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Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 81', 'art. 4']

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Legge di bilancio 2018: equo compenso, notifiche a mezzo posta e altre novità per gli avvocati
12 Gennaio 2018 | Redazione scientifica Giuffrè Francis Lefebvre
L’equo compenso. Il comma 487 modifica la disciplina dell’equo compenso per alcune prestazioni professionali prevista dall’art. 13-bis l. n. 247/2012, introdotto recentemente dal d.l. n. 148/2017 con riferimento agli avvocati ed estesa a tutte le professioni nei limiti di compatibilità.
La prima modifica introdotta dalla legge di bilancio riguarda l’individuazione dell’equo compenso: «si considera equo il compenso determinato nelle convenzioni di cui al comma 1 quando risulta proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale, e conforme ai parametri previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia adottato ai sensi dell'articolo 13, comma 6».
La seconda modifica attiene l’individuazione delle clausole vessatorie: infatti, secondo la nuova versione della norma, esiste una presunzione assoluta di vessatorietà delle clausole anche nel caso in cui siano state oggetto di specifica trattativa e approvazione.
È stato, poi, eliminato il comma 9 dell’art. 13-bis che stabiliva che la nullità della clausola avrebbe dovuto essere fatta valere, a pena di decadenza, entro 24 mesi decorrenti dalla data di sottoscrizione della convenzione.
Il comma 488 della legge di bilancio ha introdotto nell’art. 13-bis il comma 4-bis, secondo cui «le disposizioni del presente articolo non si applicano agli agenti della riscossione, che garantiscono, comunque, al momento del conferimento dell’incarico professionale, la pattuizione di compensi adeguati all’importanza dell’opera, tenendo conto, in ogni caso, dell’eventuale ripetitività delle prestazioni richieste».
Notificazioni a mezzo posta. Al fine di dare completa attuazione al processo di liberalizzazione di cui all'art. 1, commi 57 e 58, l. 4 agosto 2017, n. 124, e di assicurare, a decorrere dal 2018, l'effettività dei risparmi di spesa da esso derivanti, nonché l'efficiente svolgimento del servizio di notificazioni a mezzo posta, a tutela della funzionalità dell'amministrazione giudiziaria e della finanza pubblica, il comma 461 della legge di bilancio apporta modifiche alla l. 23 dicembre 2014, n. 190 e, di conseguenza, modifiche alla l. n. 890/1982.
I moduli dovranno essere ora conformi «al modello approvato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sentito il Ministero della giustizia».
Qualunque riferimento della legislazione vigente all’ufficio postale per mezzo del quale è effettuata la spedizione si intende riferito al “punto di accettazione” e all’ufficio postale preposto alla consegna si intende riferito al “punto di deposito”.
Le persone addette ai servizi di notificazione a mezzo posta sono considerate pubblici ufficiali a tutti gli effetti.
L’entrata in vigore si avrà con l’emanazione del provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze di cui all'articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261.
Di seguito lo schema delle modifiche intervenute, curato dal dott. G. Buffone:
Gli ufficiali giudiziari, per la notificazione degli atti a mezzo del servizio postale e per le comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata connesse con la notificazione di atti giudiziari, fanno uso di speciali buste e moduli, per avvisi di ricevimento, entrambi di colore verde, di cui debbono fornirsi a propria cura e spese, conformi al modello prestabilito dall'Amministrazione postale. Sulle buste non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.
L'ufficiale giudiziario corrisponde le tasse postali dovute, compresa quella per l'avviso di ricevimento e della raccomandazione di essa, all'ufficio postale di partenza.
sia comunque incerta, dal bollo apposto sull'avviso medesimo dall'ufficio postale che lo restituisce.
Se il piego non viene consegnato personalmente al destinatario dell'atto, l'agente postale dà notizia al destinatario medesimo dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo di lettera raccomandata.
Tutela dell’avvocato in caso di gravidanza. Il comma 465 della legge di bilancio 2018 ha introdotto una modifica all’art. 81-bis disp. att. c.p.c., stabilendo che «Quando il difensore documenta il proprio stato di gravidanza, il giudice, ai fini della fissazione del calendario del processo ovvero della proroga dei termini in esso previsti, tiene conto del periodo compreso tra i due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi. La disposizione del primo periodo si applica anche nei casi di adozione nazionale e internazionale nonché di affidamento del minore avendo riguardo ai periodi previsti dall'articolo 26 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Dall'applicazione del presente comma non può derivare grave pregiudizio alle parti nelle cause per le quali è richiesta un'urgente trattazione».
Società tra avvocati. Il comma 443 della legge di bilancio, infine, ha inserito i commi 6-bis e 6-ter all’art. 4-bis, l. n. 247/2012, prevedendo testualmente «6-bis Le società di cui al comma 1, in qualunque forma costituite, sono tenute a prevedere e inserire nella loro denominazione sociale l'indicazione “società tra avvocati” nonché ad applicare la maggiorazione percentuale, relativa al contributo integrativo di cui all'articolo 11 della legge 20 settembre 1980, n. 576, su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari ai fini dell'IVA; tale importo è riversato annualmente alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense.
Fonte: ilprocessocivile.it