Source: https://www.bartolinistudiolegale.com/settori-di-attivita/diritto-dei-trasporti
Timestamp: 2017-07-20 16:47:53+00:00
Document Index: 28336168

Matched Legal Cases: ['art 2227', 'art.1683', 'art. 1700', 'art 1702', 'art. 1176', 'art.1693', 'art 1693', 'art 1218', 'art. 1693', 'art. 1218', 'art. 1693', 'art. 1693', 'art. 1686', 'art. 1693', 'art. 2951', 'art 2951', 'art. 1223', 'art. 5']

Diritto dei Trasporti - Studio legale Bartolini Viareggio - Versilia - (Lucca)
Lo Studio Legale Bartolini offre assistenza e consulenza in materia di trasporti e nella redazione dei relativi contratti nonchè in tutti i casi inerenti il risarcimento danni per responsabilità del vettore o comunque legati alla attività di trasporto in genere.
In base al Codice Civile il contratto di trasporto è:
Oneroso nel senso che il corrispettivo per lo svolgimento dei servizi oggetto del contratto è suo elemento essenziale e come tale è espressamente enunciato dalla definizione legislativa.
Consensuale che viene perfezionato mediante il consenso delle parti
Non formale che non ha bisogno di una forma specifica
Bilaterale (o a prestazioni corrispettive come indicato nel Codice Civile) quando ci sono obblighi e diritti da tutte e due le parti.
Affinché un contratto di trasporto possa essere considerato valido deve po essere determinato; infatti quando il carico viene dato al vettore bisogna che il trasporto venga appunto ‘determinato’ sia nella quantità che nella qualità. È obbligo del vettore garantire l’integrità e la tutela dei carichi affidati fino alla consegna.
Esiste anche un diritto di contrordine (art 2227 CC) secondo il quale chi dà l’incarico del trasporto ha il diritto di sospenderlo e poter richiedere indietro i beni affidati (con obbligo di rimborso nei confronti del vettore). Dopo la consegna delle merci al destinatario questo diritto decade.
Il termine di prescrizione è generalmente di un anno, ma se il trasporto inizia o finisce fuori dall’Europa è di 18 mesi. Il termine della prescrizione inizia a partire dal giorno della consegna o presunta tale dei beni nel posto di destinazione.
Contratto di trasporto di cose per conto di terzi
In questo tipo di contratto, è detto vettore il soggetto che ha l’obbligo, in cambio di un somma di denaro, di trasportare merci o persone da un posto all’altro.
Il trasporto può essere: nazionale (se entro i confini italiani), internazionale (fuori dei confini), per terra (che si differenzia a seconda del mezzo usato e può essere ferroviario, stradale, o a fune), pubblico o privato, di persone o di cose (In conto proprio o di terzi).
Secondo la Legge 298/1974 viene definito trasporto di cose per conto terzi “l’attività imprenditoriale per la prestazione di servizi di trasporto verso un determinato corrispettivo”, questo concetto è stato anche sottolineato dal Decreto Legislativo 286/2005 che afferma “la prestazione di un servizio, eseguita in modo professionale e non strumentale ad altre attività, consiste nel trasferimento di cose di terzi su strada mediante autoveicoli, dietro il pagamento di un corrispettivo”.
Soggetti del contratto e soggetti interessati alle operazioni di trasporto e relativi obblighi
Nel contratto di trasporto merci possiamo individuare diversi soggetti: la persona che richiede il trasporto (mittente), la persona che riceve la prestazione (destinatario), l’incaricato di eseguire il trasporto (vettore) e il caricatore, ovvero la persona o la ditta che si occupa di sistemare la merce sul mezzo del vettore.
Il mittente è la persona che ha stipulato a nome proprio col vettore il contratto di trasporto, ed è creditore di tale trasporto. Sarà compito del mittente fornire al vettore oltre la merce, la documentazione necessaria e le indicazioni utili al trasporto.
Il vettore è pertanto obbligato contrattualmente ad eseguire il trasporto della merce da un luogo all’altro con i propri mezzi o con i mezzi di altri (e in tal caso è detto spedizioniere-vettore). È altresì obbligato a custodire ed assicurarsi l’integrità del carico fino alla consegna.
Qualora il trasporto venga eseguito in modo abusivo, perché l’impresa non è iscritta all’Albo, o cancellata, radiata o sospesa, il contratto è considerato nullo.
Il destinatario è il soggetto che riceve le merci. Di solito è una persona differente dal mittente ma è volte mittente e destinatario coincidono (è questo il caso i una spedizione tra due filiali di una stessa ditta).
Il caricatore è la persona o l’impresa che si occupa di sistemare la merce sul veicolo del vettore.
Il proprietario della merce è la persona giuridica pubblica o l’impresa che possiede la merce al momento in cui questa viene consegnata al vettore.
Obbligazioni a carico del mittente
l mittente è soggetto alle seguenti obbligazioni.
Primariamente deve consegnare la merce al vettore. È questa l’obbligazione tipica del mittente e rappresenta anche un atto di cooperazione con il vettore. Sebbene il suo obbligo di consegna delle merci sia l’atto più importante in questa cooperazione, esso però non appare nel art.1683 del Codice Civile.
In secondo luogo deve consegnare al vettore i documenti (licenze e documenti doganali…) necessari al trasporto. Se il vettore lo richiede, il mittente deve anche rilasciare una lettera di vettura contenente nominativo del destinatario, indirizzo di consegna, natura, peso, quantità e numero delle merci trasportate, oltre alle condizioni stipulate per il trasporto.
Mentre su richiesta del mittente il vettore dovrà consegnare il duplicato della lettera di vettura, da lui sottoscritto e la ricevuta di carico con uguali riferimenti.
Il pagamento del corrispettivo per il trasporto può essere porto affrancato se fatto alla fine del contratto, oppure porto assegnato se fatto alla riconsegna della merce al destinatario.
Il pagamento del trasporto è di solito obbligo del mittente (porto affrancato) ma talvolta spetta al destinatario a seconda degli accordi contrattuali (porto assegnato).
Obbligazioni a carico del destinatario
Il destinatario non ha particolari obblighi, se non pagare il prezzo del trasporto quando stipulato dal contratto (porto assegnato). Deve poi collaborare col vettore per facilitare le prestazioni di trasporto. A lui spettano i diritti che derivano dagli accordi contrattuali di trasporto con il vettore, quando, arrivate le merci o scaduti i termini entro cui era previsto che arrivassero, questi ne richieda la riconsegna al vettore.
Può esercitare i può esercitare i propri diritti solo tramite il pagamento al vettore dei crediti derivanti dal trasporto e degli assegni di cui sono gravate le cose trasportate. Quando l’ammontare dovuto è controverso il destinatario ha l’obbligo di depositare la differenza soggetta a contestazione in un istituto di credito.Prima della riconsegna, a spese proprie, il destinatario può fare accertare l’identità e lo stato della merce trasportata. Se c’è stata perdita o avaria il vettore ha l’obbligo di rimborsargli le spese. Perdita e avaria devono essere rilevate tramite un’ispezione giudiziale oppure un accertamento tecnico e il reclamo inviato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Obbligazioni a carico del proprietario della merce
Il proprietario della merce ha responsabilità di natura pubblicistica quando il contratto di trasporto è stato redatto in forma scritta e quando contiene istruzioni per il trasporto che non sono compatibili con il rispetto delle norme concernenti i tempi di guida e di riposo, la cattiva sistemazione del carico sul mezzo, l’eccedenza di massa sui veicoli a motore, l’eccedenza dei limiti di sagoma e massa.
In questo caso proprietario della merce e conducente rispondono in concorso di queste violazioni.
Quando invece il contratto non è in forma scritta il proprietario delle merci non è responsabile in nessun modo se il conducete viola le normative relative al trasporto delle merci.
Sono oggetto del contratto le prestazioni che mittente e vettore stipulano nel contratto di trasporto merci: il mittente deve pagare il corrispettivo del trasporto, il vettore deve occuparsi del trasporto della merce da un posto ad un altro. Fondamentale è il requisito di liceità del trasporto.
Mittente e vettore hanno la piena libertà di determinare il corrispettivo del trasporto, non essendo più vincolati da quantificazione (grazie al DLG 21/11/2005 n°286 è stato infatti abolito il sistema delle tariffe a forcella); e modalità di pagamento (soprattutto se in presenza di un contratto scritto). Bisogna però sottolineare che sono state ripristinate delle forme di controllo prezzi attraverso un adeguamento automatico del corrispettivo del trasporto in base al costo del carburante, e con il pagamento a 30 giorni delle fatture per i servizi di trasporto stessi.
Sempre più di frequente il trasporto della merce viene affidato a vettori diversi: avremo così il sub trasporto, il trasporto con rispedizione e il trasporto cumulativo.
Il trasporto con subtrasporto vede vettori diversi cooperare mediante una somma di più contratti di trasporto che operano su piani diversificati con un cumulo di contratti individuali.
Il trasporto con rispedizione prevede che il vettore assuma verso il mittente l’obbligo di stipulare contratti di trasporto per il percorso ulteriore, stipulando in questo modo due contratti differenti, uno di trasporto e uno di spedizione.
Il trasporto cumulativo prevede infine che con un contratto unitario più vettori successivi si assumano l’esecuzione del contratto dalla partenza alla destinazione, rispondendo in solido dell’obbligazione assunta (art. 1700 CC). Sarà l’ultimo vettore, in rappresentanza di tutti i precedenti, a riscuotere i rispettivi crediti. Se non lo fa è responsabile verso di loro per le somme loro dovute, tranne nel caso di un’azione contro il destinatario (art 1702 CC).
Trasporto con sub trasporto
Con questo contratto il vettore si impegna con il mittente a portare a destinazione la merce, avvalendosi dell’opera di uno o più subvettori e stipulando con questi contratti di trasporto autonomi, incaricandoli di trasportare la merce per tutto il percorso o anche per una sola parte. Il mittente non è in alcun modo responsabile per le azioni del subvettore.
Trasporto con rispedizione
Il vettore assume l’obbligo verso il mittente di stipulare contratti di trasporto per il percorso ulteriore, in questo modo firma due contratti uno di trasporto e uno di spedizione. Il primo vettore si impegna quindi con il mittente ad effettuare unicamente il trasporto lungo il primo tratto del percorso, poi stipula per conto del mittente un secondo contratto con un all’atro vettore che a sua volta si impegna a portare a termine la spedizione, ponendo in essere questo modo due contratti (trasporto e spedizione) separati ma collegati fra loro. Il vettore iniziale è comunque responsabile nei confronti del mittente per la parte del tragitto in cui opera come vettore, e come spedizioniere secondo le norme vigenti sul mandati per la stipulazione di contratti di trasporto con altri vettori.
Si tratta di un contratto unitario con cui più vettori si impegnano a trasportare dall’origine a destinazione la merce rispondendo in solido dell’obbligazione assunta.
Si tratta sempre di contratto cumulativo anche quando il mittente ha avuto rapporti solo con il primo vettore e i vettori successivi si sono aggiunti in un secondo momento su proposta del primo vettore, l’importante è che il contratto resti unico.
In forza dell’unicità di questo contratto, ogni vettore deve rispondere in solido per l’esecuzione del contratto, dalla partenza alla destinazione, anche se si è occupato solo di una parte del tragitto. Il vettore che si trovi a dover risponder di un fatto non proprio, potrà in via regressa, verso gli altri vettori singolarmente o in gruppo. Qualora sia dimostrabile che il danno è avvenuto nella tratta di competenza di un determinato vettore, questi dovrà risarcire integralmente. In caso contrario ogni vettore risponde in proporzione alla tratta di sua competenza. I vettori successivi possono far scrivere nella lettera di vettura (o in un documento distinto) lo stato delle merci quando giungono presso di loro. Se non c’è nessuna dichiarazione viene assunto il buono stato delle merci, in conformità con quanto scritto nella lettera di vettura. L’ultimo vettore agisce in rappresentanza di tutti i precedenti e riscuote i rispettivi crediti. Se non lo fa è responsabile verso di loro per le somme loro dovute, tranne nel caso di un’azione contro il destinatario.
Formazione del contratto di trasporto
Il contratto del trasporto di cose è in linea con il principio generale della consensualità e si perfeziona e conclude attraverso l’incontro delle volontà di mittente e vettore.
Oggi, il contratto per il trasporto di merce su strada viene per lo più redatto in forma scritta (anche se questa non è vincolante) per garantire maggiore correttezza e trasparenza dei rapporti fra le due parti (mittente e vettore). Può essere comunicato anche tramite via telematica, ma bisogna chi fa la proposta abbia la sicurezza che la controporte l’abbia effettivamente ricevuto.
La forma scritta prevede comunque la presenza di dati obbligatori: nome e indirizzo del vettore e del committente (se diverso a quello del caricatore); numero di iscrizione del vettore all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di terzi; descrizione della merce e della sua quantità; corrispettivo del servizio del trasporto e tipologia di pagamento; luogo dove il vettore prende in consegna la merce e luogo la riconsegna al destinatario.
Esecuzione del contratto di trasporti merci
Due sono le fasi principali dell’esecuzione del contratto per il trasporto delle merci: la consegna delle merci da parte del mittente al vettore, e la riconsegna delle merci da parte del vettore al destinatario. Tra questi due momenti (iniziale e finale) possono verificarsi dei cambiamenti rispetto alle condizioni iniziali da parte del mittente con il diritto di contrordine o quando si verifica un impedimento che ostacola o rende più oneroso adempiere al contratto.
Consegna delle merci al vettore
La consegna delle merci al vettore è da una parte l’obbligazione caratteristica del mittente che vi adempierà in modo diretto o avvalendosi di un caricatore, dall’altra un atto di collaborazione necessaria per eseguire correttamente e puntualmente il trasporto.
Le parti possono liberamente demandare al vettore, al mittente o al caricatore le modalità di esecuzione del contratto.
Impedimenti e ritardi nella fase di esecuzione del trasporto
In caso di impedimento o gravo ritardo nell’inizio o nella continuazione del trasporto il vettore è obbligato a chiedere subito al mittente istruzioni sul da farsi e provvedere alla custodia delle merci. Qualora non sia possibile chiedere tali istruzioni o se queste non sono attuabili, il vettore non è più obbligato a riconsegnare la merce e può, per conto e a spese del compratore stesso, depositarla in un locale di pubblico deposito oppure in un locale designato dal giudice del luogo dove la merce doveva essere consegnata.
Il venditore deve immediatamente notificare l’avvenuto deposito al compratore. Se la merce depositata è soggetta ad un veloce deterioramento, il vettore può venderla informando subito il mittente.
Il vettore ha quindi diritto al rimborso delle spese sostenute; al rimborso delle spese se il trasporto non è ancora iniziato, o se iniziato, sia stato interrotto per la perdita fortuita di tutta la merce; al pagamento del corrispettivo del trasporto in proporzione del tragitto fatto qualora si sia verificata una perdita parziale della merce.
L’esecuzione del trasporto è considerata in grave ritardo quando, uno, cessata la causa del ritardo non presenti più alcuna utilità per il creditore della prestazione, due, il ritardo ecceda quel periodo temporale, durante il quale considerate le caratteristiche del trasporto assunto, si possa ragionevolmente pretendere di tenere impegnata l’organizzazione di trasporto del vettore.
Diritto di contrordine del mittente
In fase di esecuzione del trasporto, il mittente ha la facoltà di modificare, anche sostanzialmente, le iniziali modalità di trasporto concordate col vettore. Può sospendere il trasporto chiedendo indietro la merce, modificare il destinatario e la destinazione della merce;
disporre diversamente.
Il vettore dovrà eseguire in ogni caso le disposizioni del mittente, tuttavia da quando le merci sono giunte a destinazione o è decorso il tempo entro il quale la merce doveva essere consegnata, il destinatario ne chiede la consegna, il mittente non può esercitare il diritto di contrordine.
Riconsegna delle merci al destinatario
Il vettore ha l’obbligo di consegnare di mettere a disposizione del destinatario le merci portandole nel luogo, secondo i termini e con le modalità volute dal contratto, o, in mancanza, dagli usi.
Responsabilità del vettore nel trasporto delle merci
Il vettore è responsabile della merce da quando la prende in carico a quando la consegna e risponde della sua perdita, della sua avaria, del ritardo nel consegnarla e dell’inesecuzione del contratto.
Le uniche eccezioni in cui il vettore non è responsabile per la perdita o l’avaria della merce si verificano quando dimostra di essersi trovato di fronte a causa di forza maggiore, caso fortuito, quando l’imballaggio o la merce stessa sono gravati da vizi, oppure da un fatto o operato imputabili al mittente o al destinatario.
Il vettore ha l’obbligo di prendere in consegna le merci, eseguire il trasporto nei modi e nei tempi stabiliti per contratto, o in mancanza dagli usi e dalla legge.
Deve inoltre richiedere immediate istruzioni al mittente quando non per colpa sua, si verifichi un forte ritardo nell’inizio o nella continuazione del trasporto. In questo caso deve provvedere alla custodia del carico. Se non riesce a contattare immediatamente il mittente, il vettore può lasciare il carico in un locale di pubblico deposito, o se i beni sono rapidamente deperibili, può decidere di farli vendere, previa tempestiva comunicazione al mittente dell’una o dell’altra risoluzione.
La custodia delle merci trasportate implica una responsabilità ex recepto a carico del vettore, che si basa sul fatto che a lui può essere imputata la causa di un eventuale danno subito dalla merce. Non si tratta di responsabilità comune perché il vettore deve dimostrare che il danno è dipeso da un fatto specifico, individuato e non dipeso da lui. Non gli basta dimostrare che, durante il trasporto, ha utilizzato la diligenza come da art. 1176 CC: in caso di causa equivoca o ignota, la responsabilità del ritardo, dell’avaria o della perdita, è comunque imputabile al vettore inadempiente.
La riconsegna prevede la restituzione materiale della merce al destinatario. Se la merce deve essere restituita ad un indirizzo diverso dal domicilio del destinatario, il vettore deve informare il destinatario dell’arrivo della merce a destinazione.
Se però il destinatario non è reperibile oppure rifiuta o ritarda a richiedere la riconsegna delle merci, il vettore ha l’obbligo di chiedere immediate istruzioni al mittente. Nel caso in cui si verifichi una controversia fra destinatari diversi, il vettore può depositare il carico in un locale di pubblico deposito, e se i beni sono rapidamente deperibili, può decidere di farli vendere, previa tempestiva comunicazione al mittente dell’una o dell’altra risoluzione.
Il termine di resa stabilito per contratto è vincolante a fini contrattuali e può determinare responsabilità per ritardo.
Responsabilità del vettore nel trasporto di merci
Il vettore è responsabile nei seguenti due casi:
Inadempimento dell’obbligo di custodia: il vettore è cioè responsabile se la merce va in avaria o viene persa in parte, o completamente. L’art.1693 CC così stabilisce: il vettore è responsabile della perdita e dell’avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quello in cui le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l’avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio, o da fatto del mittente o da quello del destinatario.
L’inesecuzione totale o parziale del trasporto e il ritardo nella riconsegna delle merci sono regolati dai principi generali sulla responsabilità del debitore. La responsabilità del vettore è parificata a quella di un qualunque debitore solo nel caso in cui si verifichi un ritardo nella riconsegna della merce, mentre nel caso di avaria o perdita totale o parziale di essa la sua responsabilità è più grave e si applicheranno le seguenti norme: l’art 1693 CC in caso di mancata riconsegna al destinatario, riconsegna solo di una parte delle merci, riconsegna delle merci ricevute per il trasporto ma deteriorate nella loro qualità (avaria, perdita parziale o totale); si applicherà l’art 1218 CC in caso di ritardo, mancato inizio, interruzione del trasporto o prima della sua totale esecuzione.
La riconducibilità della responsabilità del vettore nell’ambito dell’applicazione dell’art. 1693 CC e art. 1218 CC è determinante ai fini della prova liberatoria. In caso di applicazione dell’art. 1693 CC, il vettore deve infatti fornire prova positiva del fatto e non solo negativa di mancanza di colpa nelle sue azioni o in quelle di dipendenti o preposti. Tale presunzione di responsabilità può essere vinta, se il vettore fornisce prova specifica che il danno è stato causato da un avvenimento a lui non imputabile.
Definizione delle varie responsabilità
AVARIA: alterazione delle qualità interne ed esterne della merce che determinano una riduzione del suo valore. Qualora l’avaria è tale da comportare la privazione totale del valore della merce, il vettore ha l’obbligo di risarcire il creditore.
PERDITA TOTALE: si ha in tutti i casi in cui la merce non venga riconsegnata al destinatario nel luogo pattuito per contratto, quale che sia la causa che determina questa mancata riconsegna: effettiva distruzione delle merci per combustione o evaporazione (causa interna); per incendio, smarrimento o furto (causa esterna); oppure sostituzione di una cosa con un’altra; oppure riconsegna ad un altro destinatario differente da quello indicato dal mittente.
PERDITA PARZIALE DELLE MERCI TRASPORTATE: si verifica quando c’è una riduzione nel peso, nella misura o nella quantità (numero) delle merci riconsegnate a destinazione rispetto a quelle affidate al vettore.
RITARDO NELLA RICONSEGNA: si verifica quando il vettore non rispetta i termini di consegna stabiliti nel contratto dal mittente. Quando il termine di resa non è stato concordato chiaramente tra mittente e vettore, la giurisprudenza stabilisce questo termine in base al tempo che un vettore diligente avrebbe impiegato per consegnare la merce.
Ambito temporale entro cui opera la responsabilità del vettore ex art. 1693 CC
La responsabilità del vettore decorre da quando riceve la merce da trasportare a quando la riconsegna al destinatario. Tale responsabilità è connessa all’obbligo da parte del vettore di custodia delle merci. Il vettore è responsabile delle merci non solo durante il trasporto, ma anche quando queste stazionano nei suoi magazzini prima di essere caricate sul mezzo.
La responsabilità del vettore (con obbligo di custodia) nasce dopo la conclusione del contratto di trasporto e l’avvenuta presa in carico delle merci da parte del vettore stesso, e perdura fino a quando il vettore non ha riconsegnato la merce al destinatario.
Responsabilità per inesecuzione del contratto
La responsabilità per il mancato trasporto (totale o parziale) delle merci si verifica nel caso di mancato inizio del trasporto stesso o per avvenuta interruzione durante il tragitto.
Il mittente può chiedere la risoluzione giudiziale del contratto di trasporto e il risarcimento dei danni subiti al vettore qualora questi fosse responsabile di inerzia nell’inizio o nel proseguo del trasporto dal momento in cui il vettore ha come unico obbligo di chiedere istruzioni immediate al mittente, secondo l’art. 1686 CC.
Esonero della responsabilità del vettore per perdita o avaria
La presunzione di responsabilità del vettore è giustificata dal fatto che egli ha l’obbligo di custodire le merci da quando le riceve a quando le riconsegna destinatario. Per esonerarsi da questa responsabilità deve dare prova positiva della causa specifica del danno alla merce e non essendo sufficiente dimostrare di aver agito da vettore diligente. Tale prova che deve essere obbligatoriamente inclusa tra quelle previste dalla art. 1693 CC:
per caso fortuito e forza maggiore. Deve cioè dimostrare l’inevitabilità, l’imprevedibilità del danno e la sua estraneità all’accaduto.
Per natura o vizi delle merci trasportate o del loro imballaggio,
Per fatto del mittente e/o del destinatario.
Sono comunque a carico del vettore tutti i danni derivanti da cause ignote.
Esonero responsabilità per caso fortuito o forza maggiore
Si ritengono casi fortuiti o di forza maggiore tutti gli eventi non riconducibili al personale e/o ai mezzi utilizzati dal vettore che gli rendano impossibile riconsegnare le merci al destinatario nelle condizioni iniziali.
Il caso fortuito e/o la forza maggiore possono essere determinati da fenomeni naturali (terremoti, inondazioni, nevicate…) da poteri pubblici (guerre, sequestri penali, requisizioni…) o da terzi (furto, incendio, rapina…).
L’imprevedibilità e l’inevitabilità del danno devono essere considerate di volta in volta rispetto al singolo caso e non considerate in astratto.
Esonero responsabilità per vizi delle merci trasportate o del loro imballaggio
Affinché il vettore sia libero dalla responsabilità per quello che riguarda la natura e i vizi del carico e/o del suo imballaggio, deve dimostrare lo stato effettivo delle condizioni delle merci quando lo ha preso in consegna e il legame effettivo tra questi fatti e la perdita o il danneggiamento del carico.
Deve cioè dare prova effettiva che è proprio nella natura o nei vizi della merce e/o dell’imballaggio la causa diretta della perdita e/o dell’avaria del carico.
A tale proposito il mittente deve specificare nel contratto la natura della merce per permettere al vettore di adottare determinati accorgimenti per la tutela della merce durante il trasporto.
Esonero responsabilità per fatto del mittente o del destinatario
Il vettore non è responsabile del danno alla merce se dimostra che tale danno o perdita è imputabile al fatto del mittente o del destinatario. Tali fatti possono accadere:
Al momento iniziale: con la redazione non esatta della lettera di vettura, con l’omissione o indicazioni non sufficienti al corretto trasporto (come la natura o il valore delle merci affidate), con un imballaggio difettoso o un mal caricamento della merce da parte del mittente.
Durante l’esecuzione del trasporto
Alla riconsegna delle merci al destinatario, quando il destinatario scarica malamente le merci dal mezzo di trasporto
Esonero responsabilità per calo naturale delle cose trasportate
In caso di trasporto di merci soggette a perdita di peso o di misura, il vettore è responsabile unicamente quando tali diminuzioni sono superiori al calo naturale delle merci stesse.
Esonero responsabilità per ritardo o inesecuzione del trasporto
Il vettore deve dimostrare che non è a lui imputabile il ritardo o la mancata esecuzione della prestazione di trasporto, deve cioè dare prova di avere eseguito il trasporto in modo esatto e corretto o che non è stato possibile eseguirlo per una causa a lui non imputabile.
Limitazioni di responsabilità civile del vettore
L’entità del risarcimento dovuto dal vettore è soggetto a limitazione:
In caso di trasporto nazionale non può superare 1 euro per ogni chilo di peso lordo della merce andata avariata o persa
In caso di trasporto internazionale, vale quanto previsto dal CMR (Convenzione per il Trasporto Statale delle Merci)
Tali limitazioni non sono valide quando si dimostra che l’avaria o la perdita della merce sono dipese da dolo o grave responsabilità del vettore o del suo personale.
Legittimazione del destinatario a fare valere la responsabilità del vettore
In caso di inadempimento contrattuale da parte del vettore, il destinatario è legittimato a far valere il suo diritto alla riconsegna delle merci o al risarcimento del danno. Tuttavia, “il destinatario non può esercitare i diritti nascenti dal contratto se non verso pagamento al vettore dei crediti derivati dal trasporto”.
Prescrizione dell’azione nei confronti del vettore
La prescrizione per quanto concerne trasporto e spedizione, è ordinariamente di un anno, mentre è di 18 mesi nel caso in cui il trasporto cominci o finisca fuori dell’Europa.
Il termine decorre a partire dalla data in cui la consegna è stata effettuata o avrebbe dovuto esserlo, come stabilito nell’art. 2951 CC e pertanto annuale dal DLG n. 286/2005.
I diritti soggetti alla prescrizione annuale di cui all. art 2951 nascono dal contratto di trasporto, pertanto eventuali azioni di rivalsa possono essere effettuate contro il vettore sia da parte del mittente che del destinatario.
In questo modo sia le normali obbligazioni a carico delle parti (obbligo di custodia, trasferimento del carico, pagamento del trasporto) che quelle accessorie come la riscossione di assegni o crediti di cui è gravata la merce, vengono prescritte dopo un anno.
Risarcimento del danno nel trasporto merci
Un volta appurata la responsabilità del vettore nel trasporto nazionale, il risarcimento dell’eventuale danno è valida sia in caso di perdita che avaria della merce. Tale danno viene stimato in base al criterio del prezzo concorrente, entro il limite risarcitorio di 1 euro per kg di peso lordo di merce perduta o avariata. Questo limite può essere superato nel caso accertato di dolo o colpa grave del vettore.
Il risarcimento del danno viene effettuato anche quando si contravviene ad altri obblighi contrattuali come l’inesecuzione del trasporto o il ritardo. In questo caso il danno viene stimato in base a criteri liquidativi di cui all’art. 1223 CC.
Clausole e patti in deroga alla normativa nel trasporto merci e accordi volontari
Le parti contratto possono introdurre patti in deroga al regime giuridico della responsabilità del vettore (ad eccezione del caso di dolo o colpa grave) che possono aggravare o attenuare la posizione del vettore stesso. Sarà comunque compito del vettore provare la derivazione del danno da quella causa di esclusione di responsabilità.
Non avendo il legislatore previsto nessuna legge che regoli i patti in deroga, la loro esistenza viene accertata anche a mezzo testimoni, anche se è sempre meglio inserirli per iscritto nel contratto.
In base all’art. 5 DLG n. 286/2005 le organizzazioni associative dei vettori e dell’utenza possono stipulare accordi di diritto privato nell’interesse delle imprese associate. La ratio di tali accordi quadro prevede sostanzialmente che i singoli rapporti contrattuali tra le parti vengano regolati per garantire l’osservanza della normativa i materia di sicurezza della circolazione e di sicurezza sociale. In questo modo il legislatore ha voluto delegare a queste associazioni, soggetti sensibili alle problematiche di sicurezza stradale, la possibilità di stipulare accordi di trasporto per specifiche categorie merceologiche che contengano norme di rispetto della regolarità amministrativa delle imprese di trasporto interessate e di osservanza delle regole in materia di sicurezza sociale e sicurezza sociale. Non si tratta più di accordi validi erga omnes, ma accordi ‘quadro’ per determinati settori merceologici da stipularsi obbligatoriamente per iscritto.
È detta CMR la Convention Merchandises Route ovvero la convenzione che regola il trasporto internazionale delle merci stipulata a Ginevra il 19 maggio 1956 e ratificata in Italia con la legge 1621/1960.
Quando il trasferimento delle merci dal luogo di carico a quello di scarico interessa due stati diversi di cui almeno uno aderente alla CMR, questo viene disciplinato in modo uniforme dalla convenzione. La caratteristica peculiare del complesso di diritti e doveri stabiliti dalla convenzione prevede che tali norme devono essere osservate anche contro a volontà delle parti che hanno stipulato il contratto. Se queste norme non vengono applicate il contratto non viene annullato, vengono invece annullate le disposizioni contrastanti e sostituite dalle norme previste dalla convenzione. Le norme uniformi vengono applicate anche in caso in cui il contratto di trasporto sia orale.
La Convenzione è valida per tutti i contratti stipulati a titolo oneroso:
Per il trasporto di merci su strada
Per mezzo di veicoli (auto, articolati, rimorchi e semirimorchi)
In caso in cui luogo di ricevimento e riconsegna della merce indicati nel contratto si trovino in due stati diversi in cui almeno sia parte contraente della Convenzione
Senza tenere conto né del domicilio né della cittadinanza delle parti contraenti.
La Convenzione disciplina le conseguenze dell’accordo tra le parti e precisamente la presa in consegna della merce da parte del vettore, l’esecuzione del trasporto, la responsabilità degli attori del contratto, ovvero del mittente, del vettore e de destinatario.
La Convenzione non viene applicata quando il trasporto internazionale delle merci viene eseguito gratuitamente o a titolo di cortesia e nel caso di trasporti funebri, postali e trasporti eseguiti in base alle convenzioni postali internazionali.
La Convenzione si applica anche in caso di trasporto combinato, ma non i caso di trasporto intermodale.
Internazionalità potenziale del trasporto
Il carattere di internazionalità di un trasporto deriva solamente dal fatto che il luogo di ricevimento della merce si trova in uno stato, mentre il luogo di riconsegna è ubicato in un altro stato. Una volta che questa indicazione è stata inserita nel contratto, il trasporto continua ad essere internazionale anche se a causa di incidente o furto, la merce venga distrutta, persa o rimanga avariata prima di varcare il confine dello stato in cui il vettore l’ha presa in consegna.
Il trasporto interrotto, resta comunque regolato dalla CMR, ed è a questo aspetto che si fa riferimento quando si parla di internazionalità potenziale del trasporto.
La CMR viene applicata dal momento della “presa in consegna” della merce: se questa non avviene, la CMR non entra in vigore e vale il diritto internazionale.
La presa in consegna viene stabilita in base alla data apposta sulla lettera di vettura (che indica il momento in cui il vettore diventa responsabile per la conservazione della merce), il carico della merce e il passaggio della sua detenzione dal mittente al vettore, verifica dello stato apparente della merce e del suo imballaggio, esattezza di quanto indicato sulla lettera di vettura (numero dei colli, contrassegni, numeri).
Il trasporto combinato rientra nella CMR solo se non si effettua un trasbordo di merce o “rottura di carico”, questa fattispecie non si verifica quando, in caso di trasporto per vettori successivi, il primo cede il semirimorchio al successivo.
Non si ha “rottura di carico” quando il veicolo o il semirimorchio viene posto su un carro ferroviario: in questo caso la CMR è valida per tutto il trasporto e il vettore stradale non è responsabile nel caso in cui il danneggiamento, la perdita, l’avaria o il ritardo nella riconsegna della merce sia attribuibile ad una responsabilità del vettore ferroviario.
La CMR non si applica ai trasporti intermodali, ovvero a quei trasporti che vengono effettuatti attraverso diverse modalità di trasporto.
Il vettore diviene responsabile del trasporto, nel momento in cui prende in carico la merce (inizio del trasporto). La sua responsabilità termina al momento della riconsegna al destinatario (fine del trasporto).
È responsabile degli atti e delle omissioni dei suoi dipendenti e di tutti i collaboratori di cui si avvale nell’esecuzione del trasporto, quando cioè tali dipendenti o persone agiscono nell’esercizio delle loro funzioni (durante il trasporto).
Responsabilità del mittente e del vettore
Le parti (mittente, vettore e destinatario) sono vincolate all’applicazione delle norme uniformi a favore dell’avente diritto alla merce trasportata dalla c.d. clausola paramount, o clausola prevalente. Questo vale anche nel caso in cui il contratto dipenda dall’ordinamento di uno stato non aderente alla CMR, perché le norme uniformi hanno la prevalenza sule norme che disciplinano il trasporto nazionale.
La lettera di vettura ha incidenza sulle responsabilità perché, è sempre suscettibile di prova contraria, ha valore come ricevuta della merce e fa fede sino a prova contraria. Nel caso in cui non sia prevista la norma Paramount, il vettore è responsabile per i danni che l’avente diritto potrebbe subire a causa dell’omissione della norma stessa.
Verifica del peso della merce e del contenuto dei colli
A spese proprie, il mittente può esigere che il vettore appuri il peso lordo o la quantità in cui la merce espressa. Il vettore non può rifiutarsi e deve anzi darne atto nella lettera di vettura.
Facendo così le due parti non possono più contestare il documento e questo è molto importante per la responsabilità del vettore qualora si verifichi una perdita della merce, che verrà calcolata in kg in base proprio al peso lordo.
A sua volta il vettore, a sue spese, può esigere la verifica del contenuto dei colli, ad esempio se ha pensa che la merce che deve trasportare violi le norme relative all’esportazione (contrabbando).
Quanto dichiarato nella lettera di vettura e sottoscritto sia da mittente che destinatario costituisce accertamento nell’ambito del negozio contrattuale. Se sottoscritto solo dal vettore, verrà trattata come qualunque altra dichiarazione unilaterale contenuta nella lettera di vettura.
Responsabilità del mittente per imperfezione dell’imballo
Il mittente è responsabile di un’imperfezione nell’imballaggio se il vettore ha tempestivamente avanzato delle riserve in proposito. Nella fattispecie, deve cioè essere accertato che l’imballaggio sia idoneo sia alla natura della merce che alle caratteristiche del trasporto. Il vettore deve specificatamente verificare la congruità dell’imballo rispetto alla merce che trasporto. Le riserve che il vettore può avanzare devono essere controllabili e verificabile anche in un secondo momento. Se accertate comportano la responsabilità del mittente verso il vettore e verso danni a persone, mezzi e cose.
Ovviamente il vettore deve avanzare le proprie contestazioni prima dell’inizio del trasporto.
Documenti necessari per il transito doganale
Il mittente deve fornire in anticipo i documenti e le certificazioni necessarie per il transito doganale unitamente alla lettera di vettura. Il vettore non è tenuto a verificare l’esattezza dei documenti che riceve dal mittente.
Il mittente è responsabile nei suoi confronti per i danni che possono derivare da una documentazione irregolare.
Il vettore ha però l’obbligo di portare con sé tutti i documenti per i trasporti internazionali, quali la licenza comunitaria, l’autorizzazione CEMT e l’autorizzazione bilaterale e simili. Inoltre dovrà rispondere dell’utilizzo scorretto dei documenti e di un’eventuale loro perdita. L’indennità a suo carico non potrà però essere maggiore di quella relativa alla perdita del carico.