Source: http://www.avvricci.it/titolo-ii-estradizione-artt-697-722.html
Timestamp: 2018-05-26 02:18:33+00:00
Document Index: 15075825

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Capo I - Estradizione per l'estero
Estradizione e poteri del ministro di grazia e giustizia.
1. La consegna a uno Stato estero di una persona per l'esecuzione di una sentenza straniera di condanna a pena detentiva o di altro provvedimento restrittivo della liberta` personale puo` aver luogo soltanto mediante estradizione.
2. Nel concorso di piu` domande di estradizione, il ministro di grazia e giustizia ne stabilisce l'ordine di precedenza. A tal fine egli tiene conto di tutte le circostanze del caso e in particolare della data di ricezione delle domande, della gravita` e del luogo di commissione del reato o dei reati, della nazionalita` e della residenza della persona richiesta e della possibilita` di una riestradizione dallo Stato richiedente a un altro Stato.
Reati politici. Tutela dei diritti fondamentali della persona.
1. Non puo` essere concessa l'estradizione per un reato politico ne?L quando vi e` ragione di ritenere che l'imputato o il condannato verra` sottoposto ad atti persecutori o discriminatori per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalita`, di lingua, di opinioni politiche o di condizioni personali o sociali ovvero a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti o comunque ad atti che configurano violazione di uno dei diritti fondamentali della persona.
[2. Se per il fatto per il quale e` domandata l'estradizione e` prevista la pena di morte dalla legge dello Stato estero, l'estradizione puo` essere concessa solo se il medesimo Stato da` assicurazioni, ritenute sufficienti sia dall'autorita` giudiziaria sia dal ministro di grazia e giustizia, che tale pena non sara` inflitta o, se gia` inflitta, non sara` eseguita.] (1)
(1) La Corte costituzionale con sentenza 27 giugno 1996, n. 223 ha dichiarato l'illegittimita` costituzionale del presente comma.
Principio di specialita`.
1. La concessione dell'estradizione, l'estensione dell'estradizione gia` concessa e la riestradizione sono sempre subordinate alla condizione espressa che, per un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l'estradizione e` stata concessa o estesa ovvero da quello per il quale la riestradizione e` stata concessa, l'estradato non venga sottoposto a restrizione della liberta` personale in esecuzione di una pena o misura di sicurezza ne?L assoggettato ad altra misura restrittiva della liberta` personale ne?L consegnato ad altro Stato.
2. La disposizione del comma 1 non si applica quando l'estradato, avendone avuta la possibilita`, non ha lasciato il territorio dello Stato al quale e` stato consegnato trascorsi quarantacinque giorni dalla sua definitiva liberazione ovvero, avendolo lasciato, vi ha fatto volontariamente ritorno.
3. Il ministro puo` inoltre subordinare la concessione dell'estradizione ad altre condizioni che ritiene opportune.
4. Il ministro verifica l'osservanza della condizione di specialita` e delle altre condizioni eventualmente apposte.
Documenti a sostegno della domanda.
1. L'estradizione e` consentita soltanto sulla base di una domanda alla quale sia allegata copia del provvedimento restrittivo della liberta` personale o della sentenza di condanna a pena detentiva che ha dato luogo alla domanda stessa.
a) una relazione sui fatti addebitati alla persona della quale e` domandata l'estradizione, con l'indicazione del tempo e del luogo di commissione dei fatti stessi e della loro qualificazione giuridica;
b) il testo delle disposizioni di legge applicabili, con l'indicazione se per il fatto per cui e` domandata l'estradizione e` prevista dalla legge dello Stato estero la pena di morte e, in tal caso, quali assicurazioni lo Stato richiedente fornisce che tale pena non sara` inflitta o, se gia` inflitta, che non sara` eseguita;
c) i dati segnaletici e ogni altra possibile informazione atta a determinare l'identita` e la nazionalita` della persona della quale e` domandata l'estradizione.
Garanzia giurisdizionale.
1. L'estradizione di un imputato o di un condannato all'estero non puo` essere concessa senza la decisione favorevole della corte di appello.
2. Tuttavia, non si fa luogo al giudizio della corte di appello quando l'imputato o il condannato all'estero acconsente all'estradizione richiesta. L'eventuale consenso deve essere espresso alla presenza del difensore e di esso e` fatta menzione nel verbale.
4. La competenza a decidere appartiene, nell'ordine, alla corte di appello nel cui distretto l'imputato o il condannato ha la residenza, la dimora o il domicilio nel momento in cui la domanda di estradizione perviene al ministro di grazia e giustizia ovvero alla corte di appello che ha ordinato l'arresto provvisorio previsto dall'articolo 715 o alla corte di appello il cui presidente ha provveduto alla convalida dell'arresto previsto dall'articolo 716. Se la competenza non puo` essere determinata nei modi cosi` indicati, e` competente la corte di appello di Roma.
Intervento dello Stato richiedente.
1. A condizione di reciprocita`, lo Stato richiedente ha la facolta` di intervenire nel procedimento davanti alla corte di appello e alla corte di cassazione facendosi rappresentare da un avvocato abilitato al patrocinio davanti all'autorita` giudiziaria italiana.
Accertamenti del procuratore generale.
2. Salvo che si sia gia` provveduto a norma dell'articolo 717, il procuratore generale, ricevuta la domanda, dispone la comparizione davanti a se?L dell'interessato per provvedere alla sua identificazione e per raccogliere l'eventuale consenso all'estradizione. L'interessato e` avvisato che e` assistito da un difensore di ufficio, ma che puo` nominarne uno di fiducia. Il difensore ha diritto di assistere all'atto del cui compimento gli e` dato avviso almeno ventiquattro ore prima.
3. Il procuratore generale richiede alle autorita` straniere, per mezzo del ministro di grazia e giustizia, la documentazione e le informazioni che ritiene necessarie.
4. Il procuratore generale, entro tre mesi dalla data in cui la domanda di estradizione gli e` pervenuta, presenta alla corte di appello la requisitoria.
5. La requisitoria e` depositata nella cancelleria della corte di appello, unitamente agli atti e alle cose sequestrate. La cancelleria cura la notificazione dell'avviso del deposito alla persona della quale e` richiesta l'estradizione, al suo difensore e all'eventuale rappresentante dello Stato richiedente, i quali, entro dieci giorni, hanno facolta` di prendere visione e di estrarre copia della requisitoria e degli atti nonche?L di esaminare le cose sequestrate e di presentare memorie.
Procedimento davanti alla corte di appello.
1. Scaduto il termine previsto dall'articolo 703 comma 5, il presidente della corte fissa l'udienza per la decisione, con decreto da comunicarsi al procuratore generale e da notificarsi alla persona della quale e` richiesta l'estradizione, al suo difensore e all'eventuale rappresentante dello Stato richiedente, almeno dieci giorni prima, a pena di nullita`. Provvede inoltre a designare un difensore di ufficio alla persona che ne sia priva. Fino a cinque giorni prima dell'udienza possono essere presentate memorie in cancelleria.
2. La corte decide con sentenza in camera di consiglio sull'esistenza delle condizioni per l'accoglimento della domanda di estradizione, dopo aver assunto le informazioni e disposto gli accertamenti ritenuti necessari e dopo aver sentito il pubblico ministero, il difensore e, se compaiono, la persona della quale e` richiesta l'estradizione e il rappresentante dello Stato richiedente.
3. Quando la decisione e` favorevole all'estradizione, la corte, se vi e` richiesta del ministro di grazia e giustizia, dispone la custodia cautelare in carcere della persona da estradare che si trovi in liberta` e provvede al sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato , stabilendo quali documenti e cose sequestrate possono essere consegnati allo Stato richiedente.
4. Quando la decisione e` contraria all'estradizione, la corte revoca le misure cautelari applicate e dispone in ordine alla restituzione delle cose sequestrate.
Condizioni per la decisione.
1. Quando non esiste convenzione o questa non dispone diversamente, la corte di appello pronuncia sentenza favorevole all'estradizione se sussistono gravi indizi di colpevolezza ovvero se esiste una sentenza irrevocabile di condanna e se, per lo stesso fatto, nei confronti della persona della quale e` domandata l'estradizione, non e` in corso procedimento penale ne?L e` stata pronunciata sentenza irrevocabile nello Stato.
a) se, per il reato per il quale l'estradizione e` stata domandata, la persona e` stata o sara` sottoposta a un procedimento che non assicura il rispetto dei diritti fondamentali;
b) se la sentenza per la cui esecuzione e` stata domandata l'estradizione contiene disposizioni contrarie ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato;
c) se vi e` motivo di ritenere che la persona verra` sottoposta agli atti, alle pene o ai trattamenti indicati nell'articolo 698 comma 1.
1. Contro la sentenza della corte di appello puo` essere proposto ricorso per cassazione, anche per il merito, dalla persona interessata, dal suo difensore, dal procuratore generale e dal rappresentante dello Stato richiedente.
Rinnovo della domanda di estradizione.
1. La sentenza contraria all'estradizione preclude la pronuncia di una successiva sentenza favorevole a seguito di un'ulteriore domanda presentata per i medesimi fatti dallo stesso Stato, salvo che la domanda sia fondata su elementi che non siano gia` stati valutati dall'autorita` giudiziaria.
Provvedimento di estradizione. Consegna.
1. Il ministro di grazia e giustizia decide in merito all'estradizione entro quarantacinque giorni dalla ricezione del verbale che da` atto del consenso all'estradizione ovvero dalla notizia della scadenza del termine per l'impugnazione o dal deposito della sentenza della corte di cassazione.
2. Scaduto tale termine senza che sia intervenuta la decisione del ministro, la persona della quale e` stata chiesta l'estradizione, se detenuta, e` posta in liberta`.
3. La persona medesima e` altresi` posta in liberta` in caso di diniego dell'estradizione.
4. Il ministro di grazia e giustizia comunica senza indugio allo Stato richiedente la decisione e, se questa e` positiva, il luogo della consegna e la data a partire dalla quale sara` possibile procedervi, dando altresi` precise indicazioni circa le limitazioni alla liberta` personale subite dall'estradando ai fini dell'estradizione.
5. Il termine per la consegna e` di quindici giorni dalla data stabilita a norma del comma 4 e, a domanda motivata dello Stato richiedente, puo` essere prorogato di altri venti giorni.
6. Il provvedimento di concessione dell'estradizione perde efficacia se, nel termine fissato, lo Stato richiedente non provvede a prendere in consegna l'estradando; in tal caso quest'ultimo viene posto in liberta`.
Sospensione della consegna. Consegna temporanea. Esecuzione all'estero.
1. L'esecuzione dell'estradizione e` sospesa se l'estradando deve essere giudicato nel territorio dello Stato o vi deve scontare una pena per reati commessi prima o dopo quello per il quale l'estradizione e` stata concessa. Tuttavia il ministro di grazia e giustizia, sentita l'autorita` giudiziaria competente per il procedimento in corso nello Stato o per l'esecuzione della pena, puo` procedere alla consegna temporanea allo Stato richiedente della persona da estradare ivi imputata, concordandone termini e modalita`.
2. Il ministro puo` inoltre, osservate le disposizioni del capo II del titolo IV, convenire che la pena da scontare abbia esecuzione nello Stato richiedente.
Estensione dell'estradizione concessa.
1. In caso di nuova domanda di estradizione, presentata dopo la consegna dell'estradato e avente a oggetto un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l'estradizione e` gia` stata concessa, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del presente capo. Alla domanda devono essere allegate le dichiarazioni della persona interessata, rese davanti a un giudice dello Stato richiedente, in ordine alla richiesta estensione dell'estradizione.
Riestradizione.
1. Le disposizioni dell'articolo 710 si applicano anche nel caso in cui lo Stato al quale la persona e` stata consegnata domanda il consenso alla riestradizione della stessa persona verso un altro Stato.
1. Il transito attraverso il territorio dello Stato di una persona estradata da uno ad altro Stato e` autorizzato, su domanda di quest'ultimo, dal ministro di grazia e giustizia, salvo che il transito non comprometta la sovranita`, la sicurezza o altri interessi essenziali dello Stato.
2. Il transito non puo` essere autorizzato:
a) se l'estradizione e` stata concessa per fatti non previsti come reati dalla legge italiana;
b) se ricorre taluna delle ipotesi previste dall'articolo 698 comma 1 ovvero l'ipotesi prevista dal comma 2 dello stesso articolo se lo Stato richiedente non dia assicurazione che la pena di morte non sia inflitta o, se gia` inflitta, non sara` eseguita;
3. Salvo che la persona estradata non abbia consentito al transito con dichiarazione resa davanti all'autorita` giudiziaria dello Stato che ha concesso l'estradizione, l'autorizzazione non puo` essere data senza la decisione favorevole della corte di appello. A tal fine il ministro di grazia e giustizia trasmette la domanda e i documenti allegati al procuratore generale presso la corte di appello. La corte procede in camera di consiglio in assenza della persona interessata, applicando le disposizioni previste dall'articolo 704 commi 1 e 2. Si applicano altresi` le disposizioni previste dall'articolo 706 comma 1. La competenza a decidere appartiene in ogni caso alla corte d'appello di Roma.
4. L'autorizzazione non e` richiesta quando il transito avviene per via aerea e non e` previsto lo scalo nel territorio dello Stato. Tuttavia, se lo scalo si verifica, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei commi precedenti e quelle della sezione II del presente capo.
Misure di sicurezza applicate all'estradato.
1. Le misure di sicurezza applicate al prosciolto o al condannato nello Stato, che successivamente venga estradato, sono eseguite, quando lo stesso ritorna per qualsiasi causa nel territorio dello Stato, previo nuovo accertamento della pericolosita` sociale.
Misure coercitive e sequestro.
1 In ogni tempo la persona della quale e` domandata l'estradizione puo` essere sottoposta, a richiesta del ministro di grazia e giustizia, a misure coercitive . Parimenti, in ogni tempo, puo` essere disposto, a richiesta del ministro di grazia e giustizia, il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato per il quale e` domandata l'estradizione.
2. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del titolo I del libro IV, riguardanti le misure coercitive, fatta eccezione di quelle degli articoli 273 e 280, e le disposizioni del capo III del titolo III del libro III. Nell'applicazione delle misure coercitive si tiene conto in particolare dell'esigenza di garantire che la persona della quale e` domandata l'estradizione non si sottragga all'eventuale consegna.
4. Le misure coercitive sono revocate se dall'inizio della loro esecuzione e` trascorso un anno senza che la corte di appello abbia pronunciato la sentenza favorevole all'estradizione ovvero, in caso di ricorso per cassazione contro tale sentenza, un anno e sei mesi senza che sia stato esaurito il procedimento davanti all'autorita` giudiziaria. A richiesta del procuratore generale, detti termini possono essere prorogati, anche piu` volte, per un periodo complessivamente non superiore a tre mesi, quando e` necessario procedere ad accertamenti di particolare complessita`.
Applicazione provvisoria di misure cautelari.
1. Su domanda dello Stato estero e a richiesta motivata del ministro di grazia e giustizia, la corte di appello puo` disporre, in via provvisoria, una misura coercitiva prima che la domanda di estradizione sia pervenuta.
2. La misura puo` essere disposta se:
a) lo Stato estero ha dichiarato che nei confronti della persona e` stato emesso provvedimento restrittivo della liberta` personale ovvero sentenza di condanna a pena detentiva e che intende presentare domanda di estradizione;
c) vi e` pericolo di fuga.
3. La competenza a disporre la misura appartiene, nell'ordine, alla corte di appello nel cui distretto la persona ha la residenza, la dimora o il domicilio ovvero alla corte di appello del distretto in cui risulta che la persona si trova. Se la competenza non puo` essere determinata nei modi cosi` indicati, e` competente la corte di appello di Roma.
4. La corte di appello puo` altresi` disporre il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato.
5. Il ministro di grazia e giustizia da` immediata comunicazione allo Stato estero dell'applicazione in via provvisoria della misura coercitiva e dell'eventuale sequestro.
Arresto da parte della polizia giudiziaria.
1. Nei casi di urgenza, la polizia giudiziaria puo` procedere all'arresto della persona nei confronti della quale sia stata presentata domanda di arresto provvisorio se ricorrono le condizioni previste dall'articolo 715 comma 2. Essa provvede altresi` al sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato.
2. L'autorita` che ha proceduto all'arresto ne informa immediatamente il ministro di grazia e giustizia e al piu` presto, e comunque non oltre quarantotto ore, pone l'arrestato a disposizione del presidente della corte di appello nel cui distretto l'arresto e` avvenuto, mediante la trasmissione del relativo verbale.
4. La misura coercitiva e` revocata se il ministro di grazia e giustizia non ne chiede il mantenimento entro dieci giorni dalla convalida.
Audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva.
1. Quando e` stata applicata una misura coercitiva a norma degli articoli 714, 715 e 716, il presidente della corte di appello, al piu` presto e comunque entro cinque giorni dalla esecuzione della misura ovvero dalla convalida prevista dall'articolo 716, provvede, all'identificazione della persona e ne raccoglie l'eventuale consenso all'estradizione facendone menzione nel verbale.
2. La revoca e` sempre disposta se il ministro di grazia e giustizia ne fa richiesta.
Impugnazione dei provvedimenti relativi alle misure cautelari.
1. Copia dei provvedimenti emessi dal presidente della corte di appello o dalla corte di appello a norma degli articoli precedenti e` comunicata e notificata, dopo la loro esecuzione, al procuratore generale presso la corte di appello, alla persona interessata e al suo difensore, i quali possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge.
Domanda di estradizione.
1. Il ministro di grazia e giustizia e` competente a domandare a uno Stato estero l'estradizione di un imputato o di un condannato nei cui confronti debba essere eseguito un provvedimento restrittivo della liberta` personale. A tal fine il procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto si procede o e` stata pronunciata la sentenza di condanna ne fa richiesta al ministro di grazia e giustizia, trasmettendogli gli atti e i documenti necessari.
2. L'estradizione puo` essere domandata di propria iniziativa dal ministro di grazia e giustizia.
3. Il ministro di grazia e giustizia puo` decidere di non presentare la domanda di estradizione o di differirne la presentazione dandone comunicazione all'autorita` giudiziaria richiedente.
4. Il ministro di grazia e giustizia e` competente a decidere in ordine all'accettazione delle condizioni eventualmente poste dallo Stato estero per concedere l'estradizione, purche?L non contrastanti con i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico italiano. L'autorita` giudiziaria e` vincolata al rispetto delle condizioni accettate.
5. Il ministro di grazia e giustizia puo` disporre, al fine di estradizione, le ricerche all'estero dell'imputato o del condannato e domandarne l'arresto provvisorio.
1. La persona estradata non puo` essere sottoposta a restrizione della liberta` personale in esecuzione di una pena o misura di sicurezza ne?L assoggettata ad altra misura restrittiva della liberta` personale per un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l'estradizione e` stata concessa, salvo che vi sia l'espresso consenso dello Stato estero o che l'estradato, avendone avuta la possibilita`, non abbia lasciato il territorio dello Stato trascorsi quarantacinque giorni dalla sua definitiva liberazione ovvero che, dopo averlo lasciato, vi abbia fatto volontariamente ritorno.
Custodia cautelare all'estero. (1)
1. La custodia cautelare all'estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato e` computata ai soli effetti della durata complessiva stabilita dall'articolo 303 comma 4, fermo quanto previsto dall'articolo 304 comma 4.
(1) La Corte costituzionale con sentenza 21 luglio 2004, n. 253 ha dichiarato l'illegittimita` del presente articolo nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all'estero in conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato sia computata anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303, commi 1, 2 e 3, del codice di procedura penale.