Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-1212-del-20-01-2011
Timestamp: 2020-08-15 01:14:21+00:00
Document Index: 165637602

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 132', 'art. 118', 'art. 115', 'art. 116', 'art. 2697', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 1212 del 20/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1212 del 20/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 20/01/2011, (ud. 17/11/2010, dep. 20/01/2011), n.1212
sul ricorso 21315-2006 proposto da:
S.M., elettivamente domiciliato in ROMA VIALE CARSO 77
presso lo studio dell’avvocato PONTECORVO EDOARDO, che lo rappresenta
e difende unitamente all’avvocato ALBERINI LUCIANO, giusta delega in
AGENZIA DELLE ENTRATE DI ROMA (OMISSIS), MINISTERO DELL’ECONOMIA E
avverso la sentenza n. 27/2006 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,
depositata il 22/04/2006;
udito per il ricorrente l’Avvocato ALBERINI LUCIANO, che ha chiesto
S.M., titolare di una attività di commercio di tabacchi, impugnò gli avvisi di accertamento IVA 1996/1998. L’Ufficio aveva rilevato che, in quegli anni, la contribuente non aveva presentato le dichiarazioni, e che “l’attività di tabaccheria consiste anche nella vendita di prodotti collegati al fumo e ai prodotti riconducibili a caramelle, cioccolatini, gomme da masticare e affini, nonchè ad articoli da regalo; tutti questi prodotti sono, a differenza dei tabacchi, imponibili ai fini Iva …”. Coi ricorsi, la contribuente sostenne che, viceversa, non commerciava nessuno di questi generi, diversi dai tabacchi, perchè essi rientravano nell’attività del marito, titolare di un esercizio di snack-bar-tavola calda gestito nello stesso locale nel quale si trovava la tabaccheria. Nei giudizi di merito i ricorsi riuniti sono stati respinti. La S. ricorre con un motivo per la cassazione della decisione della CTR. L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.
La CTR ha osservato: “come già evidenziato dai primi Giudici l’appellante non ha chiarito, nonostante la documentazione allegata, la propria estraneità al commercio della merce oggetto di contestazione, d’altro canto i documenti depositati con l’appello confermano la mancanza di autorizzazione al commercio del coniuge, il quale è in possesso della autorizzazione sanitaria esclusivamente per l’esercizio di ristorazione e somministrazione di bevande alcoliche e non per gli articoli da snack bar”.
Col ricorso si denuncia violazione di legge (D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 5, comma 3, L. n. 212 del 2000, art. 10, comma 3, art. 132 disp. att. c.p.c., comma 2, art. 118 disp. att. c.p.c., comma 1, art. 115 c.p.c., comma 1 e art. 116 c.p.c., comma 1 e art. 2697 c.c.) e vizio di motivazione, ex art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5. Si assume che il giudice d’appello non abbia tenuto conto delle prove documentali prodotte in giudizio, che avrebbero dimostrato l’assunto della ricorrente, circa la sua estraneità al commercio delle merci in contestazione, ed il fatto che esse rientravano – contrariamente a quanto ritenuto dalla CTR – nell’attività commerciale del Sa..
Il motivo è infondato. I documenti prodotti in appello e descritti nel ricorso per cassazione, non dimostrano alcun fatto decisivo, incompatibile con la verità processuale ritenuta nella sentenza impugnata. In specie la cessazione delle attività di profumeria e bigiotteria (docc. 1 e 2) non esclude il commercio degli oggetti ricompresi nella licenza di tabaccheria ed articoli da regalo; le autorizzazioni in possesso del Sa. (docc. 3 e 4) non contemplano, come notato dalla CTR, gli articoli da snack-bar; delle fatture commerciali intestate al Sa. (doc. 5) non è precisata la data; la fotografia del locale commerciale (doc. 6) non dimostra la riferibilità delle merci ad una piuttosto che all’altra delle attività che vi sono esercitate; il nulla osta della società proprietaria alla gestione nel locale dell’attività di tabaccheria (doc. 7) nulla dimostra circa i generi affini compresi nella stessa licenza commerciale.
Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al rimborso delle spese del giudizio liquidate in Euro 1.200,00 per onorari oltre spese prenotate a debito.