Source: http://docplayer.it/5274258-La-classificazione-dei-fondi-di-previdenza-complementare.html
Timestamp: 2018-06-24 23:09:47+00:00
Document Index: 143547378

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 25']

LA CLASSIFICAZIONE DEI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE. - PDF
Download "LA CLASSIFICAZIONE DEI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE."
1 LA CLASSIFICAZIONE DEI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE: FONDI NEGOZIALI, COMMERCIALI E PREESISTENTI. CARATTERISTICHE DEI FONDI NEGOZIALI E COMMERCIALI PROF. IVAN CANELLI
2 Indice 1 LA CLASSIFICAZIONE DEI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE FONDI NEGOZIALI. CARATTERISTICHE I FONDI COMMERCIALI. CARATTERISTICHE I FONDI PREESISTENTI I PIANI INDIVIDUALI PENSIONISTICI DI TIPO ASSICURATIVO (PIP) di 23
3 1 La classificazione dei fondi di previdenza complementare. Ai fini della presente analisi ci soffermeremo sul cosiddetto secondo pilastro, sorto con il D.Lgs n. 124/1993 sulla base della acquisita consapevolezza e presa di coscienza che la copertura previdenziale pubblica non era più sufficiente. Il fondo pensione è uno strumento finalizzato all erogazione di trattamenti pensionistici complementari rispetto a quelli offerti dal sistema obbligatorio, al fine di assicurare livelli di copertura previdenziale più elevati. E l unico strumento di gestione del risparmio per il quale la legge prevede importanti vantaggi fiscali. Il fondo pensione è allo stesso tempo uno strumento previdenziale, in quanto fornisce un trattamento pensionistico integrativo appunto, e uno strumento finanziario, in quanto, operando con il meccanismo della capitalizzazione, investe le proprio riserve sul mercato mobiliare tramite intermediari esterni. Si tratta di un vero e proprio sistema a capitalizzazione e il suo fine è proprio quello di assicurare più elevati livelli di copertura previdenziale. L art. 4 del D. Lgs. 252/2005 riguarda le forme pensionistiche complementari, attuate mediante la costituzione, di appositi fondi o di patrimoni separati, la cui denominazione deve contenere l'indicazione di fondo pensione, la quale non può essere utilizzata da altri soggetti. In linea generale i fondi pensione sono una forma di risparmio gestito, creata per erogare delle prestazioni previdenziali, nella quale confluiscono i contributi dei singoli iscritti e, per i lavoratori dipendenti, anche quelli a carico del datore di lavoro e quote del TFR, durante il corso della vita attiva. Tali versamenti verranno investiti nei mercati finanziari utilizzando strumenti di investimento a breve, medio e lungo termine per poi essere erogati, principalmente sotto forma di rendite vitalizie dal momento dell uscita dal mondo del lavoro. I fondi pensione adottano il criterio della capitalizzazione, vale a dire che i contributi versati dal singolo iscritto costituiscono un conto individuale, separato e distinto dagli altri partecipanti al fondo. Tra i fondi pensione distinguiamo tra: a) fondi negoziali o chiusi, forme pensionistiche complementari la cui origine è di natura contrattuale, istituite a beneficio di specifiche categorie di lavoratori; 3 di 23
4 b) fondi commerciali o aperti, forme pensionistiche complementari alle quali possono iscriversi tutti coloro che, a prescindere dalla situazione lavorativa, intendano conseguire una rendita integrativa della pensione di base; c) fondi pensione preesistenti, forme pensionistiche complementari esistenti prima della normativa che per la prima volta ha disciplinato in modo organico il sistema della previdenza complementare in Italia 1. Dall elaborazione dati ufficiale COVIP si evince che a novembre 2011 sul territorio nazionale sono attivi: a) 42 fondi pensione negoziali; b) 68 fondi pensione aperti; c) 368 fondi preesistenti; d) 76 PIP. Nel dettaglio la tabella di seguito riporta il numero di iscritti al 30 giugno 2011 per tipologia di forma previdenziale. I dati sono presi dal sito Mefop, su elaborazione di dati COVIP. Le successive tabelle 2 mostrano fino al 2009 gli iscritti per tipologia di forma previdenziale sia per sesso che per età: 1 Vi sono anche i piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP), ulteriori forme pensionistiche complementari esclusivamente individuali, istituite dalle imprese di assicurazione autorizzate dall ISVAP. Alla pari dei fondi aperti, i PIP sono costituiti sotto forma di patrimoni separati e autonomi rispetto a quello dell impresa di assicurazione che li istituisce e destinati esclusivamente al pagamento delle prestazioni agli iscritti. Due sono le tipologie di contratto di adesione ai PIP: a) contratti assicurativi di ramo I, ovvero assicurazioni sulla vita, collegati a una o più gestioni interne separate; b) contratti assicurativi di ramo III, polizze di tipo unit linked, collegati al valore delle quote di uno o più fondi interni detenuti dall impresa di assicurazione oppure al valore delle quote di OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio). 2 Fonte MEFOP. 4 di 23
5 5 di 23
6 2 Fondi negoziali. Caratteristiche I Fondi pensione negoziali definiti anche come fondi chiusi sono strumenti della previdenza complementare ed hanno origine contrattuale. Costituiscono l epicentro del cosiddetto secondo pilastro, il loro scopo è erogare prestazioni previdenziali ad un gruppo di persone che presentano, come caratteristica comune, l esistenza di un rapporto di lavoro o l appartenenza ad una categoria professionale o altro legame simile. Costituiscono dunque dei centri di raccolta del risparmio con finalità previdenziali; attraverso l afflusso costante di contribuzioni da parte del lavoratore e/o del datore di lavoro si formano delle disponibilità incrementate con gestioni orientate verso politiche di investimento a medio e lungo termine. Tali disponibilità costituiscono dunque le riserve con le quali i fondi pensione assolvono l obbligo di erogare, superato un determinato periodo contributivo, trattamenti pensionistici ai propri iscritti sotto forma di capitale in unica soluzione o di rendita. I Fondi pensione negoziali sono enti giuridicamente autonomi, distinti dai soggetti promotori (lavoratori e datori di lavoro). Si tratta quindi di fondi istituiti a beneficio di specifiche categorie di lavoratori e più precisamente: - dipendenti privati che appartengono alla stessa categoria contrattuale, alla stessa impresa o gruppo di imprese, allo stesso territorio; - dipendenti pubblici che appartengono a specifici comparti di contrattazione; - soci lavoratori di cooperative; - autonomi e liberi professionisti anche organizzati per aree professionali e territoriali. I promotori delle fonti istitutive sono le cosiddette parti sociali e quindi: a) confederazioni sindacali; b) organizzazioni datoriali; c) organizzazioni di categoria; d) albi ed ordini professionali. Quanto alle tipologie di fondi chiusi possiamo distinguere in: 1) aziendali; 2) interaziendali; 3) territoriali; 4) categoriali. Le fonti che definiamo istitutive dei fondi negoziali possono essere: 6 di 23
7 - i contratti collettivi, anche aziendali, stipulati dai rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori; - gli accordi tra i soci lavoratori di cooperative, promossi da associazioni nazionali del movimento cooperativo; - gli accordi tra lavoratori autonomi e liberi professionisti promossi dai relativi sindacati o associazioni di categoria. - le Regioni, attraverso una Legge regionale. E possibile per il settore dei liberi professionisti istituire dei fondi pensione negoziali attraverso le Casse professionali, a condizione però che queste attuino una gestione separata rispetto alle risorse che sono destinate alla previdenza obbligatoria. Le fonti costitutive sono rappresentate dall atto pubblico 3 dallo statuto e dal regolamento e sono realizzate, in base alle previsioni contenute nell accordo sindacale dagli organismi responsabili del fondo 4. Possono difatti essere costituiti solo come soggetti giuridici di natura associativa ai sensi e per gli effetti di cui all art. 36 cod. civ. e ss. oppure come associazioni o fondazioni dotate di personalità giuridica il cui riconoscimento viene operato dalla COVIP. Quanto al modus procedendi per istituire e rendere operativi i fondi negoziali sono previsti una serie di passaggi e di adempimenti. Punto di partenza la precostituzione di una piattaforma contrattuale da parte delle rappresentanze dei lavoratori nell ambito della contrattazione collettiva di primo e secondo livello, che dovrà appunto prevedere l istituzione del fondo di previdenza complementare. Una volta siglato il contratto di lavoro collettivo o aziendale si procede: a) alla stipula e sottoscrizione tra le parti dell accordo istitutivo del fondo; b) alla redazione dell atto costitutivo, dello statuto e dell eventuale regolamento; c) contestualmente si provvede, nel caso di fondo nazionale e/o di categoria alla nomina di un comitato provvisorio che dovrà gestire la fase costitutiva ed organizzativa iniziale in attesa che la prima assemblea dei delegati, designati dai datori di lavoro e dai lavoratori in modo paritetico, elegga gli organismi direttivi definitivi 5 ; d) si procede dunque alla costituzione del fondo mediante rogito notarile 6. 3 Costituzione notarile. 4 Siano essi provvisori o nominati in modo definitivo contestualmente all atto pubblico. 5 Per i fondi aziendali o relativi a realtà territoriali ben delimitate, la prima nomina degli organi può essere prevista direttamente dalle parti stipulanti l accordo. 6 A questo punto inizia l iter autorizzativo che si concluderà con autorizzazione o diniego da parte della COVIP. 7 di 23
8 La fonte istitutiva per eccellenza è l accordo sindacale che determinerà sia il profilo del fondo complementare che le norme dell atto costitutivo e dello statuto. Questo infatti individuerà lo scopo esclusivo dell attività previdenziale con previsione del sistema di gestione finanziaria a capitalizzazione. Quanto ai contenuti dello statuto gli elementi essenziali sono: - la denominazione che deve riportare l indicazione fondo pensione, lo scopo esclusivo dell attività previdenziale e la sede; - durata che consenta agli iscritti il raggiungimento degli obiettivi e quindi sostanzialmente illimitata; - definizione degli associati al fondo e dei destinatari; - modalità di iscrizione individuale al fondo in conformità a quanto previsto dalle fonti istitutive; - previsione del sistema di gestione a capitalizzazione ed indicazione del regime del fondo; - norme ordinamentali e amministrative; - composizione dell organo di controllo; - criteri generali del sistema di finanziamento del fondo; - previsione del ricorso a convenzioni di gestione con i soggetti abilitati; - criteri di individuazione e ripartizione del rischio nella scelta degli investimenti; - tipologia delle prestazioni e modalità di erogazione - indicazione misure a garanzia della trasparenza; - regole da osservare in materia di conflitto di interesse; - criteri per la determinazione del valore del patrimonio del fondo; - definizione delle procedure per le modificazioni statutarie; - cause di scioglimento del fondo; - previsione requisiti professionalità ed onorabilità membri degli organi del fondo; - eventuale regolamento. L attività del Fondo pensione è disciplinata dallo statuto 7 ; tale documento raccoglie gli elementi identificativi del fondo (denominazione, istituzione e scopo, ambito dei destinatari), le caratteristiche (importo dei contributi, tipologia delle prestazioni e modalità di contribuzione, politiche di investimento, spese per la partecipazione), i profili organizzativi (organi del fondo e struttura amministrativa), i rapporti con gli aderenti (modalità di adesione, misure di garanzia di trasparenza e correttezza informativa agli iscritti). Lo statuto può contenere, eventualmente, un regolamento per disciplinare le modalità di associazione, le quote associative e tutto quanto attiene 7 Gli elementi essenziali dello statuto sono fissati dall art. 3 del DM Lavoro n. 211/ di 23
9 al funzionamento organizzativo e amministrativo del fondo, in modo da rendere più agevoli operazioni di modifica in queste aree. Sotto il profilo organizzativo la governance di un fondo pensione negoziale è costituita da quattro organi: a) l Assemblea dei delegati; b) il Consiglio di amministrazione (CdA); c) il Collegio dei sindaci; d) il Responsabile del fondo pensione. L Assemblea è generalmente formata dai rappresentanti dei lavoratori (attivi e pensionati) e delle imprese in egual misura; nomina i componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei sindaci, approva ed in seguito eventualmente modifica lo statuto, approva il bilancio; delibera l eventuale scioglimento dell associazione. Il Consiglio di amministrazione amministra il fondo e stabilisce la politica di investimento. Ad esso spetta la selezione del gestore, della banca depositaria, della compagnia di assicurazione per l erogazione delle rendite. Elegge inoltre il Presidente, che ha funzioni anche di rappresentanza legale del fondo pensione stesso, il Direttore generale con funzioni attuative degli indirizzi degli obiettivi del fondo, e il Responsabile del fondo. Il Collegio dei sindaci provvede al controllo contabile e al controllo dell operato del Consiglio di amministrazione. Il Responsabile del fondo pensione ha il compito di verificare che la gestione sia svolta nell esclusivo interesse degli aderenti, nel rispetto della normativa, anche regolamentare e di indirizzo emanata dalla COVIP e delle previsioni di natura contrattuale. L adesione ad un fondo pensione negoziale è volontaria. Gli iscritti eleggono i propri rappresentanti nell Assemblea dei delegati. Il lavoratore può iscrivere, sempre che lo statuto di riferimento lo preveda, anche i familiari a carico (i cosiddetti fiscalmente a carico ). L adesione tacita avviene nel caso in cui il lavoratore non espliciti alcuna scelta sulla destinazione del proprio TFR nei termini previsti dalla legge. Determinandosi in tal modo un iscrizione automatica alla forma pensionistica collettiva adottata dal contratto nazionale di lavoro o dall accordo aziendale. Questa forma non è prevista per i dipendenti pubblici. Trascorsi due anni dall adesione, l iscritto può chiedere il trasferimento della posizione maturata presso un altra forma pensionistica complementare senza sostenere oneri. 9 di 23
10 Riguardo la contribuzione per i lavoratori dipendenti viene stabilito in sede di contrattazione collettiva anche il criterio di contribuzione del fondo. Il lavoratore versa al fondo pensione negoziale, per il tramite del datore di lavoro: - le quote del TFR che maturano dopo l adesione; - il contributo a proprio carico, nella misura prevista dall accordo contrattuale (con possibilità di contribuire in misura superiore); - il contributo del datore di lavoro, nella misura prevista dall accordo contrattuale. Nella possibilità prevista di versare soltanto il TFR, il datore di lavoro non ha l obbligo di versare il proprio contributo. Nel caso si tratti di fondo pensione negoziale destinato ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti la contribuzione riguarda unicamente l iscritto. Nei fondi pensione negoziali rivolti ai dipendenti pubblici la contribuzione è formata dal contributo individuale e da quello del datore di lavoro nonché dalle quote virtuali di TFR 8. Gli organi di gestione dei fondi negoziali, oltre all ordinaria gestione delle attività della forma pensionistica, debbono provvedere alla definizione della gestione finanziaria o assicurativa delle risorse, all amministrazione del fondo e delle posizioni individuali e alla scelta della banca depositaria, provvedendo alla stipula di convenzioni con i soggetti abilitati (Banche, SIM, SGR e imprese di assicurazione). Per quanto concerne gli investimenti, il fondo pensione, al momento dell adesione, propone agli iscritti uno o più comparti di investimento caratterizzati da diverse combinazioni di strumenti finanziari e quindi di rischio/rendimento. La scelta non è definitiva, in quanto la medesima può essere modificata trascorso almeno un anno o dalla adesione o dalla successiva variazione secondo le modalità stabilite da ogni singolo Fondo pensione. La politica degli investimenti seguita da ciascun comparto viene sintetizzata nel portafoglio benchmark che definisce la percentuale del patrimonio da impiegare nelle varie forme di investimento; esso costituisce un parametro oggettivo di riferimento per la verifica dei risultati contenuti dalla gestione degli investimenti. Possiamo classificare i diversi comparti nelle seguenti categorie: - azionari (investono solo o principalmente in azioni); - bilanciati (che in linea di massima investono in azioni e in obbligazioni nella stessa percentuale); 8 Tali quote, accantonate figurativamente presso l INPDAP, sono versate al fondo pensione solo al termine del rapporto di lavoro, opportunamente rivalutate, inizialmente, a seconda dei rendimenti di un paniere di fondi negoziali, poi, una volta consolidata la struttura finanziaria, in base ai rendimenti del fondo stesso. 10 di 23
11 - obbligazionari (che investono solo o principalmente in obbligazioni); - garantiti (che offrono una garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capi- tale versato al verificarsi di determinati eventi, ad esempio, al momento del pen- sionamento). In linea generale per quel che concerne i costi, l aderente nella fase di accumulo, annualmente sostiene costi per le attività di amministrazione, di gestione del patrimonio e ogni altra spesa necessaria al funzionamento del fondo pensione. I costi non sono predeterminati ma sono quelli effettivamente sostenuti nell anno e possono essere esattamente accertati al termine dell anno stesso. Sotto tale profilo, dal momento che i costi si rifletteranno inevitabilmente sull importo della pensione complementare, è importante che l iscritto esamini con attenzione l Indicatore sintetico dei costi (ISC) pubblicato sul sito web della COVIP che fornisce una stima delle spese che gravano a vario titolo sull aderente nella fase di accumulo. Consultando l ISC l aderente infatti può confrontare i costi praticati dalle forme pensionistiche complementari. I costi applicati per il pagamento della rendita saranno quelli in vigore al momento del pensionamento dell aderente e definiti nella convenzione stipulata dal Fondo pensione. Per quanto concerne le prestazioni ed in particolare la rendita attualmente i Fondi pensione negoziali non effettuano direttamente il pagamento della rendita, ma si avvalgono di imprese di assicurazione con le quali stipulano apposite convenzioni. L iscritto che abbia maturato il diritto alla prestazione pensionistica può comunque trasferire la propria posizione individuale presso un altra forma pensionistica complementare per avvalersi delle condizioni di erogazione della rendita praticate da quest ultima se più favorevoli. 11 di 23
12 3 I Fondi commerciali. Caratteristiche I fondi pensione commerciali altrimenti definiti come aperti sono quelle forme pensionistiche complementari alle quali possono iscriversi tutti coloro che, a prescindere dalla situazione lavorativa, intendano conseguire una rendita integrativa della pensione di base. La finalità dei fondi pensione aperti è quella di realizzare una forma di previdenza per l erogazione dei trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico secondo criteri di corrispettività, mediante una gestione finanziaria a capitalizzazione dei contributi versati dagli aderenti. I fondi pensione aperti sono costituiti sotto forma di un patrimonio di destinazione, separato ed autonomo, nell'ambito della medesima società od ente 9 che li istituisce. Caratteristica distintiva di tali fondi è l unilateralità istituzionale e quindi possono essere istituiti direttamente dai soggetti con i quali è consentita la stipulazione di convenzioni e cioè, compagnie di assicurazione, banche SIM e SGR. E dunque sufficiente l atto istitutivo deliberato dall assemblea su proposta del CdA della società promotrice. Il consiglio di amministrazione e l assemblea della società che intende istituire il fondo aperto, con propria delibera definiscono il protocollo di autonomia gestionale e le modalità di destinazione del patrimonio. Predispongono anche le modalità di gestione e amministrazione e contabilizzazione del fondo stesso. Il CdA nomina il responsabile del fondo ed i componenti dell organismo di sorveglianza, che devono essere in possesso dei prescritti requisiti di professionalità e onorabilità. Non è prevista la redazione di uno statuto in quanto fa fede lo statuto della società istitutrice, mentre occorre approntare un regolamento di gestione del fondo. La società promotrice lo deve difatti redigere sulla base delle indicazioni della COVIP. Nel regolamento devono essere contenute le seguenti informazioni: - la denominazione deve contenere l indicazione fondo aperto - la sede, la durata e lo scopo esclusivo nonché le condizioni per l adesione; 9 Art. 4, comma 2, D. lgs. 5 dicembre 2005, n di 23
13 - i destinatari con l esplicito riferimento che l adesione è volontaria e che può essere su base individuale oppure collettiva; - le previsioni del sistema di gestione finanziaria a capitalizzazione; - le convenzioni assicurative; - modalità di adesione, di permanenza nel fondo e cessazione dei requisiti di partecipazione; - modalità di finanziamento del fondo; - linee generali per la gestione delle risorse; - la banca depositaria e criteri per la sua sostituzione; - misura e criteri per la determinazione delle provvigioni; - regole da osservare in materia di conflitto di interesse. L iter ovviamente prosegue attraverso la formalizzazione tramite il rappresentante legale della società istitutrice dell istanza di autorizzazione alla COVIP corredata dal regolamento e da tutta la documentazione prescritta dalla legge, che si pronuncerà salvo proroghe entro 60 giorni 10. Le direttive generali emanate dalla COVIP in base al disposto di cui all art. 23 comma 3 D.Lgs n. 252/2005 consentono ai fondi pensione aperti di poter realizzare fondi dedicati alle adesioni individuali oppure collettive 11. Tra i soggetti istitutori vi sono dunque banche, società di gestione del risparmio (SGR), società di intermediazione mobiliare (SIM) e imprese di assicurazione. Il patrimonio può essere utilizzato solo ed esclusivamente per il pagamento delle prestazioni agli iscritti e non per soddisfare i diritti vantati dai creditori della società in caso di fallimento di quest ultima. Il regolamento del fondo pensione aperto deve essere predisposto sulla base delle indicazioni fornite dalla COVIP; deve contenere i dati identificativi del fondo (denominazione, istituzione e scopo), le caratteristiche (modalità di adesione e finanziamento, linee generali per la gestione degli investimenti, costi per i destinatari), i profili organizzativi (il Responsabile del fondo pensione, la struttura amministrativa, la banca depositaria), i rapporti con gli aderenti (norme di trasparenza e criteri di informazione agli iscritti). Si possono distinguere due tipologie di fondi aperti: - fondi generici, rivolti a soggetti indeterminati, i clienti di un soggetto abilitato al collocamento; 10 Tra questa documentazione: l atto costitutivo della società istante (che deve prevedere la possibilità di costituire fondi pensione), la dichiarazione del presidente del collegio sindacale che attesti il versamento intero del capitale sociale, il protocollo di autonomia gestionale, copia dei bilanci certificati degli ultimi due esercizi. 11 Realizzando in tal modo prodotti più mirati e meglio adattabili alle esigenze degli aderenti. 13 di 23
14 - fondi dedicati, rivolti a particolari categorie di utenti (ordini professionali, associazioni di lavoratori autonomi), in esclusiva progettazione da parte di specifici collocatori o particolari zone geografiche, a sua volta: a) territoriali, come ad esempio fondo per una regione; b) categoriali, ad esempio ordini professionali; associazioni di lavoratori autonomi anche a livello locale; c) come progetto dedicato, per particolari categorie di utenti. I fondi aperti generalisti si rivolgono ad una platea indistinta costituita da tutti i clienti di un soggetto abilitato al collocamento (reti bancarie, o agenziali, promotori finanziari, e agenti di assicurazione). Strutturalmente, in un ottica di diritto comparato, i fondi aperti hanno diverse similitudini con i fondi pensione americani definiti 401K, che operano a fianco dei classici fondi pensione di tipo aziendale e rappresentano il secondo pilastro del sistema previdenziale degli Stati Uniti d America. 12 Tali fondi consentono la contribuzione bilaterale e permettono all aderente di scegliere la linea di investimento preferita con possibilità di cambiarla in ogni momento. Possono aderire dunque a tale tipologia di fondi tutti i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico, i lavoratori autonomi, liberi professionisti e pensionati, soggetti privi di reddito o con redditi diversi da quelli di lavoro e impresa, e soggetti a carico. I fondi pensione aperti possono essere monocomparto o multicomparto. In riferimento ai profili organizzativi la governance dei fondi aperti prevede, come quella dei fondi negoziali, la presenza di organi collegiali di amministrazione e controllo. Questi però non vengono costituiti ad hoc poiché risultano già esistenti nella struttura dei soggetti istitutori nelle figure del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale. Non è prevista invece una rappresentanza degli iscritti, a tale carenza sopperiscono una serie di regole, controlli e sanzioni, predisposte dal legislatore, a tutela degli aderenti. La figura del responsabile del fondo pensione viene nominato dalla società, e deve essere in possesso di specifici requisiti di onorabilità e professionalità. A differenza dei fondi chiusi questi non può essere nominato tra gli amministratori o tra i dipendenti del fondo stesso. I suoi compiti riguardano la verifica della gestione, da attuarsi nell esclusivo interesse degli aderenti, nel rispetto della normativa, anche regolamentare e di indirizzo emanata dalla COVIP e delle previsioni 12 Il primo livello è rappresentato dalla social securities mentre il terzo si basa su prodotti finanziari e assicurativi e soprattutto sui keogh plans per i lavoratori autonomi e sugli IRA plans per i lavoratori dipendenti. 14 di 23
15 contenute nei regolamenti, la vigilanza sul rispetto dei limiti di investimento, sulle operazioni in conflitto di interesse. Oltre alla COVIP sono i fondi in questione sono sottoposti alla normativa e ai controlli delle rispettive autorità di vigilanza (Banca D Italia e ISVAP oggi IVASS). Il responsabile del fondo è una figura autonoma e indipendente e si rapporta direttamente all organo amministrativo della società, per i risultati dell attività svolta, e alla COVIP per i report informativi. Per quei fondi commerciali che registrano un adesione collettiva di almeno 500 lavoratori di una singola azienda o gruppo, è previsto un organismo di sorveglianza, composto da rappresentanti del datore di lavoro e dei lavoratori e da due membri indipendenti. Tale organismo ha il compito di rappresentare gli interessi degli aderenti, verificando al contempo amministrazione e gestione del fondo. Si può quindi affermare che la struttura organizzativa del fondo aperto è più snella di quella del fondo chiuso di piccole dimensioni, e anche meno onerosa in quanto si avvale delle sinergie derivanti dall appartenenza ad una società già operativa nonché di organi già esistenti ed operativi costituiti in seno alla società promotrice. Sotto il profilo dell adesione, questa è volontaria e non necessariamente legata alla condizione lavorativa: si può dunque aderire ad un fondo commerciale anche se al momento non si svolge alcuna attività lavorativa. Il lavoratore dipendente privato può aderire al fondo aperto: - su base individuale tramite contratti di assicurazione sulla vita, stipulati con imprese di assicurazioni autorizzate dall'istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP) ad operare nel territorio dello Stato o quivi operanti in regime di stabilimento o di prestazioni di servizi ; - su base collettiva per lavoratori appartenenti a una determinata impresa che possono aderire al fondo pensione aperto secondo quanto stabilito dai contratti di lavoro, dagli accordi o dai regolamenti aziendali. Tale ultimo tipo di adesione può avvenire anche in forma tacita qualora il lavoratore non esprima, nei termini previsti, alcuna scelta in merito alla destinazione del proprio TFR: in tal modo verrà così iscritto al fondo aperto individuato dall accordo o regolamento aziendale. Per quanto riguarda invece il lavoratore autonomo o libero professionista, nonché i lavoratori dipendenti pubblici, questi possono aderire a un fondo pensione aperto solamente su base individuale. 15 di 23
16 Così come avviene per i fondi chiusi, è possibile iscrivere al fondo, i familiari a carico, se il regolamento di questo lo prevede, e anche quando non si è iscritti a propria volta. Sempre in analogia a quanto previsto per i fondi chiusi, è prevista, trascorsi due anni dall adesione, la possibilità di trasferimento della posizione maturata presso un altra forma pensionistica complementare senza dover sostenere oneri. Dal punto di vista della contribuzione l adesione su base individuale del lavoratore dipendente prevede la libera scelta degli importi (anche il solo TFR) e della periodicità di contribuzione, modificabili in qualsiasi momento. Mentre non è automatico il contributo del datore di lavoro. L adesione su base collettiva del lavoratore dipendente è vincolata dai contratti e dagli accordi collettivi, con la possibilità di contribuire in misura superiore a quanto da questi previsto. Qualora questo accada si ottiene anche il contributo del datore di lavoro, stabilito dal contratto o dall accordo collettivo di adesione. Il lavoratore autonomo o libero professionista è completamente libero di scegliere importo e periodicità della contribuzione, con possibilità di modifica successiva all adesione. Il lavoratore dipendente pubblico può versare solo il contributo individuale ma non il flusso di TFR. La caratteristica peculiare che distingue i fondi commerciali o aperti da quelli negoziali o chiusi è la possibilità dei primi di gestire direttamente le risorse che affluiscono al fondo. In tal caso i soggetti che esercitano la gestione dei patrimoni sono gli stessi che sono abilitati alla stipula di convenzioni per la gestione delle risorse dei fondi negoziali. A garanzia degli iscritti vi è il controllo delle autorità di vigilanza e l obbligo della presenza di una banca depositaria. La gestione può essere sia accentrata nella società o delegata, in particolare per le funzioni amministrative. I flussi monetari e informativi prevedono i versamenti degli iscritti (e dei datori di lavoro) alla banca depositaria, la quale provvede a darne notizia alla società di gestione del fondo. Quest ultima procede agli investimenti e all informazione su quotidiani e siti internet, agli organismi di vigilanza e agli aderenti. I fondi aperti possono prevedere un offerta di polizze assicurative complementari sottoscrivibili separatamente o congiuntamente. L offerta di tali prodotti assicurativi rafforza il significato previdenziale del fondo pensione. Al momento dell adesione, il fondo aperto propone uno o più comparti di investimento con diverse combinazioni di strumenti finanziari e di rischio/rendimento. La scelta può essere modificata trascorso almeno un anno o dall adesione o dalla successiva variazione secondo quanto stabilito dal Fondo pensione di riferimento. 16 di 23
17 Come per i negoziali la politica degli investimenti seguita da ciascun comparto viene sintetizzata in un portafoglio benchmark che definisce la percentuale del patrimonio da impiegare nelle varie forme di investimento con stessa identificazione dei comparti: a) azionari b) bilanciati; c) obbligazionari; d) garantiti. Per quel che riguarda i costi nella fase di accumulo questi sono finalizzati a remunerare la società per l attività di collocamento, nonché per l amministrazione e gestione del patrimonio. I costi a carico dell aderente vengono trattenuti, in percentuale o in cifra fissa, dai versamenti effettuati oppure prelevati dal patrimonio del fondo. Nel caso di adesione in forma collettiva o di convenzioni con associazioni di lavoratori autonomi e liberi professionisti l importo delle spese di gestione è inferiore a quello praticato per le adesioni individuali; di conseguenza il rendimento netto è superiore. 17 di 23
18 4 I Fondi preesistenti Prima del 1993 la previdenza complementare si era sviluppata solo nell ambito delle banche, delle assicurazioni e delle imprese multinazionali per particolari categorie di lavoratori, dando vita ad un buon numero di fondi, chiamati preesistenti. I fondi pensione preesistenti sono forme pensionistiche complementari che sussistevano prima della normativa che per la prima volta ha disciplinato in modo organico il sistema della previdenza complementare, il Decreto Lgs. 124 del 93, e che operano in deroga alla disciplina generale. Trattasi di una formula Fondi pensione preesistenti di estrema sintesi che designa i fondi pensione già istituiti, e perciò esistenti alla data del 15 novembre 1992 (giorno dell entrata in vigore della legge 421 del 23 ottobre 1992). Il fenomeno dei fondi pensione prima dell introduzione della disciplina del D.lgs n. 124/1993, ha conosciuto in realtà uno sviluppo piuttosto modesto rispetto ad altri paesi europei, e per lo più circoscritto ai settori del credito e delle assicurazioni tradizionalmente caratterizzati da una più consistente disponibilità finanziaria delle aziende. Ciò è dipeso innanzitutto dalla tendenza pervasiva ed onnivora del sistema pensionistico pubblico, rispetto ai bisogni sociali garantiti dall ordinamento. Tra queste realtà più risalenti nel tempo e di maggior consistenza quantitativa sono i fondi pensione preesistenti attivati presso enti creditizi. Anche in numerosi rami del settore industriale si sono avviate importanti iniziative talvolta organizzate in forma di fondo pensione aziendale o di gruppo societario. Si registrano anche importanti iniziative maturate nel mondo del commercio e del terziario. Successivamente il D. Lgs. 252/2005 ha fissato un graduale adeguamento alla nuova disciplina per i fondi pensione preesistenti, da realizzarsi con Decreto Ministeriale (il DM 62/2007), sia dal punto di vista giuridico sia dal punto di vista dell organizzazione e degli investimenti. Questa tipologia di fondo ha carattere collettivo ed è destinata a particolari ambiti lavorativi. Risultano tra loro molto diversificati. I Fondi pensione preesistenti rappresentano difatti un insieme estremamente variegato 13. Possiamo comunque distinguerli in: 13 In termini di modelli organizzativi, di modalità di funzionamento e di politiche di investimento. 18 di 23
19 - Fondi pensione preesistenti autonomi, e cioè dotati di soggettività giuridica 14 (associazioni non riconosciute, associazioni riconosciute, fondazioni o enti morali); - Fondi pensione preesistenti interni 15, e cioè costituiti come patrimonio separato all interno di società (banche, imprese di assicurazione), per i lavoratori occupati nelle stesse e quindi senza personalità giuridica. Sotto il profilo organizzativo i Fondi pensione preesistenti autonomi sono dotati di organi di amministrazione e controllo composti in parti identiche da rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, tenuti alla nomina di un responsabile del fondo pensione. 16 Anche i Fondi pensione preesistenti interni, possiedono organismi rappresentativi degli iscritti, che però possono non essere presenti nei fondi pensione rivolti soltanto a pensionati. Questi organismi provvedono a nominare il responsabile del fondo, che può essere anche un membro interno della società istitutrice. Quanto all adesione a un Fondo pensione preesistente, questa è volontaria e avviene mediante adesione collettiva di determinate categorie di lavoratori 17. Anche per questa tipologia di fondi è possibile, trascorsi due anni dall adesione, il trasferimento della posizione maturata senza oneri limitanti tale facoltà. Individuiamo all interno di tali fondi due categorie di iscritti; i cosiddetti vecchi iscritti (soggetti che al data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 124/1993 risultavano iscritti a detti fondi) e i cosiddetti nuovi iscritti (soggetti la cui iscrizione è successiva alla data del ). Secondo quanto stabilito dal DM 62/2007 i fondi pensione preesistenti possono gestire le risorse finanziarie secondo queste modalità: - in forma diretta, fatto salvo il potere della COVIP di limitare le categorie di attività nelle quali il fondo può investire direttamente le risorse, in funzione dell adeguatezza della struttura organizzativa preposta alla valutazione e alla gestione del rischio degli investimenti; - mediante convenzioni con operatori esterni specializzati (banche, assicurazioni, società di investimento, SGR), operanti nel rispetto delle indicazioni di politiche di investimento date dal Consiglio di Amministrazione del fondo; 14 Tale soggettività giuridica può realizzarsi in due forme: a) la natura associativa di cui all art. 36 cod. civ.; b) la natura di associazione riconosciuta, di fondazione o di istituzione di carattere privato di cui all art. 12 cod. civ. In tal caso il riconoscimento della personalità giuridica consegue al provvedimento di autorizzazione della COVIP all esercizio dell attività. 15 Impropriamente denominati anche fondi aziendali. 16 Se tali fondi sono costituiti come associazione, l organizzazione interna è affidata all assemblea, costituita da tutti gli iscritti o da rappresentanti dei lavoratori e delle imprese. 17 È possibile anche iscrivere i familiari a carico, se lo Statuto del fondo lo prevede. 19 di 23
20 - mediante la stipula di contratti assicurativi di ramo vita I (assicurazioni sulla durata della vita umana), di ramo III (unit linked o index linked) e di ramo V (operazioni di capitalizzazione). I fondi pensione preesistenti possono detenere direttamente immobili nei limiti stabiliti con la normativa di adeguamento (DM 62/2007), possibilità non prevista per i fondi di nuova istituzione. Per quanto concerne il regime della prestazione pensionistica, la contribuzione definita caratterizza i fondi autonomi nell 80% dei casi; il 9% è formato da fondi a prestazione definita; e l 11% è costituito da un regime misto (presenza di sezioni sia a contribuzione sia a prestazione definita). 18 Nei fondi interni prevale ancora, anche se in esaurimento, il regime della prestazione definita. La contribuzione definita caratterizza solo 3 fondi, nei rimanenti 18 è presente un regime previdenziale misto. L intero comparto dei fondi pensione preesistenti, per i quali è prevista l iscrizione nelle sezioni speciali dell albo dei fondi pensione, è assoggettato al controllo della COVIP 19. Quanto all essenza concreta del fenomeno in analisi si osserva che, alla fine del 2012, gli iscritti ai fondi preesistenti sono quasi Circa il 97% di questi fa capo ai fondi autonomi, il restante a fondi interni di natura bancaria. 18 Fonte Relazione Annuale 2012 della COVIP. 19 L attività di vigilanza sulle forme pensionistiche di cui al comma 1 è svolta dalla COVIP secondo piani di attività differenziati temporalmente anche con riferimento alle modalità di controllo e alle diverse categorie delle perdette forme pensionistiche. La COVIP riferisce al riguardo la Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed al Ministero dell economia e delle finanze (art. 20 comma 4 d.lgs. n. 252/2005). 20 di 23
21 5 I piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP) Ultimo breve accenno è quello ad un altra forma pensionistica complementare esclusivamente individuale. I Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo detti in forma abbreviata PIP, istituite dalle imprese di assicurazione autorizzate dall IVASS (ex ISVAP). Alla pari dei fondi aperti, i PIP sono costituiti sotto forma di patrimoni separati e autonomi rispetto a quello dell impresa di assicurazione che li istituisce e sono destinati esclusivamente al pagamento delle prestazioni agli iscritti. Due sono le tipologie di contratto di adesione ai PIP: - contratti assicurativi di ramo I, ovvero assicurazioni sulla vita, collegati a una o più gestioni interne separate; - contratti assicurativi di ramo III, polizze di tipo unit linked, collegati al valore delle quote di uno o più fondi interni detenuti dall impresa di assicurazione oppure al valore delle quote di OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio). Esistono poi delle forme miste nelle quali la rivalutazione della posizione individuale è collegata ad entrambe le forme riportate. L attività del PIP è disciplinata dal regolamento che, unitamente alle condizioni generali di contratto, ne definisce gli elementi chiave, analogamente al regolamento del fondo pensione aperto. Costituiscono una fattispecie particolare i cosiddetti vecchi PIP, forme pensionistiche individuali attuate mediante contratti assicurativi esistenti prima dell entrata in vigore del Decreto lgs. 252/2005. Questi, non avendo provveduto ad effettuare gli adeguamenti previsti, non sono iscritti all albo dei fondi pensione e la loro vigilanza spetta all IVASS, inoltre non possono raccogliere nuove adesioni. Sotto il profilo organizzativo oltre agli organi di amministrazione e controllo dell impresa assicurativa istitutrice, anche l organizzazione interna di un Piano individuale pensionistico prevede la presenza di un responsabile del medesimo. Tale responsabile viene nominato dall impresa di assicurazione stessa, e deve essere in possesso di specifici requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla normativa. Egli assolve agli stessi 20 Dato in leggera flessione rispetto all anno precedente. 21 di 23
22 compiti del responsabile di un fondo pensione aperto, in autonomia e indipendenza, a garanzia degli interessi degli iscritti. Ovviamente l adesione a un Piano è volontaria, su base individuale e indipendente dalla propria condizione lavorativa e dallo svolgimento di un attività. Tali piani possono essere anche destinatari di adesioni in forma tacita. I lavoratori dipendenti pubblici possono aderire a un PIP solo su base individuale. Analogamente ai fondi aperti sono previsti sia l iscrizione dei familiari a carico (se previsto dal regolamento), sia l eventuale trasferimento della posizione trascorsi due anni dall adesione. Le caratteristiche della contribuzione sono le stesse previste per l adesione individuale del lavoratore dipendente ai fondi aperti, nonché i trattamenti per lavoratori autonomi e pubblici. A seconda delle caratteristiche del PIP, i versamenti effettuati, al netto delle spese e degli oneri previsti, vengono investiti in: - una gestione separata 21, non acquistando quote della gestione ma confluendo in essa e ricevendo il rendimento finanziario realizzato sul complesso delle attività investite nette; - uno o più fondi interni o OICR 22, assimilabili a fondi aperti; - una combinazione delle due precedenti modalità. La gestione degli investimenti è effettuata dalla stessa impresa di assicurazione che ha istituito il PIP. I PIP sono iscritti all albo dei fondi pensione e sono vigilati dalla COVIP che ne approva i regolamenti. Mentre le condizioni generali di contratto sono di competenza dell IVASS. Il lavoratore dipendente al momento dell adesione sceglie liberamente l importo e la periodicità della contribuzione che può successivamente modificare. Non ha diritto automaticamente al contributo datoriale, ma il datore può decidere di contribuire al PIP scelto dal dipendente. Il lavoratore dipendente pubblico può versare solo il contributo individuale ma non il flusso di TFR. Il lavoratore autonomo o libero professionista può stabilire liberamente l importo e la periodicità della contribuzione, e può successivamente modificare le proprie scelte. Nella fase di accumulo i costi sono finalizzati a remunerare l impresa di assicurazione per l attività di collocamento, nonché per l amministrazione e gestione del patrimonio. I costi a carico dell aderente vengono trattenuti, in percentuale o in cifra fissa, sui veramenti effettuati. 21 Le gestioni separate sono caratterizzate da una composizione degli investimenti tipicamente prudenziale, e, nella maggior parte dei casi, da una garanzia di restituzione del capitale versato o di un rendimento minimo, con consolidamento annuo dei rendimenti attribuiti. 22 I fondi interni e gli OICR sono strutturati secondo diversi comparti caratterizzati da differenti combinazioni di strumenti finanziari e quindi di rischio/rendimento. 22 di 23
23 I costi indirettamente a carico dell aderente vengono trattenuti: con riferimento ai contratti di ramo I, come prelievo sul rendimento della gestione interna separata; con riferimento ai contratti ramo II, come commissioni di gestione che incidono in percentuale sul patrimonio del fondo interno. La diffusione di tali forme pensionistiche, secondo i dati dell ultima relazione Covip, è notevole, attesa soprattutto la indiscussa capacità di collocamento in capo alle compagnie istitutrici dei medesimi piani pensionistici individuali. Per quanto le masse gestite da tali forme pensionistiche non siano assolutamente rilevanti, vista la mancanza di un contributo datoriale, è pur vero che ad oggi esse costituiscono una realtà importante nel panorama della previdenza complementare. Ecco anche perché per esse è stata prevista una vigilanza specifica affidata alla Covip. Difatti, per quanto riguarda i fondi pensione aperti e le forme pensionistiche individuali attuate mediante contratti di assicurazione sulla vita sono state attribuite alla COVIP le competenze in materia di modalità di offerta al pubblico, e quindi in materia di regolamentazione e vigilanza sia nella fase di raccolta delle adesioni sia di informativa nel corso del rapporto di partecipazione. La Commissione è peraltro chiamata a esercitare tali competenze compatibilmente con le disposizioni per la sollecitazione del pubblico risparmio (art. 19, comma 2, lett. g), del Decreto e art. 25, comma 3, della Legge 262/2005). Ne consegue che, per questi aspetti, la COVIP ha acquisito le attribuzioni già proprie, rispettivamente, di CONSOB e ISVAP e nell esercizio delle stesse deve tener conto della disciplina dettata in attuazione della Parte IV, Titolo II, Capo I, del Decreto lgs. 58/1998 (TUF). Anche la legge per la tutela del risparmio, dunque, attraverso specifiche indicazioni normative, riconosce la peculiarità del risparmio previdenziale, la cui finalità impone una diversa considerazione e disciplina rispetto al risparmio puramente finanziario, anche in ragione del diretto collegamento funzionale con la previdenza di base, più volte affermato dalla Corte Costituzionale. Insomma i piani pensionistici individuali hanno ricevuto autonoma e diversa considerazione con la normativa introdotta nel 2005, nell ottica di attuale una maggiore omogeneizzazione tra le forme pensionistiche complementari, pur mantenendo le peculiarità delle stesse, secondo principi di uniformità dettati dall Autorità di vigilanza. 23 di 23