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Timestamp: 2018-04-23 09:39:21+00:00
Document Index: 175321692

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 159', 'sentenza ', 'art. 459', 'sentenza ', 'art. 458', 'art. 1', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 73', 'art. 99']

Corte Costituzionale, sentenza 14 gennaio 2015 (dep. 25 marzo 2015), n. 45
Illegittimità costituzionale dell’art. 159, primo comma, c.p. nella parte in cui, ove lo stato mentale dell’imputato sia tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento e questo venga sospeso, non esclude la sospensione della prescrizione quando è accertato che tale stato è irreversibile.
Corte Costituzionale, sentenza 28 gennaio 2015 (dep. 27 febbraio 2015), n. 23
Illegittimità costituzionale dell’art. 459, comma 1, c.p.p. nella parte in cui prevede la facoltà del querelante di opporsi, in caso di reati perseguibili a querela, alla definizione del procedimento con l’emissione di decreto penale di condanna.
Corte Costituzionale, sentenza 12 gennaio 2014 (dep. 22 gennaio 2014), n. 1
Illegittimità costituzionale dell’art. 458 c.p.p. e dell’art. 1, comma 1, d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), nella parte in cui prevedono che, nel processo minorile, nel caso di giudizio abbreviato richiesto dall’imputato in seguito a un decreto di giudizio immediato, la composizione dell’organo giudicante sia quella monocratica del giudice per le indagini preliminari e non quella collegiale prevista dall’art. 50-bis, comma 2, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario).
Corte Costituzionale, sentenza 16 luglio 2013 (dep. 23 luglio 2013), n. 232
L'ottava censura sulla custodia cautelare obbligatoria: illegittimità costituzionale dell’articolo 275, comma 3, terzo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall’articolo 2 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’articolo 609-octies del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
Corte Costituzionale, sentenza 3 luglio 2013 (dep. 18 luglio 2013), n. 213
Illegittimità costituzione dell’articolo 275, comma 3, secondo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall’articolo 2 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’articolo 630 del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure
Corte Costituzionale, sentenza 5 novembre 2012 (dep. 15 novembre 2012), n. 251
Illegittimità costituzionale dell’articolo 69, quarto comma, c.p., come sostituito dall’art. 3 l. 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, del codice penale (recidiva reiterata)