Source: https://www.studioalessio.eu/generico/imu-ecco-tutte-le-novita-fiscali-2020/
Timestamp: 2020-03-28 13:54:38+00:00
Document Index: 95433763

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art.1', 'art. 1', 'art.1']

🥇IMU: ecco tutte le novità fiscali 2020
PRESUPPOSTO DELL’IMPOSTA: Preliminarmente, occorre rilevare che il legislatore con la recente novella fiscale, in tema di presupposto dell’imposta dell’Imu, non ha disposto alcuna modifica rispetto al passato. Come disciplinato dall’art. 1, comma 740, della L.160/2019, “Il presupposto dell’imposta è il possesso di immobili. Il possesso dell’abitazione principale o assimilata, come definita alle lettere b) e c) del comma 741, non costituisce presupposto dell’imposta, salvo che si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9.”
SOGGETTO PASSIVO. Ai sensi dell’art. 1 cit., comma 743, i soggetti passivi dell’imposta continuano ad essere i possessori di immobili, intendendosi per tali il proprietario ovvero il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi.
Inoltre, a partire dal 01/01/2020, è soggetto passivo dell’imposta il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice che costituisce, altresì, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli. In tal senso, si registra un’importane novità rispetto al passato, considerato che oggi è previsto che solo in caso di affidamento dei figli opera la soggettività passiva dell’assegnatario, equiparato al titolare del diritto di abitazione. Se ne deduce, quindi, che per “casa familiare” si intende solo l’ambiente domestico in cui sono cresciuti i figli1 e che se non vi sono figli, si applicano le regole ordinarie. Pertanto, in caso di assegnazione della casa familiare in sede di separazione o divorzio, la soggettività passiva dell’assegnatario opera solo se ci sono figli minori. In caso contrario, si guarda solo alla titolarità formale del bene, anche ai fini dell’applicazione dell’esenzione d’imposta. La nuova Imu modifica, quindi, le regole applicabili in presenza di immobili assegnati in esito alla rottura del vincolo coniugale.
BASE IMPONIBILE. L’art. 1 cit., comma 745, confermando la normativa precedente, dispone che la base imponibile è costituita dal valore degli immobili. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5% i seguenti moltiplicatori:
ALIQUOTE. Come disciplinato dall’art. 1, comma 748, della L.160/2019, in riferimento all’abitazione principale di lusso: “L’aliquota di base per l’abitazione principale classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e per le relative pertinenze è pari allo 0,5 per cento e il comune, con deliberazione del consiglio comunale, può aumentarla di 0,1 punti percentuali o diminuirla fino all’azzeramento”.
ESENZIONE. Il legislatore, anche con le recenti novità fiscali, ha confermato l’esenzione Imu per le abitazioni principali non di lusso e per le relative pertinenze, con conseguente assoggettamento a tassazione delle abitazioni principali di lusso classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
VERSAMENTO. Ai sensi dell’art.1 cit., comma 761, l’imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso. A tal fine, il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto è computato per intero. Il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all’acquirente e l’imposta del mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente. A ciascuno degli anni solari corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
DICHIARAZIONE. I soggetti passivi, come disposto dall’art.1 cit., comma 769, devono presentare la dichiarazione o, in alternativa, trasmetterla in via telematica entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta2.
POTERI REGOLAMENTARI DEI COMUNI. La legge di bilancio 2020 ha, inoltre, concesso ai comuni un nuovo potere regolamentare in materia di Imu. L’art. 1, comma 777, della manovra di bilancio 2020 prevede specificamente che: “Ferme restando le facoltà di regolamentazione del tributo di cui all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i comuni possono con proprio regolamento:
Lecce, 04.03.2020
1 Come chiarito dal MEF durante Telefisco 2020.
2 Come disposto dall’art.1 cit., comma 770, gli enti di cui al comma 759, lettera g), devono presentare la dichiarazione ogni anno.
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