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Timestamp: 2020-08-05 21:45:32+00:00
Document Index: 65420080

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

ordinamento penitenziario | 11 Novembre 2019
Cancellato definitivamente dalla Cassazione il provvedimento con cui il magistrato di sorveglianza aveva accolto la richiesta presentata da un detenuto. Per i Giudici va tenuto presente che il cosiddetto ‘permesso di necessità’ è giustificato da eventi straordinari legati al contesto familiare del detenuto, e non può essere utilizzato per consentirgli di prendere parte ad eventi culturali, anche se facenti parte del percorso trattamentale.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 45741/19; depositata l’11 novembre)
E’ stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 58-quater, comma 4, ord. pen., nella parte in cui si applica ai condannati a pena detentiva temporanea per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione che abbia cagionato la morte del sequestrato.
(Corte Costituzionale, sentenza n. 229/19; depositata l’8 novembre)
ordinamento penitenziario | 04 Novembre 2019
Rimedio risarcitorio per inumana detenzione: il parametro di riferimento è “ogni giorno trascorso in condizione disumana”
Il diritto al risarcimento dei danni in capo al soggetto detenuto in condizioni disumane e degradanti è da ritenersi preesistente alla novellazione dell’ordinamento penitenziario del 2014. Pertanto, il condannato, che si trovi ininterrottamente detenuto al momento dell’istanza di riparazione e lamenti un pregiudizio anteriore all’entrata in vigore del d.l. n. 92/2014, può richiedere al magistrato di sorveglianza il rimedio risarcitorio di cui all’art. 35-ter ord. pen..
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 44543/19; depositata il 31 ottobre)
ordinamento penitenziario | 25 Ottobre 2019
È il tempo a scandire la rilevanza di condotte negative sulla concedibilità della liberazione anticipata
Pur dovendosi valutare la condotta del richiedente in modo frazionato con riferimento a ciascun semestre di pena espiata cui l’istanza si riferisce, non può escludersi che il comportamento tenuto dal condannato in un periodo differente e persino in stato di libertà possa esplicare influenza negativa sulla valutazione del periodo trascorso in stato di detenzione, mancando una sincera e convinta adesione all’opera di rieducazione.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 43524/19; depositata il 24 ottobre)
ordinamento penitenziario | 24 Ottobre 2019
Il 41-bis va alla Consulta
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 41-bis, comma 2-quater, lett. f) ord. pen. nella parte in cui impedisce ai detenuti appartenenti al medesimo gruppo di socialità di scambiare oggetti tra loro.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 43436/19; depositata il 23 ottobre)
Reati ostativi e permessi premio: la Consulta scalfisce la presunzione assoluta di pericolosità sociale
Si è tenuta ieri, 23 ottobre, la camera di consiglio della Corte Costituzionale in cui sono state esaminate le questioni sollevate dalla Corte di Cassazione e dal Tribunale di sorveglianza di Perugia sulla legittimità dell’art. 4-bis, comma 1, ord. pen. nella parte in cui impedisce che per i reati in esso elencati siano concessi permessi premio ai condannati che non collaborano con la giustizia.
Spazio minimo vitale in cella e art. 3 Cedu: giurisprudenza sempre più elastica
Lo spazio individuale minimo di disponibilità del singolo detenuto in cella collettiva, individuato in tre metri quadrati, costituisce un indice di riferimento dal quale è possibile ipotizzare una forte presunzione di violazione dell’art. 3 Cedu. Tale presunzione non è assoluta, in quanto è superabile dalla dimostrazione da parte dell’amministrazione della contestuale presenza di fattori compensativi idonei.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 43440/19; depositata il 23 ottobre)
ordinamento penitenziario | 10 Ottobre 2019
Detenuto disabile ed effettiva possibilità di somministrazione delle cure in carcere
La permanenza in carcere può essere deliberata se il giudice accerta che esistano istituti in relazione ai quali possa formularsi un giudizio di compatibilità tra le condizioni di salute del condannato e il regime carcerario e tale accertamento deve avvenire prima della decisione.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 41410/19; depositata il 9 ottobre)
Madre anziana e affetta da demenza senile: niente permesso per il figlio in carcere
Riconosciuta la gravità della patologia che ha colpito la donna. Ciò nonostante, viene respinta la richiesta dell’uomo di poterle fare visita. Decisiva la constatazione che egli ha usufruito di quattro permessi analoghi in quasi due anni, sempre per stare vicino alla madre.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 41240/19; depositata l’8 ottobre)
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