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Timestamp: 2019-02-17 00:49:01+00:00
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Causa persa per un testimone falso: come difendersi
11 Gennaio 2015 | Autore: Valentina Azzini
Chi perde un giudizio civile per colpa di un testimone che dichiara il falso, può annullare la sentenza e il falso testimone rischia la querela.
Ci arrivano spesso domande di questo tenore: “Ho perso una causa civile per colpa di un testimone falso. Posso far annullare la sentenza? Che mezzi di tutela ho? Devo procedere a una querela contro il falso testimone? E se procedo penalmente, posso poi chiedere la revoca della sentenza civile?” In questo breve articolo cercheremo di dare risposta a tutti questi interrogativi.
Se un testimone ha dichiarato il falso in udienza e, in base alle sue dichiarazioni, hai perso la causa, puoi ottenere giustizia agendo in sia sede penale che civile. L’azione penale può essere un presupposto necessario per ottenere anche l’annullamento della sentenza civile e vedremo quando e perché.
Dal punto di vista penale, quindi, dovrai sporgere denuncia-querela, nei confronti del “falso” testimone, per il reato di falsa testimonianza [1], allegando alla denuncia, tutti i documenti che possiedo idonei a dimostrare la falsità delle dichiarazioni rese dal testimone [2].
Il codice penale [1], infatti, punisce con la reclusione da due a sei anni chi, deponendo come testimone innanzi al giudice (in una causa civile o penale) afferma il falso o nega il vero, oppure tace, in tutto o in parte ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato.
La denuncia deve essere presentata presso la Procura della Repubblica, oppure presso gli uffici della Polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato).
Dal punto di vista civile potrai invece proporre appello contro la sentenza a te sfavorevole perché pronunciata in base alle false dichiarazioni rese dal testimone.
Il termine per proporre appello è di 30 giorni dalla notificazione della sentenza o, se la sentenza non viene notificata, 6 mesi dalla sua pubblicazione.
Il procedimento d’appello comporterà un nuovo giudizio (una nuova valutazione della vertenza e delle relative prove), dinanzi alla competente Corte d’Appello, analogo a quello compiuto di primo grado.
Se la falsità del teste è invece stata scoperta o dichiarata dopo la scadenza dei termini per proporre appello, si potrà invece impugnare la sentenza con un apposito mezzo che si chiama revocazione straordinaria [3].
La revocazione straordinaria è un mezzo di impugnazione con il quale puoi ottenere l’annullamento della sentenza in particolari casi espressamente previsti dalla legge, tra i quali “se si è giudicato in base a prove riconosciute o comunque dichiarate false dopo la sentenza oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza”.
Il riconoscimento della falsità deve provenire dalla parte che si è avvantaggiata dalla prova falsa; la dichiarazione della falsità è invece costituita da una sentenza civile o penale passata in giudicato (quindi non più modificabile) che abbia accertato la falsità.
La prova della falsità deve essere “precostituita” alla domanda di revocazione: significa che devi avere prima in mano una sentenza di condanna del testimone per falsa testimonianza o un documento che dimostri la falsità della dichiarazione resa e poi, solo dopo, agire in revocazione.
Ovviamente, altra condizione è che la prova falsa abbia determinato il convincimento del giudice. In pratica, se il testimone falso non ha avuto peso nella causa, o comunque il giudice ha deciso a prescindere da esso (si pensi al caso in cui, oltre al testimone falso, altre persone – dicendo il vero – hanno affermato la stessa circostanza), l’impugnazione non è consentita.
Il termine per proporre la revocazione è di 30 giorni dalla scoperta della falsità: in altre parole, dal momento in cui la controparte riconosce la falsità della dichiarazione del testimone, o dal giorno in cui la sentenza penale di condanna del teste per falsa testimonianza diventa definitiva, o dal momento in cui vengo in possesso di documenti che dimostrano la falsità della dichiarazione resa dal testimone.
La revocazione deve essere proposta dalla parte che ha perso la causa, mentre controparte sarà logicamente chi aveva vinto la causa grazie al falso testimone.
Procedimento di revocazione
La revocazione si propone con atto di citazione allo stesso ufficio giudiziario che ha pronunciato la sentenza che si vuole annullare.
La citazione deve indicare a pena d’inammissibilità: il motivo della revocazione, le prove dei fatti, il giorno della scoperta, la sottoscrizione dell’avvocato difensore, munito di procura speciale.
A seguito del processo di revocazione straordinaria, la sentenza sarà modificata, in ragione della documentazione che dimostra la falsità della testimonianza.
È sempre possibile annullare una sentenza, anche se divenuta definitiva, qualora decisa a causa di un testimone che sia risultato – successivamente alla sentenza stessa – falso.
[2] La giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione individua nello Stato, la sola possibile parte lesa dal reato, in maniera diretta, e non nel cittadino, poiché “lo scopo tipico della perpetrazione del reato è la fraudolenta deformazione del convincimento del giudice, in merito ai fatti di causa. La possibilità quindi di danneggiamento di situazioni giuridiche di privati è ammissibile solo a titolo eventuale, essendo questo tipo di mendacio un attentato alla funzione giurisdizionale che lo stato detiene per attribuzione costituzionale, come ingrediente della sua sovranità”.
[3] Artt. da 395 a 403 cod. proc. civ.
adem xhakoni ha detto:
15/10/2015 @ 15:36
mi hanno licenziato perche una persona per dire< nipote del proprietario<ha testimoniato in falso contro di m in primo grado ho vinto perche il testimone e ritenuto inattendibile in appello ho perso perche lui e creduto da i giudici. Anche se noi abbiamo provato la falsita del test.Giudice non ha deciso cambiare idea perche non cera una sentenza penale che condannava il test. Anche se noi abbiamo provato che lui testimoniava in falso. Motivo.