Source: https://www.port.venice.it/it/relazione-sugli-strumenti-urbanistici-del-porto-sugli-interventi-di-interesse-pubblico-sulle-in.html
Timestamp: 2018-02-18 10:46:52+00:00
Document Index: 67179654

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 5', 'art. 10', 'art 5', 'art. 27', 'art.4', 'art. 26']

Relazione sugli strumenti urbanistici del Porto, sugli interventi di interesse pubblico e sulle intese già stipulate | Porto di Venezia
Home / Relazione sugli strumenti urbanistici del Porto, sugli interventi di interesse pubblico e sulle intese già stipulate
Relazione sugli strumenti urbanistici del Porto, sugli interventi di interesse pubblico e sulle intese già stipulate
Informazioni sul Piano Regolatore Portuale vigente
Con l’emanazione della legge 84/94, la competenza in materia di pianificazione portuale è affidata alle Autorità Portuali. L’articolo 5 prevede che ogni AP rediga il Piano regolatore delle aree portuali – PRP -, previa Intesa con i Comuni interessati. La stessa legge precisa all’articolo 27, comma 3, che fino al completamento dell’iter dei nuovi PRP, restano valide le previsioni dei piani portuali vigenti alla data di emanazione.
Al 31 dicembre 2012, relativamente agli ambiti di competenza dell’Autorità Portuale di Venezia, risultano in vigore i seguenti Piani:
il Piano Regolatore del porto e della zona industriale e commerciale di Venezia-Marghera, sulla base del progetto dell’Ufficio del Genio Civile OO.MM. di Venezia per la I° e II° Zona e il piano di sviluppo del Consorzio Obbligatorio Porto e Zona Industriale per la III° Zona entrambi approvati dal Ministro dei Lavori Pubblici con decreto n°319 del 15 maggio 1965.
il Piano Regolatore relativo alla III Zona, viste le susseguenti disposizioni legislative, riveste attualmente interesse solo per il terminal San Leonardo, unica opera realizzata, anche se parzialmente, in conformità al Piano e per la Cassa di Colmata A la cui utilizzazione a fini portuali è consentita dall’art. 12 della legge 798/84.
per le aree portuali di Venezia Centro Storico è tuttora vigente il Piano approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con voto 15 maggio 1908 n°603, ai sensi della legge 14 luglio 1907 n°542.
Valutazioni sull’attività del P.R.P. ed eventuali esigenze d’aggiornamento
Lo stato della pianificazione per le aree del Porto di Venezia
L’Autorità Portuale di Venezia ha iniziato da tempo il rinnovo della strumentazione urbanistica di competenza, sia attraverso Piani Regolatori per sezioni specifiche, sia attraverso le Intese con i Comuni competenti, così come previsto dall’art. 5 della legge 84/94 e dalla legge regionale n.11 del 2004.
Gli atti di pianificazione, che, ai sensi dell’art. 10 – comma 4, lettera f) – della l. 84/94, sono elaborati dal Segretario Generale, devono prevedere la delimitazione ed il disegno dell’ambito portuale e dell’assetto complessivo del porto, ivi comprese, come recita il comma 1 dell’art 5 della Legge 84/1994, le aree destinate alla produzione industriale, all’attività cantieristica ed alle infrastrutture stradali e ferroviarie.
Da rilevare che la legge 84/94 non prevede un regime di Salvaguardia, a differenza di quanto normalmente previsto dal diritto urbanistico: fino alla completa definizione della procedura approvativa conserva efficacia il Piano Regolatore Portuale previgente (art. 27).
Le intese con il comune di Venezia – Il Piano di Assetto del Territorio del comune di Venezia
Nelle more della revisione del Piano Regolatore Portuale per le aree portuali del Centro Storico nel Comune di Venezia, sono stati sottoscritti alcuni specifici protocolli, le “Intese” previste dalla legislazione urbanistica tra EELL e gli organi decentrati dello Stato, e quindi tra Comune di Venezia ed Autorità Portuale, al fine di dare definizione alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali vigenti.
Una prima Intesa preventiva, sottoscritta in data 17/3/98, ha fissato un quadro generale di riferimento per le aree portuali di Venezia, integrando le NTA della Variante al PRG per la Città Antica. A tale Intesa ha fatto seguito la definizione di un Piano Guida per la “Valutazione degli aspetti trasportistici e urbanistici di un nuovo sistema di accessibilità al Centro Storico di Venezia per la riorganizzazione delle zone del Tronchetto, Marittima e Piazzale Roma”, e l’Intesa per il Piano Particolareggiato di San Basilio.
Il Piano Guida sull’accessibilità è servito a verificare le condizioni per la riorganizzazione funzionale delle zone marginali al centro storico, quali Tronchetto, Piazzale Roma e Marittima. Grazie a questa intesa è stato possibile realizzare il Sistema di collegamento rapido Tronchetto – Marittima - Piazzale Roma (People Mover), che con la sua messa in esercizio ha migliorato l'accessibilità all’intera area di Marittima (dei passeggeri, degli addetti, e degli utilizzatori in genere). Il tracciato definitivo della funicolare è stato approvato in Conferenza di Servizi nell’estate del 2003. I lavori concernenti l’opera si sono terminati alla fine del 2009, e la funicolare terrestre è entrata in esercizio nell’Aprile del 2010.
Per la parte stradale è stato prevista una riconfigurazione della rotatoria della Marittima per migliorare l’accessibilità sia alla stazione crociere che al costruendo garage multipiano, sia al Tronchetto che al mercato ittico, e per mettere in sicurezza una viabilità fortemente promiscua e critica sotto il profilo della sicurezza stradale e pedonale. Al 31 Dicembre 2012 tutti i lavori riguardanti la rotatoria risultano terminati.
Con la finalità di sviluppare le attività legate alle Autostrade del Mare, è stato sottoscritto il 5 giugno 2003 l’Accordo di Programma con il Comune di Venezia per l’utilizzo e l’esproprio dell’area ex Alumix di Fusina.
Nel marzo 2008 si è conclusa la Conferenza di Servizi per l’approvazione della VPRG relativa all’area ex Alumix di Fusina, che ha trasformatola destinazione d’uso di PRG in “Zona portuale”; la Variante era propedeutica alla procedura di esproprio per l’acquisizione al Demanio Marittimo dell’area, tramite dichiarazione di pubblica utilità, per destinarla alla realizzazione di strutture per lo sviluppo di un nuovo terminal per navi traghetto ed attività di logistica. Il progetto definitivo ha apportato una modifica al perimetro inizialmente approvato in variante, con un ampliamento verso sud della zona portuale di circa 24.000 mq. Il progetto sarà realizzato tramite Project Financing, attraverso il concessionario Venice Ro-Port MoS. Il tempo previsto per la conclusione dei lavori, che prevedono la realizzazione di quattro accosti operativi ro-ro, oltre a spazi per la logistica, sono di circa quattro anni. Attualmente il progetto definitivo, che ha già acquisito le autorizzazioni da parte del Magistrato alle Acque di Venezia, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e dalla Soprintendenza per i Beni Paesaggistici e Architettonici del Veneto, ha ricevuto inoltre parere favorevole in commissione di VIA regionale (n.375 del 24/10/2012).
In questi anni, il Comune di Venezia ha inoltre predisposto, in stretto rapporto con l’Autorità Portuale di Venezia, alcuni piani attuativi che interessano direttamente aree comprese nell’ambito portuale:
nelle aree del Centro Storico è stato approvato con delibera C.C. n°98 del 28/7/2000, il Piano Particolareggiato (P.P. 6.2) per l’area di San Basilio. Le trasformazioni in questa area hanno avuto concreto avvio con la ristrutturazione del fabbricato portuale n°7, che ospita la sede del nuovo corso di laurea specialistica CLAST – Scienze e tecniche del teatro, e, nel corso del 2008, con la realizzazione degli interventi di ristrutturazione degli ex magazzini portuali limitrofi concessi in uso a IUAV e Ca’ Foscari. Nella stessa area di San Basilio APV realizzerà, ristrutturando l’ultimo degli edifici delle “provveditorie”, un Centro espositivo e culturale;
è stata avviata sul finire del 2004 la procedura per la definizione del Piano Particolareggiato dell’area di Marittima, che comprenderà l’intervento nell’area definita come “ex deposito locomotive” retrostante la Stazione Crociere e il sistema degli accessi al porto passeggeri, e porterà in prima fase alla definizione del progetto preliminare relativo ad un parcheggio a servizio delle aree di portuali di Marittima, e, in parte, dei residenti in Centro Storico. Nell’ottobre del 2004 si è aperta la Conferenza dei Servizi in sede regionale per la definizione ed approvazione del Piano Particolareggiato dell’area. Oltre al tracciato del People Mover, l’area ospiterà il parcheggio citato ed altre attività funzionali al traffico crocieristico, ma utilizzabili anche dai residenti in Centro Storico. Gli elaborati sono stati visionati in vari incontri dall’Amministrazione Comunale, dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici, e dal Comitato Portuale. Il piano prevede, oltre alla realizzazione del parcheggio a servizio dei residenti e dei croceristi, spazi dove troveranno posto gli enti istituzionali (Guardia di Finanza, ed altri), volumi per uffici, ed altre funzioni. La Variante è stata pubblicata il 4.11.2008 nel BUR n°91, mentre per quanto riguarda il progetto è stato redatto e consegnato il Definitivo.
Nel 2009 il Comune di Venezia ha concluso le procedure per la formazione del Piano di Assetto del Territorio previsto dalla lr 11/2004, dopo l’adozione del Documento Preliminare da parte della Giunta(del. n.533 del 5/10/07). Il Documento Preliminare di PAT è stato adottato in Giunta l’11 dicembre 2008 e presentato il 30 gennaio 2009; su tale documento l’Autorità Portuale ha fatto pervenire al Comune di Venezia alcune considerazioni, anche alla luce dell’incontro avvenuto con i membri del Comitato Portuale il 12 febbraio 2009.
Il 23 Dicembre 2010 il Comune di Venezia ha licenziato una nuova versione degli elaborati del PAT, che il 30/31 Gennaio 2012 sono stati sottoposti al Consiglio Comunale. Sulla base degli emendamenti approvati durante la seduta del Consiglio, gli elaborati del Piano saranno pubblicati per 30 giorni su apposito sito e nei 30 giorni successivi potranno essere presentate osservazioni, anche on line, da chiunque ne abbia interesse.
L'Autorità Portuale di Venezia, sulla base delle proprie competenze urbanistiche definite dalla legge 84/94, ha presentato 43 osservazioni richiedendo, secondo gli artt. 15 e 24 della L.R. 11/2004, la necessaria intesa sugli ambiti demaniali-portuali e più in generale su tutto il territorio ricompreso all'interno dell'Ambito Portuale.
Al momento, il Consiglio Comunale si è espresso sulle osservazioni accogliendole solo parzialmente. Dopo la delibera del Consiglio Comunale, secondo quanto stabilito dalla L.R. 11/2004, il Comune dovrà convocare la conferenza di servizi con la Provincia di Venezia per l'approvazione del PAT ed addivenire a specifiche intese con gli enti interessati.
Allo stato attuale delle cose non ci sono elementi certi per quanto riguarda la conclusione dell'iter approvativo del Piano di Assetto del Territorio.
Il Comune di Venezia ha sviluppato anche il Piano Urbano della Mobilità per il quale l’Autorità ha espresso le sue osservazioni, anche sulla base di un incontro con i membri del Comitato Portuale, per le tematiche e soluzioni che riguardano le aree portuali, in particolare di Venezia centro Storico,con la possibile linea del tram in entrata a San Basilio. A tal proposito a fine 2012, il Comune si è rivolto all'Autorità Portuale di Venezia per sottoscrivere uno specifico Accordo di Programma, la cui proposta è stata sottoscritta da Comune di Venezia, Provincia di Venezia e Autorità Portuale di Venezia il 31 gennaio 2014.
Le Intese con il Comune di Mira – Il Piano di Assetto del Territorio del comune di Mira
Nel territorio del Comune di Mira ricade l’importante sezione portuale di San Leonardo, dove è oggi convogliata la quasi totalità del traffico petrolifero.
Recentemente, è stata definita la parziale ristrutturazione di uno dei moli non utilizzati, per destinarli all’allibo di navi cerealicole. Il progetto è stato condiviso dal Comune di Mira, ed approvato con prescrizioni dalla Commissione per la Salvaguardia di Venezia.
Anche il Comune di Mira ha avviato le procedure per la formazione del Piano di Assetto del Territorio previsto dalla lr 11/2004.
Nell’Aprile del 2009 è stato adottato dalla Giunta Comunale il Documento Preliminare al Piano di Assetto del Territorio, la Relazione Ambientale. La Giunta ha inoltre deliberato di autorizzare il Sindaco alla sottoscrizione, con i legali rappresentanti della Regione Veneto e della Provincia di Venezia, dell'accordo di pianificazione e di dare avvio del procedimento per la Valutazione Ambientale Strategica ai sensi della Direttiva 42/2001/CE e dell'art.4 della LR11/2004 nonché del procedimento di concertazione e partecipazione ai sensi degli artt. 5 e 15 della LR11/2004.
Il 13/10/2010 la Giunta ha preso atto della conclusione della fase di concertazione ed ha approvato la stesura definitiva del Piano.
Le Intese con il Comune di Cavallino Treporti – Il Piano di Assetto del Territorio del comune di Cavallino Treporti
Per il Comune di Cavallino Treporti si è conclusa all’inizio del 2010 la procedura di approvazione della VPRG di adeguamento al PALAV, in sede di Conferenza di Servizi.
Nel frattempo il Comune ha avviato la procedura per la formazione del Piano di Assetto del Territorio prevista dalla lr 11/2004, conclusasi con l’adozione del Piano in Consiglio Comunale nell’ottobre del 2009. In seguito all’adozione, APV ha formulato delle osservazioni per le aree in ambito portuale. Il passo successivo sarà la stesura delle Intese con gli organi decentrati dello Stato, tra cui APV, in sede di Conferenza di Servizi.
La programmazione degli altri Enti Territoriali
Oltre che attraverso le Intese previste dall’ordinamento, l’Autorità Portale procede necessariamente anche con Intese con gli altri Enti territoriali (Regione e Provincia), per poter affrontare alla scala adeguata, e con le opportune sinergie, le dinamiche di sviluppo del porto. Si guarda quindi con attenzione ai documenti di programmazione di questi enti, che per circostanze istituzionali e legislative (nuova legge urbanistica regionale 11/2004) sono elaborati in questo periodo.
Il Programma Regionale di Sviluppo del 2005 della Regione del Veneto1 individua il Porto di Venezia come nodo di riferimento per la circolazione delle merci. Vengono altresì individuate due principali criticità: la profondità dei canali di accesso al porto e la viabilità terrestre.
Tra gli obiettivi dichiarati del programma regionale vi sono quindi:
la “crescita della portualità e della logistica con sviluppo del porto commerciale e passeggeri”;
l’apertura del “retroterra del porto di Venezia verso le regioni del Centro Europa”;
“un diverso ruolo per il porto veneziano: da nodo infrastrutturale adibito alla trasformazione industriale delle materie prime (……) a porta di accesso ai mercati esteri delle produzioni ad elevato valore aggiunto”.
Nel PRS vengono individuate tre principali questioni legate allo sviluppo della portualità veneziana:
la salvaguardia ambientale della laguna;
la profondità dei canali di accesso all’area portuale;
la criticità nell’area mestrina delle infrastrutture terrestri di accesso (viabilità stradale e ferroviaria).
La Regione del Veneto indica nella soluzione di queste criticità la possibilità di sviluppo del Porto di Venezia.
Vengono individuati inoltre nei distretti produttivi (l’Autorità Portuale di Venezia è tra i fondatori del Patto per il Distretto e del Consorzio Portualità, Intermodalità e Logistica Venezia – Treviso), e nel sostegno all’innovazione gli elementi di riferimento per le politiche regionali.
Nel descrivere l’assetto infrastrutturale del territorio, il documento preliminare di Piano Territoriale Regionale di Coordinamento 2004 individua come prioritario lo spostamento modale di quote di traffico merci dalla strada alla ferrovia.
In coerenza con il PRS , i porti di Chioggia e Venezia vengono riconosciuti come “centri erogatori di servizi logistici plurimodali”, su cui sviluppare il sistema logistico regionale (Venezia – Padova – Verona), con l’impiego di nuove tecnologie applicate ai trasporti.
In questo sistema logistico, al Porto di Venezia viene riconosciuta una specificità data appunto dal mare, con l’opportunità di sviluppo delle “Autostrade del Mare”. La centralità di Venezia (e Marghera) rispetto all’asse del Corridoio V viene inoltre individuata per riferire lo sviluppo delle diverse modalità di trasporto e come opportunità nei rapporti commerciali verso l’est europeo.
Il documento regionale auspica che dove esiste un porto, o un altro nodo infrastrutturale, sia sviluppato il piano regolatore della struttura in stretta connessione con i Piani Regolatori Comunali per le aree circostanti, ed in genere le destinazioni dell’indotto. Questo per far sì che i piani di sviluppo dei porti, riferendosi più alla dimensione fisico - territoriale degli scali, alla loro area di influenza economica (tema peraltro molto presente nel dibattito urbanistico, particolarmente vivo sul tema negli ultimi tempi, sul rapporti porti/città.
Oltre ai punti sopra citati, il PTRC individua come obiettivi essenziali da risolvere per l’area veneziana: il riuso delle aree industriali, l’organizzazione per distretti omogenei, il potenziamento della ferrovia, l’adeguamento del sistema di accessibilità stradale.
Il "Documento preliminare al Piano Territoriale Regionale di Coordinamento" è stato quindi adottato con DGR n. 2587 del 7 agosto 2007. Con nota del dicembre 2008 l’Autorità Portuale di Venezia ha evidenziato la necessità di rilevare due elementi all’interno del piano:
l’ambito portuale deve avere, nelle prospettive di espansione delle attività, un livello sovracomuale di riferimento
richiesta di un Progetto Strategico per l’ambito portuale, ai sensi dell’art. 26 della lr 11/04
La Regione ha adottato il PTRC nei primi mesi del 2009, tenendo per gran parte conto delle osservazioni presentate da APV. Il PTRC non ha però concluso il suo iter in Consiglio Regionale con la definitiva approvazione.
La bozza di Piano Regionale dei Trasporti 20041, nel riconoscere la particolare struttura territoriale/urbanistica del Veneto, che presenta un elevato numero di aziende non concentrate in ambiti territoriali definiti, afferma la particolarità di Porto Marghera, unico polo produttivo riconoscibile a livello territoriale.
Nel riprendere le linee di indirizzo regionali, già citate e presenti nel PRS e nel PTRC, sottolinea in particolare la necessità di sviluppare ulteriormente le relazioni tra scali portuali ed hinterland produttivo, e l’importanza che giocano appunto le aree di Porto Marghera, che le vicende dell’industria italiana aprono ad “una prospettiva di riconversione in piattaforma logistica marittima al servizio del sud-est europeo”, anche in virtù della collocazione geografica, che le posiziona all’incrocio tra il Corridoio Adriatico (e quindi le Autostrade del Mare est Mediterraneo) e il Corridoio V.
Le principali scelte di Piano riguardano la necessità di dare un nuovo assetto organizzativo e funzionale al territorio regionale a fronte delle previsioni di un rilevante aumento della mobilità di medio termine (2010), e specificatamente di quella stradale.
Circa il quadro infrastrutturale della regione, il Piano effettua esplicito richiamo al livello sproporzionato del traffico sulla rete stradale e autostradale rispetto alla capacità fisica delle infrastrutture esistenti, con evidenti ricadute per l’intero sistema dei trasporti, per l’ambiente e per la sicurezza.
Gli interventi previsti per ovviare a questo scenario, per l’area veneziana, ed in particolare riferimento alle aree portuali sono:
il nuovo asse intermodale Padova – Venezia, per il quale la Regione del Veneto ha recentemente avviato apposita procedura di project financing e ciò in relazione alla prospettata nuova accessibilità a sud al porto commerciale (e gli sviluppi relativi alle Autostrade del Mare);
gli interventi di adeguamento del sistema di accesso alla rete autostradale nell’area veneziana;
l’adeguamento della SP 81 che porta da Marghera sud al nuovo svincolo di Borbiago, così come previsto dal programma finanziario della Società Autostradale Venezia – Padova (assieme agli interventi di “naturalizzazione” della tangenziale di Mestre), in accordo con Autorità Portuale, Provincia e comuni interessati.
In relazione alla rete ferroviaria, nel riconoscere il processo di modernizzazione in corso nell’area portuale (intervento APV e RFI per la realizzazione del nuovo parco ferroviario merci a Porto Marghera) che offrirà già dal 2007 un contributo più incisivo alla mobilità delle merci, ed in particolare allo spostamento modale di quote di traffico merci dalla strada alla ferrovia, così come auspicato e previsto nei documenti di programmazione della stessa Regione, il Piano prevede di sviluppare gli interventi perseguendo:
il potenziamento della logica dell’intermodalità tra gomma, aereo e nave;
lo sviluppo degli interventi lungo l’asse/corridoio plurimodale 5 nella sua declinazione di AC/AV.
A seguito dell’entrata in vigore della nuova legge regionale urbanistica (lr 11/2004, in vigore dal 1 marzo 2005), la provincia di Venezia ha redatto il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), approvato dalla Regione Veneto con Delibera di Giunta Regionale n. 3359 del 30.12.2010 e dalla Provincia con Delibera di Giunta Provinciale n. 8 del 01.02.2011.
Il P.T.C.P. è lo strumento di pianificazione urbanistica e territoriale attraverso il quale la Provincia esercita e coordina la sua azione di governo del territorio, delineandone gli obiettivi e gli elementi fondamentali di assetto. E’ qui il caso di ricordare alcuni tra gli obiettivi che interessano il porto e le aree portuali:
la soluzione dei nodi infrastrutturali dell’area centrale veneziana; tra questi, la soluzione delle questioni infrastrutturali di accesso a Porto Marghera (sia viabilità, sia escavo dei canali portuali), in modo da “dare nuova prospettiva ai traffici portuali e mitigarne l’impatto rispetto al quartiere urbano”;
la promozione del sistema economico, valorizzando il legame tra territorio e produzione;
lo sviluppo della logistica a Marghera.
Il PTCP è stato adottato dal Consiglio Provinciale il 5 dicembre 2008. Pubblicato il 19 dicembre; l’Autorità Portuale ha espresso, sentiti i membri del Comitato Portuale, delle osservazioni sul Piano, in particolare sui seguenti punti:
necessità di individuazione di tutta Porto Marghera come “area portuale e per la logistica”;
definizione di una adeguata linea ferroviaria per le aree di espansione nella zona della chimica a PM;
possibile utilizzo della cd “linea dei Bivi” per il collegamento ferroviario verso nord – est.
Il PTCP è stato approvato con le controdeduzioni dal Consiglio Provinciale nelle vicinanze della scadenza amministrativa; la nuova amministrazione ha inviato il Piano alla Regione del Veneto, che l’ha approvato a fine 2010.
Nel PTCP è stato inserito il perimetro dell'Ambito Portuale.
Accordo di Programma relativo al cd. “Progetto Vallone Moranzani”
La Direzione Tecnica ha continuato a seguire lo svilupparsi dell’Accordo di Programma relativo al cd. “Progetto Vallone Moranzani”, in collaborazione con gli uffici del Commissario delegato per l’Emergenza Socio Economico Ambientale relativa ai canali portuali di grande navigazione della Laguna di Venezia.
L’Accordo Moranzani è stato sottoscritto definitivamente all’inizio del 2008 tra Autorità Portuale e Enti Locali e nazionali per risolvere il problema dei fanghi oltre C. E’ prevista la costruzione di impianti per il trattamento e lo smaltimento per i sedimenti per un totale di 3.2 milioni metri cubi di cui 1,65 milioni destinati all’Autorità Portuale di Venezia; la sistemazione viaria di Malcontententa / Marghera; la regimazione idraulica di Marghera, l’interramento di elettrodotti, lo spostamento della San Marco Petroli, la realizzazione di parchi urbani. Il finanziamento diretto dell’Autorità Portuale si aggira sui 50 M€ per interventi previsti dall’Accordo (colmata Molo Sali, acquisizione e infrastrutturazione area Syndial AS, impianti di trattamento) a cui vanno aggiunti 50 M€ quale finanziamento per il dragaggio e refluimento.
Sono durati per tutto l’anno 2008 e 2009 diverse attività e incontri finalizzate a programmare e progettare gli interventi previsti nell’accordo. In tali incontri il ruolo dell’Autorità Portuale è stato rilevante in particolare sui progetti di escavo, banchinamenti e viabilità.
Nel 2011 è stato firmato dai sottoscrittori del primo accordo, l’ “Accordo Integrativo” che ha inserito fra gli interventi l’adeguamento funzionale di Via dell’elettronica; il collegamento stradale tra Via dell’elettricità con SR 11; Terminal Ro-Ro e Piattaforma logistica Fusina. I tre progetti sono a carico dell’Autorità Portuale, che si impegna altresì a realizzare l’intervento viabilistico relativo al 1° lotto – 1° stralcio funzionale della rotatoria tra Via dell’elettronica e Via Malcontenta ed il connesso viadotto, già previsto nell’accordo del 2008 ed inizialmente in carico alla Provincia di Venezia.
Dal 2011 inoltre l'Autorità Portuale di Venezia sta lavorando ad un nuovo progetto di "porto d'altura".
Con la messa in funzione del MOSE, in caso di chiusura delle paratie, il traffico marittimo diretto al porto di Venezia subirà delle restrizioni. Per questo motivo l'Autorità Portuale di Venezia ha proposto, quale opera compensativa alla realizzazione della diga mobile alle bocche di porto, la realizzazione di una piattaforma d'altura atta a ricevere le navi petroliere (come previsto dalla legge speciale per venezia del 1983) e le portacontainer transoceaniche, che fungerà anche da porto rifugio in caso di temporanea chiusura del porto. L'investimento minimo per la messa in opera del sistema è stimato in due miliardi di euro.
Il terminal offshore è già stato riconosciuto quale opera prioritaria dagli organismi dello stato, secondo questo iter autorizzativo:
Il 5 Maggio 2011 il CIPE ha deliberato l’avvio della progettazione del Terminal d’altura anche al fine dell’ estromissione dei petroli dalla Laguna di Venezia.
Il 19 Giugno 2011 è stata firmata l’Intesa Stato/Regione Veneto per le opere in legge Obiettivo 443/2001 che riconosce il Terminal d’altura e le sue connessioni a Marghera come Infra-struttura Strategica Nazionale.
Il 21 Luglio 2011 la delibera del “Comitatone” ex l. 794/84 21/07/2011 ha individuato la conca di navigazione a Malamocco e il Terminal d’altura come strutture combinate di accesso permanente al porto di Venezia.
Il 27 Ottobre e il 24 novembre 2011 il Comitato Tecnico di Magistratura del Magistrato alle Acque di Venezia ha approvato il progetto preliminare della diga foranea e del terminal petrolifero offshore.
Il 29 marzo 2012 il Comitato Tecnico di Magistratura del Magistrato alle Acque di Venezia ha approvato il progetto preliminare relativo al terminal plurimodale offshore al largo della costa di Venezia comprensivo della diga foranea, terminal petrolifero e terminal container.
Attualmente il progetto preliminare della Piattaforma offshore ha ricevuto parere favorevole dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per la Valutazione di Impatto Ambientale (02/08/2013). Si è in attesa della convocazione della Conferenza di servizi da parte del Ministero delle Infrastrutture per la procedura di approvazione del progetto.
A seguito del Decreto Interministeriale del 2 marzo 2012, il cosiddetto “Clini-Passera”, che vieta il transito delle navi superiori alle 40.000 tonnellate nel bacino San Marco e nel canale della Giudecca, l'Autorità Portuale di Venezia il 17/09/2014 ha sottoposto a procedura di VIA il progetto di “Adeguamento della via Acquea di accesso alla Stazione Marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant'Angelo”.