Source: http://neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=15852
Timestamp: 2018-10-18 19:53:23+00:00
Document Index: 24892028

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'art. 112', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1362', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 8 giugno 2018, n.14916
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | GIOVEDÌ 18 OTTOBRE AGGIORNATO ALLE 21:53
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 8 giugno 2018, n.14916MASSIMA
In caso di mancato o inesatto inserimento nell’elenco telefonico dei dati identificativi di un professionista sussiste un’ipotesi di perdita di chance. Quello che rileva in simili ipotesi non è tanto la possibilità di continuare ad essere contattati da clienti già acquisiti, quanto il fatto di non poter essere contattati da nuova clientela, rispetto alla quale nessuna prova della "perdita" può essere pretesa, se non in termini di "possibilità" e perdita di chance, suscettibile anch’essa di valutazione equitativa.
L’Avv. F.V. conveniva in giudizio, avanti il Tribunale di Milano, Fastweb S.p.A. e Seat Pagine Gialle S.p.A. chiedendone la condanna in solido al risarcimento dei danni, patrimoniali e all’immagine, discendenti dal mancato o inesatto inserimento dei propri dati identificativi nelle guide cartacee Pagine Bianche e Pagine Gialle e negli elenchi on-line per gli anni 2005 e 2006.
b) quanto a Seat, non vi era prova che avesse errato a inserire nell’elenco Pagine Gialle informazioni ad essa invece correttamente trasmesse; né poteva ritenersi che avesse espressamente assunto l’obbligo di pubblicare correttamente i dati per l’anno 2006 attraverso le dichiarazioni contenute nella missiva datata 2/5/2005, con cui la società aveva risposto a richiesta di chiarimenti, costituendo - detta lettera - "una risposta automatica, un riscontro della segnalazione" e contenendo tutt’al più "un generico riconoscimento dell’obbligo di conformarsi alle richieste di modifiche":
- "è impensabile che la scelta del legale avvenga tramite la mera consultazione dei suddetti elenchi, trattandosi di incarichi nei quali la scelta della persona del professionista poggia fondamentalmente sulla fiducia nelle sue qualità professionali, qualità che non si ricavano da un mero elenco alfabetico, richiedendo una conoscenza ben più approfondita e una serie di informazioni assai più complessa";
- "una volta che si sia in possesso del nominativo del legale, è possibile conoscere i dati che permettono di contattarlo attraverso una richiesta all’ordine degli avvocati, ovvero una consultazione dell’elenco tenuto dall’ordine stesso";
"l’attore si è limitato a produrre alcuni articoli di stampa relativi ad azioni intraprese con successo da associazioni di consumatori, la maggior parte dei quali neppure contiene menzione dello studio dell’attore";
- non è nemmeno predicabile uno sviamento di clientela in difetto di prova dei relativi presupposti, "non automaticamente ricollegabili allo sviluppo del contenzioso relativo alla causa intentata dai consumatori, non essendovi concreti e specifici elementi per far ritenere che i consumatori si sarebbero rivolti all’odierno appellante per la tutela dei propri diritti";
- l’appellante inoltre non ha prodotto "documentazione fiscale inerente ai propri redditi, e neppure una parcella, ovvero qualsiasi altro documento idoneo ad indicare la remunerazione della sua attività";
d) "difettano quindi gli elementi per la liquidazione equitativa", presupponendo questa la sussistenza del pregiudizio e l’impossibilità di dimostrare il danno.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 8 giugno 2018, n.14916 - Presidente De Stefano – Relatore Iannello
- il petitum originario è identico a quello oggetto delle domande precisate nel corso del giudizio di primo grado e con l’atto d’appello: si è sempre trattato della richiesta di risarcimento del danno conseguente all’inadempimento di Fastweb e di Seat all’obbligo di pubblicare correttamente il nominativo del ricorrente sugli elenchi telefonici;
- la causa petendi non è basata su di un fatto costitutivo radicalmente differente, trattandosi sempre dell’inadempimento della resistente alla corretta pubblicazione dei dati identificativi;
- non è stato quindi introdotto alcun nuovo tema di indagine che possa aver disorientato la controparte e alterato il regolare svolgimento della controversia.
Soggiunge che, peraltro, quella dedotta per l’anno 2006 integra una responsabilità analoga a quella accertata, con decisione passata in giudicato, per l’anno 2005, nel quale l’abbonato risultava inserito nell’elenco come 'Florio Lp'.
2. Con il secondo motivo il ricorrente - oltre a ribadire le medesime censure anche in quanto rilevanti rispetto alla posizione di Seat Pagine Gialle S.p.A. - deduce, ai sensi dell’art. 360, comma primo, nn. 3 e 5, cod. proc. civ.:
a) omesso esame 'di una serie di fatti decisivi' con i quali, assume, è stata fornita la prova - che la Corte d’appello ha invece ritenuto mancante - della corretta comunicazione dei dati alla predetta società;
a) violazione o 'scorretta' applicazione degli artt. 1218, 1223, 1226, 2043 e 2697 cod. civ., con riferimento alla fattispecie del danno da perdita di chance, nonché falsa applicazione dell’art. 112 cod. proc. civ. per non aver deciso sulla domanda proposta dall’appellante;
- la circostanza che, negli anni 2005 e 2006, chiunque avesse cercato di contattarlo, si sarebbe trovato nell’impossibilità di reperire il suo recapito telefonico negli elenchi cartacei o on-line suindicati;
- dichiarazioni dei testi Avv. I.P. e C.G. , i quali hanno concordemente riferito che, a seguito di lamentele di clienti dello studio, hanno avuto modo di verificare più volte che il nominativo dell’Avv. F. non era presente sul sito;
- il fatto documentato e comunque non contestato che, a partire dal 2004, egli seguiva un vasto contenzioso relativo gli scandali finanziari (omissis) , di cui negli anni in questione numerosi mezzi di informazione hanno riferito, anche evidenziando la positiva conclusione delle cause seguite da esso ricorrente nella provincia di Torino e in tutto il Piemonte, essendo egli uno tra i primi avvocati specializzati ad occuparsi della materia.
- la menzione a tale aspetto dedicata in sentenza 'è del tutto generica e inconsistente ed equivale alla mancata considerazione dei fatti allegati';
- la Corte non ha tenuto conto che si trattava di controversie seriali; i danneggiati erano tutti consumatori, ovvero soggetti che raramente hanno un proprio legale di fiducia e che quindi sono disposti molto facilmente ad affidare gli incarichi al professionista che risulta abbia già riportato successi in casi analoghi; sulla vicenda (...) solo il suo studio aveva seguito la controversia a livello collettivo.
Rileva che l’affermazione contenuta in sentenza secondo cui 'è impensabile che la scelta del legale avvenga tramite la mera consultazione dei suddetti elenchi' non calibra l’accertamento del nesso causale al lamentato danno da perdita di chance, il quale impone al creditore solo di provare la presenza di elementi oggettivi dai quali desumere, in termini di ragionevole probabilità, che in assenza della condotta illecita avrebbe conseguito il risultato sperato da essa invece impedito.
A fronte del chiaro tenore di tale lettera, testualmente trascritta in sentenza ('Facciamo seguito alla Sua richiesta, per comunicarLe che abbiamo provveduto all’esecuzione della stessa. Relativamente all’accoglimento della modifica sui nostri prodotti, La informiamo che la stessa sarà recepita sui supporti on-line nel giro di qualche giorno, mentre per i volumi cartacei sarà necessario attendere la stampa della prossima edizione...'), l’affermazione contenuta in sentenza -secondo cui 'la comunicazione sembra una risposta automatica, un riscontro della segnalazione, e non è dato legger di una promessa di adempimento, bensì, al più, un generico riconoscimento dell’obbligo di conformarsi alle richieste di modifiche, che si assume già assolto' - si appalesa, oltre che intrinsecamente contraddittoria, priva di costrutto argomentativo, elusivo dei criteri legali di interpretazione degli atti negoziali e, segnatamente, di quello prioritario di cui all’art. 1362 cod. civ., della interpretazione letterale.
Appare infatti del tutto trascurato l’inciso, centrale nella detta comunicazione, e di inequivoco significato letterale, ove si afferma che (la richiesta modifica) 'sarà recepita sui supporti on-line nel giro di qualche giorno, mentre per i volumi cartacei sarà necessario attendere la stampa della prossima edizione'.
Incoerenti rispetto a tale premessa definitoria - e dunque erronee in iure - si appalesano le motivazioni che nella sentenza impugnata sono poste a fondamento della decisione di rigetto anche di tal voce di danno (pur espressamente presa in considerazione), laddove in particolare esse argomentano sulla mancanza di 'concreti e specifici elementi per far ritenere che i consumatori si sarebbero rivolti all’odierno appellante per la tutela dei propri diritti', posto che proprio l’incertezza sul punto, in un senso o nell’altro, definisce la chance di cui si lamenta la perdita.
Mette conto peraltro in tema ricordare che, in fattispecie analoghe, questa Corte ha già più volte affermato che 'quello che rileva in caso di mancato o inesatto inserimento nell’elenco telefonico non è tanto la possibilità di continuare ad essere contattati da clienti già acquisiti, quanto il fatto di non poter essere contattati da nuova clientela, rispetto alla quale nessuna prova della 'perdita' può essere pretesa, se non in termini di 'possibilità' e perdita di chance, suscettibile anch’essa di valutazione equitativa' (Cass. 04/08/2017, n. 19497), non mancandosi di osservare che tale diritto ha, 'in tutta evidenza, maggiore pregnanza allorquando l’utenza telefonica afferisca ad un’attività professionale o commerciale' (Cass. 03/08/2017, n. 19342).
Né l’esistenza del danno può essere negata per il solo fatto -rilevato dalla Corte territoriale - che non siano stati depositati documenti fiscali a dimostrazione del decremento reddituale tale omissione può certamente incidere sulla liquidazione del risarcimento, ma non consente di escludere che un danno vi sia comunque stato e che possa essere liquidato in via equitativa (Cass. n. 19497 del 2017, cit.).