Source: https://www.exeo.it/Articoli/7973/esproprio-illegittimo-corte-europea.aspx
Timestamp: 2019-09-22 06:47:48+00:00
Document Index: 77729353

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 43', 'art. 42']

Espropri illegittimi e sentenze C.E.D.U.
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La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha qualificato l'istituto di elaborazione giurisprudenziale della cosiddetta accessione invertita come “sistematica violazione” delle specifiche disposizioni della Convenzione, stipulata nel 1950, relative alla tutela del diritto di proprietà, affermando che le occupazioni sine titulo si configurano come un illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto dell’uomo fondamentale e imprescrittibile, garantito dall’art. 1 del Protocollo addizionale n. 11 alla CEDU, senza che alcuna rilievo possa assumere in contrario il dato fattuale dell’intervenuta realizzazione di un’opera pubblica sul terreno interessato e non potendo giammai l’acquisizione del diritto di proprietà conseguire a un illecito.
I fondi illegittimamente occupati dall’Amministrazione (per effetto, nel caso di specie, dell'annullamento del decreto di esproprio), restano in proprietà dei titolari originari poiché la realizzazione delle opere costituisce circostanza meramente fattuale che è inidonea a determinare la traslazione della loro proprietà, alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha espunto dal nostro ordinamento l’istituto dell’occupazione appropriativa.
L’istituto dell'occupazione acquisitiva dopo aver subito ulteriori elaborazioni giurisprudenz... _OMISSIS_ ...mativi, è stato espunto dall’ordinamento a seguito dell’intervento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha ritenuto che l’occupazione appropriativa contrasti con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e in particolare al suo Protocollo Addizionale n. 1 (sentenza Cedu 30 maggio 2000, ric. 31524/96).
Alla luce dei principi della CEDU e degli arresti giurisprudenziali della Corte di Strasburgo, la realizzazione di un’opera pubblica su fondi illegittimamente occupati costituisce un mero fatto (e per di più illecito) che non può costituire titolo di acquisto e di trasferimento della proprietà in favore della P.A.
La Corte EDU ha da tempo avuto modo di chiarire (sentt. 30 maggio 2000, n. 24638/94, Carbonara e Ventura, e 30 maggio 2000, n. 31524/96, Società Belvedere Alberghiera), che un comportamento illecito o illegittimo non può fondare l'acquisto di un diritto, che deve sempre reputarsi contra legem. In particolare, non costituisce impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente espropriata il fatto della realizzazione dell'opera pubblica; e ciò indipendentemente dalle modalità - occupazione appropriativa od usurpativa - di acquisizione del terreno, dovendo anzi ritenersi che, in tale ottica, la stessa distinzione tra occupazione appropriativa e usurpativa non assume più rilevanza.
L... _OMISSIS_ ...squo;istituto di elaborazione giurisprudenziale della cosiddetta accessione invertita come sistematica violazione delle specifiche disposizioni della Convenzione, stipulata nel 1950, relative alla tutela del diritto di proprietà, affermando che le occupazioni sine titulo si configurano come un illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto dell’uomo fondamentale e imprescrittibile, garantito dall’art. 1 del Protocollo addizionale n. 11 alla Convenzione, senza che alcun rilievo possa assumere in contrario il dato fattuale dell’intervenuta realizzazione di un’opera pubblica sul terreno interessato e non potendo giammai l’acquisizione del diritto di proprietà conseguire a un illecito.
La giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha censurato con vigore le forme di "espropriazione indiretta" elaborate nell'ordinamento italiano anche e soprattutto in sede giurisprudenziale (come l'accessione invertita) e le ha configurate come illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto dell'uomo fondamentale, garantito dall'art. 1 del Protocollo addizionale n. 1 alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
La Corte europea per i diritti dell’uomo ha dichiarato l'istituto di creazione giurisprudenziale dell'accessione invertita, ius vivente nel diritto italiano, per il qual... _OMISSIS_ ...che abbia occupato illegittimamente un fondo per causa di pubblica utilità ne acquista la proprietà nel momento in cui si verifica l'irreversibile trasformazione dello stesso ai fini pubblici, contrario all'art. 1 del Protocollo 1 della Convenzione per la Salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, con la conseguenza che il privato illegittimamente spogliato ha diritto alla restitutio ad integrum ed al risarcimento pecuniario patito per la perdita del diritto di godimento del bene.
Muovendo dall’esame della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, deve ritenersi che il quadro normativo e giurisprudenziale nazionale previgente alla disciplina posta dapprima dall’art. 43 del T.U. approvato con D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 e – ora – dall’art. 42-bis del T.U. medesimo, non fosse aderente alla Convenzione europea per la protezione dei diritti dell’uomo e, in particolare, al suo Protocollo addizionale n. 1.
La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo oggetto di legittima occupazione in via di urgenza, non seguita dal perfezionamento della procedura espropriativa, costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, ed è, come tale, inidonea, da sé sola, a determinare il trasferimento della proprietà in favore della P.A., in tal senso deponendo la costante giurisprudenza della Co... _OMISSIS_ ...