Source: http://www.troccolo.it/diritto/diritto-penale/il-reo/
Timestamp: 2017-09-20 09:17:17+00:00
Document Index: 78458096

Matched Legal Cases: ['art. 85', 'art. 88', 'art. 96', 'art. 95', 'art. 88', 'art. 88', 'art. 89', 'art. 90', 'art. 94', 'art. 1', 'art. 96', 'art. 27', 'sentenza ']

Il Reo | www.troccolo.it
Il reo è colui che ha commesso un fatto ritenuto illecito per la legge penale. Ed’ è attorno alla sua figura che si è elaborato il concetto dell’imputabilità. A proporiso del reo analaizzaremo in questa sezione i segueti argomenti:
L’art. 85 c.p. stabilisce che “nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile”. Al secondo comma poi precisa che “E’ imputabile chi ha la capacità di intendere e volere”.
La colpevolezza presuppone la sussistenza della capacità di intendere al volere del soggetto al momento della commissione del fatto illecito.
Conseguentemente, se il soggetto al momento del fatto non si trova in detta situazione, non potrà essere considerato imputabile (e quindi non gli si potrà applicare la sanzione penale) e ciò anche in presenza di un suo comportamento illecito.
Per capacità di intendere e volere si intende sia la capacità di ogni persona di rendersi conto del valore sociale del proprio comportamento e di valutarne le ripercussioni sugli altri (intendere) sia l’idoneità della persona a determinarsi in modo autonomo, resistendo agli impulsi che gli derivano dal mondo esterno (volere).
L’Ordinamento giuridico prevede alcune ipotesi che escludono o comunque diminuiscono la imputabilità. Non si tratta di un numero chiuso di cause nel senso che tale capacità potrebbe essere esclusa anche in presenza di cause non espressamente previste dal Codice.
- minore d’età: gli artt. 97 e 98 c.p. prevedono rispettivamente che “non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni” e che “è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto, se aveva capacità di intendere e volere; ma la pena è diminuita”.
La non punibilità è determinata dalla condizione di immaturità che caratterizza i soggetti minori;
- assenza di infermità mentale: art. 88 c.p. “Vizio totale di mente” che stabilisce che “non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità d’intendere e volere”;
- assenza di altre cause che escludono la imputabilità: sordomutismo (art. 96 c.p.), cronica intossicazione alcolica (art. 95 c.p.) ecc.;
Vizio di mente:
L’art. 88 c.p. stabilisce che “non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità d’intendere e volere”.
Per infermità deve intendersi un concetto molto più ampio rispetto a quello di malattia giungendo a comprendere anche i disturbi psichici di carattere non strettamente patologico.
Rientra tra le infermità anche la malattia fisica (anche quelle a carattere transitorio) da cui derivi un vizio di mente.
Il vizio di mente è totale (art. 88 c.p.) se al momento della commissione del fatto, l’infermità è tale da escludere del tutto la capacità di intende e volere.
E’ invece parziale (art. 89 c.p.) se la capacità di intendere e volere non è esclusa ma solo diminuita in presenza di un vizio di mente
La pena è esclusa se l’infermità è totale mentre viene diminuita in caso di infermità parziale.
L’art. 90 c.p. stabilisce che “gli stati emotivi o passionali non escludono né diminuiscono l’imputabilità”. La rilevanza scusante degli stati emotivi o passionali è comunque ammessa in presenza di due condizioni essenziali: a) lo stato di coinvolgimento emozionale si manifesti in una personalità già debole e b) lo stato emotivo o passionale assuma, per particolari caratteristiche, significato e valore di infermità, sia pure a carattere transitorio.
Ubriachezza e intossicazione da stupefacenti:
L’art. 94 c.p. “ubriachezza abituale” stabilisce un aumento della pena nel caso in cui il reato viene commesso da un soggetto agente il cui stato di ubriachezza (o di intossicazione da stupefacenti) è abituale.
Se a causa della sua infermità tale capacità era solo scemata (ma non esclusa), la pena è solo diminuita.
Sulla base di quanto disposto dall’art. 1 della L. 95/2006 “Nuova disciplina in favore dei minorati auditivi”, con la quale si è stabilita la sostituzione del termine sordomuto con l’espressione sordo, la previsione di cui all’art. 96 c.p. troverà applicazione anche in favore di quanti sono affetti dalla sola sordità o dal solo mutismo.
Il DPR 448/1988, ha introdotto una nuova causa di non punibilità derivante dall’irrilevanza del fatto. L’art. 27 del DPR stabilisce che “durante le indagini preliminari, se risulta la tenuità del fatto e la occasionalità del comportamento, il pubblico ministero chiede al giudice sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto quando l’ulteriore corso del procedimento pregiudica le esigenze educative del minorenne”.