Source: http://www.animali.com/commercio-internazionale-delle-specie-animali-vegetali-via-estinzione/
Timestamp: 2017-12-15 23:43:36+00:00
Document Index: 106873039

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arti 1', 'arte 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 5', 'arte 1', 'arte 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 8', 'arte 1', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 5', 'arte 1', 'arte 1']

Commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione | Animali.com
Legge n° 59 del 13 marzo 1993
Sostituisce la Legge n° 150 de 7 febbraio 1992
Disciplina dei reati relativi all’applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione
Si trascrive il testo aggiornato della legge 7 febbraio 1992, n. 150, recante “Disciplina dei reati relativi all’applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, e del regolamento (CEE) n. 3626/82 e successive modificazioni, nonché norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica”, come modifica della legge 13 marzo 1993, n° 59.
1. Chiunque in violazione di quanto previsto dal decreto del Ministro del commercio con l’estero del 31 dicembre 1983, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 5 marzo 1984, importa, esporta o riesporta, sotto qualsiasi regime doganale, vende, espone per la vendita, detiene per la vendita, offre in vendita, trasporta, anche per conto terzi, o comunque detiene esemplari di specie indicate nell’allegato A, appendice 1, e nell’allegato C, parte 1, del regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni, è punito con le seguenti sanzioni:
2. L’importazione di oggetti ad uso personale o domestico relativi a specie indicate nel comma 1, effettuata senza la presentazione della prevista documentazione CITES emessa dallo Stato estero ove l’oggetto è stato acquistato, è punita con la sanzione amministrativa da lire tre milioni a lire diciotto milioni. Gli oggetti importati illegalmente sono confiscati dal Corpo Forestale dello Stato.
3. L’esportazione o la riesportazione di oggetti ad uso personale o domestico derivati dagli esemplari di specie indicate nel comma 1 eccetto gli oggetti di pelletteria ad uso personale e le calzature, è consentita previo rilascio di un certificato da parte del servizio certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo VII, par. 3, della convenzione di Washington.
1. Chiunque, in violazione di quanto previsto dal decreto del Ministro del commercio con l’estero del 31 dicembre 1983, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 5 marzo 1984, importa, esporta o riesporta, sotto qualsiasi regime doganale, vende, espone per la vendita, detiene per la vendita, offre in vendita, trasporta, anche per conto terzi, esemplari di specie indicate nell’Allegato A, appendici Il e III – escluse quelle inserite nell’Allegato C, parti 1 – e nell’Allegato C, parte 2, del regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni, è punito con le seguenti sanzioni:
2. L’importazione di oggetti ad uso personale o domestico relativi a specie indicate nel comma 1, effettuata senza la presentazione della documentazione CITES, ove prevista, è punita con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire dodici milioni.
Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano anche nel caso di transito o trasbordo sul territorio italiano di esemplari vivi o morti degli animali selvatici e delle piante di cui ai suddetti articoli, o di loro parti o prodotti derivati.
1. In caso di violazione dei divieti di cui agli articoli 1 e 2 è disposta la confisca degli esemplari vivi o morti degli animali selvatici o delle piante ovvero delle parti o prodotti derivati. Nel caso di esemplari vivi è disposto il loro rinvio allo Stato esportatore, a spese del detentore, o l’affidamento a strutture pubbliche o private, in grado di curarne il mantenimento a scopi didattici e la sopravvivenza, sentita la commissione scientifica di cui al comma 2. Nel caso di esemplari morti, loro parti o prodotti derivati, il Servizio certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato ne assicura la conservazione a fini didattico-scientifici e, ove necessario, provvede alla loro distruzione, sentita la commissione scientifica di cui al comma 2.
Con decreto del Ministro dell’ambiente, emanato di concerto con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste e con il Ministro della sanità, è istituita presso il Ministero dell’ambiente la commissione scientifica per l’applicazione della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874.
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, coloro che detengono esemplari degli animali selvatici e delle piante di cui all’art. 1, comma 1, devono farne denuncia agli uffici del Corpo Forestale dello Stato o a quelli dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale o delle Province autonome di Trento e Bolzano, abilitati, con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste, ad effettuare controlli e certificazioni in conformità alla citata convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874. I suddetti uffici rilasciano apposita ricevuta, previa verifica della regolarità dell’importazione a suo tempo avvenuta.
2. A fatto obbligo a coloro che detengono esemplari vivi degli animali selvatici e delle piante di cui all’art. 1, comma 1, di comunicare le variazioni del luogo di custodia degli esemplari stessi al più vicino ufficio del Corpo Forestale dello Stato o dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto Speciale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, abilitato ai sensi del comma 1 del presente articolo.
3. E’ fatto obbligo, all’atto dell’importazione o della riesportazione degli esemplari di cui all’art. 2, ovvero di loro parti o prodotti derivati, di fare apporre dal più vicino ufficio del Corpo Forestale dello Stato o dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale o delle Province autonome di Trento e di Bolzano, abilitato ai sensi del comma 1 del presente articolo, i necessari visti sulle licenze di importazione ed esportazione e sui certificati di importazione e riesportazione in conformità alla citata convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874.
4. I permessi dei Paesi di origine degli esemplari di cui all’art. 2 ovvero delle loro parti o prodotti derivati, nei quali, dopo verifica operata dalla Segreteria di cui all’articolo XII della citata convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, vengono accertati errori o falsificazioni, devono essere ritirati dal Servizio certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato, che riferisce all’autorità competente dello Stato esportatore tramite la suddetta Segreteria. E’ in tal caso nullo qualsiasi permesso o certificato emesso dal Servizio certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato sulla base dei suddetti permessi dei Paesi d’origine.
5. E’ fatto obbligo di marcare conformemente a standard internazionali, con sistemi resi operativi dal Servizio certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato, sentita la commissione scientifica di cui all’art. 4, comma 2, gli esemplari di cui all’ art. 1, comma 1, e quelli cui si applicano le deroghe previste dal citato regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni.
1. Ai fini dell’applicazione dell’art. 5, comma 1, tutti coloro che detengono esemplari di specie selvatica indicata nell’Allegato A, Appendice I, e nell’Allegato C, parte 1, del regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni, classificati dalla presente legge come oggetti ad uso personale o domestico, non devono farne denuncia.
4. Le denunce di detenzione di esemplari dì eventuali specie che saranno iscritte nell’Allegato A, Appendice I, nonché nell’Allegato C, parte 1, del regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni – a seguito delle decisioni della Conferenza degli Stati Parte della convenzione – dovranno essere effettuate entro novanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 2° serie speciale – del regolamento (CEE) che modifica i sopra citati Allegati A e C del regolamento (CEE) n. 3626/82.
6. Gli oggetti di uso personale o domestico derivati da esemplari di specie selvatiche indicate nel comma 1 non possono essere commercializzati od offerti in vendita o esposti in vendita, salvo che gli stessi siano previamente denunciati con ,le modalità previste dall’art. 5, comma 1, ai fini della verifica della regolarità dell’importazione a suo tempo avvenuta secondo le norme previste dalla convenzione di Washington.
8. Le istituzioni scientifiche o di ricerca pubbliche o private potranno godere dell’esenzione dall’obbligo di denuncia solo dopo aver ottenuto l’iscrizione nel registro delle istituzioni scientifiche previsto dall’articolo VII, par. 6, della convenzione di Washington. A tal fine con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità e con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, sarà disciplinata l’istituzione del registro presso il Ministero dell’ambiente e saranno previsti i presupposti, le condizioni e le modalità di iscrizione, anche ai fini della detenzione di esemplari di cui all’art. 6. La commissione scientifica di cui all’art. 4, comma 2, rilascia i pareri per l’iscrizione nel registro.
1. Ai sensi delle risoluzioni 7.13 e 8.12 delle Conferenze degli Stati Parte della convenzione di Washington, tenutesi rispettivamente a Losanna (Svizzera) dal 9 al 20 ottobre 1989, e a Kyoto (Giappone) dal 2 a 13 marzo 1992, il personale dei nuclei del Corpo Forestale dello Stato, di cui al decreto del Ministro dell’ambiente 4 settembre 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 2 1 0 del 7 settembre 1992, presente nelle dogane di cui all’art. 2 del decreto del Ministro delle finanze 26 giugno 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 160 del 9 luglio 1992, in collaborazione con gli uffici veterinari di confine, dovrà riportare su appositi moduli, conformi a quello di cui alla citata risoluzione 7.13 della Conferenza di Losanna, la quantità di ogni spedizione in importazione di animali vivi di specie incluse nell’Allegato A, Appendici I e Il del regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni, nonché il numero di esemplari morti per ogni spedizione. 1 dati ottenuti saranno inviati su base annuale alla Segreteria dì cui all’articolo XII della convenzione di Washington. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri dell’agricoltura e delle foreste e della sanità, stabilisce, con apposito decreto, le modalità e i criteri atti ad ottenere il monitoraggio della mortalità di animali vivi durante il trasporto internazionale, per disporre, in base ai dati ottenuti e sentito il parere della commissione scientifica di cui all’art. 4, comma 2, misure più restrittive fino all’interdizione dell’importazione per le specie maggiormente soggette a mortalità durante il trasporto internazionale.
Il decreto di cui all’art. 5-ter, comma 1, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, introdotto dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
1. Fatto salvo quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157, è vietato a chiunque detenere esemplari vivi di mammiferi e rettiti di specie selvatica ed esemplari vivi di mammiferi e rettili provenienti da riproduzioni in cattività che costituiscano pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica.
2. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dell’interno, con il Ministro della sanità e con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, stabilisce con proprio decreto i criteri da applicare nell’individuazione delle specie di cui al comma 1 e predispone di conseguenza l’elenco di tali esemplari, prevedendo altresì opportune forme di diffusione dello stesso anche con l’ausilio di associazioni aventi il fine della protezione della specie.
3. Fermo restando quanto previsto dal comma 1 dell’art. 5, coloro che alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 2 detengono esemplari vivi di mammiferi o rettiti di specie selvatica ed esemplari vivi di mammiferi o rettili provenienti da riproduzioni in cattività compresi nell’elenco stesso, sono tenuti a farne denuncia alla Prefettura territorialmente competente entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2. Il prefetto, d’intesa con le autorità sanitarie competenti, può autorizzare la detenzione dei suddetti esemplari previa verifica della idoneità delle relative strutture di custodia, in funzione della corretta sopravvivenza degli stessi, della salute e dell’incolumità pubblica.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 3, 4 e 5 non si applicano nei confronti dei giardini zoologici, aree protette, parchi nazionali, acquari, delfinari, circhi, mostre faunistiche permanenti o viaggianti, dichiarati idonei dalla commissione scientifica di cui all’art. 4, comma 2, sulla base di criteri generali fissati previamente dalla commissione stessa. Le istituzioni scientifiche e di ricerca iscritte nel registro istituito dall’art. 5-bis, comma 8, non sono sottoposte alla previa verifica di idoneità da parte della commissione.
1. Conformemente a quanto previsto dall’art. 1, commi 4 e 5, e dall’art. 8, comma 4, della legge 8 luglio 1986, n. 349, il Ministero dell’ambiente cura l’adempimento della citata convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, potendosi avvalere delle esistenti strutture del Corpo Forestale dello Stato.
2 . Con propri decreti, emanati di concerto con il Ministro delle finanze, il Ministro del commercio con l’estero ed il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, il Ministro dell’ambiente stabilisce le modalità relative ai controlli in ambito doganale per l’esecuzione della presente legge e le procedure per l’adempimento della citata convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874 (v. D.M. 4 settembre 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale – n. 210 del 7 settembre 1992, n.d. r.).
1. Tutte le nascite o riproduzioni in cattività degli esemplari appartenenti a specie incluse nell’Allegato A, Appendici I e Il, nonché nell’Allegato C, parte 1 e 2, del regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e modificazioni, devono essere denunciate entro dieci giorni dall’evento al Ministero dell’agricoltura e delle foreste ~ Direzione generale per l’economia montana e foreste – Servizio certificazione CITES, il quale ha facoltà di verificare presso il denunciante l’esistenza dei genitori e si può avvalere di analisi genetiche per stabilire il grado di parentela fra i presunti genitori e la prole. Per tali esemplari, il predetto servizio rilascerà al denunciante un certificato conforme all’art. 22 del regolamento (CEE) n. 3418/83 del Consiglio del 28 novembre 1983.
1. Ai sensi della risoluzione 8.14 della Conferenza degli Stati Parte della convenzione di Washington, tenutasi a Kyoto (Giappone) dal 2 al 13 marzo 1992, tutte le imprese che hanno scorte di pelli, limitatamente a quelle intere, allo stato grezzo o lavorato, di specie appartenenti all’ordine Crocodylia ed incluse nell’Allegato A, Appendici I e II, del regolamento (CEE) n. 3626/82 dei Consiglio, del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni, sono sottoposte ad inventario e marcaggio gratuito, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste e con il Ministro del commercio con l’estero. Il costo delle marche necessarie per il marcaggio delle pelli da riesportazione è a carico delle singole ditte.
2. Entro il 31 marzo 1993, tutte le imprese che hanno scorte di pelli, di cui al comma 1, devono farne denuncia al Ministero dell’agricoltura e delle foreste – Direzione generale per l’economia montana e foreste, indicando la quantità, il tipo di pelle – intera, sostanzialmente intera, dei fianchi o dei ventri – e la specie a cui la pelle appartiene.
3. Il Ministero dell’agricoltura e delle foreste – Direzione generale per l’economia montana e foreste, è tenuto a realizzare il marcaggio delle pelli, denunciate ai sensi del comma 2, entro centoventi ‘orni dalla scadenza dei termini di presentazione delle denunce di cui allo stesso comma 2.
1. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, si provvede al pagamento del contributo annuale da versare al segretariato CITES, il cui ammontare è determinato in lire 240 milioni annui a decorrere dal 1993.
1. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri del tesoro e dell’agricoltura e delle foreste, sono determinate la misura e le modalità di versamento all’erario del diritto speciale di prelievo da porre a carico dei soggetti tenuti a richiedere o presentare:
(a) la licenza o il certificato di importazione, la licenza di esportazione, il certificato di riesportazione e il certificato CITES, previsti dal decreto del Ministro del commercio con l’estero di cui all’art. 2, comma 1;
(c) la domanda di iscrizione nel registro delle istituzioni scientifiche prevista dall’art. 5-bis, comma 8;
(d) l’autorizzazione alla detenzione degli esemplari vivi prevista dall’art. 6, comma 3;
(e) la dichiarazione di idoneità per giardini zoologici, acquari, delfinari, circhi, mostre faunistiche permanenti o viaggianti, prevista dall’art. 6, comma 6; il certificato di conformità per nascite o riproduzioni in cattività previsto dall’art. 8-bis;
(g) la denuncia di scorte di pelli ed il relativo marcaggio previsti dall’art. 8-ter, nonché il marcaggio dei cui all’art. 5, comma S.
2. La misura dei diritti speciali istituiti con la presente legge dovrà essere determinata in modo da assicurare l’integrale copertura delle spese derivanti agli organi competenti dall’applicazione delle relative norme. 1 relativi proventi affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato e sono Rassegnati con decreto del Ministro del tesoro allo stato di previsione del Ministero dell’ambiente per la parte eccedente l’importo di cui al comma 3.
3. I diritti corrisposti per il rilascio dei certificati di cui al comma 1, dovranno essere determinati in misura tale da garantire anche la copertura della spesa annua di lire 240 milioni relativa al contributo che viene versato al segretariato CITES in adempimento della convenzione di Washington.
3-bis. Ai fini dell’attuazione dell’art. 8 e del decreto del Ministro dell’ambiente 4 settembre 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 7 settembre 1992, il Ministero dell’agricoltura e delle foreste provvede all’istituzione nonché al funzionamento di appositi nuclei del Corpo forestale dello Stato, operanti presso i varchi doganali abilitati alle operazioni di importazione e di esportazione di esemplari previsti dalla convenzione di Washington. All’onere derivante dall’attuazione del presente comma, valutato in lire 700 milioni per l’anno 1993 e in lire 500 milioni a decorrere dall’anno 1994, si provvede, per l’anno 1993, mediante corrispondente ‘ riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1.993 e, per gli anni 1994 e 1995, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1993-1995, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1993.
3-ter. Ai fini dell’attuazione dell’arte. 4, il Ministero dell’agricoltura e delle foreste, tramite il Corpo Forestale dello Stato, provvede alla conservazione degli esemplari confiscati per violazioni delle disposizioni citate nel medesimo arte. 4. All’onere derivante dall’attuazione del presente comma, valutato in lire 400 milioni per l’anno 1993 e in lire 200 milioni a decorrere dall’anno 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1993-1995, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1993.
3-quater. Ai fini dell’attuazione dell’art. 5, comma 5, il Ministero dell’agricoltura e delle foreste, tramite il Corpo Forestale dello Stato, provvede al marcaggio, conformemente a standard internazionali, degli esemplari previsti dalla convenzione di Washington. All’onere derivante dall’attuazione del presente comma, valutato in lire 400 milioni per l’anno 1993 e in lire 200 milioni a decorrere dall’anno 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1993-1995, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1993.
3-quinquies. Ai fini dell’attuazione della presente legge, il Ministero dell’agricoltura e delle foreste, tramite il Corpo Forestale dello Stato, provvede all’effettuazione dei controlli e delle certificazioni previsti dalla convenzione di Washington. All’onere derivante dall’attuazione del presente comma, valutato in lire 500 milioni per l’anno 1993 e in lire 500 milioni a decorrere dall’anno 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1993-1995, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1993.
1. Ai fini dell’applicazione della presente legge, salvo diversa specificazione, le espressioni sotto indicate hanno il seguente significato:
(a) convenzione di Washington: la convenzione sul commercio internazionale di specie di flora e fauna minacciate di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, altrimenti denominata CITES, ratificata con legge 19 dicembre 1975, n. 874, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 24 febbraio 1976;
(b) esemplare: qualsiasi animale o pianta, vivo o morto, delle specie elencate nelle appendici 1, Il e III della convenzione di Washington, nell’Allegato B e nell’Allegato C, parte 1 e 2, del regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni ed integrazioni, qualsiasi parte o prodotto, facilmente identificabile, ottenuto a partire da animali o piante di queste stesse specie, nonché qualsiasi altra merce, se da un documento giustificativo, ovvero dall’imballaggio, dal marchio o dall’etichetta o da qualsiasi altra circostanza risulti trattarsi di parti o prodotti di animali o di piante appartenenti a queste stesse specie;
(c) oggetto ad uso personale o domestico: prodotto derivato ottenuto da esemplari di specie incluse nell’Allegato A, Appendici I, II e III, e nell’Allegato C, parte 1 e 2, del regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni, che appartenga ad una persona fisica e che non sia posto in vendita o in commercio;
(d) esemplare riprodotto in cattività: prole di un esemplare vivo, comprese le uova, nata, o prodotta in altra maniera, da entrambi i genitori che si riproducono o da gameti trasferiti in altra maniera in un ambiente controllato se la riproduzione è sessuale o da genitori che siano in un ambiente controllato quando inizia lo sviluppo della prole se la riproduzione è asessuale. Il termine “esemplare riprodotto in cattività” si riferisce alla riproduzione di esemplari di seconda generazione nello stesso ambiente controllato;
(e) esemplare nato in cattività: esemplare, così come definito nel presente articolo, comprese le uova, nato, o prodotto in altra maniera, da genitori, di cui almeno uno di origine selvatica, che si riproducono o da gameti trasferiti in un altra maniera in un ambiente controllato se la riproduzione è sessuale o da genitori, di cui almeno uno di origine selvatica, che siano in un ambiente controllato quando inizia lo sviluppo della prole se la riproduzione è asessuale. Il termine “esemplare nato in cattività” si riferisce alla produzione di esemplari di prima generazione nello stesso ambiente controllato;
(f) esemplare propagato artificialmente: esemplare di specie vegetale propagato per mezzo di semi, spore, diaspore, propaguli o altri mezzi di riproduzione sessuale o asessuale in condizioni controllate;
(g) esemplare di specie selvatica: esemplare, così come definito nel presente articolo, di origine selvatica o esemplare animale proveniente da nascita in cattività limitata alla prima generazione.
Nota: I seguenti articoli, che non compaiono nel testo aggiornato, fanno parte integrante della legge 7 febbraio 1992, n° 150.
2. I soggetti tenuti alla denuncia di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, devono utilizzare il modulo allegato al presente decreto ed effettuare la predetta denuncia entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ove non abbiano adempiuto agli obblighi di cui al citato articolo 5, comma 1.
2-bis. Il decreto di cui all’articolo 5-bis, comma 8, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, introdotto dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
1-bis. li decreto di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
1-bis. Il decreto di cui all’articolo 8-ter, comma 1, de ‘ Ila legge 7 febbraio 1992, n. 150, introdotto dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
1. In conformità al disposto dell’articolo 3 della legge 18 marzo 1989, n. 118 (a), i professori universitari, anche se a tempo pieno, possono far parte delle commissioni tecnico-scientifiche istituite nell’ambito della gestione amministrativa del Ministero dell’ambiente, in qualità di esperti in singoli campi disciplinari, compatibilmente con l’assolvimento dei propri compiti istituzionali.
1-bis. Ai fini dell’esercizio delle funzioni di coordinamento degli adempimenti prescritti dalla convenzione di Washington e di quelle connesse al funzionamento della commissione scientifica, istituita dall’articolo 5, comma 2, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, i ruoli e le dotazioni organiche del Ministero dell’ambiente, determinati dall’articolo 15 della legge 8 luglio 1986, n. 349, dalle tabelle A e B allegate alla medesima legge, e successive modificazioni e integrazioni (b), nonché dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 febbraio 1992 (c), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 2 luglio 1992, sono aumentati di dieci unità personale, suddivise in tre unità di ottava qualifica funzionale, di cui due biologi direttori ed un funzionario amministrativo, quattro unità di sesta qualifica funzionale, di cui due assistenti amministrativi e due ufficiali ecologici, e tre unità di quarta qualifica funzionale, di cui due coadiutori ed un dattilografo.
1-ter. Fino all’effettiva copertura dei posti di organico previsti dal comma l-bis attraverso le procedure concorsuali e di mobilità contemplate dalle vigenti disposizioni, e comunque fino al 31 dicembre 1993, i posti medesimi sono coperti attraverso procedure di mobilità ovvero da personale comandato da amministrazioni dello Stato e da enti pubblici, con oneri comunque a carico delle amministrazioni di appartenenza, nonché da due esperti nominati dal Ministro dell’ambiente con contratto a tempo determinato. A detti esperti è corrisposto un compenso stabilito con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro del tesoro.
1. La commissione scientifica di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, costituisce l’autorità scientifica prevista dall’articolo 1, primo comma, lettera f), della convenzione di Washington. La commissione è nominata con decreto del Ministro dell’ambiente ed è presieduta dal medesimo Ministro o da un funzionario da lui delegato. La commissione è composta da quindici membri scelti tra persone di riconosciuta esperienza scientifica in campo zoologico, botanico e giuridico, con specifico riferimento ai contenuti della convenzione di Washington e dei regolamenti che ne danno attuazione. Fanno parte della commissione:
(a) cinque zoologi specializzati rispettivamente in mammiferi, uccelli, anfibi e rettili, invertebrati e pesci, dei quali tre scelti tra esperti designati dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e due scelti tra esperti designati dall’Unione zoologica italiana (UZI);
(c) un esperto designato dall’Istituto nazionale della fauna selvatica (INFS);
(d) un esperto designato dall’Associazione nazionale dei musei scientifici, orti botanici, giardini zoologici ed acquari (ANMS);
(e) un esperto designato dall’Unione italiana giardini zoologici ed acquari (UIZA); due esperti designati dalle associazioni ambientaliste riconosciute ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 (a), di cui uno designato dal World Wide Fund for nature-Italia (WWF);
2. Ai componenti della commissione di cui al comma 1 spettano un compenso ed un trattamento di missione nella misura determinata con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro del tesoro. Con decreti del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro del tesoro, sono altresì determinati il compenso ed il trattamento di missione spettanti ai componenti del Comitato scientifico di cui all’articolo 11 della legge 8 luglio 1986, n. 349 (a), nonché ai componenti della Consulta tecnica per le aree naturali protette prevista dall’articolo 3, comma 7, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (b).
3. Resta comunque ferma l’applicazione dell’articolo 58, commi 1, 2 e 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (c).
1. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 12, comma 1-bis, valutato in lire 350 milioni a decorrere dall’anno 1994, si provvede mediante corrispondente utilizzo delle proiezioni per gli anni 1994 e 1995 dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1993-1995, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1993, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente.
2. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 12, comma 1-ter, valutato in lire 50 milioni per l’anno 1993, e dell’articolo 12-bis, comma 2, valutato in lire 250 milioni a decorrere dall’anno 1993, si provvede mediante riduzione dello stanziamento del capitolo 1088 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1993, e corrispondenti capitoli per gli anni successivi.
1. Al fine di garantire il funzionamento del Ministero dell’ambiente, i capitoli 1068, 1079, 1551, 1552 1556, 2051, 2552, 2556 e 4200 dello stato di previsione del medesimo Ministero per l’anno 1993 sono rispettivamente aumentati di lire 150, 40, 200,100,1650, 100, 200, 300 e 610 milioni. A tale aumento si fa fronte mediante riduzione compensativa dei capitoli 1021, 1065, 1067, 1072, 1081, 1087 e 1088 rispettivamente per lire 150, 800, 150, 500, 550, 850 e 350 milioni.
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