Source: https://www.avvocatogratis.com/2017/12/gratuito-patrocinio-condanna-spese/
Timestamp: 2018-07-17 05:39:10+00:00
Document Index: 67313858

Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 91', 'art. 131', 'art. 107', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 287', 'art. 395']

Home /Avvocato gratuito / MA IL GRATUITO PATROCINIO PAGA ANCHE LE SPESE AVVERSARIE?
Quali sono gli effetti dell’ammissione al gratuito patrocinio?
In effetti, la norma che disciplina il gratuito patrocinio, l’art. 131 del Dpr 115/2002, prevede che lo Stato risponda solo per al cune spese specifiche.vPer effetto dell’ammissione al patrocinio e relativamente alle spese a carico della parte ammessa, alcune sono prenotate a debito, altre sono anticipate dall’erario.
Sono spese prenotate a debito e, quindi. imputate nominalmente allo Stato:
il contributo unificato nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario;
l’imposta di bollo, ai sensi dell’articolo 17, decreto del Presidente della Repubblica ottobre 1972, n. 642, nel processo contabile (2);
le spese forfettizzate per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile;
l’imposta di registro ai sensi dell’articolo 59, comma 1, lettere a) e b), decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nel processo civile e amministrativo;
l’imposta ipotecaria e catastale ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera e), decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347;
Pure gli onorari dovuti al consulente tecnico di parte (CTP) e all’ausiliario del magistrato (CTU), sono prenotati a debito, a domanda, anche nel caso di transazione della lite, se non è possibile il loro recupero nei confronti della parte a carico della quale sono poste le spese processuali, o dalla stessa parte ammessa, per vittoria della causa o per revoca dell’ammissione.
Lo stesso trattamento si applica agli onorari di notaio per lo svolgimento di attivitò ad essi delegate dal Giudice e all’indennità per il pagamento del custode giudiziario del bene sottoposto a sequestro.
Sono invece spese anticipate effettivaente dall’erario:
le indennità e le spese di viaggio spettanti a testimoni, a notai, a consulenti tecnici di parte e ausiliari del magistrato, nonché le spese sostenute per l’adempimento dell’incarico da parte di questi ultimi;
le spese per il compimento dell’opera non eseguita o per la distruzione di quella compiuta nel processo civile;
Sono poi prenotati a debito o anticipati i diritti e le indennità di trasferta o le spese di spedizione degli ufficiali giudiziari per le notificazioni e gli atti di esecuzione a richiesta di parte.
In caso di vittoria?
Con la vittoria in giudizio, la parte che ha ottenuto l’ammissione al gratuito patrocinio vede il Giudice condannare l’avversaria alla rifusione delle spese processuali in favore dello Stato (che, come scritto sopra, ha anticipato i costi della causa).
Nel caso invece che il soggeto ammesso al patrocinio a spese perda la causa, il giudice può condannarlo a pagare le spese processuali come indicato sopra in via geneerale ai sensi dell’art. 91 c.p.c. (“le spese seguono la soccombenza”).
Difatti, come ha più volte detto la Cassazione (vedi infra), l’ammissione al gratuito patrocinio nel processo civile non comporta che siano a carico dello Stato anche le spese legali cui venga condannato il relativo beneficiario se perde il giudizio.
La Suprema Corte ha precisato più volte che detto che,l’ammissione al gratuito patrocinio consente solo il pagamento del proprio difensore e l’anticipazione delle spese da parte dello Stato, senza mai modificar la regola generale in forza della quale il soccombente deve sopportare l’onere di rifondere le spese legali alvincitore.
Le pronunce più interessanti sono:
Cass. sent. n. 24114/2016.
Nella prima delle due si evidenzia che il raffronto tra il tenore della disposizione di cui all’art. 131 con quella di cui al precedente art. 107 del DPR 115/2002 evidenzia che, nel processo civile, “gli onorari e le spese”, di cui si fa carico lo Stato, sono esclusivamente quelli dovute al difensore della parte ammessa al beneficio.
Tuttavia, recentemente un giudice di merito, il tribunale di Cosenza, ha enucleato il principio contrario (Trib. Cosenza, sent. n. 2068/2017 del 1.12.2017.): il magistrato, in costanza di condanna della parte ammessa al gratuito patrocinio, nonostante la sua soccombenza al giudizio – ha posto il pagamento delle spese processuali a carico dell’erario, parificandole a quelle del difensore del beneficiato.
La scelta del tribunale appare in opposizione a tutta la dottrina e la giurisprudenza fin qui maturate e non risulta coerente ai principi costituzionali (art. 24 Cost.) che prevedono il sostegno dello Stato per accedere alla giustizia e non per fare fronte alla propria soccomenbenza in giudizio.
Riportiamo di seguito il testo integrale della sentenza di riferimento della Corte di Cassazione: sent. n. 10053/2012 del 19.06.2012.
4. Innanzitutto – a voler seguire la prospettazione di parte ricorrente, secondo cui l’errore materiale sarebbe conseguente all’”omesso esame della documentazione presente in atti circa l’intervenuta ammissione della M. al gratuito patrocinio – ricorrerebbe nella fattispecie, non già l’errore materiale di cui all’art. 287 cod. proc. civ., bensì un errore revocatorio ai sensi dell’art. 395 cod. proc. civ., n. 4.