Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=225
Timestamp: 2020-02-19 22:17:38+00:00
Document Index: 19730159

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 117', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 85', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 32', 'art. 117', 'art. 32']

Sentenza 225/2012 (ECLI:IT:COST:2012:225)
Norme impugnate: Artt. 3, c. 3°, e 4, c. 1°, della legge della Regione Liguria 29/03/2004, n. 5.
Massime: 36639 36640 36641 36642
Atti decisi: ord. 99/2011
Massima n. 36639 Massima successiva
Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Liguria - Sanatoria di abusi edilizi - Eccepita irrilevanza della questione per la definizione del giudizio a quo - Reiezione.
Va disattesa l'eccezione di manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 3, e 4, comma 1 - quest'ultimo limitatamente alle parole «ed in epoca successiva alla imposizione del relativo vincolo» - della legge della Regione Liguria 29 marzo 2004, n. 5 (Disposizioni regionali in attuazione del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 «Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell'andamento dei conti pubblici», come convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 e modificato dalla legge 24 dicembre 2003, n. 350 «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004», concernenti il rilascio della sanatoria degli illeciti urbanistico-edilizi), in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., che avrebbero ammesso a sanatoria sia le opere abusive realizzate in area assoggettata a vincolo, ancorché eseguite «in epoca successiva alla imposizione del relativo vincolo» (art. 4, comma 1, ultimo periodo), sia quelle realizzate in area assoggettata a vincolo soltanto relativo o di tutela (art. 3, comma 3, che esclude dalla condonabilità soltanto le opere realizzate su aree soggette a vincolo di inedificabilità assoluta), ancorché le medesime non fossero conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, apparendo propedeutica, alla questione di annullamento dell'autorizzazione allo svolgimento di attività sportiva (pista da kart), l'impugnazione del titolo in sanatoria (reso possibile dalla normativa sospettata d'incostituzionalità), in quanto logicamente e funzionalmente precedente, sicché l'annullamento della concessione in sanatoria costituisce condizione necessaria per rimuovere il titolo idoneo a consentire la continuazione dell'attività economica oggetto dell'impugnativa e ciò determina la rilevanza della questione per la definizione del giudizio pendente davanti al giudice amministrativo.
legge della Regione Liguria 29/03/2004 n. 5 art. 3 co. 3
legge della Regione Liguria 29/03/2004 n. 5 art. 4 co. 1
decreto legge 30/09/2003 n. false art. 32 co. 26
decreto legge 30/09/2003 n. false art. 32 co. 27
Massima n. 36640 Massima successiva Massima precedente
Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Liguria - Sanatoria di abusi edilizi - Eccepita omessa considerazione di norma sopravvenuta - Reiezione.
Va disattesa l'eccezione di manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 3, e 4, comma 1 - quest'ultimo limitatamente alle parole «ed in epoca successiva alla imposizione del relativo vincolo» - della legge della Regione Liguria 29 marzo 2004, n. 5 (Disposizioni regionali in attuazione del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 «Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell'andamento dei conti pubblici», come convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 e modificato dalla legge 24 dicembre 2003, n. 350 «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004», concernenti il rilascio della sanatoria degli illeciti urbanistico-edilizi), in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., che hanno ammesso a sanatoria sia le opere abusive realizzate in area assoggettata a vincolo, ancorché eseguite «in epoca successiva alla imposizione del relativo vincolo» (art. 4, comma 1, ultimo periodo), sia quelle realizzate in area assoggettata a vincolo soltanto relativo o di tutela (art. 3, comma 3, che esclude dalla condonabilità soltanto le opere realizzate su aree soggette a vincolo di inedificabilità assoluta), ancorché le medesime non fossero conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, perché anche se è intervenuta norma interpretativa (art. 85 della legge reg. Liguria n. 16 del 2008) secondo cui, per vincoli imposti a tutela degli interessi idrogeologici preclusivi della sanatoria delle opere abusive non conformi alla disciplina degli strumenti urbanistici, si considerano i vincoli comportanti inedificabilità assoluta individuati nell'art. 3, comma 3, essa non riveste valore precettivo autonomo, bensì mira a chiarire - con efficacia retroattiva - il significato della disposizione interpretata, conseguendone che l'eventuale dichiarazione di illegittimità della norma impugnata, e così autenticamente interpretata, farebbe venir meno gli effetti della stessa interpretazione autentica.
Massima n. 36641 Massima successiva Massima precedente
Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Liguria - Sanatoria di abusi edilizi - Eccepita irrilevanza della questione prospettata in base a una delibazione alternativa degli atti del giudizio a quo - Reiezione.
Va disattesa l'eccezione di manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 3, e 4, comma 1 - quest'ultimo limitatamente alle parole «ed in epoca successiva alla imposizione del relativo vincolo» - della legge della Regione Liguria 29 marzo 2004, n. 5 (Disposizioni regionali in attuazione del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 «Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell'andamento dei conti pubblici», come convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 e modificato dalla legge 24 dicembre 2003, n. 350 «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004», concernenti il rilascio della sanatoria degli illeciti urbanistico-edilizi), in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., che hanno ammesso a sanatoria sia le opere abusive realizzate in area assoggettata a vincolo, ancorché eseguite «in epoca successiva alla imposizione del relativo vincolo» (art. 4, comma 1, ultimo periodo), sia quelle realizzate in area assoggettata a vincolo soltanto relativo o di tutela (art. 3, comma 3, che esclude dalla condonabilità soltanto le opere realizzate su aree soggette a vincolo di inedificabilità assoluta), ancorché le medesime non fossero conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, perché il sindacato sulla rilevanza della questione nel giudizio a quo deve essere effettuato in relazione all'atto introduttivo, con cui viene sollevata la questione incidentale, non essendo consentito proporre una ricostruzione alternativa della fattispecie concreta, al fine di dimostrare l'irrilevanza della questione di legittimità costituzionale, in contrasto con l'atto introduttivo stesso, che nella specie appare completo e sufficiente nella definizione dei profili essenziali richiesti per la proposizione del ricorso.
- Sull'impossibilità della rilettura dell'ordinanza di rimessione attraverso una delibazione alternativa degli atti del giudizio a quo, vedi, cit., ordinanze n. 29 del 2007, n. 463 del 2006, n. 203 del 2006, n. 164 del 2006, n. 453 del 2005, n. 423 del 2005, n. 312 del 2005, n. 59 del 2004, n. 212 del 1982.
Massima n. 36642 Massima precedente
Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Liguria - Sanatoria di abusi edilizi (condono edilizio) - Consentita sanabilità senza eccezioni delle opere realizzate su aree soggette a vincoli idrogeologici di natura relativa - Consentita sanabilità degli abusi perpetrati nelle aree vincolate successivamente all'imposizione del vincolo - Contrasto con la normativa statale di principio che elenca tassativamente le fattispecie di insanabilità - Violazione della competenza legislativa statale nella materia concorrente del governo del territorio - Illegittimità costituzionale parziale.
Sono illegittimi gli artt. 3, comma 3, e 4, comma 1 - quest'ultimo limitatamente alle parole «ed in epoca successiva alla imposizione del relativo vincolo» - della legge della Regione Liguria 29 marzo 2004, n. 5 (Disposizioni regionali in attuazione del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 «Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell'andamento dei conti pubblici», come convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 e modificato dalla legge 24 dicembre 2003, n. 350 «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004», concernenti il rilascio della sanatoria degli illeciti urbanistico-edilizi), in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., che hanno ammesso a sanatoria sia le opere abusive realizzate in area assoggettata a vincolo, ancorché eseguite «in epoca successiva alla imposizione del relativo vincolo» (art. 4, comma 1, ultimo periodo), sia quelle realizzate in area assoggettata a vincolo soltanto relativo o di tutela (art. 3, comma 3, che esclude dalla condonabilità soltanto le opere realizzate su aree soggette a vincolo di inedificabilità assoluta), ancorché le medesime non fossero conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, poiché tali disposizioni contrastano con la ratio e con la funzione dell'articolo 32 del d.l. n. 269 del 2003 perché non conformi - rispettivamente in addizione e riduzione - ai principi contenuti nei commi 26 e 27 di detta disposizione, ampliando la prescrizione delle opere sanabili e simmetricamente limitando quella delle fattispecie insanabili, ed esulano in tal modo dalla competenza regionale attribuita in subiecta materia dall'art. 117, terzo comma, Cost., in violazione dei limiti fissati dalla normativa statale di principio.
- Sull'ampiezza del condono di cui al d.l. del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, rispetto a quello della legge n. 47 del 1985, vedi, cit., sent. n. 196 del 2004 e ord. n. 150 del 2009.
nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 3, e 4, comma 1, della legge della Regione Liguria 29 marzo 2004, n. 5 (Disposizioni regionali in attuazione del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 «Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell'andamento dei conti pubblici», come convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 e modificato dalla legge 24 dicembre 2003, n. 350 «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2004», concernenti il rilascio della sanatoria degli illeciti urbanistico-edilizi), promosso dal Tribunale amministrativo regionale per la Liguria, nel procedimento vertente tra P. P. ed altri e il Comune di Pontinvrea ed altri, con ordinanza del 17 febbraio 2011, iscritta al n. 99 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 25, prima serie speciale, dell’anno 2011.
Riferisce il TAR ligure che la questione è sorta nell’ambito di un giudizio promosso da alcuni proprietari di villette ubicate nel comune di Pontinvrea (SV), con il quale è stato impugnato il titolo edilizio in sanatoria rilasciato dal comune di Pontinvrea – ai sensi dell’art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell’andamento dei conti pubblici), convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326 – alla società contro-interessata “El Chico Tres di Cecchin S. & C. s.n.c” concernente l’esecuzione di opere di pavimentazione stradale in conglomerato bituminoso, recinzioni, opere di sistemazione esterna, finalizzate alla realizzazione di una pista di go-kart, nonché dell’autorizzazione comunale per l’esercizio dell’impianto pista Kart "Vittoria".
Si legge nell’ordinanza di rimessione che i ricorrenti lamentavano che la costruzione e l’esercizio di una pista per go-kart a motore, oggetto dei provvedimenti impugnati, fossero fonte di inquinamento acustico ed atmosferico, ed avessero definitivamente compromesso la quiete e la tranquillità della zona nella quale si trovano i loro immobili. I medesimi sollevavano – in via preliminare – eccezione di legittimità costituzionale della legge reg. Liguria n. 5 del 2004, per violazione – tra l’altro – dell’art. 117, terzo comma, Cost. A detta dei ricorrenti la legislazione regionale ligure sul condono, nel definire i limiti dell’ammissibilità a sanatoria delle opere abusive, avrebbe ampliato le ipotesi di sanabilità oltre i limiti posti dalla norma nazionale di principio (art. 32, comma 27, lettera d), del d.l. n. 269 del 2003, convertito nella legge n. 326 del 2003,), rendendo condonabili interventi quali quello di cui trattasi, realizzato in un'area soggetta ad un preesistente vincolo idrogeologico di carattere meramente relativo (ovvero non comportante inedificabilità assoluta).
La Regione eccepisce la mancanza di riferimenti specifici alla fattispecie concreta che ha dato origine al contenzioso, e comunque evidenzia che l’annullamento dell’autorizzazione comunale n. 26 del 2004 per la conduzione della pista di go - kart (atto impugnato insieme al titolo edilizio in sanatoria) poteva essere conseguito (per motivi attinenti all’interesse alla quiete e tranquillità della zona, minacciata da inquinamento acustico ed atmosferico) anche prescindendo dall’applicazione delle norme sospettate di incostituzionalità.