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Timestamp: 2019-11-19 07:35:04+00:00
Document Index: 103184352

Matched Legal Cases: ['art. 1136', 'sentenza ', 'art. 1136', 'art. 1136', 'art. 1120', 'art. 366']

Parcheggi ricavati dalle parti comuni: maggioranza o unanimita' e regolamenti contrattuali o regolamentari
Cassazione II Civile del 15 maggio – 15 giugno 2012, n. 9877
"le clausole dei regolamenti condominiali predispos ti dall'originario proprietario dell'edificio condominiale ed allegati ai contratti di acquist o delle singole unita' immobiliari, nonche' quelle dei regolamenti condominiali formati con il consenso unanime di tutti i condomini, hanno natura contrattuale soltanto qualora si tratti di clausole limitatrici de i diritti dei condomini su lle proprieta' esclusive o comuni ovvero attributive ad alcuni condomini di maggiori diritti risp etto agli altri, mentre, qualora si limitino a disciplinare l'uso dei beni comuni, hanno natura regolamentare;"
"e' validamente approvata con la maggioranza prevista dall'art. 1136, comma 5, c.c. (non essendo richiesta l'unanimita' dei consensi) ed e' idonea a comportare la modifica delle disposizioni del regolamento condominiale che si limitano a dettare norme che disciplinano, appunto, l'utilizzazione e i modi di fruizione delle cose comuni e che, in quanto tali, hanno na tura regolamentare e non contrattuale."
24.07.2012 - pag. 81700
Presidente Triola – Relatore Carrato Svolgimento del processo
Secondo la giurisprudenza delle Sezi oni unite di questa Corte (riconducibile alla sentenza n. 943 del 1999; in senso analogo v., in precedenza, Cass. n. 642 del 1996 e Cass. n. 158 del 1966) le clausole dei regolamenti condominiali predispos ti dall'originario proprietario dell'edificio condominiale ed allegati ai contratti di acquist o delle singole unita' immobiliari, nonche' quelle dei regolamenti condominiali formati con il consenso unanime di tutti i condomini, hanno natura contrattuale soltanto qualora si tratti di clausole limitatrici de i diritti dei condomini su lle proprieta' esclusive o comuni ovvero attributive ad alcuni condomini di maggiori diritti risp etto agli altri, mentre, qualora si limitino a disciplinare l'uso dei beni comuni, hanno natura regolamentare; ne consegue che, mentre le clausole di natura contrattuale possono essere modificate soltanto dall'unanimita' dei condomini e non da una deliberazione assemblear e maggioritaria, avendo la modificazione la medesima natura contrattuale, le clausole di natura regolamentare sono modificabili anche da una deliberazione adottata con la maggioranza prescritta dall'art. 1136, comma 2, c.c.. Sulla scorta di tale principio la giurisprudenza successiva (v., ad es., Cass. n. 21287 del 2004 e Cass. n. 24146 del 2004) di questa Sezione (alla quale si aderisce) ha rilevato che, in tema di condominio, la delibera assembleare di destinazione del co rtile a parcheggio di autovetture - in quanto disciplina le modalita' di uso e di godimento del bene comune - e' validamente approvata con la maggioranza prevista dal comma 5 dell'art. 1136 c.c., non essendo richiesta l'unanimita' dei cons ensi, trattandosi di deliberazione idonea a disporre una innovazione diretta al migliora mento o all'uso piu' comodo o al maggior rendimento delle cose comuni (art. 1120, comma 1, c.c.).
5. Passando all'esame del motivo del ricorso incidentale si osserva che - al di la' del profilo riguardante la mancata esposizione della sintesi del vizio motivazionale dedotto (in ordine al disposto dell'art. 366 bis c.p.c.) - la relativa doglianza e' destituita di pregio. Infatti, come correttamente rilevato sul punto dalla Corte territoriale, il gravame concerneva in via esclusiva l'esame della legittimita' della delibera de ll'assemblea condominiale del 15 dicembre 1999 limitatamente al punto 2) che riguardava la formazione di otto posti macchina con riferimento alla supposta violazione della clausola n. 10 del regolamento condominiale. Con la censura in esame, invece, la difesa dell'H. ha inteso prospett are una questione nuova attinente all'eventuale aggravamento della servitu' costituita a favore del mappale 215, che non costituiva propriamente oggetto del "thema decidendum" della controversia , avente ad oggetto la validita' o meno della predetta delibera con riguardo all'evidenziato profilo di possibile ill egittimita' per contrasto con una disposizione del regolamento condominiale. In altri termini, con il motivo in questio ne il ricorrente incidentale, che aveva impugnato l'anzidetta delibera in qualita' di condomino, ha manifestato l'intento di voler estendere l'ambito della causa ad un aspetto ad essa estraneo in quanto concernente un ipotetico aggravamento della servitu' costituita a favore di un immobile non facente parte del condominio e, quindi, relativo ad un rapporto autonomo e diverso tra le parti (eventualmente tutelabile con separata azione ma estraneo a quella instaurata originar iamente con la domanda dedotta con riferimento alla controversia "de qua").
Tags: Cortili Regolamento contrattuale Natura regolamentare Natura contrattuale Parti comuni Parcheggio Sentenze Cassazione Maggioranza Spesa Quantificazione
Cortili - Indice:
1. Cortili, parcheggi, destinazione d'uso e servitu'