Source: http://www.privacy.it/archivio/garantesanz201407311.html
Timestamp: 2017-09-23 21:56:37+00:00
Document Index: 30551860

Matched Legal Cases: ['art. 144', 'art. 9', 'art. 168', 'art. 24', 'art. 11', 'art. 170', 'art. 162']

Provvedimento del 31 luglio 2014
Trattamento illecito di dati a fini di propagandaelettorale
Registrodei provvedimenti n. 393 del 31 luglio 2014
VISTO ild.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione deidati personali (di seguito "Codice");
VISTO ilprovvedimento del 7 settembre 2005 [doc. web n. 1165613], recante il"decalogo" del Garante in materia di propaganda elettorale, nonché isuccessivi provvedimenti adottati in argomento dall'Autorità;
VISTA lasegnalazione presentata dal sig. XY ai sensi dell'art. 144 del Codice, nonchéle note di riscontro fornite dalle controparti;
1. Lasegnalazione del sig. XY.
Consegnalazione del 23 ottobre 2013, il sig. XY ha chiesto l'intervento di questaAutorità per valutare eventuali profili di violazione della disciplina diprotezione dei dati personali da parte di Casa di Cura XX s.r.l.
Nellospecifico, il segnalante ha prodotto documentazione da cui risulta che, inoccasione della campagna elettorale tenutasi lo scorso mese di ottobre inTrentino Alto Adige per il rinnovo dei consigli provinciali e regionali, lasocietà avrebbe inviato una comunicazione dal contenuto propagandistico alproprio genitore ZZ –già ospite, in passato, della struttura e decedutonel 2009– utilizzando a tal fine i suoi dati personali acquisiti ad altrotitolo in occasione del pregresso ricovero. Tale comunicazione, che invitava avotare il candidato HH (già professionista nel settore sanitario ecollaboratore della casa di cura), sarebbe da considerarsi illecita, posto chela "liberatoria" a suo tempo rilasciata alla società per conto deldefunto interessato non avrebbe contemplato –secondo quanto riferitodall'odierno istante– alcun trattamento di dati personali per finalità dipropaganda elettorale.
Lavicenda, a seguito di precedenti rimostranze formulate dal segnalante (cui èseguita una lettera di scuse da parte della casa di cura, pur a fronte diun'iniziativa ritenuta comunque lecita), ha avuto risalto anche sulla stampalocale (v. gli articoli apparsi in data 22 ottobre 2013 su "IlTrentino" e "L'Adige"), che ha messo in particolare evidenza –riportandoalcune dichiarazioni rilasciate dall'allora candidato HH–, la circostanzadell'effettivo avvenuto utilizzo, per l'invio delle comunicazioni, dei datipersonali degli assistiti detenuti dalla società ad altri scopi.
2. Iriscontri delle controparti.
Aseguito di apposita richiesta di informazioni formulata dall'Ufficio, HH e Casadi Cura XX s.r.l. hanno fatto pervenire le proprie osservazioni in meritoall'accaduto con note, rispettivamente, del 30 gennaio e del 19 febbraio 2014.
Ilprimo, pur rappresentando di essere stato a conoscenza dell'iniziativa avviatadalla casa di cura ("[Š] sono stato informato dell'invio di lettere aprivati cittadini in appoggio alla mia candidatura [Š]"), ha tuttaviaprecisato che l'inoltro delle comunicazioni –avvenuto, peraltro, secondomodalità di cui lo stesso si è dichiarato ignaro ("Non ero invece aconoscenza dell'utilizzo di dati anagrafici senza il necessario consensosecondo quanto stabilito dalla normativa sulla privacy, né avevo mai visionatoi moduli utilizzati dalla Casa di Cura XX per l'informativa ed il consenso altrattamento dei dati personali di pazienti ricoverati")– è statofrutto di autonome determinazioni da parte della società, spontaneamenteattivatasi in tal senso ("Fra i diversi sostenitori si sono autonomamenteattivati anche gli amministratori della Casa di Cura XX [Š]"). Quanto alledichiarazioni testualmente riportate, al tempo, dalle predette testategiornalistiche (da cui si evince, tra l'altro, che "[Š] loro [id est: Casadi Cura XX s.r.l.] si sono offerti spontaneamente di segnalare alle persone cheavevano usato la loro struttura la mia candidatura [Š]"), HH ha precisatoche le stesse non avevano formato oggetto di smentita o rettifica.
Lasocietà, per parte sua, ha sostenuto che la comunicazione inviata al sig. ZZ"rientrava in una campagna di informazione e aggiornamento delle novità edei miglioramenti realizzati all'interno della Casa di Cura". Nell'ambitodi tale campagna la società, anche in ragione del dichiarato contributo offertoda HH al miglioramento dei servizi dalla stessa erogati, ha ritenuto di poteresprimere la propria "stima" nei suoi confronti appoggiandone lacandidatura alle elezioni; ciò, attraverso l'invio ai fruitori della strutturadi comunicazioni che, anche alla luce dei paventati futuri "tagli" alsettore della sanità, invitavano a votarlo per garantire "la massimaassistenza professionale del [proprio] nucleo familiare".
La casadi cura si è giustificata affermando di aver agito in buona fede, nellaconvinzione che il proprio operato fosse rispettoso delle normative vigenti; necostituirebbe testimonianza il fatto che, prima dell'inizio del trattamento, lasocietà avrebbe interpellato a tal fine un legale (il quale, ritenendolalecita, avrebbe "avallato" l'iniziativa successivamente attuata),oltre alla circostanza che la stessa società non avrebbe inserito, all'internodelle comunicazioni inviate, materiale elettorale specificamente riconducibileal candidato.
Inriscontro, poi, ai chiarimenti richiesti dall'Ufficio –riguardanti ipresupposti del contestato trattamento e l'eventuale assolvimento dei connessiobblighi di legge– la casa di cura ha provveduto ad allegare copia de:
– il modulo di consenso a suo tempo sottoscrittodall'odierno istante, in cui si autorizzava la società a trattare i datipersonali del sig. ZZ per l'erogazione delle prestazioni sanitarie richieste eper finalità organizzative e gestionali;
– l'informativa resa anche nell'interesse disoggetti terzi dall'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della ProvinciaAutonoma di Trento, da cui si evincono elementi sull'acquisizione del consensoa vantaggio, tra l'altro, delle strutture socio-sanitarie accreditate perfinalità di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, ricerca scientifica esperimentazione clinica, nonché per le connesse attività amministrative;
– l'informativa resa dalla società allageneralità dei propri assistiti, che contempla le medesime finalità da ultimorichiamate;
– il (non più obbligatorio) documentoprogrammatico sulla sicurezza, datato 30 marzo 2013.
3. Levalutazioni dell'Autorità.
Lasegnalazione pervenuta al Garante ha ad oggetto un trattamento connessoall'invio di una comunicazione dal contenuto propagandistico-elettoraleeffettuato da una casa di cura utilizzando a tal fine dati personali detenutiad altro titolo. Tale trattamento, allo stato degli atti, non risulta lecito.
Èopportuno precisare, in via preliminare, che l'istanza presentata dal sig. XYnell'interesse del defunto genitore non risulta viziata da carenza dilegittimazione, posto che la tutela della sfera privata e della dignità dellapersona –come reiteratamente chiarito dall'Autorità (cfr., ex multis,Provv. 1 luglio 2010;Provv. 6 dicembre 2007;Provv. 15 luglio 2006;Provv. 19 dicembre 2002;non viene meno con la morte di quest'ultima (non dissimilmente l'art. 9, comma3, del Codice, che riconosce in capo a chiunque abbia un interesse proprio oagisca per la tutela dell'interessato, ovvero per ragioni familiari meritevolidi protezione, la possibilità di far valere i diritti di coloro che sonodeceduti). Occorre inoltre rilevare, sul piano della fattispecie concreta, chegli elementi acquisiti non consentono di ascrivere la titolarità del contestatotrattamento in capo a soggetti diversi da Casa di Cura XX s.r.l., cui risultaunicamente riconducibile l'iniziativa in esame; ne costituiscono evidenza ledichiarazioni rese (anche ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 168 delCodice) dallo stesso HH, confermative, sul punto, di quanto già riportato neirichiamati articoli di stampa (v. punto 1).
Nelmerito dell'istanza presentata –e a prescindere dalla doverosa osservanzadel provvedimento generale del 7 settembre 2005 (che vieta l'utilizzo, a finidi propaganda elettorale, dei dati personali raccolti nell'esercizio di attivitàprofessionali e di impresa, come pure di indirizzari e dati acquisiti per laprestazione di servizi, anche di cura: punti 2, lett. D), e 3), i cui princìpisono stati da ultimo ribaditi con il provvedimento generale del 6 marzo 2014,si evidenzia che l'invio al sig. ZZ di una comunicazione dall'innegabilecontenuto propagandistico-elettorale (essendo tale la lettera spedita dallacasa di cura, con cui si invitava il destinatario ad esprimere una chiarapreferenza di voto per il candidato alle elezioni HH), effettuato dalla societàutilizzando i dati personali dell'interessato raccolti e trattati in un diversocontesto e ad altri fini (segnatamente, per l'erogazione di prestazionisanitarie e di cura in occasione del pregresso ricovero, nonché per i connessiadempimenti amministrativi e organizzativi), non risulta conforme alladisciplina del Codice.
Premesso,infatti, che la società non ha smentito –né contestato– ilprospettato utilizzo, nel caso di specie, dei dati personali dell'assistitodetenuti ad altro titolo nel proprio database (confermando, in tal modo, quantogià dichiarato a suo tempo dallo stesso HH e riportato dalle menzionate testategiornalistiche), vale poi evidenziare che, dalla documentazione in atti, nonrisulta che l'interessato, anche per il tramite del sig. XY, sia mai statopreviamente informato –nemmeno oralmente– circa l'eventualità che isuoi dati personali potessero essere successivamente utilizzati (anche) perfinalità di propaganda elettorale (cfr. modelli di informativa allegati dallasocietà). Parimenti, non consta agli atti che il consenso allora rilasciatodall'odierno segnalante nell'interesse del sig. ZZ sia stato acquisito dallacasa di cura anche per tale peculiare finalità (cfr. all. 2 alla nota diriscontro), né sussistono specifiche evidenze circa la possibile ricorrenza,nel caso di specie, di eventuali presupposti alternativi di liceità deltrattamento (art. 24 del Codice), peraltro nemmeno addotti dalla società. Ciò,a tacere del fatto che quest'ultima non è stata nemmeno in grado– benchéinvitata dall'Ufficio (cfr. nota del 21 gennaio 2014)– di dimostrare lariconducibilità dell'iniziativa in esame (e del connesso trattamento di datipersonali) tra le attività funzionali al perseguimento delle proprie finalitàstatutarie.
Inragione di ciò e del fatto che la società risulta aver utilizzato i datipersonali dell'interessato in operazioni di trattamento non compatibili con lefinalità originarie della raccolta (in tal senso, v. anche quanto precisatonell'ormai non più necessario documento programmatico sulla sicurezza prodottodalla società, a mente del quale "gli archivi relativi ai clienti/degenti[avrebbero dovuto essere] utilizzati esclusivamente per finalità di trattamentosanitario"), non possono che ritenersi violati i precetti di cui agliartt. 11, comma 1, lett. a) e b), 13 e 23 del Codice.
Acclarata,dunque, per le motivazioni di cui innanzi, l'illiceità del trattamento dei datipersonali del sig. ZZ effettuato da Casa di Cura XX s.r.l. per l'invio dicomunicazioni dal contenuto propagandistico-elettorale, questa Autorità non puòesimersi dal vietare alla società, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c),144 e 154, comma 1, lett. d), del Codice, l'ulteriore trattamento di tali datiper l'invio di nuove comunicazioni di analogo tenore. Inoltre, ritienenecessario prescrivere alla società, ai sensi dei richiamati artt. 143, comma1, lett. c), 144 e 154, comma 1, lett. d), del Codice, di astenersidall'ulteriore ingiustificato utilizzo, per le medesime finalità, dei datipersonali degli altri assistiti detenuti dalla stessa ad altri scopi. Sirammenta, a tal proposito, che i dati personali trattati in violazione delladisciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali non possonoessere utilizzati (art. 11, comma 2, del Codice).
Eventualiulteriori profili connessi all'operato della società (qui censuratoesclusivamente in rapporto alla disciplina di protezione dei dati personali)potranno essere fatti valere dal segnalante, se del caso, nelle opportune sedigiudiziarie.
Sirammenta, inoltre, che l'inosservanza del presente provvedimento comportal'applicazione della sanzione prevista dall'art. 170 del Codice, oltre allasanzione amministrativa di cui all'art. 162, comma 2 ter, dello stesso Codice.
Restainteso che l'Autorità, anche alla luce di eventuali documentate sopravvenienze,si riserva sin d'ora ogni ulteriore accertamento e/o determinazione chedovessero rendersi necessari in relazione alla vicenda rappresentata.
Siriserva, altresì, di formulare eventuali contestazioni amministrative a mezzodi autonomo procedimento sanzionatorio.
– dichiara illecito il trattamento svolto daCasa di Cura XX s.r.l. relativamente ai dati personali del sig. ZZ per l'inviodi comunicazioni dal contenuto propagandistico-elettorale, perché effettuato inviolazione degli artt. 11, comma 1, lett. a) e b), 13 e 23 del Codice;
– per l'effetto, vieta alla società l'ulterioretrattamento di tali dati per l'invio di nuove comunicazioni di analogo tenore(artt. 143, comma 1, lett. c), 144 e 154, comma 1, lett. d), del Codice);
– prescrive alla società di astenersidall'ulteriore ingiustificato utilizzo, per le medesime finalità, dei datipersonali degli altri assistiti detenuti dalla stessa ad altri scopi (artt.143, comma 1, lett. c), 144 e 154, comma 1, lett. d), del Codice).