Source: http://www.cobasscuolasardegna.it/faqs/
Timestamp: 2019-07-18 13:44:40+00:00
Document Index: 127200160

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 88', 'art. 39', 'art. 14', 'art. 5', 'art.13', 'art15', 'art. 15', 'art. 13', 'art 13', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 6']

Faq | cobasscuolasardegna
Fondo Istituto (2)
Contrattazione: alcune regole
Nella mia scuola non si è ancora chiusa la contrattazione, tutto ruota sulla faccenda delle supplenze temporanee: la preside non vuole mettere nessun limite e vorrebbe continuare a smistare a suo piacimento le classi. Ci sono solo 2 RSU + ho un’assemblea affollata che all’unanimità sostiene la nostra posizione + RSU CGIL con me contro il suo provinciale. I Confederali vogliono un’altra assemblea, vedremo che succede, vorrei però andare avendo chiare alcune cose.
La preside ha detto che se non firmo, lei non farà decreto dirigenziale; chiedo:
1) L’eventuale decreto dirigenziale riguarderebbe solo la parte economica o anche quella normativa?
2) Nel caso non si firmi il contratto e la preside non faccia il decreto, è in vigore la parte normativa dello scorso anno o dopo un tot di anni decade anche quella? Che succede in questo caso? La scuola è senza contratto?
3) Se le RSU non firmano e la preside non fa decreto dirigenziale, che si fa con il FIS? E con le attività già svolte e gli straordinari già lavorati?
4) Quanto tempo ha la preside per fare decreto dirigenziale?
5) La preside che faccia decreto dirigenziale su parte economica, può decidere di pagare solo alcuni e non altri?
6) Se le RSU non firmano il contratto e la preside fa decreto dirigenziale, poi le RSU hanno diritto di partecipare alle fasi successive di verifica sul FIS?
Seguo l’ordine incalzante delle domande:
1) L’eventuale decreto dirigenziale riguarderebbe solo la parte economica o anche quella normativa? Questo non possiamo dirlo, dipende dai consigli che daranno alla tua ds. Forse ne approfitta per riportare tutto al decreto brunetta, cioè rideterminando unilateralmente anche la parte relativa all’organizzazione del lavoro.
2) Nel caso non si firmi il contratto e la preside non faccia il decreto, è in vigore la parte normativa dello scorso anno o dopo un tot di anni decade anche quella? Che succede in questo caso? La scuola è senza contratto? La scuole resta con tutti i contratti precedenti che restano in vigore sino a nuovo contratto.
Il ds deve pagare tutte le attività deliberate e svolte, e tutti gli incarichi dati e svolti. Il lavoratore che ha prestato l’opera ha titolo di credito per essere pagato, con o senza le rsu. se non viene pagato, può chiedere il pagamentoal giudice con decreto ingiuntivo di pagamento.
4) Quanto tempo ha la preside per fare decreto dirigenziale? Non vi sono tempi, se non quelli della contrattazione, che sono ampiamente scaduti. Quindi, visto che non ha più controparti, può farlo anche alla fine dell’anno. Con comodo. Nel frattempo, le rsu possono valutare se vi siano gli estremi per un ricorso per attività antisindacale.
No, deve pagare tutte le attività svolte, per le ragioni che ho esposto nella risposta 3.
6) Se le RSU non firmano il contratto e la preside fa decreto dirigenziale, poi le RSU hanno diritto di partecipare alle fasi successive di verifica sul FIS? Sì.
Andrea-Cagliari
Ore al verbalizzante del Consiglio di istituto
Nella contrattazione del mio Istituto si pagano 20 Ore al verbalizzante del C.d Istituto. É corretto? Tra l altro spesso mi capita di inviarle integrazioni ai miei interventi perché non sempre scrive ciò che dico io
il verbalizzante del Consiglio d’Istituto non è un/una collega scelta/o dal DS come in Collegio dei Docenti ma uno dei componenti che può essere un docente ma anche un genitore o un ATA.
Il segretario del Consiglio, come previsto dal comma 11 dell’art. 8 del D.L.vo n° 297/1994, è nominato dal Presidente (e non dal DS).
Io ritengo che, quindi, trattandosi di funzione elettiva (quindi volontaria) l’attività di verbalizzante non debba essere retribuita anche perché parrebbe strano che se in una seduta il verbale lo fa un docente è retribuito e se invece lo fa un genitore lo fa aggratis.
Pare brutto no?
Io propenderei, quindi, per non prevedere alcuna retribuzione anche perché questa attività non è una di quelle retribuibili ex art. 88 del CCNL Scuola.
Nella compilazione delle domande di istituto, si può indicare lo stesso servizio per più di una graduatoria? Nello specifico se si è fatto valere il servizio al 100% nelle graduatorie ad esaurimento per la scuola primaria, si può indicare lo stesso servizio nella domanda in seconda fascia per la scuola dell’infanzia?
Tabella A lettera B3-G2
il servizio prestato nelle scuole statali o paritarie o nei percorsi di formazione professionale di cui al capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, in classe di concorso o posto di insegnamento diverso da quello cui si riferisce la graduatoria è valutato nella misura del 50 per cento del punteggio previsto al punto B.1), a decorrere dall’a.s. 2003/04
G3 il servizio prestato nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e in qualità di personale educativo è valutabile esclusivamente per le graduatorie relative a tali tipi di scuole o di attività
Quesito terza fascia
Sono una laureata magistrale in lingue e letterature straniere. Il mio dubbio riguarda la pag. 4, sezione A1 lettera D: dopo aver inserito tutti i dati relativi alla laurea magistrale mi viene chiesto di fare un elenco dei requisiti minimi in crediti, che nel mio caso corrisponderebbe a 36 CFU per lingua, 24 CFU per letteratura e 12 CFU per linguistica. Io mi sto inserendo per le seguenti classi di concorso: A345 e A346 (INGLESE) e A445 e A446 (SPAGNOLO) e adesso le porgo le seguenti domande:
1) Nella graduatoria sottostante la lettera D, devo inserire per ogni classe di concorso tutte le materie relative ai suddetti requisiti minimi e quindi ripetere il procedimento praticamente 4 volte o basta inserire i CFU di linguistica dato che per noi di lingue c’è, sotto la lista delle graduatorie, una casella in cui tacciandola autodichiari di aver conseguito i crediti di lingua e letteratura?
2) Per quanto riguarda i 12 CFU di linguistica, io ho raggiunto tale punteggio attraverso due esami, uno da 10 CFU e un altro da 4 con settore scientifico disciplinare rispettivamente LIN-02 e LIN-01. Quindi la mia domanda è: devo accorparli sotto un’unica dicitura o devo specificarli separatamente?
per quanto rigurda la prima domanda puoi fare entrambe le cose. Per semplicità puoi però barrare la voce specifica per i vostri insegnamento (autodichiarazione 36+24 crediti) in fondo all’elenco CFU. Riguardo i 12 CFU di linguistica dichiara separatamente i due insegnamenti (10+4 crediti) per tutte le graduatorie.
Quesito terza fascia (2)
Relativamente all’inserimento in graduatoria di terza fascia per l’insegnamento, vorrei porre il seguente quesito:
È possibile avere accesso alla classe di concorso per lingua straniera inglese, francese e civiltà inglese e francese non avendo l’annualità di linguistica generale o glottodidattica nel piano di studi?
Sono laureata in lingue e letterature straniere moderne, vecchio ordinamento. Il 50 % del piano di studi era obbligatorio e comprendeva l’esame di glottologia
lì incida i titoli validi per tutte le classi di concorso con l’indicazione degli eventuali esami richiesti per ogni classe di concorso
valutazione servizio da inserire nella 2 fascia della scuola primaria
Vorrei sapere se il servizio prestato nella scuola dell’infanzia,
essendo inserita nella GAE (scuola dell’infanzia) ed in cui viene valutato al 100% posso inserirlo anche nella graduatoria di istituto di 2 fascia della scuola primaria , però valutato al 50%(ovviamente).
Tabella A lettera B3-G2-G3
g3- il servizio prestato nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e in qualità di personale educativo è valutabile esclusivamente per le graduatorie relative a tali tipi di scuole o di attività;
Iscrizione al Tfa
Vorrei un’informazione circa l’iscrizione al tfa.
Mi sono iscritta online al sito cineca.it e al sito del politecnico di Bari.
Prima di effettuare il versamento vorrei aver conferma di poter effettuare l’iscrizione poichè tra le discipline giuridiche inserite nell’elenco del tfa ci sono alcune che non corrispondono con il programma di studi di giurisprudenza magistrale. Nel corso di studi di giurisprudenza magistrale è previsto solo un esame di economia politica, mentre tra le materie richieste per il tfa A019 sono presenti esami che non fanno parte del mio corso di studi. Ho chiamato l’ufficio scolastico regionale di Bari ma non ho potuto parlare con il referente che si occupa del tfa perchè non era in ufficio. Ho parlato con qualcuno che mi ha detto che probabilmente per iscriversi è necessario sostenere esami integrativi di economia politica.
Vorrei, quindi, sapere se posso procedere con l’iscrizione o meno.
per insegnare nella classe A019 occorrono queste materie:
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/PRTA-TitoliAccesso/ricercatitoliperclasse.action
qui un intervento di orizzonte scuola che entra nello specifico e che condivido
http://diventareinsegnanti.orizzontescuola.it/2014/05/29/tfa-titoli-di-accesso-e-posti-disponili-per-la-classe-a019-discipline-giuridiche-ed-economiche-2/
Sostegno part time ed esami terza media
“Sono un’insegnante di sostegno della scuola media, di ruolo da circa 20 anni. Da 4 anni sono in contratto PART-TIME, svolgo quindi 9 ore settimanali di lezione frontale e 40 annuali (20+20) di attività funzionali all’insegnamento;e percepisco, naturalmente, la metà dello stipendio full-time.Anche quest’anno, come quello scorso, essendomi stata assegnata una classe terza con relativo alunno, mi ritroverò ad affrontare il lungo ed impegnativo periodo degli esami recandomi a scuola per più di due settimane ogni giorno per 5 ore (nella scuola media l’insegnante di sostegno è tenuto a seguire l’alunno in ogni materia, quindi io sarò presente ad assistere/vigilare per tutti gli scritti, invalsi compresi (l’anno scorso nella mia scuola, in un giorno solo, tra somministrazione di prove e correzione e tabulazione informatica degli elaborati, ho svolto 9 ore di lavoro), e per tutti gli orali.
Il mio quesito: è possibile che non esista una normativa per cui l’insegnante di SOSTEGNO della scuola MEDIA, con contratto PART-TIME (ho chiesto il part-time, sacrificando il mio stipendio e i sogni di una dignitosa pensione perché ho bisogno di TEMPO)non abbia il diritto di essere almeno retribuito per le innumerevoli ore in eccedenza durante il periodo degli esami?In media, sono previste anche per quest’anno scolastico, circa 25 ore settimanali contro le mie 9 settimanali come da contratto.
(premetto che le 20+20 ore di attività funzionali all’insegnamento, qualora gli impegni obbligatori d’esame dovessero rientrare in quelle, le ho svolte tutte durante l’anno scolastico, non assentandomi mai a nessuna occasione)
Se non erro, ai docenti con contratto part-time della scuola secondaria di secondo grado che svolgono gli esami di maturità, è garantito per il periodo degli esami, lo stipendio full-time; e per la scuola media?”
La normativa esistente, diciamo così, fa riferimento solo alla scuola secondaria di secondo grado.
Però l’associazione nazionale presidi su esprime in questo modo: Premesso che, ai sensi dell’art. 39/7 del CCNL/2007, il tempo parziale verticale è quello che si articola nella prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di determinati periodi dell’anno, la richiesta del dirigente a un docente in part time di sostituire un collega di materia durante tutto il periodo di svolgimento degli esami di licenza media è legittima. Per tale periodo al docente viene ripristinato il contratto a tempo pieno, in analogia con quanto avviene per gli esami di Stato della scuola secondaria di II grado, ai sensi dell’art. 14/2 del D.M. n. 6 del 17/01/2007: “Qualora vengano nominati, i docenti con rapporto di lavoro a tempo parziale sono tenuti a prestare servizio secondo l’orario previsto per il rapporto di lavoro a tempo pieno e ai medesimi vengono corrisposti, per il periodo dell’effettiva partecipazione agli esami, la stessa retribuzione e lo stesso trattamento economico che percepirebbero senza la riduzione dell’attività lavorativa”.
Dunque se non verrà retribuita a tempo pieno, andrà diffidata la scuola
Attribuzione seggi RSU
Vorrei un chiarimento : scuola con meno di 200 elettori, da attribuire 3seggi,che cosa succede se dopo aver attribuito 2 seggi , il terzo seggio risulterebbe da attribuire ad una lista che non ha più candidati ? La RSU risulta composta da solo 2 persone oppure si attribuisce il seggio alla lista che tra le restanti ha ricevuto il maggior numero di voti o di resti ?
Se per esempio una lista ha un candidato e gli spettano due rsu, viene eletta solo una rsu di quella lista. La seconda va alla seconda lista.
L’altro seggio resta vuoto. Non si attribuisce mai un seggio vinto da una lista ad un’altra lista. Questo vale anche per le eventuali surroghe, quando una rsu decade. Non può avvenire che decaduta una rsu cobas, subentra una cgil. Di fatto nelle scuole è avvenuto anche questo. Ma è normale, la logica arriva molto tardi nella maturità dei popoli e in alcuni casi non arriva mai. La pratica vale sempre di più. Basta che funzioni, come diceva allegramente Woody Allen.
Sono obbligatori i corsi sulla sicurezza ?
Risposta …………..
Visione del registro in assenza del docente
Il Dirigente può mostrare ai genitori che ne facciano richiesta i voti del proprio figlio contenuti nel registro personale di un prof. in sua assenza ?
Dipende da come interpretiamo il registro: è un atto pubblico o un quaderno di appunti personali, come un diario? La questione è controversa, un collega aveva trovato che ci sono sentenze di cassazione contrastanti sulla connotazione del registro personale come atto pubblico. Io credo che, dopo tutte le norme sulla trasparenza, sia ragionevole interpretare il registro come atto pubblico, piuttosto che come quaderno di appunti del docente. In questo caso, credo che in assenza del titolare, per la legge sulla trasparenza, la dirigente possa mostrare il registro relativamente ai voti e assenze del figlio del genitore che lo richieda. La dirigente avrebbe espletato un atto dovuto e non si potrebbe recriminare.
Una docente ha (fondati) dubbi sulla dichiarazione fatta da una collega per la graduatoria interno di istituto e già la collega ha dovuto ammettere di aver sbagliato qualcosina. Ho suggerito di fare richiesta di accesso agli atti. Le domande: 1. La richiesta di accesso agli atti si può fare anche se sono scaduti i 5 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie di istituto? (credo di sì, sbaglio?); 2. Se eventualmente viene fuori qualcosa che non va, ma sono passati 5 giorni, che succede alla graduatoria interna? Deve essere rivista?
In teoria si può procedere lo stesso ad un ricorso, ma è ovvio che si va incontro ad un’obiezione di tipo formale che può fare l’Amministrazione. Tuttavia in generale i giudici del lavoro entrano nella sostanza della vertenza. Se una collega ha un punteggio errato, deve essere rettificato. E così dovrebbe operare sempre l’Amministrazione pubblica, anche quando i termini fossero scaduti. Dovrebbe, ma non opera così. Rispondo ai questi nell’ordine:
1. La richiesta di accesso agli atti si può fare anche se sono scaduti i 5 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie di istituto?
Sì, per i motivi che ho detto sopra: si può fare richiesta di accesso agli atti perché si ha diritto ad impugnare il provvedimento, se viziato da un errore.
2. Se eventualmente viene fuori qualcosa che non va, ma sono passati 5 giorni, che succede alla graduatoria interna? Deve essere rivista?
Il dirigente dovrebbe procedere alla rettifica, in regime di autotutela, tanto più se esiste l’oggettiva possibilità di un ricorso di un collega che subisce un danno per l’errore nel punteggio. Se si attiene ai termini formali, può non procedere, aspettando che qualcuno faccia ricorso: spesso i dirigenti fanno così, perché sperano sempre che i lavoratori non abbiano tempo e voglia di lottare.
Andrea – Cagliari
Collegio docenti – Varie ed eventuali
nell’ordine del giorno di un collegio può mancare il punto varie ed eventuali? se manca è necessario chiedere un tale inserimento con almeno i 2/3 delle firme?
Il punto varie ed eventuali è un punto generico, sul quale si possono fare comunicazioni, non delibere. Quindi se manca qualcosa che si vuole inserire, bisogna indicare esattamente il punto (scrutini, progetto X, colloqui, piano delle attività, ecc.) raccogliendo sotto la richiesta 1/3 delle firme dei membri del collegio.
secondo un’informazione indefinita, una recente normativa (posteriore al CCNL 2006/09) ha apportato variazioni alla fruizione delle ferie da parte dei docenti. Ai sensi di un art. 5 (non meglio identificato) la fruibilità delle 6 giornate lavorative, di cui all’art.13.9 CCNL 2006/2009, non è più subordinata all’assenza di oneri aggiuntivi per l’Amministrazione e, soprattutto, la concessione non è più soggetta alla discrezionalità del Dirigente. Ho letto le varie sentenze che contestano tale discrezionalità, per i permessi retribuiti, di cui all.art15 stesso CCNL, ma mi sembrano tutte riferite solo ai tre giorni indicati nello stesso articolo 15. Tuttavia il già citato art. 15, parte finale del comma 2 recita: “Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma” Forse quell’informazione indefinita si riferiva a questo? Potreste darmene un’interpretazione corretta? Pare assurdo che uno stesso contratto ponga delle condizioni, alla fruibilità di permessi in un suo articolo (art 13,comma9) ed immediatamente dopo, le prescinda.
La concessione delle ferie non è subordinata ad alcuna discrezione se le ferie sono richieste per motivi personali o familiari documentati, anche autocertificati, cioè per gli stessi motivi per i quali si ha diritto a fruire di tre giorni di permesso durante l’attività didattica. E in quesi casi permessi e ferie possono comportare oneri per lo stato per sostituire i docenti assenti. Questo dice la lettura combinata dei due articoli 13 e 15 citati da Piera. I giudici hanno ribadito che sbagliano i dirigenti che non concedono i permessi retribuiti (e quindi anche le ferie richieste per motivi personali o familiari documentati) in quanto in quel caso permessi e ferie “sono concessi a domanda”.
Il problema nella pratica è che non sempre i motivi per cui vengono richiesti i permessi sono “confessabili”: il collega che va a divorziare in tribunale potrebbe non avere piacere di dirlo al dirigente e non indicarlo nella domanda di ferie o permesso retribuito. Però, se vuole mettersi al sicuro, lo deve dire. Se la sua motivazione è generica e non documentata, il dirigente rigido gli dice no. Questo problema, lo dico dopo tanti anni, non è resolubile definitivamente.
Assegnazione provvisoria docenti
dovrei conoscere le caratteristiche delle assegnazioni provvisorie, ossia chi la può richiedere e per quali motivi, potreste indicarmi la normativa di riferimento?
Assegnazione provvisoria: è normata dall’ordinanza sulle utilizzazioni che ogni anno esce tra giugno e luglio: dal 1995 sino al 2011, era un contratto specifico a regolare la cosa, ora, in applicazione del Decreto 150/2009 (il c.d. Brunetta) il MIUR ha emanato un’ordinanza unilaterale.
qui sotto riporto l’estratto dell’articolo 7 che indica le condizioni per richiedere l’assegnazione provvisoria.
Andrea -Cagliari
Art. 7 – Assegnazioni provvisorie personale docente
1. L’assegnazione provvisoria può essere richiesta per una sola provincia, per il numero di sedi previsto per i trasferimenti, oltre che per il posto o classe di concorso di titolarità, anche per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione per i quali si riscontri il possesso del titolo valido per la mobilità professionale come disciplinato dall’art. 3 del C.C.N.I. del 20.12.2007. La richiesta di assegnazione provvisoria per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione è aggiuntiva rispetto a quella relativa al proprio posto o classe di concorso di titolarità. Resta fermo il vincolo quinquennale per posti di sostegno, di tipo speciale o ad indirizzo didattico differenziato (1) e che l’assegnazione provvisoria nell’ambito dello stesso grado o classe di concorso precede quella dei titolari tra gradi diversi o classi di concorso, secondo l’ordine previsto ai punti 38 e 44 della sequenza operativa di cui all’allegato 3.
– ricongiungimento al coniuge o al convivente, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica;
– gravi esigenze di salute del richiedente comprovate da certificazione sanitaria; – ricongiungimento ai genitori;
2. Non sono consentite assegnazioni provvisorie per grado di istruzione diverso da quello di appartenenza nei confronti del personale che non abbia superato il periodo di prova. Non sono, altresì, consentite le assegnazioni provvisorie di sede nei confronti di personale di prima nomina. Per personale di prima nomina si intende il personale scolastico assunto a tempo indeterminato lo stesso anno in cui si effettuano le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie
3. In base a quanto disposto nell’art. 2 comma 2 del C.C.N.I. del 22.02.2011, può partecipare all’assegnazione provvisoria anche in altra provincia, per i soli motivi indicati nel precedente comma 1, tutto il personale docente assunto con decorrenza giuridica antecedente all’anno scolastico in cui si effettuano le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria. Pertanto, per l’a.s. 2011/2012, possono chiedere l’assegnazione provvisoria anche coloro che sono stati assunti nell’anno scolastico 2010/2011, ivi compreso il personale docente della provincia di Trento qualora beneficiario delle precedenze di cui all’art. 8, punti I, III, IV, VI e VII.
4. In caso di ricongiungimento al coniuge o al convivente destinato a nuova sede per motivi di lavoro, o che svolge attività lavorativa in altra provincia si prescinde dall’iscrizione anagrafica.
5. Alla domanda di assegnazione provvisoria devono essere allegati i documenti attestanti i requisiti richiesti nella tabella di valutazione per le assegnazioni provvisorie. Il punteggio previsto per il ricongiungimento ai genitori (lettera “a” della citata tabella) è attribuito solo nel caso in cui almeno uno dei due genitori abbia un’età superiore a 65 anni (l’età è riferita al 31 dicembre dell’anno in cui si effettua l’assegnazione provvisoria). Si considerano anche i figli che compiono i 6 anni o i 18 anni entro il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua l’assegnazione provvisoria. A tal fine, il docente che aspiri all’assegnazione provvisoria per ricongiungimento ai genitori, al coniuge, convivente e/o ai figli dovrà indicare il comune di ricongiungimento nella domanda ovvero il comune viciniore in assenza di posti e/o classi di concorso richiedibili. Tale comune, ovvero il distretto scolastico di residenza per i comuni suddivisi in più distretti, dovrà essere necessariamente indicato nelle preferenze. Esso, eventualmente preceduto dalla indicazione di preferenze analitiche relative a specifiche scuole, dovrà necessariamente a sua volta precedere la preferenza per ogni altro comune.
Infortunio nelle cucine della scuola
D. Un collega di Cucina, durante un’esercitazione, si è tagliato un tendine in modo serio. Da qualche ricerca effettuata mi sembra che non ci sia più la possibilità di una causa di servizio per indennizzi e risarcimento spese mediche. Mi sembra impossibile: come stanno le cose? Per avere risarcimenti doveva avere un’assicurazione privata, di quelle che le scuole propongono a pochi euro annuali ma che sono facoltative?
R. in realtà dovrebbe, pur nella esclusione generale, rientrare nella casistica come prevista dal TU, poichè ha svolto attività in laboratorio od assimilata.
In ogni caso presenta la denuncia e poi sarà l’inail a pronunciarsi sul riconoscimento o meno
Diritto di precedenza su utilizzazioni
sono titolare su A445 (spagnolo medie) in possesso dell’abilitazione A446 ed attualmente inserita nelle graduatorie delle Assegnazioni Provvisorie (sia medie che
superiori). Da quanto ha pubblicato l’USP di Cosenza, si evince che nella graduatoria A446 (spagnolo superiori) c’è una collega che mi precede, titolare della stessa A446. So che da normativa in caso di sede vacante di A446 la cattedra andrebbe a lei, titolare sulle superiori. L’enigma però è questo: se la collega nella domanda cartacea NON ha espresso le scuole che formano cattedra (scuola X, Y,Z), mentre io si, a chi viene data questa cattedra in Assegnazione? A me che ho espresso le sedi o a lei solo perché ha più punti? Se avete un riferimento normativo da inviarmi, ve ne sarei grata. Grazie.
Hai diritto tu a meno che il collega che ti precede non abbia espresso anche preferenze sintetiche (del comune, o distretto comprendenti la scuola dove c’è il posto disponibile).
Per i riferimenti normativi, ti rimando all’articolo 7 del CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del 2013-14. Però guarda anche l’articolo 5 che riguarda le utilizzazioni che definisce un criterio che può essere esteso anche alle assegnazioni provvisorie. Tieni presente che è prescritta come obbligatoria l’indicazione del comune per il quale si chiede l’assegnazione provvisoria se vengono anche indicate altre sedi. Se la cattedra è su più sedi, l’indicazione che conta è duplice: si deve indicare cattedra orario esterno e la scuola che è considerata scuola capofila, alla quale vengono associati gli spezzoni delle altre sedi.
Completamento cattedra esterna
Per i docenti di ruolo che hanno parzialmente perso ore di cattedra nella scuola di titolarità (Coe), ed ottenuto d’ufficio il completamente di cattedra in una scuola della stessa città, è ancora possibile presentare domanda di “Ottimizzazione” qualora si ravvedano posti di completamento in scuole più vicine a quella di titolarità. quindi più facili da raggiungere?
Si, è possibile nell’organico di fatto, sul quale lavorano direttamente gli uffici periferici provinciali . Consiglio, una volta pubblicato ufficialmente l’organico di diritto, di recarsi all’usp e fare domanda scritta formale di modifica della coe, verificando con loro quali completamenti ” ottimizzati” sono eventualmente possibili.
Assegnazione ai plessi dei collaboratori scolastici
chi ha l’ultima parola per decidere la collocazione dei collaboratori scolastici nei plessi di uno stesso istituto? Mary lavora in un comprensivo da quando è entrata in ruolo (2 anni fa). Lo scorso anno le hanno assegnato il posto in una materna chiedendole di dividere le ore su due plessi. Quest’anno la dsga vorrebbero spostarla di nuovo in una primaria(e lei non vuole!!!). E’ possibile rifiutarsi e per iscritto far fede ad una graduatoria di Istituto? Da settembre è rientrata anche una titolare nel plesso quindi non c’è un problema di organico….
Purtroppo la situazione è molto confusa.
In occasione della sottoscrizione definitiva del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulle utilizzazioni dello scorso anno (ancora non mi risulta una firma definitiva all’ipotesi del nuovo ccni del 15/5/2013 …) gli articoli 4. (Mobilità annuale nell’ambito delle diverse sedi o plessi dello stesso istituto) e 15. (Utilizzazione in sedi coordinate, plessi e sezioni staccate ivi comprese quelle coinvolte nel dimensionamento – Assegnazione del personale alle sedi associate, alle succursali e ai plessi) furono eliminati su pressione del Dipartimento della Funzione Pubblica, che insiste nel ritenere queste decisioni di esclusiva competenza del dirigente scolastico e dell’Amministrazione.
Ma proprio l’Amministrazione aveva contestualmente ribadito, con la “dichiarazione congiunta” (con le OOSS firmatarie) (scarica il documento), “la piena validità del Contratto collettivo nazionale del 29 novembre 2007, tutt’ora vigente” che prevede che l’utilizzazione del personale nonché l’assegnazione ai plessi siano materia di contrattazione integrativa d’istituto (art. 6 comma 2 lett. h. e i. del Ccnl 2006/2009).
Per di più, per l’a.s. 2011/2012 – in cui non venne firmato alcun CCNI
– il Miur emanò il 1° settembre 2011 la Nota prot. 6900 (scarica la nota allegata) con cui poneva limiti strettissimi alla presunta discrezionalità del ds, per cui delle due l’una: se il ds ritiene che l’assegnazione ai plessi sia sua esclusiva prerogativa deve applicare questa Nota, in caso contrario deve stipulare il contratto d’istituto con le Rsu.
Obbligatorietà Invalsi alunno disabile
E’ obbligatorio per un alunno disabile sostenere la prova invalsi agli esami di terza media,qualcuno mi può aiutare a dare una risposta?
Si, può non sostenere la prova INVALSI, ne fa un’altra modificata e decisa dalla sottocommissione, solo se ha la 104, non i DSA, non i BES che devono fare tutte le prove, i DSA possono avere ausili, quelli consentiti, i BES neppure quelli. Anche gli stranieri arrivati da un anno, se ammessi all’esame di Licenza, quest’anno devono sostenere anche la 2^ lingua straniera … che per loro è la terza