Source: http://www.peduto.it/Diritti/Magna.htm
Timestamp: 2020-01-29 11:55:46+00:00
Document Index: 25585385

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 2', 'art. 61', 'art. 37', 'art. 46', 'art. 61']

La Magna Charta Libertatum, promulgata dal re Giovanni Senza Terra nel 1215 è il primo documento che riconosce ufficialmente i diritti dei feudatari, della Chiesa, delle città inglesi e di tutti gli uomini liberi nei confronti del sovrano d'Inghilterra.
<< MAGNA CHARTA >>
Sappiate che noi, di fronte a Dio, per la salute della nostra anima e di quella dei nostri predecessori e successori, per l'esaltazione della santa Chiesa e per un miglior ordinamento del nostro regno, dietro consiglio dei nostri reverendi padri Stefano2, arcivescovo di Canterburgo, primate d'Inghilterra e cardinale della santa romana Chiesa, Enrico, arcivescovo di Dublino, Guglielmo,. vescovo di Londra, Pietro, vescovo di Winchester, Gioscellino, vescovo di Bath e Glastonbury, Ugo, vescovo di Lincoln, Gualtiero, vescovo di Coventry, Benedetto, vescovo di Rochester, Mastro Pandolfo3, suddiacono e membro della corte papale, Fratel]o Aymerico, maestro dei cavalieri del Tempio in Inghilterra, Guglielmo Marshal, duca di Pembroke,. Guglielmo, duca di Salisbury, Guglielmo, duca di Warren, Guglielmo, duca di Arundel, Alan de Galloway, conestabile di Scozia, Warin figlio di Gherardo, Pietro figlio di Erberto, Uberto de Burgo, siniscalco di Poitou, Ugo de Neville, Matteo figlio di Erberto, Tommaso Basset, Alan Basset, Filippo Daubeny, Roberto de Rop peley, Giovanni Marshal, Giovanni figlio di Ugo, e di altri leali sudditi4:
(2) Venendo a morte un conte, un barone, od altra persona che possegga delle terre direttamente per concessione della corona, in cambio del "servizio di cavaliere ", il suo erede -se è maggiorenne- potrà avere la sua eredità solo su pagamento della antica misura del " riscatto ". Ciò è a dire che l'erede o gli eredi di un conte pagheranno cento sterline per l'intero possedimento del conte, l'erede o gli eredi di un cavaliere cento scellini al massimo per il " feudo di cavaliere "; ed ogni uomo che deve di meno pagherà di meno, secondo l'antico uso delle proprietà ereditarie 5.
(3) Ma se l'erede di tale persona è un minorenne, quando raggiunge la maggior età deve avere l'eredità senza pagare "riscatto"6,
(4) L'amministratore della terra di un erede, minorenne deve ottenere da essa profitti, tributi consuetudinari e servizi feudali solo in misura ragionevole. Egli dovrà far ciò senza arrecare detrimento o danno alle persone od alla proprietà. Se avremo affidato la tutela della terra ad uno sceriffo, o ad altra persona responsabile verso di noi per le entrate, e questi avrà provocato detrimento o danno esigeremo un risarcimento da lui e la terra sarà affidata a due valenti e prudenti uomini dello stesso feudo che saranno responsabili per le entrate verso di noi o verso la persona cui li avremo assegnati. Se noi avremo dato o venduto ad alcuno l'amministrazione di tale terra ed egli ne avrà causato detrimento o danno, perderà la tutela della terra, che verrà consegnata a due valenti è prudenti uomini dello stesso feudo, che saranno similmente responsabili verso di noi7.
(6) Gli eredi8 non possono essere dati in matrimonio a persone di estrazione sociale inferiore alla loro. Prima che avvenga, il matrimonio deve essere reso noto ai parenti Stretti dell'erede.
(7) Alla morte del marito la vedova riavrà immediatamente e senza ostacoli la sua dote e la sua eredità9. Ella non pagherà nulla per la legittima10 , la dote, e qualsiasi altra eredità che ella ed il marito possedevano assieme al momento della di lui morte. Ella potrà rimanere nella casa del marito per quaranta giorni dopo la sua morte, ed entro questo termine le dovrà essere assegnata la sua legittima.
(9) Nè noi nè i nostri balivi11 ci impadroniremo delle terre e delle rendite di chiunque per debiti, finché i beni mobili del debitore saranno sufficienti a pagare il suo debito. Non sarà chiesta soddisfazione ai garanti del debitore fintantochè egli stesso sarà in grado di pagare. Se il debitore non potrà pagare per mancanza di mezzi, i suoi garanti saranno tenuti a far ciò. Se essi lo vorranno potranno impadronirsi delle terre e delle rendite del debitore fino a che riavranno indietro la somma che hanno sborsato per lui, a meno che il debitore non riesca a dimostrare di aver già soddisfatto i suoi garanti.
(10) Se alcuno che abbia preso a prestito denaro da Ebrei12 , muore prima di aver pagato il debito, il suo erede non pagherà interessi su tale somma per tutto il tempo che si troverà nella minore età, senza tener conto della persona per la cui concessione egli possiede le terre. Se tale credito finisce nelle mani della corona, essa non pretenderà nulla altro che la somm principale specificata nel patto.
(11) Se un uomo muore e deve del denaro ad Ebrei13 , sua moglie può mantenere intatta la sua legittima14 senza doverne detrarre alcunchè per pagare tale debito. Se l'uomo lascia dei figli che siano nella minorità si provvederà ai loro bisogni in misura adeguata al suo patrimonio terriero. Il debito sarà pagato con il residuo, dopo aver messo da parte il "servizio"15 dovuto ai signori feudali dell'uomo. Per i debiti verso persone non ebree ci si comporterà nello stesso modo.
(12) Nessuno "scutagium"16 od "auxilium"17 sarà imposto nel nostro regno se non per comune consenso, a meno che ciò non sia per il riscatto della nostra persona, per la nomina a cavaliere del nostro figlio maggiore e (una sola volta) per il matrimonio della nostra figlia maggiore. Per tali fini sarà imposto solo un ragionevole "auxilium" la stesso vale per gli "auxilia" della città di Londra.
(14) Per ottenere il generale consenso per l'imposizione di un "auxilium" - eccettuati i tre casi sopra specificati - o di uno "scutagium" faremo convocare per lettera, individualmente, gli arcivescovi, i vescovi, gli abati, i conti ed i maggiori baroni. Faremo quindi emettere, dai nostri sceriffi e balivi18 vari, una convocazione generale di coloro che posseggono terre direttamente per nostra concessione, affinchè si trovino insieme in un dato giorno (di cui saranno avvisati almeno quaranta giorni prima) ed in un dato posto. In tutte le lettere di convocazione ne sarà specificato il motivo. Essendo la convocazione avvenuta, quanto fissato procederà nel giorno stabilito secondo la risoluzione dei presenti, anche se non tutti i convocati si saranno presentati.
(15) Per il futuro non permetteremo che alcuno esiga un "auxilium"19 dai suoi uomini liberi, tranne che per riscattare la sua persona, per fare cavaliere il figlio maggiore, per maritare (unasola volta) la figlia maggiore. Per questi scopi sarà imposto però solo un "auxilium" ragionevole.
(16) Nessuno sarà costretto a fornire una prestazione sproporzionatamente gravosa per il possesso di un "feudo di cavaliere"20 o di qualsiasi altro appezzamento.
(17) I processi comuni non seguiranno la corte reale, ma si terranno in una località fissa21
(18) Le inchieste di "novel disseisin", "mort d'ancestor", "darrein presentment" si svolgeranno solo nel tribunale della propria contea. Noi stessi o, trovandoci noi all'estero, il nostro primo giudice, manderemo due giudici in ogni contea quattro volte all'anno; e questi giudici, assieme a quattro cavalieri della contea eletti dalla contea stessa, si riuniranno nel tribunale della contea, cioè nel giorno e nel luogo di quel tribunale22.
(22) Gli uomini di chiesa saranno multati del proprio secondo gli stessi princìpi suesposti per i laici, senza tener conto dei benefici ecclesiastici23.
(23) Nessun villaggio o singolo uomo potrà essere costretto a co struire ponti sui fiumi, a meno che non vi sia in proposito il vincolo di una usanza immemorabile24,
(25) Ogni contea, "hundred", " wapentake" e "trìthing", tranne le proprietà di dominio regio, manterrà l'antico canone25,
(29) Nessun conestabile potrà costringere un cavaliere a pagare del denaro in luogo del "presidio di castello"26 se il cavaliere vorrà assumersi personalmente questo compito o vorrà affidarlo (essendone egli impossibilitato per un valido motivo) ad una persona di sua fiducia. Inoltre se un cavaliere si troverà a dover prestare a "servizio d'armi", sarà affrancato dalla suddetta incombenza per tutto il periodo di durata di tale servizio.
(32) Noi non occuperemo le terre di coloro che son dichiarati colpevoli di fellonia per un periodo più lungo che un anno ed un giorno, dopo di che esse torneranno in possesso del proprietario del feudo27.
(33) Si ordina che siano rimossi tutti gli sbarramenti per catturare i pesci, che si trovino nel Tamigi, nel Medway e in qualsiasi altra parte dell'inghilterra, fuorché lungo le coste marine28 .
(34) Il mandato detto "praecipe"29 non sarà emesso in futuro per alcuno in rapporto ad alcun possedimento di terra, se un uomo libero potrà per esso essere privato del diritto di giudizio nella propria corte.
(35) Vi dovrà essere una sola misura di vino, birra e frumento in tutto il regno; e cioè il "quarter" londinese. Vi dovrà anche essere un'unica altezza per qualsiasi tipo di stoffa, cioè di due "ell" 30 tra una cimosa e l'altra. La stessa uniformità di misura dovrà esservi per i pesi.
(37) Se un uomo possiede una terra per concessione della corona come "/ee-farm", "socage" o "burgage"31 , e possiede pure una terra per concessione di un altro signore contro "servizio di cavaliere", noi non avremo - in virtù di tali "fee-farm", " socage" o "burgage" - la tutela del suo erede né della terra che appartiene al feudo dell'altra persona, a meno che il "fee-farm" non comporti un "servizio di cavaliere". Noi non avremo la tutela dell'erede di un uomo o della terra che egli possiede per conto di qualche altro, a motivo di alcuna piccola proprietà che egli possa tenere per conto della corona per "seruizio di lame, frecce o simili".
(43) Se alcuno possiede una "proprietà caduca" - come gli "honours"33 di Wallingford, Nottingham, Boulogne, Lancaster, od altre "proprietà caduche" che sono in nostro possesso e che sono baronie - alla sua morte il suo erede ci dovrà solo il riscatto ed il servizio di cui sarebbe stato debitore verso il barone se la baronia fosse stata ancona di proprietà del barone. Noi terremo tale proprietà caduca nello stesso modo in cui la teneva il barone.
(44) Coloro che vivono al di fuori della foresta non dovranno in futuro apparire davanti ai giudici reali della foresta in seguito ad una citazione comune, a meno che non siano effettivamente implicati in una azione legale o non siano garanti per quaicuno che sia stato arrestato per un'infrazione alle leggi della foresta34.
(47) Tutti i territori che sono stati dichiarati foreste35 durante il nostro regno, perderanno immediatamente tale stato. Lo stesso sarà per le sponde dei fiumi che sono state riservate per la caccia durante il nostro regno.
(49) Noi daremo indietro immediatamente tutti gli ostaggi36 e le carte consegnatici dai nostri sudditi quali pegni di pace e di lealtà.
(50) Rimuoveremo completamente dalle loro cariche i parenti di Gerard de Athée, e per il futuro non permetteremo loro di avere più alcun ufficio in Inghilterra. Le persone in questione sono: Engelard de Cigogné, Peter Guy, Andrew de Chanceaux, Guy de Cigogné, Geoffrey de Martigny ed i suoi fratelli, Philip Marc con i suoi fratelli e suo nipote Geoffrey, e tutti i loro seguaci37.
(51) Non appena la pace sarà restaurata38 allontaneremo dal nostro regno tutti i cavalieri, sergenti39, e balestrieri stranieri, e tutte le truppe mercenarie che sono arrivate - con gran danno del paese - con i loro cavalli e le loro armi.
(52) Ogni uomo che sia stato da noi privato delle terre, dei castelli, delle libertà o dei diritti, senza il legale giudizio dei suoi pari, ritornerà immediatamente in possesso di quanto perduto. I casi controversi saranno decisi dal giudizio dei venticinque baroni cui fa riferimento più sotto40. Tuttavia, nel caso che un uomo sia stato privato di qualcosa senza il giudizio legale dei suoi pari, da parte di nostro padre Re Enrico41 o di nostro fratello Re Riccardo42 , e nel caso inoltre che quanto a lui tolto si trovi in nostro possesso o nelle mani di persone sotto lanostra garanzia, noi dovremo avere - a meno che un processo non abbia avuto inizio od un'inchiesta non sia stata aperta per nostro ordine, prima che noi ci facessimo crociati - una proroga della durata usualmente concessa ai crociati. Al nostro ritorno dalla crociata - ovvero all'atto della nostra rinuncia ad essa - sarà resa pienamente ed immediatamente giustizia.
(53) Noi avremo ugualmente una proroga nel regolamento della questione delle foreste (se debbano cioè continuare ad essere considerate tali o meno), qualora queste siano state per la prima volta dichiarate tali da nostro padre Enrico o da nostro fratello Riccardo. Lo stesso sarà per la tutela delle terre che si trovano nel feudo di un altro, qualora noi la abbiamo avuta fino ad ora a causa di un feudo tenuto per nostro conto da un terzo in virtù del "servizio di cavaliere"43 . Lo stesso sarà infine per le abbazie fondate nel feudo di altra persona da noi, qualora questa avanzi delle pretese su di esse44. Al nostro ritorno dalla crociati, ovvero all'atto della nostra rinuncia ad essa, noi daremo legale soddisfazione a tutte le lagnanze concernenti tali questioni.
(54) Nessuno sarà arrestato od imprigionato per la morte di una persona su accusa di una donna, a meno che la persona morta non sia il marito della donna45.
(55) Tutte le somme che ci sono state versate ingiustamente ed in disaccordo con la legge del paese, e tutte le ammende da noi esatte indebitamente, saranno interamente restituite; ovvero saranno disposte secondo la decisione maggioritaria dei venticinque baroni cui si fa riferimento più sotto46, di Stefano47, arcivescovo di Canterbury - se egli potrà essere presente - e di quanti altri egli vorrà condurre con sé. Se l'arcivescovo non potrà essere presente la riunione continuerà senza di lui. Se però uno dei venticinque baroni sarà implicato anche lui in una causa di tal genere, il suo giudizio sarà escluso, ed un altro sarà scelto dal resto dei venticinque come sostituto per tale occasione, dopo averlo fatto giurare.
(57) Nel caso in cui un Gallese sia stato privato di qualcosa senza il giudizio legale dei suoi pari, da parte di nostro padre Re Enrico o nostro fratello Re Riccardo, e nel caso inoltre che quanto a lui tolto si trovi in nostro possesso o nelle mani di persone sotto la nostra garanzia, noi dovremo avere - a meno che un processo non abbia avuto inizio od una inchiesta non sia stata aperta per nostro ordine, prima che noi ci facessimo crociati - una proroga della durata usualmente concessa ai crociati. Al nostro ritorno dalla crociata, ovvero all'atto della nostra rinuncia ad essa, renderemo pienamente ed immediatamente giustizia secondo le leggi del Galles e delle regioni suddette49 .
(58) Restituiremo immediatamente il figlio di Llewelyn50, gli ostaggi gallesi e tutte le carte che ci sono state date come pegni per la pace.
(59) Per quel che riguarda la restituzione delle sorelle e degli ostaggi di Alessandro, re di Scozia, le sue libertà ed i suoi diritti, noi ci comporteremo nello stesso modo che verso gli altri nostri baroni d'Inghilterra, a meno che, dalle carte che ricevemmo da suo padre Guglielmo, già re di Scozia, non risulti che egli debba essere trattato diversamente. E ciò sarà stabilito dal giudizio dei suoi pari nella nostra corte51 .
(62) Noi abbiamo pienamente rimesso e perdonato ogni inimicizia, screzio o rancore che siano sorti tra noi ed i nostri sudditi - sia ecclesiastici che laici - dall'inizio della controversia. Inoltre abbiamo completamente perdonato, per quel che concerne noi, ogni offesa arrecataci da uomini di chiesa o laici in seguito alla detta controversia, tra la Pasqua del nostro sedicesimo anno di regno e l'odierna restaurazione della pace. Inoltre abbiamo fatto fare delle "1ettere patenti"53 per i baroni, a testimonianza di questa garanzia e delle concessioni su esposte, coi sigilli di Stefano54, arcivescovo di Canterbury, Enrico, arcivescovo di Dublino, gli altri vescovi suddetti e Mastro Pandolfo55.
Dato di nostra mano nel prato che e' chiamato Runnymede, tra Windsor e Staines, il 15 di giugno del diciassettesimo56 anno del nostro regno.
1 "balivi" erano degli ufficiali locali, responsabili verso lo sceriffo della contea; ma, come in questo caso, la parola è spesso usata in senso generico.
2 Stephen Langton, l'uomo di Innocenzo III.
3 Il nunzio pontificio.
4 La suddivisione in paragrafi che segue è un'innovazione di comodo, estranea all'originale.
5 I baroni, nel ricevere un feudo dalla corona, oltre a giurare lealtà ed obbedienza, s'impegnavano a fornire un certo numero di cavalieri quando ne veniva fatta loro richiesta dal re (tale obbligo veniva definito "servizio di cavaliere". I cavalieri, per tale loro prestazione, ricevevano dal barone un appezzamento minore (non definito esattamente), detto "feudo di cavaliere". Ai tempi di re Giovanni però era invalso l'uso di sostituire l'adempimento di tale obbligo col pagamento di una somma equivalente ("scutagium" = denaro invece dello scudo).
Il "riscalto" era una sorta di tassa di sucessione. Questo articolo mirava appunto a fissare i vari tipi di "riscatto" secondo il possedimento, sottraendoli all'arbitrio reale.
6 Perche' il re aveva già tratto profitto dallo sfruttamento del suo feudo (vedi nota 7).
7 Durante la minorità di un vassallo il "servizio di cava!iere" veniva sostituito dallo sfruttamento del feudo da parte della corona.
8 Sottinteso: che si trovino nella minore età
9 S'intende probabilmente quanto di sua esclusiva proprietà oltre alla dote.
10 La porzione di patrimonio del marito riservatale al momento del matrimonio per sovvenirla in caso di vedovanza (confronta il periodo finale dell'art. 26);
11 Vedi nota 1.
12 La quasi totalità degli usurai inglesi era composta da ebrei, poichè la chiesa condannava la pratica dell'usura.
13 Vedi nota precedente.
14 Vedi nota 10.
15 Vedi l'articolo 2 e relativa nota.
16 Vedi nota 5.
17 L'"auxilitem" era un'imposta straordinaria per i casi di emergenza o per occasioni eccezionali.
18 Vedi nota 1.
19 Vedi nota 17.
20 Vedi nota 5.
21 Con questo provvedimento diveniva molto meno costoso ottenere giustizia: infatti la corte si spostava spesso, ed anche sul continente.
22 Il termine "novel disseisin" (= recente espropriazione) designava un'inchiesta tendente a reintegrare nei propri beni una persona recentemente spodestata senza il giudizio della corte. "Mort d'ancestor" (= morte di antenato) un'inchiesta che aveva luogo nei casi in cui un erede non poteva prender possesso dell'eredità perché ostacolato da un signore o da un contendente. "Darrein presentment" (= ultimo presentimento) un'inchiesta concernente una disputa su un beneficio ecclesiastico.
23 Cioè non potranno mai essere spogliati completamente dei loro averi privati, anche se in realtà essi non rimarrebbero di certo senza i mezzi di sussistenza, avendo i benefici ecclesiastici.
24 Quest' articolo mirava ad arginare la continua richiesta di ponti, nuovi o riparati, per attraversare i corsi d'acqua, dovuta alla gran passione del re per la caccia col falcone.
25 Le suddivisioni di una contea erano dette "hundreds" nel sud e "wapentakes" nel nord. I "trilhings" erano suddivisioni speciali per le grandi contee di York e Lincoln (il termine rimane oggi nei "ridings" dello Yorkshire)
26 Qualcosa di simile, più in piccolo, al "servizio di cavaliere" (vedi art. 2 e nota relat.).
27 Il termine "fellonia" in origine designava il tradimento verso il protrio signore. Ma ai tempi di re Giovanni il suo ambito si era esteso a diversi crimini di una certa gravità, come l'omicidio, la rapina, l'incendio doloso, ecc. Quando chi si macchiava di tale colpa dipendeva direttamente per il proprio feudo dal re, la questione si risolveva semplicemente confiscandogli sia i beni mobili che quelli immobili. Ma se invece dipendeva da un vassallo del re, questi (il vassallo) riceveva i beni mobili, mentre la corona occupava e sfruttava in ogni modo le terre per un anno ed un giorno. Ora con questo articolo si voleva obbligare il re alla osservanta scrupolosa di tale termine, che spesso non veniva rispettato,
28 Questo paragrafo accontentava i commercianti, i quali avevano nei fiumi le migliori vie per i loro traffici e quindi desideravano che fossero sgombre da intralci.
29 Tale mandato mirava a risolvere drasticamente le controversie di proprietà, trasferendole dalla corte locale a quella del re.
30 Pare che tale misura corrispondesse alla lunghezza dcl braccio destro di Enrico I.
31 Il "fee-farm" comportava un pagamento annuo in denaro o raccolti; il "sacage" solo dei servizi agricoli, ed in seguito il corrispondente in denaro; il "burgage" era una specie di "socage" di città.
32 Era così definita una proprietà che tornava alla corona o per morte senza eredi o pcr incriminazione di fellonìa del vassallo. Di conseguenza il re doveva continuare a richiedere ai valvassori di tale vassallo le stesse prestazioni a quello dovute, giacché non aveva concesso loro direttamente gli appezzamenti.
33 Un "honour" era una tenuta baronale molto estesa.
34 Vedi nota seguente,
35 Il termine "foresta" indicava in tutta l'Inghilterra delle vaste zone riservate alle attività venatorie del re, nelle quali venivano applicate delle leggi particolarmente severe rispetto a quelle comuni. Una "loresta" non doveva essere necessariamente una distesa di alberi: sovente era una zona occupata da villaggi e campi coltivati. La questione delle foreste e degli abusi ad esse connessi stava talmente a cuore alla popolazione, che gli articoli 44, 47 e 48 della "Charta" furono omessi dalle redazioni successive, per essere inclusi in una separata "Carta delle foreste", di 17 capi.
36 Re Giovanni era solito trattenere come ostaggi i figli, nipoti, ecc. dei suoi sudditi, per assicurarsene la lealtà.
37 Le persone nominate in questo paragrafo erano avventurieri stranieri che, installati in varie cariche da re Giovanni, si erano distinti per la loro crudeltà.
38 S'intende: tra noi ed i baroni ribelli.
39 Soldati professionisti.
40 Nell'art. 61.
41 Enrico II.
42 Riccardo I, detto "Cuor dì leone".
43 Per questo periodo confronta 1'art. 37.
44 Per questo periodo confronta 1'art. 46.
45 L'adozione di questo articolo restrittivo era dovuta al fatto che le accuse da parte di donne venivano usualmente considerate più probanti.
46 Nell'art. 61.
47 Vedi nota 2.
48 Il " march" era la zona di confine (cfr. italiano "marca"), e "Marches" per antonomasia erano quelle con la Scozia ed il Galles. In tali zone vigevano delle leggi speciali.
49 Questi due articoli 56 e 57 sono il corrispondente per i Gallesi del paragrafo 52 per gli Inglesi.
50 All'epoca della "Magna Charta" il Galles era ancora un principato indipendente in continuo attrito con l'Inghilterra, e Llewelyn (o Llywelyn) ne era il principe.
51 Anche la Scozia era un regno indipendente e sarebbe rimasta a lungo tale. Varie sono però le opinioni sui rapporti esistenti tra i re dei due reami nell'epoca feudale. Tra l'altro e' incerto se il re di Scozia dovesse fedeltà ed omaggio al re d'lnghilterra solo per le baronie inglesi, o anche per la Scozia.
52 Il 1215. Giovanni era salito al trono nel 1199.
53 Erano delle pergamene con il sigillo che pendeva da un nastro, e si distinguevano così dalle lettere sigillate con la ceralacca. Evidentemente le "lettere patenti" erano più importanti delle lettere chiuse, perchè recanti un sigillo che doveva essere conservato integro e bene in vista
54 Vedi nota 2.
55 Il nunzio apostolico, gia' nominato nel preambolo.
56 E' sempre il 1215, poiché l'anno di regno iniziava il 28 maggio (cfr. nota 52).