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Timestamp: 2020-08-08 10:02:30+00:00
Document Index: 71122167

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 8985 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8985 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/04/2017, (ud. 03/03/2017, dep.06/04/2017), n. 8985
sul ricorso 10330/2016 proposto da:
Z.E., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
difeso dall’avvocato GIAMPIETRO BEGHIN;
V.G. e M.A., elettivamente domiciliati in ROMA,
e difesi dall’avvocato SILVIO BARBIERO;
avverso la sentenza n. 2936/2015 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,
– Z.E. ha proposto due motivi di ricorso per la cassazione della sentenza di cui in epigrafe, con la quale la Corte territoriale confermò la sentenza di primo grado che, in accoglimento della domanda proposta nei suoi confronti da V.G. e M.A., accertò il confine tra i fondi delle parti, rigettò la domanda riconvenzionale di accertamento dell’usucapione proposta dal Z. e condannò quest’ultimo a rilasciare agli attori il terreno occupato;
– V.G. e M.A. hanno resistito con controricorso;
– entrambe le parti hanno depositato tardivamente memorie.
– i due motivi (proposti ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, relativi al mancato esame del frazionamento del geom. F. e della dichiarazione testimoniale di P.G., ai fini della delibazione della fondatezza della domanda di accertamento dell’usucapione) sono inammissibili, in quanto, per un verso, non indicano il “fatto decisivo” il cui mancato esame è denunciato col ricorso (che deve consistere in un fatto empirico, e non nelle prove acquisite, peraltro nella specie esaminate: p. 6-7 della sentenza impugnata) e, per l’altro, le doglianze si riducono ad una critica di merito relativa all’accertamento della insussistenza del possesso ad usucapionem e alla valutazione delle prove acquisite, accertamento e valutazione delle prove che sono insindacabili in sede di legittimità, non risultando la motivazione della sentenza impugnata (con la quale i giudici esaminano sia le prove documentali che quelle orali acquisite) nè apparente nè manifestamente illogica (cfr. Cass., Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014) e dovendosi considerare che spetta soltanto al giudice del merito individuare le fonti del proprio convincimento e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione (Cass., Sez. U., n. 5802 del 1998);
– la memoria del ricorrente è stata tardivamente depositata (l’1.3.2017);
– ricorrono i presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, per il raddoppio del versamento del contributo unificato.
rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 800,00 (ottocento) per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.