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Timestamp: 2018-05-23 08:58:01+00:00
Document Index: 173142731

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 26', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 17']

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ANALISI E CONSIDERAZIONI IN MERITO AL DECRETO LEGISLATIVO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2002/91 DL 19/8/2005 N. 192 (G.U. 165 DEL 15/10/2005)
1) SINTESI DECRETO LEGISLATIVO 19/8/2005 N. 192 2) ANALISI DEGLI ARTICOLI DEL DL 192 3) METODO DI CALCOLO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI 4) RIFERIMENTI NORMATIVI 5) ELABORAZIONE
DI STANDARD DI
QUALITÀ ENERGETICA 6) CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 7) IL MERCATO EUROPEO DEL CONSUMO DI ENERGIA
1) SINTESI DECRETO LEGISLATIVO 19/8/2005 N. 192 Si riportano i passi più interessanti del decreto per evidenziarne i momenti di specifico interesse: Art. 1 Finalità 1.
Il presente decreto stabilisce i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici per limitare le emissioni di gas serra secondo Kyoto e promuovere la competitività dei comparti più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico. 2.…disciplina in particolare: a) la metodologia per calcolo delle prestazioni energetiche integrate degli edifici; b) l’applicazione di requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici; c) i criteri generali per la certificazione energetica degli edifici; e) esperti della certificazione g) la promozione dell’uso razionale dell’energia… 3. lo Stato, le regioni…avvalendosi di meccanismi di raccordo e cooperazione, predispongono programmi: a. attuazione omogenea e coordinata della presente norma; b. sorveglianza dell’attuazione delle norme d. promozione dell’uso razionale dell’energia Art. 3 Ambito di intervento 1. 2.
Salve le esclusioni di cui al comma 3, il presente decreto si applica agli edifici di nuova costruzione e agli edifici oggetto di ristrutturazione con le modalità e le eccezioni previste ai commi 2 e 3. Nel caso di ristrutturazione di edifici esistenti,e per quanto riguarda i requisiti minimi prestazionali di cui all’articolo 4, è prevista un’applicazione graduale in relazione al tipo di intervento. a) Una applicazione integrale a tutto l’edificio nel caso di; 1) ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 metri quadrati; 2) demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 metri quadrati; b) una applicazione limitata al solo ampliamento dell’edificio nel caso che lo stesso ampliamento risulti volumetricamente superiore al 20 per cento dell’intero edificio esistente; c) una applicazione limitata al rispetto di specifici parametri, livelli prestazionali e prescrizioni, nel caso di interventi su edifici esistenti, quali; 1) ristrutturazioni totali o parziali e manutenzione straordinaria dell’involucro edilizio all’infuori di quanto già previsto alla lettera a), numero 1; 2) nuova installazione di impianti termici in edifici esistenti o ristrutturazione degli stessi impianti; 3) sostituzione di generatori di calore Sono escluse dall’applicazione del presente decreto le seguenti categorie di edifici: a) gli immobili ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c) del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio; b) i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; c) i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati. Art. 4 Adozione di criteri generali, di una metodologia di calcolo e requisiti della prestazione energetica
entro 120 gg decreti … sono definiti:
A) … le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al contenimento dei consumi di energia e al raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1 .. B) I criteri di prestazione energetica C) I requisiti dei professionisti Art. 6 Certificazione energetica degli edifici di nuova costruzione 1. 2.
Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli edifici di nuova costruzione sono dotati, al termine della costruzione medesima o in caso di compravendita o locazione ed a cura rispettivamente del costruzione, del venditore o del locatore, di un attestato di certificazione energetica… La certificazione per gli appartamenti di un condominio può fondarsi…: a) su una certificazione comune dell’intero edificio… b) sulla valutazione di un altro appartamento rappresentativo dello stesso condominio e della stessa tipologia. Nel caso di compravendita l’attestato di certificazione energetica è consegnato all’acquirente dell’intero immobile o della singola unità immobiliare in originale o copia autenticata. L’attestato relativo alla certificazione energetica ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio, ed è aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione che modifica la prestazione energetica dell’edificio o dell’impianto. L’attestato di certificazione energetica comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio, i valori vigenti a norma di legge e valori di riferimento, che consentono ai cittadini di valutare e confrontare la prestazione energetica dell’edificio ed inoltre i miglioramenti prevedibili per ottenere un minore consumo energetico. Art. 8 Relazione tecnica, accertamenti e ispezioni
La conformità delle opere realizzate, rispetto al progetto e alla relazione tecnica di cui al comma 1, deve essere asseverata tramite perizia giurata del direttore dei lavori, e presentata al Comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori. Il Comune dichiara irricevibile la dichiarazione di fine lavori se la stessa non è accompagnata dalla perizia giurata del direttore dei lavori.
Art. 11 Fino all’entrata in vigore dei decreti attuativi si applica quanto in vigore per legge 10/91 Art. 15 Sanzioni 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.
Il progettista…è punito con la sanzione amministrativa pari al 30 per cento della parcella…. …il progettista che rilascia…certificazione energetica non veritieri è punito con la sanzione…pari al 70 per cento della parcella… Il direttore dei lavori che…omette di presentare l’asseverazione di conformità delle opere….è punito con la sanzione..pari al 50 per cento della parcella… Il direttore dei lavori che…attesta falsamente la conformità delle opere…è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 500 euro. Il proprietario …che non ottempera a quanto stabilito…è punito con la sanzione…non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione…è punito con la sanzione non inferiore a 1000 euro e non superiore a 6000 euro. Il costruttore che non consegna al proprietario, contestualmente all’immobile, l’originale della certificazione energetica è punito con la sanzione …non inferiore a 5000 euro e non superiore a 30000 euro. Art. 16 Abrogazioni e disposizioni finali 1. 2.
Sono abrogate le seguenti norme della legge 9 gennaio 1991, n. 10: a) l’articolo 4, commi 1 e 2; l’articolo 28, commi 3 e 4; l’articolo 29; l’articolo 30; l’articolo 33, commi 1 e 2; l’articolo 34, comma 3. Sono abrogate le seguenti norme del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412:
l’articolo 5, commi 1, 2 e 4; l’articolo 7, comma 7; l’articolo 8.
ALLEGATO C REQUISITI DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI 1)
Tab. 1 - Valori limite per il fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale per metro quadrato di superficie utile dell’edificio espresso in kWh/m² anno Rapporto di forma dell’edificio S/V
A fino a 600 GG
≤ 0,2 ≥ 0,9
B a 601 GG 10 45
a 900 GG 15 60
C a 901 GG 15 60
Zona climatica D a 1400 a 1401 GG GG 25 25 85 85
a 2100 GG 40 110
E a 2101 GG 40 110
a 3000 GG 55 145
F oltre 3000 GG 55 145
I valori limite riportati in tabella 1 sono espressi in funzione della zona climatica, così come individuata all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412 e del rapporto di forma dell’edificio S/V, dove: a) S, espressa in metri quadrati, è la superficie che delimita verso l’esterno (ovvero verso ambienti non dotati di impianto di riscaldamento) il volume riscaldato V; b) V è il volume lordo, espresso in metri cubi, delle parti di edificio riscaldate, definito dalle superfici che lo delimitano. Per valori di S/V compresi nell’intervallo 0,2 – 0,9 e, analogamente, per gradi giorno (GG) intermedi ai limiti delle zone climatiche riportati in tabella si procede mediante interpolazione lineare. 2)
Trasmittanza termica delle strutture verticali opache Tabella 2. Valori limite della trasmittanza termica U delle strutture verticali opache espressa in (W/m²K) Zona climatica
Dall’1 gennaio 2006 U (W/m²K)
Dall’1 gennaio 2009 U (W/m²K)
0,85 0,64 0,57 0,50 0,46 0,44
0,72 0,54 0,46 0,40 0,37 0,35
3) Trasmittanza termica delle strutture orizzontali opache Tabella 3. Valori limite della trasmittanza termica U delle strutture orizzontali opache espressa in (W/m²K) Zona climatica
0,60 0,55 0,46 0,43 0,41
0,51 0,44 0,37 0,34 0,33
4) Trasmittanza termica delle chiusure trasparenti
Tabella 4a. Valori limite della trasmittanza termica U delle chiusure trasparenti comprensive degli infissi espressa in (W/m²K) Zona climatica Dall’1 gennaio 2006 Dall’1 gennaio 2009 U (W/m²K) U (W/m²K)
5,5 4,0 3,3 3,1 2,8 2,4
5,0 3,6 3,0 2,8 2,5 2,2
Tabella 4b. Valori limite della trasmittanza centrale termica U dei vetri espressa in (W/m²K) Zona climatica
5,0 4,0 3,0 2,6 2,4 2,3
5,0 3,0 2,3 2,1 1,9 1,6
ALLEGATO D PREDISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE DI IMPIANTI SOLARI TERMICI E FOTOVOLTAICI NELLE COPERTURE DEGLI EDIFICI PER L’ALLACCIO ALLE RETI DI TELERISCALDAMENTO 2.
Deve essere disponibile una superficie della copertura dell’edificio, o di pertinenza dell’edificio, con le seguenti caratteristiche: a) orizzontale o esposta verso il quadrante Sud-Est Sud-Ovest per le pareti inclinate; b) dimensione pari al 25% della superficie in pianta dell’edificio; c) non ombreggiata nei mesi più sfavoriti, gennaio – dicembre, da parti dell’edificio stesso per più del 10% della superficie disponibile. ALLEGATO E Relazione tecnica di cui Art. 28 legge 10/91
6. Principali risultati dei calcoli a)
Involucro edilizio e ricambi d’aria
Caratteristiche termiche dei componenti finestrati dell’involucro edilizio Confronto con i valori limite riportati all’articolo 10 del decreto legislativo Classe di permeabilità all’aria dei serramenti esterni
Vedi allegati alla presente relazione Attenuazione dei ponti termici (provvedimenti e calcoli) Numeri di ricambi d’aria (media nelle ore) – specificare per le diverse zone Portata d’aria di ricambio (G) solo nei casi di ventilazione meccanica controllata m³/h Portata dell’aria circolante attraverso apparecchiature di recupero del calore disperso (solo se previste dal progetto) m³/h Rendimento termico delle apparecchiature di recupero del calore disperso (solo se previste dal progetto) c) Fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale Metodo di calcolo utilizzato (indicazione obbligatoria) Valore di progetto Confronto con il valore limite riportato all’art. 10 del decreto leg.
kW/m² · anno kW/m² · anno
8. Documentazione allegata N. tabelle con indicazione delle caratteristiche termiche, idrometriche e massa efficace dei componenti opachi dell’involucro edilizio N. tabelle con indicazione delle caratteristiche termiche dei componenti finestrati dell’involucro edilizio e loro permeabilità all’aria. 10. Dichiarazione di Rispondenza Il sottoscritto, iscritto a (indicare albo, ordine o collegio professionale di appartenenza, nonché provincia, numero dell’iscrizione) essendo a conoscenza delle sanzioni previste dall’articolo 15, commi 1 e 2, del decreto legislativo di attuazione della direttiva 2002/91/CE dichiara sotto la propria personale responsabilità che: b) il progetto relativo alle opere di cui sopra è rispondente alle prescrizioni contenute del decreto attuativo della direttiva 2002/91/CE; c) i dati e le informazioni contenuti nella relazione tecnica sono conformi a quanto contenuto o desumibile dagli elaborati progettuali.
ALLEGATO I Regole valide nel periodo transitorio 1. Nel caso di edifici di nuova costruzione…si procede alla determinazione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale espresso in chilowattora per metro quadrato di superficie utile dell’edificio (kWh/m² anno) e alla verifica che lo stesso risulti inferiore ai valori riportati nella tabella 1 al punto 1 dell’allegato C al presente decreto. 2. Nei casi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria, previsti all’art. 3, comma 2 lettera c), numero 1, si applica quanto previsto ai commi 6, 7 e 8. 6. Per tutte le categorie di edifici…il valore della trasmittanza termica (U) per le strutture opache verticali…deve essere inferiore o uguale a quello riportato nella tabella 2 al punto 2 dell’allegato C al presente decreto. 5. Nei casi previsti al comma 1, se gli edifici e le opere sono progettati e realizzati nel rispetto dei limiti fissati ai commi 6, 7 e 8, e per gli impianti termici è assicurato un rendimento medio stagionale non inferiore al valore riportato al punto 5 dell’allegato C al presente decreto, il calcolo del fabbisogno annuo di energia primaria può essere omesso, attribuendo all’edificio o porzione interessata il valore limite massimo applicabile al caso specifico ai sensi del comma 1 citato. La medesima semplificazione può essere adottata per edifici realizzati con strutture verticali opache di trasmittanza superiore ai limiti stabiliti al comma 6 fino ad un massimo del 30%, purché si adottino contemporaneamente chiusure trasparenti di trasmittanza inferiore almeno del 30% rispetto ai limiti stabiliti al comma 8. 7. Per tutte le categorie di edifici…il valore della trasmittanza termica (U) per le strutture opache orizzontali o inclinate….deve essere inferiore o uguale a quello riportato in tabella 3 al punto 3 dell’allegato C… 8. Per tutte le categorie di edifici…il valore massimo della trasmittanza (U) delle chiusure trasparenti, comprensive dell’infisso, deve rispettare i limiti riportati nella tabella 4a, con valore di trasmittanza centrale dei vetri inferiore o uguale ai limiti riportati in tabella 4b, al punto 4 dell’allegato C… 9. Per gli edifici della categoria E1 da realizzarsi in zona climatica C, D, E ed F il valore della trasmittanza (U) del divisorio verticale tra alloggi o unità immobiliari confinanti deve essere inferiore o uguale a 0,8 W/m²K. 10. …si procede alla verifica dell’assenza di condensazioni superficiali e interstiziali delle pareti opache… 11. Per tutte le categorie di edifici…al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenere la temperatura interna degli ambienti, si procede a verificare:
…schermatura delle superfici vetrate, esterni o interni, fissi o mobili, tali da ridurre l’apporto di calore per irraggiamento solare, e che siano efficaci; b) che, nelle zone climatiche A, B, C e D nelle località dove il valore medio mensile sia maggiore o uguale a 250 W/m², la massa superficiale Ms delle pareti opache, verticali, orizzontali e inclinate, così come definita all’allegato A comma 18 sia superiore a 230 Kg/m² …in alternativa, con l’utilizzo di tecnologie e materiali innovativi che permettano di contenere le oscillazioni della temperatura degli ambienti in funzione dell’andamento dell’irraggiamento solare. In tal caso deve essere prodotta una adeguata documentazione e certificazione dei materiali che ne attesti l’equivalenza con le soluzioni tradizionali 14. Nel caso di edifici pubblici…è obbligatoria l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. …in modo da coprire almeno il 50% del consumo annuo di energia termica… 15. Il progettista dovrà inserire i calcoli e le verifiche previste dal presente allegato nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici, che, ai sensi dell’art. 28, comma 1 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti secondo le disposizioni vigenti, in doppia copia, insieme alla denuncia dell’inizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26 della stessa legge. Schemi e modalità di riferimento per la compilazione delle relazioni tecniche sono riportati nell’allegato E. Ai fini della più estesa applicazione dell’art. 26, comma 7 della legge 9 gennaio 1991, n. 10 negli Enti soggetti all’obbligo di cui all’art. 19 della stessa legge, tale relazione progettuale dovrà essere obbligatoriamente integrata attraverso attestazione di verifica sulla applicazione della norma predetta a tal fine redatta dal Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia nominato. 16. I calcoli e le verifiche di cui al presente allegato sono eseguiti utilizzando metodi che garantiscano risultati conformi alle migliori regole tecniche. Si considerano rispondenti a tale requisito le norme tecniche vigenti in materia, emanate dagli organismi deputati a livello nazionale e comunitario, quali l’UNI e il CEN, nonché procedure e metodi di calcolo emanate da organismi istituzionali nazionali, quali le università, il CNR e l’ENEA. L’utilizzo di altri metodi è possibile, motivandone l’uso nella relazione tecnica di progetto di cui al comma 15, purché si dimostri che i risultati conseguiti risultino pari o migliori a quelli ottenibili con le norme tecniche emesse dagli organismi precedentemente detti. Il Ministero delle attività produttive e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti hanno la facoltà di emanare, secondo le rispettive competenze, proprie istruzioni tecniche in materia.
2) ANALISI DEGLI ARTICOLI DEL DL 192 Il 15 ottobre è stato ripubblicato nella G.U. del 15 ottobre (suppl. ordinario n. 165) il testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, firmato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 29 luglio, “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”, corredato di relative note. Definizioni – Art. 2 e Allegato A Edificio di nuova costruzione: edificio per il quale la richiesta di permesso di costruire o di denuncia di inizio attività, comunque denominato, sia stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Fabbisogno annuo di energia primaria: è la quantità di energia primaria globalmente richiesta, nel corso di un anno, per mantenere negli ambienti riscaldati la temperatura di progetto, in regime di attivazione continuo. Impianto termico: non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 kW. Rendimento globale medio stagionale: rapporto tra il fabbisogno di energia termica utile per la climatizzazione invernale e l’energia primaria delle fonti energetiche, ivi compresa l’energia elettrica dei dispositivi ausiliari, calcolato con riferimento al periodo annuale di esercizio (vedi DPR 412). Superficie utile: superficie netta calpestabile di un edificio. Ambito di applicazione – Art. 3 Il decreto è da applicarsi per i seguenti interventi: 1) nuova costruzione o ristrutturazione integrale per edifici con S > 1000 m2 e per ampliamenti volume > 20%; 2) ristrutturazione integrale per edifici con S < 1000 m2 o ristrutturazione parziale e manutenzione straordinaria dell’involucro indipendentemente dalla superficie; 3) sostituzione o ristrutturazione integrale dell’impianto termico. Decreti attuativi DPR da emanare (120 gg di concerto) Art. 4 I decreti devono essere emanati entro 120 giorni, su proposta del Ministero delle attività produttive, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dal Ministero dell’ambiente. Devono contenere le indicazioni circa: 1) i criteri di calcolo e requisiti minimi per gli impianti 2) i criteri generali di prestazione energetica per edilizia convenzionata, pubblica e privata 3) i requisiti professionali e di accreditamento per la certificazione Certificazione energetica degli edifici Art. 6 La certificazione energetica è obbligatoria a partire da un anno dall’entrata in vigore del decreto e quindi anche il rilascio dell’attestato, redatto secondo i criteri che verranno indicati dai decreti attuativi. La certificazione avrà validità di 10 anni e dovrà essere aggiornata a seguito di ogni intervento di ristrutturazione. Targa per edifici pubblici solo con S > 1000 m2 Valida solo per edifici nuovi e per le grandi ristrutturazioni integrali per edifici S 1000 m2 , mentre non vale per edifici piccoli. Semplificazioni: è possibile adottare alloggio tipo per condomini Esercizio e manutenzione impianti Art. 7 I soggetti responsabili del controllo e manutenzione impianti sono il proprietario, il conduttore, l’amministratore o un terzo per essi.
Progettazione e controlli Art. 8 Il Comune definisce le modalità di controllo entro 5 anni dalla data di fine lavori dichiarata dal committente, volte a verificare la conformità alla documentazione progettuale. I Comuni effettuano le operazioni di controllo e verifica anche su richiesta del committente, dell’acquirente o del conduttore dell’immobile. Il costo degli accertamenti e ispezioni è a carico dei richiedenti.
Norme transitorie Art. 11 Fino all’entrata in vigore dei decreti attuativi (art. 4), il calcolo della prestazione energetica degli edifici nella climatizzazione invernale e, in particolare, del fabbisogno annuo di energia primaria, è disciplinato dalla legge 9 gennaio 1991, n. 10, come modificata dal DLgs 192/05, dalle norme attuative e dalle disposizioni dell’allegato I. Sanzioni Art. 15 soggetto Progettista Progettista DL DL Proprietario o conduttore Manutentore Costruttore Proprietario Locatore Il costruttore non ha sanzioni
omissione Relazione tecnica Certificazione Omesso deposito asservazione Osservazione falsa Norme esercizio impianti Certificazione Certificazione Certificazione se non rispetta la legge
sanzione 30% parcella 70% parcella + segnalazione ordine 50% parcella Reclusione 6 mesi o multa 500 euro 500-3000 euro 1000 – 6000 euro + segnalazione CCIA 5000 – 30000 euro Contratto nullo Contratto nullo
Abrogazione Art. 16 Legge 10/91 Art. 4 comma 1 e 2 (decreti requisiti edifici proposti da MLLPP) in riferimento ai decreti attuativi della Legge 10/91 che erano da emanarsi entro 180 gg . Il DLgs 192 infatti indica all’art. 4 i ministeri competenti e i tempi per l’emanazione dei decreti attuativi. Art. 28 comma 3 e 4 (modalità per la documentazione) relativo alla relazione tecnica da presentare, alle sue modalità e al ruolo dei Comuni; tutti argomenti ridefiniti puntualmente dal DLgs 192. Art. 29 e 30 (certificazione energetica degli edifici) sostituiti dall’art. 6 del DLgs 192. Art. 33 comma 1 e 2 (controlli comunali) sostituito dall’art. 8 del DLgs 192. Art. 34 comma 3 (sanzioni per certificazione) sostituito dall’art. 15 del DLgs 192. DPR 412 Art. 5 comma 1, 2, 4 (dimensionamento generatore, calcolo del rendimento) sostituito dall’allegato C e 1 dove è definito il FEP lim e il rendimento globale medio stagionale che diventa più restrittivo: da (65 + 3 logPn) a (75 + 3 log Pn). Art. 7 comma 7 (obbligo termoregolazione quando gli apporti gratuiti solari > 20%) viene sostituito dall’obbligo della termoregolazione ambientale contenuto nell’allegato 1. Art. 8 (FEN limite) abrogazione calcolo FEN sostituito dalle prescrizioni sul FEP o sulle trasmittanze. DM 6/8/94 sul recepimento delle norme UNI che ritornano a essere volontarie. Nell’allegato I al comma 16 si indica che il calcolo e le verifiche sono eseguibili utilizzando metodi che garantiscono risultati conformi alle migliori tecniche. Si considerano rispondenti a tale requisito le norme tecniche vigenti in materia: norme tecniche dell’UNI norme tecniche del CEN
e le procedure e i metodi di calcolo emanate da organismi istituzionali nazionali quali: - università - CNR - ENEA E infine anche altri metodi che dimostrino che i risultati ottenuti siano pari o migliori a quelli ottenibili con i metodi precedentemente elencati. Anche il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si riserva di emanare proprie istruzioni tecniche in materia.
Clausola di cedevolezza art. 17 Le norme del DLgs e dei DM attuativi si applicano per le regioni e le province autonome finché non abbiano provveduto al recepimento della direttiva. Il settore dell’energia è infatti stato delegato alle regioni con la legge Bassanini. Nell’attuare la Direttiva le regioni e le province autonome sono obbligate al rispetto dei vincoli nazionali. Relazione tecnica - Allegato E Nell’allegato E sono indicati tutti i dati necessari alla completa stesura della relazione tecnica. Prescrizioni - Allegato I
Prescrizioni decreto Verifica FEP Verifica tabelle U U divisori verticali (in zona C,D,E,F,) Verifica assenza di condensa superficiale e interstiziale Limitare il surriscaldamento estivo e la conseguente climatizzazione Sistemi di regolazione ambiente Solare e teleriscaldamento Fonti rinnovabili Norme Energy Manager
Categoria edifici Edifici E2 E3 E4 E7 E5 E6 pubblici Per tutti edifici di nuova costruzione, e per ristrutturazione integrale di edifici con S > 1000 mq In alternativa alla verifica FEP ≤ 0.8
E8 Esclusi se non climatizzati per il benessere
Quando non esiste un sistema di controllo dell’umidità relativa, verrà assunta pari a 65% (Tint=20°C) Verifica presenza di elementi di schermatura efficaci. In zona A, B, C e D la massa delle pareti opache verticali, opache e inclinate > 230 Kg/m2 oppure si possono valutare sistemi equivalenti Installazione di dispositivi per la regolazione automatica della temperatura E’ obbligatoria la predisposizione per impianti solari e di teleriscaldamento Obbligo solare termico per 50% ACS Applicazione norme UNI EN Obbligo di redarre una relazione
SINTESI ALLEGATO I: AMBITO DI APPLICAZIONE E PRESCRIZIONI Comma : 1-1
Applicazione Edificio di nuova costruzione oppure Art. 3-2-a1) Ristrutturazione integrale dell’involucro di ed. di S utile > 1000 m2 Art. 3-2-a2) Demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di ed. di S utile > 1000 m2 Art. 3-2-b) Ampliamento di volume > 20 % Edificio di nuova costruzione oppure Art. 3-2-a1) Ristrutturazione integrale dell’involucro di ed. di S utile > 1000 m2 Art. 3-2-a2) Demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di ed. di S utile > 1000 m2 Art. 3-2-b) Ampliamento di volume > 20 % Esclusi edifici in categoria E.8
Ristrutturazione e manutenzione straordinaria di edifici esistenti Art. 3-2-c1) Ristrutturazioni totali o parziali dell’involucro di edifici di S utile < 1000 m2 e ristrutturazioni parziali per edifici con S utile > 1000 m2 Nuova installazione o ristrutturazione integrale di impianti termici in edifici esistenti Art. 3-2-c2) nuova installazione di impianti termici in edifici esistenti o ristrutturazione degli stessi impianti Se impianto ha una potenza Pn < 100kW Sostituzione di generatore di calore in edifici esistenti Art. 3-2-c3) sostituzione di generatore di calore Edifici di nuova costruzione di categorie E1 in zone C, D, E, F Edifici di nuova costruzione ed oggetto di ristrutturazione di categoria E1, E2, E3, E4, E5, E6, E7 Edificio di nuova costruzione ed oggetto di ristrutturazione di categoria E1, E2, E3, E4, E7 Edifici di nuova costruzione ed oggetto di ristrutturazione di categoria E1, E2, E3, E4, E7 e in zone A, B, C + in località con Ims (max insolazione) > 250 W/m2 Edifici pubblici e privati di nuova costruzione ed oggetto di ristrutturazione:
- intero edificio - intero edificio
Determinazione del FEP lim e verifica da tabella 1 allegato C
- intero edificio - solo alla porzione di ampliamento - partizioni esterne - partizioni esterne - partizioni esterne - partizioni esterne della porzione di ampliamento
I valori di trasmittanza devono rispettare i limiti delle tabelle 2,3, 4 dell’allegato C Oppure I valori di trasmittanza delle strutture verticali opache devono rispettare i limiti
Tabella 2 maggiorazione fino al 30% Tabella 4 con riduzione di almeno 30% E Per gli impianti termici deve essere assicurato il rendimento globale medio stagionale: ηg > (75+3log10Pn) 16
- partizioni esterne
I valori di trasmittanza devono rispettare i limiti delle tabelle 2, 3, 4 dell’allegato C
16 - involucro e/o impianto
Determinazione del FEP e verifica dei limiti di tabella 1 allegato C maggiorati del 50%
- generatori marcati 3-4 stelle e certificati (DPR n. 660) - Tm fluido vettore < 60°C - regolazione automatica delle T ambiente U divisorio ≤ 0,8 W/m2 K
partizioni verticali tra confinanti
interne alloggi
- pareti opache - sup. vetrate
- pareti opache - involucro e impianti
Assenza di condensazione interstiziale e superficiale con Ti = 20°C e Uri=65% se non sono presenti impianti di controllo UR Verificare la presenza di schermature efficaci
Massa superficiale Ms > 230 Kg/m2 Oppure Si possono valutare tecnologie e sistemi equivalenti Obbligo a favorire opere atte al collegamento a reti di teleriscaldamento, ad impianti solari termici e impianti
Art. 3-2-a1) Ristrutturazione integrale dell’involucro di ed. di S utile > 1000 m2 Art. 3-2-a2) Demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di ed. di S utile > 1000 m2 Edifici pubblici e ad uso pubblico di nuova costruzione
- obbligo di installazione di impianti solari termici per produzione acqua calda sanitaria per il 50%
3) METODO DI CALCOLO ENERGETICHE DEGLI EDIFICI
1° METODO EDIFICI DI NUOVA COSTRUZIONE, RISTRUTTURAZIONE INTEGRALE DELL’INVOLUCRO O DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE IN MANUTENZIONE STRAORDINARIA DI EDIFICI DI S UTILE > 1000 m2 2° METODO RISTRUTTURAZIONI TOTALI O PARZIALI DELL’INVOLUCRO E MANUTENZIONE STRAORDINARIA DI EDIFICI DI S UTILE < 1000 m2 3° METODO SOSTITUZIONE (NUOVA INSTALLAZIONE) O RISTRUTTURAZIONE INTEGRALE DEGLI IMPIANTI TERMICI 4° ALTERNATIVA AL 3° METODO SOSTITUZIONE (NUOVA INSTALLAZIONE) DI GENERATORE CON IMPIANTO DI POTENZA INFERIORE A 100 KW
1° METODO Edifici di nuova costruzione, Ristrutturazione integrale dell’involucro o demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di edificio di S utile > 1000 m2. A) LIMITE SUL FEP: calcolo del fabbisogno energetico primario per il periodo invernale relativo al solo riscaldamento degli ambienti. Il valore deve risultare minore di quello limite indicato dalla tabella 1 e funzione della tipologia di edificio (S/V) e dalla zona climatica (gg). Allegato C Tabella 1: fabbisogno annuo energia primaria invernale per m2 sup. utile: kWh/m2 anno Zona climatica S/V A
1400 1401 2100 2101 3000 >3000
Il metodo 1 è il solo applicabile nel caso di edifici di categoria E.8 (industriali). B) METODO TABELLARE (ALTERNATIVO AD “A”)
Esonero dal calcolo FEP e impiego dei limiti sulle trasmittanze dei componenti dell’involucro e sul rendimento dell’impianto; attribuzione del valore del FEP limite funzione di S/V e della località.
Allegato C Tabella 2: U strutture verticali W/m2K Zona Dal 1/1/2006 Dal 1/1/2009 climatica A 0.85 0.72 B 0.64 0.54 C 0.57 0.46 D 0.50 0.40 E 0.46 0.37 F 0.44 0.35 Tabella 4a: U chiusure trasparenti W/m2K Zona Dal 1/1/2006 Dal 1/1/2009 climatica A 5.5 5.0 B 4.0 3.6 C 3.3 3.0 D 3.1 2.8 E 2.8 2.5 F 2.4 2.2
Tabella 3: U strutture orizzontali W/m2K Zona Dal 1/1/2006 Dal 1/1/2009 climatica A 0.80 0.68 B 0.60 0.51 C 0.55 0.44 D 0.46 0.37 E 0.43 0.34 F 0.41 0.33 Tabella 4b: U vetri W/m2K Zona climatica A B C D E F
5.0 4.0 3.0 2.6 2.4 2.3
5.0 3.0 2.3 2.1 1.9 1.6
Allegato C Rendimento globale medio stagionale Rendimento globale medio stagionale minimo > (75+3logPn)% C) METODO TABELLARE 30% (ALTERNATIVO AD “A” e “B”) Esonero dal calcolo FEP e impiego dei limiti sulle trasmittanze dei componenti dell’involucro e sul rendimento dell’impianto con queste modifiche: maggiorazione fino al 30% della trasmittanza dei componenti opachi verticali (tabella 2) riduzione corrispondente al 30% della trasmittanza dei componenti finestrati (tabella 4) Attribuzione del valore del FEP limite funzione di S/V e della località. Allegato C
zona climatica A B C D E F
Tabella 2: U strutture verticali W/m2K maggiorate del 30%
Tabella 3: U strutture orizzontali W/m2K
1.11 0.83 0.74 0.65 0.60 0.57
0.94 0.70 0.60 0.52 0.48 0.46
0,8 0,6 0,55 0,46 0,43 0,41
0,68 0,51 0,44 0,37 0,34 0,33
Tabella 4°: U chiusure trasparenti W/m2K ridotte del 30%
A 3,85 3.50 B 2.80 2.52 C 2.31 2.10 D 2.17 1.96 E 1.96 1.75 F 1.68 1.54 Allegato C Rendimento globale medio stagionale Rendimento globale medio stagionale minimo > (75+3logPn)%
Tabella 4b: U vetri W/m2K dal 1° gennaio 2006
PONTI TERMICI Tutti i valori delle tabelle sono riferiti alla condizione di ponte termico corretto: Allegato A comma 20
È la discontinuità di isolamento termico che si può verificare in corrispondenza agli innesti di elementi strutturali (solai e pareti verticali o pareti verticali tra loro) È quando la trasmittanza termica della parete fittizia (il tratto di parete esterna in corrispondenza del ponte termico) non supera per più del 15% la trasmittanza termica della parete corrente
Nel caso il ponte termico non sia corretto la trasmittanza media della struttura deve essere minore dei valori in tabella. Sono presenti nel paragrafo 6 i riferimenti normativi per le valutazioni rigorose dei ponti termici. 2° METODO Ristrutturazione totale o parziale e manutenzione straordinaria dell’involucro di edifici con S utile < 1000 m2. Esonero dal calcolo FEP e impiego dei limiti sulle trasmittanze dei componenti dell’involucro e sul rendimento dell’impianto. Allegato C Tabella 2: U strutture verticali W/m2K Zona Dal 1/1/2006 Dal 1/1/2009 climatica A 0.85 0.72 B 0.64 0.54 C 0.57 0.46 D 0.50 0.40 E 0.46 0.37 F 0.44 0.35 Tabella 4a: U vetri W/m2K Zona Dal 1/1/2006 Dal 1/1/2009 climatica A 5.5 5.0 B 4.0 3.6 C 3.3 3.0 D 3.1 2.8 E 2.8 2.5 F 2.4 2.2
Tabella 3: U strutture orizzontali W/m2K Zona Dal 1/1/2006 Dal 1/1/2009 climatica A 0.80 0.68 B 0.60 0.51 C 0.55 0.44 D 0.46 0.37 E 0.43 0.34 F 0.41 0.33 Tabella 4b: U vetri W/m2K Zona Dal 1/1/2006 Dal 1/1/2009 climatica A 5.0 5.0 B 4.0 3.0 C 3.0 2.3 D 2.6 2.1 E 2.4 1.9 F 2.3 1.6
3° METODO Sostituzione (nuova installazione) o ristrutturazione integrale di tutti gli impianti termici. Tabella 1 bis: fabbisogno annuo energia primaria invernale per m2 sup. utile: kWh/m2 anno aumentati del 50% rispetto alla tabella 1
Zona climatica S/V A
ALTERNATIVA AL 3° METODO: Sostituzione (nuova installazione) di generatore con impianto di potenza inferiore a 100 kW REQUISITI MINIMI GENERATORE A) Generatore a tre o quattro stelle B) T fluido termovettore media in condizioni di progetto non superiore a 60°C C) Regolazione ambiente D) Con potenze nominali ≥35 kW i nuovi generatori installati devono essere superiori al massimo del 10% rispetto a quelli sostituiti
4) RIFERIMENTI NORMATIVI L’allegato I all’articolo 16 indica che i calcoli e le verifiche sono eseguibili con metodi che garantiscano risultati conformi alle migliori regole tecniche. Si considerano rispondenti a tale requisito le norme tecniche vigenti in materia: -
norme tecniche dell’UNI norme tecniche del CEN
VALUTAZIONI PER IL PERIODO ESTIVO UNI 10375 UNI EN ISO 13791 UNI EN ISO 13792 UNI EN ISO 13786
Metodo di calcolo della temperatura interna estiva degli ambienti Prestazione termica degli edifici – Calcolo della temperatura interna estiva di un locale in assenza di impianti di climatizzazione – Criteri generali e procedure di validazione Prestazione termica degli edifici – Calcolo della temperatura interna estiva di un locale in assenza di impianti di climatizzazione – Metodi semplificati Prestazione termica dei componenti per edilizia – Caratteristiche termiche dinamiche – Metodi di calcolo
PONTI TERMICI UNI EN ISO 14683 UNI EN ISO 10211-1 UNI EN ISO 10211-2
Ponti termici in edilizia - Coefficiente di trasmissione termica lineica – Metodi semplificati e valori di riferimento Ponti termici in edilizia – Flussi termici e temperature superficiali – Metodi generali di calcolo Ponti termici in edilizia – Calcolo dei flussi termici e delle temperature superficiali - Ponti termici lineari
VERIFICHE CONDENSA UNI EN ISO 13788
UNI 10350
Prestazione igrometrica dei componenti e degli elementi per edilizia – Temperatura superficiale interna per evitare l’umidità superficiale critica e condensazione interstiziale – Metodo di calcolo Componenti edilizi e strutture edilizie – Prestazioni igrotermiche – Stima della temperatura superficiale interna per evitare umidità
critica superficiale e valutazione del rischio di condensazione interstiziale
FABBISOGNO ENERGETICO PRIMARIO UNI EN 832 UNI EN ISO 6946 UNI 10379 IMO EM OSP 13790 UNI 10348 UNI 10376 UNI EN ISO 10077-1 UNI EN ISO 10077-2 UNI 10346 UNI EN ISO 13370 UNI 10347 UNI 10339 UNI EN 13465 UNI EN 13779 Raccomandazione CTI Raccomandazione CTI
Prestazione termica degli edifici – Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento – Edifici residenziali Componenti ed elementi per edilizia – Resistenza termica e trasmittanza termica – Metodo di calcolo Riscaldamento degli edifici – Fabbisogno energetico convenzionale normalizzato Prestazione termica degli edifici – Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento Riscaldamento degli edifici – Rendimenti dei sistemi di riscaldamento – Metodo di calcolo Isolamento termico degli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli edifici Prestazione termica di finestre, porte e chiusure – Calcolo della trasmittanza termica – Metodo semplificato Prestazione termica di finestre, porte e chiusure – Calcolo della trasmittanza termica – Metodo numerico per i telai Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Scambi di energia termica tra terreno ed edificio – Metodo di calcolo Prestazione termica degli edifici – Trasferimento di calore attraverso il terreno – Metodi di calcolo Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Energia termica scambiata tra una tubazione e l’ambiente circostante – Metodo di calcolo Impianti aeraulici ai fini di benessere – Generalità, classificazione e requisiti – Regole per la richiesta d’offerta, l’offerta, l’ordine e la fornitura Ventilazione degli edifici – Metodi di calcolo per la determinazione delle portate d’aria negli edifici residenziali Ventilazione degli edifici non residenziali – Requisiti di prestazione per i sistemi di ventilazione e di condizionamento Esecuzione della certificazione energetica – Dati relativi all’edificio Raccomandazione per l’utilizzo della norma UNI 10348 ai fini del calcolo del fabbisogno di energia primaria e del rendimento degli impianti di riscaldamento e/o …
BANCHE DATI UNI 10355
Murature e solai. Valori della resistenza termica e metodo di calcolo
Materiali da costruzione – Conduttività termica e permeabilità al vapore
Materiali e prodotti per edilizia – Proprietà idrometriche – Valori tabulati di progetto
5) ELABORAZIONE DI STANDARD DI QUALITA’ PER GLI EDIFICI AD ALTA QUALITA’ ENERGETICA (Dati da Agenzia Regionale Lombarda)
Si sono considerate quattro tipologie edilizie in ambito lombardo: • • • •
edificio a torre di 8 piani (composto da 32 appartamenti) edificio in linea di 4 piani (composto da 16 appartamenti) villetta pluri-familiare o a schiera (composta da 6 appartamenti) villetta monofamiliare.
È stata definita una classificazione in sette fasce in base al fabbisogno di calore, cioè il calore che deve essere fornito all’ambiente riscaldato per mantenere la temperatura di progetto dello spazio riscaldato. La classificazione rispecchia l’orientamento comunitario prevalente di adottare uno schema già adottato in Austria e dalla Provincia Autonoma di Bolzano per la certificazione “Casa Clima” Essa prevede le seguenti classi di fabbisogno di calore:
≤ 30 kWh/m2 anno
≤ 50 kWh/m2 anno
≤ 70 kWh/m2 anno
≤ 90 kWh/m2 anno
≤ 120 kWh/m2 anno
≤ 160 kWh/m2 anno
≥ 160 kWh/m2 anno
Classificazione energetica (fonte Certificazione Casa Clima) Il fabbisogno di calore nella normativa vigente (UNI 10379 e 10344) viene altresì definito come fabbisogno energetico utile, ovvero la quantità di energia termica richiesta da ogni singola zona termica per garantire le condizioni interne prefissate.
Descrizione degli edifici campione 1 - Edificio a Torre L’edificio preso in esame è il tipico edifico a torre, con pianta quadrata e composto da otto piani fuori terra e tre piani interrati adibiti ad uso di box e cantine; ogni piano è suddiviso in quattro appartamenti con superficie lorda media di circa 126 [m2]. Le caratteristiche geometriche dell’edificio campione si possono così riassumere: 
volume lordo riscaldato:
13.321 [m3];
superficie esterna che delimita il volume:
4.325 [m2];
415 [m2];
rapporto superficie / volume:
0,32 [m-1];
superficie netta riscaldata:
3.431 [m2];
superficie copertura:
505 [m2]
2 - Edificio in linea L’edificio preso in esame è un tipico edifico in linea con pianta rettangolare ed è composto da tre piani fuori terra e un piano interrato adibito a box e cantine; ogni piano è suddiviso in quattro appartamenti, con una superficie media di circa 102 [m2]. Le caratteristiche geometriche dell’edificio campione si possono così riassumere: 
5.755 [m3];
2.932 [m2];
superficie vetrata:
270 [m2];
rapporto superficie/volume:
0,51 [m-1];
1.631 [m2];
480 [m2].
3 - Villette a schiera L’edificio preso in esame è il tipico edifico residenziale ed è composto da sei villette monofamiliari. Ogni villetta è suddivisa in tre livelli così composti: un piano interrato, in cui sono ubicati una taverna ed un box. La superficie media riscaldata è di circa 143 [m2].
Le caratteristiche geometriche dell’edificio campione si possono così riassumere: 
3.238 [m3];
2.093 [m2];
66 [m2]
0,65 [m-1];
863 [m2];
484 [m2].
4 - Villetta monofamiliare L’edificio preso in esame è un tipico edifico residenziale ed è rappresentato da una villetta monofamiliare, composta da un piano interrato, in cui sono ubicati una taverna ed un box, e da due piani fuori terra per un totale di 185 [m2]. Le caratteristiche geometriche dell’edificio campione si possono così riassumere: 
588 [m3];
437 [m2];
16 [m2];
0,78 [m-1];
149 [m2];
81 [m2].
Metodologia di confronto La valutazione degli edifici è stata articolata in due fasi. La prima fase ha riguardato la costruzione del caso base per le quattro tipologie edilizie sopra descritte. L’edificio a torre e quello in linea presentano una struttura a pilastri in c.a. e tamponamenti in mattoni forati 12+8 [cm], con intercapedine d’aria ed EPS. Le coperture sono composte da una soletta mista da 16 [cm] in laterizio e nervatura in c.a. Le struttura della villetta a schiera e della villetta singola sono in mattoni pieni faccia a vista con EPS. I tetti sono a falda su una soletta da 20+6 [cm]. I serramenti usati nel caso base per ciascuna struttura sono in legno e vetro camera 412-4. In Tabella viene riportato, per ognuno dei quattro casi in esame, il rapporto S/V ed il fabbisogno energetico calcolato e corrispondente al rispetto dei minimi di legge. S/V Tipologia Edilizia [m-1] Villetta
Questi quattro edifici sono stati valutati in base al solo fabbisogno di calore riferito all’involucro, per classificarli in base alla tabella CasaClima. La villetta monofamiliare e la villetta schiera risultano essere in Classe F, mentre l’edificio a torre e l’edificio in linea rientrano nella Classe E. S/V Tipologia Edilizia
Fabbisogno di calore involucro 2
Fabbisogno di calore dell’involucro
La seconda fase dell’analisi è consistita nell’analizzare interventi sull’involucro edilizio, che permettessero un miglioramento del comportamento termofisico degli edifici in esame, e di valutare il miglioramento del valore del fabbisogno di calore dell’involucro. Gli interventi simulati sono inerenti all’isolamento delle pareti e alle superfici vetrate. Partendo dalle strutture sopra descritte nelle varie tipologie edilizie, sono state adottate le correzioni sotto elencate, in base all’obiettivo che si voleva perseguire, ovvero alla classe di efficienza energetica che si voleva raggiungere: 
inserimento dell’isolamento termico in sostituzione dell’intercapedine d’aria;
aumento dello spessore dell’isolante;
sostituzione dell’isolante con un altro tipo con prestazioni termiche migliori;
sostituzione dei componenti vetrati con vetri camera e telai più efficienti.
Valutazione tecnica ed economica degli interventi Come già introdotto in precedenza, viene considerato il fabbisogno di calore, come definito dalla EN832, cioè il calore che deve essere fornito all’ambiente riscaldato per mantenere la temperatura di progetto dello spazio riscaldato:
Qh = Ql − η * Qg
dove Ql:
l'energia scambiata per dispersione termica, comprensiva delle perdite per conduzione e ventilazione,
fattore di utilizzazione degli apporti gratuiti,
apporto totale di calore, dato dalla somma degli apporti di calore interni e di quelli solari.
1 - Edificio a Torre L’edificio ha un fabbisogno di calore pari a 90,53 [kWh/m2anno], corrispondente alla Classe E. L’analisi economica considera i costi aggiuntivi relativi ai diversi interventi necessari per raggiungere le Classi obiettivo, partendo dalla situazione di base.
Interventi per raggiungere la Classe B Nella tabella sono elencati gli interventi che sono stati effettuati per passare dalla Classe E con un fabbisogno di calore pari a 90,5 [kWh/m2 anno] alla Classe B con un fabbisogno di calore di 40,3 [kWh/m2 anno], con un risparmio di 50,2 [kWh/m2 anno] pari al 55,5%. Gli interventi che si sono resi necessari sono costituiti dall’aumento dello spessore di polistirene espanso sinterizzato (EPS) da 25 [kg/m3] in varie parti della struttura e dall’installazione di vetro camera 4-12-4 con gas inerte e serramento con telaio in PVC.
Tipologia di Tamponamenti
Subsistemi edilizi
Muratura Vano
Basamento su
Serramenti Tipologia serramento
Telaio legno vetro camera (4-12-4)
Telaio PVC vetro camera con gas inerte (4-12-4)
Interventi effettuati per il raggiungimento della Classe B
Interventi per raggiungere la Classe A Nella tabella sono elencati gli interventi che sono stati effettuati per passare dalla Classe E con un fabbisogno di calore pari a 90,5 [kWh/m2 anno] alla Classe A con un fabbisogno di calore di 23,1 [kWh/m2 anno], con un risparmio di 67,5 [kWh/m2 anno] pari al 74,5%. Gli interventi che si sono resi necessari sono costituiti dalla sostituzione del polistirene espanso sinterizzato (EPS) da 25 [kg/m3] con il EPS a caratteristiche migliorate in varie parti della struttura e dallâ&#x20AC;&#x2122;installazione di vetro camera 4-12-4 con telaio in PVC e gas inerte.
Trasmittanza [W/m K]
Telaio PVC vetro camera (4-12-4) con gas inerte
Muratura Vano Scale
Basamento su Box e cantine
Interventi effettuati per il raggiungimento della Classe A
2 - Edifici in Linea Lâ&#x20AC;&#x2122;edificio descritto ha un fabbisogno di calore pari a 101,6 [kWh/m2 anno] corrispondente ad una Classe E. Lâ&#x20AC;&#x2122;analisi economica considera i costi aggiuntivi relativi ai diversi interventi necessari per raggiungere le Classi obiettivo, partendo dalla situazione di base. Interventi per raggiungere la Classe B Nella tabella sono elencati gli interventi che sono stati effettuati per passare dalla Classe E con un fabbisogno di calore pari a 101,6 [kWh/m2 anno] alla Classe B con un fabbisogno di calore di 40,4 [kWh/m2 anno], ottenendo quindi un risparmio di 61,2 [kWh/m2 anno] pari al 60,3%. Ă&#x2C6; stato necessario aumentare lo spessore del polistirene espanso sinterizzato (EPS) da 25 [kg/m3] in varie parti della struttura e installare i vetro camera 4-12-4 con gas inerte e telaio in PVC.
Basamento su Box
Telaio legno vetro
Telaio PVC vetro
3.02 Tipologia serramento Camera (4-12-4)
1.35 Camera (4-12-4) con gas inerte
Interventi per raggiungere la Classe A
Nella tabella sono elencati gli interventi che sono stati effettuati per passare dalla Classe E con un fabbisogno di calore pari a 101,6 [kWh/m2 anno] alla Classe A con un fabbisogno di calore di 22,6 [kWh/m2 anno], ottenendo un risparmio di 79 [kWh/m2 anno] pari al 77,8%. Si Ă¨ agito sui seguenti parametri: sostituzione del polistirene espanso sinterizzato (EPS) da 25 [kg/m3] con Polistirene sinterizzato con caratteristiche migliorate; installazione vetro camera 4-12-4 con gas inerte e telaio in PVC.
Trasmittanza [W/m K] Serramenti Tipologia serramento
3 - Villette a Schiera Lâ&#x20AC;&#x2122;edificio descritto ha un fabbisogno di calore pari a 132,4 [kWh/m2 anno] corrispondente ad una Classe F. Lâ&#x20AC;&#x2122;analisi economica considera i costi aggiuntivi relativi ai diversi interventi necessari per raggiungere le Classi obiettivo, partendo dalla situazione di base.
Interventi per raggiungere la Classe B Nella tabella sono elencati gli interventi che sono stati effettuati per passare dalla Classe F con un fabbisogno di calore pari a 132,4 [kWh/m2 anno] alla Classe B con un fabbisogno di calore di 41,5 [kWh/m2 anno], ottenendo un risparmio di 90,9 [kWh/m2 anno] pari al 68,7%. Si Ă¨ agito sui seguenti parametri: sostituzione del polistirene espanso sinterizzato (EPS) da 25 [kg/m3] in vari punti della struttura con EPS migliorato; installazione vetro camera 4-12-4 con gas inerti e telaio in PVC
Tipologia di Tamponamenti Subsistemi edilizi
Parete verso box cantinato
Parete verso Terreno
Basamento su terreno
Telaio PVC vetro camera
camera (4-12-4)
(4-12-4) con gas inerte
Interventi per raggiungere la Classe A Nella tabella sono elencati gli interventi che sono stati effettuati per passare dalla Classe D con un fabbisogno di calore pari a 132,4 [kWh/m2 anno] alla Classe A con un fabbisogno di calore di 26,2 [kWh/m2 anno], generando un risparmio di 106,2 [kWh/m2 anno] pari al 80,2%. Si Ă¨ agito sui seguenti parametri: Â&#x192;
sostituzione del polistirene espanso sinterizzato (EPS) da 25 [kg/m3] in varie parti della struttura con EPS migliorato;
installazione vetro camera 4-12-4 con gas inerti e telaio in PVC.
Parete verso box
Parete verso
Telaio PVC vetro camera (4-
12-4) con gas inerte
4 - Villetta monofamiliare L’edificio descritto ha un fabbisogno di calore pari a 144,9 [kWh/m2 anno] corrispondente ad una Classe F. L’analisi economica considera i costi aggiuntivi relativi ai diversi interventi necessari per raggiungere le Classi obiettivo, partendo dalla situazione di base.
Interventi per raggiungere la Classe B Nella tabella sono elencati gli interventi che sono stati effettuati per passare dalla Classe F con un fabbisogno di calore pari a 144,9 [kWh/m2 anno] alla Classe B con un fabbisogno di calore di 41,8 [kWh/m2 anno], con un risparmio di 103,1 [kWh/m2 anno] pari al 71,1%. Si è agito sui seguenti parametri: 
sostituzione del Polistirene Espanso Sinterizzato (EPS) da 25 [kg/m3] con EPS migliorato;
installazione vetro camera 4-12-4 con gas inerte e telaio in PVC.
Spessore Isolante (cm) 2
Interventi per raggiungere la Classe A Nella tabella sono elencati gli interventi che sono stati effettuati per passare dalla Classe F con un fabbisogno di calore pari a 144,9 [kWh/m2 anno] alla Classe A con un fabbisogno di calore di 27,1 [kWh/m2 anno], con un risparmio di 117,8 [kWh/m2 anno] pari al 81,3%. Si Ă¨ agito sui seguenti parametri: Â&#x192;
installazione vetro camera 4-12-4 con gas inerte.
Telaio PVC vetro camera (4-12-4)
Valutazione dei risparmi di combustibile Sono stati considerati i due combustibili più utilizzati nel settore residenziale: il gas metano (con un potere calorifico inferiore PCI di 8.250 [kcal/Nm3]) e il gasolio (con un potere calorifico inferiore PCI di 10.200 [kcal/kg]). Per poter calcolare i consumi di combustibile si è ipotizzato un rendimento medio stagionale dell’impianto di 0,7, che è dato dal rapporto tra il fabbisogno di calore stagionale ed il fabbisogno di energia primaria nel periodo di riscaldamento:
η g ,s =
∑∑ (Q k =i j =i
) j ,k
dove: i
è il mese iniziale del periodo di riscaldamento,
è il mese finale del periodo di riscaldamento,
è il numero delle zone costituenti l'edificio,
è il fabbisogno energetico utile di ogni singola zona nel mese j-esimo,
è il fabbisogno di energia primaria nel periodo di riscaldamento.
Di seguito vengono riportate le tabelle riassuntive dei principali indicatori energetici e relativi consumi di combustibile per ciascuna tipologia edilizia.
Edificio a torre Classe
riscaldamento [kWh/m anno]
[m / m anno]
[kg/ m anno]
Tabella riassuntiva fabbisogni termici e risparmio di combustibile â&#x20AC;&#x201C; edificio a torre
Edificio in linea Classe
Tabella riassuntiva fabbisogni termici e risparmio di combustibile â&#x20AC;&#x201C; edificio in linea
Villetta a schiera Classe
Tabella riassuntiva fabbisogni termici e risparmio di combustibile â&#x20AC;&#x201C; villetta a schiera
Villetta monofamiliare Classe
Tabella riassuntiva fabbisogni termici e risparmio di combustibile – villetta monofamiliare
Analisi ambientale Di seguito sono riportate le emissioni evitate (cioè non immesse in atmosfera) grazie all’efficienza energetica, per ciascuna classe e tipologia edilizia. Di seguito vengono riportate le tabelle riassuntive dei principali indicatori energetici e delle rispettive emissioni evitate, in quanto diminuendo il fabbisogno di energia diminuisce la quantità di CO2 che viene immessa in atmosfera. Questa analisi è stata svolta sia per combustibile gassoso (metano) con un valore di riferimento pari a 2410 kg di [CO2/tep] e combustibile liquido (gasolio), avente un valore di riferimento di 3107 kg di [CO2/tep].
Emissioni evitate di
CO2 con gas metano
CO2 con gasolio
[kg/m anno]
Emissioni di CO2 evitate, Edificio a torre nelle varie classi di efficienza
Emissioni di CO2 evitate, Edificio in linea nelle varie classi di efficienza
Emissioni di CO2 evitate, Villetta a schiera nelle varie classi di efficienza
Emissioni di CO2 evitate, Villetta monofamiliare nelle varie classi di efficienza
6. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE A) Certificazione energetica È evidente che l’utente finale sarà consapevole che quanto consuma è dipendente dalle prestazioni tecniche dell’involucro dell’edificio e da rendimento degli impianti in esso installato. Modificare/sostituire un elemento significherà variare i consumi e quindi i costi relativi. Produrre durante l’atto di compravendita il certificato è sicuramente un modo nuovo di rendere l’utente obbligatoriamente consapevole di cosa stia acquistando. Rappresenta certamente un modo nuovo di vendere edifici. Ovvero: classe A saranno i più ricercati e più valorizzati, classe G avranno valori inferiori. Un edificio con serramenti ad elevata prestazione termica e magari con sistemi ventilazioni interattive potranno essere posti sul mercato con evidenti benefici per l’utente e sicuramente a costi superiori. B) Prestazioni energetiche componenti L’allegato C della bozza di decreto riporta i valori di U per pareti finestre e vetri. Il confronto con quanto riportato nella norma 10077 – 1 è immediato. Serramenti realizzati con telai a trasmittanza termica elevata saranno penalizzati anche se ammessi in zone climatiche più favorevoli. Vetri semplici e vetri doppi normali sono certamente considerati componenti di basso profilo C) Esposizione, ombreggiature L’esposizione dell’edificio permetterà di contabilizzare guadagni gratuiti sino ad oggi non ipotizzati. Le ombreggiature saranno vitali per una gestione integrata estiva – invernale dell’impianto. Faranno tendenza i sistemi a ombreggiamento variabile. D) Aerazione Un elemento considerato addizionale ma di importanza strategica è l’aerazione combinata finestra – cassonetto sia di tipo attivo che passivo. E) Sistemi di oscuramento Combinazioni di oscuranti con variazione del grado di ombreggiamento sono da considerare in modo positivo alla gestione energetica dell’edificio. F) Energie alternative La creazione di elementi oscuranti/ombreggianti che abbiano anche elementi per la fornitura di energia alternativa è di certo componente di interesse. G) Pareti e facciate continue Le facciate continue telaio/vetro sono di difficile contemplazione in edifici di classe energetica elevata. Le facciate saranno studiate per ottenere valore di trasmittanza termica apparente almeno pari a quelle opache con sistemi termodinamici. H) Pareti combinate Elementi modulari che permettano di combinare una parte opaca e serramenti molto isolati con sistemi di aerazione e controllo della radiazione solare entrante potranno essere l’indirizzo di un modo diverso per produrre ed integrare funzioni oggi lasciate in gestione al singolo progettista ed al singolo utente. I) Nel transitorio si applicano i seguenti metodi di verifica Edifici nuovi: • calcolare il FEP effettivo dell’edificio e confronto con il limite tab. 1/all. C; • prendo come effettivo il FEP da tab. 1/all. C e applico i valori di U tab. 2/3/4; • è possibile ridurre del 30% U finestre e compensare con U pareti e viceversa. Ristrutturazioni: • applicare limiti di U da tab. 2/3/4 all.C. L) Verifiche imposte: • FED • U • condensa superficiale ed interna • adottare schemi per radiazione solare • massa superficiale >230 kg/m² per tutte le superfici esterne in zone A,B,C,D oppure si possono applicare nuove tecnologie da dimostrarne l’efficacia. M) LA LEGGE 10/91 Ed i suoi decreti attuativi sono abrogati dalla data in vigore del DL 192 che è stabilita in…
ESEMPIO DI ETICHETTA Si riportano, per esempio, due modalitĂ di etichettatura energetica dellâ&#x20AC;&#x2122;edificio, facendo riferimento a nazioni europee che hanno attuato la certificazione energetica ormai da alcuni anni.
7) IL MERCATO EUROPEO DEL CONSUMO DI ENERGIA: CONSUMO DI ENERGIA PER AMBIENTI RISCALDATI IN FUNZIONE DELLA SUPERFICIE E DEI GRADI GIORNO
Denmark Finland France Germany Ireland Italy Netherlands Sweden UK
Media superficiale per appartamento (m2) 107.6 78.2 86 78 97 96.1 105 90 85
2,437,000 2,224,000 27,713,000 36,938,000 1,123,000 20,360,000 6,530,000 4,888,000 23,833,000
Area totale (m2) 262,221,200 173,916,800 2,383,318,000 2,881,164,000 108,931,000 1,956,596,000 685,650,000 439,920,000 2,025,805,000
Gradi giorno 3,310 4,336 2,232 2,871 2,454 1,687 2,947 3,725 2,517
138 206 154 202 173 105 122 141 127
KWh/m2/gradi giorno 0.042 0.048 0.069 0.070 0.070 0.062 0.041 0.038 0.050
/06_ANALISI_DL_1922
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