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Timestamp: 2017-11-21 17:20:27+00:00
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Corte App., 17 novembre 2010, n. 9340. (licenziamento collettivo) - Giustizia del lavoro a Roma e nel Lazio
Corte App., 17 novembre 2010, n. 9340. (licenziamento collettivo)
Rapporto individuale - rapporto di lavoro subordinato - estinzione del rapporto di lavoro - licenziamento collettivo - rinuncia al preavviso ed all’indennità sostitutiva - impugnazione del licenziamento - acquiescenza - D.M. n. 158/2000 artt. 10, comma 14 ed 11, comma 8.
La rinuncia del lavoratore licenziato, all’esito di una procedura di licenziamento collettivo, al preavviso ed alla relativa indennità, nonché la richiesta di accesso al fondo di solidarietà ed all’erogazione dell’assegno straordinario sono comportamenti qualificabili come accettazione dell’anticipata risoluzione del rapporto di lavoro, con preclusione di successivi ripensamenti e della impugnazione del licenziamento.
Con la sentenza in commento la Corte di Appello di Roma è stata chiamata a pronunciarsi in ordine alla valutazione della condotta del lavoratore licenziato ed, in particolare, alla rilevanza della rinuncia di quest’ultimo al preavviso ed alla relativa indennità, ai fini della acquiescenza al licenziamento.
In particolare nel caso sottoposto al giudizio della Corte, il lavoratore era stato licenziato, in esito ad una procedura di licenziamento collettivo ed aveva impugnato il licenziamento, affermandone l’illegittimità per violazione degli artt. 4, comma 3, 9 e 15 della legge n. 223/1991, avendo l’Azienda omesso la prescritta comunicazione alle organizzazioni sindacali con l’indicazione dei criteri di scelta e le ulteriori informazioni richieste dalla normativa citata.
L’appellante ha censurato la sentenza di primo grado che, in accoglimento dei motivi di impugnazione proposti dal ricorrente, aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento, deducendo l’erroneità della sentenza gravata nella parte in cui non ha dato rilevanza a comportamenti idonei a qualificare l’acquiescenza del lavoratore alla risoluzione del rapporto di lavoro.
In particolare, l’appellante ha osservato come la rinuncia al preavviso ed alla relativa indennità sostitutiva, nonché la richiesta di accesso al fondo di solidarietà, siano comportamenti incompatibili con la volontà di impugnare il licenziamento.
La Cortecon la sentenza in esame, ha accolto la tesi dell’appellante, riformando la sentenza impugnata.
In particolare il Giudice del gravame, aderendo alla tesi sostenuta dalla Suprema Corte in una recente pronuncia[1], ha osservato come risulta dagli atti di causa che il ricorrente, con propria comunicazione successiva al licenziamento, aveva manifestato la propria rinuncia al preavviso ed alla relativa indennità e, nel contempo, aveva chiesto l’accesso al fondo di solidarietà per il sostegno del reddito e dell’occupazione, istituito dal D.M. 158/2000.
La norma in esame condiziona l’accesso alle prestazioni del Fondo alla previa rinuncia al preavviso ed alla relativa indennità e prevede l’incompatibilità tra l’erogazione dell’assegno straordinario di sostegno del reddito e la continuazione del rapporto di lavoro[2], oltre che l’insussistenza di sopravvenuti rapporti di lavoro con soggetti che operino in concorrenza con il precedente datore di lavoro[3].
Ne deriva che la rinuncia al preavviso ed alla relativa indennità sostitutiva e la richiesta di accesso al Fondo di sostegno del reddito, ed alla fruizione delle prestazioni del Fondo medesimo, ad avviso della Corte, rappresentano comportamenti del lavoratore incompatibili con la volontà di impugnare il licenziamento ed idonei a qualificare la sua acquiescenza alla risoluzione del rapporto di lavoro.
La Corteha, altresì, sottolineato come l’interesse del lavoratore alla prosecuzione o alla risoluzione del rapporto di lavoro, rientri nel novero dei diritti disponibili del lavoratore, il quale, pertanto, può validamente disporne per rinuncia espressa, ovvero attraverso comportamenti, quali quelli esaminati nella pronuncia in commento, idonei a manifestare la volontà del lavoratore medesimo di risolvere il rapporto di lavoro, rinunciando alla relativa impugnazione.
[1] Corte di Cassazione, Sezione lavoro, 28 settembre 2010, n.20358, la quale in un caso analogo ha osservato: “La rinuncia al preavviso e alla indennità sostitutiva sono considerate dalla normativa in esame come accettazione della anticipata risoluzione del rapporto di lavoro, il che evidentemente preclude un successivo ripensamento e la impugnazione del recesso”.
[2] D.M. 28 aprile 2000, n. 158, art. 10, comma 14: “il suddetto assegno straordinario e la contribuzione correlata sono corrisposti previa rinuncia esplicita al preavviso ed alla relativa indennità sostitutiva, nonché, in particolare per i lavoratori cui si applica il contratto collettivo Acri, ad eventuali benefici previsti dalla contrattazione collettiva, connessi all’anticipata risoluzione del rapporto per riduzione di posti o soppressione o trasformazione di servizi e uffici”.
[3] D.M. 28 aprile 2000, n. 158, art. 11, comma 8: “E’ fatto obbligo al lavoratore che percepisce l’assegno straordinario di sostegno al reddito, all’atto della anticipate risoluzione del rapporto di lavoro e durante il periodo di erogazione dell’assegno medesimo, di dare tempestiva comunicazione all’ex datore di lavoro e al Fondo,dell’instaurazione di successivi rapporti di lavoro dipendenti o autonomi, con specifica indicazione del nuovo datore di lavoro, ai fini della revoca totale o parziale dell’assegno stesso e della contribuzione relativa”.
Corte App., 17 novembre 2010, n. 9340