Source: https://www.adrintesa.it/in-giudizio-contumace-e-in-mediazione
Timestamp: 2019-11-12 03:54:34+00:00
Document Index: 62008288

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 116', 'art. 8', 'art. 11', 'art.8', 'art.5', 'art.17', 'art.5', 'art.8']

In giudizio contumace. E in mediazione?
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Secondo la Tredicesima sezione del Tribunale di Roma la contumacia del convenuto non rappresenta un ostacolo all’utilizzo, da parte del Giudice, dell’istituto della mediazione delegata di cui all’art. 5, co. 2, D.lgs 28/2010, soprattutto laddove “…a mezzo del deposito della relazione peritale risultano chiariti gli aspetti della controversia”.
Non può infatti escludersi che il convenuto, rimasto contumace in giudizio, possa invece aderire e partecipare al procedimento di mediazione.
In caso contrario, osserva peraltro il Tribunale, non si tratterà comunque “…di attività e di oneri inutili e di tempo sprecato, posto che in luogo dell’attività istruttoria orale che l’attore ha richiesto di poter espletare (interrogatorio formale e testimonianze), il Giudice, secondo un modello ormai sperimentato, utilizzerà lo strumento di cui all’art. 8 Decreto Legislativo 28/2010”, il quale, come è noto, nella prima parte del comma 4 – bis, relativamente all’ipotesi di mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, prevede che il giudice possa desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’art. 116, co. 2, c.p.c.
Detta disposizione, a differenza della seconda parte dell’art. 8, co. 4 – bis (relativa al contributo unificato), che riguarda solo le parti costituite, è applicabile nei confronti di tutte le parti.
Di conseguenza, la mancata partecipazione (ovvero l’irrituale partecipazione) senza giustificato motivo al procedimento di mediazione demandata dal giudice oltre a poter attingere, secondo una sempre più diffusa interpretazione giurisprudenziale, alla stessa procedibilità della domanda, costituisce in ogni caso un comportamento valutabile nel merito della causa.
Secondo l’interpretazione fornita dal Giudice, infatti, anche nell’ipotesi di mancata partecipazione del chiamato in mediazione, il mediatore, dopo aver ragionato con la parte istante sulle modalità di riformulazione dell’originaria pretesa attorea sulla base delle risultanze peritali, “…potrà se del caso, ed in conformità a quanto previsto dal Regolamento dell’Organismo, formulare una proposta ai sensi dell’art. 11 decr. lgsl. 28/10, che provvederà a comunicare al convenuto anche nel caso in cui questi rimanga assente come è contumace in questa causa”.
In sostanza, dunque, nulla esclude, secondo il Tribunale di Roma, la possibilità della c.d. “proposta contumaciale”, sulla quale chi scrive già più volte ha avuto modo di esprimere le proprie personali perplessità, se non altro sul piano della coerenza con il principio di imparzialità che, necessariamente, deve informare l’attività del Mediatore.
In caso contrario, non si tratterà comunque di attività e di oneri inutili e di tempo sprecato, posto che in luogo dell’attività istruttoria orale che l’attore ha richiesto di poter espletare (interrogatorio formale e testimonianze), il Giudice, secondo un modello ormai sperimentato, utilizzerà lo strumento di cui all’art.8 Decreto Legislativo 20/2010 (1).
Va fissato il termine di gg.15, decorrente dal 20.1.2016 per depositare presso un organismo di mediazione la domanda di cui al secondo comma dell’art.5 del decr.legisl.4.3.2010 n.28; con il vantaggio di poter pervenire rapidamente ad una conclusione, per tutte le parti vantaggiosa, anche da punto di vista economico e fiscale (cfr. art.17 e 20 del Decreto Legislativo 4.3.2010 n.28), della controversia in atto.
• INFORMA che l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’art.5, co.2° e che ai sensi dell’art.8 Decreto Legislativo 28/10 la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione comporta le conseguenze previste dalla norma stessa;