Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-443-codice-penale-commercio-o-somministrazione-di-medicinali-guasti
Timestamp: 2018-11-14 05:47:59+00:00
Document Index: 28112197

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 440', 'art. 443', 'art. 443', 'art. 440', 'art. 443', 'art. 443', 'art. 443', 'art. 452', 'art. 443']

Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti (1) (2) è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103 (3) (4).
Commercio: [v. 441]; Reclusione: [v. 23]; Sostanze medicinali: [v. 440].
(1) La giurisprudenza ritiene che il medicinale possa essere qualificato guasto o imperfetto in tutte le ipotesi in cui manchi o sia notevolmente diminuita la sua efficacia terapeutica. Tale eventualità può concretizzarsi in vari modi che comprendono sia il verificarsi della scadenza del farmaco, sia la commissione di un errore nella sua produzione, sia il commercio di prodotti erboristici pubblicizzati come adatti alla prevenzione e alla cura di malattie e, quindi, definibili come sostanze medicinali.
In giurisprudenza si è ammessa una interpretazione estensiva di tale fattispecie, ritenuta applicabile ai medicinali veterinari, a condizione che trattasi di prodotti destinati ad identificare, prevenire o curare malattie potenzialmente trasmissibili all’uomo, in tal modo mostrando la loro attitudine ad influire sulla salute umana (Cass. 26-11-2004, n. 45807).
(2) Il legislatore non ha menzionato il pericolo per la salute pubblica come elemento costitutivo del reato, in quanto ha ritenuto che l’immissione in circolazione di medicinali guasti provoca nella maggior parte dei casi un pericolo per coloro che ne usufruiscono.
(4) Cfr. l’art. 10, d.lgs. 14-12-1992, n. 507 che prevede un reato per l’immissione in commercio, la vendita, la fabbricazione di dispositivi destinati all’impianto nel corpo umano privi delle caratteristiche di sicurezza.
Commercio di medicinali guasti
Non si ravvisa il "fumus delicti" dei reati contraffazione o adulterazione di medicinali di cui all'art. 440, comma 3, c.p. e di commercio di medicinali imperfetti di cui all'art. 443 c.p. nella condotta del produttore che abbia realizzato un farmaco privato del suo principio attivo e sostituito con altro principio attivo di minore o nessuna efficacia, in assenza della prova che tale sostituzione lo abbia reso pericoloso per la salute pubblica, non potendo tale elemento essere dedotto aprioristicamente dalla (implicita) inefficacia curativa del farmaco medesimo o dalle difficoltà diagnostiche indotte da tale inefficacia a Corte, pur confermando la natura di reati di pericolo presunto delle fattispecie in esame, ha rilevato che comune alle stesse è comunque il requisito della pericolosità per la salute pubblica come conseguenza delle condotte indicate, requisito non desumibile da argomentazioni pur logiche, ma formulate esclusivamente su base indiziaria).
Cassazione penale sez. I 07 novembre 2013 n. 50566
La realizzazione, in funzione della successiva messa in commercio, di un farmaco privato del suo principio attivo, sostituito con altro di minore o di nessuna efficacia, che non lo renda pericoloso per la salute pubblica integra il reato di cui all'art. 443 c.p. in quanto in tal modo il farmaco medesimo non viene né adulterato né contraffatto ma reso solo imperfetto. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato la decisione del tribunale del riesame che aveva ritenuto configurabile il delitto di cui all'art. 440 c.p.). Annulla con rinvio, Trib. lib. Roma, 04/07/2013
Il reato di commercio o somministrazione di medicinali guasti o imperfetti integra una fattispecie di pericolo presunto, in quanto mira ad impedirne l'impiego a scopo terapeutico, sanzionando ogni condotta che renda probabile o possibile la loro concreta utilizzazione. (Fattispecie relativa a preparati medicinali realizzati dall'imputato - in assenza dei presupposti per invocare la cosiddetta "eccezione galenica" - utilizzando specialità private della confezione, sminuzzate in un mortaio, mescolate con additivi ed infine inserite in capsule sprovviste di pellicola protettiva, senza garantire, all'interno di tali capsule, una percentuale costante di principio attivo ed eccipienti). Rigetta, App. Cagliari sez. dist.Sassari, 09/05/2012
Cassazione penale sez. fer. 29 agosto 2013 n. 39187
La detenzione per la somministrazione di medicinali guasti o imperfetti (nel caso di farmaci scaduti) non integra la fattispecie di reato prevista dall'art. 443 c.p. perché la norma incriminatrice ivi contenuta riguarda soltanto chi detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti; ne segue che, in forza del principio di tassatività, non è possibile assimilare alla ipotesi della detenzione per il commercio, espressamente prevista, quella della detenzione per la somministrazione. Pertanto, nel caso di fattispecie colposa, in relazione alla quale non è configurabile il tentativo, l'imputato deve essere assolto perché il fatto non sussiste.
Tribunale Piacenza 29 novembre 2010
Il ritrovamento di medicinali scaduti all'interno di una valigia a bordo di un veicolo, non implicano l'imputazione al detentore delle chiavi del veicolo del reato di commercio o somministrazione di medicinali guasti qualora difetti la prova della destinazione delle specialità medicinali alla commercializzazione e alla vendita, posta anche l'assenza di avventori o clienti sul luogo.
Tribunale Napoli sez. IV 10 dicembre 2009
La fattispecie criminosa descritta dall'art. 443 c.p., e cioè il commercio o la somministrazione di medicinali guasti, mira ad impedire l'utilizzazione a scopo terapeutico di medicinali imperfetti e sanziona ogni condotta che renda probabile o possibile la concreta utilizzazione del medicinale guasto. (Fattispecie relativa al rinvenimento in uno studio medico d'ingente quantitativo di farmaci e altro materiale sanitario, scaduto da molto tempo, frammisto a prodotti in corso di validità e in parte utilizzato).
Cassazione penale sez. fer. 28 agosto 2008 n. 39051
Corte appello Milano sez. II 16 gennaio 2008 n. 163
Non integra il reato di somministrazione di medicinali guasti o imperfetti di cui all'art. 443 c.p., nella forma colposa di cui all'art. 452 c.p., la mera detenzione in farmacia di un farmaco scaduto, ancorché non separato dagli altri e privo di indicazioni atte ad evidenziarne l'intervenuta scadenza, in assenza di prova che il farmaco medesimo sia effettivamente detenuto per la commercializzazione (nello specifico la S.C. d'Appello ha sottolineato come il farmaco oggetto di contestazione, un vaccino influenzale rinvenuto in farmacia durante il periodo estivo, afferiva ad una stagione oramai definitivamente conclusa, con la conseguenza che nessun medico o paziente avrebbe potuto prescriverlo o richiederlo laddove, peraltro, il farmacista aveva già acquistato il vaccino influenzale per la stagione successiva).
È tale da far escludere la mera dimenticanza e da far legittimamente propendere per la volontarietà, la condotta del farmacista che abbia detenuto in farmacia numerose confezioni di farmaci scaduti, collocandoli nei medesimi cassetti contenenti gli altri medicinali in vendita; tale condotta integra, pertanto, il reato di somministrazione di medicinali guasti o imperfetti nella forma dolosa di cui all'art. 443 c.p.
Cassazione penale sez. I 31 ottobre 2007 n. 2906