Source: http://www.ingegneri.info/normativa/decreto-del-presidente-della-repubblica-1-febbraio-2010-n-76-regolamento-concernente-la-struttura-ed-il-funzionamento-dellagenzia-nazionale-di-valutazione-del-sistema-universitario-e-della-ricer/
Timestamp: 2018-05-25 18:44:12+00:00
Document Index: 53950726

Matched Legal Cases: ['art.  33', 'art.   117', 'art. 2', 'art.  17', 'art. 17', 'art.  5', 'art. 11', 'art.\n2', 'art. 11', 'art.  2', 'art. 5', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 69', 'art.  1', 'art. 69', 'art. 1', 'art.  1', 'art.  2', 'art.   3', 'art.  4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.   2', 'art.  8', 'art.  29', 'art.  10', 'art. 17', 'art. 9', 'art.  17', 'art. 2', 'art.   1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art.  13', 'art.  4', 'arte\n6', 'art.  23', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 16', 'art.  8', 'art. 19', 'art.  1', 'art.  9', 'art.  17', 'art. 39', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 23', 'art.  60', 'art.  19', 'art.  2359', 'art.  1', 'art.  17', 'art.  8', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 5', 'art.  23', 'art. 28', 'art. 19', 'art.   21', 'art. 7', 'art.\n1', 'art. 36', 'art. 19', 'art.  2', 'art.  5', 'art. 5', 'art. 65', 'art. 5', 'art.  16', 'art.  1', 'art. 11', 'art.  7', 'art. 11', 'art.  15', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 10', 'art.  8', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 5', 'art.  10', 'art.  36', 'art.\n70', 'art. 3', 'art.  16', 'art. 70', 'art. 2', 'art. 17']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 febbraio 2010, n. 76 - Regolamento concernente la struttura ed il funzionamento dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), adottato ai sensi dell'articolo 2, comma 140, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. (10G0098) (GU n. 122 del 27-5-2010 | Ingegneri.info
<DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 2010, n. 75 – Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell’articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88. (10G0096) (GU n. 121 del 26-5-2010
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 2 marzo 2010>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 febbraio 2010, n. 76 – Regolamento concernente la struttura ed il funzionamento dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 140, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. (10G0098) (GU n. 122 del 27-5-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 febbraio 2010, n. 76 - Regolamento concernente la struttura ed il funzionamento dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), adottato ai sensi dell'articolo 2, comma 140, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. (10G0098) (GU n. 122 del 27-5-2010 - Suppl. Ordinario n.109) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 11/06/2010
Regolamento concernente la struttura ed il funzionamento dell’Agenzia
(ANVUR),  adottato  ai  sensi  dell’articolo  2,   comma   140,   del
dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. (10G0098)
Visti gli articoli 33, sesto comma, e 117, commi  secondo,  lettera
g), e sesto della Costituzione;
Visto l’articolo 2, commi 138 e 139, del  decreto-legge  3  ottobre
2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  novembre
2006, n. 286;
Visto, in particolare, il comma  140  del  citato  articolo  2  del
decreto-legge  n.  262  del  2006,  il  quale  stabilisce   che   con
regolamento, emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della  legge
23 agosto 1988, n. 400, su  proposta  del  Ministro  dell’istruzione,
dell’universita’ e della  ricerca,  previo  parere  delle  competenti
Commissioni  parlamentari,  sono  disciplinati  la  struttura  e   il
funzionamento  dell’Agenzia  nazionale  di  valutazione  del  sistema
universitario e della ricerca (ANVUR), nonche’ la nomina e la  durata
in carica dei componenti dell’organo direttivo;
Visto l’articolo 5 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204;
Visto l’articolo 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300,
Visto l’articolo 2 della legge 19 ottobre 1999, n. 370;
Visto l’articolo 2, commi 7 e 8, della legge 21 dicembre  1999,  n.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 febbraio  2008,
n. 64;
Visto l’articolo 2, comma 634, della legge  24  dicembre  2007,  n.
consultiva per gli atti  normativi  nell’Adunanza  del  16  settembre
Considerato che la VII Commissione della  Camera  dei  deputati  ha
richiesto, quale condizione,  che  all’articolo  3,  comma  2,  venga
soppresso  l’avverbio  «principalmente»  allo  scopo  di  rendere  la
valutazione tra pari l’unico ed esclusivo  parametro  di  valutazione
del prodotto della qualita’ della ricerca;
Ritenuto di non accogliere la predetta condizione considerando  che
la scelta del metodo di valutazione della qualita’ dei prodotti della
ricerca  debba   essere   rimessa   all’apprezzamento   discrezionale
dell’Agenzia, in quanto ci possono essere settori e casi  in  cui  e’
ammissibile  la  valutazione  metrica;  ritenuto  altresi’   di   non
accogliere la predetta condizione in quanto,  se  la  stessa  venisse
accolta, sarebbe impossibile utilizzare, per le  predette  finalita’,
l’anagrafe nominativa dei professori e  dei  ricercatori,  contenente
per ciascun soggetto l’elenco delle pubblicazioni scientifiche di cui
all’articolo 3-bis  del  decreto-legge  10  novembre  2008,  n.  180,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1;
Considerato, altresi’, che la  VII  Commissione  della  Camera  dei
deputati ha chiesto, quale condizione, di chiarire se  il  Direttore,
di cui all’articolo 6, e il Comitato consultivo, di cui  all’articolo
11, facciano parte degli organi dell’Agenzia;
Ritenuto che il Direttore e  il  Comitato  consultivo  non  debbano
essere inclusi nel novero degli organi dell’Agenzia in attuazione del
principio generale  di  separazione  tra  attivita’  di  indirizzo  e
attivita’  di  gestione  affermato  dall’articolo   4   del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , cui devono adeguarsi le pubbliche
Considerato che il Consiglio di Stato e la 1ª e la 7 ª  Commissione
del Senato hanno formulato osservazioni in ordine  alla  opportunita’
di prevedere la diversificazione del mandato dei componenti del primo
Consiglio direttivo, previsto dall’articolo 6, comma 4;
Ritenuto che lo scopo  dell’articolo  6,  comma  4,  e’  quello  di
garantire  «a  regime»  il  periodico  rinnovo  parziale  dell’organo
assicurando nel contempo una  continuita’  nella  composizione  dello
stesso al fine di recuperare le esperienze maturate;
Considerato,  altresi’,  che  tale   meccanismo   e’   gia’   stato
sperimentato con successo con il Consiglio  universitario  nazionale,
ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 16  gennaio  2006,  n.
18, e che il ricorso al sorteggio, quale criterio  per  la  selezione
dei  mandati  «a  durata   differenziata»,   fornisce   garanzie   di
trasparenza, si ritiene di non accogliere  le  predette  osservazioni
per le suesposte considerazioni;
riunione del 17 dicembre 2009;
1. Il presente regolamento  disciplina  la  struttura,  il  modello
organizzativo  e   il   funzionamento   dell’Agenzia   nazionale   di
valutazione  del  sistema  universitario  e  della  ricerca   (ANVUR)
costituita ai sensi dell’articolo 2, comma 138, del  decreto-legge  3
ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla  legge  24
novembre 2006, n. 286.
2. Agli effetti del presente regolamento si intendono:
a) per Ministro e Ministero, rispettivamente  il  Ministro  e  il
b) per Agenzia, l’Agenzia nazionale di  valutazione  del  sistema
universitario e della ricerca (ANVUR) di cui al comma 1;
c) per universita’, tutte le istituzioni  universitarie  italiane
statali e non statali, comunque denominate, ivi compresi gli istituti
universitari ad ordinamento speciale;
d) per enti di ricerca, tutti gli enti e le istituzioni pubbliche
di ricerca non universitari, di esclusiva vigilanza del Ministero,  e
gli enti privati di ricerca destinatari  di  finanziamenti  pubblici,
relativamente alle somme erogate dal Ministero.
3. L’Agenzia ha personalita’ giuridica di diritto  pubblico  ed  ha
sede in Roma. E’ dotata di autonomia organizzativa, amministrativa  e
contabile, anche  in  deroga  alle  disposizioni  sulla  contabilita’
generale dello Stato e opera ai sensi dell’articolo 8, comma  1,  del
decreto legislativo 30  luglio  1999,  n.  300.  E’  sottoposta  alla
vigilanza del Ministro e al controllo sulla gestione da  parte  della
4. Le attivita’ dell’Agenzia disciplinate nel presente  regolamento
possono essere svolte, sulla base di apposite  convenzioni  stipulate
tra il Ministro e gli altri Ministri vigilanti, in tutto o in  parte,
anche nei  confronti  degli  enti  di  ricerca  non  sottoposti  alla
vigilanza esclusiva del Ministero. Sono fatte salve le competenze del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali,  di  cui  all’articolo
29, commi 7, 8 e 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e
quelle degli altri Ministeri previste dalla normativa vigente.
– Si riporta  il  sesto  comma  dell’art.  33  e  commi
secondo,  lettera  g),  e   sesto   dell’art.   117   della
«Le  istituzioni  di  alta  cultura,   universita’   ed
accademie, hanno il diritto di darsi  ordinamenti  autonomi
nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.».
Stato e degli enti pubblici nazionali;».
«La potesta’  regolamentare  spetta  allo  Stato  nelle
funzioni loro attribuite.».
– Si riporta il testo dell’art. 2, commi 138, 139 e 140
del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286:
«138.  Al  fine  di  razionalizzare   il   sistema   di
valutazione   della   qualita’   delle   attivita’    delle
universita’ e degli enti  di  ricerca  pubblici  e  privati
destinatari    di    finanziamenti    pubblici,     nonche’
dell’efficienza  ed  efficacia  dei  programmi  statali  di
finanziamento  e  di  incentivazione  delle  attivita’   di
ricerca e di innovazione, e’ costituita l’Agenzia nazionale
di valutazione del sistema universitario  e  della  ricerca
(ANVUR), con personalita’ giuridica  di  diritto  pubblico,
a) valutazione esterna della qualita’ delle attivita’
delle universita’  e  degli  enti  di  ricerca  pubblici  e
privati destinatari di finanziamenti pubblici,  sulla  base
di   un   programma   annuale   approvato   dal    Ministro
b)  indirizzo,  coordinamento   e   vigilanza   delle
attivita’ di valutazione demandate ai nuclei di valutazione
interna degli atenei e degli enti di ricerca;
c) valutazione dell’efficienza e  dell’efficacia  dei
programmi statali  di  finanziamento  e  di  incentivazione
delle attivita’ di ricerca e di innovazione.
139.  I  risultati  delle  attivita’   di   valutazione
dell’ANVUR  costituiscono  criterio  di   riferimento   per
l’allocazione dei finanziamenti statali alle universita’  e
agli enti di ricerca.
140. Con regolamento emanato  ai  sensi  dell’art.  17,
del  Ministro  dell’universita’  e  della  ricerca,  previo
parere  delle  competenti  Commissioni  parlamentari,  sono
disciplinati:
a)  la  struttura  e  il  funzionamento   dell’ANVUR,
secondo  principi   di   imparzialita’,   professionalita’,
trasparenza  e  pubblicita’  degli  atti,  e  di  autonomia
organizzativa, amministrativa e contabile, anche in  deroga
alle disposizioni sulla contabilita’ generale dello Stato;
b) la nomina e la durata  in  carica  dei  componenti
dell’organo direttivo, scelti anche tra qualificati esperti
stranieri, e le relative indennita’».
– Il comma 2, dell’art. 17, della Legge 23 agosto 1988,
n. 400, concernente: «Disciplina dell’attivita’ di  Governo
e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei  Ministri»
–  La  legge  9  maggio  1989,  n.  168,   concernente:
«Istituzione del Ministero dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica»  e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 11 maggio 1989, n. 108, S.O.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  5,  del   decreto
legislativo   5   giugno   1998,   n.   204,   concernente:
«Disposizioni per il coordinamento, la programmazione e  la
valutazione della politica nazionale relativa alla  ricerca
scientifica e tecnologica, a norma dell’art. 11,  comma  1,
lettera d), della legge 15 marzo 1997, n. 59»:
«Art. 5.  –  1.  E’  istituito,  presso  il  MURST,  il
comitato di indirizzo  per  la  valutazione  della  ricerca
(CIVR), composto da non piu’ di 7 membri, anche  stranieri,
di comprovata qualificazione ed esperienza, scelti  in  una
pluralita’  di  ambiti  metodologici  e  disciplinari.   Il
comitato, sulla  base  di  un  programma  annuale  da  esso
a) svolge attivita’ per il sostegno alla  qualita’  e
alla migliore utilizzazione  della  ricerca  scientifica  e
tecnologica   nazionale.   A   tal   fine    promuove    la
sperimentazione,  l’applicazione   e   la   diffusione   di
metodologie,  tecniche  e  pratiche  di  valutazione  della
b) determina i criteri generali per le  attivita’  di
valutazione svolte dagli enti di ricerca, dalle istituzioni
scientifiche  e  di  ricerca  e   dell’ASI,   verificandone
c)  d’intesa  con   le   pubbliche   amministrazioni,
progetta ed effettua attivita’ di  valutazione  esterna  di
enti di ricerca da esse vigilati o finanziati,  nonche’  di
progetti e  programmi  di  ricerca  da  esse  coordinati  o
finanziati;
d)  predispone  rapporti  periodici  sulle  attivita’
svolte e una relazione annuale in  materia  di  valutazione
della ricerca, che trasmette al Ministero  dell’universita’
e della ricerca  scientifica  e  tecnologica,  ai  Ministri
interessati e al CIPE;
e) determina criteri e modalita’ per la costituzione,
da parte di enti  di  ricerca  e  dell’ASI,  ove  cio’  sia
previsto dalla normativa vigente, di un  apposito  comitato
incaricato della valutazione dei  risultati  scientifici  e
tecnologici dell’attivita’  complessiva  dell’ente  e,  ove
ricorrano, degli istituti in cui si articola.
2.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei
Ministri, sentito il Consiglio dei  Ministri,  su  proposta
del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e
tecnologica, sono nominati i componenti del comitato  e  ne
e’ determinata la durata del mandato. I dipendenti pubblici
possono essere collocati in aspettativa per la  durata  del
mandato. Il comitato elegge nel suo seno il presidente.
4. Le indennita’ spettanti ai membri del comitato  sono
determinate con decreto  del  Ministro  dell’universita’  e
della ricerca scientifica e  tecnologica,  a  valere  sullo
stato di previsione del MURST.
6. Le competenze  di  indirizzo  e  di  promozione  del
comitato non possono essere delegate ad altri soggetti.  Il
comitato si avvale della segreteria tecnica di cui all’art.
2,  comma  3,  del  presente  decreto  e  puo’   ricorrere,
limitatamente  a  specifici  adempimenti   strumentali,   a
societa’ od enti prescelti ai sensi del decreto legislativo
17  marzo  1995,  n.  157  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, in materia di appalti di servizi.».
modificazioni concernente: «Riforma dell’organizzazione del
Governo, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n.
59»:
«Art. 2. – 1. I Ministeri sono i seguenti:
7) Ministero delle politiche  agricole  alimentari  e
8)  Ministero  dell’ambiente  e  della   tutela   del
10) Ministero del lavoro, e delle politiche sociali;
11)  Ministero  dell’istruzione,  dell’universita’  e
12) Ministero per i beni e le attivita’ culturali;
13) Ministero della salute.
2.  I  Ministeri  svolgono,  per  mezzo  della  propria
organizzazione,   nonche’   per   mezzo    delle    agenzie
disciplinate dal presente decreto legislativo, le  funzioni
di spettanza  statale  nelle  materie  e  secondo  le  aree
funzionali  indicate  per  ciascuna   amministrazione   dal
presente decreto, nel  rispetto  degli  obblighi  derivanti
dall’appartenenza all’Unione europea.
3. Sono in ogni caso attribuiti ai Ministri, anche  con
riferimento alle agenzie dotate di personalita’  giuridica,
la titolarita’ dei poteri di indirizzo politico di cui agli
articoli 3 e 14 del decreto legislativo n. 29 del 1993 e la
relativa responsabilita’.
4.  I  Ministeri  intrattengono,   nelle   materie   di
rispettiva competenza, i rapporti con  l’Unione  europea  e
con  le  organizzazioni  e  le  agenzie  internazionali  di
settore, fatte salve  le  competenze  del  Ministero  degli
affari esteri.».
– Il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85,  concernente:
«Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture  di
legge  24  dicembre  2007,   n.   244»   (convertito,   con
modificazioni, dalla legge  14  luglio  2008,  n.  121)  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2008, n. 14.
– Si riporta il  testo  dell’art.  2,  della  legge  19
ottobre 1999, n. 370, concernente: «Disposizioni in materia
di universita’ e di ricerca scientifica e tecnologica»:
«Art. 2. – 1. E’ istituito il Comitato nazionale per la
valutazione del sistema universitario, costituito  da  nove
membri, anche stranieri, di  comprovata  qualificazione  ed
esperienza nel  campo  della  valutazione,  scelti  in  una
pluralita’ di settori metodologici e disciplinari, anche in
ambito non accademico e nominati con decreto  del  Ministro
previo parere delle  competenti  Commissioni  parlamentari.
Con distinto decreto dello stesso Ministro,  previo  parere
delle    competenti    Commissioni    parlamentari,    sono
disciplinati il funzionamento del Comitato e la  durata  in
carica dei suoi componenti secondo  principi  di  autonomia
operativa e di pubblicita’ degli atti (). Il Comitato:
a) fissa i criteri generali per la valutazione  delle
attivita’  delle  universita’  previa  consultazione  della
Conferenza dei rettori delle universita’  italiane  (CRUI),
del Consiglio universitario nazionale (CUN) e del Consiglio
nazionale   degli   studenti   universitari   (CNSU),   ove
b) promuove la sperimentazione, l’applicazione  e  la
diffusione di metodologie e pratiche di valutazione;
c)  determina   ogni   triennio   la   natura   delle
informazioni e i dati che i  nuclei  di  valutazione  degli
atenei sono tenuti a comunicare annualmente;
d) predispone ed attua, sulla  base  delle  relazioni
dei nuclei  di  valutazione  degli  atenei  e  delle  altre
informazioni acquisite, un programma annuale di valutazioni
esterne  delle   universita’   o   di   singole   strutture
didattiche, approvato dal Ministro dell’universita’ e della
ricerca  scientifica   e   tecnologica,   con   particolare
riferimento alla qualita’  delle  attivita’  universitarie,
sulla   base   di   standard   riconosciuti    a    livello
internazionale, nonche’ della raccomandazione 98/561/CE del
Consiglio, del 24 settembre  1998,  sulla  cooperazione  in
materia  di   garanzia   della   qualita’   nell’istruzione
e)  predispone  annualmente   una   relazione   sulle
attivita’ di valutazione svolte;
f)  svolge  i  compiti  assegnati   dalla   normativa
vigente, alla data di  entrata  in  vigore  della  presente
legge, all’Osservatorio  per  la  valutazione  del  sistema
universitario   di   cui   al    decreto    del    Ministro
dell’universita’ e della ricerca scientifica e  tecnologica
5 maggio 1999, n. 229;
g) svolge, su richiesta del Ministro dell’universita’
e  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica,   ulteriori
attivita’  consultive,  istruttorie,  di  valutazione,   di
definizione  di  standard,  di  parametri  e  di  normativa
tecnica, anche in relazione alle distinte  attivita’  delle
universita’, nonche’ ai progetti e alle proposte presentati
dalle medesime.
2.   A   decorrere   dall’anno   2000    il    Ministro
sentiti il CUN, il CNSU e la  CRUI,  riserva,  con  proprio
decreto, unitamente  alla  quota  di  riequilibrio  di  cui
all’art. 5, commi 3 e 8, della legge 24 dicembre  1993,  n.
537, e successive  modificazioni,  un’ulteriore  quota  del
fondo per il finanziamento ordinario delle universita’  per
l’attribuzione agli atenei  di  appositi  incentivi,  sulla
base di obiettivi predeterminati ed in relazione agli esiti
dell’attivita’ di  valutazione  di  cui  all’art.  1  e  al
3. Alla data di insediamento del Comitato nazionale per
la  valutazione  del  sistema  universitario  e’  soppresso
l’Osservatorio   per    la    valutazione    del    sistema
universitario. Al Comitato nazionale per la valutazione del
sistema universitario si applicano le disposizioni  di  cui
all’art. 1, comma 88, della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
la relativa autorizzazione di spesa, da intendere  riferita
alle  attivita’  del  Comitato,  e’  integrata  di  lire  2
miliardi a decorrere dal 1° gennaio 1999.
4. Alla data di cui al comma  3,  primo  periodo,  sono
abrogati il  secondo  e  il  terzo  periodo  del  comma  23
dell’art. 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.».
– Il testo dell’art. 2, commi 7  e  8  della  legge  21
dicembre  1999,  n.  508,   concernente:   «Riforma   delle
Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza,
superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori  di
musica  e  degli  Istituti  musicali  pareggiati»   e’   il
«7.  Con  uno  o  piu’  regolamenti  emanati  ai  sensi
su proposta del Ministro dell’universita’ e  della  ricerca
scientifica e tecnologica di concerto con il Ministro della
pubblica  istruzione,  sentiti  il  CNAM  e  le  competenti
Commissioni  parlamentari,  le  quali  si  esprimono   dopo
l’acquisizione degli altri pareri previsti per legge,  sono
a)   i   requisiti   di   qualificazione   didattica,
scientifica e artistica delle istituzioni e dei docenti;
b) i requisiti di idoneita’ delle sedi;
c) le modalita’ di trasformazione di cui al comma 2;
d) i possibili accorpamenti  e  fusioni,  nonche’  le
modalita’ di convenzionamento con istituzioni scolastiche e
f) i criteri generali per l’adozione degli statuti di
autonomia e per l’esercizio dell’autonomia regolamentare;
g) le procedure,  i  tempi  e  le  modalita’  per  la
programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo  dell’offerta
didattica nel settore;
h)   i   criteri   generali   per   l’istituzione   e
l’attivazione  dei  corsi,  ivi  compresi  quelli  di   cui
all’art. 4, comma 3, per gli ordinamenti didattici e per la
programmazione degli accessi;
i) la valutazione dell’attivita’ delle istituzioni di
cui all’art. 1.
8. I regolamenti di cui al comma 7 sono  emanati  sulla
base dei seguenti principi e criteri direttivi:
a)  valorizzazione  delle  specificita’  culturali  e
tecniche dell’alta formazione artistica e musicale e  delle
istituzioni del settore, nonche’  definizione  di  standard
qualitativi riconosciuti in ambito internazionale;
b) rapporto tra studenti e docenti, nonche’ dotazione
di strutture e  infrastrutture,  adeguati  alle  specifiche
attivita’ formative;
c) programmazione dell’offerta formativa  sulla  base
della  valutazione  degli  sbocchi  professionali  e  della
considerazione  del  diverso  ruolo  della  formazione  del
settore rispetto alla formazione tecnica superiore  di  cui
all’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e a  quella
universitaria, prevedendo modalita’ e strumenti di raccordo
tra i tre sistemi su base territoriale;
d) previsione, per le istituzioni di cui all’art.  1,
della facolta’ di attivare, fino alla data  di  entrata  in
vigore di specifiche norme di riordino del  settore,  corsi
di formazione musicale o coreutica di base, disciplinati in
modo da consentirne la frequenza agli alunni iscritti  alla
scuola media e alla scuola secondaria superiore;
e) possibilita’ di  prevedere,  contestualmente  alla
riorganizzazione delle strutture e dei corsi  esistenti  e,
comunque, senza maggiori oneri per il bilancio dello Stato,
una graduale statizzazione,  su  richiesta,  degli  attuali
Istituti musicali pareggiati e  delle  Accademie  di  belle
arti legalmente riconosciute, nonche’ istituzione di  nuovi
musei e  riordino  di  musei  esistenti,  di  collezioni  e
biblioteche, ivi comprese quelle  musicali,  degli  archivi
sonori, nonche’ delle strutture necessarie alla  ricerca  e
alle produzioni artistiche.
Nell’ambito  della  graduale  statizzazione  si  terra’
conto,  in  particolare  nei   capoluoghi   sprovvisti   di
istituzioni statali, dell’esistenza di Istituti non statali
e di Istituti  pareggiati  o  legalmente  riconosciuti  che
abbiano   fatto   domanda,    rispettivamente,    per    il
pareggiamento o il legale  riconoscimento,  ovvero  per  la
statizzazione,  possedendone  i  requisiti  alla  data   di
f) definizione di un  sistema  di  crediti  didattici
finalizzati al riconoscimento reciproco dei corsi  e  delle
altre attivita’ didattiche seguite dagli studenti,  nonche’
al riconoscimento parziale o totale degli studi  effettuati
qualora  lo  studente  intenda  proseguirli   nel   sistema
universitario o della formazione tecnica superiore  di  cui
all’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
g) facolta’ di  convenzionamento,  nei  limiti  delle
risorse attribuite a ciascuna istituzione, con  istituzioni
scolastiche per realizzare percorsi integrati di istruzione
e di formazione musicale o  coreutica  anche  ai  fini  del
conseguimento  del   diploma   di   istruzione   secondaria
superiore  o  del  proseguimento  negli  studi  di  livello
h) facolta’ di  convenzionamento,  nei  limiti  delle
universitarie per lo  svolgimento  di  attivita’  formative
finalizzate al rilascio di  titoli  universitari  da  parte
degli  atenei  e  di  diplomi  accademici  da  parte  delle
istituzioni di cui all’art. 1;
i)  facolta’  di   costituire,   sulla   base   della
contiguita’ territoriale, nonche’ della complementarieta’ e
integrazione  dell’offerta  formativa,  Politecnici   delle
arti, nei quali possono confluire  le  istituzioni  di  cui
all’art.  1  nonche’  strutture   delle   universita’.   Ai
Politecnici delle arti si  applicano  le  disposizioni  del
l) verifica  periodica,  anche  mediante  l’attivita’
dell’Osservatorio   per   la   valutazione   del    sistema
universitario,  del   mantenimento   da   parte   di   ogni
istituzione degli standard e dei requisiti  prescritti;  in
caso di non mantenimento da parte di  istituzioni  statali,
con decreto del Ministro dell’universita’ e  della  ricerca
scientifica e tecnologica le  stesse  sono  trasformate  in
sedi distaccate di altre istituzioni e, in  caso  di  gravi
carenze strutturali e formative, soppresse; in caso di  non
mantenimento  da  parte   di   istituzioni   pareggiate   o
legalmente   riconosciute,   il    pareggiamento    o    il
riconoscimento  e’  revocato  con  decreto   del   Ministro
–  Il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   21
febbraio 2008, n. 64, concernente: «Regolamento concernente
la struttura ed il funzionamento dell’Agenzia nazionale  di
valutazione  del  sistema  universitario  e  della  ricerca
(ANVUR)», abrogato dal presente regolamento, e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 9 aprile 2008, n. 84.
– Si riporta il testo dell’art.  2,  comma  634,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, concernente:  «Disposizioni
per la formazione del bilancio annuale e pluriennale  dello
Stato (legge finanziaria 2008)»:
–  Si   riporta   il   testo   dell’art.   3-bis,   del
decreto-legge  10  novembre  2008,  n.   180   concernente:
«Disposizioni  urgenti  per  il  diritto  allo  studio,  la
valorizzazione  del  merito  e  la  qualita’  del   sistema
universitario   e   della   ricerca»,    convertito,    con
modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1:
«Art. 3-bis. –  1.  A  decorrere  dall’anno  2009,  con
della ricerca sono individuati modalita’ e criteri  per  la
costituzione, senza nuovi o maggiori oneri per  la  finanza
pubblica, presso il Ministero, di  una  Anagrafe  nazionale
nominativa  dei  professori  ordinari  e  associati  e  dei
ricercatori, contenente per ciascun soggetto l’elenco delle
pubblicazioni   scientifiche   prodotte.   L’Anagrafe    e’
aggiornata con periodicita’ annuale.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  4,  del   decreto
legislativo  30  marzo  2001,  n.   165   «Norme   generali
amministrazioni pubbliche»:
«Art 4. –  1.  Gli  organi  di  Governo  esercitano  le
funzioni di  indirizzo  politico-amministrativo,  definendo
gli obiettivi ed i programmi da attuare  ed  adottando  gli
altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e
verificano  la  rispondenza  dei  risultati  dell’attivita’
amministrativa e della gestione agli  indirizzi  impartiti.
Ad essi spettano, in particolare:
a) le  decisioni  in  materia  di  atti  normativi  e
b) la definizione  di  obiettivi,  priorita’,  piani,
c) la individuazione delle risorse  umane,  materiali
ed  economico-finanziarie   da   destinare   alle   diverse
finalita’ e la loro ripartizione tra gli uffici di  livello
dirigenziale generale;
d) la definizione dei criteri generali in materia  di
e) le nomine, designazioni ed atti analoghi  ad  essi
f)   le   richieste   di   pareri   alle    autorita’
amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato;
2.  Ai  dirigenti  spetta  l’adozione  degli   atti   e
provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli  atti  che
impegnano l’amministrazione  verso  l’esterno,  nonche’  la
gestione finanziaria,  tecnica  e  amministrativa  mediante
autonomi poteri di spesa di  organizzazione  delle  risorse
umane, strumentali e di controllo. Essi  sono  responsabili
in  via  esclusiva  dell’attivita’  amministrativa,   della
gestione e dei relativi risultati.
3. Le attribuzioni dei dirigenti indicate dal  comma  2
possono essere derogate soltanto espressamente e  ad  opera
di specifiche disposizioni legislative.
4. Le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice
non siano  direttamente  o  indirettamente  espressione  di
rappresentanza politica, adeguano i propri  ordinamenti  al
principio della distinzione tra indirizzo e  controllo,  da
un  lato,  e  attuazione  e  gestione  dall’altro.  A  tali
amministrazioni e’ fatto divieto  di  istituire  uffici  di
diretta  collaborazione,  posti  alle  dirette   dipendenze
dell’organo di vertice dell’ente.».
– Il testo dell’art. 4, comma 2 della legge 16  gennaio
2006,  n.  18,   concernente:   «Riordino   del   Consiglio
universitario nazionale» e’ il seguente:
«22.   Al   fine   di   assicurare    la    continuita’
dell’attivita’ del CUN, in sede di prima applicazione della
presente legge, i rappresentanti di meta’ delle aree di cui
all’art. 1, comma 1, lettera a), determinate per  sorteggio
prima dell’elezione, restano in  carica  per  sei  anni  in
deroga a quanto previsto dall’art. 1, comma 6.  Qualora  il
numero delle aree di cui all’art. 1, comma 1,  lettera  a),
sia dispari, il numero dei rappresentanti  che  restano  in
carica  per  sei  anni  ai  sensi  del  presente  comma  e’
arrotondato all’unita’ superiore.
3. Alle spese di funzionamento del CUN si fa fronte con
gli ordinari stanziamenti a legislazione vigente.
4. Il CUN in  carica  alla  data  del  30  aprile  2005
continua a svolgere le sue funzioni  fino  all’insediamento
del nuovo  Consiglio  riordinato  secondo  le  disposizioni
della presente legge.».
–  Per  il  testo   dell’art.   2,   comma   138,   del
decreto-legge 3  ottobre  2006,  n.  262,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 novembre  2006,  n.  286,  si
–  Il  testo  dell’art.  8,  comma   1,   del   decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e’ il seguente:
«Art. 8. – 1. Le agenzie sono strutture che, secondo le
previsioni  del  presente  decreto  legislativo,   svolgono
attivita’  a  carattere  tecnico-operativo   di   interesse
nazionale,  in  atto  esercitate  da  Ministeri   ed   enti
pubblici. Esse operano al  servizio  delle  amministrazioni
pubbliche, comprese anche quelle regionali e locali.».
–  I  commi  7,  8  e  9  dell’art.  29,  del   decreto
legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42  «Codice  dei  beni
culturali e del paesaggio,  ai  sensi  dell’art.  10  della
legge 6 luglio 2002, n. 137» cosi’ recitano:
«7. I profili di competenza dei  restauratori  e  degli
altri operatori che  svolgono  attivita’  complementari  al
culturali  mobili  e  delle  superfici  decorate  di   beni
adottato ai sensi dell’art. 17, comma  3,  della  legge  23
agosto  1988,  n.   400,   d’intesa   con   la   Conferenza
Ministro dell’universita’ e della ricerca, sono definiti  i
criteri  ed  i  livelli   di   qualita’   cui   si   adegua
scuole di alta formazione e di studio  istituite  ai  sensi
dell’art. 9 del decreto legislativo  20  ottobre  1998,  n.
368, nonche’ dai centri di cui al comma 11  e  dagli  altri
soggetti pubblici e privati accreditati  presso  lo  Stato.
Con decreto del Ministro adottato ai  sensi  dell’art.  17,
comma 3, della legge n. 400 del 1988  di  concerto  con  il
Ministro dell’universita’ e della ricerca, sono individuati
le  modalita’  di  accreditamento,   i   requisiti   minimi
organizzativi e di funzionamento dei  soggetti  di  cui  al
presente  comma,  le  modalita’   della   vigilanza   sullo
di esame di Stato, cui partecipa almeno  un  rappresentante
del Ministero, il titolo accademico  rilasciato  a  seguito
del superamento  di  detto  esame,  che  e’  equiparato  al
diploma di laurea specialistica o  magistrale,  nonche’  le
novanta giorni dalla presentazione della domanda  corredata
dalla prescritta documentazione.».
1.  L’Agenzia  opera  in  coerenza  con  le  migliori   prassi   di
valutazione dei risultati a  livello  internazionale  e  in  base  ai
principi di autonomia, imparzialita’, professionalita’, trasparenza e
pubblicita’ degli atti.
2.  L’Agenzia  sovraintende  al  sistema  pubblico   nazionale   di
valutazione della qualita’ delle universita’ e degli enti di  ricerca
e, sulla base di un programma almeno annuale approvato dal  Ministro,
cura, ai sensi dell’articolo 3, la valutazione esterna della qualita’
delle attivita’ delle universita’ e degli enti di ricerca pubblici  e
privati destinatari di finanziamenti pubblici; indirizza le attivita’
di valutazione demandate  ai  nuclei  di  valutazione  interna  degli
atenei e degli enti di ricerca; valuta l’efficienza e l’efficacia dei
programmi  pubblici  di  finanziamento  e  di   incentivazione   alle
attivita’ di ricerca e di innovazione.
3.   L’Agenzia   svolge   le   funzioni   di   agenzia    nazionale
sull’assicurazione della qualita’, cosi’ come previste dagli  accordi
europei  in  materia  nell’ambito  della  realizzazione  degli  spazi
europei dell’istruzione superiore e della  ricerca.  In  particolare,
essa collabora, anche mediante scambi di esperienze ed  informazioni,
con gli organismi internazionali e dell’Unione europea,  nonche’  con
le agenzie e le amministrazioni degli altri Paesi e con gli organismi
scientifici internazionali, anche  di  settore,  operanti  nel  campo
della valutazione  dei  sistemi  dell’istruzione  superiore  e  della
4. L’Agenzia svolge, altresi’, i  compiti  di  cui  all’articolo  2
della  legge  19  ottobre  1999,  n.  370,  all’articolo  1-ter   del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge  31  marzo  2005,  n.  43,  all’articolo  5  del  decreto
legislativo 5 giugno 1998, n. 204 e al decreto legislativo 27  luglio
1999,  n.  297,  gia’  attribuiti  al  Comitato  nazionale   per   la
valutazione del sistema universitario e al Comitato di indirizzo  per
la valutazione della ricerca e porta  a  compimento  i  programmi  di
attivita’ intrapresi dai predetti Comitati, anche innovando  rispetto
ai metodi e alle procedure da essi adottati.
5. L’attivita’ dell’Agenzia ed  il  suo  inserimento  nel  contesto
internazionale delle  attivita’  di  valutazione  dell’universita’  e
della ricerca sono valutati periodicamente  da  comitati  di  esperti
internazionali nominati dal Ministro anche sulla base di designazioni
delle organizzazioni europee di settore. Ai componenti  dei  comitati
spetta esclusivamente  il  rimborso  delle  spese  sostenute  per  la
partecipazione alle sedute, nei limiti della disciplina vigente per i
dipendenti dell’amministrazione dello Stato di livello dirigenziale.
– Per il testo dell’art. 2 della legge 19 ottobre 1999,
n. 370, si veda nelle note alle premesse.
–  Si   riporta   il   testo   dell’art.   1-ter,   del
decreto-legge  31  gennaio  2005,  n.  7,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge   31   marzo   2005,   n.   43
«Disposizioni urgenti per l’universita’ e la ricerca, per i
beni e le attivita’  culturali,  per  il  completamento  di
grandi opere strategiche, per  la  mobilita’  dei  pubblici
dipendenti, e per semplificare gli adempimenti  relativi  a
imposte di bollo e  tasse  di  concessione,  nonche’  altre
misure urgenti»:
«Art.1-ter.  –  1.  A  decorrere  dall’anno   2006   le
universita’, anche  al  fine  di  perseguire  obiettivi  di
efficacia e qualita’  dei  servizi  offerti,  entro  il  30
giugno di ogni anno, adottano programmi triennali  coerenti
con le linee generali di indirizzo definite con decreto del
sentiti  la  Conferenza  dei  rettori   delle   universita’
italiane,  il  Consiglio  universitario  nazionale   e   il
Consiglio nazionale  degli  studenti  universitari,  tenuto
altresi’ conto delle risorse acquisibili  autonomamente.  I
predetti  programmi  delle   universita’   individuano   in
a) i corsi di studio  da  istituire  e  attivare  nel
rispetto dei requisiti  minimi  essenziali  in  termini  di
risorse strutturali ed umane, nonche’ quelli da sopprimere;
b)   il   programma   di   sviluppo   della   ricerca
c) le azioni per il sostegno ed il potenziamento  dei
tempo sia determinato che indeterminato,  ivi  compreso  il
ricorso alla mobilita’.
2. I programmi delle universita’ di  cui  al  comma  1,
fatta salva  l’autonoma  determinazione  degli  atenei  per
quanto riguarda il fabbisogno di  personale  in  ordine  ai
settori   scientifico-disciplinari,   sono   valutati   dal
e periodicamente  monitorati  sulla  base  di  parametri  e
criteri   individuati   dal    Ministro    dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, avvalendosi del  Comitato
nazionale per la  valutazione  del  sistema  universitario,
sentita  la  Conferenza  dei  rettori   delle   universita’
italiane.  Sui  risultati  della  valutazione  il  Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca riferisce
al termine di ciascun triennio, con apposita relazione,  al
Parlamento. Dei programmi delle universita’ si tiene  conto
delle universita’.
n. 25, ad eccezione dell’art. 2, commi 5, lettere  a),  b),
c) e d), 6 e 7, nonche’ dell’art. 3 e dell’art. 4 .».
– Per il testo dell’art. 5, del decreto  legislativo  5
giugno 1998, n. 204, si veda nelle note alle premesse.
– Il  decreto  legislativo  27  luglio  1999,  n.  297,
recante  «Disposizioni  urgenti  per  l’universita’  e   la
ricerca, per i  beni  e  le  attivita’  culturali,  per  il
completamento di grandi opere strategiche, per la mobilita’
dei pubblici dipendenti, e per semplificare gli adempimenti
relativi a imposte di bollo e tasse di concessione, nonche’
altre  misure  urgenti»  e’   pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 31 gennaio 2005, n. 24.
Attivita’, criteri e metodi
1. L’Agenzia svolge le seguenti attivita’:
a) valuta la qualita’ dei processi,  i  risultati  e  i  prodotti
delle attivita’ di gestione, formazione,  ricerca,  ivi  compreso  il
trasferimento tecnologico delle universita’ e degli enti di  ricerca,
anche con riferimento alle singole strutture dei  predetti  enti;  le
predette valutazioni si concludono entro un periodo di 5 anni;
b) definisce criteri e metodologie per la valutazione, in base  a
parametri  oggettivi   e   certificabili,   delle   strutture   delle
universita’  e  degli  enti  di  ricerca,  e  dei  corsi  di   studio
universitari,  ivi  compresi  i  dottorati  di  ricerca,   i   master
universitari   e   le   scuole   di   specializzazione,    ai    fini
dell’accreditamento periodico degli stessi  da  parte  del  Ministro,
prevedendo   comunque    il    contributo    delle    procedure    di
auto-valutazione.  Per  le  questioni  didattiche  e’   promosso   il
coinvolgimento  attivo  degli  studenti  e  dei  loro  organismi   di
rappresentanza  e  delle  commissioni  paritetiche;  senza  nuovi   o
c) esercita funzioni di indirizzo delle attivita’ di  valutazione
demandate ai nuclei di valutazione interna degli atenei e degli  enti
di ricerca, ad eccezione di quelle  loro  affidate  dalle  rispettive
istituzioni di appartenenza, raccordando  la  propria  attivita’  con
quella di valutazione interna svolta dai nuclei e confrontandosi  con
questi ultimi sulla definizione di criteri, metodi ed indicatori;
d) predispone, anche in riferimento alle  funzioni  di  cui  alla
lettera b), in collaborazione con i  nuclei  di  valutazione  interna
procedure uniformi per la rilevazione della valutazione dei corsi  da
parte degli studenti, fissa i requisiti minimi cui le Universita’  si
attengono  per  le  procedure  di  valutazione  dell’efficacia  della
didattica e dell’efficienza dei servizi effettuate dagli  studenti  e
ne cura  l’analisi  e  la  pubblicazione  soprattutto  con  modalita’
e) elabora e propone  al  Ministro  i  requisiti  quantitativi  e
qualitativi,  in  termini  di  risorse  umane,   infrastrutturali   e
finanziarie stabili, e di adeguatezza dei programmi di insegnamento e
di  capacita’  di  ricerca,  ai  fini  dell’istituzione   fusione   o
federazione ovvero soppressione di universita’ o di  sedi  distaccate
di universita’ esistenti, nonche’ per l’attivazione,  la  chiusura  o
l’accorpamento di tutti i corsi di studio universitari, ivi  compresi
i dottorati  di  ricerca,  i  master  universitari  e  le  scuole  di
f) elabora, su richiesta del Ministro, i parametri di riferimento
per  l’allocazione  dei  finanziamenti  statali,   ivi   inclusa   la
determinazione dei livelli essenziali  di  prestazione  e  dei  costi
unitari riferiti a specifiche tipologie di servizi;
g) valuta,  sulla  base  dei  risultati  attesi  e  di  parametri
predefiniti, i risultati  degli  accordi  di  programma  ed  il  loro
contributo al miglioramento della qualita’  complessiva  del  sistema
h) valuta l’efficienza e l’efficacia dei  programmi  pubblici  di
finanziamento e di  incentivazione  delle  attivita’  didattiche,  di
ricerca e di innovazione;
i) svolge, su richiesta del Ministro  e  compatibilmente  con  le
risorse finanziarie disponibili, ulteriori attivita’ di  valutazione,
nonche’ di definizione di  standard,  di  parametri  e  di  normativa
2. Costituiscono tra l’altro oggetto della valutazione di cui  alla
lettera a) del comma 1:
a) l’efficienza e l’efficacia dell’attivita’ didattica sulla base
di  standard  qualitativi  di  livello  internazionale,   anche   con
riferimento agli esiti dell’apprendimento da parte degli studenti  ed
al loro adeguato inserimento nel mondo del lavoro;
b)   la   qualita’   dei   prodotti   della   ricerca,   valutati
principalmente tramite procedimenti di valutazione tra pari;
c) l’acquisizione  di  finanziamenti  esterni,  l’attivazione  di
rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori  con  soggetti
d) la presenza di studenti in possesso  di  un  curriculum  degli
studi  altamente  meritevole  e  di  docenti  stranieri  di   elevata
e)  l’efficienza  e  la  sostenibilita’  delle  strutture  e  dei
processi di governo e di gestione;
f) la completezza e  correttezza  della  comunicazione  pubblica,
soprattutto in materia di offerta formativa e di ricerche; di servizi
e strutture per gli studenti; di risultati  dell’autovalutazione;  di
valutazioni da parte degli studenti; di efficienza ed  efficacia  dei
servizi di  orientamento  al  lavoro;  di  valutazioni  di  organismi
internazionali e comunitari anche in riferimento all’assegnazione  di
finanziamenti e alla partecipazione a progetti di ricerca.
3. Nello svolgimento  delle  sue  attivita’  l’Agenzia  utilizza  i
criteri,  i  metodi  e  gli  indicatori  piu’  appropriati  per  ogni
tipologia di valutazione,  anche  in  riferimento  a  diversi  ambiti
disciplinari, tenendo conto di quelli definiti dalla  Commissione  di
cui all’articolo 13, comma 1,  del  decreto  legislativo  27  ottobre
2009, n. 150, nonche’  delle  esperienze  sviluppate  e  condivise  a
livello nazionale e internazionale.
4. Le attivita’ di valutazione di cui ai commi 1 e 2 sono svolte su
richiesta del Ministro anche nei  confronti  dei  centri  e  consorzi
interuniversitari  e  dei  consorzi  per  la  ricerca  universitaria,
nonche’ di altre strutture universitarie e di ricerca.
– L’art.  13,  comma  1,  del  decreto  legislativo  27
ottobre 2009, n. 150 «Attuazione della legge 4 marzo  2009,
n. 15, in materia di ottimizzazione della produttivita’ del
pubbliche amministrazioni» cosi’ recita:
«Art. 13. – 1. In  attuazione  dell’art.  4,  comma  2,
lettera f), della legge 4 marzo 2009, n. 15,  e’  istituita
la  Commissione  per  la  valutazione,  la  trasparenza   e
l’integrita’ delle amministrazioni  pubbliche,  di  seguito
denominata  “Commissione”,  che  opera  in   posizione   di
indipendenza di  giudizio  e  di  valutazione  e  in  piena
autonomia,  in  collaborazione  con   la   Presidenza   del
pubblica e con il Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello  Stato  ed
eventualmente in raccordo  con  altri  enti  o  istituzioni
pubbliche, con il  compito  di  indirizzare,  coordinare  e
sovrintendere all’esercizio indipendente delle funzioni  di
valutazione, di garantire la  trasparenza  dei  sistemi  di
valutazione,  di  assicurare   la   comparabilita’   e   la
visibilita’   degli   indici   di   andamento   gestionale,
informando annualmente il  Ministro  per  l’attuazione  del
programma di Governo sull’attivita’ svolta.».
Risultati dell’attivita’ di valutazione
1.  I  risultati   dell’attivita’   di   valutazione   dell’Agenzia
costituiscono  criterio  di   riferimento   per   l’allocazione   dei
finanziamenti statali alle universita’ e agli enti di ricerca  e  per
l’eventuale allocazione di specifici fondi premiali a  strutture  che
hanno conseguito risultati particolarmente significativi.
2. L’Agenzia rende pubblici i risultati  delle  proprie  analisi  e
valutazioni.   Le   istituzioni    interessate    possono    chiedere
motivatamente,  per  una  sola  volta  e  sulla  base  di   procedure
disciplinate dai regolamenti di cui all’articolo 12, comma 4, lettera
a), il riesame dei rapporti di valutazione approvati dall’Agenzia.
3. L’Agenzia redige ogni due  anni  un  Rapporto  sullo  stato  del
sistema universitario  e  della  ricerca,  che  viene  presentato  al
Ministro, che lo trasmette al Presidente del Consiglio dei  Ministri,
al Comitato interministeriale per la programmazione economica  ed  al
Attivita’ di raccolta e analisi di dati
1. L’Agenzia, nel rispetto della  disciplina  sul  trattamento  dei
dati personali, ha l’accesso alle banche  dati  e  alle  altre  fonti
informative del Ministero e si avvale dello stesso per le rilevazioni
degli   ulteriori   dati   necessari   per   le   proprie   attivita’
2. Le universita’ e gli enti di ricerca e  altri  enti  pubblici  e
privati che, direttamente o indirettamente,  beneficiano  di  risorse
pubbliche mettono a disposizione dell’Agenzia ogni dato  o  documento
da questa richiesti rilevante ai fini delle attivita’ da essa svolte,
consentendo l’accesso alle proprie banche dati.
3. L’Agenzia collabora con le  strutture  operative  del  Ministero
allo sviluppo e all’integrazione dei  sistemi  informativo-statistici
per la valutazione delle attivita’ delle universita’ e degli enti  di
ricerca.  In   prima   applicazione   sono   utilizzati   i   sistemi
informativo-statistici predisposti  dal  Comitato  nazionale  per  la
valutazione del sistema universitario e dal Comitato di indirizzo per
la valutazione della ricerca. L’Agenzia cura inoltre la realizzazione
e l’aggiornamento  continuo  di  una  banca  dati  di  esperti  della
valutazione,  italiani  e   stranieri,   da   utilizzare   ai   sensi
dell’articolo 12, comma 4, lettera d).
Capo II   ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO
1. Sono organi dell’Agenzia il Presidente, il  Consiglio  direttivo
ed il Collegio dei revisori dei conti.
2. Il Presidente ed i componenti degli organi di  cui  al  comma  1
restano in carica  quattro  anni  e  non  possono  essere  nuovamente
nominati. Se il Presidente o un componente di un organo cessano dalla
carica prima della scadenza del proprio mandato, il Presidente  o  il
componente che viene nominato in sostituzione resta in carica per  la
durata residua del mandato.
3. All’attivita’ operativa e gestionale  dell’Agenzia  sovraintende
il Direttore, secondo quanto indicato all’articolo 10.
4. In sede di prima applicazione del presente  regolamento,  previo
sorteggio, sono individuati due componenti  del  Consiglio  direttivo
che durano in carica tre anni, e tre componenti che durano in  carica
quattro anni. Gli altri componenti, tra cui il Presidente, durano  in
1.  Il  Presidente,  eletto  nel  proprio  ambito   dal   Consiglio
direttivo, a maggioranza di due terzi degli  aventi  diritto,  ha  la
rappresentanza legale dell’Agenzia, ne assicura  il  coordinamento  e
l’unitarieta’ delle strategie e delle attivita’, convoca  e  presiede
le sedute del Consiglio direttivo.
2. Il Presidente nomina, tra i componenti del Consiglio  direttivo,
un  Vicepresidente  che  lo  sostituisce  nei  casi  di   assenza   o
3. Il trattamento economico del Presidente e’ equiparato  a  quello
di un dirigente preposto ad uffici di livello  dirigenziale  generale
del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
1. Il Consiglio direttivo e’ costituito da sette componenti, scelti
con  le  modalita’  di  cui  al  comma  3,  tra  personalita’,  anche
straniere, di alta e riconosciuta qualificazione  ed  esperienza  nel
campo  dell’istruzione  superiore  e  della  ricerca,  nonche’  della
valutazione di tali  attivita’,  provenienti  da  una  pluralita’  di
ambiti professionali e disciplinari.
2. Il Consiglio direttivo determina le attivita’  e  gli  indirizzi
della  gestione  dell’Agenzia,  nonche’  i  criteri  e  i  metodi  di
valutazione, predispone il  programma  delle  attivita’,  approva  il
bilancio preventivo, il conto consuntivo e i rapporti di valutazione.
Nomina il Direttore, su proposta del Presidente, e provvede in ordine
al conferimento degli incarichi ai soggetti di cui  all’articolo  12,
commi 4, lettera d), e 6, e all’articolo 14, comma 4.
3. I componenti del Consiglio direttivo sono nominati  con  decreto
del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro, sentite le
competenti Commissioni parlamentari. Nel Consiglio  direttivo  devono
comunque essere presenti almeno due uomini e  almeno  due  donne.  Ai
fini della proposta, il Ministro sceglie i componenti  in  un  elenco
composto da non meno di dieci e non piu’ di quindici persone definito
da un comitato di selezione appositamente costituito con decreto  del
Ministro. Il comitato di selezione e’ composto da  cinque  membri  di
alta qualificazione,  designati,  uno  ciascuno,  dal  Ministro,  dal
Segretario generale dell’OCSE e  dai  Presidenti  dell’Accademia  dei
Lincei, dell’European research  council  e  del  Consiglio  nazionale
degli studenti. Il comitato di selezione valuta anche le  indicazioni
di nominativi, con relativi curricula, fornite, sulla base  di  bandi
ad evidenza pubblica in Italia e all’estero,  dagli  interessati,  da
istituzioni, accademie, societa’ scientifiche, da esperti, nonche’ da
istituzioni ed organizzazioni degli studenti e delle  parti  sociali.
Ai componenti del comitato  di  selezione  spetta  esclusivamente  il
rimborso delle spese sostenute per la partecipazione alle sedute, nei
limiti della disciplina vigente per i dipendenti dell’amministrazione
dello Stato di livello dirigenziale, con onere a carico dell’apposito
capitolo di bilancio dello stato di previsione del Ministero.
4. Se il Presidente o un componente del Consiglio direttivo cessano
dalla carica, anche prima della  scadenza  del  proprio  mandato,  il
Ministro designa il nuovo componente con le modalita’ di cui al comma
3, fino all’esaurimento del predetto elenco.
5. L’incarico di componente il Consiglio direttivo e’ a tempo pieno
ed e’ incompatibile, a pena di decadenza, con qualsiasi  rapporto  di
lavoro, diretto o indiretto, anche a titolo gratuito, instaurato  con
le istituzioni valutate. I componenti del Consiglio direttivo possono
svolgere attivita’ di  ricerca  e  pubblicare  i  risultati  di  tali
attivita’, a titolo  gratuito,  fatti  salvi  gli  eventuali  diritti
d’autore.  I  risultati  delle  predette  attivita’  di  ricerca  non
possono,  comunque,  formare  oggetto   di   valutazione   da   parte
6. I dipendenti di universita’ italiane,  di  enti  di  ricerca  o,
comunque, di amministrazioni pubbliche che sono  nominati  componenti
del Consiglio direttivo sono  collocati,  per  tutta  la  durata  del
mandato, in aspettativa senza assegni, ai sensi dell’articolo 23-bis,
comma 1, del decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  o,  se
professori o ricercatori universitari,  ai  sensi  dell’articolo  13,
comma 1, numero 13, del decreto del Presidente  della  Repubblica  11
luglio 1980, n. 382. In ogni caso, gli stessi cessano  dalle  cariche
eventualmente ricoperte nelle universita’ e negli enti di ricerca  e,
fermo quanto previsto dal penultimo periodo del comma 5, non  possono
essere assegnatari di finanziamenti statali di ricerca, ne’ far parte
di commissioni di valutazione per il reclutamento e  le  conferme  in
ruolo dei professori e dei ricercatori universitari e  del  personale
degli enti di ricerca.
7. Il trattamento economico dei componenti del Consiglio  direttivo
e’  pari  all’85  per  cento  di  quello  complessivo  attribuito  al
Presidente ai sensi dell’articolo 7, comma 3.
– Per il testo  del  comma  1,  dell’art.  23-bis,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  si  veda  nelle
note all’art. 10.
– Si riporta il testo dell’art. 13, comma 1, numero 13,
n. 382 «Riordinamento della docenza universitaria, relativa
fascia di formazione nonche’ sperimentazione  organizzativa
e didattica»:
«Art. 13. – 1. Ferme restando le  disposizioni  vigenti
in materia di divieto di cumulo dell’ufficio di  professore
con  altri  impieghi  pubblici  o  privati,  il  professore
ordinario e’ collocato  d’ufficio  in  aspettativa  per  la
durata della carica del mandato o dell’ufficio nei seguenti
1.-12. (Omissis).
13. Nomine ad incarichi dirigenziali di cui all’art. 16
del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972,
n. 748, o  comunque  previsti  da  altre  leggi  presso  le
amministrazioni dello Stato, le pubbliche amministrazioni o
enti pubblici economici.».
1. Il  Collegio  dei  revisori  dei  conti  provvede  al  controllo
dell’attivita’ amministrativa e contabile dell’Agenzia.  E’  nominato
con decreto del Ministro ed e’ costituito da  tre  componenti,  tutti
iscritti al registro dei revisori contabili. Due dei  componenti  del
Collegio sono scelti dal Ministro e uno  e’  designato  dal  Ministro
dell’economia e delle finanze. Nella prima riunione  del  Collegio  i
componenti eleggono al loro interno il Presidente.
2.  Il  trattamento  economico  dei  componenti  del  Collegio  dei
revisori dei conti  e’  determinato  con  decreto  del  Ministro,  di
concerto con il Ministro dell’economia e delle  finanze,  nell’ambito
delle risorse dell’Agenzia.
1. Il Direttore e’ responsabile dell’organizzazione interna e della
gestione delle attivita’  amministrativo-contabili  dell’Agenzia.  In
particolare, cura l’esecuzione delle deliberazioni, delle indicazioni
operative e degli indirizzi strategici del Presidente e del Consiglio
2. Il Direttore partecipa alle sedute del Consiglio direttivo senza
diritto di voto e con funzioni di segretario verbalizzante.
3. Il Direttore e’ nominato con le modalita’ previste dall’articolo
8, comma 2, ed e’ scelto tra persone  di  comprovata  esperienza  nel
campo della  direzione  e  gestione  di  apparati  e  risorse  e  con
documentate conoscenze nel campo della  valutazione  delle  attivita’
del sistema delle universita’ e della ricerca.  Le  candidature  sono
presentate dagli interessati, unitamente al relativo  curriculum,  in
base ad un bando pubblico emanato dal  Presidente.  Lo  stesso  bando
prevede anche  lo  svolgimento,  di  un  colloquio  con  i  candidati
selezionati dal Consiglio medesimo in base ai  curricula  presentati.
L’organizzazione dei rapporti operativi tra  Direttore  da  un  lato,
Presidente  e  componenti  del  Consiglio  direttivo  dall’altro   e’
definita dal regolamento di cui all’articolo 12, comma 4, lettera a).
4. L’incarico di Direttore, e’ conferito  mediante  la  stipula  di
contratto di lavoro a tempo determinato, di durata  non  inferiore  a
tre e non superiore a cinque anni, di dirigente di livello  generale,
con riferimento a quanto previsto, in linea  generale,  dall’articolo
8, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300,  e,  nel
caso  specifico,  dall’articolo  19,  commi  4  e  6,   del   decreto
5. Il rapporto di lavoro del Direttore e’ incompatibile, a pena  di
risoluzione immediata del contratto, con qualsiasi altro rapporto  di
lavoro, di opera professionale o  di  consulenza.  Il  Direttore  non
puo’, altresi’, ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi  natura,
ne’ avere interessi diretti o indiretti  nelle  universita’  e  negli
enti di ricerca. I dirigenti  delle  Amministrazioni  pubbliche  sono
collocati in aspettativa ai sensi dell’articolo  23-bis  del  decreto
– Per il testo del comma 3, dell’art.  8,  del  decreto
legislativo 30 luglio 1999, n.  300,  si  veda  nelle  note
– Il testo dei commi 4 e 6, dell’art. 19,  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e’ il seguente:
«4. 1. Gli organi di governo esercitano le funzioni  di
dell’organo di vertice dell’ente.
6. 1. Nelle amministrazioni pubbliche  l’organizzazione
e la disciplina degli uffici, nonche’ la consistenza  e  la
variazione delle dotazioni organiche  sono  determinate  in
funzione delle finalita’  indicate  all’art.  1,  comma  1,
previa  verifica  degli  effettivi  fabbisogni   e   previa
consultazione      delle      organizzazioni      sindacali
rappresentative ai sensi dell’art.  9.  Nell’individuazione
delle dotazioni organiche, le amministrazioni  non  possono
determinare, in presenza di vacanze di organico, situazioni
di  soprannumerarieta’  di  personale,  anche   temporanea,
nell’ambito dei contingenti relativi alle singole posizioni
economiche delle aree funzionali e di livello dirigenziale.
Ai  fini  della  mobilita’  collettiva  le  amministrazioni
effettuano  annualmente  rilevazioni  delle  eccedenze   di
personale  su  base  territoriale  per  categoria  o  area,
qualifica  e  profilo  professionale.  Le   amministrazioni
pubbliche curano  l’ottimale  distribuzione  delle  risorse
umane attraverso la coordinata attuazione dei  processi  di
mobilita’ e di reclutamento del personale.
2.  Per  le  amministrazioni  dello  Stato,  anche   ad
ordinamento autonomo, si applica l’art.  17,  comma  4-bis,
della legge 23 agosto 1988, n. 400.  La  distribuzione  del
personale dei diversi livelli o qualifiche  previsti  dalla
dotazione organica puo’ essere modificata con  decreto  del
Ministro competente di concerto con il Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, ove comporti
riduzioni di spesa  o  comunque  non  incrementi  la  spesa
complessiva  riferita  al   personale   effettivamente   in
servizio al 31 dicembre dell’anno precedente.
3. Per la ridefinizione degli uffici e delle  dotazioni
organiche si procede periodicamente e comunque  a  scadenza
triennale, nonche’ ove  risulti  necessario  a  seguito  di
riordino,  fusione,  trasformazione  o   trasferimento   di
funzioni. Ogni amministrazione procede adottando  gli  atti
previsti dal proprio ordinamento.
4.  Le  variazioni  delle  dotazioni   organiche   gia’
determinate sono approvate  dall’organo  di  vertice  delle
amministrazioni in coerenza con la programmazione triennale
del fabbisogno di personale di cui all’art. 39 della  legge
27 dicembre 1997, n. 449,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni,  e  con  gli  strumenti   di   programmazione
economico-finanziaria pluriennale. Per  le  amministrazioni
dello Stato, la programmazione triennale del fabbisogno  di
personale e’ deliberata dal Consiglio  dei  Ministri  e  le
variazioni delle dotazioni organiche  sono  determinate  ai
sensi dell’art. 17, comma  4-bis,  della  legge  23  agosto
4-bis. Il documento  di  programmazione  triennale  del
sono preposti.
5. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il
Ministero   degli   affari   esteri,   nonche’    per    le
amministrazioni che esercitano competenze istituzionali  in
materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e  di
giustizia, sono fatte  salve  le  particolari  disposizioni
dettate dalle normative di settore. L’art. 5, comma 3,  del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, relativamente
al  personale  appartenente  alle  Forze  di   polizia   ad
ordinamento civile, si interpreta nel senso che al predetto
personale non si applica l’art. 16  dello  stesso  decreto.
Restano salve le disposizioni vigenti per la determinazione
delle dotazioni organiche del personale  degli  istituti  e
scuole  di  ogni  ordine  e  grado  e   delle   istituzioni
educative. Le attribuzioni del Ministero dell’universita’ e
della ricerca scientifica e tecnologica, relative  a  tutto
il personale tecnico e  amministrativo  universitario,  ivi
compresi i  dirigenti,  sono  devolute  all’universita’  di
appartenenza. Parimenti sono  attribuite  agli  osservatori
astronomici, astrofisici e vesuviano tutte le  attribuzioni
del Ministero dell’universita’ e della ricerca  scientifica
e tecnologica in materia  di  personale,  ad  eccezione  di
quelle relative al reclutamento del personale di ricerca.
6. Le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli
adempimenti  di  cui  al  presente  articolo  non   possono
assumere nuovo personale, compreso quello appartenente alle
categorie protette.».
– Il testo dell’art. 23-bis del decreto legislativo  30
marzo 2001, n. 165, e’ il seguente:
«Art. 23-bis. – 1. In  deroga  all’art.  60  del  testo
unico  delle  disposizioni  concernenti  lo  statuto  degli
impiegati  civili  dello  Stato,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della  Repubblica  10  gennaio  1957,  n.  3,  i
dirigenti  delle  pubbliche  amministrazioni,  nonche’  gli
appartenenti alla carriera  diplomatica  e  prefettizia  e,
limitamente agli incarichi pubblici, i magistrati ordinari,
amministrativi e contabili e  gli  avvocati  e  procuratori
dello  Stato  sono  collocati,   salvo   motivato   diniego
dell’amministrazione di appartenenza in ordine alle proprie
preminenti esigenze  organizzative,  in  aspettativa  senza
assegni per lo svolgimento di attivita’ presso  soggetti  e
organismi, pubblici  o  privati,  anche  operanti  in  sede
internazionale, i quali provvedono al relativo  trattamento
previdenziale. Resta ferma la disciplina vigente in materia
di collocamento fuori ruolo nei casi consentiti. Il periodo
di aspettativa comporta  il  mantenimento  della  qualifica
posseduta. E’ sempre ammessa la ricongiunzione dei  periodi
contributivi a domanda  dell’interessato,  ai  sensi  della
legge 7 febbraio 1979, n. 29, presso  una  qualsiasi  delle
forme assicurative nelle quali abbia maturato gli  anni  di
contribuzione.  Quando  l’incarico  e’   espletato   presso
organismi   operanti    in    sede    internazionale,    la
ricongiunzione  dei  periodi  contributivi  e’   a   carico
dell’interessato,       salvo       che       l’ordinamento
dell’amministrazione   di   destinazione    non    disponga
2. I dirigenti di  cui  all’art.  19,  comma  10,  sono
collocati a domanda in aspettativa  senza  assegni  per  lo
svolgimento dei medesimi incarichi di cui al  comma  1  del
presente     articolo,     salvo      motivato      diniego
preminenti esigenze organizzative.
3.  Per  i  magistrati   ordinari,   amministrativi   e
contabili, e per gli avvocati e  procuratori  dello  Stato,
gli  organi  competenti  deliberano  il   collocamento   in
aspettativa, fatta salva per  i  medesimi  la  facolta’  di
valutare ragioni ostative all’accoglimento della domanda.
4. Nel caso di svolgimento di attivita’ presso soggetti
diversi dalle  amministrazioni  pubbliche,  il  periodo  di
collocamento in aspettativa di cui  al  comma  1  non  puo’
superare i cinque anni e non e’  computabile  ai  fini  del
trattamento di quiescenza e previdenza.
5. L’aspettativa per  lo  svolgimento  di  attivita’  o
incarichi presso soggetti privati o pubblici da  parte  del
personale di cui  al  comma  1  non  puo’  comunque  essere
disposta se:
a) il personale, nei due anni  precedenti,  e’  stato
addetto a funzioni di vigilanza, di controllo  ovvero,  nel
medesimo  periodo  di  tempo,  ha  stipulato  contratti   o
formulato  pareri  o  avvisi  su   contratti   o   concesso
autorizzazioni a favore di soggetti presso i quali  intende
svolgere  l’attivita’.  Ove  l’attivita’  che  si   intende
svolgere sia presso una  impresa,  il  divieto  si  estende
anche al caso in cui le  predette  attivita’  istituzionali
abbiano interessato imprese che, anche  indirettamente,  la
controllano o ne sono controllate, ai sensi dell’art.  2359
b)  il  personale  intende  svolgere   attivita’   in
organismi e imprese private che, per la loro  natura  o  la
loro attivita’, in relazione alle funzioni  precedentemente
esercitate,   possa   cagionare   nocumento    all’immagine
dell’amministrazione   o    comprometterne    il    normale
funzionamento o l’imparzialita’.
6. Il dirigente non  puo’,  nei  successivi  due  anni,
ricoprire  incarichi  che  comportino   l’esercizio   delle
funzioni individuate alla lettera a) del comma 5.
7. Sulla base di appositi protocolli di intesa  tra  le
parti, le amministrazioni  di  cui  all’art.  1,  comma  2,
possono  disporre,  per  singoli  progetti   di   interesse
specifico   dell’amministrazione   e   con   il    consenso
dell’interessato, l’assegnazione  temporanea  di  personale
protocolli  disciplinano  le  funzioni,  le  modalita’   di
inserimento, l’onere per la corresponsione del  trattamento
economico da porre a carico delle imprese destinatarie. Nel
caso di assegnazione temporanea presso  imprese  private  i
predetti   protocolli   possono    prevedere    l’eventuale
attribuzione di un compenso aggiuntivo, con oneri a  carico
delle imprese medesime.
8. Il  servizio  prestato  dai  dipendenti  durante  il
periodo di  assegnazione  temporanea  di  cui  al  comma  7
costituisce titolo valutabile ai fini della progressione di
9. Le disposizioni del presente  articolo  non  trovano
comunque applicazione nei confronti del personale  militare
e delle Forze di polizia, nonche’ del Corpo  nazionale  dei
10. Con regolamento da emanare ai sensi  dell’art.  17,
comma  1,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,   sono
individuati   i   soggetti   privati   e   gli    organismi
internazionali di  cui  al  comma  1  e  sono  definite  le
modalita’ e le procedure attuative del presente articolo.».
1. Il Comitato consultivo, nominato dal Presidente su proposta  del
Consiglio direttivo, da’  pareri  e  formula  proposte  al  Consiglio
direttivo, in particolare sui programmi di attivita’ e sui  documenti
riguardanti la scelta dei criteri e dei metodi di valutazione.
2. Il Comitato consultivo e’ formato da:
a) un componente designato dal Consiglio universitario nazionale;
b) un componente  designato  dalla  Conferenza  dei  rettori  delle
universita’ italiane;
c) tre componenti designati dal Consiglio nazionale degli  studenti
d) un componente designato dalla Conferenza  dei  presidenti  degli
e) un componente designato dall’Accademia dei Lincei;
f)  quattro  rappresentanti  delle  parti  sociali,  designati  dal
Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro;
g)   un   componente   designato   dalla    Conferenza    unificata
Stato-regioni, citta’ ed autonomie locali;
h) un  componente  straniero  ed  uno  italiano,  se  presente  nel
Consiglio  direttivo  dell’ente,  designato  dall’European   research
i) un componente  straniero,  ed  uno  italiano,  se  presente  nel
Consiglio direttivo  dell’ente,  designato  dall’European  university
l) un  componente  straniero  ed  uno  italiano,  se  presente  nel
Consiglio direttivo dell’ente, designato  dall’ESIB  –  the  National
unions of students in Europe;
m) un componente designato dal Convegno  permanente  dei  direttori
amministrativi e dirigenti delle universita’ italiane;
n) un componente designato dal Segretario generale dell’OCSE.
3. I componenti di cui alle lettere f) e g) del comma 2 non possono
essere  dipendenti  di  universita’,  o  enti   di   ricerca.   Nelle
designazioni di cui alle lettere c) ed f) del  comma  2  deve  essere
assicurata la presenza di almeno un uomo e di almeno una donna ;
4. Il Comitato consultivo resta in carica quattro anni. Elegge  tra
i propri componenti un Presidente e  si  riunisce  almeno  due  volte
l’anno. Ai componenti del Comitato spetta esclusivamente il  rimborso
delle spese sostenute per la partecipazione alle sedute,  nei  limiti
della disciplina vigente per i dipendenti dell’Amministrazione  dello
Stato di livello dirigenziale.
1.  Per  lo  svolgimento  delle  proprie  attivita’,  l’Agenzia  e’
organizzata in una struttura direzionale generale,  articolata  in  3
aree, delle quali una svolge  le  attivita’  amministrativo-contabili
dell’Agenzia, e due svolgono le attivita’ di valutazione, secondo  le
seguenti due linee operative:
a) valutazione delle  universita’  (istituzioni  e  attivita’  di
b) valutazione  della  ricerca  (enti  e  attivita’  di  ricerca,
compresa quella universitaria).
2. Con riferimento a quanto previsto dall’articolo  8  del  decreto
legislativo 30  luglio  1999,  n.  300,  alla  struttura  direzionale
generale e’ preposto il Direttore di cui  all’articolo  10;  all’area
amministrativo-contabile e alle aree di valutazione sono preposti tre
dirigenti di seconda fascia di cui  all’articolo  23,  comma  1,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, uno per ciascuna area.
3. La dotazione organica del personale  dell’Agenzia  e’  stabilita
nell’Allegato  A,  che  costituisce  parte  integrante  del  presente
regolamento. La predetta dotazione organica  puo’  essere  modificata
con decreto ministeriale, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze e con il Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e
l’innovazione, su proposta del Consiglio direttivo in relazione  alle
esigenze operative dell’Agenzia, anche in relazione a quanto previsto
al comma 4, e  nei  limiti  delle  disponibilita’  finanziarie  della
4. Il Consiglio direttivo dispone  la  graduale  attivazione  delle
aree di cui al comma 1 e, in via di prima applicazione entro  novanta
giorni dal  proprio  insediamento,  adotta  uno  o  piu’  regolamenti
a) la definizione dei compiti delle aree di  cui  al  comma  1  e
l’organizzazione  dei  rapporti  operativi  tra  il  Presidente  e  i
componenti del Consiglio direttivo con la struttura direzionale e  le
relative aree;
b) i profili funzionali del personale non dirigenziale,  entro  i
limiti indicati nell’Allegato A;
c) il trattamento giuridico ed economico  del  personale  di  cui
all’Allegato A, in conformita’  con  quanto  previsto  dal  CCNL  del
comparto  Ministeri,  ivi  comprese  le  modalita’  e  procedure   di
copertura dei posti della pianta organica, mediante il  ricorso  alle
procedure di  mobilita’  previste  dalla  normativa  vigente,  ovvero
mediante le ordinarie forme di reclutamento,  ai  sensi  del  decreto
legislativo 31 marzo 2001, n. 165;
d) la stipula, con il relativo trattamento  economico,  ai  sensi
dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
165, e successive modificazioni,  dei  contratti  con  esperti  della
valutazione,  che  sono  conferiti,  previa  delibera  del  Consiglio
direttivo, dal Direttore, ad esperti italiani e stranieri nei settori
di competenza dell’Agenzia, in numero non superiore  complessivamente
a cinquanta unita’;
e) l’amministrazione e la  contabilita’,  anche  in  deroga  alle
disposizioni sulla contabilita’ generale dello Stato e  comunque  nel
rispetto dei relativi principi;
f) le  regole  deontologiche  che  devono  essere  seguite  nelle
attivita’ di valutazione dal personale dell’Agenzia e dai soggetti di
cui alla lettera d).
5. I regolamenti di cui al comma 4, ad eccezione di quelli  di  cui
alle lettere a) ed f), sono approvati dal Ministero, di concerto  con
il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero per  la
pubblica  amministrazione  e  l’innovazione,  entro  il  termine   di
sessanta giorni dalla loro ricezione.
6. In via  di  prima  applicazione  del  presente  regolamento,  e,
comunque, per non oltre ventiquattro mesi, gli incarichi dirigenziali
di seconda fascia  sono  conferiti,  previa  delibera  del  Consiglio
direttivo, dal Direttore, con contratto a tempo  determinato  secondo
quanto previsto dall’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30
7. L’Agenzia provvede, ai sensi del regolamento di cui al comma  4,
lettera e), alla gestione delle spese per  il  proprio  funzionamento
nei limiti delle disponibilita’ finanziarie  iscritte  a  tale  scopo
nello stato  di  previsione  della  spesa  del  Ministero,  ai  sensi
dell’articolo 2, comma 142, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286.
Il  Ministro,  sentita  la  CRUI,  puo’  riservare  annualmente   per
l’Agenzia ulteriori risorse, a valere sul fondo per il  finanziamento
ordinario delle universita’ di cui all’articolo 5, comma  1,  lettera
a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e sul fondo  ordinario  per
gli enti di ricerca di cui  all’articolo  7,  comma  1,  del  decreto
legislativo 5 giugno 1998, n. 204, in relazione alle  esigenze  della
stessa per lo svolgimento delle proprie  attivita’  istituzionali  di
– Il testo dell’art.  8,  del  decreto  legislativo  30
luglio 1999, n. 300, e’ il seguente:
pubbliche, comprese anche quelle regionali e locali.
2.  Le  agenzie  hanno  piena  autonomia   nei   limiti
stabiliti dalla legge e sono sottoposte al controllo  della
Corte dei conti, ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge
14 gennaio 1994, n. 20. Esse sono sottoposte ai  poteri  di
indirizzo  e  di  vigilanza  di  un  Ministro  secondo   le
disposizioni  del  successivo  comma  4,   e   secondo   le
disposizioni generali dettate dagli articoli 3, comma 1,  e
14 del decreto legislativo n.  29  del  1993  e  successive
3. L’incarico di direttore generale dell’agenzia  viene
conferito in  conformita’  alle  disposizioni  dettate  dal
precedente art. 5 del presente decreto per il  conferimento
dell’incarico di capo del dipartimento.
4. Con regolamenti emanati ai sensi dell’art. 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988,  n.  400,  su  proposta  del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  e  dei  Ministri
competenti, di concerto con il  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica, sono emanati gli
statuti  delle  agenzie  istituite  dal  presente   decreto
legislativo, in conformita’ ai seguenti principi e  criteri
a)  definizione  delle  attribuzioni  del   direttore
generale dell’agenzia anche  sulla  base  delle  previsioni
contenute nel precedente art. 5 del  presente  decreto  con
riferimento al capo del dipartimento;
b) attribuzione al direttore generale e ai  dirigenti
dell’agenzia  dei  poteri  e  della  responsabilita’  della
gestione,   nonche’   della    responsabilita’    per    il
conseguimento dei risultati fissati dal Ministro competente
nelle forme previste dal presente decreto; nell’ambito, ove
possibile,  di  massimali  di  spesa   predeterminati   dal
bilancio o, nell’ambito di questo, dal Ministro stesso;
c) previsione di un comitato direttivo,  composto  da
dirigenti dei principali settori di attivita’ dell’agenzia,
in numero non  superiore  a  quattro,  con  il  compito  di
coadiuvare  il  direttore  generale  nell’esercizio   delle
attribuzioni ad esso conferite;
d) definizione dei poteri ministeriali di  vigilanza,
che  devono   comprendere,   comunque,   oltre   a   quelli
espressamente menzionati nel precedente comma 2:
d1)  l’approvazione  dei  programmi  di   attivita’
dell’agenzia e di approvazione dei  bilanci  e  rendiconti,
secondo   modalita’   idonee   a   garantire    l’autonomia
dell’agenzia;
d2) l’emanazione  di  direttive  con  l’indicazione
degli obiettivi da raggiungere;
d3)   l’acquisizione   di   dati   e   notizie    e
l’effettuazione di  ispezioni  per  accertare  l’osservanza
delle prescrizioni impartite;
d4) l’indicazione di eventuali specifiche attivita’
da intraprendere;
e) definizione, tramite una apposita  convenzione  da
stipularsi  tra  il  Ministro  competente  e  il  direttore
generale  dell’agenzia,  degli   obiettivi   specificamente
attribuiti a questa ultima, nell’ambito della  missione  ad
essa affidata dalla legge; dei risultati attesi in un  arco
temporale determinato; dell’entita’ e delle  modalita’  dei
finanziamenti  da  accordare  all’agenzia   stessa;   delle
strategie per il miglioramento dei servizi; delle modalita’
di verifica dei  risultati  di  gestione;  delle  modalita’
necessarie  ad  assicurare  al  ministero   competente   la
conoscenza  dei  fattori  gestionali  interni  all’agenzia,
quali l’organizzazione, i processi e l’uso delle risorse;
f) attribuzione all’agenzia di autonomia di bilancio,
nei limiti del fondo stanziato a  tale  scopo  in  apposita
Ministero competente; attribuzione altresi’ all’agenzia  di
autonomi  poteri  per   la   determinazione   delle   norme
concernenti  la  propria  organizzazione  ed   il   proprio
funzionamento, nei limiti fissati dalla successiva  lettera
g) regolazione su base convenzionale dei rapporti  di
collaborazione, consulenza, assistenza, servizio, supporto,
promozione    tra    l’agenzia    ed    altre     pubbliche
amministrazioni,  sulla  base  di  convenzioni  quadro   da
deliberarsi da parte del Ministro competente;
h) previsione di un collegio dei  revisori,  nominato
con  decreto  del  Ministro  competente,  composto  di  tre
membri, due dei quali scelti tra gli iscritti all’albo  dei
revisori dei conti o tra persone in possesso  di  specifica
professionalita’;  previsione  di  un   membro   supplente;
attribuzione dei  relativi  compensi,  da  determinare  con
decreto del Ministro competente di concerto con quello  del
i) istituzione di un apposito organismo  preposto  al
controllo di gestione ai sensi del decreto  legislativo  di
riordino e potenziamento  dei  meccanismi  e  strumenti  di
l) determinazione di una organizzazione  dell’agenzia
rispondente alle  esigenze  di  speditezza,  efficienza  ed
efficacia  dell’adozione  amministrativa;  attribuzione   a
regolamenti  interni  di  ciascuna  agenzia,  adottati  dal
direttore generale dell’agenzia e  approvati  dal  Ministro
competente, della possibilita’ di adeguare l’organizzazione
stessa, nei limiti delle disponibilita’  finanziarie,  alle
esigenze   funzionali,   e   devoluzione   ad    atti    di
organizzazione di livello inferiore di ogni altro potere di
organizzazione;  applicazione  dei  criteri  di   mobilita’
professionale   e   territoriale   previsti   dal   decreto
m) facolta’ del direttore  generale  dell’agenzia  di
deliberare  e  proporre   all’approvazione   del   Ministro
competente, di concerto con quello del tesoro,  regolamenti
interni   di   contabilita’   ispirati,    ove    richiesto
dall’attivita’ dell’agenzia, a principi civilistici,  anche
in deroga alle disposizioni sulla contabilita’ pubblica.».
– Il testo del  comma  1,  dell’art.  23,  del  decreto
«Art. 23. – 1. In  ogni  Amministrazione  dello  Stato,
anche ad ordinamento autonomo, e’ istituito  il  ruolo  dei
dirigenti, che si articola  nella  prima  e  nella  seconda
fascia, nel cui ambito sono definite  apposite  sezioni  in
modo da garantire  la  eventuale  specificita’  tecnica.  I
dirigenti della seconda fascia sono reclutati attraverso  i
meccanismi di accesso di cui all’art. 28. I dirigenti della
seconda  fascia  transitano  nella  prima  qualora  abbiano
ricoperto incarichi di  direzione  di  uffici  dirigenziali
generali o equivalenti, in base ai particolari  ordinamenti
di cui all’art. 19, comma 11, per un periodo pari almeno  a
cinque anni senza  essere  incorsi  nelle  misure  previste
dall’art.   21   per   le   ipotesi   di    responsabilita’
– Il comma 6, dell’art. 7, del decreto  legislativo  30
marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni  cosi’
«6.  Per  esigenze  cui  non  possono  far  fronte  con
personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono
conferire incarichi individuali, con  contratti  di  lavoro
autonomo,   di   natura   occasionale   o   coordinata    e
continuativa,  ad  esperti  di  particolare  e   comprovata
specializzazione  anche  universitaria,  in  presenza   dei
seguenti presupposti di legittimita’:
a) l’oggetto  della  prestazione  deve  corrispondere
alle      competenze      attribuite       dall’ordinamento
all’amministrazione conferente,  ad  obiettivi  e  progetti
specifici e determinati e deve risultare  coerente  con  le
esigenze di funzionalita’ dell’amministrazione conferente;
b)  l’amministrazione  deve   avere   preliminarmente
accertato  l’impossibilita’  oggettiva  di  utilizzare   le
risorse umane disponibili al suo interno;
c) la prestazione deve essere di natura temporanea  e
altamente qualificata;
d) devono essere preventivamente determinati  durata,
luogo, oggetto e compenso della collaborazione.
Si   prescinde   dal   requisito    della    comprovata
specializzazione universitaria in caso di  stipulazione  di
contratti  di  collaborazione  di  natura   occasionale   o
coordinata e continuativa per attivita’ che debbano  essere
svolte da professionisti iscritti in ordini o  albi  o  con
soggetti che operino nel campo dell’arte, dello spettacolo,
dei  mestieri  artigianali  o  dell’attivita’   informatica
nonche’ a supporto dell’attivita’ didattica e  di  ricerca,
per i servizi di orientamento, compreso il collocamento,  e
di certificazione dei contratti di lavoro di cui al decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, purche’ senza  nuovi
o maggiori oneri a carico  della  finanza  pubblica,  ferma
restando la necessita’ di accertare la maturata  esperienza
Il ricorso a contratti di collaborazione  coordinata  e
continuativa per lo svolgimento  di  funzioni  ordinarie  o
l’utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati e’
causa di responsabilita’ amministrativa  per  il  dirigente
che ha stipulato i contratti. Il secondo periodo  dell’art.
1, comma 9, del  decreto-legge  12  luglio  2004,  n.  168,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2004,
n. 191, e’ soppresso. Si applicano le disposizioni previste
dall’art. 36, comma 3, del presente decreto.».
– Il comma 6, dell’art. 19, del decreto legislativo  30
marzo 2001, n. 165, cosi’ recita:
«6. Gli incarichi di cui ai commi  da  1  a  5  possono
dell’anzianita’ di servizio.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  2,  comma  142,  del
«142. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi da
138 a 141, nel limite di spesa di 5 milioni di euro  annui,
si provvede utilizzando le risorse finanziarie  riguardanti
il funzionamento del soppresso CNVSU nonche’, per la  quota
rimanente,      mediante      corrispondente      riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’art.  5,  comma  1,
lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537.».
– Per il testo della legge 24 novembre 2006, n. 286, si
– Il testo dell’art. 5,  comma  1,  lettera  a),  della
legge 24 dicembre 1993, n. 537  «Interventi  correttivi  di
finanza pubblica» e’ il seguente:
«Art. 5. – 1. A  decorrere  dall’esercizio  finanziario
1994  i  mezzi  finanziari  destinati  dallo   Stato   alle
universita’ sono iscritti in tre  distinti  capitoli  dello
stato di previsione del Ministero dell’universita’ e  della
ricerca scientifica e tecnologica, denominati:
a)  fondo  per  il  finanziamento   ordinario   delle
universita’, relativo alla  quota  a  carico  del  bilancio
statale delle spese per il  funzionamento  e  le  attivita’
istituzionali delle universita’, ivi comprese le spese  per
il  personale  docente,  ricercatore  e  non  docente,  per
l’ordinaria manutenzione delle  strutture  universitarie  e
per  la  ricerca  scientifica,  ad  eccezione  della  quota
destinata ai progetti di ricerca di interesse nazionale  di
cui all’art. 65 del decreto del Presidente della Repubblica
11 luglio 1980, n. 382, e della  spesa  lettera  a),  della
legge 30 maggio 1988, n. 186, e all’art. 5 della  legge  31
maggio   1995,   n.   233;    all’Osservatorio    geofisico
sperimentale (OGS), di cui  all’art.  16,  comma  2,  della
legge 30 novembre 1989, n. 399; agli  enti  finanziati  dal
MURST ai sensi  dell’art.  1,  comma  43,  della  legge  28
dicembre 1995, n. 549, gia’ concessi ai sensi dell’art. 11,
terzo comma, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n.  468
e successive  modificazioni,  sono  determinati  con  unica
autor????? le attivita’  previste  dalla  legge  28  giugno
1977, n. 394.».
– Si riporta il testo del comma  1,  dell’art.  7,  del
decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204:
«Art. 7. –  1.  A  partire  dal  1°  gennaio  1999  gli
stanziamenti da  destinare  al  Consiglio  nazionale  delle
ricerche (CNR), di cui all’art. 11 della legge 22  dicembre
1977, n. 951 ,  all’ASI,  di  cui  all’art.  15,  comma  1,
rizzazione  di  spesa  ed  affluiscono  ad  apposito  fondo
ordinario  per  gli  enti  e  le  istituzioni  di   ricerca
finanziati dal MURST, istituito nello stato  di  previsione
del medesimo Ministero. Al medesimo  fondo  affluiscono,  a
partire dal 1°  gennaio  1999,  i  contributi  all’Istituto
nazionale per  la  fisica  della  materia  (INFM),  di  cui
all’art. 11, comma 1, del  decreto  legislativo  30  giugno
1994,  n.  506  ,  nonche’  altri  contributi   e   risorse
finanziarie che saranno stabilite per  legge  in  relazione
alle attivita’ dell’Istituto nazionale di  fisica  nucleare
(INFN), dell’INFM e relativi laboratori  di  Trieste  e  di
Grenoble, del Programma nazionale di ricerche in Antartide,
dell’Istituto  nazionale  per  la  ricerca  scientifica   e
tecnologica sulla montagna.  Il  fondo  e’  determinato  ai
sensi dell’art. 11, terzo comma, lettera d), della legge  5
agosto  1978,  n.  468  ,  e  successive  modificazioni   e
integrazioni. Il Ministro del tesoro, del bilancio e  della
programmazione economica, e’ autorizzato ad apportare,  con
Trasparenza dell’attivita’ di valutazione
1. L’Agenzia assicura la pubblicita’,  anche  mediante  il  proprio
sito web istituzionale, delle informazioni relative:
a) alla struttura e alla dotazione organica dell’Agenzia;
b) ai criteri e alle  metodologie  per  la  valutazione  definiti
dall’Agenzia;
c) ai risultati delle proprie analisi e valutazioni;
d) al Rapporto sullo stato  del  sistema  universitario  e  della
ricerca di cui all’articolo 4,  nonche’  ai  rapporti  annuali,  alle
relazioni e alle pubblicazioni predisposte dall’Agenzia;
e) ad ogni altro aspetto della propria attivita’ istituzionale in
conformita’ alla normativa vigente.
Capo III   DISPOSIZIONI FINALI
regolamento, e’ abrogato il decreto del Presidente  della  Repubblica
21 febbraio 2008, n. 64.
2. A decorrere dalla data di insediamento del Consiglio direttivo e
della nomina del Presidente sono soppressi il Comitato nazionale  per
la valutazione del sistema universitario, il  Comitato  di  indirizzo
per la valutazione della ricerca ed i Comitati di valutazione di  cui
all’articolo 10 del decreto legislativo 4 giugno  2003,  n.  127,  ed
all’articolo 10 del  decreto  legislativo  4  giugno  2003,  n.  128.
L’Agenzia  subentra  nei  rapporti  giuridici  posti  in  essere  dal
Ministero per le attivita’ dei soppressi Comitato  nazionale  per  la
valutazione del sistema universitario e Comitato di indirizzo per  la
valutazione della  ricerca.  E’  assegnato  all’Agenzia,  nei  limiti
dell’organico di cui all’Allegato A, il personale di ruolo e  non  di
ruolo che, a  qualsiasi  titolo,  presta  servizio  nelle  segreterie
tecnico-amministrative dei predetti due Comitati,  salvo  il  diritto
del personale di ruolo a permanere nei ruoli  del  Ministero,  previa
opzione da esercitare entro 30 giorni dalla data  indicata  al  primo
periodo  del  presente  comma  e  con  contestuale  riduzione   della
dotazione organica dell’amministrazione di provenienza. Sono altresi’
assegnate all’Agenzia le risorse strumentali e materiali dei predetti
due Comitati.
3. Allo scopo di facilitare la gestione della fase  transitoria,  i
Presidenti dei soppressi Comitato nazionale per  la  valutazione  del
sistema universitario e Comitato d’indirizzo per la valutazione della
ricerca fanno parte a titolo  consultivo  e  gratuito  del  Consiglio
direttivo durante  il  primo  anno  di  attivita’.  Ad  essi  non  si
applicano le disposizioni di cui all’articolo  8,  commi  5  e  6,  e
4. Per rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali connesse ai
tempi necessari per l’effettiva costituzione  dell’organico,  di  cui
all’articolo 12, comma 3, nella misura  occorrente  allo  svolgimento
delle proprie attivita’, e, comunque, per un periodo non superiore  a
diciotto mesi, l’Agenzia, ai sensi dell’articolo  36,  comma  2,  del
decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e’  autorizzata  ad
avvalersi, nei limiti dell’organico  di  cui  all’Allegato  A,  delle
forme  contrattuali  flessibili  di  assunzione  e  di  impiego   del
personale previste dal codice civile e delle leggi  sui  rapporti  di
lavoro  subordinato.  I  predetti  contratti   sono   stipulati   dal
Direttore, previa delibera del Consiglio direttivo.
5. Con i regolamenti previsti dall’articolo 2, comma 7, della legge
21 dicembre 1999, n. 508, adottati ai sensi dell’articolo  17,  comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono determinate le  modalita’
della valutazione delle attivita’ degli enti del  comparto  dell’alta
formazione artistica e musicale, nonche’  i  conseguenti  adeguamenti
organizzativi dell’Agenzia per  lo  svolgimento  di  tali  attivita’,
nell’ambito delle  risorse  materiali,  strumentali  e  di  personale
Dato a Roma, addi’ 1° febbraio 2010
Registrato alla Corte dei conti il 13 maggio 2010
persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 385
La sezione del controllo nell’adunanza dell’11 maggio 2010 ha ammesso
al  visto  e  alla  conseguente  registrazione  il  regolamento   con
all’art. 10, comma 4 della frase:
«con riferimento a quanto previsto, in linea generale,  dall’art.  8,
comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e, nel  caso
specifico, dall’art. 19, commi 4 e  6,  del  decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165.»
e all’art. 12, comma 3 della frase:
«la predetta dotazione organica puo’ essere  modificata  con  decreto
ministeriale, di concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze  e  con  il  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione   e
– Per  il  titolo  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 21 febbraio 2008, n. 64, si veda nelle note alle
– L’art. 10, del decreto legislativo 4 giugno 2003,  n.
127  «Riordino  del  Consiglio  nazionale  delle   ricerche
(C.N.R.)» cosi’ recita:
«Art. 10.  –  1.  Il  comitato  di  valutazione  valuta
periodicamente  i  risultati  dell’attivita’   di   ricerca
dell’ente, anche in relazione agli obiettivi  definiti  nel
piano triennale, sulla base dei criteri  di  valutazione  e
dei parametri di qualita’  definiti,  in  deroga  a  quanto
previsto dall’art. 5, comma  1,  lettera  b),  del  decreto
legislativo  5  giugno   1998,   n.   204,   dal   Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della  ricerca,  previo
parere del Comitato di indirizzo per la  valutazione  della
ricerca (CIVR).
2. Il comitato  di  valutazione  e’  composto  da  otto
membri  esterni  all’ente,   scelti   tra   esperti   anche
stranieri, nominati dal consiglio  di  amministrazione,  di
cui tre, tra i quali il presidente, designati dal  Ministro
dell’istruzione,  dell’universita’  e  della  ricerca,  due
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome,  uno  dall’Unione  italiana
delle camere di commercio, due dalla Conferenza dei rettori
delle universita’ italiane. Il presidente  e  i  componenti
del comitato durano in carica quattro anni e possono essere
confermati una sola volta.
3. Il comitato di valutazione svolge i  propri  compiti
in piena autonomia. Il comitato presenta al  presidente  ed
al  consiglio   di   amministrazione   una   relazione   di
valutazione annuale dei risultati dell’attivita’ di ricerca
dell’ente.».
– Il testo dell’art.  10,  del  decreto  legislativo  4
giugno  2003,  n.  128  «Riordino   dell’Agenzia   spaziale
italiana (A.S.I.)» e’ il seguente:
– Si riporta il testo del comma 2,  dell’art.  36,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165:
«2.  Per   rispondere   ad   esigenze   temporanee   ed
eccezionali le amministrazioni pubbliche possono  avvalersi
delle forme contrattuali  flessibili  di  assunzione  e  di
impiego del personale previste dal codice  civile  e  dalle
leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa,  nel
rispetto delle procedure  di  reclutamento  vigenti.  Ferma
restando la competenza delle amministrazioni in ordine alla
individuazione delle necessita’ organizzative  in  coerenza
con quanto stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, i
contratti collettivi nazionali provvedono a disciplinare la
materia dei contratti di lavoro a  tempo  determinato,  dei
contratti di formazione  e  lavoro,  degli  altri  rapporti
formativi e della somministrazione di lavoro ed  il  lavoro
accessorio di cui alla lettera d), del comma  1,  dell’art.
70  del  decreto  legislativo  n.  276/2003,  e  successive
modificazioni ed integrazioni, in  applicazione  di  quanto
previsto dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n.  368,
dall’art. 3 del decreto-legge  30  ottobre  1984,  n.  726,
convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  19  dicembre
1984, n. 863, dall’art.  16  del  decreto-legge  16  maggio
1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1994, n. 451, dal decreto legislativo  10  settembre
2003, n. 276, per quanto riguarda  la  somministrazione  di
lavoro ed il lavoro accessorio di cui alla lettera d),  del
comma 1, dell’art. 70 del medesimo decreto  legislativo  n.
276 del 2003, e successive modificazioni  ed  integrazioni,
nonche’ da ogni  successiva  modificazione  o  integrazione
della   relativa   disciplina    con    riferimento    alla
individuazione dei contingenti di  personale  utilizzabile.
Non e’ possibile ricorrere alla somministrazione di  lavoro
per l’esercizio di funzioni direttive e dirigenziali.».
– Per il testo dell’art. 2, comma  7,  della  legge  21
dicembre 1999, n. 508 e dell’art. 17, comma 2, della  legge
23 agosto 1988, n. 400, si veda nelle note alle premesse.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 febbraio 2010, n. 76 – Regolamento concernente la struttura ed il funzionamento dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 140, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. (10G0098) (GU n. 122 del 27-5-2010 redazione redazione 2015-05-05T19:21:29+00:00