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Timestamp: 2018-02-21 00:55:45+00:00
Document Index: 123386379

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Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell�Uomo e delle Libertà fondamentali
Diritti dell�Uomo e delle Libert� fondamentali
cos� come modificata dal
Protocollo n� 11
Il testo della Convenzione era stato modificato conformemente alle disposizioni del Protocollo n� 3, entrato in vigore il 21 settembre 1970, del Protocollo n� 5, entrato in vigore il 20 dicembre 1971 e del Protocollo n� 8, entrato in vigore il 1� gennaio 1990. Esso comprendeva inoltre il testo del Protocollo n� 2 che, conformemente al suo articolo 5, paragrafo 3, era divenuto parte integrante della Convenzione dal 21 settembre 1970, data della sua entrata in vigore. Tutte le disposizioni che erano state modificate o aggiunte dai suddetti Protocolli sono sostituite dal Protocollo n� 11 a partire dalla data della sua entrata in vigore, il 1� novembre 1998. Inoltre, a partire da questa stessa data, il Protocollo n� 9, entrato in vigore il 1� ottobre 1994, � abrogato.
Cancelleria della Corte europea dei Diritti dell�Uomo
CONVENZIONE PER LA SALVAGUARDIA
DEI DIRITTI DELL�UOMO E DELLE
LIBERT� FONDAMENTALI
(ROMA, 4.XI.1950)
I Governi firmatari, Membri del Consiglio d�Europa,
Considerata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell�Uomo, proclamata dall�Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;
Considerato che detta Dichiarazione mira a garantire il riconoscimento e l�applicazione universali ed effettivi dei diritti che vi sono enunciati;
Considerato che il fine del Consiglio d�Europa � quello di realizzare un�unione pi� stretta tra i suoi Membri, e che uno dei mezzi per conseguire tale fine � la salvaguardia e lo sviluppo dei Diritti dell�Uomo e delle Libert� fondamentali;
Riaffermato il loro profondo attaccamento a tali libert� fondamentali che costituiscono le basi stesse della giustizia e della pace nel mondo e il cui mantenimento si fonda essenzialmente, da una parte, su un regime politico effettivamente democratico e dall�altra, su una concezione comune e un comune rispetto dei Diritti dell�Uomo di cui essi si valgono;
Risoluti, in quanto governi di Stati europei animati da uno stesso spirito e forti di un patrimonio comune di tradizioni e di ideali politici, di rispetto della libert� e di preminenza del diritto, a prendere le prime misure atte ad assicurare la garanzia collettiva di alcuni dei diritti enunciati nella Dichiarazione Universale,
Articolo 1 - Obbligo di rispettare i Diritti dell�Uomo
Le Alte Parti Contraenti riconoscono ad ogni persona sottoposta alla loro giurisdizione i diritti e le libert� enunciati nel Titolo primo della presente Convenzione.
TITOLO 1 - DIRITTI E LIBERT�
1 Il diritto alla vita di ogni persona � protetto dalla legge. Nessuno pu� essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena.
2 La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se � il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
b per eseguire un arresto regolare o per impedire l�evasione di una persona regolarmente detenuta;
c per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un�insurrezione.
Nessuno pu� essere sottoposto a tortura n� a pene o trattamenti inumani o degradanti.
Articolo 4 - Proibizione della schiavit� e del lavoro forzato
1 Nessuno pu� essere tenuto in condizioni di schiavit� o di servit�.
2 Nessuno pu� essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio.
3 Non � considerato �lavoro forzato o obbligatorio� ai sensi del presente articolo:
a il lavoro normalmente richiesto ad una persona detenuta alle condizioni previste dall�articolo 5 della presente Convenzione o durante il periodo di libert� condizionale;
b il servizio militare o, nel caso degli obiettori di coscienza nei paesi dove l�obiezione di coscienza � considerata legittima, qualunque altro servizio sostitutivo di quello militare obbligatorio;
c qualunque servizio richiesto in caso di crisi o di calamit� che minacciano la vita o il benessere della comunit�;
Articolo 5 - Diritto alla libert� e alla sicurezza
1 Ogni persona ha diritto alla libert� e alla sicurezza. Nessuno pu� essere privato della libert�, se non nei casi seguenti e nei modi previsti dalla legge:
a se � detenuto regolarmente in seguito a condanna da parte di un tribunale competente;
b se si trova in regolare stato di arresto o di detenzione per violazione di un provvedimento emesso, conformemente alla legge, da un tribunale o allo scopo di garantire l�esecuzione di un obbligo prescritto dalla legge;
c se � stato arrestato o detenuto per essere tradotto dinanzi all�autorit� giudiziaria competente, quando vi sono motivi plausibili di sospettare che egli abbia commesso un reato o vi sono motivi fondati di ritenere che sia necessario impedirgli di commettere un reato o di darsi alla fuga dopo averlo commesso;
d se si tratta della detenzione regolare di un minore decisa allo scopo di sorvegliare la sua educazione oppure della sua detenzione regolare al fine di tradurlo dinanzi all�autorit� competente;
f se si tratta dell�arresto o della detenzione regolari di una persona per impedirle di entrare illegalmente nel territorio, oppure di una persona contro la quale � in corso un procedimento d�espulsione o d�estradizione.
2 Ogni persona arrestata deve essere informata, al pi� presto e in una lingua a lei comprensibile, dei motivi dell�arresto e di ogni accusa formulata a suo carico.
3 Ogni persona arrestata o detenuta, conformemente alle condizioni previste dal paragrafo 1.c del presente articolo, deve essere tradotta al pi� presto dinanzi ad un giudice o ad un altro magistrato autorizzato dalla legge ad esercitare funzioni giudiziarie e ha diritto di essere giudicata entro un termine ragionevole o di essere messa in libert� durante la procedura. La scarcerazione pu� essere subordinata a garanzie che assicurino la comparizione dell�interessato all�udienza.
4 Ogni persona privata della libert� mediante arresto o detenzione ha il diritto di presentare un ricorso ad un tribunale, affinch� decida entro breve termine sulla legittimit� della sua detenzione e ne ordini la scarcerazione se la detenzione � illegittima.
1 Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l�accesso alla sala d�udienza pu� essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell�interesse della morale, dell�ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una societ� democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicit� possa portare pregiudizio agli interessi della giustizia.
2 Ogni persona accusata di un reato � presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.
a essere informato, nel pi� breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell�accusa formulata a suo carico;
c difendersi personalmente o avere l�assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d�ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;
d esaminare o far esaminare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l�esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;
1 Nessuno pu� essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui � stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non pu� essere inflitta una pena pi� grave di quella applicabile al momento in cui il reato � stato commesso.
2 Il presente articolo non ostacoler� il giudizio e la condanna di una persona colpevole di una azione o di una omissione che, al momento in cui � stata commessa, costituiva un crimine secondo i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.
2 Non pu� esservi ingerenza di una autorit� pubblica nell�esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ� democratica, � necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell�ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libert� altrui.
Articolo 9 - Libert� di pensiero, di coscienza e di religione
1 Ogni persona ha diritto alla libert� di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libert� di cambiare religione o credo, cos� come la libert� di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l�insegnamento, le pratiche e l�osservanza dei riti.
2 La libert� di manifestare la propria religione o il proprio credo non pu� essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una societ� democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell�ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libert� altrui.
Articolo 10 - Libert� di espressione
1 Ogni persona ha diritto alla libert� d�espressione. Tale diritto include la libert� d�opinione e la libert� di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorit� pubbliche e senza limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche o televisive.
2 L�esercizio di queste libert�, poich� comporta doveri e responsabilit�, pu� essere sottoposto alle formalit�, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una societ� democratica, alla sicurezza nazionale, all�integrit� territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell�ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l�autorit� e l�imparzialit� del potere giudiziario.
Articolo 11 - Libert� di riunione e di associazione
1 Ogni persona ha diritto alla libert� di riunione pacifica e alla libert� d�associazione, ivi compreso il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati e di aderire ad essi per la difesa dei propri interessi.
2 L�esercizio di questi diritti non pu� essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una societ� democratica, alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, alla difesa dell�ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale e alla protezione dei diritti e delle libert� altrui. Il presente articolo non osta a che restrizioni legittime siano imposte all�esercizio di tali diritti da parte dei membri delle forze armate, della polizia o dell�amministrazione dello Stato.
A partire dall�et� minima per contrarre matrimonio, l�uomo e la donna hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia secondo le leggi nazionali che regolano l�esercizio di tale diritto.
Articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo
Ogni persona i cui diritti e le cui libert� riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un�istanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell�esercizio delle loro funzioni ufficiali.
Il godimento dei diritti e delle libert� riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l�origine nazionale o sociale, l�appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita o ogni altra condizione.
Articolo 15 - Deroga in caso di stato d�urgenza
1 In caso di guerra o in caso di altro pericolo pubblico che minacci la vita della nazione, ogni Alta Parte Contraente pu� adottare delle misure in deroga agli obblighi previsti dalla presente Convenzione, nella stretta misura in cui la situazione lo richieda e a condizione che tali misure non siano in conflitto con gli altri obblighi derivanti dal diritto internazionale.
2 La disposizione precedente non autorizza alcuna deroga all�articolo 2, salvo il caso di decesso causato da legittimi atti di guerra, e agli articoli 3, 4 (paragrafo 1) e 7.
3 Ogni Alta Parte Contraente che eserciti tale diritto di deroga tiene informato nel modo pi� completo il Segretario Generale del Consiglio d�Europa sulle misure prese e sui motivi che le hanno determinate. Deve ugualmente informare il Segretario Generale del Consiglio d�Europa della data in cui queste misure cessano d�essere in vigore e in cui le disposizioni della Convenzione riacquistano piena applicazione.
Articolo 16 - Restrizioni all�attivit� politica degli stranieri
Nessuna delle disposizioni degli articoli 10, 11 e 14 pu� essere interpretata nel senso di proibire alle Alte Parti Contraenti di imporre restrizioni all�attivit� politica degli stranieri.
Articolo 17 - Divieto dell�abuso di diritto
Nessuna disposizione della presente Convenzione pu� essere interpretata nel senso di comportare il diritto di uno Stato, un gruppo o un individuo di esercitare un�attivit� o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti o delle libert� riconosciuti nella presente Convenzione o di imporre a tali diritti e libert� limitazioni pi� ampie di quelle previste dalla stessa Convenzione.
Articolo 18 - Limite all�applicazione delle restrizioni ai diritti
Le restrizioni che, in base alla presente Convenzione, sono poste a detti diritti e libert� possono essere applicate solo allo scopo per cui sono state previste.
TITOLO II - CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL�UOMO
Per assicurare il rispetto degli impegni derivanti alle Alte Parti contraenti dalla presente Convenzione e dai suoi protocolli, � istituita una Corte europea dei Diritti dell�Uomo, di seguito denominata "la Corte". Essa funziona in modo permanente.
Articolo 21 - Condizioni per l�esercizio delle funzioni
1 I giudici devono godere della pi� alta considerazione morale e possedere i requisiti richiesti per l�esercizio delle pi� alte funzioni giudiziarie, o essere dei giureconsulti di riconosciuta competenza.
3 Per tutta la durata del loro mandato, i giudici non possono esercitare alcuna attivit� incompatibile con le esigenze di indipendenza, di imparzialit� o di disponibilit� richieste da una attivit� esercitata a tempo pieno. Ogni questione che sorga in applicazione di questo paragrafo � decisa dalla Corte.
1 I giudici sono eletti dall�Assemblea parlamentare in relazione a ciascuna Alta Parte contraente, a maggioranza dei voti espressi, su una lista di tre candidati presentata dall�Alta Parte contraente.
2 La stessa procedura � seguita per completare la Corte nel caso in cui altre Alti Parti contraenti aderiscano e per provvedere ai seggi divenuti vacanti.
1 I giudici sono eletti per un periodo di sei anni. Essi sono rieleggibili. Tuttavia, per quanto concerne i giudici designati alla prima elezione, i mandati di una met� di essi scadranno al termine di tre anni.
2 I giudici il cui mandato scade al termine del periodo iniziale di tre anni sono estratti a sorte dal Segretario Generale del Consiglio d�Europa, immediatamente dopo la loro elezione.
3 Al fine di assicurare, nella misura del possibile, il rinnovo dei mandati di una met� dei giudici ogni tre anni, l�Assemblea parlamentare pu�, prima di procedere ad ogni ulteriore elezione, decidere che uno o pi� mandati dei giudici da eleggere abbiano una durata diversa da quella di sei anni, senza tuttavia che tale durata possa eccedere nove anni o essere inferiore a tre anni.
4 Nel caso in cui si debbano conferire pi� mandati e l�Assemblea parlamentare applichi il paragrafo precedente, la ripartizione dei mandati avviene mediante estrazione a sorte effettuata dal Segretario generale del Consiglio d�Europa immediatamente dopo l�elezione.
6 Il mandato dei giudici termina al raggiungimento dell�et� di 70 anni.
7 I giudici continuano a restare in carica fino alla loro sostituzione. Tuttavia essi continuano a trattare le cause di cui sono gi� stati investiti.
Un giudice pu� essere sollevato dalle sue funzioni solo se gli altri giudici decidono, a maggioranza dei due terzi, che egli non soddisfa pi� i requisiti richiesti.
La Corte dispone di un ufficio di cancelleria i cui compiti e la cui organizzazione sono stabiliti dal regolamento della Corte. Essa � assistita da referendari.
e elegge il Cancelliere ed uno o pi� vice-cancellieri.
2 Il giudice eletto in relazione ad uno Stato parte alla controversia � membro di diritto della Camera e della Grande Camera; in caso di assenza di questo giudice, o se egli non � in grado di svolgere la sua funzione, lo Stato parte nomina una persona che siede in qualit� di giudice.
3 Fanno altres� parte della Grande Camera il Presidente della Corte, i vice-presidenti, i presidenti delle Camere e altri giudici designati in conformit� al regolamento della Corte. Se la controversia � deferita alla Grande Camera ai sensi dell�articolo 43, nessun giudice della Camera che ha pronunciato la sentenza pu� essere presente nella grande Camera, ad eccezione del presidente della Camera e del giudice che siede in relazione allo Stato in causa.
Articolo 28 - Dichiarazioni di irrecevibilit� da parte dei comitati
Un comitato pu�, con voto unanime, dichiarare irricevibile o cancellare dal ruolo un ricorso individuale presentato ai sensi dell�articolo 34 quando tale decisione pu� essere adottata senza ulteriori accertamenti.
La decisione � definitiva.
Articolo 29 - Decisioni delle Camere sulla ricevibilit� ed il merito
1 Se nessuna decisione � stata adottata ai sensi dell�articolo 28, una delle Camere si pronuncia sulla ricevibilit� e sul merito dei ricorsi individuali presentati ai sensi dell�articolo 34.
2 Una delle Camere si pronuncia sulla ricevibilit� e sul merito dei ricorsi governativi presentati in virt� dell�articolo 33.
3 Salvo diversa decisione della Corte in casi eccezionali, la decisione sulla ricevibilit� � adottata separatamente.
Se la questione oggetto del ricorso all�esame di una Camera solleva gravi problemi di interpretazione della Convenzione o dei suoi protocolli, o se la sua soluzione rischia di dar luogo ad un contrasto con una sentenza pronunciata anteriormente dalla Corte, la Camera, fino a quando non abbia pronunciato la sua sentenza, pu� rimettere il caso alla Grande Camera a meno che una delle parti non vi si opponga.
a si pronuncia sui ricorsi presentati ai sensi dell�articolo 33 o dell�articolo 34 quando il caso le sia stato deferito dalla Camera ai sensi dell�articolo 30 o quando il caso le sia stato deferito ai sensi dell�articolo 43; e
b esamina le richieste di pareri consultivi presentate ai sensi dell�articolo 47.
1 La competenza della Corte si estende a tutte le questioni concernenti l�interpretazione e l�applicazione della Convenzione e dei suoi protocolli che siano sottoposte ad essa alle condizioni previste dagli articoli 33, 34 e 47.
2 In caso di contestazione sulla competenza della Corte, � la Corte che decide.
Ogni Alta Parte contraente pu� deferire alla Corte qualunque inosservanza delle disposizioni della Convenzione e dei suoi protocolli che essa ritenga possa essere imputata ad un�altra Alta Parte contraente.
La Corte pu� essere investita di un ricorso da parte di una persona fisica, un�organizzazione non governativa o un gruppo di privati che sostenga d�essere vittima di una violazione da parte di una delle Alte Parti contraenti dei diritti riconosciuti nella Convenzione o nei suoi protocolli. Le Alte Parti contraenti si impegnano a non ostacolare con alcuna misura l�esercizio effettivo di tale diritto.
Articolo 35 - Condizioni di ricevibilit�
1 La Corte non pu� essere adita se non dopo l�esaurimento delle vie di ricorso interne, come inteso secondo i principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti ed entro un periodo di sei mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva.
2 La Corte non accoglie alcun ricorso inoltrato sulla base dell�articolo 34, se:
a � anonimo; oppure
b � essenzialmente identico ad uno precedentemente esaminato dalla Corte o gi� sottoposto ad un�altra istanza internazionale d�inchiesta o di risoluzione e non contiene fatti nuovi.
3 La Corte dichiara irricevibile ogni ricorso inoltrato in base all�articolo 34 quando essa giudichi tale ricorso incompatibile con le disposizioni della Convenzione o dei suoi protocolli, manifestamente infondato o abusivo.
4 La Corte respinge ogni ricorso che consideri irricevibile in applicazione del presente articolo. Essa pu� procedere in tal modo in ogni stato del procedimento.
1 Per qualsiasi questione all�esame di una Camera e o della Grande Camera, un�Alta Parte contraente il cui cittadino sia ricorrente ha diritto di presentare osservazioni per iscritto e di partecipare alle udienze.
2 Nell�interesse di una corretta amministrazione della giustizia, il presidente della Corte pu� invitare ogni Alta Parte contraente che non sia parte in causa o ogni persona interessata diversa dal ricorrente, a presentare osservazioni per iscritto o a partecipare alle udienze.
1 In ogni momento della procedura, la Corte pu� decidere di cancellare un ricorso dal ruolo quando le circostanze permettono di concludere:
a che il ricorrrente non intende pi� mantenerlo; oppure
b che la controversia � stata risolta; oppure
c che per ogni altro motivo di cui la Corte accerta l�esistenza, la prosecuzione dell�esame del ricorso non sia pi� giustificata.
Tuttavia la Corte prosegue l�esame del ricorso qualora il rispetto dei diritti dell�uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi protocolli lo imponga.
2 La Corte pu� decidere una nuova iscrizione a ruolo di un ricorso se ritiene che le circostanze lo giustifichino.
1 Quando dichiara che il ricorso � ricevibile, la Corte
a prosegue l�esame della questione in contraddittorio con i rappresentanti delle Parti e, se del caso, procede ad un�inchiesta per il cui efficace svolgimento gli Stati interessati forniranno tutte le facilitazioni necessarie;
b si mette a disposizione degli interessati al fine di pervenire ad un regolamento amichevole della controversia che si fondi sul rispetto dei diritti dell�uomo quali sono riconosciuti dalla Convenzione e dai suoi protocolli.
2 La procedura descritta al paragrafo l.b � riservata.
1 L�udienza � pubblica a meno che la Corte non decida diversamente a causa di circostanze eccezionali.
2 I documenti depositati presso l�ufficio di cancelleria sono accessibili al pubblico a meno che il presidente della Corte non decida diversamente.
Se la Corte dichiara che vi � stata violazione della Convenzione o dei suoi protocolli e se il diritto interno dell�Alta Parte contraente non permette se non in modo imperfetto di rimuovere le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, se del caso, un�equa soddisfazione alla parte lesa.
Le sentenze delle Camere divengono definitive conformemente alle disposizioni dell�articolo 44, paragrafo 2.
1 Entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data della sentenza di una Camera, ogni parte alla controversia pu�, in situazioni eccezionali, chiedere che il caso sia rinviato dinnanzi alla Grande Camera.
2 Un collegio di cinque giudici della Grande Camera accoglie la domanda quando la questione oggetto del ricorso solleva gravi problemi di interpretazione o di applicazione della Convenzione o dei suoi protocolli, o comunque un�importante questione di carattere generale.
1 La sentenza della Grande Camera � definitiva.
2 La sentenza di una Camera diviene definitiva
b tre mesi dopo la data della sentenza, se non � stato richiesto il rinvio del caso dinnanzi alla Grande Camera; oppure
c se il collegio della Grande Camera respinge una richiesta di rinvio formulata ai sensi dell�articolo 43.
3 La sentenza definitiva � pubblicata.
2 Se la sentenza non esprime in tutto o in parte l�opinione unanime dei giudici, ogni giudice avr� diritto di allegarvi l�esposizione della sua opinione individuale.
2 La sentenza definitiva della Corte � trasmessa al Comitato dei Ministri che ne sorveglia l�esecuzione.
1 La Corte pu�, su richiesta del Comitato dei Ministri, fornire pareri consultivi su questioni giuridiche relative all�interpretazione della Convenzione e dei suoi protocolli.
2 Tali pareri non devono riguardare questioni inerenti al contenuto o alla portata dei diritti e libert� definiti nel Titolo I della Convenzione e nei protocolli, n� su altre questioni su cui la Corte o il Comitato dei Ministri potrebbero doversi pronunciare in seguito alla presentazione di un ricorso previsto dalla Convenzione.
3 La decisione del Comitato dei Ministri di chiedere un parere alla Corte � adottata con un voto della maggioranza dei rappresentanti che hanno il diritto di avere un seggio in seno al Comitato.
La Corte decide se la richiesta di un parere consultivo presentata dal Comitato dei Ministri sia di sua competenza a norma dell�articolo 47.
1 Il parere della Corte � motivato.
2 Se il parere non esprime in tutto o in parte l�opinione unanime dei giudici, ogni giudice avr� diritto di allegarvi l�esposizione della sua opinione individuale.
3 Il parere della Corte � trasmesso al Comitato dei Ministri.
Le spese di funzionamento della Corte sono a carico del Consiglio d�Europa.
Articolo 51 - Privilegi ed immunit� dei giudici
I giudici beneficiano, durante l�esercizio delle loro funzioni, dei privilegi e delle immunit� previsti dall�articolo 40 dello Statuto del Consiglio d�Europa e dagli accordi conclusi in base a questo articolo.
Ogni Alta Parte Contraente, su domanda del Segretario Generale del Consiglio d�Europa, fornir� le spiegazioni richieste sul modo in cui il proprio diritto interno assicura l�effettiva applicazione di tutte le disposizioni della presente Convenzione.
Articolo 53 - Salvaguardia dei diritti dell�uomo riconosciuti
Nessuna delle disposizioni della presente Convenzione pu� essere interpretata in modo da limitare o pregiudicare i Diritti dell�Uomo e le Libert� fondamentali che possano essere riconosciuti in base alle leggi di ogni Parte Contraente o in base ad ogni altro accordo al quale essa partecipi.
Nessuna disposizione della presente Convenzione porta pregiudizio ai poteri conferiti al Comitato dei Ministri dallo Statuto del Consiglio d�Europa.
Le Alte Parti Contraenti rinunciano reciprocamente, salvo compromesso speciale, ad avvalersi dei trattati, delle convenzioni o delle dichiarazioni tra di esse in vigore allo scopo di sottoporre, mediante ricorso, una controversia nata dall�interpretazione o dall�applicazione della presente Convenzione ad una procedura di risoluzione diversa da quelle previste da detta Convenzione.
1 Ogni Stato, al momento della ratifica o in ogni altro momento successivo, pu� dichiarare, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d�Europa, che la presente Convenzione si applicher�, con riserva del paragrafo 4 del presente articolo, su tutti i territori o su determinati territori di cui esso cura le relazioni internazionali.
2 La Convenzione si applicher� sul territorio o sui territori designati nella notifica a partire dal trentesimo giorno successivo alla data in cui il Segretario Generale del Consiglio d�Europa avr� ricevuto tale notifica.
3 Sui detti territori le disposizioni della presente Convenzione saranno applicate tenendo conto delle necessit� locali.
4 Ogni Stato che abbia presentato una dichiarazione conformemente al primo paragrafo del presente articolo pu�, in qualunque momento, dichiarare, relativamente ad uno o a pi� territori indicati in tale dichiarazione, di accettare la competenza della Corte ad esaminare ricorsi di persone fisiche, organizzazioni non governative o gruppi di privati a norma dell�articolo 34 della Convenzione.
1 Ogni Stato, al momento della firma della presente Convenzione o del deposito del suo strumento di ratifica, pu� formulare una riserva riguardo ad una determinata disposizione della Convenzione, nella misura in cui una legge in quel momento in vigore sul suo territorio non sia conforme a tale disposizione. Le riserve di carattere generale non sono autorizzate ai sensi del presente articolo.
2 Ogni riserva emessa in conformit� al presente articolo comporta una breve esposizione della legge in questione.
1 Un�Alta Parte Contraente pu� denunciare la presente Convenzione solo dopo un periodo di cinque anni a partire dalla data di entrata in vigore della Convenzione nei suoi confronti e dando un preavviso di sei mesi mediante notifica indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d�Europa, che ne informa le altre Parti Contraenti.
2 Tale denuncia non pu� avere l�effetto di svincolare l�Alta Parte Contraente interessata dagli obblighi contenuti nella presente Convenzione per quanto riguarda qualunque fatto suscettibile di costituire una violazione di tali obblighi, da essa posto in essere anteriormente alla data in cui la denuncia � divenuta efficace.
3 Alla stessa condizione, cesserebbe d�esser Parte alla presente Convenzione qualunque Parte Contraente che non fosse pi� Membro del Consiglio d�Europa.
4 La Convenzione pu� essere denunciata in conformit� alle disposizioni dei precedenti paragrafi per quanto riguarda ogni territorio in relazione al quale sia stata dichiarata applicabile in base all�articolo 56.
1 La presente Convenzione � aperta alla firma dei Membri del Consiglio d�Europa. Essa sar� ratificata. Le ratifiche saranno depositate presso il Segretario Generale del Consiglio d�Europa.
2 La presente Convenzione entrer� in vigore dopo il deposito di dieci strumenti di ratifica.
3 Per ogni firmatario che la ratificher� successivamente, la Convenzione entrer� in vigore dal momento del deposito dello strumento di ratifica.
4 Il Segretario Generale del Consiglio d�Europa notificher� a tutti i Membri del Consiglio d�Europa l�entrata in vigore della Convenzione, i nomi delle Alte Parti Contraenti che l�avranno ratificata, nonch� il deposito di ogni altro strumento di ratifica avvenuto successivamente.
5 Fatto a Roma il 4 novembre 1950 in francese e in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sar� depositato presso gli archivi del Consiglio d�Europa. Il Segretario Generale ne trasmetter� copie autenticate a tutti i firmatari.
(PARIGI, 20.III.1952)
Risoluti ad adottare misure idonee ad assicurare la garanzia collettiva di certi diritti e libert� oltre quelli che gi� figurano nel Titolo I della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell�Uomo e delle Libert� fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata �la Convenzione�),
Articolo 1 - Protezione della propriet�
Nessuno pu� essere privato della sua propriet� se non per causa di pubblica utilit� e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non portano pregiudizio al diritto degli Stati di porre in vigore le leggi da essi ritenute necessarie per disciplinare l�uso dei beni in modo conforme all�interesse generale o per assicurare il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle ammende.
Articolo 2 - Diritto all�istruzione
Le Alte Parti Contraenti si impegnano ad organizzare, ad intervalli ragionevoli, libere elezioni a scrutinio segreto, in condizioni tali da assicurare la libera espressione dell�opinione del popolo sulla scelta del corpo legislativo.
Ogni Alta Parte Contraente, al momento della firma o della ratifica del presente Protocollo o in ogni altro momento successivo, pu� presentare al Segretario Generale del Consiglio d�Europa una dichiarazione che indichi i limiti entro cui si impegna ad applicare le disposizioni del presente Protocollo sui territori di cui cura le relazioni internazionali, designati nella stessa dichiarazione.
Ogni Alta Parte Contraente che abbia presentato una dichiarazione in virt� del paragrafo precedente pu�, di volta in volta, presentare una nuova dichiarazione che modifichi i termini di ogni dichiarazione precedente o che ponga fine all�applicazione delle disposizioni del presente Protocollo su di un qualsiasi territorio.
Una dichiarazione presentata conformemente al presente articolo sar� considerata come presentata in conformit� al paragrafo 1 dell�articolo 56 della Convenzione.
Il presente Protocollo � aperto alla firma dei Membri del Consiglio d�Europa, firmatari della Convenzione; esso sar� ratificato contemporaneamente alla Convenzione o dopo la ratifica di quest�ultima. Esso entrer� in vigore dopo il deposito di dieci strumenti di ratifica. Per ogni firmatario che lo ratificher� successivamente, il Protocollo entrer� in vigore dal momento del deposito dello strumento di ratifica.
Gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il Segretariato Generale del Consiglio d�Europa che notificher� a tutti i Membri i nomi di quelli che lo avranno ratificato.
Fatto a Parigi il 20 marzo 1952 in francese e in inglese, i due testi
facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sar� depositato presso gli archivi del Consiglio d�Europa. Il Segretario Generale ne trasmetter� copia autenticata ad ognuno dei Governi firmatari.
PROTOCOLLO N� 4 CHE RICONOSCE
ALCUNI DIRITTI E LIBERT� OLTRE
QUELLI CHE GI� FIGURANO NELLA
CONVENZIONE E NEL PROTOCOLLO
ADDIZIONALE ALLA CONVENZIONE
(STRASBURGO, 16.IX.1963)
Risoluti ad adottare misure idonee ad assicurare la garanzia collettiva di diritti e libert� oltre quelli che gi� figurano nel Titolo I della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell�Uomo e delle Libert� fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata �la Convenzione�) e negli articoli da 1 a 3 del primo Protocollo addizionale alla Convenzione, firmato a Parigi il 20 marzo 1952,
Nessuno pu� essere privato della sua libert� per il solo fatto di non essere in grado di adempiere ad un�obbligazione contrattuale.
2 Ognuno � libero di lasciare qualsiasi Paese, compreso il proprio.
3 L�esercizio di tali diritti non pu� essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono previste dalla legge e che costituiscono, in una societ� democratica, misure necessarie alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al mantenimento dell�ordine pubblico, alla prevenzione delle infrazioni penali, alla protezione della salute o della morale o alla protezione dei diritti e libert� altrui.
4 I diritti riconosciuti al paragrafo 1 possono anche, in alcune zone determinate, essere oggetto di restrizioni previste dalla legge e giustificate dall�interesse pubblico in una societ� democratica.
1 Nessuno pu� essere espulso, a seguito di una misura individuale o collettiva, dal territorio dello Stato di cui � cittadino.
2 Nessuno pu� essere privato del diritto di entrare nel territorio dello Stato di cui � cittadino.
1 Ogni Alta Parte Contraente, al momento della firma o della ratifica del presente Protocollo o in ogni altro momento successivo, pu� presentare al Segretario Generale del Consiglio d�Europa una dichiarazione che indichi i limiti entro cui si impegna ad applicare le disposizioni del presente Protocollo sui territori di cui cura le relazioni internazionali, designati nella medesima dichiarazione.
2 Ogni Alta Parte Contraente che abbia presentato una dichiarazione in virt� del paragrafo precedente pu�, di volta in volta, presentare una nuova dichiarazione che modifichi i termini di ogni dichiarazione precedente o che ponga fine all�applicazione delle disposizioni del presente Protocollo su di un qualsiasi territorio.
3 Una dichiarazione presentata conformemente al presente articolo sar� considerata come presentata in conformit� al paragrafo 1 dell�articolo 56 della Convenzione.
4 Il territorio di ogni Stato sul quale il presente Protocollo si applica in virt� della ratifica o dell�accettazione da parte di tale Stato e ciascuno dei territori sui quali il Protocollo si applica in virt� di una dichiarazione sottoscritta dallo stesso Stato conformemente al presente articolo, saranno considerati come territori distinti ai fini dei riferimenti al territorio di uno Stato di cui agli articoli 2 e 3.
5 Ogni Stato che abbia reso una dichiarazione in conformit� ai paragrafi 1 o 2 del presente articolo pu�, in qualsiasi momento successivo, dichiarare, relativamente ad uno o pi� dei territori indicati in tale dichiarazione, di accettare la competenza della Corte a pronunciarsi sui ricorsi di persone fisiche, di organizzazioni non governative o di gruppi di privati, come previsto dall�articolo 34 della Convenzione, a norma degli articoli da 1 a 4 del presente Protocollo o di alcuni di essi.
1 Il presente Protocollo � aperto alla firma dei Membri del Consiglio d�Europa, firmatari della Convenzione; esso sar� ratificato contemporaneamente alla Convenzione o dopo la sua ratifica. Esso entrer� in vigore dopo il deposito di cinque strumenti di ratifica. Per ogni firmatario che lo ratificher� successivamente, il Protocollo entrer� in vigore dal momento del deposito dello strumento di ratifica.
2 Gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d�Europa che notificher� a tutti i Membri i nomi di quelli che lo avranno ratificato.
Fatto a Strasburgo il 16 settembre 1963 in francese e in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sar� depositato presso gli archivi del Consiglio d�Europa. Il Segretario Generale ne trasmetter� copia autenticata ad ognuno degli Stati firmatari.
PROTOCOLLO N� 6 RELATIVO
ALL�ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE
(STRASBURGO, 28.IV.1983)
Gli Stati membri del Consiglio d�Europa, firmatari del presente Protocollo alla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell�Uomo e delle Libert� fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata �la Convenzione�),
Considerato che gli sviluppi intervenuti in diversi Stati membri del Consiglio d�Europa indicano una tendenza generale a favore dell�abolizione della pena di morte,
La pena di morte � abolita. Nessuno pu� essere condannato a tale pena n� giustiziato.
Uno Stato pu� prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sar� applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni. Lo Stato comunicher� al Segretario Generale del Consiglio d�Europa le disposizioni rilevanti della legislazione in questione.
Non � autorizzata alcuna deroga alle disposizioni del presente Protocollo ai sensi dell�articolo 15 della Convenzione.
Non � ammessa alcuna riserva alle disposizioni del presente Protocollo ai sensi dell�articolo 57 della Convenzione.
1 Ogni Stato, al momento della firma o al momento del deposito del suo strumento di ratifica, d�accettazione o d�approvazione, pu� indicare il territorio o i territori sui quali si applicher� il presente Protocollo.
2 Ogni Stato, in qualunque altro momento successivo, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d�Europa, pu� estendere l�applicazione del presente Protocollo ad ogni altro territorio indicato nella dichiarazione. Il Protocollo entrer� in vigore per questo territorio il primo giorno del mese che segue la data di ricezione della dichiarazione da parte del Segretario Generale.
3 Ogni dichiarazione fatta in virt� dei due paragrafi precedenti potr� essere revocata, per quanto riguarda ogni territorio designato in siffatta dichiarazione, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale. La revoca avr� effetto a decorrere dal primo giorno del mese che segue la data di ricezione della notifica da parte del Segretario Generale.
Il presente Protocollo � aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d�Europa, firmatari della Convenzione. Esso sar� sottoposto a ratifica, accettazione o approvazione. Uno Stato membro del Consiglio d�Europa non potr� ratificare, accettare o approvare il presente Protocollo senza avere simultaneamente o anteriormente ratificato la Convenzione. Gli strumenti di ratifica, d�accettazione o d�approvazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d�Europa.
1 Il presente Protocollo entrer� in vigore il primo giorno del mese che segue la data alla quale cinque Stati membri del Consiglio d�Europa avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal Protocollo conformemente alle disposizioni dell�articolo 7.
2 Per ogni Stato membro che esprimer� ulteriormente il suo consenso ad essere vincolato dal Protocollo, questo entrer� in vigore il primo giorno del mese che segue la data di deposito dello strumento di ratifica, d�accettazione o d�approvazione.
Il Segretario Generale del Consiglio d�Europa notificher� agli Stati membri del Consiglio:
b il deposito di ogni strumento di ratifica, d�accettazione o d�approvazione;
c ogni data d�entrata in vigore del presente Protocollo conformemente agli articoli 5 e 8;
Fatto a Strasburgo il 28 aprile 1983 in francese ed in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sar� depositato presso gli archivi del Consiglio d�Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d�Europa ne trasmetter� copia autenticata a ciascuno degli Stati membri del Consiglio d�Europa.
PROTOCOLLO N� 7
(STRASBURGO, 22.XI.1984)
Gli Stati membri del Consiglio d�Europa, firmatari del presente Protocollo,
Risoluti ad adottare ulteriori misure idonee ad assicurare la garanzia collettiva di alcuni diritti e libert� mediante la Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell�Uomo e delle Libert� fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata �la Convenzione�),
1 Uno straniero regolarmente residente sul territorio di uno Stato non pu� essere espulso, se non in esecuzione di una decisione presa conformemente alla legge e deve poter:
c farsi rappresentare a tali fini davanti all�autorit� competente o ad una o pi� persone designate da tale autorit�.
2 Uno straniero pu� essere espulso prima dell�esercizio dei diritti enunciati al paragrafo 1.a, b e c del presente articolo, qualora tale espulsione sia necessaria nell�interesse dell�ordine pubblico o sia motivata da ragioni di sicurezza nazionale.
1 Ogni persona dichiarata colpevole da un tribunale ha il diritto di far esaminare la dichiarazione di colpevolezza o la condanna da una giurisdizione superiore. L�esercizio di tale diritto, ivi compresi i motivi per cui esso pu� essere esercitato, � disciplinato dalla legge.
2 Tale diritto pu� essere oggetto di eccezioni per reati minori, quali sono definiti dalla legge, o quando l�interessato � stato giudicato in prima istanza da un tribunale della giurisdizione pi� elevata o � stato dichiarato colpevole e condannato a seguito di un ricorso avverso il suo proscioglimento.
Qualora una condanna penale definitiva sia successivamente annullata o qualora la grazia sia concessa perch� un fatto sopravvenuto o nuove rivelazioni comprovano che vi � stato un errore giudiziario, la persona che ha scontato una pena in seguito a tale condanna sar� risarcita, conformemente alla legge o agli usi in vigore nello Stato interessato, a meno che non sia provato che la mancata rivelazione in tempo utile del fatto non conosciuto le sia interamente o parzialmente imputabile.
1 Nessuno pu� essere perseguito o condannato penalmente dalla giurisdizione dello stesso Stato per un reato per il quale � gi� stato assolto o condannato a seguito di una sentenza definitiva conformemente alla legge ed alla procedura penale di tale Stato.
3 Non � autorizzata alcuna deroga al presente articolo ai sensi dell�articolo 15 della Convenzione.
Articolo 5 - Parit� tra i coniugi
I coniugi godono dell�uguaglianza di diritti e di responsabilit� di carattere civile tra di essi e nelle loro relazioni con i loro figli riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e in caso di suo scioglimento. Il presente articolo non impedisce agli Stati di adottare le misure necessarie nell�interesse dei figli.
1 Ogni Stato, al momento della firma o al momento del deposito del suo strumento di ratifica, d�accettazione o d�approvazione, pu� designare il territorio o i territori sui quali si applicher� il presente Protocollo, indicando i limiti entro cui si impegna ad applicare le disposizioni del presente Protocollo su tale territorio o territori.
2 Ogni Stato, in qualunque altro momento successivo, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d�Europa, pu� estendere l�applicazione del presente Protocollo ad ogni altro territorio indicato nella dichiarazione. Il Protocollo entrer� in vigore per questo territorio il primo giorno del mese successivo al termine di un periodo di due mesi dalla data di ricezione della dichiarazione da parte del Segretario Generale.
3 Ogni dichiarazione fatta in virt� dei due paragrafi precedenti potr� essere revocata o modificata per quanto riguarda ogni territorio designato in tale dichiarazione, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale. La revoca o la modifica avr� effetto a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine di un periodo di due mesi dalla data di ricezione della notifica da parte del Segretario Generale.
4 Una dichiarazione presentata conformemente al presente articolo sar� considerata come presentata in conformit� al paragrafo 1 dell�articolo 56 della Convenzione.
5 Il territorio di ogni Stato sul quale il presente Protocollo si applica in virt� della ratifica, dell�accettazione o dell�approvazione da parte di tale Stato, e ciascuno dei territori sui quali il Protocollo si applica in virt� di una dichiarazione sottoscritta dallo stesso Stato conformemente al presente articolo, possono essere considerati come territori distinti ai fini del riferimento al territorio di uno Stato di cui all�articolo 1.
6 Ogni Stato che abbia reso una dichiarazione conformemente ai paragrafi 1 o 2 del presente articolo, pu� in qualsiasi momento successivo, dichiarare, relativamente ad uno o pi� dei territori indicati in tale dichiarazione, di accettare la competenza della Corte a pronunciarsi sui ricorsi di persone fisiche, o di organizzazioni non governative o di gruppi di privati, come previsto dall�articolo 34 della Convenzione a norma degli articoli da 1 a 5 del presente Protocollo.
Il presente Protocollo � aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d�Europa che hanno firmato la Convenzione. Esso sar� sottoposto a ratifica, accettazione o approvazione. Uno Stato membro del Consiglio d�Europa non pu� ratificare, accettare o approvare il presente Protocollo senza aver simultaneamente o anteriormente ratificato la Convenzione.
Gli strumenti di ratifica, d�accettazione o d�approvazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d�Europa.
1 Il presente Protocollo entrer� in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di due mesi decorrente dalla data in cui sette Stati membri del Consiglio d�Europa avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal Protocollo conformemente alle disposizioni dell�articolo 8.
2 Per ogni Stato membro che esprimer� ulteriormente il suo consenso ad essere vincolato dal Protocollo, questo entrer� in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di due mesi decorrente dalla data del deposito dello strumento di ratifica, d�accettazione o d�approvazione.
Il Segretario Generale del Consiglio d�Europa notificher� agli Stati membri del Consiglio d�Europa:
c ogni data d�entrata in vigore del presente Protocollo conformemente agli articoli 6 e 9;
Fatto a Strasburgo il 22 novembre 1984 in francese ed in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sar� depositato presso gli archivi del Consiglio d�Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d�Europa ne trasmetter� copia autenticata a ciascuno degli Stati membri del Consiglio d�Europa.