Source: http://demostene.myblog.it/2011/04/07/unita-e-pluralita-di-reati/
Timestamp: 2015-11-29 17:35:58+00:00
Document Index: 181559409

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 461', 'art. 460', 'art. 648', 'art. 81', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Unità e pluralità di reati | DEMOSTENE
Unità e pluralità di reati
Posted on 7 aprile 2011 by meneziade	Concorso apparente di norme e concorso di reati.
A) Il concorso apparente di norme.
Può profilarsi in due gruppi di casi:
1) quando un unico fatto concreto (un’azione od omissione) sia riconducibile ad una pluralità di norme incriminatrici, una sola delle quali applicabile;
2) quando si realizzino più fatti concreti cronologicamente separati (più azioni od omissioni), ciascuno dei quali sia riconducibile ad una norma incriminatrice, e una sola di tali norme sia applicabile.
1) Unicità del fatto concreto.
a) la specialità come primo criterio per individuare un concorso apparente di norme.
art. 15 c.p. “Quando più leggi penali o più disposizioni della medesima legge penale regolano la stessa materia (per stessa materia intendiamo non lo stesso bene giuridico, bensì lo stesso fatto), la legge o la disposizione di legge speciale deroga alla legge o alla disposizione di legge generale, salvo che sia altrimenti stabilito”.
(Una norma è speciale rispetto ad un’altra quando descrive un fatto che presenta tutti gli elementi del fatto contemplato dall’altra, la norma generale, e inoltre uno o più elementi specializzanti. Specializzante può essere: – un elemento che specifica un elemento del fatto previsto dalla norma generale: specialità per specificazione; – un elemento che si aggiunge a quelli espressamente previsti nella norma generale: specialità per aggiunta).
b) la sussidiarietà come secondo criterio per individuare un concorso apparente di norme.
Principio di sussidiarietà: la norma di minor rango (norma sussidiaria) cede il passo alla norma principale (tale rapporto di rango tra le norme concorrenti si nota dalla sanzione più grave comminata nella norma principale). Una norma è sussidiaria rispetto ad un’altra (norma principale), quando quest’ultima tutela, accanto al bene giuridico protetto dalla prima norma, uno o più beni ulteriori ovvero reprime un grado di offesa più grave allo stesso bene.
c) la consunzione come terzo criterio per individuare un concorso apparente di norme.
Principio di consunzione: la commissione di un reato che sia strettamente funzionale ad un altro e più grave reato comporta l’assorbimento del primo reato nel reato più grave.
2) Pluralità di fatti concreti: le ipotesi di antefatto e di post-fatto non punibile.
Davanti ad un unico fatto concreto riconducibile sotto due o più norme incriminatrici l’alternativa che si profila è quella dell’applicabilità di tutte le norme incriminatrici (concorso formale di reati) ovvero di una sola di quelle norme (concorso apparente di norme), che prevale o perché è speciale o perché principale o perché è norma che contiene e consuma l’altra con le altre.
L’alternativa fra concorso di reati e concorso apparente di norme si prospetta anche quando vengono commessi più fatti concreti cronologicamente superati, ciascuno dei quali sia riconducibile ad una norma incriminatrice. In questa eventualità, a far propendere per il concorso apparente di norme (cioè, per l’applicabilità di una sola norma) è lo stesso legislatore, sancendo espressamente ora l’inapplicabilità della norma o delle norme violate con i fatti concreti cronologicamente antecedenti (antefatto non punibile), ora invece l’inapplicabilità della norma o delle norme violate con i fatti concreti cronologicamente posteriori (post-fatto non punibile).
Previsioni espresse di un antefatto non punibile possono trovarsi nella sfera delle falsità in moneta: l’art. 461 c.p. punisce chiunque fabbrica filigrane (reclusione da uno a cinque anni più multa); l’art. 460 c.p. punisce chi falsifica carta filigranata (reclusione da due a sei anni più multa): si tratta in entrambi i casi di attività preparatorie di ulteriori più gravi reati. Le due disposizioni citate si applicano soltanto “se il fatto non costituisce più grave reato”. Quindi: se chi ha fabbricato le filigrane successivamente se ne avvale per commettere una contraffazione di carta filigranata, risponderà soltanto di quest’ultimo più grave delitto. Se poi, dopo avere contraffatto la carta filigranata, adopera quella carta per contraffare monete, integrando così un più grave reato, anche la contraffazione di carta filigranata assumerà i connotati dell’antefatto non punibile.
Previsioni espresse di post-fatto non punibile: si tratta in primo luogo dei casi in cui il legislatore sancisce la punibilità di questo o quel fatto “fuori dei casi di concorso in un fatto delittuoso antecedente”. Es.: la norma sulla ricettazione (art. 648 c.p.) è applicabile “fuori dei casi di concorso nel reato antecedente” .Ne segue che se, ad esempio, tra l’uno realizza come autore o partecipe, un furto, o una truffa, o un’estorsione… e successivamente occulta il denaro proveniente da quel delitto per metterlo al sicuro, risponderà solo del primo delitto, mentre la condotta di ricettazione (occultamento di denaro) avrà il ruolo di post-fatto non punibile.
Altre volte il legislatore sancisce la punibilità di un determinato fatto “fuori dei casi preveduti dagli articoli precedenti o dall’articolo precedente” (altra ipotesi di post-fatto non punibile).
Comunque, le riserve “fuori dei casi di concorso nel reato antecedente” o “fuori dei casi preveduti nell’articolo o negli articoli precedenti”, che comportano la non punibilità del reato susseguente, operano tutte le volte in cui quest’ultimo reato rappresenta un normale sviluppo della condotta precedente, con il quale l’agente consegue o sfrutta i vantaggi derivanti dal primo reato.
Le norme a più fattispecie.
Può essere che una sola disposizione di legge preveda una serie di fatti, ai quali ricollega la stessa pena: si tratta, in tal caso, di una norma che prevede un unico reato e che descrive i diversi gradi di offesa ad uno stesso bene giuridico, oppure modalità diverse di offesa a quel bene.
B) Il concorso di reati.
Si ha quando un comportamento umano realizzi gli estremi di più figure legali di reato.
Si ha una pluralità di reati quando manchi il requisito della contestualità delle azioni o il requisito della unicità della persona offesa.
Constatato che ci si trova di fronte, nel caso concreto, non ad un unico reato, bensì ad una pluralità di reati, bisogna distinguere a seconda che:
- i reati siano stati commessi “con una sola azione od omissione” (concorso formale di reati);
- i reati siano stati commessi “con più azioni od omissioni” (concorso materiale di reati).
- concorso formale di reati: trattamento sanzionatorio più mite; per esso l’ordinamento adotta il cumulo giuridico delle prime e in particolare prevede che si applichi la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave aumentata sino al triplo.
- concorso materiale di reati: trattamento sanzionatorio più severo; secondo lo schema delle cumulo materiale delle pene, si applicano di regola le pene previste per ogni singolo reato sommate l’una all’altra (in ogni caso, la pena complessiva non può essere superiore al quintuplo della più grave delle pene concorrenti).
(Il cumulo giuridico tra pene di genere diverso va operato non per assimilazione, bensì per addizione: per determinare la pena complessiva, il giudice deve cioè aggiungere alla pena detentiva quantificata per il reato più grave una pena pecuniaria per il reato satellite, la cui misura non potrà superare il limite del triplo della pena base).
Si ha quando taluno “con più azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge”.
Siamo quindi in presenza di un concorso materiale di reati, infatti sono più le azioni od omissioni commesse, unificati dal medesimo disegno criminoso che sta alla base della loro commissione.
L’art. 81. 2 c.p. prevale per il reato continuato il cumulo giuridico delle pene: l’agente soggiace quindi alla “pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo”.
Disegno criminoso: programma che deve formarsi nella mente dell’agente prima dell’inizio dell’esecuzione del primo dei reati in concorso (l’unità del disegno criminoso non viene meno quando le modalità esecutive di uno dei reati programmati mutino a causa dell’evolversi degli aventi; viene invece esclusa l’unità del disegno criminoso per quei tipi di reato che, non essendo stati preventivati inizialmente, sono il risultato di decisioni assunte solo nel corso dell’esecuzione del programma).
L’unità del disegno criminoso non viene interrotta dall’intervento di una sentenza definitiva di condanna in relazione ad una parte dei reati in concorso, dopo la quale l’agente realizza uno o più fra gli altri reati programmati.
Le difficoltà della prova spiegano la tendenza dei giudici di merito a presumere l’esistenza di un medesimo disegno criminoso tutte le volte in cui si procede contro taluno per una pluralità di reati commessi in tempi diversi; tale tendenza si ribalta però quando si chiede l’applicazione della disciplina del reato continuato a reati commessi dopo che sia intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna relativa ad uno o più dei reati oggetto della programmazione.
Le disposizioni di legge la cui violazione dà vita al reato continuato devono necessariamente prevedere reati dolosi: ciò perché il disegno criminoso ha come requisito una rappresentazione preventiva di tutti gli elementi costitutivi dei vari reati, nonché la deliberazione di commetterli (in quanto frutto di programmazione, il reato continuato risulta quindi incompatibile sia con la colpa, sia con la responsabilità oggettiva).
I reati legati dal vincolo della continuazione devono considerarsi unificati (cioè, come un solo reato) soltanto ai fini della determinazione della pena principale, ai fini della decorrenza del termine per la prescrizione del reato (per il reato continuato, il termine della prescrizione decorre dal giorno in cui è cessata la continuazione, cioè dal giorno in cui è stato commesso l’ultimo dei reati abbracciati dal disegno criminoso), ai fini dell’applicabilità della sospensione condizionale della pena. Al di fuori di questi istituti, i reati uniti dal vincolo della continuazione conservano invece la loro autonomia (ciò vale, ad esempio, ai fini dell’amnistia, dell’indulto, delle pene accessorie, delle misure d’urgenza).
Unità e pluralità di reatiultima modifica: 2011-04-07T12:16:00+00:00da meneziadeReposta per primo quest’articolo
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