Source: http://www.firmadigitale.net/?cat=28
Timestamp: 2013-05-21 20:37:49+00:00
Document Index: 94636324

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 2']

Conservazione Informatica | Firma Digitale .Net
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Nuove regole tecniche su documento informatico, protocollo informatico e conservazione di documenti
DigitPA ha pubblicato le bozze delle nuove regole tecniche in materia di documento informatico, gestione documentale e sistema di conservazione dei documenti informatici; è stata aperta su queste bozze la consultazione pubblica, e fino al 10 settembre 2011 sarà possibile inviare commenti a DigitPA.
Le bozze delle nuove regole tecniche sono articolate come di seguito riportato:
Bozza dello schema di regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, conservazione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni e di gestione del fascicolo informatico;
Bozza dello schema di regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 44 e 44 bis del CAD;
Bozza dello schema di regole tecniche per il protocollo informatico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 e del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82;
Bozza dell’Allegato 1 – Glossario/definizioni;
Bozza dell’Allegato 4 – Specifiche tecniche del pacchetto di archiviazione;
Bozza dell’Allegato 5 – Metadati.
Consulta le bozze nel sito di DigitPA.
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L’applicabilità del CAD alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 febbraio 2011 (in G.U. 4 aprile 2011, n. 77). – Modalità, limiti e tempi di applicazione del Codice dell’amministrazione digitale.
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235, recante «Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 – Codice dell’Amministrazione digitale, a norma dell’art. 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69»;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, recante «Codice dell’amministrazione digitale» e, in particolare, l’art. 2, comma 6, ultimo periodo, introdotto dall’art. 2, comma 1, lettera d), del citato decreto legislativo n. 235 del 2010, secondo il quale «tenuto conto delle esigenze derivanti dalla natura delle proprie particolari funzioni» con successivi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sono stabiliti «le modalita’, i limiti ed i tempi di applicazione delle disposizioni» del Codice alla «Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonche’ all’Amministrazione economico-finanziaria»;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, recante «Disciplina dell’attivita’ di governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, recante «Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 23 luglio 2002, e successive modificazioni, recante «Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri»;
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante «Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttivita’ del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni»;
Verificata, ai sensi del citato art. 2, comma 6, ultimo periodo, del decreto legislativo n. 82 del 2005, la parziale compatibilita’ delle norme del Codice dell’amministrazione digitale con le esigenze derivanti dalla natura delle particolari funzioni istituzionali attribuite alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Ritenuta l’esigenza di dare applicazione al citato art. 2, comma 6, ultimo periodo, riservando ad uno o piu’ ulteriori decreti del Presidente del Consiglio dei ministri la determinazione circa le modalita’, i limiti ed i tempi di applicazione di specifiche norme del Codice dell’amministrazione digitale alla Presidenza del Consiglio dei ministri che, a seguito di apposito monitoraggio e verifica, risultino non compatibili con il particolare assetto organizzativo e con le funzioni istituzionali;
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