Source: https://www.superabile.it/cs/superabile/accessibilita/norme-e-leggi/20180412e-sentenza-tar-lombardia-.html
Timestamp: 2020-05-31 22:06:23+00:00
Document Index: 156629153

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 873', 'art. 907', 'art. 2', 'art.9', 'art. 873', 'art. 17']

SuperAbile INAIL - Sentenza del Tar Lombardia sulla deroga alle distanze tra fabbricati per opere di eliminazione di barriere architettoniche
Nella sentenza n. 809/2018 (27 marzo 2018) i giudici amministrativi hanno espresso il loro parere sull'applicazione della deroga sulle distanze delle opere dirette alla eliminazione delle barriere architettoniche
Sentenza del Tar Lombardia n. 809/2018
I giudici hanno respinto il ricorso di una società contro l'autorizzazione comunale
“a realizzazione di corpi di fabbrica anche in sopraelevazione ed ampliamento all'esistente a distanza inferiore a dieci metri (fino a 9 metri), del manufatto realizzato come se tale manufatto risultasse irrilevante dal punto di vista urbanistico-edilizio-privatistico”.
La società ricorrente aveva impugnato il provvedimento comunale con il quale era stata approvata la deroga alle distanze previste dalla disciplina urbanistica comunale per la realizzazione da parte di privati di un ascensore e di un vano scala all’esterno della sagoma di un edificio realizzando ad una distanza di 9 metri invece che 10 metri dall’edificio della società ricorrente.
I giudici si sono espressi affermando che, ai sensi degli articoli 78 e 79 del TU dell’Edilizia – D.P.R. 380/2001- , le opere dirette alla eliminazione delle barriere architettoniche possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi.
La sentenza ribadisce come la normativa applicata per le distanze tra le opere in edilizia (art. 9 del D.M.1444/1968 - limiti distanze tra fabbricati- la stabilisce a 10 metri. Questo decreto ha efficace di legge ed è inderogabile rispetto agli strumenti urbanistici comunali) non si applichi in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, salvo l’obbligo di rispetto delle distanze minime di cui all’art. 873 - distanze nelle costruzioni - e all’art. 907 – distanza delle costruzioni dalle vedute - del Codice civile, che prescrivono una distanza minima di 3 metri, necessaria a garantire le idonee condizioni di salubrità e salute.
I giudici hanno ritenuto il ricorso infondato basando il giudizio proprio sul significato di barriere architettoniche, definite all’art. 2, lett. a), punti a) e b), D.M. 236/89 "gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita, in forma permanente o temporanea", ovvero "gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature e componenti".
Per questo a parere dei giudici è evidente che le scale dei palazzi a più piani, sono da considerare tra queste e pertanto è non può essere negato il loro abbattimento attraverso l’istallazione dell’ascensore.
La deroga applicata in tali circostanze è “specifica e automatica” rispetto alla norma che regola gli strumenti urbanistici comunali (risultando di fatto derogabile l’art.9 del D.M. 1444/1968) senza che siano necessarie valutazioni discrezionali da parte della amministrazione, ma restando tuttavia fermo il limite di distanza previsto all’art. 873 c.c.
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia".
D.M.14 giugno 1989, n. 236 "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche".
D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 "Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della L. 6 agosto 1967, n. 765".
Codice civile, Titolo II, Capo II
Sezione VI - Delle distanze nelle costruzioni, piantagioni e scavi, e di muri, fossi e siepi interporti tra fondi