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Timestamp: 2020-07-14 00:39:10+00:00
Document Index: 139954979

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 117']

L’ampliamento dell’Hotel Romazzino è in contrasto con il piano paesaggistico regionale. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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settembre 9, 2011 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Sono stati interessati il Comune di Arzachena, e, per gli eventuali aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.
Il Comune di Arzachena, con concessione edilizia n. 131/2010 del 28 maggio 2010, aveva autorizzato i lavori, previo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica da parte del Servizio regionale Tutela paesaggistica per la Provincia di Olbia–Tempio con determinazione n. 296/09/OT del 22 luglio 2009 e del successivo provvedimento positivo di controllo emanato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Sardegnacon nota n. 9093/SS dell’11 agosto 2009. Ma il T.A.R. Sardegna ha fermato il cantiere.
Gli interventi previsti all’Hotel Romazzino non rientrano – a giudizio del T.A.R. Sardegna – fra quelli per cui operano le “deroghe” di cui all’art. 20, comma 1°, delle norme di attuazione del piano paesaggistico regionale – P.P.R. Quindi sono illegittime l’autorizzazione paesaggistica emanata dal Servizio regionale tutela paesaggistica e la successiva presa d’atto positiva da parte della competente Soprintendenza. Conseguentemente, lo stesso rilascio dei titoli abilitativi risulta in contrasto con le disposizioni del piano paesaggistico regionale – P.P.R. (artt. 19-20 delle norme di attuazione), dove definisce la fascia costiera (spesso ben più ampia di quella dei mt. 300 della battigia marina) “quale ‘bene paesaggistico d’insieme’ e ‘risorsa strategica fondamentale’ (art. 19, comma 1), vietando al suo interno qualunque intervento di trasformazione (art. 20, comma 1), con la sola eccezione degli interventi (per quanto ora di specifico interesse) di ‘a) riqualificazione urbanistica e architettonica degli insediamenti turistici o produttivi esistenti; b) riuso e trasformazione a scopo turistico-ricettivo di edifici esistenti; c) completamento degli insediamenti esistenti’ (art. 20, comma 2, n. 2), tutti attivabili previa intesa di cui all’art. 11, lett. c)”. Sempre secondo il T.A.R. Sardegna, né poteva autorizzare gli interventi previsti il complesso di disposizioni di cui alla legge regionale Sardegna n. 4/2009, il c.d. piano per l’edilizia. Non l’art. 12, applicabile a “interventi di alta qualità paesaggistica” solo se non siano previsti aumenti di volumetrie. Nemmeno l’art. 13 (aumento di cubatura fino ad un massimo del 25% per la riqualificazione di strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive): infatti, il relativo impianto delle deroghe “presuppone il preventivo recepimento delle stesse all’interno della pianificazione paesaggistica regionale, mediante modifica del P.P.R. e delle correlative misure di salvaguardia”.
Il P.P.R. è investito dal decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. “(espressione della competenza legislativa statale prevista, in subiecta materia, dall’art. 117, comma 2, lett. s, della Costituzione: cfr., ex multis, Corte costituzionale, 29 maggio 2009, n. 164)” del “compito di dettare il regime giuridico concretamente applicabile a quella tipologia di bene, che riveste particolare importanza sotto il profilo paesaggistico e ambientale”.
Quindi la stessa legge regionale non può che assegnare al P.P.R. la previsione di eventuali eccezioni al sistema generale di salvaguardia dei beni ambientali e paesaggistici tutelati, in primo luogo la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina. Se vi fosse una portata precettiva diretta, la norma sarebbe in conflitto con le competenze statali costituzionalmente garantite
settembre 9, 2011 alle 6:24 pm
da L’Unione Sarda on line, 9 settembre 2011
Romazzino, cantiere chiuso dal Tar. Ambientalisti: “Ora la Procura vigili”.
I lavori di ampliamento dell’Hotel Romazzino sarebbero in contrasto con il Piano paesaggistico regionale (Ppr) e dopo il provvedimento del Tar Sardegna, che nel marzo scorso ha fermato i lavori di ristrutturazione, una ripresa delle opere sarebbe di dubbia liceità: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/234707
settembre 10, 2011 alle 4:37 pm
Romazzino, no ambientalista. Lettera in Procura del Gruppo di intervento giuridico dopo lo stop del Tar alla ristrutturazione. (http://www.sardegna24.net/gallura/romazzino-no-ambientalista-1.21403)
I lavori di ampliamento dell’hotel Romazzino di Porto Cervo sarebbero in contrasto con il Piano paesaggistico regionale e, dopo il provvedimento del Tar Sardegna, che nel marzo scorso ha fermato i lavori di ristrutturazione, una ripresa delle opere sarebbe di dubbia liceità. Lo sostengono le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, che hanno inoltrato alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania e al Comune di Arzachena una richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione di interventi riguardo l’ampliamento dell’albergo di lusso che fa parte della catena Starwood e inserito nel gruppo Colony Capital.
Il Tar Sardegna sei mesi fa, su ricorso di privati, con un provvedimento cautelare aveva fermato i lavori di ristrutturazione e ampliamento: sei family suites, un parcheggio interrato, una nuova piscina, un’area servizi di ristorazione, rimodulazione delle restanti aree esterne e ampliamento del corpo centrale. In seguito le parti – hanno spiegato gli ambientalisti – avrebbero raggiunto un accordo comportante la rinuncia al procedimento giurisdizionale amministrativo. I lavori rientrano nel “Programma di riqualificazione del sistema ricettivo e alberghiero della Costa Smeralda”. Il Comunedi Arzachena, con concessione edilizia del 28 maggio 2010, aveva autorizzato i lavori, previo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica da parte del Servizio regionale Tutela paesaggistica per la Provincia di Olbia- Tempio e del successivo provvedimento positivo di controlloemanato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Sardegna.
Ma il Tar aveva fermato il cantiere: gli interventi previsti al Romazzino non rientrerebbero – a giudizio del tribunale amministrativo – fra quelli per cui operano le “deroghe” previste dall’ articolo 20 delle norme di attuazione del Ppr. Quindi, hanno sottolineato gli ecologisti, sono illegittime l’autorizzazione paesaggistica emanata dal Servizio regionale Tutela paesaggistica e la successiva presa d’atto positiva da parte della Soprintendenza. Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato ieri, dunque, una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione di opportuni interventi riguardo l’ampliamento previsto dell’hotel Romazzino, nella prestigiosa ed esclusiva località di Porto Cervo, tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004), nel Comune di Arzachena.
Sono stati interessati il Comunee, per gli eventuali aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania. Nei mesi scorsi il Tar Sardegna era intervenuto – su ricorso di privati – con un provvedimento cautelare (ordinanza Sez. II, 18 marzo 2011, n. 135) che ha fermato i lavori di ristrutturazione e ampliamento. In seguito le parti avrebbero raggiunto un accordo comportante la rinuncia al procedimento giurisdizionale amministrativo. Secondo le associazioni ambientaliste, dunque, la stessa legge regionale non può che assegnare al Ppr la previsione di eventuali eccezioni al sistema generale di salvaguardia dei beni ambientali e paesaggistici tutelati. Il comunicato del Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra sottolinea come «una ripresa dei lavori – nonostante la cessazione del contenzioso amministrativo precedente – appare di dubbia liceità».
settembre 22, 2011 alle 3:45 pm
da Sardegna 24 on line, 22 settembre 2011
Costa Smeralda, stop ai lavori: http://www.sardegna24.net/regione/costa-smeralda-stop-ai-lavori-1.24722
settembre 23, 2011 alle 2:48 pm
da La Nuova Sardegna, 23 settembre 2011
La Colony bussa alla porta del Comune. Carraro e la Dubrova incontrano separatamente Filigheddu per parlare di concessioni. (Serena Lullia)
ARZACHENA. Bocche cucite e porte sigillate. Il sindaco Piero Filigheddu riceve da solo e in riunioni separate due big della famiglia Colony in Costa Smeralda. Prima il presidente della Smeralda Holding, Franco Carraro. Poi Aleksandra Dubrova, presidente della Sardegna Resorts.
I due, separati in casa Colony dopo la rivoluzione estiva che ha cambiato le pedine nello scacchiere del potere all’interno del Consorzio Costa Smeralda, incontrano il sindaco a metà mattina. Carraro e la Dubrova, persona di fiducia di Tom Barrack, nemmeno si incrociano nei corridoi di Palazzo Ruzittu. I faccia a faccia restano blindatissimi. Neanche un membro di maggioranza è ammesso agli incontri. Ma le pareti chiacchierone raccontano di almeno due argomenti discussi. Lo stato di salute della maggioranza e le concessioni edilizie per i nuovi lavori negli hotel di Porto Cervo. L’incontro con Carraro era nell’agenda del sindaco da tre giorni. Sarà anche una coincidenza, ma martedì il vertice di maggioranza, poi saltato, aveva all’ordine del giorno proprio l’urbanistica. Sembra che il presidente Carraro abbia voluto verificare di persona lo stato di salute della maggioranza, a cui è legato anche il futuro dei lavori in Costa Smeralda. Dovrebbero riprendere infatti a fine anno gli interventi di ampliamento nei tre cinque stelle di Porto Cervo. Lo scorso anno erano state rilasciate le concessioni edilizie per il Cervo, il Pitrizza e il Romazzino. Per il Cala di Volpe era stata necessaria una variante urbanistica, approvata, pubblicata e poi congelata dopo il ricorso al Tar presentato contro la costruzione delle suite al Romazzino. Il cronoprogramma degli interventi, come concordato nel 2010, è saltato per le vicende giudiziarie, con un’ordinanza di sospensiva del Tar confermata dal Consiglio di Stato. Una battaglia legale conclusa con la rinuncia al ricorso da parte degli svizzeri della Abc. Del pacchetto di opere concordate, un piano di riqalificazione da 26 mila metri cubi di suite, centri benessere e piscine, sono state costruite solo due suite all’hotel Romazzino e altrettante al Pitrizza. Secondo gli accordi presi con il Comune un anno fa, i cantieri avrebbero dovuto riaprire a novembre, alla fine della stagione. Al momento i quattro 5 stelle della galassia Colony sono aperti. In standby restano anche le aziende edili che sperano in una scossa all’economia grazie ai soldi di Barrack. Sugli investimenti restano comunque i dubbi sollevati dalle ordinanze dei giudici secondo cui i lavori di ampliamento del Romazzino e in generale il piano casa sarebbero una violazione del ppr.
settembre 24, 2011 alle 4:47 pm
La Procura «setaccia» il Pitrizza. Porto Cervo, l’esposto sull’ampliamento dell’hotel. (Serena Lullia)
ARZACHENA. Le suite dell’hotel Pitrizza sotto la lente di ingrandimento della Procura. Ieri mattina gli uomini della forestale, su mandato del procuratore, si sono presentati all’ufficio tecnico e hanno chiesto di vedere i documenti sull’ampliamento dell’albergo della Colony. Vogliono capire se la costruzione delle due suite super lusso immerse nel verde sia in regola.
La visita della forestale segue l’esposto alla Procura presentato da alcune associazioni ambientaliste. I gruppi ecologisti sollevano dei dubbi sulla procedura di ampliamento dell’hotel Pitrizza. Il Comune, in base al piano casa regionale, ha infatti concesso l’ampliamento del 25 per cento delle volumetrie. I nuovi metri cubi verranno trasformati in suite super lusso. Le prime due sono state già costruite. I lavori, realizzati dalla impresa arzachenese Orecchioni in tempi record, sono stati ultimati come da contratto la scorsa primavera. Secondo le associazioni ambientaliste il Pitrizza avrebbe già usufruito del premio di metri cubi. Tesi respinta invece dall’ufficio tecnico del Comune.
Le verifiche della forestale per conto della Procura arrivano a un giorno dalla visita al sindaco del presidente della Smeralda Holding, Franco Carraro e della presidente di Sardegna Resorts, Alexandra Dubrova. Due incontri separati e blindatissimi per verificare lo stato di salute della maggioranza e capire in che modo portare avanti il piano di restyling dei quattro hotel di Porto Cervo. Solo tre dei quattro alberghi hanno le concessioni edilizie. L’ampliamento del Cala di Volpe è stato infatti congelato dopo la battaglia giudiziaria per le suite del Romazzino.
ottobre 8, 2011 alle 10:55 am
e la Colony Capital fà bene a tenere le ruspe ferme. 😉
Edilizia in stand-by in Costa. Gli imprenditori: «Speriamo che la Colony riavvii i lavori». (Serena Lullia)
ARZACHENA. Dovevano essere i mattoni della salvezza. I metri cubi capaci di dare una seconda giovinezza alla Costa Smeralda avanti con gli anni e allo stesso tempo di scuotere l’economia addormentata dalla crisi. Lo stand by dei cantieri di Porto Cervo della Sardegna Resorts, sbriciola ogni buon auspicio. Il restyling degli hotel a 5 stelle parte seconda, non ci sarà. I 30 milioni di euro di nuovi mattoni smeraldi, spalmati su suite e spa tra il Romazzino, il Pitrizza, il Cala di Volpe e il Cervo, restano chiusi nella cassaforte della Colony. In programma ci sono solo interventi di manutenzione, da qualche milione. Per le imprese edilizie, in attesa della messianica pioggia di metri cubi milionari, lo stop è un colpo alla fede nella ripresa. «Molte aziende aspettavano la partenza della seconda tranche di lavori della Sardegna Resorts – dice Bachisio Marras che con la sua impresa ha realizzato le prime due suite all’hotel Romazzino -. Per quanto ci riguarda noi riprendiamo da dove abbiamo interrotto all’inizio dell’estate. Abbiamo ancora un mese di lavoro. Poi, non si sa. Non ci sono grandi prospettive all’orizzonte. Il mercato non offre altri lavori di un certo livello. E quelli piccoli che ci sono, che potrebbero garantire almeno un minimo di lavoro alle piccole e medie imprese, sono in mano a bande di pseudo ditte che lavorano solo in nero». Marras confida in una svolta. Dietro la decisione del gruppo di Tom Barrack di congelare i lavori di ampliamento degli alberghi a 5 stelle c’è il mancato rilascio della concessione edilizia per l’hotel Cala di Volpe. L’albergo simbolo della Costa Smeralda è l’unico per cui il Comune non ha rilasciato l’ok a costruire. La giunta guidata dal sindaco Piero Filigheddu ha deciso di congelare l’autorizzazione in attesa di una variante urbanistica al ppr. Senza questo passaggio in Regione il Cala di Volpe non può essere ampliato. Sono invece nelle mani della Sardegna Resorts le altre licenze edilizie, per il Pitrizza, il Romazzino e il Cervo. Ma la società del magnate americano non intende andare avanti senza garanzie sul pacchetto completo. «Come imprenditore edile sono preoccupato per questo stop – aggiunge Marras -. Ma mi metto anche nei panni del privato che ha deciso di fare un investimento sulla base di un certo pacchetto di lavori. Spero che la Sardegna Resorts avvii almeno i cantieri sugli altri tre hotel». Ed è questa la linea su cui punta la maggioranza. Convincere Barrack a costruire le suite e le spa dei tre hotel in regola, rinviando di un anno l’ampliamento del Cala di Volpe. «Come Comune abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre competenze – spiega il sindaco Piero Filigheddu -. Ora tocca alla Regione fare la variante al ppr che ha promesso da oltre un mese. Un passaggio che non solo sbloccherebbe la concessione del Cala di Volpe, ma le altre 300 richieste edilizzie ferme nei nostri uffici».
Squallidi messaggi istituzionali con i nostri soldi Bambini in prigione, in Italia.
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