Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/12/novita-fiscali-del-2-dicembre-2008-manovra-anticrisi-decreto-legge-pubblicato-in-gututte-le-principali-novita-fiscali.html
Timestamp: 2019-05-22 11:33:42+00:00
Document Index: 9339920

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 73', 'art. 15', 'art. 73', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 19']

Novità fiscali del 2 dicembre 2008: "manovra anticrisi": Decreto Legge pubblicato in G.U.; tutte le principali novità fiscali | Commercialista Telematico
1) Manovra anticrisi: Decreto in G.U. – Tutte le novità fiscali ufficiali
2) Brevi fiscali
Il D.L. 29/11/2008, n. 185, relativo a “misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale” è stato pubblicato nella G.U. n. 280 del 29/11/2008 – Suppl. Ordinario n. 263, il quale (composto da 35 articoli) è in vigore dalla stessa data (cioè dal 29/11/2008), tuttavia, talune disposizioni avranno decorrenza dal periodo d’imposta 2009.
Bonus per le famiglie (art. 1)
Il Legislatore attribuisce a favore delle persone fisiche il diritto alla percezione di un “bonus” variabile tra € 200,00 e € 1.000 euro.
Ad es. spetta € 500,00 per il nucleo familiare composto da 4 componenti, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad € 20.000,00.
Infatti, l’importo varia in relazione alla numerosità della famiglia (infatti, il numero dei figli ed anziani presenti nel nucleo familiare incide sulla somma spettante) e al relativo reddito.
Tale beneficio spetta solo ai titolari di determinati redditi (lavoro dipendente, pensione, assimilati, diversi, ecc.) fino ad un massimo di € 22.000.
Pertanto, non ne potranno usufruire gli imprenditori ed i professionisti.
Il limite di reddito sale a € 35.000 per le famiglie con portatori di handicap.
Le persone fisiche interessate dovranno presentare apposita domanda entro il prossimo mese di gennaio 2009 che auto certifica la presenza di tutti i requisiti di legge.
In caso positivo il sostituto d’imposta procederà ad erogare il “bonus” nelle buste paga di febbraio e marzo del 2009.
Il beneficio verrà attribuito ad un solo componente del nucleo familiare e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né per la corresponsione di prestazioni previdenziali.
Detassazione contratti di produttività (art. 5)
Novità sulla detassazione dei premi di produttività di cui all’art. 2, comma 1, lett. c) del D.L. 27/5/2008, n. 93, infatti è stata attuata la proroga per il periodo 1° gennaio 2009 – 31 dicembre 2009 delle misure sperimentali per l’incremento della produttività e del lavoro.
La quota di salario soggetta all’imposta sostitutiva del 10% viene elevata da € 3.000 a € 6.000 e la fascia di redditi sale da € 30.000 a 35.000.
Al fine di evitare effetti negativi da Sentenza della Corte Costituzionale, viene prevista (dall’art. 6), con decorrenza dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre del 2008, la deducibilità parziale dell’Irap nella misura forfetaria del 10%. Tale quota forfetaria viene riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi ed oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati, ovvero delle spese relative al personale dipendente ed assimilato al netto delle deduzioni spettanti.
Si prevede anche il possibile rimborso dell’Irpef e dell’Ires maturata con riferimento all’indeducibilità del tributo negli anni scorsi rispetto al periodo d’imposta in corso al 31/12/2008.
I contribuenti che hanno già presentato la predetta istanza di rimborso hanno diritto alla restituzione fino ad un massimo del 10% dell’Irap dell’anno di competenza.
Il diritto compete anche per i contribuenti che non hanno presentato la predetta istanza in passato.
Infatti è possibile presentare ora la domanda esclusivamente in via telematica. In questo caso il rimborso spetta con riferimento ai soli tributi non caduti in prescrizione (48 mesi dal pagamento).
Per le modalità di presentazione delle istanze di rimborso e delle altre disposizioni di attuazione sarà necessario attendere un apposito Provvedimento delle entrate.
A tal fine il decreto legge non prevede uno specifico termine per l’emanazione dello stesso.
Inoltre, si prevede, per coloro che hanno già presentato l’istanza, che i rimborsi saranno effettuati tenendo conto dell’ordine cronologico.
E’ stata introdotta a titolo sperimentale, per il periodo 2009 – 2011, la possibilità di versare l’Iva al momento dell’incasso delle fatture ed esercitare il diritto alla detrazione del tributo assolto sugli acquisti al momento del pagamento.
In base a tale meccanismo le fatture devono essere emesse e registrate nei termini ordinari, invece il tributo deve essere contabilizzato a debito solo nel momento in cui avviene l’incasso del corrispettivo.
Revisione congiunturale degli studi di settore (art. 8)
A causa della crisi economica gli studi di settore possono essere integrati con decreto del ministro dell’Economia e delle finanze, previo parere della Commissione degli esperti. L’operazione può essere effettuata avendo riguardo a particolari settori o aree geografiche. L’integrazione può essere effettuata tenendo conto dei dati di contabilità nazionale, delle segnalazioni acquisibili con l’ausilio di Enti ed istituti specializzati in analisi economiche, nonché delle segnalazioni provenienti dagli Osservatori regionali istituiti con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 8/10/2007.
Riduzione dell’acconto I.R.E.S. ed I.R.A.P. (art. 10)
E’ stata ridotta di 3 punti la misura dell’acconto IRES ed IRAP che è scaduta il 1/12/2008.
Il beneficio, che ha riguardato soltanto i soggetti di cui all’art. 73 del Tuir (società di capitali, enti, ecc.), sarà temporaneo giacché il minore versamento comporterà un maggiore debito d’imposta al momento del saldo.
Tutto ciò non è stato, invece, previsto a favore delle persone fisiche (Irpef) o società di persone (ai soli fini Irap).
A seguito tale novità la misura dell’acconto è, quindi, passata per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2008 dal 100% al 97%.
Infine, è stato disposto che i soggetti IRES che hanno già effettuato il versamento nella precedente misura del 100%, possono “recuperare” la quota eccedente pari ai 3 punti percentuali utilizzandola in compensazione con il modello F24.
Riallineamento dei valori contabili (art. 15)
I contribuenti possono riallineare, ai fini dell’IRES, dell’IRAP e di eventuali addizionali le differenze tra i valori civili e fiscali, esistenti all’inizio del secondo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007, con effetto a partire da tale data iniziale.
Il riallineamento può essere richiesto distintamente per le differenze che derivano dall’adozione degli IAS/IFRS e che non si sarebbero manifestate se le modifiche apportate dalla Legge Finanziaria 2008 avessero trovato applicazione sin dal bilancio del primo esercizio di adozione dei principi contabili internazionali. Sono esclusi i disallineamenti emersi in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali, nonché quelli che sono derivati dalle deduzioni extracontabili operate per effetto della avvenuta soppressione.
Il riallineamento delle divergenze può essere attuato sulla totalità delle differenze positive e negative e, a tal fine, l’opzione va esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007.
In tal caso, la somma algebrica delle differenze stesse, se positiva, va assoggettata a tassazione con aliquota ordinaria, ed eventuali maggiorazioni, rispettivamente, dell’IRES e dell’IRAP, separatamente dall’imponibile complessivo.
L’imposta va versata in unica soluzione entro il termine di versamento a saldo delle imposte relative all’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007.
Se il saldo é negativo, la relativa deduzione concorre, per quote costanti, alla formazione dell’imponibile del secondo esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007 e dei 4 successivi.
Il riallineamento delle divergenze può essere attuato anche con riguardo a singole fattispecie, ove per tali si intendono i componenti reddituali e patrimoniali delle operazioni aventi la medesima natura ai fini delle qualificazioni di bilancio e dei relativi rapporti di copertura.
Ciascun saldo oggetto di riallineamento va assoggettato ad imposta sostitutiva dell’IRES, dell’IRAP e di eventuali addizionali, con aliquota del 16% del relativo importo.
Il saldo negativo non sarà comunque deducibile.
L’imposta sostitutiva va versata in unica soluzione entro il termine di versamento a saldo delle imposte relative all’esercizio successivo a quello in corso al 31/1272007.
Le disposizioni si applicano, ove compatibili, anche in caso di:
b) variazioni registrate in sede di prima applicazione dei principi contabili effettuata successivamente al periodo d’imposta in corso al 31/12/2007.
Si applicano le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione, contenzioso e sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi.
In deroga alla vigente normativa, i contribuenti possono assoggettare i maggiori valori attribuiti in bilancio all’avviamento, ai marchi d’impresa e alle altre attività immateriali all’imposta sostitutiva con l’aliquota del 16%, versando in unica soluzione l’importo dovuto entro il termine di versamento a saldo delle imposte relative all’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007.
I maggiori valori assoggettati ad imposta sostitutiva si considerano riconosciuti fiscalmente a partire dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale viene versata l’imposta sostitutiva.
La deduzione del maggiore valore dell’avviamento e dei marchi d’impresa può essere effettuata in misura non superiore ad 1/9, a prescindere dall’imputazione al conto economico a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello nel corso del quale viene versata l’imposta sostitutiva.
A partire dal medesimo periodo di imposta sono deducibili le quote di ammortamento del maggiore valore delle altre attività immateriali nel limite della quota imputata a conto economico e, comunque, in misura non superiore ad 1/9 del valore stesso.
Le disposizioni sono applicabili anche per riallineare i valori fiscali ai maggiori valori attribuiti in bilancio ad attività diverse.
In questo caso tali maggiori valori sono assoggettati a tassazione con aliquota ordinaria, ed eventuali maggiorazioni, rispettivamente dell’IRES e dell’IRAP, separatamente dall’imponibile complessivo, versando in unica soluzione l’importo dovuto.
L’opzione può essere esercitata anche con riguardo a singole fattispecie.
Considerata l’eccezionale situazione di turbolenza nei mercati finanziari, i soggetti che non adottano i principi contabili internazionali possono valutare i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al loro valore di iscrizione come risultante dall’ultimo bilancio oppure, ove disponibile, dall’ultima relazione semestrale regolarmente approvati anziché al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere durevole.
Le imprese che si avvalgono di tale facoltà devono destinare a una riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente alla differenza tra i valori registrati ed i valori di mercato alla data di chiusura dell’esercizio, al netto del relativo onere fiscale.
In caso di utili di esercizio di importo inferiore a quello della citata differenza, la riserva va integrata utilizzando riserve di utili disponibili o, in mancanza, mediante utili degli esercizi successivi.
Rivalutazione volontaria dei valori contabili
I soggetti indicati nell’art. 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR (S.p.A., S.r.l. ecc.), nonché le S.n.c., S.a.s. ed equiparate, che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio, possono rivalutare i beni immobili, ad esclusione delle aree fabbricabili e degli immobili alla cui produzione o al cui scambio é diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio in corso al 31/12/2007.
La rivalutazione, che va eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007, deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.
Il saldo attivo (risultante dalle rivalutazioni eseguite deve essere imputato al capitale o accantonato in una speciale riserva designata con riferimento alla presente legge, con esclusione di ogni diversa utilizzazione, che ai fini fiscali costituisce riserva in sospensione di imposta) della rivalutazione può essere affrancato con l’applicazione in capo alla società di una imposta sostitutiva dell’IRPEF, dell’IRES, dell’IRAP e di eventuali addizionali nella misura del 10%.
Il maggiore valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione può essere riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello in cui è stata fatta la rivalutazione ed è stata eseguita, con il versamento dell’imposta sostitutiva con la misura del 10% per gli immobili ammortizzabili e del 7% per gli immobili non ammortizzabili, da computare in diminuzione del saldo attivo della rivalutazione.
Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci, di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione.
Le imposte sostitutive devono essere versate, a scelta, in un’unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione viene eseguita, ovvero in tre rate di cui la prima con la medesima scadenza e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi.
In caso di versamento rateale sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali con la misura del 3% annuo da versarsi contestualmente al versamento di ciascuna rata.
Tra le novità introdotte è stato previsto che:
In caso di interpelli tributari, la mancata comunicazione da parte della Pubblica Amministrazione del parere sollecitato dal contribuente riguardo l’applicazione delle disposizioni ai casi concreti, entro 120 giorni ed oltre 60 giorni dalla diffida ad adempiere dell’istante, equivale a silenzio assenso;
In caso di ravvedimento operoso le sanzioni ridotte passano da 1/8 (ad es. la misura del 3,75%) ad 1/12 (scende al 2,50%) del minimo se il versamento del tributo dovuto avviene entro 30 giorni dalla data della sua commissione o se la dichiarazione viene presentata con un ritardo inferiore ai 90 giorni.
Inoltre, le sanzioni passano da 1/5 (ad es. dal 6%) ad 1/10 (scendono al 3%) del minimo se gli errori o omissioni vengono regolarizzati entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione o entro un anno dall’omissione/errore.
Entro tre anni tutte le imprese, già costituite in forma societaria dovranno comunicano al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata.
I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno.
Gli ordini e i collegi andranno a pubblicare in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.
Le amministrazioni pubbliche dovranno istituire una casella di posta certificata per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, che provvederà alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica.
La consultazione per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata nel registro delle imprese o negli albi o elenchi avviene liberamente e gratuitamente.
Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori scientifici residenti all’estero (art. 17).
L’art. 17 riguarda anche l’estensione del credito d’imposta alle ricerche fatte in Italia anche in caso di incarico da parte di committente estero.
Si dispone che i redditi di lavoro dipendente o autonomo relativi ai docenti e ricercatori che, nell’arco di cinque anni dall’entrata in vigore del D.L. (29/11/2008) rientrano in Italia dall’estero dopo avere svolto attività all’estero per almeno due anni:
– sono imponibili solo per il 10% ai fini delle imposte dirette;
– non concorrono alla formazione del valore della produzione netta ai fini Irap.
Il beneficio fiscale viene subordinato alla sussistenza di una serie di condizioni:
– i predetti soggetti (che rientrano in Italia) non devono essere residenti all’estero occasionalmente;
– l’attività di ricerca o di docenza all’estero deve essere documentata e deve essere stata svolta presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno due anni continuativi;
– alla data di entrata in vigore del D.L. (29/11/2008) o in uno dei cinque anni solari successivi vengono a svolgere la loro attività in Italia;
– conseguentemente divengono fiscalmente residenti nel territorio dello Stato.
L’incentivo fiscale si applica:
– nel periodo d’imposta durante il quale il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato;
– nei due periodi d’imposta successivi solo laddove permanga la residenza fiscale in Italia.
Inoltre, viene disposto che il credito d’imposta sulla ricerca spetta anche ai soggetti residenti e alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti di commissione stipulati con imprese residenti o localizzate in Stati o territori esteri (inclusi nella lista di cui al Decreto Finanze 4/9/1996).
Potenziamento ed estensione degli strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione, nonché disciplina per la concessione degli ammortizzatori in deroga (art. 19).
Tra le diverse disposizioni contenute nell’art. 19 emerge l’introduzione, in via sperimentale per il triennio 2009-2011, di una somma liquidata in un’unica soluzione pari al 10% del reddito percepito l’anno precedente, a favore dei collaboratori a progetto (iscritti alla gestione separata Inps) che:
– Operano in regime di monocommittenza, abbiano conseguito nell’anno precedente un reddito superiore a 5.000 euro o inferiore a 13.800 euro, con un numero di mensilità accreditate alle gestione separata non inferiore a 3, svolgano nell’anno di riferimento l’attività in zone dichiarate in stato di crisi ovvero in settori dichiarati in crisi e non risultino accreditati nell’anno precedente almeno due mesi, presso la predetta gestione separata.
Si attende il decreto attuativo da emanare entro 60 giorni.
Per la realizzazione di opere di interesse locale, gruppi di cittadini organizzati possono formulare all’ente locale territoriale competente proposte operative di pronta realizzabilità, indicandone i costi ed i mezzi di finanziamento, senza oneri per l’ente medesimo.
Al fine di dare completa attuazione alla decisione 2003/193/CE della Commissione, del 5 giugno 2002, il recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e dei relativi interessi conseguente all’applicazione del regime di esenzione fiscale previsto in favore delle società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, esercenti servizi pubblici locali, è effettuato dall’Agenzia delle Entrate secondo i principi e le ordinarie procedure di accertamento e riscossione previste per le imposte sui redditi. Per il recupero dell’aiuto non assume rilevanza l’intervenuta definizione in base agli istituti di cui alla legge n. 289/2002.
Il recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e dei relativi interessi, in relazione a ciascun periodo di imposta nel quale l’aiuto é stato fruito, deve essere effettuato tenuto conto di quanto già liquidato.
L’Agenzia delle Entrate provvede alla notifica degli avvisi di accertamento, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del D.L., contenente l’invito al pagamento delle intere somme dovute, con l’intimazione che, in caso di mancato versamento entro trenta giorni dalla data di notifica, anche nell’ipotesi di presentazione del ricorso, si procede ad iscrizione a ruolo a titolo definitivo della totalità delle somme non versate, nonché degli ulteriori interessi dovuti.
Non si fa luogo, in ogni caso, all’applicazione di sanzioni per violazioni di natura tributaria e di ogni altra specie comunque connesse alle procedure disciplinate dalle presenti disposizioni.
Non sono applicabili gli istituti della dilazione dei pagamenti e della sospensione in sede amministrativa e giudiziale.
Il Decreto “anti crisi” emanato dal Governo prevede misure importanti anche in materia di accertamento.
Tra cui in evidenza:
– Accertamento con adesione: La definizione del contribuente del contenuto dell’invito al contraddittorio inviato dal 1/1/2009, comporta la riduzione delle sanzioni ad 1/8 del minimo;
– studi di settore: A coloro che definiscono gli inviti al contraddittorio relativi al periodo d’imposta 2006 e successivi, viene riconosciuta una procedura di “favore” con la possibile esclusione da nuovi accertamenti;
– controlli sulle imprese: Viene previsto un sistema di controlli sistematico alle imprese con volume di affari o ricavi superiore a 300 milioni di euro.