Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/confessione
Timestamp: 2018-02-22 16:46:17+00:00
Document Index: 46446882

Matched Legal Cases: ['art. 2731', 'art. 2733', 'art. 2735', 'art. 27352', 'art. 2734', 'art. 64']

Confessione – La Legge per tutti
Che significa? Confessione
Confessione (d. p. civ.) (d. p. pen.): È la dichiarazione che una parte fa della verità di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli all’altra parte, ove per fatto sfavorevole al dichiarante deve intendersi quello che in concreto sia idoneo a produrre conseguenze giuridiche svantaggiose per colui che volontariamente e consapevolmente ne riconosca la verità.
Confessione nel processo civile (d. p. civ.)
Nel processo civile oggetto della confessione possono essere soltanto i fatti della causa, siano essi costitutivi o estintivi o modificativi o impeditivi.
La confessione non è efficace se non proviene da persona capace di disporre del diritto a cui si riferiscono i fatti confessati: qualora sia fatta da un rappresentante, è efficace solo se fatta entro i limiti in cui questi vincola il rappresentato (art. 2731 c.c.).
La confessione può essere:
— giudiziale (art. 2733 c.c.), quando è resa in giudizio: in questo caso forma piena prova contro colui che l’ha fatta purché non verta su fatti relativi a diritti non disponibili. La confessione giudiziale costituisce una delle ipotesi di prova legale [vedi Prove]. Essa può essere spontanea o provocata dall’interrogatorio formale;
— stragiudiziale (art. 2735 c.c.), quando si svolge fuori del giudizio: essa, se è resa alla parte o a chi la rappresenta, ha la stessa efficacia probatoria di quella giudiziale; se è resa ad un terzo o se è contenuta in un testamento è liberamente apprezzata dal giudice.
La confessione stragiudiziale, per produrre la sua efficacia probatoria, deve essere, a sua volta, provata in giudizio; in tal caso, l’art. 27352 c.c. vieta che essa possa essere provata per testimoni, se verte su un oggetto per il quale la prova testimoniale non è ammessa dalla legge.
Per quanto concerne i limiti della efficacia probatoria della confessione, l’art. 2734 c.c. stabilisce che quando alla dichiarazione della verità di un fatto sfavorevole si accompagna quella di altri fatti o circostanze tendenti a infirmare l’efficacia del fatto confessato, ovvero a modificarne o ad estinguerne gli effetti, le dichiarazioni fanno piena prova nella loro integrità se l’altra parte non contesta la verità dei fatti o delle circostanze aggiunte: in caso di contestazione, è rimesso al giudice di apprezzare, secondo le circostanze, l’efficacia probatoria delle dichiarazioni [cd. principio di inscindibilità della confessione].
Confessione nel processo penale (d. p. pen.)
Nel processo penale la confessione deve essere valutata alla stregua di un indizio [vedi], anche se resa in giudizio. Essa, cioè, deve trovare riscontro in altri elementi raccolti, non potendosi ammettere una condanna penale basata unicamente sulle dichiarazioni dell’imputato, che potrebbe anche autoaccusarsi per favorire il vero responsabile del fatto (ed in tal caso la legge prevede un’autonoma figura di reato) (Autocalunnia).
Assume rilevanza come elemento che consente la celebrazione del giudizio direttissimo [vedi].
La confessione non può essere carpita con metodi e tecniche idonee ad influire sulla capacità e libertà di autodeterminazione dell’imputato (art. 64, co. 2).