Source: http://lexbrowser.provincia.bz.it/doc/de/196213/verfassungsgerichtshof_urteil_vom_19_november_2012_n_259.aspx
Timestamp: 2020-07-12 00:36:33+00:00
Document Index: 66669403

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 117', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 117', 'art. 7']

Lexbrowser - Verfassungsgerichtshof - Urteil vom 19. November 2012, n. 259
Urteile Verfassungsgerichtshof 2012 Verfassungsgerichtshof - Urteil vom 19. November 2012, n. 259
Zeitbegrenzte Aufnahme von Personal der Region – interner Stabilitätspakt - Interpretation
Verfassungsgerichtshof: Urteil vom 19. November 2012, Nr. 259 (deutsche Fassung)
Sentenza 19 novembre 2012 (22 novembre 2012), n. 259; Pres. Quaranta, Red. Napolitano
Ritenuto in fatto 1.–– Con ricorso spedito per la notifica il 29 luglio 2011, ricevuto il 3 agosto 2011 e depositato il successivo 5 agosto, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato, in relazione all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, l’articolo 7 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol 17 maggio 2011, n. 4 (Modifiche dell’ordinamento e delle norme in materia di personale della Regione e delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento e Bolzano), nella parte in cui introduce l’art. 7-quater nella legge regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol 21 luglio 2000, n. 3 (Norme urgenti in materia di personale), ritenendolo in contrasto con l’art. 9, comma 28, del decreto- legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
La norma in esame, secondo il ricorrente, non rispetterebbe il limite previsto dal comma 28 dell’art. 9 del d. l. n. 78 del 2010 – disposizione espressamente qualificata come principio generale di coordinamento della finanza pubblica – il quale prevede che, a decorrere dall’anno 2011, le amministrazioni pubbliche possono avvalersi di personale a tempo determinato, o con convenzioni, o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009.
2.1.–– La difesa regionale, dopo aver riportato il testo dell’art. 7-quater della legge regionale n. 3 del 2000, sottolinea come tale disposizione si limiti a disciplinare le modalità di assunzione del personale a tempo determinato. Essa verrebbe ad affidare ad un regolamento – «e non più al contratto collettivo secondo i principi della c.d. “riforma Brunetta” [ decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni)]» – il compito di definire i casi in cui è possibile ricorrere a tali assunzioni.
2.2.–– Il Presidente del Consiglio dei ministri – prosegue la difesa regionale – ha impugnato la disposizione nella parte in cui la stessa non riprodurrebbe, per i contratti a tempo determinato, il limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009, limite fissato, appunto, dall’art. 9, comma 28, del d. l. n. 78 del 2010.
Di conseguenza, pur ammettendo che il comma 28 dell’art. 9 del d. l. n. 78 del 2010 esprima un principio generale di contenimento della spesa pubblica al quale la Regione deve adeguarsi, non può che ritenersi che tale adeguamento debba avvenire con le modalità e nei termini che la Regione deve poter determinare nel dettaglio, nell’esercizio della sua autonomia normativa applicativa, e non deve pertanto concretizzarsi – conclude la resistente – in una pedissequa riproduzione del dettato della normativa statale.
Considerato in diritto 1.–– Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato, in riferimento all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, l’articolo 7 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol 17 maggio 2011, n. 4 (Modifiche dell’ordinamento e delle norme in materia di personale della Regione e delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento e Bolzano), nella parte in cui introduce l’art. 7-quater, comma 1, nella legge regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol 21 luglio 2000, n. 3 (Norme urgenti in materia di personale), in quanto esso si pone in contrasto con l’art. 9, comma 28, del decreto- legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
2.1.–– Ad avviso del ricorrente, la norma regionale denunciata violerebbe l’art. 117, terzo comma, Cost., poiché essa si porrebbe in contrasto con i principi fondamentali in materia di coordinamento della finanza pubblica dettati dall’art. 9, comma 28, del d. l. n. 78 del 2010, là dove questo impone, a partire dal 2011, alle pubbliche amministrazioni di ricorrere alle assunzioni a tempo determinato, o con convenzioni, ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, fissando il limite di spesa del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nel 2009.
Dopo la proposizione del presente ricorso, il comma 28 dell’art. 9 del d. l. n. 78 del 2010 è stato modificato dall’art. 4, comma 102, della legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2012), con cui il legislatore statale ha integrato l’elenco delle amministrazioni soggette al limite previsto dalla norma impugnata, inserendovi espressamente le Camere di commercio e gli enti locali.
5.–– Pertanto, poiché la normativa regionale impugnata, se correttamente interpretata, non è volta ad eludere il limite percentuale dei contratti a tempo determinato stipulabili dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento e di Bolzano, così come fissato dall’art. 9, comma 28, del d. l. n. 78 del 2010, ma disciplina le ipotesi in cui si può fare ricorso all’assunzione del personale a tempo determinato, essa non contrasta con il principio di coordinamento della finanza pubblica espresso dal citato comma 28. Difatti, la disposizione regionale impugnata, assunta nel suo corretto significato, è inconferente rispetto al vizio denunciato con riferimento alla citata normativa interposta.
Secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte (ex multis: sentenze n. 226, n. 189 e n. 71 del 2012; n. 182 e n. 122 del 2011), l’erroneità della premessa interpretativa da cui muove il ricorrente circa la ratio e la portata normativa della disposizione censurata, rende privi di fondamento sia il lamentato contrasto con l’art. 9, comma 28, del d. l. n. 78 del 2010 sia, conseguentemente, la violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, comportando la non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 7 della legge regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol n. 4 del 2011.