Source: https://www.dirittodautore.it/la-guida-al-diritto-dautore/il-trattamento-fiscale-e-previdenziale-del-diritto-dautore/
Timestamp: 2020-07-11 02:19:51+00:00
Document Index: 30016869

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 49', 'art. 53', 'art. 49', 'art. 50', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 54', 'art. 67', 'art. 2']

Il trattamento fiscale e previdenziale del diritto d'autore
Home»La Guida al diritto d’autore»Il trattamento fiscale e previdenziale
Consigliamo, oltre alla lettura dell’articolo la visione dei video dell’Avv. Giovanni d’Ammassa pubblicati nel nostro canale Youtube su quota 100 e diritto d’autore, e sul regime forfetario IVA e i redditi di diritto d’autore.
Tramite i messaggi 19 settembre 2013, n. 14802, intitolato “compensi per l’utilizzo e lo sfruttamento economico del diritto di autore e del diritto di immagine. Assoggettamento a contribuzione obbligatoria“, e 28 novembre 2013, n. 19435, sempre intitolato “Compensi per l’utilizzo e lo sfruttamento economico del diritto di autore e del diritto di immagine. Assoggettamento a contribuzione obbligatoria” l’INPS ha fornito un chiarimento in ordine al trattamento contributivo di somme percepite a titolo di compenso per lo sfruttamento economico di opere dell’ingegno tutelate dal diritto di autore, e del diritto di immagine.
Nel primo messaggio l’INPS fornisce una serie di soluzioni interpretative utili, anche tramite apposite schede sinottiche che riepilogano il trattamento fiscale e contributivo dei compensi. Nel secondo messaggio INPS smentisce alcune affermazioni rese nel primo messaggio.
Per una più diffusa trattazione in ordine all’inquadramento normativo generale, si rinvia alla circolare ENPALS n. 1 del 15 gennaio 2004 (reperibile sul sito dell’Istituto, alla sezione ex ENPALS).
dall’autore;
da aventi causa a titolo gratuito (es. eredi o legatari dell’autore);
da soggetti che abbiano acquisito a titolo oneroso l’utilizzazione economica del diritto medesimo.
Nel primo caso, la percezione, da parte dell’autore, del compenso per l’utilizzazione economica di opere tutelate configura, salvo che si tratti di proventi conseguiti nell’esercizio di impresa commerciale ovvero assimilabili ai redditi di lavoro dipendente, l’esercizio abituale di arti o professioni e comporta il trattamento del compenso medesimo alla stregua di reddito di lavoro autonomo. Per la determinazione del reddito imponibile, all’importo del compenso si applica una deduzione forfettaria delle spese di produzione pari al 25% (per contribuenti con età superiore a 35 anni) ovvero al 40% (per contribuenti con età pari o inferiore a 35 anni) della misura del compenso medesimo (cfr. art. 54, co. 8, primo periodo, TUIR). Nell’ambito del modello Unico PF, le informazioni sono riportate nel quadro RL (altri redditi), sez. III (altri redditi di lavoro autonomo): in particolare, nel rigo RL25, si rileva l’importo lordo del compenso e, nel rigo RL29, l’importo della deduzione forfettaria per spese.
Nel secondo caso, il compenso per l’utilizzazione economica del diritto di autore rientra nella categoria dei redditi diversi e costituisce reddito imponibile per l’intero importo. Nell’ambito del modello Unico PF, le informazioni sono riportate nel quadro RL (altri redditi), sez. II-A (redditi diversi): nel rigo RL13 si rileva l’importo del compenso.
Sotto il profilo previdenziale, INPS dichiara che il reddito per lo sfruttamento economico del diritto di autore risulta soggetto a imposizione esclusivamente laddove derivi – fatti salvi i rari casi in cui è assimilato al reddito di lavoro dipendente e, pertanto, soggetto a tassazione da parte del datore di lavoro – dall’esercizio abituale, ancorché non esclusivo, di arti e professioni, vale dire la fattispecie sopra inquadrata alla lettera a).
– accertare che l’erogazione del compenso si collochi nell’ambito di un rapporto di lavoro, ancorché di natura autonoma, ovvero sia comunque ad esso riconducibile. Al riguardo, sovente, l’erogazione del compenso per la cessione dello sfruttamento economico del diritto di autore viene effettuata, generalmente sulla base di circostanziate clausole contrattuali, in epoca successiva (talora in periodi di imposta successivi) rispetto allo svolgimento della prestazione lavorativa;
– inquadrare tutti i compensi erogati dal medesimo datore di lavoro nel corso del tempo, anche avvalendosi delle dichiarazioni contributive;
– sommare l’importo totale dei compensi percepiti per la prestazione lavorativa e per la cessione dello sfruttamento del diritto di autore;
– calcolare la contribuzione esentando dall’assoggettamento a contribuzione l’importo del compenso per la cessione dello sfruttamento economico del diritto di autore entro la misura del 40% dell’importo dei compensi complessivamente percepiti in relazione a quello specifico rapporto di lavoro.
Le categorie artistiche titolari del diritto di autore iscritte al Fpls sono individuate, sulla base della l.d.a., nelle seguenti:
Nel terzo caso (lavoratore autonomo non iscritto al Fpls né iscritto ad una Cassa professionale), trattandosi di redditi qualificati alla stregua di redditi di lavoro autonomo (quadro RL, sez. III, Unico PF), l’INPS ha prima ipotizzato l’iscrizione alla Gestione separata e il conseguente assoggettamento a contribuzione obbligatoria, per poi fare un passo indietro in quanto la norma istitutiva della predetta Gestione separata contempla, tra i soggetti obbligati al versamento, oltre a coloro che producono reddito da lavoro autonomo (ex art. 49, comma 1, oggi art. 53, comma 1 del TUIR), anche coloro che producono i redditi di cui all’art. 49, comma 2, lett. a) – oggi art. 50, comma 1, lett. c)-bis – del TUIR, mentre il reddito sul diritto d’autore è regolato dalla lettera b) dell’art. 53, comma 2 del TUIR.
Pertanto, il compenso percepito per lo sfruttamento economico del diritto di autore da parte lavoratore autonomo non iscritto al Fpls né ad una Cassa Professionale è escluso da qualsiasi obbligo contributivo, anche nei confronti della Gestione separata ex art. 2, comma 26, L. n. 335/1995.
Sul piano tributario, il compenso per l’utilizzazione del diritto di immagine rientra nei redditi di lavoro autonomo derivanti dalla “cessione… di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale” (art. 54, co. 1-quater, TUIR) ovvero nei redditi diversi rivenienti “dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere” (art. 67, co. 1, lett. l)). Il trattamento fiscale si differenzia a seconda che i proventi per l’utilizzazione del diritto siano percepiti da:
– il titolare originario del diritto nell’esercizio della sua attività professionale;
– il titolare originario del diritto al di fuori dell’esercizio della sua attività professionale nonché un soggetto diverso dal titolare originario del diritto avente causa al suo sfruttamento economico a titolo gratuito ovvero oneroso.
Sotto il profilo previdenziale delle somme eventualmente accertate a seguito dell’incrocio dei dati fiscali ed assicurativi ascrivibili ai compensi per la cessione dello sfruttamento del diritto di immagine, sul piano operativo, in linea di massima, possiamo riscontrare una delle seguenti fattispecie:
– si tratta di un libero professionista iscritto ad una delle Casse professionali;
– è un artista iscritto al Fpls;
– si tratta di un lavoratore autonomo non rientrante nel novero degli artisti di cui al punto precedente e non iscritto ad una Cassa professionale.
Nel terzo caso (lavoratore autonomo non rientrante nel novero degli artisti di cui al caso precedente e non iscritto ad una Cassa professionale), il compenso percepito per lo sfruttamento economico del diritto di autore è escluso da qualsiasi obbligo contributivo, anche nei confronti della Gestione separata ex art. 2, comma 26, L. n. 335/1995.
La posizione INPS è stata fortemente criticata sul Sole 24 Ore dal dott. Giovanni Scoz, esperto della materia, il quale sottolinea come “appare evidente che esistono migliaia di regole, promulgate da vari istituti, ognuno per sé, che ogni anno vengono riviste e modificate senza armonizzar­si tra loro, con una visione molto miope e concentrata solo su un problema specifico. Così facendo, si è creato un indistricabile groviglio di norme tale da rendere molto difficile, se non impossibile, operare in maniera consapevole. Sarebbe anche utile, per lavo­rare nel pieno rispetto della normativa, che i messag­gi e le circolari emanate dai vari Enti siano chiarifica­trici di un problema e non aggiungano ulteriori incer­tezze procedurali“.
Giovanni Scoz, Diritto d’immagine: chiarimenti Inps sul regime fiscale e contributivo, Il Sole 24 Ore Guida al Lavoro n. 2 del 2014
Giovanni Scoz, Diritto d’autore: chiarimenti Inps sul regime fiscale e contributivo, Il Sole 24 Ore, Guida al Lavoro n. 39 del 2013