Source: http://archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it/ibc-cms/cms.find?flagfind=customXdamsTree&id=IBCAS00235&munu_str=0_1_1&numDoc=69&docStart=&backward=&hierStatus=2,1,0&docCount=25&physDoc=6&comune=Imola
Timestamp: 2017-11-23 18:17:20+00:00
Document Index: 35190976

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 11']

Archivio Giovanni Codronchi junior - Inventari on line - IBC - Gli archivi in Emilia-Romagna - (EAD doc: 6) (status: 2,1,0)
buste 51
La serie è costituita dai documenti della Segreteria particolare o Gabinetto del "Regio Commissario civile" per la Sicilia, cioè quelle lettere ed altri documenti inviati a Codronchi presso l'ufficio o minute che Codronchi stesso da lui classificate come atti privati, personali o riservati. Al momento della chiusura dell'Ufficio del Commissariato, nell'agosto 1897, questi documenti erano stati espressamente consegnati a a Codronchi, trasportandoli via mare fino a Napoli e poi in ferrrovia fino alla sua casa di Castel San Pietro, accompagnati dal Vice brigadiere Pescio, mentre l'archivio cessato Commissariato civile era stato consegnato in parte, per gli atti relativi ai servizi di pubblica sicurezza, alla Prefettura di Palermo ed il rimanente inviato a Roma rispettivamente ai Ministri dell'Interno e del Tesoro (vedi fascicoli 5493 e 5556) ed è ora conservato nell'Archivio Centrale dello Stato (1).
Originariamente le carte della Segreteria particolare erano sommariamente organizzate in base ad uno schema di titolario specifico, molto semplice e suddiviso in 16 categorie, senza ulteriori ripartizioni.
Nel corso del lavoro di inventariazione si è prestata particolare attenzione all'individuazione delle segnature originarie per cercare di ricostruire, ove possibile, i nessi tra le carte, e meglio definire il titolario e le denominazioni delle categorie, che erano state attribuite dal precedente riordinatore in parte grazie alla presenza di alcuni fascicoli originari, ed in parte in modo arbitrario ed errato, male interpretando alcune segnature.
Si fornisce uno schema delle 16 categorie con la denominazione che si sono potute riscostruire sulla base delle intestazioni dei fascicoli originari o delle segnature presenti sulle carte, precisando che in alcuni casi, in particolare per la cateoria 2, 5, 8, e 13 potrebbero trattarsi di denominazioni parziali, riferibili ai soli oggetti di cui si è rinvenuta la camicia originaria:
Cat. 1 Stampa
Cat. 2 Assunzione d'Ufficio
Cat. 3 Amministrazione privata
Cat. 5 Funzionari e agenti P.S.
Cat. 6 Inviti
Cat. 7 Informazioni
Cat. 8 Impianto Commissarito
Cat. 10 [Corrispondenza privata] o [Affari e atti privati o particolari]. Si tratta della categoria con il maggior numero di documenti, molti anche di rilevante interesse politico specifico, costituita da fascicoli intestati al corrispondente e ordinati per lettere alfabetiche.
Cat. 11 Omaggi
Cat. 12 Commendatizie o raccomandazioni
Cat. 13 Collegi elettorali
Cat. 14 Udienze
Cat. 15 Elezioni
Cat. 16 Contabilità
Si segnala che nella busta n. 112 sono conservati quei "documenti riservatissimi sul noto processo Notarbartolo", ricordati da Marcelli, costituiti da un fascicolo originario del Commissariato (fascicolo n. 8217 con segnatura "C. 4"), anche da documenti raccolti e organizzati successivamente da Codronchi negli anni dal 1899 al 1904 (fascicoli 8223 e 8224).
Inoltre anche i materiali conservati nella busta n. 163 denominata "Lastre fotografiche" sono di pertinenza del Commissariato civile per la Sicilia.
Il Governo Rudinì, succeduto nel marzo del 1896 a Crispi dopo la crisi provocata dalla disfatta di Adua, istituì con il R.D. 5 aprile 1896 n. 94 un "Regio Commissario civile" per la Sicilia con poteri politici ed amministartivi straordinari. Con altri due decreti nella stessa data Codronchi viene nominato Ministro senza portafoglio e Commissario civile per la Sicilia (vedi fascicoli 5429 e 5430).
Il Decreto istitutivo del Commissariato viene convalidato con la legge 30 luglio 1896, n. 345, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 4 agosto 1896, n. 184 (vedi fascicolo 5549). Il Commissariato ha la durata di un anno dalla data della legge. Secondo la legge il regio Commissario esercita le funzioni "sotto la dipendenza del Ministro dell'Interno", carica ricoperta all'epoca dallo stesso Rudinì, ha sede in Palermo ed è investito, relativamente alle provincie siciliane "dei poteri politici ed amministrativi che spettano al Ministro dell'Interno, delle Finanze, dei Lavori Pubblici, della Pubblica Istruzione e dell'Agricoltura, industria e commercio, per quanto si riferisce alla pubblica sicurezza, all'amministazione delle Provincie e dei Comuni, alle Opere Pie, alle opere pubbliche provinciali e comunali, alle tasse locali. ai pesi e alle misure, purché i relativi provvedimenti non impegnino in qualsiasi modo il bilancio dello Stato" (art. 2). Inoltre ha "le facoltà spettanti ai Ministri suddetti circa la sospensione di tutti i funzionari da essi dipendenti" (art. 2) e deve provvedere ad ispezioni di tutti gli edifici amministrativi e politici della Sicilia (art. 4) e deve provvedere ad "una revisione straordinaria e, occorrendo, alla modificazione dei bilanci provinciali e comunali" (art. 5) e delle Opere Pie e delle Camere di Commercio (art. 10). Infine deve trasmettere al Governo un progetto di unificazione dei debiti provinciali e comunali (art. 11).
Le funzioni del Commissario cessano dopo un anno dalla data della legge, quindi il 30 luglio 1897.
Codronchi si trattiene a Palermo nella prima metà d'agosto e viene nominato il 16 agosto presidente della Giunta governativa per le operazioi di unificazione dei debiti delle Provincie e dei Comuni della Sicilia.
Per curare le operazioni di chiusura del Commissariato viene formato un Ufficio di Stralcio che completa l'incarico con la fine di agosto, come si ricava da una lettera spedita da Donati, responsabile dell'Ufficio di Stralcio, a Codronchi nella sua residenza di Castel San Pietro, in data 1 settembre 1897, conservata nel fascicolo 5493.
Al momento della chiusura dell'Ufficio del Commissariato, nell'agosto 1897, questi documenti erano stati espressamente consegnati a a Codronchi, trasportandoli via mare fino a Napoli e poi in ferrrovia fino alla sua casa di Castel San Pietro, accompagnati dal Vice brigadiere Pescio.
L'archivio del cessato Commissariato civile era stato consegnato in parte, per gli atti relativi ai servizi di pubblica sicurezza, alla Prefettura di Palermo ed il rimanente inviato a Roma rispettivamente ai Ministri dell'interno del Tesoro (vedi fascicoli 5493 e 5556) ed è ora conservato nell'Archivio Centrale dello Stato (Cfr. Guida Generale agli Archivi di Stato italiani, Roma, 1981, vol. I, p. 164).
codice interno: 235 - 001.005