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Timestamp: 2019-10-14 19:38:17+00:00
Document Index: 59142318

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 10', 'art. 106', 'arti\n3', 'art. 106', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 10']

Gazzetta n. 163 del 15 luglio 2011 - MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Gazzetta n. 163 del 15 luglio 2011 (vai al sommario)
Regolamento di attuazione dell'articolo 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l'attivita' di estetista.
Vista la legge 4 gennaio 1990, n. 1 recante Â«Disciplina dell'attivita' di estetistaÂ» e successive modificazioni ed, in particolare, gli articoli 1 e 3, secondo cui l'attivita' di estetista comprende le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l'aspetto estetico, modificandolo attraverso l'eliminazione o l'attenuazione degli inestetismi presenti, e puo' essere svolta anche con l'utilizzazione degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico di cui all'elenco allegato alla medesima legge, subordinatamente al processo della qualificazione professionale ivi prevista;
Visto l'articolo 10, comma 1, della legge n. 1 del 1990 secondo cui il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro della sanita', adotta, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale delle categorie economiche interessate, un decreto recante norme dirette a determinare le caratteristiche tecnico-dinamiche ed i meccanismi di regolazione, nonche' le modalita' di esercizio e di applicazione e le cautele d'uso degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico di cui all'elenco allegato alla predetta legge, e aggiorna, tenuto conto dell'evoluzione tecnologica del settore, il medesimo elenco;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, ed in particolare l'articolo 1, comma 1 che istituisce il Ministero dello sviluppo economico, nonche' il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito con modificazioni della legge 14 luglio 2008, n. 121, che e' ulteriormente intervenuto sull'assetto del Ministero;
Vista la legge 18 ottobre 1977, n. 791, di attuazione della direttiva 73/23/CEE del Consiglio delle Comunita' europee relativa alle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione, e le successive modificazioni di tale legge e di tale direttiva, ivi compresa la direttiva 2006/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, che ha provveduto alla codificazione e conseguente abrogazione della citata direttiva 73/23/CEE, disponendo che i riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla direttiva 2006/95/CE;
Visto il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, recante Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229 ed, in particolare, gli articoli da 102 a 112 recanti disposizioni in materia di sicurezza generale dei prodotti anche in attuazione della direttiva 2001/95/CE;
Considerato che e' necessario procedere, tenuto conto dell'evoluzione tecnologica del settore, ad un aggiornamento dell'elenco allegato alla legge n. 1 del 1990;
Ritenuto che la tutela del consumatore sotto il profilo della sicurezza e' assicurata sia dagli obblighi che il produttore e il distributore devono soddisfare per l'immissione sul mercato di prodotti sicuri, che dalla rispondenza obbligatoria degli apparecchi elettromeccanici alle norme ad essi applicabili contenute nelle citate disposizioni legislative relative alla prestazione e valutazione di sicurezza dei prodotti, alle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro taluni limiti di tensione ed alla compatibilita' elettromagnetica;
Rilevato che l'appartenenza alla Unione europea vieta di ostacolare la circolazione delle merci legalmente fabbricate o commercializzate in altri Stati membri dell'Unione o aderenti all'Accordo sullo Spazio Economico Europeo, e che pertanto non possono essere introdotte limitazioni o imposti requisiti che non siano giustificati dai motivi indicati all'articolo 36 del Trattato;
Ritenuto di dover individuare norme tecniche di riferimento europee, internazionali o nazionali per ciascuno degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico di cui all'elenco allegato alla legge n. 1 del 1990;
Sentite le Organizzazioni sindacali delle categorie interessate, maggiormente rappresentative a livello nazionale;
Acquisito il parere del Consiglio superiore di sanita', di cui all'articolo 4, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266 e successive modificazioni, espresso nella Sessione XLVII dalle Sezioni congiunte II-V in data 8 giugno 2010;
Espletata la procedura di informazione di cui alla direttiva 98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della societa' dell'informazione;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 13 gennaio 2011;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400, con nota del 26 gennaio 2011, protocollo n. 1607;
1. Per apparecchi elettromeccanici per uso estetico si intendono gli apparecchi di cui all'elenco allegato alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, alimentati a bassa tensione o a batteria, costruiti nel rispetto delle vigenti normative di sicurezza e rispondenti alle specificazioni tecniche di cui al presente decreto.
2. L'elenco delle apparecchiature elettromeccaniche ad uso estetico di cui all'allegato alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, e' sostituito dall'allegato 1 al presente decreto, che ne costituisce parte integrante.
Â«3. Con decreto Ministeriale possono essere adottati
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.Â».
- La legge 4 gennaio 1990, n. 1 Â«Disciplina
dell'attivita' di estetistaÂ» e successive modificazioni ed
Â«Art. 1. - 1. L'attivita' di estetista comprende tutte
l'eliminazione o l'attenuazione degli inestetismi presenti.
2. Tale attivita' puo' essere svolta con l'attuazione
1986, n. 713.
3. Sono escluse dall'attivita' di estetista le
finalita' di carattere terapeutico.Â».
Â«Art. 3. - 01. Per ogni sede dell'impresa dove viene
attivita' di estetica.
1. La qualificazione professionale di estetista si
teorico-pratico preceduto dallo svolgimento:
a) di un apposito corso regionale di qualificazione
di inserimento presso una impresa di estetista;
b) oppure di un anno di attivita' lavorativa
acquisite presso l'impresa di estetista;
c) oppure di un periodo, non inferiore a tre anni, di
2. I corsi e l'esame teorico-pratico di cui al comma 1
sono organizzati ai sensi dell'art. 6.Â».
- Si riporta l'art. 10, comma 1, della citata legge n.
1 del 1990:
Â«Art. 10. - 1. Il Ministro dell'industria, del
livello nazionale delle categorie economiche interessate.Â».
- Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito,
recante Â«Disposizioni urgenti in materia di riordino delle
dei MinisteriÂ», e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18
maggio 2006, n. 114.
- Il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito,
recante Â«Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle
e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244Â», e' pubblicato
- La legge 18 ottobre 1977, n. 791, di attuazione della
novembre 1977, n. 298.
- La direttiva 73/23/CEE del Consiglio, del 19 febbraio
- La direttiva 2006/95/CE del Parlamento europeo e del
dell'Unione europea del 27 dicembre 2006, n. L 374/10 IT.
- Si riportano gli articoli da 102 a 112 del decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo):
Â«Art. 102 (Finalita' e campo di applicazione). - 1. Il
sul mercato ovvero in libera pratica siano sicuri.
2. Le disposizioni del presente titolo si applicano a
specifiche aventi come obiettivo la sicurezza dei prodotti.
3. Se taluni prodotti sono soggetti a requisiti di
soggetti a tali requisiti.
4. Ai prodotti di cui al comma 3 non si applicano
5. Ai prodotti di cui al comma 3 si applicano gli
6. Le disposizioni del presente titolo non si applicano
Art. 103 (Definizioni). - 1. Ai fini del presente
a) prodotto sicuro: qualsiasi prodotto, come definito
1) delle caratteristiche del prodotto, in particolare
2) dell'effetto del prodotto su altri prodotti, qualora
con i secondi;
3) della presentazione del prodotto, della sua
altra indicazione o informazione relativa al prodotto;
4) delle categorie di consumatori che si trovano in
particolare dei minori e degli anziani;
b) prodotto pericoloso: qualsiasi prodotto che non
c) rischio grave: qualsiasi rischio grave compreso
intervento rapido delle autorita' pubbliche;
d) produttore: il fabbricante del prodotto stabilito
e) distributore: qualsiasi operatore professionale
incide sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti;
f) richiamo: le misure volte ad ottenere la
g) ritiro: qualsiasi misura volta a impedire la
nonche' la sua offerta al consumatore.
2. La possibilita' di raggiungere un livello di
Art. 104 (Obblighi del produttore e del distributore).
2. Il produttore fornisce al consumatore tutte le
3. Il produttore adotta misure proporzionate in
a) l'indicazione in base al prodotto o al suo
b) i controlli a campione sui prodotti
5. Le misure di ritiro, di richiamo e di informazione
6. Il distributore deve agire con diligenza
particolare e' tenuto:
a) a non fornire prodotti di cui conosce o avrebbe
c) a collaborare alle azioni intraprese di cui alla
7. Qualora i produttori e i distributori sappiano o
per prevenire i rischi per i consumatori.
a) elementi specifici che consentano una precisa
b) una descrizione completa del rischio presentato dai
c) tutte le informazioni disponibili che consentono di
d) una descrizione dei provvedimenti adottati per
9. Nei limiti delle rispettive attivita', produttori e
Art. 105 (Presunzione e valutazione di sicurezza). - 1.
2. Si presume che un prodotto sia sicuro, per quanto
2001, del Parlamento europeo e del Consiglio.
3. In assenza delle norme di cui ai commi 1 e 2, la
4. Fatte salve le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e
salute e la sicurezza del consumatore.
Art. 106 (Procedure di consultazione e coordinamento).
definite dalla conferenza medesima.
Art. 107 (Controlli). - 1. Le amministrazioni di cui
2. Le amministrazioni di cui all'art. 106 possono
adottare tra l'altro le misure seguenti:
1) disporre, anche dopo che un prodotto e' stato
i magazzini di vendita;
2) esigere tutte le informazioni necessarie dalle parti
3) prelevare campioni di prodotti per sottoporli a
copia agli interessati;
b) per qualsiasi prodotto che possa presentare rischi
in determinate condizioni:
1) richiedere l'apposizione sul prodotto, in lingua
2) sottoporne l'immissione sul mercato a condizioni
preventive, in modo da renderlo sicuro;
c) per qualsiasi prodotto che possa presentare rischi
per determinati soggetti:
1) disporre che tali soggetti siano avvertiti
anche mediante la pubblicazione di avvisi specifici;
1) vietare, per il tempo necessario allo svolgimento
fornitura o di esporlo;
2) disporre, entro un termine perentorio, l'adeguamento
per la salute e l'incolumita' pubblica;
1) vietarne l'immissione sul mercato e adottare le
misure necessarie a garantire l'osservanza del divieto;
f) per qualsiasi prodotto pericoloso gia' immesso sul
1) ordinare o organizzare il suo ritiro effettivo e
possibile, a carico del distributore;
2) ordinare o coordinare o, se del caso, organizzare
produttori e dei distributori.
3. Nel caso di prodotti che presentano un rischio grave
riguardano la gestione del RAPEX di cui all'allegato II.
4. Le amministrazioni competenti quando adottano misure
alla gravita' del rischio.
5. Le amministrazioni competenti, nell'ambito delle
6. Per le finalita' di cui al presente titolo e senza
e le facolta' ad esse attribuite dall'ordinamento.
7. Le misure di cui al presente articolo possono
riguardare, rispettivamente:
b) il distributore, e, in particolare, il responsabile
della prima immissione in commercio;
c) qualsiasi altro detentore del prodotto, qualora cio'
8. Per armonizzare l'attivita' di controllo derivante
9. Il Ministero della salute, ai fini degli adempimenti
10. Fatti salvi gli obblighi previsti dalla normativa
della pubblica o privata incolumita'.
Art. 108 (Disposizioni procedurali). - 1. Il
sette giorni dall'adozione.
2. Fatti salvi i casi di grave o immediato pericolo per
all'Autorita' competente osservazioni scritte e documenti.
3. Gli interessati possono presentare osservazioni
adottare, non hanno potuto partecipare al procedimento.
3-bis. La procedura istruttoria per l'adozione dei
Art. 109 (Sorveglianza del mercato). - 1. Per
servizi, assicurano:
a) l'istituzione, l'aggiornamento periodico e
b) l'aggiornamento delle conoscenze scientifiche e
tecniche relative alla sicurezza dei prodotti;
c) esami e valutazioni periodiche del funzionamento
dell'organizzazione della sorveglianza messa in opera.
2. Le Amministrazioni di cui all'art. 106 assicurano,
comma vengono concordate in sede di Conferenza di servizi.
3. Le strutture amministrative competenti a svolgere
interessate delle procedure di reclamo.
4. Dall'attuazione del presente articolo non devono
Art. 110 (Notificazione e scambio di informazioni). -
Art. 111 (Responsabilita' del produttore). - 1. Sono
Art. 112 (Sanzioni). - 1. Salvo che il fatto
e con l'ammenda da 10.000 euro a 50.000 euro.
2. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, il
10.000 euro a 50.000 euro.
3. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, il
punito con l'ammenda da 10.000 euro a 25.000 euro.
4. Il produttore o il distributore che non assicura la
5. Salvo che il fatto costituisca reato, il produttore
euro e 30.000 euro.Â».
- Si riporta l'art. 7 della legge 29 luglio 2003, n.
semplificazione 2001):
Â«Art. 7 (Riassetto in materia di tutela dei
a) adeguamento della normativa alle disposizioni
d) coordinamento, nelle procedure di composizione
europee.Â».
- La direttiva 2001/95/CE del Parlamento europeo e del
n. L 11/4 IT del 15 gennaio 2002.
- Il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 194, di
- La direttiva 2004/108/CE del Parlamento europeo e del
- La direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio
pubblicata nella G.U.C.E. n. L 139 del 23 maggio 1989.
- Si riporta l'art. 4, comma 1, lettera a) del decreto
lettera h), della legge n. 23 ottobre 1992, n. 421):
Â«Art. 4 (Consiglio superiore di sanita'). - 1. Il
pubblica, su richiesta del Ministro per la sanita';Â».
- La direttiva 98/34/CE, come modificata dalla
nella G.U.C.E. n. L 204 del 21 luglio 1998.
- La sopracitata direttiva 98/48/CE, e' pubblicata
nella G.U.C.E. n. L 217 del 5 agosto 1998.
Nota agli articoli 1 e 3:
- Per i riferimenti alla legge 4 gennaio 1990, n. 1,
vedere nelle note alle premesse.
1. Le caratteristiche tecnico-dinamiche ed i meccanismi di regolazione, nonche' le modalita' di esercizio e di applicazione e le cautele d'uso degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico di cui all'articolo 1, sono determinati dalle disposizioni generali di seguito indicate e, per ciascun apparecchio, dalle norme e specificazioni contenute nelle schede tecnico-informative costituenti l'allegato 2.
1. Gli apparecchi elettromeccanici di cui all'elenco allegato alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, anche successivamente aggiornato, possono essere utilizzati in Italia purche' assicurino il livello di sicurezza prescritto dalle direttive comunitarie e dalle norme armonizzate europee.
2. Per gli apparecchi per i quali non esistono norme armonizzate di riferimento possono essere utilizzate norme nazionali emanate dagli organismi nazionali di normalizzazione.
Aggiornamento dell'elenco degli apparecchi elettromeccanici e
adeguamento del presente decreto
1. In caso di ulteriore aggiornamento all'elenco allegato alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, come modificato dal presente decreto, si provvede al conseguente adeguamento dell'allegato 2 del presente decreto, secondo la procedura prevista dall'articolo 10, comma 1, della predetta legge.
2. L'allegato 2 del presente decreto puo' essere modificato, a seguito di acquisizioni tecnico-scientifiche, anche indipendentemente da modifiche all'elenco allegato alla legge 4 gennaio 1990, n. 1.
- Per il testo dell'art. 10, comma 1, della legge n. 1
del 1990, vedere nelle note alle premesse.
Modifica di norme tecniche
1. Le presenti disposizioni s'intendono automaticamente adeguate alle eventuali modificazioni che gli organismi di normalizzazione competenti apporteranno alle norme tecniche per gli apparecchi elettromeccanici per uso estetico successivamente all'adozione del presente decreto, alle quali e' data adeguata pubblicita' secondo modalita' disposte dal Ministero dello sviluppo economico.
Registrato alla Corte dei conti il 16 giugno 2011 Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita' produttive, registro n. 4, foglio n. 196