Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-15658-del-23-06-2017
Timestamp: 2020-01-27 17:50:38+00:00
Document Index: 99423878

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Sentenza Cassazione Civile n. 15658 del 23/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15658 del 23/06/2017
Cassazione civile, sez. III, 23/06/2017, (ud. 18/05/2017, dep.23/06/2017), n. 15658
sul ricorso 4747/2015 proposto da:
UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA n.q. di Impresa Designata dal Fondo di
Garanzia Vittime della Strada, in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GUGLIELMO
MENGARINI, 44, presso lo studio dell’avvocato CARLA SILVESTRI, che
F.N., elettivamente domiciliato in ROMA, P.ZA UNITA’ 13,
presso lo studio dell’avvocato LUISA RANUCCI, che lo rappresenta e
difende unitamente all’avvocato GABRIELE FAGNANI giusta procura
C.M., P.S., P.D., ASSID ASSICURAZIONI IN
LCA, M.R.;
ASSID ASSICURAZIONI IN LCA, in persona del commissario liquidatore
Prof. L.R., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DI
VILLA GRAZIOLI 20, presso lo studio dell’avvocato LORENZO ALBANESE
GINAMMI, che la rappresenta e difende giusta procura speciale a
F.N., M.R., P.D., P.S.,
C.M., UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA;
avverso la sentenza n. 1665/2014 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
depositata il 11/07/2014;
Rilevato che, con sentenza resa in data 11/7/2014, la Corte d’appello di Bologna ha parzialmente riformato la decisione con la quale il primo giudice, in accoglimento della domanda proposta da C.M., in proprio e quale tutore del marito P.G., nonchè P.S. e P.D., ha condannato M.R., la società Puma s.a.s., la Assid s.p.a. in liquidazione coatta amministrativa e la Sai s.p.a., quale impresa designata per il Fondo di garanzia per le vittime della strada (nelle qualità, rispettivamente, di conducente, proprietaria e compagnie assicuratrici del veicolo investitore), al risarcimento dei danni subiti dagli attori a seguito del sinistro stradale in occasione del quale il M., per propria esclusiva responsabilità, ha investito P.G., causandone gravissimi danni alla salute;
che F.N., in qualità di socio accomandatario della cessata società Puma s.a.s., resiste con controricorso, cui ha fatto seguito il deposito di ulteriore memoria;
considerato, che, con il primo motivo del ricorso principale, la Unipolsai s.p.a. censura la sentenza impugnata per violazione dell’art. 112 c.p.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4), per avere la corte d’appello omesso di pronunciarsi in relazione al motivo di gravame formalmente proposto dalla Fondiaria Sai s.p.a. circa la doverosa limitazione dell’esposizione dell’impresa designata per il Fondo di garanzia per le vittime della strada nei limiti del massimale di legge vigente all’epoca del sinistro, eventualmente maggiorato dei soli interessi legali e della rivalutazione monetaria;
che, al riguardo, osserva il collegio come l’infondatezza dell’odierna censura discenda dell’applicazione del consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità, ai sensi del quale deve ritenersi inconfigurabile il vizio di omesso esame di una questione (connessa ad una prospettata tesi difensiva) o di un’eccezione di nullità (ritualmente sollevata o sollevabile d’ufficio), quando debba ritenersi che tali questioni od eccezioni siano state esaminate e decise implicitamente, potendo profilarsi al riguardo una nullità (propria o derivata) della decisione, per la violazione di norme diverse dall’art. 112 c.p.c., in quanto sia errata la soluzione implicitamente data dal giudice alla questione sollevata dalla parte (Sez. 1, Sentenza n. 7406 del 28/03/2014, Rv. 630315 – 01);
che, con il secondo motivo, la ricorrente censura la sentenza impugnata per violazione della L. n. 990 del 1969, artt. 19 e 21 (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la corte territoriale erroneamente trascurato di limitare la condanna della Fondiaria Sai s.p.a. al solo massimale di legge, eventualmente maggiorato dei soli interessi e della rivalutazione monetaria in relazione alla dedotta mala gestio c.d. impropria;
che, sul punto, osserva il collegio come la corte territoriale abbia trascurato di considerare il consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità ai sensi del quale, in tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, qualora l’assicuratore sia sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, il danno risarcibile dal Fondo di Garanzia per le vittime della strada, anche se lo stesso sta in giudizio per il tramite del suo rappresentante ex lege, costituito dall’impresa designata o cessionaria, resta assoggettato, ancorchè questo sia inferiore al massimale di polizza, al limite fissato dalla L. n. 990 del 1969, art. 21, u.c., in forza del rinvio operato dal D.L. n. 576 del 1978, art. 4, convertito nella L. n. 738 del 1978, cioè ai cosiddetti “massimali minimi di legge”, indicati nella tabella A allegata alla L. n. 990 del 1969, con gli adeguamenti disposti dai decreti emanati, con il procedimento di cui al secondo comma dell’art. 9 della citata legge, fino alla data di verificazione del sinistro ed a quella data vigenti, restando, viceversa, esclusa l’operatività retroattiva di eventuali decreti di adeguamento intervenuti dopo quella data (cfr. Sez. 3, Sentenza n. 7247 del 29/03/2006, Rv. 587987 – 01);
che, con il primo motivo del ricorso incidentale, la Assid s.p.a. in liquidazione coatta amministrativa censura la sentenza impugnata per violazione della L. n. 990 del 1969, artt. 19 e 21 (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la corte territoriale pronunciato la condanna della compagnia ricorrente incidentale in misura superiore al massimale previsto dalle norme di legge richiamate;
che, con il secondo motivo, la ricorrente incidentale censura la sentenza impugnata per violazione della L. n. 990 del 1969, artt. 19 e 21, nonchè dell’art. 1224 c.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la corte territoriale erroneamente ritenuto colpevole il ritardo della compagnia assicuratrice nella liquidazione del risarcimento del danno e, sotto altro profilo, per non aver liquidato gli importi risarcitori entro i limiti del massimale di legge, superabile, nel caso di mala gestio c.d. impropria, solo limitatamente agli interessi e alla rivalutazione monetaria;
che, al riguardo, osserva il collegio come, nei confronti della compagnia assicuratrice in liquidazione coatta amministrativa, il limite costituito dal massimale previsto dalla L. n. 990 del 1969, art. 21 deve ritenersi non operante, essendo alla stessa eventualmente applicabile (diversamente dall’impresa designata per il Fondo di garanzia per le vittime della strada) unicamente il limite previsto dal massimale di polizza;
che sulla base delle argomentazioni che precedono, rigettati il primo motivo del ricorso principale e il ricorso incidentale nella sua interezza, e rilevata la fondatezza del secondo motivo del ricorso principale, dev’essere disposta la cassazione della sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, pronunciando nel merito (non essendo necessaria l’esecuzione di alcun ulteriore accertamento in fatto), disposto il contenimento della responsabilità della Unipolsai s.p.a., quale impresa designata per il Fondo di garanzia per le vittime della strada, in relazione a quanto dovuto, al netto degli interessi e della rivalutazione monetaria, al limite fissato dalla L. n. 990 del 1969, art. 21, u.c.;
Accoglie il secondo motivo del ricorso principale; cassa in relazione e, decidendo nel merito, dispone il contenimento della responsabilità della Unipolsai s.p.a., quale impresa designata per il Fondo di garanzia per le vittime della strada, in relazione a quanto dovuto, al netto degli interessi e della rivalutazione monetaria, al limite fissato dalla L. n. 990 del 1969, art. 21, u.c..
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso incidentale, a norma dell’art. 1-bis, dello stesso art. 13.