Source: https://m.orizzontescuola.it/guida/comitato-valutazione-del-servizio-dei-docenti-piccolo-anello-nella-catena-valutazione-della-sc/
Timestamp: 2019-02-21 01:10:48+00:00
Document Index: 128362966

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 1', 'art 8', 'art.448', 'art.11', 'art.440', 'art. 401', 'art.438', 'art.501', 'art.501', 'art.492']

Il Comitato per la Valutazione del servizio dei docenti: piccolo anello nella catena di valutazione della scuola - Orizzonte Scuola
Il Comitato per la Valutazione del servizio dei docenti: piccolo anello nella catena di valutazione della scuola
I membri del comitato sono eletti dal collegio dei docenti nel suo seno. Già la O.M. n.267 del 1995 sugli istituti comprensivi, al comma 4 dell’art.3, a proposito del comitato, aveva stabilito che nella “composizione debbono comunque essere presenti docenti appartenenti a ciascuno degli ordini di scuola compresi nell’istituzione verticalizzata”. Allo stesso modo per la Scuola Secondaria, il D.P.R. n.157 del 1998, “Regolamento recante norme di attuazione dell’art. 1, comma 20, della L. 28 dicembre 1995, n. 549, concernente l’aggregazione di istituti scolastici di istruzione secondaria superiore”, all’art 8, così statuiva: “il collegio dei docenti elegge dal suo seno, ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, il comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti, assicurando per quanto possibile la rappresentanza dei docenti appartenenti alle differenziate tipologie scolastiche della aggregazione.
Le funzioni di segretario del comitato sono attribuite dal presidente ad uno dei docenti membro dello stesso comitato.
Come espressamente stabilito dalla rubrica dell’articolo 11, compito fondamentale del comitato è quello di valutare il servizio dei docenti là dove il termine servizio è da intendersi sotto un duplice aspetto:
Valutazione del servizio del personale docente
– nel primo, i membri del comitato valutano il servizio dei docenti ai sensi dell’art.448 del citato decreto 297/1994 su richiesta dell’interessato e per un periodo non superiore all’ultimo triennio. Per la valutazione, il dirigente predispone apposita relazione e nel caso in cui il docente interessato abbia presentato servizio in altra scuola, sarà sua cura acquisire tutti gli opportuni elementi di informazione. Nella relazione, ai sensi del comma 3 del citato articolo, emergeranno le qualità intellettuali e la preparazione culturale e professionale, la diligenza e il suo comportamento nella scuola, l’efficacia dell’azione educativa e didattica, parimenti si farà riferimento alle eventuali sanzioni disciplinari, alle sue attività di aggiornamento e soprattutto alle sue competenze collaborative e relazionali con i docenti della scuola e le famiglie degli alunni. Ogni elemento utile a delineare le caratteristiche e le attitudini sarà sottoposto ad osservazione, allo scopo di determinare il profilo essenziale che rientra nella funzione docente. Si ricordi che la relazione non può concludersi con un giudizio complessivo, né analitico, né sintetico e non è traducibile in punteggio.
– nel secondo aspetto, il comma 8 dell’art.11 attribuisce al comitato le competenze previste dagli articoli 440 e 501 del D.Lgs. 297/1994 in materia di anno di formazione del personale docente del circolo o istituto e di riabilitazione del personale docente.
Gli articoli citati meritano una trattazione separata:
nel primo caso ex art.440 il ruolo del comitato inerisce l’anno di formazione del docente neo-immesso in ruolo, quest’ultimo dovrà, in presenza dell’organo collegiale suddetto, discutere attraverso una relazione, sulle esperienze maturate e le attività svolte durante l’anno di formazione. Il comitato per la valutazione del servizio, sulla base della relazione del docente e degli altri elementi forniti dal dirigente scolastico, esprimerà un parere per la conferma in ruolo. Il provvedimento di conferma in ruolo sarà inviato alla Ragioneria Provinciale dello Stato e ad esso devono essere allegati la relazione del dirigente, nel quale deve rilevarsi che il servizio è stato prestato per un periodo non inferiore a 180 giorni, l’attestato relativo alla frequenza del corso di formazione ed ovviamente il parere espresso dal Comitato per la conferma in ruolo. Il comma 6 dell’art. 401 del D.Lgs. n.297/1994 stabilisce che “la nomina in ruolo è disposta dal dirigente dell’amministrazione scolastica territorialmente competente”.
Si sottolinea che anno di formazione e periodo di prova sono due istituti diversi: il primo, previsto dalla Legge 270/1982, costituisce un complemento al secondo, trattandosi di un periodo di formazione relativo all’approfondimento di particolari contenuti; il secondo è disciplinato dall’art.438 del D.Lgs. 297 sopracitato. Riguardo all’anno di formazione il neo-docente nell’ambito dell’istituzione scolastica sarà supportato da un docente tutor. Le CC.MM. n.267 del 1991 e n.73 del 1997 danno indicazioni sull’individuazione dei tutor, nominati dal dirigente su indicazione del collegio dei docenti. In sede di relazione da parte del docente neo-assunto, il tutor assegnato, partecipa alla seduta del comitato fornendo altresì elementi utili per la valutazione.
Più delicato risulta essere il ruolo del comitato in ordine all’art.501 proprio perché entra in gioco il dispositivo della riabilitazione del docente cui è stata inflitta una sanzione disciplinare. Si tenga presente che sull’argomento ‘sanzioni’ è intervenuto il D.Lgs. n.150 del 2009 (cosiddetto decreto Brunetta) che ha introdotto nuove norme in materia disciplinare, in attuazione della legge delega 4 marzo del 2009 n.15. Il Miur con Circolare n.88 del 2010 ha fornito indicazioni ed istruzioni operative per l’applicazione al personale della scuola del decreto 150, sottolineando che per i docenti, a tempo indeterminato e determinato, “le infrazioni e le relative sanzioni” fino all’entrata in vigore del prossimo CCNL di comparto, restano quelle disciplinate nel decreto 297, in specie gli articoli 492, 493, 494. Cionondimeno l’art.501 è rimasto inalterato all’impatto del Decreto 150.
Nel caso di riabilitazione, che può essere richiesta dal docente trascorsi due anni dalla data dell’atto con cui fu inflitta la sanzione disciplinare o dopo cinque anni nei casi di sanzione di cui all’art.492, comma 2 lettera d) del D.Lgs. 297, il comitato, ritenendo che il dipendente abbia mantenuto condotta meritevole, può, a richiesta dell’interessato, rendere nulli gli effetti della sanzione, esclusa ogni efficacia retroattiva.
16 Set 2014 - 6:01 - Katjuscia Pitino