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Timestamp: 2018-10-17 09:10:36+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 23', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 24']

Novità fiscali del 26 luglio 2011, tra cui: intermediari fiscali sotto controllo dell’Agenzia delle Entrate | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 26 luglio 2011, tra cui: intermediari fiscali sotto controllo dell’Agenzia delle Entrate
1) La verifica è a carico della stabile organizzazione
2) Accertamenti esecutivi, un puzzle
3) Per le sanzioni Iva prescrizione dimezzata in 5 anni
4) Ifrs 9: Nuova contabilità solo dal 2015
5) Assunzioni: dati sensibili solo se necessari
6) Assunzioni con fax se il consulente del lavoro é in ferie o ha lo studio chiuso
7) Intermediari fiscali sotto controllo dell’Agenzia delle Entrate
8) F24 Accise: Istituti i codici tributo per i tardivi versamenti del canone di concessione sui giochi a distanza
Tassabile la stabile organizzazione in Italia di un impresa non residente.
Non può essere escluso a priori che una società regolarmente registrata in Italia possa avere anche un ruolo, palese ed occulto, di stabile organizzazione materiale di soggetto non residente poiché ha una propria personalità giuridica.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16106 del 22 luglio 2011.
E’ stata accolta la tesi dell’Agenzia delle Entrate, secondo non può essere sollevata, la società collegata con un holding tedesca, dalla tassazione sulle royalties versate alla casa madre. La stessa Agenzia delle Entrate ha, peraltro, contestato la deducibilità di quanto versato a tale holding.
La manovra ed il decreto sviluppo ridisegnano il sistema degli accertamenti esecutivi: Partenza del nuovo sistema dal 1° ottobre 2011, somme dovute pari al 30% e non al 50% in caso di presentazione del ricorso, garanzie maggiori sulla sospensione dell’esecutività.
Con il D.L. n. 70/2011 (Decreto sviluppo) è stata prevista la sospensione della procedura di esecuzione forzata per un periodo di 180 giorni dalla data dell’affidamento dell’avviso di accertamento all’agente della riscossione, disposizione a cui è stata affiancata, sempre per venire incontro alle esigenze di contribuenti ed operatori del settore, la riduzione dell’importo riscosso dall’Amministrazione finanziaria in caso di ricorso all’avviso di accertamento esecutivo.
In particolare, le iscrizioni a ruolo da considerarsi provvisorie registrano la riduzione della somma da versare dal 50 al 30%, e, peraltro, quest’ultima disposizione esplica i propri effetti a decorrere dal 1° luglio 2011.
Slittamento dell’accertamento esecutivo
L’art. 23, comma 30, del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011 (cd. Manovra estiva 2011), convertito in Legge n. 111/2011, ha apportato una nuova modifica in tema di concentrazione della riscossione nell’accertamento, spostando l’avvio della nuova procedura, previsto dalla Manovra 2010 (art. 29, comma 1, primo periodo, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122), dal 1° luglio 2011 al 1° ottobre 2011.
Va ricordato, in particolare, che con la norma da ultimo richiamata è stato stabilito che gli avvisi di accertamento di imposte dirette ed IVA (ma anche IRAP, ed addizionali), nonché i relativi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni, concernenti periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi, diventano esecutivi dopo 60 giorni dalla notifica.
Decorsi 30 giorni dopo la scadenza dei 60 giorni previsti per adempiere al pagamento (o per proporre ricorso) l’agente della riscossione può quindi portare avanti la riscossione forzata senza la preventiva notifica della cartella di pagamento (l’accertamento è infatti esecutivo).
In materia di Iva, l’Amministrazione finanziaria ha solo cinque anni e non dieci per riscuotere le sanzioni pecuniarie.
Il credito vantato dall’Erario per l’irrogazione di sanzioni pecuniarie si prescrive in cinque e non in dieci anni.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16099 del 22 luglio 2011, che ha, così, annullato la cartella di pagamento impugnata dal contribuente.
Pertanto, la Suprema Corte ha negato la prescrizione ordinaria del credito erariale in assenza di atti interruttivi prima dell’iscrizione a ruolo.
Tre anni in più alle grandi aziende alle prese con l’Ifrs 9. Più tempo alle grandi imprese per potersi adeguare alla nuova contabilità.
L’obbligo di approvare il bilancio attenendosi al nuovo principio contabile Ifrs 9 è slittato al 2015.
Lo Iasb (Internacional accounting standard board) ha, infatti, deciso il 22 luglio 2011 di rinviarne l’applicazione obbligatoria di ben tre anni, prima, invece, prevista per il 1° gennaio 2013.
L’Ifrs 9 prenderà il posto dello Ias 39 (“Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione”).
Test per l’assunzione senza dati sensibili o comunque senza dati superflui.
Il Garante della privacy, con il Provvedimento del 21 luglio 2011, ha fornito chiarimenti sui test di assunzione.
In particolare, si è soffermato sulla raccolta e sul trattamento dei dati sensibili di candidati partecipanti a selezioni per assunzione di lavoratori subordinati.
Il questionario sottoposto ai candidati non deve indagare su aspetti privati e delicati del tutto estranei alla valutazione della idoneità a svolgere le mansioni.
In particolare, il provvedimento ha dichiarato illecito un test valutativo, nel quale erano contenute domande inerenti informazioni quali ad esempio: Rapporti affettivi, vita sessuale, condizioni di salute psico-fisica (con la richiesta dell’indicazione della patologia e del medicinale assunto), nonché eventuali interruzioni della gravidanza, consumo di alcolici o di droghe.
Nel periodo feriale è possibile procedere alle assunzioni dei dipendenti tramite fax.
Lo ha ricordato, con la nota del 25 luglio 2011, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, ciò sulla base di quanto previsto dalla circolare n. 20/08 del Ministero del Lavoro.
Gestione delle comunicazioni di assunzione nel periodo feriale
Precisa tale nota che, con l’istituzione del Libro unico viene abolita la maxisanzione per il lavoro sommerso nei casi in cui l’impresa che si è affidata a consulenti del lavoro si trovi nell’impossibilità di effettuare la Comunicazione obbligatoria mediante il modello telematico (UniLav), per esempio in coincidenza con le ferie o, comunque, con la chiusura dello studio del consulente esterno.
Ciò a condizione però che il datore di lavoro abbia proceduto all’invio della comunicazione preventiva a mezzo fax e mediante il modello “UniUrg”, abilitato alla nuova funzionalità (mentre prima era operativo soltanto per i casi di malfunzionamento dei sistemi informatici ministeriali).
In tale ipotesi il datore di lavoro dovrà documentare agli ispettori l’affidamento degli adempimenti al professionista esterno e la chiusura dello studio, mentre per il professionista resta l’obbligo dell’invio nel primo giorno utile successivo dopo la riapertura dell’ufficio.
Differimento d’agosto anche per il LUL
Le ferie dello studio spostano anche la consegna dei documenti del datore alla DPL.
In caso di differimento di qualche giorno degli obblighi contributivi il Libro Unico va comunque elaborato entro il 16 del mese successivo?
In caso di differimento degli obblighi contributivi (esempio il 20 agosto) risulta conseguentemente differito anche il termine per la compilazione del Libro Unico.
Omissioni, tardività e forzature degli invii telematici producono verifiche sul loro operato.
Tardività, omissioni e forzature degli invii telematici producono controlli sull’attività degli intermediari, ma sarà la quantità delle anomalie commesse a determinare la verifica dell’Agenzia delle Entrate.
Negli ultimi giorni utili per gli invii telematici dei modelli 770/11 semplificato e ordinario, in scadenza il 22 agosto, è decisivo conoscere quali sono le anomalie che determinano la verifica dell’Agenzia delle Entrate sull’operato degli intermediari abilitati.
Si tratta degli ordinari controlli volti a verificare il corretto svolgimento dell’attività di trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali di cui all’art. 3 comma 3 del dpr n.322/98.
Il controllo, effettuato dall’Agenzia delle Entrate in contradditorio con la parte, verte sull’osservanza degli obblighi normativi ed è abbinato a un’analisi dei criteri organizzativi utilizzati per gli invii.
Lo stesso è svolto presso gli studi degli intermediari ed è anticipato da una telefonata dell’Agenzia, alla quale segue l’appuntamento.
Scelta degli intermediari
La scelta degli intermediari da controllare è dettata da un’apposita procedura dell’Agenzia delle Entrate che identifica le anomalie e/o irregolarità negli invii; seguono successive scremature effettuate con criteri ben precisi. La procedura esamina le possibili dichiarazioni omesse, le dichiarazioni scartate e non ritrasmesse, le dichiarazioni tardive, l’assenza di abbinamento tra due intermediari per le dichiarazioni disgiunte, gli eccessivi invii forzati.
Non è detto, però, che ogni anomalia evidenziata dal sistema porti ad una verifica dell’Ufficio; ma sarà il numero delle stesse a determinare la gravità della situazione e la conseguente opportunità di accesso presso gli studi. L’elenco delle anomalie prodotto dal sistema, infatti, passa al vaglio dei funzionari che ne determinano la rilevanza seguendo precisi criteri.
Le tardività vengono esaminate solo se sono superiori a cinque, l’assenza di codice fiscale dell’altro intermediario (per gli invii disgiunti) rileva solo se supera i dieci modelli, le dichiarazioni omesse, invece, solo se sono superiori a tre.
In ogni caso, anomalie al di sotto della soglia, anche riferite ad anni precedenti, saranno riprese in sede di eventuale controllo successivo.
Svolgimento dell’accesso
In via preventiva l’Agenzia delle Entrate contatta telefonicamente l’intermediario ed espone le problematiche emerse negli invii, concordando un appuntamento per le verifiche necessarie da definire nel giro di pochi giorni.
In sede di accesso andrà prodotta la documentazione relativa all’abilitazione concessa, specificando le modalità di tenuta e di conservazione delle chiavi (in luoghi separati e chiusi a chiave per motivi di sicurezza).
Segue un riscontro della postazione informatica e del suo corretto funzionamento con una visione alla struttura (locali e risorse informatiche).
L’indagine prosegue con l’esame delle procedure utilizzate per l’invio delle dichiarazioni:
– predisposizione dei file e delle stampe, impegno a trasmettere, comunicazione di avvenuto ricevimento da parte dell’amministrazione finanziaria, ricevuta di consegna al contribuente dell’impegno all’invio e della copia della dichiarazione con ricevuta di invio, ai fini della tracciabilità degli atti compiuti.
La verifica si spinge anche all’esame dei criteri organizzativi di invio, quindi sui vari aspetti pratici/organizzativi per accertare se essi rappresentano valide misure di controllo dei rischi connessi al processo di trasmissione telematica.
Infine, nelle ipotesi di violazioni, ai sensi della Finanziaria 2007, l’Agenzia delle
Entrate trasmette all’Ordine di appartenenza dell’intermediario gli elementi per l’eventuale adozione di ulteriori provvedimenti.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota pubblicata il 25 luglio 2011)
Per consentire il versamento delle somme dovute a titolo di canone di concessione, penale ed interessi per tardivo versamento del canone di concessione dai titolari di concessione per l’esercizio dei giochi pubblici, ai sensi dell’art. 24, comma 13, lettera a), della Legge 7 luglio 2009, n. 88, con il modello F24 Accise, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 73/E del 25 luglio 2011, ha istituito i seguenti codici tributo:
– “5256” denominato “Canone di concessione dei giochi a distanza”;
“5257” denominato “Penale per tardivo versamento del canone di concessione dei giochi a distanza”;
– “5258” denominato “Interessi per tardivo versamento del canone di concessione dei giochi a distanza”.
In sede di compilazione del modello di versamento F24 Accise, reperibile in formato elettronico sui siti Internet www.agenziaentrate.gov.it e www.aams.gov.it, i suddetti codici tributo sono esposti nella “Sezione Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione:
– nel campo “ente” della lettera “M”;
– nel campo “provincia” della sigla della Provincia ove ha sede il soggetto tenuto al pagamento;
– nel campo “codice identificativo” del codice concessione;
– nel campo “ mese” del semestre cui si riferisce il versamento nel formato “MM” (“01” per il primo semestre, “02” per il secondo semestre);
– nel campo “ anno di riferimento” dell’anno cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.
Come è noto il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 18 luglio 2003 consente la riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie, incluse quelle a titolo di sanzione, di pertinenza dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (“A.A.M.S.”), con le modalità stabilite dall’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241.
Mentre l’art. 24, commi da 11 a 26, della legge 7 luglio 2009, n. 88, contiene disposizioni in materia di gioco a distanza, prevedendo, tra l’altro, i requisiti e le condizioni generali per il rilascio della concessione per l’esercizio del gioco a distanza.
In attuazione di tale articolo, come disposto dal Decreto Direttoriale dell’8 febbraio 2011, l’AAMS ha adottato lo schema di convenzione che prevede che i titolari di concessione per l’esercizio dei giochi pubblici ai sensi dell’articolo 24, comma 13, lettera a), della legge 7 luglio 2009, n. 88 effettuano i versamenti delle somme dovute a titolo di canone di concessione, penale ed interessi per tardivo versamento del canone di concessione.
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