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Timestamp: 2018-03-19 03:12:59+00:00
Document Index: 64332371

Matched Legal Cases: ['art. 114', 'art. 356', 'art. 354', 'art. 186', 'art. 114', 'art. 178', 'art. 179', 'sentenza ', 'art. 180', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 114', 'art. 182', 'art. 366', 'art. 182', 'sentenza ', 'art. 180', 'art. 114', 'sentenza ', 'sentenza ']

Etilometro senza avviso della facoltà di farsi assistere dal Difensore.
Pubblicato il 2015-02-12
Le Sezioni Unite Penali della Suprema Corte di Cassazione con questa importantissima pronuncia chiariscono, una volta per tutte, l'annosa questione concernente il termine entro il quale eccepire l’omesso avviso all’indagato da parte della polizia giudiziaria, prima di procedere ad un atto di indagine urgente quale l’alcooltest, della facoltà di farsi assistere dal difensore.
Riaffermato preliminarmente:
a) che l'avvertimento del diritto all'assistenza difensiva, di cui all'art. 114 disp. att. cod. proc. pen. - che, per il tramite dell'art. 356 cod. proc. pen., richiama gli "accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone", di cui all'art. 354 cod. proc. pen. - è riferibile, anche agli accertamenti eseguiti dalla polizia giudiziaria sul tasso alcolemico del conducente di un veicolo ai fini della verifica dei parametri considerati dall'art. 186, comma 2, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, e s.m.;
b) che la violazione dell'art. 114 disp. att. cod. proc. pen. integra una nullità di ordine generale, non assoluta ma a regime c.d. intermedio, in base alla previsione dell'art. 178, comma l, lett. c), cod. proc. pen. (nella parte relativa alla inosservanza delle disposizioni concernenti «l'assistenza [... ] dell'imputato»), non rientrando in alcuno dei casi considerati dall'art. 179 cod. proc. Pen.;
c) che le nullità a regime intermedio verificatesi prima del giudizio non possono essere più dedotte «dopo la deliberazione della sentenza di primo grado», alla stregua di quanto previsto dall'art. 180 cod. proc. pen., richiamato dall'art. 182, comma 2, secondo periodo, cod. proc. pen.);
la Corte si sofferma su un caso di non (ulteriore) deducibilità, vale a dire quello di cui al primo periodo del comma 2 dell'art. 182 cod. proc. pen., che si riferisce alla ipotesi in cui la "parte assiste all'atto nullo" («Quando la parte vi assiste, la nullità di un atto deve essere eccepita prima del suo compimento ovvero, se ciò non è possibile, immediatamente dopo»).
Ebbene, è statuito riguardo al concetto di “parte-che-assiste” quanto segue:
1) che deve escludersi che una qualsiasi nullità debba essere personalmente eccepita, a pena di decadenza, dal soggetto indagato o imputato, non solo nell'immediatezza dell'atto nullo ma anche successivamente, poiché tale soggetto non ha, o si presume per postulato legale che non abbia, le conoscenze tecniche indispensabili per apprezzare che l'atto o il mancato atto sia non rispettoso delle regole processuali, e per di più che egli debba attivarsi per eccepire ciò, entro certi termini, a pena di decadenza;
2) che nella fattispecie in esame - o in qualunque altra ad essa assimilabile che dipenda dalla mancata osservanza dell'art. 114 disp. att. cod. proc. pen. (come in materia di perquisizioni o sequestri urgenti) - una volta escluso che possa trovare applicazione il limite della deducibilità della nullità di cui all'art. 182, comma 2, primo periodo, cod. proc. pen., non vi è base normativa per ancorare il limite di tempestività della deduzione di nullità al momento immediatamente successivo alla nomina del difensore, attraverso memorie o a quello della scadenza del termine di cinque giorni dal deposito dell'atto di indagine ex art. 366 cod. proc. Pen. o anche a quello del compimento del primo atto successivo del procedimento, in quanto trovando applicazione il disposto dell'art. 182, comma 2, secondo periodo, cod. proc. pen., l'eccezione di nullità può essere tempestivamente proposta entro il limite temporale della deliberazione della sentenza di primo grado, a norma dell'art. 180 cod. proc. pen..
Alla luce delle considerazioni pregresse è dunque enunciato il principio di diritto in base al quale “la nullità conseguente al mancato avvertimento al conducente di un veicolo, da sottoporre all'esame alcoolimetrico, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, in violazione dell'art. 114 disp. att. cod. proc. pen., può essere tempestivamente dedotta, a norma del combinato disposto degli artt. 180 e 182, comma 2, secondo periodo, cod. proc. pen., fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado".
sentenza 29 gennaio – 5 febbraio 2015, n. 5396