Source: http://www.ilfiumemarzenego.it/leggi-e-decreti/
Timestamp: 2019-09-21 19:44:26+00:00
Document Index: 136484368

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 27', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 3', 'art 6', 'art 8', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 20']

Leggi e decreti | IL FIUME MARZENEGO
Rassegna di alcune leggi sulle acque e ambiente –
Bacino del Marzenego
Come tutti gli italiani sanno, districarsi tra gli infiniti testi normativi è un’impresa che solo pochi appassionati riescono a portare a termine. Nessuno sa quante sono le leggi in Italia, nemmeno il Governo o il Parlamento. Si stima siano tra 150.000 e 200.000, più le modifiche, più quelle regionali, comunali, i regolamenti, le circolari, ecc. ecc.
Questa premessa per mettere le mani avanti: le note che seguono non possono avere nessuna autorevolezza, né per completezza, né per precisione. Ringraziamo comunque gli amici (incolpevoli) che hanno voluto aiutarci in questa compilazione.
Nell’elenco abbiamo inserito prima i “Piani Generali” e poi i vari testi normativi in ordine cronologico, indicandone sommariamente l’oggetto. In molti casi abbiamo indirizzato al sito degli Enti che hanno prodotto la legge, ma in molti altri abbiamo scaricato e inserito noi direttamente i testo per agevolarne la lettura e eventualmente lo scaricamento.
Mai come in questo capitolo, tutte le aggiunte, contributi, osservazioni, precisazioni saranno considerati preziosi per i lettori.
Chi volesse dedicarsi agli aspetti giuridici della gestione del governo idrologico del territorio, può utilizzare il
Il Codice delle acque
Rassegna normativa e rassegna Giurisprudenziale
In Internet se ne può vedere un ampio estratto:
http://www.exeo.it/Data/Files/HtmlEditor_Files/file/PUBLISHING/CODEX/2014/CODICE-ACQUE/codice-acque-sampler.pdf
Si tratta delle pag. 301-347, e continua con 1698-1797.
Per quanto riguarda il territorio del Comune e Provincia di Venezia, per orientarsi sul groviglio di norme e programmi inerenti alla gestione dei problemi idrici, molto utile è il 2° capitolo della Relazione Tecnica al Piano delle Acque del Comune di Venezia, di cui riportiamo il primo paragrafo, ma che si può leggere integralmente qui [#LINK 04089RE001P_Relazione Generale.doc]
A livello amministrativo, in ordine gerarchico, i principali strumenti di Pianificazione Territoriale sono: il Piano Territoriale di Coordinamento della Regione Veneto (P.T.R.C.), il Piano Territoriale Provinciale di Venezia (P.T.P.), il Piano di Area della Laguna di Venezia (P.A.L.A.V.) ed il Piano Regolatore Generale del Comune di Venezia (P.R.G.).
Per quanto riguarda la rete idrica superficiale, la sua gestione e la perfetta manutenzione in efficienza, lo strumento di riferimento è il Piano Generale di Bonifica e Tutela del Territorio Rurale (P.G.B.T.T.R.) del Consorzio di Bonifica Dese Sile.
Sono inoltre stati esaminati il Piano Regionale di Tutela delle Acque e il Piano per la prevenzione dell’inquinamento e il risanamento delle acque del bacino idrografico immediatamente sversante nella Laguna di Venezia – Piano Direttore 2000 redatti dalla Regione Veneto.
In questa Relazione sono di seguito illustrate le caratteristiche di ciascuna legge o piano, mentre qui di seguito ne sono riportati i testi (direttamente o con appositi link) con l’accompagnamento di brevi didascalie.
Una seconda Relazione tratta dello Stato delle Fognature, anch’esse imputate di essere tra le cause principali degli allagamenti subiti dalla città. La relazione (vedi) è accompagnata da molte carte di quartiere e da Tabelle delle criticità.
1 / Piani Generali / Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) / 1986 – 1991
2 / Piani Generali / Verso il NUOVO Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) / 2007
Riportiamo il testo del PTRC nelle due versioni (ambedue piuttosto pesanti):
PTRC 1991 – NUOVO PTRC 2007
Il PTRC attualmente vigente è stato adottato dalla Giunta Regionale il 17/2/2009 (l’iter verso la sua attuazione sarà però ancora lungo). Vedi la delibera qui: http://www.k-servizi.com/download/ptrc/dgr372/DELIBERA_ADOZIONE_PTRC_N_372_17.2.09.pdf .
Da questo documento citiamo la composizione del Piano:
[La giunta regionale delibera] di adottare il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, ai sensi dell’art. 25 della L.R. 23 aprile 2004, n.11, corredato dalla Valutazione Tecnica Regionale n. 66 del 16/02/2009 (Allegato A) che recepisce e fa proprie le considerazioni e conclusioni del parere del Comitato previsto dall’art. 27 della Legge regionale n. 11/2004 (Allegato A1).
Il Piano risulta così composto:
Allegato B1 Relazione illustrativa con i “Fondamenti del Buon Governo”
Allegato B2 Elaborati grafici:
– (scala 1:250000)
Tav. PTRC 1992 Ricognizione
Tav. 01a Uso del suolo – Terra
Tav. 01b Uso del suolo – Acqua
Tav. 02 Biodiversità
Tav. 03 Energia e Ambiente
Tav. 04 Mobilità
Tav. 05a Sviluppo economico produttivo
Tav. 05b Sviluppo economico turistico
Tav. 06 Crescita sociale e culturale
Tav. 07 Montagna del Veneto
Tav. 08 Città, motore di futuro –
– (scala 1:50000)
Tav. 09 Sistema del territorio rurale e della rete ecologica (n. 23 tavole + legenda)
Tav. 10 PTRC – Sistema degli obiettivi di progetto
Allegato B3 Rapporto Ambientale
Allegato B4 Quadro conoscitivo ( su supporto digitale )
Allegato B5 Ambiti di Paesaggio – Atlante ricognitivo
Allegato B6 Norme Tecniche.
I documenti in colore sono scaricabili singolarmente da questo sito: http://www.ptrc.it/ita/pianificazione-territoriale-veneto-ptrc-adottato.php
3 / Piani generali / Piano di Area della Laguna di Venezia (PALAV) / 1955
Il Piano di Area della Laguna e dell’Area Veneziana. E’ leggibile in questo sito: http://www.ptrc.it/ita/pianificazione-territoriale-veneto-palav.php . Questa versione del Piano (1995) sostituisce quella precedente del 1986. Si tratta di uno strumento di pianificazione della Regione Veneto. Data la parziale sovrapposizione del PALAV con il Piano Direttore per il Disinquinamento, la Regione ha deciso di considerare quest’ultimo una integrazione del PALAV sotto il profilo del disinquinamento.
Questo sito definisce così il Piano:
“Nel proprio ambito il piano di area individua le aree assoggettate o da assoggettare a specifica disciplina.”,
e informa che:
Il piano di area è relativo ai territori dei Comuni di:
Campagna Lupia, Camponogara, Chioggia, Codevigo, Dolo, Jesolo, Marcon, Martellago, Mira, Mirano, Mogliano Veneto, Musile di Piave, Quarto d’Altino, Salzano, Spinea, Venezia.
Riportiamo qui la Relazione sul Piano e alcune delle Tavole (Campalto, Favaro, Martellago, Venezia Mestre, Zelarino) con la relativa Legenda.
4 / Piani Generali / Piano regolatore generale del Comune di Venezia / 1962 – 2004
Il Piano Regolatore Generale di Venezia con le numerose Varianti (attualmente è vigente la versione del 2004) è consultabile nel sito del Comune di Venezia, a questo indirizzo:
http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/43496
5 / Piani Generali / PTA – Piano Regionale di Tutela delle Acque / 2009
Il Piano di Tutela delle Acque (PTA) contiene gli interventi volti a garantire il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale di cui agli artt. 76 e 77 del D.Lgs 152/2006 e contiene le misure necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico.
La Regione ha approvato il PTA con deliberazione del Consiglio regionale n.107 del 5 novembre 2009. Ogni Comune deve dotarsi del PTA che comprende i seguenti tipi di documenti:
a) Sintesi degli aspetti conoscitivi: riassume la base conoscitiva e i suoi successivi aggiornamenti e comprende l’analisi delle criticità per le acque superficiali e sotterranee, per bacino idrografico e idrogeologico.
b) Indirizzi di Piano: contiene l’individuazione degli obiettivi di qualità e le azioni previste per raggiungerli: la designazione delle aree sensibili, delle zone vulnerabili da nitrati e da prodotti fitosanitari, delle zone soggette a degrado del suolo e desertificazione; le misure relative agli scarichi; le misure in materia di riqualificazione fluviale.
c) Norme Tecniche di Attuazione (all. A3 alla Deliberazione del Consiglio Regionale n. 107 del 5/11/2009 e successive modifiche e integrazioni): contengono misure di base per il conseguimento degli obiettivi di qualità distinguibili nelle seguenti macroazioni:
– misure di tutela qualitativa: disciplina degli scarichi;
– misure per le aree a specifica tutela: zone vulnerabili da nitrati e fitosanitari, aree sensibili, aree di salvaguardia acque destinate al consumo umano, aree di pertinenza dei corpi idrici;
– misure di tutela quantitativa e di risparmio idrico;
– misure per la gestione delle acque di pioggia e di dilavamento.
Il DCR 107 prevede inoltre come componente del Piano la cartografia.
La Legge Speciale per la salvaguardia della laguna di Venezia (Piano Direttore del Bacino Scolante della Laguna di Venezia, del 1991, 1995 e 2000 – vedi qui la nota n. X) ha contribuito all’affermazione di una spiccata sensibilità ambientale nell’approccio progettuale e nella realizzazione degli interventi.
Le “Norme tecniche di attuazione” sono qui consultabili.
Il Bollettino Ufficiale della Regione n. 43 del 5/6/2012 (http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/stampapdfburv.aspx?num=43&date=05/06/201 ), alle pagine 447 e segg. pubblica la delibera 842 del 15/5/2012, “Piano di Tutela delle Acque, D.C.R. n. 107 del 5/11/2009, modifica e approvazione del testo integrato delle NormeTecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque (Dgr n. 141/CR del 13/12/2011)” seguita da un allegato con il
“Raffronto tra:
1) testo delle norme tecniche approvato con d.c.r. n. 107 del 5/11/2009
2) testo modificato sulla base delle proposte di modifica pervenute dopo l’approvazione del piano
3) istruttoria delle proposte di modifica pervenute dopo l’approvazione del piano e modifiche d’ufficio novembre 2011“
6 / Piani generali / (P.T.C.P) Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale / (dic. 2014)
La Provincia di Venezia nel suo sito (aggiornato al 8 maggio 2014) presenta così il Piano:
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) è lo strumento di pianificazione urbanistica e territoriale attraverso il quale la Provincia esercita e coordina la sua azione di governo del territorio, delineandone gli obiettivi e gli elementi fondamentali di assetto.
L’iter amministrativo di questo importante strumento è iniziato nel giugno 2008 con il recepimento della proposta tecnica, e si è conclusa solo nel dicembre 2014.
Il vigente Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Venezia è scaricabile dal sito della Provincia a questi indirizzi:
Il Quadro conoscitivo (http://ptcp.provincia.venezia.it/upload/ptcp/). E’ un file compresso di più di un GB.
I 46 singoli articoli del piano (scaricabili singolarmente) con numerose carte e tabelle. (http://www.pianificazione.provincia.venezia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=96:elaborati-approvati-ptcp&catid=62:ptcp-piano-territoriale-coordinamento-provinciale)
Per una consultazione più snella si possono vedere, nel presente sito, i seguenti file:
Si tratta però di versioni pubblicate nel 2008, e quindi possibilmente emendate nella versione vigente.
7 / Piani generali – Rete idrica superficiale / Piano Generale di Bonifica e Tutela del Territorio [Rurale] (P.G.B.T.T.[R.]) del Consorzio di Bonifica Dese Sile
Il sito del Consorzio Acque Risorgive (http://www.acquerisorgive.it/cosa-facciamo/pianificazione-territoriale/ ) fornisce una descrizione del Piano generale da lui redatto, ma non ne pubblica il testo in quanto ancora in corso di elaborazione.
L’utile Relazione Tecnica al Piano delle Acque citata in premessa a questa rassegna ne fornisce solo una breve descrizione.
Ma può essere utile leggere un intervento di Andrea de Götzen e Sergio Grego sulla Relazione tra Piano delle Acque e Piano Generale di Bonifica e Tutela del Territorio, pubblicato in “I PIANI COMUNALI DELLE ACQUE STRUMENTI DI SICUREZZA IDRAULICA E OPPORTUNITÀ PER LA RIGENERAZIONE DEL TERRITORIO”, a c. di Civiltà dell’Acqua – Centro Internazionale, Provincia di Venezia, 2011, pp. 46-51 (http://www.politicheambientali.provincia.venezia.it/sites/default/files/pda.pdf )
8 / Bonificazione delle Paludi e terreni paludosi / Regio Decreto 8 maggio 1904, n. 368 / 1904
Titolo VI- Disposizioni di polizia – Capo I – Disposizioni per la conservazione delle opere di bonificamento e loro pertinenze.
Il Regio Decreto 8 maggio 1904, n. 368, Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie, nel Titolo VI, Capo I, Disposizioni per la conservazione delle opere di bonificamento e le loro pertinenze, stabilisce una fascia di rispetto lungo le sponde dei fiumi, canali e scoli consorziali entro la quale non possono esserci fabbricati, recinzioni e cancelli. La fascia di rispetto varia dai 10 ai 4 metri e per i fiumi arginati, come il Marzenego, si calcola dal piede dell’argine lato campagna, mentre per i fiumi senza argine, come il rio Storto la fascia si calcola dal ciglio. Per il Marzenego è prevista e spesso non rispettata una fascia minima di 4 metri, anche se è un fiume a tutti gli effetti. Queste fasce di rispetto nella zona di Campalto, nella gronda lagunare, sono demaniali, ma nella quasi totalità del Comune di Venezia sono private. In ogni caso, devono essere lasciate libere. Non ci devono essere cancelli, reti, fabbricati. Infatti la fascia di rispetto, anche se è privata, salvaguarda tutti noi dalle esondazioni. E’ come se il privato avesse la proprietà ma non il possesso.
Questo decreto è il “capostipite”, ancora vigente, della normativa sulle acque. La sua frequente violazione si inscrive nel conflitto tra bene pubblico e bene privato, conflitto che costituisce uno degli ostacoli più rilevanti per i Contratti di fiume.
La parte III del Decreto Legislativo 03/04/2006 n°152 “Norme in materia ambientale” [vedi qui la nota n. 17] ha ulteriormente richiamato la necessità di intervenire e affrontare i temi riguardanti l’inquinamento delle acque, l’intrusione salina e la qualità ecologica degli ambienti fluviali.
La parte del R.D. del 1904 riguardante la gestione dei corsi d’acqua si può leggere qui.
9 / Gestione e Manutenzione dei fossi privati / Legge Regionale 3 del 13 gennaio 1976
La questione dei fossi privati è piuttosto delicata perché è sempre più diffusa la consapevolezza che da essi e dalla loro manutenzione dipende in buona misura l’equilibrio idrologico del territorio. Ma a chi spetta questo compito? Ai proprietari o agli enti pubblici? Ai Consorzi o ai Comuni o a chi altro? La legge regionale 3 del 13/1/76 risponde in modo perentorio a queste domande: la manutenzione spetta ai proprietari e in caso di loro inerzia ai Consorzi che interverranno a spese degli stessi (vedi nel merito gli art. 22 e 23 della Legge regionale 3/1976)
10 / Gestione e Manutenzione dei fossi privati / Gestire i fossi privati. Regole per una buona manutenzione e linee guida per i Comuni / s.d.
Questo vademecum, pubblicato dalla Provincia di Venezia a cura di Civiltà dell’Acqua, è indirizzato alle Amministrazioni Comunali e contiene consigli su come attuare al meglio quanto disposto dalla legge reg. 3/1976 citata alla n. 17)
E’ molto chiaro ed efficacemente illustrato da disegni. Si può consultare qui.
11 / Difesa del suolo / Legge 183/89 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo” / 1989
La Legge 183/89 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo” nasce con la finalità di assicurare la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale, la tutela degli aspetti ambientali ad essi connessi (art. 1).
A tale scopo individua una serie di obiettivi da conseguire contestualmente: la sistemazione, la conservazione ed il recupero del suolo nei bacini idrografici, con interventi idrogeologici, idraulici, idraulico-forestali, idraulico-agrari, silvo-pastorali, di forestazione e di bonifica, anche attraverso processi di recupero naturalistico, botanico e faunistico; la difesa, la sistemazione e la regolazione dei corsi d’acqua, dei rami terminali dei fiumi e delle loro foci nel mare, nonché delle zone umide; la moderazione delle piene, anche mediante serbatoi di invaso, vasche di laminazione, casse di espansione, scaricatori, scolmatori, diversivi o altro, per la difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti (art. 3).
Tra gli obiettivi più significativi si possono segnalare:
– la sicurezza idraulica;
– il razionale utilizzo delle risorse idriche;
– il controllo del sedimento;
– la protezione dall’inquinamento e dall’intrusione salina;
– la qualità ecologica degli ambienti fluviali.
Alla realizzazione delle attività previste al comma l concorrono, secondo le rispettive competenze: lo Stato, le regioni a statuto speciale ed ordinario, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni, le comunità montane, i consorzi di bonifica ed irrigazione e quelli di bacino imbrifero montano.
12 / Conservazione habitat naturali, flora e fauna / Direttiva 92/43/CEE “Habitat” del Consiglio delle Comunità Europee, del 21 maggio 1992 () / 1992
Il titolo completo è: “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”.
Riportiamo qui parte della chiara presentazione che si può leggere nel sito del Ministero dell’Ambiente: LINK http://www.minambiente.it/pagina/direttiva-habitat,
La Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli costituiscono il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della biodiversità e sono la base legale su cui si fonda Natura 2000.
Scopo della Direttiva Habitat è “salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri. […]
La Direttiva stabilisce norme per la gestione dei siti Natura 2000 e la valutazione d’incidenza (art 6), il finanziamento (art 8), il monitoraggio e l’elaborazione di rapporti nazionali sull’attuazione delle disposizioni della Direttiva (articoli 11 e 17), e il rilascio di eventuali deroghe (art. 16). Riconosce inoltre l’importanza degli elementi del paesaggio che svolgono un ruolo di connessione ecologica per la flora e la fauna selvatiche (art. 10).
Testi della Direttiva Habitat e ad essa collegati (segnalati dal Ministero):
1. Direttiva 92/43/CEE “Habitat”
Per leggere e scaricare il testo da questo sito LINK o dal sito del Ministero dell’Ambiente LINK http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:1992L0043:20070101:IT:PDF
2. L’Italia ha recepito la direttiva Habitat nel 1997 con il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 LINK http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/rete_natura_2000/Regolamento_D.P.R._8_settembre_1997_n._357.PDF (pdf, 53 KB)
3. Questo Regolamento è stato modificato e integrato con il D.P.R. 120 del 12 marzo 2003. LINK http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/rete_natura_2000/D.P.R._120_del_12_marzo_2003.PDF (pdf, 61 KB).
4. Alla conservazione delle specie di interesse comunitario è dedicata questa sezione LINK http://www.minambiente.it/pagina/tutela-della-fauna-e-della-flora del sito del Ministero dell’Ambiente.
Per la sua importanza, abbiamo ritenuto utile inserire anche nel nostro scaffale il testo della Direttiva “habitat”.
13 / Risorse idriche + Norme in materia ambientale / LEGGE 5 gennaio 1994, n. 36 – Disposizioni in materia di risorse idriche (Legge Galli) / 1994
Legge “Galli” del 1994. Gli obiettivi ambientali sono la razionalizzazione nell’uso della risorsa idrica e la sua tutela e salvaguardia, mentre, dal punto di vista gestionale, la legge “Galli” mira all’organicità, all’economicità del servizio e al superamento della frammentarietà delle gestioni preesistenti.
Questa Legge è stata modificata dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” (vedi la nota seguente n. 17)
14. Prevenzione dell’inquinamento e il risanamento delle acque del bacino idrografico / Piano Direttore 2000 / 2000
Andando alla pagina http://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/piano-direttore-2000 trovate notizie su principi e metodi che devono (in realtà dovrebbero) guidare la gestione del bacino scolante in laguna di Venezia, quindi l’intero bacino del Marzenego, con la premessa seguente:
“Il Piano Direttore 2000, approvato con Delibera di Consiglio Regionale n°24 del 1 marzo 2000, individua le strategie di disinquinamento più opportune ed efficienti per conseguire gli obiettivi di qualità per le acque della Laguna e dei corsi d’acqua in essa sversanti. Il Piano Direttore 2000 ha l’efficacia propria di un piano di settore del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC), integrando, in particolare, il Piano di Area della Laguna e dell’Area Veneziana (P.A.L.A.V.) sotto il profilo del disinquinamento.
Le linee guida del Piano Direttore 2000 possono essere così sintetizzate:
– vanno privilegiate le azioni di prevenzione: esse devono essere sostenute con tutti gli strumenti normativi e di incentivazione possibili, al fine di intervenire per quanto possibile sulla generazione dei carichi inquinanti;
– per quanto non può essere prevenuto, devono essere intraprese azioni di riduzione: in particolare per le forme puntuali, vanno privilegiate le azioni atte a ridurre direttamente lo scarico alla fonte;
– i carichi residui dopo gli interventi di riduzione vanno ulteriormente abbattuti sfruttando le capacità di autodepurazione insite nel territorio, in grado di intervenire efficacemente sulle fonti diffuse;
– la diversione, infine, appare una misura straordinaria da applicare solo nei casi in cui non sia possibile praticare interventi di riduzione, ovvero da attuare in forma temporanea e modulabile in concomitanza di eventi eccezionali, in un’ottica di corretta gestione del flussi idraulici nella Laguna. Gli interventi di diversione idraulica dei flussi idrici fuori dalla Laguna, che consistono nell’allontanamento parziale e temporaneo dalla Laguna delle acque dolci inquinate, devono considerarsi una misura di emergenza poiché la loro attuazione sistematica incide sugli equilibri della Laguna come ambiente di trasmissione.”
Potrete quindi vedere o scaricare il contenuto, dove troverete molta “aria fritta” ma anche qualcosa di interessante per le prospettive operative indicate, che dovrebbero essere il riferimento per le possibilità di trasformazione del territorio interessato. Altrimenti a cosa servono l’atto pubblico definitivo che l’ha approvato in applicazione della specifica legge vigente e tutti i soldi conseguentemente spesi per redigerlo? La risposta è infatti contenuta nella premessa sopra riportata.
Vedete in particolare la SEZIONE C: linee guida operative, ad esempio a pagg. 17-22, 64-68, 75, 83-86, 91-95 ponendo attenzione alla tavola a pag. 94, dove potete osservare il posizionamento delle “Aree destinate ad interventi di rinaturalizzazione sull’intera gronda lagunare e pertanto l’incompatibilità di nuova edificazione / infrastrutturazione, compresa quindi l’impossibilità dell’ampliamento aeroportuale del quale si discute in questi giorni.
Regole di comportamento per Comuni, Consorzio e anche Regione a fronte di una prassi corrente che si discosta non poco. Una situazione non appare poi del tutto casuale o inspiegabile quando si consideri, ad esempio, che il settore regionale gestore della materia è stato fino a poco tempo fa quello delle infrastrutture gestito dall’Assessore Chisso e dal suo braccio operativo ing. Vernizzi, come tutto quanto consegue alla Legge Speciale per Venezia e al disinquinamento di Marghera, come se la finalità riguardasse nuove opere piu che la riqualificazione ambientale. Anche la capacità di perseguire il fine sembra però secondario, se l’interesse per la materia deriva dalla possibilità di gestione dei fondi, rilevanti, per progetti e/o appalti. E la materia sembra che continui a richiamare scarso interesse mentre altri fatti sono successi per appalti e gestione dei fondi.
Il Piano Direttore 2000 è riportato in tutte le sue parti in questa pagina.
15 / Sviluppo urbanistico / PAT – Piano di Assetto Territoriale
Il PAT (Piano di Assetto del Territorio ) è uno strumento che tutti i Comuni del Veneto devono darsi, in base a una legge regionale del 2004, che definisce quale debba essere e come debba avvenire lo sviluppo urbanistico del territorio Comunale.
Il PAT dei comuni del bacino del Marzenego sono raggiungibili ai LINK qui elencati:
Resana: LINK
Loreggia: LINK
Camposampiero: LINK
Massanzago: LINK
Trebaseleghe: LINK
Piombino Dese: LINK
Salzano: LINK
Noale: [non compare nella lista della regione (aggiornata al 21/8/2015)]
Scorzè: LINK
Spinea: LINK
Martellago: LINK
Venezia: LINK
16 / Pianificazione e criticità idrauliche / PDA – Piano delle Acque
Dal sito http://www.politicheambientali.provincia.venezia.it/rischio-idrogeologico/piani-delle-acque leggiamo:
Nel 2013 anche la Regione Veneto ne ha riconosciuto la valenza, infatti il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento [vedi nota n. 1 e 2], adottato con delibera di Giunta regionale n. 372/2009, con l’adozione della “Variante parziale con attribuzione della valenza paesaggistica” di cui alla delibera di Giunta regionale n. 427 del 10.04.2013, al punto 1-bis dell’art. 20 “Sicurezza idraulica” prevede che i Comuni, d’intesa con la Regione e con i Consorzi di bonifica competenti, in concomitanza con la redazione degli strumenti urbanistici comunali e intercomunali, provvedono a elaborare il “Piano delle Acque”
Nella Premessa alla Relazione tecnica del Piano delle Acque del Comune di Venezia, si legge:
Il Piano delle Acque, redatto dai Consorzi di Bonifica Dese Sile e Sinistra Medio Brenta con la collaborazione di tecnici esperti, su incarico del Comune di Venezia, intende porsi come strumento di programmazione dell’attività urbanistica e di regolamentazione delle acque di Mestre e Terraferma, identificando le criticità idrauliche presenti nel territorio, indirizzando gli interventi necessari per la messa in sicurezza delle aree a rischio idraulico e pianificando la manutenzione dei corpi idrici.
Situazione dei comuni del bacino rispetto al piano delle Acque:
Prov. di TV:
Resana = deliberato
Prov. di PD:
Loreggia: Il Piano delle Acque non compare nella voce “Pianificazione e governo del territorio” del sito del Comune di Loreggia (http://www.comune.loreggia.pd.it/?q=node/868).
Il 19/12/2014, da parte del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive di Venezia è stato però approvato uno Schema di convenzione con il Comune di Loreggia per redazione Piano delle Acque comunale (vedi http://www.acquerisorgive.it/wp-content/uploads/2015/02/C.D.A.-2014-12-19-729-2014.pdf )
Piombino Dese: Il sito del comune, sotto il titolo promettente di “Tutto sul Piano Comunale delle Acque” mostra una pagina bianca. (http://www.piombinodese.gov.it/it/Servizi/Tutto-sul-Piano-Comunale-delle-Acque.html ).
Ma qualcosa comunque ci deve essere, visto che esiste – come allegato 2 al piano delle Acque – un Regolamento di Polizia Idraulica a questo indirizzo:
http://www.piombinodese.gov.it/it/Servizi/Regolamenti/contentParagraph/010/documentPdf/Regolamento%20%20Polizia%20Idraulica.pdf
Camposampiero: Secondo la relazione di “Valutazione di compatibilità idraulica” del 26/9/2013, “Il Comune di Camposampiero non è dotato di un Piano delle Acque” (Vedi http://www.comune.camposampiero.pd.it/images/PianoInterventi/PIVigente/Relazione_VCI%20var7%20PI%20II%20fase%20Camposampiero.pdf )
Massanzago: Nella “Valutazione di compatibilità idraulica 4 – Primo piano degli interventi – 2 variante Piani di Interventi” (6/9/2012) si dichiara che “Il Piano delle Acque è in corso di redazione da parte del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive.
Vedi: http://www.comune.massanzago.pd.it/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/203
Nel 2011 un comunicato stampa del Consorzio Acque Risorgive annuncia: “Siglata la Convenzione tra il Consorzio Acque Risorgive e i comuni di Borgoricco, Massanzago e Villanova per la redazione del Piano delle Acque intercomunale” [vedi la Delibera della Giunta comunale “Approvazione schema di accordo per la predisposizione del Piano Regolatore delle Acque Intercomunale dei comuni di Borgoricco, Massanzago e Villanova di Camposampiero”.
Trebaseleghe: Il sito del Comune pubblica l’intero piano articolato in 27 file pdf. Vedi http://www.comune.trebaseleghe.pd.it/?q=node/1454
Prov. di VE (http://politicheambientali.provincia.venezia.it/rischio-idrogeologico/piani-delle-acque ):
Salzano: Approvato.
Noale: Redatto. Sembra tuttavia che il Piano sia ancora in corso di redazione [11/6/2015], come si legge in un comunicato del sito ufficiale del Comune di Noale (vedi: http://www.comune.noale.ve.it/po/mostra_news.php?id=1015&area=H )
Scorzè: Approvato. Il sito del Comune pubblica l’intero piano articolato in 17 file pdf. Vedi http://www.comune.scorze.ve.it/Acque
Spinea: Adottata la prima fase. Un comunicato (senza data) della Provicia di Venezia annuncia la firma di un protocollo operativo per il Piano delle Acque di Spinea. Nel sito del Comune è disponibile l’intero Piano, articolato in 16 file PDF. (Vedi http://www.spinea.gov.it/comune/servizi/Urbanistica/Pca.html#.Ve3BatLtlBc )
Martellago: Approvato. Nel sito del Comune è disponibile l’intero Piano, articolato in 16 file PDF. (Vedi http://www.martellago.gov.it/it/VIVERE/Assetto-del-Territorio/Territorio-piano-acque.html#.Ve3Ck9LtlBc )
Venezia: Redatto. Esiste una redazione del Piano risalente al 2005. (Vedi https://portale.comune.venezia.it/filebrowser/download/9806149)
Sul rapporto tra Piano delle acque e Piano Generale di Bonifica e Tutela del Territorio Rurale (PGBTTR) vedi la nota a quest’ultimo (al n. 7)
17 / Risorse idriche + Norme in materia ambientale / Decreto Legislativo n. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” / 2006
Decreto molto lungo (318 articoli, circa 170 pp.). E’ leggibile nel sito della Camera a questo LINK: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm], dove però mancano gli allegati, che si possono invece trovare in quest’altro sito:
http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2006_0152_allegati.htm
Un utile (vista la mole) sommario si trova invece qui: http://www.atocittadimilano.it/docs/normativa/dlgs152del2006_ambiente.pdf
Più direttamente attinente ai problemi idrografici è la Parte III, che riportiamo integralmente qui , assieme al suo Sommario.
Questo Decreto modifica la Legge Galli di cui alla nota precedente n. 13.
La parte III ha ulteriormente richiamato la necessità di intervenire e affrontare i temi riguardanti l’inquinamento delle acque, l’intrusione salina e la qualità ecologica degli ambienti fluviali.
18 / Bonifica e tutela del suolo / Legge Regionale n. 12 dell’8 maggio 2009 “Nuove Norme per la bonifica e la tutela del territorio” / 2009
Una più ampia descrizione si trova nel sito del Bollettino Ufficiale della regione Veneto a questo indirizzo: http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=219987 , da cui si possono scaricare anche tutti i 7 allegati (da A a G).
Questa legge dà importanza alla tutela ecologica, che viene trattata specificamente nell’articolo 34. Fissa inoltre l’assetto dei Consorzi di bonifica. Ne riportiamo qui il testo. [legge_regionale_12_dell_8-5-2009_bonifica.pdf LINK] assieme all’allegato D (D – 3357_AllegatoD_219987.pdf LINK) e all’allegato G (G – 3357_AllegatoG_219987.pdf LINK) .
19 / Prevenzione mitigazione allagamenti / Commissario delegato per l’emergenza, Linee guida per gli interventi di prevenzione dagli allagamenti e mitigazione degli effetti. / 2009
Questa pubblicazione del 2009 del Commissario delegato per l’emergenza (2009) è tesa a prevenire gli allagamenti dovuti a piogge eccezionali, e a mitigarne gli effetti disastrosi. Si può leggere qui. – linee_guida_interventi_mitigazione.pdf LINK
20 / Gestione ambientale dei corsi d’acqua / Regione Veneto e Veneto Agricoltura, Manuale per la gestione ambientale dei corsi d’acqua a supporto dei Consorzi di bonifica.
Questo manuale – pubblicato dalla Regione Veneto e da Veneto Agricoltura – è indirizzato a supporto dei Consorzi di bonifica e offre indicazioni tecniche per costruire, conservare, fare la manutenzione dei corsi d’acqua anche minori, prendendo ad esempio i corsi naturali. E’ leggibile qui. – manuale_gestione_acque-web.pdf LINK