Source: https://www.studiocataldi.it/normativa/codicedellastrada/commentato/art-16-fasce-di-rispetto-in-rettilineo-ed-aree-di-visibilita-nelle-intersezioni-fuori-dei-centri-abitati.asp
Timestamp: 2020-07-13 19:08:34+00:00
Document Index: 32272934

Matched Legal Cases: ['art 16', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 1176', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 1176']

Codice della Strada - Art. 16. Fasce di rispetto in rettilineo ed aree di visibilità nelle intersezioni fuori dei centri abitati.
4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e del regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 169 a € 680.
art 16 codice della strada: Cassazione Civile, Sez. III, sentenza n. 22330/2014. Il ricorrente "... Assume violato gli artt. 16 cod. strad. e 26, comma 6, del relativo Regolamento di esecuzione. Espone, al riguardo, che le norme testé ricordate impongono ai proprietari di fondi privati confinanti con le strade pubbliche di evitare le situazioni di pericolo per queste ultime. L'ANAS, tuttavia, ha il dovere di vigilare su tali situazioni di pericolo, e non lo fece. La Corte d'appello pertanto ha violato le suddette norme, nell'escludere la colpa civile del'ANAS ... La colpa civile, di cui all'art. 2043 c.c., consiste nella deviazione da una regola di condotta. "Regola di condotta" è non soltanto la norma giuridica, ma anche qualsiasi doverosa cautela concretamente esigibile dal danneggiante. Stabilire se questi abbia o meno violato norme giuridiche o di comune prudenza è accertamento che va compiuto alla stregua dell'art. 1176 c.c., comparando la condotta concretamente tenuta dal preteso responsabile, con quella che un soggetto delle medesime qualità e condizioni avrebbe tenuto, nelle stesse circostanze di tempo e luogo. Or bene, l'ente proprietario della strada aperta al pubblico transito è obbligato a garantire la sicurezza della circolazione (d. Igs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 14), e ad adottare i provvedimenti necessari ai fini della sicurezza del traffico sulle strade (d. Igs. 26 febbraio 1994, n. 143, art. 2). Da queste previsioni non discende certo ... l'obbligo dell'ANAS di provvedere alla manutenzione dei fondi privati. Discende, però ... l'obbligo dell'ANAS di: (a) segnalare ai proprietari confinanti le situazioni di pericolo suscettibili di recare pregiudizio agli utenti della strada; (b) adottare i presidi necessari ad eliminare i fattori di rischio conosciuti o conoscibili con un attento e doveroso monitoraggio del territorio;(c) come extrema ratio, permanendo l'eventuale negligenza dei proprietari dei fondi finitimi nel rimuovere le situazioni di pericolo, chiudere la strada al traffico. La colpa civile dell'ANAS va dunque accertata non già valutando se abbia o meno provveduto alla manutenzione dei fondi privati, ma se abbia adottato le cautele imposte dall'art. 1176, comma 2, c.c., nell'individuare, prevenire o attenuare i rischi derivanti dalla proprietà privata: in primo luogo segnalando ai proprietari interessati la situazione di pericolo; in secondo luogo invitandoli ad eliminarla; in terzo luogo inibendo la circolazione. Ne consegue che l'eventuale inerzia del proprietario nella realizzazione degli interventi idonei a rendere sicuro il terreno adiacente la strada non elimina quella del proprietario della strada su cui l'albero era destinato a cadere, mettendo a repentaglio quella sicurezza della circolazione che, come specificato, costituisce uno dei compiti primari dell'ANAS."