Source: http://www.megafincas.it/leggi-normative-sentenze/infiltrazioni-e-muffa-anche-i-danni-esistenziali-vanno-risarciti.html
Timestamp: 2019-01-18 08:52:39+00:00
Document Index: 8649636

Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 2051', 'art. 1669', 'art. 2051', 'art. 1669', 'art. 2051', 'sentenza ']

Il Condominio, quale custode delle parti comuni, risponde in via autonoma, ai sensi dell'art. 2051 c.c., dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dal condomino a causa di infiltrazioni d'acqua provenienti dalle pareti perimetrali comuni, salva la prova del caso fortuito. Il Condominio, a sua volta, può rivalersi nei confronti dell'impresa che ha edificato l'immobile per la responsabilità extracontrattuale relativa ai vizi di costruzione ex art. 1669 c.c., chiedendo la manleva di quanto liquidato a favore del danneggiato.
Fatto. Una coppia di condomini, in proprio e in rappresentanza dei figli minorenni, conveniva in giudizio il Condominio per sentirlo condannare al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non, subiti in conseguenza delle infiltrazioni manifestatesi all'interno del proprio appartamento a causa dell'erronea coibentazione delle pareti perimetrali comuni. Il Condominio eccepiva la propria carenza di legittimazione passiva e chiamava in causa l'impresa costruttrice ex art. 1669 c.c., ritenendola unica responsabile dei danni lamentati, riconducibili a vizi di costruzione dell'immobile condominiale.
La responsabilità del costruttore-venditore ex art. 1669 c.c. Nel corso del giudizio è stato provato che le infiltrazioni denunciate dai condomini derivano dall'inidonea impermeabilizzazione del muro comune che divide il locale dal terrazzo sovrastante. Trattasi di vizi addebitabili, in prima battuta, all'impresa costruttrice ex art. 1669 c.c., la quale, nell'edificare l'intero fabbricato, non ha adeguatamente provveduto a un corretto isolamento delle pareti perimetrali.
La responsabilità del condominio-custode ex art. 2051 c.c. Nel caso di specie, tuttavia, gli attori agiscono nei confronti del solo Condominio per omessa custodia delle parti comuni, per cui il Giudice è chiamato, preliminarmente, a verificare se, nella fattispecie concreta, ricorrono i presupposti di tale azione. Il Tribunale di Monza si rifà al consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo cui "l'umidità conseguente ad inadeguata coibentazione delle strutture perimetrali di un edificio, può integrare, ove sia compromessa l'abitabilità e il godimento del bene, grave difetto dell'edificio ai fini della responsabilità del costruttore ex art. 1669 c.c. Tuttavia, qualora il fenomeno sia causa di danni a singoli condomini, nei confronti di costoro è responsabile in via autonoma ex art. 2051 c.c. il condominio, che è tenuto, quale custode, ad eliminare le caratteristiche lesive insite nella cosa propria" (Cass. civ., 15/04/1999, n. 3753). Non si tratta, precisa il Tribunale, di una responsabilità a titolo derivativo (atteso che il condominio, pur successore a titolo particolare del costruttore-venditore, non subentra nella sua personale responsabilità, legata alla sua specifica attività e fondata sull'art. 1669 c.c.), bensì di autonoma fonte di responsabilità che deriva dall'art. 2051 c.c., considerato che, peraltro, l'eventuale concorrente responsabilità del costruttore-venditore non può essere assimilata al caso fortuito idoneo a liberare il Condominio-custode da ogni responsabilità.
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