Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-4069-del-18-02-2011
Timestamp: 2020-05-31 16:33:28+00:00
Document Index: 136805157

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 36', 'art. 43', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 308']

Sentenza Cassazione Civile n. 4069 del 18/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4069 del 18/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 18/02/2011, (ud. 12/01/2011, dep. 18/02/2011), n.4069
sul ricorso 16070-2007 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS) in personal del Direttore pro
S 126 PROGETTI SRL in persona del legale rappresentante,
CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato LUCCHESE
TIZIANO, giusta procura, speciale in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 32/2006 della Commissione Tributaria di
Secondo Grado di TRENTO del 31.5.06, depositata il 21/07/2006;
12/01/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MERONE Antonio;
“La controversia verte sulla seguente questione: se l’iscrizione a ruolo di una certa somma a carico della società oggi resistente derivi dalla semplice constatazione dell’omesso versamento di quanto risulta dovuto in base alla dichiarazione dei redditi (anno 1993), in forza del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, ovvero derivi dal mancato riconoscimento del diritto alla compensazione con un credito fiscale. Nel primo caso la notifica della cartella è tempestiva (tesi dell’ufficio), nel secondo caso la notifica è tardiva (tesi della società contribuente).
La CTR, al pari della CTP, ha accolto la tesi della società, rilevando, in punto di fatto, che l’operato dell’ufficio rientra inequivocabilmente nella attività di accertamento e non di mero recupero d’imposta. Scrive la CTR: il non riconoscimento da parte dell’ufficio di un credito d’imposta su quale il contribuente, in forza di un atto pubblico, riteneva di avere legittimamente diritto (peraltro riportato nella dichiarazione del cedente) ha posto in essere un comportamento accertativo e, come tale, soggetto al termine di decadenza riconosciuto dalla commissione tributaria di primo grado.
A fronte di tale precisa statuizione, denunciando la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 36 bis e 43, pone alla Corte il seguente quesito di diritto: se la notifica della cartella esattoriale, emessa in forza di un ruolo formato a seguito dell’omesso versamento da parte del contribuente dell’imposta liquidata sulla base di una dichiarazione dei redditi, sia soggetta a termine del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, ovvero a quello del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 17 (nel testo applicabile ratione temporis), quando il contribuente abbia omesso di versare l’imposta dovuta in forza di un credito d’imposta non inserito nella dichiarazione dei redditi. Il motivo è inammissibile perchè il relativo quesito presuppone un accertamento in l’atto contrario a quello risultante dalla decisione della CTR. Nel quesito viene dato per scontato ciò che scontato non è e cioè che la cartella abbia mera funzione di recupero di imposta e non di accertamento. La censura avrebbe dovuto contestare (sotto il profilo del vizio di motivazione o della mancata valutazione di elementi probatori) la ricostruzione in fatto, da parte della CTR, del contenuto della cartella.
Anche il secondo motivo, con il quale viene denunciata la carenza di motivazione della sentenza di appello, è inammissibile per carenza di autosufficienza, ma è anche improcedibile per mancato deposito degli atti sui quali si fonda la censura (art. 369 c.p.c., comma 1, n. 4)”;
Considerato che la relazione è stata notificata ai sensi dell’art. 308 bis c.p.c., comma 3, che la discussione in camera di consiglio non ha apportato nuovi elementi di valutazione e che, pertanto, il ricorso, nel suo complesso, deve essere rigettato, con aggravio di spese a carico della Agenzia ricorrente, liquidate come da dispositivo, per il principio della soccombenza.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in complessivi Euro 1800,00, per onorario, oltre le spese generali ed accessori di legge.