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Timestamp: 2019-01-22 23:57:27+00:00
Document Index: 93404990

Matched Legal Cases: ['art.107', 'art.113', 'art.155', 'art. 155', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 128', 'art. 107', 'art. 111', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 53']

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Banca d’Italia: la compliance per gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi 106 e 107
Il 12 maggio 2010, presso il Senato della Repubblica, ha avuto luogo l’audizione del Capo del Servizio Supervisione Intermediari Specializzati della Banca d’Italia Roberto Rinaldi sul tema "Gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi, generale e speciale, previsti dagli artt. 106 e 107 del Testo Unico Bancario e i soggetti del canale distributivo". Il testo dell’audizione è disponibile in formato pdf sul sito della Banca d’Italia (pdf, 125 K, 33 pp).
Nel seguito l’indice del documento ed un’ampia sintesi dei contenuti dell’audizione con particolare riferimento ai temi del sistema dei controlli e alla compliance (trasparenza, usura, antiriciclaggio).
1.2 Struttura del settore
2. L’attività di controllo
2.1 I controlli in fase di iscrizione
2.2 I controlli ordinari
2.3 I controlli sui comparti di attività più rischiosi
Il comparto dei money broker
Il comparto della cessione del quinto dello stipendio o della pensione
Il comparto del rilascio di garanzie
Il comparto dei money transfer
2.4 I controlli sulle reti di distribuzione
2.5 I controlli di compliance
3. L’evoluzione normativa
La materia dell’intermediazione finanziaria non bancaria è regolata dalle norme del Testo unico bancario del 1993 (TUB, Titolo V) e dalla relativa disciplina attuativa. L’articolo 106 del TUB individua nell’assunzione di partecipazioni, nella concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e nell’intermediazione in cambi (Nota 1) le attività finanziarie riservate ai soggetti iscritti nell’apposito elenco "generale" che la Banca d'Italia gestisce direttamente dal 1° gennaio 2008 a seguito dell’acquisizione delle funzioni dell’Ufficio italiano dei cambi (UIC). Ai sensi della legge 130/1999, sono tenuti ad iscriversi nell’elenco generale anche gli intermediari attivi nella cartolarizzazione dei crediti. Gli intermediari finanziari più rilevanti per volumi operativi e/o tipologia di attività sono tenuti ad iscriversi, previo accertamento dei requisiti, nell’elenco speciale previsto dall’art.107 del TUB.
La Banca d'Italia tiene anche gli elenchi relativi agli intermediari che svolgono attività finanziaria esclusivamente nell’ambito del gruppo di appartenenza (art.113 TUB), i cambiavalute e le casse peota (art.155, rispettivamente commi 5, 6, TUB). Su tali soggetti, la cui rischiosità risulta nel complesso limitata, la normativa attribuisce poteri di controllo minimali; attenzione particolare merita la tematica dei consorzi di garanzia collettiva fidi, i cosiddetti “confidi” pure iscritti in una sezione dell’elenco generale prevista dall’art. 155 TUB, comma 4.
A seguito della confluenza dell’UIC, la Banca d’Italia gestisce anche gli albi e gli elenchi relativi ai mediatori creditizi (ex art. 16 L. 108/1996) e agli agenti in attività finanziaria (ex art. 3
D.Lgs. 374/1999) che costituiscono il canale distributivo di cui si avvalgono gli intermediari finanziari nello svolgimento della propria attività. Diversamente articolato è l’ambito di attività e il tipo di rapporto che lega tali soggetti all’intermediario.
La materia dell’intermediazione finanziaria è stata di recente interessata da una revisione del quadro normativo; in particolare, il DM n. 29 del 17 febbraio 2009 ha, fra l’altro, ridefinito i requisiti richiesti per lo svolgimento di attività aventi profili di rischio più elevati; la circolare n.
273 della Banca d'Italia, emanata nel gennaio del 2009, ha introdotto l’obbligo di segnalazioni statistiche sui dati patrimoniali e reddituali anche per i soggetti iscritti nell’elenco generale.
Peraltro, l’occasione per una rivisitazione più generale ed organica del quadro regolamentare è data dal recepimento della nuova direttiva comunitaria in materia di credito al consumo; in tale sede, oltre alla disciplina sugli intermediari non bancari, sarà rivista anche la normativa sugli agenti e mediatori.
Sul piano delle riforme normative già attuate che hanno interessato gli intermediari non bancari, la Banca d'Italia ha adottato alcuni importanti provvedimenti:
l'introduzione per gli intermediari 107 di una regolamentazione prudenziale che - pur in assenza di armonizzazione comunitaria - si richiama alla disciplina europea di "Basilea II". Le nuove norme di "vigilanza equivalente", che prevedono comunque l’applicazione del principio di proporzionalità, sono entrate in vigore nel gennaio 2008;
le nuove disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari e di correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti emanate il 29 luglio 2009;
la revisione delle Istruzioni sulla rilevazione trimestrale dei “tassi effettivi globali medi” utilizzati per l’individuazione dei tassi soglia ai fini della normativa in materia di usura (12 agosto 2009);
l’avvio, il 15 ottobre 2009, dell’Arbitro Bancario Finanziario, il nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra intermediari e clienti, istituito ai sensi dell’art. 128-bis del TUB (disposizione introdotta dalla L. 262/2005, c.d. legge sul risparmio).
Nei confronti degli intermediari iscritti nell’elenco speciale ex art. 107 la Banca d'Italia esercita poteri di vigilanza avendo riguardo alla sana e prudente gestione, alla stabilità complessiva, all’efficienza e alla competitività del sistema finanziario, all’osservanza della normativa in materia creditizia e finanziaria. Molto più limitati sono i poteri della Banca sugli intermediari iscritti nel solo elenco generale, essendo i controlli attualmente circoscritti alla verifica dei requisiti per l’accesso al mercato e al rispetto delle normative di settore (usura, antiriciclaggio, trasparenza).
L’esperienza condotta negli anni sul settore ha dimostrato come l’architettura dei controlli previsti dalla normativa vigente sia inadeguata, anche tenendo conto della oggettiva difficoltà di presidiare un mondo caratterizzato da numerosità e varietà di soggetti. Le possibilità di intervento sugli intermediari dell’elenco generale che il Testo Unico Bancario e le relative disposizioni attuative assegnano alla Banca d’Italia, non sempre sono proporzionate alla gravità delle violazioni rilevate nell’attività di supervisione. Di fatto, l’unica azione possibile nei confronti di un intermediario che non risulti più in possesso dei requisiti per l’iscrizione o per il quale siano state riscontrate gravi violazioni di norme di legge è la cancellazione dall’elenco generale ai sensi dell’art. 111 del TUB, con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze emanato su proposta dell’Istituto.
La Banca d'Italia nel corso dell’ultimo anno ha svolto controlli su alcune attività degli intermediari finanziari individuate come particolarmente rischiose, anche ai fini della tutela della clientela.
Gli intermediari non bancari sono tenuti al rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza dei servizi finanziari e di correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti. Le nuove regole emanate dalla Banca d'Italia, entrate in vigore nel gennaio di quest’anno, mirano innanzitutto ad assicurare che i clienti dispongano di informazioni chiare ed accessibili per poter comparare le offerte disponibili sul mercato e scegliere in modo consapevole il prodotto più adatto alle proprie esigenze .
L’informazione deve garantire la comprensibilità dei costi connessi ai servizi offerti e l’immediatezza dei diritti che spettano ai clienti e dei modi con cui questi possano essere attivati; a tal fine gli intermediari devono predisporre e mettere a disposizione il documento illustrativo dei “Principali diritti del cliente”.
L’enfasi attribuita al profilo sostanziale della correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti, oltre che ai tradizionali adempimenti di trasparenza, è sottolineata anche dall’introduzione di appositi requisitivi organizzativi. Si prevede l’adozione di procedure interne per garantire adeguata
attenzione al cliente in ogni fase dell’attività connessa alla prestazione del servizio finanziario. Tali requisiti organizzativi non possono applicarsi agli intermediari ex art. 106 in quanto non sottoposti a vigilanza.
I controlli posti in essere dalla Banca d’Italia negli ultimi due anni, anche attraverso verifiche in loco, hanno riguardato 54 intermediari dell’elenco generale e 44 società dell’elenco speciale; sono state predisposte lettere di intervento per richiamare gli intermediari al puntuale rispetto della normativa e per sanzionare le violazioni riscontrate.
Come noto, gli intermediari del Titolo V del TUB segnalano trimestralmente (Nota 3) i tassi praticati su specifiche categorie di operazioni di finanziamento ai fini della determinazione del TEGM, il tasso effettivo globale medio che, ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 108, rappresenta il parametro per la determinazione dei tassi usurari.
Le Istruzioni per la rilevazione dei tassi recentemente emanate, prevedono tassi soglia inclusivi di ogni onere a carico del cliente, al fine di contrastare le prassi di applicare costi al di fuori del limite anti-usura e consentire verifiche incisive sulle condizioni economiche applicate alla clientela.
Sono, tra l’altro, considerati ai fini della definizione del tasso soglia le polizze assicurative, i compensi per i mediatori, nonché tutte le forme di remunerazione diverse dal tasso di interesse, come le commissioni di massimo scoperto e quelle per la messa a disposizione dei fondi nei limiti e alle condizioni consentiti dal legislatore. Per i compensi di mediazione è stata introdotta un’apposita rilevazione al fine di fornire un parametro specifico per valutare “l’usurarietà” di una componente di costo di rilievo e variabilità considerevoli, ma sinora priva di limiti definiti.
La Banca d'Italia effettua verifiche nei confronti degli intermediari non bancari vigilati al fine di valutare l’idoneità degli assetti organizzativi predisposti per prevenire i rischi connessi a violazioni delle norme in materia di usura nonché sul rispetto dei limiti di tasso stabiliti dalla normativa. Superi, anche occasionali, dei tassi soglia espongono l’intermediario al rischio di non conformità, con possibili conseguenze in termini di sanzioni legali o regolamentari, danni reputazionali e perdite finanziarie derivanti dai risarcimenti da corrispondere alla clientela.
La disciplina dell’intermediazione finanziaria nasce con la legge n. 197/1991 con la finalità di far emergere realtà sommerse e prevenire l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio.
Sin dal momento del loro primo censimento le società finanziarie sono state incluse, quindi, fra i destinatari delle disposizioni antiriciclaggio.
Le attuali disposizioni di cui al D.Lgs. 231/2007, nel rafforzare i presidi per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, prevedono obblighi di adeguata verifica della clientela, registrazione delle informazioni inerenti ai rapporti e alle operazioni poste in essere dalla clientela nell’Archivio unico informatico e segnalazione delle operazioni sospette.
La Banca d’Italia ha attuato un’intensa opera di sensibilizzazione degli intermediari vigilati sulla necessità di predisporre gli opportuni presidi per prevenire e contrastare fenomeni criminali, ha intensificato e rimodulato i controlli sia cartolari che ispettivi e la collaborazione con le altre autorità e, in particolare, con la Guardia di Finanza e la Magistratura. (Nota 4)
Il corretto adempimento degli obblighi normativi consente agli intermediari di fronteggiare i rischi legali e reputazionali che potrebbero scaturire dal coinvolgimento in operazioni illecite.
La consapevolezza del “rischio di riciclaggio” è testimoniata da una maggiore collaborazione fornita dagli intermediari (in larghissima parte ex art. 107 TUB) nell’ambito delle segnalazioni di operazioni sospette; nell’ultimo biennio le segnalazioni da questi trasmesse sono più che raddoppiate; in valore assoluto sono concentrate per un terzo nella regione Lombardia (tabella n.9).
L’azione di controllo della Banca d'Italia si è orientata verso specifici ambiti geografici o comparti operativi, come per i controlli sugli intermediari attivi nel money transfering e nel settore delle carte di credito. Per le verifiche effettuate sugli operatori iscritti all’elenco di cui all’art. 106
TUB, la Banca d'Italia si è avvalsa della collaborazione della Guardia di Finanza, così come previsto dall’art. 53 del d.lgs. 231/2007. Interventi ispettivi mirati a verificare il rispetto delle disposizioni in materia di segnalazione di operazioni sospette sono condotti dall’Unità di informazione finanziaria.
Le eventuali disfunzioni e carenze, riscontrate in sede di controllo, possono generare misure di diversa severità, che vanno dal richiamo all’intermediario ad adottare interventi correttivi, alla prescrizione di specifiche cautele nell’operatività corrente; ove ricorrono i presupposti, la Banca d'Italia provvede ad avviare la procedura sanzionatoria amministrativa ovvero a segnalare all’Autorità Giudiziaria i fatti penalmente rilevanti.
Nei confronti di due intermediari attivi nel settore delle carte di credito, è stato imposto il divieto di emissione di nuove carte in relazione all’esigenza di completare gli interventi volti a correggere le irregolarità riscontrate in materia di antiriciclaggio.
Sul piano normativo rilevanti sono le innovazioni di seguito descritte:
. sono in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale le disposizioni recentemente emanate dall’Istituto sulla tenuta dell’Archivio unico informatico che introducono elementi di novità rispetto al passato e contribuiscono ad aumentare la tracciabilità dei flussi finanziari interni al sistema;
. è stato predisposto dalla Banca d’Italia il provvedimento recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio; in particolare, agli intermediari verrà chiesto di dotarsi di una funzione indipendente specificamente deputata a prevenire e contrastare la realizzazione di operazioni illecite.
Nota 1) Dal 1° marzo 2010, con l’emanazione del D.lgs. n. 11/2010 di attuazione della Payment Services Directive, la prestazione di servizi di pagamento non costituisce più un’attività finanziaria ai sensi dell’articolo 106, comma 1, TUB ed è riservata a banche , IMEL, Poste e Istituti di pagamento iscritti in un apposito albo, gestito dalla Banca d’Italia.
Nota 3) Le società finanziarie 107 su base censuaria e gli intermediari 106 su base campionaria.
Nota 4) Cfr. Intervento del Vice Direttore Generale della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola "Il contributo della Banca d'Italia nella lotta al riciclaggio" Rimini 29 gennaio 2010.
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