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Timestamp: 2018-09-24 07:21:41+00:00
Document Index: 94958816

Matched Legal Cases: ['art. 656', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 35', 'sentenza ', 'art. 665', 'art. 666', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131']

corte di cassazione - sezioni semplici - esecuzione e ordinamento penitenziario
Esecuzione – Sospensione dell’ordine di esecuzione – pena detentiva
In riferimento alla declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 4, c.p.p. (affermata da C. Cost. n. 41 del 2018) il giudice dell’esecuzione, lì dove il condannato, da detenuto in espiazione per reati non ostativi, formuli domanda di sospensione temporanea dell’ordine di esecuzione (relativo a pena superiore a tre anni ed inferiore a quattro anni) ha il dovere di valutare la domanda e di provvedere, in presenza degli ulteriori presupposti di legge, al ripristino della facoltà di proposizione – da libero – della domanda di misura alternativa, con temporanea sospensione dell’esecuzione, salva l’ipotesi di avvenuta decisione da parte del Tribunale di Sorveglianza di una analoga domanda proposta dopo l’inizio della esecuzione cui la richiesta si riferisce.
Ordinamento penitenziario – reclamo ex art. 35 ter o.p. – tribunale di sorveglianza - ordinanza di annullamento con restituzione degli atti al magistrato di sorveglianza - abnormità
È abnorme l’ordinanza del tribunale di sorveglianza il quale, giudicando sul reclamo proposto dall’interessato avverso il decreto de plano adottato dal magistrato di sorveglianza che ha dichiarato inammissibile il reclamo proposto ai sensi dell’art. 35 ter o.p., ne disponga l’annullamento perché ritenute illegittime le premesse di merito poste a fondamento della iniziativa difensiva e restituisca gli atti al magistrato di prima istanza per la decisione nel merito.
Ordinamento penitenziario – stato detentivo in violazione dell’art. 3 Cedu – procedimento per l’indennizzo – inversione dell’onere della prova a carico dell’Amministrazione – sussistenza
Innanzi al Magistrato ed al Tribunale di Sorveglianza, trova applicazione il principio di diritto per cui la particolare condizione del soggetto ristretto realizza le condizioni – nei procedimenti instaurati ai sensi dell’art. 35 ter ord. pen. – per l’inversione dell’onere della prova, nel senso che l’affermazione dell’istante (contenuta in istanza ammissibile e riscontrata quanto alla avvenuta privazione di libertà nel periodo indicato) è da ritenersi assistita da una presunzione relativa di veridicità dei suoi contenuti ed è compito dell’amministrazione ribaltare attraverso la produzione di elementi di smentita idonei.
Incidente di esecuzione – competenza – giudice di appello – sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità – giudice di primo grado.
La pronuncia di appello che si limiti a riconoscere la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità attua una riforma della sentenza di primo grado relativa solo alla pena, con conseguente individuazione del giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 665, comma 2, c.p.p., nel giudice di primo grado.
Procedimento di esecuzione – nomina difensore di fiducia – giudizio di cognizione – inefficacia
La nomina del difensore di fiducia per il giudizio di cognizione ha effetto esclusivamente per tale fase processuale e non estende i suoi effetti, salvi i casi espressamente previsti dalla legge, ad eventuali procedimenti esecutivi successivi. Non è pertanto viziata da inosservanza delle norme processuali in materia di contraddittorio l’udienza camerale di cui all’art. 666 c.p.p. per la quale sia stato omesso l’avviso al difensore di fiducia nominato per la fase di cognizione, ancorchè contemplata in tale nomina, genericamente, la eventuale successiva fase di esecuzione.
Esecuzione – revoca della sentenza – particolare tenuità del fatto
Il giudice dell’esecuzione non può revocare la sentenza e applicare la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto prevista dall’art. 131 bis c.p.