Source: http://iviniditalia.it/disciplinari/biancodellempolese.html
Timestamp: 2018-05-26 12:07:32+00:00
Document Index: 45703188

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art 3', 'art. 3', 'art 5', 'art 1', 'art 3', 'art 28']

D.P.R. 18 APRILE 1989
La denominazione di origine controllata “Bianco dell’Empolese” è riservata al vino bianco che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Il vino a DOC “Bianco dell’Empolese” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dai seguenti vitigni:
Trebbiano toscano minimo 80%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni a frutto bianco raccomandati e autorizzati per la provincia di Firenze, da soli o congiuntamente con il limite massimo del 20%, con un limite massimo dell’8% per il vitigno Malvasia del Chianti.
Le uve destinate alla produzione del vino a DOC”Bianco dell’Empolese” debbono provenire dalla zona di produzione che comprende il territorio amministrativo dei seguenti comuni:
Empoli Cerreto Guidi Fucecchio Vinci
Capraia a Limite Montelupo Fiorentino
Tutti in provincia di Firenze.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Bianco dell’Empolese”devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e comunque atte a conferire alle uve ed al vino derivato le loro specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
La resa massima di uva per la produzione del vino a DOC “Bianco dell’Empolese” non deve essere superiore ai:
120,00 quintali/ettaro
Fermo restando il limite sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite nelle condizioni indicate all’art. 2 con una resa massima di: 7,00 kg/ceppo.
A detto limite anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
La resa massima delle uve in vino avente diritto alla DOC “Bianco dell’Empolese” non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa uva/vino superi detto limite, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
La regione Toscana, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle situazioni ambientali di coltivazione, può stabilire ul limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello stabilito dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole ed al Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine dei vini.
Le operazioni di vinificazione debbono essere effettuate all’interno dei territori comunali della zona di produzione di cui all’art 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è in facoltà del Ministero per le politiche agricole, su richiesta delle ditte interessate consentire ai fini dell’impiego della denominazione di origine controllata “Bianco dell’Empolese” che le uve prodotte nel territorio di produzione di cui all’art. 3 possano essere vinificate in stabilimenti situati nel comune di Larciano in provincia di Pistoia, a condizione che le ditte interessate:
1) dimostrino di essere esistenti alla data di pubblicazione del presente decreto, di aver tradizionalmente vinificato le uve di cui trattasi e di avere alla stessa data terreni vitati da iscrivere all’albo dei vigneti del vino a DOC “Bianco dell’Empolese”
2) presentino richiesta motivata e corredata dal parere degli organi tecnici della regione Toscana sulla rispondenza tecnica degli impianti di vinificazione e sulla reale possibilità delle aziende di vinificare le proprie uve iscritte all’albo dei vigneti.
Le uve destinate alla vinificazione debbono assicurare al vino a DOC “Bianco dell’Empolese” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 10,00%.
Nella vinificazione sono consentite le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche. In particolare è ammessa la tradizionale correzione con uve, mosti o vini, nella misura massima del 15% del volume, precedentemente a tale pratica dovrà essere declassato un quantitativo di vino corrispondente al prodotto da utilizzarsi per la correzione, che sarà destinato al vino da tavola.
E’ ammesso l’arricchimento del grado zuccherino da effettuarsi a norma di legge.
Il vino a DOC “Bianco dell’Empolese” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: giallo chiaro tendente al paglierino;
acidità totale minima: 5,50 per mille;
E’ facoltà del Ministero per le politiche agricole modificare con proprio decreto il limite sopra indicato per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Le uve idonee alla produzione del vino a DOC “Bianco dell’Empolese” possono essere destinate alla produzione del tipo “Vinsanto” seguendo il tradizionale metodo di vinificazione che in particolare prevede:
Le uve dopo aver subito un’accurata cernita debbono essere sottoposte ad appassimento naturale.
L’appassimento delle uve destinate alla vinificazione nei limiti consentiti dalle vigenti disposizioni deve avvenire in locali idonei e deve essere protratta fino a raggiungere un
contenuto zuccherino non inferiore al
La resa massima di uva fresca in vino non deve essere superiore al 35%.
La conservazione e l’invecchiamento del vino deve avvenire in appositi locali (Vinsantai) ed in recipienti di legno (caratelli) di capacità non superiore ai 500 litri.
L’immissione al consumo del vino a DOC “Bianco dell’Empolese Vinsanto” non può avvenire prima del
31 Dicembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve.
Al termine del periodo di invecchiamento il prodotto deve avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di
L’invecchiamento deve avvenire nella zona di vinificazione di cui all’art 5.
Il vino a DOC Bianco dell’Empolese Vinsanto” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: dal dorato all’ambrato più o meno carico;
sapore: secco o amabile, armonico, morbido, con caratteristico
titolo alcolometrico volumico minimo totale:
per il tipo secco: 16,00%;
per il tipo amabile: 15,00%;
per il tipo secco: massimo 1,00%;
per il tipo amabile minimo 1,00%;
Alla denominazione di cui all’art 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a comuni, frazioni, arre, fattorie e località comprese nella zona delimitata nel precedente art 3 dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
Sulle bottiglie ed altri recipienti contenenti vino a DOC “Bianco dell’Empolese Vinsanto” deve sempre figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata “Bianco dell’Empolese” vino che non risponde alle condizioni ed ai requisisti stabiliti nel presente disciplinare di produzione è punito a norma dell’art 28 del DPR 12/Luglio/1963 n. 930.