Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Lavoro/ultime_pubblicate/1
Timestamp: 2020-07-03 14:36:44+00:00
Document Index: 150652792

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'art. 39', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51']

Risoluzione del rapporto per giusta causa del Direttore generale di ASL.
Direttore generale ASL - Risoluzione del rapporto per giusta causa -Intensità del vincolo fiduciario - Rilevanza - Fattispecie.
Ai fini della risoluzione per giusta causa del rapporto di lavoro con il direttore generale di una ASL, la sussistenza dei "gravi motivi" deve essere valutata in rapporto all'intensità del vincolo fiduciario tipico di tale rapporto. (Nella specie, la S. C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato il ricorso del direttore generale di una ASL avverso la delibera con cui era stata disposta la risoluzione del rapporto di lavoro, in ragione dell'applicazione, nei suoi confronti, della misura cautelare della custodia in carcere, e delle valutazioni espresse in sede penale dal Tribunale del riesame, il quale, pur revocando la suddetta misura, aveva confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati di cui agli artt. 319-321 c.p., commessi nella qualità di direttore generale di altra Azienda ospedaliera). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 05 June 2020, n. 10775.
Decadenza nell’accertamento della titolarità del rapporto di lavoro in capo a soggetto diverso dall’appaltatore quale datore di lavoro formale.
Lavoro subordinato – Costituzione del rapporto in capo a soggetto diverso dal titolare del contratto – Appalto – Impugnazione stragiudiziale – Regime della decadenza.
La costituzione o l’accertamento di un rapporto di lavoro in capo ad un soggetto diverso dal titolare del contratto ricade nel doppio regime decadenziale di cui all’art. 6 della Legge n. 604 del 1966. Il giorno dal quale far decorrere il primo termine decadenziale di 60 giorni per l’impugnativa stragiudiziale va individuato nella data di cessazione del rapporto con l’effettivo utilizzatore o con quello che il lavoratore sostiene essere il datore di lavoro effettivo. Ciò peraltro è confermato dall’art. 39 d.lgs. n. 81/2015 che appunto stabilisce che il dies a quo per l’impugnativa stragiudiziale sia quello della cessazione dell’attività presso l’utilizzatore. Tale ultima disposizione, formalmente limitata alle ipotesi della somministrazione, deve ritenersi di portata generale e riguardare tutte le fattispecie (compreso l’appalto) in cui il lavoratore chieda la costituzione del rapporto in capo ad un soggetto diverso dal titolare del contratto. Una tale decorrenza risulta infatti coerente con la previsione normativa che si riferisce alle ipotesi di azioni dirette ad impugnare la risoluzione del rapporto di lavoro con l’effettivo datore di lavoro nei confronti del quale si rivendica l’esistenza di tale rapporto. (Roberto Cerreti) (riproduzione riservata) Tribunale Tivoli, 19 May 2020.
La tassazione del rimborso al dipendente delle spese di trasferta.
Rimborso spese trasferta ex art. 51, comma 5, t.u.i.r. - Modalità - Rimborso analitico e forfetario - Conseguenze.
In tema di imposte sui redditi, il rimborso delle spese di trasferta ex art. 51, comma 5, d.P.R. n. 917 del 1986, può essere analitico, se ancorato agli esborsi, per vitto, alloggio e viaggio, effettivamente sostenuti e adeguatamente documentati dal dipendente, ovvero forfetario, se operato attraverso il riconoscimento di una provvista di denaro per sostenere le spese di vitto e alloggio, con la conseguenza che, mentre nel primo caso il rimborso non determina alcuna tassazione in capo al dipendente, nel secondo l'importo che oltrepassi il limite massimo previsto dall'art. 51 cit. concorre alla formazione del reddito di lavoro. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 06 May 2020, n. 8489.
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