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Timestamp: 2020-04-02 10:32:02+00:00
Document Index: 104741258

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 87', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 58', 'art. 26', 'art. 58', 'art. 24', 'art. 58', 'art. 26', 'art. 58', 'art. 26', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 35', 'art. 1', 'art.4', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 13', 'art.54', 'art. 62', 'art. 27', 'art. 27', 'art.136', 'art. 69', 'art. 58', 'art. 1', 'art. 7', 'art 5', 'art.10', 'art. 10', 'art. 99', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 99', 'art. 10', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 119', 'art. 10']

Breve sintesi delle norme
Medici INPS Intra extra moenia/incompatibilità
(normativa in ordine cronologico)
Legge 05/10/1962 n. 1539 art. 5 (GU n. 287 del 12/11/1962)
Legge 06/08/1966 n. 625 art. 8 (GU n. 205 del 19/08/1966)
Legge 26/05/1975 n. 165 art. 3 (GU n. 148 del 07/06/1975)
• Prevedono che il medico INPS sia componente di diritto nelle commissioni invalidi civili
Lettera del Direttore Generale del 20/10/1981
INPS circ. n. 3509 P/89n del 14/04/1982
• In riferimento alla legge 165/75 autorizzano i medici INPS a partecipare alle sedute delle commissioni invalidi civili, tenuto presente l'obiettivo interesse che riveste per l'Istituto la partecipazione, tramite i propri sanitari, ai lavori delle Commissioni in questione, - e ciò per i riflessi che l'accertamento dell'invalidità civile può avere sulle valutazioni medico-legali in materia di invalidità pensionabile e sull'eventuale contenzioso-.
INPS circolare 36004 P/124 del 5/08/1965
• Riferimento alla delibera del CdA n. 60 del 16/07/1965 su attività professionale extraufficio
INPS Circ. n. 13601 P/66 del 02/04/1971
INPS Circ. n. 28679 P/134 del 03/07/1971
• Riferimento alla delibera del CdA n. 21 del 25/02/1971 (che abroga la precedente delibera 60/1965)
• Esercizio di una limitata attività professionale extraufficio (extraorario e compatibili con fini istituzionali e rapporto d'impiego)
• All. DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE
• Circ. notificate a tutti i medici
INPS Circ. 25/03/1987 n. 2530 P/75
• Il personale medico a tempo pieno può esercitare l'attività libero professionale al di fuori dei servizi e delle strutture dell'unità funzionale di appartenenza limitatamente a consulenze e consulti... non può mantenere rapporti convenzionati ... ne esercitare presso il proprio studio privato
• E' incompatibile rapporto di tipo professionale con cliniche, laboratori, poliambulatori, centri radiologici ed altre strutture sanitarie private convenzionate con l'INPS ; consulenza tecnica di controparte o di ufficio in giudizi che interessano l'INPS; Consulenza di Patronato; compilazioni di modulistica in uso per richiesta di prestazioni INPS
INPS Lettera n. 2305402 del 02/08/1988
• Riferimento alla circ. 2530 /1987
• Il personale medico a tempo pieno può esercitare l'attività libero professionale ad eccezione di consulenze e consulti non continuative, mentre tale attività è consentita al personale medico a tempo definito, purchè non in contrasto con gli interessi e fini dell'Istituto
• All. DICHIARAZIONE (da sottoscrivere e conservare nel fascicolo personale. Non è specificato se debba essere rinnovata ogni anno) per i medici a tempo pieno... di non trovarsi in una situazione di incompatibilità prevista dalle disposizioni vigenti
• Lettera notificata ai medici
INPS circ. n. 179 del 08/08/1989
• Accertamento della natura autonoma o subordinata del rapporto di lavoro
INPS msg riservato n. 564 del 18/01/1990
• Riferimento alla circ. 2530 P/75 del 25/03/1987
INPS Circ. 158 del 14/07/1990
• Compatibilità con i medici a tempo pieno ad effettuare le VMC ai lavoratori assenti per malattia; a partecipare alle commissioni sanitarie di invalidità civile ed alla iscrizione agli albi dei consulenti tecnici d'ufficio presso i Tribunali
• All. DICHIARAZIONE (da rinnovare ogni anno) per espletamento di attività libero professionale e relative caratteristiche
INPS msg riservato n. 3642 del 10/06/1991
• Riferimento alla circ. 158/1990 con modifica del modulo di dichiarazione di attività libero professionale
• Compatibilità tra rapporto a tempo pieno ed attività svolta in seno alle Commissioni invalidi civili
Legge 412 del 30/12/91 art. 24
• unicità del rapporto con il SSN
• esercizio dell'attività libero professionale dei medici del SSN è compatibile con il rapporto unico... purchè espletato all'interno o all'esterno delle strutture sanitarie con esclusione di strutture sanitarie convenzionate con il SSN
INPS Circ. n. 27 del 06/02/1993 e msg 418 del 08/02/1993 (in parte difforme dalla circolare)
• Estensione dei criteri (rapporto unico e incompatibilità) previsti dalla legge 412/91 ai medici dell'INPS. Prevista la intramoenia (... potrà essere esaminata....) e l'extramoenia (in modo deduttivo)
• Opzione per i medici a tempo definito per quello a tempo pieno a decorrere dal 1/1/1993
• Copia della circolare notificata a ciascun medico
• All. DICHIARAZIONE (non è specificato se debba essere rinnovata ogni anno) per espletamento di attività libero professionale e relative caratteristiche
INPS msg n. 14346 del 15/03/1993
• Proroga l'opzione per il rapporto unico al 30/06/1993
INPS msg 630 del 15/06/1993
• Proroga l'opzione per il rapporto unico al 31/12/1993
INPS circ. n. 159 del 12/07/1993
• Qualificazione dei rapporti di lavoro instaurati da medici.. in riferimento alla circ. 179/1989
INPS Circ. N. 5 del 04/01/1994 e msg 2492 del 05/01/1994
• Informativa sulla legittimità costituzionale dell'art. 4 7° comma (rapporto unico)
• Rinviato il termine per esercitare l'opzione tra il rapporto unico con l'Istituto ed altro tipo di rapporto con questo, fino alla data in cui saranno rese note le decisioni del Consiglio di Stato sulla base della pronuncia della Corte Costituzionale
INPS Circ. N. 123 del 22/04/1994 e msg 36037 del 26/04/1994
• Sentenza Corte Costituzionale n. 457 del 15-23 dicembre 1993 che ha ribadito il concetto di unicità del rapporto di lavoro dichiarando non fondata la questione di legittimità costituzionale
• Stabilisce quale ultimo termine per esercitare l'opzione tra il rapporto unico con l'Istituto ed altro rapporto con questo non compatibile , la data del 31/05/1994
INPS Circ. N. 163 del 26/05/1994 e msg 5948 del 26/05/1994
• Proroga dell'opzione di cui alla circ. 123/94 alla data del 31/12/1994
INPS Circ. n. 162 del 26/05/1994 e MSG 6261 del 27/05/1994
• Regolamentazione dell'attività intramoenia riguardante la disciplina della medicina legale e le discipline svolte nell'ambito dell'Istituto , con tassativa esclusione di ogni finalità terapeutica e riferimento al tariffario minimo FNOOMM (DPR 17/02/92 n. 81) , esclusione di utilizzo di personale infermieristico e/o amministrativo
• All. 1 (TABELLA DI RIPARTIZIONE DEI PROVENTI) di cui art. 87 del DPR 270 del 20/5/87. La tabella è stata successivamente modificata con MSG n. 16850 del 12/07/1994
• All. 2 (DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE PER ATTIVITA' INTRAMOENIA) al Direttore Sap che lo comunicherà alla Sede Centrale
• L'INPS consegnerà al medico dipendente un blocchetto di moduli a ricalco da utilizzare per la fatturazione .....
INPS Circ. n. 207 del 01/07/1994
• Istruzioni contabili su attività intramoenia INPS
ANMI comunicato del 26/10/1994
• Intramoenia istruzioni per l'uso
INPS Msg n. 18901 del 07/02/1995
• Risoluzione del rapporto di lavoro in caso di mancata opzione di cui alla circ. 27/1993
INPS MSG riservato n. 188 del 16/05/1995
• Invita i Dirigenti regionali a diffidare i medici per i quali sussistono situazioni di incompatibilità derivanti dalla duplicità del rapporto di lavoro (dipendente e convenzionale)... la cui inadempienza comporterrà la decadenza dall'impiego
INPS Circ. 232 del 22/11/96 e Msg 15924 del 23/11/96
• Convenzionamento attivo con altri enti pubblici o privati in attività sanitaria
INPS MSG 595 del 09/12/1997
• Regolamenta l'attività extramoenia e riconferma quella intramoenia
• Prevede ai sensi dell'art. 1 comma 5 della Legge 662 del 23/12/1996 l'opzione tra intra od extra moenia , e nel fare riserva di particolari direttive fornisce le prime indicazioni utili per l'opzione che deve essere fatta entro il 31 dicembre 1997 e validità a 3 anni (secondo l'art. 4 del DM 31/7/97). In assenza di opzione la legge presume l'intramoenia che costituisce titolo di preferenza per il conferimento di incarichi di direzione di struttura e per l'accesso ad incarichi di II Livello
• Fa rientrare nel regime intramurario le attività nelle Commissioni invalidi civili, di consulente su richiesta della magistratura e di medico competente Dlgs 626/94
• Prevede per l'extramoenia una riduzione del 15% della componente fissa della retribuzione di posizione
• Copia del msg è notificata a ciascun medico
INPS msg 2415 del 23/12/1997
• Proroga dell'opzione di cui alla L. 662/96 tra intra ed extramoenia al 15/02/1998 , data entro la quale si fa riserva di fornire tutte le indicazioni a tal fine necessarie
INPS msg 7834 del 14/02/1998
• Proroga dell'opzione di cui alla L. 662/96 tra intra ed extramoenia al 20/03/1998 . si precisa che le opzioni già espresse... potranno essere modificate da parte del personale interessato –ove ritenuto - entro la data stessa del 20/3/98
INPS msg 11780 del 14/03/1998
• Proroga dell'opzione di cui alla L. 662/96 tra intra ed extramoenia al 20/04/1998 . si comunica che i chiarimenti sulla materia in oggetto, preannunciati con msg 2415 del 23/12/97, saranno resi noti in tempo utile per la ponderata manifestazione dell'opzione di cui trattasi
INPS msg 16712 del 18/04/1998
• Proroga dell'opzione di cui alla L. 662/96 tra intra ed extramoenia al 20/05/1998 . si ribadisce che i chiarimenti sulla materia in oggetto, preannunciati con msg 2415 del 23/12/97, saranno resi noti in tempo utile per la ponderata manifestazione dell'opzione di cui trattasi
INPS msg 20437 del 19/05/1998
• Proroga dell'opzione di cui alla L. 662/96 tra intra ed extramoenia al 30/06/1998 . si ribadisce che i chiarimenti sulla materia in oggetto, preannunciati con msg 2415 del 23/12/97, saranno resi noti in tempo utile per la ponderata manifestazione dell'opzione di cui trattasi
INPS msg 24793 del 30/06/1998
• Termine dell'opzione di cui alla L. 662/96 tra intra ed extramoenia sospeso fino a successive comunicazioni
INPS MSG n. 24353 del 22/03/1999
INPS MSG n. 25463 del 30/03/1999
• Regolamenta il regime fiscale intramoenia del personale dipendente del SSN (ed estesa ai medici INPS ai sensi dell'art. 13 della legge 222/84
• In riferimento al Dlgs 02/09/1997 n. 314 art. 2 comma 1 lettera a) (GU n. 219 del 19/09/1997) tali redditi sono assimilati a quelli di lavoro dipendente, (sono assoggettati all'IRPEF, ma non all'IVA), devono essere esposti nel certificato fiscale (CUD) . Il secondo msg nelle more di applicazione della legge 314 (NB che risale al 1997) stabilisce che le quote dei proventi in esame, spettanti all'Istituto, sono assoggettate all'IVA secondo la circ.162/94
• Entrambi i msg non prevedono una notifica ai medici
ANMI Lettera al Presidente del CdA INPS Prof. Massimo Paci
• L'Associazione medici INPS ribadisce la necessità ... di recepire, ridefinendolo (vedi INAIL) la disciplina dell'attività libero-professionale intra ed extramoenia, come per il SSN
ANMI Comunicato n. 13 del 4/10/2001
• L'Associazione medici INPS ribadisce la necessità che venga introdotto il trattamento economico relativo all'attività intramoenia pari a quello per i medici del SSN, con la dovuta armonizzazione normativa dovuta dalla specifica e diversa realtà che caratterizza l'utenza ed i medici del nostro Istituto. A tale richiesta il Dr. Prauscello , Capo Delegazione dell'Amministrazione, ha risposto che non conosceva bene la materia ma che comunque intendeva trattare tutto il complesso degli aspetti della intramoenia dei medici, compresa anche la parte economica, entro e non oltre la fine dell'anno
INPS Verbale accordo del 3/10/01 coda contrattuale ex art. 33, comma 5 del CCNL 1998-2001
• La parti convengono di definire entro il 31/12/2001 la regolamentazione dell'attività libero professionale dei medici dell'istituto, con particolare riguardo all'attività intramoenia
INPS msg n. 2243 del 20/11/2001
• Finalizzata alla verifica delle opzioni relative al regime dell'attività professionale (intra-extra murario) a suo tempo esercitate dal personale medico ai sensi della circolare n. 162/94, nonchè l'accertamento dell'effettivo esercizio della attività stessa da parte dei medici optanti
ANMI Comunicato n. 17 del 23/11/2001
• Evidenzia la confusione normativa sulla materia (attività professionale dei medici INPS) con conseguente difformità di comportamento a livello territoriale
• Segnala la posizione poco chiara dell'Amministrazione e possibili responsabilità dei dirigenti amministrativi dell'Istituto
ANMI Comunicato n. 19 del 06/12/2001
* Ritiene che i dati richiesti con msg 2243/2001 debbano essere forniti alle Sede centrale dai Direttori delle varie Sedi sulla base dei dati a loro disposizione
Medici INPS Incarichi extraufficio
(anagrafe delle prestazioni e degli incarichi)
Legge 412 del 30/12/91 art. 24 (e.v. 31/12/1991)
• istituzione presso il dipartimento della Funzione Pubblica della anagrafe delle prestazioni e degli incarichi non compresi nei compiti e doveri d'ufficio [per attività extraufficio]
Presidenza Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica (PCMDFP)
Lettera prot. 14/01/92 n. 84122
• Rilevazione degli incarichi extraufficio a norma dell'art. 24 della Legge 412791 a partire dal 01/01/1992
Dlgs 03/02/1993 n. 29 art. 58 comma 6 (SOGU n. 123 del 23/12/1993)
• Anagrafe delle prestazioni per incarichi esterni
• Le pubbliche amministrazioni non possono conferire ai dipendenti incarichi, non compresi nei compiti e doveri d'ufficio, che non siano espressamente previsti o siano disciplinati da legge o altre fonti normative, o che non siano espressamente autorizzati.
PCMDFP circ. del 24/03/1993 n. 11 (GU n. 72 del 27/03/1993)
• Per gli incarichi da escludere dall'anagrafe... si precisa che non devono essere trasmesse informazioni sugli incarichi il cui esercizio non sia soggetto a conferimento – previo atto di apprezzamento discrezionale – da parte degli organi a ciò deputati nell'ambito delle singole amministrazioni, in quanto ricollegati direttamente dalla legge o da altre fonti normative alla specifica qualifica, funzione o carica istituzionale in atto ricoperta dal soggetto. Le rimanenti specie di incarichi – che non trovino la loro fonte in un automatismo normativo- sono soggette alla rilevazione dell'anagrafe....
INPS Circ. n. 137 del 15/06/1993 (MSG 580 di pari data)
• Riferimento a circ. della PCMDFP del 24/03/93 n. 11
• All. modulo per denuncia incarichi extraufficio
• Cir. Notificata a tutti i dipendenti
INPS Msg n. 11342 del 03/08/1993
• riferimento alla circ. della PCMDFP del 7/6/93 n. 18 su criteri e modalità di trasmissione delle informazioni sulla anagrafe delle prestazioni
PCMDFP circ. del 07/06/1993 n. 18 (GU n. 160 del 10/07/1993)
• Dispone la trasmissione (da parte delle amministrazioni interessate) del modello con le informazioni inerente l'anagrafe delle prestazioni , non con materiale cartaceo ma con supporti magnetici
INPS Msg 12246 del 12/02/1994
• Criteri e modalità di trasmissione delle informazioni sulla anagrafe delle prestazioni
• Circ. notificata a tutti i dipendenti
INPS Msg n. 14274 del 17/10/1995
• istruzioni per la compilazione del modulo delle anagrafe delle prestazioni
• Msg notificato a tutto il personale
PCMDFP circ. del 28/11/1995 n. 23 (GU n. 28 del 11/12/1995)
• In relazione alla anagrafe delle prestazioni segnala che vanno quindi esclusi solo quegli "incarichi" il cui esercizio rientri tra i compiti e doveri di ufficio o ricollegati direttamente dalla legge o da altre fonti normative alla specifica qualifica, funzione o carica istituzionale ricoperta dai diretti interessati, e che quindi tecnicamente non potrebbero nemmeno definirsi quali "incarichi"
PCMDFP circ. del 19/12/1995 n. 24 (GU n. 3 del 04/01/1996)
• Ribadisce quanto segnalato dalla circ. PCMDFP 23/95
INPS Msg n. 7112 del 23/01/1996
• Riferimento alla circ. PCMDFP del 19/12/95 n. 24
• Circ. notificata a tutto il personale
INPS Msg n. 20716 del 23/12/1996
• Criteri per incarichi extraufficio, obbligo di formale autorizzazione ex novo dal 1/1/1997
PCMDFP circ. del 19/02/1997 n. 3 (GU n. 44 del 22/02/1997)
• Fa riferimento alla disciplina del Part-Time [Tempo parziale da non confondere con il tempo definito dei medici] in riferimento alle modifiche (Part-time orizzontale o verticale, etc.) apportate dalla L. 662/93 e delle possibili incompatibilità (anche attività extraistituzionali)
INPS Msg 31717 del 24/02/1997
• allega la circ. del PCMDFP del 19/02/97 n. 3
PCMDFP circ. del 1997 n. 6 (GU n. 169 del 22/07/1997)
• Riferimento alla disciplina del lavoro a tempo parziale ed incompatibilità (vedi circ. PCMDFPn. 3 /97)
Dlgs 31/03/1998 n. 80 art. 26 comma 1
• [Le norme sull'anagrafe delle prestazioni di cui all'art. 58 del Dlgs 29/93] si applicano ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.... con esclusione ...delle altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali
• Per attività extra-ufficio vige l'anagrafe delle prestazioni (art. 24 L. 412/91 ed art. 58 Dlgs 29/93) con l'obbligo di comunicazione annuale dei dati relativi a tale attività secondo il modello di cui al MSG 28435 del 10/2/97 .
• In ordine allo svolgimento di altre particolari forme di attività extra-ufficio, anche occasionali, che non rientrano nell'attività libero-professionale in quanto già tutelate dalla suddetta normativa sulle incompatibilità, si richiamano i criteri relativi alle autorizzazioni all'espletamento di incarichi [cioè per l'anagrafe delle prestazioni]
• A tal proposito, i dipendenti interessati dovranno comunicare annualmente i dati relativi a tutte le attività extra ufficio svolte a qualsiasi titolo, escluse quelle inerenti le attività libero-professionali che non rientrano nella tipologia degli incarichi e prestazioni prevista dall'anagrafe medesima
PCMDFP circ. del 29/05/1998 n. 5
• Relativo alla anagrafe delle prestazioni di cui alla legge 412/91 ed agli adempimenti di cui all'art. 26 e 45 del Dlgs 31/03/1998 n. 80
• Esclusioni all'adempimento (di cui al comma 6 dell'art. 58 del Dlgs 29/1993, modificato dall'art. 26 del Dlgs 80/98) soggettive riguardano ....altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali
INPS MSG n. 28518 del 27/04/99
• relativo alla anagrafe delle prestazioni [extraufficio] e relativo modulo di dichiarazione
• msg notificato a tutti i dipendenti
INPS Msg n. 29525 del 04/05/1999
• Riferimento al msg INPS n. 28518 del 27/04/99
• All. nuovo modello di compilazione dei dati
ANMI Comunicato del 18/05/1999
• relativo alla anagrafe delle prestazioni (obbligo solo per incarichi extraufficio)
INPS msg n. 1307 del 06/07/2000
• Riferimento alla circ. della PCMDFP del 29/05/98 n. 5
Dlgs 30/03/2001 n. 165 art. 53 comma 6 (SOGU n. 112/L del 09/05/2001)
• [Sono soggetti all'anagrafe delle prestazioni] i dipendenti delle amministrazioni pubbliche ...con esclusione... delle altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali
PCMDFP circ. del 12/06/2001 n. 14
• Relativo alla anagrafe delle prestazioni di cui alla legge 412/91 con modifiche apportate dall'art. 53 del Dlgs n. 165 del 30/03/2001
• Conferma che restano invariate le esclusioni oggettive e soggettive già illustrate con circolare n. 5/98
INPS Msg n. 1841 del 04/10/2001
• Riferimento alla circ. della PCMDFP del 12/06/2001 n. 14
• All. nuovo modulo di compilazione delle informazioni
• All. 4 inerente l'elenco delle attività che non costituiscono oggetto di autorizzazione
ANMI Comunicato n. 14 del 05/10/2001
• Relativo alla anagrafe delle prestazioni (conferma l'obbligo solo per incarichi extraufficio)
• Segnala la mancata convocazione da parte dell'Amministrazione per discutere e definire la regolamentazione dell'attività libero-professionale
INPS msg n. 1931 del 10/10/2001
• Disciplina le autorizzazioni per incarichi esterni [= extraufficio] ai sensi dell'art. 53 del Dlgs 165/2001
• Stabilisce che qualora la richiesta provenga da personale appartenente alle aree dei professionisti il provvedimento autorizzativo dovrà essere concertato con il Coordinatore generale o regionale preposto all'area stessa
Medici INAIL Intra extra moenia
(stralcio della normativa in ordine cronologico)
INAIL Delibera CdA del 19/07/2001 e circ. n. 64 del 25/09/2001
• Disciplina e regolamento per l'esercizio dell'attività libero-professionale dei medici dell'INAIL
Medici SSN Intra extra moenia
DPR 20/12/1979 n. 761 art. 35 (SOGU n. 45 del 15/02/1980)
• Rapporto di lavoro a tempo pieno e tempo definito e attività libero-professionale
Ministero Sanità circ. 9/07/1994 n. 100/SPCS
• Indirizzi sull' esercizio dell'attività libero-professionale nelle strutture del SSN
Dlgs 23/12/1996 n. 662 art. 1 (SOGU n. 233 del 1996)
• Prevede l'opzione tra intra ed extramoenia (comma 5, comma 10)
• La intramuraria è assimilabile ai fini fiscali al rapporto di lavoro dipendente (comma 7) e costituisce titolo preferenziale per conferimento di incarichi di direzione di struttura e titolo necessario per incarichi di DM II Liv., determina l'erogazione di un trattamento economico aggiuntivo
DM 28/02/1997 (GU n. 56 del 08/03/1997)
• In riferimento alla delega del Dlgs 662/96
DM 11/06/1997 (GU n. 140 del 18/06/1997)
• Riguarda la fissazione dei termini per l'attivazione dell'attività intramuraria
DM 31/07/1997 (GU n. 181 del 05/08/97)
• linee guida dell'organizzazione intramuraria della dirigenza sanitaria del SSN
DM 31/07/1997 (GU n. 204 del 2/9/97)
• Definisce l'attività intramuraria (Art. 1 comma 1)
• Prevede l'opzione tra intra ed extramoenia (art.4) valida per 3 anni, poi in assenza di conferma, si intende come intramoenia
Legge 07/08/1997 n. 272 (GU 188 del 13/8/97)
• Prevede all'art. 4 la emanazione di linee guida dell'organizzazione dell'attività libero-professionali intramuraria
Dlgs 19/06/1999 n. 299 art. 15 quater e 15 quinquies (SOGU n. 132 del 16/07/1999)
• rapporto unico ed attività intra ed extramoenia dei dirigenti medici del SSN
DPCM 27/03/2000 (GU n. 121 del 26/05/2000)
• Atto di indirizzo e coordinamento concernente l'attività libero-professionale intramuraria del personale della dirigenza sanitaria del SSN
• All'art. 13 prevede che non rientrano fra le attività libero professionali disciplinate dal presente DPCM la partecipazione a commissioni sanitarie presso Enti o Ministeri (Commissione medica di verifica) e le Commissioni invalidi civili presso le ASL
CCNL Dirigenza medica del SSN art.54-61 (SOGU n. 117 del 22/07/2000)
• Nel contenuto sovrapponibile al DPCM del 27/03/00
Dlgs n. 254 del 28/07/2000 (SOGU n. 149/L del 12/09/2000)
• Integrazione al Dlgs 19/06/1999 n. 299 su attività libero-professionale dei dirigenti Sanitari del SSN
Medici SSN Consulti e consulenze
CCNL 1/7/79-30/6/82 del personale ospedaliero art. 62
• Prima definizione di consulenza e consulto (per i medici a tempo pieno al di fuori delle strutture sanitarie pubbliche)
DPR 25/06/1983 n. 348 art. 27 (SOGU n. 43 del 20/07/1983) 1^Contrattu Unico Sanità
DPR 20/05/1987 n. 270 art. 27 (SOGU n.160 del 11/07/1987) 2^Contratto Unico Sanità
DPR 28/11/1990 n. 384 art.136(SOGU n.295 del 19/12/1990) 3^Contratto Unico Sanità
PCM 12/09/1996 art. 69 (SOGU n. 30 del 30/12/1996) 1^Contratto Dirigenza Medica SSN
PCM 08/06/2000 art. 58 (SOGU n. 117 del 22/07/2000) 2^Contratto Dirigenza Medica SSN
• In tutti i contratti di lavoro vengono definiti e regolamentati le consulenze ed i consulti
Dlgs 23/12/1996 n. 662 art. 1 comma 14
• Prevede la disciplina dei consulti e delle consulenze
DM 28/02/1997 art. 7 (GU n. 56 del 08/03/1997)
• Definizione e limiti dell'attività di consulenza e consulti
DM 31/07/1997 (GU n. 181 del 05/08/1997)
• All'art 5 definisce e regolamenta l'attività di consulenza e consulti
• Tale attività rientra nei compiti istituzionali, ma se volta al di fuori dell'orario di lavoro, è retribuita ed è considerata intramuraria
Agenzia Entrate circolare n. 4 del 28.01.2005
Oggetto: Prestazioni mediche esenti - art.10, n.18), DPR 26 ottobre 1972 n. 633 - Art. 13, parte n 1, lett. c) della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE. Sentenze Corte di giustizia (del 20/11/2003 cause 307/01 e 212/01)
2. Trattamento IVA delle prestazioni mediche secondo la Corte di Giustizia
3. Applicabilità in ambito nazionale dei principi enunciati dalla Corte di Giustizia
4. Art 10, n. 18), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633. Ambito di applicazione dell'esenzione. Criterio dello scopo principale della prestazione
5. Prestazioni di medicina legale
5.1 Riconoscimento cause di servizio
5.2 Prestazioni rese dalle commissioni mediche di verifica in relazione alle istanze di pensione di invalidità
5.3 Commissioni mediche locali patenti guida
6. Certificazioni rilasciate dai medici di famiglia
7. Prestazioni del medico competente
8. Prestazioni di chirurgia estetica
9. Prestazioni intramoenia
L'art. 10, n.18), del DPR 26 ottobre 1972 n. 633 esenta "le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell'art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze". La disposizione deriva dal recepimento nella normativa nazionale di quanto previsto dall'art.parte A, n.1, lett. c) della sesta Direttiva (direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977) che dispone che gli membri esentano "le prestazioni mediche effettuate nell'esercizio delle professioni mediche e paramediche quali sono definite dagli Stati membri interessati".
Sull'argomento, di recente, si è pronunciata la Corte di Giustizia Europea con sentenze del 20 novembre 2003 (cause C-307/01 e C-212/01) enucleando taluni principi e limitazioni nell'applicazione della suddetta disposizione comunitaria.
Alla luce della interpretazione fornita dall'Organo di giustizia comunitaria, si ritiene opportuno, con la presente circolare fornire chiarimenti sul trattamento IVA applicabile alle prestazioni rese dai medici, allo scopo di assicurare comportamenti uniformi all'interno dello Stato.
2) Trattamento IVA delle prestazioni mediche secondo la Corte di Giustizia
La Corte di Giustizia con le sentenze in rassegna (cause 307/01 e 212/01), pronunciate a seguito di controversie insorte in Austria e Gran Bretagna, ha affermato che il richiamato art. 13, parte A, n. 1, lett. non esenta l'insieme delle prestazioni che possono essere effettuate nell'esercizio delle professioni mediche paramediche ma solo quelle corrispondenti alla nozione "di prestazioni mediche" che deve assumere, ai fini dell'esenzione, un significato autonomo rispetto al complesso delle attività rese nell'ambito di tali professioni.
Secondo la Corte, l'esenzione va riconosciuta esclusivamente a quelle prestazioni mediche che sono dirette alla diagnosi, alla cura e, nella misura possibile, alla guarigione di malattie e di problemi di salute.
Infatti, per costante giurisprudenza della Corte di Giustizia (sentenze 10 settembre 2002 11 gennaio 2001 - causa 76/99, 14 settembre 2000 - causa n. 384), le esenzioni di cui all'art. 13 della sesta direttiva devono essere interpretate restrittivamente dato che costituiscono una deroga al principio generale secondo cui l'IVA è riscossa per ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo.
Tuttavia la Corte ha precisato che anche le prestazioni effettuate a fini profilattici possono beneficiare dell'esenzione essendo ciò conforme all'obiettivo comune delle esenzioni previste dall'art. 13, n 1, lett. b) della sesta direttiva che è quello di ridurre il costo delle spese sanitarie e rendere pertanto le cure mediche accessibili ai singoli.
Al fine di delimitare l'ambito di applicazione dell'esenzione occorre individuare il contesto in cui le
prestazioni sanitarie sono rese per stabilire quale sia il loro scopo principale."Pertanto -ad avviso della Corte se una prestazione medica viene effettuata in un contesto che permette di stabilire che il suo scopo principale non è quello di tutelare nonchè di mantenere o di ristabilire la salute, ma piuttosto quello di fornire un parere richiesto preventivamente all'adozione di una decisione che produce effetti giuridici, l'esenzione prevista dall'art. 13, parte A, n. 1, lett. c), della sesta direttiva non si applica".
Così la Corte ha escluso che possano rientrare nell'esenzione le perizie mediche la cui realizzazione, sebbene "faccia appello alle competenze mediche del prestatore e possa implicare attività tipiche della professione medica, come l'esame fisico del paziente o l'esame della sua cartella clinica", persegue "lo scopo principale di soddisfare una condizione legale o contrattuale prevista nel processo decisionale altrui".
Non costituiscono altresì, secondo la Corte, prestazioni mediche esenti quelle effettuate nell'esercizio della professione medica consistenti nel rilascio di certificati o referti sullo stato di salute di una persona al fine dell'istruzione di pratiche amministrative, come ad esempio quelle dirette ad ottenere una pensione di invalidità o di guerra, oppure esami medici eseguiti al fine di quantificare l'entità dei danni nei giudizi di responsabilità civile o al fine di intentare un'azione giurisdizionale in relazione ad errori medici.
A giudizio della Corte, ai fini dell'esenzione, inoltre, non è rilevante che l'attività peritale rivesta un
interesse generale per la circostanza che l'incarico sia conferito da un giudice o da un ente di previdenza sociale, o che, in forza del diritto nazionale, le spese siano poste a carico di quest'ultimo; il carattere di interesse generale delle attività peritali non consente comunque di applicare l'esenzione a prestazioni mediche che non hanno la finalità di tutelare la salute della persona; ciò in quanto l'art. 13 della direttiva non esenta IVA ogni attività di interesse generale ma solo quelle enumerate e descritte in modo dettagliato.
In considerazione dello scopo principale delle prestazioni non possono essere esentati, secondo il
convincimento della Corte di giustizia, gli esami medici, i prelievi di sangue o di altri campioni corporali effettuati per permettere al datore di lavoro di adottare decisioni relative all'assunzione o alle funzioni che lavoratore deve esercitare oppure di permettere ad una compagnia di assicurazione di fissare il premio da esigere da un assicurato.
Non rientrano, inoltre, nell'ambito di applicazione dell'esenzione le prestazioni mediche tese a stabilire analisi biologiche le affinità genetiche di individui (sentenza 14/09/2000 - causa 384/98).
Diversamente, a parere dell'organo di giustizia comunitario, possono fruire dell'esenzione in quanto finalizzati alla tutela della salute:
a) i controlli medici regolari, istituiti da taluni datori di lavoro o da talune compagnie assicurative,
compresi i prelievi di sangue o di altri campioni corporali per verificare la presenza di virus, infezioni o altre malattie;
b) il rilascio di certificati di idoneità fisica ad esempio a viaggiare;
c) il rilascio di certificati di idoneità fisica diretti a dimostrare nei confronti di terzi che lo stato di salute una persona impone limiti a talune attività o esige che esse siano effettuate in condizioni particolari.
3) Applicabilità in ambito nazionale dei principi enunciati dalla Corte di Giustizia.
La sesta direttiva n. 77/388/CEE - in materia di armonizzazione delle legislazioni degli stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - stabilisce un sistema di applicazione dell'IVA uniforme in tutti gli stati appartenenti alla Comunità al fine di evitare fenomeni distorsivi della concorrenza nella circolazione dei beni dei servizi. Tale sistema comporta che gli Stati membri hanno l'obbligo di uniformare i propri ordinamenti regole dettate dalla citata direttiva.
In tale contesto, improntato a criteri di uniformità, è pertanto necessario applicare i principi interpretativi espressi dalla Corte di Giustizia con le sentenze in rassegna, anche se pronunciate nei confronti di Stati diversi dall'Italia; in caso contrario infatti, l'Italia, in considerazione degli obblighi assunti in ambito comunitario, esporrebbe al rischio di procedure d'infrazione per violazione della sesta direttiva.
In particolare le sentenze del 20 novembre 2003, intervenendo sul significato normativo dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. c), della sesta direttiva, 77/388/CEE, rendono indispensabile una rilettura del sistema di esenzione previsto dall'art. 10, n. 18), del Dpr n. 633 del 1972, al fine di limitarne l'ambito di applicazione.
Peraltro la generica formulazione di detta norma si presta alla soluzione ermeneutica offerta dalla Corte giustizia in questione e non rende necessario l'intervento correttivo del legislatore nazionale.
4) Art 10, n. 18), del 26 ottobre 1972, n. 633. Ambito di applicazione dell'esenzione. (Criterio dello scopo principale della prestazione).
Come già detto, in ambito nazionale l'individuazione delle prestazioni mediche e paramediche esenti operata dall'art. 10, n. 18), del DPR n. 633/1972, che fa riferimento alle "prestazioni sanitarie di diagnosi e riabilitazione rese alla persona".
Al riguardo tenendo conto, in particolare, della nozione di "prestazione medica" elaborata nelle pronunce giurisdizionali in discorso, l'ambito di applicazione dell'esenzione prevista dal citato art. 10, n. 18), va limitato alle prestazioni mediche di diagnosi, cura e riabilitazione il cui scopo principale è quello di tutelare, mantenere o ristabilire la salute delle persone, comprendendo in tale finalità anche quei trattamenti o esami medici a carattere profilattico eseguiti nei confronti di persone che non soffrono di alcuna malattia.
In tal modo si evita di comprendere indistintamente nell'esenzione IVA tutte le estrinsecazioni delle professioni mediche e paramediche, ma si rende necessario individuare nell'ambito di tali professioni le prestazioni non riconducibili alla nozione di prestazioni mediche enucleata dalla Corte di Giustizia.
Poiché l'interpretazione della Corte ha interessato i requisiti oggettivi che una prestazione medica o paramedica deve possedere per essere qualificata esente da IVA, non risulta in alcun modo intaccato il principio - che inerisce l'aspetto soggettivo - espresso dalla lettera c) dell'art. 13), della sesta direttiva, in al quale la individuazione delle professioni e arti sanitarie è demandata ai singoli Stati. Pertanto deve ritenersi conforme al diritto comunitario la previsione recata dall'art. 10, n.18), secondo cui, sotto il profilo soggettivo, la prestazione medica e paramedica può essere esente dall'IVA solo se resa dai soggetti sottoposti a vigilanza ai sensi dell'art. 99 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 e successive modificazioni ovvero individuati dal decreto del ministero della Sanità 17 maggio 2002.
L'elemento di novità che deriva dal contesto delineato dai giudici comunitari, riguarda in particolare le prestazioni di natura certificativa e soprattutto le perizie mediche.
Considerato che l'adozione di un criterio indefinito e talune volte non facilmente verificabile qual scopo principale della prestazione" può comportare conseguenze negative sul piano della corretta e uniforme applicazione dell'esenzione, al fine di limitare i dubbi interpretativi sorti in relazione ai molteplici quesiti prospettati dai contribuenti, si ritiene utile fornire una rassegna esemplificativa di fattispecie riconducibili meno all'art. 10 n. 18) del DPR 633/1972.
5) Prestazioni di medicina legale
In generale vanno escluse dall'esenzione le attività rese dai medici nell'ambito della loro professione che consistono in perizie eseguite attraverso l'esame fisico o in prelievi di sangue o nell'esame della cartella clinica al fine di soddisfare una condizione legale o contrattuale prevista nel processo decisionale altrui o comunque per altre finalità non connesse con la tutela della salute.
Non possono beneficiare dell'esenzione pertanto le consulenze medico legali concernenti lo stato di salute delle persone finalizzate al riconoscimento di una pensione di invalidità o di guerra, gli esami medici condotti al fine della preparazione di un referto medico in materia di questioni di responsabilità e di quantificazione danno nelle controversie giudiziarie (esempio: prestazioni dei medici legali come consulenti tecnici di ufficio presso i tribunali) o finalizzate alla determinazione di un premio assicurativo o alla liquidazione di una danno da parte di una impresa assicurativa; sono altresì escluse dall'esenzione le perizie tese a stabilire con analisi biologiche l'affinità genetica di soggetti al fine dell'accertamento della paternità.
Si ritiene opportuno esaminare più in dettaglio le seguenti ipotesi particolari sottoposte all'esame della scrivente.
Gli accertamenti medico-legali effettuati dall'INAIL, sulla base di convenzioni stipulate con aziende a fronte del pagamento di corrispettivi, connessi alle istanze di riconoscimento di "cause di servizio" presentate da lavoratori dipendenti in relazione ad infortuni, stati di infermità, inabilità assoluta o permanente, devono essere assoggettati ad IVA.
Si tratta infatti di prestazioni preordinate al riconoscimento o meno di benefici economici nei confronti personale e non finalizzate alla tutela della salute di detto personale. Qualora tuttavia l'INAIL renda, sulla delle convenzioni, prestazioni mediche aventi una finalità terapeutica o di prevenzione, queste fruiscono dell'esenzione: è il caso dei controlli medici eseguiti sui lavoratori a scopo profilattico o al fine di stabilirne l'idoneità fisica, cioè se lo stato di salute consenta lo svolgimento di determinate mansioni ovvero il rientro lavoro.
5.2 Prestazioni rese dalle commissioni mediche di verifica in relazione alle istanze di pensione invalidità.
La Commissione medica di verifica istituita presso il Ministero dell'economia e finanze (Direzione centrale degli Uffici locali e dei servizi del tesoro) svolge attività di consulenza medico legale in relazione alle richieste di pensione di invalidità. I componenti della Commissione possono essere dipendenti di altri enti o liberi professionisti.
Per quanto riguarda le prestazioni rese nei confronti della Commissione dai medici dipendenti, non titolari di una posizione IVA in relazione ad una attività di lavoro autonomo, non si pone alcun problema di IVA, atteso che ai sensi dell'art. 50, c.1, lettera f) del TUIR, il rapporto intrattenuto determina un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, come tale completamente estraneo all'ambito di applicazione dell'IVA.
Le prestazioni rese dai medici libero professionisti non possono beneficiare dell'esenzione di cui all'art. del DPR n. 633 in quanto non hanno per scopo principale quello di tutelare, nonchè di mantenere o ristabilire la salute di una persona ma quello di fornire un parere medico al fine di sostenere o invalidare una richiesta riconoscimento di una pensione di invalidità o di guerra. Le prestazioni in discorso vanno pertanto assoggettate ad IVA con applicazione dell'aliquota ordinaria del 20%.
Si fa presente che ai sensi dell'art. 50, comma 1, lett. f) del Tuir, come modificato dall'art. della legge 24 dicembre 2003, n. 350, i compensi erogati da Stato, Regioni, Province e Comuni per l'esercizio di pubbliche funzioni, nel cui ambito devono comprendersi anche le partecipazioni a commissioni istituite base di norme di legge, costituiscono redditi di lavoro autonomo se la prestazione è resa da soggetti titolari partita IVA.
Anteriormente alla richiamata modifica normativa, in vigore dal 1 gennaio 2004, i compensi percepiti l'esercizio di pubbliche funzioni costituivano redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ancorché professionisti. Le relative prestazioni, pertanto, non essendo rilevanti ai fini dell'IVA non erano soggette all'obbligo di fatturazione.
5.3 Commissioni mediche locali patenti di guida.
Le Commissioni mediche locali patenti di guida (organismi dei Ministeri della salute e delle infrastrutture dei trasporti) hanno il compito di valutare l'idoneità alla guida di soggetti disabili o affetti da patologie potenzialmente pericolose per la guida, ai sensi dell'art. 119, comma 4, del codice della strada (d.lgs. 30 1992, n. 285).
Il regolamento di esecuzione del codice della strada pone a carico degli utenti il versamento di "diritti" le operazioni di competenza delle commissioni, che verranno destinati in parte al pagamento dei gettoni di partecipazione dei componenti e, in parte alle spese di funzionamento delle commissioni.
In relazione a ciò si ritiene che le prestazioni rese dai medici libero professionisti componenti delle
Commissioni mediche in questione rientrino nell'ambito applicativo dell'esenzione in quanto lo scopo principale non consiste nel rilascio dell'autorizzazione amministrativa alla guida, ma nella tutela preventiva della salute soggetti che, trovandosi in particolari condizioni fisiche, potrebbero compromettere la propria salute e l'incolumità della collettività attraverso la guida di autoveicoli.
Il rilascio della patente avverrà solo a seguito del superamento dell'esame di guida.
Per quanto concerne l'attività svolta dalla Commissione nei confronti degli utenti si ritiene che questa assuma rilevanza ai fini dell'IVA in quanto attiene all'esercizio di compiti istituzionali previsti da norme di legge. Le somme dovute dagli utenti, non costituendo il corrispettivo di prestazioni di servizi di natura commerciale, non devono essere, pertanto, gravate da imposta.
Devono essere altresì ricondotte all'esenzione IVA le ordinarie visite mediche effettuate per il rilascio o rinnovo di patenti a soggetti non affetti da disabilità.
6) Certificazioni rilasciate dai medici di famiglia
I medici di famiglia esercitano in connessione alle prestazioni cliniche una serie di prestazioni cui sono tenuti su richiesta del cittadino e a fronte delle quali, in taluni casi, ricevono il pagamento di una parcella. medici di famiglia, inoltre, sono tenuti a rilasciare certificati sulla base di apposite disposizioni normative, senza percepire compensi.
Al riguardo si ritiene che siano esenti da IVA, quando rese dietro pagamento di un corrispettivo, le
prestazioni rese dai medici di famiglia nell'ambito delle proprie attività convenzionali e istituzionali, comprese quelle attività di natura certificativa strettamente connesse all'attività clinica resa ai propri assistiti e funzionalmente collegate alla tutela della salute delle persone, intesa anche come prevenzione.
A titolo esemplificativo si segnalano le seguenti prestazioni che hanno quale scopo principale la tutela salute anche se, in taluni casi, possono fornire a terzi elementi istruttori:
- certificati per esonero dalla educazione fisica;
- certificazione di idoneità per attività sportiva;
- certificati per invio di minori in colonie o comunità;
- certificati di avvenuta vaccinazione.
Le indicate certificazioni, rese a seguito di apposito esame clinico da parte del medico, non hanno come finalità principale quella di consentire a determinati soggetti di prendere una decisione, intervenendo pertanto nel processo decisionale altrui. Ad esempio i certificati di buona costituzione fisica richiesti per intraprendere una attività sportiva, realizzano lo scopo principale di tutelare in via preventiva la salute dei cittadini, sia singoli che come collettività, nei luoghi dove vengono esercitate attività collettive sportive, didattiche, di lavoro.
Al di fuori delle ipotesi (come quelle richiamate) in cui lo scopo della prestazione è ben individuato, per usufruire dell'esenzione da IVA occorre che sia menzionata la finalità principale -di tutela della salute certificazione richiesta. In difetto di tale dichiarazione infatti le certificazioni vanno assoggettate ad IVA in quanto le esenzioni previste dall'art. 10 in questione, in conformità dei principi espressi dalla Corte di Giustizia, devono essere interpretate restrittivamente costituendo una deroga al principio generale dell'assoggettamento ad IVA delle prestazioni rese a titolo oneroso da un soggetto passivo.
Non rientrano, invece, nell'ambito applicativo dell'esenzione le prestazioni di natura peritale, cioè tendenti a riconoscere lo status del richiedente rispetto al diritto all'indennizzo o al diritto ad un beneficio amministrativo o economico.
- Certificazione per assegno di invalidità o pensione di invalidità ordinaria;
- Certificazione di idoneità a svolgere generica attività lavorativa;
- Certificazioni peritali per infortuni redatte su modello specifico;
- Certificazione per riconoscimento di invalidità civile.
I medici sono tenuti inoltre a rendere senza corrispettivo determinate prestazioni la cui obbligatorietà deriva per legge dalla natura dell'attività esercitata. Dette prestazioni non rilevano ai fini IVA in quanto non realizzano i presupposti per l'applicazione dell'imposta.
- dichiarazione di nascita, dichiarazione di morte;
- denunce penali o giudiziarie;
- denunce di malattie infettive e diffusive;
- notifica dei casi di AIDS;
- denuncia di malattia venerea;
- segnalazione di tossicodipendenti al servizio pubblico;
- denuncia di intossicazione da antiparassitario;
- denuncia della condizione di minore in stato di abbandono;
- certificati per rientro al lavoro o per rientro a scuola a seguito di assenza per malattia.
7) Prestazioni del medico competente
Le prestazioni rese dal medico competente nell'ambito della sua attività di sorveglianza sanitaria sui luoghi di lavoro, sulla base del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, sono esenti da IVA ai sensi dall'art. della legge n. 133 del 1999 (risoluzione 18/09/2003 n. 181).
Tale disposizione risulta conforme ai criteri enunciati dalla Corte di Giustizia in quanto il bene giuridico primario protetto attraverso l'attività posta in essere dal medico competente è la salute dei lavoratori ed particolare la sicurezza sanitaria dell'ambiente di lavoro.
8) Prestazioni di chirurgia estetica
Le prestazioni mediche di chirurgia estetica sono esenti da IVA in quanto sono ontologicamente connesse al benessere psico-fisico del soggetto che riceve la prestazione e quindi alla tutela della salute della persona.
Si tratta di interventi tesi a riparare inestetismi, sia congeniti sia talvolta dovuti ad eventi pregressi di genere (es: malattie tumorali, incidenti stradali, incendi, ecc.), comunque suscettibili di creare disagi psico fisici alle persone.
9) Prestazioni intramoenia
Si ritiene opportuno segnalare, conclusivamente, che nei casi richiamati, in cui sulla base dei principi formulati dalla Corte di Giustizia la prestazione del medico non è riconducibile al trattamento di esenzione medicina legale), deve essere emessa fattura con addebito di IVA anche se il sanitario opera in regime di intramoenia. In tale ipotesi, poiché il medico opera nel quadro di un rapporto assimilato a quello di lavoro dipendente la prestazione sanitaria è formalmente resa al paziente dall'ente di cui il medico
Per tale motivo sarà il predetto ente ad emettere la fattura con applicazione della percentuale IVA vigente.
Documento a cura del Dr. Franco De Luca dell'ANMI