Source: http://www.sindacatofsi.it/2010/04/21/ccnq-sulle-modalita-di-utilizzo-dei-distacchi-aspettative-e-permessi-nonche-delle-altre-prerogative-sindacali/
Timestamp: 2017-11-20 15:27:12+00:00
Document Index: 173048885

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 47', 'art. 8', 'art. 44', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 47', 'art. 44', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 47', 'art. 20', 'art. 6', 'art.16', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 44', 'art. 10', 'art.15', 'art. 54', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 44', 'art. 5', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 15', 'art.14', 'art. 19', 'art. 72']

CCNQ sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi nonchè delle altre prerogative sindacali | Sindacato FSI
Home » Accordi » CCNQ sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi nonchè delle altre prerogative sindacali
← CCNQ transitorio sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi sindacali
CCNQ integrativo e correttivo del CCNQ del 7 agosto 1998 sulle libertà e prerogative sindacali →
CCNQ sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi nonchè delle altre prerogative sindacali
2. Le parti, preso atto delle modificazioni di cui all’art. 2 del D.L. 10 maggio 1996, n. 254, convertito in legge 11 luglio 1996, n. 365 nonché dei decreti legislativi 4 novembre 1997, n. 396 e 31 marzo 1998, n. 80, convengono che la materia dei distacchi, delle aspettative e dei permessi sindacali – contrattualmente disciplinabile – possa essere compiutamente riveduta con il presente contratto, tenuto conto della legge 20 maggio 1970, n. 300.
4. Nel presente contratto la dizione “comparti di contrattazione collettiva del pubblico impiego e delle autonome aree di contrattazione della dirigenza” è semplificata in “comparti ed aree”. Il decreto legislativo “3 febbraio 1993, n. 29 come modificato, integrato e sostituito dai decreti legislativi 4 novembre 1997, n.396 e 31 marzo 1998, n. 80” è indicato come “d.lgs 29/1993”. Il testo unificato di tale decreto è pubblicato sulla G.U. n. 98/L del 25 maggio 1998.
5. Le rappresentanze sindacali unitarie del personale di cui al d.lgs. 396/1997 disciplinate dall’accordo collettivo quadro per la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti contestualmente stipulato il 7 agosto 1998 sono indicate con la sigla RSU. Il predetto accordo è indicato con la dizione “accordo stipulato il 7 agosto 1998”
6. Le associazioni sindacali ammesse alla trattativa nazionale ai sensi dell’art. 47 bis del d.lgs. 29/1993 e, nel periodo transitorio, ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 396/1997 come modificato dall’art. 44 del d.lgs 80/1998, nel testo del presente contratto vengono indicate come “associazioni sindacali rappresentative”
1. Ciascuna amministrazione con almeno duecento dipendenti pone permanentemente e gratuitamente a disposizione dei soggetti di cui all’art. 10, l’uso continuativo di un idoneo locale comune – organizzato con modalità concordate con i medesimi – per consentire l’esercizio delle loro attività.
3. I periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato nell’amministrazione anche ai fini della mobilità, salvo che per il diritto alle ferie e per il compimento del periodo di prova – ove previsto – in caso di vincita di concorso o di passaggio di qualifica. Ai fini del periodo di prova, qualora dopo la formale assunzione in servizio nei confronti del dirigente sindacale venga richiesto ovvero risulti confermato il distacco o l’aspettativa , potranno essere attivate le procedure di urgenza previste dall’art. 14 per la prosecuzione o l’attivazione del distacco o aspettativa. Il periodo di prova risulterà sospeso per tutta la durata di esso.
2. Il contingente dei distacchi è ripartito nell’ambito di ciascun comparto ed area secondo l’allegata tabella n. 1. All’interno di ciascun comparto ed area ogni contingente è ripartito – per il novanta per cento – alle organizzazioni sindacali di categoria rappresentative e per il restante dieci per cento alle confederazioni sindacali cui le stesse siano aderenti ai sensi dell’art. 47 bis, comma 2 del d.lgs. 29/1993, garantendo comunque, nell’ambito di tale ultima percentuale, un distacco sindacale per ognuna delle predette confederazioni ed un distacco, utilizzabile con forme di rappresentanza in comune, alla confederazione considerata rappresentativa, ai sensi dell’art. 44, comma 7 del d. lgs 80/1998.
3. Le associazioni sindacali rappresentative sono le esclusive intestatarie dei distacchi sindacali previsti dal presente contratto. Alla ripartizione del contingente dei distacchi sindacali tra le confederazioni e le organizzazioni sindacali – fatte salve le garanzie di cui al comma 2 – si procede in rapporto al grado di rappresentatività accertata dall’ARAN nonché tenuto conto della diffusione territoriale e della consistenza delle strutture organizzative nei comparti ed aree.
4. Con il presente contratto , ai fini dell’accertamento della rappresentatività delle organizzazioni di categoria, si dà applicazione all’art. 11, comma 1 lett. b) e c) del CCNL quadro sulla definizione dei comparti di contrattazione stipulato il 2 giugno 1998, con riguardo al la collocazione dei segretari comunali dal comparto Ministeri a quello delle Regioni – Autonomie locali e delle specifiche tipologie professionali – rispettivamente degli Enti pubblici non economici e delle Istituzioni ed enti di sperimentazione e ricerca – dall’area della dirigenza ai comparti. I distacchi già afferenti alle organizzazioni rappresentative di tali categorie (n. 2 per i segretari comunali, n. 5 e n. 7, rispettivamente per le specifiche tipologie degli enti pubblici non economici e delle istituzioni ed enti di ricerca e sperimentazione) sono defalcati dai contingenti di originaria appartenenza ed attribuiti a quelli di nuova assegnazione.
1. Fermo rimanendo il loro numero complessivo, i distacchi sindacali – sino al limite massimo del 50% – possono essere fruiti dai dirigenti sindacali di cui all’art. 5, comma 1, anche frazionatamente per periodi non inferiori a tre mesi ciascuno.
2. Nei limiti di cui al comma 1, i distacchi sindacali per i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo pieno possono essere utilizzati con articolazione della prestazione di servizio ridotta al 50% – previo accordo del dipendente stesso con l’amministrazione interessata sulla tipologia di orario prescelta tra quelle sotto indicate:
b) con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell’anno in modo da rispettare – come media – la durata del lavoro settimanale prevista per la prestazione ridotta nell’arco temporale preso in considerazione .
4. Nel caso di distacco sindacale disposto ai sensi del comma 2, per la parte economica si applica l’art. 17 comma 3 e, per il diritto alle ferie ed al periodo di prova in caso di vincita di concorso o passaggio di qualifica (purché in tale ipotesi sia confermato il distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta), si applicano le norme previste nei singoli contratti collettivi di lavoro per il rapporto di lavoro part – time – orizzontale o verticale – secondo le tipologie del comma 2 . Tale ultimo rinvio va inteso solo come una modalità di fruizione dei distacchi sindacali che, pertanto, non si configurano come un rapporto di lavoro part – time – e non incidono sulla determinazione delle percentuali massime previste, in via generale, per la costituzione di tali rapporti di lavoro.
5. Fermo rimanendo quanto previsto dal comma 1, per i dirigenti sindacali appartenenti alle qualifiche dirigenziali previo accordo con l’amministrazione di appartenenza, il distacco sindacale può essere svolto con articolazione della prestazione lavorativa su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell’anno in analogia a quanto previsto dal comma 2, lettera b). Per la dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale- ivi compresa la dirigenza dell’area medico – veterinaria, l’articolazione della prestazione lavorativa ridotta è svolta in modo da rispettare , come media, la durata del lavoro settimanale prevista per la prestazione stessa nell’arco temporale (settimana, mese o periodo dell’anno) considerato.
2. A decorrere dalla entrata in vigore del presente contratto – anche per consentire la prima elezione e l’avvio del funzionamento delle rappresentanze sindacali unitarie previste dall’art. 47, comma 3 del d.lgs. 29/1993 – i permessi sindacali fruibili in ogni amministrazione, pari a 90 minuti per dipendente o dirigente in servizio, al netto dei cumuli previsti dall’art. 20, comma 1, sono portati nel loro complesso ad un valore pari a 81 minuti per dipendente o dirigente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in servizio. Tra i dipendenti in servizio presso l’amministrazione dove sono utilizzati vanno conteggiati anche quelli in posizione di comando o fuori ruolo.
5. In prima applicazione del presente contratto la ripartizione del contingente dei permessi sindacali determinata ai sensi dell’art. 6 comma 5 – di spettanza delle associazioni sindacali rappresentative ai sensi delle tabelle all.2 – 9 è effettuata dalle singole amministrazioni entro trenta giorni dalla stipulazione del presente contratto, sentite le associazioni sindacali aventi titolo. Per il comparto della scuola la ripartizione avviene con le procedure dell’art.16.
– i componenti delle RSU;
– i dirigenti sindacali rappresentanze aziendali (RSA) delle associazioni rappresentative ai sensi dell’art. 10 dell’accordo stipulato il 7 agosto 1998;
– i dirigenti sindacali dei terminali di tipo associativo delle associazioni sindacali rappresentative che dopo la elezione delle RSU, siano rimasti operativi nei luoghi di lavoro nonché quelli delle medesime associazioni, aventi titolo a partecipare alla contrattazione collettiva integrativa, ai sensi dell’art. 5 dell’accordo stipulato il 7 agosto 1998;
– dirigenti sindacali che siano componenti degli organismi direttivi delle proprie confederazioni ed organizzazioni sindacali di categoria rappresentative non collocati in distacco o aspettativa.
5. I permessi sindacali, giornalieri od orari spettanti ai dirigenti sindacali di cui al comma 1 dal secondo al quarto alinea, possono essere cumulati sino al tetto massimo spettante. Per i componenti delle RSU i permessi possono essere cumulati per periodi – anche frazionati – non superiori a dodici giorni a trimestre.
6. Nell’utilizzo dei permessi deve comunque essere garantita la funzionalità dell’attività lavorativa della struttura o unità operativa – comunque denominata – di appartenenza del dipendente . A tale scopo, della fruizione del permesso sindacale va previamente avvertito il dirigente responsabile della struttura secondo le modalità concordate in sede decentrata. La verifica dell’effettiva utilizzazione dei permessi sindacali da parte del dirigente sindacale rientra nella responsabilità dell’associazione sindacale di appartenenza dello stesso.
7. Le riunioni con le quali le pubbliche amministrazioni assicurano i vari livelli di relazioni sindacali nelle materie previste dai CCNL vigenti avvengono – normalmente – al di fuori dell’orario di lavoro. Ove ciò non sia possibile sarà comunque garantito – attraverso le relazioni sindacali previste dai rispettivi contratti collettivi – l’espletamento del loro mandato, attivando procedure e modalità idonee a tal fine.
1. Le associazioni sindacali rappresentative sono , altresì, titolari di ulteriori permessi retribuiti, orari o giornalieri, – confermati nell’ambito dei permessi esistenti al 1 dicembre 1997 dall’art. 44, comma 1, lett. f) primo periodo del d.lgs 80/1998 -.per la partecipazione alle riunioni degli organismi direttivi statutari nazionali, regionali, provinciali e territoriali dei dirigenti sindacali indicati nell’art. 10, comma 1 che siano componenti degli organismi direttivi delle proprie confederazioni ed organizzazioni sindacali di categoria non collocati in distacco o aspettativa.
Titolarità in tema di aspettative e permessi sindacali non retribuiti e loro flessibilità
Procedure per la richiesta, revoca E CONFERME dei distacchi ed aspettative sindacali.
2. Per consentire i relativi adempimenti in ordine ai distacchi sindacali utilizzati nel Comparto “Regioni – Autonomie Locali” , l’amministrazione di appartenenza trasmette copia dei provvedimenti di cui al comma 1 all’ANCI per il personale dipendente dai Comuni e loro consorzi ed IPAB; all’UPI per il personale dipendente dalle Province; all’UNCEM per il personale dipendente dalle Comunità montane; all’UNIONCAMERE per quanto riguarda il personale delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni per quanto riguarda il personale dipendente dalle Regioni, dagli Enti pubblici non economici da esse dipendenti e dagli Istituti autonomi per le case popolari.
4. In attesa degli adempimenti istruttori previsti dal comma 1 per la concessione dei distacchi o delle aspettative sindacali non retribuite, per motivi di urgenza – segnalati nella richiesta da parte delle confederazioni ed organizzazioni sindacali – è consentito l’utilizzo provvisorio – in distacco o aspettativa dei dipendenti interessati – dal giorno successivo alla data di ricevimento della richiesta medesima.
7. Nel rispetto delle quote complessive di distacchi assegnati a ciascun comparto dalla tabella allegato 1 al presente contratto e nell’ambito di esso, ogni singola confederazione può modificare – in forma compensativa tra comparto e relativa autonoma area di contrattazione della dirigenza – le quote di distacchi rispettivamente assegnati. Tale possibilità riguarda anche le organizzazioni sindacali di categoria appartenenti alla stessa sigla confederale. Dell’utilizzo dei distacchi in forma compensativa è data notizia all’amministrazione di appartenenza del personale interessato ai fini degli adempimenti istruttori di cui al presente articolo nonché per la predisposizione degli elenchi previsti dall’art.15 comma 4.
1. Fermo rimanendo il numero complessivo dei distacchi sindacali previsti dalle vigenti disposizioni per le Autonomie locali (Comuni, Province, Comunità Montane, IPAB.) – in presenza del decreto legge 25 novembre 1996, convertito in legge 24 gennaio 1997, n. 5 che definisce le modalità di suddivisione delle spese tra gli enti predetti – nell’ambito degli adempimenti di cui al presente articolo ed all’interno delle suddette articolazioni settoriali – è possibile utilizzare in forma compensativa la ripartizione dei distacchi previsti per i dirigenti sindacali delle citate autonomie locali dalla tabella allegato 5, compensando le relative spese tra gli enti interessati.
4. Entro il 31 maggio di ciascun anno, le Amministrazioni pubbliche di cui al presente contratto adempiono agli obblighi previsti dall’art. 54 del d.lgs. 29/1993 in tema di trasmissione dei dati ivi previsti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri / Dipartimento della Funzione Pubblica –
– nel caso di applicazione del comma 1 , il frazionamento del distacco non può essere inferiore alla durata dell’anno scolastico;
– ai dirigenti di istituto ed ai responsabili di amministrazione si applica solo il disposto del comma 1 . In tal caso il frazionamento del distacco non può essere inferiore alla durata dell’anno scolastico;
– in tutti i casi in cui possa ricorrere l’applicazione del comma 2 , la tipologia di distacco sindacale per il personale docente può essere solo quella di cui alla lettera a) dello stesso comma, prevedendosi in tal caso una proporzionale riduzione del numero delle classi assegnate.
– la disciplina da prendere a riferimento per l’applicazione del comma 2 è quella prevista dall’ordinanza del Ministero della Pubblica istruzione n. 179 del 19 maggio 1989 e successive conferme. Il rinvio alle disposizioni richiamate va inteso come una modalità di fruizione dei distacchi sindacali. Pertanto essi non incidono sulla determinazione delle percentuali massime previste, in via generale, per la costituzione di rapporti di lavoro part time dalla citata ordinanza.
– con riferimento ai commi 1 e 3, le richieste di distacco o di aspettativa sindacale dei dirigenti sindacali del comparto e la comunicazione di conferma annuale devono essere presentate entro il 30 giugno di ciascun anno. La stessa data deve essere rispettata per le richieste di revoca del distacco o dell’aspettativa che non possono avvenire nel corso dell’anno scolastico anche nel caso in cui contengano la contestuale sostituzione con altro dirigente sindacale salvo un sopravvenuto motivato impedimento. In tal caso è possibile la sostituzione nel distacco retribuito con un dirigente già collocato in aspettativa sindacale non retribuita. In prima applicazione del presente contratto il termine del 30 giugno è spostato al 31 luglio 1998 anche per quanto concerne la fruibilità dei permessi cumulati previsti dall’art. 20, comma 1.
– con riferimento al comma 4 , la procedura d’urgenza per il distacco o aspettativa dei dirigenti sindacali di cui al precedente alinea è adottabile solo fino al 31 luglio di ciascun anno.
2. La ripartizione del contingente dei permessi tra associazioni sindacali ed RSU per il comparto scuola è effettuata – con le modalità e procedure previste dall’art. 9 – dal Ministero della Pubblica Istruzione. Nel limite dei contingenti di permessi così individuati , il Ministero provvede ad una ulteriore ripartizione a livello provinciale, affidandone la gestione ai rispettivi provveditorati per gli adempimenti successivi.
– i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico.
1. Il dipendente o dirigente che riprende servizio al termine del distacco o dell’aspettativa sindacale può, a domanda, essere trasferito – con precedenza rispetto agli altri richiedenti – in altra sede della propria amministrazione quando dimostri di aver svolto attività sindacale e di aver avuto il domicilio nell’ultimo anno nella sede richiesta ovvero in altra amministrazione anche di diverso comparto della stessa sede.
2. Ai fini dell’accertamento della rappresentatività , con la rilevazione dei dati associativi riguardanti il 1998, le organizzazioni sindacali che a partire dal 1997 abbiano dato o diano vita, mediante fusione, affiliazione o in altra forma, ad una nuova aggregazione associativa che – allo stato – non corrisponde ai requisiti previsti dall’art. 44 comma 1 lett. c) del d.lgs. 80/1998 (imputazione al nuovo soggetto sindacale delle deleghe delle quali risultino titolari purché il nuovo soggetto succeda effettivamente nella titolarità delle deleghe o che le deleghe siano comunque confermate espressamente dai lavoratori a favore del nuovo soggetto) dovranno dimostrare di aver dato effettiva ottemperanza al disposto della norma. In caso negativo non sarà possibile riconoscere la rappresentatività del nuovo soggetto sindacale ai fini dell’ammissione alle trattative per il rinnovo dei CCNL e si darà luogo all’applicazione di quanto previsto dal comma 8 con decorrenza dall’entrata in vigore del presente accordo.
3. Nel caso del comma 2, le prerogative previste dal presente contratto vengono assegnate al nuovo soggetto sindacale unitariamente inteso se rappresentativo. I poteri e le competenze contrattuali – riconosciuti ai rappresentanti di tali soggetti in quanto firmatari dei CCNL di comparto o di area dall’art. 5, comma 3 dell’accordo stipulato il 7 agosto 1998 per la costituzione delle RSU – sono altresì, esercitati esclusivamente in nome e per conto del soggetto firmatario e non delle singole sigle sindacali in esso confluite. Pertanto nei contratti collettivi integrativi la sottoscrizione avviene in rappresentanza della nuova organizzazione sindacale.
5. L’ARAN, salvo che nel periodo transitorio di cui all’art. 44 del d.lgs. 80/1998, procede all’accertamento della rappresentatività delle associazioni sindacali in corrispondenza dell’inizio di ciascuna stagione contrattuale di riferimento nonché all’inizio del secondo biennio economico della stessa. A tale scopo vengono presi in considerazione i dati associativi relativi alle associazioni sindacali risultanti nel repertorio delle confederazioni ed organizzazioni sindacali operanti nel pubblico impiego aggiornato al 31 gennaio dello stesso anno in cui si procede alla rilevazione nonché gli ultimi dati disponibili relativi alle elezionidelle RSU. L’accertamento produce effetti – con le medesime cadenze – sulla ripartizione dei distacchi e permessi.
7. Durante il periodo transitorio previsto dall’art. 44, comma 1 lett. d) del d.lgs. 80/1998, qualora in sede decentrata non vi sia piena coincidenza tra i soggetti riconosciuti come rappresentativi ai sensi delle tabelle all.2 – 9 e quelli già ammessi in base alla citata disposizione alla contrattazione decentrata, questi ultimi concorrono all’utilizzo del contingente dei permessi limitatamente alle attività di contrattazione, eventualmente conguagliando – nel caso di avvenuto ingresso in altre sigle sindacali rappresentative – con i permessi a queste spettanti al fine di evitare duplicazione di benefici.
8. Le confederazioni ed organizzazioni sindacali ammesse alle trattative nazionali con riserva per motivi giurisdizionali, in caso di esito sfavorevole del giudizio, dovranno restituire alle amministrazioni di appartenenza dei dirigenti sindacali il corrispettivo economico dei distacchi e delle ore di permesso fruite e non spettanti. Analogamente si procede nei confronti delle confederazioni ed organizzazioni sindacali in caso di superamento dei contingenti dei distacchi – verificati annualmente a consuntivo dal Dipartimento della Funzione pubblica ai sensi dell’art. 15 – nonché dei permessi loro spettanti .
9. Eventuali casi di contenzioso in qualsiasi momento insorti sull’applicazione del DPCM 7701994 relativamente alla concessione o revoca dei distacchi od aspettative a causa dell’inosservanza di procedure autorizzative preventive, purché nel rispetto del tetto previsto, sono risolti sulla base dell’art.14 commi 1 e 2.
5. La ripartizione dei permessi cumulati sotto forma di distacchi delle aree dirigenziali, pari a n. 20, sarà ripartita al verificarsi delle condizioni di cui all’art. 19, comma 6, unitamente al contingente di n.124 distacchi di cui alla tabella 1.
6. I contingenti dei permessi previsti dagli artt.8, comma 2 e 11 comma 2, nel periodo intercorrente tra l’entrata in vigore del presente contratto e il 31 dicembre 1998 sono utilizzati pro rata.
1. Il presente contratto è valido per il quadriennio 1998 – 2001. La disdetta può essere richiesta dall’ARAN o da almeno quattro Confederazioni sindacali firmatarie del presente contratto, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno inviata almeno sei mesi prima della data di scadenza del quadriennio. In caso di mancata disdetta il presente contratto si intenderà rinnovato tacitamente di anno in anno.
2. Gli articoli da 2 a 4 costituiscono linee di indirizzo per i contratti collettivi dei comparti e delle aree relativi al quadriennio 1998 – 2001 che – dopo la specifica disciplina negoziale – provvederanno direttamente a disapplicare le norme vigenti in materia ai sensi dell’art. 72 del d.lgs. 29/1993.