Source: http://regoledelgioco.gazzetta.it/2020/06/02/il-nuovo-regolamento-agenti-sportivi-coni-del-14-maggio-2020-tutto-quello-che-ce-da-sapere/
Timestamp: 2020-07-12 00:18:23+00:00
Document Index: 40063351

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 9']

Il nuovo Regolamento Agenti Sportivi CONI del 14 maggio 2020: tutto quello che c’è da sapere | Le Regole del Gioco
In un periodo estremamente delicato per l’intero movimento sportivo, il legislatore ordinario e quello sportivo non hanno interrotto il continuo processo di intervento normativo relativo alla materia degli agenti sportivi. Ed infatti, già in piena “Fase 1” gli operatori del settore hanno appreso delle modifiche al DPCM del 23 marzo 2018 operato dal Decreto Ministeriale del 24 febbraio 2020. Con deliberazione della Giunta Nazionale n. 127 del 14 maggio 2020, il CONI ha emanato un nuovo Regolamento degli Agenti Sportivi, che sostituisce l’ultima versione del 29 ottobre 2019, con l’obiettivo di recepire e dettagliare all’interno dell’ordinamento sportivo le modifiche operate dal summenzionato DM.
La predetta deliberazione ha portato anche all’emanazione di un Regolamento Disciplinare degli Agenti Sportivi, ovverosia un codice dei procedimenti disciplinari relativi alle violazioni da parte degli agenti sportivi delle disposizioni contenute nel Regolamento degli Agenti Sportivi CONI.
Di seguito, tenteremo di evidenziare sinteticamente le più importanti novità introdotte dal CONI rispetto al precedente assetto regolamentare, seguendo, per quanto possibile, l’ordine progressivo degli articoli del Regolamento degli Agenti Sportivi (di seguito, il “Regolamento”).
(ii) L’estensione dell’oggetto ed ambito di applicazione del Regolamento (art. 1)
Rispetto alla precedente formulazione, il Regolamento ha espressamente esteso il proprio ambito di applicazione andando finalmente a colmare, quantomeno formalmente, il vuoto più evidente che sinora caratterizzava la disciplina degli agenti sportivi in Italia post-deregulation, ovverosia il mancato raccordo con la normativa di derivazione europea con riferimento al riconoscimento professionale dei titoli conseguiti all’estero. In tal senso, l’art. 1.1 ora contiene un espresso riferimento alle Direttive 2005/36/CE e 2013/55/UE, e ai D. Lgs. 13/2013 e 15/2016 ed afferma espressamente che il Regolamento disciplina : “b) i requisiti necessari per lo svolgimento della «professione regolamentata» di «agente sportivo» in Italia; c) l’esercizio delle funzioni attribuite al CONI, nella qualità di autorità italiana incaricata di svolgere il riconoscimento professionale del titolo estero di agente sportivo, di «ente pubblico titolare», nonché di confederazione delle federazioni sportive nazionali, in materia di professione regolamentata di agente sportivo;”
Infine, la nuova lettera d) dell’art. 1.1 inserisce nell’oggetto del Regolamento anche “la disciplina transitoria di adeguamento degli agenti sportivi in attività alla data di entrata in vigore del presente regolamento”. Tale aspetto sarà oggetto di puntuale analisi in un successivo paragrafo.
(iii) Le nuove sezioni del Registro Nazionale (artt. 2, 3 ed 11)
Le modifiche riguardanti l’art. 3.1 del Regolamento rappresentano uno dei momenti più importanti della nuova normativa, dato che le nuove sezioni (da 2 ad 8) del Registro Nazionale specificano, mediante le nuove definizioni inserite nell’art. 2, lo spettro delle diverse categorie di agenti sportivi che possono operare in Italia. Ciò consente un’esposizione organica come segue:
a) sezione agenti sportivi: in questa prima categoria vi rientrano, da un lato, coloro che hanno ottenuto un “titolo abilitativo nazionale”, ora definito all’art. 2 unicamente come il titolo, avente carattere permanente, conseguito in Italia con il superamento dell’esame di abilitazione, ovvero – in virtù dell’equivalenza stabilita espressamente all’art. 11.5 – quello che viene ora definito come “titolo abilitativo di vecchio ordinamento”, e cioè il titolo, avente carattere permanente, conseguito da un agente sportivo secondo le disposizioni della FIFA prima del 31 marzo 2015 ovvero avendo superato relativo esame di abilitazione, dalla FIBA e dalla FIP prima del 31 dicembre 2017;
b) sezione agenti sportivi stabiliti: il principale corollario delle modifiche apportate all’art. 1.1 è stato necessariamente la maggiore specificazione dello status degli agenti stabiliti. In particolare, viene ora espressamente specificato che è agente stabilito colui che è abilitato ad operare in uno Stato UE avendo superato delle “prove equipollenti”, termine che ora ha una inequivocabile definizione, ovverosia quello di esame di abilitazione svolto nello stato diverso dall’Italia e nell’ambito della corrispondente federazione sportiva nazionale di tale Paese, inserito nella ”tabella di equipollenza” deliberata dal CONI (ovverosia, quello che ora viene definito come “titolo abilitativo unionale equipollente”). Tuttavia, ad oggi non risulta ancora pubblicata la deliberazione di questo importantissimo documento, che dirimerà ogni dubbio circa l’equivalenza degli esami abilitativi conseguiti in altri Stati UE;
c) elenco degli agenti sportivi sospesi dall’esercizio professionale per qualsiasi causa, che deve essere indicata;
d) elenco degli agenti sportivi che hanno subito provvedimento disciplinare non più impugnabile, comportante la radiazione;
e) elenco delle società di cui almeno un socio sia agente sportivo, con l’indicazione di tutti i soci, anche se non agenti sportivi, le quali organizzano l’attività in conformità a quanto previsto dall’art. 19;
f) elenco degli agenti sportivi domiciliati: un’altra rilevantissima modifica apportata all’interno del Regolamento, che recepisce quanto indicato nel DM del 24 febbraio, riguarda gli agenti domiciliati. Tale categoria viene ora ampliata in quanto comprende non solo gli agenti abilitati ad operare in Stati extracomunitari, ma anche coloro che sono abilitati ad operare negli Stati-UE ma in cui non vi è un “titolo abilitativo unionale equipollente”. Ai sensi dei nuovi art. 21, commi 10 e 11, per poter operare in Italia, tali soggetti devono dimostrare: (i) di avere conseguito il predetto titolo, (ii) di essere regolarmente iscritti presso i Registri di provenienza e (iii) di essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 4, comma 1, lettere b), c), d), e), f), g), h), i), l), m). Prima della sottoscrizione dei mandati, tali agenti sportivi hanno l’obbligo, pena la nullità del contratto di mandato di cui al presente articolo, di eleggere domicilio, per la durata di un anno da tale elezione, presso un agente sportivo italiano o stabilito, che è tenuto ad operare secondo le istruzioni del domiciliante;
g) elenco degli agenti sportivi che necessitano di misure compensative: questa sezione del Registro Nazionale risulta essere quella di più difficile interpretazione, alla luce del nuovo assetto regolamentare. Il Regolamento inserisce ora la definizione di “misura compensativa”, ovverosia l’attività richiesta per il riconoscimento del titolo professionale abilitante all’esercizio di un’attività professionale conseguito in uno Stato membro dell’Unione europea, consistente, a scelta dell’interessato, in una prova attitudinale (istituto di cui però non viene ancora data ancora disciplina) o in un tirocinio di adattamento non superiore a tre anni. Pertanto, la misura compensativa sembrerebbe proprio rivolgersi ai soggetti abilitati in uno Stato UE che però non hanno un “titolo abilitativo unionale equipollente” i quali, però, come detto, possono comunque operare mediante domiciliazione in Italia. Quindi, la “necessità” di tali misure compensative sembrerebbe non riguardare tanto la possibilità per questi soggetti di operare in toto in Italia, dato che ciò sarebbe possibile grazie alla forma della domiciliazione, ma quella di operare senza necessariamente domiciliarsi. A suggerire, tuttavia, che tale elenco sembrerebbe unicamente riferirsi ai predetti soggetti che sono già iscritti all’interno del Registro Nazionale vi è l’importante eccezione in tema di domiciliazione contenuta all’art. 23 comma 1, di cui si dirà in seguito.
h) elenco degli agenti sportivi presso i quali svolgere la misura compensativa del tirocinio: oltre ad essere una delle due possibili misure compensative già sopra analizzate, l’istituto del tirocinio si pone come alternativa nel requisito posto dall’art. 13.1 lettera j) per l’ammissione alla prova generale dell’esame di abilitazione. È proprio questa norma a dare la definizione degli agenti presso cui svolgere il tirocinio, ovverosia l’”agente sportivo che eserciti l’attività effettivamente e regolarmente”. L’esercizio effettivo e regolare dell’attività dell’agente sportivo è comprovato dal conferimento di almeno cinque incarichi all’anno per tre anni consecutivi nell’ambito della medesima federazione sportiva nazionale professionistica”.
(iv) Requisiti, termini e modalità di iscrizione al Registro Nazionale (artt. 4 e 5)
L’art. 4, comma 1, che dispone i requisiti soggettivi per l’iscrizione (ed ora espressamente anche del mantenimento della stessa) al Registro Nazionale è stato maggiormente dettagliato. Ad esempio, tra i requisiti di cui alla lettera (a) è stato specificato che l’agente sportivo non deve essere soggetto a liquidazione giudiziale e, per ciò che concerne l’assenza di sanzioni disciplinari (lettera (h)), oltre a quelle in corso all’interno della Federazione presso cui si intende operare vengono ora richiamate anche le sanzioni di durata pari o superiore a cinque anni irrogate da altra Federazione.
L’art. 4, comma 2, in relazione alle modalità di iscrizione al Registro Nazionale degli agenti stabiliti, torna nella sostanza alla formulazione precedente a quella dell’ultima versione del Regolamento, ovverosia che è compito della federazione sportiva nazionale verificare il possesso dei requisiti di cui al precedente comma 1, la quale invierà una comunicazione positiva (se tutti i requisiti verranno rispettati) al CONI, che poi provvederà ad iscrivere l’agente al Registro Nazionale.
Per ciò che concerne le modalità di iscrizione al Registro Nazionale, si evidenziano due importanti novità. La prima riguarda l’introduzione di un “disciplinare tecnico” che conterrà le specifiche tecnico-operative del funzionamento del processo telematico relativo alla tenuta e all’aggiornamento del Registro Nazionale. In secondo luogo, viene in rilievo la modifica alla finestra annuale del periodo di iscrizione presso il Registro Nazionale, che da adesso è limitata all’anno solare in cui è effettuata l’iscrizione.
Da questo punto di vista, è importante evidenziare quanto indicato nella norma transitoria dell’art. 25, comma 5, secondo cui le iscrizioni al Registro nazionale, effettuate nel corso del 2019 ovvero sino all’entrata in vigore del presente Regolamento, hanno validità fino al 31 dicembre 2020, a condizione che siano versati diritti di segreteria pari a 250,00 euro e sia estesa altresì, ove necessario, la durata della polizza assicurativa. In tal senso, aldilà della non felicissima formulazione della norma, si ritiene che coloro che siano iscritti nell’anno 2020 non debbano procedere a pagare i predetti diritti di segreteria, in quanto tale pagamento è stato già effettuato proprio in virtù di detta iscrizione.
In ogni caso, tale modifica risulta essere sostanzialmente molto rilevante per gli agenti sportivi iscritti nel 2019, nel senso che, ad un’interpretazione letterale della norma, l’entrata in vigore del Regolamento ha per loro comportato l’impossibilità ad operare fintantoché non procederanno a pagare i diritti di segreteria.
(v) La validità del giudizio di idoneità della prova generale dell’esame (art. 16, comma 3)
Come già noto agli operatori del settore, tra le più rilevanti novità introdotte dalla normativa degli agenti sportivi in Italia a partire dal DPCM. del 23 marzo 2018 vi è l’introduzione di un doppio livello di esame di abilitazione. Un primo livello è costituito dalla prova generale che si svolge presso il CONI la quale, una volta superata, consente l’accesso alla prova speciale organizzata presso la federazione sportiva nazionale professionistica presso cui l’agente sportivo intende operare. Pertanto, può capitare che un candidato superi la prova generale ma non quella speciale. L’introduzione della norma di cui all’art. 16.3 chiarisce finalmente che il giudizio di idoneità alla prova generale dell’esame di abilitazione nazionale ha validità biennale ed è requisito per l’ammissione alla prova speciale dell’esame di abilitazione nazionale.
(vi) Incompatibilità e conflitto di interessi (art. 18)
Tra le diverse modifiche all’art. 18 in materia di incompatibilità e conflitto di interessi, evidenziamo le seguenti:
(a) comma 3, la platea dei soggetti che rappresentano casi di incompatibilità della professione regolamentata di agente sportivo è stata estesa anche ai lavoratori dell’Istituto per il Credito Sportivo, alle società partecipate dal Ministero dell’Economia e Finanze e, più in generale a tutti gli enti che producono servizi di interesse generale a favore dello sport;
(b) comma 6: i contratti sottoscritti in conflitto di interesse, come delineati dai commi 4 e 5, non sono più nulli, ma annullabili.
(vii) Nullità del solo contratto di mandato e non del contratto intermediato in caso di falsus agente sportivo (art. 21.6)
L’art. 21.6 del Regolamento recepisce l’importantissima novità stabilita dall’art. 7 del DM dello scorso 24 febbraio, ovverosia che, fatte salve le competenze professionali riconosciute per legge, nonché quanto previsto dall’articolo 348 del codice penale (trattasi del reato di abusivo esercizio di una professione), l’intervento a qualsiasi titolo di soggetti non iscritti al Registro nazionale degli agenti sportivi, ora non è più causa dei contratti oggetto dell’intermediazione del falsus agente sportivo, ma unicamente del contratto di mandato tra la società o l’atleta ed il falsus agente sportivo.
(viii) Il “particolare” regime transitorio di domiciliazione degli agenti sportivi UE senza titolo equipollente (art. 23, commi 1, 2 e 3)
Come anticipato al precedente paragrafo (iii), il Regolamento dedica un particolare regime agli agenti sportivi iscritti alla sezione agenti sportivi stabiliti del Registro nazionale prima dell’entrata in vigore del presente Regolamento, ma privi di titolo abilitativo unionale equipollente.
L’art. 23, comma 1 prevede che “Fermo restando, su istanza dell’interessato, il riconoscimento professionale attraverso misure compensative” per questi si applica un particolare regime di domiciliazione di cui al successivo comma 3 che si esporrà a breve. Il comma 2 del predetto articolo, invece, stabilisce che i contratti di mandato sottoscritti dai questi soggetti, purché depositati presso le federazioni sportive nazionali professionistiche alla data di entrata in vigore del Regolamento, conservano efficacia fino alla loro naturale scadenza, e comunque per un periodo massimo di due anni dal loro deposito, escludendone il rinnovo tacito.
Per quanto riguarda la disciplina di questo particolare regime di domiciliazione, il comma 3 esordisce affermando che allo stesso possono “fare ricorso esclusivamente il domiciliante che sia residente da prima del 1° gennaio 2018 o da almeno 5 anni nel Paese presso il cui elenco federale è registrato, deve essere effettuata”. Di fatti, per coloro che non possiedono questo requisito relativo alla residenza (a dire il vero, non previsto neanche dal DM 24 febbraio), l’entrata in vigore del Regolamento rappresenterebbe l’impossibilità ad operare sine die, dato che non è stata ancora introdotta una disciplina relativa alle prove attitudinali, ovverosia una delle due alternative misure compensative.
In ogni caso, tale “domiciliazione speciale” differisce da quella ordinaria ex art. 21., comma 11, in quanto, innanzitutto, deve essere fatta per ogni operazione (e non una tantum con validità annuale), dopodiché sono imposti i seguenti ulteriori obblighi: (a) obbligo di deposito dell’accordo di collaborazione professionale tra domiciliante e domiciliatario; (b) l’obbligo del domiciliante di pagare i corrispettivi dovuti al domiciliatario, a sua volta tenuto al versamento dei relativi oneri al fisco italiano e della remunerazione al domiciliante secondo i termini e le modalità riportate nell’accordo di collaborazione professionale; c) la responsabilità anche del domiciliatario per violazioni o irregolarità compiute dal domiciliante; d) l’obbligo per il domiciliante di superare la specifica attività formativa, anche in e-learning, stabilita dalla Commissione CONI agenti sportivi, al fine di assicurare nell’esercizio della professione il principio di competenza a vantaggio dell’interesse pubblico alla corretta prestazione professionale.
(ix) L’introduzione della figura del RUP (art. 24)
Un ultimo aspetto meritevole di attenzione è l’introduzione della figura del Responsabile Unico del Procedimento, che dovrà essere nominato dal CONI allo scopo di garantire e vigilare sul regolare svolgimento dei procedimenti amministrativi di cui al Regolamento, attraverso: a) la valutazione, ai fini istruttori o successiva, delle condizioni di ammissibilità e dei requisiti inerenti all’iscrizione al Registro ed ogni fase connessa e/o successiva, nonché l’accreditamento dei corsi di formazione; b) la verifica dello svolgimento dell’esame di abilitazione; c) la richiesta, ove necessario, di idonea integrazione documentale; d) la cura delle comunicazioni e delle pubblicazioni inerenti agli indicati procedimenti; e) la trasmissione degli atti alla Commissione CONI agenti sportivi, a seguito dell’istanza degli interessati, per l’adozione dei provvedimenti di competenza; f) proposte di modifiche della normativa richiamata.
(x) Conclusione
Alla luce di tutto quanto sopra, riteniamo che il Regolamento abbia introdotto delle modifiche molto rilevanti all’interno del panorama normativo in materia di agenti sportivi, e in rapporto al Decreto Ministeriale del 24 febbraio 2020, quantomeno in alcune parti, sembrerebbe aver attuato qualcosa di più di un mero recepimento di dette disposizioni. In ogni caso, va evidenziata, da un lato, l’incompletezza del Regolamento, il quale dovrà necessariamente essere integrato dalla disciplina delle “tabelle di equipollenza” e del “disciplinare tecnico”, che lo stesso regolamento demanda all’art. 25, comma 4 ad una deliberazione del Presidente del CONI (la quale, tuttavia, non risulta ancora pubblicata), nonché da un auspicabile aggiornamento delle F.A.Q. pubblicato sul sito istituzionale del CONI con riferimento alla disciplina oggetto di analisi. Inoltre, toccherà ora alle Federazioni professionistiche recepire all’interno dei propri regolamenti le novità sopra descritte. In particolare, per quanto riguarda il Regolamento FIGC degli Agenti Sportivi, sarà oggetto di necessario coordinamento la nuova disciplina sulla domiciliazione, dal momento che all’art. 9 tale istituto è disciplinato unicamente in relazione ai cittadini extracomunitari.
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 8 mesi fa, user_14477491
 8 mesi fa, Paolo Marsilio e Gianluca Medina