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Timestamp: 2013-05-20 09:35:00+00:00
Document Index: 117343977

Matched Legal Cases: ['art. 317', 'art. 38', 'art. 317', 'sentenza ', 'sentenza ', 'in fine']

DISEGNO DI LEGGE Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali (2805) ORDINI DEL GIORNO G1
CALDEROLI, MURA, MAZZATORTA, LEONI, PITTONI, VALLARDI, MONTANI, DAVICO
impegna il Governo a non promuovere o sostenere iniziative legislative finalizzate al riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. G100
SERAFINI ANNA MARIA, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MARITATI, AMATI, ANTEZZA, BASSOLI, DONAGGIO, MAGISTRELLI, ARMATO, SOLIANI, FRANCO VITTORIA, ADAMO, GARAVAGLIA MARIAPIA
l'A.S. n. 2805, recante �Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali� introduce nell'Ordinamento un procedimento per l'affidamento dei figli dei genitori non coniugati, ex articolo 317-bis c.c. Si tratta di una previsione necessaria, considerato che, finora, la materia è stata regolata soltanto con le regole già previste per i procedimenti camerali dagli articoli 737 e seguenti c.p.c. e la lacuna normativa ha prodotto gravi deficit di tutela delle persone minori di età;
la competenza per i procedimenti ex art. 317-bis c.c. è stata spostata dal Tribunale per i minorenni, al quale era attribuita ex art. 38 disp. att. cod. civ., al Tribunale ordinario;
tale scelta è stata motivata con la volontà di portare avanti al giudice ordinario tutti i procedimenti relativi all'interesse dei figli in caso di crisi della coppia genitoriale: separazione, divorzio, annullamento del matrimonio per i figli dei genitori coniugati; procedimenti ex art. 317-bis c.c. per i figli dei genitori non coniugati;
la soluzione adottata sollecita ad adottare un ulteriore intervento legislativo di carattere ordinamentale, ovvero l'istituzione del Tribunale per la persona e le relazioni familiari, a motivo:
sia delle caratteristiche della giurisdizione che riguarda le relazioni familiari e in particolare i diritti delle persone minori di età;
sia delle indicazioni europee in materia di Giustizia a misura di minore, di cui alle Linee Guida del Consiglio di Europa emanate a Bruxelles il 17 novembre 2010 e il cui recepimento negli ordinamenti interni è stato individuato come obiettivo dalla Commissione Europea in un secondo documento del 15 febbraio 2011, An EU agenda for the rights of the Child;
sia per motivi di opportunità e di razionalizzazione del sistema giustizia.
la giurisdizione civile in materia di relazioni familiari ha caratteristiche specifiche poiché non risponde ad una logica meramente contrappositiva, avendo lo scopo di salvaguardare e ricomporre i rapporti tra i componenti della famiglia anche con assetti giuridici diversi;
la giurisdizione civile in materia di relazioni familiari impone di adottare ogni decisione nel preminente interesse del minore, principio generale desumibile dalla nostra Costituzione ed assunto da tutti i documenti giuridici europei e internazionali;
la Corte Costituzionale ha affermato la specialità della giurisdizione che riguarda diritti personali delle persone minori di età;
il 17 novembre 2010, il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha adottato le linee guida per una giustizia a misura di minore, prevedendo espressamente che essa sia affidata ad operatori specializzati, portatori di una formazione multidisciplinare comprensiva anche delle tecniche di comunicazione con le persone minori, in ragione delle loro diverse età e stadi evolutivi;
nella Comunicazione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato per gli affari economici e sociali, al Comitato per le Regioni (An EU Agenda for the Rights of the Child, del 15 febbraio 2011), la Commissione Europea, facendo dei diritti delle persone minori di età parte integrante della politica europea dei diritti fondamentali e in un'espressa prospettiva di implementazione di questi, indica tra le azioni concrete l'utilizzazione delle Linee Guida del Consiglio d'Europa per una giustizia a misura di minore nei futuri strumenti da assumere da parte degli Stati membri nel campo della giustizia civile e penale.
la difficoltà di costituire una sezione specializzata per i minori e le relazioni familiari nella maggior parte dei tribunali ordinari causerebbe il trattamento promiscuo della materia insieme ad altre che, rispondendo a logiche giurisdizionali completamente diverse, sacrificherebbero la tutela delle persone minori di età;
il cumulo delle competenze in capo ai tribunali ordinari - già gravemente oberati - aumenterà il loro carico di lavoro con ulteriore congestione della giustizia civile.
a favorire l'avvio e il buon esito dell'iter di riforma ordinamentale della giurisdizione in materia di relazioni familiari e diritti fondamentali delle persone, in particolare dei minori di età, mediante l'istituzione del �Tribunale per la persona e le relazioni familiari�, giudice unico specializzato, presso il quale andranno a concentrarsi tutti i procedimenti relativi alla materia;
a sostenere l'esame delle proposte legislative già presentate in tale direzione nella XVI legislatura, anche in adempimento delle indicazioni europee. G100 (testo 2)
Il Senato, in sede di esame dell'Atto Senato n. 2805
a sostenere l'esame delle proposte legislative già presentate in tale direzione nella XVI legislatura, anche in adempimento delle indicazioni europee. ARTICOLO 1 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
(Disposizioni in materia di filiazione)
1. L'articolo 74 del codice civile è sostituito dal seguente:
�Art. 74. - (Parentela). - La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Il vincolo di parentela non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età, di cui agli articoli 291 e seguenti�.
�Il figlio nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto, nei modi previsti dall'articolo 254, dalla madre e dal padre, anche se già uniti in matrimonio con altra persona all'epoca del concepimento. Il riconoscimento può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente�;
b) al secondo comma, le parole: �sedici anni� sono sostituite dalle seguenti: �quattordici anni�;
c) al terzo comma, le parole: �sedici anni� sono sostituite dalle seguenti: �quattordici anni�;
�Il consenso non può essere rifiutato se risponde all'interesse del figlio. Il genitore che vuole riconoscere il figlio, qualora il consenso dell'altro genitore sia rifiutato, ricorre al giudice competente, che fissa un termine per la notifica del ricorso all'altro genitore. Se non viene proposta opposizione entro trenta giorni dalla notifica, il giudice decide con sentenza che tiene luogo del consenso mancante; se viene proposta opposizione, il giudice, assunta ogni opportuna informazione, dispone l'audizione del figlio minore che abbia compiuto i dodici anni, o anche di età inferiore, ove capace di discernimento, e assume eventuali provvedimenti provvisori e urgenti al fine di instaurare la relazione, salvo che l'opposizione non sia palesemente fondata. Con la sentenza che tiene luogo del consenso mancante, il giudice assume i provvedimenti opportuni in relazione all'affidamento e al mantenimento del minore ai sensi dell'articolo 315-bis e al suo cognome ai sensi dell'articolo 262�;
e) al quinto comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: �, salvo che il giudice li autorizzi, valutate le circostanze e avuto riguardo all'interesse del figlio�.
3. L'articolo 251 del codice civile è sostituito dal seguente:
�Art. 251. - (Autorizzazione al riconoscimento) - Il figlio nato da persone, tra le quali esiste un vincolo di parentela in linea retta all'infinito o in linea collaterale nel secondo grado, ovvero un vincolo di affinità in linea retta, può essere riconosciuto previa autorizzazione del giudice avuto riguardo all'interesse del figlio e alla necessità di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio.
Il riconoscimento di una persona minore di età è autorizzato dal tribunale per i minorenni�.
4. Il primo comma dell'articolo 258 del codice civile è sostituito dal seguente:
�Il riconoscimento produce effetti riguardo al genitore da cui fu fatto e riguardo ai parenti di esso�.
5. L'articolo 276 del codice civile è sostituito dal seguente:
�Art. 276. - (Legittimazione passiva) - La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, la domanda deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso.
Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse�.
6. La rubrica del titolo IX del libro primo del codice civile è sostituita dalla seguente: �Della potestà dei genitori e dei diritti e doveri del figlio�.
7. L'articolo 315 del codice civile è sostituito dal seguente:
�Art. 315. - (Stato giuridico della filiazione). - Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico�.
8. Dopo l'articolo 315 del codice civile, come sostituito dal comma 7 del presente articolo, è inserito il seguente:
�Art. 315-bis. - (Diritti e doveri del figlio). - Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.
Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa�.
9. Nel titolo XIII del libro I del codice civile, dopo l'articolo 448 è aggiunto il seguente:
�Art. 448-bis. - (Cessazione per decadenza dell'avente diritto dalla potestà sui figli). - Il figlio, anche adottivo, e, in sua mancanza, i discendenti prossimi non sono tenuti all'adempimento dell'obbligo di prestare gli alimenti al genitore nei confronti del quale è stata pronunciata la decadenza dalla potestà e, per i fatti che non integrano i casi di indegnità di cui all'articolo 463, possono escluderlo dalla successione�.
11. Nel codice civile, le parole: �figli legittimi� e �figli naturali�, ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: �figli�.
�4-bis. All'articolo 262 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo comma le parole: "il figlio naturale può assumere il cognome del padre aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre" sono sostituite dalle seguenti: "il figlio nato fuori dal matrimonio può assumere il cognome del padre aggiungendolo a quello della madre";
b) dopo il secondo comma, inserire il seguente: "Nel caso ci siano altri figli degli stessi genitori, il cognome del padre può essere assunto anche sostituendolo a quello della madre"�. 1.101
DELLA MONICA, SERAFINI ANNA MARIA, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MAGISTRELLI, MARITATI, PERDUCA, ARMATO, ADAMO
b) dopo il secondo comma, inserire il seguente: "Nel caso ci siano altri figli degli stessi genitori, il cognome del padre può essere assunto anche sostituendolo a quello della madre"�. 1.102
Dopo il comma 5 inserire i seguenti:
�5-bis. Dopo l'articolo 280 del codice civile è inserito il seguente:
"Art. 280-bis.
(Cognome del figlio legittimato)
Il figlio legittimato assume il cognome del padre, che aggiunge a quello della madre se portato precedentemente"�.
5-ter. L'articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica n. 396 del 2000 è sostituito con il seguente:
1. Il figlio maggiorenne, che subisce il cambiamento o la modifica del proprio cognome a seguito della variazione di quello del genitore da cui il cognome deriva, può scegliere, entro un anno dal giorno in cui ne viene a conoscenza, di mantenere il cognome portato precedentemente, se diverso, ovvero di aggiungere o di anteporre ad esso, a sua scelta, quello del genitore che lo ha legittimato. Uguale facoltà di scelta è concessa al figlio naturale di ignoti riconosciuto, dopo il raggiungimento della maggiore età, da uno dei genitori o contemporaneamente da entrambi.
2. La dichiarazione di cui al comma 1 è resa all'ufficiale dello stato civile del comune di nascita dal figlio, personalmente o con comunicazione scritta. Essa viene annotata nell'atto di nascita del figlio medesimo�. EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 1 E ORDINE DEL GIORNO
Ritirato e trasformato nell'odg G1.0.100
(Modifica alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di accesso dell'adottato all'identità dei genitori biologici)
1. Il settimo comma dell'articolo 28, della legge 4 maggio 1983 n. 184 è sostituito dal seguente:
"L'accesso alle informazioni concernenti l'identità dei genitori biologici è consentito nei confronti della madre che abbia dichiarato alla nascita di non volere essere nominata ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, decorsi quaranta anni dalla formazione dell'atto di nascita. L'adottato può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l'identità dei propri genitori biologici prima del compimento del quarantennio solo ove sussistano gravi e comprovati motivi attinenti alla sua salute psico-fisica. L'istanza deve essere presentata dall'adottato o dai suoi legali rappresentanti al Tribunale per i minorenni del luogo di residenza"�. G1.0.100 (già em. 1.0.100)
Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2805,
impegna il Governo a valutare la possibilità di assumere ogni iniziativa di propria competenza per la modifica della legge 4 maggio 1983, n. 184, nel senso di consentire all'adottato l'accesso alle informazioni concernenti l'identità dei genitori biologici decorsi quaranta anni dalla formazione dell'atto di nascita.
(*) Accolto dal Governo ARTICOLO 2 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
(Delega al Governo per la revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione)
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di modifica delle disposizioni vigenti in materia di filiazione e di dichiarazione dello stato di adottabilità per eliminare ogni discriminazione tra i figli, anche adottivi, nel rispetto dell'articolo 30 della Costituzione, osservando, oltre ai princìpi di cui agli articoli 315 e 315-bis del codice civile, come rispettivamente sostituito e introdotto dall'articolo 1 della presente legge, i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) sostituzione, in tutta la legislazione vigente, dei riferimenti ai �figli legittimi� e ai �figli naturali� con riferimenti ai �figli�, salvo l'utilizzo delle denominazioni di �figli nati nel matrimonio� o di �figli nati fuori del matrimonio� quando si tratta di disposizioni a essi specificamente relative;
1) sostituendo la rubrica del titolo VII con la seguente: �Dello stato di figlio�;
2) sostituendo la rubrica del capo I con la seguente: �Della presunzione di paternità�;
4) trasponendo i contenuti della sezione II del capo I in un nuovo capo II, avente la seguente rubrica: �Delle prove della filiazione�;
5) trasponendo i contenuti della sezione III del capo I in un nuovo capo III, avente la seguente rubrica: �Dell'azione di disconoscimento e delle azioni di contestazione e di reclamo dello stato di figlio�;
6) trasponendo i contenuti del paragrafo 1 della sezione I del capo II in un nuovo capo IV, avente la seguente rubrica: �Del riconoscimento dei figli nati fuori del matrimonio�;
7) trasponendo i contenuti del paragrafo 2 della sezione I del capo II in un nuovo capo V, avente la seguente rubrica: �Della dichiarazione giudiziale della paternità e della maternità�;
1) la disciplina attinente all'inserimento del figlio riconosciuto nella famiglia dell'uno o dell'altro genitore sia adeguata al principio dell'unificazione dello stato di figlio, demandando esclusivamente al giudice la valutazione di compatibilità di cui all'articolo 30, terzo comma, della Costituzione;
g) modificazione della disciplina dell'impugnazione del riconoscimento con la limitazione dell'imprescrittibilità dell'azione solo per il figlio e con l'introduzione di un termine di decadenza per l'esercizio dell'azione da parte degli altri legittimati;
h) unificazione delle disposizioni che disciplinano i diritti e i doveri dei genitori nei confronti dei figli nati nel matrimonio e dei figli nati fuori del matrimonio, delineando la nozione di responsabilità genitoriale quale aspetto dell'esercizio della potestà genitoriale;
i) disciplina delle modalità di esercizio del diritto all'ascolto del minore che abbia adeguata capacità di discernimento, precisando che, ove l'ascolto sia previsto nell'ambito di procedimenti giurisdizionali, ad esso provvede il presidente del tribunale o il giudice delegato;
l) adeguamento della disciplina delle successioni e delle donazioni al principio di unicità dello stato di figlio, prevedendo, anche in relazione ai giudizi pendenti, una disciplina che assicuri la produzione degli effetti successori riguardo ai parenti anche per gli aventi causa del figlio naturale premorto o deceduto nelle more del riconoscimento e conseguentemente l'estensione delle azioni di petizione di cui agli articoli 533 e seguenti del codice civile;
n) specificazione della nozione di abbandono morale e materiale dei figli con riguardo alla provata irrecuperabilità delle capacità genitoriali in un tempo ragionevole da parte dei genitori, fermo restando che le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all'esercizio del diritto del minore alla propria famiglia;
o) previsione della segnalazione ai comuni, da parte dei tribunali per i minorenni, delle situazioni di indigenza di nuclei familiari che, ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, richiedano interventi di sostegno per consentire al minore di essere educato nell'ambito della propria famiglia, nonché previsione di controlli che il tribunale per i minorenni effettua sulle situazioni segnalate agli enti locali;
2. Il decreto o i decreti legislativi di cui al comma 1 provvedono, altresì, a effettuare, apportando le occorrenti modificazioni e integrazioni normative, il necessario coordinamento con le norme da essi recate delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, e delle altre norme vigenti in materia, in modo da assicurare il rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al citato comma 1 del presente articolo.
Al comma 1, sopprimere la lettera p). ARTICOLO 3 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
EMENDAMENTI 3.100