Source: http://effelunga.blogspot.com/2007/11/sabato-17-novembre-sciopero.html
Timestamp: 2017-08-20 11:45:56+00:00
Document Index: 162873203

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 140', 'art. 46', 'art. 53', 'art. 168', 'art. 170', 'art. 138', 'art. 97', 'art. 173', 'art. 124', 'art. 12', 'art. 4']

Lavoratori "effelunga" in sciopero a natale ..!: SABATO 17 NOVEMBRE: SCIOPERO
At 11/15/2007 8:57 PM, Anonimo said...
Sciopero del commercio: la posizione di Confcommercio
· Le trattative sono ferme, non sugli aumenti salariali su cui c’è disponibilità a discutere, ma perché la piattaforma sindacale arriva a costare complessivamente, tra aumenti salariali, ulteriori oneri e richieste di irrigidimento, quasi il 9% di incremento di costo, di cui circa il 6% di aumento delle retribuzioni e quasi il 3% per richieste NON economiche.
· Non ci sono spazi per trattare insieme aumenti salariali, costi aggiuntivi e richieste normative che riducono ulteriormente la flessibilità. Serve una risposta complessiva, un punto di equilibrio della piattaforma contrattuale.
· Il contratto del Terziario comprende altri costi aggiuntivi, in particolare il costo dei fondi (es. previdenza, assistenza sanitaria, ecc.) che si aggiunge alla richiesta di aumenti salariali e riduce i margini di trattativa sugli altri aspetti.
· Non abbiamo condiviso il Protocollo su welfare e mercato del lavoro, che si somma alla piattaforma, ma la rottura delle trattative non è un atto contrario al Protocollo e questo non deve essere materia di confronto con il Sindacato.
· Abbiamo posto i seguenti temi:
o flessibilità organizzativa
o recupero di produttività
o corretta governance degli Enti Bilaterali,
che sono tutti argomenti da rinnovo contrattuale e sui quali attendiamo una posizione di sintesi della controparte sindacale.
Salari /costo lavoro/ Produttività
· Si deve iniziare a ridurre la “forbice” tra costi del sistema e redditi da lavoro. In Italia, infatti, si assiste ad un paradosso: oneri più alti d’Europa e salari più bassi.
· Il costo del lavoro, la flessibilità nei modelli organizzativi, il numero delle ore effettivamente lavorate, l’organizzazione degli orari sono gli elementi attorno a cui ruota la tanto invocata produttività, che oltre al livello decentrato di contrattazione deve trovare strumenti di agibilità già nel CCNL per sostenere la concorrenzialità soprattutto delle PMI.
· Il valore aggiunto del terziario è la capacità di offrire al meglio il servizio. Le imprese della distribuzione devono essere messe in condizione di offrire il servizio ed il prezzo migliore al cliente. Solo così le aziende possono garantire stabilità e futuro ai propri dipendenti.
· L’atto del consumo, non si esaurisce con l’acquisto, ma “vive” di tutto quello che lo rende possibile: il luogo, il contesto, la qualità del servizio, il tempo.
· Se da un lato si promuove la bilateralità, che è partenariato, dall’altro non si può immaginare che il negoziato passi unicamente tramite il conflitto e la contrapposizione.
· Ognuno esercita correttamente il proprio ruolo, ma nella complessa situazione economica in cui ci troviamo occorre responsabilità di entrambe le parti per trovare soluzioni sostenibili.
· Disposti a riaprire le trattative in presenza di concreti segnali nelle direzioni auspicate.
· Per riprendere il dialogo è necessaria una sintesi accettabile tra le numerose, disparate richieste e coniugare un eventuale aumento con un recupero di flessibilità oraria e di produttività misurabile.
· Occorre ripensare il sistema delle relazioni sindacali.
· Le mutate esigenze di gestione delle imprese del terziario vanno colte ed è quindi inevitabile una manutenzione dell’accordo del ’93.
At 11/15/2007 8:59 PM, Anonimo said...
Considerata l�evoluzione intervenuta nel settore, si richiede un approfondimento relativo alla sfera d�applicazione nonch� alla relativa classificazione.
Cos� come previsto per il livello territoriale agli artt. 2 e 6 del vigente CCNL, si richiede l�attivazione di tavoli di confronto anche a livello regionale con Confcommercio, relativi allo sviluppo di medie e grandi superfici di vendita, aperture domenicali e festive, aree turistiche, citt� d�arte, ecc. Tali confronti, finalizzati ad intese, dovranno essere propedeutici ad accordi con le istituzioni ai vari livelli.
Alla luce dei processi e delle modificazioni in atto nei nostri settori, va reso pi� cogente il diritto di informazione preventiva alle RSU/RSA in particolare quello previsto a livello aziendale dall�art. 3 del vigente CCNL che dovr� riguardare tutti i processi previsti dall�articolo suddetto, sulle terziarizzazioni, sulle esternalizzazioni, sugli appalti, sul franchising, sulle affiliazioni, sulle cooperative di lavoro, ecc. al fine di poter far sviluppare alle parti, appropriati confronti negoziali, ai vari livelli, per garantire regole e diritti per i lavoratori.
Si richiede che i diritti d�informazione di cui all�art. 3 del vigente CCNL, si applichino alle imprese che occupano complessivamente pi� di 50 dipendenti nell�ambito di una sola provincia, 150 nell�ambito di una sola regione e 250 se operano nell�ambito nazionale. Si richiede altres� che ai diritti d�informazione si aggiunga la composizione degli organici aziendali (contratti a tempo pieno; par-time suddivisi tra orizzontali, verticali, misti e week and; contratti a tempo determinato e indeterminato; tirocini/stage; apprendisti; somministrati a tempo determinato, marchandiser, promoter)
Fermo restando l�unicit� aziendale e che le terziarizzazioni, appalti, ecc. non devono riguardare le attivit� caratteristiche dell�impresa, si richiede una procedura da definire contrattualmente.
In caso di terziarizzazioni, ecc. con esclusione delle attivit� aziendali sopra richiamate, le stesse dovranno prevedere l�integrale applicazione del CCNL ivi applicato e la contrattazione aziendale, territoriale in essere. Si richiede l�introduzione di una norma e la relativa procedura sui cambi di appalto, di concessione, ecc. che salvaguardi i livelli occupazionali.
Si richiede inoltre che i lavoratori delle imprese appaltatrici, concessionarie, ecc. che svolgono la loro attivit� con carattere continuativo presso le imprese appaltanti, possano usufruire, delle mense aziendali e dei locali appositi per lo svolgimento delle assemblee sindacali.
Si richiede che le imprese appaltanti inseriscano nel capitolato,l�integrale l�applicazione dei contratti nazionali, territoriali e aziendali di riferimento sottoscritti dalle OO.SS. stipulanti il presente CCNL e il documento unico di regolarit� contributiva (D.U.R.C.) che deve essere rilasciato dagli organi amministrativi preposti dallo Stato che attesti gli avvenuti versamenti. Si richiede inoltre l�autocertificazione a norma di legge del rispetto integrale dei contratti nazionali, territoriali e aziendali che deve essere effettuata dalle imprese che acquisiscono l�appalto, nonch� la certificazione dell�Ente bilaterale che attesti gli avvenuti versamenti delle quote ad esso competente previste dalla contrattazione collettiva di riferimento.
Nel riconfermare la validit� del secondo livello di contrattazione si chiede di introdurre tra le materie da contrattare a questo livello il calendario annuo delle aperture domenicali e festive al fine di realizzare intese sull�organizzazione del lavoro attraverso una equa distribuzione dei turni/carichi di lavoro.
Per quanto riguarda gli appalti di servizio, si richiede l�apertura di un confronto negoziale a livello territoriale/aziendale finalizzato ad una verifica sulla qualit� degli appalti e a garantire ai lavoratori il pieno rispetto di quanto previsto dal CCNL.
4. Responsabilit� sociale dell�impresa
In virt� dell�accordo europeo siglato nell�ambito del dialogo sociale tra Eurocommerce e Uni-Europa il 5 novembre 2003, che recepisce quanto stabilito dal libro verde della Commissione Europea per �promuovere un quadro europeo per la responsabilit� sociale delle imprese� (2001), si richiede che il tema della Responsabilit� Sociale di Impresa divenga materia del diritto d�informazione e consultazione a ogni livello. Si chiede il diritto delle OO.SS. ad avere l�elenco dei fornitori di merci, prodotti e servizi nonch� ad avere informazioni dettagliate sugli standard minimi qualitativi, ambientali e sociali richiesti ai fornitori ed imposti ai franchisees.
In particolar modo si richiede che gli strumenti quali codici di condotta, bilancio sociale, certificazioni (di qualit� sociali, ambientali, ecc.) siano il risultato del confronto tra le parti ai vari livelli. Si richiede inoltre, la partecipazione delle OO.SS. nei sistemi di monitoraggio.
Si richiede la conferma delle attuali norme del CCNL sul tema RSA/RSU e di chiarire che il diritto alla fruizione dei permessi sindacali pu� essere esercitato da tutti i componenti le RSU. Tenendo conto dell�evoluzione del Mercato del Lavoro, si richiede che ai fini del computo dei diritti sindacali vengano conteggiati anche gli apprendisti, i contratti a termine e i contratti di inserimento.
Si richiede, inoltre, di recepire il lodo, tra Confcommercio e Filcams, Fisascat e Uiltucs, sull�indizione per la elezione delle R.S.U.
Si richiede, altres�per le piccole imprese sotto i 30 dipendenti, la mutualizzazione del monte ore permessi sindacali. Tale mutualizzazione da realizzarsi secondo criteri di gestione e modalit� di utilizzo assegnato al livello decentrato, non dovr� pregiudicare la costituzione di RSA/RSU in quelle imprese. Si richiede inoltre che in assenza di RSA/RSU le assemblee sindacali possano essere convocate dalle OO.SS. Territoriali.
6. Pari Opportunit�
Si richiede che i dati che le imprese inviano alle OO.SS. Nazionali, in base a quanto previsto dalla legge 125, vengano inviate anche alle strutture territoriali e agli Enti Bilaterali affinch� si possa meglio monitorare il fenomeno.
In relazione ai congedi per formazione di cui all�art. 5, si richiede di elevare la percentuale dei lavoratori che contemporaneamente possono accedervi e di ridurre i 5 anni di anzianit� previsti per la maturazione di questo diritto.
Si richiede il riconoscimento di 3 giorni di permesso retribuito per il padre in occasione della nascita di un figlio. Si richiede, altres� che le aziende concedano permessi (di cui all�art. 140 o non retribuiti) al fine di agevolare l�inserimento dei bambini al nido, scuole materne o elementari.
Si richiede il superamento del periodo di prova, qualora i suddetti tornino a prestare la loro opera nell�ambito della stessa impresa e per la stessa mansione. Si richiede, inoltre, di introdurre, per i lavoratori con contratto a tempo determinato, il diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato e criteri di priorit� rispetto alle assunzioni a tempo indeterminato.
8.2 Contratti d�inserimento
Si richiede l�incremento della percentuale di conferma e di prevedere che il periodo lavorativo sia considerato utile ai fini del calcolo degli scatti di anzianit� e della progressione di carriera.
La natura e le caratteristiche del contratto di apprendistato comportano la sua finalizzazione alla creazione di occupazione stabile, da realizzarsi attraverso la conferma a tempo indeterminato alla fine del periodo formativo. In questo senso va almeno previsto l�innalzamento della percentuale di conferma di cui all�art. 46 del vigente CCNL. Si richiede la comunicazione all�apprendista della conferma anticipata dell�assunzione a tempo indeterminato e la rimodulazione delle decorrenze previste in tema di inquadramento dall�art. 53 del vigente CCNL riducendo il periodo di cui al primo comma.
In tema di trattamento economico di malattia, si richiede il riconoscimento del diritto alla retribuzione nelle misure e per i periodi stabiliti al comma b) dell�art. 168 del vigente CCNL per la generalit� dei lavoratori. In tema di trattamento economico di infortunio, si richiede il riconoscimento del diritto alla retribuzione nelle misure e per i periodi stabiliti all�art. 170 del vigente CCNL per la generalit� dei lavoratori�. Fermo restando le competenze delle Regioni in materia di profili professionali, si richiede che, nell�ambito della vigenza del CCNL le parti definiscano i profili professionali per settori specifici, attualmente non regolamentati, rientranti nella sfera di applicazione del CCNL relativamente all�apprendistato professionalizzante, al fine di creare un quadro omogeneo sul territorio nazionale. Si richiede inoltre che anche agli apprendisti sia estesa l�assistenza sanitaria integrativa e di precisare che gli stessi hanno diritto alla previdenza integrativa.
Considerata l�evoluzione intervenuta in materia di lavoro parasubordinato, si richiede la definizione di normative specifiche per la garanzia dei diritti e delle tutele e un compenso che non sia inferiore a quello del lavoro subordinato.
Si richiede di elevare il minimo delle ore previste dal vigente CCNL, e di stabilire criteri e modalit� per assicurare al lavoratore a tempo parziale, su richiesta del medesimo, il consolidamento nel proprio orario di lavoro, in tutto o in parte, del lavoro supplementare svolto in via non meramente occasionale.
Si richiede altres� che le RSA/RSU possano prendere visione del registro di ore supplementari nelle singole unit� produttive.
Sul part time post maternit� si richiede che tale diritto sia riconosciuto anche nelle unit� produttive al di sotto dei 20 dipendenti e sia fruibile altres� dalle donne con funzioni di responsabilit� incrementando inoltre, la percentuale degli aventi diritto. L�orario di lavoro relativo dovr� essere compatibile con le esigenze della lavoratrice madre.
Sulla base di quanto previsto all�art. 138 del vigente CCNL si richiede di chiarire che le giornate di lavoro ordinarie sono da considerarsi dal luned� al sabato. Le ore di lavoro prestate nel giorno di riposo settimanale (domenica) saranno retribuite con la maggiorazione del 30% per tutte le tipologie d�impiego, fermo restando il diritto del lavoratore di godere il riposo compensativo nel giorno successivo, avuto riguardo alle disposizione di legge vigenti in materia, fatte salve le condizioni di miglior favore.
Si richiede di recepire nel CCNL quanto definito rispetto alla classificazione nel settore dei Servizi e Terziario avanzato, di sviluppare analoga riflessione per quanto attiene la classificazione del settore auto e di attivare la Commissione Paritetica per l�aggiornamento delle declaratorie professionali. Alla luce delle recenti disposizioni legislative in merito alla vendita dei farmaci nella distribuzione commerciale, si richiede per gli addetti farmacisti inseriti nelle strutture commerciali il riconoscimento del 1� livello, cos� come previsto al punto 3 dell�art. 97.
Si richiede inoltre di approfondire le tematiche relative a capi reparto inquadrati al 3� e 2� livello in relazione all�orario di lavoro.
Si richiede la conservazione del posto di lavoro fino a guarigione clinica, superando di fatto l�art. 173 del CCNL. Si richiede inoltre che le aziende comunichino al lavoratore con un preavviso di 30 giorni la scadenza del periodo di comporto sia per la malattia che per l�infortunio.
Si richiede inoltre l�integrazione da parte delle aziende, dal 4� al 20� giorno, della indennit� di malattia corrisposta dall�INPS, al fine di raggiungere il 100% della retribuzione.
Si richiede che le OO.SS. e le Imprese effettuino assemblee congiunte al fine di favorire l�adesione alla previdenza integrativa relativa al fondo Fon.Te. Si richiede inoltre l�obbligo di allegare alle buste paga il modulo per l�iscrizione a Fon. Te. e le documentazioni ed informazioni prodotte dal Fondo.
15. Bilateralit�
Vanno individuate forme di sostegno al reddito per i lavoratori che, attualmente, sono sprovvisti di ammortizzatori sociali, attraverso l�istituzione di un fondo specifico finanziato dalle imprese.
Considerata l�inscindibilit� delle norme contrattuali previste dal CCNL, si richiede che le banche dati presenti nella bilateralit� (forte, ebinter, est, quas, quadrifor) incrocino i propri dati al fine di evitare l�evasione delle norme contrattuali e contributive. Si richiede che le imprese inviino agli enti bilaterali il D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarit� Contributiva) che deve essere rilasciato dagli organi amministrativi preposti dallo Stato che attesti gli avvenuti versamenti e inviino inoltre la dichiarazione di responsabilit� relativa all�applicazione della contrattazione collettiva.
Si richiede un maggior coinvolgimento delle RSA/RSU e delle OO.SS. e degli Enti Bilaterali ai vari livelli di competenza al fine di monitorare meglio l�andamento dei percorsi formativi. (Recepimento criteri concordati per For. Te).
Si richiedono maggiori garanzie atte a favorire la frequenza agli studi scolastici di qualsiasi livello. Si richiede inoltre che l�utilizzo delle 150 ore sia esteso anche alle scuole di specializzazione ivi compreso i Master universitari.
Si richiede che nel prospetto paga sia evidenziato il TFR maturato e la specifica voce relativa alla mansione. Si richiede inoltre che le imprese consegnino copia delle timbrature relative all�orario di lavoro con la consegna della busta paga relativa al mese di appartenenza.
Fermo restando quanto previsto all�art. 124 del vigente CCNL, si richiede che l�attivazione della banca delle ore sia discussa con le RSU/RSA e OO.SS. competenti. Si richiede inoltre che al 31 dicembre di ogni anno le aziende forniscano alle RS/RSA e OO.SS. competenti i riepiloghi generali delle ore accantonate fornendo altres� copia agli enti bilaterali competenti.
Si richiede di sviluppare un approfondimento di merito in relazione all�articolo suddetto.
In applicazione dell�accordo del 23 luglio�93 vigente si richiede un incremento salariale a valere per il biennio 2007-2008 pari a 78 euro.
22. Accordi d�avvio
Si richiede di introdurre una norma nel 2� livello di contrattazione sulle nuove aperture e sugli ampliamenti di rilevante importanza di insediamenti gi� esistenti, finalizzata al raggiungimento d�intese sulle materie relative all�organizzazione del lavoro e all�utilizzo degli impianti, all�occupazione quali-quantitativa, all�articolazione dell�orario di lavoro e alle flessibilit� organizzative. Il confronto si dovr� esaurire di norma, un mese prima del nuovo insediamento.
Si richiede la rivalutazione dell�indennit� di funzione e la definizione di regole relative alla reperibilit� e la conseguente indennit� economica. Si richiede inoltre un incremento della quota a carico delle aziende per in fondo QUAS pari a 100 euro annuali.
LINEE DI ORIENTAMENTO PER IL RINNOVO DELLA �PARTE SPECIALE� DEL CCNL RIGUARDANTE GLI � OPERATORI DI VENDITA � (EX VV.PP.)
Inserire un primo livello super e relativo trattamento economico, con la seguente dizione: �all�O.d.V. pu� essere formalmente affidato l�incarico di coordinamento di altri venditori�.
3) Scatti di anzianita�
Adeguamento del valore degli scatti di anzianit�
Aggiornamento della normativa in particolare per quanto concerne il massimale di concorso delle spese da parte dell�azienda per la riparazione dell�automezzo.
Elevazione dei valori delle polizze assicurative integrative dei trattamenti INAIL sia per il caso di morte, sia per l�invalidit� permanente dell�O.d.V. a carico del datore di lavoro.
Applicazione degli aumenti retributivi che verranno definiti per il 3�, 2� e 1� livello del commercio, rispettivamente per l�O.d.V. di 2a categoria, di 1a e 1a super. Il secondo livello definir� la struttura retributiva dell�incentivazione.
DOCUMENTO FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS INVIATO AL DOTT. VASCO ERRANI PRESIDENTE CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME - COMMISSIONE ATTIVITA� PRODUTTIVE
l�evoluzione della normativa del commercio non risulta adeguata alle trasformazioni che hanno caratterizzato il sistema distributivo italiano vincolandone lo sviluppo e le opportunit� di modernizzazione;
La riforma Bersani si � posta l�obiettivo di dare una nuova organizzazione al commercio realizzando obiettivi quali la programmazione commerciale, ricondotta alla pianificazione urbanistica, la libert� di nuove aperture per i piccoli esercizi, la ridefinizione delle autorizzazioni per medie e grandi superfici, la soppressione delle tabelle merceologiche, la valorizzazione dei centri storici, ottenendo risultati differenziati per le singole regioni;
A seguito della approvazione con legge costituzionale n. 3/2001 delle modifiche al titolo V della Costituzione, il commercio � divenuto di competenza esclusiva delle regioni con il risultato che sui provvedimenti delle amministrazioni lo Stato non potr� pi� esercitare un controllo di merito ma solo di legittimit� tramite il ricorso alla Corte Costituzionale.
A causa della carenza di coordinamento e di una visione differente d�insieme delle esigenze del comparto distributivo, le Regioni hanno proceduto in modo autonomo, realizzando scelte programmatorie e vincolistiche, o promuovendo rapide liberalizzazionie (senza effettuare analisi approfondite del fabbisogno di distribuzione moderna in rapporto alla popolazione, impatti ambientali, viabilit� ecc.) in particolare delle grandi strutture. Altre regioni ancora hanno bloccato lo sviluppo liberalizzando per� le vendite in promozione e gli orari dei negozi.
Una maggiore omogeneit� a livello nazionale permetterebbe una trasparenza normativa sulla realt� distributiva e commerciale evitando comportamenti discriminatori nei confronti dei consumatori e delle insegne.
Nel mutato quadro istituzionale diviene indispensabile un coordinamento delle diverse normative regionali da parte della Direzione generale del commercio interno nell�ambito della conferenza Stato Regioni e autonomie locali, e un autocoordinamento pi� rigoroso delle regioni anche perch� le catene distributive che operano a livello nazionale sono le stesse che operano a livello interregionale e regionale. L�assenza di un indirizzo di regolamentazione che assicuri criteri minimi di uniformit� pu� condizionare le scelte dei distributori a seconda della realt� territoriale e di conseguenza il livello e la consistenza dei servizi commerciali offerti.
Le politiche centrali sviluppate nell�ambito della conferenza stato regioni che si traducano in indirizzi di regolamentazione, potrebbero riguardare: modalit� di coordinamento, pianificazioni regionali e comunali, individuazione di linee di intervento che favoriscano l�integrazione tra piccole e grandi realt� nell�ottica di favorire lo sviluppo di strutture medio grandi, ma anche la permanenza delle piccole realt� imprenditoriali; orari di apertura dei negozi e deroghe all�obbligo di chiusura domenicale e festiva, per evitare che il federalismo commerciale divenga uno strumento di marketing commerciale.
Accanto alla definizione di politiche centrali serve �rendere permanente�, �istituzionalizzare� il tavolo di confronto fra Stato e Regioni e supportare la definizione delle politiche comuni con studi e ricerche promosse dalla stessa conferenza Stato Regioni nel doppio obiettivo di monitorare e incanalare, supportare, le scelte delle amministrazioni territoriali (gruppo di esperti individuati dalla conferenza stessa).
individuazione di un numero contenuto di deroghe all�obbligo di chiusura domenicale omogeneo e standard individuato correlando il numero di apertura ai periodi di maggior afflusso turistico* (sia esso invernale o estivo) con il periodo natalizio.
contenere le differenziazioni nelle aree dei diversi comuni. La scelta operata di favorire centri storici, comuni montani, zone del lungomare e parchi, determina meccanismi a catena e la ricerca da parte delle stesse amministrazioni comunali di aggirare l�ostacolo per compensare gli squilibri fra le aree e rispondere alle sollecitazioni della grande distribuzione tradizionalmente ubicata nelle periferie. Se il periodo di maggiore affluenza turistica � ben determinato, le aree sensibili al fattore turistico quali ad esempio i centri storici. Dovrebbero trovare soddisfatta la necessit� di deroga alla chiusura nel periodo standard definito.
individuazione, quale criterio unico per la definizione dei calendari di deroga all�obbligo di chiusura, i periodi di maggiore affluenza turistica;
indirizzo di escludere dalle festivit� derogate dall�obbligo di chiusura le festivit� laiche e religiose;
identificare un sistema sanzionatorio elevato e comune che associ alla sanzione amministrativa la sospensione temporanea dell�attivit� di vendita.
* l�obiettivo � il superamento della differenziazione ex art. 12 decreto Bersani laddove utilizzata anche dalle legislazioni regionali fra citt� d�arte e comuni ad economia prevalentemente turistica in quanto nei fatti per la prevalenza dei comuni d�Italia sussiste una forte incidenza del turismo e difficile la determinazione di quali citt� siano davvero d�arte..,
Testo della piattaforma per il rinnovo contrattuale per le aziende aderenti alla Confcommercio
At 11/15/2007 9:00 PM, Anonimo said...
CCNL Terziario, servizi e distribuzione : E la chiamano “Concertazione”….. - Pellegrini Enrico (Direttivo FILCAMS CGIL Venezia)
Inviato da : Admin Sabato, 05 Maggio 2007 - 14:07
Di fronte ad un quadro politico in “evoluzione”, mentre la classe dirigente e’ impegnata a misurarsi nella stesura di “nuove” compagini politiche di dubbia sensibilita’ sociale ma di forte identita’ economica (Partito Democratico), il paese reale vive i propri drammi alla rincorsa di rinnovi contrattuali sempre piu’ miseri. Un calvario, ad esempio, quello dei lavoratori del terziario che sembra non avere tregua; i tre piu’ importanti contratti del settore sono scaduti da tempo e all’orizzonte non si scorge nulla di positivo se non l’intenzione delle dirette controparti (Confcommercio, Confesercenti, Confturismo, LegaCoop ecc) di abolire la funzione del CCNL nazionale, affossare le poche regole e diritti presenti e rilanciare una “contrattazione” di secondo livello tanto cara ai progetti di Confindustria e compagnia cantante.
E’ bene chiarire subito pero’ che ,di fronte a tanta determinata aggressivita’ proveniente da tali controparti, sul piano vertenziale non corrispondono risposte adeguate sul terreno rivendicativo da parte delle varie sigle sindacali soggette ad interferire nella vicenda (FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS UIL).Risposte che potrebbero perlomeno arginare una spirale recessiva che i circa tre milioni di lavoratori del settore conoscono bene e che ha potuto permettere a migliaia di aziende di mietere profitti miracolosi negli ultimi anni.
Il CCNL Multiservizi e’ scaduto da due anni e ,nonostante uno sciopero nazionale con manifestazione a Roma(16 giugno 2006) ed altre iniziative di lotta a livello locale, la trattativa e’ ancora in alto mare con la volonta’ da parte padronale di metter mano soprattutto all’indennita’ di malattia dei primi tre giorni e di abolire l’art. 4 del CCNL che obbliga il mantenimento della continuita’ occupazionale nelle ditte che operano in regime di appalto. A tutto questo si associa una proposta economica da parte datoriale di 50 euro di fronte ai 90 contenuti nella pur debole piattaforma rivendicativa sindacale. Testo che affronta solo superficialmente alcune questioni scottanti relative alla legge 30 ma che nel concreto si limita a qualche critica di facciata alla devastante precarieta’ del settore contro cui non si rilancia d’altra parte alcuna proposta contro le leggi precarizzanti e non si tende, se non in premessa, ad unificare con gesti concreti le migliaia di figure lavorative presenti assunte con le modalita’ piu’ disparate.
Una platea che registra la presenza di 40000 imprese e fornisce circa 450000 lavoratrici/ori adibiti a turni massacranti e piu’ volti spezzati nel corso della giornata. E’ comunque notizia di questi ultimissimi giorni che l’intero settore scioperera’di nuovo organizzando iniziative territoriali dopo aver rinunciato ad unirsi allo sciopero dei lavoratori del turismo di cui si discute dopo nel testo.
Il CCNL Terziario Distribuzione e Servizi(TDS) rappresenta il contratto “pilota” dell’intera categoria,e dettando le regole-guida generali anche per altri comparti assume una valenza assai piu’ significativa rispetto al suo normale rinnovo. E’ scaduto alla fine del 2006 e la piattaforma rivendicativa di rinnovo e’ stata varata il 28/12/06 con buona pace di una burocrazia sindacale che aprendo sull’apprendistato, sul part time e sulla legge 30 ha aggiunto anche un’offerta economica ridicola: 78 euro. Una quota che rappresenta una delle piu’ basse (se non la piu’ misera) di tutti gli impianti di rinnovo contrattuale degli ultimi 14 anni. Viene da pensare che, guarda caso, rispetto ai 90 euro del CCNL Multiservizi eravamo gia’ in presenza del governo “amico” ma pur sempre in una fase di congiuntura economica piu’ favorevole e quindi in una situazione piu’ positiva per poter chiedere qualcosa di piu’. Cosi’ non e’ stato e ancor di piu’ si deve recriminare per gli altissimi profitti conseguiti dalle varie grosse aziende del ramo distributivo presenti nel nostro paese (Auchan, Carrefour, Oviesse, Panorama, Upim, Coin, La Rinascente ecc ). Il CCNL TDS comprende circa 1600000 lavoratori e non e’ difficile ipotizzare tempi lunghissimi per il suo rinnovo alla luce di una volonta’ datoriale di stringere su temi pesanti quali le aperture domenicali nei grandi centri di distribuzione e il recepimento della legge 66 sull’annualizzazione degli orari, vera sciagura per le condizioni di vita lavorativa di tutti questi addetti.
Da ultimo, ma dal pregnante significato in termini di modalita’ di rinnovo contrattuale, il CCNL Turismo presenta delle diversita’ assolute rispetto ai precedenti.
Le presenze turistiche in Italia nel 2006 hanno fatto registrare un aumento dell’ 1,4% sul 2005 con una previsione ancor piu’ favorevole nel 2007 del 3,7%. Inoltre il saldo turistico (entrate/uscite turisti italiani all’estero) e’ quantificabile in un positivo bilancio di 12052 milioni di euro nel 2006 sempre sul 2005 con una spesa sostenuta dagli stranieri in Italia aumentata del 6,6%. Dati che sommati al quadro complessivo dell’intero settore comprendente il 12% della forza lavoro italiana ed al conseguimento del 13% circa del PIL ci fanno ben capire quali interessi si muovano e quanto appetibile sia investire in questo campo. Banca Intesa ha di recente acquisito parte delle azioni di Jolly Hotels mentre continue espansioni di capitale avvengono in moltissime aziende presenti a livello locale.
Ad un recente incontro tenuto tra il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ed i rappresentanti delle piu’ grandi aziende turistiche presenti nel paese (Valtur, Costa Crociere ecc) si e’ convenuto di rilanciare ,attraverso agevolazioni fiscali, incentivi economici e relativo adeguamento delle infrastrutture del paese, l’intero comparto definito ormai da piu’ parti come il “petrolio d’Italia”.
Ora, come si diceva, se da una parte vivono tali appetiti e certe concrete intenzioni ,e’ da constatare come, dall’altra, la piattaforma rivendicativa su cui si sta faticosamente cercando di rinnovare il CCNL di tutti questi lavoratori e con cui da circa 15 mesi si cerca di strappare qualcosa dai pochi tavoli convocati e’ di una vaghezza e di un’ approssimazione mai viste nella storia di questo settore.
Il testo ( votato in pochissime realta’ di base) presenta un’analisi confusa ed incerta della situazione turistica mondiale, denuncia una crisi economica ormai superata (e forse mai esistita cifre e dati alla mano) e non propone alcunche’ in risposta a temi portanti di un normale CCNL in via di rinnovo: apprendistato, orari, part time, contrattazione integrativa, mercato del lavoro ecc.
Ulteriore e grave segnale di pesante arretratezza e’ la proposta economica inserita a pie’ di testo: inesistente se non fumosamente ipotizzata sui meccanismi di calcolo riferiti al famigerato accordo del 23 luglio 1993, aperta, quindi, ad ogni ipotesi possibile e quindi, di fatto, ad ogni compromesso.
Di fronte, inoltre, a continue reticenze ed ai voluti ritardi delle controparti datoriali (AICA, Confcommercio, Federturismo ecc) non c’e’ da stupirsi se tutto cio’ che si e’ prodotto e’ stato quel “cimitero di buone intenzioni” in cui con estremo ritardo, dopo aver atteso la “disponibilita’” delle suddette sigle padronali si e’ convenuto di indire uno sciopero nazionale del settore, con un’assemblea unitaria dei delegati da tenersi a Roma nella giornata dell’11 maggio prossimo.
Per un apparato sindacale letteralmente “scatenato” nell’ organizzare assemblee per propagandare la riforma del TFR (leggi fondi pensione) e non ultimo le varie “opportunita’” che offrirebbe la tanto decantata sanita’ integrativa contenuta nei vari CCNL di categoria, si sono create subito delle difficoltà relative a tale operazione: innanzitutto quella preminente di recuperare un rapporto fiducioso coi lavoratori letteralmente andato in fumo per l’incapacita’ di gestire tutta la partita negoziale, indi, quello di reimpostare un lavoro di unita’ e di organizzazione del conflitto in virtu’ della presenza di funzionari oramai non piu’ solerti nel lavoro vivo di agitazione e di lotta data la sindrome del governo “amico” e la scarsita’ di adeguate proposte rivendicative da poter eventualmente esibire.
Lottare contro questa deriva si e’ rivelato assai difficoltoso ma il compito coerente e conseguente di una diversa direzione politico-sindacale e’ agire nella prospettiva di denunciare tali impostazioni ultraconcertative( per non dire altro) e lavorare all’interno di questo percorso per una seria, necessaria e concreta volonta’ unificante delle intere vertenze in atto, rigettando l’ipotesi dell’assoggettamento di tutti questi lavoratori alle compatibilita’ dell’intero sistema economico, causa dei loro drammi, delle loro sofferenze, della loro incertezza futura.
Direttivo FILCAMS CGIL VENEZIA Area Rete 28 Aprile CGIL VENETO
At 11/16/2007 2:29 AM, Anonimo said...
At 11/19/2007 9:57 AM, Anonimo said...
come è andato lo sciopero? ci raccontate qualcosa?
At 11/19/2007 12:00 PM, ste said...
NEL MIO PICCOLO VI HO CITATI
http://blog.libero.it/Magnetico
At 11/19/2007 6:21 PM, Anonimo said...
A Bari abbiamo sciperato in molti, ma mai abbastanza, pensate mancava anche la direttrice che ha pensato bene di andarsene a Parigi. Forse sotto sotto ci supporta.
At 11/24/2007 2:11 PM, Anonimo said...
a Milano le cose sono state fatte molto all'ultimo momento e in maniera totalmente autorganizzata, per cui direi bene! C'è stato un piccolo presidio davanti al negozio di duomo e un mini corteo fino a via manzoni.ma per la prossima volta (il 22 dicembre) vediamo di organizzarci meglio e per tempo!