Source: http://www.studiocataldi.it/argomenti.asp?opt=dettaglio&codice=32
Timestamp: 2014-04-25 03:53:58+00:00
Document Index: 19796759

Matched Legal Cases: ['art. 433', 'art. 434', 'sentenza ', 'art. 414', 'sentenza ', 'art. 434']

Guida breve al processo del lavoro > L'Appello > Ricorso in appello Le sentenze emesse dal Tribunale in funzione di giudice del lavoro possono essere impugnate con ricorso avanti la Corte d'Appello territorialmente competente, anch'essa in funzione di giudice del lavoro (art. 433, comma 1, c.p.c.). L'art. 434 c.p.c., che disciplina la forma e il contenuto del ricorso di impugnazione, è stato recentemente riformato dalla Legge n. 134/2012. Al contrario della precedente disposizione, il legislatore ha specificato in maniera più dettagliata il contenuto dell'atto di impugnazione di una sentenza relativa al rito del lavoro.
Il ricorso d'appello deve contenere tutte le indicazioni già previste dall'art. 414 c.p.c. per il ricorso in primo grado. L'atto d'appello deve essere motivato. La motivazione, a pena di inammissibilità, deve contenere:
l'indicazione delle parti interessate dalla sentenza che si vuole impugnare;
l'indicazione delle modifiche che vengono richieste alla ricostruzione del fatto di specie operata dal giudice di primo grado;
l'indicazione delle circostanze su cui si fonda la violazione di legge;
la descrizione della rilenza di dette circostanze ai fini della decisione appellata (art. 434, comma 1, c.p.c. così come da ultimo riformata).