Source: https://ettoremarini.com/2016/03/30/5-anni-nellinferno-del-carcere-speciale-di-pianosa-da-innocente/
Timestamp: 2017-10-20 08:39:31+00:00
Document Index: 28179454

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27']

5 anni nell’inferno del carcere speciale di Pianosa, da innocente – "Strane cose", il blog di Ettore
Antimafia, scrittori
5 anni nell’inferno del carcere speciale di Pianosa, da innocente
Ho letto, anzi divorato, in due ore questa sofferta testimonianza di un cittadino qualunque, Rosario Enzo Indelicato, arrestato la notte del 6 maggio 1992, che non aveva fatto niente, ma un falso pentito di mafia (falso lo dicono i giudici) tale Vincenzo calcara, lo aveva accusato di omicidi vari e traffico di stupefacenti:
Quindi questo Indelicato, che non aveva commesso nessun reato, che viveva del suo lavoro, si ritrova incarcerato all’Ucciardone di Palermo perché accusato “a sua insaputa” di crimini orribili da un pentito che si era autoaccusato di essere stato ingaggiato da Francesco Messina Denaro per uccidere nel ’91 il giudice Paolo Borsellino con un fucile di precisione ( storia inventata di sana pianta, come il 90% di quanto sostenuto da Calcara); e nella notte tra il 19 luglio e il 20 luglio 1992, a poche ore dalla strage di Via D’Ameglio vie trasportato nettetempo in elicottero al carcere speciale di pianosa, e lì sottoposto a 5 anni di torture. Grazie a Calcara…
In primo grado viene condannato a 12 anni per traffico internazionale di stupefacenti e 4 anni e 6 mesi per associazione mafiosa:
e ciò grazie a tre falsi pentiti: Vincenzo Calcara, Spatola e Filippello tutti e tre del suo paese, Campobello di Mazara; ma in appello viene assolto per il primo reato ma confermata la condanna a 4 anni e 6 m. per il secondo:
Indelicato dice di essere riuscito a resistere alla voglia di suicidarsi solo per la fede in Dio; certo che farsi 5 anni di carcere speciale, 5 anni di torture (successivamente alla liberazione la moglie denuncerà i suoi aguzzini, ma dopo la condanna di questi ultimi il reato cade in prescrizione) perché un falso pentito ha fatto il tuo nome dev’essere stato durissimo.
Il libro è un pugno nello stomaco: Lo Stato a Pianosa si dimostra peggiore dei mafiosi, e delle persone innocenti in attesa di giudizio come Indelicato.
Ne consiglio la lettura a un pubblico adulto.
30 marzo 2016 30 marzo 2016 ettoremar41bis, L'inferno di Pianosa, Pianosa, Rosario Enzo Indelicato, Vincenzo Calcara
42 pensieri su “5 anni nell’inferno del carcere speciale di Pianosa, da innocente”
30 marzo 2016 alle 10:04 PM
Ma Indelicato fu assolto dal reato di traffico e condannato per 416/bis? Così mi sembra di aver letto.
30 marzo 2016 alle 10:19 PM
si, sia in !° grado che in appello, condanna confermata a 4 anni e sei mesi, condanna già scontata dalla detenzione preventiva, nonostante ciò lo riportarono a Pianosa:-(
30 marzo 2016 alle 10:20 PM
E Vincenzo Calcara va nelle scuole a insegnare l’antimafia ai ragazzi, insieme a salvatore Borsellino…
30 marzo 2016 alle 10:32 PM
Mah, a me la cosa che lascia basito è il fatto che lo lascino scrivere( o gli scrivono..) su facebook post dal tenore inquietante, quasi a far intendere che i Giudici di Palermo o Caltanissetta non vogliano scoprire la verità, e questo è molto grave. Non so, forse pure la Magistratura si sarà stufata di occuparsi di Calcara, vedremo come finiranno i processi in cui è imputato.
Antonio Vaccarin ha detto:
31 marzo 2016 alle 1:11 AM
onorato della richiesta del Dr Marini.
Gentile Sig Maximus. l’affastellamento delle considerazioni che vorrei poterLe trasmettere è talmente turbolento che mi spingerebbe inevitabilmente ad anticipare l’intendimento di liberare il grido “alieno” che tengo soffocato da 24 anni in attesa che si verifichino gli eventi che “pare” stiano affermandosi. La migliore Procura Siciliana ha già adottato il primo provvedimento in tal senso prodromico. Per 24 anni…DA 24 anni non si è voluto accettare la verità facile da accertare. Accertata SUBITO. Accettata MAI ! caccara altro non è che un verme assassino la cui schizofrenia è stata strumentalizzata per fini talmente gravosi che nemmeno il suo suggeritore conosceva ab origine. Le stragi sono state decise a Castelvetrano. Matteo Messina Denaro . Riina imperante, assieme ai fratelli Graviano. Brusca, Sinacori, Geraci, a novembre del 1991, era stato incaricato di spargere il terrore in Italia. ………caccara , indica me come capomafia e 100 altre persone che tutto erano tranne “cosa loro”! Nessuno dei mafiosi più veri e noti dimostrava di conoscere. Con lo stupore di tutti gli Investigatori! Mollti di questi, “colpevoli” di avere contrastato immediatamente tali assurdità venivano , trasferiti, puniti, degradati e mandati al patibolo di Matteo e Bagarella! Messineo, Cusumano, Sciarratta, Germanà……Questori, Diriigenti DIA, Ufficiali CC, …nessuno si salvava……..! Io venivo massacrato con torture e sevizie inenarrabili,( DENUNZIATE!!!) in 23 latrine di un’Italia che mai avevo pensato potessero esistere. Dovevo firmare fogli in biianco…!
“per prendere per fessi i Giudici….” Il primo Giudice con il verme “impattato” ? Paolo Bersellino! Il quale, scoperto tutto, mi assicurava Giustizia….a strage pianificata! Lo stesso suggeritore delle Istituzioni, nella confidenza della Signora Grimaldi, si preoccupava di farle firmare fogli in bianco con accuse a me, all’On PIsciotta e a tre Messina DEnaro, soltanto omonimi di quelli mafiosi, la conferma delle accuse di caccara relative all’intenzione omicidiaria del povero Giudice Borsellino. 5 anni di processo durante i quali non era mai stato possibile “trovare” la Grimaldi. Dopo 5 anni, finalmente viene a Caltanissetta e… ammette la falsità delle accuse, delle quali addiirittura dichiara di non sapere nulla …perchè analfabeta! La firma era stata posta su specifica richiesta del Maresciallo Canale……… caccara , castelvetranese dello stesso rione, della stessa generazione, unico al mondo che non conosceva Matteo Messina Denaro!
caccara che per 22 anni difende Canale come ad idolatrarlo. da due anni , finalmente ammette l’esistenza di Matteo, per dire che è suo amico e difensore, indica Canale come il traditore del Giudice Borsellino………il resto è predisposto per un libro di qualche migliaia di pagine!!!!
troppo lungo, chiedo scusa. Comunque grazie per l’attenzione, voglia Iddio svegliare le coscienze degli Uomini interessati alla Verità,
Silvana Campari ha detto:
10 aprile 2016 alle 7:09 PM
Buonasera Dott. Marini, sono la moglie di un carabiniere, un uomo delle istituzioni e sono un’adulta che mai leggerebbe libercoli infarciti di pregiudizi e giudizi di quint’ordine come questo da lei promosso. Sono in grado di comprendere qualunque tipo di sentimento ( per taluni la vigliaccheria e la corrutela sono tali!) ma per una persona come lei, che chiede credibilità, è una ridicolaggine promuovere qualcosa che narra di cose accadute ” a sua insaputa “. Negli ultimi anni ne abbiamo avuti begli esempi ! Il fatto poi che lei arroghi il giudizio di decidere chi è falso e chi non lo sia, mi suona un po’ come delirio di onnipotenza, poiché non voglio pensare a lei come uno dei tanti ” sciacalli”. Ci dia pertanto una prova provata di ciò che scrive, senza utilizzare quell’ unica sentenza che va a sfavore del Sig. Calcara. Inoltre , la invito a leggere l’ ultima intervista di quest’ultimo, apparsa su sostenitori.info . La legga fino in fondo dopodiché ci dia una dimostrazione di coraggio, dichiarando falso ( se vuole può anche ricorrere all’ insulto!!!!) al giudice Priore. Detto ciò, le chiedo di essere onesto con sé stesso rispondendo a questa domanda :” crede veramente in ciò che dichiara o si sente obbligato a seguire ” una corrente ?” la saluto cordialmente rinnovabile la buona serata .
Buonasera Sig. Vaccarino, anche lei vittima innocente, agnello sacrificale del cattivone Vincenzo Calcara ? Siete pietosi e ridicoli…
Ho riletto due volte l’intervista da lei citata; in altro post sono citate le tante sentenze che giudicano il Calcara del tutto inattendibile; mi permetto di citare una recente, la sentenza al processo Rostagno: “Vincenzo CALCARA Esaminato all’udienza dell’11 gennaio 2012, anche lui nella veste di teste assistito, in quanto già giudicato, con sentenza passate in cosa giudicata, per reati commessi in ambito associativo. Va detto subito che l’esame dibattimentale non ha offerto elementi che consentano di superare il giudizio assai poco lusinghiero che sulla credibilità conto di questo collaboratore di giustizia, ormai da tempo uscito dal programma di protezione – per sua scelta, ha detto – al quale era stato sottoposto dal ’92 al ’98, fu espresso dai giudici della Corte d’Assise di Caltanissetta dinanzi a cui si celebrò in primo grado il (secondo) processo per l’omicidio di Giangiacomo CIACCIO MONTALTO: processo in esito al quale furono condannati all’ergastolo AGATE Mariano e Salvatore RUNA (e assolti
invece gli altri due imputati che erano stati accusati dal CALACARA, oltre che dallo SPATOLA, e cioè ASARO Mariano e Antonio MESSINA). Anche nel presente dibattimento ha ribadito di essere stato formalmente combinato nella famiglia mafiosa di Castelvetrano, il 4 ottobre 1979, come uomo d’onore “riservato”, presenti altri sette od otto membri del sodalizio, tra i quali ricorda Vincenzo SANTANGELO, Peppe MAROTTA, Saverio FURNARI, Peppe CLEMENTE e naturalmente il capo della famiglia di Castelvetrano, MESSINA DENARO Francesco. Ha confermato altresì di avere commesso per conto di Cosa Nostra i più svariati delitti, in materia di armi, traffico di stupefacenti, estorsioni e anche un omicidio (ci sono delle sentenze che lo dimostrano, ha detto; salvo poi ammettere che, a parte quella per l’omicidio TILOCCA, ha riportato sol un’altra condanna, perché a tutti gli altri processi ha partecipato solo come testimone). Si registra su questi primi punti la prima e più grave incognita che grava sulla sua credibilità: le sue conoscenze di varie vicende delittuose e del ruolo di tanti personaggi chiamati in causa con le sue propalazioni gli deriverebbero dall’appartenenza all’associazione mafiosa Cosa Nostra, e alla partecipazione alle attività illecite di tale organizzazione: appartenenza che è invece negata o ignorata dai collaboratori di giustizia di maggior peso proveniente dalle fila delle cosche mafiose trapanesi: FERRO Giuseppe di Alcamo, PATTI Antonino della famiglia di Marsala; Vincenzo MILAZZO di Paceco (mandamento di Trapani), SINACORI Vincenzo, nonché Giovanni BRUSCA che pur appartenendo ad altra provincia, quella di Palermo, oltre ad avere raggiunto un ruolo apicale nel corso della sua lunga carriera in Cosa Nostra, ha avuto per le più svariate attività illecite, rapporti con uomini d’onore di oltre delle famiglie mafiose trapanese e soprattutto con i loro capi, tra cui proprio i MESSINA DENARO, padre e figlio.”
Quindi, signora Campari, mi MERAVIGLIO moltissimo che lei, moglie di carabiniere, dia ascolto a quello che più di una Corte ha giudicato del tutto INATTENDIBILE.
10 aprile 2016 alle 7:18 PM
Signora Campari, “pietoso e ridicolo” lo dica a suo marito, un’altro insulto e mi vedrò costretto a querelarla, MIO MALGRADO
10 aprile 2016 alle 7:40 PM
Non avevo dubbi sulla sua risposta che mi trasforma i dubbi in certezze.
10 aprile 2016 alle 9:46 PM
Si, il più delle volte in compagnia di Salvatore Borsellino….questo dovrebbe far riflettere…
10 aprile 2016 alle 9:47 PM
10 aprile 2016 alle 9:51 PM
10 aprile 2016 alle 9:53 PM
Questo è doppio , signora Campari, ma io non le cancello nulla, come scriveva la persona che lei difende
10 aprile 2016 alle 10:00 PM
No, non si meravigli. Di certo sappiamo che il sig. Calcara è sempre stato considerato e molto ! dall’intera famiglia Borsellino. Tutta questa credibilità a persone che sono state indagate e condannate ” a causa” del Sig. Calcara, fa si che voi demoliate spietatamente il giudizio di colui che voi stessi chiamate il grande giudice Paolo Borsellino. In tutto ciò leggo da parte vostra una certa forma di incoerenza. Paolo Borsellino ha persola vita in maniera orrenda per abnegazione del suo credo, lo stesso credo verso il quale voi sputate senza remora alcuna. Nessuno vuole far cambiare idea a nessuno, ma ripeto, oggettivamente, vi è totale incoerenza. Tanto le dovevo.
10 aprile 2016 alle 10:09 PM
Ok, forse sono incoerente, ci può stare; ma è sicuro che fosse proprio quello il giudizio del giudice Paolo sulla persona che lei difende? Lei è certa di ciò ? E poi, se così fosse , il giudice Paolo non potrebbe essere stato tratto in inganno ? I magistrati Russo e Carmassa , come lei ben sa colleghi di Paolo Borsellino , avevano un’opinione del tutto differente, e Russo incriminò Calcara per autocalunnia, arrivò al proscioglimento ma il reato si prescrisse. Se vuole le riporto il proscioglimento per intervenuta prescrizione …
11 aprile 2016 alle 7:55 PM
Sig.ra Campari, Lei può essere ed è libera di godere di tutte le “verità” somministratele dal Calcara. Mi creda, per nulla interessata all’eventuale coinvolgimento conviviale con suo marito che dice essere Carabiniere. La sottoscritta, quale professionista del Diritto, in perfetta e totale conoscenza di tutto l’enciclopedico cursus processuale del suo amico finto pentito, afferma, senza tema di smentita che costui è: assassino, calunniatore, truffatore, e quant’altro di analogo. Tutto ciò avvalorato da sentenze emesse da diverse Corti di Giustizia Italiane (Caltanissetta, Trapani, Palermo, Marsala, Bologna). Continui Sig.ra Campari a curare le “verità” di un tale personaggio così, da lasciare intonsi quelli che Lei definisce libercoli. Se del caso, ritengo poterlo fare, ma ne dubito alquanto, se effettivamente aiutata da Carabinieri. Magari con l’ausilio di quelli che Calcara ritiene di “poter prendere per fessi solo con un po’ di fantasia”? Le assicuro che non c’è bisogno di particolari denunzie nei suoi confronti, pure possibili e programmabili; mi riprometto, intanto, di citarla come testimone nei diversi processi che vedono il suo amico imputato. Cosi da darle modo di spiegare chi e che cosa lei si permette di definire “ pietoso e ridicolo”.
Intanto le suggerisco di ascoltare i testi sentiti nel maggio 2014 a Caltanissetta nel processo Borsellino quater. Non sono solo i collaboranti a definire totalmente falso il calcara bensì, molto autorevolmente i Procuratori della Repubblica Dott Russo e Dott.ssa Camassa. Che, Magistrati questi, tra i più intimi collaboratori del Giudice Borsellino. Trovi il tempo di leggere la sentenza sull’omicidio del Dr Ciaccio Montalto. Aggiunga la posizione della Procura di Marsala. Continui, se trova il tempo, con le sentenze emesse dai Tribunali di Trapani, Bologna e Forlì. Se non esausta potrà continuare con considerata l’attitudine a delinquere mai interrotta dal suo amico sig Calcara.
13 aprile 2016 alle 4:50 PM
Buongiorno signora Campari, non so se lei sia la stessa Carolina Campari che ha commentato sotto ad un post del signor Calcara, post dell’8 aprile, ore 19:32. (Mi è stato inviato lo screen).Partendo dal presupposto che non mi pare ci siano altri contatti di nome Campari, vorrei rassicurare, in ogni caso visto che qui potrà leggermi, tale Carolina Campari e lo stesso signor Calcara sul fatto che non sono Massimo Ciancimino.
“Ciao Vincenzo ti scrivo per chiederti di chiarirmi un dubbio che mi è sorto leggendo il tuo post. Sai, l’ho fatto leggere ad amici comuni e ne è scaturito l’immancabile confronto….tu parli di un certo Maxymus che commenta a tuo sfavore sui profili di Marini e Giordano. Maxymus-Massimo…Senza offesa per nessuno, potrebbe trattarsi di Massimo Ciancimino? Grazie per la tua risposta.”
Risponde il signor Calcara
“Ciao Carolina, non posso assolutamente pensare a quel Massimo nei termini di cui scrivi, anzi io lo rispetto così come penso lui rispetti me ! Ora, aldilà della sua condanna per calunnia, ANCHE Se di primo e secondo grado e non definitiva, non potrei mai pensare che Massimo Ciancimino sia quel calunniatore di MAXYMUS, compagno di merende di questi soggetti che mi hanno attaccato gratuitamente
Ho taggato Massimo Ciancimino in questo commento e sicuramente Lui saprà darci una risposta!!! Caro Massimo, Ti auguro di cuore una gioiosa e serena domenica!!! Un
abbraccio”
Lasciando perdere il fatto dell’errore sul mio nome, sono quisquilie, mi pregio far notare una cosa: non ho mai commentato su profili ne di Marini ne di Giordano, soprattutto perchè non ho una pagina facebook, devo desumere che forse non si è compreso che i miei commenti erano riferiti a questo blog, si trovano sotto l’articolo dello stesso blog in cui si parla del libro di Di Girolamo.
Oppure il calcara ha fatto intendere che io abbia commentato su profili facebook, beh si faccia dare una prova di ciò…Così giusto per capire. Tra l’altro non conosco ne Marini ne Giordano, ne alcuno dei signori citati nel post di calcara. E non mi occupo di calcara, leggo e cerco dopo aver seguito udienze, presenziando a volte in questi anni, io non ho niente contro il signor Calcara, mi piace la verità.
Su Giordano ho cercato in rete, ho trovato solo ed esclusivamente articoli in cui se ne parla benissimo ( interventi in dibattiti, lezioni in classe e tanto altro), non so se la signora Campari ha fatto altrettanto, e non so se ha letto i commenti di “Maxymus” nel blog che ho citato. Perchè se lo farà forse comprenderà quanto gravi siano le asserzioni del signor Calcara nei confronti di molti. Intanto il “Maxymus” ha scritto solo ed esclusivamente di atti pubblici con tanto di link e si è posto delle domande, cosa che altri non hanno fatto, invece al contrario hanno sottoscritto con i like un post e lo hanno condiviso senza neanche rendersi conto di ciò che il calcara avesse asserito, perchè non voglio credere che chi ha messo like oltre 200 soggetti, c’è lo screen, abbiano potuto approvare ciò che è scritto nel post.
Sinceramente che il signor Calcara dia del calunniatore a me poco importa, non ho problemi di tal sorta. E’ grave che ci siano persone che mettano like o condividano senza riflettere o magari sol perchè il calcara continua a scrivere di una sua vicinanza ai Borsellino. Anche lei signora Silvana Campari ha scritto nel commento su “Di certo sappiamo che il sig. Calcara è sempre stato considerato e molto ! dall’intera famiglia Borsellino.” E poi ancora scrive “Si, il più delle volte in compagnia di Salvatore Borsellino….questo dovrebbe far riflettere…”
Lei si chiede se Marini ha letto l’intervista, adesso le chiedo se lei ha letto l’intervista e magari ha cercato qualcosa sul web relativamente a ciò che c’è scritto.
Perchè guardi ci sono dei punti molto particolari solo che se lei non ha mai sentito deposizioni, o letto verbali, non può rendersene conto, ma è normale.
Questo è un pezzo della deposizione del dottore Massimo Russo( collaboratore del Giudice Borsellino a Marsala) deposizione 20 Maggio 2014 Borsellino quater. Basta andare su Radio Radicale.
[PRESIDENTE: mi sembra di no, il Pubblico Ministero ha nuove domande da porre al teste? PM: si, una sola…Dottore Russo, su Calcara, io voglio… vorremmo sapere se questa sua attività di indagine che si svolse al tempo, quindi, con riferimento al periodo 91 e 92…registrò altre… a suo…(parola incomprensibile), quelle che sono le sue…le sue intuizioni di investigatore del tempo, altri fenomeni che lei ha qualificato come depistaggi su questa vicenda. DOTT RUSSO: allora io mi sono occupato di Calcara non a quell’epoca ma successivamente, e l’ho rinviato a giudizio per autocalunnia … poi credo che sia stato dichiarato prescritto il reato…il Calcara accusato… PM: il collaboratore che gestì Paolo Borsellino… DOTT. RUSSO: Si. PM: che riferì, se non sbaglio, oltre dell’attentato anche di una vicenda che riguardò il Sindaco Lipari.- DOTT. RUSSO: Si. PM: queste indagini che avete poi sviluppato successivamente che esito hanno avuto sull’attendibilità di Calcara.- DOTT. RUSSO: mah! Io mi sono fatto un preciso convincimento su Calcara, tant è che l’ho rinviato suc … parlo di atti. Io ho rinviato Calcara per autocalunnia per essersi autoaccusato ingiustamente di far parte di Cosa Nostra. PM: parlò mai di Matteo Messina Denaro il Calcara? DOTT. RUSSO: come? PM: se mai parlò dei Messina Denaro.- DOTT. RUSSO: parlò di Messina Denaro Francesco ma mai di Messina Denaro Matteo… mai…mai. E fu uno degli elementi che i collaboratori di giustizia appartenenti all’organizzazione mafiosa, come dire, mi offrirono alla considerazione per dire… ma Dott. Russo lei che… che conosce un poche di cose, secondo lei chi è il capo di cosa nostra? Dissi: “Matteo Messina Denaro”… Ma Calcara ne ha mai parlato per quelle che sono le sue …si parlava…per dire insomma. Che il Calcara nel… da Brusca a (parola incomprensibile) non veniva considerato… cioè non veniva proprio considerato, punto! Non veniva proprio considerato, non vicino o distante, lontano …cioè… non c’era… niente a che fare con cosa nostra]
Ma cara signora Campari perchè non prova ad ascoltare tutte le deposizioni del calcara negli anni? Perchè non si chiede come mai voglia un confronto con Brusca? E con il Dottore Russo e la Dottoressa Camassa (appena nominata Presidente del tribunale di Marsala..) non lo chiede un confronto? Visto ciò che hanno dichiarato in dibattimento??Che poi lui chiede..ma il calcara non può chiedere, deve essere un organo competente a chiedere un confronto, oppure una parte processuale, oppure la corte, non il soggetto. Quando il calcara scrive” Ho chiesto di essere messo a confronto”, questa frase suscita l’ilarità di chiunque si occupi un pò di diritto. Anche uno studentello del primo anno di Legge riderebbe di gusto. Purtroppo chi commenta sostenendolo, non ha, per lo meno il 99%, competenze in materia di diritto. Altrimenti si asterrebbero di corsa dal commentare.
Da quando “chiede” il confronto? Da quando divennero pubblici i verbali delle dichiarazioni di Brusca o altri collaboratori? O lo chiede da dopo, dal maggio 2014? Brusca diciamo che non parlò proprio bene del calcara( ma è una frase buona dire che “non parlò proprio bene” perchè in sintesi lo poneva completamente, e senza ombra di dubbio, fuori dagli schemi di cosa nostra) quando venne interrogato dal Dottore Insacco, 2 dicembre 1998, in località di cui si ometteva il nome logicamente, non erano presenti gli Avvocati di fiducia di Brusca, sebbene lo stesso ritualmente avvisato, Li Gotti e Fiormonti del foro di Roma.
Si metta d’impegno signora Campari magari riesce a recuperarli. Io non ho tempo da dedicare a questa discussione. Vedrò però di riuscirci al più presto visto che mi ha accusato di aver pubblicato io l’unica sentenza negativa che ha ricevuto..l’unica sentenza.
Il calcara riferendosi a me scrive testualmente nel post ” Ha pubblicato l’unica sentenza negativa che ho ricevuto ”
Quindi dovrò cercarne qualcuna altra o no? Lei che ne pensa signora Campari? E’ giusto che io mi scusi con il calcara..
17 aprile 2016 alle 12:25 PM
Ho appena finito di leggere il libro. La mia mente è stata colpita da molte riflessioni.
Una in particolare: perché l’Italia, considerato paese democratico, con una marea di leggi per qualsiasi cosa non ha una legge sulla tortura? Mi sento di affermare che siamo ad ora, un Paese anti-Europa. Non vengono ammessi Paesi che non aboliscono la pena di morte, ma ci siamo noi, un’Italia che grida allo scandalo quando le reti d’informazione ci consentono di sapere che si è condannato un innocente alla pena di morte. Ma perché questa tortura, questa violenza inaudita non è una pena di morte?
Da questo libro si può capire che la violenza e la cattiveria non sono prodotte soltanto dai criminali più spietati, ma anche da quegli uomini -che si professano uomini di Stato- che dovrebbero far loro il senso di giustizia e legalità, dato che lavorano e rappresentano questo Stato. Un’altra cosa a cui ho pensato è l’individuo mafioso: in questo libro Indelicato ci spiega che per alcuni, le violenze subite sono servite per le collaborazioni. Gli uomini mafiosi sono i più fragili, sono quelli che fanno finta di essere i più forti ma alla fine sono i primi a cedere. Gli innocenti, grazie anche alla loro forza, non si perdono d’animo. Subiscono, ma senza cedere.
Questo libro, contenente parole durissime, piene di rabbia ma anche di speranza in una giustizia che tarda ad arrivare, dovrebbe servire da input a procedere con sempre maggiori controlli nelle nostre carceri. Non solo mandando politici a dare un’occhiata. Ispezioni a sorpresa, visite per accertare stati di salute. La punizione più severa per questa gente che disonora la divisa che indossa, una divisa per la quale hanno dato la vita molti dei loro compagni. Che questo stato si svegli!! Che gli uomini delle istituzioni si mettano una mano sulla coscienza e che non spendano solo poche parole, magari in campagna elettorale o sotto Natale.
Questo libro fa capire che è arrivato il momento di agire, in modo concreto! Con una legge adeguata a questi casi, visto che ne abbiamo tante ed inutili, con un segnale forte, che si concedano le condizioni e i diritti base di vita. Al di là di ciò che si è commesso, è un tribunale che deve fare giustizia, non di certo i manganelli. Poi, esprimo la mia idea sulle sentenze e i processi. Siamo in un paese in cui i processi durano un eternità per alcuni, così che possano cadere in prescrizione, senza far passare un giorno di carcere a questi soggetti – si veda Berlusconi- e in altri, in attesa di processo, sei già sbattuto dentro. Ma com’è possibile che accada questo? Se non sei amico di un giudice che puoi corrompere facilmente per te è solo sfortuna. Siamo in un paese che alla base è marcio. Tantissime cose devono essere cambiate al più presto. Questo libro, fa sorgere molte riflessioni, sia riguardo alla brutalità umana e sia in merito alle istituzioni. Non ho potuto che fermarmi nel corso della mia lettura, troppe riflessioni mi stavano offuscando la mente. Come il fatto che si possa credere a testimonianze che non possono essere verificate, perché non ci sono elementi, e che non si dia la possibilità di parlare agli imputati. Ma in che razza di Stato viviamo? Non ci assicura nemmeno di vivere una vita tranquilla, e se toccasse a noi essere svegliati in piena notte a causa di un individuo che potrebbe aver letto il nostro nome sul registro telefonico, e non ci permettessero di spiegare?
17 aprile 2016 alle 4:00 PM
A Napoli il libro è stato presentato dal dott. Massimo Russo, ora Pm a Napoli ma nel 1991 collega a marsala del giudice Paolo Borsellino; qui il video: https://www.facebook.com/enzo.indelicato.5/videos/1161712823874018/
in cui il dr. Russo cita calcara come FALSO PENTITO che lui stesso mandò a processo per AUTOCALUNNIA ( con sentenza di proscioglimento per reato prescritto)
18 aprile 2016 alle 4:49 PM
Cara signora Silvana Campari, a proposito dell’ ultimo post del signor Vincenzo Calcara. Mi pregio di farle notare qualcosa in merito.
Post 14 Aprile, ore 11:45.
Le allego il link del profilo così magari da uno sguardo se ha un profilo da cui accedere a facebook, è pubblico sia chiaro.
https://www.facebook.com/vincenzo.calcara?fref=ts
Questa è una parte del post
“mi vedo costretto a riproporvi integralmente il post relativo alla mia intervista sul sito SOSTENITORI FORZE DELL’ORDINE’ poiché i soliti “cazzari dell’antimafia” di cui senza timore alcuno avevo fatto nomi e cognomi, hanno congiuntamente fatto segnalazione a FB nei miei confronti. Inutile dire che hanno provveduto a rimuoverlo . Tutto ciò mi ha creato un unico profondo dispiacere, la cancellazione dei vostri commenti !!! Io non mi arrendo. Eccolo di nuovo !!!!”
Intanto mi chiedevo se qualcuno di quelli che commentano conosce le regole di facebook, perchè quando facebook rimuove un post(solo in casi ben specifici) invia la segnalazione al soggetto titolare del profilo in cui si trovava il post, bene. Provi a chiedere al Calcara uno screen dell’avviso di facebook. Perchè tra le altre cose quando viene segnalato un post, facebook invia al soggetto segnalato solo la comunicazione che è stato rimosso e il motivo, non di certo chi eventualmente ha segnalato.., basta andare nella sezione segnalazioni di una qualunque pagina, o profilo facebook, e vi è spiegato tutto.
Poi il Calcara si lamentava nel post precedente che nessuno dei soggetti citati gli aveva risposto? Lei ne è sicura? Forse non hanno risposto sul suo profilo ma in questo blog mi sembra di si.
Altra cosa, il Calcara scrive “di cui senza timore alcuno avevo fatto nomi e cognomi”, bene, allora li può rifare o no?
Scrive il Calcara.
“persone che sono arrivate a criticare PUBBLICAMENTE i parenti di Paolo Borsellino come SALVATORE E MANFREDI per avermi sempre creduto e sostenuto”. E non sarebbe opportuno che il Calcara postasse, almeno in commento, il link del web dove sarebbe avvenuta questa critica? Sarebbe opportuno che Calcara potesse far leggere queste critiche feroci dei suoi detrattori anche ai suoi contatti o no??? Visto che lui non teme..ci si fa un’opinione, perchè scrivere solo genericamente comporta che i soggetti amici di Calcara commentino senza, probabilmente, conoscere i fatti, o per lo meno conoscono solo sommariamente i fatti. E così non va bene… Lei, che credo sia persona aperta al confronto, vorrà leggere le critiche feroci, anche io onestamente vorrei capire quali sarebbero queste critiche a Manfredi e Salvatore. E anche agli altri, o no?
Nei commenti poi si legge:
“Vai Vincenzo…mi piace che si siano risentiti. E noi ribadiamo! Un abbraccio a te e ai tuoi cari.”
” Si sono incazzati? Meglio! Evidentemente hai colto nel segno! Insistere e perseverare! Bravo”
“Vigliacchi! Se loro tolgono noi ripostiamo! Nessun problema. Noi ne ci arrendiamo ne ci stancheremo mai di gridare la verità. Siamo tutti con te! Tvb.”
“bene, si vede che hai colto nel segno…..noi samo ancora qua”
“Ciao Vincenzo, questo è un segnale in più da parte loro! Ti hanno attaccato in modo assai becero inventando assurdità, ma non accettano che tu lo dica. Ottima dimostrazione di coraggio , di chi siano realmente, ma soprattutto di quanto valgano….
Un caro saluto ed un abbraccio.”
” Carissimo Vincenzo, purtroppo questa è l’espressione della vigliaccheria, della bassezza morale ed intellettuale di gente mediocre e priva di valori!!! Vai avanti con tutto il nostro sostegno! Un abbraccio di ”
” anch’io mi unisco al ricordo e alla stima della fam. del dott.Borsellino ai figli e alle forze che ti sostengono in questo coraggioso percorso e sono molta interessata a leggere l’intervista… per ora grazie per il tuo contributo e speriamo che la verità emerga nonostante i tentativi di censura….”
“Carissimo Vincenzo ….Ho letto l’intervista….le Tue sono Rivelazioni importanti che ci aiutano a capire…e tengo tanto a ringraziarti per quello che oggi sei, per il Tuo coraggioso contributo per la ricerca e l’affermazione della verità. Prego Dio che ti assista in questo percorso. Ti mando un grande abbraccio,”
“Ciao carissimo Vincenzo, purtroppo la mamma degli imbecilli è sempre in cinta, possono cancellare ciò che pubblichi, perché sanno che è la verità, ma non potranno mai cancellare dai nostri il ricordo di Borsellino, Falcone, Dalla Chiesa ecc, ecc, tutte le persone delle loro scorte, che sono state assassinati per difenderci!!!!! Non mollare Vincenzo noi saremo sempre al tuo fianco per sotenerti…………LOTTARE SEMPRE ARRENDERSI MAI..Un abbraccio di e una Dolce notte a te e famiglia”
“Non ti preoccupare di gente che non vale neanche una tua unghia,noi siamo con te! un grosso abbraccio!!!”
” Sono soltanto dei gran VIGLIACCHI! Vincenzo, non ti devi preoccupare noi come te non ci stancheremo mai. A loro non vanno bene i nostri post e si attivano con tutti i “mezzi” per farli togliere? Non fa nulla, noi li riproponiamo! Per noi non ci sono problemi, dovranno pur capire che non ci arrendiamo e insieme a te grideremo sempre la VERITÀ! Vincenzo, ricorda sempre: siamo tutti con te e la tua famiglia. Ti abbraccio caramente”
Inutile dire che i commenti e il post sono salvati con data e orario come da terminale…
Insomma, in alcuni commenti si da dei vigliacchi a persone perchè il Calcara asserisce che
“hanno congiuntamente fatto segnalazione a FB nei miei confronti.”
Ma qualcuno si è chiesto se questi cazzari dell’antimafia, così cattivoni, abbiano veramente segnalato a facebook? Ma così per capire almeno, o danno per assodato che che addirittura “congiuntamente” avrebbero segnalato? Insomma in concorso tra di loro avrebbero segnalato un post calunnioso invece di adire gli organi preposti. Diciamo allora che questi cazzari sono pure degli imbecilli.
Tra le altre cose vorrei far presente che commentare senza avere cognizione di ciò che si tratta nella sua interezza, non va molto bene, e no. Bisognerebbe sempre avere le idee chiare….chiarissime su ciò che si commenta,e nel caso non lo fossero astenersi.
Scrivere che sono assurdità inventate( così si legge in un commento) le sentenze, o le critiche a esse, oppure le deposizioni, oppure i link di giornali o di youtube, o criticare un video, non è molto logico. Io credo che prima di esprimere giudizi sulle “assurdità inventate” o dare del “vigliacco” alle persone,bisogna controllarle queste assurdità altrimenti si da del falso a chi ha postato sentenze o altro, non crede?
Sa, penso che forse i signori che commentano dovrebbero informarsi sulle assurdità.. che poi non sarebbe complicato se solo il Calcara avesse avuto l’idea di riportare i link di post o altro in cui sarebbero state espresse queste assurdità. Cara signora Silvana provi a guardare il video che ha postato Ettore Marini nel commento su, il Dr Russo, che di esperienza coi collaboratori ne ha moltissima, parla proprio dei collaboratori, solo che la gente da più credito ad un Calcara che non ad un onesto Magistrato della Repubblica italiana. E’ incredibile, ma Calcara perchè non prova a dare del cazzaro a Russo?? Visto che non teme di fare nomi, sbaglio o Russo e la Camassa hanno testimoniato sfavorevolmente al Calcara? Perchè Calcara non querela Russo o la dr.ssa Camassa? La Camassa che collaborò con il dr Borsellino, disse chiaramente che lei sospese l’interrogatorio perchè il Calcara cercava di sbirciare le foto delle persone….Basta andare su radio radicale e cercare l’udienza Borsellino quater del 20 Maggio 2014. Non è difficile, ci provi. Io iniziai a interessarmi a Calcara, e cercare atti giudiziari, proprio dopo aver ascoltato quel giorno quell’udienza. Calcara potrebbe querelare i vari collaboratori, o no? Basta che quereli uno di loro e potrà fare tutti i confronti che vorrà. Perchè in quel momento sarà parte lesa e come tale potrà chiedere un bel confronto, pure all’americana se lo desidera, certo dovrà essere un Giudice a decidere su un eventuale confronto però visto che sicuramente gli accetterebbero la querela potrà confrontarsi con chi vorrà, lei ci ha mai pensato a questo? E’ come dicevo sa, il 99% di chi commenta non ha cognizioni di diritto, molto grave questo.
La saluto, e cerchi di leggere qualche sentenza o ascoltare qualcosa su radio radicale invece di credere sempre e solo a Calcara che ostenta la vicinanza dei Borsellino, sembra che la parola di Calcara abbia più peso per i suoi amici che non quella di persone che hanno la fedina penale immacolata e che scrivono di atti giudiziari..Mi sembra giusto. Che coerenza!!
18 aprile 2016 alle 4:51 PM
Signora Rizzo, la Sua indignzione costituisce unguento miracoloso per le ferite che un Essere umano si porta indelebilmente impresse nell’animo, soprattutto quando si è avuto modo, purtroppo, di potere dimostrare al mondo intero la propria integrità morale, l’assoluta correttezza sociale. E, sgomenti, aver dovuto prendere atto che ciò rappresentava un’aggravante. Su 46 arrestati nell’operazione Palma (così si chiamò lo scempo del diritto!) in 16 siamo stati deportati a Pianosa, per 5 anni tenuti al 41 bis ( che è la negazione totale dello stesso concetto di esistenza, men che mai di vita!)…….. il Procuratore Generale, in Corte di appello, Alberto Di Pisa…….”non ho trovato nemmeno i motivi che giustifichino lo stesso arresto…chiedo l’assoluzione” PERCHE’ ????? La volontà di DIO ha voluto che precedentemente avesse sofferto l’immane ingiustizia additato come il “Corvo” del Tribunale di Palermo e, ASSOLTO !
Grazie SIGNORA Francesca , grazie a Lei e a Quanti , veramente in nome del popolo Italiano, con intelligenza, dimostrate di appartenere al Genere Umano!
18 aprile 2016 alle 5:11 PM
Salve prof. Vaccarino; mi pregio informarla che Francesca Rizzo è una giovane ragazza, non ancora ventenne, fulgido esempio di apertura mentale e senso della Giustizia . È su giovani come lei che c’è una pur fievole sperso per questo triste paese , dove tanti che parlano di Verità poi si macchiano di crimini odiosi, e lei sa a chi mi riferisco!
18 aprile 2016 alle 11:06 PM
Toh..mi avvisano che alle 22,40 di oggi 18 Aprile, sul profilo del signor Vincenzo Calcara non c’è più il post del 14 aprile scorso delle ore 11:45, mi è pervenuto uno screen sempre con data e orario da terminale. Chissà chi sarà stato stavolta che avrà segnalato questo post del signor Vincenzo Calcara..mah. Forse i soliti cazzari dell’antimafia?? Può essere..si,si,si sicuramente son stati quei cattivoni. Ma sicuramente appena avrà tempo ne farà un altro, stavolta ci metterà i nomi di tutti quei cazzari che hanno parlato male di lui, magari ne farà uno appena ci sarà a seconda parte dell’intervista che tutti noi aspettiamo con ansia. Non vediamo l’ora di leggerla, specie per i punti che già ha preannunciato. Sempre sperando che quei cazzari cattivoni non gli levino un altro post. Il mio modestissimo consiglio ai contatti del signor Calcara è sempre il solito: leggete bene e informatevi prima di commentare. Altrimenti si rischia di fare brutte figure.
Buona serata dottor Marini.
18 aprile 2016 alle 11:27 PM
Popolo Italiano. Propugnatori dello Stato di Diritto, sgomenti per il vomitevole suo rovescio. Signori cazzari ( presunti oppositori del demonio più malefico), Calunniati e Diffamati……….giorno 6 a Marsala e il successivo 9 maggio a Palermo udienze per i due processi in corso contro il calunniatore caccara……………….vènghino SIGNORI vènghino!!!
19 aprile 2016 alle 1:40 AM
Signor Vaccarino, purtroppo abito al Nord, mi vien difficile potermi spostare, altrimenti ci sarei venuto. Anche per vedere l’ imputato da vicino. Così per curiosità.
Comunque la ringrazio dell ‘invito visto che mi reputo un cazzaro anche io.
20 aprile 2016 alle 5:20 PM
Cara signora Campari perchè non chiede al signor Vincenzo Calcara di condividere sui suoi gruppi e sul suo profilo qualche link che lo riguarda dove vengono citate sentenze? Magari questo di seguito, che dettagliatamente ho riportato nei commenti nell’articolo di questo blog che riguarda il libro di Di Girolamo.
http://www.castelvetranoselinunte.it/vincenzo-calcara-per-prendere-per-fessi-i-giudici-e-i-carabinieri-basta-soltanto-un-po-di-fantasia/7503/
Poi se vuole il signor Calcara potrà citare l’autore dell’articolo del link che le ho proposto. E’ del 2011, pensi un pò.
Legga on line qualcosa prima di dire che qui ci sono persone ridicole perchè vede non è complicato trovare articoli sul Calcara online, basta volerlo e non fermarsi alle sole affermazioni del Calcara che sono meritevoli sempre di confronto con altre affermazioni anche di corti di giustizia.
21 aprile 2016 alle 1:28 PM
..pensieri scomposti da inebetimento angosciante !!!
P I A N O S A
La ragione è stuprata dal dubbio orchestrato
nel cimitero delle idee morte.
Dilaga lucida follia. La logica è abortita
come mostruosa isteria gravida d’aria putrida
Concepita dal falso col nulla.
E’ così paura, troppo sgomento
oppressione subdola di potere assoluto
cupo clima crudele e violento.
Le mie carni buttate in un putrido fosso
da infamie crudeli straziate
Come bastardi avidi d’osso
ringhiano cani arrabbiati mafiosi
nell’inferno chiamato Pianosa
D’ingiusta ferocia drogati
violenza spandono antimafiosa
Emuli assurdi dei folli spietati
Tutti i valori sono stati travolti
Ansia, sgomento, devastazione, paura,
solo cupa prospettiva di morte nell’aria,
lancinanti ombre d’angoscia nell’anima.
Senza cuore, potenti dal nero aspetto
brandiscono spade con velenoso dispetto,
ostentato tronfi malcelato disprezzo,
crudeli e perfidi hanno l’animo torbido.
Informe plasma d’uomo di fascino untuoso
con fare sprezzante copiano il cancro mafioso.
22 aprile 2016 alle 7:40 PM
Una bella recensione al libro oggi su Huffington Post scritta dal giornalista Francesco Lo Piccolo http://www.huffingtonpost.it/francesco-lo-piccolo/linferno-di-pianosa-un-libro-riapre-la-ferita-del-41-bis_b_9733664.html?utm_hp_ref=italy#
Alcuni giorni fa ho conosciuto Rosario Enzo Indelicato e Cetta Brancato. Il primo mi ha colpito per la sua grande forza d’animo e il suo coraggio, la seconda per la qualità della sua scrittura: piana, dura, non artificiosa. Scrittura di rivolta. Indelicato è l’autore e Brancato è la curatrice de “L’inferno di Pianosa”, edito da Sensibili alle foglie, libro di un centinaio di pagine. Pagine che fanno male, che riaprono una ferita e che a me hanno riportato alla mente gli orrori descritti da Primo Levi in “Se questo è un uomo” o da Tahar Ben Jelloun ne “Il libro del buio”. Pagine che sono un viaggio nella violenza subìta da Rosario Enzo Indelicato, detenuto a Pianosa fra il 1992 e il 1997, in un’epoca nella quale, sull’onda delle stragi mafiose, venne concepito e attuato il regime di carcere duro, il cosiddetto 41 bis, analizzato, in vista di una modifica, proprio in questi giorni dalla Commissione straordinaria del Senato per la tutela e la promozione dei diritti umani, e inteso, all’epoca, come strumento atto ad evitare che i capi della mafia continuassero dall’interno del carcere a organizzare traffici, attentati, vendette e a dirigere i gregari rimasti fuori.
“L’inferno di Pianosa” ci fa toccare con mano cosa è stato realmente in quegli anni il 41 bis: nato e finalizzato a estorcere confessioni, a “produrre” collaboratori di giustizia, subito è diventato strumento di tortura per chi non si pentiva o, per meglio dire, contro chi non accettava lo scambio facendo nomi e cognomi. Dunque tortura fisica e psicologica, come nel caso di Indelicato, costretto giorno dopo giorno, per 5 anni, un mese e 20 giorni, a soffrire pene da inferno, disumanizzato come in un lager, all’interno di un carcere di massima sicurezza trasformato, come dice Cetta Brancato, in “un albergo di ferocia” dove la vita scorreva tra pedate, pugni, sputi, manganellate, detersivo o vetri nella minestra. E che a Enzo Rosario Indelicato ha lasciato “una ferita incancellabile”.
“Un incubo un dramma che vorrei cancellare, ma che non dimenticherò mai. La mia esistenza è stata appesa a un filo…nel lager era come vivere in una buca piena di serpenti…a Pianosa era tutto permesso, anche uccidere”.
L’autore e la curatrice hanno parlato del libro in un incontro che si è tenuto alla Biblioteca nazionale centrale di Roma, presenti il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, il magistrato ed ex sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo Alfonso Sabella, il presidente di Antigone Patrizio Gonnella. Due ore di riflessioni, interrotte dalla lettura di alcuni brani, sulla dignità delle persone, dignità che non deve essere mai violata qualunque sia il reato commesso, sul rispetto delle regole, sulle inaudite violenze e sulle inutili vessazioni che accompagnano ancora oggi il 41 bis (divieti di cucinare in cella, di avere più di tre libri, di appendere manifesti sul muro, di avere le matite colorate…).
Due ore di dibattito concluso con alcune idee più o meno condivise e che provo a riassumere:
1)	il 41 bis non doveva diventare strumento ordinario (cosa avvenuta nel 2002) ma doveva restare misura d’emergenza e dunque da applicarsi non a pioggia, ma in casi eccezionali;
2)	doveva assolutamente impedire, come ha fatto, che i boss vivessero all’interno del carcere come avveniva al tempo del cosiddetto Grand hotel Ucciardone e che continuassero a comandare e dirigere i mafiosi rimasti in libertà, ma non certo infierire come succede ancora oggi, soprattutto oggi, nei confronti di Provenzano, ridotto a un vegetale (come affermano le perizie della procura), e tenuto in regime di carcere duro solo perché un simbolo, sull’onda del solito populismo da consenso;
3)	pur necessario nella lotta alla mafia, pur di fronte all’emergenza, non poteva, come in molti casi ha fatto, sospendere l’applicazione dell’articolo 27, ovvero rendere accettabile l’annullamento di uno dei principi base della nostra Costituzione, cioè che le pene devono tendere alla rieducazione e al reinserimento e non sono strumento di punizione fine a se stessa e dunque non doveva annullare le attività trattamentali;
4)	il 41 bis è stato (lo è ancora in alcuni casi) puro inasprimento della pena, brutta sterzata e focolaio di violenza.
Insomma tempo di “passi indietro”: “per salvarlo” ha detto Sabella; “perché non sia snaturata la sua filosofia e la sua legittimità” ha chiarito Flick. Contro ogni inutile vessazione, in difesa appunto della dignità delle persone. Quella dignità che non può venire mai meno e che ogni giorno in realtà viene calpestata.
Per colpa, come io penso, delle stesse leggi d’emergenza, per effetto indiretto del 4 bis o dello stesso 41 bis, in ragione dell’idea che il fine giustifichi i mezzi, qualunque essi siano, senza accorgersi che i mezzi sono già di per sé fine. E lasciano strascichi: ci fanno diventare meno sensibili, ci desensibilizzano. E così le persone cessano di essere viste come persone ma vengono viste come “soggetti” come del resto vengono definiti nelle sentenze, nei verbali, negli atti giudiziari, nel linguaggio comune. E le deportazioni dei mafiosi nelle isole, perché questo sono, vengono descritte come semplici trasferimenti. E poi ci stupiamo che possano accadere orrori tipo Cucchi, Mastrogiovanni, Aldrovandi, Uva… e qualcuno pensa che se la siano cercata. E Provenzano diventa solo un simbolo per cui pur ridotto a un vegetale deve restare in regime di carcere duro. E gli indizi o le accuse di un Pm sono prove ancora prima del processo. E sui giornali oggi ci sono giornalisti che pubblicano le intercettazioni e i dialoghi tra Federica Guidi e Gianluca Gemelli. E il professor Flick quando era ministro (l’ha ricordato al convegno durante la presentazione del libro) venne criticato dai giornali per il solo fatto di aver dato la mano a un detenuto. Soggetto e non persona. Disumanizzato appunto. Altro che dignità, a parole.
Nella prefazione de “L’inferno di Pianosa” Patrizio Gonnella scrive:
“Spero fortemente che il racconto della storia di Rosario Indelicato, possa essere da un lato un monito rispetto ai rischi di un sistema penale e penitenziario illegalmente violento, dall’altro un incoraggiamento a quei parlamentari ancora oggi restii a introdurre nel codice penale italiano il crimine di tortura. La dignità umana deve prevalere rispetto al potere di punire, sempre e in ogni circostanza. Non devono esservi in una democrazia zone buie o stati di eccezione”.
24 aprile 2016 alle 8:26 AM
Buongiorno Dottore Marini, mi permetta di dissentire, in parte, sulle idee riguardo al regime carcerario del 41/bis. Applicato secondo norma, e con le garanzie previste, è uno strumento giusto. Anzi credo, che a volte, sia stato utile perchè soggetti sottoposti a quel regime, hanno deciso poi di collaborare aprendo scenari non indifferenti e facendo in modo che si scoprisse la verità su fatti di notevole entità. Resta, certamente, il problema di una cattiva applicazione in alcuni casi, ma si spera siano radi e che, soprattutto, non avvengano ingiustizie; si spera che i processi siano celeri. Ma tutto questo dipende da un insieme di norme sulla procedura penale e ordinamento carcerario che andrebbero riviste in toto, non è un problema solo di applicazione del 41/bis.
24 aprile 2016 alle 8:41 AM
Non è possibile che si veda la bontà del carcere duro nel fatto che qualcheduno sottoposto a tale regime carcerario ha deciso di collaborare ! La legge del 91 sui collaboratori di giustizia – voluta da Giovanni Falcone – prevedeva una serie di benefici come “merce di scambio ” in cambio della collaborazione , non può essere che uno decida di collaborare per evitare le torture inflitte a Pianosa.
Poi c’è il faro dell’art. 27 Cost. Secondo cui la pena DEVE avere un fine rieducativo…
24 aprile 2016 alle 9:47 AM
Signora Silvana Campari, mi è arrivata notizia che il suo amico Vincenzo Calcara si prende una pausa da facebook. Non so se ha avuto modo di leggere l’ultimo post che ha scritto. Ma stia tranquilla che probabilmente tornerà, non è la prima volta che lo scrive sa. Anche il 24 Agosto del 2014 si era preso una pausa, scriveva che probabilmente sarebbe andato all’estero, salvo poi ritornare su facebook il 21 settembre, e in un post asseriva di voler essere sentito, di aver inviato email a vari magistrati di cui si fidava ciecamente( i post son ben visibili sul suo profilo ancora oggi).
Ieri, il Calcara, scrive “I confronti mai permessimi, i processi e le interviste, non so oggi quanto possano essere determinanti. Non sappiamo se chi doveva lottare piu’ di noi, abbia veramente e concretamente lottato per cercare la Verita’ sulla morte del Dott. Paolo Borsellino.[………….]
Ulteriore sconforto e delusione mi proviene anche dal fatto che, nonostante io continui a gridare la verità, coloro che dovrebbero ascoltarmi, sentirmi ed interrogarmi su tutte le cose che posso loro chiarire, continuano ad adottare la linea del silenzio in attesa che ” la storia ” venga dimenticata e quindi anche occultata.
Per questi motivi, arrivati a questo punto, penso di dovermi prendere una pausa di riflessione, un poco perché ci si stanca a rimbalzare costantemente contro un muro di gomma”
Ora, lei provi a chiedere al Calcara chi sarebbe che “doveva lottare piu’ di noi”
e chi sarebbe “coloro che dovrebbero ascoltarmi, sentirmi ed interrogarmi su tutte le cose che posso loro chiarire, continuano ad adottare la linea del silenzio in attesa che ” la storia ” venga dimenticata e quindi anche occultata. ”
Non le sembra che siano asserzioni pesanti? Perchè la verità la cercano gli organi competenti, e il Calcara aveva modo da anni di essere messo a confronto se avesse voluto, bastava solo denunciare i collaboratori che lo smentivano.
Guardi le riporto qui il post di ieri del Calcara, profilo pubblico, post pubblico, a me è stato inviato in screen, con tanto di data e ora naturalmente.
https://www.facebook.com/vincenzo.calcara
[Carissime Amiche,Carissimi Amici, tutti noi abbiamo sempre lottato e desiderato VERITA’ e GIUSTIZIA per il nostro Amato Paolo Borsellino
Nonostante questo,e’ emerso che molte cose ruotano intorno a depistaggi,false ricostruzioni della Verita’ e tanto altro ancora!!! I confronti mai permessimi,i processi e le interviste, non so oggi quanto possano essere determinanti. Non sappiamo se chi doveva lottare piu’ di noi, abbia veramente e concretamente lottato per cercare la Verita’ sulla morte del Dott. Paolo Borsellino. Cio’ che mi addolora particolarmente e’ che Donna Agnese Borsellino e’ morta prematuramente senza aver ottenuto GIUSTIZIA e quest’ultima, fino adesso e’ stata negata a tutti i Familiari di Paolo e Agnese Borsellino !!!
Per questi motivi, arrivati a questo punto, penso di dovermi prendere una pausa di riflessione, un poco perché ci si stanca a rimbalzare costantemente contro un muro di gomma e, in seconda battuta poiché desidero dedicare un po’ del mio tempo alla mia splendida famiglia, alle mie figlie ormai cresciute che mi stanno regalando quelle soddisfazioni che ogni genitore desidera.
Voi amici cari sicuramente mi comprenderete, vi auguro un futuro roseo in attesa di ritrovarci qui, per risentirci in attesa di novità positive. Un fortissimo e caloroso abbraccio a Tutti Voi, esteso anche ai Vostri Cari . Vi voglio tanto bene !!! Questa e’ l’ultima intervista che ho fatto . http://www.sostenitori.info/esclusiva-uomo-cosa-nostra…/…/8…%5D
Ci pensi signora Silvana, ci pensi..
24 aprile 2016 alle 3:31 PM
Buon pomeriggio signor Maximus. In riferimento a ciò che lei ha scritto riguardo la positività del carcere duro, devo dissentire. Può trarre in inganno il fatto che alcuni detenuti, sotto questo regime, abbiano collaborato. Ma le pongo una domanda: i metodi utilizzati dallo Stato non potrebbero essere considerati come estorsione di confessione? Alquanto anticostituzionale in uno Stato di diritto come è il nostro. Siamo in un Paese in cui la libertà ci può venire tolta, come abbiamo visto nel libro, in un lampo. Se noi sosteniamo che sia giusto questo regime di carcere duro, accettiamo anche che la nostra libertà ci possa essere distrutta da un momento all’altro. Chiarisco che per libertà intendo non solo aver la possibilità di uscire quando se ne ha voglia, ma libertà di vivere una vita almeno al limite della sopportazione, nonostante gli sbagli che si possono aver commesso, siamo tutti esseri umani, dobbiamo pretendere almeno la base dei diritti dell’uomo. Riferendomi poi alla legge del 15 marzo 1991, legge basata anche su consigli del Dott. Falcone se non sbaglio, si basava sull’assistenza al collaboratore, non sulla tortura ai massimi livelli pur di farlo parlare.
24 aprile 2016 alle 5:11 PM
Il 41bis dell’ordinamento penitenziario non è di fatto una tortura, che possa essere applicato male non vuol dire che sia una tortura.
E’ un sistema carcerario particolare per detenuti particolari ma in ogni caso hanno, questi, le loro garanzie costituzionali. Le torture, se avvengono, sono semplicemente reati, non la normalità.
http://www.nottecriminale.it/noc/index.php?option=com_k2&view=item&id=3987:quanti-detenuti-sono-al-41-bis-715-le-regole-e-le-modalita-dal-direttore-del-dap&Itemid=147
Semmai bisognerebbe rivedere le norme e non permettere che sia applicabile anche nella carcerazione cautelare ma solo come carcerazione post condanna.
25 aprile 2016 alle 12:44 AM
Beh, ovviamente se è nel nostro ordinamento, non può essere una tortura. Questo Stato è messo male, ma non fino a questo punto per il momento. Il regime 41 bis prevede: la concessione di una telefonata al mese -solamente ai propri cari- cella singola, massimo isolamento, colloqui limitati -senza contatto fisico, video sorvegliati e se viene deciso anche registrati- apposita sorveglianza, ora d’aria limitata in gruppi di massimo quattro persone e telecamere ovunque, specificando che possono essere apposte anche in aree private. Ora, a mio parere, che sia applicato secondo norma oppure no, non cambia il fatto che ledere l’intimità dell’individuo con telecamere anche in aree intime sia una cosa che vada oltre la sorveglianza. Ripeto, al di là di ciò che si è commesso, si è sempre esseri umani. Non dico che il 41 bis contenga cose del tutto sbagliate, perché molte misure risultano utili. Non sto sostenendo che debbano essere alleggerite, attenzione, molte cose però vanno riviste secondo me. E penso che avesse ragione il Dott. Falcone: ai pentiti bisogna dare assistenza, ma io aggiungerei ai veri pentiti, far vedere che lo Stato offre “una possibilità di riscatto”.
Ci vorrebbero molti controlli in tutte le nostre carceri perché spesso si verificano episodi come quelli presenti nel libro. Sia per la sicurezza dei detenuti e sia per prevenire la falsa collaborazione.
gaspare riserbato ha detto:
25 aprile 2016 alle 10:44 AM
Posso spendere due parole in merito a questa persona, Rosario Indelicato: non sarebbe in grado di uccidere nessuno, e neanche è stato mai infiltrato in cose losche come dico, è una vita che conosco questa persona; come si fa a credere un pentito come Calcara?, un essere inutile,ma mi fermo qui.
27 aprile 2016 alle 11:05 AM
Gentile signora Francesca Rizzo.
A metà anni 80 si parlava di “pentiti” in senso lato, e a questo si rivolgeva il dottore Falcone.
Ma sempre lui faceva distinzione tra pentiti e collaboratori. Sempre il Dottore Falcone spesso spiegava, nei vari scritti o interviste ( può leggere “cose di cosa nostra” di Falcone-Padovanì), come si può arrivare alla credibilità di un soggetto partendo da ciò che dichiara e da ciò che poi è riscontrabile, ma con prove di fatto, dichiarazioni incrociate, sopralluoghi etc etc. Le dichiarazioni di un soggetto, se non si riesce a riscontrarle, vanno considerate per ciò che sono cioè solo meri indizi. E da qui nasce la difficoltà per i Giudici che si occupano di collaboratori.
Spesso i collaboratori parlano per aver appreso informazioni nell’ambito dell’appartenenza all’organizzazione cui fanno parte, o avevano fatto parte, e non basta il fatto che si accusino di determinati reati. Bisogna dimostrare anche quello.
La pericolosità nella gestione dei collaboratori sta proprio in ciò:la difficoltà nel riscontrare, a distanza di anni spesso, le loro dichiarazioni. Altra pericolosità è dovuta all’apprende fatti quando si trovano in carcere.
Il Giudice Falcone non esitò a firmare un mandato di cattura contro Pellegriti, un soggetto che accusava varie persone.
” il giudice Falcone ha appena firmato un mandato di cattura contro il pentito per calunnia continuata. Il provvedimento giudiziario porta la firma di mercoledì 4 ottobre. Ma cosa ha raccontato Pellegriti ai giudici del maxiprocesso d’ appello di Palermo? Ha fatto solo il nome di Lima o si è soffermato su tanti altri particolari? Il racconto integrale di Pellegriti si attendeva ieri sulle scalinate dell’ aula-bunker. Ma invece non c’ è stata alcuna lettura di atti perchè la registrazione dell’ interrogatorio non era sufficientemente chiara. I giudici hanno deciso così di trascrivere le parole di Pellegriti e leggerle poi in aula. Tra oggi e domani si conosceranno tutti i segreti svelati dal pentito catanese. Un racconto senza fine che, se da una parte dà il marchio di inattendibilità al collaboratore Pellegriti, dall’ altra non chiarisce i perchè della sua cantata così poco convincente. Come si fa ad accusare di omicidio uomini rinchiusi in carcere? Come si fa ad inventarsi storie di sana pianta dopo avere raccontato mesi prima tante verità sulla mafia catanese? C’ è un sospetto molto preciso: qualcuno ha ordinato al pentito di parlare. Anzi di sparlare.”
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/10/06/un-grande-imbroglio-nato-dietro-le-sbarre.html
Per quanto riguarda il 41/bis, se riveduto e corretto, e applicato solo dopo condanna definitiva, resto del parere che sia ottimo. I soggetti macchiatisi di determinati reati, e che potrebbero comunicare con l’estero ancora i loro comandi, vanno isolati. Il problema è l’ambito di applicazione. Va riveduto.
Giovanni Falcone era anni luce avanti.
27 aprile 2016 alle 4:53 PM
Buon pomeriggio signor Maximus. Sul fatto che il Dott. Falcone fosse anni luce più avanti non posso darle torto. La ringrazio per avermi allegato il link al commento, mi andrò sicuramente ad informare meglio. Riguardo al 41 bis, non posso purtroppo essere del tutto d’accordo: è giusto che i detenuti macchiatisi di siffatti crimini non possano comunicare all’esterno, ma non trovo giusto il fatto che si neghi loro la libertà anche in aree riservate alla loro intimità in cella. Concordo con lei che debba essere rivisto. Comunque, la ringrazio per avermi permesso questo confronto di idee, anche da lei ben documentate. Sicuramente andrò ad informarmi in modo più concreto.
28 aprile 2016 alle 1:38 PM
Francesca Rizzo, io penso che certi detenuti avrebbero dovuto pensarci prima se non volevano che si violasse la loro intimità in aree private… Vede, se lei parla con un familiare che ha avuto un congiunto fatto a pezzi, il 41/bis le sembrerà un’inezia, ripeto solo se applicato dopo condanna.
Grazie anche a lei per il confronto.
Pingback: Il Pm Russo, collega di Paolo Borsellino a Marsala, dichiara:”ho imputato di autocalunnia Calcara” alla presentazione del memoriale Indelicato | "Strane cose", il blog di Ettore
29 aprile 2016 alle 3:40 PM
toc toc . c’è permesso ?…………..credo sia doveroso integrare le dichiarazioni del Dr Russo: l’imputazione proposta, ed accolta dal GIP con apposito rinvio a giudizio, è stata di autocalunnia, di calunnia aggravata nei confronti del sottoscritto e di false confessioni rese all’Autorità Giudiziaria, tra l’altro, anche per l’omicidio Lipari. La Procura, a conclusione dell'”INTERMINABILE processo, ha chiesto 8 anni di reclusione. Contra legem” : colpevole ma prescritto !!!
C’è seguito!!!!!!!!!
Una puntatina leggera sul 41 bis ! La Civiltà non può e non deve permettersi l’abominio di
omologarsi alla criminalità con torture e sevizie inumane, nemmeno nei confronti dei mostri che vanno resi inoffensivi ed isolati dal Consorzio Umano da loro duramente straziato
. Con la Forza del Diritto!
Pingback: “ZAHARA” di Cetta Brancato – recensione | "Strane cose", il blog di Ettore
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