Source: http://religionhour.blogspot.com/2015/12/social-network-approfondimenti-normativi.html
Timestamp: 2017-11-22 09:15:01+00:00
Document Index: 77338196

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.96', 'art.97', 'art.4', 'art.13', 'art.7', 'art.167']

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la Rete internet con:
Richieste di informazioni generali in siti ove si naviga e dove ci si registra per poi effettuare prenotazioni o acquistare beni:
Nuovo teatro ove si concretizzano vecchie e nuove fattispecie criminose.
Puntuale risposta della giurisprudenza al riguardo, è la sentenza n.46674 del 2007 della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna di un soggetto creatore un account di posta elettronica intestato ad un'altra persona, utilizzato per instaurare rapporti con altri utenti della Rete inducendoli, quindi, in errore.
Postare immagini altrui. (Privacy, diritto d'autore e diritto all'immagine)
In tutto questo interviene anche la Legge sulla protezione del diritto d’autore L.633/41, indicando nel consenso (art.96) la scriminante che esclude la responsabilità di colui che pubblica l’immagine fuori dai casi consentiti dalla legge e detta: “Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente .”
Non occorre il consenso se la persona è nota e neanche se è fotografata in virtù di qualche ufficio pubblico che ricopre, o per ragioni di giustizia o di polizia, oppure per scopi scientifici, didattici, culturali, oppure perché la riproduzione è legata a fatti, avvenimenti, cerimonie di pubblico interesse o che comunque si sono svolte in pubblico ( art.97).
La questione assume rilievo sia da un punto di vista civilistico che penale. L’immagine di un soggetto deve essere considerata sicuramente “dato personale”, così come previsto dall’art.4 della Legge 196/2003 sulla tutela della privacy e, ai sensi dell’art.13 dello stesso codice, il titolare del trattamento dei dati ha l’obbligo di informare preventivamente l’interessato che il suo dato (immagine fotografica) potrà formare oggetto di trattamento, dando la possibilità all’interessato di esercitare in qualsiasi momento i diritti previsti dall’art.7 della L.196/2003 per ottenere:
Anche nei casi di esclusione, sopra esposti è necessario, comunque il consenso dell’interessato laddove l’esposizione o la messa in commercio possa arrecare danno alla reputazione ed al decoro della persona ritratta (comma 2 - articolo 97).
Il diritto all’immagine è, altresì, tutelato dal codice civile, integrato dalle disposizioni speciali della L.633/41, che all’articolo 10 così detta: "Qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta,o pubblicata fuori dai casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni.” Il legislatore ha, inoltre, previsto per le violazioni più gravi circa il trattamento dei dati personali, sanzioni penali puntualmente dettate dall’art.167 “trattamento illecito di dati” del codice in materia di protezione dei dati personali, che così recita: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18.19.23.124.126 e 130, ovvero in applicazione dell’articolo 129,è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.
1. "al fine di trarne per sé e per altri profitto oppure arrecare un danno ad altri” (elemento soggettivo). Il termine “profitto” viene utilizzato dal legislatore al fine di abbracciare una vasta gamma di vantaggi e benefici che rivestono necessariamente carattere di natura economica-patrimoniale.
2. se dal fatto deriva nocumento” , intendendo con detto termine una reale e tangibile lesione del bene sottoposto a tutela.
“ Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi e con la multa fino a 516 euro. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino due milioni, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato.Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone.”
Fonte: https://www.commissariatodips.it/approfondimenti/social-network/approfondimenti-normativi.html
Pubblicato da Prof.RH Plus a 17:27