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Timestamp: 2018-11-21 09:15:52+00:00
Document Index: 29021283

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 73', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 52']

1 Pubblicato il 27/10/2016 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2016 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 1012 del 2016, proposto da: -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avvocato Antonio Furlan, con domicilio eletto presso il suo studio in Brescia, v.le Stazione, 33; contro
2 Questura di Brescia, rappresentata e difesa per legge dall'avvocatura Distrettuale dello Stato e domiciliata in Brescia, via S. Caterina, 6; per l'annullamento - del decreto del Questore di Brescia prot. n. Cat.A12/2016/Immig/IISez/ft/14BS del 12 aprile 2016, notificato l 1 agosto 2016, di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato-attesa occupazione. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio della Questura di Brescia; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 ottobre 2016 la dott.ssa Mara Bertagnolli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm. e ravvisati i presupposti per la definizione del ricorso con sentenza in forma semplificata; Il ricorrente è in Italia dal 2009, dove ha convissuto con il fratello (il rapporto di parentela è dimostrato dalle carte di identità che evidenziano lo stesso nome del padre e della madre), che ha un reddito di circa euro, fino al 2013.
3 Successivamente si è trasferito a vivere con la compagna (regolarmente occupata) e il figlio minore di questa. Dopo aver cessato l attività in proprio, da dicembre 2015 percepisce circa 800 euro mensili, a seguito dell assunzione presso la ditta **. Di tutto ciò la Questura sarebbe stata resa edotta a seguito dell accesso agli Uffici per conoscere lo stato del procedimento relativo all istanza di rinnovo del titolo per lavoro autonomo, inoltrata dal ricorrente nel Ciononostante il permesso di soggiorno è stato negato per tre ordini di motivi: 1. la condanna ad un anno di reclusione ex art. 73 DPR 309/90 e precedenti di polizia (contestazione dell uso personale di droga, violazione di domicilio, incidente automobilistico sotto gli effetti della cocaina) che ne hanno determinato un giudizio di pericolosità sociale; 2. l insufficienza dei redditi dal 2012 e l assenza di ogni comunicazione di assunzione, nonostante l accesso alle banche dati del 12 aprile 2016; 3. l assenza di legami familiari sul territorio nazionale. Il provvedimento così adottato sarebbe illegittimo, in quanto non avrebbe tenuto in considerazione che la condanna è intervenuta per un fatto di lieve entità, ex comma 5 dell art. 73 citato, non avrebbe dato rilevanza al fatto che, a seguito dell incidente stradale, il ricorrente è stato assolto perché il fatto non sussiste (la positività alla cocaina è risultata solo nelle urine e ciò è sintomatico dell uso, ma non può provare, in assenza di
4 altri riscontri nei fluidi biologici che la persona fosse sotto l influsso della sostanza al momento dell incidente) e l uso personale di cocaina non potrebbe essere di per sé sintomatico di pericolosità sociale. Sul piano familiare, la convivenza con la compagna, attestata anche dallo stato famiglia prodotto in giudizio, avrebbe dovuto essere equipara ad una situazione di coniugio. Per quanto attiene al lavoro, è prodotta copia della comunicazione di assunzione del 30 novembre 2015 e dell estratto conto bancario che evidenzia il pagamento in conto corrente dello stipendio e l estratto conto INPS dà conto del pagamento dei contributi. Tutto ciò premesso, il ricorso merita accoglimento. È pur vero che, nel caso di specie, la Questura ha operato una sorta di valutazione di pericolosità in concreto che, però, alla luce di quanto rappresentato dal ricorrente, non può ritenersi sufficientemente motivata. Il ricorrente, infatti, risulta gravato da un solo precedente penale, di lieve entità, risalente di qualche anno e, più precisamente, così come gli episodi in cui il ricorrente è risultato essere assuntore di droga, al periodo antecedente l inizio della convivenza con la compagna e suo figlio. Tale situazione familiare non è stata tenuta in alcun conto dall Amministrazione, pur essendo formalmente riconosciuta dall anagrafe comunale (cfr. stato famiglia), così come è stata disconosciuta un attività lavorativa che si è consolidata sin dal dicembre 2015 (come comprovato dalle buste paga, dall estratto conto INPS e dal versamento in conto corrente degli stipendi
5 corrisposti) e, quindi, in un momento ben anteriore a quello di adozione dell atto. Il provvedimento impugnato, deve, dunque, essere annullato, perché privo di adeguata motivazione, con la conseguenza che l Amministrazione dovrà provvedere al rinnovo dell istruttoria, tenendo conto della situazione familiare dello straniero, conducendo una più approfondita analisi sull attuale condizione personale, nonché della situazione lavorativa, previo accertamento della regolarità del rapporto e della reale esistenza del medesimo. Le spese del giudizio seguono l ordinaria regola della soccombenza e possono essere liquidate come da dispositivo, con distrazione a favore del difensore del ricorrente dichiaratosi antistatario. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l effetto annulla l atto impugnato, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti che l Amministrazione intenderà adottare. Condanna l amministrazione resistente a corrispondere al ricorrente, previa distrazione in favore dell avv.to Antonio Furlan, dichiaratosi antistatario ai sensi degli artt. 39 comma 1
6 c.p.a. e 93 c.p.c., la somma di a titolo di compenso per la difesa tecnica, oltre a oneri di legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare il ricorrente. Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 19 ottobre 2016 con l'intervento dei magistrati: Giorgio Calderoni, Presidente Mauro Pedron, Consigliere Mara Bertagnolli, Consigliere, Estensore L'ESTENSORE Mara Bertagnolli IL PRESIDENTE Giorgio Calderoni IL SEGRETARIO
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