Source: https://www.urbismap.com/normativa/Monserrato/PUC
Timestamp: 2019-02-24 01:38:26+00:00
Document Index: 158089627

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 34', 'art. 52', 'art. 3', 'art. 3', 'art.8', 'art.8']

UrbisMap | Piano Urbanistico Comunale di Monserrato - Decaduto (PUC)
UrbisMap / Monserrato / Piano Urbanistico Comunale di Monserrato - Decaduto
Piano Urbanistico Comunale di Monserrato - Decaduto (PUC)
Normativa Comunale: Monserrato
Zona - A - Aree urbane storiche
Zona - B - Aree urbanizzate di recente formazione
Zona - C - Aree di recupero e di ristrutturazione, completamento e nuovo impianto
C PdZ
Zona - C PdZ - Comparti interessati da piani attuativi
Zona - Cn1 - Comparti per i quali emerge la necessita' di redigere piani di recupero
Zona - Cn2 - Comparti per i quali emerge la necessita' di redigere piani di recupero
Zona - Cn3 - Comparti per i quali emerge la necessita' di redigere piani di recupero
Zona - Cn4 - Comparti per i quali emerge la necessita' di redigere piani di recupero
Zona - Cn5 - Comparti per i quali emerge la necessita' di redigere piani di recupero
Zona - D1 - Aree industriali ed artigianali
Zona - D2 - Aree industriali ed artigianali
Zona - E2 giardino botanico - Aree agricole
Zona - E5 - Aree agricole
Zona - G1 - Aree per impianti sportivi di interesse generale
Zona - G2 - Parchi territoriali
Zona - G3 - Aree dell'Universita' e per attrezzature di interesse metropolitano
Zona - G4 - Aree per le attrezzature di interesse metropolitano
Zona - H - Aree di salvaguardia
PRU_BM
Zona - PRU Barraccamanna - Aree miste interessate da Piani di Risanamento Urbanistico
Zona - S1 - Aree destinate all'struzione
Zona - S2 - Aree per attrezzature di interesse comune, pubblico o di uso pubblico
Zona - S3 - Verde attrezzato e per il tempo libero
Zona - S4 - Aree per parcheggi pubblici
PRU_ST
Zona - PRU SU Tremini - Aree miste interessate da Piani di Risanamento Urbanistico
Articolo: 1 - Finalità del piano urbanistico comunale
Il piano disciplina gli insediamenti esistenti sull’intero territorio comunale, organizza uno sviluppo equilibrato in relazione alle risorse ambientali e territoriali e pianifica le aree non urbane.
È redatto in conformità alla L. n.1150/1942 e L. R. n.45/1989 e successive modifiche e integrazioni, e delle altre disposizioni statali e regionali in materia urbanistica.
La normativa si integra con il regolamento edilizio.
Articolo: 2 - Caratteristiche ed elaborati del piano urbanistico comunale
Il piano urbanistico territorio comunale si articola in tre parti distinte ma organicamente connesse:
-il tessuto urbano consolidato e i parchi territoriali a sud della statale 554
-le grandi strutture territoriali, l’area di espansione, di recupero e quelle non urbane a nord della statale 554.
Gli elaborati del piano sono i seguenti:
Relazione sul dimensionamento e la verifica degli standards
Planimetrie distinte in:
Quadro generale delle previsioni, scala 1/5.000
Dettaglio delle previsioni, scala 1/2.000
Sintesi dello studio idro-geologico
Tavole di analisi (1a – 8a)
Tavole di progetto (1p – 2p)
Articolo: 3 - Definizioni urbanistiche e tipologiche, applicazione degli indici
La definizione dei parametri urbanistici utilizzati per il piano corrisponde alle parti seguenti del presente articolo 3; ulteriori definizioni riferite alla regolamentazione degli interventi edilizi sono contenute negli articoli dal 37 al 48 del Regolamento Edilizio.
Superficie territoriale (St=mq)
E’ l’area complessiva compresa in un ambito territoriale oggetto di piano urbanistico attuativo. Si riferisce quindi sia alle superfici destinate all’edificazione, che a quelle destinate ad impianti e attrezzature di interesse generale, alla viabilità, alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria;
Superficie fondiaria (Sf=mq)
È la parte di superficie territoriale destinata agli interventi edilizi abitativi o produttivi e alle loro aree di pertinenza al netto di quelle destinate all’uso pubblico;
Superficie Coperta (Sc=mq)
E’ l’area individuata dalla proiezione sul suolo dell’ingombro massimo dei piani orizzontali dell’edificio; esclusi quelli sotto il livello del suolo e i porticati, compresi i volumi aggettanti chiusi;
Superficie utile (Su=mq)
E’la somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, misurati al netto delle strutture verticali;
Volume (V= mc)
È determinato dal prodotto della Su per l’altezza così come definita al Regolamento Edilizio; virtuale di ml 3,00;
Indice di edificabilità territoriale (It=mc/mq)
È il volume massimo, espresso in metri cubi, edificabile per ogni metro quadro di superficie territoriale (St);
Indice di utilizzazione territoriale (Ut= q/mq)
È il rapporto massimo tra la Su costruibile e la St;
Indice di edificabilità fondiaria (If=mc/mq)
È il volume massimo, espresso in metri cubi, edificabile per ogni metro quadro di superficie fondiaria pertinente (Sf);
Indice di utilizzazione fondiaria (Uf=mq/mq)
Esprime la superficie utile massima realizzabile per ogni mq di superficie fondiaria (mq/mq);
È il rapporto percentuale tra la Sc e la Sf;
Casa isolata: edificio unifamiliare o plurifamiliare collocato all’interno di un lotto di pertinenza senza fronti comuni ad altri edifici;
Casa a corte: edificio abitativo unifamiliare, generalmente ad un piano, isolato, caratterizzato dalla disposizione degli ambienti intorno ad uno spazio scoperto privato;
Casa a schiera: serie di abitazioni unifamiliari ad uno o più piani, nella quale ciascuno alloggio, salvo i due di testata, divide con i contigui due muri d’ambito e dispone di due fronti liberi che si affacciano sulla strada e/o su un’area privata di pertinenza;
Casa in linea: serie di abitazioni plurifamiliari a più piani, nella quale ciascuna porzione con più alloggi
serviti da un unico corpo scala, divide con i contigui due muri d’ambito e dispone di due fronti liberi che si affacciano sulla strada da un lato e su una corte o giardino comune dall’altro;
Edificio specialistico: costruzione destinata ad usi non abitativi che non risponde a tipologie edilizie codificate.
Nei casi in cui le misurazioni reali del lotto di intervento si rivelassero diverse da quelle degli atti tecnico-amministrativi, giustificata la differenza, si ha l’adeguamento dei diversi parametri alla situazione reale nel rispetto dei rapporti stabiliti nel piano stesso.
I parametri edilizi e quelli degli interventi sugli edifici esistenti, sono definiti nel regolamento edilizio. Non si possono utilizzare per i calcoli dei parametri urbanistici relativi alla nuova edificazione, aree fondiarie già computate per costruzioni precedenti.
Articolo: 4 - Attitudine alla edificabilità dei terreni e prescrizioni per le aree di pericolosità idrogeologica
Per la fattibilità delle opere in rapporto alle caratteristiche dei terreni, dovrà essere rispettato lo Studio geologico del territorio comunale, allegato in sintesi, come parte integrante e sostanziale.
Nelle zone per le quali si prevede l’edificazione o interventi di urbanizzazione in aree ricadenti nella perimetrazione a pericolosità idraulica classificata HI4, HI3, HI2 e HI1 Piano di Assetto Idrogeologico Regionale (PAI-R.A.S. Delibera di Giunta R.A.S. n°22/46 del 21/07/2003), valgono le norme di attuazione dello stesso PAI del PAI regionale agli articoli 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30 (vedi allegato) che fanno parte integrante delle presenti norme insieme alla Carta delle Aree Inondabili.
Articolo: 5 - Poteri di deroga
Il dirigente, nel rispetto delle procedure di legge, dopo deliberazione del Consiglio Comunale, potrà autorizzare deroghe al presente piano urbanistico comunale per interventi pubblici, di pubblico interesse o per interventi derivati da calamità naturali, da realizzarsi anche a cura dei privati, o nei casi disciplinati nel Regolamento edilizio ed in quelli previsti all’articolo 5 del Decreto R.A.S. n°2266/U/1983.
Qualora venissero riscontrati errori minimali nella cartografia, questi potranno essere eliminati o corretti, con motivata e documentata richiesta e relazione dell’Ufficio Tecnico comunale, senza ricorrere alla procedura di cui alla L.R. 45/89, ma con semplice deliberazione del Consiglio Comunale e successiva presa d’atto da parte della Regione.
Articolo: 6 - Modalità di attuazione del piano urbanistico comunale
Il piano urbanistico comunale si attua con interventi diretti e con piani attuativi di iniziativa pubblica o privata, progetti di opere pubbliche, e tutti i piani e progetti di settore previsti da leggi e regolamenti che concorrono a determinare l’uso dei suoli e degli edifici.
Gli interventi diretti sono:
Concessione ed autorizzazione edilizia
Concessione edilizia convenzionata
Progetti Comunali Esecutivi
I piani attuativi hanno i contenuti e l’efficacia dei seguenti piani o programmi:
Piani Particolareggiati (L.1150/1942, L.R. 45/1989)
Piani per l’Edilizia Economica e Popolare (L.167/1962)
Piani per gli Insediamenti Produttivi (L.865/1971)
Piani di Lottizzazione convenzionata (L.1150/1942, L.765/1967) e)
Piani di Recupero (L. 457/1978, L.R. n°23/1985)
Programmi di recupero urbano (L.493/1993 e successive modifiche e integrazioni )
Piani di Risanamento Urbanistico (P.R.U. di cui alla L.R. n°23/1985)
Articolo: 7 - Caratteristiche dei piani attuativi
I piani attuativi sono strumenti urbanistici di dettaglio e devono comprendere, secondo i diversi caratteri, gli elaborati e i contenuti prescritti nel regolamento edilizio.
I piani attuativi devono rispettare le destinazioni, gli indici edilizi ed urbanistici specificati in successivi articoli delle presenti norme.
I piani attuativi di iniziativa pubblica dovranno comprendere:
la rete viaria suddivisa in percorsi carrabili e pedonali e gli allineamenti conseguenti;
gli spazi di sosta e di parcheggio pubblico e privato e gli spazi per attrezzature pubbliche;
la progettazione di massima delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (rete fognante, idrica, telefonica, distribuzione energia elettrica e pubblica illuminazione, verde attrezzato);
descrizione delle modifiche qualitative e quantitative indotte sull’ambiente, in particolare relativamente a suolo, acqua, patrimonio culturale, fattori socio-economici;
eventuale descrizione e quantificazione delle misure previste per ridurre, compensare o eliminare gli eventuali effetti negativi sull’ambiente, durante la realizzazione o la gestione delle opere;
-l’individuazione delle aree edificabili e lo schema planimetrico degli edifici previsti;
l’indicazione delle aree da vincolare o da espropriare o da acquisire comunque al patrimonio pubblico, accompagnate dal corrispondente elenco catastale e dai costi di esproprio in base alle valutazioni conseguenti alla L.10/1977 e successive disposizioni regionali;
la previsione di massima delle spese necessarie per l’attuazione del piano con l’indicazione dei tempi e delle fasi di attuazione.
I piani attuativi che hanno i caratteri dei piani di lottizzazione sono generalmente di iniziativa privata ed hanno lo scopo di precisare nel dettaglio, gli interventi per le opere di urbanizzazione e gli interventi edificatori inerenti una determinata area. Il contenuto è analogo ai piani particolareggiati (precedente punto A).
Si aggiunge apposita convenzione da trascrivere nei registri immobiliari a cura e spese dei richiedenti ad avvenuta approvazione del piano che regolerà obblighi e diritti dei lottizzanti nei confronti dell’amministrazione comunale.
Nella convenzione, nel rispetto delle leggi vigenti, si prevede:
-la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e per le opere di urbanizzazione secondaria;
-l’assunzione a carico del proprietario degli oneri relativi alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria da cedere al comune e di quelle opere che siano necessarie per allacciare la zona ai pubblici servizi;
-la corresponsione della quota di contributo per le opere di urbanizzazione secondaria, nella misura stabilita dal comune nel proprio regolamento degli oneri di urbanizzazione e costruzione;
-congrue garanzie finanziarie per l’adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione.
I piani attuativi che hanno i caratteri di piani di recupero e di i piani di risanamento urbanistico disciplinano il recupero di immobili, complessi edilizi, isolati, le aree di degrado urbanistico e con interventi spontanei, gli interventi di ristrutturazione urbanistica, le aree di degrado geofisico.
Tali piani devono indicare:
-gli interventi ammessi sulle aree già edificate o ancora inedificate e l’assetto di massima degli edifici;
-gli eventuali edifici o spazi riservati ad opere, attrezzature o impianti di interesse pubblico;
-gli edifici, o le parti di essi, eventualmente destinati alla demolizione;
-le unità minime di intervento;
-le modalità, i tempi di attuazione, le finalità degli interventi e le convenzioni tipo;
-gli interventi alla cui attuazione siano tenuti i proprietari e quelli ai quali deve provvedere il Comune;
-le modalità sostitutive da parte del Comune nel caso di inadempienza dei privati tenuti alla attuazione degli interventi.
Articolo: 8 - Lottizzazioni d’ufficio
Il Sindaco ha facoltà di invitare i proprietari delle aree fabbricabili a presentare, entro il termine stabilito dal Comune, un progetto di lottizzazione delle aree stesse.
Se i proprietari non aderiscono all’invito, il Sindaco può prendere l’iniziativa per la compilazione d’ufficio.
Il piano di lottizzazione compilato d’ufficio, una volta approvato, è notificato in via amministrativa ai proprietari delle aree comprese nel piano con invito a dichiarare, entro 30 giorni dalla notifica, l’accettazione e la volontà di attuarlo. Le spese di progettazione per le lottizzazioni compilate d’ufficio sono a carico dei proprietari. Nel caso che i proprietari dichiarino di non accettare ed attuare il piano di lottizzazione, il Comune ha facoltà di procedere all’esproprio delle aree.
Le disposizioni di cui ai precedenti commi sono applicabili anche nel caso in cui i proprietari, pur avendo dichiarato di aderire, non presentino il piano di lottizzazione nel termine assegnato o lo presentino incompleto o in contrasto con le norme di piano.
Articolo: 9 - Aree di nuovo impianto in espansione, ristrutturazione, risanamento o completamento. Comparti edificatori e Progetto planivolumetrico
Per gli interventi nelle aree di nuovo impianto in espansione, ristrutturazione, risanamento o completamento dell’edificato l’amministrazione comunale può chiedere, anche se non già espressamente previsto nel piano urbanistico comunale, la presentazione di un piano attuativo.
L’esigenza di un piano sorge, su valutazione del dirigente dell’ufficio tecnico, per tutte quelle aree nelle quali è necessario:
-integrare o creare le opere di urbanizzazione (primaria e/o secondaria) a supporto della contemporanea edificazione e valutare gli eventuali costi per l’amministrazione comunale degli interventi;
-procedere al riordinamento fondiario per rendere possibile una migliore edificazione o perseguire la ristrutturazione urbanistica della zona;
-configurare un corretto assetto planivolumetrico dell’edificazione per soddisfare esigenze d’ordine paesistico-ambientale;
-garantire omogeneità architettonica ed ambientale agli interventi.
In questo caso gli interventi si realizzano con uno o più piani attuativi convenzionati e tutte le aree comprese nel perimetro, pur avendo diversa destinazione (strade, verde, parcheggi), concorrono proporzionalmente alla definizione della volumetria per la edificazione nella zona a ciò destinata. Tutti i proprietari delle aree comprese nel perimetro partecipano alla realizzazione delle opere di urbanizzazione previste ed alla volumetria ammessa in misura proporzionale alla superficie delle proprie aree. Qualora uno o più proprietari dimostrino l’impossibilità di predisporre il piano attuativo, per mancanza di assenso degli altri proprietari, trova applicazione la L.R. 45/1989 con le successive modifiche e integrazioni.
Nel caso di attuazione con più piani attuativi, deve essere approvato preventivamente uno schema generale unitario, di iniziativa pubblica o privata, che garantisca l’organicità degli interventi, l’equilibrio fra spazi pubblici e privati in modo da reperire gli standards urbanistici previsti dal D.M. 1444/1968 e dalla L.122/1990. L’edificazione nelle aree di nuovo impianto, può attuarsi per comparto (art. 23 L.1150/1942) ed è possibile una suddivisione in sub-comparti, da attuarsi anche separatamente.
Articolo: 10 - Opere di urbanizzazione ed esecuzione delle stesse da parte di privati
Le opere di urbanizzazione primaria sono strade residenziali, spazi di sosta e parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica, del gas e del telefono, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato; le opere di urbanizzazione secondaria sono asili nido e scuole materne, scuole dell’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese ed altri edifici per servizi religiosi, impianti sportivi di quartiere, centri sociali ed attrezzature culturali e sanitarie, aree verdi di quartiere. Le opere per gli allacciamenti ai pubblici servizi sono: i condotti di fognatura, di adduzione idrica, di gas e luce elettrica, le attrezzature viarie di collegamento con la città o con le zone limitrofe già urbanizzate.
Nel caso di nuova edificazione, nelle aree di nuovo impianto in espansione, ristrutturazione, risanamento o completamento dell’edificato, il rilascio della concessione è sempre subordinato alla preesistenza delle opere di urbanizzazione oppure all’impegno dei richiedenti di procedere alla loro realizzazione. Le opere di urbanizzazione primaria potranno essere realizzate anche a scomputo degli oneri concessori.
Dove l’intervento edilizio comporti l’esecuzione di opere di urbanizzazione di interesse pubblico da parte di privati, il rilascio della concessione edilizia è subordinato alle seguenti procedure:
-approvazione del progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione da realizzarsi contestualmente ai fabbricati;
-sottoscrizione da parte dei richiedenti di un atto unilaterale trascritto, o della convenzione nei casi
previsti dalla legislazione vigente, in cui si obbligano, entro la data indicata dall’atto stesso all’esecuzione delle opere previste ed alla successiva cessione gratuita al Comune delle opere stesse e dei terreni sui quali insistono;
-presentazione di adeguata garanzia fideiussoria.
Articolo: 11 - Interventi sul patrimonio edilizio esistente
Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente si riferiscono alle seguenti categorie di intervento, specificate nel regolamento edilizio:
Demolizione totale o parziale e ricostruzione con ripristino tipologico o ripristino filologico;
Articolo: 12 - Infrastrutture e relative fasce di rispetto. Percorsi pedonali e ciclabili
Le infrastrutture e le fasce di rispetto sono le strade, i nodi stradali, le linee ferroviarie, le rispettive aree di rispetto (da equiparare a zona H Decreto R.A.S. n°2266/U/1983).
L’indicazione grafica delle infrastrutture e dei nodi di progetto ha valore indicativo. Esse saranno precisate nell’ambito dei Piani di settore (Piano del traffico e dei parcheggi) dei Piani Particolareggiati, dei Piani di recupero, dei Piani di risanamento urbanistico, della progettazione esecutiva dell’opera.
Le fasce di rispetto riproducono di norma le distanze di legge vigenti e costituiscono comunque limite di inedificabilità, senza incidere sulla eventuale potenzialità edificatoria dei suoli.
Nelle fasce di rispetto viario e ferroviario si possono realizzare viabilità di servizio o di accesso ai lotti, parcheggi pubblici, percorsi ciclabili. Vi sono consentite le sistemazioni a verde e le piantumazioni in filari, l’uso agricolo, pur rimanendo inedificabili, e l’impianto dei servizi solo per garantire gli usi ammessi.
Per gli edifici esistenti sono ammessi gli interventi di ristrutturazione purché non comportino l’avanzamento degli edifici verso il fronte stradale o ferroviario.
Nelle cartografie sono individuati percorsi pedonali o ciclabili per il pubblico passaggio, con l’obiettivo di determinare una mobilità alternativa all’auto. Qualora i percorsi esistenti non godano il diritto d’uso pubblico il Comune potrà istituire una servitù in accordo con i proprietari mediante apposita convenzione.
Per i nuovi percorsi le caratteristiche e la segnaletica saranno stabilite con progetti esecutivi, ma la sezione sarà almeno di m 2, con previsione di alberature e sistemazioni a verde di arredo.
Articolo: 13 - S1: Aree destinate all’istruzione
Comprendono le aree destinate agli asili nido, alle scuole materne, elementari e scuole medie e corrispondenti a quelle indicate con la lettera a) nel D.M. 1444/1968 e S1 nel Decreto R.A.S. n°2266/U/1983. Tali aree sono sottoposte ad esproprio, se non di proprietà comunale; la destinazione è vincolata e gli interventi spettano unicamente alla Pubblica Amministrazione.
Articolo: 14 - S2: Aree per attrezzature di interesse comune, pubblico o di uso pubblico
Comprendono le aree indicate con la lettera b) nell D.M. 1444/1968 e S2 nel D.A. n°2266/U/1983, destinate alle attrezzature amministrative, religiose e sociali, culturali, circoli associativi, sanitarie, assistenziali, ricreative e, in generale, le attrezzature pubbliche e di uso pubblico.
Sono soggette a procedura espropriativa e su di esse è vietata qualsiasi costruzione con destinazione
diversa. Sono invece ammesse strutture complementari alle attività svolte destinate alle attività culturali, religiose, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative e simili.
Per gli edifici, se di interesse storico, le indicazioni di intervento sono specificate nelle cartografie del piano del centro storico.
Per i nuovi interventi i progetti devono essere estesi a tutta l’area ed è ammessa l’attuazione da parte di privati (singoli o Enti) con la stipula di una convenzione con il Comune che stabilisca le modalità della gestione con il mantenimento dell’uso e dell’interesse pubblico e la cessione al patrimonio comunale.
Le nuove costruzioni dovranno comunque rispettare l’indice fondiario massimo (If) di 3,5 mc/mq, R.C. 0,50%. L’altezza massima è fissata in m.11.50, salvo particolari esigenze dimostrate, e dovranno essere previste, qualora non definite dal piano, adeguate aree a parcheggio, oltre ai minimi di legge, commisurate alle funzioni da svolgere.
Articolo: 15 - S3: Verde attrezzato e per il tempo libero
Sono comprese le aree pubbliche attrezzate a verde, parco, per il gioco, per lo sport, per attrezzature per il tempo libero. Sono le aree indicate con la lettera c) nel D.M. 1444/1968 e S3 nel Decreto R.A.S. n°2266/U/1983 e il verde di corredo a carattere comunale. Nei giardini pubblici è consentita l’installazione di panchine, fontane, recinzioni e la costruzione di chioschi e servizi igienici, secondo progetti unitari di sistemazione riguardanti l’intero complesso.
I campi sportivi ad uso di quartiere saranno regolati da progetti d’insieme nei quali si dovranno prevedere le aree di parcheggio alberate (per almeno il 10% dell’area totale), le aree di gioco vero e proprio e le piccole costruzioni accessorie strettamente indispensabili come spogliatoi, servizi igienici, comunque non superiori ad un indice fondiario (If) di 0,3 mc/mq. È ammessa la realizzazione anche con interventi privati, con la stipula di una convenzione per la gestione degli impianti nell’interesse comune e la cessione al patrimonio comunale.
Articolo: 16 - S4: Aree per parcheggi pubblici
I parcheggi pubblici sono le aree definite con la lettera d) nel D.M. 1444/1968 e S4 nel Decreto R.A.S. n°2266/U/1983. I parcheggi previsti nelle tavole del piano urbanistico comunale hanno un valore indicativo e i Piani o i progetti attuativi dovranno precisarne la forma e le dimensioni, salvaguardando la superficie minima prevista nel piano.
Nei parcheggi superiori a 600 mq si dovranno prevedere sistemazioni a verde con alberature e aiuole e pavimentazioni atte a garantire una adeguata permeabilità del suolo.
Articolo: 17 - Aree per parcheggi privati
Gli spazi da destinare ad autorimesse e parcheggi privati a servizio delle nuove costruzioni residenziali,
dovranno essere di superficie non inferiore ad un metro quadrato per ogni 10 metri cubi di volume edificato. Il numero dei posti auto dovrà comunque essere non inferiore a quello degli alloggi. Non è ammesso il cambio di destinazione d’uso di garage esistenti qualora non siano rispettati i precedenti parametri o non sia possibile reperire spazi equivalenti per parcheggi legati alle singole unità immobiliari.
Nelle zone totalmente o parzialmente edificate, gli spazi liberi dovranno essere prioritariamente destinati alla realizzazione di parcheggi privati, in superficie o sotterranei. A servizio delle costruzioni esistenti i proprietari possono realizzare nei locali siti al piano terreno o nel sottosuolo delle aree di pertinenza degli stessi, parcheggi da utilizzare come pertinenze delle singole unità immobiliari.
Gli spazi di parcheggio privato reperiti nelle aree di pertinenza dei fabbricati non potranno occupare più del 60% delle aree scoperte, per garantire la possibilità di adeguate sistemazioni a verde.
I parcheggi privati nel centro storico saranno normati nello specifico Piano Particolareggiato
Per le attività commerciali, come definite nel Decreto R.A.S. n°1920/C/2000 e successive modifiche ed integrazioni Delibera Giunta R.A.S. n°15/35 del 28.5.2003) e nel Regolamento edilizio, le dotazioni di parcheggio pertinenziale per la clientela sono obbligatorie nei seguenti casi:
-per le nuove costruzioni a destinazione commerciale;
-per l’ampliamento della superficie di vendita di un’attività commerciale esistente superiore ai 40 metri quadri; in tale caso la dotazione di parcheggi andrà reperita limitatamente all’incremento della stessa superficie;
-per il cambio di destinazione d’uso finalizzato all’insediamento di funzioni commerciali. Tale obbligo può venire meno nei casi elencati nei successivi commi.
Per gli esercizi di vicinato i parcheggi pertinenziali sono dimensionati nella misura di 1,25 metri quadri per ogni metro quadro di superficie di vendita. La dotazione dei parcheggi è ridotta a 0 nei seguenti casi:
-per gli edifici a destinazione commerciale esistenti;
-nelle zone a traffico limitato, nel centro storico, nelle zone B di cui al successivo articolo 22.
Per le medie strutture di vendita i parcheggi pertinenziali sono dimensionati nella misura di 3 metri quadri per ogni metro quadro di superficie di vendita per esercizi alimentari e nella misura di 1,5 metri quadri per ogni metro quadro di superficie di vendita per esercizi non alimentari. La dotazione dei parcheggi è ridotta a 0 nei seguenti casi:
-per le strutture di vendita localizzate in edifici a destinazione commerciale esistenti;
-nelle zone a traffico limitato e nel centro storico.
Per le grandi strutture di vendita i parcheggi pertinenziali sono dimensionati nella misura di 3 metri quadri per ogni metro quadro di superficie di vendita.
Articolo: 18 - Distributori di carburante
I distributori di carburante sono confermati nella loro localizzazione e potranno essere ricollocati in base allo specifico piano di settore previsto per legge e approvato dal Consiglio Comunale. A norma dell’art. 2 c.1 bis del D.Lgs. 32/98 dovrà essere dismesso il distributore presente in centro storico.
Nuovi impianti di distribuzione di carburanti che prevedano la collocazione di uno o più erogatori, nonché dei volumi tecnici strettamente necessari all’esercizio, possono essere realizzati nella fascia di rispetto stradale con concessione diretta, localizzati indipendentemente dalla destinazione urbanistica di zona e senza l’obbligo di piano attuativo. Qualora i nuovi impianti dispongano di un’area di pertinenza più ampia di quella interessata dalla fascia di rispetto stradale, occorre predisporre apposito piano attuativo nel rispetto dei parametri urbanistici di zona.
Nell’ambito dell’area di servizio sono ammessi interventi per il completamento delle strutture con destinazioni commerciali, di ristoro, e di servizio per i veicoli, che saranno dimensionate nel piano stesso; nelle more del piano di settore il Consiglio Comunale esaminerà ogni singola richiesta.
Se relativo a strutture di servizio alla viabilità extracomunale S.S. 554, quanto previsto dal ai commi 1 e 2 del presente articolo potrà essere autorizzato con concessione edilizia diretta senza obbligo di Piano Attuativo indipendentemente dalla destinazione urbanistica delle aree.
Le stazioni di rifornimento così come definite dal D.M. 16.4.73 potranno essere realizzate anche nella fascia di rispetto stradale ove potranno ubicarsi gli impianti ed i volumi tecnici strettamente necessari all’esercizio dell’impianto.
Articolo: 19 - Cimitero e relativo vincolo di rispetto
Sono comprese le aree occupate dai cimiteri esistenti, quelle destinate al loro ampliamento, quelle di nuova previsione.
Le fasce di rispetto, zone H come definite nel Decreto R.A.S. n°2266/U/1983, sono regolate dalla normativa vigente (art. 28 L. 166/2002 – legge finanziaria dello Stato dal titolo: “ Edificabilità delle zone limitrofe alle aree cimiteriali, che apporta modifiche all’articolo 338 del R.D. 1265/1934 e successive modifiche e integrazioni), e non possono avere comunque larghezza inferiore a 50 metri per il cimitero esistente e a metri 200 per il cimitero previsto in nuova edificazione oltre la SS 554; all’interno delle fasce di rispetto cimiteriale è comunque vietata ogni nuova edificazione salvo che per l’eventuale realizzazione di strutture precarie per chioschi di vendita dei fiori sulla base di progetti attuativi di iniziativa comunale.
Negli edifici esistenti, regolarmente realizzati, nella fascia di rispetto sono ammessi tutti gli interventi fino alla ristrutturazione edilizia, come specificati nel Regolamento edilizio. previsti all’art. 31 lettere a) b) c) e d) della L. 457/78.
Articolo: 20 - Ambiti di interesse archeologico
Negli ambiti di interesse archeologico, individuati in cartografia su segnalazione della sovrintentendenza, oltre alla rilevazione, manutenzione e protezione adeguata dei reperti sul posto, è
consentita l’attività di ricerca anche con modifiche morfologiche sull’assetto dei luoghi, purchè strettamente finalizzate alla attuazione di specifici progetti di scavo e sistemazione delle aree stesse. Sono fatte salve le competenze statali in materia ed il regime autorizzativo ai sensi del D.L. 490/1999. È ammessa la realizzazione di manufatti necessari per la protezione delle opere e ogni tipo di intervento è condizionato alla salvaguardia di possibili scoperte. Le aree sono:
1 Insediamento romano Cuccuru Angius;
2 Insediamento romano lungo statale 554;
3 Necropoli romana Su Mulinu;
4 Area di frequentazione antropica antica Terr’e Teula.
Per gli edifici esistenti compresi nei vari ambiti sono comunque ammessi tutti gli interventi previsti dalla propria specifica destinazione di zona. Trovano comunque applicazione le norme di cui all’art. 34 del Regolamento Edilizio.
Articolo: 21 - Aree urbane storiche (Zone A)
Sono le parti di territorio interessate da insediamenti che rivestono carattere storico o, se più recentemente trasformati, che si inseriscono comunque nell’ambito dell’impianto urbano storico (Zona A).
All’interno della zona A è compreso il Centro di Antica e Prima Formazione di cui ha preso atto la RAS con determinazione del Direttore Generale Finanze e Urbanistica n. 1186/DG del 30/05/2008.
Gli interventi ammessi sono determinati sulla base di studi storico-cartografici, socio-economici e sono specificati per ogni edificio nel piano particolareggiato esecutivo, al quale si rimanda per la completa disciplina.
In assenza di Piano Particolareggiato del Centro Storico vigono le norme generalizzate di cui al Decreto R.A.S. n°2266/U/1983 e relative circolari.
Nelle more di approvazione del Piano Particolareggiato del Centro Storico, nelle aree ricadenti all’interno del Centro di Antica e Prima Formazione sono consentiti, ai sensi dell’art. 52 comma 1 lettera a), unicamente gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo ai sensi dell’art. 3 del D.P:R. 380/2001, nonché le opere di ristrutturazione interna; nelle aree ricadenti all’esterno del Centro di Antica e Prima Formazione, oltre agli interventi precedenti, è ammessa anche la ristrutturazione edilizia, rispettando i caratteri tipologici e architettonici delle tipologie storiche, negli edifici di cui i richiedenti possano attestare la data di realizzazione al fine di dimostrare che l’edificio non abbia più di 50 anni.
Articolo: 22 - Aree urbanizzate di recente formazione (Zone B)
Sono le parti di territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalla zona A. Si considerano parzialmente edificate le zone di superficie non superiore a 5000 m2, nelle quali la volumetria degli edifici esistenti, destinati esclusivamente alla residenza, non sia inferiore al 20% di quella realizzabile con l’indice di 7 mc/mq (come da Circolare esplicativa n. 1 allegata al D.A. 2266/U/83). Sono le parti di territorio edificate o con lotti liberi il cui carattere è variamente determinato da una edilizia recente di completamento:
-edilizia più densa inserita nella trama tradizionale del tessuto urbano con edifici a blocco, in linea, a schiera od altra aggregazione;
-edilizia più rada con villette, edifici unifamiliari a schiera od altra aggregazione;
-edilizia più rada con insediamenti di edilizia pubblica caratterizzata da edifici in linea, a schiera o a blocchi.
Sono individuate con apposito perimetro e campitura e sono assimilate alle zone B del D.M.1444/1968 e del D.A. n°2266/U/1983.
La destinazione è prevalentemente residenziale ma sono ammesse funzioni connesse quali uffici, ambulatori, attività ricettive, sociali e assistenziali, ricreative, religiose e culturali, commerciali, direzionali e artigianali che non comportino inconvenienti per la residenza. In relazione alle attività commerciali è ammesso l’insediamento di esercizi di vicinato e di medie strutture di vendita alimentari e non alimentari.
Nei nuovi edifici o nelle ristrutturazioni urbanistiche sono consentite destinazioni non residenziali fino al 50% del volume totale, con il rispetto degli standard di legge.
Per i nuovi edifici, anche se ricostruiti, è obbligatorio l’allineamento con i fabbricati esistenti, se esiste, altrimenti la distanza minima dalle strade pubbliche non può essere inferiore a 5 metri. È prevista l’edificazione in aderenza ai confini laterali o il distacco di almeno ml 10 fra pareti di cui almeno una finestrata. È previsto il distacco della superficie finestrata del fabbricato dal confine laterale di almeno ml 5 solo con accordo formale fra i confinanti. È consentita l’edificazione con distacco dal confine laterale di almeno ml 5 senza aperture di superfici finestrate.
Nel caso di nuova edificazione il rilascio della Concessione Edilizia è subordinato alla preesistenza delle opere di urbanizzazione primaria, oppure all’impegno del/i richiedente/i di procedere direttamente alla realizzazione od al completamento delle stesse. L’Amministrazione comunale, con decisione motivata dell’Ufficio Tecnico, può, dove è necessario il completamento di infrastrutture e standard, individuare ambiti dove intervenire con un preventivo progetto planivolumetrico a cura del richiedente, e/o con concessione convenzionata.
Gli edifici che fronteggiano la viabilità perimetrale di delimitazione della zona storica A saranno vincolati al rispetto delle seguenti prescrizioni:
la copertura dovrà essere fondamentalmente a tetto con doppia falda in coppi tipo sardo;
i prospetti esterni dovranno essere finiti con intonaco civile di calce e con pittura dei colori di cui al Centro Storico;
i serramenti esterni sul fronte strada dovranno essere in legno o in ferro verniciato.
Per le zone contigue o in diretto rapporto visuale con le zone A, le altezze massime dei nuovi edifici non possono superare altezze compatibili con quelle degli edifici delle zone A predette.
Le zone di completamento B sono suddivise nelle seguenti sottozone: B1: Residenziale satura.
B2: Residenziale attuate o in corso di attuazione a seguito di piani di zona e piani di lottizzazione convenzionati. Con l’asterisco sono indicate in planimetria le zone in corso di attuazione sulla base di piani di lottizzazione convenzionati.
B Residenziale satura di completamento
Sono consentiti, con intervento edilizio diretto, gli interventi di manutenzione, ristrutturazione edilizia ed urbanistica, demolizione e ricostruzione, ampliamento, nuova edificazione.
Per i lotti edificati, raggiunta la volumetria massima edificabile di cui all’If di mc/mq 3.0, è consentito un aumento di volumetria, una tantum, fino al 15% di detta volumetria massima per alloggio. Tale incremento volumetrico, nel rispetto del limite massimo, potrà essere realizzato anche in più interventi. La volumetria complessiva così raggiunta dovrà comprendere anche eventuali volumi già in condono edilizio.
L’incremento dovrà armonizzarsi con la tipologia e la forma dell’edificio e le caratteristiche architettoniche e comunque di norma non svilupparsi nella facciata principale prospiciente la viabilità pubblica. Potrà avvenire con rialzamenti con un’altezza incrementata di ml 3 rispetto all’attuale; con chiusure di terrazze, con ampliamenti laterali, con ampliamenti sul retro dell’edificio, con la trasformazione di volumi accessori o di servizio. L’incremento volumetrico in questione potrà essere realizzato in deroga diretta all’indice fondiario e all’altezza massima ordinaria e nel rispetto degli altri standard urbanistici della zona di completamento.
Al fine di favorire il riordino delle aree di pertinenza è ammesso l’accorpamento all’edificio principale di volumi presenti nel resede, dopo demolizione degli stessi. Nel caso si produca un cambio di destinazione da locale di servizio o annesso, in superficie utile abitabile, sono dovuti oneri di concessione come nuova edificazione per la parte in aumento nonchè i relativi parcheggi. Tale accorpamento potrà essere attuato nel rispetto delle distanze dai confini e dagli edifici.
L’accorpamento volumetrico dovuto al riordino dell’area può essere attuato anche superando la volumetria massima consentibile con l’aumento una tantum del 15% di cui sopra.
Per gli edifici produttivi inseriti nel tessuto edificato sono ammessi ampliamenti, una tantum, della superficie utile fino ad un massimo del 20% di quella esistente, nel rispetto di un rapporto di copertura del lotto del 60%, delle distanze dai confini e dagli edifici.
Sono ammessi interventi con cambio di destinazione da produttivo in residenziale o commerciale/residenziale.
Quando si prevede il cambio di destinazione da produttivo in residenziale, in commerciale o in commerciale/residenziale, il progetto per ottenere la concessione deve prevedere gli spazi di parcheggio, anche sotterranei, indicati dalla L.122/1989 e quelli indicati nel precedente articolo 17, gli spazi pubblici e le aree previste dal D.M. 1444/1968 e D.A. n°2266/U/1983, e Decreto R.A.S. n°1920/C/2000, da misurarsi sulla base degli abitanti insediabili, da cedere al Comune per parcheggi, verde ed eventuali attrezzature pubbliche. Il Comune potrà decidere di convertire le cessioni di cui sopra in oneri monetari da commisurare ai costi di realizzazione delle opere e ai costi di esproprio delle aree stesse solo nell’ipotesi in cui la cessione sia di difficile attuazione e previa approvazione delle relative tabelle.
Nel caso di lotti liberi ovvero di lotti parzialmente edificati sono consentiti interventi di nuova edificazione o di ampliamento di edifici esistenti purché la superficie del lotto non sia stata già conteggiata precedentemente per determinare la volumetria esistente, con i seguenti parametri:
-IF: 3,0 mc/mq
-RC: 50%
-H max m 9,5
-tipologia degli insediamenti: case isolate o a schiera
B2: Residenziale attuata o in corso di attuazione a seguito di piani di zona e piani di lottizzazione convenzionati.
In queste zone sono confermati i parametri edilizi ed urbanistici stabiliti nelle rispettive convenzioni. In cartografia sono individuati con asterisco i piani di lottizzazione convenzionati in corso di realizzazione, anche per i quali sono confermati i parametri edilizi ed urbanistici stabiliti nelle rispettive convenzioni.
Articolo: 23 - Aree di recupero e ristrutturazione, completamento e nuovo impianto (Zone C)
Sono le parti di territorio destinate al recupero, alla ristrutturazione urbanistica, al completamento e alla nuova edificazione, alla formazione di infrastrutture e alla dotazione di spazi di servizio. Si attuano tramite piani attuativi, piani di recupero, P.R.U. e sono individuate in cartografia con apposito perimetro e campitura e assimilate alle zone C del D.M.1444/1968 e del D.A. n°2266/U/1983.
Le destinazioni d’uso sono residenziali, ricettive, commerciali, direzionali e amministrative, artigianali non dannose e compatibili con la residenza. In relazione alle attività commerciali è ammesso l’insediamento di esercizi di vicinato e di medie strutture di vendita alimentari e non alimentari.
Sono ricomprese in questa zona, con distinti obiettivi e parametri d’intervento specificati per ognuna, le seguenti sottozone:
C1/R : Comparti di recupero e completamento
C 2/G: Area di espansione
C 3/ST: Aree di consolidamento e recupero di Su Tremini
C/Cpdz: Comparti interessati da piani attuativi (con avvenuta efficacia)
Cn: comparti per cui si necessita la redazione di piani di recupero
PRU: aree miste a carattere prevalentemente residenziale interessate da piani di risanamento urbanistico (come definiti con DCC ai sensi della L.R. 23/85) in cui sono previste anche altre zone omogenee (industriali, artigianali, servizi generali, ecc.) nelle dovute proporzioni.
C e Cpdz
Comparti interessati da piani attuativi
Rappresentano le parti di territorio, già classificate C zone di espansione nel PRG e che hanno visto la loro attuazione mediante piani di lottizzazione o piani di zona.
Per queste aree si rilevano i parametri previsti nei rispettivi piani attuativi, considerati come i massimi ammissibili anche in decadenza dei suddetti piani. In tali aree sono consentiti interventi di:
Ristrutturazione edilizia – senza modifica della distribuzione volumetrica e nel rispetto degli allineamenti del piano attuativo originario
Ristrutturazione urbanistica limitatamente alle aree conosciute come di impianto spontaneo e successivamente già condonate
Nuova costruzione - previa nuova convenzione o attuazione (nei casi di interclusione del lotto) nel rispetto dei parametri massimi sudetti
C- Pardixeddu C- Bingia Floris
C- San Gavino Monreale C- Monte Arci Riu Mortu Cpdz – Campu Su Mulinu Cpdz – Su Mulinu
Cpdz – Riu Saliu
Comparti di recupero e completamento
Comparti per i quali emerge la necessità di redigere piani di recupero
Sono aree di espansione, in parte individuate come zone C nel PRG, che sono state realizzate senza la predisposizione di un piano attuativo ma principalmente con interventi di edilizia spontanea e successivamente sanati. L’obiettivo è quello di una riqualificazione urbanistica ed edilizia completando la dotazione di spazi pubblici (standard).
Sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e restauro e risanamento conservativo, mentre per gli altri interventi (ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica, demolizione con ricostruzione) è obbligatoria la redazione di piani attuativi e di recupero (ai sensi della L. 457/78 e della L.R. 23/85) con reperimento delle cessioni come previsto dal D.A. 2266/U/83. e piani di risanamento urbanistico, come definiti nei precedenti articoli 6 e 8, gli interventi di manutenzione, ristrutturazione edilizia ed urbanistica, demolizione e ricostruzione, ampliamento, nuova edificazione. Gli interventi devono rispettare gli obiettivi, le destinazioni, caratteristiche, quantità di standard e parametri specificati nei punti successivi. Nel caso di attuazione attraverso più piani attuativi le quantità di seguito prescritte per ciascun comparto dovranno essere verificate sull’insieme dei piani attuativi che procedano contemporaneamente, oppure rispettando le proporzioni complessive per ciascun piano attuativo nel caso di piani che non procedano contemporaneamente.
Per tali aree si sono rinvenuti i parametri urbanistici relativi alla volumetria esistente, alla superficie di zona, all’indice medio rilevabile e alla densità abitativa. Il volume massimo ammissibile è identificato come quello già censito e di seguito esposto comparto, per comparto. Il piano di recupero, di iniziativa pubblica o privata, si realizzerà secondo i seguenti parametri:
Superficie territoriale: 4811.42 mq Volume realizzato e massimo: 9798.90 mc H max: 7.50 m
Rc : 50%
Superficie territoriale: 15715.18 mq Volume realizzato e massimo: 15175.21 mc H max: 7.50 m
Superficie territoriale: 31460.80 mq Volume realizzato e massimo: 13533.66 mc H max: 7.50 m
Rc : 30%
Superficie territoriale: 4651.33 mq Volume realizzato e massimo: 1730.18 mc H max: 7.50 m
Superficie territoriale: 6834.19 mq Volume realizzato e massimo: 8316.06 mc H max: 7.50 m
-Obiettivi dell’intervento: Riqualificare e completare l’edificato, strategico in quanto di accesso alla città, formando un’area a verde e migliorando la dotazione di parcheggi e viabilità.
-Superficie territoriale: mq 48.035
-volume massimo: mc. 32.400
-H: m.7.50
-Rc della superficie fondiaria: 30%
-destinazione d’uso e tipologia di intervento: residenziale con case isolate o a schiera
-verde pubblico: mq 7.000
-parcheggi pubblici: mq 3.000
-Obiettivi dell’intervento: Riqualificare urbanisticamente e architettonicamente l’edificato spontaneo e realizzare uno spazio pubblico di connessione con i quartieri esistenti
-Superficie territoriale: mq 18.000
-volume massimo edificabile: mc. 16.200
-H: m.7.50 -Rc della superficie fondiaria: 30%
-verde e piazza pubblici: mq 4.000 -parcheggi pubblici: mq 1000
-Obiettivi dell’intervento: Riqualificare urbanisticamente e architettonicamente l’edificato,
completando la dotazione di spazi pubblici a verde e parcheggi, riordinando la viabilità, in modo da ricucire il rapporto con la scuola e le residenze esistenti. -Superficie territoriale: mq 22.000 -volume massimo edificabile: mc. 33.000 -H: m.7.50 -Rc della superficie fondiaria: 30% -destinazione d’uso e tipologia di intervento: residenziale con case isolate o a schiera -verde pubblico: mq 5.000 -parcheggi pubblici: mq 1.500
-Obiettivi dell’intervento: Riqualificare l’abitato migliorando la qualità ambientale ed architettonica degli insediamenti, completando il sistema del verde pubblico
-Superficie territoriale: mq 24.840
-volume massimo edificabile: mc. 14.400
-destinazione d’uso e tipologia di intervento: residenziale con case isolate, a schiera o in linea -verde pubblico: mq 3.500
-parcheggi pubblici: mq 1.000
-Obiettivi dell’intervento: Riqualificare l’abitato migliorando la qualità ambientale ed architettonica degli insediamenti, rinnovare la dotazione di attrezzature direzionali e commerciali, completando il sistema del verde pubblico e dei parcheggi e della viabilità di scorrimento.
-Superficie territoriale: mq 20.000
-volume massimo edificabile: mc.18.000
-H: m.7.50 -Rc della superficie fondiaria: 40%
-destinazione d’uso e tipologia di intervento: residenziale con case isolate, a schiera o in linea
-verde pubblico: mq 4.500
-parcheggi pubblici: mq 1.000 -attuazione: piano di recupero, piano di lottizzazione
-Obiettivi dell’intervento: Riqualificare due insediamenti spontanei migliorando la qualità ambientale ed architettonica e la cura degli spazi aperti recuperando elementi di degrado, dotandoli di infrastrutture e spazi pubblici da connettere con il sistema ambientale circostante. -Superficie territoriale: mq 55.000, -volume massimo edificabile: mc 49.500 -H: m.7.50 -Rc della superficie fondiaria: 30% -destinazione d’uso e tipologia di intervento: residenziale con case isolate o a schiera - verde pubblico: mq 15.500 -parcheggi pubblici: mq 3.000 -attuazione: piano di recupero, piano di lottizzazione
-Obiettivi dell’intervento: Riqualificare insediamenti spontanei, migliorando la qualità ambientale ed architettonica e la cura degli spazi aperti recuperando elementi di degrado e realizzando un complesso con destinazione mista, dotato di infrastrutture e spazi pubblici, da connettere con l’università
-Superficie territoriale: mq 77.000
-volume massimo edificabile: mc. 69.300
-H: m. 7.50
-Rc della superficie fondiaria: 30%, 45% per le attività produttive
-destinazione d’uso e tipologia di intervento: destinazione mista residenziale, produttiva, commerciale
-verde pubblico: mq 24.000
-parcheggi pubblici: mq 5.000
-attuazione: piano di recupero, piano di lottizzazione
-Obiettivi dell’intervento: Riqualificare insediamenti spontanei, migliorando la qualità ambientale ed architettonica e la cura degli spazi aperti con la dotazione di viabilità e spazi pubblici tali da costituire anche una cerniera fra l’area di Su Tremini e le espansioni di Monserrato Nord.
-Superficie territoriale: mq 54.000
-volume massimo edificabile: mc. 48.600
-H: m 7.50
-verde pubblico: mq 15.000
Per i comparti R7 e R8 gli accessi carrabili ai singoli lotti edificabili, quale che sia la modalità attuativa seguita, potranno essere aperti solo su strade e spazi pubblici interni con esclusione delle strade Provinciali confinanti e della strada Statale 554.
Aree miste interessate da Piani di Risanamento Urbanistico
Sono aree perimetrate ai sensi della LR 23/85 con DCC Cagliari n. 682/86 in cui dover redigere i Piani di Risanamento Urbanistico, piani attuativi di iniziativa pubblica o privata, da realizzarsi in regime
di comparti edificatori e/o programmi integrati estesi agli ambiti previsti nella zonizzazione di PUC ed eventualmente articolati in sub-ambiti attuativi funzionali che rispettino ciascuno il quadro normativo e parametrico generale. Scopo di tali piani è ottemperare al risanamento dell’intero comparto ricadente nei perimetri interessati da degrado diffuso, mediante l’individuazione di comparti di riqualificazione, espansione, cessioni, servizi generali, infrastrutture ed aree destinate all’industria e all’artigianato.
All’interno di essi dovrà essere predisposta una sub-zonizzazione secondo i parametri indicati nel presente articolo, che potrà conformarsi come ambito di intervento coordinato.
All’interno di tali perimetri il Comune potrà individuare aree destinate ad Edilizia Residenziale
Pubblica ai sensi della L. 167/62.
PRU Barraccamanna
All’interno di tale piano attuativo sarà necessario progettare il territorio con la valorizzazione dei comparti residenziali di impianto spontaneo, la generazione di nuove aree residenziali, la creazione di una vasta area di servizi generali - parco in cui inserire opere di regimentazione idraulica e isole ecologiche, la sistemazione di aree destinate a comparti industriali e artigianali.
Superficie territoriale: 43 ha
Ambito di intervento coordinato:
C – edilizia residenziale
D – insediamento industriale e artigianale
G – servizi generali
La pianificazione dovrà tenere conto della presenza di comparti già edificati con lotti fondiari di indice inferiore al massimo ammissibile per i quali si prevede l’edificazione volumetrica della parte residuale e la simultanea presenza di lotti interclusi per i quali si potrà edificare mediante gli stessi indici. Inoltre dovrà tenere conto della presenza di superfici libere accorpabili in sottozone di espansione da assoggettare ad opportuno studio attuativo di lottizzazione con relative cessioni minime degli standards.
Cr – area omogenea interessata da edilizia spontanea esistente al 1985
Adottato il Piano di Risanamento, nel caso di lotto intercluso, sono ammessi tutti gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo e demolizione, utilizzando l'indice di edificabilità specifico della sottozona e previa cessione gratuita di aree per standard nella misura di 18 mq ogni 100 mc, in relazione all'intera volumetria da realizzare.
Indice territoriale it = 0.60 mc/ab
Indice fondiario massimo if = 1.00 mc/ab
Cessioni definite da piano attuativo in modalità coerente con le norme urbanistiche Densità con ripartizione volumetrica D = 100 mc/ab ripartite come segue:
0.70 per la residenza
0.20 per servizi strettamente connessi alla residenza 0.10 per servizi pubblici
Ce – aree omogenee di espansione residenziale individuabili per accorpamento di superfici omogenee
L'edificazione nelle zone omogenee Ce è subordinata all'approvazione di un piano attuativo, che dovrà prevedere cessioni gratuite di aree, nella misura di 18 mq ogni 100 mc, fatte salve le prescrizioni specifiche delle diverse sottozone. I piani attuativi dovranno individuare anche la localizzazione degli impianti e delle attrezzature tecnologiche specifiche a servizio dell'insediamento. I relativi volumi, in quanto volumi tecnici, non sono da computarsi ai fini del calcolo delle volumetrie ammissibili. In assenza di piano attuativo di lottizzazione possono essere consentiti sugli edifici esistenti soltanto gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo e demolizione.
In tali aree l’edificazione avviene mediante redazione di un piano di lottizzazione secondo i seguenti parametri:
0.20 per servizi strettamente connessi alla residenza
0.10 per servizi pubblici
G – aree destinate a servizi generali
Tali aree comprendono le seguenti sottozone: G1 – scuola via Decio Mure;
G2 – parco interessato dall’opera idraulica di regimentazione delle acque, nel quale, per le aree interessate dall’opera stessa, dovrà essere predisposta la totale in edificabilità;
All’interno di quest’ultima sottozona è prevista la riqualificazione e attrezzature di Terr’e Teula:
-Obiettivi dell’intervento: Qualificare la fascia compresa fra la statale 554 e l’abitato, organizzando un sistema di verde attrezzato con percorsi pedonali e ciclabili, attività di svago e sportive, aree di interesse culturale, in connessione con quelle di recupero insediativo individuate nel piano.
-Modalità e caratteri di intervento: l’intervento è subordinato all’approvazione di uno specifico progetto di ristrutturazione urbanistica di iniziativa pubblica.
Il progetto dovrà in particolare individuare:
-le aree nelle quali conservare o incrementare l’attività agricola, quelle da sottoporre a sistemazione naturalistica, quelle di interesse archeologico, le parti da destinare ad attrezzature sportive e per il tempo libero, gli elementi di pregio da valorizzare, individuati anche sulla base di documentazione storica;
-gli interventi necessari per organizzare la fruizione pubblica del parco con l’eventuale localizzazione di attrezzature pubbliche, ricettive e di ristoro con un indice territoriale massimo di 0,04 mc/mq nei casi di predisposizione di una pianificazione di iniziativa pubblica.
-il sistema dei percorsi interno con la precisazione dei diversi modi di locomozione, delle aree di sosta da collegare con la viabilità principale.
-Nelle aree già utilizzate è consentita la continuazione delle attività legittimamente in essere. Sono ammessi interventi di ristrutturazione urbanistica dei manufatti preesistenti anche al fine del miglioramento della situazione ambientale da ottenere con la piantumazione di filari di alberi e di siepi in modo da formare uno schermo visivo. Non è ammesso il mutamento di destinazione d’uso, se non previsto esplicitamente nel progetto di iniziativa pubblica.
Nelle aree G si potrà valutare l’inserimento dell’isola ecologica comunale.
D – aree industriali ed artigianali
Tali aree verranno identificate come comparti già esistenti e comparti industriali da realizzare secondo i parametri previsti dal piano attuativo. Laddove la presenza di superfici libere a vocazione industriale e/o artigianale garantisca l’opportunità di individuare dei sub comparti di intervento, per essi è di norma necessario redigere una pianificazione di dettaglio (piano di lottizzazione).
Per gli immobili esistenti e ricadenti in tali aree saranno concessi, in linea con le prescrizioni del PRU, interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, demolizione e cambio di destinazione d’uso.
Gli interventi di nuova costruzione, ricostruzione ed ampliamento possono essere assentiti mediante
concessione diretta, nel caso in cui l'area interessata sia dotata di adeguata strada pubblica di servizio già esistente, non superi la superficie di 5000 mq, risulti interclusa tra zone di diversa destinazione e/o lotti già utilizzati da costruzioni esistenti, e/o strade pubbliche esistenti.
Negli altri casi sarà necessario redigere apposito piano attuativo di iniziativa privato o pubblica.
L'edificazione è subordinata all'approvazione di un piano attuativo nel quale dovranno essere individuate:
aree in cessione gratuita da destinare a spazi pubblici (attività collettive, verde pubblico e parcheggi, escluse le superfici per la viabilità) nella misura minima del 10% della superficie di intervento;
aree destinate ad accogliere gli impianti e le attrezzature tecnologiche specifiche a servizio dell'insediamento.
PRU Su Tremini
All’interno di tale piano attuativo sarà necessario progettare il territorio con la valorizzazione dei comparti residenziali di impianto spontaneo, la generazione di nuove aree residenziali, la sistemazione di aree destinate a comparti industriali e artigianali.
Superficie territoriale: 47 ha
L'edificazione nelle zone omogenee Ce è subordinata all'approvazione di un piano attuativo, che dovrà prevedere cessioni gratuite di aree, nella misura di 18 mq ogni 100 mc, fatte salve le prescrizioni specifiche delle diverse sottozone. I piani attuativi dovranno individuare anche la localizzazione degli impianti e delle attrezzature tecnologiche specifiche a servizio dell'insediamento. I relativi volumi, in quanto volumi tecnici, non sono da computarsi ai fini del calcolo delle volumetrie ammissibili. In assenza di piano attuativo possono essere consentiti sugli edifici esistenti soltanto gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo e demolizione.
Gli interventi di nuova costruzione, ricostruzione ed ampliamento possono essere assentiti mediante concessione diretta, nel caso in cui l'area interessata sia dotata di adeguata strada pubblica di servizio già esistente, non superi la superficie di 5000 mq, risulti interclusa tra zone di diversa destinazione e/o lotti già utilizzati da costruzioni esistenti, e/o strade pubbliche esistenti.
È la parte di territorio, individuata in cartografia con apposito perimetro e campitura, destinata alla nuova edificazione tramite un piano attuativo di iniziativa pubblica o privata purchè progettato come ambito urbanistico unitario.
Le destinazioni d’uso sono residenziali, ricettive, commerciali, direzionali e amministrative, artigianali non dannose e compatibili con la residenza nel rispetto delle percentuali di cui al Decreto R.A.S. n°2266/U/1983.
Nell’ambito del Piano attuativo l’amministrazione comunale potrà individuare le aree da destinare ad edilizia residenziale di tipo economico e popolare, convenzionata o agevolata, nella misura massima del 40% della volumetria complessiva realizzabile secondo la L. 167/1962, 865/1971 e la L. R.A.S. 45/1989 e successive modifiche e integrazioni. Gli interventi devono rispettare le destinazioni, caratteristiche, quantità di standard e parametri, eventuali schemi grafici di indirizzo, come di seguito specificato:
-Obiettivi generali dell’intervento: Realizzare un nuovo insediamento urbano integrato volto a riconnettere la città esistente con la zona dell’Università e del Policlinico e ad offrire oppotunità localizzative per attività terziarie, culturali e ricreative di scala metropolitana.
-Superficie territoriale: circa mq 480.000, di cui al massimo mq 408.000 con destinazione C e almeno mq 72.000 con destinazione G.
-Volume massimo edificabile: 440.000 mc residenziale. Ulteriori 80.000 mc per edifici specialistici non residenziali da collocare in aree considerate come zona G; il piano attuativo provvederà ad individuare, coerentemente con il disegno d’insieme, la localizzazione di questi edifici e delle relative aree di pertinenza che dovranno occupare quindi una superficie non inferiore al 15% dell’intera area assoggettata al piano attuativo medesimo.
-H: 7 metri per le parti destinate a tipologie residenziali individuali a corte, a schiera o isolate; 10 metri per le parti destinate ad edifici residenziali in linea per appartamenti; 14 metri per edifici a destinazione mista residenziale-commerciale o per altri usi terziari.
-Rc della superficie fondiaria: 35%
-destinazione d’uso e tipologia di intervento: destinazione residenziale con case a corte, a schiera, in linea o isolate; destinazione residenziale con attività commerciali, con case a schiera o in linea disposte lungo la viabilità centrale, anche a formare corti interne comuni; destinazione direzionale, commerciale con insediamento di esercizi di vicinato e di medie strutture di vendita alimentari e non alimentari e di una grande struttura di vendita alle condizioni previste al punto 5.3.1.1 degli Indirizzi e criteri di programmazione commerciale pubblicati sul B.U.R.A.S 5/2001; attrezzature con edifici specialistici o a blocco;
-scuole S1: mq 20.000
-attrezzature S2: mq 20.000,
-verde pubblico S3: mq 60.000
-verde sportivo (articolo 24): mq 40.000 in aggiunta alle superfici identificate come zona G di cui sopra.
-parcheggi pubblici S4: mq 23.000
-modalità di attuazione: pubblica o privata nel rispetto del progetto urbanistico unitario. Relativamente alle zone G il piano attuativo è subordinato all’approvazione preliminare da parte del
Consiglio Comunale della destinazione specifica e delle caratteristiche ed indici urbanistici della singola opera, che dovrà risultare correttamente inserita nel contesto urbano e non pregiudicare la soluzione urbanistica complessiva della zona.
C 3/ST
Aree di consolidamento e recupero di Su Tremini
Sono le aree caratterizzate da realizzazioni spontanee per le quali sono necessari interventi di recupero, ristrutturazione urbanistica, il completamento, la formazione di infrastrutture e la dotazione di spazi pubblici.
Sono consentiti, con piani attuativi come definiti nei precedenti articoli 6 e 8 o con piani di risanamento urbanistico (L.R.23/1985, articolo 32), gli interventi di manutenzione, ristrutturazione edilizia ed urbanistica, demolizione e ricostruzione, ampliamento, nuova edificazione.
Nel caso di intervento con uno o più piani attuativi o di risanamento gli interventi devono rispettare le destinazioni, le caratteristiche, le quantità di standard e i parametri specificati nei punti successivi. Nel caso di attuazione attraverso uno o più piani attuativi che procedano contemporaneamente, le quantità di seguito previste per le aree di servizio eccedenti gli standard minimi di legge potranno essere distribuite in modo non uniforme prevedendo opportune misure perequative fra i diversi comparti. Nel caso invece di attuazione attraverso più piani attuativi che non procedano contemporaneamente, all’interno di ogni comparto dovranno essere previste quote del totale delle aree di servizio di seguito prescritte (quindi le relative cessioni) in misure proporzionali alle diverse superfici dei comparti stessi.
-Obiettivi generali dell’intervento: Recuperare un’area di degrado diffuso con interventi che qualifichino l’edificato e che consentano la dotazione di spazi pubblici a verde, parcheggi, attrezzature e infrastrutture tali da costruire una parte organica di città.
-Superficie territoriale: mq 237.000, (ST1: 38.600; ST2: 51.200; ST3: 25.500; ST4: 58.900; ST5: 37.700; ST6: 25.100)
-volume residenziale edificabile: it 0,9 per un massimo complessivo di mc 213300
-H: m 7, salvo particolari volumi tecnici
-destinazione d’uso e tipologia di intervento: destinazione residenziale, commerciale con esercizi di vicinato alimentari e non alimentari, servizi e attrezzature con case a schiera, in linea o isolate
-scuole S1: mq 12.000
-attrezzature S2: mq 5.000,
-verde pubblico S3: mq 50.000
-parcheggi pubblici S4: mq 15.000
Gli accessi carrabili ai singoli lotti edificabili, potranno essere aperti solo su strade e spazi pubblici interni con esclusione della strada statale 387 e della strada Statale 554.
Le cessioni a servizi pubblici andranno a sommarsi alle cessioni a strada pubblica risultante da piano attuativo.
ti industriali e artigianali.
D – insediamento industriale e artigianale G – servizi generali
Articolo: 24 - Insediamenti produttivi (Zona D)
Sono le parti di territorio edificate o con lotti liberi riservate ad insediamenti produttivi; sono assimilate alle zone D del D.M.1444/1968 e del Decreto R.A.S. n°2266/U/1983.
La destinazione d’uso può essere per edifici artigianali, industriali, commerciali, di conservazione, trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli e/o della pesca e per la distribuzione, magazzini, con i relativi spazi per uffici, laboratori, mostre e quant’altro connesso con le attività produttive. In relazione alle attività commerciali è ammesso l’insediamento di esercizi di vicinato non alimentari e di medie strutture di vendita alimentari e non alimentari.
Gli interventi edificatori sono consentiti attraverso:
 concessione diretta, quando si tratti di operare su singoli lotti, rimasti isolati o interclusi nel tessuto industriale preesistente, dotati di urbanizzazione primaria;
 mediante Piano attuativo, anche nella forma di cui all’art. 3 della L. R. n. 20/91.
È sempre ammessa la costruzione di unità abitative per la custodia o la vigilanza dell’azienda, di dimensione non superiore a mq 120 30 nell’ambito del volume consentito.
Per gli edifici esistenti (D1) nelle zone produttive, individuati con apposito perimetro e campitura, sono consentite, con intervento edilizio diretto, opere di manutenzione, ristrutturazione edilizia ed urbanistica a parità di volume esistente, demolizione e ricostruzione, ampliamento, nuova edificazione. L’ampliamento consiste nell’aumento volumetrico una tantum, raggiunta la preesistente volumetria ammissibile, fino ad un massimo del 20% dell’esistente legittimamente costruito. In tutti gli altri casi è necessario redigere un piano attuativo esteso a tutto il comparto (non inferiore ad 1.5 Ha) secondo le prescrizioni definite per le sottozone D2 di seguito esposte.
Per le aree di nuova edificazione (D2), individuate con apposito perimetro e campitura, attuabili con piano particolareggiato/lottizzazione nell’ambito dei quali il Consiglio Comunale può destinare parti riservate alla formazione di P.I.P. o, lungo la strada statale 554, riservate alle medie strutture di vendita, valgono i seguenti parametri:
-rapporto di copertura: 40%
-altezza massima: m 8, salvo particolari esigenze tecniche delle attività insediate e, in questo caso, m 9.5.
-distanza dai confini: m.7
- distanza dalle strade: m 12
Dovranno essere destinate a verde pubblico, parcheggi pubblici e servizi, aree in quantità non minore del 10% della superficie interessata dall’intervento.
I piani di lottizzazione convenzionati dovranno interessare per intero la superficie delimitata da zone di diversa destinazione e/o da strade pubbliche esistenti, ovvero una superficie non inferiore a 1,5 Ha. Le strade comunali di collegamento urbano e le strade di collegamento extraurbano provinciali e statali non possono essere assunte come supporto viario per l’accesso diretto ai lotti, che dovrà essere ottenuto tramite apposite strade di servizio da inquadrarsi attraverso i predetti piani particolareggiati o di lottizzazione convenzionata. L’edificazione può essere assentita mediante concessione diretta nel caso in cui l’area interessata sia dotata di apposita strada pubblica urbanizzata di servizio già esistente, ovvero quando si tratti di area non superiore ad 0,5 ettari (0,5 Ha), interclusa tra zone di diversa destinazione e/o lotti già utilizzati da costruzioni esistenti, e/o strade pubbliche esistenti, anche se servite da strade comunali di collegamento urbano o strade di collegamento
extraurbane provinciali o statali.
Articolo: 25 - Aree agricole (Zone E)
Sono le parti di territorio destinate all’esercizio di attività agricole, con funzioni anche di presidio del paesaggio agrario, del sistema idrogeologico, dei beni storici. Sono favoriti, con particolari regimi fiscali, finanziamenti o aiuti derivati da regolamenti comunitari:
-gli interventi volti alla manutenzione della struttura agraria tradizionale, con il rispetto della trama della viabilità poderale, e delle connesse sistemazioni idrauliche;
-la promozione di attività integrative del reddito, quali ad esempio l’agriturismo, e di attività di fruizione del territorio rurale per il tempo libero, in connessione con il piano particolareggiato della zona di espansione di Monserrato nord, la zona universitaria-ospedaliera e con il riuso dell’area dell’ex Polveriera da sviluppare in accordo con il comune di Selargius. In questo caso è ammessa la realizzazione di strutture ricettive e di servizio coerentemente con le previsioni del Decreto R.A.S. 2266/U/1983.
-gli interventi coerenti con la valorizzazione delle risorse del territorio, la formazione di orti e la produzione per autoconsumo.
È ammessa, per svolgere attività agricole, per la conduzione di orti singoli, l’installazione di manufatti oggettivamente precari della dimensione massima di mq 9 monolocale e di altezza massima di ml 2,60, realizzati con strutture in materiale leggero, semplicemente appoggiati a terra, salvo opere di ancoraggio che non comportino opere di fondazione e alcuna modifica dello stato dei luoghi. Dovranno essere rispettate, comunque, le distanze dal confine e da altri corpi di fabbrica, di cui al Codice Civile. L’installazione può avvenire con comunicazione al Sindaco, nella quale si specificano:
-le esigenze produttive, caratteristiche, dimensioni e collocazione del manufatto;
-Il periodo di mantenimento del manufatto, comunque non superiore ad un anno, rinnovabile;
-l’impegno alla rimozione qualora l’amministrazione lo richiedesse.
- il titolo per posizionare il manufatto precario.
Per gli edifici esistenti, legittimamente realizzati, valgono le seguenti indicazioni di intervento:
Gli interventi ammessi, sono di manutenzione, restauro, ristrutturazione edilizia senza aumento di volumetria, ristrutturazione urbanistica e ampliamento.
Sono ammessi interventi di:
-demolizione e ricostruzione a parità di volume;
-demolizione e accorpamento di volumi presenti nel resede;
-ampliamento motivato con rialzamento degli edifici ad un piano nel limite di un’altezza di m. 6 previa demolizione di eventuali volumi precari presenti nel resede; -
- ampliamento motivato per gli altri edifici una tantum fino ad un massimo del 10% del volume preesistente.
Rustici e capannoni agricoli: sono gli edifici necessari alla produzione e all’esercizio di attività agricole.
Gli interventi ammessi sono di manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione edilizia ristrutturazione urbanistica anche con accorpamento di volumi presenti nel resede ed con
ampliamento fino ad un massimo del 50% adeguatamente motivato da esigenze produttive e in seguito alla redazione di un piano aziendale.
Edifici produttivi: sono gli insediamenti sparsi produttivi di recente realizzazione non utilizzati per l’agricoltura.
Gli interventi ammessi, sono di manutenzione, restauro, ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica. I progetti di ristrutturazione devono sempre prevedere la cura e il disegno delle sistemazioni esterne e degli spazi aperti, con eventuali alberature di mascheramento di depositi e altro presente nel lotto, un numero di parcheggi adeguato per addetti e utenti. Gli spazi destinati a depositi di varia natura piazzali e parcheggi devono essere realizzati con modalità costruttive che consentano l’infiltrazione o la ritenzione anche temporanea delle acque.
Nel caso di aree destinate a piazzali per depositi di vario genere sono ammessi interventi fino alla ristrutturazione urbanistica dei manufatti preesistenti, se assentiti, con l’obiettivo, specificato negli elaborati tecnici, del riordino del lotto, l’accorpamento e demolizione di manufatti precari, la cura degli spazi aperti. Tali aree devono essere circondate da una fascia di alberi di alto fusto in duplice filare alternato, in modo da formare, con l’aiuto di siepi uno schermo visivo. Non è ammesso il mutamento di destinazione d’uso.
Per quanto non specificato nei punti b) e c) nel presente articolo, trova applicazione il D.P.G. R.A.S.
n.228 del 03/08/1994 e successive modifiche ed integrazioni.
Non è consentito avviare attività di agriturismo né centri di ristoro poiché non sussistono i requisiti di cui alle Direttive agricole (DPG R.A.S. n.228 del 03/08/1994) e alla LR n.18/98.
Individuazione delle sottozone agricole. Zonizzazione
L’art.8 del D.P.G.R. n°228/94 "Direttive per le zone agricole", in applicazione dell’art.8 della LR n°45/89, definisce i criteri di individuazione delle sottozone agricole che, per il Comune di Monserra- to, sono:
E2) aree di primaria importanza per la funzione agricolo produttiva anche in relazione all'estensione, composizione e localizzazione dei terreni. L’analisi dei caratteri pedo-ambientali hanno portato all’individuazione di due articolazioni per le sottozone E2:
E2a) terreni irrigui. Ambito di notevole interesse agricolo. La destinazione di questi suoli per l’agricoltura, risulta compatibile con le esigenze del paesaggio e, potenzialmente, con quelle eco- nomiche a livello locale. E’ perciò da favorire la continuità dell’utilizzo primario in funzione delle residue attività agricole. Le trasformazioni aziendali devono, ove necessario, prevedere opere in difesa del suolo e le infrastrutture non devono essere in contrasto con il paesaggio.
E2b) terreni non irrigui. Ambito di notevole interesse agricolo. La destinazione di questi suoli per l’agricoltura, risulta compatibile con le esigenze del paesaggio e, potenzialmente, con quelle eco- nomiche a livello locale. E’ perciò da favorire la continuità dell’utilizzo primario in funzione delle residue attività agricole. Le trasformazioni aziendali devono, ove necessario, prevedere opere in difesa del suolo e le infrastrutture non devono essere in contrasto con il paesaggio.
E5) terreni ad elevata attitudine agricola ma marginali per l’agricoltura a causa della degradazione dei suoli per effetto dell’espansione urbana. Per queste aree prevalgono esigenze di tutela e salvaguardia,
di regolamentazione delle zone più vulnerabili, di razionalizzazione dello sviluppo dell’urbanizzazione e di riqualificazione urbanistica generale. E’ possibile l’inserimento programmato di attività compati- bili e conservative ai fini agricoli finalizzate a garantire condizioni adeguate di stabilità ambientale e di ripristino delle valenze paesaggistiche degradate.
La zonizzazione è stata effettuata sulla base di:
le caratteristiche pedo agronomiche dei suoli e loro attitudine all'uso agricolo, usi prevalenti, estensione territoriale dei lotti, compromissione dell'equilibrio naturale del territorio indotta dagli usi antropici;
le caratteristiche geo-pedologiche delle caratteristiche di ciascuna zona agricola relativa ai possibili interventi di miglioramento aziendale compatibili con le esigenze di tutela paesaggistica dell’ambito.
Tale zonizzazione è parte essenziale della documentazione richiesta per interventi di miglioramento fondiario (Piani aziendali) di cui al Reg. CEE 2328/91 e alle direttive regionali DD.G.R. n. 24/59 del 10.06.97 e n. 25/13 del 19.06.97 per l’accesso al credito.
In tutte le zone agricole sono ammessi interventi di viabilità rurale e opere finalizzate alla tutela del suolo e dell’assetto idrogeologico.
Sono consentiti con concessione diretta, gli interventi conservativi, adeguativi e modificativi di fabbricati rurali esistenti, salvo che per le opere per le quali sia sufficiente la sola autorizzazione; la conversione ad usi agricoli di edifici esistenti diversamente utilizzati; la costruzione di nuovi edifici funzionali, abitativi e di servizio, comprese le serre di coltura.
I volumi di progetto saranno computati detraendo i volumi eventualmente già presenti nei lotti.
0,20 mc/mq per i fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;
0,01 mc/mq per i fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);
fino a 0,10 mc/mq per le strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico dipendenti, e per il recupero del disagio sociale.
Ai fini edificatori la superficie minima di intervento è in via generale stabilita in Ha 1, salvo per quanto
riguarda la destinazione per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici, per i quali è stabilita in ha 0,50.
4Per le residenze, la superficie minima di intervento è in via generale stabilita in ha 1,00 .
Numero massimo dei piani (compreso l'eventuale interrato): 2; Distanza dai confini: non inferiore a 8 mt;
Distanza dai confini stradali: non inferiore a 10 mt; Altezza libera per silos e camini;
Altezza non superiore a 6,00 m sul prospetto a valle, per abitazioni rurali;
Nelle aree a vocazione agricola è possibile inserire progetti di rilievo comunale, con piani di valorizzazione di iniziativa pubblica redatti atti a promuovere un utilizzo innovativo e collettivo dell’agro. Nello specifico è ammessa la realizzazione di un giardino botanico nell’area individuata come E2 – giardino botanico, nella zonizzazione. Per tale area è ammessa volumetria di servizio nel rispetto dei parametri sopracitati.
Con deliberazione del Consiglio comunale l'indice di edificabilità fondiaria potrà essere elevato fino a 0,50 mc/mq in presenza di particolari esigenze aziendali, purché le opere siano ubicate ad una distanza di almeno 500 m dal perimetro urbano.
Per quanto applicabili e non in contrasto con le presenti disposizioni si fa riferimento alle direttive per le zone agricole del D.P.G.R. 13.04.1994 n° 228.
Articolo: 26 - Aree per servizi generali (zona G)
Comprendono le parti di territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale, quali strutture per l’istruzione secondaria, superiore e universitaria, i beni culturali, la sanità, lo sport e le attività ricreative, il credito, le comunicazioni o quali mercati generali, parchi, depuratori, impianti di potabilizzazione, inceneritori e simili, equiparate a zona G dal Decreto R.A.S. n°2266/U/1983).
Per le strutture tecnologiche l’edificazione è regolata dalle norme specifiche vigenti per tali attrezzature e dalle esigenze tecniche, pur con riguardo dei valori ambientali presenti. Ulteriori precisazioni ed eventuali modifiche possono essere decise dal Dirigente dell’ufficio tecnico, in sede di approvazione dei progetti.
È ammessa la realizzazione e la gestione delle attrezzature da parte di Enti o privati dopo stipula di convenzione approvata dal Comune previa predisposizione di apposito piano attuativo prioritariamente di iniziativa pubblica.
G1: Aree per impianti sportivi di interesse generale G2: Parchi territoriali
G3: Le aree dell’Università e per le attrezzature di interesse metropolitano G4: Aree per attrezzature di interesse metropolitano
Aree per impianti sportivi di interesse generale
Sono comprese le aree pubbliche o di uso pubblico per le attività sportive, a carattere generale quali campi sportivi, piscine, palestre, tennis e sono regolate da progetti attuativi unitari.
Il progetto dovrà riservare uno spazio complessivo non inferiore al 20% dell’area totale per sistemazioni a verde con alberature e parcheggio e gli edifici di servizio potranno coprire non più del 30% dell’area residua con un indice territoriale (It) di 1 mc./mq.
Gli impianti sportivi sono realizzati dalla Pubblica Amministrazione o da Enti o privati previa convenzione con il Comune. La durata della concessione è determinata dal Comune caso per caso, in relazione al tipo degli impianti, tenendo conto del programma economico del concessionario e dell’ammortamento anche finanziario.
Il concessionario, ferma l’osservanza delle norme in materia della L.10/1977, costruisce gli impianti a
proprie spese, in base a progetto redatto in conformità con le indicazioni del comune; assume la gestione del servizio e, rispettando i fini sociali, la esercita per il periodo stabilito dalla convenzione che prevederà il controllo pubblico del servizio.
Per gli edifici e gli impianti pubblici esistenti sono ammessi ampliamenti con intervento diretto fino ad un massimo del 20% del volume preesistente.
Sono parti di territorio rilevanti da un punto di vista ambientale o con funzioni strategiche di riequilibrio territoriale da attrezzare per lo sport, per lo svago e il tempo libero, per la fruizione naturalistica e culturale. Essa è:
il parco dello Stagno di Pauli ex aeroporto
riqualificazione e attrezzature di Terr’e Teula
il parco dell’ex Polveriera
Negli edifici esistenti sono ammessi, con intervento edilizio diretto, opere di manutenzione, ristrutturazione edilizia ed urbanistica a parità di volume esistente, demolizione e ricostruzione, ampliamento. L’ampliamento consiste nell’aumento della volumetria, una tantum, fino ad un massimo del 10% dell’esistente legittimamente costruito.
Parco dello Stagno di Pauli ex aeroporto
-Obiettivi dell’intervento: valorizzare l’area con sistemazioni di tipo naturalistico, caratterizzate da
interventi di ripristino ambientale, come indicate con valore di indirizzo in cartografia, e operazioni di riassetto idraulico che portino alla formazione di un’area umida attrezzata per attività di tempo libero e scientifico-didattiche, connessa con la limitrofa zona umida di Molentargius.
-Caratteri dell’intervento: l’intervento è subordinato all’approvazione di uno specifico progetto attuativo di iniziativa pubblica con il quale si dovranno stabilire, privilegiando metodi naturalistici e di bioingegneria, caratteristiche tecniche, modalità priorità e fasi di intervento, aspetti economici e finanziari. Il progetto dovrà in particolare individuare:
-le aree e gli elementi da restaurare (vegetazione tipica, assetto idraulico, caratteri morfologici) e quelli da ripristinare, per favorire la rinaturalizzazione dei luoghi e la loro valorizzazione, individuati anche sulla base di documentazione storica;
-gli interventi necessari per organizzare la fruizione pubblica del parco inteso come luogo di
documentazione dei valori naturalistici e delle zone umide e per lo svago e il tempo libero, con l’eventuale localizzazione di attrezzature pubbliche, museali, ricettive, con un indice territoriale di 0,01 mc/mq
-Modalità e caratteri di intervento: l’intervento è subordinato all’approvazione di uno specifico progetto di ristrutturazione urbanistica di iniziativa pubblica. Il progetto dovrà in particolare individuare:
-gli interventi necessari per organizzare la fruizione pubblica del parco con l’eventuale localizzazione di attrezzature pubbliche, ricettive e di ristoro con un indice territoriale massimo di 0,04 mc/mq.
Parco dell’ex Polveriera
-Obiettivi dell’intervento: Valorizzare l’area, in accordo con il comune di Selargius, con la riconversione dei volumi un tempo di uso militare, organizzando un sistema di verde attrezzato con percorsi pedonali e ciclabili, attività di svago e sportive, aree di interesse culturale, in connessione con il contesto agricolo circostante
-Modalità di intervento: l’intervento è subordinato all’approvazione di uno specifico piano attuativo di iniziativa pubblica.
Le aree dell’Università e per le attrezzature di interesse metropolitano
Sono le aree destinate al completamento delle strutture universitario-ospedaliere esistenti, delle scuole superiori o attrezzature di interesse metropolitano e dei relativi servizi secondo piani attuativi da concordare con il Comune nel quadro di una programmazione di settore e di scala metropolitana. In assenza dei suddetti piani attuativi è consentita l’edificazione fino ad un massimo di 0,01 mc/mq calcolato sull’intera superficie dell’area specificamente destinata dal piano, come da Decreto R.A.S. n°2266/U/1983, articolo 4.
In tali aree è prevista la realizzazione di volumetrie di interesse metropolitano a servizio e ad uso
correlato alle attività dell’università e del policlinico. Eventuali strutture dovranno essere oggetto di un progetto unitario mirato alla valorizzazione del territorio, all’implemento dell’offerta e alla realizzazione di comparti a basso impatto ambientale che assolvano a funzioni ricettive e di servizio.
Le aree per le attrezzature di interesse metropolitano
Sono le aree con destinazione : edifici, attrezzature ed impianti pubblici e privati riservati a servizi di interesse generale, quali strutture per l’istruzione secondaria, superiore ed universitaria, i beni culturali, la sanità, lo sport e le attività ricreative, il credito, le comunicazioni, attività commerciali e direzionali, attività ricettive. Gli interventi in queste aree sono subordinati alla presentazione di piani di lottizzazione di iniziativa privata e al rispetto degli standard e parametri di seguito specificati : lo studio urbanistico dovrà essere esteso all’intero comparto; la superficie territoriale minima convenzionabile dovrà essere almeno il 50% dell’area complessiva; It : 0,3 mc/mq; Hmax : 12,00 ml; Cessioni : min. 20% della superficie territoriale a Servizio Pubblico S1 (istruzione) e S2 (interesse comune); min. 27% della superficie territoriale a S3 (verde pubblico) e S4 (parcheggi e strade).
Articolo: 27 - Aree di salvaguardia (zona H)
-Obiettivi dell’intervento: valorizzare l’area con sistemazioni di tipo naturalistico, caratterizzate da interventi di ripristino ambientale, come indicate con valore di indirizzo in cartografia, e operazioni di riassetto idraulico che portino alla formazione di un’area umida attrezzata per attività di tempo libero e scientifico-didattiche, connessa con la limitrofa zona umida di Molentargius.
documentazione dei valori naturalistici e delle zone umide e per lo svago e il tempo libero, con l’eventuale localizzazione di attrezzature pubbliche, museali, ricettive, con un indice territoriale di
0,001 mc/mq