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Timestamp: 2018-04-26 03:54:13+00:00
Document Index: 43267302

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 127', 'art. 2', 'art 5', 'art. 117', 'art. 4']

Demani civici in Sardegna: chi vuole il Far West su un quinto dell’Isola? Ecco il nuovo Editto delle Chiudende. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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aprile 16, 2016 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Non soddisfatti della sentenza della Corte costituzionale n. 210/2014 che aveva sbarrato la strada alla vera e propria svendita dei demani civici prevista dalla legge regionale n. 19 del 2013, ora ci stanno riprovando e, in parte, ci sono già riusciti.
La Giunta regionale, con il disegno di legge n. 297/S/A del 2016 (legge regionale finanziaria 2016), ha previsto (art. 3, commi 20°, 21° e 22°)[1] la riapertura per due anni dei termini per la sclassificazione (cioè sdemanializzazione) di terreni appartenenti ai demani civici su richiesta dei rispettivi Comuni, ampliando la possibilità di sdemanializzazione anche ai terreni già trasformati a fini industriali, come, per esempio, l’inquinante bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina s.p.a. di Portovesme (CI), al centro dell’obsoleto progetto di riconversione industriale basato su una nuova centrale a carbone..
Ma non basta. Nella seduta consiliare del 23 marzo 2016 veniva presentato l’emendamento n. 519 [2] a firma degli onorevoli Piermario Manca (Partito dei Sardi), Rossella Pinna (P.D.), Augusto Cherchi (Partito dei Sardi), Gianfranco Congiu (Partito dei Sardi), Alessandro Unali (Rifondazione-Comunisti Italiani-Sinistra Sarda), Anna Maria Busia (Centro Democratico), Roberto Desini (Centro Democratico), Gianmario Tendas (P.D.) e Daniela Forma (P.D.) finalizzato a eliminare i vincoli temporali (un anno, portato a due anni dall’entrata in vigore della legge o dalla pubblicazione sul B.U.R.A.S. del provvedimento di accertamento demaniale con il disegno di legge n. 297/S/A) per la proposizione delle richieste di sdemanializzazione da parte dei Comuni alla Regione autonoma della Sardegna (abrogazione dell’art. 2 della legge regionale n. 18/1996).
Nel testo definitivo della legge regionale11 aprile 2016, n. 5 l’emendamento – fortunatamente – non compare, ma dal cappello a cilindro degli interessi elettoralistici locali son saltati fuori le sdemanializzazione ad civitatem con tanto di specifici mappali dei terreni a uso civico di Irgoli (NU), già destinati ad agricoltori fin dagli anni ’50 del secolo scorso è già affrancabili, senza tante difficoltà, attraverso l’istituto della legittimazione (art. 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), e dei terreni a uso civico di Orosei (NU), situazione complessa ma risolvibile ben più equamente attraverso il trasferimento dei diritti di uso civico su altri terreni comunali di rilevante valore ambientale (es. la costa di Bidderosa, macchia mediterranea di Badde Ortos e Monte Nieddu).
Ecco il testo approvato definitivamente:
Un testo che si presta a diversi dubbi di legittimità costituzionale.
Con la proposta di legge regionale n. 316 del 7 aprile 2016 i consiglieri Luigi Lotto (P.D.), Luigi Crisponi (Riformatori Sardi), Gaetano Ledda (U.P.C.), Marco Tedde (F.I.), Mario Carta (P.S.d’Az.), Giampietro Comandini (P.D.), Antonio Gaia (U.P.C.), Piermario Manca (Partito dei Sardi), Cesare Moriconi (P.D.), Gianluigi Rubiu (U.D.C.), Gianmario Tendas (P.D.), Lorenzo Cozzolino (P.D.), Ugo Cappellacci (F.I.), in gran parte componenti della V Commissione consiliare permanente “attività produttive”, puntano ad abolire qualsiasi limite temporale per la sdemanializzazione dei terreni a uso civico.
Per non far mancare nulla, il consigliere ogliastrino Francesco Sabatini (P.D.), con la sua proposta di legge regionale n. 312 del 31 marzo 2016, vuol riportare in auge lo straordinario accertamento dei demani civici a iniziativa dei Comuni, evitando la bocciatura già della sentenza della Corte costituzionale n. 210/2014 con il coinvolgimento dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni e Attività Culturali prima dell’approvazione definitiva regionale.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva rivolto (21 ottobre 2015) una puntuale istanza al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, all’Assessore regionale dell’agricoltura Elisabetta Falchi e al Direttore generale del medesimo Assessorato perché provvedessero a dar corso ai procedimenti di accertamento dei diritti di uso civico e dei demani civici in ben 120 territori comunali, nonché diano corpo agli interventi regionali sostitutivi previsti dalla legge (art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) per il recupero di terreni a uso civico illegittimamente occupati da privati nei tantissimi casi di inerzia dei Comuni interessati.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione consiliare n. 309/A del 3 marzo 2015 dell’on. Oscar Cherchi (primo firmatario) e altri – tuttora senza risposta – in forza dell’appalto ‘Procedura aperta per l’affidamento del servizio relativo all’accertamento formale e/o all’inventario generale dei beni civici dei comuni della Regione autonoma della Sardegna’ concluso nell’aprile 2012, sarebbero disponibili i necessari atti per portare a compimento i procedimenti di dichiarazione dei diritti di uso civico e dei demani civici in ben 120 ulteriori Comuni della Sardegna (per 21 Comuni è stata accertata l’inesistenza di diritti di uso civico).
Sono, poi, tantissimi i casi di terreni a uso civico illegittimamente occupati da privati, da Portoscuso a Orosei, da Carloforte a Nuoro, a Posada, a Siniscola, a Villagrande Strisaili, a Villacidro, a Lotzorai (paese d’origine dell’on. Sabatini), a tanti altri Comuni. L’art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.[3] prevede l’obbligo di recupero dei terreni a uso civico illegittimamente occupati a carico dei Comuni e, in caso di inerzia, con intervento sostitutivo regionale: pur essendo ben note tali situazioni negli atti dell’Inventario generale delle Terre civiche, non si è a conoscenza di eventuali interventi in via sostitutiva da parte della Regione autonoma della Sardegna in alcuno dei numerosissimi casi di inerzia da parte dei Comuni interessati. E’ ora di farlo.
Sarebbe bene che vi fosse anche la volontà di procedere a un’altra fondamentale operazione: il recupero di centinaia, forse migliaia di ettari di terreni appartenenti ai demani civici occupati illecitamente in tante località costiere e dell’interno dell’Isola.
Dopo la legge n. 431/1985 (la nota Legge Galasso), i demani civici hanno anche acquisito una funzione di tutela ambientale (riconosciuta più volte dalla giurisprudenza[4]). Questa funzione è importantissima, basti pensare che i demani civici si estendono su oltre 5 milioni di ettari in tutta Italia (un terzo dei boschi nazionali), mentre i provvedimenti di accertamento regionali stanno portando la percentuale del territorio sardo rientrante in essi a quasi il 20% (circa 400.000 ettari).
Prossime azioni ecologiste per la difesa dei demani civici.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus nei prossimi giorni provvederà a rivolgere una nuova documentata istanza al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, all’Assessore regionale dell’agricoltura Elisabetta Falchi e al Direttore generale del medesimo Assessorato perché provvedano a dar corso ai procedimenti di accertamento dei diritti di uso civico e dei demani civici in ben 120 territori comunali, nonché a porre in essere gli interventi regionali sostitutivi previsti dalla legge (art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) per il recupero di terreni a uso civico illegittimamente occupati da privati nei tantissimi casi di inerzia dei Comuni interessati.
Saranno, inoltre, coinvolti per le rispettive competenze di legge il Commissario per gli usi civici per la Sardegna, il Procuratore regionale della Corte dei conti per la Sardegna, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.
Le disposizioni della legge regionale n. 5/2016 relative alle nuove sdemanializzazione dei terreni a uso civico saranno segnalate al Governo nazionale perché valuti l’opportunità di sollevare conflitto di attribuzione (art. 127 cost.) davanti alla Corte costituzionale per lesione delle competenze statali in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio (artt. 9, 117, comma 2°, lettera s, cost.).
[1] “Art. 3
[2] “L’art. 2 della Legge regionale 4 aprile 1996, n. 18 (Integrazioni e modifiche alla legge regionale 14 marzo 1994, n. 12 ‘Norme in materia di usi civici. Modifiche alla legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, concernente l’organizzazione amministrativa della Regione sarda’) è abrogato”.
[3] Art.22 – Recupero dei terreni civici
[4] vds. sentenze Corte cost. n. 345/1997, n. 46/1995 e ordinanze Corte cost. nn. 71/1999, 316/1998, 158/1998, 133/1993. Vds.. anche Cass. civ., SS.UU., 12 dicembre 1995, n. 12719; Cass. pen., Sez. III, 29 maggio 1992, n. 6537.
La Nuova Sardegna, 18 aprile 2016
(foto Cristiana Verazza, J.I., S.D., archivio GrIG)
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aprile 16, 2016 alle 1:13 am
Il D.L 316 è talmente insulso da dimostrare veramente che i legislatori non conoscono le norme già in vigore. La Legge 19 prevede difatti all’art 5 che non possano essere accertati come usi civici i terreni che sostanzialmente hanno le stesse caratteristiche di quelle sclassificabili. In sostanza per i nuovi accertamenti non vi è problema che questi coinvolgano aree che oramai hanno permesso le caratteristiche originarie, La norma da questo punto di vista non serve a niente, Salvo che non serva, attraverso l’eliminazione dei termini, a legittimare ulteriori utilizzazioni improprie dei demani civici.
Con l’apposizione del termine per la sclassificazione, come nelle norme inserite nella finanziaria, si dovrebbe porre un punto finale ad utilizzazioni non consone. Un testo scritto decentemente avrebbe però dovuto indicare in maniera precisa che la sclassificazione è possibile solo per opere eseguite entro una certa data e quindi quali terreni erano sclassificabili, ad esempio distinguendo tra vendite o utilizzazioni abusive fatte prima o dopo il provvedimento di accertamento. Era chiedere troppo al nostro Consiglio e al competente Assessorato che avrebbe dovuto prendere l’iniziativa in materia invece che farsi trasportare dagli eventi. Con questa nuova norma sembra si voglia dire “continuate pure a utilizzare come vi pare tanto si può sempre sclassificare” Messaggio pericoloso oltre che illegittimo.
Il DL 312 invece scardina del tutto l’accertamento fondato sull’antico possesso, in sostanza la maggior parte dei terreni civici oggi accertati e accertabili in Sardegna, ponendosi in contrasto con la normativa nazionale. Disegno che fa comodo a molti anche all’interno dell’amministrazione regionale, Non da ultimo a chi deve gestire le cartografie del PPR e comunque che manderebbe a monte l’80% degli accertamenti.
A quanto mi piacerebbe sentire cosa ne pensa il Commissario.
aprile 16, 2016 alle 8:51 am
Complimenti GRIG siete rimasti solo voi a tutelare un patrimonio che dovrebbe essere curato e coccolato dai sardi tutti…
Andate avanti in questa azione di tutela che vuole impedire una svendita di un patrimonio collettivo..sappiamo benissimo tutti che l’uso civico (soprattutto l’avversione a questa sdemanializzazione versione editto chiudende) viene visto come un impedimento agli appetiti dei privati che oramai si sono di fatto impossessati di porzioni di territorio senza remora…
Grazie GrIG, non ho parole per esprimere tutta la mia solidarietà e, presumo, quella di molti altri sardi.
aprile 16, 2016 alle 12:04 pm
A.G.I., 16 aprile 2016
Usi civici: ecologisti, in Sardegna nuovo editto delle chiudende. (http://www.agi.it/regioni/sardegna/2016/04/16/news/usi_civici_ecologisti_in_sardegna_nuovo_editto_delle_chiudende-699936/)
Cagliari, 16 apr. – “E’ in atto una pesante offensiva istituzionale contro i terreni a uso civico della Sardegna”. La denuncia e’ del Gruppo di Intervento Giuuridico che attacca il disegno di legge della Giunta regionale sulla “riapertura per due anni dei termini per la sclassificazione (cioe’ sdemanializzazione) di terreni appartenenti ai demani civici su richiesta dei rispettivi Comuni, ampliando la possibilita’ di sdemanializzazione anche ai terreni gia’ trasformati a fini industriali, come, per esempio, l’inquinante bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina di Portovesme”.
L’associazione ecologista che parla di “nuovo editto delle chiudende” afferma che il programma viene “portato avanti in un clima di silenzio politico generale estremamente opaco, da un lato frutto di banale ignoranza e dall’altro teso a celare i reali interessi favoriti”.
Il Gruppo di Intervento Giuridico annuncia che nei prossimi giorni provvedera’ a rivolgere una nuova istanza al presidente della Regione Francesco Pigliaru, all’assessore regionale dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e al direttore generale dell’assessorato perche’ “provvedano a dar corso ai procedimenti di accertamento dei diritti di uso civico e dei demani civici in ben 120 territori comunali, nonche’ a porre in essere gli interventi regionali sostitutivi previsti dalla legge per il recupero di terreni a uso civico illegittimamente occupati da privati nei tantissimi casi di inerzia dei Comuni interessati”.
Le disposizioni della legge regionale sulle nuove sdemanializzazione dei terreni a uso civico – annuncia ancora l’associazione ecologista – saranno segnalate al Governo nazionale perche’ valuti l’opportunita’ di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale per lesione delle competenze statali in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio.
“I demani civici della Sardegna – sostiene il Gruppo di Intervento Giuridico – sono un patrimonio meritevole di efficace tutela e di accorta gestione ambientale, non certo di bardane legalizzate a posteriori o di lucrosi incarichi a beneficio di pochi piu’ o meno esperti”.
Intanto a Nuoro...
aprile 16, 2016 alle 3:35 pm
Intanto a Nuoro la Lista civica Idea Comune (con coraggio direi) ha denunciato pubblicamente ieri altre “chiudende” negli usi civici nuoresi: https://www.facebook.com/Idea.Comune.lista.civica/posts/1099100710112975
aprile 18, 2016 alle 9:49 pm
se han bisogno d’una mano, siamo qui.
Possiamo esser contattati all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com.
aprile 18, 2016 alle 10:32 pm
in data odierna abbiamo chiesto al Governo di effettuare ricorso alla Corte costituzionale per lesione delle competenze statali primarie in tema di ambiente (art. 117, comma 2°, lettera s, cost.) causate dall’art. 4, commi 26° e 27°, della legge regionale n. 5/2016.
Contemporaneamente abbiamo chiesto al Commissario per gli Usi Civici per la Sardegna di sollevare questione di legittimità costituzionale delle disposizioni nell’ambito della causa n. 1/2012 relativa al demanio civico di Orosei.
aprile 19, 2016 alle 10:22 pm
oggi abbiamo chiesto al Presidente della Regione, all’Assessore dell’agricoltura, al Direttore generale dell’agricoltura di promulgare i 120 accertamenti già fatti, collaudati e pagati fin dal 2012.
Abbiamo chiesto al Procuratore della Corte dei conti per la Sardegna di verificare se vi siano estremi di danno erariale e al Procuratore della Repubblica di Cagliari di verificare se in tali “ritardi” pluriennali non vi siano aspetti penalmente rilevanti.
aprile 19, 2016 alle 10:55 pm
Quante cose ci sarebbero da dire. Spero solo che siano date risposte nella maniera corretta, Bravi per la vostra parte,
aprile 19, 2016 alle 11:03 pm
facciamo del nostro meglio 😉
Per qualsiasi comunicazione: grigsardegna5@gmail.com.
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