Source: https://studiolegalemeiecalcaterra.wordpress.com/2007/12/
Timestamp: 2017-02-26 08:00:28+00:00
Document Index: 167947347

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.8', 'art.60', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1284', 'sentenza ', 'art. 36']

2007 dicembre «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
venerdì, Dic 21 2007 avvocati and avvocato and studi legali
8:37 am	L’Avv. Maria Grazia Mei e il Dott. Massimiliano Calcaterra augurano a tutti un buon Natale e un 2008 pieno di felicità e di tante nuove sorprese.
La nostra attività di informazione e aggiornamento riprenderà dal giorno 7 gennaio 2008.
Divorzio veloce: adottato il testo base
giovedì, Dic 20 2007 avvocati and avvocato and diritto civile and diritto di famiglia and divorzi and separazioni and studi legali
3:24 pm	Con o senza figli per divorziare basterà aspettare 1 anno: a stabilirlo è un disegno di legge attualmente in esame alla Commissione Giustizia del Senato in sede referente. Nella seduta del 19 dicembre è stato adottato come testo base, il testo proposto dal relatore ed è stato fissato per il prossimo 22 gennaio il termine per la presentazione degli emendamenti.
La riduzione dei tempi i divorzio saranno applicati anche alle separazioni contenziose i cui procedimenti si siano conclusi, anche con sentenza non definitiva, prima della data di entrata in vigore della presente legge e alle separazioni consensuali i cui procedimenti siano in corso al momento della medesima data di entrata in vigore, sempreché i coniugi, prima che ne intervenga l’omologazione, concordemente dichiarino di volersene avvalere. Inoltre si applicheranno anche alle separazioni consensuali di cui sopra e a quelle di cui sia intervenuta l’omologazione prima della data di entrata in vigore della presente legge, sempreché il ricorso per la dichiarazione dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio sia proposto congiuntamente da entrambi i coniugi a norma dell’articolo 4, comma 16, della legge 10 dicembre 1970, n. 898.
Il provvedimento consta di 10 articoli e prevede anche altre disposizioni in materia di separazione dei coniugi tra cui alcune questioni patrimoniali (artt. 4 e 5), l’assegnazione della casa familiare (art. 7) e l’abolizione dell’addebito (art. 2).
TESTO PROPOSTO DAL RELATORE E ADOTTATO COME TESTO BASE
a) il secondo comma dell’articolo 151 è abrogato;
b) il primo comma dell’articolo 156 è sostituito dal seguente:
«Il giudice, pronunciando la separazione, può stabilire in favore di uno dei coniugi il diritto di ricevere dall’altro quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri.»;
c) all’articolo 540, la parola: «coniuge», ovunque ricorra, è sostituita dalle seguenti: «coniuge, anche se separato»;
d) l’articolo 548 è abrogato;
e) all’articolo 565, la parola: «coniuge», è sostituita dalle seguenti: «coniuge, anche se separato»;
f) l’articolo 585 è abrogato….[continua…]
“Spiare le mail dei dipendenti non è reato”
mercoledì, Dic 19 2007 avvocati and avvocato and Cassazione and diritti del lavoratore and diritto del lavoro and giurisprudenza and lavoro and processo del lavoro and sentenza and studi legali
9:51 am	Sentenza pilota della Cassazione riconosce mano libera ai dirigenti
Torino – Dopo un giudice di primo grado, anche la Cassazione ha stabilito che il dirigente di un’azienda può violare la casella di posta elettronica di un dipendente e leggerne le e-mail senza incorrere nello specifico reato. Il giudice torinese Adele Pompei, nell’ottobre 2006, aveva assolto G.T., account manager di Pilkington Siv (azienda produttrice di vetri per auto) ritenendo, in modo tranchant, che «i computer di proprietà di una società sono a tutti gli effetti strumenti di lavoro assegnati in dotazione ai dipendenti per l’esclusivo svolgimento dell’attività aziendale». Nel 2001, il dirigente aveva fatto licenziare R.M. dopo aver consultato la sua posta elettronica: «La procedura aziendale me ne dava la facoltà, vi ho trovato i documenti che mi servivano e altri non consoni al lavoro svolto dalla dipendente». Un report aziendale girato a un altro dirigente.
In Cassazione si è arrivati per il ricorso del pm torinese Gianfranco Colace. Ne ha discusso la quinta sezione penale sulla base della relazione del giudice Aniello Nappi: d’accordo che non si sia verificato alcun reato, nel caso specifico, ma con un distinguo maturato a partire dall’accoglimento della tesi difensiva dell’avvocato Alberto Mittone: «La dipendente aveva sottoscritto un accordo aziendale sui servizi di sicurezza comprendenti la messa a disposizione della password in caso di necessità aziendali». La Procura generale si è allineata: «Un simile accordo ha consegnato all’azienda il tagliacarte per aprire la busta»….[continua…]
Dal 29 dicembre negli studi scatta l’obbligo dell’adeguata verifica
mercoledì, Dic 19 2007 avvocati and avvocato and diritto civile and diritto penale and studi legali
9:42 am	Decreto legislativo 21 Novembre 2007, n. 231 “Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio…. G. U. n. 290 del 14 dicembre 2007.
Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 290 del 14 dicembre scorso il decreto legislativo 21 Novembre 2007, n. 231 “Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo nonche’ della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione”.
Il provvedimento, che entra in vigore il 29 dicembre, prevede l’obbligo per intermediari finanziari, professionisti, revisori contabili nonchè per “altri soggetti” specificati nel decreto, di segnalazione delle operazioni sospette, di conservazione dei documenti, di controllo interno, di valutazione e di gestione del rischio, di garanzia dell’osservanza delle disposizioni pertinenti e di comunicazione per prevenire e impedire la realizzazione di operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Essi adempiono gli obblighi previsti avendo riguardo alle informazioni possedute o acquisite nell’ambito della propria attività istituzionale o professionale.
Chi si intende per professionisti?
Quando sono richiesti gli obblighi di adeguata verifica della clientela ai professionisti?
1) Nei casi in cui la prestazione professionale ha ad oggetto mezzi di pagamento, beni od utilità di valore pari o superiore a 15.000 euro
2) quando eseguono prestazioni professionali occasionali che comportino la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con una operazione unica o con più operazioni che appaiono collegate o frazionate
3) tutte le volte che l’operazione sia di valore indeterminato o non determinabile
4) quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo
5) quando vi sono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini del-l’identificazione di un cliente.
In che cosa consistono gli obblighi di adeguata verifica della clientela? a) Identificare il cliente e verificarne l’identità sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente;
d) svolgere un controllo costante nel corso del rapporto continuativo o della prestazione professionale….[continua…]
Chi viene leso da un reato contro la fede pubblica è parte in causa
mercoledì, Dic 19 2007 avvocati and avvocato and Cassazione and diritto penale and processo penale and sentenza and studi legali
9:28 am	La persona che viene danneggiata da un reato contro la fede pubblica può opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata dalla pubblica accusa.
sentenza-n-46982-07-del-18-dicembre-2007.pdf
Pubblici dipendenti: una direttiva sollecita l’adozione di provvedimenti disciplinari
mercoledì, Dic 19 2007 avvocati and avvocato and contratto di lavoro and diritti del lavoratore and diritto del lavoro and lavoro and studi legali
9:07 am	( Direttiva del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione n. 8 del 6 dicembre 2007 – Gesuele Bellini )
Il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, con la direttiva n. 8 del 6 dicembre 2007, recante principi di valutazione dei comportamenti nelle pubbliche amministrazioni e responsabilità disciplinare, ha fornito opportune indicazioni a queste ultime affinchè siano garantite sia le prescrizioni contrattuali, ma soprattutto i valori che sormontano l’azione delle pubbliche amministrazioni.
Il provvedimento, nel richiamare il decreto del Ministro della Funzione pubblica del 28 novembre 2000, con cui è stato approvato il Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e la successiva circolare adottata dallo stesso Ministro del 12 luglio 2001, n.2198, inerente le norme sul comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, sottolinea il rilievo giuridico, oltrechè etico, delle prescrizioni contenute nello stesso, in base alle quali possono essere comminate le sanzioni disciplinari.
La direttiva evidenzia che in caso di inosservanza di quanto previsto nel Codice di comportamento e dalle disposizioni dei vari CCNL, possano essere irrogate sanzioni disciplinari, con particolaritï¿½ nei seguenti casi: – nel caso di insufficiente rendimento ovvero quando i dipendenti responsabili dei procedimenti violino le prescrizioni sostanziali e/o formali contenute nella legge 241/90, oppure adempiano secondo modalità inadeguate e/o incomplete (ad esempio: omettendo di indicare tutte le informazioni previste come contenuto necessario della comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell’art.8 della legge n.241 del 1990). – in caso di malattia, quando vi è l’inosservanza delle prescrizioni inerenti la tempestività ed adeguatezza della produzione dei documenti sanitari diretti ad attestare la legittimità dell’assenza, ovvero l’allontanamento dal domicilio durante le fasce di reperibilità, senza previa comunicazione all’amministrazione; – quando i soggetti preposti omettono l’attivazione delle procedure sanzionatone, concretizzando un danno all’immagine dell’amministrazione;
La direttiva conclude ricordando che, ai sensi dell’art.60 comma 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n.165, l’ispettorato per la funzione pubblica, è tenuto ad espletare un’attività di monitoraggio rispetto all’esercizio dell’azione disciplinare, e, pertanto, invita tutte le amministrazioni interessate ad inviare, entro 5 giorni, le contestazioni mosse al dipendente (sostituendone il nominativo con un codice al fine di tutelarne la riservatezza) con specifico riferimento alla violazione imputata al medesimo nonchè il successivo esito del procedimento.
(Gesuele Bellini – Responsabile della sezione Pubblico Impiego dell’Osservatorio)
L’inadempimento del lavoratore, per giustificare il licenziamento, dev’essere “notevole”
mercoledì, Dic 19 2007 avvocati and avvocato and Cassazione and contratto di lavoro and diritto del lavoro and giurisprudenza and lavoro and licenziamento and licenziamento disciplinare and licenziamento illegittimo and licenziamento legittimo and processo del lavoro and sentenza and studi legali
8:55 am	L’INADEMPIMENTO DEL LAVORATORE, PER GIUSTIFICARE IL LICENZIAMENTO, DEV’ESSERE “NOTEVOLE”– In base alla legge n. 604 del 1966 (Cassazione Sezione Lavoro n. 25743 del 10 dicembre 2007, Pres. Mercurio, Rel. Nobile).
Giovanni M., operaio alle dipendenze della spa FIM Prefabbricati, è stato sottoposto a procedimento disciplinare e licenziato con l’addebito di essere stato “trovato in possesso, senza che ve ne fosse alcuna giustificazione, di 12 mascherine antipolvere di proprietà aziendale e fornite in numero di una a ciascun operaio che ne ha necessità a causa del lavoro che svolge”. Egli ha chiesto al Tribunale di Arezzo di annullare il licenziamento sostenendo che egli non aveva inteso appropriarsi delle mascherine, rinvenute nel suo armadietto, ma soltanto averle a disposizione per le esigenze di protezione durante il lavoro.
Il Tribunale ha rigettato la domanda in quanto ha ritenuto che il lavoratore, facendo “man bassa” dei mezzi di protezione, aveva fatto venir meno la possibilità di utilizzazione delle mascherine da parte degli altri dipendenti e si era reso responsabile di una condotta provocatoria o irresponsabile, tale da lasciare presumere analoghi comportamenti futuri. Questa decisione è stata riformata dalla Corte d’Appello di Firenze, che ha annullato il licenziamento ordinando la reintegrazione di Giovanni M. nel posto di lavoro e condannando l’azienda al risarcimento del danno.
La Corte, valutato il fatto in base non solo alla nozione legale di giustificato motivo soggettivo ma anche alle ipotesi previste dal CCNL di categoria, dopo aver escluso che vi fosse stata una “vera e propria sottrazione di beni aziendali”, ha ritenuto che si era trattato piuttosto di “una scorretta utilizzazione dei mezzi di protezione” cui era “certamente conseguito un disservizio”e ha giudicato l’episodio“di portata modesta, sicuramente meno grave di altri ricondotti alla fattispecie sanzionatoria conservativa da parte del contratto collettivo”. L’azienda ha proposto ricorso per cassazione censurando la sentenza impugnata per vizi di motivazione e violazione di legge…[continua…]
martedì, Dic 18 2007 avvocati and avvocato and diritto penale and studi legali
5:07 pm	NEW YORK – L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha detto sì alla proposta di moratoria sulla pena di morte. La decisione dell’Onu è una vittoria per l’Italia che ha portato avanti l’iniziativa. Il testo ha ottenuto 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti.
E’ stato un successo del partito pro-moratoria che ha conquistato 5 voti in più rispetto al pronunciamento della terza Commissione in novembre.
Modifica del saggio di interesse legale: 3% dal gennaio 2008
martedì, Dic 18 2007 avvocati and avvocato and diritto civile and studi legali
8:49 am	(Ministero dell’Economia e Finanze, Decreto 12.12.2007 – GU n. 291 del 15.12.2007).
A partire dal prossimo gennaio varia il saggio degli interessi legali di cui all’art. 1284 del codice civile. Questo è quanto contenuto nel Decreto del 12.12.2007 emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri.
“Giusta retribuzione” anche nel pubblico impiego
lunedì, Dic 17 2007 avvocati and avvocato and Cassazione and contratto di lavoro and diritti del lavoratore and diritto del lavoro and giurisprudenza and lavoro and lavoro subordinato and processo del lavoro and sentenza and studi legali
9:30 am	Gli impiegati pubblici, al pari dei privati, devon aver un aumento di stipendio se svolgono mansioni superiori alla loro qualifica, anche di due livelli.
“In materia di pubblico impiego, l’impiegato cui sono state assegnate, al di fuori dei casi consentiti, mansioni superiori, anche corrispondenti ad una qualifica di due livelli superiori a quella di inquadramento, ha diritto ad una retribuzione proporzionata e sufficiente come previsto dall’art. 36 della Costituzione.
Norma questa che deve, quindi, trovare integrale applicazione – senza sbarramenti temporali di alcun genere – pure nel settore del pubblico impiego privatizzato, sempre che le superiori mansioni assegnate siano state svolte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, nella loro pienezza e sempre che in relazione all’attività spiegata siano stati esercitati i poteri e assunte le responsabilità correlate a dette superiori mansioni”.
sentenza-n-25837-07.pdf