Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_sovraindebitamento/12
Timestamp: 2019-12-08 05:18:58+00:00
Document Index: 166043966

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art.14', 'art.12', 'art. 169', 'art. 169']

1. Se l'accordo é raggiunto, l'organismo di composizione della crisi trasmette a tutti i creditori una relazione sui consensi espressi e sul raggiungimento della percentuale di cui all'articolo 11, comma 2, allegando il testo dell'accordo stesso. Nei dieci giorni successivi al ricevimento della relazione, i creditori possono sollevare le eventuali contestazioni. Decorso tale ultimo termine, l'organismo di composizione della crisi trasmette al giudice la relazione, allegando le contestazioni ricevute, nonché un'attestazione definitiva sulla fattibilità del piano.
2. Il giudice omologa l'accordo e ne dispone l'immediata pubblicazione utilizzando tutte le forme di cui all'articolo 10, comma 2, quando, risolta ogni altra contestazione, ha verificato il raggiungimento della percentuale di cui all'articolo 11, comma 2, e l'idoneita' del piano ad assicurare il pagamento integrale dei crediti impignorabili, nonche' dei crediti di cui all'articolo 7, comma 1, terzo periodo. Quando uno dei creditori che non ha aderito o che risulta escluso o qualunque altro interessato contesta la convenienza dell'accordo, il giudice lo omologa se ritiene che il credito puo' essere soddisfatto dall'esecuzione dello stesso in misura non inferiore all'alternativa liquidatoria disciplinata dalla sezione seconda. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Il reclamo, anche avverso il provvedimento di diniego, si propone al tribunale e del collegio non può far parte il giudice che ha pronunciato il provvedimento.
3. L'accordo omologato e' obbligatorio per tutti i creditori anteriori al momento in cui e' stata eseguita la pubblicita' di cui all'articolo 10, comma 2. I creditori con causa o titolo posteriore non possono procedere esecutivamente sui beni oggetto del piano.
4. Gli effetti di cui al comma 3 vengono meno in caso di risoluzione dell'accordo o di mancato pagamento dei crediti impignorabili, nonche' dei crediti di cui all'articolo 7, comma 1, terzo periodo. L'accertamento del mancato pagamento di tali crediti e' chiesto al tribunale con ricorso da decidere in camera di consiglio, ai sensi degli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Il reclamo, anche avverso il provvedimento di diniego, si propone al tribunale e del collegio non puo' far parte il giudice che ha pronunciato il provvedimento.
5. La sentenza di fallimento pronunciata a carico del debitore risolve l'accordo. Gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in esecuzione dell'accordo omologato non sono soggetti all'azione revocatoria di cui all'articolo 67 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. A seguito della sentenza che dichiara il fallimento, i crediti derivanti da finanziamenti effettuati in esecuzione o in funzione dell'accordo omologato sono prededucibili a norma dell'articolo 111 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Pagamento rateizzato del credito ipotecario – Non omologabilità – Fattispecie
Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Pagamento dei creditori in un tempo non ragionevole – Non omologabilità.
Non è omologabile il piano del consumatore che preveda il pagamento rateizzato del credito ipotecario nell’arco di 14 anni dalla omologa senza che sia prevista la liquidazione dei beni sui quali sussiste la causa di prelazione, per contrasto con la statuizione di cui all’art. 8 co. 4 della legge n. 3/2012.
Non può essere omologato un piano del consumatore che preveda il pagamento dei creditori in un tempo non ragionevole (ciò che attiene alla valutazione in ordine alla fattibilità del piano: v. art. 8 co. 2 l. cit.) e che, in mancanza di una espressa previsione di legge, deve ritenersi che non possa, almeno di regola, superare il quinquennio (nel caso di specie era previsto un pagamento rateizzato del debito ipotecario nell’arco temporale di 14 anni dalla omologazione). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02 Maggio 2019. Segue...
Crisi da sovraindebitamento – Piano del consumatore – Durata superiore a cinque anni – Omologabilità – Sussiste.
Seppure la durata dei piani o accordi previsti dalla legge non possa, in linea di massima, eccedere il termine di circa 5-7 anni dall’omologa, in forza di quanto elaborato in via giurisprudenziale in materia concordataria (la cui disciplina è estendibile in via analogica alla materia del sovra indebitamento) e tenuto comunque conto delle peculiarità che contraddistinguono l’istituto, resta ferma la possibilità per il giudice di valutare l’accoglibilità del ricorso in base alle specificità caratterizzanti la fattispecie concreta, e ciò alla luce della ratio che governa la normativa salva suicidi, tenuto comunque conto delle ragioni creditorie. [Nella fattispecie, nulla avendo osservato i creditori sulla durata del piano proposto, e ritenendo gli stessi adeguatamente tutelati dall’art.14 bis della L.3/2012, il Tribunale ha omologato il piano, di durata fissata in otto anni e mezzo.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Calabria, 27 Marzo 2018. Segue...
Sovraindebitamento – Definizione di “consumatore” – Procedura ex l.3/2012 – Applicabilità della noramtiva a liberi professionisti – Indebitamento incolpevole – Dichiarazione fideiussoria – Accordi transattivi con Erario.
L’accordo di composizione della crisi può essere proposto anche da liberi professionisti che abbiano assunto obbligazioni nello svolgimento della propria attività professionale, mentre il “piano del consumatore” può essere proposto esclusivamente da soggetti che hanno assunto obbligazioni per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.
In caso di debitore nullatenente con accertate limitate entrate lavorative, la presenza di un fideiussore che garantisca il pagamento da parte del debitore, avallata dall’Organismo di conciliazione della crisi, può determinare l’accoglimento della proposta e la consequenziale omologazione dell’accordo di composizione.
In caso di indebitamento incolpevole – sostanzialmente determinato da truffa subita dal debitore – può essere omologato un accordo che preveda il pagamento del debito nei confronti dell’Erario di una somma pari ad ¼ del credito, considerando che, in caso di accordi transattivi con l’Erario, si raggiungono importi pari ad 1/3 del credito, in quanto l’Erario rinuncia a spese morosità e maggiorazioni. (Bernard Catapano) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 30 Marzo 2017. Segue...
Crisi da sovra indebitamento – Piano del consumatore – Omologa – Presupposti: giudizio di fattibilità e assenza di condizioni ostative.
Anche in presenza di opposizione al piano del consumatore presentata da un creditore, il Giudice può omologare il piano se verifica la fattibilità della proposta e l’assenza delle condizioni ostative richiamate dall’art.12 bis, comma 3, L.3/2012. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 05 Ottobre 2016. Segue...
Sovraindebitamento - Contratti pendenti - Applicazione dell'art. 169-bis l.f..
Nessuna norma di cui alla legge n. 3 del 2012 esclude l'applicabilità analogica dell'art. 169 bis legge fall. alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.
[Nella fattispecie, pur non richiamandosi espressamente l'articolo 169 bis legge fall., è stato autorizzato lo scioglimento dei contratti di finanziamento, con previsione di un indennizzo pari al debito residuo sottoposto a falcidia.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 23 Febbraio 2015. Segue...
Sovraindebitamento - Omologazione - Oggetto della verifica del giudice - Raggiungimento della maggioranza prescritta - Integrale pagamento dei crediti impignorabili, di Iva e ritenute non versate - Valutazione della convenienza della proposta in presenza di opposizioni.
In sede di omologa dell'accordo previsto dall'articolo 12 della legge n. 3 del 2012, il giudice dovrà verificare non solo il raggiungimento di una maggioranza favorevole pari al 60% dei creditori, ma anche l'integrale pagamento dei crediti impignorabili e di quelli per Iva e ritenute operate e non versate. Nel caso venga fatta opposizione, il giudice dovrà altresì valutare la convenienza della proposta rispetto all'alternativa liquidatoria disciplinata dalla seconda sezione della legge citata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 19 Novembre 2014. Segue...
Sovraindebitamento - Apporto di finanza esterna proveniente da procedura di concordato preventivo - Valutazione della fattibilità.
Nell'ipotesi in cui la proposta formulata dal debitore che si avvalga della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento preveda l'apporto di finanza esterna proveniente dalla esecuzione di una procedura di concordato preventivo, la fattibilità della proposta dovrà essere valutata anche sotto questo ulteriore profilo attraverso la valutazione delle previsioni di pagamento contenute nella diversa procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 19 Novembre 2014. Segue...