Source: http://www.roccoagostino.eu/normativa_cc_1117_1139.php
Timestamp: 2017-10-18 05:37:45+00:00
Document Index: 55280080

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1105', 'art.1105', 'art. 1108', 'art. 1136', 'art.1131', 'art. 1137', 'art. 1129', 'art. 1107']

Quando la propriet� o altro diritto reale spetta in comune a pi� persone, se il titolo o la legge non dispone diversamente si applicano le norme seguenti.
Il partecipante non pu� estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.
Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza a norma delle disposizioni seguenti, salva la facolt� di liberarsene con la rinunzia al suo diritto.
Il cessionario del partecipante � tenuto in solido con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e non versati.
Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante pu� ricorrere alla autorit� giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e pu� anche nominare un amministratore.
Art. 1107 C.C. (Impugnazione del regolamento) - Ciascuno dei partecipanti dissenzienti pu� impugnare davanti all'autorit� giudiziaria il regolamento della comunione entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui � stata loro comunicata la deliberazione. L'autorit� giudiziaria decide con unica sentenza sulle opposizioni proposte.
Ciascuno dei componenti la minoranza dissenziente pu� impugnare davanti all'autorit� giudiziaria le deliberazioni della maggioranza:
nel caso previsto dal secondo comma dell'art. 1105, se la deliberazione � gravemente pregiudizievole alla cosa comune
se non � stata osservata la disposizione del terzo comma dell'art.1105;
se la deliberazione relativa a innovazioni o ad altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione � in contrasto con le norme del primo e del secondo comma dell'art. 1108.
L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza, entro trenta giorni dalla deliberazione. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui � stata loro comunicata la deliberazione. In pendenza del giudizio, l'autorit� giudiziaria pu� ordinare la sospensione del provvedimento deliberato.
Ciascuno dei partecipanti pu� sempre domandare lo scioglimento della comunione, l'autorit� giudiziaria pu� stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento pu� pregiudicare gli interessi degli altri.
Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni � valido e ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti. Se � stato stipulato per un termine maggiore di questo si riduce a dieci anni.
Art. 1112 C.C. (Cose non soggette a divisione) - Lo scioglimento della comunione non pu� essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate.
I creditori e gli aventi causa da un partecipante possono intervenire nella divisione a proprie spese, ma non possono impugnare la divisione gi� eseguita, a meno che abbiano notificato un'opposizione anteriormente alla divisione stessa e salvo sempre ad essi l'esperimento dell'azione revocatoria o dell'azione surrogatoria.
Devono essere chiamati a intervenire, perch� la divisione abbia effetto nei loro confronti, i creditori iscritti e coloro che hanno acquistato diritti sull'immobile in virt� di atti soggetti a trascrizione e trascritti prima della trascrizione dell'atto di divisione o della trascrizione della domanda di divisione giudiziale.
Nessuna ragione di prelevamento in natura per crediti nascenti dalla comunione pu� opporsi contro le persone indicate dal comma precedente eccetto le ragioni di prelevamento nascenti dal titolo anteriore alla comunione medesima, ovvero da collazione.
La divisione ha luogo in natura, se la cosa pu� essere comodamente divisa in parti corrispondenti alle quote dei partecipanti.
Ciascun partecipante pu� esigere che siano estinte le obbligazioni in solido contratte per la cosa comune, le quali siano scadute o scadano entro l'anno dalla domanda di divisione.
Art. 1116 C.C. (Applicabilit� delle norme sulla divisione ereditaria) - Alla divisione delle cose comuni si applicano le norme sulla divisione dell'eredit�, in quanto non siano in contrasto con quelle sopra stabilite.
le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all'uso e al godimento comune, come gli ascensori i pozzi, le cisterne gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l'acqua, per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di propriet� esclusiva dei singoli condomini.
Il diritto di ciascun condomino sulle cose indicate dall'articolo precedente � proporzionato al valore del piano o porzione di piano che gli appartiene, se il titolo non dispone altrimenti.
Il condomino non pu�, rinunziando al diritto sulle cose anzidette, sottrarsi al contributo nelle spese per la loro conservazione .
Art. 1119 C.C. (Indivisibilit�)
I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell'art. 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all'uso pi� comodo o al maggior rendimento delle cose comuni.
Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilit� o alla sicurezza del fabbricato, chc ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino.
Art. 1122 C.C. (Opere sulle parfi dell'edificio di propriet� comune)
Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della propriet� di ciascuno, salvo diversa convenzione.
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno pu� farne.
Qualora un edificio abbia pi� scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilit�.
Le scale sono mantenute e ricostruite dai proprietari dei diversi piani a cui servono. La spesa relativa � ripartita tra essi, per met� in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l'altra met� in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo.
Quando l'uso dei lastrici solari o di una parte di essi non � comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l'uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell'edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno.
Chi fa la sopraelevazione deve corrispondere agli altri condomini un'indennit� pari al valore attuale dell'area libera da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l'importo della quota a lui spettante. Egli � inoltre tenuto a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare.
L'indennit� corrisposta per l'assicurazione relativa alle parti comuni � destinata alla ricostruzione di queste.
Il condomino che non intende partecipare alla ricostruzione dell'edificio � tenuto a cedere [2932] agli altri condomini i suoi diritti, anche sulle parti di sua esclusiva propriet�, secondo la stima che ne sar� fatta, salvo che non preferisca cedere i diritti stessi ad alcuni soltanto dei condomini.
Pu� altresi essere revocato dall'autorit� giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dell'art.1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarit�.
Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell'amministratore, questi � tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea dei condomini.
L'amministratore che non adempie quest'obbligo pu� essere revocato ed � tenuto al risarcimento dei danni.
Qualora l'assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all'amministratore, pu� separare la propria responsabilit� in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L'atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione.
I provvedimenti presi dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini. Contro i provvedimenti dell'amministratore � ammesso ricorso all'assemblea, senza pregiudizio del ricorso all'autorit� giudiziaria nei casi e nel termine previsti dall'art. 1137.
Oltre a quanto � stabilito dagli articoli precedenti, l'assemblea dei condomini provvede:
alla conferma dell'amministratore e dell'eventuale sua retribuzione;
all'approvazione del rendiconto annuale dell'amministratore e all'impiego del residuo attivo della gestione;
L'amministratore non pu� ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea.
Art. 1136 C.C. (Costituzione dell'assemblea e validit� delle deliberazioni)
L'assemblea � regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell'intero edificio e due terzi dei partecipanti al condominio.
Se l'assemblea non pu� deliberare per mancanza di numero, l'assemblea di seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima, la deliberazione � valida se riporta un numero di voti che rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell'edificio.
Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino dissenziente pu� fare ricorso all'autorit� giudiziaria, ma il ricorso non sospende l'esecuzione del provvedimento, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorit� stessa.
Quando in un edificio il numero dei condomini � superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonch� le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione.
Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 e trascritto nel registro indicato dall'ultimo comma dell'art. 1129. Esso pu� essere impugnato a norma dell'art. 1107.
Per quanto non � espressamente previsto da questo capo si osservano le norme sulla comunione in generale.
� Rocco Agostino | Home Page | Dove Siamo | Servizi | Contattaci | Area Riservata | Mercoled� 18 Ottobre 2017