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Timestamp: 2019-12-15 02:49:22+00:00
Document Index: 162094817

Matched Legal Cases: ['art. 1396', 'art. 1396', 'art. 34', 'art. 280', 'art. 1396', 'art. 1396', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1396', 'sentenza ', 'art. 1396', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1396', 'sentenza ']

Art. 1396 codice civile - Modificazione ed estinzione della procura - Brocardi.it
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Articolo 1396 Codice civile
Modificazione ed estinzione della procura
Dispositivo dell'art. 1396 Codice civile
Le modificazioni e la revoca della procura (1) devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei (2). In mancanza, esse non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione del contratto.
Le altre cause di estinzione del potere di rappresentanza conferito dall'interessato non sono opponibili ai terzi che le hanno senza colpa ignorate (3).
(1) Non può essere revocata la procura in rem propriam (v. 1723, 1394, c.c.) cioè conferita anche nell'interesse del rappresentante, come ad esempio nel caso di cessione di beni ai creditori (v. 1977 c.c.). La revoca è un negozio unilaterale che non esige forme particolari, anche se è discutibile l'applicabilità anche ad essa, così come alla procura (v. 1392 c.c.), di una forma per relationem.
(2) Ad esempio, mediante pubblicazione sui giornali o con affissione in un luogo apposito.
(3) Tra queste vi è la morte o l'incapacità sopravvenuta del rappresentato o del rappresentante (1728 c.c.), il compimento dell'affare da parte del rappresentante (1722 c.c.), la scadenza del termine (1722 c.c.), la nomina di un nuovo incaricato (1724 c.c.). Esse non esigono particolari forme di pubblicità ma non possono essere opposte ai terzi che, fatto il possibile per esserne al corrente (1176 c.c.), non ne siano venuti a conoscenza.
La norma è volta a tutelare l'affidamento dei terzi sul persistere del potere di rappresentanza.
Spiegazione dell'art. 1396 Codice civile
La modificazione e l’estinzione della procura, di fronte ai terzi
La procura è, di norma, revocabile da parte del rappresentato e costui può modificarne i limiti e le condizioni. Ma, come i limiti e le condizioni della procura esistono secondo il tenore dell'atto comunicato ai terzi, così le sue modificazioni ed, a maggior ragione, la sua revoca non sono opponibili ai terzi che allorquando sieno portate a loro conoscenza con mezzi opportuni (es., in materia commerciale, con circolari, avvisi periodici sui giornali): diversamente la rappresentanza potrebbe rivolgersi in una insidia alla buona fede di costoro. In altre parole, nei rapporti con i terzi è necessario il tenore letterale della procura; le cause che lo modificano devono esser fatte note al pari di questa; salvo, in mancanza, la prova che i terzi già ne avessero conoscenza.
Uno speciale mezzo di limitazione o di modificazione dei poteri conferiti al rappresentante si ha attraverso le istruzioni segrete, che a costui vengono impartite dal rappresentato, spesso mediante corrispondenza e circolari dirette esclusivamente al primo; ma anche per queste vige la norma dell'inopponibilità ai terzi, quando non siano a costoro comunicate, se non si prova che essi le conoscevano al tempo in cui essi strinsero il rapporto col rappresentante.
Anche per le altre cause di estinzione del potere di rappresentanza, conferito dall'interessato, (es., la morte del rappresentato, la cessazione del rapporto di locazione d'opere, che faccia venir meno nel lavoratore la rappresentanza del principale), è prescritto che non siano opponibili ai terzi che le abbiano ignorate senza colpa.
S'intende, infine, che non occorra alcuna comunicazione diretta ai terzi, quando la rappresentanza porti in sè la causa della sua estinzione, cosicché i terzi, conoscendo il titolo che la conferisce, sono informati della sua durata (es., procura a tempo).
261 Ho aggiunto al testo dell'art. 34 del progetto del 1936, che la limitazione e la revoca della rappresentanza conferita con procura, devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei (art. 280); in modo che, solo in mancanza di questa pubblicità, deve provarsi che i terzi conoscevano la revoca e la limitazione.
Ho evitato di prevedere una pubblicità speciale, perché non ne è prevista per il conferimento né puo prevedersene, potendo questo risultare tacitamente. Così l'idoneità dei mezzi scelti dal rappresentato per la notificazione al pubblico della limitazione e della revoca della procura deve essere liberamente apprezzata dal giudice, tenendo conto del caso concreto, e quindi, valutando ogni circostanza inerente alle persone e all’oggetto della rappresentanza.
La cause di estinzione della procura diverse dalla revoca non sono opponibili ai terzi che le hanno ignorate senza colpa: questo principio è scritto nell'ultimo comma dell'articolo 280, ed è aderente al carattere di codesti ulteriori modi di estinzione, che ineriscono al rapporto giuridico posto a base del conferimento della procura.
Massime relative all'art. 1396 Codice civile
Cass. civ. n. 3974/1993
Per il disposto dell'art. 1396 c.c. le cause estintive della procura operano nei confronti dei terzi soltanto quando sia accertato che questi le hanno colposamente ignorate, di guisa che incombe al rappresentato l'onere di provare le circostanze che escludono l'apparenza e quindi l'affidamento dei terzi. (Nella specie, la S.C. Nell'enunciare il principio surriportato, ha annullato la sentenza di merito la quale aveva ritenuto sufficiente a costituire in colpa il terzo, la circostanza che il termine di scadenza della procura risultasse da questa, non tenendo conto del dato che il terzo era stato immesso nel possesso di un immobile dal sedicente rappresentante, il quale in base all'anzidetta procura aveva in passato trattato la vendita di numerosi alloggi dello stesso edificio per conto di una società cooperativa).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3974 del 2 aprile 1993)
Cass. civ. n. 6662/1984
Il principio fissato dall'art. 1396 c.c., secondo il quale la revoca della procura non è opponibile al terzo se non gli sia stata portata a conoscenza con mezzi idonei, salvo che si provi che lo stesso la conoscesse al momento della conclusione del contratto, non osta a che le parti possano determinare convenzionalmente lo specifico mezzo che l'una deve adottare per comunicare la suddetta revoca (nella specie, raccomandata con avviso di ricevimento), e prevedere l'inefficacia nei confronti dell'altra della revoca medesima per il solo fatto dell'inosservanza di tale formalità.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6662 del 21 dicembre 1984)
Cass. civ. n. 4045/1983
L'art. 1396 c.c., secondo il quale la modificazione e la revoca della procura devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei, e, in mancanza, non sono opponibili se non si provi che i terzi medesimi le conoscevano, trova applicazione anche in materia cambiaria, qualora sussista, come nel caso degli imprenditori commerciali e delle società di capitali, un sistema di pubblicità legale in ordine al conferimento del potere di rappresentanza. In particolare, con riguardo ad una società di capitali, detto principio è reso operante dagli artt. 2385 ultimo comma e 2457 ter primo comma c.c. (introdotti dal D.P.R. 29 dicembre 1969, n. 1127), nel senso che la società medesima non può opporre al portatore di una cambiale, emessa dal proprio amministratore, la pregressa cessazione di quest'ultimo dalla carica (salva la prova della suddetta conoscenza), qualora di tale cessazione non sia stata data la prescritta pubblicità nel registro delle imprese e nel Bollettino Ufficiale della società, ferma restando l'applicabilità dell'art. 11 della legge cambiaria, circa l'assunzione di obbligazione cartolare in proprio anche da parte del rappresentante senza poteri.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4045 del 7 luglio 1983)
Cass. civ. n. 709/1978
La revoca della procura non può esplicare effetti rispetto ai terzi destinatari delle determinazioni e degli atti del procuratore sino a che non sia stata data loro comunicazione, con adeguati mezzi di partecipazione, dell'avvenuto ritiro dei poteri rappresentativi. Sino a tale momento, gli atti compiuti dal procuratore nell'esplicazione dell'attività gestoria sono operativi di effetti, sia nei confronti dei terzi che riguardo al rappresentato; ma ciò sempre che della revoca i terzi non abbiano avuto altrimenti conoscenza all'epoca del compimento dell'attività giuridica del procuratore. L'onere della prova dell'effettiva conoscenza, nonché della deficiente diligenza dei destinatari nell'apprendere la dichiarazione resa conoscibile, è a carico del rappresentato.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 709 del 15 febbraio 1978)
Cass. civ. n. 14/1976
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 14 del 7 gennaio 1976)
Cass. civ. n. 305/1974
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 305 del 5 febbraio 1974)
Cass. civ. n. 915/1970
I «terzi» nei cui confronti sussista l'onere, ex art. 1396 c.c., di render note le modificazioni e la revoca della procura, sono coloro che istituiscono col rappresentante i rapporti contrattuali contemplati nella procura, e non qualunque soggetto della collettività. Non rientra, pertanto, fra i predetti terzi l'amministrazione delle finanze in relazione ai rapporti tributari derivanti all'attività del rappresentante.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 915 del 4 aprile 1970)