Source: http://www.jus.unitn.it/cardozo/Review/Property/Venturello-1997/milza2.htm
Timestamp: 2018-12-19 01:42:40+00:00
Document Index: 168314125

Matched Legal Cases: ['§ 90', 'art. 810', 'art. 1174', 'art. 5', 'art. 922', 'art. 2576', 'art. 820', 'art. 940', 'art. 13', 'art. 42', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 820']

2) Le parti staccatesi dal corpo umano in chiave comparatistica.
In riferimento alle diverse componenti del corpo umano che, staccandosi dallo stesso, acqusiscano una completa indipendenza fisica e funzionale, a prescindere dal come sia avvenuto il distacco, verrano considerate, in chiave comparatistica, le soluzioni adottate in ordinamenti giuridici diversi, appartenenti sia alla famiglia romano-germanica che a quella della common law.
La dottrina tedesca ha messo in evidenza il fatto che la considerazione giuridica delle vom lebenden Koerper abgetrennten Teilen abbia seguito la loro evoluzione da beni liberi a beni economici, ossia scarsi. Oggi le parti staccate del corpo umano hanno infatti indistintamente acquistato un preciso valore materiale e quindi commerciale. "Die bislang allgemeine und heute noch ganz herrschende Meinung geht davon aus, daB abgetrennte Koeperteile vom Moment der Trennung an als Sache zu behandeln sind. Fuer die weniger Vertreter einer sachenrechtlichen Theorie bezueglich des lebenden Koerpers ist das folgerichtig. Die groBe Mehrzal der Autoren, die den Koerper persoenlichkeitsrechtlich betrachten, muB jedoch eine Umwandlung eines Persoenlichkeitsrechts in eine Sache oder die Neuentstehung einer Sache annehmen"1. Le parti del corpo umano, una volta staccatesi dal tutto, si trasformano, da punto di vista giuridico, in Sachen e rientrano quindi tra le koerperliche Gegenstaende disciplinate dal § 90 BGB, possibili oggetto di diritti. Il problema che si pone è di stabilire chi acquisti i nuovi diritti che si vengono a creare sulle parti staccate. "Ueberwiegend wird angenommen, daB die abgetrennten Koerperteile mit der Trennung in das Eigentum dessen fallen, zu dessen Koerper sie bislang gehort haben. Demnach findet nicht nur eine Umwandlung von Koerper in Sache, sondern darueberhinaus auch von Persoenlichkeitsrechts in Eigentum statt. Diese Loesung erreicht einen lueckenlosen Schutz des Menschen vor Beeintraechtigung durch Wegnahme abgetrennter Teile" 2. Poichè questa teoria, benchè dominante, si rivela però debole sotto il profilo della dogmatische Begruendung, la dottrina minoritaria ha cercato di elaborarne una differente. "Dieser Ansicht zufolge werden die Koerperteile zwar mit der Loesung vom Koerper zu Sache, sie fallen jedoch in niemandes Eigentum und sind zunaechst herrenlos. Ueber die Frage, wer an herrenlosen Sachen Eigentum erwerben kann, sind sich die Vertreter der Mindermeinung uneins (Aneignungsrecht des bisherigen Traegers, Eigentum des zuerst Okkupierenden)" 3. Negli ultimi anni l'interesse per le parti staccate del corpo umano ha fatto sì che si sviluppasse in merito ad esse, all'interno della dottrina tedesca, una ulteriore corrente di pensiero. "Der neuen Ansicht zufolge bleibt auch nach der Trennung die persoenlichkeitsrechtliche Beziehung zwischen dem bisherigen Traeger und dem Koerperteil erhalten. Als entscheidender Unterschied zu allen bisherigen Ansichten wird das Eigentum, das frueher oder spaeter an den getrennten Koerperteilen entstehen soll, hier voellig verdraengt" 4. L'elaborazione di questa teoria viene giustificata, oltre che da esigenze sistematiche, anche da problemi pratici. Il seguirla condurrebbe infatti a soluzioni più praticabili di determinati problemi con cui si devono confrontare oggi gli operatori giuridici. Ad esempio si cita il caso ipotetico di un individuo che sul lavoro si taglia accidentalmente una mano, che può però ancora essere riattaccata. Lungo la strada per l'ospedale l'ambulanza che lo trasporta ha un incidente senza torto alcuno e, a causa dello stesso, la mano tagliata viene irreparabilmente danneggiata. Analizzando questo caso seguendo la teoria vista da ultimo, secondo cui anche dopo il distacco la parte staccata rimane, dal punto di vista giuridico, una componente del corpo da cui proviene, si è di fronte ad un caso di Koerperverletzung, mentre secondo le teorie anteriori vi sarebbe unicamente Verletzung des Eigentums. Le diverse conseguenze sono evidenti. L'opinione secondo cui, seguendo la cosiddetta teoria del distacco, in questo caso non vi sarebbe Koerperverletzung, non è però inattaccabile. La dottrina italiana, ad esempio, ha ritenuto di dover distinguere le parti staccate del corpo umano in due distinte categorie: quella delle parti che conservano la capacità di ridiventare parte integrante del corpo originario (la mano oggetto dell' esempio) e quelle che non conservano tale capacità. In riferimento alla prima categoria il distacco fisico non basta a recidere interamente il collegamento della parte staccata con la sfera dei cosiddetti diritti della personalità; in questo caso con il diritto all'integrità fisica. Di conseguenza costituisce violazione dell'integrità fisica ogni azione sulla parte staccata volta ad impedirne il ricongiungimento con il corpo originario5.
In Francia le diverse parti staccate del corpo umano vengono raccolte nella categoria dei produits du corps humain. La loro disciplina giuridica, rispetto a quella del corpo umano, cambia poichè "la liberté d'en disposer, la maitrise exercée sur eux semblent pouvoir aller plus loin sans que puisse etre agité le spectre de la reification du corps. La preuve en est que le droit positif actuel, notamment coutumier, qui ne fait pas du corps une chose, admet cette plus grande liberté"6. Parte della dottrina francese è concorde nel ritenere che i prodotti del corpo umano possano essere oggetto di contrattazione a fine commerciale. In altri termini, rispetto alla disciplina giuridica degli elementi costitutivi del corpo umano, si deroga ai principi di gratuità, finalità terapeutica e controllo medico-istituzionale. L'unico principio che rimane fermo è quello del consenso. Questo però, in date circostanze, può ritenersi implicito e presunto. "... par exemple lorsqu'une personne se rend chez un coiffeur et ne lui reclame pas ses cheveux, tout en sachant que ces cheveux seront ensuite vendus. Il est cependent des situations, notamment celle de l'hospitalisation, où des produits du corps humain, par exemple le placenta sont traités dans la relation patient-hopital en res nullius pour etre ensuite, a l'insu du patient, vendus par l'hopital"7;. Il Consiglio di Stato francese, intervenendo sull'argomento in questione, ha proposto due ulteriori regole in riferimento all'utilizzazione dei cosiddetti produits du corps humain: "1) l'utilisation des produits du corps humain peut ne pas etre que therapeutique, 2) la personne sur qui a été preleve le produit doit consentir tant au principe de son utilisation qu'a sa destination finale" 8. Viene quindi prevista per il futuro una maggiore possibilità di controllo da parte dell'individuo sui prodotti del proprio corpo.
In Italia la dottrina è sostanzialmente concorde nel considerare le parti staccate del corpo umano come beni giuridici ex art. 810 ss c.c., suscettibili di essere sottoposte al regime privatistico previsto per questo tipo di beni9. Sulle parti staccate del corpo umano sorgerebbe quindi, al momento del distacco, un vero e proprio diritto di proprietà, ben diverso dai diritti della personalità e con i requisiti specifici del diritto di proprietà sui beni mobili, compresa la possibilità di alienazione mediante negozio giuridico a titolo oneroso. Inoltre, come ulteriore argomento in questo senso, poichè le parti staccate del corpo umano sono diventate oggi beni suscettibili di valutazione economica, la prestazione è idonea a formare oggetto di obbligazione (art. 1174 c.c.). Da queste considerazioni di carattere generale appare quindi evidente che gli atti di disposizione sulle parti staccate del corpo umano non rientrano nell'ambito di operatività dell' art. 5 c.c.; la loro disciplina non è di conseguenza neanche interessata ai limiti contenuti nella suddetta norma.
La dottrina è invece divisa nello stabilire come nasca il diritto di proprietà sulle parti separate dal corpo umano10. Chi accetta la teoria del Carnelutti, che riconosce un diritto sul proprio corpo, segue la relativa tesi della separazione, secondo cui si riconosce il diritto di proprietà sulle parti staccate del corpo all'individuo che le possedeva naturalmente. Alle stesse conclusioni giunge anche chi, come il De Cupis, nega la sussistenza di uno jus in se ipsum, sostenendo che il distacco sia il fatto da cui dipende l'immediato sorgere, a titolo originario, del diritto di proprietà a favore del soggetto dal cui corpo è avvenuta la separazione medesima. Il distacco viene classificato tra i fatti da cui il diritto di proprietà sorge originariamente, rendendo inutile l'atto dell'occupazione. Il diritto in questione sorge senza soluzione di continuità, di conseguenza la parte staccata dal corpo umano non passa per la condizione di res nullius. Il De Cupis giustifica queste considerazioni sulla base della teoria dei diritti della personalità, in quanto preesisterebbe una sfera giuridica strettamente personale, cioè un potere del soggetto sui propri attributi e qualità personali, che è la premessa logica per poter spiegare il successivo acquisto del diritto patrimoniale di proprietà sulle porzioni staccate del corpo11.
Diversa dalla soluzione finora esposta è invece quella dell'occupazione, secondo cui le parti staccate del corpo umano, una volta avvenuta la separazione, sarebbero equiparabili alle res nullius. Secondo questa differente teoria si presume quindi la loro derelictio con la conseguenza che chiunque potrà diventarne proprietario mediante adprehensio, secondo lo schema dell'occupazione ( art. 922, 923 c.c. ).
Nell'ambito della dottrina italiana non manca poi chi ha cercato di uscire dall' impasse creato dallo stabilire come nasca il diritto di proprietà sulle parti staccate del corpo umano prospettando soluzioni quantomeno originali. In questo senso vi è stato chi12, secondo la prospettiva dell'acquisto originario, ha equiparato l'acquisto del materiale del corpo staccato dal tutto a quello delle opere dell'ingegno, utilizzando con interpretazione estensiva, o addirittura per mezzo del ragionamento analogico, l' art. 2576 c.c.. Il Criscuoli ha invece cercato di inquadrare la disciplina giuridica delle parti separatesi dal corpo umano all'interno dello schema della c.d. fruttificazione, ex art. 820 e 821 c.c. 13Le difficoltà che si incontrano seguendo questa argomentazione sono due. In primo luogo stabilire i requisiti per determinare il concetto giuridico di frutti e vedere se siano presenti anche in riferimento alle parti staccate del corpo umano. In secondo luogo verificare se il titulus o modus adquirendi dei frutti possa applicarsi anche alle parti corporali staccate, considerate per l'appunto come frutti. Superati gli ostacoli accennati, il regime giuridico delle componenti separate dal corpo umano verrebbe ad acquisire un preciso riferimento normativo.
In relazione alle parti staccate dal corpo umano ed al rapporto paziente-medico/scienziato è stato sostenuto14 che quest'ultimo acquista, se non per occupazione per specificazione, la proprietà della parte staccata dal corpo del paziente, materia prima per le sue ricerche, ed è tenuto a pagarne al proprietario il prezzo ( art. 940 c.c. ). La parte staccata dal corpo si patrimonializza dal momento in cui le viene attribuito un valore di utilità e di scambio e questa prassi non trova divieti nell'ordinamento.
In dottrina è stata anche sostenuta un'ulteriore teoria secondo cui, tenendo presenti le affermazioni di principio contenute nella Costituzione, debba prevalere un opposto orientamento, che porti al riconoscimento della liceità dell'impiego delle parti staccate, ad esempio durante un'operazione chirurgica, a beneficio dell'altrui salute, anche prescindendo dal consenso di colui cui appartenevano. Si tratterebbe di una forma di espropriazione per pubblica utilità o di collettivizzazione delle parti staccatesi dal corpo umano. 15 Si è anche sostenuta, de jure condendo, l'emanazione di una legge che consenta, anche contro la volontà del soggetto e a titolo gratuito, l'impiego immediato o la conservazione a scopo di impianto omoplastico delle parti staccate del corpo umano a questo non reinnestabili. Tale ipotetica legge non solo non sarebbe incostituzionale, poichè compatibile sia con l'art. 13 che con l' art. 42 Cost., essendo la proprietà riconosciuta in funzione sociale, ma potrebbe addirittura considerarsi come una particolare attuazione del generale dovere di solidarietà sociale ex art. 2 Cost. 16.
Il Dogliotti17, sempre in riferimento al medesimo problema, ha sostenuto che la questione del rapporto tra il soggetto e le parti staccate del corpo debba configurarsi in termini di godimento e di scambio. Nel caso in cui tale interesse non sussista e quindi le parti staccate siano conseguentemente destinate alla distruzione, apparirebbe fondata la presunzione dell'abbandono e legittima l'appropriazione mediante occupazione di chi fosse in grado di trarne utilità. E' questo il caso ad esempio del rapporto medico-paziente e della distribuzione dei diritti sulle parti staccate dal corpo umano, per necessità terapeutiche o accidentalmente, nel corso di un intervento chirurgico.
Gli interventi della giurisprudenza su questa questione sono stati, fino ad ora, sporadici e limitati alle Corti di merito. Il Tribunale civile di Milano, I sez., con sentenza del 17 Aprile 196118, stabilì che il paziente ha diritto ad ottenere la consegna dei pezzi anatomici derivati da interventi chirurgici sul suo corpo, poichè solo ad esso spetta disporne. Nella sentenza in questione però i giudici, a fronte di una richiesta di risarcimento dei danni da parte dell'attore per non aver potuto disporre del pezzo anatomico asportatogli durante l'intervento chirurgico, non accolsero la domanda, poichè non venne fornita neppure una prova generica circa la concreta sussistenza dei danni lamentati.
Il Tribunale di Napoli, con sentenza del 14 Marzo 197219, confermò la linea giurisprudenziale adottata dal Tribunale di Milano, stabilendo che l'individuo acquista la proprietà della parte staccata dal suo corpo all'atto stesso del distacco. Sempre nell'ottica di proteggere questo acquisto di diritto a titolo originario i giudici disposero poi che non si può presumere l'abbandono della parte del corpo sulla quale si sia acquistata, a seguito di distacco, la proprietà, quando non sia provata la conoscenza preventiva della ulteriore destinazione della stessa. Decisa la distribuzione dei diritti, la Corte infine riconobbe che il chirurgo il quale, senza una preventiva conoscenza e autorizzazione da parte del paziente, utilizza per altri fini la parte anatomica asportata durante l'intervento, è tenuto, a titolo di responsabilità extracontrattuale, a risarcire i danni patrimoniali eventualmente arrecati. Significativa è la breve nota a sentenza, in cui si sostiene la tesi secondo cui, nei casi come quello oggetto del giudizio, le parti staccate del corpo umano debbano considerarsi quali res nullius, la cui disposizione è aperta al primo occupante (il chirurgo medesimo). La tesi è giustificata da ragioni di opportunità sociale e di intrinseca giustizia, in riferimento all'utilizzo della cornea oggetto del giudizio per fini terapeutici su altro paziente; ragioni che secondo l'autore della nota vanno al di là del formalismo giuridico. Benchè, come si è visto, le parti del corpo umano distaccate cadano in proprietà del soggetto stesso, nella prassi è da presumere la loro derelictio con la conseguenza che, diventando delle res nullius, chiunque potrà diventarne proprietario mediante adprehensio.
Sempre in riferimento al medesimo problema, dal punto di vista della dinamica giuridica l'individuo può, già prima del distacco, disporre mediante negozio giuridico delle parti che verranno staccate (ad esempio durante un' operazione chirurgica), con efficacia successiva al distacco. E' ritenuto infatti ammissibile disporre di una parte staccata del corpo umano, a prescindere dal fatto che essa costituisca cosa presente o cosa futura. In altri termini un individuo può anche disporre insieme di un bene e di un diritto della personalità e di un bene e di un diritto patrimoniale, ossia di un diritto di proprietà su cosa futura. Quando un soggetto consente all'esportazione di un lembo del suo tessuto cutaneo, nei limiti dell' art. 5 c.c., e nello stesso tempo ne dispone (in termini economici lo alloca) a favore di un altro individuo, il suo negozio giuridico ha un duplice oggetto. Il bene personale della sua integrità fisica ed il bene giuridico costituito dalla parte staccatasi dal suo corpo20. Senza alcun effetto giuridico è invece il negozio mediante il quale un individuo si obbliga o sottoporsi al distacco di una parte del proprio corpo per trasformarla in una res commerciabilis e quindi disporne di conseguenza. Qualsiasi negozio che renda obbligatoria la menomazione dell'integrità fisica è senza effetti, indipendentemente dalla durata transitoria o permanente della menomazione stessa. Secondo parte della dottrina21 una eccezione a tale regola, giustificata dalla praxis e da ragioni storiche, è il c.d. contratto di baliatico.
Riassumendo la dinamica giuridica avente come oggetto le parti staccate dal corpo umano, risulta essere valido l'atto di disposizione di una parte staccata del proprio corpo, anteriormente al distacco, come cosa futura, con efficacia al momento del distacco; non è invece valido il negozio che obblighi al distacco, anche se tale distacco non comporti una diminuzione permanente dell'integrità fisica.
Infine è opportuno far presente che la parte del corpo umano trasformatasi in cosa a seguito del distacco può riprendere la qualità di parte del corpo ed il relativo regime giuridico per incorporazione, ad esempio a seguito di trapianto.
Il Lenti22 ha messo in evidenza il fatto che le diverse parti staccatesi dal corpo umano, poichè posseggono qualità peculiari che le differenziano tra loro, non possono essere tutte sottoposte al medesimo regime giuridico. Secondo questa opinione esse sono oggetto di sistemi di regole che presentano un elemento comune: una situazione di appartenenza di tipo dominicale. Nello stesso tempo sono però identificabili differenze sostanziali, che si riscontrano nel trattamento specifico dei vari tipi di parti staccate e delle relative situazioni di appartenenza. In quest'ottica i fattori che giustificherebbero la differenziazione di disciplina giuridica sarebbero: 1) il tipo, morfologico e funzionale, di parte staccata, 2) il carattere biologico di riproducibilità naturale della parte staccata, 3) il coinvolgimento nell'intera vicenda di ulteriorri aspetti della personalità umana, 4) la natura dell'operazione del distacco, 5) la ragione dell'operazione del distacco. La disciplina concreta, che si applica nei diversi casi alle parti staccate del corpo umano si presenta, come già detto, sostanzialmente sempre come situazione di appartenenza, ma le diverse facoltà spettanti al proprietario ( esclusione dei terzi, godimento e disposizione, acquisto dei frutti prodotti dalla cosa ) risulteranno essere di volta in volta limitate e conformate al caso specifico.
Anche in area anglosassone, ossia nei sistemi di common law, i rights in separated parts of the body sono stati oggetto di una trattazione specifica. "These rights tipically belong to the individual whose body parts are involved or to persons in subsequent possession of those parts upon transfer. Sperm, blood and hair may be all sold, and are objects of the various other rights traditionally associated with property" 23. Negli ultimi anni, negli Stati Uniti d'America, all'uso per motivi terapeutici di tessuti umani, si è affiancato quello per motivi di ricerca. "Cells lines developed from either healthy or cancerous human tissue now serve as one of the most basic research tools. Where the research is directed towards the development of drugs and other useful biological substances, the commercial value of human tissues greatly increases" 24. Il potenziale commerciale di queste nuove tecnologie applicate alle parti staccate del corpo umano ha già condotto ad un buon numero di legal battles concerning the rights to human cells. Ad esempio: "out-of-court settlement concerning the rights to cell lines of the first normal human cells established in culture", "dispute over ownership of hybridoma cell line developed from patient tissue settled out of court", "pending litigation over a patient's right in a cell line derived from his spleen" 25. Dal momento che le Corti statunitensi hanno già riconosciuto un interesse di natura proprietaria dell'individuo sul suo aspetto somatico e sulle parti staccate dal suo corpo, a maggior ragione allo stesso individuo deve essere anche riconosciuto un pari diritto sul suo materiale genetico. Nel caso Motschenbacher v. R.J. Reynolds Tobacco Company 26la Corte competente sul caso stabilì che, pur non essendosi ancora pronunciate sull'argomento, le Corti californiane avrebbero offerto, se richieste, protezione legale all'interesse, di natura proprietaria, di un individuo nei riguardi della sua stessa identità.
In USA, sempre in riferimento alle parti staccate dal corpo umano, è stato scritto che: "the closest any American court has come to recsendosi ancora pronunciate sull'argomento, le Corti californiane avrebbero offerto, se richieste, protezione legale all'interesse, di natura proprie_ BOURIANOFF BRAY M., Pers_in 279 Md. 47, 367 A. 2d 949, 431 U.S. 932, 1977ward a Property Right in Human Bodies, in TEXAS LAW REVIEW, 69, 1, 1990, p. 232
rto, se richieste, protezione legale all'interesse, di natura proprietaria, di un individuo nei riguardi della sua stessa identità.
In USA, sempre in riferimento alle parti staccate dal corpo umano, è stato scritto che: "the closest any American court has come to recognizing a property right in something that was prevoiusly a part of an individual's body is by refusing to hold that no such property right exist"27. Nel caso Verner v. State33 la Corte decise che: "it could not be said thato a person has no property right in wastes or other materials wich were once a part of or contained within his body, but which normally are discarded after theri separation from the body. It is unknown for a person to assert a continuing right of ownership, dominion or control for good reasons or for no reason, over such thing as excrement, fluid waste, secretions, hai fingernails, toenails, blood and organs or other parts of the body, wehther theri separation from te body is intentional, accidental or merely the result of a normal body functions"29. Nel caso Morky v. University of Texas Health Service "30the plaintiff sued the University of Texas Health Service Center for mental anguish damages because a employee negligently allowed the plaintiff's surgically removed eyeball to be washed down a drain" 31. La Corte però non stabilì se il bulbo oculare dell'attore potesse considerarsi quale proprietà capace di essere danneggiata. Infine nel caso Browning v. Norton-Children's Hospital " 32a plaintiff who had great fear of fire sued his surgeon and the hospital for mental anguish arising from the cremation of his amputed leg" 33. La corte stabilì che il chirurgo non è il depositario di parti del corpo umano rimosse durante un intervento chirurgico, e quindi non è tenuto a conservarle intatte per lungo tempo.
Dall'analisi, in chiave comparatistica, delle soluzioni prospettate in diversi ordinamenti giuridici appartenenti alla famiglia romano-germanica ed a quella della common law, in riferimento al problema della tutela giuridica prevista per le parti del corpo umano staccatesi dallo stesso, emergono alcuni dati significativi. In primo luogo è evidente che il materiale organico umano, una volta che non sia più funzionale alla vita di un essere vivente, perde quella tutela giuridica specifica prevista per gli individui. Su questo punto vi è uniformità di vedute all'interno dei sistemi giuridici considerati. La questione dibattuta riguarda invece il problema dell' a chi e in che misura debbano essere assegnati i diritti che sorgono, a titolo originario, su queste nuove res. Gli interessi confliggenti da tutelare sono essenzialmente due: da un lato l'interesse individuale del soggetto dal cui corpo si stacca, o viene staccata, una determinata componente; dall'altro gli interessi dei medici, e per traslato della medicina latu sensu, e quindi della stessa collettività, su questo materiale. Le soluzioni giuridiche analizzate oscillano tra queste due esigenze; emblematiche, in questo senso, sono le due sentenze italiane considerate, in cui si afferma un diritto di proprietà dell'individuo sulle parti che vengono staccate dal suo corpo, ma poi si protegge anche l'utilizzo che i medici hanno fatto delle stesse, senza consenso esplicito dell'interessato. Riflettendo sulle soluzioni proposte per questi casi si ha infatti la sensazione che il diritto di proprietà assegnato al singolo sulle parti che vengono separate dal suo corpo si riveli poco funzionale in riferimento alla prassi secondo cui i medici utilizzano il materiale organico estratto durante un intervento chirurgico. In termini di economic analysis of law si è in presenza di una allocazione di property rights che contrasta con il criterio dell' efficiency, ossia con l'utilizzo di un dato bene nel senso della wealth maximization.D'altro canto, ragionando invece secondo una logica individualistica, la ricerca della wealth maximization sociale non giustificherebbe la negazione di un diritto soggettivo, riconosciuto agli individui per motivi che possono anche essere di natura extra-economica. In questo senso il property right sulle parti del corpo separate dal tutto si dovrebbe giustificare senza dover fare riferimento al criterio economico dell' efficiency. Chi poi, seguendo la dottrina della mano invisibile, attribuisce ai singoli capacità ottimali nella ricerca della allocazione delle risorse scarse, potrebbe sostenere che anche una assegnazione di questi property rights agli individui porterebbe comunque ad una soluzione orientata all'efficiency, ossia all'utilizzo del bene nel senso della wealth maximization.
1 SCHUENEMANN H., Die Rechte am menschlichen Koerper, FRANKFURT AM MAIN,1985, p.58
2SCHUENEMANN H. op. cit., p.61
3SCHUENEMANN H., op. cit., p. 65
4SCHUENEMANN H., op. cit. p. 71
5MANTOVANI F., I trapianti e la sperimentazione umana, PADOVA, 1974, p. 335
6CONSEIL D'ETAT, De l'ethique au droit, PARIS, 1988, p. 43
7CONSEIL D'ETAT, op. cit., p. 43
8CONSEIL D'ETAT, op. cit., p. 45
9MANTOVANI F., op. cit.
9DE CUPIS A., Idiritti della personalit�, in TRATTATO DI DIRITTO CIVILE E COMMERCIALE, a cura di CICU A. e MESSINEO F., MILANO, 1985, p. 159 e segg.
11DE CUPIS A., I diritti della personalit�, in TRATTATO DI DIRITTO CIVILE E COMMERCIALE, a cura di CICU A. e MESSINEO F., MILANO, 1985, p. 159 e segg.
12 SANTORO PASSARELLI F., Dottrine generali del diritto civile, NAPOLI, 1964, p.52
13CRISCUOLI G., L'acquisto delle parti staccate del proprio corpo e gli art. 820-821 c.c., in RIVISTA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA E DELLE PERSONE,XIV, 1985, P. 266
14PIRIA C., I nteressi scientifici e patrimoniali su parti staccate dal corpo oggetto di ricerche biotecnologiche, in RASSEGNA DI DIRITTO FARMACEUTICO, XXI, 1990, p. 808
15CHERUBINI M.C., Tutela della salute ed atti di disposizione del corpo, in TUTELA DELLA SALUTE E DIRITTO PRIVATO, a cura di BUSNELLI F.D. e BRECCIA V., II, MILANO, 1978, p. 94
16MANTOVANI F., op. cit., p. 337
17DOGLIOTTI M., Atti di disposizione sul proprio corpo e teoria contrattuale, in RASSEGNA DI DIRITTO CIVILE, 1990
18in TEMI, XXXVII, MILANO, 1961, p. 141 ss.
19 in DIRITTO E GIURISPRUDENZA, 1972, P. 394
20DE CUPIS A., op. cit., p. 182
21MANTOVANI F., op. cit.
22LENTI L., La procreazione artificiale, genoma della persona ed attribuzione della personalit�, PADOVA, 1993, p. 118 ss.
23 JAFFE E.S., She's got Bette Davis ('s) Eyes, in COLUMBIA LAW REVIEW, 1990, P. 544
24JAFFE E.S., op. cit., p. 534
25JAFFE E.S., op. cit., p. 531
26 in 498 F. 2d, 821, 9 Cir., 1974
27BOURIANOFF BRAY M., Personalizing Personality: Toward a Property Right in Human Bodies, in TEXAS LAW REVIEW, 69, 1, 1990, p. 232
28 in 279 Md. 47, 367, A. 2d 949, 431 U.S. 932, 1977
29BOURIANOFF BRAY M., op. cit., p. 232
30in 529 S.W. 2d., 802, 1971
31BOURIANOFF BRAY M., op. cit., p. 231;
32 in 504 S.W. 2d 713, 1974
33BOURIANOFF BRAY M., op. cit., p. 231