Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-terzo/titolo-iii/capo-iv/art269.html
Timestamp: 2019-02-21 09:24:38+00:00
Document Index: 184496520

Matched Legal Cases: ['art. 269', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 269', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 269', 'art. 127', 'art. 269', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 269 codice di procedura penale - Conservazione della documentazione - Brocardi.it
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Articolo 269 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 269 Codice di procedura penale
1. I verbali e le registrazioni, e ogni altro atto ad esse relativo, sono conservati integralmente in apposito archivio riservato presso l’ufficio del pubblico ministero che ha richiesto ed eseguito le intercettazioni, e sono coperti da segreto. Al giudice per le indagini preliminari e ai difensori dell’imputato per l’esercizio dei loro diritti e facoltà è in ogni caso consentito l’accesso all'archivio e l’ascolto delle conversazioni o comunicazioni registrate. (2)
1-bis. Non sono coperti da segreto i verbali e le registrazioni delle comunicazioni e conversazioni acquisite al fascicolo di cui all’articolo 373, comma 5.(3)
2. Salvo quanto previsto dall'articolo 271 comma 3 (1), le registrazioni sono conservate fino alla sentenza non più soggetta a impugnazione [648]. Tuttavia gli interessati, a tutela della riservatezza, possono chiedere la distruzione delle registrazioni non acquisite al giudice che ha autorizzato o convalidato l'intercettazione. Il giudice decide in camera di consiglio a norma dell'articolo 127. (2)
(1) Trattasi delle ipotesi di inutilizzabilità cui segue la distruzione dell'intercettazione stessa.
(2) Comma sostituito dall'art. 3, D.Lgs. 29/12/2017, n. 216 con decorrenza dal 26/01/2018 ed applicazione alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessi dopo il 31 marzo 2019.
(3) Comma inserito dall'art. 3, D.Lgs. 29/12/2017, n. 216 con decorrenza dal 26/01/2018 ed applicazione alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessi dopo il 31 marzo 2019.
Massime relative all'art. 269 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 24832/2013
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 24832 del 6 giugno 2013)
Cass. pen. n. 1759/1997
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1759 del 28 luglio 1997)
Sulla richiesta formulata per la cancellazione di nastri relativi ad intercettazioni telefoniche - ai sensi dell'art. 269 c.p.p. - il Gip non può decidere de plano ma deve fissare l'udienza camerale a norma del citato articolo; nel caso di decisione adottata dal giudice direttamente senza l'osservanza della procedura camerale prevista dall'art. 127 c.p.p., trattasi di provvedimento che - pur se irritualmente incluso in un provvedimento complesso (comprendente, ad esempio, anche l'archiviazione) - non può essere definito «abnorme» (tale essendo solo un provvedimento che debba considerarsi completamente avulso dall'ordinamento giuridico), ma è ricorribile per cassazione ai sensi degli artt. 269 secondo comma e 127 nn. 1, 3, 5, 7 c.p.p
Cass. pen. n. 378/1994
È abnorme il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari, richiesto dal pubblico ministero della procedura camerale per la distruzione di registrazioni telefoniche ritenuti inutili, rifiuta l'adempimento, adducendo che non ricorrono i presupposti di cui all'art. 269, secondo comma, c.p.p. È evidente, infatti, l'anomalia di una siffatta pronuncia, mediante la quale il giudice, rifiutando la prevista procedura camerale, pretende sottrarsi ad ogni controllo.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 378 del 23 febbraio 1994)
Cass. pen. n. 1364/1993
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1364 del 19 maggio 1993)