Source: http://www.upel.va.it/quesito/applicabilita-delle-agevolazioni-previste-dal-d-p-r-3802001-art-17-c-4-bis-introdotto-dalla-l-1642014/
Timestamp: 2017-06-24 10:30:44+00:00
Document Index: 57850466

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 16', 'art.41', 'art.3', 'art.17', 'art.17', 'art. 44', 'art. 17']

APPLICABILITA’ DELLE AGEVOLAZIONI PREVISTE DAL D.P.R. 380/2001, ART. 17, C. 4 BIS, INTRODOTTO DALLA L. 164/2014	UPEL - Unione Provinciale Enti LocaliVareseChi siamo
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La legge 164/2014 – conversione del c.d. “Decreto Sblocca Italia” – ha introdotto all’art. 17 del Testo Unico dell’Edilizia – D.P.R. 380/2001 – il comma 4bis:
“Al fine di agevolare gli interventi di densificazione edilizia, per la ristrutturazione, il recupero e il riuso degli immobili dismessi o in via di dismissione, il contributo di costruzione è ridotto in misura non inferiore al venti per cento rispetto a quello previsto per le nuove costruzioni nei casi non interessati da varianti urbanistiche, deroghe o cambi di destinazione d’uso comportanti maggior valore rispetto alla destinazione originaria. I comuni definiscono, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione, i criteri e le modalità applicative per l’applicazione della relativa riduzione. (comma aggiunto dall’art. 17, comma 1, lettera h), legge n. 164 del 2014”.
La norma – immediatamente operativa – risulta però di difficile interpretazione sin dalla definizione della fattispecie della “densificazione edilizia” cui è finalizzata l’agevolazione concessa, in quanto questo termine risulta un assoluto neologismo nel quadro della normativa edilizio-urbanistica. Superata questa prima complessità, la norma pare applicabile indiscutibilmente ai casi di ristrutturazione, recupero e riuso di immobili non comportanti mutamento di destinazione d’uso a cui si deve riconoscere – anche in assenza della definizione dei criteri da parte del competente organo comunale – la quota minima di agevolazione del 20% sul contributo come nuova costruzione già prevista dal legislatore. Nei casi di ristrutturazioni comportanti mutamento di destinazione d’uso, l’applicabilità della norma è limitata alle fattispecie che non comportino maggiore valore rispetto alla destinazione originaria. La definizione pare riferirsi in maniera specifica al valore immobiliare del fabbricato e non al carico urbanistico o al peso insediativo dello stesso.
Carico urbanistico e peso insediativo sono infatti direttamente rintracciabili nelle diverse quantificazioni delle quote di aree per attrezzature pubbliche indotte da ogni singola destinazione (definite nello strumento urbanistico generale sulla base dei dettati normativi nazionali e regionali) e negli importi delle tabelle parametriche degli oneri di urbanizzazione. Se il legislatore avesse voluto fare riferimento a questa classificazione avrebbe potuto utilizzare la terminologia consolidata in materia. L’introduzione del termine “valore” è invece un ulteriore neologismo nello scenario della legislazione urbanistica. Non va peraltro dimenticato che – con la medesima legge 164/2014 – viene introdotto anche – all’art. 16 – che:
“4. L’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni in relazione:
ai limiti e rapporti minimi inderogabili fissati in applicazione dall’art.41-quinquies, penultimo e ultimo comma, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modifiche integrazioni, nonché delle leggi regionali;
d-bis) alla differenziazione tra gli interventi al fine di incentivare, in modo particolare nelle aree a maggiore densità del costruito, quelli di ristrutturazione edilizia di cui all’art.3, comma 1, lettera d), anziché quelli di nuova costruzione; (lettera aggiunta dall’art.17, comma 1, lettera g), legge n. 164 del 2014)
d-ter) alla valutazione del maggiore valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d’uso. Tale maggior valore, calcolato dall’amministrazione comunale, è suddiviso in misura non inferiore al 50% tra il comune e la parte privata ed è erogato da quest’ultima al comune stesso sotto forma di contributo straordinario, che attesta l’interesse pubblico, in versamento finanziario, vincolato a specifico centro di costo per la realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto in cui ricade l’intervento, cessione di aree o immobili da destinare a servizi di pubblica utilità, edilizia residenziale sociale od opere pubbliche. (lettera aggiunta dall’art.17, comma 1, lettera g) legge n. 164 del 2014)
Alla luce di questo ulteriore articolo appare evidente come con il termine valore il legislatore intenda l’effettiva plusvalenza immobiliare del bene sul mercato; diversamente sarebbe impraticabile la suddivisione di tale valore tra operatore e pubblica amministrazione in misura non inferiore al 50%. Le complessità interpretative e la pressoché inesistenza di giurisprudenza sul tema hanno frenato l’Amministrazione Comunale dal definire – nel corso del 2015 – i criteri applicativi della norma in oggetto.
Va altresì evidenziato come – in forza dell’entrata in vigore della L.R. 31/2014 – sia stata recepita la riduzione del 60% degli oneri dovuti per interventi di ristrutturazione non comportanti demolizione (art. 44, comma 10 della L.R. 12/2005), ma per gli interventi di ristrutturazione comportanti demolizione e nuova costruzione permanga l’applicazione degli oneri per nuova costruzione senza riduzione alcuna.
Tutto ciò premesso, al fine di dare corretto compimento ad un procedimento di Permesso di Costruire in sostituzione edilizia (con demolizione integrale e nuova costruzione con diversa sagoma, sedime e tipologia) con mutamento di destinazione d’uso da commerciale a residenziale richiesto nel maggio 2014 e formatosi ad ottobre 2014 – prima della conversione in legge del Decreto “Sblocca Italia” – ed attualmente oggetto di variante in corso d’opera comportante il ricalcolo del contributo di costruzione dovuto, si chiede un parere in merito all’applicabilità in forma discrezionale da parte degli uffici dell’agevolazione di cui all’art. 17, c. 4bis agli interventi comportanti mutamento di destinazione d’uso in assenza della definizione dei criteri di calcolo della suddetta plusvalenza immobiliare alla data dell’ottobre 2014 e alla data odierna.
Tag: edilizia, territorio, agevolazioni, insussistenza, sussistenza, Decreto Sblocca Italia, destinazione, destinazione d'usoUPEL - UNIONE PROVINCIALE ENTI LOCALI