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Timestamp: 2020-01-27 07:28:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

equa riparazione | 16 Settembre 2015
Tutela della legge Pinto solo in caso di “falle” del Sistema Giustizia
La tutela della legge Pinto scatta solo nel caso di “falle” del sistema giustizia dipendenti dall’organizzazione dell’ufficio giudiziario.
(Corte di Cassazione, sesta VI Civile - 2, sentenza n. 18118/15; depositata il 15 settembre)
equa riparazione | 02 Settembre 2015
Se incompetente, la Corte d'appello non può rigettare la domanda ma deve fissare il termine di riassunzione
La competenza del giudice adito costituisce presupposto processuale e non requisito di ammissibilità della domanda. Pertanto, la Corte d'appello, adita con l'opposizione ai sensi dell'art. 5 ter della legge Pinto, se ritiene di essere incompetente non può rigettare la domanda, ma deve fissare il termine di riassunzione del procedimento ex art. 50 c.p.c..
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 2, sentenza n. 17380/15; depositata il 1° settembre)
equa riparazione | 16 Giugno 2015
Processo troppo lungo: indennizzo sì, ma detraendo i ritardi dovuti all’astensione del legale
Vittoria parziale per il Ministero della Giustizia, che vede contenuta la cifra da versare alla persona protagonista di un troppo lungo procedimento in materia di opposizione. Nei calcoli dei tempi del procedimento, difatti, vanno esclusi i rinvii attribuibili alla parte, incluso quello dovuto all’astensione del legale.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza n. 12447/15; depositata il 16 giugno)
equa riparazione | 20 Maggio 2015
Il fallimento dura più di 7 anni: scatta l’indennizzo per i soggetti interessati
Una procedura fallimentare deve avere una durata stimata di 5 anni, che può aumentare fino a massimo 7 nel caso in cui il procedimento presenti particolari difficoltà; superato questo limite scatta l’equa riparazione della legge Pinto per la causa-lumaca.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza n. 10233/15; depositata il 19 maggio)
equa riparazione | 27 Aprile 2015
Chi agisce per l’irragionevole durata del processo non deve pagare le spese processuali, ma deve comportarsi bene …
Il concetto di abuso del processo, quale condotta lesiva del canone generale di buona fede oggettiva e correttezza, contrastante con il dovere di solidarietà di cui all’art. 2 Cost. e contraria al giusto processo, può trovare applicazione anche in una fattispecie di richiesta di equa riparazione per irragionevole durata del processo, ove l’evento causativo del danno sia unico come anche il soggetto che ne deve rispondere e i plurimi danneggiati abbiano proposto distinti procedimenti. Tale condotta assume dunque rilevanza ai fini della determinazione delle spese processuali, dovendo il giudice considerare il procedimento come unico sin dall’origine.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza n. 8381/15; depositata il 24 aprile)
equa riparazione | 21 Aprile 2015
Non è sempre così facile individuare l’Amministrazione legittimata passivamente
L’art. 4 l. n. 260/1958 (rappresentanza in giudizio dello Stato) deve ritenersi applicabile anche qualora l’errore di identificazione riguardi distinte ed autonome soggettività di diritto pubblico ammesse al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato. Tuttavia, in virtù del principio di effettività del contraddittorio, l’operatività della norma è circoscritta al profilo della rimessione in termini, con la conseguente esclusione, quindi, di ogni possibilità di stabilizzazione nei confronti del reale destinatario, «in funzione della comune difesa, degli effetti di atto giudiziario notificato ad altro soggetto e del conseguente giudizio».
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza n. 8047/15; depositata il 20 aprile)
equa riparazione | 25 Marzo 2015
Più persone lese dalla irragionevole durata del processo, il danno non può liquidarsi unitariamente
L’art. 6, par. 1, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo qualifica chiaramente come personale il pregiudizio non patrimoniale che consegue alla lesione del diritto alla ragionevole durata del processo: qualora, pertanto, vi siano più persone lese, e le stesse non siano considerate dall’ordinamento come un soggetto unico ed autonomo, il danno in questione non può essere liquidato unitariamente, dovendo la riparazione aver luogo in favore di ciascuno dei danneggiati.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza n. 5916/15; depositata il 24 marzo)
equa riparazione | 12 Marzo 2015
Niente indennizzo se l’attore, nel corso della causa, assume la consapevolezza di essere nel torto
Nel caso in cui la consapevolezza del proprio torto da parte dell’attore intervenga nel corso della causa, per effetto di circostanze nuove che rendano manifesto il futuro esito negativo del giudizio, pur non configurandosi un’ipotesi di lite propriamente temeraria, per l’iniziale buona fede della parte attrice, la reazione ansiogena su cui si fonda il diritto ad un equo indennizzo ai sensi della legge c.d. Pinto è da escludersi a decorrere dal momento in cui la parte stessa acquisisce tale consapevolezza, facendo venir meno da allora in poi il diritto all’indennizzo per la successiva irragionevole durata della causa.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza n. 4890/15; depositata l’11 marzo)
equa riparazione | 05 Marzo 2015
La parte, pur disponendo del quantum della domanda, deve precisare l’intera durata del giudizio
In tema di equa riparazione per l’irragionevole durata del processo, la parte ha l’onere di precisare l’intera durata del giudizio presupposto, inclusi i gradi e le fasi di durata conforme agli standard di ragionevolezza. Assolto tale onere, il giudice deve procedere alla valutazione unitaria della durata del processo, anche se nel formulare la domanda la parte si sia precipuamente riferita ai soli segmenti processuali in cui, a suo avviso, sarebbe stato superato il limite di durata ragionevole.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza n. 4437/15; depositata il 4 marzo)
equa riparazione | 04 Marzo 2015
Giudizio tributario: il cittadino non ha diritto a nessun indennizzo
Il contribuente che attende a lungo un giudizio di carattere tributario non ha diritto ad ottenere nessuna equa riparazione e meno che la controversia non riguardi sanzioni fiscali.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza n. 4282/15; depositata il 3 marzo)