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Timestamp: 2020-02-17 19:16:00+00:00
Document Index: 64042874

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 70', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 2']

Decreto Legge - n. 223 del 4 luglio 2006
(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 153 del 04/07/2006)
conv., con mod., dalla Legge (LG) n.248 del 4 agosto 2006
(pubblicata nel Suppl. Ord. n. 183/L alla Gazzetta Ufficiale n.186 dell'11/08/2006)
Decreto-Legge 4 luglio 2006, n. 223, conv., con mod., dalla L 04/08/2006, n. 248
2. Con effetto dal periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, all’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146 (1), sono apportate le seguenti modificazioni:
3. Relativamente al primo periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, l’adeguamento alle risultanze degli studi di settore, ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di cui al di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195 (2), può essere effettuato entro il predetto termine, alle condizioni e con le modalità ivi previste.
L 8 maggio 1998, n. 146
Disposizioni per la semplificazione e la razionalizzazione del sistema tributario e per il funzionamento dell’Amministrazione finanziaria, nonché disposizioni varie di carattere finanziario
Modalità di utilizzazione degli studi di settore
in sede di accertamento (1)
[2. Nei confronti degli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, anche per effetto di opzione, e degli esercenti arti e professioni, la disposizione del comma 1 trova applicazione quando in almeno due periodi d’imposta su tre consecutivi considerati, compreso quello da accertare, l’ammontare dei compensi o dei ricavi determinabili sulla base degli studi di settore risulta superiore all’ammontare dei compensi o ricavi dichiarati con riferimento agli stessi periodi di imposta. La disposizione del comma 1 trova applicazione in ogni caso nei confronti degli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, anche per effetto di opzione, quando emergono significative situazioni di incoerenza rispetto ad indici di natura economica, finanziaria o patrimoniale, individuati con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, sentito il parere della commissione di esperti di cui al comma 7.] (Comma abrogato dall’art. 37, comma 2, lett. a), del DL 04/07/2006, n. 223, conv., con mod., dalla L 04/08/2006, n. 248, con effetto dal periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data del 04.07.2006 di entrata in vigore del sopracitato DL n. 223/2006. In precedenza il comma era stato così sostituito dall’art. 1, comma 409, lettera a), della L 30/12/2004, n. 311, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2004, al precedente che si riporta:
«2. Nei confronti degli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria per effetto di opzione e degli esercenti arti e professioni, la disposizione del comma 1 trova applicazione solo se in almeno due periodi d’imposta su tre consecutivi considerati, compreso quello da accertare, l’ammontare dei compensi o dei ricavi determinabili sulla base degli studi di settore risulta superiore all’ammontare dei compensi o ricavi dichiarati con riferimento agli stessi periodi d’imposta.»)
[3. Indipendentemente da quanto previsto al comma 2, nei confronti dei contribuenti in regime di contabilità ordinaria, anche per effetto di opzione, l’ufficio procede ai sensi del comma 1 quando dal verbale di ispezione, redatto ai sensi dell’articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, risulta motivata l’inattendibilità della contabilità ordinaria in presenza di gravi contraddizioni o l’irregolarità delle scritture obbligatorie ovvero tra esse e i dati e gli elementi direttamente rilevati in base ai criteri stabiliti con il decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 570.] (Comma abrogato dall’art. 37, comma 2, lett. a), del DL 04/07/2006, n. 223, conv., con mod., dalla L 04/08/2006, n. 248, con effetto dal periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data del 04.07.2006 di entrata in vigore del sopracitato DL n. 223/2006)
3-bis. Nelle ipotesi di cui al comma 1 l’ufficio, prima della notifica dell’avviso di accertamento, invita il contribuente a comparire, ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218. (Le parole «al comma 1» sono state così sostituite alle precedenti «ai commi 2 e 3» dall’art. 37, comma 2, lett. b), del DL 04/07/2006, n. 223, conv., con mod., dalla L 04/08/2006, n. 248, con effetto dal periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data del 04.07.2006 di entrata in vigore del sopracitato DL n. 223/2006. Comma inserito dall’art. 1, comma 409, lettera b), della L 30/12/2004, n. 311. Le disposizioni del presente comma, come modificato dal comma 409, dell’art. 1, della L 30/12/2004, n. 311, hanno effetto a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2004)
3-ter. In caso di mancato adeguamento ai ricavi o compensi determinati sulla base degli studi di settore, possono essere attestate le cause che giustificano la non congruità dei ricavi o compensi dichiarati rispetto a quelli derivanti dall’applicazione degli studi medesimi. Possono essere attestate, altresì, le cause che giustificano un’incoerenza rispetto agli indici economici individuati dai predetti studi. Tale attestazione è rilasciata, su richiesta dei contribuenti, dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del comma 3 dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, dai responsabili dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui alle lettere a), b) e c) dell’articolo 32, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e dai dipendenti e funzionari delle associazioni di categoria abilitati all’assistenza tecnica di cui all’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. (Comma inserito dall’art. 7-sexies, comma 1, del DL 30/09/2005, n. 203, conv., con mod., dalla L 02/12/2005, n. 248, a decorrere dal 03.12.2005)
4. Le disposizioni del comma 1 del presente articolo non si applicano nei confronti dei contribuenti che hanno dichiarato ricavi di cui all’articolo 53, comma 1, esclusi quelli di cui alla lettera c), o compensi di cui all’articolo 50, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, di ammontare superiore al limite stabilito per ciascuno studio di settore dal relativo decreto di approvazione del Ministro delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Tale limite non può, comunque, essere superiore a 10 miliardi di lire. Le citate disposizioni non si applicano, altresì, ai contribuenti che hanno iniziato o cessato l’attività nel periodo d’imposta ovvero che non si trovano in un periodo di normale svolgimento dell’attività. (Le parole «del comma 1» sono state così sostituite alle precedenti «commi 1, 2 e 3» dall’art. 37, comma 2, lett. c), del DL 04/07/2006, n. 223, conv., con mod., dalla L 04/08/2006, n. 248, con effetto dal periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data del 04.07.2006 di entrata in vigore del sopracitato DL n. 223/2006)
5. Ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, all’ammontare dei maggiori ricavi o compensi, determinato sulla base dei predetti studi di settore, si applica, tenendo conto della esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali, l’aliquota media risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d’affari dichiarato.
6. I maggiori ricavi, compensi e corrispettivi, conseguenti all’applicazione degli accertamenti di cui al comma 1, ovvero dichiarati per effetto dell’adeguamento di cui all’articolo 2 del regolamento recante disposizioni concernenti i tempi e le modalità di applicazione degli studi di settore, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, non rilevano ai fini dell’obbligo della trasmissione della notizia di reato ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale. (Comma così sostituito dall’art. 1, comma 409, lettera c), della L 30/12/2004, n. 311, a decorrere dal 01.01.2005, al precedente che si riporta:
«6. La determinazione di maggiori ricavi, compensi e corrispettivi, conseguente esclusivamente all’applicazione degli accertamenti di cui al comma 1, non rileva ai fini dell’obbligo della trasmissione della notizia di reato ai sensi dell’articolo 331 del Codice di procedura penale.»)
7. Con decreto del Ministro delle finanze è istituita una commissione di esperti, designati dallo stesso Ministro tenuto anche conto delle segnalazioni delle organizzazioni economiche di categoria e degli ordini professionali. La commissione, prima dell’approvazione e della pubblicazione dei singoli studi di settore, esprime un parere in merito alla idoneità degli studi stessi a rappresentare la realtà cui si riferiscono. Non è previsto alcun compenso per l’attività consultiva dei componenti della commissione.
8. Con i decreti di approvazione degli studi di settore possono essere stabiliti criteri e modalità di annotazione separata dei componenti negativi e positivi di reddito rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi stessi nei confronti dei soggetti che esercitano più attività.
9. Con i regolamenti previsti dall’articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono disciplinati i tempi e le modalità di applicazione degli studi di settore, anche in deroga al comma 10 del presente articolo ed al comma 125 dell’articolo 3 della citata legge n. 662 del 1996. (Comma così sostituito dall’art. 21, comma 4 della L 23/12/1998, n. 448 al precedente che si riporta:
9. Le disposizioni dei commi da 1 a 6 si applicano a partire dagli accertamenti relativi al periodo d’imposta nel quale sono in vigore gli studi di settore e comunque non prima del 1° gennaio 1998. Le disposizioni di cui al comma 8 si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello di approvazione degli studi.).
10. Per il periodo d’imposta 1998, gli accertamenti di cui al comma 1 non possono essere effettuati nei confronti dei contribuenti che indicano nella dichiarazione dei redditi ricavi o compensi di ammontare non inferiore a quello derivante dall’applicazione degli studi di settore; in tal caso, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 55, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, ma non è dovuto il versamento della somma pari a un ventesimo dei ricavi o compensi non annotati, ivi previsto. Per il medesimo periodo di imposta, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, l’adeguamento al volume d’affari risultante dall’applicazione degli studi di settore può essere operato, senza applicazione di sanzioni e interessi, effettuando il versamento della relativa imposta entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi; i maggiori corrispettivi devono essere annotati, entro il suddetto termine, in un’apposita sezione dei registri di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.
11. Nell’articolo 62-bis, comma 1, secondo periodo, del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono soppresse le parole: «, con particolare riferimento agli acquisti di beni e servizi, ai prezzi medi praticati, ai consumi di materie prime e sussidiarie, al capitale investito, all’impiego di attività lavorativa, ai beni strumentali impiegati, alla localizzazione dell’attività e ad altri elementi significativi in relazione all’attività esercitata».
12. L’elaborazione degli studi di settore, nonché ogni altra attività di studio e ricerca in materia tributaria possono essere affidate, in concessione, ad una società a partecipazione pubblica. Essa è costituita sotto forma di società per azioni di cui il Ministero delle finanze detiene una quota di capitale sociale non inferiore al 51 per cento. Dall’applicazione del presente comma non potranno derivare, per l’anno 1997, maggiori spese a carico del bilancio dello Stato; per ciascuno degli anni 1998 e 1999, le predette spese aggiuntive non potranno superare la somma di lire 2 miliardi alla quale si provvede mediante le maggiori entrate derivanti dalla presente legge. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
(1) Ai sensi dell’art. 70, comma 1, della L 21/11/2000, n. 342, gli accertamenti basati sugli studi di settore, di cui al presente art. 10, sono effettuati senza pregiudizio dell’ulteriore azione accertatrice con riferimento alle medesime o alle altre categorie reddituali nonché con riferimento ad ulteriori operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
DPR 31 maggio 1999, n. 195
Regolamento recante disposizioni concernenti i tempi e le modalità di applicazione degli studi di settore
Adeguamento alle risultanze degli studi di settore (1)
1. Per i periodi d’imposta in cui trova applicazione lo studio di settore, ovvero le modifiche conseguenti alla revisione del medesimo, non si applicano sanzioni e interessi nei confronti dei contribuenti che indicano nelle dichiarazioni di cui all’articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, ricavi o compensi non annotati nelle scritture contabili per adeguare gli stessi, anche ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive, a quelli derivanti dall’applicazione dei predetti studi di settore. (Le parole «i periodi» sono state così sostituite alle precedenti «il primo periodo» dall’art. 1, comma 411, lettera a), numero 1), della L 24/12/2004, n. 311, a decorrere dal 01.01.2005. Le parole da «nelle dichiarazioni» fino a «modificazioni,» sono state così sostituite alle precedenti «nella dichiarazione dei redditi» dall’art. 1, comma 411, lettera a), numero 2), della L 24/12/2004, n. 311, a decorrere dal 01.01.2005. Le parole da «per adeguare» fino a «produttive,» sono state così sostituite alle precedenti «per adeguare i ricavi o i compensi» dall’art. 1, comma 411, lettera a), numero 3), della L 24/12/2004, n. 311, a decorrere dal 01.01.2005)
2. Per i medesimi periodi d’imposta di cui al comma 1, l’adeguamento al volume di affari risultante dalla applicazione degli studi di settore è operato, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, senza applicazione di sanzioni e interessi, effettuando il versamento della relativa imposta entro il termine del versamento a saldo dell’imposta sul reddito; i maggiori corrispettivi devono essere annotati, entro il suddetto termine, in un’apposita sezione dei registri di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, e riportati nella dichiarazione annuale. (Le parole «Per i medesimi periodi d’imposta di cui al comma 1,» sono state così sostituite alle precedenti «Per il primo periodo d’imposta in cui trova applicazione lo studio di settore, ovvero le modifiche conseguenti alla revisione del medesimo,» dall’art. 1, comma 411, lettera b), numero 1), della L 24/12/2004, n. 311, a decorrere dal 01.01.2005. La parola «è» è stata così sostituita alle precedenti «può essere» dall’art. 1, comma 411, lettera b), numero 2), della L 24/12/2004, n. 311, a decorrere dal 01.01.2005. Le parole da «del versamento a saldo» fino a «dichiarazione annuale» sono state così sostituite alle precedenti «di presentazione della dichiarazione dei redditi» dall’art. 1, comma 411, lettera b), numero 3), della L 24/12/2004, n. 311, a decorrere dal 01.01.2005.)
2-bis. L’adeguamento di cui ai commi 1 e 2 è effettuato, per i periodi d’imposta diversi da quello in cui trova applicazione per la prima volta lo studio, ovvero le modifiche conseguenti alla revisione del medesimo, a condizione che sia versata, entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito, una maggiorazione del 3 per cento, calcolata sulla differenza tra ricavi o compensi derivanti dall’applicazione degli studi e quelli annotati nelle scritture contabili. La maggiorazione non è dovuta se la predetta differenza non è superiore al 10 per cento dei ricavi o compensi annotati nelle scritture contabili. (Comma aggiunto dall’art. 1, comma 411, lettera c),della L 24/12/2004, n. 311, a decorrere dal 01.01.2005.)
(1) Ai sensi dall’art. 37, comma 3, del DL 04/07/2006, n. 223, conv., con mod., dalla L 04/08/2006, n. 248, relativamente al primo periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data del 04.07.2006, data di entrata in vigore del DL n. 223/2006, l’adeguamento alle risultanze degli studi di settore, di cui al presente art. 2 del DPR 31/05/1999, n. 195, può essere effettuato entro il predetto termine, alle condizioni e con le modalità ivi previste.