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Timestamp: 2020-05-26 04:28:32+00:00
Document Index: 86539767

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 366']

Sentenza Cassazione Civile n. 3534 del 11/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3534 del 11/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 11/02/2011, (ud. 12/01/2011, dep. 11/02/2011), n.3534
LA MANO AMICA S.C.AR.L., in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via XX settembre n. 118,
presso lo studio Plantade, rappresentato e difeso dall’avv. PLANTADE
Francoise Marie;
regionale della Sicilia, sez. 14^, n. 105, depositata il 7.3.2008.
udito, per la società ricorrente, l’avv. Andrea Colletti;
ZENO Immacolata, che ha concluso, in adesione alla relazione per la
declaratoria di inammissibilità del ricorso.
che la società contribuente propose ricorso avverso atto con cui l’Agenzia delle Entrate aveva provveduto a recuperare credito d’imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate ai sensi della L. n. 388 del 2000, art. 8, indebitamente compensato nel 2003;
che l’adita commissione tributaria accolse il ricorso, con decisione, che, in esito all’appello dell’Agenzia, fu, tuttavia, riformata dalla commissione regionale;
– che, avverso la decisione di appello, la società contribuente propone ricorso in cassazione, in tre motivi;
– che, con il primo motivo di ricorso, la società contribuente deduce, violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 36 ter e 42 e formula il seguente quesito di diritto se “l’avviso di recupero del credito d’imposta è un atto che sino alla data di emissione e di notifica del provvedimento impugnato non era contemplato dalla legislazione tributaria e pertanto illegittimo in quanto emesso in violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 36 ter e 42”;
– che, con il secondo motivo di ricorso, la società contribuente deduce violazione e falsa applicazione del D.L. n. 138 del 2002, art. 10, convertito in L. n. 178 del 2002 e formula il seguente quesito:
se “l’ordine di acquisto rispetta pienamente tutte le condizioni richieste per essere considerato atto idoneo a dimostrare in modo non equivoco l’impegno assunto dalle parti per l’inizio della realizzazione dell’investimento, cosi come vuole del D.L. n. 138 del 2002, art. 10, comma 1 bis, conv. in L. n. 178 del 2002”;
– che, con il terzo motivo di ricorso, la società contribuente “deduce nullità della sentenza ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4” e formula il seguente quesito: “…affermare … la nullità della sentenza impugnata per omessa pronunzia relativamente alla questione riproposta dal convenuto nelle controdeduzioni di appello”;
che, prioritariamente rispetto ogni altra valutazione, deve considerarsi che i motivi di ricorso proposti dai contribuenti sono inammissibili per violazione delle prescrizioni di cui all’art. 366 bis c.p.c.. Ai sensi della disposizione indicata, invero, il quesito inerente ad una censura in diritto – dovendo assolvere la funzione di integrare il punto di congiunzione tra la risoluzione del caso specifico e l’enunciazione del principio giuridico generale – non può essere meramente generico e teorico ma deve essere calato nella fattispecie concreta, per mettere la Corte in grado poter comprendere dalla sua sola lettura, l’errore asseritamente compiuto dal giudice a quo e la regola applicabile (v. Cass. s.u. 3519/08);
che, pertanto, il ricorso va dichiarato inammissibile nelle forme di cui agli artt. 375 e 380 bis c.p.c.;
la Corte: dichiara inammissibile il ricorso; condanna il contribuente al pagamento delle spese di causa, liquidate in complessivi Euro 800,00 oltre spese prenotate a debito.