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Timestamp: 2019-03-24 00:49:52+00:00
Document Index: 40408284

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'sentenza ', 'art. 2077', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 97']

Concorso pubblico - Wikilabour - Dizionario dei diritti dei lavoratori
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L’accesso al pubblico impiego, ancorché privatizzato, avviene, salvo limitate eccezioni, per pubblico concorso, secondo quanto prescritto dall’art. 97, 3° comma della Costituzione, il quale dispone che “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.
Poiché la giurisdizione in merito all’impugnazione del bando o della graduatoria spetta alla giustizia amministrativa (per la quale valgono termini assai brevi – 60 giorni) è opportuno rivolgersi al sindacato o ad un avvocato giuslavorista nel più breve tempo possibile con tutta la documentazione relativa (bando, domanda di partecipazione, graduatoria ecc.) anche al fine di poter predisporre l’istanza di accesso agli atti (che però non interrompe i termini per l’impugnazione).
Nel bando vengono indicate, in modo specifico, le modalità in base alle quali il concorso viene condotto, e quindi, sia i requisiti di partecipazione ed i termini entro i quali deve essere inoltrata la domanda, sia le altre disposizioni vincolanti, per i partecipanti al concorso e per la pubblica amministrazione, che regolano la selezione (si segnala a questo proposito la sentenza Cass. 19 giugno 2009 n. 14478, secondo la quale il bando di concorso ove contenga tutti gli elementi essenziali ha il valore di un’offerta al pubblico che impegna il datore di lavoro non solo al rispetto della norma con la quale esso stesso ha delimitato la propria discrezionalità, ma anche ad adempiere l’obbligazione secondo correttezza e buona fede, sicché il superamento del concorso, indipendentemente dalla successiva nomina, consolida nel patrimonio dell’interessato l’acquisizione di una situazione giuridica individuale non disconoscibile né espropriabile per effetto di diversa successiva disposizione generale in virtù del disposto dell’art. 2077 c.c.).
Nel senso sopra esposto tra le tante cfr. Cass. Sez. Un., ord. n. 9168 del 20.4.2006; Cass. Sez. Un., ord. n. 10419 dell’8.5.2006; Cass. Sez. Un. n. 13051 del 4.6.2007; Cass. Sez. Un. n. 11559 del 18.5.2007; cfr., per la giurisprudenza di merito, Corte d’Appello di Milano, sent. n. 140 del 12/2/2007, est. De Angelis.
La Corte Costituzionale ha stabilito che la deroga di cui al 3° comma dell’art. 97 della Costituzione (“Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”) vada interpretato in maniera restrittiva attraverso un rigido controllo di ragionevolezza e non arbitrarietà e ciò ha comportato la dichiarazioni di incostituzionalità di leggi nazionali e regionali che contemplavano forme di accesso e progressione nella Pubblica Amministrazione direttamente o indirettamente svincolate dal pubblico concorso (ad esempio Corte Cost. 21 aprile 2005 n. 159; Corte Cost. 6 luglio 2004 n. 205; Corte Cost. 24 luglio 2003 n. 274).