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Timestamp: 2018-05-24 14:03:02+00:00
Document Index: 134040406

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Giovedì, 29 Gennaio 2015 14:44
In occasione dell’audizione odierna avanti il Presidente della I sezione ter del TAR Lazio in merito al ricorso presentato da MyROMA, si è finalmente preso visione della determinazione del CASMS n. 3/15, riferita alla partita Roma/Empoli del 31 gennaio 2015.
Nella nota illustrativa, il CASMS spiega che dal monitoraggio dei disordini, si è verificato che gli stessi hanno riguardato maggiormente i possessori della tessera “Home” piuttosto che quelli della Privilege, sia pur senza allegare alcuna statistica al riguardo.
Visti i tempi ristrettissimi, e nell’impossibilità di svolgere una istruttoria su quanto scritto – cosa che peraltro dovrebbe al limite portare alla sospensione della Club Home, in quanto detenuta da soggetti pericolosi – i legali di MyROMA hanno deciso di rinunciare alla richiesta di sospensiva e di discutere la vicenda nel merito, all’udienza fissata per il 26 marzo. Ciò significa che per Roma/Empoli sarà consentito l’accesso in Curva Sud ai soli possessori della “Privilege” ma che la decisione sulla liceità della decisione del Prefetto e del CASMS è ancora da prendere, alla luce della documentazione che verrà depositata.
MyROMA intende quindi insistere nel ricorso, al fine di ottenere una pronuncia che sancisca la pari dignità tra la tessera “Privilege” e la “Club Home”, in modo che – per il futuro – simili discutibili iniziative non abbiano più a ripetersi.
Comprendiamo che sono moltissimi i tifosi con “Club Home” che auspicavano di poter andare a tifare la Roma in occasione del match contro l’Empoli, ma la decisione presa dal nostro dipartimento legale si basa sulla possibilità di vincere il campionato e non una partita. Quindi il prossimo appuntamento sarà il 26 Marzo ed invitiamo la tifoseria romanista ad unirsi a MyROMA perché è fondamentale per il proseguo delle nostra attività.
Lunedì, 26 Gennaio 2015 12:53
Dopo i disordini avvenuti nel post partita del derby, il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale ha suggerito al prefetto di chiudere la curva sud per due turni. Indicazione accolta. Così il supporter trust giallorosso My Roma ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento. Perché? Per la sfida di campionato contro l’Empoli del 31 gennaio è stato vietato l’ingresso in curva sud esclusivamente agli abbonati con la carta “As Roma club home” e non a quanti hanno sottoscritto la “Privilege card” (ovvero la tessera del tifoso).
“Eppure – spiega il legale di MyRoma, Lorenzo Contucci, che ha curato il ricorso – ai fini della sicurezza le due tessere sono identiche. Ambedue sono rilasciate dalla Roma e in ogni caso i dati dei tifosi vengono strasmessi alla questura. Unica differenza: la Privilege card è legata al circuito bancario Visa”.
L’ingresso nella roccaforte del tifo giallorosso è stato inibito ai possessori della “Club home” anche in occasione del match di Coppa Italia (sempre contro l’Empoli) del 21 gennaio scorso. In quel caso però, trattandosi di una gara slegata dall’abbonamento, i tifosi hanno potuto acquistare i tagliandi di altri settori. In campionato ciò non è possibile e nessun rimborso è previsto. “Auspichiamo – aggiunge Contucci – che il tribunale amministrativo (che dovrebbe pronunciarsi domani,martedì) voglia approfondire il ricorso, perché è un caso di evidente discriminazione”. “Come si fa a stabilire che chi ha l’abbonamento di un tipo è violento e l’altro no – si domanda il presidente di My Roma, Walter Campanile – ci auguriamo che la società (finora silente, ndr) in futuro voglia mostrare il proprio sostegno ai tifosi”. Anche la trasferta di ieri a Firenze era stata vietata ai possessori della carta “As Roma club away”, ma non appena i supporter giallorossi hanno notificato il ricorso, è stata riaperta a tutti. Una coincidenza?
Per chi volesse approfondire il tema, MyROMA rende pubblico il ricorso presentato dove vengono spiegate le motivazioni che hanno spinto il nostro Supporters Trust ad intraprendere tale azione [link]
MyRoma ha notificato in data odierna il ricorso al TAR Lazio avverso la decisione del prefetto di Roma con la quale si è vietato l'ingresso al settore Curva Sud per la prossima partita Roma Empoli del 31 gennaio. Visto che, sotto il profilo della sicurezza, sia la tessera Privilege che quella Home si basano sul medesimo sistema che garantisce il controllo dei requisiti ostativi, la decisione è ritenuta discriminatoria e danneggia i tifosi della Roma che hanno pagato in anticipo un servizio di cui non hanno goduto e che potrebbero scegliere la prossima stagione di non fidelizzarsi in alcun modo proprio a seguito di tali decisioni, con conseguente danno per l'A.S. Roma.
Ai fini di una maggiore comprensione della materia e della nostra posizione rendiamo pubblico il ricorso presentato [Download]
Venerdì, 11 Aprile 2014 21:13
Art 9 e Tessera del Tifoso: convegno a Roma
Si è svolto oggi a Palazzo Santa Chiara un convegno su art. 9 e tessera del tifoso.
Qui di seguito la brochure preparata per l'occasione e consegnata a politici e giornalisti.
- Rivedere gli artt. 8 e 9 della L. 41/2007 introducendo una norma di interpretazione autentica degli stessi, che possa chiarirne i criteri applicativi, a beneficio di tifosi e questure.
1. E' fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell'interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.
2. all’articolo 8, comma 1, della legge 4 aprile 2007 n. 41, per “soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive” deve intendersi che il divieto posto alle società sportive di corrispondere in qualsiasi forma, diretta o indiretta, sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura, ivi inclusa l'erogazione a prezzo agevolato o gratuito di biglietti e abbonamenti o titoli di viaggio, sia limitato temporalmente fino al completamento dei cinque anni successivi alla data della condanna e che comunque non operi là dove il soggetto abbia già scontato, anche parzialmente, la misura inflitta con provvedimenti di cui al citato articolo 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 per lo stesso episodio per cui è intervenuta la sentenza di condanna”;
3. all’articolo 9, comma 1, della legge 4 aprile 2007 n. 41, per “soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401” deve intendersi che tali provvedimenti debbano essere in atto;
4. all’articolo 9, comma 1, della legge 4 aprile 2007 n. 41, per “soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive” deve intendersi che il divieto posto alle società organizzatrici il gioco del calcio responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell'interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso sia limitato temporalmente fino al completamento dei cinque anni successivi alla data della condanna e che comunque non operi là dove il soggetto abbia già scontato, anche parzialmente, la misura inflitta con provvedimenti di cui al citato articolo 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 per lo stesso episodio per cui è intervenuta la sentenza di condanna”.
- non dovrebbe essere obbligatoria: visto che un biglietto si acquista mostrando un documento di identità (comunque soggetto – come la tessera del tifoso - tramite il sistema “Questura on line” alla verifica dei motivi ostativi al rilascio ex artt. 8 e 9 L. 41/2007), non si vede la ragione per cui non si possa andare in trasferta semplicemente acquistando il biglietto stesso, anche il giorno della partita;
- dovrebbe consentire sempre la possibilità di acquistare titoli d’ingresso anche per settori dello stadio diversi dal settore ospiti, sì da consentire a tifosi più moderati di seguire la partita in un contesto idoneo e più confortevole;
- dovrebbe consentire di acquistare biglietti senza dover mostrare anche un documento di identità, visto che per ottenerla si è dovuto esibire l’originale di un documento e farsi scattare una fotografia: in tal modo si evita al tifoso di dover tornare due o tre volte in un punto vendita;
- dovrebbe consentire l’accumulo di un punteggio che premi il tifoso più fedele che acquista biglietti per le partite in casa e in trasferta, al fine di esercitare prelazioni per partite di grande richiamo.
- il tifoso occasionale che decide all’ultimo istante di seguire la propria squadra in trasferta potrà comunque acquistare un biglietto per il settore ospiti, magari anche il giorno della partita;
- i tifosi ospiti che risiedono nella città che ospita la partita non avranno più problemi per comprare un biglietto (ad esempio, in un qualsiasi Roma/Milan, il tifoso milanista privo di tessera del tifoso residente a Roma potrà acquistare il biglietto anche per il settore ospiti, mentre allo stato può solo acquistare un biglietto per i settori dei tifosi della Roma);
- non si verificherà più il costante problema per il quale un tifoso di una squadra residente in una città diversa da quella ove ha sede il proprio club è impossibilitato a comprare un tagliando per il settore ospiti perché privo della tessera del tifoso, con la conseguenza che o va nel settore di casa oppure, con il benestare del dirigente dell’ordine pubblico, viene comunque fatto entrare nel settore ospiti (ad es.: il tifoso del Brescia residente a Bologna che vuole andare a vedere Atalanta/Brescia può comprare un biglietto per qualsiasi settore dello stadio diverso dal settore ospiti. Per poter acquistare un biglietto settore ospiti dovrebbe recarsi a Brescia e fare la tessera del tifoso, non potendo delegare nessuno).
- ALTRI SUGGERIMENTI:
- consentire il rilascio del biglietto anche dietro presentazione di una fotocopia di un documento di identità: se si vuole andare con un amico allo stadio, allo stato, è necessario recarsi insieme ad acquistare i biglietti per avere i posti vicini o comunque è necessario prima farsi consegnare il documento dall’amico, in quanto è necessario esibire l’originale del documento, il che scoraggia l’iniziativa;
- per i minori di 14 anni, non imputabili per legge, il genitore dovrebbe avere la possibilità di acquistare biglietti dichiarando – anche tramite autocertificazione – le generalità del minore: allo stato se al genitore/tifoso viene in mente, nei cinque minuti di tempo libero che ha, di acquistare un biglietto al figlioletto non lo può fare, perché deve andare a casa e prendere l’originale di un documento di identità.
Lunedì, 09 Settembre 2013 22:23
MyRoma - insieme a Federsupporter e Codacons - ha presentato ricorso d'urgenza al TAR Emilia Romagna contro la decisione dell'ONMS di vietare la trasferta di Parma ai possessori della Away Card.
Chiediamo a tutti i tifosi della AS Roma di compattarsi in questo difficile momento e di unirsi alla nostra Associazione per poter difendere in modo sempre più efficace i diritti della tifoseria.
Giovedì, 05 Settembre 2013 13:07
Ancora una volta l'Italia si dimostra essere il Paese dove tutto può succedere, dove pochi decidono per molti, dove chi sbaglia non è invitato, da chi deve, a rimediare ai propri errori, dove le cose ovvie non sono prese in considerazione e dove i fatti concreti vengono calpestati da pseudo realtà nate da esigenze partigiane: alle volte un passo indietro, essere umile e dire di aver sbagliato, avere quel necessario e doveroso spirito critico può risolvere tanti problemi, ma ancora una volta mi chiedo se questa è la vera volontà di quei pochi che decidono per molti.
Da cittadino italiano è deprimente leggere comunicati come le recenti valutazioni fatte dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (link), dove:
- si esprime solidarietà all'Hellas Verona dimenticandosi però degli otto steward aggrediti. Perché? Sarebbe sconveniente ammettere che chi ha la tessera del tifoso ha commesso degli atti di violenza? Sarebbe sconveniente ammettere che una carta di credito non può combattere la violenza?
Sarebbe sconveniente ammettere di aver sbagliato?
- si esprime soddisfazione per un lavoro che ancora non ha portato alcun risultato, ovvero garantire alla giustizia italiana "i cani sciolti" del vile atto di violenza. Perché?
- si infliggono pene a chi non ha fatto nulla, a chi soddisfa i richiesti requisiti di sicurezza, a chi ha acquistato un servizio commerciale ed ora non ne può usufruire, a chi paga le tasse ma viene additato come facinoroso in modo del tutto gratuito. Perché?
- per un fatto commesso da "cani sciolti" lontano da uno stadio e in orari lontani dall'evento sportivo si penalizzano migliaia di persone che nulla hanno a che fare con l'episodio e non gli si permette di andare in trasferta. Perché?
Se qualcuno sbaglia deve essere oggetto di attenzione della giustizia italiana, invece in questo modo chi non ha commesso alcun reato viene penalizzato mentre chi si è contraddistinto per atti di violenza la prossima volta potrà andare in trasferta con la sua bella tessera del tifoso e con il benestare di quei pochi che decidono per molti. Perché?
Non si vede ciò che deve essere osservato, non si ascolta la voce di chi chiede civilmente giustizia ed equità, ma si continuano ad emettere suggerimenti reiterando l'errore: che fantastico Paese è l'Italia.
Tutto ciò è assolutamente deprimente: abbattiamo questo muro di ipocrisia!
Martedì, 03 Settembre 2013 13:47
Abbattiamo questo muro di ipocrisia
MyRoma intende esprimere la propria solidarietà agli otto stewart aggrediti all'Olimpico e al tempo stesso alla società Hellas Verona per il vile attacco perpetrato da soggetti rimasti ignoti e che la stessa Questura di Roma qualifica come “cani sciolti”, evidentemente ritenendoli avulsi dalla tifoseria organizzata.
Nel ribadire, qualora ce ne fosse il bisogno, la propria ferma condanna a qualsiasi forma di violenza e nel ritenere che alcuna tessera può evitare a soggetti isolati il compiere di atti criminali del tutto imprevedibili, la cui prevenzione è obiettivamente difficile per chiunque, si intende comunque puntualizzare quanto segue:
Da tempo MyROMA sostiene che il sistema "tessera del tifoso" non è uno strumento idoneo e che misure restrittive poco logiche non porteranno mai ad una soluzione del problema violenza. La scorsa giornata di campionato ha visto, in occasione del match tra As Roma e Hellas Verona, il verificarsi di spiacevoli episodi di violenza dentro lo stadio durante l'evento sportivo: 8 steward sono stati aggrediti da una tifoseria a cui, dopo gli eventi di Hellas Verona - Milan, è stato permesso di andare in trasferta solo perchè in possesso della famigerata "tessera del tifoso".
Ricordiamo inoltre, per maggiore completezza, che sempre durante la stessa partita la Curva Sud, luogo dove risiede il tifo giallorosso più caldo, era completamente vuoto poiché chiuso per una disposizione alla cui base vi sono ulteriori elementi discriminatori e le cui motivazioni sono altrettanto discutibili. Ricordiamo infatti che durante Milan - Roma della scorsa stagione, dagli spalti sono partiti cori "razzisti" – che fermamente condanniamo- all'indirizzo di un calciatore rossonero. Episodio che ha portato alla squalifica di un'intera Curva, dando per assodato che quegli insulti fossero stati eseguiti da abbonati di quel preciso settore. Se a farli fosse stato un abbonato di tribuna o addirittura un non abbonato? Con questa decisione si è voluto punire, in modo illogico e sterile, migliaia di tifosi per bene che nulla hanno a che fare con l’accaduto e che hanno regolarmente pagato un abbonamento.
Lavorare per diffondere una diversa cultura, non solo per quanto riguarda l'aspetto sportivo, non significa infliggere pene a chi è consapevole di non avere fatto nulla. Esempi positivi, confronto, dialogo e iniziative con le nuove generazioni sono i soli passi da fare, ma a quanto pare il percorso che si vuole intraprendere è esattamente quello opposto. Un padre di famiglia non può punire indistintamente tutti i figli per gli errori di uno solo.
Durante l'evento sportivo e dentro il luogo dove nulla può succedere con la tessera del tifoso, si sono verificati episodi di violenza proprio da parte di chi quella tessera l'ha sposata fin dal primo giorno.
Nonostante ciò, chi osserva oggi il mondo del calcio è convinto di dover dedicare la propria attenzione esclusivamente alla tifoseria della AS Roma poichè dei violenti, definiti dalla stessa Questura di Roma “cani sciolti”, si sono resi protagonisti di un episodio deprecabile lontano dallo stadio ed a ore di distanza dall'evento sportivo.
Cosa si sta pensando da parte di costoro? Punire i possessori della "Away", circa 6500 cittadini italiani i quali hanno sottoscritto una card che lo stesso ONMS ha parificato, ai fini della sicurezza, alla tessera del tifoso.
Ricordando che la Away Card è anche un servizio commerciale, legalmente sottoscritto tra due parti, non comprendiamo il perché nel momento in cui si manifestano episodi di violenza (che, ribadiamo, devono essere condannati) lontano da uno stadio, non durante un evento sportivo e da teppisti non riconducibili ad una tifoseria, si pensi che il rimedio sia quello di punire indiscriminatamente una tifoseria che con la Away è stata già oggetto di una verifica sotto il profilo della sicurezza e i cui sottoscrittori avrebbero potuto tranquillamente sottoscrivere la "Privilege", mentre chi ha mandato all'ospedale uno steward all'interno di uno stadio, durante un evento sportivo e titolare di una tessera del tifoso, non è ritenuto un problema da affrontare. Ora ci chiediamo: dobbiamo aspettarci anche la sospensione della tessera del tifoso? Forse sarebbe la soluzione meno ipocrita.
Le decisioni ed i suggerimenti di chi osserva il calcio "dall'alto" sono sempre più irrazionali e riteniamo che questo modo di condurre le cose possa solo peggiorare e complicare la situazione.
Noi di MyROMA no. Non si capisce perché in un Paese di "garantisti", gli unici a pagare debbano essere dei tifosi - la stragrande maggioranza - che nulla hanno a che fare con atti di violenza.