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Timestamp: 2016-10-27 22:47:33+00:00
Document Index: 44147829

Matched Legal Cases: ['art. 58', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 26', 'art. 134']

H 16/03 (03.02.2004)
per decisione 15 luglio 2002, avente effetto dal 1� gennaio 1997, la Cassa svizzera di compensazione ha riconosciuto alla cittadina italiana A.________, nata nel 1921, una rendita vedovile ordinaria di fr. 1303.- mensili, poi aumentata in seguito a fr. 1316.- e 1348.-,
per provvedimento 24 ottobre 2002, reso pendente lite ai sensi dell'art. 58 PA, la Cassa di compensazione, riesaminato l'incarto, ha attribuito all'insorgente una rendita semplice ordinaria di vecchiaia di fr. 1587.- mensili a decorrere dal 1� giugno 1995, prestazione successivamente aumentata a fr. 1628.- e 1645.-,
con una seconda decisione di medesima data, avente effetto dal 1� gennaio 2001, l'interessata � stata posta al beneficio di una prestazione di vecchiaia di fr. 1683.-,
per pronuncia 6 dicembre 2002 l'autorit� giudiziaria commissionale, preso atto del ritiro del ricorso, ha stralciato la causa dai ruoli,
nella misura in cui la ricorrente contesta la validit� della propria dichiarazione di ritiro la Cassa di compensazione si astiene da una presa di posizione,
conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni il ritiro di un ricorso pu� avere luogo solo mediante una dichiarazione esplicita, chiara e incondizionata dell'interessato (cfr. DTF 119 V 38 consid. 1b),
di massima il ritiro del gravame � irrevocabile e pone immediatamente fine alla lite anche se fu fatto per errore, la relativa decisione di stralcio dai ruoli della causa essendo puramente dichiarativa, ferma restando comunque la sua impugnabilit� per vizio della volont� (cfr. DTF 109 V 237 consid. 3),
secondo giurisprudenza, nella procedura giudiziaria amministrativa possono essere oggetto di esame e di giudizio, di principio, solo quei rapporti giuridici in merito ai quali l'autorit� amministrativa competente si � in precedenza pronunciata in maniera vincolante sotto forma di decisione, di modo che essa decisione determina l'oggetto della lite che pu� essere impugnato in via di ricorso,
per contro, nella misura in cui nessuna decisione � stata emanata, manca l'oggetto della lite e un giudizio sul merito non pu� essere pronunciato (cfr. DTF 125 V 414 consid. 1a),
tale principio, pi� volte confermato, tollera tuttavia delle eccezioni, segnatamente in presenza di atti od omissioni illeciti e colposi dell'amministrazione,
a titolo abbondanziale si pu� aggiungere che, secondo l'art. 26 cpv. 2 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), entrata in vigore il 1� gennaio 2003 e pertanto non applicabile in concreto ratione temporis (cfr. DTF/127 V 467 consid. 1), sempre che l'assicurato si sia pienamente attenuto all'obbligo di collaborare, l'assicurazione sociale deve interessi di mora sulle sue prestazioni dopo 24 mesi dalla nascita del diritto, ma al pi� presto 12 mesi dopo che si � fatto valere il diritto,
la Cassa di compensazione, alla quale gli atti sono ritrasmessi, dovr� ora pronunciarsi sulla pretesa d'interessi avanzata dalla ricorrente mediante scritto 15 novembre 2002 e decidere, nella forma di un provvedimento impugnabile, se in concreto siano dati i presupposti per ammettere l'esistenza di una simile evenienza,
trattandosi nel caso di specie di questione puramente processuale e non gi� relativa all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni assicurative ai sensi dell'art. 134 OG, la procedura � onerosa,
Gli atti sono trasmessi all'amministrazione perch� statuisca sulla pretesa d'interessi di mora avanzata dall'assicurata, conformemente ai considerandi.