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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 139', 'art. 146', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art. 2', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 146', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7']

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PIANO DEI SERVIZI - febbraio 2004 - Maria Cristina Treu – aprile 2004.
PubblicatoMichelina Mazza Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "PIANO DEI SERVIZI - febbraio 2004 - Maria Cristina Treu – aprile 2004."— Transcript della presentazione:
1 PIANO DEI SERVIZI - febbraio Maria Cristina Treu – aprile 2004
2 Adeguamento al Titolo III della L.R. 1/2001
Il Titolo III della L.R. 1/2001 (artt. 6 – 9 della Legge) - intitolato “Norme per la determinazione della capacità insediativa e per la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico” - riformula integralmente gli articoli 19 (art. 6, L.R. 1/2001) e 22 (art. 7, L.R. 1/2001) della L.R. 51/75. L’art. 6 della l.r. 1/2001 riformula la disciplina dei criteri per il calcolo della capacità insediativa del PRG. L’art. 7 della l.r. 1/2001 detta le nuove regole in materia di attrezzature pubbliche e di uso pubblico. In particolare questa seconda disposizione riveste caratteri eccezionalmente innovativi, offrendo alle amministrazioni comunali un nuovo strumento, il Piano dei Servizi, al quale è affidata la disciplina dei servizi pubblici e di interesse generale a livello comunale. Maria Cristina Treu – aprile 2004
3 OBIETTIVO GENERALE del Piano dei Servizi
“.. assicurare una razionale distribuzione di attrezzature urbane nelle diverse parti del territorio comunale..” fornendo una documentazione sullo “.. stato dei servizi pubblici e di interesse pubblico o generale esistenti in base al grado di fruibilità e di accessibilità che viene assicurata ai cittadini per garantire l’utilizzo di tali servizi ..”, e precisando “.. nel rispetto delle previsioni del Programma Regionale di Sviluppo, dei piani territoriali regionali o sovracomunali, le scelte relative alla politica dei servizi di interesse pubblico o generale da realizzare nel periodo di operatività del piano regolatore generale, dimostrandone l’idoneo livello qualitativo, nonché un adeguato livello di accessibilità, fruibilità e fattibilità.”. Operativamente il Piano dei Servizi: eleva il parametro per la stima della capacità insediativa dal valore di cubatura minima per abitante da 100 mc a 150 mc (ovvero di 50 mq/ab.); verifica la dotazione minima fissata dalla legge; integra i parametri quantitativi per il calcolo degli standard con la valutazione dell'accessibilità e del livello prestazionale dei servizi. Maria Cristina Treu – aprile 2004
4 Il Piano dei Servizi per uno sviluppo sostenibile
- principali obiettivi e strumenti - Rafforzamento iniziative culturali e per la formazione Equa distribuzione territoriale dell’offerta di servizi: ruolo delle polarità urbane Sostegno forme differenziate di turismo e di accoglienza Riduzione del rischio da incidenti rilevanti Potenziamento logistica industriale e distributiva Aumento della mobilità possibile (razionalizzazione e completamento del sistema infrastrutturale), diminuzione della mobilità necessaria (decentramento dei servizi e dell’offerta insediativa) Valorizzazione del verde urbano Organizzazione del verde periurbano Connessione con il verde territoriale Riqualificazione della struttura urbana storica (fortificazioni, laghi, etc.) Maria Cristina Treu – aprile 2004
5 Il Piano dei Servizi per uno sviluppo sostenibile
- principali obiettivi e strumenti per aree tematiche - TEMA  OBIETTIVO DI RIFERIMENTO VERIFICHE e/o AZIONI del Piano dei Servizi AREA AMBIENTALE Verde urbano  Valorizzazione (giardini/parchi pubblici e verde attrezzato per lo sport) Verifica della dotazione minima ex lege (16 mq/ab a fronte di 13,25 mq/ab) Riequilibrio della dotazione urbana Verde come ambito di protezione (verde filtro) Incremento della superficie per attrezzature sportive Verde sovracomunale  Organizzazione e Connessione (Verde periurbano e territoriale) Verifica della dotazione minima ex lege (16 mq/ab a fronte di 10 mq/ab – non contabilizzando le aree del Parco del Mincio) Realizzazione di una cintura verde attorno alla città attraverso la connessione tra gli spazi aperti, le aree verdi e le riserve naturali (incremento della superficie a verde: Parco Periurbano, completamento sponde dei laghi, etc.) Realizzazione e razionalizzazione del sistema ciclopedonale di connessione del verde Struttura urbana storica  Riqualificazione Recupero delle aree e dei manufatti relativi alle antiche fortificazioni (ad es. verde per eventi collettivi e ricreativi, percorsi di lettura della struttura storica, etc.) Protezione degli elementi e delle tracce della struttura della rete idraulica storica Maria Cristina Treu – aprile 2004
6 Il Piano dei Servizi per uno sviluppo sostenibile
- principali obiettivi e strumenti per aree tematiche - TEMA  OBIETTIVO DI RIFERIMENTO VERIFICHE e/o AZIONI del Piano dei Servizi AREA MOBILITA’ ED INFRASTRUTTURE Accessibilità  Miglioramento Aumento della mobilità possibile (razionalizzazione/completamento delle infrastrutture esistenti), diminuzione della mobilità necessaria (decentramento dei servizi e dell’offerta insediativa: polarità urbane complementari al centro storico) Parcheggi d’interscambio  Realizzazione Riduzione del traffico veicolare nel centro storico favorendo forme di mobilità alternativa: interscambio mezzo privato-trasporto pubblico in parcheggi scambiatori opportunamente localizzati all’esterno della città (ad es. nelle polarità urbane, in area “Favorita” servito da bus navetta per il centro) Rete delle piste ciclabili  Razionalizzazione Sistema di connessione dei singoli tratti di ciclabili urbane Sistema di connessione delle piste ciclabili urbane con i comuni limitrofi (connessione con gli insediamenti e con il sistema dei parchi) Linea ferroviaria a sud  Superamento Ampliamento dei sottopassi esistenti e realizzazione di nuovi (breve periodo) Sistema di trasporto alternativo di tipo metropolitano urbano sulla linea ferroviaria Mantova-Monselice (lungo periodo) Grandi infrastrutture  Realizzazione Porto di Valdaro come fattore di sviluppo economico in un quadro eco-compatibile Maria Cristina Treu – aprile 2004
7 Il Piano dei Servizi per uno sviluppo sostenibile
- principali obiettivi e strumenti per aree tematiche - TEMA  OBIETTIVO DI RIFERIMENTO VERIFICHE e/o AZIONI del Piano dei Servizi AREA SOCIO-ECONOMICA Centro Storico  Valorizzazione Rafforzamento delle iniziative culturali e per la formazione Promozione di attività economiche per rivitalizzare il centro Città e Territorio  Sostegno al turismo Offerta di forme differenziate di turismo (dal culturale all’ambientale – l’ambiente in termini di risorsa fisico-naturale come risorsa economica) Potenziamento ed articolazione dell’offerta ricettiva e per l’accoglienza (alberghi con maggiore capienza, Collegio Universitario, Ostello, B&B e family hosting, Campeggio, Residenze per categorie speciali, etc.) Logistica industriale e distributiva  Potenziamento Realizzazione del polo logistico di Valdaro Favorire l’insediamento di servizi per l’impresa e per l’innovazione Favorire l’insediamento di attività per lo sviluppo economico della città e di riqualificazione del territorio Maria Cristina Treu – aprile 2004
8 IMPOSTAZIONE METODOLOGIA del Piano dei Servizi
- fasi per la redazione - Definizione dei parametri minimi di riferimento Quantificazione della domanda complessiva di attrezzature pubbliche o ad uso pubblico Rilievo della situazione esistente Prima classificazione dei servizi Periodo ’61-’99 Analisi dei caratteri demografici e sociali del comune Periodo ’99-’03 Quantificazione dell’offerta complessiva di attrezzature pubbliche o ad uso pubblico Distribuzione spaziale dei servizi esistenti e valutazione rispetto all’accessibilità e alla qualità prestazionale Scelte del piano (vedi cartografia) Adeguamento delle NTA e relativa variante Maria Cristina Treu – aprile 2004
9 Parametri minimi di riferimento ex l.r. 1/2001
La dotazione minima di attrezzature richiesta è pari a 26,5 mq per abitante e la possibilità di ridurre tale quantità a 18 mq per abitante per alcuni casi. Nelle zone omogenee (art. 2 del D.M. 1444/’68) la dotazione minima di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico per le attività economiche è pari al: - 10% della slp degli insediamenti produttivi ed artigianali; - 100% della slp degli insediamenti commerciali, direzionali, alberghieri e terziari nelle zone C e D e del 75% nelle zone A e B; di tali aree almeno la metà deve essere destinata a parcheggi di uso pubblico, realizzati in tipologia edilizia multipiani, sia fuori terra che nel sottosuolo; - 200% della slp delle grandi strutture di vendita come individuate dall’art. 4, comma 5, della l.r. 14/1999. Casi in cui è possibile ridurre il parametro minimo di riferimento a 18 mq: comuni con pop. inferiore a ab. alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di adozione del prg o di sua variante; comuni compresi in comunità montane o comunque qualificabili come montani ai sensi della l.r. 10/98; comuni il cui territorio sia, per almeno il 50%, interessato da vincoli di tutela ambientale o paesistica che inibiscano la trasformazione delle aree, intendendo in questo caso vincoli di inedificabilità assoluta o di inedificabilità limitata a talune attrezzature pubbliche derivanti da: - vincoli puntuali ex lege 1497/39 o 1089/39 (oggi D.Lgs 490/99); - vincoli geologici o idrogeologici; - vincoli di pianificazione di Parchi regionali o statali e relativi equipollenti (riserve, monumenti naturali, siti di importanza comunitaria, etc.). Standard per la popolazione Standard per le attività economiche Maria Cristina Treu – aprile 2004
10 Vincoli di tutela ambientale o paesistica
che interessano il comune di Mantova Parco Regionale del Mincio istituito con l.r. n° 47 del , dotato di Piano Territoriale di Coordinamento approvato con d.g.r. n° 7/193 del e modificato con d.g.r. n° 1000 del Vincoli ex lege 1497/39 (oggi D.Lgs 490/99, art. 2) che dichiarano di notevole interesse pubblico diversi ambiti del territorio di Mantova, ossia: - le sponde del fiume Mincio (D.M. del ); - gli spondali dei laghi di Mezzo ed Inferiore (D.M. del ); - la zona del Rio (D.M. del ); - il centro storico e Cittadella (D.M. del ); Vincoli ex lege 1089/39 (oggi D.Lgs 490/99, art. 139) Vincoli ex lege 431/85 (oggi D.Lgs 490/99, art. 146) che interessano in particolare: i territori contermini ai laghi, Superiore, di Mezzo ed Inferiore, compresi in una fascia della profondità di 300 m. dalla linea di battigia (art. 1, lett. b) i fiumi, i torrenti ed i corsi d’acqua non derubricati e relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 m., ossia il fiume Mincio, il canale Diversivo Mincio, il canale Bianco, il corso d’acqua detto Fossa Parcarello (art. 1, lett. c) - la zona umida che si identifica con la riserva naturale Valli del Mincio (art. 1, lett. i) la zona d’interesse archeologico che comprende l’area tra il Duomo, Palazzo Ducale ed il S. Andrea (art.1, lett. m) Fasce fluviali del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) del fiume Mincio - fascia A ovvero area di deflusso della piena - fascia B ovvero area di esondazione della piena - fascia C ovvero area di inondazione per piena catastrofica Computo superficie totale vincolata Maria Cristina Treu – aprile 2004
11 PTC del Parco del Mincio
Maria Cristina Treu – aprile 2004
12 Vincoli ex lege 1497/39 (oggi D.Lgs 490/99, art. 2)
13 Vincoli ex lege 1089/39 (oggi D.Lgs 490/99, art. 139)
mostra dettaglio su centro storico Maria Cristina Treu – aprile 2004
14 Vincoli ex lege 1089/39 (oggi D.Lgs 490/99, art. 139)
- dettaglio sul Centro Storico - Maria Cristina Treu – aprile 2004
15 Vincoli ex lege 431/85 (oggi D.Lgs 490/99, art. 146)
16 Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI)
17 Onnicomprensivo vincoli assemblati
18 Vincoli di massima tutela assemblati
19 Superficie totale vincolata rispetto al territorio comunale
Ipotesi 1 – onnicomprensivo vincoli assemblati 66,5% Ipotesi 4 – vincoli assemblati max tutela 46,8% Per le caratteristiche di particolare sensibilità del territorio di Mantova e per la presenza di industrie soggette a RIR il Piano dei Servizi indica in 26,5 mq per abitante il parametro minimo di riferimento di standard per la popolazione Maria Cristina Treu – aprile 2004
20 Articolazione funzionale della dotazione di attrezzature
21 Confronto con altri comuni capoluogo lombardi
- Fonte dei dati: ns Elaborazioni da Mosaico Informatizzato Strumenti Urbanistici Regione Lombardia - Maria Cristina Treu – aprile 2004
22 CARTOGRAFIA DEL PIANO Tavola 1: Contabilità delle aree per i servizi urbani Vengono individuate le aree standard del prg vigente confermate, non confermate, di nuova introduzione e le aree relative alle attrezzature di uso pubblico gestite da privati Criteri guida alle scelte Tavola 2: Adeguamento del PRG Vengono individuate le destinazioni d’uso delle aree standard del prg vigente non confermate Variante PRG Tavola 3: La struttura della nuova città pubblica Il sistema delle attrezzature pubbliche urbane viene contestualizzato nello schema strutturale di riferimento previsto dal Documento Direttore PTCP – Documentazione cartografica: Tav.1 – Tav.2 – Tav.3 – Tav.4 PTCP – Previsioni infrastrutturali: vigenti – in valutazione Maria Cristina Treu – aprile 2004
23 Tavola 1 - Criteri guida per le scelte
Aree e/o immobili confermati a standard aree in cui sono state realizzate o risultano in corso di realizzazione attrezzature pubbliche non sono state realizzate attrezzature ma risultano di proprietà pubblica Aree e/o immobili non confermati a standard aree in cui è stata verificata una buona dotazione di servizi nel contesto e caratteristiche tipologiche idonee per altre destinazioni d’uso non sono state realizzate attrezzature pubbliche o non risultano utilizzate per questa funzione (Sentenza Corte Costituzionale n° 179 del 1999 in materia di indennizzabilità e di reiterazione dei vincoli urbanistici) Nuove aree da destinare a servizi aree in cui insediare nuove attività di servizio o rilocalizzare attività esistenti perché aree più congruenti Nuove aree da destinare a servizi gestiti da privati aree in cui insediare nuove attività di servizio o rilocalizzare attività esistenti perché aree più congruenti Maria Cristina Treu – aprile 2004
24 CONTABILITA' DELLE AREE PER I SERVIZI URBANI
Ex-PRG - ex-Piani attuativi - ex Piano dei Servizi T a v o l a 1 Maria Cristina Treu – aprile 2004
25 Maria Cristina Treu – aprile 2004
26 ADEGUAMENTO DEL PRG T a v o l a 2 Maria Cristina Treu – aprile 2004
27 Maria Cristina Treu – aprile 2004
28 LA STRUTTURA DELLA NUOVA CITTA' PUBBLICA
T a v o l a 3 Maria Cristina Treu – aprile 2004
29 Maria Cristina Treu – aprile 2004
30 Distribuzione spaziale dei servizi esistenti
- accessibilità e qualità prestazionale - Esempio dei servizi scolastici Maria Cristina Treu – aprile 2004
31 OBIETTIVI DELLA VARIANTE
La variante allo strumento urbanistico generale di Mantova costituisce indubbiamente il primo importante intervento di rinnovamento della pianificazione vigente che, si ricorda, risale al 1984 (PRG approvato con D.G.R.L. n del ). L’esigenza di assumere tale scelta si radica principalmente nella necessità di innovare il vigente PRG, non più adeguato alla luce di quanto introdotto dalla legge 1/2001 e nel nuovo rapporto tra Pubblica Amministrazione, cittadinanza e territorio che, proprio nei servizi, si instaura. Tale rapporto va nella direzione di una maggior partecipazione e responsabilizzazione dei privati nell’ambito delle scelte pianificatorie e nelle fasi di attuazione di tali determinazioni, nonché al ruolo dell’Amministrazione sempre più virato nella direzione di soggetto garante del regolare sviluppo del territorio. Variante in adeguamento alla l.r. 1/2001 e altre normative sopravvenute – varianti connesse e conseguenziali Maria Cristina Treu – aprile 2004
32 Varianti interessanti l’impostazione generale del P.R.G.
Varianti di adeguamento alla L.R. 1/2001 (Disciplina dei mutamenti di destinazione d’uso di immobili e norme per la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico Varianti connesse all’adeguamento al D.P.R. 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) Varianti connesse all’adeguamento alla L.R. 41/97 (Prevenzione del rischio geologico, idrogeologico e sismico mediante strumenti urbanistici generali e loro varianti) Varianti connesse all’adeguamento al D.Lgs. 334/99 ed al D.M. LL.PP. 151/2001 (Elaborato Tecnico RIR) Recepimento varianti normative – Sintesi cartografica Maria Cristina Treu – aprile 2004
33 Varianti di adeguamento alla L.R. 1/2001
Adeguamento al Titolo I della L.R. 1/2001 radicale revisione della parte normativa generale del PRG e conseguente semplificazione della disciplina delle singole zone omogenee alla nuova impostazione in materia Riforma della disciplina delle destinazioni d’uso e relativi mutamenti Adeguamento al Titolo II della L.R. 1/2001 la notoria importanza del centro storico di Mantova, oggetto di precisi ed estesi vincoli culturali e ambientali (D.Lgs , n. 490), ha sempre implicato una particolare attenzione alla tutela del patrimonio comunale che si è tradotta in previsioni pianificatorie sempre rigorose e puntuali che non hanno richiesto innovazioni di grande rilievo Ridisegno della disciplina dei centri storici imponendo una maggior attenzione alle valenze storiche, artistiche e ambientali, nonché prevedendo alleggerimenti procedurali per favorire il recupero di tali ambiti Adeguamento al Titolo III della L.R. 1/2001 revisione completa del sistema dei servizi pubblici con conseguenti ed incisive modifiche sia sotto il profilo della normativa di PRG sia sotto il profilo degli azzonamenti di numerose aree Sostituzione degli articoli 19 e 22 della L.R. 51/75 in materia di attrezzature pubbliche o di uso pubblico e introduzione dello strumento Piano dei Servizi Maria Cristina Treu – aprile 2004
34 Adeguamento al Titolo I della L.R. 1/2001
Obiettivi fornire alla cittadinanza uno strumento urbanistico adeguato alle più recenti evoluzioni normative ottemperare ad una precisa prescrizione regionale, ovverosia l’art. 1, comma 6, della L.R. 1/2001, che ha demandato ai Comuni il compito di dare concreta applicazione ai principi innovativi introdotti con la legge citata Principi introdotti dalle nuove disposizioni ferma restando la definizione di destinazione d’uso contenuta nell’art. 2 della L.R. 9 maggio 1992, n. 19, i comuni indicano, attraverso lo strumento urbanistico generale, le destinazioni d’uso non ammissibili rispetto a quelle principali di singole zone omogenee o di immobili; in tutti gli altri casi il mutamento di destinazione d’uso è ammesso “tutto ciò che non è ammesso è vietato” “tutto ciò che non è vietato è ammesso” definizione delle categorie di usi rilevanti ai fini della determinazione della dotazione di aree per infrastrutture e servizi pubblici, di interesse pubblico e generale Maria Cristina Treu – aprile 2004
35 Adeguamento al Titolo II della L.R. 1/2001
Il Titolo II della L.R. 1/2001, intitolato “Norme per l’intervento nei centri storici”, prevede la riscrittura integrale dell’art. 17 della L.R. 51/75. L’adeguamento del PRG di Mantova alla nuova disciplina dei centri storici, unitamente alla nuova impostazione del regime delle destinazioni d’uso sopra descritto, ha fornito l’occasione per una generale revisione della pianificazione urbanistica di tale importante comparto del territorio comunale. Il comma 1 dell’art. 5, L.R. 1/2001 stabilisce che “Il piano regolatore generale nell’individuare e perimetrare il centro storico e i nuclei di interesse storico, artistico e ambientale, se esistenti, tiene conto della cartografia di prima levatura dell’Istituto Geografico Militare Italiano, motivando adeguatamente eventuali ampliamenti o riduzioni in relazione ai mutamenti dello stato dei luoghi intervenuti successivamente”. Maria Cristina Treu – aprile 2004
36 Adeguamento al Titolo III della L.R. 1/2001
Il Titolo III della L.R. 1/2001 (artt. 6 – 9 della Legge) - intitolato “Norme per la determinazione della capacità insediativa e per la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico” - riformula integralmente gli articoli 19 (art. 6, L.R. 1/2001) e 22 (art. 7, L.R. 1/2001) della L.R. 51/75. L’art. 6 della l.r. 1/2001 riformula la disciplina dei criteri per il calcolo della capacità insediativa del PRG. L’art. 7 della l.r. 1/2001 detta le nuove regole in materia di attrezzature pubbliche e di uso pubblico. In particolare questa seconda disposizione riveste caratteri eccezionalmente innovativi, offrendo alle amministrazioni comunali un nuovo strumento, il Piano dei Servizi, al quale è affidata la disciplina dei servizi pubblici e di interesse generale a livello comunale. Il Piano dei Servizi costituisce un elaborato del PRG. Tale allegato del PRG nel caso di Mantova consta dei seguenti elaborati: Relazione Tavola 1: Contabilità delle aree per i servizi urbani - Tavola 2: Adeguamento del PRG - Tavola 3: La struttura della nuova città pubblica Maria Cristina Treu – aprile 2004
37 Varianti connesse all’adeguamento al D.P.R. 380/2001
Il legislatore nazionale ha inteso intraprendere un’operazione di riordino e razionalizzazione della materia edilizia. Il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia è entrato in vigore il 30 giugno 2003, limitatamente alla sola “Parte prima”, disciplinante l’Attività edilizia. Le disposizioni attualmente vigenti modificano significativamente la precedente normativa innovando anche le stesse definizioni generali degli interventi edilizi e dei titoli abilitativi. Le variazioni nel caso di Mantova attengono esclusivamente all’apparato normativo di PRG per la parte che definisce gli interventi edilizi. Maria Cristina Treu – aprile 2004
38 Varianti connesse all’adeguamento alla L.R. 41/97
(Prevenzione del rischio geologico, idrogeologico e sismico mediante strumenti urbanistici generali e loro varianti) Impostazione metodologica L’esito dello studio è la redazione della Carta della fattibilità geologica per le azioni di piano. Definizioni delle classi di fattibilità: Classe 1 – Fattibilità senza particolari limitazioni Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni Stralcio esempio Stralcio caso di Mantova Maria Cristina Treu – aprile 2004
39 Maria Cristina Treu – aprile 2004
40 Elaborato Tecnico “Rischio di Incidente Rilevante (RIR)”
Nel Comune di Mantova sono presenti cinque industrie a rischio di Incidente rilevante: Raffineria IES S.p.a, Polimeri Europa, Consorzio Agrario di Mantova, Crion Produzioni Sapio, Sol Group. L’Elaborato Tecnico RIR dovrà contenere, di norma: Le informazioni fornite dal gestore dell’industria classificata a rischio di incidente rilevante, ovvero: a. Inviluppo delle aree di danno su base cartografica b. Categoria dei GPL e per i depositi di liquidi infiammabili e pericolosi c. Classe di probabilità di ogni singolo evento per tutti gli stabilimenti d. Categorie di danno attese in relazione agli eventi incidentali L’individuazione e la rappresentazione su base cartografica degli elementi territoriali e ambientali vulnerabili Analisi degli scenari incidentali: trasporto sostanze pericolose gestione sostanze pericolose Maria Cristina Treu – aprile 2004
41 Rischio legato al trasporto di GPL
SP 28 (via Brennero) SP 62 (statale della “Cisa”) rischio di incidente rilevante valutato di livello elevato Valutazione del rischio in relazione alle misure di divieto di transito Dopo Prima Maria Cristina Treu – aprile 2004
42 Rischio legato alla gestione di sostanze pericolose
Scenari accidentali relativi ai siti di deposito e manipolazione sostanze pericolose Areali di danno valutati di entità notevole Valutazione del rischio in relazione alle modifiche degli impianti Prima Dopo Maria Cristina Treu – aprile 2004
43 situazione pre situazione post Maria Cristina Treu – aprile 2004
44 Maria Cristina Treu – aprile 2004
45 Maria Cristina Treu – aprile 2004
46 situazione pre situazione post Maria Cristina Treu – aprile 2004
47 Maria Cristina Treu – aprile 2004
48 situazione pre situazione post Maria Cristina Treu – aprile 2004
49 Maria Cristina Treu – aprile 2004
50 Maria Cristina Treu – aprile 2004
Tav. 1 – Quadro delle informazioni territoriali: valutazione delle compatibilità delle previsioni d’intervento Maria Cristina Treu – aprile 2004
51 Maria Cristina Treu – aprile 2004
Tav. 2 – Carta delle attenzioni e delle indicazioni di piano: sistema fisico-naturale e valorizzazione ambientale Maria Cristina Treu – aprile 2004
52 Maria Cristina Treu – aprile 2004
Tav. 3 – Carta delle attenzioni e delle indicazioni di piano: sistema paesistico e storico-culturale Maria Cristina Treu – aprile 2004
53 Maria Cristina Treu – aprile 2004
Tav. 4 – Carta delle attenzioni e delle indicazioni di piano: sistema insediativo urbano ed infrastrutturale Maria Cristina Treu – aprile 2004
54 Maria Cristina Treu – aprile 2004
55 Maria Cristina Treu – aprile 2004
56 mostra legenda Maria Cristina Treu – aprile 2004
57 Maria Cristina Treu – aprile 2004
58 Zona Boccabusa-Ghisiolo-Lunetta-Cipata
Gambarara Zona Boccabusa-Ghisiolo-Lunetta-Cipata Zona Trincerone Zona Angeli-Dosso del Corso Maria Cristina Treu – aprile 2004
59 Maria Cristina Treu – aprile 2004
60 Maria Cristina Treu – aprile 2004
61 Maria Cristina Treu – aprile 2004
62 Maria Cristina Treu – aprile 2004
63 Maria Cristina Treu – aprile 2004
64 Maria Cristina Treu – aprile 2004
65 Maria Cristina Treu – aprile 2004
66 Maria Cristina Treu – aprile 2004
67 Maria Cristina Treu – aprile 2004
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