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Timestamp: 2020-08-03 18:18:48+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25851 del 15/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25851 del 15/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 15/12/2016, (ud. 26/10/2016, dep.15/12/2016), n. 25851
sul ricorso 14327-2012 proposto da:
Avv. O.S., elettivamente domiciliato presso il suo
studio in ROMA, VIA DEI PREFETTI 26, rappresentato e difeso da sè
avverso la sentenza n. 645/14/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO, depositata il 19/10/2011;
udito l’Avvocato O.S. che si riporta agli scritti e
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di O.S., avvocato, di cartella, emessa ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, portante IRAP dell’anno 2005, la C.T.R. del Lazio, con la sentenza indicata in epigrafe, confermava integralmente la decisione di primo grado che aveva rigettato il ricorso.
In particolare, il Giudice di appello – rilevando che ogni dubbio di costituzionalità dell’imposta era stato risolto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 156/2001, che non vi era necessità della comunicazione di irregolarità e che la cartella impugnata era sufficientemente motivata – riteneva sussistenti i presupposti impositivi essendosi avvalso il contribuente dell’opera di lavoro altrui costituito dalla presenza di una segretaria.
Avverso la sentenza propone ricorso il contribuente affidandosi ad unico articolato motivo.
L’Agenzia delle Entrate ha depositato atto di costituzione mentre EquitallaSud s.p.a. non resiste.
1. L’unico motivo di ricorso, nella parte in cui si deduce la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3 è fondato con assorbimento degli altri profili di violazione di legge dedotti, mentre in ordine alle prospettate questioni di illegittimità costituzionale può richiamarsi la sentenza n. 2624/2016 resa da questa Corte, tra le stesse parti, con riferimento all’annualità fiscali 2002 e 2003.
2. Il contrasto giurisprudenziale formatosi sulla res controversa è stato, infatti di recente, composto dalle Sezioni Unite di questa Corte le quali, con la sentenza n. 9451/16, hanno statuito, con riguardo al presupposto dell’IRAP, il seguente principio di diritto: il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2 -, il cui accertamento è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
3. Alla luce di tale principio, la sentenza impugnata che ha dato rilievo, al fine della sussistenza del presupposto impositivo alla presenza di una segretaria, merita la cassazione.
4. Ne consegue, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata e, non essendo necessari accertamenti in fatto, la decisione nel merito della controversia con l’accoglimento del ricorso introduttivo proposto dal contribuente.
5. La novità della soluzione giurisprudenziale induce a compensare integralmente tra le parti le spese dei gradi di merito e a dichiarare irripetibili quelle del presente giudizio.