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Timestamp: 2017-02-24 01:19:08+00:00
Document Index: 177394622

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 266', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 186', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41']

Terre e Rocce da Scavo - Città di Eraclea
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Il tema delle terre e rocce da scavo e, in particolare, la possibilità di gestire questi materiali come sottoprodotti e non come rifiuti, è stato oggetto nell’ultimo decennio di numerosi interventi normativi (dalle “legge Lunardi” alle diverse versioni dell’art. 186 del d. lgs. 152/06 e s.m.i.), fino ad arrivare nel 2012 alla pubblicazione di un apposito regolamento con il D.M. n. 161/2012.
Neanche questo regolamento però è riuscito a coprire tutte le casistiche, in quanto non era chiara la sua applicabilità ai piccoli cantieri (< 6.000 mc), per i quali il comma 7 dell’art. 266 del d. lgs. 152/06 e s.m.i., prevedeva una specifica normativa semplificata.Nel 2013 perciò il legislatore tornava sulla materia, prima attraverso la pubblicazione del decreto legge 21 giugno 2013, n° 69 e, pochi giorni dopo, con la conversione del decreto legge n° 43/2013, con modifiche, nella legge n° 71/2013.
Infine, con la pubblicazione (S.O. n° 63 della G.U. n° 194 del 20 agosto 2013) della legge n° 98 del 9 agosto 2013 di conversione, con modifiche, del decreto legge 21 giugno 2013, n° 69, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” (cd “decreto Fare”), in vigore dal 21 agosto 2013, la normativa in materia cambiava nuovamente, in quanto l’art. 41bis, abrogando l’art. 8 bis del decreto legge n° 43/2013 convertito, con modifiche, nella legge n° 71/2013 (che aveva, per alcune casistiche, risuscitato il già abrogato art. 186 del d.lgs. 152/06), definiva delle nuove modalità operative.La situazione che si viene a delineare in tema di gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti è dunque la seguente :
applicazione (come previsto dall’art. 41, comma 2, della nuova norma) del Regolamento di cui al DM 161/2012 per i materiali da scavo derivanti da opere sottoposte a VIA o ad AIA per cantieri superiori a 6000 mc;
applicazione dell’art. 41bis in tutti gli altri casi, quindi non solo per i cantieri inferiori a 6.000 mc, ma per tutte le casistiche che non ricadono nel D.M. n. 161/2012.
La nuova norma, applicabile come detto per tutte le casistiche non ricadenti nel D.M. 161/2012, prevede che il proponente o il produttore attesti il rispetto dei quattro punti (comma 1) che consentono di considerare i materiali da scavo come sottoprodotti e non rifiuti mediante una “autocertificazione” (dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del DPR 445/2000) da presentare all’Arpa (comma 2) territorialmente competente.Le attività di scavo devono essere autorizzate dagli enti competenti in quanto attività edilizie e quindi il processo di autocertificazione dovrà comunque essere coordinato con l’iter edilizio. Il produttore (comma 3) deve inoltre confermare l’avvenuto utilizzo alle Arpa in riferimento al luogo di produzione e di utilizzo. Il trasporto (comma 4) avviene come bene/prodotto.
La Regione Veneto, attraverso la Circolare del 23/09/2013, ha fornito degli indirizzi operativi al fine di rendere omogenea l'applicazione delle nuove disposizioni di legge.
A tal proposito sono stati creati dei modelli da utilizzare per effettuare correttamente gli adempimenti previsti dalla nuova normativa vigente in materia.Nello specifico sono :
Modello 1 : "Da utilizzare per la comunicazione all'ARPAV (e al Comune) ai sensi dell'art. 41 bis, comma 1, della Legge n. 98/2013 e per le eventuali modifiche";
Modello 2 : "Da utilizzare per la comunicazione alle autorità competenti ai sensi dell'art. 41 bis, comma 3, della Legge n. 98/2013, della conferma del completo utilizzo dei materiali di scavo";
Ultima novità in merito alla modulistica da utilizzare per la gestione delle terre e rocce da scavo è la Circolare del Dipartimento Ambiente della Regione Veneto del 28/02/2014 con cui, dopo aver riassunto l'evoluzione normativa in merito alla complicata materia oggetto di trattazione, affronta la tematica inerente la gestione del suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso dell'attività di costruzione, ove sia certo che il materiale sarà utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui è stato escavato.
Vi comunichiamo che è stato istituito un modello apposito per la casistica di cui al paragrafo precedente, da presentare in allegato ad eventuali S.C.I.A. - D.I.A. o istanze di rilascio di Permesso di Costruire da presentare all'Ufficio Protocollo comunale.
Circolare Regionale 23_09_2013
Circolare Regionale 28_02_2014
DM n. 161_2012
Documenti da presentare all'ufficio Edilizia Privata
Documenti da presentare all'ufficio Urbanistica
Data ultima modifica: 12 Jan 2017 Homepage Aree TematicheCasa e Politiche SocialiEcologia ed AmbienteEventi e CulturaImposte, tariffe e finanzePari OpportunitàSaluteScuola / IstruzioneSport e AssociazioniTurismoUrbanistica ed Ed. PrivataPiano degli Interventi (PI)Terre e Rocce da ScavoPiano delle AcqueP.A.T.Viabilità e Sicurezza