Source: http://centrofiscaleparadiso.it/
Timestamp: 2020-01-28 17:15:46+00:00
Document Index: 185617047

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 6', 'art.6', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1']

Il Fisco ha chiarito che l’art. 21 del Decreto IVA, con riferimento alle fatture emesse dal 1° luglio 2019, dispone che:
• la fattura deve contenere l'indicazione della "data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura";
• la possibilità di emettere la fattura "entro dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione", fermo restando che "In deroga a quanto previsto nel primo periodo ... per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime".
Con riferimento alle operazioni "interne", che intervengono tra soggetti stabiliti in Italia, ovvero alle operazioni, territorialmente rilevanti in Italia, rese nei confronti di privato consumatore, la regola generale relativa al momento in cui le prestazioni di servizi si considerano effettuate è contenuta nel terzo comma dell'art. 6 Decreto IVA, che individua come momento di effettuazione dell'operazione quello in cui viene pagato il corrispettivo, indipendentemente dalla circostanza che la prestazione sia o meno già stata resa o ultimata, fermo restando che, in base al quarto comma dell’art.6, "Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nei precedenti commi o indipendentemente da essi sia emessa fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento".
• qualora non sia contestuale (entro le ore 24 del medesimo giorno); essa può avvenire nei 12 giorni successivi, indicando comunque in fattura la data di effettuazione dell'operazione;
• in caso di fattura riepilogativa differita può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.
Nel caso prospettato dall'istante non era corretto parlare di fatturazione riepilogativa differita, da intendersi come la documentazione cumulativa di prestazioni di servizi rese nel mese "per cui si è verificata l'esigibilità dell'imposta", posto che il pagamento del corrispettivo avviene solo successivamente all'emissione della fattura e, dunque, la prestazione non si considera ancora effettuata, né l'imposta è quindi esigibile, al momento della fatturazione. Si è, invece, in presenza di una "fattura che documenta più prestazioni rese nel mese, il cui momento impositivo (ossia quello nel quale la prestazione si considerata effettuata e, di conseguenza, l'imposta si rende esigibile) coincide con l'emissione della fattura stessa, che costituisce anche la data da indicare nel relativo campo del file". La fattura va, quindi, trasmessa allo SdI entro dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione, momento che coincide con la data riportata sulla stessa fattura
L'art. 1 c. 6 L. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) riduce dal 15 al 10%, a regime, la misura dell'aliquota della cedolare secca da applicare ai canoni derivanti dai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo a canone concordato nei Comuni ad alta densità abitativa.
La disposizione della Legge di Bilancio 2020 interviene modificando l'art. 3 c. 2 D.Lgs. 23/2011, al fine di rendere permanente la riduzione dal 15 al 10% della misura dell'aliquota della cedolare secca da applicare ai canoni derivanti dai contratti a canone concordato, relativi ad abitazioni ubicate nei Comuni ad alta densità abitativa.
L'imposta in commento, la cedolare secca, è stata introdotta dal D.Lgs. 23/2011 quale regime di tassazione facoltativo, nella misura di un'imposta sostitutiva pari al 21% del canone di locazione annuo stabilito dalle parti, dell'IRPEF e delle addizionali. È anche prevista un'aliquota del 19% per i canoni a canone concordato. Per contratti di locazione a canone concordato si devono intendere quei contratti nei quali le parti definiscono le condizioni contrattuali basandosi su specifici accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori maggiormente rappresentative. In ogni caso, l'aliquota ridotta è riconosciuta purché tali contratti abbiano a oggetto immobili situati nei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia (o nei comuni loro confinanti). Il DL 102/2013 ha infine ridotto l'aliquota del 19% al 15%.
art. 1 c. 6 L. 160/2019