Source: https://renatodisa.com/2013/12/04/corte-costituzionale-sentenza-28-novembre-2013-n-281-dichiarata-lillegittimita-costituzionale-dellart-120-commi-1-e-2-del-decreto-legislativo-30-aprile-1992-n-285-nuovo-codi/
Timestamp: 2018-09-23 22:32:11+00:00
Document Index: 160498106

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 120', 'art. 3', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 120', 'art. 3', 'art. 444', 'art. 3', 'art. 27']

Corte Costituzionale, sentenza 28 novembre 2013, n.281. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 120, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall’art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui si applica anche con riferimento a sentenze pronunziate, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009. - Avvocato Renato D'Isa
Home/Codice della strada, Corte Costituzionale, Corte Costituzionale 2013, Sentenze - Ordinanze/Corte Costituzionale, sentenza 28 novembre 2013, n.281. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 120, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall’art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui si applica anche con riferimento a sentenze pronunziate, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009.
SENTENZA 28 novembre 2013, n.281
2.? Con la prima delle due questioni di legittimità costituzionale della riferita normativa, sollevate con l’ordinanza in epigrafe, il Tribunale rimettente, in relazione ai parametri costituzionali che sospetta violati, rispettivamente, argomenta, quanto all’art. 3 Cost., che, se è pur vero che il diniego o la revoca trova ragione in una valutazione legislativa di disvalore sociale correlata alla natura della condanna, «è l’automatismo applicativo ad apparire non ragionevole»; e, quanto, all’art. 27, terzo comma, Cost., che, con la privazione della patente di guida, «si vanifica l’effetto rieducativo della pena giacché l’inibizione di un effettivo inserimento sociale e soprattutto lavorativo ricondurrebbe plausibilmente il reo sulla via del crimine». Aggiunge il Tribunale che, a suo avviso, il vulnus ai precetti richiamati potrebbe essere superato solo da una pronuncia «sostanzialmente additiva» di questa Corte, che, indipendentemente dai provvedimenti riabilitativi di competenza del giudice penale, consentisse all’autorità amministrativa di valutare, senza vincolo di automatismo, «la possibilità di superare per avvenuta emenda il giudizio morale negativo» che la norma denunciata riferisce all’autore dei reati in questione.
2.1.? In questi esatti (e testuali) termini la questione era già stata prospettata, in altro giudizio, dallo stesso Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria, ed è stata dichiarata manifestamente inammissibile con ordinanza di questa Corte n. 169 del 2013.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2013-12-06T13:42:31+00:004 dicembre 2013|Codice della strada, Corte Costituzionale, Corte Costituzionale 2013, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti