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Timestamp: 2018-09-24 23:36:12+00:00
Document Index: 12396926

Matched Legal Cases: ['art. 1453', 'sentenza ', 'art. 1455', 'sentenza ', 'art. 1224', 'sentenza ', 'art. 1224', 'sentenza ']

Risultati ricerca per "risoluzione del contratto"
Il negozio simulato produce sempre effetti nei confronti dei terzi. La simulazione non può essere opposta dalle parti contraenti ai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di simulazione. Né il mutuo dissenso può rappresentare una causa di risoluzione dei contratti ad effetti traslativi, anche considerato che, anche se a seguito del mutuo dissenso il rapporto giuridico costituito con il contratto viene meno con effetto retroattivo, sono comunque fatti salvi i diritti dei terzi. In tema di imposta di registro, poi, va comunque negata l'efficacia retroattiva del mutuo dissenso, dato che la restituzione dell'imposta, nel caso di nullità o annullamento dell'atto, è limitata alle sole ipotesi di nullità o annullamento per patologie ascrivibili a vizi esistenti “ab origine”.
risoluzione del contratto | 26 Giugno 2018
Dalla richiesta di adempimento, passando per la risoluzione, fino alla domanda di risarcimento… i dubbi di ammissibilità
In tema di risoluzione contrattuale per inadempimento, ai sensi dell’art. 1453 c.c., nel corso del giudizio è possibile esercitare lo ius variandi in modo completo «affiancando alla domanda di risoluzione non solo quella di restituzione ma anche quella di risarcimento del danno».
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 16682/18; depositata il 25 giugno)
risoluzione del contratto | 12 Giugno 2018
La diffida ad adempiere, nella sua struttura logica e sistematica, è uno strumento offerto a un contraente nei confronti dell’altro inadempiente per una celere risoluzione del contratto, affinché il contraente adempiente non resti vincolato all’altro fino alla pronuncia del Giudice e possa provvedere con altri alla realizzazione del suo interesse negoziale.
risoluzione del contratto | 11 Giugno 2018
La liberazione del debitore per sopravvenuta impossibilità della sua prestazione sussiste solo laddove sia riscontrabile l’elemento obiettivo dell’impossibilità di eseguire la prestazione medesima e quello soggettivo dell’assenza di colpa da parte del debitore riguardo alla determinazione dell’evento che ha reso impossibile la prestazione.
risoluzione del contratto | 26 Marzo 2018
La clausola risolutiva espressa deve essere redatta in modo preciso ed analitico
L’inadempimento del cedente deve essere valutato in ragione delle modalità e tempistiche effettive di esecuzione del negozio.
(Corte di Appello di Milano, sez. I Civile, sentenza 19 febbraio 2018)
risoluzione del contratto | 21 Febbraio 2018
L’interesse cui, ai sensi dell’art. 1455 c.c., va comparata l’importanza dell’inadempimento ai fini della pronuncia costitutiva di risoluzione del contratto, è rappresentato dall’interesse che la parte non inadempiente aveva o avrebbe potuto avere alla regolare esecuzione del contratto, e non dalla convenienza, per essa, della domanda di risoluzione rispetto a quella di condanna all’adempimento.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 4022/18; depositata il 20 febbraio)
risoluzione del contratto | 06 Novembre 2015
L’obbligo restitutorio è debito di valuta non soggetto a rivalutazione monetaria
La risoluzione del contratto per inadempimento a seguito della pronuncia costitutiva del giudice priva di causa giustificativa le reciproche obbligazioni dei contraenti. Ne consegue che l'obbligo restitutorio relativo all'originaria prestazione pecuniaria, anche in favore della parte non inadempiente, ha natura di debito di valuta, come tale non soggetto a rivalutazione monetaria, se non nei termini del maggior danno - da provarsi dal creditore - rispetto a quello soddisfatto dagli interessi legali, ai sensi dell'art. 1224 cod. civ.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 22664/15; depositata il 5 novembre)
risoluzione del contratto | 05 Maggio 2015
La figlia si ammala gravemente, ma il contratto per il corso di lingue resta valido
La presupposizione è configurabile quando, da un lato, un’obiettiva situazione di fatto o di diritto, che sia passata, presente o futura, possa ritenersi che sia stata tenuta presente dai contraenti nella formazione del loro consenso, anche in mancanza di un espresso riferimento ad essa nelle clausole contrattuali, come presupposto condizionante la validità e l’efficacia del negozio e, dall’altro, il venir meno o il verificarsi di tale situazione sia del tutto indipendente dall’attività e volontà dei contraenti e non corrisponda, integrandolo, all’oggetto di una specifica obbligazione dell’uno o dell’altro.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza n. 8867/15; depositata il 4 maggio)
risoluzione del contratto | 31 Marzo 2015
Restituzione della prestazione pecuniaria: nessuna automatica rivalutazione in assenza della prova del maggior danno
La risoluzione del contratto per inadempimento a seguito di pronuncia costitutiva del giudice priva di causa giustificativa le reciproche obbligazioni dei contraenti. Ne consegue che l’obbligo restitutorio relativo all’originaria prestazione pecuniaria, anche in favore della parte non inadempiente, ha natura di debito di valuta, come tale non soggetto a rivoluzione monetaria, se non nei termini del maggior danno – da provarsi dal creditore – rispetto a quello soddisfatto dagli interessi legali, ai sensi dell’art. 1224 c.c..
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 6401/15; depositata il 30 marzo)