Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/9_81_03032014.htm
Timestamp: 2019-06-18 13:05:41+00:00
Document Index: 125026641

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 122', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 242', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11']

SEDUTA DI LUNEDI’ 3 MARZO 2014
La seduta inizia alle 17,57
E’ pervenuta risposta scritta all’interrogazione numero 502 del 3 febbraio 2014 a firma del consigliere Guccione.
Volevo comunicare all’Aula che la Conferenza dei Capigruppo, vista la tarda ora di inizio dei lavori del Consiglio, a causa del susseguirsi di riunioni sia all’interno della maggioranza sia all’interno del gruppo del Partito democratico, ha stabilito che il dibattito sui fondi comunitari, considerata l’importanza dell’argomento, non sarà svolto nella seduta odierna ma in quella del 17 prossimo che è stata già convocata.
Sarà pertanto il primo punto all’ordine del giorno della seduta del 17 ed in quella sede vi sarà sia la relazione dell’assessore sia il dibattito.
La seduta di Consiglio odierna si svolgerà esclusivamente sulle interrogazioni a risposta immediata. Ci sono una serie di interrogazioni presentate dai consiglieri pertanto si seguirà l’ordine del giorno per poi fermarsi prima del dibattito sui fondi comunitari che saranno rinviati.
Prego i colleghi di prendere posto, così iniziamo.
Presidente, vorrei che il Consiglio regionale esprimesse oggi il suo profondo cordoglio per l’uccisione avvenuta a Cassano di un sacerdote, Padre Lazzaro Longobardi.
Provengo da quella comunità ed ho avuto la fortuna di conoscere in vita questo sacerdote che era persona seria che si dedicava agli altri, in particolare agli umili e ai più deboli. Oggi ricevere questa notizia è stato sicuramente scioccante non solo per quella comunità ma credo per tutta la comunità calabrese.
Credo che questo, signor Presidente, denoti un grande malessere. Come è noto ai colleghi consiglieri, noi poco più di un mese fa in Aula consiliare ricordammo la figura di un bambino, il piccolo Cocò Campolongo, prematuramente strappato alla vita poiché barbaramente ucciso da mani ignote.
Oggi un altro episodio segna la comunità cassanese ma segna la comunità calabrese. Ecco che forse è necessario pensare ad interventi ed a progetti per affrontare il grave disagio che ormai si vive fra le contrade calabresi e che, in questo caso, ha colpito ancora una volta la comunità di Cassano.
Per questo, Presidente, volevo invitare il Consiglio regionale, se lei è d’accordo, ad osservare un minuto di raccoglimento per la figura di questo prete barbaramente strappato alla vita, padre Lazzaro Longobardi.
Il consigliere Gallo ha proposto di osservare un minuto di raccoglimento per ricordare la scomparsa del sacerdote di Cassano.
In morte del sacerdote Lazzaro Longobardi, ucciso barbaramente
Come richiesto dal consigliere Gallo, dispongo che l’Aula osservi un minuto di silenzio.
(I consiglieri, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
NUCERA Giovanni (NCD)
Presidente, chiedo l’inserimento all’ordine del giorno di una mozione “Interventi a sostegno del riconoscimento della promozione del premio Mia Martini”; non ha risvolti economici.
Il consigliere Nucera chiede l’inserimento all’ordine del giorno di una mozione per la promozione del premio “Mia Martini”.
Non ci sono interventi pertanto pongo in votazione la richiesta di inserimento.
Presidente, chiedo l’inserimento dell’ordine del giorno protocollo numero 9968 relativo ai lavoratori di CalabriaI&t; su questa situazione rischiamo un conflitto istituzionale tra il Consiglio regionale che ha licenziato una legge, su cui ci sono stati chiarimenti in particolare riguardo l’articolo 11, e l’interpretazione che ne fa la Giunta sul trasferimento dei lavoratori di CalabriaI&t a Fincalabra Spa.
Per questo chiedo l’inserimento di questo ordine del giorno perché su questa questione vogliamo evitare questo conflitto istituzionale.
Il consigliere Guccione chiede l’inserimento all’ordine dei lavori di un ordine del giorno che riguarda i dipendenti di CalabriaI&t.
Non ci sono richieste di parola pongo in votazione l’inserimento.
Presidente, chiedo di inserire all’ordine dei lavori un ordine del giorno “Sulla paventata soppressione in Calabria di Polfer e Polpost”. Nei giorni passati è venuta fuori la notizia che il Ministero degli Interni sembrerebbe intenzionato a ridimensionare alcuni posti di polizia postale e ferroviaria nelle varie province calabresi e pure cancellare alcune squadre nautiche.
Questi sono avamposti dello Stato e penso che – ricollegandomi al discorso precedente – sia necessario che il Consiglio regionale impegni la Giunta ad interloquire e ad interagire col Governo centrale e col Ministero degli Interni per evitare che queste razionalizzazioni colpiscano ancora una volta la Calabria che è terra di emergenze in questo senso.
Chiedo, pertanto, Presidente, l’inserimento dell’ordine del giorno all’ordine dei lavori.
Il consigliere Gallo chiede l’inserimento di un ordine del giorno. Non ci sono richieste di parola pertanto pongo in votazione la richiesta di inserimento.
Non ci sono più interventi preliminari diamo inizio ai lavori del Consiglio.
Do lettura della prima interrogazione a risposta immediata, numero 389 del 24 giugno 2013, a firma del consigliere Guccione “Sulla mancata stipula delle convenzioni per l'attivazione del servizio antincendio della Regione Calabria”: “Al Presidente della Giunta regionale, all'assessore all'agricoltura e al sottosegretario alla protezione civile. Per sapere – premesso che:
l'arrivo della stagione estiva aumenta nella nostra regione il verificarsi degli incendi boschivi che, se non adeguatamente individuati, fronteggiati e circoscritti per tempo, rappresentano una grave minaccia per gli uomini, le abitazioni e il grande patrimonio naturalistico calabrese;
da quattro giorni nelle località Macchia della Pita in agro di Bocchigliero e Mezzo Campo in agro di Savelli è in corso un vasto incendio che sta distruggendo decine di ettari di bosco e di vegetazione mediterranea senza che ancora sia stato effettuato alcun tipo di intervento aereo e terrestre così come denunciato pubblicamente dagli amministratori comunali di Bocchigliero -:
se ancora a tutt'oggi non siano state corrisposte le risorse destinate alla Convenzione stipulata tra la Regione Calabria e il Comando Regionale dei Vigili del fuoco per la lotta contro gli incendi boschivi;
se non siano state ancora trasferite le risorse necessarie al saldo del servizio svolto negli anni 2011 e 2012, determinando addirittura il ricorso di quest' ultimo alle vie legali;
se analoga situazione si sarebbe verificata nei confronti del Corpo Forestale dello Stato, impossibilitato a utilizzare due elicotteri attualmente bloccati all'aeroporto di Lamezia Terme e a svolgere le funzioni di coordinamento aereo e terrestre degli interventi antincendio (DOS) poiché la Regione Calabria non avrebbe ancora provveduto a trasferire le risorse che riguardano il saldo dell'utilizzo degli elicotteri negli anni 2011 e 2012 e il coordinamento terrestre degli interventi svolto nel 2012;
se la Regione Calabria non abbia ancora provveduto a stipulare con la Protezione Civile Nazionale la convenzione annua per l'utilizzo di due aerei canadair, attualmente fermi all'aeroporto di Lamezia Terme, perché non sarebbe in grado di versare la propria quota-parte necessaria all'attivazione della stessa;
se non reputa grave ed inammissibile il fatto che, alla data odierna, con l'eccezionale ondata di caldo che sta interessando tutto il nostro territorio, la Regione Calabria non sia ancora in grado di rendere operativo un servizio fondamentale per la salvaguardia della vita degli uomini e del patrimonio ambientale del nostro territorio;
se non ritenga necessario individuare e rimuovere coloro i quali si sono resi responsabili di tale gravissima situazione e predisporre un atto deliberativo urgente che sblocchi e regolarizzi immediatamente il servizio antincendio nella nostra regione, essenziale per la salvaguardia e la tutela della vita delle persone e di oltre seicentomila ettari di foresta”.
Non c’è il sottosegretario Dima che è la persona competente a rispondere pertanto l’interrogazione è rinviata alla prossima seduta.
Presidente, solo per sottolineare che questa interrogazione fra poco farà un anno, perché è stata presentata a giugno 2013.
Non è colpa della Presidenza. Noi la mettiamo all’ordine del giorno, ma oggi non c’è il sottosegretario Dima.
Se magari la Vicepresidente Stasi per la prossima seduta di Consiglio può sentire prima il sottosegretario Dima così avremo la risposta all’interrogazione…
Se lei, dottoressa Stasi, si farà carico di sentire il sottosegretario Dima così che lui possa dare la risposta nel caso non dovesse esserci; così risponderete alla prossima seduta di Consiglio perché è giustamente all’ordine del giorno da quasi un anno, in quanto è stata presentata a giugno 2013 e dobbiamo essere precisi e adempiere.
Interrogazione a risposta immediata numero 446 del 25 settembre 2013 a firma del consigliere Guccione “Sugli impianti sciistici di Lorica e Camigliatello”
Si passa all’interrogazione a risposta immediata numero 446 del 25 settembre 2013 a firma del consigliere Guccione “Sugli impianti sciistici di Lorica e Camigliatello” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
l'impianto a fune di Lorica a seguito della scadenza tecnica non è in esercizio;
l'impianto di Camigliatello attualmente risulta chiuso per motivi tecnici, e che non potrà sopportare il carico della carenza strutturale dell'impianto di Lorica, con il rischio del blocco totale dell'attività sciistica in Calabria;
l'approssimarsi della stagione invernale rischia di non garantire all'utenza sciistica l'attività di questa disciplina, con ricadute drammatiche sull'economia dell'Altopiano Silano e sulle attività produttive legata al fattore neve -:
se si intendono intraprendere tutte le iniziative necessarie per evitare il protrarsi delle chiusure degli impianti sciistici di Lorica e Camigliatello ed evitare che, gli investimenti per l'ammodernamento dell'impianto di Lorica possano essere disimpegnati, in quanto la recente legge regionale sulla riforma dell'ARSSA ha trasferito patrimonio personale e competenza degli impianti a fune alla costituente agenzia ARSAC.”
Presidente, anche questa interrogazione è di settembre 2013 e all’epoca dei fatti, quindi quando è stata presentata, né l'impianto a fune di Lorica né quello di Camigliatello risultavano essere funzionanti.
Chiedo all’assessore di capire lo stato dell’arte dopo qualche mese dalla presentazione della interrogazione.
La parola all’assessore Trematerra.
TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione
Per quanto attiene l’impianto di risalita di Camigliatello all’epoca della interrogazione c’era stato un guasto sull’impianto stesso, addirittura - cosa particolare e strana - si era venuto a rompere un pezzo molto importante dell’impianto stesso per cui siamo dovuti intervenire con la ditta che ha costruito l’impianto. Hanno preso questa puleggia, l’hanno dovuta riportare per una rettifica e come saprà il guasto è stato riparato e gli impianti sono funzionanti.
Per quanto riguarda, invece, l’impianto di Lorica lì, come saprà, insiste un finanziamento attraverso i Pisl per il suo rifacimento che ormai è scaduto e non si è potuto provvedere ad un anno di proroga perché questo avrebbe significato intanto da parte dell’azienda fare un progetto mentre nel frattempo c’è il Pisl che sta andando avanti.
Mi auguro che la procedura del Pisl sia la più celere possibile e che i comuni interessati che partecipano alla realizzazione di questo progetto possano bandire al più presto la gara per l’affidamento. Quindi poiché questo impianto in quest’anno è rimasto chiuso perché è scaduto il tempo massimo per il suo utilizzo, ci auguriamo che a fine anno tutta la procedura venga ad essere realizzata e che Lorica si possa dotare di un impianto nuovo – questo è un primo punto – ma più efficace ed efficiente rispetto a quello che era presente e che ormai è desueto.
La parola al consigliere Guccione. Ne ha facoltà.
Presidente, le informazioni che ha dato l’assessore Trematerra vanno nella direzione di rassicurare l’opinione pubblica che ha come punto di riferimento turistico Lorica. Farei un invito all’assessore e alla Giunta di verificare i tempi della gara di appalto e le necessarie procedure dell’intervento per cercare di non vanificare le risorse economiche che, se non utilizzate a pieno - e anche l’iter amministrativo rischia di avere qualche intoppo – rischiamo di perdere.
E’ una occasione importante per lo sviluppo turistico di un’aria importantissima del Mezzogiorno e non solo della Calabria.
Interrogazione a risposta immediata numero 460 del 23 ottobre 2013 a firma del consigliere Giordano “Sulla chiusura del reparto di nefrologia dell’ospedale Giovanni 23° di Gioia Tauro”
Siamo all’interrogazione a risposta immediata numero 460 del 23 ottobre 2013 a firma del consigliere Giordano “Sulla chiusura del reparto di nefrologia dell’ospedale Giovanni 23° di Gioia Tauro” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
le motivazioni di ordine tecnico che hanno portato al provvedimento di chiusura del reparto di nefrologia dell'ospedale Giovanni XXIII di Gioia Tauro e se non si ritenga opportuno adottare i necessari interventi per la revoca di un atto aziendale che mortifica ulteriormente il diritto alla salute di una vasta popolazione ricadente nell'area della Piana di Gioia Tauro.”
Presidente, questa interrogazione è piuttosto datata perché è di ottobre 2013 ed è stata presentata a seguito della disposizione dell’allora direttore generale dell’Asp 5 che aveva sancito la chiusura del reparto di nefrologia dell'Ospedale Giovanni XXIII di Gioia Tauro.
Questo, insieme agli altri provvedimenti dello stesso tenore e che riguardano la struttura ospedaliera in parola, stanno cancellando e provocando una inesorabile – l’abbiamo così definita - distruzione della sanità della piana di Gioia Tauro.
Sostanzialmente non per nessuna ragione vi è il minimo delle garanzie e dei livelli essenziali di assistenza.
A parte quello che è venuto fuori da questa decisione, potrei anche agganciarmi alle successive decisioni che sono state assunte dalla direzione generale, oggi, anche se questa interrogazione potrebbe essere superata dai fatti e dagli eventi, vorremmo sapere non solo la risposta che già in parte conosciamo sul reparto di nefrologia ma su quello che questa Giunta regionale, l’ufficio del commissario ha in mente rispetto a questo nosocomio nel particolare, ma alla garanzia che non è per nessun motivo rispettata dei livelli essenziali di assistenza della sanità della Piana di Gioia Tauro.
STASI Antonella, Vicepresidente della Giunta regionale
Consigliere Giordano, ci sono cose che devono viaggiare in funzione di quella che è la normativa nazionale che a sua volta si rifà alla normativa europea.
Intanto esiste un decreto, il numero 18, che riorganizza la rete sanitaria nella Regione Calabria. Il decreto 18 è stato realizzato, fatto e redatto in funzione dei parametri nazionali scritti in un Patto della salute 2010-2012.
E’ noto come in questi giorni sia allo studio un nuovo Patto per la salute 2013-2015 dove tra l’altro non solo i parametri saranno ripetuti ma saranno probabilmente ulteriormente più stringenti. Questo significa che alcune situazioni dovremo addirittura rivederle in ottica del 2015 addirittura in modo più restrittivo.
Per quanto riguarda l’unità operativa di nefrologia è risaputo come tutte le unità operative – ma quella di nefrologia soprattutto – devono rispondere a dei parametri precisi che definiti dal Patto della salute prevedono un minimo di 17 posti letto. Questo vuol dire determinati numeri.
Sappiamo bene, ad esempio, che l’unità operativa di Gioia Tauro ha fatto 157 ricoveri nel 2012. Ovviamente non è indicativo ma, sicuramente, quell’area non può mantenere un intero reparto di nefrologia perché significherebbe dover dedicare almeno 17,5 posti letto e di conseguenza personale dedicato, risorse dedicate e poi, ovviamente, avere i numeri di appropriatezza che nel nuovo Patto della salute sono rappresentati da un tasso di ospedalizzazione di almeno il 90 per cento di quello che viene assegnato.
Sicuramente non è possibile immaginare una unità autonoma, fermo restando che il servizio di nefrologia è in ogni caso mantenuto in quell’ospedale, così come è mantenuto in altri ospedali. Voglio citare anche Crotone in cui c’è stato lo stesso problema pur essendo un ospedale Spoke. Si è eliminato il reparto di nefrologia ma, in effetti, si sono lasciate tutte le funzioni esistenti all’interno dell’unità di medicina generale così come prevede la norma.
Relativamente a quel che diceva, rispetto a quanto previsto nella nuova pianificazione regionale, sappiamo bene che Gioia Tauro avrà un nuovo ospedale e di conseguenza l’ospedale della Piana sarà sicuramente il contenitore di un numero di servizi adeguato per la tipologia di popolazione e il numero di prestazioni da erogare nel bacino individuato e soprattutto avrà tutte le caratteristiche tecnologiche e di risorse umane.
Sappiamo bene, infatti, che nel frattempo si sta sbloccando anche quella che è un po’ la piaga di questi anni cioè il blocco del turn-over e potranno essere date risposte più adeguate e certe rispetto agli ultimi anni.
Purtroppo, non vorrei apparire come il consigliere che sistematicamente si oppone, per partito preso, rispetto alle risposte, ma anche in questo caso non ci convincono, non possono essere convincenti. Lei ha evocato il Patto della salute 2010-2012 e sappiamo che non ha rispettato nessuno dei target , soprattutto in alcune aree della Calabria e segnatamente nella Piana di Gioia Tauro.
Sul Patto della salute 2013-2015 avete macroscopici ritardi né tanto meno possono essere sempre i parametri che comodamente vengono presentati solo per fare dei tagli, delle operazioni di chirurgia che tagliano a geometria variabile in alcune aree della Calabria e in alcuni ospedali.
Anche sul servizio di nefrologia, la Calabria sta scontando dei ritardi inaccettabili. Potrei anche palare della situazione più ampia che viene denunciata dall’Aned sistematicamente sulle disattenzioni.
La risposta, purtroppo, non ci mette in condizione di essere sereni e di poter apprezzare una inversione di tendenza che è certamente la risposta alle esigenze della Piana di Gioia Tauro e di una popolazione che sempre più si vede negato il diritto alla salute.
Interrogazione a risposta immediata numero 461 del 23 ottobre 2013 a firma del consigliere Giordano “Sulla intesa Regione/Ufficio scolastico regionale sul servizio educativo per l’infanzia denominato “Sezioni primavera”
Do lettura dell’interrogazione a risposta immediata numero 461 del 23 ottobre 2013 a firma del consigliere Giordano “Sulla intesa Regione/Ufficio scolastico regionale sul servizio educativo per l’infanzia denominato “Sezioni primavera”: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
le intese sottoscritte definiscono, fra l'altro, il soggetto istituzionale c (Regione o Usr) che provvederà alla gestione unitaria amministrativa, finanziaria, di controllo/verifica;
se è stata stipulata l'Intesa con l'Ufficio Scolastico Regionale conformemente a quanto previsto dall'Accordo unificato, richiamato in premessa, con l'indicazione della relativa quota di cofinanziamento a carico della Regione e, in caso contrario, le motivazioni che stanno alla base del ritardo.”
Sospendiamo momentaneamente l’interrogazione.
Interrogazione a risposta immediata numero 463 del 29 ottobre 2013 a firma del consigliere De Masi “Su enoteca regionale “Casa dei vini di Calabria”
E’ stata presentata interrogazione a risposta immediata numero 463 del 29 ottobre 2013 a firma del consigliere De Masi “Su enoteca regionale “Casa dei vini di Calabria” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale ed all'assessore regionale all'agricoltura ed alla forestazione. Per sapere – premesso che:
per quali motivi, l'Enoteca regionale "Casa dei vini di Calabria", istituita con L.R. n. 1 del 10 febbraio 2011, non ha ancora visto la luce.”
Prego, consigliere De Masi.
Presidente, grazie. Anche questa è una interrogazione datata che, tuttavia, conserva un suo valore perché non mi pare che il suo senso sia stato in qualche modo assecondato.
Premesso che con legge regionale n. 1 del 10 febbraio 2011 è stata Istituita l'Enoteca regionale "Casa dei vini di Calabria"; con deliberazione della Giunta regionale numero 618 del 23 dicembre 2011 sono stati approvati: lo schema di Atto Costitutivo, Statuto, Regolamento di Attuazione e Bozza del Logo; con Decreto del Presidente del Consiglio regionale numero 7 del 16 aprile 2012 sono stati nominati i componenti del Consiglio di amministrazione; con deliberazione della Giunta regionale numero 557 del 10 dicembre 2012 è stato approvata l’Istituzione del Comitato Tecnico Scientifico e la nomina degli esperti; con Decreto del Presidente della Regione numero 68 del 23 maggio 2013 è stato approvato il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato all'Associazione Enoteca Regionale "Casa dei Vini di Calabria". Iscrizione nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche Private ai sensi del D.P.R. numero 361/2000 e del Regolamento regionale numero 1 del 10 maggio 2001. La Provincia di Cosenza ha provveduto a realizzare una propria "Enoteca Regionale" in un arco temporale assai limitato; come riportato in premessa, tutte le procedure necessarie per la realizzazione dell'Enoteca Regionale "Casa dei Vini di Calabria" risultano essere state esperite. Per sapere per quali motivi, l'Enoteca regionale "Casa dei vini di Calabria", istituita con legge regionale numero 1 del 10 febbraio 2011, non abbia ancora visto la luce.
Prego, assessore Trematerra.
Intanto per chiarire che l’enoteca regionale ha una finalità che abbiamo previsto per legge e che parte dal basso. E’ cioè un ente di tipo privatistico per cui, al di là dei decreti che lei ha citato nei quali vengono riportati i vari atti amministrativi, l’enoteca stessa - che è appunto di tipo privatistico - ha iniziato a fare una sorta di animazione sul territorio per avvicinare i vari componenti che dovranno far parte dell’enoteca stessa.
Mi riferisco alle amministrazioni comunali, alle varie aziende che sono nel comparto e tutta questa animazione era necessaria perché l’attività in sé non è una attività che parte dall’alto ma parte dal basso.
Tutta questa attività è stata fatta e ragionevolmente si ritiene che nel giro di 30-60 giorni si potrà avere finalmente anche una location.
Nella stessa interrogazione si fa riferimento a quella che è l’enoteca regionale della provincia di Cosenza che, al di là del nome, non ha la stessa struttura né la stessa finalità. L’ho anche visitata, in occasione di un dibattito, ed ho potuto constatare che si tratta solo ed esclusivamente di una esposizione di vini calabresi che potranno nascere in tutto il territorio regionale ma non è assolutamente riconducibile ad una enoteca.
Quindi come lei stesso citava nei vari passaggi burocratici necessari, dal riconoscimento della natura giuridica all’animazione sul territorio, sembrerà strano, ma molto spesso i singoli comuni che hanno dovuto partecipare anche economicamente hanno avuto problemi per poter aderire all’enoteca regionale o alla casa dei vini di Calabria perché non avevano la disponibilità di quelle risorse minimali che servono nella fase di start up.
Questo è il percorso che è stato portato avanti e sono fiducioso che, al di là dei ritardi che lei stesso evidenziava, nel giro di 30-60 giorni si potrà finalmente avere una struttura che potrà partire e quindi poi partendo dal basso e scegliendo le attività che dovrà fare - perché torno a dire che è un ente di tipo privatistico noi abbiamo solo una funzione di controllo che stiamo esercitando – potrà dare quelle risposte per cui è nata l’enoteca e quindi anche la valorizzazione di un settore importantissimo che sicuramente è uno dei fiori all’occhiello dell’agro-alimentare calabrese e che anche attraverso l’enoteca si potrà rendere ancora più visibile e dare un maggiore impulso a tale settore.
Presidente, posso semplicemente prendere atto di quello che è sostanzialmente un auspicio che è stato formulato dall’assessore e niente di più.
Vorrei chiederle: se lei mi avesse risposto entro i tempi nei quali io ho presentato questa interrogazione se mi avesse detto cose diverse, sarebbe stato un auspicio che entro 60-90 giorni tutto si sistemasse e si individuasse una location come lei ha detto.
In realtà la inviterei, se posso permettermi, a verificare con maggiore precisione perché da notizie di stampa sembrerebbe che una certa ubicazione definitiva sia stata trovata, salvo ulteriori notizie che mettono in discussione la principale. Anche questo avrebbe probabilmente deve impegnare la Regione Calabria, al di là della struttura privatistica che caratterizza l’organizzazione dell’enoteca, sulle cui funzioni che lei ha ricordato io concordo se non altro perché mi sono battuto all’inizio di questa lunga fase per realizzarla.
La inviterei ad esercitare funzioni di controllo che credo non debbano sfuggire alle sue prerogative per verificare l’attendibilità di certe notizie e soprattutto per orientare in termini maggiormente veloci l’attuazione definitiva di questo progetto. Grazie.
All’interrogazione a risposta immediata numero 461 del 23 ottobre 2013 a firma del consigliere Giordano “Sulla intesa Regione/Ufficio scolastico regionale sul servizio educativo per l’infanzia denominato “Sezioni primavera” avrebbe dovuto rispondere l’assessore Salerno che non è in Aula.
Andiamo avanti con la prossima.
Interrogazione a risposta immediata numero 473 del 25 novembre 2013 a firma del consigliere Nucera “In ordine alla mancata applicazione delle disposizioni normative del Dpr n. 81 del 2009 e della circolare Miur n. 21 del 2001 con conseguente violazione del diritto allo studio nei riguardi degli alunni ed in particolare dei minori diversamente abili frequentanti la prima media dell’Istituto comprensivo statale Molochio-Varapodio (RC)”
Siamo all’interrogazione a risposta immediata numero 473 del 25 novembre 2013 a firma del consigliere Nucera “In ordine alla mancata applicazione delle disposizioni normative del Dpr n. 81 del 2009 e della circolare Miur n. 21 del 2001 con conseguente violazione del diritto allo studio nei riguardi degli alunni ed in particolare dei minori diversamente abili frequentanti la prima media dell’Istituto comprensivo statale Molochio-Varapodio (RC)” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
secondo quanto disposto dall'art. 5 del D.P.R. n. 81 del 2009, le prime classi di ogni ordine e grado ove vi siano studenti diversamente abili non possono superare complessivamente il limite massimo di n. 20 studenti. A ciò si aggiunga che ad integrazione della normativa su citata, la circolare del MIUR n. 21 del 2001 prevede che il limite massimo di 20 alunni venga rispettato consentendo l'inserimento di non più di due alunni diversamente abili per classe;
un provvedimento dell'Ufficio scolastico provinciale di Reggio Calabria, adottato in violazione della normativa su citata, incidendo sulla predisposizione dell'organico, ha prodotto effetti tali da far sì che la prima media dell'Istituto comprensivo statale Molochio - Varapodio (RC) per l'anno scolastico 2013 -2014 risultasse una classe composta da 25 alunni di cui ben 4 diversamente abili -:
non ritenga opportuno intervenire presso gli organi di competenza a garanzia di una corretta applicazione delle disposizioni normative del D.P.R. n. 81 del 2009 e della circolare MIUR n. 21 del 2001, per il ripristino ed il pieno riconoscimento del diritto allo studio degli alunni della prima media dell'Istituto comprensivo statale Molochio - Varapodio (RC) ed in particolare degli alunni diversamente abili, portatori naturali del diritto fondamentale, costituzionalmente garantito, della "integrazione scolastica", con le tutele ed i supporti didattici previsti dalla normativa vigente”.
Anche questa interrogazione verrà rinviata alla prossima seduta perché è assente l’assessore Salerno.
Interrogazione a risposta immediata numero 479 dell’11 dicembre 2013 a firma del consigliere Guagliardi “In ordine ai fondi UE per i progetti nell’ambito delle gare <Ten-t2012 annual call e multi annual call. July 2013>”
Si passa all’interrogazione a risposta immediata numero 479 dell’11 dicembre 2013 a firma del consigliere Guagliardi “In ordine ai fondi UE per i progetti nell’ambito delle gare <Ten-t2012 annual call e multi annual call. July 2013>” di cui do lettura: “ Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore ai lavori pubblici. Per sapere – premesso che:
in un recente articolo il prof. Francesco Russo, docente di trasporti e logistica all'Università di Reggio Calabria, ha spiegato e dimostrato che nel luglio scorso sono state pubblicate due gare, per lavori e progetti, finanziate dall'Unione Europea (Ten-t 2012 annual call e multi annual call. July 2013) nel campo delle infrastrutture di trasporto per un totale di 1.597 milioni;
nella prima gara l’UE ha ricevuto complessivamente 168 proposte di finanziamento e di queste ne sono state finanziate 83, mentre nella seconda gara l'UE ha ricevuto 197 proposte presentate di finanziamento, di cui 89 finanziate e nessun progetto e nessun lavoro è stato finanziato in Calabria poiché dalla nostra Regione non è stato avanzato alcun progetto;
un articolo apparso il 14 agosto su “Il Sole 24 Ore” cita testualmente “La spesa dei fondi UE torna a rallentare dopo lo sprint di fine 2012 e cresce il rischio di perdere quote consistenti dei 31 miliardi che dovremmo spendere nel triennio 2013-2015. Secondo gli ultimi dati del Dps (Dipartimento politiche di sviluppo), aggiornati al 7 agosto, confermano come, dall'inizio dell'anno, siano stati spesi e certificati 1.803 milioni, contro il target annuale di 6.719 milioni. Siamo al 27% del programma annuale”;
il suddetto articolo, tra le grandi infrastrutture da realizzare, prevede anche i Megalotti 2 e 4 della S.S. 106 Jonica calabrese che, ad oggi – cito testualmente l'articolo – “sono a zero” -:
quali sono le ragioni che hanno impedito alla Regione di poter presentare i progetti nell'ambito delle due gare “Ten-t 2012 annual call e multi annual call. July 2013” e, soprattutto, quali sono le ragioni per cui la nostra Regione non riesce ad adoperarsi affinché siano spesi i fondi UE necessari all'ammodernamento dei Megalotti 2 e 4 della S.S. 106 Jonica calabrese.”
Prego, collega Guagliardi.
Presidente, qui ci sono due mie interrogazioni che sono una dietro l’altra e che potrebbero avere la stessa contemporanea risposta. Evito di illustrarle perché ho da porre un altro problema al presidente Scopelliti e alla maggioranza.
Utilizzo, pertanto, quei sei minuti per dire la mia perché credo che oggi questo Consiglio regionale debba dare alla minoranza un altro tipo di risposta. Risposte semplici. Cioè da tre sedute di Consiglio regionale abbiamo registrato una frizione ed un rallentamento dei lavori perché una componente originariamente…
Consigliere Guagliardi, non posso dare la parola su questi argomenti. Finiamo le interrogazioni a risposta immediata.
Presidente, il problema è che non possiamo chiudere questa giornata con una risposta alle interrogazioni.
Le darò la parola dopo, quando vorrà ma lei adesso deve illustrare l’interrogazione.
Non le illustro perché se l’assessore le ha lette mi risponde direttamente. Ma qui c’è un problema politico, Presidente, abbiamo voglia di rispondere alle interrogazioni che lasciano il nulla. Per capire, l’onorevole Presidente, capogruppo di Forza Italia, cosa dice sulla maggioranza qui dentro. Qui dentro lo deve dire non nel chiuso delle stanze, Presidente.
Le tolgo la parola.
Stiamo parlando delle interrogazioni a risposta immediata. Se lei deve illustrare la sua interrogazione la illustri.
Chiedo risposte, perché le due interrogazioni si illustrano da sé. L’assessore Fedele potrà rispondere alle due interrogazioni.
Stiamo esaminando le interrogazioni. Ne abbiamo parlato e discusso in Conferenza dei capigruppo, si è deciso di procedere solo con le interrogazioni a risposta immediata e di rinviare il dibattito sui fondi comunitari. Ci dobbiamo attenere alle decisioni della Conferenza dei capigruppo.
La sua interrogazione la vuole illustrare o no?
Non ho intenzione di illustrare le mie interrogazioni perché state procedendo dando ad un ammalato di tumore una caramella per sollievo. Questo è questo Consiglio regionale. State offrendo due caramelle di liquirizia ai malati di tumore.
Presidente, ho detto che si illustra da sé. Voglio la risposta.
Non si può illustrare da sé, consigliere Guagliardi. Io le do la parola e lei la illustra.
Ma si illustra da sé.
Nelle interrogazioni a risposta immediata non esiste che le interrogazioni si illustrino da sè. Lei ha il dovere di illustrarla in Aula.
Presumo che l’assessore Fedele abbia letto le mie interrogazioni.
E le illustri.
Assessore Fedele, ha letto le interrogazioni? Mi può rispondere?
Ma le illustri.
Ma allora che interrogazioni a risposta immediata sono? Ce le inventiamo le risposte?
Ce le inventiamo le risposte perché se l’assessore non ha letto le due mie interrogazioni io le chiedo: le ha lette? Me le illustri.
Allora se vale il suo principio non dovremmo concedere la parola all’interrogante. Da ora in poi risponde direttamente l’assessore ed è finita lì. Invece è la prassi. So che è la prima volta che presenta interrogazioni a risposta immediata…
Continuiamo a dar caramelle, io però voglio la sostanza.
Perché la Regione Calabria non ha presentato all’Europa progetti per lo sviluppo delle infrastrutture territoriali? Queste sono le due interrogazioni. Mi dà la risposta, assessore Fedele?
Intanto risponda sulla interrogazione numero 479.
L’interrogazione numero 479 pone un problema sul contenuto di un articolo di giornale in cui si accusa la Regione Calabria di non aver fatto domanda di richieste in Europa per il sistema delle infrastrutture in Calabria. E’ vero o no che non ci sono domande alla Commissione europea per lo sviluppo delle infrastrutture in Calabria?
FEDELE Luigi, assessore ai trasporti e all'internazionalizzazione
Presidente, anche se sono argomenti che riguardano più i lavori pubblici, perché si parla di opere di infrastrutture e non tanto dei trasporti, posso precisare che quel che dice il collega Guagliardi non corrisponde al vero al 100 per cento perché le progettazioni ci sono.
La Comunità europea su questo tema ha cercato più volte di spostare il corridoio Berlino-Palermo, poi è stato spostato su Malta. C’è stato un tentativo di spostare questo corridoio sulla Puglia cosa che anche noi come Regione ci siamo rifiutati e questo in effetti non è successo.
Attualmente, però, è la Comunità europea che ancora non ha finanziato progetti che vanno in questa direzione.
Prego, consigliere Guagliardi.
Non mi sento soddisfatto, Presidente, perché la Commissione europea in oggetto non dà finanziamenti, anche se non è obbligata ad avere i progetti, se non vede i progetti che vengono presentati.
Se non c’è nulla da finanziare, l’Europa non finanzia. Se noi avessimo presentato progetti adeguati probabilmente saremmo rientrati nel piano di finanziamento. Questo è il punto, Presidente e assessore Fedele.
Interrogazione a risposta immediata numero 480 dell’11 dicembre 2013 di iniziativa del consigliere Guagliardi “In ordine ai lavori di ammodernamento della SS 106 Jonica”
Siamo all’interrogazione a risposta immediata numero 480 dell’11 dicembre 2013 di iniziativa del consigliere Guagliardi “In ordine ai lavori di ammodernamento della SS 106 Jonica” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore ai lavori pubblici. Per sapere – premesso che:
la Strada Statale 106 rappresenta di fatto una priorità nazionale, se non europea, per la posizione che occupa nel Mediterraneo e nel Mezzogiorno d’Italia;
il suo ammodernamento favorirebbe un maggiore e nuovo sviluppo per i porti di Corigliano Calabro e Crotone e, nello stesso tempo, per la linea ferroviaria jonica – oramai dimenticata – e per l'aeroporto di Crotone (unico scalo aereo presente nella Calabria jonica);
non ha più alcun senso non avere un piano di finanziamento organico e completo per la modernizzazione della Statale 106 Jonica, puntando su piccoli “aggiustamenti” che hanno solo il valore di sperperare denaro in un momento in cui le risorse mancano;
la Calabria jonica ha bisogno di aprirsi alle relazioni esterne per rendere più accessibile il proprio territorio, di essere connessa in tempi e con costi competitivi alle grandi città e ai mercati di riferimento nazionali e internazionali;
lo sviluppo del corridoio Jonico calabrese si unirebbe a quello – già esistente – lucano e pugliese, integrandosi perfettamente con l'adriatica: si completerebbe, in pratica, una via certamente più comoda per percorrere il Paese da nord a sud e ciò diventerebbe un elemento di sviluppo e di progresso non solo per la Calabria jonica, ma per la regione intera;
fino a quando la Strada Statale 106 Ionica calabrese non verrà ammodernata, sarà incapace di attrarre investitori che da fuori possano portare risorse ad un’area ormai destinata sempre più all'impoverimento ed allo spopolamento (soprattutto giovanile), come ci indica nel suo complesso l'ultimo rapporto Svimez, attribuendo proprio alla carenza di infrastrutture, in particolare quella viaria, la responsabilità di questo processo;
da come riportato dalla recente pubblicazione di Fabio Pugliese “Chi è Stato”, nel periodo dal 2001 al 2010, lungo il percorso della Strada Statale 106 Ionica calabrese sono avvenuti ben 3.223 incidenti, che hanno causato 6.216 feriti e 283 vittime e che dal 2001 al 2012 sono oltre 330 le vittime di questa strada e nell'anno corrente sono 22 al 10 novembre. In pratica, negli ultimi 13 anni questa strada ha provocato oltre 350 vittime -:
per quali ragioni nelle linee guida relative al PRT non viene inserita la Strada Statale 106 Ionica tra le priorità infrastrutturali della nostra regione e per quali ragioni non viene inserita all'interno del piano l'indicazione esplicita relativa al riconoscimento della S.S.106 all'interno della rete TEN-T.”.
Anche questa interrogazione, Presidente, si illustra da sé ed è facilmente identificabile.
C’è una strada della morte, in cui in dieci anni sono morte circa 400 persone e dove gli infortuni sono costati alla parte pubblica migliaia di euro. Una strada che è l’unica strada di collegamento di tutta la gloriosa Magna Grecia della quale ci vantiamo tanto. Da Rocca Imperiale a Melito Porto Salvo fino a Reggio Calabria, la cosiddetta 106 a fianco della quale è stata dismessa la ferrovia, una strada che è diventata importante dopo Marina di Gioiosa Ionica con quella inaugurazione che avremmo dovuto fare questo inverno e che non si è più fatta e non sappiamo che fine hanno fatto.
Allora, perché mai questa Regione non ritiene strategico un intervento stradale che invece nel passato è stato ritenuto tale e che adesso è ritornato a percorso di quarta, quinta o decima categoria? C’è una risposta su questo?
Collega Guagliardi, posso rispondere dicendo che intanto c’è un lavoro che sta per iniziare ed è un finanziamento complessivo di 1 miliardo 200 milioni di euro di cui 700 già finanziati. Abbiamo tenuto un incontro a Sibari ed i lavori ce li ha presentati l’Anas, sono lavori che dovrebbero iniziare da qui a settembre perché stanno facendo tutti gli adempimenti necessari.
Il tratto riguarda proprio la Strada Statale 106,nel tratto che va da Sibari fino a Roseto Capo Spulico ed è il primo tratto, finanziato quasi per intero, già appaltato ed è il lavoro che inizia e che riguarda proprio la 106. Questo corridoio serve a rompere l’isolamento della Calabria definitivamente e ad andare in Puglia. Questo è l’obiettivo che ci siamo dati tutti. E’ un discorso vecchio, non sono discorsi recenti ma sono discorsi che vengono fatti da anni perché ogni opera richiede tempi lunghissimi.
Per la parte che va da Crotone a Rossano bisogna lavorare e riflettere insieme se possiamo intanto ripristinare la ferrovia, perché lì non sarebbe sbagliato un tracciato ferroviario – che c’è di fatto – che collega il crotonese con la parte della Sibaritide. Sarebbe una prima iniziativa che io voglio proporre quando poi si andranno a programmare i prossimi fondi comunitari.
Vogliamo proporre questo perché credo che una iniziativa comune alla Giunta potrebbe aiutare la Strada Statale 106 e poi spingere ancora perché l’ultimo tratto che è quello peggiore che va da Corigliano fino a Crotone; è il tratto che va finanziato, è un tratto enorme ed è quello dove succedono i maggiori incidenti per cui è denominata la strada della morte.
Queste sono le notizie che possono fornire al consigliere Guagliardi e che riguardano lavori e cose concrete. All’incontro che abbiamo tenuto a Sibari con tutti i sindaci della zona era presente anche il presidente Oliverio; solo qualche sindaco aveva delle rimostranze da fare e saranno, comunque, prese in grande considerazione; credo che alla fine sia stato fatto un buon lavoro perché i lavori possono iniziare dopo aver fatto le conferenze dei servizi con i singoli comuni e i lavori possono iniziare da settembre in poi.
Questo comporta un migliaio di operai e soprattutto significa aiutare l’economia e fare un’opera che secondo me aiuta e va in quella direzione del recupero e del rifacimento della Statale 106 Ionica.
Assessore Gentile, la sua bonarietà non convince perché stiamo parlando di cose che anzi determinano un modello sbagliato ancora più grave; concludere l’Asse Rocca Imperiale-Sibari e deviare verso l’autostrada e andare a Reggio Calabria significa tagliare tutta la Calabria est. Non è una cosa semplice, alla luce dello smantellamento della stazione di Sibari e alla luce di quello che è l’assetto urbano di Rossano, Corigliano e Cassano.
Stiamo parlando di un’area che complessivamente conta solo per tre comuni 100 mila abitanti, credo sia la più grande città della Calabria, se fossero furbi i sindaci di quel territorio a mettersi insieme. La più grande città della Calabria, dopo Reggio Calabria.
Allora non dobbiamo solo accontentarci di questo ma valutare come si affronta e si riconosce strategico non recuperare la vecchia ferrovia ma recuperare un sistema viario che fra poco verrà anche invaso dai camion che trasporteranno la cosiddetta “munnizza” verso Rossano.
E’ indispensabile sapere come, nell’ambito del Por o nel Piano regionale dei trasporti, si rende strategica questa strada che, guarda caso, è terribile fino a Gioiosa Ionica, soprattutto il tratto del crotonese o quello di Cariati in provincia di Crotone.
Non mi posso, quindi, ritenere soddisfatto della sua risposta.
Interrogazione a risposta immediata numero 483 del 9 gennaio 2014 a firma dei consiglieri Giordano, Tripodi “Sugli adempimenti previsti dalla legge regionale n. 26/2013”
Siamo all’interrogazione a risposta immediata numero 483 del 9 gennaio 2014 a firma dei consiglieri Giordano, Tripodi “Sugli adempimenti previsti dalla legge regionale n. 26/2013” di cui do lettura: Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
con legge regionale 30 maggio 2013, n. 26, sono state introdotte importanti modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 maggio 1996, n. 9 (Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e l'organizzazione del territorio ai fini della disciplina programmata dell'esercizio venatorio) e ciò per rendere più funzionale e adeguata la legislazione del settore;
in particolare, le modifiche rilevanti hanno riguardato la Consulta faunistica venatoria, l'attività di pianificazione regionale e provinciale, l'emanazione di nuovi regolamenti, l'Osservatorio faunistico venatorio regionale e i relativi compiti affidati, l'istituzione del numero verde antibracconaggio -:
quali sono stati gli adempimenti posti in essere ad oggi dal Dipartimento regionale Agricoltura previsti e richiamati dalla legge regionale n. 26/2013 e, in caso di ritardi, quali interventi si intendono intraprendere per velocizzare l'emanazione dei relativi provvedimenti.”
Presidente, grazie. Questa interrogazione riguarda le modifiche introdotte dalla legge regionale numero 9 del 1996 attraverso la legge regionale numero 26 del 2013 che riguarda la tutela e la gestione della fauna selvatica e l'organizzazione del territorio ai fini della disciplina programmata dell'esercizio venatorio.
Per ammodernare e rendere più aderente ai principi e alle direttive di tutela e di corretta gestione venatoria tra i provvedimenti che sono stati introdotti con la legge regionale numero 26 vi era una attività: attraverso l'attività di pianificazione regionale e provinciale, vi sarebbe dovuta essere l'emanazione di nuovi regolamenti e, soprattutto, la creazione di un Osservatorio faunistico venatorio regionale con lo scopo precipuo di rendere degli studi e delle attività per rendere coerente e compatibile tutta l’attività di programmazione del comparto venatorio oltre alla istituzione del numero verde anti bracconaggio.
Con questa interrogazione vogliamo sapere quali sono stati gli adempimenti ad oggi realizzati dal Dipartimento Agricoltura, rispetto alla norma che abbiamo richiamato, e, nel caso in cui non siano state correttamente adempiute tutte le direttive che discendono dalla legge, come l’assessorato e il dipartimento intendono velocizzare l’iter e rendere attuativa e aderente alle esigenze questa normativa.
Presidente, per quanto riguarda l’interrogazione e le diverse modifiche che sono state introdotte, preciso che in riferimento alla consulta faunistica venatoria è stata introdotta la variazione che individua un dirigente. Al momento l’organismo sta continuando ad operare poiché non è stato necessario procedere a nuova nomina in quanto il dirigente dell’ufficio corrisponde a dirigente di settore e quindi già facente parte della consulta con funzione di segretario.
Per quanto riguarda invece l’attività di pianificazione regionale e provinciale qui ovviamente c’è il ritardo che i piani faunistici provinciali, anche se in possesso del dipartimento agricoltura, non possono ricevere coordinamento formale poiché si è in attesa della valutazione di impatto ambientale rilasciata nucleo Via del dipartimento ambiente.
Quindi è una procedura che, come l’interrogante sa, riguarda anche il dipartimento ambiente.
C’è poi la questione che riguarda l’emanazione dei regolamenti con il supporto dell’Osservatorio faunistico venatorio regionale e che verranno predisposti una volta che saranno definiti i piani faunistici venatori provinciali e quindi regionali e quando sarà costituito il predetto organismo.
Per la costituzione dell’Osservatorio il dipartimento sta predisponendo il Regolamento in questione, molto complesso come lei saprà e provvederà anche ad accantonare specifiche risorse per la sua istituzione. Infatti è intervenuta la legge regionale numero 26 del 2013 successivamente alla ripartizione annuale delle risorse per il 2013 e quindi l’Osservatorio non aveva la prevista copertura finanziaria.
Avvenuta, quindi, la formulazione dell’osservatorio faunistico venatorio regionale, sarà quindi anche possibile l’apertura della linea telefonica dedicata, il numero verde a cui faceva riferimento.
Non mi posso dichiarare soddisfatto, assessore, perché quel che lei ha detto è la realtà rispetto al nucleo Via. Sul nucleo Via avevo già interessato l’assessore Pugliano – che non vedo in Aula – e la stessa Commissione ambiente ricevendo la risposta che sarebbe stata completata la composizione e che si sarebbe fatto un programma serrato per dare le risposte e per valutare tutti i progetti, soprattutto quelli di diretta emanazione regionale.
Ancora una volta dobbiamo assistere a ritardi senza registrare una precisa volontà di risoluzione del problema. Ovviamente questo non riguarda il suo assessorato.
Peraltro, saltando rispetto ai regolamenti – se mi ascolta – ribadisco il sollecito della costituzione dell’Osservatorio.
L’elemento veramente innovativo di questa riforma che il Consiglio regionale ha approvato alla unanimità è proprio l’introduzione dell’Osservatorio con compiti di pregnanza scientifica che può incidere sulla corretta gestione, ma non solo, sulla programmazione strategica della tutela della fauna e per rendere una corretta programmazione venatoria in Calabria al pari delle altre Regioni europee.
Le rivolgo, quindi, una sollecitazione in questo senso, visto che sull’esercizio finanziario 2013 certamente c’era il problema che lei ha richiamato rispetto alle modifiche introdotte sempre con la “26”.
Siamo a marzo e ormai non c’è motivo di registrare ulteriori ritardi. L’esercizio 2014 è stato previsto già nel bilancio approvato a dicembre e quindi ci sono tutte le condizioni per gli adempimenti e per dotare la Regione, e il suo assessorato soprattutto, di questo importante strumento e organismo scientifico.
Interrogazione a risposta immediata numero 486 del 13 gennaio 2014 a firma del consigliere Nucera “In ordine alla mancata applicazione delle disposizioni relative alla legge regionale 230.11.2006, n. 11 (Provvidenze a favore dell’Avis – Associazione volontari italiani sangue)”
Interrogazione a risposta immediata numero 486 del 13 gennaio 2014 a firma del consigliere Nucera “In ordine alla mancata applicazione delle disposizioni relative alla legge regionale 230.11.2006, n. 11 (Provvidenze a favore dell’Avis – Associazione volontari italiani sangue)” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
con la legge regionale 20 novembre 2006, n. 11 (Provvidenze in favore dell'AVIS - Associazione Volontari Italiani Sangue) la Regione Calabria riconosce la notevole rilevanza sociale dell'AVIS nonché, altresì, prende atto della notevole rilevanza rivestita nel territorio calabrese dalla Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue (FIDAS);
con la medesima legge la Regione Calabria si impegna a sostenere finanziariamente l'attività svolta dall'AVIS e dalla FIDAS Calabria, assegnando ad entrambi i soggetti risorse economiche specifiche;
nel corso del tempo anche altre associazioni meritorie stanno contribuendo con l'azione gratuita del volontariato al raggiungimento dell'autosufficienza sul piano del settore delle trasfusioni sanguigne;
il bilancio di previsione della Regione Calabria per l'anno 2014 non prevede nessuno stanziamento di spesa a favore dell'AVIS e della FIDAS Calabria e delle altre associazioni ->:
se ritenga opportuno adottare i provvedimenti necessari affinché vengano assegnate anche per l'anno 2014 all'AVIS, alla FIDAS Calabria e alle altre associazioni le risorse necessarie per il finanziamento della loro rilevante attività nel territorio calabrese”.
Presidente, brevissimamente. La legge regionale del 20 novembre 2006, numero 11, prevede che la Regione Calabria riconosce la notevole rilevanza sociale dell'AVIS e della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue.
Queste associazioni di raccolta sangue nel tempo hanno dimostrato di svolgere una attività molto utile e proficua ai fini non solo sociali ma soprattutto sanitari perché questo ha reso la Regione Calabria autosufficiente sul piano della donazione del sangue, appunto.
Altre associazioni meritorie hanno svolto la stessa attività e quindi rappresentano un segmento positivo nel mondo delle attività di volontariato.
Prego i consiglieri di prendere posto e di consentire lo svolgimento dei lavori. Grazie.
Dicevo: un segmento positivo nel mondo dell’attività del volontariato che deve essere sostenuto.
Nel bilancio di previsione 2014 non è stata prevista alcuna somma in bilancio per confermare, sostenere ed incrementare le attività previste dalla legge 20 novembre 2006, numero 11.
Vorremmo chiedere al signor Presidente della Giunta regionale se possa prevedere, almeno in fase di assestamento di bilancio, di inserire una somma sufficiente per coprire le spese – che sono anche di una certa rilevanza – che queste associazioni di volontariato svolgono per dare una copertura, un sostegno ed un aiuto alla Regione Calabria consentendo, così, al sistema sanitario regionale di avere una economia sulla spesa nell’eventuale approvvigionamento di sangue.
Consigliere Nucera, in effetti non è stata prevista alcuna risorsa assegnata all’Avis e Fidas per l’anno 2014 ma le ristrettezze del bilancio sono note e sono state anche condivise con la maggior parte dei consiglieri sia di maggioranza sia di minoranza.
Ci sarà, ovviamente, una rivisitazione del bilancio da fare nei mesi di maggio e giugno e potrà essere quella l’occasione per andare a rivalutare nuove esigenze ed opportunità per poter riconoscere quello che in questo momento, come lei diceva, è stato in qualche modo riconosciuto come entità all’Avis e Fidas, come valenza per il lavoro svolto soprattutto nel passato.
Presidente, mi ritengo soddisfatto dalla risposta data e soprattutto dalle garanzie date da parte del nostro Vicepresidente. Sono certo che copriremo questo ritardo attraverso un processo che consenta di sostenere ulteriormente l’attività che svolgono queste associazioni meritorie della nostra Regione a sostegno anche dei cittadini calabresi.
Interrogazione a risposta immediata numero 496 del 20 gennaio 2014 a firma del consigliere Scalzo “Sulle iniziative che si intendono adottare per la prosecuzione delle attività della Fondazione Terina e la salvaguardia dei livelli occupazionali”
Interrogazione a risposta immediata numero 496 del 20 gennaio 2014 a firma del consigliere Scalzo “Sulle iniziative che si intendono adottare per la prosecuzione delle attività della Fondazione Terina e la salvaguardia dei livelli occupazionali” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
la Fondazione Terina, istituita con legge regionale n. 9 del 2007 e partecipata al 100% dalla Regione, ha tra i suoi compiti quello della promozione, del sostegno e realizzazione di attività di ricerca industriale alla alta formazione e diffusione della cultura scientifica con particolare riferimento, tra gli altri, ai settori agricolo e agroalimentare;
all'interno della fondazione sono impegnati 41 lavoratori che negli anni hanno acquisito una professionalità nel settore che non può essere dispersa;
la Fondazione ha al suo attivo svariate attività di ricerca e importanti progetti di partenariato che svolge in partnership con la facoltà di agraria dell’Università di Reggio Calabria;
da notizie risultanti dalla stampa e fornite dai lavoratori, sembrerebbe che gli stessi, a causa della situazione debitoria in cui versa l'ente, vantino 5 mensilità arretrate e che, ad oggi, non vi siano notizie certe in merito al pagamento degli stipendi;
tale situazione pregiudica la serenità e comporta comprensibili disagi oltre che ai dipendenti anche alle loro famiglie;
con la legge regionale n. 24 del 2013 la Regione Calabria, nell'ambito di una maggiore efficienza e razionalizzazione del sistema amministrativo, ha previsto il riordino di vari enti, tra cui la Fondazione Terina, accorpandoli o fondendoli in un unico ente -:
quali iniziative intende intraprendere la Regione Calabria, anche alla luce della LR. 24 del 2013, al fine riprogrammare le attività della Fondazione, per il pagamento delle mensilità arretrate e di salvaguardare i livelli occupazionali.”
Prego, consigliere Scalzo.
Presidente, grazie. Come tutti sapete la Fondazione Terina è un ente della Regione Calabria partecipata al 100 per cento dalla stessa ed ha tra i suoi compiti quello della promozione, del sostegno e realizzazione di attività di ricerca in campo industriale, alta formazione e diffusione della cultura scientifica con particolare riferimento ai settori agricolo e agroalimentare.
All'interno di questo ente sono impegnati 41 lavoratori che negli anni hanno acquisito una notevole professionalità in questo settore che non può essere certamente dispersa.
La stessa Fondazione nel corso degli anni ha svolto una serie di attività di ricerca e importanti progetti di partenariato che svolge in partnership con la facoltà di agraria dell’Università di Reggio Calabria.
Da notizie che apprendiamo dalla stampa e fornite dai lavoratori, sembrerebbe che gli stessi, a causa della situazione debitoria in cui versa l'ente, non percepiscano gli stipendi da 5 mesi e che, oggi, non vi siano situazioni certe in merito al pagamento degli stipendi.
Questa situazione, capirete tutti, mette a rischio la serenità e comporta notevoli disagi oltre che ai dipendenti anche alle loro famiglie.
Inoltre la Regione Calabria con la legge regionale numero 24 del 2013 nell'ambito di una riorganizzazione e di una maggiore efficienza e razionalizzazione del sistema amministrativo, ha previsto il riordino di vari enti, tra cui la Fondazione Terina.
Con questa interrogazione, Presidente, si vuol conoscere quali iniziative intende intraprendere la Regione Calabria, anche alla luce della stessa legge regionale 24 del 2013, per riprogrammare le attività della Fondazione e di conseguenza per mettere in certezza il pagamento delle mensilità arretrate e salvaguardando i livelli occupazionali di questi 41 lavoratori. Grazie.
Prego assessore Trematerra.
Presidente, come ha già esposto l’interrogante sulla Fondazione Terina, sul ruolo e sulla sua importanza, anche il governo regionale ha inteso farsi carico di problemi che ovviamente avevamo trovato in questa fondazione.
Come l’interrogante saprà c’erano importanti finanziamenti che sono venuti dal Miur ma questi stessi finanziamenti rischiavano di essere dispersi per non dire persi perché c’era una situazione debitoria che non consentiva alla stessa fondazione di poter attivare queste risorse che danno la possibilità di fare quelle attività a cui lei faceva riferimento; conseguentemente a queste attività, all’interno delle stesse c’era la possibilità di provvedere anche alle spettanze dei lavoratori.
Il governo regionale si è fatto carico di questo problema mettendo sul bilancio regionale circa 4 milioni di euro con tre tranche da un milione e 300 che sono trasferiti alla fondazione per poter rientrare da quei debiti pregressi e quindi non perdere quei finanziamenti che ovviamente erano a disposizione ma che non potevano essere attivati perché c’era un problema di Durc e quant’altro.
Questa questione è stata risolta, ho appreso la notizia dal collega Mancini: pochi giorni fa è stata erogata l’annualità di un milione e 300 mila euro e quindi l’attività sta procedendo.
Poi ovviamente anche nell’ambito della riforma, a cui faceva riferimento, il governo regionale sta facendo delle valutazioni per capire se ci sia la possibilità di non gravare troppo quest’ente di figure che sono qualificate e che è giusto vi rimangano all’interno ma anche di figure che probabilmente non dovrebbero stare in quella stessa struttura ma fare altro tipo di attività; il governo regionale si sta interrogando per vedere di riuscire a snellire la struttura di Fondazione Terina.
Ovviamente è un work in progress che si sta facendo; come ben saprà abbiamo trovato un ente che ha generato un debito su cui siamo dovuti intervenire, soprattutto in un momento in cui risorse non ce ne sono tantissime; la scelta del governo regionale è andata in questa direzione e dimostra che c’è forte attenzione su questa fondazione che riteniamo un ottimo strumento che può coadiuvare quelle che sono le attività del settore agro-alimentare che è il settore su cui anche l’economia calabrese ruota.
La Fondazione Terina sicuramente continuerà ad avere la massima attenzione da parte del governo regionale.
Prego, collega Scalzo.
Velocemente, per dire che ho apprezzato, assessore, e sono parzialmente soddisfatto per l’impegno. Ho capito che ha seguito e sta seguendo questo problema che ho posto nell’interrogazione ma sono assolutamente insoddisfatto per quanto riguarda le notizie circa il pagamento degli stipendi di questi lavoratori.
Su questo vorremmo notizie certe in particolare circa la tempistica con i quali questi lavoratori verranno pagati.
Per il resto il suo impegno è condivisibile all’impostazione di un ente che forse non necessita di tutti i 41 lavoratori, sono d’accordo, nel senso che alcune professionalità sono assolutamente indispensabili per proseguire nel lavoro, altre potrebbero liberamente scegliere all’interno di un processo di mobilità di transitare dove maggiore può essere la loro possibilità lavorativa, visto che la Fondazione è al 100 per cento finanziata dalla Regione.
Interrogazione a risposta immediata numero 503 del 3 febbraio 2014 a firma dei consiglieri De Masi, Talarico D. “Sulla digitalizzazione delle sale cinematografiche”
Siamo all’interrogazione a risposta immediata numero 503 del 3 febbraio 2014 a firma dei consiglieri De Masi, Talarico D. “Sulla digitalizzazione delle sale cinematografiche” di cui do lettura: “Al Presidente del Consiglio regionale e all’assessore alla cultura. Per sapere - premesso che:
come appreso in questi giorni dagli organi di informazione dal 1° gennaio 2014 le sale cinematografiche italiane affronteranno lo "Switch off' verso il digitale;
secondo i dati riportati da "Cinetel" a marzo di quest'anno gli schermi digitalizzati corrispondo al 65,5% del totale;
la Calabria nel processo, obbligatorio per gli esercenti, al fine di resistere sul mercato si assesta attualmente oltre il 60% del totale, quasi in linea con la media nazionale;
lo Stato, con l'articolo 51 del "Decreto Sviluppo 2012" ha concesso il "Tax Credit digitale" credito d'imposta del 30% che può essere anche ceduto ad altri soggetti;
le Regioni Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto hanno messo in campo incentivi a valere sulla programmazione europea;
secondo i dati diffusi da Anec Calabria (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), su un totale di 50 sale cinematografiche esistenti, sono circa 20 quelle che ad oggi non hanno potuto provvedere alla riconversione tecnologica;
il costo medio per la digitalizzazione di una sala cinematografica si aggira intorno ai 100 mila euro;
le sale in questione non hanno ricevuto alcun contributo dalla Regione Calabria ciò comportando un aggravio per le esigue casse di coloro che hanno effettuato la digitalizzazione ed una disparita di trattamento rispetto ai gestori delle altre Regioni;
la situazione è peggiore per le sale che operano in piccoli centri di provincia dove gli incassi annui non consentono agli esercenti di sostenere l'investimento e al tempo stesso di anticipare le somme richieste dalla normativa per l’accesso all’incentivo statale previsto (tax credit digitale);
in una regione in cui i presidi culturali e di aggregazione sociale spesso scarseggiano, la chiusura anche di una sola di queste comporterebbe un grave danno all'intero sistema culturale calabrese -:
come intende sostenere ed incentivare le sale cinematografiche calabresi nel processo di riconversione tecnologica e quali misure si intendono adottare nell'immediato per scongiurare la possibile chiusura di alcuni storici cinema calabresi.”
Prego, collega De Masi.
E’ notizia ormai datata quella secondo la quale dal 1° gennaio 2014 le sale cinematografiche italiane affronteranno lo "Switch off” verso il digitale.
Secondo i dati riportati da "Cinetel" a marzo di quest'anno gli schermi digitalizzati corrispondo al 65,5 per cento del totale. La Calabria nel processo, obbligatorio per gli esercenti, al fine di resistere sul mercato, si assesta attualmente oltre il 60 per cento del totale, quasi in linea con la media nazionale.
Lo Stato, con l'articolo 51 del "Decreto Sviluppo 2012" ha concesso il "Tax Credit digitale" credito d'imposta del 30 per cento che può essere anche ceduto ad altri soggetti. Molte Regioni che ho elencato nell’interrogazione hanno messo in campo incentivi a valere sulla programmazione europea; secondo i dati diffusi da Anec Calabria (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), su un totale di 50 sale cinematografiche esistenti, sono circa 20 quelle che ad oggi non hanno potuto provvedere alla riconversione tecnologica e il costo medio per la digitalizzazione di una sala cinematografica si aggira intorno ai 100 mila euro.
Le sale in questione non hanno ricevuto alcun contributo dalla Regione Calabria ciò comportando un aggravio per le esigue casse di coloro che hanno effettuato la digitalizzazione ed una disparità di trattamento rispetto ai gestori delle altre Regioni.
La situazione è peggiore per le sale che operano in piccoli centri di provincia dove gli incassi annui non consentono agli esercenti di sostenere l'investimento e al tempo stesso di anticipare le somme richieste dalla normativa per l’accesso all’incentivo statale previsto (tax credit digitale).
In una regione in cui i presidi culturali e di aggregazione sociale spesso scarseggiano, la chiusura anche di una sola di queste comporterebbe un grave danno all'intero sistema culturale calabrese.
L’interrogazione è posta per sapere come intende sostenere ed incentivare le sale cinematografiche calabresi nel processo di riconversione tecnologica e quali misure si intendono adottare nell'immediato per scongiurare la possibile chiusura di alcuni storici cinema calabresi.
La parola all’assessore Dattolo.
DATTOLO Alfonso, assessore all’urbanistica, società dell’informazione e e-governement
Presidente, grazie. Intanto volevo sottolineare la sensibilità espressa dall’interrogazione per un tema, quello della digitalizzazione, che sembra, anche per un aspetto culturale, riguardi solo gli addetti ai lavori.
Negli scorsi mesi, collega De Masi, è stato pubblicato un bando al quale hanno partecipato oltre 500 imprese, non era prevista la partecipazione degli operatori cinematografici e non è escluso che nella prossima programmazione… lei avrà seguito che, insieme al presidente Scopelliti, abbiamo incontrato l’ingegnere Lagos,a direttore di Agenda digitale Italia, per stilare il programma di Agenda digitale Calabria.
Risorse permettendo, chiaramente, con un sistema di aiuto in regime de minimis speriamo di trovare le risorse per poter anche allargare con un ulteriore bando la presenza agli operatori cinematografici, naturalmente anche a quelli che hanno già fatto l’investimento per evitare che ci siano discriminazioni tra chi investe nel settore e chi, eventualmente, non ha in questo momento le risorse per poterlo fare.
Volevo sottolineare un aspetto e le rubo altri 30 secondi. Sul tema della digitalizzazione la Calabria si gioca tutto perché vorremmo, al pari di quel che prevede la Comunità europea, che con una scheda come l’attuale tessera sanitaria ognuno di noi potesse accedere in qualsiasi momento alla propria situazione debitoria, sanitaria, alla propria posizione rispetto ai rapporti con le pubbliche amministrazioni.
E’ un aspetto culturale sul quale questa amministrazione pone il suo impegno perché non ci deve assolutamente scoraggiare la sfida della società dell’informazione, della velocizzazione della comunicazione e della diffusione dei dati che è l’unico strumento sul quale possiamo competere alla pari rispetto ai ritardi infrastrutturali che anche l’interrogazione ha messo in evidenza.
Ritengo che su questa sfida ognuno debba dare il proprio contributo: cittadini, pubblica amministrazione, imprese e coloro i quali pensano che col sistema della Information comunication tecnology la Calabria possa essere al pari delle altre Regioni italiane ed europee.
Non senza una qualche difficoltà perché prima per una diversa interrogazione l’assessore Trematerra formulava auspici per la soluzione di un problema. L’assessore Dattolo esprime speranza, mi pare di assistere ad una conversazione tra amici al bar.
Una componente di una amministrazione così importante come quella regionale dovrebbe avere una idea leggermente più chiara circa le rotte da seguire e da intraprendere con determinazione per assicurare finanziamenti anche in questo settore, al di là dei chiarimenti che ha prodotto opportunamente sul progetto complessivo che riguarda la digitalizzazione in tutti i settori.
Siccome sono un uomo che spera, insieme a lei voglio sperare che si verifichi quanto ha detto.
Interrogazione a risposta immediata numero 505 del 10 febbraio 2014 a firma del consigliere Talarico D. “In ordine alla situazione del sito archeologico di Monasterace Marina”
Siamo all’interrogazione a risposta immediata numero 505 del 10 febbraio 2014 a firma del consigliere Talarico D. “In ordine alla situazione del sito archeologico di Monasterace Marina” di cui do lettura: “All’assessore alla cultura. Per sapere – premesso che:
a seguito di violenta mareggiata è stata fortemente compromessa l'integrità e la sicurezza del Parco archeologico dell'antica Kaulon a Monasterace Marina, con danni irreversibili all'area sacra, dove insistono i resti del tempio di Kaulonia, oggetto di studi da parte dell'Università di Pisa e luogo di ritrovamento di fondamentali reperti per la conoscenza del mondo magno greco;
lo stanziamento del Governo, pari ad Euro 300 mila, appare del tutto insufficiente per intervenire sull'emergenza ed assicurare in futuro condizioni di sicurezza all'importante sito;
al pari dell'area archeologica di Sibari, si rischia la rovina di un'area archeologica di valore inestimabile e di vanificare il lavoro che gli archeologi, i restauratori, gli esperti, il mondo accademico, hanno fatto in questi anni -:
quali tempestive misure, di ordine finanziario ed organizzativo, sono state adottate per far fronte agli ingenti danni che il maltempo ha cagionato all'area archeologica dell'antica Kaulonia e quali interventi strutturali sono stati programmati per la definitiva messa in sicurezza della stessa.”
Presidente, si tratta di una interrogazione relativa al sito archeologico di Monasterace Marina; a seguito di una violenta mareggiata è stata fortemente compromessa l'integrità e la sicurezza del Parco archeologico dell'antica Kaulon a Monasterace Marina, con danni irreversibili all'area sacra dove insistono i resti del tempio di Kaulonia, oggetto di studi da parte di numerose Università, tra queste quella di Pisa, e luogo di ritrovamento di fondamentali reperti per la conoscenza del mondo magno greco.
Lo stanziamento del Governo, pari ad euro 300 mila, appare del tutto insufficiente per intervenire sull'emergenza ed assicurare in futuro condizioni di sicurezza all'importante sito. Al pari dell'area archeologica di Sibari, si rischia la rovina di un'area archeologica di valore inestimabile e di vanificare il lavoro che gli archeologi, i restauratori, gli esperti, il mondo accademico, hanno fatto in questi anni.
La mia interrogazione è finalizzata a sapere quali tempestive misure, di ordine finanziario ed organizzativo, sono state adottate per far fronte agli ingenti danni che il maltempo ha cagionato all'area archeologica dell'antica Kaulonia e quali interventi strutturali sono stati programmati per la definitiva messa in sicurezza della stessa area. Grazie.
Il 2 febbraio il presidente Scopelliti mi ha sollecitato affinché mi recassi sul sito di Kaulon perché era in corso una violentissima mareggiata. Mi sono recato in tarda serata a verificare lo stato dei luoghi tenendomi in contatto anche con la direzione regionale dei beni culturali e con gli stretti collaboratori del ministro Brai.
Proprio mentre mi trovavo ad effettuare il sopralluogo ho ricevuto una telefonata dal Ministero che comunicava il finanziamento di 300 mila euro che, ovviamente, essendo fondi ministeriali sono riservati per il ripristino dei luoghi sul parco archeologico.
Successivamente, il 12 febbraio, ho incontrato il ministro Brai per fare il punto sulla situazione e da pochi giorni, non appena si è insediato il ministro Franceschini, insieme con le altre questioni che riguardano la valorizzazione dei beni culturali della nostra Regione, dai Bronzi a Sibari, ho evidenziato anche la situazione del Parco di Kaulon.
L’interrogazione del consigliere Talarico attiene nello specifico alla tutela, alla salvaguardia delle coste e anche su questo la Regione Calabria si è mossa per tempo, effettuando attraverso l’Autorità di bacino una perizia di 2,5 milioni di euro che riguarda 8 comuni tra i quali anche Monasterace.
In più come assessorato alla cultura abbiamo già investito sul sito e di concerto col Ministero dei beni culturali che è proprietario del Parco archeologico, su loro richiesta, abbiamo orientato due anni fa gli investimenti sul potenziamento e sulla valorizzazione dell’importante Museo statale che è annesso in un’area adiacente al Parco di Kaulon.
Di intesa con il Soprintendente regionale, Prosperetti, ho già indetto per il 6 marzo una riunione con la Sovrintendenza, l’assessorato regionale ai lavori pubblici, l’Autorità di bacino e la Provincia per verificare i tempi di attuazione per gli interventi che sono già finanziati.
Voglio assicurare il consigliere Talarico che tutti gli enti interessati, insieme, stiamo lavorando per un immediato intervento che da un lato metta in salvaguardia la sicurezza delle coste che sono soggette ad erosione costiera e d’altro canto ad effettuare gli interventi di ripristino soprattutto dell’area attinente al tempio e salvaguardare i mosaici che sono stati recentemente scoperti.
Mi dichiaro insoddisfatto per la semplice ragione che l’assessore Caligiuri non ha indicato né importi né scadenze temporali, pertanto registro solo una dichiarazione di buona volontà che non è poco, di questi tempi.
Ma se avesse indicato tempi, modalità e quantità di risorse destinate alla sicurezza del sito di Caulonia sarei stato soddisfatto. Grazie.
Interrogazione a risposta immediata numero 508 del 12 febbraio 2014 a firma del consigliere Giordano “Sui finanziamenti regionali per il recupero del porto di Saline Joniche”
Siamo all’interrogazione a risposta immediata numero 508 del 12 febbraio 2014 a firma del consigliere Giordano “Sui finanziamenti regionali per il recupero del porto di Saline Joniche” di cui do lettura: “Al Presidente del Consiglio regionale. Per sapere - premesso che:
l'Amministrazione regionale ha deliberato negli anni una serie di finanziamenti finalizzati al recupero e al miglioramento della struttura portuale di Saline Ioniche che ha subito un processo costante di insabbiamento dell'imboccatura rendendolo di fatto inutilizzabile;
nello specifico nel mese di febbraio 2011 la Giunta regionale deliberava 1 milione e 200 mila euro per il miglioramento logistico e funzionale del porto, nel mese di giugno 2011 la Regione tramite il Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici, stanziava 60 mila euro per l'apertura di un varco, nel mese di ottobre 2012,infine,tramite l'Assessorato regionale ai Lavori pubblici, concedeva 700 mila euro per la realizzazione dei lavori relativi al miglioramento e alla fruibilità del porto e in ordine a quest'ultimo finanziamento nel mese di gennaio 2013 veniva siglato un accordo di programma tra la Provincia (che cofinanziava per 250 mila euro) e il Comune di Montebello Ionico (che cofinanziava con 50 mila euro);
allo stato, però, il porto rimane ancora inutilizzabile con pesanti ripercussioni sulle attività legate alla pesca, sul rilancio dell'attività turistica dell'area oltre che per i rischi igienico- sanitari -:
gli interventi sino ad ora posti in essere ed eseguiti a seguito dei finanziamenti indicati in premessa e le eventuali problematiche che non rendono ancora agibile la struttura portuale.”
A questa interrogazione dovrebbe rispondere l’assessore Gentile che non è in Aula, pertanto sarà differita alla prossima seduta.
Interrogazione a risposta immediata numero 509 del 12 febbraio 2014 a firma del consigliere Giordano “Sullo stato di aggiornamento del Pai (Piano di assetto idrogeologico) regionale
Do lettura dell’Interrogazione a risposta immediata numero 509 del 12 febbraio 2014 a firma del consigliere Giordano “Sullo stato di aggiornamento del Pai (Piano di assetto idrogeologico) regionale”: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
il PAI Calabria, approvato con Delibera di Consiglio regionale n. 115 del 28 dicembre 2001, presenta, stante il notevole lasso temporale ormai trascorso, la necessità di un aggiornamento che fotografi nel suo complesso l'attuale situazione del territorio regionale; nel tempo, infatti, lo stesso è stato oggetto solo di aggiornamenti parziali e non ad una complessiva revisione delle perimetrazioni di rischio come le mutate condizioni dell'assetto idrogeologico su tutto il territorio regionale impongono;
in questa direzione l'Autorità di Bacino Regionale (ABR) già nel 2011 ha comunicalo formalmente di aver avviato le procedure per l'aggiornamento del PAI e in sede di audizione tenutasi in data 16 maggio 2013 presso la Commissione consiliare regionale competente i vertici della stessa Autorità di bacino regionale riferivano che antro l'autunno dello stesso anno il nuovo Piano di assetto idrogeologico sarebbe stato approvato -:
i motivi che ad oggi non hanno permesso il completamento e l'approvazione del nuovo Pai (Piano di assetto Idrogeologico) Regionale e quali iniziative si intendono assumere per dotare al più presto la regione di uno importante strumento nella programmazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico.”
Interrogazione a risposta immediata numero 510 del 14 febbraio 2014 di iniziativa Giordano, Franchino recante: “Sui progetti di ricerca non finanziati dal Ministero della salute”
Siamo all’ultima interrogazione a risposta immediata numero 510 del 14 febbraio 2014 di iniziativa Giordano, Franchino recante: “Sui progetti di ricerca non finanziati dal Ministero della salute” che recita: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
circa un anno fa, il Ministero della Salute pubblicava un bando destinato alla ricerca finalizzata e ai giovani ricercatori e i fondi stanziati erano pari a 135 milioni di euro; il bando si proponeva di finanziare nuove strategie diagnostiche, terapeutiche e clinico-assistenziali attraverso la regione di riferimento la quale, previa istruttoria, avrebbe doveva curare la trasmissione della documentazione per via informatica; in questa direzione si avviavano, a seconda delle aree scientifiche di riferimento, le relative procedure coinvolgendo il mondo universitario, gruppi di ricerca, partner industriali;
a seguito della valutazione da parte del Ministero della Salute delle proposte progettuali è emerso come non siano stati sottoposti ad alcuna valutazione i progetti dei ricercatori calabresi essendo stati quest'ultimi inviati fuori termine da parte della regione Calabria a causa di una negligenza degli uffici preposti; anni di lavoro, collaborazioni fra ricercatori e partner industriali andati in fumo a causa di una burocrazia inefficiente tanto da provocare le giuste proteste dei numerosi ricercatori della nostra regione;
da qui la richiesta partita da esponenti del mondo scientifico calabrese come ad esempio il Professori Andò e Aiello, i quali hanno sollecitato il governo regionale di farsi carico di un apposito bando di livello regionale " a cui destinare le stesse risorse mediamente pervenute in sede regionale nelle edizioni più recenti banditi dal Ministero della Salute e di cui la stessa regione è ente destinatario "e ciò " per riparare al danno arrecato ai nostri ricercatori e soprattutto l'unico modo di ridare loro rigore e dignità nei confronti della loro stessa vita relazionale e scientifica" -:
se, alla luce di quanto indicato in premessa, vi siano le condizioni tecniche e finanziarie per emanare un bando di livello regionale atto a garantire per l'anno in corso le giuste risorse per supportare l'attività di ricerca e innovazione tecnologica dei ricercatori calabresi.”
Grazie, Presidente. Questa è una circostanza molto grave di inadempimenti di cui si è colpevolmente macchiata la Regione.
Circa un anno fa, il Ministero della Salute pubblicava un bando destinato alla ricerca finalizzata ai giovani ricercatori e i fondi stanziati erano pari a 135 milioni di euro; il bando si proponeva di finanziare nuove strategie diagnostiche, terapeutiche e clinico-assistenziali attraverso la regione di riferimento la quale, previa istruttoria, avrebbe dovuto curare la trasmissione della documentazione per via informatica; in questa direzione si avviavano, a seconda delle aree scientifiche di riferimento, le relative procedure coinvolgendo il mondo universitario, gruppi di ricerca, partner industriali.
A seguito della valutazione da parte del Ministero della Salute delle proposte progettuali è emerso come non siano stati sottoposti ad alcuna valutazione i progetti dei ricercatori calabresi essendo stati quest'ultimi inviati fuori termine da parte della Regione Calabria a causa – sottolineo - di una negligenza degli uffici preposti; anni di lavoro, sacrifici tra i ricercatori e impegni dei partner industriali andati in fumo a causa di una burocrazia inefficiente e pachidermica tanto da provocare le giuste proteste dei numerosi ricercatori della nostra regione. Poi si parla della fuga dei cervelli.
Da qui la richiesta partita da esponenti del mondo scientifico calabrese, i professori Andò e Aiello, che hanno sollecitato il governo regionale quanto meno di farsi carico di un apposito bando o comunque di una soluzione di riserve regionali a cui destinare le stesse risorse mediamente pervenute in sede regionale nelle edizioni più recenti banditi dal Ministero della Salute e di cui la stessa Regione è ente destinatario. Ciò per riparare al danno arrecato ai nostri ricercatori e soprattutto perché è l'unico modo di ridare loro dignità nei confronti della loro stessa vita relazionale e scientifica.
Tutto ciò premesso, insieme al collega Franchino, chiediamo di sapere se vi siano le condizioni tecniche e finanziarie per emanare un bando di livello regionale atto a garantire per l'anno in corso le giuste risorse per supportare l'attività di ricerca e innovazione tecnologica dei ricercatori calabresi.
Consigliere Giordano, la Regione Calabria, questa Giunta regionale non si è macchiata di nessuna colpa e ovviamente crediamo che l’istituzione regionale sia vittima insieme ai ricercatori che hanno progettato e inviato i loro progetti alla Regione Calabria di un inconveniente tecnico, perché di questo si tratta.
Nei 4-5 giorni precedenti l’invio delle domande diverse volte il dirigente incaricato ad interloquire con i Ministeri ha tentato l’invio dei documenti attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione dal Ministero della salute.
Voglio ricordare che i progetti potevano essere inviati al Ministero solo ed esclusivamente attraverso la piattaforma informatica. Un guasto alla Telecom, certificato e documentato, ha impedito l’invio dei progetti. Tutto questo è stato immediatamente comunicato al Ministero della salute già nei giorni precedenti la scadenza.
Il Ministero interloquendo verbalmente ha obbligato ad utilizzare la procedura dell’invio telematico.
Scaduta la domanda come Regione Calabria abbiamo scritto anche in modo perentorio inviando le certificazioni che il problema informatico non dipendeva dagli uffici regionali ma solo ed esclusivamente dai collegamenti Telecom.
In questo momento alla lettera e alla documentazione inviata alla Regione Calabria il Ministero non ha dato riscontro ma sappiamo che c’è una Commissione che sta valutando la questione.
Non ci fermiamo qui perché nel momento in cui dovesse arrivare una risposta negativa siamo pronti come Regione Calabria a far ricorso e sicuramente avremo anche la disponibilità da parte dei progettisti e dei ricercatori calabresi di stare con noi.
E’ intenzione del presidente Scopelliti di procedere, anche in sedi diverse da quelle regolamentari della Regione Calabria, eventualmente a far ricorso.
Quindi non tutto è perso ma soprattutto siamo intenzionati a far valere le nostre ragioni ancor più perché abbiamo la certificazione che il tutto è dovuto ad un guasto tecnico non dipendente dall’istituzione regionale.
Prendo atto, Presidente, della volontà di porre un rimedio anche se i termini non sono completi. Va da sé che il ricorso – ritengo – sia d’obbligo anche per mostrare un minimo di attenzione a questi giovani ricercatori.
La mia domanda, però, è: se il ricorso o comunque di tutte le azioni che intendete intraprendere nei confronti del Ministero non dovessero avere una felice risposta, la Regione è intenzionata con le risorse della ricerca a ristorare e a dare avvio a questi progetti?
Questa risposta non c’è stata.
Comunque sollecito – e lo ribadisco ancora una volta – a valutare invece l’appello che il mondo scientifico ha fatto a voi, alla Giunta regionale, soprattutto a riflettere se simili inadempienze nel 2014 sono della burocrazia. Ma la burocrazia deve essere controllata e avere giusti indirizzi, perché aspettare 4-5 giorni per mandare questi progetti e perché non fare un’azione più tempestiva? Soprattutto vi chiedo di verificare le responsabilità perché la burocrazia non può essere lasciata a sé stessa, non possono accadere simili cose e non possono accadere le penalizzazioni nei confronti di una categoria spesso bistrattata che è quella dei ricercatori scientifici, del mondo dell’università e dei giovani cervelli per i quali noi dovremmo far di tutto per farli lavorare, ricercare e mettere a disposizione le loro competenze e conoscenze nei confronti del nostro territorio e della Calabria.
Allora abbiamo esaurito il primo punto all’ordine del giorno riguardante le interrogazioni a risposta immediata.
Così come concordato dalla Conferenza dei capigruppo il punto due è stato differito alla successiva seduta di Consiglio prevista per giorno 17.
VILASI Gesuele (Forza Italia)
Signor Presidente, chiedo scusa, non ho capito. C’è all’ordine del giorno il dibattito sui fondi comunitari.
La Conferenza dei capigruppo ha stabilito di differire questo punto alla seduta di Consiglio di giorno 17.
La Conferenza dei capigruppo che significa? Qui c’è un dibattito importante che viene rinviato già la seconda volta e lei da Presidente del Consiglio se ne viene e dice “la Conferenza dei capigruppo”.
Non ho presieduto la Conferenza dei capigruppo.
Lei deve dire almeno chi ha proposto il rinvio. Che poi ci sia stata l’unanimità a noi fa piacere ma vorrei sapere come è andata la Conferenza dei capigruppo perché il Presidente del Consiglio presiede la Conferenza dei capigruppo.
Consigliere Vilasi, la Conferenza dei capigruppo è stata presieduta dal presidente Talarico.
Ci relazioni su questo.
Mi dice il Segretario generale che all’unanimità si è deciso di differire il dibattito sui fondi comunitari alla seduta di giorno 17.
Ma su proposta di chi? Ci sarà qualcuno che avrà proposto.
Una proposta congiunta e decisa all’unanimità.
Congiunta o la Giunta?
Congiunta, congiunta.
Congiunta. Quindi praticamente non vuol dire chi è che ha fatto la proposta?
Va bene Presidente ne terremo conto, grazie.
Andiamo al successivo punto all’ordine del giorno.
Mozione numero 113 del 30 gennaio 2013 a firma del consigliere Nucera “Sugli interventi a sostegno del riconoscimento e della promozione del "Premio Mia Martini”
Si passa alla mozione numero 113 del 30 gennaio 2013 a firma del consigliere Nucera “Sugli interventi a sostegno del riconoscimento e della promozione del "Premio Mia Martini” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale della Calabria,
la Calabria vanta tra i suoi personaggi illustri la famosa cantante Mia Martini, universalmente riconosciuta come una delle più grandi autrici, compositrici e interpreti della canzone italiana;
la storia e la cronaca nazionale testimoniano il grande valore di questa artista sensibile e tenace che per decenni è stata alla ribalta dei più grandi palcoscenici italiani e stranieri;
la cantante, stimata e apprezzata nella sua terra di origine, ha sempre ricordato anche con gli interlocutori della comunicazione sia giornalistica che televisiva il grande attaccamento alla sua Regione e alla sua città natale, Bagnara Calabra, luogo che, come spesso amava ribadire, rappresentava il rifugio dove riposare e ritrovare forza e ispirazione;
la città di Bagnara Calabra e molti comuni calabresi, al fine di attribuirle il meritato valore, hanno dedicato alla cantante da diversi anni un concorso culturale intitolato "Premio Mia Martini" con l'intento di ricordare e promuovere l'immagine della grande interprete della canzone italiana in Italia e nel mondo;
tale concorso, da molti anni, attrae in Calabria molti personaggi illustri del mondo dello spettacolo, della musica e della cultura internazionale, ma anche numerosi concorrenti e ampio pubblico;
le audizioni del premio si svolgono in tutte le Regioni d'Italia ed in alcune città d'Europa, accogliendo in Calabria numerosi giovani cantanti che concorrono all'assegnazione del "Premio Mia Martini Nuove Proposte per l'Europa";
detto concorso, rivestendo carattere internazionale, rende lustro alla nostra Regione, proiettando al di fuori dei confini della Calabria, ma anche nazionali, l'immagine di una Calabria operosa e attenta, laboratorio di idee ed iniziative culturali,
la Giunta regionale a riconoscere il concorso "Premio Mia Martini" che annualmente si svolge in Calabria come manifestazione di interesse regionale per la sua alta valenza culturale e morale.>”
Prego, collega Nucera.
Solo brevissimamente per dire che il nostro Statuto prevede all’articolo 2 alle lettere f) e s) la possibilità di sostenere la promozione ideale di attività svolte a favore della Calabria; Calabria che vanta personaggi illustri; in attesa che ci sia una legge che possa definire e l’abbiamo concordata con l’assessore Caligiuri al quale do atto effettivamente su questa materia di portare avanti un processo di innovazione per valorizzare il meglio che la Calabria possa offrire, per rendere questo famoso e ormai ventennale premio dedicato alla famosa cantante Mia Martini, un patrimonio dell’intero territorio regionale.
E’, senza dubbio, un riconoscimento morale, non si chiedono fondi, non si chiedono contributi, non si chiedono forme di investimento di nessun tipo. Ma è un riconoscimento morale alla grande cantante che ha portato la Calabria nel mondo.
Non dimentichiamo che Mia Martini è stata la cantante che ha solcato tutti i palcoscenici più importanti del mondo da New York, a Parigi, a Londra, a Roma ha vinto 3 volte il premio della critica al Festival di San Remo e già giovanissima nel 1971 ha avuto la possibilità di potersi esprimere portando il nome della Calabria ai livelli più alti che possiamo considerare.
Riconoscere, quindi, questo valore ideale – si tratta semplicemente di questo – è un atto di giustizia che il nostro Statuto della Regione Calabria ha previsto e che si può sicuramente confermare.
Non aggiungo altro perché non sta a me stare l’apologia di Mia Martini, ma certamente Mia Martini, l’intera Regione Calabria e la stessa Bagnara saranno veramente grate al Consiglio regionale per questo riconoscimento che considero tardivo ma che apre la strada a tante altre virtù della nostra Regione.
Nessuno chiede di parlare, pongo in votazione la mozione come letta e illustrata.
Ordine del giorno numero 143 di iniziativa dei consiglieri Guccione, Maiolo, Franchino, Talarico D., De Gaetano, Naccari Carlizzi, Giordano, Scalzo e altri “Sullo stato dell'arte del trasferimento del personale di Calabria IT a Fincalabra”
Siamo adesso all’ordine del giorno numero 143 di iniziativa dei consiglieri Guccione, Maiolo, Franchino, Talarico D., De Gaetano, Naccari Carlizzi, Giordano, Scalzo e altri “Sullo stato dell'arte del trasferimento del personale di Calabria IT a Fincalabra” di cui do lettura: “L'art. 11 comma 4 della legge regionale 24/2013 - licenziata con voto unanime del Consiglio - affidava a Fincalabra Spa, socio unico della società «Calabria impresa e territori s.r.L», la messa in liquidazione della società «Calabria impresa e territori s.rLL»;
lo stesso articolo, per come modificato dall'art. 1, comma 1 della L.R. 18 dicembre 2013, n. 51, pone al 30 giugno 2014 il termine di chiusura delle procedure di liquidazione, garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato della società «Calabria impresa e territori s.r.l» posta in liquidazione, in servizio al 31 dicembre 2012, attraverso il loro trasferimento alla società Fincalabra S.p.A., sulla base di specifico piano industriale che deve garantire l'equilibrio economico- finanziario della società; dalla data di approvazione delle legge regionale 24/2013, i dipendenti di Calabria IT hanno dovuto continuamente reclamare il pagamento dei propri stipendi, che alla da odierna risultato arretrati della 13esima mensilità e di quella ordinaria di gennaio, mentre solo pochi giorni fa si è proceduto al pagamento della mensilità di dicembre;
alla data odierna non risulta essere stato ancora redatto il Piano Industriale sulla cui base si dovrà concretizzare il chiaro volere della norma regionale in merito al passaggio di tutto il personale di Calabria IT all'interno della dotazione organica di Fincalabra;
i ritardi di attuazione riverberano pesantissimi effetti anche sulla operatività della finanziaria regionale che dispone il organico di soli 7 dipendenti, effetti che si riversano naturalmente anche sulla capacità della società di adempiere al proprio mandato istituzionale di assistenza alla Regione nell'attuazione delle politiche di sviluppo economico, come denunciato anche di recente dai massimi rappresentanti della Confindustria regionale;
l'azione portata avanti dalla Giunta per attuare il dettato della norma regionale non ha sortito fino ad oggi gli effetti unanimemente desiderati dal Consiglio, al contrario essendosi assistito a continui colpi di teatro che hanno prodotto esclusivamente una situazione di estrema tensione tra i lavoratori e l'azienda senza riuscire a produrre alcun risultato in ordine agli obiettivi fissati dalla legge;
Fincalabra Spa, oggi, opera utilizzando personale di Calabria IT distaccato in maniera irrituale, senza seguire le procedure previste dal CCNL di riferimento della società distaccante Calabria IT e addirittura disponendo distacchi a tempo indeterminato;
Calabria IT ha proceduto alla nomina di consulenti esperti il cui costo, al pari del costo del liquidatore, è stato coperto con fondi erogati direttamente da Fincalabra;
Fincalabra Spa ha sottoscritto un verbale di accordo sindacale con le rappresentanze sindacali dell'UGL nel quale si diceva disponibile a procedere al pagamento degli stipendi del solo personale distaccato, in violazione palese, con qualsiasi norma di carattere civilistico e giuslavoristico.
il Consiglio regionale impegna la Giunta a far rispettare e a procedere secondo quanto previsto dall’art. 11 della LR 24/2013 che prevede il trasferimento dei dipendenti di Calabria It alla Società Fincalabra Spa.”
La ringrazio, Presidente, perché questa è una situazione incresciosa anche dal punto di vista istituzionale e dei rapporti tra Consiglio e Giunta.
Il Consiglio regionale ha approvato una legge chiara, la legge regionale numero 24 del 2013 che prevede all’articolo 11 il trasferimento dei dipendenti di Calabria IT a Fincalabra Spa.
Fino ad oggi la Giunta regionale è inadempiente e credo che stia procurando anche un danno erariale – mi auguro che se ne occupi la Corte dei Conti - perché non ha ancora provveduto al trasferimento dei 131 dipendenti di Calabria IT, per come prevede la legge 24 del 2013, all’articolo 11, a Fincalabra Spa.
Ritengo questo un fatto grave anche considerato che qui in questo Consiglio regionale abbiamo, dopo l’approvazione della legge, supportato con una modifica l’articolo 11 per renderlo ancora più chiaro nella direzione del trasferimento di questo personale a Fincalabra Spa.
L’ordine del giorno va nella direzione di mettere in campo come Consiglio regionale il rispetto delle leggi. Lo devono fare i cittadini ma lo deve fare in primo luogo la Giunta e l’assessore preposto.
Presidente, aggiungo solo poche cose perché questa è una vicenda pesante ed incresciosa e il collega Guccione l’ha illustrata, sebbene sinteticamente, in maniera molto efficace.
Voglio ricordare a tutti, al presidente Scopelliti, alla Giunta che tra le altre cose in sede di approvazione del collegato al bilancio era stata effettuata la modifica che richiamava il collega Guccione.
Siamo a marzo e ancora gli adempimenti non sono stati posti in essere. Questa è una cosa molto grave ed io ribadisco quello che il contenuto dell’ordine del giorno è quello che con i colleghi abbiamo voluto ancora una volta affermare e con grande attenzione abbiamo voluto portare a quest’Aula.
E’ una questione di legalità e di rispetto delle regole e di una legge e relative modifiche che il Consiglio ha approvato.
Va fatta rispettare, non credo ci sia altro da aggiungere.
Non ci sono altre richieste di intervento, pertanto pongo in votazione l’ordine del giorno come illustrato e letto in Aula.
Ordine del giorno numero 144 di iniziativa del consigliere Gallo “Sulla paventata soppressione dei Polfer e Polpost”
Siamo all’ordine del giorno numero 144 di iniziativa del consigliere Gallo “Sulla paventata soppressione dei Polfer e Polpost” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale della Calabria,
nei giorni scorsi i quotidiani locali calabresi riportavano notizia della denuncia del segretario provinciale cosentino del Sindacato italiano degli agenti di polizia, Alfonso Caiazzo, secondo il quale sarebbe imminente la soppressione in Calabria di diversi presìdi della Polizia Ferroviaria e della Polizia Postale;
nell'elenco dei presìdi a rischio, a detta del Siap, figurerebbero i posti di Polizia Postale di Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, i posti di Polizia Ferroviaria di Cosenza, Crotone, Gioia Tauro e Locri;
la prevista cancellazione riguarderebbe altresì le Squadra Nautiche di Crotone e Gioia Tauro e l'Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima di Gioia Tauro;
tale riduzione dei posti di Polizia rientrerebbe nell'ambito di un piano di razionalizzazione di costi e risorse promosso dal Ministero degli Interni;
incomprensibile risulta essere un processo di razionalizzazione che taglierebbe servizi per i quali in realtà nessun costo, se non le spese per il Personale, è a carico dello Stato, essendo le spese di gestione degli immobili che ospitano i predetti presìdi a carico di altri enti;
la chiusura di tanti posti di Polizia significherebbe smantellare una rete di controllo e sorveglianza che garantisce sicurezza ai cittadini;
il concretizzarsi di quanto segnalato dal Siap indebolirebbe viepiù la presenza dello Stato in territori già segnati alla presenza arrembante della criminalità organizzata,
il governo regionale ad avviare da subito sula tematica un confronto col Ministero degli Interni, al fine di appurare veridicità e fondatezza della segnalazione lanciata dal Siap e, se del caso, a far sì che sul punto si avvii col ministero medesimo un confronto che tenga conto delle effettive esigenze e volontà del territorio, individuando le soluzioni utili ed idonee a scongiurare la soppressione di un così ingente numero di posti di Polizia Ferroviaria e Postale, tutti utili alla Calabria.”
Nessuno chiede di intervenire, pertanto pongo in votazione l’ordine del giorno come letto in Aula e che è stato precedentemente illustrato.
Abbiamo esaurito i punti previsti all’ordine del giorno, la seduta è tolta, il Consiglio sarà convocato a domicilio.
La seduta termina alle 19,41
Hanno chiesto congedo i consiglieri Albano, Giamborino e il sottosegretario Dima.
Sulla, De Masi, Pacenza, Bruni, Gallo, Principe – “Modifiche alla legge regionale 2 agosto 2013, n. 42 (Riconoscimento delle Agenzie di sviluppo locali)” (P.L. n. 547/9^)
Parente – “Modifiche alla legge regionale 6 novembre 2012, n. 54 (Legge organica in materia di relazioni tra Regione e comunità calabresi nel mondo)” (P.L. n. 548/9^)
Imbalzano – “Tutela dei gatti, dei cani e degli animali d’affezione” (P.L. n. 549/9^)
E’ stata assegnata alla terza Commissione consiliare - Attività sociali, sanitarie, culturali e formative – alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere e al Consiglio delle autonomie locali ai sensi dell’articolo 126 del Regolamento interno del Consiglio regionale.
Scalzo – “Misure riguardanti le attività di donazione del sangue effettuate dalle associazioni di volontariato” (P.L. n. 550/9^)
E’ stata assegnata alla terza Commissione consiliare - Attività sociali, sanitarie, culturali e formative – alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.
Bruni, Chiappetta, Morrone, Grillo, Serra – “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 30 ottobre 2012, n. 48; 8 luglio 2002, n. 24; 12 ottobre 2012, n. 45; 7 marzo 2000, n. 10 e 17 maggio 1996, n. 9” (P.L. n. 551/9^)
Richiesta parere delle Commissioni consiliari
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione numero 46 del 20 febbraio 2014, recante: “Rimodulazione del Piano finanziario del Por Calabria Fesr 2007-2013. Asse VI Reti e collegamenti per la mobilità. Obiettivi operativi 6.1.2 e 6.1.4 – Linee di intervento 6.1.2.2, 6.1.4.6” (Parere n. 72)
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione numero 47 del 20 febbraio 2014, recante: “Rimodulazione del Piano finanziario del Por Calabria Fesr 2007-2013. Asse III ambiente. Obiettivi operativi 3.2.1, 3.2.3 e 3.3.1 – Linee di intervento 3.2.1.2, 3.2.3.1 e 3.3.1.3” (Parere n. 73)
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione numero 49 del 20 febbraio 2014, recante: “Rimodulazione del Piano finanziario del Por Calabria Fesr 2007-2013. Asse I - Linee di intervento 1.1.2.1, 1.1.3., 1.1.3.2 e 1.1.4.1” (Parere n. 74)
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione numero 61 del 20 febbraio 2014, recante: “Rimodulazione del Piano finanziario del Por Calabria Fesr 2007-2013. Asse VII sistemi produttivi. Obiettivi operativi 7.1.2 e 7.1.4 – Linee di intervento 7.1.2.1 e 7.1.4.1” (Parere n. 75)
La seconda Commissione consiliare, con nota n. 8263 del 20 febbraio 2014, ha comunicato che nella seduta del 19 febbraio 2014 ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 31 del 30 gennaio 2014, recante: “Approvazione ai sensi dell’art. 1 della legge regionale 40/2008 delle direttive di attuazione per la realizzazione di iniziative imprenditoriali previste e approvate all’interno dei progetti integrati di sviluppo locale (Pisl) in attuazione della linea di intervento 7.1.5.2 del Por Calabria Fesr 2007-2013”. (Parere n. 71)
In data 20 febbraio 2014, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali. Le stesse sono state pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 8 del 21 febbraio 2014:
legge regionale 20 febbraio 2014, n. 5, recante: “Modifica alla legge regionale 18 dicembre 2013, n. 53 (Disciplina del sistema regionale dell’istruzione e formazione professionale)”;
legge regionale 20 febbraio 2014, n. 6, recante: “Integrazione alla legge regionale 12 aprile 2013, n. 18 (Cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti. Disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi).
L’interrogazione a firma del consigliere Scalzo, acquisita al protocollo al numero 9299 del 26 febbraio 2014 “Per sapere se verrà ripristinata l’attività dell’Unità complesse di cure primarie (Uccp) del Reventino con sede in Decollatura” presentata ai sensi del comma 1 dell’art. 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale è inammissibile in quanto non ha i requisiti di cui al comma 1 del predetto articolo 122 R.I.C.
La Giunta regionale con deliberazione n. 41 del 4 febbraio 2014, ha prorogato per l’anno 2014 il Programma autosostenibile di sviluppo nel settore forestale regionale approvato con Dgr n. 623 del 23.12.2011.
il coinvolgimento del Presidente in carica di Fincalabra, dott. Umberto De Rose, nella brutta vicenda del quotidiano “l'Ora della Calabria” costituisce un fatto di estrema gravità che non può lasciare indifferenti le istituzioni regionali;
lo stesso è stato chiamato dal Dipartimento Attività Produttive della Regione Calabria alla restituzione di oltre 6 milioni di euro di finanziamenti ricevuti in passato per non aver assolto agli obblighi del relativo bando e dovrà comparire il 3 aprile prossimo davanti al Tribunale monocratico nell'ambito del processo che lo vede imputato per una presunta evasione fiscale -:
stante la situazione descritta in premessa, se non sia il caso di rimuovere il Dott. Umberto de Rose dall'incarico di Presidente della società regionale Fincalabra.
(517; 03.03.2014)
Naccari Carlizzi, Guccione, Franchino. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
in data 25 marzo 2010 la Giunta regionale, vista la deliberazione n. 892 del 23 dicembre 2009 con la quale è stato costituito l'Ufficio per il Piano di Rientro in sanità, ha deliberato di prendere atto dei compiti di advisory contabile assegnati alla società KPMG Advisory S.p.a. e di demandare al Dipartimento Tutela della Salute l'approvazione di un piano di lavoro annuale per le attività da eseguirsi nel 2010, con annesso crono- programma, contenente l'indicazione dimensionale e specifica delle attività che saranno svolte dalla società incaricata e le ipotesi di sviluppo delle attività previste per le successive annualità di attuazione del Piano di rientro;
in data 5 aprile 2012 il Direttore Generale dei Dipartimento 13 "Tutela della Salute - politiche sociali", con proprio decreto n. 4479 ha approvato la proposta di pianificazione delle attività di advisor contabile gestionale KPMG per il periodo Maggio-Dicembre 2011, senza soluzione di continuità secondo le modalità e gli step temporali contenuti nel piano di affiancamento alla Regione per il piano di rientro;
le attività dell' advisor riguardano i seguenti ambiti:
Assel: "Processo di ricognizione e riconciliazione del debito pregresso e costituzione della Bad Debt Entity e dell'Ufficio Istruttore".
Asse 2: "Supporto di programmazione e al monitoraggio regionale, gestionale e contabile".
Asse 3: "Supporto nell'analisi e nelle verifiche dei dati aziendali per il processo del debito e per il monitoraggio gestionale e contabile".
sono state impegnate risorse per una cifra complessiva di euro 2.303.196,28 a copertura finanziaria soltanto per il periodo stabilito- Maggio-Dicembre -:
a che titolo l'integrazione del contratto è avvenuta con sottoscrizione del dirigente generale del dipartimento trovandosi la Regione in regime di commissariamento per l'attuazione del piano di rientro;
se i sub commissari governativi abbiano espresso parere in ordine al mantenimento di tale rapporto le risultanze delle attività svolte dall'advisor KPMG S.p.a. concordate con scrittura privata integrativa stipulata tra la Regione, nella persona del Direttore Generale Dott. Antonino Orlando e la società KPMG nella persona del Dott. Antonino Mansi;
se l'advisor in questione abbia, nel periodo di vigenza del contratto con la Regione Calabria prestato la propria opera professionale in favore di aziende sanitarie pubbliche e/o strutture sanitarie private accreditate della Regione Calabria;
se la Regione abbia assegnato ulteriori compiti all'advisor oltre quelli previsti dal contratto citato in premessa che comporteranno ulteriori costi in violazione dello stesso contratto;
se tale eventuale assegnazione è avvenuta nell'ambito delle specifiche competenze contabili-gestionali, in premessa citate, dell'advisor;
se l'advisor abbia segnalato alla Regione la non conformità del bilancio dell'ASP di Reggio Calabria per come risulta dalla nota 0074534 del 29 ottobre 2013 del Collegio Sindacale della stessa ASP;
la necessità di avvalersi ancora dell'opera dell'advisor in considerazione del presunto risanamento finanziario in ambito sanitario raggiunto dalla Regione, come più volte dichiarato dal Presidente Scopelliti;
il costo complessivo di tutti i contratti in essere tra il Dipartimento Salute e KPMG;
se KPMG o altre società satellite (K legal etc. etc.) abbiano sotto contratto a qualsiasi titolo dipendenti della Regione Calabria o loro familiari;
quante unità di personale e con quali qualifiche vengono utilizzate a KPMG nelle attività oggetto dei contratti con la Regione.
(512; 11.02.2014)
Guccione. Al Presidente della Giunta regionale e all'assessore all’ambiente. Per sapere – premesso che:
con ordinanza prot. gen. n. 0051330 del 13/02/2014 il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria Ing. Bruno Gualtieri, è stato autorizzato l'utilizzo per il conferimento dei rifiuti urbani, prodotti dai diversi comuni della Provincia di Cosenza, della discarica privata di proprietà della Miga srl ubicata nel Comune di Celico alla località San Nicola;
la Miga srl nel contro dedurre attraverso la nota prot. n. 0032882 del 31/01/2014 alle prescrizioni rilevate dalla Provincia di Cosenza con nota prot. n. 15372 del 03/12/2013, inviate al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, relative al rilascio del rinnovo dell'AIA dell'impianto per lo stoccaggio, deposito preliminare, messa in riserva e trattamento dei rifiuti alla ditta Miga srl per l'impianto di Celico località San Nicola, accogliendo le osservazioni della Provincia di Cosenza, ha espressamente e testualmente dichiarato a pag. 5 delle predette controdeduzioni "IN RIFERIMENTO ALL'AMMISSIBILITA' DEI RIFUTI SOLIDI URBANI IN DISCARICA SI CONCORDA CON LA PROVINCIA DI COSENZA PER LA NON AMMISSIBILITA' E QUINDI L'ELIMINAZIONE DEL CODICE CER 20.03.01 (RIFIUTI URBANI NON DIFFERENZIATI) DALL'ELENCO DEI RIFIUTI CHE POSSONO ESSERE SMALTITI NELLA DISCARICA STESSA;"
la circolare del Ministero dell'ambiente del 6 agosto 2013 statuisce che "il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a modificare le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurre il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero>, abbiano altresì l'effetto (articolo 1 - direttiva 1999/31/Ce) di evitare ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente nonché rischi per la salute umana";
"...un trattamento che consiste nella mera compressione e/o triturazione di rifiuti indifferenziati da destinare a discarica, e che non includa un'adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e una qualche forma di stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti stessi, non è tale da evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente e i rischi sulla salute umana..." ai sensi della normativa comunitaria;
"...il metodo relativo alla raccolta differenziata...non potrebbe costituire un trattamento ai sensi dell'articolo 6 lettera a) della direttiva 199/31/Ce letto alla luce del combinato disposto dell'articolo 1 della direttiva 199/31/Ce e degli 4 e 13 a) della direttiva 2008/98/Ce in quanto il fatto che la percentuale di raccolta differenziata venga aumentata non autorizza a concludere che la parte di rifiuto che rimane indifferenziato non debba essere sottoposto ad un trattamento adeguato, comprensivo di stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti stessi, prima della messa in discarica e pertanto non è tale da evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente e i rischi per la salute umana...";
in sostanza con la suddetta circolare viene definitivamente chiarito quali sono i trattamenti necessari per il conferimento dei rifiuti in discarica dove non potrà arrivare mai più il cosiddetto 'tal quale', anche se sottoposto a trito vagliatura. Tale passaggio è importante anche e soprattutto ai fini del raggiungimento degli obiettivi comunitari e del conseguente superamento delle procedure di infrazione che gravano sul nostro Paese in ambito europeo;
nell'allegato D 10 delle controdeduzioni alle prescrizioni, la Miga srl ha testualmente affermato pag. 7 " la Miga srl polo industriale e di servizi per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti svolge ad oggi, la biostabilizzazione ed il recupero dei rifiuti per la produzione di compost di qualità. La parte impiantistica connessa all'attività industriale di recupero è costituita da un impianto di compostaggio- biostabilizzazione. L'attività nel settore servizi è collegata al conferimento di rifiuti speciali non pericolosi nella propria discarica autorizzata che è ancora in fase di REALIZZAZIONE" -:
di verificare se quanto stabilito nella ordinanza n. prot. gen. n. 0051330 del 13/02/2014 del Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria Ing. Bruno Gualtieri, sia o meno in contrasto con le norme, circolari e prescrizioni necessarie per l'utilizzo del sito oggetto della presente interrogazione;
se il sito ubicato in località San Nicola del Comune di Celico di proprietà della Miga srl è, per come forse erroneamente indicato nell'oggetto dell'ordinanza prot. gen. n. 0051330 del 13/02/2014, una discarica privata, oppure un Polo-Industriale e di servizi per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi per come autorizzato con DDG n. 17749 del 13/11/2008;
se si è a conoscenza che il Comune di Celico unitamente ai comuni della Presila Cosentina del Savuto e delle Serre Cosentine, hanno predisposto da tempo un protocollo di intesa con la Miga srl e la Regione Calabria che preveda l'utilizzo del polo industriale su indicato, solo ai comuni i quali abbiano raggiunto almeno il 60% di raccolta differenziata, e che promuovano il rispetto dell'ambiente la salvaguardia del territorio, la salute dei cittadini con pratiche che incentivano politiche per arrivare all'obiettivo di RIFIUTI ZERO.
(513; 20.02.2014)
Naccari Carlizzi, Guccione, Giordano, Ciconte, Scalzo, Tripodi. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
l'art. 11 c4 della legge regionale 24/2013 - licenziata con voto unanime del Consiglio - affidava a Fincalabra Spa, socio unico della società «Calabria impresa e territori s.r.l.», la messa in liquidazione della società «Calabria impresa e territori s.r.l.»;
lo stesso articolo, per come modificato dall'art. 1, comma 1 della L.R. 18 dicembre 2013, n. 51, pone al 30 giugno 2014 il termine di chiusura delle procedure di liquidazione, garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato della società «Calabria impresa e territori s.r.l.» posta in liquidazione, in servizio al 31 dicembre 2012, attraverso il loro trasferimento alla società Fincalabra S.p.A., sulla base di specifico piano industriale che deve garantire l'equilibrio economico- finanziario della società;
dalla data di approvazione delle legge regionale 24/2013, i dipendenti di Calabria IT hanno dovuto continuamente reclamare il pagamento dei propri stipendi, che alla da odierna risultato arretrati della 13esima mensilità e di quella ordinaria di gennaio, mentre solo pochi giorni fa si è proceduto al pagamento della mensilità di dicembre;
l'azione portata avanti dalla Giunta per attuare il dettato della norma regionale non ha sortito fino ad oggi gli effetti unanimemente desiderati dal Consiglio, al contrario essendosi assistito a continui colpi di teatro che hanno prodotto esclusivamente una situazione di estrema tensione tra i lavoratori e l’azienda senza riuscire a produrre alcun risultato in ordine agli obiettivi fissati dalla legge -:
se risponde al vero che Fincalabra Spa oggi opera utilizzando personale di Calabria IT distaccato in maniera irrituale, senza seguire le procedure previste dal CCNL di riferimento della società distaccante Calabria IT e addirittura disponendo distacchi a tempo indeterminato;
se risponde al vero che Calabria IT ha proceduto alla nomina di consulenti esperti il cui costo, al pari del costo del liquidatore, è stato coperto con fondi erogati direttamente da Fincalabra con destinazione vincolata o, altrimenti, a quanto ammonta il debito di Calabria IT nei confronti dei suddetti consulenti e del liquidatore;
se risponde al vero che Fincalabra Spa ha sottoscritto un verbale di accordo sindacale con le rappresentanze sindacali dell'UGL nel quale si diceva disponibile a procedere al pagamento degli stipendi del solo personale distaccato, in violazione palese con qualsiasi norma di carattere civilistico e giuslavoristico, e se si è poi proceduto in tal senso. In caso contrario (qualora non si sia proceduto per come concordato con la predetta sigla sindacale), quali azioni la Giunta intende intraprendere per intimare ai vertici di Fincalabra il rispetto delle più elementari norme del diritto del lavoro;
se esistano e quali siano i limiti di carattere normativo più volte citati dall'Assessore Arena che impediscono il trasferimento del personale di Calabria IT a Fincalabra Spa, alla luce di quanto disposto dalla legge di stabilità 2014 che estende le limitazioni all'assunzione di personale già previsti per la Regione anche alle aziende speciali, alle istituzioni e alle società dalla stessa partecipate, con esclusione esplicita delle società che risultano essere iscritte nell'elenco degli intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo l5 settembre 1993, come Fincalabra Spa;
quali siano le iniziative che la Giunta intende intraprendere per giungere velocemente alla soluzione della vertenza con il trasferimento del personale di Calabria IT a Fincalabra Spa.
(514; 26.02.2014)
dal 2002 il sito della discarica di S. Ippolito (Cosenza), chiuso nell'anno 1992, è stato classificato ad "alto rischio";
con Decreto del Dirigente Generale n. 365 del 26 gennaio 2006 è stata indetta una gara a procedura aperta per "La redazione ed esecuzione dei piani di caratterizzazione, progettazione preliminare e definitiva delle bonifiche dei Siti definiti ad alto rischio nella Regione Calabria”;
in applicazione del suddetto decreto è stata espletata attività di caratterizzazione ambientale e progettazione degli interventi di bonifica per 33 siti in Calabria, già individuati nel Piano regionale delle Bonifiche del 2002;
tra questi, la discarica di S. Ippolito è stata classificata ad "alto rischio" ed in "Infrazione Comunitaria 2003-2007";
allo stato attuale l'iter relativo alla discarica di S. Ippolito è fermo al progetto di bonifica;
la Procura delle Repubblica di Cosenza ha aperto un'inchiesta sul sito in oggetto;
il Ministero dell'Ambiente, in collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Ambiente e delle Agenzie Regionali per l'Ambiente, ha avviato un progetto denominato MIAPI (Monitoraggio delle aree potenzialmente inquinate) per la mappatura del territorio finalizzato alla realizzazione delle carte del rischio, al ripristino delle condizioni ambientali e alla tutela della salute pubblica -:
quali iniziative urgenti e necessarie si intendono intraprendere per la bonifica ambientale e la messa in sicurezza del sito della discarica di S. Ippolito e se si intende attivare per l'area a Sud del Comune di Cosenza quanto previsto dal Progetto MIAPI per avviare, con il coinvolgimento dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, dell'Università della Calabria e dell'Arpacal, uno studio epidemiologico ambientale e di sorveglianza epidemiologica sanitaria, sia in termini prospettici che retrospettivi, sulle incidenze tumorali e un monitoraggio dell'acqua, del sottosuolo e dell'atmosfera per stabilire la presenza eventuale di sostanze chimiche e tossiche, al fine di garantire l'incolumità e la salute dei cittadini.
(502; 3.02.2014)
Risposta – “Con riferimento all'interrogazione in oggetto si rappresenta che il sito di S. Ippolito ricadente nel Comune di Cosenza, definito ad "alto rischio" nel Piano delle Bonifiche della Regione Calabria, è stato oggetto di caratterizzazione ambientale allo scopo di verificare l'effettivo stato di contaminazione delle matrici ambientali.
Il Piano di Caratterizzazione è stato regolarmente autorizzato in sede di conferenza dei servizi.
Le risultanze della caratterizzazione non hanno evidenziato superamenti di valori di concentrazione nelle matrici ambientali in siti superiori alle CSC indicate in colonna A Tabella 1 Allegato n. 5 Titolo V Parte IV del D.lgs 152/06 e pertanto non si è reso necessario prevedere alcun intervento finalizzato alla bonifica dell'area.
Il procedimento, secondo quanto previsto nell'art. 242 del D.lgs 152/06, è da ritenersi concluso per come confermato anche dall'ARPACAL nel parere allegato al verbale della conferenza dei servizi del 23/09/2009 che ha approvato il report sulle indagini di caratterizzazione.
Tali risultanze hanno permesso di far uscire il sito di S. Ippolito in Cosenza dalla procedura di "Infrazione Comunitaria 2003/2077".
Per quanto riguarda l'attivazione del progetto MIAPI (Monitoraggio delle Aree Potenzialmente Inquinate), di concerto con il competente Ministero dell'Ambiente, si significa che è in corso di definizione l'iter amministrativo e, quindi esso è di imminente attuazione (e sarà, a suo tempo, reso pubblico). Il monitoraggio interesserà diverse porzioni del territorio regionale e, per come rinvenuto in atti, anche quella in parola, e potrà consentire di individuare la presenza di fenomeni di inquinamento di varia natura (discariche abusive, siti potenzialmente inquinati, presenza di inquinanti nel sottosuolo e/o nelle acque sotterranee e superficiali, etc.). Il progetto sarà innovativo sia per il grado di dettaglio che dovrebbe raggiungere l'indagine, sia per l'utilizzo delle più sofisticate tecnologie nel settore.
Il risultato delle riferite operazioni di individuazione e monitoraggio consentiranno, dunque, di stabilire la presenza di eventuali forme di inquinamento all'interno delle matrici ambientali, rispetto alle quali doversi eventualmente attivare con gli opportuni provvedimenti, a tutela della salute pubblica e dell'ambiente, in ottemperanza alla vigente normativa nazionale e comunitaria.
Francesco Pugliano (assessore all’ambiente)
che la storia e la cronaca nazionale testimoniano il grande valore di questa artista sensibile e tenace che per decenni è stata alla ribalta dei più grandi palcoscenici italiani e stranieri;
che la cantante, stimata e apprezzata nella sua terra di origine, ha sempre ricordato anche con gli interlocutori della comunicazione sia giornalistica che televisiva il grande attaccamento alla sua Regione e alla sua città natale, Bagnara Calabra, luogo che, come spesso amava ribadire, rappresentava il rifugio dove riposare e ritrovare forza e ispirazione;
che la città di Bagnara Calabra e molti comuni calabresi, al fine di attribuirle il meritato valore, hanno dedicato alla cantante da diversi anni un concorso culturale intitolato “Premio Mia Martini” con l’intento di ricordare e promuovere l’immagine della grande interprete della canzone italiana in Italia e nel mondo;
che tale concorso, da molti anni, attrae in Calabria molti personaggi illustri del mondo dello spettacolo, della musica e della cultura internazionale, ma anche numerosi concorrenti e ampio pubblico;
le audizioni del premio si svolgono in tutte le Regioni d’Italia ed in alcune città d’Europa, accogliendo in Calabria numerosi giovani cantanti che concorrono all’assegnazione del “Premio Mia Martini Nuove Proposte per l’Europa”;
che detto concorso, rivestendo carattere internazionale, rende lustro alla nostra Regione, proiettando al di fuori dei confini della Calabria, ma anche nazionali, l’immagine di una Calabria operosa e attenta, laboratorio di idee ed iniziative culturali,
la Giunta regionale a riconoscere il concorso “Premio Mia Martini”, che annualmente si svolge in Calabria, come manifestazione di interesse regionale per la sua alta valenza culturale e morale.”
Ordine del giorno numero 143 del 3 marzo 2014 di iniziativa dei consiglieri Guccione, Maiolo, Franchino, Talarico D., De Gaetano, Naccari Carlizzi, Giordano, Scalzo e altri “Sullo stato dell'arte del trasferimento del personale di Calabria IT a Fincalabra”
l’art. 11 comma 4 della legge regionale 24/2013 – licenziata con voto unanime del Consiglio – affidava a Fincalabra S.p.A., socio unico della società <<Calabria impresa e territori s.r.l.>>, la messa in liquidazione della società <<Calabria impresa e territori s.r.l.>>;
lo stesso articolo, per come modificato dall’art. 1, comma 1 della L.r. 18 dicembre 2013, n. 51, pone al 30 giugno 2014 il termine di chiusura delle procedure di liquidazione, garantendo, la salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato della società <<Calabria impresa e territori s.r.l.>> posta in liquidazione, in servizio al 31 dicembre 2012, attraverso il loro trasferimento alla società Fincalabra S.p.A., sulla base di specifico piano industriale che deve garantire l’equilibrio economico-finanziario della società;
dalla data di approvazione della legge regionale 24/2013, i dipendenti di Calabria IT hanno dovuto continuamente reclamare il pagamento dei propri stipendi, che alla data odierna risultano arretrati della tredicesima mensilità e di quella ordinaria di gennaio, mentre solo pochi giorni fa si è proceduto al pagamento della mensilità di dicembre;
alla data odierna non risulta essere stato ancora redatto il Piano Industriale sulla cui base si dovrà concretizzare il chiaro volere della norma regionale in merito al passaggio di tutto il personale Calabria IT all’interno della dotazione organica di Fincalabra;
i ritardi di attuazione riverberano pesantissimi effetti anche sulla operatività della finanziaria regionale che dispone in organico solo 7 dipendenti, effetti che si riversano naturalmente anche sulla capacità della società di adempiere al proprio mandato istituzionale di assistenza alla Regione nell’attuazione delle politiche di sviluppo economico, come denunciato anche di recente dai massimi rappresentanti della Confindustria regionale;
l’azione portata avanti dalla Giunta per attuare il dettato della norma regionale non ha sortito fino ad oggi gli effetti unanimemente desiderati dal Consiglio, al contrario essendosi assistito a continui colpi di teatro che hanno prodotto esclusivamente una situazione di estrema tensione tra i lavoratori e l’azienda senza riuscire a produrre alcun risultato in ordine agli obiettivi fissati dalla legge;
Fincalabra S.p.A. oggi opera utilizzando personale di Calabria IT distaccato in maniera irrituale, senza seguire le procedure previste dal CCNL di riferimento della società distaccante Calabria IT e addirittura disponendo distacchi a tempo indeterminato;
Fincalabra S.p.A. ha sottoscritto un verbale di accordo sindacale con le rappresentanze sindacali dell’UGL nel quale si diceva disponibile a procedere al pagamento degli stipendi del solo personale distaccato, in violazione palese con qualsiasi norma di carattere civilistico e giuslavoristico,
la Giunta regionale a far rispettare e a procedere secondo quanto previsto dall’art. 11 della legge regionale 24/2013 che precede il trasferimento dei dipendenti di Calabria IT alla Società Fincalabra S.p.A.”
Ordine del giorno numero 144 del 3 marzo 2014 di iniziativa del consigliere Gallo “Sulla paventata soppressione dei Polfer e Polpost”
nell’elenco dei presìdi a rischio, a detta del Siap, figurerebbero i posti di Polizia Postale di Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, i posti di Polizia Ferroviaria di Cosenza, Crotone, Gioia Tauro e Locri;
la prevista cancellazione riguarderebbe altresì le Squadre Nautiche di Crotone e Gioia Tauro e l’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima di Gioia Tauro;
tale riduzione dei posti di Polizia rientrerebbe nell’ambito di un piano di razionalizzazione di costi e risorse promosso dal Ministero degli Interni;
incomprensibile risulta essere un processo di razionalizzazione che taglierebbe servizi per i per i quali in realtà nessun costo, se non le spese per il personale, è a carico dello Stato, essendo le spese di gestione degli immobili che ospitano i predetti presìdi a carico di altri enti;
il concretizzarsi di quanto segnalato dal Siap indebolirebbe viepiù la presenza dello Stato in territori già segnati dalla presenza arrembante della criminalità organizzata,
la Giunta regionale ad avviare da subito sulla tematica un confronto col Ministero degli Interni, al fine di appurare veridicità e fondatezza della segnalazione lanciata dal Siap e, se del caso, a far sì che sul punto si avvii col Ministero medesimo un confronto che tenga conto delle effettive esigenze e volontà del territorio, individuando le soluzioni utili ed idonee a scongiurare la soppressione di un così ingente numero di posti di Polizia Ferroviaria e Postale, tutti utili alla Calabria.”