Source: http://www.ivaentilocali.it/articoli/index2.asp?anno=2006
Timestamp: 2019-05-25 02:58:42+00:00
Document Index: 112865195

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IVA enti locali - Articoli
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Gli articoli hanno ad oggetto:
aggiornamenti di prassi e giurisprudenziali
Elenco articoli per l'Anno di Pubblicazione 2006
L’acconto Iva per acqua e fognatura
Con una risoluzione emanata il 20 dicembre scorso l’Agenzia ha fornito ulteriori chiarimenti in ordine all’obbligo di versamento dell’acconto Iva da parte dei soggetti che svolgono attività di somministrazione di acqua e di gestione del servizio di fognatura e depurazione, nell’ipotesi in cui gli stessi effettuino ulteriori operazioni rilevanti. Nonostante l’ormai intervenuta scadenza dell’adempimento appare pur sempre utile dare evidenza del parere offerto in extremis dall’amministrazione finanziaria, attesa la stretta attinenza dell’argomento con la realtà degli enti locali, nonché la possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso in caso di pagamento inferiore al dovuto.
La soggettività passiva dei consorzi tra enti locali
La soggettività passiva Iva dei consorzi che svolgono una o più attività in settori comunemente considerati privi di contenuto economico, in primis quelli della ricerca scientifica, dell’istruzione e della cultura, presenta, al contrario di quanto si creda, profili di estrema complessità e delicatezza, spesso neppure percepiti dagli operatori a causa di un errato approccio al concetto di attività commerciale così come disegnato dal decreto 633/72 e, ancor più, dalla sesta direttiva.
Irap: co.co.co e borse ai disabili
La deduzione dalla base imponibile Irap, tanto se calcolata con il metodo retributivo quanto nel caso di applicazione dell’opzione per il sistema commerciale, delle spese sostenute per i lavoratori disabili è ammessa a prescindere dalla tipologia contrattuale del rapporto intercorrente fra il datore di lavoro ed i soggetti portatori di handicap. Tale agevolazione può dunque spettare, nel rispetto comunque di determinate condizioni, anche in ipotesi di collaborazione coordinata e continuativa oppure di somme corrisposte a titolo di borsa di lavoro per un tirocinio finalizzato all’assunzione. Fonte della precisazione è la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 139/E del 13 dicembre scorso.
Alla cassa per l’acconto
Ultimi giorni per i contribuenti Iva per verificare la propria posizione rispetto all’obbligo di versamento dell’acconto annuale previsto dall’articolo 6, commi da 2 a 5 quater della legge 29 dicembre 1990 n. 405, in scadenza mercoledì 27 dicembre, e, quindi, per valutare l’eventuale sussistenza di cause di esclusione nonché, in caso negativo, per determinare l’importo dovuto all’erario scegliendo, tra i differenti risultati ottenibili dall’applicazione dei vari metodi ammessi dalla normativa vigente, quello più conveniente per ragioni economiche e/o di mera semplicità di calcolo.
Gestione biblioteche a regime misto
I compensi che i comuni erogano in favore dei soggetti che hanno vinto la gara d’appalto per l’affidamento della gestione delle biblioteche possono beneficiare del regime di esenzione previsto dal numero 22 dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72, ovvero, al contrario, essere sottoposti a tassazione ordinaria a seconda della tipologia di prestazioni rese in favore dell’ente, non essendo comunque configurabile, sul piano normativo, un’agevolazione di per sé correlata al complesso delle operazioni svolte piuttosto che ai singoli servizi realizzati. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle entrate attraverso la risoluzione n. 135/2006.
La gestione ottimale delle esenzioni
La fine di ogni anno rappresenta un momento consueto di riflessione per chi realizza attività rilevanti ai fini Iva e, tra queste, uno o più servizi che rientrano nel regime di esenzione e ciò in quanto eventuali cambiamenti devono trovare riscontro nel comportamento effettivamente tenuto fin dall’inizio del successivo periodo di imposta. Ma se il confronto tra risultati ottenibili dall’eventuale esercizio delle opzioni consentite dalla legge Iva costituisce un atto sostanzialmente dovuto, onde evitare possibili censure per danno erariale procurato all'ente, altre scelte consentite dal nostro legislatore abbracciano aspetti non strettamente correlati con la determinazione del carico fiscale, quali, ad esempio, gli incombenti di natura documentale. Ne deriva la possibilità di inquadrare al meglio anche le operazioni nei cui confronti non vige l’esonero da ogni forma di certificazione tributaria, come accade per le prestazioni a carattere educativo e didattico rese nelle scuole materne.
Proroghe, elenchi e dichiarazioni 2007
Con un comunicato stampa datato 28 novembre, ma pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate solo il giorno successivo e quindi a poche ore dalla scadenza programmata del termine per la registrazione telematica dei contratti di locazione di immobili strumentali, è stata anticipata la decisione di concedere ancora un po’ di tempo ai contribuenti obbligati all’invio dell’istanza ed al versamento dell’imposta. Una precedente informativa, del 10 novembre scorso, era invece intervenuta sul tema della reintroduzione dell’obbligo di presentazione dell’elenco clienti e fornitori, mentre la legge di conversione del D.L. 223/06 non ha modificato l’anticipazione dei termini per la presentazione del modello Unico 2007, la quale, pertanto, è rimasta definitivamente acquisita.
Locazioni e registro all’ultimo atto
Salvo proroghe dell’ultima ora o riaperture successive dei termini scade giovedì prossimo, 30 novembre, il tempo concesso dal fisco per provvedere all’invio in forma telematica dell’istanza di registrazione dei contratti di locazione di immobili strumentali in essere alla data del 4 luglio 2006. Sul punto merita segnalare un passaggio della circolare n. 33/E in cui l’Agenzia ha preso in considerazione il caso delle concessioni, giungendo ad una conclusione di diniego dell’assimilazione di tali negozi con le locazioni.
Iva e auto: rinvio e novità
La legge di conversione del decreto 15 settembre 2006, n. 258, emanato ai fini dell’adeguamento dell’ordinamento giuridico nazionale alla sentenza della Corte di Giustizia nella causa C-228/05 in materia di detrazione dell’imposta sulle spese di acquisto e di impiego degli autoveicoli cosiddetti “aziendali”, ha differito al mese di aprile dell’anno prossimo il termine ultimo per la presentazione dell’istanza di rimborso ed ha apportato, inoltre, alcune novità importanti.
Niente esenzione alle società in house
La definizione di organismo di diritto pubblico elaborata dalla giurisprudenza comunitaria e recepita dal decreto legislativo n. 163 del 2006 non assume valenza generale nell’ordinamento giuridico, ivi compreso il settore fiscale e quello Iva in particolare, con conseguenze sul regime applicabile alle prestazioni a carattere socio-sanitario rese da una società di capitali costituita in funzione di un affidamento cosiddetto “in house”. Detti servizi, infatti, non possono beneficiare – almeno a giudizio dell’Agenzia delle Entrate – dell’agevolazione prevista dal numero 27 ter dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72.
La dismissione o il comodato di beni strumentali
L’eliminazione materiale, lo smarrimento accidentale o il comodato in favore di terzi di beni strumentali di proprietà di qualunque soggetto passivo, che ne abbia in precedenza dedotto, in tutto o in parte, l’imposta all’atto dell’acquisto, deve avvenire nel rispetto di alcuni accorgimenti formali idonei ad inibire le conseguenze previste dal D.P.R. 441/97, pena il rischio di non poter contrastare efficacemente le contestazioni degli organi verificatori di fronte alla mancanza fisica dei cespiti presso i luoghi di esercizio dell’attività.
Prestazioni didattiche: esenzione ai “vigilati”
Una recente nota del Miur crea le premesse per giungere al superamento della “presa d’atto” come unico provvedimento idoneo a conferire il beneficio dell’esenzione delle prestazioni a carattere educativo. Secondo quanto specificato nel suddetto documento, infatti, ciò che rileva non può che essere la sottoposizione o meno dell’ente o organismo che svolge l’attività in questione alla vigilanza degli uffici scolastici regionali.
Il cambio di regime nelle associazioni sportive
Le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime ex legge 398/91 e che, in corso d’anno, superano il limite massimo dei proventi derivanti da attività commerciali, possono continuare a beneficiare delle disposizioni speciali solo fino al termine del mese durante il quale è stato oltrepassato tale limite, dovendo invece applicare le regole ordinarie, ivi compresa quella della detrazione analitica, già a partire dal mese successivo. E’ questo il parere divulgato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 123/2006 che può interessare gli enti locali tenuti a contribuire al disavanzo di gestione degli affidatari di impianti sportivi.
Le verifiche su contabilità non aggiornate
Il mancato aggiornamento della contabilità Iva può comportare conseguenze molto pesanti in capo al soggetto passivo nel momento in cui lo stesso venga sottoposto a verifica o ispezione da parte degli organi di controllo, atteso che l’imposta relativa a fatture d’acquisto non annotate nel registro ex articolo 25 del D.P.R. 633/72, ancorché effettivamente versata ai fornitori, non può essere portata in detrazione. E’ questa, almeno, la rigorosa conclusione cui sono pervenuti i magistrati della Suprema Corte nella sentenza n. 08590/2006 emessa in data 12 aprile 2006.
Le misure di contrasto all’evasione contenute nel decreto legge 223/06 introducono un elemento di novità all’interno del sistema dell’accertamento delle violazioni in materia di Iva al quale può derivare, agli effetti della possibile combinazione con altra disposizione prevista dal medesimo provvedimento, un consistente allungamento dei termini di prescrizione dell’azione di controllo, pari al doppio del periodo ordinario.
Controllo impianti: il passaggio alle Regioni
Il passaggio alle Regioni ed alle province autonome di Trento e Bolzano della competenza in materia di accertamenti ed ispezioni necessarie all’osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell’esercizio ed ella manutenzione degli impianti di climatizzazione disposto dall’articolo 12 del D. Lgs. 19 agosto 2005 n. 192 deve essere valutato anche con riguardo alle possibili conseguenze in campo Iva nei confronti delle province e dei comuni già titolari della medesima funzione in base alla legge 9 gennaio 1991, n. 10, allorché le prime si accordino con questi ultimi al fine di garantire la continuità del servizio reso all’utente.
Gli affidamenti e la giurisprudenza di merito
Il problema dell’applicazione o meno dell’Iva sui canoni incassati dai comuni a titolo di corrispettivo della concessione in uso di beni immobili strumentali richiede sempre più urgentemente l’intervento chiarificatore e, possibilmente, risolutore, da parte dell’amministrazione finanziaria centrale, pena il rischio di una proliferazione di sentenze di merito che, lungi dal trovare una sistemazione definitiva e convincente della fattispecie, rischiano solo di ingenerare ulteriore confusione nella materia e, cosa ben più grave, false aspettative nei soggetti passivi. La riprova più evidente di quanto appena detto è rappresentata dalla decisione della Commissione Tributaria Regionale dell’Umbria in data 20 giugno 2006.
Per l’opzione Irap termine tassativo
I comuni che decidono di optare per il calcolo dell’Irap secondo il metodo cosiddetto “commerciale” devono attenersi tassativamente all’interpretazione sul comportamento concludente fornita dall’Agenzia delle Entrate con le circolari 148/E del 26 luglio 2000 e 234/E del 20 dicembre 2000 e, pertanto, possono scegliere questa diversa metodologia di quantificazione dell’imposta entro e non oltre il 15 febbraio 2007, pena la sicura contestazione del risparmio ottenuto attraverso i minori versamenti riferiti al settore istituzionale. L’occasione per tornare sull’argomento è stata offerta da una istanza di interpello presentata da un consorzio intercomunale.
Trattamento Iva dei prodotti lapidei
L’attività di lavorazione e vendita al dettaglio di prodotti lapidei beneficia dell’aliquota ridotta al 10% nella sola ipotesi in cui i manufatti per la sepoltura possano essere fatti rientrare fra le opere di urbanizzazione di cui al numero 127-quinquies). Diversamente, ogni altra fattispecie – anche se connessa alla stipula, con il comune, di apposite convenzioni per la concessione di loculi e per la gestione dei servizi cimiteriali – deve essere assoggettata al prelievo nella misura del 20%, non sussistendo ulteriori deroghe all’interno degli allegati alla legge Iva. Con questa affermazione si conclude la risoluzione n. 111/E emanata dall’Agenzia delle Entrate.
Contributi Iva ai comuni terremotati
I comuni della Campania, della Basilicata e della Puglia colpiti dagli eventi sismici dei primi anni ottanta, che abbiano chiesto di beneficiare del contributo di cui all’articolo 36, comma 12 del decreto legge 331/93, possono godere dell’agevolazione anche in caso di prestazioni derivanti da contratti stipulati entro il 29 giugno 1993, ma fatturate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1994 ed il 31 dicembre 1995. A riconoscere tale diritto è la risoluzione n. 105/E con cui l'Agenzia avvalla il superamento di una precedente interpretazione restrittiva resa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno.
Enti locali: nuove (e diverse) istruzioni per l’F24 telematico
I pagamenti diversi dalle ritenute alla fonte, dovuti dagli enti locali e dagli altri soggetti obbligati ad utilizzare la Tesoreria per eseguire tale adempimento, non potranno eludere l’impiego dei servizi di versamento ondine messi a disposizione dall’Agenzia o dal sistema bancario e postale, salvo casi residuali ed eccezionali non meglio precisati, mentre l’oggettiva impossibilità ad accedere a conti correnti permetterà ai comuni, alle province ed alle regioni di utilizzare ancora il modello F24 in formato cartaceo.
La Corte UE salva l’Irap
La Corte di Giustizia si è finalmente pronunciata sulla legittimità dell’imposta regionale sulle attività produttive dichiarando che la stessa si distingue dall’imposta sul valore aggiunto in modo da non poter essere considerata un’imposta sulla cifra d'affari ai sensi dell'articolo 33, numero 1 della sesta direttiva, con la conseguenza finale che tale disposizione comunitaria non osta al mantenimento di un prelievo fiscale avente le caratteristiche della tassa nazionale istituita con il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
F24 telematico facoltativo per gli enti locali
Una risposta pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate ad un ente tenuto al versamento delle ritenute in tesoreria sembrerebbe aver risolto tutti i problemi dei comuni e degli altri enti locali legati all’obbligo di versamento telematico introdotto dalla manovra bis con ambito soggettivo di applicazione generalizzato a tutti i titolari di partita Iva. Nella spiegazione fornita si sostiene, infatti, che gli enti in parola debbano intendersi facoltizzati ad effettuare i pagamenti di imposte diverse dalle ritenute alla fonte con le stesse modalità utilizzate per queste ultime. Qualora, tuttavia, la scelta dovesse ricadere sul versamento unificato – conclude l’Agenzia - si renderà necessario utilizzare i servizi online o del remote banking e ciò in quanto i soggetti in argomento possono detenere, sebbene con i vincoli stabiliti dalla legge vigente, conti correnti bancari.
Immobili locati: approvato il modello
Il direttore dell’Agenzia ha approvato – con provvedimento del 14 settembre scorso - le modalità di esecuzione degli adempimenti e dei versamenti previsti dalla manovra bis con riferimento agli immobili strumentali concessi in godimento in forza di locazioni e/o di affitti in corso di esecuzione al 4 luglio 2006 ed assoggettati ad Iva in base alle disposizioni vigenti fino a tale data. Le parti, pertanto, dovranno attivarsi nel periodo compreso tra il 1° ed il 30 novembre prossimo al fine di provvedere alla registrazione dell’atto - attraverso il ricorso esclusivo alla procedura telematica - nonché al versamento dell’imposta calcolata sulla parte dei corrispettivi riferibile alla residua durata del contratto.
Auto: congelato il recupero dell’Iva
Evidentemente già preparato da tempo all’eventualità della sconfitta, il Governo italiano è corso immediatamente ai ripari per cercare di arginare gli effetti economici potenzialmente devastanti della sentenza della Corte di Giustizia nella causa C-228/05. Il decreto 258/2006 prevede, infatti, l’inibizione degli aventi diritto dall’esercizio della detrazione e di qualunque altra azione tesa a consentire a ogni soggetto passivo d’imposta interessato dalla questione di autoliquidare il tributo indebitamente non dedotto all’epoca della registrazione della fattura d’acquisto e di ottenerne il recupero attraverso i metodi ammessi dalla normativa vigente, e, dall’altro, il ricorso alla predisposizione di una “istanza” da inoltrare esclusivamente attraverso procedure telematiche.
Pubblica autorità e distorsioni della concorrenza
Le attività rese dallo Stato e dagli enti locali nell’esercizio della “pubblica autorità” - come tali espunte dal contesto applicativo dell’imposta - devono intendersi quelle realizzate nell’ambito di una specifica normativa di diritto pubblico, a prescindere dal fatto che tali soggetti si servano, nell’adempiere alle funzioni ad essi attribuite in via esclusiva, di strumenti e procedure tipici del diritto privato ovvero percepiscano entrate ingenti. Lo afferma l'Avvocato Generale della Corte di Giustizia.
Iva sulle auto: bocciata l’Italia
Si è conclusa nel peggiore dei modi per lo Stato italiano la tormentata questione della presunta violazione del diritto comunitario legata ai divieti posti dall’ordinamento interno alla detrazione dell’imposta relativa alle auto. La sentenza nella causa C-228/05 ha infatti negato la limitazione degli effetti nel tempo della declaratoria di incompatibilità ed ha altresì rimosso i vincoli domestici alla norma che, sino ad oggi, ha impedito la deduzione, anche solo parziale, del tributo assolto per l’acquisto o l’importazione di carburanti e lubrificanti.
Le gare per la concessione di licenze, diritti e autorizzazioni
Le conclusioni presentate nella causa C-369/04 riguardante l’inquadramento Iva delle aste per l’assegnazione delle licenze UMTS costituiscono, nonostante la specificità della questione affrontata, un documento di estrema importanza per l’intero settore degli enti locali. In primis per la sostanziale riconducibilità di tale fattispecie nel genere degli atti, comunque denominati, attraverso i quali si realizza la concessione a terzi del diritto di sfruttamento economico o del godimento di beni materiali o immateriali di proprietà di enti dotati di poteri propri della pubblica autorità. Inoltre il provvedimento affronta alcuni temi che risultano spesso di fondamentale importanza in tale particolare “settore” dell’applicazione dell’imposta, tra cui la definizione di “attività economica”, la stabilità dei proventi derivanti dallo sfruttamento di un diritto concesso da una pubblica amministrazione, il perimetro dell’esclusione dal tributo delle attività rese con l’ausilio di potestà d’imperio ed i criteri di valutazione utili a stabilire se sussista o meno una condizione di distorsione della concorrenza di una certa importanza.
Rimborsi Iva: ammessa la cessione parziale
La parte del credito Iva chiesto a rimborso nella dichiarazione annuale che eccede il limite massimo erogabile direttamente dal concessionario della riscossione può essere oggetto di alienazione, in tutto o solo per una frazione, nei confronti di un terzo, ma non di una pluralità di cessionari. L’ammissione proviene dall’Agenzia delle Entrate e costituisce il nucleo essenziale della risoluzione n. 103/E emanata in data 6 settembre 2006.
Aree edificabili: espropri a rischio di aumento
L’entrata in vigore del decreto legge 223/2006, così come convertito dalla legge 248/2006, e, segnatamente, del secondo comma dell’articolo 36 di tale provvedimento, rischia di provocare – nell’ambito delle altre misure tese ad incrementare il gettito fiscale collegato al settore degli immobili in generale – un aumento del costo delle espropriazioni dei terreni, qualora realizzate, s’intende, a scapito di proprietari soggetti passivi Iva.
Enti locali: ancora dubbi sulla manovra bis
La circolare 28/E del 4 agosto non ha eliminato tutti i dubbi e le perplessità sulle novità in materia di imposta sul valore aggiunto introdotte dal D.L. 223/2006, almeno per quello che concerne la relativa applicazione agli enti locali.Occorre pertanto acquisire consapevolezza del fatto che la soluzione di alcuni problemi dovrà attendere ancora, con conseguente rischio, per gli operatori interessati, di assumere comportamenti privi del requisito essenziale della certezza.
I chiarimenti del fisco sul regime immobiliare
A distanza di un solo giorno dall’approvazione del Parlamento del disegno di legge di conversione del decreto 223/2006 arrivano i primi chiarimenti dell’amministrazione finanziaria sul nuovo regime Iva delle locazioni e delle cessioni di immobili e ciò per effetto dell’emanazione della circolare n. 27/E in data 4 agosto 2006. L’Agenzia fornisce, pertanto, la propria interpretazione delle regole che formano la nuova disciplina dell’imposizione indiretta gravante su questo settore.
I rischi dei rimborsi
La presentazione di un'istanza di rimborso può determinare l’azione di accertamento dell’ufficio, con conseguente rettifica della dichiarazione ed irrogazione delle relative sanzioni, qualora dai controlli effettuati a seguito dell’istruttoria emergano irregolarità incidenti sulla quantificazione dell’eccedenza a credito indicata nel modello. E’ questo, almeno, il risultato negativo ottenuto da un soggetto passivo, protagonista della sentenza 912/2006 della Corte di Cassazione, reo di non aver applicato il pro rata di detrazione in presenza di operazioni esenti erroneamente giudicate non costituenti o comunque non inerenti l'attività propria dell'impresa.
Spese di manutenzione su beni di terzi
Una recente decisione della Cassazione potrebbe creare difficoltà a tutti i gestori o affidatari di beni immobili comunali che abbiano convenuto di sostenere in prima persona anche le spese di manutenzione di carattere straordinario, provvedendo conseguentemente a portare in deduzione l’importo del tributo assolto. Secondo i giudici di legittimità, infatti, il recupero dell’Iva versata da parte del locatario si risolverebbe in un'operazione causativa di effetti elusivi, visto e considerato che il beneficiario delle opere è e resta unicamente il locatore.
Le nuove regole della cessione dei fabbricati
L’effetto combinato del decreto 223/2006 e delle correzioni annunciate dal Governo è quello di ridisegnare il profilo generale delle cessioni di fabbricati abitativi e strumentali, ma con la vera novità rappresentata, come per le locazioni, dalla possibilità di optare per la tassazione ordinaria delle operazioni che riguardino immobili non destinati ad uso di civile abitazione. Quanto precede con il risultato di un sistema molto più articolato e complesso, che presenta ancora molti dubbi con riguardo all'obbligo di rettifica.
Il rebus delle locazioni
L’entrata in vigore immediata delle misure di politica fiscale introdotte dalla manovra bis nel settore immobiliare, unita agli emendamenti presentati dallo stesso Governo - tesi a creare un doppio regime nel settore immobiliare, tanto per effetto di specifica opzione, quanto per il fatto che uno stesso bene, locato o ceduto, può dar luogo ad una operazione esente o soggetta ad imposizione a seconda delle caratteristiche del locatario o del cessionario - rende estremamente difficoltosa una prima analisi delle novità, attuali o future. Esiste, infatti, più di un aspetto controverso legato alle modalità ed ai tempi dell'effettuazione della rettifica ex articolo 19 bis 2, elemento chiave di qualunque calcolo di convenienza per l'uno o l'altro regime adottabile.
La Corte UE boccia i rimborsi degli “esenti”
La prima parte dell’articolo 13, parte B, lettera c), della sesta direttiva deve essere interpretata nel senso che l’esenzione ivi prevista si applica unicamente alla rivendita di beni preliminarmente acquistati da un soggetto passivo per le esigenze di un’attività esentata in forza di tale norma. Con questa affermazione, che proviene dai giudici comunitari, ha finalmente termine l’assurda controversia instaurata dagli operatori del settore sanitario che chiedevano il rimborso dell’imposta pagata ai fornitori.
Case di riposo: analisi esenti
I corrispettivi delle prestazioni eseguite da un laboratorio di analisi sui prelievi effettuati da altri soggetti – e quindi anche su quelli che possono essere inviati direttamente dalle strutture assistenziali - possono beneficiare del regime di esenzione previsto dal n. 18 dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72, in quanto il servizio concretizza lo svolgimento di una attività di diagnosi e cura volta a tutelare la salute delle persone. E’ questa la conclusione che può essere desunta, in via di principio, dalla lettura della risoluzione n. 87/E in data 12 luglio 2006.
Coop sociali: niente Iva al 4%
Le cooperative sociali che nel corso del 2005 hanno assoggettato ad Iva i corrispettivi relativi alle prestazioni rese agli enti locali - adducendo di aver esercitato l’opzione per il regime più favorevole tra quello di esenzione e quello di imponibilità ad aliquota minima del 4% previsto dall’articolo 1, comma 467, della legge 371/2004 - sono tenuti a restituirla ai committenti, a meno che i servizi effettuati non rientrino comunque nel novero delle fattispecie indicate al numero 41-bis) della Tabella A. La precisazione è contenuta nella risoluzione 89/E e risponde ad una istanza di interpello provocata dall’abrogazione della suddetta norma ad opera della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
Novità Iva dalla manovra bis
Il decreto 4 luglio 2006 n. 223 introduce alcune novità in materia tributaria tese non solo a contrastare fenomeni di evasione, ma, allo stesso tempo, a recuperare base imponibile nel settore dell’imposta sul valore aggiunto e ciò attraverso disposizioni di carattere generale che, come tali, riguardano o possono riguardare anche gli enti locali. In attesa dei necessari approfondimenti si espongono le modifiche di maggior impatto.
La tassazione degli immobili promiscui
Le incertezze che hanno per lungo tempo caratterizzato il trattamento fiscale applicabile all’acquisto o alla costruzione di immobili destinati ad essere utilizzati solo in parte per finalità imprenditoriali e che sembravano ormai superate per effetto della più recente giurisprudenza comunitaria potrebbero in parte rivivere per effetto delle conclusioni dell’Avvocato Generale nella causa C-72/05 in cui viene affrontato il tema della determinazione della base imponibile sulla quale applicare il tributo. La presa di posizione, apparentemente favorevole al fisco, potrebbe però rivelarsi un’arma a doppio taglio.
Il recupero dell’Iva non detratta sulle auto
Come era lecito attendersi, le conclusioni dell’Avvocato Generale nella causa C-228/05 hanno destato l’interesse di tutti i soggetti passivi, in quanto il divieto nazionale di detrazione sull’acquisto di autoveicoli ha colpito, almeno sino ad oggi, la quasi generalità dei contribuenti. Anche gli enti locali, pertanto, possono ambire al recupero del tributo non dedotto, al pari di qualunque altra entità giuridica che abbia impiegato il mezzo nell’ambito di una attività d’impresa. L'articolo cerca di dare risposta ad alcuni degli interrogativi che accompagnano l’attesa della sentenza dei giudici comunitari ed analizza le ragioni per cui si ritiene legittimo coltivare speranze di restituzione, nonché le strade percorribili in questo senso.
Esenti le ambulanze alle manifestazioni
La semplice messa a disposizione di ambulanze e del relativo personale da parte della Croce Rossa ovvero di altre organizzazioni o imprese autorizzate può beneficiare dell’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto a condizione che lo stazionamento risulti essenziale e logisticamente preordinato a tale tipologia di servizio, come di regola accade durante lo svolgimento di manifestazioni sportive o di altro genere in cui vi è il rischio di incidenti. La precisazione – che tende ad ampliare il dato letterale della suddetta previsione – è contenuta nella risoluzione 83/E del 16 marzo scorso.
Autoveicoli: imposta detraibile anche per il passato
Il deposito delle conclusioni nella causa C-228/05 – che vede opposta una società italiana all’Agenzia delle Entrate per il recupero dell’imposta non detratta sull’acquisto di automezzi destinati al trasporto del personale da e verso i cantieri di lavoro – conferma le attese dei contribuenti ed apre la strada al dibattito sulle possibili conseguenze pratiche della probabile declaratoria di incompatibilità della norma domestica rispetto al dettato comunitario di riferimento.
Le conseguenze delle fatture sbagliate
Le conclusioni dell’Avvocato Sharpston nella causa C-35/05 lasciano aperto uno spiraglio per imporre agli ordinamenti interni, seppur in via di eccezione ed in alternativa a quella già prevista in capo al soggetto passivo, un’azione diretta del cessionario o committente nei riguardi dell’erario tesa al recupero dell'imposta erroneamente addebitata in fattura. Tuttavia, la condizione posta affinché si possa realizzare una tale situazione, comunque marginale nell'economia generale del problema, non sembra verificabile nei confronti degli enti locali, e ciò sia ragionando in generale che ponendo lo sguardo alla dibattuta questione dei canoni di concessione sui quali sia stata applicata l'Iva pur in presenza di poteri autoritativi.
Iva indebita: nessuna deduzione
L’Avvocato Generale della Corte di Giustizia ha confermato l’impossibilità del committente o cessionario, soggetto passivo Iva, di portare in detrazione l’imposta addebitata per errore in una fattura d’acquisto. Tale conclusione dovrebbe peraltro ridestare l'interesse preoccupato dei comuni che, ad oggi, abbiano in essere convenzioni per la gestione di servizi a carattere commerciale attuate attraverso lo strumento giuridico formale della concessione e che ritengano di dover applicare il tributo sul canone pattuito nonostante la presenza di elementi indicatori dell’esercizio di poteri pubblici e autoritativi nell’ambito della procedura di affidamento.
Le nuove competenze delle commissioni tributarie
L’entrata in vigore del D.L. 203/2005 ha apportato alcune variazioni all’interno della disciplina del contenzioso tributario finalizzate ad ampliare l’ambito oggettivo di cognizione del giudice speciale ovvero, comunque, a riconoscerne la competenza senza più incertezze. Non è però ancora chiaro se la novella previsione abbia determinato qualche effetto anche in campo Iva, specie per ciò che attiene il canone di smaltimento rifiuti e quello di depurazione e fognatura.
Esclusione per pubblica autorità: i diritti dei concorrenti
L'esclusione da imposizione delle operazioni effettuate da un ente locale, o da un organismo di diritto pubblico in genere, nelle vesti di pubblica autorità può essere oggetto di reclamo da parte del singolo imprenditore che, trovandosi in competizione commerciale con esso, lamenti di subire un pregiudizio dal mancato assoggettamento ad imposta del proprio concorrente, agli effetti della differenza di prezzo praticabile all'utenza resa possibile dal diverso trattamento tributario subito. Tale conclusione costituisce il nucleo fondamentale della sentenza della Corte di Giustizia nel procedimento C-430/04 depositata in data 8 giugno scorso.
Acquisti per attività esenti: altre sentenze pro fisco
Con la sentenza 8/2006 della CTR del Veneto si consolida il filone giurisprudenziale di merito favorevole alla tesi dell’amministrazione finanziaria nell’ambito della controversia promossa dagli operatori del settore sanitario, il tutto con la partecipazione interessata di tutti i soggetti passivi che effettuano operazioni esenti e che, per tale ragione, incontrano un limite totale o parziale alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti di beni e servizi destinati allo svolgimento delle proprie attività, ivi compresi, pertanto, anche gli enti locali che gestiscono, ad esempio, asili, biblioteche o centri di assistenza socio-sanitaria.
I rimborsi agli amministratori locali
Il rimborso dei permessi per le assenze dal servizio dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che siano componenti dei consigli o delle giunte comunali o provinciali, non è da intendersi rilevante ai fini Iva, ma a condizione che risulti rispettato il disposto dell'articolo 8, comma 35, della legge 11 marzo 1988, n. 67. Non è quindi possibile escludere a priori l’eventualità dell'assoggettamento al prelievo, sebbene l’ente non abbia alcuna responsabilità in ordine alla mancata applicazione del tributo, allorché questa decisione del datore si riveli errata.
Le royalties da editori
La concessione in favore di editori o di terzi in generale, dietro pagamento di un corrispettivo periodico, del diritto di sfruttamento economico di documenti, anche fotografici, conservati negli archivi comunali, provinciali o regionali può configurare la realizzazione di una operazione rilevante ai fini Iva, ma solo nel rispetto di alcune condizioni di carattere soggettivo ed oggettivo che devono essere verificate caso per caso e, in mancanza delle quali, non è corretto procedere alla tassazione del provento.
Concessioni come le cessioni?
La nozione di “cessione” di un bene non si riferisce al passaggio della proprietà nelle forme previste dal diritto nazionale vigente, bensì comprende qualsiasi operazione di trasferimento materiale effettuata da una parte che autorizza l’altra a disporre di fatto di tale bene come se ne fosse il proprietario, di modo che anche una locazione, se concordata per un periodo di tempo sufficientemente lungo, è idonea a costituire la suddetta fattispecie ai sensi della sesta direttiva. L'indagine dei possibili effetti di questa conclusione, contenuta nella sentenza C-63/04, nel settore delle concessioni.
Concessioni: dalla UE un’altra via d’uscita?
Il problema del trattamento Iva applicabile al canone di concessione di impianti e di altri beni immobili già asserviti all’esercizio di attività commerciali svolte dai comuni può trovare una soluzione certa che solo osservando la produzione giurisprudenziale della Corte di Giustizia. La sentenza nel procedimento C63/04 offre un ulteriore spunto di discussione al fine di superare l’empasse ermeneutica causata dall’approccio formalistico dettato dalla risoluzione 339/2002.
Disabili e deducibilità Irap
La deduzione dalla base imponibile Irap prevista dall'articolo 11, comma 1, lettera a), del D. Lgs. 446/97 non è limitata ai disabili assunti nei limiti della quota di riserva obbligatoria, ma è riferita a tutti i lavoratori presenti in organico che, in possesso dei requisiti di legge, sono stati riconosciuti come tali dagli organi competenti, e spetta, in ipotesi di inabilità occorsa in pendenza del rapporto d’impiego, a partire dal momento in cui il dipendente ha acquisito lo status definito dall'articolo 1 della legge n. 68 del 1999, sulla base dell’apposita certificazione rilasciata dai medesimi organi. Le affermazioni sono tratte dalla risoluzione n. 64/E del 16 maggio scorso.
Iva a rimborso se manca la dichiarazione
La mancata presentazione della dichiarazione annuale Iva, da cui sarebbe emersa l’esistenza di una eccedenza detraibile, impedisce al soggetto passivo di recuperare tale credito attraverso l’inserimento del relativo importo all’interno del modello riferito al periodo di imposta successivo, ma non pregiudica il diritto alla ripetizione, il quale, tuttavia, deve essere fatto valere attraverso l’istituto del rimborso, secondo la previsione residuale disposta dall’articolo 21 del D. Lgs. 546/92. L’argomento - sempre di attualità nel settore degli enti locali, spesso alle prese con difficili valutazioni della propria posizione soggettiva - è al centro della sentenza n. 7665/2006 della Corte di Cassazione.
L’assenza di prelievo non ferma la detrazione
La disciplina stabilita dal D.P.R. 633/72 impone, agli effetti della sussistenza del diritto alla detrazione, che le operazioni passive siano effettivamente inerenti lo svolgimento di un’attività imprenditoriale - ovvero compiute in stretta connessione con una tale finalità - ma non richiede il concreto esercizio dell'impresa, con la conseguenza che la deduzione spetta, ricorrendo questa sola condizione, anche in caso di mancata realizzazione di prestazioni o cessioni imponibili. La conclusione è tratta dalla sentenza n. 8583 della Corte di Cassazione, depositata in data 12 aprile scorso.
L'Iva "da rettifica" va versata
L’imposta risultante a debito del soggetto passivo per effetto delle rettifiche operate, ai sensi dell’articolo 19-bis 2, in diminuzione della detrazione esercitata all’atto dell’acquisto di beni ammortizzabili costituisce un’obbligazione causalmente e temporalmente autonoma rispetto alla deduzione originaria del tributo, e, come tale, non può essere oggetto - nell’ipotesi in cui dalla variazione derivi un obbligo di versamento in sede di presentazione della dichiarazione annuale - di compensazione con l’eventuale credito del contribuente spettante a titolo di rimborso ex articolo 38-bis.
Gli interessi anatocistici sui rimborsi Iva
L'articolo 1283 del codice civile, che consente la capitalizzazione degli interessi, sia pure entro limiti ben precisi, è applicabile anche con riguardo ai rimborsi spettanti ai sensi del D.P.R. 633/72 - dal momento che le norme che regolano la ripetizione delle imposte versate in eccesso non prevedono nulla in proposito - ma ciò nel rispetto delle disposizioni che disciplinano il procedimento contenzioso e, quindi, avendo cura di formulare la richiesta nell'atto introduttivo del giudizio tributario.
Sponsorizzazioni da non residenti
Le prestazioni di natura pubblicitaria effettuate in favore di imprese non residenti devono essere assoggettate ad imposta se ricorrono le condizioni stabilite dall’articolo 7 del D.P.R. 633/72 e, dunque, a seconda della nazionalità del committente e del luogo in cui vengono realizzate, con la conseguenza, in ipotesi di sponsor extracomunitario, che il corrispettivo pattuito tra le parti tende a scontare il prelievo anche se chi domanda il servizio è un appunto un soggetto che non risiede o non ha domicilio nella UE, né possiede una stabile organizzazione all’interno di alcuno Stato membro. Il principio è oggetto della sentenza n. 7293 della Corte di Cassazione depositata il 29 marzo scorso.
Immobili comunali e partecipate: conferimento con Iva
I Comuni che conferiscono immobili a società partecipate, fondazioni o associazioni, non possono invocare, ai fini Iva, l’applicazione del regime di esenzione da tutte le imposte indirette previsto dall’articolo 1 comma 275 della legge 311/2004. Lo stabilisce la risoluzione n. 53/E in risposta ad un comune che ha trasferito il proprio patrimonio immobiliare, nonché affidato i relativi servizi di manutenzione e gestione, ad una società interamente posseduta.
Crediti infrannuali incedibili
I crediti derivanti dalle richieste di rimborso infrannuale non possono formare oggetto di cessione opponibile nei confronti dell’amministrazione finanziaria, anche se rimangono utilizzabili per attivare la procedura che consente ai soggetti passivi Iva di rivolgersi agli istituti di credito che hanno sottoscritto con l’Agenzia specifiche convenzioni, al fine di ottenere un’anticipazione pari al 90 per cento del valore dell’importo.Il chiarimento è contenuto nella risoluzione n. 49/E del 4 e non appare pienamente convincente.
Le collaborazioni “istituzionali”
La recente risoluzione 50/2006 provocata dal CNR offre lo spunto per ricordare la complessità tributaria della categoria generale degli enti non commerciali, complessità che si manifesta molto spesso nelle incertezze di valutazione del presupposto soggettivo e, non di rado, anche di quello oggettivo, vista la frequenza con la quale il sostegno economico dell’attività è garantito da finanziamenti o sovvenzioni pubbliche, nazionali e non. Gli argomenti trattati riguardano, pertanto, anche la realtà degli enti locali, specie di quella dei consorzi intercomunali creati per lo svolgimento associato di funzioni a carattere sociale, come la formazione e l’assistenza.
Rettifiche Iva: la Corte UE fa chiarezza
Una controversia promossa da un comune finlandese sulla portata del diritto-dovere di rettifica della detrazione relativa ai beni di investimento ha permesso alla Corte di Giustizia di esprimere un importante principio sul criterio che deve disciplinarne la coesistenza con la tassazione delle destinazioni a finalità estranee a quelle d’impresa. Sembra quindi destinato a risolversi almeno uno dei problemi che accompagnano la già complessa situazione delle concessioni.Ma la sentenza si segnala anche per la presentazione di osservazioni da parte del governo italiano sulla possibilità di escludere il diritto di rettifica in ipotesi di modifiche volontarie dell’attività svolta (da esente ad imponibile).
Nuovo modello per i rimborsi infrannuali
Agli effetti del provvedimento direttoriale del 16 marzo scorso, le richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al primo trimestre 2006 dovranno essere presentate - entro la scadenza prevista e, quindi, entro il 30 aprile prossimo - utilizzando un nuovo modello. L’ipotesi attiene tutti i soggetti passivi che, a prescindere dalla periodicità delle liquidazioni, hanno maturato nel periodo compreso tra gennaio e marzo un’eccedenza d’imposta detraibile che può essere immediatamente "recuperata" in base al combinato disposto dal secondo comma dell’articolo 38-bis del D.P.R. 633/72 e dal terzo comma dell’articolo 8 del D.P.R. 542/99.
Tia: le competenze delle CT e la Cassazione
La complessità della situazione concernente il trattamento della tariffa Ronchi ai fini del D.P.R. 633/72 si accresce per effetto della novella disposizione che ha esteso (o solo precisato?) la giurisdizione del giudice tributario - includendovi le controversie aventi ad oggetto, tra gli altri, i “canoni per lo smaltimento dei rifiuti” - e per l’enunciato di due recentissime sentenze della Suprema Corte le quali hanno dato esiti completamente opposti a proposito della competenza a conoscere le liti connesse alla fattispecie. L'assoggettamento ad Iva appare ormai appeso ad un filo.
Iva e tariffa rifiuti: nuovi spunti
Il dubbio del trattamento ai fini Iva della tariffa di igiene ambientale prevista dal D. Lgs. 22/97, ad oggi ufficiosamente risolto in favore dell’applicazione dell’imposta, è tornato di stretta attualità nel corso degli ultimi mesi a causa dell’intreccio legislativo-giurisprudenziale tra la modifica normativa che ha riconosciuto la competenza del giudice tributario per le controversie aventi ad oggetto i “canoni per lo smaltimento dei rifiuti”, e le recenti sentenze della Corte di Cassazione n. 3274/2006 e n. 4895/2006, anch’esse originate dalla necessità di dirimere il contrasto interpretativo sulla cognizione delle liti connesse a tale entrata.
Anche l’Inail è esente
Le prestazioni rese dai medici che effettuano le visite fiscali per conto dell'INAIL beneficiano dell’esenzione dall'imposta in quanto si concretizzano in un intervento che accerta la non idoneità al lavoro del dipendente per un determinato periodo di tempo e, quindi, perseguono in via prevalente una funzione di tutela della salute. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle Entrate e dimostra tutta la difficoltà di applicare allo specifico contesto domestico la corretta interpretazione della norma di favore di cui alla lettera c) dell'articolo 13, parte A, numero 1 della sesta direttiva, agli effetti di quanto stabilito dalla Corte di Giustizia nelle cause C-307/01 e C-212/01.
Opere di urbanizzazione: agevolazioni invariate
L’applicazione dell’aliquota agevolata del 10% alle cessioni ed alle prestazioni di servizi dipendenti da contatti di appalto relativi alla costruzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria rimane limitata alle sole fattispecie elencate nell'articolo 4 della legge 847/64 e successive integrazioni nonostante l’inserimento del comma 7 bis all’articolo 16 del testo unico edilizio. Di conseguenza il beneficio non compete ai lavori di installazione delle reti di telecomunicazioni in fibra ottica, sebbene si tratti di interventi per i quali risulta dovuto il pagamento di oneri di urbanizzazione primaria. Lo prevede la risoluzione 41/E del 20 marzo 2006.
Irap: futuro incerto
L’abrogazione dell’Irap in seguito alla supposta sovrapposizione di tale imposta con il tributo previsto dalla sesta direttiva rappresenta solo una delle eventualità che potranno derivare dal deposito della sentenza della Corte di Giustizia, non essendo allo stato possibile prevedere quale strada, tra quelle suggerite dall’Avvocato Generale Christine Stix-Hackl, verrà imboccata dai giudici comunitari per definire la portata della declaratoria di incompatibilità, ammesso e non concesso l’accoglimento del relativo parere.
Alla cassa per l’Iva annuale
Giovedì prossimo scade il termine per il pagamento dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione relativa all’esercizio 2005, senza applicazione di interessi e maggiorazioni. E’ banale ricordare che l’appuntamento in questione non può essere semplificato, almeno in via di principio, assumendo l’importo da versare direttamente dalle risultanze dei registri. Ciò in quanto è nota l’esistenza di particolari situazioni e fattispecie da cui deriva l’obbligo o la facoltà di apportare rettifiche o correzioni le quali, tuttavia, trovano spazio solo all’interno del modello annuale.
Legge 488/99: le spese ammissibili
Uno degli aspetti maggiormente critici dell’applicazione delle norme che regolano il funzionamento del fondo previsto dalla legge 489/99 attiene sicuramente la portata oggettiva del provvedimento e, segnatamente, l’individuazione delle spese ammissibili al riparto, ivi compresa la problematica connessa alla necessità o meno dell’avvenuto pagamento della fattura agevolabile. E’ inoltre opportuno svolgere qualche cenno alla tipologia contrattuale riconducibile all’ambito del favore, nonché agli effetti della regolazione delle attività esenti a mezzo della percentuale di deduzione prevista dall’articolo 19 bis (cosiddetto “pro rata”).
Contributi sulle tariffe: ultimi giorni
Si avvicina la scadenza annuale del 31 marzo per la presentazione, da parte dei comuni, delle province, delle città metropolitane, delle comunità montane, delle comunità isolane e delle unioni di comuni, della certificazione necessaria per partecipare al fondo istituito dalla legge 488/99 ed ottenere, in questo modo, il rimborso totale o parziale dell’imposta sul valore aggiunto pagata ai soggetti cui è stata affidata la materiale esecuzione dei servizi pubblici locali, con la sola eccezione del trasporto, resi dietro versamento di un corrispettivo da parte dell’utenza.
Una domanda posta all’Agenzia delle Entrate durante la manifestazione Telefisco 2006 in tema di rimborsi Iva infrannuali ha indirettamente attirato l’attenzione su un aspetto della gestione del credito d’imposta che può consentire a qualunque soggetto passivo di anticipare la disponibilità delle somme spettanti in restituzione rispetto ai normali tempi di erogazione da parte del concessionario o dell’ufficio competente: la cessione a terzi ex articolo 5, comma 4-ter, della legge 154/88.
L’abuso del diritto e gli affidamenti
Le recenti sentenze della Corte di Giustizia nei procedimenti riuniti C﷓223/03 e C-225/02 potrebbero assumere importanza nell’ambito della controversa questione degli effetti fiscali degli affidamenti di servizi comunali a carattere commerciale. I giudici lussemburghesi hanno infatti sancito l’applicabilità, anche all’interno del sistema Iva, del principio che impone o comunque giustifica una interpretazione del diritto comunitario che disattenda il dato strettamente letterale della disposizione che disciplina il caso da analizzare.
La tassazione dei pagamenti anticipati
Il versamento di una somma forfettaria nell’ambito di accordi che prevedono l’acquisto di beni individuati in modo generico non configura un pagamento anticipato o, quanto meno, non può essere considerato come tale ai fini Iva, ex articolo 10 numero 2 della sesta direttiva. Una simile dazione, pertanto, non è idonea né a provocare l’esigibilità dell’imposta nei confronti del cedente, né a permettere l’esercizio della detrazione da parte del cessionario. Fonte di questa importante affermazione è la Corte di Giustizia nella causa C-419/02, la quale sembra aprire spiragli nella dibattuta questione del trattamento Iva delle cosiddette “smart card” o “carte prepagate”.
La cessione di contratti preliminari
Una recente sentenza della Corte di Cassazione riferita ad un caso di cessione di contratti preliminari di compravendita di immobili intervenuta tra soggetti passivi Iva fornisce lo spunto per affrontare una fattispecie che, sebbene non molto diffusa in termini generali, si realizza comunque con una certa frequenza all’interno del settore edilizio e, come tale, può interessare qualunque tipologia di impresa, ivi compresi, pertanto, anche gli enti non commerciali.
Le attività pre-scolari o di doposcuola
La custodia a titolo oneroso di bambini ancora in età prescolare ovvero di alunni al di fuori dell’orario delle lezioni rientra in una delle attività esenti contemplate dalla sesta direttiva per ragioni di pubblico interesse - in quanto riconducibile a programmi di assistenza sociale o finalizzati alla protezione dell’infanzia e della gioventù – al pari dei servizi strettamente connessi, cui può teoricamente ricondursi anche l’intermediazione, ma solo nel rispetto di alcune stringenti condizioni. La conclusione è contenuta nella sentenza della Corte di Giustizia nella causa C-415/04.
Iva pregressa e legittimo affidamento
Una interessante, e per la verità anche estrema, teoria dell’Avvocato Generale Stix-Hackl nelle cause riunite C-181/04, C-182/04 e C-183/04 potrebbe rappresentare, qualora accettata dalla Corte di Giustizia, un precedente fondamentale nella disciplina dei rapporti tra amministrazioni finanziarie dei singoli Stati membri e contribuenti, in quanto teso a riconoscere, anche in campo Iva, la prevalenza della tutela del legittimo affidamento, indotto da errate indicazioni fornite dalle autorità nazionali, sul principio di legalità, con conseguente insussistenza della pretesa erariale per tutte le operazioni pregresse non assoggettate al tributo in conformità alle istruzioni impartite dalla prassi.
Irap commerciale: scelta entro il 15
Mercoledì prossimo, 15 febbraio, rappresenta una data estremamente importante per gli enti che esercitano attività rilevanti ai fini Iva, in quanto si tratta dell'ultimo giorno utile per provvedere al pagamento dell'acconto mensile Irap nonché per manifestare, proprio attraverso le modalità di questo adempimento, la volontà implicita, ed apparentemente irrevocabile, di optare o meno per il regime alternativo ammesso dal secondo comma dell'articolo 10 bis del D. Lgs. 446/97. Da sempre si presenta (irrisolto) il problema di come poter eventualmente superare il mutato orientamento dell'amministrazione finanziaria in tema di comportamento concludente, allo scopo di supportare la legittimità di scelte postume rispetto alla scadenza del primo versamento periodico.
La deduzione sulle fatture auto 2005
In attesa di conoscere la sorte della norma interna che limita la deduzione dell'imposta relativa agli automezzi, l'amministrazione finanziaria affronta un problema riguardante il passaggio dalla misura vigente fino al 31 dicembre 2005 a quella applicabile a partire dal 1 gennaio 2006. In una risposta fornita al Forum Fiscale 2006 l'Agenzia ha infatti esaminato il caso di fatture emesse prima del 31 dicembre 2005, ma non ancora registrate a quella stessa data, fornendo quindi risposta alla domanda su quale percentuale debba essere utilizzata al momento di annotare il documento passivo ai sensi dell'articolo 25 del D.P.R. 633/72.
Automezzi: rimborso o rettifica della dichiarazione?
Mentre, da un lato, la legge finanziaria 2006 dispone la diminuzione, dal 90 al 85 per cento, della percentuale di indetraibilità dell'imposta relativa agli automezzi, le censure mosse in sede comunitaria a tale disposizione limitativa attirano l'attenzione degli operatori verso la questione dell'eventuale recupero del tributo non dedotto. Le modalità ed i termini con i quali poter provare a far valere il diritto non esercitato in passato.
Contributi ministeriali per la formazione
I contributi erogati dal Ministero dell'Ambiente per la realizzazione di corsi di formazione destinati al personale delle amministrazioni locali costituiscono corrispettivi di specifiche prestazioni rese dalle associazioni organizzatrici beneficiarie e, come tali, rilevano agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, ma risultano esenti da imposizione ai sensi dell’articolo 14, comma 10 della legge n. 537 del 1993. Lo chiarisce la risoluzione n. 16/2006. I problemi di coerenza con altri precedenti riguardanti il Ministero del Lavoro.
Cooperative: abrogato il 4%
Dopo un anno di attesa di un provvedimento di attuazione che, a consuntivo, non ha mai visto la luce, la norma contenuta al comma 467 dell'articolo unico della legge 311/2004 - che tanto ha fatto discutere per via delle potenziali conseguenze negative sui conti dei comuni committenti di servizi socio-assistenziali resi dalle cooperative sociali e non, derivanti dall'applicazione dell'aliquota ridotta al 4% in luogo dell'esenzione - ha cessato di esistere ancor prima di poter produrre effetti giuridici. Con quali conseguenze?
Rimborsi: da mercoledì il via con il modello VR/2006
Mercoledì prossimo, 1° febbraio 2006, ha inizio il termine di presentazione al concessionario della riscossione del modello VR/2006, con il quale i soggetti passivi possono domandare il rimborso dell'eccedenza detraibile 2005. Tale modello non prevede particolari novità rispetto a quello utilizzato per il 2004, ma rimane comunque l'opportunità di riepilogare gli elementi essenziali di questo diritto, disciplinato dagli articoli 30 e 38 bis del D.P.R. 633/72, avendo altresì riguardo alla prassi ed alla giurisprudenza della Corte di Cassazione sull'argomento.
Le aliquote per i rifiuti
L'aliquota ridotta del 10% è applicabile a tutte le fasi che compongono il ciclo di trattamento/smaltimento dei rifiuti, ivi compresa quella di produzione di energia elettrica attraverso la combustione, nonché ai corrispettivi degli interventi edilizi necessari per la realizzazione degli impianti e dei vari sottosistemi che compongono il sistema di gestione integrata demandato ad una società consortile, ma non anche alle prestazioni di manutenzione dedotte nella convenzione stipulata con l'ente committente. Ad affermarlo è l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 14/E in data 17 gennaio 2006.
Visite fiscali senza Iva
Le visite fiscali dirette alla verifica delle condizioni di salute dei lavoratori assenti per malattia possono beneficiare del regime di esenzione dall'Iva a prescindere dal soggetto nel cui interesse tali prestazioni vengono rese, ossia l'INPS, i datori di lavoro o altri istituti previdenziali. L'affermazione, che proviene dall'Agenzia delle Entrate ed è contenuta nella risoluzione n. 7/E in data 9 gennaio 2006, si presenta come una integrazione o una puntualizzazione della circolare 4/E in data 28 gennaio 2005.
L’aliquota del gas ad uso promiscuo
L'aliquota agevolata del 10% prevista dal n.127- bis) della Tabella A - Parte III allegata al D.P.R. 633/72 nei confronti della somministrazione di gas metano usato come combustibile riguarda unicamente gli usi domestici di cottura cibi e di produzione di acqua calda di cui alla tariffa T1, e non può quindi essere estesa anche ai contratti soggetti alla tariffa T2. A prevederlo è la Corte di Cassazione nella sentenza n. 2005/28227. La questione riguarda anche gli enti locali, soprattutto quali beneficiari del servizio nell'ambito delle scuole, degli asili e delle case di riposo.
Le novità per acquisti ed agricoltura
Gli ultimi giorni dell’anno appena trascorso non sono stati caratterizzati dall’emanazione della sola legge finanziaria per il 2006 e dei provvedimenti ad essa collegati, ma ha visto dare alla luce anche l’atteso decreto previsto dall'articolo 60-bis, comma 1, della legge Iva in materia di solidarietà nel pagamento dell'imposta e l’aggiornamento, anch’esso assunto nelle forme di un decreto ministeriale, delle percentuali di compensazione per le cessioni di alcuni prodotti agricoli compresi nella tabella A, parte prima.
Senza rimborso le spese su beni di terzi
Le spese per il miglioramento, la trasformazione o l'ampliamento di beni di terzi concessi in uso o comodato non possono essere oggetto di rimborso qualora, estrinsecandosi in opere non suscettibili di autonoma utilizzabilità, non posseggano i requisiti per essere iscritte tra le immobilizzazioni materiali. E' questa una delle conclusioni della risoluzione 179/2005, la quale si occupa anche dell'eventuale restituzione del tributo versato sull'acconto dal promissario acquirente in sede di contratto preliminare.