Source: http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/20120911/it/dpgp-1998-5/decreto_del_presidente_della_giunta_provinciale_23_febbraio_1998_n_5.aspx?view=1
Timestamp: 2019-12-14 15:54:52+00:00
Document Index: 137597558

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 45', 'art. 3', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 51']

Lexbrowser - a) Decreto del Presidente della Giunta provinciale 23 febbraio 1998, n. 51)
Normativa provinciale Urbanistica M Decreto del Presidente della Giunta provinciale 23 febbraio 1998, n. 5
a) Decreto del Presidente della Giunta provinciale 23 febbraio 1998, n. 51)
Regolamento di esecuzione alla legge urbanistica provinciale
Pubblicato nel Suppl. n. 5 al B.U. 28 aprile 1998, n. 18.
Art. 1 (Piano urbanistico comunale)
(1) Il mantenimento della zonizzazione contenuta nel precedente piano urbanistico comunale non è considerato cambiamento di destinazione d'uso ai sensi dell'articolo 19, comma 5, della legge urbanistica provinciale, qualora la rielaborazione dello stesso venga adottata dal Comune prima della scadenza del termine di 10 anni di cui al secondo comma dell'articolo 18 della legge urbanistica provinciale.
(3) Lo studio delle caratteristiche geologiche del suolo nel piano urbanistico viene eseguito tenuto conto anche delle esigenze della difesa del suolo e delle riserve idriche, nonché del razionale sfruttamento del suolo, suddividendo il territorio comunale urbanizzato e da urbanizzare, in zone a diversa attitudine ai fini urbanistici ed edilizi (zonazione geologica).3)
(4) I perimetri delle zone e le relative prescrizioni vengono introdotti in occasione della stesura del piano urbanistico comunale e sue varianti ed eventualmente modificate nei casi in cui fosse accertata una variazione del rischio.3)
(5) Zonazione geologica:
Zone ad alto rischio geologico ed idrogeologico: divieto assoluto di attività edilizia. Per gli insediamenti esistenti si devono adottare adeguati interventi di controllo, protezione e/o di consolidamento, oppure si deve provvedere all'evacuazione della zona. In queste zone è possibile eseguire opere inerenti la sicurezza, nonché infrastrutture indispensabili, purché specifiche relazioni geologiche e geotecniche ne accertino la fattibilità.
Zone a rischio geologico ed idrogeologico controllato: in queste zone è possibile l'edificazione a determinate condizioni specifiche secondo le particolari situazioni geologiche - idrogeologiche. In detta zona deve in ogni caso essere elaborata la relazione di cui all'articolo 66, comma 3 della legge urbanistica provinciale.
Zone geologicamente stabili: in queste zone l'edificazione può essere eseguita senza limitazioni di carattere geologico, a condizione che i lavori in progetto non abbiano particolare effetto sul terreno, tale da alterare sensibilmente l'equilibrio esistente, nel qual caso è necessaria una perizia geologico - geotecnica.
Zone di rispetto idrogeologico di sorgenti e pozzi per uso potabile: queste completano le zone precedenti in base alla situazione idrogeologica specifica. In esse vengono inseriti i vincoli relativi alla tutela delle acque sotterranee.3)
L'art. 1, comma 2, è stato abrogato dall'art. 13, comma 1, del D.P.P. 5 agosto 2008, n. 42.
Vedi l'art. 13, commi 1 e 2, del D.P.P. 5 agosto 2008, n. 42.
Art. 2 (Decorrenza dei termini perentori e standards urbanistici)
(1) I termini perentori per l'approvazione dei piani urbanistici e dei piani di attuazione ai sensi dell'articolo 32 della legge urbanistica provinciale decorrono dal giorno di ricevimento, da parte della ripartizione urbanistica dell'amministrazione provinciale, del progetto di piano con gli allegati prescritti.
(2) Nelle nuove zone residenziali delle città la densità residenziale non dovrà superare i 3,5 m³/m²; negli altri comuni la densità territoriale non dovrà superare i 2,5 m³/m². La densità residenziale netta minima non potrà essere inferiore a 1,3 m³/m².
Art. 3 (Modifiche al piano urbanistico comunale)
(1) In sede di adozione dei piani di attuazione per zone con una superficie superiore a 5.000 m² il Comune può apportare nel pubblico interesse modifiche al piano urbanistico comunale dirette ad eliminare eventuali errori od inconvenienti tecnici per facilitare la esecuzione concreta del piano di attuazione o per adeguarlo alle disposizioni vigenti in materia.
Art. 4 (Campi da gioco per bambini)
(1) Nei piani urbanistici comunali dei 9 mq previsti dall'articolo 3, lettera c) del Decreto ministeriale 2 aprile 1968, 3 mq devono essere riservati alla realizzazione di campi da gioco per bambini da collocarsi in vicinanza delle zone residenziali sprovviste dei medesimi. Nei piani di attuazione per le zone di espansione di cui all'articolo 38 della legge urbanistica provinciale, che prevedono un volume di almeno 20.000 mc, il 20% dell'area non coperta da edifici deve essere riservata a campi da gioco per bambini.
L'art. 5 è stato abrogato dall'art. 6 del D.P.P. 19 maggio 2006, n. 23.
L'art. 6 è stato abrogato dall'art. 13, comma 1, del D.P.P. 7 luglio 2008, n. 32.
Verwaltungsgericht Bozen - Urteil Nr. 175 vom 19.04.2006 - Handel - stillschweigende Genehmigung - Fristablaufes nur nach Vollständigkeit der Unterlagen - Gewerbegebiete - Detailhandel nur in Funktion der vorherrschenden bereits ausgeübten Tätigkeit
L'art. 7 è stato sostituito dall'art. 1 del D.P.P. 26 agosto 2004, n. 29, e successivamente abrogato dall'art. 13, comma 1, del D.P.P. 7 luglio 2008, n. 32.
L'art. 8 è stato abrogato dall'art. 4, comma 3, del D.P.P. 28 settembre 2007, n. 52, ossia dall'art. 2 del D.P.P. 18 ottobre 2007, n. 55.
Art. 9 (Poteri di deroga)
(1) I poteri di deroga per edifici ed impianti pubblici o di pubblico interesse di cui all'articolo 71 della legge urbanistica provinciale hanno carattere eccezionale e non si estendono alla facoltà di derogare dalla zonizzazione.
(2) Per edifici o impianti di interesse della Provincia, la deroga viene richiesta dal committente; dev'essere sentito il sindaco territorialmente interessato.
(3) Le opere statali da eseguirsi su terreni demaniali sono autorizzate dal sindaco d'intesa con l'assessore all'urbanistica provinciale, il quale in sede di accertamento dell'effettiva corrispondenza delle opere alle prescrizioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi sente il Ministero dei Lavori Pubblici.
L'art. 10 è stato abrogato dall'art. 6 del D.P.P. 19 maggio 2006, n. 23.
Art. 11 (Aventi titolo nelle zone di espansione)
(1) Per i lotti riservati all'edilizia residenziale privata nell'ambito di zone di espansione è considerato avente titolo per richiedere la concessione edilizia il proprietario al quale in base alla proposta di costituzione della comunione e/o della divisione materiale di cui all'articolo 39 della legge urbanistica provinciale viene assegnato il relativo lotto.
Art. 12 (Composizione del costo di costruzione)
(1) Il costo di costruzione di cui all'articolo 73 della legge urbanistica provinciale è ripartito in percentuali come segue:
rustico (strutture portanti, incluso il tetto, tutti i muri perimetrali e le tramezze) 43%
intonaco interno 10% intonaco esterno 3%
caldana con isolamento 6%
impianto elettrico 3%
lavori di falegnameria e vetri (porte, finestre, ecc.) 10%
impianti sanitari (bagni, WC, bidet, ecc.) 5%
pavimenti 4%
lavori rimanenti 16%
Art. 13 (Varianti sostanziali)
(1) In caso di approvazione di varianti alla concessione edilizia il nuovo contributo sul costo di costruzione viene calcolato per il nuovo volume o la nuova superficie.
Art. 14 (Pagamento del contributo di concessione)
(1) Il pagamento della quota del contributo di concessione commisurata al costo di costruzione avviene con le stesse modalità stabilite per il pagamento della quota commisurata all'incidenza delle spese per l'urbanizzazione.
Art. 15 (Percentuale del costo di costruzione)
(1) Il contributo afferente al costo di costruzione di cui all'articolo 75 della legge urbanistica provinciale è fissato nella misura del 15% del costo di costruzione determinato ai sensi dell'articolo 73, primo comma della legge urbanistica provinciale.
Art. 16 (Definizione della nuova cubatura)
(1) Per nuova cubatura ai sensi dell'articolo 27 della legge urbanistica provinciale si intende la cubatura realizzabile complessivamente nel singolo lotto continuo o comparto edificatorio secondo la densità stabilita nel piano urbanistico comunale, ottenuta mediante nuova costruzione o trasformazione di cubatura esistente non destinata a scopo residenziale; restano salve le eccezioni previste dallo stesso articolo 27.
(2) Il comune può prevedere nella concessione edilizia che la quota della cubatura soggetta all'obbligo e la quota esente dall'obbligo del convenzionamento non devono essere realizzate contestualmente.9)
Il comma 2 è stato aggiunto dall'art. 1 del D.P.P. 19 maggio 2006, n. 23.
Art. 17 (Ricorso popolare)
(1) Il ricorso popolare di cui all'articolo 105 della legge urbanistica provinciale, costituisce denuncia diretta a promuovere l'esercizio delle facoltà di intervento attribuite alla Giunta provinciale a norma dell'articolo 106 della legge urbanistica provinciale.
Verwaltungsgericht Bozen - Urteil Nr. 438 vom 13.12.2006 - Landesraumordnung - Einspruch im Sinne des Art. 105 des L.G. vom 11. August 1997 Nr. 13 ist kein Rekurs mit Rechtsmittelcharakter - keine fristhemmende Wirkung - Einspruch begründet keine Legitimation zur Anfechtung der Entscheidung des Landes - Voraussetzungen für ein Rechtschutzinteresse - Anfechtung einer einem Dritten erteilten Baukonzession seitens eines Rechtsanwaltes, welcher Schadenersatzansprüche durch seinen Klienten befürchtet - nicht möglich
Art. 18 (Termine al Comune per provvedere)
(1) Il termine di cui all'articolo 106, primo comma, della legge urbanistica provinciale viene fissato per il Comune dall'Assessore provinciale all'urbanistica contemporaneamente o successivamente all'ordine di sospensione.
Art. 19 (Costruzione ad uso aziendale)
(1) Le costruzioni ad uso aziendale di cui all'articolo 107, primo comma della legge urbanistica provinciale sono le seguenti:
fienili e silos
rimesse e legnaie
magazzini per diversi prodotti agricoli e strumenti di lavoro
costruzioni protettive di impianti tecnici.
(2) I fabbricati rurali vengono realizzati nella misura necessaria e sufficiente per la raccolta, la conservazione e la lavorazione dei prodotti agricoli del luogo che il coltivatore diretto rispettivamente il proprietario dell'azienda produce sui fondi da lui coltivati o affittati, rispettivamente di sua proprietà, nonché per il ricovero del bestiame che lo stesso può allevare secondo la buona tecnica agraria su tali fondi.
(3) Per il calcolo del fabbisogno dei vani per macchine, per depositi per anticrittogamici e carburanti ed altro si fa riferimento ai criteri ed alle modalità per agevolare gli investimenti edili in agricoltura deliberati dalla Giunta provinciale.10)
Il comma 3 è stato sostituito dall'art. 2 del D.P.P. 19 maggio 2006, n. 23.
Art. 20 (Sede dell'azienda)
(1) Per sede dell'azienda agricola di cui all'articolo 107 della legge urbanistica provinciale si intende la sede permanente di un'azienda agricola in esercizio, dove esistono le costruzioni residenziali ed aziendali appartenenti all'azienda.
(2) Le costruzioni a scopo residenziale di cui al comma 7 dell'articolo 107 della legge urbanistica provinciale devono essere realizzate entro un raggio tale da formare un complesso organico e funzionale idoneo a conservare il carattere tradizionale del paesaggio.11)
L'art. 20 è stato sostituito dall'art. 3 del D.P.P. 19 maggio 2006, n. 23.
Art. 21 (Cubatura a scopo residenziale)
(1) Nel verde agricolo la cubatura a scopo residenziale è costituita dal volume fuori terra delle costruzioni o parti di esse adibite a tale scopo.
Art. 22 (Ricostruzione di edifici)
(1) In caso di ricostruzione dell'edificio in posizione diversa da quella originaria ai sensi dell'articolo 107, comma 12 della legge urbanistica provinciale il vecchio fabbricato deve essere completamente eliminato prima del rilascio del certificato di abitabilità di cui all'articolo 131 della legge urbanistica provinciale.
(2) Rimane fermo il divieto di cui all'articolo 66, terzo comma della legge urbanistica provinciale.
Art. 23 (Realizzazione di volume interrato nel verde agricolo)
(1) Nel verde agricolo, comprese le zone sottoposte a divieto di edificazione per la tutela del paesaggio, nel verde alpino e nel bosco è consentita la realizzazione di volume interrato con funzione accessoria all'edificio esistente nell'ambito dell'area di pertinenza determinata in misura pari al quintuplo della superficie coperta dell'edificio stesso. Le rampe di accesso non devono superare la larghezza di metri 5.
Art. 24 (Trasferimento della sede dell'azienda)
(1) In caso di trasferimento della sede dell'azienda da una zona residenziale non rurale nel verde agricolo il proprietario è tenuto a realizzare i fabbricati rurali prima o contemporaneamente all'edificio residenziale, previa la revoca della concessione relativa a quest'ultimo.
Art. 25 (Trasferimento della casa di abitazione di piccole aziende agricole)
(1) Quando le aziende agricole, non costituenti minime unità colturali, presentano uno stato di conservazione edilizia dell'edificio residenziale tale da rendere impossibile l'ampliamento dello stesso utilizzando il fabbricato esistente e quando inoltre è necessario uno spostamento dell'ubicazione per motivi igenici o di sicurezza o per oggettive esigenze di conduzione dell'azienda agricola, il fabbricato residenziale può essere ricostruito nella misura massima di 850 mc in un altro punto dell'esistente sede dell'azienda agricola.
(2) Qualora ciò viene vietato dall'Autorità per la tutela monumentale o per la tutela del paesaggio, il proprietario dell'edificio residenziale ha diritto di usufruire del contributo provinciale ai sensi dell'articolo 7 della legge provinciale 2 aprile 1962, n. 4, e successive modifiche.
(3) La concessione edilizia, comprendente la nuova costruzione nonché la demolizione rispettivamente la trasformazione, può essere rilasciata soltanto, se si garantisce che il vecchio edificio residenziale viene senz'altro demolito o si dimostri che debba essere utilizzato per l'ampliamento richiesto da esigenze oggettive di un esistente fabbricato aziendale o per un ampliamento consentito dalla legge di un edificio del vicino. Sia la demolizione che un ampliamento di un edificio del vicino consentito dalla legge, sia la trasformazione devono risultare da un apposito progetto.
(4) Sotto la personale responsabilità del sindaco il certificato di abitabilità per il nuovo fabbricato non può essere rilasciato, se prima non viene demolito il vecchio fabbricato residenziale. Se il richiedente entro sei mesi dall'ultimazione del nuovo edificio a scopo residenziale non ha eseguito la demolizione o la trasformazione del vecchio edificio residenziale, quest'ultimo viene in ogni caso demolito dall'Amministrazione provinciale.
(5) Le distanze dal confine di proprietà e dai fabbricati vengono fissati dal Comune nel piano urbanistico comunale, le quali non possono essere inferiori a quelle stabilite dagli articoli 873, 905 e 906 del Codice civile.
Art. 26 (Trasferimento di aziende agricole/ volume ammesso)
(1) In caso di trasferimento di aziende agricole come definite dalla direttiva comunitaria n. 950/97, o di minime unità culturali ai sensi dell'articolo 107, nono comma della legge urbanistica provinciale nella realizzazione del volume residenziale deve essere osservata la densità edilizia di 0,04 mc/mq col limite massimo di 1.000 mc.
Art. 27 (Impianti di produzione)
(1) Quali costruzioni adibite ad attività produttiva secondaria ai sensi dell'articolo 107, 15° comma della legge urbanistica provinciale si intendono quelle nelle quali viene svolta un'attività industriale o artigianale.
(2) La costruzione può essere ampliata nella misura della comprovata necessità funzionale e comunque non oltre il cinquanta per cento del volume a scopo produttivo esistente alla data di entrata in vigore della legge provinciale 20 settembre 1973, n. 38(24 ottobre 1973).
(3) In ogni caso devono essere osservate le seguenti prescrizioni:
l'altezza massima consentita: come prescritta dal piano urbanistico comunale; qualora l'altezza dell'edificio esistente sia maggiore, la nuova costruzione può raggiungere detta altezza;
distanza dai confini: fissata nel piano urbanistico comunale;
distanza dai fabbricati: non inferiore all'altezza dell'edificio prospiciente più alto.
(4) Sopraelevazioni o aggiunte tecniche necessarie per adeguare gli impianti produttivi alla normativa dei settori tutela del lavoro, sicurezza sul lavoro, ambiente ed igiene possono essere realizzate in deroga ai limiti di cubatura, qualora ciò non sia altrimenti possibile per motivi di tecnica edilizia nei limiti delle cubature esistenti.
Art. 28 (Attività economiche secondarie)
(1) Per gli effetti del quarto comma dell'articolo 108 della legge urbanistica provinciale valgono le disposizioni del Decreto del Presidente della giunta provinciale 13 luglio 1993, n. 26, nonché della Direttiva comunitaria del 20 maggio 1997, n. 950.
Art. 28/bis 12)
L'art. 28/bis è stato inserito dall'art. 4 del D.P.P. 19 maggio 2006, n. 23, e successivamente abrogato dall'art. 4 del D.P.P. 28 settembre 2007, n. 52.
Art. 29 13)
Ampliamento degli esercizi alberghieri
Art. 30-41 14)
Gli artt. 30 fino 41 sono stati abrogati dall'art. 15 del D.P.P. 18 ottobre 2007, n. 55.
Art. 42 (Fasce di rispetto)
(1) Nella fascia di rispetto lungo le strade pubbliche sono consentite costruzioni per il ricovero di attrezzature e materiali utilizzati per la manutenzione della strada.
Art. 43 (Distanze dalle strade)
(1) Fino a quando questa materia non sarà disciplinata diversamente, dal confine stradale ai sensi dell'articolo 112, secondo comma della legge urbanistica provinciale devono essere rispettate le distanze previste dal regolamento di esecuzione al codice stradale.
Il comma 2 è stato abrogato dall'art. 6 del D.P.P. 19 maggio 2006, n. 23.
Art. 44 (Albo degli esperti in urbanistica e tutela del paesaggio)
(1) L'iscrizione all'albo degli esperti in urbanistica e tutela del paesaggio avviene previa procedura di valutazione per titoli ed esami.
(2) Alla procedura di valutazione possono partecipare le persone che da almeno cinque anni sono in possesso di un diploma di laurea, conseguito a conclusione di un corso universitario almeno quadriennale in architettura del paesaggio o gestione del paesaggio, e le persone iscritte da almeno cinque anni in uno dei seguenti albi professionali:
dottori agronomi e forestali.
(3) Nel corso della procedura di valutazione sono valutati:
lo svolgimento di una qualificata attività professionale di pianificazione nel campo urbanistico ed architettonico ovvero di pianificazione paesaggistica ed ambientale;
l'adeguata conoscenza della legislazione in materia, con particolare riferimento ai settori urbanistica, tutela del paesaggio e dell'ambiente.
(4)16)
(5)La procedura di valutazione consiste in due prove, di cui una scritta ed una orale. Con la prova scritta viene valutata l’adeguata conoscenza della legislazione in materia, con particolare riferimento ai settori urbanistica, tutela del paesaggio e dell’ambiente nonché la competenza specifica nei settori dell’urbanistica, dell’architettura e della pianificazione paesaggistica ed ambientale. Qualora il candidato venga ammesso alla prova orale, oltre alle materie citate, viene valutata anche la qualificata attività professionale di pianificazione nel campo urbanistico ed architettonico ovvero di pianificazione paesaggistica ed ambientale.17)
(6)La Giunta provinciale nomina una commissione composta da cinque persone, che svolge le seguenti funzioni:
determina i criteri di valutazione nell'ambito della procedura di valutazione per l'iscrizione all'albo degli esperti in urbanistica e tutela del paesaggio;
fissa lo svolgimento cronologico ed organizzativo della procedura di valutazione, per quanto non già stabilito con legge, regolamento o bando;
verifica periodicamente il permanere dei requisiti professionali e delle conoscenze tecniche richieste agli esperti iscritti all'albo. In caso di esito negativo, propone al Presidente della Provincia i provvedimenti di sospensione e di cancellazione dall'albo.18)
(7)19)
(8) Le persone iscritte all'albo degli esperti in urbanistica e tutela del paesaggio devono partecipare, entro il periodo della legislatura del Consiglio comunale, ad almeno l'80 per cento dei corsi di informazione e formazione previsti obbligatoriamente dalle Ripartizioni provinciali Urbanistica e Natura e paesaggio. L'inottemperanza a tale obbligo comporta la cancellazione dall'albo.20)21)
Il comma 4 è stato così sostituito dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 23 aprile 2008, n. 19, e poi abrogato dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 17 novembre 2009, n. 55.
L'art. 44, comma 5, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 2, del D.P.P. 17 novembre 2009, n. 55.
L'art. 44, comma 6, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 3, del D.P.P. 17 novembre 2009, n. 55.
L'art. 44, comma 7, è stato abrogato dall'art. 1, comma 4, del D.P.P. 17 novembre 2009, n. 55.
L'art. 44 è stato sostituito dall'art. 1 del D.P.P. 20 maggio 2005, n. 20.
L'art. 44, comma 8, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 5, del D.P.P. 17 novembre 2009, n. 55.
Art. 44/bis (Disposizioni transitorie relative all'albo degli esperti in urbanistica e tutela del paesaggio)
(1) Le persone che, al momento dell'entrata in vigore della presente disposizione, risultano iscritte ad almeno una delle sezioni dell'albo degli esperti in urbanistica e tutela del paesaggio, sono iscritte d'ufficio all'albo istituito ai sensi dell'articolo 44.
(2) Le persone iscritte ai sensi del comma 1 all'albo degli esperti in urbanistica e tutela del paesaggio possono essere nominate quali esperti provinciali in una commissione edilizia comunale, se sono in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
possesso dei requisiti di ammissione alla procedura di valutazione di cui al comma secondo dell'articolo 44;
dimostrazione di un'esperienza almeno quinquennale quale esperto provinciale in una commissione edilizia comunale della Provincia di Bolzano. 22)
L'art. 44/bis è stato inserito dall'art. 2 del D.P.P. 20 maggio 2005, n. 20.
Art. 45 (Nomina degli esperti provinciali nelle commissioni edilizie comunali)
(1) L'iscrizione all'albo degli esperti di cui all'articolo 44 è presupposto per la designazione ad esperto provinciale nelle commissioni edilizie comunali.
(2) Costituiscono titoli preferenziali per la designazione ad esperto nelle commissioni edilizie comunali i seguenti requisiti:
la partecipazione a specifici corsi di informazione ed aggiornamento;
l'iscrizione, al momento dell'entrata in vigore dell'articolo 44bis, in entrambe le sezioni finora esistenti dell'albo per esperti in urbanistica e tutela del paesaggio.
(3) L'incarico nella stessa commissione edilizia comunale può essere conferito per non più di due periodi funzionali consecutivi.
(4) I limiti di progettazione per i liberi professionisti sono applicati anche ai professionisti associati, sia giuridicamente che di fatto. L'inottemperanza a quest'obbligo costituisce motivo per la cancellazione dall'albo per esperti in urbanistica e tutela del paesaggio.23)
L'art. 45 è stato sostituito dall'art. 3 del D.P.P. 20 maggio 2005, n. 20.
Art. 46 (Legnaie)
(1) Per legnaie si intendono tettoie destinate esclusivamente al deposito di materiale combustibile solido per riscaldamento, le quali non possono superare 1 m² ogni 15 m² della superficie abitabile dell'edificio principale esistente il 1° ottobre 1997. L'altezza non può essere superiore a 2,5 m.
(2) La distanza da edifici deve essere di almeno 5,0 m a meno che non venga costruito in aderenza, e dal confine del lotto di almeno 3,0 m. È consentito costruire sul confine stesso con il consenso in forma di servitù del proprietario del lotto confinante. Dalle strade pubbliche deve essere rispettata la distanza prevista dalla vigente normativa. Nelle zone con piani di attuazione le tettoie devono essere previste nel piano.
Art. 47 (Altezza interna per le opere di risanamento)
(1) Nell'effettuazione di opere di risanamento conservativo di cui all'articolo 59, lettera c) della legge urbanistica provinciale si applicano i seguenti limiti:
altezza minima interna utile dei locali di abitazione: pari a quella esistente, purché non inferiore a 2,20 m, ferma restando la cubatura per vano abitabile risultante dai parametri di cui agli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente della giunta provinciale 23 maggio 1977, n. 22.Nel sottotetto l'altezza di cui al comma precedente è riferita alla metà della superficie calpestabile, ferma restando l'altezza minima di 1,50 m e la cubatura minima risultante dai parametri di cui agli articoli 1 e 2 del decreto sopra citato.
La superficie finestrata apribile è pari a quella esistente, purché non inferiore a 1/15 della superficie del pavimento. Nell'effettuazione di opere di ristrutturazione completa, e in quanto possibile nelle opere di ristrutturazione parziale, pur tenendo conto delle esigenze di tutela ambientale e monumentale, la superficie finestrata apribile deve uniformarsi all'articolo 2 ultimo comma del decreto del Presidente della giunta provinciale del 23 maggio 1977, n. 22. 24)
L'art. 47 è stato sostituito dall'articolo unico del D.P.G.P. 14 luglio 1999, n. 40.
Art. 48 (Modifica della destinazione d'uso)
(1) Quali vani esistenti, di cui al terzo comma dell'articolo 77 della legge urbanistica provinciale sono considerati quelli adibiti a destinazioni elencate alle lettere a), b), c), d) o f) del secondo comma dell'articolo 75 della stessa legge, purché gli stessi siano stati realizzati in esecuzione di una concessione edilizia rilasciata prima dell'entrata in vigore della legge provinciale 26 marzo 1970, n. 6.
Art. 49 (Reclami)
(1) Nei reclami ed esposti indirizzati all'Amministrazione provinciale devono essere specificati i motivi di reclamo.
Sostituisce l'art. 1 del D.P.G.P. 13 luglio 1993, n. 26.
Art. 51 (Norme abrogate)
(1) Sono abrogate le seguenti norme:
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 24 febbraio 1971, n. 7
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 23 settembre 1971, n. 29
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 7 maggio 1976, n. 27
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 13 aprile 1978, n. 6 e successive modifiche
- Articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 11, 12, 13, 15, 17 e 18 del decreto del Presidente della giunta provinciale 31 luglio 1978, n. 13e successive modifiche
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 21 luglio 1981, n. 26 e successive modifiche
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 7 settembre 1987, n. 13
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 4 aprile 1991, n. 9
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 2 settembre 1992, n. 33, modificato con decreto del Presidente della giunta provinciale 5 luglio 1993, n. 23
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 25 febbraio 1993, n. 6
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 20 febbraio 1995, n. 8
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 23 agosto 1996, n. 31
- Decreto del Presidente della giunta provinciale 7 maggio 1997, n. 15
- Articolo 4 del decreto del Presidente della giunta provinciale 23 settembre 1997, n. 32.26)
L'art. 51 è stato sostituito dal D.P.G.P. 23 aprile 1998, n. 11.
Art. 52 (Abbaini)
(1) In caso di recupero di sottotetti legalmente esistenti, già utilizzati o utilizzabili come abitazioni in base alle vigenti disposizioni igienico-sanitarie, possono essere realizzati abbaini in eccedenza alla cubatura esistente allo scopo di consentire l'areazione di vani abitativi recuperati nella misura minima richiesta dal comma 3 dell'articolo 2 del regolamento di esecuzione concernente gli standards in materia di igiene e sanità, approvato con decreto del Presidente della giunta provinciale 23 maggio 1977, n. 22. La superficie di calpestio così acquisita non può superare questa misura minima.
(2) Questi abbaini possono essere realizzati solo in caso di vani abitativi esistenti o progettati qualora l'apertura di finestre nei muri perimetrali non risulti possibile.
(3) Ciò vale senza pregiudizio delle esigenze di tutela ambientale e monumentale. In deroga alle norme sulle distanze previste dai piani urbanistici comunali gli abbaini possono essere realizzati osservando le distanze di cui agli articoli 873 e seguenti del codice civile.27)
Gli articoli 52 e 53 sono stati aggiunti con D.P.G.P. 16 dicembre 1998, n. 39.
Art. 53 (Annotazione del vincolo di pertinenza dei parcheggi)
(1) Il vincolo di pertinenza dei parcheggi realizzati in applicazione dell'articolo 124, primo comma, della legge urbanistica provinciale viene annotato nel libro fondiario in base ad un atto unilaterale d'obbligo o di una convenzione stipulata con il Comune. Tale annotazione dev'essere effettuata prima del rilascio della licenza d'uso.27)
Allegato A (articolo 35)14)
Art. 30-41
Allegato A (articolo 35)
a) Decreto del Presidente della Giunta provinciale 23 febbraio 1998, n. 5