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Timestamp: 2020-01-27 18:39:22+00:00
Document Index: 150911526

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 3', 'art. 2103', 'art. 2697', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 17001 del 10/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17001 del 10/07/2017
Cassazione civile, sez. lav., 10/07/2017, (ud. 21/03/2017, dep.10/07/2017), n. 17001
sul ricorso 12886-2015 proposto da:
C.M. C.E. (OMISSIS), domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
difeso dall’Avvocato DIEGO ALLETTO, giusta delega in atti;
GUADAGNI S.P.A. C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante
e difende unitamente all’avvocato GIUSEPPE BONDI’, giusta delega in
avverso la sentenza n. 2116/2014 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
depositata il 05/12/2014 R.G.N. 2073/2013.
Premesso che con sentenza n. 2116/2014, depositata il 5 dicembre 2014, la Corte di appello di Palermo, in accoglimento del gravame incidentale della società Guadagni S.p.A., esercente attività di concessionaria di autoveicoli, e in riforma della sentenza del Tribunale di Agrigento, respingeva le domande proposte da C.M. e volte alla dichiarazione di illegittimità del licenziamento allo stesso intimato il 4 aprile 2009 (con effetto dal 20/8/2009) per giustificato motivo oggettivo costituito dalla soppressione del posto di lavoro a seguito dell’affidamento a terzi dei compiti dal medesimo svolti (pratiche amministrative comprese le rottamazioni);
rilevato che avverso detta sentenza ha proposto ricorso il lavoratore con due motivi, a cui la società ha resistito con controricorso;
– che, in particolare, con il primo di essi (violazione dell’art. 2697 c.c., artt. 115 e 116 c.p.c., L. n. 604 del 1966, artt. 3 e 5; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione), il ricorrente si duole che il giudice di appello abbia valutato irrilevante il tempo trascorso tra la data di esternalizzazione del servizio di rottamazione (27 maggio 2008) e quella del licenziamento, trattandosi, invece, di indubbio indice della inesistenza del motivo di recesso;
– che, con il secondo motivo (violazione della L. n. 604 del 1966, art. 3 e art. 2103 c.c.; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione), il ricorrente si duole che la Corte territoriale abbia ritenuto dimostrata l’impossibilità di una sua utilizzazione in mansioni equivalenti, non considerando che egli avrebbe potuto svolgere le mansioni (di commesso alla vendita di autoveicoli) affidate ai tre dipendenti assunti tra l’aprile e il giugno 2009;
osservato che entrambi i motivi risultano inammissibili;
– che, infatti, essi non si conformano, dolendosi il ricorrente di una motivazione insufficiente o contraddittoria (anche sub specie di violazione dell’art. 2697 c.c. e L. n. 504 del 1966, art. 5 e degli artt. 115 e 116 c.p.c.), allo schema normativo del nuovo vizio “motivazionale”, quale risultante a seguito delle modifiche introdotte con il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni nella L. 7 agosto 2012, n. 134, pur a fronte di sentenza depositata il 5 dicembre 2014, e, pertanto, in epoca successiva all’entrata in vigore (11 settembre 2012) della novella legislativa;
– che, al riguardo, questa Corte a Sezioni Unite, con le sentenze n. 053 e n. 8054 del 2014, ha precisato che l’art. 360 n. 5, come riformulato a seguito dei recenti interventi, “introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia)”; con la conseguenza che “nel rigoroso rispetto delle previsioni dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6 e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, il ricorrente deve indicare il fatto storico, il cui esame sia stato omesso, il dato, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il come e il quando tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua decisività, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sè, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie”;
– che, inoltre, i motivi in esame risultano inammissibili anche laddove denunciano la violazione della L. n. 604 del 1966, art. 3, e 2103 c.c., posto che, anzichè precisare le ragioni delle censure proposte, si esauriscono nella generica affermazione di un postulato di erroneità della sentenza impugnata e nella conseguente istanza di cassazione della medesima (Cass. n. 10324/2000 e numerose successive conformi);