Source: https://analisiaziendale.it/procedure_di_allerta_sei_mesi_in_piu_per_le_nano_imprese_1003744.html
Timestamp: 2020-05-27 15:24:47+00:00
Document Index: 157889811

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 6', 'art. 36', 'art. 356', 'art. 356', 'art. 352', 'art. 389', 'art. 15', 'art. 2377', 'art. 379', 'art. 2086', 'art. 38', 'art. 377', 'art.357', 'art. 356']

Procedure di allerta, sei mesi in più per le nano imprese. Natale porta novità per le Pmi e i professionsiti, anche se probabilmente sarà la Befana a portare i doni: il decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 8 marzo 2019, n. 20, al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, recante il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (Ccii) in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155, potrebbe infatti essere emanato a gennaio. Lo schema di decreto correttivo predisposto dal Governo contiene molte novità eppure tra tutte spiccano quelle che prevedono lo slittamento di sei mesi dei tanto temuti sistemi di allerta, che introdurranno le denunce ai futuri Ocri (Organismi di composizione della crisi d'impresa, art. 16 Ccii). Dal decreto correttivo, però, spuntano anche maggiori attenzioni ai professionisti considerato che la prededuzione dei compensi si adatta alla consolidata e recente giurisprudenza della Cassazione. Viene, così modificato l'art. 6 del Ccii specificando che sono prededucibili i crediti professionali non solo derivanti da attività negoziali autorizzate degli organi della procedura, ma anche quelli da attività non negoziale, purché causalmente connesse alle funzioni assegnate. Inoltre le modifiche previste dall'art. 36 dello schema di decreto correttivo chiarisce che per tutti i commercialisti e avvocati l'iscrizione all'albo ministeriale dei gestori della crisi introdotto dall'art. 356 Ccii richiede esclusivamente un corso di preparazione professionale di 40 ore e non già il corso di 200 ore richiesto per tutti gli altri soggetti. La prima popolazione dell'albo, inoltre, potrà avvenire con l'iscrizione di quei professionisti che dimostrino di essere stati nominati, alla data di entrata in vigore dell'art. 356 Ccii, in almeno due procedure negli ultimi quattro anni, curatori fallimentari, commissari o liquidatori giudiziali ovvero componenti degli Ocri (nel periodo transitorio ai sensi dell'art. 352 Ccii). Questi professionisti non dovranno svolgere alcun corso, ma solo rispettare l'obbligo di formazione continua biennale successiva all'iscrizione.
Lo slittamento dei sistemi di allerta. Lo schema di decreto correttivo del Ccii introduce un quarto comma all'art. 389, il quale prevede che l'obbligo di segnalazione interna a cura dei controllori (sindaci o revisori) di cui agli articoli 14, comma 2, secondo e terzo periodo Ccii e l'obbligo di segnalazione esterna a cura dei creditori pubblici qualificati ai sensi dell'art. 15 Ccii, opererà a decorrere, non più dal 15 agosto 2019, bensì dal 15 febbraio 2021. Il rinvio non varrà per tutte le imprese, bensì solo per quelle che negli ultimi due esercizi non hanno superato anche uno solo dei seguenti limiti: 1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità, cioè i limiti stabiliti dal nuovo art. 2377 c.c. In pratica, per le imprese il cui termine è scaduto lo scorso 16 dicembre, che sono state obbligate alla nomina dell'organo di controllo o del revisore come richiesto dall'art. 379 Ccii, le segnalazioni agli Ocri (organismi di composizione della crisi d'impresa), istituititi presso le camere di commercio, decorrerà dopo sei mesi dall'entrata in vigore del Ccii qualora negli esercizi 2019 e 2020 non siano stati superati i predetti limiti. Come dire che, anche qualora sia stato nominato il 16 dicembre scorso il collegio sindacale, il sindaco unico o il revisore, qualora i parametri 2477 c.c. siano ritornati al di sotto della soglia nei due anni successivi non è necessario procedere alle denunce. Nessun cambiamento, invece, per gli assetti organizzativi richiesti dal nuovo art. 2086 c.c. entrato in vigore il 16 marzo 2019. La disposizione, ancorché volta a limitare l'affollamento delle camere di commercio di denunce relative a imprese non rilevanti, almeno nei primi due anni di introduzione dei sistemi di allerta, troverà non pochi problemi applicativi e interpretativi. Si pensi ad esempio come potranno le Agenzie delle entrate, l'Inps e l'Agente della riscossione conoscere e interpretare i dati di bilancio dell'impresa. La disposizione, invece, permette maggiore flessibilità agli organi di controllo interno e ai revisori pur tuttavia obbligando questi ultimi ad osservare con la medesima attenzione e prudenza la vigilanza preventiva dei sistemi di amministrazione e controllo predittivi della crisi, che lo schema correttivo chiarisce essere posti a carico di tutti gli amministratori (art. 38 del correttivo che modifica l'art. 377 Ccii).
Il nuovo albo ministeriale dei gestori della crisi. Le novità dello schema di decreto correttivo al Ccii prevedono, inoltre, il rinvio di quattro mesi, ovvero dal primo marzo 2020 al 30 giugno 2020, delle modalità d'iscrizione, sospensione ed esercizio previste dall'art.357 Ccii per il nuovo «Albo dei soggetti incaricati dall'autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell'insolvenza» di cui all'art. 356. Dunque, i professionisti avranno la possibilità di avere maggiore tempo per maturare i crediti professionali per l'iscrizione e per svolgere i corsi di aggiornamento.