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Timestamp: 2017-11-20 00:28:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2409', 'art. 2409', 'art. 2409', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 51']

Novità fiscali del 17 aprile 2009: i costi per i viaggi e le feste dei dipendenti non sono spese di rappresentanza; nuovo principio contabile internazionale; investimenti in attività di ricerca e sviluppo: software per l'attribuzione del credito di imposta; costi per le assunzioni: deduzione con il principio di cassa
Novità fiscali del 17 aprile 2009: i costi per i viaggi e le feste dei dipendenti non sono spese di rappresentanza; nuovo principio contabile internazionale; investimenti in attività di ricerca e sviluppo: software per l’attribuzione del credito di imposta; costi per le assunzioni: deduzione con il principio di cassa
1) CNDCEC: emanato il principio di revisione n. 2 sul controllo contabile
2) Erogazioni liberali: aggiornato l’elenco dei soggetti destinatari
3) Costi per le assunzioni: vanno dedotti con il principio di cassa
4) TFR corrisposto sotto forma di BPF: interessi tassabili
5) nuovo principio contabile internazionale
6) Investimenti in attività di ricerca e sviluppo: Pronto il software per l’attribuzione del credito di imposta
7) Riduzioni Irpef per il personale di Forze armate e polizia
8) I costi per i viaggi e le feste dei dipendenti non sono spese di rappresentanza
9) Modifiche alla disciplina sull’OPA
10) Assegnazione gratuita di azioni al dipendente che abbia trasferito la propria residenza fiscale
11) TFR: Indice Istat di marzo 2009
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha emanato, il 15.04.2009, il principio di revisione n. 002, con il quale sono istituite le modalità di redazione della relazione di controllo contabile prevista ai sensi dell’art. 2409-ter, c.c.
Tale relazione dovrà essere redatta da tutte le società che, per obbligo o per facoltà, sono dotate di un organo di controllo contabile e le procedure di controllo dovranno essere svolte “su misura” in base alle dimensioni delle società ed al loro assetto organizzativo.
Il D.Lgs. 2 febbraio 2007 n. 32, che ha recepito nel nostro ordinamento parti della Direttiva 2003/51/CE, ha modificato il contenuto delle diverse norme sulle relazioni di controllo contabile sul bilancio d’esercizio e consolidato.
Tra queste è stato modificato l’art. 2409 ter del Codice Civile sulla relazione emessa dall’incaricato del controllo contabile, prevedendo che questa debba obbligatoriamente contenere definiti elementi e che il giudizio del revisore sul bilancio sia espresso con quattro possibili tipologie.
Lo scopo del principio di revisione 002 è quello di stabilire regole di comportamento e fornire una guida sulla redazione della relazione di controllo contabile emessa ai sensi dell’art. 2409 ter del Codice Civile, come modificato dal D. Lgs. 32/2007.
L’appendice del documento contiene le esemplificazioni relative a relazioni di controllo contabile sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 16.04.2009)
E’ stato aggiornato l’elenco delle fondazioni e delle associazioni riconosciute che svolgono attività di ricerca scientifica destinatari di erogazioni deducibili.
Difatti, per tale finalità, sono stati pubblicati nella G.U. n. 87 del 15.04.2009 i due Decreti del 25.02.2009 con i quali sono stati aggiornati gli elenchi dei potenziali soggetti destinatari dei contributi e liberalità previsti dalla normativa e dell’art. 1, comma 353, Legge n. 266 del 23.12.2005 (Finanziaria 2006).
Si è, quindi, tenuto conto della presenza di ulteriori soggetti ritenuti idonei a ricevere tali contribuzioni.
Secondo la Corte di Cassazione le spese sostenute dalle società per l’assunzione del personale (per il reclutamento e la selezione) vanno dedotte nell’anno in cui sono state sostenute.
Infatti, tali costi non riguardano più esercizi, giacché vengono sostenuti solo nel momento preliminare di selezione, che non si prolunga per un arco di tempo superiore all’anno.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 8482 del 08.04.2009, in notiziario Seac del 16.04.2009)
4) Redditi di lavoro dipendente – TFR corrisposto sotto forma di BPF: interessi tassabili
Sono soggetti a tassazione gli interessi sui buoni postali fruttiferi corrisposti al lavoratore a titolo di liquidazione dell’indennità di buonuscita.
(Ordinanza Cassazione civile n. 8259 del 06.04.2009, in notiziario Ipsoa del 16.04.2009)
5) Principi contabili internazionali – Un nuovo principio contabile in materia di imposte: la proposta dello IASB
Lo Iasb, organismo responsabile dello sviluppo dei principi contabili internazionali, ha pubblicato la bozza per la discussione di un nuovo principio contabile in materia di imposte, che, se approvato, sostituirà lo IAS 12, Income Tax.
(in notiziario Ipsoa del 16.04.2009)
6) Software di compilazione del formulario per l’attribuzione del credito di imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo
Dal 16.04.2009 è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione gratuita del software: 1.0.0 del 16/04/2009.
Si tratta del software, denominato Credito FRS, che consente la compilazione dei formulari per fruire del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo (mod. FRS).
L’istanza potrà essere presentata a partire dalle ore 10 del 22 aprile 2009 utilizzando il software “CREDITOFRS”, che è stato, appunto, reso disponibile sul sito www.agenziaentrate.it dal 16 aprile 2009.
Per i progetti già avviati alla data del 28 novembre 2008, il formulario dovrà essere presentato, a pena di decadenza dal contributo, entro le ore 24 del 22 maggio 2009.
Credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo
Tale incentivo fiscale, inizialmente previsto dalla Finanziaria 2007 (art. 1, commi da 280 a 283, Legge 296/2006), in seguito ha subito modifiche, prima con la Finanziaria 2008 e, poi con il D.L. 185/2008 (cd. Decreto anticrisi).
Infine, il Decreto n. 76/2008 si è occupato di regolarne le modalità di applicazione.
Peraltro, la stessa Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 46/2008, ha fornito i relativi chiarimenti riguardo i soggetti beneficiari, attività ammissibili, costi ammissibili, documentazione necessaria ed utilizzo e rilevanza del credito di imposta.
In sintesi, detta agevolazione prevede la concessione di un credito d’imposta pari al 10% dei costi sostenuti per l’attuazione di piani di ricerca industriale nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2006 e fino alla chiusura di quello in corso al 31.12.2009.
Il credito spetta nella misura del 40% se gli oneri sono riferibili a contratti stipulati con università ed enti di ricerca.
Il tetto massimo di spesa è di 50 milioni di euro per ciascun periodo di imposta.
Possono usufruirne sia le piccole e medie imprese che le grandi aziende (escluse quelle in difficoltà finanziaria), operanti in qualsiasi settore, che svolgono direttamente ricerca o che investono in essa attraverso terzi (non occorre che il progetto si concretizzi nel territorio nazionale, ma può essere elaborato e svolto anche da organismi residenti all’estero).
A pena di decadenza occorre indicare in una apposita sezione della dichiarazione dei redditi i costi sulla base dei quali è stato determinato l’importo del credito d’imposta.
Inoltre, le imprese che usufruiscono del credito devono conservare tutta la documentazione atta a dimostrare l’ammissibilità e l’effettività dei costi sostenuti.
Il credito di imposta non può essere chiesto a rimborso ed è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovute per il periodo di imposta in cui le spese sono state sostenute; l’eccedenza è utilizzabile in compensazione a decorrere dal mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta con riferimento al quale il credito è concesso.
Inoltre, è possibile utilizzare il credito relativo alle spese sostenute in un determinato anno già a scomputo degli acconti dovuti per il medesimo periodo d’imposta.
Ulteriori informazioni dall’Agenzia delle Entrate
Sull’Argomento il notiziario dell’AdE del 16.04.2009 ha fornito le seguenti ulteriori indicazioni:
“Sollevati dall’onere della presentazione del modello FRS coloro che hanno concretizzato i loro piani a favore della ricerca e dello sviluppo esclusivamente nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 e che, al 31 dicembre 2008, avevano già utilizzato tutto il credito.
La concessione del bonus è strettamente connessa alla disponibilità dei fondi stanziati allo scopo e l’invio dell’istanza vale da prenotazione alla fruizione del credito.
L’ordine cronologico di arrivo delle domande risulterà fondamentale, è infatti questo il criterio che adotterà l’Amministrazione per riconoscere il beneficio.
Primi posti, in ogni caso, alle attività già in corso al 28 novembre 2008. Soltanto in sequenza a queste, e sempre secondo l’ordine di arrivo, saranno esaminati gli investimenti che hanno preso il via a partire dal giorno successivo (29 novembre).
Doppio binario anche per la stesura della domanda.
Nel primo caso, infatti, potranno essere indicati in un unico FRS tutti i dati e i costi relativi ai progetti per i quali è richiesto il credito; nella seconda ipotesi, dovranno essere presentati tanti formulari quanti sono i piani elaborati.
Diversa anche la valenza della risposta telematica che daranno, in un primo momento, gli uffici finanziari.
Le aziende che già investivano alla data dell’entrata vigore del Dl 185, riceveranno il nulla osta che dà il via libera alla fruizione del credito di imposta a partire dal 2009 o, in caso di esaurimento dei fondi, nelle annualità successive.
Alle imprese con progetti avviati dal 29 novembre 2008, l’Agenzia spedirà, invece, sempre per via telematica, una prima comunicazione che certifica l’avvenuta prenotazione e, nei successivi 90 giorni, l’eventuale diniego a usufruire del credito.
Trascorsi i 90 giorni senza alcuna notizia da parte dell’Amministrazione, entra in gioco la regola del silenzio-assenso: l’azienda è ammessa al beneficio.
Ecco in sintesi le diverse modalità, distinte secondo la data di avvio degli interventi:
Progetti avviati al 28 novembre 2008
– trasmissione del formulario dalle ore 10 del 22 aprile
– termine ultimo per l’invio della domanda, le ore 24 del 22 maggio
– unico formulario per tutti i progetti intrapresi
– nulla osta all’utilizzo del credito da parte delle Entrate.
Progetti avviati dal 29 novembre 2008
– un formulario per ogni progetto intrapreso
– certificazione dell’avvenuta prenotazione da parte delle Entrate
– eventuale diniego entro 90 giorni dalla certificazione
– trascorsi i 90 giorni, regola del silenzio-assenso”.
“Il credito è utilizzabile per i versamenti Irpef, Ires e Irap dovuti nell’anno di imposta in cui sono effettuati gli investimenti.
È consentito portare l’eventuale eccedenza in compensazione a decorrere dal mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Conviene annotarsi, inoltre, se non si vuole perdere il beneficio, che i costi per le attività avviate dopo il 28 novembre 2008 devono essere sostenuti entro l’anno successivo a quello in cui si è ricevuto il nulla osta e, in ogni caso, non oltre la chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2009.
Limitati anche i tempi per la fruizione del credito – che non può andare oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la spesa – e gli importi che non devono superare, in progressione, il 30% nell’anno di presentazione della domanda e, per la parte residua, nell’anno successivo.
Coloro che invece hanno ricevuto il via libera per quanto investito prima del 29 novembre possono valersi dell’agevolazione già dall’esercizio in corso o, se esaurite le disponibilità finanziarie stanziate, negli esercizi successivi.
La misura, infine, non essendo considerata “aiuto di Stato”, ma iniziativa a favore dello sviluppo industriale, è cumulabile con altri contributi pubblici e agevolazioni salvo che le norme disciplinanti le altre misure a favore della ricerca non dispongano diversamente.
Il credito, inoltre, non concorre alla formazione del reddito né del valore della produzione netta ai fini dell’Irap e non rileva ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa ai sensi dell’articolo 96 del Tuir”.
(Agenzia delle Entrate, nota del 16.04.2009)
Nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2009, l’IRPEF lorda determinata sul trattamento economico accessorio, corrisposto al personale del comparto sicurezza e difesa e del soccorso pubblico, viene ridotta per ciascun beneficiario dell’importo massimo di 134 euro.
A ottenere tale riduzione sarà tutto il personale militare delle forze armate, compreso quello che opera alle dipendenze delle capitanerie di porto, i dipendenti delle forze di polizia a ordinamento civile e militare e l’organico del corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Condizione essenziale è la percezione, nel 2008, di un reddito da lavoro dipendente non superiore a 35mila euro.
(D.P.C.M. del 27.02.2009, pubblicato in G.U. n. 87 del 15.04.2009)
Non sono qualificabili come spese di rappresentanza quelle sostenute per l’organizzazione di viaggi e feste in favore dei dipendenti, che sono, pertanto, deducibili nel limite del 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultanti dalla dichiarazione dei redditi.
L’Assonime, con la circolare n. 16/2009 ha commentato la nuova disciplina delle spese di rappresentanza introdotta dalla legge finanziaria 2008 e ne ha evidenziato le peculiarità sia agli effetti delle imposte sul reddito che agli effetti dell’IVA.
La finanziaria 2008 ha modificato la disciplina fiscale delle spese di rappresentanza disponendo nuovi criteri di deducibilità per la determinazione del reddito d’impresa.
Il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 19 novembre 2008 ha dato concreta realizzazione al nuovo regime.
Le nuove disposizioni tendono a eliminare le incertezze che avevano precedentemente caratterizzato la disciplina della deducibilità delle spese di rappresentanza e cercano di delimitare i margini di discrezionalità nell’individuazione di tali spese e nella valutazione della loro inerenza all’attività d’impresa.
(Circolare Assonime n. 16 del 09.04.2009.)
La circolare dell’Assonime n. 18 del 2009 si è occupata delle modifiche alla disciplina dell’OPA introdotte dal decreto anticrisi (DL. 29.11.2008, n. 185, convertito con legge 28.01.2009, n. 2).
Le modifiche hanno riguardato la regola della passività, la regola della neutralizzazione e la clausola di reciprocità e hanno modificato in modo sostanziale l’impostazione seguita dal legislatore italiano nel 2007 in sede di recepimento della direttiva europea sulle OPA, con riferimento al regime di contendibilità delle società italiane quotate.
La passività e la neutralizzazione non sono più regole imperative e la loro applicazione deve essere ora prevista dallo statuto.
Il decreto ha mantenuto la clausola di reciprocità: le società possono dunque disapplicare la regola di passività e/o neutralizzazione, qualora previste nello statuto, se l’offerente non è soggetto alle stesse regole.
(Assonime, circolare n. 18 del 2009)
L’Agenzia delle entrate, in risposta ad un’istanza di interpello, con la risoluzione n. 92/E del 02.04.2009, ha chiarito che le azioni assegnate gratuitamente al dipendente costituiscono reddito in natura e, quindi, concorrono a formare il reddito per il loro valore “normale” (stabilito ai sensi dell’art. 9 del TUIR) e secondo il principio di cassa, a prescindere dalla circostanza che il dipendente sia stato residente all’estero nel periodo intercorso tra la data dell’offerta e quella dell’effettiva assegnazione delle azioni.
Nel caso oggetto di interpello non era applicabile l’agevolazione prevista dalla lettera g) dell’art. 51 del TUIR, in quanto l’assegnazione non riguardava la generalità dei dipendenti; si trattava piuttosto di un piano di fidelizzazione dei lavoratori, caratterizzato dall’offerta di azioni al dipendente e da un’acquisizione totalmente gratuita delle azioni stesse alla scadenza del triennio dalla data dell’offerta (c.d. vesting period).
Proprio in relazione alla natura del piano di assegnazione delle azioni, la società istante sosteneva l’applicabilità, al caso di specie, dei criteri elaborati dall’OCSE in relazione alla tassazione di piani di stock option riferibili a un reddito di lavoro dipendente svolto in più Stati; criteri secondo i quali ciascuno Stato dovrebbe tassare solo la quota di reddito riferibile all’attività di lavoro svolta nel proprio territorio.
L’Agenzia ha ribadito, invece, l’integrale tassazione del reddito in natura all’atto della sua realizzazione, cioè all’atto dell’assegnazione delle azioni, avvenuta quando il dipendente era fiscalmente residente in Italia.
Quando le caratteristiche del piano consentano di riferire il reddito derivante dall’assegnazione delle azioni all’intero periodo di vesting e, dunque, il beneficiario abbia subito una tassazione anche da parte del Paese estero per la parte del valore delle azioni riferibile al lavoro prestato quando era ivi residente, la sovrapposizione di pretese impositive sul medesimo reddito potrà comunque essere evitata ricorrendo alle previsioni della norma convenzionale o della norma interna contro la doppia imposizione.
(Assonime, nota del 16.04.2009)
Periodo di riferimento: marzo 2009
(Nota Istat del 16 aprile 2009)