Source: https://www.miolegale.it/guide/differenza-denuncia-querela/
Timestamp: 2019-04-20 10:19:51+00:00
Document Index: 161294701

Matched Legal Cases: ['art. 330', 'art. 331', 'art. 333', 'art. 50', 'art. 336', 'art. 124', 'art. 124']

Qual è la differenza tra denuncia e querela? | MioLegale.it
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La denuncia, che può essere presentata da chiunque, è uno dei mezzi attraverso il quale il la polizia giudiziaria e, quindi, il pubblico ministero prendono conoscenza di un fatto costituente reato o, per usare la terminologia di cui all’art. 330 c.p., “ricevono la notizia di reato”.
Determinati soggetti, fra cui anche gli stessi appartenenti alla polizia giudiziaria in quanto pubblici ufficiali, sono in realtà obbligati ad effettuare denuncia di un determinato fatto costituente reato, in modo che lo stesso sia portato a conoscenza del pubblico ministero.
I pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito. (art. 331, 1° comma c.p.p.).
Quanto ai privati si tratta di una facoltà e non di un obbligo (salvo particolari casi) per cui, come previsto dall’art. 333 del codice di procedura penale, ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia.
La denuncia è presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale (avvocato), direttamente al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria.
Nel caso di una denuncia se il pubblico ministero ravvisa la sussistenza di un reato che sia perseguibile d’ufficio il procedimento si avvia a prescindere dalla volontà della persona offesa dal reato medesimo o del denunciante.
In altre parole, non tutte le denunce alle autorità competenti faranno sorgere un procedimento penale ma solo quelle relativi a fatti di particolare gravità e di maggior allarme sociale, per cui lo Stato ha un interesse diretto a che non vengano commessi a prescindere che la persona offesa presenti o meno la sua lamentela a riguardo. Il codice di procedura penale distingue, infatti, tra delitti perseguibili a querela e delitti perseguibili di ufficio, ponendo quale principio generale la regola della procedibilità d’ufficio (art. 50 c.p.p., comma 2). In questo risiede la principale differenza tra denuncia e querela.
Per poter invece procedere in ordine ad alcuni reati specifici (ad esempio per i reati di lesioni, percosse, diffamazione, furto ecc.) caratterizzati per essere commessi in danno del singolo più che in danno della collettività, la legge richiede una ulteriore condizione (c.d. condizione di procedibilità) che consiste nella cosiddetta querela.
La querela infatti, oltre alla rappresentazione del fatto, contiene la dichiarazione nella quale la persona offesa dal reato manifesta la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato (art. 336 c.p.p.).
Anche la querela come la denuncia può essere presentata personalmente o a mezzo di procuratore speciale, per iscritto o oralmente. La querela è proposta alle stesse autorità alle quali può essere presentata denuncia (ma può essere ricevuta anche da un agente consolare all’estero e, con sottoscrizione autentica, può essere anche recapitata da un incaricato o spedita per posta in piego raccomandato al Pubblico Ministero o alla Polizia Giudiziaria.
La legge inoltre prevede che la querela, a differenza della denuncia, debba essere presentata entro il termine perentorio di tre mesi dalla scoperta del fatto che costituisce reato, salvo alcuni rari casi specifici in cui i termini sono più lunghi (art. 124, 1° comma c.p.)
Altra differenza rispetto alla denuncia è quella per cui il diritto di querela non può essere più esercitato se vi è stata rinuncia espressa (da farsi con le medesime modalità previste per la querela) o tacita da parte di colui al quale ne spetta l’esercizio (art. 124, 2° comma c.p.)
Altra differenza, derivante sempre dalla suddetta diversità nella natura dei reati procedibili a querela rispetto a quelli procedibili d’ufficio, è quella per cui la querela, al contrario della denuncia, può essere “rimessa”. In altri termini la persona offesa e querelante può decidere di non voler più perseguirne penalmente l’autore del fatto costituente reato. Al contrario il denunciate, nel caso di reati perseguibili d’ufficio, non può ovviamente arrestare il procedimento penale a cui ha dato impulso.
Sintesi delle differenze tra denuncia e querela
In definitiva, le sostanziali differenze tra denuncia e querela possono essere riassunte come segue:
affinché si proceda penalmente per un reato procedibile a querela è necessario che venga sporta querela, mentre per tutti gli altri reati procedibili di ufficio è sufficiente la notizia di reato, che può pervenire al pubblico ministero denuncia;
la querela deve necessariamente contenere la manifestazione di volontà di veder punito penalmente l’autore del reato;
La querela può essere rinunciata o rimessa, impedendo o arrestando il procedimento penale che la stessa ha avviato ma ciò non avviene nel caso della denuncia.
La querela, al contrario della denuncia, va presentata entro il termine perentorio di tre mesi dalla scoperta del fatto. La denuncia può, invece, essere presentata in ogni tempo, purché prima della prescrizione del reato a cui si riferisce.
Possessio animo domini.
Ammessa l’accettazione tacita della remissione di querela se il querelato, ancorché...