Source: https://www.laleggepertutti.it/220535_come-ridurre-i-debiti-con-il-fisco
Timestamp: 2018-11-19 08:15:07+00:00
Document Index: 78345535

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 9']

Come ridurre i debiti con il fisco
Saldo e stralcio: la riduzione dei debiti derivanti da cartelle di pagamento, anche quando il creditore è solo Agenzia Entrate Riscossione, tramite la procedura sul sovraindebitamento.
Se è vero che internet è pieno di suggerimenti su come cancellare le cartelle di pagamento, solo alcuni di questi rimedi si rivelano davvero utili e corretti. Ciò perché, un po’ come con le diagnosi delle malattie, ciascuno ha la propria situazione che non può essere valutata a priori, con generalizzazioni, e senza un esame concreto delle carte. Esiste però – ed è pienamente legale – un metodo che spiega come ridurre i debiti col fisco. Anzi, è nato proprio con l’intenzione di dare una boccata di ossigeno a chi non ce la fa. E questo al di là di sanatorie, rottamazioni e condoni che, molto spesso, hanno un termine di scadenza e sono legati a un determinato periodo politico.
In questo articolo ti daremo qualche ragguaglio in merito al taglio dei debiti fiscali: non solo gli interessi o le sanzioni, l’aggio e le spese di notifica, ma anche il capitale. Certo, questo non ti garantisce il completo annullamento della cartella di pagamento, cosa che, in gran parte dei casi, solo il giudice ti può assicurare quando la pretesa di pagamento è palesemente illegittima. Ma la parte residua che resta da versare all’erario è a volte minima: si parla del 20 o del 30% sull’intero debito. Ecco la ragione per cui abbiamo voluto chiamare questo articolo «come ridurre i debiti col fisco» e non invece «come annullare la cartella di pagamento», argomento quest’ultimo già trattato in numerose altre guide (leggi Come cancellare i debiti con il fisco e soprattutto Come difendersi da Agenzia Entrate Riscossione).
1 Come ridurre i debiti col fisco con il sovraindebitamento
1.1 Il piano del consumatore
1.2 La proposta ai creditori
1.3 Liquidazione del patrimonio
2 Le sentenze che autorizzano la riduzione dei debiti fiscali
Come ridurre i debiti col fisco con il sovraindebitamento
Sono sicuro che avrai già sentito parlare della legge sul sovraindebitamento. Alcuni la chiamano anche “legge salva suicidi” o anche “sul fallimento del consumatore”. Le parole usate sono davvero forti e potrebbero far pensare a un rimedio straordinario, eccezionale e destinato solo a ipotesi limite. Non è affatto così. Anzi, le più recenti applicazioni della legge numero 3 del 2012 dimostrano che a sfruttare questa possibilità è ormai un gran numero di contribuenti. Lo scopo della normativa è di consentire al consumatore di tornare a operare nella pienezza della propria capacità economica, ottenendo a tal fine la riduzione dei debiti nei confronti dell’erario.
Ci sono sostanzialmente tre alternative. Ciascuna di queste porta alla definitiva liberazione del contribuente dal debito totale pagandone però solo una parte. Il che è un vantaggio enorme se si tiene conto del fatto che, nei confronti dello Stato, non sono possibili trattative, transazioni o saldi e stralcio. Accordi di questo tipo infatti calpesterebbero il principio di uguaglianza perché aprirebbero le porte a trattamenti differenziati tra i cittadini sulla scorta delle singole trattative. Ma procediamo con ordine e vediamo come funzionano i tre meccanismi per ridurre i debiti col fisco.
Quando si tratta di debiti fiscali collegati alla persona fisica, non cioè connessi a un’attività commerciale o professionale (si pensi all’Irpef, all’imposta di registro, ecc.) si deposita un’istanza in tribunale preparata da un professionista o da uno degli “organismi di composizione della crisi”. In essa vi è una proposta di pagamento di una percentuale (minima) del debito attraverso delle garanzie (eventualmente offerte da terzi) come la vendita di una porzione di un immobile, il versamento immediato di una somma tramite assunzione di un finanziamento, ecc.
Il giudice, se ritiene la proposta fattibile e il contribuente meritevole (cosa da escludere tutte le volte in cui l’evasione è conseguenza di atti fraudolenti) autorizza il piano e decurta il debito con l’erario.
Per maggiori informazioni leggi: Debiti: come uscirne con la procedura da sovraindebitamento.
La proposta ai creditori
Quando invece si tratta di debiti collegati all’attività commerciale o professionale, c’è bisogno del consenso del 60% dei crediti (non conta quindi il numero dei creditori ma l’entità del credito da questi detenuto). Se si tratta di un unico creditore – Agenzia Entrate Riscossione – allora è necessario che l’ente pubblico fornisca il proprio consenso, senza il quale non è possibile alcuna riduzione del debito.
L’ultima procedura – in realtà quella meno utilizzata – è un accordo volto alla liquidazione dei beni del debitore con la partecipazione dei creditori.
A differenza della procedura prevista dal fallimento però non si arriva mai a una liquidazione totale dell’attivo realizzabile, poiché al contribuente deve rimanere una quota delle proprie entrate necessaria per il suo sostentamento. Cosicché all’esito della procedura il consumatore potrà nuovamente operare nella pienezza della propria capacità economica, superata ogni posizione debitoria contratta prima della presentazione della domanda.
Le sentenze che autorizzano la riduzione dei debiti fiscali
Dicevamo in apertura che, sino ad oggi, sono state numerose le sentenze che hanno autorizzato la riduzione dei debiti fiscali. Ad esempio, il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto [1] nell’ambito di una procedura di composizione della crisi ha ammesso la possibilità, anche a fronte del voto favorevole dell’agenzia delle Entrate, di una riduzione dell’80% delle sanzioni e degli interessi connessi ai crediti tributari muniti di privilegio che il consumatore si era impegnato a rimborsare integralmente nell’arco piano.
Anche il tribunale di Reggio Emilia [2], nell’ambito di una proposta ai creditori, ha ammesso un accordo che prevedeva il pagamento integrale dell’Iva, al netto delle sanzioni, e delle altre imposte con falcidia totale delle ulteriori voci del credito privilegiato a esse legate costituito da interessi, sanzioni aggi e spese esattoriali.
È bene tenere in considerazione anche il fatto che la procedura sul sovraindebitamento si può applicare anche al caso di debiti con creditori diversi dal Fisco (ad esempio le banche) o anche in ipotesi di creditori eterogenei (banche, fisco, privati).
[1] Trib. Barcellona Pozzo di Gotto decreto del 16 maggio 2018.
[2] Trib. Reggio Emilia decreto 6 settembre 2017.
Accoglimento n. cronol. 3348/2018 del 16/05/2018 RG n. 617/2016
Il Giudice, dott.ssa Viviana Scaramuzza,
letto il ricorso con il quale Nunzio Basile ha chiesto l’omologa della proposta di accordo formulata con l’ausilio dell’ dall’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento;
vista la relazione depositata il 19 luglio 2017 corredata dall’integrazione depositata il 3 maggio 2018 dallo stesso Organismo, espone quanto segue;
OSSERVAZIONI DEI CREDITORI
Rilevato che l’Agenzia delle Entrate di Messina aveva evidenziato che gli importi dei crediti erariali, certificati con nota prot. n. 14802 del 08.02.2018 non coincidevano con quelli risultanti nella proposta del ricorrente e nella relazione particolareggiata dell’OCC, atteso che in queste ultime non venivano distinti i crediti erariali privilegiati attestati dall’Agenzia delle Entrate da quelli degli altri Enti impositori (quali INPS – INAIL – Comune – etc….);
rilevato che sulle predette contestazioni il professionista designato dell’OCC – dott. Cacciapuoti – integrava la proposta anche alla luce delle rettifiche intervenute a seguito della definizione di due procedimenti contenziosi, uno dei quali (RGA 1645/2017 – CTR ROMA) con esito vittorioso per il Basile;
considerato che, all’esito dell’integrazione, l’Agenzia delle Entrate esprimeva voto favorevole alla fattibilità dell’accordo;
considerato che gli altri creditori del Basile nulla hanno osservato in merito alla proposta depositata in atti;
vista la relazione depositata dall’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento da cui emerge che la proposta riguarda un’esposizione debitoria di € 693.644,64 nei confronti dei creditori di cui alla tabella di seguito riportata:
PRIVILEGIO L. 3/12
sanzioni + interessi
€ 31.741,74
BPB (TERCAS)
€ 18.535,70
€ 130.708,65
€ 7.278,96
€ 79.604,73
€ 11.244,50
€ 25.901,28
€ 11.202,15
€ 52.145,50
€ 11.878,75
€ 118.526,00
€ 45.750,94
ADD. COMUNALE
ADD. REGIONALE
€ 2.980,36
€ 47.692,00
€ 18.798,54
€ 3.317,55
€ 2.302,21
€ 25.156,58
€ 118.649,30
€ 114.151,69
€ 82.893,78
€ 247.241,22
Firmato Da: SCARAMUZZA VIVIANA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 4a7eff0391a71ff33f87ade1e25643be
Ritenuto che la proposta prevede:
la vendita dell’immobile di proprietà del Basile, sito in Barletta alla via Canosa n. 14 (fg. 140, part. 6 sub. 11, rendita catastale € 351,19), già stimato – secondo i criteri dati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare – in € 90.000,00 circa, entro 36 mesi dall’omologa del piano il cui ricavato sarà destinato al creditore ipotecario. Sul punto si precisa che il creditore ipotecario verrà soddisfatto esclusivamente garantendo allo stesso il ricavato realizzabile dalla vendita in ragione del valore di mercato dell’immobile o dall’eventuale minor valore di realizzo in seguito a procedura competitiva. Il creditore ipotecario, in tal modo, verrà soddisfatto in misura non inferiore a quella che potrebbe ottenersi con la liquidazione del predetto bene. Il creditore ipotecario non potrà agire in via esecutiva né nei confronti del debitore né nei confronti del garante per il soddisfacimento dell’eventuale credito residuo, insoddisfatto.
il versamento della somma dal reddito percepito di € 1.270,29 mensili (comprensivi di interessi legali di dilazione) per 240 mesi, a partire dal giorno 90 del mese successivo all’omologa del piano, con apertura di un conto corrente dedicato e con disposizione di bonifici permanenti in favore dei creditori stessi;
il pagamento del compenso, in favore del professionista nominato, di € 3.000,00, da corrispondersi nei tre mesi successivi all’omologa del piano, postergando il pagamento dei creditori al novantesimo giorno successivo all’omologa dello stesso.
Ritenuto che l’accordo prevede un’offerta superiore alla alternativa liquidatoria, in considerazione del fatto: che l’immobile sito in Tivoli, via San Valerio n. 50, quale casa coniugale, è stato assegnato al coniuge divorziato del ricorrente, Elisabetta Sanelli, atteso che la residenza privilegiata della figlia Caterina, maggiorenne e non economicamente autosufficiente, è presso la madre e che, comunque, sul predetto immobile grava ipoteca di primo grado in favore della Banca Unicredit; che l’immobile sito in Tivoli (50% usufrutto), piazza Colonna n.4, non costituisce titolo idoneo a garantire la liquidità sufficiente a far fronte alla massa creditoria;
Ritenuto che il piano di ristrutturazione dei debiti appare del tutto compatibile con le spese necessarie al sostentamento del nucleo familiare del debitore, inducendo, dunque, a ritenere possibile la realizzazione della proposta nei termini prospettati;
ritenuto che i creditori hanno espresso il loro consenso;
ritenuto che l’accordo prevede la vendita di un immobile e che, pertanto, va nominato liquidatore l’Organismo di composizione della crisi dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili in persona del Dott. Alessandro Cacciapuoti;
l’accordo predisposto dall’OCC in persona del Dott. Alessandro Cacciapuoti;
dispone che il debitore effettui i pagamenti nella misura e secondo le modalità indicate nell’accordo;
attribuisce all’Organismo di Composizione della crisi da sovraindebitamento in persona del Dott. Cacciapuoti gli obblighi e i poteri di cui all’art. 13 l. 3/2012 ;
dispone che del presente decreto sia data pubblicità sul sito procedure.it con spese a carico del ricorrente;
ordina la trascrizione, a cura dell’OCC, del presente provvedimento sul Registro Immobiliare; sospende le procedure esecutive eventualmente promosse in danno di Nunzio Basile per l’intera durata dell’accordo, ne inibisce l’inizio di nuove, vieta che siano disposti sequestri conservativi e acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore al presente decreto.
Barcellona Pozzo di Gotto 16/5/2018
Il Giudice Viviana Scaramuzza
(decreto di definizione della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento mediante accordo del debitore – articoli 12, 12 bis della legge 27 gennaio 2012 n° 3 e 737 e seguenti del codice di procedura civile)
nella procedura per la composizione della crisi da sovraindebitamento iscritta al n° 1913 del ruolo generale dell’anno 2016 ha emesso il seguente
decret o
letta la proposta di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento depositato dal sig. Martino Faccenda (cf: FCCMTN48R11H223C) con l’ausilio del dott. Franco Cadoppi, nominato Organismo di Composizione della Crisi ai sensi dell’art. 15, co. 9 della legge n.
ritenuta la propria competenza in relazione al luogo di residenza dell’istante, in Quattro Castella (RE); rilevato che l’istante ha prodotto la documentazione e le attestazioni prescritte dall’art. 9 co. 2 della legge n. 3/2012;
rilevato, anche sulla scorta delle indicazioni dell’OCC e dei documenti allegati, che il ricorrente versa in stato di sovraindebitamento a causa dell’ingente esposizione debitoria maturata nel corso degli anni nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria, in particolare in relazione ai debiti contratti nel corso dell’attività imprenditoriale svolta dalla società Euroargille Srl, di cui il Faccenda è stato socio e garante; non ha fatto ricorso negli ultimi cinque anni ai procedimenti di cui al Capo II della legge n. 3/2012 né è stato destinatario dei provvedimenti di impugnazione, risoluzione, cessazione o revoca previsti dagli artt. 14 e 14 bis sempre della legge n. 3/2012; ha collaborato nella ricostruzione della situazione economica e patrimoniale controversa mettendo a disposizione del professionista designato tutti gli atti e le informazioni indispensabili all’attestazione sulla fattibilità dell’accordo e sulla veridicità dei dati; considerato, nel merito, che la proposta di accordo formulata dal Faccenda prevede il pagamento integrale dei crediti in prededuzione e del credito privilegiato rappresentato dall’imposta sul valore aggiunto, oltre al pagamento in misura ridotta (nella percentuale del 20%) degli ulteriori crediti privilegiati rappresentati sempre dalle imposte (restano invece esclusi dal riparto i crediti, anche privilegiati, di cui ad interessi, sanzioni, aggi e spese esattoriali); che la liquidità necessaria per l’adempimento dell’accordo è ritratta dalla messa a disposizione da parte del proponente del proprio TFR (maturato e che maturerà sino alla data dell’omologa, pari a circa euro 5.300,00), del proprio
stipendio (già gravato da pignoramento da parte di Equitalia e stimato, al momento della presentazione della proposta, in euro 18 mila), del credito fiscale di euro 1.044,00 e, infine, dalla somma di euro 240 mila messa a disposizione dalla moglie sig.ra Grazia Corsi; che l’unico bene immobile (terreno) di cui il proponente è comproprietario (peraltro già gravato da ipoteca da parte di Equitalia) non viene messo a disposizione dei creditori in quanto incapiente e, comunque, difficilmente liquidabile; che il ricorrente non possiede altri beni mobili, anche registrati, da potere utilmente asservire all’accordo proposto;
richiamato il verbale relativo all’adunanza dei creditori, tenutasi all’udienza del 20/06/2017; considerato quanto dichiarato dall’OCC nell’attestazione depositata il 17/07/2017 e considerato l’esito favorevole delle votazioni sulla proposta (approvata da creditori rappresentanti più del 60% dei crediti in ciascuna classe), della sua fattibilità e dell’assenza di contestazioni nei dieci giorni successivi alla comunicazione ex art. 12, c. 1 legge n. 3/2012, avvenuta il 03/03/2017;
rilevato che l’accordo è idoneo ad assicurare il pagamento integrale dei crediti impignorabili e dei crediti previsti dall’art. 7, c. 1, terzo periodo sempre della legge n. 3/2012;
che non risulta, come confermato anche dall’OCC nella propria relazione, che il proponente abbia posto in essere atti in frode ai creditori;
I. omologa l’accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento proposto dal sig. Martino Faccenda
(cf: FCCMTN48R11H223C);
II. dispone che l’OCC provveda alla comunicazione dell’accordo e del presente decreto ai creditori presso la residenza o la sede legale, anche per telegramma, per lettera raccomandata con avviso di ricevimento, per telefax o per posta elettronica certificata;
III. dispone che l’OCC pubblicizzi l’accordo e il presente decreto su almeno due siti internet specializzati di diffusione nazionale;
IV. che l’OCC trasmetta l’accordo e il presente decreto all’agente della riscossione e agli uffici fiscali individuati dall’art. 9, c. 1, ultimo periodo dell’art. 9 della legge n. 3/2012
Reggio Emilia, 06/09/2017.
Firmato Da: STANZANI MASERATI NICCOLO’ Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: ab834