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Timestamp: 2020-08-14 10:20:19+00:00
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Matched Legal Cases: ['art 67', 'sentenza ', 'art. 77', 'art 28', 'art 122', 'art. 92', 'art 136', 'art 84', 'art 1', 'art 1', 'art 2514', 'art 136']

I fabbricati da demolire ceduti non sono tassati come plusvalenze
Con la Circolare 23/E/2020, pubblicata il 29 luglio, l’Agenzia delle entrate ha escluso che, ai fini della tassazione delle plusvalenze, la cessione di un edificio da demolire possa essere riqualificata come cessione del terreno edificabile.
L’agenzia fornisce chiarimenti sui fabbricati da demolire allineandosi alla Cassazione secondo la quale per la tassazione delle plusvalenze (ex art 67 del TUIR) se oggetto della cessione è un edificio, il trasferimento non può essere qualificato come area edificabile anche se:
destinato alla demolizione successiva
o quando l’edificio non assorbe la capacità edificatoria del lotto su cui insiste
L’articolo 67, comma 1, lettera b), Tuir, include tra i redditi diversi le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso:
di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni,
di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria.
Nel caso di immobili la plusvalenza è tassabile soltanto se la cessione avviene entro cinque anni dall’acquisto o dalla costruzione del fabbricato (salvo specifiche eccezioni) poiché si presuppone l’evento speculativo visto l’arco temporale ristretto tra l’acquisto e la rivendita.
Nel caso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria l’imponibilità della plusvalenza non è legata ad alcuna condizione.
È importante per la tassazione la distinzione tra fabbricato e terreno edificabile.
La Risoluzione n 395/E/2008 aveva chiarito che la vendita a titolo oneroso di fabbricati ricadenti in un’area oggetto di un piano di recupero, approvato dal Comune, è riconducibile alla fattispecie della cessione di terreno edificabile.
L’Amministrazione finanziaria ha sempre dato applicazione al principio espresso nella risoluzione, estendendolo anche ad altri casi, come quelli delle cessioni di fabbricati cd. “da demolire” lo stesso trattamento.
Nell’ambito della transazione riguardante un fabbricato come quello suddetto hanno, nel tempo assunto rilievo, ai fini delle imposte, una serie di elementi desumibili da pattuizioni contrattuali quali ad esempio:
l’avvenuto rilascio del permesso di demolizione e di ricostruzione;
l’esistenza di un piano di recupero o riqualificazione dell’area approvato dal comune;
il prezzo di cessione del fabbricato superiore al valore venale e in linea con il prezzo di mercato delle aree edificabili.
Tali elementi potevano portare a qualificare la cessione del fabbricato come una cessione di terreno edificabile con relativa tassazione della plusvalenza.
La giurisprudenza della Cassazione e in particolare la sentenza n 5088/2019 ha enunciato una serie di principi di diritto in base ai quali se su un’area insiste un fabbricato, la stessa area deve dirsi già edificata e non può essere ricondotta alla previsione di area “suscettibile di utilizzazione edificatoria” di cui all’articolo 67 Tuir, atteso che la potenzialità edificatoria si è già consumata.
L’agenzia delle entrate con la Circolare in oggetto n. 23/E/2020 ha qualificato come superate le indicazioni contenute nella risoluzione precedente n. 395/E/2008 e, “più in generale, non ulteriormente sostenibili le pretese dell’Amministrazione in contrasto con i principi espressi dalla giurisprudenza richiamata”.
Notizia del: 2020-08-14
Il decreto agosto proroga il Bonus sulle locazioni non abitative e affitto d'azienda
Il decreto di agosto all'art. 77 inserisce tra i soggetti che possono beneficiare del bonus affitti anche le strutture termali indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo di imposta precedente, modificando la disciplina del credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda, di cui all'articolo 28, comma 3 del DL n. 34 del 2020.
Lo stesso decreto proroga il bonus per tutti fino a giugno e per le strutture turistico-ricettive con attività solo stagionale fino a luglio.
Il Decreto Rilancio aveva confermato il credito di imposta per le locazioni ad uso non abitativo e affitto di azienda (art 28).
Tale credito riguarda tutte le locazioni di immobili non abitativi, non solo quelli di categoria C/1 e spetta a tutte le attività di impresa e professionali con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo di imposta 2019.
E' un credito di imposta per i canoni di locazione, leasing, o concessione pagati da:
di interesse turistico e termali
La misura del credito spetta ai soggetti suddetti per un ammontare pari al 60% del canone totale corrisposto.
In caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, il credito d’imposta spetta invece nella misura del 30 per cento dei relativi canoni.
Il credito di imposta spetta alle strutture alberghiere e agrituristiche e termali indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente.
Ne beneficiano anche gli enti non commerciali compresi gli enti del terzo settore, gli enti religiosi civilmente riconosciuti, e in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.
Il credito d’imposta è commisurato all’importo delle locazioni versate nel periodo 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionali e termali con riferimento ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.
Ai soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d'imposta spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente.
Va precisato che si prevede una non cumulabilità del credito in oggetto con il credito d’imposta di cui all’articolo 65 del decreto- legge 17 marzo 2020, n. 18 (Cura Italia) convertito in Legge n 27 che ricordiamo prevedeva un credito di imposta per i soli immobili cat. C/1.
Queste le modalità di fruizione del credito:
ovvero in compensazione successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni.
al posto dell'utilizzo diretto si può optare ai sensi dell’art 122 del Decreto Rilancio per la cessione del credito d’imposta al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap.
Per tutte le disposizioni applicative rinviamo alle istruzioni dettate dall'agenzia delle entrate Bonus affitti imprese al via: le modalità su come utilizzarlo
Per gli enti del terzo settore Credito di imposta per locazioni degli enti non commerciali e del terzo settore
Decreto di agosto: ecco il testo del decreto in Gazzetta oggi
Pronto il testo definitivo del decreto di agosto che molto probabilmente andrà in gazzetta entro stasera. Il testo del decreto bollinato è stato licenziato ieri sera dal MEF con allegata la relazione tecnica positivamente verificata. In allegato il testo integrale.
Il decreto fa seguito all'autorizzazione del Parlamento a un ulteriore ricorso all’indebitamento, comprensivo dei maggiori interessi passivi per il finanziamento del debito pubblico, di 25 miliardi di euro per l’anno 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1 miliardo nel 2022, 6,2 miliardi nel 2023, 5 miliardi nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025, e 1,7 miliardi a decorrere dal 2026 per sostenere il sistema produttivo e del reddito dei cittadini, per supportare la ripresa e intervenire dove necessario per preservare l’occupazione.
Al termine il Consiglio del Ministri ha diffuso un comunicato stampa con le principali misure previste nei vari ambiti di intervento.
Si introducono importanti agevolazioni fiscali per le aree svantaggiate e ulteriori nuove indennità specifiche per alcuni settori.
Vengono inoltre prolungate e rafforzate alcune delle misure a sostegno dei lavoratori varate con i precedenti provvedimenti.
In primo luogo viene introdotto uno sgravio del 30 % sui contributi pensionistici per le aziende situate nelle aree svantaggiate, con l’obiettivo di stimolare crescita e occupazione. Il decreto finanzia la misura per il periodo ottobre-dicembre 2020, in attesa che questa venga estesa sul lungo periodo con prossimi interventi.
Prolungati per un massimo di diciotto settimane complessive i trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga previsti per l’emergenza.
Per le aziende che non richiederanno l’estensione dei trattamenti di cassa integrazione verrà riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per un massimo di quattro mesi, entro il 31 dicembre 2020.
Fino a tale data, vengono inoltre escluse dal versamento dei contributi previdenziali, per un massimo di sei mesi dall’assunzione, le aziende che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato, in presenza di un aumento dell’occupazione netta.
È possibile rinnovare o prorogare, per un periodo massimo di 12 mesi (fermo restando il limite complessivo di 24 mesi) e per una sola volta, i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato anche in assenza di causale.
Sono previsti ulteriori 400 euro per il reddito di emergenza per le famiglie più bisognose.
Vengono prorogate per ulteriori due mesi la Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) e l’indennità di disoccupazione mensile “DIS-COLL” per i collaboratori coordinati e continuativi il cui periodo di fruizione termini nel periodo compreso tra il 1° maggio 2020 e il 30 giugno 2020.
Il decreto-legge prevede ulteriori fondi per i settori del turismo, della ristorazione e della cultura, che sono tra quelli maggiormente colpiti.
È previsto uno specifico finanziamento per gli esercizi di ristorazione che abbiano subito una perdita di fatturato da marzo a giugno 2020 di almeno il 25% rispetto allo stesso periodo del 2019. Potranno ottenere un contributo a fondo perduto per l’acquisto di prodotti di filiere agricole, alimentari e vitivinicole da materia prima italiana. Il contributo minimo è di 2.500 euro.
Ulteriori 400 milioni di euro sono stanziati per contributi a fondo perduto in favore degli esercenti dei centri storici che abbiano registrato a giugno 2020 un calo del 50% del fatturato rispetto allo stesso mese del 2019. Il contributo minimo è di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 per i soggetti diversi.
Vengono inoltre rifinanziati alcuni strumenti di supporto alle imprese:
64 milioni per la “nuova Sabatini”;
500 milioni per i contratti di sviluppo;
200 milioni per il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di impresa;
50 milioni per il voucher per l’innovazione;
950 milioni per il Fondo Ipcei per il sostegno alle imprese che partecipano alla realizzazione di importanti progetti di interesse europeo.
Viene rifinanziato per 7,8 miliardi di euro (per il triennio 2023-24-25) il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per favorire l’accesso al credito attraverso la concessione di una garanzia pubblica.
Sempre per le p.m.i. è prorogata anche la moratoria su prestiti e mutui: dal 30 settembre 2020 il termine viene esteso al 31 gennaio 2021 (al 31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico).
Sono aumentati di 500 milioni gli incentivi statali per chi acquista e immatricola in Italia autovetture a basse emissioni di CO2.
Vengono stanziati 1,5 miliardi di euro per il rafforzamento patrimoniale, il rilancio e lo sviluppo di società controllate dallo Stato.
Viene potenziato lo strumento dei Piani individuali di risparmio alternativi, con la soglia di investimento annuale detassata che sale da 150.000 a 300.000 euro per gli investimenti a lungo termine.
Vengono incentivati gli acquisti effettuati con forme di pagamento elettroniche, nell’ambito del “piano cashless”, con uno stanziamento di 1,75 miliardi di euro per il 2021 per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati con queste modalità di pagamento.
Fra le ulteriori misure predisposte per il sostegno dei settori del turismo e della cultura: il credito di imposta del 60% del canone di locazione o leasing o concessione; l’esonero dal pagamento della seconda rata dell’Imposta municipale unica (IMU) 2020 per alcune categorie di immobili e strutture turistico-ricettive, gli immobili per fiere espositive, manifestazioni sportive, quelli destinati a discoteche e sale da ballo, gli immobili destinati a cinema e teatri. Questi ultimi vengono esonerati dal pagamento dell’IMU anche per il 2021 e il 2022.
È incrementato di 265 milioni di euro per il 2020 il fondo per sostenere agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche.
Stanziati 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per il credito d’imposta per la riqualificazione e i miglioramenti effettuati dalle imprese del settore turistico ricettivo e termale, compresi gli agriturismi e i campeggi. Viene incrementato fino a 231 milioni di euro il Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali e sale a 335 milioni il Fondo emergenze cinema, spettacolo e audiovisivo. Vengono destinati complessivamente 90 milioni di euro ai musei statali.
Stanziati 60 milioni di euro per incentivare gli investimenti pubblicitari in favore di leghe e società sportive professionistiche e di società e associazioni sportive dilettantistiche.
Con uno stanziamento complessivo di circa 200 milioni di euro vengono potenziate le risorse a sostegno di diverse attività di trasporto.
sono rateizzati ulteriormente i versamenti sospesi nei mesi di marzo, aprile e maggio: il 50% del totale potrà essere versato, senza applicazione di sanzioni o interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione (fino a 4 rate mensili di pari importo) con il pagamento della prima rata entro il 16 settembre. Il restante 50% può essere corrisposto, senza sanzioni e interessi, con una rateizzazione per un massimo di 24 rate mensili di pari importo.
Rinviati i versamenti per i contribuenti ISA (Indici sintetici di affidabilità) e forfettari che abbiano subito un calo di almeno il 33% nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: il termine di versamento della seconda o unica rata e dell’acconto Irap è prorogato al 30 aprile 2021.
Viene spostata dal 31 agosto al 15 ottobre 2020 la data finale della sospensione dei termini dei versamenti da cartelle di pagamento e dagli avvisi esecutivi sulle entrate tributarie.
Si proroga anche l’esonero dal pagamento della Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e del Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) al 31 dicembre 2020 per le attività di ristorazione, gravemente danneggiate dall’emergenza epidemiologica.
E’ il decreto di agosto a prevederlo all’art. 92 della bozza in circolazione.
Dopo la breve proroga concessa per il saldo 2019 e il primo acconto 2020, (dal 30 giugno al 20 luglio) il decreto interviene sul secondo acconto di novembre concedendo una proroga di piu’ ampio respiro.
Il secondo acconto di novembre potrà essere versato entro il 30 aprile 2021.
La proroga riguarda i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice attualmente 5.164.569 euro.
Condizione necessaria è aver subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il riferimento per stabilire il calo del fatturato è quindi quello Iva: si farà riferimento all’importo delle fatture emesse e dei corrispettivi e non ai ricavi di competenza. Per le fatture differite bisognerà far riferimento al documento di trasporto o equipollente richiamato in fattura.
Non è stato chiarito se nel fatturato devono essere comprese le operazioni fuori campo IVA che pero’ risultano indicate in fattura. Il riferimento all'emissione della fattura non esclude la vendita di beni ammortizzabili e questo puo' essere una criticità per le imprese interessate di non poco conto.
La proroga riguarda IRPEF – IRES e IRAP. La norma non parla dei contributi ma la regola è che questi seguono sempre le imposte dirette, ma un chiarimento sarà necessario.
Notizia del: 2020-08-13
Tra le misure più conosciute del DL Rilancio è possibile annoverare il cosiddetto Ecobonus plus auto, previsto per gli acquisti di auto nuove (elettriche, ibride o comunque a basse emissioni) per il periodo che va da agosto a dicembre 2020, sia nel caso di rottamazione di veicolo con più di 10 anni di vita, sia nel caso di assenza di rottamazione.
Una delle cose che ha più caratterizzato questa agevolazione, finanziata con 50 milioni di euro, è stato il fatto che i fondi sono andati del tutto esauriti nell’arco del primo di fine settimana di prenotazione (per permettere agli acquirenti di usufruire del contributo, il venditore deve prenotare preventivamente i fondi, secondo le più moderne tecniche di allungamento dei tempi e delle procedure burocratiche).
Con l’articolo 73 del DL Agosto, si ricorda, ancora solo in bozza, il Legislatore rimodula e rifinanzia il contributo in esame.
Per quanto riguarda le novità, la più rilevante è il fatto che l’entità del contributo è stato riparametrato, in base alle emissioni e a seconda che venga contestualmente rottamata (o meno) un’auto con oltre dieci anni di vita, secondo la seguente tabella riepilogativa:
Rapporto Co2/Km
Contributo con rottamazione
Contributo senza rottamazione
Per poter usufruire del beneficio, la norma prevede esplicitamente che il venditore, da parte sua, aggiunga uno sconto pari a 2.000 euro nel caso di rottamazione, e di euro 1.000 nel caso di assenza di rottamazione.
L’Ecobonus viene anche rifinanziato dal Decreto Agosto con ulteriori 400 milioni di euro, e sarà possibile inoltrare nuovamente domande di prenotazione dell’agevolazione dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Tra le altre novità, si ricorda che il DL Rilancio, come convertito, al comma 1-sexies dell’articolo 44, prevedeva una ulteriore agevolazione: per i contribuenti che dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2020 rottamano un veicolo classificato in classe euro 3 o inferiore, e contestualmente acquistano un veicolo usato “in una classe non inferiore a euro 6 o con o con emissioni di CO2 inferiori o uguali a 60 g/km sono tenute al pagamento del 60 per cento degli oneri fiscali sul trasferimento di proprietà del veicolo acquistato.” In sede di DL Agosto, la misura è stata limitata ad una dotazione di 5 milioni di euro e la sua attuazione è stata rimandata a un decreto attuativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), senza prevedere una scadenza per la sua emanazione.
Infine viene istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) un fondo, con una dotazione di 90 milioni per l’anno 2020, destinato all’erogazione di contributi per le imprese che installano colonnine di ricarica per veicoli elettrici, le cui modalità operative sono demandate a successivo decreto del ministero competente da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto.
Rivalutazione beni delle coop agricole per la copertura del passivo
L’art 136-bis del Decreto Rilancio rubricato “Rivalutazione beni cooperative agricole” introdotto in sede di conversione prevede che le cooperative agricole a mutualità prevalente e i loro consorzi possano rivalutare:
i beni d’impresa
e le partecipazioni in società controllate e collegate
risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2018 e a certe condizioni, fino alla concorrenza delle perdite dei periodi precedenti computali in diminuzione del reddito (ai sensi dell’art 84 del TUIR) e non versando le imposte sostitutive, nei limiti del 70% del loro ammontare.
La rivalutazione deve riguardare i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa
Tale rivalutazione ai sensi dell’art 1 comma 696 della Legge 160/2019 riguarda già i seguenti soggetti:
e gli altri enti pubblici e privati
che esercitano attività commerciale nel territorio dello Stato e non adottano i principi contabili internazionali.
Con il suddetto articolo del Decreto Rilancio viene estesa nello specifico alle cooperative agricole.
Si fa presente che ai sensi dell’art 1 comma 2 del Dlsg 228/2001 si considerano imprenditori agricoli le cooperative di imprenditori agricoli ed i loro consorzi quando utilizzano per lo svolgimento delle attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse, prevalentemente prodotti dei soci, ovvero forniscono prevalentemente ai soci beni e servizi diretti alla cura ed allo sviluppo del ciclo biologico.
Infine, per quanto attiene ai requisiti delle cooperative agricole a mutualità prevalente occorre fare riferimento a quanto previsto dall’art 2514 cod.civ che ne definisce i requisiti e stabilisce limiti stringenti da riportare negli statuti quale, a titolo di esempio non esaustivo, quello di distribuire le riserve fra i soci cooperatori.
Attenzione va prestata al fatto che il comma 3 dell’art 136 bis sancisce che l’efficacia della procedura di rivalutazione è condizionata alla autorizzazione della Commissione Europea.
Il decreto di agosto ha sostituito il comma 3 con il seguente: “Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modificazioni.”
La rivalutazione è stata estesa fino al bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2021 dall’articolo 12 ter del Dl 23/2020.
Leggi anche: Decreto rilancio: nuova rivalutazione terreni e partecipazioni a novembre 2020
Rivalutazione beni di impresa gratuita per alberghi e strutture termali