Source: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_7_1.page?contentId=SCA209921&previsiousPage=mg_1_7_1
Timestamp: 2020-04-08 00:07:04+00:00
Document Index: 74444897

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 68', 'art. 27', 'art. 6']

Ministero della giustizia - Sottoscrizione di Intenti per la promozione del lavoro di pubblica utilità tra ROMA Capitale, Ministero della giustizia e Società Autostrade - 19 dicembre 2017
Roma Capitale, Sindaca, On Virginia Raggi
Ministero della Giustizia, Capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Dott. Santi Consolo
nello spirito dell'art. 27 della Costituzione, il trattamento rieducativo dei soggetti ridotti in vinculis deve tendere "al reinserimento sociale degli stessi";
il lavoro all'interno ed all'esterno degli Istituti Penitenziari, anche accompagnato da opportune iniziative di formazione e tutoring, rappresenta uno strumento fondamentale di rieducazione, recupero e reinserimento sociale dei soggetti detenuti in espiazione di pena definitiva;
il D.P.R. 230/2000, Regolamento recante norme sull'Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà, prevede:
all'art. 1 che "i! trattamento rieducativo ( . .) è diretto a promuovere un processo di modificazione delle condizioni e degli atteggiamenti personali, nonché delle relazioni familiari e sociali che sono di ostacolo ad una costruttiva partecipazione sociale";
all'art. 27 che la persona giunga ad una "riflessione sulle condotte antigiuridiche poste in essere, sulle motivazioni e sulle conseguenze negative delle stesse per l'interessato medesimo e sulle possibili azioni di riparazione delle conseguenze del reato, incluso il risarcimento dovuto alla persona offesa";
all'art. 68 comma 6, che le Direzioni degli Istituti e dei Centri di Servizio Sociale curino la partecipazione della comunità al reinserimento sociale dei condannati e le possibili forme di essa;
il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, intende promuovere ogni iniziativa tesa allo sviluppo delle attività lavorative in favore della popolazione detenuta, al fine di ridurre il rischio di recidiva e recuperare alla comunità il reo, individuando, in sinergia con la Magistratura di Sorveglianza e con gli Enti territoriali, percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale in favore di soggetti condannati definitivi in espiazione di pena, ponendo attenzione anche alla dimensione della riparazione del danno conseguente alla commissione del reato;
la Magistratura di Sorveglianza, quale Giudice di prossimità ai soggetti detenuti ed al mondo penitenziario, nell'esercizio delle sue funzioni è garante dell'attuazione dell'art. 27 II comma della Costituzione e riveste un ruolo centrale nella tutela dei diritti delle persone detenute, ritiene, salva l'autonomia e la indipendenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma e del Tribunale di Sorveglianza di Roma nell'esercizio degli atti di giurisdizione di rispettiva competenza, che lo svolgimento di attività lavorative da parte di soggetti detenuti, a beneficio della collettività, costituisca una forma di riparazione posta in essere nei confronti della società civile, quale parte offesa dal fatto criminoso commesso.
Ritiene, inoltre, che tali attività siano momento di un processo dinamico di reintegrazione sociale, assumendo il significato di atto teso a rinsaldare il "patto di cittadinanza", ne riconosce la validità a sostegno del recupero sociale di soggetti condannati, al fine di favorirne l'inclusione sociale, agevolando l'apprendimento di materie e tecniche utili all'inserimento nel mondo del lavoro, nonché sollecitando l'empowerment di questi ultimi nell'acquisizione della consapevolezza della valenza sociale del loro operato;
il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Ministero della Giustizia pone grande attenzione ai temi relativi al patrimonio ambientale e al riciclo dei rifiuti, sensibilizzando tutte le strutture del territorio ad incrementare i livelli di raccolta differenziata negli istituti penitenziari e a sviluppare spazi occupazionali nel settore per le persone ristrette;
lo scopo ulteriore del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria è anche quello di ottenere, a livello nazionale sul medio periodo, un abbattimento delle spese tributarie a carico delle casse dell'Erario grazie all'istituto della tariffa puntuale cosi come previsto dalle norme in materia;
la L. n. 328/2000 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" prevede, all'art. 6, che i Comuni "nell'esercizio delle loro funzioni provvedono a promuovere, nell'ambito del sistema locale dei servizi sociali a rete, risorse della collettività tramite forme innovative di collaborazione per lo sviluppo, di interventi di aiuto e per favorire la reciprocità tra cittadini nell'ambito della vita comunitaria";
il mandato istituzionale del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria è informato all'attuazione del principio, di matrice Costituzionale, secondo cui il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e tendere alla rieducazione del condannato, oltre che assicurare il rispetto della dignità della persona;
di avviare una collaborazione volta a sviluppare percorsi di reintegrazione sociale e lavorativa in favore di soggetti destinatari di condanna penale definitiva; le modalità esecutive dei progetti saranno definite in separati Protocolli di intesa che definiranno, altresì, gli impegni di dettaglio che le Parti andranno ad assumere con riferimento alle proprie specifiche funzioni.
Maria Antonia Vertardi
Protocollo Mi riscatto per ROMA - Sottoscrizione di Intenti per la promozione del lavoro di pubblica utilità tra Roma Capitale, Ministero della giustizia e Società Autostrade - 7 agosto 2018