Source: https://www.aziendamedica.it/la-cartella-sanitaria-del-lavoratore/
Timestamp: 2018-02-24 13:44:25+00:00
Document Index: 151600764

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 18', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 243', 'art. 243', 'art. 18', 'art. 41', 'art. 53', 'art. 139', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 53']

La cartella sanitaria del lavoratore: cose da sapere – AZIENDA MEDICA
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Lavoro, Norme, Salute
Per ogni lavoratore che, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/08, necessita di essere sottoposto a sorveglianza sanitaria, deve essere redatta la cosiddetta “Cartella Sanitaria e di Rischio” recante tutte le informazioni sanitarie raccolte dal medico competente, rigurdanti: le condizioni di salute attuali e pregresse del lavoratore, l’esito delle visite mediche cui è sottoposto, il risultato degli accertamenti integrativi effettuati, i rischi e l’esposizione a cui è soggetto, il conseguente giudizio di idoneità alla mansione espresso dal medico competente.
Un documento contenente questo tipo di informazioni è chiaramente subordinato alle norme di tutela e protezione dei dati sensibili; non comporta il consenso del lavoratore in quanto è un atto previsto dalla legge ed è autorizzato periodicamente, in automatico, dall’Autorità garante della privacy. L’accessibilità ai dati è consentita al medico competente e al lavoratore stesso, è preclusa a qualunque altra figura aziendale e perfino al datore di lavoro che deve conservare la cartella senza consultarla.
Compendio delle disposizioni normative
Il medico competente programma ed effettua la sorveglianza sanitaria (D.Lgs. 81/2008, art. 25, comma 1, lettera b).
Il medico competente istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria (D.Lgs. 81/2008, art. 25, comma 1, lettera c).
Il medico competente conserva la cartella sanitaria con salvaguardia del segreto professionale presso il luogo di custodia concordato al momento della nomina (D.Lgs. 81/2008, art. 25, comma 1, lettera c). Il luogo di custodia può essere sia presso l’azienda, sia presso il medico, purchè stabilito all’atto della nomina.
Il medico competente informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria (D.Lgs. 81/2008, art. 25, comma 1, lettera h).
Il medico competente, alla cessazione dell’incarico, consegna al datore di lavoro la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al D.Lgs. 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), e con salvaguardia del segreto professionale (D.Lgs. 81/2008, art. 25, comma 1, lettera d).
Il datore di lavoro nei casi di sorveglianza sanitaria deve comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro con il lavoratore (D.Lgs. 81/2008, art. 18, comma 1, lettera g bis).
Il medico competente consegna al lavoratore, quando questi cessa il rapporto di lavoro con l’azienda, copia della cartella sanitaria e di rischio (D.Lgs. 81/2008, art. 25, comma 1, lettera e). Questo accorgimento introdotto dal Testo Unico e alle volte sottovalutato, consente di dare continuità alla cartella sanitaria che potrà in questo modo contenere riferimenti precisi all’intera storia del lavoratore che passa tra impieghi diversi.
Il datore di lavoro, quando il lavoratore cessa il rapporto di lavoro con l’azienda, è tenuto a conservare l’originale della cartella sanitaria e di rischio, nel rispetto di quanto disposto dal D.Lgs. 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), per almeno 10 anni, salvo il diverso termine previsto da altre disposizioni (D.Lgs. 81/2008, art. 25, comma 1, lettera e). Nelle aziende in cui vi è rischio di esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni, in caso di cessazione del rapporto di lavoro o in caso di cessazione di attività dell’azienda, il datore di lavoro consegna all’INAIL, per il tramite del medico competente, la cartella sanitaria e di rischio (D.Lgs. 81/2008, art. 243, commi 4 e 5); le cartelle sanitarie e di rischio sono conservate dall’INAIL fino a 40 anni dalla cessazione di ogni attività che espone ad agenti cancerogeni o mutageni (D.Lgs. 81/2008, art. 243, comma 6).
Il datore di lavoro è chiamato al controllo dell’applicazione delle norme e deve perciò richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico (D.Lgs. 81/2008, art. 18, comma 1, lettera g).
Contenuti minimi della cartella sanitaria e di rischio
I requisiti minimi della cartella sanitaria e di rischio sono elencati nell’Allegato 3A (D.Lgs. 81/2008, art. 41, comma 5).
CONTENUTI DELLA CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO (D.Lgs. 81/2008, Allegato 3A):
Domicilio (Comune, Provincia, indirizzo, recapito telefonico)
Attività svolta (riferita a comparto/lavorazione/codice categoria naviglio)
Reparto e mansione specifica di destinazione (reparto da non indicare in caso di reparto unico)
Fattori di rischio (specificare quali fattori di rischio, indicando anche, nei casi previsti dalla normativa vigente, i livelli di esposizione individuale)
Anamnesi lavorativa (specificare, con riferimento all’intera storia lavorativa del soggetto, comparti/lavorazioni svolte, relativo periodo e principali rischi riferiti dal lavoratore e tipologia contrattuale)
Anamnesi patologica remota (indicare sempre tipologia di invalidità lavorativa o civile, malattie professionali riconosciute, tipologia e anno infortuni riferiti dal lavoratore)
Anamnesi patologica prossima (indicare sempre tipologia di invalidità lavorativa o civile, malattie professionali riconosciute, tipologia e anno infortuni riferiti dal lavoratore)
Accertamenti integrativi (elencare gli accertamenti eseguiti riportando in forma sintetica i risultati e allegando alla cartella i relativi referti)
Eventuali provvedimenti del Medico Competente (indicare gli eventuali provvedimenti adottati dal medico competente quali ad esempio 1° certificato di malattia professionale ai sensi dell’art. 53 D.P.R. 1124/65, segnalazione di malattia professionale ex art. 139 D.P.R. 1124/65, lettere al curante, ecc…)
Giudizio di idoneità alla mansione specifica (ai sensi D.Lgs. 81/2008, art. 41, comma 6)
Scadenza visita medica successiva (da indicare solo se diversa da quella riscontrabile dal protocollo sanitario)
Visite successive (specificare la tipologia di visita di cui al D.Lgs. 81/2008, art. 41, comma 2)
Reparto e mansione specifica (reparto da non indicare in caso di reparto unico)
Fattori di rischio (se diversi o variati rispetto ai precedenti controlli; specificare quali con riferimento alla valutazione dei rischi, indicando anche, nei casi previsti dalla normativa vigente, i livelli di esposizione individuale)
NOTE: le pagine della cartella sanitaria e di rischio devono essere numerate in ordine progressivo (D.Lgs. 81/2008, Allegato 3A).
Supporto della cartella sanitaria e di rischio
La cartella è predisposta su formato cartaceo o informatizzato, secondo quanto previsto dall’articolo 53 (D.Lgs. 81/2008, art. 41, comma 5).
La cartella, sia su supporto cartaceo che informatico, deve essere custodita nel rispetto del D.Lgs. 196/2003, codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 81/2008, art. 53, comma 4).
L’impiego di sistemi informatizzati è consentito per la memorizzazione di qualunque tipo di documentazione prevista dal D.Lgs. 81/2008 (D.Lgs. 81/2008, art. 53, comma 1).
Le modalità di memorizzazione dei dati e di accesso al sistema di gestione devono essere tali da assicurare che: l’accesso alle funzioni del sistema sia consentito solo ai soggetti a ciò espressamente abilitati dal datore di lavoro; la validazione delle informazioni inserite sia consentito solo alle persone responsabili, in funzione della natura dei dati; tali persone devono essere univocamente identificabili mediante la memorizzazione di codice identificativo autogenerato dalle stesse; le eventuali informazioni di modifica siano solo aggiuntive a quelle già memorizzate; sia possibile riprodurre su supporti a stampa le informazioni contenute nei supporti di memoria; le informazioni siano conservate almeno su due distinti supporti informatici di memoria e siano implementati programmi di protezione e di controllo del sistema da codici virali; sia redatta, dall’esercente del sistema, una procedura in cui siano descritte le operazioni per la gestione del sistema medesimo ad esclusione del codice di accesso (D.Lgs. 81/2008, art. 53, comma 2, lettere a, b, c, d, e, f, g).