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Timestamp: 2017-01-20 08:01:44+00:00
Document Index: 174026084

Matched Legal Cases: ['art.\n11', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 10', 'art.\n2', 'art. 10', 'art. 52', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 2400', 'art. 1965', 'art. 17']

Circolare Agenzia Entrate n. 22 del 16.05.2005
Decreto Ministeriale 18 luglio 2003 n. 266 - Attività di controllo nei
confronti delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale
2. Controllo formale preventivo
3. Effetti dell'iscrizione
4. Cancellazione dall'anagrafe delle ONLUS
5. Regime transitorio
6. Relazioni con l'AGENZIA per le ONLUS
7. Casi Particolari
8. Impugnazioni dei provvedimenti delle direzioni regionali
9. Ulteriori istruzioni operative
Con la circolare n. 14/E del 26 febbraio 2003 sono state fornite le
istruzioni finalizzate a garantire l'uniformità di comportamento delle
direzioni regionali nell'attività di controllo delle organizzazioni non lucrative di
utilità sociale (ONLUS), in attesa dell'emanazione del decreto
ministeriale previsto dall'articolo 11 del decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.
La citata circolare ha previsto, tra l'altro:
1) l'effettuazione di riscontri e controlli di carattere formale, nei
confronti dei soggetti presenti nell'anagrafe delle ONLUS, in ordine
all'esistenza dei requisiti previsti dall'articolo 10 del decreto
legislativo n. 460 del 1997 per l'accesso al regime tributario agevolato e
per l'uso dell'acronimo ONLUS;
2) un'attività di controllo sostanziale da svolgere per verificare se
l'attività in concreto esercitata da parte dei soggetti selezionati sia da
ricomprendere tra quelle previste dal citato articolo 10;
3) i casi in cui richiedere il parere all'Agenzia per le ONLUS.
Con il decreto 18 luglio 2003 n. 266 del Ministro dell'Economia e delle
Finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2003, è
stato adottato il regolamento che disciplina le modalità di esercizio
del controllo relativo alla sussistenza dei requisiti formali stabiliti dal
decreto legislativo n. 460 del 1997, nonché i casi di decadenza totale o
parziale dalle agevolazioni previste dal medesimo decreto legislativo.
Il regolamento, entrato in vigore il 4 ottobre 2003, ha introdotto la
previsione di un controllo preventivo, rispetto all'iscrizione nell'anagrafe
delle ONLUS, da svolgere nei confronti dei soggetti che effettuano la
comunicazione di cui all'articolo 10 del decreto legislativo n. 460 al fine
di beneficiare delle agevolazioni fiscali e di utilizzare l'acronimo ONLUS.
Inoltre, sono state disciplinate le ipotesi di cancellazione dall'anagrafe
ed i casi in cui è necessario richiedere il parere all'Agenzia per le ONLUS
che, ai sensi dell'articolo 4 comma 2 lettera c) del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n. 329, è stata preventivamente
sentita sull'emanando regolamento.
Infine, il decreto ha dettato una disciplina transitoria per i soggetti
già presenti nell'anagrafe delle ONLUS sulla base del semplice invio della
comunicazione, effettuata in carenza del regolamento.
Pertanto, alla luce delle disposizioni previste dal citato regolamento
vengono fornite le istruzioni di seguito riportate, che aggiornano in parte
quelle a suo tempo impartite con la circolare n. 14/E del 26 febbraio 2003, anche in considerazione delle richieste di chiarimenti pervenute dalle
direzioni regionali.
L'articolo 1 del decreto ministeriale 18 luglio 2003 n. 266 ha confermato,
quale condizione necessaria per beneficiare delle agevolazioni previste dal
decreto legislativo n. 460 del 1997 e per l'iscrizione nell'anagrafe unica
delle ONLUS, l'effettuazione di un'apposita comunicazione da inviare alla
Direzione regionale competente in ragione del domicilio fiscale
dell'organizzazione interessata.
Inoltre, il decreto ministeriale, con l'articolo 3, ha introdotto un
controllo in ordine alla sussistenza dei prescritti requisiti formali, da
svolgere prima di procedere all'iscrizione dell'organizzazione all'anagrafe
delle ONLUS.
Detto controllo preventivo è finalizzato, tra l'altro, ad impedire
l'utilizzo, anche se temporaneo, dei benefici fiscali da parte di soggetti
privi sin dall'inizio dei requisiti richiesti dall'articolo 10 del decreto
legislativo n. 460 del 1997.
Lo scopo che si intende perseguire è anche quello di evitare una
successiva dispendiosa attività, da parte dell'Amministrazione Finanziaria,
indirizzata al recupero dei tributi non corrisposti da tali soggetti.
L'articolo 2 del regolamento disciplina le modalità di presentazione
della comunicazione, che deve essere redatta secondo il modello approvato
con il decreto del Ministro delle Finanze 19 gennaio 1998 ed a cui deve essere allegata, in alternativa allo statuto o all'atto costitutivo, una
dichiarazione sostitutiva, sottoscritta secondo le modalità di cui
all'articolo 21, comma 2, del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di documentazione, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 29 dicembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie
Generale, n. 2 del 3 gennaio 2004, è stato approvato il modello di
Al punto 1.2 del suddetto provvedimento, nonché nella parte relativa alla
motivazione dello stesso, è indicato, in linea con il disposto
dell'articolo 2 del decreto ministeriale n. 266 del 2003, che la dichiarazione sostitutiva
è resa e sottoscritta secondo le modalità di cui
all'articolo 21, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 445
In calce al modello, inoltre, sono richiamate le
modalità previste
dall'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del
2000, cui fa rinvio il comma 1 del citato articolo 21 del medesimo decreto,
consentendo quindi il ricorso anche a tali modalità per l'autentica della
firma da parte del dichiarante.
L'indicazione delle modalità, di cui all'articolo 38 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, richiamate dal comma 1
dell'articolo 21 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica n.
445, trova motivazione nella circostanza che la dichiarazione sostitutiva è presentata all'Agenzia delle Entrate che rientra tra i soggetti indicati al
comma 1 dell'articolo 21.
Per tali soggetti è prevista la presentazione delle istanze e delle
dichiarazioni sostitutive secondo le modalità di cui all'articolo 38 citato.
Si ritiene, pertanto, che il richiamo delle modalità di cui all'articolo
21, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000,
contenuto nel decreto ministeriale n. 266 del 2003, non precluda, comunque,
la possibilità di applicare anche le modalità previste al comma 1 del
medesimo articolo 21.
Con la dichiarazione sostitutiva, il legale rappresentante
dell'organizzazione interessata attesta le attività svolte ed il possesso
dei requisiti di cui all'articolo 10 del decreto legislativo n. 460 del 1997.
A tale riguardo si ricorda che, ai sensi dell'articolo 76 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, chiunque rilascia dichiarazioni
mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal citato decreto
del Presidente della Repubblica, è punito ai sensi del codice penale e
delle leggi speciali in materia.
Ai fini del suo utilizzo, è possibile prelevare il modello di
dichiarazione sostitutiva dal sito internet del Ministero dell'Economia e
delle Finanze - Dipartimento Politiche Fiscali (www.finanze.it), dal sito internet dell'Agenzia delle Entrate
(www.agenziaentrate.it) nonché è possibile
estrarre copia fotostatica del modello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Dai citati siti internet è possibile prelevare anche il modello di
comunicazione, previsto dall'articolo 11 del decreto legislativo n. 460 del
1997, approvato con il decreto ministeriale del 19 gennaio 1998 e le
relative istruzioni per la compilazione.
Tale modello può essere utilizzato per la presentazione della
comunicazione di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro dell'Economia e
delle Finanze del 18 luglio 2003, n. 266, in alternativa alla copia
fotostatica tratta dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
La dichiarazione sostitutiva, nell'attestare le
attività svolte ed il
possesso dei requisiti previsti dal decreto legislativo n. 460 del 1997,
agevola le modalità del controllo preventivo, in quanto le informazioni in
essa contenute possono ridurre i casi in cui è necessario ricorrere alla
richiesta di chiarimenti aggiuntivi.
L'oggetto del controllo preventivo è individuato dall'articolo 3 del
decreto ministeriale n. 266 del 2003 che prevede la verifica da parte della
Direzione regionale competente in ordine alla:
a) regolarità della compilazione del modello di comunicazione;
b) sussistenza dei requisiti formali previsti dall'articolo 10 del
decreto legislativo n. 460 del 1997;
c) allegazione della dichiarazione sostitutiva ovvero degli altri
documenti di cui all'articolo 2, comma 1.
Pertanto, l'irregolare compilazione della comunicazione o la mancanza di
uno dei requisiti o dei documenti di cui ai punti b) e c) del comma 1
dell'articolo 3 comporta la mancata iscrizione dell'organizzazione
nell'anagrafe delle ONLUS.
Al riguardo si fa presente che l'ultimo periodo del comma 3 dell'articolo
2 stabilisce che la dichiarazione sostitutiva costituisce parte integrante
del modello di comunicazione; pertanto, la sua mancata allegazione o la
mancanza della copia dello statuto o dell'atto costitutivo determina la non
iscrivibilità dell'organizzazione.
L'esito del controllo deve essere comunicato dalla Direzione regionale con
provvedimento motivato, notificato ai sensi dell'articolo 60 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, entro quaranta giorni dal
ricevimento della comunicazione di cui all'articolo 2.
L'articolo 3, comma 3, prevede l'allungamento dei termini del controllo
preventivo qualora l'ufficio della Direzione regionale inviti
l'organizzazione a fornire chiarimenti in ordine alla rispondenza ai
presupposti di legge dei dati e delle attività comunicati.
In tale ipotesi l'organizzazione interessata dispone di trenta giorni per
fornire la risposta al questionario, e la Direzione regionale, a sua volta,
procede a comunicare l'esito del controllo entro i venti giorni successivi
alla scadenza del predetto termine.
L'esito favorevole del controllo preventivo ovvero l'inutile decorso dei
termini previsti dall'articolo 3 del decreto n. 266 del 2003 determina
l'iscrizione del soggetto all'anagrafe delle ONLUS.
L'articolo 1 del decreto del Ministro delle finanze del 18 luglio 2003, n. 266 dispone che l'iscrizione ha effetto costitutivo del diritto ad usufruire
delle agevolazioni fiscali di cui al decreto legislativo n. 460 del 1997.
A sua volta l'articolo 4, comma 1, del citato decreto prevede che
l'organizzazione usufruisce delle agevolazioni a seguito dell'iscrizione, i
cui effetti retroagiscono alla data di effettuazione della comunicazione.
Ai sensi del comma 2 del citato articolo 4, gli effetti dell'iscrizione
retroagiscono alla data di redazione dello statuto o dell'atto costitutivo,
se in forma di atto pubblico, ovvero alla data di autenticazione o di
registrazione degli atti stessi, se redatti nella forma di scrittura privata
autenticata o registrata, qualora la comunicazione sia stata effettuata
entro il termine, previsto dall'articolo 11, comma 1 del decreto legislativo
n. 460 del 1997, di trenta giorni da tali date.
La previsione contenuta nel comma 1 dell'articolo 4 chiarisce che la
comunicazione tardiva, effettuata oltre il termine stabilito dall'articolo
11 comma 1 del decreto legislativo n. 460 del 1997, non comporta la perdita
dei benefici fiscali.
In tal caso, questi decorreranno, a seguito dell'iscrizione, dalla data di
effettuazione della comunicazione.
Si evidenzia che l'iscrizione all'anagrafe delle ONLUS dipende anche
dall'inutile decorso dei termini stabiliti dall'articolo 3 per lo
svolgimento della procedura di controllo preventivo.
Da ciò deriva la necessità che le direzioni regionali rispettino tali
termini al fine di evitare l'eventuale illegittimo utilizzo dei benefici
fiscali e successive onerose procedure di recupero di tributi indebitamente
non corrisposti da parte delle organizzazioni, che si sono ritenute
legittimate a seguito del silenzio della Direzione regionale competente.
Il rispetto dei termini per il controllo formale preventivo costituisce,
inoltre, anche una garanzia per i soggetti che in buona fede hanno
presentato la comunicazione pur in carenza dei requisiti formali previsti.
La tempestiva notifica dell'esito sfavorevole, infatti, costituisce da un
lato un monito a non utilizzare i benefici fiscali, dall'altro consente
all'organizzazione, interessata ad accedere al regime agevolato delle ONLUS,
di adeguarsi tempestivamente alle norme del decreto legislativo n. 460 del
In tal caso, a seguito della comunicazione dell'esito sfavorevole del
controllo preventivo, potrà essere effettuata da parte dell'organizzazione
una nuova comunicazione, completa della documentazione richiesta
dall'articolo 2, che costituirà il nuovo punto di riferimento per la
decorrenza degli effetti dell'eventuale iscrizione a seguito dell'esito
favorevole del nuovo controllo preliminare.
L'articolo 5 del decreto del Ministro delle finanze del 18 luglio 2003, n. 266 disciplina i casi di cancellazione dall'anagrafe delle ONLUS.
La norma distingue il venir meno di uno o più requisiti dalla mancanza
degli stessi sin dall'origine.
Al primo comma dell'articolo in argomento è sancito che, anche
successivamente all'avvenuta iscrizione a seguito del controllo di cui
all'articolo 3, è possibile accertare sia la mancanza dei requisiti di cui all'articolo 10 del decreto legislativo n. 460 del 1997 sia il loro venire
Il conseguente provvedimento di cancellazione deve essere notificato al
soggetto interessato con le modalità di cui all'articolo 60 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 600 del 1973.
Il comma 3 dell'articolo 5 stabilisce che dal giorno dell'avvenuta
cancellazione la ONLUS perde il diritto ai benefici fiscali del decreto
Il comma 4 disciplina gli effetti della cancellazione con riferimento alle
agevolazioni fiscali fruite.
Stabilisce, infatti, che la mancanza fin dal momento dell'iscrizione anche
di uno solo dei requisiti formali di cui all'articolo 10 del decreto
legislativo n. 460 del 1997 determina la decadenza totale dalle agevolazioni
Dalla formulazione del comma 4 discende tra l'altro la
possibilità per le
direzioni regionali di notificare, anche dopo l'avvenuta iscrizione del
soggetto all'anagrafe, gli esiti di un controllo che evidenzi la mancanza di
uno dei requisiti formali di cui al più volte citato articolo 10 del
decreto legislativo n. 460 del 1997, con conseguente cancellazione
dell'organizzazione dall'anagrafe delle ONLUS.
Si ribadisce, comunque, quanto in precedenza evidenziato al paragrafo 3 in
ordine al rispetto dei termini previsti per l'effettuazione del controllo
preventivo, il cui tempestivo svolgimento impedisce che in concreto si
consolidino situazioni di indebita fruizione delle agevolazioni fiscali.
Ai sensi dell'ultimo periodo del comma 4, qualora la cancellazione sia
conseguente al venir meno di uno o più requisiti, la ONLUS decade dalle
agevolazioni fiscali fruite dalla data in cui gli stessi requisiti sono
venuti meno.
La sopravvenuta mancanza dei requisiti può emergere da controlli
successivi all'avvenuta iscrizione dell'organizzazione a seguito del
controllo preventivo.
Rispetto a quest'ultimo, che, come espressamente previsto dal decreto n. 266 del 2003, non può che riguardare la presenza dei requisiti formali, i
controlli successivi, che determinano la cancellazione, possono riferirsi ad
una più ampia casistica ed in particolare al riscontro dell'osservanza in
concreto dei requisiti richiesti dalla normativa.
A tale riscontro la circolare n. 14/E del 2003 indirizzava i c.d.
controlli sostanziali.
L'inosservanza in concreto dei requisiti posti dal decreto legislativo n.
460 del 1997 potrebbe emergere, però, non solo a seguito di specifici
controlli disposti dalla Direzione regionale ma anche a seguito di verifiche
o controlli effettuati dagli uffici nell'ambito della propria ordinaria
attività istituzionale, come espressamente previsto dall'articolo 5, comma 2, del decreto n. 266 del 2003, anche nei confronti di terzi.
Qualora gli uffici riscontrino elementi rilevanti con riferimento alla
possibile inosservanza di fatto da parte di un soggetto ONLUS delle
condizioni e dei requisiti previsti, informeranno tempestivamente la
Direzione regionale competente, che valuterà la rilevanza della riscontrata
inosservanza al fine dell'eventuale emanazione di un provvedimento di
cancellazione, nel caso in cui non sia necessario procedere ad un'ulteriore
attività istruttoria in merito.
Analoga comunicazione andrà effettuata dagli uffici a seguito di processi
verbali di constatazione o di segnalazioni provenienti da altri organi
dell'Amministrazione finanziaria o di altre Amministrazioni, qualora detti
organi non abbiano provveduto ad informare direttamente la Direzione
regionale competente.
Si confermano, pertanto, le istruzioni impartite con la
ricordata circolare n. 14/E del 2003 in ordine ai compiti di programmazione
e coordinamento delle direzioni regionali relativamente all'attività di
controllo sostanziale nei confronti delle ONLUS.
Tali indicazioni trovano conferma nelle norme del decreto n. 266 del 2003,
che individua nella Direzione regionale l'ufficio competente alla gestione
dei provvedimenti di cancellazione dall'anagrafe delle ONLUS.
Nell'ambito dei compiti di coordinamento e selezione le direzioni
regionali costituiranno, con riferimento ad ogni soggetto ONLUS di
competenza, un fascicolo in cui confluiranno le segnalazioni, le
comunicazioni degli uffici locali, nonché gli ulteriori elementi
eventualmente acquisiti, utili alla selezione delle organizzazioni da
inserire nel piano annuale dei controlli, al fine di verificare se
l'attività in concreto esercitata dagli enti sia da ricomprendere tra
quelle considerate dall'articolo 10 decreto legislativo n. 460 del 1997 in
quanto svolta per le finalità previste, nel rispetto delle modalità e
delle condizioni stabilite dalla normativa.
L'articolo 6 del regolamento detta le disposizioni transitorie con
riferimento ai soggetti che usufruiscono del regime agevolato a seguito
della comunicazione, effettuata prima dell'entrata in vigore del decreto
ministeriale n. 266 del 2003, secondo il modello approvato con il decreto
del Ministero delle Finanze del 19 gennaio 1998.
L'articolo 6 si riferisce, quindi, a quelle organizzazioni che hanno
effettuato la citata comunicazione entro il 3 ottobre 2003 e che per effetto
della stessa sono presenti nell'anagrafe delle ONLUS in mancanza della
espressa previsione di un controllo preventivo per l'inserimento in detta
La disciplina transitoria, pertanto, si è resa necessaria per armonizzare
alle norme introdotte dal regolamento, in particolare alla procedura del
controllo preventivo, la posizione dei soggetti già presenti nell'anagrafe
delle ONLUS sulla base del semplice invio della comunicazione.
La norma, in sostanza, richiede anche nei confronti di chi aveva
presentato la comunicazione di cui all'articolo 11, comma 2, del decreto
legislativo n. 460 del 1997, lo svolgimento di un controllo di carattere
formale in ordine alla sussistenza dei requisiti previsti dall'articolo 10
del citato decreto legislativo.
A tal fine, entro il termine di trenta giorni dall'entrata in vigore del
regolamento, i soggetti interessati dovevano integrare l'originaria
comunicazione con la dichiarazione sostitutiva, di cui all'articolo 2 del regolamento, ovvero con la copia dello statuto o dell'atto costitutivo.
Nel caso in cui i soggetti abbiano omesso di integrare la comunicazione,
la Direzione regionale deve richiedere l'adempimento con raccomandata con
avviso di ricevimento.
In tal caso l'organizzazione ha a disposizione ulteriori trenta giorni dal
ricevimento della richiesta.
In caso di inottemperanza, scaduto il termine previsto, la Direzione
regionale notifica agli interessati un provvedimento motivato di
cancellazione previo parere dell'Agenzia per le ONLUS.
Il provvedimento comporta la decadenza dalle agevolazioni, con la
conseguente necessità di recuperare i tributi eventualmente non corrisposti
dall'organizzazione.
Ricevuta, invece, la documentazione integrativa, la Direzione regionale,
ai sensi del comma 2 dell'articolo 6, svolge, senza pregiudizio
dell'ulteriore azione accertatrice, un controllo finalizzato alla conferma o
alla cancellazione dell'iscrizione.
Il controllo in questione ha lo stesso oggetto di quello preventivo,
disciplinato dall'articolo 3, e deve essere svolto con le modalità e nei
termini, che decorrono dall'integrazione della documentazione, previsti da
detto articolo.
A seguito del controllo le direzioni regionali provvedono alla conferma o
alla cancellazione dell'iscrizione dandone comunicazione all'organizzazione
interessata entro quaranta giorni dal ricevimento della documentazione
integrativa inviata dal contribuente.
Nello stesso termine di quaranta giorni è possibile richiedere ulteriori
chiarimenti così come previsto dall'articolo 3 del regolamento, con
conseguente ulteriore decorrenza dei termini per la comunicazione dell'esito
Il riferimento all'articolo 3 rende applicabile ai soggetti destinatari
delle disposizioni transitorie anche il comma 4 di tale articolo che prevede
l'iscrizione dell'organizzazione interessata decorsi inutilmente i termini
di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 3.
Pertanto, con riferimento ai soggetti considerati dall'articolo 6, scaduti
inutilmente i termini citati, in concreto si realizza un'implicita conferma
dell'iscrizione.
Le organizzazioni interessate continuano ad usufruire delle agevolazioni
pur in assenza di un esito del controllo in questione.
Si evidenzia, in tal caso, il conseguente inevitabile aggravio delle
eventuali procedure di recupero dei tributi non corrisposti dalle
organizzazioni che continuano ad essere illegittimamente presenti
nell'anagrafe delle ONLUS, successivamente individuati a seguito dei
controlli che evidenzino l'assenza dei requisiti formali o sostanziali.
Si ritiene, infatti, che per quei soggetti destinatari della disciplina
transitoria, nei cui confronti la Direzione regionale ha provveduto alla
conferma dell'iscrizione o questa si è realizzata per l'inutile decorso dei
termini per il controllo previsti dall'articolo 6, è comunque possibile
procedere alla successiva cancellazione secondo quanto previsto
dall'articolo 5 del decreto n. 266
del 2003 (cfr. precedente paragrafo 4).
In particolare, la Direzione regionale non decade dalla
notificare, anche dopo l'avvenuta iscrizione del soggetto all'anagrafe, gli
esiti di un controllo che evidenzi la mancanza di uno dei requisiti formali,
di cui al più volte citato articolo 10 del decreto legislativo n. 460 del
1997, con conseguente cancellazione dell'organizzazione dall'anagrafe delle
La circolare n. 14/E del 26 febbraio 2003 aveva impegnato le direzioni
regionali ad effettuare un'attività di controllo, nei confronti delle
organizzazioni in argomento, diretta al riscontro dell'esistenza dei
requisiti formali per la presenza nell'anagrafe delle ONLUS.
A seguito dell'entrata in vigore del decreto n. 266 del 2003 le direzioni
regionali hanno proseguito detta attività di ricognizione e di controllo
formale nei confronti dei soggetti già presenti nell'anagrafe delle ONLUS,
sulla base anche degli indirizzi operativi diramati con riferimento
all'attività di prevenzione e contrasto all'evasione per l'anno 2004 (cfr.
circolare n. 3/E del 2004).
Pertanto, il numero delle organizzazioni nei cui confronti deve essere
effettuata la ricognizione disciplinata dal citato articolo 6 è andato
progressivamente riducendosi.
Sarà cura delle direzioni regionali completare tale
ricognizione attraverso l'esame delle residuali posizioni eventualmente non
ancora esaminate (cfr. paragrafo n. 7 della circolare n. 7/E del 2005).
6. Relazioni con l'AGENZIA per le ONLUS.
Nel paragrafo 6 della circolare n. 14/E del 2003 sono state fornite le
indicazioni alle direzioni regionali in ordine alla richiesta di parere da
rivolgere all'Agenzia per le ONLUS prima di comunicare al soggetto
interessato l'esito sfavorevole del controllo formale o del controllo
sostanziale, così come definiti nella citata circolare, con la conseguente
cancellazione dall'anagrafe.
Le indicazioni fornite con la citata circolare tenevano conto di quanto
previsto dall'articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 21 marzo 2001, n. 329, che dispone, tra l'altro, che "le
amministrazioni statali sono tenute a richiedere preventivamente il parere
dell'Agenzia in relazione a: ........ f) decadenza totale o parziale delle
agevolazioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460".
A differenza di quanto previsto dallo stesso D.P.C.M. all'articolo 3,
comma 1, lettera k), la norma nulla dice in ordine alla natura del parere di
cui all'articolo 4, comma 2 lettera f).
Pertanto, lo stesso è da ritenersi non vincolante anche in considerazione
del principio, consolidato in dottrina ed in giurisprudenza, che ritiene
vincolanti i pareri solo quando la legge espressamente lo preveda.
Il decreto n. 266
del 2003, fonte normativa di pari grado rispetto al
citato decreto n. 329 del 2001, chiarisce ed integra, in quanto emanato
successivamente, le previsioni di quest'ultimo, prevedendo espressamente le
ipotesi in cui è obbligatorio richiedere il parere all'Agenzia per le ONLUS
prima di procedere alla notifica del provvedimento di cancellazione
dall'anagrafe.
In primo luogo, si osserva che il decreto n. 266 non dispone che debba
essere richiesto il parere all'Agenzia per le ONLUS a seguito dell'esito del
Si è evidentemente ritenuto non necessario il parere con riferimento agli
esiti di una procedura di controllo avente ad oggetto il preliminare
riscontro documentale dell'esistenza dei requisiti previsti dal decreto
legislativo n. 460 del 1997 relativamente a soggetti non ancora iscritti
all'anagrafe.
L'articolo 5 del decreto n. 266 del 2003 prevede, invece, espressamente la
richiesta del parere all'Agenzia per le ONLUS, nel caso in cui la Direzione
regionale intenda procedere alla cancellazione:
- a seguito della valutazione delle segnalazioni provenienti dagli
uffici dell'Amministrazione finanziaria che hanno riscontrato
nell'ambito di autonomi controlli tributari, l'inosservanza in
concreto dei requisiti previsti (comma 2);
- qualora riscontri, successivamente all'iscrizione, il venir meno di
uno o più requisiti di cui all'articolo 10 del decreto legislativo n.
460 del 1997 (comma 5).
Dal quadro normativo sopra descritto emerge che
l'obbligatorietà della
richiesta di parere, fatta salva l'ulteriore particolare ipotesi di cui al
comma 4 dell'articolo 6 del decreto n. 266 del 2003, è posta nei casi in
cui i controlli evidenzino, con riferimento alle concrete modalità di
svolgimento dell'attività da parte dell'organizzazione ed alle finalità
effettivamente perseguite, l'inosservanza, sin dall'origine o sopravvenuta,
di uno o più requisiti stabiliti dalla normativa in materia di ONLUS.
In tale contesto la previsione della richiesta di parere all'Agenzia per
le ONLUS è finalizzata ad integrare la fase istruttoria con un ulteriore
elemento di valutazione, ritenuto necessario ancorché non vincolante, in
ordine alla rilevanza delle irregolarità riscontrate.
Nell'ipotesi considerata nel comma 5 dell'articolo 5 l'elemento valutativo
costituito dal parere dell'Agenzia per le ONLUS è ritenuto necessario con
riferimento alla posizione di un'organizzazione iscritta in anagrafe in
possesso di tutti i requisiti richiesti, dei quali, successivamente
all'iscrizione, venga rilevato il venir meno, anche in parte, a seguito di un controllo di natura documentale e/o sostanziale.
A sua volta l'articolo 6 del regolamento, al comma 4, prevede
espressamente la richiesta di parere dell'Agenzia per le ONLUS nella
particolare ipotesi di cancellazione dei soggetti che non provvedono ad
integrare l'originaria comunicazione, neppure a seguito del sollecito da
parte della Direzione regionale.
del 2003 non prevede ulteriori ipotesi per le quali è espressamente richiesto il parere.
Per ipotesi diverse da quelle sopra indicate non si ravvisa, pertanto,
l'obbligatorietà del parere in argomento.
In particolare il comma 4 dell'articolo 6 è l'unica fattispecie in cui la
disciplina transitoria, relativa al controllo formale nei confronti delle
organizzazioni presenti nell'anagrafe delle ONLUS all'entrata in vigore del
decreto n. 266 del 2003, contempla la richiesta di parere all'Agenzia per le
La fase di controllo disciplinato dall'articolo 6 ha lo stesso oggetto e
la stessa funzione del controllo formale preventivo previsto "a regime"
dall'articolo 3.
Pertanto, poiché detto articolo non dispone che venga richiesto il parere
all'Agenzia per le ONLUS, si ritiene che analogamente non sia obbligatorio
richiedere il parere per procedere alla cancellazione a seguito della fase
di controllo formale disciplinato dall'articolo 6.
Una conferma è rilevabile nelle modalità e nei termini previsti per tale
procedura di controllo, che mal si conciliano con il termine di trenta
giorni a disposizione dell'Agenzia per le ONLUS per rendere il parere, a
norma dell'articolo 4 del decreto n. 329 del 2001.
Con riferimento alle norme sopra ricordate del decreto n. 266 del 2003 le
direzioni regionali inoltreranno la richiesta di parere in tutti i casi
rientranti nelle ipotesi espressamente previste.
In particolare, la Direzione regionale dovrà richiedere il parere in
argomento, qualora a seguito di controllo sostanziale ritenga, a causa
dell'inosservanza in concreto dei requisiti previsti o per il venir meno di
uno o più di questi, di procedere alla cancellazione di un'organizzazione
iscritta all'anagrafe delle ONLUS.
Si rappresenta, altresì, l'opportunità che il parere venga comunque
richiesto in tutte le ulteriori ipotesi in cui si intenda procedere alla
cancellazione di un'organizzazione iscritta. Anche qualora, quindi,
l'eventuale provvedimento di cancellazione derivi da un controllo
esclusivamente documentale che abbia evidenziato la mancanza sin
dall'origine di uno o più requisiti previsti dal decreto legislativo n. 460
del 1997.
Al riguardo si ribadisce che l'iscrizione può dipendere anche
dall'inutile decorso dei termini previsti per l'effettuazione del controllo
Si ravvisa, inoltre, l'opportunità che il parere venga richiesto anche in
tutti i casi in cui la Direzione regionale ritenga di non confermare, ai
sensi dell'articolo 6 del decreto n. 266 del 2003, la presenza
dell'organizzazione nell'anagrafe delle ONLUS, quindi anche per ipotesi
diverse da quella espressamente disciplinata dal comma 4 dell'articolo
L'opportunità della richiesta di parere si giustifica con il lasso di
tempo che potrebbe essere trascorso tra l'originaria comunicazione di cui
all'articolo 11 del decreto legislativo. n. 460 del 1997 e l'eventuale
provvedimento della Direzione regionale che non conferma l'iscrizione.
Da quanto esposto deriva che le direzioni regionali non richiederanno il
parere all'Agenzia per le ONLUS esclusivamente nell'ambito del procedimento
di controllo preventivo, introdotto dall'articolo 3 del decreto n. 266 del
2003, con riferimento all'eventuale provvedimento di non iscrizione da
notificare, entro i termini previsti dai commi 2 e 3 dell'articolo 3, alle
organizzazioni che presentano la comunicazione di cui all'articolo 2 del
Nella richiesta di parere all'Agenzia per le ONLUS si raccomanda di
evidenziare se per lo specifico caso in esame sia necessario procedere con
particolare urgenza.
Per quanto concerne i tempi della fase di acquisizione del parere, ai
sensi del comma 3 dell'articolo 4 del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri n. 329 del 2001, le direzioni regionali procederanno
autonomamente, in assenza della risposta, trascorsi trenta giorni dalla
richiesta all'Agenzia per le ONLUS, fatto salvo che quest'ultima nel
frattempo abbia rappresentato la necessità di un istruttoria più
approfondita e quindi di un temine maggiore, da concordare caso per caso (cfr. circolare n. 14/E del 2003).
Nei provvedimenti di cancellazione o di mancata conferma le direzioni
regionali daranno conto di aver richiesto il parere all'Agenzia per le ONLUS
e del contenuto dello stesso, nonché degli eventuali motivi che hanno
condotto a disattenderlo.
Nel caso in cui la Direzione regionale proceda autonomamente, in mancanza
del parere dell'Agenzia per le ONLUS, in quanto lo stesso non è stato reso
entro i termini previsti dal comma 3 dell'articolo 4 del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2001, n. 329, si darà
conto di tale circostanza nel provvedimento di cancellazione.
Da parte di alcune direzioni regionali sono pervenute richieste di
chiarimento in merito alla possibilità per le Onlus di diritto,
disciplinate dall'articolo 10, comma 8, del decreto legislativo n. 460 del
1997, di essere iscritte all'anagrafe unica delle Onlus ai sensi dell'art.
11 del citato decreto legislativo.
In particolare è stato richiesto se:
- le direzioni regionali devono provvedere, ai sensi dell'articolo 6
del decreto n. 266 del 2003, alla cancellazione delle Onlus di diritto
presenti nell'anagrafe a seguito dell'invio della comunicazione di cui all'articolo 11, sia nel caso in cui queste abbiano provveduto ad adeguare
il proprio statuto in base al contenuto del comma 1, art. 10 del decreto
legislativo n. 460 del 1997, sia nel caso in cui non lo abbiano fatto;
- si debba procedere all'iscrizione all'anagrafe, a seguito del
controllo previsto dall'articolo 3, del decreto n. 266 del 2003, delle Onlus
di diritto che presentano la comunicazione di cui all'art. 2 stesso decreto, indipendentemente dalla presenza o meno di tutti i requisiti formali
previsti dal comma 1, art. 10 del decreto legislativo n. 460 del 1997.
Sull'argomento in questione sono state fornite indicazioni con le seguenti
- circolare n. 127/E del 19/05/1998;
- circolare n. 168/E del 26/06/1998;
- circolare n. 22/E del 22/01/1999.
Alla luce anche di tali indicazioni si ritiene che le "ONLUS di diritto"
non devono presentare la comunicazione di cui all'articolo 11 del decreto
legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.
Pertanto, a fronte della presentazione della comunicazione di cui all'art.
2 del decreto n. 266 del 2003 o della presenza nell'anagrafe di
organizzazioni rientranti tra le Onlus di diritto, le direzioni regionali devono procedere alla loro non iscrizione o all'esclusione, precisando, nel
relativo provvedimento, che l'organizzazione potrà, comunque, beneficiare
delle agevolazioni fiscali previste dal decreto legislativo n. 460 del 1997,
in quanto Onlus di diritto (art. 10, comma 8 dello stesso decreto).
Si ritiene, inoltre, che nei casi in argomento la Direzione regionale, ai
fini della cancellazione di una Onlus di diritto dall'anagrafe, non sia
tenuta a richiedere il preventivo parere all'Agenzia per le Onlus, in quanto
non si verifica la decadenza dalle agevolazioni di cui al decreto
Sono pervenute, inoltre, richieste di chiarimenti in merito alla
possibilità di procedere alla cancellazione dall'anagrafe delle ONLUS delle
articolazioni periferiche di un'associazione nazionale.
Al riguardo si richiama quanto esposto nelle risoluzioni n. 130/E del 2001
e 363/E del 2002.
In particolare nella risoluzione n. 130 del 2001 è stato precisato che se
la relazione tra le associazioni nazionali e le sezioni locali è di tipo
organico o comunque di appartenenza, sotto il profilo fiscale e anche dal
punto di vista civilistico non c'è distinzione soggettiva tra associazione
nazionale e strutture periferiche, qualificate come sezioni o articolazioni
di una struttura unitaria.
Si ha quindi un unico statuto, un'unica contabilità realizzata attraverso
il consolidamento dei diversi bilanci e un unico numero di codice fiscale e
Al contrario, come precisato nella risoluzione n. 363 del 2002, qualora
dall'esame delle singole fattispecie si riscontri la piena autonomia
patrimoniale amministrativa e contabile delle associazioni locali
(condizione che si verifica ad esempio allorché le associazioni si
articolino in forma "federativa" con tanti statuti quante sono le associazioni federate ed altrettanti codici fiscali ed eventuali partite
IVA), le stesse si configurano quali enti giuridicamente autonomi la cui
autonomia non viene compromessa dal potere di indirizzo di carattere
generale attribuito all'associazione nazionale.
Pertanto, poiché in concreto possono essere state realizzate le
diverse modalità organizzative, è necessario che le direzioni regionali
valutino le singole fattispecie, analizzando il grado di autonomia
gestionale, patrimoniale e giuridica delle articolazioni territoriali,
accertando in tal senso se sussiste un autonoma soggettività tributaria che
comporta l'assolvimento degli obblighi tributari.
Nel caso in cui le articolazioni territoriali siano legate alla struttura
centrale da un rapporto di organicità o di appartenenza e quindi in
mancanza di una autonoma soggettività tributaria, le direzioni regionali
provvederanno alla non iscrizione o alla cancellazione.
In tal caso non verrà richiesto il parere all'Agenzia per le Onlus in
quanto non vi è decadenza dalle agevolazioni che restano fruibili
dall'intera organizzazione nazionale qualora ne sussistano i presupposti.
La circolare n. 14/E del 2003 ha individuato nella Commissione tributaria
provinciale, nella cui circoscrizione ha sede la Direzione regionale che ha
emanato il provvedimento, l'organo giurisdizionale a cui indirizzare il
ricorso avverso il provvedimento con cui viene comunicato l'esito
sfavorevole del controllo con la conseguente cancellazione dall'anagrafe e
decadenza dai benefici fiscali.
Si ritiene di dover confermare tale indicazione anche alla luce del
decreto n. 266 del 2003.
Al riguardo, si osserva che il decreto legislativo n. 460 del 1997 ha
introdotto una normativa di carattere prettamente tributario, coerentemente
con le scelte e le indicazioni poste dal legislatore delegante nell'articolo 3, commi 188 e 189, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in cui sono
presenti principi e criteri di carattere tributario.
In tale contesto le organizzazioni non lucrative non costituiscono un
nuovo tipo di soggetto giuridico ma una categoria fiscale a cui partecipano
le organizzazioni che a precise condizioni fruiscono di un trattamento
fiscale agevolato.
I requisiti previsti dall'articolo 10 del decreto legislativo n. 460 del
1997 rappresentano pertanto le condizioni ed i vincoli che l'organizzazione
interessata, costituita secondo una delle forme previste dal codice civile,
liberamente accetta per usufruire delle agevolazioni fiscali.
Al precedente paragrafo 3 è stato evidenziato che l'articolo 1 del
decreto n. 266 del 2003 dispone che l'iscrizione all'anagrafe ha effetto
costitutivo del diritto ad usufruire delle agevolazioni fiscali e che
l'articolo 4 stabilisce che l'interessato usufruisce delle agevolazioni per
effetto dell'iscrizione.
L'iscrizione all'anagrafe determina due conseguenze: la
dell'utilizzo dell'acronimo ONLUS ed il diritto ad usufruire delle
Anche senza l'iscrizione, però, il soggetto esiste e
può svolgere la
propria attività solidaristica secondo le norme del codice civile senza
necessariamente avvalersi di quelle dettate dal decreto legislativo n. 460
La scelta di giovarsi dei benefici fiscali, di cui al citato decreto
legislativo, comporta, tra l'altro, la necessità di essere inseriti,
avendone i requisiti, in un'anagrafe di carattere tributario finalizzata
alla ricognizione, al monitoraggio ed al controllo di soggetti che si
avvalgono di un regime fiscale di particolare favore.
Pertanto, non è senza significato che l'articolo 11 del decreto
legislativo n. 460 del 1997 abbia istituito l'anagrafe delle ONLUS presso il
Ministero delle finanze e che abbia demandato ad uno o più decreti del
Ministro delle finanze la disciplina delle modalità di controllo delle
organizzazioni in argomento ed i casi di decadenza dalle agevolazioni
fiscali previste.
I provvedimenti delle direzioni regionali che comunicano la non iscrizione
o la cancellazione dall'anagrafe costituiscono atti di diniego o revoca di
agevolazioni fiscali, come tali impugnabili ai sensi dell'articolo 19 del
decreto legislativo n. 546 del 1992, rientrando le relative controversie
nell'oggetto della giurisdizione tributaria così come definita
dall'articolo 2 del citato decreto legislativo, come sostituito
dall'articolo 12, comma 2, della legge n. 448 del 2001.
Parte nel giudizio innanzi alla Commissione tributaria provinciale
Direzione regionale che ha emesso l'atto impugnato.
Ne consegue che tutte le attività processuali devono essere poste in
essere da quest'ultima, che svolge anche ogni ulteriore attività difensiva,
compresa l'eventuale successiva proposizione di ricorso in appello.
In questo caso, non sarà necessaria la preventiva autorizzazione ai sensi
dell'art. 52, comma 2 del decreto legislativo n. 546 del 1992, in quanto "la
presentazione dell'appello direttamente da parte dell'ufficio titolare del
potere di autorizzazione va interpretata come atto complesso che implica
assieme alla volontà di impugnare, la preventiva deliberazione
sull'opportunità della iniziativa" (Cass., sez. trib., 21 maggio 2004, n.
9716; 26 luglio 2001, n. 10240).
L'atto di appello dovrà essere sottoscritto dal dirigente dell'ufficio
contenzioso tributario della Direzione regionale (Cass., sez. trib., 6
luglio 2004, n. 12391).
Le direzioni regionali avranno cura di specificare nel provvedimento di
non iscrizione o di cancellazione che avverso lo stesso può essere proposto
ricorso, con le modalità previste dal decreto legislativo 31 dicembre 1992,
n. 546 e successive modifiche ed integrazioni, alla Commissione tributaria
provinciale nella cui circoscrizione ha sede la Direzione regionale che ha
emanato il provvedimento.
Nelle avvertenze riportate sui provvedimenti deve essere precisato,
inoltre, che il ricorso indirizzato alla Commissione tributaria provinciale
territorialmente competente, deve essere notificato alla Direzione regionale
Inoltre, verrà specificato l'obbligo dell'assistenza tecnica in giudizio
da parte di un professionista abilitato, così come previsto dall'articolo
12 del decreto legislativo n. 546 del 1992.
Infatti, per le controversie in argomento non risulta applicabile
l'esclusione dell'assistenza tecnica, prevista dal comma 5 dell'articolo
12 citato, stante la loro particolare natura ed in considerazione del fatto che
per le stesse non può determinarsi un valore nei termini specificati dalla
disposizione in esame (circolare del Dipartimento delle Entrate del
Ministero delle Finanze n. 291 del 18 dicembre 1996).
In caso di adozione, da parte dell'ufficio locale competente, a seguito
del provvedimento della Direzione regionale, di un atto finalizzato al
recupero dei tributi non versati per indebita fruizione dei benefici
fiscali, parte dell'eventuale giudizio relativo a tale atto è l'ufficio
stesso e la Commissione tributaria provinciale competente è quella nella
cui circoscrizione ha sede l'ufficio che ha emesso l'atto; pertanto la
Commissione tributaria potrebbe non essere la stessa chiamata a decidere in
ordine al provvedimento delle Direzione regionale.
In applicazione del comma 3 dell'art. 19 del citato decreto legislativo n.
546, secondo cui "ognuno degli atti autonomamente impugnabili può essere
impugnato solo per vizi propri", l'eventuale mancata impugnazione del
provvedimento della Direzione regionale di non iscrizione o di cancellazione
dall'anagrafe delle ONLUS, rende non impugnabile, se non per vizi ulteriori
rispetto al diritto alle agevolazioni, il successivo atto dell'ufficio
locale competente con cui vengono recuperate le relative imposte.
Infatti, la controversia in ordine al diritto alle agevolazioni va
necessariamente instaurata con riferimento al provvedimento di cancellazione
della Direzione regionale, che costituisce il primo atto autonomamente
impugnabile portato a conoscenza dell'organizzazione.
Con riferimento alla circolare n. 14/E del 2003 si richiamano, inoltre, le
istruzioni contenute nel relativo paragrafo 4.
Nel confermarle, si precisa che a fronte di richieste di certificazione
del carattere ONLUS di un'organizzazione, le direzioni regionali
attesteranno "la presenza del soggetto nell'anagrafe" e se tale presenza è o meno la conseguenza dell'"effettuazione del controllo preventivo di
carattere esclusivamente formale".
Risultano in linea con le norme introdotte dal decreto n. 266 del 2003 le
istruzioni fornite al paragrafo 3 della citata circolare n. 14/E del 2003.
Infatti, il comma 1 dell'articolo 5 del decreto n. 266 del 2003 prevede
espressamente, quale conseguenza dell'avvenuta cancellazione dall'anagrafe
delle ONLUS, l'effettuazione delle comunicazioni da parte della Direzione
regionale agli uffici competenti al recupero dei tributi indebitamente non
versati dall'organizzazione cancellata ed all'applicazione delle sanzioni di
cui all'articolo 28 del decreto legislativo n. 460 del 1997 nonché di
quelle previste dalle singoli leggi d'imposta.
Sarà cura delle direzioni regionali vigilare sul tempestivo svolgimento
dell'azione accertatrice da parte degli uffici competenti al recupero delle
maggiori imposte e dei relativi interessi nonché all'applicazione delle
sanzioni di cui all'articolo 28 del decreto legislativo n. 460 del 1997.
A tale proposito si ricorda che le fattispecie sanzionatorie previste
dall'articolo 28 citato sono rivolte ai rappresentanti legali e ai membri
degli organi amministrativi delle ONLUS che violano le disposizioni
contenute nel decreto legislativo n. 460 del 1997 e a chiunque abusi della
denominazione di ONLUS.
Tali sanzioni, come indicato al comma 1 dell'articolo 28, risultano
irrogate indipendentemente da ogni altra sanzione prevista dalle specifiche
leggi tributarie.
Anche le sanzioni in argomento possono essere comunque considerate
violazioni di natura tributaria, in quanto sono volte a tutelare interessi
strettamente correlati a norme disciplinanti obblighi e rapporti tributari.
Si rendono, quindi, applicabili le disposizioni generali sulle sanzioni
amministrative in materia tributaria, contenute nel decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472.
Infatti, le fattispecie sanzionatorie previste al primo comma del citato
articolo 28, sanzionano comportamenti illeciti volti a conseguire in maniera
illegittima benefici fiscali, eludere, attraverso le omissioni delle
comunicazioni previste all'art. 11, comma 1, del decreto legislativo n. 460
del 1997, i controlli degli organi preposti e creare documentazione atta a
permettere a terzi eventuali deduzioni fiscali.
Un'ulteriore conferma della natura tributaria delle sanzioni
amministrative in argomento è possibile rilevare dal comma 2 del menzionato
articolo 28, il quale stabilisce che "le sanzioni previste dal comma 1 sono
irrogate, ai sensi dell'articolo 54, primo e secondo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dall'ufficio delle
entrate nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale della
ONLUS.". Come specificato dalla circolare n. 168/E del 26 giugno 1998,
l'articolo 16 del decreto legislativo n. 471 del 1997, abrogando l'articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, ha
ricondotto la determinazione delle sanzioni fissate dallo stesso articolo
28, alla disciplina contenuta all'articolo 7 del decreto legislativo 18
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- Milano, 3 giorni fa	Analisi di convenienza IRI/IRPEF 2017
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- Roma, 3 giorni fa	Analisi di convenienza IRI/IRPEF 2017
- Paterno`, 3 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Milano, 3 giorni fa	Lettera ai clienti Imprese minori in contabilità semplificata; regime di cassa dal 1° gennaio 2017
- Vibo Valentia, 3 giorni fa	Fatturazione Commerciale 2017
- Cordenons, 3 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
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- Lanciano, 3 giorni fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Conselice, 3 giorni fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Campogalliano, 4 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
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- Padenghe Sul Garda, 5 giorni fa	Lettera ai clienti Imprese minori in contabilità semplificata; regime di cassa dal 1° gennaio 2017
- Verolanuova, 5 giorni fa	Lettera ai clienti Imprese minori in contabilità semplificata; regime di cassa dal 1° gennaio 2017
- Settimo Torinese, 5 giorni fa	Ravvedimento prima registrazione contratti di locazione (vers. 2017)
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- Villafranca Tirrena, 6 giorni fa	Lettera ai clienti Imprese minori in contabilità semplificata; regime di cassa dal 1° gennaio 2017
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