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Timestamp: 2018-07-20 23:56:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.13', 'art.74', 'art. 97', 'art. 74', 'art.74', 'art. 74', 'art. 74']

21 Luglio 2018, ore 01:56:09
Autore Discussione: Rimborso Ici (Letto 8111 volte)
« inserito:: 11 Luglio 2002, ore 10:28:56 »
(eccomi dal vecchio al nuovo forum .... speriamo ....)
Nel '98 ho acquistato una vecchia casa che non aveva una rendita catastale (il notaio al rogito ne richiese l'attribuzione con la Legge 154/1988 menzionando una variazione di classamento risalente al '90).
Per 4 anni ho pagato l'Ici utilizzando una classe suggeritami dal mio ex commercialista (No Comment).
A Febbraio '02 mi Ã¨ arrivata tramite il Comune (che stava censendo gli immobili e quindi non a seguito della 154) una comunicazione del Catasto con classificazione/rendita catastale della casa, che risultano essere la metÃ di quella da me utilizzata per l'Ici.
A Giugno '02 dopo aver pagato l'Ici secondo la nuova rendita, e aver rivoltato questo sito come un calzino, ho presentato al Comune richiesta di rimborso Ici per le somme pagate in eccedenza.
Il Comune nega il rimborso in quanto la comunicazione della rendita non puÃ² avere valore retroattivo per l'Art.74 della Legge 342/2000.
Hanno ragione ?
L' art.13 della 504/1992 non prevede il rimborso ?
L' art.74 della 342/2000 non riguarda solo attribuzioni pervenute entro il 2000 ?
Se non si sapeva quanto pagare .. perchÃ¨ non essere rimborsati per lo sbaglio fatto ?
Vi sarei veramente grato per ogni 'consiglio' che mi aiuti a risolvere questo contenzioso.
« Risposta #1 inserito:: 11 Luglio 2002, ore 10:35:42 »
Nel '98 ho acquistato una vecchia casa che non aveva una rendita catastale......
Gentile Buddy, grazie innanzitutto di essere "migrato" in questo nuovo Forum. Ho giÃ fatto avere il tuo quesito alla redazione, che spero possa risponderti al piÃ¹ presto: come primo utente... meriti almeno questo.
[!--EDIT|webmaster|11 Jul 2002, 04:27 PM--]
« Risposta #2 inserito:: 11 Luglio 2002, ore 16:26:04 »
Nel 98, in luogo della rendita "presunta", avrebbe dovuto "proporre" una rendita secondo la procedura informatica Doc-Fa il cui utilizzo Ã¨ obbligatorio dal 1Â° gennaio 1997. Ad ogni modo, il rifiuto del Comune di concedere il rimborso della maggiore imposta da lei versata si basa sulla risoluzione n. 226/E del 27 novembre 1997 del ministero delle Finanze, secondo la quale le modifiche della rendita "hanno effetto soltanto a decorrere dall'anno di tassazione successivo a quello nel corso del quale le modifiche medesime risultano essere state annotate negli atti catastali (cosiddetta "messa in atti"). Non v'Ã¨ dubbio che tale interpretazione ministeriale imputa ingiustamente ai contribuenti le conseguenze negative derivanti dalle inefficienze della pubblica amministrazione per cui sotto il profilo logico, prima ancora che sostanziale, la tesi ministeriale non risulta conforme ai principi di correttezza, imparzialitÃ e buona amministrazione, come prevede l'art. 97 della Costituzione, nÃ© a quelli contemplati negli artt. 3, 23 e 53 della Costituzione stessa. Difatti, le commissioni tributarie hanno annullato gli atti emessi dai Comuni, i quali applicano l'interpretazione fornita dal ministero delle Finanze con la citata risoluzione n. 226/E.
Nel caso da lei prospettato, invece, la circolare ministeriale n. 4/FL del 13 marzo 2001 (che puÃ² essere consultata nella sezione "Norme" di questa guida) ha precisato al punto 3) che "nell'eventualitÃ in cui il contribuente abbia versato il tributo in misura maggiore rispetto a quello che risulta dovuto in base alla rendita attribuita, avrÃ diritto al rimborso delle somme indebitamente versate, sulle quali devono essere corrisposti gli interessi. Infatti, a differenza di quanto Ã¨ avvenuto con la legge finanziaria dello scorso anno che disciplinava diversamente tale fattispecie, mancando nell'art. 74 specifiche disposizioni al riguardo, devono trovare applicazione le norme di carattere generale che regolano la materia".
Le consiglio, quindi, di presentare all'Ufficio tributi del Comune un'istanza di autotutela per sollecitare il rimborso della maggiore imposta versata. Nell'eventualitÃ che l'ufficio non risponda o rifiuti il rimborso, puÃ² rivolgersi nei termini di legge alla competente commissione tributaria provinciale.
« Risposta #3 inserito:: 12 Luglio 2002, ore 13:15:59 »
Innanzitutto, grazie mille per l'aiuto mi (e ci) date.
Il vostro contributo Ã¨ senza dubbio un grande e solido 'salvagente'.
Vorrei chiederti se il punto 3 dell'art.74 Ã¨ valido anche nel mio caso, dato che (se ho capito bene) fa rifeimento a rendite/attribuzioni ricevute entro il 31/12/1999, mentre io l'ho ricevuta a Febbraio 2002.
E' strano che sia lo stesso citato per negare il riborso.
« Risposta #4 inserito:: 12 Luglio 2002, ore 19:42:38 »
Il comma 3 dell'art. 74 della legge 342/2000 riguarda gli atti di attribuzione o modificazione delle rendite catastali adottati entro il 31 dicembre 1999 e non ancora recepiti in avvisi di liquidazione o di accertamento. L'ultima parte del comma 3, inoltre, stabilisce che gli atti impositivi emessi sulla base delle attribuzioni o modificazione delle rendite catastali costituiscono anche notificazione delle rendite stesse. Pertanto, la comunicazione che lei ha ricevuto dal Comune a febbraio del 2002 non Ã¨ altro che la notifica dell'attribuzione al suo immobile della rendita catastale, adottata dall'Agenzia del territorio entro il 31 dicembre 1999.
Nell'art. 74, come ho scritto nella precedente risposta e come del resto ha riconosciuto lo stesso ministero delle Finanze nella circolare n. 4/FL del 13 marzo 2001, mancano specifiche disposizioni in materia di rimborsi. Per il rimborso dell'imposta versata in eccedenza, come nel suo caso, devono trovare applicazione le norme di carattere generale, alle quali si Ã¨ giustamente richiamata la predetta circolare ministeriale.
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