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Timestamp: 2020-05-29 14:05:40+00:00
Document Index: 100547422

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 426', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 1346', 'art. 1326', 'art. 1349']

Sentenza Cassazione Civile n. 25065 del 07/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25065 del 07/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 07/12/2016, (ud. 04/10/2016, dep. 07/12/2016), n.25065
sul ricorso 4844/2015 proposto da:
C.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA COSSERIA 2,
presso lo studio dell’avvocato AFREDO PLACIDI, rappresentato e
difeso dall’avvocato GIOVANNI CIGLIOLA, giusta procura a margine del
B.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA P.L. DA
rappresentata e difesa dall’avvocato GENNARO IOSSA, giusta procura a
avverso la sentenza n. 426/2014 della CORTE D’APPELLO DI LECCE –
SEZIONE DISTACCATA DI TARANTO, emessa il 22/10/2014 e depositata il
udito l’Avvocato Gennaro Iossa, per il controricorrente, che si
“1. B.A. intimò a C.F. sfratto per finita locazione in relazione all’immobile, di cui ella era proprietaria, condotto dal convenuto per uso commerciale e, contestualmente, lo convenne in giudizio davanti al Tribunale di Taranto per la relativa convalida.
Si costituì in giudizio C., opponendosi allo sfratto.
Disposto il mutamento del rito ai sensi dell’art. 426 c.p.c., il Tribunale rilevò l’infondatezza dell’opposizione da parte del convenuto e, in accoglimento della domanda, dichiarò cessato il contratto di locazione, ordinando il rilascio dell’immobile.
2. La pronuncia è stata impugnata dal C. e la Corte d’appello di Lecce, Sezione distaccata di Taranto, con sentenza del 18 dicembre 2014, ha rigettato il gravame, condannando l’appellante alla rifusione delle ulteriori spese del grado.
3. Contro la sentenza d’appello ricorre C.F. con atto affidato a due motivi.
Resiste B.A. con controricorso.
5. Con il primo motivo di ricorso si lamenta, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione degli artt. 1326 e 1362 c.c.; con il secondo, in riferimento al medesimo parametro, violazione e falsa applicazione dell’art. 1346 c.c..
5.1. I motivi, da trattare congiuntamente in considerazione della stretta connessione che li unisce, sono entrambi privi di fondamento.
La Corte d’appello, con un accertamento di fatto non più sindacabile in questa sede, ha affermato che la tesi difensiva del C. -secondo cui il contratto di locazione non poteva ritenersi cessato in quanto era stato rinnovato di comune accordo dalle parti – era priva di fondamento alla luce della documentazione esistente. Dal carteggio prodotto, infatti, era emerso che la B. si era dichiarata disposta ad un rinnovo a diverse condizioni, ma che, quando poi ella aveva formulato la relativa offerta, il conduttore non l’aveva mai accettata, sicchè il nuovo contratto) non si era perfezionato (art. 1326 c.c.). Nè poteva affermarsi che il riferimento al possibile rinnovo ad un canone conforme ai valori di mercato) comportasse l’applicazione dell’art. 1349 c.c., poichè l’oggetto del contratto non può essere stabilito da un’entità astratta (il mercato, appunto). Sicchè la mancanza dell’oggetto avrebbe comunque determinato la nullità dell’ipotetico contratto.
A’ fronte di siffatta motivazione, il ricorrente continua a ribadire la propria versione dei fatti, insistendo affinchè alle lettere inviate tra le parti venga data un’interpretazione opposta a quella data dal giudice di merito, continuando ad ipotizzare l’avvenuta conclusione di un diverso contratto che, come detto, la Corte d’appello ha motivatamente escluso; per cui i motivi di ricorso si risolvono nel chiaro tentativo di sollecitare questa Corte ad un nuovo e non consentito esame del merito.
1. Entrambe le parti hanno depositato memorie alla trascritta relazione, insistendo nelle rispettive conclusioni.
A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, ritiene il Collegio di condividere i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione medesima e di doverne fare proprie le conclusioni, posto che la memoria del ricorrente nulla aggiunge rispetto alle argomentazioni già contenute nel ricorso.