Source: http://ecoricerche.com/it/sicurezza/valutazioni-dei-rischi
Timestamp: 2018-05-24 07:38:42+00:00
Document Index: 178363197

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 248', 'art. 249', 'art. 250', 'art. 251', 'art. 252', 'art. 253', 'art. 256', 'art. 257', 'art. 258', 'art. 259', 'art. 260', 'art.28']

Ecoricerche - Valutazioni dei rischi
La valutazione dei rischi è uno degli aspetti della sicurezza sul lavoro sul quale il Testo unico legifera in modo preciso definendo non solo gli obblighi del datore di lavoro ma anche come precedere per garantire una corretta valutazione dei rischi presenti nel luogo di lavoro.
Valutare i rischi all’interno di un’azienda significa prendere in considerazione tutti gli aspetti definiti dalla normativa e le misure da attuare obbligatoriamente per ridurre tali fattori di rischio.
Il Datore di lavoro deve effettuare l’analisi e la valutazione dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e nelle relative attività, seguendo una metodologia basata sui rischi derivanti dalle attività, dalle mansioni svolte, dall’uso di macchine e attrezzature, dall’uso di particolari sostanze, ecc.
Il gruppo Ecoricerche
La suddetta analisi valuta i rischi derivanti dall’impiego di macchine, attrezzature, impianti e prodotti utilizzati, o presenti nei luoghi di lavoro. E ove necessario essa deve essere supportata da indagini e misure (indagini ambientali sugli inquinanti aereodispersi, microclimatiche, illuminotecniche, fonometriche, di vibrazioni, di radiazioni ionizzanti e non, di campi elettromagnetici, chimiche, ecc.)
Valutazione dei rischi a carattere ergonomico
Per “Movimentazione Manuale dei Carichi” si intendono le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori.
Portare o spostare un carico che comporta rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, ossia patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari, in particolare dell’apparato dorso-lombare (art. 167 D.Lgs. 81/2008 Testo Unico).
Il Capo I del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza, derivanti dagli effetti degli agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o che siano il risultato di ogni attività lavorativa che comporti la loro presenza.
Il campo d’applicazione del Capo I considera gli agenti chimici derivati da processi di lavorazione o presenti durante le attività lavorative a qualunque titolo: impiego, immagazzinamento, trasporto.
Il D.Lgs. 81/2008 prevede, per il datore di lavoro, l’obbligo di individuare se sono presenti sostanze cancerogene e mutagene nella propria attività e di valutarne il rischio di esposizione per mettere in atto misure idonee ad eliminarlo o ridurlo al valore più basso possibile. L’esposizione professionale a sostanze cancerogene e mutagene è spesso sottostimata.
Il processo di valutazione di questo importante rischio lavorativo deve iniziare da una corretta identificazione delle sostanze classificate:
• R350 (può provocare il cancro)
• H340 (può provocare alterazioni genetiche ereditarie )
Nel caso l’esposizione non sia eliminabile, il datore di lavoro dovrà applicare quanto stabilito dal Capo II del D.Lgs. 81/2008 tra le quali segnaliamo l’obbligo di compilare e trasmettere all’organo di vigilanza il Registro degli Esposti a cancerogeni.
I più comuni agenti cancerogeni sono:
• Cromo(VI)
• Sali di Nichel
• Polveri di legno
Valutazione del rischio connesso alla presenza di amianto
Nelle attività nelle quali vi sia presenza di materiali contenenti amianto, ogni datore di lavoro deve valutare la sussistenza di situazioni di rischio per esposizione ad amianto per i propri dipendenti e definire le azioni da intraprendere per perseguire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e della popolazione.
L’ individuazione della presenza di amianto (art. 248) è preliminare alla valutazione del rischio (art. 249 co. 1) e alla definizione delle azioni da intraprendere.
Nella valutazione, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell'esposizione e le misure preventive e protettive da attuare, quali:
• Notifica all’organo di vigilanza [art. 250]
• Adozione di misure di prevenzione e protezione [art. 251]
• Adozione di misure d'igiene [art. 252]
• Controllo dell’esposizione [art. 253]
• Pianificazione preventiva delle misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori e la protezione dell’ambiente esterno nei lavori di demolizione o rimozione d’amianto (art. 256)
• Informazione [art. 257] dei lavoratori
• Formazione [art. 258] dei lavoratori
• Sorveglianza sanitaria [art. 259]
• Registrazione dell’esposizione [art. 260]
Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare nuovamente la valutazione ogni qualvolta si verifichino modifiche che possono comportare un mutamento significativo dell'esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto.
Il Titolo X del D.Lgs. 81/2008 disciplina l'utilizzo degli agenti biologici nelle attività lavorative, incluse le attività di didattica e di ricerca prevedendo modalità di lavorazione e misure di sicurezza. Il Titolo comprende anche le attività che comportano l'uso non deliberato di detti agenti.
Il rischio di esplosione si presenta in quegli ambienti in cui sono presenti gas, vapori, liquidi infiammabili e polveri combustibili.
Il settore delle atmosfere potenzialmente esplosive è regolamentato dalle Direttive ATEX 94/9/CE (Direttiva di prodotto in vigore dal 2003) e 99/92/CE.
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 29 Marzo 2014 la Direttiva 2014/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014 (cfr. allegato I), concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva.
La Direttiva è in vigore dal 30 marzo 2014.
La Direttiva 99/92/CE è in vigore dal 2003, ed è una direttiva sociale che integra il D.Lgs. 81/2008 con il Titolo XI, fissando una serie di obblighi per il datore di lavoro, in relazione alla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.
Nell’assolvere gli obblighi stabiliti dal T.U., il datore di lavoro deve in primo luogo elaborare e tenere aggiornato il documento di classificazione delle zone con pericolo di esplosione ed il “documento sulla protezione contro le esplosioni”.
Il gruppo Ecoricerche può operare nell’ambito del rischio esplosione, fornendo le seguenti attività:
• Analisi dei processi produttivi del cliente
• Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione
• Valutazione del rischio di esplosione
• Progettazione di nuovi impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione,
• Progettazione di adeguamento, ampliamento e modifiche di impianti elettrici esistenti nei luoghi con pericolo di esplosione
• Predimensionamento di impianti di aspirazione ed abbattimento polveri
• Redazione di specifiche tecniche di offerta per acquisto di impianti/apparecchiature
• Consulenza nella scelta dei sistemi di protezione contro l’esplosione, ad esempio: sfogo dell'esplosione (venting), soppressione dell'esplosione, isolamento dell'esplosione, apparecchi resistenti all'esplosione
• Specifiche disposizioni legislative, regolamentari di recepimento di direttive europee
• Requisiti generali di sicurezza indicati nell’Allegato V del D.Lgs. 81/2008 per le macchine costruite in assenza delle disposizioni legislative indicate nel punto precedente (includendo tra queste anche le macchine costruite prima dell’entrata in vigore delle Direttiva 98/37/CE, pubblicata in Italia con il D.P.R. 459/2006 “Regolamento per l'attuazione delle Direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine”).
Il gruppo Ecoricerche da più di trent'anni si ocuupa di sicurezza del macchinario, partendo dalla valutazione degli adempimenti previsti dal D.P.R. 547 (ora abrogato) fino ad arrivare alla valutazione dei rischi macchine secondo UNI EN 12100 unita a verifica di conformità secondo allegato V del D.Lgs. 81/2008.
Nello specifico i servizi offerti possono riassumersi in:
• Valutazione dei rischi macchine secondo UNI EN 12100 e verifica di conformità secondo allegato V del D.Lgs. 81/2008 o analisi dei rischi palesi, uso e manutenzione con riferimento ai RES delle direttive applicabili
• Marcatura CE di macchine nuove o assoggettate a modifiche sostanziali, sia come supporto al cliente sia eseguendo in prima persona la marcatura e diventandone di fatto il costruttore
• Definizione di modalità di uso sicure e creazione di istruzioni operative relative
In ottemperanza all’attuale D.Lgs. 81/2008, il D.M. 10/1998 determina i criteri per la valutazione dei rischi d’incendio nei luoghi di lavoro ed indica le misure di prevenzione incendi da adottare al fine di evitare che possa innescarsi un incendio e di portare in salvo le persone esposte.
Il datore di lavoro secondo quanto disposto dal D.Lgs. 81/2008 valuta il rischio
elettrico ove vi sia la presenza di impianti, attrezzature e apparecchi elettrici ad uso dei lavoratori.
In particolare si indica che il datore di lavoro è tenuto a prendere le misure necessarie a salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica in relazione all’impiego di materiali, apparecchi, e impianti elettrici.
D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro ad effettuare una valutazione del rischio elettrico, comprensiva di valutazione del rischio da fulminazione diretta ed indiretta, nonché ad individuare le eventuali misure di protezione dai fulmini necessaria.
L’analisi del rischio ha come obiettivo l'oggettivazione e la quantificazione del pericolo al quale sono esposti gli edifici, i loro occupanti ed i loro contenuti, in caso di una fulminazione diretta e indiretta.
Nei luoghi di lavoro, la valutazione del rischio di fulminazione da scariche atmosferiche, eseguita con la versione precedente della norma, deve essere rivalutata come richiesto dalla normativa vigente.
Valutazione del rischio di lavori in quota
Il rischio cadute dall’alto a seguito di lavori in quota è trattato in modo specifico all'interno del T.U. per la sicurezza.
I lavori in quota in postazioni di lavoro permanente (come ad esempio su piattaforme), e temporanee (come ad esempio negli interventi di manutenzione, ispezione e controllo), accessibili mediante l’ausilio di mezzi fissi o mobili (scale, tra battelli, passerelle, ponteggi, elevatori, ecc…), possono esporre i lavoratori a rischi particolarmente elevati per la propria incolumità.
Obbligo del datore di lavoro è garantire l’accesso in sicurezza alle postazioni di lavoro in quota e una volta raggiunta la postazione di lavoro, rendere questa sicura contro il rischio di cadute dall’alto.
La scelta delle attrezzature, dei sistemi collettivi di protezione, degli eventuali dispositivi di protezione individuali (DPI), devono essere oggetto di una attenta e puntuale valutazione dei rischi che integra il documento di valutazione dei rischi (DVR) di cui all’art.28 del D.Lgs. D.Lgs. 81/2008.
Il datore di lavoro deve inoltre individuare il personale autorizzato all’accesso alle postazioni di lavoro in quota, stabilendo procedure di lavoro cui dovrà attenersi anche il personale esterno. Quanto sopra dovrà essere, infine, completato con una adeguata formazione e, laddove necessario, addestramento (soprattutto nel caso dell’utilizzo dei DPI e delle attrezzature di accesso mobili).
Gli spazi confinati sono presenti nella quasi totalità dei comparti produttivi, dal chimico all’agricoltura, ai trasporti; esempi di spazi confinati possono essere silos, serbatoi, tramogge ecc.
Lo “spazio confinato” è definito come uno spazio circoscritto, caratterizzato da limitate aperture di accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole, in cui può accadere un incidente importante che può portare a un infortunio grave o mortale, in presenza di agenti chimici pericolosi (per esempio, gas, vapori, polveri).
Il D.P.R. n. 177 del 14 settembre 2011, pubblicato in G.U. l’8 novembre 2011, in vigore dal 23 novembre 2011, introduce innovative misure di innalzamento della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori autonomi e delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento.
La valutazione dello stress lavoro correlato è obbligatorio in tutte le aziende secondo i contenuti dell’Accordo Interconfederale per il recepimento dell’accordo quadro europeo sullo stress lavoro-correlato concluso l’8 ottobre 2004 tra UNICE/UEAPME, CEEP E CES – 9 giugno 2008.
Valutazione del rischio connesso a videoterminali
Il D.Lgs. 81/2008 definisce l'operatore come colui "che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni”.
I posti di lavoro devono essere analizzati con particolare riguardo rispetto a:
• Problemi legati alla postura ed all’affaticamento fisico o mentale
• Condizioni ergonomiche e di igiene ambientale
Le radiazioni ionizzanti interagendo con tessuti biologici può portare ad un possibile danneggiamento delle cellule, con effetti evidenziabili a livello clinico sugli individui esposti.
Il D.Lgs. 230/1995 fissa i limiti di dose efficace assorbita per il corpo intero e di dose equivalente per alcuni organi interni. I valori delle dosi assorbite devono essere ottenuti tenendo conto del tipo di radiazione ionizzante cui il lavoratore è esposto e degli eventuali fattori di ponderazione degli organi o tessuti irradiati.
Valutazione del rischio da interferenza connesso alla presenza degli appalti
La realizzazione del documento unico per la valutazione rischi da interferenze (più conosciuto con l'acronimo D.U.V.R.I.) è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro introdotto dal testo unico sulla sicurezza del lavoro è il documento (da redigersi per iscritto da parte del committente) con il quale sono valutati i rischi e nel quale sono indicate le misure adottate per eliminare - o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo - i rischi da interferenze.
Rif. nominativo: D.Lgs. 81/2008 Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.