Source: https://www.avvocatobarile.it/pct-la-corte-di-cassazione-torna-sui-suoi-passi-valido-il-registro-ini-pec/
Timestamp: 2020-08-13 02:58:17+00:00
Document Index: 53914667

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 221', 'art. 18', 'art. 380', 'art. 391', 'art. 141']

Cass. Civile, ordinanza n. 29749 del 15.11.2019
da avvocatobarile | Dic 17, 2019 | Telematico
La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 29749 del 15.11.2019 emessa dalla Terza Sezione con cui, avvalendosi del procedimento di correzione d’errore materiale, ha modificato la discussa ordinanza n. 24160 del 27.9.2019 che aveva affermato “per una valida notifica tramite PEC si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro ReGIndE e non dal pubblico registro INI-PEC”.
Si rammenta che tale ultimo provvedimento, richiamando altre pronunce altrettanto discutibili (Cass. 3709/2019, 24110/2019 e 24160/2019), aveva affermato che “per una valida notifica tramite PEC si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro ReGIndE e non dal pubblico registro INI-PEC”.
Tale pronuncia si scontrava con il dettato normativo dell’art. 16-ter del D.L. 179/2019 secondo cui: “si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 6-bis, 6-quater e 62 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dall’articolo 16, comma 12, del presente decreto, dall’articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della giustizia”. Infatti, l’art. 6 bis del CAD fa del registro INI-PEC un elenco valido ed utilizzabile per le notificazioni telematiche.
Fortunatamente con l’ordinanza di correzione gli Ermellini hanno riparato all’evidente errore, modificando parzialmente il testo del provvedimento nella parte in cui aveva negato l’attendibilità al registro INI-PEC, essendo senza alcun dubbio un elenco valido e utilizzabile per le notificazioni ex art. 3-bis L. 53/1994.
Questa correzione si conforma a quanto enunciato dalle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione con la ordinanza n. 23620/2018 in cui aveva ritenuto valida la notifica effettuata all’indirizzo di posta elettronica certificata estratta dal registro INI-PEC, trattandosi di pubblico elenco ex art. 6-bis D. Lgs. n. 82/2005.
Cassazione Civile, Sezione VI, ordinanza n. 29749 del 15 novembre 2019
Ordinanza 14 novembre – 15 novembre 2019, n. 29749
(Presidente – Relatore Frasca)
Con ricorso per regolamento di competenza iscritto al n. r.g. 21066 del 2018 S.P. impugnava l’ordinanza del Tribunale di Genova con la quale quel tribunale – investito di una controversia di querela di falso ai sensi dell’art. 221 c.p.c., proposta dalla S. nei confronti di M.L. , magistrato del Tribunale di Firenze, in riferimento a provvedimenti da questo emessi nell’ambito di un giudizio civile – aveva d’ufficio rilevato l’incompetenza territoriale ai sensi dell’art. 18 c.p.c. in favore del Tribunale di Firenze e rinviato la causa per consentire all’attrice di munirsi di nuovo difensore e per l’eventuale deposito di memorie.
Il M. non svolgeva attività processuale.
Il ricorso per regolamento veniva avviato a trattazione con il procedimento di cui all’art. 380-ter c.p.c. ed all’esito del deposito delle conclusioni del Pubblico Ministero, deciso con l’ordinanza n. 24160 del 2019, la quale dichiarava il regolamento di competenza inammissibile.
3.3. La Corte, inoltre, nell’affermare l’inammissibilità del regolamento per le ragioni indicate, osservava ancora quanto segue: “questo a prescindere dal fatto che il ricorso è stato notificato a mezzo PEC al M. “con elezione di domicilio presso l’avvocato Tribunale di Firenze” a un indirizzo di posta elettronica che è quello della cancelleria dell’immigrazione del Tribunale di Firenze, ovvero anche all’indirizzo di posta elettronica del Protocollo del Tribunale di Firenze, estratto dall’indice nazionale degli indirizzi INIPEC, elenco che, oltre a non essere riferibile alla posizione del M. , è stato dichiarato non attendibile da Cass. n. 3709 del giorno 8 febbraio 2019, secondo cui “per una valida notifica tramite PEC si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro ReGIndE e non dal pubblico registro INIPEC”). Questo indipendentemente dal fatto che la notifica ad un magistrato non può essere validamente effettuata presso l’indirizzo di posta elettronica della Cancelleria dell’immigrazione o del protocollo del Tribunale di appartenenza;”.
In relazione all’affermazione finale inerente alla notificazione del ricorso, questa Corte ravvisava
l’esistenza nell’ordinanza n. 24160 del 2019 di un palese errore materiale e, per tale ragione, veniva redatta dal relatore designato proposta di correzione d’ufficio a norma del secondo inciso dell’art. 391-bis c.p.c., comma 1 e veniva fissata l’odierna adunanza della Corte, in vista della quale non sono state svolte attività difensive.
Il Collegio rileva che la proposta di correzione di ufficio appare fondata per le ragioni e nei termini di cui si verrà dicendo.
Tanto premesso, l’errore materiale indicato nella proposta si annida nella parte su indicata della
motivazione dell’ordinanza, là dove essa, pur mostrando chiaramente di assumere come presupposto soltanto – per quanto attiene alla notifica presso l’indirizzo di posta elettronica certificata “del Protocollo del Tribunale di Firenze, estratto dall’indice nazionale degli indirizzi INIPEC” e, si badi, non anche per
l’indirizzo di PEC che indica come “quello della cancelleria dell’immigrazione del Tribunale di Firenze”, che è estratto dal REGINDE una condivisibile “inidoneità soggettiva” del registro INIPEC da giustificarsi con esclusivo riferimento alla qualità del soggetto destinatario della notifica, ha poi riferito l’inidoneità al registro INIPEC nella sua oggettività, indicandolo espressamente come “dichiarato non attendibile” da un precedente di questa Corte, sul quale, peraltro, risulta in corso di pubblicazione un’ordinanza di correzione d’ufficio.
È palese, viceversa, che nell’ordinanza corrigenda la Corte avrebbe voluto, in realtà, soltanto evidenziare che le due notifiche del ricorso indirizzate al magistrato M. sia come domiciliato presso un indirizzo INIPEC riferito al Tribunale di Firenze come “prot.tribunale.firenzegiustiziacert.it”, sia come domiciliato presso un indirizzo estratto dal REGINDE e riferito allo stesso Tribunale come
“cancelleria.immiglrazione.tribunale.firenzegiustizia.it”, riguardavano indirizzi soggettivamente non riferibili – al contrario di quanto dichiarato nelle relate di notifica telematica – quali pretesi luoghi di elezione di domicilio al magistrato. Sicché, al di là delle espressioni usate, la Corte avrebbe voluto alludere, con riferimento al caso di quello estratto dall’INIPEC (ma non diversamente per quello estratto dal REGINDE) ad una mera inidoneità sul piano soggettivo, cioè per non essere esistenti indirizzi di tal fatta come riferibile al magistrato, nel Registro INIPEC (e nel registro REGINDE), cioè – in sostanza – per non essere presenti in detto registro (e nel REGINDE) indirizzi di domiciliazione elettiva del magistrato in servizio presso un tribunale in plessi organizzatori come quelli dei due indirizzi utilizzati.
Ritiene, dunque, la Corte di disporre la correzione dell’ordinanza n. 24160 del 2019 nel seguente modo, con alcune variazioni rispetto al tenore della proposta.
Si intenda espunta in detta ordinanza la seguente proposizione: “questo a prescindere dal fatto che il
ricorso è stato notificato a mezzo PEC al M. “con elezione di domicilio presso l’avvocato Tribunale di Firenze” a un indirizzo di posta elettronica che è quello della cancelleria dell’immigrazione del Tribunale di Firenze, ovvero anche all’indirizzo di posta elettronica del Protocollo del Tribunale di Firenze, estratto dall’indice nazionale degli indirizzi INI PEC, elenco che, oltre a non essere riferibile alla posizione del M. , è stato dichiarato non attendibile da Cass. n. 3709 del giorno 8 febbraio 2019, secondo cui “per una valida notifica tramite PEC si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro ReGIndE e non dal pubblico registro INI4 PEC”). Questo indipendentemente dal fatto che la notifica ad un magistrato non può essere validamente effettuata presso l’indirizzo di posta elettronica della Cancelleria dell’immigrazione o del protocollo del Tribunale di appartenenza;”. Si intenda essa sostituita con la seguente proposizione: “questo a prescindere dal fatto che il ricorso è stato notificato a mezzo PEC al M. “con elezione di domicilio presso l’avvocato Tribunale di Firenze” (sic) a un indirizzo di posta elettronica della cancelleria dell’immigrazione del Tribunale di Firenze (presente nel REGINDE) e ad un indirizzo di posta elettronica del Protocollo del Tribunale di Firenze, estratto dall’indice nazionale degli indirizzi INIPEC, senza che essi siano riferibili alla posizione del M. , tenuto conto che la notifica ad un magistrato non si comprende come possa validamente essere effettuata presso l’indirizzo di posta elettronica della Cancelleria dell’immigrazione o presso l’ufficio del protocollo del Tribunale di appartenenza sul presupposto di una inesistente elezione di domicilio da parte del magistrato ai sensi dell’art. 141 c.p.c., comunque in alcun modo è configurabile ai sensi di tale norma”.
Si dispone che la cancelleria provveda ad annotare la presente ordinanza sull’originale dell’ordinanza n. 24160 del 2019.