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Timestamp: 2019-02-24 04:10:47+00:00
Document Index: 107823725

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 27', 'art. 83', 'art. 27', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 53', 'art. 20', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 89', 'art. 87', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 36', 'art. 54', 'art. 36', 'art. 17']

Diramate le indicazioni per l’attività di controllo 2009 (parte prima) | Commercialista Telematico
Diramate le indicazioni per l’attività di controllo 2009 (parte prima)
Con circolare n. 13/E del 9 aprile 2009 <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Direzione centrale accertamento dell’Agenzia delle Entrate ha fornito gli indirizzi operativi in ordine all’attività di prevenzione e contrasto dell’evasione per il corrente anno.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
L’impegno delle Entrate sarà diretto:
al rafforzamento dell’azione di contrasto ai fenomeni aventi connotazione fraudolenta, in linea con quanto stabilito dall’art. 83, commi 5 e 6, del decreto-legge n. 112 del 2008;
al c.d. “tutoraggio” delle grandissime imprese da parte delle Direzioni regionali, previsto dall’art. 27, ai commi da 9 a 14, del decreto-legge n. 185 del 2008, da esplicarsi mediante: un’accurata attività di analisi dei rischi, correlati al settore produttivo di ciascuna impresa e ad un livello di rischio personalizzato, volto a differenziare l’azione di controllo; il controllo sistematico e, per alcuni aspetti, preventivo, finalizzato anche ad assicurare un elevato grado di correttezza dei comportamenti fiscali di questo particolare ed importante target di contribuenti;
al presidio di tutti i grandi contribuenti – imprese e professionisti (con volume d’affari IVA, ricavi o compensi non inferiore a 100 milioni di euro) da parte delle Direzioni regionali presso le quali sono concentrate le competenze in materia di controlli, accertamento, contenzioso e riscossione, nonché in materia di rimborsi e di controllo della esistenza dei crediti utilizzati in compensazione;
al presidio delle imprese di medie dimensioni (con volume d’affari IVA, ricavi o compensi da 5.164.569 a <100 milioni di euro) le quali, per le peculiarità specifiche economiche e fiscali, richiedono metodologie di analisi dei rischi sempre più sofisticate ed incisive;
al presidio delle altre imprese di minori dimensioni (con volume d’affari IVA, ricavi o compensi fino a 5.164.568 di euro) e dei lavoratori autonomi soggetti che, molto rilevanti per la numerosità, impongono un’attività di analisi mirata e particolarmente selettiva per l’individuazione dei principali rischi di evasione e di elusione, anche basata sulle risultanze degli studi di settore, ed il ricorso altrettanto mirato allo strumento istruttorio delle indagini finanziarie, nei frequenti casi in cui lo stesso si rivela il più idoneo a comprovare le violazioni fiscali;
all’accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche in base agli elementi di capacità contributiva, da valutare nel contesto del nucleo familiare, qualora i redditi complessivamente dichiarati non risultino coerenti con la capacità di spesa dimostrata; tenuto conto che le disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 112 del 2008 (art. 83, commi 8 e 9) prevedono un piano straordinario da sviluppare nel triennio 2009-2011, l’accertamento sintetico rappresenta, già nel corrente anno, un obiettivo rilevante da realizzare;
al presidio della complessa platea dei soggetti che usufruiscono di regimi fiscali agevolativi; specifiche analisi di rischio devono consentire a regime di individuare apposite metodologie di controllo;
al contrasto al fenomeno delle indebite compensazioni da perseguire oltre che con interventi specifici anche in occasione dell’ordinaria attività di controllo sostanziale mediante il riscontro dell’esistenza dei crediti utilizzati nei modelli unificati di pagamento per compensare i debiti di imposta e contributivi (tenendo conto delle nuove disposizioni normative di cui all’art. 27, commi da 16 a 20, del decreto-legge n. 185 del 2008);
al sempre maggiore utilizzo degli istituti definitori, la cui portata è stata ulteriormente ampliata con il decreto-legge n. 185 del 2008 per realizzare la definizione della pretesa tributaria e la riscossione delle somme dovute in tempi più rapidi; a tal fine, gli elementi probatori della pretesa tributaria devono essere connotati da certa e concreta rilevanza tale da rendere non proficua la via del contenzioso per il contribuente;
alla sollecita concretizzazione dell’azione di accertamento da parte delle strutture competenti ai vari livelli organizzativi, utilizzando le risultanze delle attività istruttorie già espletate (quali in specie i processi verbali di constatazione non definiti ex art. 5-bis del decreto legislativo 218 del 1997), trattandosi di attività istituzionale di primaria importanza.
La circolare di programma sottolinea il ruolo determinante delle sinergie operative con la Guardia di Finanza e del conseguente, necessario coordinamento ai fini della programmazione delle attività di controllo che, oltre a rilevare in termini generali, continua ad avere specifica valenza per gli interventi nei confronti dei contribuenti di medio-grandi dimensioni (con volume d’affari IVA, ricavi o compensi superiori a 25,8 milioni di euro). Analoghe sinergie devono essere sviluppate con le Direzioni territoriali dell’I.N.P.S., così come il coordinamento con le specifiche attività di vigilanza da esse svolte, che spesso hanno dirette implicazioni anche in materia fiscale (si pensi, in specie, alla individuazione di “sommerso” da lavoro dipendente o autonomo o da attività di impresa individuale).
L’attribuzione alle Direzioni regionali della competenza per tutte le attività di controllo ed accertamento, di liquidazione delle dichiarazioni e di gestione del contenzioso, nonché del c.d. “tutoraggio”, prevista dai citati commi da 9 a 14 dell’art. 27 del decreto-legge n. 185 del 2008 e riguardante i cosiddetti “grandi contribuenti”, ha imposto una sostanziale ridefinizione delle modalità di intervento nei confronti di tali soggetti.
Dette modalità dovranno infatti garantire anche e soprattutto ad un progressivo e tendenziale innalzamento del grado di adempimento spontaneo da parte di tale platea di contribuenti. In tal senso riveste un ruolo di fondamentale importanza l’attività di “tutoraggio”, in relazione alla quale, la prevista attivazione, di norma, di controlli sostanziali entro l’anno successivo a quello della presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte su redditi e dell’IVA, dovrà realizzarsi sulla base di specifiche analisi di rischio di evasione o elusione fiscale.
Al fine di assicurare massima trasparenza ai criteri adottati dall’Agenzia allo specifico fine di individuare i “grandi contribuenti” e di garantire l’univoca identificazione della struttura competente all’espletamento delle attività di controllo, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 6 aprile 2009 ha individuato i criteri in base ai quali, per ciascun periodo d’imposta, viene determinato il parametro di riferimento rappresentato dal valore più elevato tra il volume d’affari, i ricavi o i compensi dichiarati. Il provvedimento ha in specie stabilito:
il criterio di ordine generale (la determinazione della soglia di cento milioni di euro viene effettuata considerando il valore più elevato, risultante dalle dichiarazioni presentate, tra i ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b) del T.U.I.R., l’ammontare lordo complessivo dei compensi derivanti dall’esercizio di arti e professioni di cui all’art. 53, comma 1, del T.U.I.R. ed il volume d’affari ai sensi dell’art. 20 del D.P.R. n. 633 del 1972);
un criterio addizionale, per gli enti creditizi e finanziari e per le imprese di assicurazione (ai fini della determinazione della predetta soglia, vengono altresì considerati alcuni dati dichiarati che esprimono le più significative componenti positive della relativa gestione);
alcuni criteri particolari: per il caso dei periodi d’imposta non coincidenti con l’anno solare (il parametro di riferimento è individuato assumendo il valore più elevato tra i dati indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al predetto periodo d’imposta ed il volume d’affari dichiarato per l’anno solare precedente a quello di chiusura del periodo stesso); per il caso dei periodi d’imposta per i quali non siano ancora scaduti i termini di presentazione delle dichiarazioni fiscali (il citato parametro è individuato sulla base dei dati indicati nell’ultima dichiarazione fiscale presentata ed è utilizzato fino al novantesimo giorno successivo ai detti termini di scadenza).
nei casi di omessa presentazione delle dichiarazioni nelle quali è prescritta l’indicazione dei dati rilevanti ai fini della determinazione del predetto parametro di riferimento, così come nei casi in cui l’individuazione del parametro di riferimento sia effettuata in base agli esiti dell’attività di accertamento, le attribuzioni ed i poteri di cui all’art. 27, commi 13 e 14, permangono in capo agli Uffici locali o all’Ufficio controlli delle Direzioni provinciali (ove costituite);
nei casi di dichiarazioni fiscali prive dei dati rilevanti per la determinazione del parametro di riferimento, ovvero contenenti dati errati, la Direzione Centrale Accertamento, anche su segnalazione delle altre strutture dell’Agenzia, ha facoltà di individuare i “grandi contribuenti” a seguito del riscontro dell’ammontare del volume d’affari, dei ricavi e dei compensi effettuato in base ai dati di bilancio ed a qualsiasi ulteriore informazione a disposizione dell’Agenzia, salvo quanto rilevato in sede di accertamento (dell’esito di tali riscontri l’Agenzia dà comunicazione al contribuente interessato).
Il provvedimento stabilisce, infine, che i suddetti criteri trovano applicazione anche ai fini della individuazione delle imprese di più rilevante dimensione di cui all’art. 27, comma 10, del decreto-legge n. 185 del 2008, nei cui confronti sono espletate le attività di c.d. “tutoraggio”, previste dai commi 9, 11 e 12 del predetto articolo 27.
Rispetto al 2008, il piano delle attività nei confronti dei grandi contribuenti risulta radicalmente modificato a seguito delle modifiche normative più volte menzionate. Per la tipologia di contribuenti in argomento è infatti previsto il raggiungimento di tre diversi obiettivi relativi, rispettivamente, alle attività istruttorie, agli accertamenti ed alle attività di tutoraggio:
Visti gli esiti favorevoli registrati in occasione della programmazione elaborata lo scorso anno, la circolare n. 13/2009 ne conferma l’impostazione, segnalando di seguito taluni, specifici criteri, che assumono particolare valenza ai fini della selezione dei grandi contribuenti da sottoporre a controllo nel corrente anno:
soggetti che hanno redatto il bilancio secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS. Ciò ai fini, in particolare, della verifica della correttezza della diretta imputazione a patrimonio di componenti reddituali positivi e negativi ovvero del controllo della corretta applicazione delle disposizioni tributarie oggetto di intervento legislativo a seguito dell’introduzione degli IAS/IFRS (a titolo di esempio, modifiche riguardanti il leasing finanziario, gli oneri pluriennali, gli interessi passivi ed il costo delle immobilizzazioni, le operazioni in valuta, le operazioni fuori bilancio);
presenza di rapporti con soggetti non residenti, specialmente nei casi di: cessioni di beni e/o servizi nell’ambito di gruppi multinazionali, allo scopo di vagliarne la conformità alle previsioni di cui all’art. 110, comma 7, del T.U.I.R.; esistenza di componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese fiscalmente domiciliate in Stati o territori non appartenente all’Unione Europea aventi regimi fiscali privilegiati (art. 110, commi 10 e 11, del T.U.I.R.); dinamiche transnazionali infragruppo con società non residenti delle quali è ipotizzabile la fittizia domiciliazione all’estero. Si ricorda che, a partire dall’anno d’imposta 2006, agli strumenti di contrasto di cui agli articoli 37, comma 3, e 37-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 e all’art. 73, commi 3, 4 e 5 del TUIR, si è aggiunta la presunzione di esterovestizione di cui ai commi 5-bis e 5-ter del citato art. 73 del TUIR; esistenza di rapporti di cointeressenza (sia di controllo che di collegamento) in imprese localizzate in Stati o territori con regime fiscale privilegiato, astrattamente sussumibili nelle fattispecie previste agli artt. 167 e 168 del T.U.I.R.; esistenza di utili provenienti da società ed enti non residenti e/o di remunerazioni derivanti da contratti di associazione in partecipazione con associanti non residenti; presenza di royalties e/o di interessi corrisposti da una società residente in uno degli Stati membri a società dello stesso gruppo residenti in altri Stati dell’Unione Europea;
presenza di particolari rapporti con altri soggetti residenti, quali in specie: operazioni infragruppo che potrebbero sottendere eventuali arbitraggi impositivi (attuati, ad esempio, attraverso la presenza di regimi di tassazione agevolata fruibili in ragione della diversa localizzazione territoriale ovvero operazioni di refreshing delle perdite tra soggetti aderenti alla tassazione di gruppo); esistenza di utili distribuiti da società ai sensi dell’art. 89 del TUIR; realizzo di plusvalenze esenti di cui all’art. 87 del TUIR;
presenza di elementi reddituali di particolare interesse (ad esempio, ingenti oneri straordinari/finanziari, elevati costi per servizi) o di anomalie (variazioni o oscillazioni) ravvisabili nel fatturato di breve/medio periodo;
presenza di minusvalenze su partecipazioni di importo superiore a 50.000,00 euro realizzate negli anni 2004, 2005, 2006 e 2007 (che avrebbero comportato l’obbligo di comunicazione ai sensi del decreto-legge n. 203 del 2005).
Nel primo semestre del 2009 le suddette attività istruttorie (verifiche e controlli mirati) avranno ad oggetto il periodo di imposta 2006; le stesse saranno estese anche al periodo di imposta 2007, non appena saranno rese disponibili le procedure informatiche di supporto. Resta fermo che, qualora si disponga di elementi relativi a periodi d’imposta precedenti, l’attività dovrà orientarsi anche su questi ultimi.
A decorrere dal 1° gennaio 2009, il trasferimento alle strutture di nuova costituzione delle Direzioni Regionali delle attività di accertamento nei confronti dei grandi contribuenti, intendendosi per tali i soggetti che, per il periodo d’imposta oggetto dell’accertamento, hanno dichiarato un volume d’affari, ricavi o compensi non inferiori a 100 milioni di euro, rappresenta una delle principali novità introdotte dall’art. 27 del decreto-legge n. 185 del 2008 (in particolare dalla lettera c) del comma 14).
Con riferimento invece all’accertamento relativo alle annualità in cui il contribuente non raggiunge in dichiarazione la soglia in parola, ed indipendentemente dal fatto che per altre annualità si verifichi il superamento medesimo, la competenza resta incardinata sull’Ufficio locale territorialmente competente, e ciò fino all’istituzione delle Direzioni Provinciali.
La nuova competenza delle Direzioni Regionali riguarda tutti i procedimenti di accertamento che, alla data del 31 dicembre 2008, non si siano ancora conclusi con la notifica dell’avviso di accertamento o con il perfezionamento dell’adesione ai sensi del decreto legislativo n. 218 del 1997.
Di conseguenza, per gli avvisi di accertamento notificati entro la data del 31 dicembre 2008, indipendentemente dal periodo d’imposta interessato, l’Ufficio locale che ha emesso l’atto di accertamento mantiene la competenza anche per tutte le fasi successive, ivi compresa l’adesione ai sensi dell’art. 6 comma 2 del citato decreto legislativo, l’iscrizione a ruolo e l’eventuale gestione del contenzioso.
L’attività di cosiddetto “tutoraggio” rappresenta un’altra, importante novità concernente la platea dei grandi contribuenti. Essa riguarda, nel corrente anno, solo le imprese di più rilevante dimensione, con volume d’affari o ricavi non inferiore a trecento milioni di euro (limite che sarà progressivamente diminuito fino alla soglia di cento milioni di euro entro il 31 dicembre 2011, con la conseguenza che risulterà assoggettata a tutoraggio l’intera platea dei grandi contribuenti).
Nello specifico, il tutoraggio si traduce in un’attività di monitoraggio dei comportamenti posti in essere dai grandi contribuenti attraverso l’utilizzo di approcci differenziati in funzione delle caratteristiche proprie di tale tipologia di soggetti.
Nella prospettiva appena delineata il controllo sostanziale previsto nella citata norma dovrà pertanto essere attivato, a partire dalle dichiarazioni presentate per il periodo d’imposta 2007, in esito alle risultanze di specifiche analisi di rischio le quali potranno interessare settori economici specifici ovvero avere ad oggetto la valutazione del profilo di rischio della singola impresa, ivi incluse le posizioni dei soci e le operazioni effettuate. Parte integrante di tale approccio, la cui fonte è rinvenibile nel comma 12 dell’art. 27 del citato decreto, è altresì costituita dalla verifica di conformità tra i comportamenti effettivamente posti in essere da tali soggetti e le condizioni rappresentate nelle eventuali istanze di interpello dagli stessi presentate. Pertanto, la riorganizzazione delle strutture regionali e di vertice dell’Agenzia delle Entrate, relativamente a tale tipologia di contribuenti, risponde anche e soprattutto alla esigenza di concentrare gli elementi informativi utili per l’analisi di rischio e di facilitarne la pronta condivisione.
Le surriferite novità riguardanti la platea dei grandi contribuenti comportano anche una ridefinizione delle modalità del coordinamento con la Guardia di Finanza.
Le novità più importanti riguardano, in modo particolare, le attività di coordinamento che interessano i contribuenti soggetti a tutoraggio.
a) Indicazioni relative al coordinamento sui contribuenti con volume d’affari, ricavi o compensi non inferiori a 300 milioni di euro. L’attività di coordinamento sui soggetti sottoposti a tutoraggio dovrà essere effettuata, relativamente all’anno d’imposta 2007 e seguenti, con modalità operative di tipo analitico, in considerazione del fatto che tale attività è intimamente connessa all’analisi di rischio.
b) Indicazioni relative ai contribuenti con volume d’affari, ricavi o compensi non inferiori a 100 milioni di euro. Ferma restando l’attività di coordinamento che interessa la platea dei contribuenti soggetti a tutoraggio, per i contribuenti con volume d’affari, ricavi o compensi non inferiori a 100 milioni di euro il coordinamento tra le Direzioni Regionali ed i Comandi Regionali della Guardia di Finanza sarà attuato attraverso le consuete modalità, di cui alle istruzioni a suo tempo impartite con la nota n. 30322 del 22 febbraio 2002.
Oltre alle attività di cui si è detto, alle citate Direzioni sono attribuite ulteriori competenze, consistenti in specie:
a) nella liquidazione della dichiarazione di cui all’art. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 e all’art. 54-bis del d.P.R. n. 633 del 1972, relativamente al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2006 e successivi;
b) nel controllo formale della dichiarazione ex art. 36-ter del d.P.R. n. 600 del 1973, relativamente al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2006 e successivi;
c) nel recupero di crediti inesistenti utilizzati in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con riferimento ai quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, siano in corso i termini per il relativo recupero;
d) nella gestione del contenzioso relativo a tutti gli atti compresi nelle suddette, nuove competenze;
e) nei rimborsi in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto, relativo ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006 e successivi.
La nozione di imprese di medie dimensioni investe i soggetti con volume d’affari o di ricavi dichiarati compreso tra 5.164.569 e <100 milioni di euro (con riferimento al periodo d’imposta 2006, si tratta di circa 57.000 posizioni).
La novità sostanziale, che riflette una precisa scelta strategica, consiste nella inclusione nella nuova nozione delle imprese con volume d’affari o di ricavi compreso fra 25,8 milioni e <100 milioni di euro (con riferimento sempre al periodo d’imposta 2006, si tratta di circa 8.000 posizioni), prima considerate “di grandi dimensioni” e, in quanto tali, rientranti nella disciplina particolare prevista, ai fini della competenza per le attività istruttorie, per tale tipologia di soggetti. Le attività di controllo e di accertamento, a far corso dal 1° gennaio 2009, sono demandate alla competenza degli Uffici locali fino all’istituzione delle Direzioni Provinciali (comprese le attività nei confronti dei soggetti che hanno aderito al regime del consolidato nazionale, ai sensi degli articoli 117 e seguenti del TUIR).
Fino alla completa entrata in funzione delle Direzioni Provinciali, le attività istruttorie esterne potranno essere comunque effettuate anche dalle Direzioni Regionali.
Dovrà essere garantito il coordinamento con i Comandi Regionali della Guardia di Finanza.
La selezione delle posizioni andrà effettuata, di massima, secondo i seguenti indirizzi:
· per le imprese maggiormente complesse, ove per tali sono da considerare, ad esempio, quelle caratterizzate da elevati e frammentati volumi di attività, da peculiari modalità di gestione e contabilizzazione – come nel caso degli intermediari finanziari – o dalla presenza di rilevanti rapporti con l’estero, sia nelle attività commerciali che in quelle finanziarie, sulla base di criteri sostanzialmente analoghi a quelli adottati per i grandi contribuenti;
· per le altre imprese, sulla base dei consueti indicatori di rischio di evasione/elusione, tra i quali meritano un espresso richiamo i seguenti (che possono, comunque rilevare anche per le imprese più complesse): ingenti oneri straordinari; ingenti oneri finanziari; elevati costi per servizi; anomale variazioni e oscillazioni di fatturato nel breve e medio periodo; presenza di significativi crediti IVA utilizzati in compensazione ovvero riportati al successivo periodo d’imposta, che appaiano particolarmente rilevanti e, in qualche modo anomali, in rapporto con i dati dichiarati e con i regimi normativi applicabili in relazione all’attività svolta; soggetti che presentino dichiarazioni con un ammontare di fatturato non coerente con l’ammontare degli acquisti e della manodopera impiegata.
A fattor comune, l’assenza di controlli negli ultimi quattro anni dovrà costituire, a sostanziale equivalenza di elementi di rischio, criterio da privilegiare nella selezione.
Nel primo semestre del 2009 le attività istruttorie esterne avranno ad oggetto il periodo di imposta 2006; le stesse saranno estese anche al periodo di imposta 2007, non appena saranno rese disponibili le procedure informatiche di supporto. Resta fermo che, qualora si disponga di elementi relativi a periodi d’imposta precedenti, l’attività dovrà anche orientarsi su questi ultimi.
Il presidio degli specifici rischi di evasione/elusione della macro-tipologia in questione è garantito anche dalla Guardia di Finanza, con interventi di verifica, numericamente adeguati e diffusi&nbs