Source: https://www.slideshare.net/nexusbologna/linee-guida-bilancio-sociale-enti-non-profit
Timestamp: 2017-07-21 14:05:35+00:00
Document Index: 58817519

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2545', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 4', 'arte 5']

Il valore economico e sociale del Terzo settore Bologna, Bologna, 15 giugno 2011 Le linee guida per la redazione del bilancio sociale delle organizzazioni non profit Giovanni Stiz seneca@senecanet.itSommario 1. L’importanza della rendicontazione sociale per le organizzazioni non profit 2. Gli obblighi e gli standard di riferimento 3. Il bilancio sociale secondo le Linee Guida dell’Agenzia per le Onlus 2 2.
1. L’importanza della rendicontazione sociale per le organizzazioni non profitA cosa serve il ‘bilancio’?Fornire una corretta rappresentazionedell’andamento gestionale e dei risultati di un’organizzazionecapace di soddisfare le esigenze informative fondamentalidi tutti coloro che rispetto ad essa sono‘portatori di interessi, diritti e aspettative legittime’ (stakeholder),mettendoli in grado di formarsi un giudizio fondato strumento di trasparenza supporto per il governo e la gestione 4 3.
Quale ‘bilancio’ per un’organizzazione non profit?E’ certo necessario un ‘bilancio di esercizio’ che renda contosugli aspetti di tipo economico-finanziario-patrimoniale,tenendo conto della diversità sostanziale di tali entirispetto alle aziende con finalità lucrative.Rendere conto solo su tali aspetti risulta perògravemente insufficiente in quanto essi sono: fondamentali per l’autonomia e la continuità d’azione ma solo ‘strumentali’ rispetto al perseguimento della sua missione.Non vi è una adeguata rappresentazionedi ciò che costituisce la ragion d’essere dell’organizzazionee che interessa una larga parte dei suoi stakeholder L’esigenza di una rendicontazione ‘sociale’ Su perseguimento della missione precisa definizione della missione sua declinazione in strategie e programmi risorse utilizzate, attività svolte risultati prodotti Su altre questioni rilevanti per gli stakeholder dell’organizzazione Bilancio sociale Bilancio di missione 6 6 4.
2. Gli obblighi e gli standard di riferimento I primi e limitati obblighi (1) Per tutte le cooperative da tempo si prevede che la relazione degli amministratori debba “indicare specificamente i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari, in conformità con il carattere cooperativo della società” (art. 2 L. 59/1992 “Nuove norme in materia di società cooperative”, disposizione riproposta dall’art. 2545 del Codice Civile, così come modificato dal D.Lgs. 6/2003) 8 5.
I primi e limitati obblighi (2) Per le fondazioni di origine bancaria si prevede che una sezione della relazione sulla gestione, denominata ‘bilancio di missione’, illustri “gli obiettivi sociali perseguiti dalla Fondazione e gli interventi realizzati, evidenziando i risultati ottenuti nei confronti delle diverse categorie di destinatari.” (D.Lgs. 153/1999 e Atto di indirizzo del Ministero del Tesoro del 19 aprile 2001) 9Gli obblighi per le imprese sociali Per le imprese sociali il bilancio sociale è obbligatorio. Dopo l’approvazione da parte dei competenti organi sociali, congiuntamente al bilancio d’esercizio, deve essere depositato al Registro Imprese. Il riferimento per la redazione sono: Linee guida per la redazione del bilancio sociale da parte delle organizzazioni che esercitano limpresa sociale (Decreto del Ministero della Solidarietà Sociale pubblicato in GU n. 86 del 11-4-2008) La disciplina delle ‘imprese sociali’ è stata introdotta dal D.Lgs. 24 marzo 2006 n. 155. Possono assumere la qualifica di ‘impresa sociale’ le organizzazioni private che esercitano in modo stabile e principale, con il vincolo della non distribuzione dei profitti, un’attività economica finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi di utilità sociale (precisati dal Decreto) e diretta a realizzare finalità di interesse generale. 10 6.
Gli obblighi per le cooperative socialiLa Regione Friuli Venezia-Giulia e la Regione Lombardiahanno inserito la redazione del bilancio sociale comeuna delle condizioni per l’iscrizione nell’AlboRegionale delle Cooperative Sociali.Entrambi le Regioni hanno pubblicato delle linee guidaspecifiche per la redazione: Friuli Venezia Giulia: Del. Giunta Regionale 9/10/2008 n. 1992 Lombardia: Circ. 29/5/2009 – n. 14 11L’importanza di standard volontari autorevoliLinee guida e modelli ad adesione volontariasono fondamentali per promuovere e diffonderela rendicontazione sociale: ne facilitano la realizzazione ne incrementano l’uniformità e la comparabilità ne sostengono la credibilità 12 7.
Standard per il non profit: situazione Il non profit, a differenza del mondo delle imprese for profit ed anche della Pubblica Amministrazione, solo da poco dispone di linee guida accreditate sulla rendicontazione sociale ‘costruite su misura’ della sua identità specifica. Ciò ha determinato grande incertezza e variabilità rispetto alla struttura, ai contenuti, alla stessa denominazione dei relativi documenti. Negli anni precedenti al 2008 sono stati pubblicati una Raccomandazione della Commissione Aziende Non profit del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (2004) e alcuni modelli di organizzazioni non profit di secondo livello. La situazione ha avuto dei significativi sviluppi dal 2008. 13Standard per il non profit: Agenzia per le Onlus (1) “Linee guida e schemi per la redazione dei Bilanci di Esercizio degli Enti Non Profit” relativamente alla ‘relazione di missione’, Agenzia per le Onlus. Documento presentato in maggio 2008, adottato (con qualche modifica) come Atto di indirizzo nel febbraio 2009 (www.agenziaperleonlus.it) “Linee guida per la redazione del bilancio sociale delle organizzazioni non profit”, Agenzia per le Onlus (febbraio 2010), adottato come Atto di indirizzo nell’aprile 2011 (www.agenziaperleonlus.it) 14 8.
Standard per il non profit: Agenzia per le Onlus (2)Relazione di missione Bilancio sociale Dimensioni dell’organizzazione, esperienza rendicontativa 15Altri standard di rilievo per il non profit “Linee guida per la redazione del bilancio di missione e del bilancio sociale delle organizzazioni di volontariato” (febbraio 2008). Su iniziativa di CSV.net, Iref e Fivol. Rivolto alle OdV, ma con applicabilità a larga parte del non profit. (www.csvnet.it Pubblicazioni) “NGO Sector Supplement” dedicato alle organizzazioni non profit (maggio 2010), che integra le linee guida generali della Global Reporting Iniziative Global Reporting Iniziative (www.globalreporting.org) 16 9.
3. Il bilancio sociale secondo le Linee Guida dell’Agenzia per le OnlusAspetti generali Le “Linee guida per la redazione del bilancio sociale delle organizzazioni non profit” sono state presentate nel mese di febbraio 2010 e adottate come Atto di indirizzo nel mese di aprile 2011 Sono state elaborate attraverso un percorso che ha coinvolto una significativa rappresentanza del non profit, delle associazioni professionali, dei ricercatori, ecc. Si rivolgono a tutte le organizzazioni non profit Non costituiscono un vincolo normativo 18 10.
Scopo delle Linee guida Descrivere il significato, il contenuto informativo essenziale, le modalità di redazione del bilancio sociale Individuare i contenuti minimali uniformi del bilancio sociale per garantire agli stakeholder informazioni utili, chiare e attendibili sull’organizzazione non profit Agevolare lo sviluppo, all’interno dell’organizzazione non profit, di un sistema informativo di natura non esclusivamente contabile 19 Articolazione delle Linee guida 1.Finalità e Finalità, principali caratteristiche del caratteristiche, bilancio sociale destinatari 2.Contenuti del Principi di rendicontazione, bilancio sociale struttura, informazioni che il documento deve contenere 3.Realizzazione del Articolazione del processo di bilancio sociale realizzazione del bilancio sociale 20 11.
Nozione di bilancio socialeÈ uno strumento di accountability, ovvero direndicontazione delle responsabilità,dei comportamenti e dei risultatisociali, ambientali ed economicidelle attività svolte da un’organizzazione.Ha il fine di offrire un’informativa strutturata e puntualea tutti i soggetti interessati,non ottenibile tramite la sola informazione economicacontenuta nel bilancio d’esercizio. 21DestinatariTutti gli stakeholder interessati a reperire informazionie/o alla valutazione dell’organizzazione non profit.Attraverso il bilancio sociale i lettori devono essere messinelle condizioni di valutare il grado di attenzione econsiderazione che l’organizzazione riserva nella propriagestione rispetto alle esigenze degli stakeholder. NATURA PUBBLICA DEL DOCUMENTO 22 12.
Principi di redazione (1) Chiarezza: esprimere informazioni in modo chiaro e comprensibile Coerenza: fornire informazioni idonee a far comprendere agli stakeholder il nesso tra la missione dichiarata, gli obiettivi strategici, le attività effettivamente svolte e i risultati prodotti 23Principi di redazione (2) Completezza: identificare gli stakeholder che influenzano e/o sono influenzati dall’organizzazione e inserire tutte le informazioni ritenute utili per consentire a tali stakeholder di valutare i risultati sociali, economici e ambientali dell’organizzazione Inclusione: coinvolgere tutti gli stakeholder rilevanti per assicurare che il processo e il contenuto del bilancio sociale rispondano alle loro ragionevoli aspettative e/o esigenze, motivando eventuali esclusioni o limitazioni 24 13.
Principi di redazione (3) Rilevanza: rendicontare le attività che riflettono gli impatti economici, sociali e ambientali significativi, o che potrebbero influenzare in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder Periodicità: la rendicontazione deve essere periodica, sistematica e tempestiva Trasparenza: rendere chiaro il procedimento logico di rilevazione e classificazione delle informazioni Veridicità: fornire informazioni veritiere e verificabili riguardanti gli aspetti sia positivi sia negativi della gestione 25Il processo: elementi basilari La qualità del processo di rendicontazione incide direttamente sulla capacità del bilancio sociale di rispondere alle esigenze conoscitive degli stakeholder. Il vertice dell’organizzazione dovrebbe: - assumere la decisione di realizzare il bilancio sociale - impegnarsi a creare le condizioni idonee per la sua realizzazione e diffusione - definire le politiche di coinvolgimento degli stakeholder Dovrebbe essere individuato un Gruppo di lavoro adeguatamente rappresentativo Al processo di rendicontazione dovrebbero partecipare stakeholder interni ed esterni 26 14.
Il processo: le fasi (1)Il processo di realizzazione del bilancio socialesi articola in 5 fasi:1. Mandato degli organi istituzionali: definizione degli ambiti oggetto di rendicontazione2. Organizzazione del lavoro: costituzione di un Gruppo di lavoro interno e definizione di un piano di lavoro sulla base del mandato degli organi istituzionali3. Raccolta delle informazioni e stesura del documento: raccolta delle informazioni qualitative e quantitative da parte del Gruppo di lavoro e redazione di bozze intermedie del bilancio sociale da sottoporre al vaglio degli organi di governo per la validazione e approvazione 27Il processo: le fasi (2)4. Approvazione e diffusione del bilancio sociale: approvazione del documento da parte dell’organo di governo e successiva comunicazione5. Valutazione delle informazioni e definizione degli obiettivi di miglioramento: valutazione delle informazioni acquisite nelle precedenti fasi del processo, individuazione delle criticità interne ed esterne emerse sul piano informativo ed operativo, definizione degli obiettivi di miglioramento da perseguire con la successiva edizione del bilancio sociale 28 15.
Mappatura e coinvolgimento degli stakeholder (1)Occorre indicare: le modalità di identificazione delle diverse categorie di stakeholder, il tipo di relazione instaurato, le esigenze e le aspettative di ciascuna categoria presunte e/o rilevate dall’Organizzazione le politiche di coinvolgimento degli stakeholder definite, le azioni realizzate, le questioni e le criticità emerse e le eventuali conseguenti decisioni e interventi di miglioramento effettuati dall’organizzazione 29Mappatura e coinvolgimento degli stakeholder (2)È possibile sviluppare azioni di stakeholder engagementsecondo diverse metodologie: azioni monodirezionali di tipo informativo azioni di tipo consultivo (ad esempio, questionario di valutazione del bilancio sociale) azioni bidirezionali di dialogo (ad esempio, workshop e incontri con gli stakeholder finalizzati al confronto sulle informazioni fornite nel bilancio sociale) iniziative di partnership (ad esempio, focus group finalizzati a collaborare con stakeholder esterni per lo sviluppo del processo di rendicontazione o di specifiche attività ritenute migliorative sul piano operativo ed informativo). 30 16.
Informazioni richieste: le schede Le informazioni richieste sono organizzate in schede tematiche. Ogni organizzazione deve selezionare solo le schede che rispondono alle proprie caratteristiche. In questa prospettiva esistono due categorie di schede: schede comuni: riguardano aspetti comuni a tutte le organizzazioni e sono applicabili – in via generale – da tutti gli enti schede specifiche: sono quelle che l’Organizzazione deve selezionare in base alle proprie caratteristiche distintive: istituzionali ed organizzative di ambito di intervento e di attività svolte. 31Informazioni richieste: essenziali e volontarie Le informazioni delle schede si distinguono in: Essenziali (E): contenuto minimo e necessario che l’Organizzazione deve fornire Volontarie (V): possono essere fornite se l’organizzazione vuole rendere il contenuto del bilancio sociale maggiormente esaustivo Sarebbe inoltre opportuno inserire informazioni aggiuntive rispetto a quelle“essenziali” e “volontarie”, quando necessarie per rappresentare in modo più completo e puntuale l’attività ed i risultati ottenuti dall’organizzazione. 32 17.
Schede comuni: caratteristiche generali 10 schede per un totale di 84 informazioni, di cui: 50 informazioni essenziali 34 informazioni volontarie Fanno riferimento a 3 ambiti di rendicontazione: informazioni generali sull’organizzazione e il bilancio sociale caratteristiche istituzionali e organizzative dimensione economica ed ambientale 33Schede comuni: prospetto LE SCHEDE COMUNIInformazioni generali Scheda 1 – Introduzione e nota metodologica Scheda 2 – Identità dell’Organizzazione Non Profit Scheda 3 – Mappa e coinvolgimento degli stakeholder nella gestione Scheda 40 – Obiettivi di miglioramento e questionario di valutazioneCaratteristiche istituzionali e Scheda 4 – Assetto istituzionaleorganizzative Scheda 5 – Reti Scheda 8 – Struttura organizzativa Scheda 13 – Ricorso a contratti di outsourcingDimensione economica ed Scheda 38 – Dimensione economicaambientale Scheda 39 – Dimensione ambientale 34 18.
Esempio di scheda: Assetto istituzionale (1)Assemblea Cod. Informazione Scelte Numero di assemblee tenute nel periodo oggetto di rendicontazione e, per ciascuna di 4.1 essa, livello di partecipazione dei soci (numero totale e % sul totale aventi diritto di E voto, distinguendo tra in proprio e per delega).Organi di governo Cod. Informazione Scelte Composizione organo/i di governo (es. CdA) specificando nome e cognome, anzianità 4.2 di carica, professione, altri ruoli di governo/di controllo svolti in altre organizzazioni E (profit, non profit o pubbliche) 4.3 Modalità di nomina dell’organo/i di governo E 4.4 Numero di incontri tenuti nel periodo oggetto di rendicontazione E 4.5 Soggetto che ha la rappresentanza legale E 4.6 Deleghe conferite ai componenti dell’organo di governo V 4.7 Entità dei compensi, a qualunque titolo, corrisposti ai membri degli organi di governo E Percentuale delle persone facenti parte degli organi che donano all’ente e il valore 4.8 35 V complessivo delle loro donazioniEsempio di scheda: Assetto istituzionale (2)Composizione e professionalità del Collegio dei Revisori (oaltro organo di controllo simile) Cod. Informazione Scelte Composizione effettiva dell’organo di controllo attualmente in funzione, indicando 4.14 professione, titolo di studio, durata della carica ed eventuale abilitazione E professionaleFunzioni svolte e funzionamento del Collegio dei Revisori (oaltro organo di controllo simile) Cod. Informazione Scelte 4.15 Numero di incontri del collegio nell’anno E 4.16 Principali questioni affrontate d’organo di controllo nell’anno VCompensi Cod. Informazione Scelte 4.17 Compensi corrisposti ai componenti dell’organo di controllo E 36 19.
Esempio di scheda: Assetto istituzionale (3)Altri organi Cod. Informazione Scelte 4.9 Composizione di eventuali altri organi, specificando se previsti nello statuto V 4.10 Poteri di questi organi VTrasparenza e gestione potenziali conflitti di interessi Cod. Informazione Scelte Regime di pubblicità esterna dei verbali delle assemblee, delle decisioni degli 4.11 V organi di governo, del Presidente e degli organi di controllo 4.12 Regime di pubblicità del bilancio di esercizio E Disposizioni e procedure interne in essere per garantire che non si verifichino 4.13 V conflitti di interesse negli organi ed evidenze sulla loro attuazione 37Schede specifiche: caratteristiche generali 30 schede 6 schede fanno riferimento a caratteristiche istituzionali ed organizzative 24 schede sono relative ai diversi settori di intervento ed ambiti di attività 38 20.
Schede specifiche: prospetto (1) LE SCHEDE SPECIFICHE Certificazione/attestazione Scheda 6 – Certificazione/attestazione esterna esterna del bilancio d’esercizio del bilancio d’esercizio Caratteristiche istituzionali e Scheda 7 – Composizione del gruppo di organizzative appartenenza Scheda 9 – Composizione della base sociale Personale retribuito o Scheda 10 – Personale retribuito volontario Scheda 11 – Lavoratori svantaggiati Scheda 12 – Volontari Finanziamento progetti e Scheda 14 – Finanziamento di progetti di terzi gestione patrimoniale Scheda 15 – Gestione patrimoniale Raccolta e distribuzione di beni Scheda 16 – Raccolta e distribuzione di beni 39Schede specifiche: prospetto (2) LE SCHEDE SPECIFICHESanità, ricerca scientifica Scheda 17 – Attività di ricerca scientifica Scheda 18 – Attività ospedaliera, sanitaria e socio- sanitariaAssistenza, disagio e Scheda 19 – Attività di recupero tossicodipendentiFamiglia Scheda 20 – Attività di assistenza anziani Scheda 21 – Attività di assistenza minori Scheda 22 – Attività di assistenza ai disabili Scheda 23 – Progetti con il carcere Scheda 26 – Attività a sostegno del progetto-famigliaAmbiente e calamità Scheda 24 – Soccorso in calamità naturalinaturali Scheda 37 – Tutela ambientale 40 21.
Schede specifiche: prospetto (3) LE SCHEDE SPECIFICHE Scuola, cultura e tempo libero Scheda 25 – Attività scolastica Scheda 30 – Recupero beni artistici Scheda 31 – Musei Scheda 32 – Biblioteche Scheda 33 – Teatro Scheda 34 – Orchestre Scheda 35 – Attività sportiva dilettantistica Scheda 36 – Attività ricreativa Integrazione lavorativa Scheda 27 – Attività di integrazione lavorativa Cooperazione internazionale e Scheda 28 – Cooperazione internazionale diritti umani Scheda 29 – Diritti umani 41Attività non ‘coperte’ da schedeSe l’organizzazione svolge attività per le quali le LineeGuida non forniscono schede informative di dettaglio,esse vanno comunque rendicontate: indicando le attività svolte ed i risultati conseguiti evidenziando i nessi tra le attività svolte ed i valori e la missione dell’organizzazione nonché le aspettative ed i bisogni dei suoi stakeholder segnalando i possibili miglioramenti che la stessa organizzazione si impegna a perseguire. 42 22.
Uno schema di sintesi 43Livelli di applicazione delle Linee Guida 44 23.
Struttura suggerita del bilancio socialeParte 1 IntroduzioneParte 2 Caratteristiche istituzionali ed organizzativeParte 3 Aree di attività e relativi Risultati socialiParte 4 Risultati economici ed ambientaliParte 5 Obiettivi di miglioramento e questionario di valutazione 45La griglia di raccordoLa struttura può comunque essere diversa da quellosuggerito.Bisogna però realizzare una ‘griglia di raccordo’: 46 Recommended
Bilancio di missione Cooperativa Fanin