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Timestamp: 2018-09-24 00:47:36+00:00
Document Index: 24127455

Matched Legal Cases: ['art. 121', 'art. 121', 'art. 121', 'art. 120', 'art. 121', 'art. 121', 'art. 120', 'art. 121', 'art. 121']

Codice penale Art. 121 codice penale: Diritto di querela esercitato da un curatore speciale
Se la persona offesa è minore degli anni quattordici o inferma di mente (1), e non v’è chi ne abbia la rappresentanza, ovvero chi l’esercita si trovi con la persona medesima in conflitto di interessi, il diritto di querela è esercitato da un curatore speciale (2) (3).
(1) L’infermità di mente che qui viene in rilievo è ogni malattia mentale, temporanea o permanente, idonea a elidere o scemare grandemente la capacità di intendere e di volere, indipendentemente dalla dichiarabilità o meno dello stato di interdizione o inabilitazione [v. 120].
(2) Il curatore speciale non ha l’obbligo, ma la sola facoltà di esercitare il diritto di querela: nelle ipotesi di rinuncia, rimane, pertanto, fermo il potere del minore ultraquattordicenne di esercitare personalmente il diritto di querela [v. 125].
(3) L’atto di nomina del curatore speciale spetta al giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero [v. c.p.p. 338]; si tratta di un atto (amministrativo, ma) giurisdizionalmente garantito.
Diritto di querela esercitato dal curatore speciale
Ai fini dell'esercizio del diritto di querela da parte del curatore speciale, non assume alcun rilievo il conflitto di interessi tra i genitori della persona offesa (minore o inferma di mente), in quanto l'unico possibile conflitto di interessi previsto dall'art. 121 c.p. è quello tra il curatore speciale e la persona rappresentata e non quello tra il rappresentante-curatore speciale ed altri soggetti, come l'imputato. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto valida, pur se in assenza di un'autorizzazione del giudizio tutelare, la querela sporta da un genitore, nei confronti dell'altro genitore per l'inadempimento degli obblighi di assistenza gravanti su quest'ultimo). (Rigetta, App. Firenze, 22/03/2013 )
Cassazione penale sez. VI 10 giugno 2014 n. 41828
Ai fini dell'esercizio del diritto di querela da parte del curatore speciale, non è configurabile il conflitto di interessi tra i genitori della persona offesa (minore o inferma di mente), in quanto l'unico possibile conflitto di interessi previsto dall'art. 121 c.p. è quello tra il curatore speciale e la persona rappresentata e non quello tra il rappresentante - curatore speciale ed altri soggetti (nella specie, l'imputato).
Cassazione penale sez. III 11 gennaio 2008 n. 8318
Se il danno alla società è stato commesso da soggetti esterni ad essa, la legittimazione a sporgere querela spetta a coloro che hanno la legale rappresentanza della società, ma laddove l'illecito sia stato commesso all'interno dell'ambiente sociale e in particolare da coloro che rivestono responsabilità gestionali, il potere di presentare la querela eventualmente necessaria per procedere deve ritenersi spetti all'organo assembleare, cui l'ordinamento rimette in genere il potere di azione nei confronti degli amministratori. Nel caso in cui i due unici soci, nonché amministratori con eguali poteri, siano il denunciarne e l'indagato, se il secondo paralizza l'iniziativa assembleare ciò costituisce la prova stessa del conflitto d'interesse e il presupposto necessario per richiedere la nomina di un curatore speciale da parte del giudice ex art. 121 c.p.
Ufficio Indagini preliminari Milano 09 febbraio 2006
In tema di nomina di un curatore speciale per l'esercizio del diritto di querela, la posizione del minore degli anni quattordici viene salvaguardata, in forza del combinato disposto degli art. 120 comma 2 e 121 c.p., sia nel caso in cui egli abbia un rappresentante capace di esercitare il diritto di querela, sia nel caso in cui si trovi nelle condizioni di essere totalmente privato di tutela, per cui, deve escludersi che l'intervento del curatore speciale presupponga che il minore non abbia ancora superato i quattordici anni al momento della proposizione della querela, in quanto l'art. 121 c.p. mira esclusivamente a porre un soggetto privo di rappresentanza nella stessa condizione del coetaneo che, invece, ne sia provvisto.
Cassazione penale sez. III 11 febbraio 2003 n. 12006
In tema di nomina di un curatore speciale per l'esercizio del diritto di querela, la norma di cui all'art. 121 c.p. tende, per quel che riguarda il rapporto tra genitore e figlio, ed evitare che il diritto di querela per fatti offensivi nei confronti del figlio non venga esercitato perché vi è un interesse contrastante del genitore, ma non può valere a rendere invalida una querela proposta dal genitore solo perché il figlio potrebbe avere un interesse personale ad evitare la punizione del colpevole. Una invalidità del genere non è prevista nè può dedursi dal sistema, il quale tende anzi a favorire la proposizione della querela, stabilendo (art. 120 comma 3 c.p.) che il minore che ha compiuto gli anni quattordici può proporre personalmente la querela, ma non può anche impedire che contro la sua volontà la proponga il genitore. (Fattispecie in cui una madre aveva proposto nell'interesse dei figli minori querela per lesioni e percosse nei confronti del padre, con il quale aveva in atto procedimento di separazione personale, e costui assumeva che sarebbe stata necessaria la nomina di un curatore speciale ex art. 121 c.p. in quanto, avendo la moglie un interesse personale alla sua punizione, sussisteva un conflitto di interessi con i figli, dato che questi erano portatori di un proprio interesse al rispetto ed alla tutela della personalità del padre che avrebbero potuto far prevalere su quello alla sua punizione; la Cassazione ha ritenuto infondato tale assunto enunciando il principio di cui in massima).
Cassazione penale sez. V 26 maggio 1992
Il carattere personalistico del diritto di querela postula che la norma di cui all'art. 121 c.p., che ne attribuisce l'esercizio ad un procuratore speciale, qualora la persona offesa sia inferma di mente o priva perché non interdetta per maggiore età, è di stretta interpretazione, talché solo se il titolare del diritto versi in una condizione patologica che ne affetti la psiche, in grado tale da impedirgli di autodeterminarsi consapevolmente e volontariamente all'esercizio del diritto stesso, è da ritenersi necessaria la nomina del curatore. (Nella specie, è stata ritenuta valida la querela presentata da una incapace, in quanto psichicamente minorata, che aveva subito violenza carnale, sotto il profilo che la persona offesa, pur trovandosi in una condizione di inferiorità psichica, non era inferma psichica ed appariva capace di percepire la illiceità del fatto e di volere la punizione del colpevole).
Cassazione penale sez. III 20 giugno 1980