Source: https://avvocatidifamiglia.it/law
Timestamp: 2019-01-19 20:32:05+00:00
Document Index: 178552059

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 118', 'art. 116', 'art. 155', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 720', 'art. 411', 'art. 739']

Spese straordinarie (Valutazione)
In caso di mancata concertazione le spese straordinarie sono dovute se corrispondono all'interesse del minore e se sono economicamente sostenibili
Cass. civ. Sez. VI - 1, 6 settembre 2018, n. 21726
Nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, il giudice è tenuto a verificare la rispondenza delle spese all'interesse del minore mediante la valutazione della commisurazione dell'entità della spesa rispetto all'utilità e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori (Cass. n. 16175 del 30 luglio 2015; Cass., 23 febbraio 2017, n. 4753);
Filiazione (dichiarazione giudiziale di paternità e maternità naturale)
Ai fini della dichiarazione giudiziale di paternità naturale la CTU genetica è essa stessa fonte oggettiva di prova
Cass. civ. Sez. I, 13 dicembre 2018, n. 32308
Nei giudizi promossi per la dichiarazione giudiziale di paternità naturale l'esame genetico sul presunto padre si svolge mediante consulenza tecnica c.d. percipiente, ove il consulente nominato dal giudice non ha solo l'incarico di valutare i fatti accertati o dati per esistenti, ma di accertare i fatti stessi. È necessario e sufficiente in tal caso che la parte deduca il fatto che pone a fondamento del suo diritto e che il giudice ritenga che l'accertamento richieda specifiche cognizioni tecniche, perché la consulenza costituisca essa stessa fonte oggettiva di prova (Cass. n. 6155 del 13/03/2009, n. 4792 del 26/02/2013, n. del 2017). Nei giudizi in questione tale mezzo istruttorio rappresenta, dati i progressi della scienza biomedica, lo strumento più idoneo, avente margini di sicurezza elevatissimi, per l'acquisizione della conoscenza del rapporto di filiazione naturale, e con esso il giudice accerta l'esistenza o l'inesistenza di incompatibilità genetiche, ossia un fatto biologico di per sé suscettibile di rilevazione solo con l'ausilio di competenze tecniche particolari (Cass. n. 14462 del 29/05/2008). Al contrario, gliartt. 118, 258 e 260 c.p.c., attengono all'ispezione corporale e sono pertanto estranei all'accertamento tecnico in questione, non costituendo il prelievo ematico (al pari del prelievo di saliva dalla mucosa buccale) un'ispezione corporale, ma un mezzo necessario per l'espletamento della consulenza genetica ed ematologica (Cass. n. 8733 del 09/04/2009; n. 13880/17).
Nel giudizio diretto ad ottenere la dichiarazione giudiziale della paternità (o maternità) naturale, in tema di prova, se la volontà di sottoporsi al prelievo ematico per eseguire gli accertamenti sul DNA non è coercibile, nulla tuttavia impedisce al giudice di valutare, in caso di rifiuto, sia pur in sé legittimo, ma privo di adeguata giustificazione, il comportamento della parte, ai sensidell'art. 116 c.p.c..
Nel giudizio di disconoscimento della paternità è valutabile, come elemento indiziario di convincimento, non solo il rifiuto della parte di sottoporsi alla disposta prova genetica ed ematologica (il quale è assimilabile al rifiuto di ottemperare all'ordine d'ispezione corporale di cuiall'art. 118 c.p.c., comma 2), ma anche la sistematica opposizione avverso l'istanza di detta prova, riconducibile nell'ambito del comportamento processuale di cuiall'art. 116 c.p.c., comma 2 (Cass., n. 3094/85; n. 6400/80).
Casa familiare (Assegnazione. Divisione. Valore di mercato)
In sede di valutazione del valore economico della casa familiare nel giudizio di divisione, l'assegnazione non incide sul valore del bene se l'immobile è attribuito al coniuge assegnatario.
Cass. civ. Sez. II, 20 dicembre 2018, n. 33069
L'assegnazione del godimento della casa familiare, ex art. 155 quater c.c., ovvero in forza della legge sul divorzio, non può essere considerata in occasione della divisione dell'immobile in comproprietà tra i coniugi al fine di determinare il valore di mercato del bene qualora (come avvenuto nella specie) l'immobile venga attribuito al coniuge titolare del diritto al godimento stesso, atteso che tale diritto è attribuito nell'esclusivo interesse dei figli e non del coniuge affidatario e, diversamente, si realizzerebbe una indebita locupletazione a suo favore, potendo egli, dopo la divisione, alienare il bene a terzi senza alcun vincolo e per il prezzo integrale (così Cass. Sez. 2, 09/09/2016, n. 17843, pronuncia che in motivazione prendeva anche atto del contrasto di precedenti giurisprudenziali esistenti sul punto, fra cui, più di recente, Cass. Sez. 2, 22/04/2016, n. 8202, spiegando analiticamente le ragioni che supportano l'interpretazione prescelta).
Amministrazione di sostegno (impugnazione del decreto di designazione)
Il provvedimento del Giudice tutelare di designazione dell'amministratore di sostegno si impugna dinanzi al Tribunale in composizione collegiale e non dinanzi alla Corte di Appello
Cass. civ. Sez. VI - 1, 12 dicembre 2018, n. 32071
In tema di amministrazione di sostegno, si distingue tra i provvedimenti di apertura e chiusura della procedura, assimilabili per loro natura alle sentenze emesse nei procedimenti d'interdizione ed inabilitazione, e quelli riguardanti le modalità di attuazione della tutela e la concreta gestione del patrimonio del beneficiario (cfr. Cass., Sez. 1, 28/09/ 2017, n. 22693; 16/02/2016, n. 2985; Cass., Sez. 6, 9/03/2015, n. 4701; 23/06/2011, n. 13747), circoscrivendo ai primi, aventi carattere decisorio ed idonei ad acquistare efficacia di giudicato, sia pure rebus sic stantibus, l'applicabilitàdell'art. 720-bis c.p.c., che ne prevede l'impugnabilità dinanzi alla corte d'appello, e riconoscendo agli altri, sempre modificabili e revocabili in base ad una rinnovata valutazione degli elementi acquisiti, una portata meramente ordinatoria ed amministrativa, che ne consente l'inquadramento negli artt. 374 e ss. c.c., richiamatidall'art. 411 c.c., con la conseguente proponibilità del reclamo dinanzi al tribunale in composizione collegiale, ai sensidell'art. 739 c.p.c.(cfr. Cass., Sez. 1, 13/01/2017, n. 784; Cass., Sez. 6, 29/10/2012, n. 18634). Alla seconda categoria di provvedimenti vanno ricondotti anche quelli di designazione, revoca e sostituzione dell'amministratore, in quanto non incidenti sullo status o su diritti fondamentali del beneficiario della tutela, ma volti esclusivamente ad individuare il soggetto cui è demandata in concreto la cura della sua persona e dei suoi interessi.