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Timestamp: 2017-08-23 10:45:40+00:00
Document Index: 24090635

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 11', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 1']

PROFILI INTERPRETATIVI RIGUARDANTI LE NOVITA UNICO 2010 REDDITO D IMPRESA - PDF
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1 PROFILI INTERPRETATIVI RIGUARDANTI LE NOVITA UNICO 2010 REDDITO D IMPRESA Oneri finanziari (art. 96 TUIR) interessi passivi espliciti su debiti commerciali D: Si chiede conferma dell irrilevanza ai sensi dell art. 96 TUIR degli interessi passivi da debiti commerciali contrattualmente previsti, similmente a quelli impliciti nel prezzo della fornitura. R: L articolo 96, comma 3, ha disposto l esclusione dalle limitazioni previste nella disciplina dello stesso articolo 96 degli interessi passivi impliciti derivanti da debiti di natura commerciale. Ai fini della loro individuazione, la circolare 19/E del 21 aprile 2009 ha chiarito che trattasi di interessi che, secondo i corretti principi contabili, sono inclusi nelle dilazioni di pagamento praticate in ipotesi di regolazione differita, nel medio lungo periodo, delle transazioni commerciali. L interesse esplicito, invece, è quello espressamente pattuito dalle parti nel contratto di compravendita. Si ritiene che l articolo 96 del TUIR non trovi applicazione nel caso in cui siano previsti interessi passivi espliciti su debiti di natura commerciale, ciò in coerenza con la ratio della norma in commento che intende escludere dal proprio ambito di applicazione gli interessi che scaturiscono da rapporti di natura commerciale. Oneri finanziari (art. 96 TUIR) - trattamento degli interessi attivi su prestiti a dipendenti D: Si chiede conferma che gli interessi attivi su prestiti ai dipendenti siano inclusi nel conteggio di cui all art. 96 TUIR in quanto il prestito al dipendente è un rapporto con causa finanziaria, secondo le caratteristiche indicate dalla circolare dell Agenzia delle Entrate n. 19/2009.
2 R: Si ritiene che i prestiti ai dipendenti rientrino nell ambito di applicazione dell articolo 96 del TUIR se presentano le caratteristiche enunciate nella Circolare n. 19/E del 21 aprile 2009 (paragrafo 2.2) e cioè devono scaturire da una messa a disposizione di una provvista di denaro per la quale sussiste l obbligo di restituzione e in relazione alla quale è prevista una specifica remunerazione. Oneri finanziari (art. 96 TUIR) interessi passivi su depositi cauzionali per attività commerciali D: Si chiede conferma che rientrino nella normativa gli interessi attivi (ed anche passivi) sui depositi cauzionali aventi causa finanziaria e non quelli sui contratti commerciali. Infatti, il deposito cauzionale è sovente relativo ad un contratto commerciale (ad es., di locazione oppure di fornitura di utilities) ed in quanto tale non costituisce una scelta finanziaria dell impresa. R: Nella Circolare 19/E del 21 aprile 2009 con riguardo agli interessi corrisposti sui depositi di riassicurazione, vale a dire sui depositi cauzionali costituiti nell ambito dei rapporti con i quali l impresa di assicurazione cede una quota del rischio assunto ad altra impresa di assicurazione, è stato chiarito che gli stessi non hanno causa finanziaria in quanto i citati depositi assumono una funzione di garanzia. Di conseguenza, applicando al caso in esame le considerazioni sopra svolte, si ritiene che i depositi cauzionali sui contratti commerciali non hanno causa finanziaria in quanto scaturenti da rapporti di natura commerciale e di conseguenza non rientrano nell ambito di applicazione dell articolo 96 del TUIR. Oneri finanziari (art. 96 TUIR) interessi passivi e modello unico D: Si chiede conferma dell utilizzo dell eccedenza di interessi attivi dell esercizio per dedurre gli interessi passivi netti indeducibili relativi ad esercizi precedenti.
3 In caso affermativo si chiede, altresì, come si debba procedere alla relativa compilazione del Modello Unico R: Come chiarito nella circolare 19/E del 2009, qualora in un determinato periodo di imposta l'importo degli interessi passivi netti risulta essere superiore al 30 per cento del ROL di periodo, l'eccedenza può essere recuperata in deduzione nei periodi di imposta successivi. Ai sensi del comma 4 dell articolo 96 del TUIR, tale deduzione è consentita esclusivamente qualora, in detti successivi periodi, l'importo degli interessi passivi maturati eccedenti gli interessi attivi sia inferiore al 30 per cento del ROL di competenza. In altre parole, se in un periodo d imposta (anno n) risulta un ammontare di interessi passivi indeducibili (in quanto eccedenti l ammontare del 30% di ROL di periodo), il soggetto può riportarli in avanti (nell anno n+1) e dedurli se e nei limiti in cui in tale periodo di imposta risulti un ROL capiente. La norma consente di recuperare gli interessi passivi netti derivanti dal periodo precedente, nei limiti dell ammontare del 30% di ROL capiente dell anno successivo in cui gli stessi vengono riportati in avanti. Tuttavia, nonostante il puntuale riferimento normativo ad un ammontare di ROL capiente ai fini della deducibilità delle eccedenze di interessi passivi riportate a nuovo, si ritiene corretto procedere alla loro deducibilità con le medesime modalità stabilite per gli interessi passivi di competenza. Ciò posto, si è dell avviso che qualora, in un determinato periodo d imposta, gli interessi attivi di periodo sono superiori agli interessi passivi dello stesso periodo di imposta, l eccedenza degli interessi attivi è utilizzabile per dedurre gli interessi passivi riportati da esercizi precedenti in quanto non deducibili. Di conseguenza, le eccedenze di interessi passivi riportate saranno immediatamente deducibili negli esercizi successivi anche con riferimento agli interessi attivi dell esercizio.
4 Irap - cuneo fiscale - deduzione maggiorata D: La deduzione maggiorata di euro di cui all art. 11, comma 1, lett. a), n. 3 D.Lgs. 446/97 per le imprese localizzate nel mezzogiorno è integralmente fruibile in regime de minimis oppure, come sarebbe più consono allo spirito della norma, l aiuto de minimis deve ritenersi circoscritto ai soli euro differenziali rispetto alla misura base? R: L articolo 11, comma 1, lett. a), n. 3) del D.Lgs. n. 446 del 1997, come modificato dall articolo 1, comma 266, della Finanziaria 2007, prevede la deducibilità (c.d. deduzione maggiorata ) dalla base imponibile IRAP di un importo pari a 9.200,00 euro annui per ogni lavoratore con contratto a tempo indeterminato impiegato nel periodo d imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Conformemente a quanto chiarito nella circolare 19 novembre 2007, n. 61/E (paragrafo 1.1 e 1.2), la predetta deduzione maggiorata prevista a favore dei soggetti operanti nei territori svantaggiati non è riconducile tra le misure di carattere generale, ma costituisce una agevolazione soggetta alle vigenti norme dell Unione europea in materia di aiuti de minimis. Tale deduzione, pertanto, è soggetta alle regole previste dal regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione europea del 15 dicembre 2006 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti di importanza minore ( de minimis ), ed è fruibile nel rispetto delle condizioni e dei limiti ivi previsti. Come precisato nella citata circolare n. 61/E del 2007, si segnala che il risparmio d imposta ottenuto dai contribuenti che fruiscono della deduzione maggiorata rilevante ai fini della verifica del rispetto del limite di euro ( ,00 euro per le imprese di autotrasporto su strada) fissato dal regolamento (CE) va calcolato sull intero importo della deduzione richiesta e non sulla sola parte incrementale eccedente il limite di 4.600,00 euro. Pertanto, nella ipotesi in cui una società abbia cinque dipendenti impiegati nella regione Basilicata in relazione ai quali intende fruire, per il periodo di imposta 2009, della deduzione maggioritaria unitaria pari a 9.200,00 euro, il risparmio di imposta rilevante ai fini della verifica del rispetto del limite di euro fissato dal predetto regolamento (CE) va calcolato
5 sull intero importo della deduzione richiesta e, non sulla sola parte incrementale, nel caso di specie il risparmio ottenuto dal contribuente risulterà pari a 1.794,00 euro (3,90% di ,00). IRPEF E LAVORO AUTONOMO Detrazione di imposta del 55% per interventi di risparmio energetico D: Sostituzione di serramenti ed infissi presso un unità abitativa residenziale posseduta da due persone fisiche, nudo proprietario e usufruttuario, e locata ad una terza persona fisica. Mediante un accordo tra il nudo proprietario e l inquilino si procede alla sostituzione dei serramenti ripartendo il costo per il 70% a carico del nudo proprietario e per il 30% a carico dell inquilino. Come si configura la detrazione di imposta nel caso di specie? R: La detrazione spetta sia al nudo proprietario che all inquilino per l ammontare di spesa effettivamente sostento da ciascuno, ovviamente nel rispetto delle condizioni previste dalla legge: pagamento mediante bonifico bancario con identificazione del beneficiario della detrazione e del bonifico, limite di spesa , rispetto dei parametri tecnici dell intervento. La comunicazione all ENEA può essere unica facendo riferimento all unico intervento ed ai due beneficiari. Ammortamento immobili D: In che misura sono deducibili dal reddito di lavoro autonomo le quote di ammortamento degli immobili strumentali di proprietà dei professionisti (100% o meno)? Rileva la data di acquisizione dell'immobile a tale scopo?
6 R: L'art. 54, comma 2, del TUIR, come modificato dall'art. 1, comma 334, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, (finanziaria 2007) prevede che per i beni strumentali per l'esercizio dell'arte o della professione, compresi gli immobili, "sono ammesse in deduzione, quote annuali di ammortamento non superiori a quelle risultanti dall'applicazione al costo dei beni dei coefficienti stabiliti per categorie di beni omogenei, con decreto delle Ministro dell'economia e della finanze" (Decreto ministeriale 31 dicembre 1988) La previsione in questione è a carattere temporaneo, dato che il comma 335 dell'art. 1, della legge 296/2006 stabilisce che le disposizioni in materia di deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, relativamente agli immobili strumentali all'esercizio dell'attività di lavoro autonomo, si applicano agli immobili acquistati nel periodo dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2009 e che gli importi deducibili, con i coefficienti di cui al Decreto del ministero delle finanze, sono ridotti, nel triennio , ad un terzo. La stessa disposizione precisa che, ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili dei beni immobili strumentali, si applica l' articolo 36, commi 7 e 7-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 secondo cui non è deducibile il costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza; in mancanza di separato acquisto, il costo delle aree è determinato in misura pari al maggior valore tra quello esposto in bilancio nell'anno di acquisto e quello corrispondente al 20 per cento del costo complessivo del fabbricato. Il sistema delineato dall'art. 54, comma 2, del TUIR ha previsto per i professionisti la possibilità di ammortizzare il costo di acquisizione degli immobili strumentali se il diritto reale è acquisito nel periodo , ossia nell'arco temporale in cui trova applicazione la disposizione transitoria che consente la deduzione delle quote di ammortamento relativamente agli immobili strumentali all'esercizio dell'attività di lavoro autonomo. Pertanto per gli immobili acquisiti in proprietà in detto triennio sono deducibili quote di
7 ammortamento, in base al principio di competenza, applicando al costo di acquisto dell immobile (costo storico di acquisizione aumentato degli oneri di diretta imputazione), le aliquote previste dal D.M , che rappresentano il limite massimo ammesso in deduzione per ciascun periodo d imposta. Tuttavia detta deducibilità per il triennio è ammessa nei limite di 1/3 dei coefficienti ministeriali; a partire dal 1 gennaio 2010 devono, invece, essere applicati i coefficienti per intero. Nel costo ammortizzabile va escluso il costo delle aree occupate dalla costruzione (e dalle pertinenze). Per gli immobili acquisiti dopo il triennio in questione non sono ammesse in deduzione quote di ammortamento. Pertanto ai fini della deducibilità delle quote di ammortamento rileva il periodo di acquisizione in proprietà. Principio di cassa e il pagamento tramite bonifici bancari D: In applicazione del principio di cassa, ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo, si devono prendere in considerazione i compensi incassati e le spese pagate nel periodo d imposta. Nel caso in cui un compenso venga regolato in prossimità della fine del mese di dicembre, mediante bonifico bancario, al fine di individuare l anno in cui assume rilevanza fiscale, quale momento rileva? Quello in cui l ordine di bonifico è stato impartito, oppure il momento in cui, in capo al professionista, tale somma sarà effettivamente a disposizione sul conto corrente, a prescindere dal momento di effettuazione del pagamento e di certificazione della ritenuta da parte del sostituto d imposta, anche ai fini della compilazione del mod. 770? R: L'applicazione del principio di cassa, secondo cui i compensi e i costi assumono rilevanza nel momento in cui sono, rispettivamente, percepiti e sostenuti rappresenta il criterio ordinario di determinazione del reddito di lavoro autonomo. Le criticità collegate a detto criterio risultano connesse, per quanto concerne l imputazione temporale dei compensi, alla individuazione del momento in cui il corrispettivo si intende incassato da parte del professionista, in particolare quando vengono utilizzati alcuni mezzi di pagamento. Per quanto
8 riguarda gli assegni bancari e circolari, ad esempio, gli stessi rappresentano titoli di credito che si sostanziano nell'ordine scritto, impartito alla propria banca, di pagare a terzi, o a sé stessi, una precisa somma di denaro. I compensi pagati mediante assegno devono considerarsi percepiti nel momento in cui il titolo di credito entra nella disponibilità del professionista, momento che si realizza con la consegna del titolo dal ricevente al committente. Non rileva, invece, ai fini della imputazione temporale del compenso al reddito del professionista, la circostanza che il versamento sul conto corrente del professionista percettore dell assegno intervenga in un momento successivo o in un diverso periodo d'imposta. Nel caso di compensi pagati mediante bonifico bancario, si ritiene che ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo il momento in cui il professionista consegue la effettiva disponibilità delle somme, debba essere individuato in quello in cui questi riceve l accredito sul proprio conto corrente. Si tratta, tecnicamente, della cosiddetta data disponibile, che indica il giorno a partire dal quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata. Non assume rilievo, pertanto, né la data della valuta, ovvero quella da cui decorrono gli interessi, nè il momento in cui il dante causa emette l ordine di bonifico né quello in cui la banca informa il professionista dell avvenuto accredito. Il momento in cui il compenso si considera percepito da parte del professionista potrebbe non coincidere con quello rilevante ai fini dell individuazione del periodo/mese in cui in il soggetto che ha effettuato il pagamento deve effettuare il versamento della ritenuta ed includere questa ultima nel modello 770. Per il committente che paga il compenso, infatti, ai fini della adempimento dell obbligo di effettuare la ritenuta rileva il momento in cui è stato effettuato il pagamento ovvero quello in cui le somme sono uscite dalla propria disponibilità. Il professionista, peraltro, scomputa la ritenuta subita nel periodo d imposta in cui il compenso al quale il prelievo attiene concorre a formare il proprio reddito professionale.
9 Riaddebito di spese ai colleghi per uso comune di locale D: Come registrare il riaddebito di spese a colleghi per l uso comune degli uffici, considerando che gli studi di settore prevedono che le spese debbano essere considerate al netto dei riaddebiti? Può infatti accadere che il rimborso avvenga nell anno successivo al pagamento e che ne derivino, quindi, squadrature con gli studi di settore. R: Il reddito di lavoro autonomo è determinato dalla differenza tra i compensi percepiti e le spese sostenute. Ai fini reddituali le somme incassate per il riaddebito dei costi ad altri professionisti per l uso comune degli uffici non costituisce reddito di lavoro autonomo e quindi non rileva quale componente positivo di reddito. E corretto ritenere che il costo sostenuto può essere dedotto dal professionista solo parzialmente, vale a dire per la parte riferibile alla attività da lui svolta e non anche per la parte riaddebitata o da riaddebitare ad altri. Infatti la parte di costo riaddebitata o da riaddebitare non è inerente alla attività da questi svolta e quindi non assume rilevanza reddituale quale componente negativo. Nella imputazione delle componenti reddituali al periodo d imposta il reddito di lavoro autonomo segue il criterio di cassa, principio che può essere derogato solo nelle ipotesi previste. Pertanto il costo rimborsato al professionista dal collega per l uso comune del locale di esercizio dell attività nel periodo d imposta successivo non può considerarsi rilevante ai fini reddituali per il professionista che lo riceve. Detto componente sarà invece rilevante per il professionista (collega), nel periodo d imposta in cui effettivamente lo corrisponde per l uso dei locali.
10 STUDI DI SETTORE Compilazione degli studi di settore da parte dei contribuenti minimi che optano per il regime ordinario D: I contribuenti che, pur avendo i requisiti per essere considerati minimi, optano per il regime ordinario, sono soggetti alla compilazione degli studi di settore? R: Si ritiene che le semplificazioni previste per il regime dei minimi di cui all art. 1, commi da 96 a 107, legge 244/2007, riguardino soltanto coloro che concretamente applicano detto regime e non anche coloro che, pur avendone i requisiti, abbiano optano per il regime ordinario. Nel paragrafo della circolare 73/E del 21 dicembre 2007 esplicativa di questo regime semplificato, introdotto dalla Finanziaria 2008, è stato specificato che in caso di opzione per la determinazione delle imposte sul reddito e dell imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari vanno posti in essere tutti gli adempimenti contabili ed extracontabili ed anche, quindi, quelli relativi agli studi di settore. In questi casi (contribuenti con requisiti per rientrare nel regime dei minimi, ma che optano per l ordinario) è però possibile che la sussistenza dei requisiti per l applicazione del regime dei minimi possa configurare anche una situazione di marginalità economica, secondo le caratteristiche esplicitate nelle circolari 31/E e 38/E del 2007 (scarsi beni strumentali, volumi d affari ridotti, etc.). Al riguardo, si ricorda che, nei confronti dei soggetti marginali, i documenti di prassi citati hanno richiamato l attenzione degli uffici sul fatto che la ragionevole certezza che il particolare strumento accertativo possa portare a distorsioni applicative deve comportare, in linea generale, l adozione della massima cautela nel relativo utilizzo, privilegiando, ove il controllo sia comunque ritenuto opportuno, modalità istruttorie diverse.
CIRCOLARE N. 38/E. Roma, 23 giugno 2010
CIRCOLARE N. 38/E Roma, 23 giugno 2010 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Profili interpretativi emersi nel corso degli incontri con gli iscritti agli ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili
REDDITO D'IMPRESA - SCUDO FISCALE - IRPEF E LAVORO AUTONOMO - FALLIMENTO - STUDI DI SETTORE - AIUTI DI STATO
Agenzia delle Entrate Circolare 23 giugno 2010, n.38/e Profili interpretativi emersi nel corso degli incontri con gli iscritti agli ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili. REDDITO D'IMPRESA