Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26273-del-16-10-2019
Timestamp: 2020-08-10 19:37:49+00:00
Document Index: 167887899

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 2233', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 2233', 'art. 4', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 4']

Sentenza Cassazione Civile n. 26273 del 16/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26273 del 16/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 16/10/2019, (ud. 15/05/2019, dep. 16/10/2019), n.26273
sul ricorso 18226-2018 proposto da:
S.C., G.G., D.P.C.,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIA GOLAMETTO n. 4, presso lo
studio dell’avvocato GIOVAMBATTISTA FERRIOLO, che li rappresenta e
difende unitamente all’avvocato FERDINANDO EMILIO ABBATE;
avverso il decreto n. 5/2018 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositato il 08/01/2018;
15/05/2019 dal Consigliere Dott. ANTONIO SCARPA.
G.G., D.P.C. e S.C. propongono ricorso articolato in unico motivo per la cassazione del decreto reso dalla Corte d’Appello di Perugia l’8 gennaio 2018. Questo decreto ha condannato il Ministero della Giustizia all’equa riparazione in favore dei ricorrenti, pari ad Euro 542,00 pro capite, per la irragionevole durata di un giudizio di equa riparazione ex L. n. 89 del 2001, svoltosi davanti alla Corte d’Appello di Roma e la Corte di Cassazione. La Corte d’Appello di Perugia ha liquidato Euro 210,00 a titolo di compenso.
L’unico motivo di ricorso denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., e art. 2233 c.c., comma 2, nonchè del D.M. n. 55 del 2014. I ricorrenti espongono che la liquidazione delle spese processuali operata dalla Corte d’Appello di Perugia sia inferiore ai minimi dettati dal D.M. n. 55 del 2014, Tabella 12, (indicando le singole attività e fasi ed i relativi importi tariffari).
Questa Corte ha già precisato come il procedimento per l’equa riparazione del pregiudizio derivante dalla violazione del termine di ragionevole durata del processo – di cui alla L. n. 89 del 2001, – vada considerato, ai fini della liquidazione dei compensi spettanti all’avvocato, quale procedimento avente natura contenziosa, con la conseguenza che, nel caso in esame, trova applicazione il D.M. 10 marzo 2014, n. 55, tabella 12 allegata, (cfr. Cass. Sez. 2, 10/04/2018, n. 8818; Cass. Sez. 2, 28/02/2018, n. 4689; Cass. Sez. 6 – 2, 14/11/2016, n. 23187; Cass. Sez. 1, 17/10/2008, n. 25352). Peraltro, è stato anche chiarito come, in tema di liquidazione delle spese processuali successiva al D.M. n. 55 del 2014, (che detta i criteri da applicare nel regolare le spese di causa, mentre il D.M. n. 140 del 2012 ,regola la materia dei compensi tra professionista e cliente: Cass. Sez. 2, 17/01/2018, n. 1018), non sussistendo più il vincolo legale della inderogabilità dei minimi tariffari, i parametri di determinazione del compenso per la prestazione defensionale in giudizio e le soglie numeriche di riferimento costituiscono criteri di orientamento e individuano la misura economica standard del valore della prestazione professionale; pertanto, il giudice è tenuto a specificare i criteri di liquidazione del compenso solo in caso di scostamento apprezzabile dai parametri medi, fermo restando che il superamento dei valori minimi stabiliti in forza delle percentuali di diminuzione incontra il limite dell’art. 2233 c.c., comma 2, il quale preclude di liquidare somme praticamente simboliche, non consone al decoro della professione. La liquidazione disposta dalla Corte di Perugia in complessivi Euro 210,00, opera, invece, senza dare alcuna adeguata motivazione, una globale determinazione dei compensi, in misura notevolmente inferiore a quelli minimi di cui al D.M. 10 marzo 2014, n. 55, tabella 12 allegata, tenuto conto del valore della causa (da Euro 0,00 ad Euro 1.100,00), pur applicata la riduzione massima in ragione della speciale semplicità dell’affare D.M. n. 55 del 2014, ex art. 4, (Euro 286,00: Euro 67,50 per la fase di studio; Euro 67,50 per la fase introduttiva; Euro 51,00 per la fase istruttoria; Euro 100,00 per la fase decisionale) (Cass. Sez. 6 – 3, 15/12/2017, n. 30286; Cass. Sez. 6 – L, 31/01/2017, n. 2386; Cass. Sez. 6 – 1, 16/09/2015, n. 18167). Ricorrendo, peraltro, l’ipotesi di assistenza e di difesa di più parti comportante l’esame di identiche questioni e posizioni, deve anche essere motivato l’eventuale diniego dell’aumento affidato al potere discrezionale del giudice dal medesimo D.M. 10 marzo 2014, n. 55, art. 4, comma 2.