Source: http://www.massacomune.it/2017/05/27/rimembrando-era-il-2011/
Timestamp: 2019-04-25 11:43:38+00:00
Document Index: 76640968

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'art. 119', 'art. 16', 'art. 127', 'art. 16', 'art. 127', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 119', 'art. 11', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 128', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 128', 'art. 52', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 17', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 57', 'art. 41', 'art. 16', 'art.41', 'art.16', 'art.2', 'art. 16', 'art. 12']

Rimembrando (era il 2011)…
27 maggio 2017 | Autore: admin
Al Responsabile del Settore 3
del Comune di Massa Marittima
FI0210003@pec.gdf.it
prot.procura.grosseto@giustiziacert.it
prefettura.prefgr@pec.interno.it
Massa Marittima 23.02.2011.
I Consiglieri del Gruppo “Lista Civica MASSA COMUNE”,
che in data 22 aprile 2009, con istanza assunta al n° 5699 del protocollo del Comune di Massa Marittima, la società “MASSA MARITTIMA SVILUPPO s.r.l.” ha richiesto il permesso di costruire in attuazione del Piano di Recupero c.d. “Area Ex-Agraria” per l’edificazione di n° 42 alloggi nel lotto n° 1.
che nell’istruttoria della suddetta richiesta, redatta il 18 giugno 2009, il Responsabile del procedimento sig. Michele Mori ha dichiarato – tra l’altro – che “Le opere di urbanizzazione primaria saranno eseguite direttamente a cura del privato, da scomputare dal contributo previsto dagli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, secondo la procedura prevista dall’art. 57 c.6 del D.Lgs. 163/2006 per importi inferiori ad € 5.150.000,00”.
che nel prospetto della determinazione del contributo di costruzione, facente parte dell’Istruttoria, si evince come la nuova edificazione comporti, ai sensi e per gli effetti dell’art. 119 della L.R.T. n. 1/2005, la corresponsione di un contributo di costruzione (composto da oneri di urbanizzazione primaria e secondaria nonché costo di costruzione) pari a:
a) € 107.692,20, relativi agli oneri di urbanizzazione primaria;
b) € 265.734,00, relativi agli oneri di urbanizzazione secondaria;
c) € 60.452,25, relativi alla percentuale sul costo di costruzione;
per un contributo di costruzione complessivo pari a € 433.878,45.
che il suddetto prospetto di determinazione del contributo di costruzione contempla la seguente rateizzazione:
a) oneri di urbanizzazione:
1^ rata al ritiro del P.C.:€ 93.356,55
2^ rata al 6° mese:€ 93.356,55;
3^ rata al 12° mese:€ 93.356,55;
4^ rata al 18° mese:€ 93.356,55.
b) costo di costruzione:
1^ rata al 15° mese:€ 30.226,12;
2^ rata al 18° mese:€ 30.226,12.
che in data 7 settembre 2009, il signor Armando Nodi – quale Responsabile del Settore 3 Urbanistica, Assetto ed uso Risorse del Territorio – Polizia Municipale – ha rilasciato il permesso di costruire n° 82 in evasione dell’istanza avanzata dalla Società, con il quale viene consentita la “Realizzazione di n°42 unità abitative e relative pertinenze previa demolizione delle volumetrie esistenti e relative opere di urbanizzazione, il tutto secondo la relazione tecnica che allegata al presente Permesso di Costruire ne forma parte integrante e sostanziale”.
che la società Massa Marittima Sviluppo s.r.l. ha ritirato il suddetto permesso di costruire in data 7 settembre 2009.
che nel corpo del permesso di costruire n° 82 il Responsabile del Settore dà atto di aver “Visto l’atto d’obbligo stipulato a favore del Comune di Massa M/ma per l’esecuzione diretta delle opere predette, stipulato in data 03-09-09, redatto secondo lo schema approvato dal Comune con D.G.M. n° 151 del 28.05.2009 allegato “B”.
che il permesso di costruire risulta rilasciato a titolo oneroso, limitatamente alla corresponsione del solo costo di costruzione pari ad € 60.452,25.
che la Società richiedente non ha mai richiesto il permesso di costruire per la realizzazione delle opere di urbanizzazione contemplate dal Piano di Recupero, non sussistendo – pertanto – corrispondenza tra il chiesto e l’ottenuto.
che la Società non ha altresì mai chiesto né alla Giunta comunale, né al Responsabile del Settore, di potersi avvalere – ai sensi dell’art. 16, comma 2 del D.P.R. n° 380/2001 nonché ai sensi dell’art. 127, comma 1, della L.R.T. n. 1/2005 – della possibilità di eseguire in proprio le opere di urbanizzazione contemplate nel Piano di Recupero e quindi di accedere allo scomputo del contributo.
che la previsione di cui all’art. 16, comma 2, del D.P.R. n° 380/2001 nonché dell’art. 127, comma 1, della L.R.T. n. 1/2005, debba essere ascritta alla fattispecie di cui all’art. 11 della Legge n. 241/1990 e ss.mm.ii. in materia di accordi sostitutivi del provvedimento.
che l’Accordo ex art. 11 della L. n. 241/1990 sostituisce in tutto o in parte il provvedimento di determinazione del contributo di costruzione ex art. 119, comma 1, della L.R.T. n. 1/2005 e ne produce gli stessi effetti.
che la forma richiesta di detto Accordo, “a pena di nullità” è quella scritta.
che l’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione, in luogo del pagamento della quota per oneri di urbanizzazione, non costituisce un diritto del costruttore, ma rappresenta una facoltà del comune che deve in ogni caso armonizzarsi con le previsioni programmatorie dell’ente locale. In quest’ottica e in linea con le competenze per la realizzazione delle opere pubbliche comunali, la migliore dottrina reputa che spetti al Consiglio comunale la valutazione dell’opera ai fini dello scomputo. L’esecuzione delle opere a scomputo deve essere assistita da “modalità e garanzie” che debbono, secondo la dottrina (E. Zola; A. Fiale – E. Fiale), essere determinate in via generale attraverso disposizioni di carattere regolamentareassunte dal Consiglio comunale.
che il Consiglio di Stato, con la pronuncia n. 3495/2005 ha avuto modo di statuire che:
“Va in primo luogo osservato che la disciplina primaria in materia di scomputo, di cui all’art. 11 della legge 28.1.1977, n. 10, demanda espressamente al Comune la determinazione delle “modalità” e “garanzie” della diretta realizzazione delle opere di urbanizzazione. Il che implica, da un lato, che l’autorizzazione a realizzare opere di urbanizzazione non comporta, ex se, anche l’automatico assenso al correlato rimborso; dall’altro, che residua in ogni caso al Comune la valutazione di congruità della relativa spesa, nella specie ragionevolmente predeterminata con riferimento alle percentuali di incidenza stabilite dalle tabelle parametriche regionali inerenti la definizione degli oneri di urbanizzazione. In altri termini, laddove la percentuale di incidenza degli oneri risulti determinata, nelle dette tabelle parametriche e con riguardo alla specifica tipologia di opera, in una data misura, a quest’ultima va correlato il limite di scomputo per la medesima tipologia di opera, pena lo stravolgimento del rapporto tra quest’ultima ed il complessivo onere concessorio preventivamente stabilito dall’Amministrazione. Per esemplificare, a fini di chiarezza espositiva, ove le tabelle parametriche attribuiscano alla tipologia di opera “strade” una incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria pari al 22 per cento, non può lo scomputo dovuto in riferimento alla diretta realizzazione di tale tipologia di opera superare il detto limite (in assenza, ovviamente, di diversa percentuale stabilita con deliberazione dell’Amministrazione); né, conseguentemente, e per analoga ragione, può farsi questione di compensazione tra oneri e spese per diverse categorie di opere e, quindi, con riferimento al contributo complessivo. Tale assunto trova del resto conferma anche nella previsione del punto 1.7.4. delle medesime tabelle, laddove – seppure con riferimento alle opere di urbanizzazione primaria – si stabilisce il criterio generale (peraltro riferibile in via analogica anche alle opere U2), secondo cui qualora l’importo delle opere realizzate dal concessionario superi l’onere dovuto per le corrispondenti opere, “il Comune può applicare uno scomputo fino alla concorrenza dell’intero onere dovuto”. La norma individua quindi una facoltà in capo al Comune, esercitabile, ovviamente, a seguito di apposita domanda della parte interessata (che nella specie non risulta, peraltro, neppure proposta) ed in esito all’attivazione di un procedimento inteso a tale fine, e non configura comunque alcuna automaticità di concessione del beneficio (il che esclusivamente rileva nella presente sede).”
che il Comune di Massa Marittima non è dotato di regolamento che determini in via generale i criteri per accedere allo scomputo del contributo di costruzione.
che la Giunta comunale non ha mai autorizzato lo scomputo del costo delle suddette opere di urbanizzazione dalla quota afferente al permesso di costruire per la costruzione di n° 42 alloggi del lotto 1, anche perché la società Massa Marittima Sviluppo s.r.l. non l’ha mai espressamente e specificamente richiesto.
che il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione primaria contemplate dal Piano di Recupero non è stato mai approvato dalla Giunta comunale, con la conseguenza che indeterminato ed indeterminabile è anche il valore delle stesse che eventualmente possono accedere allo scomputo.
che la sottoscrizione in data 03 settembre 2009, ad opera della società “MASSA MARITTIMA SVILUPPO s.r.l.”, dell’atto unilaterale d’obbligo, sulla falsariga dello schema approvato dal Comune, non equivale assolutamente ad un preventivo nonché incondizionato assenso della Giunta allo specifico scomputo, potendo esclusivamente evitare la decadenza della previsione edificatoria.
che l’art. 126, comma 1, della L.R.T. n. 1/2005 stabilisce che il contributo di costruzione (ossia l’insieme degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione) è corrisposto al comune all’atto del ritiro del permesso di costruire (7 settembre 2009).
che il contributo di costruzione (art. 126, comma 3, della L.R.T. n. 1/2005) può essere rateizzato in non più di sei rate semestrali previa presentazione al comune da parte degli obbligati di idonea garanzia fideiussoria.
che la sopra detta garanzia fideiussoria, per essere reputata idonea, debba essere oggetto di specifica valutazione da parte del competente ufficio legale comunale.
che la suddetta valutazione di idoneità della garanzia fideiussoria debba costituire il presupposto ineludibile della deliberazione di Giunta comunale con la quale viene autorizzata la rateizzazione del versamento del contributo di costruzione, essendo quest’ultima – la rateizzazione – un’eccezione al principio di corresponsione integrale ed immediato al ritiro del permesso di costruire e pertanto, come tale, deve essere oggetto di stretta interpretazione.
che la suddetta deliberazione giuntale debba essere preceduta anche dal parere reso dal Dirigente del Servizio 2- Gestione Servizi Finanziari Bilancio e Patrimonio, dal momento che il contributo di costruzione (pari a € 433.878,45) è un credito certo, liquido o agevolmente liquidabile ed esigibile (TAR Marche, n. 143/2004; Cons. Stato, n. 3332/2003) e come tale iscritto al Bilancio dell’Ente.
che dalla copia del permesso di costruire presente agli atti comunali risulta essere presente una polizza fideiussoria resa (non è dato sapere quando) a garanzia del solo costo di costruzione pari a € 60.452,25.
che non risulta presente agli atti comunali né la valutazione dell’idoneità della garanzia fideiussoria, né la copia del provvedimento giuntale che autorizza la rateizzazione, né il parere del Responsabile del Servizio 2.
che l’art. 128 della L.R.T. n. 1/2005, in assenza di un’idonea garanzia fideiussoria, prescrive l’applicazione di sanzioni in merito al ritardato pagamento delle somme dovute nei termini di legge (ossia, ai sensi dell’art. 126 della L.R.T. n. 1/2005, al momento del ritiro del permesso di costruire che nella fattispecie è avvenuto il 7 settembre 2009).
che in assenza della valutazione dell’idoneità della garanzia fideiussoria e della deliberazione giuntale sull’opportunità di concedere la rateizzazione debba essere applicata la norma imperativa dell’art. 126 della L.R.T. n. 1/2005 che impone il pagamento integrale del contributo al momento del ritiro del permesso di costruire.
che la sottoscrizione, in data 03 settembre 2009 ad opera della società Massa Marittima Sviluppo s.r.l., dell’atto unilaterale d’obbligo – redatto sulla falsariga dello schema approvato dal comune – non equivale assolutamente all’assenso che la Giunta comunale deve prestare espressamente e formalmente non con atti generali, ma con una specifica valutazione dell’interesse pubblico allo scomputo delle somme di una determinata opera.
che non esista alcuna disposizione di legge che stabilisca che il cittadino in via generale può assumere obbligazioni verso il comune mediante atti unilaterali d’obbligo. Quindi, quando la legge prevede che si possano assumere determinati obbligazioni verso il comune con atti unilaterali d’obbligo, esiste una giustificazione giuridica dell’atto, ma, al di fuori dei casi espressamente previsti, non è possibile dire che un atto unilaterale è una valida fonte di obbligazioni. Invero, agli esponenti non pare che dalle varie leggi che disciplinano singole ipotesi di atti unilaterali d’obbligo in materia di urbanistica si possa ricavare l’esistenza di un principio generale dell’ordinamento (ai sensi dell’articolo 12 delle disposizioni preliminari al codice civile) secondo il quale in materia di urbanistica si opera per atti unilaterali d’obbligo. Si ricorda, infatti, che in materia di validità ed efficacia degli atti unilaterali la disposizione fondamentale è contenuta nell’articolo 1987 del codice civile, il quale stabilisce che “la promessa unilaterale di una prestazione non produce effetti obbligatori fuori dei casi ammessi dalla legge”.
che il Responsabile del Settore signor Armando Nodi aveva il dovere di richiedere alla società “MASSA MARITTIMA SVILUPPO s.r.l.”, all’atto del ritiro del permesso di costruire e cioè il 7 settembre 2009, il pagamento del contributo di costruzione nella seguente misura:
a) quota di contributo di costruzione dell’urbanizzazione primaria e secondaria afferente alla costruzione dei nuovi 42 alloggi, pari ad € 373.426,20;
b) quota di contributo di costruzione relativo al costo di costruzione, pari a € 60.452,25.
che in applicazione dell’art. 128 della L.R.T. n. 1/2005 dal giorno 6 maggio 2010 il Responsabile del Settore signor Armando Nodi aveva il dovere di richiedere alla società “MASSA MARITTIMA SVILUPPO s.r.l.” – il pagamento del contributo di costruzione (pari a € 433.878,45) e il pagamento della sanzione pari al 40% su detta somma e quindi di ulteriori € 173.551,38.
che, pertanto, a seguito della corretta applicazione delle disposizioni in materia di contributo di costruzione, dal 6 maggio 2010 il Responsabile signor Armando Nodi doveva richiedere alla società Massa Marittima Sviluppo s.r.l. la somma complessiva di € 607.429,83, oltre interessi legali per ogni giorno di ritardo nel pagamento.
che dalla somma suddetta di € 607.429,83 oltre interessi legali dovrà essere detratta la somma di € 30.226,12 pagata dalla società Massa Marittima Sviluppo s.r.l. a mezzo di assegno circolare non trasferibile consegnato all’Ente in data 31 dicembre 2010 (giusta comunicazione del Comune di Massa Marittima agli esponenti, prot. 2232/2011 del 21 febbraio 2011 a firma del Responsabile dei Servizi Finanziari Dott. Carlo Cagnani).
che alcuna giustificazione possa avanzare la società Massa Marittima Sviluppo s.r.l. riguardo alla debenza nei termini di cui sopra, dal momento che la stessa debenza discende direttamente da obblighi di legge dei quali ne deve essere a conoscenza.
che identico dovere di ingiungere il pagamento grava sull’attuale Responsabile del Settore arch. Assuntina M. Messina, la quale ha il dovere di richiedere alla società “MASSA MARITTIMA SVILUPPO s.r.l.” il pagamento della suddetta somma di € 607.429,83 oltre interessi legali dal 6 maggio 2010, ma detratta la somma di € 30.226,12 pagata il 31/12/2010.
che il Segretario comunale Dott. Antonio Rubolino abbia il dovere di garantire la legalità dell’azione dell’ente locale. Invero recita il Cons. Stato, sez. IV, n. 8750/2009 “Sul punto, giova osservare che le competenze dei Segretari Comunali, specificate in via di principio dall’art. 52 della legge 8 giugno 1990 n. 142, si identificano –innanzitutto- in quelle proprie dei dirigenti del Comune o Provincia (infatti il legislatore testualmente chiarisce “oltre alle competenze di cui all’art. 51”): la questione è stata a suo tempo chiarita da questo Consiglio secondo il quale “ il segretario non è <organo dello Stato>, né dipende gerarchicamente da organi dello Stato; neppure si può dire che egli svolga, per conto dello Stato, funzioni di controllo o sorveglianza sull’Ente Locale. Al contrario quelle funzioni che l’art. 52 direttamente gli attribuisce (<sovraintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività, cura l’attuazione dei provvedimenti, è responsabile dell’istruttoria delle deliberazioni, provvede ai relativi atti esecutivi e partecipa alle riunioni della giunta e del consiglio>) lo connotano come un soggetto che partecipa a pieno titolo all’amministrazione attiva dell’ente, tanto quanto i dirigenti e anzi in posizione sovraordinata rispetto a questi ultimi “ (Cons. St., Sez. I, 10 luglio 1991, parere n. 1620/91). Questa impostazione, del resto non dissimile dalla previgente legge comunale e provinciale (T.U. n. 383 del 1934) e non diversa dall’attuale Ordinamento (art. 17 della legge n. 127 del 1997 e, successivamente, art. 97 del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267) mantiene in capo a tale “funzionario” la specifica funzione ausiliaria di garante della legalità e correttezza amministrativa dell’azione dell’ente locale: infatti, anche il t.u. n. 267 del 2000 ha assegnato al segretario dell’ente locale, in linea generale, oltre agli altri compiti indicati all’art. 97 del t.u. citato, le “funzioni di collaborazione e di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti” e quelle di “sovrintendere allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e di coordinarne l’attività“.
La funzione di garante della legalità e correttezza amministrativa dell’azione dell’ente locale è assegnata al Segretario anche dall’art. 57 dello Statuto comunale.
che il Sindaco non abbia adeguatamente esercitato la doverosa funzione di sovrintendenza sul funzionamento del Settore Urbanistica, così come prescritto dall’art. 41 dello Statuto;
il parere n° 66 rilasciato dalla Corte dei Conti, sez. Lombardia in data 15 settembre 2008, nel quale viene statuito che:
a) I permessi di costruire che il comune concede agli interessati quale espressione del jus aedificandi insito nel diritto di proprietà privata, hanno natura onerosa, poiché comportano l’obbligo di versamento dei contributi dovuti all’ente pubblico da parte di coloro che realizzano interventi di trasformazione edilizia del territorio, a titolo di compartecipazione alle spese che i comuni sostengono per migliorare lo sviluppo urbano e la qualità della vita sul territorio di pertinenza.
b) Il rilascio del permesso di costruire conduce alla corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione, determinato secondo parametri di legge previsti ai sensi dell’art. 16, comma 4, del DPR 380/2001. Gli oneri concessori sono stabiliti con delibera del consiglio comunale sulla scorta di parametri definiti dalla regione di appartenenza per categorie di comuni, in relazione all’ampiezza e all’andamento demografico, alle caratteristiche geografiche, alla destinazione di zone previste negli strumenti urbanistici vigenti, ai limiti e rapporti minimi inderogabili fissati in applicazione dell’art.41 quinquies, penultimo ed ultimo comma, della legge urbanistica 17 agosto 1942 n.1150 e successive integrazioni e modificazioni, nonché delle leggi regionali (art.16, comma 4, lettere a,b,c,d, DPR 380/2001).
c) La quota di contributo inerente gli oneri di urbanizzazione è corrisposta al comune all’atto del rilascio del permesso di costruire e può essere rateizzata a richiesta dell’interessato. A scomputo parziale o totale della quota dovuta, il titolare del permesso di costruire si obbliga mediante la stipulazione di un’apposita convenzione urbanistica, a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione nel rispetto dei principi stabiliti dall’art.2, comma 5 della legge n.109/1994 ed, ora, dal vigente Codice dei Contratti (D. Lgs. 163/2006).
d) Nel caso in cui la realizzazione di tali opere comporti oneri inferiori per l’interessato da quelli previsti dalla convenzione attuativa del piano d’intervento edilizio, ne è corrisposta la differenza all’ente comunale. Tuttavia, il calcolo della somma dovuta deve essere effettuato distintamente per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, senza possibilità di effettuare operazioni compensative, non differenziando fra le due categorie di opere.
e) Il divieto dello scomputo globale e indifferenziato, ancorché previsto solo nell’ipotesi in cui le opere realizzate per entrambe le categorie abbiano un valore inferiore al corrispondente onere monetizzato, deve essere esteso indistintamente ad ogni intervento manipolativo del territorio. Il problema non si pone se le opere consegnate al comune abbiano valore maggiore o uguale agli oneri di urbanizzazione previsti a scomputo. L’ente si avvantaggerà delle migliorie incrementando il proprio patrimonio indisponibile. Quid juris invece nel caso in cui le opere realizzate per almeno una delle due categorie risultino di valore superiore agli oneri quantificati in convenzione? Ovvero, in altri termini, il maggior valore realizzato in una delle due categorie di opere di urbanizzazione può essere compensato con il minor valore delle opere realizzate nell’altra? L’individuazione delle categorie di opere di urbanizzazione primaria e secondaria è effettuata nei commi 7, 7 bis 8 dell’art. 16 del DPR 380/2001 e risponde ad inderogabiliesigenze di tutela del territorio. Trattandosi di categorie non omogenee di opere pubbliche da realizzare a vantaggio della collettività che subisce la trasformazione urbana derivante dall’intervento edilizio, non è ammessa alcuna forma di compensazione fra gli oneri dovuti per le diverse fattispecie, poiché la ratio delle norme urbanistiche deve essere rinvenuta nel preminente interesse pubblico a che l’amministrazione comunale usufruisca di ogni opera di urbanizzazione, in ragione della diversa ma ugualmente imprescindibile funzione, che le opere primarie e secondarie assolvono per il corretto assetto del territorio.
f) La soluzione prospettata al quesito trova fondamento nella diversa funzione assolta dalle opere di urbanizzazione primaria e secondaria: le une, rendono effettivamente edificabile l’area su cui sorgerà l’intervento edilizio, dotandola dei manufatti e dei servizi indispensabili per l’agibilità e la fruibilità di un fabbricato secondo la propria destinazione d’uso; le altre, concernono la comunità urbanizzata nel suo complesso per arricchirla di strutture e servizi che servono a scopi generali (asili, parchi, biblioteche, impianti sportivi etc.) e non attengono in modo specifico all’intervento edilizio, bensì alla generalità degli abitanti di un dato comprensorio. Dalla diversità di funzione ne deriva l’infungibilitàfra le due categorie di opere, tant’è che la classificazione nell’ambito di ciascuna delle categorie è stata compiuta dal legislatore senza possibilità di deroga per l’interprete.
g) Sotto un profilo sistematico, il divieto di compensazione globale e indifferenziata fra le opere di urbanizzazione primaria e secondaria realizzate dal promotore dell’intervento edilizio è il logico corollario alla predetta infungibilità. Entrambi gli interventi di urbanizzazione sono strumenti necessari in sede di rilascio del permesso di costruire ed in fase di stipula della convenzione urbanistica, la quale dovrà contenere la descrizione analitica e le caratteristiche tecnico-costruttive delle opere da realizzare a scomputo degli oneri. In tale momento l’amministrazione comunale individua le opere da costruire, al fine di razionalizzare l’intervento di trasformazione urbana in un’ottica di imprescindibile tutela e valorizzazione del territorio.
h) In conclusione, rilevando che la legislazione di settore, sia essa di fonte nazionale o regionale, impone che siano esattamente e distintamente determinati gli importi degli oneri di urbanizzazione a scomputo, nonché le caratteristiche tecnico-costruttive delle opere primarie e secondarie da realizzare, si ritiene preclusa, per le motivazioni che precedono, l’eventuale compensazione globale e indifferenziata fra oneri primari e secondari.
il parere n° 40 rilasciato dalla Corte dei Conti, sez. Piemonte in data 20 maggio 2010, nel quale viene statuito che “Le opere di urbanizzazione primaria e secondaria siano considerate separatamente dal legislatore, statale e regionale, in ragione della loro diversa funzione e che preoccupazione di questo sia stata, non tanto, o non solo, attribuire un’entrata ai comuni, bensì assicurare l’esecuzione delle opere, direttamente – a scomputo – ovvero mediante la corresponsione del relativo costo. L’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria (ovvero la prevista attuazione delle stesse), va sottolineato, costituisce condizione cui è subordinato il rilascio del permesso di costruire (art. 12, comma 2 D.P.R. n. 380/2001). La specificità della previsione porta ad escludere che tale presupposto possa essere soddisfatto altrimenti, mediante la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria di valore corrispondente. Analogamente è da dirsi per il caso, speculare, prospettato dal Comune: se gli oneri per opere di urbanizzazione secondaria possano essere assolti mediante la realizzazione a scomputo di opere di urbanizzazione primaria. Da quanto sopra emerge, infatti, che si tratta di due categorie non omogenee di opere pubbliche da realizzare a vantaggio della collettività situata sul territorio oggetto di trasformazione urbanistica e, come tali, non interscambiabili e fungibili tra loro. Sulla questione si è espressa conformemente la Sezione Lombardia di questa Corte (parere n. 66 del 15 settembre 2008), evidenziando, in particolare, come la ratio delle norme sugli oneri in discorso vada rinvenuta nel preminente interesse pubblico a che l’amministrazione comunale usufruisca delle opere di urbanizzazione, in ragione della loro diversa funzione: di rendere effettivamente edificabile l’area su cui sorgerà l’intervento edilizio, dotandola dei manufatti e dei servizi indispensabili per l’agibilità e la fruibilità del fabbricato secondo la destinazione d’uso, quanto a quelle della prima categoria, di arricchire la comunità urbanizzata nel suo complesso di strutture e servizi a fini generali (asili, parchi, biblioteche, impianti sportivi ecc.), quanto a quelle della seconda. In conclusione al quesito posto dal Comune deve darsi risposta negativa, non essendo fungibili tra loro le citate categorie – primaria e secondaria – di oneri di urbanizzazione.
quale parte integrante e sostanziale della parte dispositiva
A) il Responsabile del Settore 3 Urbanistica, Assetto ed Uso Risorse del Territorio – Polizia Municipale del Comune di Massa Marittima arch. Assuntina M. Messina a procedere senza indugio nell’incamerazione delle somme dovute dalla società Massa Marittima Sviluppo s.r.l. al comune di Massa Marittima, quantificate dagli esponenti in € 607.429,83 oltre interessi legali dal 6 maggio 2010, ma detratta la somma di € 30.226,12 pagata il 31/12/2010, o quella diversa somma che vorrà accertare ed il cui conteggio sin d’ora se ne chiede copia.
B) il Segretario comunale Dott. Giovanni Rubolino, ad accertarsi della legalità dell’azione e dei comportamenti amministrativi del Responsabile del Settore 3 arch. Assuntina M. Messina che verranno in essere a seguito della presente diffida.
C) il Sindaco del Comune di Massa Marittima Dott.ssa Lidia Bai a vigilare sull’operato del Responsabile del Settore 3 arch. Assuntina M. Messina.
D) il Sindaco del Comune di Massa Marittima Dott.ssa Lidia Bai ad accertare la sussistenza o meno di illeciti a seguito dell’esposizione dei fatti e delle considerazioni degli esponenti nonché – consequenzialmente in caso di accertata esistenza di illeciti – denunciare l’operato dell’ex Responsabile del Settore 3 alle competenti Procura della Repubblica di Grosseto e Procura Generale della Corte dei Conti della Regione Toscana.