Source: http://www.mondoadr.it/cms/giurisprudenza/e-applicabile-lart-8-d-lgs-282010-anche-nel-caso-di-mancata-ed-ingiustificata-comparizione-al-procedimento-di-mediazione-demandata-disposta-dal-giudice-ex-art-5-co-ii-decr-lgsl-282010.html
Timestamp: 2017-01-20 11:57:08+00:00
Document Index: 96387516

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art.11', 'art. 2729', 'art. 116', 'art. 116']

Mediazione demandata: Applicabile l'art. 8 D. Lgs 28/2010 nel caso di mancata comparizione
E’ applicabile l’art. 8 D. Lgs 28/2010 anche nel caso di mancata ed ingiustificata comparizione al procedimento di mediazione demandata
Trib. di: Roma - Sentenza del: 28-11-2016 - Giudice: Massimo Moriconi Materia: Responsabilità medica - Argomento: Condanna al contributo unificato, Mancata partecipazione, Mediazione delegata In breve: il Tribunale di Roma, in persona del Dott. Massimo Moriconi, ha affermato che in caso di mancata ed ingiustificata comparizione al procedimento di mediazione demandata disposta dal giudice ex art. 5 co.II° decr. lgsl.28/2010, dell’attrice danneggiata e dell’assicurazione del medico convenuto (accordatisi medio tempore), e introdotto su istanza di quest’ultimo in riconvenzionale per il pagamento degli onorari, é applicabile, essendo ingiustificata la mancata partecipazione e l’inottemperanza all’ordine del giudice, il disposto dell’art. 8 decr.lgsl.28/2010.
RG. ………./13
M. V. (avv.to A. C.)
A. C. (avv.A. N.)
spa G. I. in persona del suo legale rappresentante pro tempore (avv.to A. S.)
Ed inoltre, secondo la condivisibile relazione del C.T.U, dott.G. D. S., indagine immune da errori e vizi tecnico-logico-giuridici, e le cui precise motivazioni non hanno trovato costruttiva confutazione, essendosi limitati i consulenti a considerazioni soggettive di alcun rilievo, l’intervento effettuato, che non è neppure quello trascritto di lifting cervico facciale in assenza delle cicatrici previste per tale intervento (sic) , non era adeguato al caso concreto, e causava alla M. una lieve asimmetria palpebrale e postumi algici di lesione del nervo facciale di sinistra
Si ritiene che in relazione a quanto emerso allo stato degli atti le parti ben potrebbero pervenire ad un accordo conciliativo (va considerata la seguente regula juris : Il paziente (presunto danneggiato) che agisca in giudizio facendo valere una responsabilità civile medico-sanitaria a fini risarcitori deve allegare specificamente la mancata guarigione o l’aggravamento della patologia di ingresso e i profili di inadempimento del medico e/o della struttura nosocomiale
Il mediatore potrà, se del caso, ed in conformità a quanto previsto dal Regolamento dell’Organismo, formulare una proposta ai sensi dell’art.11 decr.lgsl.28/10 disponendo in mancanza di accordo la mediazione della controversia
Alla quale mediazione , introdotta dal medico in riconvenzionale, non partecipava né l’attrice e né l’assicurazione, la quale comunicava al mediatore che esse due parti avevano raggiunto un accordo idoneo a porre fine alla lite.
-4- La domanda riconvenzionale del medico e l’ ingiustificata assenza in mediazione dell’attrice e dell’assicurazione
L’argomento di prova appartiene all’ampio armamentario degli strumenti utilizzati dal giudice in un ambito in cui non opera la prova diretta, vale a dire quella dove si ha a disposizione un fatto dal quale si può fondare direttamente il convincimento. Nel processo di inferenza dal fatto al convincimento l’argomento di prova ha la stessa potenzialità probatoria indiretta degli indizi.E come le presunzioni semplici ha come stella polare il criterio della prudenza (art. 2729 c.c.) che deve illuminarne l’utilizzo da parte del giudice.Va ricordata quella giurisprudenza della Suprema Corte che ha ritenuto che l’effetto previsto dall’art. 116 c.p.c. può – secondo le circostanze – anche costituire unica e sufficiente fonte di prova (Cassazione civile, sez. III, 16/07/2002, n. 10268, che così si esprime: Quanto a questa ultima norma –art. 116 c.p.c. n.d.r.- in particolare, essa attribuisce certo al giudice il potere di trarre argomento di prova dal comportamento processuale delle parti – e però, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, ciò non significa solo che il comportamento processuale della parte può orientare la valutazione del risultato di altri procedimenti probatori, ma anche che esso può da solo somministrare la prova dei fatti, Cass. 6 luglio 1998 n. 6568; 1 aprile 1995 n. 3822; 5 gennaio 1995 n. 193; 14 settembre 1993 n. 9514; 13 luglio 1991 n. 7800; 25 giugno 1985 n. 3800). Tuttavia il giudice opina che almeno di regola e secondo le circostanze sia preferibile ritenere che gli argomenti di prova che possono essere desunti dalla ingiustificata mancata comparizione della parte chiamata in mediazione abbiano lo scopo e l’utilità di integrare gli elementi di giudizio già presenti.
Roma lì 28.11.2016 Il Giudice