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Timestamp: 2019-12-08 14:01:17+00:00
Document Index: 7109340

Matched Legal Cases: ['art. 623', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 623', 'art. 623', 'art. 623', 'sentenza ', 'art. 623', 'art. 2585', 'art. 623', 'sentenza ', 'art. 623', 'sentenza ', 'art. 626', 'art. 623', 'sentenza ', 'art. 623', 'sentenza ', 'art. 623', 'art. 623', 'sentenza ']

Art. 623 codice penale - Rivelazione di segreti scientifici o industriali - Brocardi.it
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Articolo 623 Codice penale
Dispositivo dell'art. 623 Codice penale
(3)Chiunque, venuto a cognizione per ragione del suo stato o ufficio, o della sua professione o arte, di segreti commerciali o di notizie destinate a rimanere segrete, sopra scoperte o invenzioni scientifiche (1), li rivela o li impiega a proprio o altrui profitto (2), è punito con la reclusione fino a due anni [263, 325].
Il colpevole è punito a querela della persona offesa [120].
(1) La tutela delle scoperte o invenzioni scientifiche è delimitata dal requisito dell'industrialità, quale suscettibilità di applicazione industriale, e prescinde dalla ricorrenza dei caratteri della novità ed originalità, essendo sufficiente che si tratti di notizie non notorie.
(2) Il profitto non ha rilevanza solo economica o patrimoniale, ma può quindi trattarsi di un diverso vantaggio, il quale non deve necessariamente essere conseguito.
(3) Articolo sostituito dall'art. 9, D.Lgs. 11 maggio 2018, n. 63 con decorrenza dal 22 giugno 2018.
Ai sensi dell'art. 9, comma 3, del suddetto decreto legislativo, nel testo riformulato le notizie destinate a rimanere segrete sopra applicazioni industriali, di cui alla formulazione previgente del medesimo articolo 623, costituiscono segreti commerciali.
Viene qui tutelata la libertà e segretezza dei rapporti professionali, nonchè l'interesse alla loro conservazione, che riguardano determinate categorie di professionisti e i loro dipendenti.
Spiegazione dell'art. 623 Codice penale
Il bene giuridico oggetto di tutela è l'interesse a che non vengano divulgate notizie attinenti ai metodi che caratterizzano la struttura industriale e pertanto il c.d. know how, vale a dire quel patrimonio cognitivo ed organizzativo necessario per la costruzione, l'esercizio, la manutenzione di un apparato industriale.
La novità e l'originalità del prodotto e delle applicazioni industriali non sono essenziali ai fini della configurazione del delitto.
Viene inoltre ritenuto irrilevante che l'apprensione di segreti scientifici o industriali sia avvenuta legittimamente o meno, essendo sufficiente la rivelazione o l'impiego per un proprio o altrui profitto delle notizie di cui sopra, ma solamente nel caso in cui esse siano state apprese per ragioni del suo stato o ufficio.
Massime relative all'art. 623 Codice penale
Cass. pen. n. 39656/2010
In tema di rivelazione di segreti scientifici o industriali (art. 623 c.p.), la nozione di profitto comprende ogni sorta di utilità, anche non patrimoniale e, pertanto, può essere costituito anche dalla soddisfazione di un rancore nutrito, a ragione o a torto poco importa, dall'agente nei confronti del soggetto passivo o della persona offesa dal reato.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 39656 del 10 novembre 2010)
Cass. pen. n. 25174/2005
In tema di delitti contro la inviolabilità dei segreti, non costituisce condizione per la configurabilità del reato di rivelazione di segreti industriali (art. 623 c.p.) la sussistenza di presupposti per la brevettabilità, ex art. 2585 c.c., della scoperta o dell'applicazione rivelata.
In tema di rivelazione di segreti scientifici o industriali (art. 623 c.p.), il concetto di notizia destinata al segreto comprende anche le operazioni fondamentali per la realizzazione dei prototipi di un determinato impianto, operazioni che costituiscano il «cuore» degli stessi e che siano il frutto della cognizione e della organizzazione della impresa (fattispecie relativa alla riproduzione di un dispositivo di filtraggio).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 25174 del 11 luglio 2005)
Cass. pen. n. 25008/2001
In tema di rivelazione ed impiego di notizie destinate a rimanere segrete ai sensi dell'art. 623 c.p., la detta destinazione non può che provenire dall'avente diritto al segreto e cioè, dal titolare dell'impresa nella quale le stesse notizie vengono utilizzate, con manifestazione di volontà espressa o tacita, la quale non deve essere frutto di un mero arbitrio, ma deve essere funzionale alla tutela del bene protetto dalla norma, costituito dal diritto dell'imprenditore all'organizzazione dell'attività economica nel rispetto dell'obbligo di fedeltà e correttezza dei propri dipendenti. Conseguentemente, tale essendo la ratio della norma, non è richiesto ai fini della configurabilità del reato che le notizie de quibus siano originali o nuove e le stesse ben possono essere costituite anche dal c.d. Know-how aziendale inteso come il complesso di informazioni industriali necessarie per la costruzione, l'esercizio e la manutenzione di un impianto.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 25008 del 20 giugno 2001)
Cass. pen. n. 10515/1999
Il furto d'uso (art. 626 c.p.), reato contro il patrimonio, può concorrere con quello, avente una diversa obiettività giuridica, di rivelazione di segreti industriali previsto dall'art. 623 c.p.; quest'ultimo prescinde dalla liceità o illiceità della condotta di apprensione del segreto, essendo la rivelazione un quid pluris, ulteriore e diverso, rispetto all'acquisizione furtiva che ne è l'antefatto. (Fattispecie relativa alla sottrazione di disegni di macchine industriali al fine di estrarne copia e poi restituirli).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10515 del 7 settembre 1999)
Cass. pen. n. 14258/1977
Ai fini della sussistenza del delitto di rivelazione di segreti scientifici o industriali (art. 623 c.p.), non è requisito necessario della fattispecie legale quello della novità delle applicazioni industriali rivelate o impiegate a profitto proprio o altrui.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 14258 del 11 novembre 1977)
Cass. pen. n. 243/1973
Ai fini del delitto di rivelazione di segreti scientifici o industriali è irrilevante che l'apprensione dei segreti medesimi sia avvenuta legittimamente o illegittimamente. La novità e l'originalità delle applicazioni industriali non sono essenziali ai fini del delitto previsto dall'art. 623 c.p. Ai fini del delitto previsto dall'art. 623 c.p. non è necessario che esista un brevetto per le scoperte, invenzioni o applicazioni tutelate.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 243 del 7 febbraio 1973)