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Timestamp: 2018-02-18 03:15:27+00:00
Document Index: 156494580

Matched Legal Cases: ['art. 168', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 599', 'art. 599', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 99', 'art. 81', 'art. 444']

Sezioni Unite, 1 settembre 2016, n. 36272
Sospensione del procedimento con messa alla prova - individuazione dei reati - pena edittale massima- circostanze aggravanti - rilevanza - esclusione
Ai fini dell’individuazione dei reati ai quali è astrattamente applicabile la disciplina dell’istituto della sospensione con messa alla prova, il richiamo contenuto all’art. 168-bis cod. pen. alla pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni va riferito alla pena massima prevista per la fattispecie-base, non assumendo a tal fine alcun rilievo le circostanze aggravanti, comprese le circostanze ad effetto speciale e quelle per cui la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato.
Sezioni Unite, 6 maggio 2016, n.18953
Applicazione della pena su richiesta- rinuncia alla prescrizione- limiti
Le Sezioni Unite hanno stabilito che, ai fini del valido esercizio del diritto di rinuncia alla prescrizione, è necessaria la forma espressa, che non ammette equipollenti, sicchè la richiesta di applicazione della pena da parte dell'imputato, o il consenso prestato alla proposta del pubblico ministero, non possono, di per sè, valere come rinuncia.
Sezioni Unite, 14 ottobre 2014, n. 42979
Giudizio immediato- termini- rilevabilità- sindacato del giudice
Le Sezioni Unite, intervenendo in tema di giudizio immediato, hanno affermato i seguenti principi di diritto:
- l'inosservanza dei termini di novanta e di centottanta giorni, previsti rispettivamente per la richiesta di giudizio immediato ordinario e per quello cautelare, è rilevabile da parte del giudice per le indagini preliminari, attenendo ai presupposti del rito;
- la decisione con la quale il giudice per le indagini preliminari dispone il giudizio immediato non può essere oggetto di ulteriore sindacato.
Sezioni Unite, 15 maggio 2014, n. 20214
Richiesta di giudizio abbreviato- termini- conclusioni
Le Sezioni Unite hano stabilito che nell'udienza preliminare la richesta di giudizo abbreviato può essere presentata dopo la formulazione delle conclusioni da parte del pubblico ministero e deve essere formulata da ciascun imputato al più tardi nel momento in cui il proprio difensore formula le conclusioni definitive.
Sezioni Unite, 24 Ottobre 2012, n. 41461
Procedimenti speciali - giudizio abbreviato condizionato - impossibilità sopravvenuta dell'integrazione probatoria - revocabilità dell' ordinanza di ammissione al rito - esclusione
Le Sezioni Unite hanno affermato che l'ordinanza di ammissione al giudizio abbreviato condizionato ad integrazione probatoria non è revocabile nel caso in cui l'acquisizione della prova dedotta in condizione divenga impossibile per circostanze imprevedibili e sopraggiunte, osservando in proposito come il vincolo di subordinazione insito nella richiesta condizionata debba ritenersi utilmente assolto con l'instaurazione del rito e l'ammissione della prova sollecitata dall'imputato. La Corte ha inoltre precisato come, presentando una richiesta condizionata, quest'ultimo sin dall'inizio assuma il rischio che l'integrazione probatoria invocata non sia in concreto esperibile, senza per questo vedere leso il suo diritto di difesa, atteso che anche nel caso di retrocessione dal rito alternativo a quello ordinario egli non potrebbe comunque avvalersi della prova la cui acquisizione è divenuta impossibile.
Sezioni Unite, 7 Settembre 2012, n. 34233
Procedimenti speciali – giudizio abbreviato - applicazione della legge processuale nel tempo – legge vigente al momento della richiesta di accesso al rito
La pena da infliggere per i reati punibili astrattamente con l'ergastolo, in caso di condanna all'esito del giudizio abbreviato, è quella prevista dalla legge vigente al momento della richiesta di accesso a tale rito semplificato, con l'effetto che, ove tale scelta processuale intervenga nel vigore dell'art. 7 d.l. n. 341 del 2000, è la sanzione da tale norma prevista che deve essere legittimamente applicata ed eseguita. Tra le diverse leggi succedutesi nel tempo, che prevedono la specie e l'entità della pena da infliggere all'imputato, in caso di condanna nell'ambito del giudizio abbreviato, per i reati astrattamente punibili con l'ergastolo, non può applicarsi la legge intermedia più favorevole, se durante la sua vigenza non sia stato chiesto l'accesso al rito speciale, ma tale scelta processuale sia intervenuta soltanto successivamente, nel vigore della legge posteriore che modifica quella precedente.
Sezioni Unite, 7 febbraio 2012, n.4694
Decisioni in camera di consiglio - appello - impedimento dell'imputato - richiesta di partecipazione - forme di manifestazione - "facta concludentia" - sufficienza
Nel giudizio d'appello avverso la sentenza pronunciata all'esito del rito abbreviato la richiesta di partecipazione da parte dell'imputato può essere tratta anche da "facta concludentia" quale la produzione, da parte del difensore, di una certificazione medica attestante l'impedimento a comparire dell'imputato con espressa istanza di rinvio ex art. 599 comma 2 c.p.p., da cui possa desumersi la sua inequivoca manifestazione di volontà di comparire all'udienza camerale. Ai fini dell'accoglimento dell'istanza di differimento dell'udienza, il legittimo impedimento di cui all'art. 599 comma 2 c.p.p. deve essere non solo grave ed assoluto, ma anche attuale. In tale prospettiva risulterà insufficiente un certificato medico privo dell' indicazione del grado della infermità, della prognosi e della dichiarazione dell'impossibilità fisica assoluta di comparire.
Sezioni Unite, 07 novembre 2011, n. 40288
Applicazione della pena su richiesta della parti- congruità delle somme liquidate- ricorso per Cassazione- ammissibilità
Le Sezioni Unite hanno risolto positivamente il contrasto interpretativo sorto in merito all'ammissibilità del ricorso per Cassazione avverso la sentenza di patteggiamento, limitatamente alla congruità delle somme liquidate e alla coerenza della motivazione sul punto. Ad avviso della Corte, infatti, la domanda della parte civile tesa ad ottenere la rifusione delle spese sostenute nel processo svoltosi nelle forme di cui all'art. 444 cod. proc. pen., pur inserendosi in uno schema di giustizia contrattata, esula dall'accordo intercorso tra il p.m. e l'imputato circa la pena da applicare in ordine ad un determinato reato. La liquidazione del danno forma oggetto di una decisione, che consta di una propria autonomia, e che interviene solo dopo che sia stata risolta positivamente la questione relativa all'applicabilità della pena concordata dalle parti. Ne consegue l'obbligo per il giudice di motivare adeguatamente in merito alla legalità della somma liquidata, seppure nulla sia stato eccepito sulla relativa richiesta, proposta all'udienza di discussione.
Sezioni Unite, 5 ottobre 2010, n. 35738
Patteggiamento allargato- effetti - recidiva pluriaggravata
In tema di preclusione al ricorso al cd. patteggiamento allargato per i soggetti gravati da recidiva di cui all'art. 99 comma 4 c.p., le Sezioni Unite hanno statuito che la circostanza aggravante, che pure deve essere sempre contestata dal p.m., può essere poi esclusa dal giudice qualora non venga ritenuta indice di maggiore colpevolezza o pericolosità del reo, determinando così una sterilizzazione dei suoi effetti sulla determinazione della pena nonché di quelli relativi al divieto di prevalenza delle attenuanti, al limite minimo di aumento di pena in caso di cumulo di cui all'art. 81 comma 4 c.p., all'inibizione all'accesso al patteggiamento allargato e alla riduzione premiale di cui all'art. 444 comma 1 bis c.p.p..