Source: http://www.deciba.it/component/k2/item/1-cassazione-penale-sez-2-sent-n-45642-anno-2015
Timestamp: 2017-04-28 21:51:34+00:00
Document Index: 93233285

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 644', 'art. 644', 'sentenza ']

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Mercoledì, 28 Ottobre 2015 00:00	Cassazione Penale Sez. 2 Sent. N. 45642 Anno 2015
Anche in questo caso ci si trova in presenza di questione già sollevata innanzi al Tribunale del riesame ed alla quale è stata data risposta da ritenersi adeguata e conforme ai principi di diritto che regolano la materia. Ferma infatti restando la diversità di contenuto letterale tra il disposto dell'art. 19 del D.lvo 231/2001 che prevede che "Nei confronti dell'ente è sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato" (con i conseguenti riflessi sul relativo provvedimento di sequestro ex art. 53, comma 1. del D.L.vo 231/2001) e quello di cui all'art. 644, ultimo comma, cod. proc. pen. che prevede testualmente che "Nel caso di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni", e fermo restando in entrambi i casi il principio secondo il quale il perimetro di azione del sequestro deve essere parametrato al provvedimento ablativo definitivo, deve rilevarsi che la contestazione sollevata dai ricorrenti sembrerebbe essere legata al fatto che i Giudici del merito non avrebbero tenuto in adeguato conto della necessità di tutelare i diritti "restitutori" delle persone offese prevalenti sulle possibilità di confisca "sanzione" indicati dall'ultimo comma dell'art. 644 cod. pen. In tale ottica non si vede di cosa abbia a dolersi parte ricorrente in questo momento processuale in quanto, come ha correttamente sottolineato il Tribunale, la questione della definitiva determinazione del profitto del reato e di quanto eventualmente (in tutto od in parte) spettante alle persone offese è comunque questione che dovrà essere risolta all'esito del giudizio di merito non essendo, al momento né concreto, né attuale, né azionato tale diritto delle persone offese, diritto che per ipotesi potrebbe anche non essere mai esercitato. La questione del "riparto" tra diritti risarcitori delle persone offese e quanto oggetto di sequestro a fine di confisca da parte dello Stato è questione pertanto che al momento non incide sulla validità del provvedimento cautelare reale in esame nel momento in cui l'ammontare delle somme sottoposte a vincolo non supera il profitto del reato ipotizzato.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Così deciso in Roma il giorno 27 ottobre 2015.	Read 2342 times	Tweet	Published in
Cassazione Penale sez. VI sentenza 30 ottobre 2014, n. 45090 »