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Timestamp: 2019-10-16 02:04:48+00:00
Document Index: 46603185

Matched Legal Cases: ['art. 102', 'art. 1', 'art. 83', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 2']

25 agosto 2001 Sentenza n. 7020 del Tribunale Amministrativo Regionale Lazio, sezione II - Aeranti
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25 agosto 2001 Sentenza n. 7020 del Tribunale Amministrativo Regionale Lazio, sezione II
25 AGOSTO 2001 SENTENZA N. 7020 DEL TAR LAZIO, SEZIONE II
Sul ricorso n. 2521 del 2001, proposto da ERICSSON Telecomunicazioni S.p.A., in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dagli avv.ti Franco Alesi, Gennaro Contardi e Filippo Satta, per il presente giudizio elettivamente domiciliato in Roma, via P. L. da Palestrina n. 47, presso lo studio di quest’ultimo
il Comune di Roma, in persona del Commissario straordinario p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Marco Brigato, per il presente giudizio elettivamente domiciliato in Roma, alla via Tempio di Giove n. 21, presso l’Avvocatura comunale
della deliberazione del Consiglio Comunale di Roma n. 211 dell’11 dicembre 2000, con la quale è stata modificata la procedura per il rilascio di autorizzazioni e/o concessioni edilizie relative all’installazione degli impianti per reti di telefonia radiomobile e degli impianti di trasmissione radiofonica e televisiva e servizi similari;
Relatore alla pubblica udienza del 27 giugno 2001 il dr. Roberto POLITI; uditi altresì gli avv.ti Vitocolonna (in sostituzione dell’avv. Satta), Contardi ed Alesi per la parte ricorrente e l’avv. Brigato per l’Amministrazione resistente.
Sostiene parte ricorrente l’illegittimità dell’impugnata deliberazione in ragione dei seguenti argomenti di censura:
1) Carenza di potere. Incompetenza.
Il Consiglio comunale non avrebbe alcuna competenza ai fini dell’adozione del provvedimento impugnato, attesa la carenza di attribuzioni in capo ad esso individuabili quanto al funzionamento degli impianti di telefonia cellulare mobili ed ai connessi problemi di tutela per la salute.
2) Incompetenza. Violazione e falsa interpretazione in riferimento al D.P.R. 616/77 (art. 102, I comma); della l. 59/97 (art. 1); del D.Lgs. 112/98 (art. 83); della l. 249/97 (art. 1, XV comma). Eccesso di potere. Violazione e falsa interpretazione del D.M. 381 del 1998. Sviamento di potere.
Nell’assumere la riserva statale quanto alla competenza per la fissazione dei valori limite e dei criteri di adeguamento degli impianti esistenti per la tutela della popolazione dall’inquinamento elettromagnetico su tutto il territorio nazionale, contesta parte ricorrente la legittimità dell’avversato atto deliberativo, il quale – alla luce delle epigrafate disposizioni – sarebbe inficiato sotto il profilo dell’incompetenza.
3) Violazione e falsa interpretazione del D.I. 381/98 e della legge 249/97.
Nessuna disposizione prevederebbe poi il potere dei Consigli comunali di disciplinare l’installazione degli impianti di telecomunicazioni, avuto riguardo al già affermato principio di riserva statale in subiecta materia.
4) Violazione e falsa interpretazione dell’art. 4 della l. 493/93, come modificato dall’art. 2, comma LX, della l. 662/96
Se è vero che l’installazione di impianti tecnologici, alla stregua di quanto previsto dall’epigrafata disposizione, è assoggettata a mera denunzia di inizio di attività, la determinazione comunale avversata si dimostra illegittima non solo quanto alla previsione dell’obbligo di rilascio di apposito titolo edificatorio, ma anche in ragione del connesso onere stabilito, a carico del richiedente, nella somma di lire 5 milioni a titolo di contributo spese.
5) Violazione e falsa applicazione dell’art. 31, lett. b), della l. 5 agosto 1978 n. 457
Siffatta disposizione di legge prevede il rilascio di mera autorizzazione – e non già l’obbligo di conseguire una concessione edilizia – per la realizzazione di interventi riguardanti opere necessarie per servizi tecnologici; le previsioni in argomento dettate dalla deliberazione consiliare oggetto di censura confliggendo con siffatta normativa.
6) Eccesso di potere. Sviamento di potere. Illogicità manifesta.
Censura ulteriormente parte ricorrente la disposizione di cui all’art. 4 dell’impugnato testo regolamentare, nella parte in cui subordina all’unanime consenso del condominio l’utilizzabilità di terrazzi od altri locali.
7) Violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 7, 8 e 10 della l. 7 agosto 1990 n. 241. Eccesso di potere. Difetto di motivazione. Contraddittorietà. Difetto di istruttoria.
Viene inoltre lamentata l’omessa preventiva comunicazione dell’avvio dell’iter procedimentale poi culminato con l’adozione della determinazione avversata, con riveniente vulnerazione del sotteso principio partecipativo.
Difetterebbe, altresì, un congruo apparato motivazionale, segnatamente con riferimento ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche della determinazione consiliare qui impugnata.
8) Eccesso di potere. Contraddittorietà. Sviamento di potere. Illogicità manifesta.
La deliberazione impugnata, nel prevedere la possibilità per l’Amministrazione comunale di richiedere ai concessionari l’utilizzazione di tecniche di roaming (trasferimento) per limitare il numero degli impianti sul territorio comunale, avrebbe l’effetto di limitare la portata della concessione statale, imponendo oneri economici da essa non previsti.
9) Violazione e/o falsa applicazione dell’art. 2-bis della l. 189/97. Eccesso di potere. Errore nei motivi e nei presupposti.
Il previsto – preventivo – espletamento della procedura di valutazione dell’impatto ambientale si porrebbe in contrasto con l’epigrafata disposizione di legge.
10) Eccesso di potere. Sviamento di potere. Errore nei motivi e nei presupposti. Illogicità manifesta.
Dal provvedimento impugnato vengono esclusi – fra l’altro – le installazioni relative a stazioni televisive e radiofoniche, i ripetitori radiofonici e televisivi dei network nazionali, nonché latri impianti aventi potenzialità nociva per la salute pubblica sicuramente più elevata rispetto a quella propria delle installazioni per la telefonia mobile.
La deliberazione avversata si dimostrerebbe, conseguentemente, illegittima sotto i profili dell’errore sui presupposti e della illogicità manifesta.
11) Eccesso di potere per disparità di trattamento. Sviamento di potere.
Il vizio come sopra rubricato sarebbe integrato dalla circostanza che la deliberazione impugnata avrebbe ad oggetto i soli nuovi impianti, non recando alcun divieto di prosecuzione nella gestione degli impianti esistenti.
Conclude la parte ricorrente insistendo per l’accoglimento del gravame, con conseguente annullamento degli atti oggetto di censura.
4. Se, alla stregua delle condotte considerazioni, il ricorso merita senz’altro accoglimento (con inevitabile assorbimento dei rimanenti argomenti di censura), rileva conclusivamente il Collegio – anche in ragione della complessità e novità della problematica giuridica sottesa alla definizione del giudizio – la presenza di giusti motivi per compensare integralmente fra le parti le spese di lite.
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio – Sezione II – accoglie il ricorso indicato in epigrafe e, per l’effetto, annulla gli atti con esso avversati.