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Timestamp: 2019-07-15 22:08:15+00:00
Document Index: 57265508

Matched Legal Cases: ['art. 1417', 'art. 770', 'art. 782', 'art. 48', 'art. 782', 'art. 2699', 'art. 2736', 'art. 233', 'art. 782', 'art. 782', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 782', 'art 786', 'art. 782', 'art 786', 'art. 782', 'art. 1417']

0782. Forma della donazione - Foroeuropeo
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0782. Forma della donazione
Codice Civile Libro Secondo: DELLE SUCCESSIONI Titolo V: DELLE DONAZIONI Capo III: DELLA FORMA E DEGLI EFFETTI DELLA DONAZIONE Art.782. Forma della donazione.
1. La donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità. Se ha per oggetto cose mobili, essa non è valida che per quelle specificate con indicazione del loro valore nell'atto medesimo della donazione, ovvero in una nota a parte sottoscritta dal donante, dal donatario e dal notaio.
2. L'accettazione può essere fatta nell'atto stesso o con atto pubblico posteriore. In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l'atto di accettazione è notificato al donante.
3. Prima che la donazione sia perfetta, tanto il donante quanto il donatario possono revocare la loro dichiarazione.
[Se la donazione è fatta a una persona giuridica, il donante non può revocare la sua dichiarazione dopo che gli è stata notificata la domanda diretta a ottenere dall'autorità governativa l'autorizzazione ad accettare. Trascorso un anno dalla notificazione senza che l'autorizzazione sia stata concessa, la dichiarazione può essere revocata.] (1)
(1) Comma abrogato dalla Legge 15 maggio 1997, n. 127.
Impugnazione da parte dell'erede universale che agisca come legittimario di una vendita del "de cuius" simulante una donazione - Limitazioni della prova - Esclusione – Condizioni - Conseguenze dell'accertamento della simulazione collegate alla qualità anche di erede legittimo - Irrilevanza - Fondamento. L'erede legittimario che agisca per l'accertamento della simulazione di una vendita compiuta dal "de cuius", siccome dissimulante una donazione affetta da nullità per difetto di forma, assume, rispetto ai contraenti, la qualità di terzo - con conseguente ammissibilità della prova testimoniale o presuntiva senza limiti o restrizioni - quando abbia proposto la domanda sulla premessa dell'avvenuta lesione della propria quota di legittima. In tale situazione, infatti, detta lesione assurge a "causa petendi" accanto al fatto della simulazione ed il legittimario, benché successore del defunto, non può, pertanto, essere assoggettato ai vincoli probatori previsti per le parti dall'art. 1417 c.c., non rilevando la circostanza che egli, quale erede legittimo, benefici non solo dell'effetto di reintegrazione della summenzionata quota, ma pure del recupero del bene al patrimonio ereditario per intero, poiché il regime probatorio non può subire differenziazioni a seconda del risultato finale cui conduca l'accoglimento della domanda. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15510 del 13/06/2018 ...
Negozi richiedenti, a pena di nullità, la forma di atto pubblico - Simulazione - Prova - Controdichiarazione - Scrittura privata - Sufficienza - Fondamento - Fattispecie. La prova, tra le parti, della simulazione di un negozio solenne soggiace ad un requisito di forma scritta "ad probationem tantum", ma non pure a quello solenne ed ulteriore eventualmente richiesto "ad substantiam" per l'atto della cui simulazione si tratta, poiché le controdichiarazioni, nel rappresentare il documento idoneo a fornire la suddetta prova, sono destinate a restare segrete e possiedono, quindi, un'obbiettività giuridica diversa dalle modificazioni dei patti, le quali implicano un nuovo accordo, modificativo del precedente, realmente voluto e concluso. (Così statuendo, la S.C. ha ritenuto che la prova della parziale simulazione soggettiva di una donazione non richieda anch'essa l'atto pubblico, potendo essere fornita, al contrario, mediante una semplice controdichiarazione sottoscritta dalle medesime parti o da quella contro cui questa sia prodotta). Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 18204 del 24/07/2017 ...
Donazione - atti di liberalità - liberalità d'uso - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18280 del 19/09/2016
Liberalità d'uso - Nozione - Caratteristiche. La liberalità d'uso prevista dall'art. 770, comma 2, c.c., che non costituisce donazione in senso stretto e non è soggetta alla forma propria di questa, trova fondamento negli usi invalsi a seguito dell'osservanza di un certo comportamento nel tempo, di regola in occasione di festività, ricorrenze, ricorrenze celebrative nelle quali sono comuni le elargizioni, tenuto in particolare conto dei legami esistenti tra le parti, il cui vaglio, sotto il profilo della proporzionalità, va operato anche in base alla loro posizione sociale ed alle condizioni economiche dell'autore dell'atto. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18280 del 19/09/2016 ...
Donazione - rimuneratoria - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10262 del 18/05/2016
Configurabilità - In genere. La donazione remuneratoria, contratto che soggiace alle condizioni di forma previste dall'art. 782 c.c., consiste in un'attribuzione gratuita, compiuta spontaneamente e nella consapevolezza di non dover adempiere alcun obbligo giuridico, morale, sociale, volta a compensare i servizi resi dal donatario. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10262 del 18/05/2016 ...
Donazione - rimuneratoria - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10262 del 18/05/2016
Contratti in genere - contratto aleatorio – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8209 del 22/04/2016
Vitalizio alimentare - Sopravvenuta gravosità dell'assistenza - Stipula di contratto di mantenimento a titolo di compensazione - Mancanza di causa dell'ulteriore attribuzione patrimoniale - Ragioni - Conseguenze. L'alea del contratto atipico di vitalizio alimentare comprende anche l'aggravamento delle condizioni del vitaliziante, per cui il trasferimento all'onerato di un ulteriore bene, mediante la conclusione di un successivo contratto cd. di mantenimento, quale compenso della maggiore gravosità sopravvenuta dell'assistenza materiale e morale da prestare, è privo di causa, giacché tale ulteriore attribuzione patrimoniale elimina il rischio, connaturale al precedente contratto, di sproporzione tra le due prestazioni e, dunque, non essendo giustificata da un diverso corrispettivo, la causa di scambio dissimula quella di liberalità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8209 del 22/04/2016 ...
donazione - forma - testimoni Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14799 del 30/06/2014
Presenza di due testimoni - Necessità "ad substantiam" - Fondamento - Prestazione di giuramento decisorio - Effetto suppletivo - Insussistenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14799 del 30/06/2014 Per la validità della donazione, ai sensi dell'art. 48 della legge notarile, anche prima della modifica introdotta dalla legge 28 novembre 2005, n. 246, è necessaria l'assistenza di due testimoni, alla mancanza dei quali non può supplire neanche la prestazione del giuramento decisorio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14799 del 30/06/2014 Riferimenti normativi:Cod. Civ. art. 782,Cod. Civ. art. 2699,Cod. Civ. art. 2736,Cod. Proc. Civ. art. 233...
usufrutto - uso - abitazione - usufrutto - estinzione e modificazione - estinzione - consolidazione Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 482 del 10/01/2013
Rinuncia all'usufrutto - Natura - Causa - Effetto di consolidamento - Forma ex art. 782 cod. civ. - Necessità - Esclusione. Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 482 del 10/01/2013 {tab massima|green}Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 482 del 10/01/2013La rinuncia all'usufrutto, quale negozio unilaterale meramente abdicativo, ha come causa la dismissione del diritto e, poiché il consolidamento con la nuda proprietà ne costituisce effetto "ex lege", non può essere considerata come una donazione, né necessita della forma prescritta dall'art. 782 cod. civ. {tab integrale|orange} Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 482 del 10/01/2013SVOLGIMENTO DEL PROCESSO1.- Ma..o Fa.. conveniva dinanzi al Tribunale di Fermo Sa.. Franco, Fausto Le.. e Ma..a Pia Fa.., esponendo che: con atto per Notaio Or.. 19/3/1988 aveva donato alla figlia Fa.. Ma..a Pia la nuda proprietà di un fabbricato sito in Sant'Elpidio a Mare, riservandosi l'usufrutto; la donazione aveva riguardato soltanto il fabbricato e non pure il terreno circostante; con dichiarazione unilaterale apparentemente datata 30/9/1988 ma in realtà sottoscritta il 6/7/1995 egli aveva rinunciato al diritto di usufrutto, ed essa dichiarazione era stata depositata presso il Notaio Ci.. come da verbale 6/7/1995 successivamente registrato e trascritto; con atto per notar Ci.. del 10/7/1995 Ma..a Pia Fa.. aveva venduto a Franco Sa.. il complesso immobiliare quale risultante da talune addizioni da lei compiute con esclusione dell'area sottostante e circostante; con atto per notar Ci.. del 2/10/1995 il Sa.. aveva ulteriormente venduto la piena proprietà dell'immobile al Le.. Fausto, il quale ne era entrato materialmente in possesso nell'agosto 1996, data a partire dalla quale era stato inibito ad esso attore di accedere all'immobile e quindi di poter esercitare il diritto di usufrutto. Ciò esposto, Ma..o Fa.. chiedeva: accertarsi la nullità e l'inefficacia della sua rinuncia al diritto di usufrutto;consequenzialmente dichiararsi la nullità ed efficacia dei successivi contratti di compravendita, ordinarsi a Le.. Fausto l'immediato rilascio dell'immobile; condannarsi Sa.. Franco e Le.. Fausto al risarcimento dei danni da mancato godimento dell'immobile ed in più il Le.. al risarcimento dei danni relativi alla dazione di ipoteca in favore della Banca Popolare di Ancona; in via subordinata, chiedeva altresì accertarsi che mai era stata donata la nuda proprietà e mai era stato rinunciato il diritto di usufrutto riguardo all'area circostante e sottostante il fabbricato oggetto delle due compravendite.Resistevano alle domande Sa.. Franco e Le.. Fausto; rimaneva contumace Fa.. Ma..a Pia.Con sentenza 22/12/2000 - 12/1/2001 il Tribunale di Fermo respingeva tutte le domande, condannando l'attore alle spese di lite. Con sentenza dep. il 25 marzo 2006 la Corte di appello di Ancona rigettava l'impugnazione principale proposta dall'attore nonché quelle incidentali.Per quel che ancora interessa nella presente sede, nell'esaminare la domanda subordinata proposta dall'attore sulla quale, come denunciato dall'appellante, il Tribunale aveva omesso di pronunciarsi, i Giudici escludevano che il terreno circostante il fabbricato oggetto di donazione della nuda proprietà e poi di rinuncia all'usufrutto, non fosse stato oggetto di tali atti sul rilievo che, a stregua della descrizione ivi contenuta, era specificato che dell''atto di donazione era anche il terreno della superficie complessiva, tra coperta e...
Donazione di cosa altrui - Donazione di quota di bene errio indiviso - Nullità - Fondamento - Limiti. La donazione di cosa altrui o parzialmente altrui, sebbene non espressamente vietata, è nulla per difetto di causa, sicché la donazione del coerede avente ad oggetto la quota di un bene indiviso compreso nella massa erria è nulla, atteso che, prima della divisione, quello specifico bene non fa parte del patrimonio del coerede donante; tuttavia, qualora nell'atto di donazione sia affermato che il donante è consapevole dell'altruità della cosa, la donazione vale come donazione obbligatoria di dare. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5068 del 15/03/2016 ...
Religione culti e chiese - chiesa cattolica - città del vaticano - enti ecclesiastici - autorizzazione - in genere - Donazione - Accettazione - Autorizzazione di cui all'art. 9 della legge n. 848 del 1929 – Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 22792 d
Natura - Condizione legale di efficacia - Operatività "ex tunc" - Conseguenze in tema di assoggettabilità dell'immobile donato ad INVIM straordinaria, ai sensi dell'art. 1 del d.l. n. 299 del 1991 - Tributi locali (comunali, provinciali, regionali) - imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili (i.n.v.i.m.) (tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972) - oggetto dell'imposta - INVIM straordinaria ex art. 1 del d.l. n. 299 del 1991 - Immobili acquistati per donazione da ente ecclesiastico - Assoggettamento ad imposta - Condizioni - Donazione anteriore al 31 ottobre 1991 - Necessità - Autorizzazione intervenuta successivamente - Irrilevanza - Fondamento. In tema di INVIM straordinaria, gli immobili acquistati per donazione da un ente ecclesiastico sono assoggettati ad imposizione, ai sensi dell'art. 1 del decreto-legge 13 settembre 1991, n. 299, convertito con modificazioni dalla legge 18 novembre 1991, n. 363, anche nell'ipotesi in cui, alla scadenza del termine previsto dalla predetta disposizione, la donazione non sia stata ancora autorizzata (e quindi accettata) ai sensi degli artt. 9 e 10 della legge 27 maggio 1929, n. 848: l'autorizzazione - la cui necessità fu confermata, a seguito della modifica del Concordato lateranense, dall'art. 7, comma quinto, della legge 25 marzo 1985, n. 121 e dall'art. 17 della legge 20 maggio 1985, n. 222, di ratifica ed esecuzione degli Accordi di Villa Madama, che, assoggettando gli enti ecclesiastici ai controlli previsti dalle leggi civili italiane per gli acquisti delle persone giuridiche, rinviavano implicitamente all'art. 17 cod. civ., ed è venuta meno soltanto a seguito dell'abrogazione di quest'ultima disposizione, con efficacia retroattiva, ad opera dell'art. 13 della legge 15 maggio 1997, n. 127, come sostituito dall'art. 1, comma primo, della legge 22 giugno 2000, n. 192, che ha esteso l'abrogazione agli artt. 600, 782, quarto comma, e 786 cod. civ. - non costituiva infatti requisito di validità della donazione effettuata in favore degli enti ecclesiastici, con conseguente nullità dell'accettazione eventualmente intervenuta in mancanza della stessa, ma una condizione legale di efficacia, che, in quanto destinata a rimuovere un limite posto al libero esercizio di un diritto, quando sopravveniva operava "ex tunc", facendo risalire l'acquisto al momento in cui l'atto era stato posto in essere. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 22792 del 23/10/2006 ...
Religione culti e chiese - chiesa cattolica - città del vaticano - enti ecclesiastici - autorizzazione - in genere - Donazione - Accettazione - Autorizzazione di cui all'art. 9 della legge n. 848 del 1929 - Natura - Condizione legale di efficacia - Operat
Tributi locali (comunali, provinciali, regionali) - imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili (i.n.v.i.m.) (tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972) - oggetto dell'imposta - INVIM straordinaria ex art. 1 del d.l. n. 299 del 1991 - Immobili acquistati per donazione da ente ecclesiastico - Assoggettamento ad imposta - Condizioni - Donazione anteriore al 31 ottobre 1991 - Necessità - Autorizzazione intervenuta successivamente - Irrilevanza - Fondamento. In tema di INVIM straordinaria, gli immobili acquistati per donazione da un ente ecclesiastico sono assoggettati ad imposizione, ai sensi dell'art. 1 del decreto-legge 13 settembre 1991, n. 299, convertito con modificazioni dalla legge 18 novembre 1991, n. 363, anche nell'ipotesi in cui, alla scadenza del termine previsto dalla predetta disposizione, la donazione non sia stata ancora autorizzata (e quindi accettata) ai sensi degli artt. 9 e 10 della legge 27 maggio 1929, n. 848: l'autorizzazione - la cui necessità fu confermata, a seguito della modifica del Concordato lateranense, dall'art. 7, comma quinto, della legge 25 marzo 1985, n. 121 e dall'art. 17 della legge 20 maggio 1985, n. 222, di ratifica ed esecuzione degli Accordi di Villa Madama, che, assoggettando gli enti ecclesiastici ai controlli previsti dalle leggi civili italiane per gli acquisti delle persone giuridiche, rinviavano implicitamente all'art. 17 cod. civ., ed è venuta meno soltanto a seguito dell'abrogazione di quest'ultima disposizione, con efficacia retroattiva, ad opera dell'art. 13 della legge 15 maggio 1997, n. 127, come sostituito dall'art. 1, comma primo, della legge 22 giugno 2000, n. 192, che ha esteso l'abrogazione agli artt. 600, 782, quarto comma, e 786 cod. civ. - non costituiva infatti requisito di validità della donazione effettuata in favore degli enti ecclesiastici, con conseguente nullità dell'accettazione eventualmente intervenuta in mancanza della stessa, ma una condizione legale di efficacia, che, in quanto destinata a rimuovere un limite posto al libero esercizio di un diritto, quando sopravveniva operava "ex tunc", facendo risalire l'acquisto al momento in cui l'atto era stato posto in essere. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 22792 del 23/10/2006 ...
Donazione - accettazione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8082 del 18/04/2005
Donazione a favore di ente non riconosciuto - Perfezionamento del contratto - Notifica al donante dell'istanza per il riconoscimento dell'ente - Necessità - Limiti. In tema di donazione in favore di ente non riconosciuto, una volta perfezionatosi il contratto con le contestuali dichiarazioni rese rispettivamente dal donante e dal donatario ai sensi dell'art. 782 cod. civ., e non essendovi stata alcuna revoca da parte del donante della propria dichiarazione, la mancata notifica dell'istanza prevista dall'art 786 cod. civ. entro un anno dalla stipulazione dell'atto non inficia la validità di questo, che produce pertanto tutti i suoi effetti, qualora intervengano entro l'anno sia il riconoscimento che l'autorizzazione ad accettare, atteso che l'adempimento dell'obbligo della notifica al donante dell'istanza del donatario per ottenere il riconoscimento è finalizzato (oltre che ad esigenze di natura pubblicistica) a rendere temporaneamente irrevocabile l'offerta di donazione. (Fattispecie anteriore alle modifiche normative introdotte dalla legge n. 127 del 1997 e dalla legge n. 192 del 2000). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8082 del 18/04/2005 ...
Donazione - accettazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8082 del 18/04/2005
Donazione a favore di ente non riconosciuto - Perfezionamento del contratto - Notifica al donante dell'istanza per il riconoscimento dell'ente - Necessità - Limiti. In tema di donazione in favore di ente non riconosciuto, una volta perfezionatosi il contratto con le contestuali dichiarazioni rese rispettivamente dal donante e dal donatario ai sensi dell'art. 782 cod. civ., e non essendovi stata alcuna revoca da parte del donante della propria dichiarazione, la mancata notifica dell'istanza prevista dall'art 786 cod. civ. entro un anno dalla stipulazione dell'atto non inficia la validità di questo, che produce pertanto tutti i suoi effetti, qualora intervengano entro l'anno sia il riconoscimento che l'autorizzazione ad accettare, atteso che l'adempimento dell'obbligo della notifica al donante dell'istanza del donatario per ottenere il riconoscimento è finalizzato (oltre che ad esigenze di natura pubblicistica) a rendere temporaneamente irrevocabile l'offerta di donazione. (Fattispecie anteriore alle modifiche normative introdotte dalla legge n. 127 del 1997 e dalla legge n. 192 del 2000). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8082 del 18/04/2005 ...
Patto successorio rinunciativo - Diritto alla restituzione della somma versata al rinunciante in esecuzione del patto - Sussistenza - Liberalità delle attribuzioni - Presunzione - Esclusione. Dalla nullità del contratto contenente un patto successorio cosiddetto rinunciativo deriva il diritto delle parti di ottenere la restituzione delle eventuali somme versate al rinunciante in esecuzione del patto, in applicazione dei principi relativi all'indebito oggettivo, diritto soggetto a prescrizione, non potendo presumersi la natura liberale delle attribuzioni effettuate in esecuzione del patto , in quanto a questo scopo è necessario individuare con precisione da quali elementi fosse desumibile "l'animus donandi" e verificare l'esistenza dei prescritti requisiti di forma. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12474 del 26/08/2002...
Donazione - accettazione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 15121 del 28/11/2001
Donazione a favore di persona giuridica (nella specie, ente ecclesiastico) - Perfezionamento del contratto - Notifica dell'atto di accettazione da parte del donatario - Necessità. In tema di donazione in favore di persona giuridica (nella specie, ente ecclesiastico), il perfezionarsi del contratto, ai sensi dell'art. 782 cod. civ., esige che il donatario notifichi al donante l'atto pubblico contenente la manifestazione della volontà di accettare, che, pertanto, non può derivare dalla notificazione della mera richiesta di autorizzazione governativa ad accettare, rilevante, invece, al diverso fine di rendere irrevocabile per un anno la dichiarazione del donante. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 15121 del 28/11/2001 ...
Contratti in genere - simulazione - prova - testimoniale - Erede - Divisione, previa collazione di donazioni anche dissimulate – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7134 del 25/05/2001
Successioni "mortis causa" - successione necessaria - reintegrazione della quota di riserva dei legittimari - azione di riduzione (lesione della quota di riserva) - in genere - Collazione di donazioni anche dissimulate - Agevolazioni probatorie - Fondamento - Qualità di terzo dell'erede - Configurabilità - Divisione, previa collazione di donazioni anche dissimulate - Limitazione alla prova del negozio dissimulato - Sussistenza - Fondamento - Subentro al "de cuius". Dall'esercizio dell'azione di simulazione da parte dell'erede per l'accertamento di dedotte dissimulate donazioni non deriva necessariamente che egli è terzo, al fine dei limiti alla prova testimoniale stabiliti dall'art. 1417 cod. civ., perché, se egli agisce per lo scioglimento della comunione, previa collazione delle donazioni - anche dissimulate - per ricostituire il patrimonio errio e ristabilire l'uguaglianza tra coeredi, subentra nella posizione del "de cuius"; è invece terzo, se agisce in riduzione, per pretesa lesione di legittima, perché la riserva è un suo diritto personale, riconosciutogli dalla legge, e perciò può provare la simulazione con ogni mezzo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7134 del 25/05/2001 ...
Contratti in genere - simulazione - prova - testimoniale - Erede - Divisione, previa collazione di donazioni anche dissimulate - Agevolazioni probatorie - Esclusione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7134 del 25/05/2001
Contratti in genere - simulazione - prova - testimoniale - Erede - Divisione, previa collazione di donazioni anche dissimulate - Agevolazioni probatorie - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7134 del 25/05/2001
Tributi erariali indiretti - imposta di registro - donazioni (e atti di liberalità) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1503 del 03/04/1978
Attribuzione a più donatari distinti di quote di un unico bene - pluralità di distinte donazioni - configurabilità - unicità dello strumento negoziale - rilevanza - obbligazione tributaria solidale di tutti i contraenti - sussistenza - pluralità di strumenti negoziali - distinzione dei rapporti tributari - conseguenze.* Qualora il donante attribuisca a più soggetti, considerati non come gruppo unitario, ma ciascuno come autonomo centro di interessi, e, quindi, parti distinte, quote, anche uguali, di un unico bene, si verificano tante distinte donazioni quanti sono i donatari, si siano esse o meno perfezionate in un unico strumento negoziale. Tale ultima circostanza, peraltro, e rilevante ai fini dell'imposta di registro. Infatti, mentre nel caso di unicità dell'atto l'imposta e dovuta in relazione a ciascuna delle donazioni ma la registrazione determina l'insorgere a carico di tutti i contraenti di un'obbligazione tributaria solidale, avente ad oggetto il pagamento dell'intero importo del tributo relativo all'atto stesso; per contro nel caso di donazioni perfezionatesi in strumenti diversi (nella specie, perchè accettate da alcuni donatari con lo stesso atto contenente la dichiarazione del donante e da altri con rogito separato), la registrazione da vita a distinti rapporti tributari, a ciascuno dei quali partecipano, dal lato passivo, con il vincolo della solidarietà, il donante ed i donatari che abbiano accettato con il medesimo atto. Da ciò consegue che, nella seconda delle indicate ipotesi l'accertamento del valore delle quote del bene donato deve essere compiuto e notificato separatamente ai soggetti passivi delle distinte obbligazioni tributarie solidali e che le vicende di uno dei rapporti tributari, ivi comprese quelle attinenti all'accertamento, non possono spiegare influenza sull'altro.* Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1503 del 03/04/1978 ...