Source: http://marcobrandolini.blogspot.com/
Timestamp: 2017-06-29 10:33:21+00:00
Document Index: 9006071

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'sentenza ', 'art. 9', 'art.\n10', 'art. 17', 'art.\n2500', 'art. 6', 'art. 49']

Il 9 maggio ricorre l'anniversario della morte di Peppino Impastato.
Un ragazzo che nella Sicila degli anni '70 si è battuto con corragio e determinazione per contrastare e combattere una delle peggiori piaghe del nostro Paese: la mafia.
Peppino venne barbaramente ucciso dai sicari mafiosi e per molti anni la verità sul suo massacro venne oscurata anche dalle autorità.
Per fortuna negli ultimi anni è rifiorita la memoria della sua figura, e il suo esempio oggi è un faro per molti giovani che si battono per la legalità
Per questo ho pensato di proporre in Consiglio Comunale di Nichelino, in passato, una mozione per intitolare una via a questo grande eroe.
Mozione approvata con un solo voto contrario.
Ora siamo in attesa che si liberi una via per poter applicare questo atto e dare un importante segnale da parte della nostra Amministrazione.
Ti sia lieve la terra, caro Peppino. Noi non ti dimentichiamo!
di seguito il testo della mozione approvata in Consiglio Comunale di Nichelino:
Oggetto: Omaggio a Peppino Impastato
IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO:
Quest'anno ricorre il 30° anniversario dell'assassinio mafioso di Peppino Impastato (9 maggio 1978),
il cui caso per molti anni è stato archiviato, cinicamente, come un caso di "suicidio";
che negli ultimi anni è riemersa a galla la verità e che nel 2002 sono state emesse le sentenze
di condanna definitiva dei responsabili dell'omicidio;
la mafia è un problema di carattere nazionale, e la lotta per la giustizia va condotta su tutti i livelli,
anche da un punto di vista simbolico e di coscienza civica; la figura di Peppino Impastato e la sua coraggiosa
militanza contro la mafia costituiscono un esempio per le generazioni presenti e future;
alcune associazioni del territorio hanno messo in campo nei mesi scorsi alcune lodevoli iniziative
per ricordare l'impegno di quest'uomo straordinario e per far far conoscere la sua storia a tutta
la cittadinanza, in particolare ai giovani;
a) a sostenere le attività istituzionali o sociali, anche di associazioni e gruppi presenti sul territorio,
che si propongono di mantenere viva la memoria di Peppino Impastato,
ai sensi dell'articolo 31, comma 1 del Titolo III, Capo II dello Statuto della Città di Nichelino;
b) ad intitolare, alla prima occasione utile, una via o una piazza a Peppino Impastato.
Marco Brandolini Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest
Salvi i lavoratori dell'igiene urbana di Nichelino, la Politica per il Lavoro, di marco brandolini
Si è conclusa positivamente la vicenda dei lavoratori occupati nel settore dell'igiene urbana di Nichelino. Che cosa era successo?
primo piano finanziario del Covar, consorzio che si occupa di gestire i
servizi di igiene urbana di diversi Comuni, tra cui Nichelino, era previsto un taglio che avrebbe comportato il RISCHIO DI PERDERE 10-15 posti di LAVORO.
Abbiamo chiesto con forza in Consiglio Comunale, attraverso la discussione di una mozione di cui sono stato primo firmatario, e sostenuta da SEL, PD, Socialisti e Moderati, che venissero
tutelati i posti di lavoro e la qualità dei servizi.
che sembrava impossibile, ostacolata dalle opposizioni, ma che dopo una
faticosa operazione di rivisitazione del piano (che è stato rimodulato e
corretto), ha permesso al Comune di NICHELINO DI SALVARE TUTTI I POSTI DI LAVORO, tagliando alcuni sprechi e senza ridurre i servizi.
Questa per noi è la Politica utile a risolvere i problemi reali dei cittadini e dei lavoratori di Nichelino.
Un ringraziamento va alle forze politiche e ai tecnici che si sono impegnati per arrivare alla migliore soluzione.
Il testo integrale della mozione discussa in Consiglio Comunale:
Oggetto: Tutela dei lavoratori dell'igiene urbana e della qualità del servizio
ultimi anni i costi delle bollette della raccolta rifiuti sono aumentati considerevolmente, anche a causa dell'obbligo di legge che prevede la obbligatorietà della copertura totale del servizio a carico dei cittadini;
un servizio efficiente di raccolta rifiuti e i correlati servizi di pulizia e igiene urbana sono una necessità imprescindibile per i cittadini;
la crisi economica che ha duramente colpito anche la nostra Città impone la necessità di abbassare
la pressione sui cittadini, riducendo i costi delle bollette pur mantenendo alto il livello qualitativo dei servizi; Considerato che:
livello qualitativo dei servizi di igiene urbana può essere mantenuto esclusivamente se rimangono inalterati i livelli occupazionali, così come previsto dal capitolato d'appalto; inoltre, non è accettabile generare, proprio in quel settore, un'ulteriore perdita dei posti di lavoro;
Le necessarie riduzioni di costi al piano finanziario del
Consorzio, finalizzati alla riduzione della bolletta dei cittadini, non
possono e non devono essere fatte sui lavoratori che erogano i servizi di raccolta e pulizia ma riducendo i costi indiretti, di gestione e ottimizzando i processi burocratico-amministrativi in modo da ridurne il
IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:
• Adoperarsi per operare un taglio ragionato dei costi del servizio di igiene urbana, finalizzati alla riduzione delle bollette;
• Garantire il mantenimento di un alto livello qualitativo del servizio;
• Mantenere gli attuali livelli occupazionali, ovvero impedire che i tagli di costi al piano finanziario possano ridurre i posti di lavoro.
Il Comune di Nichelino nomini gli scrutatori tra i disoccupati - di marco brandolini
AL SINDACO DI NICHELINO GIUSEPPE CATIZONE
Sig. Sindaco, sig.ri componenti della Commissione elettorale,
Il 25 maggio si svolgeranno le elezioni comunali, regionali ed europee. Come ad ogni elezione, la Commissione elettorale è chiamata a nominare i cittadini che dovranno svolgere le funzioni di scrutatore ai seggi elettorali. Per questo compito è previsto un compenso che il Comune di Nichelino, da diversi anni, eroga in tempo reale attraverso il rilascio degli assegni direttamente durante le consultazioni.
Vista la crisi occupazionale che investe la nostra Città, mi appello a voi affinché stabiliate di nominare gli scrutatori tra le persone che in questo momento non hanno un'occupazione.
Tale decisione non solo è possibile ma è già stata disposta, ad esempio, dalla Città di Torino.
Confido nella vostra sensibilità per applicare questo criterio anche nel Comune di Nichelino.
Presidente Commissione Lavoro di Nichelino
p.s. grazie al Mattino di Nichelino per l'articolo
Dimissioni in bianco, a Nichelino una misura concreta - di marco brandolini
Finalmente è stata approvata alla Camera la legge che contrasta le dimissioni in bianco,
Da tempo a Nichelino mi batto per contrastare questa odiosa pratica che mette i lavoratori in condizione di essere continuamente ricattati.
Per questo già nel 2012 ho proposto una mozione, poi approvata dal Consiglio Comunale, che impegnava concretamente la Giunta a monitorare le aziende che forniscono servizi al Comune di Nichelino e a rescindere i contratti con quelle ditte che si fossero rese colpevoli di avere richiesto ai lavoratori le cosiddette dimissioni in bianco.
OGGETTO: richiesta di monitoraggio e azioni concrete di contrasto all'illecita pratica delle cosiddette "dimissioni in bianco"
Il nostro Paese attraversa un momento di forte crisi non solo economica ma anche culturale e di modelli, il cui prezzo più alto viene pagato dai giovani sempre più spesso condannati ad una situazione di precarietà esistenziale;
Dai dati Istat di luglio 2011 il 27,6% dei giovani della provincia di Torino non ha un posto di lavoro, tantomeno fisso e tra questi il 18% è donna; in un Paese dove il tasso di natalità è fermo al 9,1% , si utilizzano pratiche illegali come quella delle "dimissioni in bianco" per le giovani lavoratrici.
Questo comportamento illegale, utilizzato purtroppo sempre più spesso nei confronti delle donne "potenzialmente a rischio maternità", è un ulteriore e gravissimo disincentivo al diritto della donna a lavorare e parallelamente lede il suo diritto ad essere madre.
- vigilare attentamente sulle pratiche di assunzione di tutti gli attuali soggetti fornitori di servizi diretti, al fine di denunciare immediatamente eventuali illeciti;
- inserire all'interno dei prossimi contratti o appalti esterni da stipulare, una clausola liberatoria che preveda nel caso di riscontro d'illecito l'immediata recessione del contratto in atto e una cospicua penale a carico dell'azienda.
Acqua Pubblica: se ti opponi paghi - di marco brandolini, nichelino
INCREDIBILE! Oltre il danno, la beffa! Dopo la vittoria dei referendum del 2011 sull'ACQUA PUBBLICA, non solo la volontà dei cittadini non viene applicata, ma vengono condannati i cittadini che ne chiedono il rispetto!
Noi continuiamo la battaglia presso tutti i Comuni soci della SMAT, fino a quando non la trasformeremo in azienda speciale di diritto pubblico.
Con Mandela. Il Consiglio Comunale di Nichelino approva nostro ordine del giorno contro la legge Bossi-Fini - di marco brandolini
Nelson Mandela,"meraviglioso maestro di libertà", ha combattuto tutta la vita per l'uguaglianza degli uomini e contro la piaga del razzismo.
Il suo impegno e i suoi ideali possono essere onorati solamente perseguendo con ostinazione l'abolizione di ogni forma di discriminazione.
In Italia esiste tuttavia quell'aberrazione giuridica del "reato di clandestinità" prevista dalla legge Bossi-Fini.
Contro questa legge si è espresso il Consiglio comunale di Nichelino che ha approvato l'ordine del giorno, di seguito riportato. Contrari Moderati, Lega Nord e centrodestra.
Con questo atto Nichelino dimostra ancora una volta la sua tradizionale vocazione di accoglienza, solidarietà e volontà di integrazione.
Perché le idee, i principi e i valori contano.
OGGETTO - appello al Governo e al
Parlamento per l'immediata abolizione del reato di immigrazione
clandestina introdotto dalla legge 94/2009, la modifica urgente del
T.U. sull'Immigrazione (Dlgs 286/1998) con la revisione dei
meccanismi di ingresso e l'abolizione delle norme previste dalla
legge 189/2002 (Bossi/Fini)
- l'art. 10 della Costituzione: “Lo
straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo
italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica
secondo le condizioni stabilite dalla legge”;
- il 3 ottobre 2013 nelle acque
italiane prospicienti le coste del Comune di Lampedusa e Linosa (Ag)
nei pressi dell’Isola dei Conigli si è consumata l'ennesima e più
consistente strage di migranti nel mare italiano, morti nel tentativo
di raggiungere la costa;
- l’11 ottobre a circa 70 miglia a
sudest di Lampedusa, in acque maltesi, un barcone di immigrati si e'
inabissato con un drammatico bilancio di 206 naufraghi e 34 corpi
senza vita recuperati;
- queste tragedie si sommano alle
centinaia occorse negli ultimi venti anni e che portano l’OIM –
Organizzazione Mondiale – delle Migrazioni a stimare la cifra di
25.000 morti in venti anni nelle acque del Mar Mediterraneo;
- attualmente la difficoltà di
ottenere visti di ingresso per i paesi Europei e la mancanza di
adeguati canali di migrazione legale alimentano i flussi clandestini
e il traffico di esseri umani;
- la mancanza di una politica comune
europea sulle migrazioni e sull’applicazione del diritto di asilo
aggrava la gestione del fenomeno;
- in questo quadro la gestione dei
flussi migratori verso il nostro paese attraverso i decreti si è
rivelata fallimentare e non sufficiente per far fronte alle richieste
di ingresso e al fabbisogno di mano d'opera;
- l'introduzione di norme restrittive
sul ricongiungimento familiare e sulla possibilità di rilascio di
visti per la ricerca di un lavoro ha reso ancora più difficile
l'ingresso legale in Italia;
immigrazione clandestina si è rivelata vessatoria e totalmente
inutile al contenimento delle presenze irregolari;
- sia indispensabile un’immediata
iniziativa in campo europeo da parte del nostro Paese, con lo scopo
di costruire “corridoi umanitari” sicuri che accompagnino le
persone e le famiglie in fuga evitando nuove ed ulteriori tragedie;
- sia urgente porre in sede europea la
richiesta di un'armonizzazione delle politiche migratorie per il
rilascio dei visti, l'accoglienza, il riconoscimento del diritto di
- sia necessario rivedere la
legislazione italiana in materia di migrazioni e asilo, con
l'apertura di canali costanti di regolarizzazione che sottraggano gli
esseri umani ai trafficanti e consentano l'ingresso regolare nel
IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO
Al Parlamento Italiano, al Governo ed
al Presidente del Consiglio dei Ministri affinché si agisca, senza
dilazioni, per abolire la Legge 189/2002 Bossi-Fini, il reato di
clandestinità e tutte le norme che limitano indebitamente i diritti
fondamentali dei migranti, così come sono sanciti nella Carta
Europea dei Diritti fondamentali E INVITA
- Il Legislatore ad introdurre misure
che garantiscano il diritto alla vita e alla dignità umana,
consentendo diverse modalità di ingresso legale in Italia;
- il Governo Italiano a farsi immediato
carico di aprire la questione nelle sedi istituzionali europee,
chiedendo la sospensione di tutte le norme che impediscono la
corretta rotta dei natanti, operando una radicale revisione della
Convenzione di Dublino, per fare fino in fondo dell’immigrazione
una questione europea e permettendo a chi entra in Italia di passare
Nichelino, inaccettabili le pressioni di SMAT S.p.a. sul Consiglio Comunale
I referendum del giugno 2011 hanno
sancito, inequivocabilmente, la volontà dei cittadini italiani di
affermare il principio che l'Acqua è un BENE COMUNE.
Per rendere concreta questa volontà
abbiamo proposto una deliberazione che esprimesse il chiaro indirizzo
politico del Consiglio Comunale della Città di Nichelino: vogliamo
che la gestione del servizio idrico sia PUBBLICA e che quindi la SMAT
S.p.A. venga trasformata in Azienda speciale di diritto pubblico,
così come già avvenuto in altre Città italiane.
Abbiamo voluto che questa deliberazione
fosse di iniziativa consiliare proprio perché rivendichiamo con
forza le prerogative che il nostro ordinamento democratico affida al
Consiglio Comunale: il potere di indirizzo e controllo sulla gestione
delle aziende partecipate del Comune.
Per questo riteniamo inaccettabile la
lettera ufficiale della Smat S.p.A., indirizzata al Sindaco e ai
Capigruppo, nella parte in cui dice: “Vi chiediamo pertanto di
voler sospendere l'approvazione da parte del Consiglio Comunale della
deliberazione in esame”.
Noi crediamo infatti che le decisioni
che riguardano le collettività vadano prese nei Consigli Comunali,
sede di rappresentanza democratica della volontà popolare, e NON dai
CONSIGLI di AMMINISTRAZIONE; altrimenti ci sarebbe una inaccettabilee
pericolosa inversione dei ruoli.
Chiediamo quindi al Sindaco e a tutti i
Consiglieri comunali di Nichelino di affermare la propria autonomia
nelle scelte e invitiamo la SMAT S.p.A a non interferire, attraverso
inopportune ed indebite ingerenze, sulle decisioni che la nostra
Città vorrà prendere.
Qui la proposta di deliberazione.
Oggetto: TRASFORMAZIONE DI SMAT SPA IN AZIENDA SPECIALE
CONSORTILE - ATTO DI INDIRIZZO
Richiamato l’articolo 20 del vigente Regolamento sul Funzionamento
del Consiglio Comunale ed altri Organi Collegiali del Comune che, tra
l’altro, prevede che i consiglieri possono presentare proposte di
deliberazione su argomenti che riguardano direttamente le funzioni di
indirizzo e di controllo politico-amministrativo del Consiglio e le
altre competenze allo stesso attribuite dalle Leggi e dallo Statuto;
Vista la nota prot. n. 39318, pervenuta il 19 novembre 2013,
presentata dai consiglieri comunali Brandolini Marco e Lotesto Maria
Maddalena, con la quale si chiede l’istruzione di una proposta di
deliberazione ad oggetto “Trasformazione di SMAT spa in Azienda
Speciale Consortile” nel testo che segue:
nel novembre del 2008 veniva approvata dal Consiglio Comunale di
Nichelino la mozione che impegnava la Giunta a “sostenere nelle
sedi opportune l’opposizione del Comune di Nichelino ai tentativi
di affidare la gestione dell’acqua ai privati”;
seduta del 30.11.2009 veniva ribadito l’impegno attraverso
l’approvazione della mozione “Nichelino: acqua bene comune
pubblico” nella quale si impegnava il Consiglio stesso alla
modifica dello Statuto della Città;
Dopo un anno di discussione,
nella seduta del 03.11.2010 la Commissione Affari Generali ed
Istituzionali ha esaminato ed approvato la proposta di modifica dello
Nella seduta del 30.11.2010 il
Consiglio Comunale approvava la modifica dello Statuto inserendo
all’articolo 2 “Finalità” il seguente comma:
4. Tutela il diritto universale
all’acqua potabile attraverso la garanzia dell’accesso
individuale e collettivo dei cittadini alla risorsa.
all’articolo 53 “Servizi pubblici locali” i seguenti commi:
2. Per tutti i fini previsti
dalla legislazione vigente, il servizio idrico integrato è
dichiarato servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
3. In osservanza alla legge, la
proprietà della rete di acquedotto e distribuzione è pubblica ed
inalienabile; la gestione della rete e l’erogazione del servizio
idrico, tra loro indivisibili, sono attuate esclusivamente mediante
enti o aziende interamente pubblici.
Nella seduta del 7.6.2012, il
Consiglio Comunale ha approvato una mozione che impegnava Sindaco e
Giunta a:
- attivarsi presso l’ANCI
perché tutti i comuni italiani intervengano con determinazione
chiedendo al Governo Monti di non inserire la proprietà e la
gestione pubblica delle risorse idriche nei prossimi provvedimenti
sulle liberalizzazioni e privatizzazioni, prendendo immediata
posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano;
- dare seguito all’esito del
Referendum promuovendo assieme al Comune di Torino e agli altri
Comuni soci di Smat spa, tramite le rispettive aree omogenee di
riferimento, all’Autorità d’Ambito e alla Provincia di Torino la
trasformazione di SMAT in azienda speciale consortile;
- attivarsi presso l’Autorità
d’Ambito e il C.d.A. di SMAT per eliminare la voce "remunerazione
del capitale investito" in attuazione della lettera del secondo
quesito referendario del 12 e 13 Giugno 2011;
Comunale di Nichelino intende proseguire nel mantenere in mano
pubblica la proprietà e la gestione, partecipativa e senza scopo di
lucro, del servizio idrico integrato del nostro territorio, e per
questo dichiara di:
riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua
come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo
status dell’acqua come bene comune pubblico;
confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del
riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico
locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico
essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari
dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va
attuata attraverso gli artt. 31 e 114 del D.Lgs. 267/2000.
L’unificazione di AAM, lo
storico acquedotto di Torino, con il Consorzio Po Sangone che aveva
unito i primi 10 comuni della cintura torinese nella realizzazione e
gestione dell’impianto di depurazione, fornì l’occasione di
trasformare la natura giuridica dei due enti ma usciti dal governo di
diritto pubblico, SMAT e Consorzio Po Sangone entrarono in quello del
diritto privato, e specificatamente nella forma giuridica della
Società per Azioni SMAT, con un numero di soci giunto a 286 Comuni
ed Enti Locali azionisti.
esiste alcuna norma comunitaria che impone la privatizzazione dei
servizi pubblici; l’Unione Europea riconosce infatti che “[…]
le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono
libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di
interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente
(pubblico o privato)”; recentemente, la Corte Europea di Giustizia
ha ribadito che “[…] un’autorità pubblica ha la possibilità
di adempiere ai compiti di interesse pubblico ad essa incombenti
mediante propri strumenti, amministrativi, tecnici e di altro tipo,
senza essere obbligata a far ricorso ad entità esterne non
appartenenti ai propri servizi”. (Sentenza Stadt Halle e RPL
Lochau, punto 48) [Sentenza Corte europea di Giustizia: C-324-08 del
13 novembre 2008*.
gestione pubblica di un servizio economico generale è quindi ammessa
dai principi e dalle regole del diritto comunitario che possono
applicarsi direttamente nell’ordinamento italiano, anche in assenza
– com’è il caso attuale – di una disciplina nazionale di
adeguamento, come del resto riconosciuto dalla Corte Costituzionale
con la sentenza n. 24 del 26 gennaio 2011.
trasformazione di SMAT S.pA. in azienda speciale consortile è
implicita nello STESSO statuto dell’azienda, ove all’art. 9,
comma 1 si dice che : “Il capitale della società è interamente
entrare nella società gli enti locali o loro forme associative il
cui territorio sia compreso nell’Ambito Territoriale Ottimale n. 3
Torinese (ATO3) quale definito nell’Allegato B (LR 20 gennaio 1997,
n. 13)”. L’art.
10 recita inoltre che: “I Comuni posso trasferire le proprie azioni
esclusivamente a favore di enti locali o loro forme associative
compresi nell’Ambito Territoriale Ottimale n. 3 Torinese.”;
risultato elettorale dei referendum del 12 e 13 giugno 2011, anche
nel nostro Comune ha visto la nettissima vittoria del SI ai due
quesiti, in linea con il dato nazionale;
così chiaro e largamente maggioritario orientamento dei cittadini
avrebbe meritato una sollecita ed adeguata risposta delle istituzioni
locali e nazionali; risulta invece che, a distanza di oltre due anni
da quell’evento, le istituzioni non hanno ancora dato attuazione a
quanto voluto dai cittadini italiani.
questo ambito di riferimento, va inquadrata la realtà nella quale
opera SMAT SpA, società che garantisce il servizio idrico integrato
in 286 Comuni e nella quale l’azionista Città di Torino, pur
detenendo la quota largamente maggioritaria del capitale, non può
prevalere sulla volontà degli altri Comuni soci ed ha bisogno che
una parte almeno di essa condivida le sue scelte per poterle
adottare, infatti l’art. 17.2 dello Statuto SMAT stabilisce che:
ordinaria e straordinaria, nella prima convocazione e nelle
successive, delibera con voto favorevole dei Soci che rappresentano
il 75% (settantacinque per cento) del capitale sociale.”
peculiarità operative, gestionali e organizzative appaiono
incoerenti con l’attuale modello giuridico di SMAT, quello della
società di capitale dotata di personalità giuridica di diritto
privato; tale modello è finalizzato al perseguimento della maggior
redditività possibile e modellata non per privilegiare il
coinvolgimento sistematico nelle scelte gestionali dei soci di
minoranza (ovvero dei piccoli azionisti) né tanto meno degli utenti
del servizio, bensì per garantire la massimizzazione dei profitti. SMAT S.p.A., al contrario,
risulta essere, per le ragioni sopra evidenziate, del tutto aderente,
quanto a vocazione e finalità perseguita, al modello organizzativo
ed operativo dell’Azienda Speciale Consortile delineata dagli artt.
31 e 114 D.Lgs. 267/2001 e s.m.i.. La SMAT Spa, infatti, ha come
obiettivo quello di garantire il soddisfacimento dell’interesse
collettivo di tutta la comunità presente sul territorio nel quale
opera, attraverso un accesso universale e di qualità alla risorsa
primaria dell’acqua, in primo luogo quella per uso umano, finalità
incompatibile con il perseguimento di un profitto economico da
distribuire ai soci. LA
SMAT, pertanto, meglio riuscirà a perseguire i propri fini
abbandonando la struttura di società commerciale per azioni e
trasformandosi in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico a
norma degli artt. 31 e 114 D.Lgs. 267/2001 e s.m.i., finalizzata
esclusivamente alla produzione, erogazione e gestione del Servizio
Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati. L’art.
2500-septies c.c., introdotto, con decorrenza 1° gennaio 2004,
dall’art. 6 D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, ha reso espressamente
possibile la trasformazione eterogenea da società di capitali a
consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di
aziende, associazioni non riconosciute e fondazioni e viceversa,
imponendo unicamente che “la deliberazione de[bba] essere assunta
con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto, e comunque
con il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata”
(comma 3). Tale norma è già stata applicata con la trasformazione
di ARIN SPA in ABC Napoli ed è la base di analoghe trasformazioni in
corso nei Comuni di Reggio Emilia, Piacenza, Vicenza, Forlì ed altri
osta alla trasformazione di SMAT SpA in Azienda Speciale Consortile,
la quale attività dovrà essere orientata esclusivamente alla
produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel
territorio degli enti locali consorziati, senza fini di lucro e, al
fine di garantire una gestione trasparente, democratica e volta agli
interessi della collettività servita, dovrà essere retta da uno
Statuto che fissi principi fondamentali a presidio di quelle esigenze
l’Azienda dovrà, in via esclusiva, operare nell’ambito della
territorio degli enti locali consorziati;
l’Azienda non potrà perseguire fini di lucro anche in via
l’Azienda dovrà garantire la effettiva partecipazione della
popolazione residente nel territorio degli enti locali consorziati
alle scelte qualificanti relative alla produzione, erogazione e
l’Azienda dovrà garantire la partecipazione dei propri dipendenti
alle scelte qualificanti relative all’organizzazione del lavoro.
quanto sopra evidenziato risulta ormai indispensabile riconsiderare
l’attuale struttura giuridica, organizzativa e gestionale di SMAT
SpA, in cui la Città di Torino detiene la partecipazione
maggioritaria direttamente e indirettamente, per tramite della
controllata Finanziaria Città di Torino Srl. e che tale
trasformazione richiede anche la stesura e l’approvazione di un
nuovo Statuto dell’Azienda, nel rispetto dei principi sopra
il T.U. delle leggi
sull'ordinamento degli Enti Locali approvato con D.Lgs. n. 267 del
18.08.2000 e s.m.i.;
ai sensi dell'art. 49 – comma 1 – del T.U.E.L. approvato con
D.Lgs. 267/2000: il parere in ordine alla
regolarità tecnica, reso dal Segretario Comunale nella sua qualità
di Dirigente responsabile dell’Area di Staff, allegato alla
presente proposta quale parte integrante e sostanziale della stessa;
il parere in ordine alla
regolarità contabile reso dall’incaricato di Posizione
Organizzativa del Servizio Bilancio e Contabilità, allegato alla
IL CONSIGLIO COMUNALE DI NICHELINO DELIBERA
1. di approvare le premesse e le
considerazioni come parti integranti e sostanziali della presente
2. di approvare la richiesta di
trasformazione di SMAT SpA in Azienda Speciale Consortile di diritto
pubblico a norma degli artt. 31 e 114 D.Lgs. 267 /2001 e s.m.i.,
finalizzata esclusivamente alla produzione, erogazione e gestione del
Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali
3. di chiedere ai soci della SMAT
S.p.a. la modifica dello Statuto, per sancire i principi fondamentali
a garanzia delle suddette finalità, così come di seguito riassunti:
a) l’Azienda dovrà, in via
esclusiva, operare nell’ambito della produzione, erogazione e
gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti
b) l’Azienda non potrà
perseguire fini di lucro anche in via indiretta;
c) l’Azienda dovrà garantire
la effettiva partecipazione della popolazione residente nel
territorio degli enti locali consorziati alle scelte qualificanti
relative alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico
d) l’Azienda dovrà garantire
la partecipazione dei propri dipendenti alle scelte qualificanti
relative all’organizzazione del lavoro;
4. di dar mandato alla Giunta di
valutare e sottoporre al Consiglio Comunale, in caso di
pubblico secondo i principi fondamentali sanciti dalla modifica
statutaria di cui al punto 2), l’ipotesi di affidamento della
gestione del proprio servizio idrico alla suddetta azienda;
5. di dar mandato al Sindaco di
promuovere, presso i Comuni appartenenti alla nostra stessa area
omogenea, quanto stabilito nella presente mozione;
6. di dar mandato agli Uffici
comunali di trasmettere la presente mozione a SMAT SpA, ATO3 e agli
Enti territoriali di appartenenza.”
9 maggio, a Nichelino una via dedicata a Peppino I...