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Timestamp: 2017-06-27 12:05:17+00:00
Document Index: 159915799

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 28', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 84', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 36', 'art. 30', 'art. 33', 'art. 38', 'art. 41', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 33', 'art. 5', 'art. 134', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 31', 'art. 41']

FARNESINAInformateci dove siete nel mondo LEGGI COMUNITARIE - LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA - LEGGE EUROPEA LA LEGGE COMUNITARIA La legge comunitaria è il principale strumento di attuazione della normativa comunitaria e regola modalità e tempi per la trasposizione delle direttive. Prevista fin dal 1989 dalla legge 9 marzo 1989, n.86 (c.d. legge La Pergola), viene ora regolata dalla legge 4 febbraio 2005, n. 11: "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione Europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari". Il Ministro per le Politiche Europee, sulla base degli atti emanati dalle istituzioni comunitarie e della verifica dello stato di conformità dell'ordinamento interno all'ordinamento comunitario, in collaborazione con le amministrazioni interessate e sulla base degli indirizzi espressi dal Parlamento e delle osservazioni delle regioni, predispone il disegno di legge recante "disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee" (meglio noto come legge comunitaria). Il disegno di legge viene presentato al Parlamento entro il 31 gennaio di ogni anno. In esso, il Governo: a)	riferisce al Parlamento sullo stato di conformità dell'ordinamento interno al diritto comunitario e sullo stato delle eventuali procedure d'infrazione, nonché sulla giurisprudenza della Corte di giustizia; b)	fornisce l'elenco delle direttive attuate o da attuare per via amministrativa e di quelle attuate per via regolamentare; c)	giustifica le ragioni dell'eventuale mancato inserimento di direttive i cui termini di recepimento siano scaduti o in scadenza; d)	fornisce l'elenco degli atti normativi con i quali le singole regioni e province autonome hanno dato attuazione alle direttive nelle materie di loro competenza. La legge comunitaria garantisce il periodico aggiornamento dell'ordinamento nazionale a quello comunitario: •	mediante modifiche a norme vigenti che siano in contrasto con obblighi comunitari e a norme attuative di direttive comunitarie che siano divenute oggetto di procedure d'infrazione; •	mediante disposizioni che diano attuazione diretta alla normativa comunitaria, anche tramite delega al Governo, o che autorizzino il Governo stesso ad attuare la stessa - nei casi in cui ciò sia possibile - per via amministrativa e tramite regolamento; •	mediante disposizioni recanti i principi fondamentali per l'attuazione da parte delle regioni e delle province autonome degli atti comunitari nelle materie di propria competenza legislativa; •	mediante disposizioni che garantiscano l'intervento legislativo dello Stato ai fini dell'esercizio dei poteri sostitutivi in caso di inadempienza da parte delle regioni. (Fonte: Dipartimento Politiche Comunitarie)
Il Dipartimento Politiche Europee (ex Dipartimento Politiche Comunitarie) è la struttura di cui si avvale il Presidente del Consiglio dei Ministri nell'ambito dei rapporti tra il Governo italiano e le istituzioni europee.
1) Svolge attività di coordinamento nelle fasi di formazione della normativa europea e nelle fasi di recepimento nell'ordinamento italiano.
2) Assicura il funzionamento del Comitato Interministeriale per gli Affari Comunitari Europei (CIACE), istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. 3) Esercita un ruolo di coordinamento nell’ambito dell’attuazione della Strategia di Lisbona.
4) Predispone ogni anno la relazione al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea.
5) Previene il contenzioso comunitario attraverso la Struttura di missione per le procedure di infrazione.
6) Offre, come centro SOLVIT, uno strumento europeo per la soluzione di controversie trasfrontaliere.
7) Promuove attività di assistenza e formazione in materia comunitaria.
8) Informa, attraverso il Punto nazionale di contatto, su norme e principi comunitari e nazionali che regolano il sistema della libera circolazione dei professionisti nell'Unione Europea.
Il Punto nazionale di contatto per i riconoscimenti professionali fornisce informazioni sulle norme che regolano l'esercizio dell'attività professionale tra gli Stati membri, i sistemi di riconoscimento dei titoli professionali e la corrispondenza delle qualifiche nell'ambito comunitario.
9) Segue le questioni del mercato interno.
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DAL 2013 ADDIO ALLA LEGGE COMUNITARIA NASCE LA LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA E LA LEGGE EUROPEA Più partecipazione del Parlamento e delle autonomie locali alla fase di formazione delle normative e delle politiche europee, maggiore rapidità nell'attuazione delle direttive, nuova disciplina di materie che interessano i rapporti tra lo Stato nazionale e l'Unione Europea. Sono queste le principali novità introdotte dalla legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2013.
Il nuovo testo risponde alla necessità di adeguare la legge 11/2005 alle innovazioni e semplificazioni introdotte dal Trattato di Lisbona, a partire - ad esempio - da adattamenti linguistici determinati dalla sostituzione della espressione "Comunità europea" con "Unione europea" che ora possiede personalità giuridica.
Ma le novità rilevanti riguardano soprattutto aspetti istituzionali. In primo luogo, il coinvolgimento diretto dei Parlamenti nazionali in alcuni aspetti del funzionamento dell’Unione e, in particolare, nel controllo da parte dei Parlamenti nazionali del rispetto del principio di sussidiarietà nell'attività legislativa dell'UE. I progetti di atti legislativi dell'Unione devono, pertanto, essere tempestivamente sottoposti all'esame delle Camere e si stabiliscono linee di indirizzo che devono regolare la fase di formazione delle normative europee. Ad esempio, prima dello svolgimento delle riunioni del Consiglio europeo, il Governo deve illustrare alle Camere la posizione che intende assumere sui temi in discussione nei confronti dei quali non potrà non tener conto degli indirizzi espressi dal parlamento.
Sulle risultanze dei vertici UE dovranno essere tempestivamente, entro 15 giorni, informati gli organi parlamentari. Maggior vincolo viene stabilito sugli accordi che prevedano l’introduzione o il rafforzamento di regole in materia finanziaria o monetaria o comunque producano conseguenze rilevanti sulla finanza pubblica: in questo caso, se il Governo non dovesse conformarsi agli atti di indirizzo del Parlamento, dovrà dare adeguata spiegazione alle Camere sulla posizione assunta il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato.
Novità importanti anche per quanto riguarda gli strumenti di adeguamento agli obblighi europei. La tradizionale legge comunitaria, come noto il principale strumento di attuazione della normativa UE che regola modalità e tempi per la trasposizione delle direttive, si "sdoppia" e al posto di una sola legge annuale, il Governo dovrà presentare, entro il 28 febbraio di ogni anno, la legge di delegazione europea e, se necessario, potrà presentare una seconda legge, la legge europea. In questo modo, si vuole porre rimedio innanzitutto al problema determinato dai lunghi tempi di approvazione in Parlamento della legge comunitaria annuale, anticamera dell'avvio di numerose procedure di infrazione da parte della Commissione europea. Ma i lunghi tempi di approvazione sono generalmente prodotti dall'inserimento nella legge di disposizioni diverse dal semplice conferimento di delega legislativa (in particolare, le disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti necessarie per risolvere procedure di infrazione). Con lo "sdoppiamento" della legge comunitaria i ritardi e le cause che ne sono alla base dovrebbero essere superati, garantendo così un iter parlamentare più celere. In particolare la "legge di delegazione europea" conterrà esclusivamente le deleghe al Governo per l'attuazione delle direttive europee e delle decisioni quadro da recepire nell'ordinamento nazionale, mentre la "legge europea" darà attuazione agli atti comunitari e ai trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione.
Viene anche prevista la possibilità di un secondo disegno di legge di delegazione europea ("secondo semestre") da adottare, se necessario, entro il 31 luglio di ogni anno, nonché la possibilità dell’adozione, da parte del Governo, di appositi disegni di legge per l’attuazione di singoli atti normativi dell’Unione europea, in casi di particolare importanza politica, economica e sociale.
Il testo della legge n. 234/2013 viene riportato nei Riferimenti normativi. LE LEGGI EUROPEE 2017 1. 28 APRILE 2017 - IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA LE LEGGI EUROPEE Il Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2017 ha approvato, in via definitiva, le leggi europee:
1) il disegno di legge che delega il Governo al recepimento delle direttive europee e all'attuazione di altri atti dell'Unione Europea (Legge di delegazione europea 2016) e 2) il disegno di legge che detta disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell'Italia all'Unione Europea (Legge europea 2017).
Il primo provvedimento conferisce la delega al Governo per il recepimento di ventisei direttive europee, nonché per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di sei regolamenti europei, indicando in taluni casi specifici principi e criteri direttivi. Sul testo, dopo l’esame preliminare, ha espresso il proprio parere favorevole la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano convocata in sessione europea.
Il disegno di legge mira a integrare l’ordinamento nazionale o a disciplinare ex novo aspetti della vita economica, sociale e sanitaria dei cittadini italiani in ambiti estremamente differenziati: - dalla disciplina dei pacchetti turistici e dei servizi collegati a quella dei marchi d’impresa; - dalla regolamentazione della distribuzione assicurativa, all’adeguamento della normativa in materia di abuso e di comunicazione illecita di informazioni privilegiate e manipolazioni del mercato (abusi di mercato), nonché in materia di indici usati come riferimento negli strumenti e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento; - dal rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione d’innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali, alle garanzie per i minori indagati o imputati; - dalla protezione dei dati personali nelle attività di indagine, allo scambio automatico obbligatorio d’informazioni nel settore fiscale; dall’interoperabilità del sistema ferroviario dell’Ue e la sicurezza delle ferrovie e delle navi passeggeri, alla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici nonché al divieto di commercializzazione delle borse di plastica in materiale leggero.
Il secondo provvedimento è volto a chiudere tre procedure d’infrazione e tre casi EU Pilot, a superare una delle contestazioni della Commissione europea nell’ambito di un caso EU Pilot, a introdurre norme per la corretta attuazione di due direttive e ad apportare alcune modifiche alla legge n. 234/2012. Sul testo, dopo l’esame preliminare, ha espresso il proprio parere favorevole la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano convocata in sessione europea.
LE LEGGI EUROPEE 2016 1. 27 APRILE 2016 - La Camera approva LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2015 Il 27 aprile 2016 la Camera ha approvato in prima lettura, con 314 voti favorevoli e 80 contrari, il disegno di legge "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2015" (C. 3540-A), presentato dal Governo lo scorso 18 gennaio.
Il provvedimento è ora all'esame del Senato (S. 2345).
. Se vuoi approfondire i contenuti della Legge di delegazione europea 2015, clicca QUI.
. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge C. 3540-A, clicca QUI. 2. 10 MAGGIO 2016 - Il Senato approva il disegno di LEGGE EUROPEA 2015-2016 Il 10 maggio 2016 il Senato ha approvato, con modifiche, il disegno di legge
recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2015" con il nuovo titolo "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2015-2016" (S. 2228).
Il giorno successivo il testo è stato inviato alla Camera dei deputati.
3. 27 GIUGNO 2016 - La Camera dei deputati ha avviato l'esame del disegno di LEGGE EUROPEA 2015-2016 Il 27 giugno 2016 l'Assemblea della Camera dei deputati ha avviato l'esame del disegno di legge europea 2015-2016 (C. 3821-A), approvato dal Senato della Repubblica lo scorso 10 maggio.
Nel corso dell'esame in Commissione, concluso il 22 giugno, non sono stati approvati emendamenti, né articoli aggiuntivi al testo trasmesso dal Senato.
Il disegno di legge europea 2015-2016 - che non ha subito modifiche nel corso dell'esame in Commissione alla Camera - si compone di 37 articoli suddivisi in 9 >api, riferiti a specifiche materie. Le disposizioni approvate sono finalizzate a definire 16 procedure avviate dalla Commisione europea nei confronti dell'Italia, tra cui 4 procedure di infrazione,10 casi pre-contenzioso (EU Pilot) e una procedura di cooperazione in materia di aiuti di Stato esistenti e di una procedura di aiuti di Stato. Il disegno di legge provvede inoltre all'attuazione di 3 direttive e di una decisione GAI.
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. Se vuoi scaricare il testo del disegngo di legge C. 3821-A, clicca QUI. 4. 8 LUGLIO 2016 - Pubblicata la LEGGE EUROPEA 2015-2016 E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 158 del 8 luglio 2016, la LEGGE 7 luglio 2016, n. 122, recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2015-2016".
La Legge europea si compone di 37 articoli suddivisi in 9 Capi, riferiti a specifiche materie. Le disposizioni approvate sono finalizzate a definire 16 procedure avviate dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia, tra cui 4 procedure di infrazione, 10 casi pre-contenzioso (EU Pilot) e una procedura di cooperazione in materia di aiuti di Stato esistenti e di una procedura di aiuti di Stato. La legge provvede, inoltre, all'attuazione di 3 direttive e di una decisione:
- direttiva 2014/86/UE e direttiva (UE) 2015/121 concernenti il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi (art. 26);
- direttiva (UE) 2015/2060 del Consiglio del 10 novembre 2015, che abroga la direttiva 2003/48/CE in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi (art. 28);
- decisione 2009/917/GAI del Consiglio del 30 novembre 2009, sull'uso dell'informatica nel settore doganale (art. 25).
Al Capo I, in materia di libera circolazione delle merci, l’articolo 1 (Disposizioni in materia di qualità e trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini) introduce due novità:
1) Con la modifica del comma 4 dell’art. 1 della legge 13 gennaio 2013, n. 9 (c.d. “Legge Salva Olio”), l'indicazione dell'origine delle miscele di oli di oliva originari di più di uno Stato membro dell'Unione europea o di un Paese terzo deve essere stampata in un punto evidente in modo da essere visibile, chiaramente leggibile e indelebile. Essa non deve essere in nessun modo nascosta, oscurata, limitata o separata da altre indicazioni scritte o grafiche o da altri elementi suscettibili di interferire.
- viene eliminata l’indicazione in etichetta della data di imbottigliamento (ricordiamo che la L. n. 9/2013 imponeva al massimo 18 mesi dal momento dell'imbottigliamento), sostituita da una generica definizione «da consumare preferibilmente entro...», che consente la vendita dell’olio d’oliva con un termine di conservazione superiore all’attuale anno e mezzo previsto dalla normativa italiana;
L'art. 2 modifica il D.Lgs. n. 179 del 2004 relativo all'etichettatura del miele, escludendo dall'obbligo di indicazione analitica dei Paesi di provenienza "i mieli prodotti e confezionati in altri Stati membri nel rispetto delle definizioni e delle norme della direttiva 2001/110/UE".
Viene, dunque, prevista la non obbligatorietà dell’indicazione dei singoli Paesi di provenienza in caso di mieli prodotti in altri Stati membri e immessi sul mercato nel rispetto della disciplina comunitaria, permanendo la sola possibilità di indicare in tali casi semplicemente che i mieli provengano da Paesi dell’Unione europea o non UE, ovvero da entrambi; in tal modo si sostituisce la vigente normativa italiana che invece stabilisce come obbligatoria l’indicazione analitica sull’etichetta del Paese di origine del miele.
L'art. 3 riguarda l'immissione in commercio dei dispositivi medici e, dando attuazione alla rettifica della direttiva 2007/47/UE in materia di dispositivi medici, modifica il D.Lgs. n. 46 del 1997 ed il D.Lgs. n. 507 del 1992, sostituendo la locuzione "costi/benefici" con il riferimento al rapporto "rischi/benefici".
L'art. 4 estende le sanzioni previste dal D.Lgs. n. 186 del 2011 alle violazioni del regolamento (UE) n.1297/2014 (che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008) in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele.
In dettaglio si estende la sanzione amministrativa pecuniaria (somma da 10.000 euro a 60.000 euro a carico di chiunque utilizza imballaggi contenenti una sostanza o una miscela pericolosa che non ottemperano o ottemperano in modo errato o parziale alle prescrizioni previste in materia di etichettatura e imballaggio) anche a chi viola le disposizioni di cui all'art. 1 del regolamento (UE) n. 1297/2014.
Quest’ultimo provvedimento ha introdotto requisiti aggiuntivi segnatamente per il detergente liquido per bucato destinato ai consumatori contenuto in un imballaggio solubile monouso.
Al Capo II, in materia di libera prestazione dei servizi e libertà di stabilimento, l’articolo 5 prevede la eliminazione dell'obbligo per le Società Organismi di Attestazione (SOA), che accertano i requisiti degli appaltatori di lavori pubblici, di avere la sede legale in Italia, mantenendo per esse il solo obbligo di avere una sede nel territorio della Repubblica.
In materia si ricorda che le società organismi di attestazione sono state disciplinate ex novo dall'art. 84, D.Lgs. n. 50 del 2016 (nuovo Codice dei contratti pubblici).
Le SOA sono organismi di diritto privato (comma 1) che attestano, a favore dei soggetti esecutori (a qualsiasi titolo) di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro, il possesso dei seguenti requisiti di qualificazione:
- il possesso dei requisiti di capacità economica, finanziaria, tecnica e professionale elencati all'art. 83 del medesimo decreto;
- il possesso di certificazione del rating di impresa, rilasciata dall'ANAC, basato - ai sensi del comma 10 dell'art. 83, D.Lgs. n. 50 del 2016 - su indici qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili, nonché sulla base di accertamenti definitivi che esprimono la capacità strutturale e di affidabilità dell'impresa.
Fino all'adozione di apposite linee guida ANAC (art. 83, comma 2, D.Lgs. n. 50/2016), continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le disposizioni del D.P.R. n. 207/2010.
L'art. 8 della legge europea interviene sulle procedure di esecuzione forzata da eseguire in un altro Stato membro dell'Unione europea.
La materia è regolata dal Regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, che ha istituito il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati.
Nel dettaglio il titolo esecutivo europeo è un certificato che consente che le decisioni giudiziarie, le transazioni giudiziarie e gli atti pubblici relativi a crediti non contestati, possano essere riconosciuti ed eseguiti automaticamente, in un altro Stato membro, senza procedimento intermedio.
L'art. 9 della legge Europea 2015-2016 estende la disciplina sull'accesso al patrocinio a spese dello Stato, prevista per le controversie transfrontaliere in ambito UE, ai procedimenti per l'esecuzione di obbligazioni alimentari e riconosce il diritto al gratuito patrocinio a tutti coloro che presentano domande inerenti alla sottrazione internazionale di minori.
La normativa in materia prevede la concessione del gratuito patrocinio, a prescindere dai limiti di reddito, per le domande relative a obbligazioni alimentari derivanti da un rapporto di filiazione nei confronti di una persona infra ventunenne, a meno che lo Stato non abbia dichiarato di voler subordinare l’assistenza legale gratuita alla valutazione delle risorse del figlio.
Viene, inoltre, riconosciuto automaticamente il patrocinio a spese dello Stato in caso di domande relative alla sottrazione internazionale dei minori, inoltrate all’autorità centrale italiana – Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia - in base alla Convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980. In questo caso, dunque, il diritto all’accesso al patrocinio avviene a prescindere da limiti reddituali.
Al Capo III, in materia di giustizia e sicurezza, l’articolo 10 (Permesso di soggiorno individuale per minori stranieri) dispone il rilascio di un permesso di soggiorno autonomo ai minori stranieri, anche prima del quattordicesimo anno di età, per dare piena attuazione al regolamento (CE) n. 380/2008 che istituisce un modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di Paesi terzi.
Al figlio minore dello straniero con questi convivente e regolarmente soggiornante, dunque, verrà rilasciato "un permesso di soggiorno per motivi familiari valido fino al compimento della maggiore età" ovvero "un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo”.
Al Capo VI, in materia di occupazione, l’articolo 30 interviene sul tema dei diritti dei lavoratori a seguito di subentro di un nuovo appaltatore, riformulando il comma 3 dell’art. 29 del decreto legislativo n. 276 del 2003: «L'acquisizione del personale già impiegato nell'appalto a seguito di subentro di nuovo appaltatore dotato di propria struttura organizzativa e operativa, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto d'appalto, ove siano presenti elementi di discontinuità che determinano una specifica identità di impresa, non costituisce trasferimento d'azienda o di parte d'azienda». Pertanto, è esclusa la fattispecie del trasferimento di azienda, o di parte d’azienda, nei casi di acquisizione di personale già impiegato nell’appalto a seguito di subentro di nuovo appaltatore, solo qualora:
- il nuovo appaltatore sia dotato di una propria struttura organizzativa ed operativa;
- siano presenti di elementi di discontinuità che determinano una specifica identità d’impresa.
Dunquem seconso quanto stabiltio dal nuovo comma 3 dell'art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003, l'acquisizione, a seguito di subentro di un nuovo appaltatore ed in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto d'appalto, del personale già impiegato nell'appalto non costituisce trasferimento d'azienda o di parte d'azienda. L'art. 36 accorda finanziamenti ulteriori per lo svolgimento dei compiti connessi all'attuazione della disciplina europea da parte del Garante della privacy.
Viene, infatti, incrementato di 12 milioni di euro, a decorrere dal 2017, il fondo per le spese di funzionamento del Garante della privacy.
Lo stanziamento risponde al nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati personali n. 2016/679, nella parte in cui impone l’obbligo agli Stati membri di provvedere affinché ogni autorità di controllo sia dotata delle risorse umane, tecniche e finanziarie, dei locali e delle infrastrutture necessari per l'effettivo adempimento dei suoi compiti e l'esercizio dei propri poteri, compresi quelli nell'ambito dell'assistenza reciproca, della cooperazione e della partecipazione al comitato europeo per la protezione dei dati.
5. 28 LUGLIO 2016 - Il Senato approva definitivamente il disegno di LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2015 Nella seduta di giovedì 28 luglio 2016, con 141 voti favorevoli, 35 contrari e 42 astenuti, è stata approvata definitivamente la legge di delegazione europea 2015 (DdL n. 2345).
Il provvedimento contiene deleghe legislative per l’attuazione, in alcuni casi con indicazione di criteri specifici di delega, di otto direttive europee e l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di sei regolamenti europei. Si tratta di norme destinate ad integrare l’ordinamento nazionale o a disciplinare ex novo aspetti della vita giuridica, economica, sociale, sanitaria ed anche etica dei cittadini italiani in ambiti estremamente differenziati: dai diritti sulle opere musicali per l’uso online nel mercato interno alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, dalle prescrizioni tecniche sulla codifica di tessuti e cellule umani all'uso di borse di plastica in materiale leggero e ai contratti di credito ai consumatori relativi a immobili residenziali.
A seguito delle modifiche e integrazioni apportate nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, il testo del disegno di legge sottoposto all'esame del Senato si compone di 21 articoli, riferiti a specifiche materie, e di due allegati contenenti, rispettivamente, 2 direttive (Allegato A) e 9 direttive (Allegato B), da recepire con decreto legislativo.
L’articolato del disegno di legge reca disposizioni di delega riguardanti il recepimento di 12 direttive europee, di 1 raccomandazione CERS (Comitato europeo per il rischio sistemico) e di 1 decisione quadro, nonché l’adeguamento della normativa nazionale a 13 regolamenti europei. Il disegno di legge contiene, inoltre, deleghe al Governo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di sei regolamenti europei tra i quali il Regolamento (UE) 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e direttiva (UE) 2011/91 sulle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare.
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6. 1° SETTEMBRE 2016 - La LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2015 sulla Gazzetta Ufficiale E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2016, la Legge 12 agosto 2016, n. 170, recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2015”.
LE LEGGI EUROPEE 2015 1. 10 SETTEMBRE 2015 - Via libera del Governo al disegno di LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2015
Il Consiglio dei Ministri, nella riunione svoltasi il 10 settembre 2015, ha approvato, in via preliminare, il disegno di legge recante la delega al Governo per il recepimento delle direttive Europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2015. Il provvedimento contiene deleghe legislative per l’attuazione, in alcuni casi con indicazione di criteri specifici di delega, di sette direttive europee e l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di sei regolamenti europei.
Si tratta di norme destinate ad integrare l’ordinamento nazionale o a disciplinare ex novo aspetti della vita giuridica, economica, sociale, sanitaria ed anche etica dei cittadini italiani in ambiti estremamente differenziati: dai diritti sulle opere musicali per l'uso online nel mercato interno alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, dalle prescrizioni tecniche sulla codifica di tessuti e cellule umani all'uso di borse di plastica in materiale leggero e ai contratti di credito ai consumatori relativi a immobili residenziali.
Il testo, prima della sua approvazione in via definitiva da parte del Consiglio dei ministri, sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per il prescritto parere. Di seguito le principali direttive per le quali è conferita delega legislativa:
1. direttiva (UE) 2015/565, per quanto riguarda determinate prescrizioni tecniche relative alla codifica di tessuti e cellule umani (termine di recepimento 29 ottobre 2016);
2. direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multi-territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno (termine di recepimento 10 aprile 2016);
3. direttiva 2014/92/UE sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull’accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base (termine di recepimento 18 settembre 2016);
4. direttiva (UE) 2015/637, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell'Unione non rappresentati nei paesi terzi;
5. direttiva (UE) 2015/652, che stabilisce i metodi di calcolo e gli obblighi di comunicazione relativamente alla qualità della benzina e del combustibile diesel (termine di recepimento 21 aprile 2017);
6. direttiva (UE) 2015/720, relativa all'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero (termine di recepimento 27 novembre 2016);
7.direttiva (UE) 2015/849, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo;
8.direttiva (UE) 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e direttiva (UE) 2011/91 sulle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare.
2. 6 NOVEMBRE 2015 - Via libera definitivo del Governo al disegno di LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2015 Il Consiglio dei ministri del 6 novembre 2015 ha approvato, in via definitiva a seguito del parere favorevole espresso dalla Conferenza Stato-Regioni, riunita in apposita “sessione europea”, il disegno di legge recante la delega al Governo per il recepimento delle direttive Europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2015. Il provvedimento contiene deleghe legislative per l’attuazione, in alcuni casi con indicazione di criteri specifici di delega, di otto direttive europee e l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di sei regolamenti europei. Si tratta di norme destinate ad integrare l’ordinamento nazionale o a disciplinare ex novo aspetti della vita giuridica, economica, sociale, sanitaria ed anche etica dei cittadini italiani in ambiti estremamente differenziati: dai diritti sulle opere musicali per l’uso online nel mercato interno alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, dalle prescrizioni tecniche sulla codifica di tessuti e cellule umani all'uso di borse di plastica in materiale leggero e ai contratti di credito ai consumatori relativi a immobili residenziali.
- direttiva (UE) 2015/565, per quanto riguarda determinate prescrizioni tecniche relative alla codifica di tessuti e cellule umani (termine di recepimento 29 ottobre 2016);
- direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multi-territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno (termine di recepimento 10 aprile 2016);
- direttiva 2014/92/UE sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull’accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base (termine di recepimento 18 settembre 2016);
- direttiva (UE) 2015/637, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell'Unione non rappresentati nei paesi terzi;
- direttiva (UE) 2015/720, relativa all'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero (termine di recepimento 27 novembre 2016);
- direttiva (UE) 2015/849, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo;
- direttiva 2014/17/UE, relativa ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali (termine di recepimento 21 marzo 2016).
3. 10 MAGGIO 2016 - LEGGE EUROPEA 2015 - Approvazione da parte del Senato Il 10 maggio 2016, il Senato ha approvato, con modifiche, il disegno di legge "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2015".
- libera circolazione delle merci (Capo I – artt. 1-4)
- libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi (Capo II – artt. 5-6)
- giustizia e sicurezza (Capo III – artt. 7-16)
- trasporti (Capo IV – artt. 17-18)
- fiscalità, dogane e aiuti di Stato (Capo V – artt. 19-29)
- occupazione (Capo VI - art. 30)
- ambiente (Capo VII – artt. 31-32)
- energia (Capo VII – art. 33).
Il provvedimento passa adesso in seconda lettura alla Camera. . Se vuoi conoscere le principali disposizioni previste dal provvedimento, clicca QUI.
LE LEGGI EUROPEE 2014 1. 30 OTTOBRE 2014 - Via libera del Governo al disegno di LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2014 Il Consiglio dei Ministri del 30 ottobre 2014 ha approvato il disegno di legge che conferisce al Governo la delega al recepimento delle direttive europee e all’attuazione di altri atti dell’Unione europea, previsto dalla legge n. 234 del 2012.
Tale recepimento deve avvenire a seguito della presentazione al Parlamento da parte del Governo di un disegno di legge annuale capace di offrire un quadro complessivo delle direttive e degli altri atti dell’Unione europea da trasporre nell’ordinamento nazionale. Il disegno di legge di delegazione europea, approvato dal Consiglio dei Ministri del 30 ottobre, recepisce nell’ordinamento le più recenti direttive pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione e contiene principi e criteri direttivi per il recepimento di 42 direttive che intervengono su numerose materie. Il disegno di legge approvato oggi comprende deleghe legislative volte tra l’altro ad attuare direttive e decisioni quadro, a disciplinare sanzioni per violazione di atti normativi dell’Unione, a dare vita a testi unici per il riordino e l’armonizzazione di norme in distinti settori, a modificare o abrogare norme statali per garantire la conformità dell’ordinamento nazionale ai pareri motivati o alle sentenze di condanna per inadempimento emesse dalla Corte di giustizia. La Conferenza Stato Regioni ha espresso parere favorevole sul disegno di legge. . Se vuoi approfondire l’argomento, clicca QUI.
2. 24 DICEMBRE 2014 - Il Consiglio dei Ministri approva in via preliminare LA LEGGE EUROPEA 2014 Il Consiglio dei Ministri del 24 dicembre 2014 ha approvato in via preliminare il disegno di legge europea per il 2014, illustrata dal Sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, appositamente invitato in quanto delegato alla materia. Con queste Disposizioni il Governo compie un ulteriore passo vanti per adeguare la normativa italiana agli obblighi imposti dall’Unione prima della chiusura del semestre di Presidenza europea. Il provvedimento chiude dieci procedure d’infrazione e sette casi EU pilot, prevede il recepimento di una direttiva che scade nel 2016 e l’attuazione di due decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio.
3. 14 MAGGIO 2015 - Il Senato approva, in prima lettura, LA LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2014 Il Senato, il 14 maggio 2015, ha approvato, in prima lettura, la legge di delegazione europea 2014 (DdL n. 1758), che ora passa alla Camera. . Se vuoi scaricare il testo del DdL n. 1758 e della relativa Relazione, clicca QUI.
4. 10 GIUGNO 2015 - La Camera approva le LEGGE EUROPEA 2014 La Camera ha approvato il disegno di legge recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2014" (C. 2977-A). Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.
. Se vuoi scaricare il testo del DdL C. 2977-A e della relativa Relazione, clicca QUI.
. Se vuoi approfondire i contenuti del provvedimento approvato dalla Camera, clicca QUI.
5. 31 LUGLIO 2015 - La Legge di delegazione europea 2014 sulla Gazzetta Ufficiale E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2015, la LEGGE 9 luglio 2015, n. 114, recante "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2014".
La legge contiene le disposizioni di delega necessarie per l'adozione delle direttive dell'Unione Europea pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione successivamente alla data di presentazione in Parlamento del precedente analogo disegno di legge.
Nel corso dell'esame parlamentare, il testo originariamente presentato dal Governo è stato modificato e ampliato in modo significativo con riguardo agli articoli, che sono passati da 11 a 21, alle direttive da recepire (da 41 a 58) ai regolamenti (da 4 a 6) e alle decisioni quadro (da 6 a 10).
Il provvedimento è ora composto da 21 articoli e di due allegati (A e B) riportati l’elenco delle direttive da recepire. Gli articoli della legge contengono disposizioni di delega per il recepimento di 58 direttive europee, per l’adeguamento della normativa nazionale a 6 regolamenti (UE), nonché per l’attuazione di 10 decisioni quadro.
Nell’allegato B sono riportate le direttive sui cui schemi di decreto è previsto il parere delle competenti commissioni parlamentari. . Se vuoi approfondire i contenuti della legge di delegazione europea 2014, clicca QUI. 6. 3 Agosto 2015 - La Legge europea 2014 sulla Gazzetta Ufficiale E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2015, la Legge 29 luglio 2015, n. 115, recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2014.
Il provvedimento si compone di 30 articoli, contenenti una serie di misure abrogative o modificative tese a risolvere i casi di non corretto recepimento della normativa comunitaria, al fine di rimuovere le relative procedure d'infrazione. Tra queste, ad esempio, la legge Europea 2014 interviene sulla disciplina IVA relativa alle cessioni intracomunitarie e ai servizi connessi agli scambi intracomunitari (artt. 12 e 13).
Per quanto concerne la disciplina delle cessioni intracomunitarie, la legge Europea 2014 modifica due articoli del D.L. n. 331/1993, relativamente agli acquisti intracomunitari (art. 38) e alle cessioni intracomunitarie non imponibili (art. 41). Tra le altre novità, la legge Europea 2014 modifica, all’art. 5, l’art. 34 e l’allegato n. 10 del Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al D.Lgs. 1º agosto 2003, n. 259, rideterminando la misura del contributo annuo dovuto dalle imprese titolari dell’autorizzazione generale per la fornitura di reti pubbliche di comunicazioni e di servizio telefonico accessibile al pubblico; per la fornitura del servizio di comunicazioni mobili e personali; per la fornitura, anche congiuntamente, di servizi di rete o di comunicazione elettronica via satellite.
Per la copertura dei costi amministrativi complessivamente sostenuti per l'esercizio delle funzioni di regolazione, di vigilanza, di composizione delle controversie e sanzionatorie attribuite dalla legge all'Autorità, la misura dei diritti amministrativi viene determinata in proporzione ai ricavi maturati dalle imprese nelle attività oggetto dell'autorizzazione generale o della concessione di diritti d'uso. Con l’aggiunta dell’art. 1-bis all’Allegato n. 10, del Codice delle comunicazioni, viene introdotta la misura di un contributo annuo dovuto dalle imprese titolari di autorizzazione generale per l'attività di operatore di rete televisiva in tecnologia digitale terrestre, determinato sulla base della popolazione potenzialmente destinataria dell'offerta, da versarsi entro il 31 gennaio di ciascun anno.
Con l’aggiunta dell’art. 2-bis all’Allegato n. 10, del Codice delle comunicazioni, viene previsto il pagamento di un contributo annuo a carico delle imprese titolari di autorizzazione generale per l'attività di operatore di rete televisiva in tecnologia digitale terrestre per l'utilizzo di frequenze radioelettriche per i collegamenti in ponte radio, per ogni collegamento monodirezionale.
. Se vuoi scaricare il testo della legge n. 115 del 2015, clicca QUI.
LE LEGGI EUROPEE 2013 LA LEGGE EUROPEA 2013 - SECONDO SEMESTRE E LA LEGGE EUROPEA 2013-BIS
1. 8 LUGLIO 2013 - Il Senato approva le "Leggi Europee" 2013
Nella seduta del 8 luglio 2013, l'Aula del Senato ha approvato con 202 voti favorevoli, 15 contrari e 17 astenuti la Legge di delegazione europea 2013. Via libera dell'Aula anche alla Legge europea 2013, con 212 voti favorevoli, 13 contrari e 9 astensioni. Entrambi i provvedimenti passano ora all'esame della Camera. Le 'Leggi Europee' riprendono i contenuti dei due disegni di legge comunitaria non approvati durante la scorsa legislatura.
Il nuovo strumento della legge di delegazione europea, che insieme alla legge europea ha sostituito, ai sensi della legge n. 234 del 2012, la legge comunitaria annuale, è finalizzato al conferimento di deleghe legislative per il recepimento delle direttive e degli altri atti dell'UE. Il Governo è tenuto a presentare la legge di delegazione europea entro il 28 febbraio di ogni anno.
Il disegno di legge contiene anche una delega legislativa biennale per l’emanazione dei decreti legislativi con le sanzioni penali ed amministrative per la violazione di precetti europei o in regolamenti dell'Unione Europea, direttamente applicabili.
La legge europea invece prevede norme di diretta attuazione degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea. Il testo del disegno di legge europea per il 2013 è composto da 34 articoli. In esso sono sostanzialmente confluite le disposizioni diverse dalle deleghe, contenute, in parte, nei disegni di legge comunitaria 2011 e 2012.
. Se vuoi approfondire l’argomento e visitare il sito del Dipartimento Politiche Europee, clicca QUI.
2. 20 AGOSTO 2013 - Le "Leggi Europee" sulla Gazzetta Ufficiale Sono state pubblicate, sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 agosto 2013:
- la Legge 6 agosto 2013, n. 96, recante "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2013" e - la Legge 6 agosto 2013, n. 97, recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - LEGGE EUROPEA 2013".
Il testo di entrambe le leggi viene riportato nell'Appendice normativa.
. Se vuoi approfondire i contenuti di entrambe le leggi, clicca QUI.
3. 28 APRILE 2014 - All'esame della Camera i disegni di legge europea e di delegazione europea 2013 - Secondo semestre
Il 28 aprile 2014 l'Assemblea ha avviato l'esame dei disegni di legge europea e di delegazione europea 2013 - II semestre (A.C. 1836-A e A.C. 1864-A), presentati dal Governo, rispettivamente, il 22 e il 28 novembre 2013. Nel corso dell'esame in Commissione, conclusosi il 26 marzo 2014, sono state approvate modifiche ed integrazioni.
La legge n. 234 del 2012 prevede espressamente la possibilità per il Governo di presentare nel secondo semestre dell’anno un nuovo disegno di legge di delegazione europea qualora si rilevino ulteriori esigenze di adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Il Governo ha inoltre ritenuto opportuno presentare un ulteriore disegno di legge europea al fine di porre rimedio alla parte ancora residua di pre-contenzioso e contenzioso e presiedere il semestre europeo nel 2014 con il minor numero di infrazioni possibili a carico dell’Italia.
3.1. LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2013 - Secondo semestre
Il disegno di legge (A.C. 1836-A) contiene principi e criteri direttivi per il recepimento di 17 direttive, di cui 2 inserite nell’allegato A e 15 nell’allegato B; per le direttive presenti nell’allegato B è prevista l’acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari sullo schema di decreto legislativo di recepimento presentato dal Governo.
Oltre ad una delega generale per l’attuazione delle direttive elencate negli allegati il provvedimento detta specifici princìpi e criteri direttivi per il recepimento di determinati atti:
- la direttiva 2013/36/UE sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento;
- la direttiva 2013/14/UE e il regolamento UE n. 462/2013 in materia di affidamento alle valutazioni delle agenzie di rating del credito; - i regolamenti n. 345/2013 e n. 346/2013 relativi ai fondi europei, rispettivamente, per il venture capital (EuVECA) e per l’imprenditoria sociale (EuSEF); - la decisione quadro 2006/960/GAI sullo scambio di informazioni e intelligence tra Stati membri dell’Unione europea; - la direttiva 2013/32/UE relativa al riconoscimento della protezione internazionale;
- la direttiva 2013/33/UE di rifusione della direttiva 2003/9/CE (direttiva accoglienza);
- la direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (ADR). Sono inoltre previsti principi e criteri direttivi specifici per l’emanazione di un testo unico in materia di asilo, protezione sussidiaria e protezione temporanea, nonché disposizioni che posticipano i termini di delega recati dalla legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009, per dare piena attuazione al Regolamento UE n. 473/2013.
Le ulteriori direttive elencate negli allegati intervengono in numerose materie, fra cui, il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico, l’attività di assicurazione e di riassicurazione, la formazione per la gente di mare, gli articoli pirotecnici, la sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, gli scambi e le importazioni di cani, gatti e furetti, i bilanci d’esercizio e consolidati e le relative relazioni delle imprese, il controllo da parte dello Stato di approdo e le frodi in materia di IVA.
. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge 1836-A, recante "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2013 – secondo semestre", clicca QUI.
3.2. LEGGE EUROPEA 2013-bis Il disegno di legge europea 2013 bis (A.C. 1864-A) contiene disposizioni di natura eterogenea volte ad adeguare l’ordinamento giuridico italiano all’ordinamento europeo, con particolare riguardo ai casi di non corretto recepimento della normativa europea. In particolare il disegno di legge è inteso a chiudere 8 procedure di infrazione, risolvere 12 casi di pre-contenzioso, conformare l’ordinamento italiano a principi interpretativi stabiliti da 2 sentenze emesse dalla Corte di giustizia europea su rinvii pregiudiziali di giudici nazionali - prevenendo il possibile avvio di nuove procedure di infrazione - nonché a dare tempestiva e piena attuazione a 5 atti normativi dell’UE, prevenendo anche in questo caso nuove eventuali procedure di infrazione.
Il provvedimento interviene in numerose materie, fra cui: - le borse di studio universitarie per il perfezionamento all’estero; l’immigrazione e i rimpatri; - la commercializzazione di camini o condotti in plastica; i servizi investigativi privati; - la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio; - gli affidatari di incarichi di progettazione; - la riduzione dei prezzi dell’energia elettrica e le nuove attribuzioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG); - le stazioni di distribuzione dei carburanti ubicate nelle aree urbane; - la protezione del diritto d’autore nel disegno industriale; - la lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali; la responsabilità dello Stato per violazione grave e manifesta del diritto dell’Unione europea da parte di un organo giurisdizionale.
Numerose disposizioni operano inoltre in ambito fiscale e finanziario, in materia di: regime applicabile ai contribuenti fiscalmente residenti in un altro Stato membro che producono e/o ricavano la maggior parte del loro reddito in Italia (c.d. “non residenti Schumacker”); di imposte sul valore delle attività finanziarie all’estero (IVAFE); di riscossione coattiva dei dazi doganali e dell’IVA alle importazioni; di strumenti derivati OTC, controparti centrali e repertori di dati sulle negoziazioni.
Le disposizioni che riguardano la materia ambientale intervengono in merito alla infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE); alla partecipazione del pubblico nell’elaborazione di taluni piani o programmi; alla assoggettabilità alla procedura di valutazione di impatto ambientale, all’inquinamento acustico e al danno ambientale. Nell’ambito del lavoro e delle politiche sociali sono previste disposizioni inerenti la salute e sicurezza dei lavoratori durante il lavoro e il riordino della normativa sui lavoratori nel settore delle navi da pesca.
La norma di copertura, infine, incide sui consumi medi standardizzati di gasolio in agricoltura.
. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge 1864-A, recante "Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis" , clicca QUI.
4. 10 e 11 GIUGNO 2014 - La Camera dei Deputati ha approvato i disegni di legge europea e di delegazione europea 2013 bis. In data 10 giugno 2014, l'Aula ha dato il via libera al disegno di legge "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre" (C. 1836-A).
In data 11 giugno 2014, è stato invece approvato il disegno di legge (C. 1864-A) "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis".
I due provvedimenti passano ora all'esame del Senato (Atto del Senato n. 1519 e n. 1533).
. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge 1836-A , clicca QUI.
. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge 1864-A , clicca QUI.
5. 17 SETTEMBRE 2014 - Il Senato ha approvato in via definitiva la legge di delegazione europea 2013 bis. Il Senato ha approvato il 17 settembre 2014 in via definitiva la "legge di delegazione europea secondo semestre 2013", mentre ha approvato con modifiche la "legge europea bis 2013" che torna alla Camera per una nuova lettura.
6. 23 OTTOBRE 2014 - Approvazione definitiva da parte della Camera
La Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo al disegno di Legge Europea 2013-bis, che recepisce nel nostro ordinamento alcuni orientamenti comunitari per l’attuazione delle politiche europee da parte del nostro Paese. La legge consente all’Italia di superare 8 procedure d’infrazione e 15 casi di pre-infrazione Eu Pilot pendenti. Tra le procedure risolte, spicca quella relativa al regime fiscale applicabile ai soggetti non residenti. La legge europea, infatti, apporta modifiche al regime applicabile ai contribuenti che, pur essendo fiscalmente residenti in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, producono o ricavano la maggior parte del loro reddito in Italia (cfr. Sentenza Schumacker). Per questi soggetti l’imposta dovuta sarà determinata sulla base delle regole IRPEF “a condizione che il reddito prodotto dal soggetto nel territorio dello Stato italiano sia pari almeno al 75% del reddito complessivo”. Il provvedimento, inoltre, interviene su numerose materie, fra cui: - la riscossione coattiva dei dazi doganali e dell’IVA sulle importazioni; - le misure di contrasto alle frodi in danno dei bilanci dell’UE, dello Stato e degli enti territoriali; - l’immigrazione;
- la lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
Per quanto riguarda questo ultimo punto, il provvedimento interviene sull’art. 4, comma 4, D.Lgs. n. 231/2002 prevedendo che, nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una Pubblica Amministrazione, le parti possano derogare, purché in modo espresso, ai termini di pagamento ordinari, quando ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto.
7. 28 OTTOBRE 2014 - Pubblicata la LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2013 - Secondo semestre . E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 251 del 28 ottobre 2014, laLEGGE 7 ottobre 2014, n. 154, recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – legge di delegazione europea 2013 – secondo semestre”.
Nel dettaglio, l’articolo 1 reca una delega al Governo per l’attuazione delle direttive indicate negli allegati A e B secondo le procedure, definendo i relativi termini e le modalità di emanazione dei decreti attuativi.
L’articolo 2 conferisce al Governo, ai sensi dell’art. 33, legge n. 234 del 2012, una delega biennale per l’emanazione di disposizioni recanti sanzioni penali o amministrative per le violazioni di obblighi discendenti da direttive attuate in via regolamentare o amministrativa e per le violazioni di regolamenti dell’Unione europea pubblicati alla data di entrata in vigore della legge.
L’articolo 4 contiene i principi e i criteri direttivi specifici per il recepimento nell’ordinamento nazionale della nuova disciplina europea in materia di agenzie di rating del credito, contenuta nella direttiva 2013/14/UE e nel regolamento (UE) n. 462/2013.
L’art. 5 reca i principi e i criteri direttivi specifici per l’attuazione nell’ordinamento nazionale del regolamento n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital (EuVECA) e del regolamento n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l’imprenditoria sociale (EuSEF). L’articolo 6 delega il Governo ad attuare la Decisione quadro 2006/960/Gai sullo scambio di informazioni e intelligence tra Stati membri dell’Unione europea, riproducendo l’articolo 51 della legge comunitaria 2008 (legge 7 luglio 2009, n. 88) che prevedeva analoga delega al Governo, ormai scaduta.
L’articolo 7 delega il Governo all’emanazione di un testo unico delle disposizioni di attuazione della normativa dell’Unione europea in materia di protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria) e di protezione temporanea.
L’articolo 8 contiene i criteri per il recepimento della direttiva n. 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, che modifica il regolamento CE n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE.
Infine, l’articolo 9 delega il Governo all’attuazione della decisione quadro 2006/783/GAI, relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca. La Legge di delegazione europea - II semestre - che sarà in vigore dal 12 novembre 2014 - contiene principi e criteri direttivi per il recepimento di 19 direttive, di cui 2 inserite nell'Allegato A e 17 nell'Allegato B.
◾la direttive 2013/32/UE recante procedure comuni per il riconoscimento dello status di protezione internazionale;
◾la direttiva 2013/33/UE recante disciplina della accoglienza dei richiedenti protezione internazionale;
◾la direttiva 2014/42/UE relativa al congelamento e confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell'Unione Europea;
◾la direttiva 2010/13/UE, concernente la fornitura di servizi di media audiovisivi.
◾la direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento;
◾la direttiva 2013/14/UE e il regolamento UE n. 462/2013 in materia di affidamento alle valutazioni delle agenzie di rating del credito; ◾i regolamenti n. 345/2013 e n. 346/2013 relativi ai fondi europei, rispettivamente, per il venture capital (EuVECA) e per l’imprenditoria sociale (EuSEF); ◾la decisione quadro 2006/960/GAI sullo scambio di informazioni e intelligence tra Stati membri dell'Unione Europea; ◾la direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (ADR). Il testo reca una delega al Governo per l'emanazione di un testo unico delle disposizione in attuazione della normativa europea in materia di protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria) e di protezione temporanea.
Le ulteriori direttive elencate negli allegati intervengono in numerose materie, fra cui:
- il riutilizzo dell'informazione del settore pubblico, - l'attività di assicurazione e di riassicurazione, - la formazione per la gente di mare, - gli articoli pirotecnici, - la sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, - gli scambi e le importazioni di cani, gatti e furetti, - i bilanci d’esercizio e consolidati e le relative relazioni delle imprese, - il controllo da parte dello Stato di approdo e le frodi in materia di IVA.
8. 10 NOVEMBRE 2014 - Pubblicata la LEGGE EUROPEA 2013-bis . E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10 novembre 2014 - Supplemento Ordinario n. 84, la LEGGE 30 ottobre 2014, n. 161, recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis".
Il provvedimento contiene disposizioni di natura eterogenea volte ad adeguare l'ordinamento giuridico italiano all'ordinamento europeo, con particolare riguardo ai casi di non corretto recepimento della normativa europea. Il testo della legge viene riportato nei Riferimenti normativi.
8.1. Contenuti della legge
Segnaliamo di seguito alcune previsioni, in materia di libera prestazione dei servizi e relative ai poteri dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, che appaiono di interesse per le imprese.
1) L’articolo 5 interviene sul Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per superare alcuni rilievi formulati dalla Commissione europea nel caso EU Pilot 3690/12/MARK, in relazione alla possibilità per le imprese di investigazione privata stabilite in altri Stati membri di esercitare in Italia la loro attività. Con le modifiche apportate all’art. 134-bis del R.D. n. 773 del 1931, viene anzitutto esteso a tali imprese il regime di stabilimento già previsto per le imprese di vigilanza privata. Inoltre, per la prestazione transfrontaliera o temporanea dei servizi di investigazione privata e di informazioni commerciali, viene previsto un sistema di silenzio assenso: l’impresa stabilita in altro Stato membro dell’Unione europea dovrà notificare al Dipartimento della pubblica sicurezza presso il Ministero dell’Interno l’attività che intende svolgere nel territorio nazionale, specificando le autorizzazioni possedute nonché la tipologia dei servizi, l’ambito territoriale nel quale i servizi dovranno essere svolti e la durata degli stessi; l’impresa potrà iniziare ad operare decorsi dieci giorni dalla notifica, salvo che entro tale termine intervenga un divieto del Ministero per ragioni di ordine pubblico o di pubblica sicurezza.
2) L’articolo 6 integra il decreto legislativo n. 59/2010 di attuazione della direttiva 2006/123 sui servizi nel mercato interno rafforzando il regime di tutela dei destinatari dei servizi per assicurare il rispetto del divieto di discriminazioni basate sulla nazionalità o sul luogo di residenza. Al Centro europeo dei consumatori per l’Italia, che è parte della Rete ECC istituita nell’Unione per fornire consulenza e assistenza gratuita ai cittadini europei nelle controversie di consumo transfrontaliere, viene attribuito il compito di ricevere le segnalazioni dei consumatori e delle loro associazioni, nonché delle microimprese, e di rivolgersi al prestatore del servizio per indurlo a rispettare le normative europee e nazionali relative al divieto di discriminazioni. In caso di insuccesso dell’intervento, il medesimo Centro trasmette un rapporto documentato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che può attivare i poteri di accertamento e repressione previsti dal Codice del consumo in materia di pratiche commerciali scorrette. La definizione delle procedure istruttorie è rimessa a un regolamento dell’Autorità, che dovrà anche disciplinare i rapporti tra quest’ultima e il Centro europeo dei consumatori per l’Italia. Sempre riguardo al decreto legislativo n. 59/2010, l’articolo 6 della legge europea 2013-bis specifica che la notifica obbligatoria alla Commissione europea dei progetti di disposizioni nazionali legislative, regolamentari o amministrative contenenti restrizioni all’accesso o all’esercizio delle attività di servizi sono effettuate tramite il sistema telematico IMI (Internal Market Information) istituito dalla Commissione europea. 3) L’articolo 18 introduce l'obbligo dell’utilizzo, negli esercizio di somministrazione, di bottiglie con sigillo anti-manomissione che impedisce il rabbocco.
"Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l'esaurimento del contenuto originale indicato nell'etichetta".
Questo è quanto disposto dal nuovo comma 2, dell’articolo 7, della legge 14 gennaio 2013, n. 9 (Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini), così come sostituito dall’art. 18, comma 1, lett. c) della legge 30 ottobre 2014, n. 161 (Legge europea 2013-bis), in vigore dal 25 novembre 2014.
Ricordiamo che il precedente articolo 2 della citata L. n. 9/2013 (c.d. “Legge salva olio”) era di difficile applicazione in quanto mostrava una evidente contraddizione laddove, prima stabiliva l’obbligo per gli esercizi di somministrazione di mettere a disposizione del pubblico bottiglie di olio di oliva munite del tappo anti rabbocco, ma subito dopo, con l’aggiunta della congiunzione “ovvero”, precisava che gli olii “devono essere etichettati in modo da indicare almeno l’origine del prodotto ed il lotto di produzione a cui appartiene”. In pratica venivano bandite le oliere anonime, il tappo anti rabbocco era consentito, ma potevano essere utilizzate anche le bottiglie normali, purchè fornite di determinate informazioni attraverso un’etichettatura appropriata. Pertanto, un commerciante poco onesto avrebbe potuto acquistare la bottiglia etichettata per poi rabboccarla al bisogno, anche con olio scadente.
Modificato anche il comma 3, dell’articolo 7, della L. n. 9/2013, che ora prevede che la violazione di tale nuova disposizione “comporta l'applicazione al titolare del pubblico esercizio di una sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 8.000 e la confisca del prodotto”.
4) L’articolo 22 è volto a dare attuazione al regolamento (UE) n. 1227/2011 concernente l’integrità e la trasparenza del mercato dell’energia all’ingrosso (regolamento REMIT). Il regolamento richiede agli Stati membri di dotare le proprie autorità nazionali di regolamentazione dei poteri di indagine ed esecuzione necessari per assicurare il rispetto dei divieti abusi di mercato e dell’obbligo di pubblicità delle informazioni privilegiate; un insieme minimo di tal poteri è indicato dal regolamento. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a prevedere adeguate sanzioni per le violazioni delle norme del regolamento. In conformità a queste previsioni, l’articolo 22 della legge in commento attribuisce all’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico (AEEGSI), al fine di assicurare l’applicazione del regolamento REMIT, i seguenti poteri: - accedere ai documenti rilevanti; - chiedere informazioni anche mediante audizioni personali; - effettuare sopralluoghi e ispezioni; - chiedere i tabulati telefonici e i registri del traffico di dati, previa autorizzazione del procuratore della Repubblica; - intimare la cessazione delle condotte illecite; - chiedere al giudice il sequestro o la confisca del prodotto o del profitto dell’illecito; - presentare alle autorità competenti istanze di divieto dell’esercizio di un’attività professionale. Per lo svolgimento delle indagini l’AEEGSI può avvalersi della collaborazione del Gestore dei mercati energetici e del Gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale e coordina la sua attività con quella dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato nonché, in relazione ai casi di abuso di informazioni privilegiate, con la Consob. Per l’abuso di informazioni privilegiate l’AEEGSI può irrogare sanzioni da 20 mila a 3 milioni di euro e per manipolazioni del mercato sanzioni da 20 mila a 5 milioni, salvo che il fatto costituisca reato; per la violazione degli obblighi informativi relativi alle operazioni sui mercati dell’energia all’ingrosso e alla registrazione degli operatori di mercato le sanzioni irrogabili vanno da 10 mila a 200 mila euro. L’Autorità può aumentare queste sanzioni fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall’illecito quando, per la rilevante offensività del fatto, le qualità personali del colpevole o l’entità del prodotto o del profitto conseguito dall’illecito, esse appaiano inadeguate anche se applicate nella misura massima. I proventi delle sanzioni affluiscono in un apposito fondo (FOCES, Fondo costi energia elettrica e gas) nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, volto a ridurre i costi dell’energia elettrica e del gas a carico di cittadini e imprese. L’AEEGSI definirà la disciplina del procedimento sanzionatorio con proprio regolamento e darà conto delle attività svolte nel settore del mercato dell’energia all’ingrosso in un apposito capitolo della propria relazione annuale al Parlamento.
5) L’articolo 23 è volto a superare i rilievi formulati dalla Commissione europea nel caso EU Pilot 4734/13/MARK in relazione alla disciplina delle stazioni di distribuzione dei carburanti ubicate nelle aree urbane. L’articolo 28 del D.L. n. 98/2011, convertito con modificazioni dalla L. n. 111/2011, successivamente modificato dal D.L. n. 1/2012, convertito dalla L. n. 27/2012, ha previsto il divieto di porre vincoli o limitazioni all’utilizzo continuativo, anche senza assistenza, delle apparecchiature per il rifornimento di carburante senza servizio con pagamento anticipato (ossia in modalità "self service"), limitando però questo divieto agli impianti posti fuori dai centri abitati. Il fatto che le stazioni di servizio situate al di fuori delle zone urbane possano offrire modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato senza la presenza del personale, mentre le stazioni di servizio non presidiate non siano autorizzate nelle aree urbane, poiché la presenza di personale è sempre obbligatoria, ad avviso della Commissione, potrebbe costituire un vincolo alla libertà di stabilimento delle persone stabilite in altri Stati membri dell'UE che desiderino avviare una stazione di servizio completamente automatizzata nelle aree urbane in Italia, senza la presenza del titolare o dei suoi dipendenti, secondo il modello imprenditoriale standard per le stazioni di servizio in molti Stati membri dell'UE che, tra l'altro, contribuisce in modo significativo all'abbassamento dei costi di distribuzione.
Con l’articolo 23 della legge europea-bis 2013 la portata del divieto di porre limiti al self service viene estesa a tutti gli impianti.
Con questo intervento vengono così escluse le limitazioni all'utilizzo continuativo delle apparecchiature self-service, anche senza assistenza, agli impianti di distribuzione ovunque ubicati e non più solo per questi posti fuori dai centri abitati. 6) L’articolo 24 contiene norme di interpretazione autentica e alcune modifiche al D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, relativo ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, come modificato dal D.Lgs. 6 novembre 2012, n. 192, che ha recepito la direttiva 2011/7/UE.
Le norme di interpretazione autentica specificano che la disciplina contenuta nel D.Lgs. n. 231/2002 si applica anche ai contratti pubblici e le disposizioni relative ai termini di pagamento e al tasso di interesse dovuto in caso di ritardato pagamento contenute nel codice dei contratti pubblici e nel relativo regolamento di attuazione nonché in altre leggi speciali, che prevedono termini e tassi difformi da quelli indicati nel decreto, si applicano solo se più favorevoli ai creditori.
Le modifiche al D.Lgs. n. 231/2002 sono volte ad assicurare il corretto recepimento della direttiva europea 2011/7/UE. In particolare, viene modificato l’articolo 4, comma 4, relativo alla possibilità nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una pubblica amministrazione di derogare al termine legale, prevedendo che questa possibilità sia ammessa solo quando “ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche”. Nello specifico, è stato eliminato il riferimento alle circostanze esistenti al momento delle conclusione del contratto.
Viene aggiunto un nuovo articolo che disciplina le prassi inique (articolo 7 bis). In particolare, le prassi relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero quando risultano gravemente inique per il creditore danno il diritto al risarcimento del danno. La valutazione della grave iniquità da parte del giudice deve avvenire tenendo conto degli elementi su cui si basa l’accertamento delle clausole gravemente inique. La prassi che esclude l’applicazione degli interessi di mora è considerata sempre gravemente iniqua e non è ammessa prova contraria. Per la prassi che esclude il risarcimento dei costi di recupero vi è una presunzione relativa di grave iniquità.
LA LEGGE COMUNITARIA 2012 1. 23 DICEMBRE 2011 - Approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di disegno di legge
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 23 dicembre 2011 lo schema di disegno di legge per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (l'annuale Legge Comunitaria, per il 2012) che contiene le deleghe ed i principi relativi alle direttive europee da recepire. Il testo verrà ora trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per il parere.
Il provvedimento mantiene, in gran parte, la struttura delle precedenti leggi comunitarie ma ne differisce sostanzialmente nella parte relativa ai termini per l'esercizio della delega legislativa. L'articolo 1 stabilisce infatti che il termine per l'esercizio della delega legislativa non coincide più con la scadenza del termine previsto in ogni direttiva per il suo recepimento, come stabilito nelle precedenti leggi comunitarie, ma è anticipato ai due mesi precedenti la scadenza del termine di recepimento delle singole direttive.
Il disegno di legge contiene due Capi, 7 articoli e due allegati. Le direttive comprese nell'allegato B sono 7. (Fonte: Dipartimento Politiche Europee)
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LA LEGGE COMUNITARIA 2011 1. 31 AGOSTO 2011 - Approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di disegno di legge
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo il 3 agosto 2011 al disegno di legge "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell'Italia alle Comunità Europee (Legge Comunitaria 2011)". Sul provvedimento, che era stato approvato in via preliminare il 22 luglio, è stato acquisito il parere, favorevole senza osservazioni, della Conferenza Stato-Regioni in sessione comunitaria il 27 luglio. Il testo è stato presentato alla Camera dei Deputati il 19 settembre 2011 (A.C. 4623). . Se vuoi scaricare il testo del DdL A.C. 4623, clicca QUI.
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LA LEGGE COMUNITARIA 2010 1. 1° MARZO 2010 - Approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri lo schema di disegno di legge
In data 1° marzo 2010, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in prima lettura la legge comunitaria 2010, che appare tutta incentrata sulle moderne telecomunicazioni.
Le nuove norme, in totale 20 articoli, riscrivono buona parte del testo unico sulla radiotelevisione (D. Lgs. n. 177/2005), dando attuazione alla direttiva 2007/65/CE, che definisce tutti i nuovi servizi audiovisivi sviluppatisi negli anni recenti, dalla trasmissione continua in diretta (live streaming), alla trasmissione televisiva su internet (webcasting), ai servizi non lineari (in modalità pull).
Di particolare interesse, gli articoli 9 e 10.
L'articolo 9 delega il Governo ad adottare un decreto legislativo per il riordino della professione di guida turistica, disciplinando i titoli ed i requisiti per il suo esercizio sulla base dei criteri in esso specificati. In particolare, con il decreto dovranno essere individuati dei requisiti minimi per l'accesso alla professione e un percorso formativo uniforme, oltre che l'indicazione di requisiti generali da approfondire poi in sede di disciplina regionale, al fine di adeguarli alle peculiarità territoriali. Attualmente, esiste un irragionevole regime di discriminazione a sfavore dei cittadini italiani, dato che l'esercizio dell'attività delle guide italiane continua ad essere vincolato al territorio regionale o provinciale in cui sono abilitate, mentre le guide straniere che intendono svolgere un'attività anche sul nostro territorio nazionale sono tenute unicamente ad una informativa preventiva. L'articolo 10 delega il Governo ad introdurre nell'ordinamento giuridico italiano, ed a disciplinare, l'istituto del trust, il contratto di fiducia, all'interno della disciplina del contratto di mandato, tipico dei paesi anglosassoni e previsto nel diritto comunitario. Nell'ultimo decennio il mercato italiano ha registrato una crescente domanda di prestazioni legali e più ampiamente professionali inerenti ad operazioni fiduciarie. Questa domanda si è tradotta in larga misura nella ricerca di soluzioni basate sul ricorso al trust. Nell'ordinamento italiano l'istituto ha trovato accesso a seguito dell'adesione alla Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985 ma non ha mai costituito oggetto di una precisa disciplina. Per la prima volta in Italia l'istituto è stato preso in considerazione sotto il profilo fiscale nella finanziaria 2007 e in provvedimenti di prassi dell'Agenzia delle Entrate (tra cui si segnala la Circolare n. 48/E del 2007). - Si riporta il testo dello:
. Schema di disegno di legge recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità Europee - Legge comunitaria 2010. . Se vuoi approfondire l'argomento circa i contenuti della legge comunitaria 2010 e visitare il sito del Dipartimento Politiche Comunitarie, clicca QUI.
2. 8 LUGLIO 2010 - Parere favorevole da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in data 8 luglio 2010, ha espresso parere favorevole sullo schema di disegno di legge recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee (legge comunitaria 2010).
Al contempo ha espresso una forte raccomandazione al Governo affinché proponga un decreto legislativo correttivo per l’attuazione della direttiva 2006/123/CE (cd. Direttiva Servizi) che contenga gli emendamenti, già proposti alle Regioni in sede di
di recepimento. . Se vuoi scaricare il testo del parere, clicca QUI. 3. 22 LUGLIO 2010 - Approvazione in via definitiva da parte del Consiglio dei Ministri
Il Consiglio dei Ministri del 22 luglio 2010 ha approvato, in via definitiva, lo schema di disegno di legge recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2010.
Il disegno di legge sarà ora presentato alle Camere ed inizierà il suo iter parlamentare presso il Senato della Repubblica.
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Il 2 febbraio 2011 il Senato ha dato il via libera al testo del Disegno di legge "Comunitaria 2010" (Atto del Senato n. 2322). Il documento passa ora alla Camera dei Deputati. Rispetto alle precedenti leggi comunitarie, questo disegno di legge introduce una importante novità: il termine per l'esercizio della delega legislativa non coincide più con la scadenza del termine stabilito dall'Unione Europea per il recepimento delle singole direttive, ma viene anticipato di due mesi. L'obiettivo è quello di ottenere un più veloce adeguamento della normativa italiana agli obblighi stabiliti in sede europea ed evitare l'avvio di procedure d'infrazione per mancato recepimento. Esigenza oggi ancor più necessaria visto che, con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, lo Stato inadempiente rischia di incorrere in sanzioni pecuniarie già nel contesto del procedimento giurisdizionale di accertamento della stessa inadempienza. Il provvedimento si compone di 18 articoli (due Capi) e due allegati. Le direttive comprese nell'allegato B sono 26, nell'allegato A risultano inserite 4 direttive. Tra le novità che il disegno di legge introduce.
- il riordino della professione di guida turistica con la disciplina dei titoli e requisiti per il suo esercizio, - la modifica del quadro regolamentare delle comunicazioni elettroniche, - la disciplina delle concessioni demaniali marittime fermo restando il termine ultimo di proroga fissato al 2015, - l'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma.
. Se vuoi scaricare il testo approvato dal Senato (n. 2322), clicca QUI. . Se vuoi scaricare una scheda riassuntiva dei contenuti della legge comunitaria 2010, clicca QUI. 5. 29 GIUGNO 2011 - Il testo in discussione alla Camera - Respinto l'articolo 1
La Camera, dopo aver proceduto allo stralcio degli articoli 15, 23, 28, 29, 31, 32, 33, 36, 37 e 40 del disegno di legge, già approvato dal Senato, recante Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2010 (C. 4059-A9, ha proseguito l’esame dello stesso. Dopo che l’Assemblea ha respinto l’articolo 1 del provvedimento, il seguito del dibattito è stato rinviato ad altra seduta.
6. 26 LUGLIO 2011 - Approvazione da parte della Camera
Il 26 luglio 2011 la Camera approva, con delle modifiche, il testo del DdL n. 2322-B e viene perciò ritrasmesso al Senato.
. Se vuoi scaricare il testo approvato dalla Camera, clicca QUI. 7. 30 NOVEMBRE 2011 - Approvazione definitiva da parte del Senato
Il 30 novembre 2011 il Senato ha definitivamente approvato, in terza lettura, il DdL n. 2322-B, 'Legge comunitaria 2010'. Si attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. . Se vuoi scaricare il testo apporvato dal Senato, clicca QUI. 8. 2 GENNAIO 2012 - Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
La Legge Comunitaria 2010 è strutturata in due Capi e 24 articoli. Il Capo I contiene disposizioni di carattere generale, mentre il Capo II contiene deleghe legislative per l'attuazione di 23 direttive di prossima scadenza e disposizioni particolari volte a sanare 23 procedure di infrazione o ad ottemperare a sentenze di condanna della Corte di giustizia dell’Unione Europea.
Tra le novità più rilevanti: la revisione della disciplina in materia di intermediazione finanziaria e modifiche alla disciplina IVA per le prestazioni di servizi scambiate con l’estero.
La Legge comunitaria 2010 ha anche introdotto alcune modifiche al codice del consumo in materia di servizi finanziari a distanza. Nello specifico, in tema di informazioni relative al fornitore, il riferimento all’identità del rappresentante del fornitore stabilito in Italia viene sostituito con il riferimento all’identità del rappresentante del fornitore che sia stabilito nello Stato membro di residenza del consumatore. Per quanto riguarda il diritto di recesso del consumatore, invece, questo viene esteso anche ai contratti di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, per i quali si sia verificato l’evento assicurato, precedentemente esclusi. In materia di obblighi delle parti, nel caso in cui il consumatore eserciti il diritto di recesso entro quattordici giorni, inoltre, viene raddoppiato (portato a 30 giorni) sia il termine entro il quale il fornitore è tenuto a rimborsare al consumatore gli importi versati, sia il termine entro il quale il consumatore che receda è tenuto a pagare al fornitore l’importo del servizio finanziario di cui abbia effettivamente fruito prima dell’esercizio del recesso (art. 5).
LA LEGGE COMUNITARIA 2009 1. 23 GENNAIO 2009 - Approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri lo schema di disegno di legge
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, su proposta del Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, lo schema di disegno di legge Comunitaria 2009.
Il provvedimento era stato approvato in via preliminare il 23 gennaio 2009 e successivamente sottoposto al parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.
Il provvedimento presenta 10 direttive da recepire nell'ordinamento italiano e contiene anche le disposizioni per l'attuazione, mediante decreto legislativo, di quattro decisioni-quadro adottate nell'ambito della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale: a)	lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti; b)	rafforzamento del quadro penale per la repressione del favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali; c)	fissazione di norme minime relative agli elementi costitutivi dei reati e alle sanzioni applicabili in materia di traffico illecito di stupefacenti; d)	lotta contro la criminalità organizzata.
Il disegno di legge comunitaria 2009, come le due ultime leggi comunitarie, contiene, in particolare, importanti disposizioni in materia di recepimento delle direttive disponendo che per le direttive il cui termine di recepimento sia già scaduto o scada nei tre mesi successivi alla data di entrata in vigore della legge comunitaria, il governo è tenuto ad adottare i decreti legislativi di attuazione entro e non oltre novanta giorni dall'entrata in vigore della legge.
Per le direttive il cui termine di recepimento non è previsto in sede comunitaria, la scadenza del termine di delega è di dodici mesi dall'entrata in vigore della legge.
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2. 19 MAGGIO 2009 - Testo in discussione alla Camera - AC 2449
. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge n. 2449, presentato alla Camera dei Deputati il 19 maggio 2009, clicca QUI.
3. 23 SETTEMBRE 2009 - Testo in discussione al Senato - S 1781
. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge n. 1781, approvato dalla Camera il 22 settembre 2009 e trasmesso al Senato il 23 settembre 2009, clicca QUI.
4. 28 GENNAIO 2010 - Testo approvato dal Senato - S 1781
. Se vuoi scaricare il testo del disegno di legge n. 1781, approvato dal Senato il 28 gennaio 2010 e trasmesso alla Camera il 2 febbraio 2010 per l'approvazione definitiva, clicca QUI. 5. 21 APRILE 2010 - Approvazione in via definitiva da parte della Camera
Il 21 aprile 2010 il disegno di legge è stato approvato in terza lettura con modificazioni dalla Camera e torna all'esame del Senato. A seguito delle modifiche approvate nel corso dell’esame parlamentare, il disegno di legge comunitaria 2009, che torna all'esame del Senato, consta di 56 articoli, suddivisi in tre Capi, nonché degli allegati A e B, che elencano le direttive da recepire mediante decreti legislativi (10 direttive nell’Allegato A e 51 nell’Allegato B).
. Se vuoi approfondire l'argomento circa i contenuti della legge comunitaria 2009 e visitare il sito del Governo, clicca QUI.
6. 12 MAGGIO 2010 - Approvazione in via definitiva da parte del Senato
Il 12 maggio 2010 è stato approvato in via definitiva dal Senato il D.d.L. 1781-B recante “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita` europee - Legge comunitaria 2009”.
. Se vuoi scaricare il testo approvato in via definitiva dal Senato, clicca QUI. 7. 24 GIUGNO 2010 - Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 146 del 25 giugno 2010 (Supplemento Ordinario n. 138), la Legge 4 giugno 2010, n. 96, recante “Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2009”.
Il testo è composto da 56 articoli, suddivisi in tre Capi, nonché degli allegati A e B, che elencano le direttive da recepire mediante decreti legislativi (10 direttive nell’Allegato A e 52 nell’Allegato B). Il progetto di legge interviene in diversi settori, ora delegando il Governo all'adeguamento dell'ordinamento nazionale mediante l'adozione di decreti legislativi, ora modificando direttamente la legislazione vigente per assicurarne la conformità all'ordinamento comunitario.
. Se vuoi approfondire i contenuti della legge comunitaria 2009, clicca QUI. LA LEGGE COMUNITARIA 2008 E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio 2009 (Supplmento Ordinario n. 110) la legge 7 luglio 2009, n. 88, concernente "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008".
La legge Comunitaria per il 2008 si compone di 53 articoli e di due allegati (A e B) che elencano le direttive da recepire mediante decreti legislativi. Il Capo I (articoli 1 - 6), in particolare, contiene le disposizioni che conferiscono al Governo la delega legislativa per l’attuazione delle direttive - riportate negli allegati A e B - che richiedono l’introduzione di normative organiche e complesse. Viene conferita, inoltre, una delega al Governo per l’adozione di decreti legislativi recanti sanzioni penali e amministrative di competenza statale per l’adempimento di obblighi derivanti dall’ordinamento comunitario. Tra le deleghe al Governo contenute dalla legge si ricordano quelle per: - l’attuazione della direttiva 2007/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa all’esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate (art. 31); - l’attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (art. 41); - l’attuazione della direttiva 2006/43/CE del parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati (di modifica delle direttive 78/600/CEE e 63/349/CEE del Consiglio e abroga la direttiva 84/253/CEE del Consiglio).
. Per un apprpfondimento sui contenuti della legge comunitaria 2008, clicca QUI.
LA LEGGE COMUNITARIA 2007 Contenuti della legge
Pubblicata, sul Supplemento Ordinario n. 54 alla Gazzetta Ufficiale n. 56 del 6 marzo 2008, la legge 25 febbraio 2008, n. 34, recante “Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. (Legge comunitaria 2007).
La "Comunitaria 2007", che si compone di 32 articoli, delega il Governo a recepire 16 direttive comunitarie, elencate negli Allegati A e B.
L'articolo 13 contiene la modifica dell’articolo 2449 del codice civile (Societa` con partecipazione dello Stato o di enti pubblici).
L'articolo 21 delega il Governo ad adottare, entro 6 mesi, un Decreto legislativo integrativo e correttivo del D. Lgs. 25 luglio 2005, n. 151 (Attuazione delle direttive 2002/95/Ce, 2002/96/Ce e 2003/108/Ce, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti - RAEE), al fine di correggere le disposizioni in contrasto con gli obblighi comunitari (procedura di infrazione n. 2006/4482 del 12 ottobre 2006) e, inoltre, consentire un più efficace funzionamento dei sistemi collettivi di gestione dei rifiuti in modo da adeguarli ai principi della parte IV del Dlgs 152/2006 (cd. "codice ambientale").
L'articolo 23 contiene la delega al Governo per l'emanazione del decreto legislativo di attuazione della direttiva 2006/68/CE, che modifica la direttiva 77/91/CEE, relativa alla costituzione delle società per azioni nonchè alla salvaguardia e alle modificazioni del capitale sociale.
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APPENDICE NORMATIVA . Legge 25 febbraio 2008, n. 34: Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. (Legge comunitaria 2007). . Legge 7 luglio 2009, n. 88: Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. (Legge comunitaria 2008). . Decreto-legge 25 settembre 2005, n. 135: Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee. (Testo coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione 20 novembre 2009, n. 166). . LEGGE 4 giugno 2010 , n. 96. Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee (Legge comunitaria 2009).
. Legge 15 dicembre 2011, n. 217: Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (Legge comunitaria 2010). . Legge 15 dicembre 2011, n. 217: Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (Legge comunitaria 2010). (Testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) . LEGGE 24 dicembre 2012, n. 234: Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea. . LEGGE 6 agosto 2013, n. 96: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2013. . LEGGE 6 agosto 2013, n. 97: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013. . LEGGE 7 ottobre 2014, n. 154: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre. . LEGGE 30 ottobre 2014, n. 161: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis. . LEGGE 7 ottobre 2014, n. 154: LEGGE 30 ottobre 2014, n. 161 - ALLEGATO. . LEGGE 9 luglio 2015, n. 114: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2014. . LEGGE 29 luglio 2015, n. 115: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2014. . LEGGE 7 luglio 2016, n. 122: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2015-2016. . LEGGE 12 agosto 2016, n. 170: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2015. Tutti i documenti elencati sono realizzati in formato PDF; per consultarli occorre installare sul proprio PC il software Adobe Reader 31 Copyright © by TuttoCamere.it All Right Reserved.Pubblicato su: 2009-03-23 (8044 letture)[ Indietro ]
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