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Timestamp: 2020-08-13 09:01:48+00:00
Document Index: 136941471

Matched Legal Cases: ['art. 590', 'art. 222', 'art. 222', 'art. 590', 'art. 590', 'art. 222', 'art. 222', 'art. 222', 'art. 222', 'art. 8', 'art. 1']

La revoca della patente nel reato di lesioni personali gravi o gravissime
Ordinanza 16 novembre 2019 n. 257 - massima a cura della Dott.ssa Tiziana Santucci
Reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime – assenza di circostanze aggravanti ex art. 590 bis, commi 2 e 3, codice penale – revoca della patente - automatismo – questione di legittimità costituzionale dell’art. 222, comma 2, quarto periodo e comma 3-ter, C.d.S. con gli artt. 3, 27 e 117 Carta Costituzionale – manifesta inammissibilità
La Corte Costituzionale ha confermato l’orientamento già espresso con la Sentenza 17 aprile 2019, n. 88 in ordine all’applicabilità della sospensione della patente di cui all’art. 222, comma 2, C.d.S. nelle ipotesi di condanna o applicazione della pena su richiesta delle parti per i reati di omicidio stradale o di lesioni stradali gravi o gravissime, non sussistendo più il rigido automatismo dell’applicazione della sanzione amministrativa della revoca della patente. Il giudice può, così, disporre la sospensione della stessa secondo la gravità della condotta del condannato, allorché, come nel caso di specie, in caso di reato di cui all’art. 590-bis, primo comma, cod. pen., non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi 2 e 3 dell’art. 590-bis c.p.
Le analoghe questioni sollevate dai Tribunali di Pisa e di Rimini, riunibili in un unico giudizio, sono così manifestamente inammissibili, in ordine all’art. 222, comma 3-ter, C.d.S., per difetto di rilevanza, in quanto nel giudizio penale di condanna non vengono in rilievo i presupposti perché il condannato possa chiedere una nuova patente di guida dopo la revoca della stessa in ipotesi applicata dal giudice penale e, in ordine all’art. 222, comma 2, quarto periodo perché sono divenute prive di oggetto.
Sono, quindi, manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 222, comma 2, quarto periodo e dell’art. 222, comma 3-ter, C.d.S. sollevate in riferimento agli artt. 3,27 e 117 della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 8 del CEDU e all’art. 1 prot. addiz. CEDU.
che la disposizione censurata – secondo il giudice a quo ? contrasta con il principio di eguaglianza e con l’individualizzazione del trattamento penale, in quanto non consente di modulare la sanzione accessoria in relazione alla gravità dell’illecito e di considerare il comportamento colposo della persona offesa ai fini della gradazione della sanzione accessoria;
che la disposizione censurata travalicherebbe i limiti della ragionevolezza in quanto sottopone alla medesima sanzione accessoria ? senza prevedere la possibilità di applicare la più tenue misura della sospensione della patente di guida ? situazioni ontologicamente diverse, in considerazione delle differenti pene, graduate in funzione del diverso disvalore sociale degli illeciti, in rapporto all’offesa ai differenti beni della vita e dell’incolumità individuale;
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