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Timestamp: 2018-04-21 14:33:40+00:00
Document Index: 116800807

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'art.17', 'art.28', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 32', 'art. 28', 'art. 36', 'art.18', 'art.22', 'art. 37', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 28', 'art.28', 'art.28', 'art. 28', 'art. 224', 'art.223']

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Documento di Valutazione dei rischi Analisi dei rischi connessi alle mansioni
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1 Documento di Valutazione dei rischi Analisi dei rischi connessi alle mansioni Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106 REDATTO DA REVISIONE N. DATA 1 marzo 2012
2 Indice Pagina i Indice 0. INTRODUZIONE SINTESI NON TECNICA CRITERI SEGUITI CRITERI DI STIMA DEL RISCHIO ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO...14 PARTE I - NOTIZIE GENERALI...15 I.1 DATI DEL DATORE DI LAVORO...15 I.2 SEDE DEL DATORE DI LAVORO...15 I.3 ORGANIGRAMMA DELLA SICUREZZA...16 I.4 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ...20 I.5 ATTIVITÀ DI BASE ED ORGANIGRAMMA DELLA PROVINCIA...22 I.6 GESTIONE DELLA SICUREZZA...24 I.7 ADEMPIMENTI GESTIONALI...28 I.7.1 Certificazione e documentazione...28 I.7.2 Sorveglianza sanitaria...31 I.7.3 Dispositivi di protezione individuale...31 I.7.4 Informazione e formazione...32 PARTE II - ANALISI DI RISCHIO...39 II.1 ANALISI DELLE MANSIONI...39 II.1.1 Procedure e metodi di analisi...40 II.1.2 Mansioni descrizione delle attività lavorative...45 II Impiegato videoterminalista...45 II Impiegato...46 II Centralinista...47 II Addetto ai servizi vari...48 II Autista...49 II Operaio cantoniere...50 II Operaio generico...52 II Operaio forestale...54 II Tecnico pianificazione - patrimonio...56 II Tecnico sviluppo rurale / faunistico venatorio...58 II Tecnico ambientale...60 II Tecnico protezione civile...62 II Tecnico direzione lavori...63 II Tecnico museale...65 II Nucleo polizia provinciale...67 II Guardie volontarie ambientali...69 II.1.3 Sostanze pericolose...71 II Valutazione del rischio chimico...78 II Esposizione ad Agenti Cancerogeni II Esposizione ad Amianto II.1.4 Esposizione ad Agenti Biologici II.1.5 Rischio elettrico II.1.6 Rischio allergologico II.1.7 Esposizione ad Agenti Fisici II Esposizione a Rumore II Esposizione a vibrazioni II.1.8 Lavoro al videoterminale II.1.9 Movimentazione manuale dei carichi...135
3 Indice Pagina ii II.1.10 Uso di attrezzature per lavori in quota II Esposizione e riduzione dei rischi II Misure di prevenzione e protezione adottate II.1.11 Macchine e attrezzature II.1.12 Stress/mobbing II Stress II Mobbing II.1.13 Fattori ambientali (indoor ed outdoor) II.1.14 Fumo passivo II.1.15 Ergonomia delle postazioni di lavoro II.1.16 Movimenti ripetitivi arti superiori II.1.17 Rischio assunzione bevande alcoliche e sostanze stupefacenti II.1.18 Esposizione a radon II.1.19 Analisi complessiva dei rischi per mansione II Impiegato videoterminalista II Impiegato II Centralinista II Addetto ai servizi vari II Autista II Operaio cantoniere II Operaio generico II Operaio forestale II Tecnico pianificazione - patrimonio II Tecnico sviluppo rurale / faunistico venatorio II Mansione Tecnico ambientale II Tecnico protezione civile II Tecnico direzione lavori II Tecnico museale II Nucleo polizia provinciale II Guardie volontarie ambientali II.1.20 Tutela delle lavoratrici madri II Impiegato videoterminalista II Impiegato II Centralinista II Addetto ai servizi vari II Autista II Operaio cantoniere II Operaio generico II Operaio forestale II Tecnico pianificazione patrimonio II Tecnico sviluppo rurale / faunistico venatorio II Tecnico ambientale II Tecnico protezione civile II Tecnico direzione lavori II Tecnico museale II Nucleo polizia provinciale II Guardie volontarie ambientali II.1.21 Matrice di rischio PARTE III PROGRAMMA DEFINITIVO DELLE MISURE ALLEGATO 1 SCHEDA UTILIZZATORI VDT ALLEGATO 2 ELENCO VIDEOTERMINALISTI...295
4 Indice Pagina iii ALLEGATO 3 ATTRIBUZIONE E SPECIFICHE MANSIONI ALLEGATO 4 PROTOCOLLO SANITARIO ALLEGATO 5 ATTIVITÀ DEL SERVIZIO FORESTAZIONE: OPERAIO FORESTALE SPECIALIZZATO...350
5 Pagina 4 SOTTOSCRIZIONE DEL DOCUMENTO La sottoscrizione, che segue del presente documento, attesta la data del medesimo come previsto dal comma 2 dell art. 28 del D. Lgs 81/08. Livorno / / 2012 Il Datore di Lavoro (Ing. Luca DELLA SANTINA) Il Responsabile del SPP (Ing. Massimo MACCARONE) Il Medico Competente Coordinatore (Dott. Piergiovanni MANESCALCHI) I Medici Competenti (Dott. Mario Angelo SANCHEZ) (Dott. Pierluigi LUCADEI) Per presa visione: l rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Sig.ra Paola GANNI Sig.ra Liana LEONI Sig. Valtere NICCOLINI Sig. Alessandro GUERRIERI Sig. Romano CATTA
6 Pagina 5 Il presente documento, realizzato ai sensi dell art. 28 del D. Lgs 81/2008, è stato sottoposto all attenzione dei partecipanti presenti alla riunione periodica che si è tenuta in data 20 dicembre 2011 (prima parte) e 26 gennaio 2012 (seconda parte).
7 Pagina 6 Premessa 0. Introduzione 0.1 SINTESI NON TECNICA Il presente documento costituisce la relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori delle mansioni del personale dell Amministrazione e delle relative misure di prevenzione e di protezione individuate e programmate ai sensi dell art.17 comma 1, lettera a) e dell art.28, del D. Lgs 81/2008 riferito alle mansioni e ai vari luoghi di lavoro. La presente valutazione non prende in considerazione l analisi per luoghi di lavoro riportata in documenti distinti. La valutazione dei Rischi in oggetto è stata impostata sulla base di un confronto puntuale con le disposizioni specifiche contenute in D. Lgs 81/08 nonché in tutte le normative da esso richiamate. La presente valutazione è articolata nelle seguenti fasi: Esame di tutte le informazioni di base riferite alle mansioni per l'identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi; Analisi dei pericoli e dei rischi articolati secondo le seguenti identificazioni: Fattori di rischio rilevati per le varie mansioni; cause di pericolo legate alla mansione; rischi e conseguenze; le possibili azioni correttive da mettere in atto; valutazione della criticità di rischio. Individuazione dei DPI gia in uso o da adottare per ridurre il rischio. 0.2 CRITERI SEGUITI Nel presente paragrafo è riassunta la metodologia seguita per la valutazione dei rischi e per l individuazione degli interventi. Come riferimento sono stati assunti i seguenti documenti base: a) Orientamenti CE riguardo alla valutazione dei rischi sul lavoro, b) Linee guida su Titolo I, Documento n.1 "La valutazione per il controllo dei rischi", Coordinamento Tecnico per la prevenzione degli Assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano (1995). c) Linee guida ISPESL per la valutazione del rischio: applicazione agli uffici amministrativi della pubblica amministrazione, delle imprese e delle aziende private.
8 Premessa Pagina 7 Mentre per le principali normative utilizzate come riferimento per la valutazione dei rischi sono: i. D. Lgs 9 aprile 2008, n. 81. Attuazione dell articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ii. iii. iv. Decreto Ministeriale n.37 del 22 gennaio 2008 Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici. Legge n 123 del 03/08/2007 Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. Decreto Ministero della Salute del 15 luglio 2003, n. 388 Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. v. D. Lgs 8 luglio 2003, n. 235: Attuazione della direttiva 2001/45/CE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori. vi. vii. viii. ix. Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66 Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro. Decreto Ministeriale 2 maggio 2001 Criteri per l individuazione e l uso dei dispositivi di protezione individuale DPI. Decreto Legislativo del Governo n 151 del 26/04/2001 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità. Legge 29 dicembre 2000, n.422 Disposizioni per l adempimento di obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia alle Comunità europee Legge Comunitaria x. Decreto Ministeriale 2 ottobre Linee guida d'uso dei videoterminali xi. xii. xiii. xiv. D.P.R. 30 aprile 1999 n Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio. Decreto Ministero dell Interno 10/03/98 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro. D.P.R. 24 luglio 1996, n Regolamento recante norme per l eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici. Decreto del Presidente della Repubblica 24/07/1996 n 459 Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368, 93/44 e 93/68 concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative alle macchine. xv. L. 5 marzo 1990, n. 46. Norme per la sicurezza degli impianti, artt. 8, 14, 16. In particolare va favorita:
9 Premessa Pagina 8 la massima partecipazione all'analisi, la completezza della stessa, la considerazione delle situazioni di routine e di quelle estemporanee, le problematiche legate al posto di lavoro fisso e quelle al posto di lavoro mobile. Il flow-chart che schematizza la metodologia seguita è riportato in Fig FAMILIARIZZAZIONE 2 ANALISI PER MANSIONI 3 INDIVIDUAZIONE/STIMA RISCHI 4 INTERVENTI 5 PROGRAMMA ATTUATIVO Fig. 1 - Schema di Metodologia per la Valutazione dei Rischi Nella Fase 1 (familiarizzazione), l obiettivo principale é acquisire i dati e la documentazione di base preliminari all'analisi vera e propria e nel contempo fornire ai responsabili delle varie unità operative le informazioni principali relativamente al D. Lgs 81/08 al fine di ottenere la maggiore collaborazione possibile. Successivamente, la metodologia punta alla mappatura dei pericoli, uno degli obiettivi più importanti dell'analisi, dipendendo in buona parte da questa la completezza necessaria.
10 Premessa Pagina 9 L'analisi delle mansioni, Fase 2, costituisce l'approccio complementare all'analisi per aree (tratti in un altro documento) per individuare nel modo più completo possibile i pericoli, i danni ed i rischi. L'analisi delle mansioni è inoltre essenziale per definire l eventuale piano di sorveglianza sanitaria, i DPI e gli aspetti formativi. L analisi delle mansioni viene svolta utilizzando le seguenti definizioni:
11 Premessa Pagina 10 Elemento Mansione Attività Attività unitaria Descrizione Individua un insieme di una o più attività svolte da uno o più operatori e coordinate al raggiungimento di un obiettivo operativo completo in sé (es. : esecuzione di un test). E' un insieme di azioni coordinate al raggiungimento di un obiettivo operativo indicato dalla mansione. E' un azione o un gruppo di azioni semplici in cui è scomponibile l attività e a cui si associano i pericoli individuati. E' compito dell'analista scegliere il grado di disaggregazione necessario (eventualmente limitandosi al livello dell'attività) per l'individuazione dei pericoli e dei danni connessi ad una data mansione. Di fatto, per completare l'analisi delle mansioni relativamente ai pericoli (Fase 2), ci si addentra già nell'analisi dei rischi (Fase 3). Per l analisi dei rischi per mansioni si usano delle schede in cui per ogni attività unitaria (precedentemente definita) viene sviluppata la catena pericolo, causa (dell'insorgere dello stesso), conseguenze (cioè danno), parte del corpo relativa alla conseguenza individuata, gravità, probabilità e criticità, indicando inoltre se del caso i DPI attualmente in uso. 0.3 CRITERI DI STIMA DEL RISCHIO Lo strumento adottato per una mappatura sintetica dei rischi a livello globale è la matrice di rischio, che permette di combinare la gravità e le probabilità in modo indicizzato (indice di criticità). Esistono varie possibili definizioni della dimensione e dei "valori" della matrice; di volta in volta si utilizza lo strumento più opportuno. L'analisi dei rischi permette di associare ad ogni danno corrispondente ad un pericolo una valutazione circa la gravità del danno stesso e della probabilità che si verifichi, pertanto è possibile procedere alla classificazione dei rischi in termini relativi, distinguendo in rischi elevati, accettabili o trascurabili (o comunque in fasce di livello di rischio) e facilitando quindi il processo decisionale. La seguente tabella definisce in modo chiaro i livelli di gravità (o danno). In questo caso si può adottare facilmente una scala di quattro livelli, come quella di seguito proposta.
12 Premessa Pagina 11 Codice Gravità Definizione 1 Lieve 2 Medio 3 Grave 4 Gravissimo Infortunio o episodio di esposizione acuta con invalidità rapidamente reversibile (pochi giorni). Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili (pochi giorni). Sono presenti sostanze o preparati moderatamente nocivi Infortunio o episodio di esposizione acuta con invalidità reversibile. Esposizione cronica con effetti reversibili. Sono presenti sostanze di cui al DPR 334/99 anche se in quantità inferiori alla soglia di dichiarazione. Sono presenti sostanze e/o preparati biologici di prima categoria (class. 81/2008) Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità parziale. Esposizione cronica con effetti rapidamente irreversibili e/o parzialmente invalidanti. Sono presenti sostanze di cui al DPR 334/99 in quantità superiore ai limiti di dichiarazione. Sono presenti sostanze e/o preparati biologici di seconda categoria (class. 81/2008) Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità totale. Esposizione cronica con effetti letali o totalmente invalidanti. Sono presenti sostanze di cui al DPR 334/99 in quantità superiore ai limiti di notifica. Sono presenti sostanze e/o preparati biologici di terza o quarta categoria (class. 81/2008) Più complesso è, senza dubbio, stabilire i criteri di definizione dei livelli di probabilità con riferimento agli infortuni ed in riferimento alla salute come si evince dalla tabella alla pagina seguente.
13 Premessa Pagina 12 Cod Probabilità Definizione in rif. infortuni Definizione in rif. salute 1 Improbabile 2 Possibile 3 Probabile La mancanza rilevata può provocare danno per la concomitanza di almeno due eventi poco probabili (indipendenti) o comunque solo in occasioni poco fortunate. Non sono noti episodi già verificati o si sono verificati con frequenza rarissima. Il verificarsi del danno susciterebbe perlomeno una grande sorpresa. La probabilità di incidente (anche senza infortunio) è <1 E-3 per persona e per anno. La mancanza rilevata può provocare danno anche se in modo non automatico o diretto. E' noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito un danno. Il verificarsi del danno sul luogo di lavoro susciterebbe una moderata sorpresa. La probabilità di incidente (anche senza infortunio) è tra 1 E-2 ed 1 E-3 per persona e per anno. Agenti chimici: poliesposizione discontinua Piombo metallico: PbA <40 µg/m 3 ; PbB<35 µg/100 ml Amianto:< 0.1 fibre/cm 3 Oli minerali: contatto occasionale Polveri inerti: <5 mg/m 3 Rumore: Lex dba Microclima: lavoro all'aperto Turni: due turni a rotazione Posture: seduta Impegno visivo (VDT): medio (<20 ore settimanali) Movimentazione manuale dei carichi: basso (Indice NIOSH < 0.75) Lavoro isolato: occasionale Lavoro in quota: occasionale Uso di utensili vibranti: occasionale Agenti chimici: conc. amb.<50% TLV Piombo metallico: PbA µg/m3 ; PbB: µg/100 ml Amianto: fibre/cm3 Oli minerali: contatto abituale Polveri inerti: >5 mg/m3 Rumore: Lex dba Microclima: stress termico Turni: tre turni a rotazione Posture: eretta fissa Impegno visivo (VDT): elevato (>20 ore settimanali) Movimentazione manuale dei carichi: elevato (Indice NIOSH ) Lavoro isolato: abituale Lavoro in quota: abituale Uso di utensili vibranti: abituale Esiste una correlazione diretta tra la Agenti chimici: conc. amb.>50% TLV mancanza rilevata ed il verificarsi del Piombo metallico: PbA >150 µg/m3 ; PbB: µg/100 ml danno. Si sono già verificati episodi per la Amianto: <0.2 fibre/cm3; >0.6 se solo crisotilo. stessa mancanza nell Ente. Oli minerali: esposizione ad aerosol. Il verificarsi del danno sul luogo di Rumore: Lex > 87 dba lavoro non susciterebbe alcuna Movimentazione manuale dei carichi: elevato (Indice NIOSH sorpresa. > 1.25) La probabilità di incidente (anche senza infortunio) è tra 1 E-1 ed 1 E-2 Turni: turni speciali per persona e per anno. Posture: incongrua Sostanze Cancerogene presenti: R45/R49 Infine, per completare l analisi di rischio si potranno utilizzare i seguenti sei livelli di criticità individuabili automaticamente con la relazione
14 Premessa Pagina 13 Indice di Criticità = Indice di gravità + Indice di probabilità 1 e definiti come: Codice Criticità Definizione 1 Trascurabile Non sono richieste azioni di mitigazione per i rischi identificati 2 Lieve Sono da valutare azioni di mitigazione in fase di programmazione. Non si ravvisano interventi urgenti 3 Modesto Mantenere sotto controllo i rischi valutando ipotesi di interventi mitigativi 4 Moderato Monitorare costantemente i rischi valutando la necessità di interventi mitigativi nel breve/medio periodo 5 Alto Intervenire con urgenza per individuare ed attuare gli interventi di prevenzione e protezione che riducano il rischio ad una criticità inferiore 6 Molto alto Intervenire immediatamente per eliminare/ridurre il pericolo e comunque ridurre il rischio ad una criticità inferiore Le risultanze della relazione sopra descritta possono quindi essere raccolte in forma matriciale ponendo appunto in relazione gravità e probabilità per ottenere la criticità. Il nesso stabilito consente di ottenere la seguente: Matrice di rischio Gravità Probabilità
15 Premessa Pagina 14 A questo punto, il datore di lavoro coadiuvato dal responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e dal Medico competente, sentiti i rappresentanti dei lavoratori, definisce il programma degli interventi, Fase 4; essi mireranno ad uno o più dei seguenti aspetti: prevenzione tecnica, prevenzione organizzativa (in particolare piano di emergenza e di pronto soccorso), informazione e formazione, dispositivi di protezione individuali e collettivi. Per ciascun intervento occorre definire le specifiche tecniche, le risorse necessarie, le priorità, le responsabilità esecutive e le scadenze stabilite (intermedie e finali). 0.4 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO L'organizzazione del lavoro, articolatosi secondo la metodologia illustrata nel paragrafo precedente, si è basata su una serie di incontri a vari livelli. Tale attività è stata sviluppata in particolare con alcuni incontri effettuati con la partecipazione di: Ing. Luca Della Santina (Datore di Lavoro) Ing. Massimo Maccarone (RSPP) Infine, si è operato fin dall'inizio secondo una modalità di coinvolgimento (informativo, formativo e operativo) del personale che opera all interno del luogo di lavoro.
16 Parte I - Notizie generali Pagina 15 Parte I - Notizie generali I.1 DATI DEL DATORE DI LAVORO Nome e cognome Ing. Luca Della Santina Carica in Provincia Datore di Lavoro I.2 SEDE DEL DATORE DI LAVORO DENOMINAZIONE Indirizzo Via Galileo Galilei, 40 CAP e Comune Livorno Telefono/fax
17 Parte I - Notizie generali Pagina 16 I.3 ORGANIGRAMMA DELLA SICUREZZA Dati del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Nome e cognome Ing. Massimo Maccarone Consulente esterno (NIER Ingegneria) Dati del Medico Competente Coordinatore Nome e cognome Specializzazione Dott. Piergiovanni Manescalchi Medicina del lavoro Dati del Medici Competenti Nome e cognome Specializzazione Dott. Mario Angelo Sanchez Dott. Pierluigi Lucadei Medicina del lavoro Dati degli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione Nome e cognome Luogo di lavoro
18 Parte I - Notizie generali Pagina 17
19 Parte I - Notizie generali Pagina 18 Dati degli addetti alle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione In conformità a quanto previsto dall art. 2 comma 2 del D. M. 10/3/98 si riporta di seguito l elenco dei lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze, suddivisi per aree di lavoro. Nome e cognome (*) Luogo di lavoro
20 Parte I - Notizie generali Pagina 19 Dati degli addetti alle misure di Pronto soccorso Trattasi dei lavoratori nominati in riferimento alla lett. b, dell art. 18 del D. Lgs 81/08 Nome e cognome (*) Luogo di lavoro
21 Parte I - Notizie generali Pagina 20 I.4 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ La PROVINCIA è, per definizione, un Ente Locale non economico che gestisce una serie di servizi per il cittadino, inteso sia come persona che come fruitore del territorio. Le attività svolte dai dipendenti della Provincia sono raggruppabili in due ambiti: - attività svolte all interno di edifici; - attività svolte all aperto. La Provincia di Livorno, ente intermedio tra Comuni e Regione, ha acquisito negli ultimi anni nuove funzioni e competenze che la pongono sempre più al servizio della comunità e del suo territorio, in un ruolo centrale per governarne la crescita e lo sviluppo. L'identità della Provincia sta proprio nella capacità di progettare e pianificare delle efficaci politiche strategiche di sviluppo del territorio, unendo e coordinando gli altri poteri locali e contribuendo a costruire il senso stesso di comunità locale. Per effetto delle funzioni trasferite o delegate alla Provincia, gli ambiti d'intervento dell'ente sono oggi i seguenti: - Difesa del Suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità naturali - Tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche - Valorizzazione dei beni culturali - Viabilità e trasporti - Protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali - Caccia e pesca nelle acque interne - Organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche - Servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale - Compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado e artistica e alla formazione professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale - Funzioni relative allo sviluppo economico e alle attività produttive. - Raccolta ed elaborazione dati statistici, assistenza tecnico amministrativa agli enti locali, studi e ricerche - Promozione turistica - Politiche attive per il lavoro - Attività di programmazione, Piano Territoriale di Coordinamento
22 Parte I - Notizie generali Pagina 21 Deriva inoltre dal dettato dello Statuto dell'ente l'impegno della Provincia nella promozione delle Pari Opportunità e nell'attività di Cooperazione e partenariato internazionale per lo sviluppo. Le attività svolte dai dipendenti della Provincia sono raggruppabili in due ambiti: - attività svolte all interno di edifici; - attività svolte all aperto.
23 Parte I - Notizie generali Pagina 22 I.5 ATTIVITÀ DI BASE ED ORGANIGRAMMA DELLA PROVINCIA L Amministrazione Provinciale di Livorno ricopre i settori di attività tipici della sua funzione amministrativa, con una articolata presenza in molteplici settori. Le tabelle di seguito riportate danno evidenza dei Settori operativi della provincia (come meglio evidenziato nell organigramma riportato nella seguente figura) e consistenza numerica dell organico della provincia per luoghi di lavoro. Unità organizzativa Dipartimenti DENOMINAZIONE DIRIGENTE DI RIFERIMENTO Direzione Generale Ragioneria Generale Staff Centrale di coordinamento e controllo Segretariato Generale Dott. Alberto Bartalucci Dott. Alberto Bartalucci Dott. Massimo Guantini Dipartimento Programmazione Economica Dipartimento Infrastrutture e Protezione Dipartimento Ambiente e Territorio Ing. Luca Della Santina Arch. Reginaldo Serra Dipartimento Culture, Formazione e Lavoro Dott. Guido Cruschelli
24 Parte I - Notizie generali Pagina 23 Unità organizzativa - Dipartimenti UNITÀ ORGANIZZATIVA Direzione Generale Ragioneria Generale Staff Centrale di coordinamento e controllo Segretariato Generale Dipartimento Economica Programmazione Dipartimento Infrastrutture e Protezione Dipartimento Ambiente e Territorio Dipartimento Culture, Formazione e Lavoro INDIRIZZO L elenco del personale suddiviso per Aree e Servizi, che presta il proprio lavoro alle dipendenze della Provincia di Livorno, con rapporto di lavoro subordinato, ripartito per mansione è indicato in Allegato 5. L orario di lavoro normalmente è di 36 ore settimanali distribuite su cinque giornate (dal lunedì al venerdì) con i seguenti orari di lavoro, con una flessibilità in entrata ed uscita di 30 : - lunedì e giovedì 8,00 13,00; 14,00 17,00; - martedì, mercoledì e venerdì 8,00 14,40.
25 Parte I - Notizie generali Pagina 24 I.6 GESTIONE DELLA SICUREZZA La PROVINCIA, in particolare a seguito del nuovo decreto legislativo sulla sicurezza e salute dei lavoratori (D. Lgs del 9 aprile 2008, n.81) ha messo in atto una serie di iniziative finalizzate ad una adeguata gestione della complessa problematica. Il punto cruciale della definizione dell assetto organizzativo è, naturalmente, la definizione delle responsabilità in funzione della situazione specifica e degli obiettivi da perseguire. Ai sensi del D. Lgs 81/08 l Ente locale viene assimilato ad una azienda. Occorre, dunque, partire dalla definizione della figura del datore di lavoro e dei dirigenti, per passare poi ai livelli più analitici dei preposti e dei lavoratori, così come indicato dalle normative, per giungere poi ad applicare tali funzioni alla gerarchia delle funzioni già attive nella PROVINCIA (nel prossimo paragrafo). La figura del Datore di Lavoro Ai sensi dei D. Lgs 81/08 la figura di Datore di Lavoro della azienda è, stata affidata con delega al Direttore Generale che diventa figura che all interno della Provincia ha potere di spesa e di organizzazione del servizio. Ciò indubbiamente favorisce l assunzione sintetica delle responsabilità in merito alla sicurezza e all igiene del lavoro, nonché l attuazione delle misure organizzative, gestionali e tecniche da attivare. I dirigenti I dirigenti non sono esonerati dall assunzione piena delle responsabilità che la legge assegna loro. E evidente, infatti (si veda a proposito la Figura seguente, che schematizza il costrutto dell art. 18 del D.Lgs 81/08) che al Datore di Lavoro in quanto tale competono esclusivamente i compiti di governo (egli deve essenzialmente prendere decisioni, assegnare compiti e definire le risorse necessarie, in base ad una approfondita conoscenza della realtà a lui sottoposta), mentre sono proprie dei dirigenti le responsabilità operative e attuative, dalle quali ne deriva la responsabilità cooperativa ovvero un ruolo propositivo. I preposti La normativa definisce i preposti come: persona che, in ragione delle competenze professionali, e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. I preposti, secondo le loro attribuzioni e responsabilità devono:
26 Parte I - Notizie generali Pagina 25 a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti; b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; c) richiedere l osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall articolo 37. Il Servizio di Prevenzione e Protezione Lo strumento principale del sistema di gestione della sicurezza è il Servizio di Prevenzione e Protezione (indicato con l acronimo SPP) e la sua organizzazione, già definita da tempo, costituisce un impegno importante. Oggi il SPP si attesta nella struttura societaria come l elemento che assume compiti di consulenza e coordinamento per il datore di lavoro, per i dirigenti e i preposti, di verifica e supervisione (auditing) e di sintesi di un processo sempre più penetrato nel sistema. Il SPP definito nel Capo III del D. Lgs 81/08 (art. 32 e 33) è tenuto a provvedere: a) all individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e alla individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell organizzazione aziendale; b) ad elaborare per quanto di competenza le misure preventive e protettive e i sistemi di cui all art. 28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure; c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
27 Parte I - Notizie generali Pagina 26 e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e di sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica di cui all articolo 35; f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all art. 36. L altro articolo che chiarisce il ruolo del SPP sono gli l art.18 e 19, in cui sono definite le responsabilità del datore di lavoro, dirigente e preposto, schematizzato nella figura riportata alla pagina seguente:
28 Pagina 27 Parte I Notizie generali Articolo 4 Obblighi del Datore di Lavoro, del Dirigente e del Preposto Datore di Lavoro Dirigente Preposto Percorso inibito. Funzioni non delegabili Responsabilità generale di valutazione e attuazione continuativa comma 1, comma 7 Responsabile del Servizio di Prevenzione comma 6 Medico Competente comma 6 Elabora, custodisce e aggiorna il Rapporto di Sicurezza contenente: - analisi dei rischi - misure di prevenzione - programma di attuazione comma 2, comma 3, comma 7 Designa gli addetti al SPP e il Responsabile (eventualmente con esterni) ed il Medico Competente comma 4 Adottano le misure necessarie per la salute e la sicurezza comma 5 Organizzano la prevenzione punti a,b,c,d,e,f,g,h,q Gestiscono la prima emergenza punti i,,l Prendono misure nei confronti del territorio punto n Tengono il registro dell infortunistica punto o Tengono il rapporto con il rappresentante della sicurezza punti m,p
29 Parte I Notizie generali Pagina 28 Come si vede dal grafico, il Responsabile del SPP (e il Servizio da questi diretto) devono essere collocati a staff, e non in linea, rispetto all organizzazione aziendale. Se la definizione del SPP è quella sopra accennata, ne consegue che il suo ruolo è di tipo eminentemente (anche se non esclusivamente) organizzativo in quanto non operativamente in linea sulle singole operazioni e attività. In conclusione lo scopo del SPP non è quello di assumere delle responsabilità in ordine alla sicurezza e salute dei lavoratori, in supplenza al Datore di Lavoro o ai dirigenti, ma di supportare al meglio chi le responsabilità le ha e le vuole con coscienza esercire. Si fornisce di seguito un prospetto degli interventi di natura gestionale con l indicazione di quelli in essere (contrassegnati con la X nella casella si ) e di quelli previsti (contrassegnati con la X nella casella no ): I.7 ADEMPIMENTI GESTIONALI In questa sezione viene data evidenza dello stato di attuazione degli adempimenti gestionali in qualunque misura correlabili alla gestione della sicurezza e salute dei lavoratori nell esercizio delle attività previste per le diverse mansioni. I.7.1 Certificazione e documentazione Nel seguito si fornisce un prospetto complessivo nel quale si evidenziano i documenti disponibili (con l indicazione SI ), ed i documenti non disponibili (con l indicazione NO ); le note servono a fornire eventuali chiarimenti. Strumenti gestionali Si No Note Lettera di nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Lettera di nomina del Medico Competente Lettere di nomina dei lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato e di pronto soccorso Attestati di partecipazione dei lavoratori designati per le misure di prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato agli appositi corsi di formazione X X X (1) X (1) Attestati di partecipazione dei lavoratori designati per le X (1)
30 Pagina 29 Parte I Notizie generali Strumenti gestionali Si No Note misure di pronto soccorso agli appositi corsi di formazione Attestati di partecipazione dei lavoratori ai corsi di formazione per Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione Attestati di partecipazione dei lavoratori ai corsi per preposti Attestati di partecipazione dei lavoratori ai corsi di formazione per gli addetti (art.22) specifici per luogo di lavoro e per mansione X (1) X (1) X (1) Elenco dei DPI in dotazione per ciascuna mansione X Verbali di consegna ai lavoratori dei DPI Esistenza di un mansionario con indicazione delle attrezzature di pertinenza Verbali delle Riunioni Periodiche Censimento delle sostanze utilizzate X (1) Schede di sicurezza riferite alle sostanze pericolose X (1) Censimento delle macchine e delle attrezzature X (1) Definizione e registrazione di un programma periodico di manutenzione su macchine ed attrezzature di lavoro X X X X (1) Procedure operative e di sicurezza X (1) Procedure di pronto soccorso X (1) Igiene ambientale/antinfortunistica Si No Note Indagine fonometrica ai sensi del D. Lgs 195/06 Registro esposti a valori > 87 db Registro infortuni Denunce INAIL X X In fase di realizzazione In fase di realizzazione Note: (1) da recuperare in modo sistematico;
31 Parte I Notizie generali Pagina 30
32 Parte I Notizie generali Pagina 31 I.7.2 Sorveglianza sanitaria La sorveglianza sanitaria ha lo scopo di valutare l idoneità allo svolgimento della specifica mansione lavorativa attraverso l accertamento delle condizioni di salute dei lavoratori (o assimilati). La Sorveglianza sanitaria è effettuata nei casi previsti dalle normative vigenti, essa prevede: a. accertamenti preventivi intesi a constatare l'assenza di controindicazioni alla mansione (e quindi ai compiti) cui i lavoratori saranno destinati; b. accertamenti periodici per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. Nell Amministrazione provinciale di Livorno la Sorveglianza sanitaria, agli aventi diritto, è assicurata dal Medico competente, secondo le rispettive competenze e le specifiche attribuzioni. Il programma di sorveglianza sanitaria è strutturato sulla base dell analisi per mansioni. Il presente documento di valutazione dei rischi con la sezione riferita all analisi per mansione, alla valutazione del rischio chimico, biologico e cancerogeno consentirà di adeguare, se necessario, il protocollo sanitario. I.7.3 Dispositivi di protezione individuale In base alle mansioni svolte, l Amministrazione provinciale di Livorno ha l obbligo di fornire ai lavoratori dispositivi di protezione individuale. L elenco di tali DPI, classificati per tipologia e numero dovrà risultare disponibile presso i vari luoghi di lavoro significativi e sarà oggetto di aggiornamento anche a seguito della presente valutazione. Si evidenzia che deve prevedersi al riguardo opportuna procedura per garantire distribuzione e formazione sull utilizzo dei DPI.
33 Parte I Notizie generali Pagina 32 I.7.4 Informazione e formazione Il datore di lavoro dell Amministrazione in ottemperanza a quanto previsto dal D. Lgs 81/08 (Informazione e formazione dei lavoratori) esercita l obbligo informativo e formativo utilizzando strumenti diversi: corsi di formazione, distribuzione di manuali informativi, comunicazioni tramite lettere o ai soggetti interessati. In ogni caso il datore di lavoro deve assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza con particolare riferimento a: a) Concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo ed assistenza; b) Rischi riferiti alle mansioni ed ai possibili danni ed alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell azienda. L articolo 37, comma 2 del D. Lgs 81/08, dispone che la durata, i contenuti minimi e le modalità' della formazione dei lavoratori sono definiti mediante apposito accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni, previa consultazione delle Parti sociali. La conferenza Stato, Regioni e Province autonome ha sancito l Accordo in sintesi di seguito richiamato al quale l Amministrazione Provinciale di Livorno si atterrà: Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano per la formazione dei lavoratori ai sensi dell art. 37, comma 2, del D. Lgs 81/2008 sottoscritto in data 21/12/2011 con repertorio n. 221 (Pubblicato G.U. n. 8 dell 11/1/2012). L accordo definisce la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione, nonché dell'aggiornamento, dei lavoratori di cui all articolo 2, comma 1, lettera a) del D. Lgs81/2008, dei preposti e dei dirigenti. La formazione sopra indicata dovrà essere integrata da ulteriore formazione nel caso il lavoratore svolga attività oppure utilizzi attrezzature per i quali si rendono necessari percorsi formativi ulteriori, specifici e mirati. Nell organizzazione della formazione allorché le materie non richiedono necessariamente la presenza fisica dei discenti e dei docenti è possibile fare ricorso all'impiego di piattaforme e-learning. ORGANIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE Nell organizzazione della formazione si dovranno tenere presenti le seguenti indicazioni:
34 Parte I Notizie generali Pagina 33 a) un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35 unita'; b) la presenza di un registro di presenza dei partecipanti; c) l obbligo di frequenza del 90% delle ore di formazione previste; d) contenuti e modalità di svolgimento che tengano conto delle differenze di genere, di età, di provenienza e lingua, della specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. METODOLOGIA DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO La metodologia di insegnamento deve privilegiare le procedure che favoriscano l apprendimento da parte del lavoratore. A tal fine è opportuno: a) garantire un equilibrio tra lezioni frontali, esercitazioni teoriche e pratiche e relative discussioni, nonché lavori di gruppo, nel rispetto del monte ore complessivo prefissato per ogni modulo; b) favorire, ove possibile, le metodologie di apprendimento innovative, anche in modalità e-learning oppure in linguaggi multimediali. L'utilizzo delle modalità di apprendimento e- Learning è consentito per la formazione generale per i lavoratori; la formazione dei dirigenti; i corsi di aggiornamento, la formazione dei preposti, l attuazione di progetti formativi sperimentali. ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO DEI LAVORATORI Il percorso formativo deve articolarsi in due moduli distinti i cui contenuti rimandono alle lettere a) e b) del comma 1 e al comma 3 dell'articolo 37 del D. Lgs n. 81/2008. Formazione Generale La formazione generale deve prevedere una durata non inferiore a 4 ore e deve essere dedicata alla presentazione dei concetti generali in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro. I contenuti della formazione generale devono essere: concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti, doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo e assistenza. Formazione Specifica La formazione specifica e, ove previsto, l addestramento specifico devono essere effettuati in occasione: - della costituzione del rapporto di lavoro;
35 Parte I Notizie generali Pagina 34 - del trasferimento o cambiamento di mansione; - della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. La formazione specifica deve essere svolta in funzione dei rischi specifici riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione. La formazione specifica, visto la classificazione delle Pubbliche amministrazioni nel rischio medio, con riferimento alle corrispondenze ATECO , deve avere una durata non inferiore a 8 ore. Inoltre, la formazione specifica è soggetta agli aggiornamenti periodici. I contenuti della formazione specifica devono prendere in esame i seguenti rischi o tematiche: Rischi infortuni, Meccanici generali, Elettrici generali, Macchine, Attrezzature, Cadute dall'alto, Rischi da esplosione, Rischi chimici, Nebbie - Oli - Fumi - Vapori - Polveri, Etichettatura, Rischi cancerogeni, Rischi biologici, Rischi fisici, Rumore, Vibrazione, Radiazioni, Microclima e illuminazione, Videoterminali, DPI Organizzazione del lavoro, Ambienti di lavoro, Stress lavoro-correlato, Movimentazione manuale carichi, Movimentazione merci (apparecchi di sollevamento, mezzi di trasporto), Segnaletica, Emergenze, Le procedure di sicurezza con riferimento al profilo di rischio specifico, Procedure esodo e incendi, Procedure organizzative per il primo soccorso, Incidenti e infortuni mancati. La trattazione dei rischi sopra indicati va declinata secondo la loro effettiva presenza nella mansione di appartenenza del lavoratore. Pertanto, la durata minima complessiva dei corsi di formazione per i lavoratori dell Ente, in base al rischio medio di riferimento, deve essere: 4 ore di Formazione Generale + 8 ore di Formazione Specifica per il rischio medio: TOTALE 12 ore Condizioni particolari: I lavoratori di aziende a prescindere dal settore di appartenenza, che non svolgano mansioni che comportino la loro presenza, anche saltuaria, nei reparti produttivi, possono frequentare i corsi individuati per il rischio basso.
36 Parte I Notizie generali Pagina 35 Costituisce altresì credito formativo permanente, oltre che la formazione generale, anche la formazione specifica di settore derivante dalla frequenza di corsi di formazione professionale presso strutture della formazione professionale o presso enti di formazione professionale accreditati dalle Regioni e Province autonome che abbiano contenuti e durata conformi al presente Accordo. Rimane comunque salvo l'obbligo del datore di lavoro di assicurare la formazione specifica secondo le risultanze della valutazione dei rischi. FORMAZIONE PER IL PREPOSTO La formazione del preposto deve comprendere quella per i lavoratori e deve essere integrata da una formazione particolare, in relazione ai compiti da lui esercitati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La durata minima del modulo per preposti è di 8 ore. I contenuti della formazione devono comprendere quelli elencati all'articolo 37, comma 7, del D. Lgs n. 81/2008 e quelli che fanno riferimenti alle competenze specifiche per l assolvimento della funzione di preposto: - Principali soggetti del sistema di prevenzione aziendale: compiti, obblighi, responsabilità; - Relazioni tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione; - Definizione e individuazione dei fattori di rischio; - Incidenti e infortuni mancati; - Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri; - Valutazione dei rischi dell'azienda, con particolare riferimento al contesto in cui il preposto opera; - Individuazione misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; - Modalità di esercizio della funzione di controllo dell'osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni di legge e aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e di uso dei mezzi di protezione collettivi e individuali messi a loro disposizione. FORMAZIONE DEI DIRIGENTI.
37 Parte I Notizie generali Pagina 36 La formazione dei dirigenti sostituisce integralmente quella prevista per i lavoratori ed e' strutturata in quattro moduli. MODULO 1. GIURIDICO NORMATIVO: 1. sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori; 2. gli organi di vigilanza e le procedure ispettive; 3. soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il D. Lgs n. 81/2008: compiti, obblighi, responsabilità e tutela assicurativa; 4. delega di funzioni; 5. la responsabilità civile e penale e la tutela assicurativa; 6. la "responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, 7. delle società e delle associazioni, anche prive di responsabilità giuridica" ex D. Lgs n.231/2001, e s.m.i.; 8. i sistemi di qualificazione delle imprese e la patente a punti in edilizia; MODULO 2. GESTIONE ED ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA 1. modelli di organizzazione e di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (articolo 30, D. Lgs n. 81/2008); 2. gestione della documentazione tecnico amministrativa; 3. obblighi connessi ai contratti di appalto o d'opera o di somministrazione; 4. organizzazione della prevenzione incendi, primo soccorso e gestione delle emergenze; 5. modalità di organizzazione e di esercizio della funzione di vigilanza delle attività lavorative e in ordine all'adempimento degli obblighi previsti al comma 3 bis dell'art. 18 del D. Lgs. n.81/2008; 6. ruolo del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione e protezione; MODULO 3. INDIVIDUAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI 1. criteri e strumenti per l'individuazione e la valutazione dei rischi; 2. il rischio da stress lavoro-correlato; 3. il rischio ricollegabile alle differenze di genere, età, alla provenienza da altri paesi e alla tipologia contrattuale;
38 Parte I Notizie generali Pagina il rischio interferenziale e la gestione del rischio nello svolgimento di lavori in appalto; le misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione in base ai fattori di rischio; 5. la considerazione degli infortuni mancati e delle risultanze delle attività di partecipazione dei lavoratori e dei preposti; 6. dispositivi di protezione individuale; 7. la sorveglianza sanitaria; MODULO 4. COMUNICAZIONE, FORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI 1. competenze relazionali e consapevolezza del ruolo; 2. importanza strategica dell'informazione, della formazione e dell'addestramento quali strumenti di conoscenza della realtà aziendale; 3. tecniche di comunicazione; 4. lavoro di gruppo e gestione dei conflitti; 5. consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; 6. natura, funzioni e modalità di nomina o di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. La durata minima della formazione per i dirigenti è di 16 ore. Tenuto conto della peculiarità delle funzioni e della regolamentazione legale vigente, la formazione dei dirigenti può essere programmata e deve essere completata nell'arco temporale di 12 mesi. Al termine del corso previa frequenza di almeno il 90% delle ore di formazione verrà effettuata una prova di verifica obbligatoria da effettuarsi con colloquio o test, in alternativa tra loro. Tale prova è finalizzata a verificare le conoscenze relative alla normativa vigente e le competenze tecnico-professionali acquisite in base ai contenuti del percorso formativo. CREDITI FORMATIVI Il modulo di formazione generale rivolto ai lavoratori ed ai preposti costituisce credito formativo permanente. La formazione specifica diventa credito formativo nei seguenti casi: - qualora il lavoratore vada a costituire un nuovo rapporto di lavoro con un'azienda dello stesso settore produttivo cui apparteneva; - qualora il lavoratore, all'interno di una stessa azienda multiservizi, vada a svolgere mansioni riconducibili ad un settore a rischio maggiore. La formazione specifica dovrà essere completata con un modulo integrativo, sia nella durata che nei contenuti, attinente ai rischi delle nuove mansioni svolte.
39 Parte I Notizie generali Pagina 38 E' riconosciuto credito formativo solo la formazione generale, mentre deve essere ripetuta la parte di formazione specifica limitata alle modifiche o ai contenuti di nuova introduzione, nel caso di trasferimento o cambiamento di mansioni del lavoratore, nell introduzione di nuove attrezzature, nuove tecnologie, nuove sostanze o preparati pericolosi. La formazione generale precedente all'assunzione, qualora prevista nella contrattazione collettiva nazionale di settore, diventa credito formativo. La formazione particolare e aggiuntiva per i preposti costituisce credito formativo permanente salvo nei casi in cui si sia determinata una modifica del suo rapporto di preposizione nell'ambito della stessa o di altra azienda. Il datore di lavoro è comunque tenuto a valutare la formazione pregressa ed eventualmente ad integrarla sulla base del proprio documento di valutazione dei rischi e in funzione della mansione che verrà ricoperta dal lavoratore assunto. La formazione per i dirigenti costituisce credito formativo permanente. AGGIORNAMENTO I lavoratori devono essere avviati a corsi di aggiornamento con una periodicità quinquennale e con una durata minima di 6 ore. Nei corsi di aggiornamento per i lavoratori dovranno riguardare: - approfondimenti giuridico-normativi; - aggiornamenti tecnici sui rischi ai quali sono esposti i lavoratori; - aggiornamenti su organizzazione e gestione della sicurezza in azienda; - fonti di rischio e relative misure di prevenzione. I preposti devono essere avviati a corsi di formazione di aggiornamento con una periodicità quinquennale e con durata minima di 6 ore, in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I dirigenti devono avviati a corsi di aggiornamento con una periodicità quinquennale e con durata minima di 6 ore in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro.
40 Pagina 39 Parte II - Analisi di rischio II.1 ANALISI DELLE MANSIONI La metodologia prende in considerazione il rapporto tra pericolo ed operatore, individuando i rischi connessi a ciascuna attività svolta. Essa infatti, costituisce l'approccio complementare all'analisi per aree per individuare i pericoli, i danni ed i rischi. L'analisi delle mansioni è stata svolta utilizzando le seguenti definizioni: mansione attività attività unitaria = insieme delle attività svolte da un operatore = insieme di azioni coordinate al raggiungimento di un obbiettivo = ciascuna delle azioni singole Come sopra indicato, ogni mansione comprende in generale diverse attività svolte nel suo ambito; si è, dunque, proceduto alla definizione delle mansioni ed alla successiva individuazione dei pericoli a cui esse sono esposte.
41 Pagina 40 II.1.1 Procedure e metodi di analisi Scopo della presente parte del documento di valutazione dei rischi è ottemperare a quanto disposto dall art. 17 comma 1, lettera a) del D. Lgs 81/2008, per consentire di valutare i rischi cui sono sottoposti i lavoratori addetti, determinarne la dimensione (criticità) ed in funzione di questa valutare se è necessario intervenire riducendone l entità, e in caso positivo definire la metodologia diretta o indiretta, coordinata, fattibile di intervento, oltre che i tempi necessari per la esecuzione dei lavori (art. 28 commi 1, 2 e 3 D. Lgs 81/2008). Metodologia di valutazione Nella stesura della presente parte del documento, si è dato il significato di valutazione dei rischi come di una individuazione dei possibili centri/fonti di pericolo per la sicurezza e per la salute dei lavoratori e la misura dell entità del rischio per ognuno di essi o per gruppi omogenei di essi. Tale valutazione avrà come conseguenza la determinazione di eventuali misure di intervento (organizzative, tecniche, logistiche, ecc.) per consentire di eliminare o quantomeno ridurre il singolo rischio. In particolare sono stati valutati i rischi elencati nella tabella seguente, già sottoposti ad una normativa specifica. L analisi e la valutazione dei rischi è stata inoltre svolta tenendo conto dell andamento degli infortuni (rif. II.1.1). Si fa notare inoltre che ove ritenuti trascurabili già ad una prima analisi è stato indicato rischio non rilevante. Analisi e Valutazione Valutazione del rischio da atmosfere esplosive Valutazione del rischio chimico Riferimento Normativo D. Lgs 81/2008 Titolo XI; Allegati XLIX-LI D. Lgs 81/2008 Titolo IX, Capo I; Allegati XXXVIII-XLI Riferimento all interno del documento Rischio non rilevante; (*) II Esposizione al Piombo D. Lgs 81/2008 Allegato XXXIX Rischio non rilevante Agenti fisici: esposizione al rumore Agenti fisici: esposizione alle vibrazioni D. Lgs 81/2008 Titolo VIII, Capo II D. Lgs 81/2008 Titolo VIII, Capo III; Allegato XXXV II II.1.7.1
42 Pagina 41 Analisi e Valutazione Agenti fisici: esposizione a campi elettromagnetici Agenti fisici: esposizione a radiazioni ottiche artificiali Riferimento Normativo D. Lgs 81/2008 Titolo VIII, Capo IV; Allegato XXXVI D. Lgs 81/2008 Titolo VIII, Capo V; Allegato XXXVII Riferimento all interno del documento Rischio non rilevante (*) Rischio non rilevante Agenti fisici: ultrasuoni, infrasuoni, atmosfere iperbariche D. Lgs 81/2008 Titolo VIII Rischio non rilevante Macchine ed attrezzature utilizzate Uso di attrezzature per lavori in quota Lavoro al videoterminale Movimentazione manuale dei carichi Valutazione del rischio cancerogeno Esposizione all Amianto Valutazione del rischio biologico D.P.R. 459/1996 D. Lgs 81/2008 Titolo III D.P.R. 459/1996 D. Lgs 81/2008 Titolo III, IV D. Lgs 81/2008 Titolo VII Allegato XXXIV D. Lgs 81/2008 Titolo VI Allegato XXXIII D. Lgs 81/2008 Titolo IX, Capo II; Allegati XLII-XLIII D. Lgs 81/2008 Titolo IX, Capo III D. Lgs 81/2008 Titolo X; Allegati XLIV-XLVIII II.1.11 II.1.10 II.1.8 II.1.9 II II II.1.4 Fumo Passivo L. 16/01/2003 II.1.14 Stress e mobbing D. Lgs 81/2008, art.28 II.1.12 Assunzione alcol e sost. stupefacenti L.131/2003, Intesa S-R 30/10/2007, L.125/2001 Intesa S-R 16/03/2006 II.1.17 Rischio elettrico D. Lgs 81/2008, Capo III II.1.5 Esposizione a radon D. Lgs 230/1995 II.1.18 Lavoro notturno D. Lgs 66/2003 Rischio non rilevante Analisi delle mansioni D. Lgs 81/2008, art.28 comma 2 lett.e) II.1.2
43 Pagina 42 Analisi e Valutazione Riferimento Normativo Riferimento all interno del documento Tutela delle lavoratrici madri D. Lgs 151/2001 II.1.19 (*) Si faccia riferimento anche alle valutazioni dei rischi relativi ai luoghi specifici Tali argomenti sono stati esaminati secondo due punti di vista, distinti ma non separati, derivanti dalle due tipologie di prevenzione e protezione: la sicurezza e l igiene del lavoro. Determinare i rischi dal punto di vista della sicurezza significa soprattutto individuare e valutare quelle fonti di pericolo che comportano un rischio da infortunio (un accadimento istantaneo, traumatico, come uno schiacciamento, una frattura, ecc.). Tale individuazione avviene per aree di lavoro. Determinare rischi dal punto di vista dell igiene del lavoro, strettamente legata alla Prevenzione del medico competente, significa esaminare la singola postazione o un gruppo di postazioni omogenee, per determinare e valutare quelle fonti di pericolo che comportando esposizioni prolungate che possono generare alterazioni fisiche che si manifestano come malattie. La distinzione suddetta assume maggiore importanza nel momento in cui si individuano le eventuali azioni di riduzione del rischio, che nei due casi si presentano nettamente distinte, almeno negli aspetti di prevenzione: - nel caso della sicurezza comporta la manutenzione delle sicurezze attive e passive di impianti, macchine ed attrezzature ed eventualmente il loro adeguamento dal punto di vista tecnico; - nel caso dell igiene del lavoro, oltre agli interventi di bonifica ambientale (aspirazioni, pareti isolanti, ecc.), è fondamentale la prevenzione sanitaria. Nel dettaglio i criteri e la metodologia adottata per l effettuazione della valutazione del rischio sono riportati nei primi paragrafi.
44 Pagina 43 Sulla base dei profili professionali ricoperti all interno dell Amministrazione Provinciale sono state individuate e definite le mansioni, ai fini dell analisi di rischio insito nelle attività svolte, operando un raggruppamento di alcuni profili professionali, per i quali le situazioni di rischio possono essere considerate analoghe: AREA SETTORE DI APPARTENENZA Gabinetto del Presidente Direzione Generale Segreteria Generale Servizio Sviluppo Rurale e Turismo MANSIONI Impiegato d ufficio videoterminalista. Impiegato d ufficio videoterminalista. Impiegato d ufficio videoterminalista. Istruttore - Funzionario Tecnico, Impiegato d ufficio videoterminalista, Servizio Istruzione, Cultura, Attività Sportive, Politiche Sociali Servizio Edilizia, Sicurezza e Impianti Addetto trasporto e montaggio arredi, Addetto manutenzione piscina, Impiegato d ufficio, Impiegato d ufficio videoterminalista, Bibliotecario. Tecnico edile impiantistico, Addetto servizi tecnici. Servizio Risorse Finanziarie Umane Impiegato d ufficio videoterminalista. Servizio Sistema Informativo e Affari Generali Servizio Programmazione e Sostegno allo Sviluppo Economico Servizio Sviluppo Sostenibile ed Energia Impiegato d ufficio. Impiegato d ufficio videoterminalista, Addetto archivio, Addetto informatico, Centralinisti. Impiegato d ufficio videoterminalista. Impiegato d ufficio videoterminalista, Tecnico ambientale videoterminalista, Tecnico ambientale, Servizio Progettazione Nuove Tecnico viabilità, Tecnico ambientale monitoraggio aria.
45 Pagina 44 AREA SETTORE DI APPARTENENZA Opere Servizio Manutenzione Infrastrutture Servizio Forestazione e Difesa Fauna Servizio Formazione e Lavoro/Centro Direzionale e Centri per l Impiego Servizio Difesa del Suolo e Protezione Civile Polizia Provinciale MANSIONI Impiegato d ufficio videoterminalista Tecnico espropri. Tecnico viabilità, Capodistretto, Addetto manutenzione, Impiegato d ufficio videoterminalista. Tecnico addetto istruttorie, Tecnico addetto direzione lavori opere di forestazione ed opere connesse, Operaio forestale specializzato Tecnico direzione delle operazioni di estinzione incendi, Impiegato d ufficio videoterminalista. Amministrativo addetto alle verifiche agevolazione acquisto carburante Impiegato d ufficio. Impiegato d ufficio, Ufficiale Idraulico, Tecnico/Funzionario di protezione civile, Amministrativo di protezione civile, Tecnico/Funzionario Operativo, Tecnico Geometra, Funzionario geologo collaboratore progettazione, Tecnico collaboratore geometra-perito edile. Agente, Impiegato d ufficio videoterminalista. Autista di rappresentanza
46 Pagina 45 II.1.2 Mansioni descrizione delle attività lavorative II Impiegato videoterminalista Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il proprio servizio negli uffici con l'utilizzo di videoterminali per più di venti ore settimanali anche non continuative. Nell'ambito di tale mansione si prevede che detti lavoratori possano effettuare missioni e spostamenti finalizzati a raggiungere luoghi di lavoro simili a quelli di appartenenza. Elenco delle attività unitarie 1. Svolge mansioni secondo diverse finalità e competenze, assimilabili a lavoro d'ufficio con l'ausilio di videoterminali 2. Provvede alla compilazione e redazione di documenti ed elaborati ai fini burocratico e amministrativo 3. Esiste la possibilità di ricevere utenti e/o colleghi per i fini a cui è preposto 4. svolge attività di progettazione tecnica riconducibile a lavoro d'ufficio, con l'ausilio di videoterminali 5. Effettua missioni e spostamenti finalizzati a raggiungere luoghi di lavoro simili a quelli di appartenenza 6. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale. Ambienti di lavoro - Ufficio Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt - auto di servizio
47 Pagina 46 II Impiegato Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il proprio servizio negli uffici senza utilizzo di videoterminali, ovvero con l'utilizzo dei videoterminali per meno di 20 ore settimanali anche non consecutive. Nell'ambito di tale mansione si prevede che detti lavoratori possano effettuare missioni e spostamenti finalizzati a raggiungere luoghi di lavoro simili a quelli di appartenenza. Elenco delle attività unitarie 1. Svolge mansioni secondo diverse finalità e competenze, assimilabili a lavoro d'ufficio senza l'ausilio di videoterminali, ovvero con l'utilizzo dei videoterminali per meno di 20 ore settimanali anche non consecutive 2. Provvede alla compilazione e redazione di documenti ed elaborati ai fini burocratico e amministrativo 3. Esiste la possibilità di ricevere utenti e/o colleghi per i fini a cui è preposto 4. Svolge attività di progettazione tecnica riconducibile a lavoro d'ufficio, senza l'ausilio di videoterminali 5. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale Ambienti di lavoro - Ufficio Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt - auto di servizio
48 Pagina 47 II Centralinista Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il proprio servizio negli uffici con utilizzo di videoterminali, per attività legate alle comunicazioni telefoniche. Elenco delle attività unitarie 1. Riceve e smista le chiamate in ingresso e uscita per le sedi dell'amministrazione, con utilizzo di videoterminali. 2. Utilizza altre attrezzature di supporto alla propria attività Ambienti di lavoro - Ufficio Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt
49 Pagina 48 II Addetto ai servizi vari Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il proprio servizio come personale d'attesa senza utilizzo di videoterminali, con movimentazione manuale di carichi. Nell'ambito ditale mansione si prevede che detti lavoratori possano effettuare missioni e spostamenti finalizzati a raggiungere luoghi di lavoro simili a quelli di appartenenza. Elenco delle attività unitarie 1. Svolge attività di portierato, controlla e gestisce gli ingressi e le uscite nelle sedi e uffici dell'amministrazione. 2. Si occupa di incombenze varie a servizio degli uffici e sedi operative. 3. Svolge sporadicamente le funzioni di addetto centralinista. 4. Ritira o consegna la posta presso alte sedi. 5. Preleva la posta dall'ufficio postale. 6. Effettua movimentazione di carichi. 7. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale in genere Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt - auto di servizio
50 Pagina 49 II Autista Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano la propria opera utilizzando automezzi dell'amministrazione Provinciale con funzione di Autista di Rappresentanza. Elenco delle attività unitarie 1. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale per il trasporto degli Amministratori e di personale dell'ente. 2. Effettua periodi di stazionamento nell'autovettura. 3. Provvede al lavaggio dell'auto Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale in genere Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt - auto di servizio - idropulitrice - compressore - carica batterie
51 Pagina 50 II Operaio cantoniere Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano la propria opera nel territorio, nelle strade gestite dall'amministrazione. Tale attività consiste nella manutenzione delle strade ed in particolare nella manutenzione del manto stradale, nella manutenzione di scarpate e fossi, di barriere di sicurezza, rifacimento e manutenzione a segnaletica orizzontale e verticale. Tale attività prevede la sporadica presenza negli uffici per rapporti con i superiori. Elenco delle attività unitarie 1. Effettua la manutenzione delle strade, scarpate e fossi, nel territorio di competenza dell' Amministrazione Provinciale. 2. Effettua lavorazioni inerenti opere edilizie correlate alla rete stradale provinciale. 3. Effettua lavorazioni inerenti opere idrauliche correlate alla rete stradale provinciale. 4. Effettua lavorazioni inerenti opere da fabbro quali saldature, ecc. 5. Effettua movimentazione manuale dei carichi 6. Effettua sopralluoghi per valutare e programmare interventi di manutenzione. 7. Effettua opere di manutenzione del verde, potatura ed abbattimento alberi. 8. Svolge attività di protezione da eventi atmosferici quali sgombero neve, stesura materiali antisdrucciolevole e antigelo, rimozione di rami o altri materiali e dalla carreggiata e dai fossi. 9. Effettua lavorazioni di manutenzione in genere anche in condizioni di emergenza quali forti piogge, frane, forti nevicate, slavine, ghiaccio, ecc. 10. Gestisce magazzini e depositi di attrezzature. 11. Utilizza macchine operatrici, di proprietà dell' Amministrazione o a noleggio, quali, pale gommate, escavatori, camion, spandi sale, furgoni, trancia erba, scava fossi, botti emulsione acida, ecc.
52 Pagina Utilizza prodotti chimici quali catrame, emulsione acida, sale chimico, miscela di benzina e benzina, vernici e diluenti, diserbanti, essiccanti, polveri di fil, materiali impregnanti per il legno. 13. Effettua lavorazioni di manutenzione agli automezzi ed attrezzature nei fabbricati di competenza. 14. Utilizza macchine utensili per piccoli lavori di carpenteria leggera. 15. Utilizza prodotti chimici quali olio motore, olio cambio, olio idraulico, elettrodi/filo per saldatura. 16. Controlla ed eventualmente coordina le squadre di lavoro interne ed esterne. 17. Utilizza Autoveicoli ed automezzi a guida libera dell'amministrazione Provinciale anche al di fuori del territorio provinciale Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - Automobile, motofurgone - decespugliatore - trivella a motore - motosega - segnaletica da cantiere - piccone, martello - trattore taglia erba, autocarro - escavatore - pala meccanica - spazzaneve e spargi sale - indumenti ad alta visibilità - guanti scarpe antinfortunistiche
53 Pagina 52 II Operaio generico Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano la propria opera in fabbricati gestiti dall'amministrazione. Tale attività consiste nella manutenzione dei fabbricati ed in particolare opere edili, opere di falegnameria, opere di carpenteria leggera, opere idrauliche, opere di manutenzione del verde, opere di tinteggiatura. Tale attività prevede la sporadica presenza negli uffici per rapporti con i superiori. Elenco delle attività unitarie 1. Effettua lavorazioni di piccola falegnameria. 2. Effettua lavorazioni di finitura utilizzando vernici e smalti con l'ausilio di pennelli. 3. Effettua lavorazioni di piccola carpenteria. 4. Utilizzo di attrezzatura portatile quale trapani elettrici, avvitatori, seghe, saldatore, ecc. 5. Utilizzo di scale portatili e trabattelli. 6. Utilizzo di prodotti chimici quali colle, smalti, vernici, solventi, mastice, silicone, ecc. 7. Movimentazione manuale dei carichi anche in occasione di limitati traslochi di uffici. 8. Effettua lavorazioni di Idraulica limitatamente a piccola manutenzione di impianti preesistenti. 9. Effettua attività di manutenzione ordinaria di impianti elettrici. 10. Effettua lavorazioni di manutenzione inerenti opere edili 11. Effettua tinteggiatura di piccoli ambienti e manutenzione di intonaci ammalorati. 12. Utilizza prodotti chimici quali cemento, leganti, additivi, vernici. 13. Effettua lavorazioni di manutenzione del verde quali taglio dell'erba, potatura di cespugli 14. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona
54 Pagina 53 Strumenti ed attrezzature di lavoro - Automobile, motofurgone - decespugliatore - trivella a motore - motosega - segnaletica da cantiere - piccone, martello - trattore taglia erba, autocarro - escavatore - pala meccanica - indumenti ad alta visibilità - guanti scarpe antinfortunistiche
55 Pagina 54 II Operaio forestale Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata questa mansione agli addetti alla manutenzione e sistemazione idraulicoforestale, imboschimento e rimboschimento, valorizzazione ambientale e paesistica ed attività anti incendio boschiva. Elenco delle attività unitarie 1. Utilizza macchine operatrici, di proprietà dell' Amministrazione o a noleggio per effettuare lavorazioni quali sbancamenti, livellamenti, apertura di piste e strade forestali, risistemazione di frane. 2. effettua lavorazioni abbattimenti, potatura, sramatura e depezzamento di alberi e arbusti mediante l'impiego di attrezzi manuali e motoseghe, anche in assetto libero. 3. effettua lavorazioni di sfalcio, tritatura di vegetazione ed arbusti mediante l'impiego di attrezzi manuali e decespugliatori. 4. allestisce le aree di cantiere. 5. impiega trattori agricoli con braccio idromeccanico e testa trinciante, con fresa o aratro. 6. effettua lavori di apposizione di paline, impianto e manutenzione di recinzioni con infissione di pali nel terreno mediante l'impiego di attrezzi manuali e meccanici (es. trivella. 7. effettua trattamenti di difesa fitosanitaria mediante impiego di prodotti chimici 8. effettua la manutenzione ordinaria delle attrezzature con motore a scoppio quali motoseghe e decespugliatori 9. effettua la manutenzione ordinaria dei mezzi operativi, delle autovetture e delle attrezzature agro forestali 10. effettua attività di sorveglianza del territorio mediante pattugliamento con guida di automezzi fuoristrada 11. svolge lotta attiva agli incendi mediante l'uso di lance e manichette in aree boschive e non boschive 12. effettua attività di bonifica e messa in sicurezza delle aree percorse dagli incendi 13. movimentazione manuale di carichi
56 Pagina 55 Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - Motosega - Accetta con protezione per lama - Mazza - Gira tronchi - Zappino - Paranco con funi di rinvio - Decespugliatore - Trattore con accessori per taglio erba ed arbusti - Pala meccanica - Pompe spalleggiate ad acqua o ad aria per spegnimento incendi - Automezzo con gruppo motopompa-serbatoio
57 Pagina 56 II Tecnico pianificazione - patrimonio Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il proprio servizio all'esterno degli uffici per attività finalizzata ad istruttoria tecnica di natura patrimoniale o in relazione all'attività di Pianificazione territoriale. Elenco delle attività unitarie 1. Svolge attività tecnica, sul territorio all'esterno di luoghi di lavoro dell'amministrazione, correlata con la gestione del patrimonio e con la progettazione di opere pubbliche. 2. Effettua sopralluoghi preventivi 3. Svolge sul campo attività in contraddittorio 4. Effettua sopralluoghi in materia di Pianificazione territoriale 5. Utilizza Autoveicoli e automezzi a guida libera dell'amministrazione Provinciale. 6. Provvede alla compilazione e redazione di documenti ed elaborati ai fini burocratico e amministrativo 7. Esiste la possibilità di ricevere utenti e/o colleghi per i fini a cui è preposto 8. svolge attività di progettazione tecnica riconducibile a lavoro d'ufficio, con l'ausilio di videoterminali. Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio (fax, stampante, telefono, telefono cellulare) - VDT - Auto di servizio - Taglierine - Rilegatrici termiche
58 Pagina 57 - Maxi spillatrici - Strumenti topografici - Macchina fotografica - Martello
59 Pagina 58 II Tecnico sviluppo rurale / faunistico venatorio Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano la propria opera negli uffici ed all'esterno dei luoghi di lavoro con sopralluoghi in campagna in relazione all'attività di gestione e controllo delle attività agricole, zootecniche, e venatorie. Elenco delle attività unitarie 1. Effettua sopralluoghi per la verifica di confini e georeferenziazione di punti sul territorio 2. Effettua sopralluoghi sul territorio a piedi o con autoveicoli 3. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale 4. Svolge attività tecnica, sul territorio, finalizzata al controllo e verifiche di aziende agricole o similari. 5. Effettua verifiche sulle superfici dei terreni seminativi, vigneti o frutteti e degli impianti ivi installati. 6. Effettua verifiche sui fabbricati agricoli sia terminati che in corso d'opera. 7. Effettua verifiche sulle attrezzature ed impianti presenti all'interno di stalle ed allevamenti di vario genere con presenza di animali. 8. Effettua controlli su lavori di sistemazione idraulica e regimazione acque (esempio: drenaggi eseguiti su terreni collinari anche in forte pendenza) 9. Effettua controlli nei locali agricoli in cui sono presenti prodotti fitosanitari per verificare le etichette dei prodotti stessi. 10. Effettua sopralluoghi tecnici per la quantificazione dei danni arrecati dalla fauna selvatica alle culture agricole. 11. Effettua verifiche in ordine alla corretta effettuazione degli interventi di miglioramento ambientale (es. campetti a perdere o prati polititi) 12. Effettua ispezioni presso cantine per verificare la quantità di vino stoccata ed effettua prelievi di vino anche da silos. 13. Svolge il controllo e verifiche di aziende o attività legate alla pratica venatoria. 14. Effettua sopralluoghi sul territorio per i fondi sottratti e/o chiusi all'attività venatoria
60 Pagina Utilizzano scale a pioli, scale elicoidali, passerelle presenti sui luoghi di cui sopra. 16. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale. 17. Provvede alla compilazione e redazione di documenti ed elaborati ai fini burocratico e amministrativo 18. Esiste la possibilità di ricevere utenti e/o colleghi per i fini a cui è preposto 19. svolge attività di progettazione tecnica riconducibile a lavoro d'ufficio, con l'ausilio di videoterminali Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt - autoveicolo 4x4 - strumentazione topografica GPS - rotella metrica metallica - pennato - seghetto a serramanico - strumenti per rilievi dendrometrici - guanti e scarponi antinfortunistici
61 Pagina 60 II Tecnico ambientale Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il proprio servizio all'esterno degli uffici con sopralluoghi in campagna prevalentemente in relazione all'attività amministrativa di tipo ambientale e sicurezza del territorio. Elenco delle attività unitarie 1. Svolge attività tecnica, sul territorio, all'esterno di luoghi di lavoro dell'amministrazione, finalizzata al controllo dell'ambiente in genere. 2. Effettua visite di controllo in impianti quali ad esempio strutture di depurazione delle acque, in discariche pubbliche e provate. 3. Effettua visite di controllo in discariche pubbliche o private. 4. Effettua il controllo della attività estrattiva. 5. Controlla l'esecuzione di indagini geologiche. 6. Effettua sopralluoghi in materia di dissesti del suolo. 7. Effettua attività di Protezione Civile in relazione a quanto previsto dal vigente Piano Provinciale d'emergenza. 8. Effettua sopralluoghi connessi ai rischi del territorio (idrogeologico, sismico, incendi boschivi, industriale, ecc) 9. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale 10. Provvede alla compilazione e redazione di documenti ed elaborati ai fini burocratico e amministrativo 11. Esiste la possibilità di ricevere utenti e/o colleghi per i fini a cui è preposto 12. Svolge attività di progettazione tecnica riconducibile a lavoro d'ufficio, con l'ausilio di videoterminali. Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale
62 Pagina 61 - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt - auto di servizio
63 Pagina 62 II Tecnico protezione civile Descrizione dell attività di lavoro L attività del tecnico protezione civile consiste in attività d ufficio con uso di VDT, addetto di sala operativa, gestione magazzini. E inoltre incaricato di svolgere sopralluoghi postsisma per verificare agibilità edifici o zone alluvionate. Elenco delle attività unitarie 1. Effettua attività di Protezione Civile in relazione a quanto previsto dal vigente Piano Provinciale d'emergenza. 2. Effettua sopralluoghi connessi ai rischi del territorio (idrogeologico, sismico, incendi boschivi, industriale, ecc) 3. Effettua interventi d'emergenza in caso d'incidenti e calamità naturali Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - auto, fuoristrada di servizio - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt portatili e fissi - apparati radio, macchine fotografiche, telecamere - generatori - natanti - mezzi aerei
64 Pagina 63 II Tecnico direzione lavori Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il proprio servizio sia all'interno che all'esterno degli uffici con prevalenza per attività di gestione e controllo di cantieri edili o stradali. Elenco delle attività unitarie 1. Svolge attività tecnica, sul territorio, all'esterno degli uffici provinciali, correlata lavori all'esecuzione di opere pubbliche, a servizi di manutenzione ed a forniture di beni. 2. Effettua sopralluoghi preventivi ed esegue rilievi. 3. Svolge sul campo attività in contraddittorio 4. Svolge attività di direzione e controllo nei cantieri temporanei o mobili, soggetti al Titolo V del D. Lgs 81/ Coordina squadre di lavoro con lavoratori, mezzi e macchine operatrici dell'amministrazione ovvero con mezzi e macchine operatrici noleggiate a freddo o a caldo e lavoratori forniti da ditte private. 6. Svolge attività di controllo e direzioni di lavori anche in cantieri posti all'interno di luoghi di lavoro. 7. Controlla l'esecuzione di indagini geologiche. 8. Effettua sopralluoghi in materia di dissesti del suolo. 9. Utilizza Autoveicoli e automezzi a guida libera dell'amministrazione Provinciale. 10. Provvede alla compilazione e redazione di documenti ed elaborati ai fini burocratico e amministrativo 11. Esiste la possibilità di ricevere utenti e/o colleghi per i fini a cui è preposto 12. Svolge attività di progettazione tecnica riconducibile a lavoro d'ufficio, con l'ausilio di videoterminali
65 Pagina 64 Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - casco protettivo - scarpe antinfortunistiche - guanti da lavoro - indumenti ad alta visibilità - auto di servizio
66 Pagina 65 II Tecnico museale Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai tecnici che, per la loro qualifica professionale e formazione scientifica, prestano il proprio servizio all'interno della struttura del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo nell'ambito della programmazione, ricerca, conservazione ed assistenza alla fruizione delle risorse museali. Elenco delle attività unitarie 1. Svolge attività di progettazione dei programmi museali anche con l'ausilio di videoterminali. 2. Provvede alla compilazione e redazione di documenti ed elaborati a fine burocratico e amministrativo. 3. esegue direttamente i trattamenti conservativi e di restauro di reperti di origine minerale, vegetale ed animale, anche con utilizzo di agenti chimici 4. studia ed accudisce piccoli animali ed insetti, anche potenzialmente nocivi per puntura, contatto o trasmissione di agenti patogeni 5. conduce direttamente o coordina attività di ricerca scientifica nei laboratori, anche con utilizzo di agenti chimici e biologici 6. esegue o assiste direttamente all'esecuzione di indagini diagnostiche a fini di ricerca o di pianificazione della conservazione e del restauro 7. partecipa alle attività didattiche e di comunicazione riguardanti l'attività del museo, compresa l'accoglienza del pubblico 8. progetta e partecipa alla realizzazione degli allestimenti ed apparati di comunicazione del museo, anche con uso di sostanze e prodotti chimici 9. Svolge attività tecnica sul territorio, all'esterno dell'ambiente museale, correlata a ricerche scientifiche, archeologiche, paleontologiche, ecc Ambienti di lavoro - Ufficio
67 Pagina 66 - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - attrezzature di ufficio: fax, stampante, telefono - vdt
68 Pagina 67 II Nucleo polizia provinciale Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano prioritariamente la propria opera nell'ambito della attività ambientale, di controllo venatorio e della Vigilanza Stradale intervenendo sul territorio di competenza. Nell'ambito di tale mansione detti lavoratori effettuano spostamenti, prevalentemente per il controllo ordinario, o in caso di emergenza, della viabilità. Tali lavoratori possono essere impiegati anche per le altre attività di competenza della Polizia Provinciale. Elenco delle attività unitarie 1. Svolge attività ispettiva sui trasporti di rifiuti, liquami, letami, fanghi di depurazione, ecc. 2. Effettua vigilanza sul rispetto delle norme in materia di tutela dell'ambiente e controllo in materia di cave e miniere. 3. Effettua sopralluoghi sul territorio e presso insediamenti industriali, artigianali, zootecnici, strutture sanitarie e simili, impianti di trattamento rifiuti o acque, impianti di smaltimento finale. 4. Effettua sopralluoghi in campagna anche in presenza di vegetazione con possibilità di puntura di insetti quali zecche, zanzare, ecc e morsi di vipera. 5. Effettua prelievi e campionature ambientali, con l'utilizzo di agenti chimici(reagenti). 6. Effettua vigilanza sul territorio riguardante principalmente il rispetto delle norme di regolamentazione sull'attività venatoria, sulla pesca e sulla raccolta dei prodotti del sottobosco. 7. Effettua la vigilanza sul territorio riguardo alla viabilità. 8. Effettua interventi di prima assistenza in caso di urgenza ed emergenza (incidenti, frane, ecc.) con possibilità di permanenza nelle vicinanze di eventuali agenti chimici o biologici accidentalmente rovesciati da mezzi di trasporto coinvolti ovvero possibilità di contatto con sangue e feriti. 9. Effettua la vigilanza sul territorio e attività di pubblica sicurezza in coordinamento con altre forze di polizia. 10. Effettua il coordinamento e organizzazione della vigilanza volontaria
69 Pagina Effettua la pulizia e lavaggio delle attrezzature 12. Usa le armi lunghe per interventi di abbattimento della fauna. 13. Redige atti e verbali nelle materie di competenza. 14. Effettua notifiche, indagini di vario tipo anche su delega dell'ag. 15. Effettua corsi di addestramento per l'uso di armi da fuoco. 16. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale. 17. Provvede alla compilazione e redazione di documenti ed elaborati ai fini burocratico e amministrativo 18. Esiste la possibilità di ricevere utenti e/o colleghi per i fini a cui è preposto 19. svolge attività riconducibile a lavoro d'ufficio, con l'ausilio di videoterminali Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - autovetture di servizio - armi in dotazione - illuminazione e vernici - estintore per auto - vdt - cellulari - macchina fotografica - GPS - Apparati radio A.I.B
70 Pagina 69 II Guardie volontarie ambientali Descrizione dell attività di lavoro Viene assegnata tale mansione ai volontari coordinati direttamente della'amministrazione Provinciale che prestano la propria opera nell'ambito della attività ambientale e di controllo venatorio. Nell'ambito ditale mansione si prevede che detti operatori effettuano missioni e spostamenti, prevalentemente, per il controllo e la difesa del territorio o di fabbricati ai fini ed in relazione alla tutela dell'ambiente. Svolge attività ispettiva sui trasporti di rifiuti, liquami, letami, fanghi di depurazione, ecc Elenco delle attività unitarie 1. Effettua vigilanza sul rispetto delle norme in materia di tutela dell'ambiente. 2. Effettua vigilanza e controllo in materia di cave e miniere. 3. Effettua sopralluoghi sul territorio e presso insediamenti industriali, artigianali, zootecnici, strutture sanitarie e simili, impianti di trattamento rifiuti o acque, impianti di di smaltimento finale. 4. Effettua sopralluoghi in campagna anche in presenza di vegetazione con possibilità di puntura di insetti quali zecche, zanzare, ecc e morsi di vipera. 5. Effettua prelievi e campionature ambientali, con l'utilizzo di agenti chimici(reagenti). 6. Effettua corsi di addestramento per l'uso di armi da fuoco. 7. Effettua vigilanza sul territorio riguardante principalmente il rispetto delle norme di regolamentazione sull'attività venatoria, sulla pesca e sulla raccolta dei prodotti del sottobosco. 8. Effettua sopralluoghi in campagna anche in presenza di vegetazione con possibilità di puntura di insetti quali zecche, zanzare, ecc e morsi di vipera. 9. Effettua interventi d'emergenza in caso d'incidenti stradali e calamità naturali 10. Effettua la pulizia e lavaggio delle attrezzature 11. Usa le armi lunghe per interventi di abbattimento della fauna. 12. Effettua corsi di addestramento per l'uso delle armi da fuoco.
71 Pagina Effettua sopralluoghi sul territorio a piedi o con autoveicoli 14. Utilizza Autoveicoli a guida libera dell'amministrazione Provinciale Ambienti di lavoro - Ufficio - Territorio provinciale - Sede operativa di zona Strumenti ed attrezzature di lavoro - casco protettivo - scarpe antinfortunistiche - guanti da lavoro - indumenti ad alta visibilità - auto di servizio
72 Pagina 71 II.1.3 Sostanze pericolose In base allart. 28 e del D. Lgs 81/2008, il Datore di Lavoro valuta tutti i rischi, compresi quelli inerenti le sostanze pericolose di cui al titolo IX dello stesso decreto, in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione. Il Titolo IX del D. Lgs 81/2008 divide le sostanze pericolose in: agenti chimici (Capo I), agenti cancerogeni e mutageni (Capo II), amianto (Capo III), che verranno trattati nei paragrafi che seguono. Premessa: i nuovi regolamenti REACH e CLP e la valutazione del rischio chimico In base alle nuove disposizioni europee sulla revisione delle schede di sicurezza e sulla classificazione, etichettatura ed imballaggio degli agenti chimici pericolosi, introdotte dal Regolamento CE Reach n. 1907/2006, modificato dal Regolamento UE n. 453/2010 e dal Regolamento CE CLP n. 1272/2008 la valutazione del rischio chimico deve essere aggiornata nel momento in cui le sostanze e le miscele presenti presso il luogo di lavoro sono state riclassificate o si hanno modifiche/ulteriori informazioni all interno delle schede di sicurezza aggiornate. Ciò viene anche ribadito al punto 6. della lettera circolare esplicativa del Ministero del Lavoro Prime indicazioni esplicative [ ] Reach, modifiche al Reach e Clp [ ] nell ambito del Titolo IX Capo I e Capo II del D. Lgs 81/08 e s.m.i. del 30/06/2011. Al momento non sono presenti condizioni che prevedano un aggiornamento della valutazione dei rischi presso il luogo di lavoro rispetto alle nuove disposizioni comunitarie. Si sottolinea inoltre che il luogo di lavoro: a) possiede schede di sicurezza aggiornate; b) monitora e richiede in modo continuativo le schede di sicurezza aggiornate ai fornitori; c) ha svolto informazione e formazione per i lavoratori, dirigenti, preposti ed RLS relativamente ai nuovi criteri di classificazione etichettatura ed imballaggio di sostanze e miscele pericolose ed alle nuove misure di prevenzione adottate, come previsto dalla Lettera Circolare suddetta. Si riportano le tabelle di raccordo tra le frasi di rischio e simboli delle direttive ancora in vigore ma in fase di sostituzione/abrogazione del D. Lgs 52/97 e D. Lgs 65/2003 ed i
73 Pagina 72 nuovi pittogrammi ed indicazioni di pericolo definite nel CLP suddetto. Ciò serve anche come chiave di legenda per le valutazioni specifiche effettuate e a cui si rimanda. Tabella 1.1 Conversione tra la classificazione secondo la direttiva 67/548/CEE e la classificazione secondo il presente regolamento Classificazione secondo il nuovo CLP Nota Classificazione secondo Stato fisico della sostanza Classe e categoria la direttiva 67/548/CEE (se pertinente) Indicazione di pericolo di pericolo E; R2 La conversione diretta non è possibile. E; R3 La conversione diretta non è possibile. O; R7 Org. Perox. CD H242 Org. Perox. EF H242 O; R8 gas Ox. Gas. 1 H270 O; R8 liquido, solido La conversione diretta non è possibile. O; R9 liquido Ox. Liq. 1 H271 O; R9 solido Ox. Sol. 1 H271 R10 liquido La conversione diretta non è possibile. La conversione corretta di R10, liquido è: Flam. Liq. 1, H224 se il punto di infiammabilità < 23 C e il punto iniziale di ebollizione 35 o C Flam. Liq. 2, H225 se il punto di infiammabilità < 23 o C e il punto iniziale di ebollizione 35 o C Flam. Liq. 3, H226 se il punto di infiammabilità 23 o C F; R11 liquido La conversione diretta non è possibile. La conversione corretta di F; R11, liquido è: Flam. Liq. 1, H224 se il punto iniziale di ebollizione 35 o C Flam. Liq. 2, H225 se il punto iniziale di ebollizione >35 o C F; R11 solido La conversione diretta non è possibile. F+; R12 gas La conversione diretta non è possibile. La conversione corretta di F+; R12, gas risulta in Flam. Gas. 1, H220 o in Flam. Gas. 2, H221 F+; R12 liquido Flam. Liq. 1 H224 F+; R12 liquido Self-react. CD H242 Self-react. EF H242 Self-react. G nulla F; R15 La conversione non è possibile. F; R17 liquido Pyr. Liq. 1 H250 F; R17 solido Pyr. Sol. 1 H250 Xn; R20 gas Acute Tox.4 H332 (1) Xn; R20 vapori Acute Tox.4 H332 (1) Xn; R20 polvere/nebbia Acute Tox.4 H332 Xn; R21 Acute Tox.4 H312 (1) Xn; R22 Acute Tox.4 H302 (1) T;R23 gas Acute Tox.3 H331 (1) T;R23 vapori Acute Tox.2 H330 T;R23 polvere/nebbia Acute Tox.3 H331 (1) T;R24 Acute Tox.3 H311 (1) T;R25 Acute Tox.3 H301 (1) T+; R26 gas Acute Tox.2 H330 (1) T+; R26 vapori Acute Tox.1 H330
74 Pagina 73 Tabella 1.1 Conversione tra la classificazione secondo la direttiva 67/548/CEE e la classificazione secondo il presente regolamento Classificazione secondo il nuovo CLP Nota Classificazione secondo Stato fisico della sostanza Classe e categoria la direttiva 67/548/CEE (se pertinente) Indicazione di pericolo di pericolo T+; R26 polvere/nebbia Acute Tox.2 H330 (1) T+; R27 Acute Tox.1 H310 T+; R28 Acute Tox.2 H300 (1) R33 STOT RE 2 H373 (3) C; R34 Skin Corr. 1B H314 (2) C; R35 Skin Corr. 1A H314 Xi; R36 Eye Irrit. 2 H319 Xi; R37 STOT SE 3 H335 Xi; R38 Skin Irrit. 2 H315 T;R39/23 STOT SE 1 H370 (3) T;R39/24 STOT SE 1 H370 (3) T;R39/25 STOT SE 1 H370 (3) T+; R39/26 STOT SE 1 H370 (3) T+; R39/27 STOT SE 1 H370 (3) T+; R39/28 STOT SE 1 H370 (3) Xi; R41 Eye Dam. 1 H318 R42 Resp. Sens. 1 H334 R43 Skin Sens. 1 H317 Xn; R48/20 STOT RE 2 H373 (3) Xn; R48/21 STOT RE 2 H373 (3) Xn; R48/22 STOT RE 2 H373 (3) T;R48/23 STOT RE 1 H372 (3) T;R48/24 STOT RE 1 H372 (3) T;R48/25 STOT RE 1 H372 (3) R64 Lact. H362 Xn; R65 Asp. Tox. 1 H304 R67 STOT SE 3 H336 Xn; R68/20 STOT SE 2 H371 (3) Xn; R68/21 STOT SE 2 H371 (3) Xn; R68/22 STOT SE 2 H371 (3) Carc. Cat. 1; R45 Carc. 1A H350 Carc. Cat. 2; R45 Carc. 1B H350 Carc. Cat. 1; R49 Carc. 1A H350i Carc. Cat. 2; R49 Carc. 1B H350i Carc. Cat. 3; R40 Carc. 2 H351 Muta. Cat. 2; R46 Muta. 1B H340 Muta. Cat. 3; R68 Muta. 2 H341 Repr. Cat. 1; R60 Repr. 1A H360F (4) Repr. Cat. 2; R60 Repr. 1B H360F (4) Repr. Cat. 1; R61 Repr. 1A H360D (4) Repr. Cat. 2; R61 Repr. 1B H360D (4) Repr. Cat. 3; R62 Repr. 2 H361f (4) Repr. Cat. 3; R63 Repr. 2 H361d (4) Repr. Cat. 1; R60-61 Repr. 1A H360FD Repr. Cat. 1; R60 Repr. 1A H360FD
75 Pagina 74 Tabella 1.1 Conversione tra la classificazione secondo la direttiva 67/548/CEE e la classificazione secondo il presente regolamento Classificazione secondo il nuovo CLP Nota Classificazione secondo Stato fisico della sostanza Classe e categoria la direttiva 67/548/CEE (se pertinente) Indicazione di pericolo di pericolo ReprRepr. Cat. 2; R61 Repr. Cat. 2; R60 Repr. Repr. 1A H360FD Cat. 1; R61 Repr. Cat. 2; R60-61 Repr. 1B H360FD Repr. Cat. 3; R62-63 Repr. 2 H361fd Repr. Cat. 1; R60 Repr. Repr. 1A H360Fd Cat. 3; R63 Repr. Cat. 2; R60 Repr. Repr. 1B H360Fd Cat. 3; R63 Repr. Cat. 1; R61 Repr. Repr. 1A H360Df Cat. 3; R62 Repr. Cat. 2; R61 Repr. Repr. 1B H360Df Cat. 3; R62 N; R50 Aquatic. Acute 1 H400 N; R50-53 Aquatic. Acute 1 H400 H410 Aquatic Chronic 1 N; R51-53 Aquatic Chronic 2 H411 R52-53 Aquatic Chronic 3 H412 R53 Aquatic Chronic 4 H413 N; R59 Ozone EUH059 Nota 1 Per queste classi può essere utilizzata la classificazione minima raccomandata di cui al punto dell'allegato VI. Possono essere disponibili dati o altre informazioni che indicano che è appropriata una riclassificazione in una categoria di maggiore gravità. Nota 2 Si raccomanda la classificazione nella categoria 1B anche se in certi casi potrebbe applicarsi la categoria 1C. Risalire ai dati originaripuò non essere sufficiente per distinguere tra le categorie 1B e 1C, poiché il periodo di esposizione ha potuto di norma raggiungere le quatto ore secondo il regolamento (CE) n. 440/2008. Tuttavia, in futuro, quando idati sono derivati da prove effettuate secondo un metodo sequenziale, come previsto nel regolamento (CE) n. 440/2008, la categoria 1C dovrebbe essere presa in considerazione. Nota 3 La via di esposizione potrebbe in futuro essere aggiunta all'indicazione di pericolo se è accertato in maniera conclusiva che nessun'altra via di esposizione è fonte di pericolo. Nota 4 Le indicazioni di pericolo H360 e H361 si riferiscono in termini generali ad entrambe le proprietà relative agli effetti sulla fertilità e sullo sviluppo: «Può nuocere/sospettato di nuocere alla fertilità o al feto». Secondo i criteri di classificazione (allegato I, punto 3.7), l'indicazione di pericolo generale può essere sostituita da un'indicazione di pericolo specificante la natura del pericolo, nel caso in cui fosse dimostrata l'irrilevanza degli effetti o sulla fertilità o sullo sviluppo.
76 Pagina 75 Tabella 1.2 Conversione tra le frasi di rischio attribuite secondo la direttiva 67/548/CEE e le prescrizioni supplementari relative all'etichettatura del presente regolamento Direttiva 67/548/CEE CLP R1 EUH001 R6 EUH006 R14 EUH014 R18 EUH018 R19 EUH019 R44 EUH044 R29 EUH029 R31 EUH031 R32 EUH032 R66 EUH066 R39-41 EUH070
77 Pagina 76 Simbologia secondo la precedente normativa 67/548/CEE Nuovi Simboli secondo CLP Descrizione ed utilizzo del nuovo simbolo Bomba che esplode, GHS 01 Pericolo fisici: Esplosivi instabili Esplosivi delle divisioni 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4 Sostanze e miscele autoreattive, tipo A e B Perossidi organici, tipi A e B Fiamma, GHS 02 Pericoli fisici: Gas infiammabili, cat. pericolo 1 Aerosol infiammabili, cat. pericolo 1 e 2 Liquidi infiammabili, cat. pericolo 1, 2 e 3 Solidi infiammabili, cat. pericolo 1 e 2 Sostanze e miscele autoreattive, tipi B,C,D,E,F Liquidi pirofici, cat. pericolo 1 Solidi pirofici, cat. pericolo 1 Sostanze e miscele autoriscaldanti, cat. 1 e 2 Sostanze e miscele che a contatto con l acqua emettono gas infiammabili, cat. 1,2 e 3 Perossidi organici, tipi B,C,D,E,F Fiamma su cerchio, GHS 03 Pericoli fisici: Gas comburenti, cat. pericolo 1 Liquidi comburenti, cat. pericolo 1,2 e 3 Solidi comburenti, cat. pericolo 1,2 e 3 Bombola per gas, GHS 04 Pericoli fisici Gas sotto pressione Gas compressi Gas liquefatti Gas liquefatti refrigerati Gas disciolti Corrosione, GHS 05 Pericoli fisici Corrosivo per i metalli Pericoli per la salute Corrosione cutanea, cat. di pericolo 1A,1B,1C Gravi lesioni oculari, cat. pericolo 1 Teschio e tibie incrociate, GHS 06 Pericoli per la salute Tossicità acuta (per via orale, cutanea, inalazione), cat. pericolo 1,2 e 3 Punto esclamativo, GHS 07 Pericoli per la salute Tossicità acuta (per via orale, cutanea,
78 Pagina 77 Simbologia secondo la precedente normativa 67/548/CEE (in funzione della categoria) (in funzione della categoria) Nuovi Simboli secondo CLP Descrizione ed utilizzo del nuovo simbolo inalazione), cat. pericolo 4 Irritazione cutanea, cat. pericolo 2 Irritazione oculare, cat. pericolo 2 Sensibilizzazione cutanea, cat. pericolo 1 Tossicità specifica per organi bersaglioesposizione singola, cat. pericolo 3 Irritazione delle vie respiratorie Narcosi Pericolo per la salute, GHS 08 Pericoli per la salute Sensibilizzazione delle vie respiratorie, cat. 1 Mutagenicità sulle cellule germinali, cat. 1A,1B, 2 Cancerogenicità, cat. pericolo 1A, 1B, 2 Tossicità per la riproduzione, cat. 1A,1B, 2 Tossicità specifica per organi bersaglioesposizione singola, cat. pericolo 1 e 2 Tossicità specifica per organi bersaglioesposizione ripetuta cat. pericolo 1 e 2 Pericolo in caso di aspirazione, cat. 1 Ambiente, GHS 09 Pericoli per l ambiente Pericoloso per l ambiente acquatico pericolo acuto cat. 1 pericolo cronico, cat. 1 e 2
79 Pagina 78 Parte II Analisi di rischio II Valutazione del rischio chimico Premessa Tutte le sostanze e preparati presenti nel luogo di lavoro (escluso il materiale solido per confezionamento, amministrazione, ecc.) devono essere registrate per quantità e collocamento. Una sostanza liquida non classificata pericolosa, può infatti provocare effetti allergici nel personale che la usa e perciò deve essere nota ed identificata dalla sorveglianza sanitaria. In questa sede si fa in particolare riferimento alle sostanze classificate pericolose, (infiammabili, tossiche, irritanti, nocive, corrosive, ecc.) con frasi di rischio R---, secondo la normativa vigente (D. Lgs n 65 del 14/03/2003; DLgs n. 52 del 03/02/97 e DM del 28/04/97). I preparati sono miscele di sostanze, in cui alcune di esse possono essere classificate pericolose. Essi sono a loro volta classificati pericolosi a secondo dalle percentuale della sostanza pericolosa contenuta a norma del Decreto Ministero della Sanità n. 46 del gennaio Per tutte le sostanze e preparati pericolosi il fornitore o il produttore deve produrre Schede di Sicurezza con indicata la classificazione e apporre la rispettiva etichettatura su ciascuna confezione. Sulla base delle informazioni presenti nelle schede di sicurezza è possibile identificare i seguenti livelli di pericolosità in relazione alle possibili conseguenze; si riportano per semplicità anche alcune frasi di rischio associate al livello di pericolo, pur rammentando che il livello di rischio complessivo per i singoli operatori o addetti che fanno uso di tali sostanze dipende anche da fattori indipendenti dalle caratteristiche intrinseche della sostanza/preparato in sé (modalità di utilizzo, tempo di esposizione, condizioni al contorno, quantità, dispositivi di protezione individuali, procedure operative, ecc.).
80 Pagina 79 Livello Pericoli Prodotti tossici il cui uso in quantitativi anche modesti è in grado di provocare: al contatto gravi danni per contatto con la pelle; per inalazione i fumi ed i vapori sono tossici ed in grado di comportare effetti irreversibili o alterazioni genetiche ereditarie o malformazioni congenite Elevato per ingestione intossicazione anche grave per le mucose e per l apparato digerente; coliche addominali e vomito; ustioni alle mucose e all apparato digerente; effetti sistemici A titolo di esempio, vengono di seguito riportate alcune Frasi R di rischio: R 23 Tossico per inalazione; R 24 Tossico a contatto con la pelle; R 25 Tossico per ingestione; R 26 Molto tossico per inalazione; R 27 Molto tossico a contatto con la pelle; R 28 Molto tossico per ingestione; R 39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi; R 46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie; R 47 Può provocare malformazioni congenite; R 60 Può ridurre la fertilità; R 61 Può danneggiare i bambini non ancora nati Prodotti nocivi o corrosivi il cui uso è in grado di provocare: al contatto gravi lesioni oculari,; ustioni o gravi nécrosi dei tessuti e distruzione del film idrolipidico per inalazione i fumi ed i vapori sono irritanti per le vie respiratorie e possono provocare ulcerazione delle mucose, gravi danni per esposizione prolungata, possibili effetti irreversibili, possibili danni ai bambini non ancora nati Medio per ingestione intossicazione anche grave per le mucose e per l apparato digerente; coliche addominali e vomito; possibili effetti sistemici; depressione del sistema nervoso centrale A titolo di esempio, vengono di seguito riportate alcune Frasi R di rischio: R 20 Nocivo per inalazione; R 21 Nocivo a contatto con la pelle; R 22 Nocivo per ingestione; R 29 A contatto con l acqua libera gas tossici; R 32 A contatto con acidi libera gas molto tossico; R 31 A contatto con acidi libera gas tossico; R 34 Provoca ustioni; R 35 Provoca gravi ustioni; R 40 Possibilità di effetti irreversibili; R 41 Rischio di gravi lesioni oculari; R 48 Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata; R 62 Possibile rischio di ridotta fertilità; R 63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati; R 64 Possibile rischio per i bambini allattati al seno; R 65 Nocivo: può causare danni ai polmoni in caso di ingestione; R 68 Possibilità di effetti irreversibili
81 Pagina 80 Si ricorda altresì che ai sensi dell art. 224 del D. Lgs 81/2008 il datore di lavoro ha l obbligo di eliminare i rischi derivanti da agenti chimici pericolosi o ridurli al minimo mediante le seguenti misure: progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative procedure di manutenzione adeguate riduzione al minimo del numero di lavoratori che sono o potrebbero essere esposti riduzione al minimo della durata e dell intensità dell esposizione misure igieniche adeguate riduzione al minimo della quantità di agenti presenti sul luogo di lavoro in funzione delle necessità della lavorazione metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che garantiscono la sicurezza nella manipolazione, nell immagazzinamento e nel trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi nonché dei rifiuti che contengono detti agenti chimici. Se, però, i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione al tipo e alle quantità di un agente chimico pericoloso e alle modalità e frequenza di esposizione a tale agente presente sul luogo di lavoro, vi è solo un rischio irrilevante per la salute e basso per la sicurezza dei lavoratori e che le misure prese sono sufficienti a ridurre il rischio, non si applicano le disposizioni relative a: misure specifiche di protezione e prevenzione disposizioni in caso di incidenti o di emergenze sorveglianza sanitaria cartelle sanitarie e di rischio La valutazione di rischio, da parte del datore di lavoro, viene effettuata prendendo anzitutto in considerazione i parametri individuati dal Capo I del D. Lgs 81/2008: a) tipo di agente utilizzato b) la quantità dell agente utilizzato c) le modalità di uso d) la frequenza e la durata dell esposizione
82 Pagina 81 Per esposizioni relative alle sostanze si sono sviluppate le verifiche in relazione ai parametri sopra riportati ma più precisamente in relazione ai parametri di frequenza e durata dell esposizione : a) per il tipo di agente utilizzato vanno valutate le seguenti caratteristiche: - la classificazione di pericolosità - le caratteristiche chimico-fisiche - lo stato fisico (volatilità, punto di infiammabilità) - le caratteristiche tossicologiche (ad es. valore limite di esposizione professionale, valori di soglia TLV, valori limiti biologici IBE) - le vie di assorbimento all interno dell organismo umano b) per quantità si intende: - presenza quantitativa dell agente chimico sul luogo di lavoro (quantità di agente stoccato e/o movimentato nel corso dell attività) - quantità direttamente utilizzata dal lavoratore nella mansione specifica - quantità effettivamente misurata mediante metodiche standardizzate ed appropriate c) le modalità d uso fanno riferimento a: - esposizione dovuta a utilizzazione diretta dell agente i fattori che incidono sulla riduzione del rischio sono: la presenza di aspirazioni localizzate; la presenza di un ricambio generalizzato dell aria; lo svolgimento dell attività all aperto; il ricorso ad attrezzature che limitano o impediscono la diffusione dell agente chimico; il controllo della temperatura e della pressione; l uso dei DPI. - esposizione indiretta dovuta alla dispersione dell agente nell ambiente di lavoro i fattori che incidono sulla riduzione del rischio, fatti salvi gli interventi di cui al punto precedente, sono la presenza di adeguati ricambi dell aria, controllo dei punti di possibile inquinamento o sversamento accidentale e pulizia e igiene dell ambiente di lavoro. In assenza dei decreti applicativi previsti dal D.Lgs 81/2008 art.223, la valutazione del rischio irrilevante per la salute e basso per la sicurezza si basa: a. sul Modello di Valutazione del Rischio da agenti chimici pericolosi per la salute ad uso delle piccole e medie imprese, che consente una valutazione di tipo qualitativo attraverso un algoritmo di calcolo;
83 Pagina 82 b. sulle indicazioni riportate nelle Linee guida per agenti chimici promosse dal Coordinamento Tecnico delle Regioni e delle Province Autonome, nell interpretazione dell Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, che consente una valutazione di tipo quantitativo, stabilendo che: si può considerare comportante rischio irrilevante per la salute e basso per la sicurezza quello derivante da attività con esposizione del lavoratore all agente chimico in oggetto, valutato su di un turno di lavoro, inferiore al 10% del TLV; si può considerare comportante rischio irrilevante per la salute e basso per la sicurezza quello derivante da attività con esposizione del lavoratore all agente chimico in oggetto, valutato su tre turni di lavoro, inferiore al 25% del TLV. Le schede, riferite alle sostanze chimiche in uso nei vari luoghi di lavoro riportano una serie di indicazioni (nome sostanza, classificazione, frasi di rischio, quantità utilizzate, DPI in uso, ecc.) utili per potere effettuare la valutazione di rischio chimico per le varie mansioni.
84 Pagina 83 Parte II Analisi di rischio Sostanza/ Preparato Tipologia/ Regolamentazione Simbolo Frasi R Attività associata Mansione/i interessate Quantità utilizzata Quantità stoccata Modalità di esposizione Frequenza di esposizione Durata di esposizione (minuti o ore/ giorno) Misure preventive/ protettive adottate/dpi Contatto Inalazione Giornaliera / Routinaria Settimanale Settimanale saltuaria Ingestione Mensile Non significativa Contatto Inalazione Giornaliera / Routinaria Settimanale Settimanale saltuaria Ingestione Mensile Non significativa Contatto Inalazione Giornaliera / Routinaria Settimanale Settimanale saltuaria Ingestione Mensile Non significativa Contatto I nalazione Giornaliera / Routinaria Settimanale Settimanale saltuaria Ingestione Mensile Non significativa
85 Pagina 84 Parte II Analisi di rischio Esposizione a rischi chimici Relativamente alle singole mansioni considerate nell ambito della presente area si fanno le seguenti considerazioni in materia di rischio chimico: Mansione Operaio cantoniere, Operaio generico, Tecnico pianificazione patrimonio, Tecnico sviluppo rurale / faunistico venatorio, Tecnico ambientale, Tecnico direzione lavori, Guardi Volontarie Ambientali Attività d ufficio Sulla base delle indicazioni desunte in sede di valutazione si ritiene che il personale in esame non faccia uso deliberato di prodotti chimici. Tuttavia nello svolgimento dei suoi compiti presso gli uffici può operare con toner per fotocopiatrici o stampanti e nastri per macchine da scrivere. Tali materiali possono essere oggetto di contatto solo in via occasionale all atto della sostituzione degli stessi presso le singole apparecchiature. Si consiglia comunque il rispetto delle norme igieniche di carattere generale. Attività di sopralluogo Anche nel caso di interventi operativi presso alcune aziende agricole, gli addetti in questione non ricorrono all uso deliberato di prodotti chimici, tuttavia possono entrare all interno di aree coltivate precedentemente trattate con prodotti antiparassitari o comunque in aree in cui risulta possibile lo sviluppo di polveri inorganiche minerali derivanti dalla lavorazione del terreno. In ogni caso opportune informazioni al riguardo vengono fornite dal proprietario del terreno stesso. Per quanto concerne l esposizione ai comuni inquinanti derivanti dal traffico veicolare presenti in ambiente esterno, si ritiene che l esposizione sia paragonabile a quella della popolazione generale. VALUTAZIONE DEI RISCHI Pericolo Danno P G C Contatto con toner, inchiostri, ecc. Patologie cutanee allergiche o irritative Rischio chimico (trattamenti antiparassitari, polveri inorganiche, ecc.) Irritazioni vie respiratorie, neurotossicità, ecc In considerazione dell analisi suddetta, il rischio corrispondente alle attività svolte dal personale in esame è da ritenersi IRRILEVANTE PER LA SALUTE E BASSO PER LA SICUREZZA.
86 Pagina 85 Mansione Impiegato videoterminalista, Impiegato, Centralinista, Addetto ai servizi vari, Tecnico pianificazione patrimonio, Tecnico sviluppo rurale / faunistico venatorio, Tecnico ambientale, Tecnico direzione lavori Sulla base delle indicazioni desunte in sede di valutazione si ritiene che il personale in esame non faccia uso deliberato di prodotti chimici. Tuttavia nello svolgimento dei suoi compiti presso gli uffici può operare con toner per fotocopiatrici o stampanti e nastri per macchine da scrivere. Tali materiali possono essere oggetto di contatto solo in via occasionale all atto della sostituzione degli stessi presso le singole apparecchiature. Si consiglia comunque il rispetto delle norme igieniche di carattere generale. Non si rilevano situazioni particolari di esposizione a rischio per le attività svolte in esterno. VALUTAZIONE DEI RISCHI Pericolo Danno P G C Contatto con toner, inchiostri, ecc. Patologie cutanee allergiche o irritative In considerazione dell analisi suddetta, il rischio corrispondente alle attività svolte dal personale in esame è da ritenersi IRRILEVANTE PER LA SALUTE E BASSO PER LA SICUREZZA.
87 Pagina 86 Parte II Analisi di rischio Mansione Operaio cantoniere, Operaio generico, Tecnico direzione lavori Attività d ufficio Nello svolgimento dei suoi compiti presso gli uffici può operare con toner per fotocopiatrici o stampanti e nastri per macchine da scrivere. Tali materiali possono essere oggetto di contatto solo in via occasionale all atto della sostituzione degli stessi presso le singole apparecchiature. Si consiglia comunque il rispetto delle norme igieniche di carattere generale. Sopralluoghi in cantieri Tali addetti possono venire in contatto con altri eventuali inquinanti diffusi presso i cantieri su cui si effettuano interventi manutentivi: si tratta in particolare di polveri o aerosol derivanti dall applicazione di prodotti vernicianti. La loro presenza presso le sedi operative risulta in genere di durata ridotta e in base alle necessità. Vengono inoltre forniti di idonei dispositivi di protezione individuali e sono adeguatamente informati e formati in merito agli eventuali rischi presenti in ambiente. L attuazione delle seguenti idonee misure tecniche, organizzative e gestionali, risulta finalizzata alla riduzione al minimo del rischio: Misure organizzative Misure igieniche Misure gestionali adottare misure di protezione individuale (i.e. DPI) organizzare il lavoro così da ridurre al massimo la possibile durata dell esposizione (presenza negli impianti solo per il tempo necessario allo svolgimento dei controlli e delle verifiche) divieto assoluto di consumazione di cibi e bevande in sede lavarsi mani e viso prima di mangiare, bere e fumare indossare i guanti nel togliere abiti contaminati; se non si indossano guanti, tenere indumenti e dispositivi contaminati a rovescio; togliere prima i dispositivi che proteggono la parte superiore del corpo e di seguito gli altri; non indossare indumenti da lavoro in auto o in casa; pulire, disinfettare accuratamente e riporre i DPI pianificare e pubblicizzare le istruzioni operative e le procedure di lavoro contenenti le misure precauzionali d esercizio acquisire le informazioni e i dati relativi ai rischi presenti presso gli impianti attraverso i documenti di valutazione dei rischi delle aziende oggetto di sopralluogo ricorrere alla possibilità di imporre la sospensione delle attività in sede durante i sopralluoghi
88 Pagina 87 Per quanto concerne l esposizione ai comuni inquinanti derivanti dal traffico veicolare presenti in ambiente esterno, si ritiene che l esposizione sia paragonabile a quella della popolazione generale. VALUTAZIONE DEI RISCHI Pericolo Danno P G C Contatto con toner, inchiostri, ecc. Patologie cutanee allergiche o irritative Rischio chimico (bombolette spray, sostanze inquinanti dell aria, polveri presenti nei cantieri) Irritazioni vie respiratorie, contatto cutaneo In considerazione dell analisi suddetta, il rischio corrispondente alle attività svolte dal personale in esame è da ritenersi IRRILEVANTE PER LA SALUTE E BASSO PER LA SICUREZZA.
89 Pagina 88 Mansione Tecnico ambientale Attività d ufficio Nello svolgimento dei suoi compiti presso gli uffici può operare con toner per fotocopiatrici o stampanti e nastri per macchine da scrivere. Tali materiali possono essere oggetto di contatto solo in via occasionale all atto della sostituzione degli stessi presso le singole apparecchiature. Si consiglia comunque il rispetto delle norme igieniche di carattere generale. Attività su strada Tali addetti possono venire in contatto con altri eventuali inquinanti diffusi presso i cantieri su cui si effettuano interventi manutentivi: si tratta in particolare di polveri o aerosol derivanti dall applicazione di prodotti vernicianti. La loro presenza presso le sedi operative risulta in genere di durata variabile e in funzione delle necessità. Vengono inoltre forniti di idonei dispositivi di protezione individuali e sono adeguatamente informati e formati in merito agli eventuali rischi presenti in ambiente. Nel caso di interventi operativi sulla strada, gli addetti in questione possono entrare in contatto con i comuni inquinanti derivanti dal traffico veicolare presenti in ambiente esterno. Si tratta pertanto di diverse tipologie di sostanze inquinanti: asfissianti (CO), broncoirritanti (SOx, NOx, ozono, polveri atmosferiche), tossiche (Pb), e anche cancerogene (benzene, amianto, IPA). Il monossido di carbonio deriva prevalentemente dall emissione di gas di scarico dei motori a benzina, gli ossidi di zolfo dai processi di combustione del petrolio, gli ossidi di azoto da impianti industriali e da veicoli, le polveri atomosferiche (PM 10, PM 2,5) da origine antropica e reazioni chimico-fisiche. Gli addetti in questione trascorrono parte della loro giornata lavorativa sulle strade provinciali e pertanto sono sottoposti ai livelli di inquinamento presenti in ambiente. A seguito di campagne di monitoraggio della qualità dell aria, al fine di garantire una valutazione quanto più rappresentativa per gli operatori in oggetto, sono stati desunti dati ed indicazioni dal Rapporto di Qualità dell Aria di Livorno e Provincia anno Vengono in primo luogo riportati i valori di concentrazione media annuale per i vari inquinanti monitorati presso differenti stazioni del territorio.
90 Pagina 89 Lo stato di attenzione/allarme nel territorio di Livorno non è mai stato raggiunto ai sensi del DM 25/11/94 in quanto le concentrazioni orarie del biossido d azoto e monossido di carbonio non hanno mai superato i rispettivi livelli di attenzione (15 mg/m 3 per CO, 200 µ/m 3 per N 2 O), anzi sono sempre state sensibilmente inferiori agli stessi. Si sono verificati dei superamenti per l ozono secondo il DM 16/05/96 relativamente alla media mobile su otto ore (110 µ/m 3 ). Quindi viene presentato il confronto dei dati riscontrati con i valori limite e di obiettivo stabiliti dalle Direttive 1999/30/CE e 2000/69/CE, recepiti in Italia con il DM del 02/04/2002 n. 60:
91 Pagina 90 Sulla base dei dati sopra riportati e delle conclusioni poste nel Rapporto di Qualità dell aria di Livorno anno 2002 si evince il superamento dei limiti per i seguenti inquinanti: -NOx: presso la stazione Passi -O 3 : presso la stazione Passi Occorre tener presente che i valori fissati come limite ed obiettivo sono stati diramati a tutela di tutti i cittadini delle aree urbane, compresi anziani, bambini, ed altri soggetti particolarmente vulnerabili. Pertanto i valori di attenzione ed allarme risultano alquanto restrittivi e rigidi rispetto a quelli propri degli ambienti di lavoro; per questi infatti costituiscono valore di riferimento scientifico quelli fissati dall ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) sotto forma di TLV-TWA, valore limite di soglia - media ponderata nel tempo (8 ore lavorative giornaliere e 40 ore settimanali).
92 Pagina 91 Viene di seguito riportato un confronto tra i livelli di TLV TWA (ambito lavorativo) e valori limite di qualità dell aria (protezione popolazione). Inquinante TLV TWA (mg/m3) Livello di allarme - area urbana (mg/m 3 ) O NO PM CO Benzene VALUTAZIONE DEI RISCHI Pericolo Danno P G C Contatto con toner, inchiostri, ecc. Patologie cutanee allergiche o irritative Rischio chimico (inquinanti dell aria, polveri presenti nei cantieri, ecc.) Irritazioni vie respiratorie In considerazione dell analisi suddetta, il rischio corrispondente alle attività svolte dal personale in esame è da ritenersi IRRILEVANTE PER LA SALUTE E BASSO PER LA SICUREZZA.
93 Pagina 92 Parte II Analisi di rischio Mansione Operaio cantoniere, Operaio generico, Tecnico ambientale e Guardie Volontarie Ambientali Attività d ufficio Nello svolgimento dei suoi compiti presso gli uffici può operare con toner per fotocopiatrici o stampanti e nastri per macchine da scrivere. Tali materiali possono essere oggetto di contatto solo in via occasionale all atto della sostituzione degli stessi presso le singole apparecchiature. Si consiglia comunque il rispetto delle norme igieniche di carattere generale. Sopralluoghi presso impianti Nel caso di sopralluoghi presso impianti (trattamento aria, acqua, rifiuti, infrastrutture energetiche ecc ), gli addetti in questione non ricorrono all uso deliberato di prodotti chimici, tuttavia nel corso della loro attività possono trascorrere parte del tempo presso aree o siti inquinati e venire a contatto con acque inquinate: la tipologia degli inquinanti può essere la più svariata. In primo luogo si evidenzia l estrema variabilità degli ambiti lavorativi presso cui tale addetto può risultare esposto al rischio chimico e la tipologia di agenti: sostanze organiche volatiche provenienti da esalazioni ambientali ed aerosol, liquidi percolati, polveri derivanti dalla movimentazione delle frazioni del rifiuto, NH3, ecc. In secondo luogo si sottolinea anche l estrema occasionalità della presenza dell addetto presso le suddette aree operative. Infine si ricorda che gli addetti provinciali risultano in possesso di adeguati dispositivi di protezione individuali da utilizzare presso le aree lavorative oggetto di visita. Pertanto si ritiene che l eventuale esposizione o contatto con agenti chimici possa essere prevalentemente derivante da eventi occasionali (spruzzi, schizzi, ecc.). L attuazione delle seguenti idonee misure tecniche, organizzative e gestionali, risulta finalizzata alla riduzione al minimo del rischio: Misure organizzative adottare misure di protezione individuale (i.e. DPI) organizzare il lavoro così da ridurre al massimo la possibile durata dell esposizione (presenza negli impianti solo per il tempo necessario allo svolgimento dei controlli e delle verifiche)
94 Pagina 93 Parte II Analisi di rischio Misure igieniche Misure gestionali divieto assoluto di consumazione di cibi e bevande in sede lavarsi mani e viso prima di mangiare, bere e fumare indossare i guanti nel togliere abiti contaminati; se non si indossano guanti, tenere indumenti e dispositivi contaminati a rovescio; togliere prima i dispositivi che proteggono la parte superiore del corpo e di seguito gli altri; non indossare indumenti da lavoro in auto o in casa; pulire, disinfettare accuratamente e riporre i DPI pianificare e pubblicizzare le istruzioni operative e le procedure di lavoro contenenti le misure precauzionali d esercizio acquisire le informazioni e i dati relativi ai rischi presenti presso gli impianti attraverso i documenti di valutazione dei rischi delle aziende oggetto di sopralluogo ricorrere alla possibilità di imporre la sospensione delle attività in sede durante i sopralluoghi VALUTAZIONE DEI RISCHI Pericolo Danno P G C Contatto con toner, inchiostri, ecc. Patologie cutanee allergiche o irritative Rischio chimico (polveri in ambiente, ecc.) Irritazioni vie respiratorie In considerazione dell analisi suddetta, il rischio corrispondente alle attività svolte dal personale in esame è da ritenersi IRRILEVANTE PER LA SALUTE E BASSO PER LA SICUREZZA.
95 Pagina 94 Mansione Nucleo Polizia Provinciale Attività d ufficio Nello svolgimento dei suoi compiti presso gli uffici può operare con toner per fotocopiatrici o stampanti e nastri per macchine da scrivere. Tali materiali possono essere oggetto di contatto solo in via occasionale all atto della sostituzione degli stessi presso le singole apparecchiature. Si consiglia comunque il rispetto delle norme igieniche di carattere generale. Attività su strada Nel caso di interventi operativi sulla strada, gli addetti in questione non ricorrono all uso deliberato di prodotti chimici; tuttavia possono entrare in contatto con i comuni inquinanti derivanti dal traffico veicolare presenti in ambiente esterno. Si tratta pertanto di diverse tipologie di sostanze inquinanti: asfissianti (CO), broncoirritanti (SOx, NOx, ozono, polveri atmosferiche), tossiche (Pb), e anche cancerogene (benzene, amianto, IPA). Il monossido di carbonio deriva prevalentemente dall emissione di gas di scarico dei motori a benzina, gli ossidi di zolfo dai processi di combustione del petrolio, gli ossidi di azoto da impianti industriali e da veicoli, le polveri atomosferiche (PM 10, PM 2,5) da origine antropica e reazioni chimico-fisiche. Gli addetti in questione trascorrono parte della loro giornata lavorativa sulle strade provinciali e pertanto sono sottoposti ai livelli di inquinamento presenti in ambiente. A seguito di campagne di monitoraggio della qualità dell aria, al fine di garantire una valutazione quanto più rappresentativa per gli operatori in oggetto, sono stati desunti dati ed indicazioni dal Rapporto di Qualità dell Aria di Livorno e Provincia anno Vengono in primo luogo riportati i valori di concentrazione media annuale per i vari inquinanti monitorati presso differenti stazioni del territorio. Lo stato di attenzione/allarme nel territorio di Livorno non è mai stato raggiunto ai sensi del DM 25/11/94 in quanto le concentrazioni orarie del biossido d azoto e monossido di carbonio non hanno mai superato i rispettivi livelli di attenzione (15 mg/m 3 per CO, 200
96 Pagina 95 µ/m 3 per N 2 O), anzi sono sempre state sensibilmente inferiori agli stessi. Si sono verificati dei superamenti per l ozono secondo il DM 16/05/96 relativamente alla media mobile su otto ore (110 µ/m 3 ). Quindi viene presentato il confronto dei dati riscontrati con i valori limite e di obiettivo stabiliti dalle Direttive 1999/30/CE e 2000/69/CE, recepiti in Italia con il DM del 02/04/2002 n. 60: Sulla base dei dati sopra riportati e delle conclusioni poste nel Rapporto di Qualità dell aria di Livorno anno 2002 si evince il superamento dei limiti per i seguenti inquinanti: -NOx: presso la stazione Passi -O 3 : presso la stazione Passi Occorre tener presente che i valori fissati come limite ed obiettivo sono stati diramati a tutela di tutti i cittadini delle aree urbane, compresi anziani, bambini, ed altri soggetti