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Timestamp: 2019-06-26 04:19:28+00:00
Document Index: 174592629

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 68', 'art. 69', 'art. 72', 'art. 70', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 31', 'art. 15', 'art. 68', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 27', 'art. 9', 'art. 2112', 'art. 47', 'art. 26', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 86', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 68', 'art. 20', 'art.\n54', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 27', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 32', 'art. 22', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 68']

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CCNL Mobilità/Area AF –20.7.2012
del CCNL delle Attività Ferroviarie
PREMESSA (Nuovo CCNL della Mobilità)
Le parti, visto il Protocollo d’Intesa 30 aprile - 14 maggio 2009 sul CCNL della Mobilità, che
s'intende richiamato in ogni sua parte, con riferimento alla lettera C del suddetto Protocollo d’Intesa
convengono che, al momento, il CCNL della Mobilità è riferito ai quattro istituti comuni ivi
Pertanto, in attesa di verificare la praticabilità di ampliare progressivamente i contenuti comuni
nell'apposito gruppo di lavoro di cui alla lettera E del citato Protocollo, le parti si danno atto che la
disciplina di cui ai suddetti punti si applica a decorrere dalla data del presente contratto ed è recepita
integralmente in sede di rinnovo dei rispettivi CCNL di categoria (CCNL delle Attività ferroviarie e
CCNL Autofiloferrotranvieri), con conseguente sostituzione dei corrispondenti istituti.
Per gli istituti di seguito non espressamente disciplinati restano pertanto confermate le rispettive
discipline contrattuali.
Le parti stipulanti il presente contratto precisano altresì che i &quot;richiami&quot; contenuti nella predetta
&quot;al presente contratto&quot;, sono da intendersi riferiti al CCNL della Mobilità;
&quot;ai singoli CCNL&quot;, di cui sono titolari i rispettivi soggetti firmatari, sono da intendersi
riferiti al CCNL di categoria delle Attività ferroviarie 16 aprile 2003 (d’ora in avanti CCNL
AF) e sue successive modificazioni e integrazioni, nonché al CCNL di categoria
Autofiloferrotranvieri 23 luglio 1976 e sue successive modificazioni e integrazioni;
&quot;ai CCNL&quot;, sono da intendersi riferiti sia al CCNL della Mobilità sia ai singoli CCNL come
PREMESSA (Area Contrattuale Attività Ferroviarie)
1. Il presente CCNL delle Attività Ferroviarie è parte integrante del nuovo CCNL della Mobilità di
cui al Protocollo del 30 aprile - 14 maggio 2009 e all’ipotesi di intesa siglata dalle parti il 30
settembre 2010, entrambi definiti presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
2. Con la sottoscrizione del presente CCNL della Mobilità/Area contrattuale Attività Ferroviarie
(d’ora in avanti CCNL Mobilità/Area AF), pertanto, le parti dichiarano congiuntamente
soddisfatto, nell’ambito del relativo campo di applicazione, quanto previsto alla lettera D) del
citato Protocollo 30 aprile-14 maggio 2009, recependo e dando così applicazione ai contenuti
della citata ipotesi di intesa del 30 settembre 2010 relativamente ai primi quattro istituti comuni
del nuovo CCNL della Mobilità:
Disciplina del sistema delle relazioni industriali e diritti sindacali
3. Con il rinnovo del presente CCNL Mobilità/Area AF le Parti confermano l’attualità delle scelte
congiuntamente operate fin dal novembre 2007 sull’esigenza di dotare i settori del trasporto
pubblico locale e delle attività ferroviarie di comuni regole contrattuali collettive per
accompagnare i processi di liberalizzazione in atto, consentendo alle aziende di operare in un
sistema regolato e in grado di garantire ai cittadini servizi efficienti, sicuri, sostenibili e di qualità
e, al contempo, di definire condizioni adeguate di tutela per il lavoro che si svolge in questi
4. Tali scelte si rivelano oggi particolarmente necessarie per l’accelerazione impressa a tali processi
dal nuovo quadro legislativo nazionale delineatosi nel corso dell’ultimo anno, dalle sue possibili
ulteriori evoluzioni, dagli orientamenti che si vanno concretizzando a livello comunitario.
5. Con tali premesse, constatato l’avvenuto superamento della scadenza temporale prevista dalla
citata intesa del 30 settembre 2010 per il rinnovo dei CCNL dei due settori, le Parti condividono
la necessità, per quanto di reciproca responsabilità e competenza, del costante allineamento del
processo di progressiva unificazione contrattuale in atto attraverso il nuovo CCNL della Mobilità
e dell’avanzamento di detto processo già nell’arco di vigenza del presente CCNL Mobilità/Area
6. A tale scopo, considerata la complessità dei processi di riassetto industriale in corso e quelli
previsti nell’intero settore rientrante nel campo di applicazione del nuovo CCNL della Mobilità,
interessati dalla ulteriore fase di apertura al mercato e da processi di integrazione ed
aggregazione delle imprese, al fine di accompagnare con le regole contrattuali collettive
l’evoluzione dei sistemi produttivi interessati le parti concordano, anche con l’obiettivo di
favorire percorsi negoziali di inclusione nel CCNL della Mobilità e nel presente CCNL
Mobilità/Area AF, di riattivare la sede negoziale del confronto, anche con il coinvolgimento
delle altre associazioni datoriali/aziende che rientrano nel campo di applicazione del CCNL della
Mobilità, per una verifica degli elementi utili all’armonizzazione contrattuale a partire da
gennaio 2013, con particolare riguardo agli aspetti normativi ed economici sulla base delle
dinamiche economiche dei rinnovi contrattuali.
7. Detti percorsi negoziali possono realizzarsi anche attraverso la contrattazione collettiva aziendale
che, ai sensi degli Accordi Interconfederali del 28 giugno-21 settembre 2011 e del 21 dicembre
2011 si esercita nell’ambito di applicazione del presente CCNL e nell’arco della sua durata
secondo le modalità e i contenuti previsti al comma 4 dell’art. 2 bis (Assetti contrattuali).
8. Convenendone la necessità, le parti si dichiarano reciprocamente impegnate, per quanto di
propria autonoma competenza, ad attivare presso le sedi istituzionalmente interessate, anche
attraverso il coinvolgimento delle rispettive istanze di rappresentanza confederale, iniziative
finalizzate all’adozione del nuovo CCNL della Mobilità e delle relative aree contrattuali
“Attività ferroviarie” e “Trasporto Pubblico Locale” tra i criteri legislativi di qualificazione delle
imprese ferroviarie autorizzate all’esercizio dei servizi di trasporto sulla infrastruttura ferroviaria
nazionale, nonché quale elemento di riferimento normativo ed economico nell’ambito delle
prossime procedure di affidamento dei servizi di trasporto locale e regionale di persone. In tal
senso, le parti concordano sulla necessità di sottoscrivere, non appena completato il percorso di
rinnovo anche per l’area contrattuale “Trasporto Pubblico Locale”, un apposito avviso comune,
con particolare riferimento alla materia di cui all’art. 16 ter del presente CCNL.
CAMPO DI APPLICAZIONE (Nuovo CCNL della Mobilità)
Il presente CCNL si applica ai lavoratori delle imprese che, ai diversi livelli territoriali e nelle
diverse modalità di espletamento del servizio svolgono, per via terrestre o sulle acque interne e
lagunari, attività di trasporto pubblico di persone e di trasporto merci su ferrovia, nonché l’esercizio
delle relative reti infrastrutturali, fermo restando i rispettivi campi di applicazione dei singoli
Il presente contratto si applica altresì ai lavoratori delle imprese che svolgono le attività connesse
all'esercizio e gli altri servizi complementari e accessori se e nei limiti di quanto già previsto dai
rispettivi CCNL di categoria.
CAMPO DI APPLICAZIONE (Area contrattuale Attività Ferroviarie)
In applicazione del precedente articolo “Campo di Applicazione” del CCNL della Mobilità, il
presente CCNL si applica ai dipendenti delle imprese che esercitano le attività per il trasporto di
persone e merci su ferrovia ed i servizi connessi (quali, la manutenzione e la riparazione dei rotabili,
la manovra, la vendita, ecc.), i servizi complementari e accessori nell’ambito delle attività di
trasporto ferroviario, nonché le attività di gestione della rete infrastrutturale ferroviaria,
assicurandone il mantenimento in efficienza, la sicurezza e lo sviluppo.
Il presente CCNL, considerato il punto 2 della premessa del nuovo Contratto della Mobilità del 30
settembre 2010, ha durata triennale e scadrà il 31 dicembre 2014 nel rispetto del percorso negoziale
concordato in Premessa al punto 6.
Le norme del presente CCNL, sia nell’ambito dei singoli istituti come nel loro complesso, sono
correlative ed inscindibili.
SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI E DIRITTI SINDACALI
(Nuovo CCNL della Mobilità)
Allo scopo di modernizzare il sistema di relazioni industriali e in linea con le dinamiche del
processo di liberalizzazione in atto, le parti condividono il metodo partecipativo, connotato da
sistematicità di analisi, confronto e verifica di temi di comune interesse, al quale riconoscono
un ruolo fondamentale sia per il perseguimento degli obiettivi di crescita dei livelli di
competitività, flessibilità, efficienza e produttività delle imprese, di miglioramento della qualità
e affidabilità dei servizi erogati, sia per rafforzare e qualificare il coinvolgimento dei lavoratori,
sia per incrementare i livelli di tutela e sicurezza del lavoro.
Con tale rinnovato sistema relazionale, maggiormente funzionale anche alla composizione
delle controversie collettive e alla prevenzione del conflitto si riafferma, nella distinzione dei
ruoli, che le relazioni industriali rappresentano un valore ad ogni livello. Pertanto, le parti si
impegnano a rispettare le norme dei CCNL dalle stesse sottoscritti e la loro coerente
applicazione a livello aziendale, nonché ad evitare durante la vigenza degli stessi, azioni o
rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di tali
Ciò premesso le parti individuano un sistema di relazioni sindacali strutturato in livelli di
partecipazione, organismi paritetici e fasi di informativa definiti di seguito, nonché negli assetti
contrattuali, nelle relative fasi negoziali e nelle rispettive procedure relazionali così come
definiti nel presente Capo 1.
A) A livello nazionale le parti stipulanti il presente contratto perseguono opportune iniziative al
- promuovere lo sviluppo di una politica dei trasporti che incentivi il ricorso al trasporto
collettivo attraverso il miglioramento della qualità del servizio e la riqualificazione
dell’offerta che favorisca la capacità di intercettare la domanda potenziale rispondendo
alle mutate esigenze dell’utenza e che sostenga la crescita di un adeguato sistema
- promuovere, nelle sedi istituzionali a livello nazionale, momenti di confronto periodico
sulle strategie del trasporto pubblico, monitorando i processi di attuazione della riforma
con particolare riferimento a quelli di programmazione del servizio, di individuazione
delle unità di gestione, di definizione delle procedure di gara, di aggregazione
- promuovere la partecipazione, nelle apposite sedi istituzionali, a momenti di confronto
sulle strategie del trasporto merci;
- sviluppare un sistema di formazione professionale continua per gli addetti ai singoli
settori, utilizzando ed estendendo le agevolazioni previste in sede comunitaria;
- individuare gli strumenti più idonei per governare gli andamenti occupazionali e le forme
di sostegno al reddito dei lavoratori nei settori;
- individuare interventi comuni di settore nelle sedi competenti su tematiche di carattere
previdenziale, fiscale, sociale e sulla sicurezza dei posti di lavoro degli addetti;
B) a livello nazionale le parti stipulanti i singoli CCNL, nei limiti di quanto eventualmente
stabilito dagli stessi, provvedono a:
- verificare la corretta applicazione dei singoli CCNL, con riferimento agli istituti dagli
stessi disciplinati secondo le definizioni di cui in Premessa;
- conciliare vertenze territoriali o aziendali, anche mediante eventuali livelli decentrati di
conciliazione con le relative modalità operative, che non abbiano ancora trovato una
soluzione su problematiche inerenti l’interpretazione e/o la corretta applicazione dei
singoli CCNL;
- verificare la sussistenza delle condizioni per l’attivazione della contrattazione di secondo
livello e la sua coerenza con la disciplina nazionale contrattuale, secondo modalità e
procedure a tal fine stabilite nei singoli CCNL.
È costituito a livello nazionale un Osservatorio, composto pariteticamente da un
rappresentante per ciascuna organizzazione sindacale stipulante il presente contratto e da un
uguale numero complessivo di componenti di parte imprenditoriale, quale sede di analisi,
verifica e confronto sistematici sulle seguenti aree tematiche:
a) andamento delle imprese di servizi di trasporto su ferro e dei servizi di trasporto
pubblico locale su ferro e gomma, nazionali e comunitarie, del mercato e della
produzione anche in relazione ai dati congiunturali e di lungo periodo relativi agli altri
b) evoluzione dell’assetto organizzativo del mercato di riferimento, rispetto all’evoluzione
internazionale e nazionale del settore, avendo riguardo alle realtà territoriali di cui
all’obiettivo 1 quale definito nella normativa comunitaria, ed in particolare al
c) linee di sviluppo tecnologico del settore, con riferimento alle possibili applicazioni ed
alle connesse opportunità di mercato;
d) andamento della normativa di circolazione con particolare riguardo ai sistemi di
sicurezza e alla formazione professionale;
e) dinamiche congiunturali e di lungo periodo dei principali indicatori economici rilevati
dai dati di bilancio delle imprese relativi all’andamento complessivo del comparto
produttivo, delle retribuzioni e del costo del lavoro, anche con riferimento al mercato
f) andamento dell’occupazione e del mercato del lavoro distinti per sesso e per età
anagrafica con analisi e valutazione della dimensione occupazionale delle imprese, dei
flussi in entrata e in uscita, delle tipologie dei rapporti di lavoro, delle prospettive di
sviluppo delle articolazioni professionali interne, dell’andamento dei salari di fatto e
delle dinamiche degli orari effettivi in rapporto all’orario contrattuale;
g) formazione e riqualificazione professionale, con particolare riferimento alle dinamiche
evolutive delle esigenze formative connesse alle innovazioni tecnologiche ed alle
trasformazioni organizzative, normative e professionali;
h) andamento del tasso di adesione ai fondi contrattuali di previdenza complementare,
finalizzato all’individuazione di azioni volte a favorire l’adesione, in particolare dei
Verrà costituita presso l’Osservatorio stesso una banca dati destinata a raccogliere
informazioni relative all’andamento dell’occupazione e del mercato del lavoro del settore,
ai flussi in entrata e in uscita, alle tipologie dei rapporti di lavoro; la raccolta dei dati
avverrà nel pieno rispetto della vigente disciplina sulla tutela della privacy.
L’Osservatorio Nazionale potrà realizzare specifiche iniziative di approfondimento, studio e
ricerca su materie ed argomenti individuati di comune accordo tra le parti e nell’ambito
delle aree tematiche sopra definite.
A tal fine potranno essere costituite commissioni con lo scopo di elaborare studi o
documenti da sottoporre alle parti contraenti, atti ad individuare soluzioni a questioni di
particolare rilevanza per il settore.
L’Osservatorio potrà avvalersi, per lo svolgimento dei propri compiti, anche del contributo
di esperti ovvero di strutture professionali esterne, scelti di comune accordo dalle parti.
Costituito l’Osservatorio Nazionale, le parti valuteranno la possibilità di istituire
Osservatori Regionali con specifici compiti.
È costituito a livello nazionale un Comitato per le Pari Opportunità, composto
pariteticamente da un rappresentante per ciascuna organizzazione sindacale stipulante il
presente contratto e da un uguale numero complessivo di componenti di parte
imprenditoriale, con il compito di individuare e proporre alle parti stipulanti strumenti e
iniziative dirette a promuovere comportamenti e azioni positive coerenti con i principi di
parità di cui al D.Lgs. n. 198 dell’11 aprile 2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e
donna” e successive modifiche ed integrazioni, nonché i principi di pari opportunità
nell’accesso al lavoro, nelle organizzazioni e condizioni di impiego, e nella formazione di
- studiando le caratteristiche del mercato del lavoro e l’andamento dell’occupazione
femminile nel settore con riferimento alle diverse tipologie di rapporto di lavoro (contratti
di inserimento/reinserimento lavorativo, contratti part-time, apprendistato, tempo
determinato ecc.) ed all’utilizzo degli strumenti atti a favorire l’inserimento e lo sviluppo
del lavoro femminile e per fronteggiare crisi, ristrutturazioni, riorganizzazioni o
conversioni aziendali, utilizzando i dati dell’Osservatorio Nazionale al quale potrà
partecipare con un proprio rappresentante;
- seguendo l’evoluzione della legislazione italiana ed estera in materia di pari opportunità
nel lavoro anche in riferimento al programma di azione dell’Unione Europea 1991-1995 e
successivo, nonché al programma di azione per l’attuazione della Carta dei Diritti Sociali
a) analizzare le caratteristiche della presenza femminile nel settore ed individuare iniziative
in materia di orientamento e formazione professionale al fine di agevolare l’incontro tra
domanda ed offerta di lavoro, favorire la diversificazione delle scelte lavorative e
l’accesso a nuove professionalità, con particolare attenzione alle realtà aziendali
interessate da processi di ristrutturazione e riorganizzazione;
b) promuovere indirizzi generali idonei a facilitare il reinserimento delle lavoratrici dopo
l’assenza per maternità e a salvaguardare la professionalità;
c) individuare iniziative volte a favorire l’occupazione femminile anche in ruoli connessi
d) mantenere il collegamento e la diffusione di informazioni e progetti con i CPO aziendali
ove costituiti;
e) raccogliere e segnalare alle parti stipulanti il presente contratto le iniziative di azioni
positive adottate nelle aziende con l’indicazione dei risultati che ne sono conseguiti;
f) individuare orientamenti ed indirizzi generali in materia di informazione e formazione
per promuovere comportamenti coerenti con i principi di pari opportunità nel lavoro;
g) proporre iniziative ai fini della prevenzione di forme di molestie sessuali nei luoghi di
lavoro anche attraverso ricerche sulla diffusione e sulle caratteristiche del fenomeno. Al
fine di promuovere comportamenti coerenti con gli obiettivi di tutela della dignità delle
donne e degli uomini nell’ambiente di lavoro si terrà conto dei principi espressi dalla
Unione Europea nella risoluzione del Consiglio del 29 maggio 1990 e nella
raccomandazione della Commissione del 27 novembre 1991 in materia.
Il CPO si potrà avvalere, per lo svolgimento dei propri compiti, del contributo di esperti
nominati di comune accordo.
Le proposte del CPO saranno oggetto di esame tra le parti stipulanti il presente contratto al
fine di valutare le eventuali iniziative conseguenti.
Con le stesse finalità e con i compiti e le modalità di funzionamento indicati, salvo ulteriori
specificazioni in relazione alle diverse realtà di impresa, si potranno costituire i CPO
aziendali, composti pariteticamente da un rappresentante per ciascuna Organizzazione
sindacale stipulante i singoli CCNL e da un uguale numero complessivo di componenti di
parte imprenditoriale.
È costituito il Comitato per la Sicurezza sul Lavoro, composto pariteticamente da un
rappresentante per ciascuna Organizzazione sindacale stipulante il presente contratto e da
un ugual numero complessivo di componenti di parte imprenditoriale.
Il Comitato sarà sede di analisi, verifica e confronto sistematici sulle tematiche relative alla
sicurezza del lavoro e agli ambienti di lavoro connesse alle particolari caratteristiche del
trasporto, anche con riferimento ai rapporti con le Istituzioni ai diversi livelli ed
all’evoluzione delle normative nazionali e comunitarie in materia, alla costituzione dei RLS
e alle iniziative formative realizzate.
Le modalità di funzionamento e attivazione degli organismi paritetici di cui sopra saranno
concordate e definite tra le parti interessate entro il 31 dicembre 2010. In ogni caso, la
partecipazione ai suddetti organismi non comporterà incrementi del quantitativo dei permessi
sindacali annui riconosciuto a ciascuna Organizzazione Sindacale stipulante i singoli CCNL.
Gli eventuali oneri di costituzione e funzionamento degli Organismi saranno a carico delle
singole organizzazioni partecipanti.
Fino all’attivazione degli organismi di cui al precedente punto 3 operano i corrispondenti
organismi eventualmente previsti nel CCNL delle Attività Ferroviarie e nel CCNL
Autofiloferrotranvieri.
Al fine di rafforzare il sistema della partecipazione entro il 31.12.2011 le parti stipulanti
promuoveranno azioni tese ad intervenire sulle tematiche della sicurezza sul lavoro, sulla
formazione professionale, sulle forme di assistenza e previdenza integrativa e sulle pari
opportunità, anche attraverso il rafforzamento della bilateralità esistente e/o con l’istituzione di
nuove forme di bilateralità.
Con cadenza annuale e, di norma, entro il primo trimestre, nel corso di un apposito incontro,
le parti datoriali forniranno alle Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali
stipulanti il presente contratto elementi conoscitivi riguardanti le seguenti materie:
- scenari evolutivi del mercato del trasporto con riferimento al quadro istituzionale e
normativo conseguente ai processi di liberalizzazione e alle strategie competitive;
- fabbisogni formativi, con particolare riguardo alle abilitazioni obbligatorie connesse alla
sicurezza dell’esercizio;
- pari opportunità, con specifica attenzione all’andamento qualitativo e quantitativo
dell’occupazione femminile ed alle problematiche ad essa connesse;
Fase dell’informativa aziendale
Annualmente e, di norma, entro il primo trimestre, le imprese con almeno 25 dipendenti
forniranno alle Organizzazioni Sindacali stipulanti i singoli CCNL o riconosciute in
azienda, una informativa riguardante:
- proiezioni relative alle prospettive produttive, ai programmi di investimento, allo
sviluppo ed inserimento di nuove tecnologie ed ai conseguenti impatti
- tendenze occupazionali relative a: flussi in entrata ed in uscita, specificando le diverse
tipologie contrattuali utilizzate e quelle che l’azienda intenderà utilizzare nel corso
dell’anno, occupazione giovanile, andamento dell’occupazione femminile, iniziative ed
attività di formazione e/o qualificazione professionale;
- problematiche occupazionali connesse alle esigenze di ristrutturazione produttiva o
- linee di politiche produttive in relazione alla evoluzione dei mercati e degli assetti
societari e dei loro conseguenti effetti;
- andamento dei principali indicatori economici in funzione dello sviluppo delle politiche
di incremento della redditività aziendale.
In caso di successive modifiche significative dei programmi aziendali riferiti alle materie
oggetto dell’informativa, sarà fornito, anche su richiesta delle Organizzazioni Sindacali di cui al
primo periodo della presente lettera B), un ulteriore aggiornamento integrativo dell’informativa
Il termine di cui al 1° capoverso del punto 4 del precedente art. 1 è fissato, in applicazione del
presente CCNL, al 31 dicembre 2012.
Il termine di cui al 4° capoverso del punto 4 del precedente art. 1 è fissato, in applicazione del
In applicazione del 3° capoverso del punto 4 del precedente art. 1, in attesa della attivazione
degli Organismi paritetici di cui allo stesso art. 1, restano in vigore gli Organismi paritetici di
cui alla lettera A) dell’art. 1 del CCNL delle Attività Ferroviarie del 16.4.2003, come di seguito
A. ORGANISMI PARITETICI
E’ costituito a livello nazionale un Osservatorio, formato pariteticamente da un
rappresentante per ciascuna Organizzazione Sindacale stipulante e da un identico numero
complessivo di componenti di parte imprenditoriale, quale sede di analisi, verifica e
confronto sistematici sulle seguenti aree tematiche: situazione economico sociale del
trasporto ferroviario, formazione professionale, ambiente, salute e sicurezza del lavoro.
In particolare, in tale sede, ed in relazione alle aree tematiche sopra individuate, saranno
a) andamento delle imprese di servizi di trasporto su ferro, nazionali e comunitarie, del
mercato e della produzione anche in relazione ai dati congiunturali e di lungo periodo
relativi agli altri settori del trasporto (su strada, aereo, marittimo);
b) evoluzione dell'assetto organizzativo del mercato delle attività ferroviarie, rispetto
all'evoluzione internazionale e nazionale del settore, avendo riguardo alle realtà
territoriali di cui all’obiettivo 1 quale definito nella normativa comunitaria, ed in
particolare al Mezzogiorno;
e) dinamiche congiunturali e di lungo periodo dei principali indicatori economici del
settore rilevati dai dati di bilancio delle imprese relativi all'andamento complessivo del
comparto produttivo, delle retribuzioni e del costo del lavoro, anche con riferimento al
f) andamento dell’occupazione e del mercato del lavoro del settore distinti per sesso con
analisi e valutazione della dimensione occupazionale delle imprese, dei flussi in
entrata e in uscita, delle tipologie dei rapporti di lavoro, delle prospettive di sviluppo
delle articolazioni professionali interne, dell'andamento dei salari di fatto e delle
dinamiche degli orari effettivi in rapporto all’orario contrattuale;
h) tematiche relative alla sicurezza del lavoro e agli ambienti di lavoro connesse alle
particolari caratteristiche del trasporto ferroviario, anche con riferimento ai rapporti
con le Istituzioni ed all’evoluzione delle normative nazionali e comunitarie in materia,
alla costituzione dei RLS e alle iniziative formative realizzate;
i) andamento delle relazioni industriali e del sistema della partecipazione negli organismi
paritetici nelle imprese del settore.
Ai fini dell’analisi e valutazione dei flussi occupazionali verrà costituita presso
l’Osservatorio stesso una banca dati destinata a raccogliere informazioni relative
all’andamento dell’occupazione e del mercato del lavoro del settore, ai flussi in entrata e in
uscita, alle tipologie dei rapporti di lavoro; la raccolta dei dati avverrà nel pieno rispetto
della vigente disciplina sulla tutela della privacy.
L’Osservatorio Nazionale potrà realizzare specifiche iniziative di approfondimento, studio
e ricerca su materie ed argomenti individuati di comune accordo tra le parti e nell’ambito
particolare rilevanza per il settore. A tale scopo l’Osservatorio potrà avvalersi, per lo
svolgimento dei propri compiti, anche del contributo di esperti ovvero di strutture
professionali esterne, scelti di comune accordo dalle parti.
Le parti si danno atto che l’Osservatorio Nazionale costituito in applicazione del
precedente CCNL delle Attività Ferroviarie del 16.4.2003 ed il relativo Regolamento di
funzionamento mantengono la loro validità.
Le parti convengono di costituire il Comitato Paritetico Nazionale per le Pari Opportunità
con il compito di individuare e proporre alle parti stipulanti strumenti e iniziative dirette a
promuovere comportamenti e azioni positive coerenti con i principi di parità di cui al
D.Lgs. n. 198 dell’11 aprile 2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna” e
successive modifiche ed integrazioni, nonché i principi di pari opportunità nell'accesso al
lavoro, nelle organizzazioni e condizioni di impiego, e nella formazione di percorsi
Il Comitato Paritetico per le Pari Opportunità sarà composto da una rappresentante per
ciascuna Organizzazione Sindacale stipulante il presente CCNL e da un eguale numero
complessivo di componenti di parte imprenditoriale.
1) studiando le caratteristiche del mercato del lavoro e l'andamento dell'occupazione
femminile nel settore con riferimento alle diverse tipologie di rapporto di lavoro
(contratti di inserimento/reinserimento, contratti part-time, apprendistato
professionalizzante, tempo determinato, ecc.) ed all'utilizzo degli strumenti atti a
favorire l'inserimento e lo sviluppo del lavoro femminile e per fronteggiare crisi,
ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali, utilizzando i dati
dell'Osservatorio Nazionale al quale potrà partecipare con un proprio rappresentante in
qualità di uditore;
2) seguendo l'evoluzione della legislazione italiana ed estera in materia di pari
opportunità nel lavoro anche in riferimento al programma di azione dell’Unione
Europea 1991-1995 e successivo, nonché al programma di azione per l'attuazione della
Carta dei Diritti Sociali Fondamentali dell'Unione Europea;
a) analizzare le caratteristiche della presenza femminile nel settore ed individuare
iniziative in materia di orientamento e formazione professionale al fine di agevolare
l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro, favorire la diversificazione delle scelte
lavorative e l'accesso a nuove professionalità, con particolare attenzione alle realtà
aziendali interessate da processi di ristrutturazione e riorganizzazione;
l'assenza per maternità e a salvaguardare la professionalità;
c) individuare iniziative volte a favorire l'occupazione femminile anche in ruoli connessi
d) mantenere il collegamento e la diffusione di informazioni e progetti con i CPO
aziendali ove costituiti;
e) raccogliere e segnalare alle parti stipulanti il presente CCNL le iniziative di azioni
positive adottate nelle aziende ferroviarie con l'indicazione dei risultati che ne sono
lavoro anche attraverso ricerche sulla diffusione e le caratteristiche del fenomeno. Al
fine di promuovere comportamenti coerenti con gli obiettivi di tutela della dignità
delle donne e degli uomini nell'ambiente di lavoro si terrà conto dei principi espressi
dalla Unione Europea nella risoluzione del Consiglio del 29 maggio 1990 e nella
Il Comitato si riunisce di norma trimestralmente o su richiesta di una delle parti, presieduto
a turno da un componente dei due gruppi, delibera per l'attuazione dei compiti
sopraindicati ed annualmente riferisce sulla propria attività alle parti che hanno stipulato il
Esso si potrà avvalere, per lo svolgimento dei propri compiti, del contributo di esperti
Le proposte del CPO saranno oggetto di esame tra le parti stipulanti al fine di valutare le
eventuali iniziative conseguenti.
Tre mesi prima della scadenza del presente CCNL, il Comitato terminerà i propri lavori
presentando un rapporto conclusivo completo dei materiali raccolti ed elaborati: in questa
sede verranno presentate tanto le proposte deliberate quanto le eventuali valutazioni che
costituiscono le posizioni di una delle componenti.
Nel caso di aziende che facciano parte di Gruppi societari, qualora il Gruppo societario
occupi complessivamente almeno 1.200 dipendenti nell'intero Gruppo potrà essere
costituito un solo CPO.
- sul contratto collettivo nazionale di lavoro con vigenza triennale sia per la parte normativa
che per la parte economica;
- sul secondo livello di contrattazione destinato ad operare nel rispetto delle modalità e negli
ambiti di applicazione definiti dai CCNL o dalla legge.
1. In applicazione del precedente art. 2 e tenuto conto di quanto definito dal Protocollo
Ministeriale 30 aprile-14 maggio 2009 e dall’Accordo Interconfederale del 28 giugno-21
settembre 2011, le parti individuano, con il presente CCNL, gli assetti contrattuali articolati su
 il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria;
 un secondo livello aziendale di contrattazione destinato ad operare secondo le
modalità e negli ambiti di applicazione definiti dal presente CCNL.
Il livello nazionale disciplina, salvo quanto demandato a livello aziendale, tutti gli elementi del
rapporto di lavoro, costituendo fonte principale di regolamentazione degli aspetti normativi e
del trattamento retributivo base del personale dipendente dalle imprese cui si applica il presente
Sono soggetti della contrattazione a livello aziendale le competenti articolazioni organizzative
delle aziende e le strutture territoriali/regionali delle Organizzazioni Sindacali stipulanti
congiuntamente alle RSU costituite ai sensi dell'Accordo Interconfederale 20 dicembre 1993
ovvero, per le aziende più complesse e/o che svolgono attività e servizi pluriregionali e secondo
la prassi esistente, le Organizzazioni Sindacali nazionali stipulanti e le loro strutture
territoriali/regionali e le RSU, ciascuno secondo i propri livelli di competenza. Le aziende sono
assistite e rappresentate dalle Associazioni Industriali territoriali cui sono iscritte o
In attuazione dell’Accordo Interconfederale del 28 giugno-21 settembre 2011, il secondo livello
di contrattazione si esercita a livello aziendale per le materie delegate, in tutto o in parte, dal
I contratti di secondo livello possono definire, anche in via sperimentale e temporanea,
specifiche intese modificative della regolamentazione contenuta nel presente CCNL, nei limiti
e con le procedure previste ai due capoversi successivi.
Al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di significativi investimenti che determinino
lo sviluppo economico ed occupazionale dell’impresa, od in presenza di procedure di
affidamento di servizi in esclusiva o ad evidenza pubblica, detti contratti, conclusi secondo le
previsioni del precedente comma 3, possono definire intese modificative con riferimento agli
istituti del presente CCNL che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e
Qualora tali contratti riguardino nuovi soggetti aziendali, comunque operanti nel campo di
applicazione, o processi di confluenza al presente CCNL, le rappresentanze sindacali operanti
in azienda e le strutture sindacali territorialmente competenti operano, nella fase negoziale,
congiuntamente alle Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente
1. Il contratto collettivo nazionale di lavoro ha la funzione di garantire, per tutti i lavoratori
ovunque impiegati nel territorio nazionale, la certezza dei trattamenti comuni normativi ed
economici che sono stabiliti dalle dinamiche economiche dei rinnovi contrattuali.
 campo di applicazione;
 decorrenza e durata;
 disciplina del sistema delle relazioni industriali diritti sindacali;
2. Le proposte per i rinnovi dei CCNL saranno presentate in tempo utile per consentire l’apertura
delle trattative sei mesi prima della scadenza.
3. La parte che ha ricevuto le proposte per il rinnovo dovrà dare riscontro entro venti giorni
decorrenti dalla data di ricevimento delle stesse.
4. Durante i sei mesi antecedenti e nel mese successivo alla scadenza del contratto collettivo
nazionale di lavoro e comunque per un periodo complessivamente pari a sette mesi dalla data di
presentazione delle proposte di rinnovo se successive, le parti stipulanti i CCNL non
assumeranno iniziative unilaterali né procederanno ad azioni dirette. In caso di mancato rispetto
della presente previsione, la parte interessata può chiedere la revoca o la sospensione dell'azione
5. Al rispetto dei tempi e delle procedure di rinnovo dei singoli CCNL è condizionata
l'applicazione del meccanismo che, dalla data di scadenza del contratto precedente, riconosce
una copertura economica nella misura e secondo le modalità che saranno stabilite nei singoli
CCNL, a favore dei lavoratori in servizio alla data di raggiungimento dell'accordo di rinnovo.
6. Ai lavoratori delle aziende prive di contrattazione aziendale e che non percepiscono altri
trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto previsto dai singoli CCNL, verrà
riconosciuto un importo a titolo di elemento di garanzia retributiva, nella misura e alle
condizioni concordate nei singoli CCNL. Il beneficio sarà determinato con riferimento alla
situazione rilevata nell’ultimo quadriennio.
1. La contrattazione di secondo livello si esercita per le materie in tutto o in parte delegate dai
CCNL o dalla legge e deve riguardare materie ed istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli
negoziati a livello nazionale o a livello interconfederale.
2. La contrattazione di secondo livello con contenuti economici basata sul premio di risultato,
persegue l’obiettivo di collegare incentivi economici ad incrementi di produttività, di qualità, di
redditività, di efficacia, di innovazione, di efficienza organizzativa ed altri elementi rilevanti ai
fini del miglioramento della competitività aziendale, nonché ai risultati legati all’andamento
economico dell’impresa. Il premio di risultato è variabile ed è calcolato con riferimento ai
risultati conseguiti nella realizzazione di programmi, concordati fra le parti. I relativi accordi
hanno durata triennale.
3. Il premio deve avere caratteristiche tali da consentire l’applicazione dei particolari trattamenti
contributivi e fiscali previsti dalla normativa di legge.
4. Al fine di acquisire elementi di conoscenza comune per la definizione degli obiettivi della
contrattazione di secondo livello, le parti esamineranno preventivamente le condizioni produttive
ed occupazionali e le relative prospettive, tenendo conto dell’andamento della competitività e
delle condizioni essenziali di redditività dell’azienda.
5. Gli importi, i parametri ed i meccanismi utili alla determinazione quantitativa dell’erogazione
connessa al premio variabile sono definiti contrattualmente dalle parti in sede aziendale in
coerenza con gli elementi di conoscenza di cui al punto precedente assicurando piena trasparenza
sui parametri assunti ed il rispetto dei tempi delle verifiche ed una approfondita qualità dei
processi di informazione e consultazione.
6. Fatti salvi i rinvii già previsti dai singoli CCNL, la contrattazione di secondo livello si potrà
altresì articolare sulle seguenti materie, sulla base del principio di cui al precedente punto 1 e nel
rispetto degli specifici rinvii stabiliti dal presente CCNL per le materie in esso regolate:
 costituzione dei CAE;
 profili e percorsi formativi mirati all’applicazione dell’istituto dell’apprendistato
professionalizzante ove non disciplinati dai singoli CCNL;
 azioni positive per la promozione dell’occupazione giovanile e femminile nel mercato del
 eventuali modalità attuative della legislazione in materia di salute e sicurezza;
 eventuali prestazioni di carattere solidaristico/assistenziale.
7. Gli accordi di secondo livello, in essere alla data di sottoscrizione del presente CCNL,
continuano a trovare applicazione restando affidati all’autonomia negoziale delle parti firmatarie
Procedure di negoziazione a livello aziendale
1. Le richieste di rinnovo dell’accordo di secondo livello avente contenuto economico, secondo le
previsioni di cui al precedente art. 4, punto 2, sottoscritte dai soggetti titolari della contrattazione
secondo i singoli CCNL, devono essere presentate all’azienda e contestualmente, ove esistente,
alla struttura territoriale delle Associazioni datoriali stipulanti i singoli CCNL in tempo utile per
consentire l’apertura della trattativa due mesi prima della scadenza dell’accordo, in coerenza con
i principi del premio di risultato.
2. L’azienda che ha ricevuto le richieste di rinnovo deve dare riscontro entro venti giorni dalla data
di ricevimento delle stesse. Le procedure negoziali dovranno svolgersi durante i due mesi
successivi alla data di presentazione delle richieste di rinnovo dell’accordo di cui al precedente
punto 1 e per il mese successivo alla scadenza dell’accordo e comunque per un periodo
complessivamente pari a tre mesi dalla data di presentazione delle proposte di rinnovo.
3. Relativamente alle altre materie oggetto della contrattazione aziendale in applicazione del
precedente art. 4, punto 6, le procedure negoziali non potranno essere superiori a 20 giorni per i
gruppi di aziende e per le aziende di dimensione nazionale e a giorni 15 per le altre aziende.
4. Durante i periodi di cui ai precedenti punti 2 e 3 le parti stipulanti i singoli CCNL non
della presente previsione la parte interessata può chiedere la revoca o la sospensione dell’azione
5. L’attivazione della procedura di cui all’articolo 1 punto 3, lettera B) ultimo alinea, per la verifica
delle condizioni per l’attivazione della contrattazione di secondo livello, sospende il decorso dei
termini di cui ai precedenti punti 2 e 3, per un periodo comunque non superiore a 1 mese.
1. Nei confronti dei lavoratori che ne facciano richiesta con specifica delega sottoscritta e inoltrata
all’azienda con lettera dell’Organizzazione sindacale stipulante il singolo CCNL, alla quale il
lavoratore aderisce, l’azienda stessa provvederà a trattenere l’importo del contributo associativo
dalla retribuzione del lavoratore.
La delega dovrà contenere l’indicazione dell’Organizzazione sindacale stipulante il singolo
CCNL, a cui l’azienda dovrà versare i contributi raccolti.
2. La delega ha validità dal primo giorno del mese successivo a quello dell’inoltro e si intende
tacitamente rinnovata ove non venga revocata dall’interessato.
3. La revoca della delega va inoltrata in forma scritta all’Organizzazione Sindacale interessata ed
all’azienda per gli adempimenti relativi, ed avrà effetto secondo le prassi aziendali vigenti alla
data di stipula del presente CCNL e/o fino a successive diverse previsioni.
4. L’importo del contributo sindacale sarà definito congiuntamente dalle Organizzazioni Sindacali
stipulanti il presente contratto e le parti convengono che, nelle more, restano valide le modalità
di calcolo in atto.
5. L’azienda ricevuta la comunicazione verserà mensilmente gli importi della trattenuta su conto
corrente bancario o postale secondo le indicazioni che verranno fornite dalle Organizzazioni
Sindacali stipulanti di cui al precedente punto 1. Eventuali variazioni delle modalità di
versamento dovranno essere comunicate all’azienda per iscritto e con un preavviso di almeno tre
6. In funzione del perseguimento degli scopi statutari delle Organizzazioni Sindacali, a richiesta di
ciascuna delle Organizzazioni stipulanti i singoli CCNL, l’azienda fornirà l’elenco degli iscritti
con le relative quote associative, nel rispetto delle normative vigenti.
7. Le deleghe di sottoscrizione del contributo sindacale devono prevedere sul modulo, in
conformità alla normativa di cui al D.Lgs. n. 196/2003, la dicitura: “Ricevuta l’informativa
sull’utilizzazione dei propri dati personali, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003, consento
al loro trattamento nella misura necessaria per il perseguimento degli scopi statutari. Consento
anche che i dati riguardanti l’iscrizione sindacale siano comunicati al datore di lavoro e da questi
trattati nella misura necessaria all’adempimento di obblighi previsti dalla legge o dai contratti”.
In applicazione del punto 3 del precedente art. 6, la revoca della delega da parte del lavoratore
potrà intervenire in qualsiasi momento.
Gli effetti dell’eventuale revoca si produrranno dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in
cui viene presentata.
Il contributo sindacale è pari allo 0,55% da calcolare sulle seguenti voci retributive:
- minimo contrattuale, di cui al punto 3 dell’art. 68,
- aumenti periodici di anzianità, di cui all’art. 69,
- salario professionale, di cui all’art. 72,
e viene applicato anche sulla 13a e sulla 14a mensilità, di cui all’art. 70.
In caso di omessa dicitura o dichiarazione ai sensi del punto 7 del precedente art. 6, la delega di
iscrizione non potrà essere inoltrata ai fini dei successivi adempimenti e verrà restituita al
lavoratore che l’ha sottoscritta.
In applicazione del punto 6 del precedente art. 6, a richiesta delle Organizzazioni Sindacali
stipulanti, l’azienda fornirà entro e non oltre 20 giorni e nel rispetto del D.Lgs. 30.6.2003, n.
196, i dati relativi agli iscritti all’Organizzazione Sindacale richiedente, funzionali al
perseguimento degli scopi statutari dell’Organizzazione stessa.
1. In applicazione dell’art. 25 della legge 20.5.1970, n. 300 le aziende, all’interno di ciascuna
unità produttiva, metteranno a disposizione delle Organizzazioni Sindacali stipulanti i singoli
CCNL o riconosciute in azienda e delle rispettive articolazioni territoriali, nonché delle RSU,
ovvero delle RSA ove esistenti, appositi spazi comuni, in luoghi accessibili e visibili ai
lavoratori, per l’affissione di pubblicazioni, testi e comunicati riguardanti materie di interesse
sindacale inerenti il rapporto di lavoro.
2. Il materiale informativo deve recare la denominazione della/e struttura/e sindacale/i che lo
ha/hanno redatto.
3. Copia del materiale informativo di cui sopra dovrà essere tempestivamente inoltrato alla
5. Le aziende provvederanno a rimuovere il materiale di informazione e propaganda esposto in
difformità a quanto stabilito nel presente articolo.
1. Ai lavoratori membri di organi direttivi delle confederazioni sindacali, delle federazioni
nazionali di categoria, dei sindacati regionali/territoriali aderenti alle Organizzazioni stipulanti i
singoli CCNL saranno concessi, salvo accertati casi di impedimento determinati da esigenze di
servizio debitamente motivate, permessi retribuiti per partecipare a riunioni degli organi cui
appartengono o per le attività sindacali di loro competenza.
2. Le generalità dei lavoratori investiti di cariche sindacali negli organi direttivi delle
organizzazioni di cui al presente articolo e le relative variazioni vanno comunicate, con
l’indicazione delle aziende dalle quali essi dipendono, esclusivamente dalle federazioni
nazionali dei lavoratori, a quelle nazionali dei datori di lavoro, che devono provvedere, a loro
volta, a darne notificazione alle proprie associate.
3. Il numero dei permessi e le relative modalità di computo, di fruizione e di retribuzione sono
disciplinati dalla legge, dai singoli CCNL, dagli accordi nazionali e dagli eventuali accordi
aziendali in essere alla data di sottoscrizione del presente CCNL.
Permessi per motivi sindacali e cariche elettive
I componenti le RSU hanno diritto, per l’espletamento del loro mandato, a permessi in
conformità a quanto previsto dagli artt. 23 e 24 della legge 20.5.1970, n. 300 e dall’Accordo
Interconfederale del 20.12.1993.
Ai lavoratori che siano componenti degli organismi direttivi nazionali e regionali/territoriali,
anche confederali, delle Organizzazioni Sindacali stipulanti, saranno concessi permessi
retribuiti giornalieri fino ad un massimo di 10 giorni per ciascun anno per il disimpegno delle
Tali permessi potranno essere fruiti consecutivamente per un massimo di tre giornate
Le Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente CCNL avanzeranno la richiesta di fruizione
di detti permessi per iscritto almeno due giorni prima della data prevista dell’assenza, al fine di
consentire le necessarie sostituzioni per garantire la regolare circolazione dei treni. A fronte di
eventi eccezionali o non prevedibili (a titolo esemplificativo: calamità naturali, elevata
concentrazione di eventi morbosi), l’azienda dovrà motivare l’eventuale diniego del permesso
con comunicazione scritta alla Organizzazione Sindacale richiedente almeno 24 ore prima della
data prevista dell’assenza.
L’appartenenza agli organismi direttivi di cui al precedente punto 2 e le relative variazioni
dovranno essere comunicate per iscritto dalle Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente
CCNL alle Associazioni Industriali territoriali e alle aziende interessate.
Ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali nazionali o
territoriali si applicano le disposizioni di cui all’art. 31 della legge 20.5.1970, n. 300 ed al T.U.
approvato con D.Lgs. 18.8.2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni.
Ai sensi del successivo art. 15, i permessi di cui al presente articolo non sono cumulabili con
quelli stabiliti allo stesso titolo da accordi aziendali, nonché con quelli che dovessero derivare
da disposizioni di legge. Sono fatti salvi gli accordi relativi ai permessi sindacali stipulati tra le
parti a livello aziendale.
I permessi sindacali retribuiti (ore o giornate) saranno liquidati in base alla retribuzione di cui al
punto 1.1 ed alle lettere c), d), n) del punto 1.2 dell’art. 68 (Retribuzione) del presente CCNL e
sono utili ai fini del passaggio alla posizione retributiva superiore nell’ambito dello stesso
livello professionale, nonché a tutti gli altri fini contrattuali.
Istituzione, funzionamento e prerogative delle Rappresentanze Sindacali dei lavoratori
1. Ai sensi degli accordi interconfederali in materia le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori
stipulanti i singoli CCNL o riconosciute in azienda istituiscono nelle aziende, con la
partecipazione esclusiva dei lavoratori da esse dipendenti, le RSU ovvero le RSA laddove
previste nei singoli CCNL.
2. La costituzione, il funzionamento e le prerogative delle rappresentanze sindacali dei lavoratori
nelle aziende sono disciplinati dai singoli CCNL e dai relativi accordi nazionali in coerenza con
quanto stabilito dai suddetti accordi interconfederali.
1. Per quanto riguarda l’individuazione, il numero e le competenze dei Rappresentanti dei
Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nonché per ciò che attiene agli organismi di natura pattizia di
cui al D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche e integrazioni, le parti fanno
riferimento alle disposizioni dell’Accordo Interconfederale del 22.6.1995.
2. Resta confermato che agli RLS, per l’espletamento della loro attività, saranno attribuite 40 ore
di permesso retribuito per ciascun anno. Con riferimento alle modalità di computo, di fruizione
e di retribuzione dei permessi valgono le medesime disposizioni relative ai permessi sindacali di
cui all’art. 8.3.
3. Per gli RLS valgono le tutele previste dal D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 e successive modifiche
ed integrazioni, e dai relativi accordi attuativi nazionali.
Rappresentanze sindacali unitarie e
1.1 In applicazione del precedente art. 9 e dell’Accordo Interconfederale del 20.12.1993, nelle
aziende o nei Gruppi di impresa che applicano il presente CCNL vengono costituite le
Rappresentanze sindacali unitarie (RSU) che - congiuntamente alle strutture
territoriali/regionali delle Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente CCNL - hanno la
capacità di partecipare alle trattative e la facoltà di sottoscrivere accordi collettivi in sede
aziendale negli ambiti, per le materie, con le procedure e i criteri stabiliti dal presente
1.2 Le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) vengono costituite in ciascuna unità
produttiva sulla base del Protocollo del 23.7.1993, come disciplinato dall’Accordo
Interconfederale del 20.12.1993. Le modalità di elezione (individuazione delle RSU e del
numero dei componenti la RSU, composizione delle liste, effettuazione delle operazioni
elettorali) saranno oggetto di specifici accordi aziendali che dovranno, comunque, tener
conto di quanto stabilito nel predetto Accordo Interconfederale.
Sono fatti salvi gli assetti definiti in applicazione di eventuali intese esistenti a livello
aziendale alla data di stipula del presente CCNL. Tali intese devono essere rinnovate entro
tre mesi dalla data di stipula del presente CCNL.
1.3 Le Organizzazioni Sindacali firmatarie dell’Accordo Interconfederale del 20.12.1993, del
presente CCNL o comunque aderenti alla disciplina contenuta nello stesso Accordo
Interconfederale e negli accordi aziendali di cui al punto precedente, partecipando alla
procedura di elezione delle RSU rinunciano formalmente ed espressamente a costituire le
Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA).
1.4 I componenti le RSU sono titolari in via esclusiva dei diritti, dei poteri, dei permessi, delle
libertà sindacali e delle tutele stabiliti dalle disposizioni di cui al titolo III della legge
20.5.1970, n. 300, con particolare riferimento a quelle previste per situazioni di
trasferimento e di risoluzione del rapporto di lavoro a qualsiasi titolo.
Rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
Fermo restando quanto previsto al precedente art. 10, l’individuazione e il numero dei RLS
viene definito in specifici accordi a livello aziendale.
Sono fatti salvi gli assetti definiti in applicazione di eventuali intese esistenti a livello aziendale
alla data di stipula del presente CCNL. Tali intese devono essere rinnovate entro tre mesi dalla
data di stipula del presente CCNL.
1. Le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori stipulanti i singoli CCNL o riconosciute in azienda
nonchè le rappresentanze sindacali dei lavoratori di cui al precedente art. 9 possono indire,
separatamente o congiuntamente, nei limiti riconosciuti dai suddetti CCNL, l’assemblea dei
lavoratori nei luoghi di lavoro per l’esame di materie di interesse sindacale e del lavoro, fuori
dall’orario di servizio, inoltrando comunicazione scritta alla direzione dell’azienda almeno 36
ore prima della data fissata, trasmettendo l’ordine del giorno.
2. Le assemblee possono comunque aver luogo anche durante l’orario di lavoro, a condizione che:
c) ne sia data comunicazione scritta all’azienda almeno 48 ore prima della data e dell’ora
fissata, trasmettendo l’ordine del giorno.
3. Le Organizzazioni Sindacali di cui al punto 1 si impegnano, con riferimento all’art. 20 della
legge n. 300 del 1970, a non convocare assemblee dei lavoratori con modalità che comportino
interruzione totale o parziale nell’erogazione del servizio all’utenza. Restano ferme le previsioni
di cui ai singoli CCNL e alle discipline vigenti relativamente alla partecipazione alle assemblee
dei lavoratori, compresi quelli per i quali non è possibile sospendere l’attività per specifiche
esigenze di presidio del servizio e/o di esercizio.
4. Alle assemblee possono partecipare, previo tempestivo preavviso all’azienda, dirigenti esterni
delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori di cui al punto 1, nonché dirigenti degli organi
confederali delle stesse.
Assemblea e Referendum
1. In applicazione del precedente art. 11, le assemblee indette durante l’orario di lavoro dalle RSU
e/o dalle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente CCNL congiuntamente, nei limiti
complessivi di 10 ore annue retribuite, si terranno preferibilmente all’inizio o al termine della
prestazione lavorativa giornaliera. Al riguardo sono fatti salvi specifici accordi a livello
In occasione dei congressi sindacali e dei relativi adempimenti statutari, le assemblee potranno
essere indette dalle singole Organizzazioni sindacali stipulanti il presente CCNL.
Lo svolgimento delle assemblee durante l’orario di lavoro dovrà comunque avere luogo con
modalità che consentano di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia degli impianti e
la regolare circolazione dei treni.
Nel caso in cui l’attività del personale interessato si svolga a turni e/o in presenza di specifiche
esigenze di presidio del servizio, l’assemblea potrà essere articolata in almeno due riunioni
nell’arco di sei giorni consecutivi.
Ai lavoratori che garantiscono quanto previsto al precedente 2° capoverso del presente punto 1 e
che non possono presenziare all’assemblea se non intaccando il proprio periodo di riposo, verrà
riconosciuto il recupero del periodo di riposo corrispondente alle ore documentate di presenza ad
altra assemblea esclusivamente a titolo di recupero, secondo modalità che saranno definite tra le
2. Il personale interessato da processi di ristrutturazione e/o riorganizzazione e temporaneamente
sospeso dal lavoro potrà partecipare alle assemblee nonché ai referendum indetti in azienda ai
sensi del successivo art. 12.
3. Per l’effettuazione dei referendum ai sensi del successivo art. 12, le aziende metteranno a
disposizione delle RSU e/o delle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente CCNL idonei
locali ed attrezzature.
1. Dovrà essere consentito nell’ambito aziendale lo svolgimento di referendum indetti dalle RSU, o
 dalle Organizzazioni Sindacali stipulanti i singoli CCNL;
 dalle RSA ove esistenti;
 dalle Organizzazioni Sindacali stipulanti i singoli CCNL e da quelle riconosciute in azienda,
limitatamente alle materie di competenza del secondo livello.
2. I referendum, che se svolti durante l’orario di lavoro dovranno prevedere modalità compatibili
con la regolarità del servizio ordinario, dovranno riguardare le materie inerenti l’attività
sindacale di cui all’art. 21 della legge 20.5.1970, n. 300.
3. Per quanto non disciplinato nel presente articolo si fa rinvio alle ulteriori previsioni in materia
contenute nei singoli CCNL.
Ulteriori modalità operative di svolgimento potranno altresì essere definite tra le parti a livello
1. Ai sensi dell’art. 27 della legge 20.5.1970, n. 300 nelle aziende/unità produttive con almeno 200
dipendenti sarà messo a disposizione delle RSU, o RSA ove esistenti, per l’esercizio delle loro
funzioni un idoneo locale comune, all’interno dell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze
2. Nelle aziende/unità produttive con meno di 200 dipendenti, le RSU, o RSA ove esistenti,
potranno usufruire, ove ne facciano richiesta, di un locale idoneo per le riunioni. In questo caso
la richiesta dei locali dovrà essere inoltrata dalle suddette rappresentanze sindacali al
responsabile dell'azienda/unità produttiva almeno due giorni prima della data fissata per la
 l’utilizzo di locali aziendali per le Organizzazioni Sindacali stipulanti i singoli CCNL o
riconosciute in azienda, ove le aziende ne abbiano la disponibilità;
 l’accesso alle reti intranet aziendali alle strutture delle Organizzazioni Sindacali di cui al
1. Le parti, con riferimento al D.Lgs. 2.4.2002, n. 74, emanato in attuazione della Direttiva
dell’Unione Europea n. 45/1994 e della Direttiva 2009/38/CE del Parlamento Europeo e del
Consiglio convengono, nei casi in cui ne ricorrano i presupposti, di attivarsi per l’istituzione di
un Comitato Aziendale Europeo (CAE) o di una procedura per l’informazione e la consultazione
dei lavoratori dipendenti da imprese e gruppi di imprese di dimensioni comunitarie.
2. In tali casi, nel rispetto del D.Lgs. n. 74/2002, a livello aziendale le parti definiranno il campo di
applicazione, la composizione della delegazione speciale di negoziazione, le attribuzioni, le
modalità di funzionamento e di finanziamento nonché la durata del mandato del CAE ovvero le
modalità di attuazione della procedura per l’informazione e la consultazione ai sensi di quanto
stabilito dal citato D.Lgs. n. 74/2002.
3. Su richiesta congiunta di una delle due parti stipulanti singoli CCNL, sarà esperita una verifica
congiunta a livello nazionale in ordine all’applicazione del D.Lgs. n. 74/2002.
Non cumulabilità dei diritti sindacali
1. I diritti riconosciuti alle rappresentanze sindacali di cui al precedente art. 9 non possono essere
cumulati con quelli eventualmente concessi allo stesso titolo in sede aziendale.
Appalti e trasferimenti d’azienda
1. Qualora le aziende ricorrano all’appalto, le stesse dovranno porre particolare attenzione alla
salvaguardia delle conoscenze ed esperienze professionali acquisite su metodi di lavoro e
tecnologie, nonché al rapporto tra qualità del servizio ed economicità di gestione.
2. Nel rapporto con le aziende appaltatrici, le aziende opereranno nell’osservanza di tutte le
disposizioni di legge vigenti in materia di appalti e nel rispetto dei diritti dei lavoratori delle
imprese appaltatrici per quanto attiene all’applicazione delle disposizioni di cui al D.Lgs. n.
81/2008 e successive modifiche ed integrazioni, in tema di sicurezza sul lavoro, consentendo
inoltre, ai dipendenti dell’azienda appaltatrice, la conoscenza delle procedure e delle tecnologie
applicate, con particolare riguardo alle attività che possono determinare interferenze all’interno
dell’impresa appaltante.
3. Le aziende appaltanti, al fine di consentire una più efficace tutela dei lavoratori, inseriranno nei
contratti di appalto apposite clausole che impegnino le imprese appaltatrici al rispetto di tutte le
normative vigenti in materia di sicurezza e igiene del lavoro, conformemente alle disposizioni di
legge, nonché all’applicazione del CCNL del settore merceologico di riferimento.
4. Previe opportune intese tra l’azienda appaltante e l’azienda appaltatrice i lavoratori delle aziende
appaltatrici potranno fruire dei servizi di mensa, ove esistenti.
5. Le parti si danno atto che nei casi previsti per il trasferimento d’azienda si applicano l’art. 2112
c.c. e l’art. 47 della legge 29.12.1990, n. 428, e le successive modifiche e integrazioni, nonché
l’art. 26 dell’all. A al R.D. n. 148/1931, in quanto applicabile.
6. Sulla base delle prassi relazionali vigenti e nel rispetto della procedura prevista dall’art. 47 della
legge n. 428/1990 come modificata dal D.Lgs. n. 18/2001, le aziende devono dare
comunicazione alle rappresentanze sindacali competenti e alle Organizzazioni sindacali
stipulanti i singoli CCNL dei motivi dei programmati trasferimenti d’azienda, delle loro
conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori interessati e delle eventuali misure
previste nei confronti di questi ultimi.
7. Relativamente alla garanzia delle tutele occupazionali e dei trattamenti normativi ed economici
dei dipendenti delle imprese interessate da processi di trasferimento di attività per subentro di
azienda a qualunque titolo nelle attività rientranti nel campo di applicazione come definito dal
presente contratto, si applicano le normative contrattuali vigenti nei rispettivi singoli CCNL e
sono fatti salvi gli accordi di confluenza agli stessi, laddove esistenti.
Appalto e cambio appalto
Le Parti definiscono la seguente disciplina al fine di contrastare fenomeni distorsivi della
concorrenza e di favorire la progressiva estensione/applicazione di norme comuni riferite al
sistema degli appalti e dei cambi appalto, da parte di tutte le imprese che applicano o
applicheranno il presente CCNL.
I bandi di gara e i successivi contratti dovranno contenere specifiche clausole che impegnino le
imprese appaltatrici e subappaltatrici al rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza ed
1. La disciplina del presente articolo si applica agli appalti dei servizi affidati da imprese
rientranti nel campo di applicazione del presente CCNL ed è valida, nell’ambito di dette
attività, indipendentemente dalla tipologia giuridica dell’impresa appaltatrice, per:
- accompagnamento treni notte e relativi servizi ausiliari;
- assistenza e/o ristorazione a bordo treno e relativi servizi ausiliari;
- pulizia a bordo treno o negli impianti e relativi servizi ausiliari nell’ambito delle attività
In coerenza con gli obiettivi congiuntamente dichiarati nella premessa al presente articolo,
nonché in applicazione di quanto previsto al punto 3 del precedente art. 16, le aziende
appaltatrici affidatarie delle attività specificate al punto 1 applicheranno il presente CCNL ai
2. In considerazione del vigente quadro normativo in materia di appalti e di disciplina degli
obblighi retributivi, contributivi e previdenziali nei confronti dei lavoratori e al fine di
coniugare le dinamiche competitive con le regole poste a tutela del lavoro e
dell’occupazione, le aziende appaltanti, secondo criteri di trasparenza, acquisiranno in
particolare nei modi e nelle fasi procedurali previste dalla normativa vigente, la
documentazione occorrente al fine di avere visibilità su:
a) la capacità economico-finanziaria delle aziende che partecipano alle procedure di
appalto in materia di servizi;
b) la regolarità contributiva attestata attraverso la verifica del DURC nelle fasi di
aggiudicazione e nelle successive fasi di gestione, prima di ogni pagamento previsto;
c) il Ccnl applicato;
d) il numero dei lavoratori impiegati nell’appalto, i relativi livelli di inquadramento e
l’orario di lavoro contrattualizzato, mediante una dichiarazione mensile;
e) in fase di gestione del contratto: Modelli F24 mensile; DM 10 virtuale, DURC, flusso
Uniemens, comunicazione ai Centri per l’Impiego e ogni altra documentazione utile a
verificare il regolare e puntuale adempimento degli obblighi nei confronti dei lavoratori.
Fermo restando quanto disciplinato all’art. 1 (Relazioni Industriali) punto 5, lettera B), 5°
alinea del presente CCNL, in occasione del cambio appalto, nel rispetto dei limiti di legge e
su richiesta delle Organizzazioni Sindacali stipulanti, le aziende appaltanti daranno
informativa su quanto sopra previsto.
3. Al fine di tutelare l’occupazione, in occasione dei bandi di gara, si considera il bacino
complessivo dei lavoratori che, alla data di pubblicazione del bando, abbiano lavorato da
almeno 9 mesi nelle medesime attività oggetto di gara, sia alle dipendenze dell’appaltatore,
sia dell’eventuale subappaltatore autorizzato.
Con riferimento quindi al bacino occupazionale così complessivamente considerato,
l’impresa appaltante inserirà nel bando di gara e nel successivo contratto di appalto l’obbligo
per l’azienda subentrante, di assumere prioritariamente e con passaggio diretto gli stessi
addetti, che operavano alle dipendenze dell’appaltatore o dell’eventuale subappaltatore
uscenti, a condizione che siano armonizzabili e coerenti con l’organizzazione d’impresa
prescelta dall’imprenditore subentrante e in relazione al perimetro e/o ai volumi delle
lavorazioni/servizi oggetto di appalto.
Per tali lavoratori sarà preso a riferimento l’orario di lavoro individualmente contrattualizzato
all’atto del cambio appalto.
4. Il cambio d’appalto ed il passaggio dei lavoratori all’impresa subentrante saranno oggetto di
confronto diretto tra l’azienda cedente, quella subentrante e le strutture competenti (nazionali
o regionali) delle Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente CCNL.
Il confronto riguarderà anche le eventuali prestazioni autorizzate per il subappalto.
5. Nel caso l’appalto e/o il cambio appalto sia di rilevanza nazionale e comporti la riduzione del
perimetro di attività, l’azienda appaltante darà comunicazione, nei 30 giorni precedenti
l’affidamento delle attività, alle Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente CCNL,
specificando gli elementi oggettivi determinanti la riduzione stessa.
6. Per gli appalti relativi ad attività di gestione accumulatori, preclimatizzazione rotabili,
movimentazione rotabili in ambito impianti, nonché per i subappalti delle stesse attività e di
quelle di cui al punto 1, vale la disciplina del presente articolo, fatta eccezione per quanto
previsto al secondo capoverso del punto 1.
Per dette attività, qualora al termine del confronto di cui al punto 4 non trovi applicazione il
presente CCNL, dovrà comunque essere adottato il CCNL del settore merceologico di
riferimento, sottoscritto dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più
Per tali attività le Parti si attiveranno congiuntamente per la definizione delle tabelle del
costo orario, da predisporre a cura del Ministero del Lavoro, sulla base di quanto previsto dal
comma 3 bis, dell’art. 86 del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i. (codice degli appalti).
Nelle more della definizione delle tabelle di cui sopra le aziende appaltanti prenderanno a
riferimento per i bandi di gara gli elementi normativi e retributivi disciplinati dal presente
Affidamento servizi di trasporto a seguito di gara
Il percorso di liberalizzazione dei servizi di trasporto, che si realizza attraverso procedure di
affidamento ad evidenza pubblica, pone l’obiettivo di commisurare le esigenze di competitività
delle imprese con la tutela sociale e contrattuale del lavoro, anche attraverso gli strumenti ed i
relativi percorsi relazionali di cui ai punti 6, 7 e 8 della Premessa al presente CCNL.
In caso di affidamento con gara dei servizi di trasporto, il personale utilizzato da almeno 9 mesi
alle dipendenze del precedente affidatario nelle medesime attività oggetto della gara transita con
passaggio diretto alle dipendenze del nuovo affidatario, in relazione al perimetro e/o ai volumi
delle attività oggetto del nuovo affidamento.
Il passaggio del personale sarà oggetto di confronto tra le Organizzazioni Sindacali competenti
(nazionali/territoriali/regionali) stipulanti il presente CCNL, l’impresa cedente e quella
Tale confronto sarà mirato, fra l’altro, a regolare l’armonizzazione dei trattamenti economici e
normativi nel rispetto dei diritti acquisiti, nonché le modalità di applicazione del presente CCNL,
secondo le procedure ed i contenuti di cui ai precedenti punti 6, 7 e 8 della Premessa al presente
CCNL, in caso di sub-affidamento di quote di servizio qualora previste/autorizzate dal bando di
2. Al fine di sviluppare l’occupazione, soprattutto giovanile, di incentivare i servizi e di espandere
le attività aziendali nonché di garantire obiettivi di efficienza e di competitività, il presente
CCNL disciplina il ricorso ad altre tipologie di contratto di lavoro utilizzabili a livello aziendale.
In caso di attivazione, le aziende ne daranno informativa alle strutture territoriali delle
Organizzazioni Sindacali stipulanti i singoli CCNL o riconosciute in azienda.
3. L’assunzione del lavoratore avviene in conformità alle leggi vigenti in materia.
4. L’assunzione è comunicata direttamente all'interessato con lettera nella quale è specificato:
la tipologia del contratto di assunzione;
la normativa applicabile in materia di rapporto di lavoro ed il CCNL applicato;
il livello e/o parametro retributivo di inquadramento;
il relativo trattamento economico;
la sede/residenza di lavoro;
l’informativa di cui al D.Lgs. n. 252/2005 in materia di scelta della destinazione del TFR alla
5. All'atto dell'assunzione il lavoratore deve produrre i documenti che il datore di lavoro richiederà,
- il documento di identità;
- le eventuali abilitazioni richieste per l'espletamento delle mansioni o funzioni connesse al
livello/parametro di inquadramento.
6. Prima dell’assunzione, il lavoratore è sottoposto a visita medica allo scopo di certificare
l’idoneità alle specifiche mansioni da ricoprire, secondo le disposizioni della legislazione
7. In sede aziendale troveranno applicazione i principi di cui all’articolo 42, comma 2, lettera a) del
D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle Pari opportunità tra uomo e donna) definendo
percentuali minime di accesso, da realizzare prevedendo modalità e requisiti con apposito
La disciplina e la durata del periodo di prova, ove non indicate nel presente contratto, sono fissate
dalle disposizioni di legge vigenti e/o nei singoli CCNL.
1. Il lavoratore assunto in servizio potrà essere soggetto ad un periodo di prova che deve risultare
dalla lettera di assunzione.
2. Fatto salvo quanto previsto al successivo art. 21, la durata del periodo di prova è:
- di sei mesi, per i livelli professionali
- di tre mesi, per i livelli professionali
- di due mesi per i livelli professionali
Quadri e A;
3. Non sono ammesse né la protrazione né il rinnovo del periodo di prova, salvo giustificata
assenza dovuta a malattia o infortunio, nei quali casi il lavoratore sarà ammesso a completare il
periodo di prova stesso, qualora sia in grado di riprendere il servizio entro tre mesi.
Nei casi di infortunio sul lavoro il lavoratore sarà ammesso a completare il periodo di prova al
termine del periodo di infortunio.
4. Durante il periodo di prova, nonché al termine dello stesso, ciascuna delle parti può recedere in
qualsiasi momento senza obbligo di preavviso.
In caso di risoluzione del rapporto di lavoro durante il periodo di prova o al termine dello stesso,
la retribuzione verrà corrisposta per il solo periodo di servizio prestato.
5. Decorso il periodo di prova il lavoratore si intende confermato in servizio se nessuna delle parti
abbia dato disdetta per iscritto.
In tal caso il periodo di prova è utilmente considerato a tutti gli effetti contrattuali e
1. L’assunzione con contratto a tempo determinato avviene ai sensi delle vigenti disposizioni di
legge per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili
all’ordinaria attività dell’azienda.
2. Ai sensi del comma 4 bis dell’art. 5, del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368 e successive modifiche
e integrazioni, le parti convengono che il limite complessivo di durata nella successione dei
contratti a termine è di 36 mesi. Un eventuale ulteriore successivo contratto a termine che ecceda
detto limite complessivo può essere stipulato per una sola volta tra le stesse parti presso la DPL
secondo le modalità previste dalla citata legislazione e per una durata non superiore ai 12 mesi.
Ai sensi del comma 4 ter dell’art. 5, del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, le parti convengono di
considerare attività stagionali quelle che, per le loro caratteristiche e finalità, si svolgono o sono
intensificate in determinate stagioni o periodi dell’anno.
3. In applicazione dell’art. 5, comma 4 quater, del D.Lgs. n. 368/2001 e successive modifiche e
integrazioni, le aziende, ove vi sia la necessità di procedere a nuove assunzioni a tempo
indeterminato nello stesso profilo professionale già attribuito, daranno la precedenza ai lavoratori
assunti a termine nella stessa unità produttiva o in una delle unità produttive ubicate nel territorio
della medesima regione per un periodo, anche frazionato, superiore a 12 mesi e il cui contratto
sia scaduto da non più di 9 mesi e che ne abbiano fatto richiesta scritta entro 2 mesi dalla
cessazione del rapporto. Nel caso di concomitanza tra più aspiranti sarà data priorità ai lavoratori
che abbiano cumulato il maggior periodo di lavoro a termine nelle stesse mansioni. Il diritto di
precedenza di cui sopra non è esercitabile dai lavoratori a tempo determinato che abbiano
concluso il rapporto di lavoro per licenziamento o dimissioni.
4. Nelle situazioni di cui all’articolo 10, comma 7, lettera a), del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, la
fase di avvio è individuata nella durata di 10 mesi, prolungabile a 18 mesi a seguito di
negoziazione a livello aziendale.
5. In analogia a quanto stabilito per i lavoratori assunti a tempo indeterminato e con riferimento agli
accordi di secondo livello che saranno sottoscritti dalla data di stipula del presente CCNL,
l’attribuzione del premio di risultato ai lavoratori con contratto a termine avverrà secondo quanto
stabilito negli accordi stessi.
6. I lavoratori assunti a termine riceveranno adeguati interventi formativi/informativi su sicurezza e
processo lavorativo con riferimento alle mansioni assegnate.
7. Per quanto non disciplinato nel presente articolo si fa rinvio al D.Lgs. n. 368/2001 e successive
modificazioni e integrazioni, nonchè alle ulteriori disposizioni contenute nei singoli CCNL in
materia di durata minima e massima.
1. In applicazione del punto 7 del precedente art. 19, a livello aziendale la direzione informerà
annualmente le Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente CCNL sulle dimensioni
quantitative, sulle tipologie di attività e sulle figure professionali dei contratti a termine. Le
aziende informeranno le RSU sulle quantità dei contratti da stipulare.
2. I lavoratori con contratto a termine usufruiranno di interventi informativi/formativi sia riguardo
alla sicurezza sia con riferimento al processo lavorativo, adeguati all’esperienza lavorativa e alla
3. Nell’ambito dell’Osservatorio nazionale di cui al precedente art. 1 bis sarà istituita una specifica
Commissione con il compito di definire strumenti e modalità specifici diretti ad agevolare
l’accesso dei lavoratori a termine ad opportunità di formazione adeguata, per aumentarne la
qualificazione al fine di un ottimale impiego professionale.
1. Il rapporto di lavoro a tempo parziale è regolato dalle normative vigenti e dalla seguente
Con riferimento all’orario di lavoro effettivo applicato in sede aziendale, il lavoro a tempo
parziale può essere di tipo:
- orizzontale, quando la riduzione di orario rispetto al tempo pieno è prevista in relazione
all’orario normale giornaliero di lavoro;
- verticale, quando l’attività lavorativa sia svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi
predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell’anno;
- misto, quando la prestazione si realizza secondo una combinazione delle modalità
2. Ai soli fini dell’individuazione della prestazione del rapporto a tempo parziale di tipo
orizzontale, la durata normale del lavoro giornaliero è quella risultante dalla distribuzione
giornaliera dell’orario normale settimanale applicato in azienda.
3. I trattamenti economici e normativi spettanti al lavoratore a tempo parziale sono definiti sulla
base del criterio di proporzionalità, fatti salvi elementi e/o istituti da erogare secondo i criteri
previsti in azienda per i lavoratori a tempo pieno.
4. Nel contratto di lavoro a tempo parziale dovrà, comunque, essere specificata la durata della
prestazione lavorativa e la distribuzione dell’orario di lavoro (giornaliera, settimanale, mensile o
- per il tempo parziale verticale la prestazione non potrà essere, di norma, inferiore al 50% della
prestazione media ordinaria settimanale, mensile o annuale;
- per il tempo parziale orizzontale la prestazione settimanale, suddivisa su 5 o 6 giorni
lavorativi, non potrà essere inferiore al 50% dell’orario normale settimanale come definito ai
4 bis. Il presente punto riguarda i dipendenti delle aziende che applicano il CCNL
Nel contratto part-time orizzontale la prestazione è resa in modo continuativo.
Nei servizi urbani, la prestazione lavorativa deve essere collocata in una sola delle seguenti
 Inizio servizio – ore 14.30;
 Ore 14.00 – fine servizio.
Nei servizi extraurbani la prestazione è considerata resa in modo continuativo anche quando
è collocata all’interno di una delle seguenti fasce e si svolge in non più di una ripresa:
 Inizio servizio – ore 16.00;
Per le prestazioni lavorative inferiori alle 4 ore la durata massima dell’impegno giornaliero
non può eccedere di oltre il 50% la prestazione stessa. Per le prestazioni pari o superiori al
predetto limite la durata massima dell’impegno giornaliero non può eccedere le 10 ore,
elevabili a 11 ore previo accordo a livello aziendale.
Per i servizi dedicati ad aree a domanda debole effettuati con un numero limitato di corse,
nonchè per i servizi specializzati e scolastici, valgono le norme riferite ai servizi extraurbani,
fatti salvi eventuali accordi a livello aziendale finalizzati alla concreta effettuabilità del
servizio da svolgere.
Le parti si danno atto che la programmazione su fasce orarie non configura una clausola
5. Nel tempo parziale è consentita la prestazione di lavoro supplementare, oltre l’orario settimanale
concordato con il lavoratore nella lettera di assunzione e/o trasformazione, sino al limite del
tempo pieno e nel caso di specifiche esigenze tecniche, organizzative e produttive, ancorché
determinate da condizioni esterne o da cause di forza maggiore, connesse alla garanzia di
sicurezza e di regolare espletamento del servizio. Il numero massimo di ore di lavoro
supplementare effettuabili in ragione d’anno è pari al 20% della durata dell’orario di lavoro a
tempo parziale riferito ad un anno.
6. Le ore di lavoro eccedenti quelle definite al precedente punto 5 possono essere effettuate solo
con il consenso del lavoratore interessato e sono retribuite con le maggiorazioni previste per il
lavoro straordinario. Il rifiuto da parte del lavoratore non può integrare in nessun caso gli estremi
del giustificato motivo di licenziamento né può dar luogo a qualsiasi provvedimento disciplinare.
7. Le ore supplementari saranno compensate con la maggiorazione del 10% della retribuzione
oraria come definita nei singoli CCNL.
8. La retribuzione prevista per le ore supplementari è comprensiva dell’incidenza su tutti gli istituti
contrattuali e di legge ivi compreso il T.F.R.
9. Nel caso di rapporto di lavoro a tempo parziale verticale o misto è altresì consentito lo
svolgimento di prestazioni lavorative straordinarie.
10. Restano fermi i diritti del lavoratore previsti dall’articolo 5, comma 1 (legittimità del rifiuto di
accettare la trasformazione a tempo parziale) e comma 3 (informativa preventiva al personale a
tempo pieno in caso di nuove assunzioni a tempo parziale), e dall’articolo 12-bis, comma 1
(diritto del lavoratore affetto da grave patologia oncologica ad ottenere la trasformazione del
rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale, nonché a ritornare a tempo pieno a
richiesta del lavoratore stesso) del D.Lgs. n. 61/2000 e successive modifiche e integrazioni.
11. In altri casi di gravi e comprovate necessità familiari del lavoratore, questi può chiedere il
passaggio dal rapporto a tempo pieno a quello a tempo parziale. L’azienda compatibilmente con
le proprie esigenze organizzative e produttive potrà accogliere la domanda e, qualora il numero
delle richieste risulti superiore alle disponibilità aziendali, la scelta tra le varie istanze sarà
effettuata secondo i seguenti criteri elencati in ordine di priorità:
a. in caso di patologie oncologiche o altre gravi patologie riguardanti il coniuge, i figli o i
genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice
assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa, che assuma
connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.
104, alla quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100 per cento, con
necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della
vita, ai sensi di quanto previsto dalla tabella di cui al decreto del Ministro della Sanità 5
febbraio 1992;
b. in caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice con figlio convivente di età non
superiore agli anni tredici o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell’articolo
3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
12. In altri casi di particolare necessità del lavoratore, debitamente motivata e comprovata, l’azienda
valuterà, compatibilmente con le proprie esigenze, la possibilità di concedere la trasformazione
del contratto a tempo pieno in contratto a tempo parziale per un periodo predeterminato, di
durata non inferiore a 6 mesi e non superiore a 24 mesi.
13. Nei casi di cui ai precedenti punti 11 e 12, a parità di condizioni si farà riferimento all’anzianità
14. Nei casi di cui ai precedenti punti 11 e 12, è consentita l’assunzione di personale con contratto a
tempo determinato per completare il normale orario di lavoro giornaliero, settimanale, mensile o
annuale fino a quando l’interessato osserverà il tempo di lavoro parziale. Il personale assunto con
la causale di cui al presente punto deve essere informato dei motivi per cui è stato assunto e non
viene computato nella percentuale di limite complessivo di cui all’art. 26 del presente contratto.
15. Ai sensi dell’art. 12-ter del citato D.Lgs. n. 61/2000, il lavoratore che abbia trasformato il
rapporto a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale ha diritto di precedenza nelle
assunzioni con contratto a tempo pieno presso la medesima unità produttiva, per l’espletamento
delle medesime mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo
16. Per quanto attiene il tempo parziale nel settore dell’esercizio, l’azienda dovrà accertare che non
sussistano possibili incompatibilità rispetto ad altri eventuali rapporti di lavoro che possano
essere in contrasto con le esigenze di sicurezza del servizio.
17. Su accordo scritto tra azienda e lavoratore, il quale potrà farsi assistere da un componente RSU,
o RSA ove esistenti, o di struttura territoriale di una delle Organizzazioni Sindacali stipulanti i
singoli CCNL, potrà essere concordato lo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale
secondo modalità flessibili, che consentano la variazione della collocazione della prestazione
18. Su accordo scritto tra azienda e lavoratore, il quale potrà farsi assistere da un componente RSU,
singoli CCNL, nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere
stabilite clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della prestazione
lavorativa. Le variazioni in aumento della prestazione lavorativa non possono eccedere il 20%
della prestazione concordata su base annua.
19. Il rifiuto di sottoscrivere clausole di flessibilità o elastiche non integra i presupposti del
giustificato motivo di licenziamento né può dar luogo a qualsiasi provvedimento disciplinare.
20. L’azienda potrà attivare le clausole elastiche e/o flessibili in caso di specifiche esigenze
organizzative e/o produttive, ancorché determinate da condizioni esterne o da cause di forza
maggiore, connesse alla garanzia di sicurezza e di regolare espletamento del servizio.
21. Le variazioni in aumento della prestazione lavorativa devono essere preannunciate con un
preavviso di 7 giorni, ridotto a 2 giorni in caso di oggettive esigenze di servizio, e sono
compensate con riguardo alle ore prestate in aumento mediante l’utilizzo dei criteri stabiliti dai
singoli CCNL.
22. Le variazioni della collocazione temporale della prestazione di lavoro devono essere
preannunciate con un preavviso di 10 giorni, ridotto a 4 giorni in caso di oggettive esigenze di
servizio, e sono compensate, per il periodo in cui la variazione stessa viene effettuata, mediante
l’utilizzo dei criteri stabiliti dai singoli CCNL.
23. I compensi di cui ai precedenti punti sono comprensivi dell’incidenza su tutti gli istituti
contrattuali e di legge compreso il T.F.R. Il lavoratore può richiedere di sospendere l’efficacia
delle clausole elastiche e/o flessibili per tutto il periodo durante il quale sussistono gravi cause
connesse ad esigenze di carattere familiare o di tutela della propria salute.
24. Le parti si danno atto che, nel contratto di lavoro a tempo parziale, lo svolgimento della
prestazione non deve impedire al lavoratore interessato la possibilità di svolgere altra attività
lavorativa, fermo restando quanto previsto dal precedente punto 16.
25. Per quanto non disciplinato nel presente articolo si fa rinvio al D.Lgs. n. 61/2000 e sue
1. In attuazione del punto 21 del precedente art. 20, le variazioni in aumento della prestazione
lavorativa attuate attraverso clausole elastiche determinano il riconoscimento a favore del
lavoratore, per le ore prestate in aumento, di una maggiorazione pari al 10% della quota oraria
della retribuzione di cui al punto 1.1 dell’art. 68 (Retribuzione) del presente CCNL.
2. In attuazione del punto 22 del precedente art. 20 le variazioni della collocazione temporale della
prestazione lavorativa attuate attraverso clausole flessibili determinano il riconoscimento a
favore del lavoratore di un’indennità pari a 10 € per ciascuna giornata di prestazione in regime di
1. In conformità all’accordo interconfederale dell’11 febbraio 2004, i contratti di inserimento,
disciplinati dal D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 e dal presente contratto, sono attivabili
mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore
ad un determinato contesto lavorativo, diretto a realizzare l’inserimento ovvero il reinserimento
2. In relazione ai soggetti che possono essere assunti con contratto di inserimento ai sensi dell’art.
54, comma 1, del D.Lgs. n. 276/2003 si intendono per “disoccupati di lunga durata da 29 fino a
32 anni”, in base a quanto stabilito all’art. 1, comma 1, del D.Lgs. n. 181/2000, come sostituito
dall’art. 1, comma 1, del D.Lgs. n. 297/2002, coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o
cessato un’attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di una nuova occupazione da più di
3. Nella predisposizione dei progetti dei contratti di inserimento devono essere rispettati i principi
di non discriminazione diretta ed indiretta di cui al D.Lgs. n. 198 del 2006.
4. Il contratto di inserimento è stipulato in forma scritta e in esso deve essere specificatamente
indicato il progetto individuale di inserimento/reinserimento.
5. In mancanza di forma scritta il contratto è nullo e il lavoratore si intende assunto a tempo
- l’orario di lavoro, in funzione dell’ipotesi che si tratti di un contratto a tempo pieno o a
- la sede/residenza di lavoro;
- il livello/parametro retributivo di inquadramento;
- il trattamento di malattia e infortunio;
- profilo professionale al conseguimento del quale è preordinato il progetto di
inserimento/reinserimento oggetto del contratto;
8. Il progetto individuale di inserimento/reinserimento è definito con il consenso del lavoratore e
deve essere finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore
al contesto lavorativo, valorizzandone le professionalità già acquisite.
9. Il contratto di inserimento avrà la durata già stabilita dai singoli CCNL, ovvero, in mancanza,
quella ricompresa entro i limiti minimi e massimi individuati dal citato Accordo Interconfederale
10. Nell’ipotesi di reinserimento di soggetti con professionalità compatibili con il nuovo contesto
organizzativo, potranno essere previste durate inferiori, da definirsi in sede di contrattazione
collettiva aziendale anche tenendo conto della congruità delle competenze possedute dal
lavoratore con la mansione alla quale è preordinato il progetto di reinserimento.
11. Il progetto deve prevedere una formazione teorica non inferiore a 16 ore, ripartita fra
l’apprendimento di nozioni di prevenzione antinfortunistica e di disciplina del rapporto di lavoro
ed organizzazione aziendale, accompagnata da congrue fasi di addestramento specifico, in
funzione dell’adeguamento delle capacità professionali del lavoratore. La formazione
antinfortunistica dovrà necessariamente essere impartita nella fase iniziale del rapporto.
12. Le competenze acquisite saranno registrate nel “libretto formativo”, secondo le disposizioni di
13. Al contratto di inserimento si applicano per quanto compatibili tutte le disposizioni di diritto
comune regolanti il rapporto di lavoro, salvo quanto diversamente previsto dal presente articolo.
14. La durata del periodo di prova, sarà pari a:
15. Nel caso in cui per il conseguimento della qualifica il progetto individuale preveda l’acquisizione
di specifiche abilitazioni, la mancata acquisizione delle stesse da parte del dipendente è causa di
risoluzione anticipata del rapporto.
16. In caso di trasformazione del contratto di inserimento in contratto a tempo indeterminato, si
intende assolto il periodo di prova.
17. Qualora sia necessario per il raggiungimento degli obiettivi formativi, i progetti possono
prevedere, anche nei casi in cui essi siano presentati da consorzi o gruppi di aziende, che
l’esecuzione del contratto si svolga in posizione di comando presso una pluralità di aziende
individuate nei progetti medesimi. La titolarità del rapporto resta ferma in capo alla singola
18. Nei casi in cui il contratto di inserimento venga trasformato in contratto di lavoro a tempo
indeterminato, la durata del contratto di inserimento verrà computata nell’anzianità di servizio,
con esclusione degli aumenti periodici di anzianità.
19. Ai lavoratori assunti con contratto di inserimento sono attribuiti: il parametro retributivo/livello,
gli istituti economici, la figura professionale, gli eventuali servizi aziendali o le relative indennità
sostitutive, il trattamento economico di malattia, nonché tutti i compensi connessi alle specifiche
caratteristiche dell’effettiva prestazione lavorativa come stabilito dalle discipline in materia
contenute nei singoli CCNL ovvero, in mancanza, da quanto stabilito dall’Accordo
Interconfederale 11 febbraio 2004.
20. Il contratto di inserimento è sospeso durante la fruizione del periodo di astensione obbligatoria
per maternità. In caso di una o più interruzioni del servizio dovute a malattia o infortunio non sul
lavoro il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo
complessivo di 100 o 110 giorni di calendario nell’arco dell’intera durata del rapporto di
inserimento, rispettivamente per i contratti fino a 12 mesi e fino a 15 mesi. Il periodo
complessivo di conservazione del posto è di 120 giorni di calendario nell’arco dell’intera durata
per i contratti fino a 18 mesi.
21. In caso di malattia, maternità o di infortunio extraprofessionale degli assunti con contratto di
inserimento, l’azienda, per un periodo massimo pari a quello di conservazione del posto,
anticiperà il trattamento economico riconosciuto dagli enti previdenziali ed assicurativi.
22. Qualora tale trattamento venga corrisposto da altri Enti, verrà assorbito, fino a concorrenza,
quanto erogato dall’azienda.
23. La facoltà di assunzione mediante i contratti di inserimento non è esercitabile dalle aziende che,
al momento della stipula di un nuovo contratto di inserimento, risultino non avere mantenuto in
servizio almeno il 70% dei lavoratori il cui contratto di inserimento sia già venuto a scadere nei
18 mesi precedenti.
24. Ai fini indicati nel punto precedente non si computano i lavoratori che si siano dimessi, quelli
destituiti o licenziati per giusta causa e quelli che al termine del rapporto di lavoro abbiano
rifiutato la proposta di rimanere in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nonché
i contratti risolti nel corso o al termine del periodo di prova ovvero a iniziativa del lavoratore o
per fatti da lui dipendenti od a lui imputabili e comunque quelli non trasformati in misura pari a
quattro contratti. Agli effetti della disposizione sulle limitazioni di utilizzo si considerano
mantenuti in servizio anche i giovani per i quali il contratto di inserimento, nel corso del suo
svolgimento, sia stato trasformato in contratto di lavoro a tempo indeterminato.
25. Per quanto non disciplinato nel presente articolo si fa rinvio alle vigenti disposizioni di legge in
1. Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere instaurato, ai sensi delle vigenti leggi
in materia, con i giovani di età compresa tra i 18 e fino al giorno antecedente il compimento del
trentesimo anno di età per le figure professionali e le durate previste dai singoli CCNL ed è
finalizzato alla qualificazione dei lavoratori attraverso un percorso di formazione per
l’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico professionali.
2. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi della legge 28 marzo
2003, n. 53, il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato a partire dal
3. La formazione si realizza tramite la partecipazione a percorsi formativi sia interni che esterni
4. Per instaurare l’apprendistato professionalizzante è necessario un contratto scritto tra azienda e
lavoratore, nel quale devono essere indicati: la prestazione oggetto del contratto, la
qualificazione che potrà essere acquisita al termine del rapporto di lavoro sulla base degli esiti
della formazione, la durata del periodo di apprendistato, il piano formativo individuale.
5. I profili formativi del contratto di apprendistato sono definiti dai singoli CCNL, ovvero dalle
intese nazionali allegate al presente contratto.
Per i profili formativi diversi da quelli di cui sopra le parti convengono che, sino alla loro
definizione, il contratto di apprendistato, come disciplinato dai singoli CCNL, è attivabile previa
trasmissione del piano formativo individuale alla Regione competente. Nella definizione del
piano formativo individuale il datore di lavoro fa riferimento, per ciascuna figura professionale, a
similari profili formativi già approvati in altri settori.
6. La durata del periodo di prova è quella stabilita nei singoli CCNL.
7. Ai fini della durata dell’apprendistato, il periodo di apprendistato professionalizzante svolto
presso altri datori di lavoro deve essere computato per intero nella nuova azienda, sempre che
riguardi le stesse mansioni e l’interruzione tra i due periodi non sia superiore a 12 mesi. Con le
stesse modalità saranno inoltre computati i periodi di apprendistato svolti nell’ambito del dirittodovere di istruzione e formazione.
8. Al lavoratore assunto con contratto di apprendistato professionalizzante è attribuito il parametro
retributivo/livello dei singoli CCNL al quale è finalizzata l’attività formativa nell’ipotesi in cui lo
stesso sia in possesso di apposito attestato di qualifica professionale idoneo rispetto all’attività da
svolgere. In mancanza di tale requisito l’inquadramento dell’apprendista è disciplinato secondo i
criteri stabiliti dai singoli CCNL.
9. L’intero periodo di apprendistato professionalizzante è utile ai fini della maturazione
dell’anzianità di servizio, con esclusione dei primi 24 mesi ai soli fini della maturazione degli
10. Agli apprendisti spettano il trattamento economico e gli eventuali servizi aziendali secondo
quanto previsto dai singoli CCNL.
11. In analogia a quanto stabilito per i lavoratori assunti a tempo indeterminato e con riferimento agli
l’attribuzione del premio di risultato ai lavoratori con contratto di apprendistato
professionalizzante avverrà secondo quanto stabilito negli accordi stessi.
12. In caso di malattia e di infortunio non sul lavoro l’apprendista ha diritto ad un trattamento
normativo e retributivo a carico del datore di lavoro pari a quello previsto dai singoli CCNL.
13. I lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante non sono computati ai fini
degli istituti contrattuali e di legge.
14. L’apprendista è tenuto a frequentare regolarmente e con diligenza le iniziative formative esterne
e interne all’azienda.
15. In caso di interruzione del rapporto prima del termine il datore di lavoro attesta l’attività
formativa svolta.
16. L’apprendista maggiorenne adibito a turni di lavoro notturno beneficerà di una formazione di
contenuto non inferiore a quella ordinariamente prevista per gli apprendisti addetti a lavorazioni
giornaliere e su turni diurni.
17. Le ore destinate alla formazione sono considerate orario di lavoro ordinario e retribuite secondo
18. Le regole convenute sulla formazione nel presente punto e nei successivi sono finalizzate a
garantire una uniforme applicazione delle determinazioni in materia in tutte le aziende e
Per formazione formale aziendale deve intendersi il processo formativo, strutturato e certificabile
secondo la normativa vigente, in cui l’apprendimento si realizza in un contesto formativo
organizzato volto all’acquisizione di conoscenze e competenze di base, trasversali e tecnicoprofessionali, anche mediante le modalità on the job e in affiancamento.
La formazione formale si realizza tramite la partecipazione a percorsi formativi interni, ovvero
esterni all’azienda ai sensi della legislazione vigente.
L’azienda, qualora disponga di propria capacità formativa interna, potrà erogare ai dipendenti
apprendisti l’intero monte ore di formazione annuale attraverso le idonee strutture formative di
cui è dotata e, nel caso di gruppi di aziende, potrà erogare nelle medesime strutture la formazione
agli apprendisti delle aziende del gruppo.
19. L’azienda dispone di capacità formativa interna qualora possieda i seguenti requisiti:
- presenza di risorse umane, con esperienza o titoli di studio adeguati, in grado di trasferire
- presenza di una figura in possesso di formazione e competenze idonee a ricoprire la figura
del tutor;
20. Sulla base di tali requisiti, la capacità formativa interna dovrà essere dichiarata dal datore di
lavoro nel contratto di lavoro all’atto dell’assunzione.
21. Il percorso formativo del lavoratore viene determinato con il piano formativo individuale che
indica gli obiettivi, i contenuti e le modalità di erogazione della formazione e il nome del tutor. Il
piano formativo individuale costituisce parte integrante del contratto d’apprendistato e i relativi
contenuti possono essere modificati durante la vigenza del contratto medesimo, previa
informativa all’apprendista.
22. Qualora il candidato ne sia sprovvisto il piano formativo individuale può prevedere altresì le
specifiche abilitazioni richieste da norme di legge e/o regolamenti, da ottenere nei tempi
programmati in quanto propedeutiche alla prosecuzione del percorso formativo e del rapporto di
23. La durata della formazione degli apprendisti viene individuata in un monte ore di almeno 120 ore
annue, anche raggiungibili come media nell’intero periodo di durata del contratto, di cui 40 di
formazione professionalizzante in modalità teorica ed almeno 40 di formazione trasversale.
Viene demandata alla discrezionalità aziendale la facoltà di articolare le ore di formazione
previste per la durata complessiva del progetto.
Le ore destinate alla formazione esterna, ove prevista, vengono aggregate, di norma, in moduli
settimanali da realizzare compatibilmente con le esigenze aziendali.
24. E’ possibile stabilire un differente impegno formativo e specifiche modalità di svolgimento sia
della formazione interna che di quella esterna in coincidenza con particolari periodi lavorativi e
punte di più intensa attività.
25. La durata, le modalità e l’articolazione della formazione sono quelle sopra individuate salvo che
non siano stabilite nei profili formativi delle figure professionali di assunzione che sono definite
nei singoli CCNL.
26. Il percorso formativo del lavoratore comprende oltre le ore di formazione anche l’adibizione alle
mansioni proprie del profilo di destinazione, che potranno essere svolte autonomamente purché
l’apprendista sia in possesso delle relative abilitazioni, ove prescritte.
27. La formazione effettuata dovrà essere registrata nel libretto formativo del cittadino secondo le
modalità definite dalla normativa vigente in materia.
28. Per quanto concerne la figura e le funzioni del tutor si applica quanto previsto dal decreto del
Ministero del Lavoro del 28 febbraio 2000.
L’utilizzazione degli apprendisti nelle attività di condotta e scorta dei treni nonché nelle attività
caratteristiche del personale viaggiante sui mezzi di trasporto pubblico deve essere coerente con
le abilitazioni conseguite in applicazione della normativa vigente.
Inoltre, per le imprese che applicano il CCNL delle Attività Ferroviarie, nei servizi di condotta
per i quali è previsto il possesso della patente F, l’utilizzazione dei macchinisti e capi treno
apprendisti potrà avvenire secondo le seguenti modalità:
 il macchinista apprendista, nei primi 20 mesi del contratto di apprendistato potrà svolgere tali
servizi solo se affiancato da altro agente di condotta in possesso della patente F;
 ove la condotta dei treni sia affidata ad un solo agente, il capo treno apprendista potrà essere
impiegato in tali servizi non prima di 8 mesi dall’inizio del contratto di apprendistato.
1. In attuazione del punto 1 del precedente art. 22 ed in coerenza con l’Accordo Interconfederale
del 18 aprile 2012, possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante i
lavoratori destinati a svolgere le mansioni proprie di tutte le figure ed i livelli professionali
previsti all’art. 27 “Classificazione professionale” del presente CCNL.
2. La durata del contratto di apprendistato professionalizzante, in conformità al D.Lgs. 14 settembre
2011, n. 167 non può in ogni caso essere superiore a 3 anni, fatte salve le maggiori durate
previste per i contratti di apprendistato professionalizzante già in essere presso le aziende alla
data di stipula del presente CCNL, in applicazione dell’accordo nazionale del 1° marzo 2006
stipulato tra Agens e le Organizzazioni sindacali stipulanti il presente CCNL.
3. In applicazione del punto 8 del precedente art. 22, al lavoratore sarà attribuita la figura
professionale da conseguire e lo stesso, convenzionalmente, per i primi 24 mesi sarà inquadrato
nella posizione retributiva più elevata del livello professionale immediatamente inferiore a quello
previsto per la figura professionale attribuita e, per i successivi 12 mesi nella posizione
retributiva iniziale del livello professionale di destinazione finale.
Nell’ipotesi in cui il lavoratore assunto con contratto di apprendistato professionalizzante sia in
possesso di apposito attestato di qualifica professionale idoneo rispetto all’attività da svolgere, lo
stesso sarà inquadrato per tutta la durata del contratto nella posizione retributiva iniziale del
livello professionale previsto per la figura professionale alle cui attività è finalizzata la
4. Per la durata complessiva del contratto al lavoratore saranno attribuiti i trattamenti economici
aggiuntivi connessi allo svolgimento delle mansioni proprie della figura professionale da
5. La durata del periodo di prova è stabilita in 30 giorni di effettivo servizio dalla data di
6. In caso di conferma il periodo di prova si intende assolto ed il periodo di apprendistato verrà
computato nell’anzianità di servizio, oltre che ai fini degli istituti previsti dalla legge, ai fini di
tutti gli istituti disciplinati dal presente CCNL, compreso il passaggio alla posizione retributiva
superiore nell’ambito dei livelli professionali B, C, D, E, F e fatto salvo quanto previsto al punto
9 del precedente art. 22.
7. Nel caso di malattia o infortunio non sul lavoro si applica quanto previsto dall’art. 32 del
8. In applicazione del punto 5 del precedente art. 22, le figure professionali ed i profili formativi
per l’attivazione del contratto di apprendistato professionalizzante sono quelli definiti
nell’accordo nazionale del 1° marzo 2006 sopra citato, come di seguito riportati:
Operatore Specializzato della Manutenzione (per le infrastrutture ferroviarie) - (livello
professionale D),
Operatore Specializzato della Manutenzione (per il materiale rotabile) - (livello professionale
A livello aziendale, ove siano definite diversamente le figure professionali di cui sopra,
potranno essere adottati con specifico accordo tra le parti i relativi profili formativi come
definiti nel presente CCNL.
I profili formativi per ciascuna delle figure professionali sopra indicate sono riportati
nell’Allegato B al presente CCNL.
9. Le figure professionali ed i profili formativi di cui al precedente punto 8 potranno essere integrati
con specifico accordo tra le parti stipulanti il presente CCNL, ovvero tra le parti a livello
aziendale, qualora le imprese, in relazione alle esigenze produttive, lo richiedano.
1. La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere
tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività
dell’azienda, tenuto conto dei divieti di cui all'art. 20, comma 5, del D.Lgs. n. 276/2003.
2. L’azienda comunicherà preventivamente alla RSU o RSA ove esistenti, o, in mancanza, alle
strutture territoriali delle Organizzazioni Sindacali stipulanti i singoli CCNL o riconosciute in
azienda, il numero dei lavoratori somministrati e i motivi del ricorso al lavoro somministrato.
Ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità la predetta comunicazione è fornita entro i
cinque giorni successivi alla stipula del contratto di fornitura.
3. I lavoratori somministrati a tempo determinato dovranno essere in possesso delle specifiche
abilitazioni/patenti prescritte per le mansioni da svolgere.
4. I lavoratori somministrati hanno diritto di esercitare presso le aziende utilizzatrici i diritti di
libertà e attività sindacale previsti dalla legge 20.5.1970, n. 300.
1. Le parti, nel richiamarsi ai principi e ai criteri dell’Accordo Interconfederale del 9.6.2004 e a
seguito dello sviluppo delle tecnologie informatiche e telematiche che consentono maggiore
flessibilità nel lavoro che può favorire l'efficienza e la produttività delle aziende nonché il
miglioramento della qualità delle condizioni di vita, la miglior gestione dei tempi di lavoro, una
più efficace integrazione nel mondo del lavoro dei disabili, convengono di disciplinare il
telelavoro secondo le modalità di seguito stabilite.
2. Ad ogni effetto connesso alla presente disciplina contrattuale, il telelavoro non costituisce una
diversa tipologia di rapporto di lavoro subordinato ma una diversa modalità di esecuzione della
prestazione lavorativa rispetto alle tradizionali dimensioni di spazio e di tempo, consentendo
l'espletamento delle prestazioni lavorative mediante l'impiego non occasionale di strumenti
telematici e con modalità non legate necessariamente ed esclusivamente alla presenza in servizio
presso la sede dell'azienda.
3. Il telelavoro può trovare sviluppo in variegate articolazioni in relazione ai diversi contenuti
organizzativi secondo modalità logistico-operative riconducibili a varie tipologie e si svolge di
regola presso il domicilio del lavoratore.
4. Le parti possono modificare la modalità di esecuzione della prestazione lavorativa già in essere
in rapporti a tempo indeterminato o per un periodo predeterminato dando un preavviso minimo
di 6 mesi; a fronte di comprovate motivazioni il telelavoratore può chiedere di rientrare nella
normale modalità della prestazione di lavoro, antetempo rispetto a quello concordato, dopo un
tempo minimo di 12 mesi dall’inizio del telelavoro.
5. Le obbligazioni connesse al rapporto di lavoro potranno svilupparsi attraverso modalità diverse
rispetto a quelle ordinarie sia come collocazione della prestazione lavorativa nell’arco della
giornata, sia come durata giornaliera della stessa, fermo restando che il telelavoratore gestisce
l’organizzazione del proprio tempo di lavoro nell’ambito delle direttive aziendali.
6. Il telelavoratore ha l'obbligo di essere reperibile nelle fasce orarie giornaliere prestabilite
dall'azienda. In caso di impossibilità il telelavoratore è tenuto a darne tempestiva e motivata
comunicazione all'azienda.
7. Le diverse configurazioni del telelavoro non incidono sull’inserimento del lavoratore
nell’organizzazione aziendale né sulla connotazione giuridica del rapporto di lavoro subordinato,
così come disciplinato dal presente contratto.
8. Il lavoratore assolverà alle proprie mansioni attenendosi all'osservanza delle norme, in quanto
non espressamente derogate da disposizioni di legge e come integrate dalle discipline aziendali,
adottando comunque ogni prescritta e/o necessaria cautela al fine di assicurare l’assoluta
segretezza delle informazioni aziendali disponibili per lo svolgimento dei compiti attribuitigli.
9. Le ordinarie funzioni gerarchiche naturalmente inerenti il rapporto di lavoro subordinato
potranno essere espletate in via telematica, nel rispetto dell’art. 4 della legge n. 300/1970 e/o per
il tramite di valutazione di obiettivi correlati alla durata della prestazione giornaliera/settimanale.
Nel caso di telelavoro domiciliare il dipendente dovrà consentire gli accessi di organi
istituzionali esterni finalizzati a visite ispettive nonché, con congruo preavviso, di rappresentanti
dell'azienda per motivi tecnici e di sicurezza.
10. L’azienda per esigenze tecnico-organizzative e produttive può disporre rientri temporanei del
telelavoratore presso l'unità produttiva di appartenenza.
11. Nei confronti del telelavoratore e del locale specifico nel quale egli presta la sua attività di lavoro
si applicano le norme vigenti in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro tenendo conto
delle caratteristiche della prestazione.
12. Le parti si danno atto che le particolari caratteristiche che connotano il telelavoro non
modificano il sistema di diritti e libertà sindacali, individuali e collettivi, sanciti dalla legge e dal
13. Eventuali discipline di carattere applicativo del presente istituto saranno oggetto di esame
congiunto a livello aziendale.
Altre tipologie di lavoro flessibile
1. Le parti convengono sull’opportunità di procedere ad una ricognizione congiunta per verificare
la necessità di integrare il presente CCNL con disposizioni inerenti altre tipologie di lavoro
2. Le integrazioni in esito alla verifica di cui al precedente punto 1 saranno definite dalle parti entro
i successivi 6 mesi.
3. Nelle more del percorso negoziale descritto sono fatte salve le norme relative a tali tipologie già
1. Fatte salve le tipologie contrattuali di cui agli articoli 21 e 22 (inserimento e apprendistato) del
presente CCNL, le altre forme contrattuali a tempo determinato, nonchè le assunzioni con
contratto di lavoro a tempo indeterminato con modalità a tempo parziale di tipo orizzontale, sono
attivabili:
nelle aziende fino a 50 dipendenti, entro la misura massima del 35% dei lavoratori a tempo
indeterminato in forza all’atto dell’assunzione, fatto comunque salvo il minimo di 5 unità
assumibili;
nelle aziende con più di 50 e fino a 500 dipendenti, entro la misura massima del 25% dei
lavoratori assunti a tempo indeterminato in forza all’atto dell’assunzione e, in ogni caso, in
misura numerica non inferiore a quella consentita alle aziende fino a 50 dipendenti;
nelle aziende con più di 500 dipendenti, entro la misura massima del 20% dei lavoratori a
tempo indeterminato in forza all’atto dell’assunzione e, in ogni caso, in misura numerica non
inferiore a quella consentita nelle aziende fino a 500 dipendenti.
2. Se dall’applicazione delle percentuali di cui al comma precedente risultassero frazioni di unità, il
numero dei lavoratori da assumere è elevato all’unità superiore.
3. Le limitazioni di cui ai punti precedenti non trovano applicazione per i contratti a tempo
determinato individuati dall’art. 10, comma 7 del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368.
4. I contratti part-time verticali (a tempo determinato ed indeterminato) la cui prestazione sia
compresa fra il 35% ed il 50% della prestazione media ordinaria settimanale, mensile, annuale,
sono attivabili nel limite del 5% dei lavoratori a tempo pieno in forza all’atto dell’assunzione,
con arrotondamento all’unità superiore di eventuali frazioni, fatto comunque salvo il minimo di 5
unità assumibili. Tali contratti concorrono ai limiti complessivi stabiliti al punto 1 del presente
1.1 I lavoratori sono inquadrati in un’unica scala classificatoria articolata su 7 livelli
professionali, cui corrispondono 16 posizioni retributive e i relativi valori dei minimi
retributivi di cui all’art. 68 (Retribuzione) del presente CCNL, nei termini di seguito
F - Generici
E - Operatori
D - Operatori Specializzati
C - Tecnici
B - Tecnici Specializzati
A - Direttivi
1.2 L’inquadramento del lavoratore è effettuato sulla base delle declaratorie generali per ciascun
livello professionale e delle caratteristiche complementari individuate per ciascuna figura
professionale, così come definite nel presente articolo.
Le parti si danno atto che le figure professionali sono da ritenersi esemplificative e che la
descrizione delle caratteristiche complementari delle stesse non ha carattere esaustivo.
Le declaratorie dei livelli e le caratteristiche complementari delle figure professionali
esemplificative consentono, per analogia, di inquadrare le ulteriori figure professionali non
indicate nel presente CCNL.
Nell’ambito di ciascun livello professionale sono individuate differenti posizioni retributive
che, sulla base delle caratteristiche complementari di ciascuna figura professionale
esprimono, in forma distinta per le diverse figure professionali o per gruppi di esse, il grado
di competenza maturata nello svolgimento delle mansioni e la professionalità acquisita, anche
con riferimento alle abilitazioni/patenti.
1.3 I lavoratori devono essere adibiti alle mansioni proprie per le quali sono stati assunti o a
quelle corrispondenti al livello professionale superiore che abbiano successivamente
Nel caso di assegnazione a mansioni di livello superiore i lavoratori hanno diritto al
trattamento corrispondente alle mansioni svolte e l’assegnazione stessa diviene definitiva,
ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla
conservazione del posto, dopo un periodo comunque non superiore a tre mesi.
1.4 Per comprovate esigenze tecniche, organizzative e produttive il lavoratore, anche a domanda,
può svolgere temporaneamente mansioni diverse nell’ambito delle figure professionali dello
stesso livello professionale, purché in possesso delle abilitazioni e dei requisiti richiesti e
purché ciò non comporti un mutamento sostanziale della sua posizione professionale.
Permanendo tali esigenze per più di 18 mesi l’assegnazione diventa definitiva ove le parti
interessate lo convengano.
1.5 In caso di assunzione i lavoratori saranno inquadrati nel livello professionale cui appartiene
la figura professionale di assunzione, alla posizione retributiva minima prevista per la
medesima figura professionale, fatto salvo quanto previsto nella Parte II “Mercato del
Lavoro” del presente CCNL.
1.6 Le parti stipulanti il presente CCNL convengono che, tramite accordi anche a livello
aziendale, potranno essere concordati gli opportuni adeguamenti della disciplina contrattuale
in materia qualora lo sviluppo tecnico organizzativo del settore, le esigenze produttive delle
aziende o gli accordi aziendali applicativi del presente CCNL evidenziassero la necessità di
individuare nuove figure professionali, in coerenza con l’impianto classificatorio definito nel
2. DECLARATORIE E FIGURE PROFESSIONALI
Livello professionale F: GENERICI
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività manuali e/o generiche, anche
di sorveglianza di impianti e/o strutture, per le quali occorrono conoscenze professionali
elementari, sulla base di indicazioni ricevute, ovvero in applicazione di metodi operativi
predefiniti e procedure codificate in relazione all’esperienza e alle abilitazioni conseguite.
Può essere richiesto l’utilizzo di mezzi, strumenti, apparecchiature di uso semplice.
Appartengono altresì a questo livello i lavoratori che svolgono la loro attività a bordo delle
navi in servizio di traghettamento ferroviario in attuazione delle disposizioni legislative ed
amministrative vigenti nel settore marittimo delle Navi Traghetto.
Figure professionali esemplificative:
Lavoratori addetti alle attività di carico e scarico delle merci, di facchinaggio e pulizia per le
quali non occorrono specializzazioni o esperienze particolari.
Pulitore impianti fissi e a bordo treno
Lavoratori che, avvalendosi anche di mezzi e di attrezzature meccaniche, provvedono alla
pulizia, disinfezione e disinfestazione degli ambienti e delle carrozze ferroviarie, anche in
corso di viaggio, nonché all’allestimento e al disallestimento delle vetture.
Generici (servizi ausiliari)
Lavoratori che svolgono, sia a bordo treno che a terra, attività generiche comunque connesse
con i servizi ferroviari, che non richiedono particolari qualificazioni professionali.
Lavoratori che provvedono al carico e allo scarico delle merci dai carrelli trasportatori ed il
carico e lo scarico dei prodotti destinati ai servizi a bordo; effettuano il prelievo da bordo
treno e nei magazzini dei rifiuti con il trasporto fino ai punti di raccolta indicati ed i
rifornimenti idrici dei materiali rotabili.
Lavoratori che nell’ambito delle attività a bordo treno, sulla base di procedure prestabilite,
promuovono sul treno la vendita dei prodotti commercializzati con l’ausilio del bar mobile,
nel rispetto delle norme igieniche, amministrative e fiscali vigenti.
Passaggi di posizione retributiva
Per le figure professionali del Livello GENERICI, il passaggio dalla posizione retributiva 2
alla posizione retributiva 1, avviene a seguito del raggiungimento di quattro anni di anzianità
nella posizione retributiva 2.
Livello professionale E: OPERATORI
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività di carattere operativo tecniche
e/o amministrative in applicazione di metodi operativi predefiniti e procedure codificate in
relazione alle esperienze e alle abilitazioni conseguite, nonché i lavoratori che svolgono la
loro attività a bordo delle navi in servizio di traghettamento ferroviario in attuazione delle
disposizioni legislative ed amministrative vigenti nel settore marittimo delle Navi Traghetto.
Lavoratori che, anche con conoscenza di lingue estere, effettuano il servizio di accoglienza e
assistenza clienti delle carrozze ferroviarie provvedendo ad ogni attività connessa al tipo di
servizio scortato e riscuotono e versano gli importi per ogni servizio a pagamento reso alla
clientela con i relativi rendiconto.
Operatore polivalente di condotta e manovra nei raccordi
Lavoratori che, in possesso delle prescritte abilitazioni, svolgono attività di condotta e
manovra esclusivamente nei raccordi industriali e commerciali con le relative operazioni
accessorie nei binari di presa e consegna, provvedendo, se collocati almeno nella posizione
retributiva 2, anche al coordinamento ed al controllo di lavoratori di livello pari o inferiore,
comprese le attività amministrative connesse.
Lavoratori che, inseriti nel ciclo manutentivo, svolgono attività operative di natura tecnico
qualificata anche attraverso l’acquisizione delle abilitazioni previste.
Armatore ferroviario raccordi/Referente armamento ferroviario
Lavoratori che, inseriti nel ciclo produttivo, svolgono attività di montaggio e manutenzione
dei binari esclusivamente all’interno dei raccordi industriali e commerciali anche attraverso
l’utilizzo di mezzi, delle attrezzature e delle abilitazioni previste. Se collocati almeno nella
posizione retributiva 2 possono svolgere anche compiti di addestramento e di controllo di
squadre di lavoratori di livello pari o inferiore, comprese le attività amministrative connesse.
Ausiliario (Circolazione, Manovra Infrastruttura, Manovra Rotabili, Uffici)
Lavoratori che svolgono attività di carattere operativo anche amministrative di limitata
complessità nell’ambito dei rispettivi settori di attività a supporto della realizzazione del
Operatore (servizi ausiliari e/o di pulizia)
Lavoratori che svolgono attività di carattere operativo di limitata complessità nell’ambito dei
rispettivi settori di attività a supporto della realizzazione del processo lavorativo.
Operatore qualificato di logistica
Lavoratori che nell’ambito delle attività di logistica sussidiarie ai servizi a bordo treno in
condizioni di autonomia esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni di
natura amministrativa e/o tecnico/pratiche che richiedono il possesso di conoscenze
Addetto ai servizi di ristorazione a bordo treno
Lavoratori che nell’ambito delle attività a bordo treno, sulla base di procedure prestabilite ed
in condizioni di autonomia esecutiva svolgono il servizio di sala secondo modalità di
esecuzione predeterminata, provvedendo direttamente a bordo treno all’approntamento dei
pasti secondo ricette predefinite, alla preparazione delle pietanze ed alla presentazione delle
stesse adempiendo alle operazioni di pulizia del materiale e delle attrezzature di ristorazione.
Svolgono anche compiti di carattere manuale destinati a fornire il servizio di
accoglienza/assistenza a bordo, di ristorazione e le necessarie attività d’offerta, prenotazioni,
preparazione e vendita dei prodotti commercializzati. Il tutto nel rispetto delle norme
igieniche, amministrative e fiscali vigenti.
Per le figure professionali del Livello OPERATORI, il passaggio dalla posizione retributiva 3
alla posizione retributiva 2 avviene a seguito del raggiungimento di due anni di anzianità nella
posizione retributiva 3, purché il lavoratore sia in possesso delle competenze professionali e/o
delle abilitazioni/patenti richieste a livello aziendale per lo svolgimento delle attività previste
per ciascuna figura professionale.
Il passaggio dalla posizione retributiva 2 alla posizione retributiva 1, purché il lavoratore sia
in possesso delle competenze professionali e/o delle abilitazioni/patenti richieste a livello
aziendale per lo svolgimento delle attività previste per ciascuna figura professionale, avviene
a seguito del raggiungimento di tre anni di anzianità nella posizione retributiva 2.
Livello professionale D: OPERATORI SPECIALIZZATI
Appartengono a questo livello i lavoratori che, sulla base di conoscenze professionali
specifiche e di adeguata esperienza acquisita nell’esercizio delle proprie mansioni, ovvero
attraverso specifici percorsi formativi, svolgono attività operative, tecniche ed
amministrative, nell’ambito di metodi e procedure predefiniti comprese attività di
addestramento al lavoro e di coordinamento di personale di livello pari o inferiore.
Appartengono altresì a questo livello i lavoratori che, in possesso della qualificazione
professionale necessaria, svolgono attività operative e pratiche in assistenza e a supporto del
personale medico e paramedico, nonché i lavoratori che svolgono la loro attività a bordo delle
Rientrano in tale livello i lavoratori che in possesso delle prescritte abilitazioni e sulla base
delle conoscenze acquisite attraverso moduli formativi di specializzazione e/o esperienza
professionale maturata nei livelli inferiori, nell’ambito dei rispettivi settori di attività,
concorrono alla realizzazione dei processi produttivi anche attraverso il coordinamento dei
processi e delle attività di personale di livello pari o inferiore.
Lavoratori che svolgono attività pratico-operative relative a installazione, riparazione,
manutenzione e verifica sugli impianti e sulle strutture, sulle apparecchiature, nonché sulla
sede e sull’armamento svolgendo altresì le mansioni di uso comune comprese le operazioni
amministrative connesse.
manutenzione e verifica sul materiale rotabile e sulle apparecchiature, svolgendo altresì le
mansioni di uso comune comprese le operazioni amministrative connesse; effettuano, altresì,
la messa in esercizio dei mezzi di trazione.
Operatore Specializzato Circolazione
Lavoratori che svolgono attività pratico-operative relative a manovra degli scambi e dei
segnali di istradamento mediante l’uso di appositi dispositivi ed apparati di sicurezza;
composizione e scomposizione dei convogli ferroviari; condotta di locomotive da manovra,
limitatamente a manovre nell’ambito di un impianto di servizio e ad interventi tecnici sui
mezzi di trazione e sul materiale rimorchiato.
Operatore Specializzato Commerciale
Lavoratori che svolgono sia a terra che a bordo treno attività di assistenza e accoglienza della
clientela, anche con riferimento ai settori dell’accompagnamento notte e della ristorazione
dialogando in lingua straniera quando necessario e provvedendo, con ogni iniziativa atta, ad
assicurare il miglior comfort possibile, effettuando anche prestazioni connesse con iniziative
promozionali e commerciali. Concorrono ad assicurare il buon andamento del servizio e del
corretto adempimento delle norme igieniche, tecnico/amministrative e fiscali.
Operatore Specializzato Attività di supporto
Lavoratori che esplicano attività tecnico/amministrative richiedenti la conoscenza di
procedure operative definite e l’applicazione di conoscenze acquisite, nonché attività di
vigilanza degli asset aziendali, di reception, di controllo degli accessi aziendali, di
smistamento e inoltro della corrispondenza e, all’occorrenza, compiti di supporto alle attività
dei lavoratori di livello superiore nonché, in possesso delle patenti prescritte, di manutenzione
e conduzione di automezzi di servizio su gomma, comprese le operazioni amministrative
Operatore Specializzato di logistica
condizioni di autonomia operativa coordinano le attività del personale di livello inferiore
relative alle operazioni di trasporto da e per il treno, di carico e di scarico delle merci,
attrezzature e materiali utili ai servizi di bordo, alle operazioni di ricezione, presa in consegna,
magazzinaggio, custodia e smistamento sia di prodotti alimentari che non alimentari, delle
attrezzature di bordo.
Lavoratori che nell’ambito delle attività a bordo treno, in condizioni di autonomia operativa e
con specifica ed adeguata capacità professionale svolgono lavori che comportano una
particolare conoscenza tecnica, coordinando un gruppo di lavoratori di livello inferiore che
esplicano i servizi di ristorazione, di accoglienza e di assistenza nelle carrozze ristorante e
lungo il treno. Sono responsabili del buon andamento del servizio e del corretto adempimento
delle norme igieniche, tecnico/amministrative e fiscali.
Lavoratori che, in possesso dei requisiti previsti per l’operatore polivalente di condotta e
manovra nei raccordi, provvedono anche al coordinamento ed al controllo di squadre di
lavoratori di livello pari o inferiore, comprese le attività ad esso connesse.
Coordinatore di armamento ferroviario
Lavoratori che, in possesso dei requisiti previsti, provvedono anche al coordinamento ed al
controllo tecnico, operativo e amministrativo delle squadre di armamento ferroviario nei
raccordi industriali e commerciali.
Per le figure professionali del Livello OPERATORI SPECIALIZZATI, il passaggio dalla
posizione retributiva 3 alla posizione retributiva 2 avviene a seguito del raggiungimento di
quattro anni di anzianità nella posizione retributiva 3, purché il lavoratore sia in possesso delle
competenze professionali e/o delle abilitazioni/patenti richieste a livello aziendale per lo
svolgimento delle attività previste per ciascuna figura professionale.
a seguito del raggiungimento di quattro anni di anzianità nella posizione retributiva 2.
Livello professionale C: TECNICI
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono con autonomia operativa e con
margini di discrezionalità, nell’ambito di procedure e istruzioni ricevute, attività richiedenti
un qualificato livello di conoscenze e professionalità nonché competenze tecniche,
specialistiche, commerciali e/o gestionali, di protezione aziendale, finalizzate alla
realizzazione dei processi produttivi, anche attraverso l’addestramento al lavoro, il controllo
di attività operative ed il coordinamento di personale di livello pari o inferiore.
Appartengono altresì a questo livello i lavoratori che, in possesso delle qualificazioni
professionali necessarie, sulla base delle norme vigenti e di apposite istruzioni svolgono
attività operative di natura tecnico-sanitaria ed amministrativa, nonché quelle connesse
all’accertamento psico-attitudinale e per l’ergonometria, nonché i lavoratori che svolgono la
Rientrano in tale livello i lavoratori che, in possesso delle prescritte abilitazioni/patenti e sulla
base delle conoscenze acquisite attraverso una specifica formazione o esperienza
professionale maturata nelle posizioni retributive e nei livelli professionali inferiori,
nell’ambito dei rispettivi settori di attività concorrono alla realizzazione dei processi
produttivi anche attraverso il coordinamento ed il controllo delle attività di personale di
livello pari o inferiore.
Figure professionali esemplificative
Tecnico della Manutenzione Infrastrutture
Lavoratori che svolgono attività tecnico-operative di installazione e manutenzione degli
impianti e degli apparati, anche attraverso l’utilizzo di schemi, disegni e tecnologie
complesse, realizzando, inoltre, il connesso controllo amministrativo.
Tecnico della Manutenzione Rotabili
apparati e del materiale rotabile, anche attraverso l’utilizzo di schemi, disegni e tecnologie
Tecnico della Circolazione
Lavoratori che svolgono attività di circolazione e/o di controllo e sorveglianza su determinati
apparati di sicurezza operando con autonomia operativa relativamente agli istradamenti,
ovvero collaborano alle attività gestionali necessarie in stazione ferroviaria di non elevato
Tecnico di Verifica e Formazione Treno
Lavoratori che svolgono, nel rispetto di norme e regolamenti prefissati, al fine di garantire il
rispetto delle norme di sicurezza e circolazione, attività tecniche, di controllo e verifica sul
materiale rotabile, nonché attività operative/tecnico-pratiche/amministrativo-contabili con
specifica preparazione professionale in relazione ai processi di gestione del materiale rotabile
e della formazione dei convogli ed in coerenza con le norme di sicurezza e circolazione.
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