Source: http://www.puntosicuro.it/ambiente-C-81/gestione-rifiuti-C-122/nuovi-criteri-di-ammissibilita-dei-rifiuti-in-discarica-AR-15425/
Timestamp: 2016-09-27 12:07:08+00:00
Document Index: 26336518

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.\n5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 2']

27 novembre 2015 - Cat: Gestione Rifiuti
Il DM 24 giugno 2015 modifica il DM 27 settembre 2010, relativo alla definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica; le principali novità introdotte. A cura di F. Passoni. Pubblicità
L’11 settembre 2015 è stato
pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n.211) da parte del Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il Decreto 24 giugno
2015 “Modifica del decreto 27 settembre 2010, relativo alla definizione dei
criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica”.
Il D.M. 27/09/2010 era stato
emanato in sostituzione del D.M. 03 agosto 2005 definendo nuovi criteri di
accettabilità per i rifiuti destinati ad essere inviati in discarica. Il più
recente DM 24/06/2015 non si pone, come nel precedente caso, in totale
sostituzione della norma precedente, ma come una modifica di alcune sezioni
della stessa, alla luce di alcune recenti novità normative e tecniche. Tra i considerata citati nella
parte introduttiva del decreto figurano infatti norme di recente attuazione,
che comportano un notevole impatto per la gestione dei rifiuti.
Viene fatto preciso richiamo al
Regolamento (UE) 1357/2014 della Commissione europea del 18 dicembre 2014, che
sostituisce l’allegato III della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive. Tale
Regolamento, entrato in vigore il 1 giugno 2015 ha comportato grossi
cambiamenti nei criteri di caratterizzazione di pericolo dei rifiuti, era
quindi doveroso tenerne conto in un aggiornamento della normativa che
disciplina il conferimento degli stessi in discarica. Senza entrare nel
dettaglio di tale Regolamento, basti sapere che, contestualmente all’entrata in
vigore della normativa è cambiata anche la modalità di classificazione delle
miscele di sostanze chimiche pericolose
( CLP-
Reg. UE 1272/2008). A tali criteri la normativa rifiuti si appoggia
in modo consistente, da ciò risulta che le modalità di calcolo per definire se
un rifiuto risulta essere pericoloso o non pericoloso sono in alcuni casi
cambiate, così come alcune caratteristiche di pericolo.
Altro richiamo importante è
quello alla Decisione della Commissione 2014/955/UE del 18 dicembre 2014, che
modifica la decisione 2000/532/CE relativa all’elenco dei rifiuti ai sensi
2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. Tale direttiva
costituisce sostanzialmente l’aggiornamento dell’elenco europeo dei codici
Gli altri richiami alle normative
pertinenti non differiscono rispetto a quanto già presente nei visto e
considerata del DM 27/09/2010. Viene evidenziato il fatto che
sono intervenute modifiche sulle metodiche analitiche relative ai rifiuti, con
particolare riferimento alla norma UNI 10802. In effetti tale norma tecnica,
che fornisce importanti indicazioni su come condurre i test di cessione e su come
deve essere effettuato il campionamento dei rifiuti, ha avuto un importante
aggiornamento nell’agosto 2013.
Infine è opportuno citare il
fatto che anche il Regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, relativo agli inquinanti organici persistenti (POP), ha avuto
modifica ed integrazione con il recente Regolamento 1342/2014 del 17 dicembre
2014, con l’inserimento di valori limite a diverse sostanze appartenenti a tale
Entrando poi nel vivo del
Decreto, l’articolo 1 dettaglia quali modifiche devono essere apportate al DM
27/09/2010. Premesso che l’articolo 2 di quest’ultimo, riportante le modalità
di caratterizzazione di base dei rifiuti, non è variato si
configurano le seguenti modifiche:
- all'art. 3, comma 3, le parole «nelle
more dell'emanazione della norma relativa al test di cessione a lungo termine»
sono eliminate; Tale precisazione
trova riscontro in una delle modifiche successive, dove, per i rifiuti
pericolosi stabili e non reattivi depositati in discarica per rifiuti non
pericolosi si vanno a definire dei test per valutare il comportamento a lungo
- all'art.
5, tabella 1, il rigo contenente «10 12 08 scarti di ceramica, mattoni,
mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento termico)» è
ne consegue che tale tipologia di rifiuto, precedentemente ammissibile in
discarica per rifiuti inerti senza preventiva caratterizzazione, non può più
usufruire di tale esenzione, ma si deve prevedere caratterizzazione di base.
- all'art. 5, tabella 3, nota (*) sono
eliminate le parole «Tale parametro si riferisce alle sostanze chimicamente
attive, in grado di interferire con l'ambiente, con l'esclusione quindi di
resine e
polimeri od altri rifiuti chimicamente
inerti.»;
di tale nota costituisce sostanzialmente una possibile maggiore limitazione per
il conferimento dei rifiuti in discariche per inerti. La determinazione del TOC
non prevede più quindi una preliminare separazione di polimeri (plastica) o
altri rifiuti contenenti carbonio chimicamente inerti. Il rispetto del limite
tabellare, 3 %, riguarda quindi indistintamente il rifiuto analizzato secondo
la metodica di riferimento, indicata in allegato 3 al decreto stesso (UNI EN
13137).
- all'art. 6, comma 4, le parole «(ad esempio,
sottoposti a processo di solidificazione/stabilizzazione, vetrificati)» sono
sostituite dalle seguenti: «(cioè rifiuti che, sottoposti a trattamento
preliminare, ad esempio di solidificazione/stabilizzazione, vetrificazione,
presentano un comportamento alla lisciviazione che non subisca alterazioni
negative nel lungo periodo nelle condizioni di collocazione in discarica)»;
in avanti vengono introdotte alcune precisazioni circa le caratteristiche che i
rifiuti pericolosi stabili non reattivi, che si vuole conferire in discarica
per rifiuti non pericolosi, debbono possedere.
aspetto è la precisazione che al di là delle modalità di trattamento
preliminare per garantire la stabilità a lungo termine del materiale collocato
in discarica. Tale precisazione, resasi necessaria per un allineamento della
normativa italiana alle direttive europee, comporterà per tali tipologie di
rifiuti una probabile maggiore difficoltà di gestione per chi sceglie tale
percorso per lo smaltimento.
- all'art. 6, comma 4, dopo la lettera d)
è inserita la lettera d-bis): «d-bis) sottoposti a idonee prove geotecniche
dimostrano adeguata stabilità fisica e capacità di carico. Per tale valutazione
è possibile riferirsi ai criteri di accettazione WAC dell'Agenzia per la
protezione dell'ambiente del Regno Unito;»;
lettera d-bis, di nuova introduzione, comporta la necessità di valutare non
solo le caratteristiche chimiche del rifiuto, né solo il potenziale rilascio
che lo stesso può avere verso l’ambiente circostante, ma anche il comportamento
fisico all’interno della discarica. Quindi si potrà configurare
l’inammissibilità per quei rifiuti che non sono in grado di garantire nel lungo
termine una stabilità anche strutturale nella porzione di discarica in cui
vengono collocati (per esempio alcuni fanghi stabilizzati potrebbero non essere
conferibili, pur rispettando i requisiti di qualità chimica).
è inserita la lettera: «d-ter) sono sottoposti alla valutazione della capacità
di neutralizzazione degli acidi, utilizzando i test di cessione secondo i
metodi CEN/TS 14429 o CEN/TS 14997.»;
sopra riportati prevedono la determinazione della capacità di scambio acido
(ANC), il primo mediante titolazioni acido/base, il secondo mediante controllo
in continuo del pH. Anche tale novità viene inserita nell’ottica del controllo
previsionale del comportamento a lungo termine del rifiuto speciale pericoloso
stabilizzato posto in discarica per rifiuti non pericolosi. La metodica non è
di difficile esecuzione ma allunga certamente i tempi di valutazione,
presupponendo infatti la verifica di diverse frazioni di eluato, più
precisamente 8, da condursi in un intervallo di tempo di 48 ore. - all'art. 6, nella nota (*) della
tabella 5, lettera a., le parole «e fanghi delle fosse settiche (200304),
purché trattati mediante processi idonei a ridurne in modo consistente l'attività
biologica» sono sostituite dalle seguenti «, fanghi delle fosse settiche
(200304) e rifiuti dal trattamento biologico individuati dal codice 190501,
purché trattati mediante processi idonei a ridurne in modo consistente
l'attività biologica, quali il compostaggio, la digestione anaerobica, i
trattamenti termici ovvero altri trattamenti individuati come BAT per i rifiuti
a matrice organica dal D.M. 29 gennaio 2007»;
- all'art. 6, nella nota (*) della
tabella 5, lettera f., sono eliminate le parole «e dal trattamento biologico,
individuati dal codice 190501»;
tabella 5, lettera g., le parole «Rifiuti derivanti dal trattamento biologico
dei rifiuti urbani, individuati dai codici 190503, 190604 e 190606» sono
sostituite dalle seguenti «Rifiuti derivanti dal trattamento biologico dei
rifiuti, individuati dai codici 190501, 190503, 190604 e 190606»;
3 modifiche vengono riportate tutte assieme poiché la seconda e la terza sono
conseguenza del fatto che il codice CER 190501 viene accorpato all’interno
della lettera a, nota (*) alla tabella 5 dell’articolo 6, di conseguenza tale
codice viene eliminato dalle note f e g che lo richiamavano.
al contenuto della prima modifica si specifica che il trattamento idoneo a
ridurre in modo consistente l’attività biologica non è più descritto in modo
generico, ma si fa esplicito riferimento alle attività di compostaggio,
digestione anaerobica, trattamenti termici o ad altri trattamenti individuati
all’interno delle BAT per i rifiuti a matrice organica.
- all'art. 6, nella nota (***) della
tabella 5, dopo le parole «precedente nota (*).» sono aggiunte le seguenti
parole: «Resta inteso che i parametri solfati e cloruri o, in alternativa il
parametro TDS, dovranno essere verificati»; Tale
precisazione esplicita il fatto che, pur valendo il fatto che la conformità può
essere definita sulla base del parametro TDS in alternativa ai valori di
cloruri o di solfati, tali parametri devono comunque essere verificati
- all'art. 7, comma 2, nell'ultimo
periodo dopo le parole «A titolo esemplificativo i parametri derogabili sono
DOC» la parola «,TOC» e' eliminata;
in questione è relativo alle sottocategorie di discariche per rifiuti non
pericolosi e il comma 2 specifica che i criteri di ammissibilità per le
sottocategorie di discariche vengono individuati dalle autorità competenti
territoriali. La precisazione implicitamente esclude la possibilità di derogare
per il parametro TOC.
- all'art. 8, comma 1 dopo la lettera f)
è inserita la seguente lettera f-bis): «f-bis) per la valutazione della
capacità di neutralizzazione degli acidi i rifiuti sono sottoposti a test di
cessione secondo i metodi CEN/TS 14997 o CEN/TS 14429.»;
le modalità di esecuzione di tali test vale quanto già detto a commento
dell’articolo 6, comma 4, lettera d-ter).
lettera m) del Decreto specifica che l’allegato 3 del DM 27/09/2010 è
sostituito dall’allegato 3 del DM 24 giugno 2015, il cui titolo è analogo:
“Campionamento e analisi dei rifiuti”.
è identica a quanto già previsto dal DM 27/09/2010, e giustamente viene
integralmente ribadito che i requisiti circa il campionamento e circa il fatto
che i laboratori che effettuano l’analisi siano qualificati devono essere soddisfatti,
così come il fatto che l’intero processo di campionamento e caratterizzazione
sia gestito con appropriato sistema di garanzia della qualità.
riguarda il campionamento dei rifiuti
urbani biodegradabili non c’è differenza rispetto a quanto già previsto dal
precedente Decreto, salvo il fatto che non è più presente il riferimento a
quanto previsto dalla Direttiva 1999/31/CE, art. 2, lettera m), per la quale
“devono essere considerati fra i rifiuti urbani biodegradabili gli alimenti, i
rifiuti dei giardini, la carta ed il cartone, i pannolini e gli assorbenti.
concerne le successive indicazioni, presenti al punto 2, circa analisi degli
eluati e dei rifiuti, l’unica variazione è costituita dall’introduzione della
Valutazione della capacità di neutralizzazione degli acidi (ANC), effettuata
secondo le metodiche CEN/TS 14997 o CEN/TS 14429, modifica conseguente
all’introduzione delle lettere d-ter) al comma 4 dell’articolo 6 e f-bis) al
comma 1 dell’articolo 8.
non c’è nessuna variazione, vengono come in precedenza descritti in metodi di
prova da utilizzare per il campionamento, con specifico riferimento alla UNI
10802, e per le analisi, sia degli eluati che dei parametri da effettuarsi sul
campione tal quale, con la specifica che ulteriori parametri caratterizzati
analiticamente e non specificatamente indicati nell’allegato 3 devono comunque
essere analizzati secondo metodi ufficiali riconosciuti a livello nazionale e/o
infine anche per quanto concerne campionamento ed analisi di rifiuti
Dr. Francesco Passoni
Consulente Ambientale e Responsabile
Laboratorio Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Decreto 24 giugno 2015
- Modifica del decreto 27 settembre 2010, relativo alla definizione dei criteri
di ammissibilità dei rifiuti in discarica. Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.