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Timestamp: 2019-09-21 22:10:19+00:00
Document Index: 168804837

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 1']

Gazzetta ufficiale L 100/2011
doi:10.3000/1725258X.L_2011.100.ita
Regolamento (UE) n. 359/2011 del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran
Regolamento di esecuzione (UE) n. 360/2011 del Consiglio, del 12 aprile 2011, che attua l’articolo 16, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) n. 204/2011 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia
Regolamento di esecuzione (UE) n. 361/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, concernente l’autorizzazione di Enterococcus faecium NCIMB 10415 come additivo per mangimi per polli da ingrasso (titolare dell’autorizzazione DSM Nutritional products Ltd rappresentato da DSM Nutritional Products Sp. z o.o) e che modifica il regolamento (CE) n. 943/2005 ( 1 )
Regolamento (UE) n. 362/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica, per quanto riguarda la sostanza monepantel, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale ( 1 )
Regolamento (UE) n. 363/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica, per quanto riguarda la sostanza isoeugenolo, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale ( 1 )
Regolamento (UE) n. 364/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica l’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione e il regolamento (CE) n. 1291/2008 della Commissione per quanto concerne un programma di controllo della salmonella in alcuni tipi di pollame e uova in Croazia a norma del regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio e che rettifica i regolamenti (UE) n. 925/2010 e (UE) n. 955/2010 della Commissione ( 1 )
Direttiva di esecuzione 2011/43/UE della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione dello zolfo calcico come sostanza attiva e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione ( 1 )
Direttiva di esecuzione 2011/44/UE della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva azadiractina e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione ( 1 )
Direttiva di esecuzione 2011/45/UE della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva diclofop e che modifica la decisione 2008/934/CE della Commissione ( 1 )
Decisione 2011/235/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran
Decisione di esecuzione 2011/236/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, che attua la decisione 2011/137/PESC concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia
Decisione Atalanta/1/2011 del Comitato politico e di sicurezza, del 13 aprile 2011, relativa alla nomina del comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta)
Decisione della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica la decisione 2007/843/CE per quanto concerne il programma di controllo della salmonella in alcuni tipi di pollame e uova in Tunisia [notificata con il numero C(2011) 2520] ( 1 )
Rettifica della decisione 2011/101/PESC del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa a misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe (GU L 42 del 16.2.2011)
REGOLAMENTO (UE) N. 359/2011 DEL CONSIGLIO
concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 215, paragrafo 2,
vista la decisione 2011/235/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran (1), adottata in conformità del titolo V, capo II del trattato sull’Unione europea,
vista la proposta congiunta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione,
La decisione 2011/235/PESC dispone il congelamento dei fondi e delle risorse economiche di determinate persone responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. Tali persone ed entità sono elencate nell’allegato della decisione stessa.
Le misure in questione rientrano nell’ambito del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e la loro attuazione richiede un’azione normativa a livello dell’Unione, in particolare al fine di garantirne l’applicazione uniforme da parte degli operatori economici di tutti gli Stati membri.
Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, segnatamente, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale e il diritto alla protezione dei dati personali. Il presente regolamento deve essere applicato conformemente a tali diritti.
La facoltà di modificare l’elenco figurante nell’allegato I del presente regolamento dovrebbe essere esercitata dal Consiglio, in considerazione della situazione politica in Iran e per garantire la coerenza con la procedura di modifica e revisione dell’allegato della decisione 2011/235/PESC.
La procedura di modifica degli elenchi di cui all’allegato I del presente regolamento dovrebbe prevedere che si comunichino alle persone, alle entità o agli organismi designati i motivi dell’inserimento nell’elenco affinché abbiano l’opportunità di presentare osservazioni. Qualora siano presentate osservazioni o siano addotte nuove prove sostanziali, il Consiglio dovrebbe riesaminare la decisione alla luce di tali osservazioni e informarne di conseguenza la persona, l’entità o l’organismo interessati.
Ai fini dell’attuazione del presente regolamento e per garantire la massima certezza giuridica all’interno dell’Unione, devono essere pubblicati i nomi e gli altri dati pertinenti relativi a persone fisiche e giuridiche, entità e organismi i cui fondi e le cui risorse economiche devono essere congelati a norma del presente regolamento. Qualsiasi trattamento di dati personali dovrebbe essere conforme al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (2), e alla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (3).
Il presente regolamento deve entrare in vigore il giorno della pubblicazione per garantire l’efficacia delle misure ivi contemplate,
a) «fondi»: tutte le attività e i benefici finanziari di qualsiasi natura, compresi, non in via esclusiva:
b) «congelamento di fondi»: il divieto di spostare, trasferire, alterare, utilizzare o trattare i fondi o di avere accesso a essi in modo da modificarne il volume, l’importo, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura e la destinazione o da introdurre altri cambiamenti tali da consentire l’uso dei fondi in questione, compresa la gestione di portafoglio;
c) «risorse economiche»: le attività di qualsiasi tipo, tangibili o intangibili, mobili o immobili, che non sono fondi ma che possono essere utilizzate per ottenere fondi, beni o servizi;
d) «congelamento delle risorse economiche»: il blocco preventivo della loro utilizzazione al fine di ottenere fondi, beni o servizi in qualsiasi modo, compresi tra l’altro la vendita, l’affitto e le ipoteche;
e) «territorio dell’Unione»: i territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi stabilite, compreso lo spazio aereo.
1. Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati dalle persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi figuranti nell’allegato I.
2. Nessun fondo o risorsa economica è messo a disposizione, direttamente o indirettamente, delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi elencati nell’allegato I o utilizzato a loro beneficio.
3. È vietata la partecipazione, consapevole e deliberata, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato, diretto o indiretto, di eludere le misure di cui ai paragrafi 1 e 2.
1. L’allegato I comprende un elenco delle persone che il Consiglio ha identificato, a norma dell’articolo 2, paragrafo 1, della decisione 2011/235/PESC, come responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran o le persone, le entità o gli organismi ad essi associati.
2. L’allegato I indica i motivi dell’inserimento delle persone, delle entità e degli organismi nell’elenco.
3. L’allegato I riporta inoltre, ove disponibili, le informazioni necessarie per identificare le persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi interessati. Riguardo alle persone fisiche, tali informazioni possono includere i nomi, compresi gli pseudonimi, la data e il luogo di nascita, la cittadinanza, il numero del passaporto e della carta d’identità, il genere, l’indirizzo, se noto, e la funzione o la professione. Riguardo alle persone giuridiche, alle entità e agli organismi, tali informazioni possono includere i nomi, la data e il luogo di registrazione, il numero di registrazione e la sede di attività.
1. In deroga all’articolo 2, le autorità competenti degli Stati membri elencate nell’allegato II possono autorizzare lo svincolo o la messa a disposizione di taluni fondi o risorse economiche congelati, alle condizioni che esse ritengono appropriate, dopo aver stabilito che i fondi o le risorse economiche sono:
necessari per soddisfare le esigenze di base delle persone di cui all’allegato I e dei loro familiari dipendenti, compresi i pagamenti relativi a generi alimentari, affitti o ipoteche, medicinali e cure mediche, imposte, premi assicurativi e servizi pubblici;
destinati esclusivamente al pagamento di onorari ragionevoli e al rimborso delle spese sostenute per le prestazioni legali;
necessari per coprire spese straordinarie, purché lo Stato membro abbia notificato a tutti gli altri Stati membri e alla Commissione, almeno due settimane prima dell’autorizzazione, i motivi per cui ritiene che debba essere concessa un’autorizzazione specifica.
2. Lo Stato membro interessato informa gli altri Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni concesse a norma del paragrafo 1.
1. In deroga all’articolo 2, le autorità competenti degli Stati membri elencate nell’allegato II possono autorizzare che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati a condizione che:
i fondi o le risorse economiche in questione siano oggetto di un vincolo giudiziario, amministrativo o arbitrale sorto prima della data in cui la persona, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 2 è stata/o elencata/o nell’allegato I o di una sentenza giudiziaria, amministrativa o arbitrale pronunciata prima di tale data;
il vincolo o la sentenza non vada a favore di una delle persone, delle entità o degli organismi di cui all’allegato I; e
il riconoscimento del vincolo o della sentenza non sia contrario all’ordine pubblico dello Stato membro interessato.
1. L’articolo 2, paragrafo 2, non si applica al versamento sui conti congelati di:
interessi o altri profitti relativi a detti conti; o
pagamenti dovuti nel quadro di contratti, accordi o obblighi conclusi o sorti precedentemente alla data in cui la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 2 è stata/o elencata/o nell’allegato I,
purché tali interessi, altri profitti e pagamenti siano congelati a norma dell’articolo 2, paragrafo 1.
2. L’articolo 2, paragrafo 2, non osta a che enti finanziari o creditizi nell’Unione accreditino sui conti congelati fondi trasferiti verso i conti di una persona, di un’entità o di un organismo figurante nell’elenco, purché tali versamenti siano anch’essi congelati. L’ente finanziario o creditizio informa senza indugio l’autorità competente pertinente in merito a tali transazioni.
In deroga all’articolo 2, e purché un pagamento da parte di una persona, di un’entità o di un organismo di cui all’allegato I sia dovuto in forza di un contratto o di un accordo concluso o di un obbligo sorto per la persona, l’entità o l’organismo in questione prima della data di designazione di tale persona, entità o organismo, le autorità competenti degli Stati membri, indicate sui siti web elencati nell’allegato II, possono autorizzare, alle condizioni che ritengono appropriate, che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati purché:
i fondi o le risorse economiche saranno utilizzati per un pagamento da una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato I; e
il pagamento non viola l’articolo 2, paragrafo 2; e
lo Stato membro interessato abbia informato, almeno due settimane prima del rilascio dell’autorizzazione, gli altri Stati membri e la Commissione di questa constatazione e della sua intenzione di concedere un’autorizzazione.
1. Il congelamento di fondi e risorse economiche, o il rifiuto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche, se effettuato ritenendo in buona fede che tale azione sia conforme al presente regolamento, non comporta alcun genere di responsabilità per la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo che lo attua, né per i suoi direttori o dipendenti, a meno che non si dimostri che i fondi e le risorse economiche sono stati congelati o trattenuti in seguito a negligenza.
2. Il divieto di cui all’articolo 2, paragrafo 2, non comporta alcun genere di responsabilità per le persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi che hanno messo a disposizione fondi o risorse economiche se essi non sapevano, e non avevano alcun motivo ragionevole di sospettare, che le loro azioni avrebbero violato il divieto in questione.
fornire immediatamente all’autorità competente dello Stato membro in cui risiedono o sono situati, quale indicata sui siti web elencati nell’allegato II, qualsiasi informazione atta a facilitare il rispetto del presente regolamento, quali i dati relativi ai conti e agli importi congelati a norma dell’articolo 2, e a trasmettere tali informazioni alla Commissione, direttamente o attraverso gli Stati membri; e
2. Le informazioni fornite o ricevute ai sensi del presente articolo sono utilizzate unicamente agli scopi per i quali sono state fornite o ricevute.
Gli Stati membri e la Commissione si informano immediatamente delle misure adottate ai sensi del presente regolamento e si comunicano tutte le informazioni pertinenti in loro possesso riguardanti il presente regolamento, in particolare quelle relative a problemi di violazione e di applicazione delle norme e alle sentenze pronunciate dai tribunali nazionali.
La Commissione è autorizzata a modificare l’allegato II sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri.
1. Qualora il Consiglio decida di applicare a una persona fisica o giuridica, a un’entità o a un organismo le misure di cui all’articolo 2, paragrafo 1, esso modifica di conseguenza l’allegato I.
2. Il Consiglio trasmette la sua decisione e i motivi dell’inserimento nell’elenco alla persona fisica o giuridica, all’entità o all’organismo di cui al paragrafo 1 direttamente, se l’indirizzo è noto, o mediante la pubblicazione di un avviso, fornendo a tale persona, entità o organismo la possibilità di presentare osservazioni.
3. Qualora siano avanzate osservazioni o siano presentate nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina la decisione e ne informa opportunamente la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo.
4. L’elenco di cui all’allegato I è riesaminato periodicamente e almeno ogni 12 mesi.
Laddove il presente regolamento imponga di notificare, informare o comunicare in altro modo con la Commissione, l’indirizzo e gli altri estremi da usare per tali comunicazioni sono quelli indicati nell’allegato II.
nel territorio dell’Unione, compreso il suo spazio aereo;
a qualsiasi cittadino di uno Stato membro che si trovi all’interno o all’esterno del territorio dell’Unione;
a qualsiasi persona giuridica, entità o organismo registrata/o o costituita/o conformemente alla legislazione di uno Stato membro;
a qualsiasi persona giuridica, entità o organismo relativamente ad attività economiche esercitate interamente o parzialmente all’interno dell’Unione.
Fatto a Lussemburgo, 12 aprile 2011.
(1) Cfr. pagina 51 della presente Gazzetta ufficiale.
Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi di cui all'articolo 2, paragrafo 1
Elenco delle autorità competenti degli Stati membri di cui all’articolo 4, paragrafo 1, all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 7 e all’articolo 9, paragrafo 1, e indirizzo per le notifiche alla Commissione europea
Indirizzo per le notifiche o altre comunicazioni alla Commissione europea:
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 360/2011 DEL CONSIGLIO
che attua l’articolo 16, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) n. 204/2011 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia
visto il regolamento (UE) n. 204/2011 del Consiglio, del 2 marzo 2011, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (1), in particolare l’articolo 16, paragrafi 1 e 2,
In data 2 marzo 2011 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) n. 204/2011 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia.
Tenuto conto della gravità della situazione in Libia, altre persone ed entità dovrebbero essere inserite nell’elenco delle persone e delle entità soggette a misure restrittive riportato nell’allegato III del regolamento (UE) n. 204/2011.
È inoltre opportuno depennare una persona dall’elenco di cui all’allegato III e aggiornare le informazioni concernenti determinate persone ed entità inserite negli elenchi di cui agli allegati II e III di detto regolamento,
Gli allegati II e III del regolamento (UE) n. 204/2011 sono sostituiti dal testo riportato rispettivamente negli allegati I e II del presente regolamento.
(1) GU L 58 del 3.3.2011, pag. 1.
Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità o degli organismi di cui all’articolo 6, paragrafo 1
Direttore, Fondazione Gheddafi. Numero di passaporto: B014995. Data di nascita: 25.6.1972. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.
Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Dichiarazioni pubbliche incendiarie che incitano alla violenza contro i manifestanti.
Carica: Direttore, Organizzazione per la sicurezza esterna.
Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011)
Carica: ministro della Difesa Titolo: Maggiore Generale.
Carica: segretario per i servizi
Data di nascita: 1956. Luogo di nascita: Khoms, Libia
Data di nascita: 1970. Luogo di nascita: Tripoli, Libia
Carica: Comandante delle forze speciali Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Comando di unità militari coinvolte nella repressione delle manifestazioni.
Data di nascita: 27.5.1973. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.
Data di nascita: 1982. Luogo di nascita: Tripoli, Libia
AL-SENUSSI, Colonnello Abdullah
Carica: Direttore dei Servizi segreti militari Data di nascita: 1949.
Luogo di nascita: Sudan
Controllata da Muammar GHEDDAFI e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.
Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011)
Altrimenti detta: Libyan Arab Foreign Investment Company (LAFICO) 1 Fateh Tower Office No. 99, 22nd Floor, Borgaida Street, Tripoli, 1103 Libia
Jamahiriya Street, LAP Building, PO Box 91330, Tripoli, Libia
Bashir Saadwi Street, Tripoli, Tarabulus, Libia
Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011».
Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità o degli organismi di cui all’articolo 6, paragrafo 2
ABDULHAFIZ, Colonnello Mas'ud
Posizione: Comandante delle forze armate
No 3 nella linea di comando delle forze armate. Ruolo significativo nell'Intelligence militare.
Posizione: Capo dell'antiterrorismo, Organizzazione per la sicurezza esterna
Luogo di nascita: Tripoli, Libia
Membro di spicco del Comitato rivoluzionario.
Stretto collaboratore di Muammar GHEDDAFI.
Posizione: Vicecapo dell'Organizzazione per la sicurezza esterna
Importante membro del regime. Cognato di Muammar
Posizione: Vicedirettore, Intelligence militare
Membro di alto livello del regime.
Posizione: Capo del movimento dei comitati rivoluzionari.
Luogo di nascita: Sirte, Libia
Comitati rivoluzionari coinvolti nelle violenze contro i dimostranti.
Posizione: Capo dell'Ufficio di collegamento dei comitati rivoluzionari N. di passaporto: B010574
Data di nascita: 1.7.1950
Posizione: Capo della sicurezza personale di Muammar GHEDDAFI.
Luogo di nascita: Houn, Libia
Responsabile della sicurezza del regime. In passato ha diretto azioni violente contro dissidenti.
Cugino di Muammar GHEDDAFI. Si ritiene che dal 1995 sia al comando di un battaglione d'élite dell'esercito incaricato della sicurezza personale di Gheddafi e che svolga un ruolo chiave nell'Organizzazione per la sicurezza esterna. Ha partecipato alla pianificazione di operazioni contro i dissidenti libici all'estero ed è stato direttamente coinvolto in attività terroristiche.
Cugino di Muammar GHEDDAFI. Negli anni '80, Sayyid è stato coinvolto in una campagna di uccisioni di dissidenti e ritenuto responsabile di diverse morti in Europa. È stato inoltre sospettato di essere stato coinvolto nell'approvvigionamento di armi.
Luogo di nascita: Al Bayda, Libia
Moglie di Muammar GHEDDAFI.
Associazione stretta con il regime.
Luogo di nascita: Traghen
Capo del gabinetto del Leader.
TOHAMI, Generale Khaled
Luogo di nascita: Genzur
Direttore dell'Ufficio per la sicurezza internaF.
Data di nascita: 1.7.1949
Luogo di nascita: Al-Bayda
Direttore dell'intelligence nell'Ufficio per la sicurezza esterna.
Nato il 29.3.1970, cittadino austriaco (n. di passaporto P1362998, valido dal 6 novembre 2006 al 5 novembre 2016)
Associazione stretta con il regime, vicepresidente del consiglio d'amministrazione della “Libyan Investment Authority”, membro del comitato esecutivo della National Oil Corporation e vicepresidente della First Energy Bank nel Bahrein.
Segretario generale del Congresso generale del popolo; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.
Primo ministro del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.
Ministro della sanità e dell'ambiente del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.
Ministro per la programmazione e delle finanze del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.
Luogo di nascita: Al-Azizia (presso Tripoli)
Ministro dell'industria, dell'economia e del commercio del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.
Ministro dell'agricoltura e delle risorse animali e marittime del governo del colonnello Gheddafi.
Ministro degli affari sociali del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.
Data di nascita: 4.5.1963
N. di passaporto:B/014965 (scadenza: fine 2013)
Ministro dell'istruzione, dell'insegnamento superiore e della ricerca del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.
N. di passaporto:B/0105075 (scadenza: fine 2013)
Ministro dei trasporti del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.
Data di nascita: 8.7.1954
N. di passaporto: B/014924 (scadenza: fine 2013)
Stretto collaboratore del colonnello Gheddafi, ruolo di primo piano nei servizi di sicurezza ed ex direttore della Radio-Televisione; coinvolto nella repressione contro i manifestanti
Ambasciatore libico in Ciad. Ha lasciato il Ciad per Sabha. Direttamente coinvolto nel reclutamento e coordinamento di mercenari per il regime.
Tajora, Tripoli, Libia Atto legislativo n. 60/2006 del Comitato popolare generale libico
Tel.: +218 21 369 1840,
Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.
Qaser Bin Ghasher road Salaheddine Cross - P.O.Box: 93599 Libia-Tripoli
Tel.: +218 21 490 8893 -
Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.
Sito web: http://www.laaico.com
Società creata nel 1981
76351 Janzour-Libia.
81370 Tripoli-Libia
Tel.: +218 21 4890146 – 4890586 - 4892613
Fax: +218 21 4893800 - 4891867
Recapito dell'amministrazione: Hay Alandalus – Jian St. – Tripoli – P.O.Box: 1101 – LIBIA Tel.: +218 214778301 - Fax: +218 214778766; Email: info@gicdf.org
Fondazione Waatassimou
Sede a Tripoli.
Tel.: +218 21 444 59 26;
+218 21 444 59 00;
Fax: +218 21 340 21 07
Email:info@ljbc.net
Istigazione pubblica all'odio e alla violenza mediante la partecipazione a campagne di disinformazione relative alla repressione dei manifestanti.
Corpo delle guardie rivoluzionarie
Coinvolte nella repressione contro i manifestanti.
Banca commerciale libica, fondata nel 1970 e con sede a AlBayda, Libia. Ha sede a Tripoli e AlBayda, con filiali in tutta la Libia. Di proprietà dello Stato al 100 % e potenziale fonte di finanziamento del regime.
Banca commerciale libica. Creata nel 2008 dalla fusione delle banche Al Ummah e Gumhouria. Di proprietà dello Stato al 100 % e potenziale fonte di finanziamento del regime.
Banca commerciale libica. Di proprietà dello Stato all'81 % e potenziale fonte di finanziamento del regime
Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.
Sito web: www.raslanuf.ly
Sede: Azzawia / coast road
Sito web: www.soc.com.ly
Ufficio: Off Airport Road
Recapito postale: P.O. Box 395
El Ghayran Area, Ganzor El Sharqya, P.O. Box 1100, Tripoli, Libia; Al Jumhouria Street, East Junzour, Al Gheran, Tripoli, Libia; Email: agbank@agribankly.org; SWIFT/BIC AGRULYLT (Libia);
Controllata libica della Central Bank of Libya
Controllata libica della Lybian Africa Investment Portfolio
Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund
The 7th of November Street, P.O. Box 81200, Tripoli, Libia; SWIFT/BIC FGLBLYLT (Libia);
Controllata libica della Libyan Africa Investment Portfolio
National Oil Wells Drilling and Workover Company Building, Omar Al Mokhtar Street, P.O. Box 1106, Tarabulus,Tripoli, Libia
Tel.: (218) 213332411;
Tel.: (218) 213368741;
Email: info@nwd-ly.com
Sito web: www.nwd-ly.com
Controllata libica della National Oil Corporation (NOC).
Società creata nel 2010 dalla fusione della National Drilling Co. e National Company for Oil Wells Services.
Airport Road, Ben Ghasir 6.7 KM, Tripoli, Libia
Email: nageco@nageco.com
Sito web: www.nageco.com
Controllata libica della National Oil Corporation.
Nel 2008 la NOC ha acquisito la proprietà al 100 % della NAGECO.
Airport Road Km 3, Tripoli, Libia
Controllata libica della National Oil Corporation
Joint Venture tra la Total e la National Oil Corporation
Zueitina Oil Building, Sidi Issa Street, Al Dahra Area, P.O. Box 2134, Tripoli, Libia
Joint Venture tra l'Occidental e la National Oil Corporation
Al Magharba Street, P.O. Box 690, Tripoli, Libia
Joint Venture tra la Petro Canada e la National Oil Corporation
Cutlers Farmhouse, Marlow Road, Lane End, High Wycombe, Buckinghamshire, UK Per informazioni: Reg. n. 01612618 (UK)
Controllata, registrata nel Regno Unito, della National Oil Corporation
One Wood Street, Londra, UK Per informazioni: Reg. n. 02439691
Per informazioni: Reg. n. 01794877 (UK)
Controllata, registrata nel Regno Unito, della Libyan Investment Authority.
11 Upper Brook Street, London, UK Per informazioni: Reg. n. 06962288 (UK)
Woodbourne Hall, PO Box 3162, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche Per informazioni: Reg. n. 1510484 (BVI)
Controllata, registrata nelle Isole Vergini britanniche, della Libyan Investment Authority.
c/o Trident Trust Company (BVI) Ltd, Trident Chambers, PO Box 146, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche
Per informazioni: Reg. n.: 1526359 (BVI)
Entità, registrata nelle Isole Vergini britanniche, di proprietà di Saadi Gheddafi.
Woodbourne Hall, PO Box 3162, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche Per informazioni: Reg. n. 1534407 (BVI)
c/o ILS Fiduciaries (IOM) Ltd, I piano, Millennium House, Victoria Road, Douglas, Isola di Man
Per informazioni: Reg. n. 59058C (IOM)
Controllata, registrata nell'Isola di Man, della Libyan Investment Authority.
Bashir El Saadawy Street, P.O. Box 2655, Tripoli, Libia.
Di proprietà o sotto il controllo della NOC.
Renania settentrionale - Vestfalia, 40227
Di proprietà o sotto il controllo della National Oil Company.
Tel.: (sede centrale):+ 218 (21) 602 093
Fax (sede centrale): + 218 (22) 30970
Di proprietà del governo libico al 100 %.
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 361/2011 DELLA COMMISSIONE
concernente l’autorizzazione di Enterococcus faecium NCIMB 10415 come additivo per mangimi per polli da ingrasso (titolare dell’autorizzazione DSM Nutritional products Ltd rappresentato da DSM Nutritional Products Sp. z o.o) e che modifica il regolamento (CE) n. 943/2005
Il regolamento (CE) n. 1831/2003 disciplina l’autorizzazione degli additivi destinati all’alimentazione animale e definisce i motivi e le procedure per il rilascio di tale autorizzazione. L’articolo 10 di tale regolamento prevede che gli additivi autorizzati a norma della direttiva 70/524/CEE del Consiglio (2) siano rivalutati.
L’impiego del preparato Enterococcus faecium NCIMB 10415 è stato autorizzato per un periodo illimitato, in conformità alla direttiva 70/524/CEE, come additivo per mangimi per i vitelli di un’età massima di sei mesi dal regolamento (CE) n. 1288/2004 della Commissione (3), per i polli e i suini da ingrasso dal regolamento (CE) n. 943/2005 della Commissione (4), per le scrofe dal regolamento (CE) n. 1200/2005 della Commissione (5), per i suinetti dal regolamento (CE) n. 252/2006 della Commissione (6) e per i gatti e i cani dal regolamento (CE) n. 102/2009 della Commissione (7). Detto additivo è stato quindi iscritto nel registro comunitario degli additivi per mangimi come prodotto esistente, conformemente all’articolo 10, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1831/2003.
In conformità all’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1831/2003, in combinato disposto con l’articolo 7 dello stesso regolamento, è stata presentata una domanda di rivalutazione di Enterococcus faecium NCIMB 10415 come additivo per mangimi per i polli da ingrasso, con la richiesta che venga classificato nella categoria «additivi zootecnici». Tale domanda era corredata delle informazioni e dei documenti prescritti dall’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1831/2003.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «Autorità») ha concluso, nel suo parere del 22 giugno 2010 (8), che nelle condizioni di impiego proposte l’additivo Enterococcus faecium NCIMB 10415 non ha effetti dannosi per la salute animale e umana o l’ambiente e che può aumentare il peso corporeo definitivo dei polli da ingrasso. L’Autorità ritiene che non siano necessarie prescrizioni specifiche per il monitoraggio successivo all’immissione in commercio. Essa ha anche verificato la relazione sul metodo di analisi dell’additivo contenuto nei mangimi presentata dal laboratorio di riferimento dell’Unione europea per gli additivi per mangimi, istituito dal regolamento (CE) n. 1831/2003.
La valutazione di Enterococcus faecium NCIMB 10415 dimostra che sono soddisfatte le condizioni per l’autorizzazione di cui all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1831/2003. Di conseguenza, può essere autorizzato l’impiego di questo preparato, come specificato nell’allegato I del presente regolamento.
Dato che il presente regolamento concede una nuova autorizzazione, occorre sopprimere la voce relativa a Enterococcus faecium NCIMB 10415 per i polli da ingrasso nel regolamento (CE) n. 943/2005.
Poiché le modifiche delle condizioni dell’autorizzazione non sono dovute a motivi di sicurezza, è opportuno prevedere un periodo transitorio per lo smaltimento delle scorte di premiscele e mangimi composti.
Il preparato di cui all’allegato I, appartenente alla categoria «additivi zootecnici» e al gruppo funzionale «stabilizzatori della flora intestinale», è autorizzato come additivo negli alimenti per animali alle condizioni stabilite in tale allegato.
L’allegato I del regolamento (CE) n. 943/2005 è sostituito dall’allegato II del presente regolamento.
Le premiscele e i mangimi composti contenenti Enterococcus faecium NCIMB 10415 etichettati conformemente alla direttiva 70/524/CEE possono continuare a essere commercializzati e utilizzati fino ad esaurimento delle scorte.
(3) GU L 243 del 15.7.2004, pag. 10.
(4) GU L 159 del 22.6.2005, pag. 6.
(5) GU L 195 del 27.7.2005, pag. 6.
(6) GU L 44 del 15.2.2006, pag. 3.
(7) GU L 34 del 4.2.2009, pag. 8.
DSM Nutritional Products Ltd. rappresentata da DSM Nutritional Products Sp. Z o.o.
Preparato Enterococcus faecium
NCIMB 10415 contenente almeno:
in forma confettata (con gommalacca):
2 × 1010 CFU/g di additivo;
in altre forme microincapsulate:
1 × 1010 CFU/g di additivo.
Conteggio: metodo di diffusione su piastra con utilizzo di bile esculin azide agar.
Nelle istruzioni per l’uso dell’additivo e della premiscela indicare la temperatura di conservazione, il periodo di conservazione e la stabilità quando incorporato in pellet.
È consentito l’impiego in mangimi contenenti i seguenti coccidiostatici autorizzati: decochinato, monensin sodico, cloridrato di robenidina, diclazuril o semduramicina.
(1) Informazioni dettagliate sui metodi analitici sono disponibili al seguente indirizzo del laboratorio di riferimento dell’Unione europea per gli additivi per mangimi: www.irmm.jrc.be/crl-feed-additives.
L’allegato I del regolamento (CE) n. 943/2005 è sostituito dal seguente allegato:
in forma microincapsulata:
1,0 × 1010 CFU/g di additivo;
in forma granulata:
3,5 × 1010 CFU/g di additivo.
REGOLAMENTO (UE) N. 364/2011 DELLA COMMISSIONE
che modifica l’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione e il regolamento (CE) n. 1291/2008 della Commissione per quanto concerne un programma di controllo della salmonella in alcuni tipi di pollame e uova in Croazia a norma del regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio e che rettifica i regolamenti (UE) n. 925/2010 e (UE) n. 955/2010 della Commissione
vista la direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l’introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2, lettera b),
vista la direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova (3), in particolare l’articolo 23, paragrafo 1, e l’articolo 26, paragrafo 2,
Il regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione, dell’8 agosto 2008, che istituisce un elenco di paesi terzi, loro territori, zone o compartimenti da cui sono consentiti le importazioni e il transito nella Comunità di pollame e prodotti a base di pollame e che definisce le condizioni di certificazione veterinaria (4), fissa le condizioni di certificazione veterinaria per l’importazione e il transito nell’Unione di tali prodotti. Detto regolamento stabilisce che i prodotti ivi contemplati possano essere importati e transitare nell’Unione soltanto se provenienti da paesi terzi, loro territori, zone o compartimenti elencati nelle colonne 1 e 3 della tabella di cui al suo allegato I, parte 1.
La definizione di uova di cui al punto 5.1 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (5) non comprende le uova cotte, che sono invece incluse nella definizione di ovoprodotti di cui al punto 7.3 dell’allegato I del medesimo regolamento. Di conseguenza, nel modello di certificato veterinario per gli ovoprodotti di cui alla parte 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 è opportuno riportare il codice appropriato per le uova cotte, che è 04.07, del sistema armonizzato (SA) dell’Organizzazione mondiale delle dogane.
Quando ovoprodotti che rientrano nel codice SA 04.07 originari di una zona oggetto di restrizioni di polizia sanitaria sono importati nell’Unione, è necessario che siano stati sottoposti a un trattamento appropriato ai fini dell’inattivazione degli agenti patogeni. A tal fine, è opportuno considerare alcuni trattamenti per gli ovoprodotti raccomandati nel codice sanitario per gli animali terrestri dell’Organizzazione mondiale per la sanità animale (OIE) quali standard per il commercio internazionale ed includerli nell’attestato di polizia sanitaria di cui alla parte II del modello di certificato veterinario per gli ovoprodotti.
Il modello di certificato veterinario per gli ovoprodotti di cui alla parte 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 va pertanto modificato di conseguenza.
Il regolamento (CE) n. 2160/2003 definisce norme relative al controllo della salmonella in differenti popolazioni di pollame nell’Unione. Esso dispone che l’ammissione o il mantenimento negli elenchi dei paesi terzi previsti dalla legislazione dell’Unione, per le relative specie o categorie, dai quali gli Stati membri sono autorizzati a importare animali o uova da cova contemplati da detto regolamento sono subordinati alla presentazione alla Commissione, da parte del paese terzo interessato, di un programma di controllo della salmonella equivalente ai programmi nazionali di lotta alla salmonella in atto negli Stati membri.
Il regolamento (CE) n. 1291/2008 della Commissione, del 18 dicembre 2008, relativo all’approvazione dei programmi di controllo della salmonella in alcuni paesi terzi, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante un elenco di programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria in alcuni paesi terzi e modifica dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 (6), approva i programmi presentati dalla Croazia l’11 marzo 2008 per il controllo della salmonella nel pollame da riproduzione della specie Gallus gallus e nelle relative uova da cova, nelle galline ovaiole della specie Gallus gallus, nonché nelle uova da tavola e nei pulcini di un giorno di Gallus gallus destinati alla riproduzione o alla produzione di uova.
I programmi di controllo presentati dalla Croazia l’11 marzo 2008 forniscono anche le garanzie richieste dal regolamento (CE) n. 2160/2003 per il controllo della salmonella in tutti gli altri gruppi di Gallus gallus. Anche tali programmi vanno pertanto approvati. Occorre dunque modificare in tal senso il regolamento (CE) n. 1291/2008.
È quindi opportuno modificare la voce relativa alla Croazia nell’elenco di cui alla parte 1 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008, così da tener conto dell’approvazione dei programmi di controllo della salmonella per tutti i gruppi di Gallus gallus.
Con la decisione 2007/843/CE della Commissione, dell’11 dicembre 2007, relativa all’approvazione dei programmi di controllo della salmonella nei gruppi da riproduzione di Gallus gallus in determinati paesi terzi, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, e recante modifica della decisione 2006/696/CE, per quanto riguarda determinate condizioni di polizia sanitaria relative all’importazione di pollame e uova da cova (7), è stato approvato il programma di controllo presentato dalla Tunisia per la lotta alla salmonella nei gruppi di galline da riproduzione, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003. In tale decisione, modificata dalla decisione 2011/238/UE della Commissione (8), il programma presentato dalla Tunisia è stato soppresso perché tale paese terzo lo ha sospeso. È dunque opportuno modificare la voce relativa alla Tunisia nell’elenco di cui alla parte 1 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 così da tener conto di tale soppressione.
I regolamenti (CE) n. 798/2008 e (CE) n. 1291/2008 devono pertanto essere modificati di conseguenza.
Il regolamento (UE) n. 925/2010 della Commissione, del 15 ottobre 2010, che modifica la decisione 2007/777/CE e il regolamento (CE) n. 798/2008 relativamente al transito nell’Unione di carni di pollame e di prodotti a base di carne di pollame provenienti dalla Russia, (9) contiene un errore palese alla voce relativa a Israele (IL-2), nella colonna 7 della tabella dell’allegato II. È opportuno che tale errore sia corretto e che il regolamento corretto si applichi dalla data di entrata in vigore del medesimo.
Il regolamento (UE) n. 955/2010 della Commissione, del 22 ottobre 2010, che modifica il regolamento (CE) n. 798/2008 per quanto riguarda l’utilizzo di vaccini contro la malattia di Newcastle, (10) contiene un errore nel modello di certificato veterinario per le carni di pollame (POU) di cui all’allegato del medesimo. L’errore riguarda la voce «Tipo di trattamento», che è stata erroneamente inserita nella parte I (Informazioni relative alla partita), nel riquadro I.28 di tale certificato. La voce «Tipo di trattamento» non si applica alle carni di pollame e va dunque soppressa dal modello di certificato. È necessario correggere tale errore.
È opportuno prevedere un periodo transitorio al fine di consentire agli Stati membri e all’industria di prendere le misure necessarie al rispetto delle prescrizioni applicabili in tema di certificazione veterinaria in seguito alla rettifica del regolamento (UE) n. 955/2010.
Occorre pertanto rettificare di conseguenza i regolamenti (UE) n. 925/2010 e (UE) n. 955/2010.
Modifica del regolamento (CE) n. 798/2008
L’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 è modificato in conformità all’allegato del presente regolamento.
Modifica del regolamento (CE) n. 1291/2008
L’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1291/2008 è sostituito dal seguente:
I programmi di controllo presentati dalla Croazia alla Commissione l’11 marzo 2008 in conformità all’articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2160/2003 sono approvati per quanto riguarda la salmonella in tutti i gruppi di Gallus gallus.»
Rettifica del regolamento (UE) n. 925/2010
Nell’allegato II del regolamento (UE) n. 925/2010, la voce relativa a Israele (IL-2), colonna 7, è corretta come segue:
nella riga dei modelli di certificati veterinari «BPR, BPP, DOC, DOR, HEP, HER, SRP», la data «1.5.2010» è sostituita dalla lettera «A»;
nella riga del modello di certificato veterinario «WGM», la lettera «A» è soppressa.
Rettifica del regolamento (UE) n. 955/2010
Nell’allegato del regolamento (UE) n. 955/2010, alla lettera a), del riquadro I.28, della parte I, del modello di certificato veterinario per le carni di pollame (POU), la dicitura «Tipo di trattamento» è soppressa.
Tuttavia, l’articolo 3 si applica dal 5 novembre 2010 e l’articolo 4 si applica dal 1o luglio 2011.
(3) GU L 343 del 22.12.2009, pag. 74.
(4) GU L 226 del 23.8.2008, pag. 1.
(5) GU L 139 del 30.4.2004, pag. 55.
(6) GU L 340 del 19.12.2008, pag. 22.
(7) GU L 332 del 18.12.2007, pag. 81.
(8) Cfr. pag. 73 della presente Gazzetta ufficiale.
(9) GU L 272 del 16.10.2010, pag. 1.
(10) GU L 279 del 23.10.2010, pag. 3.
la voce relativa alla Croazia è sostituita dalla seguente:
«HR — Croazia
ST0»;
la voce relativa alla Tunisia è sostituita dalla seguente:
«TN — Tunisia
DIRETTIVA DI ESECUZIONE 2011/44/UE DELLA COMMISSIONE
che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva azadiractina e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione
I regolamenti della Commissione (CE) n. 1112/2002 (2) e (CE) n. 2229/2004 (3) stabiliscono le modalità attuative della quarta fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e contengono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende l’azadiractina.
In conformità all’articolo 24 sexies del regolamento (CE) n. 2229/2004, il richiedente ha rinunciato a sostenere l’iscrizione di questa sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE entro due mesi dal ricevimento del progetto di relazione di valutazione. Di conseguenza, è stata adottata la decisione 2008/941/CE della Commissione, dell’8 dicembre 2008, concernente la non iscrizione di talune sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti queste sostanze (4), che prevede la non iscrizione dell’azadiractina.
In conformità all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE il notificante iniziale (in appresso «il richiedente») ha presentato una nuova domanda di applicazione della procedura accelerata di cui agli articoli da 14 a 19 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nell’allegato I (5).
La domanda è stata presentata alla Germania, designata Stato membro relatore con il regolamento (CE) n. 2229/2004. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specificazione della sostanza attiva e gli impieghi indicati sono quelli oggetto della decisione 2008/941/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.
La Germania ha valutato i dati aggiuntivi presentati dal richiedente e ha redatto una relazione supplementare che è stata inviata all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (in appresso «l’Autorità») e alla Commissione il 10 dicembre 2009. L’Autorità ha trasmesso tale relazione agli altri Stati membri e al richiedente perché questi le inviassero le loro osservazioni, che sono state poi trasmesse alla Commissione. In conformità all’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008 e su richiesta della Commissione, l’Autorità ha presentato alla Commissione le sue conclusioni sull’azadiractina il 28 ottobre 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e le conclusioni dell’Autorità sono state esaminate dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e approvate l’11 marzo 2011 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione sull’azadiractina.
Dai vari esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti azadiractina possono considerarsi conformi, in generale, alle prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere l’azadiractina nell’allegato I, affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva possano essere concesse conformemente alle disposizioni di detta direttiva.
Ferma restando questa conclusione, occorre ottenere ulteriori informazioni su alcuni punti specifici. A norma dell’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CEE, l’iscrizione di una sostanza nell’allegato I può essere soggetta a condizioni. È quindi opportuno chiedere al richiedente di fornire ulteriori informazioni a conferma della relazione tra l’azadiractina A e le altre componenti attive dell’estratto da semi di neem in termini di quantità, attività biologica e persistenza, per confermare la scelta dell’azadiractina A come composto attivo principale nonché la specificazione della sostanza tecnica, la definizione di residuo e la valutazione del rischio per le acque sotterranee.
Fermi restando gli obblighi stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE conseguenti all’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, occorre concedere agli Stati membri un periodo di sei mesi dall’iscrizione affinché possano rivedere le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti azadiractina, in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni della direttiva 91/414/CEE, in particolare dell’articolo 13, e delle condizioni pertinenti indicate nell’allegato I. Gli Stati membri devono modificare, sostituire o revocare, secondo il caso, le autorizzazioni esistenti in conformità alle disposizioni della direttiva 91/414/CEE. In deroga al termine sopraindicato, occorre prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del fascicolo completo, previsto dall’allegato III, relativo a ciascun prodotto fitosanitario e ad ogni suo impiego previsto, conformemente ai principi uniformi di cui alla direttiva 91/414/CEE.
L’esperienza acquisita con le precedenti iscrizioni nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE di sostanze attive valutate nel quadro del regolamento (CEE) n. 3600/92 della Commissione, dell’11 dicembre 1992, recante disposizioni d’attuazione della prima fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (7) ha dimostrato che possono emergere difficoltà d’interpretazione riguardo agli obblighi dei titolari delle autorizzazioni esistenti in relazione all’accesso ai dati. Per evitare ulteriori difficoltà occorre perciò chiarire gli obblighi degli Stati membri, in particolare quello di verificare che il titolare di un’autorizzazione possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva. Tale chiarimento non impone tuttavia alcun nuovo obbligo agli Stati membri o ai titolari delle autorizzazioni rispetto a quelli previsti dalle direttive finora adottate per modificare l’allegato I.
La decisione 2008/941/CE prevede la non iscrizione dell’azadiractina e la revoca delle autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza entro il 31 dicembre 2011. È necessario sopprimere la voce relativa all’azadiractina nell’allegato di detta decisione.
La voce relativa all’azadiractina nell’allegato della decisione 2008/941/CE è soppressa.
1. In conformità alla direttiva 91/414/CEE, gli Stati membri modificano o revocano, se necessario, le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti azadiractina come sostanza attiva entro il 30 novembre 2011.
Entro tale data essi verificano in particolare che siano rispettate le condizioni di cui all’allegato I di detta direttiva per quanto riguarda l’azadiractina, ad eccezione di quelle indicate nella parte B della voce relativa a tale sostanza attiva, e che il titolare dell’autorizzazione possegga o possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 13 della stessa direttiva.
2. In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente azadiractina come unica sostanza attiva o come una di più sostanze attive, iscritte entro il 30 aprile 2011 nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE, è oggetto di un riesame da parte degli Stati membri, in conformità ai principi uniformi di cui all’allegato VI della direttiva 91/414/CEE, sulla base di un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato III di detta direttiva e tenuto conto della parte B della voce relativa all’azadiractina nell’allegato I di detta direttiva. In base a tale valutazione, essi stabiliscono se il prodotto è conforme alle condizioni di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettere b), c), d) ed e), della direttiva 91/414/CEE.
nel caso di un prodotto contenente azadiractina come unica sostanza attiva, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015; oppure
nel caso di un prodotto contenente azadiractina come una di più sostanze attive, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015 o entro il termine, se successivo, fissato per la modifica o la revoca rispettivamente dalla direttiva o dalle direttive che hanno iscritto la sostanza o le sostanze nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.
(6) Autorità europea per la sicurezza alimentare, Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance azadirachtin. EFSA Journal 2011;9(3):2008 [76 pp.] doi:10.2903/j.efsa2011.2088. Disponibile on line al sito www.efsa.europa.eu.
Numero CAS: 11141-17-6 come azadiractina A
Numero CIPAC: 627 come azadiractina A
Espressa come azadiractina A:
La somma delle aflatossine B1, B2, G1, G2 non deve essere superiore a 300 μg/kg del contenuto di azadiractina A.
Può essere autorizzato solo l’utilizzo come insetticida.
Per l’applicazione dei principi uniformi dell’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sull’azadiractina, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva approvata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali l’11 marzo 2011.
In tale valutazione generale, gli Stati membri prestano particolare attenzione:
all’esposizione dei consumatori attraverso la dieta alimentare, in vista di future revisioni dei livelli massimi di residui,
alla protezione degli organismi acquatici e degli artropodi non bersaglio. Se necessario, vanno applicate misure di attenuazione dei rischi.
Gli Stati membri interessati chiedono la presentazione di informazioni confermative su:
la relazione tra l’azadiractina A e le altre componenti attive dell’estratto da semi di neem in termini di quantità, attività biologica e persistenza, per confermare la scelta dell’azadiractina A come composto attivo principale nonché la specificazione della sostanza tecnica, la definizione di residuo e la valutazione del rischio per le acque sotterranee.
Gli Stati membri interessati provvedono affinché il richiedente presenti tali informazioni alla Commissione entro il 31 dicembre 2013.»
(1) Ulteriori dettagli sull’identità e sulla specificazione della sostanza attiva sono riportati nel rapporto di riesame.
DIRETTIVA DI ESECUZIONE 2011/45/UE DELLA COMMISSIONE
che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva diclofop e che modifica la decisione 2008/934/CE della Commissione
I regolamenti della Commissione (CE) n. 451/2000 (2) e (CE) n. 1490/2002 (3) stabiliscono le modalità attuative della terza fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e contengono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende la sostanza diclofop.
In conformità all’articolo 11 sexies del regolamento (CE) n. 1490/2002, il notificante ha rinunciato a sostenere l’iscrizione di questa sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE entro due mesi dal ricevimento del progetto di relazione di valutazione. Di conseguenza, è stata adottata la decisione 2008/934/CE della Commissione, del 5 dicembre 2008, concernente la non iscrizione di talune sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti queste sostanze (4), che prevede la non iscrizione di diclofop.
La domanda è stata presentata alla Francia, designata Stato membro relatore con il regolamento (CE) n. 1490/2002. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specificazione della sostanza attiva e gli impieghi indicati sono quelli oggetto della decisione 2008/934/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.
La Francia ha valutato i dati aggiuntivi presentati dal richiedente e ha redatto una relazione supplementare che è stata inviata all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (in appresso «l’Autorità») e alla Commissione l’11 agosto 2009. L’Autorità ha trasmesso la relazione supplementare agli altri Stati membri e al richiedente con l’invito a formulare osservazioni e ha poi inviato alla Commissione le osservazioni ricevute. In conformità all’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008 e su richiesta della Commissione, l’Autorità ha presentato alla Commissione le sue conclusioni sul diclofop (considerato una variante di diclofop metile) il 1o settembre 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e le conclusioni dell’Autorità sono state esaminate dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e approvate l’11 marzo 2011 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione sul diclofop.
Dai vari esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti diclofop possono considerarsi conformi, in generale, alle prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere il diclofop nell’allegato I, affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva possano essere concesse conformemente alle disposizioni di detta direttiva.
Ferma restando questa conclusione, occorre ottenere ulteriori informazioni su determinati punti specifici. L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CE stabilisce che l’iscrizione di una sostanza nell’allegato I può essere soggetta a condizioni. È quindi opportuno chiedere al richiedente di fornire altre informazioni comprovanti i risultati della valutazione del rischio sulla base delle conoscenze scientifiche più recenti riguardanti lo studio del metabolismo dei cereali. È inoltre opportuno chiedere la presentazione di informazioni comprovanti il possibile impatto ambientale della conversione/degradazione preferenziale degli isomeri.
Fermi restando gli obblighi stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE conseguenti all’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, occorre concedere agli Stati membri un periodo di sei mesi dall’iscrizione affinché possano rivedere le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti diclofop, in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni della direttiva 91/414/CEE, in particolare dell’articolo 13, e delle condizioni pertinenti indicate nell’allegato I. Gli Stati membri devono modificare, sostituire o revocare, secondo il caso, le autorizzazioni esistenti in conformità alle disposizioni della direttiva 91/414/CEE. In deroga al termine sopraindicato, occorre prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del fascicolo completo, previsto dall’allegato III, relativo a ciascun prodotto fitosanitario e ad ogni suo impiego previsto, conformemente ai principi uniformi di cui alla direttiva 91/414/CEE.
La decisione 2008/934/CE prevede la non iscrizione del diclofop-metile e la revoca delle autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza entro il 31 dicembre 2011. È necessario sopprimere la voce relativa al diclofop-metile dell’allegato di detta decisione.
La voce relativa al diclofop-metile nell’allegato della decisione 2008/934/CE è soppressa.
1. In conformità alla direttiva 91/414/CEE, gli Stati membri modificano o revocano, se necessario, le autorizzazioni esistenti per i prodotti fitosanitari contenenti diclofop-metile come sostanza attiva entro il 30 novembre 2011. Entro tale data essi verificano in particolare che siano rispettate le condizioni di cui all’allegato I di detta direttiva per quanto riguarda il diclofop, ad eccezione di quelle indicate nella parte B della voce relativa a tale sostanza attiva, e che il titolare dell’autorizzazione possegga o possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 13 della stessa direttiva.
2. In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente diclofop come unica sostanza attiva o come una di più sostanze attive, iscritte entro il 31 maggio 2011 nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE, è oggetto di un riesame da parte degli Stati membri, in conformità ai principi uniformi di cui all’allegato VI della direttiva 91/414/CEE, sulla base di un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato III di detta direttiva e tenuto conto della parte B della voce relativa al diclofop nell’allegato I di detta direttiva. In base a tale valutazione, essi stabiliscono se il prodotto è conforme alle condizioni di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettere b), c), d) ed e), della direttiva 91/414/CEE.
nel caso di un prodotto contenente diclofop come unica sostanza attiva, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015; oppure
nel caso di un prodotto contenente diclofop come una di più sostanze attive, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015 o entro il termine, se successivo, fissato per la modifica o la revoca rispettivamente dalla direttiva o dalle direttive che hanno iscritto la sostanza o le sostanze nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.
(6) Autorità europea per la sicurezza alimentare; Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance diclofop. The EFSA Journal 2010; 8(10):1718. [74 pp.] doi:10.2903/j.efsa.2010.1718 Available online: www.efsa.europa.eu
Numero CAS: 40843-25-2 (sostanza madre)
Numero CAS: 257-141-8 (diclofop-metile)
Numero CIPAC: 358 (sostanza madre)
Numero CIPAC: 358201 (diclofop-metile)
≥ 980 g/kg (espresso come diclofop-metile)
Può essere autorizzato solo l’utilizzo come erbicida.
Per l’applicazione dei principi uniformi di cui all’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sul diclofop, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva approvata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali l’11 marzo 2011.
In tale valutazione globale, gli Stati membri:
prestano particolare attenzione alla sicurezza degli operatori e dei lavoratori e prescrivono come condizione per l’autorizzazione l’utilizzo di un’adeguata attrezzatura di protezione individuale,
prestano particolare attenzione al rischio per gli organismi acquatici e le piante non bersaglio e prescrivono l’applicazione di misure di attenuazione dei rischi.
Gli Stati membri interessati chiedono la presentazione di informazioni di conferma riguardo a:
uno studio del metabolismo sui cereali;
un aggiornamento della valutazione del rischio concernente il possibile impatto ambientale della conversione/degradazione preferenziale degli isomeri.
Gli Stati membri interessati provvedono affinché il richiedente fornisca alla Commissione le informazioni indicate al punto a) entro il 31 maggio 2013 e le informazioni indicate al punto b) entro due anni dall’adozione di un documento orientativo specifico sulla valutazione delle miscele di isomeri.»
DECISIONE DI ESECUZIONE 2011/236/PESC DEL CONSIGLIO
vista la decisione 2011/137/PESC del Consiglio, del 28 febbraio 2011, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (1), e in particolare l’articolo 8, paragrafi 1 e 2, in combinato disposto con l’articolo 31, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea,
Tenuto conto della gravità della situazione in Libia, altre persone ed entità dovrebbero essere inserite nell’elenco delle persone e delle entità soggette a misure restrittive riportato nell’allegato IV della decisione 2011/137/PESC.
È inoltre opportuno depennare una persona dagli elenchi di cui agli allegati II e IV e aggiornare le informazioni concernenti determinate persone ed entità figuranti negli elenchi di cui agli allegati I, II, III e IV di detta decisione,
Gli allegati I, II, III e IV della decisione 2011/137/PESC sono sostituiti dal testo riportato rispettivamente negli allegati I, II, III e IV della presente decisione.
Elenco delle persone di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettera a)
Responsabile dell’ufficio di collegamento dei comitati rivoluzionari. I comitati rivoluzionari sono coinvolti in atti di violenza contro i dimostranti.
Data di nascita: 1946. Luogo di nascita: Houn, Libia.
Capo della sicurezza personale di Muammar GHEDDAFI. Responsabile della sicurezza del regime. Ha diretto in passato atti di violenza contro i dissidenti.
Direttore, Organizzazione per la sicurezza esterna. Fedele al regime. Capo dell’agenzia di intelligence esterna.
Data di nascita:1948. Luogo di nascita: Sirte, Libia.
Cugino di Muammar GHEDDAFI. Negli anni ‘80, Sayyid è stato coinvolto in una campagna di uccisioni di dissidenti e ritenuto responsabile di diverse morti in Europa. È stato inoltre sospettato di essere stato coinvolto nell’approvvigionamento di armi.
Consigliere della sicurezza nazionale. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.
Numero di passaporto: 014797. Data di nascita: 27.5.1973. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.
Direttore, Fondazione Gheddafi. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Dichiarazioni pubbliche incendiarie che incitano alla violenza contro i dimostranti.
Data di nascita: 1949. Luogo di nascita: Sudan.
Direttore dell’intelligence militare. Coinvolgimento dell’intelligence militare nella repressione delle manifestazioni. Sospettato in passato di coinvolgimento nel massacro della prigione di Abu Selim. Condannato in contumacia per l’attentato dinamitardo al volo UTA. Cognato di Muammar GHEDDAFI.
Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011
Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011»
Elenco delle persone di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettera b)
ABDULHAFIZ, Colonnello Mas’ud
Carica: Comandante delle forze armate
N. 3 nella linea di comando delle forze armate. Ruolo significativo nell’intelligence militare.
Carica: Capo dell’antiterrorismo, Organizzazione per la sicurezza esterna
Luogo di nascita: Tripoli, Libia.
Membro di spicco del Comitato rivoluzionario. Stretto collaboratore di Muammar GHEDDAFI.
Carica: Vicecapo della Organizzazione per la sicurezza esterna
Importante membro del regime. Cognato di Muammar GHEDDAFI.
Carica: Vicedirettore, intelligence militare
Carica: Capo del movimento dei comitati rivoluzionari.
Luogo di nascita: Sirte, Libia.
Cugino di Muammar GHEDDAFI. Si ritiene che dal 1995 sia al comando di un battaglione d’élite dell’esercito incaricato della sicurezza personale di GHEDDAFI e che svolga un ruolo chiave nell’Organizzazione per la sicurezza esterna. È stato coinvolto nella pianificazione delle operazioni contro i dissidenti libici all’estero ed è stato direttamente coinvolto in attività terroristiche.
Stretta associazione con il regime.
Capo gabinetto del leader.
Generale TOHAMI, Khaled
Direttore dell’Ufficio per la sicurezza interna.
Direttore dell’intelligence nell’Ufficio per la sicurezza esterna.
Segretario generale del Congresso generale del popolo; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
Primo ministro del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
Ministro della Sanità e dell’ambiente del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
Ministro della Programmazione e delle finanze del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
Luogo di nascita: Al-Azizia (nei pressi di Tripoli)
Ministro dell’Industria, dell’economia e del commercio del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
Ministro dell’Agricoltura e delle risorse animali e marittime del governo del colonnello GHEDDAFI.
Ministro degli Affari sociali del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
Numero di passaporto: B/014965 (scade a fine 2013)
Ministro dell’Istruzione, dell’insegnamento superiore e della ricerca del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
Numero di passaporto: B/0105075 (scade a fine 2013)
Ministro dei Trasporti del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
Numero di passaporto: B/014924 (scade a fine 2013)
Stretto collaboratore del colonnello GHEDDAFI, ruolo di primo piano nei servizi di sicurezza ed ex direttore della radio-televisione; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.
21.3.2011»
Elenco delle persone e delle entità di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera a)
Direttore, Fondazione Gheddafi. Numero di passaporto: B014995. Data di nascita: 25.6.1972. Luogo di nascita: Tripoli, Libia. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Dichiarazioni pubbliche incendiarie che incitano alla violenza contro i dimostranti.
Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011).
Comandante delle forze speciali.
Data di nascita: 27.5.1973. Luogo di nascita: Tripoli, Libia. Numero di passaporto: 014797.
Sotto il controllo di Muammar GHEDDAFI e famiglia e fonte potenziale di finanziamento del suo regime.
Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011).
Altrimenti detta: Libyan Arab Foreign Investment Company (LAFICO)
1 Fateh Tower Office No. 99, 22nd Floor, Borgaida Street, Tripoli, 1103 Libia
Sotto controllo di Muammar GHEDDAFI e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.
Elenco delle persone e delle entità di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera b)
Fax: +218 (21) 4893800 - 4891867
Tel. (sede centrale):+ 218 (21) 602 093
DECISIONE ATALANTA/1/2011 DEL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA
relativa alla nomina del comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta)
(2011/237/PESC)
visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 38,
vista l'azione comune 2008/851/PESC del Consiglio, del 10 novembre 2008, relativa all'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (1) (Atalanta), in particolare l'articolo 6,
A norma dell'articolo 6 dell'azione comune 2008/851/PESC, il Consiglio ha autorizzato il Comitato politico e di sicurezza (CPS) ad adottare decisioni relative alla nomina del comandante della forza dell'UE.
Il 26 novembre 2010 il CPS ha adottato la decisione Atalanta/5/2010 (2) relativa alla nomina dell'ammiraglio di divisione Juan RODRÍGUEZ GARAT quale comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia.
Il comandante dell'operazione dell'UE ha raccomandato di nominare il contrammiraglio Alberto Manuel Silvestre CORREIA quale nuovo comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia.
Il comitato militare dell'UE appoggia tale raccomandazione.
A norma dell'articolo 5 del protocollo (n. 22) sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Danimarca non partecipa all'elaborazione e all'esecuzione di decisioni e azioni dell'Unione che hanno implicazioni nel settore della difesa,
Il contrammiraglio Alberto Manuel Silvestre CORREIA è nominato comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia.
La presente decisione entra in vigore il 14 aprile 2011.
(2) GU L 320 del 7.12.2010, pag. 8.
Rettifica della decisione 2011/101/PESC del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa a misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe
( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 42 del 16 febbraio 2011 )
Pagina 6, articolo 3, paragrafo 1
1. L’articolo 2 non si applica:
alla vendita, fornitura, trasferimento o esportazione di equipaggiamenti militari non letali o di attrezzature utilizzabili ai fini di repressione interna, destinati unicamente all’uso umanitario o protettivo, o a programmi di costruzione istituzionale dell’ONU e dell’UE, o di materiale destinato alle operazioni di gestione delle crisi da parte dell’UE e dell’ONU;
al finanziamento e alla prestazione di assistenza finanziaria connessi a tali equipaggiamenti;
alla fornitura di assistenza tecnica connessa a tali equipaggiamenti, purché le esportazioni in questione siano state autorizzate preventivamente dalla pertinente autorità competente.»,
alla fornitura di assistenza tecnica connessa a tali equipaggiamenti,
purché le esportazioni in questione siano state autorizzate preventivamente dalla pertinente autorità competente.»