Source: http://www.sulumeu.net/2017/05/02/651-codice-penale-rifiuto-dindicazioni-sulla-propria-identita-personale/
Timestamp: 2019-04-20 06:58:53+00:00
Document Index: 81908607

Matched Legal Cases: ['art. 651', 'art. 651', 'art. 651', 'art. 651', 'art. 651', 'art. 337', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 651', 'art. 651', 'art. 651']

651 codice penale: Rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale
Integra l’ipotesi di cui all’art. 651 c.p. la condotta dell’imputato che non solo si astiene dall’esibire i suoi documenti d’identità, ma si rifiuta di declinare le proprie generalità ai Carabinieri a fronte di un controllo, atteso che la fattispecie di cui all’art. 651 c.p. ha come scopo quello di evitare che la Pubblica amministrazione sia intralciata nell’identificazione della persona cui le generalità sono richieste nell’esercizio dei potere discrezionale attribuito al pubblico ufficiale (nella specie, l’imputato era un agente di polizia, fermato per un controllo perché alla guida di uno scooter senza casco, e la Corte ha sottolineato come a nulla rilevasse il fatto che l’imputato aveva poi fornito le sue generalità a dei colleghi).
Ai fini della consumazione del reato di cui all’ art. 651 c.p. è necessario il semplice rifiuto di fornire al pubblico ufficiale indicazioni circa la propria identità personale, per cui è irrilevante, ai fini dell’integrazione dell’illecito, che tali indicazioni vengano successivamente fornite o che l’identità del soggetto sia facilmente accertata per la conoscenza personale da parte del pubblico ufficiale o per altra ragione. Inoltre, il rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato o su altre qualità personali, che integra la condotta dell’omonima contravvenzione, non presuppone che il soggetto richiesto sia responsabile di un reato o di un illecito amministrativo.
In assenza di reali motivi di pericolo, non corrisponde all’esercizio delle funzioni pubbliche, perché arbitrario e violento, il comportamento dei pubblici ufficiali teso a far uscire coattivamente un privato dall’auto sulla quale è trasportato. Tale comportamento inoltre, è da ritenersi sproporzionato qualora sia motivato dal fine di identificare un uomo le cui generalità sono già note, non costituendosi dunque il reato ex art. 651 c.p., il quale si configura con il semplice rifiuto di fornire indicazioni circa la propria identità personale.
Il reato di cui all’art. 651 c.p. non rimane assorbito ma concorre con quello di resistenza a pubblico ufficiale di cui all’art. 337 c.p., risultando le relative condotte completamente diverse, se raffrontate in astratto, e susseguenti materialmente l’una all’altra, se considerate in concreto. (Fattispecie relativa a minacce rivolte da più persone per evitare di essere identificate dal pubblico ufficiale che, a tal fine, aveva vanamente chiesto loro i documenti). Dichiara inammissibile, App. Bologna, 13/04/2012
Deve escludersi, ai sensi dell’art. 5 c.p., nel testo risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 364/1988, la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 651 c.p. (rifiuto di generalità) in capo ad un soggetto il quale, appartenendo egli alla minoranza di lingua slovena residente nella regione Friuli-Venezia Giulia, abbia potuto nutrire il legittimo convincimento che, alla stregua della normativa che tutela detta minoranza, la richiesta di declinare le proprie generalità dovesse essere rivolta, contrariamente a quanto avvenuto, in lingua slovena.
Non sussiste l’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 651 cod. pen. se il rifiuto dell’imputato di declinare le proprie generalità sia determinato dalla convinzione che, in base alla normativa regolante i diritti delle minoranze linguistiche, sussista il diritto di ricevere qualsiasi comunicazione, anche verbale, nella propria lingua. (Fattispecie relativa ad un cittadino italiano di lingua slovena). Annulla in parte senza rinvio, App. Trieste, 30 settembre 2010
Il rifiuto di fornire le proprie generalità al pubblico ufficiale nell’esercizio delle funzioni può non costituire reato (art. 651 c.p.) se rientra nell’esercizio di un diritto. (Nel caso di specie l’imputato reclamava ai vigili di aver subito ingiustamente una sanzione al codice della strada poiché l’auto era parcheggiata dove non vi era alcuna segnalazione di divieto e, alla richiesta dei vigili di fornire le generalità per una contestazione immediata, egli si rifiutava scattando le foto con il proprio telefono cellulare e dicendo che si sarebbe rivolto alla polizia).
In tema di rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale, il giudice penale può sindacare la legittimità della richiesta del pubblico ufficiale soltanto sotto il duplice profilo della qualifica soggettiva e della competenza del richiedente, ma non può investire anche la discrezionalità della concreta iniziativa del pubblico ufficiale, in relazione alla causa della richiesta.
Autore metatronPubblicato il 2 Maggio 2017 12 Agosto 2017 Categorie CODICE PENALE e PROCEDURA PENALE, LEGGI ITALIANE
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