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Timestamp: 2019-02-17 03:19:14+00:00
Document Index: 123405361

Matched Legal Cases: ['art. 2901', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 167', 'art. 1322', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 1322', 'art. 360', 'art. 13']

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - SENTENZA 19 aprile 2018, n.9637
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | DOMENICA 17 FEBBRAIO AGGIORNATO ALLE 4:19
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - SENTENZA 19 aprile 2018, n.9637MASSIMA
L'avv. D.P.M. convenne in giudizio, davanti al Tribunale di Bassano del Grappa, M.B., sua moglie B.M. ed i loro figli M.W., M. e Mo., chiedendo che fosse dichiarato inefficace nei suoi confronti, ai sensi dell'art. 2901 c.c., l'atto pubblico notarile col quale M.B. aveva costituito il trust "(OMISSIS)" a beneficio dei figli, nominando la moglie come trustee.
A sostegno della domanda espose di essere creditrice di M.B. in base ad una sentenza irrevocabile per la somma di Euro 11.806,89 e che l'atto di costituzione del trust pregiudicava le sue ragioni di credito.
Si costituirono in giudizio tutti i convenuti, chiedendo il rigetto della domanda.
Intervennero nella lite il geom. Mu.Mi. ed i coniugi H.L. e Me.Sr., tutti in qualità di creditori di M.B., proponendo anch'essi domanda di revocatoria del medesimo atto.
Il Tribunale accolse la domanda, dichiarò l'inefficacia dell'atto di costituzione del trust e condannò i coniugi M. e B. al pagamento delle spese di lite.
2. La pronuncia è stata impugnata, con due diversi atti, da M.B., da B.M. e dai figli suindicati e la Corte d'appello di Venezia, con sentenza dell'8 gennaio 2015, riuniti gli appelli, li ha tutti rigettati, ha confermato la decisione del Tribunale ed ha condannato gli appellanti, in solido, alla rifusione delle ulteriori spese del grado.
Ha osservato la Corte territoriale, innanzitutto, che le posizioni dei singoli convenuti dovevano essere tra loro distinte, perchè la B. era portatrice di un preciso interesse giuridico nella sua qualità di trustee e, pertanto, litisconsorte necessario; mentre i figli, pur non potendo essere ritenuti anch'essi litisconsorti necessari, erano titolari di un interesse di fatto alla partecipazione alla causa, poichè essa andava ad incidere "su un beneficio costituito formalmente a loro favore".
Passando al merito della domanda di revocatoria, la Corte d'appello ha rilevato che tutti i crediti vantati dall'originaria attrice e dagli intervenuti si fondavano su provvedimenti giudiziali anteriori rispetto alla costituzione del trust; atto, quest'ultimo, da ritenere a titolo gratuito ai fini dell'azione revocatoria, in quanto idoneo a costituire un patrimonio separato finalizzato ad uno scopo, analogamente a quanto avviene per il fondo patrimoniale di cui all'art. 167 c.c.. Era evidente, del resto, che la finalità perseguita da M.B. era quella di trasferire i suoi beni al trustee senza alcun corrispettivo, per cui ne era confermata la natura di atto gratuito. Quanto alla finalità di sottrarre i beni conferiti nel trust alla garanzia per i creditori, essa risultava dimostrata dal fatto che il preponente si era riservato il potere di sostituire a suo piacimento sia il trustee che i beneficiari; per cui poteva sostenersi che, nella realtà, i beni rimanevano nella disponibilità di M.B., risultando così confermata la validità del ragionamento svolto dal Tribunale, secondo cui l'unico scopo dell'atto in contestazione era quello di "vincolare il proprio patrimonio alle proprie esclusive esigenze e contemporaneamente sottrarlo ai creditori, rendendolo apparentemente altro da sè". Doveva pertanto escludersi, alla luce della disposizione dell'art. 1322 c.c., che l'atto di costituzione in trust fosse meritevole di riconoscimento da parte dell'ordinamento nazionale.
3. Contro la sentenza della Corte d'appello di Venezia propongono ricorso M.B., B.M., M.W., M. e Mo. con un unico atto affidato a tre motivi.
Resistono con separati controricorsi l'avv. D.P.M. ed il geom. Mu.Mi..
H.L. e Me.Sr. non hanno svolto attività difensiva in questa sede.
Il P.M. presso questa Corte ha presentato conclusioni scritte con le quali ha chiesto l'accoglimento del terzo motivo di ricorso.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - SENTENZA 19 aprile 2018, n.9637 - Pres. Di Amato – est. Cirillo
2. Con il secondo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3) e 5), violazione dell'art. 1322 c.c., della L. 16 ottobre 1989, n. 364, oltre ad omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
3. Con il terzo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3) e 5), violazione e falsa applicazione degli artt. 100 e 112 c.p.c., oltre ad omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
4. In conclusione, sono rigettati il primo ed il secondo motivo di ricorso, mentre è accolto il terzo.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza delle condizioni per il versamento, da parte dei ricorrenti M.B. e B.M., dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.