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Timestamp: 2019-06-19 06:47:59+00:00
Document Index: 26058475

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'art. 146', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1339']

N.3650/08
N. 7335-7377
7761 Reg.Ri c.
N.R.G. 7335-7377-7761/2007 2
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato
sui ricorsi riuniti in appello nn. 7335-7377-7761 del 2007 proposti
1) ric. n. 7335/2007 proposto dalla REGIONE TOSCANA, in persona del
Presidente p.t., rappresentata e difesa dall’Avv. Fabio Ciari, Fabio
Lorenzoni e Lucia Bora con domicilio eletto in Roma via del Viminale n.
43, presso lo studio dell’ultimo;
MINISTERO dei BENI CULTURALI e AMBIENTALI, in persona del
Ministro p.t., e SOPRINTENDENZA DEI BENI AMBIENTALI,
ARCHITETTONICI, E PAESAGGISTICI DELLA PROVINCIA DI
SIENA E GROSSETO, in persona del Soprintendente p.t., rappresentati e
difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato con domicilio in Roma via dei
ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA, in persona del legale rappresentante
p.t., rappresentata e difesa dagli Avv. Claudia Molino e Luigi Medugno con
domicilio eletto in Roma via Panama n. 58, presso lo studio dell’ultimo;
AZIENDA AGRARIA MONTEPO' S.R.L., IACOPO BIONDI SANTI
FIBS S.R.L., in persona dei rispettivi legali rappresentanti p.t., BIONDI SANTI IACOPO, rappresentati e difesi dall’Avv. Sandro Amorosino con
domicilio eletto in Roma via Ciro Menotti n. 24;
PROVINCIA DI GROSSETO, COMUNE DI SCANSANO, rappresentati e
difesi dall’Avv. Umberto Gulina con domicilio eletto in Roma via Bassano
del Grappa n. 24, presso l’avv. Michele Costa;
SOC. PARCO EOLICO POGGI ALTI S.R.L., COMUNITA' MONTANA,
ZONA S, COLLINE DEL FIORA, U.S.L. N.9 DI GROSSETO, ARPAT,
ASSOCIAZIONE LEGAMBIENTE ONLUS, in persona del legale
rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’Avv. Giovanni Battista Conte
con domicilio eletto in Roma via E. Q. Visconti n. 99;
2) ric. n. 7377/2007 dal PARCO EOLICO POGGI ALTI S.R.L., in persona
del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli Avv. Duccio M.
Traina e Giuseppe Morbidelli con domicilio eletto in Roma via G. Carducci
n. 4, presso lo studio dell’ultimo;
REGIONE TOSCANA, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa
dagli Avv. Fabio Ciari, Fabio Lorenzoni e Lucia Bora con domicilio eletto
in Roma via del Viminale n. 43, presso l’Avv. Fabio Lorenzoni;
IACOPO BIONDI SANTI, SOCIETA’ IACOPO BIONDI SANTI FIBS
S.R.L., e AZIENDA AGRARIA MONTEPO’ S.R.L., in persona dei
rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi dall’Avv. Sandro
Amorosino con domicilio eletto in Roma via Ciro Menotti n. 24;
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COMUNE DI SCANSANO, PROVINCIA DI GROSSETO, in persona dei
rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi dall’Avv. Umberto
Gulina con domicilio eletto in Roma via Bassano del Grappa n. 24, presso
l’Avv. Michele Costa;
ASSOCIAZIONE LEGAMBIENTE O.N.L.U.S., in persona del legale
rappresentante p.t., non costituita in giudizio;
COMUNITA' MONTANA, ZONA S COLLINE DEL FIORA, AZIENDA
USL N. 9 GROSSETO, ARPAT TOSCANA, non costituiti;
ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA, rappresentata e difesa dagli Avv.
Claudia Molino e Luigi Medugno con domicilio eletto in Roma via Panama
n. 58, presso lo studio dell’ultimo;
3) n. 7761/2007 dalla PROVINCIA DI GROSSETO, in persona del
Presidente p.t., rappresentata e difesa dall’Avv. Umberto Gulina con
domicilio eletto in Roma via Bassano del Grappa n. 24, presso lo studio
dell’Avv. Michele Costa;
SOCIETA' IACOPO BIONDI SANTI FIBS S.R.L., AZIENDA AGRARIA
MONTEPO' S.R.L., IACOPO BIONDI SANTI, rappresentati e difesi
dall’Avv. Sandro Amorosino con domicilio eletto in Roma via Ciro
Menotti n. 24;
N.R.G. 7335-7377-7761/2007 4
ARPAT - AGENZIA REG. PROTEZIONE AMBIENTALE DELLA
TOSCANA, non costituita;
dagli Avv. Fabio Ciari, Fabio Lorenzoni e Lucia Bora, con domicilio eletto
in Roma via del Viminale n. 43, presso lo studio dell’ultimo;
COMUNE DI SCANSANO, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e
difeso dall’Avv. Umberto Gulina con domicilio eletto in Roma via Bassano
del Grappa n. 24, presso lo studio dell’Avv. Michele Costa;
S.R.L. PARCO EOLICO POGGI ALTI, ASSOCIAZIONE
LEGALBIENTE ONLUS, COMUNITA' MONTANA ZONA S -
COLLINE DEL FIORA, AZIENDA USL N.9 DI GROSSETO, non
della sentenza del Tribunale Amministrativo per la Toscana, Sezione II, n.
939/2007 in data 25 giugno 2007, resa inter partes;
Relatore alla pubblica udienza del 13 maggio 2008 il consigliere
Manfredo Atzeni ed uditi gli avv. Lorenzoni, l’avv. dello Stato Ranucci,
Medugno, Amorosino e Gulina;
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Con distinti ricorsi al Tribunale Amministrativo per la Toscana il sig.
Iacopo Biondi Santi, in proprio e quale legale rappresentante della Società
Iacopo Biondi Santi Fibs s.r.l. e della Azienda Agraria Monterò s.r.l., e
l’Associazione Italia Nostra in persona del Presidente impugnavano la
determinazione 29.12.2005 n. 5316 con cui il dirigente del Settore Ambiente
della Provincia di Grosseto aveva approvato, ai sensi del D.P.R. 387/2003,
art. 12, il progetto per la costruzione del Parco Eolico Poggi Alti in loc.
Murci (Comune di Scansano), nonché il decreto 7.10.2005 n. 5401 con cui
la Giunta Regionale Toscana, Direz. gen. della Presidenza, aveva escluso il
suddetto progetto dalla procedura di V.I.A. nonché ogni altro atto connesso
tra cui in particolare i verbali della conferenza dei Servizi dei giorni 27
gennaio – 8 marzo e 2 dicembre 2005.
I primi ricorrenti lamentavano:
1) Eccesso di potere per contraddittorietà poiché su precedente
versione dello stesso progetto la stessa Provincia di Grosseto nel settembre
2002 si era espressa negativamente in relazione, tra l’altro, proprio
all’altezza degli impianti.
2) Violazione del P.T.C. della Provincia di Grosseto con riguardo
specifico alla scheda 7 relativa all’Unità di Paesaggio R8.2., nonchè agli
artt. 19 e 20.
3) Violazione del D.Leg.vo 22.1.2004 N. 42, art. 146, commi 7 e 8,
del D.leg.vo n. 387/2003 art. 12, comma 3, ed eccesso di potere;
4) Eccesso di potere per difetto d’istruttoria e di motivazione, con
riguardo specifico del decreto regionale del 17 ottobre 2006, nonché
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illegittimità derivata della autorizzazione provinciale da quella della
determinazione regionale di esclusione del progetto dalla procedura di VIA.
L’Associazione Italia Nostra deduceva i seguenti vizi di legittimità:
1-2 e 5) Violazione del D.Leg.vo 29.12.2003 n. 387, art. 12, nonché
eccesso di potere per difetto di presupposti, di motivazione e di istruttoria,
travisamento ed illogicità.
3) Violazione del Piano Regolatore Generale del Comune di
Scansano e delle relative N.T.A. Eccesso di potere per difetto istruttoria,
motivazione ed errore nei presupposti;
4) Violazione della legge reg. 3.12.1998 n. 79, art. 5 e succ. modif.,
nonché eccesso di potere sotto i profili del difetto istruttoria, difetto di
motivazione e travisamento.
Inoltre, a seguito del deposito di documenti da parte delle
amministrazioni resistenti, Italia Nostra proponeva motivi aggiunti
deducendo i seguenti ulteriori profili di illegittimità dell’autorizzazione
impugnata:
1) Violazione della L.R. Toscana 1 dicembre 1998 n. 89, art. 12, con
riguardo all’impatto acustico, nonché eccesso di potere per carenza di
istruttoria e di motivazione, errore nei presupposti e travisamento;
2) Violazione della Direttiva CEE n. 79/409 sulla conservazione
degli uccelli selvatici, nonché della L.R. Toscana 6 aprile 2000, n. 56, ed
eccesso di potere per carenza di motivazione ed istruttoria e perplessità.
Le parti ricorrenti chiedevano quindi l’annullamento dei
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Con la sentenza in epigrafe il Tribunale Amministrativo per la
Toscana, Sezione II, riuniva ed accoglieva i ricorsi per l’effetto annullando i
Avverso la predetta sentenza insorgono, con separati appelli, la
Regione Toscana in persona del presidente della Giunta, la Società Parco
Eolico Poggi Alti in persona degli Amministratori, legali rappresentanti, e la
provincia di Grosseto in persona del Presidente, chiedendo la sua riforma ed
il rigetto dei ricorsi di primo grado
Si sono costituiti in giudizio il sig. Iacopo Biondi Santi, in proprio e
quale legale rappresentante della Società Iacopo Biondi Santi Fibs s.r.l. e
della Azienda Agraria Monterò s.r.l., e l’Associazione Italia Nostra
chiedendo il rigetto degli appelli; l’Associazione Italia Nostra propone
inoltre appello incidentale, con il quale ripropone le censure respinte o
assorbite dal TAR.
Si sono costituiti inoltre il Comune di Scansano in persona del
Sindaco in carica e l’Associazione Legambiente O.N.L.U.S. in persona del
Presidente, chiedendo l’accoglimento degli appelli.
Alla pubblica udienza del 13 maggio 2008 le cause sono state
trattenute in decisione.
1. I ricorsi in appello in epigrafe possono essere riuniti onde definirli
con unica decisione, in quanto riguardano la medesima sentenza di primo
2. La vicenda, adeguatamente descritta nella sentenza appellata,
riguarda la realizzazione di una centrale eolica che interessa una superficie
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di circa cinque chilometri quadrati, costituita da dieci aereogeneratori
dell’altezza di circa centodieci metri, nel territorio del Comune di Scansano;
la Regione Toscana ha autorizzato la sua realizzazione senza valutazione
d’impatto ambientale ai sensi dell’art. 11, ottavo comma, della legge
ragionale 3 novembre 1998, n. 79, ed il progetto è stato quindi approvato
dalla provincia di Grosseto, previo indizione di apposita conferenza di
I ricorrenti in primo grado hanno sostenuto, sotto diversi profili,
l’inesistenza dei presupposti per l’applicazione della norma appena
richiamata, e quindi la necessità di sottoporre l’intervento a valutazione
d’impatto ambientale, e comunque l’illegittimità dell’autorizzazione
Il TAR ha condiviso l’impugnativa, affermando che:
a) il progetto autorizzato dalla Provincia di Grosseto viola le
norme tecniche d’attuazione annesse alla variante del piano regolatore
generale del Comune di Scansano in quanto l’altezza degli aereogeneratori
sarebbe superiore a quella massima consentita;
b) nell’area circostante il parco eolico sono localizzati tre siti
d’importanza comunitaria, le cui schede sottolineano l’alto valore
avifaunistico; sono state quindi violate le linee guida per la valutazione
dell’impatto ambientale degli impianti eolici, che considerano elemento di
criticità la realizzazione dei suddetti impianti in prossimità del sito, mentre è
insufficiente la misura imposta, consistente nel monitoraggio del sito,
successivamente alla realizzazione del parco eolico;
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c) il Crinale Murci (su cui deve essere collocato il parco) è
classificato nel piano territoriale di coordinamento della provincia di
Grosseto come unità di paesaggio R.8.2. per la quale la scheda 7 individua i
caratteri da mantenere “invarianti” da mantenere con il massimo rigore,
prescrivendo che le opportunità di sviluppo insediativi dei comuni, legate
all’attività agrituristica ed alla produzione vinicola, dovranno essere
indirizzate secondo criteri di rigorosa compatibilità ambientale;
d) l’intervento, secondo l’istruttoria espletata, prevede la
necessità di una variante al piano di classificazione acustica comunale, che
non è stata approvata, per cui risulta insufficiente l’istruttoria sull’impatto
acustico dell’impianto;
e) lo stesso numero delle prescrizioni imposte all’atto
dell’autorizzazione (ventinove) dimostra come l’impatto dell’intervento
doveva essere valutato nell’ambito della specifica procedura.
3. Le appellanti ripropongono, in primo luogo, le eccezioni di
inammissibilità, disattese dai primi giudici.
3a. Il sig. Iacopo Biondi Santi, e le Società Iacopo Biondi Santi Fibs
s.r.l. e Azienda Agraria Monterò s.r.l ., delle quali è legale rappresentante,
non avrebbero dimostrato il proprio legame con il territorio interessato dal
parco eolico, ovvero che le loro proprietà sono situate ad una distanza tale
da subire un danno dalla sua realizzazione.
Il collegio condivide l’osservazione dei primi giudici secondo la
quale le dimensioni dell’impianto sono tali da estendere la sua incidenza su
una porzione ampia di territorio.
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Nella situazione di fatto creata dalla sua realizzazione, quindi, una
distanza di circa milleduecento metri non rende la proprietà degli odierni
appellati indifferente alla realizzazione del parco.
3b. Gli appellanti sostengono la tardività dell’impugnazione del
provvedimento con il quale l’approvazione del progetto è stata esentata dalla
valutazione dell’impatto ambientale, la cui legittimità – indubbiamente -
costituisce il fulcro della causa.
Anche a questo riguardo, deve essere condiviso quanto affermato dai
primi giudici in quanto il provvedimento con il quale un progetto
d’intervento è escluso dalla procedura d’impatto ambientale seppure
conferisce una qualità al progetto medesimo non è di per sé lesivo, in quanto
non comporta la sua realizzabilità, che deve essere accertata nel prosieguo
del procedimento (sostanzialmente in termini C. di S., VI, 22 novembre
2006, n. 3444, che ha escluso l’onere di immediata impugnazione del
provvedimento che conclude positivamente la procedura di valutazione
dell’impatto ambientale; appare coerente con tale orientamento C. di S., IV,
9 giugno 2005, n. 3043, che ha affermato l’onere di immediata
impugnazione del provvedimento che conclude negativamente la stessa
procedura, in quanto arresto procedimentale).
Il collegio deve quindi procedere all’esame nel merito delle
problematiche sollevate dalle parti.
4. Appare opportuno premettere alcune osservazioni alla trattazione
nel merito della causa.
In particolare, è opportuno osservare che l’art. 4, secondo comma,
della direttiva 27 giugno 1985, n. 85/337/CEE demanda alle determinazioni
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degli stati membri la scelta circa la necessità di sottoporre a valutazione
d’impatto ambientale i progetti elencati nell’allegato II il quale, all’art. 3,
lett. i) indica espressamente gli impiant i di produzione di energia mediante
lo sfruttamento del vento (centrali eoliche ); la scelta può avvenire sulla base
del singolo progetto, caso per caso, o sulla base di soglie o criteri fissati
La normativa europea, quindi, manifesta il suo favore per la
realizzazione degli impianti in questione, ammettendo espressamente che la
loro realizzazione possa prescindere dalla valutazione d’impatto ambientale.
Il suddetto principio è stato attuato dalla Regione Toscana, con la
legge regionale 3 novembre 1998, n. 79; ai sensi dell’art. 11, primo comma,
della legge regionale citata i progetti riguardanti la realizzazione di impianti
eolici non sono necessariamente sottoposti a VIA.
La necessità di tale fase procedurale è infatti sottoposta a verifica
preliminare, condotta secondo le previsioni del medesimo art. 11.
La suddetta verifica deve riguardare, fra l’altro, la conformità del
progetto preliminare con le norme ambientali e paesaggistiche, nonché con i
vigenti piani e programmi territoriali ed ambientali (art. 11, secondo
comma, lett. b).
La programmazione della Regione Toscana nel campo delle fonti
rinnovabili dimostra una particolare attenzione per il sito di cui ora si
discute, evidentemente ritenuto potenzialmente idoneo ad ospitare impianti
In particolare, il territorio del Comune di Scansano è qualificato area
a potenziale eolico dal piano regionale per l’energia rinnovabile, approvato
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con delibera del Consiglio Regionale n. 1 in data 18 gennaio 2000; il piano
territoriale di coordinamento della Provincia di Grosseto, approvato con
delibera del Consiglio Provinciale n. 30 in data 7 aprile 1999 riconosce il
territorio provinciale quale “territorio ad alto potenziale di fonte energetica
rinnovabile” ed il territorio del Comune di Scansano quale “quale bacino
territoriale per l’eolico”.
La programmazione degli interventi a favore delle energie
alternative della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto, quindi,
conducono all’individuazione del territorio di cui si tratta come
potenzialmente idoneo ad ospitare impianti eolici, e la normativa
comunitaria, sopra riassunta, ammette l’adozione della procedura
semplificata per la realizzazione dei medesimi.
Peraltro, tali elementi non escludono, evidentemente, che la
collocazione del singolo impianto debba essere studiata con la dovuta
In particolare, è ovvio che debba essere valutata con il necessario
rigore la sua incidenza sui beni tutelati da vincoli, di diverso contenuto,
gravanti sull’area prescelta in concreto.
5. Come già sottolineato, l’oggetto del presente giudizio è costituito,
principalmente, dal provvedimento con il quale la Regione Toscana ha
autorizzato l’ulteriore corso della procedura di approvazione del progetto,
senza impostare la valutazione dell’impatto ambientale, nonostante
l’istruttoria predisposta al riguardo avesse evidenziato alcuni punti critici.
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6. Il principale dei suddetti punti critici è costituito dalla presenza,
nelle vicinanze dell’impianto, di siti d’importanza comunitaria e
d’importanza regionale, tra cui uno distante circa km. 1,7.
E’ vero che la normativa regionale rende obbligatoria la valutazione
d’impatto ambientale per gli impianti localizzati ad un chilometro dalle
suddette zone, ma ciò non esclude che la suddetta valutazione possa rendersi
opportuna in relazione alle caratteristiche del sito, anche qualora la distanza
sia superiore al chilometro.
L’art. 15 della legge regionale 6 aprile 2000, n. 56, dispone infatti
che i progetti indicati dall’art. 5, primo e secondo comma, della legge
regionale 3 novembre 1998, n. 79, siano sottoposti alla valutazione
d’impatto ambientale anche se al di fuori dei siti di importanza regionale,
alla condizione che abbiano effetti sui siti in questione.
Nel caso di specie, il dubbio circa l’incidenza di un impianto eolico,
collocato nella prossimità del sito di cui si discute, è stato sollevato dalla
stessa amministrazione regionale che con deliberazione della Giunta
Regionale n. 644 in data 5 luglio 2004, adottata in esecuzione della citata
legga regionale n. 56, nell’approvare le norme tecniche relative alle forme
ed alle modalità di tutela e conservazione dei siti di importanza regionale ha
riconosciuto che la realizzazione di impianti eolici costituisce un elemento
di criticità nella conservazione del sito di cui si tratta.
Alla luce di tale ricostruzione della disciplina regionale, stabilita a
salvaguardia dell’ambiente, ed in particolare dell’avifauna, presenti nei siti
in questione, in realtà condivisa anche dagli appellanti, appare quanto meno
ragionevole la previsione della relazione istruttoria, che propone di
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sottoporre la zona ad un adeguato monitoraggio, in modo da verificare la
pericolosità dell’impianto, potenzialmente dannoso per i volatili.
La suddetta proposta non è stata accolta dall’amministrazione, che
ha ritenuto sufficiente un monitoraggio concernente l’incidenza
dell’impianto sull’avifauna successivo alla sua installazione.
La misura è stata adottata senza specifica motivazione ed appare,
invero, manifestamente illogica, allo stato degli atti, in quanto si è ritenuto
legittimo consentire la realizzazione dell’impianto, evidentemente di costo
notevole ed altrettanto evidentemente di notevole incidenza sul pregio della
zona, con la riserva di un successivo smantellamento, in caso di esito
negativo degli accertamenti.
In altri termini, la stessa amministrazione ha riconosciuto il
potenziale nocivo dell’impianto nei riguardi dell’avifauna, e la necessità
dell’adeguato accertamento in concreto di tale incidenza.
Una volta ricostruito in tali termini lo stato di fatto appare
manifestamente contraddittorio disporre che il suddetto riscontro avvenga
ad impianto già costruito, sopportando i costi relativi, e funzionante.
La sentenza di primo grado deve, pertanto, essere condivisa sul
7. Non possono, invece, essere condivisi gli ulteriori motivi
d’annullamento.
8. L’elevato numero di prescrizioni imposte all’atto dell’esclusione
del progetto dalla procedura di valutazione d’impatto ambientale non
comporta di per sé contraddittorietà.
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Invero, solo la prescrizione riguardante la protezione dei siti
d’interesse comunitario e regionale e dell’avifauna ivi presente di cui si è
detto al punto 6 è risultata contraddittoria, mentre nessuna specifica
illogicità è stata riscontrata in relazione alle altre.
Deve quindi essere ritenuto che per tutte le altre prescrizioni la
Regione si sia legittimamente avvalsa dalla facoltà di indirizzare la
realizzazione del sito, imponendo l’utilizzo di soluzioni utili a mitigarne
l’impatto, come consentito dalla deliberazione della Giunta Regionale n.
1069 del 20 settembre 1999.
L’autorizzazione rilasciata non può, poi, essere ritenuta in
contraddizione con il diniego opposto in precedenza ad altra proposta della
Società appellante, essendo pacifica in causa la diversità dei due progetti,
che esclude la necessità di determinazioni analoghe in relazione ad
10. Non può nemmeno essere condivisa l’argomentazione relativa
all’altezza massima delle torri, che sarebbe superiore a quella prevista dalle
norme tecniche d’attuazione del piano regolatore di Scansano.
Invero, è palese l’equivoco, provocato dal fatto che le suddette
norme non prescrivono l’altezza massima delle torri, ma l’altezza della torre
tubolare e la lunghezza di ciascuna torre dall’attacco al motore, misure che,
nella specie, risultano rispettate.
11. Non può essere condivisa l’argomentazione relativa al piano
La prescrizione relativa alla necessaria modifica del piano acustico
comunale è palesemente rivolta a coordinare la sua realizzazione con la
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possibilità di insediare residenze nelle vicinanze del parco eolico, per cui è
stata rispettata modificando il suddetto piano prima della realizzazione
dell’intervento, e quindi in tempi sufficienti per evitare nuovi insediamenti
nella zona soggetta ad inquinamento acustico.
L’argomentazione vale anche a respingere il motivo
d’impugnazione, proposto dalla ricorrente Italia Nostra in primo grado con
motivi aggiunti, dichiarato tardivo dai primi giudici e nuovamente proposto
con appello incidentale, con il quale si lamenta la mancata richiesta, al
proponente, dell’elaborato concernente lo studio dell’impatto acustico.
Al riguardo, è sufficiente osservare come l’amministrazione abbia
comunque acquisito gli elementi necessari per valutare l’opera sotto tale
profilo e ne abbia rilevato autonomamente l’incompatibilità con il piano
comunale di classificazione acustica del Comune di Scansano, imponendo
pertanto, come si è detto, la sua modifica prima della realizzazione del
12. La stessa appellante incidentale lamenta violazione della direttiva 79/409/CEE e della legge regionale 6 aprile 2000, n. 56, affermando che l’incidenza dell’impianto sull’avifauna impone di sottoporre il suo progetto a valutazione d’impatto ambientale.
La tesi non può essere condivisa in quanto, come si è detto al punto 4 che precede, la normativa europea detta una disciplina di maggior favore per gli impianti eolici, ammettendo la loro realizzazione senza la predetta valutazione, purché venga verificata preventivamente la sua necessità.
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La normativa relativa agli impianti eolici stabilisce, quindi,
un’eccezione alle disposizioni generali in tema di valutazione di impatto ambientale.
13. Italia Nostra propone inoltre le doglianze, assorbite in primo
Lamenta violazione dell’art. 12 del D. Lgs. 29 dicembre 2003, n.
387, in quanto la conferenza dei servizi che ha preceduto l’approvazione del progetto non ha sempre operato con la totalità dei suoi componenti.
La censura non può essere accolta in quanto tutte le amministrazioni interessate hanno partecipato ai lavori ed alla formazione della determinazione conclusiva, per cui la volontà della legge, volta alla formazione della scelta finale con il concorso di tutti i soggetti interessati, è stata rispettata.
Non può, poi, avere rilevanza il mancato invito di alcune
amministrazioni, che avevano già dichiarato di ritenere che il progetto non pregiudicasse gli interessi loro affidati.
14. Italia Nostra si duole del fatto che l’impugnato provvedimento di autorizzazione alla realizzazione dell’impianto sia stato rilasciato senza imporre alla Società autorizzata la rimessione in pristino dei luoghi, e senza nemmeno prevedere un termine all’occupazione dei medesimi, come
imposto dall’art. 12, quarto comma, del D. Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387.
L’osservazione, pur esatta, non comporta l’illegittimità
dell’autorizzazione impugnata.
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Deve essere premesso che il provvedimento autorizzatorio
impugnato non contiene una volontà contraria all’applicazione della norma di cui si discute.
La norma, dal suo canto, evidenzia la chiara volontà del legislatore che si impone a quella delle parti del rapporto, dando luogo all’inserzione automatiche della clausola relativa, secondo il meccanismo di cui all’art. 1339 c.c.
Il provvedimento impugnato non appare quindi in contrasto con la
suddetta norma; si presta, invece, all’inserimento della clausola normativa nel suo contenuto.
La Società proponente con l’autorizzazione assume quindi l’obbligo
di rimessione in pristino dei luoghi, in caso di abbandono dell’impianto, anche se il suddetto obbligo non è stato esplicitato nel relativo provvedimento.
E’ vero che riportando l’espressione nel corpo del provvedimento
l’amministrazione avrebbe chiarito meglio il rapporto, prevenendo
contestazioni al riguardo.
Esplicitando la misura, inoltre, l’amministrazione ben avrebbe potuto
pretendere garanzie, per assicurare l’adempimento che corre
sull’autorizzando.
Peraltro, la mancanza della clausola non lo sottrae all’obbligazione di cui si tratta.
La doglianza deve, pertanto, essere respinta.
15. Gli appelli devono, in conclusione, essere respinti, sebbene con
la diversa motivazione di cui sopra.
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In considerazione della complessità della causa le spese possono
essere integralmente compensate.
il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, riunisce e
respinge gli appelli indicati in epigrafe e conferma, con diversa motivazione,
Compensa integralmente spese ed onorari del giudizio fra le parti
Così deciso in Roma, il 13 maggio 2008 dal Consiglio di Stato in
sede giurisdizionale - Sez.VI - nella Camera di Consiglio, con l'intervento
Bruno POLITO Consigliere
Manfredo ATZENI Consigliere, est
N.R.G. 7335-7377-7761/2007 20