Source: https://www.gbsoftware.it/legginotizia_DocWeb.asp?idnews=34280&Tipo=98&MatriceVuota=0&LinkQuadro=&IdNewsCorrelati=&CAMPI=&p_NomeBottone=BILANCIOEUROPEODEP&p_idapp=68&p_anno=2016&p_codmsk=0
Timestamp: 2019-08-24 23:03:09+00:00
Document Index: 97880507

Matched Legal Cases: ['art. 2477', 'art. 2429', 'art. 2426', 'art. 14', '§ 4', 'art. 2434', '§ 5']

Bilancio da depositare al Registro Imprese
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N° doc. 34.280
Per il Bilancio Tardivo 2016 (con applicazione e tassonomia 2018) far riferimento all'apposita guida on line.
4.2.1.1 Le novità per la campagna Bilanci 2017
5.DOCUMENTI in PDF/A 5.1 Regole generali per la redazione dei documenti in PDF/A
5.2 Relazione sulla gestione
5.3 Relazione sindaci
5.3.0 Inquadramento teorioco
5.3.1.3 Primo Paragrafo
5.3.1.4 Secondo Paragrafo
5.3.1.6 Richiami di informativa
5.3.2.1 Relazione del Collegio Sindacale (versione completa)
5.3.2.2 Relazione con giudizio positivo senza rilievi
5.3.2.3 Relazione con giudizio con rilievi per deviazione dalle norme di redazione del Bilancio
5.3.2.4 Relazione con giudizio con rilievi per limitazioni allo svolgimento di procedure di revisione
5.3.2.5 Relazione con giudizio con rilievi per mancanza di sufficienti elementi probatori
5.3.2.6 Relazione con giudizio negativo a causa di deviazione dalle norme che disciplinano il Bilancio e dai Principi contabili
5.3.2.7 Relazione con impossibilità di esprimere un giudizio per grave mancanza di elementi probativi
5.3.3 Casi particolari
5.3.3.1 Situazione di incertezza
5.3.3.2 Situazione di crisi
Lo schema di bilancio IV direttiva, così come modificato a seguito del D.Lgs.139/2015, può essere presentato nella 3 forme:
La nota integrativa, conforme alla tassonomia 2016-11-14, costituisce parte integrante del bilancio di esercizio allo scopo di fornire ulteriori informazioni quantitative e descrittive, completando i dati dei prospetti contabili dello Stato patrimoniale, del Conto economico e del Rendiconto finanziario (obbligatorio da quest’anno solo per chi presenta il bilancio ordinario).
In base al giudizio che è possibile esprimere in seguito all’attività di controllo, GBsoftware propone dei documenti base alternativi:
Relazione Collegio Sindacale completa
Relazione con giudizio positivo
Relazione con giudizio con rilievi per deviazione dalle norme
Relazione con giudizio con rilievi per limitazione alle procedure di revisione
Relazione con giudizio con rilievi per mancanza di elementi probativi
Relazione con giudizio negativo per deviazione dalle norme
Relazione con impossibilità di esprimere giudizio per mancanza sufficienti elementi probativi
In caso di inserimento dei saldi di bilancio a macro-voci, quindi attribuendo l’importo NON al conto ma direttamente alla voce di bilancio, la scelta schema non è da qui modificabile ma riproporrà lo schema in base a quello prescelto nella gestione dei saldi di bilancio (contesto in cui è possibile cambiare lo schema).
Esempio: ho caricato a macro-voci un bilancio ordinario, in scelta schema è proposto lo schema ordinario e sarà caricata la relativa nota integrativa.
- Le voci 1, 2, 5, 6, 7, 8, 9, 10,11 e 18 sono riprese dall’ Anagrafica Generale della ditta
- Nei campi verdi si apre un menù a tendina, con le alternative da scegliere, con il dato 'NO' di default.
I dati anagrafici del bilancio (relativo all’anno n) sono quelli presenti in archivio alla data di presentazione del bilancio (di regola anno n+1) tranne il Capitale sociale, versato e stato di liquidazione, perché la procedura utilizza quelli esistenti a fine anno n. Se invece l’utente preferisce utilizzare come dati anagrafici TUTTI i dati esistenti a fine anno n, sarà sufficiente deselezionare l’apposito check:
Riporre particolare attenzione alla scelta dell’anno n, o n+1, quando si modificano i dati in Anagrafica.
Essa stabilisce quindi le disposizioni generali per la redazione e la struttura dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. La riforma del bilancio di cui al D.Lgs 139/2015 attuativo della Direttiva 2013/34/UE, dal 2016 modifica gli schemi ed i criteri di valutazione, introduce il rendiconto finanziario e il nuovo schema micro-imprese.
I Bilanci d’esercizio relativi a periodi amministrativi chiusi il 31 Dicembre 2016 o successivamente, devono essere conformi alla Nuova Tassonomia Integrata (versione 2016-11-14) che ricomprende in un unico file, codificato nel formato XBRL, sia il Bilancio che la Nota Integrativa.
Novità per l’anno 2017
Rendiconto finanziario obbligatorio per i bilanci in forma ordinaria
Novità della versione 2016 c'è la possibilità di scorrere i documenti utilizzando le freccie poste in alto a destra oppure i tasti 'pag.su' e 'pag.giù' della tastiera.
il primo “Introduzione, Nota Integrativa” e l’ultimo:”Dichiarazione di conformità”. Per gli altri prospetti e tabelle c’è invece discrezionalità di compilazione/inclusione/esclusione.
È possibile “lavorare” solo con i prospetti INCLUSI attivando il pulsante .
Se la differenza è causata da un errore contabile, si interviene per eliminarlo. A volte, invece, la segnalazione può essere causata da somme concordanti di più arrotondamenti.
Il controllo Validazione (come quello Quadratura) può essere richiamato anche durante la compilazione della Nota Integtiva senza attendere la validazione/definitivo per fascicolo, selezionando della seconda sezione.
Terminata l’elaborazione del documento, se non sono segnalati errori nei controlli preliminari indicati nel punto 4.2.3.3.8 (Controllo Quadrature e Controllo Validazione) di questa guida, si può procedere alla produzione del file contenente Bilancio e Nota Integrativa o il Bilancio micro-imprese, codificato in XBRL sulla base della versione 14-11-2016 della Tassonomia Integrata.
È possibile spostare il file creato in qualsiasi altro percorso (magari non cancellarlo). Si ricorda che, in caso di eventuali modifiche apportate successivamente alla produzione del file, esse avranno effetto unicamente nel file salvato nel percorso preimpostato da GB!
Si fa presente che la riclassificazione adottata nella presente Relazione sulla Gestione, opera secondo la natura degli oneri e proventi, sono quindi distinti costi e ricavi straordinari che, nel bilancio civilistico, risultano diversamente riclassificati, cioè collocati nel valore della produzione, nell'area finanziaria o comunque in voci aventi natura ordinaria. Ciò è conseguenza della riforma degli schemi e criteri del bilancio, operata dal D.Lgs.139/2015, con esclusivo riferimento ai bilanci civilistici 2016, che ha soppresso l'area straordinaria dal conto economico, ma non ha mutato la natura degli oneri o proventi che vi erano inclusi. La riclassificazione adottata nella Relazione sulla Gestione è quindi idonea a qualificare e quantificare in modo corretto i fenomeni di bilancio, e garantisce sia la comparabilità con le relazioni dei precedenti esercizi, che il rispetto della dottrina e prassi in materia di calcolo degli indici di bilancio rispetto alla natura effettiva delle componenti a prescindere dalla loro qualificazione contabile.
Il nuovo art. 2477 C.c. prevede le situazioni in cui si rende obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o di un revisore.:
2. La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni.
3. La nomina dell’organo di controllo o del revisore è altresì obbligatoria se la società:
6. L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo e al terzo comma deve provvedere, entro 30 giorni, alla nomina dell’organo di controllo o del revisore. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.
Pertanto, qualora si rende necessaria tale nomina, il bilancio va corredato della relazione prevista all’ art. 2429 C.c.:
Il Collegio Sindacale/Sindaco Unico, anche quando non ha la funzione di controllo contabile deve considerare il bilancio d’esercizio ed i documenti che lo accompagnano.
In applicazione dell’obbligo di vigilanza sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo, conserva taluni compiti di vigilanza sul bilancio d’esercizio, senza per questo, almeno in linea teorica, sovrapporsi all’operato della società di revisione o del revisore esterno.
4) gli adempimenti relativi alla disposizione dell’art. 2426, n. 5 e 6, c.c. (espressione del consenso all’iscrizione in bilancio, tra le immobilizzazioni immateriali, dei costi di impianto e ampliamento, dei costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità e dell’avviamento).
Il primo paragrafo deve identificare:
Il secondo paragrafo contiene la descrizione della portata della revisione legale, precisando:
- una descrizione del lavoro svolto e se esso fornisce una ragionevole base per esprimere il giudizio;
- un riferimento alla relazione di revisione relativa al bilancio del precedente esercizio, per quanto riguarda i dati comparativi.
Nella Relazione con giudizio positivo senza rilievi, il giudizio viene espresso nel terzo paragrafo.
In tutti gli altri tipi di relazione nel terzo paragrafo vengono descritte eventuali limitazioni/mancanze che impediscono la formulazione di un giudizio senza rilievi, ed eventuali motivazioni che hanno portato alla formulazione di un giudizio negativo/all’impossibilità di esprimere un giudizio.
1) Giudizio senza rilievi o positivo;
2) Giudizio con rilievi;
3) Giudizio negativo;
4) Dichiarazione di impossibilità di esprimere il giudizio.
Il revisore può esporre, nel paragrafo successivo a quello del giudizio, un richiamo d’informativa, riportando delle informazioni di particolare rilevanza che meritano di essere richiamate ai fini di un giudizio maggiormente completo.
Secondo quanto dettato dall’art. 14, co2 lettera e) del DL 39/2010, la Relazione di revisione deve contenere “un giudizio sulla coerenza della Relazione sulla gestione con il bilancio” .
In questo documento sono riportate tutte le possibili casistiche che si possono presentare e rispettivamente tutti i giudizi che un revisore può esprimere in merito ad esse.
L’utente, avendo a disposizione l’intero quadro d’insieme, può impostare e personalizzare la struttura della Relazione in base alle proprie esigenze.
Questo documento può essere adottato come base qualora non siano state riscontrate né deviazioni di effetto significativo dalle norme di legge e dai principi contabili di riferimento, né significative limitazioni allo svolgimento di procedure di revisione ritenute necessarie nell’applicazione degli statuiti principi di revisione.
Secondo la bozza di “Norme di comportamento” CNDC e CNR del 2004 (§ 4.1), l’emissione di un giudizio senza rilievi “indica implicitamente che qualsiasi cambiamento di principi contabili o dei loro metodi di applicazione, egli effetti di tali modifiche, sono stati adeguatamente determinati e indicati nel bilancio”. Pertanto, il bilancio non appare viziato da errori rilevanti e risulta, nel suo complesso, attendibile.
L’espressione del giudizio senza rilievi da parte del revisore ha effetti anche ai fini della validità della delibera di approvazione del bilancio: l’art. 2434-bis co. 2 c.c. prevede, infatti, che la delibera di approvazione del bilancio su cui il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale ha formulato un giudizio privo di rilievi possa essere impugnata da tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale.
Il revisore esprime un giudizio con rilievi se giudica gli effetti dei rilievi emersi (mancanza di conformità alle norme ovvero limitazioni al processo di revisione) non così rilevanti da compromettere l’attendibilità e la capacità informativa del bilancio considerato nel suo insieme.
In altri termini, se la presenza dei rilievi non altera complessivamente la chiarezza del bilancio e la sua capacità di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico della società.
A titolo meramente esemplificativo, si segnalano di seguito alcuni dei casi più frequenti di deviazione dalle norme di legge o dai principi contabili nazionali per un bilancio d’esercizio redatto secondo le norme di legge:
- insufficienti ammortamenti ordinari;
- capitalizzazione nelle immobilizzazioni di costi che dovevano essere imputati a conto economico;
- indebita capitalizzazione di oneri finanziari nelle immobilizzazioni;
- mancata svalutazione di titoli e partecipazioni;
- mancata svalutazione di rimanenze obsolete o a lento rigiro;
- commesse di lavorazione in proprio, valutate nelle rimanenze sulla base dello stato di avanzamento a presunto ricavo;
- rimanenze non svalutate quando il valore di mercato è inferiore al costo;
- crediti non recuperabili non svalutati o svalutazione indebita di crediti recuperabili;
- mancato rispetto del principio di competenza per vendite di immobilizzazioni o di rimanenze;
- fondi rischi ed oneri eccedenti o carenti;
- sottovalutazione del TFR;
- carenza di stanziamenti per fatture da ricevere o per oneri di lavoro (ferie, tredicesima, quattordicesima, ecc);
- situazioni di incertezza non adeguatamente descritte e trattate dagli amministratori;
- informazioni obbligatorie in Nota Integrativa carenti.
In questi ed in analoghi casi il revisore dovrà:
- quantificare gli effetti della deviazione sulla voce di bilancio coinvolta nonché, tenendo conto sia degli effetti fiscali correnti e differiti sia della competenza, gli effetti sul patrimonio netto e sul risultato di esercizio;
- considerare se gli effetti significativi di quanto riscontrato, dal punto di vista quantitativo o qualitativo:
• siano così rilevanti e pervasivi da rendere inattendibile il bilancio nel suo complesso. In tal caso, il revisore esprimerà un giudizio negativo.
• non siano così rilevanti da compromettere l’attendibilità e la capacità informativa del bilancio considerato nel suo complesso. In tal caso, il revisore esprimerà un giudizio con rilievi.
In ogni caso, nel paragrafo che precede il giudizio, il revisore dovrà descrivere chiaramente la natura della deviazione riscontrata ed i suoi effetti sulla voce coinvolta, sul patrimonio netto e sul risultato di esercizio, al netto dei relativi effetti fiscali correnti e differiti.
In caso di più rilievi, si può suddividere questo paragrafo in più sottoparagrafi (es. 3.1, 3.2, ecc.) o, alternativamente, numerare progressivamente più paragrafi di rilievo, avendo cura poi di numerare di conseguenza il paragrafo che contiene il giudizio.
Questo documento può essere preso come base nel caso in cui il revisore abbia riscontrato delle limitazioni allo svolgimento delle procedure di revisione: la voce o le voci di bilancio coinvolte dalla limitazione potrebbero contenere errori o essere corrette, ma il revisore non è in grado di verificarlo e quindi di esprimersi su di esse.
A titolo meramente esemplificativo, si segnalano alcuni dei casi più frequenti di limitazione allo svolgimento di procedure di revisione ritenute necessarie:
- motivata indisponibilità dei bilanci di società partecipate;
- diniego da parte della società all’invio a terzi di richieste di conferma;
- diniego al rilascio della lettera di attestazione;
- impossibilità di assistere alle operazioni inventariali delle rimanenze di apertura, non verificate da altri revisori, avendo ricevuto l’incarico successivamente alla loro esecuzione, quando non sono possibili procedure alternative;
- situazioni di incertezza nei cui confronti gli amministratori hanno posto in essere azioni e conseguenti trattamenti contabili fortemente opinabili.
In tali circostanze, il revisore dovrà considerare se la limitazione sia rilevante o meno, tale da compromettere l’attendibilità e la capacità informativa del bilancio considerato nel suo insieme. Nel primo caso dovrà dichiarare l’impossibilità di esprimere un giudizio, mentre nel secondo il giudizio sarà con rilievi.
La limitazione dovrà anzitutto essere richiamata nel secondo paragrafo, dove si indicano i principi e criteri osservati per la revisione e si descrive il lavoro svolto.
La forma con cui si effettua questo richiamo è con un riferimento al paragrafo, generalmente il terzo, in cui si descrivono dettagliatamente la limitazione subita ed i suoi potenziali effetti.
Il paragrafo che descrive la limitazione dovrà anche indicare su quale voce o sottovoce il revisore non può pronunciarsi: non si indicheranno effetti sul patrimonio o sul risultato, ma ci si limiterà ad indicare l’ammontare della voce o sottovoce coinvolta.
Questo documento può essere preso come base nel caso in cui il revisore abbia riscontrato la mancanza di sufficienti elementi probatori indispensabili alla formazione di un giudizio in merito alla situazione d’impresa.
La mancanza di elementi probatori può derivare dal fatto che:
- il bilancio non è stato ancora predisposto
- non sono stati forniti sufficienti elementi per accertare l’assenza di perdite durevoli di valore di alcuni elementi
- non è stata possibile la corretta valutazione di alcuni elementi
In tali circostanze, il revisore dovrà considerare se la mancanza sia rilevante o meno: nel primo caso dovrà dichiarare l’impossibilità di esprimere un giudizio, mentre nel secondo il giudizio sarà con rilievi.
Nel terzo paragrafo devono essere in ogni caso descritte le limitazioni dovute alla mancanza di elementi probativi e gli effetti che hanno determinato in sede di redazione del documento.
Il revisore esprime un giudizio negativo se giudica che gli effetti derivanti dalla non corretta applicazione dei criteri contabili o dall’inadeguatezza dell’informazione resa siano così rilevanti e pervasivi da rendere inattendibile il bilancio nel suo complesso.
In caso di giudizio negativo, la non conformità alle norme, le limitazioni al procedimento di revisione o le significative incertezze appaiono di per sé motivo per privare di ogni possibile significato utile il giudizio di coerenza richiesto al revisore.
In tali circostanze, il revisore deve concludere di non essere in grado di esprimersi sulla coerenza della Relazione sulla gestione con il bilancio.
Quando i possibili effetti delle limitazioni alle procedure di revisione sono giudicati così rilevanti da far mancare elementi indispensabili per un giudizio sul bilancio, il revisore dichiara l’impossibilità ad esprimere un giudizio.
In caso di impossibilità ad esprimere il giudizio sul bilancio, la non conformità alle norme, le limitazioni al procedimento di revisione o le significative incertezze appaiono di per sé motivo per privare di ogni possibile significato utile il giudizio di coerenza richiesto al revisore. In tali circostanze, il revisore deve concludere di non essere in grado di esprimersi sulla coerenza della Relazione sulla gestione con il bilancio.
L’espressione del giudizio sul bilancio appare particolarmente delicata in presenza di situazioni di incertezza.
Il termine incertezze si riferisce, secondo quanto precisato dalla comunicazione CONSOB DAC/99088450/99 (§ 5), a “circostanze atte ad influenzare il bilancio, connesse ad azioni o eventi futuri ed incerti al di fuori del controllo degli amministratori alla data di redazione del bilancio”.
Le situazioni di incertezza possono essere ricondotte, ad esempio:
- a dubbi sul presupposto della continuità aziendale;
- a contenziosi fiscali aperti;
- a dubbi su risarcimenti assicurativi.
L’individuazione di situazioni incerte richiede lo svolgimento di tutti gli accertamenti volti a verificare, da parte del revisore, l’adeguatezza e la ragionevolezza dei trattamenti contabili adottati e delle informazioni rese al riguardo.
A tal fine, il revisore ha il dovere di:
• valutare le misure poste in essere o previste dagli amministratori per fronteggiare le situazioni di crisi che potrebbero essere causate dall’evento futuro ed incerto;
• acquisire, alla data di espressione del giudizio sul bilancio, gli elementi utilizzati dagli amministratori a supporto della validità delle loro determinazioni, nonché tutti gli altri elementi ritenuti necessari nella specifica circostanza.
Qualora il revisore, sulla base degli elementi probativi di supporto acquisiti, ritenga che le azioni poste in essere dagli amministratori ed i trattamenti contabili adottati siano adeguati e ragionevoli e l’informazione fornita al riguardo in bilancio sia adeguata, esprime un giudizio senza rilievi, aggiungendo, se del caso, un richiamo d’informativa.
Il revisore esprime un giudizio con rilievi laddove, in presenza di una situazione di incertezza, ritenga che:
- l’incertezza non sia stata adeguatamente descritta in bilancio;
- le azioni poste in essere dagli amministratori ed i trattamenti contabili adottati non siano condivisibili.
Naturalmente, la situazione di incertezza non deve essere, in questo caso, così rilevante da porre dubbi sull’attendibilità complessiva del bilancio.
In presenza di più situazioni di incertezza ovvero di un’incertezza particolarmente rilevante, tanto da porre in discussione l’attendibilità complessiva del bilancio o la stessa continuità aziendale, il revisore dichiara l’impossibilità di esprimere un giudizio quando ritiene che le azioni poste in essere, o previste, dagli amministratori ed i conseguenti trattamenti contabili si basino su presupposti fortemente opinabili.
Qualora, viceversa, le verifiche svolte mettano in evidenza una carente informazione di bilancio il revisore esprime un giudizio negativo.
In nessun caso, comunque, il revisore può subordinare il rilascio del giudizio al verificarsi o meno in futuro dell’evento incerto.
La crisi economica che si è manifestata a partire dall’ultimo trimestre del 2008 impone al soggetto incaricato della revisione legale una maggiore attenzione nell’effettuazione delle verifiche che gli sono proprie e nell’espressione del giudizio sul bilancio.
Gli aspetti che assumono maggior rilievo in tal senso sono i seguenti:
voci di bilancio che presuppongono stime da parte degli amministratori;
verifica del presupposto della continuità aziendale;
modifiche normative dettate per far fronte allo stato di crisi.
Il revisore (o la società di revisione) deve effettuare controlli maggiormente pervasivi su quelle poste di bilancio che più facilmente si prestano a comportamenti scorretti da parte del redattore, volti ad incrementare il risultato dell’esercizio e, conseguentemente, il patrimonio netto dell’impresa.
Si tratta, come noto, delle poste di bilancio che sono soggette ad un processo di stima da parte degli amministratori e che, quindi, sono influenzate, più delle altre, da valutazioni di tipo soggettivo.
Sul punto, le principali valutazioni da effettuare sono le seguenti:
- capitalizzazione di costi: il revisore deve verificare che i costi in esame rispettino i requisiti per la capitalizzazione (utilità pluriennale e consenso del Collegio sindacale);
- svalutazione di elementi patrimoniali: il revisore deve verificare la correttezza delle valutazioni operate dagli amministratori; in particolare, qualora l’impresa non abbia proceduto, pur nell’attuale situazione di crisi, a svalutare gli assets aziendali, con l’evidente obiettivo di migliorare il Conto economico del periodo amministrativo, è necessario verificare che gli elementi patrimoniali non abbiano effettivamente subito riduzioni di valore e che, quindi, la mancata svalutazione sia giustificabile in relazione alle disposizioni codicistiche e ai principi contabili nazionali;
- svalutazione di crediti: il revisore deve verificare l’effettiva esigibilità delle posizioni creditorie;
- cambiamento di criteri di valutazione: il revisore deve verificare che il cambiamento sia giustificabile in relazione alla eccezionalità del caso (il cambiamento in oggetto non deve essere effettuato per attuare politiche di bilancio) e che nella Nota integrativa sia motivata la deroga e sia indicata in modo corretto l’influenza sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’impresa.
Per tale motivo, se da un lato gli amministratori debbono fornire una adeguata ed esaustiva informativa in merito alle decisioni assunte, i soggetti incaricati della revisione legale debbono prestare massima attenzione nel verificare la correttezza delle valutazioni, le motivazioni sottostanti le decisioni assunte ed i criteri di stima adottati nell’applicazione dei principi contabili.
5.4 Verbale assemblea
(attenzione quest’anno essendo il 30/04/2017 domenica, e il I maggio festa, i trenta giorni per il deposito alla CCIAA slittano al I/06/2017)
(attenzione quest’anno essendo il 29/07/2017 sabato, i trenta giorni per il deposito alla CCIAA slittano al 31/07/2017)
Per indicazioni sulla procedura di deposito è possibile consultare il Manuale operativo per il deposito Bilanci al Registro Imprese relativo alla campagna bilanci 2017 a cui si accede all'interno della guida online della Nota Integrativa, cliccando sul relativo pulsante "Manuale operativo per il deposito bilanci 2017" .