Source: http://pocobello.blogspot.com/2011/11/quereladenuncia-contro-signoraggisti.html
Timestamp: 2017-08-17 23:19:46+00:00
Document Index: 135059777

Matched Legal Cases: ['art.264', 'art.285', 'art.316', 'art. 347', 'art.355', 'art.356', 'art.454', 'art.455', 'art.456', 'art.458', 'art.476', 'art.477', 'art.479', 'art.480', 'art.481', 'art.482', 'art.483', 'art.484', 'art.489', 'art.491', 'art.491', 'art. 493', 'art.501', 'art.513', 'art.515', 'art.517', 'art.580', 'art.600', 'art.624', 'art.628', 'art.629', 'art.634', 'art.640', 'art.640', 'art.640', 'art.643', 'art.644', 'art.646', 'art.648', 'art.661']

Sociale: QUERELA/DENUNCIA CONTRO signoraggisti
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4) Infedeltà in affari di Stato (art.264 c.p.);
5) Devastazione, saccheggio e strage (art.285 c.p.);
7) Malversazione a danno dello Stato (art.316 bis);
12) Usurpazione di funzioni pubbliche (art. 347 c.p.);
13) Inadempimento di contratto di pubbliche forniture (art.355 c.p.);
14) Frode nelle pubbliche forniture (art.356 c.p.);
17) Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato previo concerto, di monete
18) Alterazione di monete (art.454 c.p.);
19) Spendita ed introduzione nello Stato senza concerto, di monete falsificate (art.455 c.p.);
20) Circostanze aggravanti (art.456 c.p.);
21) Parificazione delle carte di pubblico credito delle monete (art.458 c.p.);
22) Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.476 c.p.);
23) Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.477 c.p.);
24) Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);
25) Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.480 c.p.);
26) Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.481 c.p.);
27) Falsità materiale commessa dal privato (art.482 c.p.);
28) Falsità ideologica commessa dal privato in atti pubblici (art.483 c.p.);
29) Falsità in registri e notificazioni (art.484 c.p.);
30) Uso di atto falso (art.489 c.p.);
31) Documenti equiparati agli atti pubblici agli effetti della pena (art.491 c.p.);
32) Documenti informatici (art.491 bis c.p.);
33) Falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un pubblico servizio (art. 493 c.p.);
34) Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione
35) Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio
36) Manovre speculative su merci (art.501 bis c.p.);
37) Turbata libertà dell’industria o del commercio (art.513 c.p.);
38) Frode nell’esercizio del commercio (art.515 c.p.);
39) Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art.517 c.p.);
40) Istigazione o aiuto al suicidio (art.580 c.p.);
41) Riduzione in schiavitù (art.600 c.p.);
42) Furto (art.624 c.p.);
43) Rapina (art.628 c.p.);
44) Estorsione (art.629 c.p.);
45) Turbativa violenta del possesso di cose immobili (art.634 c.p.);
46) Truffa (art.640 c.p.);
47) Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art.640 bis c.p.);
48) Frode informatica (art.640 ter c.p.);
49) Circonvenzione di persone incapaci (art.643 c.p.);
50) Usura (art.644 c.p.);
51) Appropriazione indebita (art.646 c.p.);
52) Impiego di denaro di provenienza illecita (art.648 ter c.p.);
53) Abuso della credulità popolare (art.661 c.p.);
54) Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.-
Questo è il terzo ed ultimo capitolo da me esaminato in relazione alla mega truffa assoluta ed inarrivabile messa in atto dal mondo bancario ed affini a danno dello Stato e dei cittadini.
La Bestia….(il male allo stato assoluto)…….ovvero…..
Per dimostrare la pacchiana e palese malafede delle banche commerciali utilizzerò il grande lavoro di Francesco Fata
PRIMA LA DEFINIZIONE ERA QUESTA:
È invece al 2% per ogni altra passività compresa nell'aggregato soggetto a riserva come stabilito dall'articolo 4 del regolamento 1745/2003 della BCE. Quindi la banca deve possedere una contropartita
in contante di ogni passività, per un valore che oggi è compreso tra 0 e 2 (punti percentuali). Il regolamento di Basilea 1, stabilito nel 1988 presso la Bank of International Settlements (BIS), portò la riserva frazionaria al 2%.
La riserva frazionaria è un moltiplicatore che consente l'espansione del credito. In un sistema a riserva frazionaria diversa dal 100% la banca può accreditare del denaro in quantità superiori ai depositi che ha.
Se la riserva è pari al 2% ciò significa che la banca per 100 euro depositati, dovrà tenerne 2 e potrà prestare gli altri 98. A seguire di 98 depositati dovra' tenerne 1,96 e potrà prestare gli altri 96,04 e così a seguire con il sistema della riserva frazionaria si genera una massa monetaria "virtuale" di circa 50 volte il capitale iniziale.
Questa ricchezza generata con il sistema della riserva frazionaria prende il nome di "signoraggio secondario".
Download regolamento 1745/2003 della BCE
In realtà la situazione è questa!
Ultimamente ho dedicato tempo e studio a cercare di capire come operano le banche relativamente alla raccolta di denaro e ai prestiti che erogano. Qual è, cioè, la relazione esistente tra questi due fatti finanziari. Ma soprattutto, cosa prestano le banche, denaro che hanno o denaro che non hanno?
La risposta sembra ovvia a chi tenta di opporsi al signoraggio delle banche private.
Le banche prestano indubbiamente denaro che non hanno.
A molti questa affermazione sembrerà un’eresia. Ma è anche un’affermazione che sia i banchieri, sia gli economisti accademici e i giornalisti economici si lasciano scivolare addosso come un’ovvietà che ci giunge dalla semplice matematica, dato che, quando si parla del “moltiplicatore dei depositi” e dell’effetto leva che produce, lo si fa sempre riferendosi all’intero sistema bancario. In termini semplici: costoro ribattono all’accusa che il sistema bancario riesce a prestare fino a 50 volte un deposito che riceve chiamando in causa la matematica, la quale chiaramente gli va in soccorso perché è vero che se Tizio versa 1.000 euro nella sua banca, la sua banca (grazie ad un coefficiente di riserva del 2% di quel deposito) tratterrà 20 euro in riserva e presterà 980 euro a Caio. Caio verserà 980 euro in un’altra banca e questa, dopo aver trattenuto 19,60 euro, presterà a Sempronio 961,40 euro. Proseguendo così, si giungerà a prestare 50.000 euro dal deposito di 1.000. Questo meccanismo, per i neofiti dell’argomento, si chiama moltiplicatore dei depositi. Ma sono cose già dette e ridette tra chi si occupa di questi argomenti.
Ma qual è ora l’agghiacciante novità di questa trattazione?
Eccola: la singola banca presta indipendentemente da quanto contante raccoglie dalla clientela, crea denaro dal nulla semplicemente prestandolo e il coefficiente di riserva serve solo a trattenere da un deposito di contanti quella piccola quantità di denaro che dovrebbe servire a garantire una liquidità per eventuali rimborsi dei depositanti e nulla più, ma non ha alcuna attinenza con i prestiti che effettua.
Voglio rimarcare bene questo fatto: la singola banca non funge da vero intermediario finanziario, mettendo in comunicazione chi ha il denaro e chi non ce l’ha, la singola banca non raccoglie denaro per poi prestarlo ma presta e basta, senza il bisogno di raccogliere alcunché.
Presta, cioè, creando denaro elettronico, a chi ne fa richiesta, con una semplice digitazione di cifre su un conto di un computer, perché, comunque vada, la singola banca non pagherà mai tramite fondi propri, il prestito erogato .
Tutti i soggetti in qualche modo legati ai banchieri o che comunque hanno avuto a che fare col mondo accademico, tenterebbero di ridicolizzare questa tesi, ma quella che segue è una dimostrazione difficilmente confutabile di quello che ho appena affermato.
In realtà questo meccanismo è solo teorico in quanto nella pratica bancaria non esiste. La singola banca non si sognerebbe mai di prestare il 98% di un deposito in contanti, trattenendo come riserva il 2%. Un direttore di banca non accenderebbe mai un mutuo, un prestito personale o un fido, aprendo la cassa e dando contanti brevi mano ad un cliente. I contanti depositati dai clienti vengono sistematicamente depositati per intero o quasi, presso la banca d’Italia a titolo di riserva obbligatoria, tenendo in filiale solo lo stretto necessario per le esigenze previste per il giorno dopo.
Questo è il vero fattore che permetterà alla Banca A di pagare la Banca B e ce lo dice proprio il testo del Sistema di Regolamento Lordo denominato BIREL che trovate all’indirizzo http://www.bancaditalia.it/sispaga_teso ... _SEZ_I.pdf (SE IL LINK DOVESSE ESSERE RIMOSSO CLICCATE QUI)
Nelle operazioni di politica monetaria e di finanziamento infragiornaliero le controparti possono offrire a garanzia le attività idonee il cui elenco è disponibile sul sito web della BCE – http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf (SE IL LINK DOVESSE ESSERE RIMOSSO CLICCATE QUI)
Se andiamo sul sito della BCE, http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf (SE IL LINK DOVESSE ESSERE RIMOSSO CLICCATE QUI) a pag.40, al sottocapitolo "Strumenti di debito non negoziabili* garantiti da mutui residenziali" si legge:" Tipo di attività.- Deve essere uno strumento di debito (cambiale o pagherò cambiario) garantito da un insieme di mutui ipotecari su immobili
residenziali….". Ecco quì, il gioco è fatto: ad esempio, un mutuo ipotecario permette alla Banca A di emettere una cambiale in favore della Banca Centrale con la quale si ha diritto ad avere un credito nella
stanza di compensazione, di avere, cioè, denaro scritturale (per inciso, creato dal nulla) che permette alla Banca A di pagare (compensare) il debito verso la Banca B creatosi all’emissione dell’assegno da parte di Tizio in favore di Caio.
Ritengo invece che, innanzitutto l’asset apposto nell’attivo sia doppio e che vada a bilanciare lo stesso
valore apposto nel passivo come debiti da pagare (metà come Debito v/clientela e metà come Titoli garantiti emessi in favore della Banca centrale) ma, soprattutto, che il doppio asset dell’attivo sia apposto per la presenza di una garanzia data dal cliente (pegno, ipoteca o altro) che viene richiesta con
valore doppio.
Contabilmente ecco le scritture relative all’intero iter di un prestito chiesto, ottenuto e ripagato alla scadenza.
1) All’ottenimento della garanzia e alla contestuale firma del contratto di finanziamento, ad esempio di 100.000 €uro, la Banca A registra il doppio asset (attivo) e la doppia Liability (passività da pagare) nel modo seguente:
2) All’emissione dell’assegno per 100.000 €uro da parte di Tizio in favore di Caio, quando quest’ultimo lo
verserà sulla Banca B e rientrerà presso la Banca A, si creerà il debito della Banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione, registrato come segue:
Ora, sempre per assurdo, consideriamo che sia Tizio che Caio nello stesso giorno chiedano un prestito di 100.000 €uro ciascuno alla propria banca dando a garanzia la propria casa.
Tizio emette un assegno di 100.000 €uro nei confronti di Caio per l’acquisto di un terreno ma contemporaneamente Caio emette un assegno di 100.000 nei confronti di Tizio per l’acquisto di un immobile.
Viceversa, sorgerà un debito della banca A verso la banca B quando Caio verserà l’assegno di Tizio sulla sua banca B.
Di contro, la procedura del rifinanziamento descritta nei passaggi precedenti, viene attuata solo quando esiste un saldo a debito di una banca che non può essere da questa pagato dopo tutte le
compensazioni, ma nessuna banca pagherà comunque mai niente con denaro proprio, ma pagherà tramite le garanzie dei clienti.
Il signoraggio incassato, quindi, dal sistema bancario (le due banche A e B), sarà costituito solo dagli interessi.
Ma sia Tizio che Caio, nel nostro esempio, pagando anche soltanto l’interesse, dopo il primo periodo non avranno più in tasca i 100.000 € da cui sono partiti facendo i relativi prestiti, avranno soldi in meno ……e sempre un debito di 100.000 € da dover ripagare ……che non possono più ripagare già da subito, rimanendo intrappolati nel fallimento.
Questo sistema crollerebbe immediatamente se la collettività fosse composta da solo 2 persone (si accorgerebbero subito dell’inghippo raccontandosi l’un l’altro del proprio fallimento e dei motivi per cui è successo). Essendo però la popolazione dei clienti delle banche composta da miliardi di persone, i fallimenti sono una percentuale più o meno piccola e non c’è la possibilità di raccontarcelo tutti
insieme capendo immediatamente il vero motivo.
LE UNIVERSITA’ (LA GIUSTIFICAZIONE)
Al punto 2.2 "Intermediazione finanziaria delle banche " si dice che essa consiste nella erogazione di crediti attraverso la raccolta di depositi bancari. Le banche cioè finanziano prestiti concessi al pubblico sulla base dei depositi del pubblico. Il testo continua dicendo che nella fattispecie la banca A presta a Tizio il deposito di x unità di moneta di cui e titolare Caio (perchè viene pagato) affinché Tizio possa realmente pagare Caio. Infatti sebbene il deposito di Caio sia il risultato dell’avvenuto pagamento di Tizio, l’interpretazione della registrazione in partita doppia della tavola 2 (Crediti verso Tizio a Debiti verso Caio) ci permette di giungere alla conclusione che è lo stesso deposito a finanziare tale pagamento.
Avete capito come si fa? Tizio paga prima Caio, ma è come se Caio avesse finanziato Tizio per farsi pagare (tramite il proprio versamento sulla sua banca). In altre parole, attraverso la banca Caio presta a Tizio il reddito che serve per essere pagato.
L’università (luogo basilare da cui usciranno futuri imprenditori, economisti, giornalisti, professori e pure
banchieri) liquida questa procedura con una supercazzola degna del miglior film "Amici miei" dicendo che uno finanzia l’altro invece di dire la cosa più importante che è questa:
Caio non finanzia Tizio tramite la banca giustificando la registrazione contabile "crediti verso Tizio a debiti verso Caio" ….. bensì è Tizio che si auto-presta il denaro cedendo in garanzia la propria casa (e la
registrazione contabile sarà : <"crediti verso Tizio a debiti verso Tizio"> ….. e non verso Caio). Ma se si auto-creasse il denaro (garantito dalla sua casa) non avrebbe nessun debito.
Ma grazie al giochino delle tre carte messo in piedi con la connivenza dei politici e delle loro leggi opportunamente stilate, Tizio se non ripaga il debito (che in realtà non è mai esistito), perderà la sua casa.
1) La celebre frase di Einaudi "alla rarità dell’oro si è sostituita la saggezza del governatore della banca
centrale" (riferendosi alla cessazione del Gold Standard e della convertibilità della moneta in oro), si può tranquillamente trasformare in "alla rarità dell’oro si è sostituito il valore del lavoro e dei beni di proprietà del popolo".
2) La frase di cui la punto 1) si spiega col fatto che tutta la politica monetaria fatta dalle banche centrali e commerciali rigorosamente PRIVATE si basa sui beni e servizi prodotti dal popolo.
Quindi un PRIVATO (le banche) presta denaro, (non più convertibile in oro di proprietà delle banche) creato da nulla all’intera cittadinanza.
Denaro che acquista valore non solo grazie all’accettazione di quest’ultimo negli scambi, ma anche grazie al lavoro ed ai beni di proprietà del popolo che lo garantiscono.
3) Alla luce di quanto sopra, tutto il denaro in circolazione e tutto il credito dovrebbe essere auto-emesso e auto-creato dal popolo (Stato) (CAMBIALE SOCIALE) ……. proprio perché è solo il popolo a dargli valore (sia attivo che passivo ovvero sia in emissione che in accettazione).
4) La politica monetaria è stata delegata dai politici (a cui avevamo incaricato la gestione) alle banche private con la scusa che altrimenti si genererebbe inflazione.
Affermazione del tutto falsa in quanto l’inflazione è esclusivamente derivante dall’interesse che il sistema bancario applica a tutto il denaro cartaceo e bancario (elettronico) circolante. Infatti, assumendo tutto il denaro circolante come misura del valore di tutta la produzione di beni e servizi esistente e soggetto ad un interesse del 3% annuale (sulla massa monetaria) per opera della banca centrale, diventa automatico che questo costo vada a gravare sul costo dell’intera produzione di una nazione e quindi sul costo di tutti i beni e servizi che aumenteranno di prezzo. E’ per questo motivo che gli accademici ritengono normale e fisiologica l’inflazione ufficiale più o meno al 3%. L’inflazione reale, concreta, è dovuta oltre che a fattori speculativi soprattutto alla parte di denaro bancario circolante sotto forma di credito erogato dalle banche commerciali, sottoposto ad un interesse molto superiore al 3%., che coma sappiamo rasenta i limiti dell’usura e a volte li supera, come sempre più spesso viene riconosciuto dai giudici.
Per tutto quanto fin qui esposto
Questo però non può valere per i dirigenti delle banche e dei ministeri, i governatori, i finanzieri, i direttori generali, i ministri, i presidenti della Camera, del Senato, il Presidente del consiglio, il Presidente della Repubblica ed i loro esperti e consiglieri.
Costoro non possono pretendere essere considerati inconsapevoli di ciò che stanno facendo, perché è il loro mestiere.
Pubblicato da Antonio Pocobello a 18:31
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