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Timestamp: 2018-01-18 02:16:44+00:00
Document Index: 95256876

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 2']

﻿ Circolare 05 novembre 2013, n. 32/E dell'Agenzia delle entrate - Aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 21 al 22 per cento - Studio Cerbone
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AGENZIA DELLE ENTRATE – Circolare 05 novembre 2013, n. 32/E
1. Aumento dell’aliquota IVA ordinaria 3
2. Criteri applicativi 4
3. Correzione degli errori 5
4. Settori particolari: Servizi di somministrazione di acqua, luce, gas, ecc. 6
L’articolo 40, comma 1-ter, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 (da ultimo modificato dall’articolo 11, comma 1, lett. a), del D.L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99) ha stabilito l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’IVA dal 21 al 22 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2013 (NOTA 1).
Diversamente da quanto disposto in relazione al precedente aumento dell’aliquota ordinaria dal 20 al 21 per cento, intervenuto il 17 settembre 2011 (NOTA 2), il legislatore non ha modificato le norme specifiche del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (di seguito “d.P.R. 633”) e, pertanto, occorre coordinare in via interpretativa la nuova misura con le disposizioni del d.P.R. 633 che fanno riferimento alla aliquota ordinaria e alla percentuale di scorporo da applicare al corrispettivo delle operazioni effettuate dai commercianti al minuto e dagli esercenti le attività indicate nell’articolo 22 del d.P.R. 633.
In particolare, si ricorda che la nuova aliquota del 22 per cento si applica alle operazioni effettuate a partire dalla entrata in vigore di tale misura e che ai fini della individuazione del momento di effettuazione rilevano, per quanto concerne le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, l’articolo 6 del d.P.R. 633, per quanto concerne gli acquisti intracomunitari di beni, l’articolo 39 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla L. 29 ottobre 1993, n. 427, per quanto concerne le importazioni, l’articolo 201 del codice doganale comunitario (NOTA 3).
In relazione agli acquisti intracomunitari si ricorda che, ai sensi dell’articolo 39 del D.L. n. 331 del 1993, dal 1° gennaio 2013, (NOTA 4)il momento di effettuazione coincide con l’inizio del trasporto o della spedizione dei beni a partire dallo Stato membro di provenienza e non più con quello di consegna o di arrivo nel territorio dello Stato di destinazione. Questo in conformità con l’articolo 68, secondo comma, della Direttiva del Consiglio n. 2006/112/CE del 28 novembre 2006 (in seguito “la Direttiva”), in base al quale l’acquisto intracomunitario si considera effettuato “nel momento in cui è considerata effettuata la cessione di beni analoghi nel territorio dello Stato membro”.
In riferimento all’IVA per cassa si precisa che l’aliquota IVA applicabile resta comunque determinata sulla base del momento di effettuazione dell’operazione, individuato secondo i criteri ordinari sopra richiamati. Il cosiddetto “cash accounting”, introdotto dall’articolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, prevede, infatti, deroghe in relazione al momento della esigibilità dell’imposta e dell’esercizio della detrazione ma non modifica i criteri di effettuazione delle operazioni. Si ricorda che per coloro che optano per il regime dell’IVA per cassa, in quanto hanno un volume di affari non superiore ai due milioni di euro, l’articolo 32- bis dispone che l’IVA relativa alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di altri soggetti passivi IVA diventa esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi, ovvero, al più tardi, decorso un anno dall’effettuazione dell’ operazione. Allo stesso tempo, per gli stessi soggetti, il diritto alla detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti è sospeso fino al momento del pagamento dei propri fornitori.
1) Al riguardo si ricorda il complesso iter normativo che ha portato a tale modifica. Il citato comma 1-ter, infatti, è stato inserito nell’articolo 40 del d.l. n. 98 dalla legge di conversione 15 luglio 2011, n. 111; è stato modificato dall’articolo 1, comma 6, lett. a), del d.l. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sostituito dall’art. 18, comma 1, lett. a), D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214, modificato dall’art. 21, comma 1, lett. a), D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 135 e sostituito dall’art. 1, comma 480, L. 24 dicembre 2012, n. 228, a decorrere dal 1° gennaio 2013. Successivamente il presente comma è stato così modificato dall’art. 11, comma 1, lett. a), D.L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 99 che ha differito al 1° ottobre la decorrenza dell’aumento, dapprima stabilita al 1° luglio 2013 dall’art. 1, comma 480, della legge n. 228 del 2012.
2) Ad opera dei commi da 2-bis a 2-quater, dell’art. 2 del d.l. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.
3) Regolamento del Consiglio n. 2913/92 del 12 ottobre 1992
4) Per effetto delle modifiche apportate dall’articolo 1, comma 326, lett. b), della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e riguarda ora sia le cessioni intracomunitarie sia gli acquisti intracomunitari di beni.
Circolare 21 maggio 2013 n. 16/E – Agenzia delle Entrate
Circolare del 10 giugno 1998 n. 145 – Min. Finanze – Dip. Entrate Aff. Giuridici Serv. VII