Source: https://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202013/circ183.htm
Timestamp: 2018-08-17 14:59:18+00:00
Document Index: 165064595

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

Circolare n.183/2013
Circolare n. 183/2013
Oggetto: Funzione pubblica – Tributi – Pagamento debiti delle P.A. – Risvolti fiscali – Legge 6.6.2013, n.64, su G.U.n.132 del 7.6.2013.
Dallo scorso mese di giugno sono diventate definitive le disposizioni per il pagamento da parte delle Pubbliche Amministrazioni dei debiti vantati dalle imprese al 31 dicembre 2012 per forniture di beni e servizi.
In particolare, la cosiddetta legge sblocca debiti, ha previsto l’obbligo per le PA di predisporre l’elenco dei debiti scaduti in ordine cronologico e di procedere al pagamento concedendo priorità alle imprese che vantino crediti da più lungo tempo e che non li abbiano ceduti a istituti finanziari.
La legge prevede alcuni risvolti di carattere fiscale che di seguito si evidenziano.
Compensazione dei crediti con somme iscritte a ruolo (art.9 commi 01, 02 e 1) – I crediti maturati al 31.12.2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli enti locali e del Ssn possono essere utilizzati in compensazione (tramite il mod. F24 e attraverso i sistemi telematici dell’Agenzia delle Entrate) delle somme dovute per contenzioso tributario (es. accertamento con adesione, adesione a PVC, conciliazione giudiziale, ecc.). A tal fine è necessario che la PA abbia certificato il proprio debito indicando anche la data prevista di pagamento. Con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze non ancora emanato devono essere stabiliti i termini e le modalità di attuazione della disposizione di cui trattasi.
Pagamenti da parte delle PA superiori a 10 mila euro (art.9 comma 1bis) – Com’è noto, i pagamenti a qualsiasi titolo superiori a 10 mila euro da parte di PA vengono effettuati al netto degli eventuali debiti tributari dell’avente diritto. La legge in esame ha previsto che la disposizione non si applica alle imprese che abbiano ottenuto la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo per una situazione di obiettiva difficoltà finanziaria.
Limite annuo delle compensazioni (art.9 comma 3) – Dal 2014 il limite massimo dei crediti tributari e contributivi utilizzabili in compensazione col modello F24 passa a 700 mila euro (finora 516.457 euro). La disposizione si applica a tutte le imprese, non solo a quelle che vantano crediti verso le PA per forniture.
Elenco crediti per forniture (art.9 comma 2bis) – Le imprese che vantano crediti liquidi certi ed esigibili per forniture nei confronti delle PA devono elencarli in un apposito modello della dichiarazione dei redditi.
TARES (art.10 comma 2) – La legge in esame contiene una disciplina transitoria sulla nuova tassa comunale rifiuti; in particolare è stato previsto che i Comuni per il 2013 possano stabilire autonomamente il numero e le scadenze delle rate della tassa. E’ stato inoltre confermato l’assoggettamento alla Tares delle aree scoperte non pertinenziali di locali tassabili.
Riscossione dei tributi locali (art.10 comma 2ter) – Per tutto il 2013 i Comuni possono continuare ad avvalersi di Equitalia per la riscossione dei tributi.
IMU (art.10 commi 4 - 4quater) – La scadenza della dichiarazione IMU è stata fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si verifica il presupposto (in precedenza entro i 90 giorni successivi al presupposto). Inoltre è stato previsto che l‘acconto IMU andrà versato sulla base delle aliquote e detrazioni dell’anno precedente, mentre le nuove deliberazioni dei Comuni rileveranno in sede di versamento dell’imposta a saldo.
G.U. n. 132 del 7.6.2013 (fonte Guritel)
TESTO DEL DECRETO-LEGGE 8 aprile 2013, n. 35
coordinato con la legge di conversione 6 giugno 2013, n. 64 recante:
"Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della
pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti
locali. Disposizioni per il rinnovo del Consiglio di presidenza
della giustizia tributaria.".
1. Sono esclusi dai vincoli del patto di stabilita' interno per
a) dei debiti in conto capitale certi, liquidi ed esigibili alla
1-bis. Sono altresi' esclusi dai vincoli del patto di stabilita'
interno i pagamenti di obbligazioni giuridiche di parte capitale
verso terzi assunte alla data del 31 dicembre 2012, sostenuti nel
corso del 2013 dagli enti locali e finanziati con i contributi
straordinari in conto capitale di cui all'articolo 1, commi 704 e
1-ter. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di
2,5 milioni di euro per l'anno 2013, si provvede mediante
2. Ai fini della distribuzione della predetta esclusione tra i
singoli enti locali, i comuni e le province comunicano mediante il
sistema web della Ragioneria generale dello Stato, entro il termine
del 30 aprile 2013, gli spazi finanziari di cui necessitano per
sostenere i pagamenti di cui al comma 1. Ai fini del riparto, si
3. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sulla
base delle comunicazioni di cui al comma 2, entro il 15 maggio 2013
di riparto individuate dalla Conferenza Stato-citta' ed autonomie
locali entro il 10 maggio 2013, ovvero, in mancanza, su base
stabilita' interno per il 90 per cento dell'importo di cui al
comma 1. Con successivo decreto da emanarsi entro il 15 luglio 2013
in relazione alle richieste pervenute, sino a dieci giorni prima
rispetto a tale data, secondo quanto previsto al periodo precedente,
alle disponibilita' non assegnate con il primo decreto. Gli
eventuali spazi finanziari non distribuiti per l'esclusione dei
pagamenti dei debiti di cui al comma 1 dai vincoli del patto di
per escludere dai vincoli del medesimo patto i pagamenti effettuati
prima del 9 aprile 2013 in relazione alla medesima tipologia di
debiti. Gli spazi finanziari che si liberano a valere sul patto di
stabilita' interno per effetto del periodo precedente sono
utilizzati, nel corso del 2013, esclusivamente per sostenere
pagamenti in conto capitale. Nella liquidazione dei pagamenti si
4. Su segnalazione del collegio dei revisori dei singoli enti
estremi della decisione e della somma a credito.
5. Nelle more dell'emanazione del decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze di cui al comma 3, ciascun ente locale
puo' effettuare i pagamenti di cui al comma 1 nel limite massimo del
13 per cento delle disponibilita' liquide detenute presso la
tesoreria al 31 marzo 2013 e, comunque, entro il 50 per cento degli
spazi finanziari che intendono comunicare entro il 30 aprile 2013 ai
da 1 a 9 dell'articolo 4-ter del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16,
come convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n.
non rilevano ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del
trasferimenti effettuati in favore degli enti locali soggetti al
patto di stabilita' interno a valere sui residui passivi di parte
corrente, purche' a fronte di corrispondenti residui attivi degli
8. I maggiori spazi finanziari nell'ambito del patto di stabilita'
interno delle regioni e province autonome derivanti dalla
disposizione di cui al comma 7 sono utilizzati esclusivamente per il
stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il
predetto termine. Tali spazi finanziari sono destinati
prioritariamente per il pagamento di residui di parte capitale in
9. Per l'anno 2013, il limite massimo di ricorso da parte degli
10. E' istituito nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze un fondo, denominato «Fondo per
assicurare la liquidita' per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed
esigibili», con una dotazione di 9.327.993.719 euro per il 2013 e
di 14.527.993.719 euro per il 2014. Il Fondo di cui al periodo
precedente e' distinto in tre sezioni a cui corrispondono tre
articoli del relativo capitolo di bilancio, denominati
rispettivamente «Sezione per assicurare la liquidita' per pagamenti
dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali» con una
dotazione di 1.800 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e
2014, «Sezione per assicurare la liquidita' alle regioni e alle
province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed
esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari» con una dotazione
di 2.527.993.719 euro per l'anno 2013 e di 3.727.993.719 euro per
l'anno 2014 e «Sezione per assicurare la liquidita' per pagamenti
dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti del Servizio
Sanitario Nazionale», con una dotazione di 5.000 milioni di
euro per l'anno 2013 e di 9.000 milioni di euro per l'anno 2014. Con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da comunicare al
compensative, in termini di competenza e di cassa, tra i predetti
fine, le somme affluite sul conto corrente di tesoreria di cui al
successivo comma 11, sono versate all'entrata del bilancio dello
Stato per la riassegnazione ai pertinenti articoli del Fondo. E'
accantonata una quota, pari al 10 per cento, della dotazione
complessiva della Sezione di cui all'articolo 2, comma 1, per essere
destinata, entro il 31 ottobre 2013, unitamente alle disponibilita'
non assegnate in prima istanza e con le medesime procedure ivi
previste, ad anticipazioni di liquidita' per il pagamento dei debiti
di cui all'articolo 2 richieste in data successiva a quella prevista
dal predetto articolo 2, comma 1, e, comunque, non oltre il 30
11. Ai fini dell'immediata operativita' della «Sezione per
esigibili degli enti locali», di cui al comma 10, il Ministero
dell'economia e delle finanze stipula con la Cassa depositi e
prestiti S.p.A., entro 5 giorni dall'entrata in vigore del presente
trasferisce le disponibilita' della predetta sezione su apposito
conto corrente acceso presso la Tesoreria centrale dello Stato,
prelevamento e versamento per le finalita' di cui alla predetta
Sezione. Il suddetto addendum definisce, tra l'altro, criteri e
Sezione, secondo un contratto tipo approvato con decreto del
direttore generale del Tesoro e pubblicato sui siti internet del
Ministero dell'economia e delle finanze e della Cassa depositi e
prestiti S.p.A., nonche' i criteri e le modalita' per lo svolgimento
da parte di Cassa depositi e prestiti S.p.A. della gestione della
Sezione. L'addendum e' pubblicato sui siti internet del Ministero
dell'economia e delle finanze e della Cassa depositi e prestiti
12. Per le attivita' oggetto dell'addendum alla convenzione di cui
al comma precedente e' autorizzata la spesa complessiva di 500.000
euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014.
13. Gli enti locali che non possono far fronte ai pagamenti dei
debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre
2012, ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o
richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine a causa
di carenza di liquidita', in deroga agli articoli 42, 203 e 204 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, chiedono alla Cassa
depositi e prestiti S.p.A., secondo le modalita' stabilite
nell'addendum di cui al comma 11, entro il 30 aprile 2013
l'anticipazione di liquidita' da destinare ai predetti pagamenti.
L'anticipazione e' concessa, entro il 15 maggio 2013 a valere sulla
nella stessa annualmente disponibili ed e' restituita, con piano di
ammortamento a rate costanti, comprensive di quota capitale e quota
interessi, con durata fino a un massimo di 30 anni. Le restituzioni
sono versate annualmente dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A.
all'entrata del bilancio dello Stato ai sensi e con le modalita'
dell'articolo 12, comma 6. Entro il 10 maggio 2013, la Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali puo' individuare modalita' di
riparto, diverse dal criterio proporzionale di cui al secondo
periodo. La rata annuale sara' corrisposta a partire dalla scadenza
annuale successiva alla data di erogazione dell'anticipazione e non
potra' cadere oltre il 30 settembre di ciascun anno. Il tasso di
interesse da applicare alle suddette anticipazioni e' pari, per le
erogazioni dell'anno 2013, al rendimento di mercato dei Buoni
Poliennali del Tesoro a 5 anni in corso di emissione rilevato dal
Ministero dell'economia e delle finanze -- Dipartimento del tesoro
alla data della pubblicazione del presente decreto e pubblicato sul
sito internet del medesimo Ministero. Per l'erogazione dell'anno
2014, il tasso di interesse da applicare alle suddette anticipazioni
sara' determinato sulla base del rendimento di mercato dei Buoni
Poliennali del Tesoro a 5 anni in corso di emissione con comunicato
del Direttore generale del tesoro da emanare e pubblicare sul sito
internet del Ministero dell'economia e delle finanze entro il 15
gennaio 2014. In caso di mancata corresponsione della rata di
ammortamento entro il 30 settembre di ciascun anno, sulla base dei
dati comunicati dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A., l'Agenzia
delle Entrate provvede a trattenere le relative somme, per i comuni
interessati, all'atto del pagamento agli stessi dell'imposta
municipale propria di cui all'articolo 13, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 214, riscossa tramite modello F24 o bollettino di
conto corrente postale e, per le province, all'atto del riversamento
alle medesime dell'imposta sulle assicurazioni contro la
motore, esclusi i ciclomotori di cui all'articolo 60, del decreto
13-bis. Gli enti locali ai quali viene concessa l'anticipazione
di liquidita` ai sensi del comma 13, e che ricevono risorse dalla
regione o dalla provincia autonoma ai sensi dell'articolo 2,
e di cui all'articolo 2, comma 6, devono utilizzare le somme residue
scadenza di pagamento della rata prevista dal relativo contratto. La
mancata estinzione dell'anticipazione entro il termine di cui al
precedente periodo e` rilevante ai fini della misurazione e della
valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili
articoli 21 e 55, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
14. All'atto di ciascuna erogazione, e in ogni caso entro i
responsabile finanziario dell'ente locale, ovvero da altra persona
formalmente indicata dall'ente medesimo fornisce alla Cassa depositi
e prestiti S.p.A. fornisce formale certificazione dell'avvenuto
pagamento e dell'effettuazione delle relative registrazioni
adottarsi obbligatoriamente entro sessanta giorni dalla
prestiti S.p.A. ai sensi del comma 13.
16. Nell'ipotesi di cui al comma 15, le anticipazioni di cassa
eventualmente concesse in applicazione dell'articolo 5, del decreto
legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla
legge 7 dicembre 2012, n. 213, che risultassero non dovute, sono
17. Per gli enti locali beneficiari dell'anticipazione di cui al
comma 13, il fondo di svalutazione crediti di cui al comma 17,
dell'articolo 6, del decreto legge 6 luglio 2012, n.95, convertito
con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.135, relativo ai 5
esercizi finanziari successivi a quello in cui e' stata concessa
l'anticipazione stessa, e' pari almeno al 50 per cento dei residui
anzianita' superiore a 5 anni. Previo parere motivato dell'organo di
revisione, possono essere esclusi dalla base di calcolo i residui
attivi per i quali i responsabili dei servizi competenti abbiano
analiticamente certificato la perdurante sussistenza delle ragioni
17-bis. Nelle regioni a statuto speciale e nelle province
17-ter. All'articolo 5, comma 1-ter, del decreto-legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre
2012, n. 95 convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012,
n. 135, e' aggiunto il seguente periodo: " I contributi di cui al
presente comma sono altresi' esclusi dalle riduzioni a compensazione
disposte in applicazione dell'articolo 6, comma 14 del presente
17-quinquies. Agli enti locali che non hanno rispettato nell'anno
2012 i vincoli del patto di stabilita' in conseguenza del pagamento
dei debiti di cui al comma 1, la sanzione prevista dall'articolo 31,
comma 26, lett. a), della legge 12 novembre 2011, n. 183, ferme
restando le rimanenti sanzioni, si applica limitatamente all'importo
non imputabile ai predetti pagamenti.
1. Alla legge 24 dicembre 2012, n 228, sono apportate le seguenti
1) al comma 122, primo periodo, le parole da: «Nell'anno 2013»
fino a: «800 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «Alle
regioni a statuto ordinario, alla Regione siciliana e alla regione
Sardegna e' attribuito un contributo, nei limiti di un importo
complessivo di 1.272.006.281 euro per ciascuno degli anni 2013 e
«123. Gli importi indicati per ciascuna regione nella tabella di
cui al comma 122 possono essere modificati, a invarianza di
«125. Entro il termine perentorio del 30 giugno, con riferimento
all'anno 2013, e del 31 maggio, con riferimento all'anno 2014, le
regioni comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze, con
riferimento a ciascun ente beneficiario, gli elementi informativi
1. Le regioni e le province autonome che non possono far fronte ai
pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili alla data del 31
o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine,
diversi da quelli finanziari e sanitari di cui all'articolo 3, ivi
inclusi i pagamenti in favore degli enti locali, maturati alla data
del 31 dicembre 2012, a causa di carenza di liquidita', in deroga
all'articolo 10, secondo comma, della legge 16 maggio 1970, n.281,
e all'articolo 32, comma 24, lettera b), della legge 12 novembre
2011, n.183, con certificazione congiunta del Presidente e del
finanze, entro il 30 aprile 2013 l'anticipazione di somme da
destinare ai predetti pagamenti, a valere sulle risorse della
«Sezione per assicurare la liquidita' alle regioni e alle province
2. Le somme di cui al comma 1 da concedere, proporzionalmente, a
ciascuna regione sono stabilite con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze, da emanare entro il 15 maggio 2013.
Entro il 10 maggio 2013, la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano puo'
individuare modalita' di riparto, diverse dal criterio proporzionale
a) della predisposizione, da parte regionale, di misure, anche
liquidi ed esigibili, alla data del 31 dicembre 2012, ovvero dei
debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente
di pagamento entro il predetto termine, ivi inclusi i pagamenti in
favore degli enti locali, comprensivi di interessi nella misura
prevista dai contratti, dagli accordi di fornitura, ovvero dagli
accordi transattivi, intervenuti fra le parti, ovvero, in mancanza
c) della sottoscrizione di apposito contratto tra il Ministero
interessata, nel quale sono definite le modalita' di erogazione e di
restituzione delle somme, comprensive di interessi e in un periodo
non superiore a 30 anni, prevedendo altresi', qualora la regione non
adempia nei termini ivi stabiliti al versamento delle rate di
ammortamento dovute, sia le modalita' di recupero delle medesime
somme da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, sia
l'applicazione di interessi moratori. Il tasso di interesse a carico
della Regione e' pari al rendimento di mercato del Buoni Poliennali
4. Alla verifica degli adempimenti di cui alle lettere a), b) e c)
del comma 3, provvede un apposito tavolo istituito presso il
Ragioneria generale dello Stato, coordinato dal Ragioniere generale
a) dal Capo Dipartimento degli affari regionali della Presidenza
b) dal Direttore generale del Tesoro del Ministero dell'economia
c) dal Segretario della Conferenza permanente per i rapporti tra
5. All'atto dell'erogazione, le regioni interessate provvedono
all'immediata estinzione dei debiti elencati nel piano di pagamento:
dell'avvenuto pagamento e dell'effettuazione delle relative
Tavolo di cui al comma precedente, rilasciata dal responsabile
finanziario della Regione ovvero da altra persona formalmente
indicata dalla Regione, di cui all'articolo 3, comma 6.
6. Il pagamento dei debiti oggetto del presente articolo deve
riguardare, per almeno due terzi, residui passivi in via
prioritaria di parte capitale, anche perenti, nei confronti degli
enti locali, purche' nel limite di corrispondenti residui attivi
Tali risorse devono, ove nulla osti, essere utilizzate dagli enti
locali prioritariamente per il pagamento di debiti certi, liquidi ed
esigibili maturati al 31 dicembre 2012 ovvero dei debiti per i quali
sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro
il predetto termine. Limitatamente alla Regione siciliana, il
principio di cui al presente comma si estende anche alle somme
assegnate agli enti locali dalla regione e accreditate sui conti
correnti di tesoreria regionale. Ogni regione provvede a
concertare con le Anci e le Upi regionali il riparto di tali
pagamenti. Limitatamente alla Regione siciliana, il principio di cui
al presente comma si estende anche alle somme assegnate agli enti
7. L'ultimo periodo della lettera n-bis), del comma 4,
dell'articolo 32, della legge 12 novembre 2011, n.183 e' sostituito
dal seguente: «L'esclusione opera nei limiti complessivi di 1.000
milioni di euro per l'anno 2012, di 1.800 milioni di euro per l'anno
8. Al riparto delle risorse di cui al comma precedente si provvede
con gli stessi criteri e modalita' dettati dall'articolo 3, comma 2,
dati acquisiti dal Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - ai sensi del
comma 460, dell'articolo 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 228,
effettua entro il 15 settembre il monitoraggio sull'utilizzo, alla
data del 31 luglio, del plafond di spesa assegnato a ciascuna
regione e provincia autonoma, rispettivamente, in base al decreto
comma 8 del presente articolo. All'esito del predetto monitoraggio,
il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, qualora
autonome riferite al primo semestre, riscontri per alcune di esse
un'insufficienza e per altre un'eccedenza del plafond di spesa
assegnato, dispone con decreto direttoriale, per l'anno di
riferimento, la rimodulazione del quadro di riparto del limite
complessivo al fine di assegnare un maggiore o minore spazio
finanziario alle regioni e province autonome commisurato alla
effettiva capacita' di spesa registrata nel semestre di riferimento.
Il decreto direttoriale di cui al periodo precedente e'
1. Lo Stato e' autorizzato ad effettuare anticipazioni di
liquidita' alle Regioni ed alle Province autonome di Trento e di
Bolzano a valere sulle risorse della «Sezione per assicurare la
enti del Servizio Sanitario Nazionale» di cui all'articolo 1, comma
10, al fine di favorire l'accelerazione dei pagamenti dei debiti
a) agli ammortamenti non sterilizzati antecedenti
b) alle mancate erogazioni per competenza e/o per cassa delle
titolo di finanziamento del Servizio sanitario nazionale, ivi
compresi i trasferimenti di somme dai conti di tesoreria e dal
bilancio statale e le coperture regionali dei disavanzi sanitari,
e «crediti verso regione per ripiano perdite» nelle voci di credito
2. In via d'urgenza, per l'anno 2013, il Ministero dell'economia e
delle finanze provvede con decreto direttoriale, entro il 15 maggio
a concorrenza massima dell'importo di 5.000 milioni di euro, in
proporzione ai valori di cui al comma 1, lettera a), come risultanti
dai modelli CE per il periodo dal 2001 al 2011, ponderati al 50%, e
ai valori di cui al comma 1, lettera b) iscritti nei modelli SP del
2011, ponderati al 50%, come presenti nell'NSIS alla data di entrata
5. Il decreto di cui al presente comma e' trasmesso alle Regioni e
alle Province autonome di Trento e di Bolzano per il tramite della
Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome ed
3. Con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle
finanze da emanarsi entro il 30 novembre 2013, e' stabilito il
riparto definitivo, comprensivo anche degli importi previsti per
l'anno 2014, fra le regioni dell'anticipazione di liquidita' fino a
concorrenza massima dell'importo di 14.000 milioni di euro, in
al comma 1, lettere a) e b). Il riparto di cui al presente comma e'
effettuato sulla base della verifica compiuta dal Tavolo di verifica
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo
lettera a), per il periodo 2001-2011 e con riferimento alle
ricognizioni delle somme di cui al comma 1, lettera b), come
risultanti nei modelli SP relativi al consuntivo 2011. Ai fini
dell'erogazione per l'anno 2014 delle risorse di cui al presente
comma, al netto di quelle gia' erogate per l'anno 2013 ai sensi del
comma 2, si applicano le disposizioni di cui al comma 5. Il decreto
di cui al presente comma e' trasmesso alle Regioni e alle Province
autonome di Trento e di Bolzano per il tramite della Conferenza dei
Presidenti delle Regioni e delle Province autonome ed e'
4. Le regioni e le province autonome che, a causa di carenza di
presente articolo, in deroga all'articolo 10, secondo comma, della
legge 16 maggio 1970, n. 281, e all'articolo 32, comma 24, lettera
b), della legge 12 novembre 2011, n. 183, trasmettono, con
certificazione congiunta del Presidente e del responsabile
finanziario, al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimenti del Tesoro e della Ragioneria Generale dello Stato,
entro il 31 maggio 2013 l'istanza di accesso all'anticipazione di
liquidita' di cui al comma 2, ed entro il 15 dicembre 2013 l'istanza
di accesso all'anticipazione di liquidita' di cui al comma 3, per
l'avvio delle necessarie procedure amministrative ai fini di cui al
comma 5. Il Ministero dell'economia e delle finanze, con decreto
direttoriale, puo' attribuire alle regioni che ne abbiano fatto
dicembre 2013, importi superiori a quelli di cui al comma 3, nei
limiti delle somme gia' attribuite ad altre regioni ai sensi del
si provvede, anche in tranche successive, a seguito:
dell'anticipazione di liquidita', prioritariamente volte alla
riduzione della spesa corrente, verificate dal Tavolo di verifica
liquidi ed esigibili, cumulati alla data del 31 dicembre 2012 e
comprensivi di interessi nella misura prevista dai contratti, dagli
accordi di fornitura, ovvero dagli accordi transattivi, intervenuti
fra le parti, ovvero, in mancanza dei predetti accordi, dalla
legislazione vigente, e dettagliatamente elencati, rispetto ai quali
12 della citata Intesa verifica la coerenza con le somme assegnate
alla singola regione in sede di riparto delle risorse di cui
primo periodo della presente lettera, il piano dei pagamenti puo'
comprendere debiti certi, sorti entro il 31 dicembre 2012,
intendendosi sorti i debiti per i quali sia stata emessa fattura o
dell'economia e delle finanze-Dipartimento del Tesoro e la regione
6. All'atto dell'erogazione le regioni interessate provvedono
Tavolo di verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 della
citata Intesa, rilasciata dal responsabile della gestione sanitaria
accentrata, ovvero da altra persona formalmente indicata dalla
Regione all'atto della presentazione dell'istanza di cui al comma 4.
Quanto previsto dal presente comma costituisce adempimento regionale
ai fini e per gli effetti dell'articolo 2, comma 68, lettera c),
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, prorogato a decorrere dal 2013
dall'articolo 15, comma 24, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
7. A decorrere dall'anno 2013 costituisce adempimento regionale --
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 - <
- verificato dal Tavolo di verifica degli adempimenti di cui
all'articolo 12 dell'Intesa fra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo 2005, l'erogazione, da
fine dell'anno, di almeno il 90% delle somme che la regione incassa
nel medesimo anno dallo Stato a titolo di finanziamento del Servizio
risorse proprie dell'anno, destina al finanziamento del proprio
8. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e
di Bolzano che non partecipano al finanziamento del Servizio
sanitario nazionale con oneri a carico del bilancio statale. Dette
regioni e province autonome, per le finalita' di cui al comma 3, e
comunque in caso di avvenuto accesso alle anticipazioni di cui al
comma 2, trasmettono al Tavolo di verifica degli adempimenti di cui
autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo 2005, entro il termine
del 30 giugno 2013, la documentazione necessaria per la verifica dei
dati contenuti nei conti economici e negli stati patrimoniali.
Qualora dette regioni e province autonome non provvedano alla
trasmissione della certificazione di cui al comma 6, o vi provvedano
in modo incompleto, il Ministero dell'economia e delle finanze,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, e' autorizzato a
recuperare le somme erogate a titolo di anticipazione di liquidita'
ai sensi del presente articolo, fino a concorrenza degli importi non
9. Nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 1, comma 174,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le regioni possono far valere
le somme attinte sull'anticipazione di liquidita' di cui al presente
articolo, con riferimento alle risorse in termini di competenza di
cui al comma 1, lettera b), come valutate dal citato Tavolo di
verifica degli adempimenti. A tal fine, per l'anno 2013, il termine
del 31 maggio di cui al citato articolo 1, comma 174, della legge 30
Modifica all'articolo 1, comma 34-bis, della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, concernente il finanziamento di progetti regionali in
1. All'articolo 1, comma 34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n.
662, e successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente
cento e' erogato a seguito dell'intervenuta intesa, in sede di
province autonome di Trento e di Bolzano, sulla ripartizione delle
predette quote vincolate per il perseguimento degli obiettivi di
carattere prioritario e di rilievo nazionale indicati nel Piano
1. Al fine di garantire effettivita' al raggiungimento degli
obiettivi programmati di finanza pubblica, per le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano che abbiano sottoscritto i
di prestare garanzie per la sottoscrizione di nuovi prestiti o mutui
da parte di enti e societa' controllati o partecipati resta
subordinata all'attestazione regionale da cui risulti, oltre al
conseguimento degli obiettivi del patto di stabilita' interno per
l'anno precedente, la condizione che il bilancio regionale presenti
una situazione di equilibrio strutturale. Dette condizioni sono
verificate dai Tavoli di verifica di cui all'articolo 2, comma 4 e
all'articolo 3, comma 3, e recepite in apposita delibera del
1. Ai fini dell'estinzione dei debiti dei Ministeri per
forniture, appalti e prestazioni professionali, maturati alla data
del 31 dicembre 2012, a fronte dei quali non sussistono residui
passivi anche perenti, ciascun Ministero predispone un apposito
relativi importi. Gli elenchi sono trasmessi entro il 30 aprile 2013
al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento Ragioneria
generale dello Stato per il tramite del competente Ufficio
Centrale di Bilancio. In apposito allegato, anche da pubblicare sul
sito internet istituzionale di ciascun Ministero, i predetti debiti
sono aggregati per il pertinente capitolo/articolo di spesa con
2. Per garantire il concorso al pagamento dei debiti di cui al
passivi, il fondo di cui all'articolo 1, comma 50, della legge 23
dicembre 2005, n.266, e' incrementato di 500 milioni di euro per
l'anno 2013. In caso di insufficienza delle risorse stanziate
rispetto ai debiti accertati dai Ministeri interessati, il predetto
fondo e' ripartito entro il 15 maggio 2013 con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze proporzionalmente sulla base delle
richieste pervenute entro il termine perentorio previsto al comma 1,
complete degli elenchi di cui al medesimo comma. Le predette somme
sono destinate esclusivamente al pagamento dei debiti inclusi nei
3. Ai fini del monitoraggio, le Amministrazioni trasmettono ai
rispettivi Uffici Centrali di Bilancio, con cadenza trimestrale,
altresi' quelli che non hanno potuto essere estinti. L'Ufficio
centrale di bilancio trasmette alla Corte dei Conti, per gli effetti
una relazione finale relativamente alle somme effettivamente
impegnate e pagate con riferimento agli importi indicati negli
4. Per la eventuale quota dei debiti non soddisfatta con il Fondo
di cui al comma 2 e al fine di prevenire il formarsi di nuove
situazioni debitorie, i Ministeri interessati, entro il 15 giugno
2013, definiscono con apposito decreto del Ministro competente di
alle competenti Commissioni Parlamentari e alla Corte dei conti, un
di razionalizzazione e riorganizzazione della spesa. Ai fini del
suddetto piano di rientro possono essere utilizzate le dotazioni
5. I Nuclei di analisi e valutazione della spesa di cui
all'articolo 39 della legge 31 dicembre 2009, n.196 e successive
previsti, il Ministro competente entro il 15 luglio 2013 invia
apposita relazione sulle cause dell'inadempienza alle competenti
territorio sono stabiliti i termini e le modalita' attuative per la
riprogrammazione delle restituzioni e dei rimborsi delle imposte al
un importo complessivo non superiore a 2.500 milioni di euro per
l'integrale pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione
maturati alla data del 31 dicembre 2012, nonche' per motivate
esigenze economico-finanziarie, il Ministero dell'economia e delle
di istituzioni finanziarie nazionali, comunitarie e internazionali.
01. Al comma 3-bis dell'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo
1, legge 28 gennaio 2009, n. 2, sostituire le parole: «forniture e
appalti» con le seguenti: «forniture, appalti e prestazioni
l'unita' giuridica ed economica dell'ordinamento. I relativi
pagamenti sono effettuati dando priorita', ai fini del pagamento, ai
crediti non oggetto di cessione pro soluto. Tra piu' crediti
non oggetto di cessione pro soluto il pagamento deve essere
imputato al credito piu' antico, come risultante dalla fattura o
dalla richiesta equivalente di pagamento ovvero da contratti o da
accordi transattivi eventualmente intervenuti fra le parti.
1-bis. Il Governo promuove la stipulazione di convenzioni con le
associazioni di categoria del sistema creditizio e le associazioni
1-ter. I pagamenti effettuati ai sensi del presente capo in favore
degli enti, delle societa', inserite nel conto economico consolidato
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, o degli organismi a totale
partecipazione pubblica sono destinati prioritariamente al pagamento
dei debiti di cui agli articoli 1, 2, 3 e 5 nei confronti dei
rispettivi creditori.
2. Ai fini dell'ammortamento delle anticipazioni di liquidita' di
cui al presente Capo, la prima rata decorre dall'anno successivo a
3. I piani dei pagamenti di cui al presente Capo sono pubblicati
dall'ente nel proprio sito internet per importi aggregati per classi
4. Ferma restando l'indicazione del codice unico di progetto
dell'opera pubblica nei mandati informatici sul SIOPE ai sensi della
legislazione vigente, in attuazione del decreto legislativo 29
dicembre 2011, n. 229 per il necessario monitoraggio delle opere
pubbliche, a decorrere dal 30 settembre 2013, i dati relativi ai
pagamenti previsti dal presente Capo riguardanti le medesime opere,
sono comunicati al Ministero dell'Economia e delle Finanze, secondo
5. In considerazione dell'esigenza di dare prioritario impulso
all'economia in attuazione dell'articolo 41, della Costituzione, a
tutela del vincolo di destinazione delle risorse, non sono ammessi
atti di sequestro o di pignoramento sulle somme destinate ai
pagamenti di cui al presente Capo. Qualora siano stati stipulati
accordi di natura transattiva, le azioni esecutive sulle somme
destinate ai pagamenti da effettuarsi in attuazione dei piani di
pagamento redatti ai sensi dell'articolo 11, comma 2, del
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e sottoscritti entro la data di
ancorche' effettuate presso i tesorieri delle aziende del Servizio
sanitario regionale e presso le centrali uniche di pagamento
istituite secondo disposizioni di legge, sono sospese fino alla data
6. Alla legge 24 marzo 2001, n. 89, dopo l'articolo 5-quater e'
«Art. 5-quinquies. -- (Esecuzione forzata). -- 1. Al fine di
assicurare un'ordinata programmazione dei pagamenti dei creditori di
somme liquidate a norma della presente legge, non sono ammessi, a
pena di nullita' rilevabile d'ufficio, atti di sequestro o di
pignoramento presso la Tesoreria centrale e presso le Tesorerie
provinciali dello Stato per la riscossione coattiva di somme
2. Ferma restando l'impignorabilita' prevista dall'articolo 1,
commi 294-bis e 294-ter, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e
di credito e alle contabilita' speciali destinati al pagamento di
somme liquidate a norma della presente legge, i creditori di dette
somme, a pena di nullita' rilevabile d'ufficio, eseguono i
libro III, titolo II, capo II del codice di procedura civile, con
atto notificato ai Ministeri di cui all'articolo 3, comma 2, ovvero
al funzionario delegato del distretto in cui e' stato emesso il
provvedimento giurisdizionale posto in esecuzione, con l'effetto di
sospendere ogni emissione di ordinativi di pagamento relativamente
alle somme pignorate. L'ufficio competente presso i Ministeri di cui
all'articolo 3, comma 2, a cui sia stato notificato atto di
pignoramento o di sequestro, ovvero il funzionario delegato sono
tenuti a vincolare l'ammontare per cui si procede, sempreche'
esistano in contabilita' fondi soggetti ad esecuzione forzata; la
notifica rimane priva di effetti riguardo agli ordini di pagamento
3. Gli atti di pignoramento o di sequestro devono indicare a pena
di nullita' rilevabile d'ufficio il provvedimento giurisdizionale
alla Tesoreria centrale e alle Tesorerie provinciali dello Stato non
determinano obblighi di accantonamento da parte delle Tesorerie
medesime, ne' sospendono l'accreditamento di somme a favore delle
Amministrazioni interessate. Le Tesorerie in tali casi rendono
dichiarazione negativa, richiamando gli estremi della presente
5. L'articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313,
applica anche ai fondi destinati al pagamento di somme liquidate a
norma della presente legge, ivi compresi quelli accreditati mediante
aperture di credito in favore dei funzionari delegati degli uffici
7. All'articolo 1, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il
«294-ter. Il comma 294-bis si applica anche ai fondi e alle
contabilita' speciali del Ministero dell'economia e delle finanze
destinati al pagamento di somme liquidate a norma della legge 24
8. All'articolo 8, del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123
pagamenti derivanti dalle transazioni commerciali di cui al decreto
legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, si applicano le disposizioni del
b) al comma 3, dopo le parole «richiesta di chiarimenti» sono
aggiunte le seguenti parole: «, salvo quanto previsto al comma
c) dopo il comma 4, e' aggiunto il seguente comma: «4-bis. Gli
atti di pagamento emessi a titolo di corrispettivo nelle transazioni
commerciali devono pervenire all'ufficio di controllo almeno 15
giorni prima della data di scadenza del termine di pagamento.
L'ufficio di controllo espleta i riscontri di competenza e da'
comunque corso al pagamento entro i 15 giorni successivi al
ricevimento degli atti di pagamento, sia in caso di esito positivo,
sia in caso di formulazione di osservazioni o richieste di
integrazioni e chiarimenti. Qualora il dirigente responsabile non
risponda alle osservazioni, ovvero i chiarimenti forniti non siano
idonei a superare le osservazioni mosse, l'ufficio di controllo e'
tenuto a segnalare alla competente Procura Regionale della Corte dei
si e' dato corso. Resta fermo il divieto di dare corso agli atti di
spesa nelle ipotesi di cui all'articolo 6, comma 2, con riferimento
ai quali comunque sussiste la responsabilita' del dirigente che ha
articoli 1, 2, 3 e 5, comunicano ai creditori, anche a mezzo posta
elettronica certificata, inviata presso l'indirizzo di posta
elettronica certificata inserito nell'Indice nazionale degli
6-bis del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,
l'importo e la data entro la quale provvederanno rispettivamente
ai pagamenti dei debiti di cui agli articoli 1, 2, 3 e 5.
erariale a carico del responsabile dell'ufficio competente. La
comunicazione inviata con posta elettronica certificata e'
sottoscritta dal dirigente responsabile dell'ufficio competente con
l'integrita' e l'immodificabilita' del documento ovvero con firma
digitale, rispettivamente, ai sensi degli articoli 1, comma 1,
lettera q-bis), e 24 del citato codice di cui al decreto legislativo
7 marzo 2005, n. 82. Entro il 5 luglio 2013, le pubbliche
amministrazioni di cui agli articoli 1, 2, 3 e 5 pubblicano nel
proprio sito internet l'elenco completo, per ordine cronologico di
emissione della fattura o della richiesta equivalente di pagamento,
primo periodo del presente comma, indicando l'importo e la data
prevista di pagamento comunicata al creditore. La mancata
pubblicazione e' rilevante ai fini della misurazione e della
e comporta responsabilita' dirigenziale e disciplinare ai sensi del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. I dirigenti responsabili
per ogni giorno di ritardo nella certificazione del credito.
risorse umane, strumentali e finanziarie previste dalla legislazione
10. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 4, e
dall'articolo 7, commi 2 e 5, il mancato o tardivo adempimento da
parte delle amministrazioni pubbliche debitrici alle disposizioni di
cui all'articolo 1, commi 2, 8 e 14, all'articolo 2, commi 3 e 5,
all'articolo 3, commi 5, 6 e 7, all'articolo 5, commi 1 e 3,
all'articolo 6, commi 2, 3 e 4, e all'articolo 7, comma 4, che ha
causato la condanna al pagamento di somme per risarcimento danni o
per interessi moratori e' causa di responsabilita' amministrativa a
11. I decreti e i provvedimenti previsti dal presente capo non
hanno natura regolamentare e sono pubblicati nella sezione
di riparto delle anticipazioni di liquidita' fra gli enti
interessati e degli altri decreti e provvedimenti di cui al
i diritti civili e sociali, in caso di mancata osservanza delle
disposizioni del presente capo, il Governo puo' sostituirsi agli
organi delle regioni e degli enti locali per l'adozione dei
equivalente di pagamento. Qualora tale accertamento evidenzi una
11-quater. Al comma 10 dell'articolo 6 del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 135, le parole: « , relativo a spese per somministrazioni,
forniture e appalti, » sono soppresse.
1. All'articolo 253 del codice dei contratti pubblici relativi a
« 23-bis. In relazione all'articolo 133, comma 1, fino al 31
il 15 per cento dell'importo netto contrattuale.».
somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti e per
obbligazioni relative a prestazioni professionali, ai sensi
dell'articolo 9, commi 3-bis e 3-ter, del decreto-legge 29 novembre
2008, n.185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
marzo 2012, n.16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
aprile 2012, n.44, provvedono a registrarsi sulla piattaforma
elettronica per la gestione telematica del rilascio delle
certificazioni, predisposta dal Ministero dell'economia e delle
finanze -- Dipartimento della ragioneria generale dello Stato ai
sensi dell'articolo 4 del decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze 25 giugno 2012, come modificato dal decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze 19 ottobre 2012 e dell'articolo 3 del
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 22 maggio 2012,
come modificato dal decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze 24 settembre 2012, entro 20 giorni dalla data di entrata in
2. La mancata registrazione sulla piattaforma elettronica entro il
termine di cui al comma 1 e' rilevante ai fini della misurazione e
della valutazione della performance individuale dei dirigenti
responsabili e comporta responsabilita' dirigenziale e disciplinare
ai sensi degli articoli 21 e 55, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n.165, e successive modificazioni. I dirigenti responsabili
sono assoggettati, altresi', ad una sanzione pecuniaria pari a 100
3. La certificazione dei crediti di cui al comma 1 e' effettuata
obbligazioni relative a prestazioni professionali dalle pubbliche
amministrazioni secondo le procedure di cui al decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze 25 giugno 2012, come modificato dal
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 ottobre 2012 e
di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 22
delle finanze 24 settembre 2012, le pubbliche amministrazioni
debitrici di cui al comma 1 comunicano a partire dal 1° giugno 2013
certificazioni di cui al medesimo comma 1, l'elenco completo dei
debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31
dicembre 2012, che non risultano estinti alla data della
comunicazione stessa, con l'indicazione dei dati identificativi
del creditore. La comunicazione avviene sulla base di un apposito
modello scaricabile dalla piattaforma elettronica, nel quale e' data
separata evidenza ai crediti gia' oggetto di cessione o
certificazione. Il creditore puo' segnalare all'amministrazione
al primo periodo, l'importo e gli estremi identificativi del credito
4-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2014, le comunicazioni di cui
esigibili alla data del 31 dicembre di ciascun anno, sono trasmesse
dalle amministrazioni pubbliche per il tramite della piattaforma
elettronica entro il 30 aprile dell'anno successivo. In caso di
5. Il mancato adempimento da parte delle pubbliche amministrazioni
debitrici alle disposizioni di cui al comma 4 rileva ai fini
dei dirigenti responsabili e comporta responsabilita' dirigenziale e
6. Per i crediti diversi da quelli gia' oggetto di cessione o
certificazione, la comunicazione di cui al comma 4 equivale a
certificazione del credito ai sensi dell'articolo 9, commi 3-bis e
3-ter, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.2 e dell'articolo 12,
con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n.44. La
sensi dell'articolo 2, comma 2, del decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze 25 giugno 2012, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 2 luglio 2012, n.152.
comunicazione limitatamente alla apposizione della data prevista per
comunicazione non sono modificabili in sede di aggiornamento.
7. In caso di omessa, incompleta o erronea comunicazione da parte
richiedere all'amministrazione stessa di correggere o integrare la
comunicazione del debito di cui al comma 4. Decorsi 15 giorni dalla
provveduto ovvero espresso un motivato diniego, il creditore puo'
presentare istanza di nomina di un Commissario ad acta,
mediante la piattaforma elettronica, secondo le modalita' di cui al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 25 giugno 2012,
finanze 19 ottobre 2012 e al decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze 22 maggio 2012, come modificato dal decreto del
7-bis. Le amministrazioni di cui al comma 1, contestualmente al
ai sensi del comma 4, provvedono a registrare sulla piattaforma
stessa i dati del pagamento, in modo da garantire l'aggiornamento
dello stato dei debiti. In caso di mancato adempimento a quanto
previsto dal presente comma si applicano le disposizioni di cui al
debiti di cui ai commi 4 e 4-bis.
finanziari autorizzati, per il tramite dell'Associazione Bancaria
Italiana, comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze --
Dipartimento del tesoro l'elenco completo dei debiti certi, liquidi
data del 31 dicembre 2012 che sono stati oggetto di cessione in
favore di banche o intermediari finanziari autorizzati, con
l'indicazione dei dati identificativi del cedente, del cessionario e
dell'amministrazione debitrice e distinguendo tra cessioni
pro-soluto e cessioni pro-solvendo.
9. Nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti con
il Documento di economia e finanza ed eventualmente modificati dalla
Nota di aggiornamento, previa intesa con le Autorita' europee, la
legge di stabilita' per il 2014, puo' autorizzare il pagamento
mediante assegnazione di titoli di Stato dei debiti delle
amministrazioni pubbliche che hanno formato oggetto di cessione
pro soluto perfezionata entro il 31 dicembre 2012 da parte dei
creditori in favore di banche o intermediari finanziari disciplinati
dalle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al comma 8
ovvero puo' prevedere l'effettuazione di operazioni finanziarie
finalizzate all'estinzione di debiti certi, liquidi ed esigibili
9-bis. Alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e
rispetto dei saldi programmati di finanza pubblica.
1. Gli atti di cessione dei crediti certi, liquidi ed esigibili
maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di cui
La disposizione di cui al presente comma non si applica all'imposta
crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni di cui
n.165, e' effettuata, a titolo gratuito, dall'ufficiale rogante
dell'amministrazione debitrice, ove presente. In caso di assenza o
l'autenticazione delle sottoscrizioni puo' essere effettuata da un
notaio e gli onorari sono comunque ridotti alla meta'. La
prima della data di entrata in vigore del presente decreto, puo'
essere effettuata direttamente dal creditore anche mediante consegna
3. Con provvedimento del Direttore generale del tesoro del
Ministero dell'economia e delle finanze, da emanare entro il 31
luglio 2013, sono stabilite le modalita' attraverso le quali la
piattaforma elettronica istituita per le finalita' di cui all'art.
e delle relative disposizioni di attuazione, e' utilizzata anche per
01. All'articolo 28-quater, comma 1, del decreto del Presidente
02. Il termine del 30 aprile 2012 di cui all'articolo 1, comma 1,
del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 ottobre
e' differito al 31 dicembre 2012.
«Art. 28-quinquies. -- (Compensazioni di crediti con somme
dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e
deflativi del contenzioso tributario). -- 1. I crediti non
nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle
regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario
nazionale per somministrazioni, forniture e appalti, possono
essere compensati, solo su specifica richiesta del creditore,
con l'utilizzo del sistema previsto dall'articolo 17, del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n.241, ed esclusivamente attraverso i
con le somme dovute a seguito di accertamento con adesione ai sensi
dell'articolo 8, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n.218, di
definizione ai sensi dell'articolo 5, comma 1-bis, dell'articolo
5-bis, dell'articolo 11, comma 1-bis, e di acquiescenza ai sensi
dell'articolo 15, dello stesso decreto legislativo, di definizione
legislativo 18 dicembre 1997, n.472, di conciliazione giudiziale ai
sensi dell'articolo 48, del decreto legislativo 31 dicembre 1992,
n.546, di mediazione ai sensi dell'articolo 17-bis, dello stesso
decreto. A tal fine e' necessario che il credito sia certificato ai
sensi dell'articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre
2009, n.2, o ai sensi dell'articolo 9, comma 3-ter, lettera b),
ultimo periodo, del medesimo decreto e che la relativa
certificazione rechi l'indicazione della data prevista per il
pagamento. La compensazione e' trasmessa immediatamente con flussi
telematici dall'Agenzia delle entrate alla piattaforma elettronica
per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni,
predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, con modalita'
idonee a garantire l'utilizzo univoco del credito certificato.
Qualora l'ente pubblico nazionale, la regione, l'ente locale o
l'ente del Servizio sanitario nazionale non versi sulla contabilita'
speciale numero 1778 "Fondi di bilancio" l'importo certificato entro
sessanta giorni dal termine indicato nella certificazione, la
struttura di gestione di cui all'articolo 22, comma 3, del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n.241, trattiene l'importo certificato
mediante riduzione delle somme dovute all'ente a qualsiasi titolo, a
seguito della ripartizione delle somme riscosse ai sensi
dell'articolo 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241. Nel
caso in cui il recupero non sia possibile, la suddetta struttura di
gestione ne da' comunicazione ai Ministeri dell'interno e
dell'economia e delle finanze e l'importo e' recuperato mediante
incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote
di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali.
Qualora residuino ulteriori importi da recuperare, i Ministeri
dell'interno e dell'economia e delle finanze formano i ruoli per
l'agente della riscossione, che procede alla riscossione coattiva
secondo le disposizioni di cui al titolo II.
al comma 1, sono stabiliti, entro il 30 giugno 2013, con
1-bis. Al comma 1 dell'articolo 48-bis del decreto del
modificazioni, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ovvero
2. A decorrere dall'anno 2014, il limite di 516.000 euro previsto
dall'articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e'
aumentato a 700.000 euro. All'onere pari a euro 1.250 milioni per
l'anno 2014, 380 milioni per l'anno 2015 e 250 milioni per l'anno
2016, si provvede, per l'anno 2014, a valere sui maggiori rimborsi
programmati di cui all'articolo 5, comma 7, e, per gli anni 2015 e
2016, mediante utilizzo delle risorse disponibili sulla contabilita'
2-bis. In sede di presentazione della dichiarazione dei redditi di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, e al regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, il soggetto d'imposta titolare di
ragioni creditorie nei confronti delle pubbliche amministrazioni
allega un elenco, conforme a un modello da adottare con decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze, dei crediti certi, liquidi
ed esigibili vantati, alla data di chiusura del periodo d'imposta al
quale la dichiarazione si riferisce, per cessioni di beni e
prestazioni di servizi resi alle medesime pubbliche amministrazioni,
distinti in ragione di ente pubblico debitore. L'elenco di cui al
presente comma e' presentato all'amministrazione finanziaria per via
telematica, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di cui al
DI EQUILIBRIO FINANZIARIO DEGLI ENTI TERRITORIALI
Modifiche al decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
1. All'articolo 16, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135,
a) al secondo periodo, le parole: «31 gennaio 2013» sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre di ciascun anno precedente a
b) dopo il terzo periodo, e' aggiunto il seguente: «Per gli anni
2013 e 2014, in deroga a quanto previsto dal periodo precedente, in
caso di mancata deliberazione della Conferenza Stato-citta' ed
determinate in proporzione alle spese desunte dal SIOPE, sostenute
servizi socialmente utili finanziati dallo Stato.».
2. Per il solo anno 2013, in materia di tributo comunale sui
rifiuti e sui servizi, in deroga a quanto diversamente previsto
dall'articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214,
a) la scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo
sono stabilite dal comune con propria deliberazione adottata, anche
nelle more della regolamentazione comunale del nuovo tributo, e
pubblicata, anche sul sito web istituzionale, almeno trenta giorni
b) ai fini del versamento delle prime due rate del tributo, e
inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati gia'
ovvero indicare le altre modalita' di pagamento gia' in uso per gli
stessi prelievi. I pagamenti di cui al periodo precedente, sono
scomputati ai fini della determinazione dell'ultima rata dovuta, a
c) la maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato
e' riservata allo Stato ed e' versata in unica soluzione unitamente
all'ultima rata del tributo, secondo le disposizioni di cui
utilizzando apposito bollettino di conto corrente postale di cui al
d) non trova applicazione il comma 13-bis del citato articolo
14 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, salvo che nelle
autonome di Trento e di Bolzano. Per le predette regioni e Province
autonome non si applica inoltre, la lettera c) del presente comma;
e) alla lettera c) del comma 380 dell'articolo 1 della legge 24
dicembre 2012, n.228, le parole: «890,5 milioni di euro» sono
f) i comuni non possono aumentare la maggiorazione standard di
g) i comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione
del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei
2-bis. Le disposizioni del comma 2 trovano applicazione anche
nel caso in cui il comune prevede l'applicazione di una tariffa con
natura corrispettiva, in luogo del tributo, ai sensi del comma 29
2-ter. I comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione
dei tributi dei soggetti di cui all'articolo 7, comma 2, lettera
gg-ter), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, anche oltre la
3. All'articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
operative, le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali
tassabili e le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del
b) al comma 35, secondo periodo, dopo le parole: «in quanto
compatibili» sono aggiunte le seguenti: «, ovvero tramite le altre
di pagamento interbancari».
4. All'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201,
a) al comma 12-ter le parole: «novanta giorni dalla data» sono
b) il comma 13-bis e' sostituito dal seguente:
approvazione delle aliquote e delle detrazioni nonche' i regolamenti
dell'imposta municipale propria devono essere inviati esclusivamente
per via telematica, mediante inserimento del testo degli stessi
nell'apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, per la
pubblicazione nel sito informatico di cui all'articolo 1, comma 3,
del decreto legislativo 28 settembre 1998, n.360, e successive
modificazioni. I comuni sono, altresi', tenuti ad inserire nella
suddetta sezione gli elementi risultanti dalle delibere, secondo le
indicazioni stabilite dal Ministero dell'economia e delle finanze --
comuni italiani. L'efficacia delle deliberazioni e dei regolamenti
informatico. Il versamento della prima rata di cui al comma 3
dell'articolo 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.23, e'
eseguito sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi
dell'anno precedente. Il versamento della seconda rata di cui al
medesimo articolo 9 e' eseguito, a saldo dell'imposta dovuta per
l'intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata,
sulla base degli atti pubblicati nel predetto sito alla data del 28
ottobre di ciascun anno di imposta; a tal fine il comune e' tenuto a
effettuare l'invio di cui al primo periodo entro il 21 ottobre dello
4-bis. All'articolo 259 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 1, e' inserito il
«1-bis. Nei casi in cui la dichiarazione di dissesto sia adottata
nel corso del secondo semestre dell'esercizio finanziario per il
quale risulta non essere stato ancora validamente deliberato il
bilancio di previsione o sia adottata nell'esercizio successivo, il
consiglio dell'ente presenta per l'approvazione del Ministro
dell'interno, entro il termine di cui al comma 1, un'ipotesi di
bilancio che garantisca l'effettivo riequilibrio entro il secondo
4-ter. All'articolo 2, comma 8, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, le parole: « Per gli anni dal 2008 al 2012 » sono sostituite
a) al comma 380, lettera f), sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: « ; tale riserva non si applica agli immobili ad uso
che insistono sul rispettivo territorio. Per l'accertamento, la
riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi e il contenzioso
propria. Le attivita' di accertamento e riscossione relative agli
immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D sono
sanzioni. Tale riserva non si applica altresi' ai fabbricati rurali
ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o
parzialmente montani di cui all'elenco dei comuni italiani
predisposto dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT),
assoggettati dalle province autonome di Trento e di Bolzano
all'imposta municipale propria ai sensi dell'articolo 9, comma 8 del
decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e successive modificazioni
facoltativa l'adozione della delibera consiliare di cui all'articolo
267 del 2000.».
1. Nel rispetto del patto di stabilita' interno, il divieto di
acquistare immobili a titolo oneroso, di cui all'articolo 12, comma
1-quater, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, non si applica
alle procedure relative all'acquisto a titolo oneroso di immobili o
terreni effettuate per pubblica utilita' ai sensi del testo unico di
nonche' alle permute a parita' di prezzo e alle operazioni di
acquisto programmate da delibere assunte prima del 31 dicembre 2012
dai competenti organi degli enti locali e che individuano con
esattezza i compendi immobiliari oggetto delle operazioni e alle
1. All'articolo 243-quater del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti
«1. Entro dieci giorni dalla data della delibera di cui
all'articolo 243-bis, comma 5, il piano di riequilibrio finanziario
pluriennale e' trasmesso alla competente sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti, nonche' alla Commissione di cui
data di presentazione del piano, svolge la necessaria istruttoria
anche sulla base delle Linee guida deliberate dalla sezione delle
autonomie della Corte dei conti. All'esito dell'istruttoria, la
Commissione redige una relazione finale, con gli eventuali allegati,
che e' trasmessa alla sezione regionale di controllo della Corte dei
b) al comma 6, le parole: «, al Ministero dell'economia e delle
finanze» sono soppresse.
1. Ai comuni che hanno registrato il maggior taglio di risorse
immobili posseduti dagli stessi comuni nel proprio territorio
all'imposta municipale propria di cui all'articolo 13, comma 1, del
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e' attribuito un contributo di
330 milioni di euro per l'anno 2013 e di 270 milioni di euro per
2. Il contributo di cui al comma 1 e' ripartito tra i comuni
interessati, con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con
il Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare, sentita la
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, entro sessanta giorni
presente decreto, in proporzione alle stime di gettito da imposta
municipale propria relativo agli immobili posseduti dai comuni nel
proprio territorio comunicate dal Dipartimento delle finanze del
3. Il contributo attribuito a ciascun comune in applicazione del
comma 2 e' escluso dal saldo finanziario di cui all'articolo 31,
comma 3, della legge 12 novembre 2011, n. 183, rilevante ai fini del
213, le parole: « 190 milioni di euro per l'anno 2014 » sono
5. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, il comma
1. All'articolo 16, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
a) al secondo periodo, le parole: « 2.000 milioni » sono
b) al terzo periodo, le parole: « ed entro il 31 gennaio 2013
relativamente alle riduzioni da operare per gli anni 2013 e
c) il quarto periodo e' sostituito dal seguente: « Le riduzioni
da applicare a ciascun comune a decorrere dall'anno 2013 sono
determinate, con decreto di natura non regolamentare del Ministro
dell'interno, in proporzione alla media delle spese sostenute per
consumi intermedi nel triennio 2010-2012, desunte dal SIOPE, fermo
restando che la riduzione per abitante di ciascun ente non puo'
rapporto fra riduzioni calcolate sulla base dei dati SIOPE 2010-2012
e la popolazione residente di tutti i comuni, relativamente a
ciascuna classe demografica di cui all'articolo 156 del testo unico
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ».
1. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dopo il
«380-bis. Per l'anno 2013, il decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri di cui al comma 380, lettera b), tiene conto
esclusivamente dei criteri di cui ai numeri 1), 5), 6) e 7) della
lettera d) del medesimo comma 380, e dei dati del gettito
dell'imposta municipale propria ad aliquota di base spettante ai
comuni per l'anno 2013, come stimato dal Ministero dell'economia e
Misure per l'equilibrio finanziario della Regione Siciliana, della
Regione Piemonte e della Regione Sardegna nonche' per la
1. In attuazione dello statuto della Regione Siciliana di cui al
regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n.455, convertito dalla
3 novembre 2005, n. 241, e' attribuito alla Regione Siciliana il
gettito delle imposte sui redditi prodotti dalle imprese industriali
e commerciali, aventi sede legale fuori dal territorio regionale, in
misura corrispondente alla quota riferibile agli impianti e agli
stabilimenti ubicati all'interno dello stesso. Per l'anno 2013,
l'assegnazione viene effettuata per un importo di euro 49.000.000,
mediante attribuzione diretta alla Regione da parte della Struttura
di Gestione, individuata dal decreto interministeriale 22 maggio
2. In relazione alle imposte sui redditi di cui al comma 1
spettanti alla Regione Siciliana, il relativo gettito e' assicurato,
dal decreto dirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze
di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 novembre
2005, n. 241, da emanare, entro 30 giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, d'intesa con l'Assessorato regionale
3. Agli oneri recati dalle disposizioni del presente articolo per
le annualita' 2013-2015, per euro 49.000.000 per l'anno 2013, euro
50.200.000 per l'anno 2014 ed euro 52.800.000 per l'anno 2015, si
a) per 3 milioni di euro per il 2013 mediante corrispondente
b) per milioni di euro 46 per il 2013, 40,2 per il 2014 e 32,8
per il 2015, mediante le risorse statali spettanti alla Regione
Siciliana relative alle annualita' dell'edilizia agevolata di cui
all'articolo 61, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n.112, come individuate nel Piano di rientro sul quale e' stata
sancita intesa nella seduta del 18 ottobre 2007 della Conferenza
autonome di Trento e Bolzano, che sono conseguentemente ridotte di
c) per 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015
all'articolo 1, comma 114, terzo periodo, della legge 23 dicembre
d) per 10 milioni di euro per il 2015 mediante corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma
5. A decorrere dall'anno 2016 si provvede alla ridefinizione dei
rapporti finanziari fra lo Stato e la Regione Siciliana ed al
simmetrico trasferimento di funzioni ancora svolte dallo Stato, con
le modalita' previste dallo statuto speciale della Regione Siciliana
presente articolo e del decreto dirigenziale di cui al comma 2 e'
subordinata al completamento delle procedure di cui al periodo
5-bis. Fatte salve le previsioni dell'articolo 16, comma 3, del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e dei commi 1 e 2 dell'articolo 1
della legge 24 dicembre 2012, n. 228, al fine di dare piena
costituzionale n. 118 del 2012, al nuovo regime regolatore dei
rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Sardegna, disciplinato
dalle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 834, della legge 27
e cassa allo scopo previsti nel bilancio di previsione per l'anno
finanziario 2013 e nel bilancio pluriennale per il triennio
2013-2015, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, il Ministro
dell'economia e delle finanze concorda, nel rispetto dei saldi di
finanza pubblica, con la Regione Sardegna, con le procedure di cui
all'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42, le modifiche da
apportare al patto di stabilita' interno per la regione Sardegna.
6. Per consentire la rimozione dello squilibrio finanziario
derivante da debiti pregressi a carico del bilancio regionale
inerenti ai servizi di trasporto pubblico locale su gomma e di
trasporto ferroviario regionale, la Regione Piemonte predispone un
piano di rientro, da sottoporre, entro trenta giorni dall'entrata in
vigore del presente decreto, all'approvazione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell'economia e delle
finanze. Il piano di rientro dovra' individuare le necessarie azioni
di razionalizzazione e di incremento dell'efficienza da
all'articolo 16-bis, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012,
n.95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135, e successive modificazioni.
7. Per il finanziamento del piano di cui al comma precedente, la
Regione Piemonte e' autorizzata ad utilizzare, per l'anno 2013, le
risorse ad essa assegnate del Fondo per lo sviluppo e la coesione di
Gazzetta Ufficiale n.80 del 7/4/2011), nel limite massimo di 150
8. Al fine di garantire una sufficiente liquidita' per far fronte
ai pagamenti in conto capitale degli enti territoriali e, per la
parte corrente, nel comparto dei trasporti e per il funzionamento di
con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135, dopo le parole:
«compartecipazione ai tributi erariali» sono inserite le seguenti
parole: «o, previo accordo tra la Regione richiedente, il Ministero
per la coesione territoriale e il Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti, a valere sulle risorse destinate alla programmazione
fine, il seguente periodo: «In caso di utilizzo delle risorse del
Fondo per lo sviluppo e la coesione per le finalita' di cui al
presente comma, la Regione interessata propone conseguentemente al
CIPE per la presa d'atto, la nuova programmazione nel limite delle
disponibilita' residue, con priorita' per il finanziamento di
interventi finalizzati alla promozione dello sviluppo in materia di
8-bis. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, gli uffici
legali delle Regioni sono autorizzati ad assumere gratuitamente il
patrocinio degli enti dipendenti, delle agenzie regionali e degli
organismi istituiti con legge regionale per l'esercizio di funzioni
amministrative delle regioni medesime.
1. Al fine di reperire le risorse per assicurare la liquidita'
e' autorizzata l'emissione di titoli di Stato per un importo fino a
20.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014. Tali
somme concorrono alla rideterminazione in aumento del limite massimo
del bilancio e del livello massimo del ricorso al mercato stabilito
dalla legge di stabilita', in conformita' con la Risoluzione di
approvazione della Relazione al Parlamento presentata ai sensi
dell'articolo 10-bis, comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n.196 e
2. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal
presente decreto e nelle more dell'emissione dei titoli di cui al
comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
e, ove necessario, puo' disporre il ricorso ad anticipazioni di
pagamento sui pertinenti capitoli di spesa, e' effettuata entro la
3. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, in termini di
maggiori interessi del debito pubblico al netto degli effetti
derivanti dal comma 6, pari a 583,9 milioni di euro per l'anno 2014
e a 656,6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015, e agli oneri
di cui agli articoli 1, comma 12, e 8, pari complessivamente a 7
milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 e 6,5 milioni di
e 6,5 milioni di euro per l'anno 2015 mediante corrispondente
delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando,
quanto a 7 milioni di euro per l'anno 2013, e a 2 milioni di euro
annui per gli anni 2014 e 2015 l'accantonamento relativo al medesimo
annui per l'anno 2015, l'accantonamento relativo al Ministero del
b) quanto a 559,5 milioni di euro per l'anno 2014 mediante
corrispondente utilizzo delle maggiori entrate dell'imposta sul
valore aggiunto derivanti dalle misure previste dagli articoli 1, 2,
c) quanto a 570,45 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015,
di ciascun Ministero di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b),
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per gli importi indicati
nell'Allegato 1 al presente decreto. Dalle riduzioni sono esclusi
gli stanziamenti iscritti nello stato di previsione del Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, nella missione «
Ricerca e innovazione », nonche' gli stanziamenti relativi al Fondo
per lo sviluppo e la coesione e quelli relativi alla realizzazione
delle opere e delle attivita' connesse allo svolgimento del grande
di euro annui a decorrere dall'anno 2015, mediante corrispondente
riduzione delle proiezioni, per gli anni 2014 e 2015, dello
del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma « Fondi
di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per
l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a 699.000
euro per l'anno 2014 e a 485.000 euro annui a decorrere dall'anno
2015, l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, quanto a 4.901.000 euro per l'anno 2014 e a
15.515.000 euro annui a decorrere dall'anno 2015, l'accantonamento
relativo al Ministero degli affari esteri e, quanto a 6.700.000 euro
euro annui a decorrere dall'anno 2015, mediante corrispondente
c-quater) quanto a 17,35 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno 2015, mediante corrispondente riduzione delle risorse di
25 febbraio 1987, n. 67, come determinata dalla tabella C allegata
c-quinquies) quanto a 12 milioni di euro annui a decorrere
di spesa relativa alle indennita' di cui all'articolo 171, del
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e
c-sexies) quanto a 2,1 milioni di euro per l'anno 2014 e a 35,8
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015, mediante
relativamente alla quota destinata allo Stato dell'otto per mille
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).
4. Il Ministero dell'economia e delle finanze effettua il
monitoraggio sulle maggiori entrate di cui al comma 3, lettera b).
Nelle more del monitoraggio, l'importo di 559,5 milioni di euro per
l'anno 2014, di cui all'Allegato 1, e' accantonato e reso
indisponibile con le modalita' di cui alla lettera c) del medesimo
comma 3. In base agli esiti del monitoraggio, con decreti del
Ministro dell'economia e delle finanze, si provvede al
disaccantonamento ovvero alla riduzione delle risorse necessarie per
5. Il Ministro dell'economia e delle finanze, ai fini delle
successive riduzioni e' autorizzato ad accantonare e rendere
indisponibilile somme di cui al comma 4. Le amministrazioni
potranno proporre variazioni compensative, anche relative a missioni
diverse, tra gli accantonamenti interessati, nel rispetto
dell'invarianza sui saldi di finanza pubblica, entro 30 giorni
decreto. Resta precluso l'utilizzo degli accantonamenti di conto
6. Gli importi oggetto della restituzione da parte degli enti
territoriali delle somme anticipate dallo Stato, ai sensi degli
articoli 1, 2 e 3, sono annualmente versati ad appositi capitoli
dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato,
distinti per la quota capitale e per la quota interessi. Gli importi
7. Per gli esercizi 2013 e 2014 le Amministrazioni centrali dello
Stato non possono proporre rimodulazioni che comportino riduzioni
cui si siano formati debiti di cui al comma 1 dell'articolo 5
8. L'allegato 1 all'articolo 1, comma 1, della legge 24 dicembre
9. Ai fini del rispetto dell'obiettivo programmatico in termini di
indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni indicato nella
Relazione presentata al Parlamento, ai sensi dell'articolo 10-bis,
comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n.196, il Ministero
dell'economia e delle finanze effettua il monitoraggio
10. Qualora dal predetto monitoraggio, tenuto anche conto degli
andamenti di finanza pubblica, emerga il rischio del mancato
raggiungimento degli obiettivi programmatici indicati nel documento
di economia e finanza 2013 e suoi eventuali aggiornamenti, il
Ministro dell'economia e delle finanze, previa apposita relazione da
inviare al Parlamento o da allegare comunque alla nota di
decreto la rimodulazione per gli anni 2013 e 2014 delle spese
autorizzate dal presente decreto, ovvero l'applicazione di quanto
previsto dall'articolo 10, comma 12, primo periodo del decreto-legge
6 luglio 2011, n.98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
luglio 2011, n. 111, o l'adozione di provvedimenti correttivi
11. Le eventuali risorse non utilizzate per i pagamenti previsti
dall'articolo 1, comma 13, dall'articolo 2, comma 1 e dall'articolo
3, comma 1, come risultanti dal monitoraggio di cui al comma
precedente, possono essere destinate, con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, prioritariamente ad incremento