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Timestamp: 2020-08-05 17:09:30+00:00
Document Index: 27012134

Matched Legal Cases: ['art. 378', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5']

Sentenza Cassazione Civile n. 12690 del 19/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12690 del 19/05/2017
Cassazione civile, sez. II, 19/05/2017, (ud. 23/03/2017, dep.19/05/2017), n. 12690
sul ricorso 11172-2016 proposto da:
G.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE MAZZINI
24/11/2015 n. cronol. 470/2015 relativo al ricorso R.G.n. 632/2015
G.L. propone ricorso per cassazione, con due motivi, illustrati da memoria ex art. 378 c.p.c., avverso il decreto emesso su opposizione L. n. 89 del 2001, ex art. 5 ter, dalla Corte d’Appello di Firenze, con il quale è stato respinto il ricorso L. n. 89 del 2001, ex artt. 2 e 3, per inosservanza del termine di durata ragionevole di un procedimento ex L. n. 89 del 2001 comprensivo della fase esecutiva, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese di lite.
Ad avviso della Corte chi agisce lamentando l’irragionevole durata del procedimento giudiziario ha l’onere di allegare e dimostrare, ai sensi della L. n. 89 del 2001, art. 2 bis, comma 1, che il procedimento ha avuto una durata eccedente di almeno 6 mesi il periodo di complessivi 2 anni 6 mesi e 5 gg di ragionevole durata, al netto dei periodi di quiescenza estranei all’amministrazione giudiziaria.
Di qui la insussistenza della irragionevole durata del procedimento, in quanto sommando lodurata del processo di cognizione e di quello esecutivo la durata complessiva del procedimento era inferiore al termine ragionevole di anni 2 mesi 6 e gg. 5.
Il Ministero della Giustizia ha resistito con controricorso, ed ha altresì proposto ricorso incidentale. Con il primo motivo la ricorrente denunzia la violazione della L. n. 89 del 2001, art. 2, censurando la statuizione della sentenza impugnata che ha ritenuto di escludere dal computo del periodo di ragionevole durata il lasso temporale intercorrente tra la sentenza di cassazione e l’inizio della fase esecutiva.
Da ciò consegue, come chiarito dalle sezioni unite di questa Corte, che, ove la parte si sia attivata per l’esecuzione nel termine di sei mesi dalla definizione del procedimento di cognizione, ai sensi della L. n. 89 del 2001, art. 4, essa può esigere la valutazione unitaria dei procedimenti, finalisticamente considerati come “unicum”, mentre, ove abbia lasciato spirare quel termine, essa non può più far valere l’irragionevole durata del procedimento di cognizione, essendovi soluzione di continuità rispetto al successivo procedimento di esecuzione (Cass. SS. UU. 9142/2016). Ciò però non comporta che il periodo decorrente tra l’esecutività del provvedimento e l’inizio della(eventuale) fase esecutiva, vada incluso nel complessivo periodo di ragionevole durata, costituito, secondo la generale regola di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 2 quater, dalla somma delle due fasi (così la cit. Cass. SS. UU. n. 6312/2014), senza che debbano computarsi i periodi intermedi.
Con il secondo motivo di ricorso si censura la statuizione di condanna alla refusione delle spese di lite, deducendo la violazione degli artt. 91 e 92, sia avuto riguardo all’an che al quantum lamentando la mancata compensazione delle stesse.
Avuto riguardo al quantum della liquidazione, si osserva la congruità dell’importo liquidato per spese processuali avuto riguardo al valore della controversia in relazione all’importo richiesto nel ricorso introduttivo (1.500,00 Euro), non sussistendo, nel caso di specie, i presupposti per applicare il D.M. n. 55 del 2014, art. 5, secondo cui il valore della causa si determina con riferimento alla somma attribuita e non anche alla somma domandata, atteso il rigetto sia del decreto, che della successiva opposizione.
Poichè il presente ricorso ha ad oggetto materia esente dal contributo unificato non vi è luogo a provvedere in ordine al raddoppio del pagamento del medesimo D.P.R. n. 115 del 2002.
Condanna la ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio in favore del Ministero della Giustizia, che liquida in complessivi 500,00 Euro, oltre a rimborso spese prenotate a debito ed accessori di legge.