Source: http://paviacalcio.tifonet.it/penalizzazione%20menicozzo.htm
Timestamp: 2018-12-12 09:15:48+00:00
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Il Pavia paga caro
Il Pavia paga caro, altri 5 punti in meno
La società ha deciso di patteggiare per il caso Menicozzo, la sentenza è definitiva. La procura aveva dato l’ok per un -3, ma la Disciplinare ha chiesto una pena più pesante
PAVIA. E’ andata peggio di quanto ci si potesse aspettare: il Pavia paga con altri 5 punti di penalizzazione - oltre a quello perso con la sconfitta a tavolino col Mezzocorona - la svista sulla squalifica non scontata di Michele Menicozzo. L’unico aspetto positivo è che il caso ora è definitivamente chiuso: il club ha deciso infatti di patteggiare la pena, che di conseguenza non può più essere impugnata. Gli azzurri, che erano saliti a un rassicurante +9 sulla zona playout e a -7 da quella playoff, si ritrovano adesso con soli quattro punti in più di Valenzana e Alto Adige, quartultime. Il club incassa anche una multa di 7.500 euro, gli stop di 2 turni a Menicozzo e di 4 mesi a Carlo Gasio.
Il presidente Secondino Calisti, il direttore generale Armando Calisti, il direttore amministrativo Alessandro Zanchi e l’avvocato milanese Marco De Luca erano andati all’incontro con il procuratore federale Stefano Palazzi convinti di poter limitare i danni. A rinforzare le speranze c’era anche una sentenza recentissima, per un caso analogo riguardante il calcio a 5 (un calciatore che, come Menicozzo, aveva giocato diverse gare prima di scontare una squalifica di un turno): la Disciplinare aveva stabilito che nessun’altra sanzione oltre alla sconfitta a tavolino doveva essere data, e la stessa procura aveva chiesto solo un’ammenda e delle squalifiche.
Le cose però sono andate diversamente. In mattinata, il Pavia e il procuratore avevano trovato l’accordo: 3 punti di penalizzazione. Un penalizzazione non accettata a cuor leggero, ma comunque messa in preventivo dal club come la massima possibile. L’accordo, però - come accade nel diritto penale - deve essere vagliato dall’organo giudicante, in questo caso la Commissione discliplinare, chiamata a valutare la congruità della pena rispetto alla contestazione. Ebbene, a quanto pare in particolare uno dei componenti del collegio (formato da Sergio Artico, presidente, più gli avvocati Valentino Fedeli e Gianfranco Tobia) ha insistito per una pena maggiore, forse in considerazione del fatto che erano trascorse 16 gare prima che il Pavia si accorgesse della squalifica mai scontata da Menicozzo. A nulla è valso sottolineare la buona fede della società, alla quale era sfuggito il comunicato della serie D dello scorso anno che stabiliva lo stop al calciatore, allora all’Alghero: proprio una delle società (assieme all’Alto Adige) che con il suo esposto ha innescato il deferimento della procura.
Si è così arrivati a 5 punti, frutto della riduzione della sanzione di un terzo (sconto previsto dal rito speciale) rispetto alla pena base di 8 punti. Con lo stesso meccanismo sono state stabilite anche le altre pene: 7.500 euro per la società (pena base 10.000), 3 mesi di inibizione per il dirigente accompagnatore Carlo Gasio (pena base 4 mesi) e 2 turni di squalifica per Menicozzo (pena base 3 turni).
Calisti: «Antisportivo chi ne ha approfittato»
la Provincia Pavese — 03 aprile 2009 pagina 48 sezione: SPORT
PAVIA. «Auguro tutto il male possibile a queste società antisportive, che si attaccano a tutto per di rovesciare i verdetti del campo». E’ tempo di sfogarsi, per il dg Armando Calisti, dopo il verdetto sul caso Menicozzo e il conto salatissimo pagato dal Pavia. Sulla sentenza, Calisti ha poca voglia di tornare: «Non si poteva che patteggiare, per chiudere la vicenda. «Pensavamo di aver già pagato il giusto con la gara persa a tavolino - continua il dg azzurro - la pena è davvero eccessiva soprattutto se paragonata a casi ben più gravi. L’unico lato positivo è che adesso non ci potranno essere ulteriori tentativi di speculare, visto che la sentenza è definitiva». Calisti ce l’ha con i club come Mezzocorona, Alghero e Alto Adige ed è pronto a rendere occhio per occhio: «D’ora in poi vigileremo su tutto, per esempio sulla regolarità dei campi di gioco (il riferimento è al Mezzocorona, che non avendo un campo omologato gioca a Trento, ndr). E c’è persino chi chiede di penalizzare altre società pur avendo commesso lo stesso errore (l’Alghero, che a inizio campionato ha fatto giocare China, pure lui squalificato ai playoff del torneo 2007-2008, con l’aggravante che non ha cambiato maglia come Menicozzo, ndr)». Calisti è convinto che non ci saranno ripercussioni sulla squadra: «Non è successo prima, quando non si capiva come sarebbe andata a finire questa storia, non penso che accada adesso. Anzi, credo che possa essere uno stimolo in più. La squadra sta andando bene, sono convinto che possa raggiungere presto la salvezza». (l.si.)
Giusto un anno fa la Commissione disciplinare inflisse 8 punti di penalizzazione alla Torres per una serie di violazioni contabili gravissime: versamenti mai fatti, false dichiarazioni. La stessa Disciplinare ieri ha valutato il Pavia meritevole dell’identica sanzione (gli 8 punti sono diventati 5 solo grazie al patteggiamento) per non essersi accorto che Menicozzo, acquistato in estate, doveva scontare una giornata di squalifica rimediata quando era all’Alghero. Mentre la Torres senza quelle violazioni non si sarebbe nemmeno potuta iscrivere al campionato di C2 (cosa tra l’altro avvenuta qualche mese dopo, col fallimento del club), per il Pavia il vantaggio dell’aver schierato Menicozzo è stato pari a zero: l’unica gara che il mediano avrebbe dovuto saltare era la prima di campionato col Canavese (non tutte quelle successive), partita che il Pavia perse. Basterebbe questo esempio, ma ce ne sono molti altri, per capire la clamorosa sproporzione della pena inflitta al Pavia. La svista c’è stata, ma non ha falsato d’una virgola la regolarità del campionato, come qualche club non disinteressato vuole fare credere. D’altronde non c’è da stupirsi troppo di questo capolgimento della giustizia: non è questo il Paese dove - per stare agli esempi - si prescrive prima il reato di falso in bilancio d’una multa per divieto di sosta? l.simeone@laprovinciapavese.it
Falsi e mancati pagamenti puniti con sanzioni inferiori
la Provincia Pavese — 04 aprile 2009 pagina 52 sezione: SPORT
PAVIA. «E’ proprio attraverso una documentazione non rispondente al vero, per come accertato dalla Covisoc, che la società ha potuto ottenere l’iscrizione al campionato di competenza». E’ il passaggio chiave della sentenza del 22 aprile 2008 con la quale la Commissione disciplinare sanzionò la Sassari Torres con 8 punti di penalizzazione (più 6 mesi di inibizione al presidente Antonio Mascia). Una sentenza istruttiva perché fa capire la disparità di trattamento con il Pavia, per il quale la Disciplinare ha ritenuto giusta una pena anche più dura: agli 8 punti di penalizzazione (ridotti a 5 dal patteggiamento) va aggiunto quello perso a tavolino col Mezzocorona e i 7.500 euro di ammenda. Due dei tre componenti di quella commissione (il presidente Sergio Artico e l’avvocato Gianfranco Tobia) hanno giudicato anche il Pavia. La vicenda Torres nasce da due ispezioni Covisoc, organismo di controllo contabile sulle società di calcio. Dalla prima, a giugno 2007, emerge che la Torres non ha versato ritenute Irpef e contributi da ottobre 2006 ad aprile 2007, e dunque non ha i requisiti per iscriversi al campionato. Presa in castagna, la Torres attesta in extremis, il 29 giugno, di aver pagato quanto dovuto. Ma il 25 luglio la Covisoc non ne trova traccia: la dichiarazione di giugno è falsa, ma ormai la Torres è iscritta. Il 31 ottobre il club sardo attesta di aver versato anche Irpef e contributi per maggio e giugno: è un nuovo falso. Tutto questo valse 8 punti di penalizzazione, quanto il turno di squalifica saltato da Menicozzo. Quella stessa Disciplinare giudicò nella stessa seduta altri casi di «doping amministrativo». Meno grave, ma ugualmente doloso, fu ad esempio il comportamento dell’Olbia: alla scadenza di ottobre il presidente Franco Rusconi attestò falsamente di aver versato l’Irpef di giugno (pur non determinante per l’iscrizione). La sanzione fu di 2 punti di penalizzazione, 6 mesi di inibizione a Rusconi e appena 500 euro di ammenda. (l.si.)
Ora i tifosi spronano il Pavia
PAVIA. La rabbia, il giorno dopo la sentenza del -5, si tocca con mano. La reazione dei tifosi e sostenitori del Pavia, e persino dei politici, per un verdetto considerato a dir poco ingiusto, non tarda ad arrivare. E in molti chiedono adesso alla squadra di trasformare quella rabbia in foga agonistica, di qui alla fine: mancano 7 partite e c’è una salvezza da riconquistare, visto che il margine sulla zona playout s’è ridotto a 4 punti. Ma intanto già giovedì, dopo la sentenza della Disciplinare, l’allenatore Amedeo Mangone ha voluto convocare tutti - squadra, staff, magazzinieri - per chiedere di impegnarsi alla morte in queste ultime gare, a cominciare da domenica con l’Itala San Marco. Per il fotografo Giovanni Giovannetti «c’è chi nella Disciplinare ritiene di dover porre sullo stesso piano il caso Menicozzo con le violazioni contabili gravissime di cui, con eccessiva frequenza, si macchiano le società. Ma è più antisportiva la dimenticanza su Menicozzo, o veleggiare al di sopra delle proprie possibilità mettendo sotto contratto calciatori che non si è poi in condizione di pagare?». Poi, rivolto ai giocatori: «Ringhiate sul campo la vostra rabbia, trasformate il torto subito in decisa e orgogliosa rivalsa». Paolo Venturini («Zuppa alla Pavese»), sottolinea: «Quello che è strano è la sproporzione tra noi e situazioni ben peggiori. Mi riferisco non solo alla Torres, ma anche per esempio alla Pro Patria, che nonostante il fallimento forse riuscirà a mantenere la categoria. Affonda Pietro Trivi , avvocato, ex consigliere comunale di Forza Italia e tifosissimo del Pavia: «E’ disgustoso che alcune società usino la giustizia a orologeria, per sfruttare l’occasione propizia in modo da ottenere quello che non riescono a conquistare sul campo. Mi auguro che la farina di questa squadre finisca in crusca». Sulla stessa lunghezza d’onda Dante Labate , esponente di An: «La sentenza è ridicola. Per motivi molto più gravi altre squadre hanno subito sanzioni anche minori e le società che parlano di campionato falsato farebbero meglio a fare autocritica per il loro campionato pessimo». Labate confida nella reazione sul campo del Pavia: «E i tifosi proprio adesso dovranno fare sentire la loro vicinanza ai giocatori». «Un’assurda penalizzazione - la definisce Gian Carlo Abelli , deputato del Pdl - Non si è tenuto nessun conto la buona fede e la correttezza di una società che è di esempio per lealtà e trasparenza in tutto il calcio italiano. La mia piena solidarietà alla proprietà e ai dirigenti si associa alla certezza che la squadra, in campo, come sempre saprà vincere anche le ingiustizie». - Luca Simeone