Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-settimo/titolo-i/art465.html
Timestamp: 2020-04-06 15:15:12+00:00
Document Index: 132267377

Matched Legal Cases: ['art. 465', 'art. 177', 'art. 465', 'art. 484', 'art. 468', 'art. 210', 'art. 465', 'sentenza ']

Art. 465 codice di procedura penale - Atti del presidente del tribunale o della corte di assise - Brocardi.it
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Articolo 465 Codice di procedura penale
Atti del presidente del tribunale o della corte di assise
Dispositivo dell'art. 465 Codice di procedura penale
1. Il presidente del tribunale o della corte di assise, ricevuto il decreto che dispone il giudizio, può, con decreto, per giustificati motivi (1), anticipare l'udienza o differirla non più di una volta (2).
2. Il provvedimento è comunicato al pubblico ministero e notificato alle parti private, alla persona offesa e ai difensori; nel caso di anticipazione, fermi restando i termini previsti dall'articolo 429 commi 3 e 4, il provvedimento è comunicato e notificato almeno sette giorni prima della nuova udienza [174] (3).
(1) Può essere un esempio il differimento per eventuale concomitanza di altri procedimenti rinviati o l'anticipazione di un dibattimento a carico di imputato detenuto.
(2) Non essendo prevista un'apposita sanzione, per il principio di tasssatività delle nullità di cui all'art. 177, la facoltà di anticipazione o differimento dell'udienza venga esercitata per più di una volta non si produrrà alcun effetto negativo.
Il legislatore ha previsto che il presidente del tribunale o della corte d'assise possa anticipare o differire l'udienza, solo a fronte di giustificati motivi, in un'ottica di semplificazione processuale.
Spiegazione dell'art. 465 Codice di procedura penale
All'interno del giudizio si possono distinguere gli atti preliminari al dibattimento, il dibattimento vero e proprio e gli atti successivi al dibattimento.
La fase degli atti preliminari al dibattimento va dalla conclusione dell'udienza preliminare sino agli atti introduttivi del dibattimento, ma senza una rigorosa delimitazione cronologica, posto che alcune delle attività preparatorie al giudizio (ad es. citazione) hanno luogo nella fase precedente, e che le questioni preliminari, appartenenti già al dibattimento, vengono trattati prima della dichiarazione di apertura del dibattimento. Ad ogni modo, un'interpretazione sistematica suggerisce di prendere come momento iniziale la ricezione del decreto che dispone il giudizio e come momento finale la costituzione delle parti (art. 484).
Il destinatario del decreto che dispone il giudizio è il presidente del tribunale o della corte d'assise, il quale può anticipare l'udienza o differirle, ma non più di una volta, tramite decreto emesso per giustificati motivi.
L'eventuale provvedimento deve ovviamente essere comunicato al pubblico ministero, alle parti privare, alla persona offesa ed ai rispettivi difensori. Fermo restando che tra la data del decreto e la data fissata per il giudizio deve intercorrere un termine non inferiore ai venti giorni, il provvedimento di anticipazione dell'udienza deve essere notificato ai soggetti di cui sopra almeno sette giorni prima della nuova data dell'udienza.
La scelta di tale determinazione temporale si spiega in quanto ai sensi dell'art. 468, comma 1, la richiesta di escussione di testimoni, periti, consulenti tecnici e persone ex art. 210 deve essere avanzata almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento.
Massime relative all'art. 465 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 49587/2001
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 49587 del 5 luglio 2001)