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Timestamp: 2020-08-05 19:26:47+00:00
Document Index: 60654333

Matched Legal Cases: ['art. 612', 'art. 660', 'art. 612', 'art. 660', 'art 660', 'art 660', 'art. 612', 'art. 612', 'art 612', 'art. 612', 'art. 610', 'art 610', 'art. 612', 'art. 612', 'art. 3', 'art. 280']

L'evoluzione della normativa sullo Stalking in Italia - Analisi diffenziale delle condotte - PROGETTO EOS
Dr. Jonathan Delle Donne
Prima dell’introduzione dell’art. 612 bis c.p. le condotte poste in essere dallo stalker nei confronti della vittima, integravano fattispecie di reato già previste nel nostro ordinamento (molestie, ingiurie, percosse, disturbo delle persone, minaccia) le quali, però, singolarmente perseguite, non consentivano una efficace tutela nei confronti della vittima, in quanto, per via dei limiti edittali molto bassi, non risultavano applicabili misure cautelari.
Sarà utile in tal senso evidenziare differenze ed affinità con le norme utilizzabili prima dell’entrata in vigore della legge 23 aprile 2009, n. 38 e la nuova fattispecie di “atti persecutori”:
Rapporto tra artt. 660 c.p. (Molestie o disturbo delle persone) e 612 bis c.p..
1.elemento materiale tipico della condotta (reiterazione di comportamenti molesti e di disturbo)
2.individuazione dell’offesa su una persona fisica determinata
3.condotte dell’agente (devono essere caratterizzate dalla volontà malevola, finalizzata ad arrecare fastidio e vessazione)
4.atteggiamento psicologico
Elementi differenti:
1.bene giuridico protetto (nell’art. 660 c.p. è l’ordine pubblico; nell’art. 612 bis c.p. è la libertà morale)
2.abitualità (nell’art. 660 c.p. non richiede la reiterazione delle condotte essendopunibile anche una sola azione di disturbo o molestia)
3.Natura contravvenzionale (dell’art 660 c.p.)
4.Sanzione (art 660 c.p.: l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516; art. 612 bis c.p.: reclusione da sei mesi a quattro anni, oltra ad ipotesi aggravate)
Rapporto tra artt. 612 c.p. (minaccia) e 612 bis c.p.
1.Elemento materiale della condotta (la minaccia è uno degli elementi di condotta materiale costitutivi degli atti persecutori)
2.Elemento psicologico (dolo)
3.Natura di illecito pregiudizievole per la libertà morale dell’individuo
1.Elemento materiale (nella minaccia è la prospettazione di un danno ingiusto futuro ma non anche ipotetico)
2.Reato di pericolo (mentre l’art. 612 bis c.p. un reato di evento)
3.Sanzione (art 612 c.p.: multa fino a euro 51 e reclusione fino ad una anno in ipotesi aggravate; art. 612 bis c.p.: reclusione da sei mesi a quattro anni, oltre ad ipotesi aggravate)
Rapporto tra artt. 610 c.p. (violenza privata) e 612 bis c.p.
1.Elementi costitutivi materiali (anche la violenza privata può essere commessa mediante una reiterazione di condotte)
2.Reato di evento
3.Elemento soggettivo (dolo)
1.Reato istantaneo (l’art. 610 c.p.)
2.Sanzione (art 610 c.p.: reclusione fino a quattro anni; art. 612 bis c.p.: reclusione da sei mesi a quattro anni, oltre ad ipotesi aggravate)
Risulta evidente che le norme sopra citate hanno numerosi aspetti di comunanza con il reato di atti persecutori ma, come detto in precedenza, la pena edittale prevista non permetteva l’applicazione di misure cautelari. L’introduzione dell’art. 612 bis c.p. ha permesso di innalzare le pene applicabili, prevedendo una reclusione da sei mesi a quattro anni nel 1° comma del testo, e la possibilità di aumentare le stesse nel caso in cui il fatto sia commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa (2°comma), ed ancora, l’aumento
può essere fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’art. 3 della legge 5/2/1992 n. 104, ovvero con armi o da persona travisata (3°comma).
L’art. 280 c.p.p. prevede, infatti, che “1. Salvo quanto disposto dai commi 2 e 3 del presente articolo e dall’articolo
391, le misure previste in questo capo possono essere applicate solo quando si procede per delitti per i quali la legge
stabilisce la pena dell’ergastolo della reclusione superiore nel massimo a tre anni [391 5, 476, 714] (2) (3). 2. La
custodia cautelare in carcere [285] può essere disposta solo per delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la
pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. 3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica nei
confronti di chi abbia trasgredito alle prescrizioni inerenti ad una misura cautelare”.