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Timestamp: 2019-08-18 20:04:33+00:00
Document Index: 523426

Matched Legal Cases: ['art. 492', 'art. 615', 'art. 532', 'art. 540', 'art. 164', 'art. 648']

Le novità del c.d. “Decreto sofferenze” (D.L. 59/2016) - Lexology
Le novità del c.d. “Decreto sofferenze” (D.L. 59/2016)
Novità nel processo esecutivo introdotte con il DL 59/2016
E’ entrato in vigore il 4 maggio 2016 il DL 59/2016 “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione”. Tale decreto ha introdotto una serie di modifiche volte a facilitare e velocizzare il recupero dei crediti.
I due aspetti di maggiore impatto riguardano le disposizioni sul pignoramento e quelle sulla concessione della provvisoria esecutività dei decreti ingiuntivi.
Al terzo comma dell’art. 492 c.p.c. è stata aggiunta la seguente disposizione “Il pignoramento deve contenere l'avvertimento che, a norma dell'articolo 615, secondo comma, terzo periodo, l'opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l'opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile”. Gli operatori del settore devono quindi tenere presente questo ulteriore contenuto necessario dell’atto di pignoramento, in aggiunta a quelli già previsti dal codice di rito (elezione domicilio, possibilità di sostituire beni pignorati con somme di denaro).
Di contro, i debitori colpiti da pignoramento vedono ridursi i termini per presentare opposizione all’esecuzione. E’ stato infatti coordinato anche il secondo comma dell’art. 615 c.p.c. con la previsione che l’opposizione all’esecuzione, cioè l’opposizione attraverso la quale si contesta il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, è inammissibile una volta che sia stata disposta la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati.
L’art. 532 c.p.c. è stato modificato con la sostituzione del secondo e terzo periodo del secondo comma come segue: “Il giudice fissa altresì il numero complessivo, non superiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non superiore a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono istanze a norma dell'articolo 540-bis, dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all'articolo 164-bis delle disposizioni di attuazione del presente codice”.
Rispetto al precedente assetto normativo, la legge impone ora al giudice dell’esecuzione di fissare il numero dei tentativi di vendita nella misura massima di tre, e di stabilire i criteri e le modalità di conduzione della vendita in relazione a tempistiche e ribassi. Decorsi non oltre sei mesi dall’inizio delle operazioni di vendita, se i beni pignorati risultano invenduti, il soggetto incaricato di effettuare le vendite dovrà restituire gli atti in cancelleria.
Salvo che sia stata richiesta un’integrazione ai beni da pignorare (art. 540-bis c.p.c.) il processo esecutivo dovrà essere chiuso anche laddove non ricorrano i presupposti dell’art. 164-bis delle disposizioni di attuazione del c.p.c. in base al quale “Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo”.
Da segnalare anche una lieve ma significativa modifica all’art. 648, prima comma del c.p.c. relativo alla concessione della provvisoria esecuzione al decreto ingiuntivo opposto. Tale disposizione prevedeva che “Il giudice concede l’esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto limitatamente alle somme non contestate, salvo che l’opposizione sia proposta per vizi procedurali”. Il DL in parola sostituisce la parola “concede” con “deve concedere”. Il Giudice, pertanto, nel valutare un’opposizione a decreto ingiuntivo ha l’obbligo, non più la discrezionalità, di concedere la provvisoria esecuzione limitatamente alle somme non contestate.
Pegno non possessorio e Patto Marciano *