Source: http://ricorsi.net/guide-rapide/multe-per-eccesso-di-velocita.html
Timestamp: 2014-09-30 19:51:55+00:00
Document Index: 142657003

Matched Legal Cases: ['art. 142', 'art. 142', 'art. 142', 'art. 142', 'art. 2', 'art. 79', 'art. 142', 'art. 3', 'art. 200', 'art. 200', 'art.4', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 200']

Il ricorso contro le multe per eccesso di velocità
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Pubblicato il 30 Settembre 2013	Scritto da Fabiana Ferrari	Analizziamo i verbali per eccesso di velocità e scopriamo quali vizi possono contenere. Motivi di opponibilità possono derivare da particolari autovelox utilizzati e, per questo, rimandiamo a due specifiche guide i casi in cui le infrazioni sono rilevate con telelaser o tutor (sicve). Se hai ricevuto un verbale per eccesso di velocità, inviacene copia per una valutazione gratuita e non vincolante ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
o via fax al numero 06.99.332313 (annotando l'indirizzo mail a cui desideri ricevere risposta).
Le multe per eccesso di velocità si possono annullare! http://goo.gl/z9DMY7 (clicca qui per dirlo ai tuoi amici con un tweet)
La multa per eccesso di velocità
L’art. 142 del Codice della Strada disciplina i limiti di velocità da rispettare, ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana. I limiti previsti sono i seguenti:
130 km/h per le autostrade (limite che può innalzarsi fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie oltre la corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l'intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell'ultimo quinquennio);
110 km/h per le strade extraurbane principali;
90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali;
50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali. In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali.
Entro i suddetti limiti, gli enti proprietari della strada possono ovviamente fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità differenti su tratti determinati di strada, in base alle specifiche concrete condizioni di percorrenza. Valgono, inoltre, degli specifici limiti di velocità, relativi a determinate categorie di veicoli. In particolare, esaminando solo alcune delle categorie contemplate dalla disciplina: i ciclomotori non possono eccedere il limite di 45 km/h;
gli autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose, quando viaggiano carichi, non possono eccedere il limite 50 km/h fuori dei centri abitati e 30 km/h nei centri abitati;
le macchine agricole e macchine operatrici devono attenersi al limite di 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi equipollenti; 15 km/h in tutti gli altri casi;
i quadri cicli non possono eccedere il limite di 80 km/h fuori dei centri abitati;
gli autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t: devono attenersi al limite di 80 km/h fuori dei centri abitati e 100 km/h sulle autostrade;
gli autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t devono attenersi al limite di 70 km/h fuori dei centri abitati e 80 km/h sulle autostrade.
Fatta eccezione per le infrazioni commesse da veicoli appartenenti a categorie speciali, le sanzioni conseguenti la violazione dei limiti di velocità variano in base all’entità della violazione. L’art. 142 del Codice della Strada prevede quattro diversi scaglioni, attribuendo per ciascuno di essi una diversa sanzione in base alla misura del limite violato. I quattro scaglioni corrispondono ai commi 7, 8, 9 e 9bis dell’ art. 142 del Codice della Strada, che testualmente prevedono: Comma 7: Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155.
Comma 8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624.
Comma 9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
Comma 9-bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
È appena il caso di soffermarci su una breve precisazione terminologica: sebbene il termine “autovelox” sia comunemente ed indifferentemente utilizzato per indicare qualsiasi dispositivo omologato per la rilevazione degli eccessi di velocità, in realtà, la parola “autovelox” nasce, come marchio registrato, nel lontano 1972, dalla società Sodi Scientifica, per dar nome ad una propria categoria di prodotti (rivolti appunto alla misurazione delle velocità). La larga diffusione di questi dispositivi ha fatto sì che il nome commerciale si affermasse come sostantivo entrando così a far parte impropriamente del vocabolario comune. Ciò premesso, anche in questa sede si utilizzerà il termine autovelox promiscuamente nella sua più diffusa accezione, senza specifico riferimento al marchio originariamente registrato dalla Sodi Scientifica. Gli strumenti utilizzabili per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità si possono distinguere, quanto a modalità di accertamento in:
dispositivi per l'accertamento della velocità istantanea o puntuale;
dispositivi per l'accertamento della velocità media.
Tutti gli strumenti utilizzati per misurare la velocità dei veicoli devono essere approvati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con specifico decreto di omologazione. Ciascun decreto di omologazione prevede l’obbligo a carico della pubblica amministrazione di effettuare controlli periodici sui dispositivi al fine di verificarne il corretto funzionamento, secondo quanto dichiarato dai costruttori nel libretto-manuale d'uso e con cadenza almeno annuale. Alla velocità riscontrata dal dispositivo l'apparecchio di misurazione deve essere applicata una riduzione a favore del trasgressore pari al 5% del valore rilevato, con un minimo di 5 km/h, per ovviare a possibili lievi e fisiologici errori di rilevazione.
Due specifiche guide abbiamo dedicato al caso in cui le infrazioni siano rilevate mediante telelaser o tutor (sicve).
La gestione degli autovelox
Gli autovelox devono essere nella completa disponibilità degli Uffici o Comandi da cui dipendono gli organi accertatori e, conseguentemente le attività di accertamento delle violazioni, costituendo servizio di polizia stradale, non possono in alcun modo essere delegate a terzi, pena la nullità degli accertamenti. Ciò non esclude, tuttavia, che le apparecchiature possano non essere di proprietà dell’organo accertatore che le utilizza, ma bensì prese in locazione, comodato o leasing.
Per soddisfare la predetta esigenza, l'intervento degli organi di polizia stradale deve concretizzarsi:
- per le postazioni mobili, nell'installazione, nella verifica di funzionalità e nel costante controllo del corretto funzionamento dell'apparecchio;
- per le postazioni fisse, nella verifica della funzionalità del sistema di controllo e nella sua attivazione o disattivazione, anche a distanza.
Possono, invece, essere affidate a terzi o svolte sotto il diretto controllo degli organi di polizia stradale le attività puramente manuali e complementari quali, a titolo esemplificativo, la rimozione e sostituzione dei rullini, lo sviluppo degli stessi e la stampa dei fotogrammi, la masterizzazione dei dati relativi, ovvero la predisposizione degli stampati per le procedure di notifica. Durante le operazioni di rilevamento, gli organi di polizia possono avvalersi di tecnici specializzati purché a questi ultimi non siano affidati compiti di accertamento e controllo, di specifica competenza degli operatori di polizia stradale. Per quanto riguarda, invece, la fase dello sviluppo delle fotografie scattate dall'autovelox, è necessario che un operatore di polizia presenzi alle operazioni demandate ad un laboratorio privato al fine di garantire la legittimità dell'operazione e l'obbligo di gestione diretta.
Le foto dell'autovelox
Per garantire le esigenze di riservatezza, le fotografie o le immagini che costituiscono fonte di prova per gli illeciti accertati non devono mai essere inviate al domicilio dell'intestatario del veicolo unitamente al verbale di contestazione. Tuttavia, poiché l'intestatario del veicolo ha un legittimo interesse a conoscere l'effettivo autore della violazione e, pertanto, ad ottenere dalla competente autorità ogni elemento utile al riguardo, la visione della documentazione fotografica o del video deve essere resa disponibile a richiesta del destinatario del verbale, nel rispetto delle norme sull'accesso ai dati personali trattati. Al momento dell'accesso, pertanto, dovranno essere opportunamente oscurati o resi comunque non riconoscibili i passeggeri presenti a bordo del veicolo controllato.
I segnali di preavviso dell'autovelox
A seguito delle modifiche approvate con il decreto legge 117/2007 (così detto Decreto Bianchi), convertito in legge con la Legge 160/2007, l'art. 142, comma VI bis, del Codice della Strada prevede espressamente che:
«Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno».
Il Decreto del Ministro dei Trasporti e degli Interni, datato 15 agosto 2007 (G.U. n.195 del 23.08.2007), ha raccolto l'invito del legislatore, a legiferare, disponendo che le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità sulla rete stradale possano essere segnalate:
«a) con segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti; b) con segnali stradali luminosi a messaggio variabile; c) con dispositivi di segnalazione luminosi installati su veicoli».
I segnali devono essere collocati ad una distanza, rispetto ai dispositivi di rilevamento, in ogni caso non superiore ai 4 km, che abbia conto dello stato dei luoghi e nel cui tratto intermedio non siano presenti intersezioni stradali, come specificato all’art. 2, comma I, del medesimo Decreto del 15.08.2007. La normativa prevedeva, quindi, una distanza massima (4 km appunto) tra il segnale stradale di preavviso e la postazione di controllo a cui si riferisce, ma non una distanza minima, stabilendo semplicemente che tale distanza dovesse essere "adeguata" in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante. Sul punto è intervenuta la direttiva del Ministero degli Interni del 14.08.2009 (così detta Direttiva Maroni), ritenendo che sia da considerare “distanza minima adeguata” quella fissata, per ciascun tipo di strada, dall'art. 79, comma 3, Reg. Esec. C.d.S. per la collocazione dei segnali di prescrizione.
Gli autovelox nascosti
Come già accennato, il riformato art. 142, comma VI bis, del Codice della Strada, prevede che, oltre che presegnalati, gli autovelox debbano essere collocati in condizioni di visibilità. L’astrattezza del termine e l’assenza di precisi riferimenti in base ai quali poter considerare effettivamente visibile o meno una postazione di controllo hanno consentito per il passato che le forze dell’ordine potessero di fatto eludere la prescrizione normativa, posizionando a proprio piacimento gli autovelox. Anche su questo punto è stato provvidenziale l’intervento chiarificatorio del Ministero degli Interni , con cui sono state previste specifiche condizioni di visibilità al cui rispetto è subordinata la legittimità dell'accertamento dell'infrazione. Gli autovelox ad inseguimento
È largamente diffuso un particolare tipo di dispositivo adibito alla rilevazione degli eccessi di velocità, omologato con il nome di Provida 2000, il cui uso differisce dagli altri modelli, poiché esso funziona ad inseguimento ed è installato direttamente a bordo del veicolo delle forze dell’ordine, che segue, durante la marcia, il veicolo oggetto della rilevazione, elaborando una videoregistrazione dell’accertamento. Tale modalità non consente, pertanto, né che la presenza del dispositivo possa essere resa visibile, né che possa essere presegnalata secondo le modalità appena illustrate. Ciò malgrado l’uso di questi dispositivi, sebbene essi non siano nè visibili né presegnalati, è da considerarsi pienamente legittimo. L’art. 3 della già citata Direttiva Maroni ha, infatti, previsto che le disposizioni dettate degli articoli 1 e 2 del medesimo provvedimento, in materia appunto di presegnalazione e visibilità degli autovelox, «non si applicano per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per la misura della velocità in maniera dinamica, ovvero ad inseguimento».
La contestazione della multa
Per espressa previsione legislativa, ai sensi del già esaminato art. 200 del Codice della Strada, vi sono dei casi in cui non ricorre alcun obbligo di contestare immediatamente al trasgressore la violazione del limite di velocità. Ci si riferisce in particolare alla lettera e) ed alla lettera f) del comma 1bis dell’art. 200 del Codice della Strada. In particolare, il comma 1bis lettera e) prevede non sia necessaria la contestazione immediata quando l’accertamento sia avvenuto tramite dispositivi di rilevamento che per il loro specifico funzionamento consentono la determinazione dell'illecito solo in un momento successivo, quando cioè il veicolo oggetto del rilievo sia già troppo distante dal posto di accertamento o comunque non ricorrano le condizioni per poter intimare il fermo in condizioni di sicurezza o nei modi regolamentari. Il comma 1bis lettera f) si riferisce, invece, agli accertamenti effettuati con i dispositivi di cui all'art.4 del Dl 121/2002, convertito nella legge 168/2002, ovvero quei dispositivi a funzionamento automatico installati su autostrade e strade extraurbane principali, nonché su strade extraurbane secondarie e urbane espressamente indicate dal Prefetto. In tali casi, quindi, ai fini della valutazione sulla legittimità del verbale, si dovrà verificare la corretta indicazione dei motivi che hanno impedito la contestazione immediata, rinvenendo a seconda dei casi, la corretta indicazione della lettera e) oppure f) del comma 1bis dell’art. 201. Del Codice della Strada. Sulle autostrade e strade extraurbane principali nonché sui tratti di altre strade individuati dal prefetto la contestazione differita della violazione è sempre consentita. Le ipotesi residuali non contemplate dalle lettere e) ed f) dell’art. 201 riguardano gli accertamenti effettuati tramite autovelox mobili gestiti direttamente dalla polizia collocati su strade extraurbane secondarie o strade urbane di scorrimento non segnalate dal Prefetto. Tuttavia, ciò non significa che in tali casi la contestazione immediata sia obbligatoria, ma semplicemente che tali fattispecie rientrano nella previsione generale dell’art. 200 del Codice della Strada, secondo cui la contestazione immediata è obbligatoria se “è possibile”. Il verbale potrà quindi preservare la sua legittimità indicando espressamente quali motivazioni abbiano reso impossibile la contestazione immediata. Trattandosi, nella fattispecie che stiamo esaminando, di violazioni per eccesso di velocità, è semplice dedurre che per addotte ragioni di sicurezza l’infrazione potrà essere sempre contestata successivamente mediante notifica dl verbale presso il luogo di residenza dell’intestatario del veicolo oggetto dell’accertamento.
Commenti 123456
2014-09-20 08:23
Buongiorno.A me è arrivata giovedì la notifica per un mancato rispetto dei limiti di velocità (78 km orari contro 70 sul cavalcavia del Ghisallo a Milano) del 27 Aprile.Posso fare ricorso per eccesso di ritardo nella notifica?Grazie.
paolo araneo
2014-09-10 10:27
ho preso una multa per eccesso di velocita il 04-05-14 alle 00.15 e mi è arrivata oggi 10-09-14 non siamo un po' fuori dai termini per notificarla?
2014-08-21 15:00
L'eccesso di velocità in mare deve essere contestata con uno strumento idoneo...se è si vorrei sapere la legge che lo prevede.grazie
2014-08-21 14:58
L'eccesso di velocità in mare deve essere con uno strumento idoneo...se è si vorrei sapere la legge che lo prevede.grazie
2014-08-09 10:18
Buongiorno. Volevo chiedere una cosa. Ieri c'era un autovelox mobile un po' nascosto e io non avevo visto in giro il cartello di avviso che devono mettere. Io, dato che dopo pochi metri sarei uscita dal centro abitato, stavo andando sopra il limite (lo so che è sbagliato). Quando li ho visti ho rallentato, ma non sono sicura di essere passata ai 50 Km/h, però dopo aver rallentato avevo visto che andavo ai 52 o 53 Km/h, non di più. Volevo sapere se sono obbligati a detrarre il 5% alla velocità e se, nel caso non lo fanno, posso fare ricorso e quanto si andrebbe a spendere più o meno.
Un carabiniere in borghese nella sua macchina personale mi ha incrociato a marzo e oggi mi hanno consegnato la multa x eccesso di velocità,non so come abbia fatto a decidere che andavo veloce.vorrei sapere se posso fare ricorso.Grazie
mi e'stato contestato un verbale per limite di velocita'(autov elox)dopo 365 giorni cosa posso fare?posso fare ricorso?Grazie
2014-06-30 15:51
mio figlio è appena stato multato per eccesso di velocità (superava di 48,30 la velocità consentita di 60km) su un rettilineo urbano con ritiro di patente da 1 a 3 mesi. quando si può sapere esattamente il numero di mesi di sospensione?
2014-06-06 05:41
Buongiorno,ho ricevuto un verbale per eccesso di velocità che cita "..circolava alla velocità effettiva di 75,1km/h, ridotta a 70,1km/h per la detrazione del 5%...., superando di 0,1km/h il limite massimo vigente di 70km/h." € 58,40 se paga entro 5 gg € 46,10. Ma possono farlo? E' possibile far ricorso?Grazie
2014-06-05 23:28
buona sera, mi è stata fatta una multa (IN MOTO) per eccesso di velocità. velocità consentita 50, rilevata 80, effettiva 75.224 euri di multa "scontata" a 154 se pagata entro i famiìosi 5 giorni.....ma se faccio ricorso i 5 giorni passano, poi devo pagare la multa intera più gli interessi??? è possibile fare ricorso e non pagarla?grazie mille
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