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Timestamp: 2020-04-05 09:19:18+00:00
Document Index: 165758031

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 8', 'art, 10', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10']

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DOCUMENTI PER LA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUI PROGRAMMI DI MONITORAGGIO DELLA STRATEGIA MARINA
In questa pagina sono reperibili tutte le informazioni e i documenti necessari alla consultazione pubblica sui Programmi di Monitoraggio coordinati, prevista dall’art. 16, comma 2 del D.lgs. 190/2010.
I PROGRAMMI DI MONITORAGGIO COORDINATI DELLA STRATEGIA MARINA
La definizione dei Programmi di Monitoraggio coordinati si inserisce nel percorso istituzionale di attuazione della Direttiva sulla Strategia Marina così come recepita, nell’ordinamento legislativo nazionale, dal Decreto Legislativo del 13 ottobre 2010, n. 190
I Programmi di Monitoraggio nel percorso istituzionale di attuazione della Strategia Marina
La definizione e l’avvio dei Programmi di Monitoraggio coordinati (MP, Monitoring Programmes) costituiscono la seconda fase di attuazione del D.lgs. 190/2010 e sono successivi ai primi tre fondamentali passaggi della Strategia Marina:
1) la valutazione iniziale dello stato ambientale delle acque marine (IA, Initial Assessment), eseguita in attuazione dell’art. 8, basata su dati e informazioni esistenti e relativa alle caratteristiche essenziali degli ambienti marini italiani, alle pressioni e agli impatti che su di essi si manifestano, comprensiva anche di una analisi degli aspetti socio-economici dell’utilizzo dell’ambiente marino e dei costi del suo degrado;
2) la determinazione dei requisiti del buono stato ambientale (GES, Good Environmental Status), eseguita in attuazione dell’art. 9, in relazione agli 11 descrittori indicati nell’Allegato I del D.lgs. 190/2010
3) la definizione di traguardi ambientali (ET, Environmental targets), eseguita in attuazione dell’art. 10, in grado di orientare gli sforzi verso il conseguimento del buono stato ambientale.
La prima fase di attuazione del D.lgs. 190/2010 si è conclusa il 15 ottobre 2012 con la trasmissione alla Commissione Europea degli esiti della valutazione iniziale, delle definizioni di buono stato ambientale e dei traguardi ambientali.
Il termine per la definizione e l’avvio dei Programmi di Monitoraggio coordinati è fissato al 15 luglio 2014.
Il D.lgs. 190/2010 prevede anche una terza fase, in attuazione dell’art. 12, che è costituita dalla elaborazione e dall’avvio di Programmi di Misure (PoM, Programmes of Measures) finalizzate a conseguire i traguardi ambientali o a mantenere il buono stato ambientale. I programmi di misure dovranno essere elaborati entro il 31 dicembre 2015 e dovranno essere avviati entro un anno successivo a tale data.
Il percorso di attuazione del D.lgs. 190/2010 è guidato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) che ai sensi dell’art. 4 esercita le funzioni di autorità competente al coordinamento delle attività.
Il MATTM, nell’esercizio delle sue funzioni di coordinamento (art. 4), si avvale di un Comitato Tecnico (art. 5), organismo che concorre alla definizione degli atti inerenti la Strategia Marina, la cui composizione garantisce la rappresentanza ad Amministrazioni centrali, Regioni e Provincie autonome, nonché agli enti locali.
Percorso istituzionale della Strategia Marina
La definizione dei Programmi di Monitoraggio della Strategia Marina
L’art. 11 del D.lgs. 190/2010 stabilisce che sulla base della valutazione iniziale di cui all'art. 8, il Ministero dell'ambiente, avvalendosi del Comitato tecnico, definisce, programmi di monitoraggio coordinati per la valutazione continua dello stato ambientale delle acque marine, in funzione dei traguardi ambientali previsti dall'art, 10, nonché per l'aggiornamento di tali traguardi.
Oltre a ciò, l’art. 11 stabilisce che i Programmi di Monitoraggio siano definiti tenendo conto di tutte le attività di monitoraggio effettuate da altre amministrazioni e a seguito di una ricognizione degli attuali programmi di monitoraggio ambientale esistenti a livello regionale, nazionale, comunitario o internazionale, questo al fine di elaborare dei programmi che siano coordinati e integrati con il quadro esistente.
La base di partenza per il processo di definizione dei Programmi di Monitoraggio è stata la raccolta e la messa a sistema di tutte le informazioni e i dati esistenti presenti in Italia sulle caratteristiche principali dei nostri mari, sulle pressioni e sugli impatti che su di essi si manifestano; i dati hanno riguardato tutti gli ambiti di interesse della Strategia Marina: gli habitat, la biodiversità, la pesca, le reti trofiche, l’eutrofizzazione, l’integrità dei fondali marini, le condizioni idrografiche, la contaminazione chimica e la contaminazione dei prodotti destinati al consumo umano, i rifiuti marini e il rumore sottomarino.
La valutazione iniziale condotta ai fini della Strategia marina, per la mole dei dati interessati e la loro diversificazione, per il numero di soggetti e professionalità che sono state coinvolte a vario titolo, ha rappresentato uno sforzo che non ha precedenti nella storia della valutazione dello stato degli ambienti marini italiani ed ha consentito, in alcuni casi, di avere il “polso della situazione” sulle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche di questi ambienti, così come sulle pressioni che su di essi si esercitano; d’altra parte, tale sforzo ha consentito di individuare chiaramente tutte le lacune conoscitive (gap) che ancora sono da superare, anche attraverso i Programmi di Monitoraggio.
Tutti i dati, tabellari e cartografici, le informazioni e i documenti a supporto raccolti ai fini della valutazione iniziale, della definizione del buono stato ambientale e dei traguardi ambientali, condotte in attuazione degli artt. 8, 9 e 10 del D.lgs. 190/2010, sono stati organizzati in una banca dati con funzionalità di accesso tramite la rete internet.
Questa banca dati costituisce lo strumento attraverso il quale il MATTM assicura l’accesso del pubblico all’informazione ambientale (come richiesto dall’art. 16, comma 3, del D.lgs. 190/2010), necessaria per la consultazione sui Programmi di Monitoraggio della Strategia Marina.
Il quadro normativo esistente sui programmi di monitoraggio sull’ambiente marino
Al fine di definire programmi di monitoraggio per la Strategia Marina che, come richiesto dall’art. 11, comma 3 del D.lgs. 190/2010, fossero coordinati, integrati e compatibili con i programmi esistenti è stato necessario condurre una ricognizione di tutte le normative regionali, nazionali, comunitarie e internazionali che prevedessero attività di monitoraggio sull’ambiente marino.
Alcune “direttive fondamentali”, all’interno di questa ricognizione, sono rappresentate dalla Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE), la Direttiva Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (2009/147/CE), il Regolamento che costituisce la Politica comune della pesca (1380/2008), la Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (1991/271/CEE), la Direttiva nitrati (1991/676/CEE), la Direttiva sugli Standard di Qualità Ambientale (2008/105/CE), il Regolamento sui tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari (1881/2006).
Analogamente, a livello internazionale, costituiscono essenziali riferimenti anche alcuni accordi e convenzioni come la Convenzione sulla Diversità Biologica del 1992, la Convenzione di Barcellona sulla protezione del Mar Mediterraneo dai rischi dell’inquinamento o l’accordo ACCOBAMS per la conservazione dei cetacei nel Mar Mediterraneo.
Quadro normativo esistente
I Programmi di Monitoraggio della Strategia Marina ai sensi dell’art. 11
A seguito della valutazione iniziale (art. 8), delle definizioni di buono stato ambientale (art. 9) e, soprattutto, di traguardi ambientali (art. 10), il MATTM ha avviato e coordinato l’attività di individuazione e definizione delle attività di monitoraggio, coordinate con quelle esistenti, che consentiranno di valutare il “progresso” o il mantenimento dello stato ecologico degli ambienti marini italiani rispetto al buono stato ambientale.
In tale attività il MATTM è stato supportato in primo luogo da ISPRA, quale istituto tecnico di riferimento, che ha inizialmente elaborato una “architettura” di base dei Programmi di Monitoraggio ai fini della Strategia Marina; successivamente il MATTM ha coinvolto tutti gli organismi tecnici di riferimento nazionale (CNR, Consorzio Nazionale Interuniversitario, per le Scienze del Mare, ENEA, Istituto Superiore di Sanità, Istituto Idrografico della Marina), le altre amministrazioni, sia centrali (MIPAAF, Ministero della Salute) sia regionali, e anche il Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto.
Il percorso tecnico-scientifico che ha condotto alla definizione dei Programmi di Monitoraggio e l’articolazione delle attività che sono necessarie al fine di raggiungere l’obiettivo di valutare lo stato ecologico delle acque marine in funzione dei traguardi ambientali, così come richiesto dall’art .11 del D.lgs. 190/2010 sono descritti nel Documento di Sintesi sui Programmi di Monitoraggio della Strategia Marina; tale documento costituisce l’oggetto della presente consultazione pubblica.
Sintesi dei Programmi di monitoraggio