Source: https://www.hitpages.com/doc/4512938228449280/18/
Timestamp: 2016-10-22 16:04:40+00:00
Document Index: 162683078

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 250', 'art. 84', 'art. 108', 'art. 2', 'art. 2']

Da qui nasce l'esigenza di legare questa capacità ad un dato di fatto, ad una regola di esperienza: il raggiungimento della maggiore età, momento in cui si considera concluso il processo di sviluppo della persona umana.
Dottrina: Acquisto Il nostro legislatore, in linea con altri ordinamenti, ha preferito individuare preventivamente (piuttosto che accertare caso per caso) il momento dal quale il soggetto può considerarsi capace di manifestare in modo cosciente la propria volontà. Ciò al fine di garantire la stabilità e la certezza dei rapporti giuridici e delle relazioni interpersonali. L'istituto della capacità di agire tende, infatti, a salvaguardare sia la sfera giuridica del soggetto che compie l'atto sia quella del soggetto che entra in relazione con lui. Tanto è vero che quando questa corrispondenza viene meno soccorrono gli istituti dell'incapacità naturale e dell'incapacità legale. Al raggiungimento del diciottesimo anno di età si presuppone che ogni persona abbia completato il processo di maturazione che le consente di perseguire i propri interessi in modo consapevole e responsabile. Al criterio puramente formale (compimento della maggiore età) è legata una valutazione di carattere sostanziale: l'attitudine del soggetto a comprendere il significato degli atti compiuti, a valutarne le conseguenze, ad assumerne la responsabilità. Ciò pone il problema di assicurare la piena tutela dei diritti - particolarmente quelli della persona - dei soggetti che non possono soddisfare direttamente i propri bisogni e formulare le proprie scelte perché privi della capacità di agire. Il rispetto della loro volontà e dei loro interessi dipende dal corretto esercizio delle potestà assegnate a chi per legge rappresenta minori e interdetti (genitori, tutore).
insieme di poteri e di facoltà che spettano ad un soggetto in funzione della realizzazione di un interesse (anche) altrui.
Capacità di agire speciale Anche nell'ambito della capacità di agire si è parlato di capacità speciale. Si considera speciale la capacità prevista dalla legge per il compimento di determinati atti giuridici, per i quali è stabilita un'età diversa dagli anni 18. L'art. 2 c.c. dopo avere ricondotto la capacità di agire alla maggiore età, segnala l'esistenza di eccezioni alla regola generale legate alla natura dell'atto da compiere e detta una specifica previsione in materia di lavoro.
Chi ha compiuto sedici anni può riconoscere il figlio naturale (art. 250, ult. co., c.c.), consentire ad essere riconosciuto dal genitore naturale e ad essere legittimato (artt. 250, 2° co., e 284, n. 4, c.c.), contrarre matrimonio previa autorizzazione del tribunale (art. 84 c.c.), compiere gli atti giuridici relativi alle opere dell'ingegno da lui create ed esercitare le azioni che ne derivano (art. 108 l. 633/1941).
L'art. 2, 2° co., c.c. fa salve le leggi speciali che stabiliscono un'età inferiore in materia di capacità a prestare il proprio lavoro. In questo caso il minore è abilitato all'esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro. La l. 977/1967 fissa a quindici anni l'età professionale, età ridotta a quattordici per i lavori agricoli e i servizi familiari.
legge che interviene in settori determinati o in materie specifiche. In relazione ai codici è usata come sinonimo di legge complementare o legge collegata
Dottrina: Capacità di agire speciale La formulazione dell'art. 2, 2° co., c.c., così come modificato dalla l. 39/1975 è stata oggetto di un ampio dibattito volto a verificare se nel concetto di capacità a prestare il proprio lavoro rientra quello di stipulare personalmente il relativo contratto. Avendo il contratto ad oggetto la prestazione lavorativa di un minore di età ci si domanda se possa essere rimessa ai legali rappresentanti del minore la valutazione sull'opportunità di instaurare il rapporto di lavoro. Alcuni autori riconoscono al minore la capacità di stipulare il contratto di lavoro; altri ritengono che tale contratto debba essere concluso dal rappresentate legale con l'intervento necessario del minore; altri ancora considerano indispensabile la preventiva autorizzazione del giudice affinché il legale rappresentante possa partecipare alla stipulazione del contratto (d'intesa con il minore) e seguirne l'attuazione.
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