Source: http://www.fnpcislirpiniasannio.it/la-voce-del-pensionato-articolo-2-pg-4
Timestamp: 2019-06-25 04:10:20+00:00
Document Index: 104620067

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 24', 'art.13', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 12', 'art.35', 'art.13', 'art. 24', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 6']

Oggetto: Scadenza Comuni approvazione o modifica regolamenti, aliquote e detrazioni Imu
Ricordiamo che l’art. 9 del D.L. n. 174/2012, recante “Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012”, posticipa alcuni termini in materia di IMU. In particolare è prevista:
1) la proroga dal 30 settembre al 30 novembre 2012 del termine per la presentazione della dichiarazione IMU per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012. Si tratta di acquisto di immobili avvenuto nel 2011 o trasformazione del titolo di proprietà avvenuto sempre nel 2011. Attualmente continuano a mancare il modello ufficiale e le istruzioni per la compilazione della dichiarazione;
2) il differimento dal 30 settembre al 31 ottobre 2012 del termine a disposizione dei Comuni per l’approvazione o la modifica del regolamento e delle delibere in materia di aliquote e detrazione IMU. Al riguardo oltre il 60% dei Comuni non ha ancora provveduto in materia.
Oggetto: Rapporto sulle politiche contro la Povertà e l’Esclusione Sociale – Anno 2011
8.173 mila (Istat 2012). Questo è il numero dei poveri in Italia nel 2011, ben il 13,6% della popolazione. I dati ci danno l’idea dell’entità del fenomeno. Tante sono le cifre contenute nel Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2011, frutto dell’attività collegiale della Commissione di Indagine sull’Esclusione Sociale (CIES). Nell’Unione Europea oltre 80 milioni di persone vivono sotto la soglia della povertà. Per questo nel pieno della crisi economica la Commissione Europea ha varato la strategia denominata “Europa 2020” per promuovere l’inclusione sociale attraverso la riduzione della povertà, mirando a liberare almeno 20 milioni di persone dal rischio povertà ed esclusione sociale. La strategia riguarda cinque temi generali come l’occupazione; gli investimenti in ricerca e sviluppo; l’istruzione; l’ambiente; la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Il Rapporto mira ad identificare i gruppi a rischio di emarginazione sociale che sono la prima causa di distacco dalle relazioni sociali dalle istituzioni. Le difficoltà economiche, lavorative e sanitarie dal 2008 al 2012 hanno peggiorato la condizione delle famiglie in particolare quelle residenti nel Mezzogiorno, dove c’è stato un aumento della povertà assoluta dal 5,8% del 2010 all’8% del 2011. Le famiglie relativamente povere in Italia nel 2011 sono 2.782 mila e le famiglie assolutamente povere sono 1.297 mila. Per povertà relativa s’intende la difficoltà di famiglie ed individui ad accedere a beni e servizi, per povertà assoluta si intende invece l’incapacità di poter accedere a beni e servizi. Il raggio di azione della povertà economica si sta allargando creando povertà anche sociale con un’instabilità delle relazioni, che isola gli individui e le famiglie minando la partecipazione attiva alla vita sociale. E’ un fenomeno che varia dinamicamente. La povertà, infatti, è tanto più grave quanto più a lungo e quanto più intensamente un individuo la sperimenta. La categoria dei disoccupati (2,1 milioni nel 2011) e dei precari è il sintomo di uno scoraggiamento dei giovani nella ricerca del lavoro. Le famiglie più ampie (371mila nel 2011), gli anziani soli (380 mila nel 2011), le famiglie mono genitoriali (117 mila nel 2011), le persone con limitazioni nell’autonomia personale che com’è intuibile sono più spesso gli anziani, gli immigrati che nel 2009 erano 4.235.000, pari al 7% della popolazione e le persone senza fissa dimora, vengono definiti nel Rapporto come i gruppi più a rischio di povertà ed esclusione sociale e comprendono quote dell’insieme di poveri relativi ed assoluti. Il perdurare della condizione di povertà di molte persone e famiglie dimostra il bisogno di politiche di contrasto alla povertà e di sviluppo del sistema economico.
Oggetto: Decreto interministeriale sui lavoratori salvaguardati : soggetti autorizzati ai versamenti volontari
Come è noto, il 1° giugno 2012 è stato pubblicato il DM sui lavoratori - salvaguardati - dai requisiti pensionistici previsti dalla L. 214/11, di cui abbiamo già trattato. Su una particolare categoria di - salvaguardati - desideriamo ritornare per chiarire un aspetto che la nostra consulenza legale centrale, in linea con quella dell' INAS, ritiene rilevante in ordine ad un presupposto eccesso di delega da parte dello stesso DM 1.6. 2012. Per i soggetti autorizzati ai versamenti volontari entro il 4.12.2011, il citato DM ha aggiunto due nuovi requisiti non previsti dall' art. 24, c. 14, lett. c. della L. 214/11, ossia, la non ripresa dell’attività lavorativa dopo l' autorizzazione ai versamenti volontari e il versamento di almeno un contributo volontario alla data del 6.12. 2011. Per quanto concerne la condizione della non ripresa dell'attività lavorativa dopo l’autorizzazione ai versamenti volontari, la nostra consulenza legale ritiene che essa costituisca senza dubbio un eccesso di delega ed un rilevante aspetto di illegittimità in ordine alla disparità di trattamento che, per effetto del DM, si verrebbe a determinare tra due soggetti, entrambi cessati all’entrata in vigore della riforma, entrambi autorizzati ai versamenti volontari, dei quali uno si sia astenuto dall’intraprendere una qualsiasi attività dopo l'autorizzazione, mentre l'altro si sia rioccupato, anche per un breve periodo. L'altro presupposto di eccesso di delega riguarda il versamento di almeno un contributo volontario al 6.12.2011. E' questa la posizione in cui si potrebbero trovare molti dipendenti pubblici che hanno ottenuto l'autorizzazione, ma hanno atteso di versare il contributo al compimento dell'età e prima del riconoscimento del diritto alla pensione differita. Tali aspetti di illegittimità riferiti a queste due particolari condizioni devono essere impugnati attraverso alcune cause pilota (soggetto in possesso di tutte le caratteristiche previste dalla legge), proponendo domanda di pensione al raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalle normative previgenti l’entrata in vigore della legge 214/11. Raccomandiamo le Strutture in indirizzo di procedere, in tutte le fasi, per il tramite del nostro Patronato INAS-CISL. Facciamo infine presente che della questione abbiamo investito la Direzione Centrale dell’INPS per un’eventuale estensione della tutela anche a favore di coloro che, successivamente all’autorizzazione, abbiano intrapreso un’attività lavorativa di natura occasionale o accessoria, con un reddito complessivo lordo non superiore a 5 000 euro lordi annui. La proposta è tuttora all’esame del Ministero del Lavoro a cui l’INPS si è rivolto per un parere.
Oggetto: Incontro Inps per problemi previdenziali pensionati italiani all’estero
Il giorno 11 ottobre u.s. ci siamo incontrati con la Dirigenza dell’Inps per affrontare le problematiche che interessano i pensionati Italiani residenti all’Estero; in particolare, ci siamo occupati delle modalità di pagamento delle pensioni, che a partire da febbraio 2012, sono gestite dalla “City Bank”. Ad oggi, le stesse vengono pagate mediante accredito sul conto corrente, allo sportello, o con assegno; per quest’ultimo, l’Istituto ci ha anticipato che, a partire dai primi mesi del prossimo anno, non verrà più utilizzato in quanto non è previsto nel rapporto contrattuale tra l’Istituto e la banca interessata. L’altra questione trattata riguarda i certificati di esistenza in vita la cui cadenza è annuale. E’ intenzione dell’Istituto, dietro nostra richiesta, di prevedere una procedura standardizzata ed effettuata nello stesso periodo annuale. Abbiamo evidenziato, inoltre, le difficoltà che si sono registrate nella gestione dei dati anagrafici, in particolare l’errore della City Bank che ha utilizzato il cognome da coniugata delle pensionate. Il problema è stato risolto con l’invio, da parte dell’autorità locale, di un ulteriore certificato con il cognome da nubile; pertanto le pensionate potranno usufruire di entrambi i cognomi. Altra problematica, anch’essa risolta, riguarda l’utilizzo della lingua italiana e di quella del Paese Estero interessato per l’invio delle comunicazioni mediante una comunicazione integrativa. Infine, la campagna di verifica di esistenza in vita che doveva ultimarsi ad aprile e che è stata prorogata a giugno, ha rilevato che alcune migliaia di pensionati non hanno ancora prodotto la certificazione prevista. A seguito di ciò, l’Inps ha spostato il pagamento della pensione presso gli sportelli della Western Union, esclusivamente al pensionato beneficiario. Questa procedura ha consentito di constatarne, pertanto, l’esistenza in vita. Ciò nonostante, sono rimaste inevase ancora alcune migliaia di posizioni per le quali sarà, purtroppo, operata la sospensione del pagamento. Sarà pertanto necessaria un’azione capillare dei nostri Patronati presenti nei vari Paesi. Abbiamo poi affrontato l’opportunità di affidare ai Patronati il compito di accertamento dell’esistenza in vita, scavalcando così quanto finora svolto dalla City Bank. Sulla nostra richiesta l’Inps si è riservato di darci una risposta. Per quanto riguarda gli indebiti, in particolare quelli riguardanti la quattordicesima, l’Istituto ci ha confermato che applicherà la stessa procedura concordata per i pensionati residenti in Italia, compresa la rateizzazione di 36 rate e la possibilità del pagamento immediato, o con bollettini Mav, qualora il recupero comporti la riduzione della pensione al di sotto del minimo. L’Istituto ci ha comunicato, infine, che sono state inviate le lettere di sollecito relative al modello Red per i redditi dell’anno 2010. L’operazione ha riguardato circa 30 mila soggetti. Vi ricordiamo che, nel caso in cui, il pensionato non dovesse provvedere alla trasmissione del modello Red entro il 31 ottobre p.v., l’Inps sospenderà la prestazione legata al reddito con decorrenza dicembre 2012.
Oggetto: Incontro Inps su indebiti su quattordicesime
In data 09 ottobre 2012 ci siamo incontrati con la Dirigenza dell’Inps, per definire la questione degli indebiti sulle quattordicesime. Abbiamo convenuto con l’Istituto che le somme saranno recuperate in 36 rate per tutti i pensionati interessati. Poiché l’Istituto ha già determinato l’importo da recuperare in 24 rate a partire dal primo novembre, la somma rimanente sarà ricalcolata in 36 rate, a decorrere dal mese di dicembre o gennaio p.v. L’Istituto ci ha comunicato che sta provvedendo a controllare eventuali errori che interessano circa un migliaio di prestazioni, delle quali almeno 200 quattordicesime liquidate nel 2009 sulla base di redditi Inps già conosciuti dall’Istituto, non subiranno la trattenuta con la mensilità di novembre, in attesa della definitiva verifica.L’Inps, inoltre, ha fatto presente che qualora gli interessati siano titolari di un trattamento minimo e che, per effetto della trattenuta, dovesse scendere al di sotto del minimo stesso, potranno provvedere al relativo pagamento mediante l’utilizzo di n. 36 bollettini Mav o in contanti; ovviamente, il mancato pagamento di due bollettini postali consecutivi potrebbe comportare il venir meno della rateizzazione, salvo il fatto che l’Istituto potrà sempre recuperare l’importo restante nel caso di mancato pagamento. Sulla questione degli indebiti riguardanti le quattordicesime calcolate sui redditi del 2008 ed erogate nel 2009, l’Istituto ha ribadito la propria titolarità a recuperarle, nonostante il fatto che l’art.13 della L. 412/91 fissa il termine annuale per il loro recupero; su questa questione e sulle altre riguardanti la corretta applicazione della predetta norma, vista la netta chiusura dell’Inps, d’intesa con l’ufficio legale, inizieremo una causa pilota, al fine di far applicare correttamente dal Giudice quanto contenuto nell’art. 13. Infine, l’Inps ci ha comunicato che sta inviando circa 25mila lettere di recupero di indebito a quei delegati che hanno continuato a riscuotere le rate di pensioni anche successivamente alla morte del pensionato delegante.
Oggetto: “730-integrativo” entro 25 ottobre 2012
I lavoratori dipendenti e i pensionati che si accorgono di non aver compilato correttamente il Mod. 730/2012, possono presentare una dichiarazione integrativa al fine di recuperare la quota di maggiore imposta versata. Con la Circolare n. 15/E del 25 maggio u.s., l'Agenzia delle entrate precisa che il modello 730 integrativo deve essere presentato entro il 25 ottobre 2012 al Caf (o a un professionista abilitato, anche se l’assistenza era stata precedentemente prestata dal sostituto d’imposta), con i seguenti codici a seconda dei vari casi:
Dichiarazione integrativa a favore - codice 1 - Dati del sostituto d’imposta errati – codice 2 Dati del sostituto errati con integrativa a favore - codice 3 .
Nella casella “730 integrativo” del frontespizio del modello 730/2012 (redditi 2011) deve essere indicato il codice 1, qualora il contribuente riscontra che nella dichiarazione 730 ha compiuto errori od omissioni la cui correzione comporta un maggior rimborso, un minor debito oppure nessuna modifica nella determinazione dell’imposta scaturita dalla dichiarazione originaria. Il contribuente che presenta la dichiarazione integrativa allo stesso CAF o allo stesso professionista abilitato a cui ha presentato la dichiarazione originaria, deve esibire solo la documentazione relativa all’integrazione effettuata, necessaria per il controllo di conformità. Se l’assistenza era stata prestata dal sostituto d’imposta, da altro CAF o da altro professionista abilitato, il contribuente deve esibire tutta la documentazione. La presentazione di una dichiarazione integrativa non sospende le procedure avviate con la consegna del modello 730 e, di conseguenza, non fa venir meno l’obbligo del sostituto d’imposta di effettuare i rimborsi spettanti o trattenere le somme dovute in base al modello 730 originario.
Oggetto: Fusione INPS-INPDAP – disavanzo di 10,3 miliardi
Come è noto, il decreto “salva Italia” ha disposto la confluenza dell’Inpdap nell’Inps con il relativo passaggio dei conti di bilancio con la particolarità che quello dell’INPDAP evidenzia, ad oggi, un deficit di bilancio di 10,3 miliardi, che salirà a 16 entro la fine dell’anno, a causa di una perdita di esercizio di 5,8 miliardi. A fronte di questa situazione le dichiarazioni rilasciate, ieri, dal Ministro del Lavoro e dell’Economia, che minimizzano il disavanzo patrimoniale venutosi a determinare, affermando che “non c’è da temere alcun effetto negativo sulla sostenibilità del sistema previdenziale, che resta pienamente confermata” ci preoccupano fortemente. Aggiunge, inoltre, il Ministro Fornero, che “i costi della previdenza scenderanno man mano che si realizzeranno i risparmi prodotti dalla riforma delle pensioni”, e lo stesso Presidente dell’Inps Mastrapasqua ha aggiunto che le ultime riforme delle pensioni hanno messo in sicurezza i conti dell’Inps. La Cisl non può assistere a dichiarazioni che tendono a minimizzare il tutto con il rischio che, per ridurre tale deficit, in un prossimo futuro, ci possiamo trovare di fronte ad ulteriori prolungamenti del blocco della indicizzazione delle pensioni, oppure ad un ulteriore aumento delle aliquote contributive con l’ennesimo, negativo, risultato a danno dei pensionati e lavoratori. Pertanto, la CISL ha chiesto che il Governo si impegni, da subito, in maniera consapevole e responsabile ad adottare misure in grado di dare adeguate garanzie di copertura durature nel tempo.
Oggetto: Proroga per la presentazione della dichiarazione IMU 2012
Con un comunicato stampa del 28 settembre u.s., il Ministero dell’Economia e delle Finanze rende noto che, al fine di assicurare ai contribuenti interessati un ragionevole periodo di tempo per l’adempimento, il prossimo Consiglio dei Ministri dovrebbe ratificare la proposta del MEF di prorogare il termine di presentazione della dichiarazione IMU per gli immobili per i quali sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. A breve, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che approva il modello della dichiarazione IMU e le relative istruzioni per la compilazione.
Oggetto: Incontro Inps su indebiti
Il giorno 27 settembre ci siamo incontrati con la Dirigenza dell’Inps per affrontare la questione degli indebiti pensionistici per i quali, ad oggi, manca ancora una procedura che permetta al pensionato interessato di far valere i propri diritti prima che iniziano le trattenute riguardanti l’indebito. Occorre precisare che l’Istituto, sulla base delle nostre ripetute rimostranze in atto da diverso tempo, utilizzerà un modello contenente l’indicazione dei redditi sui quali viene conteggiato l’indebito ed il periodo di riferimento. Questo modello sarà utilizzato per gli indebiti gestiti dalla sede centrale mentre per quelli presenti presso le sedi locali, verrà utilizzato solo per quelli dell’anno in corso, mentre per quelli giacenti da tempo la lettera conterrà soltanto la motivazione. Per quanto riguarda gli indebiti riferiti alla quattordicesima abbiamo chiesto all’Istituto di predisporre un “percorso di verifica” delle somme, un allungamento del numero delle rate, per la sua restituzione, ed un differimento del termine di recupero ad oggi indicato con la rata di novembre. L’Istituto, a fronte delle nostre rivendicazioni, si è impegnato a verificare l’entità delle somme richieste ed a predisporne il recupero suddividendole tra 12 e 36 rate, favorendo i pensionati con redditi più bassi. Nei prossimi giorni avremo una riunione tecnica con l’Inps per procedere alla suddivisione dei pensionati interessati per fascia di reddito, verificare il meccanismo utilizzato per il calcolo dell’indebito, ed in presenza di eventuali errori compiuti dall’Istituto, procedere alla relativa eliminazione dell’indebito.
Oggetto: Tariffe Energia: Bonus elettrico per malati gravi
L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas (AEEG), con delibera 350/2012/R/eel, ha introdotto modifiche alla disciplina della regolazione relativa alla compensazione della spesa per la fornitura di energia elettrica (bonus elettrico) a favore di cittadini in gravi condizioni di salute che usano apparecchiature medico - terapeutiche per il mantenimento in vita, di cui al decreto interministeriale 28 dicembre 2007 in applicazione al decreto del Ministero della Salute 13 gennaio 2011. Al fine di modificare ed aggiornare il bonus elettrico per il disagio fisico in modo da tenere conto delle specifiche necessità ed esigenze dei malati gravi, il bonus, in vigore dal 1° gennaio 2013, avrà delle importanti novità rispetto al passato:
1) il valore del bonus sarà articolato in 3 livelli ed attribuito a ogni utente in base ai consumi e al numero di apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate, così come indicati nella certificazione ASL.
2) Ai fini della presentazione della richiesta di bonus, bisognerà utilizzare la nuova modulistica che verrà pubblicata sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas a partire dal gennaio 2013. Fino a tutto il 2012 resta in vigore la disciplina attualmente vigente. La richiesta del bonus elettrico andrà presentata al Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica, anche se diverso dal Comune in cui è localizzata l'abitazione nella quale è collocata l'apparecchiatura "salva vita".
Oggetto: Prolungamento mobilità 2012
Con Decreto Interministeriale del 2 Ottobre u.s., pubblicato sulla G.U. n. 246 del 2012, è stato concesso l’intervento di tutela del reddito, a favore di n. 3494 lavoratori che non sono rientrati nel contingente dei 10.000, di cui all’art. 12, comma 5 del D.L. n. 78/10, convertito in Legge n. 122/10, che maturavano i requisiti per il diritto a pensione dal 1° gennaio 2011 ed entro il periodo di fruizione della prestazione a tutela del reddito. Per il diritto al prolungamento di cui sopra, non sarà presa in considerazione la contribuzione figurativa. Il prolungamento sarà concesso per un numero di mensilità non superiore al tempo intercorrente tra la data di pensionamento calcolata con la normativa antecedente la modifica del D.L. n. 78/10 e quella derivante dall’applicazione dell’art. 12 del decreto stesso, in base alle “decorrenze mobili” più lunghe. I soggetti interessati, quindi, dovranno presentare la domanda di pensionamento all’Inps, per il tramite del Patronato Inas, sulla base della normativa previgente il decreto legge n. 78/10.
Oggetto: Indagine rivolta agli anziani soli
E’ stato ultimato il lavoro di lettura dei questionari rivolti agli anziani soli ultrasettantacinquenni (15 per ciascuna realtà territoriale). Un campione di 2000 persone, uomini e donne, sono state individualmente ascoltate sui loro bisogni, esigenze e paure. Sostanzialmente sulle loro condizioni di vita reali e/o percepite. Riteniamo sia stata una scelta utilissima quella di favorire un colloquio diretto tra la Federazione e una parte dei suoi iscritti, forse i meno facilitati nel presenziare agli incontri e riunioni. Il dialogo realizzato nel contesto privato, ha certamente agevolato la spontaneità e la libertà del raccontare anche le aspettative e i desideri oltre alle paure per i rischi che molti intravvedono qualora intervenisse la perdita dell’autonomia. Le risposte alle ventuno domande hanno ampiamente confermato la giustezza delle richieste economiche e sociali avanzate ripetutamente dalla FNP ai governi spesso disattenti quando non anche sordi e indifferenti. Molto importanti si dimostrano anche i bisogni immateriali che quasi tutti hanno espresso. Bisogni che attengono alla sfera affettiva e relazionale. Sono bisogni che quando appagati contribuiscono in misura importante alla qualità della vita. La mancata soddisfazione, invece, accentua la tristezza, l’isolamento, spesso l’insorgenza o l’aggravamento delle malattie psicofisiche riducendo di fatto, la voglia di vivere che è invece la prima e più rilevante risposta alle condizioni di difficoltà.
Oggetto: Rateizzazione del pagamento del canone TV
I pensionati possono rateizzare il pagamento del canone di abbonamento Rai tramite trattenuta da parte degli enti pensionistici, presentando domanda entro il 15 novembre p.v. al proprio ente pensionistico relativa all’abbonamento 2013. I criteri e le modalità per poterne usufruire sono le seguenti: i soggetti interessati sono i titolari di prestazioni pensionistiche con erogazione mensile, di natura previdenziale o assistenziale come l’assegno sociale e di invalidità civile. Il reddito da pensione non deve superare i 18.000 euro ed il titolare dell’abbonamento televisivo deve coincidere con il titolare del reddito suddetto. La richiesta deve riportare il numero di abbonamento ed in presenza di più trattamenti pensionistici, erogati da enti diversi, che complessivamente non superano i 18.000 euro, deve essere presentata ad uno solo degli enti erogatori. Il limite reddituale è riferito al reddito di pensione percepito nell’anno precedente a quello della richiesta. Per i soggetti che non erano titolari di pensione nell'anno precedente, la verifica va fatta rapportando ad anno la rata mensile percepita al momento della presentazione della domanda. Le trattenute vengono effettuate dall’ente pensionistico con un massimo di undici rate, senza alcun interesse e verranno effettuate a partire dal mese di gennaio 2013, terminando nel mese di novembre. L’ente pensionistico comunica al pensionato, entro il 15 del mese di gennaio, l’accoglimento o meno della domanda. In caso di cessazione di erogazione del trattamento pensionistico, al pensionato o ai suoi eredi verrà comunicato l’ammontare delle rate trattenute fino al momento della cessazione e l’importo residuo.
Oggetto: RED INPS –INPDAP
Nell’ incontro tenutosi all’INPS, siamo stati informati che a seguito della verifica dei redditi che si riferiscono al 2010, sono state elaborate sia le pensioni con conguaglio a credito del pensionato, sia quelle che non subiscono variazioni, sia quelle con conguaglio a debito. Al riguardo, l’Istituto ha precisato che la verifica della situazione reddituale è stata eseguita in applicazione della disciplina introdotta dall’art.35 della legge n.14/2009 e dall’art.13 della legge 122/2010, puntualizzando che il reddito 2010 ha influito in maniera differente a seconda che si sia trattato di prima liquidazione della prestazione collegata al reddito ovvero di verifica successiva alla prima liquidazione. Le pensioni ricostituite con conguaglio a credito vengono poste in pagamento a partire dal mese di novembre. In particolare, dalla verifica è risultato che circa 6.600.000 posizioni sono rimaste invariate, mentre 430.000 sono risultate a credito e 300.000 a debito dei pensionati. Delle posizioni a credito, 190.000 sono state ricostituite, a decorrere dalla rata di novembre, a cura della Direzione Generale; le altre 240.000 sono state inviate alle sedi territoriali di competenza che dovranno provvedere; si tratta di crediti superiori a 500 euro oppure di pensionati con precedenti posizioni debitorie, per le quali le sedi territoriali opereranno la compensazione. L’importo medio delle posizioni a credito è di circa 850 euro. Solo per le pensioni di categoria 024 ex IPOST sono state posti in pagamento i conguagli di importo fino a 300 euro. Le posizioni a debito sono circa 300.000. Di queste, 200.000, per un importo medio di 430 euro, saranno ricostituite a cura della sede centrale con la rata di gennaio prossimo mediante trattenuta diretta sulla pensione; per le altre 100.000, con un importo medio di circa 1.300 euro, le sedi territoriali, previa verifica, provvederanno al recupero. Il debito sarà recuperato in ventiquattro rate, salvaguardando il minimo INPS.
Si tratta di conguagli riguardanti tre prestazioni: pensioni di reversibilità, somma aggiuntiva (14esima), assegni al nucleo familiare. Sono state esaminate 648.000 pensioni di reversibilità; di queste 30.973 sono a debito, per un totale complessivo di circa 19 milioni. Su 7.049 somme aggiuntive erogate nel 2010, sono risultate a debito 637, per un importo complessivo di circa 195 mila euro. Infine, sono state variate 7.100 posizioni relative all’assegno al nucleo familiare su un totale di 105.000 portate a verifica; hanno subito una variazione in diminuzione circa 6900 posizioni, per un totale di 1.135 mila euro. L’INPDAP procede al recupero delle somme dovute, come da normativa vigente DPR n. 180/1950 e DPR n. 1944/1955, entro un massimo di sessanta rate; il recupero eccedente le 60 rate può essere concordato con la sede.
Oggetto: Prevenzione antinfluenzale e informativa sulla distribuzione dei vaccini
Il Ministero della Salute ha avviato in questi giorni la annuale campagna per la vaccinazione antinfluenzale, nonostante in questi giorni lo stesso Ministero, insieme all’AIFA, avevano deciso il ritiro immediato dal mercato di quattro vaccini influenzali Fluad, Agrippal, Influpozzi adiuvato e Influpozzi sub unità, prodotti dalla società Novartis, per un totale di 487.738 fiale. La misura precauzionale è stata presa dopo che la stessa azienda aveva comunicato all'Aifa, l'Agenzia del farmaco, di aver riscontrato la presenza di piccole particelle, un fenomeno di aggregazione proteica, in uno dei lotti che secondo l’azienda non è mai stato rilasciato sul mercato. Il Ministero ha deciso di bloccarne la distruzione in quanto i medicinali presentano difetti di qualità potenzialmente pericolosi per la salute pubblica e in particolare una aumentata reattogenicità, cioè la capacità di indurre effetti collaterali e reazioni indesiderate che secondo il Ministero avrebbero potuto avere in alcuni casi degli effetti collaterali sulla salute dei cittadini. Il Ministro Balduzzi, tuttavia ha rassicurato i cittadini sulla possibilità di usufruire di vaccini antinfluenzali approvati dal Ministero affermando che sono attualmente disponibili oltre 7 milioni di fiale di vaccino e che altre verranno messe in distribuzione a breve. Per ogni tipo di informazione sui vaccini il Ministero ha abilitato dal 26 ottobre il numero verde informativo 1500. Il nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale (PNPV) 2012-2014, secondo quanto riporta il sito del Ministero, ha il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio. Per qualsiasi informazione in merito alla vaccinazione consigliamo, comunque, di rivolgersi al proprio medico di famiglia.
Oggetto: Armonizzazione dei requisiti di accesso alla pensione
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro, ha approvato il regolamento per armonizzare i requisiti di accesso al sistema pensionistico per il comparto difesa-sicurezza, Vigili del Fuoco e soccorso pubblico e quanti sono iscritti ai fondi Inps, ex-Enpals ed ex-Inpdap, che ad oggi, hanno requisiti differenti rispetto a quelli in vigore nell’assicurazione generale obbligatoria. Il Regolamento passa ora all’esame delle competenti Commissioni Parlamentari e del Consiglio di Stato, prima di ritornare al Governo per l’emanazione. Il termine di adozione del regolamento di armonizzazione, inizialmente fissato al 30 giugno dall’art. 24 della legge n. 214/11 (Manovra Monti), è stato poi spostato al 31 ottobre 2012, dall’art. 12, comma 88, DL n. 95/2012 (“Spending Review”). Le disposizioni regolamentari prevedono un graduale incremento dei requisiti pensionistici per la pensione di vecchiaia, sempre tenendo conto delle peculiarità per il personale militare delle Forze Armate, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, le Forze di Polizia ad ordinamento civile ed i Vigili del Fuoco. Per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere è previsto l’aumento di un anno, da 55 a 56, dell’età pensionabile di vecchiaia, mentre per l’accesso alla pensione anticipata il requisito minimo contributivo è di 37 anni e due mesi per l’anno 2013 e di un ulteriore anno per il 2014. Disposizioni di armonizzazione sono previste anche per i lavoratori iscritti al Fondo dello spettacolo, per gli spedizionieri doganali e per i lavoratori del settore marittimo. Vi terremmo aggiornati sulle evoluzioni del Regolamento, alla luce anche delle richieste che i Sindacati di categoria stanno sostenendo nei confronti del Governo, affinché siano tenute in debita considerazione le specificità dei comparti interessati.
Oggetto: : Delibere Consiglio Generale FNP CISL
Il Consiglio Generale della FNP, nella riunione del 30 ottobre 2012, ha deliberato la convocazione del Congresso Nazionale della FNP nei giorni 27-28-29 Maggio 2013 a Riccione, presso il Palazzo dei Congressi.
Oggetto: Pensionati residenti all’Estero: certificati di esistenza in vita
La Direzione dell’Inps, nel corso della riunione del 3 dicembre u.s., ci ha comunicato che l’attività di verifica dell’esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero per l’anno 2013, partirà a breve. Gli interessati sono circa 385.000, i quali, entro la metà del c.m., riceveranno un plico contenente il modello di attestazione standard, di colore giallo, ed una lettera esplicativa. L’Istituto ha predisposto anche un modello alternativo a quello standard, realizzato in colore verde, da richiedersi per il tramite del Call center, specifico per i casi in cui il pensionato si trovi in particolari situazioni, quali un ricovero presso strutture sanitarie o di riposo, la detenzione presso strutture carcerarie, con problemi di salute o si trovi in tutela. In questi casi il certificato di esistenza in vita potrà essere controfirmato rispettivamente dal responsabile della struttura sanitaria, dal direttore del carcere, dal medico curante o dal tutore. Entro il 2 aprile 2013 i pensionati dovranno far pervenire le attestazioni richieste a Citibank. In assenza della predetta dichiarazione le pensioni saranno sospese ed il pagamento potrà essere ripristinato solo a seguito della presentazione di adeguata prova dell’esistenza in vita da parte dei pensionati interessati. In ogni modo, dal 29 gennaio 2013, saranno inoltrate le lettere di sollecito ai pensionati che, entro il 20 gennaio p.v, non avranno inviato l’attestazione di esistenza in vita a Citibank. Ovviamente, il sollecito non dovrà essere preso in considerazione da coloro che lo hanno inviato dopo il 20 gennaio. L’Istituto ci ha comunicato che, qualora alla data del 2 aprile dovessero essere in molti i pensionati che non hanno inviato le attestazioni, il pagamento sarà predisposto per il tramite degli sportelli della Western Union; in quanto, la riscossione diretta, da parte del pensionato, costituisce, di per se, prova dell’esistenza in vita; in questo caso, le successive rate saranno ripristinate con le modalità ordinarie di pagamento. In mancanza di riscossione delle rate, i pagamenti successivi saranno sospesi e potranno essere ripristinati solo a seguito dell’invio o presentazione di una rigorosa prova dell’esistenza in vita, del singolo pensionato.
Oggetto: Pensioni ex-Ipost: rate maturate e non riscosse
Con messaggio del 30 novembre 2012 indirizzato alle proprie Strutture, l’Inps comunica che, a partire dal mese di novembre u.s., le sedi territoriali stanno procedendo alla lavorazione delle domande relative ai ratei maturati e non riscossi per i trattamenti previdenziali dell’ex-IPOST, nonché delle richieste di restituzione delle rate - erogate dopo il decesso del beneficiario della prestazione e non riaccreditate dagli enti pagatori – relative al periodo precedente il passaggio di competenze dall’IPOST all’INPS (novembre 2011). Successivamente al recupero, le sedi provvederanno alla rettifica del CUD ed alla definizione delle eventuali domande di ratei maturati e non riscossi. L’Inps inoltre precisa che, sull’applicativo dell’ex Ipost (NAI), i pensionati potranno consultare lo stato di tutte le mensilità erogate fino a quella relativa al mese di ottobre 2011 (menù/gestione entrate, uscite/emissioni) e l’importo da riliquidare in caso di ratei già emessi tramite NAI e riaccreditati perché non riscossi dagli eredi (menù/previdenza/ratei ereditari).
Oggetto: Gestione ex Inpdap. Obbligo di invio telematico delle richieste di prestazioni pensionistiche previdenziali e posizione assicurativa.
Con circolare n. 131 del 19 novembre 2012, l’INPS ha fissato i tempi e illustrato le modalità per l’invio telematico, in via esclusiva, delle istanze di prestazioni relative alla gestione ex Inpdap, in attuazione della Determinazione Presidenziale n. 95/2012, pubblicata in G.U. n. 213 del 12 settembre 2012.
E’ stato definito il seguente calendario:
Dal 12 gennaio 2013, opererà il regime dell’invio esclusivamente on-line per le domande di:
ricongiunzione ai sensi dell’art. 2 della L. 29/79 e dell’art. 1 della L. 45/90;
riscatto periodi ai fini del trattamento di fine servizio (TFS) e trattamento di fine rapporto (TFR) per gli iscritti alla gestione ex Inadel (dipendenti degli Enti locali e del Servizio sanitario nazionale). Dal 4 marzo 2013, infine, si potranno presentare le domande on line di: ricongiunzione, di cui all’art. 6 della L. 29/79, della L. 523/54 e degli artt. 113 e 115 del DPR n. 1092/1973; costituzione della posizione assicurativa ai sensi della L. 322/58 (esclusivamente per gli iscritti alla Cassa Stato cessati dal servizio senza diritto a pensione in data anteriore al 31 luglio 2010); variazione individuale per l’assegno al nucleo familiare.