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Timestamp: 2019-06-26 07:51:41+00:00
Document Index: 96813661

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 710', 'sentenza ', 'art. 376', 'art. 375', 'art. 380', 'art. 638', 'art. 78', 'art. 643', 'art. 642', 'art. 739', 'art. 1113', 'art. 702', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 132', 'art. 114', 'sentenza ', 'art. 276']

Modifiche al CPC - DL 69/2013
Filippo Amato	11 Luglio 2013
Modifiche al Codice di Procedura Civile - DL 69/2013
Il D.L. 21 Giugno 2013 n. 69 ha apportato modifiche al Codice di Procedura Civile e alle Disposizioni di attuazione.
Qui di seguito il testo normativo aggiornato.
Art. 70. Intervento in causa del pubblico ministero
Il pubblico ministero deve intervenire a pena di nullità rilevabile d’ufficio:
4) Numero abrogato dall’art. 2, L. 11 agosto 1973, n. 533;
Deve intervenire nelle cause davanti alla corte di cassazione nei casi stabiliti dalla legge. (1)
Può infine intervenire in ogni altra causa in cui ravvisa un pubblico interesse. (2)
(1) Le presenti disposizioni, come modificate dal D.L. 69/2013, si applicano ai giudizi dinanzi alla Corte di cassazione instaurati a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di con- versione del citato D.L. 69/2013.
(2) La Corte costituzionale, con la sentenza 214/1996, ha dichiarato l’illegittimità del presente articolo nella parte in cui non prescrive l’intervento obbligatorio del pubblico ministero nei giudizi tra genitori naturali che comportino «provvedimenti relativi ai figli», nei sensi di cui all’art. 9 della legge n. 898 del 1970 e all’art. 710 del codice di procedura civile come risulta a seguito della sentenza n. 416 del 1992.
Art. 185-bis - Proposta di conciliazione del giudice
Il giudice, alla prima udienza, ovvero sino a quando è esaurita l’istruzione, deve formulare alle parti una proposta transattiva o conciliativa. Il rifiuto della pro- posta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, costituisce comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio.
Art. 380-bis - Procedimento per la decisione sull’inammissibilità del ricorso e per la decisione in camera di consiglio
Il relatore della sezione di cui all’art. 376, primo comma, primo periodo, se appare possibile definire il giudizio ai sensi dell’art. 375, primo comma, numeri 1) e 5), deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione delle ragioni che possono giustificare la relativa pronuncia.
Il presidente fissa con decreto l’adunanza della Corte. Almeno venti giorni prima della data stabilita per l’adunanza, il decreto e la relazione sono notificati agli avvocati delle parti i quali hanno facoltà di presentare memorie non oltre i cinque giorni prima, e di chiedere di essere sentiti, se compaiono.
(1) Le nuove norme, introdotte dal D.L. 69/2013, si applicano ai giudizi dinanzi alla Corte di cassazione instaurati a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del citato D.L. 69/2013
Art. 390. - Rinuncia –
La parte può rinunciare al ricorso principale o incidentale finché non sia cominciata la relazione all’udienza, o siano notificate le conclusioni scritte dal pubblico ministero nei casi di cui all’art. 380-ter. (1)
Art. 420. - Udienza di discussione della causa –
Nell’udienza fissata per la discussione della causa il giudice interroga liberamente le parti presenti, tenta la conciliazione della lite e formula alle parti una proposta transattiva o conciliativa. La mancata comparizione personale delle parti, o il rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, costituiscono comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio. Le parti possono, se ricorrono gravi motivi, modificare le domande, eccezioni e conclusioni già formulate previa autorizzazione del giudice.
Le parti hanno facoltà di farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale, il quale deve essere a conoscenza dei fatti della causa. La procura deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve attribuire al procuratore il potere di conciliare o transigere la controversia. La mancata conoscenza, senza gravi ragioni, dei fatti della causa da parte del procurato- re è valutata dal giudice ai fini della decisione.
Se la conciliazione non riesce e il giudice ritiene la causa matura per la decisione, o se sorgono questioni attinenti alla giurisdizione o alla competenza o ad altre pregiudiziali la cui decisione può definire il giudizio, il giudice invita le parti alla discussione e pronuncia sen- tenza anche non definitiva dando lettura del dispositivo.
Nel caso in cui vengano ammessi nuovi mezzi di prova, a norma del quinto comma, la controparte può dedurre i mezzi di prova che si rendano necessari in relazione a quelli ammessi, con assegnazione di un termine perento- rio di cinque giorni. Nell’udienza fissata a norma del precedente comma il giudice ammette, se rilevanti, i nuovi mezzi di prova dedotti dalla controparte e provvede alla loro assunzione.
Nel caso di chiamata in causa a norma degli artico- li 102, secondo comma, 106 e 107, il giudice fissa una nuova udienza e dispone che, entro cinque giorni, siano notificati al terzo il provvedimento nonché il ricorso introduttivo e l’atto di costituzione del convenuto, osservati i termini di cui ai commi terzo, quinto e sesto dell’artico- lo 415. Il termine massimo entro il quale deve tenersi la nuova udienza decorre dalla pronuncia del provvedimento di fissazione.
Art. 645. - Opposizione –
L’opposizione si propone davanti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto, con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all’art. 638. Contemporaneamente l’ufficiale giudiziario deve notificare avviso dell’opposizione al cancelliere affinché ne prenda nota sull’originale del decreto.
In seguito all’opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito. L’anticipazione di cui all’articolo 163-bis, terzo comma, deve essere disposta fissando udienza per la comparizione delle parti non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire. (1)
(1) Le presenti disposizioni, come modificate dall’art. 78 del D.L. 69/2013, si applicano ai procedimenti instaurati, a norma dell’art. 643 c.p.c., ultimo comma, successivamente al 22 giugno 2013, data di entrata in vigore del citato D.L. 69/2013.
Art. 648. - Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione –
Il giudice istruttore, se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, può concedere, provvedendo in prima udienza, con ordinanza non impugnabile, (1) l’esecuzione provvisoria del decreto, qualora non sia già stata concessa a norma dell’art. 642. Il giudice concede l’esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto limitatamente alle somme non contestate, salvo che l’opposizione sia proposta per vizi procedurali.
Deve in ogni caso concederla, se la parte che l’ha chiesta offre cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni.
Art. 791-bis. - Divisione a domanda congiunta –
Quando risulta che una delle parti di cui al primo comma non ha sottoscritto il ricorso, il notaio rimette gli atti al giudice che, con decreto, dichiara inammissibile la domanda e ordina la cancellazione della relativa trascrizione. Il decreto è reclamabile a norma dell’art. 739.
Il notaio designato, sentite le parti e gli eventuali creditori iscritti o aventi causa da uno dei partecipanti che hanno acquistato diritti sull’immobile a norma dell’art. 1113 del codice civile, nel termine assegnato nel decreto di nomina predispone il progetto di divisione o dispone la vendita dei beni non comodamente divisibili e dà avviso alle parti e agli altri interessati del progetto o della vendita. Alla vendita dei beni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative al professionista delegato di cui al Libro III, Titolo II, Capo IV. Entro trenta giorni dal versamento del prezzo il notaio predispone il progetto di divisione e ne dà avviso alle parti e agli altri interessati.
Ciascuna delle parti o degli altri interessati può ricorrere al Tribunale nel termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione dell’avviso per opporsi alla vendita di beni o contestare il progetto di divisione. Sull’opposizione il giudice procede secondo le disposizioni di cui al Libro IV, Titolo I, Capo III bis; non si applicano quelle di cui ai commi secondo e terzo dell’art. 702-ter. Se l’opposizione è accolta il giudice dà le disposizioni necessarie per la prosecuzione delle operazioni divisionali e rimette le parti avanti al notaio.
Art. 118. - Motivazione della sentenza –
La motivazione della sentenza di cui all’art. 132, secondo comma, numero 4), del codice consiste nella concisa esposizione dei fatti decisivi e dei principi di diritto su cui la decisione è fondata, anche con esclusivo riferimento a precedenti conformi ovvero mediante rinvio a contenuti specifici degli scritti difensivi o di altri atti di causa. Nel caso previsto nell’art. 114 del codice debbono essere esposte le ragioni di equità sulle quali è fondata la decisione.
La scelta dell’estensore della sentenza prevista nell’art. 276 ultimo comma del codice è fatta dal presidente tra i componenti il collegio che hanno espresso voto conforme alla decisione.