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Timestamp: 2017-10-20 03:04:41+00:00
Document Index: 116215687

Matched Legal Cases: ['art. 150', 'art. 33', 'art. 35', 'art. 104', 'art. 29', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 88', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 92', 'art. 93', 'sentenza ', 'art. 101', 'art. 2418', 'art. 40', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 40', 'art. 95', 'sentenza ', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 8', 'art. 89', 'art. 125', 'art. 5', 'sentenza ']

In senso conforme Tribunale Roma 19/07/2006 n. 777, Presidente Deodato; Tribunale di Termini Imerese, 16/08/2006, Presidente Cimò, relatore Maltese. - PDF
In senso conforme Tribunale Roma 19/07/2006 n. 777, Presidente Deodato; Tribunale di Termini Imerese, 16/08/2006, Presidente Cimò, relatore Maltese.
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1 PREMESSA Va opportunamente premesso che nella riunione del 11/07/06 il Plenum dei Giudici delle Sezione, esaminando l infelice formulazione dell art. 150 (Disciplina Transitoria) del Decreto Legislativo 09/01/06 n. 5, ha preferito tra le varie interpretazioni prospettate, quella per la quale la data del 16/07/06 si pone come spartiacque tanto per i ricorsi, quanto per i fallimenti e, quindi, ha ritenuto: 1) che la vecchia legge fallimentare si applica ai fallimenti dichiarati prima ed anche a quelli dichiarati dopo tale data, ma su ricorsi-richieste depositati prima; 2) che nell ipotesi di più ricorsi, dei quali uno o più depositati prima ed altri depositati dopo il 16/07/06, si ha riguardo alla data di deposito del primo; 3) che la nuova legge fallimentare si applica alle domande concorso fallimentare presentate dopo il 16/07/06 In senso conforme Tribunale Roma 19/07/2006 n. 777, Presidente Deodato; Tribunale di Termini Imerese, 16/08/2006, Presidente Cimò, relatore Maltese. ANTICIPAZIONI (IMPORTANTI) IN ORDINE ALLA OPERATIVITA DEL PROGRAMMA MINISTERIALE APC (AUTOMAZIONE DELLE PROCEDURE CONCORSUALI) Comunico che nello scorso mese di luglio, la Commissione Ministeriale presieduta dal Dott. Pasquale Liccardo, ha proceduto al collaudo dei software presentati da alcune società. Il collaudo si è concluso positivamente. La cancelleria è quindi pronta a recepire l import automatico, per ora, solamente dell inventario, dell elenco dei creditori, dello stato passivo e successivamente delle relazioni ex art. 33 L.F. Comunico che si passerà alla fase operativa, a partire dall 01/01/2007. Raccomando quindi a tutti i curatori/liquidatori giudiziali di munirsi tempestivamente degli strumenti informatici necessari per la produzione in automatico dei predetti documenti (ripeto: inventario, elenco creditori, progetto di stato passivo e stato passivo definitivo) i quali saranno depositati in cancelleria in formato elettronico. Il deposito avverrà secondo le seguenti modalità elaborate dal Dott. Agostino Barbata, a cui ci si potrà rivolgere per qualsiasi specifico chiarimento od informazione: 1
2 nella fase iniziale sarà attivato un punto centralizzato di raccolta dove il professionista potrà consegnare il documento nel formato file xml salvato su CD NON RISCRIVIBILE. La modalità di import dei documenti dal CD al programma APC saranno effettuate con il professionista nel punto di raccolta. Sempre nella fase sperimentale il professionista sarà tenuto alla consegna di copia cartacea del documento. Seguiranno più specifiche informazioni ed istruzioni. ISTRUZIONI PER I CURATORI Premessa: a) I poteri del curatore Con l inventarazione dei beni del fallito, il curatore ne diventa custode. La legge gli attribuisce altresì i poteri di amministrazione e di liquidazione di quei beni, sotto la vigilanza del Giudice Delegato. L attività di amministrazione comprende: 1) gli atti di ordinaria amministrazione: che rientrano nei pieni poteri del curatore, senza necessità di intervento di altri organi; 2) gli atti di straordinaria amministrazione e quelli specificatamente elencati dall art. 35 L.F. (che presentano notevoli rischi per il patrimonio fallimentare): per il compimento dei quali occorre un autorizzazione del comitato dei creditori; 3) gli atti di cui al numero 2) aventi valore superiore a euro e transazioni di qualsiasi valore: per il compimento dei quali occorre la previa informazione del Giudice Delegato, salvo che gli stessi non siano già stati approvati dal medesimo in seno al programma di liquidazione (ex art. 104 ter L.F.), oltre all autorizzazione del comitato dei creditori. Soggetta all autorizzazione è anche la locazione ultranovennale. Il curatore necessita dell autorizzazione scritta del Giudice Delegato per stare in giudizio nelle controversie che riguardano il fallito. 2
3 La nomina dei legali è di competenza del curatore, ma la liquidazione dei compensi spetta al Giudice Delegato. b) I principali doveri del curatore ACCETTAZIONE DELLA CARICA Entro due giorni dal ricevimento della comunicazione di nomina da parte della Cancelleria, il Curatore deve accettare l incarico; la mancata tempestiva accettazione equivale a rinuncia (art. 29 L.F.). Ricordo che, secondo un opinione dottrinale (Caselli) il Curatore è investito della carica per effetto e dalla data di pubblicazione della sentenza di fallimento; l accettazione serve, invece, per conservare la carica. Raccomando di accettare la carica compilando e sottoscrivendo il modulo allegato (Allegato 1); IMMEDIATA RICOGNIZIONE DEI BENI DEL FALLITO ED ADOZIONE, IN VIA PROVVISORIA, E D URGENZA, DELLE PIÙ OPPORTUNE MISURE CAUTELARI E/O CONSERVATIVE. Pur non essendo espressamente previste dalla nuova legge fallimentare, queste operazioni sono vivamente raccomandate perché costituiscono prassi utile e comunque opportuna. APPOSIZIONE DEI SIGILLI E conservata dalla nuova legge fallimentare e non è più effettuata dal Giudice Delegato (o dal Giudice di Pace), ma direttamente dal Curatore, secondo le norme stabilite dal codice di procedura civile. La sigillazione se operata indiscriminatamente in tutte le procedure concorsuali, può determinare un aggravio degli adempimenti del Curatore, senza apprezzabile utilità per la conservazione dei beni del fallito e per la tutela degli interessi dei creditori. Per questa ragione, il Plenum ha ritenuto di conservare l adempimento, ma limitarne l applicazione solo ai casi in cui appaia al Curatore utile ed opportuno e sempre che non sia di ostacolo alla continuazione dell attività d impresa. Questa limitazione è riportata nel modulo della sentenza di fallimento. 3
4 INVENTARIO DEI BENI Ricordo che l inventario dei beni del fallito va redatto nel più breve tempo possibile (quindi con la sollecitudine che la procedura richiede) con l assistenza del cancelliere e previo avviso al fallito ed al comitato dei creditori. La nomina di uno stimatore, quando occorre, è fatta dal Curatore e non più dal Giudice Delegato; la nomina deve essere autorizzata dal comitato dei creditori (e non più dal GD), ai sensi del 2 co dell art. 32 L.F. Si raccomanda vivamente equa distribuzione degli incarichi, sulla quale vigilerà questo Presidente, utilizzando gli strumenti di cui si riferirà in seguito. Per l esecuzione dell inventario, il Curatore osserverà la disposizioni degli artt. 87, 87 bis ed 88 L.F. TRASCRIZIONE DELLA SENTENZA DI FALLIMENTO NEI REGISTRI DELLE CONSERVATORIE Il secondo comma dell art. 88 L.F. dispone che se il fallito possiede immobili o altri beni soggetti a pubblica registrazione (ad es. autoveicoli, navi, aerei ) il curatore notifica un estratto della sentenza dichiarativa di fallimento ai competenti uffici perché sia annotata nei pubblici registri. INDIVIDUAZIONE DELLA O DELLE BANCHE PRESSO CUI SONO DEPOSITATI CONTI CORRENTI O DEPOSITATI VALORI DEL FALLITO Questa individuazione sarà fatta in base alla documentazione esistente nell azienda o interrogando il fallito o il legale rappresentante del/la fallito/a. Alle Banche come sopra individuate, il curatore comunicherà l intervenuto fallimento. REGISTRO DELLE OPERAZIONI DEL FALLITO E previsto dall art. 38 L.F.; l istituzione di questo registro (che non sarà più vidimato dal GD, ma da almeno un componente del comitato dei creditori), sarà comunicata tempestivamente al GD ed annotata, con indicazione della data, nel primo rapporto periodico ex art. 33 L.F. 4
5 DESIGNAZIONE DELLA BANCA E DEPOSITO DELLE SOMME RISCOSSE La scelta della Banca o dell ufficio postale presso cui aprire il conto corrente su cui saranno versate le somme riscosse a qualunque titolo, appartiene alla esclusiva competenza del Curatore (e non più del GD), e non è soggetta all autorizzazione del comitato dei creditori (anche se sarebbe opportuno richiederla). Ricordo, però, a tutti i curatori che è attualmente in vigore una convenzione (allegato 2) tra la Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano e 17 Istituti di Credito (due per ogni Giudice Delegato) depositari dei fondi concorsuali. La convenzione si caratterizza per i seguenti accordi: a) tutti i depositi concorsuali sono considerati come un unico deposito che, quindi, per la sua entità, gode delle agevolazioni fatte ai migliori clienti ; b) il tasso d interesse varia ogni mese con il variare dell Euribor; c) i costi delle singole operazioni sono fissati in modo uniforme; d) sono previste agevolazioni nella tenuta dei conti; e) periodicamente (ogni sei mesi) ciascun Istituto comunica al suo Giudice Delegato e al Presidente della Sezione Fallimentare, il tabulato dei fondi delle singole procedure; f) il conto è aperto nella sede (agenzia o filiale) indicata dalla singola Banca dell elenco, ma il Curatore può comunicare a questa di voler operare con l agenzia o filiale più vicina al suo studio o con la quale già opera; ciò perchè le Banche indicate si sono obbligate a trasmettere periodicamente ai Giudici Delegati ed al Presidente della Sezione Fallimentare i tabulati delle operazioni e delle giacenze di tutti i fallimenti i cui conti correnti sono stati aperti presso di esse, onde consentire i relativi controlli. E opportuno che questa convenzione sia conservata. Ma se il Curatore volesse operare con altro Istituto di Credito non compreso nell elenco di quelli che hanno accettato la predetta convenzione, è libero di farlo, ma a condizione che l Istituto prescelto accetti ed esegua tale convenzione (o addirittura pratichi condizioni migliori), facendone dichiarazione espressa ed incondizionata, inviata per iscritto al Curatore, al Giudice Delegato ed al Presidente della Sezione Fallimentare. 5
6 L APERTURA DEL CONTO CORRENTE Non è più richiesta l autorizzazione da parte del GD. Per l apertura basterà la presentazione alla Banca dell estratto della sentenza dichiarativa di fallimento o del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo rilasciati in originale dalla cancelleria, previo pagamento dei relativi diritti, e dei documenti di identificazione e dello specimen di firma del Curatore. Il conto corrente sarà intestato alla procedura. IL MANDATO DI PAGAMENTO L ultimo comma del novellato art. 34 dispone che: il prelievo delle somme è eseguito su copia conforme del mandato di pagamento del Giudice Delegato Quindi la nuova legge prevede: 1) l originale del mandato di pagamento del Giudice Delegato (che è depositato nel fascicolo della procedura); 2) la copia conforme che viene rilasciata al Curatore e da questo portata in Banca per effettuare il prelievo della somma il cui pagamento è stato autorizzato dal GD: Dopo attento esame con i cancellieri del mandato di pagamento, si è convenuto di conservarlo (con qualche piccola ed irrilevante modificazione grafica) trasformando la copia a ricalco (che veniva conservata nel fascicolo fallimentare) con la copia conforme da rilasciare al Curatore. La copia è esente dal pagamento dei diritti di Cancelleria, perché la sua redazione ed il suo rilascio sono imposti dalla legge. Di questa esenzione si farà stampigliatura in calce alla copia stessa. Il nuovo mandato di pagamento è redatto in duplice esemplare (su carta auto-copiante): a) il primo esemplare, sarà compilato dal Curatore (commissario o liquidatore) nella parte informativa. Il cancelliere riporterà, in cifra e lettere, la somma il cui pagamento è stato autorizzato e la data ed i destinatari del provvedimento autorizzativo ed apporrà il timbro dell ufficio sull originale e sulla copia. Si invitano i coadiutori (periti, legali, ecc.) a predisporre le proprie "notule", imputando gli acconti ricevuti e determinando al netto gli accessori di legge (2%, IVA, ecc.) ed operando la ritenuta d acconto. Nel caso in cui il Giudice Delegato dovesse liquidare compensi inferiori a quelli esposti in "notula" e, quindi, dovesse esserci bisogno di un ulteriore conteggio (ad es. per calcolare gli 6
7 accessori di legge), egli manderà al Curatore per il calcolo e firmerà il mandato di pagamento solo dopo che il cancelliere, ricevuta la comunicazione dell'importo dal Curatore, lo avrà scritto, in cifra e lettere, sul mandato stesso. Il primo esemplare in oggetto, come sopra compilato, sarà inserito in un subfascicolo e custodito dal Cancelliere tra gli atti riservati, consultabili solo su specifica autorizzazione del G. D. Alla chiusura delle procedura questo subfascicolo confluirà in quello della procedura stessa. Condizione assoluta ed indefettibile per la consegna al Curatore (o al suo coadiutore) del mandato, è che questo sia completo in tutte le sue parti e soprattutto nelle indicazioni della/e somma/e da pagare (che ripeto e ribadisco deve/ono essere indicate in cifre e lettere) e dei destinatari dei pagamenti. Nel caso che i destinatari siano in numero superiore a cinque, il Curatore dovrà consegnare al cancelliere la relativa "distinta" da lui firmata, contenente l'indicazione delle somme da pagare a ciascuno di essi. La richiesta al Giudice Delegato di firma del mandato, va fatta solamente tramite la Cancelleria e non personalmente dal Curatore; ciò per ragioni di sicurezza e di funzionalità del servizio. Per le operazioni bancarie relative a pagamenti superiori ad 3.500,00, il Curatore dovrà chiedere alla ed ottenere dalla Cancelleria e poi consegnare alla Banca, anche copia semplice del frontespizio dell'istanza rivolta al Giudice Delegato e del provvedimento autorizzativo di questo. La banca effettuerà i pagamenti secondo quanto indicato nel mandato e trasmetterà alla Cancelleria copia della relativa documentazione e del mandato consegnatele dal Curatore, ma solo per gli importi superiori a 3.500,00. La Banca segnalerà al Giudice Delegato eventuali "anomalie" e sospenderà l'esecuzione dell'operazione fino a quando non avrà ricevuto uno specifico provvedimento di autorizzazione al pagamento. b) il secondo esemplare del mandato (in tutto identico al primo) dovrà avere la seguente annotazione copia conforme esente dal pagamento dei diritti di Cancelleria e sarà consegnata al Curatore e da questi alla banca per il prelievo o l esecuzione del pagamento. II cancelliere, ricevuta la documentazione bancaria e la copia del mandato trasmessogli dalla Banca, la "spillerà" al (secondo) esemplare del corrispondente mandato inserito nel predetto subfascicolo,segnalando al Giudice eventuali difformità; 7
8 In caso di smarrimento del mandato, il Curatore presenterà al Giudice Delegato richiesta scritta di emissione del "duplicato" dichiarando espressamente di non aver utilizzato il primo mandato per operazioni di prelievo. Il nuovo mandato recherà l'annotazione "duplicato" ed il secondo esemplare di questo sarà spillato, a cura del cancelliere, al primo esemplare custodito nel sub-fascicolo dei mandati di pagamento. Le surriportate disposizioni valgono anche per i commissari ed i liquidatori giudiziali, nel limite di quanto stabilito dalla legge e dalle prescrizioni dettate dal Tribunale con il decreto di omologazione del concordato preventivo. LE MODALITA DI PAGAMENTO 1) Ribadisco che anche per i fallimenti dichiarati dal 17/07/06 e regolati dalla nuova legge fallimentare (Decr. Legisl. 09/06/06 n.5) il mezzo ordinario di pagamento, tanto per i terzi debitori del fallito, (a qualunque titolo), quanto per il Curatore, sarà il bonifico bancario; 2) questo mezzo di pagamento potrà essere surrogato dall'assegno circolare (ed in casi particolari, dall'assegno bancario), solo su autorizzazione del Giudice Delegato; 3) il pagamento "in contanti" sarà consentito, solo in via eccezionale e "residuale" e per importi modestissimi, sempre su autorizzazione del Giudice Delegato; 4) nelle vendite mobiliari ed immobiliari, l'assegno circolare sarà utilizzato per il versamento della "cauzione", ma il saldo del prezzo dovrà essere pagato dall'aggiudicatario solo a mezzo di bonifico bancario sul conto corrente della procedura concorsuale, le cui "coordinate" gli saranno state preventivamente fomite dal Curatore o indicate nell'ordinanza di vendita. Si avrà cura di avvertire l'aggiudicatario "provvisorio" che il bonifico e la relativa valuta dovranno essere interamente disponibili per la procedura concorsuale nel termine perentorio fissato nel provvedimento di vendita e che il mancato rispetto, per qualunque causa, dello stesso termine produrrà la decadenza dell'aggiudicatario provvisorio e l'incameramento della cauzione; seguiranno, se ritenute necessarie od opportune, altre più dettagliate istruzioni. 8
9 DELEGATI DEL CURATORE Il primo comma dell articolo 32 stabilisce che il Curatore esercita personalmente le attribuzioni del proprio ufficio e può delegarle ad altri solo se si tratta di specifiche operazioni ed, in ogni caso, previa autorizzazione del GD. L onere per il compenso del Delegato liquidato dal Giudice Delegato, è detratto dal compenso del Curatore. Va opportunamente rilevato che la delega è consentita al Curatore che: a) riguardi specifiche operazioni rientranti nelle attribuzioni del suo ufficio; b) sia intervenuta ( o intervenga successivamente in via di ratifica) l autorizzazione del Giudice Delegato. E a carico del Curatore solamente l onere del compenso del Delegato; sono invece a carico della procedura, le spese relative all esecuzione della specifica operazione delegata. Raccomando ai curatori di scegliere il Delegato nell elenco di coadiutori esistente presso la Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano. COADIUTORI DEL CURATORE Sono quelli ( tecnici ed altre persone) incaricati ai sensi del 2 co. dell art. 32 per compiere operazioni che non rientrano nelle attribuzioni dell ufficio di Curatore. La scelta ed il conferimento dell incarico devono essere autorizzati, in via preventiva o di ratifica successiva, dal comitato dei creditori. Il complesso di queste disposizioni testimonia la volontà del legislatore di contenere le spese della procedura fallimentare nel limite del necessario, facendo leva sulla professionalità del Curatore e sull entità del suo compenso. Alla luce di questa univoca volontà, ritengo che si debbano rivolgere ai curatori ad al comitato dei creditori le seguenti raccomandazioni: 1) il Curatore deve compiere personalmente gli atti e le operazioni e presentare le istanze che rientrano nella sua peculiare preparazione professionale e che non sono vietate dalla legge; 2) l incarico ai coadiutori deve essere conferito solo quando si è al di fuori dai casi sub 1); ciò deve essere oggetto di approfondito accertamento del comitato dei creditori; 3) il Curatore deve chiedere al coadiutore di indicare preventivamente la tariffa o la tabella o i criteri di determinazione del compenso per l esecuzione della prestazione e, se del caso, negozierà sui minimi tariffari alla luce della c.d. Legge Bersani. 9
10 Il comitato dei creditori, a sua volta, in sede di autorizzazione, valuterà la correttezza dell indicazione e la congruità del compenso; 4) in sede di rendiconto finale il Curatore deve elencare gli incarichi conferiti, i risultati conseguiti ed i relativi costi (dei quali ultimi il Tribunale terrà conto nella liquidazione del compenso finale ad esso Curatore). I LIMITI (DI NUMERO E DI VALORE) IN SEDE DI CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI Premessa l assoluta libertà del Curatore di scegliere, con l autorizzazione del comitato dei creditori, i tecnici cui conferire gli incarichi, l art. 32, 2 co. L.F., ritengo che si debba tener conto, in sede di esercizio di tale assoluta libertà, dei valori di equità, perequazione e trasparenza che dal 2001 hanno portato il Plenum dei giudici della Sezione Fallimentare a fissare, al conferimento degli incarichi legali, di due limiti annuali alternativi: 1) non più di 15 incarichi; 2) per importo complessivo superiore ad ,00. Alla luce di tali valori (che dobbiamo continuare a perseguire a tutti i costi) raccomando ai curatori ed ai membri del comitato dei creditori, di adoperarsi tenacemente (nel limite delle proprie competenze e responsabilità) per assicurare il rispetto dei suddetti limiti. Ovviamente saranno consentite deroghe ma soltanto in casi particolari, motivatamente e con informazione al Giudice Delegato ed al Presidente della Sezione. COMUNICAZIONE DEGLI INCARICHI CONFERITI Alla prima relazione ex art. 33 e, successivamente a quelle semestrali sarà allegata una scheda (in fase di redazione) degli incarichi conferiti nel semestre di riferimento. Le schede saranno inserite nel programma informatico. Gli elenchi degli incarichi conferiti saranno trasmessi ai Giudici Delegati ed, in via riservata, al Presidente del Tribunale ed ai Presidenti degli Ordini Professionali. 10
11 LA COMUNICAZIONE AI CREDITORI DELL INTERVENUTO FALLIMENTO DEL LORO DEBITORE E DELLE MODALITA DI DEPOSITO IN CANCELLERIA DELLE DOMANDE DI AMMISSSIONE AL PASSIVO DEI RISPETTIVI CREDITI (ART.91 e 92 L.F.) Al fine di consentire ai creditori di presentare domande di ammissione tempestive e complete alla luce delle analitiche disposizioni dei novellati artt L.F., in cui appare utile ed opportuno raccomandare a i curatori che la comunicazione ex art. 92 L.F. sia molto dettagliata, evidenziando in particolare 1) la perentorietà del termine di deposito in Cancelleria (30 gg prima dell udienza di verifica) della domanda di ammissione; 2) le conseguenze previste dalla legge nel caso di mancato rispetto di quel termine o di omissione delle indicazioni richieste dall art. 93 L.F.; 3) la documentazione normalmente richiesta per la prova del credito insinuato. In quest ottica ho previsto un facsimile di comunicazione che raccomando ai curatori di utilizzare. FAC-SIMILE COMUNICAZIONE AI CREDITORI DELL AVVENUTO FALLIMENTO E DEI TERMINI PER IL DEPOSITO DELLE DOMANDE EX ART. 92 L.F. Oggetto: Fallimento Con sede in Procedura n. Il Tribunale di Milano, con sentenza depositata in data, ha dichiarato il fallimento della società indicata in oggetto, nominando giudice delegato il dottor e curatore il sottoscritto, con studio in, tel., fax, indirizzo In relazione a ciò, vi comunico quanto segue: L adunanza dei creditori per l esame dello stato passivo è fissata per il giorno, ore, presso l aula n. della sezione fallimentare, sita al secondo piano del Palazzo di giustizia di Milano, lato via Manara (ovvero presso lo studio del giudice delegato sito a ); le domande di ammissione al passivo, anche relative alla titolarità di diritti reali o personali su beni mobili e immobili di proprietà o in possesso del fallimento, possono essere presentate fino a trenta giorni prima dell adunanza di cui sopra (termine perentorio); le domande presentate successivamente a detto termine, e non oltre il termine di dodici mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo, saranno considerate tardive (art. 101 l.f.) e come tali saranno trattate. Preciso che la tempestività o la tardività della domanda 11
12 di ammissione inviata per posta al Tribunale di Milano sarà determinata in base alla data del timbro di ricevimento apposto dall Ufficio Protocollo del detto Tribunale e non da quello di ricevimento da parte della cancelleria della Sezione fallimentare, se successivo; decorso questo ultimo termine e, comunque, fino all esaurimento di tutte le ripartizioni dell attivo falimentare, le domande tardive sarano ancora ammissibili purchè venga dimostrato che il ritardo è dipeso da causa non imputabile al creditore. Nei termini indicati, il ricorso contenente la domanda di ammissione al passivo può essere, sia presentato, sia spedito, alla Cancelleria del Tribunale, anche in forma telematica o con altri mezzi di trasmissione di cui sia possibile fornire la prova della ricezione, e può essere sottoscritto da voi o da un legale, nel qual caso questi dovrà essere fornito di procura. Il ricorso dovrà contenere: 1) l indicazione della procedura cui si intende partecipare e le generalità del creditore; 2) la determinazione della somma che si intende insinuare al passivo, ovvero la descrizione del bene di cui si chiede la restituzione o la rivendicazione; 3) la succinta esposizione dei fatti e degli elementi di diritto che costituiscono la ragione della domanda; 4) l eventuale indicazione di un titolo di prelazione, anche in relazione alla graduazione del credito, nonché la descrizione del bene sul quale la prelazione si esercita, se questa ha carattere speciale; 5) l indicazione del numero di telefax, l indirizzo di posta elettronica o l elezione di domicilio in un comune del circondario ove ha sede il tribunale, ai fini delle successive comunicazioni. E facolta del creditore indicare, quale modalità di notificazione e di comunicazione, la trasmissione per posta elettronica o per telefax ed è onere dello stesso comunicare al curatore ogni variazione del domicilio o delle predette modalità. Rammento poi che: a) il ricorso è inammissibile se è omesso o assolutamente incerto uno dei requisiti di cui ai numeri 1), 2), o 3) di cui sopra; b) se è omesso o assolutamente incerto il requisito di cui al numero 4), il credito è considerato chirografario; c) se è omessa l indicazione di cui al numero 5), tutte le comunicazioni successive a quella con la quale la curatela darà notizia dell esecutività dello stato passivo, si effettuano presso la cancelleria. Il ricorso deve essere corredato dai documenti giustificativi del diritto vantato (v. spiegazione di seguito riportata); tuttavia i documenti non presentati con la domanda potranno essere depositati, a pena di decadenza, almeno quindici giorni prima dell udienza fissata per l esame dello stato passivo. Ai creditori che vantano anche diritti sulle cose mobili o immobili del fallito, si consiglia la presentazione di domande separate per l ammissione del credito al passivo e per la rivendica o la restituzione. Segnalo che, a norma del combinato disposto degli artt. 79 e 103 l.f., se il bene o i beni oggetto della sua domanda di rivendica o restituzione non sono stati acquisiti all attivo della procedura perché non si trovano più in suo possesso dal giorno della dichiarazione di fallimento e il curatore non può riprenderli, potrà essere insinuato nel passivo il credito per il valore che la cosa aveva alla 12
13 data della dichiarazione del fallimento e che, pur se presenta domanda di rivendica o restituzione, può modificare la stessa e chiedere l ammissione al passivo del controvalore del bene alla data di apertura del concorso fino all udienza di stato passivo. Se il possesso dei beni rivendicati o chiesti in restituzione è cessato dopo l apposizione dei sigilli o comunque è stato perso dal curatore dopo averlo acquisito, potrete chiedere l integrale pagamento del valore della cosa e che tale valore sia corrisposto in prededuzione. Il ricorso può essere presentato dal rappresentante comune degli obbligazionisti a sensi dell art. 2418, secondo comma, c.c., anche per singoli gruppi di creditori. Rammento che, ciascun creditore, con la domanda di ammissione al passivo, o con altra precedente comunicazione, può dare la sua disponibilità ad assumere l incarico di membro del comitato dei creditori, o può segnalare altri nominativi aventi i requisiti previsti dall art. 40 l.f.. La comunicazione dovrà essere inviata con urgenza, dato che l art. 40 l.f. dispone che il comitato dei creditori dovrà essere nominato entro trenta giorni dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento. Tengo infine a segnalare che, in forza del disposto dell art. 37 bis l.f., in sede di adunanza per l esame dello stato passivo, i creditori presenti, personalmente o per delega, che rappresentano la maggioranza dei crediti allo stato ammessi, possono effettuare nuove designazioni in ordine ai componenti del comitato dei creditori nel rispetto dei criteri di cui all art. 40 l.f., nonché chiedere la sostituzione del curatore indicando al Tribunale le ragioni della richiesta e un nuovo nominativo. Vi avverto che: a) depositerò in cancelleria del Tribunale il progetto di stato passivo almeno quindici giorni prima dell udienza di verifica dei crediti; b) potrete esaminare detto progetto e presentare osservazioni scritte fino a cinque giorni prima di detta udienza; c) che questa avvertenza vale come comunicazione a sensi e per gli effetti dell art. 95, secondo comma, l.f.. Sono a vostra disposizione per fornirvi, a mezzo o fax, che cortesemente e tempestivamente vorrete comunicarmi, tutte quelle utili notizie al fine che abbiate a depositare una tempestiva, puntuale e valida domanda di ammissione allo stato passivo. Milano, Il curatore DOCUMENTI DI CUI SI CONSIGLIA LA PRODUZIONE Spese di giustizia: - verbale di pignoramento mobiliare Prestatori di lavoro subordinato: - cedolini liquidazione paghe mensili per retribuzioni arretrate - calcolo T.F.R., con separata indicazione della somma complessiva eventualmente maturata al e di quella successiva, specificandone quanto richiesto per trattamento di fine rapporto e quanto a titolo di rivalutazione monetaria 13
14 - quantificazione del credito per rivalutazione monetaria dalla data di maturazione del medesimo fino alla data di verifica dei crediti fissata in sentenza e del credito per interessi legali sulla somma rivalutata, alla stessa data Prestatori di opera intellettuale: - nota spese e competenze per l ammontare del credito con l indicazione degli acconti in precedenza ricevuti - lettera d incarico e/o contratto di consulenza o di collaborazione, con data certa anteriore al fallimento - dettagliata relazione dell attività in concreto svolta, completa della documentazione probatoria ovvero degli atti più significativi posti in essere Rapporti di agenzia: - certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A. da cui risulti la qualifica di agente - copia del contratto di agenzia con data certa ex art c.c. e 45 l.f. - copia delle fatture emesse dalla società fallita che hanno originato i crediti provvigionali ovvero estratto conto analitico delle vendite - estratto conto delle singole voci cerditorie Coltivatori diretti: - prova della qualifica di coltivatore diretto rilasciato dalla C.C.I.A.A. - contratto, che ha originato il rapporto, con data certa anteriore al fallimento - copia del Modello Unico relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni del credito Artigiani: - certificato rilasciato dalla C.C.I.A.A. di iscrizione all albo delle imprese artigiane - copia del Modello Unico (quadro relativo al volume d affari IVA) relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni del credito - dichiarazione attestante il numero dei dipendenti all epoca in cui sono sorte le ragioni del credito - dichiarazione attestante l uso di beni strumentali nell esercizio dell attività imprenditoriale, nonché la qualità dei beni prodotti e dei servizi resi usulamente all impresa Enti o cooperative di produzione: - certificato prefettizio e della C.C.I.A.A. attestante la qualifica di cooperativa di produzione e di lavoro - copia integrale dell atto costitutivo e dello statuto sociale in vigore al momento dell insorgere del credito, con l elenco dei soci dipendenti della cooperativa - copia integrale del bilancio, con nota integrativa e relazione degli amministratori, relativo al periodo in cui è insorto il credito - copia del libro matricola per la verifica della natura del rapporto di lavoro dei soci - copia del Modello Unico relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni di credito Cooperative agricole: - certificato della C.C.I.A.A. da cui risulti la qualifica di cooperativa agricola - copia integrale dell atto costitutivo e dello statuto sociale in vigore al momento dell insorgere del credito, con l elenco dei soci aventi tutti la qualifica di imprenditore agricolo - copia integrale del bilancio, con nota integrativa e relazione degli amministratori, relativo al periodo in cui è insorto il credito - copia del Modello Unico relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni di credito 14
15 Società di fornitura di lavoro temporaneo: - contratto di fornitura di lavoro temporaneo - copia delle fatture inerenti alle prestazioni svolte - copia dei cedolini paga dei lavoratori Fornitori: - copia delle fatture di vendita e delle bolle di consegna - copia delle fatture delle prestazioni effettuate - documenti di trasporto delle merci - estratto conto delle operazioni intervenute Società di leasing concedenti: - contratto di leasing con data certa anteriore al fallimento - copia delle fatture di acquisto dei beni concessi in leasing - estratto conto delle operazioni intervenute sino al momento della risoluzione del contratto ovvero della dichiarazione di fallimento - documenti attestanti l eventuale risoluzione con data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento Istituti di credito: - copia del contratto di conto corrente - copia degli estratti conto delle operazioni compiute nell anno precedente la dichiarazione di fallimento Creditori ipotecari: - copia della nota di iscrizione ipotecaria - copia del contratto o dell atto che ha originato l iscrizione ipotecaria - atto di erogazione della somma e contabile di accredito - piano di ammortamento da cui risultino le rate rimaste insolute distinte per quota capitale e per quota interessi, così da evidenziare chiaramente il residuo cpitale e le relative quote di interessi anche per la determinazione della temporalità del privilegio ex art c.c. Creditori pignoratizi: - copia del contratto o dell atto di pegno - prova della validità del titolo in rapporto al bene o al diritto su cui grava il pegno Domande di rivendica: - copia del titolo attestante la proprietà del bene in possesso del fallito, avente data certa anteriore al fallimento 15
16 LA LIQUIDAZIONE DEI COMPENSI AI COADIUTORI L art. 25, 1 co. n. 4 dispone che il Giudice Delegato, su proposta del Curatore, liquida i compensi alle persone la cui opera è stata richiesta dal medesimo Curatore nell interesse del fallimento. La liquidazione avverrà tenendo conto di quanto negoziato dal Curatore ed approvato dal comitato dei creditori. I PRIMI ADEMPIMENTI TRIBUTARI DEL CURATORE Gli adempimenti IVA del curatore fallimentare La comunicazione di variazione IVA Ai sensi 35, D.P.R. 633/1972, il curatore deve comunicare la variazione IVA dell impresa assoggettata a fallimento entro il termine di trenta giorni dalla data della sua nomina. Gli adempimenti IVA che concernono il periodo prefallimentare Il D.P.R. 322/1998, sancisce l obbligo per i curatori di presentare, entro quattro mesi dalla loro nomina, una ulteriore apposita dichiarazione IVA relativa alle sole operazioni registrate nella parte dell anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento, sul modello denominato Iva 74-bis al fine di consentire all Ufficio competente di conoscere l eventuale debito IVA del periodo prefallimentare ed al fine quindi di poter proporre insinuazione allo stato passivo. Per quanto concerne poi le modalità di insinuazione dell Ufficio allo stato passivo del fallimento occorre precisare che l Ufficio provvederà ad insinuarsi per l importo dell IVA non versata e delle relative sanzioni irrogate per il periodo che intercorre dall inizio dell anno al mese precedente quello di dichiarazione del fallimento; per l eventuale debito IVA emergente nel corso del mese in cui è stata emessa la sentenza dichiarativa di fallimento, l Ufficio provvederà invece a richiedere l insinuazione allo stato passivo del proprio credito senza l insinuazione delle relative sanzioni poiché l obbligazione tributaria in argomento è di fatto scaduta dopo la dichiarazione dello stato di fallimento. Quindi, per le operazioni registrate nella parte dell anno anteriore alla dichiarazione di fallimento, il curatore presenta entro quattro mesi dalla nomina apposita dichiarazione al competente Ufficio 16
17 dell Agenzia delle Entrate ai fini dell eventuale insinuazione al passivo della procedura fallimentare. Se la dichiarazione presenta: A) un debito, non deve essere effettuato alcun versamento, l ufficio si insinuerà al passivo; B) un credito, non è consentito peraltro richiedere il rimborso (R.M n. 181/E l eventuale rimborso può essere richiesto dal curatore soltanto nella dichiarazione annuale dell intero periodo. Tale credito può comunque anche prima della dichiarazione annuale dell intero esercizio essere utilizzato dal curatore a riduzione dell imposta da versare in caso, ad esempio, di cessione dei beni a lui pervenuti dalla procedura. a) La circolare ministeriale n. 92 del 26 aprile 1999, ha precisato che nell ipotesi in cui emergano un debito IVA relativo alle operazioni effettuate nella frazione d anno antecedente all apertura del fallimento, e un credito IVA relativo alla frazione d anno successiva, i saldi non possono essere compensati tra loro e, pertanto, in sede di compilazione del quadro dell IVA da versare o a credito, allorquando il curatore fallimentare predisporrà la dichiarazione IVA annuale dell intero anno solare nel corso del quale è stato dichiarato il fallimento, dovrà essere indicato il solo credito o debito relativo al secondo periodo, mentre nulla va indicato per il debito emergente dal periodo prefallimentare. Anche, ovviamente, nel caso in cui per entrambe le frazioni di anno risulti una imposta a debito, nei righi relativi all IVA da versare della citata dichiarazione annuale deve essere indicato il solo debito emergente per la seconda frazione di anno, mentre nulla va indicato per il debito emergente dal periodo prefallimentare che, infatti, costituisce oggetto di specifica domanda di insinuazione da parte dell Agenzia delle Entrate; b) Nel caso in cui invece nella parte di anno solare precedente la dichiarazione di fallimento emerga un credito IVA (che dovrà comunque essere evidenziato separatamente nella dichiarazione IVA da presentarsi entro quattro mesi dalla nomina per il periodo prefallimentare), il Ministero delle Finanze ha chiarito che verificandosi l ipotesi in cui dall apposita dichiarazione risulti un eccedenza di imposta a credito, il curatore fallimentare, qualora effettui cessioni di beni (il cui possesso è stato trasferito all ufficio fallimentare a seguito di dichiarazione di fallimento), ai fini del calcolo dell imposta periodica da versare, potrà portare in detrazione tale eccedenza, ovvero, in assenza di operazioni imponibili, potrà, in sede di presentazione della dichiarazione annuale relativa allo stesso periodo di imposta, computare l importo dell eccedenza in detrazione dell anno solare successivo. 17
18 Infatti se per la frazione di anno solare precedente il fallimento emerge un debito, questo, in ossequio alle norme circa il soddisfacimento dei crediti nella procedura concorsuale, non può essere pagato dal curatore, ma deve essere insinuato al passivo fallimentare dall Ufficio. Nel caso in cui emerga un credito, di tale credito si dovrà dare evidenza nella dichiarazione che il curatore fallimentare predispone entro quattro mesi dall apertura della procedura concorsuale, ma trattandosi di un credito non definitivo ai fini della legge IVA, poiché si tratta di un credito infrannuale e non risultante dalla dichiarazione annuale, potrà essere utilizzato dal curatore per compensare i successivi debiti d imposta del periodo o, se la dichiarazione IVA dell intero anno in cui è stato dichiarato il fallimento evidenzia un credito, anche in compensazione delle dichiarazioni IVA dei periodi successivi. Quest ultima interpretazione dell Agenzia delle Entrate è stata disattesa da alcune recenti pronunce della Corte di Cassazione. La Suprema Corte (cfr. Corte di Cassazione, sezione Tributaria, sentenza n del 15 dicembre 2003) ha invece ritenuto che la dichiarazione presentata ex art. 74-bis, D.P.R. 633/1972, costituisce, al pari della dichiarazione annuale IVA, titolo idoneo al fine di chiedere ed ottenere il rimborso del credito, senza necessità di dover attendere la redazione della dichiarazione annuale IVA.. Ritiene infatti la Suprema Corte che con la dichiarazione di fallimento e salva l ipotesi, non attuale, di autorizzazione all esercizio provvisorio -, cessa l attività dell impresa, mentre la disponibilità e l amministrazione dei beni passa dall imprenditore alla curatela fallimentare. Nessuna continuità è dunque giuridicamente riscontrabile anche ai fini dell IVA, per quanto qui interessa tra gestione dell imprenditore (prima del fallimento) ed amministrazione fallimentare, essendo mutati, per effetto della dichiarazione di fallimento, il contribuente ed il soggetto responsabile della gestione. Alla luce di quanto esposto la Suprema Corte ritiene che la dichiarazione IVA presentata ai sensi dell art. 74-bis, sia equiparabile ad una dichiarazione di cessazione di attività. Gli adempimenti IVA in corso di procedura Nel corso della procedura fallimentare il curatore tiene regolarmente, come le aziende in bonis, la contabilità, aggiorna i libri IVA e provvede alla presentazione delle dichiarazioni annuali IVA, mentre non è previsto che il curatore provveda alla predisposizione ed all invio della comunicazione annuale dei dati IVA che le aziende in bonis devono inviare entro il 28 febbraio di ogni anno, ai sensi dell art. 8-bis, D.P.R. 322/
19 Gli adempimenti in tema di imposte dirette del curatore fallimentare La dichiarazione iniziale dei redditi della procedura Ai sensi dell art. 89, comma 2 della legge fallimentare, il curatore redige il bilancio dell esercizio compreso tra la data di inizio dell esercizio fiscale e la data di dichiarazione di fallimento. Sebbene l articolo 89 l.f. non preveda una forma specifica per il bilancio da redigere, si deve ritenere che la forma di tale bilancio non possa discostarsi dalla forma dei bilanci redatti ai sensi dell art del codice civile. L osservanza degli schemi civilistici di bilancio non è soltanto strumentale a poter garantire il fondamentale requisito della comparabilità del bilancio dell ultimo esercizio con i bilanci degli esercizi precedenti, anche al fine, ad esempio, di poter monitorare l andamento del valore complessivo del patrimonio netto aziendale e di verificare in quale momento si potrà essere verificata la perdita del patrimonio netto ai sensi dell articolo 2447 del codice civile, ma è anche funzionale a garantire al curatore il rispetto delle norme per la corretta determinazione del risultato di periodo ai fini del calcolo delle imposte Irpeg ed Irap dovute. Si deve altresì ritenere che i criteri di valutazione che regolano la redazione di tale ultimo bilancio di esercizio non possano essere quelli propri dell articolo 2423-bis del codice civile; si ritiene infatti che non possa essere redatto il bilancio in argomento sulla base del principio della continuità della vita aziendale. In particolare si ritiene che il bilancio del periodo infrannuale precedente il fallimento debba essere redatto principalmente a fini fiscali, e quindi debba rispettare i requisiti imposti dalle norme fiscali in materia; il bilancio del periodo infrannuale precedente il fallimento non ha infatti più come obiettivi primari quelli di informare i soci ed i terzi circa gli avvenimenti economici e l andamento della gestione aziendale, ma ha come finalità la determinazione del risultato del periodo infrannuale e la determinazione del valore del patrimonio netto iniziale secondo le regole di cui all art. 125 D.P.R. 917/1986. In particolare nella redazione del bilancio dell esercizio infrannuale, che si chiude con la dichiarazione di fallimento della società, il curatore evidenzierà i valori fiscali di riferimento, proprio perché la finalità primaria di tale bilancio è quella di rappresentare il patrimonio iniziale alla data di apertura della procedura ed il reddito prodotto dall impresa nel periodo infrannuale precedente il fallimento. Mentre nel caso di società di persone, il reddito determinato dal curatore sulla base del bilancio infrannuale dovrà essere dichiarato dai soci nella dichiarazione dei redditi dell anno di apertura del 19
20 fallimento, nel caso di fallimento di società di capitali, se si evidenzia un debito di imposta con riferimento al periodo precedente il fallimento, spetterà all Ufficio insinuarsi, mentre se si evidenzia un credito di imposta, il curatore ne potrà richiedere il rimborso o potrà compensare il credito con futuri debiti d imposta della procedura. In ragione di quanto esposto, appare rilevante ricordare che all atto della redazione del bilancio dell esercizio che si chiude con la dichiarazione di fallimento dell impresa, particolare attenzione dovrà essere posta dal curatore ai seguenti aspetti: a) determinazione del reddito di periodo; b) Entità delle perdite pregresse; c) Patrimonio netto iniziale dell impresa. Per effetto delle modifiche introdotte dall art. 5, co.4, D.P.R. 322/1998, la dichiarazione dell esercizio infrannuale che si chiude alla data di dichiarazione del fallimento, deve essere presentata dal curatore, esclusivamente a mezzo del servizio telematico Entratel entro l ultimo giorno del decimo mese successivo a quello della nomina del curatore. Entro lo stesso termine dell ultimo giorno del decimo mese successivo alla data della chiusura del fallimento, il curatore, a mezzo del servizio telematico Entratel, deve provvedere all invio della dichiarazione finale del reddito fallimentare. Si rileva come i termini di riferimento per la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi del periodo fallimentare facciano sempre riferimento alla data di nomina del curatore e non alla data di accettazione della carica. Nella prassi si fa quindi solitamente riferimento al fine di poter determinare la tempestività della documentazione prodotta alla data di deposito della sentenza dichiarativa di fallimento. Anche in vigenza della normativa precedente di cui all articolo 10, D.P.R. 600/1973, la nota ministeriale n. 9/437 del 24 marzo 1983, aveva aderito a tale orientamento precisando che il termine di riferimento per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi deve essere correlato alla data della nomina del curatore e non alla data di accettazione della carica. Nel caso di fallimento di una società di capitali la dichiarazione iniziale dei redditi relativa alla frazione di esercizio che va dalla data di inizio dell esercizio alla data della dichiarazione di fallimento, predisposta dal curatore potrà evidenziare un credito o un debito di imposta. Nel caso in cui si evidenzi un debito di imposta, il curatore non dovrà effettuare alcun versamento e l Agenzia delle Entrate provvederà alla successiva insinuazione di tale credito tributario. Nel caso in cui, invece, si dovesse evidenziare un credito di imposta, la dichiarazione dei redditi dell esercizio che si chiude con l inizio del periodo fallimentare costituisce, a differenza di quanto 20