Source: http://www.venetoinnovazione.it/?q=bandoidrogenofaq
Timestamp: 2018-08-15 10:35:04+00:00
Document Index: 35437404

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 3', 'art.18', 'art.11']

FAQ | Veneto Innovazione
FAQ PUBBLICATE IN DATA 20/05/2011
1) Qual è il termine ultimo per la presentazione delle domande ?
R: Lunedì 30/05/2011 : farà fede la data di spedizione riportata sul timbro dell'ufficio postale accettante la raccomandata o sulla ricevuta del corriere espresso.
2 ) Il bando prevede che qualsiasi partecipante (impresa, università e/o centro di ricerca) abbia una propria unità territoriale nella Regione Veneto. Nello stesso tempo essendo il bando relativo ad un Addendum all’Accordo programmatico per l’idrogeno siglato tra Regione e Ministero Ambiente, ritiene meritevoli di maggiorazioni nel punteggio quei progetti che “… siano la prosecuzione di iniziative già sviluppate con il primo bando sull’Accordo di programma per l’idrogeno” (Art. 14 punto 4 lettera i). Nel caso in cui si presenti un progetto che è la prosecuzione di una iniziativa già sviluppata a suo tempo con università esterne alla Regione che hanno maturato precise conoscenze tecniche difficilmente riscontrabili in altri centri ricerca e/o università regionali si chiede la possibilità, proprio facendo riferimento alla specificità delle conoscenze acquisite dal soggetto, di poter far partecipare lo stesso come “soggetto terzo” (e non come sottocontrattista).Tale possibilità, prevista anche in ambito comunitario, prevede la stipula di uno specifico accordo tra un soggetto partecipante e l’università esterna in cui vengono stabilite le modalità di esposizione dei costi e di rendicontazione. In sostanza il soggetto partecipante (capofila o altro componente della ATS) esporrebbe nella presentazione della proposta i propri costi insieme ai costi della Università esterna e al momento della rendicontazione, il soggetto partecipante si farebbe carico di raccogliere la rendicontazione della Università esponendo alla regione un doppio rendiconto (il proprio + quello della Università), incassando il contributo stabilito e facendosi carico di trasferirea questa universitàlapropriaparte di competenza. A maggiore supporto di questa richiestasi fa riferimento alla presenza nei precedenti progetti presentati sul tema dell’idrogeno e cofinanziati in ambito Accordo di Programma, diuniversità e/o centri ricercaesterniche ad oggi possiedono riconosciute capacità nel campo specifico di sperimentazione. Lo sfruttamento delle competenze disponibili nei centri di ricerca italiani consentirebbe di incrementare le possibilità di successo delprogetto il cui svolgimentorichiede, a supporto dell’attività,competenze non disponibili sul territorio della Regione Veneto.
R: L’art. 3 precisa quali siano i progetti e le attività finanziabili, con la finalità di rafforzare la filiera tecnologica e promuovere l’attivazione e crescita di strutture di ricerca e innovazione.
Si conferma che la lettera i) dell’art. 14 consente di attribuire fino a 2 punti di premialità per progetti che siano la prosecuzione di iniziative già sviluppate con il primo bando sull’Accordo di programma dell’idrogeno e che il punto 4. dell’art. 7 richiede che, per essere ammissibili, i soggetti devono dimostrare di avere già precedenti esperienze nella gestione di progetti e attività di ricerca sulla tecnologie dell’idrogeno.
Inoltre, il punto 1.1 del “Manuale di presentazione e rendicontazione del progetto” precisa le modalità di partecipazione degli organismi di ricerca alle RTI o ATS, che, secondo il punto 5. dell’art. 7, devono essere costituiti per atto pubblico o scrittura privata autenticata entro 30 giorni dalla pubblicazione sul BUR del provvedimento di concessione del contributo. E’ quindi possibile che l’istanza prodotta dal capogruppo, secondo il punto 3. lett. b) dell’art. 13, preveda la partecipazione di un organismo di ricerca esterno e conseguentemente la stipula di uno specifico accordo tra il soggetto partecipante e quest’ultimo, in cui vengono stabilite le modalità di esposizione dei costi e di rendicontazione e quindi, come per la precedente fase di attuazione dell’Accordo di Programma del 2005, il capofila si farà carico di raccogliere le rendicontazioni, esponendo alla Regione, oltre al complessivo, il rendiconto distinto per ciascun partecipante, incassando il contributo stabilito e facendosi carico di trasferire la parte di competenza a ciascun partner.
3) Il bando prevede che i progetti debbano essere realizzati prevalentemente nel territorio della Regione (art. 9 del bando). Si sottolinea che data la specificità dell’argomento e le difficoltà legate allo sviluppo di una tecnologia così peculiare come l’idrogeno,già nel precedente bando era stabilito che fossero dimostrate le ricadute del progetto di ricerca sulla regione a scapito della loro realizzazione. Siamo a richiedere una conferma che anche in questo bando valga questa impostazione.
R: Il bando prevede che i progetti e le attività di cui all'art. 3 dello stesso debbano essere realizzati prevalentemente nel territorio della Regione del Veneto e, limitatamente alle risorse allocate a valere sulla Legge Speciale per Venezia, nel territorio interessato dal Piano Direttore 2000, con preferenza al Distretto di Porto Marghera.
Ciò significa che non è escluso che parte dell’attività possa essere svolta altrove, ma è invece fondamentale che siano chiaramente indicati i prevedibili impatti delle attività progettuali sulla competitività, sulla qualità della vita e sull’ambiente nonché le modalità di diffusione e di sfruttamento nel sistema produttivo locale.
Tuttavia, dal punto di vista amministrativo, ferma restando la suddivisione dei fondi disponibili tra lo specifico capitolo finalizzato allo sviluppo del Distretto dell’Idrogeno a Porto Marghera e quello relativo alla Legge Speciale per Venezia, si fa presente che, anche in considerazione della finalità delle risorse da quest’ultimo dedicate al tema, queste dovranno essere esclusivamente utilizzate nelle aree eleggibili da tali norme.
4) Il bando riporta : art.18 punto 3 dell’Allegato A: “Alle richieste di erogazione intermedie dovrà essere allegata la seguente documentazione…e) fideiussione bancaria o polizza assicurativa in favore della Regione del Veneto, irrevocabile, incondizionata ed esigibile a prima richiesta, di importo pari al contributo richiesto (incrementato di volta in volta) ovvero per l’intero importo (alla prima richiesta di somministrazione), il cui costo potrà essere rendicontato dopo la conclusione del progetto e, in caso di esito positivo della verifica della rendicontazione, rimborsato per il 50%”;
paragrafo 3.1 del Manuale di rendicontazione: “…Il soggetto beneficiario potrà chiedere l’erogazione del contributo assegnato per stati di avanzamento semestrali come previsto all’art.11 del bando, sino alla misura massima dell’80% di quello assegnato. A garanzia della realizzazione dell’intervento nei tempi e secondo le modalità previste dal bando, il soggetto richiedente dovrà trasmettere una fideiussione dall’importo uguale al contributo erogato, emessa dai soggetti autorizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con validità ed efficacia per due anni dall’emissione, con la possibilità di proroga per due ulteriori semestri. Dovrà contenere la rinuncia al beneficio di escussione ed essere attivabile a semplice prima richiesta dalla Regione senza eccezioni. A conclusione delle attività, il soggetto che ha richiesto l’acconto dovrà rendicontare la spesa residua considerando la sola documentazione presentata e dichiarata ammissibile.”
In tal senso, non è ben chiaro se la fidejussione vada presentata in ogni caso ai fini all’erogazione del finanziamento o se la stessa vada presentata solo a fronte di un’eventuale richiesta di acconto sul contributo.
R: L’apparente contraddizione tra le due disposizioni (bando e manuale), di cui la seconda vuole essere di maggiore esplicazione, riguarda il termine “acconto”. Si deve precisare che con tale termine si deve intendere la possibilità che nel corso dell’esecuzione delle attività vengano erogati, su richiesta del beneficiario e previa dimostrazione degli avvenuti pagamenti e verifica dell’ammissibilità delle spese, pagamenti in acconto del contributo, nei termini e in misura proporzionale all’avanzamento delle operazioni regolarmente eseguite.
La garanzia fidejussoria è richiesta, a fronte delle erogazioni, per incrementi successivi o in unica soluzione , a tutela dell’esborso di denaro pubblico in relazione alla eventualità di mancata conclusione delle attività nelle modalità e nei termini richiesti dal bando.
Non verranno invece erogate anticipazioni del contributo stesso senza che vi siano state spese effettivamente sostenute nel periodo di eleggibilità e attinenti il progetto.
E’ facoltà del beneficiario richiedere un’unica somministrazione a saldo, senza presentazione di fidejussione, fermo restando l’obbligo della presentazione delle rendicontazioni intermedie.