Source: https://www.laleggepertutti.it/180882_le-indagini-preliminari
Timestamp: 2018-12-12 13:12:04+00:00
Document Index: 102770650

Matched Legal Cases: ['art. 326', 'art. 405', 'art. 514', 'art. 416', 'sentenza ', 'art. 425', 'art. 429', 'art. 409', 'art. 453', 'art. 449', 'art. 500', 'art. 503']

Il procedimento penale: la funzione delle indagini preliminari, il Pm, il GIP e la polizia giudiziaria.
La collocazione delle indagini preliminari nel quadro del procedimento e più precisamente la loro essenza e finalità è evidenziata dalla loro aggettivazione come «preliminari». La preliminarità presuppone un termine ulteriore e successivo cui è correlata la funzione delle indagini. Esse infatti, sono strumentali alle determinazioni inerenti all’esercizio, o meno, della azione penale (art. 326).
Solo quando le indagini (fase procedimentale) finiscono, inizia il processo proprio perché è all’esito delle indagini, e sulla base di esse, che viene formulata la incriminazione, atto di avvio del processo (art. 405). Nel processo, e nel dibattimento in particolare, non si va con prove precostituite durante le indagini preliminari: in quest’ultime si acquisiscono solo le fonti che diventeranno prova nel momento del loro divenire innanzi al giudice.
In sostanza gli atti delle indagini preliminari (ad es. sommarie informazioni rese dalle persone informate dei fatti; interrogatorio dell’imputato; consulenze tecniche di parte etc.), salvo eccezioni, non sono utilizzabili nel dibattimento. Se così non fosse si consentirebbe la formazione della prova fuori dalla dialettica dibattimentale, introducendo nel processo atti scritti preconfezionati senza contraddittorio, invece che atti probatori raccolti dal giudice nell’oralità dialettica del dibattimento (art. 514).
Tali atti, però, costituiscono fonti di prova, cioè capaci di divenire prova in dibattimento: ad es. la dichiarazione di una persona informata resa nelle indagini (fonte di prova), quando la stessa persona viene sentita in dibattimento come testimone, le sue dichiarazioni divengono utilizzabili dal giudice per la decisione da assumere (divengono cioè prova). È da precisare comunque che gli atti delle indagini, sebbene inutilizzabili probatoriamente in dibattimento (salvo eccezioni che vedremo) sono pienamente utilizzabili in fasi precedenti od in taluni riti speciali.
In particolare gli atti delle indagini preliminari sono direttamente utilizzabili e valutabili dal giudice per le indagini preliminari (G.I.P.), in tema di misure cautelari, personali o reali (privative o limitative della libertà personale o di facoltà soggettive anche relative al patrimonio), intercettazione di comunicazioni telefoniche (artt. 291, c. 1 e 267). In sede di udienza preliminare, il G.U.P. fonda le sue valutazioni sull’intero fascicolo del P.M. (art. 416), contenente appunto le indagini preliminari, emettendo su tale base sentenza di non luogo a procedere (art. 425) ovvero il decreto che dispone il giudizio dibattimentale (art. 429). Gli stessi atti sono dal G.I.P. compulsati per l’emissione del decreto di archiviazione ovvero della analoga ordinanza (art. 409, c. 1 e 6).
Nel corso di taluni procedimenti speciali il giudice fonda il suo convincimento sugli atti delle indagini: nel patteggiamento, giudizio abbreviato e condanna per decreto. Lo stesso G.I.P. si basa sugli stessi atti per ammettere il giudizio immediato da celebrarsi poi innanzi al giudice dibattimentale (art. 453). Infine, per il residuo rito speciale, giudizio direttissimo, le emergenze degli atti della P.G. e del P.M. costituiscono condizioni di esperibilità del rito stesso, dovendo risultare la confessione dell’imputato ovvero l’arresto in flagranza di reato (art. 449).
Infine, in eccezione alla regola che attribuisce alla sola sede dibattimentale la funzione di formazione della prova, taluni atti delle indagini hanno ab initio una diretta valenza probatoria: atti di P.G. originariamente irripetibili ed atti divenuti successivamente irripetibili (artt. 431 e 512), le dichiarazioni rese dai testi alla P.G. ed al P.M. dopo le contestazioni dibattimentali (nelle ipotesi di cui all’art. 500, c. 4); le dichiarazioni rese dalle parti al P.M. o alla P.G. dopo le contestazioni (nelle ipotesi di cui all’art. 503, c. 3 e 5).
Tutto quanto precede attiene al procedimento ordinario, fondato sulla scansione indagini preliminari, udienza preliminare, udienza dibattimentale.