Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/giurisprudenza-commentata?classificazione=4377
Timestamp: 2020-02-28 20:55:29+00:00
Document Index: 65849550

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2751', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 2751', 'art. 177', 'art. 2751', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 2751', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 6']

Giurisprudenza commentata su Crediti privilegiati
15 Ottobre 2018 | di Danilo Galletti, Alberto Cimolai
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, con riferimento all’art. 3 Cost., dell’art. 2751-bis, n. 2, c.c. (come recentemente modificato dall’art. 1, comma 474, della legge 27.12.2017, n. 205), nella parte in cui estende anche al credito per rivalsa I.V.A. il privilegio generale ivi attribuito al credito per le retribuzioni dei professionisti.
09 Luglio 2018 | di Gabriele Piccinini
11 Aprile 2018 | di Fabio Cesare, Luca Calò
L’art. 41 TUB riserva al creditore titolare di credito fondiario un privilegio processuale limitato al fallimento, e non esteso ad ogni diversa procedura concorsuale. La norma è di stretta interpretazione, ed è inapplicabile a fattispecie diverse dalla procedura concorsuale maggiore.
Il credito del professionista inserito in un’associazione professionale
15 Maggio 2017 | di Stefano Morri, Francesca Giovannardi
Il privilegio generale sui beni mobili del debitore, previsto dall'art. 2751-bis n. 2 cod. civ. per le retribuzioni dei professionisti, trova applicazione anche nel caso in cui il creditore sia inserito in un'associazione professionale, costituita con altri professionisti per dividere le spese e gestire congiuntamente i proventi della propria attività, a condizione che...
Il pagamento dilazionato dei creditori privilegiati nel concordato preventivo
14 Dicembre 2015 | di Remo Tarolli, Laura Riondato
In materia di concordato preventivo, la regola generale è quella del pagamento non dilazionato dei creditori privilegiati, sicché l’adempimento con una tempistica superiore a quella imposta dai tempi tecnici della procedura (e della liquidazione, in caso di concordato cosiddetto “liquidativo”) equivale a soddisfazione non integrale degli stessi in ragione della perdita economica conseguente al ritardo. La determinazione in concreto di tale perdita, rilevante ai fini del computo del voto ex art. 177, comma 3, l. fall., costituisce un accertamento di fatto che il giudice di merito deve compiere tenendo conto, tra l’altro, degli eventuali interessi offerti ai creditori e dei tempi tecnici di realizzo dei beni gravati in ipotesi di soluzione alternativa al concordato.
Sì al privilegio dell’avvocato membro dell’associazione professionale
18 Maggio 2015 | di Andrea Paganini
Ciò che occorre accertare ai fini del riconoscimento del privilegio di cui all’art. 2751-bis n. 2 c.c. non è se il professionista richiedente abbia o meno organizzato la propria attività in forma associativa, ma se il cliente abbia conferito l’incarico dal quale deriva il credito a lui personalmente ovvero all’entità collettiva (associazione, studio professionale) nella quale, eventualmente, egli è organicamente inserito quale prestatore d’opera qualificato: nel primo caso il credito ha natura privilegiata, in quanto costituisce in via prevalente remunerazione di una prestazione lavorativa, ancorché necessariamente (ossia a prescindere dal fatto che lo studio sia nella titolarità di un singolo o di più professionisti) comprensiva delle spese organizzative essenziali al suo autonomo svolgimento, mentre nel secondo ha natura chirografaria, perché ha per oggetto un corrispettivo riferibile al lavoro del professionista solo quale voce del costo complessivo di un’attività che è essenzialmente imprenditoriale.
Finanziamenti alle imprese: presupposti e limiti del privilegio
10 Febbraio 2015 | di Vincenzo Palladino
Il privilegio di cui all’art. 9, comma 5, D.Lgs. 123/1998 espressamente non si applica alle prestazioni di garanzia ex artt. 2, comma 100, L. 662/1996, art. 15 L. 266/1997 (che è intervenuto successivamente nella materia). Nessun richiamo vi è, difatti, nell’art. 9, comma 5, D.Lgs. 123/1998, né in altre disposizioni del suddetto decreto legislativo, al Fondo di garanzia PMI, né vi è alcun rinvio recettizio all’art. 2, comma 100, L. 662/1996 né all’art. 15 L. 266/1997. Né è sostenibile che detto privilegio possa essere richiamato in virtù dei decreti del Ministro delle Attività Produttive del 20.06.2005 e del 23.09.2005, nonché del decreto MISE del 23.11.2012 (decreti che, peraltro, si limitano a richiamare il ricorso alla procedura esattoriale per la riscossione del credito), posto che il privilegio può essere stabilito solamente dalla legge.
Concordato: controversia in ordine a misura e natura privilegiata di un credito nella fase post omologa
16 Dicembre 2013 | di Roberto Amatore
Mancando nel concordato preventivo una fase di accertamento dei crediti, in caso di contrasto che intervenga post omologa sulla misura e sulla natura privilegiata o meno di un credito, ogni relativa decisione è rimessa al giudice ordinario, atteso che, per un verso, anche la valutazione del g.d. in sede di votazione non è preclusiva, ma ha effetti meramente incidentali e che, per l’altro, una volta che la procedura di concordato preventivo si sia esaurita con il decreto di omologazione, tutte le questioni che hanno ad oggetto diritti pretesi da singoli ovvero dal debitore e che attengono alla esecuzione del concordato danno luogo a controversie che sono del tutto sottratte al potere decisionale del giudice delegato e costituiscono pertanto materia di un ordinario giudizio di cognizione.
Il privilegio generale degli avvocati
09 Ottobre 2013 | di Francesco Iodice
Anche se la domanda di ammissione al passivo è presentata da un’associazione professionale, può essere riconosciuto il privilegio, ex art. 2751 bis c.c., al credito del singolo associato, in presenza di documentazione che consente d’individuare i compensi riferiti alle prestazioni direttamente e personalmente svolte dal professionista.
Privilegio erariale e limiti costituzionali alla retroattività delle leggi
03 Ottobre 2013 | di Valentino Lenoci
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 23, comma 37, ultimo periodo, e comma 40, del d.l. 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 15 luglio 2011, n. 111, laddove prevede l’applicabilità del nuovo regime dei privilegi erariali anche nelle procedure fallimentari in cui lo stato passivo esecutivo sia già divenuto definitivo, sia per violazione dei principi di uguaglianza e di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost., sia per violazione dell’art. 117, comma 1, Cost., in relazione all’art. 6 della CEDU, in considerazione del pregiudizio che essa arreca alla tutela dell’affidamento legittimo e della certezza delle situazioni giuridiche, in assenza di motivi imperativi di interesse generale costituzionalmente rilevanti.