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Timestamp: 2020-04-08 03:33:42+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 14153 del 07/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14153 del 07/06/2017
Cassazione civile, sez. I, 07/06/2017, (ud. 19/04/2017, dep.07/06/2017), n. 14153
sul ricorso 24260/2012 proposto da:
Coopertone S.c.a.r.l., (c.f. (OMISSIS)), in persona del legale
Flaminia n. 357, presso dell’avvocato D.S.G.,
rappresentata e difesa dall’avvocato Mauro Rosa, giusta procura a
Fallimento (OMISSIS) S.c.ar.l., in persona del Curatore fallimentare
dott. M.A., elettivamente domiciliato in Roma, Viale
Parioli n. 180, presso l’avvocato Braschi Francesco Luigi, che lo
rappresenta e difende unitamente agli avvocati Costa Rossella,
Franzini Giulio, giusta procura in calce al controricorso e procura
speciale per Notaio dott.ssa C.C. di (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 743/2012 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
19/04/2017 dal cons. DI VIRGILIO ROSA MARIA;
La Corte d’appello di Bologna, con sentenza del 29/12/2011-25/5/2012, ha respinto l’appello proposto dalla Coopertone s.c. a r.l. nei confronti del Fallimento (OMISSIS) s.c. a r.l. avverso la sentenza del Tribunale, di accoglimento della domanda di revocatoria, L. Fall., ex art. 67, comma 2, dei pagamenti effettuati dalla società in bonis nell’anno anteriore al fallimento a favore della Coopertone, per Euro 30.002,76, con la consequenziale condanna alla restituzione al Fallimento.
La Corte del merito ha ritenuto la sussistenza di una pluralità di elementi indicativi della conoscenza da parte della Coopertone dello stato di insolvenza della (OMISSIS), considerato che il credito costituiva il corrispettivo di servizi, relativo a sette fatture, scadute da mesi, non onorate nonostante solleciti con la minaccia di interruzione dei servizi, che la debitrice non aveva pagato il debito neppure dopo l’emissione di decreto ingiuntivo, di talchè la creditrice aveva potuto soddisfare la propria pretesa creditoria solo ricorrendo all’esecuzione forzata presso terzi.
E, secondo la Corte territoriale, la prova testimoniale della cui mancata ammissione si doleva l’appellante, verteva su circostanze generiche e valutative, contrastanti con le risultanze documentali, e la ricostruzione fattuale proposta dalla parte era anche contrastata dalle massime di esperienza in tema di rapporti di debito-credito. Ricorre avverso detta pronuncia la Coopertone s.c. a r.l., sulla base di due motivi.
Si difende il Fallimento con controricorso, illustrato con memoria.
Il P.G. ha depositato le proprie conclusioni.
Il primo motivo, col quale la ricorrente si duole della violazione e falsa applicazione della L. Fall., art. 67, è inammissibile.
La parte si duole di non avere potuto provare che la società (OMISSIS) quand’era in bonis non aveva subito protesti, nel resto riporta massime di legittimità sulla prova della conoscenza da parte dell’accipiens dello stato di insolvenza, sulla percezione dei sintomi del dissesto: è di chiara evidenza la totale genericità del motivo e la ininfluenza della prova della inesistenza di protesti in danno della controparte in bonis, elemento che tra l’altro atterrebbe non al vizio ex art. 360 c.p.c., n. 3, ma al vizio ex art. 360 c.p.c., n. 5.
Anche il secondo motivo, articolato sotto il profilo motivazionale, è inammissibile, atteso che si sostanzia nel richiamo a precedente di questa Corte in relazione alla diversa revocatoria L. Fall., ex art. 67, comma 1, e ad altro precedente in tema di valutazione giudiziale, senza alcuna attinenza quindi alla specifica motivazione della Corte del merito sul requisito soggettivo della domanda di revocatoria L. Fall., ex art. 67, comma 2.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna la ricorrente alle spese, liquidate in Euro 5200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi; oltre spese forfettarie ed accessori di legge.