Source: https://legaleutile.com/bullismo-e-cyberbullismo-definizioni-e-tutele/
Timestamp: 2019-08-24 04:19:25+00:00
Document Index: 131223055

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 494', 'art. 581', 'art. 582', 'art. 635', 'art. 594', 'art. 595', 'art. 660', 'art. 612', 'art. 612', 'art. 2043', 'art. 2059', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 4']

Bullismo e cyberbullismo: definizioni e tutele. - Legale Utile
19 Settembre 2018 14 Settembre 2018 di Erica Rosano
La definizione di bullismo.
Il bullismo consiste in quella condotta prevaricatrice che viene posta in essere da un soggetto singolo o da più soggetti in gruppo nei confronti di un terzo soggetto, percepito come più fragile e debole.
La definizione di cyberbullismo.
Il cyberbullismo rappresenta il bullismo digitale, cioè un abuso della rete, volto a porre in essere condotte di soppressione e prevaricazione della vittima, percepita come più debole.
La possibile casistica comprende l’appropriazione di e-mail, del profilo personale del terzo, di messaggi privati che verranno poi resi pubblici, oppure l’invio di messaggi minacciosi e aggressivi, la creazione di gruppi costituiti allo specifico fine di prendere di mira una o più vittime, la diffusione di immagini…
Il cyberbullismo, pone i maggiori problemi in quanto l’utilizzo della rete comporta la difficoltà di risalire al molestatore.
Inoltre, i freni morali scompaiono o si riducono sensibilmente, in quanto il molestatore agisce sotto la copertura del mezzo digitale.
Infine, la condotta posta in essere non è spazialmente o temporalmente limitabile, poiché la minaccia sussiste ogni volta che il bersaglio accede alla rete.
Bullismo e cyberbullismo: sono reati?
No. Attualmente non esiste una specifica norma penale che li sanzioni. Esistono però altri validi rimedi.
Allora quali sono i rimedi e le tutele attualmente possibili?
Pur non costituendo specifiche ipotesi di reato, le ipotesi di bullismo e di cyberbullismo sono certamente in grado di violare i principi fondamentali della Costituzione.
Inoltre, possono essere in grado di violare varie norme contenenti ipotesi di reato.
Infine, è riconosciuta anche una tutela civilistica, in ipotesi di violazione di tali ulteriori peculiari norme.
Quali principi della Costituzione italiana violano il bullismo ed il cyberbullismo.
Anzitutto, appare violato l’art. 3, I comma della Costituzione che prevede che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Inoltre, sussiste violazione dell’art. 33, I comma, che recita che “L‘arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.
Ancora, è contravvenuto l’art. 34, I comma, della Costituzione che stabilisce che “La scuola è aperta a tutti”.
Quali reati possono integrare le condotte di bullismo e di cyberbullismo?
In linea teoria, in considerazione di come è posta in essere in concreto la condotta dal parte del molestatore, bullismo e cyberbullismo possono integrare svariati reati, tra cui si citano il reato di sostituzione di persona di cui all’art. 494 c.p., percosse di cui all’art. 581 c.p., lesioni di cui all’art. 582 c.p., danneggiamento alle cose di cui all’art. 635 del c.p., di ingiuria di cui all’art. 594 c.p., diffamazione di cui all’art. 595 c.p., molestia o disturbo alle persone di cui all’art. 660 c.p., minaccia di cui all’art. 612 c.p., atti persecutori (c.d. Stalking), di cui all’art. 612 bis c.p., relativamente al quale è stata introdotta l’aggravante del cyberstalking che si configura ogni volta che il fatto è commesso “attraverso strumenti informatici o telematici”.
6. Quali sono le norme civilistiche violate e le relative tutele innescabili in ipotesi di bullismo e cyberbullismo?
La norma principale è rinvenibile nell’art. 2043 del codice civile che recita: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.
La vittima di bullismo cyberbullisimo, infatti, subisce un danno ingiusto alla propria persona e/o alle proprie cose e pertanto diventa titolare del diritto a vedersi risarcito il danno arrecatole, in combinato e disposto con l’art. 2059 c.c..
In linea teorica, il danno risarcibile può manifestarsi almeno in tre modalità, da approfondire, poi, caso per caso:
Caso a) Danno morale, rappresentato dalle sofferenze fisiche o morali patite e dal turbamento dello stato d’animo della vittima, consistente in dolori, patemi d’animo e simili);
Caso b) Danno biologico, consistente nel danno relativo alla salute ed all’integrità psico-fisica della persona, anche per come questi beni giuridici sono tutelati dalla Costituzione all’art. 32;
Caso c) Danno esistenziale, come da innovazioni dottrinali e giurisprudenziali, inteso come danno alla persona, alla sua esistenza, alla qualità della vita, alla vita di relazione, alla riservatezza, alla reputazione, all’immagine, all’autodeterminazione sessuale e come tutela del pieno sviluppo della persona nelle formazioni sociali, come riconosciuta dall’art. 2 della Costituzione Italiana.
Interventi normativi.
Direttiva Ministeriale Fioroni n. 16 del 2007.
Tale provvedimento ha stabilito che il tema del bullismo scolastico deve essere trattato dalle scuole con organicità. Ciò comporta il necessario coinvolgimento attivo degli studenti e la condivisione delle regole e delle sanzioni. Ciò si evince, in particolare, dal fatto che sono previsti ed incentivati interventi ed iniziative preventive volte a contrastare i fenomeni in parola.
Inoltre, la Direttiva prevede la creazione del numero verde 800 669 696 operativo dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19 dal lunedì al venerdì, presso cui è possibile segnalare casi di bullismo e cyberbullismo, chiedere informazioni sul fenomeno e consigli su come comportarsi in simili casi.
Ancora, è prevista la stesura e diffusione del Codice di regolamentazione dei mezzi di comunicazione e delle rete informatiche, nonché la costituzione di osservatori regionali permanenti sul fenomeno del bullismo presso ogni ufficio scolastico regionale
Decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 1998.
L’art. 4 di tale provvedimento, prevede che le scuole adottino un proprio regolamento disciplinare all’interno del quale vanno trattatele questioni legate al bullismo e le relative procedure sanzionatorie.
Nello specifico, il comma 7 prevede che ad esempio “l’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori a quindici giorni”.
Il comma 9, poi, introduce una deroga al suddetto limite dei quindici giorni che potrà, quindi, essere aumentato e cioè in caso di due ipotesi di particolare gravità: a) quando siano stati commessi reati; b) quando vi sia pericolo per l’incolumità delle persone. L’aumento della durata dell’allontanamento in tali casi “è commisurato alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo”.
Bozza del Codice di Autoregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del Cyberbullismo.
E’ stata approvata dal Ministero dello Sviluppo Economico l’8 gennaio 2014.
Tale intervento si è reso necessario anche a seguito dei gravi fatti di cronaca che hanno visto alcuni fanciulli arrivare anche al suicidio, dopo aver subito insulti e diffamazioni su Internet.
Legge 29 maggio 2017 n. 71.
Si tratta della legge introdotta specificamente in materia di cyberbullismo.
Nei nostri prossimi articoli, verranno approfonditi i temi del bullismo e cyberbullismo a scuola, di come attivare la tutela penale e di come orientarsi all’interno della tutela civile.
Se hai bisogno di maggiori approfondimenti, non esitare a contattarci.