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Timestamp: 2018-12-13 11:34:06+00:00
Document Index: 121696315

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 8', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ']

Partecipazione ad un pubblico appalto e regolarità contributiva previdenziale ed assistenziale
L’attuale assetto normativo non consente di considerare irrilevante l’irregolarità del d.u.r.c. di una impresa al momento della partecipazione alla gara pubblica, in quanto è principio consolidato quello secondo cui la regolarità contributiva è richiesta in via dinamica, vale a dire non solo per tutto lo svolgimento della gara, e al momento della stipulazione del contratto, ma anche al momento della partecipazione alla gara, restando irrilevante un eventuale adempimento tardivo della relativa obbligazione.
In altre parole, l’impresa deve essere in regola con gli obblighi contributivi fin dal momento della presentazione della domanda di partecipazione ad una gara pubblica, ovvero di presentazione delle offerte in caso di procedura aperta, essendo irrilevanti eventuali adempimenti tardivi come anche la buona fede.
La irregolarità del d.u.r.c. rende oggettivamente falsa (e di per sé è ragione di esclusione) la dichiarazione resa dalla impresa che in sede di gara dichiari di non avere commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali con conseguente applicazione dell’art. 38 D. L.vo n. 163/2006 secondo cui “sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento ………e non possono stipulare i relativi contratti” i soggetti che, tra l’altro, “hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto alle norme in materia di contributi previdenziali ed assistenziali” (comma 1 lett. i).
N. 01998/2010 REG.DEC.
N. 07157/2009 REG.RIC.
Sul ricorso numero di registro generale 7157 del 2009, proposto da:
Impresa di Costruzioni Edilminniti di Giovanni Minniti in proprio. e quale mandataria dell’ Ati con la Termoidea Impianti Tecnologici Srl, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentate e difese dagli avv.ti Natale Carbone e Giovanni Leone, con domicilio eletto presso lo Studio dell’avv. Natale Carbone in Roma, via Germanico n.172;
Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Maria Grazia Bottari, con domicilio eletto presso Studio Legale Orrick in Roma, piazza della Croce Rossa, n. 2 B;
Siram Spa , in qualità di mandataria dell’ATI con Imelca Snc , in persona del legale rappresentante p.t.. rappresentata e difesa dall’avv. Gherardo Marone, con domicilio eletto presso lo Studio dell’avv. Luigi Napolitano in Roma, via Sicilia n.50;
della sentenza del T.A.R. CALABRIA – SEZ. STACCATA DI REGGIO CALABRIA n. 00477/2009, resa tra le parti, concernente APPALTO DI MANUTENZIONE GLOBALE IMMOBILI E IMPIANTI – RISARCIMENTO DANNI.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria e dell’ Ati Siram Spa – Imelca Snc, che ha proposto anche appello incidentale;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 gennaio 2010 il Cons. Aniello Cerreto e uditi per le parti gli avvocati gli avv.ti Carbone, Leone, Bottari e Marone;
Visto il dispositivo di decisione n.26/2010;
1.Con la sentenza indicata in epigrafe, il TAR Calabria-Sezione staccata di Reggio Calabria ha respinto il ricorso proposto da Edilminniti Impresa di Costruzioni avverso la delibera n. 60/2009 con la quale il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria ha disposto in data 26.2.2009 l’aggiudicazione definitiva dell’appalto di manutenzione globale degli immobili e degli impianti in favore dell’A.T.I. Siram spa-Imelca snc ed atti presupposti e conseguenti.
Il TAR ha ritenuto di non condividere le censure proposte dalla ricorrente, attinenti alla errata o incongrua valutazione delle offerte, alla illegittima composizione della commissione giudicatrice e alla illegittima ammissione della aggiudicataria (per irregolarità contributiva della mandante Imelca ritenendo tra l’altro a quest’ultimo riguardo che:
Come accennato, nel caso di specie trattasi di un ritardo nel pagamento di una rata di un debito contributivo, tra l’altro sanato pochi giorni dopo la conoscenza, non sussumibile nel concetto di violazione grave e definitivamente accertata preso a riferimento dal legislatore quale causa di esclusione. Logico corollario è la conseguente insussistenza dell’ulteriore causa di esclusione, pur prefigurata dalla ricorrente, consistente nella falsità della dichiarazione, resa dall’A.T.I. Siram S.p.A. -Imelca S.n.c.in sede di offerta, di non trovarsi in alcuna delle situazione di cui all’art. 38”.
-contrariamente a quanto statuito dal TAR, l’ATI aggiudicataria doveva essere esclusa dalla gara in quanto la soc. Impianti elettrici calabresi (Imelca), mandante di tale ATI, ha violato l’art. 38 comma 1° lett. i) D. L.vo n.163/2006 per non essere in regola con gli obblighi contributivi al momento della scadenza del termine di presentazione delle domande (21 luglio 2008) per mancato versamento dei premi ed accessori dovuti al 16 luglio 2008 per circa euro 60.000 (come documentato in atti); né può ritenersi non grave tale irregolarità secondo quanto previsto dal D. M. 24 ottobre 2007 e nella specie la conoscenza del debito maturato va rapportata non alla data del rilascio del DURC negativo (29 luglio 2008), come erroneamente ritenuto dal TAR, ma alla data di scadenza della rata (16 maggio 2008); in ogni caso non può riconoscersi alcun effetto sanante ai fini della partecipazione alla gara al successivo pagamento.
3.Si sono costituiti in giudizio l’Azienda ospedaliera e l’ATI aggiudicataria Siram-Imelca.
4.Tutte le parti costituite hanno presentato memoria conclusiva.
All’udienza del 22 gennaio 2010 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
5. L’appello principale è fondato, dovendosi condividere la doglianza avente carattere pregiudiziale, con assorbimento delle ulteriori doglianze, secondo cui l’ATI aggiudicataria doveva essere esclusa dalla gara in quanto la soc. Impianti elettrici calabresi (Imelca), mandante dell’ATI prima classificata, aveva violato l’art. 38 comma 1° lett. i) D. L.vo n.163/2006 per non essere in regola con gli obblighi contributivi al momento della scadenza del termine di presentazione delle domande (21 luglio 2008).
-intervenuta l’aggiudicazione definitiva a favore dell’ATI Siram-Imelca in data 26 febbraio 2009, l’Azienda ha proceduto alla verifica dei requisiti dichiarati ed è stato prodotto regolare documento unico di regolarità contributiva (DURC) alla data del 9 marzo 2009 da parte di Imelca ;
-nell’ impugnativa davanti al TAR (con ricorso depositato l’8 maggio 2009) l’ATI Edilminniti (seconda classificata) ha contestato la regolarità della posizione contributiva dell’ATI aggiudicataria al momento della domanda di partecipazione alla gara ed ha allegato copia del DURC acquisito in sede di accesso presso l’ente previdenziale (sia pure, come accennato, con riferimento ad una gara d’appalto indetta dal comune di Rombiolo) in cui si attesta che la posizione contributiva della soc. Emelca non risulta regolare alla data del 16 luglio 2008 per non aver versato i premi assicurativi per l’anno 2008 per un importo di euro 66.978, 48, o più esattamente per la rata in scadenza il 18 maggio 2008 pari a circa 20.000 euro;
-la soc. Imelca ha poi pagato la somma dovuta e la sua posizione risulta regolare nel DURC riferito al 31 luglio 2008.
5.2.Da quanto esposto discende che la posizione dell’ATI aggiudicataria, in relazione alla mandante IMELCA, non era regolare alla data di scadenza della domanda di partecipazione alla gara (21 luglio 2008) ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lettera i), del D. Lgs. n. 163/2006 in quanto la violazione non solo era grave ( lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate era superiore al 5% delle somme dovute e superiore ad euro 100, che costituiscono il limite massimo previsto dall’art. 8 D. M. 24 ottobre 2007 per considerare non grave la irregolarità contributiva con riferimento a ciascun Istituto o Cassa) ma era anche definitivamente accertata, in quanto non contestata e oggetto di rateizzazione.
5.3. Né può considerarsi irrilevante l’irregolarità del DURC di Imelca al momento della partecipazione alla gara, atteso che è principio consolidato quello secondo cui la regolarità contributiva è richiesta in via dinamica, vale a dire non solo per tutto lo svolgimento della gara e al momento della stipulazione del contratto, ma anche al momento della partecipazione alla gara , restando irrilevante un eventuale adempimento tardivo della relativa obbligazione (V. le decisioni di questo Consiglio, sez. V 23 gennaio 2008 n. 147 e sez. IV 12 marzo 2009 n. 1458). Tale conclusione è conforme anche a quanto ritenuto dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, la quale con deliberazione in data 6 febbraio 2007 (richiamando la deliberazione n.89/2006) ha ribadito che “l’impresa deve essere in regola con gli obblighi contributivi fin dal momento della presentazione della domanda di partecipazione ovvero di presentazione delle offerte in caso di procedura aperta, essendo irrilevanti eventuali adempimenti tardivi”.
5.4.La regolarità della posizione contributiva di Imelca non può discendere dal il fatto che l’Azienda sanitaria appaltante non si è accorta dell’irregolarità sulla base della documentazione prodotta, in quanto prevale indubbiamente l’aspetto oggettivo dell’irregolarità rispetto allo stato soggettiva dell’Amministrazione.
5.5. Neppure vale sostenere la buona fede di Imelca, la quale appena conosciuta l’irregolarità in data 29 luglio 2008 si sarebbe affrettata a sanarla il 31 successivo, in quanto, a parte l’irrilevanza di tale stato soggettivo di ignoranza , sta di fatto che l’irregolarità ha riguardato il mancato pagamento all’ente previdenziale di una rata di un debito rateizzato, con la conseguenza che l’impresa doveva essere senz’altro a conoscenza della scadenza della relativa rata non versata tempestivamente.
Infine la irregolarità rende oggettivamente falsa (e di per sé ragione di esclusione) la dichiarazione resa dalla Imelca che in sede di gara aveva dichiarato di non avere commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali.
5.6.Contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante incidentale (il cui gravame è perciò infondato), l’art. 38 D. L.vo n. 163/2006 opera una chiara scelta stabilendo che “sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento ………e non possono stipulare i relativi contratti” i soggetti che, tra l’altro, “hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, , rispetto alle norme in materia di contributi previdenziali ed assistenziali” (comma 1 lett. i).
6.In conclusione il provvedimento di aggiudicazione definitiva a favore del’ATI Siram-Imelca (deliberazione n. 60 del 26 febbraio 2009) deve essere annullato.
Con la conseguenza che l’Amministrazione se da un lato deve rimuovere il contratto (se nel frattempo stipulato), dall’altro lato è tenuta, durante il tempo necessario per procedere alla nuova aggiudicazione , a evitare che continuino a prodursi effetti irreversibili in contrasto con la sentenza e tali da pregiudicare la completa e puntuale esecuzione della medesima. Invero, annullata l’aggiudicazione, la prosecuzione dei lavori o del servizio è priva di titolo, e può essere consentita solo per lavori indifferibili, da retribuirsi, comunque, non a titolo contrattuale ma di indebito arricchimento (V. la recente decisione di questo Consiglio, sez. VI, 11 gennaio 2010 n.20) .
Sussistono giusti motivi per la compensazione integrale delle spese di giudizio dei due gradi in ragione della particolarità della vicenda.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, accoglie l’appello principale e respinge l’appello incidentale e per l’effetto, in riforma della sentenza del TAR, accoglie come in motivazione il ricorso originario.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 gennaio 2010 con l’intervento dei Signori: