Source: https://www.laleggepertutti.it/189613_controllare-spazzatura-condomini-per-evitare-di-ricevere-multe-e-possibile
Timestamp: 2018-10-19 10:10:31+00:00
Document Index: 176874880

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3']

Controllare spazzatura condomini per evitare di ricevere multe: è possibile?
Multe al condominio per colpa di un solo o pochi condomini che non rispettano le regole previste per la raccolta differenziata: come fare.
Come noto, i regolamenti comunali possono prevedere multe salate per chi, per sbaglio o di proposito, non rispetta le regole stabilite per la raccolta differenziata dei rifiuti. Le multe diventano però “collettive” se a commettere l’illecito, nel violare le disposizioni sulla raccolta differenziata porta a porta, è un solo condomino non identificabile.
Questo modus operandi potrebbe sembrare ingiusto (e di fatto lo è) ma è l’unico possibile qualora la violazione delle regole sulla raccolta differenziata non siano attribuibili ad un individuo o utenza specifici. Nonostante, infatti, i contenitori possano essere contrassegnati da un codice identificativo, non è detto che un terzo o un altro condomino, per errore o volutamente, getti la propria spazzatura nel contenitore altrui, o fuori dagli appositi spazi o, ancora, con sacchetti diversi da quelli consentiti.
Una volta che il condominio sia raggiunto da un verbale di multa, vigendo la responsabilità solidale di tutti i condomini, l’amministratore deve provvedere alla divisione dell’importo in base ai millesimi di proprietà oppure secondo altri criteri stabiliti dal regolamento condominiale o deliberati appositamente dall’assemblea per la ripartizione delle sanzioni amministrative.
Controllo spazzatura condomini
Controllare i rifiuti dei singoli condomini è, non solo infattibile, ma anche illecito poiché lesivo della privacy. Nei rifiuti finiscono, infatti, effetti personali che possono rivelare anche dati sensibili delle persone (corrispondenza, fatture, estratti conto bancari, farmaci, prescrizioni mediche, ecc.).
Qualora siano utilizzati sacchetti dotati di microchip, di codici a barre o, eventualmente, di “RFID”, non è quindi necessario procedere ad ispezioni al fine di individuare il conferente. La modalità di accertamento descritta può poi rivelarsi lesiva di situazioni giuridicamente tutelate come la libertà e la segretezza della corrispondenza lasciata nei rifiuti.
06/01/2018 alle 11:03
nella causa iscritta al n. …/14 R.G. – Affari Contenziosi Civili – avente ad oggetto:
COMUNE di (…), in persona del Sindaco pro-tempore, dom.to ope legis presso la Casa Comunale in (…); RESISTENTE-PRESENTE
Per la ricorrente: annullare l’ordinanza-ingiunzione prot. n. …. del 24/2/14 emessa dal Comune di (…) nei sui confronti per non aver commesso il fatto; vittoria di spese e competenze professionali con attribuzione al procuratore anticipatario.
TIZIA, con atto depositato il 9/4/14, proponeva opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione prot. n. … del 24/2/14 emessa dal Comune di (…) con la quale le ingiungeva il pagamento della somma indicata per violazione dell’ordinanza Sindacale n…. del 3/11/11 per aver rinvenuti, in una busta chiusa, rifiuti commisti di vario genere, senza osservare la prescritta differenziazione degli stessi.
Ciò premesso, il ricorso è fondato e va accolto e, pertanto, l’ordinanza-ingiunzione prot. n…. del 24/2/14 emessa dal Comune di (…) nei confronti di TIZIA va annullato.
– Il sistema della legge 24 novembre 1981, n. 689, preserva il principio della natura personale della responsabilità, disciplinando rigorosamente i profili della “imputabilità” (art. 2), dell’”elemento soggettivo” della violazione (art. 3), delle “cause di esclusione della responsabilità” (art. 4), del “concorso di persone” (art. 5); e lo stesso profilo di deroga ad esso apportato attraverso l’istituto della “solidarietà” (art. 6) resta rigorosamente circoscritto e delimitato e la sua disciplina non tollera interpretazioni che, estendendo l’ambito delle fattispecie in essa espressamente contemplate, comportino il mancato rispetto del principio della “riserva di legge” fissato nell’art. 1 L. 24 novembre 1981 n. 689 (Cass. civ. Sez. I, 6/7/04 n. 12321).
In sintesi, in base quanto disposto dall’art. 3 della legge di depenalizzazione (legge n. 689 del 1981), ai fini della legittimità e validità di una sanzione, non è sufficiente che siano accertati gli estremi oggettivi, ma occorre che il trasgressore sia compiutamente identificato e che la sua condotta sia colposa o dolosa.
Dal processo verbale di accertamento di violazione amministrativa n…. del 13/12/13 si evince che la presunta trasgreditrice, nella persona dell’attuale ricorrente, sarebbe stata individuata attraverso l’apertura di una busta chiusa nella quale si rinvenivano rifiuti commisti di vario genere, non differenziati. Dagli esami degli stessi si sarebbe accertato, oltre alla presenza di carta, vetro e plastica, anche una ricevuta della “T.N.T.” e uno scontrino fiscale intestati alla TIZIA.
L’art. 3 di detta legge stabilisce il principio generale della responsabilità personale dell’illecito amministrativo. Questo articolo impone di fondare l’imputabilità della sanzione amministrativa sul principio della responsabilità personale dell’illecito commesso.
1) accoglie il ricorso e, per l’effetto annulla l’ordinanza-ingiunzione prot. n…. del 24/2/14 emessa dal Comune di (…) nei confronti di TIZIA;