Source: http://www.ordineveterinarimantova.it/VARIE/Fatturazione%20elettronica.htm
Timestamp: 2019-02-20 11:53:54+00:00
Document Index: 153562345

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 34']

AGENZIA DELLE ENTRATE: GUIDA ALLA FATTURA ELETTRONICA TRA PRIVATI
da AnmviOggi 09/10/2018
Dal 1 gennaio fattura elettronica per tutte le partite IVA che prestano i loro servizi all'utente finale o ad altri soggetti IVA.
L’Agenzia delle Entrate ha preparato un kit di strumenti informativi per " prendere confidenza con la nuova procedura": una nuova guida in formato pdf (IN ALLEGATO) e due video-tutorial sul canale Youtube dell’Agenzia delle Entrate. Il kit descrive i servizi dell’Agenzia per gli operatori, per emettere, inviare e conservare i documenti fiscali. Il punto di partenza è il portale Fatture e Corrispettivi previa autenticazione (www.agenziaentrate.gov.it)
Fattura elettronica e fattura "differita"- La fattura elettronica va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone. I dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica sono gli stessi che si riportavano nelle fatture cartacee, con l'aggiunta dell’indirizzo telematico (es pec) dove il cliente vuole che gli venga consegnata la fattura. Restano valide le regole che consentono di predisporre la fattura elettronica differita” entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione; questa disposizione può consentire all’utente di avere più tempo per predisporre e trasmettere al SdI la fattura elettronica. Resta obbligatorio rilasciare al cliente – al momento dell’operazione – un documento equipollente anche su carta.
Il software per pc dell'Agenzia o altri sul mercato- L'Agenzia mette a disposizione un software gratuito scaricabile sul pc
è necessario avere le credenziali:
- SPID ("Sistema Pubblico dell'Identità Digitale")
- oppure Fisconline/Entratel (possono essere richieste online sul sito internet o recandosi presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate)
- oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Si possono utilizzare il software e servizi reperibili sul mercato, purché conformi alle specifiche tecniche definite dall'Agenzia- e solo per le fatture tra privati: per le fatture verso le Pubbliche Amministrazioni si deve utilizzare il sistema
Smartphone e tablet- La app FatturAE, scaricabile dagli store Android o Apple (utilizzabile solo da operatori Iva ditte individuali e lavoratori autonomi; non da società). (video la fattura elettronica: https://www.youtube.com/watch?v=ZhqOWGLK1Eo)
QR-Code- Il codice a barre bidimensionale (QR Code) può essere mostrato tramite smartphone, tablet o su carta: serve ad acquisire in automatico e senza il rischio di errori i dati anagrafici necessari per predisporre la fattura (come oggi si fa con la tessera sanitaria quando si effettua una spesa medica).(video QR Code: https://www.youtube.com/watch?v=p0CoVAkjdyg&feature=youtu.be). I dati, ad esempio il codice fiscale del cliente, vengono comunque verificati automaticamente dal Sistema di interscambio.
Il Sistema di interscambio (SdI) E' il “postino” che si occupa di recapitare le e-fatture al cliente, al suo indirizzo telematico: una pec o il "codice destinatario" di 7 cifre alfanumeriche comunicato dal cliente (se registrato allo Sdi). Se il cliente è un consumatore finale, il fornitore dovrà rilasciargli una copia su carta (o per email) della fattura inviata al SdI ricordandogli che potrà consultare e scaricare l’originale della fattura elettronica nella sua area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Se il cliente non ha pec nè "codice destinatario" in fattura lo spazio corrispondente sarà di 7 zeri.
Il file da inviare al SdI è quello XML
Per l'invio della fattura si può utilizzare una PEC (Posta Elettronica Certificata), inviando il file della fattura come allegato all’indirizzo “sdi01@pec.fatturapa.it”
Il “postino” (SdI) accetta infatti le fatture elettroniche di un operatore IVA anche da una PEC o da un canale telematico (FTP o Web Service) non direttamente gestito dall’operatore stesso. Se l'invio della fattura non va a buon fine, il sistema SdI la “scarta” e invia al soggetto che l'ha trasmessa "una ricevuta di scarto", con la ragione del respingimento. Le fatture consegnate invece sono marcate da un simbolo verde di spunta, all’interno del portale Fatture e corrispettivi. Se la fattura viene predisposta in forma diversa da quella prevista dalle Entrate (formato XML) e non viene inviata al cliente con il Sistema di Interscambio, la fattura si considera non emessa, con conseguenti sanzioni a carico del fornitore (e con la impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente).
Obbligo di fattura elettronica- Ricade su tutti gli operatori IVA, che dovranno "emettere e ricevere" le fatture "esclusivamente in modalità elettronica" per le cessioni di beni prestazioni di servizi nei confronti di:
- altri operatori IVA (operazioni B2B, cioè Business to Business)
- consumatori/utenti finali (operazioni B2C, cioè Business to Consumer).
Da quando: dal 1 gennaio 2019
Semplificazioni- Per gli operatori Iva in regime di contabilità semplificata viene meno l’obbligo di tenere i registri Iva, mentre per tutti gli operatori Iva che emettono e ricevono solo fatture, ricevendo ed effettuando pagamenti in modalità tracciata sopra il valore di 500 euro, i termini di accertamento fiscale sono ridotti di 2 anni.
Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo:
-gli operatori che rientrano nel “regime di vantaggio” (art. 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011)
-gli operatori che rientrano nel “regime forfettario” (art. 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014).
Gli operatori in regime di vantaggio o forfettario possono comunque emettere fatture elettroniche, seguendo le disposizioni dell'Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/schede/comunicazioni/fatture+e+corrispettivi/fatture+e+corrispettivi+st/st+invio+di+fatturazione+elettronica).
da AnmviOggi 24 Ottobre 2018
Entra in vigore oggi il decreto fiscale che contiene disposizioni di semplificazione per l'avvio della fatturazione elettronica e che sospende -nei primi sei mesi del 2019- le sanzioni per violazioni dell'obbligo di emissione telematica (Decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 - artt. 10,11 e 12).
Modifiche dal 1 luglio 2019- Il decreto fiscale semplifica anche l'emissione delle fatture facendo coincidere la data di effettuazione della prestazione (o cessione di bene) con quella in cui è stato corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo "sempreche' tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura". Vengono così distinti i due momenti: la data di "emissione" della fattura (la fattura elettronica si considera emessa all’atto della sua trasmissione allo Sdi) e la data di "effettuazione" del servizio: qualora le due date coincidessero la data di effettuazione del servizio può essere omessa. Inoltre si consente l'emissione della fattura entro 10 giorni dall'effettuazione della prestazione di servizio (o cessione di bene) e non più nel giorno stesso.
da Notizie Anmvi 16 ottobre 2018
Il Consiglio dei ministri ha approvato il "collegato fiscale" un provvedimento parallelo alla manovra 2019 che interviene sulla fatturazione elettonica. Due gli interventi, correlati fra loro: il primo sulla non sanzionabilità e il secondo sulla tempistica di "emissione" ed "effettuazione della prestazione da fatturare. Entrambi si applicheranno dal 1 luglio 2019; nel frattempo l’Agenzia delle Entrate aggiornerà le specifiche tecniche della fattura elettronica e dello Sdi, il Sistema di Interscambio.
Non sanzionabilità- Il provvedimento di Palazzo Chigi formalizza la “non sanzionabilità” per i ritardi nella trasmissione delle e-fatture. Si consolida così a livello legislativo una indicazione già prevista dall'Agenzia delle Entrate (Circolare 13/E del 2 luglio 2018) che però richiedeva di essere precisata. Con il collegato fiscale, si stabilisce che - nei primi sei mesi del 2019- non si applicano sanzioni se la fattura viene "emessa" (inoltrata al sistema di interscambio) entro il termine di liquidazione dell’IVA, prevedendo anche una riduzione ad 1/5 delle sanzioni applicabili (tra il 90% ed io 180% dell’imposta, che diventano dal 18% al 36%) nel caso in cui la fattura sia emessa entro il termine della liquidazione IVA relativa al periodo successivo.
Due date sulla fattura- E' stata introdotta l'indicazione, in fattura, della data in cui è "effettuata" la cessione di beni o la prestazione di servizi, in cui viene "corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo". Vengono così distinti i due momenti: la data di "emissione" della fattura (la fattura elettronica si considera emessa all’atto della sua trasmissione allo Sdi) e la data di "effettuazione" del servizio: qualora le due date coincidessero la data di effettuazione del servizio può essere omessa.
Un nuovo termine per l’emissione - Contestualmente il "collegato" prevede un nuovo termine di emissione (e di conseguenza per la trasmissione al SdI): le fatture andranno emesse “entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Esempio: per un’operazione perfezionatasi il giorno “1”, sarà possibile non solo predisporre fattura il giorno “5” da trasmettere entro le ore 24 del giorno “5” stesso; ma anche predisporre fattura il giorno “5” (datata 5) ma con trasmissione a SdI il giorno “8”, purché sia sempre complessivamente rispettato il termine di 10 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione e sia valorizzato il nuovo elemento “data di effettuazione dell’operazione”. Di conseguenza è quest’ultima data, se diversa dalla data fattura, che assume rilevanza quale effettiva data di emissione. Ovviamente nel caso di esempio, la data di effettuazione dell’operazione andrà obbligatoriamente indicata in fattura quale giorno “1”.(esempio formulato da agendadigitale.eu)
Acquisti e detrazioni- Viene eliminato l’obbligo di numerazione delle fatture ricevute e ristabilito il momento dal quale scatta il diritto alla detrazione fiscale, che può essere esercitato sui documenti ricevuti (e registrati) entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione del servizio/cessione di bene.
FATTURA ELETTRONICA: CI TOCCHERA’, DIAMOCI UNO SGUARDO
da Professione Veterinaria N. 23 - luglio 2018
L’art. 1 commi 909 e seguenti della legge di bilancio 2018 ha disposto, con decorrenza dall’1.1.2019, l’obbligo di fatturazione elettronica per la generalità delle operazioni effettuate da soggetti passivi IVA nei confronti sia di soggetti IVA sia di privati consumatori. Attualmente l’obbligo di emettere la fattura in formato elettronico è previsto esclusivamente per le operazioni effettuate nei confronti della Pubblica amministrazione. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30.4.2018 ha definito le regole di emissione e trasmissione delle fatture elettroniche. Questo breve articolo vuole solamente offrire una visione d’insieme su questo nuovo adempimento che ci attende a partire dal 1° gennaio 2019.
COS’E’ LA “FATTURA ELETTRONICA”
Il citato provvedimento n. 89757 definisce la “fattura elettronica” come un documento informatico:
• emesso in formato strutturato XML (eXtensible Markup Language);
• conforme alle specifiche tecniche approvate dallo stesso provvedimento (autenticità dell’origine, integrità del contenuto, leggibilità del documento su schermo o tramite stampa, ecc);
• trasmesso per via telematica al Sistema di Interscambio (SdI);
• recapitato dal SdI al soggetto ricevente.
A partire dall’1.1.2019, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti devono essere documentate mediante fattura elettronica. L’obbligo riguarda tutti i soggetti IVA sia per le operazioni effettuate verso altri soggetti passivi IVA, sia per le operazioni effettuate nei confronti di privati consumatori. Restano escluse dall’obbligo le operazioni effettuate da o nei confronti di soggetti esteri, ossia verso soggetti non residenti, non stabiliti e non identificati ai fini IVA in Italia. Per tali operazioni si continuerà a documentare l’operazione mediante la fattura cartacea. Sono anche esclusi da tale adempimento i soggetti passivi IVA che si avvalgono: del regime di vantaggio ex art. 27 del DL 98/2011; del regime forfetario ex art. 1 co. 54-89 della L. 190/2014.
La fattura elettronica deve indicare:
• gli elementi obbligatori di cui all’art. 21 del DPR 633/72 (fattura ordinaria), ossia: data di emissione del documento; numero progressivo del documento; dati del cedente o prestatore (nome e cognome o ragione sociale, residenza o domicilio); numero di partita IVA dell’emittente; dati del cessionario o committente (nome e cognome o ragione sociale, residenza o domicilio del soggetto; numero di partita IVA o codice fiscale del cessionario; natura, qualità e quantità dei beni e servizi oggetto dell’operazione; corrispettivo e altri dati necessari alla determinazione della base imponibile; aliquota IVA, ammontare imponibile e dell’imposta
• gli elementi obbligatori di cui all’art. 21 bis del DPR 633/72, cioè in caso di fattura semplificata (che deve essere di ammontare complessivo non superiore a 100 euro), è sufficiente indicare la partita IVA o il codice fiscale per identificare il cessionario
• le informazioni obbligatorie indicate nelle specifiche tecniche allegate al predetto provvedimento Agenzia Entrate (indicate più avanti);
• eventuali informazioni facoltative, previste dalle stesse specifiche tecniche, volte ad agevolare la gestione digitalizzata dei flussi di fatturazione.
Le stesse regole valgono anche per le note di variazione emesse ai sensi dell’art. 26 del DPR 633/72 e per le autofatture emesse per regolarizzare una fattura errata (ex art. 6 D.Lgs. 471/97).
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ha identificato altri dati obbligatori da indicare nella fattura elettronica al fine della trasmissione al Sistema di Interscambio (SDI):
• il tipo di documento emesso (fattura, parcella, autofattura, acconto o anticipo su fattura o parcella, nota di credito o nota di debito);
• il regime fiscale applicato dal cedente o prestatore (es. regime ordinario, regime forfetario, regime dell’editoria, IVA per cassa, ecc.);
• l’eventuale applicazione della ritenuta, dell’imposta di bollo e della cassa previdenziale;
• l’identificativo fiscale del soggetto trasmittente;
• il numero progressivo attribuito dal soggetto trasmittente al file per l’invio al Sistema di Interscambio.
L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione alcuni servizi gratuiti per agevolare i contribuenti nella predisposizione della fattura in formato XML. In particolare, la fattura potrà essere predisposta mediante:
• una procedura disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con le credenziali Entratel/Fisconline, Carta Nazionale Servizi e SPID);
• un’applicazione per dispositivi mobili (accessibile mediante le credenziali Entratel/Fisconline);
• un software specifico rilasciato dall’Agenzia delle Entrate e installabile su PC;
• ricorrendo ai software di mercato.
COME E QUANDO SI TRASMETTE LA FATTURA ELETTRONICA
La fattura elettronica deve essere trasmessa e ricevuta mediante il Sistema di Interscambio (SdI).
• il soggetto trasmittente (che può essere sia l’emittente della fattura sia un intermediario incaricato i cui dati dovranno comparire nel file) invia il documento elettronico al SdI mediante appositi canali (servizi informatici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, o altri servizi web o posta elettronica certificata);
• il SdI recapita la fattura al destinatario, il quale può riceverla dotandosi a sua volta di un apposito canale di ricezione, ovvero acquisendola su un’apposita area autenticata del sito dell’Agenzia delle Entrate laddove non abbia attivato altro canale di ricezione.
L’articolo 21 del DPR 633/72 dispone che la fattura deve essere emessa al momento di effettuazione dell’operazione, determinato a norma dell’art. 6 del DPR 633/72, ossia in corrispondenza della consegna o spedizione dei beni ovvero del pagamento del corrispettivo. Quindi la fattura elettronica deve essere trasmessa al Sistema di Interscambio al momento di effettuazione dell’operazione (che per i professionisti coincide con il pagamento del corrispettivo). È ammessa la trasmissione sia di fatture singole, sia di un lotto di più fatture. Ricevuta la fattura, il SdI effettua specifici controlli riguardanti le dimensioni del file, la compilazione dei campi obbligatori della fattura, la validità di alcuni dati (ad esempio la partita IVA, la correttezza dell’imposta in base all’aliquota ed all’imponibile, la coerenza dell’aliquota IVA in base alla natura dell’operazione).
Se i controlli vanno a buon fine la fattura elettronica è recapitata dal SdI al soggetto cessionario/committente o ad un intermediario indicato dal cessionario. Il SdI recapita la fattura elettronica attraverso PEC o altri sistemi su rete Internet. Per il recapito della fattura elettronica l’Agenzia delle Entrate rende disponibile un servizio di registrazione, prescelto per la ricezione dei file. Se i controlli hanno esito positivo ma, per cause tecniche, la fattura non è recapitata all’indirizzo telematico indicato sul documento, viene rilasciata una ricevuta che attesta l’impossibilità del recapito. Tuttavia, in questo caso, la fattura si intende emessa ed è resa disponibile al cessionario
o committente.
Se i controlli hanno esito negativo viene inviata, entro 5 giorni dalla trasmissione, una ricevuta di scarto; in tal caso, la fattura si considera non emessa. Il soggetto ha comunque 5 giorni di tempo per inviare al SdI la fattura elettronica corretta senza incorrere in sanzioni. Se la fattura risulta scartata e non è stato effettuato alcun invio correttivo, la stessa si intende non emessa. Se il cedente o prestatore ha effettuato la registrazione contabile della fattura, è tenuto ad effettuare una variazione contabile valida ai soli fini interni, senza che sia necessario emettere alcuna nota di variazione sul SdI. Il cessionario o committente, invece, potrà regolarizzare l’operazione ai sensi dell’art. 6 co. 8 lett. a) e b) del DLgs. 471/97 trasmettendo un’autofattura al SdI.
TRASMISSIONE DELLA FATTURA AL CESSIONARIO
La fattura elettronica trasmessa al Sistema di Interscambio viene successivamente recapitata al destinatario (cessionario o intermediario) indicato sul documento. Il recapito della fattura avviene utilizzando gli stessi canali sopra indicati (PEC o altri sistemi su rete Internet). Nel caso di scelta di consegna tramite PEC il cessionario comunica l’indirizzo PEC al cedente o prestatore, questi (o il suo intermediario) indica nel campo “codice destinatario” della fattura il codice convenzionale “0000000” e nel campo “PEC Destinatario” l’indirizzo PEC. I soggetti passivi IVA possono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo telematico (indirizzo PEC o codice destinatario) presso il quale intendono ricevere le fatture elettroniche, registrando tale indirizzo mediante un apposito servizio che verrà reso disponibile dalla stessa Agenzia. Nel caso di mancato recapito per cause tecniche (ad esempio casella PEC piena o inattiva) la fattura viene messa a disposizione in un’apposita area riservata al cessionario del sito web dell’Agenzia delle Entrate e ne viene data comunicazione al soggetto trasmittente che informerà il cessionario.
FATTURA ELETTRONICA EMESSA A CARICO DI PRIVATI (NON SOGGETTI IVA)
Se la fattura viene emessa nei confronti di privati consumatori che non hanno attivato né una PEC, né uno degli altri canali telematici previsti, il campo “codice destinatario” viene valorizzato con il codice convenzionale “0000000” e fra i dati del cessionario o committente non è riportato un numero di partita IVA, ma esclusivamente il codice fiscale del destinatario. Il SdI mette a disposizione del privato la fattura elettronica sul sito web dell’Agenzia delle Entrate ed un duplicato informatico della fattura elettronica nell’area riservata del cedente. Il cedente ha sempre l’obbligo di consegnare direttamente al cliente finale una copia informatica o analogica della fattura e contestualmente comunica che il documento elettronico è messo a disposizione dal SdI nell’area riservata. Le stesse regole utilizzate per le fatture emesse verso i privati valgono per le fatture emesse nei confronti di soggetti passivi IVA in regime di vantaggio o in regime forfetario.
Il momento in cui la fattura elettronica si considera ricevuta dipende dalla tipologia di destinatario e dalle modalità di recapito. La data di ricezione coincide con la data attestata dai canali telematici utilizzati per la ricezione (PEC o altri canali internet) o con la data di presa visione del documento elettronico nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate o con la data di messa a disposizione del documento nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, se il destinatario è un privato consumatore (o un soggetto che si avvale del regime di vantaggio o del regime forfetario, ovvero un produttore agricolo in regime di esonero ex art. 34 co. 6 del DPR 633/72). A partire da tale data i soggetti passivi IVA possono esercitare il loro diritto alla detrazione dell’imposta.
VISIBILITÀ DELLA FATTURA
L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse e ricevute attraverso il SdI all’interno di un’area riservata del proprio sito. Le fatture e i relativi duplicati informatici saranno disponibili fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI.
DA Associazione Italian Digital Revolution 09/05/18
Il Fisco ha fissato le regole per la fatturazione elettronica tra privati che scatterà, obbligatoriamente, dal 1 gennaio 2019, ma per cessioni di carburante e per i subappalti della Pa debutterà tra due mesi, dal 1 luglio. Il provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate fissa le modalità per l’applicazione dell’e-fattura.