Source: https://www.piazzapitagora.it/2019/07/23/ancora-una-tessera-del-puzzle-sulla-p-o-il-cds-preclude-alla-regione-qualsiasi-intervento-anche-in-via-sostitutiva-nella-revisione-ordinaria/
Timestamp: 2019-08-21 22:22:45+00:00
Document Index: 136946226

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 2']

IL CDS PRECLUDE ALLA REGIONE QUALSIASI INTERVENTO, ANCHE IN VIA SOSTITUTIVA NELLA REVISIONE ORDINARIA DELLA P.O.… - Piazza Pitagora
Posted by (gustavo bacigalupo) | 23 Lug 2019 | Legale, News, Prima pagina
[…è ancora una tessera del puzzle sulla riforma operata dal Crescitalia ma forse non è lontana la fine lavori del processo di ricostruzione dell’“odierna” pianta organica]
Con Decreto decisorio del Presidente della Repubblica in data 4 luglio u.s., su conforme parere del Consiglio di Stato n. 376 del 7 febbraio u.s. [ricordiamo che l’art. 69 della l. 69/2009 ha reso i pareri del CdS assolutamente vincolanti per i provvedimenti presidenziali, proprio per questo considerati da allora “sostanzialmente giurisdizionali”], è stato accolto il ricorso straordinario proposto dai titolari di quattro farmacie ubicate nel comune di Taranto avverso la deliberazione della G.R. Puglia del 19 ottobre 2015 n. 1847 con cui era stata disposta nel 2015 [dati Istat 31.12.2014] la prima revisione ordinaria della p.o. successiva a quella straordinaria del 2012 e istituite due nuove sedi farmaceutiche, la 60° e 61°.
In particolare, “con assorbimento delle ulteriori censure”, sono stati accolti i primi due motivi dell’impugnativa con cui i ricorrenti hanno eccepito, da un lato, l’incompetenza assoluta della Regione – per effetto della riforma introdotta dall’art. 11 del Decreto Crescitalia – nell’intera fase di revisione delle piante organiche [perché devoluta in via esclusiva ai Comuni] e, dall’altro, la carenza anche di un qualsiasi potere regionale in via sostitutiva [salvo che nelle revisioni straordinarie del 2012] nel caso di inerzia comunale nell’avviare o istruire o concludere tempestivamente il procedimento.
Come potrete rilevare scorrendone il testo, in sostanza il Decreto del PdR accorpa condivisibilmente le due censure esaminandole congiuntamente, ma per le finalità che ci proponiamo se ne può far cenno separatamente, perché su questi due diversi profili della stessa vicenda hanno gravato per alcuni anni incertezze anche giurisprudenziali [con riflessi sicuramente pregiudizievoli dal punto di vista giuridico sulle scelte sia degli organi legislativi e/o di governo delle Regioni come dei loro apparati burocratici] che si sono risolte in tempi differenti ed esattamente, sul primo, ormai da oltre due anni ma sull’altro, come stiamo vedendo, solo con il parere reso ora dalla Sezione del CdS.
Infatti, quanto all’incompetenza regionale – sancita indubbiamente da un nuovo principio fondamentale statale – nella pianificazione territoriale del servizio farmaceutico, tutti i dubbi generati dalla non felice decisione della Corte Costituzionale [n. 255 del 31/10/2013] erano stati via via, anche se un po’ timidamente, dissipati dal Supremo Consesso e infine fugati una volta per tutte dalla decisiva sentenza n. 4525 del 27/10/2016, che curiosamente il CdS dimentica qui di evocare richiamando altre precedenti pronunce forse dello stesso segno ma non parimenti limpide ed esaustive [chi ha interesse a saperne di più può comunque rileggere la Sediva News del 22/12/2016: “Il CdS scrive la parola fine: la revisione della p.o. (sia ordinaria che straordinaria) compete in via esclusiva al Comune”].
Nonostante però vi sia da tempo su questo punto piena chiarezza, in qualche provvedimento regionale di carattere organizzativo e soprattutto in alcune leggi regionali, anche recenti, fanno tuttora pervicacemente capolino [sul quadro delle conseguenze ci soffermeremo tra un momento] prescrizioni che affidano alla Regione ruoli più o meno significativi in tema di piante organiche, con il rischio [fortissimo e di tutta evidenza] di inficiare la legittimità dei provvedimenti quando – s’intende – le amministrazioni regionali vi abbiano partecipato con contributi causali.
Quanto al secondo aspetto, il dictum di massimo rilievo, anche pratico, di questo parere del CdS sta proprio nell’affermazione – in termini per la prima volta articolati ed espliciti, perché finora in tal senso ci pare di aver visto più che altro notazioni incidentali, come nella stessa sent. 5607/2015 citata anche nel parere – che il potere sostitutivo attribuito dall’art. 11 alle Regioni in caso di ritardi o inoperosità comunali, assolute o relative, va ineludibilmente confinato alle revisioni straordinarie del 2012, e deve quindi in radice essere escluso in quelle ordinarie, in qualunque fase del procedimento di revisione si manifesti l’inerzia del Comune.
Anche qui, chi vuole saperne di più può tentare di affrontare la lettura della Sediva News del 23.12.2015 [“La prima revisione ordinaria delle p.o. dopo il dl. Cresci Italia: scelte sbagliate della Regione Puglia”], tutta ovviamente “dedicata” proprio alla Puglia – che, tra l’altro, aveva esorbitato dalle sue attribuzioni anche nelle revisioni straordinarie del 2012 pretendendo di adottarle con propri provvedimenti – o quella del 27.06.2014 [“La “straripante” circolare del Lazio sulla prima revisione ordinaria delle p.o.”], dove vengono illustrati questi problemi e prospettate le soluzioni che peraltro già da allora sembravano le uniche possibili.
E anche qui le leggi regionali, laddove ascrivano poteri sostitutivi a un qualunque organo dell’amministrazione regionale, centrale o periferico, dovrebbero auspicabilmente essere emendate da ulteriori interventi legislativi.
Dove così non accadrà [e francamente non si scorgono precedenti che lascino ben sperare in tale direzione…], bisogna distinguere:
– se si tratta di disposizioni antecedenti al Decreto Crescitalia, vanno considerate caducate, e in sede giudiziaria disapplicate, e qualcuno forse rammenterà che di questi scenari abbiamo parlato anche poco tempo fa a proposito di “orari e turni”;
– ma se sono norme successive – e incredibilmente alcune sono addirittura recentissime [superficialità, arroganza, o che altro?] – deve provvedere in “autotutela” proprio il legislatore: diversamente, dovrà pensarci, se e quando sarà, la Corte Costituzionale.
In definitiva, come si può cogliere anche dal titolo di queste note, è tuttora in corso l’opera giurisprudenziale di ricostruzione della “pianta organica” a seguito della riforma del 2012, che è stata avviata, si ricorderà, nella fondamentale sentenza n. 2019 del 13/04/2013 con la lucida e significativa conclusione [poi richiamata più o meno in tutte le decisioni successive riguardanti questo momento centrale dell’intero sistema] circa la sopravvivenza al Crescitalia di “uno strumento pianificatorio che sostanzialmente, per finalità, contenuti, criteri ispiratori, ed effetti corrisponde alla vecchia pianta organica e che niente vieta di chiamare con lo stesso nome”.
Ribadita però anche nel parere del CdS esaminato finora questa rassicurante affermazione e sciolti negli anni successivi ulteriori nodi non meno importanti, è ora necessario – dovendo naturalmente qui trascurare questioni molto vive riguardanti altri aspetti cruciali di un sistema ormai entrato in crisi identitaria – sgombrare il terreno almeno da alcune delle residue incertezze che gravano sulla “pianta organica” [non importa se vecchia o nuova] e che ci pare di poter così riassumere:
– tenuto conto che l’art. 11, nel nuovo comma 2 dell’art. 2 della l. 475/68, circoscrive la verifica periodica soltanto al “numero di farmacie spettanti a ciascun comune” e dunque al controllo se sia necessario istituire nuove sedi o sopprimerne talune in soprannumero, dovremmo forse – quando parliamo di revisione ordinaria della p.o. – considerare che eventuali interventi sulla mera configurazione e/o localizzazione delle sedi già istituite potrebbero/dovrebbero in realtà essere consentiti in ogni momento, perciò anche indipendentemente dal rispetto della periodicità minima del biennio?
– il parere obbligatorio di Ordine e Asl va limitato [come ha affermato di recente il CdS in una pronuncia, rimasta tuttavia per il momento isolata] ai casi di istituzione o soppressione di sedi, quindi da richiedere soltanto nei procedimenti, come appena detto, di revisione ordinaria della p.o.?
– come si coordinano e conciliano tra loro, all’interno di una stessa p.o., sedi precisamente delimitate nei loro confini e sedi [tutte istituite nelle revisioni straordinarie del 2012] configurate invece in forma semplificata?
Tutto sommato, sono interrogativi che potrebbero avere risposte dal CdS in tempi anche non lunghissimi.
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