Source: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-ii/capo-i/art321.html
Timestamp: 2019-11-14 22:24:14+00:00
Document Index: 154004110

Matched Legal Cases: ['art. 321', 'art. 319', 'art. 319', 'art. 320', 'art. 32', 'art. 321', 'art. 321', 'sentenza ', 'art. 321', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 321 codice penale - Pene per il corruttore - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 321 Codice penale
Le pene stabilite nel primo comma dell'articolo 318, nell'art. 319, nell'art. 319 bis, nell'articolo 319 ter e nell'art. 320 in relazione alle suddette ipotesi degli artt. 318 e 319, si applicano anche a chi dà o promette (1) al pubblico ufficiale o all'incaricato di un pubblico servizio il denaro o altra utilità [32 quater] (2).
(1) Il legislatore qui estende le pene previste per il corrotto anche al corruttore, disciplinando così la cosiddetta corruzione attiva. Quindi se per necessità il soggetto passivo deve essere un esercente una pubblica funzione (p.u. o i.p.s.), quello attivo invece non ncessariamente deve essere tale, potendo trattarsi infatti anche di un privato.
(2) In caso di condanna per il reato in esame troverà applicazione l'art. 32quater ovvero l'applicazione della pena accessoria della incapacità di contrattare con la P.A..
Ratio della norma è estendere la punibilità nei confronti del corruttore o dell'indotto, stimolando quest'ultima ad attività di denuncia o segnalazione nei confronti dei pubblici ufficiali.
Spiegazione dell'art. 321 Codice penale
La norma in esame stabilisce che, per quanto riguarda i delitti di corruzione e di induzione indebita a dare o promettere utilità, le pene stabilite per il corrotto si applicano anche nei confronti del privato corruttore extraneus alla pubblica funzione, rendendo i delitti di cui sopra reati a concorso necessario.
Massime relative all'art. 321 Codice penale
Cass. pen. n. 47191/2004
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 47191 del 6 dicembre 2004)
Cass. pen. n. 2983/1996
In tema di corruzione, allorquando non sussistono dubbi circa l'effettiva compartecipazione di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio a un fatto di corruzione, non ha rilevanza, ai fini della sussistenza del reato di cui all'art. 321 c.p. a carico del privato corruttore, il fatto che il funzionario corrotto resti eventualmente ignoto, non occorrendo che il medesimo sia effettivamente conosciuto o nominativamente identificato.
(Cassazione penale, Sez. VI, ordinanza n. 2983 del 30 ottobre 1996)
Cass. pen. n. 8582/1981
Deve ritenersi corretta e non contraddittoria la sentenza che, dopo aver affermato l'esistenza del fatto costituente nella sua obiettività il delitto di corruzione, abbia ritenuto la responsabilità del pubblico ufficiale corrotto ed abbia invece assolto l'imputato di corruzione per insufficienza di prove sul dolo.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8582 del 6 ottobre 1981)
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