Source: http://usiait.it/sentenze/350-limitazione-sciopero-pubblico-esercizio.html
Timestamp: 2017-05-24 19:35:11+00:00
Document Index: 184058560

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 2']

Limitazione Sciopero. Pubblico Esercizio
Cerca, Visualizza e Naviga	Cerca	Sei qui:	Home Sentenze Limitazione Sciopero. Pubblico Esercizio
Sede MilanoHomeArchivio StoricoSede RomaSede UdineComunicati InternazionaliArchivio LegaleCCNLMinimi tabellariLeggiSentenzeComunicati internazionaliFAQLotta di ClasseLinkContatti	Limitazione Sciopero. Pubblico Esercizio
Sciopero - Servizi pubblici essenziali - Principio della rarefazione oggettiva - Contenuto Sciopero - Servizi pubblici essenziali - Fondato pericolo di pregiudizio grave e imminente - Legittimità dell’ordinanza ai sensi dell’art. 8 L. n. 146/1990 - Sussiste - Deroga ex art. 2, comma 7 della L. n. 146/1990 - Non sussiste (artt. 1, 2 e 8 della L. n. 146/1990)
In materia di servizi pubblici essenziali, in applicazione del principio della “rarefazione oggettiva” di cui all’art. 2, comma 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146, le imprese erogatrici dei servizi sono tenute a concordare con i sindacati l’indicazione di intervalli minimi tra l’effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo quando ciò sia necessario ad evitare che per l’effetto della proclamazione di scioperi in successione ad opera di sigle sindacali differenti e incidenti sul medesimo bacino d’utenza sia oggettivamente compromessa la continuità dei servizi*. Qualora il principio di rarefazione oggettiva venga violato e sussista un fondato pericolo di pregiudizio grave e imminente ai diritti alla persona costituzionalmente garantiti, ai sensi dell’art. 8 della legge 12 giugno 1990, n. 146, che non trova deroga neanche nell’art. 2, comma 7 della citata legge, sono legittime le ordinanze emanate dal Prefetto su segnalazione della Commissione di garanzia che comprendano il differimento dell’astensione collettiva ad altra data anche unificando astensioni collettive già proclamate.
Il S.U.L.T.A., con propria nota del 15.01.2001, confermava lo sciopero indetto per il 19.01.2001 precisando che le motivazioni dello stesso dovevano intendersi in sintonia con l’art. 2 comma 7 L. n. 146/1990 e succ. mod. essendo in collegamento a “gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori” e ciò in relazione a due infortuni sul lavoro verificatisi la sera del 05.01 ed il giorno 08.01.
I ricorrenti partecipavano ugualmente allo sciopero del 19.01 che aveva luogo e nei loro confronti era accertata la violazione dell’ordinanza prefettizia con le conseguenze sanzionatorie in esame. Non vi è dubbio che lo sciopero indetto nel precedente mese di dicembre dall’E.N.A.V. per il giorno 16.01.2001 interessava il medesimo bacino di utenza nel settore del trasporto aereo, servizio pubblico essenziale ex art. 1, comma 2, L. n. 146/1990.
La legge invero ha voluto intervenire per realizzare un bilanciamento dell’esercizio del diritto di sciopero con altri diritti alla persona, ugualmente garantiti dalla Costituzione, quale quello alla libertà di circolazione, prevenendo la reiterazione a cadenza ristretta degli scioperi del settore ed introducendo la c.d. regola della “rarefazione oggettiva”. Come affermato dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 108/2007 che ha affrontato identica questione “la regola della rarefazione oggettiva trova referente normativo nell’art. 2 L. n. 149/1990 e succ. mod. che include tra le misure indispensabili che le amministrazioni e le imprese erogatrici di servizi pubblici essenziali sono tenute a concordare con le rappresentanze sindacali, anche l’indicazione di intervalli minimi da osservare fra l’effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo, quando ciò sia necessario ad evitare che per l’effetto della proclamazione in successione di scioperi da soggetti sindacali diversi e che incidono sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino di utenza, sia oggettivamente compromessa la continuità dei servizi pubblici” afferenti ai settori individuati dall’art. 1 legge medesima. L’art. 8, comma 2, L. n. 146/1990, in presenza di fondato pericolo di pregiudizio grave ed imminente ai diritti della persona costituzionalmente garantiti per scioperi che esplicano effetti sull’erogazione di servizi pubblici qualificati come essenziali, prevede momenti di interventi autoritativi da attuarsi dal Prefetto su segnalazione della Commissione di garanzia nei casi di rilevanza del conflitto a livello regionale che comprendono “il differimento dell’astensione collettiva ad altra data, anche unificando astensioni collettive già proclamate”.
Pienamente legittimo è quindi sotto questo profilo il decreto prefettizio. Né può esser accolta la tesi dei ricorrenti in relazione al fatto che lo sciopero in questione sarebbe stato indetto per garantire l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori in applicazione dell’art. 2, comma 7, L. n. 146/1990 ove è previsto che “in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori’’.
Non può pertanto accogliersi la tesi secondo la quale vi sarebbe stata una rinuncia alle ragioni dello sciopero di cui alla comunicazione del 05.01.2001 ed una sostituzione delle stesse con riferimento agli episodi del 5 e dell’8 gennaio. Alla luce di quanto esposto il ricorso avanzato non può trovare accoglimento. [Omissis]