Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-117-del-21062002.html
Timestamp: 2016-10-27 14:53:47+00:00
Document Index: 58359100

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.1', 'art. 51', 'art.\n10', 'art. 22', 'art. 51']

Decreto interministeriale 2 ottobre 2001 - facoltà di riscatto di attività
prestata con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa
Criteri e modalità di esercizio della facoltà di riscatto prevista
dallarticolo 51, comma 2, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, in favore dei
soli titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti
alla Gestione Separata di cui allarticolo 2, comma 26, della legge 8 agosto
1995, n. 335
Larticolo 51, comma 2, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 ha previsto,
per gli iscritti alla Gestione Separata di cui all'articolo 2, comma 26, della
legge 8 agosto 1995, n. 335, la facoltà di riscattare - fino ad un massimo di
cinque annualità e con onere contributivo a carico degli interessati - il
lavoro, risultante da atti aventi data certa, prestato attraverso rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa, in periodi precedenti l'istituzione
dellobbligo contributivo alla predetta Gestione.
Secondo la previsione del citato articolo 51, la facoltà di riscatto doveva
essere disciplinata con apposito decreto interministeriale (Ministro del Lavoro
e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri del Tesoro, del bilancio
e della programmazione economica e delle Finanze).
Con l'emanazione del decreto interministeriale 2 ottobre 2001, pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22 dicembre 2001, si è pertanto completato
il quadro normativo che consente di dare attuazione alla previsione
dell'articolo 51, comma 2, della legge n. 488/1999 sopra richiamato.
Si forniscono qui di seguito le istruzioni operative, facendo comunque
presente che verrà realizzata quanto prima un'apposita procedura di calcolo
degli oneri di riscatto da porre a carico dei richiedenti, definito uno
specifico codice di identificazione della tipologia di pratiche in esame nonché
l'apposito codice "tipo contribuzione", da utilizzare per l'accredito
dei periodi riscattati.
Sull'argomento si fa pertanto riserva di successive istruzioni operative.
Il decreto in esame definisce, all'articolo 1, i requisiti necessari
all'esercizio della facoltà ed i criteri di attribuzione della copertura
contributiva dei periodi oggetto di riscatto, stabilendo che i soggetti che
hanno svolto attività autonoma, esclusivamente sotto forma di collaborazione
coordinata e continuativa, hanno facoltà di riscattare i relativi periodi, fino
ad un massimo di cinque annualità, a condizione che per detti periodi non
risulti alcuna forma di copertura contributiva.
La facoltà è concessa - a domanda, da presentare alla Sede territorialmente
competente in relazione alla residenza del richiedente, utilizzando il
fac-simile allegato - al diretto interessato ovvero ai suoi superstiti e può
essere esercitata in qualsiasi momento, purché i periodi lavorativi siano
provati attraverso documenti aventi data certa, cioè dichiarazioni,
attestazioni e comunque tutti quei documenti redatti all'epoca dello svolgimento
della prestazione lavorativa, dai quali possano evincersi l'effettiva esistenza
del rapporto di collaborazione, la relativa durata ed i compensi percepiti dal
richiedente (contratto, dichiarazione dei redditi, ricevuta degli emolumenti
erogati ex art. 7bis del D.P.R.29/9/1973,
n. 600, quale risulta sub art.1, lett.b,,
del decreto legislativo 2/9/1997, n. 314).
Potranno essere considerate idonee a documentare la domanda di riscatto anche
dichiarazioni rese ora per allora, solo nell'ipotesi in cui le stesse siano
rilasciate da pubbliche Amministrazioni e siano sottoscritte dai loro funzionari
responsabili, in quanto basate su atti d'ufficio.
A tale proposito va tenuto presente che, per i periodi in parola, possono
risultare già accreditati dei contributi in dipendenza di un rapporto di lavoro
contemporaneo; qualora il periodo da considerare risulti già coperto di
contributi la domanda di riscatto dovrà, comunque, essere respinta.
Qualora invece il periodo al quale si riferisce la richiesta risultasse
effettivamente scoperto di contribuzione, dovrà essere valutata l'idoneità
della documentazione prodotta a fornire la prova oggettiva degli elementi
essenziali del rapporto lavorativo.
Nei casi in cui, dalla documentazione prodotta, risulti provata l'esistenza
del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa ma non sia rilevabile
la durata dei periodi lavorati, sarà consentito il riscatto per l'intero anno
interessato (o del minor periodo richiesto) a condizione che:
- tale anno (o minor periodo) risulti privo di
copertura assicurativa a qualsiasi titolo;
- i compensi percepiti dal richiedente
risultino di importo almeno pari all'ammontare del reddito minimo stabilito
per il medesimo anno (o minor periodo) nella gestione degli esercenti
attività commerciali (vedi tabella allegato n. 1).
In difetto degli elementi comprovanti la durata del periodo di attività ed
in carenza dell'ammontare dei compensi percepiti, sarà concesso di riscattare
un periodo proporzionalmente ridotto, corrispondente al rapporto fra il reddito
del richiedente ed il predetto minimale di reddito della gestione Commercianti.
Modalità e criteri di determinazione dell'onere di
L'articolo 2 del decreto in esame stabilisce le modalità ed i criteri di
determinazione dell'onere di riscatto, prevedendo che tale onere venga
quantificato prendendo a base l'aliquota pensionistica di finanziamento della
Gestione separata, vigente alla data della domanda di riscatto.
Ai predetti fini dovrà essere tenuta in considerazione la posizione
previdenziale dell'iscritto, applicando la corrispondente aliquota contributiva
(10 per cento o maggiore aliquota pensionistica) prevista nei casi in cui
l'interessato sia o meno assicurato o titolare di pensione diretta presso altra
forma di previdenza obbligatoria, sempre con riferimento alla data della
L'onere di riscatto deve essere calcolato con riferimento al compenso
percepito nei periodi oggetto del riscatto, rivalutato - a partire dall'anno
successivo a quello della sua percezione - applicando la variazione dell'indice
ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e di impiegati, rispetto
Qualora la documentazione prodotta non sia idonea a dimostrare l'ammontare
dei compensi, l'onere di riscatto dovrà essere determinato prendendo a
riferimento il reddito minimo stabilito per gli iscritti alla gestione
Commercianti, relativo all'anno in cui si colloca il periodo da riscattare,
rivalutato secondo le modalità sopra descritte.
L'importo complessivo dei compensi da riscattare per ciascun anno non può
comunque eccedere il massimale di cui all'articolo 2, comma 18, della legge n.
335/1995, rapportato all'anno considerato sulla base dell'indice ISTAT sopra
richiamato (vedi tabella allegato n. 2).
Al periodo riscattato, accreditato per anni solari sulla posizione
assicurativa dell'assicurato a partire dal mese di gennaio, dovrà essere
attribuita la stessa retribuzione presa a base di calcolo dell'onere, rapportata
alla durata dello stesso.
Determinato l'onere da porre a carico del richiedente, dovrà essere
predisposto il provvedimento di accoglimento della domanda.
La norma in esame non fissa modalità e termini per il pagamento dell'onere
di riscatto, attribuendo - all'articolo 3 - alla competenza del Comitato
Amministratore della Gestione Separata la loro definizione.
Atteso che il Regolamento della Gestione Separata non prevede condizioni o
modalità di pagamento di oneri nascenti da riscatto, il suddetto Comitato, con
deliberazione n.13 del 27 maggio 2002 ha disposto che la materia debba essere
disciplinata sulla base dei medesimi criteri già applicati nell'Assicurazione
Nei confronti degli iscritti alla Gestione Separata dovranno essere pertanto
osservate le stesse condizioni attualmente vigenti nell'ambito dell'ordinamento
generale, che fissano termini di decadenza per il pagamento degli oneri e
prevedono la possibilità di un pagamento dilazionato.
Nel provvedimento di accoglimento dovrà essere pertanto assegnato al
richiedente un termine perentorio di 60 giorni per il versamento dell'importo
stabilito - termine decorrente dalla data di ricezione della lettera
raccomandata con avviso di ricevimento - con l'avvertenza che, la pratica sarà
archiviata una volta decorso inutilmente tale termine.
Al predetto provvedimento dovrà essere allegato un bollettino di conto
corrente postale, già predisposto, contenente il numero di conto corrente della
sede emittente, la causale del versamento e l'importo da versare.
Trascorso il termine di 60 giorni senza che sia intervenuto il versamento, la
pratica verrà archiviata, salva la facoltà dell'interessato di riproporre
Peraltro, nei casi in cui non si debba immediatamente utilizzare i contributi
da riscatto per liquidare una prestazione pensionistica, in alternativa al
versamento dell'onere in unica soluzione è consentita al richiedente la
possibilità di eseguire il pagamento in forma rateale.
Nei casi in cui sia possibile avvalersi del pagamento rateale, lonere
potrà essere corrisposto in un numero massimo di 60 rate mensili di importo
uguale e comunque non inferiore a 26 euro, con maggiorazione di interessi al
tasso legale vigente alla data della domanda.
Prima che sia decorso il termine per il pagamento in unica soluzione o della
prima rata, l'interessato potrà comunque chiedere un diverso piano di
ammortamento dell'onere, per un numero di rate inferiore a quello concesso in
sede di definizione della domanda.
Il pagamento rateale dell'onere non può proseguire oltre il termine di
decorrenza della pensione e deve essere perciò completato, con il versamento in
unica soluzione della quota del contributo di riscatto ancora dovuta, nei casi
in cui intervenga il pensionamento nel corso della rateazione.
Il versamento in unica soluzione del debito residuo deve avvenire entro il
termine perentorio di 60 giorni dalla ricezione della lettera di richiesta,
nella quale deve essere specificato l'importo ancora dovuto (depurato degli
interessi per dilazione) e deve essere comunicato all'interessato che, in
difetto, si procederà alla riduzione del periodo di riscatto in rapporto ai
versamenti già eseguiti.
Termini di pagamento dell'onere
Il termine di versamento dellonere di riscatto o della prima rata di esso
è perentorio e leventuale ritardo nel pagamento comporta la decadenza dalla
facoltà esercitata; analogo effetto viene a determinarsi nei casi in cui il
pagamento dell'onere venga interrotto (sull'argomento si fa rinvio alla circolare n. 142 del 22 giugno 1993.
Poiché la norma non fissa limiti temporali per la presentazione della
richiesta di riscatto, la domanda non andata a buon fine per rinuncia o per
decadenza può comunque essere nuovamente proposta.
In particolare, il pagamento in ritardo dell'intero onere o della prima rata
di riscatto, che - come detto - determina decadenza, può essere considerato
come presentazione di una nuova domanda con la conseguente rideterminazione
dell'onere, sulla base dei nuovi elementi di calcolo (reddito imponibile,
aliquota contributiva vigente alla data del tardivo versamento).
Qualora il pagamento rateale venisse interrotto, l'onere già corrisposto non
potrà essere rimborsato ma resterà acquisito alla Gestione Separata.
In tal caso, utilizzando la somma versata, sarà accreditato in favore
dell'interessato un periodo di durata proporzionale allammontare della quota
di capitale dallo stesso corrisposta fino all'interruzione dei versamenti.
Della predetta operazione dovrà essere data notizia all'interessato a mezzo
di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, specificando il periodo che
si considera coperto di contribuzione ed il relativo numero di contributi
mensili accreditati.
Qualora, in conseguenza del pagamento parziale dell'onere, si debba procedere
alla riduzione del periodo riscattato, in favore dell'interessato si
accrediterà contribuzione a partire dall'inizio del periodo riscattato, per il
numero - arrotondato per eccesso - dei mesi compresi nell'importo della
I periodi riscattati - una volta perfezionate le operazioni di riscatto con
il pagamento dell'onere dovuto - sono efficaci, ai fini pensionistici, come la
normale contribuzione obbligatoria. Essi sono pertanto utili anche ai fini
dell'autorizzazione alla prosecuzione volontaria.
Diritto e misura della prestazioni pensionistiche
I periodi riscattati secondo i criteri richiamati sopra sono utili ai fini
del diritto e della misura della prestazioni pensionistiche da liquidare con il
sistema contributivo a carico della gestione separata.
Ai fini del calcolo della pensione si ricorda che nei confronti dei
lavoratori in parola per i periodi di contribuzione accreditata nella gestione
separata laliquota di computo è stabilita nella misura del 10 per cento (circolare n. 112 del 25 maggio 1966).
Dal 1° gennaio 1998 nei confronti dei soggetti non iscritti ad altre gestioni
pensionistiche obbligatorie per i periodi di contribuzione accreditata nella
predetta gestione separata laliquota di computo è stabilita nella misura del
12,50 per cento nel biennio 1998/1999, del 14,50 per cento nel biennio 2000/2001
e del 15,50 per cento dal 1° gennaio 2002 (circolare n.186 delll11 agosto
1998, circolare n. 47 del 23 febbraio 2000 e circolare n. 26 del 28 gennaio 2002).
La rivalutazione del montante individuale dei contributi a norma dellarticolo
2, comma 6, del decreto ministeriale 2 ottobre 2001 ha effetto dalla data di
presentazione della domanda di riscatto.
A norma dellarticolo 1, comma 8, della legge 8 agosto
1995, n.335, Ai
fini della determinazione del montante contributivo individuale si applica alla
base imponibile laliquota di computo nei casi che danno luogo a versamenti,
ad accrediti o ad obblighi contributivi e la contribuzione così ottenuta si
contribuzione dello stesso anno al tasso di capitalizzazione.
Consegue che la rivalutazione del montate in parola deve essere operata al 31
dicembre di ciascun anno con esclusione dellanno in cui è stata presentata
la domanda di riscatto.
Ai fini della rilevazione contabile dei fatti di gestione illustrati nei
precedenti punti della presente circolare si fa riserva di successive
GESTIONE SPECIALE ESERCENTI
IMPORTO DEL REDDITO MENSILE ED ANNUO
PERIODO DAL 1° GENNAIO 1965 AL 30 GIUGNO 1990
Reddito minimo in lire (corrispondente ai contributi fissi)
5.272.700
4.984.675
6.303.675
7.116.675
7.842.675
827.417
905.667
1° sem. '90
PERIODO DAL 1° LUGLIO 1990 AL 31 DICEMBRE 1996
Reddito minimo in lire (dalla legge 233/1990)
Annuo (in lire)
Mensile (in lire)
2° sem. '90
7.180.192
15.399.384
1.283.282
17.990.440
1.499.203
18.424.432
1.535.369
19.153.576
19.868.056
1.739.287
dall'anno 1965 all'anno 1996
825.417
841.917
876.750
1.838.917
2.171.750
2.441.083
2.824.333
3.420.250
4.721.583
5.429.833
6.005.417
6.521.917
6.919.750
7.238.083
8.101.583
8.595.750
9.145.917
9.639.833
10.044.667
10.436.417
[facsimile della DOMANDA DI RISCATTO DEI PERIODI DI COLLABORAZIONE
COORDINATA E CONTINUATIVA PREGRESSA. Utilizzare i modelli INPS ufficiali per eventuali pratiche -
DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA PREGRESSA
(art. 51, comma 2, legge 23 dicembre 1999, n. 488)
Timbro a data
(riservato allINPS)
Agenzia di __________________ _l_ sottoscritt_
via, piazza,
avvalendosi della facoltà prevista dallarticolo 51, comma
2, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e dal D.M. 2 ottobre 2001
il riscatto nella Gestione dei lavoratori
in qualità di superstite
a nome del lavoratore deceduto
per i sotto indicati periodi di collaborazione coordinata e
continuativa, non coperti da contribuzione per assenza dell'obbligo assicurativo
I suddetti periodi sono comprovati dalla documentazione di
seguito specificata (2):
Dati del lavoratore deceduto (3)
nome comune di nascita
Dichiara inoltre, sotto la propria personale responsabilità,
che per i periodi oggetto della presente richiesta non è stata
Versata o accreditata,
né è dovuta alcuna copertura
assicurativa, in nessun altro
ordinamento previdenziale obbligatorio.
Il sottoscritto resta in attesa di conoscere
l'ammontare del capitale occorrente per la copertura dei suindicati periodi di
riscatto e le relative modalità di versamento.
Data ________________ Firma ________________________________
facoltà è riconoscibile solo per un massimo di cinque annualità
(2) potranno
essere riscattati solo i periodi comprovati da documentati di data certa
(3) compilare
solo nel caso di richiesta presentata da superstiti
Delega per l'Ente di Patronato
Io sottoscritt__, con il presente atto delego il
Patronato ____________________________ ad assistermi gratuitamente nei
confronti dell'INPS per la trattazione della presente pratica, ai sensi e
per gli effetti di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152. Il presente
mandato può essere revocato solo per iscritto.
Avendo ricevuto, a norma di quanto previsto allart.
10 della legge n. 675/1996, linformativa sul trattamento dei miei dati
personali, ivi compresi i dati sensibili di cui allart. 22 della legge
1) consento il
loro trattamento per conseguire le finalità del presente
mandato e degli scopi statutari del Patronato;
2) consento che
gli stessi siano comunicati allINPS.
_________________________________________ Timbro
Firma dell'Operatore del Patronato
Patronato Zona N° pratica
INPS di
In data odierna il Signor
____________________________________, avvalendosi della facoltà di cui
allart. 51, comma 2, della legge n. 488/1999, ha presentato domanda di
riscatto nella Gestione Separata dei lavoratori parasubordinati
dei periodi pregressi di collaborazione coordinata e continuativa
(riservato all'INPS)
___________________________ Firma dell'impiegato addetto Altri utenti hanno acquistato