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Timestamp: 2020-08-07 18:55:19+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7']

Sentenza Cassazione Civile n. 13788 del 22/05/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13788 del 22/05/2019
Cassazione civile sez. trib., 22/05/2019, (ud. 04/04/2019, dep. 22/05/2019), n.13788
sul ricorso 18662-2016 proposto da:
dell’avvocato DOMENICO ROSSI, che lo rappresenta e difende, giusta
CASA PROCURA GENERALIZIA CONGREGAZIONE SUORE NOSTRA SIGNORA
DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DI CASTRES, in persona del legale
AURELIA 386, presso lo studio dell’avvocato SANDRO CAMPILONGO, che
lo rappresenta e difende, giusta procura in calce;
avverso la sentenza n. 418/2016 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,
04/04/2019 dal Consigliere Dott. RUSSO RITA;
udito per il ricorrente l’Avvocato ROSSI che si riporta agli scritti;
udito per il controricorrente l’Avvocato CAMPILONGO che si riporta.
1. – La Congregazione delle Suore di Nostra Signora dell’Immacolata, proprietaria di immobili, ha impugnato l’avviso di accertamento ICI dell’anno 2007 deducendo di avere diritto alla esenzione dall’imposta ai sensi del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, lett. i).
2. – La Commissione tributaria provinciale ha respinto il ricorso; la Congregazione ha proposto appello che è stato accolto dalla Commissione regionale del Lazio, ritenendo non dovuta l’imposta per la sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi dell’esenzione.
3. – Avverso la predetta sentenza propone ricorso per cassazione Roma Capitale, affidandosi ad un unico motivo. Alla pubblica udienza del 4 aprile 2019 il P.G. ha chiesto il rigetto del ricorso, i procuratori hanno insistito in atti.
4. – Con l’unico motivo di ricorso si lamenta la violazione e falsa applicazione di legge (art. 360 c.p.c., n. 3) in relazione al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, lett. i);
4.1 – La CTR ha ritenuto che negli immobili oggetto di imposizione siano svolte attività ricettive assistenziali che non hanno fine di lucro, e quindi non per il mercato e non in condizioni di concorrenza. In particolare la Commissione ha verificato il volume d’affari medio mensile di ciascuno degli immobili in questione (Euro 1.100, 00) e lo ha considerato esiguo, idoneo a coprire solo i costi di gestione.
Roma Capitale osserva che il diritto alla esenzione spetta solo quando oltre al requisito soggettivo (natura di ente non commerciale) sussista anche il requisito oggettivo e cioè la finalità di culto e comunque che il volume d’affari in questione non può considerarsi esiguo.
4.2. – Il motivo è inammissibile, in quanto si traduce in una censura sul giudizio di fatto operato dalla Commissione.
5. – Si deve premettere che la CTR si è attenuta principio di diritto più volte affermato da questa Corte, in materia di esenzione dall’ICI per gli enti non commerciali. Il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i), nel testo ratione temporis applicabile ha stabilito che l’esenzione si applica, sussistendo il requisito soggettivo e cioè la natura non commerciale dell’ente (che qui non è in discussione), alle attività indicate nella medesima lettera “che non abbiano esclusivamente natura commerciale”.
Per giurisprudenza costante di questa Corte, il requisito oggettivo ai fini dell’esenzione prevista dall’art. 7 (nella formulazione vigente per le annualità 2004/2005) è “rappresentato dallo svolgimento esclusivo nell’immobile di attività di assistenza o di altre attività equiparate, il cui accertamento deve essere operato in concreto, verificando che l’attività cui l’immobile è destinato, pur rientrando tra quelle esenti, non sia svolta con le modalità di un’attività commerciale”. (Cass. civ. sez. V 10754/2017; Cass. civ. sez. V n. 5041/2015). Più di recente, questa Corte ha precisato che l’esenzione prevista in favore degli enti non commerciali dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i), è compatibile con il divieto di aiuti di Stato sancito dalla normativa UE ove abbia ad oggetto immobili destinati allo svolgimento di attività non economica, dovendo intendersi tale, secondo il diritto dell’Unione (decisione 2013/284/UE della Commissione, del 19 dicembre 2012), l’attività svolta a titolo gratuito ovvero dietro il versamento di un corrispettivo simbolico (Cass. n. 4066/2019).
5.1. – Nella fattispecie la CTR ha verificato la natura della attività svolta in questi immobili, classificandola come attività ricettiva per fini sociali (ospitalità a parenti di malati, a studenti in condizioni disagiate) e il volume d’affari, concludendo che si tratti di compensi simbolici, idonei solo a coprire i costi di gestione.
Si tratta di un giudizio in fatto, di cui in questa sede non si può chiedere la revisione, posto che il principio di diritto applicato è corretto e conforme alla giurisprudenza di questa Corte.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente alle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 5.600,00 oltre rimborso spese forfetarie ed accessori di legge.
Così deciso in Roma, Camera di consiglio, il 4 aprile 2019.