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Timestamp: 2019-08-22 06:45:16+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 9', 'art. 38', 'art. 73', 'art. 38', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 38', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 68', 'art. 59', 'art. 58', 'art. 1']

Novità fiscali del 15 aprile 2008. Trattamento fiscale degli onorari corrisposti ai componenti degli uffici elettorali; dividendi e plusvalenze: nuove percentuali di tassazione del reddito; liquidazione IVA di gruppo | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 15 aprile 2008. Trattamento fiscale degli onorari corrisposti ai componenti degli uffici elettorali; dividendi e plusvalenze: nuove percentuali di tassazione del reddito; liquidazione IVA di gruppo
Indice: 1) Trattamento fiscale degli onorari corrisposti ai componenti degli uffici elettorali 2) Liquidazione IVA di gruppo: Utilizzo delle eccedenze di crediti IVA 3) Dividendi e plusvalenze: Nuove percentuali di tassazione del reddito 4) Agrotecnici: Atti di aggiornamento geometrico 5) Dichiarazione Unica Ambientale in scadenza 1) Trattamento […]
1) Trattamento fiscale degli onorari corrisposti ai componenti degli uffici elettorali
2) Liquidazione IVA di gruppo: Utilizzo delle eccedenze di crediti IVA
3) Dividendi e plusvalenze: Nuove percentuali di tassazione del reddito
4) Agrotecnici: Atti di aggiornamento geometrico
5) Dichiarazione Unica Ambientale in scadenza
1) Trattamento fiscale degli onorari corrisposti ai componenti degli uffici elettorali centrali
I compensi spettanti ai componenti degli uffici elettorali centrali vanno assoggettati alle ritenute di imposta.
La non applicabilità delle ritenute e la non concorrenza alla formazione del reddito imponibile sancite dalla Legge n. 53/1990 riguardano esclusivamente gli onorari di presidente, scrutatori e segretario degli uffici elettorali di sezione.
L’ufficio elettorale centrale è composto da un giudice, con funzioni di Presidente, e da cittadini iscritti in appositi albi.
Il lavoro svolto in tale sede può protrarsi anche per oltre un mese.
Gli uffici elettorali di sezione sono, invece, composti da un Presidente, dagli scrutatori e da un segretario.
Premesso ciò, in linea generale, i redditi percepiti per l’esercizio di tali pubbliche funzioni sono qualificati come redditi assimilati al reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma 1, lettera f) del TUIR.
Tuttavia, come chiarito dalla circolare n. 326/1997, al paragrafo 5.7, gli onorari dei componenti degli uffici elettorali di cui alla legge n. 70/1980, costituiscono rimborso spese, fisso, non assoggettabili a ritenute o imposte e non concorrono alla formazione della base imponibile (art. 9, comma 2 della legge n. 53/1990).
In particolare, per i componenti gli uffici elettorali di sezione la legge n. 70/1980 stabilisce un onorario fisso forfetario che varia a seconda del tipo di consultazione e della carica rivestita.
Per i componenti degli uffici elettorali centrali, invece, viene stabilisce un onorario giornaliero, al lordo delle ritenute di legge.
La citata legge n. 70/1980 è stata oggetto di diversi interventi al fine di rivalutare gli importi relativi agli onorari dei componenti degli uffici elettorali.
Uno di tali interventi è ha aggiornato gli onorari dei componenti gli uffici elettorali.
In tale sede, il legislatore ha chiaramente specificato che la rivalutazione andava riferita agli onorari dei componenti degli uffici elettorali di sezione.
In conclusione, sulla base dell’attuale formulazione degli artt. e 3 della citata legge n. 70/980 e tenuto conto degli elementi interpretativi ricavabili dal diverso contenuto delle disposizioni introdotte dai provvedimenti di rivalutazione degli onorari spettanti ai componenti degli uffici elettorali, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che sugli onorari corrisposti ai componenti degli uffici elettorali centrali vanno applicate alle ritenute di legge.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 150/E del 11/4/2008)
La società capogruppo può optare per l’utilizzo in compensazione dell’eccedenza del credito Iva trimestrale risultante dalle liquidazioni periodiche del gruppo se una delle società partecipanti al gruppo è in possesso dei requisiti per la richiesta di rimborsi infrannuali indicati dall’art. 38-bis, comma 2, del D.PR. n. 633772.
Non sono invece compensabili le eccedenze di credito di ciascuna società relative all’anno antecedente l’ingresso nella liquidazione Iva di gruppo.
Procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo
Quindi, secondo l’Agenzia delle Entrate (Risoluzione n. 151/2008) le eccedenze detraibili risultanti dalle annotazioni periodiche di gruppo possono essere utilizzate in compensazione a condizione che, in capo alla società che ha maturato il credito di periodo, si sia realizzato uno dei presupposti per richiedere il rimborso infrannuale.
La procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo, disciplinata dall’art. 73, ultimo comma, del D.P.R. n. 633/72, e dal D.M. 13/12/1979, costituisce un particolare metodo di liquidazione dell’Iva che consente alle società controllanti e controllate appartenenti ad un gruppo di compensare, all’interno del medesimo gruppo, le situazioni creditorie in capo ad alcune società con quelle debitorie di altre.
A tal fine, tale procedura prevede, tra l’altro, che le società controllate trasferiscano alla società controllante i debiti e crediti Iva risultante dalle liquidazioni periodiche per l’effettuazione, da parte di quest’ultima, dei versamenti dell’imposta complessivamente dovuta o per utilizzare in detrazione la differenza a credito, salva la possibilità di chiedere il rimborso ai sensi dell’art. 38-bis del D.P.R. n. 633/72 (risoluzione n. 302/2007, risoluzione n. 26/2008;).
L’art. 8 del D.P.R. n. 542/1999, disciplina, tra l’altro, le compensazioni di eccedenze di crediti Iva da parte delle società che si avvalgono della liquidazione Iva di gruppo.
In merito alla possibilità di utilizzare in compensazione i crediti Iva risultanti dalle liquidazioni periodiche delle società del gruppo, l’art. 8, comma 3, del citato D.P.R. n. 542/1999, esclusivamente nell’ipotesi in cui una delle società partecipanti al gruppo sia in possesso dei requisiti indicati dal comma 2 dell’art. 38-bis del D.P.R. n. 633 del 1972, per la richiesta di rimborsi di imposta relativi a periodi inferiori all’anno, la società capogruppo può, in alternativa alla richiesta di rimborso infrannuale delle eccedenze detraibili risultanti dalle annotazioni periodiche riepilogative di gruppo, effettuare la compensazione (art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997).
In tali casi, l’utilizzo in compensazione (c.d. orizzontale, cioè Iva con altre imposte) dell’eccedenza del credito Iva trimestrale risultante dalle liquidazioni periodiche del gruppo è subordinato, tuttavia, alla presentazione da parte della società capogruppo dell’apposito modello Iva TR.
Viceversa, per l’utilizzo in compensazione delle eccedenze di credito di ciascuna società relativa all’anno antecedente l’ingresso nella liquidazione Iva di gruppo, la norma (art. 8, comma 1) stabilisce che non sono ammessi alla compensazione i crediti e i debiti relativi all’Iva trasferiti da parte delle società e degli enti che si avvalgono della procedura.
Sono, invece, ammessi alla compensazione i crediti e i debiti relativi alla stessa imposta risultanti dai prospetti riepilogativi annuali delle dichiarazioni di gruppo da parte degli enti e delle società controllanti.
Da ciò si evince che l’eccedenza di credito emergente dalle dichiarazioni relative al periodo d’imposta precedente delle società che partecipano – per la prima volta – alla liquidazione Iva di gruppo non può essere utilizzato dalla società capogruppo-controllante in compensazione.
La società controllante ha, invece, la possibilità di compensare con le previste modalità (compensazione c.d. orizzontale), il solo eventuale “credito Iva di gruppo” emergente dai prospetti riepilogativi annuali della dichiarazione del gruppo.
Resta ferma, tuttavia, la possibilità da parte della società capogruppo di utilizzare le predette eccedenze di credito in compensazione con i debiti Iva risultanti dalle liquidazioni periodiche del gruppo (compensazione c.d. verticale, cioè Iva con Iva).
Per ultimo, l’art. 1, comma 63, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ha modificato la disciplina della liquidazione Iva di gruppo prevedendo che, agli effetti delle dichiarazione e dei versamenti da parte della società controllante “…non si tiene conto delle eccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relative al periodo d’imposta precedente, degli enti e società diversi da quelli per i quali anche in tale periodo d’imposta l’ente o società controllante si è avvalso della facoltà di cui al presente comma. Alle eccedenze detraibili degli enti e delle società per i quali trova applicazione la disposizione di cui al precedente periodo si applicano le disposizioni di cui all’articolo 30”.
La predetta disposizione, applicabile a partire dalle liquidazioni di gruppo relative all’anno 2008, comporta che l’ente o società controllante non può fare confluire nei calcoli compensativi interni al gruppo l’eccedenza di credito emergente dalle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2007 delle società che partecipano per la prima volta (nel 2008) alla liquidazione di gruppo. Il credito che si è formato in precedenza potrà essere utilizzato dalle medesime società in compensazione per il pagamento di altri tributi o, sussistendone i requisiti, potrà essere chiesto a rimborso ai sensi dell’art. 30 del D.P.R. n. 633/72.
Infine, per le procedure di liquidazione Iva di gruppo effettuate fino al 31 dicembre 2007, (come già precisato dalla circolare n. 12/2008) “…l’eccedenza di credito emergente dalle dichiarazioni relative all’anno 2006 di società che hanno partecipato per la prima volta, nel 2007, alla liquidazione di gruppo doveva essere trasferita al gruppo e gestita dall’ente o società controllante”.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 151/E del 11/4/2008)
Il Decreto del 2/4/2008, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ridetermina le percentuali di concorso al reddito di dividendi e di plusvalenze e minusvalenze, in relazione alla riduzione dell’aliquota dell’Imposta sul reddito delle società, dal 33% al 27,5%, attuando una previsione della legge finanziaria 2008 (art. 1, commi 38 e 39, della legge n. 244/2007).
In particolare, tale Decreto individua:
– La percentuale (49,72%) di concorso al reddito complessivo degli utili derivanti da partecipazioni qualificate, non detenute nell’esercizio d’impresa, in società ed enti soggetti all’Ires e dei proventi equiparati a tali utili (art. 47, comma 1, del TUIR);
– la percentuale (49,72%) di concorso al reddito complessivo delle plus/minusvalenze derivanti dal realizzo delle medesime partecipazioni qualificate nonché dei titoli e strumenti finanziari e dei contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza ad esse equiparati (art. 68, comma 3);
– la percentuale di concorso al reddito d’impresa degli utili derivanti da partecipazioni qualificate e non qualificate, detenute nell’esercizio d’impresa, in società ed enti soggetti all’I res e dei proventi ad essi equiparati (art. 59);
– la percentuale di concorso al reddito d’impresa delle plus/minusvalenze derivanti dal realizzo delle medesime partecipazioni nonché dei titoli e strumenti finanziari e dei contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza ad esse equiparati (art. 58, comma 2).
Per gli utili e i proventi equiparati, la nuova misura di concorrenza del 49,72% si applica a quelli formati con utili prodotti dalla società o ente partecipato a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007.
Resta ferma la precedente percentuale del 40% per gli utili e proventi equiparati prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007.
Inoltre, a partire dalle delibere di distribuzione successive a quella avente ad oggetto l’utile dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2007, agli effetti della tassazione del percettore, i dividendi distribuiti si considerano prioritariamente formati con utili prodotti dalla società o ente partecipato fino a tale esercizio.
Per le plusvalenze e le minusvalenze realizzate mediante cessione di partecipazioni qualificate (nonché strumenti finanziari e contratti assimilati), non detenute nell’esercizio di impresa, la misura di concorso del 49,72% si applica agli atti di realizzo posti in essere a decorrere dal 1° gennaio 2009.
Analoga decorrenza viene prevista per la misura di esenzione del 50,28% in relazione alla cessione di partecipazioni (nonché strumenti finanziari e contratti assimilati) detenute nell’esercizio d’impresa, in società ed enti soggetti all’Ires.
Infine, il decreto contiene una norma di carattere transitorio riguardante il trattamento di plusvalenze e minusvalenze relative ad atti di realizzo posti in essere anteriormente al 1° gennaio 2009, ma i cui corrispettivi siano in tutto o in parte percepiti a decorrere dalla stessa data.
In questo caso, assegnando rilievo prioritario al momento del realizzo, resta ferma la misura del 40%.
Le percentuali attualmente vigenti furono determinate, in occasione della riforma del 2003, per far si che gli utili derivanti da partecipazioni qualificate non detenute nell’esercizio d’impresa e da partecipazioni qualificate e non qualificate detenute nell’esercizio d’impresa scontassero in capo al percettore persona fisica l’aliquota marginale irpef e in modo da garantire su detti utili (e sui capital gains) un prelievo teorico complessivo (risultante, vale a dire, dalla tassazione combinata società-socio) pari a detta aliquota marginale. Per cui, essendo l’aliquota marginale irpef, in vigore al 1° gennaio 2004, pari al 45%, e posto un utile di 100 al lordo dell’Ires, la percentuale di concorso al reddito complessivo degli utili distribuibili al socio dopo l’assolvimento dell’Ires (pari a 67), doveva essere tale da garantire un prelievo aggiuntivo Irpef pari a 12.
Il neo Decreto, nell’adeguare le suddette percentuali di concorso al reddito complessivo, si è attenuto al rispetto di tali criteri sistematici.
In questo senso, dunque, la misura del 49,72%, indicata nell’art. 1, garantisce un prelievo aggiuntivo Irpef tale da portare il prelievo complessivo (società-socio) al 43%.
In particolare, ipotizzando un utile prima dell’Ires pari a 100 e, quindi, un dividendo distribuibile pari a 72,5, la misura del 49,72% si ricava dalla formula (15,50/72,5*0,43) e consente di prelevare un importo a titolo di Irpef di 15,50 che sommato al prelievo Ires pari dal 2008 a 27,5 determina un prelievo complessivo pari a quello che si otterrebbe assoggettando l’utile lordo al 43%.
(Ministero Economia e Finanze, Decreto del 2/4/2008, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale)
4) Atti di aggiornamento geometrico: Redazione e sottoscrizione ad opera degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati
Anche i soggetti iscritti nell’albo professionale degli Agrotecnici – istituito ai sensi della citata legge n. 251 del 1986 – sono abilitati alla redazione e alla sottoscrizione degli atti di
aggiornamento geometrico.
Adeguamento della procedura Pregeo
Per consentire la presentazione in catasto degli atti di aggiornamento geometrico da parte degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è stata adeguata la procedura Pregeo.
Sul sito internet dell’Agenzia del Territorio è disponibile il Service Pack n. 5 della versione 9.00 della procedura Pregeo (aggiornamento del 20/03/2008) opportunamente adeguata per recepire la qualifica professionale in esame e per gestire le sedi degli Ordini e Collegi professionali con circoscrizione diversa da quella provinciale.
In sintesi, le modifiche apportate alla procedura consentono di selezionare nella riga di tipo 0 del libretto delle misure:
– Tra le categorie professionali abilitate, anche quella degli “Agrotecnici”;
– tra le sedi degli Ordini e Collegi professionali, anche quelle non coincidenti con l’ambito provinciale.
(Agenzia del Territorio, circolare n. 3/2008, prot. n. 28606 del 14/0/2008)
Il 30/4/2008 scadrà il termine per la presentazione delle Dichiarazione Unica Ambientale.
Dal 13/2/2008 (entrata in vigore del D.Lgs. n. 4/2008), non sono più tenuti a presentare la dichiarazione le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi che non hanno più di dieci dipendenti.
In particolare, il D.Lgs. n. 4 del 16/01/2008, ha reintrodotto l’obbligo di presentazione della citata dichiarazione per le imprese che producono rifiuti speciali non pericolosi, ma solo per le aziende con un numero di dipendenti superiore a 10.
Mentre sono rimasti invariati gli obblighi per le imprese autorizzate a recuperare o smaltire rifiuti.
Sono, peraltro, obbligate alla presentazione della dichiarazione, da inviare alla Camera di Commercio (su supporto magnetico o inviata telematicamente) – in base al tipo di rifiuto prodotto o gestito – le imprese e gli enti che abbiano prodotto o avviato al recupero o allo smaltimento, durante l’anno 2007:
– rifiuti speciali pericolosi;
– rifiuti speciali non pericolosi (solo per le aziende con un numero di dipendenti superiore a 10) derivanti da lavorazioni industriali, lavorazioni artigianali, fanghi derivanti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque, fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue o dall’abbattimento di fumi;
– rifiuti prodotti dalle navi.
– hanno richiesto l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali per il trasporto in conto proprio dei propri rifiuti pericolosi al di sotto dei 30 kg o litri al giorno.