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Timestamp: 2019-08-18 18:55:53+00:00
Document Index: 16606747

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 2', 'art. 183', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 71', 'art. 39', 'art. 2', 'art. 39', 'art. 2']

Novità fiscali del 6 maggio 2011: ecco tutte le novità del Decreto Sviluppo 2011 | Commercialista Telematico
via libera dal CDM al Decreto Sviluppo; transfer pricing: documento dell’Unione Nazionale dei giovani Commercialisti; SISTRI: nuovo regolamento in G.U.;
per le DRE niente verifiche nei riguardi dei piccoli contribuenti;
più semplice la tracciabilità appalti pubblici;
obbligo di versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali per i Committenti della Gestione Separata;
modalità di presentazione della domanda d’iscrizione alla Gestione separata: esclusività del canale telematico a partire dal 1° giugno 2011; nuova disciplina sul funzionamento dell’assemblea delle società quotate;
approvata in via definitiva l’Applicazione IFRS “Impairment e avviamento” per il settore assicurativo; successioni tutelate: notai ed associazioni dei consumatori spiegano le regole per un trasferimento sicuro; in chiusura la campagna 2011 del 5 per mille
Novità fiscali del 6 maggio 2011
1) Transfer pricing: documento dell’Unione Nazionale dei giovani Commercialisti
2) Sistri: nuovo regolamento in G.U.
3) Per le DRE niente verifiche nei riguardi dei piccoli contribuenti
4) Via libera Cdm al Decreto Sviluppo
5) Più semplice la tracciabilità appalti pubblici
6) Obbligo di versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali per i Committenti della Gestione Separata
7) Modalità di presentazione della domanda d’iscrizione alla Gestione separata: esclusività del canale telematico a partire dal 1° giugno 2011
8) Nuova disciplina sul funzionamento dell’assemblea delle società quotate
9) Approvata in via definitiva l’Applicazione IFRS “Impairment e avviamento” per il settore assicurativo
10) Successioni tutelate: notai ed associazioni dei consumatori spiegano le regole per un trasferimento sicuro
11) In chiusura la campagna 2011 del 5 per mille
La Commissione di Studio dell’UNGDCEC “Fiscalità Internazionale” ha redatto un documento (composto da 60 pagine), stampato il 26.04.2011, in tema di transfer pricing, che conclude il proprio lavoro soffermandosi sulle opportunità per il professionista ed i possibili sviluppi legislativi.
“L’effetto disapplicativo delle sanzioni amministrative previsto in caso di predisposizione della documentazione relativa alle modalità di determinazione dei prezzi di trasferimento, dimostra l’accresciuta sensibilità del Legislatore nazionale e dell’Amministrazione Finanziaria verso un tema di indubbia rilevanza per le imprese appartenenti a gruppi multinazionali, confermando la necessità di un progressivo avvicinamento della disciplina nazionale a quanto da tempo elaborato in sede internazionale.
L’accresciuta sensibilità dell’Amministrazione Finanziaria si dimostra, tuttavia, anche sul piano accertativo, con un incremento nel numero di verifiche aventi ad oggetto i prezzi di trasferimento e nella rilevanza delle rettifiche operate”.
In tale contesto, afferma tale documento, il professionista è chiamato a svolgere un ruolo determinante di indirizzo e supporto del cliente in primis nella definizione del prezzo di libera concorrenza secondo quanto statuito dalla normativa nazionale, come integrata dalle linee guida elaborate dall’OCSE.
A parere dell’Unione Nazionale dei giovani Commercialisti, questo è un compito arduo, considerate le evidenti lacune normative e la poca disponibilità di prassi nazionale, tuttora ancora risalente alla circolare del 1980; quanto alle fonti sovranazionali, esse vengono ritenute un sicuro punto di riferimento, generalmente accettato dalla stessa Amministrazione Finanziaria, ma sulla cui effettiva valenza all’interno dell’ordinamento sussistono posizioni giurisprudenziali non concordi.
Rileva ulteriormente il neo documento, come il giovane professionista alle prese con la particolare materia debba ben tenere presente: La determinazione del prezzo congruo deve avvenire avendo a riferimento la struttura dell’impresa e le caratteristiche delle transazioni.
“L’analisi funzionale ed economica, svolta in stretta collaborazione con l’impresa analizzata deve, quindi, costituite il fondamento della determinazione della metodologia di prezzo, non essendo possibile, né corretto, limitarsi all’elaborazione di analisi di comparabilità astratte dal contesto in cui l’impresa si colloca”.
Viene, infine, auspicato che il Legislatore nazionale proceda nell’opera di adeguamento della normativa nazionale ai principi elaborati in sede OCSE, definendo regole chiare, atte a ridurre l’incertezza delle imprese operanti in un contesto multinazionale ed a creare un contesto favorevole all’investimento estero nel nostro Paese.
Un primo intervento in materia, auspicato da gran parte di dottrina è la chiara statuizione circa gli effetti della predisposizione della documentazione facoltativa sull’applicazione delle sanzioni penali tributarie e, più in particolare, dell’art. 4 del D.Lgs. n. 74 del 10 marzo 2000.
In atto, ancora oggi non risulta chiaro se alla disapplicazione delle sanzioni amministrative in caso di predisposizione della documentazione conforme a quanto statuito dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 settembre 2010, si accompagni un analogo effetto disapplicativo delle sanzioni penali.
Ovviamente, in caso di risposa positiva (chiaramente sancita dagli organi preposti) si verrebbe ad aumentare la platea dei soggetti interessati a documentare le modalità di fissazione dei prezzi nelle operazioni poste in essere all’interno del gruppo.
Il citato documento è disponibile dal mese di maggio 2011 sul sito web dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
A partire dal 11 maggio 2011, oltre 300mila imprese coinvolte dovranno usare i dispositivi Sistri per una verifica registrando le movimentazioni dei rifiuti prodotti e gestiti in un giorno.
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 aprile 2011 il Decreto 18 febbraio 2011, n. 52, con cui è stato adottato il Regolamento che istituisce il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) e che riunifica in un unico testo i cinque decreti finora emanati in materia.
Questi ultimi cessano di produrre effetti dalla data di entrata in vigore del Testo unico fissata appunto al prossimo 11 maggio.
E’ quanto è stato rilevato nella nota di Altalex.com del 29 aprile 2011.
In particolare, in tale nota è stato precisato quanto segue:
L’avvio operativo del Sistema resta fissato al 1° giugno 2011, non essendo prevista all’interno del D.M. alcuna “nuova” proroga rispetto alle precedenti fissate, ad esempio, per la trasmissione dei dati di quanto prodotto e smaltito o recuperato nei due anni 2010 e 2011 (i cui termini restano pertanto, rispettivamente, il 30 aprile e il 31 dicembre 2011).
Il testo del D.M. 52/2011 coordina e raggruppa le definizioni già fornite dai precedenti decreti ed elimina quelle norme che erano ancorate a precisi termini temporali ormai superati.
In particolare, l’art. 2 offre il quadro completo delle definizioni integrative rispetto a quelle contenute nell’art. 183 del D.Lgs. n. 152/2006, che devono essere applicate ai fini del regolamento.
L’iscrizione al Sistema viene resa obbligatoria per i seguenti soggetti:
b) le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi che hanno più di dieci dipendenti; le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero o di smaltimento di rifiuti e che risultino produttori di rifiuti sono tenuti ad iscriversi al SISTRI anche come produttori indipendentemente dal numero dei dipendenti;
f) le imprese e gli enti che raccolgono o trasportano rifiuti speciali a titolo professionale; nel caso di trasporto navale, l’armatore o il noleggiatore che effettuano il trasporto o il raccomandatario marittimo, delegato per gli adempimenti relativi al SISTRI dall’armatore o noleggiatore medesimo;
g) nel caso di trasporto intermodale marittimo di rifiuti, il terminalista concessionario dell’area portuale, e l’impresa portuale, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell’imbarco o allo sbarco in attesa del successivo trasporto;
h) nel caso di trasporto intermodale ferroviario di rifiuti, i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto;
i) i soggetti di cui all’art. 5: L’adesione volontaria al Sistri è regolata dall’art. 5, mentre nel successivo articolo si disciplina l’iscrizione vera e propria che è descritta, nelle sue modalità, dall’allegato IA.
Il modulo di iscrizione è reso disponibile sul sito internet http://www.sistri.it/.
La copertura degli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento del SISTRI, a carico degli operatori iscritti, è assicurata mediante il pagamento di un contributo annuale. Quest’ultimo deve essere versato da ciascun operatore iscritto per ciascuna attività di gestione dei rifiuti svolta all’interno dell’unità locale.
Gli enti e le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti versano il contributo per la sola sede legale e per ciascun veicolo adibito al trasporto di rifiuti.
Il contributo si riferisce all’anno solare di competenza, indipendentemente dal periodo di effettiva fruizione del servizio, e deve essere versato al momento dell’iscrizione.
Negli anni successivi il contributo va versato entro il 30 aprile dell’anno al quale i contributi si riferiscono. Qualora, al momento del pagamento del contributo annuale, sia certo che il numero dei dipendenti occupato si è modificato rispetto all’anno precedente in modo da incidere sull’importo del contributo dovuto, è possibile indicare il numero relativo all’anno in corso, previa dichiarazione al SISTRI.
Le Direzioni Regionali delle Entrate possono effettuare verifiche solo nei riguardi dei grandi contribuenti.
Secondo recenti decisioni di giurisprudenza, le Direzioni Regionali delle Entrate non possono effettuare verifiche nei riguardi dei medi e piccoli contribuenti.
Non sono, quindi, autorizzati ad emettere atti consequenziali nei confronti di tali soggetti.
La nuova normativa consente loro soltanto il controllo dei grandi contribuenti.
Pertanto, è nullo l’avviso di accertamento emesso a seguito di processo verbale di constatazione (PVC) redatto dai verificatori della Direzione Regionale delle Entrate a seguito di verifica fiscale presso piccole aziende o professionisti.
Tutto ciò poiché in base all’art. 27, comma 13, del D.L. n. 185 del 2008, a decorrere dal 1° gennaio 2009, per i contribuenti con volume d’affari, ricavi o compensi di almeno cento milioni di euro, le attribuzioni ed i poteri previsti dagli artt. 31 e seguenti del D.P.R. n. 600/1973, nonché quelli previsti dagli artt. 51 e seguenti del D.P.R. Iva n. 633/1972, sono stati devoluti alle strutture individuate con il regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle Entrate (art. 71, del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300).
Nell’ambito fiscale la verifica è finalizzata all’acquisizione ed al reperimento di ogni elemento utile all’accertamento dei redditi, dell’Iva e dei tributi indiretti, nonché alla repressione delle violazioni e si esplica mediante ispezioni documentali e rilevamenti vari interessanti l’attività del contribuente e si conclude con la compilazione di determinati atti con le prescritte procedure e modalità.
La posizione che si è progressivamente affermata all’interno della Corte di Cassazione è quella dell’annullabilità degli atti viziati.
Via libera dal Cdm al cd. Decreto Sviluppo: E quanto reso noto da fonti governative.
Il Consiglio dei ministri ha, quindi, dato via libera al decreto legge contenente “misure urgenti per lo sviluppo”.
È stato, infatti, all’esame del Consiglio dei ministri il c.d. “Decreto sviluppo” contenente una serie di misure fiscali di notevole interesse, tra le quali:
– l’aumento a 10.000 euro del valore dei beni che le imprese possono dismettere, perché obsoleti, con redazione di un semplice atto notorio, senza obbligo di effettuare le comunicazioni alla GDF;
– l’aumento del limite per accedere al regime di contabilità semplificata a 400.000 euro di ricavi per le imprese di servizi e a 700.000 euro di ricavi per le altre imprese (in atto, i limiti fissati per i servizi nei ricavi sono intorno ai 184mila euro e per le altre imprese a 516mila);
– l’abolizione per importi minori della richiesta di ottenere la rateizzazione dei debiti tributari;
– l’innalzamento a 300 euro dell’importo per riepilogare in un solo documento le fatture ricevute nel mese;
– l’eliminazione dell’obbligo di presentazione al sostituto dell’annuale certificazione attestante i carichi di famiglia per i quali si richiedono le detrazioni;
– istituzione di un credito d’imposta per gli anni dal 2011 al 2013 per le assunzioni al Sud nonché per la ricerca.
– l’abolizione delle comunicazione telematica per acquisti superiori ai 3mila euro, in caso di pagamento con carte di credito, prepagate e bancomat;
– la soppressione dell’obbligo di compilazione della scheda carburante in caso di pagamento con moneta elettronica (bancomat, ecc.).
Le misure, inoltre, prevedono, oltre al bonus assunzioni al Sud, credito d’imposta per la ricerca, incentivi per i distretti turistico-alberghieri, nuove regole per gli appalti e il rilancio del Piano casa.
Ed ancora, le famiglie in difficoltà potranno rinegoziare i mutui casa a tasso variabile fino a 150mila euro e che presentano un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 30mila euro.
Per le case viene introdotto il silenzio-assenso sul permesso di costruire.
– la validità della Scia anche in edilizia;
– il rilancio del piano casa;
– l’eliminazione del parere obbligatorio del soprintendente nei casi in cui i comuni abbiano recepito nei loro strumenti urbanistici le prescrizioni del piano paesaggistico regionale.
Tra le novità introdotte dal pacchetto di misure fiscali del Decreto sviluppo trova posta anche il settore verifiche.
Per non opprimere le imprese i controlli amministrativi dovranno rispettare alcune regole: Dovranno essere semplificati, avere una cadenza semestrale e una durata massima di 15 giorni.
La Guardia di Finanza dovrà poi operare in borghese. Esclusi dalle nuove modalità di controllo i casi straordinari di verifiche per salute, giustizia ed emergenza.
Il coordinamento dei controlli sarà affidato allo Sportello unico per le attività produttive o alle Camere di commercio.
Il Decreto sviluppo dovrebbe dare serenità anche alle tante famiglie in difficoltà. Le rate dei mutui variabili preoccupano e pesano sempre più. Rinegoziarli e passare al fisso potrebbe diventare un diritto. Fino ad oggi la rinegoziazione è una facoltà: il mutuatario la può chiedere, ma la banca può rifiutarla. Con il decreto la facoltà diventa, invece, un diritto. Diritto di ottenere un tasso prefissato ed eventualmente di concordare l’allungamento del piano di rimborso del mutuo in modo da ridurre il peso della rata.
Consiglio dei Ministri n. 138 del 05/05/2011
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 05 maggio 2011, tra gli altri provvedimenti, un Decreto-Legge che prevede misure diverse finalizzate allo sviluppo e al rilancio dell’economia.
– semplificazioni procedurali per accelerare la realizzazione delle opere pubbliche anche d’interesse strategico nazionale (grandi opere);
– interventi per il rilancio dell’edilizia privata con varo di un nuovo “piano casa”;
– numerosi interventi di semplificazione fiscale in favore di imprese e cittadini;
Infine, sono stati illustrati i contenuti del Decreto Interministeriale che disciplina il nuovo regime di programmazione degli incentivi per il settore fotovoltaico.
Il provvedimento prevede una razionalizzazione del sistema degli incentivi e introduce strumenti di premialità per lo sviluppo della filiera produttiva italiana.
In tema di tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti pubblici, l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha introdotto il numero identificativo di gara (Cig) semplificato e la possibilità di effettuare un unico adempimento per un dato intervallo temporale attraverso lo strumento dei carnet di numeri identificativi di gara.
Le semplificazioni si applicano esclusivamente ai contratti di lavori fino a 40 mila euro ed ai contratti di servizi e forniture di importo minore di 20mila euro ed ai contratti esclusi dall’applicazione del codice degli appalti.
(In Il Sole 24 Ore del 05 maggio 2011)
Estesa, come in precedenza avvenuto per i datori di lavoro del settore agricolo, anche ai committenti della gestione separata la medesima fattispecie di reato.
L’art. 39 della Legge n. 183/2010 (c.d. Collegato Lavoro) ha esteso ai committenti il medesimo regime sanzionatorio previsto per i datori di lavoro, stabilendo che l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sui compensi dei lavoratori a progetto e dei titolari di collaborazioni coordinate e continuative iscritti alla Gestione separata, configura nei confronti dei committenti l’ipotesi di reato di cui all’art. 2, commi 1-bis, 1-ter, 1-quater, del DL n. 463/1983, convertito con modificazioni dalla Legge n. 638/1983.
L’Inps, con la circolare n. 71 del 4 maggio 2011, ha precisato che, poiché il Collegato Lavoro è entrato in vigore il 24 novembre 2010, la disciplina contenuta nel suddetto art. 39 si applica a partire dalle denunce EMens con competenza novembre 2010, in scadenza al 16 dicembre 2010.
A parere dell’Inps, considerata la lettera della norma che individua nel committente il soggetto tenuto al versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, la fattispecie di reato non ricorre oltre che nell’ipotesi in cui non sussista un rapporto di committenza anche nel caso di coincidenza tra la figura del committente e quella del collaboratore.
(Inps, circolare n. 71 del 04 maggio 2011)
L’inps, con la circolare n. 72 del 4 maggio 2011, ha precisato che le domande d’iscrizione alla Gestione separata dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica dal mese di giugno.
In particolare, tale Istituto ha precisato che dal 1° giugno 2011 la presentazione delle domande d’iscrizione alla Gestione separata, di cui all’art. 2, comma 26 della Legge n. 335/1995, dovrà avvenire esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:
– Web: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN o senza PIN attraverso il portale dell’INPS;
(Inps, circolare n. 72 del 04 maggio 2011)
Assonime, con la Circolare n. 14 del 2011, ha esaminato la nuova disciplina sul funzionamento dell’assemblea per le società quotate, alla luce di quanto previsto dal Decreto Legislativo del 27 gennaio 2010, n. 27, che ha attuato la direttiva comunitaria 2007/36/CE in materia di diritti degli azionisti, e dal complesso delle disposizioni regolamentari adottate da Consob e Banca d’Italia. La nuova disciplina si applica, in parte, anche agli emittenti azioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante; restano invece escluse le società cooperative.
Tale D.Lgs. n. 27/2010 ha delineato in modo ancora più netto uno “statuto” speciale per le società quotate, o comunque “aperte”, rispetto a quanto previsto per le società “chiuse”, secondo una linea di tendenza già segnata dalla riforma del diritto societario del 2003.
– I termini di pubblicazione;
– il contenuto e le modalità di pubblicazione dell’avviso di convocazione e delle relazioni degli amministratori sulle materie all’ordine del giorno;
– la facoltà di prevedere una convocazione unica dell’assemblea;
– la previsione di nuovi diritti per gli azionisti, come ad esempio il diritto di porre domande prima dell’assemblea, e la modifica di altri diritti già disciplinati, come ad esempio il diritto di integrazione dell’ordine del giorno;
– la previsione della record date ai fini della legittimazione per partecipare e votare in assemblea;
– la facoltà di consentire l’intervento in assemblea mediante mezzi elettronici e di esprimere il voto in via elettronica;
– l’applicazione del meccanismo della record date alla presentazione delle liste per la nomina degli organi di amministrazione e controllo; la modifica della disciplina delle deleghe di voto e la previsione dell’istituto del rappresentante designato dalla società;
– la modifica della disciplina sulla sollecitazione delle deleghe di voto; la facoltà di prevedere l’identificazione degli azionisti;
– la facoltà di attribuire un dividendo maggiorato a favore di taluni soci che detengono le azioni per un periodo di tempo determinato.
(Assonime, circolare n. 14 del 2011)
L’OIC ha reso noto che è stata approvata in via definitiva l’Applicazione IFRS n. 2.2 “Impairment e avviamento” per il settore assicurativo.
Tale Applicazione rappresenta una integrazione dell’Applicazione n. 2 “Impairment e avviamento” con riferimento al comparto assicurativo e va letta congiuntamente e in via complementare a detta applicazione.
Le finalità del documento sono quelle di analizzare alcune peculiarità proprie del settore assicurativo nell’effettuazione degli impairment test dell’avviamento che risultano essere meritevoli di autonomo approfondimento.
Si applica ai bilanci consolidati predisposti dalle compagnie di assicurazione e ai bilanci individuali redatti secondo gli IFRS.
Viene anche precisato, che le considerazioni e le esemplificazioni effettuate potranno o dovranno essere rivisitate per tenere conto degli sviluppi della Fase II del Progetto Insurance Contracts, nonché per eventuali rilevanti modifiche su temi trattati a seguito di variazioni dei principi contabili internazionali ad oggi oggetto di riesame da parte dello IASB di particolare interesse per il settore assicurativo (quale ad esempio lo IAS 39).
Il suddetto documento si applica a decorrere dai bilanci in corso alla data di sua approvazione.
(OIC, nota del 04 maggio 2011)
La settima Guida per il cittadino disponibile gratuitamente sul web, iPhone e iPad.
La nuova Guida, “Successioni tutelate.
Le regole per un sicuro trasferimento dei beni”, affronta un tema “difficile” con un linguaggio semplice, trasparente ed efficace.
Il vademecum sarà uno strumento di grande utilità per chiunque intenda disporre consapevolmente dei propri beni secondo le regole previste dalla legge, prevenendo l’insorgere di problemi e contenziosi futuri che comporterebbero un aggravio di costi per le parti e per la collettività.
Ad esempio è prevista nel nostro ordinamento la legittima, una quota di eredità che spetta di diritto ai parenti più stretti e della quale bisogna tenere conto nel redigere il proprio testamento.
Altrettanto importante, per chi è “chiamato all’eredità”, è conoscerne la consistenza in termini di diritti e oneri. Di qui la necessità di essere informati e valutare le modalità con cui accettarla.
Alle donazioni, con cui si dispone del proprio patrimonio in vita, verrà dedicata
successivamente un’apposita Guida.
Nel 2009 in Italia sono state presentate all’Agenzia delle Entrate 377.894 dichiarazioni di successione, di queste il 15,78% per testamento pari a 59.648, e l’84,22% per legge, pari a 318.246.
La tendenza degli italiani a non regolamentare la propria successione sembrerebbe confermata anche dai numeri del 2008: su 368.795 dichiarazioni il 15,62% delle successioni è avvenuta per testamento, pari a 57.640, e l’84,38% per legge corrispondente a 311.155 dichiarazioni.
Secondo l’Istat i testamenti pubblicati nel 2009 sono risultati 113,7 ogni 100.000 abitanti nel Nord-ovest, 111,5 nel Nord-est, 81,7 nel Centro, 79,1 nel Sud e 116,1 nelle Isole.
Le regioni in cui si è registrato il maggior numero (rispetto alla popolazione) di testamenti sono la Liguria (189,5 su 100.000 abitanti), il Trentino-Alto Adige (135,9) e il Friuli-Venezia Giulia (130,3).
Le regioni in cui, invece, questo indice è più basso sono l’Umbria (65), la Campania (65,6) e il Lazio (76,6).
Sempre secondo l’Istat, nel 2009 il ricorso al notaio per la predisposizione del testamento, calcolato su un campione di 100.000 abitanti, è stato pari a 26,6 unità nel Nord-ovest, 38,1 nel Nord-est, 40,7 nel Centro, 52,9 nel Sud e 68,1 nelle Isole.
(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato del 05 maggio 2011)
Sabato 7 maggio chiude la campagna 2011 per gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche che intendono iscriversi negli elenchi dei beneficiari del 5 per mille.
Ancora poche ore a disposizione dei ritardatari che, utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, fisconline o entratel, possono compilare online il modulo di iscrizione, secondo le regole dettate dalla circolare 9/E del marzo 2011.
A partire dal 14 maggio sarà possibile consultare, sul sito www.agenziaentrate.gov.it, una prima lista provvisoria degli iscritti, compresi anche gli altri enti (ricerca sanitaria, ricerca scientifica e università) che hanno presentato la domanda rispettivamente al ministero della Salute e al ministero competente.
Sarà poi possibile, entro il 20 maggio, provvedere a correggere eventuali errori formali e sanare le irregolarità di iscrizione degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche.
(Agenzia delle Entrate, comunicato del 5 maggio 2011)
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