Source: https://fr.scribd.com/doc/210508062/Raccomandazione-DCE-97-23
Timestamp: 2019-05-24 09:13:27+00:00
Document Index: 101033754

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 2', 'art 3', 'art 4', 'art 5', 'art 6', 'art 7', 'art 1', 'art 2', 'art 3', 'art 4', 'art 1', 'art 2', 'art 3', 'art 4', 'art 5']

Raccomandazione DCE 97-23
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RACCOMANDAZIONI DEL COMITATO TERMOTECNICO ITALIANO PER LUSO DELLE RACCOLTE ISPESL, REVISIONE 95, NELLAMBITO DELLA DIRETTIVA CE 97/23
Raccomandazioni CTI elaborate dal SC 3 Generatori di vapore e impianti in pressione con la collaborazione di Costruttori, Utilizzatori e Organismi di controllo
Giugno 2002 Revisione Aprile 2003 CTI R 03/2
Via G. Pacini 11 - 20131 Milano 02 2367330 02 2363927 www.cti2000.it cti@cti2000.it
Come noto, a partire dal 29.5.2002 le attrezzature a pressione devono essere fabbricate in accordo alla Direttiva europea 97/23/CE (PED) recepita in Italia con Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n 93. Per la progettazione, la realizzazione ed il collaudo delle attrezzature a pressione i relativi fabbricanti potranno far riferimento a specifiche norme armonizzate, non ancora complete e peraltro non cogenti, oppure a normative nazionali che rispettano, in particolare, i requisiti essenziali di sicurezza (RES) previsti nellAllegato I della citata Direttiva 97/23/CE. Al fine di agevolare i fabbricanti italiani di generatori di vapore e di apparecchi a pressione, che ben conoscono la normativa nazionale (Raccolte Ispesl VSR, VSG, M ed S Rev. 1995), nellambito del sottocomitato n3 del CTI, presieduto dalling. Angelo Misiti dellIspesl, stato costituito uno specifico Gruppo di lavoro, coordinato dalling. Fernando Lidonnici, presidente dellAssociazione Costruttori di Caldareria (UCC) federata ad ANIMA, con lo scopo di adeguare la normativa Ispesl alla pi volte richiamata Direttiva PED, modificandone le parti che risultano in contrasto. Il gruppo di lavoro, cui hanno partecipato numerosi funzionari Ispesl nonch rappresentanti di costruttori, utilizzatori, Organismi Notificati operanti in Italia ed Ispettorati degli utilizzatori, ha elaborato la presente pubblicazione con lintento di fornire agli operatori del settore le raccomandazioni per luso delle Raccolte Ispesl nel rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza imposti dalla Direttiva PED. Angelo Misiti
1. ADEGUAMENTI DI CARATTERE GENERALE CHE INTERESSANO TUTTE LE RACCOLTE ISPESL pag. 1 1.1. Come si sostituisce lintervento del tecnico ISPESL nelle varie operazioni di verifica 1.2 Terminologia 1.3 Prova di pressione 2. ADEGUAMENTI DELLA RACCOLTA VSR 3. ADEGUAMENTI DELLA RACCOLTA VSG 4. ADEGUAMENTI DELLA RACCOLTA M APPENDICE A: Materiali EN automaticamente ammessi allimpiego secondo le prescrizioni della specifica di riferimento APPENDICE B: Materiali tuttora reperibili in commercio contenuti nella Raccolta M edizione 1978 + addenda fino al 1982 e nelle schede annesse alla Raccolta M edizione 1995 5. ADEGUAMENTI DELLA RACCOLTA S pag. 1 pag. 2 pag. 2 pag. 3 pag. 6 pag. 8 pag. 10
pag. 12 pag. 15
ADEGUAMENTI DI CARATTERE GENERALE CHE INTERESSANO TUTTE LE RACCOLTE ISPESL Come si sostituisce lintervento del tecnico ISPESL nelle varie operazioni di verifica (del progetto, dei materiali, delle saldature, delle prove, ecc.)
Tabella 1. Entit responsabili dei controlli che nelle Raccolte sono previsti di competenza ISPESL Fasi previste dalle Raccolte ISPESL Verifiche del Certificazioni dei Qualifiche di Visita interna e progetto (1) materiali (2) saldatura (3) prova finale (5) Modulo A Uff.tecnico del Certificato 2.2 Uff. Collaudi del Uff. Collaudi del costruttore costruttore Costruttore 3.1.B (fabbricante Uff. Collaudi del Uff.tecnico del certificato), o Organismo Costruttore e Modulo A1 costruttore 3.1.C o 3.2 con Notificato o entit Organismo lUfficio Collaudi terze riconosciute Notificato (4) del Costruttore Modulo B Organismo Organismo Organismo Esame CE del Notificato N.A. Notificato o entit Notificato tipo terze riconosciute (su prototipo) Modulo B1 Organismo Organismo Esame CE notificato N.A. Notificato o entit N.A. della terze riconosciute progettazione 3.1.B (fabbricante Uff. Collaudi del certificato), se no Organismo Costruttore e Modulo C1 N.A. 3.1.C o 3.2 con Notificato o entit Organismo lUfficio Collaudi terze riconosciute Notificato (4) del Costruttore Moduli D,E 3.1.B (fabbricante Uff.Collaudi del (richiedono la certificato), se no Organismo Costruttore e certificazione N.A. 3.1.C o 3.2 con Notificato o entit Organismo aziendale) lUfficio Collaudi terze riconosciute Notificato (4) del Costruttore Moduli D1,E1 3.1.B (fabbricante Uff.Collaudi del (richiedono la Uff. tecnico certificato), se no Organismo Costruttore e certificazione del Costruttore 3.1.C o 3.2 con Notificato o entit Organismo aziendale) lUfficio Collaudi terze riconosciute Notificato (4) del Costruttore 3.1.B (fabbricante certificato), se no Organismo Organismo Modulo F N.A. 3.1.C o 3.2 con Notificato o entit Notificato lUfficio Collaudi terze riconosciute del Costruttore
(segue tabella)
(seguito della tabella)
Modulo H (richiede la certificazione aziendale) Modulo H1 (richiede la certificazione aziendale)
Fasi previste dalle Raccolte ISPESL Certificazioni dei Qualifiche di Visita interna e materiali (2) saldatura (3) prova finale (5) 3.1.B (fabbricante Organismo certificato), o Organismo Organismo Notificato 3.1.C o 3.2 con Notificato o entit Notificato lUfficio Collaudi terze riconosciute del Costruttore 3.1.B (fabbricante Uff.Collaudi del Uff. tecnico certificato), se no Organismo Costruttore e del Costruttore 3.1.C o 3.2 con Notificato o entit Organismo lUfficio Collaudi terze riconosciute Notificato (4) del Costruttore 3.1.B (fabbricante Uff.Collaudi del Organismo certificato), se no Organismo Costruttore e Notificato 3.1.C o 3.2 con Notificato o entit Organismo lUfficio Collaudi terze riconosciute Notificato (4) del Costruttore Verifiche del progetto (1)
(1) In ambito PED perverifica di progetto si intende, oltre al controllo del progetto, lesame del fascicolo tecnico. (2) Si vedano le Linee Guida PED 7/5 e 7/16. (3) In ambito PED si intende approvazione delle modalit operative e del personale dedicato alla realizzazione delle giunzioni permanenti (per le categorie II, III e IV). (4) La verifica finale controllata mediante ispezioni, a campione, senza preavviso di un organismo notificato scelto dal fabbricante. (5) In ambito PED si intende visita interna dellapparecchio, esame della documentazione, prova idraulica ed esame degli eventuali dispositivi di sicurezza e di controllo.
Lintervento dellISPESL come unico organismo statale preposto allesecuzione di verifiche e prove non pi richiesto; la PED prevede invece, in funzione della particolare procedura di accertamento della conformit (modulo) applicabile in base alla categoria dellattrezzatura in questione, un diverso coinvolgimento dellOrganismo Notificato che effettua la certificazione. Pertanto, quando le Raccolte fanno riferimento allintervento di un tecnico ISPESL nellesecuzione di verifiche e prove, bisogner considerare la tabella della pagina precedente. 1.2. Terminologia Quando nelle Raccolte si parla di Pressione e di Temperatura di Progetto si deve intendere, rispettivamente, la Pressione Massima Ammissibile PS e la Temperatura Massima Ammissibile TS cos come definite nella Direttiva PED. 1.3. Prova di pressione La pressione di prova idraulica dovr essere eseguita utilizzando, per ogni recipiente o generatore di vapore, il pi elevato dei valori ottenuti applicando a ciascuna membratura principale (1) degli stessi la formula seguente:
1,25 x fo/f x Pressione di Progetto essendo f il carico ammissibile alla temperatura di progetto ed fo quello alla temperatura ambiente. Nel caso di recipienti o generatori costituiti da materiali diversi, oppure con temperatura di esercizio variabile da una membratura allaltra, luso della pressione come sopra calcolata potrebbe rendere necessario un aumento di spessore di una o pi membrature principali al solo scopo di resistere alla pressione di prova idraulica imposta dalle altre; qualora ci si verificasse, per i soli recipienti o generatori progettati con efficienza di saldatura maggiore o uguale a 0,85, ammesso eseguire la prova idraulica alla massima pressione compatibile con la resistenza della membratura principale pi debole, tenuto conto dei coefficienti di sicurezza previsti per le condizioni di prova; ai fini del calcolo di tale pressione va considerato lo spessore nominale della membratura, al lordo di eventuali sovraspessori di erosione e/o corrosione, ma al netto delle eventuali tolleranze di lavorazione e di fabbricazione (2); per gli apparecchi o generatori progettati con efficienza di saldatura inferiore a 0,85 la pressione di prova, come sopra calcolata, dovr invece essere rispettata. In ogni caso la pressione di prova non pu essere inferiore a: 1,43 x Pressione di Progetto Nella valutazione della pressione di prova idraulica ammissibile, si dovr inoltre tenere in debito conto della resistenza in prova di eventuali collegamenti mandrinati; in particolare, nel caso di generatori di vapore del tipo a tubi di fumo dotati di tubi collegati alle piastre tubiere unicamente a mezzo di mandrinatura, non necessario superare la pressione di prova idraulica minima calcolata con la formula precedente, semprech lefficienza di saldatura di tutti i giunti saldati dellapparecchio sia almeno pari a 0,85. E comunque ammesso, qualora ci sia possibile, sottoporre a prova idraulica separata parti staccate di apparecchi o generatori di vapore; in tal caso la pressione di prova dovr essere calcolata tenendo conto delle sole membrature principali della parte da provare. Nel caso di collegamenti saldati tra tali parti staccate e il resto dellapparecchio, le relative giunzioni andranno comunque controllate facendo riferimento a un coefficiente di saldatura pari ad 1. Qualora sia necessario sostituire la prova idraulica con una prova pneumatica, i calcoli per la prova andranno eseguiti utilizzando gli stessi coefficienti di sicurezza previsti per il progetto; il valore della pressione di prova dovr essere almeno pari a 1,1 volte la pressione di progetto. Lesecuzione della prova pneumatica in sostituzione della prova idraulica comporta comunque luso, per le saldature longitudinali di fasciami cilindrici o conici, per le saldature meridiane di fondi sferici e per quelle trasversali di fondi (piani o bombati), di un coefficiente di saldatura pari almeno a 0,85 per gli acciai dei gruppi SAC1 ed SAC8 della Raccolta S, pari ad 1 per tutti gli altri materiali.
(1) Si considerano membrature principali i fasciami, i fondi, le piastre tubiere e, pi in generale, le membrature che non siano esonerabili ai sensi della Raccolta E, cap. E2C1, paragrafo 3. I tubi scambiatori degli scambiatori di calore a fascio tubiero e dei generatori di vapore, nonch quelli costituenti le pareti membranate dei generatori di vapore a tubi dacqua, sono comunque da considerare membrature principali. (2) In caso di prove idrauliche conseguenti a riparazioni o a modifiche che hanno dato luogo ad una nuova omologazione, la pressione di prova andr calcolata con riferimento allo spessore effettivo della membratura, che potrebbe eventualmente risultare inferiore a quello nominale esistente allatto della costruzione. 2. VSR.0. ADEGUAMENTI DELLA RACCOLTA VSR La progettazione dovr essere eseguita con le modalit previste dalla PED e non dovr pertanto limitarsi al solo carico dovuto alla pressione, ma dovr invece tener conto di tutte le possibili situazioni nelle quali si viene a trovare un recipiente non soltanto nelle condizioni di esercizio e di prova, ma anche durante il montaggio, il trasporto e la manutenzione. Le prescrizioni specifiche relative al calcolo in pressione delle varie membrature contenute nella Raccolta VSR dovranno perci essere eventualmente integrate per tener conto di tali condizioni. Il costruttore in ogni caso responsabile della progettazione, ed pertanto tenuto a prendere tutte le precauzioni necessarie affinch la progettazione sia eseguita correttamente. Lo schema di dichiarazione del progettista contenuto nel capitolo pu essere utilizzato come traccia per una corretta individuazione e valutazione di tutti i carichi agenti sullapparecchio, fermo restando che lorganismo notificato, ove ne sia richiesto lintervento per la verifica della progettazione, dovr considerare questa nel suo complesso, con riferimento a tutti i carichi effettivamente presenti e non esclusivamente alla pressione ed alla temperatura, come invece previsto nella VSR per lISPESL. Luso dei prospetti da 1 a 4 comunque raccomandato. VSR.1.B.1. I valori delle caratteristiche meccaniche da usare nei paragrafi successivi servono a determinare le sollecitazioni da usare nelle formule della Raccolta per i calcoli di resistenza alla pressione ed alla temperatura nelle condizioni di progetto e di prova idraulica. Per le altre condizioni di carico i valori ammissibili delle sollecitazioni dovranno essere assunti come segue: verifiche per carichi dovuti al peso proprio dellapparecchio, o di altri componenti a questo collegati: uguali a quelli previsti per la verifica alla pressione e alla temperatura di progetto; verifiche per il vento massimo prevedibile e per il carico sismico massimo prevedibile nella zona di installazione degli apparecchi (carichi da considerare contemporanei alle condizioni di pressione e temperatura di progetto, ma non contemporanei tra loro): superiori del 25% a quelli previsti per la verifica alla pressione e alla temperatura di progetto;
verifiche per i carichi statici che intervengono sulle parti in pressione durante le condizioni di montaggio e di trasporto: uguali al 95% di quelli previsti per la verifica alla pressione di prova idraulica; per condizioni diverse da quelle indicate ai punti precedenti si potranno scegliere, a giudizio del costruttore, valori delle sollecitazioni ammissibili superiori a quelli delle sollecitazioni usate per la verifica alla pressione di progetto qualora si tratti di condizioni eccezionali, con carichi applicati per periodi di tempo brevi; in ogni caso non si potr mai scendere al disotto dei valori delle sollecitazioni usate per la prova idraulica.
Quanto sopra valido anche nel caso si esegua un calcolo mediante analisi secondo i criteri esposti nel capitolo VSR.7.A, nel qual caso ai valori della sollecitazione ammissibile andranno applicati i fattori moltiplicativi previsti nel capitolo per le varie categorie di sollecitazioni. Per le sollecitazioni di compressione si dovr considerare un opportuno coefficiente di sicurezza rispetto alla sollecitazione critica per la stabilit dellequilibrio, usando gli stessi criteri previsti nel capitolo VSR.1.H per la verifica delle membrature soggette a pressione esterna. Qualora esistano condizioni di fatica con carichi variabili periodicamente per un numero di cicli superiore a 500, il costruttore dovr eseguire unopportuna analisi in base a una norma internazionalmente riconosciuta (EN 13445.3 par. 18 Detailed assessment of fatigue life, ASME Sez. VIII divisione 2, AD Merkblatt S1 o S2, ecc.). Per le sole verifiche nelle condizioni di prova idraulica il coefficiente di giunzione presente nelle relative formule dovr comunque essere assunto pari ad 1 VSR.1.B.3., punto 1. Il coefficiente di sicurezza per la prova idraulica pu essere abbassato da 1,1 a 1,05, cos come previsto nella norma armonizzata per gli apparecchi a pressione non soggetti alla fiamma EN 13445. VSR.1.B.3., punto 2. Il coefficiente di sicurezza per i corpi sferici in prova pu essere anchesso assunto pari ad 1,05. VSR.1.B.7. Poich lintervento dellOrganismo Notificato dipende dal modulo di certificazione prescelto o determinato dalla categoria dellapparecchio, non ha pi senso prevedere coefficienti di sicurezza maggiorati in funzione della presenza dellOrganismo stesso alle prove. VSR.1.D.2., formule 2.3 e 2.4. Il coefficiente 1,818 va sostituito con 1,905. VSR.1.D.2., formule 2.7 e 2.8. Il coefficiente 0,909 va sostituito con 0,952.
VSR.1.D., Tabella I. I valori limite per le verifiche in condizioni di prova idraulica dovranno essere sostituiti dai seguenti: Saldature: Forature con efficienza : 1,00 0,95 0,90 0,85 0,80 0,75 0,70 0,65 0,60 0,55 0,50 0,45 0,40 0,35 0,30 0,04939 0,04939 0,04933 0,04925 0,04916 0,04906 0,04894 0,04879 0,04860 0,04837 0,04809 0,04772 0,04724 0,04661 0,04573 0,04450
La formula 3 alla base della tabella dovr essere sostituita dalla seguente:
( 4z
+ 0,2 2 z
VSR.1.G.2. Il DPR 5/8/1966 n. 961 superato dalla PED; tuttavia quasi tutte le prescrizioni dello stesso possono essere ritenute valide anche in ambito PED: la prescrizione che non va considerata quella relativa alle modalit di calcolo, contenute nella prima parte del punto 1 dellArt. 3, per le quali ci si deve invece riferire alla regola VSR.1.G.1. VSR.1.H.2., punto 3. Il coefficiente di sicurezza per la prova idraulica della formula 3.1 passa da 2,2 a 2,1. VSR.1.H.4., punto 2. Il coefficiente 1,35 della formula 2.1 va assunto pari a 1,43. VSR.2.B.2., punto 2. Per i soli acciai inossidabili austenitici aventi allungamento a rottura maggiore del 35%, si pu assumere come carico ammissibile il minor valore tra Rm /3 e Rp1 /1,2. In tal caso il punto 2.2 non va considerato. In mancanza del valore di Rp1, consentito usare al suo posto il valore di Rp0,2. VSR.2.B.2., punto 3. Per i soli acciai inossidabili austenitici aventi allungamento a rottura maggiore del 35%, si pu assumere come carico ammissibile il minor valore tra Rt /3 e Rp1t /1,2. In tal caso il punto 3.2 non va considerato (N.B: Rt il carico di rottura a temperatura). In mancanza del valore del carico di rottura a temperatura Rt, la determinazione del carico ammissibile si esegue come per gli altri acciai austenitici. In mancanza del valore di Rp1t, consentito usare al suo posto il valore di Rp0,2t.
VSR.2.B.2., punto 4. Per i soli acciai inossidabili austenitici aventi allungamento a rottura maggiore 35%, si pu assumere come carico ammissibile il minor valore tra Rt /3, Rp1t /1,2, R/100000/,t /1,5, R/200000/,t/1,25. In mancanza del valore del carico di rottura a temperatura Rt, la determinazione del carico ammissibile si esegue come per gli altri acciai austenitici. In mancanza del valore di Rp1t, consentito usare al suo posto il valore di Rp0,2t. VSR.2.B.3., punti 1 e 2. Per i soli acciai inossidabili austenitici aventi allungamento a rottura maggiore 35%, il carico ammissibile in prova pu essere assunto pari al maggior valore tra Rm /2 e Rp1 /1,05. , a Rp1/1,05 per tutti gli altri; questo sia nella formula 1.1 che nella formula 1.2. In mancanza del valore di Rp1, consentito usare al suo posto il valore di Rp0,2. Questi valori restano validi anche per la prova idraulica di corpi sferici, e possono essere pertanto usati anche nelle formule 2.1 e 2.2. VSR.2.B.5., punto 1. Non va considerata la nota che proibisce di usare i valori di Rp1t al posto dei valori di Rp0,2t. VSR.3.B.3., punti 1 e 2. Tutti i coefficienti di sicurezza previsti dalle formule per la determinazione del carico ammissibile della ghisa in prova idraulica possono essere ridotti del 5%. VSR.4.B.3. Il coefficiente di sicurezza per la determinazione del carico ammissibile del rame (e sue leghe) in prova idraulica pu essere ridotto del 5%. VSR.5.B.1. Per la determinazione della sollecitazione massima ammissibile nelle condizioni di progetto e di prova idraulica vanno inoltre considerate, nelle regole di questo capitolo, le caratteristiche meccaniche RE ed REt (rispettivamente limite di elasticit a temperatura ambiente e a temperatura di progetto), che vanno intese nella maniera seguente: rispettivamente Rp1 ed Rp1,t .per lAlluminio ; rispettivamente Rp0,2 ed Rp0,2,t .per le Leghe dAlluminio. In mancanza dei valori di Rp1 ed Rp1,t comunque ammesso luso di Rp0,2 ed Rp0,2,t Per le verifiche a temperature nelle quali, per il materiale considerato, il valore di R100000/, t risulti inferiore a quello di REt si dovr sostituire il valore di REt con quello di R100000/, t . VSR.5.B.2. La formula 2.1.1 al punto 2 va sostituita dalla formula seguente: RE 1,5 La formula 3.1.1 deve invece essere sostituita dalla seguente: R 3.1.1 f t = Et 1,5 2.1.1 f =
Limitatamente alle sole leghe di alluminio non trattabili termicamente (Gruppi S Al 22 e leghe nello stato di fornitura F dei Gruppi da S Al 24 a S Al 27), i valori di RE e di REt da usare rispettivamente nelle formule 2.1.1 e 3.1.1 non possono in ogni caso superare i 5/8 del valore di Rm ; non vi invece alcuna limitazione ai valori di RE e di REt per lalluminio e per le relative leghe trattabili termicamente (Gruppi S Al 21, S Al 23 e leghe nello stato di fornitura T dei Gruppi da S Al 24 a S Al 27). La tabella 5.B.2.1 non va pi pertanto considerata ai fini della determinazione del carico ammissibile. VSR.5.B.3. 1.1 La formula 1,1 della regola va sostituita con la seguente: fi = RE 1,05
Limitatamente alle sole leghe di alluminio, il valore di RE da usare nella formula non pu in ogni caso superare i 5/8 del valore di Rm; non vi invece alcuna limitazione al valore di RE per lalluminio e per le relative leghe trattabili termicamente. APPENDICE: Va cancellata la definizione del simbolo Y esistente al punto 1. In tutte le formule che seguono, bisogner sostituire ad Y il valore 1,5 f se si esegue una verifica in condizioni di progetto, il valore 1,05 f se si esegue una verifica in condizioni di prova idraulica. Per la formula 6.1.2 il coefficiente x da usare nelle condizioni di prova idraulica va assunto pari a 1,05 anzich 1,1. 3. VSG.0. ADEGUAMENTI DELLA RACCOLTA VSG La progettazione dovr essere eseguita con le modalit previste dalla PED, e non dovr pertanto limitarsi al solo carico dovuto alla pressione, ma dovr invece tener conto di tutte le possibili situazioni nelle quali si viene a trovare un generatore di vapore non soltanto nelle condizioni di esercizio e di prova, ma anche durante il montaggio, il trasporto e la manutenzione. Le prescrizioni specifiche relative al calcolo in pressione delle varie membrature contenute nella Raccolta VSG dovranno perci essere eventualmente integrate per tener conto di tali condizioni. Il costruttore in ogni caso responsabile della progettazione, ed pertanto tenuto a prendere tutte le precauzioni necessarie affinch la progettazione sia eseguita correttamente. Lo schema di dichiarazione del progettista contenuto nel capitolo pu essere utilizzato come traccia per una corretta individuazione e valutazione di tutti i carichi agenti sullapparecchio, fermo restando che lorganismo notificato, ove ne sia richiesto lintervento per la verifica della progettazione, dovr considerare questa nel suo complesso, con riferimento a tutti i carichi effettivamente presenti e non esclusivamente alla pressione ed alla temperatura, come invece previsto nella VSG per lISPESL. Luso dei prospetti da 1 a 4 comunque raccomandato. VSG.1.A.2. punto 1. La verifica per le condizioni di prova idraulica va eseguita sempre. 8
VSG.1.A.2. punto 2 b). Non considerare la frase da assumere comunque 250 C. VSG.1.A.3. Per le sole verifiche nelle condizioni di prova idraulica il coefficiente di giunzione presente nelle relative formule dovr comunque essere assunto pari ad 1 VSG.1.B.1. punto 2. I coefficienti di sicurezza delle formule da 2.1 a 2.4 vanno ridotti, nellor dine, a 1,5 - 2,4 - 1,5 - 1,25. VSG.1.B.1. punto 3. Per i soli acciai inossidabili austenitici aventi allungamento a rottura maggiore del 35%, si pu assumere come carico ammissibile il minor valore tra Rt /3, Rp1t /1,2, R/100000/,t /1,5, R/200000/,t /1,25. In mancanza del valore del carico di rottura a temperatura Rt, la determinazione del carico ammissibile si esegue come per gli altri acciai austenitici. In mancanza del valore di Rp1t, consentito usare al suo posto il valore di Rp0,2t. VSG.1.B.2. Si applica soltanto la formula 1.1 con il coefficiente di sicurezza ridotto a 1,05. Per i soli acciai inossidabili austenitici aventi allungamento a rottura maggiore del 35%, il carico ammissibile in prova pu essere assunto pari al maggior valore tra Rm /2 e Rp1 /1,05. In mancanza del valore di Rp1, consentito usare al suo posto il valore di Rp0,2. VSG.1.D.2. Le formule di questa regola vanno sostituite con le corrispondenti formule della VSR.1.D2; allo stesso modo la tabella 1 va rimpiazzata con lanaloga tabella 1 della VSR.1.D.2. Al punto 3 non deve essere considerata la frase in ogni caso non deve essere inferiore a 250C. VSG.1.E.1. Non deve essere considerata la frase la temperatura di progetto deve comunque essere almeno 250 C. VSG.1.E.3. punto 3 I coefficienti di sicurezza X1 e X2 per le condizioni di prova (attualmente non previste nella regola) vanno assunti pari rispettivamente a 1,75 e 2,1 anzich 2,5 e 3. VSG.1.E.3. punto 4 Nella formula 4.1, qualora la verifica del momento dinerzia dellanello venga fatta con riferimento alle condizioni di prova, lintera formula va moltiplicata per il rapporto E/Eo tra modulo elastico a temperatura di progetto e modulo elastico a temperatura ambiente. VSG.1.E.4. Il coefficiente di sicurezza X1 per le condizioni di prova (attualmente non previste nella regola) va assunto pari a 1,75 anzich a 2,5. VSG.1.G.1. punto 2. Il coefficiente 1,35 della formula 2.1 va assunto pari ad 1,43. VSG.1.N.1. punto 3. La frase ed in ogni caso non inferiore a 250 C ed ai valori sotto indicati va sostituita con la frase ed in ogni caso non inferiore ai valori sotto indicati. VSG.1.U.2. punto 1. La frase da assumere in ogni caso non inferiore a 250 C non va considerata.
VSG.1.V.1. punto 2. La tabella dei coefficienti correttivi va integrata a sinistra con una colonna per 200 C in cui il coefficiente della formula sotto radice vale 210. VSG.2.B.2. Tutti i coefficienti di sicurezza previsti dalle formule per la determinazione del carico ammissibile della ghisa in prova idraulica possono essere ridotti del 5%. 4. ADEGUAMENTI DELLA RACCOLTA M
M.0.B. M.1.A.
Non pi applicabile: i compiti delle varie parti interessate sono quelli previsti dalla PED. Lammissione allimpiego dei prodotti governata dalla PED, che prevede tre criteri di possibile ammissione allimpiego: 1. materiali contemplati in norme EN armonizzate gi pubblicate nella Gazzetta Ufficiale delle Comunit Europee; 2. materiali assoggettati allApprovazione Europea; 3. materiali accettati a giudizio dellorganismo per casi specifici (valutazione particolare - PMA, dallinglese Particular Material Appraisal ). I materiali di cui al punto 1 sono quelli previsti nella lista in Appendice A; per tali materiali le prescrizioni sono quelle previste nella norma EN di riferimento, con gli eventuali commenti e/o integrazioni riportati nella stessa Appendice. Per i materiali di cui al punto 2 (siano essi materiali unificati o materiali di marca) valgono invece le prescrizioni elaborate in sede di approvazione europea. In Appendice B sono invece elencati gli altri materiali unificati dai vari enti di standardizzazione nazionali attualmente previsti nella Raccolta M Edizione 1973 (e relative addenda sino al 1982) e/o nelle schede elaborate dallISPESL ed allegate alla Raccolta M Edizione 1995, la cui specifica di riferimento tuttora esistente (anche se successivamente aggiornata rispetto alledizione riportata nella Raccolta); tali materiali devono ritenersi di comprovata affidabilit per limpiego nella costruzione di apparecchi a pressione e di generatori di vapore, tuttavia ne dovr essere ulteriormente provata la conformit ai requisiti essenziali di sicurezza della PED; essi dovranno pertanto essere comunque assoggettati ad approvazione dellOrganismo per il caso specifico (PMA). Per tali materiali il CTI/SC3/Gruppo Materiali provveder ad emettere eventuali prescrizioni aggiuntive (rispetto a quelle riportate sia nella specifica di riferimento sia nella Raccolta e/o nelle schede ISPESL allegate) atte a garantire la completa conformit alla PED, in modo tale che lOrganismo possa procedere alla loro accettazione (di cui comunque rimane arbitro) senza ulteriori problemi. Per i materiali di marca, non previsti nella Raccolta, anche ove gi ammessi allimpiego dallISPESL per casi specifici, spetter soltanto allOrganismo notificato verificarne la conformit ai requisiti essenziali di sicurezza.
M.1.B.3. Le caratteristiche meccaniche dei materiali ASTM / ASME (fatta eccezione per rame e sue leghe, titanio e sue leghe e zirconio) andranno comunque dedotte dallultima edizione applicabile del Codice ASME Sezione II Parte D, con i criteri
esposti nel seguito; eventuali valori di caratteristiche presenti nella Raccolta M Edizione 1973 (e relative addenda sino al 1992) o nelle schede ISPESL allegate alla Raccolta M Edizione 1995 non vanno pertanto considerati ove superati da successive revisioni del Codice ASME. Il procedimento da seguire nella determinazione delle caratteristiche meccaniche da usare per il calcolo della sollecitazione massima ammissibile di questi materiali il seguente: determinare la temperatura alla quale i carichi ammissibili ASME VIII divisione 1 cominciano ad essere controllati dalle caratteristiche di resistenza allo scorrimento viscoso (questa temperatura in genere fornita, per ogni materiale, in una nota specifica della relativa tabella dellASME Sezione II parte D); i valori di Rp0,2t e quelli di Rt (rispettivamente Sy ed Su nelle tabelle dellASME II parte D) si intendono validi per la determinazione del carico ammissibile VSR o VSG sino alla temperatura tabulata immediatamente inferiore a quella di inizio dello scorrimento viscoso determinata al punto precedente; a partire dalla temperatura di inizio dello scorrimento viscoso e sino a una temperatura massima di 816 C i valori di R100000/,t si determinano moltiplicando per 1,49 i valori del carico ammissibile ASME VIII divisione 1; nellintervallo tra la temperatura suddetta e quella immediatamente precedente nella tabulazione, i carichi ammissibili andranno conservativamente calcolati sulla base di valori di R100000/,t determinati per interpolazione; a tal fine sar pertanto necessario acquisire, determinandolo come al punto precedente, anche il valore di R100000/, t alla temperatura tabulata immediatamente precedente a quella di inizio dello scorrimento viscoso (fermo restando che a tale temperatura lammissibile dovr invece essere determinato sulla base di Rp0,2t e/o di Rt ); i valori desunti dal Codice ASME Sezione II Parte D vanno convertiti in MPa sulla base 1000 PSI = 6,894757 MPa; i valori in MPa cos ottenuti vanno arrotondati allunit inferiore se la parte decimale inferiore o uguale a 0,5 MPa, altrimenti vanno arrotondati allunit superiore; le temperature in F vanno convertite in C arrotondando, con lo stesso criterio, allintero pi vicino. i criteri suddetti possono essere soggetti a modifica ove, nelle successive edizioni del Codice ASME, venissero modificati quelli con cui vengono calcolati i carichi ammissibili secondo tale codice, o non fossero pi disponibili le tabelle delle caratteristiche a cui far riferimento.
M.1.C.
La PED non obbliga a collaudi specifici sui materiali in presenza dellorganismo di certificazione; ove per il fabbricante degli stessi non sia dotato di un sistema di qualit certificato da uno degli organismi di cui allAllegato 1, punto 4.3 della Direttiva PED, le prove di accettazione andranno eseguite alla presenza del committente (certificato 3.1.C oppure 3.2 anzich 3.1.B), nel qual caso ammessa
la ripetizione delle stesse in laboratori che rispondano ai criteri previsti dalla regola. M.1.D. Tutto quanto riferito nella regola relativamente alla punzonatura da parte dellISPESL non pi applicabile in ambito PED; il materiale dovr comunque essere marcato e certificato allorigine da parte del fabbricante, mentre al costruttore dellapparecchio spetta di assicurare la rintracciabilit di tutti i materiali impiegati nella costruzione e il loro collegamento al relativo certificato. Per i materiali destinati a parti secondarie dellapparecchio la rintracciabilit pu essere limitata al tipo e grado del materiale; il costruttore dovr comunque fornire copia del relativo certificato (di tipo 2.2). I criteri per giudicare se una parte secondaria o no possono essere quelli previsti nella Raccolta E per gli esoneri dal collaudo in presenza ISPESL degli apparecchi di classe c.
M.1.E., M.1.F. I criteri per lammissione allimpiego da parte dellISPESL contenuti in queste regole valgono come criteri per lammissione allimpiego da parte dellOrganismo, purch opportunamente integrati da quanto previsto nella PED. In tutte le rimanenti regole della Raccolta M lintervento ISPESL va sostituito dallintervento delle entit previste al punto 1.2. M.13.B.1. (formatura): I fabbricanti di membrature in pressione ottenute per formatura, oltre a dimostrare di possedere le attrezzature adeguate sia per la formatura che per il successivo eventuale trattamento termico, debbono provvedere a qualificare, mediante opportune procedure di prova tutti i procedimenti di formatura impiegati per i vari tipi di materiale, prendendo tutti i provvedimenti necessari per assicurare laderenza delle caratteristiche finali dopo formatura a quelle previste dalla specifica di riferimento del materiale di partenza. Pertanto tutti i componenti formati, ove acquistati da terzi, devono essere accompagnati da una documentazione del fabbricante attestante i requisiti suddetti. La documentazione relativa da inserire nel fascicolo tecnico, a seconda del modulo applicato lorganismo notificato potr esaminare tale documentazione. M.14. 5. S.1.B. S.4.2. (bassa temperatura): I criteri previsti in questo capitolo sono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza della PED. ADEGUAMENTI DELLA RACCOLTA S I criteri previsti in questo capitolo sono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza della PED. La qualifica del produttore dei materiali dapporto non necessaria. I materiali dapporto devono soddisfare in modo adeguato solo i corrispondenti requisiti della PED singolarmente e dopo la messa in opera (vedere in particolare i punti 4.1, 4.2 lettera a) e 4.3 primo comma dellAllegato I). Tuttavia secondo il punto 4.2 lettera a) anche per i materiali dapporto dovrebbero essere forniti i valori necessari per i calcoli di progetto; questo rappresenta un problema allo stato attuale per la mancanza dei dati relativi (particolarmente in regime di scorrimento viscoso). In attesa che la Commissione provveda ad emettere chiarimenti su questo punto, si
possono presumere soddisfatti i requisiti essenziali della PED in presenza di qualifiche di procedimento che rispettino quanto prospettato al punto successivo. S.5. TABELLA S.5.01 Per gli acciai, quando la temperatura di progetto sia superiore a 300C (ma comunque nel campo elastico) la trazione longitudinale con prelievo in zona fusa deve essere effettuata alla temperatura di progetto. obbligatorio eseguire la prova di trazione longitudinale nella zona fusa quando: - lamiere: lo spessore del saggio di qualifica pari o superiore a 12 mm; - tubi: lo spessore del saggio ha diametro esterno maggiore di 168,3 mm e spessore superiore a 12 mm. Se la qualifica estensibile anche alle lamiere, la trazione longitudinale pu essere effettuata su tallone di lamiera di stesso materiale e spessore del tubo. In regime di scorrimento viscoso le eventuali prove da effettuarsi devono essere stabilite di volta in volta, a meno che non esista gi una consolidata esperienza di esercizio alle temperature considerate, che permetta di assumere le caratteristiche di scorrimento viscoso del materiale dapporto non dissimili da quelle del materiale base. In mancanza di tale esperienza, il requisito del punto 4.2 lettera a) pu considerarsi soddisfatto qualora le efficienze di saldatura da usare nelle formule di calcolo vengano moltiplicate per un fattore pari almeno a 0,8. Per i metalli non ferrosi e le loro leghe le eventuali prove integrative da effettuarsi devono essere stabilite di volta in volta tenendo conto delle condizioni di impiego. Fascicolo S.9. Per i metalli non ferrosi e le loro leghe ammesso fare riferimento ai criteri di accettabilit dei difetti della precedente edizione della Raccolta S (1973 con addenda fino al 1982). Fascicolo S.10. Nota generale: le prescrizioni di questo capitolo possono essere sostituite da quelle dei corrispondenti capitoli delle relative norme armonizzate, e precisamente: per apparecchi a pressione, capitolo 8 della EN 13445.4; per generatori di vapore a tubi dacqua, capitolo 8 della EN 12952.6; per generatori a tubi di fumo, capitolo 5.6 della EN 12953.5.
Per la trazione longitudinale in zona fusa valgono le stesse osservazioni fatte pi sopra relativamente alla tabella S5.01.
APPENDICE A: MATERIALI EN AUTOMATICAMENTE AMMESSI ALLIMPIEGO SECONDO LE PRESCRIZIONI DELLA SPECIFICA DI RIFERIMENTO NOTA: Per la seguenti norme armonizzate di riferimento per materiali, la presunzione di conformit ai requisiti essenziali di sicurezza limitata ai dati tecnici dei materiali indicati nella norma e non implica l'adeguatezza del materiale ad un'attrezzatura specifica. Pertanto, i dati tecnici indicati nella norma per materiali devono essere valutati in rapporto ai requisiti di progettazione dell'attrezzatura specifica per verificare la conformit ai requisiti essenziali di sicurezza stabiliti dalla direttiva sulle attrezzature a pressione. Lelenco aggiornato delle norme armonizzate per la direttiva PED reperibile dal sito della Commissione europea:
http://europa.eu.int/comm/enterprise/newapproach/standardization/harmstds/reflist/equippre.html
Lista norme armonizzate aggiornata a marzo 2003
CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN EN 1653 EN 1982 EN 10028.1 EN 10028.2 EN 10028.3 EN 10028.4 EN 10028.5 EN 10028.6 EN 10028.7 EN 10213-1 EN 10213-2 EN 10213-3 EN 10213-4 Copper and copper alloys - Plate, sheet and circles for boilers, pressure vessels and hot water storage units Copper and copper alloys - Ingots and castings Flat products made of steels for pressure purposes Part 1: General requirements Flat products made of steels for pressure purposes Part 2: Non-alloy and alloy steels with specified elevated temperature properties Flat products made of steels for pressure purposes Part 3: Weldable fine grain steels, normalized Flat products made of steels for pressure purposes Part 4: Nickel alloy steels with specified low temperature properties Flat products made of steels for pressure purposes Part 5: Weldable fine grain steels, thermomechanically rolled Flat products made of steels for pressure purposes Part 6: Weldable fine grain steels, quenched and tempered Flat products made of steels for pressure purposes Part 7: Stainless steels Technical delivery conditions for steel castings for pressure purposes - Part 1: General Technical delivery conditions for steel castings for pressure purposes - Part 2: Steel grades for use at room temperature and elevated temperatures Technical delivery conditions for steel castings for pressure purposes - Part 3: Steel grades for use at low temperatures Technical delivery conditions for steel castings for pressure purposes - Part 4: Austenitic and austeniticferritic steel grades 1997 A1:2000 1998 2000 1992 1992 1994 1996 1996 2000 1995 1995 1995 1995 C 202 of 200107-18 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 (segue tabella)
(seguito della tabella) CEN EN 10222-1 CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN CEN EN 10222-2 EN 10222-3 EN 10222-4 EN 10222-5 EN 10269 EN 10272 EN 10273 EN 12392 EN 12420 EN 12451 EN 12452
Steel forgings for pressure purposes - Part 1: General requirements for open die forgings Steel forgings for pressure purposes - Part 2: Ferritic and martensitic steels with specified elevated temperature properties Steel forgings for pressure purposes - Part 3: Nickel steels with specified low temperature properties Steels forgings for pressure purposes - Part 4: Weldable fine grain steels with high proof strength Steel forgings for pressure purposes - Part 5: Martensitic, austenitic and austenitic-ferritic stainless steels Steels and nickel alloys for fasteners with specified elevated and/or low temperature properties Stainless steel bars for pressure purposes
1998 1999 1998 1998 1999 1999 2000
C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 202 of 200107-18 C 202 of 200107-18 C 202 of 200107-18 C 348 of 200012-05 C 348 of 200012-05 C 210 of 200007-22
Hot rolled weldable steels bars for pressure purposes 2000 with specified elevated temperature properties Aluminium and aluminium alloys - Wrought products - 2000 Special requirements for products intended for the production of pressure equipment Copper and copper alloys - Forgings 1999 Copper and copper alloys - Seamless, round tubes for heat exchangers Copper and copper alloys - Rolled, finned, seamless tubes for heat exchangers 1999 1999
APPENDICE B: MATERIALI TUTTORA REPERIBILI IN COMMERCIO CONTENUTI NELLA RACCOLTA M EDIZIONE 1978 + ADDENDA FINO AL 1982 E NELLE SCHEDE ANNESSE ALLA RACCOLTA M EDIZIONE 1995 NOTA: Questi materiali possono essere ammessi allimpiego, a giudizio dellOrganismo, utilizzando lultima edizione della specifica di riferimento, anche se diversa da quella riportata in Raccolta, ma devono essere oggetto di valutazione particolare (PMA) con eventuali prescrizioni aggiuntive volte ad assicurare la loro conformit alla PED (per il momento nella tabella sono state considerate solo le specifiche relative ad acciai).
Specifica Prodotto Raccolta M 73+add.82 73+add.82 95 95 95 95 73+add.82 73+add.82 95 95 95 95 95 95 95 95 95 73+add.82 73+add.82 Edizione prevista dalle Raccolte o scheda 1979 1978 ASTM:1996 ASME:1998 ASTM:1995 ASME:1998 ASTM:1995b ASME:1998 ASTM:1996 ASME:1998 1973 1973 ASTM:1992 ASME:1998 ASTM:1993 ASME:1998 ASTM:1993 ASME:1998 ASTM:1995 ASME:1998 ASTM:1995 ASME:1998 ASTM:1995a ASME:1998 ASTM:1993 ASME:1998 ASTM:1993 ASME:1998 ASTM:1995 ASME:1998 1972.b 1976 Edizione Capitolo o attuale scheda (a marzo 2003) Superata da EN 10028.2 Superata da EN 10028.7 ASTM:1996 ASME:2001* ASTM:1995 ASME:2001* ASTM:1995b ASME:2001* ASTM:1996 ASME:2001* 1998a 1995a ASTM:1992 ASME:2001* ASTM:1993 ASME:2001* ASTM:1993 ASME:2001* ASTM:1995 ASME:2001* ASTM:1995 ASME:2001* ASTM:1995a ASME:2001* ASTM:1993 ASME:2001* ASTM:1993 ASME:2001* ASTM:1995 ASME:2001* 1997a 1996a M2U M2V 200a/02 108a/02 200b/02 200c/02200d/02200e/02 M11B M11D 108b/02 7a/02 7b/02 108c/02 108d/02 108f/02108g/02 300a/02 300b/02 900a/02900b/02900c/02 M2O M3P (segue tabella) Note
AFNOR NF A36-205 AFNOR NF A36-206 ASTM A 105 ASME SA 105 ASTM A 106 ASME SA 106 ASTM A 181 ASME SA 181 ASTM A 182 ASME SA 182 ASTM A 193 ASTM A 194 ASTM A 199 ASME SA 199 ASTM A 203 ASME SA 203 ASTM A 204 ASME SA 204 ASTM A 209 ASME SA 209 ASTM A 210 ASME SA 210 ASTM A 213 ASME SA 213 ASTM A 216 ASME SA 216 ASTM A 217 ASME SA 217 ASTM A 234 ASME SA 234 ASTM A 240 ASTM A 249
L-AC L-Inox F-AC TSS-AC F-AC F-AL/Inox B-AL/Inox B-AC/AL/ Inox TSS-AL L-AL L-AL TSS-AL TSS-AC TSS-AL/ Inox G-AC G-AC/AL R-AC/AL L-Inox TES-Inox
In esaurimento In esaurimento
* e Addenda 2002
(seguito della tabella) Specifica Prodotto Raccolta M 95 73+add.82 73+add.82 95 95 73+add.82 73+add.82 73+add.82 95 95 95 Edizione prevista dalle Raccolte o scheda ASTM:1995 ASME:1998 1977 1974a ASTM:1990 ASME:1998 ASTM:1993 ASME:1998 1975 1977 1973 ASTM:1994 ASME:1998 ASTM:1996 ASME:1998 ASTM:1995 ASME:1998 ASTM:1996 ASME:1998 ASTM:1995b ASME:1998 1972 ASTM:1993 ASME:1998 ASTM:1993 ASME:1998 1975 ASTM:1992 ASME:1998 1973 ASTM:1995 ASME:1998 ASTM:1992 ASME:1998 ASTM:1990 ASME:1998 ASTM:1993 ASME:1998 ASTM:1993 ASME:1998 1969 1959 1959 Capitolo o Edizione scheda attuale (a marzo 2003) ASTM:1995 ASME:2001* 1994 1990 ASTM:1990 ASME:2001* ASTM:1993 ASME:2001* 1995b 1995b 1994a ASTM:1994 ASME:2001* ASTM:1996 ASME:2001* ASTM:1995 ASME:2001* ASTM:1996 ASME:2001* ASTM:1995b ASME:2001* 1994a ASTM:1993 ASME:2001* ASTM:1993 ASME:2001* 1993 ASTM:1992 ASME:2001* 1995 ASTM:1995 ASME:2001* ASTM:1992 ASME:2001* ASTM:1990 ASME:2001* ASTM:1993 ASME:2001* ASTM:1993 ASME:2001* 200f702 M3Q M2H 7c/02 7d/02 M3M M3P M11C 108i/02108j/02 108k/02108l/02 108m/0208n/02108o/02108p/02 200g/02200h/02200i/02 200j/02200k/02 M5E 300d/02300e/02 7e/02 M3M 7f/027g/02 M12C 900d/02900e/02 7h/02 7i/02 7j/02 7k/02 Note
ASTM A 266 ASME SA 266 ASTM A 268 ASTM A 285 ASTM A 299 ASME SA 299 ASTM A 302 ASME SA 302 ASTM A 312 ASTM A 312 ASTM A 320 ASTM A 333 ASME SA 333 ASTM A 334 ASME SA 334 ASTM A 335 ASME SA 335 ASTM A 336 ASME SA 336 ASTM A 350 ASME SA 350 ASTM A 351 ASTM A 352 ASME SA 352 ASTM A 353 ASME SA 353 ASTM A 376 ASTM A 387 ASME SA 387 ASTM A 420 ASTM A 420 ASME SA 420 ASTM A 515 ASME SA 515 ASTM A 516 ASME SA 516 ASTM A 537 ASME SA 537 ASTM A 553 ASME SA 553 BS 1503-161 DIN 17155 DIN 17175
F-AC TSS-AL L-AC L-AC L-AL TSS-Inox TES-Inox B-AL TSS/TESAC/AL TSS/TESAC/AL TSS-AL
F-AL/Inox F-AC/AL G-Inox G-AL L-AL TSS-Inox L-AL R-AC/AL R-AC/AL L-AC L-AC L-AC L-AL F-AC L-AC/AL
95 95 73+add.82 95 95 73+add.82 95 73+add.82 95 95 95 95 95 73+add.82 73+add.82
TSS-AC/AL 73+add.82
M4G Superata da EN M2G 10028.2 M3E
In esaurimento (segue tabella)
(seguito della tabella) Specifica Prodotto Raccolta M 73+add.82 73+add.82 73+add.82 73+add.82 Edizione prevista dalle Raccolte o scheda 1972 1972 1972 1968 1964 1975 1966 1967 1968 1978 1972 1972 1974 1974 1975 1975 1977 Capitolo o Edizione scheda attuale (a marzo 2003) Superata da EN M2P 10028.7 M3N M4H Superata da EN M5D 10213.4 M3C Superata da M2B EN 10028.1/2/3 Superata da EN M2F 10028.4 M3D M3B Superata da M2E EN 10025 Superata da M2D EN 10025 M3I Superata da EN M5B 10213.2 Superata da EN M5C 10213.3 M2C Superata da EN 10028.1/2/3 e EN 10113.1/2 Superata da M2N EN 10028.7 Superata da EN M4B 10222.1/2/3/4/5 Note
DIN 17440 DIN 17440 DIN 17440 UNI 3161 UNI 5462 UNI 5869 UNI 5920 UNI 5949 UNI 663 UNI 6659 UNI 7070 UNI 7091 UNI 7316 UNI 7317 UNI 7382 UNI 7500 UNI 7660
L-Inox TSS-Inox F-Inox G-AC
TSS-AC/AL 73+add.82 L-AC/AL 73+add.82 L-AC/AL 73+add.82
TSS-AC/AL 73+add.82 TSS-AC 73+add.82 L-AC 73+add.82 L-AC TES-AC G-AC G-AC L-AC L-Inox F-AC/AL 73+add.82 73+add.82 73+add.82 73+add.82 73+add.82 73+add.82 73+add.82
L TSS TES F G B R AC AL Inox
lamiera; tubo senza saldatura; tubo elettrosaldato; fucinato; getto; bulloneria; raccorderai; acciaio; acciaio legato; acciaio inox austenitico.
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