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Timestamp: 2017-10-19 07:28:33+00:00
Document Index: 4839468

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 234', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 2']

Giova, in proposito, rilevare che la norma che discrimina tra i concorrenti consentendo ad alcuni di loro di non presentare alcuna cauzione provvisoria viola una regola primaria delle gare pubbliche, cioè quella che assicura la par condicio.
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 3204 del maggio 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato
N. 03204/2010 REG.DEC.
N. 00220/2009 REG.RIC.
Sul ricorso numero di registro generale 220 del 2009, proposto da:
Ricorrente S.r.l., rappresentato e difeso dagli avv. Andrea Manzi, Luigi Manzi, Gianni Zgagliardich, con domicilio eletto presso Andrea Manzi in Roma, via F. Confalonieri, 5;
Controinteressata S.r.l. in Q. Capogruppo Rti, Rti – Controinteressata due S.r.l., rappresentati e difesi dagli avv. Francesca Mazzonetto, Diego Vaiano, con domicilio eletto presso Diego Vaiano in Roma, Lungotevere Marzio N. 3; Regione Veneto, rappresentato e difeso dagli avv. Cecilia Ligabue, Fabio Lorenzoni, Ezio Zanon, con domicilio eletto presso Fabio Lorenzoni in Roma, via del Viminale N.43;
della sentenza del TAR VENETO – VENEZIA :Sezione I n. 03621/2008, resa tra le parti, concernente AFFIDAMENTO PROGETTO DI SISTEMAZIONE IDRAULICA AREA METROPOLITANA – RIS. DANNI..
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 marzo 2010 il Cons. Filoreto D’Agostino e uditi per le parti gli avvocati Manzi, Resta, su delega di Vaiano, e Meloni, su delega di Lorenzoni;
La Giunta Regionale del Veneto – Segreteria Regionale Ambiente e Territorio, indiceva con bando pubblicato il 20 febbraio 2008 una gara con procedura aperta avente per oggetto l’appalto per la sistemazione idraulica dell’area metropolitana di Vicenza – Interventi di I stralcio per la manutenzione del fiume Rettone nel centro abitato di Vicenza (2° lotto) per l’importo di € 1.612.103,93.-
Con processo verbale dd. 23 aprile 2008, la gara veniva aggiudicata provvisoriamente alla costituenda associazione temporanea di imprese con capogruppo la Controinteressata S.r.l. e mandante la I.N.A. S.r.l., la quale aveva offerto un ribasso del 17,976%, previa esclusione dal procedimento della Pro.Cos.Ma. Soc. cons. a r.l., la quale non aveva prodotto la cauzione provvisoria così come inderogabilmente richiesto al punto 7 del bando di gara.
In una successiva seduta l’impresa Pro.co.sma., già esclusa, veniva riammessa al procedimento., avendo la Commissione giudicatrice reputato illegittima, in via di autotutela, la misura adottata agli effetti del punto f), quinto capoverso, del disciplinare annesso al bando di gara, laddove esonera – tra l’altro – i consorzi stabili di imprese – quale è, per l’appunto, Pro.co.sma. dalla prestazione della cauzione provvisoria, a’ sensi dell’art. 26, comma 2, della L.R. 7 novembre 2003 n. 27 come da ultimo modificato dall’art. 17, comma 1, della L.R. 20 luglio 2007 n. 17.
La riammissione di Pro.Co.Sma. alla gara determinava la modifica della graduatoria e, quindi, la nuova aggiudicazione dell’appalto alla Ricorrente S.r.l., la quale aveva offerto un ribasso del 17,976%.
Controinteressata contestava tale aggiudicazione, ma l’Amministrazione Regionale confermava tale provvedimento con nota dd. 12 giugno 2008.
Con decreto del Dirigente Regionale preposto alla Direzione Difesa del Suolo n. 145 dd. 9 settembre 2008 l’appalto veniva aggiudicato in via definitiva alla predetta Ricorrente.
L’impresa Controinteressata impugnava pertanto avanti il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto il decreto della Regione n. 145 dd. 9 settembre 2008 di aggiudicazione definitiva dell’appalto di manutenzione del fiume Retrone, nel centro di Vicenza; la nota dd. 12 maggio 2008 di comunicazione di riapertura della procedura di aggiudicazione della gara; la nota dd. 12 giugno 2008 dell’Amministrazione Regionale dd. 12 giugno 2008; il verbale di aggiudicazione provvisoria, nonché di ogni altro atto annesso, connesso o presupposto, ivi segnatamente compresa la clausola di cui al punto f), quinto cpv., del disciplinare di gara facente parte integrante del bando pubblicato il 20 febbraio 2008 e – ove del caso – del contratto di appalto, se stipulato.
La ricorrente deduceva al riguardo l’avvenuta violazione e falsa applicazione dell’art. 4 del D.L.vo 12 aprile 2006 n. 163, della circolare approvata dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 547 dd. 11 marzo 2008 ed emanata dall’Amministrazione Regionale medesima, eccesso di potere per violazione di direttive, nonché violazione dell’art. 2 della direttiva 2004/18/CE dd. 31 marzo 2004.
In subordine, la ricorrente chiedeva sollevarsi innanzi alla Corte di Giustizia CE questione pregiudiziale a’ sensi dell’art. 234 del Trattato Ce sulla compatibilità dell’anzidetto art. 26, comma 2, della L.R. 7 novembre 2003 n. 27 come da ultimo modificato dall’art. 17, comma 1, della L.R. 20 luglio 2007 n. 17, rispetto alla disciplina comunitaria segnatamente contenuta nella predetta direttiva 2004/18/CE.
In ulteriore subordine, la ricorrente sollevava la questione di costituzionalità del medesimo art. 26, comma 2, della L.R. 7 novembre 2003 n. 27 come modificato dall’art. 17, comma 1, della L.R. 20 luglio 2007 n. 17 per violazione dell’art. 117, comma 1, Cost., nonché degli artt. 3, 97 e 117, comma 2. lettera e), Cost.
Si costituivano in giudizio la Regione Veneto e Ricorrente, replicando puntualmente alle censure avversarie e concludendo per la reiezione del ricorso.
La sentenza in epigrafe ha accolto il ricorso avuto riguardo, in via del tutto assorbente, alla dedotta questione di compatibilità dell’art. 26, comma 2, anzidetto rispetto all’art. 2 della direttiva 2004/18/CE, con conseguente disapplicazione della disposizione legislativa regionale segnatamente contraria alla sovrastante disciplina di fonte comunitaria.
Avverso la pronuncia è stato proposto appello da parte di Ricorrente. Si è costituita altresì la Regione Veneto con tesi adesive alle difese dell’appellante.
La risposta al quesito è senz’altro positiva.
Condanna l’appellante e la Regione Veneto al pagamento delle spese del giudizio che, comprensive di diritti ed onorari, liquida in complessivi euro 2.000,00 a favore della società appellata Controinteressata s.r.l. e 2.000,00 a favore di Controinteressata due. S.r.l.