Source: http://www.camcomtaranto.gov.it/Pagine/Tributi/sanzioni.shtml
Timestamp: 2019-09-19 23:11:09+00:00
Document Index: 64125252

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 12']

Tale ultima modifica si è resa necessaria dopo le indicazioni fornite dal Ministero dello Sviluppo Economico con nota circolare n. 172574 del 22/10/2013 circa l'applicabilità al diritto annuale della Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 27/E del 2/08/2013, modificando in parte le precedenti indicazioni date dallo stesso Ministero con la Circolare n. 3587/C del 20.06.2005.
Tale nota circolare ha chiarito innanzi tutto i diversi termini di scadenza del versamento del diritto annuale:
1 – Termine ordinario:
per tutti i soggetti già iscritti al 1° gennaio dell'anno di riferimento il termine ordinario di versamento è quello previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi (vedi art. 17 commi 1 e 3 lettera a) DPR n. 435/2001 e s.m.i.);
per tutti i soggetti e le unità locali e/o sedi secondarie che si iscrivono nel corso dell'anno di riferimento (al registro delle imprese o al R.E.A.) il termine è stabilito dalle disposizioni normative e regolamentari in vigore (D.M. n. 359/2001 e art. 4 D.M. 21 aprile 2011) e cioè entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione e/o annotazione).
2 – Termine lungo: il termine di scadenza per il versamento del tributo e della maggiorazione dell'interesse corrispettivo vigente (attualmente lo 0,40%) fissato al trentesimo giorno successivo alla scadenza del termine ordinario di versamento, di cui possono avvalersi esclusivamente i soggetti già iscritti al 1° gennaio dell'anno di riferimento. (vedi art. 17 comma 2 DPR n. 435/2001 e s.m.i.).
L'art. 8 del Regolamento camerale prevede un incremento percentuale della sanzione in base alla "gravità della violazione" intesa in relazione al danno finanziario subito dalla Camera di commercio, l'art. 9 prevede invece un incremento della sanzione a seguito della valutazione della "personalità del trasgressore" desunta dalle precedenti violazioni in materia di diritto annuale (compiute nel quinquennio precedente quello della violazione), l'art. 10 infine dispone relativamente ai casi di riduzione della sanzione.
Quando più favorevole rispetto al "cumulo giuridico" (cioè la somma delle singole sanzioni contestate) si applica una sanzione unica in presenza di violazioni continuate, applicando alla sanzione originaria più elevata un aumento percentuale che va dalla metà al triplo, a seconda del numero delle violazioni contestate (art. 12 Violazioni continuate).
tramite iscrizione a ruolo diretta senza preventiva contestazione (ai sensi dell'art. 11 commi 1 e 2 D.M. n. 359/2001, dell'art. 8 del D.M. n. 54/2005, dell'art. 17 comma 3 del D. Lgs n. 472/1997 e s.m.i. e dell'art. 14 del Regolamento camerale);
tramite notifica di atto contestuale di accertamento e irrogazione di sanzione (ai sensi dell'art. 17 comma 1 del D.Lgs n. 472/97 e s.m.i. , dell'art. 8 del D.M. n. 54/2005 e dell'art. 14 del Regolamento camerale).
Solo nel caso di versamenti omessi totalmente o parzialmente, ccontestati con atto di accertamento e contestuale irrogazione di sanzione, viene richiesto al contribuente di calcolare gli interessi sino alla data del pagamento (da eseguirsi entro 60 giorni dalla notifica dell'atto).
Nell'atto di accertamento, infatti, sono indicati gli interessi calcolati dalla data di scadenza del versamento fino alla data di emissione dell'atto, o se il versamento è già stato eseguito sino alla data del pagamento .
Diversamente invece per le spese di notifica dell'atto di accertamento e irrogazione di sanzione, nel caso venga notificato a più destinatari (coobbligati) oltre all'impresa. Tali spese andranno pagate per ogni notifica andata a buon fine (anche in caso di mancato ritiro dell'atto) utilizzando sempre il modello F24 ed andando ad indicare nella sezione IMU e Tributi locali oltre al codice ente "TA", il codice tributo 3869 (Recupero spese di notifica) indicando come anno di riferimento quello di emissione dell'atto, mentre l'importo dovrà essere l'importo totale, nel caso vi siano più destinatari dell'atto che hanno ricevuto la notifica.
Per evitare di pagarla più volte, si dovrà controllare il numero della cartella, che sarà lo stesso con l'eventuale aggiunta di tre cifre dopo una barra: 000 (intestatario) 001 (coobbligato 1), 002 (coobbligato 2) ).
Trascorsi più di 60 giorni dalla notifica non si può più utilizzare il bollettino allegato alla cartella di pagamento perché gli importi da versare sono diversi. Oltre agli importi iscritti a ruolo ed al compenso di riscossione (totalmente a carico del contribuente) sono da versare anche gli interessi di mora ed eventuali rimborsi spese per procedure esecutive che l'Agente ha dovuto sostenere.
In tal caso prima di effettuare il pagamento si dovrà verificare l'importo dovuto, aggiornato alla data in cui si intende eseguire il pagamento, presso gli sportelli dell'Agente della riscossione .
Informazioni sugli importi iscritti a ruolo, per diritto, sanzioni e interessi, debbono essere richieste direttamente all'Ufficio delle Entrate della Camera di commercio (responsabile procedimento: rag. Alessandra Lupo, @mail: alessandra.lupo@ta.camcom.it), mentre per quanto riguarda le modalità e la documentazione dell'avvenuta notifica delle cartelle nonché la possibilità di rateizzarne il pagamento la richiesta dovrà essere indirizzata esclusivamente all'Agente della riscossione competente indicato nella cartella stessa.
RICHIESTA DI RIESAME IN AUTOTUTELA E PRESENTAZIONE RICORSO IN COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE
Si ricorda che la presentazione dell'istanza di riesame in sede di autotutela non interrompe né sospende il termine per la proposizione del ricorso di fronte alla competente Commissione Tributaria Provinciale, ed è comunque possibile anche decorso il suddetto termine.
Per i ricorsi notificati a partire dal 1/07/2019 - salvo il caso in cui il contribuente intenda e possa stare in giudizio senza assistenza tecnica (per cui la modalità telematica resta facoltativa) - si dovrà:
intestare il ricorso alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente (art. 4 D. Lgs n. 546/1992);
notificare il ricorso alla Camera di Commercio che ha emesso il ruolo entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento o dell'atto di accertamento e contestuale irrogazione di sanzioni esclusivamente con modalità telematica mediante notifica all'indirizzo di posta elettronica certificata dell'Ente Camerale, per la CCIAA di Taranto all'indirizzo istituzionale: cciaa.taranto@ta.legalmail.camcom.it ;
notificare il ricorso all'Agente della Riscossione - nel caso in cui siano contestati vizi imputabili alla sua attività - (ad esempio, errori nel procedimento di notifica della cartella di pagamento) esclusivamente mediante notifica all'indirizzo di posta elettronica certificata dell'Agente della riscossione (disponibile sul sito www.indicepa.gov.it) .
Se l'importo contestato è pari o superiore a 3.000 euro, il contribuente deve essere obbligatoriamente assistito da un difensore appartenente a una delle categorie previste dalla legge (art. 12, comma 2, del D. Lgs. n. 546/1992). Per importo contestato si intende l'ammontare del tributo, esclusi gli interessi e le sanzioni; in caso di controversie relative esclusivamente a sanzioni, per importo contestato si intende il loro ammontare.
Tutte le informazioni sulla procedura, le specifiche tecniche e le modalità di deposito dei ricorsi in modalità telematica, sono rinvenibili sul portale della Giustizia Tributaria www.giustiziatributaria.gov.it da cui è possibile accedere al Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T.) da utilizzare per il deposito del fascicolo telematico.
Per le controversie di valore non superiore a 50.000 euro e pertanto soggette a reclamo/mediazione, il contribuente - a pena di improcedibilità del ricorso - potrà costituirsi in giudizio entro i 30 giorni successivi allo spirare del termine di 90 giorni dalla notifica del ricorso (sempre che non sia stato notificato l'accoglimento del reclamo o non sia stata conclusa la mediazione). Il termine di 90 giorni è sospeso dal 1 al 31 agosto.
RATEAZIONE DI PAGAMENTO DEGLI ATTI DI ACCERTAMENTO
Nel caso si intenda procedere alla regolarizzazione di un diritto annuale non versato o versato in misura incompleta, ad esempio per sbloccare la certificazione, è necessario verificare due condizioni:
se sono scaduti o meno i termini per il ravvedimento operoso (ricordiamo che il termine massimo per il ravvedimento lungo è un anno dal termine ordinario di versamento);
richiedere alla Camera di commercio (anche tramite e-mail all'indirizzo dirittoannuale@ta.camcom.it ) di ricevere la notifica di un atto di accertamento e contestuale irrogazione di sanzione alla P.E.C. dell'impresa oppure direttamente a mani del titolare e/o al legale rappresentante dell'impresa o di un suo delegato (con apposito modello di delega completo di copia dei documenti di riconoscimento del delegante e del delegato) presso lo sportello dell'Ufficio Entrate della CCIAA. Una volta notificato il suddetto atto il suo pagamento è possibile sia direttamente allo sportello (in contanti o tramite POS) oppure con modello F24, entro 60 giorni dalla notifica.
Al momento della pubblicazione di questa guida la CCIAA di TARANTO ha effettuato l'iscrizione a ruolo delle residue violazioni riferite al diritto annuale 2015 (con successive annualità contestate sino all'anno 2017 – sempre che siano state accertate ulteriori violazioni per lo stesso contribuente, rientranti nel medesimo periodo di contestazione).