Source: http://www.urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=1&IDReg=5
Timestamp: 2019-09-23 06:29:42+00:00
Document Index: 173870534

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 32', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 53', 'art. 32', 'art. 30']

Trasferire al piano terra di un centro commerciale (cioè in una superficie compresa nell'ambito di una volumetria comunque realizzata) degli spazi parcheggio esistenti non può essere considerato "sostitutivo" di un "quantum" dovuto all'amministrazione dal privato che, proprio in ragione delle sue caratteristiche (di superficie e di localizzazione) è stato a suo tempo valutato come valido equivalente del pagamento monetario degli oneri.
IL CONDONO SUCCESSIVO AL PASSAGGIO IN GIUDICATO DELLA SENTENZA PENALE DI CONDANNA NON ESTINGUE REATI E PENE MA RENDE INAPPLICABILE LA DEMOLIZIONE
LA CESSIONE DI CUBATURA È AMMESSA SOLO TRA FONDI IN PROSSIMITÀ E CON LA STESSA DESTINAZIONE URBANISTICA E LO STESSO INDICE DI FABBRICABILITÀ
L'istituto della cessione di cubatura è soggetto a determinate condizioni delle quali le principali sono costituite: a) dall'essere i terreni in questione se non precisamente contermini, quanto meno dotati del requisito della reciproca prossimità; b) dall'essere i medesimi caratterizzati sia dalla omogeneità urbanistica, avere cioè tutti la stessa destinazione e lo stesso indice di fabbricabilità originario, perchè altrimenti, in assenza di dette condizioni, attraverso l'utilizzazione di tale strumento, astrattamente legittimo, sarebbe possibile realizzare scopi del tutto estranei ed, anzi, confliggenti con le esigenze di corretta pianificazione del territorio.
GLI IMMOBILI ABUSIVI SITI IN AREE SOTTOPOSTE A VINCOLO PAESAGGISTICO-AMBIENTALE NON SONO SANABILI PER SILENZIO ASSENSO EX L. 724/1994
Non sono suscettibili di sanatoria tacita ai sensi dell'art. 39, comma 4, della l. 724 del 1994 gli immobili siti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico-ambientale, essendo all'uopo in ogni caso richiesto il parere espresso dell'Autorità competente alla gestione del vincolo, ragione per cui in tali ipotesi non è configurabile la formazione del silenzio-assenso sull'istanza di condono.
La disposizione di portata generale di cui all'art. 32, primo comma della legge 28 febbraio 1985, n. 47, relativa ai vincoli che appongono limiti all'edificazione deve interpretarsi nel senso che l'obbligo di pronuncia da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione alla esistenza del vincolo al momento in cui deve essere valutata la domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca d'introduzione del vincolo. Appare evidente che tale valutazione corrisponde alla esigenza di vagliare l'attuale compatibilità, con il vincolo, dei manufatti realizzati abusivamente.
In materia di silenzio assenso in edilizia, la previsione letterale contenuta al riguardo nell'art. 20, comma 8, del d. P.R. giugno 2001, n. 380, come novellato dall'art. 5 del d.l. 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla l. 12 luglio 2011, n. 106, ha inteso esplicitare l'esclusione dell'operatività dell'istituto in caso di ambiti soggetti a vincolo paesaggistico.
Non sono mai sanabili gli abusi edilizi su aree assoggettate a vincolo preesistente e assoluto d'inedificabilità (come sancito dal vecchio condono ex l. 47/85).
Per la formazione del silenzio-assenso sull'istanza di condono edilizio è necessario che ricorrano i requisiti sia dell'avvenuto pagamento dell'oblazione dovuta e degli oneri di concessione, sia dell'avvenuto deposito di tutta la documentazione prevista per la sanatoria.
Rilevato che la "piena conoscenza" non deve essere intesa quale "conoscenza piena ed integrale" del provvedimento stesso, il momento dal quale far decorrere il termine per impugnare il permesso di costruire è da individuare nell'inizio dei lavori, nel caso si sostenga che nessun manufatto poteva essere edificato sull'area; ovvero, laddove si contesti il quomodo (distanze, consistenza ecc.), dal completamento dei lavori o dal grado di sviluppo degli stessi, se si renda comunque palese l'esatta dimensione, consistenza, finalità, dell'erigendo manufatto.
Il contributo sul costo di costruzione non è un tributo in senso tecnico-giuridico, ma il medesimo ha natura paratributaria: non appare pertanto applicabile l'art. 53 della Costituzione (prelievo improntato al criterio della progressività, secondo la capacità contributiva).
Le previsioni di dettaglio contenute nelle norme tecniche di attuazione del piano o nel regolamento edilizio, essendo destinate a regolare la futura attività edilizia e, quindi, suscettibili d'una ripetuta applicazione, sono lesive nel momento in cui è adottato l'atto applicativo e possono essere oggetto di censura in occasione della impugnazione di quest'ultimo.
La sanzione della demolizione (cfr. artt. 31 ss. D.P.R. n. 380/2001) ha carattere reale, ossia colpisce la res abusiva, a prescindere dalla attuale titolarità del diritto di proprietà in capo a chi non sia autore dell'abuso.
Il disegno urbanistico espresso da uno strumento di pianificazione generale, o da una sua variante costituisce estrinsecazione di potere pianificatorio connotato da ampia discrezionalità che rispecchia non soltanto scelte strettamente inerenti all'organizzazione edilizia del territorio, bensì afferenti anche al più vasto e comprensivo quadro delle possibili opzioni inerenti al suo sviluppo socio-economico.
L'art. 32 d.l. n. 269/2003 convertito nella l. n. 326/2003 ha introdotto una disciplina più severa e rigorosa rispetto ai condoni edilizi che l'hanno preceduta, escludendo la possibilità di ottenere la sanatoria in presenza di due requisiti, ovvero della vigenza di un vincolo di inedificabilità, anche relativa, apposto prima della realizzazione delle opere, e della difformità delle opere rispetto alle disposizioni urbanistiche.
La non veritiera prospettazione da parte del privato delle circostanze in fatto e in diritto poste a fondamento dell'atto illegittimo a lui favorevole non consente di configurare in capo a lui una posizione di affidamento legittimo, con la conseguenza per cui l'onere motivazionale gravante sull'amministrazione, in caso di annullamento in autotutela di una concessione edilizia, potrà dirsi soddisfatto attraverso il documentato richiamo alla non veritiera prospettazione di parte.
Ai fini dell'impugnazione da parte di un operatore economico del titolo edilizio collegato ad un'autorizzazione commerciale è necessaria la sussistenza del criterio dello stabile collegamento territoriale, che deve legare il ricorrente all'area di operatività del controinteressato per poterne qualificare la posizione processuale.
Ai sensi dell'art. 30, comma 1, d.P.R. 380/2001 si configura la lottizzazione abusiva materiale (sostanziale) di terreni a scopo edificatorio quando vengono iniziate opere che comportano una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione.
Pianta effimera noi, cos'è il vivente? | Cos'è l'estinto? – Un sogno d'ombra è l'uomo (Pindaro di Cinoscefale)