Source: https://news.avvocatoandreani.it/doc/cassazione-penale-sez-sent-2016-17679-103378.html
Timestamp: 2019-12-06 06:31:43+00:00
Document Index: 124176306

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 574', 'art. 606', 'art. 574', 'art. 606', 'art. 606', 'art. 131', 'art. 2', 'art. 574', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 567', 'art. 566', 'art. 574', 'art. 133', 'art. 133', 'Cass. Sez. ', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 581', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 34', 'art. 674']

Udito il difensore della parte civile, Avv. Andrea Antolini, che ha chiesto il rigetto del ricorso e la liquidazione delle spese;
Udito il difensore, Avv. Lorenzo Picotti, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso e ha insistito sulla sollevata questione di legittimità costituzionale.
1. Con sentenza del 22/5/2015 la Corte di appello di Trento ha confermato quella in data 4/2/2014, con la quale il Tribunale di Trento aveva riconosciuto K.S.A. colpevole del delitto di cui all'art. 574-bis cod. pen., risalente all'(OMISSIS) e consistito nel sottrarre la minore S.M., nata nel (OMISSIS), a S.R., genitore esercente la responsabilità genitoriale, conducendola e trattenendola in Germania e impedendo al S. l'esercizio della potestà: nella circostanza il Tribunale aveva condannato l'imputata alla pena di mesi otto di reclusione con entrambi i benefici di legge, applicando la pena accessoria della sospensione della potestà genitoriale per mesi 16, e condannato inoltre la stessa imputata al risarcimento del danno in favore della parte civile, con assegnazione di una provvisionale di euro 20.000,00.
2.1. Con il primo motivo denuncia vizio di motivazione e violazione degli artt. 192, 530 e 533 c.p.p., agli effetti dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e), in ordine alla ritenuta assenza di pericolo della minore nella permanenza ulteriore nella casa di (OMISSIS).
La Corte territoriale era incorsa nella violazione delle regole di valutazione della prova con motivazione illogica e contraddittoria, asserendo che nessun elemento deponeva per la presenza di un pericolo per i minori e per M. in particolare, e peraltro omettendo di considerare gli elementi probatori, documentali e testimoniali, dai quali risultava la paura di cui era preda la ricorrente di perdere la figlia mi ore, a fronte della minaccia del padre S.R. di portarla via con sè, minaccia fatta anche oggetto - unitamente ad ulteriore comportamento dell'uomo tenuto perfino la sera precedente - di denuncia - querela sporta dalla K. prima di allontanarsi con la minore.
2.2. Con il secondo motivo deduce violazione di legge in relazione all'art. 574 bis c.p., agli effetti dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b).
2.3. Con il terzo motivo denuncia mancanza di motivazione in ordine all'elemento soggettivo doloso, agli effetti dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e).
2.4. Con il quarto motivo deduce la non punibilità per la particolare tenuità del fatto, ai sensi dell'art. 131 bis c.p., in relazione all'art. 2 c.p., comma 4.
Deduce in proposito la questione di legittimità costituzionale dell'art. 574 bis, e dell'art. 34 c.p., in riferimento agli art. 2 e 3 Cost., art. 27 Cost., commi 1 e 3, e in riferimento all'art. 3 della Convenzione di New York del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con L. 27 maggio 1991, n. 176, e all'art. 24, par. 2, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, anche in relazione agli artt. 10 e 117 Cost..
La disciplina viola inoltre l'art. 27 Cost., in quanto pregiudica la posizione di soggetto estraneo al reato e non consente la rieducazione del condannato che abbia agito al fine di preservare il figlio da pregiudizio che possa essergli arrecato dall'altro genitore, oltre a non assicurare il rispetto del principio di proporzionalità.
Vengono inoltre richiamate le sentenze n. 7 del 2013 e 31 del 2012 della Corte costituzionale che si sono pronunciate sull'automatismo della perdita della potestà genitoriale in relazione all'art. 567 c.p., comma 2, eall'art. 566 c.p., comma 2.
Esso è connotato, rispetto a quello di cui all'art. 574 c.p., dall'elemento specializzante costituito dal trasferimento o trattenimento all'estero, che vale a renderlo più grave.
La sottrazione si risolve dunque nell'impedimento al soggetto che ne sia investito della possibilità materiale di esercitare quelle prerogative, in ciò ravvisandosi il pregiudizio per il minore, fino a quando la competente A.C. non disponga diversamente, disciplinando la sfera rispettiva delle potestà e responsabilità genitoriali.
Ciò significa altresì che la limitazione delle stesse può discendere solo da una loro diversa distribuzione, fondata su una specifica valutazione degli interessi in gioco, formulata dall'A.C. competente.
D'altro canto la tenuità dell'offesa dipende a sua volta dalle modalità della condotta e dall'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'art. 133 c.p., comma 1.
E' stato in effetti di recente affermato che la tenuità attiene al tipo di concreta manifestazione di una condotta illecita pur riconducibile al tipo legale, valutata alla luce dei tre indicatori (modalità della condotta, esiguità del danno o del pericolo e grado della colpevolezza) evocati dal riferimento all'art. 133 c.p., comma 1, i quali devono essere considerati congiuntamente (Cass. Sez. U. n. 13681 del 25/2/2016, Tushaj, non ancora massimata).
6. Il motivo aggiunto presentato dal ricorrente prospetta una questione di legittimità costituzionale degli artt. 34 e 574 bis c.p., per contrasto con gli artt. 2, 3, 27, 30 e 31 Cost., con l'art. 3 della Convenzione di New York del 20 novembre 1989 e con l'art. 24, par. 2, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, in relazione agli artt. 10 e 117 Cost..
Da ciò discende che i motivi nuovi non avrebbero potuto riguardare la pena accessoria, costituendo ius receptum che tali motivi debbano avere ad oggetto gli stessi punti e capi della decisione impugnata che sono stati enunciati nell'originario atto di gravame ai sensi dell'art. 581 c.p.p., comma 1, lett. a), dovendo trovare riscontro nei motivi principali, di cui possono costituire mero sviluppo o migliore esposizione, anche per ragioni eventualmente non evidenziate (Cass. Sez. U. n. 4683 del 25/2/1998, Bono, rv. 210258; Cass. Sez. 2, n. 1417 del 11/10/2012, dep. nel 2013, Platamone, rv. 254301; Cass. Sez. 6, n. 73 del 21/9/2011, dep. nel 2012, Aguì, rv. 251780).
Risulta infatti che la pena è stata sospesa e che d'altro canto è stato immediatamente investito della questione il competente Tribunale per i minorenni agli effetti dell'art. 34 c.p., comma 5.
Semmai potrebbe prospettarsi il concreto interesse a proporre la questione nell'eventualità in cui venisse in gioco la revoca del beneficio: in quel caso potrebbe sollevarsi in termini sostanzialmente coincidenti con quelli evocati nel motivo aggiunto la questione di legittimità costituzionale dell'art. 674 c.p.p., nella parte in cui, a distanza di tempo dai fatti e sulla base delle valutazioni compiute nel frattempo dal Tribunale per i minorenni, preclude al Giudice, al momento di disporre la revoca del beneficio anche con riguardo alla pena accessoria della sospensione della potestà genitoriale, di verificare l'attualità dei presupposti alla luce dell'esperienza maturata nel periodo intermedio e del già valutato interesse del minore, ove ancora tale.