Source: https://www.lamusicachegira.it/2020/05/30/dl-rilancio-e-dpcm-le-nostre-proposte/
Timestamp: 2020-08-04 14:52:23+00:00
Document Index: 101124511

Matched Legal Cases: ['art 24', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 183', 'art. 89', 'art.28', 'art. 18', 'art. 126']

DL RILANCIO E DPCM – LE NOSTRE PROPOSTE | LA MUSICA CHE GIRA
By generale 30 Maggio 2020 Maggio 31st, 2020 News
Abbiamo avuto modo in queste settimane di studiare il Decreto Rilancio e il DPCM del 17 maggio, viste le criticità riscontrate abbiamo stilato una lista di proposte di emendamenti al DL e di richieste migliorative per il DPCM. I due atti normativi, nell’ambito della conversione a legge, confluiranno in un unico atto legislativo.
Le nostre proposte hanno tenuto conto anche delle richieste che verranno portate avanti da altre realtà simili alla nostra, in modo da far fronte comune su alcuni punti che riteniamo prioritari, e sono state consegnate a una serie di parlamentari e senatori che fanno parte della Commissione Cultura.
1. Eliminazione del punto 8 dell’allegato 9 al DPCM 17 maggio 2020 relativo al divieto di somministrazione. Tale divieto rende non sostenibile il modello di business dei concerti. Inoltre l’esistenza di protocolli per la somministrazione crea un contrasto di disposizioni che può dar luogo a divergenze interpretative rischiose.
2. Defiscalizzazione annualità o abbassamento aliquote IRES e IRPEF per società e professionisti operanti nel settore spettacolo in aggiunta alla previsione relativa all’IRAP (art 24, DL RILANCIO). Va, infatti, tenuto conto che il settore musicale (in particolare quello degli spettacoli dal vivo) subirà una ripartenza molto più lenta rispetto a quella di altri settori in virtù delle normative sul distanziamento sociale che impediranno lo svolgimento di gran parte dei live. E l’introito derivante dal settore live è fondamentale per l’economia dell’intera filiera del settore musica.
3. Equiparazione dei diritti dei lavoratori intermittenti dello spettacolo a quelli dei lavoratori dello spettacolo previsti dall’art. 84, comma 10, DL RILANCIO. (Attualmente per i lavoratori dello spettacolo che il 19 maggio non hanno un contratto dipendente o pensione, il Decreto Rilancio Italia riconosce l’indennità di 600 euro a tutti coloro che nel 2019 hanno avuto almeno 7 giornate assicurate e un reddito inferiore a 35.000 euro, per i mesi di aprile e maggio. Invece, i lavoratori intermittenti dello spettacolo, che hanno rapporto di lavoro attivo al 19 maggio potranno chiedere gli assegni di 600 euro per aprile e maggio se hanno almeno 30 giornate tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020, ai sensi dell’art. 84 comma 8 b), riservato agli intermittenti senza altro contratto di lavoro a tempo indeterminato).
4. Modifiche nel prossimo bando MIBACT per i criteri di assegnazione dei nuovi fondi stabiliti dal DL RILANCIO al settore cultura (art. 183). Il precedente Bando MIBACT – FONDO EMERGENZA COVID 2020 SPETTACOLO CONCESSIONE CONTRIBUTI ART.89 D.L. 17 MARZO 2020 nr.18 D.M. 23 Aprile 2020 – aveva previsto dei criteri di accesso mutuati dal teatro che non rispecchiano lo stato reale del meccanismo di funzionamento della macchina dello spettacolo dal vivo nel settore musica (in primis la musica leggera). Sarebbe infatti opportuno prevedere un criterio di accesso al finanziamento pubblico che tenga conto della specificità operativa delle società impiegate nel comparto musicale, la quale differisce concretamente da quella operante in ambito teatrale. In particolare:
A) Sarebbe opportuno tenere conto della sostanziale differenza fra imprese che producono concerti (i cosiddetti promoter) dalle imprese che li distribuiscono (i booking). Sono due operatività che nel mondo della musica spesso non coincidono, con il rischio che una realtà che produce concerti, affidandosi ad un soggetto esterno per le pratiche relative ai versamenti contributivi, non rientri all’interno dei criteri previsti dal bando; così come una realtà che distribuisce i concerti, aprendo agibilità, ma non producendo lo spettacolo, rischi di non rientrare nei criteri a causa della non chiarissima lettera della disposizione.
B) Inoltre, un altro aspetto fondamentale, relativamente ai versamenti contributivi nel campo degli spettacoli di musica leggera, è riconducibile al fatto che i produttori di concerti spesso si avvalgono della consulenza di cooperative per l’inserimento in staff di personale di produzione, tecnici e turnisti. Le cooperative versano i contributi per conto dei lavoratori ad essa associati in relazione al concerto per il quale sono stati chiamati a lavorare. Quindi, nel prossimo bando ministeriale relativo alla quota di fondi stanziata dall’art. 183 DL RILANCIO si rende necessario che, per accedere al finanziamento, venga prevista:
Una specifica nell’art. 1, comma 3, punto d) del Bando esplicitando che, all’interno dell’espressione “aver svolto” possano essere ricomprese le società di distribuzione di concerti (cosiddetti booking) le quali, pur non producendo in prima persona la rappresentazione, contribuiscono alla sua messa in atto e si occupano in prima persona dei versamenti previdenziali.
Inserire un’ulteriore formulazione alternativa alle previsioni dell’art. 1, comma 3, punti d) ed e) che preveda la possibilità di accedere al bando anche alle società di produzione eventi che possano attestare la titolarità del permesso SIAE (il cosiddetto C1) relativo alle 15 rappresentazioni nel periodo considerato dal bando stesso.
C) Ai fini della necessità di dimostrazione della regolarità dei versamenti contributivi delle rappresentazioni dal vivo per poter partecipare al bando, è doveroso stabilire la possibilità di considerare in maniera analoga anche le giornate lavorative aperte dalle cooperative per conto delle società di produzione di spettacoli dal vivo, e di dare a tali società la possibilità di dimostrare la regolarità dei versamenti effettuati alle cooperative per conto del lavoratori tramite fatture e contratti tra la stessa società produttrice di eventi e le cooperative selezionate.
Tali modifiche ci sembrano necessarie, altrimenti vi sarebbe il rischio di osservare l’esclusione dalla richiesta dei fondi di una quantità enorme di imprese impegnate nel settore, semplicemente perché nel nostro comparto – diversamente da quanto accade in ambito teatrale – chi distribuisce non produce concerti e, viceversa, chi produce non distribuisce, eccezion fatta per le società di grandi dimensioni.
5. Previsione di una quota proporzionalmente più ampia dei fondi ex art. 183 DL RILANCIO destinati alle realtà EXTRA FUS che operano nel settore dello spettacolo dal vivo.
In seguito al DL Cura Italia (art. 89), erano stati destinati alle realtà EXTRA FUS 20 milioni dei 130 originariamente stanziati al settore cultura. In virtù della previsione del DL RILANCIO di ulteriori fondi per il settore cultura (l’aumento è stato dai 130 milioni originariamente previsti agli attuali 245 milioni), chiediamo che alle realtà EXTRA FUS operanti nel settore dello spettacolo dal vivo sia destinata una congrua parte di tali aiuti, che sia proporzionata alla consistenza economica del settore.
6. Estensione dell’ART BONUS anche a categorie EXTRA FUS
7. Estensione del credito d’imposta relativo alle locazioni di immobili ad uso non abitativo (previsto per i mesi di marzo-maggio dall’art.28 DL RILANCIO) anche ai mesi estivi di giugno, luglio e agosto qualora siano luoghi normalmente adibiti a sedi di spettacoli dal vivo.
8. Estensione della Cassa integrazione Guadagni in deroga anche per le rimanenti settimane attualmente scoperte del periodo giugno-agosto e settembre-ottobre.
9. Spostare almeno al 31 dicembre 2020 i versamenti sospesi ai sensi dei commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 dell’art. 18 del DL 8 aprile 2020 relativamente alle imprese operanti nel mondo dello spettacolo che possano provare di aver subito un calo del fatturato pari almeno al 30% nei mesi di gennaio-giugno 2020 (art. 126).