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Timestamp: 2018-08-20 12:49:08+00:00
Document Index: 69516414

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 16', 'art. 20', 'art.22', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 45']

Morti Bianche-Necessario Lavorare su: L’Informazione, Formazione e Addestramento come previsto nel Testo Unico Sicurezza D.lgs. 81/2008 e s.m.i.
La direttiva quadro n. 89/391/CEE annovera tra i suoi punti cardine su cui poggia il disegno prevenzionistico: l’informazione, la formazione e l’addestramento.
La direttiva menzionata comprende principi generali relativi alla prevenzione dei rischi professionali e alla protezione della sicurezza e della salute, all’eliminazione dei fattori di rischio e di incidente, all’informazione, alla consultazione, alla partecipazione equilibrata conformemente alla formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
L’art. 6 statuiesce che il datore di lavoro prende le misure necessarie per la protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori comprese le attività di prevenzione dei rischi professionali, d’informazione e di formazione nonché l’approntamento di un organizzazione dei mezzi necessari.
La comunicazione della Commissione sulla nuova strategia comunitaria per la salute e la sicurezza ( 2007/12) recita che per conseguire una riduzione continua e durevole e consistente degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali devono essere perseguiti alcuni obiettivi tra i quali quello di creare una cultura generale che riconosca il valore della salute e della prevenzione dei rischi promuovendo il mutamento dei comportamenti dei lavoratori e incoraggiando allo stesso tempo i datori di lavoro ad adottare approcci orientati alla salute.
Il D.lg. n. 81/2008 segue tale impostazione amplificando il ruolo dell’informazione e soprattutto della formazione e dell’addestramento con l’evidente obiettivo di creare un sistema prevenzionistico effettivamente sinergico.
L’informazione è definita come “ il complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro.”
La formazione è identificata “ nel processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori e agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza di rispettivi compiti in azienda e alla identificazione,alla riduzione e alla gestione dei rischi.”
Infine l’addestramento è definito come il complesso delle attività dirette a far apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze dispositivi, anche di protezione individuale e le procedure di lavoro.
L’informazione si sostanzia in un trasferimento di notizie di carattere comportamentale procedurale e concettuale con contenuti di natura tecnica, scientifica e legislativa, utili ad attivare processi relativi alla prevenzione e protezione.
L’attività di formazione è un percorso di apprendimento consapevole che deve condurre il lavoratore ad acquisire un bagaglio di conoscenze, capacità. Atteggiamenti e competenze si generiche, quanto specifiche in materia di sicurezza.
L’addestramento è l’attività di insegnamento di tipo pratico-operativo da svolgersi on the job, nell’ambito del T.U. l’ art. 20, lett. H impone al lavoratore la partecipazione ai programmi di formazione ed addestramento rimarcando che la formazione e l’addestramento non siano solo un diritto ma anche un obbligo del lavoratore, cui questi deve adempiere in modo diligente, corretto consapevole. Nel caso di somministrazione rimane confermato il disposto dell’art. 23, 5° co, d.lg.n. 276/2003, secondo cui è obbligo del somministratore informare i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in genere nonché di formarli ed addestrarli all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie.
Informazione, formazione e addestramento specifici devono viceversa essere condotti dall’impresa utilizzatrice che è datore di lavoro “ in prevenzione”.
Simile situazione in caso di distacco, art. 3 5° comma, d.lg n. 81/2008 dove si specifica che il distaccante è tenuto a formare ed informare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato fermo restando che è il distaccatario il titolare di tutti gli altri obblighi in materia prevenzionistica.
In merito all’informazione dei lavoratori, l’art. 36 d.lg. n. 81/2008, ribadisce le prescrizioni del vecchio art. 16, d.lg. n 626/94 anche se in modo più chiaro e preciso.
La stessa Corte afferma “ informazione ha evidentemente portata più ampia e specifica rispetto alle generiche e rutinarie istruzioni sull’uso della macchina.
La Corte delinea l’obbligo di informazione come un vero e proprio obbligo di risultato finalizzato alla stessa responsabilizzazione del lavoratore che ex art. 20, d.lg n. 81/2008 è soggetto passivo dell’obbligo di sicurezza.
La Suprema Corte ha avuto modo di precisare che il dovere di informazione si atteggia in maniera particolarmente intensa nei confronti di lavoratori di giovane età e professionalmente inesperti e in presenza di apprendisti nei cui confronti la legge pone a carico del datore di lavoro, precisi obblighi di formazione e addestramento, tra i quali non può che primeggiare l’educazione alla sicurezza sul lavoro.
Il vecchio art.22 d.lg. n 626/94, parlava genericamente di formazione “ sufficiente ed adeguata “ in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al posto di lavoro ed alle mansioni del lavoratore, l’art. 37, d.lg. n 81/2008, chiarisce esattamente i contenuti dell’obbligo formativo distinguendo la formazione inerente i rischi “ comuni” dalla formazione relativa i rischi “ specifici”, sulla scia di quanto già sottolineato dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui, se è evidente che i rischi specifici presuppongono una corrispondente formazione specifica del lavoratore “ ciò non significa che il datore di lavoro possa disinteressarsi dell’ordinario svolgimento del lavoro e dei rischi “ comuni sul presupposto di una loro evidenza, che li rende percepibili direttamente dal lavoratore.
L’art. 37, 1 ° comma, precisa che la formazione dovrà essere svolta in relazione ai concetti di rischio danno, prevenzione, protezione organizzazione della prevenzione aziendale, organi di vigilanza controllo e assistenza, l’art. 37 contiene alcune disposizioni in relazione alla formazione dei lavoratori addetti all’attività di prevenzione e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato di salvataggio, di primo soccorso e di gestione ed emergenza.
In tema di gestione e protezione anticendio e della relativa ,emergenza si conferma la vigenza della disciplina di cui al d.m. 10.3.98 fino all’emanazione di appositi decreti.
Il decreto del 98 prevede i contenuti minimi dei corsi di formazione che devono essere correlati alla tipologia delle attività ed al livello di rischio di incendio delle stesse nonché agli specifici compiti affidati ai lavoratori.
La durata dei corsi prevede: 4 ore per il corso A, ossia addetti antincendio in attività a rischio di incendio basso, 8 ore per il corso B ossia per addetti a rischio di incendio medio e 16 ore per il corso C per addetti antincendio in attività a rischio di incendio elevato.
L’art. 45, 2 ° comma, rinvia alla disciplina già contenuta nel d.m. 15.7.2003 n. 388 e ai successivi decreti ministeriali di adeguamento sentito il parere della Conferenza- Stato Regioni.
Gli addetti al primo soccorso sono formati con istruzione teorica e pratica per l’attivazione delle misure di primo intervento e per l’attivazione degli interventi di primo soccorso.
La formazione dei lavoratori disegnati è svolta dal personale medico in collaborazione con il sistema di emergenza del S.S.N. Per le aziende o unità produttive di gruppo B e di gruppo C sono previste 12 ore di formazione i cui contenuti sono riportati nell’allegato 4 del d.m. 388/2003.
La novella introdotta, per concludere, conferma l’obbligo di garantire un minimo di 32 ore di formazione chiarendo però che si tratta di formazione “ INIZIALE” , cui dovranno seguire percorsi di aggiornamento periodico, la cui durata non potrà essere inferiore a 4 ore annue nelle imprese che occupano da 15 a 50 dipendenti ed a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.
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