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Timestamp: 2020-06-02 20:46:50+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 26308 del 18/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26308 del 18/10/2018
Cassazione civile sez. VI, 18/10/2018, (ud. 28/06/2018, dep. 18/10/2018), n.26308
sul ricorso 26587-2016 proposto da:
(OMISSIS) SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTEGAZZA 24, presso lo
studio del Dott. MARCO GARDIN, rappresentata e difesa dall’avvocato
LUCIO GIUSEPPE LONGO;
avverso la sentenza n. 6308/2016 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 25/10/2016;
partecipata del 28/06/2018 dal Consigliere Dott. ACIERNO MARIA.
Con la sentenza impugnata, la Corte d’Appello di Roma ha rigettato il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento proposto dalla s.r.l. (OMISSIS) avverso la curatela del fallimento della s.r.l. (OMISSIS);
Il ricorrente aveva posto a fondamento del reclamo le seguenti censure. E’ stata dedotta la violazione dell’art. 162 L.Fall., non avendo il Tribunale concesso il termine richiesto dalla società all’udienza del 13.5.14 per apportare integrazioni al piano concordatario; la nullità della sentenza in quanto fondata sull’istanza del PM non legittimato a richiedere il fallimento della società; la nullità della sentenza fondandosi l’istanza di fallimento del PM su presupposti erronei; l’insussistenza dello stato di insolvenza; l’erroneità della declaratoria di inammissibilità del concordato in quanto fondata su un giudizio di merito in ordine alla fattibilità economica della proposta;
La Corte d’Appello, in primo luogo, ha rilevato che il termine richiesto dalla parte era stato già concesso con decreto in data 24.4.2014. Ha ritenuto infondati il secondo e il terzo motivo in quanto l’art. 162 L.fall. conferisce al PM una specifica legittimazione in ordine alla richiesta di fallimento formulata nell’ambito della procedura concordataria. Il PM può pertanto richiedere il fallimento ove ravvisi la ricorrenza di uno stato di insolvenza purchè tale istanza tragga occasione dalla sussistenza di una proposta di concordato della quale viene disposto il rigetto;
Ha altresì ritenuto infondato il quarto motivo in quanto dalla relazione dell’attestatore risulta che la società non fosse in grado di generare adeguati flussi di cassa, che non fosse in alcun modo in grado di fronteggiare i propri debiti, onde l’inevitabile conclusione della piena sussistenza dello stato di insolvenza, inteso quale condizione di impotenza ad adempiere i debiti alla loro naturale scadenza;
In ordine al quinto motivo, la Corte ha stabilito che il giudice di primo grado, lungi dal formulare giudizi di merito sulla fattibilità della proposta concordataria, aveva formulato rilievi sulla completezza e sulla congruità della relazione dell’attestatore, formulando un addebito di genericità con riguardo, tra l’altro, ai crediti vantati e al valore degli immobili. Avverso questa pronuncia ha proposta ricorso per Cassazione la s.r.l. (OMISSIS) formulando quattro motivi di ricorso. Ha depositato memoria il ricorrente;
Preliminarmente deve essere esaminata l’ammissibilità del ricorso in relazione al perfezionamento della notifica alla parte intimata;
Al riguardo la parte ricorrente nella memoria ha contestato la fondatezza della proposta d’inammissibilità formulata dal relatore, invocando l’applicazione delle sentenze delle Sezioni Unite di questa Corte n. 14916/14917 del 2016 e la conseguente nullità e rinnovabilità della notificazione. Al riguardo deve osservarsi che è condiviso dal Collegio il rilievo d’inammissibilità contenuto nella proposta. Come affermato con orientamento costante da questa Corte nel giudizio di legittimità, ove la notifica del ricorso non si sia perfezionata per l’intervenuto mutamento del domicilio del difensore costituito, il notificante non può invocare la non imputabilità dell’errore essendo gravato dell’onere di verificare l’attualità dell’indirizzo indicato negli atti del difensore costituito in grado d’appello anche mediante riscontro delle risultanze dell’albo professionale (Cass. 20527/2017). Egli, tuttavia, deve richiedere la ripresa del procedimento notificatorio con immediatezza e svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, ossia senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini di cui all’art. 325 c.p.c. e senza attendere il provvedimento giudiziale che autorizzi la rinnovazione, sicchè nel caso di mancata riattivazione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per omessa notifica. (S.U. 14594/2016; Cass. 5974/2017; Cass. 24660/2017);
Nel caso di specie il ricorrente, avuto notizia della mancata notifica del ricorsosi difensore della società intimata, avrebbe dovuto provvedere a riattivare con immediatezza il processo notificatorio e non limitarsi, invece, ad inviare una Pec, con la quale si comunicava l’impossibilità di notificare l’atto;
Tale rilievo preliminare d’inammissibilità esclude la necessità di esaminare i motivi di ricorso;
In conclusione il ricorso è inammissibile, In mancanza della parte resistente non si deve provvedere alla statuizione sulle spese processuali.
Sussistono le condizioni di applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13 comma 1 quater.