Source: http://legislazionetecnica.it/55262/fonte/l-23-08-1988-n-400
Timestamp: 2017-10-20 07:11:14+00:00
Document Index: 151315674

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 117', 'art. 4', 'art. 118', 'art. 7', 'art. 118', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 117', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 7', 'art. 81', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 177', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 9']

e) presenta alle Camere i disegni di legge di iniziativa governativa e, anche attraverso il ministro espressamente delegato, esercita le facoltà del Gov
b) ricog
Art. 12, D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni - risposta al quesito relativo all'articolo 3, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008.
Nelle more dell'emanazione dei decreti che dovranno armonizzare le disposizioni del T.U. della sicurezza (D. Leg.vo 81/2008) nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, Vigili del Fuoco, Protezione civile, ecc., rimane applicabile il D.M. 450/1999. Gli eventuali richiami in esso presenti all'abrogato D. Leg.vo 626/1994 si intendono al citato D. Leg.vo 81/2008.
Circ.Min. Economia e Fin. 29/07/2008, n. 22
1. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - E' normativa fondamentale di riforma economico-sociale. 2. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Incostituzionalità di parte dell'art. 1, 2° c. 3. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Contrasto con l'art. 11 Cost. in relazione a norme comunitarie - Insussistenza. 4. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Coordinatore unico e responsabili di fase ex art. 7, 1° e 2° c. - Inapplicabilità alle Regioni - Contrasto con art. 117 Cost. - Insussistenza. 5. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Progetto - Distinzione fra preliminare, definitivo ed esecutivo ex artt. 16 e 17 - Contrasto con art. 117 Cost. - Insussistenza. 6. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Direzione lavori e collaudo ex artt. 16 e 17 - Contrasto con art. 117 Cost. - Insussistenza. 7. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Atti di indirizzo e coordinamento ex art. 1, 3° c. - Contrasto con artt. 117 e 118 Cost. - Insussistenza. 8. Appalti oo.pp. - Comunità europea - Norme comunitarie - Prevalenza sulle norme interne - Conseguenza - Norme italiane confliggenti - Inapplicabilità. 9. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Autorità di vigilanza ed Osservatorio ex art. 4 - Contrasto con art. 117 Cost. - Insussistenza. 10. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Progetto oo.pp. - Importo superiore a 100.000.000 ECU - Parere Consiglio Superiore ll.pp. ex art. 4, 1° c., lett. c) L. 1995 n. 216 - Contrasto con art. 118 Cost. - Insussistenza. 11. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Intese sui profili urbanistici con amministrazioni interessate, ex art. 7, 5° c., L. 1994 n. 109 - Contrasto con art. 118 Cost. - Insussistenza. 12. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Inapplicabilità a Regioni e Province autonome del divieto del ricorso ad albi speciali per le gare, ex art. 8, 8° c. - Contrasto con artt. 117 e 118 Cost. - Insussistenza. 13. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Programmazione triennale ex art. 14 L. 1994 n. 109 - Contrasto con artt. 117 e 118 Cost. - Insussistenza. 14. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Oggetto del contratto - E' di regola l'esecuzione dei lavori e non il progetto o la gestione dell'opera ex art. 6 bis, 1° c., L. 1995 n. 216 - Contrasto con artt. 11, 117 e 118 Cost. - Insussistenza. 15. Appalti oo.pp. - Legge quadro 1994 n. 109 - Estensione alla licitazione privata ex artt. 20, 2° c. e 24, 1° c., L. 1994 n. 109 rispetto alle norme comunitarie - Contrasto con artt. 11, 117 e 118 Cost. - Insussistenza.
1. La L. 11 febbraio 1994 n. 109 (legge-quadro in materia di lavori pubblici) tocca un settore che, negli aspetti disciplinati dalla riforma - tempi e costi certi e prefissati, procedure trasparenti, netta separazione, anche per gli aspetti tecnici (da progettazione e collaudo), fra l'Amministrazione committente ed esecutore - assume importanza nazionale e richiede l'attuazione di principî uniformi, comportanti, tra l'altro, omogeneità e chiarezza delle procedure, uniforme qualificazione dei soggetti, libera concorrenza degli operatori in un mercato senza restrizioni regionali, nonché soggezione ad un organismo indipendente di vigilanza e garanzia; pertanto, ricorrono, nel caso gli elementi per riconoscere alla legge nel suo complesso i caratteri della normativa fondamentale di riforma economico-sociale. 2. L'autoqualificazione non è determinante per ritenere che singole disposizioni normative siano effettivamente principî o norme fondamentali di riforma economico-sociale, dovendo essere sempre valutato, in ciascun caso, il carattere sostanziale delle norme cui il legislatore attribuisce tale qualifica; pertanto, è incostituzionale, per violazione delle norme (art. 117 Cost. e disposizioni corrispondenti degli statuti speciali) che sanciscono, in materia di lavori pubblici, l'autonomia legislativa concorrente o primaria delle Regioni a statuto ordinario, delle Regioni ad autonomia speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, l'art. 1, 2° comma L. 11 febbraio 1994 n. 109 (legge quadro in materia di lavori pubblici), nella parte in cui dispone che costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale e principî della legislazione dello Stato tutte "le disposizioni della presente legge", anziché solo "i principî desumibili dalle disposizioni della presente legge". 3. L'attuazione delle direttive comunitarie - disciplinata per quanto riguarda le competenze delle Regioni e delle Province autonome dall'art. 9 L. 9 marzo 1989 n. 86 - e la qualificazione delle singole leggi quali norme fondamentali di riforma economico-sociale operano su piani diversi, nel senso che non è in discussione la prevalenza della disciplina comunitaria nell'ambito di competenze ad essa riservato; pertanto, l'art. 1, 2° comma L. 11 febbraio 1994 n. 109 (legge-quadro in materia di lavori pubblici), nella parte in cui dispone che costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale e principî della legislazione dello Stato "le disposizioni della presente legge", non contrasta con l'art. 11 Cost., né con la direttiva 89/440/C.E.E., recepita con D.L.vo 19 dicembre 1991 n. 406. 4. Premessa la distinzione fra regole legislative nazionali di principio, enunciate o desumibili dalle disposizioni di legge, e norme di attuazione delle precedenti, non contrasta con le norme (art. 117 Cost. e, disposizioni corrispondenti degli statuti speciali) che sanciscono, in materia di lavori pubblici, autonomia legislativa concorrente o primaria delle Regioni a statuto ordinario, delle Regioni ad autonomia speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, l'art. 7 primo, secondo e terzo comma L. 11 febbraio 1994 n. 109, nel testo modificato dall'art. 4-bis primo comma lett. a) D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito con modificazioni dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, che stabilisce un coordinatore unico di programmazione e attuazione dei lavori ed un responsabile per ciascuna fase del procedimento dei lavori pubblici, tenuto anche conto che, secondo l'art. 2 secondo comma lett. a) stessa legge, fra i destinatari della norma non sono elencate espressamente le Regioni. 5. Premessa la distinzione fra regole legislative nazionali di principio, enunciate o desumibili dalle disposizioni di legge, e norme di attuazione delle precedenti, non contrastano con le norme (art. 117 Cost. e disposizioni corrispondenti degli statuti speciali) che sanciscono, in materia di lavori pubblici, autonomia legislativa concorrente o primaria delle Regioni a statuto ordinario, delle Regioni ad autonomia speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, gli artt. 16 e 17 L. 11 febbraio 1994 n. 109, nel testo modificato dagli artt. 5-quinquies e 5-sexies D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito con modificazioni dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, che disciplinano la distinzione fra progetto preliminare, progetto definitivo ed esecutivo, rispondendo ad una scelta di principio anche la preferenza per la redazione dei progetti da parte di uffici tecnici delle stesse amministrazioni aggiudicatrici o di altre Pubbliche amministrazioni, assicurando in ogni caso la netta separazione tra il momento della progettazione e quello dell'esecuzione dell'opera. 6. Premessa la distinzione fra regole legislative nazionali di principio, enunciate o desumibili dalle disposizioni di legge, e norme di attuazione delle precedenti, non contrastano con le norme (art. 117 Cost e disposizioni corrispondenti degli statuti speciali) che sanciscono, in materia di lavori pubblici, autonomia legislativa concorrente o primaria delle Regioni a statuto ordinario, delle Regioni ad autonomia speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, gli artt. 27 e 28 L. 11 febbraio 1994 n. 109, che disciplinano la direzione dei lavori ed i collaudi, rispondendo ad una scelta di principio il distacco dell'esecuzione dell'opera, riservata all'imprenditore, dalle attività riservate all'Amministrazione, attraverso l'istituzione o l'adeguamento, degli uffici tecnici, l'affidamento ad altre amministrazioni, ovvero, in via residuale, l'attribuzione di incarichi a professionisti oggettivamente selezionati. 7. L'art. 1 terzo comma L. 11 febbraio 1994 n. 109, che prevede l'emanazione, in materia di lavori pubblici, di atti di indirizzo e coordinamento governativi verso le Regioni, ai sensi dell'art. 2 terzo comma lett. d) L. 23 agosto 1988 n. 400, non viola gli artt. 117 e 118 Cost., dato che l'esercizio della funzione governativa di indirizzo è consentito nei limiti in cui altre disposizioni della stessa legge offrano, quanto ai contenuti, una precisa base normativa, idonea ad orientare la discrezionalità del Governo. 8. Il rapporto fra le fonti comunitarie e quelle nazionali è di competenza e non di gerarchia o di successione nel tempo, con l'effetto che la norma nazionale diviene non applicabile se e nei limiti in cui contrasti con le disposizioni comunitarie precedenti o sopravvenute. 9. La creazione dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici e l'attribuzione dei relativi poteri di vigilanza, nonchè la creazione alle dipendenze di tale organismo dell'Osservatorio dei lavori pubblici, dispone con l'art. 4 L. 11 febbraio 1994 n. 109, non incidono sulle competenze regionali nel settore delle opere pubbliche. 10. Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici per progetti di opere pubbliche di importo superiore a 100 milioni di Ecu è soltanto facoltativo per le Regioni, dopo la sostituzione dell'art. 6 quinto comma L. 11 febbraio 1994 n. 109 con l'art. 4 primo comma lett. c) D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito con modificazioni dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, norma che pertanto non contrasta con l'art. 118 Cost. 11. Non viola l'art. 118 Cost. né il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni l'art. 7 quinto comma L. 11 febbraio 1994 n. 109, laddove prevede, per le opere pubbliche di rilievo nazionale o di iniziativa di Amministrazioni statali comprese nel programma di settore e per le quali siano immediatamente utilizzabili i relativi finanziamenti, che le intese relative ai profili urbanistici, se non perfezionate entro sessanta giorni dalla richiesta dell'Amministrazione statale competente, possono essere acquisite nell'ambito della conferenza dei servizi; la norma va infatti interpretata nel senso che nella conferenza deve essere raggiunta l'unanimità dei consensi, con applicazione, in mancanza, della procedura di intesa politica sancita dall'art. 81 D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616. 12. La previsione del divieto di ricorso ad albi speciali di fiducia come forme semplificate di qualificazione per l'affidamento dei lavori pubblici, stabilita dall'art. 8 ottavo comma L. 11 febbraio 1994 n. 109, non si applica alle Regioni e Province autonome, che non sono, infatti, incluse nel novero dei soggetti indicati nell'art. 2 stessa legge; pertanto, non sono violati gli artt. 117 e 118 Cost. 13. Il metodo della pianificazione triennale delle opere pubbliche realizzato secondo lo schema di programma tipo stabilito dal Ministero dei lavori pubblici, previsto dall'art. 14 L. 11 febbraio 1994 n. 109 non lede, nei suoi contenuti di principio, le competenze regionali, perché non impedisce determinazioni aggiuntive, in presenza di modifiche dipendenti da nuove disposizioni di legge o di atti amministrativi anche a livello regionale e perché non esclude gli altri strumenti programmatori già previsti dalla normativa vigente. 14. L'art. 19 primo comma L. 11 febbraio 1994 n. 109, come sostituito dall'art. 6 bis primo comma lett. a) D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito con modificazioni dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, che prevede come regola generale che oggetto del contratto di appalto sia la sola esecuzione dei lavori e non anche, salvo casi eccezionali, la progettazione totale o parziale o la gestione dell'opera, non contrasta con gli artt. 11, 117 e 118 Cost. né con la definizione del concetto di appalto di cui alla direttiva 89/440/CEE, recepita con D.L.vo 19 dicembre 1991 n. 406, sia per la possibile diversa definizione propria delle norme rispettivamente nazionali e comunitarie, sia perché la legge affida la progettazione alle amministrazioni aggiudicatrici. 15. L'art. 20 secondo comma e l'art. 24 primo comma L. 11 febbraio 1994 n. 109 (quest'ultimo nel testo di cui all'art. 8-bis primo comma lett. a) D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito con modificazioni dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, che prevedono l'estensione dell'obbligo della licitazione privata e delle procedure negoziate per gli appalti, rispetto alla normativa comunitaria, non contrastano con gli artt. 11, 117 e 118 Cost., in quanto la norma nazionale che assicura in modo più elevato la concorrenza non determina una lesione del diritto comunitario, che consente, ma non impone, la trattativa privata.
1. Opere pubbliche - Norme comunitarie - Rilevanza nell'ordinamento interno - Sindacato sulle norme interne contrastanti - Spetta alla Corte costituzionale. 2. Opere pubbliche - Sentenza e decisione della Corte di giustizia C.E. - Efficacia interna - Immediatezza. 3. Opere pubbliche - Competenza - Opere inerenti alla viabilità - Attribuzione A.N.A.S. - Interventi Ministro protezione civile - Eccezionalità - Condizioni. 4. Appalti oo.pp. - Trattativa privata - Ammissibilità - Presupposti - Mera eccezionale urgenza - Insufficienza ex se.
1. L'ordinamento comunitario è idoneo ad attrarre direttamente, nella normativa da esso posta, questioni rientranti nelle materie dei trattati comunitari (quali appunto la disciplina relativa alla costruzione di opere pubbliche, o comunque alla esecuzione dei lavori pubblici), sicché discende che è proprio nel sistema delle fonti del medesimo ordinamento comunitario che vanno verificate le condizioni per l'immediata applicabilità, nei singoli ordinamenti degli Stati membri, della stessa normativa in esso prodotta, col solo limite della tutela dei principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale e dei diritti inalienabili della persona umana, e conseguente sindacabilità - in detto profilo - della legislazione che contrasta con tali principi e diritti, da parte del Giudice delle leggi. 2. Sono immediatamente applicabili le statuizioni delle sentenze interpretativi della Corte di giustizia delle Comunità europee, pronunciate in via pregiudiziale ai sensi dell'art. 177 del Trattato istitutivo della C.E.E (ratificato e reso esecutivo con L. 14 ottobre 1957 n. 1203). 3. In via di principio, qualsiasi evenienza che attenga specificamente alla viabilità evenienza causativa di interruzione, di danno o comunque di pericolo, per fatto naturale od imputabile ad attività dell'uomo (siano strade, autostrade, viadotti o gallerie) - è di competenza dell'A.N.A.S. secondo la legislazione che vi presiede (L. 7 febbraio 1961 n. 59 e successive modificazioni ed integrazioni); pertanto, nella riferita competenza dell'Azienda va ricondotta l'emergenza del traffico (per inadeguatezza delle strutture della viabilità) atteso che alla medesima spetta la «tutela del traffico e della segnaletica» dovendo «adottare i provvedimenti ritenuti necessari ai fini della sicurezza del traffico sulle strade e sulle autostrade» (ai sensi dell'art. 2 lett. f) legge n. 59 del 1961 cit.), con conseguente esclusione della competenza del Ministro per il coordinamento della protezione civile salvo nel caso di eventi imprevedibili di tale gravità da coinvolgere l'area del bacino di traffico, con incidenza sulle varie infrastrutture ricomprese nel medesimo bacino (strade, autostrade, ferrovie, edifici, ecc.) rendendosi così necessario - per il coordinamento della protezione civile - il provvedere d'urgenza nel salvaguardare le fondamentali ed improcrastinabili esigenze delle popolazioni su cui si è abbattuto l'evento calamitoso. 4. La condizione della sola eccezionale urgenza (anche a livello di emergenza) - non correlata all'altra della imprevedibilità da parte delle amministrazioni aggiudicatrici - non dà legittimo ingresso alla disposizione dell'art. 5, lett. d) L. 8 agosto 1977 n. 584 (che consente il ricorso al procedimento della trattativa privata «previo espletamento di informale gara esplorativa») né, peraltro, all'art. 9, 2° c., lett. c) D.P.R. 19 dicembre 1991 n. 406 di attuazione della nuova direttiva 89/440/CEE, del 18 luglio 1989 (in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici).
Approvato definitivamente in Senato l’importante DDL che propone misure per la valorizzazione e lo sviluppo dei piccoli enti locali. Sintesi delle tematiche più importanti: recupero e riqualificazione dei centri storici; promozione di alberghi diffusi; misure per il contrasto all'abbandono di immobili; acquisizione di case cantoniere e realizzazione di circuiti e itinerari turistico-culturali; pianificazione paesaggistica; sviluppo della rete in banda ultra larga e programmi di e-government.
Controlli preventivi della p.a. si abbassa la soglia a 5 mila euro da Italia Oggi
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