Source: https://forum.commercialistatelematico.com/consulenza-del-lavoro/3395-coadiutore-farmacista.html
Timestamp: 2020-02-21 12:52:00+00:00
Document Index: 18978329

Matched Legal Cases: ['art. 2083', 'art. 230', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2']

coadiutore farmacista
Discussione: coadiutore farmacista
21-11-07, 01:14 PM #1
tetanino
salve a tutti, sapete se per caso un colaboratore di un farmacista, nella fattispecie il figliolo, facente parte dell'impresa familiare, che lavora nella farmacia deve essere iscirtto all'inps pur non essendo ancora farmacista??
.....Minori sono gli adempimenti fiscali maggiore è il guadagno, per lo STATO e per il contribuente......(...)
21-11-07, 02:59 PM #2
Originariamente Scritto da tetanino
I collaboratori dell'impresa familiare vanno sempre iscritti all'inps e, nel tuo caso, alla gestione ivs commercianti. I contributi da pagare confluiranno nella posizione del titolare.
Il titolo è ininfluente.
21-11-07, 03:32 PM #3
ciao e grazie della tua repentina risposta. Il mio problema nasce dal fatto che............
vi sono alcune pronunce giudiziarie che accolgono le tesi difensive di Federfarma accertando “l’inesistenza del presupposto normativo per l’iscrizione” sia del titolare di farmacia sia del suo collaboratore familiare non farmacista “nella gestione IVS Commercianti Inps. Il giudice del lavoro del Tribunale di Verbania e quello di Arezzo a titolo di esempio, non hanno condiviso la fin qui scarna giurisprudenza di merito formatasi, allo stato, sulla questione (solo tre sentenze) “che presume sempre e comunque in una farmacia, sol perché moderna e adeguata alle esigenze della utenza, l’effettivo utilizzo della autorizzazione commerciale alla vendita dei generi merceologici elencati nella Tabella n. 9 relativa ai titolari di farmacie (ben potendo la attività strettamente commerciale essere meramente eventuale …), né potendo la circostanza di fatto ricavarsi dal dato puramente formalistico ricavabile dall’oggetto sociale necessariamente correlato alla iscrizione alla Camera di Commercio quale “piccolo imprenditore” ex art. 2083 c.c. o dall’atto costitutivo dell’impresa familiare ex art. 230 bis c.c.”.
La sentenza prosegue evidenziando che “la vendita di un qualche prodotto c.d. parafarmaceutico” non costituisce “presupposto indefettibile per l’applicazione della disciplina detteta dagli artt. 1 e 2 L. 22/7/1966 n. 613 come modificata dall’art. 1 c. 203 della L. 23/12/1996 n. 662”, “attesa l’esenzione stabilita dall’art. 4 c. 2 D.Lgs. 114/98”.
Il giudice del lavoro, pertanto ha integralmente accolto il ricorso presentato dalla titolare di farmacia e dal coniuge collaboratore familiare non farmacista accertando l’inesistenza del presupposto normativo per la loro iscrizione nella gestione commercianti INPS.
In relazione all’entità delle ispezioni condotte dall’Istituto ed al successivo contenzioso instaurato avanti ai Tribunali, si resta in attesa di conoscere la definizione di altri giudizi pendenti in diverse regioni d’Italia,
Per maggiore completezza si rammenta, infine, che qualora l’INPS abbia provveduto a notificare cartelle esattoriali di pagamento relative ai contributi, come nel caso di specie, i soggetti interessati devono proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica, altrimenti il ruolo diviene esecutivo e si decade dalla possibilità di impugnare l’atto.
a chi devo dar retta? ai giudici o a chi altri????
21-11-07, 04:03 PM #4
Ma questa circolare non ha più efficacia? Vedasi art. 2 o vale solo per il parafarmaceutico?
Inoltre ritengo che il FARMACISTA sia un "PROFESSIONISTA" della salute e non un "COMMERCIANTE" della stessa; tale sottolineatura mi fa propendere che l'attività "commerciale" svolta nelle farmacie sia di supporto e, quindi non principale ma accessoria, al beneficio che il paziente trae nel rivolgersi a dette strutture e di conseguenza al "PROFESSIONISTA" farmacista.
Circolare in data 09 dicembre 1981, n. 249 Istituto Nazionale Previdenza Sociale.
Gestione speciale per gli esercenti attività commerciali - Iscrivibilità negli elenchi di alcune categorie.
2. Farmacisti e coadiutori preposti del farmacista.
In merito all'iscrizione dei farmacisti in possesso di autorizzazione amministrativa per la vendita dei prodotti parafarmaceutici, la Commissione ha confermato che tali soggetti non sono iscrivibili negli elenchi in quanto l'attività commerciale svolta è da ritenersi comunque secondaria rispetto a quella farmaceutica, che caratterizza professionalmente il farmacista (v. anche circolare 1595 C.V. del 3 gennaio 1978, punto 6, in "Atti ufficiali", 1978, pag. 52).
In conseguenza della non iscrivibilità del titolare dell'autorizzazione amministrativa, anche l'eventuale coadiutore, preposto alla vendita dei prodotti in questione, non ha titolo all'iscrizione negli elenchi.
22-11-07, 04:34 PM #5
Ma questa circolare non ha pi&#249; efficacia? Vedasi art. 2 o vale solo per il parafarmaceutico?
Inoltre ritengo che il FARMACISTA sia un "PROFESSIONISTA" della salute e non un "COMMERCIANTE" della stessa; tale sottolineatura mi fa propendere che l'attivit&#224; "commerciale" svolta nelle farmacie sia di supporto e, quindi non principale ma accessoria, al beneficio che il paziente trae nel rivolgersi a dette strutture e di conseguenza al "PROFESSIONISTA" farmacista.
Gestione speciale per gli esercenti attivit&#224; commerciali - Iscrivibilit&#224; negli elenchi di alcune categorie.
In merito all'iscrizione dei farmacisti in possesso di autorizzazione amministrativa per la vendita dei prodotti parafarmaceutici, la Commissione ha confermato che tali soggetti non sono iscrivibili negli elenchi in quanto l'attivit&#224; commerciale svolta &#232; da ritenersi comunque secondaria rispetto a quella farmaceutica, che caratterizza professionalmente il farmacista (v. anche circolare 1595 C.V. del 3 gennaio 1978, punto 6, in "Atti ufficiali", 1978, pag. 52).
In conseguenza della non iscrivibilit&#224; del titolare dell'autorizzazione amministrativa, anche l'eventuale coadiutore, preposto alla vendita dei prodotti in questione, non ha titolo all'iscrizione negli elenchi.
Dopo qualche ricerca, ho potuto accertare che l'inps ha modificato dal 1998 la propria opinione del 1981 in seguito all'entrata in vigore del d.lgs. 31.3.1998 n.114 ed oggi lo stesso istituto ritiene che, mentre i titolari vanno iscritti come non attivi, i collaboratori familiari vanno invece obbligatoriamente iscritti alla gestione ivs (circolare 7.6.2006 n.78 e circolare 26.4.2004 n.70).
Sull'argomento sono sorte numerose contestazioni giudiziarie ed alcuni Tribunali (Arezzo e Verbania, come ricordato da Tetanino) hanno dato ragione al farmacista ricorrente mentre molti altri Tribunali hanno dato ragione all'inps.
Quindi, se si opta per la non iscrizione, occorre mettere in conto un possibile accertamento da parte dell'inps.
Ultima modifica di Speedy; 22-11-07 alle 04:39 PM
25-02-08, 11:46 AM #6
Volevo segnalare una nuova "visione" da parte dell'INPS sui farmacisti
INPS circolare n. 12 del 1/2/2008
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