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Timestamp: 2020-08-15 08:44:55+00:00
Document Index: 181421369

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Sentenza Cassazione Civile n. 11455 del 10/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11455 del 10/05/2017
Cassazione civile, sez. I, 10/05/2017, (ud. 08/03/2017, dep.10/05/2017), n. 11455
sul ricorso 10631/2014 proposto da:
(OMISSIS) a r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in Roma, Via Aterno n.9, presso l’avvocato
Capasso Isabella, rappresentata e difesa dall’avvocato Gentile
Romano, giusta procura a margine del ricorso;
Curatela del Fallimento (OMISSIS) a r.l., in persona del Curatore
avv. M.V., elettivamente domiciliata in Roma, Via
Alberto Caroncini n. 2, presso l’avvocato Feroleto Antonio, che la
avverso la sentenza n. 417/2014 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
08/03/2017 dal cons. FRANCESCO TERRUSI;
Procuratore Generale Dott. SOLDI Anna Maria, che conclude per il
la corte d’appello di Catanzaro rigettava il reclamo della società Coop AR – Arredamenti per ufficio comunità e scuole – avverso la sentenza con la quale il tribunale di Lamezia Terme ne aveva dichiarato il fallimento;
osservava che la società non era comparsa in sede prefallimentare, nonostante la rituale convocazione, e che era stata fornita la prova dell’insolvenza, stante la cessazione dell’attività imprenditoriale e la rilevanza dei crediti erariali e previdenziali iscritti a ruolo;
avverso la sentenza la società ricorre per cassazione sulla base di un unico mezzo, col quale lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 145 c.p.c., e L. Fall., art. 15, in conseguenza (i) della nullità della notifica del ricorso per dichiarazione di fallimento e (ii) del conseguente mancato rispetto del termine di convocazione; la curatela fallimentare resiste con controricorso; il procuratore generale ha depositato conclusioni scritte.
la violazione dell’art. 145 c.p.c., non sussiste, in quanto dalla sentenza risulta che era stata previamente tentata la notificazione del ricorso per dichiarazione di fallimento e del pedissequo decreto di fissazione di udienza alla sede legale della società, a mezzo posta, oltre che la notificazione al legale rappresentante (Paolo Ranieri) presso la sua residenza;
tale notificazione alla sede della società non era andata a buon fine; contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, ancora dalla sentenza risulta che le generalità e la qualità e residenza della persona fisica suddetta erano state indicate nell’atto da notificare, e che tale seconda notifica si era perfezionata per compiuta giacenza; consegue che l’art. 145 c.p.c., era stato, nella specie, pienamente rispettato;
in tema di notificazioni a una persona giuridica, alla stregua dell’art. 145 c.p.c., comma 1, nel testo dettato dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263, art. 2, applicabile ratione temporis, la notifica alla persona fisica che la rappresenta può infatti avvenire, alternativamente, con la consegna dell’atto presso la sede della società ovvero, quando in esso ne siano specificati residenza, domicilio e dimora abituale, con le modalità prescritte dagli artt. 138, 139 e 141 c.p.c., alla persona fisica che rappresenta l’ente (v. Cass. n. 6345-13; Cass. n. 22957-12);
quanto esposto in ordine alla regolarità della notificazione assorbe la consequenziale questione circa la presunta violazione del diritto di difesa, sicchè il ricorso va rigettato;
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 8 marzo 2017.