Source: https://www.slideshare.net/maruzells/sistema-educativo-e-formativo1
Timestamp: 2020-06-06 17:00:06+00:00
Document Index: 79710446

Matched Legal Cases: ['art.19', 'art. 19', 'art.16', 'art.23', 'art.18', 'art.1']

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L.R. 01/2000
1. Il sistema educativo-scolastico 0-6in ItaliaNido d’Infanzia:per bambini e bambine da 3 mesi a 3 anni.(legge 6 dicembre 1971, n.1044 istitutiva degli asili nido comunali)Scuola dell’Infanzia:per bambini e bambine da 3(*) anni a 6 anni.(L.n.444 del 18 marzo 1968, L.53/2003; D.Lgs 19 febbraio 2004 n.59:definizione delle norme generali relative alle scuole dell’infanzia;indicazioni per il curriculo D.M.31 luglio 2007)(*) N.B: Secondo C.M.110/dic/2007 possono essere iscritti i bambini che compiono i 3 anni entro il31/01/2009; quelli nati dopo il 31/01 devono iscriversi alle sezioni primavera (24-36 mesi)
2. Il nido d’Infanzia e altri servizieducativi 0 – 3 anniIn Emilia Romagna, a dettare i criteri generali per il nidod’Infanzia e altri servizi educativi 0 – 3 anni ( spaziobambini, centri bambini genitori e servizisperimentali)è la Legge Regionale n. 1/2000, "Norme inmateria di servizi educativi per la prima infanzia",modificata dalla Legge Regionale n. 8/2004.Relativamente al servizio nido, è importante sottolineareche tale Legge contribuisce a definire le caratteristichedel nido d’infanzia, le sue finalità, le diverse tipologiedi gestione del servizio, gli orari di apertura, il ruolodegli educatori e del coordinatore pedagogico.
3. Il nido d’InfanziaUna specifica direttiva regionale(n.646/2005) definiscei requisiti strutturali ed organizzativi di tutti i servizieducativi per la prima infanzia e le normeprocedurali per autorizzarne il funzionamento.
4. Cos’è il nido d’Infanzia“Il nido dinfanzia e un servizio educativo e sociale diinteresse pubblico, aperto a tutti i bambini e lebambine in età compresa tra i tre mesi e i tre anni,checoncorre con le famiglie alla loro crescita eformazione, nel quadro di una politica per la primainfanzia e della garanzia del diritto alleducazione,nelrispetto della identità individuale, culturale ereligiosa.”da Legge Regionale 01/00
5. Finalità del nido d’Infanzia“Il nido ha finalità di:a) formazione e socializzazione dei bambini, nellaprospettiva del loro benessere psicofisico e dellosviluppo delle loro potenzialità cognitive, affettive,relazionali e sociali;b) cura dei bambini che comporti un affidamentocontinuativo a figure diverse da quelle parentali in uncontesto esterno a quello familiare;c) sostegno alle famiglie nella cura dei figli e nelle scelteeducative.”da Legge Regionale 01/00
6. Progetto pedagogicoL’offerta educativa viene definita nel ProgettoPedagogico “contenente le finalità e laprogrammazione delle attività educative, nonchè lemodalità organizzative e di funzionamento delservizio”. Il progetto pedagogico è l’elementofondamentale per l’accreditamento dei servizi.(art.19)da Legge Regionale 01/00
7. Progetto pedagogicoElementi imprescindibili• Esplicitazione delle finalità: obiettivi generali, valori eorientamenti, modalità di integrazione delle differenze;• Organizzazione del servizio: organizzazione del personale, deigruppi dei bambini, il rapporto numerico adulto/bambino, iturni del personale;• Ambientamento o inserimento;• Programmazione delle attività educative e articolazione dellagiornata: accoglienza, ricongiungimento, routines, attività;• Il rapporto con i genitori: modalità di rapporto sia formalizzatoche informale.
8. Gestione del nido d’Infanzia“I servizi educativi per la prima infanzia possono esseregestiti:a) dai Comuni, anche in forma associata;b) da altri soggetti pubblici;c) da soggetti privati, accreditati ai sensi dellart. 19,convenzionati con i Comuni;d) da soggetti privati scelti dai Comuni mediante proceduraad evidenza pubblica;e) da soggetti privati autorizzati al funzionamento.”da Legge Regionale 01/00
9. Autorizzazione al funzionamento(art.16)L’apertura e la gestione dei servizi per la primainfanzia gestiti da privati è soggettaall’autorizzazione al funzionamento, concessa dalComune nel cui territorio ha sede il servizio, che larilascia ai soggetti richiedenti in possesso deirequisiti strutturali ed organizzativi richiesti(direttiva reg.le n.646/2005), sentito il parereobbligatorio della Commissione Tecnica Provinciale(art.23)da Legge Regionale 01/00
10. Accreditamento dei servizi (art.18)Al fine di promuovere lo sviluppo e qualificazione delsistema educativo integrato per la prima infanzia taliservizi sono soggetti alla procedura diaccreditamento sulla base di requisiti qualitativiaggiuntivi, rispetto a quelli previsti perl’autorizzazione, uniformi per i servizi pubblici eprivati, tra cui: progetto pedagogico, coordinatorepedagogico, formazione del personale, strumenti divalutazione.
11. Organizzazione e Tempi servizi primainfanziaI nidi dinfanzia, ivi comprese le sezioni aggregate a scuoledinfanzia, in relazione ai tempi di apertura, possono essere a:tempo pieno: orario di apertura pari o superiore alle 8 ore algiornotempo parziale: orario di apertura inferiore alle 8 ore al giornoRette: servizi privati da 300 a 500€ mensiliservizi pubblici in media 350€ mensiliServizi integrativi (spazi bambini e centro bambini genitori)frequenza max 5 ore, minimo 3 gg sett.li per complessive 9ore, non è previsto il servizio di mensa.Nel Centro Bambini Genitori è prevista la presenza di adultiaccompagnatorida Legge Regionale 01/00
12. Il ruolo degli educatori“Gli educatori hanno competenze relative alla cura eeducazione dei bambini e alla relazione con le famiglie eprovvedono allorganizzazione e al funzionamento delservizio. […]Lattività del personale si svolge secondo il metodo del lavorodi gruppo e il principio della collegialità, in strettacollaborazione con le famiglie, al fine di garantire lacontinuità degli interventi educativi e il pieno e integratoutilizzo delle diverse professionalità degli operatori delservizio.”da Legge Regionale 01/00
13. Il ruolo degli educatoriRapporto numerico tra educatori e bambini:Sezioni 3/12 mesi (t. pieno e t. parziale) 1/5Sezioni 12/36 mesi (t.pieno) 1/7 - t.parziale 1/8Sezioni 24/36 mesi (t. pieno e t. parziale) 1/10.Orari di lavoro1 insegnante a t.p. = in media 36 ore settimanali di cui 30ore di insegnamento e il resto per la gestioneFormazione permanente in servizio: minimo 20 ore annuali.
14. Il ruolo degli educatoriTITOLI DI STUDIO• Diploma di: maturità magistrale, maturità rilasciato dalliceo socio-psico-pedagogico, abitazioneall’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio,dirigente di comunità, tecnico dei servizi sociali eassistente di comunità infantile;• Operatore servizi sociali e assistente per l’infanzia;• Titoli equipollenti, equiparati, o riconosciuti ai sensi dilegge.Dal 1 gennaio 2010 gli educatori dovranno essere inpossesso di un diploma di laurea.
15. Il ruolo del coordinatore pedagogico“I coordinatori pedagogici assicurano le funzioni dicoordinamento dei servizi educativi per la primainfanzia …..svolgono altresì compiti di indirizzo esostegno tecnico al lavoro degli operatori, anche inrapporto alla loro formazione permanente, dipromozione e valutazione della qualità dei servizi,nonché di monitoraggio e documentazione delleesperienze, di sperimentazione dei servizi innovativi,di raccordo tra i servizi educativi, sociali e sanitari, dicollaborazione con le famiglie e la comunità locale,anche al fine di promuovere la cultura dellinfanzia.”da Legge Regionale 01/00
16. Il ruolo del coordinatorepedagogicoIl ruolo di coordinamento viene svolto dal singolocoordinatore per aggregazioni minime di servizi e perambiti territoriali anche sovracomunali.
17. Coordinamento pedagogico provincialeIl C.P.P. a cui partecipano tutti i coordinatoripedagogici dei nidi d’infanzia, servizi integrativi,servizi sperimentali autorizzati del territorioprovinciale, è finalizzato a favorire lo scambio, lariflessione sulla qualità dei servizi e la culturadell’infanzia, la formazione permanente el’omogeneizzazione degli interventi in ambitoprovinciale.
18. Coordinamento pedagogico provincialeRappresenta per i coordinatori una preziosaopportunità di confronto e consulenza in cuiformulare proposte, approfondire tematiche,dibattere questioni, socializzare esperienzesignificative.Costituisce inoltre, per la Provincia una sedeappropriata di confronto e collaborazione per lafunzione di programmazione.
19. Quadro Provinciale ServiziSERVIZI NIDO (comprese sezioni aggregate a scuole infanzia) N. 77Utenza n. 2.142SERVIZI INTEGRATIVI (Spazi bambino e Centri bambini-genitori)n. 17Utenza Media n. 205SERVIZI SPERIMENTALI (Educatrice domiciliare)n. 7Utenza n. 35ComplessivamenteSERVIZI n. 101UTENZA n. 2382
20. Scuola dell’InfanziaLa scuola dell’infanzia, non obbligatoria e di durata triennale,concorre all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio,cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambinipromuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività,apprendimento, e ad assicurare un’effettiva eguaglianza delleopportunità educative; nel rispetto della primaria responsabilitàeducativa dei genitori, contribuisce alla formazione integrale dellebambine e dei bambini e, nella sua autonomia e unitarietà didatticae pedagogica, realizza il profilo educativo e la continuità educativacon il complesso dei servizi all’infanzia e con la scuola primaria.(art.1 c.1 D lgs 19 febbraio 2004, n.59)
21. Scuola dell’Infanzia“La scuola dell’infanzia, liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tuttii bambini dai 3 ai 6 anni di età ed è la risposta al loro dirittoall’educazione. Ha le sue origini nelle comunità locali (come i Comuni ele Parrocchie) e in esse è cresciuta. Oggi si esprime in una pluralità dimodelli istituzionali e organizzativi promossi da diversi soggetti: loStato; gli Ordini religiosi, le Associazioni e le Comunità parrocchiali;gli Enti Locali.”(Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia eper il primo ciclo d’istruzione- D.M. 31 luglio 2007)Le scuole non statali (comunali e private) sono riconosciute comeparitarie dalla L.62 del 10/03/2000 in presenza dei requisiti minimidefiniti dalla stessa legge.Dall’a.s.2007/08 l’offerta educativa nella scuola dell’infanzia statale èstata arricchita con le “Sezioni sperimentali aggregate” per fascia24/36 mesi a seguito accordo Conferenza Unificata Stato – Regioni 14giugno 2007.
22. Scuole dell’infanzia nella Provincia di Forlì - CesenaAttualmente il numero totale delle scuole dell’infanziaè 148 di cui:n. 92 scuole dell’infanzia statali(attivate a partire dal 1968)n.56 scuole dell’infanzia non statali di cui:n. 19 Comunali (attivate a partire dal 1970)n.37 Paritarie private
23. Scuole dell’infanzia nella Provincia diForlì - CesenaCompetenzeScuole dell’Infanzia Statali:Lo Stato provvede al personale docente ed ausiliarioTutto il resto (strutture, arredi) a carico del Comune;Scuole dell’Infanzia Comunali:Tutte le competenze a carico del Comune;Scuole dell’Infanzia paritarie private:Tutto a carico dei gestori privati con contributi statalied eventuali finanziamenti regionali e comunali.
24. COORDINAMENTO E PERSONALE DOCENTECoordinatorenella scuola materna statale :dirigente scolastico odocente figura di sistema;nella scuola materna non statale: coordinatore pedagogicoassegnato dal gestore
25. DOCENTIParametri:secondo apertura servizi: 1 docente fino a 25 h/sett,2 oltre e fino a 50 h/sett.secondo contratto di lavoro:25 h sett.li attività educativa per docentepiù altre attività fino max 40 ore
26. OrganizzazioneRapporto alunni/classe: max 28Organizzazione delle classi :classi omogenee per età oclassi misteApertura servizi: da un min. di 25 ore fino a un max di50 ore, secondo il progetto educativo della scuola
27. Le indicazioni per il curricoloPer la scuola dellinfanzia l’identità pedagogica,didattica e funzionale è delineata dalle IndicazioniNazionali per il curricolo .*E’ importante sottolineare che le Indicazionicontribuiscono a definire le finalità del servizio, leproposte educative-didattiche e i campi diesperienza.* Approvate in via sperimentale con D.M. 31 luglio 2007 con valenza biennale (a.s.2007/08 – 2008/09)
28. Finalità della scuola dell’Infanzia“Per ogni bambino o bambina, la scuola dell’infanzia sipone la finalità di promuovere lo sviluppo dell’identità,dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza.”Indicazioni per il curricoloper la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione
29. Le proposte educative-didattiche“La scuola dell’infanzia organizza le proposte educativee didattiche espandendo e dando forma alle primeesplorazioni, intuizioni e scoperte dei bambiniattraverso un curricolo esplicito. A esso è sotteso uncurricolo implicito costituito da costanti chedefiniscono l’ambiente di apprendimento e lo rendonospecifico e immediatamente riconoscibile…”
30. Le proposte educative-didatticheLe componenti dell’ambiente di apprendimento sono:Lo spazio;I tempi;La documentazione;Lo stile educativo;La partecipazione.
31. Lo spazio“Lo spazio accogliente, caldo, curato, orientato dalgusto, espressione della pedagogia e delle scelteeducative di ciascuna scuola. È uno spazio che parladei bambini, del loro valore, dei loro bisogni di gioco,di movimento, di espressione, di intimità e di socialità,attraverso l’ambiente fisico, la scelta di arredamenti eoggetti volti a creare una funzionale e invitantedisposizione a essere abitato dagli stessi bambini.”Indicazioni per il curricoloper la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione.
32. I tempi“Il tempo disteso, nel quale è possibile per il bambinogiocare, esplorare, dialogare, osservare, ascoltare,capire, crescere con sicurezza e nella tranquillità,sentirsi padrone di sé e delle attività che sperimenta enelle quali si esercita. In questo modo il bambino puòscoprire e vivere il proprio tempo esistenziale senzaaccelerazioni e senza rallentamenti indotti dagliadulti.”Indicazioni per il curricoloper la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione.
33. La documentazione“La documentazione, come processo che produce tracce, memoriae riflessione, che rende visibili le modalità e i percorsi diformazione e che permette di valutare i progressidell’apprendimento individuale e di gruppo.”Lo stile educativo“Lo stile educativo, fondato sull’osservazione e sull’ascolto, sullaprogettualità elaborata collegialmente, sull’intervento indiretto edi regia.”Indicazioni per il curricoloper la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione.
34. La partecipazione“La partecipazione, come dimensione che permette distabilire e sviluppare legami di corresponsabilità, diincoraggiare il dialogo e la cooperazione nellacostruzione della conoscenza.”Indicazioni per il curricoloper la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione.
35. I campi d’esperienzaNella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppodella competenza suggeriscono all’insegnanteorientamenti, attenzioni e responsabilità nel creareoccasioni e possibilità di esperienze volte a favorire losviluppo della competenza, che a questa età va intesoin modo globale ed unitario.
36. I campi d’esperienzaI progetti di apprendimento individuanoprincipalmente i seguenti campi di esperienza: Il sé e l’altro: le grandi domande, il senso morale, ilvivere insieme. I bambini formulano le grandidomande esistenziali e sul mondo e cominciano ariflettere sul senso e sul valore morale delle loroazioni, prendono coscienza della propria identità,scoprono le diversità e apprendono le prime regolenecessarie alla vita sociale.
37. I campi d’esperienza2) Il corpo in movimento: identità, autonomia,salute.I bambini prendono coscienza e acquisiscono il sensodel proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle suefunzioni, della sua immagine, delle possibilitàsensoriali ed espressive e di relazione e imparano adaverne cura attraverso l’educazione alla salute.
38. I campi d’esperienza3) Linguaggi, creatività, espressione: gestualità, arte,musica, multidialitàI bambini sono portati a esprimere con immaginazionee creatività le loro emozioni e i loro pensieri; l’arteorienta questa propensione, educa al sentire esteticoe al piacere del bello
39. I campi d’esperienza4) I discorsi e le parole: comunicazione, lingua,cultura. I bambini apprendono a comunicareverbalmente, a descrivere le proprie esperienze almondo, a conversare e dialogare, a riflettere sullalingua, e si avvicinano alla lingua scritta. Attraversola conoscenza e la consapevolezza della linguamaterna e di altre lingue consolidano l’identitàpersonale e culturale e si aprono verso altre culture.
40. I campi d’esperienza5)la conoscenza del mondo: ordine, misura, spazio,tempo, natura.I bambini esplorano la realtà, imparando a organizzarele proprie esperienze attraverso azioni consapevoliquali il raggruppare, il comparare, il contare,l’ordinare, l’orientarsi e il rappresentare con disegni econ parole..
Didattica integrata e strategie di intervento-3