Source: https://www.vagliomagazine.it/bisogna-riformare-la-giustizia-tributaria/
Timestamp: 2020-01-23 18:53:38+00:00
Document Index: 8137548

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 111', 'art. 9']

Bisogna riformare la Giustizia Tributaria - Vaglio Magazine
Posted at 12:40h in Senza categoria, VaglioMagazine n° 02	by	Avv. Maurizio Villani
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Bisogna riformare la Giustizia Tributaria - 27 Novembre 2019
Nella generale discussione sulla riforma fiscale, oggetto di dibattito in questi giorni, un ruolo fondamentale spetta senz’altro alla necessaria ed urgente riforma della giustizia tributaria essenziale per consentire a tutti i cittadini-contribuenti di potersi difendere efficacemente davanti ad un giudice tributario terzo ed imparziale così come previsto dall’art. art. 111, secondo comma, della Costituzione.
La drammatica verità, infatti, è che la giustizia tributaria soffre di terribili “guasti di sistema” che, a buon diritto, ci fa precipitare all’ultimo posto nell’elenco dei Paesi più garantisti al mondo per efficienza della giustizia tributaria.
Per tali ragioni, tutti i contribuenti ed i professionisti ritengono ormai maturi i tempi per procedere ad una revisione organica della giustizia tributaria, oltretutto nell’ambito di una generale riforma fiscale.
La giustizia tributaria, infatti, non può più continuare a dipendere dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è una delle parti in causa, ma deve avere una propria autonoma indipendenza e dignità attraverso l’istituzione di giudici tributari professionali, a tempo pieno, assunti per concorso pubblico e ben retribuiti per la delicata funzione che svolgono.
A riguardo, ebbene ricordare che le Commissioni tributarie decidono su questioni di grande rilevanza economica che richiedono elevata professionalità e specializzazione nella materia tributaria; per tale ragione, si avverte la necessità di un giudice dedicato a tempo pieno, che possa tutelare i diritti dei cittadini-contribuenti e garantire un corretto utilizzo della leva fiscale che risponda ai criteri di una moderna economia.
Questi principi sono stati più volte ribaditi sia dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 154/1984; sentenza n. 212/1986; ordinanza n. 144/1998) sia dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con le sentenze nn. 13902/2007 e 8053/2014. In particolare, la Corte Costituzionale, con la citata ordinanza n. 144/1998, proprio su una mia eccezione sollevata oltre vent’anni fa alla CTP di Lecce il 24/02/1997, ha chiarito e stabilito il seguente principio:
Nel corso degli anni, sono state presentate molte iniziative legislative volte a riformare strutturalmente la giustizia tributaria anche se solo alcune di esse sono state suscettibili di un vero e proprio qualsivoglia esito.
il disegno di legge n. 1243/2019 (primo firmatario Sen. M. Romeo + 49) di riforma della giustizia tributaria comunicato alla Presidenza del Senato il 18 aprile 2019 ed assegnato alle Commissioni riunite Seconda (Giustizia) e Sesta (Finanze e Tesoro) in sede redigente il 23 luglio 2019, come annunciato nella seduta n. 136 del 23 luglio 2019.
I suddetti schemi normativi hanno ripreso le mie proposte di modifica, più volte segnalate sul mio sito (www.studiotributariovillani.it).
In piena rispondenza con il disposto normativo di cui all’art. 111, secondo comma, della Costituzione che stabilisce che “Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale”, la speciale giurisdizione tributaria revisionata è esercitata – in forma autonoma ed indipendente nel territorio nazionale – dal giudice onorario tributario, dai Tribunali Tributari, dalle Corti di Appello Tributarie, con le relative sedi distaccate, e dalla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, secondo criteri di efficienza e di professionalità.
In particolare, le controversie tributarie di cui all’art. 2 del decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992, il cui valore, determinato ai sensi dell’art. 12, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 546 del 1992, non superi tremila euro, sono decise dal Giudice Onorario Tributario.
In questo senso la vera novità avviene proprio sul diverso piano della disciplina dell’organizzazione ordinamentale dei giudici tributari.
Infatti, si prevede che l’organizzazione e la gestione dei giudici tributari viene affidata esclusivamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per rispettare la terzietà ed imparzialità, anche all’apparenza, dell’organo giudicante, ai sensi e per gli effetti dell’art. 111, secondo comma, della Costituzione, rimasto sino ad oggi inattuato nel settore tributario.
Infatti, oggi non può dirsi che tale postulato costituzionale sia rispettato nel processo tributario, dove, per legge (art. 9, comma 1, D.Lgs. n. 545 del 31 dicembre 1992), i componenti delle Commissioni tributarie sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze (cioè una delle parti in causa del processo tributario), previa deliberazione del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, secondo l’ordine di collocazione negli elenchi previsti nel comma 2 del succitato articolo.
Composizione dei Tribunali Tributari e della Corti di Appello Tributarie
Al Tribunale Tributario e alla Corte di Appello Tributaria è preposto un presidente, che presiede anche la prima sezione che viene nominato tra i giudici tributari vincitori di concorso pubblico. L’incarico di presidente del Tribunale Tributario e della Corte di Appello Tributaria ha durata quinquennale a decorrere dalla data di esercizio effettivo e non è rinnovabile.
I giudici, monocratici e collegiali, dei Tribunali Tributari e delle Corti d’Appello Tributarie sono selezionati mediante concorso pubblico a base regionale per titoli ed esami orali, ai sensi dell’articolo 97, quarto comma, della Costituzione. Sono inamovibili. I candidati devono essere in possesso di laurea magistrale in giurisprudenza o in economia e commercio. Le modalità di svolgimento del concorso pubblico a base regionale sono stabilite da un regolamento emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Le commissioni di esame a base regionale, nominate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, sono formate da:
Nomina dei giudici tributari onorari (GOT)
Il Giudice tributario monocratico
Infatti, ai giudici tributari deve spettare un trattamento economico congruo e dignitoso, tenendo conto della delicatezza del compito svolto e della professionalità richiesta.
I giudici tributari In caso di comportamenti non conformi a doveri o alla dignità del proprio ufficio sono soggetti nei casi tassativamente previsti dalla legge alle seguenti sanzioni.
si applica la sanzione dell’ammonimento per lievi trasgressioni;
si applica la sanzione non inferiore alla censura per determinati e tassativi casi;
si applica la sanzione non inferiore alla sospensione dalle funzioni per un periodo da tre mesi a tre anni;
si applica la sanzione dell’incapacità a esercitare un incarico direttivo per l’interferenza, nell’attività di altro giudice tributario, da parte del presidente del Tribunale Tributario o della Corte di Appello Tributaria o della relativa sezione, se ripetuta o grave;
Il Consiglio della giustizia tributaria è istituito con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, dura in carica cinque anni e ha un’autonoma sede in Roma.
Per ciò che attiene la struttura, il Consiglio della giustizia tributaria è composto:
Nella sua prima adunanza il Consiglio della giustizia tributaria sceglie il Presidente tra i propri componenti con votazione a maggioranza di due terzi dei componenti nelle prime tre votazioni e con ballottaggio fra i due candidati più votati nella terza votazione. Se nessun candidato risulta eletto, il Presidente è scelto per sorteggio fra i due candidati più votati nell’ultima votazione. Fino all’elezione del Presidente le relative funzioni sono svolte dal Presidente della sezione tributaria della Corte di cassazione. Il Presidente del Consiglio della giustizia tributaria, una volta nominato, ha il compito di:
chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri di indire le elezioni dei componenti magistrati;
chiedere ai presidenti delle Camere di provvedere alla elezione dei componenti di spettanza delle stesse Camere;
convocare e presiedere il Consiglio della giustizia tributaria.
I componenti del Consiglio della giustizia tributaria eletti dal Parlamento, finché sono in carica, non possono esercitare attività professionale in ambito tributario né alcuna altra attività suscettibile di interferire con le funzioni della giurisdizione tributaria. I componenti del Consiglio della giustizia tributaria non possono partecipare ai concorsi per magistrato tributario per tutta la durata dell’incarico e per i dieci anni successivi.
Per ciò che attiene le elezioni dei componenti del Consiglio della giustizia tributaria esse hanno luogo entro i tre mesi anteriori alla scadenza del precedente Consiglio e sono indette con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri pubblicato nella Gazzetta Ufficiale almeno trenta giorni prima della data stabilita.
Il Consiglio della giustizia tributaria è assistito da un Segretariato generale posto alle dirette dipendenze del Presidente del medesimo Consiglio. Il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, su proposta del Consiglio della giustizia tributaria, determina l’organico e le attribuzioni del personale del Segretariato generale. L’assegnazione e la revoca di personale al Segretariato generale sono preventivamente approvate dal Consiglio della giustizia tributaria.
Sezione Tributaria della Corte di Cassazione Competenza della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione
Il decreto legislativo n. 545 del 31 dicembre 1992 è abrogato a decorrere dalla data di insediamento dei Tribunali Tributari e delle Corti di Appello Tributarie. I riferimenti alle Commissioni Tributarie Provinciali e alle Commissioni Tributarie Regionali contenuti nel decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992 devono intendersi rispettivamente riferiti ai Tribunali Tributari e alle Corti di Appello Tributarie.
In definitiva, bisogna riformare la giustizia tributaria perché i giudici tributari devono essere giudici professionali, ben pagati, indipendenti (anche all’apparenza) dal MEF e competenti a decidere le delicate e difficili questioni tributarie, che in caso di errori, anche involontari, possono portare al fallimento delle aziende e alla rovina dei contribuenti.
Oggi occorre, più che mai, garantire tempestività, trasparenza ed efficienza nel rendere giustizia su temi che incidono così in profondità sui diritti dei cittadini e sui rapporti tra il cittadino e la pubblica amministrazione. L’attuale strutturazione della giustizia tributaria non appare più adeguata.
È necessaria e urgente una totale e radicale riforma !!!!