Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23873-del-11-10-2017
Timestamp: 2020-08-15 13:40:55+00:00
Document Index: 151882473

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'CGUE ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 23873 del 11/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23873 del 11/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/10/2017, (ud. 06/09/2017, dep.11/10/2017), n. 23873
sul ricorso 15716-2013 proposto da:
N.M.;
avverso la sentenza n. 1218/2012 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
depositata il 24/12/2012;
partecipata del 06/09/2017 dal Consigliere Dott. ROSA ARIENZO.
che la Corte di Appello di Genova ha respinto il gravame proposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avverso la sentenza di primo grado, che – rigettate le domande proposte da N.M., insegnante alle dipendenze del MIUR in forza di consecutivi contratti a tempo determinato, tese ottenere la trasformazione dei rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato e la condanna al pagamento della indennità di legge o in subordine al risarcimento del danno – aveva riconosciuto il diritto della predetta alla progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato e condannato il Ministero a corrisponderle le differenze stipendiali in ragione dell’anzianità di servizio maturata;
che la Corte territoriale, per quel che rileva nella presente sede, ha posto a fondamento della pronuncia di rigetto del gravame il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, richiamandosi ai principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a t.d. trasfuso nella indicata Direttiva;
che di tale sentenza il MIUR chiede la cassazione sulla base di unico motivo, al quale non ha opposto difese la parte intimata;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., è stata comunicata alla parte costituita, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio, in prossimità della quale il MIUR ha depositato atto di rinuncia al ricorso.
2. che la rinuncia semplice, in presenza di parte non costituita, determina l’estinzione del processo;
3. che la rinunzia al ricorso per cassazione infatti non ha carattere cosiddetto accettizio, che richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali (Cass. 23 dicembre 2005, n. 28675; Cass. 15 ottobre 2009, n. 21894; Cass. 5 maggio 2011, n. 9857; Cass 26 febbraio 2015, n. 3971) ma, come già detto, carattere recettizio;
4. che l’accettazione della controparte rileva unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo il secondo comma dell’art. 391 c.p.c., che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese;
5. che nella specie alla declaratoria di estinzione del processo non segue alcuna statuizione sulle spese, essendo la controparte rimasta intimata;
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.