviene dal distretto di Shahdol del Madhya Pradesh.
Il 28 febbraio nei confronti di Vinod è stata emessa la pena di morte da un tribunale speciale per la Protezione dei minori dalla violenza sessuale (POCSO), a Shahdol.
Il detenuto avrebbe attirato la bambina con biscotti e violentata e uccisa a maggio dell'anno scorso.
(Fonti: ndtv.com, 18/09/2018)
IL GOVERNO DEL PUNJAB CHIEDE LA PENA DI MORTE PER GLI SPACCIATORI
Il governo dello stato indiano del Punjab ha deciso di raccomandare al Centro (Governo dell’India) la pena di morte per gli spacciatori di droga.
Il presidente Ram Nath Kovind ha respinto la prima richiesta di grazia giunta davanti a lui,
L'Alta corte dello Uttarakhand ha dichiarato incostituzionale la pratica della detenzione in isolamento.
04 Luglio 2018 :
Il governo dello stato indiano del Punjab ha deciso di raccomandare al Centro (Governo dell’India) la pena di morte per gli spacciatori di droga. La mossa arriva in un momento in cui il governo statale si trova di fronte a critiche da diverse parti per la presunta ondata di morti a causa di overdose di droga nello stato.
Agirà come deterrente contro il crimine efferato, che sta "distruggendo" la vita dei giovani nel Punjab e in molti altri luoghi, ha detto un portavoce del governo.
La riunione del gabinetto, presieduta dal primo ministro, ha anche deciso di inviare presto una raccomandazione formale al governo dell'Unione in tal senso.
Il primo ministro aveva convocato la riunione per discutere la questione, in particolare nel contesto delle recenti morti nello stato di quasi 30 giovani a causa di presunte overdosi e di sostanze adulterate.
(Fonti: Hindustantimes, 03/07/2018)
Il presidente Ram Nath Kovind ha respinto la prima richiesta di grazia giunta davanti a lui, presentata dal condannato per omicidio Jagat Rai, che insieme ad altri due, è stato condannato per l'omicidio di un uomo, di sua moglie e dei loro cinque figli minorenni bruciandoli vivi mentre dormivano nella loro casa.
Come prevede la norma per le domande di grazia rivolte al Presidente, il caso è stato sottoposto al Presidente Kovind dopo che la Corte Suprema ha respinto la richiesta di grazia del detenuto cinque anni prima.
(Fonti: The Quint, May 30, 2018)
08 Maggio 2018 :
Pur mantenendo la pena capitale pronunciata contro due imputati dalla corte inferiore, il panel dei giudici Rajiv Sharma e Alok Singh ha dichiarato che le Regole minime standard delle Nazioni Unite per il trattamento dei detenuti stabiliscono che l'isolamento può essere utilizzato solo in casi eccezionali come ultima risorsa.
Non deve essere imposto in virtù della condanna di un detenuto, ha detto il panel.
La Corte ha inoltre affermato che la pratica non solo comporta punizioni aggiuntive, ma equivale anche a tortura e viola i diritti umani fondamentali.
Il panel ha fatto le osservazioni confermando la pena capitale per i due condannati in un caso relativo alla stupro di gruppo e all'omicidio di una donna di 55 anni.
Il panel ha osservato che il manuale della prigione dell’Uttar Pradesh stabilisce che il direttore non deve consentire a nessuna persona di comunicare con i condannati a morte, eccetto le autorità prescritte e che il detenuto deve essere recluso per 23 ore al giorno. Tutto questo è contrario alle Regole Nelson Mandela. Non c'è alcun motivo scientifico per cui il detenuto condannato a morte debba essere tenuto in isolamento.
Provoca immenso dolore, sofferenza e angoscia al condannato. È una violazione degli articoli 20, paragrafo 2 e 21 della Costituzione indiana, ha affermato la Corte.
Un uomo, anche condannato a morte, ha certi privilegi e diritti che non gli possono essere negati a causa della mentalità coloniale. Le disposizioni del manuale della prigione U.P. sono anarchiche, crudeli e insensibili, ha aggiunto la Corte.
(Fonti: outlookindia.com, 27/04/2018)