Source: https://www.avvocatoantoniocardella.it/Istituito-il-Fondo-governativo-per-aiutare-chi-non-riceve-gli-assegni-di-mantenimento.htm
Timestamp: 2019-07-23 23:35:46+00:00
Document Index: 112892209

Matched Legal Cases: ['art. 156', 'art. 337', 'art. 438', 'art. 711', 'art. 708', 'sentenza ', 'art. 6']

Soggetti legittimati. Possono accedere al Fondo i titolari di un assegno ai sensi dell’art. 156 c.c. che dimostrino di versare in stato di bisogno e di non ricevere quanto stabilito. Sono dunque esclusi i titolari di assegno di divorzio e di un assegno di mantenimento per i figli ex art. 337 bis ss. c.c.; Il richiedente dovrà dimostrare di versare in stato di bisogno, da interpretarsi, ai sensi dell’art. 438 c.c., come impossibilità «di provvedere al soddisfacimento dei suoi bisogni primari, quali il vitto, l´abitazione, il vestiario, le cure mediche» da «valutarsi in relazione alle effettive condizioni dell´alimentando, tenendo conto di tutte le risorse economiche di cui il medesimo disponga e della loro idoneità a soddisfare le sue necessità primarie» (Cass. civ., 8 novembre 2013, n. 25248).
La domanda. In attesa dei decreti attuativi, si può supporre che alla domanda si debba allegare:
1) il provvedimento, anche provvisorio, con cui è stato fissato l’assegno e dunque verbale ex art. 711 c.p.c., verbale ex art. 708 c.p.c., sentenza di separazione, accordo frutto di negoziazione assistita munito dell’autorizzazione o del nulla osta del PM, ex art. 6 l. n. 162/2014;
2) la documentazione attestante il mancato pagamento e dunque almeno l’atto di precetto;
3) tutti gli elementi atti a dimostrare lo “stato di bisogno”.
L’iter. La domanda deve essere presentata, senza assistenza di un avvocato, al Tribunale “più prossimo alla propria residenza” (sarà un decreto attuativo a individuare il Giudice competente); il Tribunale, entro 30 giorni, se reputa sussistenti le condizioni di accesso, trasmette la richiesta al Ministero. La legge non specifica se la competenza sia monocratica o collegiale.
Il contributo. Il Fondo è a rotazione e prevede una dotazione di 5 milioni di euro per il 2016 e di 10 milioni di euro per gli anni successivi; la misura del contributo sarà stabilita dal Ministero di Giustizia, presumibilmente anche in ragione dell’ammontare dei fondi a disposizione al momento dell’esame della domanda. Lo Stato ha poi facoltà di rivalsa sul coniuge inadempiente.