Source: http://95.110.157.84/gazzettaufficiale.biz/atti/2007/20070074/07A02567.htm
Timestamp: 2020-04-07 03:36:29+00:00
Document Index: 115359241

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

Considerata la necessita' di recepire il sistema europeo di classificazione di resistenza al fuoco dei prodotti e delle opere da costruzione per i casi in cui e' prescritta tale classificazione al fine di conformare le stesse opere e le loro parti al requisito essenziale Â«Sicurezza in caso d'incendioÂ» della direttiva 89/106/CE;
1. Il presente decreto si applica ai prodotti e agli elementi costruttivi per i quali e' prescritto il requisito di resistenza al fuoco ai fini della sicurezza in caso d'incendio delle opere in cui sono inseriti.
2. E' considerato Â«prodotto da costruzioneÂ» o Â«prodottoÂ» qualsiasi prodotto fabbricato al fine di essere permanentemente incorporato in elementi costruttivi o opere da costruzione.
3. Le Â«opere da costruzioneÂ» o Â«opereÂ» comprendono gli edifici e le opere di ingegneria civile.
4. Ai fini del presente decreto le parti e gli elementi di opere da costruzione, composte da uno o piu' prodotti anche non aventi specifici requisiti di resistenza al fuoco, sono definite Â«elementi costruttiviÂ».
5. Le Â«norme armonizzateÂ», gli atti di Â«benestare tecnicoÂ», le Â«norme nazionali che recepiscono norme armonizzateÂ», le Â«norme nazionali riconosciute dalla Commissione beneficiare della presunzione di conformitaÂ», di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n. 246, sono di seguito denominati Â«specificazioni tecnicheÂ».
6. Il Â«campo di applicazione diretta del risultato di provaÂ» e' l'ambito, previsto dallo specifico metodo di prova e riportato nel rapporto di classificazione, delle limitazioni d'uso e delle possibili modifiche apportabili al campione che ha superato la prova, tali da non richiedere ulteriori valutazioni, calcoli o approvazioni per l'attribuzione del risultato conseguito.
7. Il Â«campo di applicazione estesa del risultato di provaÂ» e' l'ambito, non compreso tra quelli previsti al precedente comma 6, definito da specifiche norme di estensione.
8. La Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell'interno, e' di seguito denominata Â«DCPSTÂ».
9. Ai fini del presente decreto e' definito Â«laboratorio di provaÂ»:
1. I prodotti e gli elementi costruttivi sono classificati in base alle loro caratteristiche di resistenza al fuoco, secondo i simboli e le classi indicate nelle tabelle dell'allegato A al presente decreto, in conformita' alle decisioni della Commissione dell'Unione europea 2000/367/CE del 3 maggio 2000 e 2003/629/CE del 27 agosto 2003.
4. Le modalita' per la classificazione di prodotti ed elementi costruttivi in base ai risultati di prove di resistenza al fuoco e di tenuta al fumo sono descritte nell'allegato B al presente decreto.
5. Le modalita' per la classificazione di prodotti ed elementi costruttivi in base ai risultati di calcoli sono descritte nell'allegato C al presente decreto.
6. Le modalita' per la classificazione di elementi costruttivi in base a confronti con tabelle sono descritte nell'allegato D al presente decreto.
Art. 3. Prodotti per i quali e' prescritta la classificazione di resistenza
1. I prodotti legalmente commercializzati in uno degli Stati della Unione europea e quelli provenienti dagli Stati contraenti l'accordo SEE e Turchia, possono essere impiegati in Italia in elementi costruttivi e opere in cui e' prescritta la loro classe di resistenza al fuoco, secondo l'uso conforme all'impiego previsto, se muniti della marcatura CE prevista dalle specificazioni tecniche di prodotto.
2. Per i prodotti muniti di marcatura CE la classe di resistenza al fuoco, ove prevista, e' riportata nelle informazioni che accompagnano la marcatura CE e nella documentazione di cui all'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n. 246, e successive modificazioni.
3. Per tutti i prodotti, con esclusione di quelli di cui al successivo comma 4, per i quali non e' ancora applicata la procedura ai fini della marcatura CE in assenza delle specificazioni tecniche e successivamente durante il periodo di coesistenza, l'impiego in elementi costruttivi e opere in cui e' prescritta la loro classe di resistenza al fuoco, e' consentito in conformita' alle specifiche di cui al successivo art. 4.
4. Per le porte e gli altri elementi di chiusura, per le quali non e' ancora applicata la procedura ai fini della marcatura CE in assenza delle specificazioni tecniche e successivamente durante il periodo di coesistenza, l'impiego in elementi costruttivi e opere in cui e' prescritta la loro classe di resistenza al fuoco, e' subordinato al rilascio dell'omologazione ai sensi degli articoli 5 e 6 del decreto del Ministero dell'interno 21 giugno 2004 e consentito nel rispetto dell'art. 3 del medesimo decreto. Al termine del periodo di coesistenza, definito con comunicazione della Commissione dell'Unione europea, detta omologazione rimane valida, solo per i prodotti gia' immessi sul mercato entro tale termine, ai fini dell'impiego entro la data di scadenza dell'omologazione stessa.
5. La documentazione di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo deve essere prodotta in lingua italiana ovvero accompagnata dalla traduzione in lingua italiana in conformita' alle norme vigenti.
Art. 4. Elementi costruttivi per i quali e' prescritta la classificazione di
1. Gli elementi costruttivi, per i quali e' prescritta la classificazione di resistenza al fuoco, possono essere installati ovvero costruiti in opere destinate ad attivita' soggette ai regolamenti di prevenzione incendi, in presenza di certificazione redatta da professionista in conformita' al decreto del Ministro dell'interno 4 maggio 1998, che ne attesti la classe di resistenza al fuoco secondo le modalita' indicate all'art. 2, commi 4, 5, 6 del presente decreto.
3. Qualora la classificazione di resistenza al fuoco degli elementi costruttivi sia ottenuta attraverso la sola modalita' indicata all'art. 2, comma 4 del presente decreto, la certificazione di cui al precedente comma 1 garantisce che l'elemento costruttivo ricada all'interno del campo di diretta applicazione del risultato di prova. In caso contrario la classificazione di resistenza al fuoco deve fare riferimento alla ulteriore documentazione resa disponibile dal produttore, in conformita' alle prescrizioni di cui all'allegato B al presente decreto.
rapporti emessi dal 1Â° gennaio 1986 al 31 dicembre 1995: fino a tre anni dall'entrata in vigore del presente decreto;
rapporti emessi dal 1Â° gennaio 1996: fino a cinque anni dall'entrata in vigore del presente decreto.
2. Per i prodotti e gli elementi costruttivi di opere esistenti, le cui caratteristiche di resistenza al fuoco siano state accertate dagli organi di controllo alla data di entrata in vigore del presente decreto, non e' necessario procedere ad una nuova determinazione delle prestazioni di resistenza al fuoco anche nei casi di modifiche dell'opera che non riguardino i prodotti e gli elementi costruttivi stessi.
3. Nelle costruzioni il cui progetto e' stato approvato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco, ai sensi dell'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, in data antecedente all'entrata in vigore del presente decreto, e' consentito l'impiego di prodotti ed elementi costruttivi aventi caratteristiche di resistenza al fuoco determinate sulla base della previgente normativa, ferme restando le limitazioni di cui al precedente comma 1.
----> vedere allegati da pag. 9 a pag. 25 del S.O. <----