Source: http://sulpmlombardia.it/2014-03-02-15-34-35/61-l-angolo-di-bruno-riflessioni-sul-depenalizzando-10-bis
Timestamp: 2018-03-19 20:25:54+00:00
Document Index: 142998460

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 14', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 10']

L'angolo di Bruno - riflessioni sul depenalizzando 10-bis
in questi giorni si parla di abrogazione del reato di clandestinità (rectius: ingresso e/o soggiorno illegale) p. e p. dall'art. 10-bis del t.u. Immigr.
volendo essere più precisi, esaminando i lavori in corso al Senato, si parla di depenalizzazione, ovvero di degradare la contravvenzione a illecito amministrativo.
Sempre che l'emendamento de quo sia confermato anche dalla Camera, in ogni caso si tratta di una norma inserita in una legge delega, quindi si dovrà attendere un decreto legislativo che recepisca la delega (depenalizzazione del reato) e stabilisca le nuove sanzioni amministrative. Non credo che ciò avverrà nei prossimi sei mesi.
Che succederà il giorno dell'entrata in vigore (se saranno confermate) delle norme che depenalizzano il 10-bis?
Giornalisti e opinione pubblica spesso non sono informati sulle dinamiche giuridiche delle norme del testo unico immigrazione.
Innanzitutto, come prima (ante 2009) dell'introduzione del reato, una volta che il "cittadino di Paese terzo" verrà accompagnato presso l'Ufficio Immigrazione della Questura, sarà attinto da un decreto prefettizio di espulsione, che come nella maggior parte dei casi (le norme sulla partenza volontaria, almeno qui a Milano, sono di rarissima applicazione) verrà eseguito con la contestuale notificazione di un ordine del Questore a lasciare lo Stato entro 7 giorni. L'inottemperanza ingiustificata dell'ordine è punita dall'art. 14 comma 5-ter del t.u. Imm. (competenza G. di P.).
In conclusione si ritorna comunque nel circuito penale.
Altra importante questione di rilevanza penale.
Nel 2003 le sezioni unite penali della Cassazione (e ricordiamo che le sez. un. svolgono una funzione strettamente nomofilattica, quindi direi vincolante per il giudice di merito ma anche per la polizia giudiziaria)avevano statuito che si configurava comunque l'art. 6 co. 3 per l'omessa esibizione del passaporto nei confronti del clandestino, motivando che non sussisteva il reato soltanto per l'omessa esibizione del permesso di soggiorno (non potendo esibire una cosa che non esiste nella realtà fenomenica: ad impossibilia nemo tenetur) mentre all'esibizione del passaporto era tenuto anche lo straniero irregolare (salvo giustificato motivo).
La sentenza sopra richiamata è stata superata dalla sentenza del 2011 sempre delle sez. unite penali, argomentando che con l'introduzione del 10-bis lo straniero irregolare esibendo il passaporto in qualche modo si sarebbe autoaccusato (ed è ben noto il principio che "nemo tenetur se detegere") e quindi autodanneggiato. Cosicché attualmente si applica o l'art. 6 (soltanto agli stranieri REGOLARI che senza giustificato motivo non esibiscono passaporto e permesso di soggiorno) o l'art. 10-bis (agli stranieri IRREGOLARI, con l'applicazione qui a Milano della direttiva del 2012 della Procura che riduce le ipotesi di configurazione del reato).
Va da sé che l'eventuale depenalizzazione del 10-bis comporterà la riattualizzazione della pronuncia del 2003 e quindi (considerato che sono rari i casi di clandestini che hanno con sé il passaporto) difficilmente si uscirà dal circuito penale.
Se il legislatore vuole mettere mano alla materia si auspica che lo faccia con un intervento più sistematico, non con modifiche a una sola norma che non tengano conto delle norme che restano comunque in vigore (questa è una mia considerazione personale).
L'ultimo aggiornamento (luglio 2013) del mio prontuarietto sugli stranieri (che allego per chi non ne avesse copia), almeno sul piano pratico operativo, è da considerare ancora attuale (lo aggiornerò quando andrà in vigore, se andrà, la depenalizzazione del 10-bis)
Si tenga presente che il prontuarietto non tiene conto della direttiva "Targetti" in quanto è destinato anche a colleghi che operano in circondari diversi da quello della Procura di Milano.