Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-32-del-03032006.html
Timestamp: 2017-01-25 01:30:59+00:00
Document Index: 34157765

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 39', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 43', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 33']

Legge n. 104/1992 - Agevolazioni a favore dei
genitori, parenti o affini di persone handicappate gravi e dei lavoratori
portatori di handicap grave. Certificazione provvisoria. Prime istruzioni
Sono pervenute alle
scriventi Strutture Centrali richieste di chiarimenti in merito alla
certificazione provvisoria, ponendo specifici quesiti:
1. i medici dell'Ospedale possono/non
possono essere riconosciuti come "medico specialista, nella patologia
denunciata, in servizio presso la ASL che assiste il minore";
2. il certificato dello specialista ASL,
per essere idoneo a sostituire la certificazione delle Commissioni ASL ai fini
dell'accoglimento da parte dell'INPS di richieste di autorizzazioni provvisorie
per usufruire dei benefici della Legge 104, deve / non deve specificare, oltre
la diagnosi, lo stato di Handicap Grave ai sensi della legge in oggetto o
perlomeno lo stato di necessità di assistenza;
3. le prestazioni inerenti i permessi ex
lege 104/92 possono / non possono essere erogate sulla base del verbale di
accertamento di handicap in situazione di gravità della Commissione medica ASL,
in attesa della validazione della Commissione medica di verifica;
4. i certificati prodotti dagli assicurati,
per coloro che assistono, devono /non devono essere sottoposti ad approvazione
del medico INPS;
5. i certificati, di cui al punto 4,
accompagnati dalla ricevuta della domanda - presentata alla Commissione
specifica per il riconoscimento della gravità dell'Handicap ai sensi dell'
art.4 L.104/92 - debbano/ non debbano subire particolari ulteriori accertamenti.
Occorre, in primis,
specificare cosa si intende per medico dell'Ospedale, perché è cosa
diversa dire che si tratta:
A. del medico dipendente dell�'ospedale che visita
ambulatoriamente, in tale veste, la persona oggetto di valutazione per handicap
B. del medico che segue in corsia il soggetto per quel
ricovero alla conclusione del quale si stia procedendo all�'emissione di
certificato provvisorio di handicap in situazione di gravità (validità 6
mesi), in attesa del giudizio definitivo da parte della competente Commissione
ASL, così come perfezionato dalla Commissione medica di verifica.
A tal fine, il distinguo appare importante perché nel
primo caso il medico ospedaliero che segue il soggetto, per poter validamente
emettere la certificazione provvisoria, deve essere specialista nella disciplina
medica/chirurgica cui afferisce la patologia che qualifica - anche se
provvisoriamente - il soggetto menomato/minorato quale portatore di handicap
in situazione di gravità; nel secondo caso, il requisito specialistico
transita dal medico al reparto in cui il soggetto è stato ricoverato: in
sostanza è sufficiente che quest�'ultimo sia specializzato nelle
patologie di interesse.
Si rammenta comunque, ad ogni buon conto, che i
permessi o congedi per l�'assistenza a persone in condizione di handicap non
spettano durante i periodi di ricovero.
Il medico dell�'Ospedale come sopra inteso - a
cui è riconoscibile la potestà certificatoria in trattazione - non è soltanto
quello degli ospedali gestiti direttamente dalle AASSLL, ma anche il medico
della struttura di ricovero pubblica o privata equiparata alla pubblica, vale a
1. aziende ospedaliere (ospedali costituiti
in azienda ai sensi dell'art. 4, comma 1 del D.L. 502/92), nonché istituti di
ricovero e cura a carattere scientifico pubblici (art. 42 legge 833/78);
2. strutture ospedaliere private
equiparate alle pubbliche e cioè:
universitari (art. 39 legge 833/78)
- istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico privati (art. 42 legge 833/78);
- ospedali classificati o
assimilati ai sensi dell'art. 1, ultimo comma, della legge 132/68 (art. 41 legge
- istituti sanitari privati
qualificati presidi USL (art. 43, 2 comma, legge 833/78 e DPCM 20.10.1988);
- enti di ricerca (art. 40
legge 833/78).
In ogni caso, lo specialista - agendo in virtù della
facoltà allo stesso ascritta ex del d.l. 27 agosto 1993, n. 324 come recepito
dalla legge di conversione 27 ottobre 1993, n. 423  non può esimersi dall�'attribuire
alla mera diagnosi clinica la qualificazione di natura anche medico legale
idonea ad attestare che colui che presenta una minorazione fisica, psichica o
sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di
apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare
un processo di svantaggio sociale o di emarginazione Legge 5 febbraio 1992,
n. 104  art. 3. Soggetti aventi diritto, comma 1 versi nelle circostanze
descritte al comma 3 del medesimo articolo di legge: Qualora la minorazione,
singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in
modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo
e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume
connotazione di gravità.
In buona sostanza, non rileva la patologia in sé per
sé considerata, bensì le difficoltà socio-lavorative, relazionali e
situazionali che la stessa determina e che vanno esplicitate nel certificato con
relativa assunzione di responsabilità di quanto attestato in verità, scienza e
In riferimento al terzo quesito, è da tener presente
che le commissioni mediche di cui all'articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n.
295- quando si pronunciano in tema di accertamento dell�'handicap in situazione
di gravità - vengono integrate ai sensi dell�'art. 4 comma 1 della legge 5
febbraio 1992, n. 104 dall�'operatore sociale e dall�'esperto.
Il giudizio, che collegialmente si esprime in tale
sede, può a ben diritto considerarsi in certa misura di rango superiore a
quello formulato dello specialista ASL.
In buona sostanza, la Commissione emette un giudizio
che la legge stessa le demanda e, ancorché il procedimento non sia ancora
concluso, in realtà solo gli effetti - da tale giudizio prodotti - sono
sospesi, in attesa del perfezionamento dell�'iter.
Si ritiene, pertanto, che sia possibile riconoscere
transitoriamente la prestazione richiesta: tuttavia, l�'incompletezza
(temporanea) dell�'iter procedurale non può essere senza conseguenza alcuna.
Qualora, infatti, la Commissione medica di verifica non dovesse ritenere di
condividere il riconoscimento della gravità dell�'handicap, si dovrà
procedere al recupero delle prestazioni erogate, poiché divenute indebite.
E�' pertanto necessario che il lavoratore rilasci
dichiarazione in cui si dichiara consapevole che, in caso di provvedimento
definitivo negativo, è tenuto alla restituzione di quanto fruito dopo la
scadenza dei primi sei mesi, periodo, questo da considerare come massimo
fruibile, in attesa della conclusione del procedimento, attraverso la
certificazione provvisoria degli specialisti come sopra individuati e quella
della Commissione ASL.
Riguardo alle ulteriori questioni poste ai successivi
punti, si premette che la legge non individua per l�'Istituto possibilità di
rettificare il giudizio espresso né nella certificazione provvisoria né in
quella definitiva rilasciata dalla prevista Commissione ASL: sicché, quando
tali documenti vengano eventualmente sottoposti all�'attenzione dei Dirigenti
medici, questi ultimi non possono esprimere un giudizio di merito sull�'handicap
e/o sulla situazione di gravità che accetti o meno quello formulato da
chi è titolato per legge a farlo.
Tuttavia, la certificazione suddetta - insieme ad altra
eventuale esibita dal richiedente a dimostrazione di quanto sostenuto - andrà
sottoposta ai Dirigenti medici in servizio presso i CML delle Sedi per opportuna
cognizione e relativo giudizio di congruità fra patologia di specie e
fruibilità dei benefici ex art. 33 della legge 104/92, quando - con riferimento
alle disposizioni impartite con Circ. 18 febbraio 1999, n. 37 e con Circ. 17
luglio 2000, n. 133 - il lavoratore richiedente abbia nel proprio nucleo
familiare altre persone che possano prestare assistenza al disabile e che
alleghino fatti di salute impeditivi di tale assistenza ovvero, in via
consulenziale, in ogni altro caso ritenuto problematico.