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Timestamp: 2019-01-22 22:14:07+00:00
Document Index: 6048331

Matched Legal Cases: ['art.2740', 'art.1923', 'sentenza ', 'art. 1923', 'art. 46', 'art.1923']

LA PROTEZIONE DEI PATRIMONI FAMILIARI di Alessandro Gallo • Scripomarket
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INVESTORS L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE 13/04/2016 22/09/2017 no comment
Quale protezione patrimoniale consigliare alla famiglia italiana: fondo patrimoniale, atto di destinazione o polizza vita?
La continua evoluzione normativa in materia di responsabilità personale e il contingente contesto economico-finanziario hanno riacceso l’attenzione sulle categorie di rischio che compromettono il patrimonio personale e familiare. Su tutti, assumono particolare rilevanza i rischi professionali derivanti dall’esercizio di libera professione, i rischi imprenditoriali di mala gestio o di responsabilità patrimoniale in caso di fallimento ed infine i rischi famigliari legati a separazioni, divorzi o conflitti tra eredi.
Al fine di sviluppare un efficace piano di protezione patrimoniale è opportuno, prima di tutto, capire quali sono i rischi da cui è necessario cautelarsi e quali sono gli asset di ricchezza che si vogliono tutelare. Ogni strumento di protezione patrimoniale ha, infatti, una sua vocazione: esistono strumenti capaci di proteggere esclusivamente beni mobili o immobili registrati e strumenti che, invece, sono in grado di proteggere unicamente i risparmi liquidi. Inoltre, ciascuno di questi strumenti si differenzia dall’altro per il diverso grado di protezione che può offrire: dalla semplice riservatezza alla vera e propria segregazione.
Riservatezza. Gli strumenti utilizzati per eludere l’evidenza della disponibilità personale di beni sono il mandato fiduciario e alcune strutture societarie. In questi casi lo scopo è quello di evitare pressioni, psicologiche e non, sui titolari dei beni o di separare le vicende familiari da quelle societarie attraverso holding di famiglia, società commerciali e società immobiliari. È doveroso far presente che tali strategie non escludono a priori la possibilità di un’aggressione patrimoniale da parte di terzi.
Nei rapporti col fisco, nei contenziosi penali ed in alcuni procedimenti civili il segreto fiduciario, infatti, viene meno.
Segregazione. La responsabilità patrimoniale del debitore nell’adempimento delle proprie obbligazioni rappresenta uno dei principi cardine del nostro ordinamento giuridico. Il patrimonio del debitore è quindi posto dalla legge a garanzia dei crediti. Alla responsabilità patrimoniale del debitore sono, tuttavia, previste delle limitazioni, tra cui il fondo patrimoniale, l’atto di destinazione, la polizza vita ed il fondo pensione.
Il fondo patrimoniale è un regime patrimoniale della coppia integrativo della comunione o della separazione dei beni, la cui finalità consiste nel generare un patrimonio autonomo con vincolo di destinazione ai bisogni della famiglia. È uno strumento che può essere utilizzato solo in presenza di matrimonio: single e coppie di fatto, non hanno il requisito minimo richiesto dal nostro ordinamento. Con il fondo patrimoniale il legislatore ha voluto offrire alla famiglia italiana l’opportunità di rafforzare il matrimonio attraverso un patrimonio destinato al mantenimento del tenore di vita della famiglia stessa. La tutela di tale interesse comporta la non aggredibilità del patrimonio destinato da parte di eventuali futuri creditori. Affinché si possa garantire tale segregazione è necessario che nel fondo vengano conferiti beni registrati. Il conferimento dell’immobile di prima casa rappresenta l’esempio più lineare di effettività del vincolo e ne garantisce la capacità segregativa.
Con l’atto di destinazione un soggetto può sottrarre alla garanzia patrimoniale, di cui all’art.2740 c.c., uno o più “beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri” e appartenenti al suo patrimonio imprimendo su di essi un vincolo di destinazione funzionale al soddisfacimento di interessi meritevoli di tutela e riguardante beneficiari determinati, a favore dei quali sia tali beni che i loro frutti devono essere impiegati. L’atto di destinazione è, quindi, anch’esso un patrimonio autonomo con vincolo di destinazione, ma, a differenza del fondo patrimoniale, ha il vantaggio di poter essere costituito da chiunque, inclusi single e coppie di fatto, e la sua finalità non si limita al mantenimento del tenore di vita della famiglia, ma si estende a un più generico interesse meritevole di tutela. Un tale strumento può essere utilizzato per la tutela dei figli minori a seguito di separazione e divorzio da parte dei genitori; per la tutela di figli naturali da parte delle coppie di fatto; per la tutela dei nipoti da parte di nonni previdenti; per la tutela dei figli delle famiglie monogenitoriali ed infine per la tutela dei disabili (tabella 1).
Tabella 1: Strategia di protezione 1 Caratteristiche essenziali del Fondo Patrimoniale e dell’Atto di Destinazione Fonte: Value & Strategies
La polizza vita viene spesso raccomandata dal promotore finanziario in risposta a richieste di protezione patrimoniale da parte della propria clientela, in considerazione dell’impignorabilità e dell’insequestrabilità che le sono riconosciute dal nostro codice civile. L’art.1923 del codice, infatti, sancisce che le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare. Sono salve, rispetto ai premi pagati, le disposizioni relative alla revocazione degli atti compiuti in pregiudizio dei creditori e degli eredi.
Va ricordato, però, che secondo una pronuncia del 2007 della Corte di Cassazione l’impignorabilità e l’insequestrabilità della polizza vita attiene esclusivamente alla definizione della garanzia patrimoniale ricompresa nella disciplina civile e in nulla tocca la disciplina della responsabilità penale, nel cui esclusivo ambito ricade invece il sequestro preventivo. In presenza di una responsabilità penale, quindi, l’insequestrabilità della polizza cade.
Un’altra importante sentenza del 2008, questa volta da parte delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione giunta, ha in seguito offerto spunto per ulteriori riflessioni, mettendo fine ad una serie di dispute giurisprudenziali. Tale pronuncia ha, difatti, stabilito che: «In tema di contratto di assicurazione sulla vita, alla dichiarazione di fallimento del beneficiario non consegue lo scioglimento del contratto, né il curatore, al pari di quanto previsto per «le somme dovute» di regola impignorabili secondo l’art. 1923 del codice civile, può agire contro il terzo assicuratore per ottenere il valore di riscatto della relativa polizza stipulata dal fallito quand’era in bonis, non rientrando tale cespite tra i beni compresi nell’attivo fallimentare ai sensi dell’art. 46, primo comma n.5, considerata la funzione previdenziale riconoscibile al predetto contratto, non circoscritta alle somme corrisposte a titolo di indennizzo o risarcimento». Insomma, le Sezioni Unite della Suprema Corte, con una interpretazione estensiva dell’art.1923 del codice civile, ribadiscono in linea di principio le caratteristiche di impignorabilità ed insequestrabilità della polizza vita anche in caso di fallimento. Attenzione, però, ai limiti che tale principio incontra: una polizza vita a premio unico e di importo rilevante sottoscritta da un imprenditore non ancora in odore di fallimento, ma già debitore di terzi, di una banca o dell’Amministrazione Finanziaria, non può essere considerata impignorabile ed insequestrabile. L’impignorabilità della polizza è garantita, cioè, se e solo se è stata sottoscritta in bonis.
Il completamento della strategia di protezione
A completamento della strategia di protezione del patrimonio finanziario può essere suggerito il fondo pensione. La forma di previdenza complementare infatti in considerazione della finalità previdenziale garantita dalla legge per questo tipo di contratto è caratterizzata dall’intangibilità dei contributi, dalla pignorabilità nella misura massima del quinto di anticipazioni richieste per spese mediche, presta- zioni finali di rendita e di capitale (tabella 2).
Tabella 2: Strategia di protezione 2 Caratteristiche essenziali della Polizza Vita e del Fondo Pensione Fonte: Value & Strategies
Non esiste il prodotto per la protezione dei patrimoni, esistono invece una serie di strumenti a cui l’ordinamento giuridico attribuisce valore perché capaci di soddisfare interessi meritevoli di tutela: la famiglia, i minori, i disabili, le coppie di fatto o la tutela del tenore di vita in terza e quarta età. Tutti questi strumenti andrebbero attivati nel pieno rispetto del principio di diversificazione degli strumenti tanto caro a consulenti finanziari e risparmiatori evoluti. Come ricorda il maestro Confucio “colui che non prevede le cose lontane, si espone ad infelicità ravvicinate”. ©