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Timestamp: 2019-01-16 16:22:20+00:00
Document Index: 65618819

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 27', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 51', 'art. 14', 'art. 51', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 10']

Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica - Banca Dati Giuridica
Inps, Circolare 11.11.2016 n. 197
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Roma, 11/11/2016
OGGETTO: Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento. Decreto interministeriale n. 96077 dell'1 Giugno 2016. Interventi. Assegno ordinario: modalità di accesso e disciplina. Finanziamento. Adempimenti procedurali. Modalità di composizione del flusso Uniemens. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti. SOMMARIO: Con la presente circolare si illustra la disciplina del Fondo di solidarietà del Trentino di cui al D.I. n 96077/2016. Il Fondo assicura una tutela in costanza di rapporto di lavoro ai lavoratori di datori di lavoro che, a prescindere dal requisito dimensionale, occupano almeno il 75 per cento dei propri dipendenti in unità produttive ubicate nel territorio della Provincia autonoma di Trento, appartenenti a settori non rientranti nell'ambito di applicazione della cassa integrazioni guadagni ordinaria e straordinaria e che non hanno costituito Fondi di solidarietà bilaterali a norma dell'art. 26 o fondi di solidarietà bilaterali alternativi a norma dell'art. 27 del D.lgs n. 148/2015.
1. Il quadro normativo . 2. Caratteristiche del Fondo di solidarietà . 2.1 Finalità. 2.2 Campo di applicazione . 2.2.1 Datori di lavoro per i quali non siano costituiti fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 27 del D.Lgs 148/2015. 2.2.2 Datori di lavoro per i quali siano costituiti fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 27 del D.lgs 148/2015. 3. Natura giuridica, obblighi di bilancio e gestione del Fondo . 4. Prestazioni . 5. Assegno ordinario. 5.1 Cause di intervento. Criteri istruttori . 5.2 Ambito di applicazione soggettivo: beneficiari . 5.3 Misura della prestazione. 5.4 Durata della prestazione. 5.5 Durata massima complessiva della prestazione. 5.6 Contribuzione correlata. 5.7 Condizioni di accesso al Fondo. Termini e modalità di presentazione della domanda di intervento . 6.1 Istruttoria della domanda di concessione dell'assegno ordinario. 6.2 Delibera di concessione . 6.3 Autorizzazioni, pagamenti e rimborso delle prestazioni. 7. Assegno ordinario e reddito da attività lavorativa . 8. Assegno ordinario e altre prestazioni. 9. Assegno ordinario e ferie. 10. Ricorsi amministrativi. 11. Equilibrio finanziario dei fondi. 12. Monitoraggio della spesa . 13. Finanziamento delle prestazioni. a) Contributo ordinario. b) Contributo addizionale . c) Contributo straordinario per finanziamento prestazioni di assegno straordinario . 14. Adempimenti Procedurali . 14.1 Codifica aziende . 14.2 Contributo ordinario. Modalità di compilazione del flusso Uniemens 15. Istruzioni contabili .
Allo scopo di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa per le cause previste dalle disposizioni in materia di integrazione salariale, l'articolo 26 del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 ha stabilito che le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale stipulino accordi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi a oggetto la costituzione di fondi di solidarietà bilaterali per i settori che non rientrano nell'ambito di applicazione della normativa in materia di integrazione salariale.
I fondi, oltre alla suddetta finalità, possono perseguire le finalità di erogare prestazioni integrative di prestazioni pubbliche in caso di cessazione del rapporto di lavoro, erogare assegni straordinari in caso di esodo agevolato, sostenere attività formative.
Il Fondo può erogare prestazioni principalmente a favore di datori di lavoro che per settore, tipologia o classe dimensionale già rientrano astrattamente nel campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.) di cui all'articolo 29 del D.Lgs n. 148/2015. In proposito, il decreto 96077/2016 individua il campo di applicazione nei "datori di lavoro privati, omissis..., appartenenti a settori che non rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione guadagni e per i quali non siano stati costituiti fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 27 del decreto legislativo n.148 del 2015". Per completezza, si ricorda che vi rientrano anche i datori di lavoro (operanti in settori) per i quali l'esclusione della (tutela) CIG opera in virtù del mero limite dimensionale. Diversamente che nella regolamentazione del Fondo di integrazione salariale, nel Fondo del Trentino non è richiesto un minimo livello dimensionale dei datori di lavoro aderenti, ma è necessario che gli stessi occupino almeno il 75 per cento dei propri dipendenti in unità produttive ubicate nel territorio della Provincia autonoma di Trento. Il decreto ministeriale specifica le modalità con cui calcolare tale "requisito occupazionale".
In particolare, nel decreto è previsto che "sono da ricomprendersi nel calcolo tutti i lavoratori, compresi quelli a domicilio e gli apprendisti, che prestano la propria opera con vincolo di subordinazione sia all'interno che all'esterno dell'azienda". Pertanto, ogni lavoratore dipendente vale una unità, con qualunque qualifica e tipologia contrattuale.
in sede di avvio del Fondo il requisito viene valutato con riferimento al mese precedente l'entrata in vigore del decreto n. 96077/2016 cioè il mese di luglio 2016; a regime il requisito viene valutato sulla base della situazione occupazionale nel mese di dicembre dell'anno precedente e con validità per l'intero anno. Pertanto, sarà il numero e l'ubicazione dei lavoratori per unità produttive occupati in tale mese di riferimento a determinare o meno l'obbligo di adesione al Fondo del Trentino per l'intero anno seguente; per i datori di lavoro che iniziano l'attività in corso d'anno, il requisito occupazionale dovrà individuarsi in base al dato riferito al primo mese di attività.
Conformemente ai criteri dettati nella circolare n. 176/2016 per il calcolo del requisito dimensionale di applicazione del F.I.S., nel caso in cui il datore di lavoro eserciti attività plurime, connotate da autonomia funzionale, gestionale e organizzativa e, quindi, classificate in settori diversi, sprovviste di ammortizzatori sociali (CIGO/CIGS/Fondi di solidarietà), ai fini del requisito occupazionale del Fondo Trentino (75%), dovranno essere sommati tutti i lavoratori occupati nelle posizioni aperte in relazione alle attività in questione.
Per i datori di lavoro su cui, in presenza del requisito occupazionale, grava l'obbligo di iscrizione al fondo territoriale viene meno contestualmente l'obbligo contributivo al F.I.S. Tale momento è individuato inizialmente nel primo giorno del mese in cui viene istituito il Fondo, tenendo conto della data di entrata in vigore del decreto ministeriale (sarà, pertanto, il mese di agosto 2016), ovvero sarà il primo gennaio dell'anno per il quale si realizza il requisito occupazionale nel mese di dicembre dell'anno precedente.
I datori di lavoro aventi i requisiti per l'iscrizione al Fondo del Trentino potranno uscire dallo stesso e aderire a fondi di solidarietà bilaterali di cui all'articolo 26 del D.lgs n. 148/2015 "costituiti successivamente a livello nazionale", pertanto sorti successivamente all'entrata in vigore del decreto n. 96077/2016 (articolo 2, comma 5). Questi datori di lavoro non saranno più soggetti alla disciplina del Fondo del Trentino dal primo giorno del mese successivo alla data di adesione al nuovo fondo bilaterale. 2.2.2 Datori di lavoro per i quali siano costituiti fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 27 del D.lgs 148/2015
Tale facoltà è riconosciuta anche ai datori che occupano da 1 a 5 dipendenti e che operano in settori coperti da fondi di solidarietà istituiti ai sensi dell'articolo 26 del d.lgs n. 148/2015, che prevedono il limite dimensionale di più di cinque dipendenti.
I datori di lavoro che esercitano la facoltà di cui sopra non sono più soggetti alla disciplina del fondo di provenienza dal periodo di paga in corso alla data di adesione al Fondo territoriale del Trentino. Si precisa che, in tale caso, restano fermi i criteri generali di individuazione e permanenza del requisito occupazionale sopra descritti, anche per quanto riguarda il momento temporale in cui deve sussistere (mese di dicembre anno precedente).
I membri del comitato, per essere nominati, devono possedere specifici requisiti di competenza e onorabilità individuati rispettivamente dagli artt. 37 e 38 del D.lgs 148/2015. Il Comitato è nominato con Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e rimane in carica per quattro anni. Ciascun componente non può durare in carica per più di due mandati.
1. predisporre, sulla base dei criteri stabiliti dal consiglio di indirizzo e vigilanza dell'INPS, i bilanci annuali, preventivo e consuntivo, di gestione, corredati da una propria relazione, e deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; 2. deliberare in ordine alla concessione degli interventi e dei trattamenti e compiere ogni altro atto richiesto per la gestione delle prestazioni previste dal decreto istitutivo del Fondo; 3. monitorare l'utilizzo delle risorse; 4. fare proposte in materia di contributi, interventi e trattamenti; 5. vigilare sull'affluenza dei contributi, sull'ammissione agli interventi e sull'erogazione dei trattamenti, nonché sull'andamento della gestione; 6. decidere in unica istanza sui ricorsi in ordine alle materie di competenza; 7. assolvere ogni altro compito ad esso demandato da leggi o regolamenti.
1. assegni ordinari a favore dei lavoratori interessati da riduzioni dell'orario di lavoro o da sospensione temporanea dell'attività lavorativa, in relazione alle causali previste dalla normativa di integrazione salariale ordinaria, ad esclusione delle intemperie stagionali, o straordinaria (art. 5, co. 1); 2. assegni straordinari per il sostegno al reddito a favore di lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi 5 anni, a seguito di accordi sindacali aziendali che tali assegni prevedano nell'ambito di programmi di incentivo all'esodo (art. 5, co. 2, lettera a); 3. finanziamento di programmi formativi, di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell'Unione Europea (art. 5, co. 2, lettera b).
1. situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all'impresa o ai dipendenti, escluse le intemperie stagionali; 2. situazioni temporanee di mercato; 3. riorganizzazione aziendale; 4. crisi aziendale con continuazione dell'attività lavorativa; 5. crisi aziendale per evento improvviso ed imprevisto; 6. contratti di solidarietà.
- i periodi di sospensione dal lavoro derivanti da ferie, festività e infortuni e, in applicazione degli indirizzi emersi dalla giurisprudenza (Corte di Cassazione: pronunce n. 16235/2002 e n. 453/2003) anche i periodi di maternità obbligatoria; il sabato, in caso di articolazione dell'orario di lavoro su 5 giorni a settimana; il riposo settimanale (domenica o altro giorno infrasettimanale).
Per quanto non diversamente specificato si rimanda, nei limiti della compatibilità, a quanto disciplinato nelle circolari n. 197/2015 e n. 139/2016.
L'assegno ordinario relativo a più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 26 settimane in un biennio mobile.
In ogni caso non possono essere autorizzate ore di assegno ordinario eccedenti il limite di 1/3 delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell'unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell'assegno ordinario, salva l'ipotesi di ricorso al contratto di solidarietà. In caso di ricorso a quest'ultima causale la riduzione media oraria non può essere superiore al 60 per cento dell'orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati al contratto di solidarietà e, per ciascun lavoratore, la percentuale di riduzione complessiva dell'orario di lavoro non può essere superiore al 70 per cento nell'arco dell'intero periodo per il quale il contratto di solidarietà è stipulato.
Per quanto attiene alla durata massima complessiva, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con nota n. 29/5551 del 21/9/2016, ha chiarito che "anche per i fondi territoriali intersettoriali trova applicazione quanto disposto dall'articolo 22 in relazione alle modalità di computo dei trattamenti concessi per la causale contratto di solidarietà".
Per i periodi di erogazione dell'assegno ordinario, in favore dei lavoratori interessati da riduzione di orario o da sospensione temporanea dell'attività, il Fondo provvede a versare alla gestione di iscrizione del lavoratore interessato la contribuzione correlata alla prestazione. La contribuzione dovuta è computata in base a quanto previsto dall'articolo 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183 ed è utile per il conseguimento del diritto a pensione, ivi compresa quella anticipata, e per la determinazione della misura.
Per i nuovi iscritti dal 1° gennaio 1996 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo, si terrà conto del massimale annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall'articolo 2, c. 18, della legge 8 agosto 1995, n. 335, la cui misura per l'anno 2016 è pari a 100.324,00.
L'accesso all'assegno ordinario è preceduto dall'espletamento delle procedure di informazione e consultazione sindacale previste per le integrazioni salariali ordinarie dall'art. 14 del D.lgs 148/2015 (cfr. circ. n. 197/2015), ad eccezione della casuale del Contratto di solidarietà per la quale è necessario un contratto collettivo aziendale ai sensi dell'art. 51 del D.lgs n. 81/2015. Le domande di accesso all'assegno ordinario, a prescindere dalla causale invocata, devono essere presentate, con le modalità indicate nella circolare n. 122/2015 così come integrata dalla circolare n. 201/2015, alla Sede di Trento non prima di 30 giorni e non oltre il termine di 15 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa. Al momento della presentazione dell'istanza è necessario dare contezza dell'assolvimento degli obblighi di informazione e consultazione sindacale di cui all'art. 14 del D.lgs 148/2015 o del contratto collettivo di cui all'art. 51 del D.lgs 148/2015, che devono essere allegati all'istanza medesima.
Periodo di sospensione dal 01/04/2016 al 30/06/2016 Termine ultimo utile per la presentazione della domanda è il 18/04/2016 (in quanto il termine cade in un giorno festivo). Presentazione domanda in data 29/04/2016 Decorrenza della prestazione dal giorno lunedì 18/04/2016
la completezza della domanda; l'appartenenza del datore di lavoro al campo di applicazione del Fondo; il rispetto dei termini di presentazione della domanda; la proporzionalità tra tetto aziendale e importo richiesto (cfr. successivo par. 12) la correttezza e completezza degli allegati alla domanda; la coerenza della durata della prestazione con le regole definite dal Fondo; l'integrabilità della causale; che le risorse acquisite al Fondo siano sufficienti a garantire l'erogazione delle prestazioni (verifica della capienza del Fondo); la compatibilità dei lavoratori;
Qualora le decisioni adottate dal Comitato evidenzino profili di illegittimità, la delibera può essere sospesa da parte del Direttore generale dell'INPS. Il provvedimento di sospensione, con l'indicazione della norma che si ritiene violata, deve essere adottato nel termine di cinque giorni e sottoposto al Presidente dell'INPS che, entro i tre mesi successivi, stabilisce se dare ulteriore corso alla decisione ovvero annullarla. Trascorso tale termine la decisione diviene esecutiva.
L'importo dell'assegno ordinario è rimborsato al datore di lavoro o conguagliato secondo le norme per il conguaglio tra contributi dovuti e prestazioni corrisposte. A norma dell'art. 7, c. 3, del D.I. 96077/2016 il conguaglio o le richieste di rimborso delle integrazioni anticipate ai lavoratori non sono ammesse a pena di decadenza trascorsi sei mesi:
periodo di autorizzazione assegno ordinario dal 16/06/2015 al 15/06/2016 data autorizzazione INPS: 20/07/2015 data decorrenza termine: 30/06/2016 (fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata) termine di decadenza: 31/12/2016 ultima denuncia utile per operate il conguaglio: competenza dicembre 2016.
periodo di autorizzazione assegno ordinario: dal 16/06/2015 al 15/06/2016 data autorizzazione INPS: 20/07/2016 data decorrenza termine: 20/07/2016 (data autorizzazione INPS successiva alla scadenza del termine di durata) termine di decadenza: 21/01/2017 ultima denuncia utile per operate il conguaglio: competenza gennaio 2017
Una volta intervenuto il termine decadenziale come sopra illustrato, il conguaglio non sarà più operabile né su denuncia ordinaria, né su flussi di regolarizzazione.
Il divieto di cumulo disposto dal citato art. 6 si può esplicare nelle forme dell'incumulabilità parziale o assoluta ovvero della cumulabilità totale così come illustrato nella circ. n. 130/2010. A tal fine si precisa che, stante gli orientamenti giurisprudenziali, l'incumulabilità, nelle varie manifestazioni di cui alla citata circolare si riferisce anche alle attività iniziate prima del collocamento del lavoratore in cassa integrazione.
Al contrario, le remunerazioni da lavoro accessorio che superino il limite dei 3.000 euro non sono integralmente cumulabili, applicandosi in tali eventualità la disciplina ordinaria sulla compatibilità ed eventuale cumulabilità parziale della retribuzione (cfr. circ. n. 130 del 2010). A pena di decadenza dall'assegno ordinario, il beneficiario è obbligato a rendere la comunicazione preventiva di cui al citato art. 8, prima che il compenso determini il superamento del limite dei 3.000 euro, anche se derivante da più contratti di lavoro accessorio stipulati nel corso dell'anno (cfr. circ. n. 170/2015).
Per quanto riguarda la conciliabilità con gli altri istituti, quali ad esempio infortunio sul lavoro, malattia e maternità, si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni vigenti in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria. 9. Assegno ordinario e ferie
L'art. 6, c. 10, del D.I. 96077/2016 subordina la fruizione dell'assegno ordinario, al previo utilizzo da parte del datore di lavoro di tutti gli strumenti ordinari di flessibilità, ivi comprese le ferie residue.
I ricorsi devono essere indirizzati al Comitato amministratore del Fondo di solidarietà.
A norma dell'art. 11 del D.I. n. 96077/2016, il Fondo ha l'obbligo di bilancio in pareggio e non può erogare prestazioni in carenza di disponibilità.
- dieci volte l'ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa decorrenti nell'anno 2016 e 2017;
-otto volte l'ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa decorrenti nell'anno 2018;
- sette volte l'ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa decorrenti nell'anno 2019;
- sei volte l'ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa decorrenti nell'anno 2020;
- cinque volte l'ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa decorrenti nell'anno 2021.
Tabella riepilogativa tetti aziendali del Fondo ­ si applicano agli eventi che iniziano nell'anno
2016 - 10 volte
2017 - 10 volte
2018 - 8 volte
2019 - 7 volte
2020 - 6 volte
2021 - 5 volte
a) Contributo ordinario Per il finanziamento di tutte le prestazioni erogabili dal Fondo ("a copertura delle prestazioni di cui all'articolo 5") è dovuto mensilmente al Fondo un contributo ordinario dello 0,45% (di cui lo 0,30% a carico del datore di lavoro e lo 0,15% a carico dei lavoratori) calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti.
Le posizioni contributive dei datori di lavoro coinvolti saranno contraddistinte dal Codice di autorizzazione "7V", che, a partire dal periodo di paga in corso alla data di entrata in vigore del decreto n. 96077/2016 (agosto 2016) assume il significato di "Datore di lavoro iscritto al Fondo di solidarietà del Trentino". Poiché sono escluse dagli obblighi del Fondo Trentino le imprese già obbligate al finanziamento di altri Fondi di solidarietà, salvo che esercitino la facoltà indicata al punto 2.2.2., il codice di autorizzazione "7V" è sempre incompatibile con i codici di autorizzazione inerenti ad altri fondi di solidarietà.
I datori di lavoro che abbiano le caratteristiche per la partecipazione al Fondo, come individuate al punto 2.2.1., devono fare richiesta alle sedi Inps competenti avvalendosi della funzionalità "contatti" del cassetto previdenziale aziende, trasmettendo una dichiarazione di responsabilità in ordine all'esistenza del requisito occupazionale, utilizzando a tal fine l'apposito modello "SC89" reperibile nella sezione "modulistica" del sito www.inps.it. In sede di avvio del Fondo, i datori di lavoro interessati devono presentare la predetta richiesta entro venti giorni dalla pubblicazione della presente circolare. Si ribadisce che in sede di avvio il requisito occupazionale viene valutato con riferimento al mese di luglio 2016 (mese precedente l'entrata in vigore del decreto n. 96077/2016).
Anche per i datori di lavoro esclusi da tutele CIG in virtù del mero limite dimensionale, che presentino la dichiarazione di cui sopra, la sede avrà cura di revocare il codice "0J" e parallelamente attribuire il codice "7V". La procedura automatizzata, in presenza del codice di autorizzazione "7V" applicherà l'aliquota del Fondo Trentino o la contribuzione per la cassa integrazione salariale al variare della media occupazionale aziendale.
Anche nei casi particolari di uscita dal Fondo del Trentino (descritto al punto 2.2.1.) e di adesione facoltativa allo stesso (punto 2.2.2.) le relative revoche e attribuzioni dei codici di autorizzazione verranno effettuate a opera delle Sedi territoriali dell'Istituto in seguito alla presentazione da parte del datore di lavoro di dichiarazione di responsabilità circa l'esistenza del requisito occupazionale (modulo SC89) e, nel caso di uscita per adesione ad un nuovo Fondo di solidarietà, dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti normativi ed amministrativi prescritti per partecipare allo stesso.
Si rammenta che, nel caso in cui i datori di lavoro interessati siano stati destinatari delle prestazioni erogate da altri Fondi di solidarietà, il Comitato amministratore del fondo di provenienza, sulla base delle stime effettuate dall'INPS, potrà proporre al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze il mantenimento in capo ai datori di lavoro dell'obbligo di corrispondere la quota di contribuzione necessaria al finanziamento delle prestazioni già deliberate, determinata ai sensi dell'articolo 35, commi 4 e 5, del decreto legislativo n. 148 del 2015.
A decorrere dal mese di dicembre 2016, ai fini della compilazione del flusso Uniemens, la contribuzione ordinaria sarà calcolata nella aliquota complessiva applicata sulle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti dei datori di lavoro che siano stati codificati con il CA "7V ", con esclusione dei dirigenti e apprendisti non professionalizzanti.
Ai fini del versamento dei contributi dovuti con riferimento a tale periodo agosto/novembre 2016, le aziende valorizzeranno ­ all'interno di ­ l'elemento indicando i seguenti dati:
in il codice "M159 " che assume il significato di "Fondo di solidarietà Trentino, periodo agosto/novembre 2016";
in l'importo dell'imponibile relativo al periodo agosto/novembre 2016, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti esclusi i dirigenti e gli apprendisti non professionalizzanti;
in l'importo del contributo, pari allo 0,45 dell'imponibile.
I datori di lavoro aderenti al Fondo di solidarietà del Trentino che abbiano versato il contributo ordinario al Fondo di integrazione salariale a decorrere dal mese di agosto 2016, dopo avere ottenuto dalla competente struttura territoriale il c.a. "7V" e l'eliminazione del c.a. "0J", potranno recuperare il suddetto contributo, entro il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di emanazione del presente circolare, come disposto da Consiglio di Amministrazione dell'Istituto con delibera n. 5 del 25 marzo 1993, approvata con D.M. del 7 ottobre 1993, indicando l'importo indebitamente versato con il codice conguaglio L220, da valorizzare all'interno della sezione di .
TN ­ Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento ­ Fondo di solidarietà del Trentino ­ art. 1, comma 1, del Decreto interministeriale n. 96077 del 1 giugno 2016. In seno a tale Gestione viene istituita la contabilità separata:
TNR ­ Gestione assicurativa a ripartizione. I contributi ordinari dovuti dalle aziende per il finanziamento delle prestazioni garantite dal Fondo, ai sensi dell'art. 10, comma 1, lettera a), del citato D.I., (cfr. istruzioni operative di cui al precedente paragrafo 15.2), andranno contabilizzati ai seguenti nuovi conti:
TNR21110 per il contributo ordinario di competenza degli anni precedenti; TNR21170 per il contributo ordinario di competenza dell'anno in corso.
TNR21120 per il contributo ordinario accertato mediante modd. DM10 insoluti e DM10/V e non riscosso, di competenza degli anni precedenti; TNR21180 per il contributo ordinario accertato mediante modd. DM10 insoluti e DM10/V e non riscosso, di competenza dell'anno in corso.
TNR30100 ­ Assegni ordinari per il sostegno del reddito di cui all'articolo 5, comma 1 e agli articoli da 6 a 7, del D.I. n. 96077/2016, a favore dei lavoratori interessati da riduzione o sospensione dell'attività lavorativa;
TNR10130 ­ Debiti per assegni ordinari per il sostegno del reddito di cui all'articolo 5, comma 1 e agli articoli da 6 a 7, del D.I. n. 96077/2016, a favore dei lavoratori interessati da riduzione o sospensione dell'attività lavorativa;
"3155 ­ Somme non riscosse dai beneficiari ­ Assegni ordinari a sostegno del reddito, articolo 5, comma 1 e articoli da 6 a 7, del D.I. n. 96077/2016 ­ TNR".
"1139 ­ Recupero di assegni ordinari a sostegno del reddito, articolo 5, comma 1 e articoli da 6 a 7, del D.I. n. 96077/2016 ­ TNR".
TNR32141 ­ Onere per la contribuzione figurativa dei periodi di erogazione degli assegni ordinari.
LaPrevidenza.it, 14/11/2016