Source: http://dnn5.regione.marche.it/Regione-Utile/Enti-Locali-e-Pubblica-Amministrazione/Gestioni-associate-intercomunali
Timestamp: 2020-04-05 04:33:00+00:00
Document Index: 43048876

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art.1', 'sentenza ', 'art.3', 'art. 23', 'art.1', 'art.23', 'art.1', 'art.1', 'art. 16', 'art.3', 'art.6', 'art.9', 'art.4', 'sentenza ', 'art.3', 'art.23', 'art.3', 'art.2', 'art.1', 'art.3', 'art.19', 'art.15', 'art.13', 'art. 2', 'art.3', 'art.1', 'art.6', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 4', 'art.1', 'art. 4', 'art.14', 'art.4', 'art.9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art.4', 'art.4', 'art.5', 'art.1', 'art.1', 'art.2', 'art.32', 'art. 23', 'art.9', 'art. 23', 'art.29', 'art.5', 'art.3', 'art.4', 'art.1', 'art.23', 'art.22', 'art.2', 'art.4', 'e contrario', 'art.1', 'art.20', 'art.1', 'art.3', 'art.11', 'art.3', 'art.3', 'art.37', 'art 23', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 23', 'art.2', 'art.2', 'art. 58']

Regione Utile / Enti Locali e Pubblica Amministrazione / Gestioni associate intercomunali
Limite demografico minimo
Procedimenti contrattuali
RIORDINO TERRITORIALE ED ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI
Le recenti Riforme della P.A. locale, come la legge 56/2014, indicano, in modo univoco, gli obiettivi di:
- offrire ai cittadini servizi locali più efficienti e promuovere lo sviluppo economico, mediante l'utilizzo delle leve della programmazione intercomunale e delle economie di scala derivanti dalla crescita delle dimensioni delle gestioni associate fra Comuni;
- ammodernare l'attuale sistema amministrativo, superando la frammentazione delle competenze fra i vari livelli di Governo e ponendo in primo piano il ruolo dei Comuni, non singolarmente, ma associati, preferibilmente mediante fusioni od unioni;
- migliorare le performance economiche territoriali grazie ad assetti istituzionali più snelli ed efficienti, per promuovere la crescita economica con maggiori investimenti, in un quadro di crisi finanziaria globale.
I vincoli relativi alla spesa, alle assunzioni, alle modalità associative, ed i tagli finanziari lineari agli enti locali rendono complessa l'attività volta al raggiungimento di tali obiettivi.
In tale contesto, la Regione fornisce assistenza e supporto ai Comuni per la crescita delle forme associative (v. art. 20, l.r. 18/2008); eroga contributi vincolati a precisi obiettivi, programmi e progetti; promuove le Unioni montane per l'associazione delle funzioni fra i Comuni delle aree interne, in raccordo con la programmazione Macro - regionale e comunitaria; svolge attività di ricerca ai fini dello sviluppo del settore dei servizi pubblici locali.
Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica - GU n.210 del 8-9-2016 ) .
La legislazione in materia di servizi pubblici locali a rilevanza economica pone l'obiettivo di evitare che le società che gestiscono i servizi siano utilizzate come strumento per eludere l'applicazione della normativa in materia di appalti pubblici, di assunzioni, di vincoli finanziari alla spesa, di ricerca di soci con procedure aperte, o per avvantaggiarsi della committenza pubblica per fare concorrenza alle imprese che operano nel mercato. Di conseguenza, le P.A. ogni anno, dal 2017, dovranno adottare un piano di razionalizzazione delle società partecipate, obbligatoriamente se si sono registrate perdite in 4 degli ultimi 5 esercizi finanziari o se il fatturato medio del triennio non raggiunge il milione di euro, o la cifra inferire indicata nei provvedimenti attuativi del testo unico in materia.
Il modello societario viene pertanto promosso per la gestione dei servizi pubblici in ambiti territoriali adeguati, al fine di ridurre i costi di gestione e le tariffe, mediante la concorrenza fra imprese che gestiscono servizi pubblici. Le sinergie fra le imprese del territorio che gestiscono tali servizi, possono favorire l'eliminazione dei costi derivanti dalla frammentazione, la crescita dell'occupazione e dell'economia locale dell'indotto, in relazione all'ampliamento delle quote di mercato e di territorio servito.
Gli articoli 25 e seguenti del decreto-legge 1/2012, convertito in legge 27/2012, tendono a promuovere la concorrenza nei servizi pubblici locali attraverso la formazione di ambiti territoriali adeguati per l'affidamento in gestione in modo ottimale dei servizi pubblici a rilevanza economica, affinché tali servizi possano essere più efficienti, più convenienti e dare maggiore impulso all'economia del territorio. L'art.1, commi 609 e seguenti, della legge di Stabilità 2015, prevede la razionalizzazione delle società pubbliche che non hanno presentato un bilancio e di quelle che hanno un numero di dipendenti inferiore a quello degli amministratori. Gli enti locali proprietari delle quote sono tenute a presentare un piano in tal senso alla Corte dei Conti, ed attuarlo entro il 31 dicembre 2015. E' prevista l'aggregazione fra le società che erogano servizi nei settori energia, luce, rifiuti, trasporti. Sono previsti incentivi in caso di vendita di quote: il ricavo potrà essere investito al di fuori del Patto di stabilità. Con la sentenza n. 144 del 16/6/2016, la Corte Costituzionale ha confermato che l'articolo 1, commi 611 e 612 si applicano anche alle Regioni.
La competenza esclusiva in materia di affidamento dei servizi pubblici locali spetta alle autorità di ambito, ai sensi dell'art.3 bis, comma 1 bis, del decreto-legge 138/2011, convertito in legge 148/2011 e s.m.i.
Informazioni di dettaglio sono presenti nella relazione della Corte dei Conti sugli organismi partecipati degli enti territoriali (deliberazione 24/SEZAUT/2015/FRG del 22 luglio 2015).
Sono classificabili come servizi a rilevanza economica tutti quei servizi pubblici locali assunti dall’ente, laddove in concreto la tariffa richiedibile all’utente è potenzialmente in grado di coprire integralmente i costi di gestione e di creare un utile di impresa. L’utile potenziale non deve essere di modesta entità e per stabilire la sussistenza o meno dei citati parametri occorre analizzare il caso concreto, ossia la concreta struttura del servizio, le concrete modalità del suo espletamento, i suoi specifici connotati economico-organizzativi, la natura del soggetto che può essere chiamato ad espletarlo, la disciplina normativa del servizio, se sia possibile e conveniente l’espletamento di una procedura aperta di gara per l'affidamento ovvero se per le peculiari caratteristiche economiche del servizio non sia possibile un efficace ed utile ricorso al mercato.
Parere dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n.1 del 3/3/2008 (definizione del concetto di controllo analogo).
Ricerche: Prospettive per la gestione dei servizi pubblici locali
Modalità applicative dell’art. 23-bis, co. 3 e 4, della legge n. 133/08
Il quadro della normativa in materia di servizi pubblici locali:
artt.18 e 19, legge 124/2015
- Legge delega per il riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici locali di interesse economico generale
artt. 16 e 17, d.l. 90/2014, convertito in legge 114/2014
- Composizione degli organi delle società partecipate e ricognizione delle stesse
art.1, commi 609 e seguenti, legge 190/2014:
- Obbligatorietà dell'adesione dei Comuni agli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei e attribuzione di entrate solo per attività programmate dagli organismi di gestione degli ambiti
- decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 25 gennaio 2015, recante "Definizione delle informazioni da trasmettere al Dipartimento del Tesoro relativamente alle partecipazioni detenute dalle Amministrazioni pubbliche e disciplina delle modalità tecniche di comunicazione, acquisizione e fruizione dei dati
art.23, d.l. 66/2014, convertito in legge 89/2014
- Riordino e riduzione della spesa di aziende, istituzioni e società controllate dalle amministrazioni locali
art.1, commi 550 - 568 bis, legge n. 147/2013 (legge di stabilità per il 2014)
- Limiti alle assunzioni; mobilità, disciplina degli accantonamenti
comma 554, art.1 della legge 147/2013; art. 16 decreto-legge 90/2014 convertito in legge 114/2014; art.3, commi 44 e 52 bis, legge 244/2007; Art.1, commi 721 e seguenti, legge 296/2006; art.6, comma 6, d.l. 78/2010, convertito in legge 122/2010; DPR 195/2010
- Compensi agli Amministratori
art.9 comma 29 d.l. 78/10 conv. in legge 122/10
- Applicazione alle società dei principi in materia di assunzioni nella P.A.
art.4, d.l. 95/2012, conv. in legge 135/2012
- Scioglimento o alienazione di partecipazioni in società pubbliche strumentali (v. Corte Cost. sentenza n. 229/2013)
art.3 commi 27 e segg. legge 244/07
- Divieto di costituire società per fini non istituzionali
art.23 bis d.l. 112/08 conv. in l.133/08
- Regime transitorio di affidamenti non conformi a legge
art.3 bis e 4 d.l. 138/11 conv. in l.148/11
- Ambiti territoriali; delibere quadro; vigilanza e controlli (v. Corte Cost. Sent. n.199/2012)
D.P.R. 168 del 7/10/2010
- Regolamento dei servizi pubblici a rilevanza economica
art.2 comma 186 legge 191/2009
- Soppressione dei Consorzi di funzioni fra enti locali
art.1, comma 557-bis, legge 296/2006
- Computo spese personale in organismi partecipati da enti locali
art.3, comma 5, decreto-legge 90/2014, convertito in legge 114/2014
-Riduzione rapporto spese personale/spese correnti in organismi partecipati da enti locali
art.19 d.l. 78/09 conv. in legge 102/09
- Limiti ad assunzioni di personale nelle società pubbliche
art.15 d.l. 135/2009 conv. in l.166/2009
- Recepimento di direttive comunitarie
art.13 d.l. 223/2006 conv. in legge 248/06
- Disciplina delle società pubbliche e miste regionali e locali
art. 2 d.l. 174/2012 conv. in legge 213/2012
- Sanzioni per mancata attuazione della normativa in materia di scioglimento di società strumentali regionali.
art.3, d.l. 101/2013, conv. in legge 125/2013
- Mobilità nel pubblico impiego e del personale dipendente delle società partecipate
art.1, commi 550 e seguenti, legge 147/2013
- Assunzioni, mobilità del personale, accantonamenti per obiettivi di finanza pubblica
art.6 comma 19 d.l. 78/2010 conv. in l. 122/2010 –
-Disposizioni in materia di divieto di ricapitalizzazione delle società
L’art. 23-bis del decreto-legge 112/2008, convertito in legge 133/2008 (Servizi pubblici locali di rilevanza economica), che disciplinava la procedura di affidamento dei servizi, è stato abrogato e sostituito con il d.P.R. 18 luglio 2011, n. 113, a seguito al referendum popolare del 12-13 giugno 2011.
Con sentenza n. 229/2013, la Corte Costituzionale ha stabilito che sono costituzionalmente illegittimi i commi 1, 2, 3, periodo n.2, 3-sexies ed 8 dell'art. 4 del d.l. n. 95/2012 (c.d. spending review) sulla liquidazione e privatizzazione di societa' pubbliche nella parte in cui si applicano alle Regioni ad autonomia ordinaria.
Il comma 562 dell’art.1 della legge 147/2013 ha abrogato i commi 1, 2, 3, 3-sexies, 9, 10 e 11 dell’art. 4 del D.L. 95/2012 che prevedevano lo scioglimento o la privatizzazione delle c.d. “società strumentali”, cioè di quelle che nel 2011 avevano conseguito un fatturato da prestazioni di servizi nei confronti di pubbliche amministrazioni superiore al 90% del volume complessivo dei ricavi.
Restano in vigore i commi 7 e 8 dello stesso articolo, che sanciscono la regola secondo la quale le pubbliche amministrazioni dall’01/01/2014 acquisiscono sul mercato tramite gara i beni e servizi strumentali alla propria attività e a decorrere dalla stessa data l’affidamento diretto può avvenire solo a favore di società “in house”, conformi a quanto stabilito dalla giurisprudenza comunitaria. Il comma 561 ha abrogato l'ulteriore divieto di costituire società di cui all'art.14 comma 32 D.L. 78/10, convertito in legge 122/2010. Si segnala infine lo schema di regolamento recante i criteri per la verifica della realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, per l'adozione della delibera quadro nonchè disposizioni attuative per il progressivo miglioramento, mediante un sistema di benchmarking, della qualità ed efficienza di gestione dei medesimi servizi. Con l'art.4 e con l'art.9 del decreto-legge 95/2012 sono state introdotte nuove disposizioni in materia di liquidazione di società pubbliche ed organismi comunali che esercitano funzioni comunali e non abbiano la forma della convenzione o dell'unione di comuni, che sono quelle previste per l'esercizio associato di funzioni comunali.
CENSIMENTO DELLE SOCIETA' PARTECIPATE
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del MEF che definisce le informazioni da trasmettere al Dipartimento del Tesoro relativamente alle partecipazioni detenute dalle Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001 (nonché dalle Amministrazioni individuate dall’Istat ai sensi dell'art. 1, Legge n. 196/2009) e disciplina le modalità tecniche di comunicazione, acquisizione e fruizione dei dati. Le informazioni per ogni società o ente di diritto pubblico o di diritto privato, partecipato direttamente o indirettamente, o in cui sono nominati rappresentanti dell’Amministrazione anche senza detenere quote di partecipazioni, sono indicate nell’art. 3 del Decreto e vanno comunicate con cadenza annuale attraverso il sistema informatico del Dipartimento del Tesoro.
Database società partecipate:
http://openpartecipate.agenziacoesione.gov.it
v. Decreto 25 gennaio 2015 (G.U. n. 57 del 10-3-2015)
NORMATIVA GESTIONI ASSOCIATE FRA COMUNI E PER I PICCOLI COMUNI
Art. 14, commi 26 e seguenti, decreto-legge 78/2010, convertito in legge 122/2010 (Disciplina dell'esercizio associato obbligatorio delle funzioni fondamentali comunali). Il Decreto-legge 192/2014, convertito in legge 11/2015 ha disposto, con l'art.4, comma 6 bis, che i termini di cui all'articolo 14, comma 31-ter del decreto-legge 78/2010, convertito in legge 122/2010, sono prorogati al 31/12/2015. Tale termine è stato prorogato al 31/12/2016 con l'art.4, comma 4, del decreto-legge 210/2015; al 31/12/2017 con l'art.5, comma 6, decreto-legge 244/2016 e al 31/12/2018 con l'art.1, comma 1120, legge 205/2017;
legge 6 ottobre 2017, n. 158 (Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni);
Art. 19, decreto-legge 95/2012, convertito in legge 135/2012 (Modifiche al decreto-legge 78/2010 convertito in legge 122/2010);
Art. 1, comma 107, legge 56/2014 (Limiti demografici minimi delle forme associative fra Comuni);
Art. 2, comma 28, legge 244/2007 (Divieto di adesione a più forme associative fra comuni), integrato dall'art.1, comma 130 bis, della legge 56/2014;
Art. 22, legge regionale 18/2008 (Programma di riordino territoriale), mod. con l'art.2, della L.R. n. 44/2012;
Art. 10, comma 2 ter, decreto-legge 35/2013, convertito in legge 64/2013 (Disposizioni in materia di gestione associata del servizio di riscossione delle entrate comunali);
Art. 2, comma 6, decreto-legge 179/2012 convertito in legge 221/2012 (Disciplina dell’esercizio associato delle funzioni demografiche comunali, che ha inserito il comma 5bis nell'art.32 del d.lgs 267/00 - v. circ. 2/2013 - Ministero Interno);
Art. 1, comma 305, legge n.228/2012 (Esercizio associato obbligatorio delle funzioni comunali in materia statistica);
Art. 33, comma 3 bis del d.Lgs 163/2006 (Esercizio associato dei procedimenti contrattuali da parte dei Comuni) - v. art. 23 ter, decreto-legge 90/2014, convertito in legge 114/2014; art.9, comma 4, del decreto-legge 66/2014, convertito in legge 89/2014; art. 23, commi 4 e 5, decreto legge 201/2011, convertito in legge 214/2011; art.29, comma 11-ter, decreto-legge 216/2011 convertito in legge 14/2012; art.5 ter del decreto-legge 43/2013, convertito in legge 71/2013; art.3, comma 1 bis della legge 15/2014 di conversione del decreto-legge 150/2013;
Art.1, comma 530, legge 147/2013 e art.4, comma 6 bis, decreto-legge 192/2014 convertito in legge 11/2015 (Rinvio dei termini per l'esercizio associato obbligatorio delle funzioni fondamentali);
Art.1, comma 534, legge 147/2013; art.1, comma 2, lett. c) e comma 5 del decreto-legge 78/2015 (Riduzione degli obiettivi del patto di stabilità interno e concessione spazi finanziari di spesa per i comuni capofila di convenzioni inerenti l'esercizio associato di funzioni);
Art.1, comma 450, legge 190/14 (Disciplina del patto di stabilità nell'ambito dei processi associativi fra Comuni);
Art. 1, comma 730, legge 147/2013 (Incentivi per le Unioni di Comuni);
Art.1, comma 17, lettera b) e comma 229, legge 208/2015 (Incentivi economici e per le assunzioni per Unioni di Comuni e fusioni);
Art.1, comma 118 bis, della legge 56/2014, introdotto con l'art.23, comma 1, lettera f ter, del decreto-legge 90/2014, convertito in legge 114/2014 (Incentivi statali per le fusioni di comuni);
Art.23 bis del decreto-legge 90/2014, convertito in legge 114/2014 (decorrenza dell'obbligo relativo alla gestione associata delle procedure contrattuali per i Comuni istituiti a seguito di fusione);
Sentenza della Corte Costituzionale n. 22/2014 (sulla legittimità costituzionale della normativa statale);
Sentenza della Corte Costituzionale n. 44/2014 (sulla legittimità costituzionale della normativa statale);
Decreto del 11/9/2013 del Ministero dell'Interno per la determinazione dei contenuti e delle modalità delle attestazioni dei Comuni comprovanti il conseguimento di significativi livelli di efficacia e di efficienza nella gestione associata delle funzioni.
Proposte delle Conferenze provinciali delle Autonomie della Regione Marche per l'individuazione delle dimensioni territoriali omogenee ottimali per l'esercizio associato di funzioni fondamentali comunali;
Circolare prot. 323 del 12/1/2015 del Ministero dell'Interno in materia di esercizio obbligatorio in forma associata delle funzioni fondamentali, mediante unioni o convenzioni, da parte dei Comuni.
Fondi Ministeriali per Unioni di Comuni
2016 - 2016 - 2
2015 – 2015 - 2
2014 - 1, 2014 - 2 2014 - 3.
2013 - 1, 2013 - 2 2013 - 3.
2012 - 1 , 2012 - 2, 2012 - 3 .
2011 - 1, 2011 - 2 2011 - 3.
2010 - 1, 2010 - 2, 2010 - 3.
2009 - 1, 2009 - 2, 2009 - 3.
2008 - 1, 2008- 2, 2008 - 3.
Il programma di riordino territoriale, di cui all'art.22 della L.R. 18/2008, modificato dall'art.2, L.R. 44/2012, è stato adottato dalla Giunta regionale, con propria deliberazione n. 773 del 30 giugno 2014 (P.A.A. n. 83/2014) ed è stato approvato con delibera dell'Assemblea legislativa n. 124/2015.
Il programma di riordino territoriale individua, alla luce delle proposte pervenute dalle Conferenze provinciali delle Autonomie, nell'ambito territoriale sociale la dimensione territoriale omogenea ottimale ai fini dell'esercizio associato delle funzioni fondamentali.
L'esercizio associato di funzioni comunali, all'interno delle dimensioni territoriali ottimali, è sostenuto con misure di incentivazione, per l'integrazione istituzionale (L.R. 46/2013 - DGR 809/2014).
La Prima Commissione Assembleare, nella seduta del 15/12/2014 ha esaminato la P.A.A. trasmettendola al CAL ed al CREL per i pareri di competenza.
Nella seduta del 23/12/2014, il CREL ha espresso, ai sensi dell'art.4, comma 1, lett. c) della l.r. 15/2008, il parere favorevole, con osservazioni, prot. n. 149/2014.
Il Consiglio delle Autonomie locali, con atto n. 7/2015, espresso nella seduta del 29/1/2015, ha espresso parere contrario.
Nella seduta del 17/3/2015, con deliberazione amministrativa n. 124, l'Assemblea legislativa ha approvato il Programma di riordino territoriale.
Nella presente sezione del sito, saranno pubblicate ulteriori informazioni inerenti il procedimento di revisione o aggiornamento del Programma.
UNIONI DI COMUNI (ART.32, D.LGS 267/2000)
1- Unione dei Comuni Terra dei Castelli
Comuni n. 2: Agugliano - Polverigi (AN)
C.F. / P.IVA 93103260423
Sede: Via Giacomo Leopardi, 5 - 60020 - Agugliano (AN) - tel. 071.9727325 - fax 071.9069251
Web: Unione dei comuni Terra dei Castelli
Email: segreteria@unionecastelli.it
2 - Unione dei Comuni di San Marcello, Belvedere Ostrense e Morro d'Alba
Comuni n. 3 : Belvedere Ostrense - San Marcello - Morro D'Alba (AN)
C.F. 91019200426 - P.IVA 02136470420
Sede: Via Matteotti 24 - 60030 - San Marcello (AN) - tel. 0731.267022 - fax 0731.269175
Web: http://www.unionecomunibelvedereomorrodalbasanmarcello.it/
Email: unionecomsanmarcello@regione.marche.it
3 - Unione dei Comuni della Media Vallesina
Comuni n. 6 : Maiolati Spontini - Montecarotto - Castelplanio - Poggio San Marcello - Rosora - San Paolo di Jesi (AN)
C.F. / P.IVA 02168320428
Sede: Via Fornace, 23 - 60030 - Moie di Maiolati Spontini (AN) - tel. 0731.705222 - fax 0731.706483
Web: http://www.unionecomunimediavallesina.it/
Email: unionecomunivallesina@provincia.ancona.it
PEC: unione.mediavallesina@emarche.it
4 - Unione dei Comuni Misa Nevola
Comuni n. 2 : Corinaldo - Castelleone di Suasa (AN)
C.F. / P.IVA 02082790425
Sede: Via del Corso, 9 - 60013 - Corinaldo (AN) - tel. 071.67782 - fax 071.7978042
Web: Unione dei Comuni Misa Nevola
Email: info@corinaldo.it;
PEC: protocollo@pec.unionecomunimisa-nevola.it; suapmisa-nevola@pec.unionecomunimisa-nevola.it.
5 - Unione dei Comuni Le Terre della Marca Senone
C.F./P.IVA 02788480420
Comuni n. 7: Arcevia, Barbara, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Trecastelli e Serra de'Conti (AN)
Sede: Piazza Roma, 8 – 60019 Senigallia (AN) - tel. 071.795951 - fax 071.7959550
Web: www.leterredellamarcasenone.it
Email: info@terredellamarcasenone.it
PEC: protocollo@pec.leterredellamarcasenone.it
6 - Unione dei Comuni di Montemarciano e Monte San Vito
Comuni n. 2 : Montemarciano - Monte San Vito (AN)
C.F.93106990422 - P. IVA 02283690424
Sede: Via Umberto I, 20 - 60018 - Montemarciano (AN) - tel. 071.9163330 - fax 071.9163337
Web: Unione dei comuni di Montemarciano e Monte S. Vito
Email: protocollo@unionemontemarcianomontesanvito.an.it
PEC: protocollo@cert.unionemontemarcianomontesanvito.an.it
7 - Unione dei Comuni del Pian del Bruscolo
Comuni n. 6: Mombaroccio - Pesaro - Tavullia - Vallefoglia - Gabicce Mare - Gradara (PU)
C.F. / P.IVA 92031760413
Sede legale: Via Roma, 81 - 61010 - Tavullia (PU)
Sede operativa: Strada Pian Mauro, 47 - 61010 - Tavullia (PU) - tel. 0721.499077 - fax 0721/491438
Web: Unione dei comuni Pian del Bruscolo
Email: info@unionepiandelbruscolo.pu.it - PEC: unione.piandelbruscolo@emarche.it
8 - Unione dei Comuni Valle del Metauro
Comuni n. 2 : Cartoceto - Colli al Metauro (PU)
C.F. / P.IVA 02510760412
Sede:Piazza B. Buozzi, 5 - 61030 Colli al Metauro (PU) - tel. 0721 892901 - Fax 0721 879920
Sede operativa: Piazza Italia, 11 - 61030 Colli al Metauro (PU) - tel. 0721.895312 - fax 0721.891708
Web: http://www.unionecomunivallemetauro.it
Email: segreteria@unionecomunivalledelmetauro.it
PEC: unionevalledelmetauro@pecitaly.it
9 - Unione dei Comuni Valdaso
Comuni n. 7 : Altidona - Campofilone - Lapedona - Montefiore dell’Aso - Monterubbiano - Moresco - Pedaso
C.F. / P.IVA 90031580443
Sede: Largo Municipale, n. 9 - 63824 - Alltidona (FM) - tel. 0734.222004 - fax 0734.223946
Web: Unione dei comuni della Valdaso
Email: ucvaldaso@ucvaldaso.it - PEC: ucvaldaso@pec.ucvaldaso.it
10 - Unione dei Comuni della Vallata del Tronto
Comuni n. 5 : Castel di Lama - Castorano - Colli del Tronto - Offida - Spinetoli (AP)
C.F. / P.IVA 01831380447
Sede: Via Carrafo, 22 - 63082 - Castel di Lama (AP) - tel. 0736.888708 - fax 0736.889648
Web: Unione dei comuni Vallata del Tronto
Email: info@unionecomunitronto.it
PEC protocollo@pec.unionecomunitronto.it
UNIONI MONTANE (L.R. 35/2013)
Ambito n. 1 - Unione montana del Montefeltro
Codice ente 3110596100 - C.F./P.IVA 82005390412
Comuni appartenenti all'Ambito 1, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 14: Belforte all'Isauro - Carpegna - Frontino - Lunano - Macerata Feltria - Mercatino Conca - Monte Cerignone - Montecopiolo - Monte Grimano Terme - Piandimeleto - Pietrarubbia - Sassocorvaro Auditore - Sassofeltrio -Tavoleto (PU)
Comuni aderenti all'Unione: Belforte all'Isauro, Carpegna, Frontino, Lunano, Mercatino Conca, Monte Cerignone, Monte Grimano Terme, Sassocorvaro Auditore, Tavoleto (adesione successiva con delibera C.C. 26/2017).
Sede legale: Piazza Conti n.1 - 61021 - Carpegna (PU)
Tel. 0722.727003 - 727004 - fax 0722.77732
Web: Unione montana del Montefeltro
Email: presidente@unionemontana.montefeltro.pu.it - PEC: unionemontanamontefeltro@emarche.it.
Ambito n. 2 A - Unione montana Alta valle del Metauro
Codice ente: 3110596080 - C.F./P.IVA 02561910411
Comuni appartenenti all'Ambito 2 A, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 7 : Borgo Pace - Fermignano - Mercatello sul Metauro - Peglio - Sant'Angelo in Vado - Urbania - Urbino (PU)
Comuni aderenti all'Unione: Borgo Pace - Fermignano - Mercatello sul Metauro - Peglio - Sant'Angelo in Vado - Urbania - Urbino - Isola del Piano (Comune esterno all'ambito, cfr. delibera del Consiglio dell'Unione montana n. 26 del 28/11/2018) - Piobbico (Comune esterno all'ambito, cfr. delibera del Consiglio dell'Unione montana n. 25 del 28/11/2018).
Sede legale: Via A. Manzoni, 25 - 61049 - Urbania (PU)
Tel. 0722.313002 - fax 0722.319783
Web: Unione montana dell'Alta valle del Metauro
Email: cm.urbania@provincia.ps.it - PEC cm.altoemediometauro@emarche.it
Ambito n. 2 B - Unione montana del Catria e Nerone
Codice ente: 3110596090 - C.F./P.IVA 02565260417
Comuni appartenenti all'Ambito 2 B, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 7 : Acqualagna - Apecchio - Cantiano - Cagli - Frontone - Piobbico - Serra Sant'Abbondio (PU)
Comuni aderenti all'Unione: Acqualagna - Apecchio - Cantiano - Cagli - Frontone - Serra Sant'Abbondio
Sede legale: Via Gaetano Lapis, 8 - 61043 - Cagli (PU) - Tel. 0721.787431 - fax 0721.787441
Web: http://www.unione.catrianerone.pu.it; Servizi web per i Comuni: servizi.unione.catrianerone.pu.it
Email: cm.cagli@provincia.ps.it; - PEC: cm.cagli@emarche.it.
Ambito n. 3 - Unione montana dell’ Esino - Frasassi
Codice ente: 3110036080 - C.F. 81002870426 - P.IVA 00872030424
Comuni appartenenti all'Ambito 3, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 10 : Arcevia - Cerreto d' Esi - Cupramontana - Fabriano - Genga - Mergo - Rosora - Sassoferrato - Serra S. Quirico - Staffolo (AN)
Comuni aderenti all'Unione: Cerreto d'Esi, Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico.
Sede legale: Via Dante, 268 - 60044 - Fabriano (AN)
Tel. 0732.6951 - fax 0732.695251
Web: Unione montana dell'Esino Frasassi
Email: info@cmesinofrasassi.it - PEC cm.fabriano@emarche.it
Ambito n.4 - Unione montana Potenza Esino Musone
Codice ente: 3110446010 - C.F./P.IVA 01874330432
Comuni appartenenti all'Ambito n. 4, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 12 : Apiro - Castelraimondo - Cingoli - Esanatoglia - Fiuminata - Gagliole - Matelica - Pioraco - Poggio San Vicino - San Severino Marche - Sefro - Treia (MC)
Comuni aderenti all'Unione: Apiro - Castelraimondo - Cingoli - Esanatoglia - Fiuminata - Gagliole - Matelica - Pioraco - Poggio San Vicino - San Severino Marche - Sefro - Treia
Sede: V.le Mazzini, 29 - 62027 - San Severino Marche (MC) - Tel. 0733.637245 - fax 0733.634411
Web: Unione montana Potenza Esino Musone
Email: protocollo@umpotenzaesino.it - PEC: umpotenzaesino@emarche.it
Ambito n.5 - Unione montana Marca di Camerino
Codice ente: 3110446030 - C.F./P.IVA: 01874730433
Comuni appartenenti all'Ambito n. 5, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 11 : Bolognola - Camerino - Castel Sant'Angelo sul Nera - Fiastra - Monte Cavallo - Muccia - Valfornace - Pieve Torina - Serravalle di Chienti - Ussita - Visso (MC)
Comuni aderenti all'Unione: Camerino, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Ussita
Sede legale: Via Venanzio Varano, 2 - 62032 - Camerino (MC) - Tel: 0737.61751 - fax 0737.6175201
Web: Unione montana Marca di Camerino
Email: info @unionemarcadicamerino.sinp.net - PEC unionemarcadicamerino @emarche.it; ragioneria.unionemarcadicamerino @emarche.it.
Ambito n.6 - Unione montana dei Monti Azzurri
Codice ente: 3110446020 - C.F. 83012360430 - P.IVA 01059640431
Comuni appartenenti all'Ambito n. 6, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 15 : Belforte del Chienti - Caldarola - Camporotondo di Fiastrone - Cessapalombo - Colmurano - Gualdo - Loro Piceno - Monte San Martino - Penna San Giovanni - Ripe San Ginesio - San Ginesio - Sant'Angelo in Pontano - Sarnano - Serrapetrona - Tolentino (MC)
Comuni aderenti all'Unione: Belforte del Chienti - Caldarola - Camporotondo di Fiastrone - Cessapalombo - Colmurano - Gualdo - Loro Piceno - Monte San Martino - Penna San Giovanni - Ripe San Ginesio - San Ginesio - Sant'Angelo in Pontano - Sarnano - Serrapetrona - Tolentino
Sede legale: Via Piave, 12 - 62026 - San Ginesio (MC) - Tel: 0733.656336 - fax 0733.656429
Web: Unione montana dei Monti Azzurri - Email: info@montiazzurri.it - PEC montiazzurri@pec.it
Ambito n.7 - Unione montana dei Sibillini
Codice ente: 3110066030 - C.F./P.IVA 02228180440
Comuni appartenenti all'Ambito n. 7, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 11 : Amandola - Comunanza - Force - Montedinove - Montefalcone Appennino - Montefortino - Montelparo - Montemonaco - Rotella - Santa Vittoria in Matenano - Smerillo
Comuni aderenti all'Unione n.11: Amandola - Comunanza - Force - Montedinove - Montefalcone Appennino - Montefortino - Montelparo - Montemonaco - Rotella - Santa Vittoria in Matenano - Smerillo
Sede legale: P.zza IV Novembre, 2 - 63087 - Comunanza (AP)
Tel: 0736.844526 - 844379 - fax 0736.843182
Web: Unione montana dei Sibillini - Email: sibillini@unionemontanasibillini.it - PEC unione.sibillini@emarche.it
Ambito n.8 - Unione montana del Tronto e Valfluvione
Codice ente: 3110066040 - C.F./P.IVA 02227590441
Comuni appartenenti all'Ambito n. 8, L.R. 18/2008, n. 8 : Arquata del Tronto - Acquasanta Terme - Appignano del Tronto - Castignano - Montegallo - Palmiano - Roccafluvione - Venarotta (AP)
Comuni aderenti all'Unione: Arquata del Tronto - Acquasanta Terme - Appignano del Tronto -Castignano - Montegallo - Palmiano - Roccafluvione - Venarotta
Sede Legale: Piazza XX Settembre - 63095 Acquasanta Terme (AP)
Sede operativa: Via della Cartiera, 1 - 63100 - Ascoli Piceno - Tel: 0736.251746 - fax 0736.243425
Web: Unione montana del Tronto - Email: infoposta@umtronto.it - PEC: um.tronto@emarche.it
Dati sulle Unioni montane (a cura della struttura regionale competente in materia di statistica)
Atlante statistico (SISTAR Marche)
Ai sensi della L.R. 46/2013 e della DGR 809/2014, la Regione incentiva fusioni, unioni e convenzioni fra Comuni, con benefici in proporzione diretta alla copertura territoriale della DTO da parte della forma associativa, fermo restando che ai Comuni istituiti a seguito di fusione è riconosciuta una priorità assoluta ai fini dell’accesso alle provvidenze previste nei programmi per gli enti locali; i Comuni istituiti a seguito di fusione sono sostenuti in via prioritaria, qualora la Regione dia attuazione alla verticalizzazione del patto di stabilità regionale, mediante cessione di quota del medesimo patto di stabilità.
Con la L.R. 23/2014, è stato introdotto, in deroga alla normativa statale (art.1, comma 107, legge 56/2014, di modifica dell’articolo 14, comma 31, del decreto-legge 78/2010, convertito con modificazioni in legge 122/2010), il limite demografico minimo di 5000 abitanti per Unioni di Comuni e per le convenzioni (nelle zone montane il limite resta di 3000 abitanti, come previsto dalle disposizioni di legge statali). La disciplina del limite demografico minimo è prevista ai fini della legittimità delle forme associative.
Le incentivazioni economiche per le fusioni di Comuni sono state previste anche con le leggi regionali relative all’istituzione dei nuovi Comuni (l.r. 18/2013 e l.r. 47/2013). La DGR 808/2014 prevede la rendicontazione dei contributi regionali per la fusione. I Comuni hanno regolarmente rendicontato i contributi regionali percepiti per la fusione.
Non sono previsti, nella legislazione regionale, contributi economici ai Comuni per l’elaborazione di studi di fattibilità per le fusioni, in quanto tali studi sono elaborati con il supporto degli uffici della Regione, se richiesto, come previsto dell’art.20, l.r. 18/2008.
Sono organizzate dalla Regione varie assemblee pubbliche, convegni e giornate di studio, nel territorio, con la partecipazione di cittadini, amministratori e funzionari, per creare una maggiore sensibilizzazione ed un maggiore interesse sul tema, presso le comunità locali.
L’esercizio associato di funzioni comunali può consentire un maggiore sviluppo economico ed occupazionale, come accaduto in alcune Regioni, dove i Comuni si sono consorziati per gestire funzioni e servizi, senza limitarsi a pensare all’ordinaria amministrazione e dando vita a società pubbliche, oggi quotate in Borsa e capaci di penetrare nel mercato di Regioni vicine creando reddito in loco, con le entrate certe, relative alle tariffe.
L’incentivazione alla fusione dei Comuni è altresì funzionale al loro rafforzamento organizzativo, in vista del riassetto organizzativo delle Province.
I piccoli Comuni, a differenza delle Unioni di Comuni, subiscono i più gravosi vincoli alla spesa, alle assunzioni e alle modalità associative mediante convenzione, che a volte sono di difficile gestione.
La fusione dei Comuni e la costituzione delle Unioni di Comuni possono rivelarsi strumenti utili per far fronte a tali vincoli.
LIMITE DEMOGRAFICO MINIMO PER LE FORME ASSOCIATIVE FRA COMUNI
L’articolo 1, comma 107, della legge 56/2014, modificando l’articolo 14, comma 31, del decreto-legge 78/2010, convertito con modificazioni in legge 122/2010, dispone che il limite demografico minimo, ovvero la popolazione complessiva minima dell’insieme dei Comuni che si associano, debba essere di almeno 10.000 abitanti, oppure 3.000 nel caso di Comuni appartenenti o appartenuti a Comunità montane, fermo restando che, in tal caso, le unioni devono essere formate da almeno tre comuni, e salvi il diverso limite demografico ed eventuali deroghe in ragione di particolari condizioni territoriali, che possono essere individuati dalla Regione.
Con la L.R. 23/2014, è stato introdotto, in deroga alla citata normativa statale, il limite demografico minimo di 5000 abitanti per Unioni di Comuni e per le convenzioni (nelle zone montane il limite resta di 3000 abitanti, come previsto dall'art.1, comma 107, della legge 56/2014).
La disciplina del limite demografico minimo è prevista ai fini della legittimità delle forme associative.
Con la L.R. 46/2013, la Regione incentiva fusioni, unioni e convenzioni fra Comuni, con una dimensione conforme a quella prevista nella normativa regionale concernente il programma di riordino territoriale e le dimensioni territoriali ottimali ed omogenee per lo svolgimento in forma associata, da parte dei Comuni, delle funzioni fondamentali.
CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA E STAZIONE UNICA APPALTANTE
La gestione associata delle funzioni degli enti locali concernenti i procedimenti contrattuali (Programmazione, progettazione, gara, esecuzione) avviene mediante centrali di committenza, stazioni uniche appaltanti, soggetti aggregatori
La centrale di committenza è un’amministrazione aggiudicatrice che fornisce attività di centralizzazione delle committenze e se del caso attività di committenza ausiliarie. Acquista forniture o servizi destinati ad amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori, aggiudica appalti pubblici o conclude accordi quadro di lavori, forniture o servizi destinati ad amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori (art.3, lett.i) d.lgs 50/2016; art.11, direttiva 2004/18).
La stazione unica appaltante è una centrale di committenza preposta alla gestione delle procedure di gara (v. DPCM30 giugno 2011; legge 136/2010), fino all’aggiudicazione, per conto delle amministrazioni che ad essa aderiscono (art.3, lett. o), D.Lgs 50/2016).
I soggetti aggregatori (Determinazione ANAC n. 3 del 25/2/2015) rappresentano forme evolute delle centrali di committenza in quanto sono qualificati ed abilitati (ex lege o tramite preventiva valutazione dell’A.N.AC. e successiva iscrizione nell’apposito elenco) all’approvvigionamento di lavori, beni e servizi per conto dei soggetti che se ne avvalgono. I soggetti aggregatori sono dunque centrali di committenza “qualificate” tramite l’iscrizione all’elenco tenuto dall’Autorità (cfr. art.3, lett. n), D.Lgs 50/2016, par. 3.1 della Determinazione dell’ANAC n. 3, del 25 febbraio 2015).
Obbligo associativo per i Comuni (art.37 e seguenti, d.lgs 50/2016 – determinazione 11/2015 ANAC; Determinazione ANAC n. 3/2015).
L’articolo 9, comma 3, del D.L. 66/2014, convertito con modificazioni nella legge n. 89/2016, modificato con la legge di stabilità 2016 (comma 499), fatto salvo l'articolo 1, commi 499 e 455, della legge n. 296/2006 e l'articolo 2, comma 574, della legge n. 244/2007 e artt. 4 e 15 della legge n.135/2012, stabilisce che con DPCM “sono individuate le categorie di beni e di servizi nonché le soglie al superamento delle quali le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, nonché le regioni, gli enti regionali, gli enti locali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché loro consorzi e associazioni, e gli enti del servizio sanitario nazionale ricorrono a Consip S.p.A. o agli altri soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 per lo svolgimento delle relative procedure. Per le categorie di beni e servizi individuate dal decreto di cui al periodo precedente, l'Autorità nazionale anticorruzione non rilascia il codice identificativo gara (CIG) alle stazioni appaltanti che, in violazione degli adempimenti previsti dal presente comma, non ricorrano a Consip S.p.A. o ad altro soggetto aggregatore. Con il decreto di cui al presente comma sono, altresì, individuate le relative modalità di attuazione”. Il DPCM di cui sopra, del 24 dicembre 2015 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 febbraio 2016.
L’art 23-ter, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, consente ai comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, acquisti in proprio, per importi al di sotto di 40.000 euro nonché per interventi di somma urgenza.
I Comuni non capoluogo di provincia procedono all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito delle unioni dei comuni di cui all'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici anche delle province, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. In alternativa, gli stessi Comuni possono acquisire beni e servizi attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento.
Per i Comuni istituiti a seguito di fusione l’obbligo di cui al primo periodo decorre dal terzo anno successivo a quello di istituzione (comma aggiunto dall'art. 23, comma 4, legge n. 214 del 2011, poi modificato dall'art. 1, comma 4, legge n. 135 del 2012, poi modificato dall'art. 1, comma 343, legge n. 147 del 2013, poi sostituito dall'art. 9, comma 4, legge n. 89 del 2014, poi modificato dall'art. 23-bis della legge n. 114 del 2014).
Con il decreto-legge 192/2014, convertito in legge 11/2015, era stata prorogata al 1 settembre 2015 l’obbligatorietà dell’aggregazione degli acquisti di forniture, servizi e lavori per i Comuni con popolazione inferiore a 10 mila abitanti. Tale termine era stato poi ulteriormente prorogato al 1° novembre 2015 ai sensi dell’articolo 1, comma 169, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
INCENTIVI AI COMUNI PER IL MANTENIMENTO DEL SERVIZIO GIUSTIZIA
Con legge regionale 13/2014 sono stati previsti contributi ai Comuni per il mantenimento degli uffici del Giudice di pace, mediante la gestione associata intercomunale delle relative funzioni di supporto e logistiche. Gli incentivi regionali sono aggiuntivi rispetto ai fondi Ministeriali previsti per il cofinanziamento di analoghe attività. Con DGR 835 del 12/7/2014 è stata apportata una modifica del Programma operativo annuale (POA), per istituire un nuovo capitolo di spesa. Con DGR 1018 del 15/9/2014 è stato richiesto il parere al Consiglio delle Autonomie locali sullo schema di delibera avente ad oggetto i criteri e le modalità per la concessione dei contributi ai Comuni che hanno ottenuto il mantenimento della sede dell'ufficio del Giudice di Pace. Con DGR 1156 del 13/10/2014 i criteri e le modalità per la concessione dei contributi sono stati definitivamente approvati, acquisito il parere del CAL.
Con decreti n. 14/RLE_GPR dell'11/11/2014 e n. 15/RLE_GPR del 14/11/2014 è stato assunto ai sensi dell'art.2, L.R. 13/2014, l'impegno di spesa in favore dei Comuni che hanno ottenuto il mantenimento della sede dell’ufficio del Giudice di pace. I Comuni sono invitati a produrre entro il 15/1/2015 l'attestazione delle spese sostenute nel 2014 ai fini del mantenimento del servizio della Giustizia, in conformità a quanto stabilito con i citati decreti. Pervenute le attestazioni, con decreto n. 1/RLE_GPR del 30/01/2015, si è proceduto alla determinazione dell’ammontare del contributo concesso in favore dei Comuni che hanno ottenuto il mantenimento della sede dell’ufficio del Giudice di pace ai sensi dell’art.2 della L.R. 13/2014.Con il decreto n. 15/GPR del 20/2/2015 è stato richiesto il trasporto dei residui passivi, corrispondenti ai contributi indicati nel decreto n. 1/RLE_GPR del 30/01/2015, dall’esercizio 2014 al 2015. Con decreto n. 482/RCS del 25/2/2015 il Dirigente della p.f. Programmazione economico-finanziaria del servizio sanitario regionale e ragioneria ha determinato le somme da conservarsi nel conto dei residui passivi dell'esercizio 2014, al capitolo 10601119, ai sensi dell’art. 58, commi 4 e 5 della l.r. 31/2001. Con DGR n. 175 del 9/3/2015 è stata apportata al Programma operativo annuale 2015 una variazione compensativa di cassa per consentire l’effettuazione del pagamento relativo ai contributi per il servizio del Giudice di pace a valere sul capitolo n. 10601119 del bilancio 2015.Con il decreto n. 2/RLE_GPR del 16/4/2015 sono stati liquidati i contributi ai Comuni che hanno mantenuto la sede dell'ufficio del Giudice di pace a proprio carico.
Istruzioni per il ripristino degli uffici del Giudice di pace soppressi del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi uffici del giudice di pace.
INDICATORI DI EFFICIENZA E DI EFFICACIA DELLE FORME ASSOCIATIVE FRA COMUNI (UNIONI E CONVENZIONI)
Al fine di programmare, sulla base di dati obiettivi, la gestione associata di funzioni, è possibile analizzare il dato storico, per Comune, di alcuni indicatori e raffrontare le performance degli anni successivi con il dato storico e con la media.
Sulla base delle più recenti buone prassi, sono state definite griglie di indicatori economici e finanziari per valutare l’efficienza delle Unioni di Comuni, il livello dell’associazione delle funzioni e la dipendenza dai trasferimenti di altri Enti. Con opportuni adattamenti, gli indicatori possono esprimere informazioni sulle performance dei Comuni e delle altre forme associative fra enti locali, ove costituite. Gli indicatori di efficienza possono essere sintetizzati nel modo seguente:
Spesa di personale rispetto alle spese correnti dell’unione di comuni.
Obiettivo dell’indicatore è di premiare la minore incidenza della spesa di personale sul complesso delle spese correnti.
L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale degli impegni per spesa di personale diviso totale degli impegni per spese correnti.
Si effettua la media regionale degli indicatori di tutte le unioni di comuni, escludendo l’indicatore più basso e quello più alto. Si considera efficiente l’indicatore dell’unione di comuni che è pari o inferiore alla media.
L’applicazione dell’indicatore ha luogo sulla base dei dati risultanti dal rendiconto al bilancio dell’esercizio finanziario precedente.
Il dato attinente alla spesa di personale sarà desunto da attestazioni inerenti la spesa di personale.
Spesa di personale rispetto alle spese correnti dell’ambito territoriale dell’unione di comuni.
Obiettivo dell’indicatore è valorizzare il miglioramento del rapporto tra la spesa di personale e le spese correnti, considerando in modo aggregato sia il dato dell’unione di comuni sia quello dei comuni che ne fanno parte.
L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale impegni per spesa di personale dell’unione di comuni e dei comuni che ne fanno parte diviso totale degli impegni per spese correnti dell’unione di comuni e dei comuni che ne fanno parte.
Per l’applicazione dell’indicatore è necessario che le unioni di comuni abbiano approvato il rendiconto al bilancio per almeno due anni consecutivi. Si comparano tra loro i valori risultanti dagli ultimi due esercizi finanziari. L’indicatore dell’ultimo anno si considera efficiente se il suo valore è diminuito di almeno il cinque per cento rispetto a quello dell’anno precedente.
Il dato attinente alla spesa di personale delle unioni di comuni sarà desunto da attestazioni relative alla spesa per il personale.
Rapporto tra la spesa per il personale con qualifica dirigenziale e la spesa complessiva del personale dell’unione di comuni.
Obiettivo dell’indicatore è premiare la minore incidenza della spesa per qualifiche dirigenziali sul complesso della spesa di personale. L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale impegni per spesa di personale con qualifica dirigenziale (compresi gli incarichi dirigenziali attribuiti ai sensi dell’articolo 110 del TUEL) diviso totale impegni per spesa di personale. Si effettua la media regionale degli indicatori di tutte le unioni di comuni. Si considera efficiente l’indicatore che è pari o inferiore alla media. I dati attinenti alla spesa di personale saranno desunti da attestazioni inerenti la spesa di personale.
Conferimento di incarichi dirigenziali esterni
Obiettivo dell’indicatore è premiare le unioni di comuni che svolgono le funzioni utilizzando il personale dirigenziale interno o dei comuni, senza utilizzare incarichi esterni. Si considera efficiente l’unione di comuni che non presenta spesa per incarichi dirigenziali conferiti ai sensi dell’articolo 110 del TUEL.
Non possono essere valutate per il presente indicatore le unioni di comuni che hanno spesa di personale pari a zero.
Il dato attinente la presenza di spesa per incarichi dirigenziali esterni sarà desunto dalla comunicazione inerente la spesa di personale.
Le unioni di comuni di nuova istituzione, che non hanno ancora approvato alcun rendiconto al bilancio, non possono essere considerate per il presente indicatore.
Spesa media per il personale per abitante dell’ambito dell’unione di comuni.
Obiettivo dell’indicatore è valorizzare gli ambiti delle unioni che presentano una bassa spesa per il personale per abitante, considerando in modo aggregato sia il dato dell’unione di comuni sia quello dei comuni che ne fanno parte.
L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale impegni per spesa di personale dell’unione di comuni e dei comuni che ne fanno parte diviso totale della popolazione residente nei comuni facenti parte dell’unione.
Si effettua la media regionale degli indicatori di tutte le unioni di comuni. Si considera efficiente l’indicatore che è pari o inferiore alla media.
Il dato attinente alla spesa di personale delle unioni di comuni sarà desunto da attestazioni sulla spesa di personale.
I dati inerenti la spesa di personale dei comuni facenti parte delle unioni saranno desunti dai rendiconti al bilancio dell’esercizio precedente.
Per quanto attiene il dato relativo alla popolazione residente nell’ambito dell’unione di comuni, sarà presa in considerazione la popolazione residente al 31 dicembre dell’anno corrispondente all’esercizio finanziario cui il rendiconto al bilancio si riferisce, così come risultante dal rendiconto al bilancio approvato dall’unione di comuni.
Incidenza spesa per funzioni generali di amministrazione
Obiettivo dell’indicatore è premiare la minore incidenza delle spese per funzioni generali di amministrazione, necessarie per il funzionamento dell’ente in quanto tale, sul complesso delle spese correnti, comprendenti anche le funzioni e i servizi che le unioni svolgono per conto dei comuni. L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale degli impegni per funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo diviso totale degli impegni per spese correnti. Per le unioni di comuni che svolgono le funzioni di amministrazione per i comuni che ne fanno parte, così come desumibile dallo statuto, il valore risultante dal calcolo di cui al precedente n. 2 è ridotto del 60%. Si effettua la media degli indicatori di tutte le unioni di comuni. Si considera efficiente l’indicatore che è pari o inferiore alla media. L’applicazione dell’indicatore ha luogo sulla base dei dati risultanti dal rendiconto al bilancio dell’esercizio finanziario precedente a quello di concessione dei contributi.
Autonomia finanziaria dell’unione rispetto al contributo regionale concesso
Obiettivo dell’indicatore è premiare le unioni di comuni il cui bilancio non dipende in maniera strutturale dal contributo regionale concesso.
L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: importo del contributo concesso l’anno precedente diviso totale degli impegni per spese correnti.
Si effettua la media regionale degli indicatori di tutte le unioni di comuni. Si considera efficiente l’indicatore che è pari o inferiore alla media regionale.
L’applicazione dell’indicatore ha luogo sulla base dei dati risultanti dal rendiconto al bilancio dell’esercizio finanziario precedente a quello di concessione dei contributi.
Velocità di gestione delle spese
Obiettivo dell’indicatore è premiare l’efficienza della spesa, intesa sia come capacità di riduzione dei residui passivi sia come capacità di non generare ulteriori residui passivi.
L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale pagamenti (sia in conto competenza che in conto residui) per spese correnti e spese in conto capitale diviso totale impegni e residui passivi (riaccertati) per spese correnti e spese in conto capitale.
Velocità di riscossione delle entrate proprie
Obiettivo dell’indicatore è premiare l’efficienza nella gestione delle entrate non correlate ai trasferimenti da enti terzi e all’accensione di prestiti, intesa sia come capacità di riduzione dei residui attivi sia come capacità di non generare ulteriori residui attivi. L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale delle riscossioni (sia in conto competenza che in conto residui) relativi ai titoli I e III delle entrate (entrate tributarie ed extratributarie) diviso totale degli accertamenti e dei residui attivi (riaccertati) dei titoli I e III delle entrate (entrate tributarie ed extratributarie). Si effettua la media regionale degli indicatori di tutte le unioni di comuni. Si considera efficiente l’indicatore che è pari o inferiore alla media. L’applicazione dell’indicatore ha luogo sulla base dei dati risultanti dal rendiconto al bilancio dell’esercizio finanziario precedente a quello di concessione dei contributi.
Grado di indebitamento dell’unione pro capite
Obiettivo dell’indicatore è premiare il basso indebitamento per abitante non assistito da contributi statali, regionali o di altri enti delle amministrazioni pubbliche.
L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo:
consistenza finale dei debiti di finanziamento non assistiti diviso totale della popolazione residente nei comuni dell’unione alla data del 31 dicembre.
Obiettivo dell’indicatore è premiare la minore incidenza delle spese incomprimibili sul bilancio dell’unione. L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale degli impegni per interessi passivi (intervento 6) e per il personale (intervento 1), relativi alle spese correnti, e totale degli impegni per spese per rimborso prestiti diviso totale degli accertamenti dei titoli I, II e III delle entrate.
Si considera efficiente l’indicatore con valore pari o inferiore a 0,60. L’applicazione dell’indicatore ha luogo sulla base dei dati risultanti dal rendiconto al bilancio dell’esercizio finanziario precedente a quello di concessione dei contributi.
Obiettivo dell’indicatore è premiare l’autosufficienza del bilancio dell’unione. L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: totale degli accertamenti dei primi tre titoli delle entrate diviso totale degli impegni per spese correnti e spese per rimborso prestiti al netto della quota di mutui e prestiti estinti anticipatamente e del rimborso per anticipazioni di cassa. Si considera efficiente l’indicatore il cui valore è compreso tra 1 e 1,1. L’applicazione dell’indicatore ha luogo sulla base dei dati risultanti dal rendiconto al bilancio dell’esercizio finanziario precedente a quello di concessione dei contributi.
Numero di funzioni fondamentali svolte dall’unione di comuni per tutti i comuni associati
Obiettivo dell’indicatore è premiare le unioni che svolgono il maggior numero di funzioni fondamentali per tutti i comuni associati. Possono essere valutate per il presente indicatore solo le unioni di comuni che svolgono almeno dieci (10) funzioni fondamentali per tutti i comuni associati, applicando i codici ministeriali di riferimento. Per ogni ulteriore funzione fondamentale svolta dall’unione di comuni per tutti i comuni associati sono attribuiti 0,2 punti. Il dato relativo al numero di funzioni svolte dalle unioni di comuni va accertato in base agli statuti delle unioni.
Numero di segnalazioni qualificate pro-capite
Obiettivo dell’indicatore è premiare l’attività di contrasto all’evasione fiscale.
L’indicatore è considerato solo se l’unione svolge la funzione fondamentale di gestione delle entrate tributarie e dei servizi fiscali per conto di almeno due comuni. L’indicatore, per ciascuna unione di comuni, è calcolato nel seguente modo: numero di segnalazioni qualificate effettuate nell’anno solare precedente a quello di concessione del contributo diviso totale dei residenti nei comuni associati come risultante dall’ultimo dato ISTAT disponibile al 31 dicembre. Si effettua la media regionale degli indicatori di tutte le unioni di comuni, escludendo l’indicatore più basso e quello più alto. Si considera efficiente l’indicatore dell’unione di comuni che è pari o superiore alla media. Il numero di segnalazioni qualificate effettuate all’Agenzia delle Entrate dalle unioni di comuni sarà acquisito direttamente dalla Agenzia medesima. Tale indicatore sarà valutato qualora i dati siano resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate.