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Timestamp: 2020-06-01 23:23:45+00:00
Document Index: 24996827

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 152', 'art. 42']

Sentenza Cassazione Civile n. 7668 del 24/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7668 del 24/03/2017
Cassazione civile, sez. lav., 24/03/2017, (ud. 15/11/2016, dep.24/03/2017), n. 7668
sul ricorso 24824-2011 proposto da:
V.N., C.F. (OMISSIS), domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, C.F. (OMISSIS), MINISTERO
DEGLI INTERNI;
avverso la sentenza n. 239/2011 della CORTE D’APPELLO di MESSINA,
depositata il 28/03/2011 R.G.N. 570/2007;
Con sentenza del 3/3 – 28/3/2011 la Corte d’appello di Messina ha accolto l’impugnazione di V.N. avverso la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale della stessa sede che le aveva rigettato la domanda volta al conseguimento dell’indennità di accompagnamento e, per l’effetto, ha dichiarato il diritto della ricorrente a percepire tale prestazione a decorrere dal mese di settembre del 2008, condannando l’Inps a corrisponderle i relativi ratei maggiorati degli accessori di legge. Per la cassazione della sentenza ricorre V.N. con un solo motivo.
Rimangono solo intimati il Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello dell’Interno.
Con un solo motivo, proposto per violazione e falsa applicazione della L. 11 febbraio 1980, n. 18, art. 1 e successive modifiche, nonchè per vizio di motivazione ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, la ricorrente lamenta che la Corte di merito è incorsa in errore nel momento in cui le ha riconosciuto l’indennità di accompagnamento solo a decorrere dalla data dell’1.9.2008, anzichè da quella del 28.4.2004 di presentazione della domanda amministrativa.
Invero, attraverso un accurato accertamento di fatto la Corte territoriale ha spiegato, con motivazione adeguata ed immune da rilievi di legittimità, che solo all’esito della consulenza medico-legale espletata in secondo grado era stato riscontrato un aggravamento della condizione sanitaria utile al conseguimento dell’indennità di accompagnamento rispetto a quella emersa all’esito delle indagini peritali di primo grado che avevano, invece, escluso la sussistenza a quell’epoca dei presupposti per il riconoscimento di un tale diritto.
In particolare, la Corte d’appello ha posto in evidenza, sulla scorta della perizia svolta in seconde cure, che il peggioramento più evidente e funzionalmente più significativo dell’assistita era stato riscontrato a carico del sistema nervoso, con la precisazione che lo stesso era rilevabile già a far data dal mese di dicembre del 2008, epoca in cui l’U.O. di Geriatria del Policlinico Universitario di (OMISSIS) aveva certificato il grado di non autonomia della medesima appellante.
Ricorrono le condizioni di cui all’art. 152 disp. att. c.p.c., così come novellato a seguito della entrata in vigore del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 42 convertito nella L. 24 novembre 2003, n. 326, per affermare che nulla è dovuto dalla parte soccombente a titolo di spese.