Source: http://www.edscuola.it/archivio/handicap/progetto_vita.htm
Timestamp: 2019-05-23 15:55:24+00:00
Document Index: 12038122

Matched Legal Cases: ['art.13', 'art.17', 'art.18', 'art.19', 'art.20', 'art.21', 'art.22']

DAL “PROGETTO DI VITA” ALLA SUA REALIZZAZIONE
Legge 2/04/68, n.482
Legge 2 dic.91, n.390
Legge Quadro 104/92, art.13, 17,18,19,22
Legge 24 dic.1993, n.537
D.M. 30 novembre 94
D.P.C.M. 13 aprile 1994
D.L. 19/04/94, n.626
Legge Regionale F.V.G. 27/10/94, n.17 - 1)
Circolare Reg. F.V.G. n.7592 del 20.11.95
D.L. n.112/98
Legge n.448/98
Legge 20 gennaio 1999, n.9
Ø Legge 104/92 art.17 ( formazione professionale ): dopo la terza media, a seconda delle diverse potenzialità dei soggetti in situazione di handicap, si propongono i seguenti percorsi formativi e sbocchi lavorativi differenziati:
ü i soggetti con normali capacità intellettive possono frequentare la Scuola Superiore e quindi l'Università
ü i soggetti con deficit sensoriale possono anche iscriversi a corsi di formazione professionale normali con insegnamenti specifici
ü i soggetti con deficit intellettivo possono:
§ iscriversi alla scuola superiore visto l'innalzamento dell'obbligo, frequentando anche altre strutture formative
§ i soggetti con difficoltà di apprendimento possono iscriversi a corsi di formazione professionale, per ottenere, con il sostegno, la qualifica
§ per i soggetti con insufficienza intellettiva di grado medio è possibile l’inserimento in corsi prelavorativi istituiti presso Centri di Formazione Professionale
§ i soggetti con gravi compromissioni intellettive possono ricorrere a servizi socio‑assistenziali diurni, tipo Centri Riabilitativi a carattere non residenziale
§ per soggetti che non sono in grado di conseguire un titolo di studio e che hanno terminato il biennio, sono possibili interventi individualizzati nelle scuole comuni, utilizzo di laboratori attrezzati, attività nei Centri di Formazione Professionale, stage aziendali, utilizzo delle risorse territoriali.
Ø Le Regioni hanno il compito di:
ü realizzare l’inserimento nei normali Corsi di Formazione Professionale pubblici e privati
ü garantire "attività specifiche" all'interno dei corsi comuni
ü tener conto dell'orientamento emerso dal P.E.I.
ü fornire ai Centri i sussidi e le attrezzature necessarie
ü avviare iniziative di formazione e di avviamento al lavoro in forme sperimentali quali tirocini, contratti di formazione, iniziative territoriali di lavoro guidata, corsi prelavorativi
Ø L'art..18 della legge 104/92 fa carico alle Regioni di disciplinare l'istituzione e la.tenuta all'albo regionale di Enti, Istituzioni, Cooperative sociali, di lavoro, di servizi, di centri di lavoro guidato e di associazioni e organizzazioni di volontaria­to che svolgono attività idonee a favorire l'inserimento e l'integrazione lavorativa di persone in situazione di handicap. Inoltre indica i requisiti per l'iscrizione all'albo e lascia alle singole Regioni la possibilità di disciplinare, con proprie leggi, agevolazioni e incentivi.
Ø Il D.M. 30 nov.94 contiene lo schema‑tipo di convenzione per l'inserimento e l'integrazione lavorativa di persone in situazione di handicap ai sensi dell'art.18, comma 4, del­la Legge 5/02/92 n.10
Ø L'art.19 della Legge 104/92 sancisce anche per le persone con minorazione "psichica" il diritto al collocamento obbligatorio; introduce il concetto di "capacità lavorativa" e individua le Commissioni per l'accertamento di tali capacità
Ø L'art.20 prevede l'uso di ausili e di tempi aggiuntivi nei concorsi pubblici e per l’abilitazione alle professioni
Ø L'art.21 sancisce per le persone con un gra­do di invalidità superiore ai 2/3 o con al­tre minorazioni, la precedenza nella scelta della sede
Ø L'art.22 dispone che, ai fini dell'assunzio­ne al lavoro pubblico o privato, non è ri­chiesta la certificazione di sana e robusta costituzione fisica.
Ø Il D.L. n.112/1988 prevede interventi inte­grati di orientamento scolastico e profes­sionale a partire almeno dalla prima classe della scuola superiore.
Ø La Legge 20 gennaio 1999, n.9 detta disposi­zioni urgenti sull'elevamento dell'obbligo all'istruzione da 8 a 10 anni. Si ribadisce la necessità di garantire il conseguimento di una qualifica professionale a quanti non intendono proseguire gli studi nella Scuola Superiore; definisce compiti di Regioni e Enti Locali, principi e criteri relativi a tirocini formativi e di orientamento. Sono previste disposizioni specifiche per il rilascio di una certificazione a coloro che non conseguono la qualifica o il diploma: tale attestato ha valore di credito formativo. Viene autorizzata, inoltre, la sperimentazione dell'autonomia didattica. e formativa anche ai fini del potenziamento delle azioni di orientamento al mondo del lavoro. Si precisa, inoltre, che l'obbligo dell'istruzione deve essere conseguito attraverso la frequenza della Scuola Secondaria Superiore e non in altre strutture formative il cui intervento può essere solo successivo ( così anche C.M. 349/98 e C.M. 426/98 )
Ø La legge n.448/98 prevede sgravi fiscali per l'assunzione di lavoratori invalidi nel quadro degli incentivi per le piccole e medie imprese.
Ø La Legge n.17/99 stanzia ulteriori fondi annui, a decorrere dal '99, a sostegno delle persone in situazione di handicap iscritte all'Università ( risorse erano già state assegnate dalla Legge 24 dic.93, n.537; le Leggi 2 dic.91, 24 dic.93, n.537 e il DPCM 13 aprile 1994 avevano disposto la maggiorazione dei benefici ); ribadisce che debbono essere garantiti sussidi tecnici e didattici specifici; conferma la necessità di realizzare "servizi di tutorato specializzato" e la possibilità di impiegare specifici mezzi tecnici e di predisporre prove equipollenti. Viene istituita, inoltre, la figura di "docente delegato" ( comma 3 ) con funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto delle iniziative relative all'integrazione
5.2. IL P.E.I. FUNZIONALE AL "PROGETTO DI VITA"
In particolare per gli alunni in situazione di handicap psichico é opportuno fissare obiettivi e programmare attività didattiche finalizzate all'acquisizione e/o al consolidamento di abilità affettivo ‑ relazionali, di autonomia personale e operativa, prassico ‑ motorie e cognitive ( relative al secondo ciclo della scuola elementare ), funzionali alla formazione professionale e di inserimento lavorativo concordati con l'A.S.S, e il S.I.L. In tal modo possono essere affrontate con maggiore consapevolezza e almeno parzialmente ridotte le difficoltà qui di seguito elencate, registrate dai suddetti servizi sociali in diversi contesti di inserimento lavorativo:
Difficoltà dal punto di vista personale
Ø non avere una visione realistica di sé e dei propri deficit, incapacità di accettarsi completamente
Ø avere scarsa conoscenza delle regole e dell'organizzazione del mondo del lavoro
Ø avere difficoltà nella gestione di sé in relazione al tempo
Difficoltà dal punto di vista relazionale
Ø difficoltà di comunicazione per: insicurezza, inibizione, deficit legati alla disabilità, clima teso sul posto di lavoro
Ø difficoltà a chiedere aiuto in caso di necessità
Ø difficoltà a collaborare
Ø difficoltà ad accettare suggerimenti e rimproveri
Difficoltà legate all'ambiente
Ø difficoltà ad adattarsi all'ambiente di lavoro: servizi non sempre adeguati, alto indice di rumorosità
Difficoltà nell'apprendimento e nello svolgimento del lavoro
Ø difficoltà fino‑motorie
Ø difficoltà di organizzazione, pianificazione ad esecuzione
mancanza di autonomia nella mansione assegnata
5.3. L'INSERIMENTO LAVORATIVO POST‑SCOLASTICO: IL SERVIZIO DI INSERIMENTO LAVORATIVO ( S.l.L.)
L.R. 27/10/94, n.17
Circ. Reg. F.V.G. n. 7592 del 20.11.95
S.I.L.:
i Servizi di Inserimento Lavorativo dei portatori di handicap sono gruppi operativi del sistema di servizi sociali della Re­gione che si occupano del complesso problema dell'inserimento lavorativo
Il S.I.L. del C.A.M.P.P. di Udine:
Il livello centrale di Coordinamento è sito in Udine e, a livello operativo, è decentrato su quattro sedi territoriali: Cervignano, Codroipo, Tolmezzo, Udine.
a ) I prerequisiti per l'ammissione al S.I.L. sono:
invalidità civile: tutti i soggetti devono essere stati riconosciuti, al compimento del 18° anno di età, in­validi civili
iscrizione nelle liste di collocamento obbligatorio
b ) Non vengono accolte le richieste di utenti con:
invalidità rilasciata per disturbo psichiatrico
invalidità di tipo psichico, riconosciuti "invalidi con totale e permanente invalidità lavorativa del 100% e con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita" ( L.18/80 e 508/88 )
c ) Le ammissioni al servizio avvengono:
su richiesta degli utenti
su segnalazione dei Servizi Sociali di base
con la valutazione della comprovata idoneità del disabile a frequentare il Servizio da parte delle Equipe Multidisciplinari territoriali, operanti presso ogni distretto sanitario
Attualmente le condizioni di accesso sono in corso di revisione per adeguar­le alle necessità degli utenti
opera in forma coordinata e sinergica con i servizi socio‑sanitari di base, con i servizi di riabilitazione e con le agenzie di formazione professionale e di educazione specializzata. Ogni percorso di inserimento lavorativo, infatti, avendo i connotati di un progetto, richiede la definizione di una combinazione sempre diversa di risorse e necessita del concorso di vari soggetti anche esterni al servizio o all'ambito istituzionale di appartenenza
ü predispone con le Equipe Multiprofessionali i progetti di vita degli Utenti
ü assicura la supervisione e la valutazio­ne sistematica degli utenti e dei relativi "progetti di vita"
L'operatore della mediazione che opera a livello decentrato:
ü elabora i Progetti
ü ricerca l'adesione delle Aziende
ü attua l'inserimento lavorativo
ü svolge il lavoro di rete
ü offre consulenza alle aziende che hanno assunto un utente del Servizio
Il S.I.L.:
ü attua corsi finalizzati al potenziamento di abilità sociali e professionali adeguate al contesto di inserimento.
ü I corsi relativi alle abilità sociali concernono, in particolare, l'utilizzo di mezzi pubblici e del telefono in si­tuazioni di emergenza, delle apparecchiature domestiche, la gestione dello stress, dei conflitti, l'autocontrollo.
ü I corsi relativi alle abilità professionali riguardano tre settori lavora­tivi: a ) pulizie e mensa; b ) magazzi­no; c ) segretariato e prevedono anche la sperimentazione pratica sul campo con il supporto di insegnanti qualificati
a ) Tirocinio di formazione in situazione ( TFS nel pubblico e nel privato )
ü Obiettivi: maturazione della persona nella comunicazione, nella relazione, nel lavoro
ü Destinatari: persone di età non infe­riore ai 17 anni, con deficit intel­lettivo e/o altre minorazioni fisiche e sensoriali
addestramento lavorativo tramite sta­ge individuali in situazioni lavora­tive all'interno del normale mercato del lavoro
ü Durata: mensile
b ) Borsa di inserimento lavorativo (BIL )
ü Obiettivo: effettivo inserimento occupazionale
ü Destinatari: persone di.età non infe­riore ai 18 anni, con deficit intel­lettivo e/o altre minorazioni fisiche e sensoriali
ü Durata: annuale, rinnovabile una sola volta
c ) Soggiorno Lavoro (SL )
ü Obiettivi: sviluppo dell'autonomia e della socializzazione in contesto extrafamiliare; apprendimento di ca­pacità lavorative con specifico programma di addestramento
ü Destinatari: persone di età non infe­riore ai 18 anni, con deficit mentale e/o altre minorazioni fisiche e sen­soriali, inseriti di norma nel Pro­getto
ü Caratteristiche: addestramento lavo­rativo tramite stage individuali di tipo residenziale presso Aziende agricole, campeggi, centri vacanze, ecc.
ü Durata: da uno a quattro mesi, anche non consecutivi
d ) Inserimento Lavorativo Socio‑Assisten­ziale ( ILSA )
ü Obiettivo: mantenere la persona nell’ambiente di lavoro, senza l'obiettivo dell'occupazione
ü Destinatari: persone di età non inferiore ai 18 anni, con deficit intellettivo e/o altre menomazioni fisiche e sensoriali; con certificato di invalidità civile; iscrizione nella lista degli invalidi civili; precedenti esperienze di formazione e di addestramento ( tirocinio ).
ü Caratteristiche: modalità di permanenza stabile nel mondo del lavoro di preferenza presso enti locali, enti no‑profit
ü Durata: tempo determinato
La Legge Regionale prevede, inoltre:
ü Trasporto urbano: rimborsabile
ü Mensa: copertura spese
ü Assicurazione: contro infortuni
ü Copertura C.A.M.P.P.: per responsabilità civile contro terzi
Gli importi dei compensi sono aggiornati dalla Giunta Regionale in base alla variazione ISTAT ( aumento del costo della vita )
Il S.I.L. della Comunità Collinare di S.Daniele:
A livello provinciale il S.I.L. è gestito dal C.A.M.P.P. di Udine; per l'ambito della Comunità collinare di S.Daniele è necessario rivolgersi, invece, all'A.S.S. n.4 "Medio‑Friuli", presso il Distretto di S.Daniele"
5.4. L'INSERIMENTO NON LAVORATIVO POST SCOLASTICO: I C.S.R.E.
Legge Regionale n. 41/96;
DPRG n.1507 del 23/05/97
I C.S.R.E.:
prima dell'Istituzione dei C.S.R.E. ( Centri socio‑riabilitativi ed educativi diurni ), esistevano centri diurni denominati CEFP ( Centro Educativo e Formativo Permanente ) e, in epoca ancora più lontana, i LS ( Laboratori Sociali )
proseguire l'opera di integrazione e di socializzazione già avviata e il recupero delle potenzialità presenti per fare raggiungere un maggiore grado di autonomia
I C.S.R.E. nella Provincia di Udine:
in Provincia esistono 4 C.S.R.E. gestiti dal C.A.M.P.P. ( due a Cervignano, uno a S.Giorgio di Nogaro, uno a Latisana ) ed altri gestiti dalle A.S.S. di riferimento.
Ogni Centro ha caratteristiche sue proprie, det­tate dalla tipologia dell'utenza e dalle risorse disponibili. Sono così definibili anche le conoscenze e le abilità costruite e valorizzale nel tempo dagli operatori
persone di età superiore ai 14 anni, con minora­zioni psichiche e/o disfunzioni fisiche, sensoriali e turbe del comportamento
Ø su richiesta della famiglia
Ø su segnalazione dei Servizi Sociali di base
Ø previa valutazione di idoneità da parte delle Equipe multidisciplinari territoriali
Attualmente la disciplina degli accessi è in corso di revisione per adeguarla alle necessità degli utenti
a ) vengono svolte le funzioni:
Ø sociale, finalizzata al recupero e alla promozione sociale della persona nel contesto di vita
Ø assistenziale: finalizzata a garantire la cura e la sicurezza della persona
Ø riabilitativa: finalizzata al massimo recupero possibile delle potenzialità o al mantenimento delle autonomie acquisite
Ø educativa: finalizzata allo sviluppo di abilità, conoscenze, attitudini di tipo sociale e comunicativo, funzionali alla vita di relazione
b ) vengono svolte attività:
Ø di autonomia personale
Ø legate allo sviluppo delle relazioni interpersonali
Ø di esercizio e di mantenimento delle abi­lità cognitive
Ø pratico‑manuali
Ø di espressione
Ø mirate al benessere psicofisico
Ø ricreative e del tempo libero che tengono conto del singolo ‑ Progetto di vita
c ) viene assicurato il funzionamento dei ser­vizi per almeno 44 settimane annue. La chiusura estiva è compatibile con l'orga­nizzazione di soggiorni per disabili da par­te di Associazioni di volontariato.
Ø Responsabile del servizio
Ø L'insegnante educatore Referente per il Centro
Ø Gli insegnanti educatori
Ø Gli addetti all'assistenza
Figure non professionali:
Ø Gli addetti ai servizi ausiliari
Ø Gli obiettori di coscienza ( sono presenti nei Centri per problemi contingenti, legati al rinnovo della convenzione )
Ø L'insegnante educatore referente:
ü ha compiti organizzativi
ü è il punto di riferimento per gli altri operatori, per le famiglie, per l'Azienda e per l'esterno
Ø L'insegnante educatore deve:
ü relazionarsi con le famiglie
ü prendere decisioni di carattere educativo in merito al comportamento degli ospiti del Centro
ü stilare i programmi educativi
ü reperire il materiale per le attività da svolgere
ü promuovere e realizzare le attività previste
Ø L'Addetto all'assistenza deve:
ü occuparsi dell'autonomia degli ospiti e dell'assistenza diretta ( collaborando con gli educatori )
ü dare supporto nei laboratori
ü occuparsi del servizio mensa
Ø Gli Obiettori di coscienza sono:
ü animatori e figure educative di supporto
vd. Servizi sul Territorio