Source: https://www.meltingpot.org/La-manodopera-straniera-irregolare-in-Italia-e-la-tutela.html
Timestamp: 2020-08-04 19:56:46+00:00
Document Index: 24685516

Matched Legal Cases: ['art. 1343', 'art. 2126', 'art. 75', 'art. 512', 'art. 512', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 512']

La manodopera straniera irregolare in Italia e la tutela dei diritti: “schiavitù di ritorno?” - Progetto Melting Pot Europa
A mio figlio Giorgio, affinché possa avere sempre dei “buoni maestri”. Ad un “buon maestro”, Sandro Canestrini, ed ai suoi novant’anni, tutti spesi nella difesa degli ultimi.
A tal proposito, in un recente passato una parte della giurisprudenza riteneva non tutelabili tali posizioni giuridiche ove il soggetto ricorrente fosse stato straniero senza titolo di soggiorno. Secondo tale teoria il contratto di lavoro stipulato dal cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno doveva ritenersi contrario all’ordine pubblico e dunque nullo per illiceità della causa ex art. 1343 c.c.; conseguentemente detto lavoratore non poteva godere della tutela ex art. 2126 c.c. e non aveva diritto di agire in giudizio in quanto i diritti che esso vorrebbe far esercitare non erano "legittimi" e di essi, dunque, questi non aveva il libero esercizio ai sensi dell’art. 75 c.p.c.(4)
Solo per completezza occorre ulteriormente ricordare che nel processo penale l’art. 512 c.p.p. prevede la possibilità per il giudice del dibattimento, a richiesta di parte, di disporre che sia data lettura degli atti assunti dalla polizia giudiziaria, dal pubblico ministero, dai difensori delle parti private e dal giudice nel corso della udienza preliminare e nella fase delle indagini preliminari quando, per fatti o circostanze imprevedibili, ne è divenuta impossibile la ripetizione. A tal riguardo si è affermato che nei casi in cui, per circostanze o fatti imprevedibili, risulti impossibile la testimonianza dell’autore della denuncia-querela, l’art. 512 cod. proc. pen. consente la lettura, a richiesta di parte, di quest’ultima non soltanto per valutare l’esistenza della condizione di procedibilità, ma anche per utilizzarne il contenuto ai fini della prova, poiché fra gli atti "assunti" dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero rientrano anche quelli semplicemente "ricevuti" dalle predette autorità. (Fattispecie nella quale la persona offesa dal reato si era resa irreperibile dopo la presentazione della denuncia-querela).(13)
L’Aula del Senato ha deciso in data 28 gennaio 2010 ha adottato lo stralcio dell’articolo 48 del disegno di legge comunitaria nel quale si attribuiva al governo una delega di attuazione della Direttiva 2009/52/CE. Infatti, nonostante il voto favorevole della maggioranza in commissione, il capogruppo del Popolo delle Libertà Maurizio Gasparri, e’ intervenuto in Aula annunciando il voto contrario del gruppo all’articolo cosi’ formulato specificando di aver “stralciato l’articolo 48 della legge comunitaria affinchè su questi aspetti si continui ad agire nel solco della legge Fini-Bossi, ingresso di quote limitate e regole specifiche per il lavoro stagionale e delle norme ulteriori introdotte a contrasto della clandestinità e per l’integrazione".(Fonti Repubblica, Asca).
(4) Trib. Como 18/2/2008, in D&L 2008, con nota di Sandro Campilongo, "Il diritto del clandestino alla tutela giurisdizionale: due decisioni a confronto", 718.
(5) Trib. Milano 13/4/2007, Est. Di Leo, in D&L 2007, con nota di Alberto Guariso, "Straniero clandestino, rapporto di lavoro e diritto alla tutela giurisdizionale", 815; Trib. Padova 19/10/2007, in D&L 2008, con nota di Sandro Campilongo, "Il diritto del clandestino alla tutela giurisdizionale: due decisioni a confronto", 718; Trib. Milano 13/4/2007, Est. Di Leo, in D&L 2007, con nota di Alberto Guariso, "Straniero clandestino, rapporto di lavoro e diritto alla tutela giurisdizionale", 815; Trib. Milano 4/12/2003 ord., Est. Ianniello, in D&L 2004, con nota di Filippo Capurro, "La sanatoria per i lavoratori extracomunitari ed il contratto di lavoro a termine", 82.
(6) - Ne parla Marco Paggi, “La tutela degli immigrati irregolari vittime di grave sfruttamento in ambito lavorativo”, Diritto, Immigrazione e cittadinanza, 4, 2010, p. 35.
(7) - Marco Paggi Op. cit.
(8) cfr. di recente Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 37018/11; depositata il 14 ottobre in www.dirittoegiustizia.it del 20 ottobre 2011.
(9) - Cass., sez. 3, 5 marzo 1993, Russo, m. 193862; Cass., sez. 4, 26 giugno 1990, Falduto, m. 185349.
(12) Sulla natura del riconoscimento effettuato durante le indagini preliminari cfr. Nicola Canestrini, “Il riconoscimento effettuato durante le indagini preliminari: prova atipica o prova irrituale? in www.dirittoegiustizia.it del 17 luglio 2007.
(13) - Cassazione penale sez. II : 06 novembre 20007 n. 9168, Cass. pen., sez. VI, 14 aprile 2003 n. 23807, Cass. pen., sez. IV, 28 gennaio 1997 n. 6106
(14) In particolare mentre la Corte Europea per la salvaguardia dei diritti Umani è unanime nel ritenere incompatibile con l’art. 6 Cedu, che impone il diritto all’equo processo dell’accusato con diritto dello stesso esaminare o far esaminare testimoni a carico (lett. d), fondare una condanna esclusivamente o in maniera determinante su dichiarazioni rese prima del dibattimento senza osservare il contraddittorio, ad esempio, da chi successivamente in sede di giudizio non sia stato sottoposto a esame perché divenuto irreperibile (C. eur. dir. uomo, sent. 6 dicembre 1988, Barberá, Messegué e Jabardo c. Spagna; Corte europea dir. uomo sez. II 18 maggio 2010 n. 231 Ogaristi C. Italia in Cass. pen. 2010, 9, 3300), diversamente la Cassazione italiana è oscillante, in alcune sentenze si afferma che “la condizione di cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno non è sufficiente, di per sé, a rendere prevedibile il suo allontanamento dal territorio nazionale e la sua assenza nel dibattimento; di conseguenza nei casi di impossibilità sopravvenuta di ripetizione è possibile dare lettura in dibattimento delle dichiarazioni dallo stesso rese in sede di indagini preliminari” (Nel caso di specie la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice del dibattimento che aveva ammesso la lettura delle dichiarazioni precedentemente rese nella fase delle indagini preliminari da due cittadini extracomunitari che, benché privi di permesso di soggiorno, erano stati identificati mediante i passaporti, vivevano da tempo in Italia - lavorando in nero proprio alle dipendenze dell’imputato - tanto da comprendere e parlare la lingua italiana) (Cassazione penale sez. I 23 marzo 2006 n. 16210 CED Cass. pen. 2006) ed analogamente che “la condizione di irregolarità dello straniero, specie ove egli, pur consapevole della sua condizione, abbia da subito cercato contatti con l’autorità di polizia per denunciare il reato, non è elemento idoneo a formulare prognosi di futura irreperibilità, sicchè è legittima la lettura di dichiarazioni da lui rese all’autorità medesima, dovuta all’impossibilità sopravvenuta di audizione del testimone per circostanze imprevedibili” (Cassazione penale sez. I 19 maggio 2009 n. 32616), più di recente si è invece detto che “Non è evento imprevedibile, legittimante la lettura di atti ex art. 512 c.p.p., l’irreperibilità, seguita alla assunzione delle stesse quale persone informate dei fatti in sede di indagini preliminari, di cittadine extracomunitarie entrate clandestinamente in Italia e dedite alla prostituzione; né tale imprevedibilità può essere affermata per il fatto che le stesse, all’epoca delle dichiarazioni rese, abbiano avuto a fornire il proprio domicilio e recapito telefonico” (Cassazione penale sez. III 18 marzo 2009 n. 19971 in Diritto & Giustizia 2009).
(16) - Trib. Voghera 20/11/2009, est. Dossi, in D&L 2009, con nota di Luca Bozano e Alberto Guariso, Reato di immigrazione clandestina e diritto di difesa", 1077.
[ 19 giugno 2012 ]