Source: http://www.upel.va.it/news/corso-intensivo-la-fase-esecutiva-dellappalto-nel-nuovo-codice-dei-contratti-faq-a-cura-dei-docenti/
Timestamp: 2019-03-25 09:38:49+00:00
Document Index: 61948391

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 5', 'art. 31', 'art. 77', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 102', 'art. 102', 'art. 102', 'art. 95', 'art. 36', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 36', 'art. 32', 'art. 113', 'art. 21', 'art. 216', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 21']

CORSO INTENSIVO: “LA FASE ESECUTIVA DELL’APPALTO NEL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI” – FAQ A CURA DEI DOCENTI
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Il Responsabile di Area di un Comune di piccole dimensioni può continuare a ricoprire i ruoli di RUP, progettista, D.L., validatore del progetto, coordinatore per la sicurezza e redattore del C.R.E.?
In caso di risposta positiva, quali sono i ruoli che può ricoprire la stessa persona? Quali sono invece le incompatibilità che comportano la nomina di soggetti esterni o di altri dipendenti del Comune?
Nei casi di ruoli incompatibili, quali sono i requisiti e le modalità di nomina nel caso in cui una determinata attività sia svolta da un dipendente diverso dal Responsabile di Area?
Nella vigenza del D. Lgs. n. 50/2016, il cumulo di funzioni e ruoli in capo alla stessa persona non è più praticabile.
Innanzitutto, con riferimento al ruolo di RUP, in base all’art. 31 del D. Lgs. 50/2016, all’art. 5, comma 2 della legge 241/1990 e alle Linee Guida ANAC n. 3 (dedicate al ruolo e alle funzioni del RUP), il Responsabile di Area, quale vertice dell’organizzazione di un settore dell’Amministrazione può svolgere ancora le funzioni di RUP.
Resta inteso che, in tal caso, il Responsabile di Area deve possedere anche i requisiti di formazione scolastica e professionale previsti dalle suddette Linee Guida.
A norma dell’art. 31, comma 9 del D. Lgs 50/2016, il RUP può coincidere con il progettista o con il direttore dei lavori nei casi e nei limiti previsti dal paragrafo 9 delle Linee Guida ANAC n. 3.
Le funzioni di RUP, in ogni caso, non possono coincidere con quella di progettista o direttore lavori nel caso di lavori di speciale complessità o di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, nonché nel caso di “progetti integrali”, oppure nel caso di interventi di importo superiore ad Euro 1.500.000.
Per i servizi e le forniture, le Linee Guida ANAC n. 3, prevedono che il RUP coincide, nei limiti delle sue competenze professionali, con le funzioni di progettista e direttore dell’esecuzione del contratto. Tuttavia, RUP e direttore dell’esecuzione del contratto non coincidono nei casi di: a) prestazioni superiori ad Euro 500.000; b) prestazioni complesse a livello tecnologico; c) prestazioni che richiedono una pluralità di competenze; d) prestazioni caratterizzate da processi innovativi o con necessità di “elevate prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalità”; e) per ragioni interne alla stazione appaltante che impongono il coinvolgimento di un’altra unità organizzativa.
Quanto alla figura di presidente della commissione di gara, occorre ricordare che i commissari di gara sono individuabili tra i componenti interni della stazione appaltante solo nei casi di affidamenti sotto soglia o in caso di affidamenti che non presentano particolare complessità. Ciò premesso, in ogni caso, ai sensi dell’art. 77, comma 4 del D. Lgs. 50/2016 “i commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”, il che significa, come precisato (ambiguamente, invero) dalle Linee Guida ANAC n. 3, che il ruolo di RUP, è “di regola incompatibile con quello di commissario di gara e presidente della commissione giudicatrice”.
In materia di validazione dei progetti di lavori si evidenzia che l’art. 26, comma 6 lett. d) del D. Lgs 50/2016 statuisce che per importi del valore inferiore ad 1.000.000 euro, la verifica preliminare della progettazione è affidata al RUP. In tali casi RUP e validatore coincidono.
Si consideri, invece, che a norma dell’art. 26, comma 7 del D. Lgs 50/2016, l’attività di verifica “è incompatibile con lo svolgimento, per il medesimo progetto, dell’attività di progettazione, del coordinamento della sicurezza della stessa, della direzione lavori e del collaudo”.
In altri termini, laddove il RUP svolga l’attività di progettista non potrà effettuare la validazione del progetto. Se il RUP effettua invece attività di validazione non potrà ricoprire le funzioni di progettista, coordinamento della sicurezza della stessa, della direzione lavori e del collaudo.
A norma dell’art. 102, comma 7 del D. Lgs. 50/2016 non possono essere affidati incarichi di collaudo e di verifica di conformità “a coloro che hanno, comunque, svolto o svolgono attività di controllo, verifica, progettazione, approvazione, autorizzazione, vigilanza o direzione sul contratto da collaudare”.
Il RUP, svolgendo senz’altro funzioni di controllo sull’attività inerente il contratto, non potrebbe svolgere anche la funzione di collaudatore o organo competente all’assunzione del C.R.E., nella veste di direttore dei lavori.
Resta salvo, ai sensi dell’art. 102, comma 2, del D. Lgs. n. 50/2016, il potere di emissione del C.R.E., in luogo del certificato di verifica di conformità, da parte del RUP nei casi di servizi e forniture sottosoglia.
Si ricorda che, in base all’art. 102, comma 8, del D. Lgs. n. 50/2016, i casi in cui è possibile l’emissione di C.R.E. è stata demandata ad apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, allo stato non emanato. Nel frattempo, si continua ad applicare la disciplina sul collaudo dei lavori (Titolo X, Parte II, del D.P.R. n. 207/2010).
In merito ai requisiti e modalità di nomina di altri dipendenti dell’amministrazione rispetto al Responsabile di Area, sono quelli espressamente previsti dalla Legge e dalle Linee Guida ANAC relativi a competenza, titoli di studio, esperienza, assenza di incompatibilità, conflitti di interesse ecc.
È possibile affidare direttamente lavori/servizi/forniture di importo inferiore a 40.000 euro direttamente ad un unico operatore e al massimo ribasso?
A norma dell’art. 95 del D. Lgs. n. 50/2016, il criterio ordinario di aggiudicazione è rappresentato da quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa (di seguito, “OEPV”).
Il criterio del minor prezzo può essere utilizzato solo nei casi espressamente previsti dal quarto comma della norma sopra citata, che sono i seguenti:
Ciò premesso, l’art. 36, comma 2 del D. Lgs. 50/2016 prevede che è possibile procedere ad affidamento diretto (o amministrazione diretta, per i lavori) “per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro” e, comunque, con adeguata motivazione. Sul punto, le Linee Guida ANAC n. 4 prevedono che detta motivazione debba dare conto “della congruità del prezzo in rapporto alla qualità della prestazione”.
In questo contestato, sembra essere stata estesa, anche agli affidamenti diretti di valore inferiore ad Euro 40.000, quantomeno una verifica sia della componente qualitativa e non solo quantitativa delle offerte.
Restano fermi i casi in cui l’art. 95 del D. Lgs 50/2016 consente l’affidamento al minor prezzo.
Da quanto sopra esposto, dunque, è possibile evincere che per affidamenti di importo inferiore ai 40.000 euro è sempre possibile l’affidamento diretto; tuttavia, anche in tale fattispecie, la possibilità di far ricorso al criterio del minor prezzo è limitata alle condizioni e ai casi indicati dall’art. 95 del D. Lgs 50/2016 come sopra riportati.
In caso di procedura negoziata, si deve procedere sempre con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa o si può procedere con quello del massimo ribasso.
Anche in caso di ricorso alla procedura negoziata, ai fini dell’utilizzo del criterio del minor prezzo, valgono le limitazioni previste dall’art. 95 del D. Lgs. n. 50/2016.
In caso di affidamento diretto, quali sono le motivazioni da indicare per la scelta del contraente? È obbligatorio reperire (e come) nonché valutare almeno due preventivi (come suggerito dalle Linee Guida ANAC), ovvero è sufficiente rendere una motivazione che richiami la vicinanza, la conoscenza dei luoghi, la tempistica ristretta per l’esecuzione/espletamento dell’appalto?
Deve sempre essere predisposta la determina a contrarre prima di una RDO?
Il D. Lgs. 50/2016 all’art. 36, comma 1, lett. a), si limita a far riferimento ad una motivazione adeguata senza entrare nel dettaglio (cfr.).
Le Linee Guida ANAC n. 4, invece, prevedono al punto 3.3.3. che “l’onere motivazionale relativo all’economicità dell’affidamento e al rispetto dei principi di concorrenza può essere soddisfatto mediante la valutazione comparativa dei preventivi di spesa di due o più operatori economici”.
È quindi possibile o ricorrere ad una motivazione di dettaglio relativa alla scelta di un operatore economico o raccogliere almeno due preventivi da valutare in maniera comparativa, dando conto in sede di motivazione delle ragioni che hanno condotto ad una determinata scelta.
Sul tema dell’obbligatoria predisposizione della determina a contrarre prima della RDO si ritiene di dovere dare risposta affermativa, in quanto l’art. 32 del D. Lgs 50/2016 stabilisce inequivocabilmente che “prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti, in conformità ai propri ordinamenti, decretano o determinano di contrarre, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte”.
Quanto sopra è anche confermato dalle Linee Guida ANAC n. 4 in materia di affidamenti sotto soglia.
L’incentivo alla progettazione deve transitare nel fondo per la produttività al momento dell’approvazione del progetto oppure nel fondo dell’anno in cui è disposta la relativa corresponsione? In tale ultima ipotesi, è corretto sospenderne la corresponsione in attesa che il fondo venga costituito, laddove l’Amministrazione non abbia ancora provveduto in tal senso.
Innanzitutto si evidenzia che il D. Lgs 50/2016 non parla più di incentivi alla progettazione bensì parla di “incentivi per funzioni tecniche”.
Come anche sostenuto nelle Linee Guida ANAC n. 1, l’art. 113, comma 2 del D. Lgs 50/2016, recependo il divieto disposto nella Legge delega 11/2016, non prevede che in caso di ricorso alla progettazione interna si possa far ricorso all’incentivazione in favore dei progettisti.
Tanto premesso, la regolazione è la costituzione del fondo dipende dalla regolazione di dettaglio interna decisa da ogni stazione appaltante che tiene conto, come ricordato dalla Sezione Autonome dalla Corte dei Conti, anche da regole di contabilità. Ricorda ancora la Corte dei Conti che, comunque, sussistendone i titoli, la corresponsione di una quota del fondo costituisce un diritto (cfr. Corte Conti, Sez. Autonomie, Parere n. 11/2015).
Il ruolo di RUP può essere assunto da un geometra o impiegato amministrativo dipendente comunale, senza iscrizione all’albo, di categoria C (istruttore tecnico), senza posizione organizzativa?
Con l’adozione della Linee Guida ANAC n. 3, il periodo transitorio è stato superato in via definitiva. Ad oggi, i requisiti per la nomina a RUP sono stati definiti nel dettaglio dalle suddette Linee Guida.
In base dell’art. 21 del D. Lgs 50/2016, fino all’adozione del decreto di cui al comma 8 del citato articolo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si applica l’articolo 216 comma 3, e vigono quindi gli stessi strumenti di programmazione e la modulistica ante D. Lgs. 50/2016?
Il regime transitorio prevede che:
a) continuano ad applicarsi gli atti di programmazione “già adottati ed efficaci” (con gli adeguamenti previsti dall’art. 216, comma 3) sino all’adozione del Decreto di cui all’art. 21, comma 8 del D. Lgs 50/2016 da parte del Ministero (che, in linea teorica, sarebbe dovuta avvenire entro il luglio 2016);
b) le amministrazioni aggiudicatrici “procedono con le medesime modalità” per le nuove programmazioni che si rendano necessarie prima dell’adozione del decreto.
In relazione alla tempistica di adozione dello schema triennale ed annuale LL.PP, sebbene l’articolo 13 del DPR 207/2010 che fissava i termini sia stato abrogato, si deve ritenere, in fase transitoria, che il tale termine ivi previsto sia ancora da considerarsi di riferimento, sebbene con valore oggi ordinatorio e non perentorio?
In base all’art. 21, comma 1, del D. Lgs. n. 50/2016, deve avvenire in coerenza con il bilancio dell’ente. Di conseguenza, risulta già oggi superato l’art. 13 del D.P.R. n. 207/2010. Pur potendosi prescindere dalla contestualità di approvazione degli atti di programmazione e di bilancio, è necessario che entrambi vegano elaborati ed approvati in maniera coordinata per rispettare il principio di coerenza voluto dalla nuova disciplina.
In relazione alla programmazione biennale delle forniture e dei servizi di importo unitario stimato superiore ad € 40.000,00, vi sono schemi già approvati, anche nella previgente disciplina? Entro quando deve essere approvato tale atto di programmazione?
Rispetto a settore forniture e servizi, non risultano schemi standard.
Per quel che concerne la tempistica, si segnala che, siccome l’art. 21, comma 6, del D. Lgs. n. 50/2016 prevede che entro il mese di ottobre occorra dare comunicazione al “Tavolo tecnico dei soggetti di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66” degli affidamenti di valore superiore ad Euro 1.000.000, entro detto mese sarà necessario aver approntato e approvato il programma biennale. Si ricorda altresì che anche il programma biennale deve essere assunto in coerenza con il bilancio dell’ente, in base all’art. 21, comma 1, del D. Lgs. n. 50/2016. Si rinvia pertanto a quanto rilevato nella risposta n. 8.