Source: http://www.legislazionetecnica.it/52346/fonte/d-pr-16-07-1962-n-1063?parts=1512621
Timestamp: 2019-03-22 12:04:02+00:00
Document Index: 56544865

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 33', 'art. 345', 'arte\n52346', 'art. 1206', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 106', 'art. 14', 'art. 134', 'art. 161', 'art. 107', 'art. 30', 'art. 158', 'art. 31', 'art. 133', 'art. 18', 'art. 2948', 'art. 344', 'art. 14', 'art. 342', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 134', 'art. 161', 'art. 30', 'art. 1430', 'art. 36', 'art. 1430', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 42', 'art. 47', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 30']

D. P.R. 16/07/1962, n. 1063 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN232
G.U. 07/08/1962, n. 108
- L. 10/12/1981, n. 741
- Sentenza C. Cost. 09/05/1996, n. 152
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È approvato l'annesso capitolato generale contenente le condizioni generali per tutti gli ap
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CAPITOLATO GENERALE DI APPALTO PER LE OPERE PUBBLICHE DI COMPETENZA DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
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Capo I - Aggiudicazione dei lavori
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Art. 1. Condizioni di ammissibilità alla gara
Per essere ammessi a partecipare alle gare per gli appalti delle opere di competenza del Ministero dei lavori p
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Art. 2. Cauzione provvisoria
Per essere ammessi alle gare d'appalto gli imprenditori debbono comprovare la costituzione di un deposito cauzionale provvisorio in contanti o in titoli del Debito pubblico o garantiti dallo Stato al corso del giorno del deposito, presso una sezione di Te
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Art. 3. Cauzione definitiva
Al momento della stipulazione del contratto deve prestarsi la cauzione definitiva nel modo stabilito nel capitolato speciale o nell'invito alla gara.
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Art. 4. Stipulazione ed approvazione del contratto
La stipulazione del contratto di appalto deve aver luogo entro 30 giorni dalla data del deliberamento nel caso di gara o della comunicazione all'impresa dell'accettazione dell'offerta nel caso di trattativa privata o di appalto-concorso.
L'emanazione del decreto di approvazion
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Art. 5. Facoltà dell'Amministrazione di disporre della cauzione
La cauzione sta a garanzia dell'adempimento di tutte le obbligazioni del contratto, del risarcimento di danni derivato dall'inadempimento delle obbligazioni stesse, nonché del rimborso dell
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Art. 6. Domicilio dell'appaltatore
L'appaltatore deve, nel contratto, eleggere domicilio, per tutti gli effetti del contratto medesimo, nel luogo nel quale ha sede l'ufficio che ha la direzione e la sorveglianza dei lavori appaltati.
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Art. 7. Documenti facenti parte integrante del contratto
Sono allegati al contratto e ne formano parte integrante:
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Art. 8. Indicazione delle persone che possono riscuotere
I contratti di appalto e gli atti di cottimo devono:
1) indicare la Tesoreria provinciale sulla quale saranno emessi i titoli di spesa per i pagamenti all'appalt
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Art. 9. Spese di contratto, di registro ed accessorie a carico dell'appaltatore
Sono a carico dell'appaltatore tutte le spese del contratto, quelle di asta, di stampa, compresa quella del capitolato speciale, se sarà stata eseguita, di bollo e registro, della copia del contratto e dei documenti e disegni che debbono essergli consegnati, a termini dell'art. 7, nonché le spese per il numero di copie del contratto richieste per uso dell'Amministrazione appaltante.
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Art. 10. Consegna dei lavori
La consegna dei lavori deve avvenire non oltre 45 giorni dalla data di registrazione alla Corte dei conti del decreto di approvazione del contratto e, in caso di urgenza, dopo il deliberamento. Per i cottimi fiduciari il termine decorre dalla data dell'accettazione dell'offerta, di cui all'ultimo comma dell'art. 4.
Nel giorno fissato dall'ingegnere capo e notificato all'appaltatore, questi deve trovarsi sul luogo e mettere a disposizione dell'ingegnere incaricato di fare la consegna il numero di canneggiatori e operai e gli utensili e materiali necessari per fare, ove occorra, il tracciamento delle opere da eseguire, secondo i piani, profili e disegni relativi. L
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Art. 11. Condotta dei lavori da parte dell'appaltatore
L'appaltatore che non conduce i lavori personalmente deve farsi rappresentare per mandato da persona fornita dei requisiti d'idoneità tecnici e morali, alla quale deve conferire le facoltà ne
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Art. 12. Ordini di servizio, istruzioni e prescrizioni
L'appaltatore nell'eseguire i lavori in conformità del contratto, deve uniform
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Art. 13. Variazioni ai lavori
L'appaltatore non può per nessun motivo introdurre di sua iniziativa variazioni o addizioni ai lavori assunti, in confronto alle previsioni contrattuali. Egli ha l'obbligo di eseguire, entro i limiti stabiliti dal successivo art. 14, tutte le variazioni ritenute opportune dall'Amministrazione appaltante e che questa gli abbia ordinato, purché non mutino essenzialmente la natura delle opere comprese nell'appalto.
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Art. 14. Aumento e diminuzione dei lavori
La Amministrazione durante l'esecuzione dei lavori può ordinare, alle stesse condizioni del contratto, un aumento o una diminuzione delle opere fino alla concorrenza di un quinto in più o in meno dell'importo del contratto stesso, senza che perciò spetti indennità alcuna all'appaltatore.
Oltre tale limite l'appaltatore può recedere dal contratto col solo diritto al pagamento dei lavori eseguiti valutati ai prezzi contrattuali.
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Art. 15. Disciplina e buon ordine dei cantieri
L'appaltatore mantiene la disciplina nei cantieri ed ha l'obbligo di osservare e di fare osservare dai suoi agenti ed operai le leggi e i regolamenti.
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Art. 16. Cantieri, attrezzi, spese ed obblighi generali a carico dell'appaltatore
Salve le eccezioni prevedute dai capitolati speciali, s'intendono comprese nel prezzo dei lavori e perciò sono a carico dell'appaltatore: le spese per formare e mantenere i cantieri ed illuminarli; le spese per trasporto di qualsiasi materiale o mezzo d'opera; le spese per attrezzi, ponti e quanto altro occorra alla esecuzione pie
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Art. 17. Trattamento dei lavoratori
Nei contratti sarà stabilito di regola che l'appaltatore è obbligato ad applicare ai lavoratori dipendenti condizioni normative e retributive non
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Art. 18. Danni
Sono a carico dell'appaltatore le provvidenze per evitare il verificarsi di danni all
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Art. 19. Tutela dei lavoratori
L'appaltatore deve osservare le norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle
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Art. 20. Accettazione, qualità ed impiego dei materiali
I materiali devono corrispondere alle prescrizioni del capitolato speciale ed essere della migliore qualità: possono esser messi in opera solamente dopo l'accettazione del direttore dei lavori, o in caso di controversia, dell'ingegnere capo.
L'accettazione dei materiali non è definitiva se non dopo che sono stati posti in opera. Il direttore dei lavori può rifiutare in
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Art. 21. Provvista dei materiali
L'appaltatore provvede i materiali dove meglio creda purché essi abbiano i requisiti prescritti dal contratto sal
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Art. 22. Sostituzione dei luoghi di provenienza dei materiali
Qualora il capitolato speciale prescriva i luoghi di provenienza dei materiali e si verifichi il caso che, per qualsiasi ragione, s
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Art. 23. Difetti di costruzione
L'appaltatore deve demolire e rifare, a sue spese e rischio, i lavori che il direttore riconosce eseguiti senza la necessaria diligenza o con materiali, per qual
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Art. 24. Compensi all'appaltatore per danni cagionati da forza maggiore
Nei casi nei quali il capitolato speciale non escluda ogni compenso per danni alle opere per forza maggiore, o quando in esso capitolato non si stabiliscano termini maggiori, questi danni devono essere denunciati immediatamente, ed in nessun caso, sotto pena di decadenza, oltre i cinque giorni da quello dell'avvenimento.
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Art. 25. Norme per la misurazione dei lavori
Per tutte le opere dell'appalto, le quantità di lavoro eseguite sono determina
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Art. 26. Documenti contabili e riserve dell'appaltatore
I documenti contabili sono tenuti secondo le prescrizioni del regolamento approvato c
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Art. 27. Chiusure dei registri per le opere di durata pluriennale o la cui esecuzione viene interrotta
Per le opere da eseguirsi in più anni o che debbano essere sospese a determina
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Art. 28. Anticipazioni fatte dall'appaltatore
Ove l'Amministrazione, quando ciò sia previsto nel capitolato speciale, voglia far eseguire in economia opere o provviste relative ai lavori appaltati, ma non comprese nel contratto e chieda all'appaltatore l'esborso del denaro occorrente, questi deve corrisp
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Art. 29. Tempo utile per la ultimazione dei lavori
L'appaltatore deve ultimare i lavori nel termine stabilito nel contratto, termine che decorre dalla data del verbale di consegna.
L'appaltatore, per il tempo che impiegasse nell'esecuzione dei lavori oltre il termine contrattuale, salvo il caso di ritardo a lui non imputabile, deve rimbo
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Art. 30. Sospensione dei lavori
Qualora cause di forza maggiore, condizioni climatologiche od altre simili circostanze speciali impediscano in via temporanea che i lavori procedano utilmente a regola d'arte, l'ingegnere capo, d'ufficio o su segnalazioni dell'appaltatore, può ordinare la sospensione dei lavori, dispone
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Art. 31. Proroghe
L'appaltatore, qualora per causa ad esso non imputabile non sia in grado di ultimare
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Art. 32. Durata giornaliera dei lavori
Salva l'osservanza delle norme relative alla disciplina del lavoro, l'appaltatore non può far lavorare gli operai oltre i li
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Capo III - Pagamenti all'appaltatore
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Art. 33. Pagamenti in acconto
Nel corso dell'esecuzione dei lavori sono fatti all'appaltatore (in base ai dati risultanti dai documenti contabili), pagamenti in conto del corrispettivo dell'appalto, nei termini o nelle rate stabilite dal capit
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Art. 34. Valutazione dei lavori in corso d'opera per i pagamenti in acconto
I certificati di pagamento in acconto vengono emessi dall'ingegnere capo sulla base di documenti contabili compilati a norma di regolamento, indicanti la qualità, la quantità e l'importo dei lavori eseguit
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Art. 35. Ritardi nei pagamenti degli acconti
Qualora il certificato di pagamento delle rate in acconto non sia emesso, per mancata tempestiva contabilizzazione dei lavori o per qualsiasi altro motivo attribuite all'Amministrazione, entro i termini di cui al secondo comma del precedente art. 33, spettano all'appaltatore gli interessi legali sulle somme dovute fino alla data di emissione del detto certificato. Qualora tale emissione ritardi ancora per oltre 90 giorni
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Art. 36. Ritardo nel pagamento della rata di saldo
Qualora l'emissione del titolo di pagamento della rata di saldo comprensiva delle ritenute, sia ritardata per più di 120 giorni dalla data del certificato di collaudo per motivi attribuibili all'Amministrazione, spettano all'appaltatore gli interessi legali sulla rata medesima a partire dal giorno s
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Art. 37. Prezzi contrattuali
Salvo quanto è stabilito nel presente capitolato, i prezzi di appalto si inten
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Capo IV - Collaudo dei lavori
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Art. 38. Inizio e compimento delle operazioni di collaudo
Entro il termine prescritto dal capitolato speciale, e, in difetto, non oltre sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori deve iniziars
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Art. 39. Proprietà degli oggetti trovati
L'Amministrazione, oltre ai diritti che spettano allo Stato a termini di legge, si riserva la proprietà degli oggetti di valore
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Art. 40. Proprietà dei materiali di demolizione
I materiali provenienti da escavazioni o demolizioni restano in proprietà dell'Amministrazione, qualora nel
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Art. 41. Scioglimento del contratto - Valutazione del decimo
Nel caso di scioglimento del contratto, secondo l'art. 345 della legge sui lavori pubblici, si seguiranno le norme di cui all'articolo 35 del regolamento approvato con regio dec
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Capo VI - Definizione delle controversie
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Art. 42. Procedimento amministrativo
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Art. 43. Arbitrato
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Art. 44. Tempo del giudizio arbitrale
Per tutte le controversie la domanda di arbitrato deve essere proposta dopo l'ap
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Art. 45. Collegio arbitrale
Il Collegio arbitrale è così composto:
a) da un magistrato del Consiglio di Stato, che lo presiede, nominato dal presidente del Consiglio stesso;
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Art. 46. Domanda per l'arbitrato
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Art. 47. Deroga alla competenza arbitrale
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Art. 48. Forma della domanda e deduzione dell'altra parte
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Art. 49. Istanza per la nomina degli arbitri
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Art. 50. Giudizio arbitrale
Le parti trasmettono al Collegio arbitrale, dopo la sua costituzione ed entro i termini ad
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Art. 51. Pronuncia arbitrale
Il lodo arbitrale è pronunziato nel termine di 90 giorni
Il provvedimento è abrogato a decorrere dal 20 luglio 2000 ai sensi del D.P.R. 554/1999 Regolamento di attuazione della Legge Merloni (109/1994).
In tema di appalto di opera pubblica, le ragioni di pubblico interesse o necessità che possono giustificare la sospensione dei lavori vanno identificate in esigenze pubbliche oggettive e sopravvenute, non previste né prevedibili da parte della P.A. con l'uso dell'ordinaria diligenza, e non possono quindi essere invocate al fine di porre rimedio a negligenza o imprevidenza del committente, cui spetta acquisire, quale titolare dell'opera da realizzare, le autorizzazioni amministrative necessarie per l'esecuzione dei lavori in osservanza del dovere, discendente dall'art. 1206 c.c. e più in generale dai principi di correttezza e buona fede oggettiva, di cooperare all'adempimento dell'appaltatore ponendo in essere tutte quelle attività, distinte dal comportamento dovuto da quest'ultimo, necessarie affinché egli possa realizzare il risultato cui è preordinato il rapporto obbligatorio.
Ord. C. Cass. civ. 14/06/2018, n. 15700
Appalti contratti pubblici - Esecuzione del contratto - Termini di esecuzione e di ultimazione - Sospensione dei lavori ex art. 30, D.P.R. n. 1063 del 1962 - Fondamento - Opzione concessa all'appaltatore - Rimedi civilistici - Condizioni.
In tema di appalto di opere pubbliche, la sospensione dei lavori disposta dall'Amministrazione giustifica l'applicazione delle norme sull'inadempimento delle obbligazioni e sulla risoluzione del contratto quando dipenda da fatto imputabile alla stazione appaltante; nell'ipotesi in cui invece la sospensione sia "ab initio" legittima e si sia protratta altrettanto legittimamente, perché dipendente da ragioni oggettive, si applica la disciplina dell'art. 30, comma 2, D.P.R. n. 1063 del 1962, in base alla quale l'appaltatore, trascorso il periodo massimo di sospensione, variabile in proporzione alla durata complessiva dei lavori, ha solo la facoltà di chiedere lo scioglimento del contratto e, nel caso in cui l'Amministrazione si sia opposta, ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri.
In tema di appalto pubblico ed in applicazione dell'art. 106 del D. Leg.vo 50/2016, comma 2 (come già in precedenza: art. 14 del D.P.R. 1063/1962; art. 134 del D.P.R. 554/1999; art. 161 del D.P.R. 207/2010), qualora l'amministrazione appaltante richieda, in variante dell'opera appaltata, lavori diversi da quelli considerati in contratto, per un importo di oltre un quinto a quello stabilito, la richiesta medesima non si correla ad un potere dell'amministrazione cui corrisponda un obbligo dell'appaltatore, e, pertanto, l'accordo fra le parti per l'esecuzione di tale variante (a mezzo di atto di sottomissione dell'appaltatore alla richiesta dell'amministrazione o di atto aggiuntivo) deve parificarsi a quello che abbia ad oggetto lavori extracontrattuali in senso stretto e qualificarsi come nuovo ed autonomo contratto modificativo del precedente.
Appalti e contratti pubblici - Esecuzione del contratto - Sospensione dei lavori - Presupposti e condizioni - Esigenze pubbliche non previste né prevedibili - Necessità - Negligenza o imprevidenza dell’Amministrazione - Irrilevanza.
In tema di appalto di opere pubbliche, le ragioni di pubblico interesse o necessità che ai sensi dell'art. 107 del D. Leg.vo 50/2016 comma 2 (disposizione già presente in maniera pressoché identica nell’art. 30 del D.P.R: 1063/1962, nonché in seguito nell’art. 158 e 159 del D.P.R. 207/2010), legittimano l'ordine di sospensione dei lavori, devono consistere in esigenze pubbliche oggettive e sopravvenute, non previste né prevedibili dall'amministrazione con l'uso dell'ordinaria diligenza, così che esse non possono essere invocate al fine di porre rimedio a negligenza o imprevidenza della stessa P.A.
Le controversie relative a concessione di costruzione e gestione di opera pubblica, in quanto riconducibili alla nozione normativa di "concessione di lavori" di cui alla Direttiva 14 giugno 1993, n. 93/37/CEE ed alla Direttiva 18 luglio 1989, n. 89/440/CEE, competono alla giurisdizione ordinaria, ai sensi dell'art. 31-bis della L. 109/1994, nonché ai sensi dell'art. 133 del D. Leg.vo 104/2010 (comma 1, lett. e), n. 1), se relative alla fase successiva all'aggiudicazione, anche qualora la domanda sia stata proposta anteriormente all'entrata in vigore del D. Leg.vo 163/2006 e si riferisca a lavori concessi anteriormente all'entrata in vigore della L. 109/1994.
Sent. C. Cass. civ. 27/06/2017, n. 15937
Appalti di lavori pubblici - Contabilità e riserve - Conto finale - Mancata conferma delle riserve già iscritte nel registro di contabilità - Conseguenze - Presunzione di accettazione del conto - Natura relativa della stessa.
L'appaltatore di opera pubblica, ove voglia contestare la contabilizzazione dei corrispettivi effettuata dall’amministrazione e/o avanzare pretese comunque idonee ad incidere sul compenso complessivo spettantegli, è tenuto: a) ad iscrivere tempestivamente apposita riserva nel registro di contabilità o in altri appositi documenti contabili; b) ad esporre, poi, nel modo e nei termini indicati dalla legge, gli elementi idonei ad individuare la sua pretesa nel titolo e nella somma; c) ed a confermare, infine, la riserva all’atto della sottoscrizione del conto finale. Ne consegue che l’impresa che, pur avendo tempestivamente formulato la riserva, non la riproduca e non la espliciti nei termini e nei documenti previsti dalle citate norme, decade dalle relative domande, e nella medesima preclusione detta impresa incorre ove abbia iscritto tempestiva riserva, senza reiterare le richieste che ad essa si riferiscono in sede di liquidazione del conto finale, atteso che siffatta omissione è incompatibile con l’intenzione di persistere nella pretesa avanzata in precedenza, derivando dalla mancata conferma una presunzione relativa di accettazione del conto finale, superabile soltanto con la prova della positiva volontà dell’appaltatore di non accettarlo.
1. In tema di appalti di opere pubbliche, l'appaltatore deve emettere, per l'ammontare del corrispettivo dovutogli, una fattura che costituisce la base imponibile dell'IVA e rappresenta, dal punto di vista civilistico, l'evento generatore anche del credito per la sua rivalsa (credito autonomo rispetto a quello per la prestazione, anche se ad esso soggettivamente e funzionalmente connesso): l'art. 18, comma 1, del D.P.R. n. 633 del 1972 prevede, infatti, che l'appaltatore debba addebitare l'IVA al committente e l'operazione si considera effettuata nel momento dell'emissione della fattura o in quello, eventualmente successivo, del pagamento del corrispettivo, in coerenza con la logica dell'imposta in questione, per la quale ciò che rileva è l'"operazione economica".
2. La prescrizione quinquennale prevista dall'art. 2948, n. 4, Cod. civ., anche per quanto concerne gli interessi, è applicabile soltanto a condizione che l'obbligazione rivesta i caratteri indicati per la fattispecie genericamente descritta dalla norma con l'espressione «e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi», che si riferisce alle obbligazioni periodiche e di durata, caratterizzate dal fatto che la prestazione è suscettibile di adempimento solo con il decorso del tempo. Ne consegue che l'obbligazione relativa agli interessi, per potere essere assoggettata alla disposizione, deve rivestire il connotato della periodicità, sicché la disposizione stessa non è applicabile, in difetto di tale requisito, agli interessi moratori di fonte legale dovuti a causa del ritardo nel pagamento del prezzo di appalto, ai sensi degli artt. 33 e segg. del D.P.R. n. 1063 del 1962.
Appalti e contratti pubblici - Esecuzione dell'opera - Lavori extracontrattuali - Variante dell'opera appaltata su richiesta dell'Amministrazione - Importo superiore di oltre un quinto rispetto all'importo globale stabilito - Obbligo dell'appaltatore - Sussistenza - Esclusione - Conseguenze.
In tema di appalto pubblico ed in applicazione dell'art. 344 della L. n. 2248 del 1865, all. F, nonché dell'art. 14 del D.P.R. n. 1063 del 1962, qualora l'Amministrazione appaltante richieda lavori diversi da quelli considerati in contratto, in variante dell'opera appaltata, per un importo di oltre un quinto rispetto a quello globalmente stabilito (e non in relazione al prezzo di singole categorie di lavori), la richiesta medesima non si correla ad un potere dell'Amministrazione cui corrisponda un obbligo dell'appaltatore, il quale, pertanto, a fronte della richiesta della committente, può scegliere se recedere dal contratto oppure proseguire i lavori, dichiarando per iscritto anche, ed eventualmente, a quali le condizioni.
Appalti e contratti pubblici - Lavori - Esecuzione dell'opera - Addizioni e variazioni - Ordine scritto del direttore dei lavori - Mancata indicazione dell'approvazione della P.A. - Successiva approvazione - Sanatoria.
In tema di appalto di opera pubblica, l'irregolare variazione dei lavori appaltati dal Comune disposta per ordine scritto del direttore dei lavori carente dell'indicazione della preventiva approvazione dell'amministrazione committente, è sanata, per intervenuta ratifica, qualora sopraggiunga l'autorizzazione con una perizia di variante e suppletiva, ai sensi dell'art. 342 della L. n. 2248 del 1865, all. F, e dall'art. 13 del capitolato generale di appalto approvato con il D.P.R. n. 1063 del 1962 (applicabili "ratione temporis"), e la conseguente delibera del consiglio comunale.
In tema di appalto di opere pubbliche regolato dal D.P.R. n. 1063 del 1962, la mancata (o tardiva) consegna dei lavori da parte della P.A., al pari della loro consegna parziale, non conferiscono all'appaltatore il diritto di risolvere il rapporto, ai sensi degli articoli 1453 e 1454 Cod. civ., né, tantomeno, di avanzare pretese risarcitorie, ma solo la facoltà, ex art. 10 del citato decreto, di presentare istanza di recesso dal contratto. Ne consegue che, nel caso di mancata presentazione dell'istanza, il contratto si presume ancora eseguibile, senza ulteriori oneri a carico della stazione appaltante, mentre il mancato accoglimento della stessa origina, "a contrario", il diritto dell'appaltatore al compenso per i maggiori oneri dipendenti dal ritardo.
Sent. C. Cass. civ. 15/10/2015, n. 20873
Appalti e contratti pubblici - Disciplina economica - Prezzo - Pagamento - Interessi ex art. 35 del D.P.R. n. 1063 del 1962 - Decorrenza - Dalla data in cui i lavori avrebbero dovuto essere contabilizzati - Risultanze del registro di contabilità - Utilizzabilità.
In tema di appalto di opere pubbliche, qualora sia omessa la tempestiva contabilizzazione dei lavori, gli interessi di cui all'art. 35 del D.P.R. n. 1063 del 1962 competono dalla data in cui quest'ultima avrebbe dovuto effettuarsi non già secondo uno schema astratto, ma in relazione al concreto atteggiarsi dell'appalto stesso, quale risultante dalle attestazioni contenute nei registri di contabilità.
Appalti e contratti pubblici - Esecuzione dei lavori - Lavori extracontrattuali - Variante dell'opera appaltata su richiesta dell'Amministrazione - Importo superiore di oltre un quinto a quello stabilito - Obbligo dell'appaltatore - Sussistenza - Esclusione - Contratto nuovo e modificativo del precedente - Configurabilità.
In tema di appalto pubblico ed in applicazione dell'art. 14 del D.P.R. 1063/1962 (come già in precedenza: art. 134 del D.P.R. 554/1999; art. 161 del D.P.R. 207/2010), qualora l'amministrazione appaltante richieda, in variante dell'opera appaltata, lavori diversi da quelli considerati in contratto, per un importo di oltre un quinto a quello stabilito, la richiesta medesima non si correla ad un potere dell'amministrazione cui corrisponda un obbligo dell'appaltatore, e, pertanto, l'accordo fra le parti per l'esecuzione di tale variante (a mezzo di atto di sottomissione dell'appaltatore alla richiesta dell'amministrazione o di atto aggiuntivo) deve parificarsi a quello che abbia ad oggetto lavori extracontrattuali in senso stretto e qualificarsi come nuovo ed autonomo contratto modificativo del precedente.
In tema di appalto di opere pubbliche, "le ragioni di pubblico interesse o necessità" che, ai sensi dell'art. 30 del D.P.R. 1063/1962 (e più avanti degli artt. 158-159 del D.P.R. 207/2010), legittimano l'ordine di sospensione dei lavori, vanno identificate in esigenze pubbliche oggettive e sopravvenute, non previste né prevedibili dall'Amministrazione con l'uso dell'ordinaria diligenza, così che esse non possono essere invocate al fine di porre rimedio a negligenza o imprevidenza dell'Amministrazione medesima. In particolare, nel caso che sopravvenga la necessità di approvare una "perizia di variante", tale emergenza non deve essere ricollegabile ad alcuna forma di negligenza o imperizia nella predisposizione e nella verifica del progetto da parte dell'ente appaltante, il quale è tenuto, prima dell'indizione della gara, a controllarne la validità in tutti i suoi aspetti tecnici, e ad impiegare la dovuta diligenza nell'eliminare il rischio di impedimenti alla realizzazione dell'opera sì come progettata.
1. Appalti e contratti pubblici - Lavori pubblici - Prezzo - Interessi sulle somme spettanti all'appaltatore a seguito di controversia - Decorrenza - Distinzione tra controversia definita in via amministrativa o arbitrale e giudizio ordinario - Rilevanza - Effetti. 2. Appalti e contratti pubblici - Lavori pubblici - Appalto "a corpo" - Nozione - Lavori aggiuntivi e varianti - Compenso ulteriore - Criterio di calcolo - Determinazione "a misura" delle sole varianti - Fondamento. 3. Appalti e contratti pubblici - Lavori pubblici - Termini di esecuzione - Sospensione dei lavori - Variante al progetto o ritardata approvazione di perizia di variante - Facoltà dell'appaltatore di sospendere i lavori - Esclusione - Diritto al risarcimento dei danni - Esclusione. 4. Appalti e contratti pubblici - Lavori pubblici - Appalto "a corpo" - Prezzo globale e prezzo ottenuto applicando i prezzi unitari alle quantità previste nel computo metrico - Difformità - Rettifica ex art. 1430 del Codice civile - Esclusione - Fondamento.
1. In tema di appalto di opere pubbliche, la decorrenza degli interessi sulle somme spettanti all'appaltatore a seguito di controversia a far data dal trentesimo giorno successivo alla registrazione, da parte della Corte dei conti, del decreto di esecuzione della decisione della controversia (art. 36 del D.P.R. 1063/1962) riguarda solo le somme dovute in dipendenza di controversie definite in via amministrativa od arbitrale, e sempre che l'atto risolutivo della controversia sia registrato alla Corte dei conti, e non trova applicazione nei giudizi ordinari, per i quali vale il principio di diritto comune della decorrenza degli interessi legali dalla data della domanda giudiziale, in quanto la norma citata ha carattere eccezionale e, quindi, non è interpretabile estensivamente.
2. In tema di appalto di opere pubbliche, pur essendo il prezzo “a corpo” fisso e invariabile, in quanto riferito all'opera globalmente considerata, l'appaltatore ha diritto ad un compenso ulteriore per i lavori aggiuntivi eseguiti su richiesta del committente o per effetto di varianti, il quale dev'essere calcolato "a misura" limitatamente alle quantità variate, mentre le parti di opere rimaste invariate devono essere compensate secondo il prezzo "a corpo" accettato dall'appaltatore, indipendentemente dalla loro effettiva misura, atteso che un appalto "a corpo" non può trasformarsi progressivamente in appalto a "misura".
3. L'appaltatore di opere pubbliche non ha facoltà di sospendere i lavori quando ravvisi la necessità di una variante al progetto originario, se non vi è alcuna necessità di ordine tecnico che impedisca la prosecuzione dei lavori progettati, e non ha diritto al risarcimento dei danni conseguenti a tale volontaria sospensione, ancorché la richiesta variante sia successivamente adottata dalla stazione appaltante e approvata dalle autorità competenti, atteso che tale approvazione non ha il valore di una ratifica della sospensione unilateralmente adottata dall'appaltatore; analogamente, il ritardo nell'approvazione di una perizia di variante non esonera l'appaltatore dall'adempimento degli obblighi derivanti dal contratto, non potendo egli legittimamente sospendere l'esecuzione dei lavori.
4. In tema di appalto di opere pubbliche, nel caso di appalto “a corpo”, nel quale il corrispettivo è determinato in una somma fissa e invariabile, l'eventuale difformità tra il prezzo globale e quello ottenuto applicando i prezzi unitari alle quantità previste dal computo metrico non dà luogo ad un errore di calcolo nel senso di errore materiale rettificabile, ai sensi dell'art. 1430 del Codice civile, poiché ciò che conta è solo il prezzo finale che, quando è accettato, è vincolante per l'appaltatore, mentre il richiamo ai prezzi unitari e ai calcoli contenuti nel computo metrico ha valore di semplice traccia indicativa delle modalità di formazione del prezzo globale che è destinata a restare fuori dal contenuto del contratto.
Appalti ll.pp. - Contratto - Rescissione ex art. 47 D.P.R. n. 1063/1962 al di fuori dei presupposti di legge - Rilevanza come inadempimento - Azione dell’appaltatore - Assoggettamento al termine di decadenza di cui all’art. 47 del medesimo decreto - Esclusione.
Con riguardo ad un contratto di appalto di opera pubblica, la deliberazione adottata dall’Amministrazione committente di rescissione del contratto, a norma degli artt. 340 della legge 20 marzo 1865, n. 2248 all. F e 27 del R.D. 25 maggio 1895, n. 350, ma al di fuori dei relativi presupposti di legge e oltre i limiti del regolamento applicabile (artt. 26 ss. del R.D. 25 maggio 1895, n. 350), non può qualificarsi come provvedimento conclusivo di un procedimento di cui all’art. 42 del D.P.R. n. 1063 del 1962, costituendo essa stessa inadempimento del rapporto contrattuale; ne consegue che la relativa azione proposta dall’appaltatore non è soggetta al termine di decadenza di cui all’art. 47 del medesimo D.P.R. del 1962.
Appalti e contratti pubblici - Sospensione dei lavori - Per compilazione ed approvazione di perizia di variante - Responsabilità ente appaltante.
In tema di appalto di opere pubbliche, «le ragioni di pubblico interesse o necessità» che, ai sensi dell'art. 30, comma 2, D.P.R. 1063 del 1962, legittimano l'ordine di sospensione dei lavori vanno identificate in esigenze pubbliche oggettive e sopravvenute non previste (né prevedibili) dall'Amministrazione con l'uso dell'ordinaria diligenza, così che esse non possono essere invocate al fine di porre rimedio a negligenza o imprevidenza dell'Amministrazione medesima. Nel caso che sopravvenga la necessità di approvare una «perizia di variante», tale emergenza non deve essere ricollegabile ad alcuna forma di negligenza o imperizia nella predisposizione e nella verifica del progetto da parte dell'ente appaltante, il quale è tenuto, prima dell'indizione della gara, a controllarne la validità in tutti i suoi aspetti tecnici, e ad impiegare la dovuta diligenza nell'eliminare il rischio di impedimenti alla realizzazione dell'opera sì come progettata. (In applicazione di tale principio, la Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di appello che, a sua volta, aveva respinto le censure contro un lodo arbitrale ove era stato escluso che l'acquiescenza dell'appaltatore potesse giustificare, oltre un termine finale ricavato in via equitativa sul parametro costituito dall'art. 30 cit., tutto il ritardo nella ripresa dei lavori, sospesi dall'Amministrazione per l'esecuzione di una «perizia di variante» originariamente non prevista).
1. In tema di appalto di opere pubbliche, "le ragioni di pubblico interesse o necessità" che, ai sensi dell'art. 30, comma 2, D.P.R. 1063/1962, legittimato l'ordine di sospensione dei lavori vanno identificate in esigenze pubbliche oggettive e sopravvenute non previste (né prevedibili) dall'Amministrazione con l'uso dell'ordinaria diligenza, così che esse non possono essere invocate al fine di porre rimedio a negligenza o imprevidenza dell'Amministrazione medesima. Ne consegue che, con riferimento all'ipotesi di sopravvenuta necessità di approvare una cosiddetta "perizia di variante", è d'uopo che tale emergenza non sia ricollegabile ad alcuna forma di negligenza o imperizia nella predisposizione e nella verifica del progetto da parte dell'ente appaltante, tenuto, prima dell'indizione della gara, a controllarne la validità in tutti i suoi aspetti tecnici, e ad impiegare la dovuta diligenza nell'eliminare il rischio di impedimenti alla realizzazione dell'opera sì come progettata.
1. Appalti oo.pp. - Variante - Necessità ravvisata dell'appaltatore - Conseguenze - Sospensione lavori - Illegittimità - Limite - Diritto dell'appaltatore al risarcimento danni per la sospensione - Inconfigurabilità - Successiva approvazione della variante - Irrilevanza.
1. L'appaltatore di opere pubbliche non ha facoltà di sospendere i lavori quando ravvisi la necessità di una variante al progetto originario, se non vi è alcuna necessità di ordine tecnico che impedisca la prosecuzione dei lavori progettati, e non ha diritto al risarcimento dei danni conseguenti a tale volontaria sospensione, ancorché la richiesta variante sia successivamente adottata dalla stazione appaltante ed approvata dalle Autorità competenti, atteso che tale approvazione non ha il valore di una ratifica della sospensione unilateralmente adottata dall'appaltatore.
L’amministrazione risponde in solido con l’impresa per la custodia del cantiere abbandonato
Secondo la Cassazione, la mancata consegna dell’opera alla stazione appaltante non esonera quest’ultima dalla responsabilità per la custodia del cantiere qualora, pur a conoscenza della situazione di abbandono in cui versa il cantiere stesso a causa del protrarsi del fermo dei lavori, abbia omesso di adottare misure idonee a prevenire il verificarsi di eventi lesivi.
Disciplina in tema di conseguenze della mancata tempestiva consegna dei lavori da parte dell’amministrazione, sia nel regime di cui al Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 50/2016 che nel pregresso regime del D.P.R. 207/2010.