Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202013/circ210_file/circ210.htm
Timestamp: 2017-11-23 05:38:38+00:00
Document Index: 166764085

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 9', 'in fine', 'in fine']

Circolare n.210/2013
Circolare n. 210/2013
Oggetto: Lavoro – Conversione del decreto lavoro – D.L. 28.6.2013, n. 76 come convertito dalla legge 9.8.2013, n. 99, su G.U. n. 196 del 22.8.2013 – Circ. Min. Lavoro n. 35 del 29.8.2013.
Si segnalano di seguito le principali disposizioni contenute nel decreto lavoro (D.L. n. 76/2013) alla luce delle modifiche apportate in sede di conversione in legge e dei chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro.
Incentivi contributivi per l’assunzione di giovani (art. 1) – E’ stata confermata la parziale decontribuzione a favore dei datori di lavoro che entro il 30 giugno 2015 assumano a tempo indeterminato giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni che si trovino in una delle seguenti condizioni: siano privi di impiego da almeno 6 mesi o siano privi di diploma di scuola media superiore o professionale; è stata soppressa la condizione che i soggetti vivano soli con una o più persone a carico. Resta confermata inoltre la misura dell’incentivo che è pari ad un terzo della retribuzione mensile lorda con un tetto di 650 euro mensili per lavoratore e che sarà riconosciuto per un periodo di 18 mesi (12 mesi in caso di trasformazione di un contratto in essere in contratto a tempo indeterminato). Resta fermo che per il riconoscimento della decontribuzione è necessario che la nuova assunzione determini un incremento occupazionale netto della forza lavoro aziendale. L’operatività degli incentivi scatterà dalla pubblicazione di un apposito avviso da parte del Ministero del Lavoro sul proprio sito internet (www.lavoro.gov.it). Per le modalità di richiesta degli incentivi le aziende dovranno attenersi alla procedura prevista dalla disposizione in esame.
Apprendistato (art. 2, commi 1, 2 e 3) – E’ stato soppresso il carattere di straordinarietà e temporaneità (fino al 31 dicembre 2015) delle misure introdotte dal decreto originario in materia di apprendistato che pertanto assumono carattere strutturale nei confronti di tutte le imprese (non più quindi solamente di micro, piccole e medie imprese). In particolare la norma in esame ha affidato alla Conferenza Stato-Regioni il compito di adottare entro il 30 settembre prossimo linee guida volte a semplificare alcuni aspetti della disciplina dell’apprendistato professionalizzante (con particolare riguardo alla predisposizione del piano formativo individuale e alla registrazione della formazione); in caso di mancata adozione delle linee guida dette semplificazioni si applicheranno automaticamente.
Tirocini formativi e di orientamento (art. 2, comma 5 ter) – Al fine di semplificare il ricorso ai tirocini formativi e di orientamento è stato previsto per i datori di lavoro con sedi in più regioni l’applicazione della sola normativa della regione ove è ubicata la sede legale e la possibilità di accentrare le comunicazioni obbligatorie relative al rapporto di lavoro.
Contratti a termine (art. 7, comma 1) – Nessuna novità rispetto a quanto già previsto dal decreto legge originario che, come è noto, correggendo opportunamente la riforma Fornero ha riportato gli intervalli di tempo per poter stipulare un nuovo contratto a termine con lo stesso lavoratore a 10 e 20 giorni, rispettivamente a seconda che la durata del primo contratto sia fino a sei mesi o superiore. Al riguardo si fa osservare che, in base all’accordo dell’1 agosto di rinnovo del CCNL logistica, trasporto e spedizione, intervenuto prima della conversione del decreto legge in esame, i termini in questione sono stati fissati rispettivamente in 20 e 30 giorni. E’ stata infine confermata anche la soppressione dell’obbligo introdotto dalla riforma Fornero per i datori di lavoro di comunicare al Centro per l’Impiego la prosecuzione del contratto oltre la scadenza senza che si determini la trasformazione del contratto a tempo indeterminato (rispettivamente fino a 30 giorni per i contratti di durata fino a 6 mesi e fino a 50 giorni per i contratti di durata superiore).
Distacco (art. 7, comma 2, lett. 0a) – E’ stata introdotta una specifica disciplina sul distacco del lavoratore tra aziende che abbiano sottoscritto tra loro un contratto di rete ossia un contratto con cui più imprenditori si obbligano, sulla base di un programma comune, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati ovvero ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa (legge n.33/2009); in particolare, la disposizione in esame ha previsto il riconoscimento automatico dell’interesse dell’impresa distaccante, che come è noto costituisce uno dei requisiti essenziali per la legittimità del distacco, qualora lo stesso avvenga appunto nell’ambito di un contratto di rete.
Lavoro a chiamata (art. 7, comma 2, lett. a) – E’ stato confermato il limite quantitativo all’utilizzo del cosiddetto lavoro a chiamata (o lavoro intermittente) consistente, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, a 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari. In caso di superamento di tale limite il rapporto con il lavoratore interessato si trasformerà a tempo pieno e indeterminato.
Contratti a progetto (art. 7, comma 2, lett. c) – Resta confermato che tra le cause di divieto del contratto a progetto rientra il contemporaneo svolgimento di compiti meramente esecutivi e ripetitivi mentre in precedenza era sufficiente che ricorresse una sola delle due situazioni. Rimangono ovviamente fermi tutti gli altri requisiti introdotti dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012) per la regolarità del contratto a progetto.
Licenziamenti individuali (art. 7, comma 4) – Come è noto, tra le varie modifiche apportate dalla riforma Fornero alla disciplina dei licenziamenti individuali è stato introdotto l’obbligo per le aziende con oltre 15 dipendenti di attivare una procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro prima di intimare un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Resta confermata l’esclusione della predetta procedura in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto dell’assenza per malattia.
Dimissioni (art. 7, comma 5, lett. d) – Resta confermata l’estensione della procedura di convalida delle dimissioni introdotta dalla riforma Fornero anche ai contratti a progetto e a quelli di associazione in partecipazione.
Bonus ASPI (art. 7, comma 5, lett. b) – Resta confermato per i datori di lavoro che assumeranno a tempo pieno e indeterminato lavoratori che fruiscono dell’ASPI (l’Assicurazione sociale per l’impiego introdotta dalla riforma Fornero da quest’anno) il riconoscimento di un contributo mensile pari al 50% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore. Al fine di evitare pratiche elusive il bonus non sarà riconosciuto per i lavoratori licenziati nei 6 mesi precedenti da un’azienda che presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’azienda che assume o che risulti con quest’ultima in rapporto di collegamento o di controllo.
Ammortizzatori sociali (art. 7, comma 5, lett. c) – Resta confermata la proroga al 31 ottobre 2013 (in precedenza 18 luglio 2013) del termine previsto dalla riforma Fornero per l’istituzione dei Fondi di solidarietà bilaterali aventi lo scopo di garantire forme di sostegno al reddito per i lavoratori delle imprese con oltre 15 dipendenti appartenenti a settori non coperti dalla cassa integrazione. In caso di mancata attuazione dei fondi entro tale termine sarà istituito dal Ministero del Lavoro un fondo di solidarietà residuale che avrà efficacia dall’1 gennaio 2014.
Stabilizzazione di associati in partecipazione con apporto di lavoro (art. 7 bis) – E’ stata introdotta la possibilità per i datori di lavoro di regolarizzare gli associati in partecipazione tramite la stipula entro il 30 settembre 2013 di specifici contratti collettivi che prevedano l’assunzione a tempo indeterminato di questi soggetti (anche con contratti di apprendistato) entro i successivi tre mesi.
Responsabilità solidale negli appalti (art. 9, comma 1) – Anche in questo caso sono state confermate tutte le disposizioni già previste in materia dal decreto legge originario. Diventa pertanto definitiva la limitazione ai soli aspetti retributivi della possibilità riconosciuta ai CCNL dalla riforma Fornero di alleggerire la responsabilità solidale dei committenti per le irregolarità commesse dagli appaltatori nei confronti dei lavoratori impiegati nell’appalto. Questa possibilità è stata pertanto esclusa per gli aspetti contributivi e assicurativi per i quali il committente rimane in ogni caso pienamente corresponsabile. Resta altresì confermato che la disciplina della responsabilità solidale non si applica ai contratti di appalto stipulati con la pubblica amministrazione e che la stessa invece opera nei confronti di qualsiasi lavoratore impiegato nell’appalto, ivi compresi quelli con contratti di natura autonoma; al riguardo il Ministero del Lavoro ha precisato che per lavoratori con contratti di natura autonoma devono intendersi esclusivamente quei lavoratori con contratti a progetto o di collaborazione impiegati nell’appalto e non anche quei lavoratori autonomi che sono tenuti in via esclusiva all’assolvimento dei relativi oneri (ad esempio i liberi professionisti).
Società a responsabilità limitata (art. 9, commi da 13 a 15) – Sono state confermate le modifiche in materia di società a responsabilità limitata già previste dal decreto originario che consistono, in particolare, nell’abrogazione della disciplina sulla Srl a capitale ridotto (introdotta dalla legge n.134/2012) nonché nel­l’introduzione della possibilità di costituire la Srl semplificata di cui alla legge n. 27/2012 da parte di soggetti di qualsiasi età (in precedenza di età non superiore a 35 anni).
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 187/2013, 155/2013, 260/2012 e 14/2004
-Legge 9 agosto 2013, n.99
- Circ.Min.Lavoro n.35 del 29.8.2013
G.U. n. 196 del 22.8.2013 (fonte Guritel)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 giugno 2013,n. 76, recante primi interventi urgenti per la promozione
dell'occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale,
nonche' in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre
misure finanziarie urgenti.
Testo del decreto-legge 28 giugno 2013, n.76 coordinato con la legge
di conversione 9 agosto 2013, n. 99
Misure straordinarie per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, e della coesione sociale
Incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori
1. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile di giovani
fino a 29 anni di eta' e in attesa dell'adozione di ulteriori misure
da realizzare anche attraverso il ricorso alle risorse della nuova
programmazione comunitaria 2014-2020, e' istituito in via
sperimentale, nel limite delle risorse di cui ai commi 12 e 16, un
incentivo per i datori di lavoro che assumano, con contratto di
lavoro a tempo indeterminato, lavoratori aventi i requisiti di cui al
comma 2, nel rispetto dell'articolo 40 del Regolamento (CE) n.
800/2008.
1-bis. L'incentivo di cui al comma 1 non spetta per le
assunzioni con contratti di lavoro domestico.
2. L'assunzione di cui al comma 1 deve riguardare lavoratori, di
eta' compresa tra i 18 ed i 29 anni, che rientrino in una delle
a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei
b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o
c) (soppressa).
3. Le assunzioni di cui al comma 1 devono comportare un
incremento occupazionale netto e devono essere effettuate a decorrere
dal giorno successivo alla data di cui al comma 10 e non oltre il 30
4. L'incentivo e' pari a un terzo della retribuzione mensile lorda
imponibile ai fini previdenziali, per un periodo di 18 mesi, ed e'
corrisposto al datore di lavoro unicamente mediante conguaglio nelle
denunce contributive mensili del periodo di riferimento, fatte salve
le diverse regole vigenti per il versamento dei contributi in
agricoltura. Il valore mensile dell'incentivo non puo' comunque
superare l'importo di seicentocinquanta euro per lavoratore assunto
ai sensi del presente articolo.
5. L'incentivo di cui al comma 1 e' corrisposto, per un periodo di
12 mesi, ed entro i limiti di seicentocinquanta euro mensili per
lavoratore, nel caso di trasformazione con contratto a tempo
indeterminato, sempre che ricorrano le condizioni di cui ai commi 2 e
3, con esclusione dei lavoratori in riferimento ai quali i datori di
lavoro hanno comunque gia' beneficiato dell'incentivo di cui al comma
4. Alla trasformazione di cui al presente comma deve comunque
corrispondere entro un mese un'ulteriore assunzione di lavoratore
con contratto di lavoro dipendente, prescindendo in tal caso, per
la sola assunzione ulteriore, dalle condizioni soggettive di cui al
comma 2, ai fini del rispetto della condizione di cui al comma 3.
6. L'incremento occupazionale di cui al comma 3 e' calcolato sulla
base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in
ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei
dodici mesi precedenti all'assunzione. I dipendenti con contratto di
lavoro a tempo parziale sono ponderati in base al rapporto tra le ore
pattuite e l'orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo
7. L'incremento della base occupazionale va considerato al netto
delle diminuzioni occupazionali verificatesi in societa' controllate
o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile o facenti
capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.
8. All'incentivo di cui al presente articolo si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 4, commi 12, 13 e 15, della legge 28
giugno 2012, n. 92.
9. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, l'Inps adegua, senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica, le proprie procedure informatizzate allo scopo di
ricevere le dichiarazioni telematiche di ammissione all'incentivo e
di consentire la fruizione dell'incentivo stesso; entro il medesimo
termine l'Inps, con propria circolare, disciplina le modalita'
attuative del presente incentivo.
10. L'incentivo si applica alle assunzioni intervenute a decorrere
dalla data di approvazione degli atti di riprogrammazione di cui al
comma 12. Tali assunzioni devono essere effettuate non oltre il 30
giugno 2015. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
fornisce comunicazione della data di decorrenza dell'incentivo
mediante avviso pubblicato nel sito internet istituzionale.
11. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l'Inps
provvedono a dare diffusione dell'avvenuta approvazione degli atti di
12. Le risorse di cui al comma 1, destinate al finanziamento
dell'incentivo straordinario di cui al medesimo comma, sono
a) nella misura di 100 milioni di euro per l'anno 2013, 150
milioni di euro per l'anno 2014, 150 milioni di euro per l'anno 2015
e 100 milioni di euro per l'anno 2016, per le regioni Abruzzo,
Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia,
a valere sulla corrispondente riprogrammazione delle risorse del
Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183 gia'
destinate ai Programmi operativi 2007/2013, nonche', per garantirne
il tempestivo avvio, alla rimodulazione delle risorse del medesimo
Fondo di rotazione gia' destinate agli interventi del Piano di Azione
Coesione, ai sensi dell'articolo 23, comma 4, della legge 12 novembre
2011, n. 183, previo consenso, per quanto occorra, della Commissione
europea. Le predette risorse sono versate all'entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnate alle finalita' di cui al presente
articolo ai sensi del comma 13;
b) nella misura di 48 milioni di euro per l'anno 2013, 98 milioni
di euro per l'anno 2014, 98 milioni di euro per l'anno 2015 e 50
milioni di euro per l'anno 2016, per le restanti regioni, ripartiti
tra le Regioni sulla base dei criteri di riparto dei Fondi
13. Le predette risorse sono destinate al Fondo sociale per
l'occupazione e la formazione di cui all'articolo 18, comma 1,
lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze con indicazione degli importi
destinati per singola Regione.
14. L'incentivo di cui al presente articolo e' riconosciuto
dall'INPS con le modalita' di cui al presente comma. L'Istituto
provvede, entro tre giorni dalla presentazione della domanda di
ammissione al beneficio da parte del soggetto interessato, a fornire
una specifica comunicazione in ordine alla sussistenza di una
effettiva disponibilita' di risorse per l'accesso al beneficio
medesimo. A seguito della comunicazione di cui al precedente periodo,
in favore del richiedente opera una riserva di somme pari
all'ammontare previsto del beneficio spettante sulla base della
documentazione allegata alla domanda e allo stesso richiedente e'
assegnato un termine perentorio di sette giorni lavorativi per
provvedere alla stipula del contratto di lavoro che da' titolo
all'agevolazione. Entro il termine perentorio dei successivi sette
giorni lavorativi, lo stesso richiedente ha l'onere di comunicare al
competente ufficio dell'INPS l'avvenuta stipula del contratto che da'
titolo all'agevolazione. In caso di mancato rispetto dei termini
perentori di cui ai periodi che precedono, il richiedente decade
dalla riserva di somme operata in suo favore, che vengono
conseguentemente rimesse a disposizione di ulteriori potenziali
beneficiari. L'incentivo di cui al presente articolo e' riconosciuto
dall'INPS in base all'ordine cronologico di presentazione delle
domande cui abbia fatto seguito l'effettiva stipula del contratto che
da' titolo all'agevolazione e, in caso di insufficienza delle risorse
indicate, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla
durata dell'incentivo, l'INPS non prende piu' in considerazione
ulteriori domande con riferimento alla Regione per la quale e' stata
verificata tale insufficienza di risorse, fornendo immediata
comunicazione anche attraverso il proprio sito internet
istituzionale. L'INPS provvede al monitoraggio delle minori entrate
valutate con riferimento alla durata dell'incentivo, inviando
relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e
al Ministero dell'economia e delle finanze.
15. A valere sulle risorse programmate nell'ambito dei Programmi
operativi regionali 2007-2013, le Regioni e Province autonome,
possono prevedere l'ulteriore finanziamento dell'incentivo di cui al
16. La decisione regionale di attivare l'incentivo di cui al
presente articolo deve indicare l'ammontare massimo di risorse
dedicate all'incentivo stesso ed essere prontamente comunicata al
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al Ministero
dell'economia e delle finanze e all'Inps. Sulla base delle predette
comunicazioni, il Ministero dell'economia e delle finanze provvede a
versare all'entrata del bilancio dello Stato le risorse individuate
nell'ambito dei programmi regionali imputandole, nelle more della
rendicontazione comunitaria, alle disponibilita' di tesoreria del
Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183. Le
predette risorse sono riassegnate per le suddette finalita' di spesa
al pertinente capitolo dello stato di previsione della spesa del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali con indicazione degli
importi destinati per singola Regione anche ai fini dell'attuazione
della procedura e del monitoraggio di cui al comma 14.
17. (Soppresso)
18. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l'Inps
cui al comma 15.
19. Entro un giorno dalla ricezione della comunicazione di cui al
comma 16, relativa alla decisione regionale di attivare l'incentivo,
l'Inps ne da' apposita diffusione.
20. L'Inps fornisce alle Regioni le informazioni dettagliate
necessarie alla certificazione alla Commissione europea delle spese
connesse all'attuazione dell'incentivo.
21. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
provvedera' ad effettuare la comunicazione di cui all'articolo 9 del
Regolamento (CE) n. 800/2008.
22. In relazione alla prossima scadenza del Regolamento (CE) n.
800/2008, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali verifica
la compatibilita' delle disposizioni di cui al presente articolo alle
nuove norme europee di esenzione della notifica in corso di adozione
e propone le misure necessarie all'eventuale adeguamento.
22-bis. Gli interventi di cui al presente articolo costituiscono
oggetto di monitoraggio ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della
legge 28 giugno 2012, n. 92. A tal fine, entro il 31 dicembre 2015,
si provvede ad effettuare una specifica valutazione ai sensi di cui
al comma 3, terzo periodo, del medesimo articolo 1 della legge n. 92
Interventi straordinari per favorire l'occupazione, in particolare
1. Le disposizioni di cui al presente articolo contengono misure
volte a fronteggiare la grave situazione occupazionale che coinvolge
in particolare i soggetti giovani.
2. In considerazione della situazione occupazionale richiamata al
comma 1, che richiede l'adozione di misure volte a restituire
all'apprendistato il ruolo di modalita' tipica di entrata dei giovani
nel mercato del lavoro, entro il 30 settembre 2013 la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano adotta linee guida volte a disciplinare
il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di
mestiere, anche in vista di una disciplina maggiormente uniforme
sull'intero territorio nazionale dell'offerta formativa pubblica di
cui all'articolo 4 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167.
Nell'ambito delle linee guida di cui al precedente periodo, possono
in particolare essere adottate le seguenti disposizioni derogatorie
dello stesso decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167:
a) il piano formativo individuale di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera a) e' obbligatorio esclusivamente in relazione alla
formazione per l'acquisizione delle competenze tecnico-professionali
e specialistiche;
b) la registrazione della formazione e della qualifica
professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita e'
effettuata in un documento avente i contenuti minimi del modello di
libretto formativo del cittadino di cui al decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali del 10 ottobre 2005, recante
«Approvazione del modello di libretto formativo del cittadino»;
c) in caso di imprese multi localizzate, la formazione avviene
nel rispetto della disciplina della regione ove l'impresa ha la
propria sede legale.
3. Decorso inutilmente il termine per l'adozione delle linee guida
di cui al comma 2, in relazione alle assunzioni con contratto di
apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere trovano
diretta applicazione le previsioni di cui alle lettere a), b) e c)
del medesimo comma 2. Nelle ipotesi di cui al precedente
periodo, resta comunque salva la possibilita' di una diversa
disciplina in seguito all'adozione delle richiamate linee guida
ovvero in seguito all'adozione di disposizioni di specie da parte
delle singole regioni.
4. - 5. (Soppressi)
5-bis. Al fine di sostenere la tutela del settore dei beni
culturali e' istituito, per l'anno 2014, presso il Ministero dei beni
e delle attivita' culturali e del turismo un Fondo straordinario con
stanziamento pari a 1 milione di euro, denominato «Fondo mille
giovani per la cultura», destinato alla promozione di tirocini
formativi e di orientamento nei settori delle attivita' e dei servizi
per cultura rivolti a giovani fino a ventinove anni di eta'. Con
turismo, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione, da adottare entro sessanta giorni dalla data di
sono definiti i criteri e le modalita' di accesso al Fondo di cui al
5-ter. Per i tirocini formativi e di orientamento di cui alle linee
guida di cui all'Accordo sancito il 24 gennaio 2013 in sede di
province autonome di Trento e di Bolzano i datori di lavoro pubblici
e privati con sedi in piu' regioni possono fare riferimento alla sola
normativa della regione dove e' ubicata la sede legale e possono
altresi' accentrare le comunicazioni di cui all'articolo 1, commi
1180 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, presso il
Servizio informatico nel cui ambito territoriale e' ubicata la sede
Disposizioni in materia di rapporti di lavoro, di occupazione e di
Modifiche alla disciplina introdotta dalla legge 28 giugno 2012,
1. Al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, come modificato
in particolare dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, sono apportate le
a) all'articolo 1, il comma 1-bis e' sostituito dal seguente:
«1-bis. Il requisito di cui al comma 1 non e' richiesto:
a) nell'ipotesi del primo rapporto a tempo determinato, di
durata non superiore a dodici mesi comprensiva di eventuale
proroga, concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un
lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia
nella forma del contratto a tempo determinato, sia nel caso di prima
missione di un lavoratore nell'ambito di un contratto di
somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4
dell'articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;
b) in ogni altra ipotesi individuata dai contratti collettivi,
anche aziendali, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei
lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu'
rappresentative sul piano nazionale.»;
b) all'articolo 4, il comma 2-bis e' abrogato;
c) all'articolo 5:
1) al comma 2, dopo le parole «se il rapporto di lavoro», sono
inserite le seguenti «, instaurato anche ai sensi dell'articolo 1,
comma 1-bis,»;
2) il comma 2-bis e' abrogato;
3) il comma 3 e' sostituito dal seguente «3. Qualora il
lavoratore venga riassunto a termine, ai sensi dell'articolo 1, entro
un periodo di dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di
durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di
un contratto di durata superiore ai sei mesi, il secondo contratto si
considera a tempo indeterminato. Le disposizioni di cui al presente
comma, nonche' di cui al comma 4, non trovano applicazione nei
confronti dei lavoratori impiegati nelle attivita' stagionali di cui
al comma 4-ter nonche' in relazione alle ipotesi individuate dai
contratti collettivi, anche aziendali, stipulati dalle organizzazioni
sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu'
1) al comma 1, dopo la lettera c-bis), e' inserita la seguente:
«c-ter) ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 6 e 8,
i rapporti instaurati ai sensi dell'articolo 8, comma 2, della
legge 23 luglio 1991, n. 223»;
2) il comma 6 e' abrogato;
3) al comma 7, le parole: «stipulato ai sensi dell'articolo 1,
comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «stipulato ai sensi
dell'articolo 1, commi 1 e 1-bis».
2. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, come
modificato in particolare dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, sono
0a) all'articolo 30, dopo il comma 4-bis e' aggiunto il
«4-ter. Qualora il distacco di personale avvenga tra aziende che
abbiano sottoscritto un contratto di rete di impresa che abbia
validita' ai sensi del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33,
l'interesse della parte distaccante sorge automaticamente in forza
dell'operare della rete, fatte salve le norme in materia di mobilita'
dei lavoratori previste dall'articolo 2103 del codice civile. Inoltre
per le stesse imprese e' ammessa la codatorialita' dei dipendenti
ingaggiati con regole stabilite attraverso il contratto di rete
stesso»;
a) all'articolo 34, dopo il comma 2, e' inserito il seguente:
«2-bis. In ogni caso, fermi restando i presupposti di instaurazione
del rapporto e con l'eccezione dei settori del turismo, dei pubblici
esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro intermittente
e' ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di
lavoro, per un periodo complessivamente non superiore alle
quattrocento giornate di effettivo lavoro nell'arco di tre anni
solari. In caso di superamento del predetto periodo il relativo
rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e
indeterminato.»;
b) (soppressa)
c) all'articolo 61, comma 1, le parole: «esecutivi o ripetitivi»
sono sostituite dalle seguenti: «esecutivi e ripetitivi»;
c-bis) all'articolo 61, dopo il comma 2 e' inserito il
«2-bis. Se il contratto ha per oggetto un'attivita' di ricerca
scientifica e questa viene ampliata per temi connessi o prorogata nel
tempo, il progetto prosegue automaticamente»;
d) all'articolo 62, comma 1, alinea, le parole: «, ai fini della
prova» sono soppresse;
e) all'articolo 70, comma 1, sono eliminate le seguenti parole:
«di natura meramente occasionale»;
f) all'articolo 72, il comma 4-bis e' sostituito dal seguente:
«In considerazione delle particolari e oggettive condizioni sociali
di specifiche categorie di soggetti correlate allo stato di
disabilita', di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di
ammortizzatori sociali per i quali e' prevista una contribuzione
figurativa, utilizzati nell'ambito di progetti promossi da
amministrazioni pubbliche, il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, con proprio decreto, puo' stabilire specifiche condizioni,
modalita' e importi dei buoni orari».
2-bis. L'espressione «vendita diretta di beni e di servizi»,
contenuta nell'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276, si interpreta nel senso di ricomprendere sia
le attivita' di vendita diretta di beni, sia le attivita' di servizi.
3. Ai fini di cui al comma 2, lettera a), si computano
esclusivamente le giornate di effettivo lavoro prestate
successivamente all'entrata in vigore della presente disposizione.
4. Il comma 6 dell'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 e
successive modificazioni e' sostituito dal seguente: «6. La procedura
di cui al presente articolo non trova applicazione in caso di
licenziamento per superamento del periodo di comporto di cui
all'articolo 2110 del codice civile, nonche' per i licenziamenti e le
interruzioni del rapporto di lavoro a tempo indeterminato di cui
all'articolo 2, comma 34, della legge 28 giugno 2012, n. 92. La
stessa procedura, durante la quale le parti, con la partecipazione
attiva della commissione di cui al comma 3, procedono ad esaminare
anche soluzioni alternative al recesso, si conclude entro venti
giorni dal momento in cui la Direzione territoriale del lavoro ha
trasmesso la convocazione per l'incontro, fatta salva l'ipotesi in
cui le parti, di comune avviso, non ritengano di proseguire la
discussione finalizzata al raggiungimento di un accordo. Se fallisce
il tentativo di conciliazione e, comunque, decorso il termine di cui
al comma 3, il datore di lavoro puo' comunicare il licenziamento al
lavoratore. La mancata presentazione di una o entrambe le parti al
tentativo di conciliazione e' valutata dal giudice ai sensi
dell'articolo 116 del codice di procedura civile.».
5. Alla legge 28 giugno 2012, n. 92 sono apportate le seguenti
1) al comma 3, al secondo periodo, in fine, dopo la parola:
«trattamento» sono aggiunte le seguenti: «nonche' sugli effetti
determinati dalle diverse misure sulle dinamiche intergenerazionali»;
2) al comma 22, il periodo: «decorsi dodici mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge» e' sostituito dal seguente:
«al 1° gennaio 2014»;
2-bis) al comma 28, capoverso articolo 2549, e' aggiunto il
seguente comma:
«Le disposizioni di cui al secondo comma non si applicano,
limitatamente alle imprese a scopo mutualistico, agli associati
individuati mediante elezione dall'organo assembleare di cui
all'articolo 2540, il cui contratto sia certificato dagli organismi
di cui all'articolo 76 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276, e successive modificazioni, nonche' in relazione al rapporto fra
produttori e artisti, interpreti, esecutori, volto alla realizzazione
di registrazioni sonore, audiovisive o di sequenze di immagini in
movimento»;
b) all'articolo 2, dopo il comma 10, e' inserito il seguente:
«10-bis. Al datore di lavoro che, senza esservi tenuto, assuma a
tempo pieno e indeterminato lavoratori che fruiscono
dell'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI) di cui al comma 1 e'
concesso, per ogni mensilita' di retribuzione corrisposta al
lavoratore, un contributo mensile pari al cinquanta per cento
dell'indennita' mensile residua che sarebbe stata corrisposta al
lavoratore. Il diritto ai benefici economici di cui al presente comma
e' escluso con riferimento a quei lavoratori che siano stati
licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di impresa dello stesso
o diverso settore di attivita' che, al momento del licenziamento,
presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli
dell'impresa che assume, ovvero risulta con quest'ultima in rapporto
di collegamento o controllo. L'impresa che assume dichiara, sotto la
propria responsabilita', all'atto della richiesta di avviamento, che
non ricorrono le menzionate condizioni ostative».
1) al comma 4, le parole: «entro dodici mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge sono sostituite dalle
seguenti: «entro il 31 ottobre 2013»;
2) al medesimo comma 4 e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Decorso inutilmente il termine di cui al periodo
precedente, al fine di assicurare adeguate forme di sostegno ai
lavoratori interessati dalla presente disposizione, a decorrere dal
1° gennaio 2014 si provvede mediante la attivazione del fondo di
solidarieta' residuale di cui ai commi 19 e seguenti.»;
3) al comma 14, al primo periodo, le parole: «nel termine di
sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 31 ottobre 2013,»;
4) al comma 19, le parole: «entro il 31 marzo 2013,» sono
5) ai commi 42, 44 e 45, le parole «entro il 30 giugno 2013»
sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 ottobre 2013».
5-bis) ai commi 5, 42, 44 e 45, le parole: «decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali» sono sostituite dalle
seguenti: «decreto non regolamentare del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali»;
1) dopo il comma 23, e' inserito il seguente: «23-bis. Le
disposizioni di cui ai commi da 16 a 23 trovano applicazione, in
quanto compatibili, anche alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati
con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a
progetto, di cui all'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276 e con contratti di associazione in
partecipazione di cui all'articolo 2549, secondo comma, del codice
civile»;
2) il numero 1) della lettera c) del comma 33 e' abrogato.
6. Nelle more dell'adeguamento, ai sensi dell'articolo 3, comma 42,
della legge 28 giugno 2012, n. 92, della disciplina dei fondi
istituiti ai sensi dell'articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre
1996, n. 662, alle disposizioni di cui all'articolo 3, comma 4, della
legge 28 giugno 2012, n. 92, il termine di cui all'articolo 6, comma
2-bis, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e' prorogato al
31 dicembre 2013.
7. Al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, all'articolo 4,
dopo l'alinea, e' inserita la seguente lettera: «a) conservazione
dello stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attivita'
lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al
reddito minimo personale escluso da imposizione. Tale soglia di
reddito non si applica ai soggetti di cui all'articolo 8, commi 2 e
3, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468.».
7-bis. All'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto
legislativo 21 aprile 2000, n. 181, come modificato dall'articolo 4,
comma 33, lettera c), della legge 28 giugno 2012, n. 92, le parole:
«inferiore a sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «fino a sei
Stabilizzazione di associati in partecipazione con apporto di
1. Al fine di promuovere la stabilizzazione dell'occupazione
mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo
indeterminato nonche' di garantire il corretto utilizzo dei contratti
di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, nel periodo
compreso fra il 1° giugno 2013 e il 30 settembre 2013, le aziende,
stipulare con le associazioni dei lavoratori comparativamente piu'
che, ove abbiano i contenuti di cui al comma 2, rendono applicabili
le disposizioni di cui ai commi successivi.
2. I contratti di cui al comma 1 prevedono l'assunzione con
contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, entro tre mesi
dalla loro stipulazione, di soggetti gia' parti, in veste di
di lavoro. Per le assunzioni sono applicabili i benefici previsti
dalla legislazione per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Le
assunzioni a tempo indeterminato possono essere realizzate anche
mediante contratti di apprendistato. I lavoratori interessati alle
assunzioni sottoscrivono, con riferimento a tutto quanto riguardante
i pregressi rapporti di associazione, atti di conciliazione nelle
sedi e secondo le procedure di cui agli articoli 410 e seguenti del
3. Nei sei mesi successivi alle assunzioni di cui al comma 2, i
datori di lavoro possono recedere dal rapporto di lavoro solo per
giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo.
4. L'efficacia degli atti di conciliazione di cui al comma 2 e'
risolutivamente condizionata all'adempimento dell'obbligo, per il
solo datore di lavoro, del versamento alla gestione separata di cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, a titolo
di contributo straordinario integrativo finalizzato al miglioramento
del trattamento previdenziale, di una somma pari al 5 per cento della
quota di contribuzione a carico degli associati per i periodi di
vigenza dei contratti di associazione in partecipazione e comunque
per un periodo non superiore a sei mesi, riferito a ciascun
lavoratore assunto a tempo indeterminato.
5. I datori di lavoro depositano, presso le competenti sedi
dell'INPS, i contratti di cui al comma 1 e gli atti di conciliazione
di cui al comma 2, unitamente ai contratti di lavoro subordinato a
tempo indeterminato stipulati con ciascun lavoratore e
all'attestazione dell'avvenuto versamento di cui al comma 4 entro il
31 gennaio 2014, ai fini della verifica circa la correttezza degli
adempimenti. Gli esiti di tale verifica, anche per quanto riguarda
l'effettivita' dell'assunzione, sono comunicati alle competenti
Direzioni territoriali del lavoro individuate in base alla sede
legale dell'azienda.
6. L'accesso alla normativa di cui al presente articolo e'
consentito anche alle aziende che siano destinatarie di provvedimenti
amministrativi o giurisdizionali non definitivi concernenti la
qualificazione dei pregressi rapporti. Gli effetti di tali
provvedimenti sono sospesi fino all'esito della verifica di cui al
comma 5.
7. Il buon esito della verifica di cui al comma 5 comporta,
tirocinio, l'estinzione degli illeciti, previsti dalle disposizioni
in materia di versamenti contributivi, assicurativi e fiscali, anche
connessi ad attivita' ispettiva gia' compiuta alla data di entrata in
sottoscrittrici dei contratti di cui al comma 1. Subordinatamente
alla predetta verifica viene altresi' meno l'efficacia dei
provvedimenti amministrativi emanati in conseguenza di contestazioni
riguardanti i medesimi rapporti anche se gia' oggetto di accertamento
giudiziale non definitivo. L'estinzione riguarda anche le pretese
contributive, assicurative e le sanzioni amministrative e civili
conseguenti alle contestazioni connesse ai rapporti di cui al
1. Le disposizioni di cui all'articolo 29, comma 2, del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni,
trovano applicazione anche in relazione ai compensi e agli obblighi
di natura previdenziale e assicurativa nei confronti dei lavoratori
con contratto di lavoro autonomo. Le medesime disposizioni non
trovano applicazione in relazione ai contratti di appalto stipulati
dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Le disposizioni dei
contratti collettivi di cui all'articolo 29, comma 2, del decreto
hanno effetto esclusivamente in relazione ai trattamenti retributivi
dovuti ai lavoratori impiegati nell'appalto con esclusione di
qualsiasi effetto in relazione ai contributi previdenziali e
13. All'articolo 2463-bis del codice civile, sono apportate le
a) al comma 1, le parole: «che non abbiano compiuto i
trentacinque anni di eta' alla data della costituzione» sono
b) al comma 2, punto 6), le parole: «, i quali devono essere
scelti tra i soci» sono soppresse;
b-bis) dopo il secondo comma e' inserito il seguente:
«Le clausole del modello standard tipizzato sono inderogabili»;
c) il comma 4 e' soppresso.
14. All'articolo 44 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134,
b) al comma 4-bis le parole: «societa' a responsabilita' limitata
a capitale ridotto» sono sostituite dalle seguenti: «societa' a
responsabilita' limitata semplificata».
15. Le societa' a responsabilita' limitata a capitale ridotto
iscritte al registro delle imprese ai sensi dell'articolo 44 del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, alla data di entrata in vigore del
presente decreto, sono qualificate societa' a responsabilita'
limitata semplificata.