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Timestamp: 2018-12-11 06:31:15+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 10', 'art. 37']

Novità fiscali del 19 maggio 2010: verso un nuovo redditometro; ai fini IVA la manutenzione di navi da crociera è solo un servizio generico; lavoro accessorio: voucher dal tabaccaio; indice TFR di aprile 2010;niente Irpef per gli sportivi dilettanti, non soci; pubblicata delibera Consob di modifica al Regolamento Emittenti | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 19 maggio 2010: verso un nuovo redditometro; ai fini IVA la manutenzione di navi da crociera è solo un servizio generico; lavoro accessorio: voucher dal tabaccaio; indice TFR di aprile 2010;niente Irpef per gli sportivi dilettanti, non soci; pubblicata delibera Consob di modifica al Regolamento Emittenti
1) Piccola proprietà contadina: Non occorre presentare il certificato dell’ispettorato provinciale agrario
2) Ai fini Iva la manutenzione di navi da crociera è solo un servizio generico
3) Lavoro Accessorio: Voucher dal tabaccaio
4) Reddito convenzionale 2010 per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli
5) Indice TFR di aprile 2010
6) Niente Irpef per gli sportivi dilettanti, non soci, anche se non partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva
7) Fisco: verso un nuovo redditometro
8) Pubblicata delibera Consob di modifica al Regolamento Emittenti
Per il riconoscimento del regime fiscale agevolativo in materia di piccola proprietà contadina non è più necessaria la presentazione del certificato dell’ispettorato provinciale agrario competente (prevista dalla legge 604/1954), che attesti l’abitualità della lavorazione manuale della terra nonché l’idoneità del fondo alla formazione e all’arrotondamento della piccola proprietà contadina.
Tutto ciò a seguito delle novità introdotte, in materia, dall’art. 2, comma 4- bis, del D.L. n. 194/2009.
E’ questa la precisazione contenuta nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 36/E del 17 maggio 2010, che prima di rispondere ad un quesito, ripercorrono le norme di riferimento in materia di agevolazioni per la piccola proprietà contadina, anche in relazione alla disciplina contenuta nella legge 604/1954.
Sulla base delle ultime disposizioni introdotte con l’art. 2, comma 4-bis, del D.L. n. 194/2009, a decorrere dal 28 febbraio 2010 (data di entrata in vigore della legge di conversione) e fino al 31 dicembre 2010, viene prevista, al fine di assicurare le agevolazioni per la piccola proprietà contadina, l’applicazione delle imposte di registro e ipotecaria nella misura fissa e dell’imposta catastale nella misura dell’1%, per i trasferimenti a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, qualificati agricoli in base a strumenti urbanistici vigenti. Destinatari del regime di favore sono i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, nonché le operazioni fondiarie attraverso l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea).
La stessa norma stabilisce espressamente le ipotesi di decadenza dal regime agevolativo.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, la disposizione definisce in maniera puntuale e, per alcuni aspetti, innovativi, rispetto alla disciplina dettata dalla legge 604/1954, i presupposti oggettivi e soggettivi, nonché le condizioni per poter accedere al regime agevolativo della piccola proprietà contadina che trova applicazione per gli atti stipulati tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2010.
In particolare, assume rilevanza, sotto il profilo soggettivo, che i destinatari dell’agevolazione (imprenditore agricolo professionale e coltivatore diretto) siano iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale tenuta presso l’Inps.
Dal punto di vista del requisito oggettivo, rileva la qualificazione agricola dei terreni in base agli strumenti urbanistici vigenti.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 36/E del 2010)
Il regime impositivo di non imponibilità da Iva scatta se la prestazione è resa a un soggetto passivo stabilito in Italia.
Le prestazioni di manutenzione (refitting) di navi da crociera, giacché servizi cosiddetti “generici” resi a soggetti passivi Iva (rapporti business to business o B2B), ricadono nell’ambito di applicazione dell’art. 7-ter, comma 1, lettera a), del Dpr 633/1972, non operando le specifiche deroghe di cui agli articoli 7-quater e 7-quinquies.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 37/E del 17 maggio 2010, ha fornito nuovi chiarimenti sulla nuova disciplina della territorialità Iva in materia di servizi.
La nuova disciplina della territorialità Iva in materia di servizi
La direttiva 2008/8/CE del 12 febbraio 2008, ha apportato rilevanti modifiche (che si applicano, in linea di principio, a decorrere dal 1° gennaio 2010) alla direttiva 2006/112/CE del 28 novembre 2006, proprio sul luogo di prestazione dei servizi.
Considerato il nuovo quadro normativo di riferimento, le prestazioni di servizi “generiche”, per le quali, cioè, non sono previste specifiche deroghe ai criteri di territorialità, rese a soggetti passivi (comunemente detti rapporti business to business o B2B), si considerano territorialmente rilevanti nel territorio dello Stato se rese a soggetti passivi stabiliti in Italia (criterio del luogo del committente).
Di contro, i servizi generici prestati a persone che non sono soggetti passivi (comunemente detti rapporti business to consumer o B2C), continuano ad essere assoggettati ad imposizione nel territorio dello Stato se forniti da soggetti passivi stabiliti in Italia (criterio del luogo del prestatore).
Il legislatore italiano ha recepito la nuova direttiva con il D.Lgs. 11 febbraio 2010, n. 18, che ha novellato, tra l’altro, il Dpr 633/1972, sostituendo il previgente art. 7 con nuove disposizioni normative (artt. dal 7 al 7-septies) atte a definire le descritte regole di territorialità delle operazioni rilevanti ai fini Iva.
In particolare, l’art. 7-ter, comma 1, del menzionato Dpr 633/1972, stabilisce che le prestazioni di servizi si considerino effettuate nel territorio dello Stato:
Da qui, sul solco della direttiva 2008/8/CE, la distinzione tra prestazioni di servizi “generici”, cui si applica la predetta disciplina di carattere generale, e prestazioni di servizi “particolari”, cui si applicano i criteri in deroga ai principi generali (articoli dal 7-quater al 7-septies).
Prestazioni di manutenzione (cosiddetto refitting) di navi da crociera
Nel caso di specie, le prestazioni di manutenzione (cosiddetto refitting) di navi da crociera, in quanto servizi generici resi a soggetti passivi Iva, ricadono nell’ambito di applicazione del citato art. 7-ter, comma 1, lettera a).
In particolare, per le prestazioni di manutenzione svolte dalla società residente, in forza dei contratti di appalto o subappalto stipulati con l’armatore o il costruttore della nave, è stato precisato che, nell’ipotesi in cui le prestazioni siano rese a committenti stabiliti all’estero (siano essi soggetti comunitari o extra Ue), queste non sono territorialmente rilevanti in Italia.
In tale circostanza, tuttavia, qualora il committente sia un soggetto passivo stabilito nel territorio di un altro Stato membro della Comunità, il prestatore è obbligato a emettere fattura, ai sensi dell’art. 21, comma 6, del Dpr 633/1972, non soggetta a Iva ai sensi dell’art. 7-ter, nonché a presentare in via telematica all’Agenzia delle Dogane gli elenchi riepilogativi relativi alle prestazioni di servizi.
Le stesse prestazioni diventano territorialmente rilevanti in Italia se rese, in forza dei contratti di appalto o subappalto, a committenti stabiliti nel territorio dello Stato.
Risolto il problema della rilevanza territoriale delle prestazioni, riguardo al regime Iva applicabile la risoluzione ha precisato che l’art. 8-bis, lettera e), del Dpr 633/1972 prevede che sono soggette al regime di non imponibilità, giacché operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione “…le prestazioni di servizi, compreso l’uso di bacini di carenaggio, relativi alla costruzione, manutenzione, riparazione, modificazione, trasformazione, assiemaggio, allestimento, arredamento, locazione e noleggio delle navi e degli aeromobili … degli apparati motori e loro componenti e ricambi e delle dotazioni di bordo …”.
Nel caso di specie, le prestazioni di manutenzione della nave da crociera, svolte dalla società, quale soggetto passivo residente, in forza dei contratti di appalto o subappalto stipulati con l’armatore o il costruttore della nave, rientrando nel campo applicativo dell’art. 8-bis, comma 1, lettera e), del Dpr 633 del 1972, sono soggette al predetto regime di non imponibilità.
Per quanto concerne poi le prestazioni riguardanti la posa in opera e la manodopera in genere, svolte da soggetti passivi d’imposta (nazionali o esteri), in forza di contratti di subappalto stipulati con la società, soggetto residente (quale committente), tali prestazioni sono pure territorialmente rilevanti nello Stato italiano, ai sensi dell’art. 7-ter, comma 1, lettera a), del Dpr 633/1972, giacché rese a soggetto passivo stabilito in Italia (trattandosi di rapporti business to business).
Inoltre, poiché riconducibili ai servizi concernenti l’allestimento della nave, nonché la sua manutenzione, rientrano a pieno titolo tra le operazioni non imponibili, ai sensi dell’articolo 8-bis, comma 1, lettera e), del Dpr 633/1972.
Modalità di assolvimento dell’imposta da parte dei soggetti non residenti
L’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, approfondito le problematiche in ordine alle modalità di assolvimento dell’imposta da parte dei soggetti non residenti.
Nello specifico, per le prestazioni di posa e manodopera in genere, svolte materialmente dalla stabile organizzazione in Italia dei soggetti non residenti, in forza dei contratti di subappalto stipulati dalla società residente, è la stabile organizzazione che deve emettere le fatture relative alle descritte prestazioni di servizi.
Ai sensi del comma 4 dell’art. 17, Dpr 633/1972, per le operazioni effettuate da o nei confronti di soggetti non residenti, qualora le stesse siano rese o ricevute per il tramite di stabili organizzazioni nel territorio dello Stato, non scatta il meccanismo dell’inversione contabile.
Viceversa, per le prestazioni di posa e manutenzione in genere svolte dai soggetti esteri (senza stabile organizzazione in Italia) in forza dei contratti di subappalto stipulati dalla società residente, trattandosi di prestazioni di servizi rese da parte di operatori non residenti, é il committente che deve fatturare l’operazione con il meccanismo del reverse charge (autofattura).
Il legislatore nazionale ha, infatti, esteso l’obbligo di reverse charge a tutte le operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) effettuate nel territorio dello Stato (ossia territorialmente rilevanti) da parte di soggetti non residenti nei confronti di soggetti passivi ivi stabiliti.
Peraltro, l’obbligo di reverse charge si rende applicabile anche laddove il cedente, o prestatore, non residente si sia identificato nel territorio dello Stato, tramite la nomina di un rappresentante fiscale, ai sensi dell’art. 17, comma 3, del Dpr 633/1972, ovvero mediante identificazione diretta, ai sensi dell’art. 35-ter del Dpr 633/1972.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 37/E del 2010)
L’Inps, con il messaggio n. 13211 del 2010, ha fornito chiarimenti in merito alla nuova modalità di reperimento dei Voucher per il lavoro occasionale di tipo accessorio, a seguito dell’accordo stipulato con la Federazione Italiana Tabaccai.
Sulla base della convenzione firmata tra l’Inps e la Federazione Italiana Tabaccai, è possibile recarsi presso i tabaccai aderenti, per acquistare (committente), o riscuotere (lavoratore), i voucher nell’ambito del lavoro accessorio.
In sostanza, nell’ambito del rapporto di lavoro accessorio, i tabaccai faranno da tramite tra i committenti (che acquistano i voucher) ed i lavoratori (che vi si recano per riscuotere i voucher ricevuti dai committenti).
(Inps, messaggio n. 13211 del 2010)
L’Inps, con la circolare n. 65 del 2010, ha reso noto che, con il Decreto Ministeriale 21 aprile 2010 è stato determinato il reddito medio convenzionale per il calcolo dei contributi I.V.S., dovuti dai coltivatori diretti, coloni, mezzadri ed imprenditori agricoli professionali.
In particolare, per l’anno 2010, il reddito medio convenzionale è stabilito nella misura di euro 50,35.
(Inps, circolare n. 65 del 2010)
Reso noto l’indice di rivalutazione del TFR del mese di aprile 2010. L’Istat ha reso noto l’indice dei prezzi al consumo per il mese di aprile 2010. Per cui l’indice di rivalutazione del TFR del mese di aprile 2010 é risultato pari a 1,162739.
Irpef con lo sconto per gli sportivi dilettanti che svolgono attività di formazione,
didattica, preparazione e assistenza all’attività sportiva dilettantistica a prescindere dalla realizzazione di una manifestazione sportiva, sempre che i compensi “agevolati” siano pagati da Coni, Federazioni sportive nazionali, Unire, associazioni e società sportive dilettantistiche.
E’ questo solo uno dei tanti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 38/E del 2010, nella quale ha risposto alle domande di un’associazione nazionale sportiva dilettantistica.
Secondo tale documento di prassi sono, inoltre, esentasse le operazioni economiche svolte da società sportive dilettantistiche a favore di frequentatori non soci, a fronte di corrispettivi.
Condizione per la non imponibilità Ires è che i frequentatori siano tesserati ad associazioni nazionali che hanno le stesse finalità istituzionali della società che effettua la prestazione (in altre parole, si tratta del Coni, delle Federazioni sportive nazionali e degli enti di promozione sportiva).
Non solo. Tali attività devono essere effettuate in diretta attuazione degli scopi istituzionali della società sportiva dilettantistica.
Ecco di seguito la sintesi delle 4 risposte contenute nella suddetta risoluzione n. 38/2010:
a) Eliminato il requisito del collegamento tra l’attività resa dal percipiente e l’effettuazione della manifestazione sportiva
L’art. 35, comma 5, del D.L. n. 207 del 2008, ha ampliato il novero delle prestazioni riconducibili nell’ambito dell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche” nonché, di conseguenza, quello dei soggetti destinatari del regime fiscale agevolato, eliminando, di fatto, il requisito del collegamento tra l’attività resa dal percipiente e l’effettuazione della manifestazione sportiva.
Peraltro, tale orientamento è conforme all’indirizzo assunto da ultimo in materia dall’Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo (ENPALS, circolare n. 18 del 9 novembre 2009).
b) Corrispettivi pagati da frequentatori non soci della società sportiva dilettantistica
Il comma 3 dell’art. 148 del TUIR prevede la non imponibilità ai fini dell’imposta sui redditi di talune prestazioni rese da specifiche categorie associative, quando sussistono congiuntamente taluni presupposti.
Tale regime agevolativo si applica a condizione che le associazioni interessate conformino i loro statuti, redatti nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, a specifiche clausole, individuate dal comma 8 dell’art. 148 del TUIR, dirette a garantire la non lucratività dell’ente nonché l’effettività del rapporto associativo.
Peraltro, gli enti non commerciali di tipo associativo che intendano avvalersi delle disposizioni agevolative di cui all’art. 148 del TUIR hanno l’onere della comunicazione all’Agenzia delle entrate, mediante apposito modello (cd. Modello EAS), dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali.
A parte ciò, ai sensi dell’art. 90, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, le disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e successive modificazioni, e le altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche si applicano anche alle società sportive dilettantistiche
costituite in società di capitali senza fini di lucro.
Al riguardo, già la circolare n. 21/E del 22 aprile 2003, aveva precisato che, in forza del citato art. 90 della legge n. 289 del 2002, il regime agevolativo contenuto nel comma 3 dell’art. 148 del TUIR si applica anche nei confronti delle società sportive dilettantistiche.
I soggetti nei confronti dei quali devono essere rese le attività svolte dalle società sportive dilettantistiche ai fini della fruizione dell’art. 148, comma 3, del TUIR, sono, quindi, in primo luogo, i soci.
Mentre riguardo alle attività effettuate dalle società sportive dilettantistiche nei confronti dei “frequentatori e/o praticanti” che non rivestono la qualifica di soci, secondo l’Agenzia delle Entrate, la disposizione agevolativa in esame si applica a condizione che i destinatari delle attività risultino “tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali” (CONI, Federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva).
Naturalmente, occorre che si tratti delle attività direttamente collegate agli scopi istituzionali, dovendosi escludere la possibilità che vengano sottratti all’imposizione i compensi pagati a fronte di prestazioni accessorie o collegate solo in via indiretta o eventuale agli scopi istituzionali.
c) Specifiche prestazioni agli associati quali quelle del “bagno turco e dell’idromassaggio”
Ai fini dell’applicazione dell’art. 148, comma 3, del TUIR, le prestazioni rese nei confronti degli associati dagli enti associativi ivi indicati devono, tra l’altro, essere effettuate “in diretta attuazione degli scopi istituzionali”.
Le prestazioni relative al bagno turco e all’idromassaggio non rientrano, quindi, nell’ambito applicativo del richiamato art. 148, comma 3, del TUIR, in quanto dette prestazioni non si pongono direttamente come naturale completamento dell’attività sportiva, potendo le stesse essere rese anche separatamente e indipendentemente dall’esercizio di detta attività.
d) Distribuzione indiretta di utili: Istanza di disapplicazione di norma antielusiva
Infine, ha rilevato l’Agenzia delle Entrate, le associazioni o le società sportive dilettantistiche possano superare i parametri stabiliti dall’art. 10, comma 6, del D. Lgs. n. 460, sempre che tali enti, esperendo la procedura della richiesta di disapplicazione di norma antielusiva (art. 37-bis, comma 8, DPR 600/73), dimostrino, in concreto, che la corresponsione di compensi oltre detti parametri non concretizzi distribuzione indiretta di utili, ma sia essenziale al raggiungimento di obiettivi di carattere istituzionale non altrimenti perseguibili (ad es. necessità di acquisire specifiche professionalità per l’attività sportiva a determinati livelli).
Sarà adeguato a diversità famiglie, classi reddito e territorio
L’Agenzia delle Entrate aggiorna il Redditometro, con l’obiettivo di adeguarlo ai tempi e alle nuove tipologia di spese delle famiglie.
L’ipotesi di studio inserisce tra gli “elementi di capacita” di spesa, l’acquisto di mini-car, le iscrizioni a club e scuole esclusive, le spese per i viaggi all’estero, la stipula di polizze assicurative e le spese di ristrutturazione.
Gli “indicatori” saranno parametrati sulle varie tipologie di famiglia, guardando anche alla distribuzione sul territorio.
È stato pubblicata il 17.05.2010, sul sito della Consob, la delibera n. 17326 che ha modificato il Regolamento Emittenti.
Le modifiche sono state oggetto, lo scorso febbraio, di una procedura di consultazione e riguardano i seguenti temi:
– informazione societaria;
– emittenti strumenti finanziari diffusi in misura rilevante;
– pubblicità dei patti parasociali;
– organi di amministrazione e controllo.