Source: http://www.jusdicere.it/Ragionando/le-regole-tecniche-antiriciclaggio-per-gli-avvocati-emesse-dal-cnf-esenzioni-e-regole-di-verifica/
Timestamp: 2019-10-17 22:31:41+00:00
Document Index: 123720830

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 62', 'art. 65', 'art. 534', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 580']

Le regole tecniche antiriciclaggio per gli avvocati emesse dal CNF: esenzioni e regole di verifica | Redazione Jd
By RedazioneJD | 26/09/2019
Il CNF, nella seduta del 20 settembre scorso, ha emanato le regole tecniche antiriciclaggio per gli avvocati a mente di quanto previsto dall’art. 1, 2° co, D. Lgs. 25/05/2017, n. 90.
Il provvedimento, cui si aggiungono anche il documento che contiene «Criteri e metodologie di analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, con particolare riferimento all’adeguata verifica semplificata» e una «Guidance for a risk-based approach for legal professionals» in lingua inglese, si connota per il tentativo di operare una semplificazione nelle attività in questione per quanto riguarda la professione forense.
Sotto questo profilo, la disposizione di maggior interesse sembra essere quella contenuta nella Regola n. 2, la quale esclude dal novero delle attività soggette agli oneri di cui all’art. 3, 4° co, lett. c, D. LGS. 21/11/2007, n. 231:
l’attività di assistenza, difesa e rappresentanza del cliente in giudizio avanti a qualsivoglia Autorità Giudiziaria o Arbitrale, ivi incluse la mediazione D. Lgs. 4 marzo 2010, no. 28 e la negoziazione assistita ex D.L. 12 settembre 2014, no. 132, e ogni attività a queste prodromica o conseguente, ivi comprese conciliazioni e transazioni;
l’incarico di mediatore ex art. 16 D. Lgs. 4 marzo 2010, no. 28, fermi restando gli obblighi di cui all’art. 62 del Codice Deontologico Forense, approvato dal Consiglio Nazionale Forense il 31 gennaio 2014 in attuazione della legge 247/2012 – recante Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale no. 241 del 16 ottobre 2014;
l’incarico di custode giudiziario ex art. 65 c.p.c e delegato alle operazioni di vendita ex art. 534 bis e 591 bis c.p.c.;
ogni altra operazione, atto o negozio non espressamente riconducibile all’elencazione tassativa di cui all’art. 3, comma 4, lettera c) del Decreto.
Il che non sembra cosa da poco, soprattutto se si tiene presente l’interpretazione restrittiva dell’art. 3, 4° co., lett. c. D.Lgs. 231/2007 cit. legittimata dall’ultimo punto dell’elenco sopra richiamato.
Ancora rilevante, inoltre, appare la Regola n. 5, che definisce a basso rischio le seguenti tipologie di clientela:
le pubbliche amministrazioni ovvero organismi o enti che svolgono funzioni pubbliche, anche conformemente al diritto UE;
i soggetti sottoposti a vigilanza ai sensi del D.Lgs. 1 settembre 1993 no. 385, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 no. 58 e del D. Lgs. 7 settembre 2005 n. 209;
clienti con sede legale in aree geografiche a basso rischio;
nonché il disposto della Regola n. 6, che, quanto al tema dell’adeguata verifica della clientela, dispone:
«allo scopo di definire l’idoneità e la tempestività delle misure semplificate di adeguata verifica della clientela nell’ambito dell’attività dell’Avvocato allorquando questi è chiamato a redigere un atto o negozio concernente le operazioni di cui all’art. 3 comma 4, lettera c) del Decreto , e scopo e natura della prestazione risultino manifeste nell’atto o negozio stesso, salva diversa valutazione dell’Avvocato, non è necessario formalizzare in un autonomo documento l’acquisizione di tali informazioni dal cliente».
Scarica le Regole tecniche antiriciclaggio per gli avvocati
Scarica i Criteri e metodologie di analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, con particolare riferimento all’adeguata verifica semplificata
Scarica la Guidance for a risk-based approach for legal professionals
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