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Timestamp: 2018-04-21 13:12:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 52']

Legge della Regione Umbria approvata il 21 maggio 2001
ti invio la legge r. dell'Umbria approvata la scorsa settimana.
ti invio anche una (mia) breve nota gia' apparsa sulla stampa locale.
E' una legge che non "da i numeri" ma ciò nonostante e' una legge che ancor
di più  introduce regole decisive in materia di prevenzione e lotta
all'inquinamento elettromagnetico.
I numeri, il "quanto" cioè dei valori di campo di limiti di esposizione,
valori di attenzione e obiettivi di qualità abbiamo preferito lasciarli alla
sede regolamentare, assai più flessibile e suscettibile di progressivi
adeguamenti, ben sapendo che nello scrivere i numeri la nostra battaglia
verrà rinnovata.
Nella legge abbiamo preteso ci fossero meccanismi di alta deterrenza del
proliferare indiscriminato degli impianti (radio tv, di telefonia o
elettrodotti che siano).
Ne elenco alcuni, tra gli altri:
"il principio di giustificazione"  in forza del quale non tutto quello che
al gestore o concessionario piace deve essere autorizzato, ma solo quello
che obiettivamente serve alla realizzazione di una rete efficiente e
"il principio di pianificazione" che impone che la localizzazione dei siti e
dei tracciati da parte di comuni e province avvenga esclusivamente
nell'ambito dei piani di rete e dei programmi di sviluppo del richiedente: e
così si passa dalla logica del caso per caso o del fatto compiuto
progressivo alla logica della (co)gestione pubblica delle reti;
"la generalizzazione delle procedure di impatto ambientale": non solo per
gli elettrodotti con tensione superiore a 100 Kv come prevedeva la legge r.
2000/22, ma anche per la telefonia e gli impianti radio tv, prevedendo
sempre la verifica ambientale, ed in alcuni casi (molti) la procedura di
"l'allargamento qualitativo delle aree sensibili" operato da una parte
prevedendo che nelle stesse si raggiunga il valore di campo corrispondente
all'obiettivo di qualità, dall'altra ricomprendendovi anche gli ambiti ad
"alta densità abitativa";
"la tutela separata dell'ambiente e del paesaggio", riconoscendo ai comuni
la potestà di individuare immobili ed aree (come monumenti, territori
oggetti di tutela paesaggistica, aree protette, ecc.), nei quali vietare
assolutamente la collocazione di impianti.
Crediamo che su questi principi possa (per questa parte) cominciare la
conversione della nostra regione verso "l'Umbria di qualità, ambientale."
TESTO INVIATO AL GOVERNO
“Tutela sanitaria e ambientale dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”
1.      La regione Umbria, nel rispetto del principio di precauzione sancito dall’articolo 174, paragrafo 2, del trattato CEE e dei principi fondamentali della legge 22 febbraio 2001, n. 36, detta norme a tutela della salute della popolazione dagli effetti della esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e a salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio.
2. I fini di cui al comma 1 sono conseguiti disciplinando la localizzazione, la costruzione, la modificazione ed il risanamento degli impianti che producono tali emissioni, nonché mediante l’individuazione, in coerenza con le previsioni contenute nella legge n. 36/2001, di adeguati limiti di esposizione.
1. Nella pianificazione della localizzazione di nuovi impianti e comunque in sede di rilascio delle autorizzazioni i gestori e i concessionari sono tenuti a dimostrare le ragioni obiettive della indispensabilità degli impianti stessi ai fini dell’operatività del servizio.
1. La regione, le province, i comuni, le unità sanitarie locali e l’Agenzia regionale per la protezione ambientale - ARPA garantiscono a chiunque l'accesso ai dati ambientali relativi alla tutela dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, nonché la più ampia diffusione dei medesimi dati ai sensi del D.Lgs. 24 febbraio 1997, n. 39.
(Definizione delle aree sensibili e tutela dell’ambiente e del paesaggio)
1. Le aree sensibili sono parti del territorio, all’interno delle quali:
a) devono essere rispettati gli obiettivi di qualità di cui all’art. 3 comma 1 lettera d) punto 2 della legge n. 36/2001;
b) le amministrazioni comunali possono prescrivere modifiche, adeguamenti o la delocalizzazione di elettrodotti con tensione nominale superiore a venti kV e di impianti radioelettrici disciplinati dalla presente legge, siano essi già esistenti che di nuova realizzazione, al fine di garantire la massima tutela ambientale dell’area stessa.
2. Le aree sensibili sono individuate in riferimento a zone ad alta densità abitativa, nonché a quelle caratterizzate dalla presenza di strutture di tipo assistenziale, sanitario, educativo, ricreativo e sportivo.
3. Le aree sensibili sono individuate e perimetrate dai comuni, d’intesa con le province, entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
1. La Giunta regionale, nel rispetto della legge n. 36/2001, con regolamento da adottare entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sentita la Commissione Consiliare competente:
c) fissa i criteri per l’elaborazione e l’attuazione dei piani di risanamento degli impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di radiodiffusione;
d) fissa i criteri e gli standard per la creazione e l’aggiornamento del catasto regionale, di cui all’articolo 11, degli elettrodotti e degli impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di radiodiffusione;
e) definisce i criteri e le modalità per l'informazione e l'educazione della popolazione in materia di tutela sanitaria ed ambientale derivante dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
f) definisce i casi di sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale degli impianti di cui al comma 1 dell’art. 12.
2. La Giunta regionale, sentite le amministrazioni provinciali, propone al Ministero dell’ambiente il piano di risanamento degli elettrodotti con tensione superiore a centocinquanta kV, in caso di inerzia o inadempienza dei gestori.
1. Alle province sono trasferite, in aggiunta alle funzioni e compiti amministrativi di cui all’articolo 70, comma 1, lettera a) della legge regionale 2 marzo 1999, n. 3 le seguenti funzioni:
a) approvazione dei piani di risanamento degli elettrodotti con tensione non superiore a centocinquanta kV anche nell’ipotesi di mancanza di proposta da parte dei gestori;
a) rilascio delle autorizzazioni per l’installazione e la modifica degli impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di radiodiffusione;
b) identificazione, d’intesa con la provincia competente per territorio, delle aree sensibili di cui all’art. 4);
a) fornire alla regione il supporto tecnico-scientifico per gli adempimenti di cui al comma 1 dell’articolo 5;
b) fornire a province e comuni pareri tecnico-scientifici nell’ambito delle procedure autorizzative per la costruzione, modifica ed esercizio degli elettrodotti e degli impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di radiodiffusione, nonché per l’approvazione dei relativi piani di risanamento;
c) svolgere, anche su segnalazione degli enti pubblici, delle unità sanitarie locali e dei cittadini, azioni di vigilanza ambientale sugli elettrodotti e impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di radiodiffusione, effettuando i controlli tecnici per la verifica del rispetto degli standard fissati dalla presente legge;
d) impiantare ed aggiornare, con il concorso del Servizio informativo territoriale della regione - SITER, il catasto regionale degli elettrodotti e degli impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di radiodiffusione.
2. La regione e gli enti locali territoriali si
avvalgono dell’ARPA per tutti gli adempimenti connessi all’articolo 14 della legge n. 36/2001 e alla presente legge.
2. Le unità sanitarie locali concorrono all'approfondimento delle conoscenze scientifiche relative agli effetti dell'elettromagnetismo sulla salute, nonché all’azione di informazione ed educazione della popolazione sulla tutela sanitaria dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
1. E’ istituito presso la Direzione alle politiche territoriali, ambiente e infrastrutture della Giunta regionale, il Comitato tecnico scientifico così composto:
c) due esperti in materia di tutela sanitaria e ambientale dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, e in tecnologie di risanamento, designati dalla Giunta regionale;
d) un rappresentante designato dall’ARPA;
e) un rappresentante designato dal
Comitato regionale per le comunicazioni – CORECOM;
f) un rappresentante designato congiuntamente dalle associazioni nazionali operanti nel settore della tutela dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, individuate dalla Giunta regionale con le modalità stabilite dal regolamento di cui all’art. 5;
g) un rappresentante designato dall’Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro – ISPESL.
2. Il Comitato svolge azione di consulenza nei confronti dell’amministrazione regionale nelle materie oggetto della presente legge.
1. È istituito, ai sensi dell’art. 8, comma 1, lettera d) della legge 36/2001 il catasto regionale delle sorgenti fisse dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con sede presso l’ARPA che lo gestisce in coordinamento con il SITER.
2. Ai fini dell’aggiornamento del catasto i gestori degli impianti ed i concessionari sono tenuti a comunicare all’ARPA, nel termine di trenta giorni dal fatto, l’attivazione di nuovi impianti, nonché qualsiasi variazione, quantitativa e qualitativa, apportata a quelli esistenti.
1. Gli impianti radioelettrici, di telefonia mobile e di radiodiffusione sono sottoposti alla procedura di verifica ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 9 aprile 1998 n. 11 e successive modificazioni ed integrazioni ovvero alla procedura di valutazione di impatto ambientale, ai sensi dell’art. 5 della stessa legge, nei casi previsti dal regolamento di cui all’art. 5.
(Fondo regionale)
1. È istituito nel bilancio regionale il fondo regionale per la tutela sanitaria e ambientale dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, con il contributo finanziario dei gestori e dei titolari di concessione degli impianti oggetto della presente legge.
2. L’entità dei contributi, rapportata alla potenza di emissione installata e le modalità di raccolta e di gestione del fondo di cui al comma 1 sono definite dalla Giunta regionale con apposito regolamento.
3. Le risorse del fondo sono utilizzate per il finanziamento delle azioni di prevenzione, controllo e vigilanza per l’attuazione della presente legge, nonché per studi e ricerche sul territorio preordinate alla prevenzione e tutela sanitaria e ambientale dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
1. Le modalità, i criteri ed i procedimenti amministrativi preordinati alla localizzazione, al risanamento e al rilascio di autorizzazione per la realizzazione e la modifica degli impianti, nonché per l’utilizzo del fondo per la tutela sanitaria e ambientale dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sono definiti dalla Giunta regionale, nel rispetto delle norme in materia di procedimento amministrativo e del D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447 e successive modificazioni ed integrazioni.
1. Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’articolo 15, commi 1 e 2 della legge n. 36/2001 sono irrogate, sulla base degli accertamenti effettuati dall’ARPA, dalle autorità individuate dai decreti ministeriali richiamati dall’articolo 4, comma 2 della legge n. 36/2001 ovvero, in mancanza di tale individuazione, con le modalità di cui alla legge regionale 30 maggio 1983, n. 15 e successive modificazioni.
2. Le sanzioni della sospensione e della revoca di cui all’articolo 15, comma 4 della legge n. 36/2001 sono applicate dalle province e dai comuni, per le rispettive competenze indicate agli articoli 6 e 7.
3. Nella graduazione delle sanzioni di cui ai commi 1 e 2 va tenuto conto della natura della violazione e del grado di lesione portata alla tutela della salute e dell’ambiente.
1. Per l’esercizio 2001, agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione degli artt. 8 e 10, che ammontano a complessive Lire 200.000.000, si fa fronte con gli stanziamenti previsti nell’Unità Previsionale di Base 05.1.007 denominata “Progetti e ricerche in materia di difesa, tutela ambientale e protezione civile” del Bilancio di previsione 2001.
2. I contributi di cui all’art. 13 sono acquisiti nella parte entrate del bilancio di previsione 2001 alla Unità Previsionale di Base 2.03.001 denominata “Trasferimenti correnti ad altri soggetti” e nella parte spesa vanno ad alimentare il fondo, di cui allo stesso articolo, allocato nella Unità Previsionale di Base 05.1.007 denominata “Progetti e ricerche in materia di difesa, tutela ambientale e protezione civile”.
3. La Giunta Regionale, a norma della vigente Legge regionale di contabilità, è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni di cui ai commi precedenti, sia in termini di competenza che di cassa.
4. Per gli anni 2002 e successivi l’entità della spesa sarà determinata annualmente con legge finanziaria ai sensi dell’art. 27, comma 3, lettera c) della legge regionale del 28 Febbraio 2000 n.13.
1. La Giunta regionale con norme regolamentari definisce entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, in via transitoria fino all’approvazione dei decreti di cui all’articolo 4 della legge n. 36/2001, le disposizioni di prima applicazione della presente legge, idonee a conseguire le finalità di cui all’articolo 1.
1. Sono abrogati gli artt. 43, 44 e il comma 1 dell’art. 52 della legge regionale 24 Marzo 2000, n. 27.