Source: https://www.sitodiservizio.it/cqheftp/vs-guerra-in-kosovo-esposto-19990416.htm
Timestamp: 2020-04-06 14:47:03+00:00
Document Index: 30966942

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 93', 'art. 90', 'art. 91', 'art. 408']

Guerra in Kosovo - esposto 04.1999
Esposto inviato alla Magistratura per chiedere di valutare se il governo italiano ha tradito la Costituzione che ripudia la guerra
Esposto nei confronti del presidente del consiglio dei ministri della repubblica italiana Massimo D’Alema e dell’intero governo italiano per eventuale abuso di poteri, tradimento del giuramento di fedeltà alla Costituzione, sovversione dell’ordinamento costituzionale
Io sottoscritto Francesco Dentoni
che io sono cittadino italiano
che io ho il diritto che tutti i cittadini siano fedeli alla Repubblica e ne osservino la Costituzione (Cost. a. 54), e maggiormente coloro che ricoprono pubblici incarichi e prestano costituzionale giuramento di fedeltà (Cost. a. 91 e a. 93)
che la difesa della Patria è un mio sacro dovere (Cost. a. 53), e che sono chiaramente nemici della patria coloro che ne violano platealmente i principi fondamentali, di cui fa parte lo art. 11, e cioè che l’Italia ripudia la guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali
che tuttavia di fatto, da quasi un mese, l’Italia è in guerra, come ha pubblicamente dichiarato oggi 15 aprile il presidente del consiglio dei ministri in una dichiarazione da Bruxelles, per giustificare l’ingresso in combattimento di alcuni aerei "tornado" italiani al confine fra Serbia, Albania e Macedonia
che la guerra in corso è esplicitamente giustificata come strumento alternativo (dopo lo insuccesso della conferenza di Ramboulliet) per risolvere una controversa internazionale
che la guerra in corso appare indiscutibilmente esclusa dalla nostra Costituzione
che lo sbandierato dovere di fedeltà ad alleanze internazionali non può essere invocato come pretesto per limitare la sovranità dello stato (e con essa la sfera di applicazione della Costituzione), in quanto l’art. 11 della Costituzione ammette sì una parziale limitazione della sovranità nazionale: ma per fare la pace, e non per fare la guerra
che l’eventuale autorizzazione del parlamento a violare la Costituzione non diminuisce affatto le responsabilità di chi viola la Costituzione, ma caso mai le allarga
che la magistratura non può certo illudersi di rimanere neutrale mentre la repubblica è in pericolo, e deve, come tutti, assumersi le sue responsabilità, morali, civili, politiche e anche giudiziarie, nel presente e nel futuro
presento formale istanza
affinché il procuratore della repubblica valuti
se l’operato del presidente del consiglio dei ministri Massimo D’Alema e dell’intero consiglio dei ministri non si configuri come
abuso di poteri
tradimento del giuramento di fedeltà alla Costituzione di cui all’art. 93
associazione sovversiva dell’ordinamento costituzionale (c.p. 283)
o comunque comportamento soggetto a sanzioni penali di cui il magistrato fosse a conoscenza
se il comportamento del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, che a me risulta si sia limitato, di fronte ai fatti qui esposti, ad esprimere il proprio personale rammarico ma non ha posto alcun atto a difesa della Costituzione della quale è supremo garante, non si configuri come reato previsto dall’art. 90 della Costituzione, e tradimento del giuramento di cui all’art. 91 della Costituzione.
12. Qualora sussistano ostacoli legislativi di natura restrittiva che impediscano la indagine o la punizione dei reati qui ipotizzati, chiedo che il magistrato sollevi davanti alla Corte Costituzionale eccezione di costituzionalità: è evidente infatti che se parlamento, presidente della repubblica e governo potessero sfuggire per principio ad una accusa di tradimento, purché solidali fra loro, sarebbe certamente violato il primo dei principi costituzionali, e cioè che la sovranità appartiene, in radice, al popolo. E questo comporterebbe gravissime ma ineludibili conseguenze, se rimarrà fermo, come ritengo debba essere, che il primo dovere dei cittadini è quello di difendere la Costituzione, non quello di obbedire al governo.
Ai sensi dell’art. 408,2 del c.p.p. chiedo di essere avvisato in caso di archiviazione.
Roma 15 aprile 1999