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Timestamp: 2020-08-15 12:54:18+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 16', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 2']

avvocatogiuseppelupoi – Pagina 3 – Studio Legale Avv.Giuseppe Lupoi
Minore in territorio italiano e genitore straniero fuori, perché assente o allontanato. Cosa succede?
1 luglio 2019 avvocatogiuseppelupoi
L’art. 31 comma 3°, del TU immigrazione così recita : “ Il Tribunale per i minorenni, per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute del minore che si trova nel territorio italiano, può autorizzare l’ingresso o la permanenza del familiare, per un periodo di tempo determinato, anche in deroga alle altre disposizioni del presente testo unico”.
Si tratta dell’ipotesi di minore che si trova nel territorio italiano senza il genitore straniero( perché assente o allontanato). Ci si chiede , in primis, quali siano i gravi motivi che giustifichino l’entrata e la permanenza del genitore nel territorio italiano.
Per un primo orientamento restrittivo della giurisprudenza, ai gravi motivi corrispondono solo situazioni eccezionali, che non possono ravvisarsi nelle ordinarie e classiche necessità di accompagnare il processo educativo e di integrazione del minore, anche nel contesto scolastico, trattandosi di situazioni incompatibili con il carattere della temporaneità e della eccezionalità .
In pratica, stante la deroga alle disposizioni del TU immigrazione, questo filone interpretativo non ritiene sufficiente quelle che possono essere le esigenze educative del minore, sicuramente meglio realizzate con la presenza del genitore.
Per altra tesi (a mio parere più conforme a costituzione) i gravi motivi non possono essere ricondotti solo a situazioni eccezionali o di emergenza, ma devono tener conto dello sviluppo psico-fisico del bambino che, vista la tenera età, è sicuramente danneggiato dalla semplice assenza del genitore, in sé ( a me pare ovvio che un minore cresca più integro con la presenza del genitore, piuttosto che con l’assenza o l’allontanamento dello stesso).
Questa tesi è stata, più o meno, abbracciata dalla recente giurisprudenza della Cassazione, la quale ha tuttavia precisato che i gravi motivi alla base dell’entrata e della permanenza del genitore straniero nel territorio italiano “devono trascendere il normale e comprensibile disagio del rimpatrio suo o del suo familiare”. ( Cass., Sentenza n. 2647 del 2011 ). Dunque, se è vero che le esigenze di ricongiungimento del minore con il genitore non possono solo essere eccezionali, è altrettanto vero che la necessità di garantire la sicurezza e la legalità impongono un quid pluris rispetto al semplice disagio del minore che vive senza genitori.
Questa soluzione per cosi’ dire intermedia ( ma non troppo) è stata confermata dalla Cassazione nel 2013.
Diritti fondamentali e stranieri: risarcimento dei danni da circolazione stradale ( Cassazione del 2011).
28 giugno 2019 avvocatogiuseppelupoi
Possono gli stranieri irregolari essere titolari di diritti fondamentali? Oppure è necessario avere il permesso di soggiorno o la carta di soggiorno per vedersi riconosciuti i diritti dell’uomo?
Prima di rispondere al quesito, giova effettuare alcune considerazioni normative.
L’art. 16 delle preleggi sul trattamento dello straniero, così recita: ” Lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali. Questa disposizione vale anche per le persone giuridiche straniere”.
Chiaramente la disposizione si applica a chi non è regolare e codifica la c.d.” condizione di reciprocità”, la quale esprime la necessità che la tutela dei diritti dello straniero sia subordinata al riconoscimento degli stessi diritti agli Italiani in quel medesimo Stato.
Questa norma è per alcuni un residuo del regime fascista, che rivela disprezzo verso la differente comunità di appartenenza dello straniero ( una sorta di ritorsione). Secondo altra corrente di pensiero, esprime, di converso, una finalità premiale (” poiché tratti bene gli italiani da te, io tratto bene i tuoi cittadini da me”).
Innanzitutto ci si chiede se esista ancora la condizione di reciprocità, visto che le leggi successive sono ispirate al principio di solidarietà ( e non poteva essere diversamente, con l’entrata in vigore medio tempore della Costituzione).
In effetti all’art. 2, comma 1°, del TU sull’immigrazione è stabilito : “Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti”.
Appare chiaro, dunque, che la condizione di reciprocità che limita i diritti civili dello straniero, non si applica ai diritti fondamentali, che appartengono all’uomo in quanto tale , e quindi anche allo straniero, pur se irregolare, perché sprovvisto di permesso di soggiorno o di carta di soggiorno.
La conclusione è stata confermata dalla Suprema Corte, con una sentenza del 2011 (CASS. CIV., SEZ. III, 11 GENNAIO 2011, N. 450)
La questione riguardava uno straniero irregolare vittima di un incidente stradale, il quale aveva azionato un giudizio di risarcimento per i danni alla persona subiti.
La giurisprudenza prevalente dei Tribunali e delle Corti di Appello precedente alla sentenza in commento, escludeva la risarcibilità , in quanto andava assicurata la condizione di reciprocità , anche in presenza della lesione di un diritto della persona. In pratica pur riconoscendosi i diritti fondamentali della persona allo straniero irregolare, per poterli esercitare era necessario superare l’ostacolo di cui all’art. 16 delle preleggi.
La Cassazione del 2011, invece, afferma che se ad essere leso è un diritto fondamentale ( come la vita, la salute, e tutti i diritti ex art. 2 della Costituzione) , “esso può essere fatto valere con l’azione risarcitoria, indipendentemente dalla condizione di reciprocità di cui all’art. 16 delle preleggi, senza alcuna disparità di trattamento rispetto al cittadino italiano, e quindi non solo contro il danneggiante (o contro il soggetto tenuto al risarcimento per fatto altrui), ma anche con l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore o del Fondo di Garanzia per le vittime della strada”.
Si tratta in fin dei conti, di una “interpretazione costituzionalmente orientata” dell’art. 16 delle preleggi alla luce dell’art. 2 Cost., che, quale norma sui diritti fondamentali, trova diretta applicabilità e operatività anche nei rapporti tra privati. Il che impone che la condizione di reciprocità non solo non si applichi agli stranieri regolari , ma anche agli irregolari ove vengano in gioco diritti fondamentali della persona, i quali avranno piena tutela.
18 maggio 2019 26 maggio 2019 avvocatogiuseppelupoi
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