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Timestamp: 2020-06-05 12:10:28+00:00
Document Index: 84430197

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 54', 'art. 39', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 14', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il principio di capacitÃ contributiva limita il fisco nella scelta (...) - Legali.com
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lunedì 19 giugno 2017, di Iolanda Pansardi, Maurizio Villani
La persona fisica obbligata alla tenuta delle scritture contabili puÃ² essere sottoposta a diverse tipologie di accertamento, tra cui lâ€™accertamento analitico (art. 39, comma 1, d.p.r. n. 600/1973 e art. 54 d.p.r. n. 633/1972) e lâ€™induttivo (art. 39, comma 2, d.p.r. n. 600/1973).
L’accertamento analitico ha ad oggetto l’analisi delle singole componenti della base imponibile cosÃ¬ come risultanti dalla contabilitÃ ufficiale del contribuente e dalla dichiarazione.
analitico, poichÃ© presuppone la conoscenza della fonte;
contabile, poichÃ© si basa sule singole componenti di reddito derivanti dalla stessa contabilitÃ .
l’incompletezza, la falsitÃ o l’inesattezza degli elementi indicati nella dichiarazione e nei relativi allegati risulta dall’ispezione delle scritture contabili e dalle altre verifiche di cui all’art. 33 del d.p.r. n. 600/1973 ovvero dal controllo della completezza, esattezza e veridicitÃ delle registrazioni contabili sulla scorta delle fatture e degli altri atti e documenti relativi all’impresa nonchÃ© dei dati e delle notizie raccolti dall’ufficio nei modi previsti dall’articolo 32;
l’esistenza di attivitÃ non dichiarate o la inesistenza di passivitÃ dichiarate
Ã¨ desumibile anche sulla base di presunzioni semplici, purchÃ© gravi, precise e concordanti.
a) quando il reddito d’impresa non Ã¨ stato indicato nella dichiarazione;
b) quando alla dichiarazione non Ã¨ stato allegato il bilancio con il conto dei profitti e delle perdite;
c) quando dal verbale di ispezione redatto ai sensi dell’art. 33 risulta che il contribuente non ha tenuto o ha comunque sottratto all’ispezione una o piÃ¹ delle scritture contabili prescritte dall’art. 14 ovvero quando le scritture medesime non sono disponibili per causa di forza maggiore;
d) quando le omissioni e le false o inesatte indicazioni accertate ai sensi del precedente comma ovvero le irregolaritÃ formali delle scritture contabili risultanti dal verbale di ispezione sono cosÃ¬ gravi, numerose e ripetute da rendere inattendibili nel loro complesso le scritture stesse per mancanza delle garanzie proprie di una contabilitÃ sistematica.
Le scritture ausiliarie di magazzino non si considerano irregolari se gli errori e le omissioni sono contenuti entro i normali limiti di tolleranza delle quantitÃ annotate nel carico o nello scarico e dei costi specifici imputati nelle schede di lavorazione ai sensi della lettera d) del primo comma dell’art. 14 del presente decreto.
d-ter) in caso di omessa presentazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore o di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilitÃ degli studi di settore non sussistenti, nonchÃ© di infedele compilazione dei predetti modelli che comporti una differenza superiore al 15 per cento, o comunque ad euro 50.000, tra i ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione.
Peraltro, se Ã¨ pur vero che, con tale accertamento, l’ufficio delle imposte determina il reddito d’impresa sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, con facoltÃ di prescindere in tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili in quanto esistenti e di avvalersi anche di presunzioni semplici, tuttavia occorre che la ricostruzione del reddito parta sempre da un fatto noto per rappresentare un fatto ignoto, non potendo questa essere del tutto apodittica.
Al riguardo, la Corte di Cassazione con una sentenza Cass. 3 febbraio 2012 n. 1555 Ã¨ intervenuta stabilendo il principio secondo cui, anche in caso di inattendibilitÃ della contabilitÃ , l’amministrazione finanziaria puÃ² procedere all’accertamento analitico e non necessariamente a quello induttivo.
Rientra, pertanto, nella discrezionalitÃ dell’ufficio la scelta del tipo di accertamento di cui avvalersi e spetta, viceversa, al contribuente dimostrare, mediante l’esibizione di adeguata documentazione probatoria, l’illegittimitÃ dell’accertamento.
In linea generale, quindi, all’Amministrazione finanziaria Ã¨ concessa un’ampia facoltÃ di scelta del modus operandi, che puÃ² manifestarsi anche nell’accertamento cosiddetto analitico-induttivo, fondato sul rinvenimento di inesattezze contabili gravi, ovvero sul riscontro di situazioni di rilevante infedeltÃ in fatture, atti e documentazione varia. PurchÃ¨ non vi sia un pregiudizio sostanziale (Cass. 8333/2012; Cass. 19258/2005).
Ebbene, di recente la Suprema Corte con sentenza Cass. civ. Sez. V, 03 febbraio 2017, n. 2873 cosÃ¬ ha deciso: <>.
In concretezza, nellâ€™attivitÃ di verifica vi Ã¨ un sostanziale obbligo di scegliere per il metodo di accertamento che, meglio degli altri, riesca ad individuare la reale capacitÃ contributiva del contribuente.