Source: https://www.laleggepertutti.it/120898_le-obbligazioni-cosa-sono-le-obbligazioni-naturali
Timestamp: 2020-07-03 18:01:13+00:00
Document Index: 44350193

Matched Legal Cases: ['art. 1321', 'art. 1987', 'art. 2028', 'art. 2033', 'art. 2041', 'art. 1174', 'art. 1175', 'art. 1933']

13 Maggio 2016 | Autore: Edizioni Simone
Recupero crediti: le obbligazioni da contratto, da atto illecito o da ogni altro fatto o atto.
Tra gli istituti rilevanti ai fini del recupero crediti, vanno ricordate le obbligazioni. Di seguito, ci si soffermerà sulla nozione di obbligazione e sui suoi diversi tipi.
Il rapporto obbligatorio o obbligazione comporta che un soggetto, il creditore, possa esigere una prestazione da un altro soggetto, il debitore.
Le obbligazioni possono derivare:
da contratto, quindi da impegni volontariamente assunti;
da atto illecito, quindi da atti dannosi vietati;
da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico.
Il contratto, ossia l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321 c.c.), è la fonte principale delle obbligazioni e, comunque, quella di maggiore rilievo ai fini che qui interessano.
Oltre che dai contratti o dagli atti illeciti, le obbligazioni possono anche derivare, ad esempio, da promesse unilaterali di prestazioni (art. 1987 c.c.), da titoli di credito (quali assegni o cambiali), da gestione di affari (che si ha quando un soggetto, senza esservi obbligato, assume consapevolmente la gestione di un affare altrui ex art. 2028 c.c.), da ripetizione di indebito (conseguente ad esempio all’esecuzione di un pagamento non dovuto ex art. 2033 c.c.), da arricchimento senza causa (art. 2041 c.c.) ecc.
L’obbligazione può avere un oggetto positivo (azione) o negativo (omissione).
La prestazione che forma oggetto dell’obbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore (art. 1174 c.c.).
Il debitore e il creditore devono sempre comportarsi secondo le regole della correttezza
(art. 1175 c.c.); ne consegue che all’obbligo principale del debitore di eseguire la prestazione si accompagnano obblighi accessori, gravanti sul debitore stesso, necessari per soddisfare completamente l’interesse del creditore ed obblighi di cooperazione (e, in genere, di correttezza) gravanti anche sul creditore.
L’obbligazione costituisce la causa (o il titolo) che giustifica la prestazione.
Come sono classificate le obbligazioni?
Il legislatore ha disciplinato diverse forme di obbligazioni, a seconda della loro natura o dello scopo cui sono dirette.
Le obbligazioni possono essere classificate con riferimento a molteplici aspetti.
Si parla, ad esempio, di obbligazioni cd. naturali che costituiscono giusta causa della prestazione, ma non danno azione al creditore (il quale, quindi, in caso di inadempimento del debitore, non può agire in giudizio per ottenere quanto gli spetta).
Colui che ha vinto al gioco, in mancanza di adempimento spontaneo del debitore, non può in alcun modo ottenere un provvedimento che obblighi quest’ultimo a corrispondergli il dovuto. Chi ha perso non può chiedere la restituzione di quanto abbia spontaneamente pagato, a seguito dell’esito di un gioco o di una scommessa in cui non vi sia stata frode: l’obbligazione di gioco costituisce infatti giusta causa del pagamento che il debitore abbia effettuato.
Ciò ad esempio accade nel caso di debiti di gioco. Infatti, non esiste azione per il pagamento di un debito di gioco o di scommessa, anche se si tratta di gioco o di scommessa non proibiti. Così si è pronunciata la Corte di Cassazione, secondo cui “L’estensione della disciplina dell’art. 1933 c.c., riguardante i contratti di giuoco, ai mutui a questi collegati — quali dazioni di denaro o di fiches, promesse di mutuo, riconoscimento di debito — sussiste solo quando essi costituiscano mezzi funzionalmente connessi all’attuazione del giuoco o della scommessa e siano tali da realizzare fra i giocatori le stesse finalità pratiche del rapporto di giuoco, concorrendo un diretto interesse del mutuante a favorire la partecipazione al gioco del mutuatario; per contro, ove manchi tale interesse, per non essere il mutuante a confronto del mutuatario in una determinata partita, né partecipante insieme a questo ad un gioco collettivo d’azzardo, la causa del negozio di mutuo non si pone in diretto collegamento con il contratto di gioco, neppure in presenza della consapevolezza del mutuante che la somma sarà impiegata dal ricevente nel gioco, non integrando ciò un motivo illecito determinante e comune ad entrambi i contraenti. In particolare, le fiches, di norma utilizzate nelle case da gioco per partecipare ai giochi ivi praticati, possono essere oggetto — data la loro convenzionale equivalenza a somme di denaro predeterminate — anche di rapporti di natura diversa, quali l’attuazione di mutui o l’estinzione di debiti, con la conseguenza che la consegna di fiches ad uno dei partecipanti al gioco non è elemento determinante ed esclusivo per la qualificazione del rapporto come di mutuo ovvero di associazione alla giocata, dovendo il relativo accertamento avvenire sulla base della volontà negoziale delle parti e della concretezza del rapporto tra le stesse instaurato” (Cass., 6 aprile 1992 n. 4209).
Altra ipotesi di obbligazione naturale è costituita dal pagamento del debito prescritto.
Alcune classificazioni attengono poi a profili soggettivi e alle conseguenze che questi hanno sulle modalità di esecuzione della prestazione che il creditore può pretendere ovvero che i debitori debbono effettuare. Queste classificazioni sono particolarmente importanti per le conseguenze che hanno ai fini delle procedure di recupero e dei soggetti nei cui confronti possono essere attivate.
Come evidenziato, nell’obbligazione la parte debitrice deve effettuare una prestazione nei confronti della parte creditrice. Perché si abbia un’obbligazione devono quindi necessariamente sussistere almeno due soggetti distinti. Se le due qualità confluissero nella stessa persona, l’obbligazione si estinguerebbe per confusione.
È però possibile, e spesso accade, che le obbligazioni siano plurisoggettive, vale a dire che pur sorgendo da un sola fonte (titolo) e prevedendo la stessa identica prestazione (o le stesse identiche prestazioni), intercorrano tra un creditore e più debitori, oppure tra un debitore e più creditori, o ancora tra più debitori e più creditori. In tali ultime ipotesi si possono verificare situazioni diverse che attengono rispettivamente le modalità secondo le quali la pluralità di debitori è tenuta ad adempiere la prestazione e/o la pluralità di creditori può pretendere l’esecuzione.
L’obbligazione è il rapporto in base al quale una parte, il debitore, è tenuta ad effettuare una prestazione ad altro soggetto, il creditore.
L’obbligazione deriva da contratto, da fatto illecito o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrla in conformità all’ordinamento giuridico. Con riguardo alla materia del recupero crediti, rileva in particolare quella avente ad oggetto un obbligo di pagare una somma di denaro.
Tra le diverse forme di obbligazione, si ricordano quelle naturali, che costituiscono giusta causa della prestazione, ma non danno azione al creditore (ad esempio, i debiti di gioco o il debito prescritto) oppure le obbligazioni plurisoggettive, che hanno come parti un creditore e più debitori ovvero un debitore e più creditori o, ancora, più creditori e più debitori.