Source: http://www.arbitratoinitalia.it/2015/12/20/ancora-impugnazione-nel-merito/
Timestamp: 2019-02-18 07:01:03+00:00
Document Index: 16043720

Matched Legal Cases: ['art. 829', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 829', 'art. 829', 'art. 27', 'Cass, Sez. ']

Ancora sull'impugnazione nel merito | Arbitrato in Italia
20 Dicembre 2015 22 Ottobre 2016 Roberto Olivaart. 829 cod. proc. civ., art. 24 d.lgs. 40/2006, art. 27 d.lgs. 40/2006
Prima della riforma del 2006 (d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), ai sensi dell’art. 829, co. 2, cod. proc. civ., civ., “L’impugnazione per nullità [era] (…) ammessa se gli arbitri nel giudicare non hanno osservato le regole di diritto, salvo che le parti li avessero autorizzati a decidere secondo equità, o avessero dichiarato il lodo non impugnabile“.
Regola diametralmente opposta sul punto è quella contenuta nel vigente art. 829, co. 3, cod. proc. civ.: “L’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia è ammessa se espressamente disposta dalle parti o dalla legge. (…)“.
Cosa accade se viene impugnato un lodo pronunziato sulla base di una clausola compromissoria conclusa prima della riforma del 2006 in un procedimento promosso dopo l’entrata in vigore di quest’ultima (avvenuta il 2 marzo 2006)? Se andiamo a leggere le disposizioni transitorie del d.lgs. 40/2006, e in particolare il suo art. 27, apprendiamo che “Le disposizioni degli articoli 21, 22, 23, 24 e 25 si applicano ai procedimenti arbitrali, nei quali la domanda di arbitrato è stata proposta successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto“.
Sennonché, si è formato nella giurisprudenza di legittimità un altro orientamento, allo stato maggioritario, di segno opposto. Secondo questo orientamento, in poche parole, per evitare una applicazione retroattiva della nuova disciplina (in punto effetti del silenzio delle parti sulla possibilità di impugnare il lodo nel merito), si deve concludere che i lodi resi sulla base di una clausola conclusa prima della riforma del 2006 possano sempre essere impugnati per lamentare un error in judicando del Tribunale arbitrale (salvo ovviamente il caso di lodo non impugnabile in forza della clausola stessa o reso secondo equità). Di tutto ciò, ho parlato in questo post.
Avevo chiuso il mio ultimo intervento sul tema interrogandomi sugli accorgimenti da adottare per evitare – o quanto meno ridurre – questa incertezza sui possibili motivi di impugnazione. È quindi con piacere che saluto l’iniziativa della Sez. I Civ. della Suprema Corte di investire della questione le Sezioni Unite (Cass, Sez. I Civ, ord. 11 dicembre 2015, n. 25040, disponibile qui).
In questa ordinanza, la Corte di Cassazione propende per la tesi dell’inammissibilità dell’impugnazione nel merito. Osserva, infatti, che, essendo ormai acquisito che “l’attività svolta dagli arbitri equivalga ad un vero e proprio giudizio, l’applicazione delle regole processuali che concernono il loro giudizio non può che essere svolto tenendo conto del diritto processuale vigente al momento dell’atto di accesso agli arbitri, costituente la domanda introduttiva di quel giudizio, divenendo del tutto irrilevante il fatto che il patto compromissorio avesse tenuto presente un diverso diritto processuale (quello del tempo dell’accordo)“.
Nondimeno, essendo consapevole della sussistenza di un contrasto giurisprudenziale, il Collegio della Prima Sezione ha preferito rimettere la causa al Primo Presidente, per la sua assegnazione alle Sezioni Unite. Restiamo quindi in attesa della loro pronuncia.
Taggato Arbitrato domestico, Arbitrato societario, Cassazione, Clausola, Clausola compromissoria, Clausola statutaria, Impugnativa, Impugnazione per nullità