Source: https://associazioneeuropalibera.wordpress.com/2016/06/04/625-guida-welcome-to-italy-presentazione/
Timestamp: 2017-12-12 13:59:26+00:00
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625.- GUIDA “WELCOME TO ITALY” Presentazione | Mario Donnini in Associazione Europa Libera
625.- GUIDA “WELCOME TO ITALY” Presentazione
4 giugno 2016 Senza categoriagendiemme
La guida “Welcome to Italy” è realizzata dalla rete euro-africana “Welcome to Europe” formata da centinaia di attivisti/e ed associazioni che dal 2009 in tutta Europa e in Africa del Nord offrono supporto diretto a migranti e rifugiati/e, promuovono la libertà di movimento, l’uguaglianza dei diritti per tutti/e e lottano contro i confini, le discriminazioni e le politiche militari e repressive dell’Unione Europea, dei singoli Stati europei ed i loro alleati in altre parti del mondo.
Questa guida è indirizzata a tutti/e i/le migranti che arrivano in Italia e che intendono restarci o andare in un altro Paese europeo.
In questa guida troverete informazioni indipendenti sui vostri diritti fondamentali qui in Italia, su come fare richiesta di protezione internazionale (asilo politico), sul vostro arrivo e sulla vostra prima e seconda accoglienza, sulle pratiche e la legislazione italiane ed europee in materia di immigrazione e protezione internazionale, sulle modalità attraverso le quali potrete spostarvi in Italia e chiedere aiuto e su chi contattare nelle varie città italiane.
Questa guida è gratuita e tra di noi non ci sono rappresentanti dello Stato, delle Forze dell’Ordine, delle Nazioni Unite o di organizzazioni finanziate da governi. Siamo tutti attivisti, gruppi e associazioni indipendenti. Il nostro obiettivo non è solo offrire supporto ai migranti nelle zone in cui ognuno di noi vive ma, prima di tutto, contribuire a rendervi indipendenti e capaci di proseguire il percorso che avete scelto, di auto-organizzarvi, cioè trovare persone e gruppi coi quali collaborare e lottare per un futuro migliore – vostro, nostro e delle società nelle quali viviamo.
Questa versione della guida è stata scritta e pubblicata nel gennaio 2016 e nel momento in cui la ricevete potrebbero esserci state alcune novità (ad esempio nella normativa o nel sistema di accoglienza in Italia). Noi faremo il possibile per aggiornarla periodicamente in base ai cambiamenti che avverranno e in ogni caso ricorda che i tuoi diritti fondamentali (che troverai indicati all’interno di questa guida) rimangono sempre gli stessi.
In caso di emergenze, problemi, richieste e qualsiasi necessità contattate la realtà più vicina a voi che trovate in questa guida, scrivete a w2eu_info@yahoo.com o w2eu@hotmail.com o visitate il sito http://www.w2eu.info e la sezione “contatti”del sito web.
Versione 1.0 Gennaio 2016
1.1 Quali sono i tuoi diritti fondamentali come migrante e richiedente asilo in Italia e in Europa? 1.2 Chi è un richiedente protezione internazionale (asilo politico)?
2.2 via terra dall’Austria o dalla Slovenia (rotta balcanica) 2.3 via mare dalla Grecia
2.4 da un altro Paese dell’Unione Europea come “dublinato”
3.2 Perchè ti trovi in uno dei centri di accoglienza? Quali sono? Quanto tempo resterai nel centro? 3.3 Quali tuoi diritti fondamentali potrebbero essere violati? Quali problemi potresti avere?
3.4 Chi è responsabile e cosa puoi fare in questi casi?
4.1 Vuoi chiedere subito protezione internazionale (asilo politico) in Italia 4.2 Vuoi andare in un’altra città d’Italia
5.1 Cos’è la richiesta di protezione internazionale?
5.3 Qual è la procedura per la richiesta di protezione internazionale?
5.6 Che cosa può decidere la commissione?
5.9 Una volta ottenuto il permesso di soggiorno puoi andare in un altro Paese europeo? 5.10 Cosa succede se ricevi un diniego?
1) Possibili novità a livello italiano ed europeo a partire da fine 2015
2) Come preparare la propria storia e il colloquio/audizione presso la Commissione Territoriale 3) La nuova legge sulla protezione internazionale
5) Codice fiscale, Sistema Sanitario Nazionale, Tessera STP, Tessera Sanitaria, Medico di Base 6) I diritti dei minori e dei soggetti vulnerabili
pag. 28 pag. 37 pag. 41 pag. 46
Dal momento in cui arrivi in Italia e in Europa, hai dei diritti fondamentali che sono sanciti da leggi internazionali, europee e italiane. Tra questi diritti ti segnaliamo i seguenti:
– hai diritto a non essere rimandato in uno Stato dove puoi essere oggetto di persecuzione e discriminazioni per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali (secondo la “Convenzione di Ginevra”);
– hai diritto in ogni caso a rimanere in Italia (e quindi a non essere espulso) se fai parte delle “categorie vulnerabili” (minorenni, donne in stato di gravidanza, persone con disabilità, vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali, vittime di tratta, o se sei genitore di un bimbo con meno di sei mesi di età)
– hai diritto all’assistenza medica di base e allo screening sanitario completo e gratuito; le donne, i minorenni e chi ha problemi fisici e/o psichici ha diritto ad un’assistenza specifica e gratuita;
– nei centri di accoglienza hai diritto ad avere cibo e acqua almeno tre volte al giorno e ad essere alloggiato in strutture non sovraffollate e dotate di tutti i principali servizi;
– hai diritto a ricevere nella tua lingua di origine o in una lingua che comprendi le informazioni principali sulle procedure per chiedere asilo, sui tuoi diritti e sul luogo in cui ti trovi, il tempo di permanenza nella struttura di accoglienza in cui stai ed i mezzi di trasporto nella zona in cui vivi;
– hai diritto a poter comprendere quanto scritto in tutti i documenti che ti verranno consegnati e a rifiutarti di firmare se il documento non è scritto o non ti viene letto in una lingua che conosci;
– hai diritto ad avere copia scritta di tutti i documenti che ti vengono consegnati;
– hai diritto a poter contattare, tramite telefono o internet, i tuoi familiari e amici, sia nel tuo paese di origine che in Italia ed Europa, ed a parlare con mediatori linguistico-culturali ai quali spiegare la tua situazione e chiedere le informazioni di cui hai bisogno;
– hai diritto, se necessario, a chiedere il supporto di un avvocato;
– hai diritto alla tua libertà personale e a non subire violenze fisiche e/o verbali da parte delle forze dell’ordine e/o di altre persone;
– hai il diritto all’integrità familiare, cioè a poter restare sempre insieme ai tuoi parenti più vicini (padre, madre, fratello, sorella, marito, moglie, figli);
– se sei una donna o una coppia con figli hai il diritto ad essere subito accolto in strutture specifiche dove puoi ricevere il supporto e i servizi necessari;
– se sei un minore non accompagnato hai diritto ad alloggiare in un luogo sicuro e ad avere un tutore;
– hai diritto ad avere tutela legale con il “gratuito patrocinio” (cioè senza spese a tuo carico).
1.2 Chi è un richiedente protezione internazionale (asilo politico)?
Secondo le normative italiane ed europee attraverso la richiesta d’asilo è possibile ottenere un permesso di soggiorno. La richiesta di asilo può essere fatta da tutti/e e in qualsiasi momento. Il richiedente protezione internazionale (o richiedente asilo) è una persona che ha presentato la richiesta ed è in attesa della decisione sul riconoscimento dello status di rifugiato o di altra forma di protezione. Secondo la Convenzione di Ginevra del 1951 puoi fare la richiesta di protezione internazionale (asilo politico) se hai subito o hai il timore di subire violenze, persecuzioni,
minacce e, in generale, violazioni dei tuoi diritti fondamentali nel tuo Paese di origine per motivi legati ad appartenenza etnica, religione, nazionalità, appartenenza ad un gruppo sociale, opinione politica o se il tuo Paese è coinvolto in un conflitto armato internazionale o in un conflitto armato interno o se in caso di rientro nel tuo Paese rischi di essere condannato, ucciso o torturato o di subire in ogni caso un trattamento inumano o degradante.
Tieni presente che la povertà, i problemi economici e la tua volontà di cercare lavoro in Italia non sono da soli validi motivi per chiedere protezione internazionale (asilo politico).
Una volta formalizzata la tua richiesta di asilo la legge italiana prevede il rilascio di un “permesso di soggiorno per richiesta di protezione internazionale” della durata di 6 mesi e con questo permesso hai diritto a lavorare dopo 2 mesi di regolare soggiorno in Italia.
Ricorda che è un diritto di tutti/e fare domanda di protezione internazionale (asilo politico) e puoi farla con la “manifestazione di volontà” cioè dicendo o scrivendo (in una lingua che conosci) che vuoi chiedere asilo politico. Quando chiedi protezione internazionale devi spiegare in breve perchè sei in pericolo nel tuo Paese. Leggi bene il CAPITOLO 5 e la SCHEDA N.2
IMPORTANTE! INFORMAZIONI SULL’AGENZIA EUROPEA “FRONTEX” Frontex è l’agenzia europea che si occupa del controllo delle frontiere.
L’Unione Europea sta aumentando i fondi per questa agenzia e moltissimi
regolare permesso di soggiorno. L’obiettivo di Frontex non è tutelare i diritti
Frontex saranno sempre più presenti nei luoghi di sbarco dei migranti
(soprattutto in Sicilia) e faranno sempre più spesso domande ai migranti
obiettivo principali offrirti supporto e non è una ONG ma una
IMPORTANTE! Le forze dell’ordine italiane e i membri delle agenzie europee (come Frontex e Europol) potrebbero farti delle domande “trappola” per classificarti come “migrante economico” e non come “richiedente asilo”. Se ad esempio ti chiedono “perchè sei venuto in Italia?” e tu rispondi “per lavorare” potrebbero impedirti di chiedere asilo politico. Inoltre da alcune settimane le autorità italiane ed europee stanno utilizzando nei luoghi di arrivo dei migranti – un formulario nel quale non è scritto chiaramente che una delle possibilità dell’arrivo in Italia è la richiesta di asilo mentre sono scritte in maniera chiara le altre opzioni (come “lavoro” e “ricongiungimento familiare”).
Prima di tutto ricordati quindi che hai da subito la possibilità di chiedere asilo politico e ricordati di spiegare e/o scrivere brevemente in una lingua che conosci (o con l’aiuto di un traduttore) i motivi per cui non puoi tornare nel tuo Paese e la tua volontà di chiedere protezione internazionale.
IMPORTANTE! Conserva tutti i tuoi documenti personali e ricorda che hai sempre il diritto a comprendere tutti i documenti che ti vengono consegnati, a non firmare documenti che non puoi comprendere e a conservare uan copia di tutti i documenti che ti vengono consegnati.
Una questione particolare riguarda le persone che chiedono asilo politico perchè fuggono da situazioni di pericolo in un Paese che non è il loro Paese di origine (come Libia o Tunisia).
E’ un tuo diritto chiedere protezione internazionale se ci sono gravi motivi di carattere umanitario cioè se hai vissuto o sei provieni da un Paese (diverso dal tuo Paese di origine) dove sia in corso o sia da poco concluso un conflitto interno o internazionale. In questi casi l’ottenimento di una forma di protezione internazionale è però difficile a causa delle leggi restrittive sia italiane che europee nonostante sia l’Unione Europea (Direttiva 2001/55/CE) che l’Italia (articolo 20 del Testo Unico Immigrazione) prevedano la possibilità di rilasciare un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari. Purtroppo però queste leggi non vengono quasi mai applicate quindi è probabile che nel momento in cui verrà esaminata la tua richiesta di asilo verrà valutata solamente la situazione nel tuo Paese di origine e non nell’ultimo Paese in cui hai vissuto o in cui sei transitato.
Se vieni fermato dalla polizia e sei appena arrivato, devi chiedere subito quali sono i tuoi diritti e chiedere un interprete, a prescindere da qualsiasi tipo di domanda e intimidazione, e dichiarare (preferibilmente in lingua inglese o francese) le tue generalità (nome/cognome/data/luogo di nascita) e il fatto che vuoi chiedere protezione internazionale (asilo politico). Ricorda che la tua domanda di asilo non può MAI essere respinta dalla Questura.
Se ti impediscono di fare la domanda di asilo scrivi su un foglio le tue generalità, la data e la città dove di trovi e con caratteri grandi le parole: CHIEDO ASILO e la tua firma, e poi fai una foto a questo foglio e mandalo alle associazioni o ai tuoi contatti.
Dopo questa dichiarazione dovrai chiedere di contattare un avvocato ed un mediatore (contatta le associazioni nella città in cui ti trovi nel CAPITOLO 6). In ogni caso hai il diritto ad avere un avvocato d’ufficio.
IMPORTANTE! quando chiedi protezione intarnazionale/asilo politico devi specificare i pericoli che corri nel tuo Paese (ricorda che la povertà, la ricerca di un lavoro e i problemi economici o ambientali non sono un valido motivo).
via mare dalla Grecia
(Patrasso, Igoumenitsa)
via mare dal Nord Africa
Europea (“dublinato”)
via terra dalla Slovenia o dall’Austria
Molti migranti che arrivano in Italia partono con le imbarcazioni dai Paesi del Nord Africa e sbarcano in Sicilia. Quando arrivi via mare da uno di questi Paesi di solito vieni portato in un centro di prima accoglienza o un hotspot (vedi la SCHEDA N.1 per maggiori informazioni sugli hotspot) in Sicilia o in un’altra regione del Sud Italia (Calabria, Campania, Puglia). Le procedure con cui vieni identificato e fotosegnalato possono avvenire direttamente in mare, appena sbarcato in un porto italiano o nel centro di prima accoglienza in cui vieni inviato.
RICORDA: sempre più spesso i migranti appena arrivati nelle coste del Sud Italia vengono trasferiti nei centri di prima accoglienza del Centro-Nord Italia con autobus di compagnie italiane o straniere. Anche in questi casi hai il diritto ad avere appena arrivato una prima assistenza medica, cibo, acqua, coperte e vestiti asciutti e ad ottenere tutte le informazioni che ti servono.
ATTENZIONE! Con le nuove normative dell’Unione Europea approvate nei mesi di ottobre e novembre 2015 stanno aumentando sia le identificazioni in base al “Regolamento Dublino 3” sia i casi in cui ai migranti viene consegnato un decreto di respingimento cioè un foglio dove è scritto che devono lasciare l’Italia entro 7 giorni. Questo decreto di respingimento viene consegnato subito dopo l’arrivo in Italia senza permettere ai migranti di poter chiedere asilo e di spiegare la propria situazione personale. Come è scritto sopra il diritto di asilo è un diritto fondamentale che non può essere violato, e tutti se vogliono possono fare richiesta di asilo in qualunque momento dicendo a voce o scrivendo la frase “voglio fare richiesta di asilo” anche nella propria lingua madre. La polizia deve ricevere questa domanda di asilo e in ogni caso fai una fotocopia o una fotografia della tua domanda davanti a qualcuno (come un volontario o un membro di un associazione) che può
testimoniare. Se hai bisogno di aiuto o se ti viene negato il diritto a chiedere asilo contatta le realtà più vicine a te che trovi nel CAPITOLO 6.
2.2 Sei arrivato/a via terra dall’Austria o dalla Slovenia (rotta balcanica)
Negli ultimi mesi sono aumentati gli arrivi in Italia dei migranti -soprattutto provenienti da Afghanistan e Pakistan – lungo la cosiddetta “rotta balcanica” (Grecia, Macedonia, Bulgaria, Serbia, Croazia, Slovenia, Austria). Solitamente gli arrivi sono dall’Austria e i confini attraversati sono quelli del Brennero (Alto Adige, vicino Bolzano) e di Tarvisio (Friuli Venezia Giulia). Al momento non ci sono possibilità di attraversare il confine tra Slovenia e Croazia e da dicembre 2015 il governo sloveno sta costruendo un muro di filo spinato al confine Est tra Croazia e Slovenia (vicino la città slovena di Koper). Le principali città di arrivo e di permanenza dei migranti in arrivo dalla “rotta balcanica” sono Udine, Trieste, Gorizia, Bolzano, Pordenone ma sono in aumento gli arrivi anche nelle città del Veneto (Verona, Venezia, Treviso).
Al momento dell’attraversamento del confine tra Austria e Italia o tra Slovenia e Italia potresti essere identificato in maniera “semplice” cioè solo con la registrazione dei tuoi dati personali e l’impronta di un solo dito (il pollice). Leggi bene in ogni caso il paragrafo 3.1 di questa guida. Uno dei problemi principali è la difficoltà a chiedere protezione internazionale (asilo politico). Vai nella Questura della città in cui ti trovi e comunica di essere un richiedente asilo; è un tuo diritto fare domanda di protezione internazionale e se non ti viene data questa possibilità insisti oppure ritorna più volte in Questura. Ci sono anche dei problemi relativi alla mancanza di alloggio per chi fa richiesta di asilo in queste città. Molti migranti sono costretti a vivere per strada o in edifici abbandonati. Per informazioni e aiuto e anche segnalare violenze, minacce, respingimenti e altre violazioni dei tuoi diritti contatta le realtà elencate nella CAPITOLO 6 di questa guida.
IMPORTANTE: se arrivi in Italia dalla rotta balcanica forse ti sono già state prese le impronte in un altro Stato dell’Unione Europea in cui vige il Regolamento di Dublino. Se decidi comunque di fare richiesta di protezione internazionale in Italia, ti verrà rilasciato un permesso di soggiorno con dicitura DUBLINO. Questo significa che è necessario stabilire il paese competente per la tua richiesta di asilo e che, in base al Regolamento di Dublino, potresti essere rispedito nel primo paese in cui hai lasciato le impronte. Ricordati comunque che la Grecia è stata dichiarata paese insicuro e che quindi ogni respingimento verso la Grecia è illegale.
Per tutta la durata del permesso di soggiorno con dicitura DUBLINO hai diritto ad entrare all’interno del sistema di accoglienza italiano ma non hai diritto a lavorare.
Per maggiori informazioni sulla richiesta di protezione internazionale e sul Regolamento di Dublino, vai al CAPITOLO 4 e al CAPITOLO 5.
Se sei arrivato/a dal porto di Patrasso o Igoumenitsa ti trovi adesso in una di queste città italiane: Brindisi, Bari, Ancona, Ravenna, Venezia o Trieste (vedi la mappa dell’Italia in questa guida).
IMPORTANTE: la Grecia è stata considerata da diverse inchieste e sentenze (come quelle della Corte Europea dei Diritti Umani del 2011 e del 2014) “Paese non sicuro” viste le continue violazioni dei diritti dei migranti e le condizioni di accoglienza del tutto inadeguate. Qualsiasi respingimento verso la Grecia è quindi illegale e si configura come una violazione dei diritti fondamentali dei migranti.
Quando arrivi in Italia dalla Grecia hai quindi il diritto di chiedere asilo politico e puoi fare questa richiesta nella tua lingua madre a voce o scrivendola su un foglio senza pericolo di esser rinviato verso la Grecia.
Se hai bisogno di aiuto appena arrivato in Italia e anche dopo il tuo arrivo contatta le associazioni di Bari, Ancona, Venezia e Trieste elencate nel CAPITOLO 6.
2.4 Sei arrivato da un altro Paese dell’Unione Europea come “dublinato”
Se ti trovi in questa situazione vuol dire che il Paese dove sei andato ti ha rispedito in Italia perchè ha verificato che il primo Paese dell’Unione Europea in cui sei arrivato è l’Italia e quindi secondo il Regolamento Dublino é l’Italia a dover valutare la tua richiesta d’asilo. Ci sono però delle eccezioni che trovi elencate nel paragrafo 4.3
IMPORTANTE: ricordati che in ogni caso puoi sempre fare appello con l’aiuto di un avvocato alle “clausole di discrezionalita” del Regolamento Dublino e cioè la “clausola di sovranita” e la “clausola umanitaria”, e che finchè il tuo appello non viene esaminato e non si arriva ad una sentenza definitiva hai il diritto a restare nel Paese in cui hai voluto fare la richiesta di asilo senza essere rimandato in Italia. Contatta quindi associazioni o avvocati nel Paese europeo in cui ti trovi per poter essere aiutato a fare ricorso contro il tuo respingimento verso l’Italia. Troverai contatti in questi paesi sul nostro sito http://www.w2eu.info.
CAPITOLO 3 – INFORMAZIONI GENERALI
3.1 Cosa succede appena arrivi? Come, quando e dove vieni identificato/a e registrato/a?
Appena arrivi in Italia di solito la prima cosa che fanno è identificarti. La normativa dice: “Ogni cittadino straniero o apolide che presenta una domanda di rilascio o di rinnovo di un permesso di soggiorno è sottoposto presso gli uffici della questura a rilievi fotodattiloscopici” cioè ti viene fatta una una foto, vengono registrati i tuoi dati personali (nome e cognome, luogo e data di nascita) e ti vengono prese le impronte digitali. L’identificazione avviene quando un migrante fa la richiesta di asilo, quando viene fermato dalle forze dell’ordine per essere entrato in Italia senza un documento regolare o quando viene soccorso in mare. Questo può succedere appena arrivi – via mare o via terra – oppure durante la tua permanenza in un centro di prima accoglienza.
La procedura di registrazione e di identificazione ufficiale e più frequente è quella “completa” che prevede il “fotosegnalamento” (ti fanno una foto del volto), la consegna di un “numero identificativo” e il rilevamento delle impronte digitali (“rilievi dattiloscopici”) di tutte le dita. In base a questa procedura vieni automaticamente inserito nel sistema EURODAC che è la banca dati europea delle impronte digitali per chi chiede asilo politico nell’Unione Europea e che è strettamente legata al “Regolamento Dublino” (leggi il CAPITOLO 4 e il CAPITOLO 5).
In alternativa a questa identificazione “ufficiale” può succedere in alcune situazioni e in alcuni luoghi di arrivo in Italia che ti facciano una prima identificazione “semplice” cioè solo con la foto (“fotosegnalamento”), la consegna di un “numero identificativo” e in alcuni casi del rilievo dell’impronta digitale solo del pollice. ATTENZIONE: non sappiamo dirti se, dove e quando potrebbero identificarti in questo modo: è una pratica discrezionale che dipende dal periodo, dal luogo, dalle indicazioni che ricevono le Forze dell’Ordine e anche dalla nazionalità dei migranti che arrivano. In base alle ultime informazioni da noi raccolte sembra che questo tipo di identificazione sia sempre meno frequente.
ATTENZIONE! Potrebbe succedere che le Forze dell’Ordine o i membri delle agenzie europee (Frontex e Europol) ti assicurino e ti “promettano” che le tue impronte non verranno registrate nel sistema EURODAC ma questo non ti garantisce di non venire registrato nel sistema EURODAC.
IMPORTANTE! le procedure e i momenti in cui avviene l’identificazione possono cambiare a seconda del momento e del luogo in cui ti trovi quindi non possiamo dirti con certezza come e quando verrai identificato. In qualsiasi caso devi sapere che le procedure di identificazione non possono mai violare i tuoi diritti umani fondamentali quindi le forze di polizia non possono costringerti usando violenza e/o minacce per prenderti le impronte digitali o per svolgere altre procedure di identificazione e non possono privarti della libertà al solo fine di indentificarti.
La persona di qualunque nazionalità sottoposta a indagini preliminari poichè accusata di aver commesso un qualsiasi reato deve essere identificata, se ritenuto necessario anche tramite foto- segnalamento o altri accertamenti . Tale identificazione perciò deve essere compiuta anche nel caso in cui la persona sia accusata di aver commesso un reato per il quale non è previsto l’arresto immediato (come per es. il reato di ingresso o soggiorno irregolare, il cosiddetto “reato di clandestinità “. Se la persona si rifiuta di essere identificata (oppure mostra documenti che sembrano falsi), può essere obbligata ad andare presso gli uffici delle forze di polizia. In tali uffici
può essere trattenuta il tempo strettamente necessario per identificarla e comunque per non più di 12 ore. Nel caso l’identificazione risulti particolarmente complessa il tempo massimo di trattenimento diventa di 24 ore, ma la persona ha diritto di avvisare un familiare o un convivente (anche non familiare). In ogni caso, le forze di polizia devono dare immediata notizia del fermo al Pubblico Ministero e devono di nuovo avvisarlo qualora il trattenimento si protragga dopo le 12 ore. Allo stesso modo, il Pubblico Ministero deve essere avvisato dell’avvenuto rilascio della persona. Non è prevista l’assistenza di un difensore durante la procedura di identificazione, ma la persona ha il diritto di pretendere che la comunicazione al Pubblico Ministero sia effettuata immediatamente, così da essere certo di essere rilasciato al decorrere del termine complessivo di 24 ore.
RICORDATI CHE se ti rifiuti di farti foto-segnalare opponendo resistenza passiva – cioè senza usare violenza o minacce – commetti un reato che però non è grave e si chiama “rifiuto di indicazioni sulla propria identità”. Si tratta di un reato contravvenzionale, punito in modo molto lieve (con una multa fino a 206 euro) e tendenzialmente senza alcuna forma di reclusione (anche se la legge prevede la possibilità di essere arrestati per un periodo massimo di un mese). Per questo reato non è mai previsto l’arresto immediato. Se perciò le forze di polizia usano la forza (come afferrare il braccio o la mano, spingere, togliere indumenti, ecc.) per costringere una persona – che oppone resistenza passiva – a farsi identificare attraverso le impronte digitali, le foto e la raccolta di dati personali, le forze di polizia commettono i reati di violenza privata e lesioni personali (se ve ne sono). In più non sono mai permesse ispezioni corporali fatte contro la volontà delle persone né qualsiasi forma di tortura e/o lesioni fisiche o psicologiche. Ricorda però che se ti divincoli il tuo comportamento potrebbe essere considerato come “resistenza a pubblico ufficiale”.
Secondo la Costituzione Italiana e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo qualsiasi violenza fisica o morale nei confronti di persona sottoposta a provvedimenti restrittivi della sua libertà personale deve essere punita e sono vietati tutti i tipi di trattamento inumano o degradante.
Se sei vittima di minacce e violenze raccogli quindi informazioni e materiali (anche foto e video), chiedi di ricevere assistenza medica e contatta le associazioni che trovi nel CAPITOLO 6.
Dunque, in assenza di un’esplicita norma che lo autorizza, ogni uso della forza ai fini dell’effettuazione dei rilievi foto-dattiloscopici deve ritenersi vietato. Perciò l’ufficiale o agente di qualsiasi forza di polizia che usa la forza per costringere una persona che non si trovi in stato di arresto o di fermo, la quale oppone resistenza passiva ai rilievi fotodattiloscopici commette i reati di violenza privata e lesioni personali (ove cagionate). Chiunque assista o abbia notizia che sia stato commessa una identificazione forzata che viola le regole sopra descritte può segnalarlo alle forze dell’ordine o direttamente alla Procura della Repubblica.
3.2 Perchè ti trovi in uno dei centri di accoglienza? Quali sono? Quanto tempo resterai nel centro?
Arrivati in Italia tutti i migranti (tranne quelli che non vengono intercettati dalle forze dell’ordine durante gli sbarchi o gli arrivi via terra o alcuni migranti in arrivo negli ultimi mesi dalla “rotta balcanica”) vengono inviati di solito in uno dei centri di prima accoglienza. Ci saranno presto novità riguardo sia il numero che le tipologie di centri ad ogni modo adesso (cioè nel gennaio 2016) i centri sono i seguenti:
– Centri di primo soccorso e accoglienza (CPSA): sono centri dove i migranti vengono accolti subito dopo il loro arrivo in Italia. Di solito in questi centri avviene il fotosegnalamento (vedi paragrafo 3.1) e in alcuni casi si avvia la procedura di richiesta di asilo politico. Secondo la legge il
tempo di permanenza massimo dentro queste strutture deve essere di 3 giorni (72 ore). In Italia i CPSA al momento sono Lampedusa, Otranto (Lecce) e Pozzallo (Ragusa).
– Centri di accoglienza straordinaria (CAS): sono un’altra tipologia di centro di prima accoglienza. Non ci sono informazioni e normative chiare sulla loro gestione, sugli enti che li hanno in affidamento e sui tempi di permanenza. Dovrebbero avere carattere temporaneo ma molti CAS in tutta Italia sono diventati centri di seconda accoglienza (e quindi in base ai momenti e ai luoghi in cui si trovano possono essere centri sia di prima che di seconda accoglienza).
– Centri di accoglienza (CDA) e centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA):
secondo il Ministero dell’Interno “i CDA garantiscono prima accoglienza allo straniero rintracciato sul territorio nazionale per il tempo necessario alla sua identificazione e all’accertamento sulla regolarità della sua permanenza in Italia. Lo straniero irregolare che richiede la protezione internazionale viene invece inviato nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA), per l’identificazione e l’avvio delle procedure relative alla protezione internazionale”. Secondo la legge la permanenza massima nei CDA deve essere di pochi giorni e nei CARA di 35 giorni. I centri (CDA e CARA) in Italia sono: Arcevia (Ancona), Castelnuovo di Porto (Roma), Borgo Mezzanone (Foggia), Palese (Bari), Restinco (Brindisi), Don Tonino Bello (Lecce), Località S.Anna (Crotone), Mineo (Catania), Pozzallo (Ragusa), Contrada Pian del Lago (Caltanissetta), Lampedusa, Salina Grande (Trapani), Elmas (Cagliari); a questi vanno aggiunti i CARA di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) e Milano che erano usati in precedenza come CIE (vedi SCHEDA N. 4) e che quindi presentano strutture e caratteristiche proprie dei centri di detenzione.
Da alcune settimane d Agrigento e Bologna sono stati aperti i primi hub regionali così come previsto dalle nuove politiche italiane ed europee (per maggiori informazioni leggi la SCHEDA N.1). Ci sono anche altri centri di prima accoglienza nel Sud Italia non classificati e non regolamentati. Questi centri sono spesso inadeguati per dimensioni, servizi e ubicazione e quindi frequenti sono le difficoltà ed i disagi che devono affrontare i migranti ospitati in queste strutture.
Oltre ai CAS anche i centri SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) sono dei centri di “seconda accoglienza” destinati ai richiedenti ed ai titolari di protezione internazionale. Vengono gestiti a livello territoriale dagli enti locali e dalle realtà del terzo settore e prevedono forme di accoglienza che garantiscono non solo vitto e alloggio ma anche attività di informazione, accompagnamento, assistenza ed orientamento sul territorio. I problemi legati al sistema di accoglienza fanno sì che la seconda accoglienza non sia tutta all’interno di questi centri (come previsto dalla normativa) ma sia principalmente gestita attraverso i CAS (vedi sopra) che offron un’accoglienza peggiore rispetto ai centri SPRAR.
IMPORTANTE: quando esci dal centro di accoglienza (anche per poco tempo) porta sempre con te l’originale del permesso di soggiorno o, se non ce l’hai ancora, un documento ufficiale (sempre in originale) che dimostra che sei in attesa di avere il permesso di soggiorno. Secondo la legge italiana se la polizia fa un controllo e ti trova senza l’originale del tuo permesso di soggiorno (o un documento analogo) rischi un anno di carcere e 2.000 euro di multa.
Porta con te sempre anche la dichiarazione di ospitalità che ti danno gli operatori del centro di accoglienza dove ti trovi e che serve a dimostrare dove vivi al momento.
IMPORTANTE: in qualsasi centro in cui ti trovi se ti allontani senza autorizzazione perdi il diritto all’accoglienza ma non alla protezione ma rischi comunque di non ricevere gli avvisi legati alla convocazione presso la commissione asilo o altre convocazioni importanti. In questi casi comunica subito un indirizzo al quale possono inviarti la data della convocazione presso la commissione.
Ricordati anche che in ogni centro ci sono regole e orari (in alcuni centri di accoglienza ad esempio 15
si deve rientrare entro ora di cena). Se non le rispetti Se non le rispetti rischi di perdere il diritto all’accoglienza. E’ un tuo diritto in qualsiasi caso che i vengano comunicate le regole del centro in cui ti trovi in forma orale o scritta in una lingua a te comprensibile.
Oltre a questi centri in Italia ci sono anche i Centri di identificazione ed espulsione (CIE) che sono i centri dove secondo la definizione del Ministero dell’Interno possono essere reclusi “gli stranieri giunti in modo irregolare in Italia che non fanno richiesta di protezione internazionale o non ne hanno i requisiti” nonché coloro che sono privi di permesso di soggiorno e sono stati colpiti da decreto di espulsione , per essere successivamente identificati e rimpatriati. Il tempo di permanenza secondo la legge è di 90 giorni al massimo o 12 mesi nel caso in cui la richiesta di asilo avvenga dopo il decreto di trattenimento nel CIE. I CIE si trovano a: Torino, Roma, Bari, Trapani, Caltanissetta e i due CIE appena riaperti di Restinco (Brindisi) e Crotone. Per maggiori informazioni sui CIE leggi la SCHEDA N.4.
In base alle nostre esperienze ed alle testimonianze dei migranti che conosciamo queste sono le violazoni dei diritti e i principali problemi che potrebbero verificarsi al tuo arrivo e nel periodo in cui starai in un centro di prima accoglienza:
 mancanza di informazioni: quasi sempre appena arrivato non ti vengono date le informazioni principali sulla richiesta di asilo, sul luogo in cui ti trovi ed in cui verrai inviato in seguito e sui tempi di permanenza nei centri di prima accoglienza;
 carenza di interpreti e mediatori socio-culturali: è un tuo diritto poter comunicare in una lingua che comprendi e quindi poter dare e ricevere informazioni ma potresti incontrare persone che parlano solo italiano e che non hanno competenze per fare i mediatori;
 carenza di assistenza medica e di medicine: spesso l’assistenza e le cure mediche al tuo arrivo e nei centri di accoglienza sono inadeguate; questo può accadere in tutte le situazioni in cui è necessaria l’assistenza medica gratuita (problemi respiratori, ustioni, ferite, febbre, malattie della pelle, disturbi psichici, fratture, dolori muscolari) e a volte riguarda anche le persone particolarmente vulnerabili (donne in stato di gravidanza, bambini, anziani); un altro problema è la carenza di medicinali che avresti il diritto di avere gratuitamente e che tu ovviamente tu non puoi acquistare dal momento che non hai a disposizione il denaro; in alcuni casi inoltre non viene data nemmeno la ricetta medica per acquistare le medicine;
 mancanza di supporto legale: anche se è un tuo diritto, spesso non hai la possibilità di avere un avvocato che può aiutarti gratuitamente sia in tutte le fasi della tua richiesta di asilo sia nel caso in cui dovessi subire violazioni dei tuoi diritti (vedi paragrafo 1.1);
 condizioni di accoglienza non adeguate: molti centri di prima ma anche di seconda accoglienza si trovano in strutture non adeguate per accogliere persone come ad esempio edifici disabitati, caserme, strutture piccole sovraffollate, vecchie scuole, palazzetti dello sport; in questi luoghi capita frequentemente che si creino situazioni di sovraffollamento, che non vi siano letti e materassi o che siano inadeguati, che vi siano pochi bagni e docce, che non vi siano riscaldamenti in inverno o faccia molto caldo d’estate, che le strutture siano ubicate in zone isolate fuori dalle città e con nessuno o pochi mezzi di trasporto per raggiungere i più vicini centri abitati;
 mancanza o scarsità di beni di prima necessità (acqua, cibo, vestiti): soprattutto nei centri di prima accoglienza del Sud Italia (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia) può succedere che non vengano dati acqua e cibo a sufficienza e che non ci siano abbastanza
 mancanza di altri beni e servizi necessari: chi gestisce l’accoglienza ha il dovere di
garantirti un “pocket money” giornaliero (di circa 2,5 euro) in contanti o in buoni spesa; hai inoltre diritto ad avere delle schede telefoniche (o i soldi per comprarle) e, se rimani in un centro per almeno due o tre settimane, hai anche il diritto a poter frequentare dei corsi di lingua italiana. In alcuni centri può capitare che una o più cose tra queste indicate non ti vengano garantite nonostante gli enti che gestiscono i centri abbiano denaro a sufficienza;
 privazione totale o parziale della libertà personale: in alcuni centri di accoglienza e nei CIE, in base a leggi italiane in contrasto con le normative internazionali sui diritti umani e/o in seguito a decisioni prese dalle forze dell’ordine e le istituzioni locali possono verificarsi situazioni nelle quali vi viene impedito di entrare e uscire dalla struttura in cui vi trovate; in alcuni centri di accoglienza si può essere reclusi fino a quando non avviene l’identificazione;
 atti di violenza fisica e/o verbale da parte delle forze dell’ordine o di altri soggetti: sono stati riportati diversi casi di aggressioni fisiche e/o verbali da parte delle Forze dell’Ordine o di altri soggetti nei confronti di migranti; i casi più frequenti possono essere: violenze attuate allo scopo di obbligare i migranti a farsi identificare tramite il rilevamento delle impronte digitali o casi di aggressioni fisiche e/o verbali messe in atto in momenti in cui avvengono proteste o richieste specifiche da parte dei migranti accolti; anche in assenza di tali violazioni, in alcuni casi l’atteggiamento e il linguaggio delle forze dell’ordine e degli operatori degli enti che gestiscono i centri di accoglienza possono essere caratterizzati da arroganza, superficialità e/o scarso rispetto nei confronti dei migranti accolti. Sono inoltre in aumento casi di aggressioni verbali ed atti di razzismo di vario tipo da parte di gruppi politici di estrema destra e/o di cittadini residenti nelle città o nelle aree nelle quali si trovano i centri di accoglienza;
 problemi con gli uffici di Questure e Prefetture: rilascio in ritardo dei permessi; carenza di informazioni e/o assenza di mediatori linguistici; è possibile anch essere vittime di discriminazioni istituzionali (interpretazione restrittiva delle leggi, disservizi, atteggiamenti non rispettosi da parte del personale). In questi casi, prima di pagare un mediatore o un avvocato, contatta le associazioni a te vicine per ricevere un sostegno politico e legale.
Queste violazioni dei tuoi diritti fondamentali possono essere messe in atto da parte delle Forze dell’ordine sia nazionali che europee (Polizia, uffici di Questure e Prefetture, Carabinieri, Vigili urbani, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Polizia di Frontiera, membri delle agenzie europee “Frontex” e “Europol” o altri soggetti) o da parte del personale degli enti che gestiscono i centri di prima e seconda accoglienza e gli hotspot appena istituiti. In alcuni casi – come nelle aggressioni fisiche o verbali – i responsabili possono essere anche gruppi politici di estrema destra, comitati di cittadini o singole persone che risiedono nella zona in cui si trova il centro di accoglienza. Le responsabilità possono essere anche dei Comuni in cui si trovano i centri di accoglienza, quando questi non garantiscono il supporto ed i servizi che dovrebbero fornire.
Gli enti (cooperative, consorzi, associazioni, ecc…) che gestiscono i centri di accoglienza vengono pagati per darti tutti i servizi di cui hai diritto, e con questi soldi è possibile garantire un’accoglienza dignitosa per tutti/e. Ricordati anche che tutta la gestione dell’accoglienza e di tutti gli aspetti legati all’immigrazione sono in Italia in mano alle Prefetture (gli uffici locali del Ministero dell’Interno) che fanno gli accordi con gli enti che gestiscono i centri di accoglienza (tranne nel caso dei centri SPRAR che sono gestiti dai Comuni in cui si trovano gli stessi centri).
Se sei vittima o testimone di casi di violazioni dei tuoi diritti, di discriminazioni o di situazioni in cui non vengono garantiti i servizi indispensabili è importante che tu contatti le realtà e le
Segnala eventuali problemi e chiedi informazioni anche agli operatori che lavorano nel centro di accoglienza in cui ti trovi anche se non sempre potrebbero essere disponibili e informati; ricordati in ogni caso che chi lavora nei centri deve garantirti tutti i tuoi diritti e servizi fondamentali.
Ricordati però che se non hai un regolare documento di soggiorno in Italia c’è ancora il reato di clandestinità quindi se devi fare una denuncia rivolgiti ai contatti che trovi nel CAPITOLO 6.
E’ molto utile nel caso in cui ci siano problemi documentare tutto quindi ti consigliamo di scrivere, fotografare e filmare tutto quello che possa dimostrare che ci sono problemi e violazioni dei tuoi diritti. Ricordati di annotare data, ora e luogo e raccogliere testimonianze di quanto accaduto. Nel caso di situazioni che coinvolgono un gruppo di persone è preferibile nominare un portavoce e raccogliere tutti i materiali (come lettere, note, foto, video) che sono stati raccolti.
Se hai scelto di rimanere nel luogo o nella regione in cui ti trovi in questo momento puoi andare al CAPITOLO 5 dove trovi tutte le informazioni sulla richiesta di protezione internazionale. Ricordati comunque sempre di verificare il luogo e il centro di accoglienza in cui ti trovi sulle mappe che trovi in questa guida o chiedendo informazioni, e di consultare nella sezione “contatti” di questa guida nel CAPITOLO 6 le associazioni ed i gruppi più vicini al luogo in cui ti trovi nel caso in cui avessi bisogno di aiuto
4.2 Vuoi andare in un’altra città città italiana
Ti consigliamo intanto di osservare con attenzione la mappa dell’Italia che trovi in questa guida. Nel CAPITOLO 6 troverai i gruppi e le associazioni che potranno aiutarti e se lo vorrai proveranno a metterti in contatto con i tuoi connazionali nella città o nella regione in cui andrai.
RICORDA CHE se sei stato solo fotosegnalato e non hai ancora compilato il “modello C3” nel luogo in cui ti trovi o in cui se accolto potresti fare la richiesta di asilo in un’altra città italiana
ATTENZIONE: sempre più spesso in Italia – soprattutto per chi vuole andare dal Sud al Nord Italia – è facile essere vittime di truffe da parte di trafficanti e/o loro aiutanti che vi faranno pagare cifre altissime per spostarvi in autobus, treno, taxi o macchina. Quando arrivi nelle stazioni di autobus e treni delle città verifica prima i prezzi dei biglietti.
All’interno dell’Unione Europea c’è una normativa chiamata Regolamento Dublino che è entrata in vigore con le nuove disposizioni il 1° gennaio 2014 e che stabilisce le regole e le procedure per definire in quale Paese dell’Unione Europea un richiedente asilo può fare domanda di protezione internazionale.
Leggi intanto il paragrafo 3.1. Se vieni identificato in maniera “semplice” hai qualche probabilità di andare via dall’Italia e chiedere protezione internazionale in un altro Paese dell’Unione Europea senza pericolo di essere rinviato verso l’Italia (anche se non possiamo dirti con certezza che la tua domanda di asilo verrà accettata dal Paese dove andrai).
Se invece vieni identificato in maniera “completa”, vieni registrato nel sistema EURODAC e, secondo il Regolamento Dublino, é l’Italia a dover esaminare la tua richiesta di protezione
Secondo il “Regolamento Dublino 3” ci sono però delle eccezioni che sono queste:
a) le “clausole di discrezionalita” (cioè la “clausola di sovranita” e la “clausola umanitaria”) che prevedono che per situazioni individuali specifiche la domanda di protezione internazionale debba essere valutata non dal primo Paese di arrivo ma dal Paese presso il quale si vuole presentare effettivamente la domanda;
b) se passano 12 mesi dal tuo arrivo in Italia e non hai ancora fatto domanda di asilo non sei più obbligato a chiedere asilo in Italia perchè l’Italia non è più responsabile della tua domanda di asilo;
c) se sei arrivato in Italia, non hai fatto domanda di asilo e si può dimostrare che sei rimasto per almeno cinque mesi consecutivi in un altro Stato dell’Unione Europea prima di presentare domanda di protezione internazionale, quest’ultimo Stato e non l’Italia dovrà esaminare la tua domanda;
d) se un tuo familiare vicino (cioè marito, moglie, padre, madre, figlio/a) ha già ottenuto la protezione internazionale in un altro Paese dell’Unione Europea puoi fare la richiesta di asilo in quel Paese chiedendo il ricongiungimento familiare. Per poterla fare i tuoi familiari devono fare la richiesta per iscritto allo Stato italiano; se sei minorenne (cioè hai meno di 18 anni) puoi chiedere il ricongiungimento familiare nel Paese dell’Unione Europea dove hai uno o più parenti tra: padre, madre, fratello, sorella, figlio/a (minorenne), zio, zia, nonno, nonna.
In ogni caso ti consigliamo di contattare le realtà che trovi nel CAPITOLO 6 per avere maggiori informazioni.
CAPITOLO 5 – VUOI CHIEDERE PROTEZIONE INTERNAZIONALE (ASILO POLITICO) IN ITALIA
Manifesti la tua volontà Formalizzi la di chiedere asilo politico domanda di asilo
Hai il permesso di soggiorno temporaneo come RICHIEDENTE ASILO (e puoi lavorare dopo 2 mesi)
Ti è stato riconosciuto lo STATUS
PROTEZIONE SUSSIDIARIA Vai al paragrafo 5.7
Ti è stata riconosciuta
La PROTEZIONE UMANITARIA Vai al paragrafo 5.8
Qual’è la decisione della Commissione Territoriale?
5.1 Cos’è la richiesta di protezione internazionale (asilo politico)?
Il richiedente protezione internazionale o richiedente asilo politico è una persona che ha presentato richiesta ed è in attesa della decisione sul riconoscimento dello status di rifugiato o di altra forma di protezione.
La richiesta di protezione internazionale (asilo politico) può essere fatta da chiunque abbia subito o abbia il timore di subire violenze, persecuzioni, minacce e, in generale, violazioni dei propri diritti fondamentali nel proprio Paese di origine per motivi di:
 appartenenza etnica (ad esempio, per il colore della pelle o per la appartenenza a un gruppo etnico, ad una tribù/comunità o ad una minoranza);
 religione (ad esempio, per il fatto di professare o di non professare una determinata religione o di appartenere ad un determinato gruppo religioso);
 di nazionalità (ad esempio, per la sua appartenenza ad una minoranza etnica o linguistica);
 di appartenenza ad un gruppo sociale (un gruppo di persone che condividono una caratteristica comune o che sono percepite come un gruppo dalla società in base, ad
 di opinione politica (ad esempio per le opinioni politiche, per le attività politiche, per le
 se il tuo Paese è coinvolto in un conflitto armato internazionale o in un conflitto armato
un trattamento inumano o degradante cioè di vedere violate la tua libertà e la tua dignità.
Intanto ricorda che tutti/e possono fare domanda di protezione internazionale (asilo politico) in qualsiasi momento attraverso la “mnifestazione di volontà” cioè dicendo o scrivendo che vuoi chiedere asilo politico; puoi fare questo sia a voce nella tua lingua o in una lingua che conosci oppure scrivendolo su un foglio.
IMPORTANTE! Dal momento in cui hai un permesso per richiesta di protezione internazionale sei obbligato a rimanere nel territorio italiano fino a quando non viene esaminata la tua richiesta.
La domanda di protezione internazionale è individuale (e vale anche per i figli minori presenti in Italia) e va presentata alla Polizia di Frontiera quando arrivi in Italia attraversando la frontiera via terra o via mare o alla Questura (Ufficio Immigrazione di Polizia) più vicina a te se sei già in Italia.
IMPORTANTE! Quando chiedi protezione internazionale devi spiegare i motivi per cui sei in pericolo nel tuo Paese. In un primo momento non devi dire tutti i dettagli ma solo i motivi principali per cui non puoi tornare nel tuo Paese. Ricorda che la povertà e/o la tua volontà di cercare lavoro in Italia non sono motivi validi per poter chiedere protezione internazionale.
Secondo la legge italiana, se sei entrato in Italia senza un regolare visto di ingresso, dovrai essere identificato prima di formalizzare la domanda di asilo.
Di solito appena arrivi è presente un funzionario di polizia che ti farà una foto e ti prenderà le impronte digitali. Queste procedure si chiamano “fotosegnalamento” e “rilievi dattiloscopici” (ricordati di leggere il paragrafo 3.1). Quando manifesti la tua volontà di chiedere protezione internazionale, ti viene dato un documento con la data dell’appuntamento per la formalizzazione della tua domanda che avverrà con la compilazione del “modello C3” (“modello per il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra”).
ATTENZIONE! Anche se secondo la legge il C3 andrebbe fatto entro una settimana dal giorno in cui ti presenti in Questura in realtà i tempi di attesa sono molto più lunghi (anche 3-4 mesi).
Ti verrano richieste alcune informazioni personali (nome, data e luogo di nascita, nazionalità, famiglia), i tuoi documenti, la tua storia, il tuo viaggio dal tuo paese all’Italia e i motivi per cui sei
partito. Al “modello C3” puoi allegare un foglio con la tua storia e tutti i documenti in tuo possesso (es. passaporto, carta d’identità, etc). La polizia terrà l’originale del C3 e ti consegneranno una copia che devi tenere sempre con te. Alla fine di questa procedura, la polizia ti rilascia un attestato nominativo in attesa del permesso di soggiorno come richiedente asilo che dovrebbe essere rilasciato in 30 giorni. Una volta compilato e consegnato il “modello C3” puoi avere il “permesso di soggiorno per richiesta di protezione internazionale” della durata di 6 mesi e e con questo permesso hai diritto a lavorare dopo 2 mesi di regolare soggiorno in Italia.
chiedendo asilo politico; in seguito spiegherai tali motivi in maniera più completa quando preparerai la tua storia (chiamata “memoria”) che dovrai presentare alla commissione che valuterà la tua domanda di asilo (leggi bene il paragrafo 5.5 e la SCHEDA N.2);
 appena giunto in Italia comunica i tuoi dati anagrafici e il tuo telefono a connazionali e/o amici residenti sul territorio italiano o europeo che, se vieni o se hai dei problemi, potranno aiutarti a chiedere asilo e far valere i tuoi diritti;
 il tempo d’attesa prima di incontrare la commissione è indefinito, di solito va dai 6 ai 12 mesi e dipende dalla commissione che valuterà la tua domanda e del numero di richiedenti asilo che svolgono le audizioni presso ciascuna commissione;
 se qualcuno non sa leggere e/o scrivere può informare gli operatori o la Polizia;
 al momento della verbalizzazione della richiesta, dovrai dare alla polizia il tuo domicilio dove ti verranno inviate tutte le comunicazioni relative alla tua richiesta di protezione
Commissione e tutti i verbali che ti vengono rilasciati da queste autorità.
→ Quali sono i tuoi diritti una volta che hai fatto la domanda di protezione internazionale e ottenuto il permesso di soggiorno per richiesta di asilo?
 tutti i diritti elencati all’inizio di questa guida al paragrafo 1.1
 permanere sul territorio italiano sin quando la tua domanda non sarà valutata dalla
Commissione Territoriale (alla quale dovrai raccontare la tua storia) e, in caso di diniego (cioè di richiesta di asilo rifiutata) fino a quando non verrà presa la decisione finale in seguito al ricorso contro il diniego;
 essere accolto in una struttura per richiedenti asilo con vitto, alloggio e tutti i servizi necessari sin quando non incontrerai la commissione e anche fino alla decisione finale in caso di ricorso contro il diniego;
 avere un mediatore socio-culturale e/o un interprete per poter parlare nella tua lingua madre e chiedere e dare informazioni sulla tua situazione;
 contattare l’UNHCR e le ONG e organizzazioni e di tutela dei richiedenti asilo e dei migranti in generale;
 avere il codice fiscale che ti permetterà di iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale ed avere accesso alle cure sanitarie (avere un medico di base, effettuare lo screening sanitario e le visite mediche, vedi la SCHEDA N. 5);
 lavorare (dopo 2 mesi dal rilascio del primo permesso di soggiorno, se stai ancora aspettando l’audizione in Commissione).
5.5 Come devo preparare la mia storia (“memoria”)? Chi esamina la mia domanda?
La tua richiesta verrà esaminata da un organo chiamato “Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale” che si trova di solito nella città o nella regione in cui ti trovi. E’ molto importante che ti prepari bene in vista dell’audizione, dovrai cercare di essere il più preciso e chiaro possibile. Un avvocato o un operatore sociale del centrodi accoglienza in cui ti trovi ti aiuteranno a scrivere la tua storia (chiamata “memoria”) e provvederanno ad inviarla alla Commissione Territoriale.
Qui di seguito ti diamo alcuni consigli su come preparare nella maniera migliore la tua storia (“memoria”) e il colloquio che avrai presso la Commissione Territoriale:
1) devi dire il tuo Paese, la tua cittadinanza, la tua città di nascita e quella di residenza, gli anni di scuola, il lavoro e da chi era composta la tua famiglia di origine, se hai marito/moglie e se hai figli; la tua etnia, la tua religione e se appartieni a gruppi o partiti politici;
2) devi raccontare i motivi per cui sei dovuto fuggire e tutte le violenze che hai subito e i problemi che hai avuto (ad esempio prigione, torture, violenze, abusi, stupri, infibulazione o altre mutilazioni, denunce, minacce, costrizioni nella scelta del marito/moglie, della religione, del partito ecc…) e questo vale anche se ciò riguarda un tuo familiare;
3) quindi racconti la tua la fuga: i Paesi che hai attraversato , i mezzi di trasporto che hai utilizzato, quanto hai dovuto pagare, la prigionia, le torture e le minacce che hai subito nei Paesi che hai attraversato, i trafficanti e il pagamento per la traversata; successivamente devi specificare perchè non puoi tornare nel tuo Paese, i rischi concreti che corri, le leggi e/o le pratiche del tuo Paese che violano i tuoi diritti e le tue libertà e perchè non puoi chiedere aiuto alla polizia o ai familiari; ricordati di specificare anche se sei ancora in contatto con qualcuno nel tuo Paese di origine.
Per maggiori informazioni leggi la SCHEDA N.2 e chiedi in ogni caso aiuto alle realtà che trovi elencate nella CAPITOLO 6 anche perchè in alcuni casi gli operatori dei centri di accoglienza non hanno le competenze e le conoscenze necessarie per aiutarti in maniera adeguata. Se hai documenti che pensi che possano essere rilevanti ai fini dell’esito della Commissione (es. esami medici, relazione sanitaria e/o psicologica, documenti del tuo Paese) portali il giorno dell’audizione e consegnali alle autorità competenti durante l’intervista.
 Puoi chiedere di posticipare la data dell’audizione per motivi di salute che devono essere certificati dal medico;
 Puoi scegliere se essere intervistato da un solo membro della Commissione o da tutti i membri; puoi scegliere se essere intervistato solo da un membro del tuo stesso sesso;
 Puoi esprimerti nella tua lingua madre. E’ quindi un tuo diritto avere un interprete che parla 24
la tua lingua madre. Se hai problemi di comprensione, comunicalo all’inizio dell’audizione.
La Commissione potrà decidere di sospendere e di rinviare l’audizione;
 Nel caso in cui tu abbia un problema fisico o psicologico, durante l’audizione hai diritto a
– quello che racconti durante l’audizione verrà trascritto su un documento che alla fine dell’intervista ti verrà chiesto di firmare. Chiedi la traduzione di tutto quello che è stato scritto per essere sicuro che ciò che hai raccontato sia stato trascritto correttamente.
– se non ti presenti all’audizione senza aver richiesto il rinvio, la Commissione deciderà lo stesso in base alla documentazione in suo possesso.
– se sei un minorenne, la Commissione ti ascolta solo in presenza di un genitore o di un tutore e potrebbe decidere di non chiamarti per l’audizione e decidere quindi solo in base alla documentazione in suo possesso.
In tutte le regioni italiane, c’è una Commissione competente per la tua richiesta. La Questura ti informerà della data dell’audizione presso la Commissione Territoriale competente.
ATTENZIONE! La Commissione nella fase di decisione potrebbe richiedere documentazione aggiuntiva. Chiedi aiuto agli operatori del centro per la trasmissioni di tali documenti alla Commissione competente.
Secondo la legge, la Commissione deve decidere nei tre giorni lavorativi successivi ma nella realtà potresti aspettare anche mesi per sapere l’esito della tua domanda. La Commissione può decidere di:
riconoscerti lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria della durata di 5 anni;
rifiutarti la domanda di protezione internazionale chiedendo però alla Questura di rilasciarti
rifiutarti la domanda di protezione internazionale e di ogni altra forma di protezione con la notifica del diniego della domanda e un provvedimento di espulsione dal territorio
rifiutarti la domanda per “manifesta infondatezza” quando ritiene che non ci siano i motivi per chiedere protezione internazionale o quando ritiene che la domanda sia stata fatta con il solo scopo di ritardare o impedire un provvedimento di espulsione; anche in questo
valutare la tua domanda inammissibile perchè è stata già esaminata da un altro Paese europeo e quindi far valere il “Regolamento Dublino 3”.
– Se la Commissione ti riconosce lo status di rifugiato, potrai avere un permesso di soggiorno con una validità di 5 anni (che puoi rinnovare alla scadenza) e un documento di viaggio.
– Se la Commissione ti riconosce la protezione sussidiaria potrai avere un permesso di soggiorno con una validità di 5 anni che puoi rinnovare alla scadenza (dopo una nuova valutazione da parte della Commissione Territoriale). Se non puoi andare nell’ambasciata del tuo Paese, ti verrà rilasciato
è possibile che ti venga detto di recarti all’ambasciata del tuo Paese anche quando questo sarebbe pericoloso per te. Hai il diritto di pretendere il rilascio del titolo di viaggio senza recarti all’ambasciata.
La richiesta di rilascio di permesso di soggiorno deve essere presentata presso la Questura del luogo dove hai il domicilio o la residenza.
RICORDA: le Questure operano spesso in maniera discrezionale e con tempi molto lunghi. È possibile che il permesso ti venga consegnato in ritardo, che non ti vengano date informazioni sullo stato della pratica o che ti vengano richieste documentazioni aggiuntive non obbligatorie per legge.
parenti con i quali desideri ricongiungerti e mostrare i documenti che attestino la parentela e i tuoi familiari otterranno un permesso per motivi familiari della stessa durata del tuo permesso di soggiorno; se invece hai ottenuto la protezione sussidiaria devi avere un alloggio e un reddito minimo;
 Diritto all’assistenza sanitaria;
 Diritto all’istruzione pubblica;
 Diritto al libero movimento nell’interno dell’Unione Europea senza visto per un periodo
 Possibilità di avere la cittadinanza italiana dopo 5 anni di residenza continuativa in Italia se
 Diritto di beneficiare dell’assistenza sociale come ogni cittadino italiano: puoi chiedere un
assegno sociale, la pensione agli invalidi civili, esenzione sanitaria, assegno di maternità,
 Per chi ha ottenuto lo status di rifugiato è possibile anche chiedere l’estensione dello status
di rifugiato ai figli minori e sposarsi in Italia chiedendo il nullaosta all’UNHCR
Se la Commissione si esprime in modo negativo sulla domanda di protezione internazionale ma raccomanda alla Questura competente il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, potrai avere un permesso di soggiorno con una validità di due anni, che puoi rinnovare alla scadenza dopo una nuova valutazione da parte della Commissione Territoriale. Nel caso in cui tu non possa recarti presso l’ambasciata del tuo paese, ti verrà rilasciato il titolo di viaggio della stessa durata del permesso di soggiorno e rinnovabile alla scadenza.
Il tuo permesso di soggiorno per motivi umanitari può anche essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro se sei in possesso di un documento di identità (passaporto o titolo di viaggio) prima della scadenza del permesso di soggiorno stesso.
 Diritto alla cittadinanza italiana dopo 10 anni di residenza in Italia;
 Diritto al rilascio del titolo di viaggio per stranieri nel caso in cui tu non abbia il passaporto
Se hai ottenuto la protezione internazionale, sussidiaria o umanitaria, e se hai il permesso di soggiorno elettronico e il documento/titolo di viaggio, hai diritto a circolare liberamente all’interno del territorio dell’Unione Europea (esclusi Danimarca, Gran Bretagna e Irlanda) senza alcun visto per un periodo massimo di tre mesi. Il periodo dei tre mesi comincia da quando vieni ufficialmente registrato dalle autorità dello Stato in cui ti sei recato (che potrebbe però non coincidere con la data di ingresso nel Paese verso il quale sei andato/a).
Se la tua domanda di protezione internazionale viene rifiutata e ricevi un diniego da parte della Commissione Territoriale, puoi rivolgerti ad un avvocato per fare il ricorso al Tribunale. Il Tribunale competente è quello che ha sede nel capoluogo del distretto della Corte d’appello in cui ha sede la Commissione Territoriale o in cui si trova il centro SPRAR se ti trovi in uno di questi centri. Dalla data della notifica del diniego da parte della Commissione, hai 30 giorni di tempo per fare ricorso, allo scadere dei quali non hai più diritto a stare in Italia legalmente. Se ti trovi in un CIE o in un CARA hai 15 giorni di tempo per fare ricorso.
Fai riferimento agli operatori del tuo centro di accoglienza o alle realtà vicine a dove ti trovi (vedi CAPITOLO 6) per l’individuazione di un avvocato che segua il tuo ricorso. Si può chiedere un aiuto allo Stato italiano chiamato “gratuito patrocinio” cioè la possibilità di poter fare ricorso contro il diniego senza spese a tuo carico se ha un reddito inferiore a circa 11.000 euro.
CAPITOLO 6 – CONTATTI UTILI IN ITALIA
La lista di contatti che trovi qui sotto è aggiornata al gennaio 2016 e altri contatti verranno aggiunti nelle prossime edizioni della guida . Per motivi di spazio abbiamo incluso solo le principali città e regioni/aree di arrivo e transito dei migranti. Ricorda che alcuni numeri potrebbero essere attivi solo in alcune giornate o solo durante gli orari lavorativi (cioè solo al mattino e/o al pomeriggio e/o solo da lunedì a venerdì). In ogni caso per le principali città trovi più realtà da contattare. Se non trovi qui contatti del luogo in cui ti trovi cerca il contatto della regione o della città più vicina o chiama i contatti nazionali. Per qualsiasi emergenza e informazione puoi sempre scrivere a w2eu_info@yahoo.com o w2eu@hotmail.com e visitare il sito http://www.w2eu.info e la sezione “contatti” nel sito.
IMPORTANTE: le attività e i servizi delle realtà elencate in questo capitolo sono tutti offerti gratuitamente
IMPORTANTE: Se sei in contatto con amici, parenti o conoscenti che potrebbero arrivare via mare in Italia o in un altro Paese
europeo comunica loro il numero di telefono dell’ALARM PHONE:
non è un numero di salvataggio diretto ma è un numero di emergenza per
sollecitare le operazioni di salvataggio. Si può chiamare anche in caso di pericolo di respingimento.
CONTATTI A LIVELLO LOCALE DI ATTIVISTI, CENTRI E MOVIMENTI SOCIALI ASSOCIAZIONI LOCALI, GRUPPI DI VOLONTARIATO E ALTRE REALTA’
Qui trovi una lista di contatti di realtà che svolgono da anni a livello locale attività di supporto ai migranti e iniziative di tutela e promozione dei Diritti Umani e di contrasto al razzismo e alle discriminazioni. Insieme a ogni contatto trovi indicato il tipo di aiuto che ogni realtà può fornirti. Ti chiediamo di usare i loro contatti solo se ti trovi o stai andando in quella città/ zona/regione o se hai dei motivi specifici per contattare quella realtà. In alcuni casi troverai anche contatti locali di ONG e associazioni nazionali che svolgono specifici progetti e attività a livello locale. Ricorda anche che gli enti locali (comuni, province e regioni) hanno servizi e uffici pubblici istituzionali rivolti a migranti e richiedenti asilo.. Chiedi in ogni caso prima consiglio alle realtà che trovi elencate qui sotto.
Borderline Sicilia Onlus email: borderline-sicilia@libero.it (informazioni, orientamento, monitoraggio, supporto)
– Forum Antirazzista di Palermo
forumantirazzistapalermo@mail.com
(informazioni, supporto politico)
facebook: Forum
– Osservatorio contro le discriminazioni
palermonondiscrimina@gmail.com facebook: Osservatorio contro le discriminazioni razziali Noureddine Adnane telefono 3881749722 (informazioni, supporto a vittime di discriminazioni)
– Laici Missionari Comboniani telefono 3280920872 http://www.laicicombonianipalermo.org (informazioni)
– Emergency – Poliambulatorio via G. La Loggia 5/a telefono: 0916529498. Aperto dal lunedì al venerdì 09.00-19.00 (assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitario, mediazione socio-culturale)
– CLEDU, Clinica legale dei diritti umani Piazza Bologni 8 – mercoledì 15-17 facebook: CLEDU (informazioni, supporto legale)
-Rete Antirazzista Catanese telefono 3803266160 / 3209532159 facebook: Rete Antirazzista Catanese (informazioni, sostegno politico, supporto logistico)
– Centro Astalli Via Tezzano, 71 tel. 095535064 E-mail: astallict@virgilio (informazioni, supporto legale, ambulatorio medico, corsi di italiano)
Antirazzista Palermo
razziali “Noureddine Adnane” email
– Associazione AccoglieRete via Piave 167 facebook: Accoglierete Onlus (attività di tutela, supporto e orientamento rivolte ai minori stranieri non accompagnati)
– Emergency – ambulatorio presso il centro di accoglienza Umberto I: via Canonico Barreca, 7 – telefono: 3357203964. Aperto dal lunedì al venerdì 9.30 – 13.30 e 15.00 – 18.00. (assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitario, mediazione socio-culturale)
Caffè Letterario “Rino Giuffrida” Piazza C.Battisti – Pozzallo telefono 3348361675 facebook: Caffè letterario Rino Giuffrida email: coopmondoacolori@alice.it (informazioni, supporto, corsi di italiano)
– Team MEDU (Medici per i Diritti Umani) nei CAS della provincia di Ragusa email co-sicilia@mediciperidirittiumani.org tel. 3662391554 (assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitario)
Casa delle Culture – Mediterranean Hope https://mediterraneanhope.wordpress.com/ email: mhscicli@fcei.it facebook: MH – Casa delle Culture tel.: 09321838807 (informazioni, orientamento)
– Sportello Immigrati via Re D’Italia 14 telefono 333 5468651 / 3387000682 (assistenza e orientamento sociale, mediazione socio-culturale, informazioni, assistenza e orientamento legale)
– Associazione Garibaldi 101 telefono 3406235274 (informazioni, sostegno politico, assistenza legale, SOS accoglienza, supporto a vittime di violenza e a persone minacciate dalla camorra)
– Less ONLUS Corso Garibaldi 261 – telefono: 081455270 E-mail: info@lessimpresasociale.it (accoglienza, assistenza legale, mediazione culturale)
– Cooperativa Dedalus http://www.coopdedalus.it telefono 0817877333 – 08119571368
– Emergency – ambulatorio via Pacioli, 95 telefono: 0811 9579909 dal lunedì al venerdì 09.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00. (assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitario, mediazione socio-culturale)
– Csoa Ex Canapificio http://www.csaexcanapificio.it Viale Ellittico, 27 – Caserta – tel 0823216332
email info@csaexcanapificio.it Call center 3804739467: Martedì e Venerdì dalle 9.00 alle 13.00 (accoglienza, informazioni, supporto politico e legale) mercoledì e venerdì sportello per immigrati e rifugiati – Emergency–ambulatorio Castelvolturno via Domitiana, 288 Castelvolturno (Caserta) tel. 342 0999790 da lunedì a venerdì 9-18 (assistenza sanitara, orientamento socio-sanitario, mediazione socio-culturale)
– Emergency – Poliambulatorio di Polistena via Catena, 45 – Polistena (Reggio Calabria) tel. 0966 444400 da lunedì a venerdì 9-18 (assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitario, mediazione socio-culturale)
– Rivoltiamo la precarietà facebook: Rivoltiamo la Precarietà (informazioni, emergenza abitativa)
– Associazione Gruppo Lavoro Rifugiati Corso Sonnino 23 telefono 0805530917 email glrbari@hotmail.it, sito web gruppolavororifugiati.wordpress.com (accoglienza, sostegno a minori, assistenza legale, mediazione culturale)
– MEDU (Medici per i Diritti Umani) – ambulatorio per migranti Via Appia 64 telefono 3474730097 email:medupuglia@gmail.com (assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitaria)
– Presidio Piazzale Trento – sportello migranti: tel 3510044055 email: piazzaletrento@gmail.com (informazioni)
– Yo Migro – Strike spa Via Umberto Partini n. 21 email: segreteria@yomigro.org facebook: Yo Migro Roma (orientamento sanitario, sostegno politico e legale)
– Lab! Puzzle Via Monte Meta n. 21 – email: info.scuolaitaliano@gmail.com facebook: Scuola di Italiano Lab Puzzle (informazioni, supporto legale, scuola di italiano)
– Infomigrante – ESC Atelier Via dei Volsci 159 email: sportello.infomigrante@gmail.com facebook: Esc infomigrante (informazioni, scuola di italiano)
– Action Diritti In Movimento: Sportello di tutela sociale mercol ore 15-18 via di santa croce in gerusalemme 57-59, actiondirittinet@gmail.com (orientamento legale, sociosanitario e lavorativo);
– Scuola popolare Icbie Europa Onlus mercoledì ore 18-20 (scuola popolare e di lingua italiana)
– Centro Baobab – Infopoint Via Cupa 5 (tutti i giorni dalle 10 alle 19) email amicidelbaobabroma@gmail.com amicidelbaobab.wordpress.com/ (informazioni)
– MEDU (Medici per i Diritti Umani) – Camper per i diritti e ambulatorio Psychè Via dei Zeno, 10 telefono 3343929765 (informazioni, assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitario)
– Laboratorio 53 Via Valeriano 3F telefono: 3286640571 / 3297297314 email: info@laboratorio53.it (corsi di lingua italiana, assistenza legale, supporto socio-psicologico)
– Senza confine Via di Monte Testaccio 23 lun e merc 18-20 tel. 0657289579 (orientamento legale)
– Asinitas Onlus Via Ostiense, 152/b http://www.asinitas.org email: contatti@asinitas.org (informazioni, corsi di italiano per richiedenti asilo, donne e bambini)
– Associazione di volontariato Binario 15 Onlus – Stazione Ostiense telefono 329 224 3129 Email: info.binario15@gmail.com (informazioni, supporto)
– Medici senza camice ogni due settimane il venerdì dalle 18 alle 20 c/o SPINTIME in Action via santa croce in gerusalemme 57-59 (orientamento sanitario)
– Casa dei diritti sociali: Centro di Tutela e Orientamento Via Giolitti N. 225-00185 Roma tel. 06.4461162 email:esquilino@dirittisociali.org; scuola di italiano via Giolitti N. 241 telefono 3338040906 (informazioni, supporto legale, corsi di lingua italiana)
– Progetto Diritti via Ettore Giovenale 79 email: segreteria@progettodiritti.it lun e mar dalle 9.30 alle 12.30 e dal lun al ven dalle 16.30 alle 19.30 (orientamento legale e sociosanitario)
– Ambasciata dei Diritti telefono 3475349286 email ambasciata@glomeda.org ambasciatadeidiritti.blogspot.it/ (informazioni, supporto politico e logistico)
– MEDU (Medici per i Diritti Umani) – Via Monsignor Leto Casini, 11 – telefono 3351853361 http://www.mediciperidirittiumani.org (informazioni, orientamento socio-sanitario)
– Gli Anelli Mancanti Onlus Via palazzuolo 8 – telefono 0552399533 email: glianellimancanti@yahoo.it (informazoni, orientamento socio-sanitario, corsi di lingua italiana)
– NAGA: Ambulatorio Medico (da lunedì a venerdi 8:30-14:00) e Sportello Legale SOS espulsioni (supporto legale in caso di espulsioni, trattenimenti, dinieghi del permesso di soggiorno e d’asilo) dal lunedì al venerdì dalle 19.00 alle 21.00 – telefono 0258102599. Via Zamenhof 7A.
– Centro NAGA Har– Via San Colombano, 8 – Milano. Aperto tutti i giorni dalle 14.30 alle 18.30. Tel e fax 02 39 25 466-338 67 57 563 (orientamento e supporto per richiedenti asilo, rifugiati e vittime di tortura)
– Associazione Interculturale Arci “Todo Cambia” Via Oglio 21 email: info.todocambia@gmail.com (informazioni, orientamento legale)
– Comitato “Cambio Passo” tel. 3511073743 / 3512116910 (numeri attivi dalle 17 alle 24)
email: comitatocambiopasso@gmail.com facebook: Cambio Passo Milano (informazioni, orientamento ai servizi di accoglienza, orientamento e supporto legale)
– Associazione “SOS ERM “(Emergenza Rifugiati Milano) Sottopasso Mortirolo (Stazione Centrale) soserm.wordpress.com facebook: SOS ERM (prima accoglienza, informazioni)
– Emergency – Politruck dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 18.00 tel. 3441996250 (assistenza sanitaria e orientamento socio-sanitario, mediazione socio-culturale)
– Network “People before borders” facebook: People Before Borders (informazioni, supporto politico)
– Bresso a misura di facebook: Bresso A Misura Di email: bressoamisuradi@gmail.com http://www.bressoamisuradi.it (informazioni, supporto politico)
– Coordinamento migranti Emilia Romagna coo.migra.bo@gmail.com tel. 3275782056 (informazioni, sostegno politico e legale)
– Sportello Migranti: Centro sociale TPO – Via Casarini 17/4 Bologna Mercoledì ore 18-20 (informazioni e sostegno politico e legale)
-Refugees Welcome Point – Labas Occupato – Via Orfeo 46 Mercoledì ore 17-20 Sportello Casa e Giovedì ore 18-20 Spazio Diritti (informazioni e supporto)
– Associazione Sokos via Gorki, 12 tel. 051.0416380 (assistenza medica gratuita)
– Sportello medico-giuridico XM24 – Via fioravanti, 24 facebook: Sportello Medico Giuridico XM24 (supporto medico e legale)
– Associazione SOS Diritti telefono: 3285548382 email: sosdirittivenezia@gmail.com (informazioni, supporto e orientamento ai servizi del territorio)
-Scuola di Italiano Liberalaparola (presso Centro Sociale Rivolta) liberalaparola.wordpress.com email: liberalaparola@gmail.com (informazioni, corsi di italiano); Boutique Solidale – Centro Sociale Rivolta (informazioni, supporto) facebook: Boutique Solidale Via F.lli Bandiera 45-Marghera
– Aps ComuniCare telefono 3289276156 (informazioni, supporto e orientamento ai servizi del territorio)
– Emergency – Poliambulatorio di Marghera via Varè 6 (Marghera) telefono 0410994114 dal lunedì al venerdì 09.00-18.00 (assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitario, mediazione socio-culturale)
– Cso Django via Monterumici 11 facebook: Cso Django Treviso (informazioni, supporto politico) – Casa dei Beni Comuni Via Zermanese, 4 – telefono 0422403535 facebook: Casa dei Beni Comuni http://www.casadeibenicomuni.org/ (informazioni, corsi di italiano, supporto legale)
– Scuola “Libera la Parola” presso CSO Pedro in via Ticino, 5 email: liberalaparola@live.it (corsi di lingua italiana, informazioni, supporto politico)
– Centro sociale Bruno Via Lungadige San Nicolò 4 – telefono 3289173733 email: csabruno@gmail.com (informazioni, sostegno politico, corsi di lingua italiana)
– Centro Astalli Via alle Laste, 22 Tel. 0461 1238720 email: segreteria.astallitn@vsi.it (informazioni, supporto legale, mediazione socio-culturale, corsi di lingua italiana)
Centro Sociale Bocciodromo via Rossi, 198 http://bocciodromo.blogspot.it/ facebook: Bocciodromo Vicenza (informazioni, sostegno politico)
– Comitato Solidarietà Rifugiti e Migranti – Ex-Moi occupata Telefono: 3293384406
email: comitatosolidarietarifugiati@gmail.com facebook: Exmoi Occupata rifugiati (informazioni, supporto logistico e abitativo, sostegno politico, corsi di lingua italiana)
– Csoa Gabrio: sportello di autodifesa “Il-legale” e ambulatorio popolare autogestito via Millio 42 (Zona San Paolo), email: contact@csoagabrio.info facebook: Csoa Gabrio (informazioni, sostegno politico e legale, assistenza socio-sanitaria) -ASAI-AssociazionedeiAnimazioneInterculturaleViaS.Anselmo27/e telefono011657114
email: info@asai.it http://www.asai.it (informazioni, scuola di lingua italiana)
– Associazione Mosaico – Infopoint Casa del Quartiere di San Salvario, via Morgari 14, 10125, To (mercoledì ore 15.00 – 18.00) telefono 3203895841 mosaicoar@gmail.com http://www.mosaicorefugees.org (informazioni, orientamento legale e socio-sanitario)
– Camminare insieme – ambulatorio medico gratuito Via Cottolengo 24/A telefono 0114365980 http://www.camminare-insieme.it (visite specialistiche e orientamento ai servizi sanitari del territorio)
– Cammini di salute Via Lemie, 29 info@camminidisalute.org http://www.camminidisalute.org (assistenza e orientamento socio-sanitario, assistenza psicologica, informazioni)
Laboratorio Paratodos Corso Venezia, 51 facebook: Laboratorio Autogestito Paratodos (informazoni, sostegno politico e legale)
– Rete Diritti di Cittadinanza FVG presso Associazione-Centro di accoglienza E. Balducci, Piazza della Chiesa 1 Zugliano – Pozzuolo del Friuli (Udine) telefono: 0432560699 email retedirittifvg@gmail.com (informazioni, supporto)
– Rete Crocicchio (capofila Nuovi Vicini Soc. Cooperativa Sociale) via Madonna Pellegrina 11 Pordenone (supporto, informazioni legali e accoglienza richiedenti asilo)
– Rete Solidale Pordenone facebook: Rete Solidale Pordenone Mail: retesolidalepn@gmail.com (informazioni, supporto)
– Associazione Immigrati di Pordenone: email: assomigrapn@gmail.com (informazioni,supporto legale)
– Associazione Ospiti in Arrivo ospitinarrivo@gmail.com – facebook: Ospiti in Arrivo (informazioni, supporto logistico e politico, orientamento ai servizi del territorio)
– Associazione Nuovi Cittadini Onlus Via Micesio 31 Telefono 0432502491 email:info@nuovicittadini.com (attività di informazione, orientamento e accompagnamento)
– Refugees Welcome to Trieste facebook: Refugees Welcome to Trieste (informazioni, supporto politico e logistico)
– Casa delle Culture -Via Orlandini 38 facebook: Casa delle Culture Trieste http://www.casadelleculture.info/ (informazioni, supporto politico e logistico)
– ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà Via Di Scorcola n. 2 telefono 00403476377 email: info@icsufficiorifugiati.org (supporto, informazioni, prima e seconda accoglienza, orientamento legale)
– Casa di Quartiere Ghettup – Sportello “Sans papier” – Comunità di San Benedetto al Porto Vico Croce Bianca, 7 (informazioni)
Presidio No Borders – Freespot telefono 33758190182 via don bosco 68 – Vallecrosia (Imperia) facebook: Presidio Permanente No Borders – Ventimiglia (informazioni, supporto politico e logistico)
– Aps Tenda per la Pace e i Diritti email: tendapace@gmail.com (supporto politico, legale e logistico)
– Insieme con voi Onlus insiemeconvoi.gorizia@gmail.com facebook: Insieme con voi (informazioni, prima assistenza)
– MSF (Medici Senza Frontiere) ex asilo San Giuseppe via Vittorio Veneto 74 tel. 3807788682 email msfocb-gorizia-fieldco@brussels.msf.org (assistenza sanitaria, orientamento socio-sanitario, informazioni)
Qui trovi un elenco di realtà nazionali e internazionali che hanno solitamente un ufficio centrale (spesso a Roma) Roma e uffici/progetti/attività in altre città italiane. Puoi chiamare i numeri che trovi qui per avere informazioni e per sapere se nella città o regione in cui ti trovi la realtà che hai chiamato è presente con uffici, attività e referenti.
– Emergency Via Gerolamo Vida 11, Milano telefono 02881881 email: info@emergency.it
– MEDU (Medici per i Diritti Umani) Via dei Zeno 10 – Roma telefono 0697844892 cell. 3343929765 email: posta@mediciperidirittiumani.org http://www.mediciperidirittiumani.org
– MSF (Medici Senza Frontiere) Via Magenta 5 – Roma tel. 0688806000 email: msf@msf.it
– Croce Rossa Italiana numero gratuito: 800166166 sito web http://www.cri.it email: urp@cri.it
– A-DIF (Associazione Diritti e Frontiere) email: info@a-dif.org facebook: ADIF
– ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) email:segreteria@asgi.it, info@asgi.it Servizio antidiscriminazioni: antidiscriminazione@asgi.it telefono 3894988460 / 0114369158 / 0432507115 gli avvocati di ASGI sono presenti in molte città e regioni italiane
– Associazione Onlus “Avvocato di strada” sede nazionale: Via Malcontenti 3, Bologna telefono 051 227143 – email: info@avvocatodistrada.it gli sportelli “Avvocato di strada” sono presenti in molte città italiane tra cui: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Salerno, Siracusa, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza.
– campagna LasciateCIEntrare email: info@lasciatecientrare.it http://www.lasciatecientrare.it
– UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati
Indirizzo: via Alberto Caroncini, 19 – Roma telefono: 06 802121 http://www.unhcr.it
– C.I.R. (Consiglio Italiano per i Rifugiati) Sede centrale: Via del Velabro 5/A Roma tel. 0669200114 email:cir@cir-onlus.org. Il CIR è presente a Catania, Reggio Calabria, Caserta, Salerno, Bologna, Milano, Bergamo, Verona e Gorizia.
– Terre des Hommes Via M. M. Boiardo 6, Milano telefono 02 28970418 email: info@tdhitaly.org
– Save the Children Via Volturno, 58 Roma telefono: 064807001 email: info.italia@savethechildren.org
VARIE TIPOLOGIE DI SERVIZI E ATTIVITA’
– ARCI numero gratuito: 800 905 570 – Indirizzo: via dei Monti di Pietralata, 16 – 00157 Roma (informazioni, orientamento, attività di supporto e consulenza)
– Caritas Via delle Zoccolette, 19 – 00183 Roma Telefono: 06 6861554 – 06 6875228
(prima accoglienza, informazioni, altre attività di supporto)
– Centro Astalli – Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia Via degli Astalli, 14 telefono
06 6781246 / 0667700306 (informazioni, aiuto nella richiesta di asilo politico, supporto legale, assistenza medica e altro)
Alcune mense e soprattutto alcuni dormitori potrebbero essere pieni quindi se non trovi posto in nessuno dei posti scritti qui sotto chiedi informazioni alle realtà della città in cui ti trovi per essere indirizzato in un altro posto. Ricorda che in molti dormitori per accedere potrebbero chiedere di esibire un regolare permesso di soggiorno
-Help Center Caritas Piazza Giovanni XXIII (di fronte alla Stazione Centrale) telefono 095530126 – Cavalieri della Mercede Via di Sangiuliano 58 – telefono 095532753
– Centro Astalli Via Tezzano 71 telefono 095535064
– Caritas – Binario della solidarietà Via Taddeo da Sessa, 93 telefono 0815539275 – Centro Prima Accoglienza, Basilica del Carmine Maggiore telefono 0815635785 – Mensa S. Chiara e S. Francesco Piazza del Gesù 13 (Montesanto), 201
– San Vincenzo De Paoli Piazza E. Di Nicola, 65 telefono 081450690
– Centro di Prima Accoglienza Comune di Napoli Via de Blasis, 10 – telefono 0817956987
– Centro d’accoglienza Home Sun Vico Santa Maria Vertecoeli, 6 2 (P. Cavour), Tel. 0815571332 – Centro Astalli Sud Via Mazzini, 7- Grumo Nevano (NA) Tel. 0815054921
– Caritas “Giovanni Paolo II” (Mensa diurna) Via delle Sette Sale 30 telefono 0688815230 – Caritas “Don Luigi Di Liegro” (Mensa serale) Via Casilina 144 telefono 0688815200 – Comunita’ S. Egidio – Via Dandolo, 10 telefono 065895478
– Centro Astalli Mensa Via degli Astalli 14/a telefono 0669700306
– Centro di Accoglienza “Ferrhotel” Via del Mandrione 291 telefono. 0676910326
– Casa di Accoglienza “Villino La Palma” Via Paolo Martinez, 8 telefono 0688815350
– Ostello Stazione Termini “Don Luigi Di Liegro” Via Casilina, 144 telefono 0688815200 – Centro di Accoglienza Santa Giacinta Via Casilina Vecchia, 15 telefono 0688815220
– Osf Opera San Francesco Per I Poveri Viale Piave, 2 – telefono 027712 2400 – Caritas Ambrosiana Via S. Bernardino, 4 – telefono 02760371
– Refettorio Ambrosiano Piazza Greco, 11
– Comune di Milano Centro Aiuto Stazione Centrale (dal 15 novembre al 31 marzo) telefono 02-88447649 piano freddo presentarsi Via Ferrante Aporti 3
– Comune di Milano (tutto l’anno) telefono 0288445238 / 0288445239; Viale Ortles 6
– Caritas Ambrosiana Accoglienza per uomini Via Sammartini 114
– Casa dellʼaccoglienza (donne anche con bambini) telefono 024157866 Via Zurigo 65
– Fondazione Casa della Carità Angelo Abriani Onlus Tel. 02259351201, Via Brambilla 8/10
– Mensa dell’Antoniano – Via Guinizelli 3 telefono 0513940226
– Caritas – Mensa della Fraternità Centro San Petronio – Via S.Caterina 8 telefono 0516448015 dove dormire
– Dormitorio Sociale e Refugees Welcome Point – Labas Occupato – Via Orfeo 46
– Centro di accoglienza notturno Casa Willy – via Pallavicini 12- 1° piano, Bologna
– Centro di accoglienza “Beltrame” – Via Sabatucci 2
– Rifugio notturno della solidarieta’ – Via del Gomito 22/2
– Convento Padre Santo, Piazza Cappuccini telefono 0108392307
– Comunità di Sant’Egidio Centro Genti di Pace Via Vallechiara, 29 telefono 0102468712
– Auxilium-Mensa Il Chicco di grano Sal. Nuova N.S. del Monte, 2 (S.Fruttuoso) tel. 010515609 dove dormire
– Auxilium – Centro di accoglienza Via Gagliardo, 2 (S.Teodoro) telefono 0102463555
– Massoero c/o Villa S.Teodoro V. Dino Col, 13 telefono 010255972
– Associazione San Marcellino Via al Ponte Calvi 2/4 tel.0102470229 segreteria@sanmarcellino.it
– Caritas – Centro Ascolto Intemelia Via San Secondo, 20 telefono 0184355058
– Caritas: Via Ronchi 2; telefono 0432414502 pranzo 11.00-12.00, cena: 18.00-20.00, – Centro solidarietà Giovani: Viale Ledra 4 da lunedì a venerdì
– Caritas Via dell’Istria 73 tel. 040361005 (pranzo 11:30 – 12:30, cena 18:00 – 19:00)
– Comunità di S.Martino al Campo, Via Udine 19 (rivolgersi all’ufficio di fronte la Stazione Centrale in Piazza della Libertà 8, l’ufficio è aperto ogni giorno dalle 18:00 alle 20:00).
Dormitorio e mensa Comune di Treviso, Via Risorgimento 9 tel. 0422658302/03
0422545316
Convento cappuccini Chiesa Redentore Giudecca 194 (Venezia) Convento Cappuccini Via Andrea Costa 7 (Mestre)
Dormitorio maschile Papa Francesco via Mameli, 37/m (Marghera) telefono 041922167 Dormitorio maschile Betlemme Castello 2129 (Venezia) telefono 0415289888 Dormitorio femminile Betania Cannaregio 2601/a (Venezia) telefono 041720480
Cooperativa Punto d’incontro via Del Travai 1 telefono 0461984237
– Sermig – Arsenale della Pace Piazza Borgo Dora 61 tel. 0114368566 http://www.sermig.org ; dormitorio femminile Lungo Dora Agrigento 61
– Asili notturni Umberto I Via Ormea 119 telefono 0115660804 http://www.asilinotturni.org
-Casa di ospitalità notturna Cooperativa Stranaidea Via Carrera 181 – Casa di ospitalità notturna Coop. Animazione Valdocco Via Ghedini 6
CAPITOLO 7 – COME SPOSTARSI IN ITALIA E VERSO UN ALTRO PAESE EUROPEO
TRENI DA E PER LE PRINCIPALI CITTA’ ITALIANE
R: Regionali: ferma in numerose stazioni lungo la tratta, più economici
IC: Intercity: poche fermate lungo la tratta, più costosi
EC: Eurocity: treni internazionali, controlli di polizia a bordo al passaggio delle frontiere e nella prima stazione oltre confine.
per sapere orari e prezzi esatti vai sul sito http://www.trenitalia.it o chiama il numero 892021
qui di seguito trovi alcune informazioni sui treni che collegano le principali città italiane:
CITTA’ DI ARRIVO
4 treni al giorno (stessi orari di partenza dei treni da Roma a Milano)
da 39 da 69 da 19 da 19
da 29 da 29 11,65 da 29 da 12 da 9 a da 12 da 12 da 19
a 110 a 51
a 54 a 51
a 53,5 a 18
20,5 a 21
AUTOBUS DA E PER LE PRINCIPALI CITTA’ ITALIANE
– BALTOUR/EUROLINES: http://www.baltour.it – telefono 0039 (0)861 1991900
email: info@baltour.it (biglietteria a Roma in Largo Guido Mazzoni – Biglietteria B)
– SALEMI (Sicilia): http://www.autoservizisalemi.it – telefono 0923-981120
– SAIS AUTOLINEE (Sicilia) : http://www.saisautolinee.it numeri 800211020 – 199244141 informazioni generali sui principali tragitti che collegano Catania, Roma e Milano:
40 – 43 euro
SAIS AUTOLINEE e SALEMI
69 – 78 euro
ANDARE VERSO UN ALTRO PAESE EUROPEO – IN TRENO CONSIGLI GENERALI PER I VIAGGI IN TRENO VERSO LE FRONTIERE:
Nelle stazioni centrali delle grandi città c’è sempre un Commissariato di Polizia Ferroviaria; di solito queste stazioni sono sottoposte a quotidiani controlli dei viaggiatori che possono avvenire sia negli spazi della stazione che ai binari prima della salita sul treno;
Viaggia sempre con il biglietto: i controllori dei biglietti delle Ferrovie di Stato sono pubblici ufficiali, hanno il potere di far intervenire la polizia se c’è qualche irregolarità di
viaggio e procedere all’identificazione e controllo dei documenti;
I treni in partenza per le città di frontiera sono sottoposti a frequenti controlli dalla stazione
Nelle stazioni ferroviarie di frontiera vi è sempre una stazione di Polizia di Frontiera che
svolge attività di controllo dei documenti e di sorveglianza dei passaggi.
dalla stazione di Milano Centrale partono i treni per la Svizzera (la prima città svizzera è Chiasso) da Milano Centrale a Lugano e Zurigo/Zurich (Switzerland) partono 8 treni al giorno dalle 8:25 alle 20:25 (prezzi a partire da 19 euro)da Milano Centrale a Berna/Bern e Basilea/Basel partono 3 treni al giorno (prezzi da 29 euro)
– Trenitalia: http://www.trenitalia.it – telefono 892021
– Trenord: http://www.trenord.it – telefono 0039 (0)2-72494949
– FFS (Ferrovie della Svizzera): http://www.ffs.ch – telefono 0900300300
da Verona (Porta Nuova) partono ogni giorno 6 treni verso l’Austria (Innsbruck) e la Germania (prezzi da 39 euro) ci sono anche alcuni treni notturni:
Milano Centrale – Verona – Trento – Bolzano – Innsbruck (Austria) – Vienna/Wien (Austria) – Munich (Germania) (prezzi da 49 euro)
Roma Termini – Firenze – Bologna – Verona – Trento – Bolzano – Innsbruck (Austria) – Monaco/Munich (Germania) (prezzi da 59 euro)
Roma Termini – Firenze – Bologna – Venezia – Tarvisio – Klagenfurt (Austria) – Villach (Austria) – Vienna/Wien (Austria) (prezzi da 59 euro)
dalla stazione di Venezia-Mestre partono treni per Vienna/Wien (Austria) e per Innsbruck (Austria) – Monaco/Munich (Germania) (prezzi da 95 euro)
– OBB (Ferrovie dell’Austria): http://www.obb-italia.com – telefono +43 (0)5 1717 (inglese/tedesco), +39 02 3041 5023 (italiano)
da Torino (stazione Lingotto): treno Torino-Cuneo e poi Cuneo-Ventimiglia verso le stazioni francesi di Vievola-Tende- La Brigue- ST Dalmas de Tende- Fontan Saorge-Breil sur Roja.
Da Genova (stazione Piazza Principe): treni R, IC, EC in partenza per Ventimiglia; Treni EC “Thello” per Nizza/Nice e Marsiglia/Marseille (Francia);
da Savona: treni R, IC, EC in partenza per Ventimiglia in arrivo da Genova e Torino; treni EC “Thello” per Nizza/Nicee Ville e Marsiglia/Marseille (Francia)
da Ventimiglia a Nizza/Nice: treni Regionali (R) delle ferrovie francesi SNCF in partenza da Ventimiglia per Cannes, Nice ville e Grasse.
Treni “Thello” da Milano Centrale a Nizza/Nice e Marsiglia/Marseille (Francia) passando da Torino, Genova e Ventimiglia (prezzi da 30 euro)
e da Venezia-Mestre a Digione/Dijon e Parigi/Paris (France) passando da Padova, Vicenza, Verona, Brescia e Milano (prezzi da 67 euro)
– SNCF (Ferrovie della Francia): http://www.sncf.com – telefono 0039 (0)2 40326435
ANDARE VERSO UN ALTRO PAESE EUROPEO – IN AUTOBUS
Ci sono molti autobus che collegano le principali città italiane con Germania, Francia, Austria e Svizzera. Alcuni dei tragitti più frequenti sono: Roma-Parigi, Roma-Monaco di Baviera, Milano- Parigi, Milano-Vienna, Milano-Zurigo, Venezia-Parigi, Milano-Basilea, Venezia-Vienna, Milano-Monaco di Baviera, Venezia-Monaco di Baviera, Genova-Marsiglia
– BALTOUR/EUROLINES: http://www.eurolines.it http://www.baltour.it – telefono 0039 (0)861 1991900 – email: info@baltour.it (biglietteria a Roma in Largo Guido Mazzoni – Biglietteria B)
CAPITOLO 8 – GLOSSARIO
RICHIEDENTE ASILO: chi presenta domanda di asilo per il riconoscimento dello status di rifugiato, in base alla Convenzione di Ginevra del 1951. La richiesta di asilo può essere fatta da qualsiasi persona e in qualsiasi momento
MINISTERO DELL’INTERNO: è l’Amministrazione Centrale dello Stato che ha competenza primaria in materia di immigrazione e asilo.
PREFETTURA: è l’Organo Amministrativo decentrato del Ministero dell’Interno sul territorio provinciale ed è Ufficio Territoriale del Governo.
QUESTURA: è l’Organo Amministrativo che dirige e organizza le attività della Polizia in ogni provincia. All’interno di ogni Questura, c’è un ufficio stranieri che si occupa delle pratiche burocratiche degli immigrati e di coloro che richiedono asilo
COMMISSIONI TERRITORIALI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE: hanno il compito di valutare la domanda di riconoscimento
PERMESSO DI SOGGIORNO: è il documento che ti autorizza a soggiornare sul territorio italiano in maniera regolare.
MINORE NON ACCOMPAGNATO: Una persona che ha meno di diciotto anni, che non è sposata e che si trova in un Paese europeo senza essere accompagnato da una persona che ha più di diciotto anni e che sia per lui formalmente responsabile.
FAMILIARE: tuo marito/moglie o il tuo partner (il partner non è riconosciuto in tutti i paesi); i tuoi figli minorenni che non siano sposati e dipendano da te. Qualora tu sia un minore e non sia sposato anche tuo padre, tua madre e il tuotutore sono considerati dei familiari che puoi raggiungere.
CEDOLINO: documento avente la forma di una striscia di carta con foto che viene consegnato al richiedente quando, dopo essersi recato in Questura per presentare richiesta di asilo, è stato fotosegnalato. Su questo documento sono segnati i successivi appuntamenti con la Questura.
EURODAC: Database a cui possono accedere tutti gli Stati europei in cui vengono conservate, al fine del loro confronto, le impronte digitali dei richiedenti asilo e di alcune categorie di migranti irregolari.
REGOLAMENTO DUBLINO: regolamento europeo che stabilisce lo Stato competente ad esaminare una domanda di asilo.
VERBALIZZAZIONE: fase della procedura di asilo in cui presso la Questura avviene la compilazione del Modello C3 (domande scritte per il richiedente, in cui si chiedono informazioni relative a lui, alla sua famiglia, al viaggio che ha condotto per giungere in Italia).
SPAZIO SCHENGEN: spazio di libera circolazione che include 26 Paesi europei, di cui 22 membri dell’Ue. Dei 28, ne fanno parte 22 ad eccezione di Gran Bretagna e Irlanda (opt-out), Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania. Vi rientrano poi Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera.
Il mio nome è…
Il mio cognome è…
Mio/a… vive a …
My … lives in …
I would like to call my …
Chiedere e dare informazioni – Asking for and giving information
C’è un traduttore?
C’è un avvocato?
Quanto tempo starò in questo posto?
Dov’è il bagno?
Dov’è la stazione dei treni?
Dov’è la stazione degli autobus?
Can I make a phone- call?
DIZIONARIO E FRASARIO ITALIANO – INGLESE
Presentarsi – Introduce yourself
Salute – Health
Il dolore è forte
I am allergic to …
Vestiti e altri oggetti – Clothes and other things
Aggettivi – Adjectives
Indicazioni, luoghi e trasporti – Directions, places and transportation
Documenti e asilo politico – Documents and political asylum
I don’t want to contact my Embassy
I can’t go back to my country
Sono stato/a vittima di discriminazioni…
I have been a victim of discrimination …
Perchè sono di un gruppo etnico e sociale
POSSIBILI NOVITA’ A LIVELLO ITALIANO ED EUROPEO DA FINE 2015
L’apertura degli hotspot prevede che Ufficio europeo per l’asilo (EASO), Frontex ed Europol diano il loro supporto agli Stati membri per velocizzare le pratiche di identificazione, registrazione e fotosegnalamento dei migranti. Il principale risultato sarà la separazione tra migranti a cui verrà dato il diritto di chiedere subito protezione internazionale (asilo politico) e quelli che verranno definiti “migranti economici” e rischieranno di ricevere un decreto di respingimento / espulsione / trattenimento prima di poter esercitare tale diritto. In base agli accordi tra Unione Europea e Governo italiano, chi verrà considerato “migrante economico” resterà probabilmente all’interno degli hotspot pochi giorni prima di ricevere un “respingimento differito” (cioè un foglio che “invita” i migranti a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni. Chi verrà fermato nel territorio italiano con questo foglio rischierà di finire nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione). Il piano prevede di concentrare gli arrivi in alcuni porti, soprattutto in Sicilia, dove dovrebbero essere effettuate tutte le procedure previste come lo screening sanitario, la pre-identificazione, la registrazione, il foto-segnalamento e i rilievi dattiloscopici. Un hotspot è stato già aperto a Lampedusa e altri tre apriranno a Pozzallo, Porto Empedocle e Trapani a cui si aggiungeranno quelli di Augusta e Taranto. Dopo lo screening sanitario ogni persona verrà intervistata da funzionari degli uffici immigrazione che compileranno il cosiddetto “foglio notizie”, con i dati anagrafici, la foto, le informazioni di base e le indicazioni sulla volontà o meno di chiedere protezione internazionale. Sulla base di queste procedure le persone verranno foto segnalate e indicate come CAT2 (ingresso irregolare) salvo coloro che saranno considerati ricollocabili (CAT1: richiedenti asilo) o anche quelli che manifestano la volontà di richiedere la protezione internazionale e pertanto, formalizzeranno l’intenzione compilando il Modello C3, nelle strutture per richiedenti asilo (regional hubs) dove verranno trasferiti dopo le attività di registrazione. Quelli che appartenendo alla CAT1, saranno in condizione di poter essere ricollocati in altri paesi UE, dovranno compilare uno specifico Modello C3 in inglese, con il supporto di funzionari EASO. I CAT2 saranno invece trasferiti nei Centri d’Identificazione ed Espulsione (CIE), tramite autobus o voli.
I Paesi per i quali è previsto il ricollocamento (cioè l’invio dall’Italia ad un altro Paese dell’Unione Europea che non viene scelto direttamente dal richiedente asilo) sono al momento solo Siria, Iraq, Eritrea e Repubblica Democratica del Congo e i ricollocamenti sono ancora molto pochi (fino a dicembre 2015 solo 129 richiedenti asilo ricollocati dall’Italia). Chi non proviene da questi Paesi e sceglie di chiedere protezione in Italia verrà probabilmente trasferito dagli hotspot agli hub regionali (adesso sono attivi solo quelli di Genova, Agrigento e Bologna ma a breve dovrebbe esserci un hub per ogni regione italiana). Chi rifiuta l’identificazione e la foto-segnalazione verrà probabilmente recluso all’interno dei CIE (vedi SCHEDA N. 4).
Nel 2015 sono stati rimpatriati verso i rispettivi Paesi di provenienza quasi 4000 migranti considerati non degni di chiedere asilo politico e di ricevere la protezione umanitaria. Questi rimpatri spesso violano i diritti dei migranti sia per le modalità con cui vengono effettuati sia per i rischi che le persone rimpatriate avranno nei rispettivi Paesi di origine. I governi europei tra cui l’Italia hanno già stipulato o stipuleranno accordi bilaterali con alcuni Paesi di origine dei migranti (come Egitto, Tunisia, Marocco, Nigeria e a breve probabilmente Gambia, Costa D’Avorio, Ghana, Senegal, Bangladesh, Pakistan e forse anche altri). Tutti questi Paesi – insieme ad altri – sono o saranno considerati “Paesi sicuri” e quindi verrà molto probabilmente negata la possibilità ai migranti di questi Paesi di chiedere asilo politico in Italia e in Europa in violazione della normativa nazionale ed internazionale in materia di Diritti Umani.
COME PREPARARE LA PROPRIA STORIA E IL COLLOQUIO/AUDIZIONE PRESSO LA COMMISSIONE TERRITORIALE
Quando fa domanda di protezione internazionale (asilo politico) devi preparare la tua storia (chiamata anche “memoria”) che dovrai poi raccontare alla Commissione Territoriale che ti è stata assegnata e che valuterà la tua domanda di protezione internazionale. In ogni caso ricorda che sarai aiutato dagli operatori dell’ente che gestisce la tua accoglienza e dall’avvocato che avrai a disposizione che ti aiuterà sia nella scrittura della tua storia (o “memoria”) sia nella preparazione del collquio/audizione che farai in Commissione.
1) all’inizio devi dire il tu Paese e la tua cittadinanza, la tua città di nascita e quella di residenza, gli anni di scuola, il lavoro e da chi era composta la tua famiglia di origine, se hai marito/moglie e se hai figli; la tua etnia, la tua religione e se appartieni a gruppi o partiti politici;
2) poi racconti i motivi per cui sei dovuto fuggire e tutte le violenze che hai subito e i problemi che hai avuto (ad esempio prigione, torture, violenze, abusi, stupri, infibulazione o altre mutilazioni, denunce, minacce, costrizioni nella scelta del marito/o moglie, della religione, del partito ecc…) e questo vale anche se è stato subito da qualche tuo familiare; questo vale anche se le minacce o violenze o persecuzioni derivano da qualcosa di male che hai fatto nel tuo Paese di origine, vale lo stesso (ad esempio incidenti che hanno causato la morte di qualcuno, incendi colposi di campi, omicidi volontari perchè si apparteneva a qualche setta o partito…)
3) quindi racconti la tua la fuga: i paesi che hai attraversato , i mezzi di trasporto che hai utilizzato, quanto hai dovuto pagare, la prigionia, le torture e le minacce che hai subito nei Paesi che hai attraversato, i trafficanti e il pagamento per la traversata; successivamente devi specificare perchè non puoi tornare nel tuo Paese, i rischi concreti che corri, le leggi e/o le pratiche del tuo Paese che violano i tuoi diritti e le tu libertà e perchè non puoi chiedere aiuto alla polizia o ai familiari; ricordati di specificare nche se sei ancora in contatto con qualcuno nel tuo Paese di origine.
IMPORTANTE! A partire dal momento in cui fai la richiesta di protezione internazionale (asilo politico) devi iniziare subito a tentare di recuperare qualsiasi documento, lettera, rapporto, certificato che possa documentare quanto affermi e che in base alla tua appartenenza ad un gruppo, etnia, religione, orientamento sessuale, ecc… la tua vita e la tua libertà sono in pericolo. Se puoi fatti inviare una lettere in originale da qualche amico o familiare rimasto nel Paese di origine che possa allegare qualsiasi documento con il tuo nome e che possa nella lettera dirti in che è meglio che non torni mai al tuo Paese perchè sei in pericolo e per quali ragioni (puoi usare anche l’email e facebook). Altri documenti puoi farli in Italia: fotografie dei segni di tortura o ferite, certificati medici, relazioni mediche che dimostrano che cicatrici e postumi sono compatibili con la storia da te raccontata. Rispetto all’appartenenza religiosa puoi farti fare una relazione da un prete se sei cristiano/a o dell’imam se sei musulmano/a. RICORDA CHE è importante che tu dica nomi di luoghi precisi della tua città/villaggio/ (come nomi di piazze, chiese, moschee, montagne, fiumi, strade principali); se sei parte di un partito o gruppo politico devi dire i nomi dei leader, i colori dello stemma o della tessera, ecc…; se sei pereguitato perchè omosessuale devi dire quando e come lo hai scoperto e se ci sono associazioi a tutela nel loro paese; se sei perseguitato per la tua religione devi dire qualche nome di iman, vescovo o capo; quando parli di specifici episodi di cronaca (come stragi, confitti, arresti, ecc…) ricordati di dire date e luoghi precisi.
Novità relative alle norme sull’accoglienza:
Italia comprese le frontiere, le zone di transito e le acque territoriali dal momento della manifestazione della volontà di chiedere protezione (e non dalla formalizzazione della domanda – C3);
 Il richiedente protezione internazionale ha diritto al rilascio di un permesso di soggiorno della durata di sei mesi, rinnovabile, e dopo due mesi (e non più dopo sei mesi) ha la possibilità di svolgere attività lavorativa in Italia;
 Per la presentazione della domanda di protezione internazionale non è più necessario presentare documenti relativi al domicilio;
 Un richiedente protezione internazionale può entrare in un centro di prima accoglienza
SOLO se ha bisogno della prima assistenza e se è necessario determinare la sua posizione giuridica. Questo significa che se non sussistono queste due condizioni, un richiedente protezione internazionale ha diritto ad accedere direttamente alla seconda accoglienza in cui
 Il richiedente protezione internazionale ha diritto a stare all’interno dello Sprar per tutta la
 L’accoglienza può anche essere effettuata in case private;
gravide, le famiglie monoparentali, le vittime di tratta, i malati gravi o affetti da disturbi mentali, le vittime di tortura o di gravi violenze) hanno diritto a servizi speciali all’interno del sistema di accoglienza.
Novità relative alle norme sulle procedure:
2) La domanda di protezione internazionale può essere presentata dal genitore del minore
4) La Commissione Territoriale può decidere di omettere l’audizione del richiedente asilo se
6) La Commissione può esaminare in maniera prioritaria le domande presentate da minori o da
persone vulnerabili. Si prevede anche una procedura accelerata per l’esame delle domande manifestamente infondate.
Il richiedente protezione internazionale non può essere trattenuto solo per l’esame della sua
oltre al vitto e all’alloggio vengono forniti servizi volti all’integrazione nel tessuto sociale (orientamento legale, inserimento lavorativo, sostegno psicologico, assistenza sociale e
anche se il genitore non è richiedente, e per i minori stranieri non accompagnati può farlo
Il richiedente protezione internazionale ha diritto a ricevere informazioni sulla procedura di
questo proviene da uno dei paesi indicati dalla Commissione e ha sufficienti motivi per riconoscergli la protezione sussidiaria. Una volta informato, il richiedente ha tre giorni di
I CIE (CENTRI DI IDENTIFICAZIONE E DI ESPULSIONE)
→ Perchè ho ricevuto un decreto di espulsione (foglio di via)?
Il decreto di espulsione (foglio di via) ti viene consegnato in uno di questi casi:
– se sei entrato in Italia senza passare dal posto di frontiera;
– se sei entrato regolarmente in Italia ma non hai chiesto protezione internazionale;
– se ti è stato revocato o rifiutato il permesso di soggiorno e ti sei trattenuto in Italia oltre 15 giorni; – se il tuo permesso è scaduto da oltre 60 giorni e non l’hai rinnovato senza un valido motivo;
– sei stato condannato con una sentenza penale o se sei sospettato di aver commesso reati gravi. L’espulsione avviene con l’accompagnamento in frontiera o col rimpatrio verso il Paese di origine. IMPORTANTE!
– Se non è possibile procedere al trattenimento, ti viene consegnato un foglio di via con l’ordine di lasciare l’Italia entro 5 giorni.
– Non possono essere espulsi i minori, i possessori del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti, i coniugi o i parenti conviventi entro il secondo grado (nonni/nipoti, fratelli) di cittadini italiani, le donne in gravidanza o nei 6 mesi successivi alla nascita del figlio.
– Se hai ricevuto un decreto di espulsione, entro 60 giorni hai diritto a presentare ricorso avverso l’espulsione. Se il provvedimento di espulsione non è eseguibile (ad esempio se non hai documenti che attestino la tua identità oppure occorre acquisire documenti di viaggio), puoi essere detenuto in un Centro di Identificazione e di Espulsione (CIE).
→ Che cosa sono i CIE? Perchè mi trovo in un CIE?
I Cie sono strutture detentive dove vengono rinchiusi i cittadini non provenienti dall’Unione Europea che non sono in possesso di un regolare permesso di soggiorno in attesa di essere espulsi. In generale chi si trova rinchiuso nei Cie non ha compiuto nessun reato penale che ne permetta la custodia. Oggi i Cie sono 5 e si trovano a Roma, Caltanissetta, Bari, Torino e Trapani ma è probabile che ne riapriranno altri così come previsto dalle decisioni prese a livello europeo e nazionale (leggi la SCHEDA N.1 per maggiori informazioni sulle novità e in ogni caso ti consigliamo di rivolgerti ai contatti che trovi nel CAPITOLO 6 per informazioni e aiuto).
In base alla legge (D.Leg.142/2015), se sei un richiedente asilo puoi essere trattenuto solo se ti trovi in una delle seguenti situazioni:
1) hai commesso reati gravi;
2) sei considerato un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello stato;
3) sei considerato a rischio di fuga (ad esempio in passato hai dichiarato false generalità per
evitare un provvedimento di espulsione);
In tutti questi casi il trattenimento in un CIE deve avvenire solo quando non è possibile applicare misure coercitive alternative.
→ Che cos’è la detenzione amministrativa?
Con il termine detenzione amministrativa si intende la pratica, legittimata dalla normativa italiana, di limitare la libertà degli stranieri che non hanno un regolare permesso di soggiorno con lo scopo di identificarli e di espellerli rinchiudendoli in strutture specializzate.
La detenzione è detta amministrativa perchè non è una punizione per aver commesso un reato, non viene decisa al termine di un processo e non richiede la sentenza di un giudice. Si tratta di un regime di privazione delle libertà individuali per il fatto di aver violato una disposizione amministrativa, come quella di non avere un regolare permesso di soggiorno.
→ Quanto posso essere trattenuto in un CIE?
Il tempo massimo di detenzione all’interno di un CIE dovrebbe essere di 90 giorni. Se sei già stato trattenuto in una struttura carceraria per 90 giorni, il periodo massimo di trattenimento in un CIE è di 30 giorni. Nella realtà però la detenzione viene prolungata per tempi molto più lunghi.
CODICE FISCALE, SISTEMA SANITARIO NAZIONALE, TESSERA STP, TESSERA SANITARIA, MEDICO DI BASE
La Costituzione italiana tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo. Si tratta di un diritto che deve essere garantito a TUTTI, anche a chi non è in possesso di un regolare permesso di soggiorno. In Italia TUTTI hanno il diritto all’assistenza sanitaria nelle strutture pubbliche e private accreditate del Sistema Sanitario Nazionale (S.S.N.).
Se sei senza permesso di soggiorno, puoi chiedere il rilascio della tessera STP (Straniero Temporaneamente Presente) e avere accesso alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti ed essenziali, anche in modo continuativo, agli interventi di medicina preventiva e all’assistenza farmaceutica. L’assistenza può essere gratuita per alcune tipologie di prestazioni, a parità del cittadino italiano, ad es. la gravidanza e l’accesso al consultorio familiare, alcune patologie, l’accesso ai centri salute mentale, prestazioni attraverso il Dipartimento di Prevenzione (vaccini, screening, prevenzione del HIV), per età (inferiore ai 6 anni e superiore ai 65 anni), ecc.
Puoi chiedere il rilascio della tessera STP in qualsiasi centro sanitario pubblico della città in cui ti trovi e dove effettui il primo accesso sanitario (pronto soccorso, ospedali, poliambulatori, consultori, ecc.) e devi solo dichiarare le tue generalità senza mostrare alcun documento di identità. La tessera ha una durata di 6 mesi, è rinnovabile per altri 6 mesi e vale in tutta Italia.
Se hai il permesso di soggiorno come richiedente asilo o come titolare di protezione internazionale o umanitaria, puoi iscriverti al S.S.N. nel distretto sanitario della città in cui ti trovi.
L’iscrizione al S.S.N. è valida per tutta la durata del tuo permesso di soggiorno e può essere rinnovata alla scadenza previo rinnovo del permesso di soggiorno. L’iscrizione al S.S.N. consente di accedere agli stessi diritti garantiti al cittadino italiano (medico di base gratuito, ricovero ospedaliero gratuito, assistenza farmaceutica, visite mediche ambulatoriali e specialistiche, vaccinazioni, esami del sangue, etc…).
– se non hai ancora chiesto il rilascio della tessera STP, ma hai bisogno di cure mediche urgenti, hai il diritto di accedere al Pronto Soccorso e di ricevere le cure necessarie. Puoi chiedere all’Ospedale stesso di rilasciare l’STP.
– Per il personale medico, è vietato fare qualsiasi segnalazione all’Autorità di Polizia. Nessun personale operante nelle strutture sanitarie (pronto soccorso, ambulatori dedicati, ecc) può denunciare la tua condizione (art 35 comma 5 del Decreto Legislativo n. 286/1998).
– Per iscriverti al S.S.N. devi portare un’autocertificazione di residenza o dell’indirizzo che hai dato per il rinnovo del permesso di soggiorno o una dichiarazione di ospitalità del centro in cui ti trovi.
– il costo delle visite mediche parte dai 15 euro circa e può arrivare anche a 100 euro. Se non lavori o se hai un reddito inferiore agli 8000 euro lordi all’anno, puoi fare la richiesta per avere delle esenzioni per effettuare le visite mediche o per acquistare i farmaci nelle farmacie. Le modalità di rilascio delle esenzioni dal ticket possono variare da regione a regione.
– Per iscriversi al S.S.N. è necessario avere il codice fiscale, rilasciato da un’agenzia pubblica chiamata Agenzia delle Entrate che è presente in ogni città italiana. Il CODICE FISCALE è un codice di sedici caratteri, composto da numeri e da lettere che riproduce i tuoi dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, luogo di nascita) e serve ad identificare in modo univoco il cittadino/lo straniero soggiornante in Italia a fini fiscali e amministrativi.
I DIRITTI DEI MINORI E DEI SOGGETTI VULNERABILI
I minori stranieri non sono espellibili né respingibili e le autorità si polizia devono informare al più presto della loro presenza i competenti Tribunali per i minori.
Con il nuovo decreto legge 142 entrato in vigore il 30 settembre 2015 i minori hanno diritto a servizi speciali all’interno del sistema di accoglienza.
Se sei 5. 6. 7.
minorenne e ti trovi da solo in Italia:
hai diritto ad essere ospitato in strutture adeguate alla tua età;
non puoi essere espulso;
hai diritto ad essere alloggiato assieme ai tuoi genitori, ai fratelli minori non coniugati o ad un adulto legalmente responsabile;
hai diritto ad avere un tutore che ti aiuterà mentre sei in Italia (in particolare nella procedura di protezione internazionale);
hai diritto a cercare i tuoi familiari. Tutte le informazioni utili per ritrovarli rimarranno
parente in un altro stato europeo, hai il diritto a ricongiungerti.
hai il diritto a frequentare le scuole pubbliche;
per verificare la tua età puoi essere sottoposto all’esame del polso solo se dai il tuo consenso.
rimanere all’interno della struttura dove ti trovi.
confidenziali. Ricordati che in base al Regolamento Dublino 3 se hai un familiare o un
Se ti rifiuti, non perdi il diritto a presentare la domanda di protezione internazionale e a
Hai diritto a particolari misure di accoglienza se sei un minore, un minore non accompagnato, un disabile, un anziano, una donna in stato di gravidanza, un genitore da solo con un figlio minore, una vittima di tratta o di tortura, una persona affetta da una grave malattia o da disturbi mentali.
5. Le donne in stato di gravidanza e quelle che hanno partorito da meno di sei mesi non sono espellibili e hanno diritto ad un permesso di soggiorno;
6. Per le vittime di tratta esiste uno specifico percorso di accoglienza e di protezione in strutture specializzate;
7. I malati fisici o psichici hanno diritto ad un sistema di accoglienza speciale che prevede misure assistenziali specifiche;
8. Le vittime di tortura hanno diritto ad assistenza e cure mediche e psicologiche appropriate.
Se sei in Italia e vuoi tornare nel tuo paese di origine, devi sapere che il governo italiano ha attivato
una serie di progetti per il Rimpatrio Assistito attraverso l’Organizzazione Internazionale per le
Migrazioni (OIM). Perchè questo programma si attivi, è necessario che tu manifesti la volontà di
fare ritorno nel tuo paese di origine. Per informazioni puoi telefonare al Numero Verde Ritorno 800
722071 per maggiori informazioni sul programma.
Questi programmi ti possono fornire un aiuto concreto nell’organizzare il viaggio, nel pagarti le spese, nell’ottenere i documenti necessari e nel darti un eventuale sostegno nella reintegrazione sociale ed economica nel tuo paese di origine.
IMPORTANTE! Non puoi chiedere il rimpatrio se hai ricevuto un ordine di espulsione.
IMPORTANTE! Se decidi di aderire al programma, perdi il tuo status e il tuo permesso di
La Costituzione italiana (art.16) tutela la libertà di circolazione e di soggiorno in qualsiasi parte del
Tutti gli stranieri in possesso di un regolare permesso di soggiorno (richiedenti protezione internazionale, titolari di protezione internazionale e umanitaria, ricorrenti) hanno diritto ad essere iscritti nelle liste anagrafiche del Comune in cui vivono.
Con l’iscrizione anagrafica hai diritto:
 di ricevere l’assistenza sociale e i sussidi previsti dal tuo Comune;
 di accedere ad altri diritti sociali tra cui la partecipazione a bandi per l’assegnazione di
 alla concessione della cittadinanza dopo un determinato periodo di residenza legale in Italia;
 di avere la carta d’identità e le certificazioni anagrafiche;
 di chiedere la patente di guida italiana o la conversione della patente di guida estera
In base alla legge italiana, se vivi da più di 3 mesi in un centro di accoglienza, hai diritto alla residenza.
← 624.- IDIOZIE E FALSITA’ DEI RUFFIANI DEL GOVERNO SULLA COSTITUZIONE. ECCO LE PROVE	626.-REFERENDUM, LA RIFORMA COSTITUZIONALE È VOLUTA DALL’UE E DALLE BANCHE. →