Source: http://fachinat.it/dichiarazioni-imu-tasi-imis-imi/
Timestamp: 2019-11-18 09:09:16+00:00
Document Index: 10397877

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 12']

Dichiarazioni IMU TASI IMIS IMI - Marco Fachinat
Dichiarazioni IMU TASI IMIS IMI – cosa sono e quando e come presentarle.
Ricordo che nei primi mesi del 2013 si era fatta parecchia confusione tra le tempistiche previste dalla legge per la presentazione in Comune delle dichiarazioni IMU – per cui a quel tempo il governo stava valutando una proroga rispetto alla iniziali previsioni normative – ed invece quelle relative all’effettivo pagamento dell’imposta. Giornali e televisioni (al solito…) riportavano di giorno in giorno un’alternanza di notizie in merito ad una alquanto vaga “proroga termini IMU” (la parola IMU appunto suscita sempre l’attenzione di tutti…) tanto che a molti cittadini era parso che il governo stesse posticipando le scadenze per il pagamento dell’imposta! Ormai sono passati più di due anni e direi che a tutti è noto che le scadenze per il pagamento dell’IMU, a cui si è pure aggiunta la TASI, restano un’improrogabile certezza, ma credo sia utile fare il punto su obblighi e tempistiche delle relative dichiarazioni, che sono meno conosciute ma fondamentali per il corretto calcolo del tributo dovuto.
Ad oggi, in seguito all’entrata in vigore del D.L. 35/2013 che con l’art. 10, comma 4, lettera a) ha modificato l’art. 13 del famigerato art. 13 del D.L. 201/2011 “salva Italia”, i soggetti passivi di imposta “devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta” – cfr. comma 12 ter. Nota a margine: il D.L. 35/2013 ha modificato per la 7a volta l’art. 13 del D.L. 201/2011, ed attualmente quest’ultimo articolo è stato modificato in totale per 14 volte dalla sua entrata in vigore di 4 anni fa…e sicuramente con la finanziaria di Natale verrà modificato per una 15 a volta…perciò ribadisco che in questo paese di certezze ce ne sono poche se non quella che bisogna sempre comunque pagare (possibilmente ogni anno di più!).
Chiarito entro quando bisogna presentare le dichiarazioni IMU, vediamo ora di precisare che cosa è d’obbligo dichiarare e con quali modalità.
Modello, casistiche ed istruzioni alla compilazione sono stati approvati con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 30 ottobre 2012. Preciso solo che le istruzioni approvate con tale decreto (che potete trovare anche qui), essendo state redatte prima delle modifiche introdotte dal succitato D.L. 35/2013, sono superate nelle informazioni che troverete al paragrafo 1.5 in merito a quando devono essere presentate le dichiarazioni IMU. Per quanto riguarda l’elenco dei casi in cui le dichiarazioni IMU devono essere presentate, rimando invece per intero al paragrafo 1.3 delle stesse istruzioni che, sebbene corposo, mi pare essere di agevole lettura e fondamentalmente riporta una lista delle variazioni non conoscibili autonomamente dal Comune. In ogni caso, operativamente, vi consiglio di verificare presso l’ufficio tributi del vostro Comune, con congruo anticipo rispetto alle scadenze di pagamento dell’imposta, la correttezza delle informazioni presenti nella banca dati comunale funzionali alla determinazione dell’aliquota d’imposta ed eventuali detrazioni; se rilevate qualche incongruenza o mancanza con lo stato di fatto degli immobili di vostro possesso probabilmente è dipeso da variazioni che non erano conoscibili dal Comune e che pertanto devono essere espressamente dichiarate dal contribuente (oppure comunque da un errore dello stesso ufficio tributi…perciò una verifica vale sempre la pena farla; se non siete in grado di farlo da soli affidatevi ad un tecnico di vostra fiducia…sebbene, contro il mio interesse, direi che chi fa da se fa per tre!).
Il modello per le dichiarazioni IMU potete trovarlo qui (in duplice copia per rispettivamente Comune e contribuente) e può essere presentato a mano presso l’ufficio tributi del Comune, oppure anche a mezzo posta raccomandata (anche senza ricevuta di ritorno) o posta elettronica certificata, per cui ai fini del rispetto della scadenza di legge fa fede la data di spedizione – cfr. art. 6 D.M. 30/10/2012.
Fino ad ora abbiamo parlato di IMU…ma la TASI?
Ai sensi del comma 687 dell’art. 1 della Legge 147/2013: “ai fini della dichiarazione relativa alla TASI si applicano le disposizioni concernenti la presentazione della dichiarazione dell’IMU”; perciò tempistiche e casistiche sono le stesse. Inoltre, con Circolare nr. 2/DF di data 3 giugno 2015, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito che per le dichiarazioni TASI è valido il modello già predisposto per le dichiarazioni IMU. Fa sorridere un passaggio della stessa circolare in cui si legge che la scelta di utilizzare il modello IMU anche per la TASI sia stata presa proprio perché le informazioni necessarie ai Comuni per determinare l’obbligazione tributaria per IMU e TASI sono sostanzialmente identiche (verrebbe da dire…e allora perché ci sono due tributi diversi con aliquote diverse?) ed “in un’ottica di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti e anche in vista della preannunciata riforma della tassazione immobiliare locale”. In merito alla semplificazione non mi pronuncio (direi che si commenta da sola…) mentre ormai oggi si sa che la tanto preannunciata riforma della tassazione immobiliare locale si concluderà con un nulla di fatto…probabilmente solo con un taglio della TASI sulle abitazioni principali non “di lusso”. Vi ricordate quanto si è parlato prima dell’estate di “local-tax” e taglio radicale delle centinaia di migliaia di aliquote e casistiche IMU + TASI esistenti sul territorio nazionale?…purtroppo erano solo facili promesse.
Ma, ironie a parte ed indipendentemente dal fatto che il modulo sia uno soltanto, mi pare importante sottolineare un’importante differenza che comunque esiste tra le dichiarazioni IMU e quelle per la TASI, che scaturisce dal fatto che se un immobile è affittato la TASI la paga anche l’inquilino (o conduttore o locatario che dir si voglia…) in una percentuale compresa tra il 10 ed il 30 % del totale del tributo dovuto come eventualmente stabilito da ciascun singolo Comune, ai sensi del comma 681 del già citato art. 1 della Legge 147/2013. La stessa succitata circolare nr. 2/DF precisa che, se la registrazione del contratto di affitto (o locazione) risale a prima del 1° luglio 2010, a meno che i relativi dati catastali non siano stati comunicati successivamente all’Agenzia delle Entrate al momento della cessione, della risoluzione o della proroga del contratto, gli occupanti (l’inquilino, conduttore o locatario) sono tenuti a presentare la dichiarazione TASI con i dati del proprio contratto di affitto o locazione, utilizzando le parte del modulo dedicata alle “Annotazioni” per precisare il titolo in base al quale l’immobile è occupato: ad esempio “locatario” o “conduttore”, ecc… Segnalo che in tal caso ovviamente bisognava provvedere entro il 30 giugno di quest’anno per la TASI dovuta per il 2014 e gli anni a seguire.
Ribadisco che in questa giungla di aliquote, casistiche ed obblighi dichiarativi, vale sempre la pena verificare presso l’ufficio tributi se i dati in possesso del Comune per la determinazione dei tributi siano corretti.
Ora, siccome io tra l’altro sono trentino, devo inoltre rilevare che in Provincia di Trento ed in quella di Bolzano l’IMU e la TASI non si pagano più perché sono state entrambe sostituite, a Trento dal 2015 dall’IMIS ed a Bolzano dal 2014 dall’IMI. Pertanto anche gli obblighi dichiarativi ai fini della determinazione di questi tributi non sono più quelli che erano previsti dalle normative di IMU e TASI che ho finora esposto.
Ma partiamo dalla situazione in Provincia di Trento:
Sorprendentemente non sono espressamente previsti dalla normativa provinciale (L.P. 14/2014) particolari obblighi e soprattutto scadenze, ad eccezione dei casi particolari che riguardano immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa o versamenti effettuati da un altro contribuente in sostituzione del soggetto passivo (per i cui dettagli rimando rispettivamente all’art. 4, comma 3 ed all’art. 9, comma 2 della L.P. 14/2014).
La stessa L.P. 14/2014, all’art. 11, comma 2, consente però ai singoli comuni di subordinare, con un regolamento, “l’applicazione di specifiche esenzioni, esclusioni o agevolazioni introdotte autonomamente alla presentazione, da parte del soggetto passivo, di una comunicazione relativa a elementi oggettivi o soggettivi non conosciuti né conoscibili dal comune”. Detto regolamento potrà inoltre disciplinare “le modalità e i termini temporali per la presentazione di questa comunicazione e di quella prevista dall’articolo 9, comma 2, nonché la decorrenza degli effetti della comunicazione, anche ai fini della decadenza”. In parole povere sarà comunque necessario verificare sul sito web delle amministrazioni comunali (o alla peggio con una telefonata o visita all’ufficio tributi) la presenza di eventuali moduli per le dovute dichiarazioni (cfr. ad es. il sito del Comune di Trento).
Ai sensi del comma 4 dell’art. 11 della succitata L.P. 14/2014, resta comunque facoltà del soggetto passivo di imposta di comunicare al comune elementi, fatti o dati rilevanti per l’applicazione dell’IMIS. Ad esempio segnalo il caso della determinazione del valore in commercio delle aree fabbricabili e conseguente calcolo della base imponibile IMIS. In particolare ricordo che il soggetto passivo, alla ricezione del prospetto informativo comunale di cui all’art. 9, comma 5, è tenuto a verificare la corrispondenza dei dati immobiliari inviati rispetto alla sua situazione immobiliare effettiva ed eventualmente ricalcolare l’imposta.
In sostanza sarà pure cambiata la legge, ma nella pratica occorre sempre andare in ufficio tributi e verificare che i dati conosciuti al Comune siano corretti / conformi allo stato attuale degli immobili ed eventualmente segnalare errori e/o variazioni intervenute. Solo che non vi è più l’obbligo di farlo entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Ed in Provincia di Bolzano invece?
In sintesi, pur cambiando i rifermenti di legge, il legislatore altoatesino ha mantenuto in essere modalità e tempi delle pregresse dichiarazioni IMU a livello nazionale. Nello specifico, ai sensi dell’art. 12 della L.P. 3/2014 la dichiarazione ai fini IMI va presentata “entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta”, nei casi e con le modalità stabiliti con decreto del Presidente della Provincia nr. 2366/2015. Qui potrete trovare il modello per la dichiarazione IMI e le relative istruzioni per la compilazione.
L. 35/2013;
L. 201/2011;
Ministero Economia e Finanze 30/10/2012;
Legge 147/2013;
Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze nr. 2/DF dd. 03/06 2015;
P. TN 14/2014;
P. BZ 3/2014;
P.P. BZ 2366/2015.
Categorie imposte Tag dichiarazione, imi, imis, imu, tasi Navigazione articolo