Source: https://renatodisa.com/2011/09/08/corte-di-cassazione-i-sezione-sentenza-n-18454-dell8-9-2011-il-proprietario-che-ha-subito-danni-alla-propria-abitazione-in-virtu-di-eventi-sismici-e-tenuta-a-restituire-al-soggetto-erogatore-il/
Timestamp: 2017-10-22 18:57:50+00:00
Document Index: 127849408

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 8', 'art. 70', 'art. 25', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 55', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 36', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 38', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 59', 'art. 17', 'art. 56', 'art. 45', 'art. 59', 'art. 28', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 28', 'art. 81', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 65', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 107', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 20', 'art.\n3', 'art. 8', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 3', 'art. 80', 'art. 81', 'art. 2']

By Avv. Renato D'Isa on 8 settembre 2011 • ( Lascia un commento )
Corte di Cassazione, I sezione, Sentenza 8 settembre 2011 n. 18454. Il proprietario che ha subito danni alla propria abitazione in virtù di eventi sismici è tenuta a restituire al soggetto erogatore il contributo ricevuto per la ricostruzione se vende l’immobile prima di ultimare i lavori.
Il testo integrale[I]
Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n. 18454 dell’8.9.2011
Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 18454/2011.
La Suprema Corte con tale provvedimento ha rigettato il ricorso di una signora di Salerno che, ottenuto il contributo dell’ente locale per risanare la propria casa danneggiata dal terremoto, ha trasferito l’immobile al nipote prima di concludere il risanamento.
Gli Ermellini hanno confermato che la proprietà dell’immobile da riparare è fondamentale per l’attribuzione del contributo.
Infatti, si legge nella sentenza che la legge n. 219 del 1981[II], prevedendo un contributo per la riparazione degli edifici danneggiati dal sisma a favore di coloro che ne fossero proprietari, assume la qualità di proprietario danneggiato dal sisma a requisito soggettivo e non consente che di esso beneficino persone che, alienando l’immobile, abbiano perduto la qualità di proprietario salvo quanto espressamente previsto con esclusivo riguardo ai comuni dichiarati disatrati.
Tale disciplina è ispirata all’esigenza di prevenire la possibilità che i contributi pubblici erogati a fini assistenziali divengano oggetto di speculazione privata da parte dei proprietari, non interessati ad utilizzare per sé gli immobili danneggiati
Sorrento, 8 settembre 2011 Avv. Renato D’Isa
[I] Sentenza scaricabile e consultabile sul portale del Sole 24 Ore – Guida al diritto
L 14/05/1981 n.219
Legge 14 maggio 1981, n. 219 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., n. 134, del 18 maggio). – Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli
eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981. Provvedimenti organici per la ricostruzione e lo sviluppo dei
territori colpiti.
CONVERSIONE IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DEL DECRETO-LEGGE 19 MARZO 1981, N. 75
Dispositivo di conversione.
Il decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici
del novembre 1980 e del febbraio 1981, è convertito in legge con le seguenti modificazioni:
dopo l’art. 1 sono aggiunti i seguenti:
. – L’importo dovuto per il consumo di energia elettrica da parte di cittadini residenti nei comuni colpiti dal terremoto del
novembre 1980 e del febbraio 1981 e alloggiati, a seguito degli eventi sismici, in prefabbricati leggeri o containers, è
ridotto del 50% fino alla data di permanenza nelle predette strutture.
Una ulteriore riduzione del 25% si applica a favore di coloro i quali si trovino nelle condizioni di cui al comma
precedente e siano residenti nei comuni montani o parzialmente montani fra quelli colpiti dagli eventi sismici»;
. – Le spese di manutenzione degli alloggi costruiti per la sistemazione provvisoria dei senza tetto gravano sul fondo di
cui all’art. 3 della legge di conversione del presente decreto-legge»;
. – Ai proprietari, ai proprietari coltivatori diretti, ai fittavoli, ai mezzadri, ai coloni o compartecipanti spettano le indennità
previste dalla legge 29 luglio 1980, n. 385. Non si fa luogo ai conguagli di cui agli articoli 1 e 2 della legge medesima, nel
caso in cui i soggetti suindicati accettino una maggiorazione del 70% dell’indennità»;
l’art. 2 è sostituito dal seguente:
Art. 2. – La Cassa depositi e prestiti, anche a mezzo della speciale delegazione di cui all’art. 15-ter del decreto-legge 26
novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n. 874, provvede altresì al
finanziamento degli enti locali colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 ed alla relativa assistenza
a) per l’acquisto, nei comuni nei quali maggiore è il numero degli abitanti rimasti privi di alloggio – per effetto del
terremoto -, di unità immobiliari da locare ai sensi della legge 27 luglio 1978, n. 392, ad abitanti senza tetto, per la perdita
della abitazione condotta in locazione o di proprietà degli stessi, nonchè per le relative eventuali opere di completamento
e riattamento, ai sensi dell’art. 7 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629, convertito, con modificazioni, nella legge
15 febbraio 1980, n. 25. Sugli incrementi di valore di tali immobili, l’imposta di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, e successive modificazioni, è ridotta al 50%;
b) per l’urgente realizzazione, anche con l’adozione di procedimenti di prefabbricazione, di alloggi da locare ai sensi
della legge 27 luglio 1978, n. 392, agli abitanti rimasti privi di abitazione per effetto del sisma, comprese le occorrenti
aree e opere di urbanizzazione primaria e secondaria;
c) per l’acquisto e l’urbanizzazione delle aree destinate ad insediamenti abitativi e produttivi dai piani di ricostruzione
dei comuni indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19,
convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128.
L’assegnatario di uno degli immobili di cui alle lettere a) e b) del precedente comma può chiedere al comune il riscatto,
in permuta dell’unità immobiliare distrutta o gravemente danneggiata dal terremoto, con divieto di alienazione o di
locazione per un decennio.
Per il finanziamento dei programmi di cui al primo comma, la Cassa depositi e prestiti si avvale della somma di lire
1.000 miliardi, di cui al primo comma dell’art. 9 del decreto-legge 28 febbraio 1981, n. 38, convertito, con modificazioni,
nella legge 23 aprile 1981, n. 153»;
. – I comuni, all’atto della richiesta del mutuo, dovranno indicare, con delibera consiliare immediatamente esecutiva, le
aree da destinare alla localizzazione delle abitazioni da costruirsi ai sensi del precedente art. 2, lettera b), scegliendole
nell’ambito delle aree per le quali è prevista, nello strumento urbanistico vigente o adottato la destinazione ad edilizia
economica e popolare ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167.
Nei comuni che non dispongono dei piani previsti dalla legge 18 aprile 1962, n. 167, o nel caso in cui le aree
individuate dai piani predetti risultino insufficienti o inidonee, il comune indica le aree necessarie all’intervento edilizio
nell’ambito delle zone residenziali dei piani regolatori e dei programmi di fabbricazione, sempre che questi risultino
approvati o adottati e trasmessi per le approvazioni di legge.
Nel caso in cui non sia possibile la localizzazione delle aree a norma dei precedenti commi, il comune adotta un piano
di individuazione delle aree necessarie all’intervento anche in deroga allo strumento urbanistico vigente. La
deliberazione del consiglio comunale è immediatamente depositata nella segreteria comunale e l’eseguito deposito è
reso noto al pubblico mediante avviso da affiggere nell’albo del comune. Entro dieci giorni dall’affissione all’albo
dell’avviso di deposito gli interessati possono presentare al comune le proprie opposizioni. Trascorso il termine predetto
la delibera viene trasmessa alla regione unitamente alle opposizioni presentate. La regione adotta le proprie definitive
determinazioni sul piano di individuazione delle aree nel termine di dieci giorni dalla ricezione della delibera comunale.
Trascorso tale termine il piano si intende approvato e le opposizioni respinte.
Con le deliberazioni adottate a norma dei precedenti commi sono precisati, ove necessario anche in variante ai piani
regolatori ed ai programmi di fabbricazione vigenti o adottati, i limiti di densità, di altezza, di distanza fra i fabbricati,
nonchè i rapporti massimi fra spazi destinati agli insediamenti e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde
pubblico ed a parcheggio»;
all’art. 6, nel primo comma, dopo le parole: «riduzione dello», è aggiunta la seguente: «specifico»;
agli articoli 9 e 10 le parole: «indicati negli allegati A e B del decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19», sono sostituite
dalle seguenti: «colpiti dal sisma»;
dopo l’art. 10 è aggiunto il seguente:
. – Nei confronti dei contribuenti e dei sostituti d’imposta aventi domicilio fiscale nei comuni disastrati, individuati con il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’art. 1, primo comma, del decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19,
convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, numero 128, i termini per la presentazione delle dichiarazioni
dei redditi e dei certificati di cui all’art. 1, quarto comma, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, scaduti o aventi scadenza tra il 23 novembre 1980 e il 29 novembre 1981, sono fissati al 30
novembre 1981».
Dichiarazione di preminente interesse nazionale.
Sono dichiarati di preminente interesse nazionale l’opera di ricostruzione e sviluppo delle zone delle regioni Basilicata
e Campania disastrate per effetto del terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981, nonchè ogni ulteriore intervento
diretto alla ricostruzione ed alla rinascita delle altre aree delle stesse regioni e di quella della regione Puglia colpite
dall’evento sismico.
Al perseguimento delle predette finalità concorrono ciascuno nell’ambito delle competenze definite ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, ed in conformità alle disposizioni della presente legge, lo Stato, le
Regioni, le provincie, i comuni e le comunità montane.
Fondo per il risanamento e la ricostruzione.
Al risanamento ed allo sviluppo dei territori colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 è destinata, nel
triennio 1981-1983, la complessiva somma di lire 8.000 miliardi, costituita da apporti del bilancio statale, dal ricavato dei
prestiti esteri, nonchè da fondi e finanziamenti comunitari.
Il predetto complessivo importo di lire 8.000 miliardi è destinato, fino ad un massimo di lire 700 miliardi, agli interventi di
cui al titolo II capo II; fino ad un massimo di lire 900 miliardi, agli interventi di cui agli articoli 21, 23, 24, 26 e 32; per lire
700 miliardi, alle Regioni Basilicata, Campania e Puglia per gli interventi di cui al titolo III; e per lire 5.700 miliardi, per gli
interventi di cui al titolo II, capo I ed ai titoli IV e VII della presente legge.
Nello stato di previsione del Ministero del bilancio e della programmazione economica è istituito un apposito capitolo
denominato «Fondo per il risanamento e la ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del
febbraio 1981», al quale confluiscono le risorse di cui al precedente primo comma ad eccezione dei finanziamenti
comunitari, che restano attribuiti alle amministrazioni ed agli enti ai quali i finanziamenti stessi sono concessi in
applicazione dell’art. 15-bis del decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776, convertito con modificazioni, nella legge 22
dicembre 1980, n. 874.
Con decreti del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro del bilancio e della programmazione economica, sono
stornate dal predetto fondo le somme destinate, secondo le procedure di cui al successivo art. 4, alle amministrazioni
statali ed iscritte in apposito capitolo dello stato di previsione di ciascuna amministrazione interessata. Con analoghi
decreti sono versate, in appositi conti correnti infruttiferi aperti presso la Tesoreria centrale a favore delle Regioni
Campania e Basilicata o in apposite contabilità speciali aperte presso le Sezioni di tesoreria provinciale a favore dei
comuni e degli altri enti locali delle predette regioni, le somme destinate agli interventi di competenza. Gli enti interessati
effettueranno prelevamenti in relazione ai fabbisogni di pagamento connessi con lo stato di realizzazione degli interventi
stessi. Presso la Tesoreria centrale è altresì aperto un conto corrente infruttifero intestato alla Regione Puglia per gli
interventi concernenti i comuni della predetta regione indicati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
al decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128.
Nei confronti delle amministrazioni statali, regionali, comunali e degli altri enti locali si applica l’art. 18, terzo comma,
della legge 5 agosto 1978, n. 468, al fini degli impegni da assumere a fronte della autorizzazione di spesa di cui al
precedente primo comma.
Ripartizione del fondo.
Il Consiglio dei ministri, ai sensi degli articoli 4, 11 e 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, indirizza e coordina l’attuazione di tutti gli interventi di cui alla presente legge.
Il CIPE provvede a ripartire fra le Regioni di cui all’articolo precedente le somme alle stesse spettanti nel triennio
tenendo conto delle risultanze dell’accertamento dei danni causati dagli eventi sismici, disposto dall’art. 4-quater del
decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n. 874, e
comunque entro 90 giorni dall’approvazione della presente legge.
Il CIPE, con riferimento ad un triennio ed in coerenza con gli indirizzi, le scelte ed i programmi del piano triennale, su
proposta del Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, nell’ambito delle complessive valutazioni di spesa di
cui al precedente art. 3 e tenendo conto delle predeterminate condizioni di utilizzo dei finanziamenti comunitari richiamati
al medesimo art. 3, indica la ripartizione della spesa tra le amministrazioni statali e locali competenti, con specificazione
di quanto è riservato alle zone disastrate, nonchè le occorrenti risorse finanziarie per i singoli interventi, sulla base dei
programmi presentati dalle amministrazioni ed in relazione alle priorità e alla esecutività dei medesimi interventi.
Alla riserva per le zone disastrate di cui al comma precedente per gli interventi di cui al titolo II capo I, nonchè per gli
interventi di cui ai titoli IV e VII della presente legge, è attribuita una somma non inferiore al 30% di quanto destinato per i
medesimi interventi dal secondo comma dell’art. 3.
Alle riunioni del CIPE per gli adempimenti di cui alla presente legge partecipano i presidenti delle giunte regionali della
Basilicata e della Campania.
Per gli interventi urgenti da avviare con assoluta priorità e da realizzare nell’anno 1981, entro il termine di 30 giorni
dalla pubblicazione della presente legge, le amministrazioni interessate indicano al CIPE i primi programmi che potranno
essere integrati nel corso dell’anno.
Entro il 15 settembre di ciascun anno le amministrazioni comunicano il programma complessivo degli interventi
indicando la parte da realizzare nel corso del successivo anno. I programmi regionali sono formulati secondo il disposto
del successivo art. 6.
Il Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, d’intesa con il Ministro per gli interventi straordinari nel
Mezzogiorno, coordina l’utilizzo integrato da parte dei soggetti interessati dei fondi e dei finanziamenti comunitari nei
comuni colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981.
RICOSTRUZIONE E RIPARAZIONE DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE E DELLE OPERE PUBBLICHE
Definizione degli interventi.
febbraio 1981 nei settori dell’edilizia e delle opere pubbliche, compresi il consolidamento ed il trasferimento di abitati
interessati da dissesti geologici, sono definiti dalla Regione in conformità ai princìpi stabiliti dal presente capo e dal
successivo titolo IV.
La Regione, in particolare, definisce le modalità e le procedure per il controllo della conformità ai progetti delle opere di
interesse privato realizzate con i benefici di cui alla presente legge, nonchè per i casi di eventuale revoca dei benefici
medesimi in presenza di gravi difformità.
I comuni, le comunità montane, le provincie e gli altri enti pubblici, nel termine del 30 giugno di ciascun anno,
definiscono e trasmettono alla Regione i propri programmi di intervento per la ricostruzione e la riparazione delle opere.
La Regione, nel termine del 15 settembre di ciascun anno, approva e trasmette al CIPE un programma di interventi che
comprende i programmi di cui al primo comma e quelli di propria competenza.
In caso di inosservanza del termine di cui al secondo comma, il Governo entro il 30 settembre di ciascun anno, si
sostituisce alla Regione ai fini dell’approvazione dei programmi di intervento di cui ai precedenti commi.
Compiti regionali.
b) assistenza tecnica ai comuni, alle comunità montane ed agli altri enti pubblici nell’attuazione dell’opera di
c) coordinamento dei programmi costruttivi di cui al successivo art. 16 e, in tale ambito, eventuale realizzazione di
opere che i comuni, le comunità montane o altri enti pubblici sovracomunali decidano di affidare alla Regione;
d) promozione di appositi accordi fra gli enti locali, nonchè di associazioni anche obbligatorie di comuni, ai sensi del
e) formazione dei programmi annuali per la realizzazione degli interventi di cui alla lettera g) del successivo art. 8;
f) coordinamento dei piani e dei programmi di propria competenza con quelli dei comuni, delle comunità montane o di
altri enti pubblici sovracomunali e di questi con quelli di competenza statale in coerenza con i piani e gli indirizzi di cui
Articolazione degli interventi.
L’opera di ricostruzione e riparazione nei settori dell’edilizia e delle opere pubbliche si articola attraverso:
a) l’assegnazione, con le modalità di cui ai successivi articoli 9 e 10, di contributi per la riparazione o la ricostruzione
di unità immobiliari alle persone fisiche o giuridiche che, alla data del sisma, risultavano titolari di un diritto di proprietà o
di un diritto reale di godimento relativo a fabbricati urbani e rurali destinati ad abitazione;
b) l’assegnazione di contributi in conto interessi per la costruzione di abitazioni di tipo economico e popolare ai
soggetti non proprietari di immobili, sia singoli che associati in cooperativa, con priorità ai soggetti rimasti senza tetto in
conseguenza del terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981;
c) l’acquisto da parte dei comuni di abitazioni ed edifici destinati ad abitazione;
d) la realizzazione di interventi di ricostruzione o di riparazione di immobili distrutti o danneggiati per effetto del sisma,
nel caso di rinuncia ai contributi di cui alla precedente lettera a) da parte degli aventi diritto o di delega, ai comuni o ad
altri enti pubblici, della progettazione, esecuzione e gestione dei lavori;
e) l’esecuzione, ai fini della cessione in locazione, di interventi straordinari di edilizia sovvenzionata ed agevolata
nonchè di interventi per il recupero di abitazioni malsane e degradate;
f) il ripristino, la ricostruzione e la costruzione di opere ed impianti di interesse degli enti locali, quali edifici demaniali
e patrimoniali, strutture sanitarie e cimiteriali, nonchè opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, più in generale,
h) la predisposizione da parte dei comuni, d’intesa con il Ministro della pubblica istruzione, di piani di ricostruzione e
riparazione degli edifici scolastici distrutti o danneggiati, tenuto conto delle esigenze di riequilibrio delle strutture
scolastiche nelle zone terremotate.
Contributi e finanziamenti per la ricostruzione.
Per la ricostruzione di unità immobiliari, distrutte o da demolire per effetto del terremoto del novembre 1980 e del
febbraio 1981 destinate ad uso di abitazione, ivi comprese quelle rurali, ai soggetti che risultavano titolari del diritto di
proprietà alla data del sisma è assegnato:
a) limitatamente ad una sola unità immobiliare, un contributo in conto capitale pari all’intera spesa necessaria per la
ricostruzione, da determinarsi sulla base di quanto previsto dai successivi commi del presente articolo;
b) per le unità immobiliari appartenenti allo stesso proprietario, oltre quella di cui alla precedente lettera a), un
contributo in conto capitale pari al 30% della spesa necessaria per la ricostruzione delle stesse unità immobiliari da
determinarsi sulla base di quanto previsto dai successivi commi del presente articolo e, sul 45% della residua spesa,
così determinata, un contributo pluriennale costante dell’8% annuo per la durata del mutuo a tal fine contratto fino ad un
massimo di venti anni. Il contributo in conto capitale è elevato al 50% qualora l’unità immobiliare sia compresa in edifici
vincolati al rispetto della tipologia ed alla ripetizione dei caratteri ambientali.
La spesa ammissibile a contributo è determinata in base ai limiti massimi di costo di assegnazione per l’edilizia
agevolata ai sensi dell’art. 3, lettera n), della legge 5 agosto 1978, n. 457, e con riferimento ad un alloggio di dimensione
a) per il caso di cui al precedente comma, lettera a), alla superficie utile abitabile dell’unità immobiliare distrutta o da
demolire e fino ad un massimo di 110 metri quadrati utili abitabili, ovvero, qualora la superficie distrutta o da demolire
risulti inadeguata alle esigenze abitative del proprietario e del suo nucleo familiare – che occupava stabilmente o
abitualmente l’unità immobiliare alla data del sisma – alla superficie utile abitabile occorrente per la costruzione di un
alloggio adeguato a dette esigenze abitative;
b) per il caso di cui al precedente comma, lettera b), alla superficie utile abitabile dell’unità immobiliare distrutta o da
demolire fino ad un massimo di 95 metri quadrati utili abitabili.
La superficie utile abitabile occorrente per adeguare l’alloggio al nucleo familiare è stabilita in 18 metri quadrati utili
abitabili per ogni componente del medesimo nucleo, con un minimo di 45 metri quadrati utili abitabili per alloggio.
Sono altresì ammesse a contributo, fino al 25% del costo dell’alloggio, determinato ai sensi dei precedenti commi
secondo e terzo, le spese per la ricostruzione delle pertinenze e delle superfici utili – per il ricovero degli animali e degli
attrezzi, nonchè per lo svolgimento delle attività di liberi professionisti e lavoratori autonomi – andate distrutte o demolite
per effetto del sisma; per le pertinenze agricole, il contributo è elevato sino al 50% qualora il proprietario sia diretto
coltivatore a titolo principale.
Ove l’immobile distrutto abbia avuto una superficie superiore a quella di cui alla lettera a) del precedente secondo
comma, al proprietario è assegnato per la ricostruzione di tutta o di parte della primitiva superficie, nel limite massimo di
200 metri quadrati, un ulteriore contributo pluriennale costante dell’8% annuo per la durata del mutuo a tal fine contratto,
per un massimo di 20 anni, nel rispetto di quanto stabilito dal precedente secondo comma e nel limite massimo del 50%
della spesa necessaria.
Nessun ulteriore contributo è dovuto per costruzioni di superficie superiore a quella determinata ai sensi del
Gli aventi diritto ai contributi di cui alla lettera a) del precedente primo comma possono rinunciarvi, delegando al
comune o ad altri enti pubblici la progettazione, esecuzione e gestione dei lavori. In tal caso il comune subentra nei
relativi diritti del rinunciante.
Gli aventi diritto ai contributi previsti dal presente articolo, limitatamente alla prima unità immobiliare utilizzata ad uso di
abitazione per la propria famiglia, possono, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, rinunciare al diritto
al contributo per la ricostruzione dell’alloggio distrutto o da demolire, utilizzando una somma di pari importo per l’acquisto
di un alloggio nell’ambito della stessa provincia. Il relativo importo sarà depositato presso un istituto bancario indicato dal
rinunciante e sarà vincolato a favore del venditore dell’alloggio. Gli interessi bancari sono disciplinati sulla base di quanto
previsto dal terzo e quarto comma del successivo art. 15. Le aree di sedime degli edifici di proprietà del rinunciante sono
acquisite al patrimonio del comune.
Ai proprietari di edifici distrutti o da demolire, che non possono ricostruire in sito, il comune assegna in proprietà l’area
occorrente, nell’ambito dei piani di cui al precedente art. 7. In tal caso, il contributo di cui al presente articolo è aumentato
della somma corrispondente al prezzo di cessione dell’area da parte del comune e le aree di sedime degli edifici non
ricostruibili sono acquisite al patrimonio del comune stesso.
Nei casi di cui ai precedenti commi le ipoteche iscritte sugli immobili distrutti o da demolire sono trasferite di diritto sugli
immobili costruiti o acquistati in altro sito.
Contributi e finanziamenti per la riparazione.
Per la riparazione di immobili non irrimediabilmente danneggiati dal sisma e destinati ad uso di abitazione, ivi compresi
quelli rurali, è assegnato ai soggetti che risultavano titolari del diritto di proprietà alla data del sisma:
a) limitatamente ad una sola unità immobiliare, un contributo in conto capitale pari all’intera spesa necessaria per le
opere di riparazione, quale risultante da progetti esecutivi approvati e comunque nei limiti di quanto disposto dai
successivi commi;
contributo in conto capitale pari al 30% della spesa necessaria per le relative opere, quale risultante dai progetti esecutivi
approvati e comunque nei limiti di quanto disposto dai successivi commi, nonchè, sul 45% della residua spesa, un
contributo pluriennale costante pari all’8% annuo per la durata del mutuo a tal fine contratto fino ad un massimo di 20
I contributi di cui al precedente comma sono assegnati nei limiti massimi di spesa di lire 80 mila al metro cubo e di lire
40 milioni per tutte le opere necessarie alla riparazione dell’unità immobiliare, compresi i lavori di adeguamento
antisismico ovvero indispensabili per conseguire livelli di funzionalità adeguati.
I contributi di cui sopra sono aggiornati con la procedura di cui all’art. 2, secondo comma, n. 1), della legge 5 agosto
1978, n. 457, e all’art. 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629, convertito, con modificazioni, nella legge 15
febbraio 1980, n. 25.
Il Ministro dei lavori pubblici definisce con proprio decreto la normativa tecnica per le riparazioni e il rafforzamento degli
edifici danneggiati dal sisma. Sulla base della stessa normativa il Ministro dei lavori pubblici definirà il limite di
convenienza per gli interventi di riparazione e conseguentemente potranno essere riconosciute agli aventi diritto anche le
spese necessarie alla demolizione del vecchio edificio.
Gli aventi diritto al contributo di cui al precedente primo comma, lettera a), possono rinunciarvi, delegando al comune o
ad altri enti pubblici la progettazione, esecuzione e gestione dei lavori.
Assegnazione dei contributi a soggetti diversi dal proprietario.
I contributi per la ricostruzione e la riparazione, previsti a favore del proprietario, possono essere assegnati
all’affittuario coltivatore diretto, al mezzadro o al colono ovvero al conduttore, artigiano, commerciante o operatore
turistico, qualora il fabbricato oggetto del contratto o in esso compreso sia stato distrutto o danneggiato dal sisma, a
condizione che sia decorso il termine di 90 giorni dalla comunicazione, mediante lettera raccomandata, che i predetti
soggetti sono tenuti a inviare al proprietario, di voler eseguire direttamente le opere necessarie, senza che il proprietario
abbia presentato al sindaco la domanda corredata da perizia giurata e, ove occorra, da progetto esecutivo, ovvero, nel
caso in cui la domanda sia stata presentata, senza che il proprietario abbia dato inizio ai lavori previsti nel termine di 90
giorni dall’autorizzazione o dalla concessione del sindaco.
Comproprietà degli immobili.
Qualora l’immobile appartenga in comproprietà a più titolari, i contributi di cui ai precedenti articoli 9 e 10 vengono
assegnati al titolare il cui nucleo familiare, alla data del sisma, occupava l’abitazione, salvo il diritto degli altri proprietari
sul bene.
I titolari di diritti reali di godimento che occupavano l’immobile alla data anzidetta possono richiedere l’assegnazione dei
contributi di cui ai precedenti articoli 9 e 10 e procedere alla ricostruzione o ripristino del medesimo immobile, fatto
comunque salvo il diritto di proprietà, ove il proprietario non vi abbia, per qualsiasi motivo, provveduto nel termine
stabilito dal successivo art. 14. I titolari dei predetti diritti reali di godimento possono presentare le domande entro i
Le deliberazioni condominiali relative all’opera di ricostruzione o riparazione sono valide se approvate con la
maggioranza di cui al secondo comma dell’articolo 1136 del codice civile.
Alienazione degli immobili.
Il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento che, avendo beneficiato dei contributi di cui ai precedenti
articoli 9 e 10, aliena il suo diritto sull’immobile ricostruito o riparato o acquistato prima di cinque anni dalla data di
ultimazione dei lavori o dall’atto di acquisto è dichiarato decaduto dalle provvidenze accordate ed è tenuto al rimborso
dei contributi riscossi maggiorati degli interessi legali.
Sono consentite donazioni fra parenti entro il quarto grado e fra affini entro il secondo grado.
Il conduttore dell’alloggio ceduto in locazione prima del terremoto ha diritto alla prelazione nel caso di vendita delle
unità immobiliari ricostruite o riparate e può esercitare tale diritto entro cinque anni dalla data di ultimazione dei lavori.
Gli aumenti dei canoni di affitto in atto alla data del sisma e derivanti dalla applicazione della legge 27 luglio 1978, n.
392, saranno corrisposti dai locatari in misura costante annua del 50%, a partire dalla data di ultimazione dei lavori.
Concessione dei contributi di ricostruzione e di riparazione.
I contributi di cui ai precedenti articoli 9 e 10 sono concessi, unitamente alla autorizzazione o alla concessione a
edificare, con provvedimento del sindaco, su domanda dell’interessato, previo parere della commissione di cui al
successivo terzo comma. Lo stesso sindaco in deroga all’art. 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, rilascia la prescritta
preventiva autorizzazione di cui allo stesso articolo su parere conforme del rappresentante dell’ufficio tecnico regionale
che dovrà verificare anche l’osservanza delle norme recate dal primo comma, lettere a) e b), dell’art. 4 della legge 2
La domanda, da prodursi nel termine perentorio del 30 giugno 1982, deve essere corredata da perizia giurata e, nei
casi indicati dalla legge, da progetto esecutivo redatto da professionista abilitato e dall’indicazione dell’azienda di credito
presso la quale l’avente diritto intende riscuotere il contributo.
I comuni terremotati, ai fini dell’espressione del parere di cui al primo comma, possono costituire più commissioni, in
relazione al numero delle domande che saranno presentate per i contributi di cui ai precedenti articoli 9 e 10.
Le predette commissioni, elette dal consiglio comunale con voto limitato, sono composte da quattro membri, di cui
almeno due tecnici, e sono presiedute dal sindaco o suo delegato. Uno dei tecnici, con i requisiti di cui al secondo
comma, è indicato dall’ufficio tecnico regionale, competente per territorio.
Le predette commissioni sostituiscono a tutti gli effetti di cui alla presente legge la commissione edilizia.
La domanda, di cui al secondo comma del presente articolo, si intende accolta qualora il sindaco non si pronucia nel
termine di 15 giorni dal parere della commissione. In tal caso il richiedente può dar corso ai lavori dandone
comunicazione al sindaco, ferme rimanendo le responsabilità del progettista, del direttore dei lavori e dell’appaltatore in
ordine al rispetto delle norme della legge 2 febbraio 1974, n. 64, e fatta salva la determinazione dell’entità del contributo.
L’erogazione delle provvidenze ha luogo in conformità alle disposizioni dei successivi articoli.
Hanno precedenza sugli altri i provvedimenti concessivi riguardanti gli aventi diritto costretti in alloggi provvisori.
I provvedimenti concessivi di cui al primo e al precedente comma sono formati in duplice esemplare di cui uno viene
conservato dal segretario comunale, rubricato in ordine alfabetico dopo l’affissione al pubblico per 10 giorni.
Controlli periodici vengono effettuati per sorteggio dagli uffici tecnici della Regione.
Per il tecnico indicato dall’ufficio tecnico regionale le amministrazioni interessate sono autorizzate a stipulare
convenzioni, sulla base delle vigenti tariffe professionali, per una durata non superiore a due anni. L’onere della
convenzione è a carico del fondo di cui al precedente art. 3 della presente legge.
Le commissioni, di cui al presente articolo, esaminano con priorità le perizie relative alla riparazione e ricostruzione
degli edifici ubicati all’esterno del centro abitato ed utilizzati per attività agricole. Entro dieci giorni dall’entrata in vigore
della presente legge, il CIPE, a valere sui fondi a ciò destinati dalla presente legge, provvede ad una prima ripartizione
fra i comuni di fondi destinati a tali interventi.
Gli interventi urgenti per la riparazione degli immobili da rendere agibili ai sensi dell’art. 3, primo comma, lettere d) ed
e), del decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n. 874,
saranno effettuati secondo l’apposita procedura commissariale, con priorità per le abitazioni per le quali sia stata emessa
ordinanza di sgombero, purchè le relative procedure siano state avviate alla data di entrata in vigore della presente legge
ed i lavori, autorizzati, ivi compresi quelli da eseguirsi d’ufficio da parte dei sindaci, siano iniziati entro il 1° luglio 1981 e
siano completati entro il 30 novembre 1981.
E’ in facoltà dei soggetti di ritirare le domande di cui al precedente comma, riservandosi la presentazione di nuova
domanda a norma della presente legge.
La facoltà di ritirare le domande di cui al comma che precede deve essere esercitata nel termine perentorio di giorni
sessanta dalla data di entrata in vigore della presente legge.
L’erogazione dei contributi per le perizie integrative o sostitutive avverrà con le modalità di cui al successivo art. 15.
Il commissario indicherà analiticamente al CIPE, alla data di entrata in vigore della legge, l’eventuale fabbisogno di
fondi, eccedente le dotazioni a lui attribuite, cui si farà fronte sulle disponibilità della presente legge entro il limite di 200
Erogazione dei contributi per la ricostruzione e la riparazione.
L’erogazione dei contributi in conto capitale per la ricostruzione e la riparazione delle unità immobiliari di cui al presente
titolo ha luogo:
a) in ragione del 25% dell’importo concesso, all’inizio dei lavori certificato dal sindaco;
b) in ragione dell’ulteriore 60% dell’importo concesso, in base a stati di avanzamento sottoscritti, con responsabilità
solidale, dal proprietario, dal direttore dei lavori e dall’impresa, da presentarsi all’azienda di credito;
c) in ragione del residuo 15% dell’importo concesso, dopo l’ultimazione dei lavori e l’accertamento della regolare
esecuzione degli stessi a cura del comune.
Con il provvedimento di assegnazione viene disposto l’accreditamento del contributo presso l’azienda di credito
indicata dall’avente diritto, il quale effettuerà i prelevamenti in conformità a quanto disposto dal comma precedente.
Gli interessi bancari maturati sulle somme come sopra accreditate spettano all’amministrazione depositante, previa
detrazione del compenso di cui al successivo comma.
Gli interessi bancari ed il compenso spettante alle aziende di credito per la gestione dei contributi e dei mutui agevolati
sono fissati con decreto del Ministro del tesoro ai sensi dell’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 9
novembre 1976, n. 902.
I mutui per la realizzazione di interventi di ricostruzione e di riparazione sono concessi, anche in deroga alle vigenti
disposizioni legislative e statutarie, dalle aziende e dalle sezioni di credito fondiario ed edilizio, con assoluta priorità
rispetto a quelli ordinari secondo le direttive da emanarsi, in sede di prima applicazione della presente legge, entro 30
giorni dalla data di entrata in vigore della stessa, dal Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio.
Ogni tre mesi le aziende e le sezioni di credito fondiario sono tenute a comumicare al Ministero del tesoro l’entità dei
mutui deliberati e di quelli in corso di istruttoria.
I contributi pluriennali costanti di cui ai precedenti articoli 9 e 10 sono erogati direttamente ai beneficiari sulla base dei
Esecuzione degli interventi.
Gli interventi di cui al precedente art. 8, lettere d), e), f) e g), possono essere realizzati in modo unitario, con programmi
costruttivi organici, a carattere settoriale od intersettoriale, ed essere dimensionati anche su base sovracomunale.
L’esecuzione degli interventi, comprese la progettazione e l’esecuzione di complessi organici di opere e di lavori,
nonchè l’acquisizione dei suoli necessari per l’esecuzione, anche mediante esproprio per pubblica utilità, può essere
affidata in concessione a società, imprese di costruzione anche cooperative, o loro consorzi, anche di altri Paesi della
Comunità economica europea od in compartecipazione con essi, idonee sotto il profilo tecnico ed imprenditoriale,
secondo le modalità di cui ai commi seguenti, con preferenza, a parità di condizioni, per i consorzi e le associazioni,
anche temporanee, costituiti, con una partecipazione non inferiore al 40%, da imprese ubicate nel Mezzogiorno.
Il soggetto concessionario è scelto sulla base di gare esplorative volte ad individuare l’offerta economicamente e
tecnicamente più vantaggiosa determinata in base ad una pluralità di elementi prefissati dall’amministrazione
concedente, secondo schemi tipo approvati dal CIPE, su proposta dei Ministri competenti.
L’esecuzione delle opere affidate in concessione è disciplinata da apposite convenzioni, che prevedono tra l’altro:
a) le modalità ed i tempi per l’esecuzione dei lavori, per le verificazioni e per la collaudazione definitiva;
c) la concessione di anticipazioni, pari al 50% del compenso, all’atto della approvazione della convenzione e di una
ulteriore anticipazione, pari al 25% del compenso, al momento in cui i lavori eseguiti abbiano raggiunto il 50%
dell’importo convenzionale. Non si applica la revisione dei prezzi ad importi corrispondenti alle somme anticipate;
e) le penalità per i ritardi e le incentivazioni per l’anticipata esecuzione;
f) l’eventuale estensione dell’affidamento alla gestione ed all’esercizio delle opere da realizzare;
h) i casi in cui, su intesa delle parti, possono essere apportate variazioni ai progetti ed alla convenzione;
i) l’inserimento di una clausola compromissoria;
l) le condizioni di affidamento e di commesse per imprese che realizzino nuovi impianti per la produzione di
componenti prefabbricati nelle regioni Basilicata e Campania.
Interventi statali.
Ricostruzione e riparazione di opere pubbliche.
Gli interventi di riparazione, di ricostruzione e di miglioramento delle opere di competenza dei Ministeri per i beni
culturali e ambientali, di grazia e giustizia dei trasporti, della pubblica istruzione, dei lavori pubblici, delle poste e delle
telecomunicazioni, delle finanze, della difesa e dell’agricoltura e delle foreste, realizzati sulla base di programmi annuali
predisposti da ciascuna amministrazione, finalizzati all’equilibrato sviluppo delle regioni Basilicata e Campania, sono
approvati e finanziati ai sensi dei precedenti articoli 3 e 4 e sono eseguiti in conformità a quanto previsto dal precedente
Per l’esecuzione dei lavori di competenza dell’ANAS, relativi al ripristino e allo sviluppo della rete delle strade statali
nelle zone terremotate, i capi compartimento della viabilità sono autorizzati, in deroga ai limiti stabiliti dall’art. 70 del
regolamento approvato con regio decreto 25 maggio 1895, n. 350, e successive modificazioni, e dall’art. 25, lettera e),
della legge 7 febbraio 1961, n. 59, a disporre l’esecuzione con il sistema dell’economia.
Per i lavori di cui al precedente comma non si applicano le disposizioni degli articoli 17 e 18 della legge 2 febbraio
1974, n. 64.
Il Ministro per i beni culturali e ambientali può, con proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro, affidare, per le
opere di sua competenza, incarichi a singoli studiosi, istituti universitari o di alta cultura, mediante apposite convenzioni.
Il Ministro della pubblica istruzione, nel formulare i programmi di competenza, terrà conto anche delle esigenze di
ricostruzione e riparazione degli istituti universitari nonchè delle esigenze connesse alla istituzione della università della
Per l’assolvimento dei compiti connessi con l’attuazione della presente legge, i provveditorati alle opere pubbliche delle
regioni Basilicata e Campania possono avvalersi, per un periodo non superiore a tre anni, dell’opera di liberi
professionisti, stipulando apposite convenzioni.
Le Regioni provvedono, a mezzo di delega agli enti locali ed alle comunità montane, con procedure semplificate da
definire con propria legge, agli interventi nel settore agricolo di cui alla legge 25 maggio 1970, n. 364, e successive
modificazioni, ivi comprese le opere di irrigazione, nonchè agli interventi per lo sviluppo del settore, avvalendosi delle
risorse finanziarie assegnate dal CIPE ai sensi del precedente art. 4.
Nell’ambito degli interventi di cui al precedente comma le Regioni possono prevedere, per il ripristino delle strutture
aziendali e degli impianti collettivi di raccolta, conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli
e zootecnici, la concessione di contributi nella misura massima pari all’intera spesa riconosciuta.
Piccola proprietà contadina.
A favore di titolari di aziende agricole, costituite con finanziamenti della Cassa per la formazione della piccola proprietà
contadina, anche per il tramite degli enti regionali di sviluppo agricolo ai sensi degli articoli 12 e 13 della legge 26 maggio
1965, n. 590, ed assegnate con pagamento rateizzato del prezzo, che abbiano subito danni nelle strutture aziendali tali
da comportare interventi di ripristino e di riattamento delle strutture stesse, le rate corrispondenti possono essere
sospese sino a 5 anni e la relativa scadenza potrà essere differita per il corrispondente numero di rate, a decorrere dalla
scadenza dell’ultima rata prevista, senza maggiorazione del tasso di interesse.
La Cassa per la formazione della piccola proprietà contadina è autorizzata a compiere operazioni di acquisto e di
rivendita, con tasso di interesse ridotto al 2%, in favore di coltivatori diretti, affittuari, mezzadri, compartecipanti e
braccianti, singoli od associati in cooperative agricole regolarmente costituite, che risultavano residenti nelle zone
terremotate ed ivi esercitano la loro attività lavorativa al momento del sisma, i quali intendano ampliare ovvero costituire
imprese coltivatrici nelle zone colpite dal terremoto o in zone contermini.
Per gli stessi acquirenti le spese inerenti al ripristino o alla realizzazione delle indispensabili opere di miglioramento
fondiario a servizio dei terreni acquistati potranno essere dalla Cassa stessa conglobate nel debito contratto per
l’acquisizione dei terreni.
Nel caso in cui gli assegnatari intendano avvalersi per l’esecuzione delle stesse opere di mutui a tasso agevolato, la
Cassa è autorizzata a prestare fidejussioni agli istituti di credito concedenti il mutuo fino alla concorrenza del relativo
importo di spesa ritenuta ammissibile dagli organi tecnici regionali.
Garanzia per le operazioni di credito agrario.
Tutte le operazioni di credito agrario previste dalle leggi nazionali e regionali sulla ricostruzione, effettuate a favore di
coltivatori diretti, affittuari, mezzadri, coloni o compartecipanti, lavoratori della terra, singoli o associati, cooperative
agricole, enti cooperativi e loro consorzi, associazioni dei produttori, sono assistite dalla garanzia sussidiaria del fondo
interbancario di garanzia di cui all’articolo 36, escluso l’ultimo comma, della legge 2 giugno 1961, n. 454, e successive
Industria, commercio, artigianato, turismo, spettacolo e cooperazione.
Ricostruzione e riparazione degli stabilimenti industriali.
Alle imprese industriali che hanno impianti nelle regioni Basilicata e Campania e nei comuni della Regione Puglia
indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19, convertito con
modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128, è concesso un contributo pari al 75% della spesa necessaria alla
riparazione o ricostruzione degli stabilimenti e di tutte le attrezzature e degli insediamenti strumentali, necessari allo
svolgimento dell’attività produttiva, distrutti o danneggiati a seguito dei terremoti del novembre 1980 e del febbraio 1981.
Il contributo di cui al comma precedente è esteso alle spese necessarie per il miglioramento e l’adeguamento
funzionale degli stabilimenti, nonchè a quelle relative all’acquisto del terreno qualora per ragioni sismiche sia stata
dichiarata la inagibilità del terreno su cui insiste il complesso produttivo da ripristinare.
Le domande per fruire del contributo previsto dal presente articolo devono essere presentate all’azienda o all’istituto di
credito di cui al successivo sesto comma entro nove mesi dall’entrata in vigore della presente legge, corredate
dall’autorizzazione o concessione ad edificare rilasciata dal sindaco, dall’autorizzazione dei competenti uffici tecnici
regionali, in applicazione di quanto disposto dall’art. 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, e da una specifica perizia
giurata approvata dalla commissione di cui al successivo comma da cui risulti il mantenimento dei livelli di occupazione
preesistenti alla data del sisma.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato eroga il contributo di cui al primo comma previo parere di una
commissione, istituita presso ogni provincia entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, composta da un
delegato del presidente della giunta regionale, che la presiede, da tre membri designati dal consiglio regionale con voto
limitato, da due membri designati dal presidente della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura nonchè
dall’intendente di finanza.
Se la commissione non si pronuncia entro 90 giorni dalla data di ricevimento della perizia, questa si intende approvata.
Con il provvedimento di approvazione della perizia viene disposto l’accreditamento del contributo presso l’azienda o
l’istituto di credito indicato dall’avente diritto.
Il contributo è erogato sulla base della sola perizia comunque approvata, tramite l’azienda o l’istituto di credito di cui al
comma precedente in ragione del:
a) 50% del contributo all’inizio dei lavori certificato dal sindaco;
b) restante 50% del contributo dopo l’ultimazione dei lavori, previo collaudo degli stessi da parte di un tecnico
nominato dal presidente della commissione di cui al precedente quarto comma.
Le spese per il funzionamento della commissione di cui al precedente quarto comma e per il compenso dei collaudatori
sono a carico del fondo di cui al precedente art. 3.
Gli interessi bancari maturati sulle somme come sopra accreditate spettano all’ammmistrazione depositante. Gli
interessi bancari sono fissati con decreto del Ministro del tesoro ai sensi dell’art. 20 del decreto-del Presidente della
Repubblica 9 novembre 1976, n. 902.
Il CIPE assegna, ai sensi del precedente art. 4, le disponibilità da destinare a tali interventi.
L’ammontare annuo della provvidenza sarà stabilito su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato secondo le procedure di cui al precedente art. 4.
Ricostruzione e riparazione di immobili e attrezzature del commercio, artigianato, turismo e spettacolo.
A favore delle imprese dei settori dell’artigianato, del turismo, del commercio all’ingrosso e al minuto, della
somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, delle attività ausiliarie del commercio e delle forme associate tra
operatori commerciali e turistici, nonchè dell’esercizio cinematografico e teatrale ubicate nelle regioni Basilicata e
Campania e nei comumi della regione Puglia indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al
decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128, è concesso un
contributo pari al 75% delle spese per la ricostruzione e la riparazione dei locali e delle attrezzature ed il rinnovo degli
arredi e dei complessi ricettivi e di ristorazione danneggiati dal terremoto.
Le domande per fruire del contributo previsto dal presente articolo devono essere presentate alle aziende o agli istituti
di credito entro nove mesi dall’entrata in vigore della presente legge, corredate dall’autorizzazione o concessione ad
edificare rilasciata dal sindaco, dall’autorizzazione dei competenti uffici tecnici regionali, in applicazione di quanto
disposto dall’art. 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, e da una specifica perizia giurata approvata dalla commissione di
cui al successivo comma.
Il contributo di cui al primo comma è concesso dalla regione. Fino all’entrata in vigore della legge regionale che
disciplinerà le modalità di erogazione del contributo, il contributo stesso viene erogato dal presidente della giunta
regionale o da un suo delegato, previo parere di una commissione, istituita presso ogni provincia e composta da un
Ai fini della concessione dell’erogazione agli aventi diritto del contributo previsto dal presente articolo si applicano, in
quanto compatibili, le norme di cui ai commi quinto, sesto, settimo, ottavo e nono dell’art. 21.
Il CIPE assegna, ai sensi del precedente art. 4, le disponibilità da destinare agli interventi di cui al presente articolo.
Contributi per l’ammortamento dei mutui – Altre provvidenze.
Alle imprese beneficiarie della agevolazione di cui ai precedenti articoli 21 e 22 è concesso alle relative scadenze un
contributo, limitatamente alla parte concernente le opere distrutte o danneggiate, pari al 50% delle rate di mutui contratti
fino alla data del 18 febbraio 1981 con istituti di credito a medio e lungo termine scadenti tra il 22 novembre 1980 e la
data della erogazione della prima quota di contributo di cui al primo comma degli articoli 21 e 22.
Il contributo di cui al precedente comma è versato direttamente all’istituto di credito presso il quale sono in corso di
ammortamento i mutui indicati nello stesso comma.
La domanda per l’ammissione al contributo di cui al presente articolo deve essere presentata contestualmente alla
domanda per accedere all’agevolazione di cui ai precedenti articoli 21 e 22.
Le aziende e gli istituti di credito di cui all’art. 19 della legge 25 luglio 1952, n. 949, sono autorizzati, anche in deroga a
norme di legge e di statuto, a concedere finanziamenti per la durata massima di 15 anni alle imprese indicate nel primo
comma del presente articolo per le finalità di cui al primo comma degli articoli 21 e 22 compreso il finanziamento delle
scorte per un ammontare non superiore al 20% della spesa relativa ad investimenti per impianti ed attrezzature.
Il Mediocredito centrale, a fronte dei finanziamenti di cui al comma precedente, è autorizzato a destinare anche le
disponibilità riservate ad incentivi industriali ai sensi dell’art. 28, quarto comma, del decreto del Presidente della
Provvidenze per la cooperazione.
Presso la sezione speciale per il credito alla cooperazione della Banca nazionale del lavoro è istituito uno speciale
fondo per la erogazione di contributi in favore di cooperative di produzione-lavoro nei settori dell’agricoltura,
dell’artigianato, della pesca e del trasporto delle regioni Basilicata e Campania.
Il contributo è concesso nella misura del 75% della spesa necessaria alla ricostruzione e riattivazione di edifici e
attrezzature che abbiano subìto danni a seguito del terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981.
Le domande vanno presentate entro il 30 giugno 1982 e devono essere corredate da perizia giurata approvata dalla
commissione di cui al quarto comma del precedente art. 21, secondo le modalità ivi previste.
Per il conseguimento dei fini di cui al presente articolo il fondo di cui al primo comma viene dotato di 100 miliardi a
valere sul fondo di cui al precedente art. 3.
Mutui agevolati, a valere sul fondo di cui al precedente quarto comma, sono concessi anche alle cooperative che si
costituiscono entro il 1981 nei comuni colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981.
La determinazione del tasso di interesse e le modalità di gestione del fondo sono fissate con decreto del Ministro del
tesoro, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale.
Impiego di lavoratori in cassa integrazione.
I lavoratori qualificati o specializzati, originari delle aree terremotate, che godono del trattamento di cassa integrazione
guadagni straordinaria presso imprese del centro-nord, possono essere avviati a posti di lavoro in relazione a richieste di
manodopera presentate alle sezioni circoscrizionali della Campania e della Basilicata che non sia possibile soddisfare
per carenza di manodopera locale.
I lavoratori di cui al primo comma debbono manifestare la propria disponibilità alle sezioni circoscrizionali, nel cui
ambito territoriale intendono essere collocati.
Nei confronti dei lavoratori occupati, ai sensi dei commi precedenti, presso datori di lavoro che operano nelle regioni
suindicate, è sospeso il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, permanendo la continuità del rapporto
di lavoro con l’impresa industriale di provenienza. Ai suddetti lavoratori saranno corrisposti il trattamento economico
previsto dai contratti collettivi di lavoro, da parte dei datori di lavoro che li impiegano, il rimborso delle spese di
trasferimento, da determinarsi con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, una maggiorazione del
salario pari al 20%.
Il rimborso e la maggiorazione sono a carico del fondo per la mobilità, di cui all’art. 28 della legge 12 agosto 1977, n.
675, e successive modificazioni e integrazioni.
I lavoratori, di cui al presente articolo, al termine del periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria, possono
rientrare nell’impresa industriale di origine o in quella alla stessa subentrata.
Prestazione di garanzie.
Il Ministro del bilancio e della programmazione economica è autorizzato a concedere, a valere sul fondo di cui all’art. 3,
contributi entro il limite complessivo di 20 miliardi ai consorzi promossi dalle Regioni aventi come scopo la prestazione di
garanzie ai fini di facilitare l’ottenimento del credito bancario e di ridurre gli oneri finanziari a carico delle imprese
danneggiate dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981.
Direttive generali.
La ricostruzione avviene, di massima, nell’ambito degli insediamenti esistenti e, qualora vi ostino ragioni di carattere
geologico, tecnico e sociale, nel territorio comunale, e può essere realizzata anche con ampliamenti, completamenti ed
adattamenti, tecnici e funzionali, ovvero con le nuove opere ritenute necessarie per il riassetto del territorio e per il suo
Nel definire le modalità di ricostruzione potranno essere previste misure destinate a ridurre i consumi energetici, in
particolare favorendo l’utilizzazione della energia solare.
Ricostruzione dei comuni disastrati.
Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della presente legge i comuni disastrati adottano o modificano il piano regolatore
generale o aggiornano il piano di ricostruzione previsto dalla legge 5 ottobre 1962, n. 1431, nel rispetto degli indirizzi di
assetto territoriale fissati dalla Regione.
Per sopperire alle immediate esigenze di ricostruzione i comuni stessi adottano o confermano tra i seguenti piani
esecutivi necessari:
a) il piano di zona redatto ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni, dimensionato sulla
base del fabbisogno di aree urbanizzate per la realizzazione di edifici residenziali distrutti e non ricostruibili in sito;
b) il piano degli insediamenti produttivi di cui all’art. 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, ove risultino necessarie
aree urbanizzate per la realizzazione di edifici destinati ad attività produttive, compresi quelli commerciali e turistici;
c) i piani di recupero di cui al titolo IV della legge 5 agosto 1978 n. 457, e successive modificazioni che disciplinano la
ricostruzione in sito degli edifici demoliti e da demolire, la ristrutturazione di quelli gravemente danneggiati e la
sistemazione delle aree di sedime di edifici demoliti o da demolire che non possono essere ricostruiti in sito.
I piani esecutivi di cui al comma precedente sono inquadrati in una relazione generale che illustra i riferimenti allo
strumento urbanistico vigente o adottato e che contiene: lo studio geognostico delle aree destinate all’edificazione,
nonchè i dati necessari per il dimensionamento delle aree suddette, con particolare riferimento al numero ed alla
consistenza delle famiglie da alloggiare, alla dimensione degli impianti produttivi da ricostruire, al numero degli alloggi
demoliti o da demolire, riparabili, integri.
Nel caso in cui il comune sia sprovvisto di strumento urbanistico generale, la relazione di cui al comma precedente
contiene anche i criteri generali di impostazione del piano regolatore generale, che sarà adottato entro i termini di cui al
I piani esecutivi di cui al presente articolo sono adottati dal comune, anche in variante degli strumenti urbanistici vigenti
o adottati, entro 90 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, con deliberazione che diviene esecutiva, ai sensi
dell’art. 3 della legge 9 giugno 1947, n. 530.
I piani sono pubblicati mediante deposito presso gli uffici comunali per 10 giorni, entro i quali possono essere
presentate opposizioni. Dell’eseguito deposito è data notizia al pubblico ed agli interessati mediante affissione di
manifesti in luogo pubblico e di avviso all’albo comunale.
Nei 15 giorni successivi alla scadenza del termine per le opposizioni, i piani con le deduzioni del comune sulle stesse,
sono trasmessi alla Regione che si pronuncia in via definitiva entro 30 giorni dal ricevimento, ovvero dalla data di entrata
in vigore della presente legge per i piani già presentati. Trascorso inutilmente tale termine, i piani si intendono approvati.
Dell’approvazione è dato attestato dal sindaco con apposito decreto affisso all’albo comunale per 15 giorni.
Nel termine perentorio di cui al comma precedente la regione può suggerire modifiche che non comportino sostanziali
innovazioni o che risultino necessarie per assicurare la razionale e coordinata sistemazione delle opere e degli impianti
di interesse statale o regionale.
Il comune, nel termine di 20 giorni dalla restituzione del piano, può accogliere o rigettare i suggerimenti di cui al comma
Dopo le determinazioni consiliari di cui al comma precedente, il piano si intende definitivamente approvato e della sua
approvazione è dato attestato dal sindaco con apposito decreto affisso all’albo comunale per 15 giorni.
L’approvazione dei piani equivale a dichiarazione di pubblica utilità, nonchè di indifferibilità e di urgenza di tutte le
opere edifici ed impianti in essi previsti.
Qualora i piani esecutivi di cui al precedente comma non pervengano alla Regione entro 120 giorni dall’entrata in
vigore della presente legge, la Regione medesima provvede in via sostitutiva.
Ove il piano di recupero di cui alla lettera c) del precedente secondo comma concerna centri di interesse storicoartistico,
devono essere sentite, prima della adozione, le competenti sovraintendenze, le quali provvedono entro 30
giorni dalla richiesta. Trascorso tale termine, il parere si ritiene acquisito.
Ai soggetti che, non potendo ricostruire in sito gli immobili distrutti o da demolire, provvedono, direttamente ovvero con
delega di cui al precedente art. 8, lettera d), alla costituzione di alloggi e di impianti produttivi sulle aree complete di
attrezzature primarie di cui alle lettere a) e b) del precedente secondo comma, le aree stesse sono cedute in proprietà
anche oltre la riserva di proprietà comunale ed indipendentemente dal possesso dei requisiti soggettivi.
Nelle more della adesione o della conferma dei piani esecutivi di cui al secondo comma del presente articolo, il
comune può autorizzare la riparazione o la ricostruzione di edifici rurali o isolati o di case sparse che risultino danneggiati
e che non siano da trasferire.
I piani di ricostruzione di cui al presente articolo sono adottati nel rispetto di criteri di sicurezza geologica e sismica.
Le spese per l’elaborazione dei piani di cui al presente articolo sono a carico del fondo di cui al precedente art. 3.
Attuazione dei piani di recupero.
Il comune può individuare, per l’attuazione dei piani di recupero, ambiti entro i quali l’opera di ricostruzione è realizzata
mediante interventi unitari.
In sede di attuazione dei piani di recupero il comune, in caso di inerzia dei proprietari, può sostituirsi agli stessi
mediante occupazione temporanea degli immobili ovvero per ricorso alla espropriazione.
Le prescrizioni grafiche e normative dei piani di recupero regolano le procedure per gli interventi sostitutivi, nel caso di
mancato accordo o di inerzia dei proprietari, nonchè le modalità di utilizzazione e di assegnazione delle unità riparate o
ricostruite.
Con riferimento ai casi in cui, in coerenza con quanto prescritto dal precedente art. 27, risulti opportuno mantenere e
ricostruire il tessuto edilizio preesistente al sisma, le prescrizioni grafiche e normative dei piani di recupero e, più in
generale, dei piani esecutivi di cui al precedente art. 28 regolano, inoltre, anche nei comuni dichiarati sismici, i rapporti di
altezza e di distanza fra gli edifici.
Acquisizione di aree.
Per l’acquisizione di aree di cui alla lettera a) del secondo comma dell’art. 28 e dell’art. 55 valgono le disposizioni
previste dall’art. 1-quater del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, convertito in legge con la presente legge.
Sistemazione idrogeologica.
Ai fini della sistemazione idrogeologica, le Regioni, avvalendosi delle risorse finanziarie all’uopo assegnate dal CIPE,
realizzano nelle zone disastrate, con delega ai comuni ed alle comunità montane ed in riferimento all’intero territorio
disastrato, laghetti collinari, impianti per l’irrigazione di soccorso ed interventi di forestazione.
Aree da destinare agli impianti industriali.
Le Regioni Basilicata e Campania, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, per incentivare gli
insediamenti industriali di media e piccola dimensione nonchè quelli commerciali di ambito sovracomunale, individuano
le aree a tal fine destinate.
L’individuazione di tali aree è effettuata, su proposta delle comunità montane interessate, con riferimento alle zone
disastrate, in coerenza con gli indirizzi di assetto territoriale della Regione e con l’obbiettivo di assicurare l’occupazione
degli abitanti di tali zone.
Per la progettazione ed attuazione di tutte le opere necessarie all’insediamento e ai servizi di impianti industriali, le
comunità montane interessate provvedono con il fondo di cui all’art. 3.
In tali aree le iniziative dirette alla realizzazione di nuovi stabilimenti industriali con investimenti fino a 20 miliardi e le
cui domande siano presentate entro il 30 giugno 1982 agli istituti di credito a medio termine sono ammesse alle sole
agevolazioni finanziarie previste dal precedente art. 21.
Le agevolazioni sono concesse dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, previa istruttoria tecnica
degli istituti abilitati all’esercizio del credito industriale a medio e lungo termine.
Trascorso detto termine, per ragioni non dipendenti da forza maggiore e ove l’opera non abbia raggiunto il 90% della
sua realizzazione, sarà pronunciata la decadenza dei benefici concessi previa diffida all’interessato.
Aree da destinare all’esercizio del commercio e dell’artigianato.
I comuni individuano nei piani di cui al precedente art. 28 le aree ed i volumi edificabili suscettibili di destinazione
all’esercizio dell’attività del commercio all’ingrosso e dell’attività artigianale, del commercio al minuto e della
somministrazione al pubblico di alimenti e bevande nonchè delle attività ausiliarie al commercio.
La determinazione del numero e dell’ampiezza di tali aree va fatta tenendo presente che nell’apprestamento dei nuovi
locali dovrà essere seguito il criterio di concentrare più attività nello stesso spazio, in particolare quelle complementari
per gamma merceologica o per tipo di funzioni svolte.
Ai titolari di aziende di commercio al minuto e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, che hanno subìto
la distruzione o il danneggiamento dell’esercizio o che, comunque, siano stati gravemente danneggiati nella loro attività
lavorativa per effetto degli eventi sismici, l’autorizzazione al trasferimento dei propri esercizi nelle suddette aree si
intende rilasciata dietro comunicazione all’autorità comunale competente.
Immobili ed attrezzature per l’esercizio del commercio e dell’artigianato.
Per gli interventi di cui ai precedenti articoli 32 e 33 il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, sulla base
dei piani o degli indirizzi di assetto territoriale adottati dalla Regione, sottopone al CIPE entro il 31 dicembre 1981 un
programma della Società finanziaria meridionale (FIME) per la progettazione e la realizzazione degli immobili e delle
attrezzature necessarie nelle aree di cui al precedente art. 32. Il CIPE, sulla base di tale programma, assegna alla FIME
le risorse finanziarie a valere sul fondo di cui all’art. 3 della presente legge.
I locali e le attrezzature possono essere forniti agli operatori con il sistema della locazione finanziaria agevolata o
essere acquistati da questi mediante le agevolazioni di cui al precedente art. 23.
I canoni a carico del conduttore sono ridotti in misura equivalente all’importo di un contributo in conto capitale pari al
60% della spesa sostenuta.
Il canone di locazione agevolato sarà ridotto del 20% a favore delle forme associative costituite da almeno tre operatori
per l’apertura di un nuovo esercizio commerciale, a condizione che restituiscano le autorizzazioni relative ai preesistenti
Alla scadenza del contratto di locazione finanziaria i beni oggetto della locazione possono essere acquistati dal
conduttore per un importo pari al 5% del valore di acquisto o del costo di costruzione dei beni immobili e all’1% del valore
di acquisto dei beni mobili.
Definizione dei progetti.
Le Regioni Basilicata e Campania provvedono alla predisposizione di piani di assetto del territorio e di progetti di
sviluppo con priorità per le aree disastrate per l’area napoletana, per le aree più densamente popolate dell’area
salernitana e per le aree interne.
I piani ed i programmi di cui al presente articolo sono approvati con deliberazione del consiglio regionale ed inviati al
CIPE che, su proposta del Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, assegna le relative risorse finanziarie
in accordo con il programma triennale e tenendo conto dei programmi pluriennali di cui al successivo art. 36.
Programma di attuazione dei piani e dei progetti regionali di sviluppo.
Per l’attuazione dei piani e dei progetti di cui al precedente art. 35 le Regioni predispongono programmi pluriennali di
intervento con l’individuazione delle opere da realizzare e dei soggetti pubblici e privati responsabili.
I programmi indicano altresì le priorità di intervento, le relative modalità di realizzazione e di gestione nonchè i tempi di
attuazione e di finanziamento, stabilendo inoltre i termini sostitutivi nei confronti di eventuali inadempimenti dei soggetti
I programmi pluriennali di attuazione sono approvati dal CIPE con riferimento ai piani ed ai progetti di sviluppo di cui al
precedente art. 35.
Anche prima dell’approvazione del programma di sviluppo regionale di cui al precedente art. 35, su richiesta delle
amministrazioni locali interessate, il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno sottopone all’approvazione del
CIPE un piano sia per l’avvio immediato del risanamento urbano del comune di Napoli e di altri comuni con elevata
densità abitativa colpiti dal sisma, sia per la realizzazione di opere urgenti riguardanti le altre aree previste al primo
comma del medesimo art. 35, da realizzare con le disponibilità di cui al successivo art. 38.
Programmi speciali di metanizzazione.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, d’intesa con il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, sentite le Regioni Basilicata e
Campania, l’ANCI e la CISPEL, il CIPE approva un programma integrativo speciale di metanizzazione nelle regioni
Campania e Basilicata con le indicazioni dei comuni interessati all’attuazione del programma stesso, delle previste aree
industriali, degli adduttori secondari che si rendono necessari.
Per l’attuazione del programma di cui al comma precedente è autorizzata la spesa di lire 100 miliardi utilizzando i
contributi del fondo di sviluppo regionale.
Contestualmente all’approvazione del programma, il CIPE stabilisce altresì la ripartizione delle somme da destinare
alle agevolazioni a favore delle reti urbane, delle aree industriali e degli adduttori.
Per quanto altro non previsto si applica l’art. 11 della legge 28 novembre 1980, n. 784.
Finanziamento dei progetti regionali di sviluppo.
Al finanziamento dei piani e dei progetti regionali di sviluppo di cui al presente titolo, si provvede con le disponibilità
attribuite dalle leggi per la realizzazione degli interventi straordinari nel Mezzogiorno e per il 1981 con lo stanziamento di
2.000 miliardi, di cui alla legge 30 marzo 1981, n. 119, nonchè con i fondi e i finanziamenti comunitari e con il ricavato di
prestiti esteri.
Con effetto dall’anno accademico 1982-1983 è istituita l’Università statale degli studi della Basilicata con sede in
L’Università suindicata è compresa tra quelle previste dall’art. 1, n. 1), del testo unico delle leggi sulla istruzione
superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e successive modificazioni.
Per le spese di funzionamento e per l’istituzione dei nuovi posti di personale non docente necessari nella Università
della Basilicata, è previsto uno stanziamento di lire 15 mila milioni per gli anni finanziari 1982 e 1983, dei quali 13 mila
milioni a valere sui fondi stanziati con la presente legge.
Facoltà e corsi di laurea.
L’Università statale degli studi della Basilicata comprende le seguenti facoltà e, nella prima applicazione, i corsi di
laurea a fianco di ciascuna indicati:
b) ingegneria, con i corsi di laurea in ingegneria civile, sezione edile, in ingegneria civile per la difesa del suolo e la
pianificazione territoriale e in ingegneria idraulica;
Organici del personale docente e non docente.
Nella prima applicazione della presente legge all’Università degli studi della Basilicata sono assegnati i professori
ordinari e straordinari, i professori associati e i ricercatori di ruolo ripartiti per facoltà, e il personale non insegnante di
ruolo di cui alle tabelle A e B allegate al presente articolo.
I posti relativi ai professori ordinari, straordinari, associati e ai ricercatori sono prelevati dalle dotazioni organiche di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
I ruoli organici nazionali del personale non docente sono aumentati delle unità previste dall’allegata tabella B.
Posti di professori e dei ricercatori di ruolo.
Professori ordinari …………………………….. 12
Professori associati ……………………………. 12
Ricercatori ……………………………………. 14
Professori ordinari …………………………….. 10
Professori associati ……………………………. 10
Ricercatori ……………………………………. 12
Posti del personale non docente di ruolo.
primo dirigente ………………………………. 1
direttivi ……………………………………. 4
Carriera direttiva di ragioneria delle segreterie
universitarie ………………………………… 2
Carriera di concetto di ragioneria delle segreterie
universitarie ………………………………… 3
Carriera di concetto amministrativa delle segreterie
universitarie ………………………………… 8
Carriera esecutiva amministrativa delle segreterie
universitarie ………………………………… 25
Carriera direttiva del personale delle biblioteche
universitarie ………………………………… 1
Carriera di concetto del personale delle biblioteche
universitarie ………………………………… 7
Carriera direttiva dei tecnici laureati …………… 5
Carriera di concetto dei tecnici coadiutori ……….. 16
Carriera esecutiva dei tecnici …………………… 25
Carriera direttiva degli ingegneri degli uffici
tecnici ……………………………………… 1
Carriera di concetto dei tecnici degli uffici tecnici.. 1
Carriera ausiliaria …………………………….. 20
Operai di prima categoria ……………………….. 1
Operai di seconda categoria ……………………… 4
Operai di terza categoria ……………………….. 6
In applicazione della legge 11 luglio 1980, n. 312, il Ministro della pubblica istruzione, con proprio decreto, determinerà
la corrispondenza delle qualifiche sopra indicate con i livelli di cui alla stessa legge n. 312.
Il 20% dei posti previsti per ciascuna carriera dalla presente tabella sarà assegnato per trasferimento; i rimanenti posti
per pubblico concorso.
Comitato tecnico-amministrativo.
Nella Università degli studi della Basilicata, fino all’insediamento del relativo consiglio di amministrazione le attribuzioni
demandate dalle vigenti disposizioni di legge e di regolamento al consiglio medesimo sono esercitate da un comitato
tecnico-amministrativo nominato dal Ministro della pubblica istruzione, composto dai seguenti membri:
a) tre professori ordinari, di cui due designati dal Consiglio universitario nazionale e uno designato dal Ministro della
Del comitato fa anche parte con funzioni di presidente il rettore dell’Università. Fino all’elezione del rettore la
presidenza del comitato spetta al professore ordinario designato dal Ministro della pubblica istruzione.
Comitati ordinatori.
Nell’Università degli studi della Basilicata, le attribuzioni demandate ai consigli di facoltà dalle vigenti disposizioni di
legge e di regolamento, qualora non sia possibile procedere all’immediata costituzione del consiglio di facoltà, vengono
esercitate da un comitato ordinatore composto ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n.
Nella prima applicazione della presente legge il rettore dell’Università degli studi della Basilicata sarà eletto dai membri
del comitato ordinatore nel proprio seno.
Inizio dei corsi di laurea.
In relazione alle disponibilità edilizie, di arredamento e di attrezzature didattiche e scientifiche dell’Università degli studi
della Basilicata, assicurate anche da parte di enti locali e di privati riuniti eventualmente in consorzio mediante
convenzioni, con decreto del Ministro della pubblica istruzione, su proposta del consiglio di amministrazione, e, in sua
mancanza, del comitato tecnico-amministrativo, sentiti i consigli di facoltà, o, in loro mancanza, i comitati ordinatori sarà
stabilito l’inizio dei corsi di laurea di cui ai precedenti articoli.
Entro 180 giorni dalla data del decreto di nomina dei comitati ordinatori sarà emanato, nelle forme e con le modalità
previste dall’art. 17 del testo unico delle leggi sull’istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n.
1592, e successive modificazioni, lo statuto dell’Università degli studi della Basilicata.
Lo statuto andrà in vigore dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Norme di rinvio e finali.
Per tutto quanto non previsto dalla presente legge si applicano le norme vigenti per l’ordinamento universitario.
Facoltà di ingegneria nell’Università di Salerno.
A decorrere dall’anno accademico 1981-1982 è istituita presso l’Università degli studi di Salerno la facoltà di ingegneria
comprendente, in prima applicazione, i corsi di laurea in ingegneria e tecnologia industriale e in ingegneria civile per la
difesa del suolo e la pianificazione territoriale.
I corsi del biennio propedeutico di ingegneria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 agosto 1971, n. 1379,
attualmente funzionanti presso la facoltà di scienze matematiche, fisiche e Naturali dell’Università di Salerno, cessano di
funzionare come corsi della predetta facoltà e costituiscono corsi normali della facoltà di ingegneria.
Con apposito decreto del Presidente della Repubblica, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sarà stabilita, nelle forme e con le modalità previste dall’art. 17 del testo unico delle leggi sull’istruzione
superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, l’ordinamento della facoltà e dei relativi corsi di laurea,
di cui alla tabella XXIX dell’ordinamento didattico universitario.
I corsi del triennio saranno attivati gradualmente a decorrere dall’anno accademico 1981-1982.
I posti di ruolo del personale docente ricercatore e non docente attualmente assegnati al biennio propedeutico di
ingegneria sono trasferiti alla facoltà di ingegneria. Alle ulteriori esigenze di personale docente e non docente si
provvederà con decreto del Ministro della pubblica istruzione utilizzando rispettivamente le dotazioni organiche di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e alla legge 11 luglio 1980, n. 312. Con l’attivazione del
triennio viene costituito un comitato ordinatore, con le attribuzioni del consiglio di facoltà, composto ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 102. Fanno parte altresì del comitato i professori di ruolo trasferiti ai
Alle spese di funzionamento della facoltà di ingegneria si farà fronte con i normali stanziamenti degli appositi capitoli di
bilancio del Ministero della pubblica istruzione.
Tirocinio degli insegnanti della scuola materna statale.
Per i candidati al concorso ordinario per esami e titoli a posti di insegnante di ruolo di scuola materna statale bandito ai
sensi dell’ordinanza ministeriale 10 novembre 1979, n. 272, il tirocinio svolto in scuole aventi sede nei comuni colpiti dal
terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 è valido purchè la durata del servizio prestato ed il numero di ore
svolte per le attività teoriche non siano inferiori ad un quarto di quelli prescritti.
Disposizioni per gli alunni.
Per l’anno scolastico 1980-1981, i consigli di classe o di interclasse delle scuole ed istituti aventi sede nei comuni
colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981, qualora non dispongano di alcun elemento che consenta la
valutazione periodica degli alunni, possono stabilire, con deliberazione motivata, di procedere anche nei confronti di
singoli alunni, ad un’unica valutazione, in sede di giudizio finale.
La disposizione di cui al comma precedente si applica anche nei confronti degli alunni già frequentanti scuole od istituti
aventi sede nei comuni di cui al primo comma e che abbiano ottenuto l’iscrizione in scuole od istituti di altro comune.
Per le scuole ed istituti aventi sede nei comuni di cui al primo comma, non si applica, per l’anno scolastico 1980-1981,
il disposto del secondo comma dell’articolo 11 della legge 4 agosto 1977, n. 517.
Fermo restando quanto disposto dal primo comma dell’art. 11 della legge 4 agosto 1977, n. 517, presso le scuole ed
istituti di cui al precedente comma, nei quali ne sia ravvisata la necessità in relazione allo svolgimento dell’anno
scolastico dovranno essere svolti, dai docenti delle medesime scuole ed istituti, nell’ambito del normale orario di servizio,
appositi corsi di integrazione per gli alunni delle prime classi e di recupero per gli alunni delle classi successive. Tali corsi
saranno effettuati dal 1° settembre al 30 settembre 1981 per le scuole dell’obbligo, per gli alunni delle scuole ed istituti di
istruzione secondaria superiore ed artistica, dal 10 al 30 settembre.
Abrogazione ed integrazione di norme.
Il secondo comma dell’art. 2-bis del decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15
aprile 1981, n. 128, è abrogato.
Restano salve le domande di partecipazione ai giudizi per l’inquadramento nel ruolo o dei ricercatori, di cui all’art. 5 del
decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, convertito in legge con la presente legge, presentato anteriormente alla data di
entrata in vigore del decreto stesso.
Limitatamente all’anno scolastico 1981-1982 l’assegnazione provvisoria di sede può essere concessa, oltre che nelle
ipotesi previste dall’art. 59 della legge 11 luglio 1980, n. 312, anche nel caso di distruzione o comunque di dichiarazione
di inabitabilità dell’alloggio del richiedente verificatasi a seguito del sisma del novembre 1980 e febbraio 1981.
Il personale che versi nelle condizioni di cui sopra ha diritto alla precedenza assoluta rispetto ad altri eventuali aspiranti
ad assegnazione provvisoria alla medesima sede in possesso dei titoli indicati dalle apposite ordinanze ministeriali
relative all’anno scolastico 1981-1982. Nel caso di più aspiranti alla medesima sede che versino nelle condizioni di cui al
primo comma si tiene conto delle ulteriori precedenze e del punteggio spettante ai singoli interessati in base alle tabelle
di valutazione allegate alle menzionate ordinanze ministeriali.
Programmi del Ministero per i beni culturali e ambientali.
Il Ministero per i beni culturali e ambientali, nel quadro dei programmi di cui all’art. 17, definisce un piano straordinario
nel quale sono individuati gli interventi da attuare prioritariamente per assicurare la riapertura e il funzionamento dei
fondamentali istituti bibliotecari, museali, archivistici, monumentali, archeologici delle due regioni. Tale piano potrà
prevedere anche forme di riattivazione parziale e dovrà individuare adeguate strutture di ricovero dei beni mobili salvati
dalla distruzione dei centri colpiti dal terremoto, garantendo l’idoneità dal punto di vista della sicurezza e dei requisiti
ambientali, nonchè, possibilmente l’accesso da parte del pubblico o, comunque, degli studiosi.
Il Ministero per i beni culturali e ambientali organizza altresì, sentito il parere del Consiglio nazionale per i beni culturali
e ambientali e con l’assistenza degli istituti centrali, corsi di qualificazione e di aggiornamento sui problemi della
salvezza, del recupero e del restauro del patrimonio culturale danneggiato dal terremoto.
Comuni singoli o comuni associati, nonchè le comunità montane, possono proporre, entro 60 giorni dall’approvazione
della presente legge, un programma per la riattivazione o per la costruzione di strutture destinate ad attività bibliotecarie,
di pubblica lettura e per lo svolgimento di iniziative culturali di base. Le richieste sono trasmesse alla Regione che
predispone entro 60 giorni, d’intesa con gli enti locali interessati, il piano degli interventi.
Per tutti gli atti e provvedimenti inerenti alla realizzazione di opere o di interventi ed alla concessione di contributi, da
parte dello Stato, previsti dalla presente legge, i relativi controlli sono esercitati in via successiva.
Per la somministrazione di fondi ai funzionari delegati si fa deroga al limite previsto dall’art. 56 del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni.
Nelle regioni Basilicata e Campania, le deliberazioni degli organi regionali sono soggette soltanto al controllo di
legittimità disciplinato dall’art. 45 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, e il termine di venti giorni di cui al secondo comma,
secondo periodo, è ridotto alla metà.
Nei comuni e nelle provincie soggetti alle disposizioni della presente legge, le deliberazioni dei relativi organi sono
sottoposte soltanto al controllo di legittimità disciplinato dall’art. 59 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, e il termine di
venti giorni di cui al secondo comma, secondo periodo, è ridotto alla metà.
Piani urbanistici dei comuni danneggiati dal terremoto.
Le disposizioni di cui ai precedenti articoli 28 e 29 si applicano anche agli altri comuni danneggiati dal terremoto del
novembre 1980 e del febbraio 1981, anche se non sono obbligati all’adozione di uno dei piani di cui al predetto art. 28.
Autorizzazione ai lavori.
Per tutti gli interventi di riparazione e di ristrutturazione edilizia degli edifici e delle abitazioni comunque colpiti
dall’evento sismico, la concessione prevista dall’art. 9, lettere a) e b), della legge 28 gennaio 1977, n. 10, è sostituita da
una autorizzazione del sindaco ad eseguire i relativi lavori.
La norma di cui al precedente comma trova applicazione per quelle ristrutturazioni urbanistiche che siano conformi agli
strumenti urbanistici esecutivi vigenti.
Non sono soggette nè a concessione nè ad autorizzazione del sindaco le opere temporanee per attività di ricerca nel
L’autorizzazione, comunque posta in essere, non pregiudica i diritti del conduttore.
Per gli interventi su edifici soggetti ai vincoli di cui alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, resta
fermo l’obbligo delle autorizzazioni previste dalle leggi medesime.
Per tutte le opere che verranno eseguite in dipendenza del sisma non si applicano le disposizioni di cui all’art. 3 della
Per gli edifici situati in zone agricole la riparazione e la ricostruzione può essere effettuata in deroga agli indici di
fabbricabilità prescritti dalle norme vigenti purchè la differenza tra il volume ricostruito e quello preesistente non superi il
Qualora gli strumenti urbanistici generali subordinino il rilascio della concessione alla formazione del piano
particolareggiato, in assenza di questo, la ristrutturazione edilizia degli edifici danneggiati è consentita previa formazione
di piani di recupero redatti secondo il titolo IV della legge 5 agosto 1978, n. 457.
Alla presentazione di proposta di piano di recupero possono provvedere oltre ai soggetti di cui all’art. 30 della stessa
legge 5 agosto 1978, n. 457, gli enti delegati di cui alla lettera d) del precedente art. 8.
Le procedure di approvazione dei piani di recupero seguono quelle stabilite dal precedente art. 28.
Intese Stato-Regioni.
Ai fini dell’intesa di cui all’art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, qualora la Regione
non proponga osservazioni nel termine di trenta giorni dalla data di ricevimento del progetto di massima od esecutivo,
l’intesa si intende raggiunta, fermo quanto disposto dall’ultimo comma del precedente art. 36.
Lavori di ripristino e restauro del patrimonio d’interesse culturale.
I lavori per il ripristino ed il restauro del patrimonio monumentale, archeologico, storico, artistico, librario, archivistico,
danneggiato dal terremoto, indicati nei programmi approvati dal CIPE, sono considerati urgenti. Per i suddetti lavori non
sono richiesti i pareri ed i controlli preventivi previsti dalle norme vigenti in materia di contabilità di Stato e sono
decuplicati i limiti di spesa stabiliti con le leggi 1° marzo 1975, n. 44, e 28 dicembre 1977, n. 970, e con il decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1978, n. 509.
Procedure di aggiudicazione dei lavori.
Per l’aggiudicazione dei lavori sino all’importo previsto dall’art. 1 della legge 8 agosto 1977, n. 584, in appalto con il
sistema della licitazione privata o dell’appalto concorso le forme di pubblicità prescritte dall’art. 7 della legge 2 febbraio
1973, n. 14, sono sostituite, fino al 31 dicembre 1983, dall’affissione all’albo dell’amministrazione appaltante per almeno
dieci giorni nonchè dalla pubblicazione su un quotidiano diffuso nella Regione.
Nel caso di lavori di importo fino a 500 milioni di lire, il certificato di collaudo è sostituito da quello di regolare
esecuzione, da emettere non oltre tre mesi dalla data di ultimazione.
Comuni e comunità montane.
Per l’espletamento dei compiti tecnici, attinenti la ricostruzione, i comuni, ad integrazione dei piani di riorganizzazione,
sono autorizzati ad avvalersi di personale qualificato, mediante convenzione da stipularsi per il tempo strettamente
necessario e comunque per un periodo non superiore a tre anni.
I relativi provvedimenti saranno esaminati dalla Commissione centrale per la finanza locale per l’esame degli organici
nel termine massimo di 10 giorni dalla ricezione dei rispettivi atti.
Trascorso il predetto termine i provvedimenti si intendono approvati, salvo che la Commissione non abbia richiesto per
una sola volta il riesame del provvedimento.
Le maggiori spese derivanti dalla utilizzazione del personale di cui al precedente primo comma sono regolate secondo
quanto disposto dall’art. 19 del decreto-legge 28 febbraio 1981, n. 38, convertito, con modificazioni, nella legge 23 aprile
1981, n. 153.
Le Regioni Basilicata e Campania possono istituire appositi uffici geologici regionali, con il compito di svolgere analisi
sistematiche finalizzate alla individuazione di norme e di indirizzi per la salvaguardia e la disciplina d’uso del territorio
regionale, nonchè di coordinare l’attività svolta dagli enti locali subregionali in materia.
Per l’espletamento dei compiti tecnici di cui alla presente legge e per il coordinamento dell’assistenza tecnica ai
comuni, ricadenti nell’ambito dei rispettivi territori, le comunità montane Alta Irpinia, Alto e Medio Sele, Irno, Marmo,
Melandro, Tanagro, Terminio-Cervialto e Vulture possono avvalersi, a carico del fondo di cui al precedente art. 3, di
persona]e incaricato con apposita convenzione per un periodo non superiore a tre anni.
Per l’assistenza tecnica ai comuni e alle comunità montane e per garantire un’efficace ed unitaria gestione dei servizi
sociali, le Regioni Basilicata e Campania possono istituire appositi uffici tecnici locali, con riferimento alle unità sanitarie
locali o ad aggregazioni sovracomunali all’interno di esse.
I comuni possono avvalersi per la redazione degli strumenti urbanistici della opera di liberi professionisti singoli od
Per le finalità di cui alla lettera b) del precedente art. 7 ed alla lettera f) del precedente art. 8 potrà essere previsto
l’apporto di personale e di mezzi di comuni, provincie e Regioni sulla base di apposite convenzioni e delle direttive
generali emanate dalle Regioni Basilicata e Campania.
Riammissione in servizio di ufficiali delle Forze armate.
Sono convalidate le riammissioni in servizio degli ufficiali in ausiliaria delle Forze armate in aspettativa per riduziòne di
quadri, effettuate dal Ministro della difesa su richiesta del Ministro del bilancio e della programmazione economica nel
periodo dal 23 novembre 1980 fino al trentunesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge,
per le esigenze di programmazione, di verifica e di elaborazione dati, connesse con l’opera di ricostruzione delle zone
Per i medesimi fini il Ministro della difesa, su richiesta del Ministro del bilancio e della programmazione economica, è
autorizzato a riammettere in servizio ufficiali in ausiliaria delle Forze armate in aspettativa per riduzione dei quadri,
ponendoli a disposizione del Ministro del bilancio e della programmazione economica.
Per gli ufficiali riammessi ai sensi dei precedenti commi, non opera il disposto dell’art. 3 della legge 10 dicembre 1973,
n. 804.
Personale dell’amministrazione dello Stato e degli enti pubblici.
Tutte le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici provvedono all’immediata copertura delle vacanze esistenti nei
rispettivi uffici della Basilicata e Campania, fatte salve le strette esigenze funzionali degli uffici dai quali il personale
stesso dovrà essere tratto.
Alle suddette coperture di vacanze si provvede – indipendentemente dalla pubblicazione delle stesse, ove prescritta – a
domanda dei dipendenti in servizio in altre regioni, qualunque sia il tempo trascorso dal trasferimento o dall’assunzione
in servizio nella sede dalla quale sono tratti.
Per le vacanze non coperte a domanda, si provvede con trasferimenti d’ufficio; in tale ultimo caso il servizio prestato
nelle zone terremotate – per un periodo non inferiore a due anni e non superiore a cinque – sarà valutato al massimo ai
fini del punteggio da attribuire in occasione della partecipazione a concorsi.
Segreteria del CIPE.
Per le esigenze derivanti dai servizi di segreteria del CIPE connessi con l’attuazione della presente legge, il Ministro
del bilancio e della programmazione economica può assumere personale nel limite di tre unità, avvalendosi dei contratti
di cui all’art. 3 del decreto-legge 24 luglio 1973, n. 428, convertito nella legge 4 agosto 1973, n. 497, omesso il parere del
Per le medesime esigenze il limite di cui all’art. 5, ultimo comma, del decreto-legge di cui al primo comma è elevato di
Utilizzo di fondi disponibili dell’INAIL.
Il 50% dei fondi disponibili dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per il triennio 1981-
1983 derivanti dagli aumenti delle riserve tecniche e destinati agli investimenti immobiliari ai sensi dell’art. 65 della legge
30 aprile 1969, n. 153 – modificato dall’art. 20 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629, convertito, con modificazioni,
nella legge 15 febbraio 1980, n. 25 – e dell’art. 2, lettera c), della legge 5 agosto 1978, n. 457, sarà utilizzato dal predetto
Istituto, d’intesa con le amministrazioni competenti, per la costruzione di edifici relativi alle strutture sanitarie di base, agli
uffici pubblici e socio-sanitari nonchè per il finanziamento della costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare da
parte di cooperative nei comuni indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al decreto-legge 13
febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128.
Riparazione degli immobili di interesse storico-artistico.
Il contributo per la riparazione di immobili destinati ad uso pubblico, riconosciuti, alla data del 23 novembre 1980, di
interesse storico, artistico e monumentale, ai sensi della legge 1° giugno 1939, n. 1089, nonchè degli immobili adibiti a
fini di culto o appartenenti a comunità religiose, è pari alla intera spesa occorrente, ferma rimanendo la destinazione dei
predetti immobili per la durata di 29 anni. Il mutamento di destinazione prima del detto termine comporta restituzione del
Per gli edifici pubblici, di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, il relativo progetto e l’importo del contributo devono
essere approvati con provvedimento del Ministro per i beni culturali ed ambientali; quando si tratti di interventi per la
ristrutturazione e stabilità delle strutture degli edifici è previsto il concerto del Ministro dei lavori pubblici.
Per gli altri immobili di cui al primo comma, il relativo progetto e l’importo del contributo devono essere approvati ai
sensi dell’art. 14 della presente legge.
Pubblicità turistica all’estero.
I Ministri del turismo e dello spettacolo, per i beni culturali e ambientali e le Regioni Basilicata e Campania provvedono,
nell’ambito delle rispettive competenze, con l’ausilio tecnico dell’ENIT, ad un programma straordinario di promozione e di
pubblicità turistica all’estero, anche mediante interventi e sostegni a manifestazioni culturali, artistiche, sportive e di
spettacolo, con una spesa massima di 6 miliardi di lire.
Potenziamento dell’Istituto geografico militare.
Per le esigenze dell’Istituto geografico militare, connesse con gli interventi nelle zone colpite dal terremoto del
novembre 1980 e del febbraio 1981, il Ministro della difesa, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge,
è autorizzato ad assumere, a parziale copertura delle vacanze di organico, i candidati risultati idonei nei concorsi,
espletati nell’ultimo triennio, per l’accesso alle carriere dell’Istituto stesso.
Qualora con le assunzioni di cui al comma che precede non sia raggiunto il limite di 60 unità, il Ministro della difesa è
autorizzato a portare i residui posti sino a 60 in aumento al numero di quelli eventualmente da coprire con concorsi già
banditi ovvero indicendo apposito concorso.
Al fine della più sollecita acquisizione del personale occorrente, il concorso di cui al comma che precede sarà espletato
mediante unica prova d’esame consistente nel colloquio previsto dal bando di concorso, nel corso del quale sarà
accertata anche la predisposizione al disegno ed alla visione stereoscopica.
Prestazione del servizio militare in comuni terremotati.
I giovani di leva del triennio 1981-1983, residenti nei comuni danneggiati dal terremoto, che intendano prestare servizio
civile nelle zone terremotate, presentano apposita domanda al Ministero della difesa.
Il Ministro della difesa dà disposizioni per l’inizio del servizio entro due mesi dalla domanda, in rapporto alle richieste
motivate che gli enti locali fanno pervenire al Ministero stesso.
Il periodo di servizio prestato vale come periodo di ferma militare previsto per la rispettiva forza armata di
Il Ministro della difesa adotta una procedura semplificata per stipulare convenzioni con gli enti locali delle zone
terremotate che presentino domanda di utilizzazione di giovani di leva in servizio civile.
Agli enti convenzionati viene erogata, in considerazione delle eccezionali condizioni di disagio, una somma integrativa
della quota già prevista dalla legge 15 dicembre 1972, n. 772, per il mantenimento di giovani di leva in servizio civile.
I giovani di leva di cui al primo comma che hanno presentato domanda richiamandosi alla legge 15 dicembre 1972, n.
772, anteriormente all’entrata in vigore della presente legge, ed in attesa di riconoscimento, possono optare, a richiesta,
per il servizio civile da prestarsi secondo le modalità previste dal presente articolo.
I giovani di leva sopraindicati in servizio civile vengono impiegati nell’ambito della protezione civile e della ricostruzione
secondo modalità da definire da parte dei Ministeri della difesa, dell’interno, dei lavori pubblici e per i beni culturali e
Vengono istituiti corsi di formazione, della durata di 30 giorni, all’interno del periodo di servizio civile, gestiti dal
comitato regionale della protezione civile, a tal uopo designato dal competente Ministero.
Il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno invia semestralmente ai Presidenti delle Camere una relazione
scritta sull’attuazione degli interventi previsti dalla presente legge. A tale fine, le Regioni trasmettono ogni sei mesi una
relazione sullo stato di attuazione degli interventi di loro competenza.
Il Governo riferisce contestualmente sul rispetto, per le regioni colpite dal terremoto, della riserva di cui all’art. 107 del
testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.
Il mancato rispetto di tale riserva, a partire dal 1° gennaio 1982, da parte delle amministrazioni centrali dello Stato,
delle aziende autonome e degli enti pubblici a carattere nazionale, preclude la possibilità di attingere al fondo di cui
all’art. 3 della presente legge.
Proroga delle aspettative.
Le aspettative a favore degli amministratori comunali, già autorizzate dal Commissario straordinario del Governo per le
zone terremotate della Campania e della Basilicata, sono prorogate al 31 dicembre 1981.
Per le costruzioni in corso nelle zone sismiche di nuova classificazione la denuncia di cui al quinto comma dell’art. 30
della legge 2 febbraio 1974, n. 64, può essere presentata entro venti giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
Gli atti di primo acquisto, stipulati fino al 31 dicembre 1984, di aree da destinare alla costruzione di edifici, anche se
distrutti o danneggiati, destinati ad essere ricostruiti o riparati, sono soggetti alle imposte di registro, ipotecarie e catastali
in misura fissa, a condizione che l’acquirente risulti danneggiato, abbia la propria residenza nei comuni colpiti dal
terremoto da data anteriore al 24 novembre 1980 e la conservi alla data dell’acquisto.
Salvo il caso di forza maggiore, l’acquirente decade dai benefici previsti dal comma precedente qualora gli edifici
distrutti o danneggiati non vengano ricostruiti o riparati entro tre anni dall’acquisto e, nel caso di acquisto di terreni, ove
entro lo stesso termine non venga ultimata la costruzione.
Nel caso di acquisto dei terreni di cui al primo comma, i benefici ivi previsti sono estesi al suolo attiguo all’edificio
limitatamente al doppio dell’area coperta dalla costruzione. Sulla parte di suolo eccedente sono dovute, a costruzione
ultimata, le imposte di registro, ipotecarie e catastali nella misura ordinaria.
Nei comuni dotati di piano regolatore generale o di programma di fabbricazione, il beneficio si applica all’intera area
necessaria per realizzare i volumi fabbricabili stabiliti dalle norme o prescrizioni urbanistiche per le zone residenziali.
Per conseguire le agevolazioni tributarie previste dal presente articolo deve essere prodotta dichiarazione rilasciata in
carta semplice dalle competenti amministrazioni comunali, attestante il possesso da parte dell’acquirente dei requisiti di
cui al precedente primo comma.
Per la conferma delle agevolazioni stesse, l’interessato dovrà produrre, entro tre anni dalla data di registrazione
dell’atto di primo acquisto, attestazione del comune da cui risulti che ha soddisfatto le condizioni di cui ai precedenti
commi secondo, terzo e quarto.
Esenzione da imposte e tasse.
Le domande, gli atti, i provvedimenti, i contratti, comunque relativi all’attuazione delle leggi per la ricostruzione e lo
sviluppo delle zone colpite dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 e qualsiasi documentazione diretta a
conseguirne i benefici sono esenti dalle imposte di bollo di registro, ipotecarie e catastali e dalle tasse di concessione
governativa, nonche dagli emulumenti ipotecari di cui all’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972 n. 635, e dai tributi speciali di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
Agevolazioni in materia di indennizzi.
Gli indennizzi corrisposti da società di assicurazione per danni subiti in conseguenza del terremoto non concorrono alla
formazione del reddito imponibile delle imprese beneficiarie limitatamente alla differenza tra l’ammontare dell’indennizzo
e l’ultimo valore dei beni al netto degli ammortamenti effettuati, riconosciuto ai fini delle imposte sul reddito.
Limiti alla cumulabilità.
Le provvidenze disposte con la presente legge non sono cumulabili con quelle previste ai medesimi titoli da leggi statali
Dalle provvidenze di cui alla presente legge si detraggono il 25% del contributo eventualmente ricevuto ai sensi dell’art.
3, lettera d) del decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n.
874, nonchè le somme percepite a titolo di indennizzo relative ai contratti di assicurazione concernenti i danni derivanti
L’assegnazione in proprietà di un alloggio sostituisce il diritto ai contributi di cui alla lettera a) del precedente art. 8.
Per i contributi di cui agli articoli 21 e 22 la detrazione di cui al precedente secondo comma è limitata al 25% delle
somme percepite a titolo di indennizzo relative ai contratti di assicurazione concernenti i danni derivanti dal sisma a
condizione che siano mantenuti i livelli occupazionali esistenti alla data del terremoto del novembre 1980.
I soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche, aventi domicilio fiscale nelle zone colpite dagli eventi sismici del
novembre 1980 e del febbraio 1981, possono dedurre dal reddito complessivo dell’anno 1980 l’imposta locale sui redditi
che, ai sensi dei decreti-legge 26 novembre 1980, n. 776, e 31 gennaio 1981, n. 11, convertiti, con modificazioni,
rispettivamente, nelle leggi 22 dicembre 1980, n. 874, e 30 marzo 1981, n. 104, è stata versata nel 1981 a titolo di
acconto di quella dovuta per l’anno 1980.
I soggetti che nell’anno 1981 realizzano un volume di affari, determinato a norma dell’art. 20 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, superiore a dodici milioni di lire e che nello stesso
anno effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi non considerate tali agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto ai
sensi dell’art. 5 del decreto-legge 5 dicembre 1980, n. 799, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980,
n. 875, integrato dall’art. 2 del decreto-legge 31 gennaio 1981, n. 11, convertito, con modificazioni, nella legge 30 marzo
1981, n. 104, devono comunicare all’ufficio IVA competente, entro il 31 gennaio 1982, l’ammontare complessivo delle
operazioni stesse registrate nell’anno 1981 ai sensi degli articoli 23 e 24 del citato decreto del Presidente della
Con decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le modalità relative alla comunicazione di cui al precedente
L’omessa o inesatta comunicazione di cui al primo comma è punita con la sanzione prevista dall’art. 47 del citato
Il Ministro del tesoro è autorizzato ad assumere prestiti all’estero ed a stipulare i relativi atti.
Il Ministro del tesoro è altresì autorizzato a definire, con propri decreti, i rapporti tra il Tesoro e la Cassa per il
Mezzogiorno per il servizio dei prestiti esteri da questa contratti ed il cui ricavato affluisce al fondo di cui al precedente
Il servizio dei suddetti prestiti esteri è assunto a carico del bilancio dello Stato mediante iscrizione delle relative rate di
ammortamento, per capitale e interessi, in appositi capitoli dello stato di previsione del Ministero del tesoro. La direzione
generale del tesoro, alla scadenza delle rispettive rate di ammortamento, provvederà sia al pagamento delle rate a
favore degli istituti mutuanti che al rimborso a favore della Cassa per il Mezzogiorno delle rate da questa dovute.
All’onere derivante dall’applicazione del presente articolo, valutato per l’anno finanziario 1981 in lire 350 miliardi, si
provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo n. 6856 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per l’anno finanziario medesimo.
Per l’anno 1981, la somma da destinare al fondo di cui al precedente art. 3 resta determinata in lire 2.000 miliardi.
Al relativo onere si provvede, quanto a lire 1.900 miliardi e quanto a lire 100 miliardi, mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, rispettivamente, ai capitoli n. 9001 e n. 6856 dello stato di previsione del Ministero
del tesoro per l’anno finanziario medesimo. Per gli anni successivi le relative quote saranno determinate in sede di legge
INTERVENTO STATALE PER L’EDILIZIA A NAPOLI
E’ dichiarata di preminente interesse nazionale la realizzazione di un programma straordinario di edilizia residenziale
per la costruzione nell’area metropolitana di Napoli di ventimila alloggi e delle relative opere di urbanizzazione.
Entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il sindaco di Napoli, per gli adempimenti di cui al
presente titolo, nominato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, Commissario straordinario di Governo,
individua nell’ambito del territorio comunale, le aree disponibili ed immediatamente utilizzabili dandone comunicazione al
CIPE, con l’indicazione del numero di alloggi realizzabili sulle aree stesse.
L’individuazione delle aree comporta la dichiarazione di indifferibilità ed urgenza delle opere da realizzare nonchè la
revoca della concessione di aree assegnate a cooperative edilizie le quali non abbiano, alla data di entrata in vigore della
presente legge, dato formale e sostanziale inizio ai lavori.
Tale individuazione è effettuata, in deroga alla vigente normativa urbanistica edilizia, anche per quanto riguarda la
destinazione d’uso e gli indici di edificabilità. Nel caso in cui le aree individuate non siano comprese in strumenti
urbanistici, ovvero questi ultimi non prescrivano indici di fabbricabilità, alle aree stesse viene attribuito l’indice di
edificabilità di 200 abitanti per ettaro. Tale ultimo indice, come quello previsto dagli strumenti urbanistici, può essere
modificato dal CIPE su motivata richiesta del sindaco.
Ai proprietari, ai proprietari coltivatori diretti, ai fittavoli, ai mezzadri, ai coloni o compartecipanti spettano tutte le
indennità previste dalla legge 29 luglio 1980, n. 385, maggiorate dal 70%. Non si fa luogo ai conguagli di cui agli articoli 1
e 2 della legge medesima. L’espropriato può proporre opposizione alla stima che sarà rinnovata in sede giudiziaria ai
sensi degli articoli 12 e 13 della legge 15 gennaio 1885, n. 2892.
Entro 15 giorni dalla individuazione delle aree il sindaco procede, direttamente o a mezzo di un suo delegato,
all’occupazione delle aree con contestuale redazione dello stato di consistenza delle stesse.
I proprietari e tutti coloro che vantano diritti sui beni da occupare sono resi edotti del giorno e dell’ora iniziali delle
operazioni suindicate esclusivamente a mezzo di avvisi da affiggersi all’albo del comune e da pubblicarsi sui quotidiani a
maggiore diffusione nell’area napoletana.
Ai fini dell’occupazione delle aree il prefetto di Napoli, su semplice richiesta del sindaco o suo delegato, deve
assicurare tutta l’assistenza necessaria.
Modalità dell’intervento.
Gli interventi di cui all’articolo precedente sono realizzati in modo unitario, sulla base di programmi costruttivi,
comprensivi della urbanizzazione primaria e secondaria, e con riferimento ai costi di costruzione stabiliti dal CIPE su
proposta del Ministro dei lavori pubblici.
Le opere sono affidate in concessione, entro 15 giorni dall’occupazione delle aree, a mezzo di apposite convenzioni in
deroga alle norme vigenti, a società, imprese di costruzione, anche cooperative o loro consorzi, idonee sotto il profilo
tecnico e imprenditoriale.
Formano oggetto della concessione tutte le operazioni necessarie per l’acquisizione delle aree occupate, ivi comprese
le procedure di espropriazione ed il pagamento delle indennità ai sensi della presente legge, la formulazione del
programma costruttivo sulla base delle indicazioni del sindaco di Napoli per quanto concerne il numero degli alloggi da
realizzare, le tipologie degli stessi, le prescrizioni urbanistico-edilizie da osservare e i termini per la realizzazione
dell’intervento, la progettazione esecutiva delle opere, la realizzazione delle stesse e quant’altro necessario per rendere
le opere compiute, la consegna degli alloggi agli assegnatari.
Scaduto inutilmente il termine di cui al secondo comma, all’affidamento della concessione provvede, nei successivi 15
giorni, il CIPE su proposta del Ministro dei lavori pubblici.
Edilizia in aree esterne al territorio comunale.
Per la costruzione degli alloggi non realizzabili sulle aree individuate nel territorio del comune di Napoli a norma del
precedente art. 80 e sino alla concorrenza di 20.000 unità abitative, il Presidente del Consiglio dei Ministri nomina
Commissario straordinario il presidente della giunta regionale – che ha per vice il presidente dell’amministrazione
provinciale – il quale provvede, ai sensi dell’art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e
con le procedure da tale articolo previste, alla individuazione nel territorio di altri comuni dell’area napoletana delle aree
occorrenti, nonchè a tutti gli altri adempimenti necessari per la realizzazione degli interventi, con le medesime funzioni
attribuite dagli articoli 80 e 81 della presente legge al sindaco di Napoli e con le stesse procedure, modalità e termini
stabiliti nei precedenti articoli, ivi compresi i poteri sostitutivi del CIPE.
Il numero delle unità abitative da realizzare al di fuori del territorio del comune di Napoli può essere incrementato fino a
un quinto, su deliberazione del CIPE, e tenuto conto delle esigenze abitative dei comuni nei quali sono realizzati gli
insediamenti. Tale numero aggiuntivo di alloggi è riservato per l’assegnazione ai residenti in ciascuno di detti comuni.
Compiti del CIPE.
Il CIPE, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, fissa, anche in deroga alla normativa
vigente, i criteri, le modalità ed i requisiti soggettivi e oggettivi per l’assegnazione degli alloggi in locazione semplice od a
riscatto per la determinazione dei canoni di locazione e dei prezzi di riscatto nonchè le procedure ed i termini perentori
per la formazione dei bandi, la loro pubblicazione, la presentazione di domande ed opposizioni e per la stipula dei
contratti da realizzare prima dell’ultimazione degli alloggi posti a concorso.
I bandi di concorso sono pubblicati, per ciascun intervento, entro 30 giorni dall’affidamento della relativa concessione.
Ai proprietari di una sola unità abitativa danneggiata o distrutta dal sisma, la assegnazione degli alloggi di cui alla
presente legge viene effettuata gratuitamente in proprietà – con divieto di alienazione o locazione per un decennio – ed i
diritti sull’immobile danneggiato o distrutto sono trasferiti al comune. Qualora la superficie dell’unità immobiliare
assegnata superi di oltre il 20% la superficie utile dell’immobile danneggiato o distrutto, l’assegnatario, è tenuto al
pagamento del valore della parte eccedente.
Attribuzioni degli organi straordinari.
Per tutti i compiti derivanti dal presente titolo, il sindaco di Napoli ed il presidente della giunta regionale sono coadiuvati
da un comitato tecnico amministrativo costituito da un avvocato dello Stato, da un funzionario dell’ufficio tecnico erariale
di Napoli, da un funzionario dell’amministrazione dei lavori pubblici, da un funzionario della direzione provinciale del
tesoro di Napoli, da un ufficiale superiore del genio militare. Detti funzionari sono designati dai rispettivi capi degli uffici
entro cinque giorni dall’entrata in vigore della presente legge e sono dispensati per tutto il periodo di svolgimento
dell’incarico, e comunque per non oltre 18 mesi, da ogni attività del proprio ufficio.
Agli indicati funzionari, per il periodo di espletamento dell’incarico, è attribuita, a carico del comune di Napoli, una
indennità pari al 40% dello stipendio lordo in godimento.
Nell’espletamento delle funzioni attribuite con le disposizioni del presente titolo, il sindaco di Napoli ed il presidente
della giunta regionale agiscono nella qualità di commissari straordinari di Governo nominati dal Presidente del Consiglio
dei ministri e sono soggetti soltanto alle norme di cui al presente titolo, della Costituzione e dei princìpi generali
Il sindaco di Napoli ed il presidente della giunta regionale presentano al CIPE, semestralmente, e fino alla
realizzazione dell’intero programma, una relazione sull’attività svolta.
Alla data del 31 dicembre 1982 cessano tutti i compiti ed i poteri conferiti con le disposizioni del presente titolo. Le
eventuali operazioni in corso sono ultimate da un funzionario nominato dal CIPE.
Al finanziamento delle disposizioni di cui al presente titolo è destinata, per il biennio 1981-1982, la complessiva somma
di lire 1.500 miliardi.
Alla quota di lire 450 miliardi relativa all’anno 1981, si provvede mediante corrispondente utilizzo della somma di cui
all’art. 2 del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, come modificato dalla presente legge di conversione, ferma restando la
destinazione della rimanente somma di cui agli articoli 1 e 2 del citato decreto esclusivamente agli interventi negli altri
Per il finanziamento della residua quota di lire 1.050 miliardi, relativa all’anno 1982, il Ministro del tesoro è autorizzato,
in aggiunta ai mezzi di bilancio da indicare in sede di legge finanziaria per l’anno medesimo, a stipulare convenzioni per
la contrazione di prestiti esteri, nonchè per il ricorso al Fondo di ristabilimento del Consiglio di Europa.