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Timestamp: 2019-02-16 04:23:02+00:00
Document Index: 81651363

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 129', 'sentenza ']

Consiglio di Stato, sezione V 29 ottobre 2013, n. 5222. E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle norme del d.lgs. n. 235/2012 (legge Severino) recenti cause di incandidabilità, sollevata con riferimento agli artt. 3 e 25 Cost. Non è apprezzabile neppure un profilo di irragionevolezza collegato alla mancata previsione, per le elezioni regionali, di un limite temporale analogo a quello fissato dall’art. 13 con riferimento alla incandidabilità alla carica di deputato, senatore e membro del Parlamento, stante la diversità di elezioni e di cariche che escludono l’insindacabilità dell’apprezzamento discrezionale operato sul punto dal legislatore. - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione V 29 ottobre 2013, n. 5222. E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle norme del d.lgs. n. 235/2012 (legge Severino) recenti cause di incandidabilità, sollevata con riferimento agli artt. 3 e 25 Cost. Non è apprezzabile neppure un profilo di irragionevolezza collegato alla mancata previsione, per le elezioni regionali, di un limite temporale analogo a quello fissato dall’art. 13 con riferimento alla incandidabilità alla carica di deputato, senatore e membro del Parlamento, stante la diversità di elezioni e di cariche che escludono l’insindacabilità dell’apprezzamento discrezionale operato sul punto dal legislatore.
SENTENZA 29 ottobre 2013, n. 5222
sul ricorso numero di registro generale 7761 del 2013, proposto da:
Laveglia Antonino, rappresentato e difeso dall’avv. Alfonso Amato, per legge domiciliato presso la Segreteria Sezionale del Consiglio di Stato, in Roma, piazza Capo di Ferro, n. 13;
Ufficio Elettorale Centrale Regionale Potenza, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;
Prefettura di Potenza, in persona del Prefetto pro tempore, non costituito in giudizio;
3.- L’unica condanna del ricorrente è divenuta irrevocabile oltre diciassette anni or sono e, a mente del dell’art. 13 del d. lgs. n. 235/2012 la durata della incandidabilità e riferita a periodi fissati solo con riferimento alle cariche di deputato, senatore o membro del Parlamento europeo, ma , per la collocazione della norma al capo V, riferito a disposizioni comuni, la esclusione della incandidabilità alle altre cariche è incostituzionale per violazione dell’art. 3 applicandosi a situazione analoghe discipline ingiustificatamente diverse.
Anche a voler prescindere dalla considerazione che, come recentemente affermato dall’A.P. con la sentenza n. 22 del 9 ottobre 2013, “la procedura disciplinata dall’art. 129 cod. proc. amm., in considerazione delle esigenze di certezza e di celerità immanenti all’assetto sostanziale connotante gli atti di esclusione dal procedimento per le elezioni comunali, provinciali e regionali, sia incompatibile con qualsiasi tipo di fase incidentale … che possa comportare il differimento dell’udienza o la sospensione del giudizio, poiché ogni esplicazione piena delle garanzie connesse ad eventuali fasi incidentali resta riservata alle impugnazioni degli atti successivi, secondo il rito disciplinato dagli artt. 130 ss. del cod. proc. amm.”, occorre rilevare che la Sezione ha già affrontato le questioni in esame con la sentenza n. 695 del 6 febbraio 2013, cui rinvia espressamente e dalle cui conclusioni non vi è motivo per discostarsi.
– non è irragionevole il regime di favore previsto per le sole sentenze di patteggiamento.