Source: http://www.legislazionetecnica.it/3552056/prd/punto-della-giurisprudenza/soppalco-titolo-edilizio-la-realizzazione
Timestamp: 2018-07-22 00:48:14+00:00
Document Index: 132093732

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 44', 'art. 33', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 33', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 26']

Soppalco, titolo edilizio per la realizzazione | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1354
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DEFINIZIONE DI SOPPALCO
L’individuazione del regime edilizio-urbanistico per la realizzazione di un soppalco all’interno di un’unità immobiliare è tema ampiamente dibattuto in gi
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QUALIFICAZIONE INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DI UN SOPPALCO
La giurisprudenza che ha affrontato il tema ha evidenziato la necessità di distinguere i casi nei quali, in relazione alla tipologia ed alla dimensione dell’intervento, questo può essere qualificato come di “restauro e risanamento conservativo”, dai casi nei quali l’intervento va classificato nel novero della “ristrutturazione edilizia”, con applicazione del conseguente regime autorizzativo. La valutazione è ovviamente rimessa al giudice “di merito”. In particolare:
- rientrano nella prima fattispecie i casi in cui il soppalco
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REGIME EDILIZIO PER LA REALIZZAZIONE DI UN SOPPALCO
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Regime successivo al D.L. 133/2014 ed al D. Leg.vo 222/2016
A seconda della qualificazione dell’intervento andrà applicato il relativo regime abilitativo edilizio, sulla base della disciplina vigente al momento dell’intervento. A seguito delle modifiche introdotte al Testo unico dell’edilizia di cui al D.P.R. 380/2001
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Regime precedente
Nella vigenza del Testo unico dell’edilizia precedente alle modifiche introdotte dall’art. 17 del D.L. 133/2014 - in applicazione del concetto di ristrutturazione edilizia
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PARAMETRI DI VALUTAZIONE E RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA
Si ritiene necessario acquisire il permesso di costruire in relazione ad un soppalco nel quale, seppure di dimensioni limitate, sia stata realizzata una piccola stanza da bagno, tale quindi, per definizione, da creare uno spazio fruibile dalle persone. (C. Stato 07/05/2018, n. 2701).
Per stabilire se, ai fini della realizzazione di un soppalco, sia necessario o meno il permesso di costruire non bisogna aver riguardo tanto ai materiali utilizzati, quanto piuttosto alla dimensione e alla funzione del soppalco stesso: quando il soppalco crea superficie abitabile e calpestabile ci vuole il permesso di costruire, quando esso è destinato a mero ripostiglio non bisogna dotarsi della previa licenza edilizia e rientra, quindi, nell’attività edilizia libera. Pertanto, ove lo spazio realizzato con il soppalco adibito a ripostiglio sia un vano chiuso, senza finestre o luci, di altezza interna modesta, tale da renderlo assolutamente non fruibile alle persone, queste sue caratteristiche escludono la necessità del preventivo rilascio del permesso di costruire. (C. Stato 02/03/2017, n. 985).
Edilizia e immobili - Permesso di costruire - Realizzazione di un soppalco interno adibito a ripostiglio - Ordinanza di demolizione - Illegittimità - Interventi edilizi minori - Necessità del titolo abilitativo - Valutazione caso per caso.
Per stabilire se, ai fini della realizzazione di un soppalco, sia necessario o meno il permesso di costruire non bisogna aver riguardo tanto ai materiali utilizzati, quanto piuttosto alla dimensione e alla funzione del soppalco stesso: quando il soppalco crea superficie abitabile e calpestabile ci vuole il permesso di costruire, quando esso è destinato a mero ripostiglio non bisogna dotarsi della previa licenza edilizia e rientra, quindi, nell’attività edilizia libera. Il presupposto di fondo è, come spesso accade anche per altre opere edilizie similari, il non incremento della superficie dell'immobile; pertanto se il soppalco non incrementa la superficie immobiliare e non produce, in prospettiva, ulteriore carico urbanistico, non essendo suscettibile di utilizzo come stanza di soggiorno, il permesso di costruire non è richiesto. (Nel caso in esame lo spazio realizzato con il soppalco adibito a ripostiglio è un vano chiuso, senza finestre o luci, di altezza interna modesta, tale da renderlo assolutamente non fruibile alle persone e, per queste sue caratteristiche, il Collegio esclude la necessità del preventivo rilascio del permesso di costruire ritenendo, dunque, illegittima l'ordinanza di demolizione comunale).
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Realizzazione soppalco - Inquadramento dell'intervento e conseguente regime edilizio - Fattispecie.
I soppalchi sono qualificabili come interventi di restauro o risanamento conservativo solo ove siano di modeste dimensioni e non siano idonei a creare un ambiente abitativo (ad esempio, deposito, ripostiglio). Al contrario, la realizzazione di un soppalco rientra nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, con applicazione del conseguente regime autorizzativo edilizio, qualora lo stesso determini una modifica della superficie utile dell'appartamento, realizzando ulteriori vani abitativi con conseguente aggravio del carico urbanistico. (Nel caso di specie è stato ritenuto che l'ampliamento di un soppalco per scopi residenziali oltre i limiti massimi di superficie consentiti dal Regolamento edilizio comunale comporta la realizzazione di un manufatto abusivo).
Sent. C. Cass. pen. 19/10/2016, n. 44319
1. Edilizia e immobili - Permesso di costruire - Necessità - Intervento edilizio comportante una modifica dei prospetti - Ristrutturazione edilizia "minore" - Esclusione. 2. Edilizia e immobili - Opere interne - Realizzazione di un soppalco senza modifiche volumetriche - Incremento della superficie utile calpestabile - Permesso di costruire - Necessità - Fattispecie.
1. L'apertura di "pareti finestrate" sulla facciata di un edificio, senza il preventivo rilascio del permesso di costruire, integra il reato previsto dall'art. 44 del D.P.R. 380/2001, poiché si tratta di un intervento edilizio comportante una modifica dei prospetti non qualificabile come ristrutturazione edilizia "minore", e per il quale, quindi, non è sufficiente la mera denuncia di inizio attività.
2. La semplice realizzazione di un soppalco, pur senza modifiche volumetriche, determina un incremento della superficie utile calpestabile, con necessità di permesso di costruire e conseguente configurabilità del reato edilizio. (Nel caso in esame si tratta della costruzione di un soppalco, con rialzo del tetto, e dell'apertura di due punti luce sulla facciata esterna di un palazzo situato in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico realizzati senza Dia e senza permesso di costruire).
Edilizia e urbanistica - Ristrutturazione edilizia - Realizzazione soppalco - Permesso di costruire - Necessità.
In materia di ristrutturazioni edilizie, per la realizzazione di soppalchi comportanti un aumento della superficie utile è necessario il permesso di costruire. Ne consegue che in mancanza del titolo abilitativo, è applicabile il regime sanzionatorio di cui all'articolo 33 del D.P.R. n. 380/2001, che prevede, da un lato, la rimozione entro il congruo termine stabilito dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale con propria ordinanza (decorso il quale l'ordinanza stessa è eseguita a cura del comune e a spese dei responsabili dell'abuso) e, dall'altro, l'irrogazione della sanzione pecuniaria se, sulla base di motivato accertamento dell'ufficio tecnico comunale, il ripristino dello stato dei luoghi non sia possibile.
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Realizzazione di un soppalco - Qualificazione intervento come ristrutturazione edilizia - Parametri da valutare - Idoneità oggettiva ad aumento del carico urbanistico - Destinazione di fatto - Irrilevanza.
I soppalchi possono ritenersi qualificabili come interventi di restauro o risanamento conservativo solo qualora siano di modeste dimensioni e non siano idonei a creare un ambiente abitativo (es. uso deposito, sbratto o ripostiglio); al contrario, la realizzazione di un soppalco non rientra nell'ambito degli interventi di restauro o risanamento conservativo, ma nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, qualora determini una modifica della superficie utile dell'appartamento, con conseguente aggravio del carico urbanistico. La valutazione se il soppalco comporti aumento della superficie utile deve tenere conto sia della superficie complessiva che dell'altezza massima, dal colmo al piano di calpestio del soppalco stesso, e, conseguentemente del carico urbanistico. Inoltre non rileva, ai fini in parola, l'utilizzazione di fatto del manufatto (nella fattispecie siccome adibito a magazzino di deposito), atteso che la natura degli interventi va rilevata non già in relazione alla destinazione impressa a questi in modo del tutto soggettivo, ma alla idoneità oggettiva degli stessi a costituire un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, comportanti, per ciò stesso, modifiche della volumetria complessiva dell'edificio cui accedono.
Sent. TAR. Lazio Roma 24/03/2015, n. 4495
1. Legittima la demolizione dei lavori di manutenzione straordinaria autorizzati con DIA. 2. Il soppalco richiede il Permesso di costruire.
1. I lavori di manutenzione straordinaria, progetto di restauro, risanamento conservativo e nuova distribuzione interna, richiedono il preventivo ottenimento di un permesso di costruire (e non di una semplice DIA). Appare quindi del tutto legittima la determinazione dirigenziale emessa dal dirigente dell’U.O.T. del Municipio IV del Comune di Roma, con la quale è stata ordinata la demolizione delle opere costruite in assenza di concessione edilizia. L’amministrazione ha correttamente fatto applicazione, nel caso di specie, dell’art. 33, D.P.R. n. 380/2001, in quanto le opere di che trattasi sono consistite in interventi di ristrutturazione edilizia rientranti nell’ipotesi di cui all’art. 10, comma 1, lettera c, D.P.R. n. 380/2001, come tali subordinati al rilascio di idoneo permesso di costruire. Dal sopralluogo effettuato dalla polizia municipale è infatti emerso che: a) la costruzione di una tettoia a falda spiovente di mq. 3,80 x 3,30 avente altezza tra i 3,30 metri e i 2,80 metri dal pavimento, realizzata mediante struttura in legno e tavolato, ancorata per un lato al muro perimetrale e sorretta da pilastri in legno; b) al posto di un soppalco non praticabile di 4,00 mq. di cui all’originaria DIA, un soppalco praticabile di circa 13,70 mq. dotato di scala, lucernario e impianti, utilizzato come zona letto. Secondo il condivisibile orientamento della giurisprudenza, infatti, deve ritenersi che gli interventi consistenti nell'installazione di tettoie o di altre strutture possono ritenersi sottratti al regime del permesso di costruire soltanto e nei limiti in cui la loro conformazione e le loro ridotte dimensioni rendano evidente e riconoscibile la loro finalità di arredo o di riparo e protezione (anche da agenti atmosferici) dell'immobile cui accedono. Tali strutture non possono, invece, ritenersi installabili senza permesso di costruire allorquando abbiano dimensioni tali da arrecare una visibile alterazione del prospetto e della sagoma dell'edificio. In quest'ultimo caso, come avvenuto nella specie, la realizzazione di una tettoia, indipendentemente dalla sua eventuale natura pertinenziale, è configurabile come intervento di ristrutturazione edilizia ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera d), D.P.R. n. 380/2001, nella misura in cui realizza l'inserimento di nuovi elementi ed impianti ed è quindi subordinata al regime del permesso di costruire, ai sensi dell'art. 10, comma 1, lettera c), del D.P.R. n. 380/2001 laddove comporti una modifica della sagoma o del prospetto del fabbricato cui accede (così, da ultimo, T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II bis, 31 luglio 2014, n. 8422; cfr. T.A.R. Campania, Napoli, Sez. IV, 18 dicembre 2013, n. 5853). 2. A fronte dell’originaria d.i.a per la costruzione di un soppalco non praticabile di 4 mq. è stata accertata la realizzazione di un soppalco di ben più ampie dimensioni (circa 13,70 mq.), dotato di scala, lucernario e impianti, adibito a zona letto. Ciò ha comportato un incremento della superficie utile dell'appartamento e del carico urbanistico, rientrando pienamente nella definizione dell'art. 10, comma 1, lettera c, D.P.R. n. 380/2001, che assoggetta al titolo edilizio del permesso di costruire gli interventi, come quello in esame, di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino un aumento delle superfici. D'altra parte i soppalchi possono ritenersi sottratti al regime del permesso di costruire, in quanto qualificabili come interventi di restauro o risanamento conservativo, solo qualora siano di modeste dimensioni e non appaiano idonei a creare un ambiente abitativo (es. uso deposito, sbratto o ripostiglio) (in tal senso, T.A.R. Campania, Napoli, Sez. IV, 23 gennaio 2013, n. 413; T.A.R. Campania, Napoli, Sez. VII, 14 gennaio 2011, n. 168). La realizzazione di un soppalco non rientra nell'ambito degli interventi di restauro o risanamento conservativo, ma nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, qualora determini una modifica della superficie utile dell'appartamento, con conseguente aggravio del carico urbanistico (cfr. T.A.R. Sardegna, Cagliari, Sez. II, 23 settembre 2011, n. 952; T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. II, 11 luglio 2011, n. 1863; T.A.R. Campania, Napoli, Sez. II, 21 marzo 2011, n. 1586). Nel caso di specie un soppalco di mq. 13,70 mq., servito da una scala, con altezza utile tra 1 e 2 m. circa, dotato di lucernario, impianti e apposito mobilio, non può essere considerato di trascurabili dimensioni, né adibito ad usi diversi e secondari da quello abitativo (es. deposito, ripostiglio) e va ad incidere sul carico abitativo, richiedendo il permesso di costruire e, in difetto, giustificando l'ordine di rimessione in pristino. Pertanto, ai sensi dell’art. 33, comma 1, D.P.R. n. 380/200, del tutto legittimamente il dirigente ha provveduto ad ordinare la demolizione o rimozione delle suddette opere nel congruo termine dalla stesso stabilito.
La presenza, all’interno del soppalco, di strutture servite da una scala, dotate di wc, perfettamente abitabili anche perché poste a un'altezza compatibile con la natura residenziale (vale a dire a 1,70 m dalla copertura) rappresenta un elemento sufficiente a configurare un intervento di ristrutturazione edilizia, aumentando la superficie utile.
Un soppalco avente superficie di 20 mq, e posto a 1,98 m dal soffitto, è suscettibile di ampliare in maniera significativa la superficie calpestabile di un immobile destinato ad attività commerciale e, creando un’ulteriore superficie calpestabile ed autonomi spazi, rientra nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, di cui all’art. 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. 380/2001, dal momento che determina una modifica della superficie utile dell’appartamento con conseguente aggravio del carico urbanistico.
Sent. TAR. Campania 10/04/2014, n. 2066
Vietato il soppalco se utilizzato a fini abitativi.
Legittimo il provvedimento con cui si ordina la demolizione del soppalco, adibito ad abitazione, realizzato in assenza di valido titolo edilizio. La giurisprudenza ritiene che la costruzione di un soppalco di modeste dimensioni ad uso deposito, sbratto o ripostiglio, all'interno di un locale per ottenere la duplice utilizzazione di un vano, è, di regola, opera che, non comportando aumento di volume né aumento della superficie utile né modifica della destinazione d'uso dell'immobile, non è riconducibile alla categoria della ristrutturazione edilizia, ricorrendo in tale ipotesi una fattispecie di restauro e risanamento conservativo in quanto, pur introducendo un quid novi, si rivela rispettoso delle caratteristiche tipologiche, formali e strutturali dell'edificio e non comporta una destinazione d'uso con essa incompatibile”. Tuttavia nel caso di specie si è un presenza di una chiara utilizzazione della struttura pensile a fini abitativi (5 vani per una superficie di 60 mq).
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Realizzazione di un soppalco - Qualificazione intervento come ristrutturazione edilizia - Parametri da valutare - Incremento della superficie utile e pertanto del carico urbanistico - Fattispecie.
Va ribadita la distinzione tra i soppalchi la cui realizzazione sia “rivolta a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili” (art. 3, comma 1, lettera c), del D.P.R. 380/2001) ed i soppalchi che, invece, per le loro caratteristiche (soprattutto dimensionali) rientrano a pieno titolo nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, di cui all'art. 3, comma 1, lettera d), del medesimo D.P.R. 380/2001, tipologia che viene in considerazione allorché la loro posa in opera determini una modifica della superficie utile dell'appartamento, con conseguente aggravio del carico urbanistico. (Nella fattispecie la corte ha ritenuto che un soppalco di circa 30 mq - rispetto ad un’estensione complessiva dell’appartamento di 60 mq - e che di fatto comporta l'introduzione nell'appartamento stesso di due ambienti in più rispetto alla situazione originaria, una camera da letto munita di bagno ed un locale adibito studio - comporta la creazione di nuove superfici utili; dette opere, infatti, lungi dal potere essere qualificate pertinenziali, integrano un caso di ristrutturazione edilizia).
Edilizia e immobili - Attività edilizia e appalti privati - Titoli abilitativi - Permesso di costruire - Necessità - Per soppalco - Sussiste.
Comporta un intervento di ristrutturazione edilizia, per il quale occorre un permesso di costruire, la realizzazione di un soppalco, atteso che esso, per la sua struttura e funzione, comporta un aumento della superficie utile. L’art. 10 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (T.U. edilizia) dispone infatti che sono subordinati al rilascio del permesso di costruire «gli interventi di ristrutturazione edilizia»; sono espressamente qualificati tali quelli che comportino un aumento di superfici. Si tratta di una previsione di particolare rigore per i centri storici, finalizzata ad evitare indebite alterazioni dei loro delicati equilibri abitativi e funzionali. L’art. 33 dello stesso D.P.R. prevede che nel caso in cui vengano eseguiti i suddetti interventi in assenza di permesso di costruire, o in totale difformità da esso, la sanzione irrogata è quella della rimozione o demolizione.
Un soppalco di significative dimensioni (47 mq), comportando un significativo aumento di superficie dell’organismo edilizio preesistente, va qualificato come opera di ristrutturazione edilizia a prescindere dalla sua abitabilità e, quindi, dall’altezza dello stesso. Nella fattispecie è stato infatti considerato assolutamente dirimente il significativo incremento, rispetto allo status quo ante, dei vani utilizzabili dal privato anche a fini di mero deposito. Ne consegue la potenziale irrilevanza di ogni questione circa l’altezza del soppalco ai fini della qualificazione giuridica dell’intervento e dell’individuazione del regime autorizzativo ad esso applicabile.
Sent. TAR. Veneto 08/11/2012, n. 1363
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Realizzazione di un soppalco - Qualificazione intervento come ristrutturazione edilizia.
La realizzazione di un soppalco deve essere considerata rientrante nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, dal momento che determina una modifica della superficie utile dell'appartamento, con conseguente aggravio del carico urbanistico.
Sent. C. Cass. pen. 21/12/2011, n. 47438
EDILIZIA - COSTRUZIONE EDILIZIA - Interventi di ristrutturazione edilizia - Opere interne - Riconducibilità - Condizioni.
Le cosiddette "opere interne" non sono più previste nel d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, come categoria autonoma di intervento edilizio sugli edifici esistenti, e rientrano negli interventi di ristrutturazione edilizia quando comportino aumento di unità immobiliari o modifiche dei volumi, dei prospetti e delle superfici ovvero mutamento di destinazione d'uso. (Fattispecie relativa alla realizzazione di un soppalco all'interno di un'unità immobiliare nella quale la Corte ha affermato che per la sua esecuzione è necessario il permesso di costruire o, in alternativa, la denuncia di inizio attività).
La realizzazione di un soppalco non rientra nell'ambito degli interventi di restauro o risanamento conservativo, ma nel novero degli interventi di ristrutturazione edilizia, dal momento che determina una modifica della superficie utile dell'appartamento, con conseguente aggravio del carico urbanistico. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto che l’esistenza di un servizio igienico, anche se di soli mq 2,50, nonché la rilevata presenza, in sede di sopralluogo, di un letto nel soppalco in questione, devono ritenersi elementi sufficienti a provare che l’opera abbia determinato una modifica della superficie utile dell'appartamento, con conseguente aggravio del carico urbanistico).
Sent. C. Cass. pen. 13/06/2011, n. 23643
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Realizzazione di un soppalco - Qualificazione intervento.
Va ribadito il principio, ormai da tempo consolidatosi, secondo cui la esecuzione di un soppalco all'interno di una unità immobiliare, realizzato attraverso la divisione in altezza di un vano, allo scopo di ottenerne una duplice utilizzazione abitativa, pure se non realizzi un mutamento di destinazione d'uso costituisce intervento di ristrutturazione edilizia. Detto intervento comporta, infatti, un incremento della superficie utile calpestabile, indipendentemente da una contemporanea modifica della sagoma o del volume. Peraltro, la categoria delle c.d. “opere interne” non è più prevista, nella formulazione del D.P.R. 380/2001, come tipologia autonoma di intervento sugli edifici esistenti, pertanto tali interventi devono ritenersi riconducibili alla “ristrutturazione edilizia” allorquando comportino aumento di unità immobiliari, ovvero modifiche dei volumi, dei prospetti o delle superfici o mutamenti di destinazione d'uso.
La realizzazione di un soppalco all'interno di una preesistente abitazione necessita del preventivo rilascio del permesso di costruire (o della DIA alternativa al permesso), atteso che l'art. 10, comma 1, lett, c), del D.P.R. 380/2001 (TU dell'edilizia) assoggetta a permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.
Per l'applicazione del suddetto articolo non occorre che sussistano contemporaneamente tutte le condizioni ivi previste (modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti, delle superfici), in quanto dette condizioni sono alternative, come ricavasi dall'uso della disgiuntiva nel testo normativo: è dunque sufficiente, come nel caso preso in esame, un mutamento delle superfici, perché si possa configurare un «organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente».
Sent. C. Cass. pen. 26/01/2007, n. 2881
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Realizzazione di un soppalco - Natura di intervento di ristrutturazione edilizia - Permesso di costruire necessità - Fondamento.
L'esecuzione di un soppalco all'interno di una unità immobiliare, realizzato attraverso la divisione in altezza di un vano, allo scopo di ottenere una duplice utilizzazione abitativa, pure se non realizzi un mutamento di destinazione d'uso, costituisce intervento di ristrutturazione edilizia per il quale è richiesto il permesso di costruire ex art. 10, comma primo lett. c), d.P.R. n. 380 del 2001, essendo a tal fine sufficiente l'incremento della superficie e non essendo necessaria la contemporanea modifica della sagoma o del volume.
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Realizzazione di un soppalco - Regime edilizio.
L'esecuzione di soppalchi nel corso di lavori di ristrutturazione interna di un edificio, pure se non realizzi un mutamento di destinazione d'uso, costituisce opera che richiede il permesso di costruire, o, in alternativa, la denuncia d'inizio di attività, perché comporta mutamento delle superfici interne che, ai sensi dell'art. 10, comma 1, lettera c), del D.P.R. 380/2001 fa sorgere tale obbligo anche in assenza di modifiche della sagoma e del volume.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Realizzazione di soppalco in vano interno - Non occorre concessione.
1. Rientra nel novero delle opere interne non soggette, secondo la previsione dell'art. 26 L. 28 febbraio 1985 n. 47, a concessione o ad autorizzazione e non integra, pertanto, violazione della legge penale, la divisione in due dell'altezza di un vano, destinato all'esercizio della medesima attività commerciale, realizzata mediante struttura metallica ed assi di legno sì da ricavare un soppalco, in quanto tale manufatto non determina né un'alterazione dei volumi preesistenti né la costituzione di una nuova unità edilizia.