Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3548-del-10-02-2017
Timestamp: 2020-04-02 00:52:50+00:00
Document Index: 64925474

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Sentenza Cassazione Civile n. 3548 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3548 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. III, 10/02/2017, n. 3548
sul ricorso 22334/2015 proposto da:
M.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CRESCENZIO 58,
presso lo studio dell’avvocato MARIA LUISA DEL BUFALO, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato RAFFAELLA NARDI giusta
MI.MA., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI SAVORELLI
e difende unitamente all’avvocato PIETRO CLEMENTI giusta procura
avverso la sentenza n. 141/2015 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
23/11/2016 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI;
udito l’Avvocato RAFFAELLA NARDI;
udito l’Avvocato CHIOZZA ANNA;
Mi.Ma. – conduttore di un immobile ad uso abitativo locatogli da M.P.- richiese la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni assumendo che l’immobile era infestato da tarli e pertanto inidoneo all’uso previsto.
La Corte di Appello di Firenze ha rigettato il gravame principale della M., mentre ha accolto parzialmente quello incidentale del Mi., riconoscendogli l’ulteriore importo di Euro 12.371,00 (oltre accessori) a titolo di risarcimento dei danni conseguenti all’acquisto di mobilia e alle spese per migliorie apportate all’immobile.
Ricorre per cassazione la M., affidandosi a sette motivi; resiste l’intimato a mezzo di controricorso.
1. Col primo motivo, la ricorrente deduce l’omesso esame di un fatto decisivo (individuato nella circostanza che la locatrice aveva sempre contestato che l’immobile fosse infestato dai tarli) e la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 e 1578 c.c., assumendo che la Corte aveva “confuso il diritto del conduttore ad ottenere la risoluzione del contratto disciplinato dall’art. 1578 c.c., comma 1 – con l’istituto della risoluzione per inadempimento”; evidenzia, al riguardo, che era il conduttore ad essere gravato dell’onere di provare il fatto costitutivo della sua pretesa (ossia la presenza dei vizi e l’esistenza del nesso causale rispetto ai pregiudizi lamentati) e – altresì – che il risarcimento sarebbe spettato soltanto se fosse emerso che la locatrice aveva consapevolmente taciuto i vizi della cosa (ex art. 1578 c.c., comma 2).
Col secondo motivo (che denuncia l’omesso esame di un fatto decisivo e la violazione e falsa applicazione dell’art. 1578 c.c., comma 2), la M. deduce che l’immobile era stato ristrutturato immediatamente prima della locazione e che pertanto la locatrice non poteva essere a conoscenza dell’eventuale presenza di tarli; rileva altresì che il conduttore non aveva dimostrato l’esistenza e l’entità del vizio, mentre la locatrice aveva offerto “la prova liberatoria dell’incolpevole ignoranza del vizio (ove esistente), richiesta dall’art. 1578 c.c., comma 2 per esonerare il locatore dalla responsabilità per il risarcimento del danno”;
Le censure sono, per il resto, inammissibili nella parte in cui propongono un diverso apprezzamento dei fatti e infondate nella parte in cui ipotizzano l’esistenza di un giudicato che – a tacer d’altro – è chiaramente incompatibile con la proposizione dell’appello incidentale (giacchè l’insistenza sulle richieste risarcitorie postula l’accertamento della responsabilità della M. ex art. 1578 c.c., comma 2).
5. Il settimo motivo (“violazione e falsa applicazione degli artt. 1575, 1209, 1216 e 1220 c.c.”) censura la sentenza per avere ritenuto che non fossero dovuti i canoni da febbraio a maggio 2011 (data della riconsegna dei locali) per il fatto che il ritardo era dipeso dalla mancanza di indicazioni della locatrice sulle modalità di riconsegna del bene; assume la ricorrente che – al contrario – sarebbe stato onere del conduttore “intimare alla M. di riprendere in consegna l’immobile, indicando data e ora del rilascio”.