Source: http://servizi.comune.fi.it/servizi/scheda-servizio/riscossione-coattiva-modalita-di-ricorso
Timestamp: 2019-08-24 11:53:51+00:00
Document Index: 84283952

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 32', 'art. 7', 'art. 163', 'art. 137', 'art. 16', 'art. 22', 'art. 17', 'art. 10', 'art 12', 'art. 27']

Riscossione Coattiva: Modalità di Ricorso | Comune di Firenze
Ai sensi art. 3 RD n. 639/1910, art. 32 D. Lgs. n. 150/2011, art. 7 Codice di Procedura civile all'ingiunzione fiscale può essere presentata opposizione secondo quanto disciplinato dagli art. 163 e ss. Codice di Procedura civile per il rito ordinario di cognizione, alla Autorità giudiziaria ordinaria competente per territorio così individuata:
La notifica dell’opposizione può avvenire mediante: deposito presso la Cancelleria del giudice competente come sopra individuato, posta raccomandata AR; ufficiale giudiziario ai sensi dell’art. 137 e ss Cpc.
Una copia dell’atto deve essere notificato al Comune di Firenze Piazza della Signoria n. 1 Cap 50123 Firenze.
Si ricorda che deve essere dichiarato il valore della causa e pagato l’importo del contributo unificato e che può essere avanzata istanza di sospensione direttamente al Giudice solo contestualmente alla proposizione della opposizione.
I debitori aventi diritto possono valersi delle procedure vigenti (ex. legge 3/2012) per porre rimedio a situazioni di sovraindebitamento.
Il contribuente che vuole contestare l’ingiunzione di pagamento deve presentare ricorso entro 60 giorni dalla data della notifica della stessa. Il ricorso può essere presentato per i soli vizi dell’ingiunzione di pagamento (es.: indicazione errata degli importi o notifica irregolare).
Le comunicazioni per via telematica di cui all’art. 16 bis del D.Lgs. 546/1992 possono essere effettuate tramite PEC: contenzioso.entrate@pec.comune.fi.it.
Il ricorso deve essere in formato PDF/A-1a o PDF/A-1b e sottoscritto con firma elettronica qualificata o firma digitale - denominazione file: < nome file libero > .pdf .p7m - secondo le Specifiche Tecniche di cui al D.M. del 04/08/2015.
Entro 30 giorni dalla data di notifica del ricorso il contribuente, a pena di inammissibilità, deve costituirsi in giudizio presso la Commissione Tributaria Provinciale adita secondo le modalità previste dall’art. 22 del D.Lgs. 546/1992, previo pagamento del contributo unificato ai sensi del D.P.R. 115/2002.
Per i ricorsi relativi a controversie di valore non superiore ad Euro 50.000,00, a pena di improcedibilità, valgono i termini dettati dall’art. 17 bis del D.Lgs. 546/1992, così come modificato dall’art. 10, comma 1 e 2, D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 giugno 2017, n. 96.
Quando il valore della controversia è superiore a quello stabilito dall’art 12, comma 2, del D.Lgs. 546/1992 e successive modifiche, il contribuente deve essere assistito da un difensore abilitato.
Il ricorrente, se dall’atto impugnato può derivargli un danno grave ed irreparabile, può presentare alla stessa Commissione Tributaria Provinciale un’istanza motivata di sospensione dello stesso.
RICORSO ATTO DI PIGNORAMENTO
Sono ammesse le opposizioni di cui agli artt. 615,617 e 619 del c.p.c., fatte salve le limitazioni e le modalità previste dagli artt. 57 e 58 del D.P.R. n. 602/1973.
L’opposizione si propone con ricorso da depositare presso la Cancelleria del Giudice dell’Esecuzione del Tribunale territorialmente competente ex art. 27 c.p.c., che in materia di esecuzione forzata e dei relativi giudizi ha competenza funzionale esclusiva.
Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla scheda "Ricorso-reclamo e procedimento di mediazione tributaria" accessibile dal menu a sinistra "Schede Collegate".
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