Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1945-codice-civile-eccezioni-opponibili-dal-fideiussore
Timestamp: 2018-10-23 04:08:57+00:00
Document Index: 172239853

Matched Legal Cases: ['art. 1945', 'art. 1945', 'art. 1944', 'sentenza ', 'art. 331', 'art. 82', 'art. 130', 'art. 1945', 'art. 18']

Art. 1945 codice civile: Eccezioni opponibili dal fideiussore
Il fideiussore può opporre contro il creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale, salva quella derivante dall’incapacità (1).
(1) Il fideiussore può opporre sia eccezioni che comportano l’estinzione dello stesso rapporto fideiussorio (perché legate al venir meno dello stesso debito principale, es.: per la sua nullità [v. 1418 ss.] o inesistenza), sia eccezioni che gli danno il potere di rifiutare l’adempimento (es.: se il negozio garantito è annullabile [v. 1425 ss.]).
Sono opponibili la risoluzione [v. 1453 ss.], la rescissione [v. 1447 ss.], la novazione [v. 1230], la confusione [v. 1253, 1255], la compensazione [v. 1247], la remissione [v. 1239], ed in genere ogni atto che ha estinto in tutto o in parte il debito principale.
Se, però, nonostante la possibilità di opporre le eccezioni, il fideiussore paga il debito, potrà ripetere la sua prestazione (richiedere quanto versato) se l’eccezione (di nullità, annullabilità o prescrizione [v. 2934]), successivamente fatta valere, viene accolta.
Ai fini della configurabilità di un contratto autonomo di garanzia oppure di un contratto di fideiussione, non è decisivo l'impiego o meno delle espressioni "a semplice richiesta" o "a prima richiesta del creditore", ma la relazione in cui le parti hanno inteso porre l'obbligazione principale e l'obbligazione di garanzia; infatti, la caratteristica fondamentale che distingue il contratto autonomo di garanzia dalla fideiussione è l'assenza dell'elemento dell'accessorietà della garanzia, insito nel fatto che viene esclusa la facoltà del garante di opporre al creditore le eccezioni che spettano al debitore principale, in deroga alla regola essenziale della fideiussione, posta dall'art. 1945 c.c.
Cassazione civile sez. III 17 giugno 2013 n. 15108
All'assicurazione fideiussoria, che è una figura intermedia tra il versamento cauzionale e la fideiussione, caratterizzata dall'assunzione dell'impegno da parte di una banca o di una compagnia di assicurazione, di pagare un determinato importo al beneficiario, onde garantirlo in caso di inadempimento della prestazione a lui dovuta da un terzo, sono applicabili le norme contenenti la disciplina legale tipica della fideiussione salvo che le stesse non siano espressamente derogate dalle parti. Costituisce contratto autonomo di garanzia quello in base al quale una parte si obbliga a titolo di garanzia, a eseguire a prima richiesta, la prestazione del debitore, indipendentemente dall'esistenza, dalla validità ed efficacia del rapporto di base con l'impossibilità per i garanti di sollevare eccezioni, salvo l'exceptio doli; tale contratto, da un lato, si distingue dalla fideiussione, per la sua indipendenza dall'obbligazione principale e dall'altro si distingue anche dal contratto autonomo di garanzia in quanto nella garanzia a prima richiesta il fideiussore si impegna a rinunciare a opporre, prima del pagamento, le eccezioni che gli competono, in deroga all'articolo 1945 del codice civile.
Tribunale Roma sez. IX 27 marzo 2013 n. 6557
L'art. 1945 c.c. laddove consente al fideiussore di opporre al creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale per ciò stesso non gli consente di opporre eccezioni che il debitore principale non potrebbe opporre, perché coperte da giudicato.
Cassazione civile sez. I 01 ottobre 2012 n. 16669
Il rapporto processuale tra creditore, debitore principale e fideiussore, che è facoltativo nella fase d'introduzione del giudizio, potendo il creditore agire separatamente, a norma dell'art. 1944, comma 1, c.c., nei confronti dei due debitori solidali, una volta instaurato dà luogo a un litisconsorzio processuale, che diventa necessario nei gradi d'impugnazione, se siano riproposti temi comuni al debitore principale e al fideiussore, sicché il giudice d'appello, davanti al quale il fideiussore sollevi questioni attinenti al rapporto principale, non può negare ingresso ai relativi motivi di gravame in forza dell'acquiescenza prestata alla sentenza di primo rado dal debitore principale, ma è tenuto ad integrare il contraddittorio nei suoi confronti a norma dell'art. 331 c.p.c.
In tema di tributi doganali, nel giudizio di opposizione all'ingiunzione doganale prevista dall'art. 82 del d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43 - "sopravvissuta" all'abrogazione delle disposizioni che regolavano la riscossione coattiva delle imposte operata dall'art. 130, comma 2, del d.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43, quale atto impositivo accertativo del credito erariale - l'Amministrazione, che sul piano dell'onere probatorio assume la posizione di attore in senso sostanziale, ove ne chieda la conferma, avanza una domanda consistente nel veder riconosciuto in tutto o in parte il diritto di recupero azionato, sicché la verifica giudiziale non può limitarsi all'accertamento dei presupposti formali di validità dell'atto impositivo, ma deve estendersi al merito della pretesa erariale, sulla cui fondatezza il giudice è comunque tenuto a statuire, anche a prescindere da una specifica richiesta, sulla base degli elementi di prova addotti dall'ente creditore. Ne consegue che, nell'ipotesi in cui l'ingiunto rivesta la qualità di garante del debitore principale, il giudice di merito deve stabilire se la garanzia rilasciata nei confronti dell'Amministrazione finanziaria debba configurarsi come fideiussione o come contratto autonomo di garanzia, dovendosi escludere solo in quest'ultimo caso l'inapplicabilità dell'art. 1945 cod. civ., con conseguente inopponibilità delle eccezioni fondate sul rapporto tra debitore garantito e creditore, salvo il limite dell'"exceptio doli" ove la richiesta di pagamento risulti, "prima facie", frutto di un comportamento fraudolento del garantito, purché, in ogni caso, l'avvenuta importazione del prodotto nel Paese terzo sia stata tempestivamente allegata e provata ai sensi dell'art. 18 del Regolamento CE n. 3665/87 della Commissione del 27 novembre 1987. Cassa con rinvio, App. Napoli, 01/09/2009
Cassazione civile sez. trib. 12 dicembre 2013 n. 27816