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Timestamp: 2017-12-15 12:27:00+00:00
Document Index: 29343181

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 321', 'art. 186', 'art. 186']

Pomata Daniele, 5 luglio 2012
Peraltro, ma su ciò torneremo in seguito, non mancano interpretazioni giurisprudenziali1 più “garantiste” e, a sommesso avviso di chi scrive, maggiormente conformi al tenore letterale della disposizione richiamata da ultimo e dell’art. 2 L. n. 241 del 1990, che ritengono applicabile la sospensione cautelare disposta dalla Prefettura solo nel caso di violazioni dell’art. 186 costituenti reato (quindi, con esclusione della “fascia” fino a 0,8 g/l) e/o in presenza di motivi concreti a sostegno di una misura che, giova ricordarlo, rivestendo natura (puramente) cautelare deve necessariamente riposare non solo su un fumus (commissi delicti) ma altresì su un periculum in mora rappresentato dal concreto pericolo che la disponibilità della patente di guida potrebbe costituire per il trasgressore/ indagato2.
Ciò, come rilevato da alcuni Autori, in analogia a quanto avviene in materia di sequestro del mezzo, ove si richiede un «… nesso strumentale tra la res e la perpetrazione del reato …»3.
Orbene, va da sé che in tanto detto potere può spettare al giudice che procede in quanto lo svolgimento dell’attività abbia luogo prima del passaggio in giudicato della sentenza o del decreto penale, diversamente essendo la questione rimessa al giudice dell’esecuzione. Detta impostazione rinviene un condivisibile avvallo giurisprudenziale in numerose pronunce di merito4.
Giova segnalare come l’opportunità di riservare al Pubblico Ministero, nonostante l’infelice formulazione dell’art. 186, comma 9-bis, un potere di autorizzazione “provvisoria” del programma di lavoro, analogamente a quanto avviene, d’altronde, in materia di ricorso contro il sequestro ex art. 321, comma 3, c.p.p., era stata fin da subito colta dalla prassi e dalla dottrina più attenta5.
Essa ha, però, finalmente ricevuto un autorevole avvallo ad opera del Tribunale di Torino6.
Non foss’altro per l’evidente ricorrenza statistica della categoria mediana, è (anche) ad essa che dobbiamo necessariamente riferirci in materia di lavori di pubblica utilità ed inizio “anticipato” degli stessi, nonostante l’argomento sia già stato oggetto di attenzione da parte della più attenta dottrina7.
Esclusione, peraltro, resa ancor meno attuale e giustificabile dalla recentissima pronuncia della Corte Costituzionale8 che ha dichiarato infondata, con percorso argomentativo invero ispirato a mirabile pragmatismo, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 186-bis, comma 6, D.lgs. n. 285 del 1992 (che, ricordiamolo, contempla sanzioni più severe per conducenti neopatentati, infraventunenni e conducenti professionali) sollevata dal Gip del Tribunale di Bolzano con riferimento agli artt. 3, 27, comma 3, Cost.
Ciò vieppiù ove si consideri la concezione latissima che la giurisprudenza, pressochè univocamente, adotta dell’espressione «… provoca un incidente stradale …» richiamata dall’art. 186, comma 9-bis, sì da ricomprendervi, (e dunque escludere l’applicabilità della sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità) anche i piccoli urti in cui nessuno sia rimasto ferito, ovvero addirittura alla «…mera fuoriuscita del veicolo dalla sede stradale…»9.
Va da sé, l’interrogativo, che pure riveste un’incidenza pratica piuttosto limitata, si intreccia inevitabilmente con quello dell’applicazione retroattiva della norma più favorevole per fatti, ancora sub judice, antecedenti al 29 luglio 2010; tuttavia, non risulta agevole individuare, in concreto, quale sia la normativa più favorevole, atteso che ove si abbia riguardo alla sola cornice edittale, le uniche ipotesi che hanno subìto ad opera della L. n. 120 del 2010 un aggravamento della cornice edittale sono quelle di cui agli artt. 186, lett. c e 187 D.lgs. n. 285 del 1992; in tal senso, dunque, si sarebbe portati a ritenere che la lex mitior sia la precedente. Così, peraltro, ha ritenuto una parte della giurisprudenza di merito10 e della dottrina più attenta11.
In quest’ottica, pertanto, si comprende come a favore della tesi che individua la nuova normativa come la più favorevole si sia schierata altra parte della (più recente) giurisprudenza di merito12.
Quest’ultima ipotesi costituisce l’approdo finale di un indirizzo giurisprudenziale ormai consolidato che è andato, con argomentazioni non sempre convincenti, progressivamente sminuendo la valenza della volontà dell’interessato- istante al fine dell’attivazione del lavoro di pubblica utilità, arrivando a teorizzare – facendo uso di un’argomentazione letterale- la sufficienza ai fini della concessione della sanzione sostitutiva de qua, della mera «… non opposizione …» da parte dell’interessato13.
In questa direzione, ribadendo la natura cautelare del provvedimento prefettizio: Cass., Sez. II, n. 21447/10 www.cortedicassazione.it; nonché, nella medesima direzione: Giudice di Pace di Monopoli 10 ottobre 2011, n. 329 R.G., Utet Pluris Archivio
2 Evidenzia l’imprescindibilità di tali caratteristiche della misura cautelare L. Tramontano, Guida in stato di ebbrezza, Giuffrè, 2010, 153-154; cfr. anche Cass. n. 19646 del 30 aprile 2010.
3 Così L. Tramontano, cit., 143.
4 Così Trib. Massa, Sent. 22 febbraio 2011, proc. n. 591/10 R.G.; nonché, nella medesima direzione: Gip Trib. Chiavari 6 luglio 2011, proc. n. 2318/10 R.G., Utet Pluris Archivio
5 Così F. Cozzi e R. Navarra in Nuova Giurisprudenza Ligure, 2011, III, 81 ss.
6 Trib. Torino 20 gennaio 2011, in Corr. mer., 2011, 7, 716; nonché, nella medesima direzione, Trib. Monza, Dott.ssa Renda, 17 gennaio 2011, Utet Pluris Archivio, ; contra, però: Trib. Milano, 17 febbraio 11, in Corr. Mer. 2011, 7, 714.
7 Per una disamina schematica e mirabilmente lineare delle opzioni processuali conseguenti alla notifica del decreto penale di condanna cfr. Benedetta Bocchini Nuovo Codice della Strada e processo penale, Experta, 2010, 309-332.
8 Corte cost., Sent. 27 giugno 2012, n. 167, Pres. Quaranta in www.cortecostituzionale.it
9 Emblematica di quest’orientamento (forse eccessivamente) rigoroso è Cass., Sez. IV, 16 febbraio 2012 (ud. 21 dicembre 2011), n. 6381, Utet Pluris Archivio.
10 Tra le altre: Gip Trib. Genova, proc. n. 7352/10 R.G., in cui, peraltro, si ribadisce la necessità di applicare integralmente la disciplina (quale che sia) ritenuta più favorevole, senza la possibilità di praticare discutibili frammentazioni di disciplina applicando gli istituti più favorevoli al reo della nuova disciplina al trattamento sanzionatorio contemplato dalla vecchia; nella medesima direzione: Trib. Sanremo 30 settembre 2011, n. 1183; Trib. Monza 17 gennaio 2011 in Info Utet, mass. Red.
11 Così B. Bocchini, Nuovo Codice della Strada e processo penale, Experta, 2010, 7 ss. e 122- 126.
12 Così Trib. Torino 20 gennaio 2011, cit.; Gip Genova, 20 dicembre 2010, n. 1449/10 R.G., nonché, per quanto concerne l’intervenuta abolitio criminis, Cass., Sez. IV, n. 38692 del 2010, in Utet Pluris Archivio.
13 Così Cass. n. 4927 del 2012 in Utet Pluris Archivio; tuttavia, contra: Cass. n. 31145 del 7 luglio 2011, ivi.