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Timestamp: 2019-10-18 21:04:15+00:00
Document Index: 7039810

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 63']

DL 23/10/1996 n
DL 23/10/1996 n.552 - Vigente alla G.U. 12/07/2003 n. 160
Decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 552 (in Gazz. Uff., 23 ottobre, n. 249). - Decreto convertito in l. 20 dicembre 1996, n. 642 (in Gazz. Uff., 21 dicembre 1996, n. 299). -- Interventi urgenti nei settori agricoli e fermo biologico della pesca per il 1996 (1).
1. Il termine di cui all'articolo 7 del decreto-legge 13 agosto 1975, n. 377, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 ottobre 1975, n. 493, relativo alla durata del Fondo per lo sviluppo della meccanizzazione in agricoltura, di cui all'articolo 12 della legge 27 ottobre 1966, n. 910, e successive integrazioni, è prorogato al 31 dicembre 2005.La gestione del Fondo per lo sviluppo della meccanizzazione in agricoltura è affidata alle regioni. (1)
4. All'onere derivante dall'applicazione dei commi 2 e 3, pari a lire 90.000 milioni, si provvede a carico dei capitoli 1279, 1280, 7550 e 7557, rispettivamente per lire 30.000 milioni, per lire 14.000 milioni, per lire 45.500 milioni e per lire 500 milioni, dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole e forestali, per l'anno finanziario 1996.
(1) Comma modificato dall'art. 1, d.l. 25 ottobre 2002, n. 236, conv., con modificazioni, in l. 27 dicembre 2002, n. 284.
[1. Acquisito da parte del Ministro delle politiche agricole e forestali il parere del Comitato permanente delle politiche agroalimentari e forestali, sui criteri per la riduzione delle quote individuali prevista dall'articolo 2, comma 1, della legge 24 febbraio 1995, n. 46, l'AIMA pubblica, entro il 31 marzo 1996, appositi bollettini di aggiornamento degli elenchi dei produttori titolari di quota e dei quantitativi ad essi spettanti nel periodo di applicazione del regime comunitario delle quote latte 1995-1996. I predetti bollettini costituiscono accertamento definitivo delle posizioni individuali e sostituiscono ad ogni effetto i bollettini pubblicati precedentemente dall'AIMA per il periodo sopra indicato (1).
3. Eventuale ricorso in opposizione, avverso le determinazioni dei bollettini di cui al comma 1, dovrà pervenire all'AIMA, adeguatamente documentato, entro il termine perentorio di quindici giorni dalla data di pubblicazione dei bollettini da parte della regione o della provincia autonoma. L'AIMA si pronuncerà sul ricorso nei successivi trenta giorni; decorso il predetto termine, senza che l'organo adito abbia comunicato la decisione, il ricorso si intende respinto a tutti gli effetti e contro il provvedimento impugnato è esperibile il ricorso all'autorità giurisdizionale competente o quello straordinario al Presidente della Repubblica (1).
4. Ai fini della trattenuta e del versamento del prelievo supplementare, eventualmente dovuto per il periodo 1995-1996, gli acquirenti sono tenuti a considerare esclusivamente le quote individuali risultanti dai bollettini di aggiornamento di cui al comma 1] (3).
(2) Abroga l'art. 2-bis, d.l. 23 dicembre 1994, n. 727, conv. in l. 24 febbraio 1995, n. 46, a decorrere dal periodo 1995-1996.
(3) Articolo abrogato dal comma 47 dell'art. 10, D.L. 28 marzo 2003, n. 49, come modificato dalla relativa legge di conversione e con la decorrenza ivi indicata.
Modifiche alla legge 26 novembre 1992, n. 468, e altre disposizioni.
[1. (Omissis) (1).
3. Limitatamente al periodo 1995-1996, l'AIMA effettua la compensazione nazionale entro il 25 settembre 1996, con riferimento ai bollettini di aggiornamento di cui all'articolo 2, comma 1, e tenuto conto dell'esito dei ricorsi di cui al comma 3 del medesimo articolo; gli acquirenti versano il prelievo supplementare entro il 31 gennaio 1997 sulla base di appositi elenchi redatti dall'AIMA a seguito della suddetta compensazione nazionale (3).
4. Secondo quanto previsto dall'articolo 8 del regolamento CEE n. 3950/92 del Consiglio del 28 dicembre 1992, l'AIMA adotta a partire dal 1º gennaio 1997 un programma volontario di abbandono totale o parziale della produzione lattiera, previa corresponsione di una indennità a ciascun produttore per la cessione delle quote latte di cui è titolare, che confluiscono nella riserva nazionale (3) (4).
5. L'AIMA provvede alla riassegnazione delle quote di cui al comma 4 ai produttori che ne facciano richiesta, ad un prezzo pari all'indennità versata, in base ai seguenti criteri di priorità, applicati in modo da assicurare che i quantitativi siano totalmente riattribuiti nella regione o nella provincia autonoma di provenienza e che le quote abbandonate dai produttori delle zone di montagna siano attribuite a produttori con azienda ubicata in dette zone:
a) giovani agricoltori di cui all'articolo 4, comma 2, del decreto 27 dicembre 1994, n. 762 del Ministro delle politiche agricole e forestali;
b) produttori con azienda ubicata nelle zone montane di cui alla direttiva n. 75/268 CEE del Consiglio del 28 aprile 1975;
c) produttori a cui è stata ridotta la quota B ai sensi dell'articolo 2 della legge 24 febbraio 1995, n. 46, nei limiti della quota ridotta, la cui complessiva produzione annuale non superi le 200 tonnellate;
c-bis) altri produttori a cui è stata ridotta la quota B ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 23 dicembre 1994, n. 727, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 1995, n. 46, nei limiti della quota ridotta (3) (5).
5-bis. La riassegnazione delle quote è effettuata dall'AIMA nelle regioni o nelle province autonome di provenienza, prevedendo un periodo non inferiore a tre mesi per la presentazione delle domande. Ove in tali regioni o province autonome non vengano presentate domande o vengano presentate domande per un ammontare inferiore alle disponibilità, l'AIMA provvede ad attribuire le quote non assegnate su base nazionale (6).
6. All'anticipazione delle spese derivanti dalle operazioni di cui ai commi 4 e 5 si provvede mediante utilizzo degli stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione dell'AIMA per l'anno 1996, previa delibera del CIPE dovrà individuare anche l'importo dell'indennità e le modalità di attuazione del programma.
6-bis. Il termine per la iscrizione delle imprese agricole e delle società semplici presso le camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura di cui alle disposizioni della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, è prorogato fino al 31 dicembre 1996.
6-ter. Nelle province autonome di Trento e di Bolzano alla registrazione delle singole aziende agricole presso le camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura di cui alle disposizioni della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e del D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581, si può provvedere d'ufficio su iniziativa dell'ispettorato provinciale dell'agricoltura in base alle risultanze degli schedari ufficiali dei masi tenuti dall'assessorato per l'agricoltura (7)] (8).
(1) Sostituisce il comma 12 dell'art. 5, l. 26 novembre 1992, n. 468.
(2) Aggiunge il comma 12-bis all'art. 5, l. 26 novembre 1992, n. 468.
(3) Per una sospensione del programma per l'abbandono volontario di cui al presente comma, vedi l'art. 1-bis, d.l. 7 maggio 1997, n. 118, conv. in l. 3 luglio 1997, n. 204. In deroga a quanto previsto in tema di compensazione vedi l'art. 13, d.l. 30 gennaio 1998, n. 6, conv. in l. 30 marzo 1998, n. 61.
(4) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1998, n. 398, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui prevede l'adozione di un piano di abbandono totale o parziale della produzione lattiera senza che su di esso sia stato previamente acquisito il parere delle Regioni e delle Province autonome.
(5) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1998, n. 398, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui attribuisce all'AIMA anziché alle Regioni e alle Province autonome il compito di provvedere alla riassegnazione, in ambito regionale e provinciale, delle quote latte abbandonate e nella parte in cui stabilisce i criteri in base ai quali la riassegnazione di dette quote deve essere effettuata.
(6) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1998, n. 398, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, primo periodo, nella parte in cui attribuisce all'AIMA anziché alle Regioni e alle Province autonome il compito di provvedere alla riassegnazione, in ambito regionale e provinciale, delle quote latte abbandonate e nella parte in cui stabilisce i criteri in base ai quali la riassegnazione di dette quote deve essere effettuata. Con la medesima sentenza, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, secondo periodo, nella parte in cui prevede la riassegnazione su base nazionale delle quote abbandonate e non riassegnate in ambito regionale e provinciale, senza previa consultazione delle Regioni e delle Province autonome.
(7) L'AIMA è stata soppressa dall'art. 1, d.lg. 27 maggio 1999, n. 165, istitutivo, tra l'altro, dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, ente di diritto pubblico.
(8) Articolo abrogato dal comma 47 dell'art. 10, D.L. 28 marzo 2003, n. 49, come modificato dalla relativa legge di conversione e con la decorrenza ivi indicata.
[1. Per l'anno 1995 è differito al 31 dicembre il termine del 30 novembre stabilito nell'articolo 10, comma 6, della legge 26 novembre 1992, n. 468, per la cessione della quota latte. L'affitto di quote latte di cui all'articolo 10, comma 2, della legge n. 468 del 1992 è consentito esclusivamente per la durata di un intero periodo e può essere rinnovato solo due volte.
1-bis. L'acquisto di una quota latte da parte di un produttore non comporta alcuna riduzione delle quote precedentemente spettanti al produttore medesimo.
1-ter. (Omissis) (1).
1-quater. (Omissis) (2).
2. Per il periodo 1996-97, l'AIMA pubblica gli appositi bollettini di aggiornamento dei produttori titolari di quota e dei quantitativi ad essi spettanti, entro il 30 settembre 1996 (3)] (4).
(1) Abroga il comma 4 dell'art. 17 ed il comma 4 dell'art. 18, d.p.r. 23 dicembre 1993, n. 569.
(2) Aggiunge il comma 2-bis all'art. 10, l. 26 novembre 1992, n. 468.
(3) L'AIMA è stata soppressa dall'art. 1, d.lg. 27 maggio 1999, n. 165, istitutivo, tra l'altro, dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, ente di diritto pubblico.
(4) Articolo abrogato dal comma 47 dell'art. 10, D.L. 28 marzo 2003, n. 49, come modificato dalla relativa legge di conversione e con la decorrenza ivi indicata.
1. Possono essere assunti in amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e in altre amministrazioni richiedenti o in enti pubblici non economici, anche in deroga ai limiti di età, 194 unità della Federconsorzi, in servizio alla data del 17 maggio 1991 e ancora tali alla data del 9 maggio 1996, da destinare prevalentemente in uffici delle amministrazioni o degli enti di cui al presente comma situati nelle regioni del centro-nord Italia (1).
2. Alle equiparazioni tra le professionalità possedute dai dipendenti della Federconsorzi, assunti nelle amministrazioni pubbliche ai sensi del presente decreto e del decreto-legge 29 settembre 1992, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 novembre 1992, n. 460, e le qualifiche e profili professionali delle amministrazioni pubbliche predette si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, delle politiche agricole e forestali e del lavoro e della previdenza sociale.
5. Il trattamento economico spettante è quello delle qualifiche di inquadramento nei limiti delle disponibilità di bilancio esistenti. I lavoratori conservano il trattamento previdenziale vigente presso l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti.
6. Il personale interessato di cui al comma 1 è iscritto, a domanda da presentare entro il 31 dicembre 1996 al commissario governativo, in un ruolo unico transitorio presso il Ministero delle politiche agricole e forestali, con decorrenza giuridica ed economica dal giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro e comunque dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Per il periodo di permanenza in tale ruolo al personale interessato si applica il trattamento giuridico ed economico del personale del comparto Ministeri. Tale personale può essere utilizzato fino all'assegnazione definitiva, su richiesta, nelle amministrazioni ed uffici di cui al comma 1, o, nel limite massimo di 50 unità, presso il liquidatore giudiziale per le esigenze della procedura. Il costo del personale utilizzato per le esigenze della liquidazione è a carico della procedura stessa.
7. Ai lavoratori della Federconsorzi, nel limite di dieci unità, individuati sulla base della maggiore anzianità contributiva o di età, che non hanno chiesto l'iscrizione nel ruolo transitorio, si applica quanto previsto dall'articolo 4, commi 26 e 27, del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510, previa presentazione di un'apposita domanda da parte della Federconsorzi entro il 31 dicembre 1996.
8. In attesa del riordino dei consorzi agrari, di cui al decreto legislativo 7 maggio 1948, n. 1235, in favore dei lavoratori dipendenti dei predetti consorzi che abbiano già fruito nel corrente anno del trattamento straordinario di integrazione salariale, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, nonché del decreto-legge 26 novembre 1993, n. 478, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 gennaio 1994, n. 56, e successive modificazioni, è concesso con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali, un ulteriore periodo di tale trattamento non eccedente i nove mesi, anche in deroga alla normativa vigente (2).
9. Agli oneri previsti dai commi 4 e 8, valutati in lire 6,5 miliardi per l'anno 1996 e in lire 8,2 miliardi annui a decorrere dal 1997, si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1996-98, sul capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1996, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle politiche agricole e forestali.
10. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
(1) Per una sospensione del programma per l'abbandono volontario di cui al presente comma, vedi l'art. 1-bis, d.l. 7 maggio 1997, n. 118, conv. in l. 3 luglio 1997, n. 204. In deroga a quanto previsto in tema di compensazione vedi l'art. 13, d.l. 30 gennaio 1998, n. 6, conv. in l. 30 marzo 1998, n. 61.
(2) Vedi, anche, l'art. 1, d.l. 20 gennaio 1998, n. 4, conv. in l. 20 marzo 1998, n. 52 e l'art. 1, d.l. 8 aprile 1998, n. 78, conv. in l. 5 giugno 1998, n. 176 di proroga.
1. Per corrispondere agli impegni finanziari, derivanti dalle conclusioni comuni del Consiglio e della Commissione dell'Unione europea del 21 ottobre 1994, nonché dalle successive decisioni, per quanto attiene ai prelievi nel settore lattiero-caseario relativi al periodo 1989-1991, è autorizzato il trasferimento all'AIMA dell'importo di lire 1.000 miliardi per l'anno 1996, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al cap. 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1996, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle politiche agricole e forestali. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
2. Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato alla concessione all'AIMA delle anticipazioni di tesoreria necessarie alla stessa per effettuare i pagamenti degli aiuti previsti dalla normativa comunitaria (1).
3. Per l'anno 1996, la somma prevista al comma 1 è iscritta nel bilancio di previsione dell'AIMA (1).
(1) Sostituisce il comma 3 dell'art. 42, l. 22 febbraio 1994, n. 146.
1. Per l'anno 1996, ai fini della urgente applicazione delle norme previste dal regolamento CE n. 3699/93, il fermo biologico della pesca è effettuato, per quarantacinque giorni consecutivi, dalle navi che esercitano la pesca costiera e mediterranea con i sistemi a strascico e traino pelagico.
3. Per il fermo delle navi indicate nel comma 1 il Ministro delle politiche agricole e forestali è autorizzato a concedere alle imprese un premio calcolato in applicazione delle tabelle allegate al presente decreto.
4. È concessa all'impresa di pesca una indennità giornaliera nella misura di lire 30.000, quale contributo dello Stato per ciascun componente l'equipaggio delle navi, al quale deve comunque essere corrisposto dall'armatore il minimo contrattuale previsto dal contratto collettivo di lavoro. Fa carico all'impresa medesima il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
5. Il premio di fermo temporaneo non compete all'impresa che non rispetta il contratto collettivo nazionale di lavoro e non è cumulabile con indennità o contributi analoghi erogati da altre amministrazioni dello Stato, dalle regioni o da altri enti pubblici.
6. Al pagamento dei contributi previsti dal presente articolo provvedono i comandanti delle capitanerie di porto sugli accreditamenti disposti dal Ministero delle politiche agricole e forestali, anche in deroga ai limiti di importo stabiliti dalla vigente normativa.
7. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, sono fissate le modalità tecniche di attuazione del presente articolo, nonché quelle di applicazione del fermo tecnico al fine di consentire un regime ottimale di conservazione delle risorse.
8. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, valutato in lire 82.585 milioni per l'anno 1996, si provvede, quanto a lire 43.000 milioni, mediante utilizzo delle disponibilità del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, e, quanto a lire 39.585 milioni, mediante utilizzo delle disponibilità del Fondo centrale per il credito peschereccio di cui alla legge 17 febbraio 1982, n. 41.
9. Le somme da utilizzare in attuazione del presente articolo a carico dei Fondi, di cui al comma 8, sono versate in entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole e forestali.
9-bis. A decorrere dal 1997 il fermo biologico è effettuato senza sovrapposizione dei periodi, sentite le associazioni di categoria e avvalendosi della consulenza degli organismi scientifici pubblici.
10. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per l'attuazione del presente articolo.
(1) Articolo abrogato dall'art. 63, d.lg. 11 maggio 1999, n. 152.
(1) Abroga il d.l. 6 settembre 1996, n. 463 (mai conv. in legge).
TABELLA A (NAVI INFERIORI A 24 METRI)
| T.S.L. | Lire |
| 0 < 25 | 1.874.403 + 423.615 x a |
| 25 < 50 | 12.464.780 + 402.997 x a |
| 50 < 70 | 22.539.696 + 328.021 x a |
| 70 < 100 | 29.100.107 + 292.407 x a |
| 100 < 200 | 37.872.313 + 256.793 x a |
| 200 < 300 | 63.551.634 + 221.180 x a |
| 300 < 500 | 85.669.589 + 192.126 x a |
| 500 < 1.000 | 124.094.851 + 164.947 x a |
a = differenza della stazza, arrotondata all'unità inferiore, rispetto al minimo previsto dall'intervallo di classe di stazza.
TABELLA B (NAVI SUPERIORI A 24 METRI)
| Categorie di navi del | Importo massimo del |
| premio per una nave | premio per una nave |
| classificate in base | al giorno (in ECU) |
| alla stazza (T.S.L.) | |
| 0 < 10 | 5,2/TSL + 20 |
| 10 < 25 | 4,3/TSL + 30 |
| 25 < 50 | 3,2/TSL + 55 |
| 50 < 100 | 2,5/TSL + 90 |
| 100 < 250 | 2,0/TSL + 140 |
| 250 < 500 | 1,5/TSL + 265 |
| 500 < 1500 | 1,1/TSL + 465 |
| 1500 < 2500 | 0,9/TSL + 765 |
| 2500 e oltre | 0,67/TSL + 1340 |