Source: https://docs.google.com/document/d/e/2PACX-1vT3Zkr3B3VVgKhYLTkEgEgzhPRjx45u87TG4XY5iRkIqmQ3oIvNDjO19EZ4Wib5iPkpGHDJ_7tUft73/pub
Timestamp: 2019-03-19 08:07:50+00:00
Document Index: 68197869

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 8']

5548 Circolare MISE n.6 - conv
All’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa – Invitalia S.p.a.
1.1. Il decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 13 novembre 2014, prevede l’istituzione di un apposito regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di start-up innovative, demandando ad un’apposita circolare esplicativa la definizione di ulteriori aspetti rilevanti per l’accesso alle agevolazioni e il funzionamento del regime di aiuto.
1.2. La presente circolare, emessa in base a quanto disposto dall’articolo 5, comma 8, del suddetto Decreto, è finalizzata a fornire ulteriori specificazioni relative ai requisiti dei piani e delle spese ammissibili ai fini dell’accesso alle agevolazioni. Sono, inoltre, definite modalità, forme e termini di presentazione delle domande e fornite specificazioni relative ai criteri e all’iter di valutazione, alle condizioni ed ai limiti di ammissibilità delle spese e dei costi, alle soglie ed ai punteggi minimi ai fini dell’accesso alle agevolazioni. Sono, altresì, indicate le caratteristiche del contratto di finanziamento, le modalità, i tempi e le condizioni per l’erogazione delle agevolazioni.
a) “Decreto”: il decreto del Ministero dello sviluppo economico firmato il 24 settembre 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 13 novembre 2014;
c) “Regolamento di esenzione”: il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 187 del 26 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato e successive modificazioni e integrazioni;
d) “Regolamento de minimis n. 1407/2013”: il regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 352 del 24 dicembre 2013 e successive modificazioni e integrazioni;
e) “Regolamento de minimis n. 717/2014”: il regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore della pesca e dell’acquacoltura, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 190 del 28 giugno 2014;
f) “Decreto-legge n. 179/2012”: il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 e successive modificazioni e integrazioni;
g) “Start-up innovative”: le imprese di cui all’articolo 25, comma 2, del decreto-legge n. 179/2012, iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese di cui all’articolo 25, comma 8, del medesimo decreto-legge n. 179/2012;
h) “Visto start-up”: il visto d’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo, rilasciato, ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 novembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 297 del 19 dicembre 2013, ai cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero che intendono costituire un’impresa start-up innovativa ai sensi del decreto-legge n. 179/2012, in presenza dei requisiti previsti dallo stesso decreto e in favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa;
i) “TFUE”: trattato sul funzionamento dell’Unione europea, già trattato che istituisce la Comunità europea;
j) “Territorio del cratere sismico aquilano”: il territorio dei comuni, individuati dal decreto del Commissario delegato della Presidenza del Consiglio dei Ministri 16 aprile 2009, n. 3, come successivamente integrato dal decreto 17 luglio 2009, n. 11, di Acciano, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bugnara, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castel di Ieri, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Civitella Casanova, Cocullo, Collarmele, Colledara, Cugnoli, Fagnano Alto, Fano Adriano, Fontecchio, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Penna Sant’Andrea, Pietracamela, Pizzoli, Poggio Picenze, Popoli, Prata d’Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Sant’Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Torre de’ Passeri, Tossicia, Villa Santa Lucia degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo;
k) “Soggetto gestore”: l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia;
l) “Comitato Tecnico”: il comitato già istituito ai sensi dell’articolo 9, comma 4, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 marzo 2013.
3. Risorse finanziarie disponibili
3.1. Per la concessione delle agevolazioni di cui al Decreto sono utilizzate:
a) le disponibilità finanziarie che residuano, alla data di cui al successivo punto 5.2, dall’attuazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 marzo 2013 a valere sulla dotazione del PON “Ricerca e Competitività” 2007 -2013, pari a iniziali euro 50.000.000,00, sulle risorse liberate rivenienti dal PON “Sviluppo Imprenditoriale Locale” 2000-2006, pari a iniziali euro 100.000.000,00, e sulle risorse di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto del Ministro per la coesione territoriale 8 aprile 2013 destinate al finanziamento di progetti per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative e di spin off della ricerca nel territorio del cratere sismico aquilano;
b) ulteriori euro 40.000.000,00 a valere sulle risorse liberate rivenienti dal suddetto PON “Sviluppo Imprenditoriale Locale” 2000-2006;
c) risorse, per un importo di euro 70.000.000,00, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile di cui all’articolo 23 del decreto-legge n. 83 del 2012.
3.2. In funzione della localizzazione dell’impresa beneficiaria, le risorse disponibili per l’intervento di cui al presente decreto sono utilizzate:
a) in favore di start-up innovative ubicate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, relativamente alle risorse liberate di cui alle lettere a) e b) del punto 3.1, fatte salve le limitazioni di utilizzo delle predette risorse per iniziative rientranti nei settori della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli di cui all’allegato 1 al TFUE, della pesca e dell’acquacoltura;
b) in favore di start-up innovative ubicate nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, relativamente alle risorse del PON Ricerca e Competitività 2007 -2013 di cui alla lettera a) del punto 3.1, fatte salve le limitazioni di utilizzo delle predette risorse per iniziative rientranti nei settori della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli di cui all’allegato 1 al TFUE, della pesca e dell’acquacoltura;
c) in favore delle start-up innovative ubicate nel territorio del cratere sismico aquilano, relativamente alle risorse di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto del Ministro per la coesione territoriale 8 aprile 2013. In coerenza con quanto previsto dal predetto decreto, una quota pari al 25% (venticinque percento) di tali risorse è riservata in favore dei soggetti beneficiari i cui piani di impresa sono finalizzati alla realizzazione di infrastrutture innovative e servizi per le “città intelligenti” (smart cities), nei settori della mobilità, energia, telecomunicazione, sicurezza e centri per il comando e il controllo;
d) in favore delle start-up innovative ubicate nelle rimanenti regioni del territorio nazionale, diverse da quelle di cui alla lettera a), relativamente alle risorse del Fondo per la crescita sostenibile di cui alla lettera c) del punto 3.1.
3.3. E’ fatta salva la possibilità di individuare, anche da parte del Ministro dello sviluppo economico, ulteriori risorse per il finanziamento delle agevolazioni di cui al presente decreto, ovvero di rimodulare le dotazioni di cui al punto 3.1 sulla base degli impegni da assumere entro i termini di utilizzo delle medesime risorse.
4.1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al Decreto, fatto salvo quanto previsto ai successivi punti 4.6, 4.7 e 4.8, le start-up innovative:
a) costituite da non più di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione di cui al successivo punto 5.7;
4.2. Possono altresì richiedere le agevolazioni le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, ivi compresi i cittadini stranieri in possesso del visto start-up, purché l’impresa sia formalmente costituita ed iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese di cui all’articolo 25, comma 8, del decreto-legge n. 179/2012, entro e non oltre sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata ai soggetti richiedenti dal Soggetto gestore e faccia pervenire la relativa documentazione entro il termine di novanta giorni dalla ricezione della comunicazione suddetta. Nel caso in cui la nuova società non sia costituita nei termini sopra indicati, oppure non rispetti quanto stabilito al punto 4.1 lettere b), c), la domanda di ammissione è considerata decaduta.
La costituzione della società senza la partecipazione in qualità di socio di uno o più soggetti indicati come componenti della compagine nel piano d’impresa di cui al successivo punto 5.8, deve essere preventivamente oggetto di richiesta via PEC al Soggetto gestore che provvede, anche a seguito di un eventuale colloquio, a valutarne la coerenza con il piano di impresa e a comunicare l’approvazione o il diniego della richiesta stessa.
4.4. Il possesso dei requisiti di cui ai punti 4.1 e 4.3 deve essere dimostrato alla data di presentazione della domanda di agevolazione nel caso di imprese già costituite, ovvero entro sessanta giorni dalla data di ricezione della comunicazione di cui al punto 4.2 nel caso dei soggetti richiedenti di cui al medesimo punto 4.2.
4.6. Non sono ammissibili agli aiuti di cui al Decreto le imprese controllate, ai sensi di quanto previsto all’articolo 2359 del codice civile, da soci controllanti imprese che abbiano cessato, nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della richiesta, un’attività analoga a quella cui si riferisce la domanda di agevolazione.
4.7. Non sono ammesse alle agevolazioni di cui al Decreto, in conformità ai divieti e alle limitazioni derivanti dalla normativa comunitaria applicabile, le imprese operanti nei settori:
b) del settore carboniero relativamente agli aiuti per agevolare la chiusura di miniere di carbone non competitive, di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio.
4.8. Le agevolazioni di cui al Decreto non possono essere altresì concesse per il sostegno ad attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia per programmi d’impresa direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse con l’attività d’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.
5. Modalità di presentazione delle domande e dei piani di impresa
5.2. Le domande di agevolazione, corredate dei piani di impresa di cui al punto 5.8, possono essere presentate a partire dal giorno 16 febbraio 2015 ore 12.00.
5.3. Le domande presentate prima del termine di cui al punto 5.2 non sono prese in considerazione.
5.4. Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del citato decreto legislativo n. 123 del 1998, i soggetti interessati hanno diritto alle agevolazioni esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie di cui al precedente punto 3. L’eventuale esaurimento delle risorse disponibili comporta la chiusura dello sportello. Il Ministero comunica, mediante avviso a firma del Direttore Generale della Direzione generale per l’incentivazione alle imprese pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, l’avvenuto esaurimento delle risorse e restituisce agli istanti che ne facciano richiesta, e le cui richieste non siano state soddisfatte, l’eventuale documentazione da essi inviata a loro spese.
5.7. Le domande di agevolazione, redatte in lingua italiana, devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione sul sito internet www.smartstart.invitalia.it secondo le modalità e gli schemi ivi indicati; tali schemi saranno resi disponibili dal Soggetto gestore in un’apposita sezione del sito sopra indicato almeno 10 gg. prima dell’apertura dello sportello. Le domande devono essere firmate digitalmente (nel rispetto di quanto disposto dal Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. n. 82/2005) dal legale rappresentante della società o, nel caso previsto al punto 4.2, dalla persona fisica proponente per conto della società costituenda, e devono essere corredate dalla documentazione indicata nella domanda medesima.
• una presentazione libera (pitch) del progetto in formato .ppt (max. 15 diapositive).
5.10. Nel caso di imprese già costituite, congiuntamente alla domanda, devono essere trasmesse elettronicamente tramite la medesima procedura informatica di cui al punto 5.7, atto costitutivo e statuto della società, dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28/12/2000 n. 445 e successive modificazioni, secondo lo schema reso disponibile dal Soggetto gestore in un’apposita sezione del sito di cui al precedente punto 5.7, attestante il possesso dei requisiti di cui ai punti 4.1 e 4.3.
5.11. Nel caso di persone fisiche proponenti per conto di società costituenda, la documentazione di cui al punto 5.10 deve essere trasmessa elettronicamente tramite la medesima procedura informatica di cui al punto 5.7, entro 90 (novanta) giorni dalla data di comunicazione di ammissione alle agevolazioni.
6. Concessione delle agevolazioni
6.1. All’esito del procedimento istruttorio di cui al punto 12, il Soggetto gestore adotta la delibera di ammissione o di non ammissione alle agevolazioni della domanda.
6.3. Le agevolazioni sono concesse dal Soggetto gestore ed erogate sulla base di un contratto di finanziamento tra il Soggetto gestore e l’impresa beneficiaria, che individua le caratteristiche del progetto finanziato, riporta le spese e/o i costi ammessi e la forma e l’ammontare delle agevolazioni, regola i tempi e le modalità per l’attuazione dell’iniziativa e di erogazione delle agevolazioni, sancisce gli obblighi del soggetto beneficiario e i motivi di revoca.
7. Obblighi del beneficiario e vincoli sull’attività
b) comunicare preventivamente, ai fini delle necessarie autorizzazioni, qualunque variazione della sede, dell’attività, dell'atto costitutivo, dello statuto e della compagine sociale;
c) dare tempestiva comunicazione al Soggetto gestore della eventuale richiesta di ammissione a procedure concorsuali, o della proposizione di istanze di fallimento o di azioni giudiziarie da parte di terzi;
d) fornire annualmente al Soggetto gestore informazioni sull'andamento dell'attività e sulla permanenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, per un periodo di tre anni dalla data di erogazione dell’ultima quota di agevolazione;
e) applicare nei confronti dei dipendenti, così come previsto dall’articolo 36 della legge 20 maggio 1970 n. 300, condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro della categoria.
8. Ambito di applicazione e oggetto dell’intervento
8.1. Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di impresa presentati dai soggetti di cui al punto 4:
8.3. Relativamente alla lettera b) del punto 8.1, sono ammissibili alle agevolazioni i piani d’impresa orientati a sviluppare e/o produrre servizi/prodotti digitali, ovvero adottare tecnologie digitali come elemento abilitante di nuovi processi e/o modelli di business con conseguente miglioramento dell’efficienza gestionale, organizzativa e/o produttiva.
i. degli esiti di progetti/studi/ricerche brevettati, oppure che risultino da un progetto/studio/ricerca, effettuati da soggetti (pubblici o privati) in possesso di titoli e/o qualifiche idonei. In particolare, in assenza di risultati brevettati, dovrà darsi evidenza che si tratti di risultati di attività di analisi e/o di lavori sperimentali e/o di indagini pianificate, miranti ad acquisire nuove conoscenze da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, e che tali attività siano state svolte da soggetti normalmente operanti nel ”sistema della ricerca” (università, centri di ricerca, funzioni R&D di aziende, ricercatori operanti in dette organizzazioni). I risultati delle attività di analisi, dei lavori sperimentali, delle indagini pianificate e/o di invenzioni brevettate, devono essere legittimamente sfruttabili, per titolarità o in virtù di accordi, da parte del soggetto proponente;
8.5. I piani di impresa di cui al punto 8.1 possono avere ad oggetto la realizzazione dei programmi di investimento di cui al punto 10.1 e/o il sostenimento dei costi di esercizio di cui al punto 11.1, per un importo complessivo di spese e/o costi ammissibili non superiore a euro 1.500.000,00 (unmilionecinquecentomila) e non inferiore a euro 100.000,00 (centomila).
9. Forma e intensità dell’aiuto
9.1. Ai soggetti di cui al punto 4 che realizzano i piani di impresa di cui al punto 8 è concesso un finanziamento agevolato, senza interessi, nella forma della sovvenzione rimborsabile, per un importo pari al 70% (settanta percento) delle spese e/o dei costi ammissibili, ai sensi e nei limiti previsti dall’articolo 22, comma 3, lettera a), del Regolamento di esenzione. Per le Start-up innovative localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel Territorio del cratere sismico aquilano il finanziamento agevolato è restituito dall’impresa beneficiaria in misura parziale, per un ammontare pari all’80% (ottanta percento) dell’importo del finanziamento agevolato concesso. La quota del finanziamento agevolato non soggetta a rimborso rappresenta un contributo concesso all’impresa ai sensi dall’articolo 22, comma 3, lettera c), del Regolamento di esenzione e nei limiti di quanto previsto dal medesimo articolo 22, comma 4, del Regolamento di esenzione;
9.2. Nel caso di Start-up innovative la cui compagine, alla data di presentazione della domanda di concessione delle agevolazioni, sia interamente costituita da giovani di età non superiore ai 35 anni e/o da donne, o preveda la presenza di almeno un esperto, in possesso di titolo di dottore di ricerca o equivalente da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all'estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio, l’importo del finanziamento agevolato di cui al punto 9.1, è pari all’80% (ottanta percento) delle spese e/o dei costi ammissibili.
c) sono rimborsati, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, dopo 12 mesi a decorrere dall’erogazione dell’ultima quota dell’agevolazione, e comunque dopo 48 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento di cui al punto 6.3;
9.5. I servizi di cui al punto 9.4 sono erogati alle imprese beneficiarie dal Soggetto gestore, anche mediante modalità telematiche, e sono finalizzati a trasferire ai soggetti beneficiari competenze specialistiche, strategiche per il miglior esito delle iniziative finanziate, negli ambiti tematici di maggiore interesse e rilevanza per le Start-up innovative, con particolare riferimento alla corretta fruizione delle agevolazioni, all’accesso al mercato dei capitali, al marketing, all’organizzazione e risorse umane, all’innovazione e trasferimento tecnologico.
9.6. Il valore dei servizi di cui al punto 9.4 è pari, per singola impresa beneficiaria, a:
10.1. Nell’ambito dei piani di impresa di cui al punto 8.1 sono ammissibili i programmi di investimento aventi ad oggetto l’acquisizione di:
10.2. I programmi di investimento devono:
b) essere realizzati entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento di cui al punto 6.3, pena la revoca delle agevolazioni concesse.
10.3. Ai fini dell’ammissibilità, i beni di cui al punto 10.1 devono:
b) essere utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva destinataria dell’aiuto, fatta eccezione per i beni di investimento che, per la loro funzione nel ciclo produttivo e/o di erogazione del servizio, debbano essere localizzati altrove, purché ubicati in spazi resi disponibili all’impresa proponente in virtù di specifici accordi documentati;
c) essere acquistati a condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente; in particolare, l’impresa beneficiaria ed i fornitori non devono avere alcun tipo di partecipazione reciproca a livello societario. Non possono, inoltre, essere agevolati beni e servizi forniti da soci, amministratori, dipendenti dell’impresa proponente o loro prossimi congiunti, nonché da società nella cui compagine e/o nel cui organo amministrativo siano presenti soci, amministratori, dipendenti dell’impresa proponente o loro prossimi congiunti[1]. Infine, i beni non possono essere oggetto di compravendita tra due imprese che nei 24 mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione di cui all’articolo 7 si siano trovate nelle condizioni di cui all’articolo 2359 del codice civile o siano entrambe partecipate, anche cumulativamente o per via indiretta, per almeno il 25 per cento, da medesimi altri soggetti;
e) essere pagati esclusivamente tramite un conto corrente bancario dedicato alla realizzazione
del programma di investimenti, con le modalità indicate al punto 13.11;
10.4. Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese riferite a investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature, le spese effettuate, in tutto o in parte, mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”, le spese relative a commesse interne, le spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, le spese di funzionamento, le spese notarili e quelle relative a imposte, tasse, scorte. Le spese sostenute attraverso il sistema della locazione finanziaria sono ammissibili ai sensi e nei limiti di quanto previsto ai successivi punti 11 e 11.1, lettera c);
10.5. Ai fini della valutazione di ammissibilità, le spese di cui al punto 10.1 debbono essere in sede di domanda analiticamente descritte e quantificate nel loro ammontare.
10.6. Relativamente alle spese concernenti l’acquisizione di certificazioni, sono agevolabili i soli costi relativi all’acquisizione della prima certificazione, con esclusione degli interventi successivi di verifica periodica e di adeguamento ad intervenute disposizioni in materia di certificazione.
10.7. Le spese di cui alle lettere a) e le componenti hardware di cui alla lettera b) del punto 10.1 devono riferirsi a beni nuovi di fabbrica; non sono ammesse le spese relative all'acquisto di automezzi ad eccezione di quelli specificamente attrezzati come laboratori mobili, ove necessari per lo svolgimento delle attività di cui al piano di impresa.
10.8. Sono agevolabili i costi per le consulenze specialistiche tecnologiche, solo se direttamente funzionali al progetto di investimento e non relative alle normali spese di funzionamento dell’impresa, prestate da soggetti terzi a titolo non continuativo o periodico.
10.9. Sono ammesse le sole spese, al netto dell’IVA e di eventuali oneri previdenziali ed assistenziali, sostenute a partire dalla data di invio telematico della domanda di cui al punto 5.7. L’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non sia dallo stesso recuperabile.
11. Costi ammissibili
11.1. Nell’ambito dei piani di impresa di cui al punto 8.1 sono altresì ammissibili i seguenti costi di esercizio, sostenuti dall’impresa beneficiaria nei 24 mesi successivi alla data di stipula del contratto di finanziamento di cui al punto 6.3:
a) interessi sui finanziamenti esterni concessi all’impresa, ossia gli interessi derivanti da finanziamenti bancari ordinari concessi a tasso di mercato, fisso o variabile, ammissibili in misura non superiore al tasso di riferimento vigente alla data di concessione dell’agevolazione, stabilito dalla Commissione europea e pubblicato sul sito internet http://ec.europa.eu/competition/state_aid/legislation/reference_rates.html maggiorato di 400 punti base in conformità alla Comunicazione della Commissione 2008/C14/02 concernente la revisione del metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione;
b) quote di ammortamento di impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico- scientifici, acquistati nuovi di fabbrica da parte dell’impresa proponente, con particolare riferimento a quelli connessi all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, necessari all’attività di impresa, ivi compresi siti internet e piattaforme digitali, qualora per i medesimi beni non sia stata richiesta l’agevolazione delle spese di acquisizione ai sensi di quanto previsto al punto 10.1, ammissibili nelle misure massime previste dalla normativa fiscale vigente;
cui alla lettera b). Sono ammissibili:
c.1) canoni di leasing relativi agli impianti, macchinari e attrezzature di cui alla lettera b), nuovi di fabbrica, ammissibili nelle misure massime previste dalla normativa fiscale vigente. Sono escluse le fattispecie che configurino, nella forma e/o nella sostanza, la locazione di aziende o di rami di azienda, nonché la locazione da soggetti diversi da imprese. Gli interessi relativi ai predetti canoni di leasing sono ammissibili nella misura massima di cui alla precedente lettera a). In caso di maxicanone iniziale, esso non è interamente ammissibile nell’esercizio del pagamento, ma deve essere considerato di competenza di tutta la durata del contratto di leasing e pertanto è ammissibile nei limiti della quota di competenza dell’esercizio. Non sono in ogni caso ammissibili i costi per il riscatto dei beni acquisiti in leasing;
c.2) i costi di affitto dei beni strumentali di cui alla lettera b), se impiegati nella progettazione, realizzazione, verifica e collaudo, distribuzione di prodotti e/o servizi, ovvero impiegati in attività di ricerca e sviluppo, di automezzi specificamente attrezzati come laboratori mobili, ove necessari per lo svolgimento delle attività di cui al piano di impresa. Sono altresì ammissibili i costi relativi alla fruizione di servizi di hosting e di housing, se strettamente funzionali all’attività aziendale. Sono escluse le fattispecie che configurino, nella forma e/o nella sostanza, l’affitto di aziende o di rami di azienda, la locazione da soggetti diversi da imprese, nonché l’affitto di automezzi diversi da quelli precedentemente definiti;
d) costi salariali relativi al personale dipendente assunto dall'impresa con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, nonché i costi relativi ai collaboratori a qualsiasi titolo aventi i requisiti indicati all’art. 25, comma 2, lettera h), numero 2), del Decreto-legge n. 179/2012; e) licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale;
g) servizi di incubazione e di accelerazione di impresa, purché forniti da incubatori e acceleratori d’impresa, ossia da organismi che istituzionalmente hanno l’obiettivo di accelerare e rendere sistematico il processo di creazione di nuove imprese, fornendo loro una vasta gamma di servizi di supporto integrati. Nel caso detti servizi siano forniti da organismi non classificati come incubatori certificati (art. 25, comma 5, del Decreto-legge n. 179/2012), è necessario fornire un profilo dettagliato dell’incubatore/acceleratore prescelto, ed il track record dello stesso, con particolare riferimento ai requisiti di cui al comma 5 ed agli indicatori di cui al comma 7 dell’ art. 25 del Decreto-legge n. 179/2012.
11.2. I costi di cui alle lettere c), e) ed f) non potranno riguardare beni di proprietà di soci, amministratori, dipendenti dell’impresa proponente o loro prossimi congiunti nonché di società nella cui compagine e/o nel cui organo amministrativo siano presenti soci, amministratori, dipendenti dell’impresa proponente o loro prossimi congiunti[2]. L’impresa beneficiaria ed i fornitori non devono avere alcun tipo di partecipazione reciproca a livello societario.
11.3. Sono ammessi i soli costi, al netto dell’IVA, sostenuti a partire dalla data di invio telematico della domanda di cui al punto 5.7. L’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non sia dallo stesso recuperabile.
11.4. Ai fini della valutazione di ammissibilità i costi di cui al punto 11.1 debbono essere in sede di domanda analiticamente descritti e quantificati nel loro ammontare.
12. Istruttoria delle domande e criteri di valutazione
12.1. Le domande di agevolazione, corredate dal piano d’impresa, sono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione o di completamento; la delibera di ammissione o di non ammissione alle agevolazioni di cui al precedente punto 6 è adottata entro 60 (sessanta) giorni dalla data di presentazione della domanda o di completamento della stessa, fatti salvi i termini previsti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241 nei casi di richieste di cui all’articolo 6 e nei casi di comunicazioni dei motivi ostativi di cui all’articolo 10 bis della suddetta legge 7 agosto 1990, n. 241.
12.2. L’iter di valutazione, svolto nel rispetto della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni, comprende la verifica della sussistenza dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni, regolata dal punto 12.3, e l’esame di merito, regolato dal punto 12.4.
12.3. La verifica dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni riguarda la sussistenza di quanto disposto al punto 4 e al punto 8 relativamente alle caratteristiche dei soggetti proponenti e dei piani d’impresa.
12.4. L’esame di merito, comprendente un colloquio con i proponenti finalizzato ad approfondire tutti gli aspetti del piano d’impresa, è basato sui seguenti criteri di valutazione:
e) fattibilità tecnologica ed operativa del programma di investimento, se previsto nel piano di impresa, ossia qualora lo stesso comprenda le spese di cui al punto 10.1.
In allegato, si riporta l’articolazione dei suddetti criteri di valutazione in parametri con indicazione dei punteggi assegnabili ai piani d’impresa, nonché delle soglie minime per l’accesso alle agevolazioni. In particolare:
- l’allegato 1 è applicabile ai piani di impresa che non comprendono le spese di cui al punto 10.1; - l’allegato 2 è applicabile ai piani di impresa che comprendono le spese di cui al punto 10.1.
Nella definizione delle soglie e dei punteggi per l’accesso alle agevolazioni, è previsto un punteggio aggiuntivo in favore delle start-up innovative:
b) che finanziano il piano di impresa per almeno il 30% (trenta percento) del finanziamento richiesto attraverso conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle start-up innovative, anche in seguito alla conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione, da parte di uno o più investitori qualificati ai sensi dell’articolo 100 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.58.
Nel caso in cui i piani d’impresa non soddisfino i requisiti di accesso e/o uno o più criteri di valutazione, il Soggetto gestore invia tramite PEC, all’indirizzo indicato dal soggetto proponente nella domanda di ammissione alle agevolazioni, una comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza ai sensi dell’articolo 10 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241.
12.5. Le controdeduzioni alle comunicazioni dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza devono essere inviate tramite PEC entro il termine di 10 (dieci) giorni dal ricevimento delle suddette comunicazioni.
12.6. In sede di istruttoria, il Soggetto gestore valuta altresì l’ammissibilità delle spese e dei costi richiesti in termini di funzionalità rispetto all’attività proposta, provvedendo, laddove necessario, a ridurne l’ammontare e, conseguentemente, a ricalcolare l’importo dell’agevolazione concedibile.
12.7. Ai fini dell’utilizzo delle risorse finanziarie del PON “Ricerca e Competitività” 2007-2013, la valutazione di cui al punto 12.4 tiene conto anche dei “Criteri di selezione delle operazioni” del medesimo Programma operativo, approvati dal Comitato di sorveglianza in relazione all’Obiettivo operativo “4.2.1.3: Azioni integrate per lo sviluppo sostenibile e la diffusione della società dell’informazione - Azioni integrate per la società dell’informazione”.
13. Erogazione delle agevolazioni dei programmi di investimento
13.1. Per le spese riferite alla realizzazione del programma di investimenti, di cui al punto 10.1, l’erogazione del finanziamento agevolato di cui al punto 9.1 avviene su richiesta del soggetto beneficiario mediante presentazione di titoli di spesa, anche singoli, costituenti stati di avanzamento lavori (di seguito SAL) di importo almeno pari al 20% (venti percento) dell’investimento complessivo ammesso, fatta salva la richiesta di erogazione del saldo delle agevolazioni, che può essere presentata per l’importo residuo dell’investimento ammesso. Ciascuna richiesta di erogazione deve essere presentata unitamente alla documentazione di spesa consistente nelle fatture d’acquisto e nelle quietanze di pagamento sottoscritte dai fornitori relative ai pagamenti ricevuti.
13.2. È fatta salva la possibilità per l’impresa beneficiaria di richiedere l’erogazione di una prima quota di agevolazione a titolo di anticipazione, svincolata dall’avanzamento del programma degli investimenti, di importo non superiore al 40% (quaranta percento) del finanziamento agevolato concesso per le spese riferite alla realizzazione del programma stesso, previa presentazione di idonea fideiussione bancaria o polizza assicurativa a favore del Soggetto gestore, di pari importo, irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, redatta utilizzando lo schema che sarà reso disponibile dal Soggetto gestore sul sito di cui al punto 5.7. Nel caso in cui la società beneficiaria abbia richiesto ed ottenuto l’erogazione dell’anticipazione, il primo SAL dovrà essere di importo almeno pari all’anticipazione stessa.
13.3. In alternativa alle modalità di erogazione indicate al punto 13.1 e 13.2, le quote di finanziamento agevolato, riferite alle spese di acquisizione dei beni di cui al punto 10.1, possono essere erogate, secondo modalità stabilite con successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, sulla base di fatture di acquisto non quietanzate, subordinatamente alla stipula tra Ministero, Soggetto gestore e Associazione Bancaria Italiana di una apposita convenzione per l’adozione, da parte delle banche aderenti alla convenzione stessa, di uno specifico contratto di conto corrente in grado di garantire il pagamento ai fornitori dei beni agevolati in tempi celeri e strettamente conseguenti al versamento sul predetto conto della quota di finanziamento da parte del Soggetto gestore e della quota di risorse a carico della stessa impresa beneficiaria per la copertura finanziaria del programma di investimenti. Qualora l’impresa beneficiaria opti per la modalità di erogazione di cui al presente comma, tale modalità dovrà essere utilizzata con riferimento all’intero programma di investimento.
13.4. Le richieste di erogazione devono essere presentate, secondo lo schema che sarà reso disponibile dal Soggetto gestore sul sito di cui al punto 5.7, nel rispetto dei seguenti termini:
a) nel caso dell’anticipazione, dalla data di stipula del contratto di finanziamento di cui al punto 6.3 e comunque non oltre 4 (quattro) mesi dalla data suddetta;
b) nel caso del SAL a saldo, ovvero di un’unica soluzione, dalla data di stipula del contratto di finanziamento di cui al punto 6.3 e comunque non oltre 60 (sessanta) giorni dal termine di cui al punto 10.2, lettera b).
Le eventuali richieste di proroga dovranno essere presentate via PEC entro e non oltre i termini sopra indicati e adeguatamente motivate; il Soggetto gestore, valutata la richiesta, comunica l’accoglimento o il diniego delle stesse. Le richieste di proroga pervenute oltre i termini sopra indicati saranno rigettate da parte del Soggetto gestore.
13.5. Nel caso dell’anticipazione delle agevolazioni, la richiesta di erogazione, oltre alla fideiussione di cui al punto 13.2, dovrà essere corredata dalla documentazione attestante l’effettiva esistenza dell’impresa, nonché, mediante autocertificazione, l’inesistenza di procedure esecutive, procedimenti cautelari o concorsuali a carico dell’impresa.
Il Soggetto gestore potrà, inoltre, richiedere ulteriore documentazione prevista dalla normativa nazionale e comunitaria di riferimento.
13.6. Costituisce parte integrante della richiesta di erogazione di cui al punto 13.4 la documentazione attestante:
a) la disponibilità dei locali idonei all’attività;
b) l’avanzamento contabile del programma di investimento;
c) l’evidenza dei pagamenti delle spese relative agli investimenti oggetto della richiesta di erogazione e, fatta salva la fattispecie di cui al punto 13.3, le relative dichiarazioni liberatorie di quietanza rilasciate dai fornitori;
nonché la dichiarazione, tramite autocertificazione:
d) dell’inesistenza di procedure esecutive, procedimenti cautelari o concorsuali a carico dell’impresa;
e) della regolare tenuta delle scritture contabili.
Nel caso di SAL a saldo, insieme alla documentazione sopra elencata, deve essere presentata, tramite autocertificazione, la documentazione attestante il possesso di licenze, permessi, autorizzazioni, abilitazioni e l’espletamento degli adempimenti previsti per il regolare svolgimento dell’attività.
13.7. L’erogazione dell’anticipazione e dei SAL è subordinata all’esito della verifica della documentazione, di cui rispettivamente ai punti 13.5 e 13.6. In caso di esito positivo il Soggetto gestore eroga le somme dovute entro i seguenti termini:
a) nel caso dell’anticipazione delle agevolazioni, entro 30 (trenta) giorni dalla data di presentazione della richiesta di erogazione completa;
b) nel caso dei SAL, entro 60 (sessanta) giorni dalla data di presentazione della richiesta di erogazione completa.
13.8. L’anticipazione è recuperata dal Soggetto gestore in quote proporzionali al contributo che l’impresa matura sui singoli SAL; la fideiussione di cui al punto 13.2 è svincolata a seguito della rendicontazione da parte dell’impresa beneficiaria dell’intero programma di investimento.
13.9. L’erogazione del SAL a saldo, ovvero in un’unica soluzione, è subordinata all’esito delle verifiche della documentazione di cui al punto 13.6 e del sopralluogo di cui al punto 15. In caso di esito positivo il Soggetto gestore eroga le somme dovute entro 60 (sessanta) giorni dalla data di presentazione della richiesta di erogazione completa.
13.10. Nel caso in cui le verifiche di cui ai punti 13.7 e 13.9 diano esito negativo, il Soggetto gestore richiede le opportune integrazioni. Il mancato invio delle integrazioni richieste, ovvero l’invio di documentazione non idonea a sanare i motivi ostativi all’erogazione, determina una minore erogazione e/o la revoca parziale o totale delle agevolazioni.
13.11. I pagamenti delle spese oggetto della richiesta di contributo devono essere effettuati esclusivamente mediante assegni nominativi non trasferibili, bonifici bancari o postali, ricevute bancarie, carte di debito e di credito. Tutti i conti correnti e gli altri strumenti di pagamento devono essere intestati alla società beneficiaria.
13.12. A distanza di 6 mesi dall’ultimazione del programma di investimenti, convenzionalmente coincidente con la data di erogazione del SAL a saldo, o, in mancanza, con la data del sopralluogo di cui al punto 15.3, il Soggetto Gestore effettua un controllo sulle imprese beneficiarie per verificarne l’operatività in termini di valore della produzione e costi di funzionamento. Al fine di tale controllo, le imprese beneficiarie delle agevolazioni trasmettono le informazioni necessarie, secondo lo schema reso disponibile dal Soggetto gestore. In caso di esito negativo del suddetto controllo, il Soggetto gestore può, sulla base di una richiesta motivata da parte dell’impresa, concedere un periodo massimo di ulteriori sei mesi per l’avvio dell’attività. Ove, a seguito di successive verifiche, l’impresa beneficiaria risulti ancora non operativa, il Soggetto gestore può disporre la revoca totale delle agevolazioni.
14. Erogazione delle agevolazioni dei costi di esercizio
14.1. Per i costi di esercizio di cui al punto 11.1, l’erogazione del finanziamento agevolato di cui al punto 9.1 avviene su richiesta del soggetto beneficiario, per un importo almeno pari al 20% (venti percento) dei costi complessivamente ammessi.
14.2. Le richieste di erogazione devono essere presentate, utilizzando la procedura informatica di cui al punto 5.7, secondo le modalità e gli schemi ivi indicati, non oltre 60 (sessanta) giorni dalla scadenza dei 24 mesi successivi alla data di stipula del contratto di finanziamento di cui al punto 6.3.
14.3. Tramite la medesima procedura informatica di cui al punto 5.7, deve altresì essere trasmessa elettronicamente, utilizzando gli schemi resi disponibili dal Soggetto gestore, la documentazione attestante:
b) l’effettiva operatività dell’impresa beneficiaria in termini di valore della produzione e costi di funzionamento;
c) i costi sostenuti (quali ad esempio: contratto finanziamento e relativo estratto conto interessi corrisposti, contratto di locazione/leasing e relative fatture di canone, contratto di lavoro e buste paga del personale dipendente) ed evidenza dei pagamenti;
d) l’evidenza delle quote di ammortamento di pertinenza del periodo, tramite la presentazione di una situazione contabile aggiornata;
nonché, la dichiarazione, tramite autocertificazione:
e) dell’inesistenza di procedure esecutive, procedimenti cautelari o concorsuali a carico dell’impresa;
f) del possesso di licenze, permessi, autorizzazioni, abilitazioni e degli adempimenti previsti per il regolare svolgimento dell’attività;
g) della regolare tenuta delle scritture contabili.
14.4. I pagamenti dei costi oggetto della richiesta di erogazione dovranno essere effettuati esclusivamente mediante assegni nominativi non trasferibili, bonifici bancari o postali, ricevute bancarie, carte di debito e di credito. Tutti i conti correnti e gli altri strumenti di pagamento devono essere intestati alla società beneficiaria.
14.5. Il Soggetto gestore, verificata la documentazione di cui al punto 14.3, eroga le somme dovute entro 60 (sessanta) giorni dalla data di presentazione della richiesta di erogazione completa; laddove venisse riscontrata una carenza documentale, il Soggetto gestore richiede le integrazioni necessarie per procedere con l’iter di erogazione. Il mancato invio delle integrazioni richieste può determinare una minore erogazione e/o la revoca parziale o totale delle agevolazioni. Il Soggetto gestore, prima dell’erogazione delle quote di finanziamento agevolato, effettua controlli, eventualmente seguiti anche da ispezioni in loco, finalizzati ad accertare che l’impresa beneficiaria delle agevolazioni sia effettivamente operativa. Nel caso in cui tali verifiche abbiano esito negativo, il Soggetto gestore può disporre la sospensione dell’erogazione per un periodo massimo di sei mesi. Ove, a seguito di successive verifiche, l’impresa beneficiaria risulti ancora non operativa, è disposta la revoca totale delle agevolazioni. A fini della presente circolare, l’impresa beneficiaria si intende non operativa nel caso in cui sia rilevata una sostanziale assenza di valore della produzione e di costi di funzionamento.
14.6. La sospensione dell’erogazione del finanziamento agevolato è altresì disposta nel caso in cui il Soggetto gestore, a seguito di controlli o ispezioni in loco, rilevi un significativo scostamento nell’attuazione del piano di impresa presentato in sede di domanda, tale da mettere a rischio la fattibilità del piano. In tal caso, il Soggetto gestore può disporre la sospensione dell’erogazione per un periodo massimo di 12 mesi, entro il quale l’impresa beneficiaria può dimostrare il sostanziale riallineamento dei risultati della gestione con le previsioni riportate nel piano di impresa. Ove, allo scadere del predetto termine assegnato all’impresa beneficiaria, venga rilevata la permanenza di un significativo scostamento nell’attuazione del piano di impresa, è disposta la revoca parziale delle agevolazioni.
15. Sopralluogo di verifica e controlli periodici
15.1. Il Soggetto gestore, anche a mezzo di società controllate, al fine di procedere all’erogazione del SAL a saldo, ovvero in un’unica soluzione, verifica la realizzazione del programma degli investimenti mediante un sopralluogo da effettuarsi presso la sede legale e/o operativa dell’impresa finanziata e, laddove necessario, presso i locali in cui è conservata la documentazione contabile e fiscale.
15.2. In sede di sopralluogo sono verificati:
a) la permanenza delle condizioni soggettive ed oggettive previste per la fruizione delle agevolazioni;
b) la regolarità dei libri contabili e fiscali;
c) la conformità agli originali della documentazione di spesa presentata;
d) l'esistenza, la consistenza e la corrispondenza degli investimenti realizzati con quelli programmati;
e) l’installazione e il funzionamento del complesso degli impianti, consistente nella verifica degli allacciamenti, della loro idonea collocazione ai fini dell’entrata in produzione e dell’eventuale collaudo.
15.3. In caso di mancata presentazione del SAL a saldo, il sopralluogo di cui al punto 15.1 verrà comunque effettuato entro il termine fissato al punto 13.4, lettera b), con conseguente eventuale revoca parziale o totale delle agevolazioni.
16. Cumulo delle agevolazioni
16.1. Le agevolazioni di cui al presente decreto non sono cumulabili con altre agevolazioni concesse al soggetto beneficiario, anche a titolo di de minimis, laddove riferite alle stesse spese e/o agli stessi costi ammissibili, fatta salva la garanzia rilasciata dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sull’eventuale finanziamento bancario ottenuto dall’impresa beneficiaria per la copertura finanziaria della parte del piano di impresa non assistita dal finanziamento agevolato di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a).
17. Revoca delle agevolazioni
17.1. E’ disposta la revoca totale delle agevolazioni di cui al punto 9 nei seguenti casi:
a) l’impresa beneficiaria perda i requisiti previsti dall’art. 25 del decreto-legge n. 179/2012 per la qualificazione di start-up innovativa, prima che sia decorso il periodo previsto dal comma 2, lettera b), del medesimo articolo 25 del decreto-legge n. 179/2012;
b) l’impresa beneficiaria non rimborsi le rate del finanziamento agevolato per oltre due scadenze previste dal piano di rimborso;
c) l’impresa beneficiaria non abbia rispettato i tempi previsti per la realizzazione del programma di investimenti di cui al punto 10.1, salvo eventi straordinari non riconducibili alla normale assunzione del rischio imprenditoriale e le eventuali proroghe autorizzate dal Soggetto gestore, ovvero qualora il programma di investimenti sia eseguito in misura parziale e non risulti, a giudizio del Soggetto gestore, organico e funzionale;
d) l’impresa beneficiaria trasferisca altrove, alieni o destini ad usi diversi da quelli previsti nel programma di investimenti, senza l’autorizzazione del Soggetto gestore, beni mobili e/o i diritti aziendali ammessi alle agevolazioni prima che siano trascorsi 3 anni dalla data di erogazione dell’ultima quota di agevolazione;
e) l’impresa beneficiaria sia posta in liquidazione, sia ammessa o sottoposta a procedure concorsuali con finalità liquidatoria e cessazione dell’attività, prima che siano trascorsi tre anni dalla data di erogazione dell’ultima quota di agevolazione;
f) ricorrano le condizioni di cui ai punti 13.10, 13.12, 14.5 e 15.3 della presente circolare, qualora, a giudizio del Soggetto gestore, ricorrano condizioni irreversibili o di particolare gravità;
g) l’impresa beneficiaria abbia reso, nel modulo di domanda e in qualunque altra fase del procedimento, dichiarazioni mendaci o esibito atti falsi o contenenti dati non rispondenti a verità;
h) l’impresa beneficiaria non adempia gli obblighi di monitoraggio e controllo di cui al punto 18;
i) negli ulteriori casi previsti nel contratto di finanziamento.
17.2. E’ disposta la revoca parziale delle agevolazioni di cui al punto 9 nei seguenti casi:
a) vengano meno, prima che siano trascorsi 3 anni dalla data di erogazione dell’ultima quota di agevolazione, le condizioni di cui al punto 9.2. In questo caso la revoca parziale riguarderà la maggior agevolazione ottenuta dalla società in virtù del possesso dei requisiti di cui al punto 9.2, e sarà commisurata al periodo di mancata titolarità dei requisiti da parte del soggetto beneficiario;
b) l’attività di impresa agevolata venga a cessare, sia alienata in tutto o in parte, o concessa in locazione prima che siano trascorsi 3 anni dalla data di erogazione dell’ultima quota di agevolazione;
c) ricorrano le condizioni di cui ai punti 13.10, 14.5, 14.6 e 15.3 della presente circolare, qualora, a giudizio del Soggetto gestore, ricorrano condizioni di non particolare gravità;
d) relativamente alle start-up innovative localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel territorio del cratere sismico aquilano, l’impresa beneficiaria trasferisca l’attività in territori non coperti, in relazione alla tipologia di risorse finanziarie utilizzate per la loro concessione, dalle agevolazioni prima che siano trascorsi 3 anni dalla data di erogazione dell’ultima quota di agevolazione. In questo caso la revoca parziale sarà commisurata al periodo di mancata titolarità dei requisiti da parte del soggetto beneficiario.
18. Monitoraggio, ispezioni, controlli e obblighi di informazione
18.1. In ogni fase del procedimento il Soggetto gestore e il Ministero possono effettuare controlli e ispezioni, anche a campione, sulle iniziative agevolate, al fine di verificare le condizioni per la fruizione e il mantenimento delle agevolazioni, nonché l’attuazione degli interventi finanziati.
18.2. Il Ministero presenta alla Commissione europea relazioni annuali relative alle agevolazioni concesse sulla base del presente Decreto, comprendenti in particolare gli elenchi dei beneficiari ed i relativi settori di attività economica, gli importi concessi per ciascun beneficiario e le relative intensità.
18.3. l Soggetti beneficiari devono:
a) consentire e favorire in ogni fase del procedimento, lo svolgimento di tutte le fasi di controllo, ispezione e monitoraggio disposti dal Ministero, nonché da competenti organismi statali, dalla Commissione europea e da altri organi dell'Unione europea competenti in materia, anche mediante ispezioni e sopralluoghi, al fine di verificare lo stato di avanzamento dei programmi e le condizioni di mantenimento delle agevolazioni. In particolare, lo svolgimento delle attività di controllo, ispezione e monitoraggio devono essere consentite in relazione a quanto stabilito dagli articoli 60, 61 e 62 del Regolamento (CE) n. 1083/2006, nonché dagli articoli 13 e 16 del Regolamento (CE) n. 1828/2006;
b) corrispondere a tutte le richieste di informazioni, dati e rapporti tecnici periodici disposti dal Ministero, in ottemperanza a quanto stabilito dal Regolamento (CE) n. 1083/2006, allo scopo di effettuare il monitoraggio dei programmi agevolati;
c) evidenziare, attraverso idonea pubblicizzazione, con le modalità allo scopo individuate dal Ministero, come specificato nelle “linee guida per le azioni di informazione e pubblicità a cura dei beneficiari dei finanziamenti” disponibili sul sito http://www.ponrec.it/comunicazione/strumenti-informativi.aspx, che il programma agevolato è stato realizzato con il concorso di risorse del FESR ed informare il pubblico circa la sovvenzione ottenuta, in applicazione dell’articolo 69 del Regolamento (CE) n. 1083/2006 e del Regolamento (CE) n. 1828/2006;
d) garantire, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 60, lettera d), del Regolamento (CE) n. 1083/2006 che sia mantenuto un sistema di contabilità separata o una codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative all'operazione, ferme restando le norme contabili nazionali;
e) evidenziare l’attuazione del programma nella relazione di bilancio relativa a ciascuno degli esercizi immediatamente successivi a quello in cui hanno luogo le singole erogazioni delle agevolazioni.
18.4. Allo scopo di vigilare sul corretto utilizzo delle agevolazioni di cui al Decreto, il Ministero può avvalersi del “Nucleo speciale spesa pubblica e repressioni frodi comunitarie” della Guardia di Finanza, secondo quanto previsto all’articolo 25 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
18.5. I dati relativi all’attuazione degli interventi previsti dal Decreto sono trasmessi al “sistema permanente di monitoraggio e valutazione”, istituito dall’articolo 32 del Decreto-legge n. 179/2012 al fine di monitorare lo stato di attuazione delle misure volte a favorire la nascita e lo sviluppo delle start-up innovative e di valutarne l’impatto sulla crescita.
19. Disposizioni relative ai beneficiari di cui ai D.M. 6 marzo 2013 e 30 ottobre 2013
19.1. Il termine ultimo per la presentazione dello stato di avanzamento a saldo di cui al punto 21.3 lettera c) della Circolare 20 giugno 2013 è prorogato al 31 dicembre 2015.
20. Modalità di comunicazione e punti di contatto
20.1. Le comunicazioni tra Soggetto gestore e soggetto beneficiario debbono avvenire esclusivamente a mezzo PEC, fatto salvo quanto diversamente indicato nella presente circolare.
20.2. Tutte le informazioni saranno rese disponibili tramite:
• portale del Ministero dello sviluppo economico: www.mise.gov.it
• portale Invitalia: www.invitalia.it.
21. Elenco allegati.
1. Griglia dei punteggi dei criteri di valutazione (piani di impresa che non comprendono le spese di cui al punto 10.1);
2. Griglia dei punteggi dei criteri di valutazione (piani di impresa che comprendono le spese di cui al punto 10.1).
Punteggio aggiuntivo di cui all’art. 8, comma 2, lettera b), D.M. 24 settembre 2014
Nel caso di start-up innovative il cui piano d’impresa è finanziato per almeno il 30% da uno o più “investitori qualificati”, è attribuito il punteggio di 28 punti complessivi per i parametri a1), a2) e a3) del criterio di valutazione a), ed il punteggio di 25 punti complessivi per il criterio di valutazione c).
[1] Per prossimi congiunti si intendono gli ascendenti e i discendenti entro il secondo grado (genitori-figli, nonni-nipoti), il coniuge, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado (suoceri e cognati), gli zii e i nipoti (artt. 74-78 del Codice Civile).
[2] Cfr. nota 1