Source: https://www.exeo.it/Articoli/7949/occupazione-appropriativa-restituzione.aspx
Timestamp: 2019-08-26 01:00:31+00:00
Document Index: 66358152

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art.42', 'art. 42', 'art.42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42']

Nel caso di occupazione non seguita da un tempestivo provvedimento di esproprio l’Amministrazione è tenuta a restituire l’immobile, previa riduzione in pristino stato, al proprietario nonché a risarcire il danno per il periodo di occupazione illegittima, ovvero ad acquisirlo mediante un diverso titolo di acquisto, che in primo luogo può essere quello di cui all’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001.
Una volta definitivamente tramontato l’orientamento giurisprudenziale che riteneva sussistere l’occupazione appropriativa, l’Amministrazione che occupi sine titulo un bene ha comunque l’obbligo di cessare tale occupazione, che si traduce in un illecito permanente; ciò comporta, necessariamente, l’utilizzo dell’istituto di cui all’art. 42-bis TU espropriazioni, o la restituzione dei beni illegittimamente detenuti previa loro riduzione in pristino stato (sempre salva, ovviamente, l’ipotesi di accordo ai fini di acquisto legittimo del bene di cui si tratta).
Dell'area non compresa in un provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001 deve essere disposta la restituzione, previa riduzione al pristino stato.
Nell’attuale quadro normativo, l’Amministrazione ha l’obbligo giuridico di far venire meno l’occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto o attraverso la restituzione dei terreni ai titolari, con demolizione di quanto realizzato e relativa riduzione in pristino (affrontando le relative spese), ovvero attivandosi perché vi sia un titolo d’acquisto dell’area da parte del soggetto attuale possessore evitando che sia demolito quanto dovrebbe essere ricostruito.
Poiché, a seguito del superamento dell'accessione invertita, non si verifica il trasferimento della proprietà in capo all’Amministrazione, al momento dell'irreversibile trasformazione del bene, sussiste ancora in capo all'Amministrazione l'obbligo di far venir meno la occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo i terreni ai titolari, demolendo quanto realizzato e disponendo la riduzione in pristino, oppure di attivarsi perché vi sia un titolo di acquisto dell'area da parte del soggetto attuale possessore.
Dovendo la restituzione dell’immobile occupato illegittimamente essere preceduta dalla sua riduzione in pristino mediante abbattimento dell’opera pubblica illegittimamente realizzata, con conseguenti notevoli esborsi economici a carico della P.a. e ulteriore potenziale sacrificio dello svolgimento dei servizi pubblici che con tale opera vengono assicurati, rientra nella valutazione discrezionale de... _OMISSIS_ ...elta se procedere alla restituzione dell’immobile, o ricondurre a legittimità il proprio operato procedendo alla stipulazione di un negozio consensuale di acquisizione dell’immobile ovvero, ancora, laddove il consenso della controparte non venisse acquisito, avvalersi dell’opzione di cui all’attuale art. 42 bis del D.P.R.n. 327/2001.
L'unico potenziale ostacolo al pieno esplicarsi della tutela restitutoria del bene illegittimamente occupato, è costituito dall'esercizio, da parte dell'Amministrazione interessata, dello speciale "potere sanante" previsto dall'art. 42 bis del d.p.r. 8 giugno 2011, n. 2001. La mancanza di adozione di tale provvedimento comporta l'accoglimento della domanda di restituzione, previa rimessione in ripristino dello stato dei luoghi, a cura e spese della stessa Amministrazione resistente.
Va accolta la domanda volta ad ottenere la restituzione, previa rimessione in pristino, dei terreni illegittimamente occupati non essendosi mai prodotto un effetto traslativo della proprietà in favore della P.A.; resta peraltro salva la facoltà dell’Amministrazione di fare applicazione dell’art. 42 bis del T.U. n. 327/2001.
In caso di mancata adozione di alcun provvedimento di esproprio e qualora l’amministrazione non si sia avvalsa del potere di cui all’articolo 42 bis DPR 327/2001, deve disporsi la restituzione dei beni nella misura in cui risultino occupate dall’opera pubblica, previa demolizione della medesima e ripristino dello stato dei luoghi.
L’Amministrazione ha l’obbligo giuridico di far venir meno la occupazione sine titulo e cioè deve adeguare la situazione di fatto a quella di diritto. In particolare, la stessa o deve disporre la restituzione del terreno ai legittimi titolari, demolendo quanto realizzato e disponendo la riduzione in pristino, oppure deve attivarsi perché vi sia un titolo di acquisto dell’area da parte del soggetto attuale possessore. In presenza di opere realizzate di sicuro interesse pubblico assume rilevanza a tal fine l'art. 42 bis TU.
In ipotesi di occupazione illegittima, l'Amministrazione deve essere condannata, a titolo di risarcimento in forma specifica, alla restituzione dell’area, previa rimessione in pristino delle opere ivi realizzate, fatta salva la tempestiva adozione di un provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42 bis, del D.P.R. n. 327 del 2001, ovvero la stipula di un atto traslativo del diritto di proprietà con gli attuali proprietari.
In ipotesi in cui l’occupazione d’urgenza dell’area sia divenuta poi "sine titulo", l’Amministrazione ha due sole alternative: o deve restituire i terreni ai titolari, demolendo quanto realizzato e disponendo la completa riduzione in pristino allo &qu... _OMISSIS_ ...re deve attivarsi perché vi sia un titolo di acquisto dell'area alla conclusione del procedimento, ai sensi dell'art. 42 bis D.P.R. n. 327 del 2001.
In mancanza di acquisto del terreno occupato illegittimamente ex art. 42 bis DPR 327/2001, l’Amministrazione espropriante ha l’obbligo di fare venire meno la situazione d’illegittimità sicché essa è tenuta, su richiesta del proprietario, alla restituzione dell’immobile. Tale restituzione dovrebbe essere preceduta dalla sua riduzione in pristino mediante abbattimento dell’opera pubblica illegittimamente realizzata, con conseguenti notevoli esborsi economici a carico della p.a. e ulteriore potenziale sacrificio dello svolgimento dei servizi pubblici che con tale opera vengono assicurati.
L'unico potenziale ostacolo al pieno esplicarsi della tutela restitutoria è costituito dall’esercizio, da parte dell’Amministrazione interessata, dello speciale “potere sanante” previsto dall’art. 42 bis del d.p.r. 8 giugno 2011, n. 2001. In difetto deve essere disposta la restituzione previa remissione in pristino dello stato dei luoghi, a cura e spese della stessa Amministrazione resistente.
All’annullamento degli atti del procedimento consegue la condanna dell’amministrazione alla restituzione in pristino della anteatta situazione, giuridica e di fatto, salvo che la stessa non ritenga di attivare, secondo un suo insindacabile giudizio, la procedura contemplata dall’art.42 bis del D.P.R. 327/2001.
Ove il procedimento espropriativo non abbia avuto il suo sbocco fisiologico nell'emanazione di un formale e valido provvedimento d'acquisto del bene, la P.A. può porre fine o con la restituzione del bene ancora di proprietà del privato, previa rimozione delle opere, salvo il risarcimento dei danni, ove ad una rinnovata valutazione ritenga non attuale e prevalente l’interesse pubblico all’eventuale acquisizione dei fondi; ovvero con l'adozione di un formale provvedimento di acquisizione avente effetti non retroattivi ex art. 42 bis DPR 327/2001, previa corresponsione del valore venale del bene, maggiorato di un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subito.
A seguito dell'annullamento degli atti del procedimento, l’amministrazione va condannata alla restituzione dei fondi dei quali si è indebitamente impossessata, nonché alla remissione in pristino degli stessi, fatte salve le valutazioni che essa ritenga di adottare, ritenuti gli interessi in conflitto, in relazione alla possibilità di avviare un procedimento ai sensi dell’art.42 bis del D.P.R. 327/2001.
In ipotesi d'irreversibile trasformazione, qualora l’Amministrazione non ritenga di esercitare il potere previsto dall’art. 42 bis DPR 327/2001, va dis... _OMISSIS_ ...uo;area illegittimamente occupata, previa rimessione in ripristino dello stato dei luoghi, a cura e spese della stessa Amministrazione resistente.
In caso di occupazione divenuta sine titulo, l'Amministrazione deve risarcire il danno facendo cessare la situazione di permanente, illegittima occupazione anzitutto in forma specifica, provvedendo alla restituzione al legittimo proprietario dei terreni utilizzati per la realizzazione dell’opera pubblica opportunamente rimessi in pristino (e, naturalmente, corrispondendo l’indennizzo per il periodo di abusiva occupazione), salva opzione per il risarcimento per equivalente ed acquisizione del fondo ai sensi dell’art. 42 bis, comma 8, del d.P.R. n. 327/01, previa valutazione di attualità e prevalenza dell’interesse pubblico a disporre l’acquisizione.
In assenza di un valido provvedimento espropriativo, deve ritenersi che non esista titolo idoneo a produrre l’effetto traslativo del diritto dominicale sui fondi occupati illegittimamente; l’Amministrazione dovrà provvedere a rimetterli in pristino e a restituirli, valutando peraltro se l’interesse pubblico all’utilizzazione delle opere realizzate non consigli di provvedere all’acquisizione ex art. 42 bis, d.p.r. 327/2001 oppure all’acquisto in via negoziale mediante la stipulazione di un contratto di compravendita.
L' occupazione e la trasformazione del bene sine titulo comporta l’obbligo di restituzione, previa rimessione in ripristino dello stato dei luoghi da parte dell'Amministrazione; resta, comunque, impregiudicato il potere di quest’ultima di adottare il provvedimento di cui all’art. 42 bis del d.p.r. n. 327/2001, finalizzato all’adozione di un provvedimento motivato di acquisizione dei terreni in oggetto alla mano pubblica.
In ipotesi di occupazione senza titolo di area privata per omessa conclusione del procedimento, l'Ente (Anas) deve essere di condannato, a titolo di risarcimento in forma specifica, alla restituzione dell’area, previa rimessione in pristino delle opere ivi realizzate, fatte salve la tempestiva adozione di un provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42 bis, del d.P.R. n. 327/01, ovvero la stipula di un atto traslativo del diritto di proprietà con l’attuale proprietario.
Alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale e normativa, qualora il procedimento espropriativo non abbia avuto il suo sbocco fisiologico nell'emanazione di un formale e valido provvedimento d'acquisto e ciò nonostante si sia addivenuti alla realizzazione dell'opera pubblica, a tale situazione la P.A. può porre fine o con la restituzione del bene ancora di proprietà del privato, previa rimozione delle opere, salvo il risarcimento dei danni, ovvero con l'adozione di un formale provvedimento di acquisi... _OMISSIS_ ...attivi ex art. 42 bis DPR 327/2001, previa corresponsione del valore venale del bene, maggiorato di un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subito.
In assenza di emissione del decreto di esproprio, qualora l’Amministrazione non abbia fatto ricorso all’istituto ex art. 43 o di cui al sopravvenuto art. 42-bis del DPR n. 327 del 2001,l’originario proprietario ha diritto ad ottenerne la restituzione del bene, previa remissione in pristino, salva in ogni caso l’adozione da parte dell’Amministrazione di un provvedimento di acquisizione ai sensi del citato art. 42 bis.
In ipotesi di occupazione sine titulo l’Amministrazione è tenuta, in alternativa alla restituzione del bene, previa riduzione in pristino, all’acquisizione del bene tramite un valido titolo di acquisto, e, in primo luogo, tramite quello disciplinato dall’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001.
In mancanza di adozione del provvedimento ex art. 42 bis DPR 327/2001 o di raggiungimento di un accordo per la cessione del bene illegittimamente occupato, va ordinata la restituzione del fondo ai proprietari e la loro reintegrazione nel possesso, previa remissione in pristino delle opere realizzate a cure e spese dell’Amministrazione medesima.
Il far venire meno l'occupazione senza titolo mediante l'adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto è un obbligo giuridico facente capo all'Amministrazione (l’ANAS), che dovrà attivare il procedimento volto all'emanazione del provvedimento di acquisizione dell'area, ai sensi dell'art. 42 bis del D.P.R. n. 327 del 2001, ovvero procedere alla materiale rimozione dell’opera (prevedendo, nell'atto formale in cui si dà atto di tale volontà, a dare notizia al Genio civile, demandando ad esso la demolizione della stessa).
In ipotesi di occupazione sine titulo, l' Amministrazione, qualora ritenga eccessivamente oneroso il risarcimento in forma specifica – ossia la restituzione dell’area nelle condizioni precedenti all’intervento – può optare per la sua acquisizione (ex nunc) ai sensi dell’art. 42 bis del DPR n. 327/2001, previo pagamento di un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subito dal proprietario.
In mancanza di acquisizione del bene illegittimamente occupato tramite un valido titolo di acquisto, e, in primo luogo, tramite quello disciplinato dall’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001, l'Amministrazione è tenuta a restituire il bene, previa riduzione in pristino.
L’unico potenziale ostacolo al pieno esplicarsi della tutela restitutoria del bene illegittimamente occupato è costituito dall’esercizio, da parte dell’Amministrazione interessata, dello speciale “potere sanante” previsto dall’ar... _OMISSIS_ ... La mancanza di adozione di tale provvedimento comporta l’accoglimento della domanda di restituzione, previa rimessione in ripristino dello stato dei luoghi, a cura e spese della stessa Amministrazione resistente.
Accertata l’assenza di un valido titolo di esproprio, la modifica del bene immobile e la sua utilizzazione, rimane impregiudicata la discrezionale valutazione in ordine agli interessi in conflitto, a seguito della quale, ove l'Amministrazione ritenga di non restituire gli immobili ai legittimi proprietari previo riduzione nel pristino stato, potrà in via alternativa disporre l’acquisizione del bene.
Nell’attuale quadro normativo l’Amministrazione ha l’obbligo giuridico di far venire meno l’occupazione sine titulo e deve adeguare la situazione di fatto a quella di diritto o attraverso la restituzione dei terreni ai titolari con demolizione di quanto realizzato e relativa riduzione in pristino (affrontando le relative spese), ovvero attivandosi perché vi sia un titolo d’acquisto dell’area da parte del soggetto attuale possessore evitando che sia demolito quanto risulterebbe meritevole di essere ricostruito.
A fronte dell’intervenuta cessazione dell’efficacia della dichiarazione di pubblica utilità senza che sia stato adottato un valido decreto di esproprio in costanza dei termini, escluso che possa ritenersi intervenuta un’occupazione acquisitiva dei suoli, Amministrazione è tenuta - ove ritenga di non restituire gli immobili al legittimo proprietario previa riduzione nel pristino stato - a procedere all’acquisizione dei suoli occupati ex art. 42 bis DPR 327/2001.
In ipotesi di mancata adozione del provvedimento ex art. 42 bis DPR 327/2001 costitutivo (nel caso di specie) di servitù pubblica, l'Ente occupante deve provvedere all’immediata rimozione delle opere realizzate sul terreno privato in quanto eseguite sine titulo ed a corrispondere al proprietario il risarcimento del danno sia con riferimento al periodo di spossessamento sia con riferimento al periodo di abusivo esercizio della servitù.
Nell'attuale quadro normativo l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo gli immobili ai titolari e demolendo quanto realizzato.
Anche nell’attuale quadro normativo, a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 42 bis DPR 327/2001, l’Amministrazione ha l’obbligo giuridico di far venire meno l’occupazione sine titulo e deve adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, o attraverso la restituzione dei terreni ai titolari con demolizione di quanto realizzato e relativa riduzione in pristino (affrontando le relative spese), ovvero attivandosi perché vi ... _OMISSIS_ ... dell’area da parte del soggetto attuale possessore ed impedito che sia demolito, paradossalmente, quanto altrimenti risulterebbe meritevole di essere ricostruito.
Nell’ipotesi in cui alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l’emanazione di un decreto di esproprio, l’Amministrazione ha l’obbligo giuridico di far venir meno l’occupazione “sine titulo” e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, o restituendo l’immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, o disponendone l’acquisizione ai sensi del citato articolo 42 bis DPR 327/2001.
In ipotesi di occupazione divenuta illegittima, in alternativa all'adozione del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001, l'Amministrazione è tenuta alla restituzione del bene previo ripristino dello status quo ante.
In ipotesi di occupazione illegittima, l'Amministrazione, in alternativa all'emanazione del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001, è tenuta alla materiale rimozione dell'opera pubblica (prevedendo, nell’atto formale in cui si dà atto di tale volontà, a dare notizia al Genio civile, demandando ad esso la demolizione del tracciato stradale).
Anche nell’attuale quadro normativo l’Amministrazione ha l’obbligo giuridico di far venire meno l’occupazione sine titulo e deve adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, o attraverso la restituzione dei terreni ai titolari con demolizione di quanto realizzato e relativa riduzione in pristino (affrontando le relative spese), ovvero attivandosi perché vi sia un titolo d’acquisto dell’area da parte del soggetto attuale possessore e che non sia demolito, paradossalmente, quanto altrimenti risulterebbe meritevole di essere ricostruito.
Nell’attuale quadro normativo l’Amministrazione ha l’obbligo giuridico di far venir meno l’occupazione “sine titulo” e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo gli immobili ai titolari e demolendo quanto realizzato, oppure, in alternativa, attivandosi perché il possesso illegittimo si converta in possesso legittimo a seguito di un valido titolo di acquisto.
In ipotesi di occupazione senza titolo l'Amministrazione è tenuta alternativamente a procedere all'acquisizione dei beni ai sensi dell'art. 42 bis TU o a restituire i beni previa riduzione in pristino.
Il far venire meno l’occupazione senza titolo di bene privato mediante l’adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto, è un obbligo giuridico facente capo all’Amministrazione occupante, tenuta pertanto ad attivare il procedimento volto all’emanazione del provvedimento di acquisizione dell’are... _OMISSIS_ ... bis del DPR 327/01, ovvero alla materiale rimozione dell'opera pubblica (prevedendo, nell’atto formale in cui si dà atto di tale volontà, a dare notizia al Genio civile, demandando ad esso la demolizione del tracciato stradale).
Anche nell’attuale quadro normativo a seguito dell'art. 42 bis DPR 327/2001 che ha reintrodotto il potere discrezionale già disciplinato dall’art. 43 TU, l’Amministrazione ha l’obbligo giuridico di far venir meno la occupazione sine titulo e cioè deve adeguare la situazione di fatto a quella di diritto. Essa o deve restituire i terreni ai titolari, demolendo quanto realizzato e disponendo la riduzione in pristino, oppure deve attivarsi perché vi sia un titolo di acquisto dell’area da parte del soggetto attuale possessore.
In ipotesi di realizzazione di opera pubblica su area occupata senza titolo (nel caso di specie per effetto dell'annullamento degli atti del procedimento), l'Amministrazione in alternativa all'emanazione del provvedimento di acquisizione ex art. 42 DPR 327/2001 deve emettere un atto formale (di cui assumerà tutte le responsabilità), in cui dichiari di non ritenere più sussistenti i presupposti di emanazione dell’atto di acquisizione, contestualmente dandone notizia al Genio Civile (affinché tale organo – senza indugio – con l’assistenza del Prefetto si rechi sul posto e nel minore tempo possibile disponga la materiale demolizione dell'opera pubblica).
In caso di realizzazione dell'opera pubblica su area occupata senza titolo (nel caso di specie per effetto dell'annullamento degli atti del procedimento),l’adeguamento dello stato di fatto a quello di diritto può avere luogo - o nella riduzione in pristino del terreno in favore dei proprietari (con la spettanza anche del risarcimento del danno derivante dal ritardo della consegna) o nella emanazione del provvedimento di acquisizione (con la spettanza dell’indennizzo di cui all’art. 42 bis DPR 327/2001).
In mancanza di determinazioni in ordine all'acquisto del bene occupato senza titolo (o con la stipula di un contratto di acquisto avente anche funzione transattiva, ovvero con la riattivazione del procedimento espropriativo in sanatoria con le relative garanzie, ovvero con il provvedimento di acquisizione, ora disciplinato dall’art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001), si impone la restituzione con rimessione in pristino.
Qualora non risulti ancora emanato il provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001, del bene illegittimamente occupato deve essere disposta la restituzione previo ripristino a carico dell... _OMISSIS_ ...esta non intenda conservare l’opera nei limiti e nelle forme di cui al cit. art. 42 bis ed in forza di successivi provvedimenti, sussistendone i presupposti di legge.
In assenza di un contratto di acquisto del terreno occupato illegittimamente, pur sussistendo in capo alla P.A. il potere-dovere di disporre (con le necessarie cautele per la pubblica incolumità), la materiale rimozione delle opere che attualmente risultano prive del relativo titolo di esproprio, è evidente e non è in contestazione che le fondamentali esigenze di tutela dell’interesse pubblico possono imporre alla P.A. – in attesa delle determinazioni da assumere ai sensi dell’art. 42 bis DPR 327/2001 – di mantenere provvisoriamente l'opera pubblica realizzata (nel caso di specie nodo stradale).
Il provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001, ad oggetto un terreno interessato da vincolo archeologico e sul quale insistono reperti archeologici, non può che essere emesso re adhuc integra, nel senso che – prima della sua emanazione – non deve esservi sotto alcun profilo l’asportazione o la manomissione dei reperti. In altri termini, lo Stato – fino a quando non risulti formalmente titolare del terreno in questione – ha titolo di pretendere che trovino il più puntuale rispetto le previsioni dei decreti d'imposizione del vincolo archeologico e che non abbiano alcun pregiudizio i reperti, che comunque già rientrano nel pro... _OMISSIS_ ...