Source: https://www.scribd.com/document/63999602/Newsletter-T-P-N-50
Timestamp: 2017-01-23 06:38:49+00:00
Document Index: 139425909

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 2359', 'art. 118', 'art. 18', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 2103', 'sentenza ', 'art. 700', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art. 1', 'art. 122', 'art. 2052', 'art. 2947', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ']

Newsletter T&P N°50
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N° 50 Agosto 2011
Ben ritrovati con il numero 50 della nostra newsletter! Un appuntamento mensile da oltre 4 anni che con piacere manteniamo, anche grazie alla Vostra accoglienza e all’apprezzamento che ci viene espresso. Un grazie, dunque, a tutti Voi che ci seguite con interesse. E veniamo ai contenuti. La manovra di ferragosto, di cui tanto si discute in questi giorni, riguarda anche il rapporto di lavoro privato. Gli aspetti ﬁnanziari e il dibattito in corso lo hanno messo un po’ in ombra, ma gli argomenti disciplinati sono importanti, soprattutto quello relativo alla contrattazione collettiva di secondo livello con l’elenco di materie la cui disciplina è demandata alle parti sociali. Ne trattiamo nell’Attualità di Diritto del Lavoro e vedremo se il decreto legge, entrato in vigore il 13 agosto, subirà modiﬁche in sede di conversione anche con riferimento al nostro settore. Di grande attualità è anche l’approvazione del Testo Unico sull’apprendistato avvenuta lo scorso 28 luglio. Il provvedimento, tuttavia, non è ancora stato pubblicato e, quindi, attendiamo che si compia l’iter legislativo prima di trattarne. Possiamo anticipare che la novità principale riguarda l’attribuzione in via esclusiva alla contrattazione collettiva della regolamentazione dell’apprendistato, ma ne parleremo diffusamente dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufﬁciale. La “Sentenza del mese” riguarda un caso complesso ed interessante deciso dal Tribunale di Roma. Si tratta di una impugnazione di trasferimento, che tocca anche l’argomento dei congedi parentali e delle modalità di richiesta delle ferie. Nelle “Altre sentenze” vi proponiamo decisioni in tema di sanzioni disciplinari, di rivendicazione di qualiﬁca superiore, di licenziamento per giusta causa. Anche la sezione di Diritto Civile contiene nell’attualità una interessante sentenza, relativa ad una complessa ed interessante vicenda in tema di operazioni immobiliari. Segue l’usuale settore “Assicurazioni” dove, tra l’altro, riproponiamo una recentissima sentenza della Corte di Cassazione in tema di infortuni sul lavoro scolastico, di attualità vista l’imminente apertura delle scuole. “Il punto su …….” esamina il D.lgs. n. 67 del 21 aprile 2011 in tema di lavori usuranti con la previsione dell’accesso anticipato alla pensione per i dipendenti interessati (anche questo tema di particolare attualità visto il dibattito sulla disciplina delle pensioni contenuta nella manovra di ferragosto). Eventi e rassegna stampa chiudono la newsletter e non resta che augurarVi buona lettura!
Stefano Beretta e il Comitato di Redazione composto da: Stefano Triﬁrò, Marina Tona, Francesco Autelitano, Luca DʼArco, Teresa Cofano, Claudio Ponari, Tommaso Targa e Diego Meucci
• Diritto del Lavoro • Attualità 2 • Le Nostre Sentenze 4 • Diritto Civile, Commerciale, Assicurativo • Attualità 7 • Assicurazioni 9 • Il punto su 11
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N°50 Agosto 2011
LE MISURE DI STABILIZZAZIONE FINANZIARIA DI CUI AL DECRETO LEGGE N. 138 DEL 13 AGOSTO 2011
A cura di Orazio Marano
Con decreto legge n. 138, in vigore dal 13 agosto 2011 (giorno di approvazione e pubblicazione sulla Gazzetta Ufﬁciale), il Governo ha introdotto “ulteriori disposizioni urgenti per la stabilizzazione ﬁnanziaria e lo sviluppo”. L’intervento governativo ha riguardato, tra le molte materie trattate, anche il rapporto di lavoro pubblico e privato. Con riferimento a detto ultimo ambito, meritano attenzione gli articoli dettati in materia di “sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità” (art. 8), “collocamento obbligatorio e regime delle compensazioni” (art. 9), “fondi interprofessionali per la formazione continua” (art. 10), “livelli di tutela essenziali per l’attivazione dei tirocini” (art. 11) nonché “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” (art. 12). Quanto alla contrattazione collettiva di secondo livello, è stato introdotto un elenco di materie che possono essere oggetto di accordi siglati con le associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero con le rappresentanze sindacali aziendali, ﬁnalizzati a realizzare una maggiore produttività, l’emersione del lavoro irregolare, incrementi di competitività e di salario, la gestione di crisi aziendali e occupazionali, nonché l’organizzazione del lavoro e della produzione (con particolare riferimento all’installazione e gestione di impianti audiovisivi e di nuove tecnologie, alle mansioni classiﬁcazione e inquadramento del personale, ai contratti a termine e parttime, ai casi di ricorso alla somministrazione di manodopera, all’orario di lavoro, alle modalità di assunzione e disciplina dei rapporti di lavoro anche nelle forme della collaborazione coordinata e continuativa a progetto, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze nel caso di recesso dal rapporto di lavoro, ad eccezione del licenziamento discriminatorio e di quello della lavoratrice in concomitanza del matrimonio). Di particolare importanza è la previsione per cui le disposizioni contenute nei contratti collettivi aziendali vigenti, sottoscritti in epoca anteriore al 28 giugno 2011 (data di sottoscrizione dell’accordo interconfederale tra le parti sociali), sono efﬁcaci nei confronti di tutto il personale dell’unità produttiva ove il contratto trova applicazione (che, quindi, vincola anche i lavoratori non iscritti all’organizzazione sindacale ﬁrmataria dello stesso), a condizione che detto accordo sia stato approvato con votazione, a maggioranza dei lavoratori (l’efﬁcacia erga omnes dei contratti collettivi aziendali è stata prevista nel summenzionato accordo interconfederale del 28 giugno 2011 sulla rappresentanza sindacale, sottoscritto da Conﬁndustria, CGIL, CISL e UIL, con facoltà di ricorrere al referendum - su richiesta di una delle organizzazioni ﬁrmatarie dell’accordo interconfederale o del 30% dei lavoratori addetti all’unità produttiva a cui il contratto collettivo aziendale si riferisce - al solo ﬁne di farne dichiarare l’invalidità).
Altra novità prevista dal decreto legge n. 138 concerne la “compensazione” territoriale nell’ambito del collocamento obbligatorio (disciplinato dalla legge n. 68/1999): le imprese che occupano personale in diverse unità produttive, nonché i datori di lavoro privati che fanno parte di
gruppi d’impresa ai sensi dell’art. 2359 cod. civ., possono effettuare, in autonomia, “compensazioni” territoriali assumendo in una sede un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento superiore a quello previsto per legge e, quindi, “compensare” detta eccedenza assumendo un minor numero di lavoratori nelle altre unità produttive o nelle altre imprese del gruppo. È stata, poi, introdotta la facoltà di utilizzare le risorse accumulate dai fondi interprofessionali (disciplinati all’art. 118, primo comma, della legge 388/2000) anche per realizzare misure di formazione a favore di apprendisti e collaboratori a progetto. Anche la disciplina dei tirocini formativi e di orientamento “non curriculari” ha subito profonde modiﬁche: i medesimi potranno essere promossi esclusivamente da soggetti che sono in possesso di determinati requisiti preventivamente stabiliti da normative regionali (in assenza delle quali trova applicazione la disciplina di cui all’art. 18 della legge n. 196/1997 nonché il decreto ministeriale applicativo del 12 maggio 1998), non possono avere durata superiore a mesi 6 (comprensivi di eventuali proroghe) e possono coinvolgere unicamente personale neo-diplomato o neo-laureato, entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio. Detta disposizione non riguarda i tirocini promossi per determinate categorie di soggetti. L’inosservanza delle previsioni sopra menzionate potrebbe determinare gli organi ispettivi a ricondurre il rapporto di lavoro nell’ambito della subordinazione, con applicazione delle relative sanzioni amministrative previste per tale ipotesi, oltre al recupero dei contributi (detta normativa non ha efﬁcacia retroattiva, ragion per cui tutti i tirocini attivati sotto la vigenza della vecchia disciplina sono validi sino alla scadenza). Il dettato normativo esclude i tirocini formativi e di orientamento c.d. “curriculari” (vale a dire quelli inseriti in un programma di alternanza scuola-lavoro o nelle scuole professionali, con apprendimento di natura professionale). Da ultimo, si segnala l’introduzione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, mediante inserimento nel Codice Penale degli artt. 603-bis e 603-ter. Viene punito chi svolge attività di intermediazione mediante il reclutamento di manodopera e l’organizzazione di attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, violenza e minaccia o intimidazione; le pene previste sono quella della reclusione dai 5 agli 8 anni e della multa dai 1.000 ai 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato. Di particolare importanza è la previsione di un elenco contenente gli “indici” di sfruttamento, quali la retribuzione palesemente difforme dalle previsioni del contratto collettivo di riferimento e sproporzionata in peius rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro; la violazione sistematica della normativa sull’orario di lavoro, sui riposi settimanali e sulle ferie; la sussistenza di violazioni della normativa in materia di sicurezza, tali da esporre il lavoratore al pericolo per la propria salute e sicurezza; la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza o situazioni di alloggio particolarmente degradanti; sono state previste delle “aggravanti” (quali il numero dei lavoratori reclutati superiore a tre, la presenza di minori tra i lavoratori e la commissione del fatto con l’esposizione del lavoratore a situazioni di grave pericolo), nonché pene “accessorie” connesse al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Resta da vedere se il Parlamento apporterà modiﬁche in sede di conversione del decreto.
TRASFERIMENTO - CONGEDI PARENTALI - FERIE (Tribunale di Roma, 24 maggio 2011)
Una lavoratrice impugnava il trasferimento ed il licenziamento intimatole per il riﬁuto di adempiervi motivato con esigenze di tutela della salute della madre e con un preteso accoglimento di una richiesta di ferie. In particolare la dipendente lamentava a) la violazione dell’art. 33, comma 3, l.104/1992, in materia di congedi per prestare assistenza alla propria madre invalida; b) la violazione dei principi di buona fede e correttezza, per la pretesa natura ritorsiva e punitiva dei provvedimenti. Il Tribunale rilevava, in relazione al trasferimento, che “interpretando l’art. 33, comma 5, l.104/1992, la recente giurisprudenza di legittimità ha statuito che il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e a non essere trasferito in altra sede senza il suo consenso, non si conﬁgura come assoluto ed illimitato del lavoratore, giacché esso può essere fatto valere allorquando il suo esercizio non ﬁnisca per ledere in maniera consistente le esigenze economiche, produttive od organizzative del datore di lavoro”, ed aggiungeva, inoltre, che “precisando meglio la portata della norma indicata (ove è stabilito che il lavoratore non possa essere trasferito senza il suo consenso, senza ulteriori speciﬁcazioni), le Sezioni Unite della S.C. hanno da ultimo chiarito che, in tale ultima ipotesi, l’interesse della persona affetta da handicap si pone come limite esterno al potere datoriale di trasferimento, prevalendo sulle ordinarie esigenze produttive e organizzative del datore di lavoro; ciò tuttavia non esclude che il medesimo interesse debba conciliarsi con altri interessi rilevanti, diversi da quelli sottesi alla ordinaria mobilità (ad esempio, l’accertata soppressione del posto di lavoro determina l’inapplicabilità della tutela di cui all’art. 33, comma 5, seconda parte, l.104/1992: in questo senso Cass. SS.UU. n.16102 del 9 luglio 2009)”. Il Tribunale sottolineava, inoltre, in merito ai congedi parentali, che “possono beneﬁciare dei permessi in questione i parenti entro il 3°grado di soggetti in condizione di handicap grave accertata ai sensi dell’art. 3, comma 3, l.104/1992 dalla Competente Commissione della A.U.S.L. (con certiﬁcazione di validità pari a 6 mesi).” Sulla base di tale considerazione affermava, dunque, l’infondatezza della doglianza ritenendo non solo che la certiﬁcazione fornita dalla ricorrente non fosse idonea all’ottenimento dei permessi richiesti, in quanto non recante la ﬁrma di un medico specialista della AUSL circa la sussistenza di handicap grave accertata e, pertanto, illegittima, ma anche che la stessa non recasse il carattere dell’attualità, in quanto: “risulta dirimente come in nessuna di tali certiﬁcazioni si legga che la predetta D.G. si trovasse già all’epoca, a causa della minorazione, singola o plurima, dalla quale è affetta, in una condizione di riduzione dell’autonomia personale, correlata all’età, tale da rendere necessario un intervento”. In merito, poi, alla dedotta carenza di esigenze tecniche, produttive ed organizzative poste a fondamento del trasferimento, il Tribunale, premesso che l’onere di provare la sussistenza delle condizioni di cui all’art. 2103 c.c., per poter procedere legittimamente al trasferimento, grava sul datore di lavoro, va precisato che lo stesso datore non deve, necessariamente, indicare anche le ragioni del trasferimento, se di quest’ultime non ne è fatta esplicita richiesta da parte del lavoratore. Non avendo, poi, nel caso di specie, la ricorrente contestato in modo speciﬁco nemmeno in giudizio la sussistenza delle ragioni del trasferimento, il Tribunale concludeva con il rigetto della doglianza proposta atto che: “la decisione dell’imprenditore di utilizzare un certo lavoratore invece di un altro per lo svolgimento di mansioni comunque rientranti nella qualiﬁca dello stesso è insindacabile”.
Con riguardo, inﬁne, alla pretesa concessione di ferie, il Tribunale ha osservato come la comunicazione generica, a mezzo e-mail, “di voler usufruire di una settimana nel mese di giugno”, non contenente alcuna speciﬁca indicazione circa la volontà di usufruire di un periodo di ferie, seguita, poi, da una e-mail della società, nella quale si richiedeva ai dipendenti di utilizzare una delle settimane di ferie nel periodo compreso tra giugno e settembre, non sia di per sé sufﬁciente ad indicare le reali intenzioni della ricorrente né, tanto meno, “idonea ad evidenziare alcuna approvazione di un piano feriale da parte datoriale”. Dal che il Tribunale concludeva per la piena fondatezza della contestazione disciplinare anche sotto questo proﬁlo. (Causa curata da Giacinto Favalli e Paolo Zucchinali)
È ILLEGITTIMA LA SOSPENSIONE DISCIPLINARE INFLITTA AL LAVORATORE, CHE ABBIA RIFIUTATO DI ESEGUIRE LA PRESTAZIONE DI LAVORO, QUALORA IL DIPENDENTE ABBIA PRECEDENTEMENTE MANIFESTATO AL PROPRIO SUPERIORE LE DIFFICOLTÀ INCONTRATE NELLO SVOLGIMENTO DI TALE PRESTAZIONE (Corte d’Appello di Milano, 31 gennaio 2011) Un lavoratore conveniva in giudizio la società datrice di lavoro, domandando l’annullamento e la conseguente revoca di una serie di sanzioni disciplinari irrogate contro di lui. In particolare, domandava la revoca della sanzione della sospensione dall’attività lavorativa per la durata di tre giorni, inﬂittagli dopo che si era riﬁutato di svolgere un’attività tipicamente rientrante nelle sue mansioni, invocando a giustiﬁcazione le difﬁcoltà pratiche legate all’esecuzione di tale attività, già riferite al proprio superiore. Il Tribunale di Busto Arsizio ha ritenuto legittima tale sanzione disciplinare, stabilendo che, in ogni caso, le rimostranze del lavoratore, relative all’inidoneità dei mezzi in sua dotazione rispetto alle mansioni assegnategli, non possono essere manifestate nella forma del riﬁuto di rendere la prestazione lavorativa, fatta eccezione solamente per l’ipotesi, non riscontrata nel caso di specie, in cui sussista un pericolo per la salute del lavoratore, o di lesione di altro diritto primario. Riformando la sentenza di primo grado su questo punto, la Corte d’Appello ha invece ritenuto la sanzione in oggetto non proporzionata alla gravità dell’infrazione, attribuendo valore determinante alla circostanza che i testi avessero confermato le difﬁcoltà connesse all’esecuzione della prestazione in questione, e che il lavoratore le avesse altresì riferite al suo superiore. (Causa curata da Giorgio Molteni e Claudio Ponari) RIVENDICAZIONE QUALIFICA SUPERIORE (Tribunale di Cassino, 15 giugno 2011) Quando il lavoratore rivendica il diritto alla qualiﬁca superiore, deve allegare e provare il contenuto delle mansioni di fatto espletate, produrre il CCNL applicato e speciﬁcare l’inquadramento che ritiene corrispondente a tali mansioni. Se il lavoratore non assolve a tali oneri di allegazione e di prova, il ricorso deve essere rigettato nel merito, senza che il giudice possa disporre d’ufﬁcio l’acquisizione del CCNL, poiché tale acquisizione, di per se stessa, non consentirebbe comunque la prova del preteso diritto alla qualiﬁca superiore. (Causa curata da Tommaso Targa)
MOBBING ED EPISODI VESSATORI (Tribunale di Milano, 7 aprile 2011)
Un lavoratore (pilota), con ricorso ex art. 700 cod. proc. civ., ha convenuto, in via d’urgenza, avanti al Tribunale di Milano la società presso cui lavorava per sentire dichiarare illegittimo il licenziamento intimatogli per giusta causa ed in subordine giustiﬁcato motivo, avendo perso l’idoneità a volare su determinato aeromobile della Società. Secondo il dipendente, la condotta posta in essere dal datore di lavoro, in occasione del suo periodico esame di idoneità al volo (non superato), avrebbe integrato un vero e proprio tentativo di mobbing, aggravato da demansionamento . Il Giudice ha rigettato il ricorso motivando che, per ritenere integrato il mobbing, è necessario dimostrare una ripetitività della condotta per un tempo piuttosto lungo “mentre, nel caso di specie, la condotta censurata si sarebbe estrinsecata al massimo in due episodi: nella pretesa interferenza al momento dell’esame e nel licenziamento”, peraltro conseguente anche ad una inidoneità certiﬁcata da ente terzo. (Causa curata da Vittorio Provera e Marta Filadoro)
OPERAZIONI IMMOBILIARI: “TECNICHE ATIPICHE” PER RENDERLE (O “PROVARE” A RENDERLE) LUCROSE
(Tribunale di Milano, 16 luglio 2011)
Il caso deciso dalla sentenza segnalata trae origine da un contratto avente ad oggetto la vendita di un importante compendio immobiliare destinato ad attività produttiva, intercorso fra due Società (la venditrice “A” che operava in tale compendio e l’acquirente “B” che intendeva compiere un’operazione di conversione ad uso residenziale). Il contratto, tenuto conto dei tempi di smobilizzo del complesso e di attuazione del progetto di “B”, prevedeva una dilazione della consegna di alcuni mesi ed indicava un termine al 30 dicembre dell’anno in corso al momento della stipula. Pochi giorni prima del termine indicato (quando le operazioni ﬁnalizzate alla consegna erano in corso, benché non ultimate) “B” comunicava ad “A” di aver promesso in vendita l’immobile ad un terzo “C”, con un termine di consegna al 7 gennaio, termine che (a differenza di quello ﬁssato nel primo contratto) era qualiﬁcato essenziale (il cui superamento, perciò, avrebbe determinato la risoluzione del contratto tra “B” e “C”). Nonostante il carattere inaspettato della notizia ed il periodo festivo, “A” si attivava per effettuare la consegna; sorgevano tuttavia intralci per concordare gli appuntamenti fra le parti e per regolare talune residuali attività di sgombero di materiali presenti nel compendio. Pur ritenendo “A” di aver già messo in condizione “B” di prendere possesso dell’immobile, “B” accettava solo successivamente di ﬁrmare il verbale di consegna (il 18 gennaio). A questo punto “B” affermava che, nel successivo contratto di vendita stipulato con “C”, quest’ultimo aveva comunicato con telegramma, il giorno 8 gennaio, che il contratto concluso fra “B” e “C” era risolto, chiedendo il versamento del doppio della caparra. “B”, su queste basi, citava in giudizio “A” chiedendo un ingente somma a titolo di risarcimento del danno, penali, mancato guadagno ed ulteriori oneri ﬁnanziari che lo stesso “B” affermava di aver sopportato. “A” contestava integralmente le pretese e, peraltro, evidenziava che le complessive modalità dell’operazione denotavano la strumentalità dell’operazione stessa a proprio danno. Ad esito del procedimento il Tribunale di Milano ha respinto le pretese di “B” rilevando, fra l’altro, che: “B” avrebbe dovuto comunicare prima ad “A” di essersi impegnata a consegnare il compendio ad un terzo entro il 7 gennaio (mentre la comunicazione è stata fatta a ridosso di Natale e pochi giorni prima del termine preﬁssato al 30 dicembre);
era imputabile allo stesso “B” l’aver assunto con “C” un impegno di consegnare, a pena di risoluzione, a pochi giorni di distanza (ed in periodo festivo) dal momento in cui “B” stesso, nella migliore delle ipotesi, avrebbe potuto disporre del compendio, essendo noto che i tempi di consegna di immobili di dimensioni rilevanti subiscono ritardi; il termine così breve ﬁssato tra “B” e “C” (7 gennaio) non si spiegava con nessuna particolare esigenza evidenziata in causa, trattandosi, peraltro, solo di un preliminare; appariva in tal senso sorprendente anche la rapidità con cui “C”, con telegramma in data 8 gennaio, aveva comunicato la risoluzione del contratto e, parimenti, la rapidità con cui “B” si era assoggettata a tale risoluzione ed al pagamento della caparra, sapendo che le operazioni di consegna erano ormai pressoché perfezionate. Per queste ed altre ragioni la sentenza ha respinto le pretese, osservando, conclusivamente, che apparivano anomale e, comunque, addebitabili ad imprudenza di “B” le circostanze che, nella prospettazione di quest’ultima, avevano ad essa determinato un pregiudizio. (Causa curata da Francesco Autelitano)
INCENDIO DEL VEICOLO IN SOSTA SU AREA PUBBLICA
La sosta di un veicolo a motore su un’area pubblica o ad essa equiparata integra, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2054 cod. civ. e dell’art. 1 della legge n. 990 del 1969 (ed ora dell’art. 122 del decreto legislativo 209/2005), anch’essa gli estremi della fattispecie “circolazione”, con la conseguenza che dei danni derivati a terzi dall’incendio del veicolo in sosta sulle pubbliche vie o sulle aree equiparate risponde anche l’assicuratore, salvo che sia intervenuta una causa autonoma, ivi compreso il caso fortuito, che abbia determinato l’evento dannoso. (Cassazione, 13 luglio 2011, n. 15392)
La responsabilità di cui all'art. 2052 cod. civ., prevista a carico del proprietario in relazione ai danni cagionati da un animale di cui è proprietario, trova un limite solo nel caso fortuito, ossia nell'intervento di un fattore esterno nella causazione del danno, che presenti i caratteri della imprevedibilità, della inevitabilità e della assoluta eccezionalità: con la conseguenza che all'attore DANNO CAGIONATO compete solo di provare l'esistenza del rapporto eziologico tra il comportamento dell'animale e l'evento lesivo, mentre il convenuto, per DA ANIMALI liberarsi, deve provare l'esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere detto nesso causale, non essendo sufﬁciente la prova di aver usato la comune diligenza nella custodia dell'animale. (Cassazione, 20 luglio 2011, n. 15895)
TERMINE DI PRESCRIZIONE FATTO COSTITUENTE REATO
Se l'illecito civile è considerato dalla legge come reato, benché il giudizio penale non sia stato promosso, anche per difetto di querela, all'azione risarcitoria si applica l'eventuale più lunga prescrizione prevista per il reato (art. 2947, terzo comma, prima parte, c.c.) onde consentire al giudice civile di accertare "incidenter tantum", e con gli strumenti probatori ed i criteri propri del procedimento civile, la sussistenza di una fattispecie che integri gli estremi di un fatto-reato in tutti i suoi elementi costitutivi, soggettivi ed oggettivi.
Detto termine decorre dalla data del fatto, da intendersi riferito al momento in cui il soggetto danneggiato abbia avuto - o avrebbe dovuto avere, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientiﬁche - sufﬁciente conoscenza della rapportabilità causale del danno lamentato. (Cassazione, 20 luglio 2011, n. 15883) Non sono oggetto di assicurazione anche gli infortuni occorsi agli alunni in occasione di eventi sportivi, non connessi all'attività istituzionalmente svolta dalla scuola, e tanto meno può essere loro riconosciuta agli alunni l'indennità giornaliera per inabilità temporanea, in quanto essi non percepiscono alcuna retribuzione, mentre l'art. 68 del d.P.R. n. 1124 del 1965 prevede chiaramente che tale indennità temporanea consiste in una misura percentuale della retribuzione giornaliera, essendo diretta ad assicurare al lavoratore i mezzi di sostentamento ﬁnché dura l'inabilità che impedisce totalmente e di fatto all'infortunato di rendere le sue prestazioni lavorative. (Cassazione sez. lav., 20 luglio 2011, n. 15939)
INFORTUNI SUL LAVORO SCOLASTICO
Con Decreto Legislativo n. 67 del 21 aprile 2011 sono state varate le disposizioni riguardanti l’accesso anticipato al pensionamento per i soggetti addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell’art. 1 legge 4 novembre 2010 n. 183. In breve, la nuova disciplina consente il diritto di accedere - anticipatamente - alla pensione a quei dipendenti che abbiano svolto talune attività usuranti, ciò per almeno sette anni negli ultimi dieci e, a partire dal 2018, per almeno metà della loro vita lavorativa. Il diritto di accesso al trattamento pensionistico anticipato - fermo restando il requisito di anzianità contributiva non inferiore a 35 anni ed il regime di decorrenza del pensionamento vigente al momento della maturazione di requisiti agevolati - coinvolge le seguenti tipologie di lavoratori dipendenti:
✦Lavoratori ✦Lavoratori ✦Lavoratori
impegnati in mansioni particolarmente usuranti di cui all’art. 2 del Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 19 maggio 1999. notturni, come deﬁniti e ripartiti ai soli ﬁni del predetto D.lgs. 67/2011 nelle categorie riportate all’articolo 1 lettera b) dello stesso provvedimento. alle dipendenze di imprese per le quali operano speciﬁche voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni, impegnati all’interno di processi produttivi in serie contraddistinti da un ritmo determinato da misurazioni di tempi di produzione, con mansioni organizzate in sequenze di postazioni e che svolgono attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto ﬁnale, che si spostano a ﬂusso continuo o a scatti con cadenze brevi, determinate dall’organizzazione del lavoro o dalla tecnologia; di veicoli con capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti al servizio di trasporto collettivo.
✦Conducenti
A prescindere dalla circostanza che, in base all’art. 2 del citato decreto, i lavoratori interessati debbono trasmettere le relative domande (corredate con la documentazione indicata in detto articolo) nei termini previsti nel provvedimento, il medesimo impone speciﬁci obblighi ai datori di lavoro. Innanzitutto debbono rendere disponibile al dipendente la documentazione di competenza aziendale prevista dalla legge per corredare la domanda. In aggiunta, le Aziende, anche tramite le Associazioni di categoria, debbono comunicare annualmente alla Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio l’esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo, o in regolari turni periodici, nel caso in cui occupi lavoratori notturni come deﬁniti dal decreto medesimo.
Per quanto concerne le cosiddette lavorazioni in “serie” o a “catena”, è prevista analoga comunicazione, a carico dell’Azienda, alla Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio ed agli Istituti Previdenziali, da inoltrare entro 30 giorni dall’avvio delle suddette lavorazioni (in sede di prima applicazione il termine è di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto). Tutte le comunicazioni devono essere eseguite attraverso l’utilizzo di appositi modelli predisposti dal Ministero, disponibili dal corrente mese di luglio. In caso di omissione di una delle comunicazioni di cui sopra, la normativa pone a carico del datore di lavoro una sanzione amministrativa da € 500,00 a € 1.500,00 per ogni violazione. È pertanto indispensabile porre attenzione alle incombenze poste dalla normativa a carico del Datore di Lavoro, sia per evitare le sanzioni, sia per non pregiudicare eventuali futuri diritti dei dipendenti, esponendo poi l’Azienda a possibili rivalse.
✦Napoli, Hotel
Royal Continental 29 Ottobre 2011, ore 11.30 Convegno Nazionale AGI 2011 DIRITTO SINDACALE ANNO ZERO? LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA TRA SISTEMA E ATTUALITÀ Ta v o l a R o t o n d a : R a p p re s e n t a n z a , r a p p re s e n t a t i v i t à e contrattazione collettiva Relatore: Avv. Giacinto Favalli Programma
✦Milano,
4 Novembre - 3 Dicembre 2011 AGI – AIDP Seminario: La gestione del rapporto di lavoro 4 Novembre 2011, ore 9 - 18 “Il lavoro subordinato ed il lavoro autonomo: le diverse tipologie contrattuali” Relatori: Avv. Salvatore Triﬁrò, Avv. Stefano Beretta 26 Novembre 2011, ore 9 - 13 2 Dicembre 2011, ore 9 - 18 “Le crisi aziendali e gli ammortizzatori sociali” Relatore: Avv. Giacinto Favalli Programma
JOBtalk - JOB24 - Il Sole 24 Ore: 01/09/11 twitter @24job Tutela delle lavoratrici, licenziamento causa matrimonio e pubblicazioni intempestive: sentenza in Cassazione di Stefano Beretta Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 29/07/11 twitter @Diritto24 Il punto sul diritto alle ferie e il recente orientamento della Corte di Cassazione di Vittorio Provera HR On Line - AIDP: N°14 Luglio 2011 Newsletter - AIDP: N°17 Luglio 2011 L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 ed i suoi antecedenti del 2009: un passo in avanti verso la ﬁne del diritto sindacale “transitorio” di Giacinto Favalli Corriere della Sera - Corriere Economia: 04/07/11 Lavoro - Arbitro in campo, ma ﬁschia ancora poco Intervista a Salvatore Triﬁrò Corriere della Sera - Corriere Economia: 04/07/11 Triﬁrò & Partners Avvocati HR On Line - AIDP: N°13 Luglio 2011 Certiﬁcati di malattia: prime indicazioni operative per la trasmissione telematica di Mario Cammarata e Paola Balletti La Rassegna Stampa e le Newsletter T&P sono pubblicate su www.triﬁro.it e Scribd Le Newsletter T&P sono consultabili su iPhone e iPad con Float Reader, app di Scribd
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