Source: http://volontariato.al.it/news/leggi/testi/DISP_dm81097.htm
Timestamp: 2017-12-13 18:42:38+00:00
Document Index: 135848625

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 6']

Volontariato.Al.It - Disposizioni esplicative del D.M 8 Ottobre 1997
- il 50% è destinato al Fondo regionale presso la regione ove trovasi la sede legale dell’ente;
- il restante 50% va ad uno o più altri fondi speciali, scelti liberamente dall’ente stesso.
3. L’art. 2 del Decreto ribadisce l’istituzione presso ogni regione di un fondo denominato «Fondo speciale di cui alla legge 266/1991» nonché l’obbligo di contabilizzazione in tali fondi degli importi indicati dalle Fondazioni bancarie, come patrimonio separato avente speciale destinazione di pertinenza delle Fondazioni stesse.
Viene altresì previsto che dette somme siano utilizzabili dai Centri di servizio per le proprie finalità istituzionali ex art. 4 del Decreto ed anche «per le spese di funzionamento e di attività del Comitato di gestione» secondo le modalità di cui al Decreto stesso. Ciò permette di utilizzare i fondi di cui all’art. 15 della legge 266/1991, oltre che per le spese di funzionamento e per le attività istituzionali dei Centri di servizio per il Volontariato, anche per le stesse spese operative e per le attività dei Comitati di gestione, in relazione alle funzioni ad essi demandate (istituzione, indirizzo e controllo dei Centri di servizio), in modo da assicurare la copertura delle spese vive sostenute dai relativi membri per partecipare alle riunioni e delle altre spese dei Comitati.
L’art. 2, comma 4, del Decreto infatti consente la copertura delle spese di funzionamento e di attività dei Comitati di gestione nella «misura strettamente necessaria» per l’assolvimento delle funzioni previste dal Decreto. Tali spese sono da porre a carico dei Centri di servizio della regione, in via proporzionale alle somme attribuite ai Centri medesimi. A titolo esemplificativo, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute dai membri del comitato per la partecipazione alle riunioni, possono trovare collocazione entro tale ambito le spese sostenute dai Comitati per rendere pubblici i criteri per l’istituzione dei Centri di servizio nonché quelle per la pubblicizzazione del relativo elenco, le spese logistiche e di segreteria ove non supportate dalle Regioni di competenza, gli eventuali onorari professionali e i rimborsi spese connessi per l’esame tecnico dei bilanci dei Centri di servizio e per il proprio contenzioso giudiziario e in particolare per la resistenza in giudizio nel caso di impugnativa di propri atti.
4. La composizione dei Comitati di gestione incaricati di amministrare i singoli Fondi regionali di cui alla legge 266/1991, prevista dall’articolo 2, comma 2, del Decreto, risente del disposto della citata sentenza n. 355/1992 della Corte Costituzionale, per effetto della quale sono ora nominati «secondo le previsioni delle disposizioni regionali in materia» sia il membro del Comitato di gestione in rappresentanza dell’Ente Regione, territorialmente competente, sia i quattro rappresentanti delle organizzazioni di volontariato, iscritte nei Registri regionali, maggiormente presenti nel territorio regionale. Inoltre il nuovo Decreto prevede la presenza in seno al Comitato di gestione, che passa così da 14 a 15 componenti, di «un membro in rappresentanza degli enti locali della regione nominato secondo le previsioni delle disposizioni regionali in materia» (art. 2, comma 2, lett. f). In ciascuna regione quindi si dovrà provvedere con piena autonomia valutativa ad individuare i criteri di scelta di detto rappresentante ed alla relativa nomina.
7. Permangono immutati i compiti dei Comitati di gestione relativi all’istituzione dell’Elenco regionale dei Centri di servizio, ora denominato esplicitamente «Elenco regionale dei Centri di servizio di cui all’art. 15 della legge 11 agosto 1991 n. 266» per un più puntuale riferimento alla normativa di legge da cui i centri stessi trovano origine e supporto finanziario.
Sui bilanci dei Centri di servizio, anche nel nuovo testo del Decreto, il Comitato di gestione continua ad esercitare un’attività di controllo, verificandone «la regolarità nonché la conformità ai rispettivi regolamenti», restando escluso ogni controllo di merito su singole attività dei Centri. Anche per tale attività, in relazione alla necessità di specifiche conoscenze e valutazioni tecniche, ove non possa provvedere direttamente, il Comitato può avvalersi di prestazioni d’opera di professionisti all’uopo abilitati, considerando il relativo onere come spese del proprio funzionamento.
Il richiamo alle norme della legge 266/1991 implica che i Comitati provvedano a determinare preventivamente i criteri per la revisione periodica dell’iscrizione all’Elenco dei Centri di servizio per il volontariato da essi istituiti «al fine di verificare il permanere dei requisiti e l’effettivo svolgimento delle attività dei centri nell’interesse delle organizzazioni di volontariato» e quindi adottino gli eventuali provvedimenti di cancellazione in assoluta coerenza con detti criteri. Contro tale provvedimento di cancellazione, è possibile proporre, per relationem all’art. 6 della legge 266/1991, ricorso giurisdizionale speciale al TAR competente per territorio, a cura del Centro cancellato entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione della cancellazione.
a) approntare strumenti e iniziative per la crescita della cultura della solidarietà, la promozione di nuove iniziative di volontariato e il rafforzamento di quelle esistenti;
b) offrire consulenza e assistenza qualificata nonché strumenti per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività;
c) assumere iniziative di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad organizzazioni di volontariato;
d) offrire informazioni, notizie, documentazione e dati sulle attività di volontariato locale e nazionale.