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Timestamp: 2018-08-19 19:38:11+00:00
Document Index: 23014182

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 102', 'sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ']

Novità fiscali del 21 maggio 2009: operazioni aziendali straordinarie: approvazione tacita per il bilancio finale di liquidazione; agente di commercio: provvigioni riscosse dagli eredi; attività di bar e sala giochi: adempimenti contabili ai fini degli studi di settore; si applicano le plusvalenze sulla cessione di aree destinate ad opere di interesse generale; diritto annuale dovuto alle camere di commercio per l'anno 2009; studi associati tra professionisti: litisconsorzio necessario; studi di settore disapplicati o proroga dei versamenti fiscali; imprese di costruzioni: limiti alla detrazione IVA | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 21 maggio 2009: operazioni aziendali straordinarie: approvazione tacita per il bilancio finale di liquidazione; agente di commercio: provvigioni riscosse dagli eredi; attività di bar e sala giochi: adempimenti contabili ai fini degli studi di settore; si applicano le plusvalenze sulla cessione di aree destinate ad opere di interesse generale; diritto annuale dovuto alle camere di commercio per l'anno 2009; studi associati tra professionisti: litisconsorzio necessario; studi di settore disapplicati o proroga dei versamenti fiscali; imprese di costruzioni: limiti alla detrazione IVA
1) Operazioni aziendali straordinarie: Approvazione tacita per il bilancio finale di liquidazione
2) Agente di commercio: Provvigioni riscosse dagli eredi
3) Attività di bar e sala giochi: Adempimenti contabili ai fini degli studi di settore
4) Si applicano le plusvalenze sulla cessione di aree destinate ad opere di interesse generale
5) Diritto annuale dovuto alle camere di commercio: Determinate le misure per l’anno 2009
6) Studi associati tra professionisti: Litisconsorzio necessario
7) Studi di settore disapplicati o proroga dei versamenti fiscali
8) Imprese di costruzioni: Limiti alla detrazione Iva
Il principio contabile OIC n. 5 ha fornito le linee guida in relazione ai criteri di valutazione delle poste componenti il bilancio finale di liquidazione.
Non viene previsto che il bilancio finale, da depositare nel registro delle imprese, vada presentato per l’approvazione all’assemblea dei soci.
Tuttavia, l’approvazione dei soci viene intesa tacitamente avvenuta trascorsi 90 giorni dal deposito nel registro delle imprese senza che siano stati presentati reclami dai soci; oppure, indipendentemente dal decorso del termine, se quote di riparto finali siano state incassate dai soci senza alcuna riserva.
Segue poi la fase della cancellazione della società dal registro delle imprese che va effettuata, su richiesta dei liquidatori, dopo l’approvazione del bilancio finale e comporta l’estinzione della società come soggetto di diritto.
A questo punto vanno depositati nel registro delle imprese i registri sociali, ove saranno conservati per 10 anni.
Il bilancio finale di liquidazione è composto, oltre che dallo stato patrimoniale (semplificato), dal conto economico relativo al periodo che intercorre tra l’inizio dell’ultimo esercizio e la data di compimento della liquidazione e di una nota integrativa.
Tale documento deve essere accompagnato della relazione dei liquidatori e delle relazioni del collegio sindacale e del revisore esterno incaricato del controllo contabile.
Su tale punto, sia pure se non sussiste obbligo, l’OIC ha consigliato la compilazione anche di un conto economico riassuntivo che rifletta l’intera gestione di liquidazione e ne esponga il risultato finale.
Di recente, in Dottrina, è stato esaminato il trattamento fiscale delle provvigioni riscosse dagli eredi dell’agente di commercio e relative ai servizi di intermediazione eseguiti dal “de cuius”.
Ciò poiché le disposizioni previste ai fini Iva attribuiscono agli eredi particolari adempimenti in relazione alle operazioni effettuate dal ”de cuius”.
Secondo tale normativa, gli eredi del contribuente possono adempiere, entro 6
mesi dalla data della morte, gli obblighi di fatturazione, registrazione, liquidazione e dichiarazione annuale, relativamente alle operazioni effettuate dallo stesso contribuente, anche se per tali operazioni i relativi termini siano scaduti non oltre 4 mesi prima dalla data del decesso.
Resta ferma la disciplina stabilita dalla normativa IVA per le operazioni effettuate, anche ai fini della liquidazione dell’azienda, dagli eredi dell’imprenditore.
Su tale problematica sono state esposte, sempre in Dottrina, due tesi, la prima di tipo minoritaria, le seconda considerata prevalente.
Secondo la tesi minoritaria gli eredi dell’Agente restano, comunque, soggetti a tutti gli obblighi previsti dalla disciplina IVA:
sia che intendano iniziare l’attività come continuazione di quella del “de cuius”;
– sia nell’eventualità non intendano proseguire tale attività.
Mentre secondo la tesi prevalente (che vuole tali operazioni escluse da Iva) le operazioni eseguite dall’Agente deceduto e non fatturate al momento del decesso non si considerano effettuate ai fini IVA, giacché la riscossione dei corrispettivi relativi alle prestazioni rese dall’Agente di commercio avviene successivamente alla sua scomparsa.
Infatti, il momento impositivo si viene a perfezionare in capo ad un soggetto non IVA (parere dottrinale, peraltro, confortato dalla R.M. n. 510918/1973).
Coloro che esercitano più attività, in linea generale in virtù del D.P.R. n. 633/1972, devono applicare l’IVA in maniera unitaria e cumulativa per tutte le attività.
Tuttavia, tale normativa Iva prevede i casi in cui tali occorre applicare l’IVA in modo separato per ciascuna attività esercitata, fermo restando che i soggetti che esercitano più attività possono scegliere di applicare l’IVA in modo separato per ciascuna attività esercitata.
Sono, invece, obbligati ad applicare l’IVA in modo separato per ciascuna attività esercitata coloro che:
– esercitano contemporaneamente attività di impresa e di arte o professione (art. 36, comma 2, D.P.R. n. 633/1972);
– esercitano attività di commercio al minuto applicando il metodo della ventilazione dei corrispettivi (art. 36, comma 4, D.P.R. n. 633/1972);
– esercitano attività agricole con detrazione forfettaria dell’imposta (art. 36, comma 4, D.P.R. n. 633/1972);
– esercitano attività spettacolistiche con detrazione forfettaria dell’imposta (art. 36, comma 4, D.P.R. n. 633/1972).
Si tratta dei soggetti che svolgono un’attività per la quale l’IVA deve essere corrisposta unitariamente all’imposta sugli intrattenimenti ai sensi dell’art. 74, comma 6, D.P.R. n. 633/1972 (intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972) ovvero dei soggetti che svolgono un’attività spettacolistica con detrazione forfettaria dell’imposta ai sensi dell’art. 74-quater, comma 5, D.P.R. n. 633/1972 (spettacoli viaggianti e altre attività di cui alla tabella C allegata al D.P.R. n. 633/1972).
Attività di sala da giochi ed adempimenti dichiarativi
Partendo da tale base normativa, in relazione all’attività di sala da giochi soggetta all’imposta sugli intrattenimenti di cui al D.P.R. n. 640/1972, il contribuente deve necessariamente gestire le due attività in modo separato.
In particolare, in merito alla compilazione della dichiarazione dei redditi, occorre seguire la seguente procedura:
– La dichiarazione IVA deve essere predisposta con due intercalari, ciascuno relativo ad una attività;
– la dichiarazione dei reddito Modello Unico 2009 deve essere predisposta con un unico quadro RG (in caso di contabilità semplificata) o RF (in caso di contabilità ordinaria), indicando come codice attività, quello dell’attività svolta in via prevalente;
– la dichiarazione IRAP 2009 va presentata con un unico quadro, indicando quale codice attività il codice dell’attività svolta in via prevalente;
– Infine, il modello previsto ai fini degli studi di settore essere predisposto in relazione all’attività svolta in via prevalente, ma indicando l’ammontare dei ricavi relativi a ciascuna attività esercitata e i dati contabili ed extracontabili che si riferiscono all’attività svolta nel suo complesso.
Peraltro, come è stato fatto notare, recentemente in Dottrina, in base a quanto disposto dall’art. 2, del Decreto 11.02.2008, riguardo all’esercizio in corso al 31.12.2008, i soggetti che svolgono più attività di impresa non rientranti nel medesimo studio di settore non sono accertabili in base agli studi di settore se l’importo dei ricavi dichiarati relativamente alle attività diverse da quella svolta in via prevalente (con riferimento alla quale viene compilato il modello degli Studi di settore) supera il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.
Le aree destinate ad opere di interesse generale (aree “F”) rientrano tra quelle suscettibili di utilizzazione edificatoria, con la conseguenza che la cessione delle stesse comporta l’assoggettamento ad Irpef delle relative plusvalenze.
Lo ha precisato la Direzione regionale delle Entrate del Lazio, in risposta a un’istanza di interpello.
Secondo tale direzione dell’Agenzia delle Entrate, il tenore letterale della definizione fiscale di “area fabbricabile” e la formulazione generica dell’espressione “utilizzabile a scopo edificatorio”, non consentono di escludere la vocazione edificatoria di un terreno per il solo fatto di non essere destinato ad edilizia abitativa.
Ne deriva, pertanto, che anche le cessioni delle aree “F” rientrano nella previsione di cui all’articolo 67, comma lettera b) del Tuir.
Le misure del diritto annuale dovuto ad ogni singola camera di commercio da ogni impresa iscritta o annotata nel Registro delle imprese, n. 580, per l’anno 2009, sono state determinate applicando le disposizioni del Decreto 30.04.2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 19.05.2009).
Per le imprese iscritte e per le imprese individuali annotate nella sezione speciale del Registro delle imprese il diritto annuale é dovuto nella misura fissa di € 88,00.
Per le imprese che operano sotto forma di società semplice non agricola il diritto annuale é dovuto nella misura di € 144,00.
Per la sede legale di tutte le imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, ancorché annotate nella sezione speciale, il diritto annuale è determinato applicando al fatturato dell’esercizio 2008 le seguenti misure fisse o aliquote per scaglioni di fatturato:
0,001% ( fino ad un massimo di € 40.000)
Per le società iscritte nella sezione speciale (comma 2 dell’art. 16 del D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 96) il diritto annuale é dovuto nella misura di € 170,00.
Le nuove imprese iscritte o annotate nella sezione speciale del Registro delle imprese nel corso del 2009 e dopo l’entrata in vigore del presente decreto, sono tenute al versamento dei diritti tramite modello F24 o direttamente allo sportello camerale, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda dell’iscrizione o dell’annotazione.
Le nuove imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese nel corso del 2009 e dopo l’entrata in vigore del presente decreto sono tenute a versare l’importo relativo alla prima fascia di fatturato pari a € 200,00, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda dell’iscrizione, tramite modello F24 o direttamente allo sportello camerale.
Le nuove unità locali, che si iscrivono nel corso del 2009, appartenenti ad imprese già iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, sono tenute al pagamento di un diritto pari al 20% di quello sopra definito.
Nel momento in cui l’Amministrazione finanziaria accerta un maggiore reddito di natura professionale nei confronti di un componente dello studio associato (desunto dai ricavi di tale associazione professionale), tutti i loro componenti devono agire od essere convenuti nel medesimo giudizio (litisconsorzio necessario ex art. 102 c.p.c.),
Ciò in virtù del principio (vigente in materia tributaria) dell’unitarietà dell’accertamento, secondo cui la decisione giudiziale deve essere emessa nei confronti della totalità dei soci componenti.
Pertanto, se il giudizio sia stato promosso contro alcune parti, il giudice chiamato a decidere deve integrare il contraddittorio nei confronti delle altre parti, pena la nullità del giudizio, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 11466 del 18.05.2009)
In materia di studi di settore l’Unione Nazionale dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con il comunicato stampa del 19.05.2009 ha espresso il seguente parere:
In particolare, l’UNGDCEC ha chiesto che, in relazione ai redditi dichiarati nel modello Unico 2009, vengano disapplicati gli studi di settore.
Ciò a causa dell’incertezza in cui imprese e professionisti si trovano ad operare “a pochi giorni dalla scadenza prevista per le liquidazioni delle imposte dovute sui redditi conseguiti nel passato esercizio, visto che a tutt’oggi ancora non sono disponibili le modalità di calcolo dei ricavi presunti che tengano conto della persistente congiuntura economica sfavorevole.
In un contesto economico permeato da forte imprevedibilità, la consapevolezza che gli accertamenti possano essere ricondotti alla verifica di quanto effettivamente introitato, potrebbe favorire l’instaurazione di quel clima positivo di cui oggi hanno bisogno le realtà produttive del Paese”.
L’UNGDCEC, comunque ritiene opportuno che vengano differiti i termini di versamento, dal 16 giugno al 16 luglio, senza l’applicazione di maggiorazione, almeno per i soggetti cui dovessero trovare applicazione gli studi.
La crisi economica aggrava per le imprese di costruzione anche il cd. rischio “esenzione IVA”.
Se il costruttore vende l’immobile abitativo dopo il decorso di quattro anni dall’ultimazione, infatti, la cessione è esente, per cui scatta la limitazione del diritto alla detrazione.
Sono venuti alla luce le criticità dell’attuale disciplina (come osservato in recentissima Dottrina), che costringe l’impresa all’applicazione del pro rata e, ai fini della rettifica della detrazione, considera ammortizzabili anche i fabbricati merce.
Si tratta di problematica che è scaturita dalla revisione della disciplina IVA del settore immobiliare operata dal D.L. 4 luglio 2006, n. 223.
L’attuale art. 19, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972, dispone che non è detraibile l’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni di beni e servizi afferenti operazioni esenti.
A ciò si aggiunga, sempre per i fabbricati, la questione del criterio del pro rata e della rettifica.
Rettifica della detrazione IVA per i fabbricati
In particolare, come rilevato in Dottrina (F. Ricca in Corriere Tributario 21/2009) ai fini della rettifica della detrazione IVA, se l’anno o gli anni di acquisto o di produzione del bene non coincidono con quello della sua entrata in funzione, per i fabbricati occorre effettuare in ogni caso, nell’anno di ultimazione, una prima rettifica pari all’intera differenza tra l’ammontare complessivo dell’imposta detratta negli anni precedenti sulle spese di costruzione e l’imposta che sarebbe detraibile in base al pro rata dell’anno di ultimazione.
Così facendo, vengono ad essere quantificati gli elementi contabili (percentuale di detrazione e imposta detratta) da assumere come base di riferimento per le eventuali rettifiche degli anni successivi.
– Limiti all’esenzione IVA per le cessioni di contratti di riassicurazione
“La cessione di contratti di riassicurazione costituisce, ai fini IVA, prestazione di servizi e non cessione di beni: come tale non gode dell’esenzione dall’imposta”.
(Avvocatura generale presso la Corte di giustizia Conclusione 13.05.2009, n. C-242/08, in Ipsoa del 20.05.2009)
– Agevolazioni per il Mezzogiorno: Non spettano i benefici in presenza di solo ampliamento degli impianti
“Le agevolazioni per le nuove iniziative produttive nel Mezzogiorno non si applicano in caso di solo rinnovo, conversione e ampliamento di opifici già esistenti.
La natura eccezionale della normativa che le istituisce non permette applicazione analogica o estensiva.
Se però l’innovazione o la trasformazione dell’azienda esistente è talmente pregnante da produrre, insieme alla nuova forma societaria, effetti comparabili a quelli del nuovo stabilimento industriale, è possibile accedere ai benefici”.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 10375 del 06.05.2009, in Ipsoa del 20.05.2009)
– Notai: Guida all’acquisto della casa senza rischi
Nella guida di maggio 2009, redatta dal Consiglio Nazionale del Notariato, i consigli partono dal compromesso e arrivano al rogito finale.
Il vademecum suggerisce anche 16 verifiche da effettuare.
“Dal controllo della proprietà dell’immobile e dell’inesistenza di vincoli, alla verifica della regolarità edilizia, al controllo dei rapporti condominiali.
Dal regime patrimoniale delle parti alle verifiche sulla capacità giuridica e di agire di chi vende e di chi compra.
Poi c’è da controllare la conformità degli impianti (elettrico, idraulico e di riscaldamento) alle norme di sicurezza, fino alla certificazione energetica per gli edifici.
Non manca la verifica del rispetto delle normative, per esempio quella antisismica.
Ci sono, poi, controlli ad hoc per i preliminari di immobili da costruire, verifiche su eventuali vincoli urbanistici gravanti sui terreni o ambientali paesaggistici sugli immobili.
Da controllare anche eventuali prelazioni convenzionali o legali.
Verifiche anche sulla commerciabilità di immobili di edilizia residenziale pubblica, sulle garanzie per vizi in relazione allo stato di conservazione del bene da trasferire, sulla consegna dei beni, sul regime fiscale di trasferimento (assoggettabilità a Iva, eventuali agevolazioni fiscali, plusvalenze)”.
(Il Sole 24 Ore del 20.05.2009)