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Timestamp: 2019-04-25 11:56:35+00:00
Document Index: 120424038

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 81', 'sentenza ', 'art. 521', 'art. 615', 'art. 507', 'art. 603', 'art. 615']

C. App. Bologna, Sent. 369/08 – ICT Lex
Posted on 30/1/2008 8/5/2008 by Andrea Monti
Art. 615 ter c.p. – aggravante del danneggiamento di dati e programmi – applicabiltà nel caso di modificazione da parte di un software dei parametri di configurazione di un altro software – non sussiste – N.B. Questa è solo una delle varie questioni rilevanti trattate dalla sentenza.
1 – Dr. Guarino Salvatore	PRESIDENTE
2 – Dr. Ricchi Jolanda	CONSIGLIERE
3 – Dr.Pasquariello Domenico	CONSIGLIERE
agli artt. 110 cp. 615 ter e quinquies ep, 81 cpv, poiché in concorso tra loro, creando un “virus” (programma atto a danneggiare sistemi informatici) denominato “vierika” trasmesso in via informatica al provider “Tiscali” e tramite questo a circa 900 utilizzatori del provider, si introducevano nei sistemi informatici di tali utenti e acquisivano dati anche riservati contenuti nei loro personal computers – tra i quali indirizzari e-mail – a loro insaputa, inoltre per mezzo del virus danneggiavano i programmi contenuti nei personal computers e ne pregiudicavano il corretto funzionamento.
In Bologna	l’imputato: XXXX
Pertanto il Tribunale di Bologna, accertata la materiale estraneità ai fatti di YYYYY, riteneva il coimputato XXXXX responsabile di entrambi i reati a lui ascritti, con l’aggravante – ritenuta di fatto esplicitata nell’imputazione – di cui all’art. 615 ter, c.2 nn. 2 e 3) (violenza sulle cose e danneggiamento del sistema o dei suoi dati, od alterazione parziale di funzionamento), che comporta la procedibilità d’ufficio.
Quanto al reato p. e p. dall’art. 615 quinquies Cp Vierika, inizialmente inviato dall’imputato – per sua espressa ammissione – ad alcuni indirizzi di posta elettronica reperiti sulla bacheca virtuale del sito www.sexualcyber.com alterava la funzionalità telematica del sistema infettato, per effetto della alterazione dei parametri di protezione del browser, all’oscuro dell’utente, e dell’invio automatico e massiccio di email, con ciò integrandosi anche detta fattispecie.
concessione di attuanti generiche in valutazione di equivalenza con le aggravanti ad effetto speciale;
pena base di mesi tre di reclusione per il reato art. 615 ter;
aumento di pena ex art. 81 cpv CP di mesi uno per la continuazione interna e di mesi due per la plurima commissione del reato concorrente.
in via principale l’assoluzione con la miglior formula;
in gradato subordine:
declaratoria di nullità del decreto di citazione a giudizio;
nullità della sentenza impugnata per violazione dell’art. 521 CPP;
rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, con espletamento di perizie;
declaratoria di improcedibilità per il reato di cui all’art. 615 ter cpp per difetto di querela, e rideterminazione della pena, ferme la sua conversione e la non menzione.
Identica considerazione va svolta in relazione alla prova costituita dal sequestro informatico eseguito presso l’abitazione di XXXXX; come ricordato nella circostanza fu questi stesso – così evitando il sequestro dell’hardware – ad indicare alla polizia giudiziaria i files dì programma rilevanti per l’accertamento, masterizzandone la copia ora in atti.
Nel difetto di effettive necessità istruttorie – secondo il parametro dell’assoluta necessità richiesto dall’ art. 507 CPP – volte a colmare lacune o contraddizioni nell’accertamento dei fatti, va confermata l’ordinanza del Tribunale di rigetto della richiesta di integrazione probatoria; per i medesimi motivi, riportati anche al disposto dell’art. 603 CPP, va disattesa la richiesta di assunzione della prova nel giudizio di appello.
La Corte ritiene peraltro fondati i motivi gradati di appello, relativi alla insussistenza delle aggravanti ritenute – in motivazione, giacché l’imputazione è priva di espressa contestazione ed il dispositivo fa riferimento ad una sola aggravante – dal giudice monocratico del Tribunale. Queste, pur non richiamate attraverso specifica indicazione delle norme di legge violate, sono state valutate contestate in fatto nel riferimento espresso, contenuto nella descrizione della condotta incriminata, “danneggiamento di programmi” ed al “pregiudizio per il corretto funzionamento” degli stessi (integranti le previsioni poste ai nn. 2 e 3 del comma 2 dell’art. 615 ter CP).
CategoriesAccesso abusivo, Computer crime e sicurezza, Computer forensics, Diffusione di virus, Giur. italiana, Penale - merito
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