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HDmenti – I MEMORIAL MAURO DOZZO 30 GIUGNO 2013
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Questo articolo è stato pubblicato in Articoli AIPAV il giugno 22, 2013 da ezio.
Prospetto informativo sulla normativa ANTIDOPING
Il presidente e il segretario AIPAV hanno partecipato il 17.03.09 ad un incontro a Milano della CIDS (Confederazione Italiana dello Sport), cui essa fa parte assieme alle altre associazioni di categoria rappresentative degli atleti, quali l’AIC (Associazione calciatori), la GIBA (Associazione giocatori di Basket), l’AIR (Associazione rugbysti), l’Associazione ciclisti e l’Associazione degli allenatori di calcio.
La riunione è stata indetta dall’AIC per discutere in merito al Codice mondiale antidoping redatto dalla WADA (World Antidoping Agency) su incarico del CIO (Comitato Olimpico Internazionale), per combattere in maniera più pregnante e significativa il problema del doping nel mondo dello sport.
Il Codice WADA è entrato in vigore Il 01.01.2009. In base ad esso, lo svolgimento del controllo antidoping è sempre più rigoroso e soprattutto le sanzioni per chi non ottempera in modo corretto alle procedure si sono inasprite.
E’ indispensabile, quindi, che i pallavolisti, maschi e femmine, siano informati sul contenuto del predetto Codice WADA, viste le gravissime e pesantissime sanzioni cui essi potrebbero andare incontro in caso di comportamenti irrispettosi dei precetti ivi contenuti.
A titolo di esempio, si precisa che per gli atleti di prima fascia (nella pallavolo sono gli atleti di serie A1 maschile e femminile), tale Codice impone loro di fornire informazioni sulla reperibilità (i cosiddetti “whereabouts”).
Questi atleti, che vengono inseriti nell’RTP (Gruppo Registrato per i Controlli), hanno il dovere di comunicare ogni 3 mesi le informazioni circa la loro reperibilità, compresi il luogo in cui vivranno, si alleneranno e giocheranno nel trimestre di riferimento, e il luogo dove passeranno il loro tempo libero o le loro vacanze.
Essi dovranno, quindi, indicare nelle proprie informazioni, per ciascun giorno del trimestre successivo, un arco di tempo di 60 minuti in cui saranno disponibili per l’effettuazione del controllo antidoping. Se l’atleta non fosse disponibile per il controllo nel luogo e nel tempo indicato e non abbia aggiornato le informazioni circa la sua reperibilità, tale inadempienza corrisponderà ad un controllo mancato, con il rischio di incorrere nelle relative sanzioni (un minimo di 1 anno ad un massimo di 2 anni a seconda del grado di colpa).
Alla luce del suddetto Codice, dunque, lo svolgimento del controllo antidoping è sempre più rigoroso e soprattutto le sanzioni per chi non ottempera in modo corretto alle procedure si sono inasprite. Il sottoporsi ai controlli antidoping è un dovere di qualsiasi sportivo e va considerato un adempimento routinario nel corso della propria attività. I controlli di solito avvengono alla fine della partita (Controlli in-competition) oppure più raramente durante gli allenamenti o partite amichevoli (Controlli out-of-competition). In entrambi i casi i giocatori sorteggiati devono mettersi a disposizione degli operatori che sovraintendono il controllo antidoping. Gli addetti hanno l’obbligo regolamentare, una volta comunicato al giocatore la notifica al controllo, del cosiddetto controllo visivo, cioè di non perdere di vista i giocatori sorteggiati.
I recenti casi che hanno riguardato tre giocatori professionisti di calcio rappresentano un esempio di come per banalità procedurali si possa sfociare in squalifiche pesanti.
È importante evidenziare, infine, il ruolo dell’addetto al controllo antidoping della propria squadra (medico sociale o dirigente) che deve conoscere bene i regolamenti e soprattutto deve favorire comportamenti adeguati. Tuttavia, l’atleta DEVE non solo pretendere di essere informato, ma informarsi lui stesso: sulle sostanze che assume e su quelle che la società gli propone di assumere; sui regolamenti e sulle procedure previste per i controlli antidoping (Codice WADA). E ciò in quanto il primo a rispondere è lui.
All’esito della riunione della CIDS tutte le associazioni presenti hanno rilevato alcuni elementi di criticità del Codice WADA, sia sotto il profilo della normativa nazionale che comunitaria. Esse si sono proposte, dunque, di sottoporre detti elementi agli organi istituzionali (CONI in primis) affinché provvedano ad apportare le opportune modifiche e integrazioni.
AIPAV inviterà la FIPAV e le Leghe a confrontarsi con essa su tali problematiche derivanti dall’applicazione del Codice WADA e della sua implementazione da parte del CONI.
Si evidenzia che la Fifa e la Uefa hanno recentemente emesso un comunicato congiunto rifiutando la posizione della WADA sulla regola “whereabouts”, cioè sulla reperibilità degli atleti, e, più in specifico, sul luogo effettivo di reperibilità degli atleti di sport di squadra. Fifa e Uefa hanno sottolineato le differenze fondamentali tra un atleta individuale, che si allena da solo, e l’atleta di uno sport di squadra, che è presente allo stadio sei giorni su sette, e perciò facilmente reperibile. Fifa e Uefa si sono opposte quindi alla regola “whereabouts” individuale, e vogliono vederla sostituita con una regola di reperibilità collettiva, nell’ambito della squadra o delle infrastrutture dello stadio. Ciononostante Fifa e Uefa hanno dichiarato di approvare, come eccezione, l’obbligo di comunicazione dei propri spostamenti per i calciatori che stanno già scontando una squalifica o che sono infortunati, in quanto non considerabili parte integrate dell’attività standard di una squadra. Fifa e Uefa, infine, hanno dichiarato di non accettare che i controlli vengano effettuati nei brevi periodi di vacanza di cui godono i calciatori, perché invaderebbero in questo modo la loro sfera privata.
Si fornisce qui di seguito un prospetto sugli elementi più pregnanti del sopra menzionato Codice WADA redatto sulla falsariga di quello predisposto dall’AIC, dietro cortese autorizzazione della stessa.
1. Le violazioni che costituiscono doping
• La presenza di una sostanza vietata nei campioni biologici del pallavolista.
• Uso o tentato uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito.
• Mancata presentazione o rifiuto, senza giustificato motivo, di sottoporsi al prelievo dei campioni biologici.
• Violazione delle condizioni previste per i pallavolisti che devono sottoporsi ai controlli fuori competizione, inclusa la mancata presentazione dei cosiddetti “whereabouts” (informazioni sulla reperibilità).
• Manomissione o tentata manomissione in relazione a qualsiasi parte dei controlli antidoping.
• Possesso di sostanze vietate e metodi proibiti (salvo che il pallavolista riesca a dimostrare che il possesso è dovuto ad un uso terapeutico consentito ovvero vi sia un altro giustificato motivo).
2. La vincolatività della normativa anti-doping
• Tutti i pallavolisti che prendono parte ad una competizione in Italia possono essere sottoposti ad un controllo antidoping, sia in competizione che, fuori dalla competizione, anche se stanno scontando un periodo di squalifica essendo obbligati in tal caso a rendersi sempre disponibili.
• I controlli antidoping possono consistere in prelievi ematici e/o delle urine o di altre matrici biologiche approvate dalla WADA.
• Tutti i pallavolisti selezionati per un controllo antidoping sono obbligati a sottoporsi ai medesimi controlli, collaborando con gli addetti al controllo.
• Tutti i pallavolisti selezionati per i controlli hanno l’obbligo di recarsi immediatamente nella sala per i controlli antidoping e di fornire almeno un campione.
3. I controlli antidoping
• Il rappresentante antidoping ha l’obbligo di informare il pallavolista che è stato prescelto per il controllo.
• Il pallavolista ha l’obbligo di dichiarare nella modulistica del controllo antidoping i farmaci e gli integratori assunti negli ultimi 10 giorni dalla data del prelievo, nonché le trasfusioni effettuate negli ultimi 3 mesi dalla data del prelievo ed ancora dichiarare qualsiasi sostanza assunta o metodo praticato di cui alla Lista proibita.
• Il pallavolista, nell’eventualità gli sia stata rilasciata, deve inoltre consegnare la propria TUE (esenzione a fini terapeutici) che andrà allegata al verbale del prelievo per la copia destinata al CONI.
• Nel caso di controlli senza preavviso il pallavolista deve essere accompagnato, costantemente, dal momento dell’avvertimento fino al suo arrivo nella sala dei controlli.
• Salvo eccezioni, l’avvertimento del controllo avviene senza alcun preavviso.
4. I diritti e le responsabilità del pallavolista prescelto
Il pallavolista prescelto per il controllo antidoping ha il diritto di:
• avvalersi di un rappresentante o, ove necessario, di un interprete;
• chiedere informazioni ulteriori circa il processo di prelievo dei campioni;
• ritardare il raggiungimento della sala antidoping per validi motivi.
Il pallavolista prescelto per il controllo antidoping ha il dovere di:
• rimanere costantemente nel campo visivo del funzionario incaricato ai controlli dal momento dell’avvertimento fino al completamento della procedura del controllo;
• comprovare la propria identità;
• rispettare le procedure di prelievo dei campioni;
• presentarsi immediatamente per la sottoposizione ai test, salvo ritardo per giustificato motivo.
5. Sulla esenzione a fini terapeutici (TUE)
• La certificazione della presenza di una patologia che richieda l’utilizzo di una sostanza vietata viene effettuata dal medico addetto a certificare l’idoneità agonistica del pallavolista ovvero dal medico curante del medesimo.
• Tutti i pallavolisti hanno il dovere di trasmettere al Comitato per l’esenzione, con raccomandata A.R., la domanda di TUE.
• I pallavolisti di livello internazionale richiedono l’esenzione alla FIVB che provvederà a comunicarla al Comitato di esenzione.
• Il pallavolista deve presentare la domanda di esenzione all’apposito Comitato non meno di 21 giorni prima della necessità di ricevere l’approvazione (es.: 21 prima dell’inizio della competizione).
• La richiesta di esenzione deve essere effettuata con raccomandata A.R. e mediante la compilazione della modulistica appositamente predisposta dalle norme antidoping.
6. Sulla reperibilità del pallavolista di Serie A1
• Ogni pallavolista inserito nell’RTP (Gruppo Registrato per i Controlli, che include tutti i pallavolisti di Serie A), ha il dovere di comunicare ogni 3 mesi le informazioni circa la sua reperibilità, compresi il luogo in cui vivrà, si allenerà e giocherà nel trimestre di riferimento.
• Ogni pallavolista inserito nell’RTP, ha il dovere di indicare nelle proprie informazioni, per ciascun giorno del trimestre successivo, un arco di tempo di 60 minuti in cui sarà disponibile per l’effettuazione del controllo antidoping.
• Qualora il pallavolista non fosse disponibile per il controllo nel luogo e nel tempo indicato e non abbia aggiornato le informazioni circa la sua reperibilità, tale inadempienza corrisponderà ad un controllo mancato.
• Qualora le informazioni circa la reperibilità di un pallavolista dovessero subire dei cambiamenti, il pallavolista ha il dovere di aggiornare le proprie informazioni.
• Qualora il pallavolista ometta la comunicazione di cui sopra, il tentativo non riuscito di effettuare un controllo, verrà equiparato ad un controllo mancato.
• Se le circostanze lo provano, il tentativo non riuscito potrà essere equiparato ad una elusione del controllo ovvero ad una manomissione o tentata manomissione.
7. Sulla comunicazione dell’esito positivo delle analisi
In caso di esito positivo delle analisi, in assenza di una TUE o di una situazione che dia diritto ad una esenzione a fini terapeutici, la Procura Antidoping notifica prontamente al pallavolista:
• l’esito positivo delle analisi;
• la norma antidoping violata;
• il diritto del pallavolista di richiedere immediatamente le controanalisi oppure la rinuncia alle medesime;
• la data, l’ora ed il luogo previsto per le controanalisi qualora il pallavolista o il CONI ne facciano richiesta;
• il diritto del pallavolista di richiedere una copia dei campioni di analisi.
• Le controanalisi vengono effettuate a seguito della richiesta formulata dal pallavolista che deve inviare la richiesta alla Procura Antidoping entro 7 giorni lavorativi dalla data della comunicazione ufficiale della positività.
• In caso di rinuncia alle controanalisi ovvero trascorso inutilmente il termine dei 7 giorni, la Procura Antidoping prosegue le indagini come disposto dalle norme antidoping.
• Qualora le controanalisi confermino la positività del pallavolista, la Procura Antidoping provvede ad avvisare il pallavolista.
• Qualora le controanalisi diano esito negativo, la Procura Antidoping dichiara concluso il procedimento e l’eventuale sanzione della sospensione dall’attività sportiva comminata al pallavolista dovrà essere revocata immediatamente.
• I risultati delle controanalisi sono inappellabili.
8. Il procedimento disciplinare
• Il pallavolista risultato positivo ad un controllo antidoping viene immediatamente sospeso con un provvedimento, emesso in via d’urgenza, su richiesta della Procura Antidoping. L’Organo giudicante ne darà immediata comunicazione alla Procura, al pallavolista e, ove possibile, alla sua Società.
• Il pallavolista può proporre appello avverso il provvedimento di sospensione cautelare dinanzi al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI e può chiedere di essere immediatamente sentito.
• Il provvedimento di sospensione decade trascorsi 60 giorni dalla sua comunicazione.
• La Procura Antidoping convoca il pallavolista, e qualunque altra persona informata sui fatti, anche non tesserata.
• Il pallavolista, in sede di audizione, può farsi assistere da una persona di fiducia o da un consulente legale.
• Al termine delle indagini la Procura decide se deferire il pallavolista dinanzi all’Organo giudicante competente o se chiedere l’archiviazione del procedimento.
• Il pallavolista sarà informato, in caso di deferimento, della data dell’udienza almeno 10 giorni prima delle stessa.
9. Il procedimento d’appello
• Il pallavolista può proporre appello, dinanzi al Tribunale Nazionale Antidoping, avverso le decisioni degli organi giudicanti di I° grado, entro il termine perentorio di 10 giorni dal ricevimento della comunicazione della decisione.
• L’appello non ha effetto sospensivo della decisione di primo grado.
• Fino a 7 giorni prima dell’udienza le parti interessate possono presentare memorie difensive e fi no a 5 giorni prima anche delle memorie di replica.
• È facoltà del pallavolista presentarsi all’udienza direttamente o delegare un proprio difensore.
• Tutte le decisioni del Tribunale Nazionale Antidoping possono essere impugnate dinanzi al Tribunale Arbitrale per lo Sport di Losanna (TAS), entro 30 giorni dalla data di ricevimento della decisione corredata dei motivi.
10. Le sanzioni
• Per la violazione delle disposizioni previste dall’art. 2.1 (Presenza di una sostanza vietata nei campioni biologici del pallavolista), dall’art. 2.2 (Uso o tentato uso di una sostanza vietata) e dall’art. 2.6 (Possesso e/o detenzione di una sostanza vietata): sanzione di 2 anni di squalifica.
• Per la violazione delle disposizioni previste dagli artt. 2.3 (Mancata presentazione o rifiuto, senza giustificato motivo, di sottoporsi ai prelievi) e 2.5 (Manomissione o tentata manomissione dei controlli): 2 anni.
• Per le violazioni delle disposizioni previste dall’art. 2.7 (Traffico o tentato traffico di sostanza vietate) e dall’art. 2.8 (Somministrazione o tentata somministrazione al pallavolista di una sostanza vietata): da un minimo di 4 anni fino alla squalifica a vita.
• Per la violazione delle disposizioni previste dall’art. 2.4 (Mancate informazioni utili per la reperibilità del pallavolista o mancata esecuzione di test): un minimo di 1 anno ad un massimo di 2 anni a seconda del grado di colpa del pallavolista.
Questo articolo è stato pubblicato in Articoli AIPAV il marzo 7, 2013 da ezio.
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