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Timestamp: 2018-09-22 13:34:46+00:00
Document Index: 111171854

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art. 640', 'sentenza ', 'art. 644', 'art. 644', 'art. 644', 'art. 645', 'art. 186', 'art. 644', 'art. 184', 'art. 644', 'sentenza ']

riproposizione ricorso per d.i. - [ Civile :: Da collega a collega ] - FORUM AVVOCATI & Praticanti Avvocati
Autore Topic: riproposizione ricorso per d.i. (Letto 4572 volte)
« il: 01 Set 2003, 18:27 »
Secondo voi nel caso in cui siano decorsi i termini di cui all'art. 644 cpc posso riproporre la domanda? In tal caso, devo motivarla...cioè devo spiegare i motivi per cui la ripropongo?
Infatti, ai sensi dell'art. 640, la domanda può essere riproposta, anche in via ordinaria, ma nel caso di rigetto...in questo caso, in cui la domanda era invece stata accolta, che faccio?
Una volta, in passato, ho comunque notificato il decreto lo stesso, anche se i termini erano già decorsi, sperando che non mi eccepissero l'inefficacia. Però in questo caso non mi sento di farlo, perché il termine è decorso da un bel po' ed è molto più evidente...
La ricerca giurisprudenziale non mi ha aiutato...sapete farlo voi?
« Risposta #1 il: 02 Set 2003, 18:56 »
uffi...nessuno mi da una mano?
« Risposta #2 il: 02 Set 2003, 20:36 »
Non sono un esperto in materia e in questo momento non ho la disponibilità di libri, però così, a naso, non vedo il perchè non potresti riproporla.
Tu non hai notificato, non c'è alcuna lite pendente, paghi di nuovo il contributo e riproponi, no?
« Risposta #3 il: 02 Set 2003, 21:15 »
Ciao farfanicchio.
Dal punto di vista del mero diritto immagino tu sappia ormai cosa dice il cpc. Dal punto di vista pratico, come del resto hai già sottolineato tu, ci si muove a seconda della situazione. Corretta l'osservazione di ildem anche se forse si puo' provare ad evitare di ripagare il contributo... Andando a parlare con il Giudice che ha emesso il decreto e (solo in questo caso) motivando la mancata notifica (magari per motivi/disguidi dello Studio legale). In caso di giudice comprensivo, al decreto non notificato viene allegata la richiesta di nuova ingiunzione mediante rinnovo del provvedimento che il Giudice, in questi casi, compila a mano ridepositanto il tutto in cancelleria e facendo ripartire il procedimento monitorio ex nunc.
Diversamente, ai sensi dello stesso 644 (e non 640) cpc la domanda puo' essere tranquillamente riproposta senza problemi.
Osservazioni tuzioristiche a lato:
1) il decreto notificato tardivamente è inefficace, ma l'unico strumento dato al debitore (se la notifica è avvenuta correttamente) è l'opposizione nel cui giudizio, si "risparmiano" le spese di riproposizione del decreto e si puo' cmq ottenere la condanna al pagamento del dovuto, ma sarebbe certa la soccombenza delle spese;
2) il decorso del termine non si ha dal provvedimento, ma dal deposito in cancelleria, la sospensione feriale opera anche per il "decorso" del termine di 60 gg. e quindi, in alcuni casi, un D.I. risulta notificato "in termini" anche a 105 giorni dal provvedimento del GIudice;
3) come già anticipato prima, nel giudizio di opposizione la giurisprudenza è costante nel ritenere pacifica il potere del Giudice nel decidere anche nel merito del credito e non solo sull'inefficacia del decreto.
P.s. non si sa proprio nulla sull'uscita dei risultati a Napoli? Leggo di tutto qua sul forum ed ho un'amica che lo ha fatto là... Se hai news, scrivi nel topic dedicato che vi seguo con interesse, grazie!
« Risposta #4 il: 02 Set 2003, 21:51 »
Citazione da: "piccoloprincipe"
si puo' cmq ottenere la condanna al pagamento del dovuto, ma sarebbe certa la soccombenza delle spese!
non è detto che tu sia soccombente, e di sicuro non lo sarai se è fondata la pretesa nel merito, ci sarà una compensazione parziale (probabile) o totale (difficile).
« Risposta #5 il: 02 Set 2003, 22:43 »
intendevo solo relativamente alle spese del giudizio monitorio e con tutta probabilità anche di quello di opposizione visto che la domanda principale dell'attore in opposizione sarebbe la declatoria di inefficacia e non certo il merito (se è realmente debitore). SCusa se non mi sono spiegato bene.
« Risposta #6 il: 03 Set 2003, 00:00 »
No PP, ho capito, ma le spese della fase monitoria non possono essere messe a carico di chi vince il merito, il Giudice revoca il D.I. opposto, liquida le spese della fase monitoria e della fase di merito, le somma e indi attua una parziale (o totale)compensazione (1/3 1/4.... valuta lui).
La fase monitoria non è un grado di giudizio, ma una fase del giudizio per cui se sei il vincitore di quel grado non puoi essere soccombente sulle spese.
A me ad es. hanno revocato un D.I. per un errore formale e il Giudice ha condannato alle spese della fase monitoria e di opposizione compensandole nella misura di 1/6.
Cmq ripeto io ridepositerei un nuovo D.I. e buona notte
« Risposta #7 il: 03 Set 2003, 09:35 »
Scusa Ildem, solo per chiarirci ancora meglio: la compensazione significa cmq che sarà il creditore a dover pagare il suo legale, per questo raffrontavo sopra spese risparmiate e spese che... si vanno a... "rischiare".
« Risposta #8 il: 03 Set 2003, 09:43 »
« Risposta #9 il: 03 Set 2003, 10:42 »
Buona giornata anche a voi..... anche se io ho un sonno pazzesco ..... speriamo che Mod sia in forma e controlli lui Milano......
« Risposta #10 il: 03 Set 2003, 10:50 »
io in un caso simile (su saggio suggerimento di nikole ...) ho chiesto la remissione in termini ...
« Risposta #11 il: 03 Set 2003, 11:27 »
Remissione in termini? Interessante, ma su che presupposti? Di regola i termini perentori non sono prorogabili ..... spiega Game .... non lasciarmi(ci) sulle spine....
« Risposta #12 il: 03 Set 2003, 12:05 »
spostamento di residenza del debitore e difficoltà nella ricerca dell'indirizzo ... aveva cambiato due residenze ... ... per onestà devo dire che era dal G.d.P. ... quindi facile da convincere ...
« Risposta #13 il: 03 Set 2003, 12:20 »
Onestà apprezzata, ma da veloce e non esaustiva ricerca, Cass. 67/2002 non la pensa come il tuo GdP.
Ti saluto, devo scappare e non mi connetterò per un po'.
« Risposta #14 il: 03 Set 2003, 13:16 »
sì ma lì il caso è diverso ... io ho richiesto al GdP la remissione prima di procedere alla notifica ed ho notificato il d.ing. unitamente al provvedimento del Giudice che proprogava il termine ...
« Risposta #15 il: 03 Set 2003, 18:08 »
il fatto è differente ma la sentenza integrale recita:
"Il motivo è fondato. Il termine di cui all'art. 644 c.p.c. ha infatti carattere perentorio, e quindi non è prorogabile. Peraltro nella fattispecie, se anche detto termine fosse stato prorogabile, non si sarebbe potuto parlare di concessione della proroga, avendo il condominio chiesto il nuovo termine dopo la scadenza di quello stabilito..."
quindi, secondo me, non poteva prorogartelo.... ciao
« Risposta #16 il: 03 Set 2003, 19:25 »
Per completezza riporto in calce lo stralcio della massima citata da ildem e che mi sembra confermare quanto dicevo. A mio personalissimo avviso, la pratica è assai più elastica delle definizioni, come più o meno tutti noi prima o poi verifichiamo sul campo. Io avevo volutamente descritto una possibilità senza parlare di remissione in termini perchè, anche se di fatto può sembrare una remissioni in termini puo' passare come "rinnovo" del provvedimento. Il Giudice infatti ingiunge ex nunc, dalla nuova domanda che di fatto viene riproposta bybassando esclusivamente il pagamento per una seconda volta di certe spese e... ironicamente... in omaggio della celerità e minor dispendiosità dei giudizi
"Il termine previsto dall'art. 644 c.p.c. per la notifica del decreto ingiuntivo e' perentorio e, come tale, non puo' essere prorogato. Peraltro, qualora il creditore provveda alla notificazione del medesimo dopo il decorso di tale termine, le ragioni del debitore, ivi comprese quelle relative all'inefficacia del titolo prevista dalla citata norma, possono essere fatte valere solo con l'ordinaria opposizione da esperirsi nel termine prefissato dal provvedimento notificato; ed inoltre, in tale giudizio il debitore opponente che si limiti ad eccepire solo l'inefficacia del titolo tardivamente notificato non puo' impedire, in caso di
costituzione e di riproposizione della domanda da parte dell'opposto creditore, che all'eventuale dichiarazione di inefficacia del decreto si accompagni la decisione da parte del giudice dell'opposizione in merito all'esistenza del diritto gia' fatto valere con il ricorso per ingiunzione. In tal ultimo caso l'inosservanza da parte del creditore del termine di cui all'art. 644 c.p.c. puo' acquisire rilevanza, solo ai fini della condanna alle spese del giudizio, consentendo l'esclusione di quelle relative all'ottenimento dell'ingiunzione dichiarata inefficace".
Cassazione civile sez. II, 4 gennaio 2002, n. 67
« Risposta #17 il: 03 Set 2003, 20:14 »
ildem hai ragione ... avevo depositato la richiesta prima della scadenza del termine ... ultimo o penultimo giorno ... il termine non era ancora spirato in effetti .. quindi il mio suggerimento era del tutto inutile e fuorviante per farfanicchio ...
« Risposta #18 il: 09 Ott 2003, 18:52 »
Domanda: ha senso introdursi in un topic arenato dal 3.9?
Risposta: non lo so, ma lo faccio lo stesso.
Se scade un decreto ingiuntivo cosa fare?
Esistono tre alternative.
1) riproporlo (se l'esigenza è raggiungere celermente il titolo per l'iscrizione dell'ipoteca o per l'esecuzione);
2) notificarlo comunque (il ricorso introduce un giudizio, nel senso che - secondo la giurisprudenza maggioritaria - esso rappresenta la domanda introduttiva anche del giudizio di opposizione ex art. 645 c.p.c., ancorchè, sotto tale ultimo profilo, in via condizionata (sospensivamente) all'azione del debitore ingiunto: ecco perchè, si dice che il ricorrente è attore sostanziale nel giudizio di opposizione).
Peraltro, in tale ultimo caso, potrebbe essere richiesta l'emissione dell'ordinanza ex art. 186-ter c.p.c. che (non ho verificato quali siano gli orientamenti in materia) non dovrebbe essere preclusa dall'emissione del decreto ingiuntivo divenuto inefficace ex art. 644 c.p.c.;
3) chiedere la rimessione in termini (l'unica 'dritta' se così si può chiamare è quella per cui, almeno nei fori di particolare importanza, attesa la genericità del disposto dell'art. 184-bis c.p.c., le sezioni deputate all'emanazione dei d.i., hanno precisi orientamenti interni in merito: dunque, verificarli con il presidente o con uno dei giudici della stessa).
Quanto alle spese, poichè la fase monitoria - come dice il tenente - è, appunto, una fase del più ampio giudizio di merito, l'orientamento maggioritario che ho sopra richiamato, afferma che non è possibile che all'esito della dichiarazione di inefficacia ex art. 644 c.p.c. si provveda sulle spese, con la conseguenza che la regolamentazione delle stesse dipende dalla sentenza definitiva.
Esiste un unico caso in cui nonostante si vinca nel merito, si perde sulla fase monitoria: pagamento del debito principale avvenuto successivamente al deposito del d.i. con prosecuzione del giudizio per la condanna alle spese del procedimento speciale.
F.to Fabrizio, cunctator... (o il tempestivo??)
« Risposta #19 il: 09 Ott 2003, 22:36 »
Tempestivo o no, sei stato, come sempre, esaustivo, grazie!!!
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