Source: https://www.laleggepertutti.it/101278_nuovo-pignoramento-mobiliare-le-novita-della-riforma
Timestamp: 2018-05-27 19:18:43+00:00
Document Index: 170450989

Matched Legal Cases: ['art. 169', 'art. 532', 'art. 530', 'sentenza ', 'art. 525', 'art. 169', 'art. 532', 'art. 540', 'art. 164', 'art. 533', 'art. 532', 'art. 534', 'art. 591', 'art. 534', 'art. 669', 'art. 490']

Nuovo pignoramento mobiliare: le novità della riforma
Professionisti Nuovo pignoramento mobiliare: le novità della riforma
Nomina del custode, vendita telematica, rateizzazione, assegnazione o autorizzazione della vendita, vendita senza incanto, delega delle operazioni di vendita.
La nomina del custode
Al momento dell’accesso ai luoghi dove si esegue il pignoramento, l’ufficiale giudiziario procedente nomina il custode, anche su indicazione del creditore.
Inoltre, a partire dal 27.6.2015, il custode deve essere iscritto nell’elenco dei soggetti specializzati nella custodia e nella e nella vendita dei beni pignorati.
A questo proposito, l’art. 169 sexies disp. att. c.p.c. prevede che presso ogni tribunale è istituito un elenco dei soggetti specializzati di cui all’art. 532 c.p.c. per la custodia e la vendita dei beni mobili pignorati. Alle domande di iscrizione all’elenco è allegata la documentazione comprovante le competenze maturate, anche relativamente a specifiche categorie di beni. L’elenco è formato dal presidente del tribunale, che provvede sentito il procuratore della Repubblica.
Il Ministro della giustizia stabilisce, con decreto, le regole tecnico-operative per lo svolgimento della vendita dei beni mobili mediante gara telematica nei casi previsti dal codice, nel rispetto dei principi di competitività, trasparenza, semplificazione, efficacia, sicurezza, esattezza e regolarità delle procedure telematiche.
Con successivi decreti le regole tecnico-operative sono adeguate all’evoluzione scientifica e tecnologica. Se occorre, le medesime regole tecnico-operative sono integrate al fine di assicurare un agevole collegamento tra il portale delle vendite pubbliche e i portali dei gestori delle vendite telematiche [1].
Provvedimento per l’assegnazione o per l’autorizzazione della vendita
Ai sensi dell’art. 530 c.p.c., sull’istanza di vendita il giudice dell’esecuzione fissa l’udienza per l’audizione delle parti.
Se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge l’accordo delle parti comparse, il giudice dell’esecuzione dispone con ordinanza l’assegnazione o la vendita.
Se vi sono opposizioni il giudice dell’esecuzione le decide con sentenza e dispone con ordinanza l’assegnazione o la vendita.
Qualora il valore dei beni pignorati non superi 20.000 euro (c.d. piccola espropriazione mobiliare), l’intervento è tempestivo se avviene prima della presentazione dell’istanza di vendita o di assegnazione. Se nessun creditore è intervenuto tempestivamente, il giudice dell’esecuzione provvede sull’istanza di assegnazione o di vendita con decreto senza la celebrazione dell’udienza di comparizione delle parti e senza sentire il debitore. Se, invece, vi sono creditori intervenuti tempestivamente, il giudice dell’esecuzione fissa un’udienza destinata all’audizione soltanto di essi e del creditore procedente.
Il giudice dell’esecuzione stabilisce che il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti nonché il pagamento del prezzo siano effettuati con modalità telematiche, salvo che le stesse siano pregiudizievoli per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura.
In ogni caso, il giudice dell’esecuzione può disporre che sia effettuata la pubblicità almeno 10 giorni prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte o della data dell’incanto.
Il giudice dispone che sia sempre effettuata la pubblicità prevista nel portale delle vendite pubbliche [2].
Salvo il caso in cui vi sia un intervento di altri creditori e i beni siano pari o inferiori a 20.000 euro, ai sensi dell’art. 525, co. 2, c.p.c., per le vendite disposte a partire da 27.06.2015 il giudice può disporre che il versamento del prezzo abbia luogo ratealmente ed entro un termine non superiore a 12 mesi; si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni che riguardano la vendita con incanto [3].
Nel provvedimento con cui dispone la vendita senza incanto dei beni pignorati il giudice, dal 21-8-2015, affida la vendita all’istituto vendite giudiziarie (IVG) oppure, con provvedimento motivato, a un altro soggetto specializzato nel settore di competenza iscritto nell’elenco di cui all’art. 169 sexies disp. att. c.p.c., affinché proceda alla vendita in qualità di commissionario (art. 532 c.p.c.).
Nello stesso provvedimento il giudice – dopo avere sentito, se necessario, uno stimatore dotato di specifica preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarità del bene stesso – fissa il prezzo minimo della vendita e l’importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al commissionario una cauzione.
Per le vendite disposte dal giudice o dal professionista delegato dal 27-6-2015, il giudice deve fissare:
— il numero complessivo, non inferiore a tre, degli esperimenti di vendita;
— i criteri per determinare i relativi ribassi;
— le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita;
— il termine finale non inferiore a sei mesi e non superiore a un anno alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria.
Quando gli atti sono restituiti in cancelleria, il giudice, se non vi sono istanze di integrazione del pignoramento a norma dell’art. 540 bis c.p.c., dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all’art. 164 bis disp. att. c.p.c.
Il commissionario, ai sensi dell’art. 533 c.p.c., assicura agli interessati la possibilità di esaminare, anche con modalità telematiche, le cose poste in vendita almeno tre giorni prima della data fissata per l’esperimento di vendita e non può consegnare la cosa all’acquirente prima del pagamento integrale del prezzo. Egli è tenuto in ogni caso a documentare le operazioni di vendita mediante certificato, fattura o fissato bollato in doppio esemplare, uno dei quali deve essere consegnato al cancelliere col prezzo ricavato dalla vendita, nel termine stabilito dal giudice dell’esecuzione nel suo provvedimento.
Qualora la vendita non avvenga nel termine fissato a norma dell’art. 532, co. 2, il commissionario restituisce gli atti in cancelleria e fornisce prova dell’attività specificamente svolta in relazione alla tipologia del bene per reperire potenziali acquirenti. In ogni caso fornisce prova di aver effettuato la pubblicità disposta dal giudice.
Il compenso al commissionario è stabilito dal giudice dell’esecuzione con decreto.
Ai sensi del nuovo art. 534 bis c.p.c. il giudice delega all’istituto vendite giudiziarie (IVG) o, in mancanza, a un notaio avente sede preferibilmente nel circondario o a un avvocato o a un commercialista, iscritti nei relativi elenchi, il compimento delle operazioni di vendita con incanto o senza incanto di beni mobili iscritti nei pubblici registri.
La delega e gli atti conseguenti sono regolati dalle disposizioni sulla delega delle operazioni di vendita di cui all’art. 591 bis, in quanto compatibili con le previsioni della assegnazione e della vendita nell’espropriazione mobiliare presso il debitore.
Il D.L. 83/2015, conv. in L. 132/2015, ha sostituito le parole “può, sentiti gli interessati, delegare” con la parola “delega”, rendendo quindi obbligatorio tale adempimento.
La modifica si applica anche ai procedimenti pendenti al 27.06.2015.
Quando è già stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l’osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni del presente decreto si applicano quando il giudice dispone una nuova vendita.
Ricorso al giudice dell’esecuzione
Quando nel corso delle operazioni di vendita insorgono difficoltà, l’art. 534 ter c.p.c. prevede che il professionista delegato o – ha aggiunto il D.L. 83/2015 – il commissionario possono rivolgersi al giudice dell’esecuzione, il quale provvede con decreto.
Le parti e gli interessati possono proporre reclamo avverso il decreto e gli atti del professionista o del commissionario con ricorso allo stesso giudice, il quale provvede con ordinanza.
Il ricorso non sospende le operazioni di vendita, salvo che il giudice, concorrendo gravi motivi, disponga la sospensione.
Il D.L. 83/2015, conv. in L. 132/2015, ha anche previsto che contro il provvedimento del giudice è ammesso reclamo ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c.
La modifica si applica anche ai procedimenti pendenti al 27-6-2015. Quando è già stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l’osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice dispone una nuova vendita.
[1] Art. 161 ter disp. att. cod. proc. civ.
[2] Previsto dall’art. 490, co. 1, cod. proc. civ.
[3] Artt. 569, co. 3, terzo periodo, 574, co. 1, secondo periodo, e 587, co. 1, secondo periodo, cod. proc. civ.).