Source: http://www.ilquotidianodellapa.it/_contents/news/2015/agosto/1440232660154.html
Timestamp: 2019-07-17 04:23:38+00:00
Document Index: 84109335

Matched Legal Cases: ['art. 399', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 105']

QPA - Esclusione della facoltà di scorrimento della graduatoria per assumere gli idonei
Concorsi e Riparto di giurisdizione
Il Consiglio di Stato smentisce il TAR Lazio: la giurisdizione spetta al giudice amministrativo.
Alcuni candidati partecipanti al concorso a cattedre per titoli ed esami, bandito con decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012, finalizzato al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado, risultati idonei all’esito della procedura, hanno impugnato la graduatoria definitiva di merito (soltanto ai fini dell’individuazione dei vincitori e non ai fini dell’eventuale assunzione degli idonei ed il bando di concorso, quale atto presupposto) nella parte in cui non prevede la possibilità di utilizzazione delle stesse graduatorie per l’eventuale assunzione dei candidati idonei, relativamente al 50% dei posti riservati allo scorrimento delle graduatorie di merito ai sensi dell’art. 399 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, con sentenza 14 marzo 2014 n. 2873, ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione, ritenendo sussistente la giurisdizione del giudice ordinario.
Secondo il Tribunale amministrativo regionale, la posizione che i ricorrenti hanno fatto valere in giudizio è il diritto soggettivo all’assunzione. Da qui, pertanto, la ritenuta giurisdizione del giudice ordinario, con la possibilità da parte di quest’ultimo di procedere alla disapplicazione degli atti amministrativi impugnati.
Hanno proposto appello i soccombenti, il cui ricorso è stato accolto con sentenza della Sezione Sesta n. 3941 del 14 agosto 2015.
Il Consiglio di Stato, infatti, al contrario di quanto ritenuto dalla sentenza appellata, ha accertato che l’oggetto della controversia dedotta in giudizio non era il diritto soggettivo all’assunzione. I ricorrenti non chiedevano, cioè, l’assunzione immediata, ma si dolevano della legittimità degli atti amministrativi impugnati (il decreto di approvazione delle graduatorie ed il bando di concorso quale atto presupposto) nella parte in cui essi prevedono che l’inserimento in graduatoria costituisca titolo solo per l’assunzione dei vincitori e non anche per gli idonei in relazione ai posti che dovessero rendersi disponibili.
Gli atti amministrativi contestati non vengono, quindi, in rilievo in via meramente incidentale o indiretta nell’ambito di una controversia avente ad oggetto in via principale un diritto soggettivo; al contrario, i provvedimenti amministrativi rappresentano proprio la fonte diretta della lesione lamentata dai ricorrenti. Rispetto a tali provvedimenti, che, di fatto, escludono lo scorrimento della graduatoria, precludendo l’eventuale futura assunzione degli idonei, la situazione giuridica soggettiva fatta valere dai ricorrenti è, pertanto, quella di interesse legittimo.
Ciò che si contesta è, infatti, proprio la decisione, assunta dall’Amministrazione nell’esercizio di un potere autoritativo, di escludere l’utilizzabilità delle graduatorie in questione per l’assunzione degli idonei.
I giudici di appello, in sostanza, hanno dichiarato che la sentenza appellata ha erroneamente declinato la giurisdizione: ai sensi dell’art. 105, comma 1, Cod. proc. amm., la causa è stata pertanto rimessa al giudice di primo grado affinché abbia luogo il giudizio di merito.
TAR NAPOLI | Un caso singolare di graduatoria utilizzata da un Comune convenzionato con quello che aveva bandito il concorso.