Source: http://www.cantierepro.com/cassazione--il-ruolo-del-capo-condominio-come-committente-dei-lavori-accusato-di-omicidio-colposo-_766.html
Timestamp: 2018-06-20 22:40:57+00:00
Document Index: 53155520

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

* il fatto che il capo condomino rivestisse la qualifica di committente al momento dell’infortunio;
* la sussistenza del necessario nesso causale tra l'evento letale ed i ritenuti profili di colpa;
* gli obblighi che gravavano sul capo condomino rispetto al suo ruolo di committente.
In ambito di giurisprudenza la Cassazione ricorda nel caso in cui il giudice di appello abbia riformato, assolvendo l'imputato, la sentenza di condanna di primo grado, nel giudizio di legittimità è doveroso il controllo circa la corretta applicazione dei principi che disciplinano la valutazione della prova e l'obbligo di motivazione. Il giudice di appello che riformi la decisione di condanna di primo grado, pervenendo a una sentenza di assoluzione, non può, infatti, limitarsi a prospettare notazioni critiche di dissenso alla pronuncia impugnata, dovendo piuttosto esaminare, sia pure in sintesi, il materiale probatorio vagliato dal primo giudice e mettere in luce le carenze o aporie della decisione impugnata, per dare, con riguardo alle parti della prima sentenza non condivise, una nuova e compiuta struttura motivazionale che dia ragione delle difformi conclusioni.
-il capo condomino nonché committente aveva omesso di verificare l’idoneità tecnico professionale dell’Impresa affidataria e la verifica del rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro e che il decesso dell’operaio era riconducibile a tali omissioni;
- l’accordo tra condomini per l’approvazione del preventivo dell’Impresa (anche se non verbalizzato ma risultante dalla vidimazione posta sul preventivo della stessa impresa) era da considerarsi valido ai fini dell’affidamento del lavoro;
- la scelta del soggetto aggiudicatario era stata comunicata al Titolare dell’Impresa da parte del condominio;
- l’affidamento era avvenuto senza riserva di produzione di documenti prima dell’inizio dei lavori (come diversamente sostenuto dal capo condomino);
- l’impresa si era accordata con il capo condomino per la data di inizio lavori;
- l’utilizzo di una struttura non conforme agli obblighi di legge non poteva garantire la sicurezza del lavoratore poi deceduto;
- “l'imputato, nella qualità di committente, non soltanto aveva omesso la doverosa analisi del rischio correlato all'esecuzione dei lavori, ma aveva anche omesso qualsivoglia verifica in ordine alla capacità tecnico organizzativa dell'impresa scelta per eseguire i lavori”;
- mancata produzione di POS e operai non in regola con i requisiti previsti dalla Legge.
A fronte di una pronuncia di condanna che trovava fondamento sulla base di plurimi argomenti la Corte di Appello ha motivato l'opposta conclusione, ritenendo non provata la valida stipulazione di un accordo tra l'imputato e la ditta esecutrice dei lavori (e, conseguentemente, non autorizzata la messa in opera del ponteggio, dal quale era poi caduto S.S.) sulla base della sola disamina di alcune dichiarazioni acquisite nel corso dell'istruzione dibattimentale e senza procedere ad alcuna confutazione delle ulteriori ampie argomentazioni svolte dal Tribunale in merito.
La Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello chiedendo un nuovo esame a quest’ultima.
In definitiva emerge dalle risultanze (dichiarate corrette) della sentenza di primo Grado, che si può definire come committente il soggetto che protempore ricopre il ruolo di capo condominio e che lo stesso è quindi assoggettato a quei principi di verifica preliminare e in corso d’opera. La trascuratezza in merito a tali compiti può generare quindi la CULPA IN ELIGENDO E CULPA IN VIGILANDO che ormai sono sanciti anche dalla giurisprudenza.
Dalla sentenza emerge altresì l’importanza rispetto al corretto affidamento delle opere che viene reso ufficiale anche tramite vidimazione di un preventivo e/o dalla comunicazione orale ai diretti interessati se avvenuta alla presenza di testimoni.
ARGOMENTI: CAPO CONDOMINIO CASSAZIONE CONDOMINIO COMMITTENTE SENTENZA PONTEGGIO IMPRESA AFFIDATARIA