Source: http://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/D12083A.htm
Timestamp: 2020-08-08 00:08:05+00:00
Document Index: 182197383

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 4']

Camera dei deputati Dossier D12083A servizio studi
Titolo: Misure urgenti per la crescita del Paese D.L. 83/2012 - A.C. 5312-A - Emendamenti approvati dalle Commissioni VI e X
Serie: Progetti di legge Numero: 660 Progressivo: 1
D.L. 83/2012 - A.C. 5312-A
n. 660/1
Nelle successive schede non si è tenuto conto delle correzioni di forma al testo proposte dalle Presidenze delle Commissione VI e X ed approvate nella seduta del 20 luglio 2012
File: D12083a.doc
Emendamenti al decreto-legge n. 83/2012 - A.C. 5312-A
La lettera b-bis) prevede altresì, per la realizzazione degli interventi in essa contemplati, (a valere sulle risorse del Fondo per la ricostruzione di cui all’art. 2, comma 1, del D.L. 74/2012), la stipula, da parte dei Presidenti delle regioni - Commissari delegati, di apposite convenzioni con i soggetti proprietari, titolari degli edifici ad uso pubblico, per assicurare la celere esecuzione delle attività di ricostruzione delle strutture ovvero di riparazione, anche praticando interventi di miglioramento sismico, onde conseguire la regolare fruibilità pubblica degli edifici medesimi.
Introduce un comma 15-ter secondo cui, al fine di operare l'opportuno raccordo con le ulteriori amministrazioni interessate, concede ai Presidenti delle regioni interessate dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012 la facoltà di avvalersi, nel rispetto della normativa vigente, di soggetti attuatori all'uopo nominati, cui affidare specifici settori di intervento sulla base di specifiche direttive ed indicazioni appositamente impartite.
Inserisce un periodo aggiuntivo al comma 1 che dispone che ai rappresentanti dei soggetti istituzionali coinvolti nell’attività della Cabina di regia non venga attribuito alcun emolumento di natura non retributiva connesso alla partecipazione ai lavori della stessa Cabina.
Vengono inseriti tre nuovi commi, il 9-bis, 9-ter e 9-quater.
Il comma 9-bis, al fine di rimuovere le condizioni che hanno determinato l’ultima proroga degli sfratti disposta dall'art. 29, comma 16, del decreto-legge n. 216/2011 fino al 31 dicembre 2012, prevede che le somme risultanti dai residui per l'anno 2011 a valere sui fondi depositati presso la Cassa Depositi e Prestiti per «l'edilizia agevolata programmi centrali» e disponibili, quantificate in 67,99 milioni di euro, sono destinate ad interventi di manutenzione e recupero degli alloggi privi di soggetti assegnatari di proprietà degli ex Iacp comunque denominati.
- introduce il comma 1-bis che prevede che lo sportello unico sia l'unico punto di accesso per il privato per tutte le vicende amministrative riguardanti l'intervento edilizio ed il relativo titolo abilitativo che fornisce una risposta tempestiva in luogo di tutte le p.a. coinvolte. Lo sportello è tenuto ad acquisire altresì, anche mediante conferenza dei servizi, tutti gli atti di assenso comunque denominati delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Resta comunque ferma la competenza dello sportello unico per le attività produttive (Suap) come definita dal D.P.R. n. 160/2010;
- introduce il comma 1-ter che dispone che tutte le comunicazioni al richiedente debbano essere trasmesse esclusivamente dallo sportello unico e, analogamente, tutti gli altri uffici comunali e le p.a. diverse dal comune interessati al procedimento devono trasmettere immediatamente allo sportello unico tutte le denunce, domande, segnalazioni o atti ad esse eventualmente presentati, dandone comunicazione al richiedente. Con tali disposizioni lo sportello unico sembra assumere la funzione di unico punto di riferimento sia per il privato che per le p.a. in relazione a tutti i procedimenti connessi con l’attività edilizia ;
- sostituisce il comma 3 accorpando, sostanzialmente, in un unico comma le disposizioni del vigente comma 3 con quelle del comma 4 relative all’acquisizione, da parte dello sportello unico, direttamente o tramite la conferenza di servizi, di tutte le tipologie di atti di assenso necessari per la realizzazione dell’intervento edilizio;
-abroga, conseguentemente, il comma 4;
- il comma 1 viene novellato nella parte in cui prevede che la domanda per il rilascio del permesso di costruire sia corredata dagli elaborati progettuali richiesti dal regolamento edilizio, sopprimendo il richiamo al regolamento edilizio e quindi facendo riferimento a tutti gli elaborati progettuali comunque richiesti;
- al comma 3 viene espunto il riferimento al comma 4 dell’art. 5 del T.U., che risulta abrogato dall'articolo in esame (cfr. lett. a), nonché la parte della disposizione che contempla l’eventualità in cui i prescritti pareri e gli atti di assenso eventualmente necessari siano stati allegati alla domanda dal richiedente. Tale soppressione appare collegata alle nuove disposizioni recate dall’art. 9-bis relative all’acquisizione d’ufficio dei documenti in possesso delle P.A.
- viene inserito un comma 5-bis, ai sensi del quale il responsabile dello sportello unico indice la conferenza di servizi, qualora, entro il termine di 60 giorni dalla presentazione della domanda per il rilascio del permesso di costruire:
§ non sono intervenute le intese, i concerti, i nulla osta o gli assensi comunque denominati delle altre P.A.;
§ oppure è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate, qualora tale dissenso non risulti fondato sulla assoluta incompatibilità dell'intervento.
- il comma 6 viene interamente riscritto, ma in realtà l’unica modifica riguarda la parte della disposizione che nel testo vigente fa riferimento alla conferenza di servizi prevista dal comma 4 dell’art. 5 (che risulta abrogato dall'articolo in esame). Tale parte della disposizione viene sostituita con una norma in base alla quale, qualora sia indetta la conferenza di servizi di cui al comma 5-bis suddetto, la determinazione motivata di conclusione del procedimento costituisce titolo per la realizzazione dell'intervento.
- il comma 10 viene sostituito al fine di coordinare le disposizioni in esso contenute con la prevista abrogazione del comma 4 dell’art. 5 e con la nuova disciplina della conferenza di servizi prevista dal comma 5-bis.
- l’introduzione di un’ulteriore tipologia di interventi per i quali non è necessario alcun titolo abilitativo, ossia le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio di impresa ovvero le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa (nuova lett. e-bis) del comma 1 dell’art. 6 del T.U.);
- l’eliminazione dell’obbligo di allegare alla comunicazione di inizio dei lavori prevista per gli interventi elencati al comma 2 le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore (abrogazione del comma 3 dell’articolo 6 del T.U.);
- il mantenimento, per gli interventi di manutenzione straordinaria e per la nuova categoria di interventi introdotti con la lett. e-bis), di allegare alla comunicazione di inizio dei lavori i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori, nonché una relazione tecnica con la quale un tecnico abilitato asseveri che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo. Il tecnico deve altresì dichiarare di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente. Viene introdotta una disposizione per i nuovi interventi di cui alla lett. e-bis) per i quali si prevede la trasmissione delle dichiarazioni di conformità, che attestino la sussistenza dei requisiti previstidalla normativa, da parte delle Agenzie per le imprese di cui all’art. 38, comma 4, del decreto-legge n. 112/2008 (comma 4 dell’art. 6 del T.U.).
Modifica il comma 4, prorogando il termine per la sottoscrizione degli accordi di trasferimento della proprietà delle Ferrovie della Calabria s.r.l. e delle Ferrovie del Sud-Est e Servizi Automobilistici s.r.l., alle Regioni Calabria e Puglia. Il termine, attualmente fissato in sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, viene ora spostato a novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto stesso.
- il comma 6-bis il quale esclude l’applicazione delle procedure di deposito presso il registro delle imprese delle decisioni di fusione (Art. 2502-bis C.C.) e di opposizione dei creditori in caso di fusione (Art. 2503 C.C.;
- il comma 6-teril quale prevede la revoca di tutti gli atti da cui derivino incrementi di spesa adottati dalle società esercenti il trasporto ferroviario regionale successivamente all’adozione del Piano di stabilizzazione finanziaria della regione, se in contrasto con le prescrizioni del Piano o comunque non strettamente necessari al perseguimento dello stesso;
- il comma 6-quateril quale prevede che il commissario ad acta possa costituire una struttura di supporto.
Il nuovo articolo 17-bis reca le finalità e definizioni del Capo IV-bis: le prime consistono nell’incentivazione della mobilità sostenibile attraverso la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli elettrici, la diffusione di flotte pubbliche e private di veicoli a basse emissioni complessive e l’acquisto di veicoli a trazione elettrica o ibrida. Sono definiti veicoli a basse emissioni complessive quelli a trazione elettrica, ibrida, GPL, a metano, a biometano, a biocombustibili ed a idrogeno che producono emissioni di anidride carbonica non superiori a 120 g/Km.
Il nuovo articolo 17-quinquies stabilisce, al comma 1, che entro il 1° giugno 2014 i comuni adeguino i propri regolamenti sull’attività edilizia in modo da prevedere che per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale di superficie superiore ai 500 mq e per i relativi interventi di ristrutturazione, l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli sia obbligatoria ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio. Il comma 2 prevede che l’installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica negli edifici in condominio sia approvata con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio. In caso di mancata deliberazione dell’assemblea entro tre mesi dalla richiesta, il condomino interessato può installare a proprie spese le infrastrutture di ricarica (comma 3).
Il nuovo articolo 17-sexies prevede che le infrastrutture, anche private, destinate alla ricarica dei veicoli elettrici costituiscano opere di urbanizzazione primaria in esenzione dal contributo di costruzione. Le leggi regionali dovranno stabilire che gli strumenti urbanistici comunali e sovracomunali prevedano uno standard minimo di impianti pubblici di ricarica, anche a corredo delle nuove attività commerciali, terziarie e produttive.
Il nuovo articolo 17-septies prevede che, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente D.L., con DPCM, previa deliberazione del CIPE e d’intesa con la Conferenza unificata, venga approvato un Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici. Il Piano è aggiornato entro il 30 giugno di ogni anno. Il MIT promuove accordi di programma, approvati con DPCM, previa deliberazione del CIPE e d’intesa con la Conferenza unificata, per concentrare gli interventi del Piano in funzione delle effettive esigenze. I comuni possono concedere esoneri e agevolazioni sulla tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche in favore dei proprietari di immobili che installano e attivano infrastrutture di ricarica elettrica veicolare. Il Piano è finanziato da un apposito Fondo, con una dotazione di 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, mentre per gli anni successivi il piano sarà finanziato dalla Tabella D della legge annuale di stabilità. Parte del Fondo (20 milioni di euro per l’anno 2013) è destinata alla risoluzione delle più rilevanti esigenze nelle aree urbane ad alta congestione di traffico.
Il nuovo articolo 17-undecies istituisce un Fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 nello stato di previsione della spesa del Ministero dello sviluppo economico per l’erogazione dei contributi statali, prevedendo altresì la ripartizione per l’anno 2013 (per gli anni 2014 e 2015 la ripartizione verrà stabilita con decreto di natura non regolamentare del MiSE, da adottare entro il 15 gennaio di ciascun anno). Le modalità di erogazione e le condizioni per la fruizione dei contributi previsti dall'articolo 17-decies saranno stabilite tramite un decreto di natura non regolamentare del MiSE, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente D.L., di concerto con il MEF. Lo stesso MiSE, di concerto col MEF, potrà stipulare apposite convenzioni con società od enti scelti tramite gara per la gestione della misura di agevolazione, al fine di assicurare il rispetto del limite di spesa, attraverso il tempestivo monitoraggio delle disponibilità del predetto fondo.
In primo luogo, attraverso una modifica al comma 2, trasferisce all’Agenzia le funzioni dell’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione in materia di sicurezza delle reti, e demanda ad un DPCM l’individuazione dei criteri per il trasferimento del relativo personale.
Inoltre, attraverso la sostituzione dei commi 3, 4 e 5, sono operate diverse modifiche alle funzioni dell’Agenzia,. Tra le principali innovazioni, si segnala il conferimento all’Agenzia di nuove funzioni tra cui alcune delle quali già esercitate dal disciolto DigitPA e che il testo vigente dell’art. 20 attribuisce a Consip spa. Tra le nuove funzioni conferite si segnalano:
Sostituisce l’art. 22, il cui testo è riprodotto con formulazione identica, salvo quanto segue: sono apportate al comma 2 le modifiche dei già approvati emendamenti 22.3, 22.4 e 22.2 sopra illustrate; al comma 6, è aumentata di dieci unità, rispetto al testo sostituito, la dotazione organica di risorse umane (da 150 a 160) e per il personale trasferito si sostituisce il contratto di riferimento, cioè quello del comparto ministeri, con quello del comparto enti pubblici non economici; al comma 10, recante novella al Codice dell’amministrazione digitale, è eliminato il vincolo del rispetto delle procedure stabilite dall’ordinamento ai fini dell’acquisizione, da parte delle pubbliche amministrazioni, di programmi informatici e tale facoltà di acquisizione è estesa alle singole parti dei suddetti programmi; ai fini dell’acquisizione, e del riuso, di software sviluppato per conto dell’amministrazione è eliminato il riferimento all’imputazione delle relative spese alla pubblica amministrazione; è limitata l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso ai soli casi in cui la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico – da effettuare secondo le modalità ed i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circa il loro rispetto - dimostri l’impossibilità di accedere a soluzioni open source o già sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore.
Modifica il comma 4, inserendo, tra le cause di decadenza dal beneficio del credito di imposta per nuove assunzioni,la delocalizzazione all’estero con riduzione delle attività produttive in Italia nei tre anni successivi al periodo di imposta in cui ha usufruito del contributo.
o l’obbligo, per le aziende che spostano l’attività fuori del territorio nazionale, di comunicare tale spostamento al Ministero del lavoro almeno 120 giorni prima del trasferimento stesso, individuando i lavoratori coinvolti, nonché all’Autorità garante della privacy, indicando le misure adottate ai fini del rispetto della legislazione nazionale. Analoga informativa deve essere fornita anche dalle aziende che operino già oggi su paesi esteri;
o il divieto di erogazione di specifici benefici ed incentivi alle aziende che delocalizzano le attività nei paesi esteri;
o l’obbligo di informare preliminarmente il cittadino che chiama o viene contattato da un call center sul paese estero in cui l’operatore che parla sia fisicamente collocato; nel caso in cui il cittadino chiami, inoltre, deve poter scegliere che il servizio sia effettuato tramite un operatore collocato sul territorio nazionale;
L’articolo – che aggiunge il comma 2-bis all’articolo 55-bis del D.L. n. 1/2012 – da facoltà alle amministrazioni interessate di avvalersi, sulla base di apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti, dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. (ex Sviluppo Italia S.p.A.), in qualità di centrale di committenza, ai sensi degli articoli 3, comma 34, 19, comma 2, e 33, comma 3, del D.Lgs. n. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici), al fine di accelerare l'attuazione degli interventi di rilevanza strategica per la coesione territoriale e la crescita economica, con particolare riferimento a quelli riguardanti le aree sottoutilizzate del Paese, finanziati con risorse nazionali, dell'Unione europea e del Fondo per lo sviluppo e la coesione, nonché per razionalizzare e rendere più efficienti le relative procedure di spesa.
Aggiunge il comma 7-bis, disponendo che entro 90 giorni l’AEEG definisca le modalità per la selezione e la remunerazione dei servizi di flessibilità assicurati dagli impianti di produzione abilitati. La norma è finalizzata a migliorare l’efficienza delle infrastrutture energetiche nazionali e contenere gli oneri indiretti dovuti alla crescita delle fonti rinnovabili non programmabili (come ad esempio l’eolico e il fotovoltaico).
Si prevede infine che una quota non inferiore al 20% dei canoni sia destinata dalle Regioni e dalle Province autonome alla riduzione dei costi dell’energia elettrica, con riferimento ai punti di fornitura dei clienti localizzati nel territorio della Provincia o dell’Unione di comuni o dei Bacini Imbriferi Montani che insistono sul territorio interessato dalle opere afferenti la concessione. Le modalità saranno fissate col decreto del ministro dello sviluppo economico, d’intesa con le Regioni, già previsto dal testo originario per emanare i criteri per la determinazione dei valori massimi dei canoni (0.37.95.16 Quartiani).
Introduce il nuovo articolo 41-bis, che prevede l’incremento della tariffa dei diritti consolari, di cui all’articolo 64 del Decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, in ragione del 10%. L’incremento è disposto a scopo di adeguamento del livello dei servizi offerti a cittadini e imprese dalla rete degli uffici all’estero del Ministero degli affari esteri, in particolare per favorire la crescita dei flussi imprenditoriali e turistici verso il nostro Paese, mediante un più rapido rilascio dei visti, in tal modo incentivando la promozione delle relazioni economiche in ambito internazionale.
Le maggiori entrate così conseguite vengono destinate da un lato a interventi strutturali e sulle attrezzature informatiche a beneficio degli uffici all’estero del MAE, e dall’altro a potenziare i contingenti di impiegati temporanei degli uffici all’estero del MAE, quali previsti dall’articolo 153, comma 2, del DPR 5 gennaio 1967, n. 18, recante ordinamento dell’amministrazione degli affari esteri.
- il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima;
- il luogo della trasformazione sostanziale.
Articolo 51-bis Misure per lo sviluppo delle imprese culturali dello spettacolo
- rimandando alle norme che (per gli anni 2010 e 2012) hanno recato un’autorizzazione di spesa per l’attività di controllo della pesca posta a carico del Corpo delle capitanerie di porto (art. 18, co. 15 della L. 99/09);
- consentendo l’utilizzo per tale finalità anche delle maggiori risorse attribuite al Corpo per il suo funzionamento con il co. 31-bis dell’art. 4 del D.L. 107//11;
- precisando che le menzionate maggiori entrate derivano dalla differenza tra le nuove tariffe approvate in sostituzione delle precedenti, tariffe dovute per i servizi resi dalle stesse Capitanerie di porto.
Introduce il comma 19-bis diretto a contrastare con maggiore efficacia la contraffazione dell’olio d’oliva extra vergine nazionale: allo scopo il MIPAAF dovrà realizzare un “progetto di garanzia della tracciabilità” del prodotto, che determini le specifiche modalità di commercializzazione dell’olio, anche con l’apposizione di uno speciale contrassegno dell’Istituto poligrafico.
Al progetto, sperimentale, sono attribuiti 500 mila euro, a valere sulle risorse assegnate al MIPAAF, dal decreto legge salva Italia, per l’attività tuttora di competenza del Ministero.
Introduce l’articolo 66-bis recante interventi in favore della sicurezza del turismo montano. In particolare al comma 1 viene istituito il Fondo nazionale integrativo per la sicurezza del turismo in montagna con una dotazione per il 2013 di 1 milione di euro. A decorrere dal 2014 la dotazione sarà determinata, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, dalla legge di stabilità. I progetti da finanziare, rientranti nelle tipologie indicate al comma 3, vengono individuati con decreto del Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’interno, previa intesa in sede di Conferenza unificata, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. I finanziamenti possono essere destinati anche al Club alpino italiano per la tutela e la valorizzazione della rete sentieristica e dei rifugi (comma 4). Infine il Collegio nazionale delle guide alpine italiane e il Collegio nazionale dei maestri di sci possono prevedere progetti per la sicurezza e la prevenzione degli incidenti in montagna, attività propedeutiche di avvicinamento dei giovani alla professione di guida alpina e di maestro di sci (comma 5).
A tali oneri si provvede mediante corrispondente riduzione delle disponibilità del Fondo sperimentale di riequilibrio dei comuni, ovvero del futuro Fondo perequativo, come determinati dal D.Lgs. n. 23/2011 (Federalismo fiscale municipale).
Introduce l’articolo 67-octies che attribuisce, a imprese e lavoratori autonomi con sede nei territori colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012; un contributo, sotto forma di credito di imposta, pari al costo sostenuto per la ricostruzione, il ripristino o la sostituzione dei beni d’impresa o di lavoro autonomo distrutti o inagibili a causa del sisma stesso.