Source: https://studiomazzolari.wordpress.com/2011/04/28/videosorveglianza-e-rapporti-di-lavoro/
Timestamp: 2016-05-24 05:58:35+00:00
Document Index: 69640097

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 162', 'art. 171', 'art. 7']

Videosorveglianza e Rapporti di Lavoro | SMBlog
HomeI Nostri ServiziSoluzioni PersonalizzateAggiornamento Privacy Annuale 2014Servizio 231About SMPrivacy Policy
Posted on 28 aprile 2011 by SMBlog	Torniamo al tema della Videosorveglianza nel mondo del Lavoro, rimandando al nostro SMBlog per una visione complessiva del nuovo Provvedimento datato 8 aprile 2010.
occorre evitare riprese particolareggiate nei casi in cui le stesse non sono indispensabili in relazione alle finalità perseguite
la localizzazione delle telecamere e le modalità di ripresa devono essere determinate nel rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e finalità.
Vediamo quali accorgimenti adottare in concreto quando le telecamere possono riprendere anche l’attività lavorativa.
Riprese Vietate
Nelle attività di sorveglianza occorre rispettare il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa, pertanto è vietata l’installazione di apparecchiature specificatamente preordinate alla predetta finalità.
Vietate, quindi, le riprese al fine di verificare l’osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per:
il rispetto dell’orario di lavoro
la correttezza nell’esecuzione della prestazione lavorativa (ad es. orientando la telecamera sul badge).
Riprese consentite
Quando la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro, vanno osservate le garanzie previste in materia di lavoro: in tali casi, ai sensi dell’art. 4 della L 300/1970, gli impianti e le apparecchiature, “dai quali può derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti” (v., altresì, artt. 113 e 114 del Codice; art. 8 l. n. 300/1970 cit.; art. 2 d.lg. n. 165/2001). Scarica il Modello per rivolgersi alla Direzione Provinciale del Lavoro di Milano.
Le garanzie sopra indicate vanno osservate sia all’interno degli edifici, sia in altri contesti in cui è resa la prestazione di lavoro, come, ad esempio, nei cantieri edili o con riferimento alle telecamere installate su veicoli adibiti al servizio di linea per il trasporto di persone (artt. 82, 85-87, d.lg. 30 aprile 1992, n. 285, “Nuovo codice della strada”) o su veicoli addetti al servizio di noleggio con conducente e servizio di piazza (taxi) per trasporto di persone (le quali non devono riprendere in modo stabile la postazione di guida, e le cui immagini, raccolte per finalità di sicurezza e di eventuale accertamento di illeciti, non possono essere utilizzate per controlli, anche indiretti, sull’attività lavorativa degli addetti).
Il mancato rispetto di quanto sopra prescritto comporta l’applicazione della sanzione amministrativa stabilita dall’art. 162, comma 2-ter, del Codice, ovvero il pagamento di una somma da € 30.000 a € 180.000.
L’utilizzo di sistemi di videosorveglianza preordinati al controllo a distanza dei lavoratori o ad effettuare indagini sulle loro opinioni integra la fattispecie di reato prevista dall’art. 171 del Codice (Rinvio all’Art.38 Statuto dei Lavoratori)
Riprese a scopi divulgativi o di comunicazione aziendale
In tal caso, alle stesse si applicano le disposizioni sull’attività giornalistica contenute nel Codice (artt. 136 e ss.), fermi restando, comunque:
i limiti al diritto di cronaca posti a tutela della riservatezza,
l’osservanza del codice deontologico per l’attività giornalistica
il diritto del lavoratore a tutelare la propria immagine opponendosi, per motivi legittimi, alla sua diffusione (art. 7, comma 4, lett. a), del Codice).
Questa voce è stata pubblicata in Privacy e contrassegnata con dati personali, diritto, ICT Law, misure necessarie di sicurezza, Paolo Mazzolari, PMI, Rapporto di lavoro, Videosorveglianza. Contrassegna il permalink.
← Formazione Privacy Obbligatoria?	iPhone e iPad: il Garante Privacy apre un’istruttoria →
8 pensieri su “Videosorveglianza e Rapporti di Lavoro”	Giuseppe ha detto:	on 19 maggio 2011 at 6:15 PM	Scusate, ma quindi per tutti gli impianti di videosorveglianza bisogna avere la autorizzazione dell’ispettorato del lavoro??!!
Io sono un ragioniere con diversi clienti che si sono dotati di tali impianti (bar, capannoni, etc.) e adesso li sto convincendo che bisogna adeguarli alle norme previste dal Garante. Ma se hanno già montato gli impianti, li dovrebbero smontare per poi ottenere l’autorizzazione dell’ispettorato?
E per le imprese senza dipendenti?
SMBlog ha detto:	on 20 maggio 2011 at 8:57 AM	Caro Giuseppe, anzitutto grazie dei complimenti, fanno sempre bene. Poi: il passaggio dalla Direzione Provinciale del Lavoro � obbligatorio solo per quegli impianti attraverso i quali � possibile ANCHE la ripresa dell’attivit� lavorativa. Se impianti del genere sono privi di tale autorizzazione, la cosa migliore � spegnerli e presentare domanda alla DPL. Buona giornata, Paolo Mazzolari Il giorno 19/mag/2011, alle ore 19.15, Mi piaceMi piace
Pingback: Videosorveglianza: basta il consenso dei Lavoratori? « SMBlog
Pingback: Videosorveglianza: vietato “spiare” i lavoratori « SMBlog
Post più letti	Aggiornamento Privacy Annuale 2014	Videosorveglianza: basta il consenso dei Lavoratori?	Modello di Autocertificazione al posto del DPS	DLgs 231/2001: Obbligo o Opportunità?	Facsimile DPS Semplificato 2011	Archivi	maggio 2016
Segui “SMBlog”