Source: https://well-work.it/coronavirus-e-sanificazione/
Timestamp: 2020-05-26 00:12:06+00:00
Document Index: 78883325

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 26', 'art.1', 'art.1', 'art.2', 'art.1', 'art.1', 'art.2', 'art. 26', 'art. 97', 'art. 90', 'art. 26', 'art. 89']

Coronavirus e sanificazione | Well-Work
Blog > Coronavirus e sanificazione
Tra gli adempimenti a carico delle imprese anche quello di sanificare gli ambienti di lavoro per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.
È noto che le aziende dovranno assicurare gli interventi richiamati dal Protocollo Condiviso al punto 4 “Pulizia e Sanificazione in azienda” nel rispetto della Circolare MS 5443/2020.
La norma di riferimento è Legge 82/1994 la cui attuazione è stata demandata al D.M. 7 luglio 1997, n. 274: l’art.1, tra le atre, prevede la definizione di pulizia, sanificazione e disinfezione.
Chi può svolgere le attività di pulizia e sanificazione in azienda?
PER L’AZIENDA con proprio personale
Il protocollo condiviso prevede che le aziende svolgano internamente le attività di cui al punto 4, senza richiamare la necessità di rivolgersi ad imprese di pulizia qualificate. Oltretutto nel caso di persona Covid + in azienda indica il protocollo da seguire specificando la necessità di particolari DPI.
Quindi l'azienda può svolgere in proprio le suddette attività garantendo la necessaria informazione e formazione ed assicurando la fornitura di DPI.
PER L’AZIENDA con appalto ex art. 26 d.lgs. 81/08
L’esercizio dell'attività di sola pulizia e disinfezione - lettere a) e b) di cui all’art.1 comma 1 DM274/97 – prevede quali requisiti quelli di onorabilità ed economico finanziari, mentre per svolgere anche sanificazione - lettera e) dell'art.1 comma 1 DM274/97- sono necessari requisiti tecnico-professionali (art.2 comma 3 del DM274/97), tra i quali quello della presenza del preposto alla gestione tecnica.
L’esercizio dell'attività di pulizia e disinfezione - lettere a) e b) di cui all’art.1 comma 1 DM274/97 – prevede quali requisiti quelli di onorabilità ed economico finanziari, mentre per svolgere anche sanificazione - lettera e) dell'art.1 comma 1 DM274/97- sono necessari requisiti tecnico-professionali (art.2 comma 3 del DM274/97), che in caso di affidamento in appalto costituiscono presupposto necessario per validare la idoneità tecnico-professionale come previsto rispettivamente all’art. 26, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 81/2008, e, per il solo settore dei cantieri temporanei e mobili di cui al Titolo IV del citato “testo unico”, all’art. 97, comma 2, il quale opera uno specifico rinvio all’allegato XVII [e art. 90 c. 9 D.Lgs. n. 81/2008].
Giova ricordare come l’obbligo di verifica dell'idoneità tecnico professionale richiede il massimo di attenzione, cautela e professionalità da parte del committente tenendo conto in particolare che le modalità di cui all'art. 26 comma 1 D.Lgs. n. 81/2008 non esauriscono l'obbligo di verifica, posto che detta verifica riguarda il concetto così definito dall'art. 89 c. 1 d.lgs. n. 81/2008: “l) idoneità tecnico-professionale: possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare”.
In caso di affidamento in appalto dell’attività in questione DIFFIDATE DEGLI IMPROVVISATI perché la omessa verifica da parte del committente della professionalità e qualità del lavoro dell’appaltatore potrebbero costituire presupposto di responsabilità per culpa in eligendo avendo chiaro che la diligenza richiesta non è quella del "Buon padre di famiglia" ma la "diligenza tecnica qualificata”.
Da ricordare come la Cassazione afferma la necessità di una verifica puntuale dell'idoneità tecnico-professionale: “in materia di responsabilità colposa, il committente di lavori dati in appalto deve adeguare la sua condotta a due fondamentali regole di diligenza e prudenza: a) scegliere l'appaltatore e più in genere il soggetto al quale affidare l'incarico, accertando che la persona, alla quale si rivolge, sia non soltanto munita dei titoli di idoneità prescritti dalla legge (formali), ma anche della capacità tecnica e professionale (sostanziale), proporzionata al tipo astratto di attività commissionata ed alle concrete modalità di espletamento della stessa ...” (Cassazione Penale, Sez. 4, 19 aprile 2010, n. 15081).
L'affidamento a ditte specializzate costituisce un'opportunità per l'azienda, la quale può sempre svolgere in proprio, ma in questo caso diventa difficile verificare quale modalità debbano adottarsi, perché il DPCM fornisce scarne indicazioni sulla frequenza.
Mi occupo di diritto penale industriale, ed in particolare della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, dell’ambiente, della sicurezza degli alimenti e come attività di coordinamento ho maturato una importante esperienza nella realizzazione di Modelli Organizzativi utili alla prevenzione della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs 231/01.