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Timestamp: 2019-12-08 18:27:43+00:00
Document Index: 122024530

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 257', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 76', 'art. 100', 'sentenza ', 'art. 90', 'art. 75', 'art. 74', 'DTF ', 'art. 72', 'art. 257', 'art. 257', 'art. 257', 'art. 257', 'art. 66']

4A_528/2014 25.05.2016
4A_528/2014
Con una convezione del 18 giugno 1998 il Municipio di Lugano ha concesso alla C.________ SA " il diritto di utilizzare i fondi di proprietà comunale e destinati ad uso comune per la costruzione nonché per l'esercizio di linee adibite alla ridiffusione di programmi radiotelevisivi e ad altri servizi di comunicazione ". L'art. 7 stabiliva che " l'occupazione di strutture comunali esistenti, in particolare di tubazioni di pertinenza delle D.________è disciplinata da specifica convenzione ". In effetti con accordo del 22 maggio/21 luglio 1998 le D.________ hanno concesso a C.________ SA "l a possibilità di posare cavi nelle proprie tubazioni " dietro pagamento di un " affitto mensile ". Entrambe le convenzioni hanno preso validità dal 1° luglio 1998. La prima per la durata di dieci anni rinnovabili; la seconda con durata quindicennale, rinnovabile salvo disdetta con preavviso di dodici mesi.
Il 4 aprile 2014 la A.________ SA ha presentato al Pretore di Lugano un'istanza secondo la procedura sommaria dell'art. 257 CPC, con la quale chiedeva l'espulsione della B.________ Sagl dalle proprie infrastrutture quali tubazioni e cunicoli, ovvero, in sostanza, la rimozione immediata di tutti i cavi di fibre ottiche, cavi coassiali, tubi di fodera o altro lungo i tracciati indicati in una tabella prodotta quale doc. F e in qualsiasi altra infrastruttura di sua proprietà nel territorio di numerosi Comuni del Luganese e Mendrisiotto. L'istante ha chiesto che l'ordine fosse assistito da misure esecutive e avvertimenti.
Il Pretore ha ammesso la procedura di tutela giurisdizionale per casi manifesti e ha accolto parzialmente l'istanza con sentenza del 22 maggio 2014. Ha ritenuto che le parti fossero legate da un contratto di locazione e ha ordinato alla convenuta "e per essa al presidente della gerenza E.________e al gerente F.________" di mettere a libera disposizione della parte istante entro dieci giorni dalla notificazione della decisione " le infrastrutture (tubazioni, cunicoli, tracciati e quant'altro) di pertinenza della A.________ SA eliminando i cavi di fibre ottiche, i tubi fodera e i cavi coassiali (rame) e tutto quanto presente lungo i tracciati indicati nella tabella di cui al doc. R o di qualsivoglia tracciato oggetto della convenzione 22 maggio/21 luglio 1998" situati nei territori del Distretto di Lugano (l'elenco dei Comuni è integrato nel dispositivo).
La A.________ SA insorge davanti al Tribunale federale con ricorso in materia civile del 10 settembre 2014; chiede l'annullamento della sentenza d'appello e la conferma di quella di prima istanza. La B.________ Sagl propone di respingere il ricorso con risposta del 5 novembre 2014.L'autorità cantonale non si è espressa. Le parti hanno confermato le rispettive posizioni in un secondo scambio di scritti.
Il 13 luglio 2015 il patrocinatore della ricorrente ha informato il Tribunale federale che erano in corso trattative e chiesto, con l'accordo di parte convenuta, che l'emanazione della sentenza fosse rinviata. Il 17 dicembre 2015 egli ha comunicato che le trattative proseguivano e assicurato che avrebbe informato sull'esito entro la fine del mese di febbraio 2016. Non sono giunte altre comunicazioni, per cui nulla osta più alla trattazione del ricorso.
Il ricorso in materia civile è presentato dalla parte soccombente nella procedura cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF), è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) ed è volto contro una sentenza finale (art. 90 LTF) emanata su ricorso dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 LTF) in una causa con un valore litigioso valutato in fr. 70'234.20 e quindi superiore alla soglia fissata dall'art. 74 cpv. 1 LTF, a prescindere dalla natura locativa o no della causa. Poiché è pure una causa civile quella che verte sulla questione a sapere se le pretese litigiose soggiaciono al diritto privato federale o al diritto pubblico (DTF 135 III 483 consid. 1.1.1), il ricorso in materia civile si rivela anche ammissibile dal profilo dell'art. 72 cpv. 1 LTF.
Il Tribunale di appello ha ricordato le condizioni di fatto e di diritto che devono essere adempiute per l'applicazione dell'art. 257 CPC.
La ricorrente fa valere la violazione dell'art. 257 CPC. A suo parere la vicenda non è per nulla complessa; si tratta semplicemente di applicare il diritto ai fatti chiari, incontestati e già accertati dal Pretore, senza che siano necessari atti istruttori.
La tutela giurisdizionale nei casi manifesti presuppone che i fatti siano incontestati o immediatamente comprovabili e che la situazione giuridica sia chiara (art. 257 cpv. 1 CPC). Le due condizioni sono cumulative.
Le predette condizioni di applicazione dell'art. 257 cpv. 1 CPC non sono manifestamente adempiute, né in fatto né in diritto.
Ne viene che il ricorso, per quanto ammissibile, è infondato. Le spese giudiziarie e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF).