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Timestamp: 2018-12-12 21:31:01+00:00
Document Index: 137719585

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 184', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 216', 'art. 3', 'art. 4']

Fresato dasfalto, stop alla qualifica di rifiuto. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento del Ministero dell'Ambiente che stabilisce i criteri specifici in presenza dei quali il conglomerato bituminoso cessa di essere qualificato come rifiuto. - RIMateria Piombino
Fresato dasfalto, stop alla qualifica di rifiuto. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento del Ministero dell’Ambiente che stabilisce i criteri specifici in presenza dei quali il conglomerato bituminoso cessa di essere qualificato come rifiuto.
testo tratto da INGEGNERI.info del I° ottobre 2018
È entrato in vigore questa estate il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n.69 del 28 Marzo 2018 Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso ai sensi dell’articolo 184 -ter , comma 2 del Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n. 152.
Secondo la UNI EN 13108-8 con il termine fresato d’asfalto si intende il conglomerato bituminoso recuperato mediante fresatura degli strati di rivestimento stradale, che può essere riutilizzato come materiale costituente per miscele bituminose prodotte in impianto a caldo.
Ed è entrando in merito alla classificazione del fresato d’asfalto che subentra lart. 184, c.3, del D.Lgs. n. 152/2006. Secondo tale decreto infatti, il conglomerato bituminoso, una volta recuperato, viene qualificato come rifiuto speciale.
17.03.01* miscele bituminose contenenti catrame di carbone;
17.03.02 miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 17.03.01.
Altro si deve riguardo la classificazione del fresato d’asfalto come residuo di produzione o sottoprodotto. A riguardo infatti, basta porre particolare attenzione sulle condizioni di cui allart. 184-bis del D.Lgs. n. 152/2006 ed in particolare sull’art. 2, c.1, lett. b) del Decreto n. 264 del 13 Ottobre 2016 Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti, che definisce residuo di produzione ogni materiale o sostanza che non è deliberatamente prodotto in un processo di produzione e che può essere o non essere un rifiuto, confermando con ciò, che il sottoprodotto deve scaturire da un processo con conseguente esclusione dei residui di consumo o, per esempio, del fresato d’asfalto).
Quali sono i principali contenuti del Decreto n. 69 del 28 Marzo 2018?
Le norme transitorie e finali.
Le norme transitorie sono contenute nell’art. 6 del provvedimento in cui è precisato che il produttore, entro 120 giorni dall’entrata in vigore dello stesso e, quindi, entro il 3 luglio 2018, deve presentare all’autorità competente un aggiornamento della comunicazione effettuata ai sensi dell’art. 216 o un’istanza di aggiornamento dell’autorizzazione ai sensi ai sensi del Titolo III-bis della Parte II e del Titolo I, Capo IV, della Parte IV del D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006, con la precisazione che nelle more dell’adeguamento il granulato di conglomerato bituminoso prodotto può essere utilizzato se presenta caratteristiche conformi ai criteri di cui all’art. 3 del provvedimento, attestate mediante dichiarazione di conformità ai sensi dell’art. 4 del provvedimento stesso