Source: http://overlex.com/leggithread.asp?id=13632&board=condominio&app=
Timestamp: 2019-07-18 12:07:15+00:00
Document Index: 58947896

Matched Legal Cases: ['art. 1123', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1123', 'art. 1135', 'art. 1123']

Discussione: PERDITA OCCULTA DI ACQUA DA TUBAZIONE IN COMUNIONE
00:29:17 Salve sono un geometra con 12 e + anni di professione, ora dipendente in pubblica amm.ne.
Abito in una piccola frazione di campagna composta da 8 abitazioni che non possono considerarsi un condominio orizzontale in quanto sono state ristrutturate separatamente ed hanno solo la comune della tubazione dell’acqua che dal contatore principale posto sulla strada comunale percorre da 200 a 250 m circa fino alle varie diramazioni che vanno ai sottocontatori.
I sottocontatori sono raggruppati in gruppetti di 2 +2 +3 +1 contatore finale. Si sono più volte guastati e sostituiti per cui sono diversi tra loro per tipo ed età e non li ritengo molto equi tra di sé nelle letture.
Non esiste un regolamento ed io mi occupo solo della ripartizione delle spese dell’acquedotto.
Differenze tra la sommatoria dei sottocontatori con la lettura al contatore comunale ce ne sono sempre state, dovute anche alle diverse date delle letture che il Gestore faceva autonomamente e fatturava dopo mesi.
Finora le eccedenze oltre la sommatoria dei singoli consumi sono state divise in parti uguali (come uguali sono le quote della comunione) ma ora si è verificato un guasto occulto che ha comportato una perdita d’acqua di notevoli dimensioni.
La perdita si è verificata a valle dei primi 4 sottocontatori, non nella linea principale ma in una diramazione che porta l’acqua al gruppetto di 3 sottocontatori (comunque prima dei contatori), per cui uno dei proprietari “comunisti” (quello di fine conduttura) ha chiesto (con raccomandata A.R.) che l’eccedenza dei consumi e le spese di riparazione siano computate solo a quei 3 proprietari. Ha comunque pagato la sua quota parte di fattura computata col solito criterio di ripartizione delle eccedenze e spese riparazione in parti uguali (dichiarandolo come un acconto per le prossime fatture).
Non è stata indetta una riunione ma ho fornito a tutti:
- un resoconto scritto sulle mie valutazioni ed i criteri con i quali ho effettuato i conteggi,
- gli art. del codice civile,
- alcuni estratti di quesiti presi proprio dal vostro forum per casi simili (ma non uguali).
Successivamente ho parlato con tutti gli altri proprietari (escluso quello che ha contestato il criterio di suddivisione) che sono concordi nel suddividere in parti uguali.
Io ritengo che il fatto che la rottura sia avvenuta in una diramazione invece che sulla conduttura principale non cambi il concetto che si tratta di una spesa a carico di tutti i “comunisti” e chiedo il vostro giudizio in merito e un consiglio su come è più opportuno procedere.
Scusate se non sono riuscita ad essere più sintetica e grazie anticipatamente.
01/04/2010 13:57:15 In realtà il 3° comma dell'art. 1123 del c.c. appare chiaro.
La perdita nelle condutture a monte dei contatori di sottrazione è a carico degli esclusivi utilizzatori.
Nel vostro caso le spese in oggetto dovranno essere ripartite secondo l'uso consolidato (Cassazione) del vostro condominio (avendo anche solo una parte comune siete già condominio di fatto.
Nel solito link che indico quotidianamente trovi i riferimenti necessari.
16/04/2010 14:28:22 Queste diramazioni non è che sono lunghe chissà quanti metri (1m max 2 m), dato che la conduttura principale costeggia le case allineate sulla strada.
Non riesco a identificarle come condutture a sé stanti che servono in maniera diversa alcuni condomini, ma come semplici allacciamenti.
Se ad es. la rottura si verifica all'interno di un madonnino dei contatori su un tubo di allacciamento che porta acqua ad un singolo contatore che però è lungo 20 cm, si applica comunque lo stesso principio?
Per quanto ho letto nei vari forum di gestori di condomini, paga il singolo utilizzatore solo se la rottura delle tubazioni si verifica nella tubazione privata a valle del contatore.
Inoltre la rottura si è verificata proprio nella conduttura principale nel punto esatto di diramazione.
16/04/2010 22:37:47 Il principio è quello da te enunciato e appare "ovvio".
Resta il fatto che le spese si dovrebbero suddividere secondo l'uso ormai consolidato nel condominio.
Insomma, non è perchè ora si rompe uno dei tubi e devo pagare "solo" io, quando per 20 anni le spese simili sono sempre state pagate su base millesimale! (Cassazione)
04/07/2010 21:00:16 Mi scusi
ho guardato e riguardato sul sito http://www.condomini.altervista.org ma non riesco a capire qual'è la sentenza di Cassazione a cui si riferisce e che stabilisce la suddivisione delle spese secondo l'uso ormai consolidato nel condominio.
L'unica che si avvicina al concetto è la seguente, ma non mi pare chiara l'interpretazione in tal senso:
(Corte di Cassazione Sezioni Unite Civile Sentenza del 18 dicembre 2009, n. 26629) Comunione Condominio - Spese Condominiali - oneri illegittimamente ripartiti in base a tabelle millesimali non approvate all'unanimità
Inoltre ho visto la recente sentenza della Cassazione civile, Sez. 2, n. 6714 del 19/3/2010: “l’assemblea, in mancanza di un accordo unanime dei condomini, non ha il potere di stabilire o modificare i criteri di riparto delle spese in violazione delle prescrizioni stabilite dall’art. 1123 c.c., secondo cui i contributi devono essere corrisposti dai condomini in base alle tabelle millesimali (3), atteso che tale determinazione non rientra nelle attribuzioni conferite all’assemblea dall’art. 1135 c.c.”.
In base a quest'ultima, se nel ns. condominio certe spese (sia ordinarie che straordinarie) sono sempre state divise in parti uguali (da min.25 anni), senza aver adottato le tabelle millesimali ai sensi dell'art. 1123 e senza un'assemblea legalmente costituita, ma anche senza che nessuno avesse a ridire qualcosa in contrario, si può affermare che c'era "il consenso unanime dei condomini"?
05/07/2010 08:12:32 Se le spese nel vostro condominio sono sempre state ripartite in "parti uguali", nulla vieta di continuare con questa metodologia (peraltro irregolare), "salo conguaglio" quando anche solo uno dei proprietari si rivolga al giudice per far approvare giudizialmente le opportune tabelle millesimali.
Non hai controllato con attenzione nel "solito sito" ..... avresti trovato tra le tante, ad esempio:
In tema di ripartizione delle spese di condominio, la mancanza di tabelle millesimali applicabili in relazione alle spese effettuate consente all'assemblea condominiale di adottare, a titolo di acconto e salvo conguaglio, tabelle provvisorie, per le quali non occorre il consenso di tutti i condomini, necessario, invece, per l'approvazione di tabelle definitive.....