Source: http://www.urbanisticaitaliana.it/HTML/6129.html
Timestamp: 2017-06-25 15:46:31+00:00
Document Index: 117194303

Matched Legal Cases: ['art 11', 'art 11', 'art 10', 'art 35', 'art 11', 'art 1117', 'art. 100', 'art. 64', 'art 11']

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, 3 dicembre 2010 a cura del Dott. Francesco BarchielliT.A.R. Puglia Bari, Sezione III, 3 dicembre 2010L’esibizione procedimentale di un atto notarile comprovante il diritto di proprietà dell’interessato esime l’Autorità comunale dall’ingerirsi in questioni meramente privatisticheSENTENZA N. 4081
L’esibizione procedimentale da parte del controinteressato, di atto notarile comprovante il diritto di proprietà, esimeva l’Autorità comunale dall’ingerirsi in questioni meramente privatistiche, quali ad esempio l’esistenza di contestazioni in ordine alla proprietà o l’inerenza sulle parti comuni condominiali (T.A.R. Veneto sez II 2 luglio 2007 sent. n.2139) che non rientrano nei compiti della PA, dovendo essere fatte oggetto di accertamento giurisdizionale tra i privati interessati (Consiglio di Stato sez. IV 25 novembre 2008 sent. n.5811, T.A.R. Campania Napoli sez II 29 marzo 2007 n.2902, T.A.R. Basilicata 10 aprile 2006 sent n.238, T.A.R. Emilia-Romagna Parma 21 marzo 2002 sent n.183) per il principio di carattere generale, valevole anche nella materia edilizia, per cui ogni provvedimento amministrativo è rilasciato con salvezza dei diritti dei terzi. Nella fattispecie per cui è causa l’Autorità comunale rilasciando il permesso a costruire in favore dell’odierno controinteressato, non ha pertanto violato l’art 11 del d.p.r. 380/2001 (secondo cui il permesso di costruire va rilasciato "al proprietario dell'immobile o a chi abbia titolo per richiederlo”) sussistendo, quanto ai fini puramente procedimentali, i presupposti per il rilascio del contestato titolo.
Espone il Condominio ricorrente, nella persona dell’amministratore pro tempore, che il medesimo è stato costituito tra i proprietari delle porzioni immobiliari del complesso edilizio formato da due corpi di fabbrica “A” e “B” ricadenti in abitato di Altamura zona C3 del vigente PRG e facenti parte del piano di lottizzazione denominato “Pacciarella”.
Lamenta il Condominio che in relazione alla particella 209 sub 4 foglio 156 - di proprietà della “Coper Costruzioni s.r.l.”oggetto di non meglio precisato atto di asservimento a favore del condominio medesimo - il Comune di Altamura provvedeva al rilascio della concessione edilizia n.278/2002 in favore del controinteressato Perillo Giuseppe, già amministratore della suddetta società.
Con ricorso notificato il 15 dicembre 2003, ritualmente depositato, l'odierno ricorrente, come sopra rappresentato e difeso, impugna i provvedimenti in epigrafe indicati, chiedendone l’annullamento, deducendo le seguenti censure:
I. Violazione e falsa applicazione art 11 t.u. edilizia approvato con d.p.r. 6 giugno 2001 n.380, art 10-1 e 12-1 Regolamento edilizio Comune Altamura adeguato alla l.r.56/80; difetto assoluto di istruttoria, falsità manifesta, sviamento.
II. Violazione e falsa applicazione principi generali di giustizia, legalità e imparzialità. Omissione e sviamento manifesto.
Chiedeva altresì il ricorrente la condanna al risarcimento del danno subito, da determinarsi in via equitativa, anche utilizzando l’istituto di cui all’art 35 d.lgs. 80/98.
Sostiene il ricorrente l’illegittimità del titolo abilitativo rilasciato dal Comune, per omesso controllo della legittimazione attiva del sig. Perillo ai sensi dell’art 11 del vigente t.u. edilizia, spettando lo ius aedificandi al Condominio, in virtù di atto di asservimento consistente nella cessione della volumetria, nonché della deliberazione C.C. 197/98 e l.r. Puglia 23/98.
Non si costituivano né il Comune intimato né il controinteressato.
All’udienza pubblica del 24 novembre 2010 la causa veniva trattenuta per la decisione.
Il ricorso è inammissibile per difetto di interesse.
Con l’azione impugnatoria in epigrafe il Condominio di via della Cicoriella n. 21 in Altamura asserisce lesione del proprio diritto c.d. “di volumetria”, spettante in virtù di non precisato atto di asservimento, in riferimento alla particella 209 sub 4 foglio 156, che secondo gli atti pubblici depositati in giudizio permangono nella proprietà esclusiva del dante causa “Coper Costruzioni s.r.l.” Gli atti pubblici di trasferimento a rogito notaio Clemente Stigliano (Rep. 28022 e 28109 del 2 agosto 1994) depositati in giudizio contengono la specifica clausola di esclusione dall’oggetto della compravendita della particella 209 sub 4 foglio 156, restante nella “esclusiva proprietà della società venditrice che potrà utilizzarla a suo piacimento anche come deposito e/o parcheggio.”
Non fornisce la difesa del ricorrente alcun elemento probatorio circa la pretesa lesione del proprio diritto c.d. alla volumetria, atteso che la proprietà della particella in questione non rientra nella titolarità del condominio rectius dei condomini quali comproprietari ex lege delle parti comuni dell’edificio ex art 1117 c.c., giusto il contenuto degli atti pubblici depositati, aventi pieno valore probatorio, salvo prova contraria, circa il mantenimento della proprietà della particella de quo in capo alla “Coper Costruzioni s.r.l.” (giurisprudenza civile pacifica ex multis Cassazione sez I 25 maggio 1978 n.2622, sez II 21 maggio 1997 n.4508, sez II 11 giugno 1998 n.5809, sez II 30 maggio 2003 n.8814, sez II 3 maggio 2001 n.6189).
Ne consegue pertanto la mancata indicazione da parte del Condominio ricorrente degli elementi costitutivi del proprio asserito interesse di cui assume lesione, consistente in un del tutto indimostrato diritto alla c.d. “volumetria o cubatura”sviluppata dalla particella in questione, non allegando alcun contratto o atto unilaterale di trasferimento in proprio favore, fermo restando che trattasi comunque di atti negoziali atipici ad effetti obbligatori condizionati al positivo recepimento da parte dell’Autorità comunale (Cassazione sez II 24 settembre 2009 n.20623, T.A.R. Lombardia Brescia 10 gennaio 2006 n.24) con la conseguenza che l’eventuale rilascio del titolo edilizio in favore del cedente determina conseguenze di ordine civilistico, ma non già l’illegittimità del provvedimento, non essendo il Comune vincolato dagli eventuali negozi di cessione della cubatura intervenuti (Cassazione sez II 24 settembre 2009 n.20623).
Né a favore del ricorrente depongono le delib. CC 197/98 e la l.r.23/98, comprovanti la non computabilità ai fini volumetrici dei vani scala condominiali quali servizi tecnici, ma non certo la sussistenza del bene della vita di cui si assume lesione.
A norma dell'art. 100 c.p.c., applicabile anche al processo amministrativo, costituisce condizione dell'azione, oltre alla titolarità della situazione giuridica sostanziale, l'interesse a ricorrere, che deve essere personale, attuale e concreto. In particolare, l'elemento della personalità sta a significare che il risultato di vantaggio, conseguente all'accoglimento del ricorso, deve riguardare specificamente e direttamente il ricorrente, pena l’introduzione di forme di azione popolare, contemplate dall’ordinamento soltanto in ipotesi eccezionali. Per giurisprudenza pacifica (ex plurimis T.A.R. Lazio Roma, sez. III, 23 maggio 2005, n. 4046, T.A.R. Marche Ancona, sez. I, 05 maggio 2006, n. 230, T.A.R Cagliari, sez. II, 08 ottobre 2007, n. 1807 T.A.R. Lazio Roma, sez. III, 23 maggio 2005, n. 4046) costituisce preciso onere a carico del ricorrente fornire la dimostrazione dello specifico pregiudizio arrecato dal provvedimento gravato ad un proprio bene della vita. Nella fattispecie per cui è causa il ricorrente non fornisce invece alcun elemento né argomento di prova circa la spettanza dell’invocato diritto di cubatura, pur rientrando il medesimo nella sua piena ed esclusiva disponibilità ex art. 64 c.p.a. Per i suesposti motivi il ricorso va dichiarato inammissibile
Per mera completezza, ritiene il Collegio di valutare anche l’infondatezza nel merito, atteso che l’esibizione procedimentale da parte del controinteressato, di atto notarile comprovante il diritto di proprietà, esimeva l’Autorità comunale dall’ingerirsi in questioni meramente privatistiche, quali ad esempio l’esistenza di contestazioni in ordine alla proprietà o l’inerenza sulle parti comuni condominiali (T.A.R. Veneto sez II 2 luglio 2007 sent. n.2139) che non rientrano nei compiti della PA, dovendo essere fatte oggetto di accertamento giurisdizionale tra i privati interessati (Consiglio di Stato sez. IV 25 novembre 2008 sent. n.5811, T.A.R. Campania Napoli sez II 29 marzo 2007 n.2902, T.A.R. Basilicata 10 aprile 2006 sent n.238, T.A.R. Emilia-Romagna Parma 21 marzo 2002 sent n.183) per il principio di carattere generale, valevole anche nella materia edilizia, per cui ogni provvedimento amministrativo è rilasciato con salvezza dei diritti dei terzi. Nella fattispecie per cui è causa l’Autorità comunale rilasciando il permesso a costruire in favore dell’odierno controinteressato, non ha pertanto violato l’art 11 del d.p.r. 380/2001 (secondo cui il permesso di costruire va rilasciato "al proprietario dell'immobile o a chi abbia titolo per richiederlo”) sussistendo, quanto ai fini puramente procedimentali, i presupposti per il rilascio del contestato titolo.
Nulla per le spese, non essendosi le parti intimate costituitesi in giudizio.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile e comunque infondato.
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 24 novembre 2010 con l'intervento dei magistrati: