Source: https://www.exeo.it/free/localizzazione-attivita-industriali-a-rischio-di-incidente-rilevante
Timestamp: 2018-02-25 09:47:42+00:00
Document Index: 167656225

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 4']

Localizzazione di impianti a rischio di incidenti gravi
La localizzazione urbanistica di impianti industriali a rischio di incidenti gravi
Una nuova pianificazione urbanistica della zona in cui sono presenti stabilimenti a rischio di incidente, deve tenere conto degli ambientali vulnerabili. È dunque necessario ottenere preventivamente il parere della Commissione tecnica regionale.
Sintesi: Quando l'Ente territoriale si determina a dettare una nuova pianificazione urbanistica della zona in cui sono presenti stabilimenti a rischio di incidente, deve tenere conto, secondo principi di cautela, degli elementi territoriali e ambientali vulnerabili esistenti e di quelli previsti e deve quindi necessariamente acquisire in via preventiva il parere della Commissione tecnica regionale.
Estratto: «5. - Ugualmente fondate appaiono poi anche le censure dedotte con il quinto e con il settimo motivo del secondo ricorso e con le quali è stato lamentato il mancato rispetto della normativa di cui al predetto decreto legislativo n. 334/99. In particolare, con tali censure la società ricorrente - nel denunciare la violazione del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, degli artt. 20, V comma, e 23 della L.R. Abruzzo 12 aprile 1983, n. 12, e del D.M. 9 maggio 2001 - ha dedotto che in sede di approvazione del piano non era stata previamente acquisito il parere del Comitato tecnico regionale di cui all'art. 19 del predetto decreto legislativo sulla compatibilità dell'intervento con le esigenze di sicurezza e che il Comune, nell'approvare la lottizzazione, aveva effettuato nella sostanza delle valutazioni tecniche riservate alla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di tale Comitato, ipotizzando erroneamente che la società ricorrente avesse ampliato in modo non corretto le aree di isodanno. Va, invero, sul punto ricordato che tale decreto legislativo, di attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, dispone a nn. 3 e 4 dell'art. 14, che gli enti territoriali, relativamente all'insediamento di stabilimenti nuovi a rischio di incidente o alla realizzazione di nuovi insediamenti o infrastrutture attorno agli stabilimenti esistenti, debbano apportare, ove necessario, le varianti ai piani territoriali di coordinamento provinciale ed agli strumenti urbanistici, ma che, in mancanza di tali varianti, la concessione o l'autorizzazione possano essere ugualmente rilasciate, previa però valutazione favorevole del C.T.R., in ordine alla compatibilità della localizzazione degli interventi con le esigenze di sicurezza. L'art. 5-bis dello stesso decreto, introdotto dall'art. 8, del D. Lgs. 21 settembre 2005, n. 238, dispone poi testualmente che nelle zone interessate dagli stabilimenti in parola "gli enti territoriali tengono conto, nell'elaborazione degli strumenti di pianificazione dell'assetto del territorio, della necessità di prev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tenere opportune distanze tra gli stabilimenti e le zone residenziali, gli edifici e le zone frequentate dal pubblico, le vie di trasporto principali, le aree ricreative e le aree di particolare interesse naturale o particolarmente sensibili dal punto di vista naturale".Il successivo decreto del Ministero dei lavori pubblici 9 maggio 2001, che in attuazione di tale decreto legislativo ha poi disciplinato in termini analitici i "requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante", ha al riguardo previsto all'art. 4 che gli strumenti urbanistici debbano individuare e disciplinare le aree da sottoporre a specifica regolamentazione "tenuto conto anche di tutte le problematiche territoriali e infrastrutturali relative all'area vasta", che "a tal fine, gli strumenti urbanistici comprendono un Elaborato Tecnico «Rischio di incidenti rilevanti (RIR)» relativo al controllo dell'urbanizzazione" e che "in sede di formazione degli strumenti urbanistici nonché di rilascio delle concessioni e autorizzazioni edilizie si deve in ogni caso tenere conto, secondo principi di cautela, degli elementi territoriali e ambientali vulnerabili esistenti e di quelli previsti". L'ar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stesso decreto ha poi prescritto che le autorità competenti in materia di pianificazione territoriale e urbanistica debbano utilizzare, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e finalità, "le valutazioni effettuate" dal predetto C.T.R. e che, acquisite tali informazioni e valutazioni, debbano attivare le procedure di cui al predetto art. 4. Mentre, in mancanza di adozione di eventuali varianti urbanistiche, le concessioni e le autorizzazioni edilizie possono essere ugualmente assentite previa, però, l'acquisizione del parere tecnico del predetto Comitato. Dalla lettura delle disposizioni sopra ricordate, ad avviso del Collegio, deriva in estrema sintesi che, in presenza di stabilimenti a rischio di incidente, il Comune debba introdurre una specifica variante agli strumenti urbanistici vigente, ma che, in mancanza, possano essere ugualmente assentiti i relativi titoli edilizi previa acquisizione del parere dell'apposito C.T.R.; nell'ipotesi, invece, in cui si proceda ad una nuova pianificazione urbanistica la stessa normativa impone che debbano necessariamente in concreto valutarsi attentamente i relativi rischi previa acquisizione del parere del predetto Comitato regionale. Cioè, in definitiva, quando l'Ente territoriale si determina a dettare una n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icazione urbanistica della zona in cui sono presenti stabilimenti a rischio di incidente, deve "tenere conto, secondo principi di cautela, degli elementi territoriali e ambientali vulnerabili esistenti e di quelli previsti" e deve quindi necessariamente acquisire in via preventiva il parere della predetta Commissione tecnica. Ciò posto, poiché nell'ipotesi in parola si è proceduto all'approvazione di un nuovo strumento urbanistico (piano di lottizzazione), sembra evidente che il Comune avrebbe dovuto tener conto, nell'elaborazione del nuovo strumento di pianificazione, dell'assetto del territorio, della necessità di prevedere e mantenere opportune distanze tra lo stabilimento e le zone residenziali ed avrebbe dovuto, a tal fine, acquisire il parere del competente Comitato tecnico regionale, che è per legge deputato ad esprimere valutazioni in ordine alla compatibilità della localizzazione degli interventi con le esigenze di sicurezza. Né avrebbe potuto rinviare l'acquisizione di pare parere al momento successivo del rilascio del titolo edilizio, in quanto tale eventualità è prevista dalla normativa predetta solo nelle ipotesi in cui non sia stato variato lo strumento urbanistico.Per cui, non avendo il Comune acquisit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re, deve ritenersi illegittimo l'iter procedimentale seguito nell'approvazione del piano di lottizzazione in questione.»