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Timestamp: 2017-06-24 01:56:56+00:00
Document Index: 49720126

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.100', 'art.82', 'art.1', 'sentenza ', 'art.5', 'art.18', 'art.9', 'art.87']

della Regione Molise rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato e domiciliata ex lege in Roma, Via dei Portoghesi n.12;
L’impresa Felice Vincenzo e figli s.n.c. impugna la sentenza e deduce i seguenti motivi in diritto: Violazione degli artt.99, 101, 102 c.p.c. per mancato rispetto del principio della domanda e del contraddittorio, avendo il Tar motivato la sussistenza dell’interesse in assenza di allegazione delle parti ricorrenti.
Violazione dell’art.100 c.p.c. per aver il Tar in sostanza introdotto una nuova azione popolare, dilatando oltre misura l’interesse ambientale facendolo coincidere con l’interesse di qualsiasi cittadino, senza alcuna rilevanza della posizione differenziata e qualificata alla quale l’ordinamento lega l’accesso alla giustizia. Improcedibilità del ricorso per omessa notifica a controinteressato per difetto di notifica dello stesso al Comune di Cercemaggiore.
Violazione sotto altro profilo degli artt.99, 101, 112 c.p.c. per avere il Tar nell’accogliere il ricorso nel merito, “sviluppato” argomenti non proposti dai ricorrenti che si erano limitati a prospettare un contrasto fra il vincolo imposto con il D.M. del 1999 e la delibera impugnata senza sostenere che l’autorizzazione paesaggistica del 2000 non potesse confermare quella rilasciata su precedente similare progetto di ampliamento nel 1996. Violazione degli artt.1, 2, 3, 4, e 7 della legge 29/6/1939 n.1497 e degli artt.138, 139, 140, 141, 142, 145, 151 del t.u. approvato con d.lgs. 29/10/1999 n.490, del r.d. 3/6/1940 n.1357, dell’art.82 del d.p.r. 24/7/1977 n.616 nel testo novellato dall’art.1 della legge 8/8/1985 n.431. Falsa applicazione del D.M. 10/3/1999 per essere il vincolo già operativo sin dalla data di pubblicazione all’albo comunale dell’elenco di bellezze d’insieme con conseguente suo venire ad esistenza in data anteriore a quella del rilascio della primo nulla osta paesaggistico (poi confermato nel 2000).
Peraltro prima di valutare l’opportunità di una sospensione del processo o di delibare nel merito la controversia deve essere decisa la questione, preliminare, della legittimazione ad agire dei ricorrenti in primo grado. La questione relativa alla legittimazione a ricorrere degli odierni appellati, che hanno impugnato il provvedimento di autorizzazione all’ampliamento sito sul Monte Saraceno si pone per il fatto che essi hanno agito allegando quale posizione legittimante la qualità di cittadini di Cercemaggiore, lamentando la violazione del vincolo paesaggistico (poi annullato dal Tar con sentenza non ancora passata in cosa giudicata), senz’altro specificare circa il loro concreto interesse ad opporsi all’ampliamento della cava.
Nel caso da ultimo citato si trattava dell’impugnazione da parte di alcuni cittadini della Valle d’Aosta degli atti con i quali era stata disposta la realizzazione del tratto autostradale Morgex Sarre dell’autostrada del Monte Bianco con concessione alla Società “Raccordo Autostradale Valle d’Aosta” s.p.a. (R.A.V.). Proprio al fine di creare un centro di imputazione di interessi, legittimato a ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa il legislatore ha normativamente sancito all’art.5 dell’art.18 della legge n.349 del 1986 la legittimazione a ricorrere innanzi al giudice amministrativo anche ad aggregazioni di soggetti in quanto rappresentative esse stesse come collettività dei medesimi interessi legittimi facenti capo a ciascun componente della comunità.
Ipotesi di legittimazione a ricorrere molto vicine a quelle normativamente qualificate prima indicate si hanno in capo ai comuni come enti esponenziali di comunità, costituzionalmente riconosciuti, quali enti amministrativi aventi fini generali e quindi anche di protezione dell’ambiente delle collettività locali (cfr. Tar Lazio III 1/8/1985 n.1229 che riconosce non solo in capo al comune nel cui territorio debba essere localizzato una centrale elettrica ma anche ai comuni viciniori, l’interesse ad impugnare il provvedimento di localizzazione). Ciò non esclude la possibilità di individuare in concreto ipotesi di legittimazione a ricorrere di singoli o associazioni anche al di fuori delle ipotesi nominate dalla norma, stante l’esigenza di garantire i diritti inviolabili dell’uomo, fra cui il diritto all’ambiente salubre, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e l’affermazione del diritto di singoli o associazioni che vi abbiano interesse alla partecipazione procedimentale, ai sensi degli artt.7 e ss. della legge n.241/1990 (ed in particolare dell’art.9).
Ne deriva che il soggetto singolo che intenda insorgere in sede giurisdizionale contro un provvedimento amministrativo esplicante i suoi effetti nell’ambiente in cui vive ha l’obbligo di identificare , innanzitutto, il bene della vita che dalla iniziativa dei pubblici poteri potrebbe essere pregiudicato (il paesaggio, l’acqua, l’aria, il suolo, il proprio terreno) e, successivamente, dimostrare che non si tratta di un bene che pervenga identicamente ed indivisibilmente ad una pluralità più o meno vasta di soggetti, nessuno dei quali ne ha però la totale ed esclusiva disponibilità (la quale costituisce invece il connotato essenziale dell’interesse legittimo), ma che rispetto ad esso egli si trova in una posizione differenziata tale da legittimarlo ad insorgere “uti singulus” a sua difesa (di qui il requisito della finitimità o “vicinitas” in base al quale si è riconosciuta legittimazione ad agire al proprietario del fondo o della casa finitimi, ovvero al comunista che vive e lavora in prossimità della discarica la cui autorizzazione si impugni ) (CdS IV 11/4/1991 n.257).
Sussistono giusti motivi per compensare le spese del giudizio. P.Q.M.
Giancarlo MONTEDORO Consigliere Est. Presidente Consigliere Segretario DEPOSITATA IN SEGRETERIA il.....................................
In Sede Giurisdizionale (Sezione Sesta) Addì...................................copia conforme alla presente è stata trasmessa al Ministero.............................................................................................. a norma dell'art.87 del Regolamento di Procedura 17 agosto 1907 n.642 Il Direttore della Segreteria