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Timestamp: 2018-05-22 08:58:41+00:00
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Risoluzione n. 87 del Start-up innovativa: i requisiti. Risoluzione n. 88 del Pec: nessuna comunicazione al 31.
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Pietro Romano Belli
1 N In evidenza: Legge di stabilità 2015: ok del CdM Processo tributario. Novità legislative TASI: la tempistica di versamento Cassazione Penale, sentenza pubblicata il 15 ottobre Riciclaggio: commercialista ai domiciliari Sommario Il punto del Direttore Legislazione e Prassi Commercialisti e semplificazione: anno buono? Risoluzione n. 87 del Start-up innovativa: i requisiti Risoluzione n. 88 del Pec: nessuna comunicazione al Legge di stabilità 2015: ok del CdM Risoluzione n. 89 del Enti non commerciali: erogazioni alle Onlus detraibili Risoluzione n. 90 del Acquisto per usucapione di beni immobili Applicabilità delle agevolazioni prima casa Risoluzione n. 91 del Scomputabilità imposta sostitutiva rivalutazione partecipazioni esclusa per i donatari Giurisprudenza Cassazione Penale, sentenza depositata il 13 ottobre Reati fiscali. Amministratore punibile due volte Cassazione Penale, sentenza pubblicata il 13 ottobre Stop al sequestro dei conti della società Cassazione Penale, sentenza pubblicata il 14 ottobre Dichiarazione fraudolenta: responsabilità del socio ex CDA Cassazione Penale, sentenza pubblicata il 14 ottobre Sopravvenienza tassabile: sequestro se è omessa dichiarazione Cassazione Penale, sentenza pubblicata il 15 ottobre
2 Riciclaggio: commercialista ai domiciliari Cassazione Tributaria, sentenza pubblicata il 15 ottobre Induttivo: gli investimenti giustificano le perdite Cassazione Tributaria, sentenza pubblicata il 15 ottobre Registro: elusione il passaggio di quote Cassazione Tributaria, sentenza pubblicata il 16 ottobre Vendita e locazioni: la pubblicità in vetrina si paga Cassazione Penale, sentenza pubblicata il 16 ottobre Fatture false in diversi circondari: di chi la competenza? Cassazione Tributaria, sentenza pubblicata il 17 ottobre IRAP per giornalista-scrittore con proprio studio Cassazione Tributaria, sentenza pubblicata il 17 ottobre Autotutela: sì alla doppia rettifica con sanzione minore Commenti Fisco Per le nuove imprese aiuti a chi investe Rimborso Iva terzo trimestre Niente esterovestizione se c è il radicamento effettivo La comunicazione delle auto in comodato Successioni: come cambiano aliquote e franchigia Adesione al nuovo cassetto fiscale entro il 31 ottobre Le 10 azioni per i giovani imprenditori agricoli Rate condominiali: sotto i euro non è obbligatorio il bonifico Gli adempimenti per il bonus mobili Dichiarazione fraudolenta. Niente condanna se non si trovano i documenti falsi Liti fiscali. Elaborati peritali senza preclusioni Canoni di locazione non percepiti Rent to buy: profili fiscali Adempimento Ravvedimento del 730 o entro il 25 ottobre Lavoro & Previdenza Personale altamente qualificato: le Faq del MISE Minori invalidi: chiarimenti sull indennità di accompagnamento TFR di settembre: fissato il coefficiente di rivalutazione Garanzia Giovani: il bonus occupazione Cessazione attività: compatibilità degli indennizzi Società & Bilancio Nuovo OIC 29 (seconda parte) 2
3 Fiscal Focus risponde L agenda del professionista Scadenze settimana
4 Commercialisti e semplificazione: anno buono? Il punto del Direttore A cura di Antonio Gigliotti Cari amici, all indomani del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera alla nuova manovra finanziaria, non posso che soffermarmi su legittime riflessioni in merito alle misure oltreché alle dichiarazioni eclatanti alle quali ormai ci hanno abituati. Come ben sappiamo, ogni azione della squadra esecutiva è volta a semplificare (così dicono), le procedure burocratiche e fiscali al fine di snellire gli adempimenti in carico ai cittadini/contribuenti. Questo è lo slogan di fondo che sta accompagnando le scelte del governo Renzi, ma che era altresì presente anche durante i due esecutivi precedenti, quello di Monti e quello di Letta per intenderci. Snellire. Semplificare. Tagliare, sforbiciare. Ridurre. Parole chiave di un sistema che dev essere riformato. E su questa scia dovrebbe dirigersi anche il recentissimo DDL Stabilità, focalizzatosi (come si evince dalle indiscrezioni) sul taglio dei contributi per i neoassunti, sul fondo famiglia, sul fondo 'buona scuola', sulle partite Iva, sull ecobonus e su tanto altro ancora. In generale le misure sembrano buone, bisognerà però vedere se alle parole seguiranno i fatti e se questi fatti saranno veramente attuativi di tali disposizioni. Possiamo riassumere la manovra in pochi punti. Sostanzialmente, il governo intende tagliare i contributi per i neoassunti a tempo indeterminato con un limite massimo annuo di euro al fine di promuovere "forme di occupazione stabile". In maniera contestuale, sono state programmate agevolazioni fiscali per il 2015 indirizzate alle partite Iva a basso reddito. Per quel che concerne gli immobili, anche per il prossimo anno sarà possibile detrarre ai fini Irpef il 65% della spesa sostenuta per migliorare le prestazioni energetiche dell immobile. E poi ci sono le agevolazioni familiari e sul mondo del lavoro, come il fondo famiglia da 500 milioni di euro annui a decorrere dal 2015 da destinare al finanziamento di interventi a sostegno dei nuclei familiari o il bonus 80 euro e l incremento di 250 milioni all'anno a decorrere dal 2015 per la social card, per non parlare del TFR in busta paga. Insomma, questi e tanti altri sono gli interventi varati, per i quali però manca ancora un tassello: l attuazione. Solo allora potremo dire che il governo ha fatto qualcosa di utile. Per il momento possiamo solo giudicare in base all esperienza passata e, a fronte di ciò, sappiamo che spesso si dice ma non si fa. 4
5 Appurato che la manovra finanziaria potrà introdurre non pochi miglioramenti nel sistema Paese, dobbiamo altresì prendere atto che, stando a quanto affermato dal presidente Renzi, nell Italia da lui sognata non ci sarà più bisogno dei commercialisti! Il nostro ruolo, ridotto ai minimi termini, non sarà più utile! E sì, perché tutti i modelli verranno inviati dall Amministrazione Finanziaria in maniera precompilata. Si sa infatti che buona parte del lavoro dei commercialisti consiste in una mera compilazione dei modelli! Ma facciamola finita! Sia bene inteso: a me fa piacere che non si abbia più bisogno di noi per la compilazione di modelli quali appunto quelli relativi alla Tasi o al 730, perché si tratta di attività che ci fanno perdere del tempo e, vista poi l esiguità del risultato, non ci garantiscono alcun ritorno economico. Mi spiego meglio: se dopo un lungo calcolo vien fuori che il mio cliente deve pagare una Tasi di 12 euro, con quale coraggio potrei chiedergli un compenso? Pertanto, mi dichiaro soddisfatto che presto si possa fare a meno di noi per questi adempimenti. Ben vengano i modelli precompilati! Tra l altro, come ho più volte ripetuto, stanno parlando di un ritorno all imposta unica. D accordo! Ma qualcuno si ricorda anche la Iuc doveva essere un imposta unica e invece ne sono venute fuori tre? Sembra che qui tutti siano di memoria corta! Ma e sì, c è un ma! Prendiamo il caso del modello 730 precompilato. Questo arriverà al contribuente, che per esempio potrebbe essere mia madre. Dunque, non sappiamo ancora in che modo, ma il modello arriverà a mia madre, comprensivo di tutte le voci. Sempre a mia madre, contribuente inesperta in materia fiscale, viene chiesto di dare esatta conferma al Fisco circa la veridicità della compilazione. Io, in tutta franchezza, dubito che ne sia capace. Pertanto dovrà rivolgersi a un commercialista quantomeno per chiedergli un consiglio (gratuito!). E medesima falsa semplificazione è quella che intravedo nella questione dei minimi. Hanno modificato il regime dei minimi, lasciando inalterate le semplificazioni. Ed allora mi chiedo, basterà questo per spingere questi contribuenti a gestirsi da soli? Ma siamo un po' seri..non esiste un minimo in Italia che si gestisce da solo senza l'ausilio di un professionista. Quindi di quale tipo di snellimento stiamo parlando? Il punto è che con queste sedicenti semplificazioni noi commercialisti ci abbiamo sempre rimesso. Lungi da me fare il gufo, come il presidente del Consiglio potrebbe immaginare. Io sono solo realista. Apprezzo le novità e la voglia di semplificare, tuttavia il mio più vivo desiderio sarebbe che questa benedetta semplificazione sia reale e concreta, non una mera fantasticheria di chi scrive le leggi! 5
6 Legislazione e prassi Start-up innovativa: i requisiti Fiscal Flash n. 164 del L Agenzia delle Entrate con Risoluzione n. 87 del 14 ottobre 2014 ha fornito chiarimenti in merito al requisito alternativo previsto, ai fini della qualifica di start-up innovativa, dall'articolo 25, comma 2, lettera h), n. 2), del D.L. 179/2012 (Decreto crescita-bis). In particolare l Agenzia delle Entrate ha precisato che: gli amministratori-soci possono essere considerati forza lavoro, soltanto se anche soci-lavoratori o comunque aventi un impiego retribuito nella società a qualunque titolo, diverso comunque da quello organico; diversamente, qualora i soci avessero l amministrazione della società, ma non fossero in essa impiegati, gli stessi non potrebbero essere contati, atteso che la condizione relativa all impiego nella società non risulterebbe verificata. R.M. 87/E/2014 Pec: nessuna comunicazione al Fiscal Flash n. 165 del A pochi giorni dal termine del 31 ottobre per la trasmissione degli indirizzi Pec all Agenzia delle Entrate è stata pubblicata la Risoluzione 88/E del 14 ottobre 2014 con la quale si chiarisce che la comunicazione non dovrà essere più effettuata dai soggetti già presenti sull Ini-Pec. Come ormai noto, a seguito del Provvedimento congiunto dell Agenzia delle Entrate e del Comandate Generale della Guardia di Finanza dell 8 agosto, emanato in attuazione delle disposizioni introdotte dalla Legge europea per il 2013, i soggetti destinatari delle disposizioni antiriciclaggio saranno tenuti a trasmettere le informazioni sulle operazioni intercorse con l estero, dietro specifica richiesta da parte degli organi dell Amministrazione finanziaria. Entro il 31 ottobre 2014, tutti i potenziali soggetti destinatari delle richieste di cui al presente provvedimento avrebbero quindi dovuto comunicare all Agenzia delle Entrate il proprio indirizzo di PEC, utilizzando il servizio Entratel o Fisco on line. In considerazione di quanto chiarito dalla Risoluzione in oggetto, l indirizzo Pec non dovrà essere più trasmesso dai soggetti che sono già presenti sull Ini- Pec. R.M. 88/E/2014 6
7 Legge di stabilità 2015: ok del CdM Quotidiano Fiscal Focus del Il testo della legge di stabilità 2015 approda in Consiglio dei Ministri, per trovare la sua definitiva approvazione. Si tratta di una manovra da 30 miliardi, relativa alla programmazione dei conti del prossimo anno, con la quale il presidente Renzi si impegna a ridurre le imposte per 18 miliardi. I 30 miliardi avranno da un lato le "coperture", ossia voci specifiche che generano la disponibilità economica, e d altro canto dei capitoli di spesa, verso i quali i fondi vengono destinati. Perché vi sia il pareggio, le due voci devono essere equivalenti, anche se nella nuova legge di stabilità 2015 alcune misure risultano a costo zero, come quella dell anticipo mensile, su base volontaria, del Tfr in busta paga. Tra le fonti di finanziamento o coperture di natura "fiscale" spicca la lotta all'evasione, attraverso l'estensione del meccanismo di reverse charge e la riduzione dei premi sui giochi, come sulle slot machine (3 miliardi). Viene, inoltre, prevista una riorganizzazione delle detrazioni fiscali degli oneri detraibili al 19%, relativi alle spese sanitarie: viene introdotto un meccanismo secondo l aliquota al 19% degli oneri detraibili decresce al crescere del reddito. Tra le misure che portano alla riduzione delle tasse per 18 miliardi, vi è invece la conferma del bonus Irpef da 80 euro al mese in busta paga (10 miliardi) e il taglio dell'irap (6,5 miliardi). Inoltre, viene previsto iltaglio del versamento dei contributi per tre anni per i neo-assunti (1,5 miliardi). Ai Comuni è poi garantita la possibilità di fruire di un miliardo sul patto di Stabilità, da usare per smuovere le risorse necessarie agli investimenti, e la stessa cifra è destinata alla scuola, mentre si attende la conferma dei bonus per le ristrutturazioni. Gli ammortizzatori sociali vengono potenziati con 1,5 miliardi e mezzo miliardo viene destinato al ripristino della detrazione da 200 euro per la nuova tassa unica comunale sull abitazione principale. La tassa comunale unica Il Governo si impegna a revisionare la normativa inerente la tassazione immobiliare comunale, garantendo semplificazione e certezza della norma per i contribuenti, una maggiore autonomia tributaria ai comuni, un sistema armonizzato di agevolazioni sul territorio nazionale per le abitazioni principali. 7
8 Lavoro Importanti novità sono state previste anche in materia di lavoro. In particolare stiamo parlando dell operazione che consente ai lavoratori di usufruire su base volontaria il Tfr in busta paga, ma solo a partire dall anno corrente (è escluso dalla manovra il Tfr maturato negli anni passati). L intervento, che scatterà operativamente dalla seconda metà del 2015 e riguarderà anche i lavoratori che hanno scelto di spostare il Tfr verso i fondi pensione, concede sostanzialmente tre possibilità ai lavoratori: lasciare la liquidazione in azienda, convogliarla sui fondi pensione oppure beneficiarne nello stipendio in un unica soluzione o attraverso una spalmatura mese per mese. In entrambi i casi, il premier Matteo Renzi garantirà l attuale tassazione agevolata. Il ddl, inoltre, prevede sostanziali agevolazioni anche sul fronte Irap. Infatti, per le imprese sarà interamente deducibile il costo del lavoro per un valore di 6,5 miliardi di euro. Sempre sul lato delle imprese, occorre segnalare la decontribuzione triennale dei contributi per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, ossia quelle che saranno fatte con il contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs act. Secondo le prime stime, su una retribuzione di 24 mila euro lordi l'azienda che stabilizza un contratto a tempo indeterminato risparmia euro l'anno sul costo del lavoro rispetto al ricorso a un contratto a termine. Quanto al famoso bonus 80 euro, la misura viene confermata anche per l anno 2015 e allargata ma solo per le famiglie numerose con un solo stipendio. In particolare, il tetto massimo di 26 mila euro lordi inizialmente fissati a giugno, sale ora a 31 mila euro con due figli a carico, a 40 mila con tre e a 50 mila con quattro. CDM Enti non commerciali: erogazioni alle Onlus detraibili Quotidiano Fiscal Focus Le liberalità in denaro erogate in favore delle ONLUS da parte degli enti non commerciali residenti devono continuare a considerarsi detraibili dall Ires dovuta dagli stessi nella misura del 19 per cento, così come fissata dall art. 147 del TUIR. E questa un importante precisazione fornita dall Agenzia delle entrate con la Risoluzione 89 /E del 17 ottobre R.M. 89/E/2014 8
9 Quotidiano Fiscal Focus Acquisto per usucapione di beni immobili Applicabilità delle agevolazioni prima casa Con la risoluzione 90 del , l Amministrazione Finanziaria ha chiarito che nel caso in cui le dichiarazioni necessarie per fruire delle agevolazioni prima casa non siano state rese nella sentenza e negli atti del procedimento relativi all acquisto di un immobile per usucapione, i contribuenti interessati potranno, comunque, beneficiare delle predette agevolazioni mediante integrazione dell atto giudiziario, con dichiarazione autenticata nelle firme, da autorità anche diversa da quella che aveva redatto il provvedimento giudiziario, da allegare al provvedimento stesso nelle more della sua registrazione (cfr. circolare 12 agosto 2005, n. 38). R.M. 90/E/2014 Quotidiano Fiscal Focus Scomputabilità imposta sostitutiva rivalutazione partecipazioni esclusa per i donatari Con la risoluzione 91 del , l Amministrazione Finanziaria ha chiarito che in caso di rideterminazione del costo di acquisto della partecipazione posseduta alla data del 1 gennaio 2014, i donatari non possano scomputare l imposta sostitutiva corrisposta dai donanti. R.M. 91/E/2014 9
10 Reati fiscali. Amministratore punibile due volte Giurisprudenza Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Non c è violazione del principio del ne bis in idem se l amministratore di società viene condannato una prima volta per il reato di omessa dichiarazione e una seconda volta per quello di distruzione od occultamento delle scritture contabili. È quanto emerge dalla sentenza 13 ottobre 2014 n della Corte di Cassazione Terza Sezione Penale. Gli ermellini hanno confermato la condanna alla pena (condizionalmente sospesa) di mesi 8 di reclusione inflitta dalla Corte d appello di Lecce all amministratore di una SRL, imputato del reato di cui all articolo 10 del D.Lgs. 74 del La difesa aveva fatto presente che il ricorrente aveva già subito un processo per il reato di omessa dichiarazione ex art. 5 D.Lgs. n. 74/2000 che si era chiuso con la sentenza versata in atti; sicché, nel condannarlo per il reato di cui all articolo 10 del medesimo D.Lgs., la Corte d appello leccese era incorsa nella violazione dell articolo 649 del codice di procedura penale secondo cui l imputato prosciolto o condannato con sentenza o decreto penale divenuti irrevocabili non può essere di nuovo sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto, neppure se questo è diversamente considerato per il titolo, per il grado o per le circostanze. Ebbene, la S.C. ha ritenuto la doglianza infondata perché, ai fini della preclusione connessa al principio del ne bis in idem, l'identità del fatto sussiste quando vi sia corrispondenza storico naturalistica nella configurazione del reato, considerato in tutti i suoi elementi costitutivi (condotta, evento e nesso causale) e con riguardo alle circostanze di tempo di luogo e di persona (cfr. SS.UU. n /05); corrispondenza che giustamente non è stata ravvisata dal giudice di merito, posto che la violazione in relazione alla quale è stata resa, nel 2010, dal Tribunale di Brindisi la sentenza prodotta dalla difesa ha riguardato una condotta (l omessa dichiarazione) del tutto distinta e autonoma, sia sul piano naturalistico che su quello giuridico, rispetto a quella dedotta nel presente giudizio. Cassazione Penale, sentenza depositata il 13 ottobre
11 Stop al sequestro dei conti della società Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Nei confronti di una persona giuridica è consentito il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di denaro o di altri beni fungibili oppure di beni comunque direttamente riconducibili al profitto del reato; mentre non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di altri beni della persona giuridica, salvo che questa non rappresenti un mero apparato fittizio utilizzato per commettere il reato fiscale. È quanto emerge della sentenza 13 ottobre 2014 n con cui la Corte di Cassazione (precisamente la Terza Sezione Penale) ha annullato con rinvio un ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli, poiché non conforme ai principi espressi dalle Sezioni Unite, in tema di applicabilità del sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, ai beni appartenenti a una società per reati fiscali commessi dal legale rappresentante. Ad avviso della S.C., l ordinanza impugnata soffre del vizio di motivazione lamentato dai ricorrenti perché il Tribunale partenopeo non specifica che quanto assoggettato a vincolo presso le diverse società o in capo ai singoli indagati rappresenta il profitto del reato tributario per cui si procede, limitandosi a ritenere corretto l operato del GIP nel disporre il sequestro per equivalente fino alla concorrenza dell imposta evasa delle somme presenti sui conti correnti bancari intestati alle persone giuridiche e, solo in caso di incapienza, sui conti correnti personali degli amministratori pro tempore. Da qui il rinvio per nuovo esame. Cassazione Penale, sentenza depositata il 13 ottobre 2014 Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Dichiarazione fraudolenta: responsabilità del socio ex CDA Il socio è responsabile del reato di dichiarazione fraudolenta ex art. 2 del D.Lgs. n. 74 del 2000 se nel periodo in cui è stato consigliere di amministrazione ha consentito l utilizzo delle fatture per operazioni inesistenti. È quanto emerge dalla sentenza 14 ottobre 2014 n della Corte di Cassazione Quinta Sezione Penale. Ad avviso degli Ermellini, il rilievo difensivo, finalizzato a escludere la sussistenza del contributo materiale del ricorrente al reato, della presentazione delle dichiarazioni fiscali per i periodi di imposta 1999 e 2000 in epoca successiva alla sua uscita dal CDA 11
12 della SPA, non tiene conto del fatto che il concorso nel reato di cui all'articolo 2 del D.Lgs. 74/2000 è configurabile anche nei confronti di coloro che - anche se addirittura estranei o privi di cariche nella società a cui si riferisce la dichiarazione fraudolenta - abbiano, in qualsivoglia modo, partecipato a creare il meccanismo fraudolento. Nella specie, il prevenuto ha consentito all amministratore della società, sottoscrittore della dichiarazione fraudolenta, di avvalersi della documentazione fiscale fittizia, e tanto basta, sulla base del richiamato principio, a legittimare il giudizio di responsabilità. Affinchè si configuri il concorso di persone nel reato è sufficiente la consapevole partecipazione anche a un segmento della linea unitaria della condotta criminosa, allorché, consentendo il raggiungimento dell evento, essa abbia avuto efficacia decisiva nella realizzazione del piano ideato dal correo. Cassazione Penale, sentenza depositata il 14 ottobre 2014 Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Sopravvenienza tassabile: sequestro se è omessa dichiarazione Il credito ottenuto dopo l apertura della procedura concorsuale, a titolo di risarcimento del danno, costituisce sopravvenienza tassabile. Pertanto, in ipotesi di cessione a terzi di detto credito, la mancata indicazione della plusvalenza in dichiarazione, con conseguente mancato pagamento della relativa imposta, giustifica il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca. È quanto emerge dalla sentenza 14 ottobre 2014 n della Corte di Cassazione Terza Sezione Penale. Cassazione Penale, sentenza depositata il 14 ottobre
13 Riciclaggio: commercialista ai domiciliari Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Rischia gli arresti domiciliari il commercialista indagato per riciclaggio, anche se è incensurato. È quanto emerge dalla sentenza n /14, pubblicata il 15 ottobre presso la Seconda Sezione Penale della Cassazione. Una professionista, indagata con altri soggetti per fatti di riciclaggio, ha impugnato l ordinanza con cui il Tribunale del riesame, accogliendo l appello del PM, ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari con divieto di comunicare con persone diverse da quelle coabitanti. Contrariamente al GIP, il Tribunale ha ravvisato il pericolo della reiterazione della condotta criminosa. Di diverso avviso la difesa, che quindi ha portato la vicenda all attenzione dei Supremi Giudici, i quali, però, hanno disatteso il ricorso (in sentenza si legge che lo stato di incensuratezza non dimostra automaticamente l assenza di pericolosità, potendo questa essere desunta, come prevede l articolo 274 lett c) c.p.p., dai comportamenti e dagli atti concreti dell agente quale specifico elemento significativo per valutare la sua personalità. Il giudice di merito ha individuato le specifiche modalità delle condotte ascritte all indagata, in particolare, lo svolgimento di prestazioni non riconducibili all ordinaria attività professionale di commercialista, una radicata ed elevata inclinazione delinquenziale alla commissione di fattispecie criminose analoghe, facilità, sfrontatezza e propensioni non comuni ad ideare e attuare meccanismi ingannevoli e complessi volti a creare situazioni simulate e artificiose per ripulire denaro di illecita provenienza. Il giudice d appello cautelare non ha poi mancato di evidenziare che la professionista non aveva negato la sua disponibilità per un operazione illecita analoga, da attuare con le medesime modalità, come si evinceva dalla conversazione telefonica intercettata [ ], richiamata anche dal giudice per le indagini preliminari nell ordinanza appellata. Insomma, il Tribunale ha operato una valutazione che, in modo globale, ha preso in considerazione entrambi i criteri direttivi indicati dall articolo 274, lett. c) cit., ossia le specifiche modalità e circostanze del fatto e la personalità della persona sottoposta a indagini, desunta da comportamenti o atti concreti). Cassazione Penale, sentenza depositata il 15 ottobre
14 Induttivo: gli investimenti giustificano le perdite Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Lo scostamento dalle medie di settore e le continue perdite di esercizio non sempre legittimano l accertamento induttivo dei ricavi: la società può superare la presunzione dell Ufficio se il giudice accerta l incidenza sulle perdite degli investimenti fatti per accrescere l'avviamento aziendale. È quanto emerge dalla sentenza 15 ottobre 2014 n della Sezione Tributaria della Cassazione. La S.C. si è pronunciata riguardo a un ricorso presentato da una SNC e dai suoi soci, in una controversia concernente un avviso di accertamento fondato sull asserita mancata fatturazione e contabilizzazione di ricavi, nonché sulla contabilizzazione di costi non inerenti. Nell accogliere il ricorso dei contribuenti, gli ermellini osservano che, in presenza di scritture contabili formalmente corrette, non è sufficiente, ai fini dell'accertamento di un maggior reddito d'impresa, il solo rilievo dell'applicazione da parte del contribuente di una percentuale di ricarico diversa da quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza, ma occorre invece che risulti qualche elemento ulteriore, incidente sull'attendibilità complessiva della dichiarazione, vale a dire la concreta ricorrenza di circostanze gravi, precise e concordanti. Nel caso in esame, la CTR meneghina ha individuato quale elemento ulteriore, incidente sull'attendibilità complessiva della dichiarazione, il fatto che la società contribuente aveva dichiarato dal 1997 al 2003 una perdita e ha ritenuto che tale dato fosse idoneo a conferire alla presunzione semplice, costituita dallo scostamento dei ricavi dalle media di settore, quei caratteri di gravità e precisione richiesti dall'articolo 2729 c.c., affermando altresì che la contribuente non aveva fornito spiegazioni valide e convincenti sui motivi delle perdite, continuate e ripetute, contrastanti con ogni logica imprenditoriale. Ma ad avviso dei giudici del Palazzaccio la motivazione della sentenza impugnata è carente e inidonea a giustificare la ripresa fiscale perché, - si legge in sentenza - a fronte delle specifiche giustificazioni della contribuente, astrattamente rilevanti e supportate da idonea documentazione, in ordine alle ragioni delle perdite di esercizio, imputate, in particolare, ai notevoli investimenti effettuati ai fini di accrescere l'avviamento aziendale, la CTR ha omesso di verificare, dandone conto in motivazione, la fondatezza, rilevanza, e incidenza causale di dette giustificazioni, e di fornire sostegno argomentativo alla generica affermazione di inidoneità delle giustificazioni fornite dalla contribuente. La vicenda dovrà pertanto essere riesaminata. Cassazione Tributaria, sentenza depositata il 15 ottobre
15 Registro: elusione il passaggio di quote Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza È legittimo il recupero della maggiore imposta di registro in caso di cessione a terzi delle quote e degli immobili della società appena costituita. È quanto emerge dalla sentenza 15 ottobre 2014 n della Corte di Cassazione Sezione Tributaria. Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso proposto da due contribuenti, in una controversia concernente alcuni avvisi di liquidazione con cui venivano richieste le maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale in relazione a un atto di costituzione di società con conferimento di azienda riqualificato come compravendita d azienda, ai sensi dell articolo 20 del D.P.R. n. 131/86. Secondo la S.C., la disposizione antielusiva di cui all articolo 20 del D.P.R. 131/86 vincola l interprete a privilegiare, nell'individuazione della struttura del rapporto giuridico tributario, la sostanza sulla forma, cioè il dato giuridico reale conseguente alla natura intrinseca degli atti e ai loro effetti giuridici, rispetto a ciò che formalmente è enunciato, anche in maniera frazionata, in uno o più atti. L articolo 20 non è solo una norma interpretativa degli atti registrati, ma una disposizione volta a identificare l elemento strutturale del rapporto giuridico tributario, che è dato dall oggetto e che viene fatto coincidere con gli effetti giuridici indicativi della capacità contributiva dei soggetti che li compiono. Ebbene, la decisione impugnata è conforme a questi principi, laddove la CTR emiliana ha riconosciuto gli effetti giuridici derivanti dal collegamento negoziale tra l'atto di costituzione di società e la successiva vendita a terzi delle quote della società di persone, costituita appena un mese prima dai signori [.] mediante conferimento dell'azienda e degli immobili sopra descritti come quelli propri di una compravendita immobiliare, anche tenendo conto quindi del comportamento delle parti successivo all'atto di costituzione della società stessa. Ai contribuenti non resta che pagare le spese processuali. Cassazione Tributaria, sentenza depositata il 15 ottobre