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Timestamp: 2020-02-24 21:27:57+00:00
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Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto urbanistico - edilizia Numero: 998 | Data di udienza: 7 Febbraio 2019
Data di udienza: 7 Febbraio 2019
Presidente: De Felice
Estensore: Mele
CONSIGLIO DI STATO, Sez. 6^ – 11 febbraio 2019, n. 998
DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – Ordinanza di demolizione – Stato iniziale dei lavori e caratteristiche del terreno – Incertezza sulla sussistenza della difformità – illegittimità.
E’ illegittima l’ordinanza con cui è ingiunta la demolizione di un fabbricato sul fondamento della difformità dalla concessione, che non possa tuttavia dirsi con certezza sussistente, avuto riguardo allo stato iniziale dei lavori ed alle caratteristiche del terreno, che possano giustificare un’originaria realizzazione del piano fuori terra e, successivamente, in conformità alle previsioni del titolo edilizio, l’interramento dello stesso.
(Riforma TAR Lazio, Latina, n. 721/2013) – Pres. f.f. De Felice, Est. Mele – P.M. e altro (avv. Pucci) c. Comune di Minturno (n.c.)
CONSIGLIO DI STATO, Sez. 6^ - 11 febbraio 2019, n. 998
N. 00998/2019REG.PROV.COLL.
N. 03257/2014 REG.RIC.
Pasquale Mazzucco e Giovanna Signore, rappresentati e difesi dall’avvocato Pietro Carlo Pucci, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Grazioli Lante 9;
Comune di Minturno, non costituito in giudizio;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio- Sezione staccata di Latina (Sezione Prima) n. 00721/2013, resa tra le parti.
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 7 febbraio 2019 il Cons. Francesco Mele e udito, per le parti, l’avvocato Pietro Carlo Pucci;
Con sentenza n. 721/2013 del 19-9-2013 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio-Sezione staccata di Latina rigettava il ricorso proposto dai signori Pasquale Mazzucco e Giovanna Signore, inteso ad ottenere l’annullamento dell’ordinanza del Responsabile del Servizio Edilizia Privata del Comune di Minturno n. 27 del 9 aprile 2004 con la quale era ingiunta la sospensione dei lavori e la demolizione di opere relative alla realizzazione di una pertinenza agricola, oggetto della concessione edilizia n. 159 del 20-4-2001, in quanto difformi dal predetto titolo abilitativo essendo stato realizzato completamente fuori terra il piano previsto come interrato.
“1. Con il provvedimento impugnato il responsabile del servizio edilizia privata del comune di Minturno ha disposto la sospensione dei lavori e la demolizione di opere realizzate in totale difformità dalla concessione edilizia dai ricorrenti.
In concreto ai signori Mazzucco e Signore è stata assentita in data 20 aprile 2001 la concessione edilizia n. 159 con cui il comune approvava un progetto avente ad oggetto la realizzazione di una pertinenza agricola consistente in un piano interrato, un piano terra e una copertura.
Avverso la sentenza del Tribunale Amministrativo i signori Mazzucco e Signore hanno proposto appello, deducendone l’erroneità sotto plurimi profili e chiedendone l’integrale riforma, con il conseguente accoglimento del ricorso di primo grado.
Il Comune di Minturno non si è costituito in giudizio.
Con l’appello in trattazione i signori Mazzucco e Signore muovono articolate doglianze alla sentenza di primo grado.
La concessione edilizia n. 159/2001, rilasciata ai signori Mazzucco Pasquale e Signore Giovanna contiene la condizione che “il lato fuori terra del seminterrato sia realizzato completamente entro terra, come da correzioni in rosso apportate sul grafico”.
In conclusione, dunque, l’appello deve essere accolto, la sentenza del Tribunale Amministrativo per il Lazio- Sezione staccata di Latina n. 721/2013 riformata e, in accoglimento del ricorso di primo grado, deve essere annullata l’ordinanza di demolizione del Comune di Minturno n. 27 del 9 aprile 2004.
L’opinabilità della vicenda in fatto e la mancata costituzione in giudizio del Comune di Minturno giustificano una pronuncia di irripetibilità delle spese del doppio grado di giudizio.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio-Sezione staccata di Latina n. 721/2013 ed in accoglimento del ricorso di primo grado, annulla l’ordinanza di demolizione del Comune di Minturno n.27 del 9 aprile 2004.