Source: https://www.exeo.it/Articoli/8443/decreto-esproprio-tardivo.aspx
Timestamp: 2019-08-26 01:03:05+00:00
Document Index: 129331628

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art.30', 'art. 1325', 'art. 1418', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 21']

Il decreto di esproprio, ove emesso dopo la scadenza del termine finale per il completamento della procedura espropriativa, deve essere dichiarato tardivo e “tamquam non esset”.
Rispetto al diritto reale vantato dal proprietario, nel caso in cui il decreto di esproprio sia mancante o tardivo perché emesso dopo la scadenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità, si è in presenza di un potere validamente sorto ma, in relazione alla sua struttura essenzialmente di durata, colpito da nullità sopravvenuta che va a sanzionare ex nunc una disfunzione dell'andamento amministrativo per il suo cattivo esercizio, non essendo stati rispettati i termini e operando dunque l’inefficacia sugli effetti futuri o meglio sulla operatività dei suoi presupposti - vincolo urbanistico e/o dichiarazione di p.u.
Il provvedimento di esproprio emesso oltre i termini previsti per la conclusione della procedura espropriativa risulta inutiliter datum ed è del tutto estraneo all’eziogenesi del danno subito dal soggetto che ha sofferto l’occupazione illegittima, con la conseguenza che avverso tale atto non deve proporsi impugnazione in ragione della sua inidoneità a modificare in via autoritativa l’assetto proprietario.
L’attività svolta successivamente alla scadenza del termine indicato nella dichiarazione di pubblica utilità risulta eseguita sine titulo, svincolata com’è dalla natura pubblica (rectius, non più fondata sulla “dichiarazione di pubblica utilità”) degli interventi disposti. Non è, pertanto, revocabile in dubbio, che il decreto di esproprio intervenuto successivamente sia illegittimo.
La mancata adozione da parte dell’Amministrazione di un provvedimento di esproprio ha come conseguenza che l’originaria pubblica utilità è certamente scaduta, ragion per cui il potere ablatorio, validamente sorto, è stato colpito da un’inefficacia sopravvenuta che sanziona ex nunc un vizio dell’iter procedimentale, integrandosi una fattispecie di cattivo esercizio del potere.
La giurisprudenza civile e amministrativa ha sempre considerato illegittimo il decreto di esproprio adottato dopo la scadenza del termine finale della procedura espropriativa.
Il provvedimento di esproprio emesso oltre i termini previsti per la conclusione della procedura espropriativa risulta inutiliter datum e del tutto estraneo all’eziogenesi del danno subito dal soggetto che ha sofferto l’occupazione illegittima, con la conseguenza che avverso tale atto non deve proporsi impugnazione in ragione della sua inidoneità a modificare in via autoritativa l’assetto proprietario.
Deve essere d... _OMISSIS_ ...à del decreto di espropriazione emanato quando era ormai da tempo è scaduto il termine previsto per il compimento del procedimento ablatorio.
L’inutile decorso dei termini fissati dall’Amministrazione per l’avvio e per la conclusione delle procedure espropriative determina l’inefficacia della originaria dichiarazione di pubblica utilità, con conseguente illegittimità del decreto di espropriazione.
Il provvedimento di esproprio è tardivo è inidoneo a modificare in via autoritativa l’assetto proprietario.
Gli atti espropriativi adottati al fine di stabilizzare gli effetti dell’occupazione d’urgenza non possono ritenersi intervenuti “inutiliter” in un contesto dominicale di sopravvenuta titolarità pubblica, visto che l’ultimazione dell’opera in sé, senza il sopraggiungere del provvedimento acquisitivo, non influisce sull’originaria proprietà privata dei beni incisi.
Sono illegittimi i decreti di esproprio adottati dopo la scadenza del termine massimo di durata della procedura ablatoria, con una dichiarazione di pubblica utilità ormai priva di efficacia.
Deve essere dichiarato tardivo e “tamquam non esset”, il decreto di esproprio emesso oltre il termine di cinque anni dalla data di immissione nel possesso ed il termine finale per il completamento della procedura espropriativa.
E' illegittimo il decreto di espropriazione emesso dopo la scadenza del termine di conclusione della procedura espropriativa.
E' illegittimo il provvedimento di espropriazione emanato dopo lo scadere dei termini previsti dalla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.
Il decreto di esproprio, anche se emesso fuori termine, deve essere tempestivamente impugnato siccome illegittimo, per cui, essendo inficiato da un vizio di legittimità non tempestivamente dedotto, è esclusa la disapplicazione dell’atto ai fini risarcitori-restitutori, posto che il divieto di disapplicazione deriva direttamente dal principio di inoppugnabilità.
Diversamente dal giudice ordinario, nella giurisprudenza amministrativa si è consolidato l’orientamento per cui, in caso di sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità, ovvero di sua caducazione in sede giurisdizionale, non si verifica una fattispecie di carenza di potere, bensì di cattivo uso del potere. L’adesione a tale impostazione implica che il decreto di espropriazione emanato oltre i termini posti dalla dichiarazione di pubblica utilità deve essere considerato non già nullo, ma illegittimo, con conseguente necessità di impugnazione entro i termini di decadenza.
La procedura di espropriazione deve essere ... _OMISSIS_ ...precisi, al fine di non mantenere assoggettato a vincolo l’immobile per un periodo eccessivamente lungo. Si presuppone che il trascorrere del tempo senza che l’autorità espropriante provveda ad acquisire il fondo e a realizzarvi i lavori (per la cui ultimazione è pure previsto un termine), sia indice della circostanza che è venuto meno l’interesse pubblico alle opere. Il decreto dirigenziale definitivo di espropriazione, pertanto, qualora emanato in (sia pur lieve) ritardo, deve essere annullato.
Il decreto dirigenziale definitivo di espropriazione, qualora emanato in (sia pur lieve) ritardo, deve essere annullato. Al riguardo risulta irrilevante, a tal fine, stabilire se la normativa applicabile alla fattispecie sia quella di cui al d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, o quella previgente poiché le conclusioni non muterebbero.
Il decreto di esproprio emesso tardivamente deve considerarsi “tamquam non esset”, o “inutiliter datum”.
Un decreto d’esproprio adottato in violazione della norma che impone il rispetto del termine finale delle espropriazioni, è illegittimo e non anche nullo e, quindi, non può essere censurato dopo che lo stesso si è consolidato per effetto della mancata, tempestiva, impugnazione.
Deve ritenersi illegittimo il decreto di esproprio, in ragione della sua adozione dopo la scadenza dei termini all’uopo fissati dalla dichiarazione di pubblica utilità.
E’ illegittimo, e quindi va annullato, il provvedimento espropriativo emanato una volta scaduti i termini per la conclusione del procedimento, per violazione dell’articolo 13 della legge 25 giugno 1865 n. 2359, sostanzialmente riprodotto nell’articolo 13 DPR 327/2001.
L'irreversibile trasformazione del fondo, prodottasi per effetto della realizzazione dell'opera pubblica cui era funzionale l'avviata procedura espropriativa, rende il decreto di esproprio (adottato ben cinque anni dopo il decorso del termine di efficacia dell'occupazione d'urgenza), tamquam non esset o inutiliter datum. Invero, il decreto espropriativo, al momento della sua emanazione, secondo i principi ratione temporis disciplinanti le procedure ablatorie, nasceva orbo del suo oggetto fondamentale, medio tempore già transitato nella proprietà della P.A., per effetto del noto discusso fenomeno dell'occupazione appropriativa e della conseguente accessione invertita.
Il decreto di esproprio pronunciato al di là dei termini della dichiarazione di pubblica utilità non può considerarsi nullo, ma deve qualificarsi, per ciò stesso, come illegittimo, con conseguente necessità di impugnazione entro i termini di decadenza. Il diritto positivo non conosce, infatti, tale speciale categoria di vizi di particolare gravità,... _OMISSIS_ ...rave; degli atti da essi affetti, e, anzi, l'individuazione di essa si pone in contrasto con le norme di legge introdotte con l'art. 14 della L. n. 15/2005, che disciplinano analiticamente le ipotesi di nullità del provvedimento amministrativo.
Va disposto l'annullamento del decreto di esproprio emanato una volta scaduto il termine previsto per il compimento del procedimento ablatorio, in quanto adottato in mancanza del necessario presupposto.
E' illegittimo il decreto di esproprio emesso dopo la scadenza del termine fissato nella D.P.U.
E' illegittimo il decreto di esproprio adottato dopo la scadenza del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità ovvero dopo la scadenza del termine dell’occupazione d’urgenza.
Il decreto di esproprio sopraggiunto non tempestivamente, perché intervenuto successivamente al maturare del termine e dopo l’irreversibile trasformazione del fondo, deve qualificarsi quale atto radicalmente nullo e quindi anche privo, per tale patologia che lo affligge, di efficacia traslativa. Da tali considerazioni emerge che l’omessa impugnativa di quest’ultimo, non può affatto rilevare ai sensi dell’art.30 comma 5 del c.p.a.,
E' illegittimo il decreto di esproprio adottato dopo la scadenza del termine finale della procedura espropriativa.
E' illegittimo il decreto di esproprio emanato dopo la scadenza del termine di validità della dichiarazione di pubblica utilità.
L'intervenuta occupazione acquisitiva per effetto del venir meno del titolo legittimante la detenzione del bene, rende inutile il successivo decreto di esproprio perché privo di causa ed oggetto, avendo già l'amministrazione espropriante acquisito il bene.
E' da ritenersi illegittimo il decreto di esproprio adottato ben sette anni dopo la dichiarazione di pubblica utilità e, pertanto, fuori termine, indicato in cinque anni per l’adozione dell’espropriazione definitiva.
Illegittimo è il decreto di esproprio tardivamente emesso.
Il decreto di esproprio emanato tardivamente deve essere annullato.
Sono illegittimi il provvedimento di esproprio e l’avviso di immissione in possesso qualora adottati quando la dichiarazione di pubblica utilità è divenuta inefficace per scadenza dei termini.
Secondo giurisprudenza ormai consolidata in materia, se entro i termini previsti dalla dichiarazione di p.u. non interviene il decreto di esproprio, ma il bene subisce una definitiva ed irreversibile trasformazione, si verifica contestualmente l’estinzione del diritto di proprietà da parte dell’amministrazione occupante e l’eventuale decreto di esproprio emesso dopo l’acquisizione è da ritenersi null... _OMISSIS_ ...mo il decreto di esproprio emanato una volta scaduti i termini legali per il completamento della procedura espropriativa.
Il decreto di espropriazione non costituisce legittima conclusione del procedimento espropriativo, se intervenuto successivamente alla perdita di efficacia della legittima occupazione del bene.
La mancata conclusione del procedimento espropriativo nel termine di validità del decreto di occupazione d’urgenza determina un possesso sine titulo dal parte dell'amministrazione con conseguente necessità di considerare il decreto di esproprio tamquam non esset.
Per effetto della c.d. occupazione appropriativa può dirsi completato il procedimento ablativo e dunque ogni altro atto sia di natura pubblicistica che privatistica, rivolto a conseguire l'assetto dominicale già verificatosi per volontà della legge, deve ritenersi nullo, ai sensi del combinato disposto dell'art. 1325 c.c., n. 3, e art. 1418 c.c., comma 2, per difetto dell'elemento essenziale della causa e dell'oggetto.
Il decreto di esproprio adottato oltre il termine di scadenza della dichiarazione di pubblica utilità (nel caso di specie insita nell'originaria approvazione del PIP), non può considerarsi nullo perché emesso in carenza di potere, qualora lo stesso si fondi un provvedimento autoritativo che, sia pure illegittimamente, ha disposto la proroga della dichiarazione di pubblica utilità; l’annullamento della proroga comporta semmai anche l’illegittimità del decreto di esproprio, che ex post risulta non assistito dalla necessaria dichiarazione di pubblica utilità.
Il decreto di esproprio pronunciato al di là dei termini della dichiarazione di pubblica utilità non può considerarsi nullo, ma deve qualificarsi come illegittimo, con conseguente necessità d'impugnazione entro i termini di decadenza; in difetto deve affermarsi la sussistenza del solo diritto di percepire somme a titolo di indennità con esclusione di ogni diritto di ricevere il risarcimento del danno per lesione del diritto dominicale.
E’ illegittimo il decreto di esproprio adottato quando i termini originari previsti nella dichiarazione di pubblica utilità siano tutti scaduti. Infatti, il decorso dei termini originariamente stabiliti, comporta una presunzione “iuris et de iure” di insussistenza della pubblica utilità dell’opera, per la cui riaffermazione è indispensabile la rinnovazione del procedimento amministrativo costituente presupposto fondamentale dell’intera procedura di esproprio.
E’ illegittimo il decreto di esproprio tardivo.
Il decreto di esproprio emesso tardivamente e comunque dopo la realizzazione dell’opera pubblica, vale a dire, dopo il perfezionamento dell... _OMISSIS_ ...nario della proprietà (del fondo) alla mano pubblica, risulta, inutile e privo di effetti.
Il decreto d'esproprio emesso dopo la scadenza del quinquennio dalla data dell'effettiva presa di possesso del suolo risulta inutilmente reso, dal momento che incide su bene che già è entrato in proprietà dell'amministrazione, essendosi a quella data già perfezionata l'irreversibile trasformazione del fondo occupato e la perdita del diritto dominicale da parte del proprietario, acquisito a titolo originario dall'amministrazione per effetto della c.d. accessione invertita.
Illegittimo è il decreto di esproprio emanato tardivamente.
Il decreto di esproprio, intervenuto oltre la scadenza dei termini di occupazione, si presenta ex lege nullo e pertanto inidoneo a determinare l'effetto traslativo delle aree occupate.
E' illegittimo il decreto di esproprio adottato quando i termini originari previsti nella dichiarazione di pubblica utilità siano tutti scaduti.
Il decreto di esproprio, seppur emesso tardivamente, deve essere impugnato, non rientrando questa tra le ipotesi di nullità ex art. 21 septies L. n. 241/1990.
Illegittimo, per violazione dell'art. 13 della L. n. 2359/1865, il decreto di espropriazione emanato una volta scaduti i termini di pubblica utilità.
Il decreto di esproprio adottato una volta scaduta la dichiarazione di pubblica utilità benché annullabile, non risulta certo adottato in carenza di potere e quindi "viziato da difetto assoluto di attribuzione", secondo la definizione del provvedimento nullo di cui alla L. n. 241 del 1990, art. 21 septies.
Secondo la ricostruzione giurisprudenziale elaborata dalle Sezioni Unite della Cassazione, in ipotesi in cui si sia perfezionata l’accessione invertita per effetto dell’irreversibile trasformazione del fondo in assenza di decreto di esproprio, alcun effetto giuridico può riconoscersi al decreto di esproprio tardivamente emesso che risulta inutiliter datum; suddetta irrilevanza discende semplicemente dalla constatazione che di detto decreto è venuto meno l'oggetto e non è concepibile che l'ente se ne possa avvalere al fine di appropriarsi di un immobile già entrato a far parte del suo demanio o del suo patrimonio indisponibile.
In ipotesi di intervenuta occupazione acquisitiva, l'eventuale provvedimento di espropriazione, intervenuto successivamente all'estinzione del diritto di proprietà per irreversibile trasformazione del fondo, deve considerarsi privo di ogni rilevanza, sia ai fini dell'assetto proprietario, sia ai fini della responsabilità da illecito.
Illegittimo è il decreto di esproprio emanato una volta scaduti i termini fissati nell’atto comportante dichiarazione di... _OMISSIS_ ...cedimento espropriativo, in mancanza di proroga dei termini o rinnovo della dichiarazione di PU.
Nulli ed irrilevanti sono i provvedimenti ablatori intervenuti successivamente al verificarsi dell'occupazione acquisitiva, perché privi di causa e di oggetto.
Illegittimo è il decreto di esproprio intervenuto oltre i termini di efficacia della dichiarazione di PU.
In ordine al mancato rispetto del termine finale fissato per la pronuncia del decreto di esproprio, vi è da sempre contrasto tra la Suprema Corte ed il Consiglio di Stato; la prima annette a tale violazione il venir meno del potere espropriativo, e considera pertanto il decreto di esproprio come adottato in carenza di potere; il Consiglio di Stato riconnette invece a tale violazione una semplice illegittimità.
Il mancato rispetto del termine finale fissato per la pronuncia del decreto di esproprio, ne comporta l’illegittimità.
E' illegittimo il decreto di espropriazione adottato quando il P.I.P ha già perduto la sua efficacia decennale.
L’eventuale provvedimento di espropriazione, intervenuto successivamente all'estinzione del diritto di proprietà per irreversibile trasformazione del fondo, deve considerarsi privo di ogni rilevanza, sia ai fini dell’assetto proprietario, sia ai fini della responsabilità da illecito.
Dal già avvenuto trasferimento del bene all'espropriante per "accessione invertita", consegue il venir meno del potere espropriativo.
Illegittimo è il decreto di esproprio emanato ad intervenuta scadenza dei termini fissati per l'ultimazione dei lavori; ciò in considerazione della natura perentoria dei suddetti termini.
PATOLOGIA --> DECRETO DI ESPROPRIO --> TARDIVO --> AREA GIÀ TRASFORMATA
Il decreto intervenuto oltre i cinque anni fissati in sede di dichiarazione di pubblica utilità e successivo alla scadenza del termine di efficacia del provvedimento di occupazione d’urgenza risulta inutiliter datum, in quanto emesso dopo l’ultimazione dei lavori e l’irreversibile trasformazione del fondo.
La mancata emissione del decreto di esproprio entro i termini rende “ex post” illegittima l’intera occupazione del fondo, anche quella originariamente avutasi nei termini di legge. Il danno subìto dai proprietari deriva e si concreta in una irreversibile trasformazione del bene che non risulta giustificata sulla base di una corretta e legittima conclusione del procedimento, nel corso del quale detto effetto dannoso si è verificato.
Il successivo e tardivo decreto di esproprio emesso quando il fondo ha già subito un’irreversibile trasformazione, e si è già definitivamente consolidato ... _OMISSIS_ ... dei ricorrenti-proprietari, è da ritenersi inutiliter datum.
Il decreto di espropriazione è legittimamente emesso indipendentemente dalla scadenza del termine di occupazione legittima. Si considera, tuttavia, inutiliter datum quando - in seguito alla realizzazione dell'opera (ed alla scadenza del periodo di occupazione legittima) - si è verificata l'acquisizione del bene a favore dell'ente occupante (c.d. occupazione acquisitiva).
Scaduti i termini della procedura, la dichiarazione di pubblica utilità perde efficacia e l’eventuale tardivo decreto di esproprio non può avere in alcun modo efficacia sanante; infatti, in caso di realizzazione senza titolo di un’opera pubblica, l’Amministrazione non può certo acquisirne la proprietà adottando un irrituale e tardivo decreto di definizione della procedura espropriativa.
E' nullo, perché affetto da carenza di potere, il decreto di esproprio emanato dopo la scadenza del termine per il compimento delle espropriazioni e comunque inutilet datum, qualora i terreni siano già stati irreversibilmente trasformati e perciò già trasferiti all'Autorità.
L’irreversibile trasformazione del fondo di proprietà privata, prodottasi per effetto della realizzazione dell’opera pubblica cui era funzionale l’avviata procedura espropriativa, rende il decreto di esproprio adottato dopo il decorso del termine di efficacia dell’occupazione d’urgenza tamquam non esset o inutiliter datum.
Il decreto di esproprio è inidoneo a produrre effetti, posto che risulta privo di oggetto, qualora il fondo privato che ne costituiva l’oggetto sia stato già acquisito alla mano pubblica per effetto del noto discusso fenomeno dell’occupazione appropriativa o acquisitiva, derivato dalla realizzazione dell’opera condotta a termine prima dell’adozione del decreto espropriativo.
L'emissione del decreto di espropriazione in un momento successivo al verificarsi del fenomeno dell'accessione invertita è irrilevante per mancanza di oggetto (non potendosi trasferire dal privato all'ente espropriante il diritto di proprietà, che il primo ha già perso ed il secondo ha già acquistato a titolo originario), onde esso non vale a sanare l'illegittima attività dell'amministrazione espropriante ed a mutare il titolo del diritto fatto valere dall'ex proprietario, che resta quello del risarcimento dei danni.
Il decreto di esproprio emesso successivamente all’intervenuta trasformazione del bene pur nel rispetto dei termini previsti, è di per sé legittimo, privo di vizi censurabili a seguito di un eventuale ricorso, ma risulta inutiliter datum, in quanto non è utile ad operare il suo effetto principale ... _OMISSIS_ ...della proprietà a favore dell’amministrazione, effetto che, proprio a seguito dell’occupazione acquisitiva, è già avvenuto (alla scadenza dei termini di occupazione), in conseguenza dell’irreversibile trasformazione del fondo durante il periodo di occupazione d’urgenza.
Illegittimo il decreto di esproprio di area già irreversibilmente trasformata e asservita all’opera pubblica, in forza di precedenti interventi da parte della PA e pertanto già acquisita da quest’ultima in forza dell'originaria occup... _OMISSIS_ ...
Validità del decreto di esproprio quale condizione di legittimità della intera procedura espropriativa
I vizi dell'azione amministrativa: il decreto di esproprio tardivo
Vizi ed irregolarità del decreto di esproprio