Source: https://www.eziobonanni.com/amianto/
Timestamp: 2019-07-23 21:00:29+00:00
Document Index: 58516108

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 2087', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'Cass. Sez. ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 47']

Amianto, Asbesto - Avv. Ezio Bonanni
Amianto, detto anche asbesto ed eternit, è il termine utilizzato per classificare quei minerali che si dividono in due gruppi: il serpentino, tra cui il crisotilo (amianto crisotilo), "amianto bianco" (fillosilicati), e gli anfiboli, tra i quali l'actinolite, l'amosite, la crocidolite, la tremolite o amianto grigio - verde - giallo e l'antofillite (gruppo degli inosilicati - asbesto mineral).
L'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo staff di avvocati online gratis, assiste tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell'amianto e loro familiari per prevenire danni da amianto ovvero per azione risarcimento danni, causa risarcimento danni, risarcimenti inail, domanda amianto inail per le vittime di danni da asbesto che è anche detto amianto, per la tutela dei diritti con il riconoscimento esposizione amianto, delle rendite e dei benefici contributivi.
L'Avv. Ezio Bonanni è il presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, associazione vittime amianto e di altri agenti cancerogeni e tossico nocivi, che tra le sue finalità ha quelle della prevenzione primaria (evitare ogni forma di esposizione all'asbesto e alle altre sostanze cancerogene), quella secondaria (diagnosi precoce, terapie tempestive e più efficaci) e terziaria (epidemiologia, tutela dei diritti delle vittime e dei loro famigliari, interdizione delle condotte dannose e pericolose, repressione dei crimini ambientali), in una circolarità a tutela della salute e dell'ambiente. L'Avv. Ezio Bonanni, patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori, è stato nominato nella Commissione Amianto del Ministero dell'Ambiente, direttamente dal Ministro, Generale Sergio Costa. La Commissione Amianto del Ministero dell'Ambiente si occuperà di redigere il nuovo Testo Unico in materia di amianto. L'Avv. Ezio Bonanni è l'autore di numerose pubblicazioni scientifiche in materia di amianto, anche in materia oncologica (What can independent research for mesothelioma achieve to treat this orphano disease?).
Grazie al team di avvocati online gratis è possibile ottenere una prima consulenza legale gratuita attraverso la pagina Consulenze legali gratuite o compilando il form sottostante.
L'Avv. Ezio Bonanni, è il presidente dell'ONA, pioniere della difesa dei diritti delle vittime dell'amianto. E' l'autore de "Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia" (presentato nel corso del convegno "Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto: le ultime scoperte scientifiche" - Roma, 19.06.2018), che costituisce uno dei primi esempi di mappatura amianto, e di rapporto epidemiologico sull'impatto dell'asbesto sulla salute umana, con particolare riferimento ai cittadini italiani, con distinzione tra le diverse attività lavorative, e con riferimento anche ai casi di esposizione ambientale, e della loro incidenza sulla salute. Nel libro anche gli elementi cardine della tutela dei diritti di coloro che sono vittime dell'amianto o che sono stati semplicemente esposti alla fibra killer.
L'Avv. Ezio Bonanni assiste anche i lavoratori del settore privato al fine di ottenere il riconoscimento delle malattie professionali asbesto correlate che sono quelle infermità insorte in seguito a prolungata esposizione a polveri di asbesto. Le vittime hanno diritto alla costituzione della rendita, per ottenere l'indennizzo INAIL, delle prestazioni del Fondo Vittime Amianto, e le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, ai fini del prepensionamento e per l'aumento delle prestazioni pensionistiche già in godimento e il risarcimento dei danni. Per approfondimento:
Danni da amianto (rendite, indennizzi, prepensionamenti amianto e risarcimenti)
Nel convegno di presentazione de "Il libro bianco delle morti di amianto in Italia", sono intervenuti, tra gli altri, il Prof. Luciano Mutti, il Prof. Antonio Giordano e il Prof. Marcello Migliore, che hanno delineato il quadro di intervento al fine di debellare l'epidemia delle patologie da asbesto ancora in essere in Italia e nel resto del pianeta.
Amianto: i danni alla salute
Le fibre amianto, se inalate e/o ingerite, causano danni alla salute con fibrosi, asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie, e neoplasie (mesotelioma, il tumore del polmone, alla laringe e all’ovaio, e allo stato attuale delle conoscenze anche i tumori del tratto digerente - faringe, stomaco e colon), i cui tempi di latenza possono raggiungere anche i 50 anni. Con riferimento ai soli casi di mesotelioma, tumore del polmone, e asbestosi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha censito, solo per causa di lavoro, 107.000 decessi ogni anno (https://www.who.int/ipcs/assessment/public_health/asbestos/en/). Il dato è parziale, perchè non tiene conto di altre patologie asbesto correlate e di quelle di natura ambientale, e per il fatto che in molti stati mancano delle rilevazioni epidemiologiche.
In più si dovrà tener conto della incidenza futura dei casi di patologie asbesto correlate, tenendo conto delle future esposizioni, e considerando i tempi di latenza e i ritardi della bonifica, purtroppo questa situazione si protrarrà ancora per decenni.
Prevenzione danni amianto
Le fibre di asbesto sono lunghe 5 µm, con rapporto lunghezza / larghezza di almeno 3:1. Questi minerali hanno la capacità di dividersi longitudinalmente, con la dispersione di fibre sempre più sottili e facilmente inalabili. Le fibre amianto, inalate e/o ingerite, provocano danni alla salute umana.
Le fibre amianto sono sempre dannose per la salute umana, indipendentemente dalla soglia. Anche con basse esposizioni amianto sussiste il rischio di insorgenza del mesotelioma. Solo per l'asbestosi polmonare è richiesta una elevata esposizione ad asbesto. Il Consensus Report di Helsinki del 1997 (Consensus Report “Asbestos, asbestosis, and cancer: the Helsinki criteria for diagnosis and attribution” , Scand J Work Environ Health, 1997;23:311-6) ha identificato una soglia minima di dose cumulativa pari a 25ff/cc/anno, per l'insorgenza dell'asbestosi polmonare.
Per le neoplasie, invece, non vi è alcuna soglia e soprattutto, il tutto confermato anche nella revisione dei c.d. criteri di Helsinki (Amianto, asbestosi e il cancro, i criteri di Helsinki per diagnosi e attribuzione, 2014: raccomandazioni di Wolff H, rapporteur, Vehmas T, rapporteur, Oksa - Helsinki 2014), tanto che si raccomanda di evitare le future esposizioni e quindi bonificare i siti contaminati (prevenzione primaria), per poter porre fine all'epidemia di patologie asbesto correlate. Per evitare patologie asbesto correlate è necessario bonificare e rimuovere la fibra killer, impedendone l'inalazione e l'ingestione, poichè tutte le esposizioni sono dannose per la salute: “At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur” (cfr. IARC Monographs On The Evaluation Of Carcinogenic Risks To Humans, Volume 14, Asbestos, Summary Of Data Reported And Evaluation, Asbestos, Last Updated: 26 March 1998).
E’ necessario sviluppare la ricerca scientifica e praticare la sorveglianza sanitaria per la diagnosi precoce e le migliori terapie (prevenzione secondaria).
I minerali di amianto
Gli inosilicati (dal greco ine, fibra) sono silicati in cui i tetraedri si uniscono per formare catene singole o doppie. Appartengono al gruppo degli inosilicati gli anfiboli (dal greco ''amphiboles'' che significa "ambiguo"), i più cancerogeni, che insieme ai serpentini costituiscono gli asbesti, comunemente noti come amianti. L'aspetto degli anfiboli è variabile, il colore va dal bianco della tremoliteal (o amianto grigio), al nero dell'orneblenda al verde dell'attinolite. Sono minerali idrati e cristallizzano solo in presenza di acqua.
I fillosilicati (dal greco phyllon, foglia) sono silicati con struttura a strati a simmetria tetraedrica, con aspetto lamellare o scaglioso e sfaldature ben definite. Appartiene ai fillosilicati il gruppo di minerali del serpentino. I serpentini più comuni sono la lizardite, il crisotilo e l'antigorite.
Utilizzo di asbesto o amianto
L’amianto anche detto asbesto è stato utilizzato fin dall’antichità per le sue caratteristiche ignifughe e fonoisolanti. In Italia, tra il 1959 e il 1975, c’è stato il boom dell’utilizzo di asbesto. Fino al 1992, anno di entrata in vigore della Legge n. 257 di divieto di utilizzo, produzione ed estrazione dell’asbesto, in Italia è stato impiegato in più di 3.000 applicazioni, mentre in molti Stati è utilizzato, estratto e commercializzato ancora fino a tutt’oggi, con danni gravissimi per le persone che ne restano esposte. Essere a conoscenza degli impieghi dell’amianto può facilitare la sua individuazione e ridurre i rischi per la salute.
Asbesto nei settori produttivi
L'asbesto è stato utilizzato impastato con il calcestruzzo per alleggerire e rendere più resistenti le tegole, gli intonaci e gli stucchi, e con il cemento (Eternit o cemento amianto) sotto forma di lastre ondulate (spesso utilizzate nelle coperture degli edifici industriali, civili e prefabbricati) e di lastre piane (come nelle pareti divisorie), nella produzione di tubi di acquedotti dell’acqua potabile, fognature, serbatoi d’acqua e canne fumarie.
L'asbesto è stato utilizzato nell’industria nella produzione di diversi manufatti e oggetti: come isolante termico nei processi ad alte temperature (industrie chimiche, siderurgiche, vetrarie, ceramiche, distillerie, zuccherifici, centrali termiche e termoelettriche) e a basse temperature (in impianti di frigorifero o di condizionamento) o come antifiamma nelle condotte per impianti elettrici. Nel campo tessile ne sono state ricavate corde, nastri e guaine utilizzati per coprire cavi elettrici, tubazioni, così come tessuti per tute protettive antifuoco, tute per l’industria siderurgica e tute per piloti da corsa. Nell’industria chimica e alimentare alcuni filtri venivano costruiti con carte d’asbesto o polvere compressa e poi venivano utilizzati per la filtrazione del vino e delle bibite. L’amianto è stato utilizzato anche nella produzione di oggetti di uso comune che si possono trovare in casa: asciuga capelli, forni, stufe, tendaggi, teli da stiro, filtri per sigarette e persino in alcuni giocattoli, come la sabbia artificiale dei giochi per bambini, nelle solette da scarpe e in alcuni preparati farmaceutici.
Il divieto di utilizzo dell'asbesto
Il Regno Unito, a seguito di studi sulla correlazione tra asbesto e tumori, nel 1930 introdusse le prime misure di cautela con l'utilizzo di condotti di ventilazione e canali di sfogo. Successivamente, nel 1943, la Germania riconobbe il cancro al polmone e il mesotelioma come malattie conseguenti all'inalazione di polveri di asbesto, e venne altresì istituito un risarcimento per i lavoratori colpiti da queste malattie. L'Islanda fu il primo stato a bandire l'asbesto, nel 1983, e ad oggi sono 62 paesi ad aver seguito l'esempio: quelli dell’Unione Europea e Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone, Honduras, Kuwait, Seicelle ed Uruguay.
In Italia, la produzione, la lavorazione e la vendita dell'asbesto sono state vietate con la Legge 257/1992, che ha dettato anche specifiche cautele per i lavoratori esposti all'asbesto, ma senza obbligo di bonifica.
La produzione di asbesto (sinonimo amianto) ha superato i 2 milioni di tonnellate (2013 Minerals Yearbook, U.S. Department of the Interior, U.S. Geological Survey, R. L. Virta). Nel 2014, la Russia ne ha estratto circa 1.100.000, la Cina oltre 400.000, il Brasile circa 284.000, il Kazakhstan 240.000, l’India 270.000, e tra gli utilizzatori la Russia (608.000), la Cina (507.000), l’India (379.000), il Brasile (154,000) ed il Kazakhstan (68.000) - per approfondimenti: ibasecretariat.org).
In Italia, tra il 1946 e il 1992, ne sono state lavorate 3.748.550 tonnellate. Ad oggi, sono presenti più di 40.000.000 di tonnellate di materiali di asbesto in circa 1.000.000 di siti, tra cui più di 2400 scuole, 800 biblioteche e centri di studio, 250 ospedali, 300.000 km di tubature di acqua potabile.
I dispositivi di protezione individuale (DPI) sono fondamentali in caso di esposizione ad asbesto. Il loro utilizzo prevede l'informazione del personale sul rischio, l'addestramento all'uso, la verifica delle modalità di impiego e dello stato, con manutenzione periodica. In riferimento al rischio asbesto, vanno utilizzati:
tute di protezione con cappuccio e chiuse ai polsi e alle caviglie. Al contrario delle tute monouso, quelle in Tyvek o gore-tex possono essere riutilizzate, ma possono essere lavate solo in lavanderie autorizzate al fine di non contaminare l'ambiente domestico;
copriscarpe o stivali di gomma o materiale lavabile, con un gambale abbastanza alto da essere coperto dai pantaloni della tuta;
protettori delle vie respiratorie, a maschera facciale o a semimaschera, isolanti o non isolanti, tra cui maschere con il grado di protezione FFP3;
Legislazione asbesto
All'art. 13 la Legge n. 257 del 1992 ha introdotto dei benefici rivolti ai lavoratori esposti alle fibre di asbesto, che consistono in una rivalutazione della prestazione contributiva del 50% ai fini pensionistici dei periodi lavorativi in esposizione all'asbesto. Il beneficio è rivolto innanzitutto ai lavoratori di cave e miniere di amianto, o che abbiano contratto una malattia professionale asbesto-correlata e ai lavoratori che siano stati esposti per un periodo superiore ai 10 anni. L'Avv. Ezio Bonanni ha dedicato una pagina alla legislazione e alla giurisprudenza legata ai minerali cancerogeni:
L'assistenza legale in caso di esposizione professionale ad asbesto è necessaria in quanto difficilmente il lavoratore ha accesso ai documenti necessari all'accertamento INAIL, e spesso si deve ricorrere a un accertamento giudiziale. Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni ha una ventennale esperienza in questo campo.
La Legge n. 326 del 2003 ha inoltre sancito che la domanda all'INAIL per il rilascio del certificato di esposizoine ha un termine di decadenza di 180 giorni, che decorrono dall'entrata in vigore del decreto interministeriale del 27 ottobre 2004, scaduto il quale l'azione giudiziaria non era più proponibile. Per approfondire:
La bonifica amianto consiste nella rimozione del minerale, oppure nell'incapsulamento, o nel confinamento.
Soltanto con la bonifica si realizza la prevenzione primaria, e cioè si evita l'inalazione e l'ingestione di polveri e fibre di amianto, e dunque i danni alla salute umana (danni amianto salute umana).
Il procedimento di bonifica amianto più diffuso (ma anche con tempi di realizzazione lunghi e costi molto elevati) è la rimozione dei materiali di asbesto. In questo modo, viene meno ogni potenziale fonte di esposizione ad asbesto e quindi al rischio per la salute. Il procedimento di bonifica dell'asbesto con la rimozione pone a rischio coloro che lavorano in queste attività, poiché i materiali si riducono allo stato pulverulento, e quindi vi è la produzione di contaminanti ambientali, che poi debbono essere smaltiti in appositi depositi. Per evitare la aerodispersione delle polveri e fibre di asbesto, sono necessarie specifiche procedure.
La procedura di rimozione amianto ha il vantaggio di evitare la necessità di controlli periodici sui materiali di amianto, ed è consigliata, in modo particolare, nel caso di elevata friabilità dei materiali, dovuta anche allo stato di logoramento dei materiali aggrappanti (cemento amianto). Per evitare che le fibre di amianto si stacchino dalla superficie del materiale rimosso, ovvero per preservarsi da quelle che sono già presenti, deve essere utilizzata la massima cautela. Sono necessarie le segnalazioni del cantiere e i lavoratori debbono essere con maschere e tute monouso, per evitare che il corpo entri in contatto con le fibre di amianto e soprattutto che le stesse possano penetrare negli alveoli polmonari e negli altri organi dell'apparato respiratorio. Deve essere utilizzato un liquido aggrappante delle fibre, per permettere poi la rimozione in sicurezza dei materiali, in particolare delle coperture in cemento amianto. Sono evitate le pratiche che comportano la rottura e/o la frantumazione dei materiali di asbesto, per evitare l'aerodispersione delle fibre. Successivamente, i materiali di amianto debbono essere stoccati in modo da evitare il rischio di aerodispersione di polveri e fibre di amianto, utilizzando contenitori in cemento oppure teli di plastica.
L'incapsulamento, come forma di messa in sicurezza dei materiali di asbesto, si realizza con prodotti penetranti o ricoprenti che inglobano le fibre di asbesto, tanto da costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. I costi e i tempi di intervento sono minori e non c'è la produzione di rifiuti di amianto, e la necessità di stoccarli nella discarica. Questa procedura di messa in sicurezza dei materiali di asbesto, rende però necessari controlli periodici e manutenzione.
Il confinamento costituisce la tecnica di messa in sicurezza dei materiali di asbesto con l'utilizzo di barriere che dividono le aree con la presenza di materiali di amianto, rispetto alle altre. Si realizza in concomitanza con il trattamento di incapsulamento.
Il confinamento è la soluzione più indicata per materiali facilmente accessibili, soprattutto per quanto riguarda le aree circoscritte. I costi sono contenuti ed è sempre necessario un programma di controllo e manutenzione.
Per la bonifica amianto in Italia Italia è necessario rivolgersi ad aziende regolarmente iscritte all'Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti (Corte di Cassazione, sentenza n. 11128/2015). La legge di stabilità 2016 ha previsto la detraibilità del 65% delle spese di bonifica proprio al fine di incentivare la messa in sicurezza e rendere più sostenibili gli alti costi di smaltimento.
L'Avv. Ezio Bonanni, anche nel corso di numerose conferenze e incontri di studio in Italia e all'estero, ha sempre ribadito l'importanza fondamentale della bonifica quale strumento di prevenzione primaria attraverso la quale è possibile eliminare il rischio.
Le direttive n. 477/83/CEE e n. 148/2009/CE impongono di tener conto delle evidenze scientifiche che indicano nella soglia espositiva pari a zero il limite per evitare il rischio di insorgenza di patologie asbesto correlate. Già prima che fosse introdotto il divieto di estrazione e lavorazione (L. 257/92, art. 1), vi era il divieto di esporre i lavoratori alle fibre di asbesto, di cui si conosceva la dannosità per la salute umana, a prescindere dai limiti di soglia (tra le tante Cassazione, IV Sezione Penale, sentenza n. 4915 del 2012), nel rispetto dei precetti costituzionali, tra i quali quello della tutela della incolumità psicofisica del prestatore d'opera (art. 32 Cost. e art. 2087 c.c.). Sulla base di questi principi giuridici, in caso di insorgenza di patologia, ovvero di danni alla salute, il datore di lavoro deve risarcire tutti i danni, sia quelli patrimoniali, sia quelli non patrimoniali (biologici, morali ed esistenziali). L'obbligo di risarcimento dei danni amianto sussiste anche nel caso in cui si ritenesse sussistente una esposizione non elevata alla fibra killer, tanto più se suscettibile di ulteriore riduzione (Cass., Sez. lav., sentenza n. 4721/1998; Cass., IV Sez. pen., sentenza n. 5117/2007).
Tutti i pregiudizi causati dall'amianto, in relazione alle malattie contratte, debbono essere risarciti, alla vittima diretta, ovvero ai loro familiari in caso di decesso. Nel caso in cui l'infermità sia riconosciuta malattia professionale e cioè insorta in seguito allo svolgimento dell'attività lavorativa, si attiva il sistema pubblico costituito dall'assicurazione INAIL, e, in caso di rapporto pubblico non ancora privatizzato (militari etc.), quello proprio del riconoscimento di causa di servizio ed eventualmente di vittima del dovere, e la pensione privilegiata.
Con riferimento alle diverse patologie asbesto correlate, il sistema tabellare si articola su tre liste, rispetto alle quali le malattie comprese nella lista I comportano l'immediato riconoscimento e l'indennizzo in forza del principio della presunzione legale di origine.
L'INAIL è l’ente deputato a indennizzare i lavoratori vittime di malattie professionali tra le quali quelle da asbesto (indennizzi amianto malattia). Le malattie amianto sono divise in 3 liste malattie professionali INAIL, che vanno riconosciute ed indennizzate. Nella Lista I delle malattie asbesto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità":
Queste malattie amianto, qualificate malattie professionali asbesto correlate, sono assistite dalla c.d. presunzione legale di origine. Il lavoratore vittima di una di queste malattie, ovvero la vedova o i figli minorenni o studenti che hanno diritto alla rendita di reversibilità, per poterne ottenere l'indennizzo, debbono semplicemente dimostrare la presenza di asbesto nell'ambiente lavorativo. Infatti, per ottenere il riconoscimento dell'asbestosi, delle placche pleuriche, degli ispessimenti pleurici, del mesotelioma della pleura, del pericardio, del peritoneo, della tunica vaginale del testicolo, del polmone, della laringe e delle ovaie, poichè sono inserite nella tabella INAIL nella lista I, è sufficiente la presenza dell'amianto nell'ambiente lavorativo, senza dover dimostrare l'esposizione diretta, nè un particolare livello di esposizione (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16): l'INAIL, in questo caso, deve indennizzare la patologia, con una rendita nei casi di lesione pari o superiore al 16%, oppure indennizzare il danno biologico nel caso di infermità dal 6 al 15% (indennizzo INAIL danno biologico e danno patrimoniale per diminuite capacità di lavoro).
Nella LISTA II sono comprese le malattie causate dall’asbesto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità. In questo caso, la vittima asbesto deve dimostrare l'origine professionale della malattia amianto (tumore alla faringe, tumore dello stomaco e tumore del colon retto). La prova del nesso causale è resa più agevole dal fatto che la letteratura scientifica da tempo riconduce queste malattie all'esposizione a polveri e fibre di asbesto. Anche in questo caso la rendita mensile è riconosciuta quando si raggiunge il 16%, ed in proporzione al grado invalidante e all'entità della retribuzione, mentre nei casi di lesione inferiore al 16% e a partire dal 6%, il lavoratore ha diritto al solo indennizzo del danno biologico. Per approfondimenti:
Risarcimento danno amianto
Le vittime di danni riconducibili all'asbesto hanno diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non (biologici, morali ed esistenziali - Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 24217/2017). In caso di decesso, i famigliari delle vittime hanno diritto ai risarcimenti (danni indiretti, subiti in qualità di eredi della vittima, e danni diretti, subiti personalmente). Anche i danni subiti per la sola esposizione ad asbesto debbono essere risarciti, perchè provocano sempre e comunque un pregiudizio, se non altro di natura morale. Per approfondire:
Gli indennizzi INAIL, il vitalizio inail (inail pensioni o pensioni inail), le prestazioni del FVA e i benefici contributivi per esposizione ad amianto, ex art. 13, comma 7, L. 257/92, sono indennizzi (indennizzi inail e indennizzi previdenziali INPS) e non costituiscono risarcimento del danno. Per questo motivo e per via della complessità di questi aspetti è necessaria l'assistenza legale, per ottenere la più ampia tutela dei diritti delle parti assistite. Il lavoratore può chiedere il risarcimento dei danni subiti con un ricorso al Tribunale civile, in funzione di Magistratura del Lavoro, con il patrocinio e l'assistenza legale.
I diritti delle vittime possono essere esercitati con la costituzione di parte civile nel procedimento penale, nel quale possono essere citati i datori di lavoro quali responsabili civili.
L'azione di risarcimento danni amianto eredi defunto, sia per i danni iure hereditario (somme maturate dal lavoratore defunto), sia per i danni iure proprio (pregiudizi subiti direttamente dai famigliari della vittima, sia nel corso della malattia che nel periodo successivo al decesso, anche per la perdita del rapporto parentale, oggetto di tutela nelle norme di cui agli artt. 29, 30 e 31 della Costituzione) può essere promossa anche in sede civile (Giudice del lavoro per i dipendenti del settore privato), in un unico giudizio (Cass. Sez. Lav. 18503/2016). In alcuni casi, il Giudice del Lavoro dispone la separazione dei giudizi e l'azione di risarcimento dei danni iure proprio, cioè quelli subiti direttamente dai famigliari, deve essere proseguita innanzi al Giudice Civile.
Per il pubblico impiego non privatizzato, in particolare per i militari, la giurisdizione è del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Per i danni dei famigliari, e di coloro che avevano con la vittima un significativo rapporto, la giurisdizione è del Giudice ordinario (Giudice civile).
Militari vittime amianto equiparazione vittime dovere
L'Avvocato Ezio Bonanni tutela le vittime del lavoro e le vittime del dovere, con riferimento ai danni amianto, e altri cancerogeni, ovvero derivanti dall'attività in favore dell'amministrazione, per infermità contratte a causa dell'attività di servizio.
L'Avv. Ezio Bonanni ha tutelato e tutela anche le c.d. vittime del dovere che sono coloro che hanno contratto infermità per esposizione ad asbesto nello svolgimento di missioni e delle attività proprie di cui all'art. 1, comma 563, L. 266/2005, ovvero coloro che hanno contratto infermità svolgendo un servizio per l'amministrazioni in particolari condizioni ambientali, eccedenti l'ordinarietà, ai sensi dell'art. 1, lettera c) del d.p.r. 243/2006, in forza dell'art. 1, comma 564 della L. 266/2005, per ottenere le prestazioni dovute.
L'esposizione a polveri e fibre di amianto integra a tutti gli effetti il presupposto per ottenere, in caso di riconoscimento di causa di servizio, anche quello di vittima del dovere. Le categorie più a rischio sono quelle di coloro che hanno prestato servizio quali civili o militari nelle Forze Armate (Marina Militare, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e nel Comparto di Pubblica Sicurezza (Polizia, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco). Nello svolgimento del loro servizio, si sono verificate esposizioni a diversi cancerogeni, ed in particolare alle fibre di asbesto. Ne sono rimasti colpiti, in modo particolare, coloro che hanno svolto servizio in imbarco nelle unità navali della Marina Militare Italiana.
L'Avv. Ezio Bonanni ha dimostrato che per queste categorie, vi è stata un'elevata esposizione a polveri e fibre di asbesto, e anche per effetto della norma di cui all'art. 20, della L. 183/2010, questi militari, come tutti coloro che hanno contratto infermità, sia in servizio nella Marina Militare, che nelle altre Forze Armate, che in qualsiasi altro settore, ed hanno per ciò stesso contratto patologie asbesto correlate e altre infermità, hanno diritto al riconoscimento delle prestazioni previdenziali, tra le quali speciale elargizione, speciale assegno vitalizio, assegno vitalizio, e tutti gli altri diritti, cui si aggiunge il risarcimento dei danni. Anche i familiari di coloro che sono deceduti hanno diritto a queste prestazioni oltre che, evidentemente, a queste prestazioni previdenziali e al risarcimento dei danni, anche iure proprio. Per approfondire:
L'ente preposto all'accertamento dei presupposti di legge per il riconoscimento di questi benefici previdenziali è l'INAIL. Fino al 2004, l'INAIL era incaricata di accertare i rischi legati all'asbesto nei luoghi di lavoro della vittima tramite professionisti interni inquadrati nella CONTARP (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione). Sulla base dei risultati degli accertamenti veniva rilasciato un certificato di avvenuta esposizione all'amianto.
Con il decreto interministeriale del 27 ottobre 2004 (adottato ai sensi dell'art. 47 della legge n. 326 del 2003), questa procedura è cambiata ed è stato ridotto il coefficienti per la rivalutazione contributiva da 1,5 a 1,25. Il coefficiente 1,25 è utile solo ai fini della misura della pensione e non più anche per la maturazione del diritto. Per approfondire:
L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza di mesotelioma, tumore polmonare o asbestosi di origine professionale, senza limite di grado invalidante (decreto del 18/07/2017).