Source: http://www.comitatoprofessionisti.it/statuto/
Timestamp: 2018-06-22 03:08:02+00:00
Document Index: 139086882

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art.4', 'art. 10', 'art.7', 'art. 9', 'art. 10', 'art.10', 'art.5']

Statuto - Comitato Professioni Tecniche
ART. 1 – Costituzione, denominazione e forma giuridica
1. Il comitato denominato Comitato professioni tecniche, è un’associazione non lucrativa di utilità socio-culturale, non riconosciuta, qui chiamata per brevità “Comitato”.
2. Come da atto costitutivo redatto ed approvato in data 2 Ottobre 2014, è costituito il comitato denominato Comitato professioni tecniche quale libera associazione di fatto, con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro. L’attività ed i rapporti tra gli associati sono regolati dalle norme del presente statuto in conformità con quanto prescritto dal codice civile e dalla legge n. 383 del 2000.
3. I fondatori del Comitato riconoscono la pari dignità di ogni individuo, indipendentemente da sesso, nazionalità, religione, cultura; pertanto chiunque può aderire al Comitato in qualità di socio o associato (per pura semplicità linguistica viene usata la desinenza e la forma maschile).
ART. 2 – Sede e zona di attività
1.Il Comitato professioni tecniche ha sede legale in (Omissis …).
2. Potranno essere istituite e chiuse sedi secondarie e succursali anche in altre città d’Italia mediante delibera del consiglio direttivo. La sede potrà essere trasferita con semplice delibera di assemblea e la variazione della sede legale nell’ambito del comune non rappresenta modifica del presente statuto.
3. Il marchio Comitato professioni tecniche © è di proprietà dei soci fondatori i quali, tramite atto scritto e sottoscritto da loro medesimi, consentono all’associazione Comitato professioni tecniche di utilizzarlo a titolo gratuito per la durata, eventualmente rinnovabile, di tre anni. Il marchio non può essere utilizzato in nessun caso senza il loro preventivo consenso scritto.
4. Il Comitato svolge la sua azione senza limiti territoriali.
ART. 3 – Storia e princìpi
1. Il Comitato professioni tecniche è aperto a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali.
Il comitato nasce dall’esperienza di alcuni professionisti che hanno deciso nel 2013 di promuovere una petizione rivolta al Presidente della Repubblica, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, chiedendo di porre tra gli obiettivi del parlamento una riforma delle professioni tecniche basata sull’ascolto delle istanze degli stessi professionisti e di mettere in campo, in attesa di una riforma delle professioni equa, una misura che consenta ai professionisti di avere certezza dei compensi, pattuiti attraverso contratto con la committenza. Con lo scopo preciso di ridare dignità e promuovere la cultura delle professioni tecniche, la petizione propone che il rilascio di qualsiasi tipo di autorizzazione, permesso, licenza, concessione, nulla osta o altro titolo abilitativo all’esecuzione di opere d’architettura ed ingegneria, avvenga solo su presentazione di quietanza del pagamento e prova di pagamento dei compensi pattuiti, a firma dei professionisti incaricati e coinvolti nel procedimento. Una norma con questa fattispecie giuridica produrrebbe più di un effetto positivo: certezza dei pagamenti per i professionisti, trasparenza fiscale, regole per la libera concorrenza nel mercato delle professioni.
La petizione è al link seguente: http://certezzapagamenti.altervista.org/
2. Il comitato nasce dunque come movimento di cittadini democratico, laico, apartitico, antifascista, non-violento, pacifista ed antirazzista, e si attiene ai seguenti principi: assenza di fine di lucro; democraticità della struttura; trasparenza; elettività delle cariche associative nel rispetto del principio delle pari opportunità tra i sessi; gratuità delle cariche sociali.
Il comitato è indipendente da qualsiasi altra associazione, comitato, ente pubblico e/o privato, da qualsiasi organizzazione sovranazionale, nazionale o locale di governo e senza scopo di lucro, anche indiretta, ai sensi e per gli effetti degli artt. 36 e seguenti del codice civile.
1. In conformità delle disposizioni dell’atto costitutivo, il comitato si pone l’obiettivo di perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale e civile come previsto dalla norma di cui all’art. 10 del D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.
2. Le finalità del comitato sono le seguenti:
A. Promozione di una riforma delle professioni che contempli:
Standardizzazione a livello nazionale del contratto per la prestazione dei servizi professionali e contestuale istituzione di un ufficio del registro (anche completamente elettronico) dei contratti stipulati dai professionisti con i committenti, connesso all’Agenzia delle Entrate e agli enti pubblici che si occupano di fiscalità e previdenza, per promuovere trasparenza e tracciabilità, e combattere l’evasione.
Definizione, presso la Camera di Commercio della tariffa oraria dei professionisti, così come riportata nel DM 31 ottobre 2013 n.143, e di un “tempario”, cioè una serie di tabelle che correlano una prestazione al tempo necessario per espletarla, per evitare prezzi anomali e scoraggiare la concorrenza sleale.
Rilascio di qualsiasi tipo di autorizzazione, permesso, licenza, concessione, nulla osta o altro titolo abilitativo all’esecuzione di opere d’architettura ed ingegneria, subordinato alla presentazione di quietanza del pagamento e prova di pagamento dei compensi pattuiti, da inserire nel Registro dei contratti descritto precedentemente, al quale il professionista comunica l’avvenuto pagamento.
Definizione delle competenze ed aree di azione delle figure tecniche laureate e diplomate, in relazione alle prestazioni indicate attualmente nel decreto Ministero Giustizia n. 143 del 2013.
Nuovi criteri del codice appalti per assegnazione degli incarichi ed individuazione dei requisiti di partecipazione a gare di progettazione e appalti integrati.
Nuove regole per previdenza e fiscalità.
Promozione della cultura dell’architettura e dell’ingegneria.
Promozione della dignità delle professioni tecniche riconosciute, individuate nel DPR n. 328 del 2001.
Il comitato si prefigge tra l’altro di organizzare manifestazioni, spettacoli, concorsi e conferenze, convegni e dibattiti, laboratori, mostre ed esposizioni, scambi culturali nazionali ed internazionali, per diffondere la cultura delle professioni tecniche, e promuovere iniziative che siano ritenute idonee al raggiungimento dello scopo sociale. Il comitato si avvale in modo determinane e prevalente delle prestazioni personali libere, spontanee e gratuite dei propri soci. In casi eccezionali di particolare necessità, può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri soci.
1. Le finalità indicate all’art.4 saranno realizzate attraverso l’intervento operativo dei soci promotori nei settori che rientrano tra quelli indicati all’art. 10 del D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.
E’ fatto divieto al comitato di svolgere attività diverse da quelle elencate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse e/o accessorie in quanto integrative delle stesse.
2. Le attività ufficiali, la comunicazione e la divulgazione sia interna che esterna sono pubblicate su piattaforma internet, sulla pagina di Comunità Facebook Certezza dei pagamenti e dignità della professione, al seguente link https://www.facebook.com/certezzapagamenti oppure sul sito web Comitato professionisti, al seguente link http://www.comitatoprofessionisti.it.
ART.6 – Fondatori
Coloro che hanno sottoscritto l’atto costitutivo del comitato ed hanno costituito il fondo di dotazione iniziale sono definiti soci fondatori. Salvo diverse indicazioni i fondatori sono completamente equiparati, nei diritti e nei doveri, ai promotori ed ai sostenitori del comitato.
La partecipazione alle assemblee ed alle attività promosse dall’associazione è elemento specifico e caratterizzante del titolo di fondatore. Ogni fondatore s’impegna – salvo casi eccezionali concordati con il consiglio direttivo – a seguire almeno due eventi/attività all’anno. Tale attività può essere proposta dal comitato ed in ogni caso sarà scelta dal fondatore secondo i propri interessi e sensibilità.
ART. 7 – Promotori
1. Possono far parte del comitato, in numero illimitato, tutti coloro siano essi persone fisiche, giuridiche, o enti pubblici e/o privati che partecipino alle attività dell’organizzazione, ne condividano gli scopi e si impegnino, in qualsiasi modo, ciascuno per le proprie capacità e possibilità, a realizzarli. Costoro sono definiti soci promotori ed hanno l’obbligo di versare la quota associativa, secondo l’importo stabilito annualmente dal consiglio direttivo. Il versamento è riferito all’anno solare in corso.
2. Tutti coloro che intendono far parte del comitato dovranno presentare richiesta scritta al presidente.
La richiesta di ammissione dovrà contenere la dichiarazione dell’aspirante promotore di condividere le finalità del comitato, di accettare senza alcuna riserva lo statuto e l’eventuale regolamento interno nonché, presa visione dell’informativa relativa alla privacy, di consentire il trattamento dei dati personali. Inoltre il promotore dovrà sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva di certificato, resa ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000, in cui dichiara di non avere carichi pendenti, di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale, ai sensi della vigente normativa, e di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali.
Avverso la decisione del consiglio direttivo per l’iscrizione di un aspirante promotore al comitato è ammesso appello all’assemblea dei promotori entro 30 (diconsi trenta) giorni.
L’accoglimento o il rigetto della domanda di adesione al comitato da parte dell’aspirante promotore deve essere comunicato per iscritto all’interessato entro 30 (diconsi trenta) giorni consecutivi dalla data della richiesta.
In caso di accoglimento della domanda di adesione il nuovo promotore, nei successivi 30 (diconsi trenta) giorni dovrà versare al tesoriere del comitato la quota annuale di iscrizione. Il tesoriere rilascerà al promotore la relativa ricevuta dell’avvenuto pagamento unitamente alla tessera del comitato.
3. La domanda di iscrizione potrà essere accolta o respinta dal consiglio direttivo, che delibererà in merito con espressa motivazione.
L’iscrizione al comitato decorre dalla data della deliberazione del consiglio direttivo, che dovrà esaminare le domande di adesione dei nuovi promotori nel corso della prima riunione successiva alla data di presentazione della suddetta richiesta, deliberando l’iscrizione dei nuovi aderenti nell’ elenco dei promotori.
ART. 8 – Sostenitori
1. La qualità di socio sostenitore, a tali fini, è riconosciuta dal consiglio direttivo a persone che abbiano particolari e comprovati meriti in relazione alle finalità proprie del comitato ed alla loro concreta realizzazione.
I sostenitori sono quei promotori i quali, oltre ad attenersi alle modalità d’iscrizione previste dall’art.7, edai diritti e doveri previsti all’art. 9, nel condividere gli scopi del comitato, desiderano e possono contribuire economicamente e/o fattivamente al raggiungimento degli obiettivi in modo maggiore rispetto ai soci promotori.
I soci sostenitori hanno diritto di voto nelle assemblee del comitato qualora abbiano lo status di professionisti, ma non hanno facoltà di partecipare alle riunioni del consiglio direttivo.
2. La decadenza della qualità di socio sostenitore avviene con le stesse modalità e motivazioni previste per i soci promotori all’art. 10.
ART. 9 – Diritti e obblighi dei promotori
1. La partecipazione dei promotori alle attività del comitato avviene a tempo indeterminato ed è espressamente esclusa la temporaneità della vita associativa, fermo restando in ogni caso il diritto al recesso e le circostanze di cui al presente e successivo articolo 10.
2. La partecipazione alle assemblee ed alle attività promosse dal comitato è elemento specifico e caratterizzante del titolo di promotore.
Tutti i promotori hanno gli stessi diritti e parità di trattamento all’interno dell’organizzazione.
Lo status di promotore del comitato, una volta acquisito, ha carattere permanente, è intrasmissibile e può venir meno solo nei casi espressamente previsti dalla norma di cui all’art.10 del presente statuto.
In particolare i diritti dei promotori sono i seguenti:
partecipare alle assemblee del comitato;
verbalizzare le proprie opposizioni;
consultare i verbali delle riunioni degli organi del comitato ed eventualmente estrarne copia;
eleggere gli organi di direzione – come ad esempio il consiglio direttivo -, di controllo e di garanzia del comitato ed essere eletti alle cariche;
recedere dal comitato in qualsiasi momento, dandone comunicazione scritta al consiglio direttivo;
controllare l’attività del comitato;
approvare il rendiconto annuale;
essere rimborsati delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata in favore del comitato;
frequentare i locali del comitato;
partecipare alle iniziative e alle manifestazioni organizzate dal comitato.
I promotori hanno i seguenti obblighi:
partecipare alle assemblee ordinarie e straordinarie convocate durante l’anno sociale;
svolgere la propria attività con spirito di solidarietà, in modo personale, diligente, spontaneo, gratuito e senza alcun fine di lucro;
tenere un comportamento verso gli altri associati e i terzi improntato all’insegna della correttezza e della buona fede;
impegnarsi per il raggiungimento dello scopo del comitato;
versare la quota annuale di iscrizione stabilita dal consiglio direttivo.
ART. 10 – DECADENZA DELLA QUALITÀ DI PROMOTORE
Il promotore può in qualsiasi momento recedere dal comitato, con comunicazione scritta indirizzata al consiglio direttivo. Il recesso ha effetto dal giorno in cui è pervenuta la comunicazione del recedente.
E’ considerato recedente il promotore in arretrato con il pagamento della quota annuale.
L’esclusione dei promotori è deliberata dalla maggioranza assoluta dell’assemblea, su proposta del consiglio direttivo, per comportamento contrastante con gli scopi dell’associazione e per persistenti violazioni degli obblighi statutari. All’escluso devono essere contestati per iscritto gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendogli facoltà di replica.
Dunque l’esclusione può essere deliberata nei seguenti casi:
inadempimento degli obblighi assunti da parte del promotore nei confronti del comitato;
inosservanza delle delibere degli organi del comitato, delle disposizioni dello statuto e dell’eventuale regolamento interno;
mancato pagamento della quota annuale di iscrizione.
4. Il socio promotore receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate. La perdita della qualità di promotore per una qualsiasi causa non comporta alcun diritto sul patrimonio del comitato, né rimborsi e/o corrispettivi ad alcun titolo.
1. Gli organi sociali del comitato sono:
– l’assemblea dei promotori;
ART. 12 – L’Assemblea dei Promotori
1. L’assemblea degli aderenti al comitato regolarmente costituita è composta da tutti i promotori che alla data di convocazione siano in regola con il versamento della quota annuale di iscrizione e iscritti nell’elenco dei promotori.
Ogni promotore ha diritto ad un voto ed a ciascun promotore non può essere conferita più di una delega scritta a partecipare all’assemblea, potendo rappresentare, quindi, un solo altro iscritto al comitato.
L’assemblea è il massimo organo deliberante del comitato, è presieduta dal presidente, o in caso di sua assenza dal vice-presidente, che viene assistito dal segretario per la redazione dei relativi verbali.
2. L’assemblea può essere convocata in sessioni ordinarie e straordinarie.
3. L’assemblea ordinaria dei promotori deve essere convocata dal consiglio direttivo almeno una volta all’anno entro il giorno 31 maggio, per l’approvazione del rendiconto annuale economico-finanziario e per l’esame del bilancio preventivo e consuntivo.
4. L’assemblea straordinaria può essere convocata dal presidente, dal consiglio direttivo o da almeno la metà dei promotori qualora se ne ravvisi la necessità.
L’assemblea deve essere tenuta entro 30 (diconsi trenta) giorni dalla convocazione.
5. L’assemblea ordinaria e l’assemblea straordinaria sono regolarmente costituite in prima convocazione con la presenza fisica, in proprio o per delega, della metà più uno dei promotori, aventi diritto al voto, e deliberano a maggioranza assoluta dei voti di quest’ultimi. In seconda convocazione sono regolarmente costituite qualunque sia il numero dei componenti ed in ogni caso deliberano col voto favorevole della maggioranza dei presenti.
6. La convocazione va fatta con avviso pubblico affisso all’albo della sede oppure a mezzo della piattaforma web, sulla pagina di comunità Facebook oppure sul sito, almeno 15 (diconsi quindici) giorni prima della data in cui si terrà l’assemblea, e dovrà essere corredata del relativo ordine del giorno.
Delle delibere assembleari deve essere data pubblicità mediante pubblicazione del relativo verbale sulla piattaforma web del comitato.
7. L’assemblea ordinaria elegge e può revocare il presidente dell’associazione; elegge e può revocare i componenti del consiglio direttivo; discute e approva il bilancio consuntivo ed il bilancio preventivo; delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’associazione; discute e approva gli eventuali regolamenti attuativi che disciplinano la vita dell’associazione; decide sull’esclusione del socio disposta dal consiglio direttivo.
8. L’assemblea straordinaria delibera modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto dell’associazione, scioglimento e liquidazione del comitato e devoluzione del suo patrimonio. Le deliberazioni sono valide con il voto favorevole della maggioranza dei presenti e l’unanimità dei fondatori.
9. L’avviso di convocazione deve contenere:
– la data, l’ora e la sede della prima e dell’eventuale seconda convocazione dell’assemblea;
– un elenco per l’eventuale delega a terzi esclusivamente promotori aventi diritto al voto;
– l’ordine del giorno.
1. Il consiglio direttivo è formato da un numero minimo di quattro fino ad un massimo di undici componenti, eletti dall’assemblea dei promotori, per la durata di tre anni e rieleggibili. Il consiglio direttivo dell’associazione è costituito da membri scelti dall’assemblea dei promotori; tali soggetti, di seguito detti consiglieri, si impegnano in prima persona al raggiungimento dei fini del comitato promuovendone le varie attività. Il consiglio direttivo è investito di ogni potere per decidere sulle iniziative da assumere e sui criteri da seguire per il conseguimento e l’attuazione degli scopi dell’associazione, e per la sua direzione ed amministrazione ordinaria e straordinaria. In particolare il consiglio direttivo fissa le direttive per l’attuazione dei compiti statutari, ne stabilisce le modalità e le responsabilità di esecuzione, organizza e controlla l’esecuzione stessa delle iniziative; decide sugli investimenti patrimoniali; stabilisce l’importo delle eventuali quote di partecipazione alle iniziative; delibera sull’ammissibilità dei soci; decide sull’attività e le iniziative dell’associazione e sulla collaborazione con terzi; approva i progetti di bilancio preventivo, rendiconto finanziario e stato patrimoniale, da presentare all’assemblea dei promotori; stabilisce le prestazioni di servizi ad associati e terzi, e le relative norme e modalità; nomina e revoca dirigenti funzionari e impiegati ed emana ogni provvedimento riguardante il personale.
2. Il consiglio direttivo nomina nel suo seno un vice-presidente, un segretario ed un tesoriere.
3. Nessun compenso spetta ai membri del consiglio direttivo in relazione dell’attività di consigliere svolta da ciascuno. Tuttavia, nel caso in cui uno dei componenti dell’organo presti la propria attività professionale in favore del comitato, dovrà essere dalla stesso retribuito secondo le tariffe professionali.
4. Se vengono a mancare uno o più consiglieri, ad esempio in caso di dimissioni o decadenza, qualora i membri rimanenti siano in numero superiore alla metà di quelli validamente eletti, essi potranno assolvere il loro mandato sino alla naturale scadenza oppure potranno convocare l’assemblea per nominare i consiglieri necessari a surrogare i membri mancanti, i quali resteranno in carica fino alla scadenza del mandato dei consiglieri sostituiti.
Il consiglio direttivo, nell’ipotesi in cui debba necessariamente integrare il numero dei suoi membri rispetto alla sua composizione iniziale, provvede a scegliere i consiglieri necessari attingendo all’elenco nel quale sono annotati progressivamente i consiglieri non eletti dell’ultima sessione elettorale, scegliendo naturalmente i primi tra essi.
5. Il consiglio direttivo è presieduto dal presidente o in caso di sua assenza dal vice-presidente e si riunisce ogni qualvolta il presidente lo ritenga necessario, oppure qualora lo richiedano almeno 2 (diconsi due) consiglieri, senza alcuna specifica formalità.
Il consiglio direttivo viene convocato mediante avviso pubblicato sulla piattaforma web del comitato.
6. Il consiglio direttivo rimane in carica per un triennio e tutti suoi componenti sono rieleggibili. Inoltre può sciogliersi per dimissioni di tutti i suoi membri o nel caso in cui venga a mancare la maggioranza dei suoi componenti.
ART. 14 – L’assemblea dei Fondatori
1. L’assemblea dei fondatori può essere convocata in via straordinaria dal presidente del comitato o da uno dei fondatori. La convocazione dei fondatori deve essere inoltrata attraverso e-mail, sms o a mezzo della piattaforma web, almeno 5 giorni solari prima della data prevista per l’assemblea.
2. L’assemblea dei fondatori stabilisce le modalità d’impiego del marchio Comitato professioni tecniche© .
ART. 15 – Il Presidente e il Vice Presidente
1. Il presidente del comitato é anche il presidente del consiglio direttivo, dirige il comitato e ne è a tutti gli effetti il legale rappresentante. E’ eletto dal consiglio direttivo, tra i suoi componenti, a maggioranza dei voti dei presenti.
Il presidente dura in carica per lo stesso periodo di tempo in cui è in carica il consiglio direttivo, e cessa dalla sua carica per scadenza del mandato, per dimissioni volontarie o per eventuale revoca decisa dall’assemblea dei promotori.
Il presidente convoca e presiede le assemblee ed il consiglio direttivo, svolge l’ordinaria amministrazione sulla base delle direttive di tali organi, riferendo al consiglio direttivo in merito all’attività compiuta. In caso di necessità e urgenza può compiere anche atti di straordinaria amministrazione, ma in tale circostanza deve contestualmente convocare il consiglio direttivo per la ratifica del suo operato.
4. In caso di assenza o impedimento temporaneo del presidente, il vice-presidente ha il compito di sostituirlo, svolgendo solo ed esclusivamente tutte quelle mansioni che gli siano state espressamente delegate.
Nei confronti degli associati e dei terzi (persone fisiche, giuridiche, uffici ed enti pubblici e/o privati), la firma del vice-presidente fa piena prova dell’assenza per impedimento o cessazione dalla carica del presidente.
1. Il segretario coadiuva il presidente, è eletto dal consiglio direttivo e dura in carica 3 (diconsi tre) anni rinnovabili.
2. Il segretario ha il compito di sovraintendere a tutti gli atti formali emessi dal comitato, ed in particolare:
– redigere i verbali ufficiali delle assemblee e del consiglio direttivo, e darne relativa divulgazione nelle sedi opportune;
– organizzare il calendario delle attività;
– gestire gli archivi documentali;
– massimizzare la comunicazione sia interna che esterna;
– tenere aggiornati i registri del comitato e l’elenco dei promotori;
– attendere alla corrispondenza del comitato.
Tutti gli atti formali del comitato devono quindi transitare dall’ufficio di segreteria.
1. Il tesoriere è colui al quale spetta il compito di curare l’amministrazione del comitato, tenere e aggiornare i libri contabili, nonché occuparsi delle riscossioni e dei pagamenti da effettuarsi previo mandato del consiglio direttivo. Il tesoriere ha il compito di amministrare, regolare e sovraintendere a tutti gli aspetti economici e finanziari legati all’associazione, ed in particolare:
– custodire le quote associative;
– gestire eventuali finanziamenti, beni associativi, immobili e mobili, contributi, donazioni e lasciti; – occuparsi dei rimborsi;
– gestire attività marginali di carattere commerciale e produttivo;
– presiedere e verificare ogni altro tipo di entrate ed uscite. Tutti i provvedimenti di tipo economico del comitato devono essere firmati dal tesoriere.
2. I contributi degli associati sono composti dalle quote necessarie per realizzare le iniziative, e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’assemblea.
Le elargizioni in danaro, le donazioni e i lasciti sono accettate dall’assemblea dei promotori, che delibera sull’utilizzazione di essi, in armonia con le finalità statutarie dell’organizzazione.
3. E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
4. L’anno finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
5. Il tesoriere deve redigere il bilancio preventivo e quello consuntivo, che poi devono essere approvati dall’assemblea ordinaria dei promotori ogni anno entro il mese di maggio. Il bilancio preventivo e quello consuntivo devono essere depositati presso la sede dell’associazione e divulgati tramite gli organi d’informazione dell’associazione – sulla piattaforma web della pagina di Comunità Facebook oppure sul sito web – entro i 15 (diconsi quindici) giorni precedenti la seduta assembleare per poter essere consultati da ogni associato.
1. Tutte le cariche sociali sono gratuite, fatto salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata nell’interesse del comitato. Le cariche sociali hanno la durata di 3 (diconsi tre) anni e possono essere riconfermate.
Le sostituzioni effettuate nel corso del suindicato periodo decadono allo scadere del medesimo.
2. Al fine di garantire l’autonomia dell’azione del Comitato, le cariche non sono compatibili con altre cariche o funzioni pubbliche quali, a titolo di esempio non esaustivo:
cariche politiche di ogni genere,
cariche all’interno di altre associazioni o sindacati,
cariche all’interno di Ordini o Consigli Nazionali,
incarichi di lavoro dipendente nella pubblica amministrazione,
ogni altro tipo di status che a giudizio esclusivo dell’assemblea dei fondatori sia in conflitto di interesse con gli scopi del Comitato.
1. Il patrimonio e le risorse economiche dell’associazione sono costituite da:
b) contributi straordinari degli aderenti o di privati, donazioni e lasciti testamentari;
c) contributi e rimborsi corrisposti da amministrazioni pubbliche, in regime di convenzione o di accreditamento o a titolo di finanziamento di progetti o attività;
f) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali, da inserire in una apposita voce di bilancio;
h) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali manifestazioni e sottoscrizioni anche a premi;
l) beni mobili, mobili registrati ed immobili di proprietà dell’associazione;
m) ogni altro tipo di entrate ammesse ai sensi della Legge 383 del 2000.
2. L’importo della quota associativa è stabilito ed eventualmente modificato dall’assemblea o dal consiglio direttivo. L’aderente non ha alcun diritto sulla quota o sui contributi versati, né può chiederne la restituzione in caso di proprio recesso o esclusione o in caso di scioglimento del comitato.
3. I contributi, le donazioni e i lasciti testamentari sono accettati dal presidente, in qualità di legale rappresentante dell’associazione, previa delibera del consiglio direttivo, che ne stabilisce l’utilizzazione, in armonia con le finalità istituzionali dell’associazione. I lasciti testamentari sono accettati con beneficio di inventario.
4. I beni immobili, mobili e mobili registrati di proprietà dell’associazione sono ad essa intestati ed elencati in apposito inventario conservato presso la sede del comitato.
1. Il comitato non può distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la propria vita, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.
Il comitato ha l’obbligo di impiegare gli eventuali utili o avanzi di gestione per lo svolgimento delle attività istituzionali e comunque nel rispetto delle disposizioni di legge e di regolamento.
ART. 21- Esercizio sociale
1. L’esercizio sociale del comitato ha inizio il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
2. Per ogni esercizio è predisposto un bilancio consuntivo e, se ritenuto opportuno, un bilancio preventivo.
Il bilancio consuntivo deve rappresentare la situazione patrimoniale del comitato ed i risultati della gestione, indicando le entrate e le spese sostenute nel corso dell’anno. Il bilancio preventivo contiene le previsioni di spesa e di entrata per l’esercizio annuale successivo.
I bilanci sono predisposti dal consiglio direttivo e depositati presso la sede dell’associazione e pubblicati sul sito web del comitato, a disposizione degli associati almeno 15 (diconsi quindici) giorni prima della data fissata per l’approvazione.
I bilanci sono approvati dall’assemblea ordinaria entro 4 (diconsi quattro) mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il bilancio consuntivo.
1. L’associazione può stipulare convenzioni con altri enti e soggetti. Le convenzioni sono stipulate dal presidente quale legale rappresentante dell’associazione, previa delibera del consiglio direttivo, che ne determina anche le modalità di attuazione. Copia di ogni convenzione è custodita presso la sede dell’associazione.
Le convenzioni conterranno disposizioni dirette a garantire l’esistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuità le attività stabilite dalle convenzioni stesse.
Le prestazioni saranno soggette a verifica così come le modalità di rimborso spese.
2. Il comitato in caso di attività svolte mediante convenzioni, assicura i propri aderenti che prestano tale attività contro gli infortuni e le malattie, connessi con lo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso terzi.
ART. 23 – Dipendenti e Collaboratori
1.L’associazione può assumere dipendenti e può giovarsi dell’opera di lavoratori autonomi, anche ricorrendo a propri associati, nei limiti previsti dalla Legge n.383 del 2000. I rapporti tra l’associazione ed i suoi dipendenti e collaboratori sono disciplinati dalle norme di legge e di contratto collettivo applicabili a ciascun rapporto.
ART. 24 – Scioglimento e devoluzione del patrimonio
1. Lo scioglimento del comitato è deliberato dall’assemblea straordinaria regolarmente costituita con la presenza di almeno 3/4 dei promotori sia in prima che in seconda convocazione. Le deliberazioni sono valide con il voto favorevole della maggioranza dei presenti e l’unanimità dei fondatori.
2. In caso di scioglimento, per qualsiasi causa, il comitato ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni non profit operanti in identico o analogo settore, ai sensi di quanto disposto dall’art.5, comma 4 della Legge n. 266 del 1991.
3. L’assemblea provvede anche alla nomina di uno o più liquidatori da scegliersi preferibilmente tra i soci.
ART. 25 -LEGGE APPLICABILE
1. Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto si fa riferimento allaLegge del 7 dicembre 2000 n. 383, alle norme del codice civile e alla normativa vigente in materia.