Source: https://www.confconsumatori.it/page/392/
Timestamp: 2019-09-22 04:16:47+00:00
Document Index: 14171598

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 113', 'art. 1342', 'art. 25']

CONFCONSUMATORI - Pagina 392 di 397 - ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI, PER I CONSUMATORI
Bollette telefoniche e contestazione: Corte di Cassazione Sezione III civile Sentenza 2 dicembre 2002, n. 17041
Visualizza qui la sentenza n. 17041 del 2 dicembre 2002, pronunciata dalla Sezione III civile della Corte di Cassazione in materia di bollette telefoniche .
Multa alle Compagnie assicurative: come ottenere il rimborso
Settembre 2002 – E’ ormai passata in giudicato la sentenza con data 27.7.02 del Consiglio di Stato che ha confermato l’illegittimità del comportamento delle maggiori compagnie di assicurazione operanti in Italia (SAI, GENERALI, HELVETIA, LLOYD ADRIATICO, AZURITALIA, MILANO, RAS, REALE MUTUA, ZURIGO, ALLIANZ SUBALPINA, ASSITALIA, TORO, UNIPOL, WINTHERTUS, AXA, FONDIARIA, GAN), per avere le stesse, a far tempo dagli anni 1995-1997, attraverso la creazione di una sorta di cartello, operato contro la libera concorrenza del mercato e ai danni dei consumatori, maggiorando i premi di circa il 20%.
E infatti la richiamata pronuncia costituisce l’ultimo di numerosi accertamenti, tra i quali non va dimenticato quello dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, la quale con provvedimento 28.7.00 aveva accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza nel settore RC auto da parte di 39 imprese.
E’ così accaduto che alcuni consumatori si siano rivolti alla Magistratura per ottenere il rimborso di quanto pagato in più , e che la stessa, nella persona dei Giudici di pace, abbia accolto le loro istanze. Queste, più in particolare, le prime sentenze in materia: n. 56/01 in data 27.9.02 del Giudice di pace di Lariano che ha condannato l’Allianz Subalpina s.p.a.; n. 252/01 del Giudice di pace di Sala Consilina che ha condannato la Nuova Tirrena Assicurazioni.
Ciò detto, ricordiamo che:
1) l’azione di danni per ottenere il rimborso può oggi essere esperita soltanto nei confronti delle 17 citate compagnie; 2) gli anni per i quali si può agire vanno dal 1995 al 2000; 3) per quantificare il danno vanno sommati gli importi pagati nel quinquennio e moltiplicati per 20%; 4) in primo luogo è opportuno inviare una lettera. Se alla medesima non viene dato seguito, occorre esperire una causa con citazione davanti al Giudice di pace; 5) il premio interessato è solo quello per RC auto; 6) se non si ha la documentazione necessaria, va richiesta per iscritto all’assicurazione. Nulla quaestio, peraltro, se essa rifiuterà la documentazione, dal momento che potrà chiedersi al giudice di ordinarne l’esibizione.
Clicca qui per scaricare il modello di lettera per il rimborso, da inviare alle Assicurazioni.
Giudice di Pace di Lecce condanna Compagnia assicurativa 30 gennaio 2003
Leggi qui la sentenza del Giudice di Pace di Lecce del 30 gennaio 2003, di condanna della Compagnia Sara assicurazioni SpA.
Considerazioni sul recente intervento governativo salva assicurazioni
2003 – Davvero sorprendente il recente Decreto Legge 8 febbraio 2003 n. 18 con il quale è stato di recente modificato l’art. 113 del Codice di Procedura Civile! E come altro definire, se non sorprendente, un provvedimento con cui il Governo, al quale era stato chiesto da diverse associazioni consumeristiche di risolvere equitativamente il conflitto sorto tra consumatori e assicurazioni ha di fatto favorito o, comunque, cercato di favorire le Compagnie?
Già si è detto nei nostri precedenti scritti di cosa era fino ad oggi accaduto in materia, delle decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, del Tar e del Consiglio di Stato. Oggi non resta, purtroppo, che ricordare che, per effetto del ricordato provvedimento, il giudice di pace non deciderà più secondo equità le cause d’importo non superiore a 1032,91 euro (anzi in seguito al d.l. 1.110 euro), quando le medesime riguardano i c.d. contratti di massa , cioè conclusi, come quelli assicurativi, ex art. 1342, comma 1, c.c. mediante la sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti. Da ciò discende che le relative sentenze saranno sempre, anche quando inerenti a cause di valore piuttosto modesto, appellabili e successivamente ricorribili per Cassazione per violazione di legge.
Questo, in realtà, il motivo per il quale le assicurazioni pretendevano questa modifica legislativa, e il Governo ha dato loro ascolto. Prima del decreto legge, la maggior parte delle cause proposte dagli assicurati per ottenere il rimborso di quanto corrisposto in eccedenza dal 1995 al 2000 (circa come già si è scritto il 20% per ogni anno), essendo nella maggior parte dei casi di valore non superiore all’equivalente in euro di £. 2.000.000, non era impugnabile davanti al Tribunale ed alla Suprema Corte, con l’effetto che il consumatore era sicuro che, dopo la probabile vittoria davanti giudice di pace, egli avrebbe potuto chiedere quanto a lui dovuto e nessuno avrebbe più potuto eccepire alcunché.
Grazie al provvedimento governativo, le Compagnie possono continuare a minacciare i consumatori con lo spettro di giudizi lunghissimi, prima in appello e poi, in caso di loro soccombenza, davanti alla Cassazione .
Che fare allora? Oltre a ringraziare il Governo per avere impedito un’amichevole composizione della controversia, cagionando un inutile affollamento delle aule giudiziarie a causa di diverse impugnazioni, merita segnalare l’evidente illegittimità costituzionale del recente decreto legge . La nostra carta costituzionale, più precisamente l’art. 25 della medesima, non consente, infatti, il cambiamento delle regole del gioco nei casi, come il nostro, in cui il diritto è già sorto, e non rimane che farlo valere giudizialmente. Questo, si soggiunga, non senza dimenticare l’evidente contrasto con i principi comunitari, sempre più rivolti alla tutela del consumatore in ogni sede, compresa quella giudiziaria.
La Confconsumatori non può pertanto, suo malgrado, che continuare a consigliare i consumatori di iniziare o proseguire le azioni legali. Davanti ad ogni giudice di pace verrà infatti sollevata la questione di legittimità, che verrà presto trasmessa alla Consulta per una rapida decisione.
Ma, a ben vedere, se anche la Corte Costituzionale non ritenesse fondata tale questione e il Parlamento – speriamo di no! – convertisse il decreto in legge, non per questo i consumatori dovrebbero abbandonare l’iniziativa. La loro causa è, infatti, indubbiamente fondata, e la Confconsumatori è disposta a sostenerli fino alla Cassazione senza imporre il pagamento di somme diverse dalle spese. E sicuramente, prima o poi, la Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi sul problema, darà loro ragione, rendendo così vano il comportamento delle Compagnie e il tentativo del Governo di salvarle.
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