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Timestamp: 2020-08-09 11:29:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 240', 'art. 240', 'art. 240', 'sentenza ', 'art. 321', 'art. 321']

CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 29/09/2016 Sentenza n.40677 – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Beni culturali ed ambientali, Diritto processuale penale, Diritto urbanistico - edilizia Numero: 40677 | Data di udienza: 23 Giugno 2016
BENI CULTURALI E AMBIENTALI – Violazioni paesaggistiche – Sequestro preventivo impeditivo – Esame particolarmente approfondito da parte del giudice di merito – Necessità – Art. 321, comma 1, cod. proc. pen. – Artt. 136 149 e 181, c.1-bis D. L.vo n. 42/2004 – Art. 734 c.p. – DIRITTO URBANISTICO – Opere abusive – Criteri per la valutazione del sequestro – Artt. 3, 6, 10, 22, 31, 44, 64-71,65-72,93-95 d.p.r. n. 380/2001 – Struttura abusiva realizzata in zona paesaggisticamente vincolata – Messa in pericolo del bene giuridico protetto – Sistema di controlli – Sequestro preventivo cd. impeditivo – Valutazione del periculum in mora – Necessità – Abusi urbanistici e paesaggistici – Inapplicabiltà de iure condito della confisca del manufatto abusivo di cui all’art. 240 cod. pen. – Rimedi percorribile per l’eliminazione degli effetti del reato – Demolizione – Rimessione in pristino – Sequestro – PROCEDURA PENALE – Sequestro preventivo – Poteri e verifiche del giudice – Indiscriminata ed esasperata compressione dei diritti individuali di proprietà e di libera iniziativa economica privata – Bilanciamento di interessi – Art. 321, comma 1, cod. proc. pen. – Giurisprudenza.
CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 29/09/2016 (ud. 23/06/2016) Sentenza n.40677
BENI CULTURALI E AMBIENTALI – Violazioni paesaggistiche – Sequestro preventivo impeditivo – Esame particolarmente approfondito da parte del giudice di merito – Necessità – Art. 321, comma 1, cod. proc. pen. – Artt. 136 149 e 181, c.1-bis D. L.vo n. 42/2004 – DIRITTO URBANISTICO – Opere abusive – Criteri per la valutazione del sequestro – Artt. 3, 6, 10, 22, 31, 44, 64-71,65-72,93-95 d.p.r. n. 380/2001.
BENI CULTURALI E AMBIENTALI – Struttura abusiva realizzata in zona paesaggisticamente vincolata – Messa in pericolo del bene giuridico protetto – Articolato sistema di controlli – Sequestro preventivo cd. impeditivo – Valutazione del periculum in mora – Necessità.
DIRITTO URBANISTICO – Abusi urbanistici e paesaggistici – Inapplicabiltà de iure condito della confisca del manufatto abusivo di cui all’art. 240 cod. pen. – Rimedi percorribile per l’eliminazione degli effetti del reato – Demolizione – Rimessione in pristino – Sequestro – Giurisprudenza.
In presenza di abusi urbanistici e paesaggistici, anche di rilevante gravità, e pur registrandosi (in itinere iudicii e spesso anche dopo il giudicato) l’assicurazione del profitto che l’autore del reato consegue attraverso l’uso del bene – non esiste, nell’ipotesi di condotta esaurita, una tutela cautelare strumentale ai provvedimenti ripristinatori (demolizione e rimessione in pristino) che l’ordinamento prevede in aggiunta al sistema sanzionatorio penale. Da tempo infatti la giurisprudenza di legittimità ha risolto la questione circa l’inapplicabiltà de iure condito, in materia edilizia e paesaggistica, della confisca del manufatto abusivo di cui all’art. 240 cod. pen. a seguito di sentenza di condanna per i rispettivi reati, sul rilievo che la demolizione e la rimessione in pristino costituiscono, secondo casi, l’unico rimedio percorribile per l’eliminazione degli effetti del reato (per tutte, Sez. 3, n. 4965 del 28/11/2007, dep. 2008, Irti) e dunque anche l’unico rimedio per impedire all’autore del reato di assicurarsi il profitto, cosicché il ricorso alla tutela cautelare rimane interdetto ai sensi dell’art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
PROCEDURA PENALE – Sequestro preventivo – Poteri e verifiche del giudice – Indiscriminata ed esasperata compressione dei diritti individuali di proprietà e di libera iniziativa economica privata – Bilanciamento di interessi – Art. 321, comma 1, cod. proc. pen. – Giurisprudenza.
La previsione di cui all’art. 321, comma 1, cod. proc. pen. riconosce al giudice il potere di disporre il sequestro preventivo quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravarne o protrarne le conseguenze ovvero agevolare la commissione di altri reati, e il pericolo rilevante, ai fini dell’adozione del sequestro, deve essere inteso in senso oggettivo, come probabilità di danno futuro, connessa all’effettiva disponibilità materiale o giuridica della cosa o al suo uso, e deve essere concreto e attuale (per tutte, Sez. 4, n. 36884 del 23/05/2007, Vathaj), con la conseguenza che al giudice spetta di accertare in concreto l’effettiva e non la generica possibilità che il bene, avuto riguardo alla sua natura e alle circostanze del fatto, assume carattere strumentale rispetto all’aggravamento o alla protrazione delle conseguenze del reato ipotizzato o alla agevolazione di altri reati (per tutte, Sez. 3, n. 11769 del 23/01/2008, Trulli), fornendo quindi un’adeguata motivazione sul pericolo inteso in senso oggettivo come probabilità di danno futuro in conseguenza dell’effettiva disponibilità materiale o giuridica della cosa. Il pericolo, così inteso, può derivare non solo dalla potenzialità della “res” oggetto del sequestro preventivo di recare una lesione all’interesse protetto dalla norma penale, ma anche dalla semplice possibilità di contribuire al perfezionamento del reato. Pertanto, il problema della delimitazione dell’applicazione del sequestro preventivo – perché non comporti un’indiscriminata ed esasperata compressione dei diritti individuali di proprietà e di libera iniziativa economica privata, in un necessario bilanciamento di interessi, avuta comunque presente, in una gerarchia dei valori costituzionali, la natura di diritti “condizionati” di quelli su indicati – si risolve nelle sue peculiarità e quindi nel pericolo che la libera disponibilità della cosa costituisca un pericolo di aggravamento o di protrazione delle conseguenze del reato o dell’agevolazione della commissione di altri (per tutte, Sez. 3, n. 490 del 02/02/1996, Morandi).
(annulla con rinvio ordinanza del 16/11/2015 del TRIBUNALE DEL RIESAME DI SALERNO) Pres. AMORESANO, Rel. DI NICOLA, Ric. La Sala ed altra