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Timestamp: 2019-06-26 18:26:29+00:00
Document Index: 51885011

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2697', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cassazione Civile, Sez. I, 11 giugno 2018, n. 15148: la banca è tenuta ad allegare tutti gli estratti conto ai fini della rideterminazione del saldo - Scudo Illeciti Bancari
27 Settembre 2018 ufficiostampa
L’accertata nullità di tutte le clausole di un contratto relativo ad un rapporto banca-cliente che prevedano, relativamente agli interessi dovuti dal correntista, tassi superiori a quelli legali impone, anche per quanto concerne la capitalizzazione trimestrale, la rideterminazione del saldo finale procedendo con la ricostruzione dell’intero andamento del rapporto.
Questa operazione, certo non semplice, va condotta in maniera meticolosa, tenendo certamente conto di tutti gli estratti conto a partire dall’apertura del contratto.
Ebbene, per quello che concerne la produzione in giudizio della documentazione contabile, quindi, degli estratti conto, utili ai fini della rideterminazione del saldo finale, di recente la Cassazione con sentenza del 11 giugno 2018, n. 15148, chiara e mirata a scongiurare tutte le controverse interpretazioni, ha sostenuto che la banca ha l’onere di produrre tutti gli estratti conto.
Le ragioni sottese a questo onere
Senza l’osservanza di questo onere non può ritenersi provato il credito vantato dalla banca stessa, a nulla rilevando la mera circostanza che il correntista non abbia formulato rilievi per quello che attiene alla documentazione prodotta nel procedimento monitorio.
Questo principio rievoca quanto stabilito dalla Cassazione già con pronuncia del 19 settembre 2013, n. 21466. Più di recente, la Cassazione aveva già ribadito il concetto relativo all’onere per la banca di produrre tutti gli estratti conto dall’inizio del rapporto (Cass. 25 maggio 2017, n. 13258; Cass. 13 ottobre 2016) una volta esclusa la validità della pattuizione relativa agli interessi a carico del correntista al fine di dimostrare l’entità del proprio credito.
Onere della banca/onere del correntista
Nel giudizio in questione trovano applicazione i principi generali sull’onere della prova (art. 2697 c.c.) sicché è sulla banca convenuta che gravano gli oneri di allegazione e di prova dei fatti costitutivi del preteso credito, indipendentemente dalla circostanza che l’azione sia stata promossa o meno dal correntista.
Si applica, nel caso di specie, un principio del tutto analogo a quello per il quale spetta alla banca provare l’esistenza di un contratto in essere con i propri correntisti, in ottica di difesa delle proprie pretese. Più precisamente, a fronte dell’allegazione del correntista riguardo l’inesistenza di un accordo scritto (che possa sia relativo alla capitalizzazione trimestrale degli interessi, alla pattuizione degli interessi debitori ultra-legali, alla commissione di massimo scoperto, ecc.) spetta all’istituto di credito dimostrare l’esistenza di un accordo attraverso la produzione del contratto, oltre alla prova che il contratto stesso sia stato consegnato al correntista.
Ebbene, il principio è sempre lo stesso: ai fini della pronuncia sulla domanda di rielaborazione del conto corrente e di rideterminazione del relativo saldo finale devono essere prodotti dati contabili certi che riescano a dimostrare la veridicità e l’esattezza del saldo.
Nel caso di specie, i giudicanti chiamati in Cassazione a pronunciarsi, hanno sostenuto che la società correntista abbia positivamente provato l’unitarietà di più rapporti di conto corrente con la banca.
Quindi, l’onere è ricaduto appunto sull’istituto di credito a vantaggio dell’azienda correntista.
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