Source: http://www.arpnet.it/animus/riforma/persone/calosci990323.htm
Timestamp: 2017-10-19 00:04:06+00:00
Document Index: 184525777

Matched Legal Cases: ['art 6', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 2']

Prof. A. CALOSCI, Risposta al documento ANIMUS sulla Riforma.
Date: Thu, 23 Mar 2000 02:20:13 +0100
From: "Prof. Antonio Calosci"
Attraverso le pagine della Mailing-List "EDUMUS" l'ANIMUS ha invitato a leggere un documento di riflessione sulla legge di riforma di Accademie e Conservatori.
Dalla lettura del commento si capisce come chi non volle la riforma continua a no volerla.
Consentitemi di rispondere punto per punto al documento.
Il 19 gennaio scorso, concludendo cosÏ un iter durato diversi anni, Ë diventata legge dello stato Italiano la "Riforma dei Conservatori" sulla quale si puntavano le aspettative di tutto il mondo musicale italiano.
Il testo definitivo approvato Ë la riproposizione quasi letterale del testo licenziato dalla Commissione Cultura del Senato, dopo che in un primo tempo esso era stato respinto dalla Commissione stessa per riportare la discussione sull'originario progetto di legge 2881 (il cosiddetto "Sbarbati").
Qui si gioca nel torbido!
Basta leggere i due testi per capire come le cose non siano cosÏ!
Il testo Satriani prevedeva il passaggio al M.U.R.S.T. (Ministero dell'Universitý e della Ricerca Scientifica) solo di alcuni Conservatori. La gran parte sarebbe stato secondarizzato assegnando loro la legge N† 59 (Bassaniini) sull'autonomia scolastica. Ovvero la secondarizzazione definitiva!
Gli emendamenti votati hanno perÚ cancellato quasi del tutto il testo "Sbarbati", riportando il testo alla versione proposta dalla Commissione Cultura del Senato, che accoglieva gran parte delle richieste presentate dai vari organismi rappresentativi del mondo musicale nel corso delle audizioni davanti alla Commissione stessa.
Falso! Il nuovo testo ripropone in forme differenti la SOSTANZA del testo Sbarbati. Il nuovo testo (alla cui scrittura ha partecipato in prima persona l'UNAMS) tutela tutti Docenti, Studenti ed ATA.
Un esempio? Non sono previste discriminazioni tra conservatori o tra docenti.
Un altro? Nella proposta Satriani il titolo rilasciato sarebbe stato chissý che cosa, in quello nuovo sarý un titolo Accademico equipollente alla laurea universitaria. Anzi prevede anche modalitý di riconversione di quelli conseguiti in precedenza!
La legge Ë stata approvata all'unanimitý: e questo la dice lunga sulla serietý degli intenti di chi l'ha votata, dal momento che nessuna legge della Repubblica Italiana Ë stata mai approvata senza neanche un voto contrario o un'astensione; evidentemente si Ë valutato che questa riforma non andrý a toccare nessun interesse meritevole di attenzione: per dirla con Rousseau, si cambia tutto per non cambiare niente.
Si vede che era una legge validaä e anche perchÈ qualche forza politica, pur di non mostrarsi apertamente contro un'intera categoria, ha scelto di votare a favore. E questo contravvenendo a sicuri interessi di "bottega" con qualche scuoletta privata che si spaccia per fornitrice di chissý quali miracoli!
(P.S. la frase, assolutamente fuori luogo, Ë di Tomasi di Lampedusa).
Va dato atto alla forza che pi˜ di tutti ha sostenuto la necessitý e l'urgenza di arrivare ad una legge di riforma (l'UNAMS) di aver mantenuto fino alla fine un atteggiamento di coerenza: cosÏ come fino a un anno fa invitava tutti ad astenersi dal presentare ulteriori richieste di modifica, per non rallentare l'approvazione della Legge, dimostrando di preferire una legge comunque, anche a prescindere dai dettagli del suo contenuto, cosÏ ha accettato senza alcuna critica (anzi, con una accoglienza entusiastica) la approvazione di un testo completamente diverso da quello "Sbarbati" per tanto tempo indicato come unica soluzione possibile al problema della riforma dei Conservatori, e anzi assai pi˜ simile a quel testo "Satriani", in un primo tempo tanto denigrato. Ricordiamo soltanto i punti salienti.
Ringrazio per voler riconoscere all'UNAMS il merito di aver sostenuto la riforma. Le cose sarebbero state pi˜ rapide se anche altri "raffinati" pensatori non si fossero impegnati nel tentativo di fermare la riforma fin dall'inizio! C'era addirittura chi chiedeva il concorso per gli attuali docenti. Un concorso perää essere confermato ciÚ che giý era!
Affermare che il nuovo testo (pur difforme nella stesura ma non nella sostanza dal precedente della Sbarbati) sia simile al quello di Satriani significa non saper leggere l'italiano, o fare ancora il venditore di fumo!
Il disegno di Legge 2881 faceva confluire le Accademie nazionali di danza, l'Accademia nazionale di arte drammatica, gli ISIA e i Conservatori di musica in un un'unico organismo (l'ISDA); il testo definitivo approvato (come il Satriani) tiene separate le Accademie di arte drammatica e gli ISIA da Conservatori e Accademie di danza, che sono trasformate in "Istituti superiori di studi coreutici e musicali": cosa questa della quale non possiamo che essere soddisfatti (corrisponde infatti alla linea da noi sempre sostenuta della "atipicitý" degli studi musicali, e della loro non assimilabilitý ad altri tipi di studi, ad eccezione di quelli coreutici che in comune con quelli musicali hanno il fatto di essere arti che richiedono un "uso tecnico del corpo" - vedi le "Otto premesse dell'ANIMUS alla riforma dei Conservatori di musica", punto 2.2).
La separazione che proponeva Satriani era finalizzata alla secondarizzazione della gran parte dei Conservatori.
La separazione contenuta nella legge 508 Ë solo fittizia! LEGGERE PER CREDERE!
Il 2881 non prendeva per nulla in considerazione il percorso di formazione del musicista fino alla maturitý, rimandandolo alla riforma dei cicli scolastici (la quale, nel frattempo, Ë stata approvata, e non prevede alcun tipo di percorso di formazione musicale); il testo definitivo riconosce invece la funzione centrale dei Conservatori in tutta la formazione del musicista, mantenendo, sia pure in forma transitoria "fino alla data di entrata in vigore di specifiche norme", al Conservatorio il compito di attivare "corsi di formazione musicale di base"; e anche di questo non possiamo che rallegrarci, dal momento che rappresenta l'accoglimento pressochË testuale delle nostre richieste di sempre ("Otto premesse", punto 8.2).
TUTTA la riforma dei cicli Ë un vero contenitore completamente vuoto. Ha perÚ il pregio, al contrario di quanto asserito dall'ANIMUS, di prevedere un indirizzo "artistico-musicale".
Le affermazioni, amici dell'Animus, vanno fatte con realismo!
La riforma assegna solo un periodo di transizione per consentire di non mettere alla porta gli attuali iscritti non in etý di universitý. Questa possibilitý sarý molto limitata nel tempo perchÈ la legge 124/99 ha trasformato le scuole medie ad indirizzo musicale sperimentali riconducendole all'ORGANICO! Qualcosa si sta giý muovendo!
Siamo molto lontani dal volere (8 premesse) una struttura unica, dalla formazione di base a quella superiore, permanente. La struttura unica va ad esaurimento!
Il testo definitivo, sempre mutuandolo dal disegno "Satriani", introduce il carattere a tempo determinato dei contratti di insegnamento da conferire per i futuri corsi "universitari": e di questo non possiamo rallegrarci affatto.
Si parla di contratti "di durata non superiore al quinquennio, rinnovabili", il che Ë giý meglio della precedente versione che parlava di contratti annuali, ma Ë comunque a nostro avviso ancora troppo riduttivo: viene infatti sancita la scomparsa di una categoria intera di musicisti, quella degli insegnanti di professione che si dedicano alla didattica per scelta e conseguentemente abbandonano altre possibili forme di espressione delle loro competenze artistiche.
Falso! Falso! Falso! Falso!
L'art 6, comma 2, parla di incarichi di durata superiore al quinquennio solo OVE NON SI POSSA FAR FRONTE CON L'ORGANICO!
Ovvero se abbiamo 3 cattedre di "flicorno classico" in organico, quando una di queste si libererý, essendo in organico, dovrý essere assegnata ad un nuovo docente di RUOLO (per concorso). Se invece si apre una classe di "flicorno dadaista", allora non essendo in organico si provvederý con una nomina di durata prefissata.
E' vero che la possibilitý del rinnovo potrebbe dar luogo ad uno dei tipici sistemi "all'italiana" di soluzione dei problemi: contratti a tempo determinato che vengono regolarmente rinnovati fino a diventare di fatto a tempo indeterminato.
Bella fiducia nelle istituzioni! Complimenti!
In ogni caso, se Ë vero che la garanzia della propria inamovibilitý puÚ col tempo affievolire le motivazioni di un insegnante e portarlo a svolgere un lavoro di mera routine, Ë anche vero che un minimo di progettualitý e di sperimentazione puÚ realizzarsi solo se si ha davanti un respiro sufficientemente ampio.
Per una sperimentazione didattica in campo musicale, dati i tempi di apprendimento e di verifica caratteristici delle nostre discipline, cinque anni sono pochi; e pochissimi sono se pensiamo ai compiti di "ricerca nel settore artistico e musicale e ... correlate attivitý di produzione" che i docenti saranno chiamati a svolgere.
La precarietý potrebbe indurre a non tentare nemmeno di intraprendere progetti (ad esempio, la creazione di complessi stabili, cameristici, orchestrali o corali) i cui risultati si vedrebbero solo dopo molto pi˜ di cinque anni.
Vedi risposte sopra! Il ruolo esisterý sempre! Almeno finchÈ esisterý nelle Universitý!
La riforma di Conservatori, per la prima volta, parte invece dal tentativo di adeguare una realtý, che di fatto si Ë modificata nel tempo molto pi˜ di quanto non dicano i programmi ufficiali, rimasti fermi al 1930, a una norma, quella dell'art. 33 della Costituzione, che risale a ben 52 anni fa, e che era giý obsoleta al suo nascere (tant'Ë vero che, in effetti, l'idea di inserire i Conservatori fra gli Istituti di Alta Cultura, avanzata nei lavori preparatori della Costituzione stessa, era decaduta giý nel testo definitivo, ed Ë stata rispolverata surrettiziamente da affermazioni incidentali comparse a latere di una legge finanziaria).
La legge finanziaria (sarebbe, anzi Ë la N† 537 del 23 dicembre 1993, articolo 4, comma 1) non fa altro che confermare la Costituzione.
Lo fa anche a seguito di una sentenza del 1991 della Corte Costituzionale che afferma proprio che Accademie e Conservatori sono pari grado con le Universitý.
L'ANIMUS ora si vuole sostituire alla Corte Costituzionale? Mi risulta che si debba riunire il Parlamento con maggioranza estesa (non basta il 50%) per modificare la Costituzione.
Amici dell'Animus un po' di umiltý legislativa e politica! Che diamine!
Al di lý dei commenti pi˜ o meno ottimistici sulla approvazione definitiva della legge, che hanno contraddistinto la scena finora, senza che sia ancora iniziato un serio dibattito su cosa inserire all'interno della vuota cornice rappresentata da questa Riforma (dibattito che, in realtý, le maggiori forze impegnate non hanno mai affrontato) cerchiamo di delineare quale sarý il quadro futuro del sistema della formazione musicale in Italia, dal duplice punto di vista di chi ci lavora (gli insegnanti) e di chi ne Ë utente (gli studenti).
Dal punto di vista degli insegnanti attualmente in servizio di ruolo presso i Conservatori, non succederý praticamente nulla: tutti noi manterremo le "funzioni e il trattamento complessivo in godimento": in parole povere continueremo a insegnare e continueremo a ricevere lo stipendio che giý riceviamo, congelati in un ruolo ad esaurimento dal quale nessuno ci toglierý e nel quale pi˜ nessuno potrý entrare dopo di noi, tranne coloro che sono inclusi nelle graduatorie nazionali, che diventano anch'esse ad esaurimento, ma dalle quali si puÚ ancora attingere per "la copertura dei posti in organico che si rendono disponibili".
Non si sa nulla di quale sarý il nostro trattamento giuridico: sarý evidentemente da ridefinire in sede contrattuale, e qui si possono fare soltanto delle ipotesi: il nostro orario di servizio, per esempio, sarý assimilato a quello degli universitari?
Svolgendo quindi anche noi le lezioni in tre giorni alla settimana (anzichË in due come adesso)? Avremo il monte ore annuale di un docente universitario (250 ore all'anno di didattica)?
Avremo ancora il permesso per motivi artistici fruibile non pi˜ di tre volte durante un anno, o passeremo al regime dell'anno sabbatico (un anno intero di permesso ogni sei: con quali conseguenze per chi svolge una attivitý concertistica, dal momento che fare due o tre tournÈes di concerti di breve durata ogni anno Ë cosa assai diversa dal poterne fare solo una ogni sei anni, anche se di durata sei volte maggiore)?
Le risposte a queste domande verranno solo, crediamo, dalla sede della trattativa contrattuale, e dai rapporti di forza che al quel momento si instaureranno fra le organizzazioni rappresentative della nostra categoria e quelle rappresentative dei docenti universitari (non mi sentirei di essere ottimista in merito, ma ogni ipotesi Ë prematura).
La piattaforma contrattuale sarý non pi˜ all'interno del comparto scuola dove, l'esempio Ë recente, altri sindacati hanno siglato un contratto-beffa.
Non sarý neppure all'interno dell'Universitý che ha necessitý differenti.
Sarý un comparto nostro e basta! Dove verranno trattati esclusivamente i nostri problemi economici, di orario, di doveri e di diritti!
Avremo solo da guadagnarci!
Nulla si puÚ ipotizzare riguardo a quello che sarý il contenuto specifico del nostro insegnamento: posto infatti che tutti i percorsi formativi andranno ridisegnati, e che tutti i programmi dei corsi e degli esami dovranno essere riscritti, anche tutte le nostre competenze andranno ricollocate.
E' infatti impensabile, ad esempio, che continuino ad esistere materie come 'Teoria e Solfeggio' o 'Pianoforte complementare', che si ricollocheranno su livelli e con obiettivi diversi: e a quel punto potrý essere necessario un riaccertamento delle competenze dei docenti, al fine di assegnare ciascuno al nuovo corso corrispondente a quello della cattedra "ad esaurimento" ricoperta, un po' sulla falsariga di quanto sta giý avvenendo da qualche anno con i "passaggi di cattedra" sulla base di una ripresentazione dei titoli.
Mi risulta che nelle Hochschule tedesche pianoforte complementare e solfeggio esistono fino alla fine dei corsi superiori! In modo pi˜ specifico di quello attuale italiano, ma esistono.
Per la riaccertazione dei titoli la legge parla chiaro nessuno potrý essere messo alla porta! Avverrý come nelle Universitý quando fu riformata la docenza pochi anni fa. Non ci furono ne "messi alla porta" ne "riaccertamenti".
Per non parlare poi delle cattedre che scompariranno per ragioni numeriche: Ë ovvio infatti che, potendo a regime accedere ai corsi di Consevatorio solo chi Ë giý in possesso del Diploma di Maturitý, cattedre come quelle di arpa o di fagotto non potranno essere mantenute attive in ogni Conservatorio per mancanza di un numero sufficiente di iscritti; addirittura cattedre come quella di Esercitazioni Orchestrali non potranno essere mantenute, se non forse nei cinque o sei Conservatori di pi˜ grandi dimensioni.
E questo porrý non pochi problemi.
Avremo gli indirizzi!
Avremo (a regime) le scuole secondarie ad indirizzo musicale che hanno per forza di cose una penetrazione territoriale maggiore di quella che ora offre il Conservatorio attuale (dalla base al superiore).
Poi la legge prevede anche "possibili accorpamenti e fusiono" (art. 2, Comma 7, sub d).
Qual Ë lo studente tipo che si iscrive al Conservatorio?
Non sono ancora disponibili dati strutturati, anche per gli ostacoli talvolta pesanti frapposti a chi negli anni scorsi ha tentato di avviare serie ricerche in tal senso da parte di un sindacato che, chissý perchÈ, non voleva assolutamente che si ragionasse seriamente sulla funzione che i Conservatori hanno realmente svolto, al di lý delle vaghe affermazioni di principio contenute nei lavori preparatori della Costituzione.
(Quando una studentessa della Facoltý di Scienze Politiche dell'Universitý di Torino ha intrapreso un lavoro di ricerca sui Conservatori ed ha iniziato a distribuire dei questionari nel Conservatorio di Torino - naturalmente col consenso del Direttore - per dare una risposta scientificamente attendibile a queste domande, Ë stata bloccata da un fax firmato dalla Prof.ssa Dora Liguori, Segretario Generale Unione Artisti-UNAMS, che diffidava il Direttore stesso dal dare collaborazione a questa iniziativa e soltanto l'intervento dell'ANIMUS ha consentito la prosecuzione della tesi - anzi, il suo potenziamento - con l'estensione delle indagini al Conservatorio di Parma).
La diffida UNAMS mi sembra il minimo! considerando le domande che vi erano poste e come erano poste!
Qual Ë la domanda alla quale i Conservatori hanno finora dato una risposta?
Sulla base dell'esperienza potremmo dire che Ë quella del ragazzino di etý compresa fra gli otto e i quattordici anni, che dimostra interesse o attitudini per la musica, che desidera esprimerle suonando uno strumento, e che si rivolge alla struttura statale (il Conservatorio, finora l'unica esistente) per avere una valutazione delle sue potenzialitý e una istruzione la pi˜ seria possibile (fondata sulla fiducia che in una scuola statale insegni comunque un docente che ha dovuto superare delle griglie di reclutamento, e quindi ha dovuto dimostrare di essere idoneo a farlo), e a costo pressochË nullo.
Questo utente medio sarý escluso dall'accesso al Conservatorio, una volta a regime la riforma e approvate le "specifiche norme di riordino del settore" che porranno termine ai corsi di formazione di base da istituirsi in via transitoria.
Dove potrý andare per imparare a suonare il violino, o il pianoforte, o l'arpa, o il flauto? Non certo presso le Scuole Medie ad indirizzo musicale, che dopo essere state per quasi trent'anni sperimentali, oggi diventano definitive e al tempo stesso vengono definitivamente cancellate dalla riforma dei cicli, scomparendo addirittura come ordine di scuola.
La riforma dei cicli prevede 4 indirizzi: uno Ë l'artistico-musicale. Non aggiungo altro!
Dovrý tornare a rivolgersi alla lezione privata, come il ragazzino di buona famiglia di un centinaio di anni fa?
Faccio una battuta!
Potrebbero iscriversi a Fiesole, a Cremona e simili! Non rientrando (grazie a Dio) nell'art. 33 della Costituzione, non vengono toccate dalla riforma e potranno prendere bambini.
L'unica scappatoia pare consentita dalla "facoltý di attivare ... corsi ... disciplinati in modo da consentirne la frequenza agli alunni iscritti alla scuola media (quale, se con la riforma dei cicli questa scomparirý?) e alla scuola secondaria superiore": cioË dall'ultimo elemento "secondarizzante" rimasto nei Conservatori, che permetterebbe allo studente di avere un'istruzione musicale di livello professionale in parallelo con la cultura generale che deve acquisire in una scuola ordinaria.
Nessuna norma secondarizzante!
Si tratta solo di favorire un orario di lavoro consono per la frequenza della secondaria. Nient'altro. Ognun per se, Dio per tutti!
(Per inciso: il testo citato dall'art. 2 c. 8 sub d), come quello sub g), Ë la trasposizione pressochÈ letterale di un nostro emendamento presentato alla Commissione Cultura del Senato).
Ma inserito in un contesto MOLTO DIFFERENTE!
Arrivato alla maturitý, e cioË (con la riforma dei cicli) all'etý di diciassette anni, lo studente potrý iscriversi finalmente a tutti gli effetti al Conservatorio: inizierý cioË gli studi professionali pressappoco all'etý in cui oggi li termina.
All'estero Ë cosÏ!
Anche in Italia, salvo poche eccezioni!
E' evidente che i musicisti pi˜ dotati non staranno ad aspettare la fatidica etý, ponendo un freno ai loro studi, ma porteranno avanti ugualmente la loro formazione, magari presso una delle solite 'accademie' private (che cosÏ riceveranno dalla riforma un bel regalo in termini di iscrizioni) o addirittura all'estero.
Ma il titolo che le "solite" accademie rilasciano sono carta straccia! Dovranno comunque passare, se vorranno lavorare, dai Conservatori.
Si puÚ anche studiare privatamente medicina, ma se non prendi la laurea universitaria non si puÚ esercitare!
Con un piccolo, ma significativo problema: come la metteremo con il principio della reciprocitý dei riconoscimento dei crediti formativi all'interno dell'Unione Europea, se un italiano potrý tranquillamente iscriversi ad una Accademia (si chiami essa Hochscule o Conservatoire supÈrieur) estera senza dimostrare altro che le proprie capacitý con un esame di ammissione, mentre il cittadino tedesco o francese si vedrý rifiutata l'ammissione all'istituto superiore Italiano se non ha un "diploma di maturitý"?
Ho insegnato nelle Hochschule tedesche! Posso garantire che vi si accede dopo la maturitý liceale (nella versione tedesca).
Certamente anche a questo si dovrý dare una soluzione in sede di regolamenti attuativi.
Un ultimo punto di vista Ë quello degli studenti giý diplomati o attualmente frequentanti secondo il vecchio ordinamento: per i giý diplomati il destino Ë abbastanza chiaro: entro il 19 gennaio 2003 potranno (purchÈ in possesso di una maturitý) iscriversi a "corsi integrativi della durata minima di un anno, al fine del conseguimento dei diplomi accademici".
C'Ë forse qualche motivo di ripensamento per chi - Direttori e Collegi Docenti - ha deciso di abbandonare - o non ha mai imboccato - la strada dei quinquenni sperimentali: gli studenti dei Conservatori che non hanno un quinquennio sperimentale risultano infatti oggi fortemene penalizzati, dovendo sobbarcarsi una doppia scolaritý per ottenere un Ýtitolo spendibile alle stesse condizioni dei loro colleghi che hanno la fortuna di studiare in un Conservatorio il cui Collegio Docenti, pi˜ lungimirante, abbia ottenuto e mantenuto nel tempo, pur con molti problemi e perplessitý, il quinquennio sperimentale.
La doppia scolaritý esiste lo stesso sia essa in una scuola esterna sia essa in un liceo sperimentale.
Mi auguro che medie annesse e licei sperimentali possano scomparire il pi˜ presto possibile!
Hanno causato tanti di quei danni al livello dei Conservatori che non basterebbe una intera enciclopedia per elencarli tutti!
Uno per tutti: se uno studente non funziona a dovere nelle materie del conservatorio, se non frequentante il quinquennio sperimentale viene giustamente messo alla porta, se frequentante il quinquennio sperimentale viene "graziato" per consentirgli di terminare il liceo stesso!
Bello vero? Il conservatorio che castra il proprio livello per un liceo!
Poi il "vecchio" diploma manterrý la sua validitý per l'insegnamento. Se poi sarý necessaria la riconversioneä be' a Pesaro stiamo lavorando per fare dei contratti con scuole private e non per corsi di recupero con esame di maturitý alla fine!
Un'ultima domanda, un pÚ capziosa: a quale fine il titolo conseguito nel Conservatorio riformato sarý equiparato a un titolo universitario?
Non certo per esercitare una professione attinente alla musica pratica: l'Italia Ë infatti l'ultimo paese al mondo nel quale sia richiesto il "Diploma" per accedere ad un concorso per Professore d'Orchestra o Artista di Coro; e anche questa limitazione dovrý cadere in prospettiva di unificazione europea, per il principio della reciprocitý (tra l'altro, per nessuna professione saranno pi˜ richiesti i titoli di studio, in conseguenza della abolizione degli ordini professionali).
Forse un medico potrý lavorare senza laurea in medicina?
L'ordine professionale non Ë il titolo professionale!!!
Una risposta arriva dall'art. 2 c. 5 della legge di riforma: i titoli saranno dichiarati equipollenti "al fine esclusivo dell'ammissione ai pubblici concorsi per l'accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne Ë prescritto il possesso".
PerchÈ se ciÚ Ë concesso ad un laureato in lettere (3 di medie + 5 di superiore + universitý), non capisco perchÈ non debba essere la stessa cosa per un violinista (3 anni di medie musicali + 5 di superiori musicali + Conservatorio superiore).
Poi adesso ad un diplomato di tromba non Ë concesso entrare in banda militare se non ha una maturitý, poi potra farlo comunque.
Inoltre ora il musicista che insegna nelle secondarie non puÚ partecipare al concorso per preside perchÈ non laureato, poi potrý farlo grazie alla riforma!!
Anche Ciampi (Presidente della Repubblica) pur laureato in lettere Ë stato direttore della Banca d'Italia! Non vedo perchÈ ciÚ non possa accadere ad un violinista!!
Tutta la (fragile) impalcatura costruita dalla riforma finirý col servire solo a coloro che finora hanno rappresentato un'eccezione, cioË a quegli studenti che nonostante anni e anni di applicazione non riescono a trovare una collocazione in campo musicale?
La struttura (tutt'altro che fragile) consentirý anche per le "eccezioni" di trovare lavoro in altro campo. Ma perchÈ questo dovrebbe essere consentito al laureato in medicina, lettere o fisica e negato al musicista?
La struttura metterý anche sullo stesso piano (burocratico) gli studenti italiani di quelli stranieri. Ne hanno il diritto!
Anche sotto questo aspetto, una riforma del sistema dell'istruzione musicale in Italia Ë ancora molto lontana.
No la riforma Ë arrivata! Sta a noi attuarla.
Come sempre chi non la ha voluta, anche ora la denigra e tenta di creare panico ingiustificato!
Tra non molto si voterý per il CNAM!
ATTENZIONE VOTIAMO PER CHI HA LAVORATO PER AVERE LA RIFORMA, PER CHI SA COSA SIGNIFICA LA RIFORMA!
Ancona, 23 marzo 2000
presso il Conservatorio "Rossini"
Unione Artisti U.N.A.M.S.
http://unams.it
via Fano, 25
071 280 21 02
0348 96 90 190
"Siamo a un tal punto di imbecillitý da considerare il lavoro non solo onorevole ma perfino sacro, mentre non Ë che una triste necessitý". DE GOURMONT REMY
"Siamo a un tal punto di imbecillitý da considerare il lavoro non solo onorevole ma perfino sacro, mentre non Ë che una triste necessitý".