Source: https://www.exeo.it/Articoli/6572/localizzazione-aree-comprese-in-un-peep.aspx
Timestamp: 2019-08-23 07:35:23+00:00
Document Index: 135948981

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 42']

Qui sono visibili 10000 caratteri su 5205 caratteri complessivi dell’articolo
L’art. 3 della legge n. 167/1962 stabilisce ai commi 2 e 5, che le aree da comprendere nei piani di zona per l’edilizia economica e popolare sono, di norma, scelte nelle zone destinate ad edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, con preferenza in quelle di espansione dell'aggregato urbano, e che, in assenza di piano regolatore approvato, dette zone riservate all'edilizia economica e popolare sono comprese in un programma di fabbricazione compilato a norma dell'art. 34 della legge n. 1150/1942 e da approvarsi con la medesima procedura prevista per l’approvazione dei piani di zona.
La preventiva individuazione nel P.R.G. delle aree destinate a ospitare gli interventi di edilizia economica e popolare, ovvero l’inquadramento del piano di zona E.E.P. nell’ambito di un programma di fabbricazione, rispondono alla finalità – da tempo messa in luce dalla giurisprudenza – di ricondurre la predisposizione dei piani di zona per l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia popolare ed economica al rispetto delle scelte programmatorie assunte con gli strumenti urbanistici primari, che gli strumenti secondari – ivi compreso il P.E.E.P. – sono deputati ad attuare.
La scelta dell’amministrazione di realizzare il p.e.e.p. in una determinata zona anziché in altre zone ugualmente idonee in base al PRG, è scelta discrezionale non sindacabile se non ab extrinseco dal giudice. L’art. 3 della L. n. 167/1962 prevede espressamente che i p.e.e.p. vadano realizzati di norma nelle zone di espansione individuate dal PRG; un onere motivazionale rafforzato potendosi semmai affermare solo se il p.e.e.p. viene previsto in zone diverse da quelle di espansione.
L’art. 3 della L. n. 167/1962 prevede espressamente che i p.e.e.p. possano essere realizzati anche in aree sulle quali insistono già dei fabbricati, la cui demolizione sia ritenuta indispensabile per la realizzazione del piano.
In linea di principio è vero che la localizzazione delle aree comprese in un PEEP deve tenere conto non tanto della situazione proprietaria delle aree medesime, quanto delle esigenze della collettività e dell'idoneità oggettiva dei fondi compresi nel perimetro di piano, secondo la valutazione ampiamente discrezionale dell’amministrazione procedente. Tuttavia si traduce in manifesta ed irragionevole disparità di trattamento, l'avere all'interno di una ZTO avente destinazione “C” di espansione con una percentuale di volumetria da destinare all'edilizia pubblica, localizzato quest'ultima solo su alcuni fondi con l’effetto di “liberare” da ogni vincolo i terreni confinanti pur compresi all'interno della zona, senza alcuna... _OMISSIS_ ...eresse pubblico sottese a tale scelta.
La localizzazione delle aree per l'attuazione dei piani di edilizia economica e popolare deve avvenire nelle zone destinate dal piano regolatore generale ad edilizia residenziale, con preferenza per la zona di espansione, salva la possibilità di utilizzare, se necessario, aree con diversa destinazione urbanistica previa adozione di apposita variante allo strumento urbanistico generale.
Il comma 2 dell’art. 3 della legge nr. 167 del 1962 non stabilisce un obbligo assoluto di impiego delle aree già destinate a edilizia economica e popolare per il ricorso ai Piani di Zona, limitandosi a prevedere che “di norma” così debba essere; ciò comporta solo un rinforzato onere motivazionale a sostegno della scelta di ricorrere ad aree aventi una diversa destinazione urbanistica pregressa.
Il piano di zona per l’edilizia economica e popolare individua quella particolare porzione di territorio comunale specialmente destinata alla costruzione di alloggi a carattere economico e popolare (ed alle relative opere e servizi complementari, urbani e sociali). Esso dunque non può essere utilizzato per individuare aree dove gli alloggi di edilizia economica e popolare sono già presenti.
Una volta accertata la legittimità dei provvedimenti che hanno imposto il vincolo preordinato all’espropriazione e dichiarato la pubblica utilità delle opere, non sussiste l'interesse del privato a censurare la scelta del Comune, operata in sede di variante al peep, di collocare sulla porzione di proprietà del privato stesso, attrezzature di interesse collettivo anziché edifici residenziali. Questa variante, infatti, non incide in alcun modo né sull’entità del sacrificio imposto ai ricorrenti ai sensi dell’art. 42, comma 3, Cost., né sull’entità dell’indennità di espropriazi... _OMISSIS_ ...