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Timestamp: 2019-07-22 06:34:11+00:00
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CGIL Regionale Toscana - Strage Viareggio: appello, condannato Mauro Moretti. Confermata sentenza primo grado, 7 anni
La corte di appello di Firenze ha condannato a 7 anni Mauro Moretti ex ad di Fs e di Rfi al processo per la strage di Viareggio. La procura generale aveva chiesto 15 anni e 6 mesi: anche in primo grado Moretti venne condannato a 7 anni. Moretti, che non era in aula, era imputato di disastro, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, incendio. L'11 febbraio Moretti disse in udienza di rinunciare alla prescrizione. La pg poi ha detto che c'è prescrizione da maggio 2018 per incendio e lesioni colpose.
La corte di appello di Firenze ha condannato anche Michele Mario Elia (ex ad di Rfi) e Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia) a 6 anni, nel processo per la strage di Viareggio del 2009 per accuse, a vario titolo, di omicidio plurimo colposo e disastro ferroviario. Il tribunale di Lucca li aveva tutti condannati il 31 gennaio 2017. Per Elia la procura generale aveva chiesto in requisitoria 14 anni e 6 mesi (in primo grado era stato condannato a 7 anni e 6 mesi), per Soprano 7anni e 6 mesi (come la condanna in tribunale). (ANSA).
Strage Viareggio: familiari vittime emozionati e soddisfatti Moltissimi presenti in aula per lettura sentenza
Qualcuno si è preso il volto tra le mani, qualcuno ha pianto, qualcuno si è aggrappato alla sedia cercando di contenere l'emozione: tutti hanno sussultato quando la corte ha condannato Mauro Moretti anche in qualità di ex ad di Fs. I familiari delle vittime della strage di Viareggio erano presenti in massa, questa mattina, alla lettura della sentenza di secondo grado per incidente ferroviario del 29 giugno 2009 costato la vita a 32 persone. Se Marco Piagentini, presidente dell'Associazione 'Il mondo che vorrei', preferisce restare in silenzio e annuncia una conferenza stampa per domani a Viareggio, dopo essere uscito dall'aula Claudio Menichetti, padre di Emanuela, morta per le gravi ferite riportate dopo l'esplosione del vagone cisterna, ha mostrato ai giornalisti una foto del volto della figlia in ospedale, reso irriconoscibile dalle ustioni: "Come potevo - ha detto rivolto ai cronisti - lasciare perdere una cosa del genere". "Siamo arrivati a un buon giudizio - ha commentato - finalmente dopo questa sentenza riusciremo a fare qualcosa per la sicurezza". Trattiene a stento le lacrime Luciana Beretti, che nella strage di Viareggio ha perso il figlio Federico Battistini: "Non so cosa farò oggi - ha detto - ma so che mi batte forte il cuore. Penso che finalmente non potranno cavarsela più solo voi risarcimenti". (ANSA).
Viareggio 10 anni dopo, tra sentenza e muro di colori Street art decora barriera fra binari e case rione dei 32 morti
(di Michele Giuntini) Una nuova sentenza e un muro da pitturare sono gli elementi nuovi con cui Viareggio si appresta a celebrare l'anniversario numero dieci della strage ferroviaria che il 29 giugno 2009 la devastò con un incendio violentissimo, che superò i binari, entrò nelle case e uccise 32 persone. La sentenza è quella di appello letta oggi a Firenze e che fa seguito a una lunga vicenda giudiziaria pazientemente seguita dai familiari delle vittime. Il muro è quello che in questi giorni s'inizia a decorare in via Ponchielli con graffiti, disegni o affreschi, parola nobile spesa da chi, per un rione popolare, vuole alludere alla pittura murale di chiese e palazzi. Non è un muro qualsiasi e, forse, è un simbolo. Quel muro, a protezione del rione di via Ponchielli, epicentro del disastro, è la barriera parafiamme (o paraurti) che gli abitanti lungo la ferrovia chiedevano di erigere da anni a difesa delle loro vite. Tutti in città sono convinti che, se ci fosse già stato, avrebbe potuto almeno mitigare le conseguenze dell'esplosione del vagone merci con gas gpl che deragliò per un'avaria. Il muro poi è stato fatto e ora, in queste settimane, le autorità hanno deciso di farlo colorare. In quella zona alle 23.48 del 29 giugno 2009 il fuoco dell'esplosione invase Viareggio distruggendola come in un fronte di guerra. Gli effetti furono simili a un bombardamento, le conseguenze analoghe. Ci furono le vittime, gli ustionati gravi, le distruzioni, gli eroismi come quello del macchinista del treno merci che accortosi dell'incidente mantenne sangue freddo e tirò via dalla stazione quello che rimaneva del convoglio affinché non ci fossero altri scoppi, conseguenze peggiori. Colpirono l'opinione pubblica le vicende personali di morti e superstiti. Quella di Leonardo Piagentini che aveva 8 anni, morti la madre Stefania Maccioni e i fratellini Luca e Lorenzo mentre il padre Marco sopravvisse alle ferite e ora è un punto di riferimento dei familiari delle vittime. O quella della marocchina Ibitzen Ayad, che perse i genitori e due fratelli nell'incendio e rimase sola nel mondo. Viareggio fu una piccola Pompei. Rosario Campo, 42 anni, era tornato indietro col motorino a riprendere il cellulare dimenticato: le fiamme lo incenerirono nella strada parallela alla ferrovia, il corpo rannicchiato nella posizione di guida fu pietosamente coperto dal telo dei soccorritori. Pare che sia stata la prima vittima. Un altro, Antonio Farnocchia, 51 anni si avviava al forno dove lavorava, percorreva la passerella sopra la ferrovia ma le fiamme lo raggiunsero in altezza e lo incenerirono, fu perfino dato disperso. Quando l'incendio colpì la gente uscì dalle case e tentò di scappare in strada, molti ce la fecero, ma altri furono raggiunti dalle lingue di fuoco e uccisi. Oggi il Terminetto è un quartiere riqualificato e nei suoi pressi la 'Casina dei ricordi' custodisce la memoria del disastro. Non c'è più la passerella che collegava il rione al centro storico, abbattuta, mentre il sottopasso di cui si parla da anni, come alternativa, ancora i residenti lo chiedono. E i treni merci? Transitano ancora accanto alle case ma ora devono rispettare una velocità massima di 50 km orari.(ANSA).
Strage Viareggio: appello, condannati manager tedeschi Solo uno assolto, condannato anche supervisore 'fantasma'
Tutti condannati dalla corte di appello, meno uno - Uwe Koennecke, responsabile officina Jugenthal, assolto (in primo grado aveva avuto 8 anni e 6 mesi) -, i dirigenti e i manager delle società estere dove venivano mandati in revisione i carri merci, al processo per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Tra i condannati c'è Joachim Lehmann, supervisore presso l'Officina Jugenthal di Hannover, a cui la corte ha inflitto 7 anni e 3 mesi riformando la sentenza del tribunale di Lucca che lo aveva assolto. Il pg Luciana Piras aveva chiesto per lui 8 anni anche sostenendo che "aveva un contratto da 17 ore l'anno per un compenso di 700.000 euro, ma non andò a controllare" i materiali rotabili. La corte inoltre ha condannato, in parziale riforma della sentenza del primo grado e tenendo conto della prescrizione dei reati di incendio e lesioni colpose (sconto 6 mesi), a 8 anni e 8 mesi Rainer Kogelheide delle società Jungenthal e Peter Linowski di Gatx Rail Germania; a 8 anni Johannes Mansbarth ex ad di Gatx Rail Austria e Roman Mayer responsabile manutenzione flotta carri merci di Gatx Austria; a 6 anni e 10 mesi Andreas Schroter, tecnico, Uwe Kriebel, operaio addetto alla verifica dei materiali, e Helmut Brodel, tutti delle officine Jugenthal. (ANSA).
Strage Viareggio: Suchan, vittoria condanna Moretti ex ad Fs 'Soddisfatti del lavoro svolto da procura e pg'
La condanna di Mauro Moretti per la strage di Viareggio anche come ex ad di Fa "è per noi una vittoria". Così il procuratore capo di Lucca, Pietro Suchan, commentando la sentenza pronunciata oggi dalla Corte d'assise di Appello di Firenze. Suchan è arrivato in aula poco prima della lettura della sentenza. "Dobbiamo digerire il dispositivo della sentenza che sarà disponibile domani - ha aggiunto - ma il giudizio complessivo è di soddisfazione per il lavoro svolto dalla procura di Lucca, dalla polizia giudiziaria e da tutti coloro che hanno creduto nella necessità di affermazione della giustizia". (ANSA).
Strage Viareggio:Medicina democratica,soddisfazione verdetto
Soddisfazione per la sentenza d'appello e solidarietà alle vittime della strage di Viareggio e ai loro familiari. Così, in una nota, Medicina democratica, parte civile nel processo per il disastro del 29 giugno 2009, costato la vita a 32 persone. "Esprimiamo soddisfazione per la sostanziale conferma dell'impianto accusatorio e delle responsabilità nei confronti dei vertici delle aziende coinvolte nella strage", in "particolare, per la conferma della condanna a 7 anni di reclusione per Mauro Moretti", con "un'aggravamento della sua posizione, in quanto civilmente responsabile degli atti della società da lui diretta", ha detto Marco Caldiroli, presidente di Medicina democratica, oggi presente in aula. "Resta lo sconcerto - ha aggiunto - per le scelte assurde fatte in base a una logica di profitto e all'insegna del neoliberismo, per il trasporto di merci estremamente pericolose come il Gpl, lungo l'intera Italia, da Novara alla Sicilia, che poteva essere fabbricato invece direttamente in loco". Per Caldiroli "solo recentemente" si è poi registrata "una inversione di tendenza: la direttiva 798/2016 ha rivisto la impostazione complessiva della sicurezza ferroviaria a partire da 'obiettivi comuni di sicurezza', con sistemi di certificazione e di autorizzazione alla sicurezza per tutti gli attori coinvolti nei trasporti. Un approccio sistemico che mancava o era incompleto. Il Dlgs 50/2019 - ha concluso - è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale solo 10 giorni fa, è ancora da verificare se sarà in grado di migliorare le condizioni di sicurezza del trasporto ferroviario, chiare responsabilità e gli obblighi degli attori nonché controlli rigorosi sul campo anziché 'cartacei', come nel caso di Viareggio ma anche del viadotto di Genova".(ANSA).
Notizia del: gio 20 giu, 2019
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