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Timestamp: 2020-07-13 15:39:27+00:00
Document Index: 144505002

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 238', 'sentenza ', 'art. 238', 'art. 616', 'art. 606', 'art. 591']

Fatture False - Cassazione Penale 06/02/2017 N° 5434 - Legge semplice
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Fatture False – Cassazione Penale 06/02/2017 N° 5434
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Numero: 5434
Testo completo della Sentenza Fatture false – Cassazione penale 06/02/2017 n° 5434:
Sentenza 25 ottobre 2016 – 06 febbraio 2017, n. 5434
avverso la sentenza del 13/11/2014 della Corte di Appello di Milano;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dr. Mazzotta Gabriele, che ha concluso chiedendo l’inammissibilità del ricorso;
udito il difensore, Avv. Francesca Malagoli, che ha concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso.
1. Con sentenza del 13/11/2014 la Corte di Appello di Milano, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Milano del 22/09/2011, condannava F.F. in ordine al reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2, contestato al capo 1 dell’imputazione, limitatamente alla dichiarazione del 2006, per avere, in qualità di legale rappresentante della T-ONE s.r.l., indicato nelle dichiarazioni annuali elementi passivi mediante utilizzazione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti; dichiarava non doversi procedere in ordine agli altri reati contestati in relazione all’anno d’imposta 2005 ovvero ad altre fattispecie incriminatrici (art. 8), contestati ai capi 1 e 2 dell’imputazione.
2. Avverso tale provvedimento il difensore di F.F., Avv. Mario Zanchetti, ha proposto ricorso per cassazione, articolando quattro motivi.
2. I primi due motivi, che meritano una valutazione congiunta, avendo ad oggetto la questione dell’applicabilità del D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 9 sotto il duplice profilo della violazione di legge e del vizio di motivazione, sono manifestamente infondati.
Invero, è pacifico che la sentenza di patteggiamento può essere utilizzata a fini probatori in altro procedimento penale, ai sensi dell’art. 238-bis c.p.p. , stante la sua equiparazione legislativa ad una sentenza di condanna (Sez. 5, n. 7723 del 12/11/2014, dep. 2015, Mazzola, Rv. 264058), e che rientrano tra le sentenze divenute irrevocabili che possono essere acquisite ai fini della prova del fatto in esso accertato ai sensi dell’art. 238 bis c.p.p., anche le sentenze emesse a seguito di giudizio abbreviato o di patteggiamento (Sez. 1, n. 50706 del 05/06/2014, Macrì, Rv. 261480).
4. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e la corresponsione di una somma di denaro in favore della cassa delle ammende, somma che si ritiene equo determinare in Euro 2.000,00: infatti, l’art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, con la conseguenza che la condanna al pagamento della sanzione pecuniaria in esso prevista deve essere inflitta sia nel caso di inammissibilità dichiarata ex art. 606 c.p.p. , comma 3, sia nelle ipotesi di inammissibilità pronunciata ex art. 591 c.p.p.