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Timestamp: 2018-09-21 23:28:39+00:00
Document Index: 81539196

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Giudizio civile: non è ammissibile il ricorso in caso di omesso deposito della copia del ricorso notificato a mezzo p.e.c.
Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 20 agosto 2018, n. 20818
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha ribadito l'orientamento inaugurato dalla giurisprudenza di legittimità con l'ordinanza del 22/12/2017, n. 30918, confermata anche dalla successiva giurisprudenza. Essendo, nel caso di specie, la copia cartacea o analogica del messaggio di posta elettronica con cui la notifica ha avuto luogo priva di attestazione autografa del ricorrente, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Peraltro, l'autentica autografa in calce alla procura del ricorso per Cassazione non può estendere i suoi effetti al ben diverso atto consistente nella vera e propria relata di notifica in cui si risolve il messaggio di posta elettronica certificata spedito dal difensore cui la procura è stata conferita, sia per l'ontologica diversità della funzione e dell'oggetto delle due autentiche (la prima riguardando la sola autenticità della firma del cliente che la procura conferisce, la seconda invece l'intero messaggio e l'integrità degli allegati con cui la notifica dell'atto complesso viene eseguita), sia per l'evidente anteriorità del solo atto munito di procura autenticata con attestazione autografa (cioè la procura) rispetto all'atto cui quegli effetti si vorrebbero estendere (cioè l'intero messaggio con cui ricorso e procura sono stati, necessariamente in tempo successivo alla loro formazione ed al rilascio ed autentica della procura speciale, notificati a controparte).
Corte di Cassazione_ sentenza n. 20818.2018
E' legittimo il diniego dell'autorizzazione paesaggistica finalizzata al mantenimento del chiosco-bar sino alla scadenza dell'atto concessorio?
Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 24 agosto 2018, n. 5049
Pur consentendo, in astratto, l'art. 1 della legge regionale (Puglia) n. 24 del 2008 il mantenimento per l'intero anno di strutture funzionali alla balneazione, l'autorizzazione paesaggistica può comunque imporre che strutture precarie, collocate in uno stabilimento balneare, siano rimosse al termine della stagione estiva, per una più ampia visuale del litorale marino e per il pieno godimento delle zone interessate dal vincolo paesaggistico, trattandosi di una valutazione tecnica espressa dalla Soprintendenza, quale Autorità preposta alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, in ambito ad essa riservato. Cfr. Cons. Stato, sez. VI, 15-5-2017 n. 2262; Cons. Stato, sez. VI, 28-12-2015 n. 5844; Cons. Stato, sez. VI, 4-6-2015 n. 2751.
Consiglio di Stato_sentenza n. 5049.2018
La variante semplificata per attività produttive non può sanare le opere abusive già realizzate
T.A.R. Puglia, Lecce, sentenza 24 agosto 2018, n. 1312
Lo speciale strumento della c.d. variante semplificata per attività produttive, introdotto dall'art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 ed oggi trasposto nell'art. 8 del D.P.R. n. 160/2010, non è applicabile in presenza di opere edilizie realizzate abusivamente, dato che principi di tipicità del provvedimento e di legalità impongono che la sanatoria di opere abusive possa essere disposta in sede amministrativa solo nei casi previsti dalla legge (condono straordinario o accertamento di conformità). La differenza tra accertamento di conformità e variante semplificata sta nel fatto che mentre il primo ha una finalità sanante fondata sul requisito della c.d. doppia conformità, riguardando le opere solo formalmente abusive che non comportino variazioni al programma edilizio cristallizzato dall'Amministrazione nella vigente strumentazione urbanistica; il procedimento della variante semplificata ha la diversa finalità di rendere più celere la modifica della strumentazione urbanistica e favorire l'installazione di strutture produttive, senza che miri a regolarizzare l'abusiva realizzazione di impianti produttivi.
T.A.R. Puglia, Lecce, sentenza n. 1312.2018
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