Source: https://www.exeo.it/free/limiti-inderogabili-di-distanza-tra-pareti-finestrate
Timestamp: 2019-05-26 13:51:25+00:00
Document Index: 92519221

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 900', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 907', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 907', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 873', 'art. 41', 'art. 873', 'art. 9', 'art. 879', 'art. 879', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 873', 'art. 872', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9']

Per pareti finestrate devono intendersi le pareti munite di vedute, e più in generale tutte le pareti con aperture di qualsiasi genere verso l'esterno. Tra queste e le pareti degli edifici antistanti, l’art. 9 D.M. 1444/1968, per rispondere a finalità pubblicistiche di razionale assetto del territorio, fissa un'inderogabile distanza di 10 metri.
VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> DISTANZE --> PARETI FINESTRATE
Le sporgenze da non computare ai fini delle distanze perché non attinenti alle caratteristiche del corpo di fabbrica che racchiude il volume che si vuole distanziare, sono i manufatti come le mensole, le lesene, i risalti verticali della parti con funzione decorativa, gli elementi in aggetto di ridotte dimensioni, le... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ioni di gronde e relativi sostegni, non invece le sporgenze, anche dei generi ora indicati, ma di particolari dimensioni, che siano quindi destinate anche a estendere e ampliare per l’intero fronte dell’edificio la parte utilizzabile per uso abitativo.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...stanza di dieci metri dalle pareti finestrate prevista dall’art. 9 D.M. 1444/1968 si applica soltanto con riferimento a corpi edilizi che siano legittimamente realizzati.
La norma dell'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, in materia di distanze fra fabbricati - che, siccome emanata in attuazione dell'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, non può essere derogata dalle disposizioni regolamentari locali - va interpretata nel senso che la distanza minima di dieci metri è richiesta anche nel caso che una sola delle pareti fronteggiantisi sia finestrata e che è indifferente se tale parete sia quella del nuovo edificio o quella dell'edificio preesistente, essendo sufficiente, per l'applicazione di tale distanza, che le finestre esistano in qualsiasi zona della parete contrapposta ad altro edificio, ancorché solo una parte di essa si trovi a distanza minore da quella prescritta; ne c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rtanto, che il rispetto della distanza minima è dovuto anche per i tratti di parete che sono in parte privi di finestre.
Nel caso di nuova costruzione nelle zone omogenee A, la distanza minima tra fabbricati non può essere inferiore a dieci metri qualora uno degli edifici sia dotato di pareti finestrate e tali pareti fronteggino (anche solo parzialmente) le ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ltro fabbricato ovvero la distanza minima corrispondente alla larghezza della sede stradale maggiorata di almeno 5 mt. per lato, laddove tra i due fabbricati sia interposta una strada pubblica aperta al traffico veicolare.
Nel caso in cui tra due fabbricati sia interposta una strada pubblica soggetta a traffico veicolare la distanza minima tra fabbricati non può essere inferiore alla larghezza della sede stradale maggiorata di almeno 5 mt. per lato.
La norma del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, art. 9 in materia di distanze fra fabbricati va interpretata nel senso che la distanza minima di dieci metri è richiesta anche nel caso che una sola delle pareti fronteggiantisi sia finestrata e che è indifferente se tale parete sia quella del nuovo ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...quella dell'edificio preesistente, essendo sufficiente, per l'applicazione di tale distanza, che le finestre esistano in qualsiasi zona della parete contrapposta ad altro edificio, ancorché solo una parte di essa si trovi a distanza minore da quella prescritta; ne consegue, pertanto, che il rispetto della distanza minima è dovuto anche per i tratti di parete che sono in parte privi di finestre.
La disciplina sulle distanze prevista dall’ll'art. 9 D.M. 1444/1968, dettata da ragioni di interesse pubblico superiore (impedire la creazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico e sanitario), è assoluta ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ile, vincola non solo l’autonomia negoziale dei privati ma anche la potestà legislativa regionale e la potestà regolamentare-pianificatoria comunale e al giudice non è lasciato alcun margine di discrezionalità, dovendo egli disapplicare le norme contrastanti illegittime e sostituirle direttamente con quelle dell'art. 9 cit..
Affinché si concretizzi il concetto di “luce” è necessario che l’apertura consenta almeno il “passaggio alla luce e dell’aria” (così l’art. 900 c.c.), mentre nel caso in cu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...chiusa con un vetro non apribile, che quindi non lascia passare l’aria, ne consegue che la parete dove è stata praticata quest’apertura non può in nessun modo dirsi “finestrata” ai sensi dell’art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968, sicché non si pone alcun problema di distanze legali rispetto all’edificio frontistante.
Ogni previsione dei p.r.g. e relative norme tecniche attuative in contrasto con il limite minimo di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, imposto dal d.m. 1444/1968, è illegittima e va ann... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...oggetto di impugnazione, o comunque disapplicata, stante la sua automatica sostituzione con la clausola legale dettata dalla fonte sovraordinata.
Nel caso in cui il vicino abbia realizzato la parete finestrata ad una d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... confine inferiore a metri 5, è possibile sopraelevare senza rispettare la distanza di dieci metri dalla parete prevista dall'art. 9 D.M. 1444/1968.
Se il preveniente costruisce una parete finestrata ad una distanza pari o superiore a cinque metri dal confine non vi sono problemi, in quanto il prevenuto potrà, a sua volta, realizzare un edificio con una parete, finestrata o meno, ad una distanza pari ad almeno metri dieci, anche se inferiore a metri cinque dal confine; ove il preveniente dovesse realizzare una parete finestrata ad una distanza dal confine inferiore a metri cinque, il vicino non sarà tenuto ad arretrare la propria costruzione fino a rispettare al distanza di ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... da tale parete, ma potrà imporre al preveniente di chiudere le aperture e costruire (evidentemente non con parete finestrata) rispettando la metà della distanza legale dal confine.
L'art. 9 D.M. 1444/1968 va applicato indipendentemente dall'altezza degli edifici antistanti e dall'andamento parallelo delle pareti di questi, purché sussista almeno un segmento di esse tale che l'avanzamento di una o di entr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ciate medesime porti al loro incontro, sia pure per quel limitato segmento.
L'art. 9 D.M. 1444/1968 comporta che, nel caso di esistenza sul confine tra due fondi di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrate, il proprietario dell'area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione di possibilità di esercizio della facoltà di costruire in aderenza (esercitabile soltanto nell'ipotesi di inesistenza sul confine di finestre altrui) e senza alcuna deroga neppure per il caso in cui la nuova costruzione realizzata nel mancato rispetto del menzionato D.M. sia destinata ad essere mantenuta ad una quota inferiore a quella dalle finestre antistanti e a distanza dalla soglia di queste conforme alle previsioni dell'art. 907, co. 3, c.c..
La deroga al regime delle distanze minime come stabilite dall'art. 9 D.M. 1444/1968 vale, oltre che nel caso in cui le costruzioni non siano incluse nel medesimo piano particolareggiato o nella stessa lottizzazione, anche in quello in cui ci si trovi in presenza di lavori di risanamento conservativo o di ristrutturazione, ma non si applica all'ipotesi in cui si sia provveduto alla realizzazio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... edifici anche in zona omogenea A, dove vige il generale divieto di costruzioni ex novo.
Se, le convenzioni di lottizzazione e i piani particolareggiati possono derogare al regime delle distanze di cui all’art. 9, co. 2, D.M. 1444/1968, allo stesso modo le distanze maggiorate previste per le strade interposte si applicheranno solo in assenza di espresse previsioni urbanis... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...no che quest’ultime non appiano manifestamente illogiche e contrarie all’ordine pubblico.
La natura abusiva e non sanata della finestra è irrilevante ai fini dell'applicazione della distanza minima di dieci metri tra le pareti finestrate prevista dall'art. 9 D.M. 1444/1968.
L’art. 9 D.M. 1444/1968 – in quanto norma finalizzata ad impedire la formazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-sanitario – non lascia alla P... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...argine di discrezionalità, trattandosi in definitiva di garantire esigenze collettive di igiene e sicurezza.
La distanza di dieci metri tra ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...finanti è finalizzata a stabilire un'idonea intercapedine tra edifici nell'interesse pubblico, non a salvaguardare l'interesse privato del frontista alla riservatezza, sicché al giudice non è lasciato alcun margine di discrezionalità nell'applicazione della disciplina in materia di distanze e comunque non può dispiegare alcun effetto distintivo la circostanza che si tratti di corpi di uno stesso edificio ovvero di edifici distinti, né possono assumere rilievo le caratteristiche dello spazio interno trattandosi in ogni caso garantire l’intervallo di sicurezza.
L'obbligo di rispetto della distanza,prevista dal sopra citato decreto ministeriale, di m. 10 tra pareti, di cui almeno una finestrata, non può essere limitato ai soli tratti della parete dotati di finestre, dovendo invece osservarsi rispetto all'intera parete frontistante non è violato qualora sia accertato che la continuità della parete sia interrotta da un "pozzo di luce", sì da far sì che l'edificio fosse in concreto costituito non da un'unica, ma da due distinte pareti.
Dall’art. 9 n. 2 del D.M. n. 1444/68 è desumibile la inesistenza di un obbligo di rispettare in ogni caso una distanza minima dal confine, ove non prevista negli strumenti urbanistici locali: in applicazione del p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... prevenzione, esso va interpretato nel senso che tra una parete finestrata e l’edificio antistante va rispettata la distanza di metri dieci, con conseguente obbligo del prevenuto di arretrare la propria costruzione.
È scorretto sostenere che la distanza dell'art. 9 D.M. 1444/1968 non o... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...on riferimento a distanze misurate radialmente ma solo rispetto a quelle misurate perpendicolarmente: la ratio della norma è evitare il formarsi di intercapedini dannose per la salute, per cui, una volta accertato che un fabbricato è antistante ad un altro è irrilevante accertare se le pareti dei due edifici siano esattamente parallele tra di loro ovvero se le stesse siano, e in che misura, oblique.
La presenza di un terrazzino con ringhiera al piano terra e di un pianerottolo aperto al primo piano, entrambi idonei all'inspectio e alla prospectio induce a ritenere la parete «finestrata» ai sensi dell'art. 9 D.M. 1444/1968 e della normativa locale di recepimento.
Ai fini del rispetto delle distanze di cui al D.M. 1444/1968 non è possibile compiere un'assimilazione t... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...A e le zone B di antica origine.
La disposizione di cui all'art. 9 D.M. 1444/1968 essendo tassativa ed inderogabile, impone al proprietario de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...finante col muro finestrato altrui di costruire il proprio edificio ad almeno dieci metri da quello, senza alcuna deroga, neppure per il caso in cui la nuova costruzione sia destinata ad essere mantenuta ad una quota inferiore a quella dalle finestre antistanti e a distanza dalla soglia di queste conforme alle previsioni dell'art. 907, co. 3, c.c..
Il distacco di cui all'art. 9 D.M. 1444/1968 va calcolato con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggino, ed inoltre a tutte le... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...estrate e non solo a quella principale, indipendentemente anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela purché ne sussista almeno un segmento tale che l’avanzamento di una o di entrambe le facciate medesime porti al loro incontro sia pure per quel limitato segmento.
L'art. 9 D.M. 1444/1968 è sovraordinato rispetto alle disposizioni degli strumenti urbanistici locali ed immediatamente rilevante nei rapporti tra Amministrazione e privati e nei rapporti tra privati, nel senso che occorre disapplicare le eventuali previsioni locali difformi e considerare comunque efficace la norma di cui all’art. 9 D.M. cit. divenuta – per inserzione automatica – parte integrante dello strumento urbanistico, anch... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uzione delle previsioni illegittime.
Il punto di equilibrio tra la competenza legislativa statale in materia di «ordinamento civile» e quella regionale in materia di «governo del territorio», trova una sintesi normativa nell’ultimo comma dell’art. 9 D.M. 1444/1968, che è dotato di efficacia precettiva ed inderogabile e consente che siano fissate distanze inferiori a quelle stabilite dalla normativa statale, ma soltanto nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...costituzionalmente illegittima la norma regionale che consenta al Comune di individuare singoli edifici dispensati dal rispetto delle distanze tra pareti finestrate fissate dall'art. 9 D.M. 1444/1968, e ciò anche quando il legislatore regionale attribuisca alla procedura di individuazione efficacia di piano particolareggiato.
Per «pareti finestrate», ai sensi dell'art. 9 D.M. 1444/1968 devono intendersi non solo le pareti munite di vedute, ma, più in generale, tutte le pareti munite di aperture di qualsiasi genere verso l'esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...duta o di luce), bastando altresì che sia finestrata anche la sola parete che subisce l’illegittimo avvicinamento.
Ai fini dell'applicabilità dell'art. 9 D.M. 1444/1968 la circostanz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...cui gli immobili in questione si troverebbero in zona periferica è irrilevante, posto che l'inserzione di tale norma è automatica laddove dagli strumenti urbanistici locali siano previste misure meno restrittive contrastanti con quelle in essa contenute.
L'art. 9 D.M. 1444/1968, laddove prescrive la distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, va rispettata in tutti i casi, trattandosi di norma volta ad impedire la formazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-sanitario, e pertanto non è eludibile in funzione della natura giuridica dell'intercapedine.
Ai fini dell'art. 9 DM 1444/68 si intende per «parete finestrata» tutta la par... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...è aperta una finestra e non soltanto la sua parte interessata da una o più finestre.
La dizione «pareti finestrate» contenuta in un regolamento edilizio che si ispiri all'art. 9 D.M. 1444/1968 - che prescrive nelle sopraelevazioni la distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antista... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ferisce esclusivamente alle pareti munite di finestre qualificabili come vedute, senza ricomprendere quelle sulle quali si aprono finestre cosiddette lucifere.
Il principio secondo cui l'art. 9 D.M. 1444/1968 non è immediatamente operante nei rapporti fra i privati, va interpretato nel senso che l'adozione, da parte degli enti locali, di strumenti urbanistici contrastanti con la citata norma comporta l'obbligo per il giudice di merito non solo di disapplicare le disposizioni illegittime, ma anche di applicare direttamente l'art. 9, divenuto, per inserzione automatica, parte integrante dello strumento urbanistico, in sostituzione della norma illegittima che è stata disapplicata.
La distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate prevista dall'art. 9 D.M. 1444/1968 è richiesta anche nel caso che una sola delle pareti fronteggiantisi sia finestrata, essendo a tal fine indifferente se tale... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... quella del nuovo edificio o quella dell'edificio preesistente.
Nel sistema della gerarchia delle fonti, la normativa applicabile non è più l'art. 873 c.c. bensì il D.M. 1444/1968, il quale è stato emesso in esecuzione dell'art. 41-quinquies legge 1150/1942 e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... rango della stessa legge delegante la forza di integrare l'art. 873 c.c..
In presenza di una strada pubblica tra due fondi, non è consentito derogare alla distanza minima stabilita dall’art. 9 D.M. 1444/1968 tra pareti finestrate di edifici antistanti, neppure con il consenso del vicino frontistante, in quanto, trattandosi di tutelare un interesse pubblico, di natura urbanistica, superiore a quello individuale dei proprietari dei fondi finitimi (interesse specificamente tutelato dalle norme del codice civile sulle distanze nelle costruzioni), non trovano applicazione ex art. 879, co. 2, c.c. le disposizioni civilistiche (e quelle di esse integr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e distanze, in quanto recessive rispetto alla speciale normativa urbanistico-edilizia (le “leggi e i regolamenti” di cui all’art. 879 co. 2 c.c.), che si applica in luogo delle stesse.
La N.T.A. del P.R.G. che impone il rispetto della distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate soltanto per i tratti di esse dotati di finestre, con esonero per quelli ciechi, contrasta con le prescrizioni dell'art. 9 D.M. 1444/1968, il quale pres... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ervanza di tale distacco con riferimento all'intera estensione della parete.
L'art. 9 D.M. 1444/1968 esige in maniera assoluta l'osservanza di un distacco di almeno 10 metri per il caso di "pareti finestrate", senza alcuna distinzione tra i settori di esse, secondo che siano o non dotati di finestre: tale distinzione, infatti, è estranea al testo della norma, che si riferisce complessivamente alle "pareti" e non alle finestre ed è destinata a disciplinare le distanze tra le costruzioni e non tra queste e le vedute, in modo che sia assicurato un sufficiente spazio libero, che risulterebbe inadeguato se comprendesse soltanto quello direttamente antistante alle finestre in direzione ortogonale, con esclusione di quello laterale.
Il D.M. 1444/1968 ha efficacia di legge, sicché le sue disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati, cui i Comuni sono tenuti a conformarsi nella redazione o revisione dei loro strumenti urbanistici, prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali su... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lle quali si sostituiscono per inserzione automatica, con conseguente loro diretta operatività nei rapporti tra privati.
Ai sensi del D.M. n. 1444 ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rt. 9 nel caso di esistenza, sul confine tra due fondi, di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell'area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione, nel caso considerato, di possibilità di esercizio della facoltà di costruire in aderenza.
L'art. 9 D.M. 1444/1968 si applica ai soli interventi di nuova costruzione, non a quelli di restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione.
L'inderogabilità parte degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi comunali della normativa del D.M. 1444/1968, comporta che l’eventuale introduzione, in via tacita o espressa, da parte della normativa edilizia comunale di deroghe alla normativa nazionale sulle distanze... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sulterebbe del tutto illegittima e, come tale, la norma comunale andrebbe disapplicata.
Il D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 pone all'art. 9 una prescr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sativa ed inderogabile, id est che negli edifici ricadenti in zone territoriali diverse dalla zona "A" debba essere rispettata in tutti i casi una distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti: tale prescrizione non consente di operare distinzione alcuna tra edificio preesistente ed edificio nuovo, tra pareti della medesima altezza e pareti di differente altezza.
L'art. 9 D.M. 1444/1968 il quale detta le citate disposizioni in tema di distanze tra le costruzioni, stante la sua natura di norma primaria, sostituisce eventuali disposizioni contrarie contenute ne... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tecniche di attuazione di un piano regolatore e la prescritta distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti va rispettata in tutti i casi, trattandosi di norma volta ad impedire la formazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza, per cui esso disposto non è eludibile in funzione della natura giuridica dell'intercapedine stessa.
Le norme di cui al D.M. n. 1444 del 1968, art. 9, comma 1, nn. 2 e 3 perseguono l'essenziale finalità di assicurare l'esistenza tra edifici che si fronteggino di adeguati spazi minimi, quando almeno una delle due pareti frontistanti sia finestrata e, sul piano privatistico, costituiscono anche disposizioni integrative dell'art. 873 c.c., così giustificando l'esperimento da parte... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... dell'azione restitutoria di cui all'art. 872 c.p.c., comma 2.
La distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, prevista ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... D.M. 1444/1968 va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano e a tutte le pareti finestrate e non solo a quella principale, prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela.
L'adozione da parte degli enti locali di strumenti urbanistici contrastanti con l'art. 9 D.M. 1444/1968 comporta l'obbligo del giudice di merito, non solo di disapplicare le disposizioni illegittime, ma anche di applicare direttamente la suddetta disposizione che diviene, per inserzione automatica, parte integrante dello strumento urbanistico in sostituzione della norma illegittima disapplicata.
Il principio secondo cui l'art. 9 D.M. 1444/1968 non è immediatamente operante nei rapporti tra privati, va interpretato nel senso che l'adozione, da parte degli enti locali,di strumenti urbanistici contrastanti con la norma comporta l'obbligo, per il giudice di merito, non solo di disapplicare le disposizioni illegittime, ma anche di applicare direttamente la disposizione del ricordato art. 9, divenuta, per inserzione automatica,parte integrante dello strumen... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ico in sostituzione della norma illegittima disapplicata.
L'obbligo di rispettare la distanza prevista dall'art. 9 D.M. 1444/1968 non viene meno in considerazione della collocazione dell'apertura: attesa la ratto di tale disposizione diretta ad impedire intercapedini dannose nell'interesse delle salute e dell'igiene pubblica, tale distacco deve essere assicurato in ogni punto del fabbricato ed indipendentemente da alcuna verifica in ordine all'effettivo pregiudizio del diritto di veduta, tenuto conto che, ai fini del calcolo d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ze, i dati di riferimento sono le pareti e non le finestre aperte in esse.
L'art. 9 D.M. 1444/1968 va rispettato anche in presenza di un edificio articolato in due corpi di fabbrica tra loro funzionalmente collegati, in quanto è una norma volta ad impedire la formazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-sanitario, e pertanto non è eludibile in funzione della natura giuridica dell'intercapedine.
Per l'operatività dell'art. 9 D.M. 1444/1968 è sufficien... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... soltanto dei muri sia finestrato.
Nella terminologia dell’art. 9 D.M. 1444/1968 hanno valore di nuova costruzione tutti gli interventi comportanti ulteriore volumetria, come emerge dal fatto che gli edifici sono presi in considerazione in quanto "volumi e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...eesistenti".
In tema di distanze tra costruzioni, negli edifici ricadenti in zone territoriali diverse dalla zona A di cui al D.M. 1444/1968 è prescritta, in tutti i casi, una distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, e tale prescrizione abbia carattere di assolutezza e di inderogabilità.
L’art. 9 del D.M. 2.4.1968 n. 1444 - prescrivente la distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti - deve essere rispettato, trattandosi di norma intesa a imped... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...azione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-sanitario.
Ai fini dell'applicazione della distanza di 10 metri tra le pareti finestrate è sufficiente che sia finestrata anche una sola delle due pareti, dovendosi intendere per "finestrata" ogni parete che sia munita di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i qualsiasi genere verso l'esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni tipo (di veduta o di luce).
L’art. 9 del Decreto ministeriale 2 aprile 1968 n. 1444 ha valenza di prescrizione inderogabile e, pertanto, non consente in alcun modo costruzioni che non rispettino la distanza minima di m. 10 tra pareti finestrate e parti di edifici antistanti.