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Timestamp: 2017-07-27 04:52:29+00:00
Document Index: 64949800

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 54', 'art. 53', 'art. 60', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 69', 'art. 24']

Nuova legge sulla formazione professionale: un bilancio dopo sei anni - PDF
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1 Nuova legge sulla formazione professionale: un bilancio dopo sei anni Rapporto del Consiglio federale sul sostegno alla formazione professionale duale (in adempimento al postulato Favre ) Berna, settembre 20102 Indice 0 Compendio Basi Sistema duale La nuova legge sulla formazione professionale La formazione professionale come parte del sistema educativo Evoluzione del mercato dei posti di tirocinio Vantaggi sociali ed economici Promozione della formazione professionale duale Valorizzazione della formazione professionale Offerte di formazione orientate al mercato del lavoro Integrazione dei giovani Sviluppo della formazione professionale Misure trasversali Nuova impostazione del finanziamento Sfide Vivaio di leve Integrazione dei giovani Nuovi campi professionali Posizionamento della formazione professionale superiore Posizionamento internazionale Consolidare le basi dell innovazione Fondi della Confederazione per la formazione professionale Bilancio Bibliografia Allegato /563 0 Compendio Il postulato «Sostegno alla formazione duale» ( ), del consigliere nazionale Laurent Favre, chiede al Consiglio federale di stilare un rapporto sul suo impegno a favore della formazione professionale duale. Il Collegio deve inoltre proporre una serie di misure che consentano di sostenere meglio la formazione duale nel nostro Paese. Il presente rapporto illustra le misure e i mezzi finanziari che promuovono la formazione professionale duale e, viceversa, le possibilità che tale formazione offre. A tale riguardo è fondamentale seguire l evoluzione di questo sistema formativo dall entrata in vigore, sei anni fa, della nuova legge sulla formazione professionale. La nuova legge sulla formazione professionale (LFPr) 1, entrata in vigore nel 2004, fornisce le basi per promuovere ampiamente la formazione professionale. Concepita come una legge quadro aperta, essa tiene conto dei profondi mutamenti del mondo professionale e lavorativo, apre nuovi sbocchi, propone una formazione professionale con percorsi differenziati, promuove la permeabilità all'interno del sistema formativo in generale (nonché della formazione professionale in particolare) e introduce un finanziamento vincolato alle prestazioni. Come illustrato nel messaggio 2, l obiettivo dichiarato della nuova legge è consolidare la formazione professionale duale, diffusa su scala nazionale e improntata alla pratica e al coinvolgimento del mercato del lavoro, a livello di sistema, di offerte di formazione, di innovazione e di finanziamento. Consolidamento del sistema di formazione professionale Integrazione di tutte le professioni: con la nuova LFPr, per la prima volta vengono disciplinate in modo uniforme tutte le professioni escluse dal settore di competenza delle scuole universitarie (cfr. capitolo 2.1.2). Sono state definitivamente accorpate la tradizionale formazione professionale, incentrata sull industria, l artigianato e il commercio, e quella nei settori dell agricoltura e della silvicoltura, già di competenza della Confederazione, e sono state integrate anche le formazioni riguardanti sanità, settore sociale e artistico, finora disciplinate a livello cantonale. Tuttavia, le differenti tradizioni continuano a porre sfide notevoli al momento di impostare concretamente le vie di formazione e il relativo finanziamento. Permeabilità (titoli con uno sbocco): la formazione professionale, garantendo le medesime opportunità, si è sviluppata come alternativa, altrettanto valida, alle offerte di cultura generale. Grazie alla maturità professionale e alle disposizioni che disciplinano l accesso con questo titolo a un università o a un politecnico, il sistema di formazione professionale è collegato a quello universitario. La validazione degli apprendimenti acquisiti, recentemente introdotta, offre la possibilità di conseguire un titolo professionale formale partendo da competenze acquisite in vari modi. In generale, questo approccio interdisciplinare assicura la massima permeabilità, verticale ed orizzontale (cfr. capitolo 2.1.2). 1 RS Legge federale del 13 dicembre 2002 sulla formazione professionale (Legge sulla formazione professionale, LFPr) che sostituisce la legge in materia del 19 aprile Cfr. Messaggio relativo a una legge sulla formazione professionale (00.072, FF ). 3/564 Partenariato: l articolo 1 LFPr getta le basi di un partenariato tra Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro 3. Come ribadito in due studi dell OCSE, l Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che analizzano la formazione professionale in diversi Paesi, il coinvolgimento di tutti i partner per la formazione, costituisce un importante punto di forza della formazione professionale svizzera 4 (cfr. capitolo 2.1.1). Offerte di formazione per esigenze differenti Modernizzazione degli atti normativi in materia di formazione: la nuova LFPr ha avviato la modernizzazione degli atti normativi subordinati (cfr. capitolo 2.2.1). All inizio del 2010 erano entrate in vigore 116 delle 220 ordinanze in materia di formazione professionale di base e sono stati riesaminati i tirocini con un numero elevato di persone in formazione. La nuova ordinanza sulla maturità professionale è entrata in vigore nel 2009 e il relativo programma quadro è attualmente in fase di elaborazione. Per quanto riguarda la formazione professionale superiore, attualmente sono circa 50 i progetti che prevedono l introduzione di un nuovo esame federale di professione o di un esame professionale federale superiore mentre sono in fase di revisione 80 regolamenti d esame. Infine sono stati approvati 27 dei 33 programmi quadro per i cicli di formazione delle scuole specializzate superiori. Formazione dei responsabili della formazione professionale: il nuovo ordinamento prevede e disciplina una serie di corsi per i responsabili della formazione professionale: i formatori attivi nelle aziende di tirocinio e nei corsi interaziendali, i docenti che operano nell ambito della formazione scolastica di base e della preparazione alla maturità professionale e i docenti addetti alla formazione professionale superiore. Sono accreditati i cicli di formazione principali come quelli offerti dall Istituto universitario federale per la formazione professionale (IUFFP), attivo su scala nazionale, e dall Hochschulinstitut für Schulpädagogik und Fachdidaktik ZHFS (istituto universitario per la pedagogia scolastica e la didattica specialistica) di Zurigo. Attualmente sono in corso altri riconoscimenti (cfr. capitolo 0). Mercato dei posti di tirocinio: Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro hanno concordato una serie di misure operative volte a contrastare gli squilibri del mercato dei posti di tirocinio (art. 1 e 13 LFPr). Sul fronte della domanda, i giovani possono contare su un orientamento professionale, borse di posti di tirocinio, formazioni transitorie e programmi di coaching. L offerta di posti di tirocinio è sostenuta dai promotori di posti di tirocinio e dalle reti di aziende di tirocinio di recente creazione (cfr. capitolo 2.3.1). Attraverso il barometro dei posti di tirocinio e i sondaggi mensili sulle tendenze presso i Cantoni, la situazione su questo mercato è costantemente monitorata. L annuale conferenza nazionale sui posti di tirocinio, che coinvolge ambienti governativi e associazioni mantello, può decidere l eventuale introduzione di misure strategiche comuni. Nuovi percorsi nell integrazione dei giovani: la formazione professione è uno strumento centrale per integrare i giovani nel mercato del lavoro e in quello degli adulti (cfr. capitolo 2.3.2). Per i giovani più orientati ad attività pratiche e con difficoltà scolastiche, è stata introdotta la formazione professionale di base su due anni con certificato federale di formazione pratica (CFP). Alla fine del 2009 le formazioni di questo tipo erano 26 ed entro il 2012 se ne aggiungeranno altre 19. L obiettivo dichiarato di Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro è fare in modo che, entro il 2015, il tasso dei giovani con meno di 25 anni in possesso di un titolo del livello secondario II raggiunga il 95 per cento 5. I giovani che non riescono ad accedere direttamente alla formazione professionale, possono frequentare formazioni cantonali transitorie. Per quanto riguarda la formazione 3 In base all art. 1 LFPr, le organizzazioni del mondo comprendono: parti sociali, associazioni professionali, altre organizzazioni competenti e altri operatori della formazione professionale. 4 Cfr. OCSE (2009b) p. 36 e OCSE (2009c) p. 5 5 Decisione in occasione dell assemblea generale della CDPE del 2006 (cfr. CDPE 2006). 4/565 professionale di base su due anni con certificato federale di formazione pratica, la LFPr prevede un sostegno individuale speciale. Un programma capillare, il Case management Formazione professionale, assicura che a tutti i giovani si applichi il principio di compiere una formazione prima di dover ricorrere a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e a misure assistenziali». Sostegno degli studenti più capaci: la formazione professionale svizzera prepara su vasta scala una manodopera altamente qualificata, in grado di ottenere ottimi risultati anche nei concorsi internazionali dei mestieri (Worldskills/Euroskills). Alle gare mondiali delle professioni, la squadra svizzera ottiene regolarmente un nutrito medagliere e la Svizzera si colloca sempre al primo posto come migliore nazione europea nel campo della formazione professionale. Per sostenere ancora meglio gli studenti più capaci, la Confederazione ha affidato alla fondazione SwissSkills il coordinamento dei campionati svizzeri delle professioni nei diversi settori e l organizzazione della partecipazione della nostra squadra alle competizioni mondiali. In occasione della giornata nazionale della formazione professionale, le autorità si congratulano pubblicamente con i giovani professionisti premiati a livello sia svizzero sia internazionale. Un efficiente sistema d innovazione Sviluppo di capacità di ricerca: con la ricerca nel settore della formazione professionale e la promozione di progetti di sviluppo (art. 4 e art. 54 LFPr), la formazione professionale svizzera dispone di un solido sistema d innovazione (cfr. capitolo 2.4) che, secondo l OCSE, può fungere da modello per altri Paesi 6. Particolare rilievo merita lo sviluppo a lunga scadenza di una capacità di ricerca, finora assente, presso le scuole universitaria sulle questioni di fondo della formazione professionale («leading house»). IUFFP come centro di competenze: l articolo 48 LFPr prevede la promozione della pedagogia per la formazione professionale mediante un istituto universitario nazionale. Per dare seguito a tale disposizione, nel 2007 è nato l Istituto universitario federale per la formazione professionale (IUFFP), ossia il centro di competenze della Confederazione per l insegnamento e la ricerca nei campi della pedagogia professionale, della formazione e dello sviluppo professionale per tutta la Svizzera. Lo IUFFP riveste un ruolo importante nell introduzione delle innovazioni a livello nazionale: da un lato, come istituto del livello terziario, assicura, su scala nazionale, una formazione coerente dei docenti delle scuole professionali di base e dei periti d esame. Dall altro garantisce il collegamento tra ricerca e pratica (cfr. capitolo 2.5). Un nuovo modello di finanziamento aumento delle sovvenzioni della Confederazione Sistema a forfait: la nuova LFPr ha impostato le sovvenzioni della formazione professionale su nuove basi, ossia: un finanziamento forfettario vincolato alle prestazioni (art. 53 LFPr) sostituisce i contributi d esercizio e d investimento della Confederazione ai Cantoni finora calibrati sulle spese. La base di calcolo per la partecipazione ai costi da parte delle Confederazione, non è costituita più dai «costi determinanti», bensì da un totale, trasparente e verificabile, delle spese sostenute per la formazione professionale. Inoltre, la quota del contributo federale ai costi della formazione a carico dei poteri pubblici, scesa nel corso degli anni al di sotto del 15 per cento, è stata fissata nella legge al valore indicativo del 25 per cento (cfr. capitolo 2.6). 6 Cfr. OCSE (2009b), p. 37 5/566 Incentivi finanziari: il possibile stanziamento, previsto dagli articoli 54 e 55 LFPr, di contributi finanziari per incentivare progetti di sviluppo e prestazioni speciali, permette alla formazione professionale di evolvere costantemente e di adattarsi in caso di situazioni particolari. Oltre ai Cantoni e a terzi, anche le associazioni potranno beneficiare di questi fondi (nella fattispecie per l elaborazione di riforme delle professioni). Fondi per la formazione professionale: il Consiglio federale può conferire il carattere obbligatorio alla partecipazione ai fondi per la formazione professionale dei diversi settori (art. 60 LFPr). In questo modo sono chiamate a partecipare finanziariamente anche aziende che altrimenti non contribuirebbero a sostenere le spese generali per la formazione professionale nell ambito del ramo in cui operano pur beneficiando delle prestazioni ricevute in qualità di membri di un'associazione. Alla fine del 2009 i fondi per la formazione professionale dichiarati di obbligatorietà generale erano 21. Misure supplementari per rafforzare la formazione professionale Con l entrata in vigore dalla nuova legge sulla formazione professionale, avvenuta sei anni fa, il nuovo sistema educativo si è consolidato e la modernizzazione del settore sta dando i suoi frutti. Professionisti e dirigenti qualificati mantengono alto il livello della piazza industriale e lavorativa svizzera fornendo così un contributo prezioso all intera economia nazionale. Grazie al rapporto vantaggioso costibenefici, le aziende traggono profitto dalla formazione professionale di base. Chi segue una formazione professionale beneficia di un elevato ritorno personale (cfr. capitolo 1.5) e nel contempo acquisisce una solida capacità di guadagno. Grazie a una formazione professionale fortemente improntata alla pratica e al coinvolgimento del mercato del lavoro, la Svizzera è uno dei Paesi con un tasso di disoccupazione giovanile fra i più bassi del mondo (2008 CH: 7 %; media secondo stime OCSE: 12,4 % 7 ). Nei prossimi anni occorrerà intervenire nei seguenti settori: vivaio di nuove leve, integrazione, formazione professionale superiore, posizionamento internazionale, potenziamento del sistema d innovazione e contributi federali alla formazione professionale. Occorre inoltre osservare che il punto di forza del sistema duale svizzero consiste nella combinazione tra teoria e pratica e nell impegno su base volontaria delle organizzazioni del mondo del lavoro a favore delle proprie giovani leve. Va conservato l orientamento a qualifiche rispondenti alle esigenze del mondo del lavoro e alle effettive possibilità formative delle aziende. Occorre prestare particolare attenzione al sistema ed eliminare, con misure mirate e opportunamente delimitate, eventuali disfunzioni concernenti il mercato dei posti di tirocinio, il passaggio alla vita professionale vera e propria e la partecipazione delle organizzazioni del mondo del lavoro. Vivaio di leve: nei prossimi anni, con il calo del numero di allievi, la formazione professionale e quella di cultura generale potrebbero contendersi aspramente gli studenti più preparati. La formazione professionale deve restare interessante per i giovani ambiziosi (cfr. capitolo 3.1). Provvedimenti fondamentali per garantirsi le nuove leve sono quelli proposti dalle associazioni professionali per rendere più interessante la propria professione, ma anche la promozione dei campionati nazionali ed internazionali delle professioni, la proposta di mestieri interessanti sotto il profilo cognitivo nell ambito del livello secondario II, la maturità professionale, le possibilità di accedere all università o al politecnico e offerte interessanti per la specializzazione nell ambito della formazione professionale superiore. 7 Cfr. OCSE (2009d): la statistica dell OCSE si basa sulla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) che indica un tasso di disoccupazione giovanile superiore a quello registrato dagli uffici regionali del lavoro i quali rilevano il numero delle persone in cerca d impiego registrate. In base ai dati della SECO, nel 2008 la disoccupazione tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni si è attestata al 2 per cento, mentre per quelli tra i 20 e i 24 anni al 3,5 per cento. 6/567 Integrazione dei giovani e di giovani adulti: per i giovani cresciuti nel sistema scolastico svizzero, l obiettivo del tasso del 95 per cento di titoli nel livello secondario II è stato raggiunto. Tra i giovani con un passato migratorio, che non hanno frequentato la scuola dell obbligo in Svizzera, la percentuale in possesso di un titolo di studio postobbligatorio è dell 87 per cento. Per un integrazione riuscita è necessario che quante più persone residenti nel nostro Paese conseguano un titolo di studio postobbligatorio (cfr. capitolo 3.2). L integrazione passa attraverso lo sviluppo di ulteriori offerte a bassa soglia e di misure di sostegno come per esempio: coaching, formazioni transitorie, sviluppo delle formazioni professionali di base su due anni e proseguimento del Case management Formazione professionale. Formazione professionale superiore: la formazione professionale superiore è un modello collaudato, in linea con il mercato e calibrato sul mondo del lavoro; un modello pensato per professionisti che intendono migliorare le proprie qualifiche. I cambiamenti strutturali in seno a questo livello di formazione (istituzione delle scuole universitarie professionali e integrazione dei settori sanitario, sociale ed artistico), la differenziazione rispetto alle scuole universitarie professionali e alla formazione professionale continua e non da ultimo l internazionalizzazione hanno reso necessario un posizionamento chiaro di questo modello didattico che richiede inoltre un finanziamento trasparente (cfr. capitolo 3.4). Posizionamento internazionale: i punti di forza del sistema duale e dalla formazione professionale superiore sono sottovalutati all estero: questi titoli non vengono sempre adeguatamente riconosciuti e la mobilità dei professionisti ne risente negativamente. La Confederazione si sta impegnando a più livelli per ben posizionare il sistema di formazione professionale svizzero a livello internazionale e arrivare al riconoscimento di questi titoli (Processo di Copenhagen, esportazione dell sapere, partecipazione al programma europeo di apprendimento permanente e scambio di esperienze). Sviluppo del sistema di innovazione: i ritmi incalzanti dello sviluppo tecnologico e sociale insistono su un monitoraggio sicuro e misure di sostegno ad hoc. A tale proposito, lo sviluppo dell Istituto universitario federale per la formazione professionale (IUFFP) e l introduzione durevole della ricerca nel settore della formazione professionale rivestono un significato fondamentale (cfr. capitolo 3.6). Finanziamenti federali per la formazione professionale raggiungimento del valore indicativo: dall entrata in vigore della nuova legge sulla formazione professionale, i contributi sono costantemente aumentati. Per il periodo , la formazione professionale, con una crescita annua dell 8,7 per cento, è il campo d attività in maggiore espansione nel settore del promovimento dell educazione, della ricerca e dell innovazione (ERI). Nel 2008 la Confederazione ha investito complessivamente nella formazione professionale 576 milioni di franchi, importo che corrisponde al 17,4 per cento dei costi di formazione a carico dei poteri pubblici. Verosimilmente tale quota supererà il 20 per cento entro il Come illustrato nel messaggio ERI , nel periodo in corso non è stato ancora raggiunto il 25 per cento, valore indicativo fissato dalla legge per la partecipazione alle spese da parte della Confederazione, e questo nonostante la Confederazione spenda già oggi 300 milioni in più, mentre nel messaggio relativo alla nuova legge sulla formazione professionale per raggiungere la soglia auspicata era stato ipotizzato un incremento di spesa di 150 milioni. Se i costi delle formazione professionale dovessero evolvere secondo le previsioni, tale valore indicativo verrà raggiunto nel periodo ERI (cfr. capitolo 3.7). 8 Cfr. Messaggio concernente il promovimento dell educazione, della ricerca e dell innovazione negli anni (07.012, FF ). 7/568 1 Basi 1.1 Sistema duale Prevista dai sistemi scolastici di Svizzera, Austria e Germania 9, la formazione duale è una formazione assolta parallelamente in azienda e presso una scuola professionale di,base incentrata sulla trasmissione combinata di esperienza pratica e sapere necessario per la professione scelta. La combinazione di pratica e teoria si applica alla formazione offerta con qualsiasi modello. In Svizzera è preponderante il modello integrato monofase (formazione in azienda e a scuola). In senso più ampio si definiscono duali anche quelle formazioni che si svolgono in due fasi sequenziali 10. Il sistema svizzero si contraddistingue proprio per il collegamento diretto con il mondo del lavoro: i rami di formazione sono fortemente coinvolti nella definizione degli obiettivi e dei contenuti didattici e preparano le proprie leve inserendole già nel reale processo lavorativo quotidiano, quindi in modo più diretto rispetto agli altri due Paesi di lingua tedesca. In generale, la formazione professionale conviene alle aziende. In base a un indagine condotta dall Università di Berna nel 2004, i costi lordi per la formazione ammontano a 4,7 miliardi di franchi, a fronte di prestazioni produttive delle persone in formazione pari a 5,2 miliardi di franchi (cfr. capitolo 1.5). Dal coinvolgimento del mondo del lavoro traggono profitto anche le formazioni professionali con impostazione scolastica che, per quanto riguarda i profili professionali e i programmi di formazione, si rifanno a quelli sviluppati congiuntamente da Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro. Futuro della formazione duale Il sistema duale viene periodicamente definito un modello superato a cui vengono mosse le seguenti critiche: condizionamento congiunturale: la formazione professionale duale presuppone che le aziende abbiano abbastanza lavoro. Secondo questa critica, il numero necessario di posti di tirocinio non è garantito, come non lo è l assunzione fissa delle persone al termine della formazione. Per contro: l evoluzione del mercato dei posti di tirocinio indica un rapporto stabile tra offerta e domanda. In particolare, in tempi di recessione, è emerso che le aziende non tagliano posti di tirocinio in base a considerazioni sul rendimento a breve termine. La sintonia con le esigenze del mondo del lavoro è confermata dal tasso di disoccupazione giovanile molto basso rispetto agli altri Paesi europei (cfr. capitolo1.5); scarsa competenza professionale dovuta a un livello di formazione troppo basso: per soddisfare gli attuali requisiti ci si orienterebbe maggiormente verso diplomi universitari. Questa critica si fonda su sistemi di istruzione che non conoscono una formazione professionale di base ben strutturata né formazioni professionali del livello terziario che non siano offerte da scuole universitarie. Nell ambito della formazione professionale, il sistema svizzero si caratterizza per un elevato grado di permeabilità: infatti, offre un ampio ventaglio di percorsi formativi che coprono le esigenze sia degli allievi altamente preparati sia di quelli più carenti. A livello internazionale, la formazione professionale è sempre più spesso considerata un mezzo in grado di contrastare attivamente la crescente disoccupazione giovanile, coprire la domanda dell economia di professionisti e dirigenti altamente qualificati e soddisfare le richieste di elevate competenze del settore non accademico. L orientamento alla pratica del sistema duale consolida tutti questi aspetti 9 In Svizzera la formazione duale di base si sviluppa in tre luoghi di formazione: presso l azienda di tirocinio, la scuola professionale di base e i corsi interaziendali. Per questa ragione si parla a volte di «sistema tripartito». 10 Bertelsmann Stiftung (2009), pagg /569 con un ottimo rapporto costi-benefici grazie al coinvolgimento dei giovani nel processo produttivo. La politica e la popolazione riconoscono ampiamente le prestazioni e la qualità del sistema duale; disponibilità delle imprese a formare i giovani: i requisiti formali, a detta dei critici eccessivi, posti alla formazione, agli stessi formatori e all estensione delle tematiche da affrontare riducono la disponibilità delle imprese ad assumersi questo compito. L elevata specializzazione potrebbe indurre molte imprese a rinunciare alla formazione dei giovani. Inoltre il mondo economico non è più disposto a investire in una formazione duratura: l emivita sempre più breve del sapere non giustifica più un investimento a lungo termine nella formazione del capitale umano aziendale. Per contro: l aggancio diretto con il mondo del lavoro garantisce un profondo interesse dell economia a qualificare le proprie giovani leve e previene il divario tra le qualifiche fornite e quelle effettivamente ricercate sul mercato. Attraverso la pratica presso l azienda, questo tipo di formazione facilita il passaggio alla vita lavorativa. Lo sviluppo delle formazioni professionali di base tiene conto anche dell esigenza di un rapporto equilibrato tra costi e benefici per le aziende. Le nuove alternative di formazione come le reti di aziende di tirocinio consentono anche alle ditte specializzate di partecipare alla formazione delle nuove leve. Il 30 per cento circa delle aziende potenzialmente in grado di formare i giovani grazie alla varietà delle proprie attività e ai requisiti del personale, lo fa. Posizionamento internazionale Il nostro sistema duale si fonda su condizioni maturate nel corso degli anni. Adottato da pochi altri Paesi europei, è unico nel suo genere e si contrappone alla stragrande maggioranza dei sistemi e- sclusivamente scolastici. Sebbene in Svizzera sia riconosciuta la sua efficienza, esso stenta ancora ad affermarsi a livello internazionale. Né gli ambienti culturali anglosassoni né quelli latini sono convinti che sia possibile trasmettere nozioni teoriche di alto livello al di fuori della scuola. Tale posizione si esprime nei sistemi internazionali di classificazione sostanzialmente basati sugli anni scolastici 11. Il cosiddetto processo di Copenhagen rappresenta il tentativo di impostare i raffronti internazionali sempre più sulle competenze. I quadri nazionali e internazionali delle qualifiche devono contribuire a migliorare la legibbilità dei titoli e delle relative competenze operative. Vista l internazionalizzazione della sua economia, la Svizzera ha tutto l interesse a valorizzare il proprio livello di competenze orientato alla pratica. Attualmente si stanno elaborando strumenti adatti a rendere trasparenti i titoli svizzeri per il mercato del lavoro internazionale e per i sistemi di formazione esteri (cfr. capitolo 3.5). 1.2 La nuova legge sulla formazione professionale Alla fine degli anni novanta, le nuove esigenze dell economia in materia di qualifiche, le mutate condizioni quadro sociali e il peso crescente di un titolo postobbligatorio hanno richiesto una riforma della formazione professionale. Nel 2004 è entrata in vigore l attuale legge sulla formazione professionale. Concepita come una legge moderna, essa sostituisce la giurisprudenza precedente, fortemente orientata ai contributi federali. 11 Secondo l OCSE, se in Svizzera il 60 per cento circa dei giovani segue una formazione duale di base del livello secondario II, in Belgio tale quota scende al di sotto del 5 per cento. In Gran Bretagna la formazione professionale duale non esiste (cfr. OCSE (2009c)). 9/5610 L articolo 63 della nuova Costituzione federale del 18 aprile ha esteso la competenza federale a tutte le formazioni non rientranti nel settore delle scuole universitarie 13. La nuova legge sulla formazione professionale (LFPr), che si richiama a tale disposizione, è stata concepita come una legge quadro. In questo modo vi è la garanzia che la formazione professionale riesca ad adattarsi in modo flessibile ai cambiamenti futuri. La nuova LFPr presenta le seguenti caratteristiche e novità: come legge in materia di istruzione promuove l apprendimento permanente; promuove la permeabilità all'interno del sistema formativo in generale e della formazione professionale in particolare; prevede offerte orientate al mercato del lavoro, che abbinano in modo coerente pratica e teoria; prevede percorsi differenziati nell ambito della formazione professionale. Rende possibili, parallelamente al tirocinio classico, sia formazioni di base ad alto contenuto scolastico sia formazioni pratiche con relativa qualifica finale per le persone con difficoltà sul piano dell'apprendimento scolastico (formazioni professionali di base su due anni con certificato federale di formazione pratica); colloca la formazione professionale superiore in un ambito non universitario (livello terziario), distinguendola dalla formazione professionale continua; prevede la creazione dell Istituto universitario federale per la formazione professionale come centro di competenze della Confederazione per l insegnamento e la ricerca nei campi della pedagogia per la formazione professionale, della formazione professionale e dello sviluppo professionale per tutta la Svizzera; introduce contributi forfettari ai Cantoni basati sulle prestazioni; consente di dichiarare l obbligatorietà generale della partecipazione ai fondi per la formazione professionale; aumenta la quota di partecipazione della Confederazione alle spese per la formazione professionale; assegna maggiore responsabilità agli operatori locali (per esempio attraverso contributi forfettari). 1.3 La formazione professionale come parte del sistema educativo La formazione professionale è parte integrante dello spazio formativo svizzero e più precisamente si colloca al livello secondario II (formazione professionale di base) e a quello terziario (formazione professionale superiore). Essa consente ai giovani di accedere al mondo del lavoro e a quello degli adulti; inoltre, assicura un vivaio di professionisti e dirigenti qualificati. La formazione professionale poggia su offerte, standard di formazione e procedure di qualificazione nazionali chiaramente definite. Essa si caratterizza per un elevata permeabilità, che semplifica l iter per seguire corsi di perfezionamento o cambiare attività nel corso della vita professionale. Passaggio dal livello secondario I al livello II La stragrande maggioranza dei giovani interessati a una formazione professionale di base riesce ad accedere direttamente dalla scuola dell obbligo (livello secondario I) a una formazione professionale di base (livello secondario II) (cfr. figura 1). Nel primo anno di tirocinio, il 70 per cento degli allievi afferma che il tirocinio scelto corrisponde a quello desiderato, il 5 per cento circa alla seconda scelta e per il 15 per cento l apprendistato è stato un ripiego, dato che avrebbe preferito seguire una formazione di cultura generale o una formazione professionale scolastica a tempo pieno RS In passato i settori sanitario, sociale e artistico erano di competenza dei Cantoni (cfr. punto 2.1.2). 14 Cfr. CSRE (2010): Rapporto sul sistema educativo svizzero 2010, p /5611 I giovani che non riescono ad accedere direttamente a una formazione professionale di base possono optare per una delle formazioni transitorie cantonali, che li preparano in modo mirato a soddisfare i requisiti richiesti da una formazione professionale di base. Un altro strumento fondamentale è il Case management Formazione professionale (cfr. capitolo 2.3.2). Nel 2008 la quota degli ingressi diretti al livello secondario II è stata del 90 per cento, perdendo circa quattro punti percentuali dal Questo calo e i passaggi da una formazione all altra, sempre del livello secondario II, vanno ricondotti alle seguenti ragioni: condizionato soprattutto dalla migrazione, il numero dei giovani inseriti in soluzioni transitorie è salito al 15 per cento (1990: 9 per cento). Il rapporto tra i giovani stranieri e quelli svizzeri che stanno frequentando una soluzione di questo tipo è di 2:1 15 ; la quota degli allievi che dalla scuola dell obbligo accedono a una scuola di cultura generale (liceo e scuola media specializzata) è passata dal 23,5 al 26 per cento. Figura 1: tasso dei passaggi diretti al livello secondario II Formazione professionale di base Alla scuola dell obbligo segue la formazione professionale di base che trasmette ai giovani le qualifiche fondamentali per una professione. Le formazioni professionali di base su tre o quattro anni con attestato federale di capacità (AFC) garantiscono l accesso alla formazione professionale superiore. Le formazioni professionali di base su due anni con certificato federale di formazione pratica (CFP) offrono a giovani particolarmente portati per il lavoro pratico la possibilità sia di conseguire un titolo federale riconosciuto dal mondo del lavoro, sia di assolvere successivamente una formazione professionale di base su tre o quattro anni, solitamente abbreviata. La formazione professionale di base, che attira circa due terzi dei giovani, costituisce il modello postobbligatorio più seguito per il livello secondario II, soprattutto nella forma che prevede un tirocinio presso un azienda: il 90 per cento circa delle persone in formazione opta per questo modello, mentre il restante 10 per cento sceglie una formazione professionale di base esclusivamente scolastica (per es. presso una scuola di arti e mestieri o una scuola media di commercio). 15 Cfr. Ufficio federale di statistica (2003), p /5612 Figura 2: nuove iscrizioni al livello secondario II Nel 1994 è stata istituita la maturità professionale per giovani potenzialità scolasticamente più capaci; questa opzione integra la formazione professionale di base con una formazione generale approfondita e consente di accedere, senza sostenere alcun esame, alla scuola universitaria professionale del settore corrispondente. Nell arco di dieci anni, il tasso di giovani che hanno conseguito una maturità professionale è passato dal sette per cento scarso al 12 per cento (2009). Nel 2009 sono stati rilasciati attestati di maturità professionale, di cui il 55 per cento circa durante la formazione professionale di base e il restante 45 successivamente alla stessa. Dal 2005, superando ulteriori esami, la cosiddetta passerella, è possibile accedere anche a un università o a un politecnico. In questo modo si assicura la massima permeabilità possibile tra il sistema di formazione professionale e l insegnamento di cultura generale. Formazione professionale superiore La nuova legge sulla formazione professionale ha definito la formazione professionale superiore come un settore a sé stante del sistema educativo (art LFPr) e l ha distinta dalla formazione professionale continua. La formazione professionale superiore serve a conferire le qualifiche necessarie all esercizio di un attività professionale più complessa, che richiede competenze specialistiche o dirigenziali, comprende gli esami federali di professione (con attestato professionale) ed esami professionali federali superiori (con diploma di maestria ) e i cicli di formazione delle scuole specializzate superiori. Aperta anche a professionisti esperti, questa formazione insiste sulla stretta interconnessione tra pratica e teoria a un livello superiore, si rifà alle conoscenze specialistiche più aggiornate e si caratterizza per un elevata capacità d innovazione. La formazione professionale superiore è un pilastro fondamentale del livello terziario: nel 2009 sono stati rilasciati circa diplomi e attestati professionali 16, mentre a livello universitario (scuole universitarie professionali, università e politecnici) i diplomi conseguiti (esclusi i dottorati) sono stati circa Formazione professionale continua Un ampia gamma di percorsi formativi non formali (corsi o seminari non disciplinati a livello statale) completa le offerte di formazione del livello secondario II e di quello terziario. I contenuti e i titoli sono definiti dagli stessi operatori che offrono la formazione, nella maggior parte dei casi soggetti privati (organizzazioni del mondo del lavoro e istituzioni di formazione). 16 Dei titoli, circa sono riconosciuti a livello federale. 12/5613 Gli articoli della legge sulla formazione professionale disciplinano la formazione professionale continua. Spesso è difficile stabilire una linea di demarcazione tra una formazione continua a sfondo professionale e una di stampo generale (per esempio i corsi di lingua possono essere utili a livello sia privato sia professionale) e, secondo il legislatore, i due concetti devono essere interpretati in modo ampio: ecco perché la nuova LFPr parla di «formazione professionale continua» e non più di «perfezionamento professionale». 1.4 Evoluzione del mercato dei posti di tirocinio Il mercato dei posti di tirocinio è il luogo d incontro dell offerta delle aziende e della domanda dei giovani. L andamento demografico, ma anche le competenze e gli interessi dei giovani, condizionano in maniera significativa la domanda. Dal lato opposto, l offerta di posti dipende fortemente dal tasso demografico, ma anche dai cambiamenti strutturali e dalla fluttuazione congiunturale nonché dalla capacità formativa delle aziende. Dopo un lungo periodo durante il quale il numero degli allievi con un titolo del livello secondario I è significativamente aumentato, al momento si sta verificando un calo dovuto a un tasso di nascite inferiore. Tale contrazione che, secondo le previsioni, proseguirà fino al 2018, ridurrà probabilmente la domanda. Nel 2009 la domanda di posti di tirocinio ha riscontrato per la prima volta un calo di 1000 interessati. Evoluzione Dal 2004, l offerta di posti di tirocinio è aumentata del 18 per cento, tanto che nel 2009 si attestava intorno agli posti (2004: ) 17. Il numero di contratti di tirocinio ha seguito lo stesso andamento. L evoluzione di domanda e offerta riflette anche l andamento demografico. Se nel 2004 i giovani di fronte a una scelta formativa erano , tale numero è salito a nel Figura 3: offerta di posti di tirocinio e tirocini assegnati 17 Cfr. Istituto LINK: Kurzbericht Lehrstellenbarometer August 2009, p. 3 13/5614 Effetti congiunturali La formazione professionale è più condizionata delle scuole di cultura generale del livello secondario II dall evoluzione congiunturale in quanto fortemente orientata al mercato del lavoro. I cambiamenti congiunturali esercitano tuttavia un impatto limitato sul numero dei posti di tirocinio. Le analisi mostrano infatti che l aumento di un punto percentuale della quota dei disoccupati ha ridotto il numero dei nuovi posti di tirocinio dello 0,6 per cento, in altre parole per ogni punto percentuale in più di disoccupazione, sono stati soppressi circa 450 posti di tirocinio 18. Effetti demografici Le aziende di tirocinio sono più sensibili alle condizioni demografiche che alle evoluzioni congiunturali. In base a uno studio dell Università di Berna, tuttavia, l offerta di posti di tirocinio non risponde in eguale misura al calo del numero di alunni uscenti dalla scuola dell obbligo 19, per cui la situazione del mercato dei posti di tirocinio può risultare meno tesa anche in presenza di un crollo congiunturale. Viceversa, il numero complessivo degli allievi delle scuole di cultura generale del livello secondario II non subisce modifiche rilevanti in caso di calo demografico (cfr. capitolo 3.1). Figura 4: evoluzione demografica e iscrizioni alla formazione professionale di base Il ruolo di mediatore dei poteri pubblici Sono soprattutto i Cantoni a fungere da intermediari sul mercato dei posti di tirocinio, incentivando l offerta di posti e assistendo i giovani nella scelta della professione. Negli ultimi anni, per contrastare la scarsità di posti di tirocinio sono stati adottati numerosi provvedimenti (cfr. capitolo 2.3.1) che si sono dimostrati validi e continuano ad essere applicati per mantenere stabile questo particolare mercato. Se la situazione dei posti di tirocinio appare tesa, è possibile intensificare rapidamente tali provvedimenti. Inoltre, la Confederazione può offrire ai Cantoni un supporto finanziario supplementare (art. 13 LFPr). L annuale conferenza nazionale sui posti di tirocinio, che coinvolge ambienti governativi e associazioni mantello, può decidere l introduzione di misure strategiche comuni. Inoltre, la giornata nazionale della formazione professionale sottolinea l importanza di questo tipo di istruzione. 18 Cfr. CSRE: Rapporto sul sistema educativo svizzero 2010, p Cfr. CSRE: Rapporto sul sistema educativo svizzero 2010, p /5615 È possibile riconoscere tempestivamente un eventuale contrazione dei posti di tirocinio con l ausilio di validi strumenti quali il barometro dei posti di tirocinio e le analisi delle tendenze cantonali. Il barometro dei posti di tirocinio è un rilevamento statistico rappresentativo, realizzato dali istituto LINK su mandato dell Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), che consente di controllare costantemente la situazione sul mercato dei posti di tirocinio. Il rilevamento si basa sui dati registrati due volte l anno: ad aprile e ad agosto. Le analisi di tendenza, invece, rilevano mensilmente le stime cantonali della situazione del mercato dei posti di tirocinio. Ripartizione dei posti di tirocinio Un campo che merita di essere ulteriormente studiato è quello dell efficiente ripartizione dei posti di tirocinio tra i settori economici. Per esempio l edilizia e il commercio al dettaglio formano tradizionalmente un numero superiore alla media di giovani rispetto al numero di persone occupate in questi settori. In linea di principio, si può supporre che si occupano di formazione le aziende per le quali l'attività formativa è più efficiente 20. Le formazioni professionali di base, inoltre, sono impostate in modo tale da consentire la mobilità tra le varie professioni. Per esempio, a distanza di un anno il dieci per cento circa di chi ha seguito un tirocinio esercita una professione diversa da quella appresa 21. Disoccupazione giovanile Tra il 2004 e il 2008, la disoccupazione giovanile è calata. Se in media, nel 2004, erano iscritti presso un ufficio regionale di collocamento (URC) giovani tra i 15 e i 24 anni (pari a un tasso di disoccupazione del 5,1 %), nel 2008 tale valore era sceso a unità (3 %). In seguito alla recessione economica, il 2009 ha registrato un nuovo aumento della disoccupazione in questa fascia, con giovani in più e un tasso del 4,6 per cento. L obiettivo dall assicurazione contro la disoccupazione (AD) è inserire nella formazione professionale i giovani privi di una qualifica. A tale proposito, oltre alle misure di formazione professionale, l AD offre un semestre di motivazione (SEMO) (cfr. capitolo 2.3) e aiuta i giovani adulti qualificati a inserirsi in modo rapido e duraturo nel mercato del lavoro. Con questo obiettivo sono stati introdotti particolari provvedimenti inerenti al mercato del lavoro come i periodi di pratica professionale e le aziende di esercitazione. 1.5 Vantaggi sociali ed economici Scopo della formazione professionale è preparare professionisti qualificati da inserire a diversi livelli. Essa inoltre raggiunge importanti traguardi sociopolitici contribuendo all integrazione dei giovani nella società e consentendo anche a chi ha un profilo scolastico più debole di conseguire un titolo di istruzione riconosciuto (cfr. art. 3 LFPr). Importanza economica La formazione professionale è un pilastro dell economia svizzera. Professionisti e dirigenti qualificati mantengono alto il livello della Svizzera come centro di attività economica, fornendo così un contributo prezioso all intera economia nazionale. Le imprese aumentano la loro produttività e ottengono vantaggi concorrenziali; i collaboratori tutelano la propria competitività sul mercato del lavoro e migliorano le proprie possibilità di carriera; infine, la società trae profitto da innovazione economica e stabilità sociale. 20 Cfr. CSRE: Rapporto sul sistema educativo svizzero 2010, p Cfr. Müller e Schweri (2009). 15/5616 Anche dal punto di vista della politica fiscale la formazione professionale è vantaggiosa. Da un lato l economia ha tutto l interesse a partecipare ai costi di questa formazione. Dall altro, le entrate dello Stato sui redditi imponibili di professionisti qualificati sono maggiori rispetto alle spese sostenute per contribuire alla loro formazione. Con la formazione professionale superiore lo Stato ottiene un rendimento fiscale dell istruzione 22 pari al 14 per cento (cfr.7) 23. Integrazione nella società Grazie ad una formazione professionale fortemente improntata alla pratica e al coinvolgimento del mercato del lavoro, la Svizzera è uno dei Paesi con un tasso di disoccupazione giovanile fra i più bassi del mondo (2008 CH: 7 %; media secondo stime OCSE: 12,4 % 24 ). Tra chi ha assolto una formazione professionale di base si registra, in media, una disoccupazione del 40 per cento inferiore rispetto al resto della popolazione attiva 25. La formazione professionale, inoltre, contribuisce in maniera significativa all integrazione di giovani con un passato migratorio. Figura 5: disoccupazione giovanile nel raffronto internazionale, 2008 Interesse delle aziende per la formazione professionale La formazione professionale conviene alle aziende. Nel 2004 l economia ha investito globalmente nella formazione dei giovani 4,7 miliardi di franchi ricavando parallelamente 5,2 miliardi dalle prestazioni produttive fornite 26. In media due terzi delle aziende formatrici traggono profitto dall investimento in formazione professionale di base mentre questa è ancora in corso. Il rendimento delle persone in formazione supera i costi sostenuti per la loro formazione. Nel terzo restante, per la maggior parte dei casi l investimento risulta comunque conveniente se una volta terminata la formazione la persona viene assunta. In questo modo è possibile risparmiare le spese di reclutamento e di inserimento. 22 Il rendimento fiscale dell istruzione va calcolato contrapponendo i costi pubblici sostenuti per l istruzione al maggior gettito fiscale dovuto al reddito aggiuntivo percepito dai professionisti. 23 Cfr. Wolter e Weber (2005), p Cfr. OCSE (2009d): la statistica dell OCSE si basa sulla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) che indica un tasso di disoccupazione giovanile superiore a quello registrato dagli uffici regionali del lavoro i quali rilevano il numero delle persone in cerca d impiego registrate. In base ai dati della SECO, nel 2008 la disoccupazione tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni era del 2 per cento, mentre per quelli tra i 20 e i 24 anni ammontava al 3,5 per cento. 25 Cfr. Strahm (2008), p Cfr. Mühlemann et. al. (2007), p. 42 è in fase di elaborazione un nuovo studio per aggiornare le cifre al /5617 Figura 6: costi e benefici della formazione professionale di base Nel campo della formazione professionale superiore, in base a stime approssimative si può ipotizzare che il contributo dei datori di lavoro alla formazione continua dei propri collaboratori ammonti a 37 milioni di franchi sotto forma di contributi ai costi di formazione e a 19 milioni sotto forma di ore retribuite 27. Da ciò si deduce che la formazione professionale superiore apporta alle aziende vantaggi considerevoli ed è orientata alla pratica. Vantaggi individuali Chi ha assolto una formazione professionale guadagna di più di chi non possiede un titolo postobbligatorio e corre meno rischi di restare senza lavoro 28. Inoltre le maggiori prospettive di guadagno emergono sia a livello di rendimenti privati dell istruzione 29, che di salario mediano 30. I rendimenti privati dell istruzione sono positivi se i ricavi riconducibili alla formazione coprono almeno i costi di quest ultima. Una formazione è comunque conveniente solo se il rendimento che si ottiene è almeno pari a quello di altri possibili investimenti a disposizione della persona. Tale principio vale sia per la formazione professionale di base sia per quella superiore. Figura 7: rendimenti privati e fiscali dell istruzione per gli uomini, Cfr. BASS (2009), p Cfr. Strahm (2008), p Il rendimento privato della formazione si ricava dal rapporto tra i vantaggi a livello di reddito conseguiti grazie alla formazione e i costi di formazione diretti (tasse scolastiche e spese per il materiale) e indiretti (mancato guadagno per lavoro retribuito non realizzato a causa della formazione). 30 Il salario mediano indica il valore centrale che separa i lavoratori in due parti uguali: da una parte chi guadagna di più e dall altra chi guadagna di meno. Tale valore si adatta meglio alle analisi statistiche rispetto al salario medio in quanto quest ultimo è molto più soggetto a outlier. 17/5618 2 Promozione della formazione professionale duale 2.1 Valorizzazione della formazione professionale Consolidamento della collaborazione tra i partner La nuova legge sulla formazione professionale rafforza la collaborazione tra i partner (Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro) e disciplina le basi dell'interazione e le competenze dei vari attori. Il principio della ricerca di consenso costituisce la chiave per lo sviluppo e l attuazione di una politica efficiente in materia di formazione professionale. In occasione di uno studio specifico, l OCSE ha indicato nella stretta collaborazione tra i vari partner un punto di forza della formazione professionale svizzera 31. La nuova legge sulla formazione professionale presenta la collaborazione tra i partner come un principio cardine: l articolo 1 LFPr definisce la formazione professionale un compito comune di Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro. La Confederazione, rappresentata dall Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), è responsabile della gestione strategica, dello sviluppo e della qualità dell intero sistema. Inoltre le competono l emanazione delle ordinanze sulla formazione professionale di base e il riconoscimento dei regolamenti d esame e dei cicli di studio della formazione professionale superiore. I Cantoni provvedono all esecuzione e alla vigilanza della formazione professionale e inoltre partecipano al suo sviluppo. Le organizzazioni del mondo del lavoro si occupano di definire i contenuti della formazione e di adattarli costantemente alle evoluzioni sociali ed economiche. In questo modo si ottengono offerte di formazione orientate alle competenze effettivamente richieste e ai posti di lavoro disponibili. Figura 8: collaborazione tra i partner a livello di formazione professionale 31 Cfr. OCSE (2009c), p. 5 18/5619 La Confederazione promuove lo sviluppo di una collaborazione ottimale tra i partner per la formazione mediante le seguenti misure: quattro commissioni federali composte in modo rappresentativo affiancano con funzione consultiva l'ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) 32 ; sia l'elaborazione delle ordinanze in materia di formazione, sia lo sviluppo professionale e la qualità competono a commissioni di esperti e gruppi di lavoro composti da rappresentanti dei partner; elaborazione partenariale dei programmi quadro d'insegnamento per i cicli di formazione delle scuole specializzate superiori; svolgimento di convegni finalizzati allo scambio di informazioni e alla promozione dell'interazione (per esempio il convegno di maggio organizzato dall UFFT). Puntando sistematicamente sull'approccio partenariale, è possibile elaborare ed attuare, in maniera globale e differenziata, soluzioni migliori in termini di qualità. Un ruolo centrale al riguardo è affidato alla CFFP, la Commissione federale della formazione professionale (art. 69f. LFPr) in quanto fornisce consulenza alle autorità federali su questioni generali concernenti la formazione professionale o relative allo sviluppo e al coordinamento nonché all armonizzazione con la politica generale in materia di formazione. La collaborazione tra i partner è curata anche a livello cantonale e regionale Sistema unico e permeabilità La nuova legge federale sulla formazione professionale inserisce tutte le formazioni non accademiche in un sistema di formazione professionale successivamente integrato nel sistema educativo nazionale. Questa integrazione, la proposta di nuove forme di qualifica e il dissolvimento del legame tra percorso educativo scelto e titolo conseguibile garantiscono la massima permeabilità verticale e orizzontale. Integrazione di tutte le professioni Per la prima volta la nuova legge sulla formazione professionale disciplina tutte le professioni eccetto quelle di competenza del livello universitario. Ciò significa in particolare che i settori dell agricoltura e della silvicoltura come anche quello sanitario, sociale e artistico (SSA), questi ultimi tre regolati finora a livello cantonale, sono tutti disciplinati da un unica legge federale. Per cinque anni, l UFFT, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) e la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) hanno lavorato congiuntamente al progetto Transition per gestire il trasferimento alle competenze federali di tutte le attuali formazioni professionali nel settore sanitario, sociale ed artistico (SSA). Pietre miliari di tale processo sono state la costituzione delle organizzazioni del mondo del lavoro SavoirSocial e OdaSanté, rispettivamente nel 2004 per il settore sociale e nel 2005 per quello sanitario. Nel 2009, in ambito artistico, è stata introdotta la formazione professionale di base «Danzatrice/danzatore con attestato federale di capacità (AFC)». Nel frattempo, a tutti i livelli di formazione sono già disponibili, o sono in elaborazione, offerte disciplinate a livello federale. Per il 2012 entrerà in vigore un ordinanza concernente la formazione professionale su due anni per la qualifica di «Assistente di cura con certificato federale di formazione pratica»; nel frattempo sono stati avviati progetti pilota già nel In questo modo sarà possibile formare ulteriore personale specializzato destinato al settore sociosanitario. 32 Commissione federale della formazione professionale, Commissione federale per i responsabili della formazione professionale, Commissione federale di maturità professionale e Commissione federale per le scuole specializzate superiori. 19/5620 Già prima del 2004, il settore agricolo e quello forestale erano regolati da leggi federali e da linee guida simili. Ciononostante, la gestione delle rispettive formazioni professionali si rifaceva ad altri meccanismi, in particolare al sistema scolastico, e anche i sussidi erano estremamente differenti. Permeabilità orizzontale L introduzione senza interruzione del livello secondario II per tutti i campi della formazione professionale e la classificazione della formazione professionale superiore nel livello terziario consentono una permeabilità elevata. Le diverse offerte sono perfettamente abbinabili. Per esempio se un campo professionale offre una formazione di base su due anni e una su tre o quattro anni, i contenuti e gli obiettivi di entrambe le offerte sono formulati in modo tale da permettere alle persone in formazione di passare da un offerta all altra, sia durante sia al termine della formazione stessa. La permeabilità tra le scuole di cultura generale e la formazione professionale è garantita in modo tale che la durata della formazione professionale di base, per chi ha frequentato una scuola di cultura generale, possa essere ridotta a seconda della situazione individuale. Permeabilità verticale Chi assolve una formazione professionale di base può accedere alle offerte della formazione professionale superore che, però, richiedono di regola un esperienza lavorativa supplementare. Il 28 per cento circa delle persone che hanno concluso una formazione professionale di livello secondario II hanno conseguito anche un diploma della formazione professionale superiore 33. Per gli uomini tale quota è in media pari al 33 per cento, mentre per le donne al 21. Tra i giovani professionisti, la differenza tra i sessi è minima. La maturità professionale assicura il passaggio diretto alle scuole universitarie professionali, mentre, superando un esame passerella, si può accedere a un università o a un politecnico. Viceversa, chi ha assolto un ciclo di studi di cultura generale nel livello secondario II (liceo e scuola media specializzata) può accedere a una formazione professionale superiore se dispone di un esperienza lavorativa sufficiente Aumentare l accettazione internazionale A livello internazionale, la formazione professionale viene sempre più considerata una risposta adeguata ai bisogni del mondo del lavoro e al contenimento della disoccupazione giovanile. Per la Svizzera è fondamentale garantire e rafforzare l accettazione del proprio sistema duale, incentrato sulla pratica in azienda e sul mercato del lavoro, rispetto al sistema latino, prettamente scolastico, e quello anglosassone, orientato soprattutto alla formazione continua e a una formazione accademica. Studi dell OCSE sulla formazione professionale L UFFT partecipa agli studi comparativi in materia di sistemi formativi e di innovazione condotti dall OCSE; tali studi facilitano lo scambio di esperienze e permettono di posizionare il sistema svizzero a livello internazionale. 33 Cfr. UFS Berufsbildungsindikatoren (www.bfs.admin.ch / stato 17 dicembre 2009) 20/56 Vedere altro
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