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Timestamp: 2020-01-28 03:45:20+00:00
Document Index: 7943980

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 161', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 175', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 292', 'art. 156', 'sentenza ', 'art. 167', 'sentenza ', 'art. 173', 'sentenza ']

concordato preventivo | 15 Gennaio 2016
La banca non è obbligata a restituire quanto ha regolarmente riscosso
Il decisum in commento affronta il tema dell’intangibilità dei pagamenti legittimamente eseguiti. Nello specifico si tratta di stabilire se, un istituto di credito debba o meno restituire alla massa, per violazione della par condicio creditorum, dei pagamenti regolarmente percepiti nel corso di un concordato preventivo poi risoltosi in fallimento.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 509/16; depositata il 14 gennaio)
concordato preventivo | 21 Dicembre 2015
Il credito del professionista è prededucibile se il suo operato è stato utile per la massa di creditori
Il decisum in commento affronta il tema della prededucibilità del credito vantato da un avvocato per l’attività professionale prestata nel procedimento prefallimentare di una s.r.l.. Nello specifico si tratta di stabilire se, nel caso in cui la domanda di concordato venga dichiarata inammissibile, si possa comunque ravvisare una concreta utilità per la massa dei creditori.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1, ordinanza n. 25589/15; depositata il 18 dicembre)
concordato preventivo | 11 Dicembre 2015
La domanda di preconcordato introdotta ante d.l. 83/2015 non è soggetta alle nuove norme
La pronuncia in commento rappresenta una delle prime applicazioni delle nuove disposizioni di cui al d.l. n. 83/2015. Nello specifico si tratta di stabilire se la domanda di preconcordato, ex art. 161, comma 6, l. fall., presentata nella vigenza del regime anteriore alle modifiche introdotte dalla cosiddetta mini riforma fallimentare, configuri o meno uno dei «procedimenti di concordato preventivo introdotti» ai sensi dell’art. 23 del citato d.l. n. 83/2015, come tale soggetta alle nuove disposizioni.
(Tribunale di Trento, sez. fallimentare, decreto 15 ottobre 2015)
concordato preventivo | 08 Luglio 2015
Solo il nuovo liquidatore giudiziale (e non il commissario) è legittimato ad agire in responsabilità contro il predecessore
Il decisum in commento affronta la problematica della legittimazione all’esperimento dell’azione di responsabilità nell’ambito di una procedura di concordato preventivo. Nello specifico si tratta di stabilire se, una volta omologato un concordato preventivo con cessione di beni, spetti al commissario ovvero al liquidatore giudiziale promuovere un’azione di responsabilità nei confronti del precedente liquidatore.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 14052/15; depositata il 7 luglio)
concordato preventivo | 29 Giugno 2015
In particolare le nuove misure riguardano la disciplina del concordato preventivo, degli accordi di ristrutturazione e della finanza interinale, con l’introduzione del nuovo istituto della convenzione di moratoria.
concordato preventivo | 29 Aprile 2015
Dopo l’inizio delle operazioni di voto il debitore non può più presentare modifiche alla proposta di concordato, neanche se migliorative
Il divieto di apportare modifiche alla proposta di concordato preventivo dopo l’inizio delle operazioni di voto dei creditori, sancito dall’art. 175, comma 2, l.fall., vale anche per quelle modifiche qualificate dal debitore come migliorative: ciò al fine di evitare che il piano su cui i creditori hanno espresso il voto risulti diverso da quello che verrà effettivamente eseguito.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 8575/15; depositata il 28 aprile)
concordato preventivo | 17 Febbraio 2015
Il credito garantito da ipoteca prestata dal socio illimitatamente responsabile di società in concordato va pagato in misura integrale
Il credito garantito da un’ipoteca rilasciata dal socio illimitatamente responsabile di una società in concordato preventivo va riconosciuto come credito ipotecario e deve essere soddisfatto integralmente, nei limiti di capienza del bene.
(Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza n. 3022/15; depositata il 16 febbraio)
Concordato preventivo | 16 Gennaio 2015
Obbligatoria la notifica al fideiussore contumace della comparsa di intervento di un creditore
La comparsa d'intervento, sia autonomo che adesivo, che contenga conclusioni anche nei confronti di una parte rimasta contumace, deve essere notificata a quest'ultima, ai sensi dell'art. 292 c.p.c.; l'omissione di detta notificazione, peraltro, in applicazione dei principi generali fissati dall'art. 156 c.p.c., non spiega effetti invalidanti sull'intervento, quando risulti comunque assicurato il contraddittorio con la parte contumace, come quando questa si sia successivamente costituita, ovvero quando l'interventore abbia provveduto a rinnovare la comparsa d'intervento, notificandola regolarmente.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 586/15; depositata il 15 gennaio)
concordato preventivo | 19 Dicembre 2014
Inefficaci i pagamenti effettuati senza autorizzazione del Tribunale
I pagamenti effettuati in esecuzione di contratti in corso dall'imprenditore ammesso alla procedura di concordato preventivo non si sottraggono alla regola dell'inefficacia - soprattutto se relativi a debiti sorti anteriormente all'inizio della procedura - a meno che siano stati autorizzati dal giudice delegato ai sensi dell'art. 167 legge fallimentare.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 26691/14; depositata il 18 dicembre)
concordato preventivo | 27 Giugno 2014
Dissimulazione dell’attivo: revoca dell’ammissione e porte aperte verso il fallimento
L’accertamento, ad opera del commissario giudiziale, di atti di occultamento o di dissimulazione dell’attivo, della dolosa omissione della denuncia di uno o più crediti, dell’esposizione di passività insussistenti o della commissione di altri atti di frode da parte del debitore determina la revoca dell’ammissione al concordato, a norma dell’art. 173 l.f., indipendentemente dal voto espresso dai creditori in adunanza e quindi anche nell’ipotesi in cui i creditori medesimi siano stati resi edotti di quell’accertamento.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 14552/14; depositata il 26 giugno)