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Timestamp: 2019-08-25 09:50:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 80', 'art. 38', 'art. 57', 'sentenza ', 'art. 85', 'art. 83', 'sentenza ', 'sentenza ']

Amministrativa Archivi - Pagina 3 di 172
Consiglio di Stato – III sez. – sentenza n. 1228 del 22-02-2019
Per la semplice tardiva proposizione della domanda in mancanza di una espressa sanzione di irricevibilità della domanda presentata fuori termine, sicché il ritardo non rileva quando, pur dopo il decorso del termine di tolleranza, non siano venute meno le condizioni di legge per il soggiorno dello straniero il quale, ove ciò si verifichi, non ha alcun interesse a ritardare la presentazione della domanda di rinnovo.
Consiglio di Stato – III sez.- sentenza n. 1198 del 20-02-2019
Né può qui ritenersi predicabile un caso di “regressione” della posizione giuridica del soggetto privato per effetto dell’esercizio di poteri di carattere autoritativo, espressione di autotutela della pubblica amministrazione, sia per vizi di legittimità, sia per contrasto, originario o sopravvenuto, con l’interesse pubblico: giova, infatti, ribadire che la Regione non dubita della legittimità del proprio titolo concessorio, non evoca profili patologici né di ordine formale né di ordine sostanziale sia quanto all’atto di concessione in sé sia quanto al procedimento che lo ha preceduto, confermando ancora nel mezzo qui in rilievo come la sua adozione sia espressione di un’istruttoria coerente con la lex specialis di riferimento e conforme, dal punto di vista strutturale e funzionale, con gli obiettivi istituzionali perseguiti.
Consiglio di Stato – VI sez.- sentenza n. 969 del 08-02-2019
E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva. Tuttavia, ai fini della sanzionabilità è necessario individuare un profilo eziologico in forza del quale il messaggio sia incontestabilmente riferibile al soggetto che ne faccia discendere gli effetti del vantaggio patrimoniale conseguente. Conseguentemente non si risponde della relativa sanzione allorquando, indipendentemente dalla sussistenza dell’elemento oggettivo, sul piano eziologico, il messaggio sia attribuibile – anche solo per errore – al soggetto preposto contrattualmente alla diffusione pubblicitaria.
T.A.R. Friuli Venezia Giulia – I sez. – sentenza n. 2 del 01-02-2019
Consiglio di Stato – IV sez.- sentenza n. 713 del 28-01-2019
Il Collegio ritiene inoltre decisivo un principio generale desumibile dall’art. 156, comma terzo, c.p.c. (per il quale “la nullità non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato”), applicabile nel presente giudizio ai sensi dell’art. 39 del c.p.a., per il quale una negativa conseguenza processuale può essere ravvisata quando vi è stata la lesione del diritto alla difesa o si è inciso negativamente sul corretto e spedito andamento del giudizio.
Consiglio di Stato – V sezione – sentenza n. 572 del 22-01-2019
Con il principio di invarianza della soglia di anomalia, la legge intende evitare che, in un tal caso, la stazione appaltante debba retrocedere la procedura fino alla determinazione della soglia di anomalia delle offerte, cioè della soglia minima di utile al di sotto della quale l’offerta si presume senz’altro anomala (cfr. Cons. Stato, III, 12 luglio 2018, n. 4286; III, 27 aprile 2018, n. 2579), con l’inconveniente del conseguente prolungamento dei tempi della gara e del dispendio di risorse umane ed economiche.
Consiglio di Stato – V sez. – sentenza n. 598 del 24-01-2019
L’art. 80 del d. lgs. n. 50/2016 disciplina – in parziale difformità rispetto al previgente art. 38 del d.lgs. n. 163/2006 – l’incidenza dei precedenti penali riportati dall’operatore economico che partecipa alle pubbliche gare. Le origini delle nuove disposizioni vanno ricondotte, in particolare, all’art. 57 della direttiva 2014/24/UE, nella quale sono stati ridefiniti – rispetto alla precedente direttiva 2004/18/CE – i motivi d’esclusione delle imprese dalle procedure di gara, sulla base di una complessiva logica mirante, ad un tempo: a) a dissuadere gli operatori economici dal porre in essere comportamenti scorretti, idonei ad incidere sull’affidabilità dell’impresa nel conseguimento e nella esecuzione delle commesse pubbliche; b) a recuperare, tuttavia, gli operatori economici che (quando non si siano resi colpevoli di meri errori formali o di negligenze lievi) abbiamo concretamente manifestato un ravvedimento, mediante l’effettiva adozione di misure c.d. di self cleaning.
T.A.R. Sicilia, Catania – I sez.- sentenza n. 12 del 08-01-2019
L’art. 85 del d.lgs. 50/2016, che prevede di fornire il DGUE in formato elettronico a partire dal 18 aprile 2018, oltre a essere rivolto alle amministrazioni, chiamate ad adeguarsi, mettendo a disposizione un indirizzo di sito internet in cui rendere disponibile il servizio per la compilazione e le modalità con le quali il DGUE elettronico deve essere trasmesso dall’operatore economico alla stazione appaltante, riguarda non un documento su supporto informatico, ma uno elettronico. Conseguirebbe l’illegittimità della richiesta di integrazione documentale, quale conseguenza del soccorso istruttorio azionato ai sensi dell’art. 83, comma 9, del codice appalti, posto, per altro, che la carenza in questione non sarebbe relativa a un elemento essenziale dell’offerta. Il non avere prodotto il DGUE su supporto informatico, ma in formato cartaceo, infatti, non concretizzerebbe di certo un’irregolarità essenziale, alla luce del principio di tassatività delle cause di esclusione.
T.A.R. Catanzaro – II sez. – sentenza n. 37 del 09-01-2019
Esigenza di circoscrivere il favor del termine più ampio per la proposizione della domanda di risarcimento nei riguardi del solo ricorrente, che con diligenza abbia già agito per la caducazione dell’atto amministrativo illegittimo.
Consiglio di Stato – IV sez. – sentenza n. 249 del 11-01-2019
Va accolta una nozione ampia di ‘strumentalità’ del diritto di accesso, nel senso della finalizzazione della domanda ostensiva alla cura di un interesse diretto, concreto, attuale e non meramente emulativo o potenziale, connesso alla disponibilità dell’atto o del documento del quale si richiede l’accesso, non imponendosi che l’accesso al documento sia unicamente e necessariamente strumentale all’esercizio del diritto di difesa in giudizio, ma ammettendo che la richiamata ‘strumentalità’ va intesa in senso ampio in termini di utilità per la difesa di un interesse giuridicamente rilevante.