Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25446-del-10-10-2019
Timestamp: 2020-04-08 12:54:08+00:00
Document Index: 131552712

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 369', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 25446 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25446 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 10/10/2019, (ud. 14/05/2019, dep. 10/10/2019), n.25446
sul ricorso 1475-2018 proposto da:
LA CORTE SCONTA DEL 101 SAS DI Z.F. & C., in
persona del legale rappresentante pro tempore nonchè socio
accomandatario sig. Z.F., ZA.FR. in
proprio, ZU.LI., elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE
LOMBARDI, rappresentati e difesi dall’avvocato BRUNO GARLATTI;
avverso la sentenza n. 185/1/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del FRIULI VENEZIA GIULIA, depositata il 19/09/2017;
che La Corte Sconta del 101 s.a.s., Z.F. e Zu.Li. propongono ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Friuli-Venezia Giulia che aveva respinto il loro appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Gorizia. Quest’ultima aveva rigettato l’impugnazione dei contribuenti avverso un avviso di accertamento per IRPEF e IRAP, per l’anno 2009;
che il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale i contribuenti lamentano omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, oggetto di discussione fra le parti, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5, costituito dall’aver seguito un orientamento giurisprudenziale minoritario ed aver trascurato che la società aveva investito il capitale per rendere idoneo l’immobile all’attività d’impresa;
che l’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, riformulato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia): ne consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, il ricorrente deve indicare il “fatto storico”, il cui esame sia stato omesso, il “dato”, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il “come” e il “quando” tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua “decisività” (Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014); che, nella specie, i contribuenti hanno censurato il richiamo ad un filone giurisprudenziale oppure ad una circostanza (l’investimento di capitale nell’attività di impresa), che la CTR aveva comunque preso in considerazione, escludendone tuttavia l’inerenza “in quanto il beneficiario ultimo dei miglioramenti apportati all’immobile condotto in locazione mediante spese di manutenzione straordinaria, rimane esclusivamente il locatore”;
che alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna dei ricorrenti alla rifusione delle spese processuali in favore della controricorrente, nella misura indicata in dispositivo;
che, ai sensi del D.P.R. n. 115 dei 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.
Condanna i ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida, a favore dell’Agenzia delle Entrate, in Euro 1.500, oltre spese prenotate a debito.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 dei 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.