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Timestamp: 2020-02-22 16:09:39+00:00
Document Index: 8952060

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 33', 'sentenza ']

PROVVEDIMENTO IRROGAZIONE SANZIONE
N. 0000000/2003 - ANNO D’IMPOSTA 1997
AGENZIA DELLE ENTRATE - UFFICIO DI MESSINA
Il sottoscritto Sig. L. A., nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) il 30 settembre 1976, e residente in Piraino (ME) - Mille n. 1, codice fiscale: ______________, elettivamente domiciliato in Catania, Piazza M. A. n. 1, 95128, presso lo Studio dell’Avv. D.T., il quale lo rappresenta e difende giusta procura rilasciata a margine al presente atto.
* Che in data 11 dicembre 2003 è stato notificato allo scrivente, a cura della Agenzia delle Entrate - Ufficio di Messina, “Atto di Contestazione - Provvedimento Irrogazione Sanzione n. 0000000/2003 - Anno d’Imposta 1997 (data stampa atto: 11 settembre 2003)”; atto autonomamente impugnato. (Cfr. all. sub n. 1)
* Che in data 3 marzo 2004 è stato notificato al contribuente “Atto di Contestazione n. 0000000/2003 - Anno d’Imposta 1997 (data stampa atto: 27 febbraio 2004)”, emesso dalla Agenzia delle Entrate - Ufficio di Messina; atto avverso il quale è rivolto il presente ricorso. (Cfr. all. sub n. 2)
Il sottoscritto, come rappresentato, domiciliato e difeso,
contro l’Atto di Contestazione n. 0000000/2003 - Anno d’Imposta 1997 (data stampa atto: 27 febbraio 2004), per i seguenti motivi.
1. Eccezione di nullitá dell'atto impugnato per palese violazione del divieto di doppia imposizione, intesa quale duplicazione del provvedimento di irrogazione delle sanzioni.
L’atto impugnato altro non è che la riproduzione dell’Atto di Contestazione n. 0000000/2003 (data stampa atto: 11 settembre 2003) relativo all’Anno d’Imposta 1997, emesso dalla Agenzia delle Entrate - Ufficio di Messina e notificato al ricorrente in data 11 dicembre 2003.
Infatti, dall’esame sinottico dei due Provvedimenti di Irrogazione è “ictu oculi” rilevabile che gli stessi presentano il medesimo contenuto, ivi compreso il numero dell’atto, fatta eccezione per la data di stampa, rispettivamente 11 settembre 2003 e 27 febbraio 2004.
Nessun dubbio esiste, dunque, circa l’illegittimità dell’operato dell’Ufficio impositore: come i giudici non possono pronunciarsi due volte sulla medesima controversia, “ne bis in idem”, così l’A. F. non deve sottopporre a sanzione due volte per la medesima violazione (presupposto).
Il divieto di doppia imposizione, esplicitamente statuito per le imposte dirette ex artt. 127 - Dpr. n. 917/86 e 67 - Dpr. n. 600/73, costituisce un principio immanente dell’ordinamento tributario.
Esso, nella sua accezione più immediata, implica che è vietato accertare due volte a carico del medesimo soggetto la stessa imposta su di un medesimo presupposto.
Ciò traduce che, nel caso in cui, come in fattispecie, tale principio viene dall’Ufficio finanziario disatteso, il secondo atto di imposizione è illegittimo per il solo fatto che si pone in contrasto con tale divieto e, quindi, a prescindere dal fatto che l’imposta dovuta sia quella contenuta nel primo atto o quella contenuta nel secondo.
Ad ulteriore conferma di quanto sopra esposto si richiama l’orientamento della Suprema Corte di Cassazione, la quale intervenendo in materia ha statuito che:«… il contenzioso tributario è, come noto, un contenzioso sul rapporto, il cui accesso è però condizionato alla impugnazione dell’atto. Da ciò discende che l’Amministrazione può porre in campo un solo atto di accertamento per ogni rapporto, questo atto esclusivamente nei casi indicati dalla legge potrà essere modificato o sostituito. … Sono invece nulli gli atti che si affianchino all’atto originario o modificandolo nei casi non consenti; o riproducendolo con qualche correzione senza preventica revoca». (Cfr. Cassazione Civile - Sez. I, sentenza n. 10650 del 29.10.1997 - all. sub n. 3)
Partecipato, doverosamente, quanto sopra al Collegio giudicante per mero scrupolo difensivo, tanto si aggiunge.
2. Eccezione di nullitá dell'atto impugnato per palese violazione dell'art. 11 - D. Lgs. n. 472/1997: difetto di legittimazione passiva.
A pagina due dell'atto impugnato si legge testualmente:«MOTIVAZIONE E FATTI CONTESTATI - Visto che la S.S., per l'anno 1997, risulta socio e legale rappresentante della "XY SNC" ... Visto che, sempre per l'anno 1997, la suddetta società non ha prodotto la dichiarazione dei redditi; Visto che, per quanto disposto dagli artt. 2 e 27 del D.LGS. 472/97, vige il principio della personalizzazione delle violazioni riferentisi alle societá, disponendo che le stesse sono da intendersi riferite alle persone fisiche che ne sono autrici se commesse dopo l'1.4.1998; ... omissis ...». (Cfr. Atto di Contestazione pag. 2, all. sub n. 2)
Sul punto questa difesa partecipa ai decidendi quanto appresso.
L'odierno esponente in data 27 febbraio 1998 ha rassegnato le dimissioni da legale rappresentante della società.
Ora, l'art. 11 - D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, rubricato “Responsabili per la sanzione amministrativa”, dispone che:«Nei casi in cui una violazione ... é commessa dal dipendente o dal rappresentante legale o negoziale di una persona fisica nell'adempimento del suo ufficio o del suo mandato ovvero dal dipendente o dal rappresentante o dall'amministratore, anche di fatto, di societá, associazioni od ente, con o senza personalitá giuridica, nell'esercizio delle sue funzioni o incombenze, la persona fisica, la societá, l'associazione o l'ente nell'interesse dei quali ha agito l'autore della violazione sono obbligati solidalmente al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata ... omissis …». (Cfr. art. 11- D. Lgs. n. 472/1997 - all. sub n. 4)
Ció precisato, si aggiunge che nel caso in contestazione l'autore della violazione é individuabile nel Sig. D.D. nato a Messina il 2 marzo 1960, quale Amministratore di fatto della societá “XYI Snc”.
Ne discende che l'Agenzia delle Entrate - Ufficio di Messina poteva e doveva emettere “Atto di Contestazione - Provvedimento di Irrogazione Sanzione” nei confronti del soggetto autore della violazione, cioé nei confronti del Sig. D.D. sopra meglio generalizzato. Da detto errore procedurale si traduce il difetto di legittimazione passiva.
all’Ill.mo Sig. Presidente e a Codesta Onde Commissione Tributaria Provinciale adita, ciascuno per quanto di propria competenza, voglia compiacersi ritenere e dichiarare,
In via pregiudiziale:
1.1 la nullitá dell'atto impugnato per palese violazione del divieto di doppia imposizione, intesa quale duplicazione del provvedimento di irrogazione delle sanzioni.
1.2 La nullità dell’atto impugnato per palese violazione dell'art. 11 - D. Lgs. n. 472/1997 e difetto di legittimazione passiva, in quanto l'autore della violazione é da individuarsi nel Sig. D.D., Amministratore di fatto della società “XY Snc”; soggetto il quale poteva e doveva essere destinatario dell’Atto di Contestazione - Procedimento di Irrogazione Sanzione.
Spese e compensi.
Il presente ricorso é redatto in duplice esemplare, l'originale, in carta resa legale, viene notificato mediante presentazione ai sensi dell'art. 20, alla A.E. - Ufficio di Messina, e la copia, che la parte dichiara conforme all'originale, a mente dell'art. 22 del D. Lgs. 31 dicembre 1992 - n. 546, verrá depositata entro il termine di trenta giorni presso la segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di Messina.
Si chiede, altresí, ai sensi e per gli effetti dell'art. 33, comma 1 - D. Lgs. n. 546/92, che il ricorso di cui trattasi venga discusso in pubblica udienza.
Si fa riserva di produzione di memorie, all'esito del comportamento di controparte, e si alliga il fascicolo di parte con la seguente documentazione in fotocopia:
1. Atto di Contestazione n. 0000000/2003 - Anno d’Imposta 1997 (data stampa atto: 11 settembre 2003)”, emesso dalla Agenzia delle Entrate - Ufficio di Messina; atto autonomamente impugnato.
2. Atto di Contestazione n. 0000000/2003 - Anno d’Imposta 1997 (data stampa atto: 27 febbraio 2004)”; atto avverso cui è rivolta il presente ricorso.
3. Cassazione Civile - Sez. I, sentenza n. 10650 del 29.10.1997.
4. Art. 11 - D. Lgs. n. 472/1997.
5. Ricevuta di presentazione del ricorso alla A.E. - Ufficio di Messina.