Source: http://geronimo.ilcannocchiale.it/?yy=2010&mm=3
Timestamp: 2019-10-17 08:33:26+00:00
Document Index: 90590032

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1']

Corte di Cassazione Civile sez.II 26/2/2010 n. 4727
Il pagamento in misura ridotta non solo impedisce la proposizione del ricorso, ma anche qualsiasi pretesa di ripetizione dell'indebito
permalink | inviato da geronimo il 28/3/2010 alle 11:12 | commenti (0) |
AUTOVELOX - NON E' AFFIDABILE A PRIVATI
permalink | inviato da geronimo il 28/3/2010 alle 11:2 | commenti (0) |
LIBERTA' E PRIVACY- DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA
Una parte dell’articolo postato da Igor Greganti su Liberonews espone le vicende giudiziarie occorse ad alcuni dirigenti del motore di ricerca “GOOGLE” , per aver lasciato un video che mostrava i maltrattamenti subiti da un ragazzo disabile da parte di alcuni compagni di scuola.
Il primo processo, anche in campo internazionale, ai responsabili di un 'provider' di internet per la pubblicazione di contenuti sul web si e' concluso a Milano con la condanna di tre dirigenti del piu' famoso motore di ricerca al mondo, Google. Una sentenza, quella del Tribunale italiano, che ha ricevuto critiche dell'ambasciatore americano a Roma, David Thorne, il quale ha spiegato che gli Usa sono rimasti ''negativamente colpiti dalla odierna decisione'', perche' ''il principio fondamentale della liberta' di Internet e' vitale per le democrazie''.
Al centro del processo, c'era un video che mostrava un ragazzino disabile insultato e picchiato da alcuni compagni di scuola di un istituto tecnico di Torino. Il filmato venne realizzato dagli studenti nel maggio 2006 e da loro caricato su Google Video l'8 settembre, dove rimase, cliccatissimo nella sezione 'video piu' divertenti', per circa due mesi, fino al 7 novembre, prima di essere rimosso dal provider statunitense. I quattro studenti sono stati condannati nel dicembre 2007 a 10 mesi di messa alla prova dal Tribunale dei minorenni di Torino.
In ambienti giudiziari, si fa presente che il giudice nella sua sentenza di condanna nei confronti dei dirigenti di “GOOGLE” (le cui motivazioni arriveranno) non ha riconosciuto un dolo da parte degli imputati che potesse configurare il reato di diffamazione. Una condanna anche per diffamazione, infatti, spiegano fonti giudiziarie, avrebbe sancito una sorta di ''obbligo alla censura preventiva'' da parte di Google e altri provider sui contenuti che vanno in rete, essendo la diffamazione un reato che si consuma istantaneamente. Diverso, invece, il discorso sulla violazione della privacy. Il giudice, in questo caso, potrebbe aver accertato un ''dolo di profitto'' da parte del motore di ricerca che, essendo un'impresa commerciale, guadagna sulla pubblicita' quando i video vengono cliccati.
''Con questo processo - hanno commentato a caldo i pm Robledo e Cajani - abbiamo posto un problema serio, ossia la tutela della persona umana che deve prevalere sulla logica di impresa''. I legali degli imputati, gli avvocati Giuliano Pisapia e Giuseppe Vaciago, hanno parlato di una decisione che ''desta preoccupazione riguardo al profilo della liberta' della rete''. Cio' non toglie, hanno aggiunto, che l'assoluzione sulla diffamazione non ha permesso che passasse ''il principio dei pm sull'obbligo di una censura preventiva''.
Ora che i dirigenti di Google sono stati condannati per violazione della privacy, viene naturale chiedersi:” come dovrebbero fare per evitare la pubblicazione di altri filmati non adeguati?” La risposta è chiara, visionarli ed imporre la censura preventiva, quella che i magistrati hanno detto di non aver indotto con questa sentenza. La sentenza, quindi, sebbene sancita con le migliori intenzioni, cosi come posta, non ha prodotto gli effetti narrati.
permalink | inviato da geronimo il 20/3/2010 alle 12:58 | commenti (0) |
AUDIZIONE DEL RICORRENTE - NON NECESSARIA
Corte di Cassazione Civile 28/1/2010 n. 1786
Non è motivo di illegittimità dell'ordinanza l'omessa audizione del ricorrente, anche ove esplicitamente richiesta
permalink | inviato da geronimo il 9/3/2010 alle 13:51 | commenti (0) |
rdinanza Ministero della salute 14/1/2010
Proroga e modifica dell'ordinanza 18 dicembre 2008, come modificata dall'ordinanza 19 marzo 2009, recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati»
(G.U. 10/2/2010 n. 33)
1. L'ordinanza 18 dicembre 2008, come modificata dall'ordinanza 19 marzo 2009, e' cosi' modificata:
a) all'art. 1, comma 2 dopo la parola «metalli» sono aggiunte le parole «o materiale esplodente»;
b) l'art. 1, comma 3 e' cosi' sostituito:
«3. Il proprietario o il responsabile dell'animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati deve segnalare il caso alle autorita' competenti tramite il medico veterinario che emette la diagnosi di sospetto di cui all'art. 2, comma 1»;
c) l'art. 1, comma 4 e' cosi' sostituito:
«4. Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, eseguite da ditte specializzate, devono essere effettuate con modalita' tali da non nuocere in alcun modo alle persone e alle specie animali non bersaglio e devono essere pubblicizzate dalle stesse ditte, tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d'anticipo. La tabellazione deve contenere l'indicazione di pericolo per la presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento e l'indicazione delle sostanze utilizzate»;
d) all'art. 1 dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti commi:
«5. Al termine delle operazioni il responsabile della ditta specializzata deve provvedere alla bonifica del sito mediante il ritiro delle esche non utilizzate e delle spoglie dei ratti o di altri animali infestanti».
«6. Nelle aree protette per motivi di salvaguardia di specie selvatiche oggetto di misure di protezione a carattere internazionale, ove esse siano particolarmente minacciate dai ratti, e' possibile effettuare, previa comunicazione al Ministero della salute, operazioni di derattizzazione mediante rodenticidi senza l'utilizzo degli appositi contenitori di esche a condizione che:
a. il principio attivo utilizzato come rodenticida sia a bassa persistenza ambientale al fine di evitare la contaminazione della catena alimentare e dell'ambiente;
b. sia stabilita la durata massima di permanenza nell'ambiente delle esche in relazione agli obiettivi da raggiungere, sulla base della letteratura scientifica piu' aggiornata;
c. al termine dell'operazione le esche non utilizzate siano rimosse dall'ambiente e venga redatto un apposito verbale di chiusura dell'operazione, a cura del responsabile della stessa, nel quale sia indicato il numero di esche immesse nell'ambiente, l'area interessata dall'operazione e il numero di esche, non utilizzate e rimosse al termine dell'operazione. Il suddetto verbale, inviato in copia al Ministero della salute, e' a disposizione delle autorita' competenti per eventuali controlli»;
e) l'ultimo periodo del comma 2 dell'art. 2 e' abrogato.
f) all'art. 3, comma 1 la parola «autopsia» e' sostituita con la parola «necroscopia» e la parola «autoptica» e' sostituita con la parola «necroscopica»;
g) all'art. 3, comma 2 dopo le parole «territorialmente competente» sono aggiunte le parole «, al sindaco»;
h) all'art. 4, comma 1 dopo le parole «all'art. 2, comma 1» sono aggiunte le parole «o all'art. 3, comma 2»;
i) all'art. 5, comma 1 dopo la parola «amaricante» sono aggiunte le parole «o repellente» e dopo le parole «solo all'animale bersaglio» sono aggiunte le parole «fatti salvi i casi previsti all'art. 1, comma 6»;
1. Il termine di validita' dell'ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 18 dicembre 2008, come modificata dall'ordinanza 19 marzo 2009 e dalla presente ordinanza, e' prorogato di ulteriori 24 mesi decorrenti dalla data di pubblicazione della presente.
2. La presente ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia di ventiquattro mesi a decorrere dalla predetta pubblicazione.
permalink | inviato da geronimo il 2/3/2010 alle 20:57 | commenti (0) |
permalink | inviato da geronimo il 2/3/2010 alle 20:44 | commenti (0) |