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Timestamp: 2020-02-19 17:19:20+00:00
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Separazione dei coniugi (moglie marito): differenza tra consensuale e giudiziale | Avvocato | Studio Legale Marzorati
Cos’è la separazione dei coniugi e quali tipi prevede la legge
La legge italiana impone ai coniugi che vogliono porre fine al matrimonio di chiedere la separazione personale. La separazione non pone fine al matrimonio, ma ne sospende gli effetti in attesa di una riconciliazione oppure di un procedimento di divorzio. La differenza tra separazione consensuale o giudiziale dei coniugi (moglie marito) è notevole. Oltre che le procedure ed i tempi, diverse potrebbero essere le conseguenze sui coniugi e sui figli.
Separazione consensuale: procedura, durata e contenuto accordo
Nella separazione consensuale c’è un accordo tra i coniugi sulle condizioni personali e patrimoniali. I coniugi assistiti congiuntamente da un Avvocato oppure con due legali diversi devono depositare un ricorso al Tribunale competente, di solito quello dell’ultima residenza comune.
Il Tribunale, a seguito di un’udienza presidenziale in cui compare personalmente la coppia, omologa l’accordo con un decreto, dopo aver verificato che siano stati rispettati i diritti delle parti e dei figli minori, se presenti.
I coniugi potranno decidere come regolamentare l’affidamento e la collocazione dei figli, il diritto di visita del genitore che non convive con i figli, l’assegnazione della casa familiare, il mantenimento dei figli e del coniuge, ove ne abbia diritto.
I coniugi potranno anche accordarsi sulla divisione dei beni (oggetti, mobili ecc.), del patrimonio finanziario (soldi sui conti correnti, azioni, obbligazioni ecc.) nonché potranno decidere trasferimenti immobiliari (ossia la proprietà o la comproprietà di una casa che passa da un coniuge all’altro).
L’intervento del Tribunale non è sempre necessario dato che è possibile ottenere la separazione consensuale anche tramite negoziazione assistita, con l’aiuto di un Avvocato, o dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile dopo debita prenotazione presso il comune di residenza.
Le soluzioni consensuali riducono notevolmente i tempi ed i costi della separazione, basti pensare che per separarsi consensualmente possono essere necessari da venti giorni (negoziazione assistita o Ufficiale di Stato Civile) a due/tre mesi con un ricorso in Tribunale.
Separazione Giudiziale: procedura e durata
Quando i coniugi non riescono a trovare un accordo, si deve optare per la separazione giudiziale che, invece, può comportare qualche problema in più oltre che un allungamento dei tempi. Il diritto di chiedere la separazione spetta a ciascun coniuge. Il coniuge, quindi, ha sempre diritto di separarsi anche nel caso in cui l’altro coniuge non voglia.
Con l’assistenza di un Avvocato, un solo coniuge deve depositare un ricorso al Tribunale competente, di solito quello dell’ultima residenza comune dei coniugi. A differenza della consensuale, quindi, la separazione giudiziale deve essere richiesta obbligatoriamente in Tribunale e viene pronunciata con una sentenza emessa dopo un vero e proprio giudizio.
Anche in questo caso è prevista un’udienza presidenziale al termine della quale il Presidente del Tribunale emette un’ordinanza che autorizza i coniugi a vivere separati e disciplina, fino alla sentenza, i rapporti patrimoniali e non patrimoniali tra i coniugi oltre alle determinazioni riguardo ai figli (affidamento, collocazione, diritto di visita, mantenimento) ed al mantenimento del coniuge che ne abbia diritto.
Può essere anche emessa, se richiesto, una sentenza parziale che pronunci immediatamente la separazione tra i coniugi e decida sulle questioni non controverse, laddove ci siano.
La causa continua davanti al Giudice Istruttore che deve valutare tutte le prove. Nella separazione giudiziale è il Giudice a decidere quali saranno le modalità di separazione con la sentenza finale.
Questi passaggi rendono la procedura molto più lunga di quella consensuale: in media possono passare anche uno/due anni per giungere al termine di una separazione giudiziale e, in base all’attività istruttoria da svolgere, tali tempistiche possono anche dilatarsi.
Dove si chiede la separazione se moglie e marito abitano in due città diverse?
La separazione consensuale può essere chiesta nell’ultimo luogo di residenza comune due coniugi.
La separazione giudiziale deve essere chiesta nel luogo di residenza del coniuge convenuto (cioè quello che viene citato in giudizio).
È possibile non concedere la separazione?
Non è esatto dire che sia possibile “non concedere” la separazione. Un coniuge può decidere di non aderire alla richiesta di separazione consensuale, ma se l’altro procede giudizialmente il Tribunale disporrà la separazione.
Quando si può chiedere l’addebito e cos’è?
L’addebito della separazione si potrebbe definire come una “sanzione” che produce i suoi effetti alla fine della separazione giudiziale dei coniugi a carico della moglie o del marito che abbiano tenuto un comportamento contrario ai doveri matrimoniali (fedeltà, assistenza morale o materiale ecc.).
Il comportamento è rilevante solo se è la causa principale della crisi della coppia e dell’intollerabilità della convivenza.
Solo in caso di separazione giudiziale, è possibile determinare l’addebito per uno dei coniugi (quando l’altro lo richiede espressamente). Tale decisione incide, tra l’altro, sull’eventuale mantenimento dato che al coniuge cui è addebitata la separazione non ha diritto a ricevere un assegno di mantenimento potendo ottenere solo un assegno alimentare, se non ha i mezzi per provvedere al proprio sostentamento.
L’addebito incide sull’affidamento dei figli?
No, l’addebito in sé non ha conseguenze sulle disposizioni relative ai figli, al loro mantenimento ed al loro affidamento.
Quali sono gli effetti personali della separazione dei coniugi
La separazione non fa cessare il matrimonio né i diritti e doveri che i coniugi devono rispettare durante l’unione, che vengono solo attenuati. La separazione produce effetti giuridici per moglie e marito sia riguardo ai rapporti patrimoniali che personali.
Gli obblighi di assistenza e collaborazione, strettamente connessi alla collaborazione necessaria al ménage familiare, con la separazione vengono a cessare, con l’eccezione di quello che riguarda il diritto al mantenimento o agli alimenti del coniuge più debole.
Si ritiene rimanga in vita, però, un minimo di solidarietà tra i due coniugi quanto meno in situazioni particolari come, ad esempio, la malattia o la grave infermità di uno dei due.
La coabitazione è un obbligo che cessa del tutto con la separazione che, ovviamente, permette ai coniugi di vivere vite a sé stanti senza il rispetto di una residenza o un domicilio comune.
L’obbligo di fedeltà non permane durante la separazione tuttavia, in molti casi, si ritiene che il coniuge separato debba tenere un comportamento tale da non offendere la dignità e la sensibilità dell’altro coniuge, anche quando inizia una nuova relazione.
La moglie può continuare ad utilizzare il cognome del marito anche durante la separazione, fatta eccezione dei casi in cui ritiene che il suo utilizzo le arrechi pregiudizio grave.
Rimangono immutati gli obblighi ed i doveri nei confronti dei figli, ossia quello di mantenerli, istruirli ed educarli.
Quali sono i diritti del coniuge separato (calcolo dell’assegno di mantenimento e assegnazione casa familiare-coniugale) e gli effetti patrimoniali della separazione?
Il coniuge separato ha gli stessi diritti di marito e moglie non separati ad eccezione del caso in cui gli sia stata addebitata la separazione.
A livello patrimoniale queste sono le conseguenze più importanti:
– la comunione dei beni si scioglie ed ai coniugi spetta, tendenzialmente, il 50% del corrispettivo valore dei beni (mobili e immobili) acquistati durante il matrimonio;
– il coniuge economicamente più debole ha diritto a percepire un assegno di mantenimento da determinarsi, principalmente, in base ai redditi ed allo stato del patrimonio di ciascuna delle parti, alla durata del matrimonio, alla capacità lavorativa del richiedente;
– in caso di coppia con figli, il coniuge collocatario, ossia il genitore che verrà designato per convivere prevalentemente con la prole, o affidatario nei casi, ormai ridotti, in cui solo un genitore sia ritenuto idoneo all’esercizio della responsabilità genitoriale, sarà assegnatario della casa familiare e diritto di abitarvi fino a quando i figli non vi vivranno più o saranno economicamente autosufficienti, quindi, indipendentemente dalla maggiore età raggiunta dagli stessi.
Il diritto di abitare nella casa familiare spetta ai figli e, di riflesso, al genitore quindi, in caso di coppia senza figli, sarà molto difficile ottenere un provvedimento di assegnazione, salvo in casi di accordo consensuale tra i due coniugi.
Differenza tra coniuge separato e coniuge superstite non separato
Nel caso in cui il coniuge separato muoia, il superstite a cui non è stata addebitata la separazione, mantiene tutti i diritti successori del coniuge non separato: egli, in sostanza, è a tutti gli effetti erede del defunto come il coniuge non separato.
Quale documentazione occorre per separarsi (sia consensuale che giudiziale)?
– Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio da chiedere al Comune di celebrazione del matrimonio o al comune di residenza all’epoca del matrimonio;
In caso di giudiziale, seconda delle questioni che si dovranno trattare in causa, potrebbero essere necessari ulteriori documenti per provare lo stato patrimoniale delle parti. A titolo esemplificativo possiamo citare:
– Eventuale estratti conti correnti italiani o esteri, Estratti conto titoli e documentazione attestante investimenti finanziari, azionari o obbligazionari;
Separazione con figli: differenze e procedura
La procedura della separazione non cambia in presenza di figli. Però dovrà essere deciso a quale genitore questi dovranno essere affidati e dove dovranno vivere(e conseguentemente a chi sarà assegnata la casa familiare). Importante sarà stabilire quale contributo al mantenimento dovrà essere previsto dalla madre e dal padre.
In caso di separazione consensuale questi aspetti verranno decisi concordemente dai coniugi.
In caso di separazione giudiziale provvederà il Tribunale dopo aver assunto le prove necessarie.
Separazione senza figli: differenze e procedura
Quando due coniugi non hanno figli non si dovrà provvedere a stabilire affidamento o mantenimento degli stessi ma solo l’eventuale mantenimento a favore di uno dei due coniugi.
In caso di separazione consensuale si potrà stabilire anche l’assegnazione della casa coniugale in capo alla moglie o al marito. In caso di separazione giudiziale difficilmente il Giudice procederà con un’assegnazione ma tenderà ad incentivarne la vendita, in caso di comproprietà, o la liberazione a favore dell’unico proprietario.
Qual è la differenza tra affidamento e collocazione dei figli
L’affidamento è il termine che si utilizza per individuare il genitore che dovrà partecipare alle decisioni relative alla vita, alla crescita, all’educazione dei figli. La legge è particolarmente attenta al rapporto tra i figli ed i genitori anche durante la rottura del nucleo familiare.
In particolar modo nel 2006 è stata introdotta una legge speciale che privilegia il diritto dei bambini alla bigenitorialità ossia ad avere un continuo, equilibrato e proficuo rapporto con ciascuno dei genitori anche quando questi si separano: per questo motivo nel nostro paese è generalmente preferita una forma di affidamento condiviso ad entrambi i genitori. Le casistiche di affidamento esclusivo sono molto residuali e attengono a situazioni di grave carenza genitoriale.
La collocazione dei bambini è intesa come il luogo in cui essi vivono prevalentemente che, generalmente è la casa dove prima viveva il nucleo familiare.
Normalmente il Tribunale individua uno dei due genitori con il quale i minori vivranno nella casa familiare. Per l’altro genitore, invece, verranno garantiti i cosiddetti diritti di visita (ovvero dei giorni garantiti durante i quali i bambini dovranno stare insieme al genitore che non vive prevalentemente con loro).
Separazione e calcolo dell’assegno di mantenimento per i figli
Entrambi i coniugi al momento della separazione devono garantire un contributo al mantenimento per i figli che si calcola, tra gli altri criteri, in base alla situazione economica di moglie e marito, del tenore di vita goduto dalla famiglia e dal tempo di permanenza dei figli con ciascuno dei genitori.
Può essere previsto in forma diretta(ovvero con il pagamento volta per volta della spesa necessaria alla prole) oppure con il versamento di un assegno periodico(generalmente mensile a favore del genitore che vive prevalentemente con i bambini).
Cosa significa sentenza parziale si separazione sullo status
Durante la separazione giudiziale, per evitare che i coniugi debbano “sopportare” le conseguenze delle lungaggini delle cause civili, è possibile chiedere la pronuncia di una sentenza non definitiva che fin della prima udienza presidenziale dichiari la separazione della coppia e si pronunci sulle questioni non controverse, se ci sono, per poi continuare il procedimento sulle questioni controverse. Questo permette di poter chiedere il divorzio anche prima dell’emissione della sentenza definitiva di separazione.
Qual è la differenza tra separazione e divorzio
La separazione non pone fine al matrimonio ma ne sospende gli effetti in attesa di una riconciliazione oppure di un procedimento di divorzio.
Il divorzio causa lo scioglimento del matrimonio o la cessazione dei suoi effetti civili, nel caso in cui è stato celebrato un matrimonio concordatario o con rito di una religione diversa da quella cattolica ma riconosciuta dallo Stato italiano).
Solo con il divorzio i coniugi cessano di avere reciproci diritti e doveri sia dal punto di vista personale che patrimoniale con l’unica eccezione di un dovere di assistenza materiale nei confronti dell’ex coniuge economicamente più debole.
Tempo necessario tra separazione e divorzio
La legge italiana prevede che i coniugi, prima di procedere con il divorzio, debbano restare separati per 6 mesi in caso di separazione consensuale e 1 anno in caso di separazione giudiziale.
Il termine decorre, nella prima ipotesi, dall’udienza presidenziale e, nel secondo caso, dal momento in cui il Tribunale dispone la sentenza, anche parziale, sullo status.
Separazione, negoziazione assistita cos’è
Moglie e marito possono chiedere la separazione legale anche senza attendere i tempi della burocrazia dei processi civili, ossia senza recarsi in Tribunale né partecipare ad udienze. Se i coniugi vogliono separarsi consensualmente, infatti, possono avviare la procedura di negoziazione assistita con l’intervento di un Avvocato.
Le parti devono accordarsi su tutte le condizioni relative i loro rapporti personali e patrimoniali, comprese le questioni relative ad un eventuale assegno di mantenimento per il coniuge più debole, e riguardanti i figli.
Separazione con negoziazione assistita: quali tempi?
L’accordo raggiunto deve essere inoltrato alla Procura della Repubblica ed autorizzato dal Pubblico Ministero che concede il nulla osta così da poter essere annotato sull’atto di matrimonio.
La separazione in questo caso si ottiene con tempistiche molto ristrette.
Dopo aver individuato tutte le condizioni, anche economiche, che regoleranno i rapporti tra i coniugi e con i figli l’iter si completa dopo circa un mese (ad eccezione di casi in cui la Procura della Repubblica competente sia eccessivamente carica di fascicoli e quindi ritardi nel rilascio delle autorizzazioni). La separazione ha pieno valore legale e la data certificata di stipulazione dell’accordo dà inizio al periodo richiesto dalla legge per ottenere lo scioglimento del matrimonio.
Cosa succede se i coniugi si riconciliano?
Se il procedimento di separazione non è ancora finito, dovrà essere abbandonato ed il Tribunale non procederà ulteriormente.
Se il procedimento di separazione è giunto al termine i coniugi possono decidere di ricominciare la loro relazione affettiva e la coabitazione che già, di per sé, impedisce il sorgere dei requisiti per chiedere il divorzio, oppure far trascrivere la riconciliazione sull’atto di matrimonio dall’Ufficiale di Stato civile.
Separazione, presupposti per la modifica delle condizioni di separazione
Tutte le condizioni stabilite con la separazione, sia consensuale che giudiziale, possono essere modificate nel caso in cui sopraggiungano giustificati motivi. Il procedimento per modificare le condizioni ha una durata variabile che dipende dal grado di conflittualità tra moglie e marito e dall’eventuale accordo sui cambiamenti da introdurre.
Esistono molteplici casistiche che possono causare una legittima richiesta di modifica delle condizioni di separazione. A titolo esemplificativo possiamo citare alcuni tra i motivi più comuni quali la diminuzione del reddito del coniuge obbligato che potrebbe chiedere un abbassamento proporzionale dell’importo dovuto o, viceversa, un miglioramento delle condizioni patrimoniali che potrebbe spingere chi riceve l’assegno a pretendere un aumento.
Anche in questo caso la procedura può essere consensuale o giudiziale e ricalca quelle appena descritte per ottenere la separazione.
È agevole comprendere, pertanto, che in questi casi l’assistenza legale di un Avvocato esperto in diritto di famiglia sia indispensabile. Ci sono, infatti, molti aspetti da valutare non solo economici e personali, ma anche processuali e probatori che saranno presi in considerazione dal Giudice per la decisione.
È consigliabile avere la consulenza di un Avvocato anche nel caso di una separazione consensuale.
Se la separazione è iniziata come giudiziale, nel caso in cui i coniugi durante il procedimento dovessero trovare ad un accordo, potranno chiedere al Giudice una conversione del rito. Il Tribunale farà un controllo degli accordi raggiunti, e consensualizzerà il procedimento omologando il relativo verbale.
[ Il presente articolo è stato aggiornato ed ampliato in data 10 Luglio 2019 ]