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Timestamp: 2018-02-24 19:46:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 80', 'art. 52', 'art. 13', 'art. 52', 'sentenza ', 'art. 13']

Domande ricorrenti. Come avviene il recupero degli indebiti pensionistici - Sportello previdenza - Blog - Finegil
Domande ricorrenti. Come avviene il recupero degli indebiti pensionistici
L’art. n. 2033 del codice civile stabilisce che chi esegue un pagamento non dovuto ha diritto al recupero di quanto corrisposto. A questa disposizione legislativa la normativa previdenziale ha introdotto alcune deroghe che, di volta in volta, hanno individuato i presupposti per la sanatoria delle erogazioni indebite di prestazioni pensionistiche.
In materia si sono succedute le disposizioni previste dall’art. 80, comma 3, del regio decreto 28 agosto 1924, n. 1422 dall’art. 52 della legge n. 88/1989, dall’art. 13 della legge n. 412/1991.
Quest’ultima disposizione è applicabile alle situazioni debitorie sorte a partire dal 31 dicembre 1991 in quanto innovativa rispetto alla disciplina introdotta dall’art. 52 della legge n. 88/1989 (sentenza della Corte Costituzionale n. 39/1993). Inoltre le leggi n. 662/1996 e n. 448/2001 hanno dettato, con effetto retroattivo ed in via transitoria, una disciplina sostitutiva di quella prevista dalle disposizioni sopra citate, da applicarsi a pagamenti indebiti di prestazioni previdenziali effettuati fino al 31 dicembre 2000.
Per i pagamenti indebiti di pensione effettuati dal 1° gennaio 2001 trova di nuovo applicazione la disciplina di regime di cui all’art. 13 della legge n. 412/1991. Tali indebiti devono essere recuperati attraverso una delle seguenti modalità:
- compensazione con crediti, relativi a quote di prestazioni pensionistiche o assistenziali, vantati nei confronti dell’istituto;
- recupero mediante trattenute sulle prestazioni pensionistiche;
- pagamento mediante rimesse in denaro.
Alle quote di pensione percepite in più si applica il termine ordinario di prescrizione decennale. La legge pone tuttavia dei limiti al recupero degli indebiti pensionistici tenuto conto che nella stragrande maggioranza dei casi la pensione costituisce l’unico mezzo di sostegno per il soggetto.
L’ammontare della trattenuta non può essere gravato da interessi, salvo che l’indebita percezione sia dovuta a dolo dell’interessato. Nel caso in cui il debitore sia titolare di più trattamenti pensionistici la trattenuta di un quinto deve essere operata su ciascun trattamento, fermo restando il limite del trattamento minimo che deve essere salvaguardato sul totale delle prestazioni. Qualora non sia possibile recuperare il credito in una unica soluzione, la ripetizione delle somme indebitamente erogate deve essere effettuata con il sistema di rateizzazione che non superi le 24 mensilità in modo che l’importo di ciascuna trattenuta mensile, facendo salvo l’importo corrispondente al trattamento minimo, non risulti superiore al quinto dell’importo mensile della pensione, né inferiore a 10 euro.
Il recupero del credito è ammesso anche nei confronti degli eredi del pensionato dicendo che non hanno rinunciato all’eredità.