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Timestamp: 2018-09-25 06:21:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art.9', 'art. 82', 'art.9', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 28', 'art. 82', 'art. 68', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 8']

RELAZIONE SULLO STATO DEI LAVORI DEL TAVOLO DI MONITORAGGIO E VERIFICA SUI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SANITARIA DI CUI AL PUNTO 15 DELL ACCORDO - PDF
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Alberta Faustina Parente
1 RELAZIONE SULLO STATO DEI LAVORI DEL TAVOLO DI MONITORAGGIO E VERIFICA SUI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SANITARIA DI CUI AL PUNTO 15 DELL ACCORDO 8 AGOSTO 2001 Roma, 15 aprile
2 Indice 1. Premessa Pag Attività svolta Metodologia di lavoro Attività prodotta per settori Proposte operative Linee di sviluppo dell attività del tavolo 25 2
3 1. Premessa In attuazione dell'accordo in materia di spesa sanitaria, sancito dalla Conferenza Stato-Regioni l 8 agosto 2001, è stato istituito (repertorio atti n del 19 giugno 2002), nell'ambito della Segreteria della Conferenza, il Tavolo di monitoraggio e verifica sui Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria effettivamente erogati e sulla corrispondenza ai volumi di spesa stimati e previsti, cui sono affidati i compiti indicati dagli accordi Governo-Regioni: 8 agosto 2001 punto 15, 22 novembre 2001, sui Livelli Essenziali di Assistenza, punto 5.2 e 14 febbraio 2002, sulle modalità di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e indirizzi applicativi sulle liste di attesa, lettera a). In particolare il punto 15 dell accordo prevedeva l attivazione di: un Tavolo di monitoraggio e verifica, presso la Segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, tra Ministeri della Salute e dell Economia e le Regioni e le Province autonome, con il supporto dell Agenzia per i servizi sanitari regionali anche ad integrazione di quanto previsto dall art. 19-ter del richiamato decreto legislativo n. 229 del 1999 sui suddetti livelli effettivamente erogati e sulla corrispondenza ai volumi di spesa stimati e previsti, articolati per fattori produttivi e responsabilità decisionali, al fine di identificare i determinanti di tale andamento, a garanzia dell efficienza e dell efficacia del Servizio Sanitario Nazionale. Governo e Regioni si impegnano inoltre a valutare congiuntamente, nella stessa sede, gli effetti degli interventi concordati ai fini del controllo della spesa per la farmaceutica, per gli altri beni e servizi e per il personale. Tutto ciò al fine del conseguimento di una effettiva congruità tra prestazioni da garantire e risorse finanziarie messe a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale. Il Governo si impegna ad accompagnare eventuali variazioni in incremento dei Livelli Essenziali di Assistenza, decise a livello centrale, con le necessarie risorse aggiuntive. Con il successivo accordo del 22 novembre 2001 sancito dalla Conferenza Stato-Regioni sui Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria, ai sensi dell articolo 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (repertorio atti n. 1318), si prevedeva al punto 5.1 la definizione di specifici criteri di monitoraggio all'interno del sistema di garanzie introdotto dall'articolo 9 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, per assicurare trasparenza, confrontabilità e verifica dell'assistenza erogata attraverso i Livelli Essenziali di Assistenza con un sistema di indicatori essenziali, pertinenti e caratterizzati da dinamicità e aggiornamento continuo. 3
4 Al punto 5.2 del suddetto accordo si disponeva che il Tavolo di monitoraggio e verifica, istituito ai sensi del punto 15 dell'accordo Governo-Regioni dell'8 agosto 2001 effettuasse, sulla base di quanto disposto dal soprarichiamato punto 5.1, la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria effettivamente erogati, e della corrispondenza ai volumi di spesa stimati e previsti, evidenziando altresì eventuali prestazioni effettivamente erogate e non riconducibili ai predetti livelli. L esigenza di prevedere nel tempo un costante aggiornamento dei Livelli stessi, mediante un sistema di manutenzione degli elenchi di prestazioni e servizi, ha portato, con l accordo del 22 novembre 2001, a prevedere, al punto 6 dello stesso, la costituzione di uno specifico organismo nazionale, cui affidare il compito di valutare, nel tempo, i fattori scientifici, tecnologici ed economici che motivano il mantenimento, l inclusione o l esclusione delle prestazioni dai Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria, tenuto conto di nuove tecniche e strumenti terapeutici, riabilitativi diagnostici resi disponibili dal progresso scientifico e tecnologico, che presentino evidenze scientifiche di un significativo beneficio in termini di salute, a livello individuale o collettivo, a fronte delle risorse impiegate, così come l esclusione di quelle ormai obsolete. Tale esigenza si è tradotta nel comma 10 dell'articolo 4bis del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n.112, che ha istituito una Commissione, per le attivita' di valutazione, in relazione alle risorse definite, dei fattori scientifici, tecnologici ed economici relativi alla definizione ed aggiornamento dei LEA e delle prestazioni in esso contenute. Con l articolo 57 della legge 27 dicembre 2002, n.289 è stata istituita la Commissione unica per i dispositivi medici, con il compito di definire e aggiornare il repertorio dei dispositivi medici, di classificare tutti i prodotti in classi e sottoclassi specifiche con l indicazione del prezzo di riferimento. L art.9 della legge 8 agosto 2002, n. 178, di conversione del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, attribuisce alla Commissione unica del farmaco il compito di redigere annualmente l elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, sulla base dei criteri di costo-efficacia, in modo da assicurare, su base annua, il rispetto dei livelli di spesa programmata nei vigenti documenti di finanza pubblica, nonché, in particolare, il rispetto dei livelli di spesa definiti nell Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano dell 8 agosto La necessità di garantire che qualunque decisione riguardante il livello essenziale dell assistenza farmaceutica territoriale, sia coerente con il quadro economico di riferimento è confermata dall articolo 3 della legge 15 giugno 2002, n. 4
5 112, di conversione del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, in base al quale i decreti ministeriali in materia di riclassificazione dei farmaci, ovvero di nuove ammissioni alla rimborsabilità, soggetti alla registrazione della Corte dei Conti, devono essere accompagnati da una relazione tecnica, verificata dal Ministero dell economia e delle finanze, attestante che da questi non derivano maggiori oneri rispetto ai livelli di spesa definiti nel predetto Accordo dell 8 agosto Con l accordo del 22 febbraio 2001 si è convenuto di istituire la Cabina di regia, composta da Amministrazioni centrali competenti e Regioni, cui sono state affidate funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo della fase di attuazione del nuovo Sistema Informativo Sanitario nell ambito dell accordo quadro sancito dalla Conferenza Stato-Regioni il 22 febbraio Ciò in quanto, tra gli obiettivi di governo del nuovo Sistema informativo, vi è anche il monitoraggio della spesa sanitaria e dell appropriatezza dell erogazione delle prestazioni in rapporto alla domanda di salute. E inoltre operante il Tavolo sulla spesa sanitaria attivato presso il Ministero dell economia e delle finanze con il compito di monitorare gli adempimenti delle Regioni ai fini dell integrazione di parte statale alle risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale, di cui all articolo 40 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 e dell articolo 4 della legge 15 giugno 2002, n. 112, di conversione del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63. Infine l articolo 54 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ha confermato dal 1 gennaio 2001 i Livelli Essenziali di Assistenza, specificando che le prestazioni riconducibili ai suddetti Livelli e garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale sono quelli individuati dall Allegato 1) del D.P.C.M. 29 novembre 2001, pubblicato nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell 8 febbraio 2002, con le esclusioni e i limiti di cui agli allegati 2 e 3 dello stesso. Il comma 3 del suddetto articolo 54 dispone inoltre che la individuazione di prestazioni che non soddisfano i principi e le condizioni stabiliti dall articolo 1, comma 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, nonché le modifiche agli allegati 1, 2 e 3 del richiamato D.P.C.M., sono definite con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri d intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Tutto ciò premesso, il Tavolo sottolinea l esigenza che gli organismi soprariportati, e tutti gli altri organismi di carattere permanente che, con finalità specifiche e competenze diverse intervengono nel settore dei Livelli Essenziali di Assistenza, operino in stretta collaborazione, facendo sì che le decisioni assunte dai 5
6 singoli organismi pervengano in modo formale a tutti gli altri organismi e comunque al Tavolo di monitoraggio dei LEA per esercitare le funzioni sopra richiamate di cui ai punti 15 dell accordo dell 8 agosto 2001 e 5.2 dell accordo 22 novembre Attivita svolta Il Tavolo ha iniziato i propri lavori il 23 aprile 2002 e nella seduta della Conferenza Stato Regioni del 1 agosto ha presentato una prima relazione sull attività svolta. Il Tavolo ha proseguito i propri lavori nelle sedute del 18 settembre, 9 ottobre e 23 ottobre, 20 novembre, 11 dicembre 2002 e 8 e 21 gennaio, 26 febbraio, 1 e 19 marzo, 9 e 14 aprile Le linee di lavoro individuate dal tavolo sono state: = SISTEMA DI MONITORAGGIO. = QUESTIONI INTERPRETATIVE SUI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA. = LISTE DI ATTESA. = ESAME DELLE QUESTIONI SOSPESE DI CUI PUNTO 11 DELL' ACCORDO 22 NOVEMBRE SUI LEA. = MOBILITA SANITARIA (PUNTO 10 ACCORDO 22 NOVEMBRE). = QUESTIONI LEGATE ALL'INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA. 2.1 Metodologia di lavoro Per espletare il suo mandato il tavolo ha ritenuto di adottare la seguente metodologia: = individuare i livelli aggiuntivi di assistenza che le Regioni hanno deciso di mantenere rispetto a quelli previsti dal D.P.C.M. 29 novembre 2001 con particolare riferimento all applicazione degli allegati 1A, 2A, 2B e 2C, al fine di stimare i costi relativi; = individuare la quota di spesa farmaceutica eccedente il 13% previsto della legge 16 novembre 2001, n.405; = individuare i costi dell attività di ricovero connessi alla quota di posti letto eccedente il 5 x 1000 abitanti prevista come criterio base dall accordo dell 8 agosto 2001; = stimare i costi relativi all assistenza socio-sanitaria per la parte ricadente nell ambito dei finanziamenti destinati al SSN, al fine di precisare la quota di 6
7 costi non attribuibile ai suddetti finanziamenti, in quanto relativa a prestazioni riconducibili ai livelli essenziali di natura socio-assistenziale; = procedere ad una stima dei costi relativi alle prestazioni dell allegato 1A) del D.P.C.M. depurati della voce di cui sopra, per verificarne la corrispondenza con la relativa quota di finanziamenti. 2.2 Attività prodotta per settori Di seguito si riporta nel dettaglio la sintesi dell attività svolta per linee di lavoro: SISTEMA DI MONITORAGGIO: Rilevazione dei provvedimenti adottati dalle Regioni dopo l'entrata in vigore del D.P.C.M. sui Livelli Essenziali di Assistenza. Per dare attuazione a quanto previsto dall Accordo dell 8 agosto 2001, come integrato dall Accordo del 22 novembre 2001, il Tavolo di monitoraggio ha richiesto alle Regioni, nel corso del 2002, i provvedimenti adottati in merito alla attuazione dei LEA con particolare riferimento agli allegati 2A, 2B e 2C. Sono pervenute all'esame del tavolo di monitoraggio da parte di tutte le Regioni e Province Autonome di Trento e di Bolzano n. 78 provvedimenti, come risulta dagli allegati. Tali provvedimenti riguardano il recepimento complessivo del D.P.C.M. da parte delle Regioni al 31 dicembre 2002, e, in taluni casi, rinviano a successivi atti per specifiche tematiche. Occorre rilevare che, l acquisizione degli atti regionali è stato un processo alquanto difficoltoso, e, rilevato che l attività di monitoraggio degli atti regionali dovrà proseguire in via ordinaria nel corso del tempo, si richiama l attenzione di tutte le amministrazioni regionali sulla necessità della tempestiva trasmissione di tutti i provvedimenti che attengono ai Livelli essenziali di assistenza. Si riportano in modo sintetico alcune valutazioni in merito ai provvedimenti regionali di cui alle Tabelle A (Allegato 1) e B (Allegato 2) con i quali tutte le Regioni hanno recepito il D.P.C.M. novembre 2001 fino al 31 dicembre Si precisa che ai fini della rilevazione in materia, la regione Trentino Alto Adige non è computata nel numero totale in quanto le competenze in materia sono esercitate dalle province autonome di Trento e Bolzano 7
8 La Tabella A riporta, per ciascuna Regione, nelle prime 2 colonne, gli estremi delle delibere adottate e la sintesi del loro contenuto (o il titolo della delibera). La colonna successiva (all. 2 A) riporta le prestazioni escluse dai LEA che le Regioni hanno ritenuto di confermare come livello ulteriore; la colonna All. 2 B evidenzia gli orientamenti delle Regioni in merito alle prestazioni parzialmente escluse mentre la colonna All. 2 C riporta quanto stabilito per incrementare il livello di appropriatezza dei ricoveri per i 43 DRG elencati nello stesso allegato al D.P.C.M.. Nella colonna Altro sono sintetizzati altri interventi per il contenimento della spesa e misure di carattere organizzativo. La Tabella B riporta con maggiore livello di dettaglio le indicazioni cliniche individuate dalle Regioni per l erogazione delle prestazioni parzialmente escluse. Prestazioni escluse dai Lea e garantite dalle Regioni come livelli ulteriori di cui all Allegato 2A del D.P.C.M. (Tabella A) La ricognizione evidenzia che numerose Regioni continuano ad assicurare alcune delle prestazioni escluse dai Livelli essenziali di assistenza, facendo fronte con risorse proprie ai relativi oneri. In questo ambito si possono rilevare delle linee comuni: = Certificazioni - 15 Regioni e P.A. su 21 (Piemonte, Valle d Aosta, Lombardia, Veneto, P.A. di Trento, Friuli V.G., Liguria, Emilia R., Toscana, Marche, Umbria, Molise, Puglia, Basilicata e Sardegna) ritengono necessario garantire gratuitamente il rilascio delle certificazioni di idoneità alla pratica sportiva agonistica, e l esecuzione dei relativi accertamenti, ai minori ed ai portatori di handicap. Le motivazioni di questa scelta, riportate nelle delibere, fanno riferimento alla necessità di sviluppare e diffondere la pratica sportiva per il miglioramento delle condizioni psicofisiche dei giovani e la promozione di relazioni interpersonali positive, ed alla volontà di favorire l inserimento sociale dei disabili. Alcune Regioni prevedono la gratuità anche per i certificati di idoneità all affidamento e all adozione, peraltro già a suo tempo disposta dall art. 82 della legge 4 maggio 1983, n = Medicine non convenzionali - 4 Regioni individuano alcune prestazioni di medicina non convenzionale da erogarsi come livelli aggiuntivi regionali: l agopuntura è inclusa (a determinate condizioni) nei Lea del Piemonte, della 8
9 Valle d Aosta (in via sperimentale), dell Umbria e della Toscana; l omeopatia è prevista in via sperimentale e per specifiche indicazioni cliniche dalla Valle d Aosta che offre anche prestazioni di chiroterapia per le patologie della colonna vertebrale in toto. = Prestazioni di medicina fisica e riabilitativa ambulatoriale l esclusione dai Lea di numerose prestazioni di fisioterapia ambulatoriale ha richiesto alle Regioni un impegnativo processo di revisione delle attività svolte e dei modelli organizzativi adottati. Inoltre, la formulazione della lett. f) dell allegato 2A) del D.P.C.M. ha suscitato difficoltà interpretative e alcune Regioni, a seguito dei chiarimenti forniti nella Relazione del 1 agosto 2002, hanno dovuto revocare o modificare provvedimenti attuativi già approvati. La Lombardia conferma l erogazione di tutte le prestazioni di medicina fisica e riabilitativa ambulatoriale di cui all all.2 A lett. f) agli assistiti iscritti presso Asl lombarde, il Veneto e il Friuli autorizzano l esercizio assistito in acqua. Ad eccezione dell Emilia Romagna, dell Umbria e della Calabria, tutte le Regioni includono l elettroterapia antalgica, l ultrasuonoterapia, la mesoterapia e la laserterapia tra le prestazioni dell allegato 2B al D.P.C.M. (la Regione Marche prevede solo l elettroterapia, la Campania, la Puglia, la Basilicata e la Sardegna escludono la mesoterapia). Se ne tratterà più avanti nell illustrazione dei provvedimenti di attuazione di tale allegato. = Altre prestazioni riconducibili a livelli ulteriori - solo alcune Regioni hanno effettuato una ricognizione completa delle prestazioni aggiuntive rispetto a quanto previsto dall allegato 1 del D.P.C.M. mentre la maggior parte fa riferimento ai soli ambiti richiamati dall allegato 2A. Nelle delibere in esame, sono state rilevate le seguenti prestazioni: fornitura di dispositivi protesici extranomenclatore e di materiale di medicazione (Piemonte e Valle d Aosta - 2 Regioni su 21), prodotti aproteici (Piemonte, Valle d Aosta, Liguria, Umbria e Sardegna - 5 Regioni su 21), contributi per terapie con metodo Doman e assegno di cura per anziani (Emilia-Romagna, Umbria - 2 Regioni su 21), farmaci di classe C) per gli affetti da malattie rare (Lombardia), contributi economici ex ONIG ad invalidi di guerra e per servizio (Lazio e Basilicata), vaccini desensibilizzanti e latte artificiale per soggetti allergici, rimborsi spese per soggetti affetti da particolari patologie (Basilicata e Valle d Aosta) e contributi per protesi dentarie e trattamenti ortodontici a soggetti in condizioni economiche disagiate ( Valle D Aosta). 9
10 Prestazioni parzialmente escluse dai Lea in quanto erogabili solo secondo specifiche indicazioni cliniche di cui all Allegato 2B del D.P.C.M. (Tabella A e B) Lettera a) - Assistenza odontoiatrica - Specifiche condizioni di erogabilità sono individuate, con diverso livello di dettaglio, da Valle d Aosta, Veneto, Liguria, Umbria, Marche, Puglia e Calabria (7 Regioni su 21); il riferimento al reddito è presente nelle delibere della Valle d Aosta, del Veneto, dell Umbria e della Puglia (4 Regioni su 21); sono però differenti i valori di reddito individuati per consentire l accesso gratuito alle prestazioni odontoiatriche (2 volte il minimo vitale per la Valle d Aosta, euro per il Veneto, euro, incrementato in funzione del coniuge e dei familiari a carico per l Umbria, o euro per i soggetti infra e ultra 65enni per la Puglia); per la Valle d Aosta euro per nucleo familiare composto da una persona con casa in affitto ( e 8250 euro se con casa di proprietà) incrementate in base al numero dei componenti. Nelle linee generali, l assistenza odontoiatrica risulta limitata ai minori (14, 16 o 18 anni), agli invalidi gravi, ai soggetti in condizioni economiche gravemente disagiate e (solo in Veneto, Puglia e in Calabria -3 su 21) ai soggetti affetti da specifiche patologie. La stessa Regione Veneto garantisce a tutti gli assistiti il trattamento delle urgenze infettive antalgiche ma riduce il numero delle prestazioni prescrivibili con una ricetta (4 prestazioni ) e modifica le quote di partecipazione a carico degli assistiti. L'assistenza odontoiatrica resta ancora per la maggioranza delle Regioni un problema da affrontare in modo sistematico. Lettera b) - Densitometria ossea - 14 Regioni individuano le specifiche condizioni cliniche che consentono la fruizione della densitometria ossea (Valle d Aosta, Veneto, Friuli V.G., P.A. di Trento, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna). Le condizioni individuate dal maggior numero di Regioni sono: - donne in post-menopausa con importanti fattori di rischio; - donne in menopausa precoce o chirurgica; - donne e uomini in trattamento prolungato con alcuni farmaci o in presenza di condizioni patologiche associate ad osteoporosi. Lettera c) Medicina fisica e riabilitazione Come già ricordato, tutte le Regioni, eccetto l Emilia Romagna, l Umbria e la Calabria, includono l elettroterapia 10
11 antalgica, l ultrasuonoterapia, la mesoterapia e la laserterapia tra le prestazioni erogabili a carico del Servizio Sanitario nazionale. La Regione Marche prevede solo l elettroterapia, la Campania, la Puglia, la Basilicata e la Sardegna escludono la mesoterapia. Le indicazioni cliniche per l erogazione di tali prestazioni sono puntualmente definite da Piemonte, Valle d Aosta, Veneto, P.A. di Trento, Friuli V.G., Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Sardegna (12 Regioni su 21); la Liguria e la Sicilia prevedono che le stesse siano comunque inserite nell ambito di progetti riabilitativi individuali. Le modalità di erogazione delle altre prestazioni di medicina fisica e riabilitazione sono disciplinate da 10 Regioni: Piemonte, Veneto, P.A. Trento, Liguria, Umbria, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, ma numerose indicazioni sono già contenute nei Nomenclatori regionali dell assistenza specialistica ambulatoriale di altre regioni. Tutte le delibere esaminate prevedono che il trattamento sia inserito all interno di un progetto riabilitativo individuale e, in taluni casi, individuano le specifiche condizioni che lo rendono appropriato; il Piemonte, il Veneto, l Umbria, la Puglia e la Sicilia impongono il coinvolgimento del medico specialista nella definizione del progetto. Lettera d) - Chirurgia rifrattiva con laser a eccimeri - per quanto riguarda questa prestazione, le indicazioni cliniche sono definite da 17 Regioni (Valle d Aosta, Piemonte, Veneto, Friuli V.G., P.A. di Trento, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna); le condizioni individuate con maggiore frequenza sono: - anisometropia superiore a 4 diottrie; - astigmatismo secondario a chirurgia corneale; - ametropie post-chirurgiche; - miopia grave. Alcune Regioni indicano esplicitamente tra le condizioni di erogabilità della prestazione il fatto che l uso di occhiali o di lenti a contatto sia causa di grave sofferenza psicologica, valutata per particolari condizioni, (Veneto) ovvero sia reso impossibile dalle condizioni fisiche o dalla particolare condizione lavorativa del soggetto (Emilia-Romagna e Marche). In conclusione, dall'esame dei singoli atti regionali risulta che, a differenza di altre prestazioni, esiste una sostanziale condivisione da parte della maggioranza delle 11
12 Regioni relativamente alle condizioni di erogabilità delle prestazioni di densitometria ossea e di chirurgia rifrattiva con laser a eccimeri. Misure per incrementare l appropriatezza dei ricoveri ospedalieri di cui all Allegato 2C del D.P.C.M. (Tabella C). Nel corso dell anno 2002 quasi tutte le Regioni hanno fissato i valori soglia dei ricoveri ordinari per i 43 DRG individuati dall allegato 2C del D.P.C.M. 29 novembre 2001, individuando forme assistenziali alternative al ricovero ordinario, quali day hospital chirurgici, day hospital medici e/o attività ambulatoriali specifiche. Hanno provveduto in tal senso le seguenti 18 Regioni: Valle d Aosta, Lombardia, Friuli V.G., P.A. di Trento, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, e Sardegna, Piemonte e Molise. La Lombardia, la Toscana, il Lazio, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia definiscono anche i criteri o le modalità di remunerazione dei ricoveri inappropriati. Per individuare i valori soglia di ammissibilità dei ricoveri in regime ordinario le Regioni si avvalgono di metodologie differenti. A fronte di un percorso comune di miglioramento dell appropriatezza della funzione ospedaliera, che le Regioni hanno intrapreso sia per le strutture pubbliche che private accreditate, risulta ancora variabile il valore soglia che, a livello delle singole Regioni, è considerato accettabile per il ricovero ordinario. Tale variabilità è spiegata: = dalla presenza di processi di riorganizzazione delle funzioni ospedaliere in atto in alcune Regioni, che richiedono azioni pluriennali per ottenere risultati significativi. In questi casi i valori soglia sono assunti come variabile dinamica nel tempo e oggetto di progressivi aggiustamenti; = dall adozione di differenti metodi utilizzati per misurare il grado di appropriatezza; = dall adozione di differenti strumenti volti a perseguire crescenti livelli di appropriatezza. Nell ambito delle misure volte a recuperare l appropriatezza, si segnalano quelle adottate da alcune Regioni per il corretto utilizzo del servizio di pronto soccorso. La Lombardia e il Piemonte, hanno adottato provvedimenti che escludono dai Lea le prestazioni impropriamente richieste ed erogate da tale servizio e 12
13 introducono una tariffa forfetaria a carico dell assistito; gli accessi impropri sono identificati in base alle procedure di prima valutazione. Altre Regioni hanno già normato in precedenza questa problematica. Si riportano in allegato (Allegato n. 3 ) le tabelle relative ai ricoveri effettuati in day hospital e in ricoveri ordinari nelle varie Regioni con riferimento ai 43 DRG dell allegato 2C relativamente all anno 2000 e la Tabella C Soglie di ammissibilità in ricovero ordinario per le prestazioni elencate nell allegato 2C del D.P.C.M. 29 novembre 2001 per regione. Inoltre si dà conto delle modalità di erogazione da parte delle Regioni dell assistenza farmaceutica territoriale alla data della presente relazione, di cui alle schede di sintesi che si allegano (Allegato n. 4) La definizione di un modello di monitoraggio degli indicatori all'interno del sistema di garanzia di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n.56. Nel punto 5 dell accordo della Conferenza Stato-Regioni del 22 novembre 2001 si conviene di definire criteri specifici di monitoraggio, all interno del sistema di garanzia introdotto dall art.9 del decreto legislativo 18 febbraio 2000 n.56, per assicurare trasparenza, confrontabilità e verifica dell assistenza erogata attraverso i Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria con un sistema di indicatori essenziali, pertinenti e caratterizzati da dinamicità e da aggiornamento continuo. L accordo, inoltre, prevede che il tavolo indicato nel punto 15 dell accordo dell 8 agosto 2001 dovrà effettuare la verifica dei LEA erogati, valutando anche la corrispondenza ai volumi di spesa stimati e previsti ed evidenziando altresì eventuali prestazioni erogate non riconducibili ai precedenti livelli. Si ricorda che, precedentemente alla adozione dei Livelli Essenziali di Assistenza con il D.P.C.M. del 29 novembre 2001, era stata approvata dalla Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 25 ottobre 2001, la relazione dell attività del Tavolo di lavoro per la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria e dei relativi costi, tenuto conto di quanto convenuto con l accordo dell 8 agosto 2001 e successivamente disposto dall articolo 6 del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito con modificazioni dalla legge 16 novembre 2001, n Con la suddetta relazione, al fine di pervenire ad una stima dei costi dei Livelli Essenziali di Assistenza il Tavolo aveva effettuata una ricognizione dei Livelli Essenziali assicurati dal Servizio Sanitario Nazionale e dei relativi costi. 13
14 Set di indicatori Come è noto il D.P.C.M. 29 novembre 2001 è entrato in vigore il 23 febbraio 2002 e, pertanto, il monitoraggio sui livelli essenziali di assistenza, così come previsto nel punto 5.2 dell accordo Stato-Regioni del 22 novembre 2001, potrà essere effettuato con riferimento all assistenza erogata nell anno 2002 e, quindi, non prima della metà dell anno 2003, quando si renderanno disponibili le informazioni necessarie. Il Tavolo di monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza ha ritenuto però opportuno procedere alla rilevazione dei dati relativi all assistenza erogata nelle varie Regioni anche con riferimento all anno 2001, così come risulta indicato nella relazione presentata alla Conferenza Stato-Regioni del 1 agosto 2002, per poter esprimere una prima valutazione tra i finanziamenti stabiliti in sede di accordo dell 8 agosto 2001 e i LEA erogati. Il D.M. 12 dicembre 2001 Sistema di garanzie per il monitoraggio dell assistenza sanitaria, in attuazione dell art. 9 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, individua un set di indicatori con cui monitorare l assistenza erogata nelle varie Regioni, utilizzando le informazioni disponibili nell ambito degli attuali flussi informativi esistenti ed integrandole con altre aggiuntive al fine di rappresentare importanti aspetti dell assistenza sanitaria non valutabili con i dati correnti. Al fine, però, di consentire alle Regioni di adeguare i propri sistemi informativi regionali per la rilevazione dei dati oggi non disponibili, il tavolo di monitoraggio dei LEA ha ritenuto che gli indicatori previsti dal sopraindicato DM 12 dicembre 2001 debbano essere utilizzati con gradualità, selezionando dapprima solo quelli che realmente possono essere forniti dalle aziende sanitarie di tutto il territorio nazionale. Premesso quanto sopra, con riferimento all anno 2001, il Tavolo ha ritenuto di: 1) rilevare solo i dati relativi ad alcuni indicatori tra quelli presenti nel DM 12 dicembre 2001, con l obiettivo di utilizzarli a regime, eventualmente aggiornandoli ed integrandoli, con riferimento all assistenza erogata nell anno 2003, considerando anche l anno 2002 ancora un anno di transizione, tenuto conto dei tempi previsti per gli adempimenti regionali previsti dal D.P.C.M. 29 novembre 2001; 2) eliminare dalla scheda utilizzata per la rilevazione effettuata nell anno 2001 presso le 11 Regioni che vi hanno partecipato le informazioni relative alle risorse umane utilizzate per erogare i livelli di assistenza, considerata 14
15 l effettiva difficoltà di definire il numero di operatori equivalenti, e le informazioni relative alla distinzione tra assistenza erogata direttamente o attraverso strutture accreditate; 3) rilevare, ove possibile, per quanto riguarda l assistenza territoriale ambulatoriale e domiciliare, semiresidenziale e residenziale considerata l importanza di disporre di informazioni più puntuali in questo importante settore di attività, i dati sui costi e sull assistenza erogata anche disaggregati per tipologia di utenti (anziani, disabili, malati psichiatrici, ecc.); 4) rilevare, per quanto riguarda l assistenza ospedaliera, informazioni in merito alla complessità della casistica trattata (peso medio dei ricoveri per bambini ed anziani, indice di attrazione e indice di fuga); 5) la scheda di rilevazione dei costi e dell assistenza erogata nell anno 2001, al fine di poter costruire gli indicatori selezionati, è stata trasmessa ai Presidenti delle Regioni in data 7 novembre 2002 e la rilevazione è in corso. Struttura del sistema di valutazione Definito il set di indicatori da utilizzare all interno del sistema di monitoraggio, si ritiene necessario stabilire anche il sistema di regole da rispettare a garanzia dei LEA. Poiché la verifica dei livelli di assistenza effettivamente erogati nelle diverse Regioni, come sopra già indicato, dovrà essere effettuata con riferimento all assistenza erogata dopo l entrata in vigore del D.P.C.M. 29 novembre 2001, il Tavolo di monitoraggio dei LEA ritiene che il sistema di regole debba essere definito solo dopo aver acquisito e valutato i dati relativi all anno Ciò al fine di apportare quelle eventuali modifiche ed integrazioni alla scheda di rilevazione che risultassero opportune per una rappresentazione più completa della assistenza sanitaria erogata nelle Regioni QUESTIONI INTERPRETATIVE SUI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA. Il Tavolo ha già con la relazione del 1 agosto 2002 fornito indicazioni su alcuni punti specifici in particolare riferiti a: 1)certificazioni; 2)prestazioni di medicina fisica riabilitativa ambulatoriale; 3) prevenzione collettiva; 4) area dell integrazione socio sanitaria, che si riportano in allegato (Allegato n. 5). 15
16 Per quanto riguarda la questione inerente l esclusione dai Livelli Essenziali di Assistenza delle certificazioni mediche non rispondenti a fini di tutela della salute collettiva (all.2 A, lett. e) del D.P.C.M., il tavolo ha svolto gli ulteriori approfondimenti già preannunciati nella suddetta relazione e ha rilevato la necessità di una modifica del suddetto allegato, in particolare per quanto attiene alle certificazioni di idoneità alla pratica sportiva, all affidamento o all adozione di minori e allo svolgimento del servizio civile. La proposta di modifica si riporta nel paragrafo 2.3 delle proposte operative LISTE DI ATTESA In attuazione dell accordo sancito dalla Conferenza Stato-Regioni il 14 febbraio 2002 (repertorio atti n. 1386) sulle modalità di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e indirizzi applicativi sulle liste di attesa, rettificato con atto dell 8 marzo 2002 (repertorio atti n. 1412) (Allegato n. 6.1), il Tavolo ha predisposto un documento di indicazioni sul quale la Conferenza Stato-Regioni, nella seduta dell'11 luglio, ha sancito l'accordo (repertorio atti n. 1488). (Allegato n. 6.2) Con il D.P.C.M. 16 aprile 2002 recante: Linee guida sui criteri di priorità per l accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa, è stato integrato il D.P.C.M. del 29 novembre 2001 con l Allegato 5 di cui al suddetto documento di linee guida Con l accordo Stato-Regioni dell 11 luglio 2002 è stato approvato un documento di indicazioni sulle modalità di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e indirizzi applicativi sulle liste di attesa. In particolare il punto 5 del suddetto documento prevede l attivazione di un sistema di monitoraggio nell ambito del più complessivo flusso informativo sui tempi e liste di attesa, attualmente in fase di sperimentazione da parte del Ministero della salute. Si prevede inoltre che, per soddisfare le esigenze informative del Tavolo di monitoraggio dei LEA, le Regioni si impegnano a fornire dati attraverso una rilevazione ad hoc. A tale scopo è stato attivato, presso l Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, il Gruppo tecnico di esperti, costituito da rappresentanti del Ministero della Salute, delle Regioni e Province Autonome e della ASSR, per concordare gli aspetti tecnici e le modalità operative del suddetto monitoraggio delle liste di attesa. Nell indagine sperimentale in corso sono state individuate ulteriori prestazioni con i tempi massimi di attesa, rispetto a quelle già convenute con il richiamato 16
17 accordo dell 11 luglio 2002, da monitorare sia per l attività di ricovero che per quella specialistica ambulatoriale. La rilevazione è tuttora in corso e ha fatto emergere un elevato grado di complessità, all esame delle Amministrazioni competenti ESAME DELLE QUESTIONI SOSPESE DI CUI PUNTO 11 DELL' ACCORDO 22 NOVEMBRE 2001 SUI LEA: = Visite fiscali. Il Tavolo nel corso dell anno 2001 e fino alla data odierna ha preso in considerazione la questione relativa alle visite fiscali: la problematica è stata oggetto di esame da parte del Tavolo nel corso delle riunioni del 24 luglio, del 18 settembre, del 9 e 23 ottobre Nella riunione del 9 ottobre, in considerazione del fatto che la soluzione della questione necessita di alcuni elementi conoscitivi ritenuti essenziali quali il numero delle visite che vengono effettuate e una stima dei costi, al fine di pervenire ad una definitiva soluzione del problema, si è convenuto di effettuare una rilevazione specifica per l anno E stata pertanto predisposta una scheda di rilevazione, inviata alle Regioni e alle Province autonome con nota del 25 novembre 2002, prot. n /02/ La rilevazione è ancora in corso e presenta difficoltà nell acquisizione di dati da parte delle Regioni. Si riporta in ogni caso una prima tabella di sintesi degli esiti (Allegato n. 7 ). = Assistenza sanitaria a stranieri non regolari. Per quanto riguarda l Assistenza sanitaria a stranieri non regolari la materia è stata oggetto di approfondimento da parte del Tavolo che ha predisposto una ricognizione della normativa vigente e una scheda di rilevazione di dati che si allega (Allegato n. 8), per la quale è in corso la rilevazione presso le Regioni MOBILITA SANITARIA (PUNTO 10 ACCORDO 22 NOVEMBRE). Il punto 10 dell Accordo Stato-Regioni 22 novembre 2001 sui Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria stabilisce che: 17
18 Laddove la Regione definisca specifiche condizioni di erogabilità delle prestazioni ricomprese all interno dei Livelli Essenziali di assistenza sanitaria con particolare riferimento alle prestazioni di cui agli allegati 2B e 2C, o individui prestazioni/servizi aggiuntivi a favore dei propri residenti, imputandone l addebitamento delle stesse, in caso di mobilità sanitaria, dovrà avvenire sulla base di: ❹ Un accordo quadro interregionale, che regoli queste specifiche problematiche di compensazione della mobilità; ❹ Eventuali specifici accordi bilaterali tra Regioni interessate. Sulla questione, gli Assessori alla sanità nel corso della riunione del 6 novembre 2002 hanno ritenuto di: 1. considerare applicabile il regime erogativo adottato dalla Regione di residenza; 2. escludere dette prestazioni dalla compensazione interregionale per la mobilità; 3. di lasciare esclusivamente agli accordi bilaterali tra le Regioni interessate la regolazione di eventuali prestazioni godute presso le Regioni non di residenza. Nell ambito degli approfondimenti legati alla mobilità sanitaria il tavolo ha ritenuto opportuno occuparsi della problematica dell iscrizione temporanea degli aventi diritto negli elenchi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, in modo da individuare modalità di comportamento uniformi. Il testo della proposta di accordo è contenuto nella sezione delle proposte QUESTIONI LEGATE ALL'INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA. E stata avviata una prima analisi delle questioni legate all attuazione di quanto previsto nell'allegato 1C del D.P.C.M. 29 novembre 2001 che ha rilevato una disomogeneità applicativa tra le Regioni. E stato pertanto inviata il 4 marzo 2003, prot. n 1090 /03/ , una nota di richiesta alle Regioni al fine di acquisire i provvedimenti adottati dopo l'entrata in vigore del D.P.C.M. del 29 novembre Si riporta, in allegato, una tabella di sintesi dei provvedimenti di prima applicazione dell allegato 1C. (Allegato n. 9) 18
19 2.3 Proposte operative Il lavoro sin qui svolto ha permesso di giungere alla formulazione di una proposta di modifica del D.P.C.M. in merito alle certificazioni e una proposta di accordo in merito all iscrizione temporanea degli assistiti, nonché una proposta in merito alla densitometria ossea e laser a eccimeri CERTIFICAZIONI: Proposta di modifica al D.P.C.M. 29 novembre 2001 Il D.P.C.M. 29 novembre 2001 di Definizione dei livelli essenziali di assistenza prevede che siano totalmente escluse dai LEA (all. 2A, lett. e) le certificazioni mediche (con esclusione di quelle richieste dalle istituzioni scolastiche ai fini della pratica non agonistica per i propri alunni, ai sensi dell art. 31 del d.p.r. n. 270/2000 e dall art. 28 del d.p.r. n. 272/2000) non rispondenti a fini di tutela della salute collettiva, anche quando richieste da disposizioni di legge (incluse le certificazioni di idoneità alla pratica di attività sportiva, agonistica e non, idoneità fisica all impiego, idoneità al servizio civile, idoneità all affidamento e all adozione, rilascio patente, porto d armi, ecc.). La disposizione sopra riportata ha comportato numerose difficoltà interpretative e rilevanti problemi applicativi: - difficoltà interpretative: non risulta chiaro se l esclusione dai Lea riguardi esclusivamente la prestazione medico-legale di rilascio della certificazione o anche gli accertamenti specialistici richiesti per la valutazione delle condizioni di salute del soggetto interessato. Il Ministero della salute, con nota circolare agli Assessori alla sanità, ha espresso l avviso che l esclusione riguardi solo la certificazione e che gli accertamenti debbano essere eseguiti nell ordinario regime di partecipazione al costo. Per quanto riguarda, in particolare, l idoneità all affidamento e all adozione, occorre ricordare che l art. 82 della legge 4 maggio 1983, n. 184, esenta da ogni spesa, tassa e diritto gli atti e i documenti relativi all esecuzione dei provvedimenti pronunciati dal giudice nei procedimenti indicati dalla legge stessa; il contrasto tra il D.P.C.M. e la disposizione di fonte primaria, in assenza di una esplicita delegificazione della materia, suscita alcuni dubbi circa l applicabilità dello stesso D.P.C.M. Infine, si ricorda che l art. 68, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, prevede che non è dovuto dagli 19
20 assistiti la quota fissa per ricetta per le prestazioni diagnostiche e specialistiche inerenti la certificazione di idoneità per servizio civile presso ente convenzionato con il Ministero della difesa ; anche in questo caso, dunque, potrebbe rilevarsi un contrasto tra norma primaria e D.P.C.M. - problemi applicativi: la maggior parte delle Regioni, già prima dell entrata in vigore del D.P.C.M., aveva previsto, con propri provvedimenti, la gratuità della certificazione di idoneità alla pratica sportiva dei minori e dei disabili e la certificazione di idoneità all affidamento e all adozione. Tali Regioni hanno ritenuto di confermare le precedenti disposizioni garantendo le suddette prestazioni come livelli ulteriori, sia per incentivare la pratica sportiva tra i giovani ed i portatori di handicap così come previsto dal Piano sanitario nazionale e dai Piani sanitari regionali sia per promuovere comportamenti di elevato valore sociale quali l affidamento e l adozione di minori. Tenuto conto di quanto sopra illustrato, si ritiene necessario apportare una modifica all allegato 2A del D.P.C.M. 29 novembre 2001 che, per un verso, chiarisca la natura delle prestazioni escluse dai Livelli essenziali di assistenza e, per altro verso, recepisca l orientamento manifestato dalle Regioni, evitando altresì il rischio di un contrasto tra fonti normative diverse. La proposta in questione, dunque, precisa che sono escluse dai Livelli Essenziali di Assistenza sia le certificazioni mediche non rispondenti a fini di tutela della salute collettiva, anche quando richieste da disposizioni di legge, sia gli accertamenti richiesti ai fini del loro rilascio, fatta eccezione, oltre che per le certificazioni rilasciate dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta richieste dalle istituzioni scolastiche, anche per le certificazioni (ed i relativi accertamenti) di idoneità alla pratica sportiva agonistica nelle società dilettantistiche di minori e disabili, per le certificazioni (ed i relativi accertamenti) di idoneità all adozione ed all affidamento di minori e per le certificazioni (ed i relativi accertamenti) di idoneità al servizio civile fino all entrata in vigore (1 giugno 2004) della disposizione che pone i relativi oneri a carico dell istituendo Fondo nazionale per il Servizio civile (art. 9, comma 5, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77). Le altre modifiche proposte, rispettivamente all allegato 1C ed alla tabella riportata nell allegato 1, sono di natura puramente formale e sono volte a correggere alcune imprecisioni attualmente presenti nel testo del provvedimento. 20
21 La proposta in questione non solo non comporta alcun ulteriore onere a carico del Servizio sanitario nazionale, ma comporta una minore spesa per la finanza pubblica. Pur in assenza di dati specifici, infatti, si può affermare che l onere sopportato dal Ssn per l esecuzione degli accertamenti necessari per le certificazioni di cui trattasi (patenti automobilistiche e nautiche, porto d armi, idoneità all impiego, cessione del quinto dello stipendio, libretto idoneità sanitaria, rilascio contrassegno libera circolazione invalidi, idoneità alla pratica sportiva di soggetti maggiorenni, ecc.), sia pure al netto del ticket pagato dal richiedente, è di gran lunga superiore dell onere correlato al rilascio delle certificazioni per le tre categorie di soggetti di cui trattasi, aumentato del mancato introito da ticket per i relativi accertamenti diagnostici. La modifica al D.P.C.M., dunque, non richiede alcuna ulteriore copertura finanziaria. Si riporta di seguito la proposta di modifica al D.P.C.M. 29 novembre 2001, recante: Definizione dei livelli essenziali di assistenza, che viene avanzata dal Tavolo e che, con la procedura prevista dall articolo 54 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, potrebbe essere adottata dal Governo. 1. Nell allegato 2A, Prestazioni totalmente escluse dai LEA, la lettera e) è sostituita dalla seguente e) certificazioni mediche, comprese le prestazioni diagnostiche necessarie per il loro rilascio, non rispondenti ai fini di tutela della salute collettiva, anche quando richieste da disposizioni di legge, con esclusione delle: - certificazioni richieste dalle istituzioni scolastiche ai fini della pratica sportiva non agonistica nell ambito scolastico, rilasciate dal medico di medicina generale ai sensi dell art. 31 del d.p.r. n. 270 del 2000 e dal pediatra di libera scelta ai sensi dell art. 29 del d.p.r. n. 272 del 2000; - certificazioni di idoneità di minori e disabili alla pratica sportiva agonistica nelle società dilettantistiche; - certificazioni di idoneità all affidamento e all adozione di minori ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184; - certificazione di idoneità al servizio civile fino all entrata in vigore dell art. 9, comma 5, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n
22 2. Nell allegato 1C, Area integrazione socio sanitaria, le parole affette da AIDS sono sostituite dalle parole con infezione da HIV. 3. Nella tabella riportata alla nota (3) dell allegato 1, recante un elenco di prestazioni che, sebbene non ricomprese nei LEA ed erogate con onere a carico dell interessato, costituiscono compito istituzionale delle strutture erogatrici, alla voce Rilascio di porto d armi è aggiunto il seguente riferimento normativo: D.M. 28 aprile 1998 Requisiti psicofisici minimi per il rilascio e il rinnovo dell autorizzazione al porto di fucile per uso di caccia e al porto d armi per uso difesa personale G.U. 22 giugno n PROPOSTA DI ACCORDO TRA GOVERNO, REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO IN MATERIA DI ISCRIZIONE TEMPORANEA NEGLI ELENCHI DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE E DEI PEDIATRI DI LIBERA SCELTA DELLE AZIENDE SANITARIE LOCALI DI TEMPORANEA DIMORA Il Tavolo di lavoro per la verifica e il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nel corso della riunione dell 8 gennaio 2003, tenuto conto di quanto già convenuto tra gli assessori alla sanità, ha predisposto uno schema di accordo con la quale si propone di condividere modalità uniformi di iscrizione temporanea degli aventi diritto negli elenchi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, che garantiscano con la necessaria flessibilità il rispetto del principio fissato dall art. 19, comma 4, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, anche in considerazione dell evoluzione del quadro normativo in materia di iscrizione negli elenchi anagrafici della popolazione residente e delle mutate condizioni di vita e di lavoro della popolazione, caratterizzate da un accentuata mobilità sul territorio nazionale. Si riporta il testo della proposta di accordo, gia inviato con nota del 5 febbraio 2003, prot. n. 1126/03/ , alle Regioni e ai Ministeri della salute e dell economia e finanze. tra il Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano si sancisce il seguente accordo 22
23 CONSIDERATA l evoluzione del quadro normativo in materia di iscrizione negli elenchi anagrafici della popolazione residente, le mutate condizioni di vita e di lavoro della popolazione, caratterizzate da un accentuata mobilità sul territorio nazionale, e l avvenuto consolidamento delle procedure di compensazione della mobilità sanitaria interregionale, definite dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano; RITENUTO opportuno condividere modalità uniformi di iscrizione temporanea degli aventi diritto negli elenchi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, che garantiscano con la necessaria flessibilità il rispetto del principio fissato dall art. 19, quarto comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833; RITENUTO che l iscrizione temporanea, ai sensi della normativa vigente, nell elenco degli assistiti di un azienda sanitaria locale da diritto a ricevere tutte le prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza di cui al D.P.C.M. 29 novembre 2001, fatta eccezione per le prestazioni escluse dalla compensazione della mobilità sanitaria; Il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano convengono quanto segue: 1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 7 e 13 del d.p.r. 30 maggio 1989, n. 223, circa l obbligo dei cittadini di effettuare l iscrizione anagrafica nel Comune ove abitualmente risiedono, con le eccezioni previste dall art. 8 del medesimo decreto, le aziende unità sanitarie locali provvedono all iscrizione temporanea, in apposito elenco, dei cittadini non iscritti negli elenchi anagrafici del/dei Comune/i incluso/i nel proprio territorio, che vi dimorino abitualmente, per periodi superiori a tre mesi, per motivi attinenti all attività di lavoro, per motivi di studio o per motivi di salute. L iscrizione ha scadenza annuale ed è rinnovabile. 2. Le Regioni e le Province autonome disciplinano le procedure per il riconoscimento del diritto all iscrizione temporanea, prevedendo, in ogni caso, che l azienda Usl che riceve la richiesta provvede all iscrizione temporanea solo previo accertamento dell avvenuta cancellazione dell assistito dagli elenchi dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta dell azienda Usl di residenza, e ne informa tempestivamente la Regione. 23