Source: http://www.leggeweb.it/civile/maternita-e-co-co-pro-808.html
Timestamp: 2019-09-19 11:30:42+00:00
Document Index: 144266371

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'arto 25', 'art. 61', 'arto 25', 'art. 66', 'art. 1187', 'art. 4', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 66']

Maternità e co.co.pro. | LEGGEweb
Scritto il 6/07/2011, 09:07.
Con la gravidanza il co.co.pro. (vd. lavoro parasubordinato, Dlgs. 276/03) è sospeso per i 2 mesi antecedenti la data del parto e prorogato automaticamente per 180 giorni.
“In proposito l’articolo 66 del Dlgs 276/2003 prevede – al comma 1 – che in caso di gravidanza non operi l’estinzione del rapporto contrattuale ma che esso sia sospeso senza erogazione del compenso e, ancora – al comma 3 –, che la durata del rapporto è prorogata per un periodo di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale” (Maria Rosa Gheido, “Il Sole 24ore”, 17/11/2007).
Se dunque, in caso di maternità, le donne con contratto a progetto sono tutelate dal punto di vista assicurativo come le lavoratrici dipendenti, non si può dire altrettanto del punto di vista economico.
Infatti, mentre le lavoratrici dipendenti hanno diritto a un’indennità giornaliera pari all’80 % della retribuzione (art. 22 del T.U. sulla maternità e paternità), le collaboratrici parasubordinate hanno diritto a un trattamento economico non superiore all’80 % del compenso complessivamente ricevuto nei 365 giorni precedenti il periodo di maternità, soltanto se hanno versato contributi per almeno 3 mesi nell’anno precedente.
“Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30”. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2003 – Supplemento Ordinario n. 159
3. In caso di gravidanza, la durata del rapporto è prorogata per un periodo di centottanta giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale.
4. Oltre alle disposizioni di cui alla legge 11 agosto 1973, n. 533, e successive modificazioni e integrazioni, sul processo del lavoro e di cui all’articolo 64 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, ai rapporti che rientrano nel campo di applicazione del presente capo si applicano le norme sulla sicurezza e igiene del lavoro di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994 e successive modifiche e integrazioni, quando la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente, nonché le norme di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, le norme di cui all’articolo 51, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e del decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale in data 12 gennaio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2001.
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8 commenti su “Mamme a progetto…”
28 Marzo, 2012, 16:02
gravidanza del co.co.pro
sto cercando di capire, di trovare un’applicazione pratica alla norma
nel caso specifico il co.co.pro ha un contratto che scadrebbe il 15.05.12
da ottobre 2011 e’ in gravidanza ,data presunta del parto 25.07.12, quindi avrebbe diritto all’indennità di maternità dell’80% dal 25.05.12 al 25.10.12
ma questi 180 da quando decorrono ? vuol dire che la scadenza naturale del contratto (15.05.12) viene automaticamente prorogata al 15.11.12 ?
qualcuno sa chiarirmi questo aspetto ?
30 Marzo, 2012, 13:46
Maternità del co.co.pro e scadenza contratto – Il caso “Angela”.
La sig.ra “Angela” è una collaboratrice a progetto (art. 61 e s. del Dlgs n.276/2003 – cd Legge Biagi), con contratto avente termine di scadenza 15/05/2012 ed è in gravidanza da Ottobre 2011 (data presunta del parto 25/07/2012).
In tale situazione, la sig.ra “Angela” chiede di sapere, concretamente, quando scadrà il suo contratto di lavoro progetto.
La fattispecie rientra nella disciplina dell’art. 66, 3° comma, del Dlgs. n. 276/2003, norma che stabilisce, “in caso di gravidanza” della collaboratrice a progetto, la proroga della scadenza contrattuale per un periodo di 180 giorni, salvo più favorevole disposizione del contratto individuale (circostanza che, sulla base dei dati forniti da “Angela”, non risulta sussistere nel caso in esame).
Ora, prorogare un termine certo di efficacia finale, apposto in un contratto, significa, concretamente, “posticipare la scadenza del contratto stesso”: quindi, se il contratto a progetto ha un termine finale fissato al 15/05/2012, la proroga di 180 giorni posticipa tale scadenza al giorno 12/11/2012 (il centottantesimo giorno sarebbe l’11/11/2012, ma cade di domenica: quindi, si posticipa al primo giorno feriale successivo – art. 1187 e 2963 c.c.; nei contratti di lavoro non esistono usi diversi).
Vale la pena di osservare come “Angela”, nella sua mail, sbagli il calcolo della proroga, indicando quest’ultima nel giorno 15/11/2012: ciò sarebbe corretto se l’articolo 66 Dlgs. cit. stabilisse la medesima proroga in sei mesi, e non in 180 giorni!
Ad avviso di chi scrive, a tale conclusione si giunge, ragionevolmente, anche in presenza dell’ambigua formulazione del disposto dell’art. 4 D.M. 12/7/2007. L’infelice redazione del testo di quest’ultimo articolo potrebbe portare ad interpretare la norma dell’art. 66 Dlgs. cit. in senso restrittivo: nel senso, cioè, che la proroga opererebbe solo nel caso in cui l’astensione obbligatoria dal lavoro per maternità iniziasse prima della scadenza del termine contrattuale. In questo caso, perciò, il contratto di “Angela” non sarebbe prolungato di 180 giorni, in quanto l’astensione obbligatoria della medesima collaboratrice inizierebbe il giorno 25/05/2012, cioè dieci giorni dopo la scadenza del contratto stesso. Ma, a nostro avviso, una simile interpretazione è priva di fondamento giuridico: l’art. 66 Dlgs. cit. indica semplicemente lo stato di gravidanza ed un decreto ministeriale non può, di fatto, modificare un decreto legislativo (essendo quest’ultimo una fonte di diritto di grado superiore).
In conclusione, in astratto, il contratto di “Angela” scadrà il 12/11/2012.
Tuttavia, bisogna rilevare come una parte della Dottrina giuslavoristica abbia, a suo tempo, sollevato dei dubbi sulla portata della proroga prevista dall’art. 66 Dlgs.cit.. È stato osservato come la suddetta abbia una sua giustificazione solo nel caso in cui il progetto in contratto risulti ancora concretamente da realizzare (o realizzabile): contrariamente, la proroga opererebbe solo formalmente fino alla scadenza del periodo di astensione obbligatoria, ma, successivamente, non vi sarebbe alcuna ripresa dell’attività lavorativa da parte della collaboratrice. Pertanto, se il caso di “Angela” rientrasse in tale fattispecie, il suo contratto scadrebbe il 25/10/2012.
A nostro avviso, detta riflessione dottrinaria ha un suo solido fondamento: è, infatti, pacifico come il termine (essenziale) di efficacia finale di un contratto di lavoro a progetto sia la realizzazione concreta (o la possibilità di realizzazione in concreto) del progetto concordato.
Conseguentemente, per poter accertare con sicurezza la scadenza in questione, è indispensabile sia un esame del testo contrattuale sottoscritto, sia della sua concreta attuazione data dalle parti.
Nel merito di quest’ultimo aspetto, giova ricordare come, nella prassi corrente, i contratti di lavoro a progetto spesso dissimulino (con buona pace di eventuali – quanto inutili – certificazioni!) un rapporto di lavoro subordinato, circostanza che determinerebbe una regolamentazione profondamente diversa del caso esaminato.
Avv. Guido Cesarano
13 Novembre, 2012, 18:44
gravidanza a rischio cocopro.
Buon giorno, sto cercando di capire nel caso di gravidanza a rischio, da quando si calcola la proroga del contratto. Per problemi legati alla gravidanza sono in gravidanza a rischio dal 1 novembre. Il mio contratto a progetto scade il 31.12.2012. dovrei entrare in obbligatoria il 28 febbraio. se il contratto si proroga di 180gg, dovrebbe scadere a fine giugno, ma io risulto essere ancora in obbligatoria almeno fino al 28 luglio. quindi come mi devo comportare?il contratto verrà ulteriormente prorogato.
15 Novembre, 2012, 17:44
Gentile Simona, può fare riferimento a quanto scritto nella risposta precedente e in questo articolo: LINK
15 Novembre, 2012, 22:50
scusate ma la risposta al quesito posto da angela è leggermente diverso, in quanto se ad angela venisse riconosciuta la proroga, il suo contratto scadrebbe a novembre, periodo nel quale lei è gia “fuori” dalla maternità obbligatoria. Nel mio caso, il contratto prorogato scadrebbe a fine giugno ed io risulto essere in obbligatoria…quindi non verrei assolutamente tutelata..il mio contratto sarebbe scaduto?
16 Novembre, 2012, 13:43
Come spiegato nella risposta al quesito posto da Angela, la questione della proroga dipende dal completamento o meno del progetto di lavoro e, comunque, dalla validità di tale contratto di lavoro a progetto.
Quindi: 1) il progetto è stato eseguito completamente entro la scadenza del contratto?
2) sussistevano i requisiti legali del lavoro a progetto oppure si trattava, concretamente, di lavoro subordinato?
16 Novembre, 2012, 13:56
sono in difficoltà e avrei bisogno d’un aiuto.
Aspetto una bambina e ho un contratto co.co.pro in scadenza al 31.12.2012; il congedo obbligatorio di maternità dovrebbe iniziare il 10.12.2012, a quel punto mi rimarrebbero 20 gg di lavoro da recuperare, al rientro dei 5 mesi.
Come può essere applicabile al mio caso l’articolo 66 del Dlgs 276/2003 che prevede – al comma 1 – che in caso di gravidanza “non operi l’estinzione del rapporto contrattuale ma che esso sia sospeso senza erogazione del compenso e, ancora – al comma 3 –, che la durata del rapporto è prorogata per un periodo di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale” ?
19 Febbraio, 2013, 22:22
salve vorrei un consiglio.
Sono infermiera presso un ospedale pubblico a tempo determinato con scadenza il 3/12/2012, ma l’ente mi ha fatto terminare il contratto al 31/12/20012 a mia insaputa sforando così i 36 mesi di lavoro continuato.
Io però da agosto ero in maternità anticipata a rischio con minacce d’aborto fino a febbraio e da marzo sarò in maternità obbligatoria (2 mesi + 3 mesi dopo il parto)e ad agosto inizierei la disoccupazione di 8 mesi.
Il problema è che l’ospedale non vuole pagarmi entrambe le meternità (ant. e obbl.)anche se sia l’inpdap che l’inps sostengono che spetti a loro.