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Timestamp: 2016-10-27 18:50:50+00:00
Document Index: 155933711

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 51', 'art. 49', 'art. 51', 'art. 15', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 10']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 293 del 11.07.2008
Istanza di Interpello ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 212 -CAF -
Deducibilità contributi previdenziali ed assistenziali - articolo 51 del
DPR 917/1986. 917/1986
L'istante riferisce che alcuni contribuenti assistiti dai propri
centri di assistenza fiscale pagano ogni anno un contributo a casse di assistenza sanitaria istituite da appositi accordi collettivi i quali
prevedono la possibilità per gli ex lavoratori - che a tali casse hanno
aderito durante il rapporto di lavoro - di rimanervi iscritti anche dopo la
cessazione dal servizio; nel caso specifico, non è contrattualmente
previsto che l'ex datore di lavoro versi alcuna quota del contributo.
L'istante chiede di sapere se i detti contributi siano deducibili dal
reddito imponibile, nel limite previsto per l'anno 2007 di euro 3.615,20.
L'istante ritiene che i contributi versati dai pensionati alle
suddette casse di assistenza sanitaria siano deducibili dal reddito
imponibile, stante l'equiparazione dei redditi di pensione ai redditi di
Ed infatti, a parere dell'istante, secondo quanto precisato nella
n. 114/E del 23 maggio 2003, "qualora il sostituto di imposta non abbia
tenuto conto, in sede di determinazione del reddito del pensionato, della
quota di contributi versati dal pensionato stesso alla cassa sanitaria, tale
importo potrà essere portato in deduzione dal contribuente in sede di
dichiarazione dei redditi (.)".
Tuttavia, anche se la risoluzione citata riguarda un caso nel quale,
oltre alla quota versata dal pensionato, è anche prevista una quota a
carico dell'ex datore di lavoro, la parte ritiene che tale circostanza sia
irrilevante al fine della deduzione del contributo in argomento, giusta la
previsione dell'art. 51, c. 2 del TUIR, il quale non prevede la
contemporanea presenza degli apporti contributivi di entrambe le parti per
l'applicazione del beneficio fiscale in questione.
Infine, l'istante fa presente che, nella fattispecie prospettata, non
può trovare applicazione la risoluzione n. 78 del 28 maggio 2004 in quanto
la stessa riguarda fattispecie affatto diverse; ed infatti, in tal caso, a
differenza della fattispecie rappresentata, la deducibilità dei contributi
in esame non è ammessa poiché il contributo aziendale è "cumulativo ed
indifferenziato".
Ai sensi dell'art. 51, comma 2, lett. a), del TUIR, non concorrono
alla formazione del reddito di lavoro dipendente i contributi previdenziali
ottemperanza ad accordi aziendali, purché di ammontare inferiore al limite previsto dalla legge (attualmente 3.615,20 euro).
In linea di principio, tenuto conto che l'art. 49, comma 2, lett. a) del TUIR equipara al reddito di lavoro dipendente, tra l'altro, "le pensioni
di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati", anche i pensionati sono
destinatari delle sopra richiamate disposizioni di cui all'art. 51, comma 2,
lett. a), del TUIR.
Peraltro, in concreto, le diverse modalità di funzionamento dei
singoli fondi o casse possono costituire un eventuale ostacolo al
riconoscimento del beneficio (fermo restando che nel caso in cui il
contributo risulti non deducibile, il pensionato ha diritto a fruire
integralmente della detrazione di cui all'art. 15, comma 1,
lettera c), del TUIR, anche se le spese sono state rimborsate dal fondo di
In pratica, qualora il meccanismo di funzionamento del fondo preveda
in favore del pensionato un versamento contributivo a carico del datore di lavoro, e non sia possibile rinvenire un collegamento diretto tra il
versamento stesso e la posizione di ogni singolo pensionato, la scrivente
ritiene non applicabile l'art. 51, co. 2, lett. a) del TUIR.
In presenza di una situazione di fatto di tale tipo, la risoluzione n. 78/E del 28 maggio 2004 ha escluso la
deducibilità dal reddito di lavoro dipendente dei contributi versati dai dirigenti di aziende industriali in
pensione ai Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa (FASI).
In relazione alla fattispecie prospettata dall'istante ed in
conformità ai principi espressi nella risoluzione n. 114/E del 23 maggio
2003, si ritiene invece applicabile il più volte richiamato art. 51, dal
momento che il contributo in argomento è integralmente a carico del
Infatti, non essendo contrattualmente previsto alcun tipo di
intervento dell'ex datore di lavoro non si pone alcun problema relativamente
alla determinazione della parte di contributo datoriale riferibile al
Per completezza, si rammenta che l'art. 1, comma 197, lettera b) della
legge finanziaria 2008 ha modificato la lett. a) del secondo comma dell'art. 51 del TUIR rendendo deducibile dal reddito di lavoro dipendente o
assimilato, per un importo non superiore a  3.615,20, i contributi di
assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore a Enti o
Casse aventi esclusivamente fine assistenziale e che operino negli ambito di
intervento stabiliti con decreto del Ministro della Salute.
Inoltre, nel limite massimo di non concorrenza alla formazione del
reddito di lavoro dipendente (euro 3.615,20), si dovrà tener conto anche
dei contributi versati direttamente ai fondi integrativi, deducibili ai
sensi dell'art. 10, lettera e-ter) del TUIR.