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Timestamp: 2017-01-24 23:20:52+00:00
Document Index: 135653969

Matched Legal Cases: ['art. 500', 'art. 500', 'art. 500', 'art. 500', 'art. 500', 'art. 238', 'art. 500', 'art. 503', 'art. 500', 'art. 500', 'art. 500']

Art. 500 cod. proc. penale: Contestazioni nell'esame testimoniale
HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 23 aprile 2015 Codice proc. penale Art. 500 cod. proc. penale: Contestazioni nell’esame testimoniale L’AUTORE: Redazione
Ai fini dell'acquisizione al fascicolo del dibattimento delle dichiarazioni in precedenza rese dal teste, ai sensi dell'art. 500, comma 4, c.p.p., è richiesta la sussistenza di "elementi concreti" per ritenere che il testimone sia stato sottoposto a pressioni, desumibili da qualunque circostanza sintomatica della subita intimidazione, purché connotata da obiettività e significatività, e quindi anche soltanto da circostanze emerse nello stesso dibattimento, qualora la prudente valutazione del giudice gli consenta di cogliere dall'atteggiamento assunto dal teste nel corso della deposizione dibattimentale i segni della subita intimidazione; né alcuna valenza può assumere, in senso contrario, il mancato espletamento degli accertamenti incidentali previsti dall'art. 500, comma 5, c.p.p., trattandosi di attività istruttoria meramente eventuale, alla quale il giudice può attendere se ne ravvisi la necessità, senza esservi, tuttavia, obbligato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione del giudice di merito che aveva desunto la sottoposizione del teste a pressioni dal suo narrato e, sopratutto, dalla deposizione dello stesso resa a dibattimento). (Dichiara inammissibile, App. Messina, 06/12/2013 )
Cassazione penale sez. VI 22 ottobre 2014 n. 49031 È da escludere la possibilità di acquisizione al fascicolo del dibattimento, ai sensi dell'art. 500, comma 4, c.p.p., delle dichiarazioni predibattimentali di un testimone che si assuma essere stato oggetto di indebite pressioni quando, pur essendosi egli presentato al dibattimento e non avendo pregiudizialmente rifiutato di deporre, il giudice abbia cionostante ritenuto di non procedere al suo esame.
Cassazione penale sez. II 13 giugno 2014 n. 37868 Quando il testimone destinatario di pressioni volte ad inquinare la genuinità della prova non si sottrae all'esame dibattimentale, è illegittima l'acquisizione a fini probatori, ai sensi dell'art. 500, comma 4, c.p.p., delle dichiarazioni predibattimentali in precedenza rese dallo stesso, se prima non si procede al suo esame. (Annulla con rinvio, App. Milano, 09/01/2013 )
Cassazione penale sez. II 13 giugno 2014 n. 37868 In tema di mutamento del collegio giudicante, i verbali delle prove dichiarative precedentemente assunte, non essendo viziati da inutilizzabilità patologica, possono essere legittimamente utilizzati, in sede di rinnovata assunzione dell'esame testimoniale, ai fini delle contestazioni previste dagli art. 500 e 503 c.p.p., non diversamente da quanto dispone l'art. 238, comma 4, dello stesso codice per le dichiarazioni rese in altri procedimenti. (Dichiara inammissibile, App. Bari, 20/11/2012 )
Cassazione penale sez. V 29 aprile 2014 n. 38734 Le dichiarazioni predibattimentali del coimputato, che accetta di essere esaminato in dibattimento e rilascia dichiarazioni difformi da quelle rese nella fase delle indagini preliminari, sono acquisibili nel fascicolo del dibattimento e valgono come prova sia nei confronti di chi le ha rese sia, qualora ricorrano le condizioni previste dall'art. 500, comma 4, c.p.p., nei confronti di altri imputati. (Rigetta in parte, Ass.App. Napoli, 20/11/2012)
Cassazione penale sez. I 14 febbraio 2014 n. 28221 Le precedenti dichiarazioni difformi rese dall'imputato nella fase predibattimentale, lette per le contestazioni nel corso del suo esame e conseguentemente acquisite al fascicolo per il dibattimento, possono essere utilizzate come prova contro il dichiarante se sono state assunte con le modalità indicate all'art. 503 commi 5 e 6 c.p.p.; se rivolte invece contro i coimputati possono essere utilizzate solo per stabilire la credibilità del dichiarante medesimo, salvo che ricorrano i presupposti dell'art. 500 comma 4 c.p.p. (V. Corte cost., 1 luglio 2009 n. 197). (Fattispecie, nella quale la Corte ha ritenuto utilizzabili come prova le dichiarazioni confessorie rese dall'imputato in sede di interrogatorio innanzi al g.i.p., e impiegate per contestare la ritrattazione dello stesso compiuta nel corso dell'esame dibattimentale). (Rigetta, App. Sez. Min. Salerno, 27/06/2012)
Cassazione penale sez. II 12 febbraio 2014 n. 19618 In tema di contestazioni nell'esame testimoniale, l'art. 500, comma 1, c.p.p., espressamente prevede la possibilità di utilizzare nel dibattimento nel corso dell'esame testimoniale, le dichiarazioni rese dal testimone durante le indagini preliminari per contestare, in tutto o in parte, il contenuto della deposizione; mentre il successivo comma 2 chiarisce che le dichiarazioni lette per la contestazione possono essere valutate ai fini della credibilità del teste. Al riguardo, una ragionevole interpretazione di tale disciplina, impone di ritenere che le risultanze delle precedenti dichiarazioni, quando il loro legittimo utilizzo permetta di accertare l'inattendibilità della ritrattazione operata nel dibattimento, debbano prevalere su di essa e sostituirvisi nella formazione del compendio probatorio. Ciò vale sia per le dichiarazioni di contenuto narrativo, sia anche per il riconoscimento fotografico informalmente operato nel corso delle indagini preliminari, stante il noto principio secondo cui detto riconoscimento costituisce un mezzo di prova atipico il cui valore probatorio deriva non dalla ricognizione in senso tecnico, ma dall'attendibilità di colui che ha effettuato il riconoscimento. (Da queste premesse, la Corte ha ritenuto corretto e congruamente motivato il ragionamento del giudice di merito che, apprezzata la testimonianza resa in udienza preliminare dal testimone, aveva considerato del tutto inattendibili le ritrattazioni delle accuse e del riconoscimento fotografico effettuati da quest'ultimo in quella sede, rispetto alle primigenie dichiarazioni rilasciate in fase di indagine, in ragione della ritenuta maggiore affidabilità di queste ultime, rese nella immediatezza della patita aggressione estorsiva e senza condizionamenti di sorta).
Cassazione penale sez. IV 24 settembre 2013 n. 43992 Anche quando la ritrattazione del testimone avviene nel corso dell'incidente probatorio, le dichiarazioni precedentemente rese nella fase delle indagini preliminari possono essere utilizzate, ai sensi dell'art. 500 comma 4 c.p.p., ove il giudice ritenga che il soggetto esaminato sia stato sottoposto a violenza, minaccia, offerta di denaro o di altra utilità. (In motivazione la Corte ha osservato che la sede dell'incidente probatorio deve ritenersi analoga a quella del dibattimento in ragione della identica finalità di assunzione della prova nel contraddittorio delle parti). (Rigetta, App. Genova, 19/01/2012 )
Cassazione penale sez. I 13 giugno 2013 n. 6683 Art. precedente
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