Source: http://www.consiglio.basilicata.it/consiglionew/site/Consiglio/detail.jsp?sec=107173&otype=1150&id=175856&anno=1978
Timestamp: 2019-03-25 09:28:51+00:00
Document Index: 103994162

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 20']

Legge Regionale 3 febbraio 1978, n. 7
PROCEDURE DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE (1)
Bollettino Ufficiale n. 3 del 6 febbraio 1978
TESTO AGGIORNATO E COORDINATO CON L.R. DI ABROGAZIONE TOTALE 31 AGOSTO 1993, N.47
[1. La Regione Basilicata esercita le proprie competenze in materia di programmazione economica associando, ai sensi dell'art. 7 dello Statuto, alle scelte della programmazione regionale i Comuni, le Province, le Comunità Montane, i comprensori, le Organizzazioni sociali ed economiche mediante progetti generali, territoriali e settoriali.
2. I soggetti della programmazione regionale sono la Regione, le Comunità Montane ed i Comprensori.]
[1. Per il raggiungimento degli obiettivi di cui agli articoli 5, 8 e 9 dello Statuto, la Regione Basilicata definisce i criteri della propria azione mediante la predisposizione del programma regionale di sviluppo, di cui all'art. 6 dello Statuto ed all'art. 1 della legge n. 335/76.
2. Il programma regionale stabilisce quali interventi debbano essere attuati secondo progetti tenendo conto delle linee fondamentali della organizzazione e dell'uso del territorio in coerenza con gli obiettivi di sviluppo. Ciascun progetto evidenzia la localizzazione degli interventi, i vincoli relativi alle modalità ed alle priorità da osservare nella elaborazione e nella esecuzione, la spesa complessiva occorrente ed i criteri da adottare per la verifica dei risultati.
3. Il programma considera, inoltre, tutti gli interventi di cui la Regione potrà disporre sulla base della utilizzazione delle proprie risorse e di quelle aggiuntive derivanti anche da opere o da altri interventi ordinari o straordinari realizzati direttamente o indirettamente dai competenti Organi dello Stato.
4. Esso contiene le proposte per la programmazione nazionale e per il programma quinquennale per il Mezzogiorno, di cui all'art. 1 della legge n. 183/76, sia in ordine agli obiettivi generali e specifici dell'intervento straordinario, sia in ordine allo aggiornamento ed alla revisione dei progetti speciali. Individua i progetti regionali di sviluppo, di cui all'art. 7 della legge n. 183/76.]
Efficacia del programma regionale di sviluppo
[1. Il programma regionale di sviluppo costituisce il quadro regionale di riferimento dell'attività politico-amministrativa della Regione.
2. Alle sue prescrizioni ed ai suoi indirizzi dovranno essere riferiti gli strumenti di pianificazione e di gestione di competenza degli enti di cui all'art. 1.]
[1. La Regione predispone il bilancio pluriennale a norma dell'art. 1 della legge n. 335/76, le cui previsioni assumono come termini di riferimento quelli del programma.
2. Il bilancio pluriennale costituisce il quadro delle risorse che la Regione, nell'arco del quinquennio, prevede di acquisire e impegnare, coordinando gli interventi secondo le indicazioni del programma nel periodo di riferimento sia in base alla legislazione statale e regionale già in vigore sia in base a previsti nuovi provvedimenti legislativi della Regione.
3. Il bilancio pluriennale specifica altresì le risorse da impiegare per ciascun ambito territoriale, di cui al successivo art. 7, ed indica le risorse della Regione destinate al finanziamento dei piani e dei progetti comprensoriali.]
Formulazione del programma regionale di sviluppo
[1. La Giunta regionale, in attuazione degli indirizzi politico-programmatici determinati dal Consiglio, predispone entro sessanta giorni la proposta di programma regionale di sviluppo.
2. Copia della proposta viene inviata alle Comunità Montane, ai Comprensori, ai Comuni, alle Province ed alle Organizzazioni regionali sociali ed economiche.
3. Il Consiglio regionale, tenuto conto anche delle osservazioni e delle proposte di integrazione e modifica formulate dalle Comunità Montane e dai Comprensori, entro novanta giorni approva il programma regionale di sviluppo.
4. Dopo la sua approvazione il programma regionale di sviluppo è pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione e ne è data notizia nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
5. Il programma regionale di sviluppo è aggiornato annualmente in occasione della approvazione dell'assestamento del bilancio annuale, sulla base dei criteri determinati dal Consiglio regionale.]
[1. Al programma regionale di sviluppo ed ai suoi aggiornamenti annuali, predisposti sulla base delle previsioni del bilancio pluriennale, sono allegati i progetti di intervento di dimensione regionale ed i progetti regionali di sviluppo.
2. Per ciascun progetto saranno indicati:
a) gli obiettivi ed i risultati espressi in termini quantitativi che si intendono raggiungere, con i relativi costi d'intervento e di gestione;
b) i soggetti che sono chiamati ad attuare gli interventi programmati, nonchè le strutture operative ed organizzative responsabili dell'attuazione dei progetti;
c) i tempi e le fasi di realizzazione;
d) le correlazioni tra gli interventi previsti nel progetto e quelli altrimenti programmati;
e) le risorse finanziarie da impiegare e le fonti di finanziamento da utilizzare per la realizzazione del progetto medesimo;
f) le modalità per la verifica dell'attuazione degli interventi previsti, anche ai fini della rilevazione di eventuali scostamenti tra previsioni e realizzazioni, in modo da assicurare adeguati controlli anche a carattere economico-finanziario di cui all'art. 19 della legge n. 335/76.]
Piani e progetti comprensoriali
[1. Le Comunità Montane ed i Comprensori formulano i loro piani e programmi pluriennali d'intervento in coerenza con gli indirizzi contenuti nel programma regionale di sviluppo.
2. I piani degli organismi comprensoriali dovranno contenere:
- le previsioni di sviluppo economico-sociale del comprensorio;
- i fabbisogni sociali e le relative priorità dell'intervento;
- le iniziative ritenute più opportune per assicurare lo sviluppo dei settori produttivi e l'utilizzazione del territorio.
3. Gli organismi comprensoriali predispongono altresì:
- i progetti di attuazione dei piani di sviluppo a dimensione comprensoriale nelle loro articolazioni annuali, precisando le opere per le quali si chiede il finanziamento regionale ed i relativi importi;
- i progetti di attuazione, a dimensione sovracomprensoriale, per i quali si prevede il concorso finanziario della Regione.
4. Ciascun progetto deve contenere gli elementi di cui al secondo comma dell'art. 6.
5. I progetti di cui al comma precedente, approvati dall'Assemblea comprensoriale, sono trasmessi alla Giunta regionale entro il 31 luglio di ogni anno ai fini dell'approvazione da parte del Consiglio dei relativi finanziamenti.]
Programmi e progetti di enti operanti nel territorio regionale
[1. Entro il 31 luglio di ogni anno gli Enti operanti sul territorio, le Aziende e le Società regionali e a partecipazione regionale sono tenute a presentare alla Giunta regionale le articolazioni annuali dei propri programmi poliennali di spesa ed eventuali loro aggiornamenti, anche ai fini dell'approvazione da parte del Consiglio dei relativi finanziamenti.
2. Gli Enti operanti sul territorio a dimensione comprensoriale sono tenuti a presentare, entro il 31 maggio, i loro programmi ed i relativi progetti d'intervento agli organismi comprensoriali, che li trasmetteranno alla Giunta regionale con il proprio parere per l'eventuale finanziamento.]
[1. Il Presidente della Giunta o l'Assessore regionale al ramo, per ogni progetto o gruppo di progetti omogenei riferiscono periodicamente nella Commissione Consiliare competente o in Consiglio al fine di verificarne lo stato di realizzazione e di attualità.
2. In relazione allo stato di attuazione dei singoli progetti già approvati e degli interventi disciplinati dalle leggi regionali in vigore, il bilancio annuale determina la relativa quota di spesa a norma dell'art. 2 della legge n. 335/76.
3. In allegato al bilancio dovrà essere messa in evidenza la ripartizione delle spese localizzate per ambiti comprensoriali ed indicate le quote di spese destinate al finanziamento dei piani annuali comprensoriali.]
Consultazione delle organizzazioni sociali e sindacali
[1. Per la elaborazione delle proposte di programma regionale di sviluppo, dei progetti d'intervento, di bilancio pluriennale e di bilancio annuale, la Giunta regionale provvede a concordare ed attuare procedure di consultazione con le rappresentanze regionali delle confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, delle organizzazioni economiche e delle altre organizzazioni sociali operanti nella regione, riferendone al Consiglio regionale.]
Raccolta d'informazioni
[1. La Giunta regionale d'intesa con la Commissione Programmazione e Bilancio è autorizzata:
- a definire direttive per una sistematica raccolta delle informazioni necessarie alla propria attività di programmazione;
- ad avvalersi degli organismi di studio e ricerca operanti nella regione;
- a richiedere agli Enti locali, alle pubbliche amministrazioni, agli Enti pubblici, alle aziende a partecipazione pubblica ed agli altri Enti ed Organismi operanti nella regione, informazioni sui loro programmi di attività e di investimento, ed altri elementi ai fini della programmazione economica regionale.]
Comitato per la programmazione ed ufficio del piano economico e dell'assetto territoriale
[1. E' costituito il Comitato per la programmazione, che concorre al processo di formazione, attuazione e verifica del Piano, dei Programmi e dei Progetti.
2. Esso è presieduto dall'Assessore responsabile del Dipartimento Programmazione ed è composto da:
- dodici esperti eletti dal Consiglio regionale con voto limitato ad otto, garantendo la rappresentanza delle forze produttive e della cooperazione;
- tre esperti designati dalla Federazione sindacale regionale;
- tre esperti nelle discipline attinenti alla programmazione designati dalla Giunta regionale.
3. I membri del Comitato durano in carica per l'intera legislatura.
4. E' istituito l'Ufficio regionale del Piano economico e dell'Assetto territoriale, organo tecnico al servizio dei soggetti che debbono adottare le decisioni programmatiche o partecipare alla loro formazione.
5. Con successiva legge regionale saranno apportate le necessarie ed ulteriori modifiche alla legge regionale 25 luglio 1974, n. 16.]
[1. All'onere finanziario derivante dalla costituzione del Comitato di cui al primo comma dell'art. 12, si farà fronte con le modalità e con i fondi previsti dalla legge regionale 19 ottobre 1973, n. 29.]
[1. La presente legge regionale è pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della regione Basilicata.]
(1) legge totalmente abrogata dall'art. 20, L.R. 31 agosto 1993, n. 47.