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Timestamp: 2018-06-19 16:37:52+00:00
Document Index: 37663136

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 75', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 31', 'art. 44', 'art. 20', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 49', 'art. 53', 'art. 57', 'art. 37', 'art. 30', 'art. 6', 'art. 9']

Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1987, n. 33 (...) - Legirel
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Mots-clés : Administration du patrimoine · Association religieuse · Autorisation administrative · Biens culturels · Biens ecclésiastiques · Eglise catholique · Organisation religieuse · Rémuneration · 1987 · Italie
Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1987, n. 33 (modificato) Approvazione del regolamento di esecuzione della legge 20 maggio 1985, n. 222, recante disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi.
Visto l’art. 7 dell’accordo di modificazioni del Concordato Lateranense con la Santa Sede, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, e ratificato con la legge 25 marzo 1985, n. 121 ;
Visto l’art. 75 della legge 20 maggio 1985, n. 222, recante disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi ;
Visto il testo predisposto dalla commissione per il regolamento di attuazione della legge sugli enti e beni ecclesiastici, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 13 febbraio 1987 ;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri ; Emana il seguente decreto :
1. 1. È approvato l’accluso regolamento di esecuzione della legge 20 maggio 1985, n. 222 , recante disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi.
2. 1. Le disposizioni del predetto regolamento entrano in vigore il giorno successivo a quello della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
1. Nel presente regolamento l’espressione legge senza specificazioni indica la legge 20 maggio 1985, n. 222.
(modificato con DPR 1 settembre 1999, n. 337)
1. La domanda di riconoscimento prevista dall’art. 3 della legge è diretta al Ministro dell’interno ed è presentata alla prefettura della provincia in cui l’ente ha sede. In essa devono essere indicati la denominazione, la natura e i fini dell’ente, la sede e la persona che lo rappresenta.
2. Alla domanda di riconoscimento degli enti di cui agli articoli 8, 11 e 12 della legge sono allegati i documenti comprovanti i mezzi per lo svolgimento dell’attività dell’ente ; per gli istituti religiosi di diritto diocesano è altresì allegata alla domanda una relazione sulla situazione economico-finanziaria e sull’attività svolta nell’ultimo quinquennio o nel minor periodo di esistenza dell’ente.
1. Il prefetto istruisce la domanda di riconoscimento e acquisisce, se necessario, ulteriori elementi rivolgendo diretta richiesta all’ente, all’autorità ecclesiastica o ad organi della pubblica amministrazione, anche se abbiano sede nel territorio di altra provincia ; trasmette quindi gli atti con il proprio parere al Ministro dell’interno, dando contestuale notizia agli interessati dell’avvenuta trasmissione.
1. Il decreto del Presidente della Repubblica di riconoscimento della personalità giuridica o il provvedimento di non accoglimento della domanda è comunicato al rappresentante dell’ente e all’autorità ecclesiastica che ha chiesto il riconoscimento o vi ha dato l’assenso.
1. La domanda di riconoscimento delle associazioni di cui all’art. 10 della legge è presentata all’autorità statale o regionale competente per il riconoscimento, corredata dai documenti richiesti dalle leggi civili per il riconoscimento delle persone giuridiche.
1. La domanda di revoca del riconoscimento civile di un capitolo cattedrale o collegiale a norma dell’art. 14, comma primo, della legge è presentata, rispettivamente dalla Santa Sede o dal vescovo diocesano, al Ministro dell’interno, con l’indicazione dei motivi che giustificano la richiesta e della destinazione che l’autorità ecclesiastica intende dare ai beni del capitolo.
1. L’ente ecclesiastico che svolge attività per le quali sia prescritta dalle leggi tributarie la tenuta di scritture contabili deve osservare le norme circa tali scritture relative alle specifiche attività esercitate.
1. La domanda per ottenere l’autorizzazione ad acquistare immobili o ad accettare donazioni o eredità o a conseguire legati è accompagnata :
a) dal certificato della cancelleria del tribunale competente da cui risultino l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, le generalità del legale rappresentante nonché l’esistenza di eventuali limitazioni del potere di rappresentanza ;
b) dalla deliberazione del competente organo dell’ente relativa all’acquisto qualora tale organo sia diverso dal legale rappresentante ;
c) dal contratto relativo all’acquisto o dall’atto pubblico contenente la dichiarazione del donante, ovvero dal verbale di pubblicazione del testamento ;
d) dalla perizia giurata descrittiva ed estimativa dei beni ;
e) dalla indicazione delle somme di denaro e dall’elenco dei beni mobili oggetto della donazione, dell’eredità o del legato ;
f) dall’autorizzazione della competente autorità ecclesiastica ove prescritta ;
2. Nell’istruire la domanda a termini delle leggi civili il prefetto acquisisce le informazioni e gli elementi ritenuti opportuni nonché il parere dei competenti uffici tecnici erariali e, ove occorra, di altri uffici tecnici dello Stato in ordine al valore dei beni rivolgendo diretta richiesta agli organi della pubblica amministrazione, anche se abbiano sede nel territorio di altra provincia.
1. Per gli acquisti delle persone giuridiche soggette al vescovo diocesano la domanda di autorizzazione di cui al precedente art. 9 deve essere corredata dall’autorizzazione della Santa Sede o del vescovo ovvero dall’attestazione del medesimo che nessuna autorizzazione è richiesta.
1. La Conferenza episcopale italiana comunica al Ministero dell’interno le deliberazioni adottate in attuazione dei canoni 1277, 1292, paragrafo 2, e 1295 del codice di diritto canonico entro trenta giorni dalla loro promulgazione ; comunica altresì il limite di valore stabilito dalla Santa Sede ai sensi del canone 638, paragrafo 3, del codice di diritto canonico.
1. Ai fini del riconoscimento agli effetti civili dei mutamenti previsti dall’art. 19, comma primo, della legge si provvede su domanda dell’autorità ecclesiastica che li ha disposti o approvati, ovvero del legale rappresentante dell’ente con l’assenso dell’autorità ecclesiastica.
1. Il decreto del Presidente della Repubblica previsto dall’art. 19, comma secondo, della legge è emanato su proposta del Ministro dell’interno.
1. Ai fini del riconoscimento agli effetti civili dei provvedimenti canonici di cui agli articoli 21, commi primo e secondo, e 29, comma primo, della legge adottati dall’autorità ecclesiastica dopo il 30 settembre 1986, e di quelli di cui all’art. 22, comma terzo, della legge adottati dall’autorità ecclesiastica dopo il 30 settembre 1989, si applicano le procedure ordinarie previste per il riconoscimento, la trasformazione, la soppressione degli enti ecclesiastici.
1. L’iscrizione nel registro delle persone giuridiche degli enti ecclesiastici è effettuata su richiesta del legale rappresentante secondo le modalità previste dagli articoli 24 e seguenti delle disposizioni di attuazione del codice civile.
3. Gli elementi di cui al comma 2 possono risultare anche da una dichiarazione dell’autorità ecclesiastica integrativa del decreto canonico di erezione.
1. L’Istituto centrale e gli istituti diocesani per il sostentamento del clero comunicano, rispettivamente al Ministro dell’interno e al prefetto competente, la composizione del consiglio di amministrazione e le successive variazioni, indicando anche quali siano i membri designati dal clero.
1. A decorrere dal 1 gennaio 1987 il trattamento tributario delle remunerazioni erogate ai sacerdoti che svolgono servizio in favore delle diocesi è regolato ai sensi dell’art. 25 della legge e del presente articolo.
1. Le domande in carta libera di trascrizione, di voltura catastale o di iscrizione tavolare relative ai trasferimenti di cui all’art. 31, comma primo, della legge sono presentate dal legale rappresentante dell’ente al quale i beni sono trasferiti.
1. Il rendiconto previsto dall’art. 44 della legge è trasmesso dalla Conferenza episcopale italiana al Ministro dell’interno entro il mese di luglio dell’anno successivo a quello di esercizio.
1. Il Ministro dell’interno, entro trenta giorni dal ricevimento del rendiconto di cui al precedente art. 20, ne trasmette copia, con propria relazione, ai Ministri del tesoro e delle finanze.
1. Le amministrazioni competenti provvedono ad emanare le disposizioni di attuazione dell’art. 47, commi secondo e terzo, della legge in relazione alle diverse modalità previste dalle leggi relative all’imposta sul reddito delle persone fisiche, nonché le modalità di versamento delle somme previste dai commi quarto e quinto del medesimo articolo.
1. Le quote di cui all’art. 47, comma secondo, della legge sono utilizzate dallo Stato a norma dell’art. 48 della legge secondo criteri e priorità stabiliti entro il 30 settembre di ogni anno dal Consiglio dei Ministri, udite le competenti commissioni parlamentari.
1. La commissione paritetica di cui all’art. 49 della legge è composta da sei membri nominati per metà dalla Conferenza episcopale italiana e per metà dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
1. La trascrizione del vincolo di cui all’art. 53, comma terzo, della legge è richiesta dall’autorità civile erogante entro sessanta giorni dalla erogazione del contributo.
1. I componenti del consiglio di amministrazione del Fondo edifici di culto designati ai sensi dell’art. 57 della legge durano in carica quattro anni e non possono essere immediatamente confermati più di una volta.
1. Sono sottoposti al consiglio di amministrazione del Fondo edifici di culto, oltre agli atti indicati da disposizioni di leggi e di regolamenti :
a) i progetti di bilancio preventivo e le proposte di variazione in corso di esercizio ;
b) i programmi di massima concernenti la conservazione, il restauro, la tutela e la valorizzazione del patrimonio ;
c) gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione ;
d) la determinazione nei casi non previsti dagli articoli 61, 62 e 63 della legge, delle modalità e delle misure delle liquidazioni e affrancazioni ;
e) le determinazioni relative all’applicazione degli articoli 65, 67 e 70 della legge ;
1. Le trascrizioni, le volture catastali o le iscrizioni tavolari relative al trasferimento dei patrimoni di cui agli articoli 55 e 69 della legge sono richieste, per delega del Ministro dell’interno, dai prefetti delle province in cui si trovano i beni da trasferire.
2. Le domande devono contenere l’indicazione dell’ente da cui il bene proviene, nonché, ai fini delle volture o iscrizioni tavolari, gli estremi delle partite catastali dei beni oggetto del trasferimento.
1. I beni culturali di proprietà del Fondo edifici di culto non possono essere utilizzati per fini diversi da quelli cui sono destinati senza l’autorizzazione del Ministero dell’interno.
1. L’utilizzo di beni immobili di proprietà del Fondo edifici di culto per fini diversi da quelli per i quali il Ministro dell’interno li ha concessi o li ha dati in locazione e la violazione del divieto di subconcessione o sublocazione determinano la decadenza della concessione e la risoluzione del contratto di locazione.
3. Al termine di ogni trimestre le somme riscosse sono trasferite a cura del prefetto alla Direzione generale degli affari dei culti mediante vaglia del Tesoro, corredato da un prospetto indicante :
a) i debitori ;
b) la natura e l’entità del debito ;
c) l’ammontare delle somme versate ;
d) il periodo cui si riferisce il versamento ;
1. I prelevamenti dai fondi di riserva iscritti nel bilancio del Fondo edifici di culto sono disposti con decreto del Ministro dell’interno.
2. L’avanzo o il disavanzo di gestione determinato alla chiusura del conto consuntivo dell’anno finanziario precedente viene iscritto nel bilancio di previsione dell’anno successivo in sede di assestamento.
1. Le fabbricerie delle chiese cattedrali e di quelle dichiarate di rilevante interesse storico o artistico sono composte da sette membri, nominati per un triennio, due dal vescovo diocesano e cinque dal Ministro dell’interno sentito il vescovo stesso. Esse sono rette da uno statuto approvato con decreto del Ministro dell’interno, sentito il vescovo diocesano.
1. Non può essere nominato fabbricere chi ha rapporti d’interesse proprio o del coniuge o dei parenti o affini sino al quarto grado con la fabbriceria.
1. Spetta alla fabbriceria, senza alcuna ingerenza nei servizi di culto :
a) provvedere alle spese di manutenzione e di restauro della chiesa e degli stabili annessi e all’amministrazione dei beni patrimoniali e delle offerte a ciò destinati ;
b) amministrare i beni patrimoniali destinati a spese di ufficiatura e di culto, salvo, per quanto riguarda l’erogazione delle relative rendite, il disposto dei successivi commi ;
2. Le rendite destinate a spese di ufficiatura e di culto sono iscritte nel bilancio della fabbriceria fra le partite di giro e vengono annualmente versate a chi rappresenta la chiesa o l’ente a cui la chiesa è annessa.
1. Il presidente della fabbriceria :
a) annualmente predispone e sottopone al consiglio, per l’approvazione, il bilancio preventivo ed il conto consuntivo ;
b) esegue le delibere del consiglio ed eroga le spese deliberate ;
c) in caso di urgenza adotta i provvedimenti necessari e ne riferisce per la ratifica al consiglio nella prima adunanza utile ;
1. Il Presidente della fabbriceria trasmette al prefetto entro il 30 novembre dell’anno precedente il bilancio di previsione dell’anno successivo. Inoltre trasmette al prefetto entro il 31 marzo di ciascun anno il conto consuntivo dell’anno precedente. Il bilancio di previsione ed il conto consuntivo, prima dell’invio al prefetto, debbono essere approvati dal consiglio.
3. Il prefetto, qualora siano accertate, anche a mezzo di ispezioni dallo stesso disposte, gravi irregolarità nell’amministrazione ovvero l’impossibilità per la fabbriceria di continuare a funzionare :
a) ove ricorrano motivi di urgente necessità può, sentito il vescovo diocesano, sospendere la fabbriceria affidandone la provvisoria gestione ad un suo commissario ;
(abrogato con DPR 1 settembre 1999, n. 337
1. La fabbriceria, che sia persona giuridica, continua ad amministrare i beni di sua proprietà e quelli di cui all’art. 37, anche se la chiesa perde la personalità giuridica a norma dell’art. 30 della legge o per altra causa. Alla soppressione della fabbriceria che non disponga più di tali beni si provvede con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno d’intesa col vescovo diocesano, udito il Consiglio di Stato.
Disposizioni transitorie Articolo 42
1. Fino alle scadenze stabilite dall’art. 6 della legge per gli enti di cui al medesimo articolo non ancora iscritti nel registro delle persone giuridiche il certificato previsto dall’art. 9, lettera a), del presente regolamento è sostituito da una certificazione della competente autorità ecclesiastica.
1. La domanda di iscrizione nel registro delle persone giuridiche presentata dagli enti di cui agli articoli 22 e 29 della legge è corredata da copia del decreto del Ministro dell’interno che conferisce ad essi la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto, con l’indicazione degli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
1. Le domande dirette ad ottenere l’autorizzazione governativa per gli acquisti, presentate da un beneficio ecclesiastico o da una chiesa parrocchiale o cattedrale, hanno efficacia per l’ente che a norma degli articoli 28 e 30 della legge succede all’ente estinto.
2. Le liberalità disposte con atto anteriore al 1 luglio 1987 a favore di un beneficio ecclesiastico da costituire, sono devolute all’Istituto per il sostentamento del clero della stessa diocesi.
1. Le fabbricerie trasmettono al Ministro dell’interno, per il tramite della prefettura, uno statuto redatto in conformità alle norme del presente regolamento, entro un anno dalla sua entrata in vigore.