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Timestamp: 2020-08-10 19:07:05+00:00
Document Index: 159920195

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 76', 'art. 44', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 22242 del 12/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22242 del 12/09/2018
Cassazione civile sez. VI, 12/09/2018, (ud. 07/06/2018, dep. 12/09/2018), n.22242
Dott. EPOSITO Lucia – rel. Consigliere –
sul ricorso 19188/2016 proposto da:
CASEIFICIO SOCIALE MANCIANO SOCIETA’ AGRICOLA COOPERATIVA, P.I.
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI VILLA SEVERINI n. 54,
presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI CONTESTABILE, rappresentato
e difeso unitamente e con poteri disgiunti dagli avvocati ORONZO
MAZZOTTA, ALESSANDRO MARRI, CARLO SALTO;
difeso unitamente e disgiuntamente dagli avvocati ANTONINO SGROI,
CARLA D’ALOISIO, LELIO MARITATO, ESTER ADA VITA SCIPLINO, GIUSEPPE
MATANO, EMANUELE DE ROSE;
avverso la sentenza n. 452/2016 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
partecipata del 07/06/2018 dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO.
Che la Corte d’appello di Firenze, in accoglimento dell’appello proposto dall’Inps, rigettava la domanda proposta dalla società ricorrente diretta al riconoscimento del diritto della stessa a ripetere nei confronti dell’Inps, in ragione della L. n. 991 del 1952, art. 8, le somme versate a titolo di contributi per la quota parte a carico datoriale in relazione al proprio personale dipendente in forza a tempo determinato e indeterminato;
che la Corte territoriale fondava la decisione sul rilievo che, per costante giurisprudenza di legittimità, “in tema di agevolazioni e benefici contributivi previsti per le imprese e i datori di lavoro aventi sede ed operanti nei comuni montani, la L. 25 luglio 1952, n. 991, art. 8 – già implicitamente abrogato per la parte relativa alle agevolazioni fiscali prima dal D.P.R. 29 gennaio 1958, n. 645, artt. 58 e 68 e, poi, dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, art. 9 e non più richiamato dal legislatore, per quel che riguarda i benefici contributivi in favore delle zone montane, a partire dalla L. 11 marzo 1988, n. 67, che ha fatto riferimento solo alla definizione di territori montani contenuta nel D.P.R. 601 del 1973, art. 9 – deve considerarsi implicitamente abrogato, tanto più che la previsione di un regime generalizzato di totale esenzione contributiva è stato abbandonato dal legislatore a partire dalla citata L. n. 67 del 1988. Ne consegue che, in conformità al D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, art. 1, comma 3, lett. d), il suddetto art. 8 non poteva essere incluso, atteso il carattere meramente ricognitivo dell’intervento legislativo, fra le norme “salvate” dal D.Lgs. 179 e la ricomprensione nell’Allegato 1 – voce n. 1266 della L. n. 991 del 1952 tra le disposizioni specificamente indicate da “mantenere in vigore” si deve considerare “tamquam non esset” sulla base di una interpretazione rispettosa dell’art. 15 preleggi e costituzionalmente orientata, nel senso della coerenza e ragionevolezza dell’ordinamento (art. 3 Cost.), del rispetto dei principi e criteri direttivi della legge delega (art. 76 Cost.), e alla luce anche dell’art. 44 Cost., comma 2″ (Cass. n. 19420 del 22/08/2013, orientamento confermato da Cass. 7976/2016 e da molte altre conformi);
che avverso la sentenza propone ricorso per cassazione la società sulla base di due motivi, illustrati con memoria;
Che questa Corte, con ordinanza interlocutoria n. 11721 del 22/2/2018, ha disposto che la trattazione di procedimento relativo a questioni analoghe a quelle oggetto del presente fosse rimessa alla pubblica udienza, ravvisandone l’opportunità in considerazione della pendenza innanzi alla Corte costituzionale della questione di legittimità del D.Lgs. n. 179 del 2009, rilevante nella specie.