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Timestamp: 2018-03-24 19:41:40+00:00
Document Index: 66597281

Matched Legal Cases: ['art. 416', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 38', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 38']

Cause di esclusione degli operatori economici nel D. Leg.vo 50/2016 - Normativa, prassi e giurisprudenza | Bollettino di Legislazione Tecnica
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La disciplina sulle cause di esclusione dalla partecipazione alle procedure di appalto o concessione è contenuta nell’
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Rif. D. Leg.vo 50/2016
- delitti, consumati o tentati, di associazione per delinquere (art. 416, Codice penale
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Art. 80, comma 5, lettera a)
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Con il Comunicato 08/11/2017 l’ANAC ha chiarito quali siano i soggetti nei confronti dei quali deve essere verificata l’assenza di condanne penali o misure interdittive, in relazione pertanto alle cause di esclusione di cui all’art. 80, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016.
I chiarimenti dell’ANAC sono sintetizzati nella tabella 3.
(Com. ANAC 08/11/2017)
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DICHIARAZIONI DEL CONCORRENTE E VERIFICHE DELLA STAZIONE APPALTANTE
L’assenza di cause di esclusione deve essere dichiarata dal legale rappresentante dell’impresa concorrente mediante utilizzo del modello di Documento di gara unico europeo (DGUE)
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BREVE RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA SUCCESSIVA AL D. LEG.VO 50/2016
Si riporta di seguito una breve rassegna di giurisprudenza amministrativa concernente fattispecie sottoposte all’app
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Carenze nell'esecuzione di un precedente contratto Sent. TAR. Sicilia 03/11/2017, n. 2511
L'elencazione dei gravi illeciti professionali contenuta nell'art. 80, comma 5, lett. c), D. Leg.vo 50/2016 non deve ritenersi tassativa, ma meramente esemplificativa. Ed infatti essa ricomprende ogni condotta, collegata all’esercizio dell’attività professiona
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Gravi illeciti professionali e provvedimenti non definitivi Sent. C. Stato 05/09/2017, n. 4192
L’art. 80, comma 5, lett. c), D. Leg.vo 50/2016, che prevede che un operatore economico deve essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto qualora la stazione appaltante d
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Reati incidenti sulla moralità professionale - Obblighi dichiarativi Sent. TAR. Campania 30/06/2017, n. 3518
Anche sotto il vigore della nuova disciplina degli appalti (
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Carenze nell'esecuzione di un precedente contratto Sent. C. Stato 27/04/2017, n. 1955
L’art. 80, comma 5, lett. c), del D. Leg.vo 50/2016, secondo cui la stazione appaltante esclude l’op
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Imprese in situazione di controllo ed esclusione del subappaltatore Sent. TAR. Piemonte 08/03/2017, n. 328
Affinché la previsione nella legge di gara dell’obbligo imposto ai concorrenti (anche se si tratta di appalti sotto-soglia) di dichiarare immediatamente eventuali subappaltatori non si traduca in una mera inutile ripetizione di procedure di controllo (in parte anche potenzialmente inutili) non può che attribuirsi a tale onere anche un significato in termini di trasparenza immediata cir
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Imprese in situazione di controllo e appalti in lotti Sent. Breve TAR. Lazio 13/12/2016, n. 12405
La disposizione di cui all’art. 80, comma 5, lettera m) del
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Gravi illeciti professionali ed esclusione da gara d'appalto Sent. TAR. Calabria 19/12/2016, n. 2522
L'art. 80, comma 5, lettera c), del D. Leg.vo 50/2016, prevede che l’esclusione del concorrente è condizionata al fatto che la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all'esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una c
Anche sotto il vigore della nuova disciplina degli appalti (art. 80, D. Leg.vo 50/2016) va tenuto fermo il principio, affermato sotto l’impero della legge previgente (art. 38, D. Leg.vo 163/2006), secondo il quale l'obbligo del partecipante di dichiarare le condanne penali non ricomprende le condanne per reati estinti o depenalizzati in ragione dell'effetto privativo che l'abrogatio criminis (ovvero il provvedimento giudiziale dichiarativo della estinzione del reato) opera sul potere della Stazione appaltante di apprezzare la incidenza, ai fini partecipativi, delle sentenze di condanna cui si riferiscono quei fatti di reato.
L’art. 80, comma 5, lett. c), del D. Leg.vo 50/2016, secondo cui la stazione appaltante esclude l’operatore economico dalla procedura di appalto qualora dimostri con mezzi adeguati che lo stesso si sia reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità, tra i quali rientrano le significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all’esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni, richiede che al provvedimento di risoluzione sia stata prestata acquiescenza o che lo stesso sia stato confermato in sede giurisdizionale. Questa conferma non può che essere data da una pronuncia di rigetto nel merito della relativa impugnazione divenuta inoppugnabile. A questo medesimo riguardo è invece da ritenersi evidentemente insufficiente la definizione di un incidente di natura cautelare, con decisione avente funzione interinale e strumentale rispetto a quella di merito.
Appalti e contratti pubblici - Appalti sotto-soglia - Lettera di invito - Obbligo di dichiarazione di eventuali subappaltatori - Impresa partecipante come concorrente e come subappaltatore - Esclusione automatica dalla procedura - Non conformità al principio di proporzionalità - Fattispecie.
Affinchè la previsione nella legge di gara dell’obbligo imposto ai concorrenti (anche se si tratta di appalti sotto-soglia) di dichiarare immediatamente eventuali subappaltatori non si traduca in una mera inutile ripetizione di procedure di controllo (in parte anche potenzialmente inutili) non può che attribuirsi a tale onere anche un significato in termini di trasparenza immediata circa le modalità anche di composizione delle offerte da parte dei concorrenti. Resta peraltro non conforme al principio di proporzionalità desumere da tale indicazione l’automatica esclusione di un concorrente ai sensi dell'art. 80, comma 5, lett. m) del D. Leg.vo 50/2016, che risulti indicato da altri anche come subappaltatore, anche perchè l’indicazione del subappaltatore (a differenza di quanto avviene per l’ausiliario e per il raggruppamento temporaneo di imprese) non implica necessariamente una previa formalizzazione dei rapporti tra subappaltatore stesso e concorrente che lo indica. Inoltre la presenza del medesimo soggetto nell’ambito di più offerte costituisce un mero sintomo di collegamento tra le offerte e di dubbia trasparenza delle stesse ma, quale mero indizio, non può che essere verificato, insieme ad altri eventuali indizi ed alla luce delle offerte formulate, nel contraddittorio delle parti. In tali casi, come chiarito dalla Corte di giustizia europea (causa C-425/14), l’esclusione automatica esclude la possibilità per i candidati o offerenti di dimostrare l’indipendenza delle loro offerte ed è quindi in contrasto con l’interesse dell’Unione a che sia garantita la partecipazione più ampia possibile di offerenti a una gara d’appalto. (Nel caso di specie la ricorrente sosteneva di essere stata indicata quale subappaltatore a propria insaputa ed era stata esclusa prima ancora dell’apertura delle offerte da una procedura per l’esecuzione di un appalto di manutenzione del suolo e sottosuolo pubblico, ristrutturazioni e pavimentazioni stradali e di manufatti stradali).
L'art. 80, comma 5, lettera c), del D. Leg.vo 50/2016, prevede che l’esclusione del concorrente è condizionata al fatto che la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all'esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni; il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull'esclusione, la selezione o l'aggiudicazione ovvero l'omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione. (Nel caso di specie, i giudici concludono nel senso che, posta la sussistenza di un’analitica contestazione giudiziale dei vari inadempimenti allegati e la mancanza di un’adeguata descrizione di fatti estranei e differenti rispetto a quelli oggetto di contestazione giudiziale, deve ritenersi non integrata l’ipotesi descritta nella fattispecie in esame).
La disposizione di cui all’art. 80, comma 5, lettera m) del D. Leg.vo 50/2016 (come già l’omologa previsione di cui all’art. 38, comma 1, lettera m – quater) del D. Leg.vo 163/2006), non trova applicazione nell’ipotesi in cui le offerte presentate dalle imprese si riferiscano a lotti diversi; ciò in quanto un bando di gara pubblica, suddiviso in lotti, costituisce un atto ad oggetto plurimo e determina l'indizione non di un'unica gara, ma di tante gare, per ognuna delle quali vi è un'autonoma procedura si conclude con un'aggiudicazione.