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Timestamp: 2020-02-27 07:31:54+00:00
Document Index: 110686569

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art.6', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 31', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 39', 'art. 32', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 32']

Legge Regionale 16 Maggio 1980, n° 15
Titolo Organizzazione delle Unita' Locali dei servizi di assistenza sanitaria e sociale
Oggetto Sanita' - Unita' Locale - Organizzazione - Funzionamento - Servizi - Disciplina
Abrogata intera legge dalla legge n. 2/1997 art. 18
Titolo I: ORGANIZZAZIONE GENERALE DELL'UNITA' LOCALE
Art. 1: Articolazione funzionale
Per il conseguimento delle finalita' di cui alla legge 23 dicembre 1978, n.833, l'Unita' Locale organizza servizi, uffici e presidi.Tutta l'organizzazione opera, di norma, in base ai principi della pianificazione, della professionalita' e della responsabilizzazione, individuale e collegiale, e si articola in:-ufficio di direzione;
-servizio affari generali e del personale;
-servizio finanza e patrimonio;
-servizio per la tutela sanitaria materno-infantile e dell'eta' evolutiva;
-servizio per la medicina di base;
-servizio per la medicina ospedaliera, specialistica e relativi presidi multizonali;
-servizio igiene pubblica, medicina fiscale, legale e del lavoro, ecologia e relativi presidi multizonali;
-servizio veterinario;
-servizio per la tutela sociale materno-infantile e dell'eta' evolutiva;
-servizio per la tutela sociale dell'eta' adulta e dell'anziano;
-distretti socio-sanitari di base, con articolazioni in aree elementari.
In rapporto alla dimensione dell'U.L., e' possibile accorpare i servizi; a tal uopo l'U.L., prima di procedere alla loro articolazione, sottopone la proposta di regolamento dei servizi stessi alla Giunta Regionale che, sentita la Commissione Consiliare competente, esprime parere vincolante.
Art. 2: Funzionamento
La strutturazione dei servizi e presidi di cui al precedente articolo 1 viene definita in sede di pianta organica, su conforme indicazione della normativa statale e regionale vigente in materia.
Ciascuna articolazione della struttura organizzativa concorre al conseguimento delle finalita' programmatorie mediante collegamenti funzionali; l'ufficio di direzione coordina i servizi; i servizi coordinano, per materie connesse e per gruppi omogenei di obiettivi, i presidi, i dipartimenti, i distretti e le aree elementari; fra singoli dipartimenti, presidi, distretti e aree elementari e' consentito, nell'ambito delle direttive dell'ufficio di direzione il collegamento diretto per materie connesse.
Titolo II: ELEMENTI COSTITUTIVI DELL'ORGANIZZAZIONE DELL'UNITA' LOCALE
Capo I: L'UFFICIO Dl DIREZIONE
Art. 3: Funzioni
L'ufficio di direzione realizza il raccordo fra gli organi dell'U.L. e l'intera struttura di questa, con compiti, tra l'altro, sia di consulenza tecnico-manageriale nei confronti del Comitato di gestione sia di attuazione della funzione politico-decisionale dello stesso.
Esso provvede all'organizzazione, al coordinamento e al funzionamento dei servizi socio-sanitari ed amministrativi, ai sensi del successivo art.6.
L'ufficio di direzione e' composto:
a) dal coordinatore sanitario e dal coordinatore amministrativo dell'U.L.;
b) dai responsabili di ciascun servizio sanitario e amministrativo;
c) dal responsabile sanitario del presidio ospedaliero;
d) dai responsabili dei presidi e servizi multizonali.
Il regolamento dell'U.L. puo' prevedere che responsabili di presidi extra ospedalieri di particolare importanza siano componenti dell'ufficio di direzione.
Qualora i Comuni si avvalgono della facolta' prevista dall'articolo 31 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 35, l'Ufficio di direzione dell'U.L. e' integrato limitatamente alle attivita' di gestione delle funzioni sociali: - dai responsabili dei servizi sociali.
Art. 5: Uffici della direzione
Sono Uffici direttamente dipendenti dalla direzione:
a) l'Ufficio per la segreteria, la verbalizzazione e la stesura degli atti degli organi dell'U.L.;
b) l'Ufficio legale per il contenzioso e per i rapporti convenzionali con istituzioni pubbliche e private che concorrano alla realizzazione delle finalita' dell'U.L.;
c) l'Ufficio per la disposizione dei programmi, dei bilanci, e per la verifica dello stato di attuazione degli stessi;
d) l'Ufficio tecnico per la manutenzione e la ristrutturazione dei beni immobili, la manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli arredi, la vigilanza sulle opere affidate a terzi, la gestione delle officine interne e l'inventario dei beni mobili affidati all'U.L.; per l'emanazione di direttive e per la vigilanza sugli uffici o sugli operatori tecnici eventualmente dislocati, in base al regolamento dell'U.L., presso presidi e distretti;
e) l'Ufficio del sistema informativo locale;f) l'Ufficio per la formazione, la qualificazione e l'aggiornamento professionale del personale;
g) l'Ufficio per il servizio farmaceutico, per la gestione del prontuario farmaceutico, per le attivita' di informazione e di educazione al farmaco; per il coordinamento delle farmacie pubbliche e la vigilanza su quelle private, per la distribuzione degli armadi farmaceutici nei distretti.
Il regolamento, in rapporto alle dimensioni dell'U.L. e secondo le indicazioni appositamente stabilite dalla Giunta Regionale, puo' prevedere l'istituzione dei nuovi uffici o il loro accorporamento.
Art. 6: Competenze dell'Ufficio di direzione e dei coordinatori
Le competenze dell'Ufficio di direzione si articolano come:
a) predisposizione dei bilanci preventivi e consuntivi, annuali e pluriennali;
b) predisposizione dei piani e programmi pluriennali e dei progetti-obiettivo interessanti piu' servizi;
c) predisposizione della pianta organica unificata riguardante il personale sanitario, amministrativo e sociale dell'U.L.;
d) predisposizione dei regolamenti di organizzazione;e) predisposizione di convenzioni per la consulenza di esperti e per i rapporti con istituzioni pubbliche o private che concorrano alla realizzazione delle finalita' dell'U.L.;
f) coordinamento e riscontro trimestrale dell'attivita' complessiva;
g) attivita' consultiva, su richiesta degli organi dell'U.L. e dei singoli coordinatori.
Le competenze dei coordinatori si articolano come segue:
a) predisposizione degli schemi di deliberazione degli organi dell'U.L., non rientranti nella competenza dell'ufficio di direzione in sede collegiale;
b) esecuzione degli atti a contenuto discrezionale deliberati dagli organi dell'U.L.;
c) esecuzione delle deliberazioni a contenuto vincolato degli organi dell'U.L.;
d) coordinamento delle attivita' dei singoli servizi nell'ambito dei programmi, dei progetti e dei bilanci approvati;
e) rapporti esterni con enti ed istituzioni;
f) consulenza tecnico-manageriale nei confronti del Comitato di gestione;
g) compiti di attuazione delle direttive di carattere politico-decisionale emanate dal Comitato di gestione.
I coordinatori partecipano con voto consultivo alle sedute del Comitato di gestione.
La verbalizzazione degli atti emanati dagli organi delle U.L., le certificazioni e le autenticazioni sono di competenza del Coordinatore amministrativo.
Le funzioni connesse al coordinamento sanitario e al coordinamento amministrativo vengono attribuite al Comitato di Gestione dell'U.L. per incarico di durata triennale rinnovabile.
Gli incarichi di coordinatore sanitario e di coordinatore amministrativo sono conferiti a funzionari - scelti tra i componenti l'Ufficio di direzione con i criteri di cui al comma 7° e 8° dell'art. 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n.761- che appartengono rispettivamente al ruolo sanitario e al ruolo amministrativo del personale del servizio sanitario nazionale e che siano in possesso dei requisiti del 3° comma del medesimo art. 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761.
Capo II: I SERVIZI
Art. 7: Il servizio
Il servizio e' la ripartizione organizzativa fondamentale per il conseguimento, con la modalita' di cui al precedente art. 2, degli obiettivi strumentali dell'U.L..
Secondo il regolamento dell'U.L. ciascun servizio puo', in sede centrale, articolarsi in piu' uffici.
Art. 8: Articolazione dei servizi dell'U.L.
L'organizzazione dell'U.L. si articola nei seguenti servizi:
-servizio affari generali e del personale:
per la gestione degli affari generali e per la gestione del personale, sia sotto l'aspetto amministrativo che di direzione e coordinamento, salvo il rapporto gerarchico dei dipendenti rispetto ai responsabili delle strutture centrali e periferiche in cui operano; nonche' per la gestione di materie affini;
-servizio finanza e patrimonio:
per i riscontri contabili; per i servizi di tesoreria e di cassa; per la separata gestione amministrativa delle funzioni in materia di assistenza sociale e sanitaria; per l'emanazione di direttive e la vigilanza sugli uffici economico-finanziari eventualmente dislocati, in base al regolamento dell'U.L., presso i presidi e i distretti; per la predisposizione degli appalti e contratti per l'acquisizione dei beni e servizi occorrenti al funzionamento dell'U.L.; per la gestione dei servizi economali; per la tenuta dell'inventario dei beni mobili; per l'emanazione di direttive e per la vigilanza sugli uffici economali e di approvvigionamento eventualmente dislocati, in base al regolamento dell'U.L., presso presidi, servizi multizonali e distretti; nonche' per la gestione di materie affini;
-servizio per la tutela sanitaria materno-infantile e dell'eta' evolutiva:
per la protezione sanitaria materno-infantile, dell'eta' scolare e prelavorativa, nelle fasi preventiva, curativa e riabilitativa e nelle sedi domiciliare, ambulatoriale, ed ospedaliera, attraverso la predisposizione di specifici progetti-obiettivi riguardanti in particolare l'attivita' consultoriale materno-pediatrica e familiare, la medicina scolastica, l'educazione sanitaria, l'assistenza continuata ai portatori di minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali; nonche' per la gestione di materie affini;
-servizio per la medicina di base:
per la protezione sanitaria dell'individuo nelle fasi preventiva, curativa e riabilitativa e nelle sedi domiciliari e ambulatoriali per l'educazione sanitaria; nonche' per la gestione di materie affini;
-servizio per la medicina ospedaliera, specialistica e relativi presidi multizonali:
per le attivita' sanitarie a livello ospedaliero e specialistico, anche attraverso la predisposizione di specifici progetti-obiettivo riguardanti, in particolare, la medicina sportiva, la tutela della salute mentale, gli stati di minorazione fisica, psichica e sensoriale, la tutela della salute degli anziani, con particolare riguardo ai lungoassistiti; nonche' per la gestione di materie affini;
-servizio igiene pubblica, medicina fiscale, legale e del lavoro, ecologia e relativi presidi multizonali:
per la prevenzione e la tutela degli inquinamenti dell'aria, dell'acqua, del suolo e dell'abitato; per la programmazione e gestione delle attivita' ispettive a carattere igienico-sanitario, per l'attivita' di medicina legale e per le connesse consulenze alle strutture socio-sanitarie territoriali; per la prevenzione di malattie infettive, delle malattie professionali e degli infortuni negli ambienti di vita o di lavoro, per l'igiene della produzione, distribuzione e vendita degli alimenti non di origine animale.
Nelle Unita' Locali con alta concentrazione industriale il regolamento delle stesse puo' prevedere l'istituzione di uno specifico servizio operativo per l'igiene, la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro; nonche' per la gestione di materie affini;
-servizio veterinario:
per la profilassi e la polizia veterinaria delle zoonosi e delle altre malattie infettive e diffusive, per l'igiene degli allevamenti e delle produzioni animali con particolare riferimento alla vigilanza sui relativi impianti;
per il controllo sulla produzione, distribuzione e impiego dei mangimi e degli integratori, nonche' dei farmaci di uso veterinario, per l'organizzazione dell'assistenza zooiatrica, ivi compresa l'educazione e la profilassi veterinaria; per l'ispezione e la vigilanza sui prodotti e sugli alimenti di origine animale o che siano composti da prodotti prevalentemente di origine animale, nelle fasi di produzione, trasformazione, deposito, trasporto, distribuzione e somministrazione;
per il controllo della pulizia dei locali, degli impianti, degli utensili, nonche' dell'igiene del personale addetto alla produzione, trasformazione e vendita di prodotti alimentari di origine animale o comunque composti prevalentemente da prodotti di origine animale; nonche' per la gestione di materie affini;
-servizio per la tutela sociale materno-infantile e dell'eta' evolutiva:
per le attivita' finalizzate alla tutela materno-infantile, dell'eta' scolare e dell'eta' prelavorativa, allo scopo di promuovere sul territorio condizioni di apprendimento e di sviluppo adeguate ai bisogni socio-culturali dei singoli e dei gruppi; per l'individuazione precoce dei casi di bisogno e per la riabilitazione psico-sociale nel proprio ambiente, con particolare riguardo;
agli stati di tossicodipendenza e di minorazioni psicosensoriale, attraverso la predisposizione di specifici progetti-obiettivo, nonche' per la gestione di materie affini;
-servizio per la tutela sociale dell'eta' adulta e dell'anziano:
per la realizzazione di interventi finalizzati al raggiungimento di un compiuto sistema di sicurezza sociale ed in particolare per la rimozione delle cause di emarginazione e di disadattamento; per l'individuazione precoce dei casi di disagio sociale; per la riabilitazione dei soggetti portatori di minorazioni psicosensoriali; per la valorizzazione e la protezione degli anziani e per il loro inserimento sociale, attraverso la predisposizione di specifici progetti obiettivo; nonche' per la gestione di materie affini.
Art. 9: Le attivita' sanitarie e sociali dell'U.L.
Le attivita' sanitarie e sociali dell'U.L. devono essere espletate in maniera unitaria e globale, secondo criteri intersettoriali ed interdisciplinari, assicurando il rapporto costante con i presidi e servizi ospedalieri e assistenziali pubblici e privati convenzionati.
I collegamenti conseguenti sono realizzati mediante:
a) la predisposizione di programmi e progetti unitari;
Per il raggiungimento delle finalita' di cui ai commi precedenti sono individuati nel regolamento dell'U.L. e, volta per volta, nei singoli progetti-obiettivo e nei regolamenti di servizio, idonei metodi e strumenti operativi, tenuto conto delle competenze dei responsabili dei servizi e degli organi di consultazione tecnica.
Art. 10: Il responsabile del servizio
A ciascun servizio e' preposto un responsabile, che provvede:
a) alla direzione degli uffici ed al coordinamento delle attivita' dei presidi, dipartimenti e distretti nelle materie di competenza;
b) allo svolgimento delle funzioni di promozione e di vigilanza, nell'ambito del servizio, per l'attuazione dei programmi e dei bilanci;
c) all'emanazione, secondo le direttive ricevute, degli atti di ordinaria amministrazione all'interno del servizio;
d) ai collegamenti esterni con enti e istituzioni pubbliche e private convenzionati operanti nelle materie di competenza del servizio.
Art. 11: Composizione e compiti del Comitato di consulenza tecnica
In ogni U.L. e' istituito un Comitato di consulenza tecnica, composto:
a) dai responsabili dei servizi operativi individuati al precedente art. 1 e dai responsabili dei dipartimenti;
b) dai rappresentanti degli operatori sanitari, sociali ed amministrativi, in rapporto alle specifiche professionalita', scelti nel numero e con le modalita' stabilite dal regolamento dell'U.L.
Lo stesso regolamento puo' prevedere l'inclusione nel Comitato di consulenza tecnica dei responsabili di presidi e degli uffici interessati alle materie da trattare, nonche' dei rappresentanti di enti o istituzioni convenzionati per l'esercizio delle funzioni proprie dell'U.L.
Il Comitato di consulenza tecnica e' presieduto da uno dei suoi componenti eletto alternativamente per turni di un anno. Esso:
a) formula proposte all'Ufficio di direzione per l'elaborazione di piani e programmi di interventi e di progetti-obiettivo;
b) esamina trimestralmente i risultati conseguiti attraverso l'attuazione degli interventi di cui sopra, relazionandone ai competenti organi dell'U.L.;
c) esprime pareri su ogni questione che gli venga proposta dal Comitato di gestione;
d) formula proposte per l'organizzazione del lavoro e le modalita' degli interventi.
Capo III: I SERVIZI DI BASE
Art. 12: Il Distretto
Al fine di assicurare un diffuso ed adeguato livello di servizi le Unita' Locali, ai sensi dell'art. 10, 3° comma, della legge 23 dicembre 1978, n.833, articolano il proprio territorio in distretti di base.
Il distretto e' organizzato dall'U.L. come centro di servizi differenziati capace di erogare, in modo continuativo e stabile e con riferimento ad aree territoriali individuate in base al comma precedente, prestazioni integrate attinenti:
-i servizi di prima istanza e di pronto intervento;
-la raccolta degli elementi utili alla conoscenza dell'ambiente;
-l'attuazione dei programmi dell'U.L..
Nel distretto si realizza la partecipazione dei cittadini alla gestione dei servizi in conformita' a quanto previsto dall'art. 17 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 35.
Art. 13: Criteri per l'articolazione dell'U.L. in distretti
Per un'adeguata organizzazione dei servizi previsti dalla presente legge, ai sensi dell'art. 10, 3° comma della legge 23 dicembre 1978, n. 833, l'individuazione dei distretti viene effettuata nel rispetto dei seguenti criteri:
a) corrispondenza dell'area distrettuale ad una popolazione compresa, di norma, fra i 10.000 e i 20.000 abitanti per i centri urbani di oltre 20.000 abitanti e fra i 4.000 e i 10.000 abitanti per quelli inferiori a 20.000 abitanti;
b) densita' demografica e sua dinamica sul territorio, con particolare riguardo a zone montane e rurali di notevole estensione ed a quartieri urbani ad alta concentrazione di abitanti;
c) presenza di aree ad alto rischio per specifici tipi di lavorazione industriale o agricola;
d) flussi gravitazionali richiamati da motivi sociali, commerciali, di lavoro;
e) stato di viabilita' e struttura dinamica dei trasporti;
f) rapporto con gli ambiti territoriali comunali.
Sulla base delle indicazioni emergenti dai punti b), c), d), e), f) sono consentite deroghe ai limiti demografici posti nel punto a).
Art. 14: Organizzazione e funzionamento
Il distretto che opera con modalita' e finalita' unitarie, e' costituito:
a) dagli operatori sanitari i quali, in rapporto alle indicazioni dei singoli progetti-obiettivo, alla natura dell'intervento e al tipo di professionalita' richiesto, possono essere funzionalmente raggruppati in equipes fisse o mobili;
b) da uno o piu' operatori amministrativi diretti ove occorra, da un funzionario con qualifica compresa nella tabella A- ruolo amministrativo- allegato 1 al D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761 per la raccolta dei dati e lo svolgimento delle attivita' amministrative ed esecutive, da svolgere, anche in modo saltuario, nel luogo di residenza e di dimora del cittadino, utilizzando la struttura sanitaria o quella comunale;
c) da uno o piu' operatori per i servizi sociali- qualora i Comuni si avvalgono della facolta' prevista dall'art. 31 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 35 - che curano i servizi nell'ambito del distretto medesimo e che promuovono il collegamento organizzativo tra i vari operatori che esplicano la loro attivita', singolarmente o in equipe, presso le sedi del distretto o sul territorio;
d) da un responsabile sanitario, da individuare tra i sanitari del distretto-con qualifica compresa nella tabella A (ruolo sanitario), allegato l al D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761- che vigila sul funzionamento del distretto stesso e promuove il collegamento organizzativo fra i vari operatori che esplicano la loro attivita', singolarmente e in equipe, presso le sedi del distretto o sul territorio.
Gli operatori, sotto il profilo organizzativo, sono coordinati dal responsabile sanitario e, sotto il profilo funzionale, in rapporto alle loro diverse professionalita' e funzioni, dai servizi dell'U.L. competenti per materia, in collegamento operativo diretto con i dipartimenti e i servizi interessati.
Il regolamento dell'U.L. provvedera' all'articolazione organizzativa di ogni distretto.
Il servizio di distretto si affianca a strutture poliambulatoriali del tipo indicato dal piano sanitario regionale o, in mancanza, dal Consiglio Regionale.
I servizi sociali di distretto si affiancano a strutture polivalenti che saranno conformate alle indicazioni delle relative leggi di settore.
Art. 15: Attivita' del distretto di base
Per l'attuazione dei compiti di cui all'art. 12, le attivita' fondamentali svolte nel distretto sono le seguenti:
a) la tutela dell'igiene pubblica e dell'alimentazione; la profilassi delle malattie infettive e la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali; gli accertamenti e le certificazioni di cui alla lettera q) dell'art. 14 della legge 23 dicembre 1978, n. 833; gli accertamenti e le certificazioni che, assieme alle attivita' igienico-sanitarie, profilattico-preventivo e medico-legali, vanno assicurate in ogni area elementare con sanitari residenti utilizzando preferenzialmente medici gia' ufficiali sanitari e/o condotti;
b) la medicina preventiva e dell'eta' evolutiva; l'assistenza medico-generica e pediatrica, ambulatoriale e domiciliare, con servizi di guardia permanente e trasporto infermi; le attivita' consultoriali materno-infantili e familiari; le attivita' poliambulatoriali specialistiche; l'igiene e la salute mentale; la medicina dello sport e la tutela dell'attivita' sportiva; la prevenzione delle tossicodipendenze; la riabilitazione in sede ambulatoriale e domiciliare; la distribuzione dei farmaci per uso umano; l'assistenza familiare e infermieristica a domicilio;
c) le attivita' consultoriali materno-infantili e familiari dal punto di vista sociale; l'assistenza familiare a domicilio; la promozione dei processi di socializzazione a favore delle persone piu' facilmente emarginate (anziani, handicappati, ecc.); l'attivita' di assistenza economica in favore di individui in stato di bisogno; l'attivita' d'informazione e di indirizzo per la corretta utilizzazione dei servizi. Attivita' di promozione finalizzata a rimuovere le cause dello stato di bisogno e attivita' a favore di minori soggetti a provvedimento dell'Autorita' giudiziaria, nell'ambito della competenza amministrativa e civile; attivita' di promozione terapeutica ed inserimento sociale per i tossicodipendenti ed alcoolizzati;
d) la profilassi delle malattie infettive, diffuse e infettive degli animali, il controllo e la vigilanza sull'igiene della produzione e dei prodotti finiti, sul commercio e sulla distribuzione degli alimenti di origine animale, nonche' sulle mense collettive, cucine aziendali, refezioni, ristoranti, ecc., che utilizzano alimenti di origine animale o composti prevalentemente da prodotti di origine animale; la polizia veterinaria; la vigilanza sull'alimentazione e sui farmaci per la zootecnia; l'ispezione e la vigilanza sugli allevamenti, sui macelli e sui mercati ittici; l'assistenza zooiatrica e la vigilanza sull'assistenza stessa, quando svolta da strutture ed operatori privati; la vigilanza sulla fecondazione artificiale e nella riproduzione animale; i servizi statistici; gli accertamenti e le certificazioni di competenza veterinaria;
e) l'informazione e l'educazione sanitaria.
Art. 16: L'area elementare
Il distretto, al fine di realizzare la tutela della salute, nonche' il diritto alla sicurezza sociale dei cittadini nei rispettivi ambienti di vita e di lavoro, assicura i propri servizi articolandoli anche per sub-aree elementari.
L'area elementare coincide, di regola, con una dimensione demografica di 5 mila abitanti, con eccezione per le zone rurali ove tale area coincide in genere con il territorio di un Comune.
Il distretto assicura in ogni area elementare un servizio sanitario e sociale integrato, espletato da un gruppo di operatori, alcuni dei quali con residenza nella stessa area ed altri con presenza periodica. E' assicurata, comunque, la presenza continua con residenza e dimora fissa, di almeno un medico generico, di un paramedico (infermiere professionale e/o ostetrica) in ogni area elementare di mille abitanti o frazione di mille se distante dalla sede del distretto.
Art. 17: Attivita' dell'area elementare
Le attivita' di cui al precedente art. 15 sono assicurate nell'ambito distrettuale mediante servizi presenti sia nelle aree elementari di cui all'art. 16, sia nella sede del distretto stesso.
Capo IV: IL PRESIDIO
Art. 18: Il Presidio
Il presidio e' una entita' tecnico-funzionale, autonoma dal punto di vista organizzativo e complessa in quanto risultante dalla combinazione di piu' servizi integrati.
Esso ha funzioni prevalentemente strumentali ed e' utilizzato dai servizi dell'U.L. e dai rispettivi distretti ai fini del perseguimento degli obiettivi dell'attivita' dell'U.L.
I presidi sono individuati dal piano sanitario regionale.
Art. 19: Lo stabilimento ospedaliero
Lo stabilimento ospedaliero e' una struttura dell'U.L. per il ricovero, la diagnosi e la cura degli infermi e partecipa alla difesa attiva della salute in coordinamento con le attivita' degli altri presidi e servizi dell'U.L.
Fino all'emanazione del piano sanitario regionale, di cui al 2° comma dell'art. 17 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, resta fermo quanto disposto dalla vigente normativa regolante la materia.
Art. 20: Assegnazione di operatori allo stabilimento ospedaliero
Per le attivita' tecnico-economali e per adempimenti amministrativi, nonche' per la raccolta dei dati informativi, l'Ufficio di Diezione dell'U.L.. assegna allo stabilimento ospedaliero operatori amministrativi, diretti da un funzionario con qualifica compresa nella tabella A), ruolo amministrativo, allegato 1), al D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761.
Sezione II: I DIPARTIMENTI OSPEDALIERI
Art. 21: Il dipartimento ospedaliero
Il dipartimento ospedaliero realizza:
a) l'integrazione tra divisioni, sezioni e servizi affini e complementari;
b) il collegamento tra servizi ospedalieri ed extra-ospedalieri in rapporto alle esigenze di definiti ambiti territoriali;
c) la gestione delle attivita' sanitarie sulla base dell'integrazione delle competenze in modo da valorizzare anche il lavoro di gruppo.
Art. 22: Dipartimento a direzione ospedaliera ed universitaria
Negli ospedali per i quali la Regione abbia stipulato con le universita' convenzioni a norma dell'art. 39 della legge 23 dicembre 1978, n.833, le divisioni, sezioni e servizi sia a direzione ospedaliera, sia a direzione universitaria, purche' affini e complementari, possono costituire un unico dipartimento.
In tal caso l'integrazione dei compiti assistenziali con quelli scientifici e didattici avverra' nel rispetto dell'ordinamento universitario dell'ordinamento dell'U.L.
Sezione III: PRESIDI POLIAMBULATORIALI
Art. 23: Organizzazioni e funzioni
I presidi poliambulatoriali sono formati dalle strutture e dagli operatori, che erogano prestazioni specialistiche nell'ambito dello stesso poliambulatorio, in sede ospedaliera, in sede distrettuale o in ambulatori convenzionati.
Gli specialisti operano prevalentemente in equipes, in collegamento con gli operatori dei distretti e dei restanti presidi e sono coordinati dai servizi dell'U.L.
Art. 24: Accesso ai presidi
Ogni cittadino puo' essere ricoverato in qualsiasi ospedale della Regione senza particolari formalita', sara' compito dei vari servizi ed organi di gestione regolarizzare l'aspetto amministrativo del ricovero.
L'accesso ai presidi poliambulatoriali e', di regola, limitato ai poliambulatoriali esistenti nel distretto.
In carenza di strutture poliambulatoriali o di servizi specifici, e' consentito l'accesso in un poliambulatorio di altro distretto.
Al fine di assicurare completezza di risposta alla domanda di tutela sanitaria proveniente dalla comunita', si stabiliscono, di regola, rapporti organici tra presidi e servizi regionali e, per prestazioni non presenti in questi ultimi, tra detti presidi e servizi regionali e istituti esterni ad alta specializzazione, in modo da garantire globalita' di assistenza all'utente.
Art. 25: I presidi ed i servizi multizonali
I presidi ed i servizi multizonali sono entita' tecnico-funzionali che, per le funzionalita' specifiche perseguite e per le loro caratteristiche tecniche e specialistiche, svolgono attivita' prevalentemente rivolte a territori la cui estensione include piu' di una U.L, sempre che non sia conveniente assicurare tali attivita' mediante convenzioni tra le Unita' Locali interessate.
L'individuazione delle strutture multizonali e' fatta attraverso il piano sanitario regionale e le altre leggi di programmazione.
Art. 26: L'organizzazione
Ogni presidio e servizio multizonale e' organizzativamente diretto da un responsabile.
Il regolamento dell'U.L. stabilisce se il responsabile del presidio, in relazione all'importanza del presidio stesso, fa parte dell'Ufficio dell'U.L. o del Comitato di consultazione tecnica dell'U.L.
Lo stesso regolamento stabilisce se il responsabile del servizio fa parte del Comitato di consulenza tecnica dell'U.L. o del corrispondente dipartimento all'interno dello stabilimento ospedaliero.
Art. 27: Funzionamento
Ciascun presidio o servizio multizonale ha un proprio conto di gestione ed e' amministrato dal Comitato di gestione della U.L. in cui si trova ubicato.
I servizi e i presidi multizonali sono funzionalmente coordinati dal competente servizio dell'U.L. di appartenenza e sono collegati con gli operatori dell'U.L. medesima e con i responsabili di servizio delle altre Unita' Locali.
Art. 28: Leggi regionali integrative
La Regione approva entro il 31 dicembre 1980 la legge regionale di cui all'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, per la disciplina delle funzioni amministrative in materia di igiene e sanita' pubblica, di vigilanza sulle farmacie e di polizia veterinaria, ivi comprese quelle gia' esercitate dagli uffici del medico provinciale e del veterinario provinciale e dagli ufficiali sanitari e veterinari comunali o consortili, nonche' la legge per la disciplia dei servizi veterinari, di cui all'art. 16 della predetta legge 23 dicembre 1978, n. 833.
Art. 29: Ordinanze del Presidente della Giunta Regionale
Fino all'entrata in vigore della legge di cui al precedente art. 28 le ordinanze contingibili ed urgenti del Presidente della Giunta Regionale, di cui al 3° comma dell'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, saranno emesse previo parere del Medico Provinciale competente quando riguardino il territorio di piu' comuni all'intrno di una provincia, o dei medici provinciali delle province interessate quando riguardino un territorio interprovinciale.
L'organizzazione funzionale dei servizi sociali di cui agli articoli 1 e seguenti della presente legge sara' attuata alle condizioni e con le modalita' previste dagli articoli 31 e seguenti della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 35, nonche' dalle disposizioni contenute nelle leggi in materia di riordinamento dei servizi socio-assistenziali.