Source: https://www.quagliarella.com/la-tassazione-dei-redditi-artigiani/
Timestamp: 2020-07-15 17:28:33+00:00
Document Index: 96631018

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 59', 'art. 6', 'art. 44', 'art. 41', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 7']

﻿ La tassazione dei redditi artigiani - Quagliarella & Associati
2020-03-20T08:15:50+00:00
I redditi di capitale e quelli d’impresa sono menzionati separatamente dal TUIR (art. 6 lettere b ed e) ed opera al 3° co. l’estensione ai redditi di impresa per i redditi di snc e di sas.
Gli utili sono classificati tra i redditi di capitale e soltanto qualora siano distribuiti e percepiti dai soci concorrono alla formazione del reddito (art. 59).
Pertanto, l’imputazione diretta dei redditi delle snc e della sas è collegata alle caratteristiche di questo tipo di società con la conseguenza che la qualificazione ex art. 6, 3° comma TUIR dei redditi delle snc e delle sas quali redditi di impresa, a prescindere dalla fonte di provenienza e dall’oggetto sociale, non può essere estesa ai redditi di società di capitale.
I redditi indicati sub art. 44 TUIR sono redditi di capitale e non d’impresa; sul punto la Corte Costituzionale afferma quanto segue: “giova rammentare che, secondo il d.P.R. n. 971 del 1986, cui la norma denunciata fa rinvio, mentre i redditi da capitale costituiscono gli utili che il socio consegue per effetto della partecipazione in società dotate di personalità giuridica (art. 41), soggette, a loro volta, all’imposta sul reddito dalle stesse conseguito, i redditi c.d. di impresa di cui fruisce il socio delle società in accomandita semplice e il socio delle società in nome collettivo, sono i redditi delle stesse società, inclusi nella predetta categoria, come già visto, dall’art. 6 del medesimo D.P.R. n. 971 del 1986, e, al tempo stesso, da imputare “a ciascun socio, indipendentemente dalla percezione” proporzionalmente alla “quota di partecipazione agli utili” in forza del precedente art. 5 – redditi prodotti in forma associata.
I redditi di capitale che non possano, quindi, essere inclusi tra i redditi riguardo ai quali, secondo l’art. 3 bis comma 1, dl 384/1992, deve essere rapportato l’ammontare del contributo annuo per gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti, a differenza dei redditi percepiti da società in nome collettivo o in accomandita semplice, che invece concorrono a determinare il reddito rilevante per calcolare i contributi dovuti alla gestione nella quale l’assicurato è iscritto, a prescindere dal fatto che gli stessi diano o meno titolo all’iscrizione nella predetta gestione, a prescindere dalla prestazione di attività lavorativa anche in detta società. Questo in considerazione del legame tra più persone, sussistente all’interno delle s.n.c. e delle s.a.s, come ritenuto dalla Corte Costituzionale, che fa si che i relativi redditi di impresa vengano imputati a ciascun socio, indipendentemente dalla percezione di utili in modo proporzionale alla quota di appartenenza. Non rileva pertanto il richiamo all’articolo 81 TUIR che fa riferimento ai fini fiscali al reddito delle società di cui all’art. 7.
2020-03-20T08:15:50+00:00 By Donato B. Quagliarella|Categories: Tributario e fiscale, Tutti, Approfondimenti Homepage|
Socio d’opera e socio lavoratore: l’attività… (542)
Il recesso unilaterale dal conto corrente cointestato (349)
Il recupero dei contributi versati all’Enasarco (318)