Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7187-del-21-03-2017
Timestamp: 2020-05-29 02:13:33+00:00
Document Index: 141689039

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 15']

Sentenza Cassazione Civile n. 7187 del 21/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7187 del 21/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 21/03/2017, (ud. 03/03/2017, dep.21/03/2017), n. 7187
sul ricorso 5569/2016 proposto da:
S.D. e S.P., elettivamente domiciliati in
ROMA, VIA DEGLI SCIALO A 6, presso lo studio dell’avvocato LUIGI
OTTAVI, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato
GIUSEPPE ANTONINO LOCANDRO;
M.O., M.E. e B.I., elettivamente
domiciliati in ROMA, VIALE A N GELICO, 301, presso lo studio
dell’avvocato ARTURO PERUGINI, che li rappresenta e difende
unitamente all’avvocato LUCA PERUGINI;
avverso la sentenza n. 71/2015 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,
– S.D. e S.P. hanno proposto quattro motivi di ricorso per la cassazione della sentenza di cui in epigrafe, con la quale la Corte territoriale confermò la sentenza di primo grado, che ebbe a rigettare la domanda con la quale essi avevano chiesto accertarsi l’avvenuto acquisto per usucapione di servitù di passaggio pedonale, in favore del loro fondo, attraverso il portico di proprietà di M.O., Z.E., B.I. e M.E. (parte convenuta);
– M.O., M.E. e B.I. hanno resistito con controricorso;
– i primi tre motivi (proposti ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5) sono inammissibili, sia perchè generici, sia perchè pongono in discussione – nella sostanza – l’accertamento dei fatti come compiuto dai giudici di merito sulla base delle prove acquisite (in ordine alla insussistenza sia del possesso della servitù che del requisito dell’apparenza della stessa), accertamento che è insindacabile in sede di legittimità, quando – come nella specie – la motivazione della sentenza impugnata non è apparente nè manifestamente illogica (cfr. Cass., Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014);
– il quarto motivo (proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, relativamente all’entità delle spese del giudizio liquidate in primo e secondo grado) è inammissibile, sia perchè non specifico in relazione alla motivazione della sentenza impugnata sul punto (con riferimento al rilievo dell’art. 15 c.p.c.), sia perchè – in ogni caso – il superamento, da parte del giudice, dei limiti minimi e massimi della tariffa forense nella liquidazione delle spese giudiziali configura un vizio in iudicando e, pertanto, per l’ammissibilità della censura, è necessario che nel ricorso per cassazione siano specificati i singoli conteggi contestati e le corrispondenti voci della tariffa professionale violate (Cass., Sez. 1, n. 22983 del 29/10/2014), onere che – nella Specie – i ricorrenti non hanno adempiuto;