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Timestamp: 2017-01-20 03:58:10+00:00
Document Index: 42610270

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art.\n34', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 253 del 19.06.2008
Istanza di interpello - Consorzio Università
degli Studi di Bari - Articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Versamento
ritenute fiscali - articolo 11 del D.Lgs. n. 446 del 1997
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione del Provvedimento del
Direttore dell'Agenzia delle entrate dell'8 novembre 2007 è stato posto il
Il Consorzio istante, partecipato dall'Università
degli Studi di Bari, dalla Regione Puglia, dall'Agenzia Regionale per il Diritto
allo Studio e da diversi Comuni e Province del territorio pugliese, è stato
costituito in data 20.07.1955 ed è riconosciuto quale "Ente Morale"
dal DPR n. 1026 del 12.07.1956.
Le funzioni del Consorzio consistono in attività
finalizzate al supporto amministrativo dell'Università degli Studi di ... ed al
personale dipendente si applica il trattamento economico e la normativa in
vigore per il personale del comparto Università.
Sino al 31dicembre 2007, il Consorzio, che ha natura di
ente pubblico, ha versato le ritenute fiscali, in qualità di sostituto
d'imposta, presso la Tesoreria Provinciale dello Stato per mezzo del proprio
Istituto Bancario Tesoriere, ai sensi della Legge 19 ottobre 1984, n. 720,
Il D.M. 5
ottobre 2007 del Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Provvedimento
dell'8 novembre 2007 dell'Agenzia delle Entrate (prot. 2007/172338), hanno
disposto che, a partire dal 1 gennaio 2008, il versamento dell'IRAP e delle
ritenute addizionali Irpef da parte degli enti pubblici individuati nelle
tabelle A e B della Legge n. 720 del 1984, titolari di conti presso le tesorerie
provinciali, deve avvenire esclusivamente tramite il modello "F24 enti
pubblici" (F24 EP)".
Il Consorzio istante, anche se rientra nelle previsioni
della Tabella A della più volte citata disposizione, " non è titolare di
conto in Tesoreria centrale gestita dalla Banca d'Italia, in quanto non
usufruisce di finanziamenti da parte dello Stato".
Dovendo adempiere agli obblighi di versamento delle
ritenute e preso atto che l'unico mezzo di versamento possibile, per l'istante,
risulta essere il tradizionale modello F24, sorge il problema dell'utilizzo del
codice tributo relativo all'IRAP che dal Consorzio viene calcolata con il metodo
retributivo. I codici tributo in vigore per il modello F24 prevedono, infatti,
unicamente il versamento dell'IRAP in autotassazione, in acconto e a saldo
(codici 3800, 3812, 3813), nulla prevedendo per l'IRAP da versare in qualità di
sostituto di imposta con il metodo retributivo.
L'istante ritiene che il caso prospettato possa
trovare soluzione unicamente con l'istituzione di nuovi codici tributo, al fine
di permettere ai sostituti d'imposta Enti Pubblici non titolari di conto di
Tesoreria Centrale di versare l'IRAP, calcolata sulle retribuzioni e compensi
alla medesima assoggettabili, in acconto mensile e a saldo. Nelle more della
istituzione dei codici sopra richiamati, l'istante ritiene di dover versare l'IRAP
con il codice tributo attualmente esistente (3800) destinato al versamento dell'IRAP
calcolata sulla base del valore della produzione.
L'art. 1 della legge n. 720 del 1984, che
istituisce il sistema di tesoreria unica per gli enti ed organismi pubblici,
dispone che "gli istituti e le aziende di credito, tesorieri o cassieri
degli enti e degli organismi pubblici di cui alla tabella A annessa alla
presente legge, effettuano, nella qualità di organi di esecuzione degli enti e
degli organismi suddetti, le operazioni di incasso e di pagamento a valere sulle
contabilità speciali aperte presso le sezioni di tesoreria provinciale dello
L'art. 3 del DPR 29 settembre 1973, n. 602, così come modificato dall'art.
34, comma 3, della legge 23
dicembre 2000, n. 388 stabilisce, a sua volta, che "Sono riscosse mediante
versamento diretto alle sezioni di tesoreria provinciale dello Stato ... le
ritenute operate dagli enti pubblici di cui alle tabelle A e B allegate alla
legge 29 ottobre 1984, n. 720"
La scrivente con le circolari n. 8 del 26 gennaio 2001 e n. 20 del 5
marzo 2001 ha chiarito, in proposito, il carattere obbligatorio dell'adempimento
non potendo i soggetti interessati effettuare i versamenti con modalità diverse
da quelle previste dal citato art. 3.
Successivamente il D.M. 5 ottobre 2007, in attuazione
dell'art. 1, comma 143, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, che ha previsto il versamento dell'addizionale
comunale direttamente ai comuni interessati, ha disposto che gli enti
individuati nella tab. A della legge n. 720 del 1984, "...titolari di conti
presso le tesorerie provinciali, trasmettono, direttamente o tramite il proprio
tesoriere, con flusso telematico all'Agenzia delle entrate, la richiesta di
pagamento degli importi trattenuti a titolo di addizionale comunale all'imposta
sul reddito delle persone fisiche suddivisi per i comuni di riferimento, secondo
tempi, modalità e specifiche tecniche che saranno definite con apposito
provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate...".
Infine, con provvedimento del Direttore dell'Agenzia
delle entrate dell'8 novembre 2007, è stato approvato il modello di versamento
per gli enti pubblici (F24 EP) e sono stati definiti i tempi, le modalità e le
specifiche tecniche per il versamento delle ritenute alla fonte sulle imposte
sul reddito, delle addizionali comunali e regionali IRPEF e dell'IRAP da parte,
tra gli altri, degli "enti pubblici individuati dalla tabella A allegata
alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, e successive modifiche ed integrazioni,
titolari di conti presso le tesorerie provinciali, ivi compresi quelli che hanno
affidato il servizio di liquidazione delle retribuzioni del proprio personale al
"Service Personale Tesoro" (denominato S.P.T.);". (art. 1, comma
3, lett. a) del provvedimento dell' 8 novembre 2007)
Le modalità di versamento in argomento, predisposte
per gli enti pubblici sottoposti ai vincoli del sistema di tesoreria unica dello
Stato, rispondono ad esigenze di semplificazione volte a modernizzare e
sviluppare le procedure telematiche delle pubbliche amministrazioni, al fine di
unificare il sistema di versamento delle ritenute alla fonte e dell'IRAP da
parte dei soggetti pubblici coinvolti e di ottenere dei vantaggi in termini
economici e di sicurezza dei dati.
E', quindi, evidente che le norme descritte impongono
obblighi relativi alle modalità di versamento delle imposte in ragione della
natura dell'ente che è tenuto ad effettuare il versamento, prescindendo da
ulteriori requisiti o condizioni. Ne consegue che gli enti appartenenti alle
specifiche categorie alle quali la normativa citata fa riferimento, sono tenuti
a porre in essere tutti gli adempimenti dalla stessa previsti ai fini dei
versamenti delle ritenute alla fonte e dell'IRAP, ivi compreso l'obbligo della
titolarità di un conto presso le tesorerie provinciali.
Per i soggetti compresi nella tab. A allegata alla
legge n. 720 del 1984, non rileva, invece, al fine del versamento mediante mod.
F24 enti pubblici, la titolarità di un conto presso la Tesoreria centrale
gestita dalla banca d'Italia.
Poiché l'istante, per sua stessa ammissione, è tra i
soggetti indicati nella tab. A allegata alla legge n. 720 del 1984, si ritiene,
in conformità al parere espresso dalla Direzione Regionale, che debba
effettuare i versamenti secondo le modalità descritte, utilizzando il mod. F24
La risposta alle ulteriori domande relative
all'utilizzo del mod. F24 ordinario per il versamento dell'IRAP si ritiene
assorbita dal parere espresso.
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