Source: http://vistoitalia.blogspot.com/2013/03/
Timestamp: 2019-09-22 18:26:45+00:00
Document Index: 98698482

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 27', 'art. 9', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 603', 'art 22', 'sentenza ']

Visto per l'Italia: marzo 2013
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Ingresso in Italia, richiedere il visto
L’Italia aderisce agli accordi di Schengen che risalgono al 14 giugno 1985, e che sono entrati in vigore il 26 ottobre 1997.
Lo spazio Schengen di libera circolazione prevede:
• l’abolizione delle frontiere interne fra i paesi membri;
• il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne;
• un sistema comune di rilascio dei visti di ingresso;
• la libera circolazione all’interno dell’area per un massimo di 90 giorni.
Fanno parte dell’area Schengen: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Islanda, Norvegia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Malta e Svizzera.
L’ingresso in Italia:
Per entrare in Italia lo straniero che proviene da un paese che NON fa parte degli accordi di Schengen deve presentare alla frontiera:
• il passaporto o altro documento di viaggio riconosciuto valido per l’attraversamento delle frontiere;
• i documenti che giustificano lo scopo e le condizioni del soggiorno.
Occorre inoltre che:
• abbia un valido visto di ingresso o di transito;
• non sia segnalato nel Sistema Informativo Schengen (SIS);
• non sia considerato pericoloso per l’ordine pubblico, la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali del’Italia o di altri Stati Schengen.
Etichette: venire in italia, visto italia, Visto turistico
Cosa significa visto per Breve soggiorno?
Visto di breve durata permette ai viaggiatori che necessitano di un visto per entrare nel territorio di uno o più dei 25 paesi Schengen al fine di effettuare un soggiorno continuativo ovvero diversi soggiorni consecutivi, la cui durata complessiva non superiore a 90 giorni sei mesi dalla data di primo ingresso nello spazio Schengen. Il visto di breve durata è rilasciata per una o più voci.
Il visto d'ingresso singoloconsente un soggiorno di un solo periodo ininterrotto non superiore al numero di giorni indicati dal visto, questo numero può in nessun caso superare i 90 giorni a semestre (per esempio 1 luglio - 30 settembre).
Il visto d'ingresso multiplopermette più visite sul territorio di uno o più paesi Schengen, la cui durata complessiva non superiore a 90 giorni per ogni semestre a decorrere dalla data del primo ingresso (ossia 1 Luglio-30 settembre). Il soggiorno può essere fatto in modo continuo o estende su diversi periodi durante il periodo di validità del visto. Il visto d'ingresso multiplo può essere valida per uno a cinque anni per i viaggiatori che offrono le necessarie garanzie. Si tratta di una circolazione visto Schengen.
E’ importante prima dell’applicazione del visto acquistare il biglietto aereo di andata e ritorno in base al viaggio programmato?
No , aspettate che il visto viene concesso e poi acquistate il biglietto . Fornire al consolato la prenotazione aerea di andata e ritorno in base alla vostra richiesta.
Carta blu UE: Ingresso e soggiorno dei lavoratori stranieri altamente qualificati
La direttiva introduce una nuova tipologia di ingresso per motivi di lavoro, non subordinato ai decreti flussi annuali, andando ad ampliare notevolmente i cosiddetti ingressi “fuori quota”, gia' previsti –per i lavoratori altamente specializzati- nell'ordinamento italiano dall'art. 27, comma 1 lett. a) del testo unico in materia di immigrazione. A differenza di quanto gia' previsto in Italia, non sara' necessario che il lavoratore entri alle dipendenze di una societa' estera con sedi sul territorio nazionale.
La Carta blu UE –secondo lo schema di decreto legislativo- potra' essere rilasciata a lavoratori altamente specializzati –sia residenti all'estero che gia' soggiornanti ad altro titolo in Italia- che abbiano seguito un percorso di studio almeno triennale nel proprio Paese nel settore di specializzazione per il quale richiedono la Carta Blu, attestata dal Paese di provenienza e riconosciuta in Italia e ottenuto la relativa qualifica professionale che rientri nei livelli 1 e 2 della classificazione Istat delle professioni (dirigenti, ingegneri, architetti, informatici, chimici, ecc.).
Non possono richiedere la Carta blu UE gli stranieri extracomunitari:
- titolari di permessi di soggiorno per protezione temporanea o per motivi umanitari;
- beneficiari di protezione internazionale;
- ricercatori entrati in Italia ai sensi dell'art. 27 ter del Testo Unico;
- familiari di cittadini UE che abbiano gia' esercitato il diritto al soggiorno ai sensi del d.lgs. 30 del 2007;
- soggiornanti di lungo periodo art. 9 bis;
- lavoratori stagionali;
- lavoratori gia' entrati fuori quota ai sensi dell'art. 27 del testo unico come dirigenti o personale altamente specializzato, lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano ,ammessi temporaneamente per adempiere funzioni o compiti specifici, ai lavoratori dipendenti di societa' estere distaccati in Italia per specifici contratti di appalto (art. 27, lett. a), g) e i) d.lgs. 286/98;
Requisiti contrattuali e procedimento
La domanda di nulla osta al lavoro dovra' essere presentata dal datore di lavoro allo Sportello Unico per l'Immigrazione competente per territorio –che si dovra' pronunciare entro 90 giorni– producendo, a pena di rigetto della domanda:
- contratto della durata minima di un anno per attivita' lavorativa che richieda la qualifica professionale superiore;
-titoli di istruzione dello straniero;
- indicazione dello stipendio annuale lordo che non dovra' essere inferiore al triplo del livello minimo per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria e dunque non inferiore a euro 24.789,00
Sul requisito economico, lo schema di decreto italiano richiede uno stipendio doppio rispetto a quanto previsto dalla direttiva (cioe' una volta e mezzo lo stipendio medio annuale lordo). La questione dovra' essere affrontata in sede di approvazione dello schema di decreto, pena la disapplicazione della norma italiana da parte dei giudici che si vedessero investiti di eventuali rigetti di nulla osta.
Il datore di lavoro richiedente non deve aver subito condanne penali, anche a seguito di patteggiamento per reati inerenti il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, relativi allo sfruttamento della prostituzione, per reati inerenti l'intermediazione illecita e lo sfruttamento lavoro (art. 603 c.p.) o per i reati di cui all'art 22 comma 12 (aver occupato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato).
Una volta autorizzato l'ingresso e iniziato il rapporto lavorativo, lo straniero per i primi due anni di lavoro potra' lavorare esclusivamente nel settore per cui e' stato autorizzato e potra' cambiare datore di lavoro facendone domanda alla Direzione territoriale del Lavoro competente per territorio, che dovra' pronunciarsi entro 15 giorni dalla richiesta. In caso di decorso dei 15 giorni senza che l'amministrazione si sia pronunciata l'autorizzazione si intendera' concessa (silenzio-assenso).
Dopo 18 mesi di soggiorno legale in un altro Stato membro, lo straniero extracomunitario potra' fare ingresso in Italia per lavorare nello stesso settore: il datore di lavoro italiano dovra', anche in questo caso, chiedere l'autorizzazione allo Sportello Unico per l'Immigrazione, che si dovra' pronunciare entro 60 giorni. Parimenti lo straniero titolare di carta blu UE rilasciata in Italia potra' dopo 18 mesi trasferirsi per motivi di lavoro in altro Paese membro, secondo le relative procedure nazionali.
La presente direttiva stabilisce le condizioni e le procedure di ammissione dei cittadini di paesi terzi altamente qualificati. Crea una Carta blu UE. Definisce infine le condizioni e i diritti relativi al soggiorno nello Stato di rilascio e negli altri Stati membri.
Direttiva 2009/50/CEdel Consiglio, del 25 maggio 2009, sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati.
Scopo della presente direttiva è aumentare la capacità dell’Unione europea (UE) di attrarre cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati. Si tratta non soltanto di potenziare la competitività nel contesto della strategia di Lisbona, ma anche di limitare la fuga dei cervelli. Gli obiettivi della direttiva sono:
facilitare l’ammissione dei cittadini in questione, armonizzando le condizioni del loro ingresso e soggiorno nell’Unione europea;
semplificare le procedure di ammissione;
migliorare lo status giuridico di coloro che sono già presenti sul territorio degli Stati membri.
La direttiva si applica a cittadini di paesi terzi altamente qualificati che chiedono di essere ammessi nel territorio di uno Stato membro per svolgere un lavoro per più di tre mesi, nonché ai loro familiari.
Per essere ammesso, il candidato deve presentare:
un contratto di lavoro o un’offerta di lavoro vincolante con uno stipendio il cui ammontare corrisponde ad almeno una volta e mezza lo stipendio medio annuale lordo nello Stato membro interessato (gli Stati membri possono abbassare la soglia salariale a 1,2 volte, per talune professioni che necessitano in particolare di lavoratori cittadini di paesi terzi);
un documento di viaggio valido e un permesso di soggiorno valido o un visto a lungo termine;
la prova che beneficia di un’assicurazione contro le malattie;
per le professioni regolamentate, documenti che dimostrino che la persona rispetta le condizioni necessarie e per le professioni non regolamentate, documenti che attestino il possesso delle qualifiche professionali superiori.
Inoltre, il candidato non deve essere considerato dallo Stato membro interessato una minaccia per l’ordine pubblico. Può inoltre essere richiesto al richiedente di fornire il suo indirizzo sul territorio dello Stato membro interessato.
Spetta agli Stati determinare il numero di cittadini provenienti da paesi terzi che possono essere ammessi.
Procedura di ammissione, rilascio e revoca di una Carta blu UE
Gli Stati membri hanno la facoltà di decidere se la domanda di Carta Blu UE debba essere presentata dal cittadino del paese terzo e/o dal suo datore di lavoro. Se il candidato soddisfa le condizioni di cui sopra e le autorità nazionali decidono di ammetterlo, egli riceve una Carta blu UE valida per un periodo che va da 1 a 4 anni. La domanda di rilascio della Carta deve essere presentata obbligatoriamente dal candidato o dal suo datore di lavoro. La risposta è notificata entro un termine di 90 giorni dalla presentazione della domanda. In caso di accettazione, il beneficiario ottiene le agevolazioni necessarie per l’ottenimento di un visto.
La domanda di Carta blu UE può essere respinta qualora siano stati presentati documenti falsificati od ottenuti con la frode, oppure se lo Stato decide, alla luce della situazione del mercato del lavoro, di accordare la preferenza:
ai cittadini dell’Unione europea;
ai cittadini di paesi terzi che beneficiano di uno status favorevole in virtù del diritto comunitario che soggiornano legalmente o che sono residenti di lungo periodoe desiderano trasferirsi in tale Stato membro.
La domanda può essere respinta in ragione delle quote di ammissione stabilite dallo Stato membro, o di politiche di assunzioni etiche o se il datore di lavoro è stato oggetto di sanzioni in virtù della legge nazionale, a causa di lavoro non dichiarato e/o occupazione illegale.
La Carta Blu UE può essere revocata qualora il titolare non abbia risorse sufficienti per mantenere se stesso e, nel caso, i propri familiari, senza ricorrere al regime di assistenza sociale o se il periodo di disoccupazione superi i tre mesi consecutivi o si registri più di un periodo di disoccupazione durante il periodo di validità di una Carta blu UE.
Diritti e soggiorno negli altri Stati membri
Con tale Carta i cittadini dei paesi terzi possono, insieme alla loro famiglia:
entrare e soggiornare nello Stato membro di rilascio, uscirne e passare attraverso gli altri Stati membri;
accedere al mercato del lavoro nel settore interessato;
beneficiare dello stesso trattamento riservato ai cittadini nazionali, in particolare per quanto riguarda le condizioni di lavoro, la sicurezza sociale, la pensione, il riconoscimento dei diplomi, l’istruzione e la formazione professionale.
Dopo due anni di lavoro regolare possono ricevere lo stesso trattamento riservato ai cittadini nazionali per quanto riguarda l’accesso a qualsiasi lavoro altamente qualificato. Dopo 18 mesi di residenza legale possono spostarsi in un altro Stato membro per svolgervi un lavoro altamente qualificato (fatti salvi i limiti fissati dalle autorità di tale Stato per quanto riguarda il numero di cittadini che possono essere ammessi).
La procedura è uguale a quella relativa all’ammissione nel primo Stato membro. Tuttavia, il beneficiario di una Carta blu UE e la sua famiglia possono entrare e soggiornare nel secondo Stato, purché lo notifichino alle autorità di quest’ultimo entro un mese. Il secondo Stato membro può decidere di non consentire al cittadino del paese terzo di lavorare finché una decisione positiva sulla domanda non sia presa dalla propria autorità competente. La domanda può altresì essere presentata alle autorità competenti del secondo Stato membro se il titolare della Carta blu UE soggiorna ancora nel territorio del primo Stato membro.
Attuazione e relazioni
A decorrere dal 2013, gli Stati membri forniscono annualmente alla Commissione statistiche sul numero di cittadini di paesi terzi a cui viene rilasciata, rinnovata, revocata o rifiutata una Carta blu UE, sulle loro nazionalità e professioni e sui loro familiari. Ogni tre anni, e per la prima volta nel 2014, la Commissione presenta al Consiglio e al Parlamento una relazione sull’applicazione della direttiva e propone eventuali modifiche utili.
Nel piano d’azione sull’immigrazione legalepresentato il 21 dicembre 2005, la Commissione ha presentato cinque proposte legislative relative a diverse categorie di cittadini di paesi terzi. La presente direttiva costituisce la prima proposta prevista da tale piano d’azione.
Assicurazione sanitarie per ricongiungimenti familiari
Assicurazione sanitarie per ricongiungimenti familiari - Ricongiungimento familiare genitori over 65
La Regione, come le ha ordinato il tribunale, ha fissato la tariffa per garantire l’assistenza sanitaria agli ultrasessantacinquenni arrivati con un ricongiungimento. Ma l’accordo con il governo prevede molte altre novità .
– Gli anziani stranieri arrivati in Lombardia con un ricongiungimento familiare possono finalmente iscriversi, a pagamento, al servizio sanitario oppure stipulare una polizza assicurativa sanitaria con la nostra società.
Questo diritto è stato ribadito lo scorso dicembre dal tribunale di Milano, sollecitato da un ricorso presentato da queste associazioni di categorie Anolf, Asgi, Avvocati per Niente e Naga. Solo da qualche giorno, però, la Regione Lombardia si è adeguata: una circolare della direzione generale sanità, “nelle more dell’emanazione degli opportuni provvedimenti ministeriali”, fissa l’importo del contributo volontario a 387,34 euro.
Il problema risale al 2008, quando una nuova legge sui ricongiungimenti ha obbligato gli ultrasessantacinquenni chiamati in Italia dai figli a pagarsi l’assistenza sanitaria, iscrivendosi volontariamente a pagamento al SSN o stipulando un’assicurazione.
Solo alcune Regioni, finora, sono intervenute autonomamente per fissare la tariffa e la Lombardia non era tra queste. I vecchietti immigrati, quindi, si ritrovavano di fatto senza copertura sanitaria. La sentenza di dicembre ha però costretto l’amministrazione a darsi una mossa.
È solo un primo passo, perché la Lombardia e tutte le altre Regioni dovranno presto migliorare i livelli di assistenza sanitaria ai cittadini stranieri, adeguandosi alle best practises diffuse sulla penisola. Lo dice un accordo raggiunto a dicembre con il governo, che tra le altre cose, oltre all’iscrizione volontaria per gli ultrasessantacinquenni ricongiunti, prevede l’iscrizione obbligatoria al Ssn per i figli degli irregolari (che quindi avranno un pediatra) e per chi attende il primo permesso o la regolarizzazione.
Per chiunque voglia valutare un preventivo di spesa per assicurazione sanitaria per ricongiungimenti familiari (assicurazione sanitaria per genitori over 65 ) può chiamarci al n. 02/67078247 .
Chiarimenti sui ricongiungimenti familiari. Arrivano dal ministero dell’Interno, dipartimento Libertà civili e immigrazione, con due circolari del 17 febbraio. La prima circolare riguarda l’assicurazione sanitaria obbligatoria per il ricongiungimento dei genitori oltre i 65 anni di età. La seconda invece le richieste relative a familiari che, in conseguenza di un’espulsione, sono iscritti nel Sis (Sistema informativo Schengen) e devono quindi esserne cancellati prima di poter ottenere il nulla osta.
Per i genitori over 65, la stipula di un’assicurazione a copertura dei rischi sanitari sul territorio nazionale (o in alternativa l’iscrizione dietro pagamento di un contributo AL Servizio sanitario nazionale) è diventata obbligatoria con l’ultimo decreto di recepimento di una direttiva Ue sui ricongiungimenti, entrata in vigore al novembre scorso. Da allora c’è però un vuoto normativo: la circolare protocollo n.737 informa che è ancora in fase istruttoria il decreto del ministero del Lavoro, della Salute e della Previdenza sociale con cui viene determinato l'importo del contributo per l'iscrizione al Servizio sanitario.
La seconda circolare invece, n. 738, riguarda il ricongiungimento dei familiari iscritti nel “Sis” e contiene una stretta. Al momento, spiega la circolare, la consegna della lettera con la quale il familiare all’estero può ottenere dall’ambasciata d’Italia la cancellazione dell’espulsione avviene prima della verifica, da parte dello Sportello unico, che il richiedente sia in regola, coi requisiti di reddito e alloggio.
PER RICHIEDERE IL VISTO PER RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI CONTATTACI Infoline: +39 02 67078247
Pubblicato da Unknown a 12:20 Nessun commento:
Come assumere un cittadino straniero
Lo Sportello Unico, per consentire al locale Centro per l’Impiego (CPI) di dare la dovuta pubblicità delle richieste di lavoro nei confronti dei lavoratori già iscritti nelle liste di collocamento, le diffonde, per via telematica, agli altri CPI territoriali e le rende altresì pubbliche sul sito Internet o con ogni altro mezzo possibile.
Lo Sportello Unico:
- acquisisce il parere del Questore circa la sussistenza, nei confronti del lavoratore straniero, dei motivi ostativi al rilascio del nulla osta;
- acquisisce il parere della Direzione Provinciale del Lavoro circa la sussistenza o meno dei requisiti minimi contrattuali e della capienza reddituale del datore di lavoro.
In caso di parere negativo da parte di almeno uno degli Uffici, lo Sportello rigetta l’istanza.
In caso di parere favorevole:
• convoca il datore di lavoro per la consegna del nulla osta e per la firma del contratto;
• trasmette per via telematica la documentazione agli uffici consolari.
Il nulla osta al lavoro subordinato ha validità pari a 6 mesi dalla data del rilascio, durante i quali il lavoratore deve fare ingresso in Italia, presentarsi allo Sportello e stipulare il contratto.
3. Che cosa deve fare il lavoratore
Il lavoratore straniero, ricevuto il nulla osta che tu, quale datore di lavoro, avrai cura di fargli avere, deve richiedere un appuntamento con l’autorità consolare presso il proprio Paese di origine. Quest’ultima, alla quale nel contempo è stata trasmessa per via telematica la documentazione comprensiva del relativo nulla osta, comunica al cittadino straniero la proposta di contratto e rilascia il visto d’ingresso entro 30 giorni, dandone comunicazione al Ministero dell’Interno, al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, all’INPS ed all’INAIL.
Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, il lavoratore si deve recare presso lo Sportello che ha rilasciato il nulla osta per sottoscrivere il contratto di soggiorno e presentare la richiesta di permesso di soggiorno, altrimenti è considerato irregolarmente presente sul territorio nazionale.
4. Attività svolte presso lo Sportello Unico Immigrazione: II FASE
Una volta presentatosi il lavoratore, lo Sportello:
• verifica il visto rilasciato dall’autorità consolare e i dati anagrafici del lavoratore;
• consegna il certificato di attribuzione del codice fiscale;
• provvede a far sottoscrivere al lavoratore straniero il contratto di soggiorno;
• consegna il modulo di richiesta di permesso di soggiorno e ne inoltra i dati alla Questura competente.
5. Rilascio del permesso di soggiorno
Dopo il passaggio allo Sportello Unico, il lavoratore deve poi recarsi presso un Ufficio Postale dove dovrà spedire il modulo ritirato allo Sportello Unico con l’apposita busta. L’Ufficio Postale rilascia una ricevuta recante due codici identificativi personali (user id e password) tramite i quali lo stesso potrà conoscere, collegandosi a www.portaleimmigrazione.it, lo stato della pratica.
La Questura comunicherà all’indirizzo e all’utenza telefonica mobile indicati nella domanda la data della convocazione presso i propri uffici per procedere ai rilievi foto-dattiloscopici e successivamente procederà ad una ulteriore comunicazione per la consegna del permesso di soggiorno.
Il diritto all'assistenza sanitaria degli stranieri con visto Italia
Per i cittadini stranieri, comunitari e non, l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) garantisce tutta l'assistenza sanitaria prevista dal nostro ordinamento e comporta parità di trattamento rispetto ai cittadini italiani, per quanto attiene all'obbligo contributivo, all'assistenza erogata in Italia dallo stesso S.S.N. ed alla sua validità temporale.
1. Chi ha l'obbligo di iscriversi al S.S.N.
- I cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno che svolgono regolare attività di lavoro subordinato, autonomo o che siano iscritti alle liste di collocamento;
- I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti o quelli che abbiano chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno, per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo, per richiesta di asilo, per attesa adozione, per affidamento, per acquisto della cittadinanza o per motivi religiosi;
- I familiari a carico (regolarmente soggiornanti) dei cittadini stranieri rientranti nelle categorie sopra indicate.
Non hanno obbligo di iscriversi al S.S.N. i cittadini stranieri non rientranti fra le suddette categorie, anche se devono assicurarsi contro il rischio di malattie, infortunio e maternità mediante stipula di polizza assicurativa valida sul territorio italiano, anche per i familiari a carico.
2. Dove ci si iscrive
Per iscriverti al S.S.N. devi recarti presso la ASL del territorio in cui sei residente ovvero presso quella in cui hai effettiva dimora (indicata nel permesso di soggiorno), munito di:
- documento di identità personale;
- autocertificazione di residenza o dimora (si considera dimora abituale l'ospitalità da più di tre mesi presso un centro d'accoglienza).
Al momento dell'iscrizione potrai scegliere il medico di famiglia o il pediatra per i tuoi figli.
3. Che validità ha l'iscrizione
- l'iscrizione è valida per tutta la durata del permesso di soggiorno e non decade nella fase di rinnovo del medesimo: può essere, quindi, rinnovata anche presentando alla ASL la documentazione comprovante la richiesta di rinnovo di permesso di soggiorno;
- in caso di mancato rinnovo o di revoca del permesso di soggiorno, o in caso di espulsione, l'iscrizione cessa, salvo che l'interessato comprovi di aver presentato ricorso contro i suddetti provvedimenti.
4. A cosa hai diritto
All'atto dell'iscrizione riceverai un documento, il "Tesserino sanitario personale", che ti dà diritto a ricevere gratuitamente, ovvero dietro pagamento - dipende dalla regione in cui ti trovi - di una quota a titolo di contributo (Ticket sanitario), le seguenti prestazioni:
- visite mediche generali in ambulatorio e visite mediche specialistiche; - visite mediche a domicilio; - ricovero in ospedale; - vaccinazioni; - esami del sangue; - radiografie; - ecografie; - medicine; -assistenza riabilitativa e protesica.
Cittadini stranieri non iscritti al S.S.N.
Se sei regolarmente soggiornante e non rientri tra coloro che sono obbligatoriamente iscritti al S.S.N., ti sono concesse due possibilità:
a) iscriverti facoltativamente al S.S.N., insieme ai tuoi familiari, se presenti in Italia. Puoi ottenere l'iscrizione volontaria se:
- hai un permesso di soggiorno superiore a tre mesi (con l'eccezione se hai un permesso di studio);
- sei iscritto, insieme ai tuoi familiari, negli elenchi degli assistibili dell'ASL di residenza o, nei casi di prima iscrizione, di domicilio indicato sul tuo permesso di soggiorno.
L'iscrizione non è possibile se sei titolare di un permesso di soggiorno per motivi di cura.
In questo caso le prestazioni sanitarie ti saranno garantite dietro pagamento all'ASL delle tariffe previste per legge, che possono cambiare a seconda della regione in cui ti trovi. Se sei privo delle risorse economiche sufficienti ti saranno comunque assicurate le prestazioni ambulatoriali, ospedaliere urgenti o comunque essenziali, o continuative, per malattia o infortunio e i programmi di medicina preventiva (per es. vaccinazioni), nei presidi sanitari pubblici o privati accreditati.
b) assicurarti contro il rischio di malattia, infortunio e per la maternità mediante la stipula di apposita polizza assicurativa con un Istituto assicurativo italiano o straniero, valida sul territorio nazionale.
Quali sono le prestazioni comunque garantite
- quelle a tutela sociale della gravidanza e della maternità;
- quelle a tutela della salute del minore;
- le vaccinazioni, secondo la normativa e nell'ambito delle campagne di prevenzione collettiva autorizzate dalle Regioni;
- gli interventi di profilassi internazionale;
- la profilassi, la diagnosi e la cura di malattie infettive.
Puoi attestare lo stato di indigenza e la relativa impossibilità ad adempiere al pagamento delle prestazioni fornite dal S.S.N. attraverso una apposita auto-dichiarazione, da presentare alla struttura sanitaria che poi eroga la prestazione.
Stranieri irregolarmenti presenti
Se non sei in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno, hai diritto comunque alle cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o essenziali, anche se continuative, per malattia e infortunio, nelle strutture pubbliche o private convenzionate.
A tal fine dovrai richiedere presso qualsiasi ASL un tesserino, chiamato S.T.P. (Straniero Temporaneamente Presente), valido sei mesi ma rinnovabile. Per ottenerlo dovrai dichiarare:
- le tue generalità;
- di non possedere risorse economiche sufficienti.
Puoi anche chiedere che il tesserino sia rilasciato senza l'indicazione del tuo nome e cognome.
Con il tesserino S.T.P. hai diritto:
- all'assistenza sanitaria di base;
- ai ricoveri urgenti e non e in regime di day-hospital;
- alle cure ambulatoriali e ospedaliere, urgenti o comunque essenziali, anche se continuative, per malattie o infortunio.
L'accesso alle strutture sanitarie non può comportare alcun tipo di segnalazione alle pubbliche autorità. Tieni comunque presente che in alcuni casi (motivi di ordine pubblico o per altri gravi motivi) la Pubblica Autorità potrà ottenere il referto, come avviene anche con i cittadini italiani.
MITT: Scambi stretti tra Russia e Italia
MITT: Scambi stretti tra Russia e Italia, aumenta la richiesta del visto turistico Russia e Visto per Italia
Cresce l'interesse della Russia per l'Italia. E' quanto è emerso al termine della ventesima edizione del MITT, la fiera del turismo che si è tenuta a Mosca, considerata tra le cinque più importanti fiere turistiche del mondo. “La Russia vuole l’Italia e noi stiamo lavorando per incrementare l’incoming nel nostro paese. Gli occhi della Russia sono puntati con interesse anche verso i progetti che stanno nascendo in Italia, come Acanthus, il complesso termale dell’alto Lazio che sta nascendo anche grazie all’attenzione del sindaco di Civitavecchia Piero Tidei e che rientrerà nel progetto del II Polo Turistico di Roma, può rappresentare una meta futura per migliaia di turisti russi” è quanto ha affermato il Presidente di Confimprese Turismo Italia, Giuseppe Sarnella. Un legame sempre più stretto tra Russia e Italia che porterà ad un incremento delle richieste di visto per turismo e lavoro. E' in questa prospettiva che i siti web vistoturistico.it e vistoturisticorussia.com mettono a disposizione la possibilità di richiedere online i visti, ottenibili in breve tempo e con la consulenza sempre presente per il disbrigo delle pratiche.
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