Source: https://usurainbanca.blogspot.it/2016/04/
Timestamp: 2018-05-21 10:51:00+00:00
Document Index: 51492925

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 140', 'art. 1335', 'art. 140', 'art. 1335', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2358', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arta 0', 'arta 5']

Anatocismo, Usura Bancaria, Perizie Conti Correnti, Mutui e Leasing: aprile 2016
Siamo alla ricerca di Segnalatori che abbiano già un lavoro di Rappresentanza
Siamo alla ricerca di Segnalatori che abbiano già un lavoro di Rappresentanza senza la necessità e l'Obbligo di Conoscenza Specifica e\o di imparare in un nuovo Settore...Si GARANTISCE ottima Provvigione di Segnalazione con Pagamenti CELERISSIMI...Chiama ...
a 20:36
Codacons comunica che tutti gli azionisti e i correntisti della Banca Popolare di Vicenza possono chiedere il risarcimento dei danni subiti
Veneto Banca, il “trappolone” su azione responsabilità
In Veneto Banca é cominciata la “settimana di sangue”. Ne manca una esatta all’assemblea dei soci della neo-Spa di giovedì 5 maggio, che non solo vedrà l’un contro l’altra armate le due cordate contrapposte che si contendono un cda che resterà in carica fino all’estate (quando, dopo l’aumento di capitale e la quotazione, entreranno nella stanza dei bottoni dei nuovi padroni). Ma sarà anche il giorno decisivo per capire se vedremo o no i vertici ed ex vertici colpiti da un’azione di responsabilità.
All’incrocio fra questi due punti all’ordine del giorno si situa l’attacco ad alzo zero dell’attuale presidente Pierluigi Bolla agli avversari Schiavon e Cavalcante, accusati di essere niente più che manovrati dall’ex ad Vincenzo Consoli e quindi di rappresentare il vecchio corso. I due rappresentanti dei piccoli e dei grandi soci, naturalmente, negano ogni addebito. Ma sarà proprio dall’eventuale voto in assemblea sull’azione di responsabilità che tutte le carte saranno scoperte.
Ma esattamente che cos’è un’azione di responsabilità? L’espressione definisce un tipo di causa civile che può essere intentata dai soci di una compagine di capitali, com’é una banca, nei confronti degli amministratori. Può essere esercitata entro cinque anni dalla cessazione dell’incarico dell’amministratore che si vuole portare in tribunale. Infine, l’azione civile va votata a maggioranza dall’assemblea.
Nell’ordine del giorno dell’assemblea di Veneto Banca il punto 4 così enuncia: «Aggiornamento sulle verifiche in materia di responsabilità degli ex organi sociali». In sostanza, il cda relazionerà su un documento fatto preparare dai consulenti legali che in questi mesi hanno lavorato al dossier. Gli articoli 2393 e 2393 bis del Codice civile stabiliscono le modalità per procedere alla votazione.
Ora, se la relazione, com’é più probabile, indicherà un parere favorevole all’azione di responsabilità, a quel punto il fronte Schiavon-Cavalcante sarà costretto a farlo suo, proprio per dimostrare di non essere la longa manus del Vecchio Ordine e restare col cerino in mano. Ergo, il gruppo nemico, che sostiene l’attuale amministratore delegato Cristiano Carrus, dovrebbe avere avere tutto l’interesse affinché la perizia dica sì alla tanto attesa “azione”, che potrebbe essere altrimenti presentata da qualche socio. Sarà interessante, inoltre, leggerne nel dettaglio il contenuto per capire come mai non si sia già proceduto in tal senso, visto che l’articolo 2393 del Codice Civile precisa che «l’azione di responsabilità può anche essere promossa a seguito di deliberazione del collegio sindacale, assunta con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti». Perché i sindaci dell’istituto non si sono mossi, finora?
Ammettendo che l’azione passi, quali saranno i soggetti nel mirino, oltre ovviamente a Consoli, che per di più risulta avere ancora una procura speciale presso la banca? Dovrebbero esserci l’ex presidente Francesco Favotto, il suo predecessore Flavio Trinca, finito assieme allo stesso Consoli (rispettivamente in foto da destra a sinistra) in uno spinosissimo dossier di Bankitalia e nell’inchiesta della magistratura di Roma. Ci sono gli ex membri del cda (sostituiti quasi tutti dopo il 2014), incluso l’ex vicepresidente Alessandro Vardanega, dimessosi l’anno passato in circostanze ancora non del tutto chiare.
L’azione di responsabilità, come ogni causa civile, può essere interrotta se i contendenti trovano un accordo extragiudiziale. Se questa circostanza possa verificarsi o meno, dipenderà dagli assetti proprietari della banca nei mesi a venire. Fino ad oggi, l’accordo di pre-garanzia sull’inoptato stipulato con un pool di banche guidato da Imi (gruppo Intesa) regge, e perciò una buona fetta del capitale post-aumento dovrebbe essere sua. Ma l’eventualità che anche il fondo salva-banche Atlante possa essere della partita, nonostante le smentite ufficiali, resta. Vada come vada, sarà la nuova maggioranza azionaria che uscirà dalla ricapitalizzazione a decidere se proseguire con l’azione di responsabilità, ammesso e non concesso che sia avviata dopo il 5 maggio.
Raccomandate e cartelle Equitalia: quando contestare validità della notifica e contenuto?
La Corte di cassazione con due recenti sentenze, n.5397/2016 e n.7184/2016, si è pronunciata sul tema con degli importanti principi
La notifica di una raccomandata contenente una cartella esattoriale per essere ritenuta valida presuppone sempre il rispetto di alcune regole da parte degli agenti notificatori. Il contribuente, fra i mezzi a sua disposizione per difendersi, ha anche quello di contestare una non corretta notifica o la mancata notifica a mezzo posta o a mano da parte dell’ufficiale giudiziario. La prova legale dell’avvenuto ricevimento da parte del destinatario è infatti data dall’avviso di ricevimento che dà la certezza della effettiva spedizione della missiva. Sul punto la Corte di Cassazione con 2 recenti sentenze è intervenuta a circoscrivere sia i casi in cui la notifica deve considerarsi valida e regolare, sia i casi in cui il contenuto della busta possono essere contestati.
Raccomandata: sui chi ricade la prova del suo contenuto?
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5397/2016 ha statuito che deve considerarsi nulla la busta o la cartella di pagamento notificata a mezzo posta, se dentro la busta, non c’è nulla o manca qualche foglio. Spetta però sempre al destinatario contribuente fornire la prova circa l’incompletezza del contenuto del plico o che esso conteneva un atto diverso. Il caso da cui trae origine tale decisione riguarda appunto una contribuente che asseriva di aver ricevuto una busta «a sacco», proveniente da Equitalia, priva di contenuto. La stessa quindi ha provveduto prima a fare una segnalazione dell’anomalia ad Equitalia dove indicava anche il numero della raccomandata, e poi ha deciso di fare ricorso. Dopo il giudizio di I grado che si concludeva per l’inammissibilità del ricorso, in Corte d’appello il ricorso della contribuente è stato accolto, sulla base del fatto che sarebbe spettato ad Equitalia l’onere della prova.
Gli Ermellini hanno però ribaltato la decisione, mutando il precedente orientamento che riteneva che spetta sempre ad Equitalia dimostrare che la cartella spedita con raccomandata a.r. era completa di ogni informazione essenziale e di tutti i fogli. In mancanza di tale dimostrazione, la prova dell’avvenuta notifica viene meno e quindi stessa è nulla. Secondo gli Ermellini sta ora al contribuente dimostrare che al momento dell’apertura il plico è vuoto o incompleto o contiene un atto diverso. Come assolvere a tale onere della prova? In tali casi, il destinatario può servirsi di testimoni in base al principio di vicinanza della prova. Ebbene precisare però che Equitalia dal canto suo potrebbe sempre chiedere alle Poste di certificare il peso che aveva il plico. Allo stesso modo qualsiasi privato cittadino per tutelarsi contro la malafede del destinatario può superare eventuali contestazioni, spillando bene i fogli e imprimendovi un timbro di congiunzione.
Notifiche a mezzo posta:valide anche se non c’è la relata
La Cassazione, con l’ordinanza n.7184/2016 si è trovata invece ad affrontare il caso di una contribuente che aveva chiesto l’annullamento della cartella di pagamento sottolineando l’irritualità della notifica della cartella di Equitali eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c (per destinatario irreperibile). Dopo che i giudici dell’appello hanno dato ragione alla stessa ritenendo che la ricevuta della raccomandata cosidetta informativa non conteneva una firma riferibile al destinatario, Equitalia ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ritenuto che se il postino non trova in casa il destinatario a cui deve consegnare una raccomandata a.r., ma vi trova invece un suo familiare o una persona di servizio, essi possono firmare l’avviso di ricevimento. Basta questo a perfezionare la notifica, stante la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c., superabile solo se il destinatario dia la prova di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di venirne a conoscenza. Ne consegue che non deve essere redatta annotazione specifica o alcuna relata di notifica sull’avviso di ricevimento.
La Cassazione, con l’ordinanza n.7184/2016 si è trovata invece ad affrontare il caso di una contribuente che aveva chiesto l’annullamento della cartella di pagamento sottolineando l’irritualità della notifica della cartella di Equitali eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c (per destinatario irreperibile). Dopo che i giudici dell’appello hanno dato ragione alla stessa ritenendo che la ricevuta della raccomandata cosidetta informativa non conteneva una firma riferibile al destinatario, Equitalia ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ritenuto che se il postino non trova in casa il destinatario a cui deve consegnare una raccomandata a.r., ma vi trova invece un suo familiare o una persona di servizio, essi possono firmare l’avviso di ricevimento. Basta questo a perfezionare la notifica, stante la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c., superabile solo se il destinatario dia la prova di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di venirne a conoscenza. Ne consegue che non deve essere redatta annotazione specifica o alcuna relata di notifica sull’avviso di ricevimento.La notifica di una raccomandata contenente una cartella esattoriale per essere ritenuta valida presuppone sempre il rispetto di alcune regole da parte degli agenti notificatori. Il contribuente, fra i mezzi a sua disposizione per difendersi, ha anche quello di contestare una non corretta notifica o la mancata notifica a mezzo posta o a mano da parte dell’ufficiale giudiziario. La prova legale dell’avvenuto ricevimento da parte del destinatario è infatti data dall’avviso di ricevimento che dà la certezza della effettiva spedizione della missiva. Sul punto la Corte di Cassazione con 2 recenti sentenze è intervenuta a circoscrivere sia i casi in cui la notifica deve considerarsi valida e regolare, sia i casi in cui il contenuto della busta possono essere contestati.
autore : V. I. esperto di cronaca
Equitalia: riduzione degli interessi e niente più spese processuali
Buone notizie arrivano per i contribuenti a partire dalle procedura di collaborazione fra Equitalia e Consulenti del lavoro ed Agenzia delle Entrate
Per i contribuenti che hanno un debito con Equitalia ci sono due buone notizie. La prima è quella diffusa con provvedimento n. 60535/2016 dell’Agenzia delle Entrate: infatti sono scesi gli interessi sulle cartelle di pagamento di Equitalia non saldate nel termine di 60 giorni dalla notifica. Infatti dal 15 maggio gli interessi di mora per ritardato pagamento scendono di 0,75 punti percentuali. Il provvedimento è rivolto a tutti i contribuenti indipendentemente dall’entità del debito che hanno. Più nello specifico tali interessi sono determinati nella misura del 4,13 %in ragione annuale rispetto allo 4,88% del 2015. Tale nuova misura degli interessi è stata fissata sulla base della media dei tassi bancari attivi che l’anno scorso ha registrato una leggera flessione così come annunciato dalla Banca d’Italia. Per quanto riguarda gli interessi legali essi da quest’anno sono passati dalla misura dello 0,5%, alla misura dello 0,2%.
Equitalia e Consulenti del Lavoro ecco il nuovo protocollo d’intesa
Una seconda buona notizia riguarda invece l’accordo fra Equitalia e i Consulenti del lavoro teso ad offrire un servizio di assistenza sempre più efficiente a tutti i contribuenti, rendendo più agevole e diretto il rapporto tra fisco e cittadini. Tale intesa ha infatti l’obiettivo di una capillare cooperazione a livello di strutture territoriali grazie alle quali i Consulenti del lavoro possono accedere allo sportello telematico per chiedere assistenza in favore dei loro assistiti sul sito gruppoequitalia.it. A tal proposito i Consulenti del lavoro riceveranno un vademecum dello sportello telematico, che li guiderà all’utilizzo del servizio online e che sarà pubblicato sul sito di Equitalia. Tutti i contribuenti presto quindi potranno servirsi delle competenze e della professionalità dei consulenti del lavoro, vedendo semplificati molti meccanismi burocratici attraverso dialogo costante con tali professionisti e l’uso delle tecnologie. Dal canto suo anche l’Agenzia dell’Entrate ha comunicato che nella lotta all’evasione, verrà da oggi abbandonato il recupero per importi esigui e quelli solo formali, e viceversa ci si concentrerà solo le evasioni più gravi e le frodi, grazie anche alle banche dati. Un occhio di attenzione verrà rivolto anche al contrasto dei fenomeni fraudolenti, con l’introduzione di Strutture Antifrode dell’Agenzia, attraverso scambi informativi con le Autorità estere. La Voluntary disclosure continuerà anche oltre il 31 dicembre insieme agli accertamento sugli immobili, specialmente quelli da rivalutare.
Equitalia: nessun diritto alle spese legali
Buone nuove arrivano anche dalla magistratura che con una recente sentenza ha statuito che Equitalia se vince il giudizio non deve chiedere nessuna spesa legale. La Corte di Cassazione con la sentenza n.8413 del 27 aprile ha statuito un importante principio di diritto. Qualora Equitalia si fa rappresentare in giudizio da un proprio funzionario dipendente nella qualità di legale, senza sostenere costi per il suo onorario, in caso di esito favorevole del giudizio, non ha diritto ad ottenere il rimborso per spese legali mai sostenute. Ciò perché il funzionario amministrativo dato che non è neanche equiparabile a un legale, non ha diritto ai diritti e agli onorari di avvocato, salvo che non sia un avvocato esterni. Secondo gli Ermellini il contribuente che perde il ricorso non è quindi costretto a pagare anche le spese processuali per la soccombenza. Equitalia potrebbe in tali casi solo chiedere il diritto al rimborso delle spese vive che sono sostenute ne giudizio, sempre se risultano da apposita nota da allegare al fascicolo di parte.
autore : V. I. - Esperto di Cronaca
Italiani in fila al banco dei pegni, oro in cambio di prestiti da usura - WSI
Oro, in cambio di prestiti con tassi da usura. La conferma di come per molti italiani l’allarme rosso non è affatto passato. Impegnare l’oro per un prestito in denaro che permette di avere subito in mano qualche soldo per sopravvivere e pagare le spese minime, bollette di casa, la spesa al supermercato e anche le medicine.
Una fotografia molto triste e reale è quella che dà degli italiani un servizio mandato in onda nel programma televisivo La Gabbia di La7, condotto da GianLuigi Paragone e che racconta una parte di popolazione in lotta ogni giorno per sopravvivere, con uno stipendio o una pensione da fame e che per necessità decidono di vendere l’oro rivolgendosi al banco dei pegni.
“Con mille euro al mese, con la moglie ammalata non si può far molto. Sono gioielli di famiglia costruiti in anni di lavoro (…) Siamo gente disperata qui non chiedi nulla e sono soldi tuoi“.
Questi i commenti delle persone in fila o in uscita dal banco dei pegni, intervistate dal giornalista de La Gabbia. Ma dove sta la fregatura? Il banco dei pegni, come si legge in un sito di una banca è lo “strumento finanziario che si basa sul valore del bene dato in pegno e non sulla valutazione del merito di credito del cliente”.
“Il debitore porta oggetti d’oro, gioielli, diamanti e pietre preziose, orologi d’oro o di marca e viene fatta una perizia di stima allo sportello da un perito estimatore, il quale decide quanti soldi dare, si tiene l’oggetto prezioso e rilascia una polizza che garantisce il proprietario e gli consentirà di riscattare il bene impegnato, presentandola allo sportello”.
Al termine della polizza – in genere dura 6 mesi – il debitore può riconsegnare il denaro preso in prestito insieme agli interessi e riavere il suo oro impegnato, altrimenti la banca procederà a vedere i beni ad un’asta pubblica.
A essere alquanto sospetta, come rivela l’inviata de La Gabbia, è la valutazione che viene fatta dell’oro. Una catenina da 17,80 grammi viene valutata 180 euro, cui vanno aggiunti più 12 di interessi. Almeno al banco dei pegni. Un esperto chiamato in causa dalla troupe televisiva ha invece valutato lo stesso bene quasi il doppio, circa 360 euro.
Un doppio vantaggio per la banca quindi: non solo ci guadagna con gli interessi per il denaro preso in prestito ma qualora il debitore non riesca a rientrare dal suo debito, la banca può rivendere l’oro al doppio di quanto lo ha ottenuto concedendo il prestito.
Italiani in fila al banco dei pegni, oro in cambio di prestiti da usura
CODACONS: NO A QUALSIASI AUMENTO DELL’IVA. DA ULTIMI RITOCCHI IVA STANGATA DA +499 EURO ANNUI A FAMIGLIA. EFFETTI NEGATIVI SU CONSUMI
FISCO: C.CONTI, POSSIBILI 5 MLD CON RITOCCHI REGIME IVA
Netta bocciatura da parte del Codacons alla proposta avanzata oggi dalla Corte dei Conti di spostare parte della base imponibile con Iva agevolata al 10% verso l'aliquota ordinaria al 22%, per portare nelle casse dello Stato 5 miliardi di euro.
“Con tale misura ancora una volta sarebbero solo i consumatori a pagare, attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Una idea assolutamente ingiusta quella di aumentare l’Iva su alcuni beni, considerando che negli ultimi anni i ritocchi dell’imposta sul valore aggiunto hanno arrecato danno alle famiglie, ridotto i consumi e diminuito il gettito erariale”.
“Nel nostro paese l’Iva ha già subito di recente in Italia due incrementi, con effetti disastrosi per le tasche delle famiglie e per i consumi: dal 20 al 21% nel settembre 2011 con un aggravio medio di spesa pari a 290 euro anni a famiglia; dal 21 al 22% nel 2013 con maggiore spesa pari a 209 euro a famiglia su base annua, per una stangata media da +499 euro annui a famiglia – prosegue Rienzi - Il gettito per le casse dello Stato è risultato tuttavia inferiore alle aspettative, perché i consumatori hanno reagito al rincaro dei prezzi riducendo la spesa. Per tale motivo ci opporremmo a qualsiasi intervento al rialzo sull’Iva, e bocciamo senza appello la proposta della Corte dei Conti”.
Adusbef: Visco, ha la faccia tosta di affermare che la vigilanza ha prevenuto crisi del sistema? Visco si deve dimettere subito
(Adusbef) - Governatore Visco si deve dimettere subito, con auspicio venga incriminato dalle Procure
Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, la cui incriminazione per i gravissimi danni inferti ai risparmiatori è sempre tardiva, ha affermato oggi in audizione al Senato che il valore delle sofferenze delle 4 banche (Carife, Etruria, Banca Marche e Carichieti), valutato da Bankitalia al 17,6%, è stato rivisto al rialzo nei giorni scorsi dagli "esperti indipendenti”. Visco ha ricordato come il valore deciso "d'urgenza" nel novembre scorso, fosse stato deciso "tenendo conto delle comunicazioni al governo da parte delle Commissione Ue" che ha indicato come valore economico reale di cessione delle sofferenze il 25% del nominale sui garantiti da ipoteca e l'8,4% chirografaria con una media del 17,6%. Ora Visco rileva come tali valori siano stati rivisti di media al 31% per i garantiti e il 7,3% gli altri, con una media ponderata del 22,4%.
A parte che la media del 22,4% su 8,5 miliardi di euro di sofferenze, ossia 1,9 mld di euro, in luogo del 17,6% valutato da Bankitalia, pari a 1,496 mld di euro, determina un valore di 405 milioni di euro in più in grado di risarcire integralmente gli obbligazionisti subordinati delle 4 banche in risoluzione, senza le elemosine arbitrali, la tardiva ammissione del Governatore al Senato, rappresenta la prova provata di una pseudo Autorità allo sbando, dannosa sia per i risparmiatori espropriati da Bankitalia e dallo Stato, che per il sistema bancario italiano, il cui grado di fiducia e reputazione è ai minimi storici.
Visco inoltre, a fronte di una crisi sistemica delle banche italiane, come la BpVi, costretta ad elemosinare aumenti di capitale per restare in piedi, la cui scellerata gestione del credito e del risparmio ha bruciato oltre 10 miliardi di euro di valore, gettando sul lastrico 117.000 azionisti, il cui valore delle azioni è passato da 62,50 euro a 0,10-3 euro, ha avuto la faccia tosta di affermare che la vigilanza ha prevenuto la crisi generale del sistema bancario.
Bankitalia ed il Governatore Visco, andando a braccetto coi banchieri, in primis Giovanni Zonin ed Andrea Monorchio della BpVi,non solo non sono riusciti a prevenire la crisi sistemica, ma sono responsabili delle gestioni criminali di associazioni a delinquere di stampo bancario, che hanno frodato azionisti ed obbligazionisti, bruciando il sudato risparmio di intere generazioni, per questo è sempre tardi la loro incriminazione penale per i danni inferti ai risparmiatori.
Visco, ha la faccia tosta di affermare che la vigilanza ha prevenuto crisi del sistema?
Cara Bankitalia, su BpVi non convinci nessuno Banca d'Italia sostiene che non poteva fare altro. La Bce sta ancora valutando sanzioni. Alla faccia del tempismo
Autore : Adriano Verlato
Banca d'Italia sostiene che non poteva fare altro. La Bce sta ancora valutando sanzioni. Alla faccia del tempismo
Ho letto, nemmeno con molta sorpresa, le spiegazioni della Banca d’Italia alle richieste di chiarimenti presentate dalla commissione regionale d’inchiesta sugli istituti bancari veneti. La sostanza della risposta è che la Banca d’Italia ha fatto tutto quanto in suo potere vista la normativa in corso. Dal 4/11/2014 la responsabilità dei controlli è passata alla BCE che può utilizzare l’Istituto governato da Visco come braccio operativo. La spiegazione mi lascia del tutto insoddisfatto e accennerò alcune considerazioni sui due argomenti in causa: le modalità di determinazione del prezzo delle azioni e i finanziamenti della Popolare ai clienti per la sottoscrizione delle azioni della Banca medesima.
Sul prezzo, dice la Banca d’Italia, il Codice civile attribuisce la responsabilità di determinare il prezzo delle azioni all’Assemblea dei soci su proposta degli amministratori. Conosco vari soci della BpVi e so perfettamente che, quasi nessuno, ha il coraggio di prendere la parola in assemblea e che, comunque, non ci sono partecipanti attrezzati per discutere il valore proposto dal cda. E’ evidente che nella sostanza nessuna responsabilità possa essere loro addebitata. Forse, non so se accade, bisognerebbe mandare a casa di ciascun socio il prospetto con i calcoli attraverso i quali si è giunti a quel prezzo e lasciar loro il tempo di controllare, per quanto possibile. Ci sono poi le ispezioni alla Popolare con le conseguenti raccomandazioni inserite nei report. Oltre a questo, dice la Banca d’Italia, nulla potevamo fare. Bisognerebbe avere lo Statuto della suddetta per vedere se loro fossero così inermi davanti alle irregolarità riscontrate.
Ma, fosse anche vero, a cosa servono mai i controlli? Io ti dico che quella certa cosa non va bene e te lo ridico varie volte. Tu non ne tieni alcun conto e continui a fare i comodi tuoi. Suvvia, vi rendete conto delle contraddizioni? Ricordo bene che anni fa i vari istituti erano molto preoccupati per le ispezioni e che, si trattase pure di moral suasion, tenevano buon conto di tutte le osservazioni. Rimane sempre il problema soci. Se gli amministrati fanno quello che vogliono e sorvolano sui richiami della Banca d’Italia, perché non rivolgersi ai soci informandoli della cosa in modo che in assemblea ne chiedano conto e, se non soddisfatti delle risposte, cambino gli amministratori? Certo scrivere è più facile che fare, ma ritengo che con la buona volontà le strade si trovino.
Le azioni “finanziate”. Dice la Banca d’Italia che “civilisticamente” i finanziamente accordati da una Banca ad un cliente sono legittimi in base all’art. 2358 del c.c. Tuttavia, le azioni acquistate con questa procedura non possono essere conteggiate nel patrimonio di vigilanza. La ratio è abbastanza chiara. Il finaziamento potrebbe non essere rimborsato e quindi le azioni acquistate con lo stesso non entrerebbero nel patrimonio sociale essendo frutto di una sofferenza. Dal 4/11/ 2014 la Bce è responsabile dei controlli e nel corso dello stesso anno emerse che la BpVi riacquistava azioni proprie senza l’autorizzazione della vigilanza. La risposta all’interrogazione della Commissione regionale termina con la dichiarazione che sono ancora in corso, presso le autorità competenti Banca d’Italia e Bce, le valutazioni circa l’avvio di procedure sanzionatorie a carico dell’intermediario e dei soggetti coinvolti nei fatti riscontrati negli ultimi accertamenti ispettivi. Alla faccia del tempismo. Tutta questa dilatazione dei tempi per decisioni su una situazione chiara a tutti, lascia la bocca amara.
Nella trasmissione Report sulle banche, ci fu una cosa che mi colpì molto. Un consigliere di amministrazione di Banca Etruria – Polli dell’omonima ditta di calzature, mi pare – rendendosi conto delle decisioni irregolari che venivano prese in quel Consiglio, dette le dimissioni e si recò in Banca d’Italia per informarli in merito. Lo ascoltarono, ringraziarono, ma non fecero alcunché. Un loro rapido intervento avrebbe sicuramente reso la situazione meno pesante per i soci. A Vicenza c’è una situazione paradossale. Siamo arrivati all’aumento di capitale, necessario per evitare il default della banca, si chiede ai vecchi soci e ad altri investitori un atto di fiducia e non c’è ancora un segnale certo su chi abbia portato l’istituto a queste lande desolate. Si chiede adesione acritica a coloro la cui fiducia è stata tradita senza tentennamenti. Da chi? Quien sabe.
a 17:18
Cassazione : Merce comprata all'asta e poi rivenduta "Attività Commerciale con Applicazione Iva"
UBS: preparatevi alla selezione naturale delle banche in Europa
UBS: preparatevi alla selezione naturale delle banche in Europa:
è da tempo impegnata in una vera e propria lotta alla dipendenza dal
settore bancario e, nello stesso tempo, al rafforzamento di un pilastro
dell'economia continentale, pilastro al quale l'intera società del
Vecchio Continente si è appoggiata da tempo in maniera troppo dipendente
favorendo perciò quel legame insano e pericoloso che la Bce e i vertici
europei stanno tentando di sciogliere a tutti i costi.
Banche ed economia: troppa dipendenza
perché è stata proprio l'interdipendenza tra Banche ed Economia reale a
favorire il peggioramento e soprattutto l'incancrenirsi della crisi che
stiamo vivendo ormai da quasi 10 anni e che non sta dando se non pochi
accenni di debolezza: i forti colpi datigli dalle misure di stimolo
delle varie strategie create dalla Bce hanno potuto molto poco a quanto
pare visto che nemmeno un Quantitative Easing potenziato sta facendo
invertire la rotta di un'inflazione congelata e di una deflazione sempre
più tenace. Per quanto si debba aspettare ancora i tempi tecnici,
almeno a detta di Draghi. Il quale, a sua volta non perde occasione per
avvertire di una situazione dell'economia europea che resta ancora
fragile ed esposta ai vari rischi presenti sul panorama mondiale oltre a
quelli già presenti (e più volte ripetuti) all'interno non solo
dell'eurozona, contrassegnata da dislivelli interni e da mancanza di
coesione e riforme, ma dell'intera Unione Europea. Una Unione che a sua
volta può lamentare gli stessi problemi, cui va però aggiunta la
tensione politica derivante dalla possibile uscita della Gran Bretagna
decretata (forse) dal referendum indetto il 23 giugno.
CODACONS SOLLEVA VIOLAZIONE DIRETTIVE UE SU CONFLITTO DI INTERESSI E CHIEDE DI RIMETTERE FASCICOLO A CORTE EUROPEA
BANCHE: DISCUSSO OGGI RICORSO CODACONS CONTRO BAIL-IN
Si è conclusa da poco la discussione al Tar del Lazio del ricorso promosso dal Codacons contro il decreto salva-banche e la legge sul bail-in.
Nel corso delle due ore di udienza, gli avvocati di Bankitalia hanno pubblicizzato la
decisione dell'organo di valutazione definitiva, che avrebbe confermato la correttezza dell'operato dell’ente, chiedendo al Tar di acquisire il documento, ma il Codacons ha fatto notare che il D.lgs n.180 del 2015 prevede l’obbligo del segreto per le informazioni di cui Banca d’Italia dispone in qualità di autorità di risoluzione; pertanto la proposta è stata ritirata.
Il Codacons ha sostenuto dinanzi ai giudici le responsabilità di Bankitalia e Consob relativamente al crac di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife, e ha eccepito la violazione dell’ art. 3 della Direttiva Ue 59/2014 che vieta di nominare coma autorità di risoluzione la stessa autorità di vigilanza, proprio per evitare conflitti di interessi tra soggetti in causa, in questo caso chi poteva essere responsabile di omissioni e negligenze sulle 4 banche e chi sul destino delle stesse banche doveva poi esprimersi.
Il Codacons ha così chiesto di rimettere il fascicolo alla Corte di Giustizia Europea -affinché sia dichiarata illegittima la procedura di salvataggio delle 4 banche, in quanto appare violata la direttiva Ue in materia – e alla Corte Costituzionale, perché il bail-in rappresenta un esproprio non a favore dello Stato ma a favore di soggetti privati, in questo caso i 4 istituti salvati con i soldi dei risparmiatori.
Entro 7 giorni si attende la decisione del Tar del Lazio.
a 18:31
Banche: per occultare le gravi responsabilità di Bankitalia inventato Atlante
(Adusbef - Federconsumatori) - Per occultare le gravissime responsabilità e l’evidente omessa vigilanza su un evidente collasso del sistema bancario italiano, dichiarato ‘solido’ e ripetuto come un mantra ‘stabile’ dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco: «Il sistema bancario italiano non è fonte d'instabilità. La sua posizione patrimoniale è solida; sarà ulteriormente rafforzata nell'ambito delle iniziative in corso a livello europeo». (2 novembre 2011); “Il Governatore: il sistema bancario italiano è solido” (Rossella Bocciarelli 06 agosto 2013) Sole 24 Ore; “Le banche italiane sono solide e ben patrimonializzate anche grazie all’azione della Vigilanza italiana ed Europea”; Ignazio Visco, 29 e 30 gennaio 2016) dell’Assiom Forex di Torino. Dal presidente della Consob Giuseppe Vegas, «Sistema capace di fronteggiare situazioni cicliche avverse», garantendo che «le valutazioni sull'adeguatezza patrimoniale hanno evidenziato come il sistema bancario italiano sia solido e capace di fronteggiare situazioni cicliche avverse». (24 marzo 2015); dal ministro Padoan: «Il sistema italiano è uno dei più affidabili». «Malgrado le turbolenze c'è una solidità di fondo del sistema bancario italiano che va avanti e che non a caso viene considerato uno dei più affidabili e attraenti dove investire».
Infine dal premier Renzi, «Non c'è rischio sistemico»; «Noi abbiamo qualche piccola situazione da cui dobbiamo venir fuori, ma io non cambierei il sistema bancario italiano con quello della Germania, con il sistema delle Sparkassen», disse al Financial Times il 22 ottobre 2015, evidenziando che il sistema è «solido» nel suo complesso. Il 29 dicembre, a poco più di un mese dal salvataggio delle quattro banche, ribadiva: «Non c’è rischio sistemico, le banche italiane sono molto più solide di tante banche europee», è stato ideato il Fondo Atlante, che con parte della garanzia pubblica di CDP che gestisce il risparmio postale, dovrà garantire lo smaltimento delle sofferenze e perfino gli aumenti di capitale della Banca Popolare di Vicenza, sostituendosi ad Unicredit. Come ha già scritto anche Il FT, le banche italiane soffrono di un’enorme mole di crediti cattivi, molti in stato di sofferenze, bassi profitti e un altissimo numero sportelli, il più alto tra i Paesi G20. La Riforma del settore per il quotidiano inglese è stata “pasticciata” e con piccoli effetti sul consolidamento di sistema. L’urgenza della gestione dei crediti deteriorati arriva però dopo l’aumento di Bpvi e Veneto Banca, banche deboli i cui i vertici non sono stati invitati a Roma per la chiusura di Atlante evidenza il FT.
Eppure, scrivono sul FT i due, Popolare di Vicenza dovrebbe essere “una nota a piè pagina nella storia delle banche europee”. Ma così non è. La chiamata alle armi è talmente veloce perché proprio da Vicenza si teme un “fail” ovvero un fallimento. Fallimento di mercato, ovvero che non ci siano sottoscrittori per l’aumento di capitale. Fallimento di sistema per un “effetto domino” che si potrebbe propagare dalla regione più ricca all’intera Italia. E non solo. Da qui la necessità di un “bazooka”. D’altronde, rileva il FT, quest’anno il sistema bancario ha perso il 40% del suo valore in Borsa. Dal gennaio 2015 hanno scritto Rachel Sanderson e Martin Arnold sul Financial Times in un articolo incisivo dal titolo “Rescue mission”, ovvero Missione Salvataggio, un racconto, con dovizia di indiscrezioni, le ultime mosse sul mercato bancario italiano legate all’aumento di capitale della Popolare di Vicenza, le difficoltà di Unicredit che ne è a garanzia, e la corsa alla sottoscrizione del Fondo Atlante in tempi strettissimi.“I regolatori non erano preparati, prima di salire i gradini di marmo bianco della sede della Popolare di Vicenza”. Non erano preparati a trovare un miliardo di buco (“hole”) nel capitale (1,1 miliardi di patrimonio finanziato) e una mole di crediti deteriorati da 50 billions, che sono miliardi. D’altronde, lunedì 18 aprile a Vicenza sarà decisa la forchetta del prezzo per l’Ipo Bpvi a Piazza Affari. Oggi il Fondo Atlante è subentrato ad Unicredit per l’aumento di capitale della BpVi, dimostrando così tutti i buchi di un sistema bancario, certificato come solido, stabile ed affidabile, dal mantra della Banca d’Italia, che prima o poi sarà chiamata a rispondere del suo dannoso operato ai danni del mercato e dei risparmiatori, truffati ed ingannati.
Elio Lannutti (Adusbef) - Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
fonte: AGI - Elio Lannutti (Adusbef) - Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
BPVi, centri sociali protestano davanti casa Zonin: dopo gli scontri con la polizia Pavin del Bocciodromo finisce all'ospedale
Nel pomeriggio di sabato 16 aprile è andato in scena a Gambellara il concentramento di soci e risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza e attivisti dei centri sociali veneti: una manifestazione partita da Piazza del Municipio e arrivata davanti a casa di Gianni Zonin, ex presidente della BPVi ora indagato dalla magistratura. I manifestanti, molti dei quali con il volto coperto da maschere, hanno lanciato pomodori e uova marce contro il palazzo di Zonin.
BPVi, centri sociali protestano davanti casa Zonin: dopo gli scontri con la polizia Pavin del Bocciodromo finisce all'ospedale:
Atlante non reggerà il peso di tutte le banche dopo il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e VB: critiche a valorizzazione NPL
Atlante non reggerà il peso di tutte le banche dopo il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e VB:
critiche a valorizzazione NPL
Il fondo stabilizzerà i titoli più volatili, gli investitori chiedono riforme e certezze Nuovo fronte sui BTp di Nicola Borzi, da Il Sole 24 Ore
Le sedute di passione per le azioni bancarie potrebbero non essere
finite. Gli istituti confidano in Atlante per reggere il peso di aumenti
di capitale e sofferenze. Pur apprezzando lo sforzo titanico del nuovo
fondo privato "di sistema", la maggioranza degli investitori mostra di
credere che, per sciogliere il nodo di Gordio che lega il futuro del
settore alla necessità di ricapitalizzazione e di smaltimento dei
crediti deteriorati, servono piuttosto risposte definitive. In assenza
di un Alessandro Magno, ben venga Atlante: ma alcuni problemi delle
nuove regole Ue, che da gennaio hanno introdotto il bail-in, devono
ancora arrivare al pettine e quindi la volatilità per azioni e
subordinati non pare finita.
I parossismi delle scorse sedute sono stati da record. Tra il 20
luglio 2015 (massimo quinquennale) e il 7 aprile scorso (minimo
biennale), l'indice Ftse Italia delle banche quotate si è dimezzato.
Alcune azioni, come Mps, hanno perso sino al 60 per cento. L'indice ha
prima segnato un tonfo del 49 per cento, sino al 9 febbraio, seguito
alla risoluzione di Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti del
22 novembre, poi un parziale recupero del 33% sino all'11 marzo, poi
di nuovo un crollo e in seguito un altro rimbalzo. La spiegazione sta
nelle vicende e nelle scadenze: premono alle porte due aumenti di
capitale, quello della Vicenza (1,5 miliardi) e di Veneto Banca (1
miliardo), e in scia quelli di CariCesena e Cassa Rimini. Sullo sfondo
restano i problemi di Carige e di Mps. I tempi sono fondamentali e
strettissimi: UniCredit ha dato tempo sino al 10 maggio per confermare
la garanzia sull'aumento della Vicenza, ma entro fine mese dovrebbero
sopraggiungere le sottoscrizioni delle quote di Atlante (28 aprile) e
l'intervento nella prima banca target (29 aprile).
Atlante, al cui
capitale da 6 miliardi parteciperanno banche, assicurazioni,
Fondazioni, Cassa depositi e prestiti e altri soggetti, secondo
un'analisi di Equita Sim dovrebbe, nel breve, eliminare i rischi di
esecuzione degli aumenti di capitale della Vicenza e di Veneto Banca.
Se farà il pieno di capitale, dei 6 miliardi ne resterebbero 3,5 per
acquistare sofferenze. Con una leva di 5 volte (che non a tutti i soci
però piace), il fondo avrebbe a disposizione 17,5 miliardi con i quali,
valutando l'acquisto di Npl (crediti deteriorati) al 32% - più del
17,6% ufficializzato da Banca d'Italia, meno del 40% a bilancio - ,
Atlante potrebbe acquistare 54 miliardi di crediti deteriorati. Se la
leva scendesse a 3, il debito basterebbe comunque a comprare l'intero
portafoglio di Npl lordi di Mps, Carige, Vicenza e Veneto Banca.
Secondo Equita, così, Atlante permetterebbe di aumentare dal 20 al 32%
il valore dei crediti deteriorati e consentirebbe alle banche di
smaltirli a prezzi meno penalizzanti, riducendo quindi le minusvalenze e
la necessità di ricapitalizzazione. Più beneficiate, per Equita,
sarebbero le azioni del Banco Popolare (raccomandazione buy, prezzo
target 13,5 euro), UniCredit (rating hold, target price 5,5 euro),
Intesa Sanpaolo risparmio (3 euro).
L'intervento non è gradito agli
operatori specializzati, specialmente esteri, dei quali Atlante è
concorrente e rischia di tramutarsi in harakiri se l'acquisto di Npl
avvenisse a valori troppo favorevoli per i cedenti (quelli di carico),
riducendo i margini e il ritorno per i soci (il 6% ipotizzato pare
eccessivo). Ecco perché gli investitori puntano di più sulle riforme
per ridurre i tempi di recupero delle garanzie, che aumenterebbero i
margini.
Nuove nubi sul settore potrebbero arrivare dall'ipotesi di
porre un tetto ai titoli di Stato nei portafogli delle banche: il tema
sarà discusso al Consiglio economia e finanza della Ue della prossima
settimana. Chi investe chiede certezze: ulteriori vincoli normativi,
specie se indefiniti, porterebbero solo ulteriore volatilità.
a 14:12
Tribunale condanna la Nuova Banca Marche: interessi usurari e imprenditore fallito
L’Istituto di credito aveva iscritto azienda pescarese nelle sofferenze della Centrale rischi
fonte: Redazione Pdn
PESCARA. Il tribunale di Pescara in composizione collegiale ha ribaltato la decisione del giudice unico ordinando alla Nuova Banca Marche di cancellare dalle sofferenze a Centrale Rischi presso la Banca D'Italia un'azienda messa sul lastrico dalla vecchia Banca Marche.
Un’azienda produttrice di componenti di arredamento industriale di Pescara, ha contestato l’applicazione di interessi usurari querelando la vecchia Banca Marche. La società è stata segnalata a sofferenza presso la Centrale dei Rischi della Banca D’Italia dalla Nuova Banca Marche con la pretesa di farsi pagare anche interessi usurari contestati.
L’azienda si è affida alla Sos Utenti e con la difesa tecnica del suo presidente onorario Gennaro Baccile e la difesa dell’avvocato Andrea Florindi di Ortona ha ottenuto la vittoria.
Il Tribunale di Pescara, in formazione Collegiale (presidente di Sezione Giudice Marco Bortone, Giudice Relatore Sergio Cassarella e Giudice a latere Federica Colantonio), ha ordina la immediata cancellazione dalla posizione di sofferenza della centrale dei rischi presso la Banca D’Italia in quanto secondo i giudici «non può che ritenersi illegittima la segnalazione fatta senza preavviso o possibilità di evitare la stessa da parte della società».
Appena la segnalazione tra gli insolventi è stata nota alle altre banche e ai fornitori, l’azienda si è vista chiudere i rubinetti del credito con restringimento immediato dei fidi e il blocco delle forniture commerciali.
Il caso è finito a febbraio scorso anche sulla Gabbia condotta da Paragone sulla 7. L’azienda si è rivolta ai giudici e dopo una prima pronuncia negativa del Giudice Unico Carmine Di Fulvio, il collegio ha accolto in pieno il ricorso, revocando la pronuncia del primo Giudice, ordinando la immediata cancellazione della illegittima segnalazione a Centrale dei Rischi e ponendo in risalto che anche la BCC di Cappelle sul Tavo, pur continuando a credere nell'affidabilità dell'azienda, aveva dovuto sospendere il rinnovo dei fidi per «l'appalesato pregiudizievole».
«Lo strumento estorsivo a cui ha fatto ricorso la Banca», secondo la Sos Utenti, «è stato proprio la minaccia e poi attuazione della segnalazione a Sofferenza in Centrale Dei Rischi presso la Banca D’Italia, senza nemmeno preavvisare l'Impresa come ha posto in rilievo il Tribunale. Le Banche», sottolinea Baccile, «o per sbaglio o per determinazione a delinquere, si scambiano i favori con degradanti segnalazioni a Centrale Rischi drenando illegittimamente risorse dalle già disastrate aziende per tappare i buchi dei loro Bilanci. Buchi ben evidenti soprattutto nelle banche fallite come la Vecchia Banca Marche. Nel caso dell’azienda di Pescara», conclude Baccile, «la constatazione più inquietante è che la Banca è subentrata alla vecchia banca fallita e non si è minimamente curata di appurare se la segnalazione fosse illegittima oppure no e che alla richiesta dell’azienda di cancellazione dalla voce Sofferenze presso la Centrale Rischi ha risposto e confermato che loro erano in regola. Ora non resta che querelarla per estorsione. Questo è il vero dramma dell’Economia delle aziende. Strozzate, spesso, illegittimamente dalla banche».
La banca è stata condannata anche ad un risarcimento di 5 mila euro in favore della società.
Va revocato il decreto ingiuntivo se la banca non produce tutti gli scalari relativi al rapporto di conto corrente Tribunale di Torino, 23 marzo 2016, n. 1670
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, grava sulla banca – attore in senso sostanziale – l’onere della produzione integrale dei contratti ed estratti conto pertinenti all’intero rapporto. Per l’effetto, è da considerarsi nullo il decreto ingiuntivo emesso in favore dell’istituto di credito, qualora nel corso del giudizio di opposizione sia mancata la produzione degli estratti conto scalari. Tale mancanza impedisce di verificare se il tasso di interesse, le spese e gli altri oneri applicati dalla banca siano conformi alle pattuizioni contrattuali.
Va revocato il decreto ingiuntivo se la banca non produce tutti gli scalari relativi al rapporto di conto corrente
Avv. Sabatina Mogavero
Tribunale di Torino, 23 marzo 2016, n. 1670 – giud. Marino
a 11:18
Notifica della cartella di Equitalia: quando può essere fatta valere la nullità?
autore: V.I.
La Cassazione, con sentenza n.6887/16, ha individuato i doveri che ricadono sugli agenti di riscossione nel momento in cui notificano.
Prova della notifica della cartella esattoriale
Ricevere la notifica di una cartella di Equitalia è sempre una brutta sorpresa. Questo perché al destinatario contribuente non vengono lasciate molte possibilità. La scelta ricade sul rassegnarsi a pagare l’importo dovuto, o sul procedere con la contestazione della pretesa impositiva se illegittima. C’è da dire, però, che le armi a disposizione del contribuente per difendersi e dichiarare nulla la cartella sono poche, proprio perché Equitalia sta bene attenta a non commettere errori.
Tuttavia, è bene ricordare che ci sono delle eccezioni. A tal proposito, una recente sentenza della Corte di Cassazione ha messo in luce l’errore più ricorrente in cui cade Equitalia. Si tratta della mancata prova della notifica della cartella di pagamento, da cui scaturiscono una serie di conseguenze processuali. Benché, infatti, la legge (Dpr n. 602/1973, art. 26) imponga ad ogni agente della riscossione di conservare per 5 anni la copia della cartella, il Consiglio di Stato ultimamente ha esteso tale obbligo di custodia delle cartelle esattoriali e degli altri atti presupposti a 10 anni. Ha ritenuto, infatti, che questo è un obbligo minimo di conservazione e non un termine massimo (sentenza n .5410/15).
Doveri amministrativi e probatori che gravano sugli agenti di riscossione
Ne consegue che il contribuente ha 10 anni di tempo per presentare istanza di accesso, quindi ha il diritto di prendere visione e di esaminare tutti gli atti relativi alle fasi di accertamento, riscossione e versamento, da cui possano emergere vizi sostanziali e procedurali. Accanto a tale statuizione favorevole al contribuente, la Cassazione, con la sentenza n.6887/16, in accordo all’orientamento maggioritario, ha statuito che tutte le volte che il contribuente solleva l’eccezione di difetto di notifica della cartella, spetta ad Equitalia provare in giudizio la regolarità della notifica di una cartella esattoriale. A questo onere probatorio non è posto alcun termine di scadenza, dal momento che un processo può durare anche 15 o 20 anni. Tale prova può essere fornita dall'ente con:
L’esibizione dell’originale dell’avviso di ricevimento della raccomandata A/R, se la consegna è avvenuta dal postino.
L’esibizione della relazione di notifica redatta dall’ufficiale giudiziario nel caso di consegna a mano della cartella.
Qualunque altro mezzo di prova, come ad esempio la schermata del tracking online del servizio postale che permette di conoscere l’iter della raccomandata è ritenuto irrilevante, e quindi può determinare una pronuncia del giudice favorevole al contribuente. La Corte di Cassazione ha ribadito, nel caso di specie che, una cosa è conservare le cartelle notificate e altri atti impositivi a soli fini amministrativi, un'altra cosa è l’obbligo di conservazione ai fini di un corretto assolvimento dell’onere della prova in causa.
Ecco perché Equitalia non solo deve essere pronta ad esibire al cittadino le relazioni di notifica o gli avvisi di ricevimento delle raccomandate, ma deve stare anche attenta a non perdere la relata di notifica o l’avviso di ricevimento, perché una volta citata in giudizio, non potrà più far valere le proprie ragioni. In tal caso è destinata a perdere la causa e il cittadino può vedersi annullata la pretesa di pagamento.
Invalida la raccomandata inviata con il servizio di poste private
Sempre in tema di notifiche a mezzo posta la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.7156/2016, ha statuito che il D.Lgs. n.261/1999, pur liberalizzando i servizi postali, ha continuato a riservare in via esclusiva, per esigenze di ordine pubblico, all’Ente Poste, gli invii raccomandati relativi alle procedure amministrative e giudiziarie. In tali procedure quindi, la consegna e la spedizione con raccomandata, affidata ad un servizio di posta privata, devono considerarsi inesistenti, perché non assistite da alcuna funzione probatoria collegata dalla legge al concetto di “invii raccomandati”.
Problemi economici: Un 75enne friulano pensionato suicida - giornaleditalia
Un 75enne friulano si è tolto la vita nella stanza di un hotel. Ritrovata una lettera in cui spiega la situazione
problemi economici. Per questo un 75enne di Premariacco (Udine) si
sarebbe tolto la vita nella stanza di un hotel di Remanzacco dove aveva
trascorso la notte.
tragedia è stata scoperta, come riporta ‘Il Gazzettino’, martedì
mattina, quando gli addetti della struttura ricettiva sono entrati
nella stanza dell’anziano, rinvenendo il corpo esanime.
l’allarme al 118, ma per il pensionato non c’era più nulla da fare: i
sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
luogo sono arrivati anche i carabinieri della locale stazione che hanno
avviato le indagini e informato il pm di turno della Procura di Udine.
un primo esame esterno della salm, disposto dal magistrato, non è
emerso nulla ed è stata quindi ordinata l’autopsia per stabilire le
cause e l’ora della morte. Escluso comunque il coinvolgimento di terze
sono state sequestrate dai militari alcune boccette d’acqua e una lunga
lettera in cui l’uomo si scusa con i familiari per il suo gesto.
agli scritti il pensionato, con famiglia, si sarebbe tolto la vita per
problemi economici, anche se al momento non è ancora chiaro di che
giorni fa, a Barlassina (Monza e Brianza), Giuseppe Gallina, 70 anni,
bancario in pensione, ha ucciso la moglie Fiorella Radaelli, di 66,
sgozzandola con un coltello da cucina e poi ha tentato di impiccarsi al
balcone al primo piano della sua villetta a schiera, ma la corda si è
spezzata, è precipitato nel vuoto ed è morto. Un omicidio suicidio
legato, secondo quanto trapelato, al vizio del gioco. La donna era
malata di videopoker, spendeva anche 200 euro al giorno alle slot
machine e aveva debiti fin sopra il collo. Più volte il marito era
andato a prenderla di forza alla sala giochi. A scoprire i corpi la
sorella di una delle vittime che era andata a casa dei Gallina per una
visita: quando sono arrivati i volontari del 118 per i due non c’era più
nulla da fare.
Aveva problemi economici. Per questo un 75enne di Premariacco (Udine) si
La tragedia è stata scoperta, come riporta ‘Il Gazzettino’, martedì
nella stanza dell’anziano, rinvenendo il corpo esanime. Immediato
sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sul
Da un primo esame esterno della salm, disposto dal magistrato, non è
Intanto sono state sequestrate dai militari alcune boccette d’acqua
e una lunga lettera in cui l’uomo si scusa con i familiari per il suo
gesto. Stando agli scritti il pensionato, con famiglia, si sarebbe tolto
la vita per problemi economici, anche se al momento non è ancora chiaro
di che natura.
Pochi giorni fa, a Barlassina (Monza e Brianza), Giuseppe Gallina,
70 anni, bancario in pensione, ha ucciso la moglie Fiorella Radaelli, di
66, sgozzandola con un coltello da cucina e poi ha tentato di
impiccarsi al balcone al primo piano della sua villetta a schiera, ma la
corda si è spezzata, è precipitato nel vuoto ed è morto. Un omicidio
suicidio legato, secondo quanto trapelato, al vizio del gioco. La donna
era malata di videopoker, spendeva anche 200 euro al giorno alle slot
Problemi economici: pensionato suicida - giornaleditalia
IL MONDO PARALLELO: economia, finanza, banche USA ed Europee nel mirino | IntermarketAndMore
E che problema c’è? La borsa USA rompe livelli di resistenza importanti e si dirige verso i vecchi massimi storici. In modo impavido e quasi sfrontato. Poco importa se il quadro degli utili societari è quantomeno preoccupante. Il grafico degli utili previsti per il primo trimestre del 2016 ci riporta un -10%. Se vi sembra poco. Ma il mercato non se ne preoccupa. Il grafico che vi riporto è veramente incredibile. E’ dal 2011 che non si fa che registrare utili operativi in diminuzione. Ma grazie ad operazioni di finanza straordinaria si è sempre fatto moltissimo per tenere in tensione i profitti. Il FMI denuncia diversi rischi sistemici? Il mercato non li prezza, grazie al sentiment positivo e all’atteggiamento propositivo delle banche centrali. Ma questo non ci sorprende. Stupisce invece che 5 banche USA decisamente 'big' falliscono gli stress test fatti dalla FED. Come dice The Guardian, US banks not prepared for another financial crisis Federal Reserve and FDIC reject ‘living wills’
IL MONDO PARALLELO: economia, finanza, banche USA ed Europee nel mirino | IntermarketAndMore:
a 13:37
Anatocismo: MDC, UNC e Codacons incontrano On. Boccadutri « Help Consumatori
“L’impegno delle Associazioni consumatori per una maggiore trasparenza e sostenibilità dei costi relativi a finanziamenti, in particolare agli interessi passivi, continua anche dopo l’approvazione
dell’emendamento Boccadutri”. Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori hanno incontrato l’On. Boccadutri, per un confronto sui possibili ulteriori miglioramenti da apportare in sede di approvazione della Delibera CICR riguardo il delicato tema del credito a
famiglie e PMI.
Le tre Associazioni hanno sollevato anche il tema della portabilità del conto corrente,
che potrebbe favorire scelte più convenienti per i consumatori,
attualmente bloccati nel cambiare banca dalle complicazioni legate al
trasferimento del conto e dei servizi ad esso collegati (ad esempio
carte di credito, pagamento mutui e rate, domiciliazione bollette, etc.)
e il tema delle segnalazioni abusive alle Centrali rischi.
Su queste problematiche importanti in un momento di difficoltà
economica delle famiglie e PMI, pur in presenza di timidi segni di
ripresa, Codacons MDC e UNC si impegnano a chiedere all’ABI e ai
maggiori gruppi bancari l’attivazione di tavoli di confronto sulle
nuove regole introdotte dall’emendamento Boccadutri.
Ragusa: 2 istituti di credito nel mirino della procura per Usura Bancaria - Banchieri indagati a vario titolo
Tassi di interesse del 130%, ben al di sopra della soglia consentita dalla legge e che sfiorano l’usura: non sono quelli praticati dai cosiddetti strozzini, ma da due banche di Ragusa finite nel mirino della procura dopo l’esposto presentato da un paio di clienti in difficoltà economiche che si sarebbero visti applicare questo trattamento ai limiti della legalità. Sulla vicenda le indagini sono in corso e alcuni banchieri dei due istituti di credito in questione sarebbero già indagati a vario titolo e limitatamente alle rispettive responsabilità. L’inchiesta deve tra le altre cose accertare se le direzioni centrali delle banche fossero o meno al corrente dei tassi di interesse piuttosto alti applicati ai clienti, su direttive dei suddetti banchieri indagati che deliberavano le norme interne di gestione del credito. Il fenomeno, per certi versi incredibile, se dovesse essere confermato in questi termini dalle indagini indignerebbe non poco. Ma pare proprio che simili situazioni si fossero propagate a macchia d’olio negli ultimi mesi, per la disperazione di un numero sempre crescente di clienti delle banche in evidente difficoltà a rientrare perché con i conti corrente in rosso.
Proprio dai controlli dei conti di alcuni clienti sarebbero emersi questi presunti casi di «usura bancaria» al vaglio della procura iblea, che ha chiesto l’incidente probatorio tra clienti e banche, propedeutico all’accertamento peritale dei presunti tassi usurari, che, come accennato, arriverebbero fino al 130%, come si evince dall’esposto. Peraltro, come emerso dalle indagini, uno dei banchieri dei due istituti di credito oggetto delle indagini aveva addirittura dato disposizioni volte ad attivare una procedura di esecuzione immobiliare sull’abitazione di uno dei clienti che aveva presentato l’esposto, senza tenere conto della pendenza giudiziaria in atto sulla banca stessa.
Ma, come previsto dalla legge per casi simili, la procura ha sospeso l’iniziativa giudiziaria intrapresa dalla banca, in ossequio alla legge 44 del 2009 che, per l’appunto, prevede la sospensione dei termini di scadenza degli atti esecutivi da parte del pubblico ministero. In caso contrario, oltre a vedersi applicare tassi ai limiti dell’usura, il cliente della banca avrebbe rischiato di perdere la casa all’asta giudiziaria per un tozzo di pane. Una vicenda a tratti inquietante sulla quale dunque la procura è chiamata a fare chiarezza.
fonte: corriere di Ragusa.it
Ragusa: 2 istituti di credito nel mirino della procura per Usura Bancaria
Pignoramento conto corrente: Equitalia può procedere senza informare prima il debitore - Autore V.I.
La banca può bloccare il conto corrente anche se al contribuente non è ancora stato notificato il pignoramento.
Equitalia, come abbiamo già visto in un precedente articolo, dopo aver rintracciato il conto corrente del debitore può iniziare un pignoramento presso terzi sulle somme spettanti al creditore che sono a disposizione della banca. In tali casi può ricorrere ad una procedura ordinaria disciplinata dal codice di procedura civile, o ad una procedura speciale che dà all'ente di riscossione la possibilità, dopo 60 giorni dal termine concesso per saldare il debito, di “prelevare immediatamente” le somme dal conto corrente.
Ma occorre fare un passo indietro per precisare che la notifica del pignoramento presso terzi, così come ha chiarito il viceministro all’Economia Enrico Morando in una risposta ad una interrogazione parlamentare in commissione finanze alla camera, avviene prima alla banca e poi al debitore. Ciò significa che l’ignaro debitore potrebbe venire a conoscenza del pignoramento nel momento in cui, recandosi allo sportello della propria banca per prelevare, gli dovesse essere negato l’accesso al proprio conto corrente perché la banca ha provveduto a bloccarglielo. Per questo motivo, i parlamentari che hanno proposto l’interrogazione al Mef, auspicano una modifica della legge che posticipi l’efficacia del provvedimento presso la banca, solo dopo la notifica degli atti al contribuente.
Ora, posto che l'Istituto di credito prima di bloccare il conto corrente dovrebbe sempre informare tempestivamente il cliente, la legge non prevede uno specifico obbligo di notificare il pignoramento prima al contribuente. Il Mef ha quindi richiamato i principi in materia di procedimento di pignoramento presso terzi sui conti bancari. La norma, inoltre, non specifica nemmeno quale notifica debba partire per prima, tra quella indirizzata al debitore e al terzo pignorato (che può essere datore di lavoro, una banca, ente previdenziale, ecc.). Ne consegue che, nel silenzio normativo, si preferisce notificare l’atto di pignoramento prima alla banca e solo in un secondo momento al contribuente, per evitare che questi possa porre in essere operazioni di sottrazione dei beni e delle somme all’ultimo minuto, quando ancora l’istituto di credito non ha provveduto a bloccare il conto corrente.
L'operazione successiva sarà un'intimazione di pagamento, nella quale si inviterà il debitore a saldare il debito entro 60 giorni. Se il debito non dovesse essere estinto, la banca sarebbe legittimata ad espropriare i soldi presenti sul conto, versandoli ad Equitalia. Il debitore, per sbloccare il conto corrente può pagare, può chiedere un piano di dilazione del debito, o può contestare il pignoramento di fronte all’autorità giudiziaria.
Altri limiti previsti per il pignoramento
Ne consegue che neanche una situazione di urgenza potrebbe cambiare tale situazione. Come confermato anche dalla Corte Costituzionale con la recente sentenza n.70/2016, Equitalia deve tuttavia rispettare una serie di limiti nel caso di pignoramento sul conto corrente di stipendi e pensioni. Il blocco, infatti, deve rispettare un “minimo vitale” che è pari a tre volte l’assegno sociale (ossia 1.345,56 euro). Il pignoramento, quindi, può estendersi solo alle somme che eccedono tale limite.
Se il pignoramento dello stipendio o della pensione avvengono presso il datore di lavoro o l’INPS, se questi non sono superiori a 2.500 euro, si può effettuare un'espropriazione nei limiti di 1/10. Se entrambe le retribuzioni sono comprese fra 2.501 e 5 mila euro, si può pignorare fino ad 1/7. Qualora invece fossero superiori a 5.001 euro, si potrebbe effettuare il pignoramento nei limiti di 1/5.
Pignoramento conto corrente: Equitalia può procedere senza informare prima il debitore
Autore : V.I.
Report apre con Banca Popolare di Vicenza, Zonin e... la lettera BPVi. Gabanelli: 'mai capitato prima'
La puntata della trasmissione Report
dedicata alla crisi delle banche e in particolare alle vicende della
Banca Popolare di Vicenza che aperto l'inchiesta in prima serata
nazionale, è diventata ancor più interessante dopo la lettera inviata dall'istituto
di credito presieduto da Stefano Dolcetta alla Rai e alla trasmissione
di RaiTre per chiedere lo spostamento della puntata: lettera alla quale
nei giorni scorsi la redazione di Report aveva già "rispedito al
mittente" la richiesta confermando che l'inchiesta sarebbe andata
regolarmente in onda.
Report apre con Banca Popolare di Vicenza, Zonin e... la lettera BPVi. Gabanelli: "mai capitato prima"
Renzi contro i giudici. Poi precisa: Non sono Berlusconi, voglio rispetto
Il capo del governo ha una gran voglia di parlare, di puntualizzare,
soprattutto dopo la svolta all’Anm, col sindacato dei magistrati che
sarà guidato da Piercamillo Davigo, un personaggio «tosto», uno che si porta dietro il carisma di Mani pulite. Renzi
sente aria di cambio di stagione nei rapporti con la magistratura e
così, al termine di una lunga giornata, iniziata a Portici agli Stati
generali del turismo e finita a Roma alla Scuola di formazione politica
del Pd, sul far della sera il presidente del Consiglio ha deciso di
esternare la sua «nuova» dottrina nei rapporti con i pm: io vi rispetto,
ma voi rispettate la politica, si legge su “La Stampa“.
Renzi vuole rispetto reciproco giudici-politici
E lo ha fatto dopo una significativa riflessione, che ruota attorno a
due capisaldi. Primo: in questa fase non posso aprire un prolungato
fronte polemico anche con la magistratura. Secondo: col nuovo corso
incarnato da Davigo, non pensino di farmi passare come un Berlusconi,
uno che polemizza con la magistratura per voglia di impunità. E così,
dopo averci riflettuto qualche ora, Renzi ha deciso: andava rivendicata
l’autonomia della politica, ma senza andare allo scontro. E’ da queste
decisive premesse che è scaturita la posizione «ufficiale», espressa nel
Renzi contro i giudici. Poi precisa: &#8220;Non sono Berlusconi, voglio rispetto&#8221;
Cerchiamo procacciatori o segnalatori d'affari in tutta Italia, già operanti o non in qualsiasi settore. Garantiamo una ottima commissione sulle segnalazioni andate a buon fine con retribuzione immediata alla chiusura della stessa. Per comprendere la tipologia di segnalazione che cerchiamo preghiamo di visitare il nostro sito ufficiale www.consulentediparte.it Cerchiamo procacciatori o segnalatori d'affari in tutta Italia
Usurainbanca.it sede di Udine
Un' opportunità di aumentare le entrate durante la recessione, un impegno leggero che puo' viaggiare insieme a cio' che ti occupi da tempo ma con la differenza e la certezza di vedersi renumerato con immediatezza, conteggi o tempi biblici cio' che hai prodotto e il tutto con una semplice segnalazione.
Questa opportunità di collaborazione ti darà modo e soddisfazione sia economica e contemporaneamente avrai la certezza di dare un servizio straordinario alla collettività, specialmente a tutti coloro che ogni giorno sono vittime e subiscono continue vessazione.
E mentre ti darai da fare per raggiungere i tuoi obiettivi, potrai per la prima volta mentre svolgi un'attività renumerativa sentirti fiero di te stesso ed essere certo che la tua segnalazione potrà aiutare ad uscire dal fuori dal tunnel una famiglia, un'impresa o un imprenditore. E' aiutando gli altri che possiamo realizzare il nostro destino.Quando riusciamo a rendere l'esistenza altrui anche solo un pochino migliore, vuol dire che anche la nostra vita ne sta beneficiando. Fai in modo che le tue azioni vadano oltre te stesso e aiutino gli altri a essere più felici o a soffrire di meno.
Se sei interessato a questa opportunità di collaborazione contattaci e ti accorgerai che sarà tutto molto semplice che tu sia un agente, un procracciatore o un segnalatore, la tua miniera d’oro è rappresentata da quei clienti che hanno già ottenuto dei benefici dai tuoi prodotti o servizi non lo dimenticare mai e con questa opportunità potrai non solo aiutarli ad uscire da una condizione di sofferenza e questo non potrà che renderti orgoglioso ma ti aiuterà a soddisfare anche i tuoi bisogni qualsiasi essi siano.....
Salva-banche, l’ennesima beffa - giornaleditalia
Salva-banche, l’ennesima beffa
Altro che rimborsi per tutti e senza arbitrato. I ristori per gli obbligazionisti truffati non saranno integrali
a 15:45
Cosa succede se la BCE chiede alle banche italiane di smaltire in fretta le sofferenze? | Jobsnews.it
Oramai è un tam tam inarrestabile: le donne e gli uomini al servizio di
Danièl Nouy, la potentissima responsabile della vigilanza della Banca
Centrale Europea, stanno lavorando attivamente sul dossier dei Non
Performing Loans delle banche italiane che, a livello di sistema,
evidenziano un rapporto percentuale sui crediti sani che sfiora il 20
per cento, il triplo del rapporto evidenziato in media dai paesi che,
come noi, adottano la moneta unica europea
La migliore guida sulle carte prepagate
Vuoi effettuare acquisti online sicuri? Sei alla ricerca di un metodo di pagamento alternativo al contante per fare shopping? Se queste sono le premesse, non ti resta che scoprire tutti i vantaggi delle carte prepagate.
Condizioni economiche e commissioni
Carta Arancio
Richiedi online Richiedi online Richiedi Online Richiedi Online Richiedi Online Richiedi Online
Quota rilascio carta 0,00 5,00 0,00 10.00 0,00 89,70
Canone annuo 0.00 0.00* 12,00 0.00 10.00 0.00
Disponibilità massima carta 5.000 50.000 50.000 4.500 10.000 50.000
Prelievi presso gli ATM Italia presso gruppo bancario banca emittente 0,00 0,00 0,00 2,00 0,00 5,00
Prelievi presso gli ATM altre Banche in Euro 2,00 2,00 0,00 2,00 0,00 5,00
Pagamenti Contactless Si Si No No No No
a 19:51
Siamo alla ricerca di Segnalatori che abbiano già ...
Codacons comunica che tutti gli azionisti e i corr...
Veneto Banca, il “trappolone” su azione responsabi...
Raccomandate e cartelle Equitalia: quando contesta...
Equitalia: riduzione degli interessi e niente più ...
Italiani in fila al banco dei pegni, oro in cambio...
CODACONS: NO A QUALSIASI AUMENTO DELL’IVA. DA ULTI...
Adusbef: Visco, ha la faccia tosta di affermare c...
Cara Bankitalia, su BpVi non convinci nessuno Ban...
Cassazione : Merce comprata all'asta e poi rivendu...
UBS: preparatevi alla selezione naturale delle ban...
CODACONS SOLLEVA VIOLAZIONE DIRETTIVE UE SU CONF...
Banche: per occultare le gravi responsabilità di B...
BPVi, centri sociali protestano davanti casa Zonin...
Atlante non reggerà il peso di tutte le banche dop...
Tribunale condanna la Nuova Banca Marche: interess...
Va revocato il decreto ingiuntivo se la banca non ...
Notifica della cartella di Equitalia: quando può e...
Problemi economici: Un 75enne friulano pensionato ...
IL MONDO PARALLELO: economia, finanza, banche USA ...
Anatocismo: MDC, UNC e Codacons incontrano On. Boc...
Ragusa: 2 istituti di credito nel mirino della pro...
Pignoramento conto corrente: Equitalia può procede...
Report apre con Banca Popolare di Vicenza, Zonin e...
Renzi contro i giudici. Poi precisa: Non sono Berl...
Cosa succede se la BCE chiede alle banche italiane...
Codacons "Italia a due velocita', al Sud ancora po...
Sentenza della Corte di Cassazione Obbliga le banc...
Anatocismo, Unicredit condannata: suolificio avrà...
LA FEDELTA’ FISCALE STA AL NORD (secondo uno studi...
Treviso, dal 2000 un suicidio a settimana
Fisco. Longobardi (Unimpresa), stop annunci, Renzi...
Bitcoin: criptovaluta e fiducia Rimangono una dell...
BPVi, Banche, Bce e Isis: Gervasutti del GdV per A...
Processo Banca Carige: Berneschi, per Bankitalia e...
Montemiletto (Avellino): suicidio per un 80 enne n...