Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-31892-del-10-12-2018
Timestamp: 2020-05-30 11:41:40+00:00
Document Index: 121438373

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 337', 'art. 39', 'art. 9']

Sentenza Cassazione Civile n. 31892 del 10/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31892 del 10/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 10/12/2018, (ud. 24/10/2018, dep. 10/12/2018), n.31892
sul ricorso 26407-2017 proposto da:
Z.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FEDERICO
CONFALONIERI 1, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO TROIANI,
rappresentato e difeso dall’avvocato DARIO TREVISI;
avverso la sentenza n. 2025/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia 1489/23/2014, che ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento della L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzona 1 e 2 del Comune di Lecce”, per la quale era stato effettuato “un riclassamento di più unità immobiliari urbane, recante una modifica delle classi” determinando il “conseguente aumento della rendita”. In particolare, la C.T.R. ha ritenuto il provvedimento di riclassamento “del tutto immotivato”, in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7,”mancando del tutto in essi l’indicazione di fatti e circostanze che avevano determinato il diverso classamento”.
Z.A. si è costituito con controricorso, chiede il rigetto del ricorso.
che, col primo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, (art. 360 c.p.c., n. 3), giacchè la C.T.R. avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio avanti ai giudici amministrativi, riguardante la validità delle delibere sulla revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce;
che, il controricorrente sostiene la manifesta infondatezza di tale asserzione poichè non è parte in nessun altro giudizio pendente presso altro giudice;
che, col terzo motivo, si deducono: violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nonchè degli artt. 3 e 53 Cost., avendo la C.T.R. mancato di considerare che la norma in questione sarebbe volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sproporzioni tra il valore medio di mercato e la corrispondente rendita media catastale rispetto ad altre zone catastali, in ossequio ai principi di uguaglianza e capacità contributiva avrebbe consentito una revisione generalizzata dei classamenti degli immobili di proprietà.
Va premesso che non è dirimente nel caso di specie la vertenza di un giudizio pregiudiziale tra le parti presso altro giudice, per i motivi cui a seguito.
La sentenza impugnata è stata pubblicata il 1 giugno 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Cass. Sez. 6-5. n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione.
Inoltre, il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 39, comma 1 bis, – aggiunto all’art. 9, comma 1, lettera o), a decorrere dal 1 gennaio 2016 – nella parte in cui prevede “La commissione tributaria dispone la sospensione la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia della cui definizione dipende la decisione della causa”, non sembra evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la, asserita ma non provata, pregiudizialità invocata rispetto alla giurisdizione amministrativa.
Rigetta il ricorso e compensa le spese di lite dei gradi di merito e del grado di legittimità.