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Timestamp: 2019-07-20 12:52:51+00:00
Document Index: 79441836

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 199', 'art. 25', 'art. 12', 'art. 199', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 199', 'sentenza ', 'art. 321', 'art. 199', 'art. 199', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 199', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 199', 'sentenza ', 'art. 205', 'art. 109']

Art. 199 codice penale: Sottoposizione a misure di sicurezza: disposizione espressa di legge | La Legge per tutti
Art. 199 codice penale: Sottoposizione a misure di sicurezza: disposizione espressa di legge
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza che non siano espressamente stabilite dalla legge e fuori dei casi dalla legge stessa preveduti (1).
Legge: [v. 1].
(1) Nell’impostazione originaria del cd. «doppio binario» introdotto dal codice Rocco, la pena assumeva una funzione repressiva (legata al reato e alla colpevolezza), mentre la misura di sicurezza rivestiva una funzione preventiva (legata alla pericolosità sociale) di tutela della collettività e rieducativa: per questo motivo, alla prima si assegnava carattere giurisdizionale, mentre alla seconda era riconosciuto un profilo spiccatamente amministrativo. Oggi, invece, si ritiene che anche la misura di sicurezza rientri nell’alveo della giurisdizione, sia perché, di fatto, è forse più afflittiva della pena (Fiandaca-Musco), sia perché viene irrogata all’esito di un procedimento giurisdizionale ed eseguita sotto il controllo del giudice di sorveglianza.
Sottoposizione a misure di sicurezza
In tema di libertà vigilata, la persistenza della pericolosità accertata in sede di riesame della stessa comporta soltanto il prolungamento della misura di sicurezza originariamente applicata, e non può determinarne, in assenza di trasgressione agli obblighi imposti, l'aggravamento. (Annulla con rinvio, Trib.sorv. Salerno, 23/01/2013 )
In tema di cosiddetto "patteggiamento allargato", allorché sia applicata una pena detentiva superiore ai due anni, congiunta o meno a pena pecuniaria, è consentita, nei congrui casi, l'applicazione di pene accessorie e misure di sicurezza, quand'anche non automatiche e rimesse alla valutazione discrezionale del giudice, ferma restando la necessità, ove occorra, di accertare la sussistenza in concreto della pericolosità sociale dell'imputato. (In motivazione la Corte ha precisato che, trattandosi di conseguenze prevedibili, l'imputato può sempre evitarne l'applicazione subordinando l'efficacia della richiesta di patteggiamento all'esclusione delle pene accessorie o delle misure di sicurezza, con facoltà per il giudice di rigettarla ove ritenga di doverle applicare). Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Voghera, 22/06/2011
Cassazione penale sez. III 14 dicembre 2011 n. 3107
Lo strumento di cui all'art. 12 sexies d.l n. 306/92 ( conv. con l. n. 356/92) assolve essenzialmente una funzione special-preventiva, assume i connotati di una misura di sicurezza patrimoniale - sia pure atipica - finalizzata ad evitare l'accumulo di ricchezze di provenienza delittuosa. Pertanto, tale strumento può essere disposto anche per fatti anteriori alla sua entrata in vigore, atteso che, ai sensi degli art. 199 e 200 c.p. e dei principi contenuti nell'art. 25 cost., deve escludersi che in tema di applicazione di una misura di sicurezza operi il principio di irretroattività della legge penale, con l'effetto che detta misura è applicabile anche ai reati commessi nel tempo in cui non era legislativamente prevista ovvero era diversamente disciplinata.
Cassazione penale sez. VI 06 marzo 2009 n. 25096
La confisca prevista dall'art. 12 sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306, conv. in l. 7 agosto 1992 n. 356, prevista in relazione a determinate tipologie di reato di particolare allarme sociale, ha ad oggetto beni che risultino nella disponibilità del condannato di valore sproporzionato rispetto al reddito dallo stesso dichiarato o ai proventi della sua attività economica, fatta salva l'ipotesi in cui si offra una giustificazione credibile circa la legittima provenienza degli stessi beni: si tratta di uno strumento che assolve essenzialmente una funzione special-preventiva, assumendo i connotati di una misura di sicurezza patrimoniale (sia pure atipica) finalizzata ad evitare l'accumulo di ricchezze di provenienza delittuosa ed è equiparabile all'affine misura di prevenzione di cui alla l. n. 575 del 1965. In questa prospettiva, dovendosi escludere, ai sensi degli art. 199 e 200 c.p. e dei principi contenuti nell'art. 25 cost., che in tema di applicazione di una misura di sicurezza operi il principio di irretroattività della legge penale, la confisca "de quo" è applicabile anche in reati commessi nel tempo in cui non era legislativamente prevista ovvero era diversamente disciplinata.
Ufficio Indagini preliminari Pisa 05 novembre 2007 n. 367
È illegittima la statuizione di una sentenza di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p. per illecito edilizio con la quale, equiparati sostanzialmente gli effetti ablatori dell'ordine di demolizione a quelli conseguenti alla misura di sicurezza patrimoniale della confisca, si disponga il mantenimento del sequestro preventivo sull'immobile abusivo di cui sia stata ordinata la demolizione; detta equiparazione è difatti contraria al principio di tassatività delle misure di sicurezza, sancito dall'art. 199 c.p. Con la sentenza di condanna di primo grado per illecito edilizio, deve sempre disporsi la restituzione all'avente diritto dell'immobile sequestrato ex art. 321 c.p.p.
Cassazione penale sez. III 03 febbraio 2001
Le misure alternative alla detenzione previste dall'ordinamento penitenziario possono essere concesse solo con riferimento alla esecuzione delle "pene" e non anche per le misure di sicurezza disciplinate dagli art. 199 s. c.p.
Cassazione penale sez. I 05 febbraio 1999 n. 1058
In virtù del combinato disposto degli art. 199 e 200 c.p. e dei principi affermati dall'art. 25 cost., deve escludersi che in tema di applicazione delle misure di sicurezza operi il principio di irretroattività della legge di cui all'art. 2 c.p., sicché le misure predette sono applicabili anche ai reati commessi nel tempo in cui non erano legislativamente previste ovvero erano diversamente disciplinate quanto a tipo, qualità e durata. (Fattispecie relativa all'applicazione della confisca prevista dall'art. 12 sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306 - come introdotto dall'art. 2 d.l. 20 giugno 1994 n. 399 - ad un reato di usura commesso precedentemente all'entrata in vigore delle predette disposizioni).
Cassazione penale sez. II 03 ottobre 1996 n. 36551
L'ordine di demolizione ex art. 7, ultimo comma, l. 28 febbraio 1985, n. 47 non può essere qualificato "sanzione giurisdizionale atipica ad effetto ablativo", assimilabile parzialmente alla confisca obbligatoria e sostitutivo ed assorbente del sequestro probatorio o preventivo, perché non è concepibile un'assimilazione parziale dell'ordine di demolizione ad una misura di sicurezza, atteso il principio di tassatività delle stesse (art. 199 c.p.), mentre i dettati degli artt. 262 comma 4 e 323 comma 3 c.p.p. consentono il permanere del sequestro dopo la sentenza definitiva solo se sia disposta la confisca. Pertanto non è possibile mantenere il sequestro probatorio o preventivo di una costruzione abusiva dopo la sentenza definitiva.
Cassazione penale sez. III 13 gennaio 1995 n. 104
Nessuna delle misure di sicurezza tra quelle indicate tassativamente dagli artt. 215 e 236 c.p., in relazione all'art. 199 stesso codice, può essere applicata al colpevole che sia stato prosciolto per una causa diversa da quelle previste espressamente dagli artt. 49 (reato impossibile), 115 (istigazione ed accordo a commettere un delitto), 222 (reato commesso da persona non imputabile per infermità mentale e situazioni a queste equiparate), 224 (reato commesso da minore degli anni quattordici) c.p., in quanto presupposto indefettibile delle misure di sicurezza - compresa quella della libertà vigilata che ha carattere generale - prevedute dal codice penale, è l'esistenza di una sentenza di condanna (salvo il disposto dell'art. 205 comma 2 in relazione all'art. 109 c.p.).