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Timestamp: 2018-02-25 11:38:32+00:00
Document Index: 121589998

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'art. 146', 'sentenza ', 'art. 146', 'art. 159', 'art.146', 'art. 159', 'art. 156', 'art. 143', 'art. 145', 'art. 146', 'art. 159', 'art. 1']

T.A.R. Tribunale Amministrativo Regionale Puglia 2005 n. 871
T.A.R. PUGLIA, Puglia - Lecce, Sez. I - 24 febbraio 2005, n. 871
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Sezione Prima di Lecce ANNO 2004
Carlo Di Bello Componente
sul ricorso n. 1856/04, presentato:
- da Marrocco Sergio e dalla Leukos S.a.s. di Nuzzo Lidia & C., rappresentati e difesi dall’Avv. Ernesto Sticchi Damiani ed elettivamente domiciliati in Lecce, presso lo studio del difensore, alla via 95° Rgt. Fanteria 9;
- il Comune di Gagliano del Capo, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito;
- il Settore Tecnico e Gestione del Territorio del Comune di Gagliano del Capo, in persona del suo dirigente p.t., non costituito;
- del provvedimento prot. n. 3861 dell’11 giugno 2004, con il quale il Responsabile del Settore Tecnico e Gestione del Territorio del Comune di Gagliano del Capo respingeva la richiesta di permesso di costruire in sanatoria avanzata ai sensi dell’art. 36 D.P.R. 380/01 relativamente ad interventi abusivamente realizzati in un’area sita in località Scioranti;
- di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale e, in particolare, del parere espresso dalla C.E.C. nella tornata del 20 maggio 2004, verbale n. 3.
Designato alla pubblica udienza del 26 gennaio 2005 il relatore dott. Ettore Manca e udito l’Avv. Sticchi Damiani.
1.2 il Sig. Marrocco è proprietario di un terreno sito nel Comune di Gagliano del Capo, in località Scioranti, ricadente in area tipizzata E3 -verde agricolo speciale- e sottoposta a vincolo paesaggistico.
1.3 Con contratto in data 10 aprile 2004 detto terreno veniva concesso in comodato alla Leukos S.a.s.: in data 11 maggio 2004, quindi, la Sig.ra Lidia Nuzzo, legale rappresentante della società, avanzava istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 D.P.R. 380/01 relativamente ad alcuni interventi di sistemazione agro-silvo-pastorale abusivamente realizzati, senza aumento di volumetria, sulla predetta area, e consistenti nella realizzazione di cunette di raccordo per la meccanizzazione della coltivazione del fondo e della raccolta dei suoi prodotti, nonché nel recupero, valorizzazione e nuova realizzazione di alcuni muretti a secco.
1.4 Con provvedimento prot. n. 3861 dell’11 giugno 2004, tuttavia, il Responsabile del Settore Tecnico e Gestione del Territorio del Comune di Gagliano del Capo respingeva l’istanza.
3.- Il provvedimento appena indicato, oltre agli altri atti indicati in epigrafe, viene impugnato per i seguenti motivi:
A) Violazione, falsa ed erronea interpretazione e applicazione del combinato disposto degli artt. 143, 145 e 159 del d.lgs. 42/04.
Eccesso di potere per erronea presupposizione in diritto.
Illogicità e irragionevolezza dell’azione amministrativa.
B) Violazione del principio di interpretazione secondo Costituzione.
C) Violazione del principio comunitario di proporzionalità.
Illegittimità costituzionale dell’art. 146, comma 10, lett. c), d.lgs. 42/04, per violazione degli artt. 76, 3 e 97 della Costituzione.
4.- All’udienza del 26 gennaio 2005 la causa è stata introitata per la decisione.
2.- Il Tribunale rileva preliminarmente che su alcune delle questioni in diritto poste nel ricorso si è già pronunciato con la sentenza n. 8603/04 del del 24 novembre scorso, nella cui motivazione si sottolinea quanto segue.
2.2 Non può anzitutto trovare accoglimento l’argomento di censura tendente ad evidenziare il carattere non immediatamente operativo del divieto contenuto nell’art. 146, comma 10, lett. C) del D. lgs. n. 42/2004 (<<L’autorizzazione paesaggistica:
[…] c) non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi>>), sul rilievo che lo stesso dovrebbe entrare in vigore solo a far tempo dell’andata a regime del nuovo procedimento autorizzatorio, con conseguente applicazione alla fattispecie in esame della disciplina transitoria dettata dal successivo art. 159 che non contempla espressamente tale divieto.
3.- Ai concetti fin qui richiamati, inoltre, si deve aggiungere che la rigorosità del sistema normativo così come intepretato, ritenuta irragionevole e sproporzionata dai ricorrenti, ne costituisce invece a giudizio del Tribunale uno dei tratti più innovativamente caratterizzanti, permeandone la ratio nel senso di attribuirgli una valenza dissuasiva che, in assenza di questa immediata e piena precettività, lo stesso non avrebbe certamente potuto assumere: dissuasività che peraltro, come evidenziato in varie occasioni anche dalla Corte di giustizia della Comunità europea, costituisce, insieme alla effettività e alla proporzionalità -cui pure si fa riferimento nel ricorso, e rispetto alla quale va ribadita la centralità dei valori paesaggistici in gioco-, uno dei criteri tramite i quali valutare il concetto di adeguatezza dei meccanismi sanzionatori.
3.2 Quanto appena scritto induce il Collegio a rigettare l’avanzata istanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia della Comunità europea.
3.3 Un ultimo accenno, infine, ai temi dell’affermato eccesso di delega e del contrasto della normativa in esame con gli artt. 3 e 97 della Carta Costituzionale: anche quest’ultimi argomenti di censura, a giudizio del Collegio, vanno disattesi, per un verso in ragione dei contenuti particolarmente ampi della legge delega, e, per altro verso e come già scritto, sulla base di quanto prima sottolineato a proposito dell’intrinseca razionalità e coerenza agli obiettivi di tutela paesaggistica della previsione in oggetto.
4.- Per tutto ciò che si è fin qui esposto il ricorso va dunque respinto.
5.- Sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese di giudizio.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Sezione Prima di Lecce, respinge il ricorso n. 1856/04 indicato in epigrafe.
Così deciso in Lecce, nella Camera di Consiglio del 26 gennaio 2005.
in Segreteria il 24 febbraio 2005
1) Beni culturali e ambientali - Vincolo paesaggistico - Art. 146 D. Lgs. 42/2004 - Divieto di autorizzazione paesaggistica in sanatoria - Immediata applicabilità - Fondamento. Il divieto di autorizzazione paesaggistica in sanatoria sancito dall'art.146 del D. Lgs. 42/2004 è immediatamente cogente: a fronte di tale disposizione, il regime transitorio dettato dal successivo art. 159 trova applicazione limitatamente ai profili procedurali (che, in quanto attinenti alle sole modalità di esercizio del potere, non ne possono incidere l’intrinseca conformazione). In altri termini, l’efficacia derogatoria di quest’ultima disciplina temporanea deve ritenersi allo stato (e cioè sino all’approvazione dei piani paesaggistici ai sensi dell’art. 156 ovvero ai sensi dell’art. 143 e dopo il conseguente adeguamento degli strumenti urbanistici ai sensi dell’art. 145 del D. Lgs. n. 42/2004) prevalente solo sulle corrispondenti norme che regolano il procedimento de quo nel suo regime ordinario, senza che ciò comporti alcuna interferenza con la nuova delimitazione e configurazione del potere autorizzatorio in questione, il quale risulta, con norma immediatamente applicabile, delineato dall’art. 146 nella sua sostanziale connotazione e nella sua estensione operativa: tale conclusione trova conferma nella lettera dello stesso art. 159, che, con un enunciato tipicamente ricognitivo di una situazione di divieto di autorizzazione ex post, ribadisce la preclusione di dar inizio ai lavori in difetto della stessa (comma 2); e, per altro verso, detta una disciplina speciale ed a carattere esplicitamente temporanea -che espressamente contempla il rilascio dell’autorizzazione solo dopo l’approvazione dei piani paesaggistici- per quelle fattispecie residuali oggetto di provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 1 quinquies del D. L. n. 312/1985 e pubblicati nella G.U in data anteriore al 6.9.1985 (comma 5) Pres. Ravalli, Est. Manca - M.S. e altri (Avv. Sticchi Damiani) c. Comune di Gagliano del Capo e altro (n.c.) - T.A.R. PUGLIA, Lecce, Sez. I - 24 febbraio 2005, n. 871