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Timestamp: 2019-03-26 10:57:00+00:00
Document Index: 183729831

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art.17', 'art.17', 'art.17', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 13', 'art.17', 'art.27', 'art. 16', 'art.166', 'art.6', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 10']

Autorizzazioni rinnovabili - Energia - Ambiente - Enti e associazioni - Regione Toscana
Nota bene: la presente pagina ha solo finalità divulgative. Per le norme in vigore i testi ufficiali sono quelli su BURT e Gazzetta Ufficiale.
Le procedure autorizzative da seguire per arrivare all'installazione di un impianto, alimentato da fonti rinnovabili (eventualmente operante in assetto cogenerativo), sono semplificate al massimo e variano in base alla sua tipologia, grandezza e potenza. In questa sezione puoi consultare una guida.
Per tali impianti è prevista normalmente una autorizzazione unica energetica, rilasciata dalla Regione, che tiene luogo o in cui confluiscono tutti gli atti necessari a costruire sia l'impianto che le opere connesse, compreso il permesso di costruzione.
Per le modalità di richiesta alla Regione di autorizzazione di tali impianti vedi la pagina www.regione.toscana.it/-/istanza-autorizzazioni-energetiche
Sotto determinate taglie di impianto l'autorizzazione energetica è sostituita da una SCIA, o da una PAS (Procedura Abilitativa Semplificata ai sensi del DLgs 28/2011) o da una semplice comunicazione preventiva (nel caso di intervento considerato "attività libera": "libera" non in quanto "senza regole" ma in quanto "senza necessità di autorizzazione specifica"), da presentarsi al Comune territorialmente competente ai sensi dell'art. 17 della LR 39/2005.
La PAS (dichiarazione accompagnata da relazione progettuale) è quella procedura abilitativa che, ai sensi del DLgs 28/2011, nel caso di impianti da fonti rinnovabili ha sostituito la presentazione della vecchia DIA (e in realtà non è molto diversa da quest'ultima, vedi articoli 6 e 44 del DLgs 28/2011).
La Comunicazione preventiva per "attività libera" ai sensi dell'art. 17 della LR 39/2005 solo negli specifici casi indicati nelle tabelle di seguito richiede l'asseverazione del progettista (la cosiddetta "Comunicazione Inizio Lavori Asseverata" - CILA).
Alla pagina www.regione.toscana.it/-/comunicazione-interventi-energetici-in-attivita-libera vengono dettagliate modalità di tale comunicazione.
ATTENZIONE: la SCIA, la PAS e la Comunicazione preventiva (laddove permesse) tengono luogo delle autorizzazioni energetiche ed edilizie. Però se la zona è sottoposta a particolari vincoli (un vincolo paesaggistico o idrogeologico o altro) dovranno comunque essere acquisiti i nullaosta specifici. Per esempio, in caso di impianto sottoposto a SCIA da realizzarsi in area con un vincolo paesaggistico, a norma del DLgs 42/2004, dovrà comunque essere acquisita la relativa autorizzazione paesaggistica.
Di seguito quindi, divisi per fonti energetica, sono riportati gli impianti a cui si applica l'autorizzazione unica energetica regionale e i casi in cui questa è sostituita da una SCIA, o da una PAS (Procedura Abilitativa Semplificata ai sensi del DLgs 28/2011) o dalla Comunicazione preventiva (in quanto "attività libera") al Comune.
Per alcune di queste fonti la Regione ha individuato criteri e limiti di installazione (lr 11/2011 e Piano Ambientale Energetico 2015). Vedi i riferimenti in fondo ad ogni paragrafo.
Impianti fotovoltaici (produzione di energia elettrica)
Impianti a biomasse (produzione di energia elettrica)
Impianti di cogenerazione a biomassa (produzione combinata di calore e di energia elettrica)
Impianti idroelettrici (produzione di energia elettrica)
Solare termico (solo produzione di calore)
Biomassa termica (solo produzione di calore)
Impianto geotermico senza prelievo di fluido o di limitata potenza
Sugli impianti in questione si segnalano le seguenti norme in ordine cronologico:
a) le Linee Guida nazionali sulle fonti rinnovabili (DM 10 settembre 2010) applicate direttamente anche in Toscana a partire dal 2 gennaio 2011;
b) la Legge regionale 21 marzo 2011, n. 11 "Disposizioni in materia di installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di energia. Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n.39 (Disposizioni in materia di energia) e alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il governo del territorio)", entrata in vigore il 24/03/2011;
c) il Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 "Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE", entrato in vigore il 29/03/2011;
d) la LR 69/2012 "Legge di semplificazione dell'ordinamento regionale 2012" con cui è stata aggiornata la LR 39/2005 "Disposizioni in materia di energia" alle norme statali succitate, nonché è stata preso atto della sostituzione dell'istituto della Dia con la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
e) la LR 22/2015 e la LR 13/2016 con cui la Regione ha riassunto dal 1° gennaio 2016 le competenze in materia di autorizzazioni energetiche che erano state assegnate alle Province.
Esistono vari tipi di impianti che cambiano in base alla potenza e all'altezza del mozzo (a cui vengono fissati i rotori, cioè le pale).
Per il cosiddetto microelico il legislatore ha cercato di snellire al massimo le procedure burocratiche. Infatti per impianti con altezza fino a 1,5 metri e diametro fino a 1 metro (praticamente impianti "domestici" da installare sui tetti delle case o nei giardini) si parla di "attività libera" e non c'è una autorizzazione specifica: si presenta una comunicazione preventiva, ai sensi dell'art. 17 comma 10 della LR 39/2005, al Comune. La stessa procedura vale anche (vedi art.17 LR 39/2005) per impianti di potenza fino a 5 kW se realizzati con le modalità indicate dal Piano Ambientale ed Energetico Regionale (Paer – Deliberazione di Consiglio regionale n. 10/2015).
Per quanto riguarda gli altri impianti eolici di potenza inferiore a 60 kW è sufficiente presentare al Comune la PAS.
Per impianti industriali di potenza superiore è necessario fare istanza specifica alla Regione (al Settore "servizi pubblici locali, energia e inquinamenti") per ottenere l'Autorizzazione Unica.
Attenzione: nelle aree a particolare sensibilità ambientale (vedi "Linee Guida" di cui al D.M. Ambiente 30/3/2015) o in caso di cumulo con impianti vicini, o di impianti a "rischio rilevante", gli impianti eolici sono soggetti a preventiva Verifica di VIA (o direttamente VIA quando in Aree Naturali Protette) se di potenza superiore a 500 kW. In tutti gli altri casi gli impianti eolici sono soggetti a preventiva Verifica di VIA se di potenza superiore a 1 MW.
Per i parchi eolici di potenza superiore a 30 MWe vi è una procedura di VIA statale.
Vedi il D.Lgs. 152/2006 Parte Seconda e la L.R. 10/2010 (leggi anche il documento 22.4.2013 del Ministero dell'Ambiente "Applicazione della procedura di VIA per gli impianti eolici per la produzione di energia elettrica ubicati sulla terraferma. Indirizzi operativi").
Tipologia di autorizzazione, fatti salvi gli adempimenti di V.I.A.
Singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro
Attività libera (art.17 comma 3 let. A della LR 39/2005 e DLgs 115/2008)
Comunicazione scritta al Comune prima dell'inizio dei lavori
Impianti di potenza fino a 5 kW se realizzati secondo le condizioni fissate dal PAER (1)
Attività libera (art.17 comma 2 della LR 39/2005)
Procedura Abilitativa Semplificata - PAS (art. 16 bis comma 4 let. A della LR 39/2005, DLgs 387/2003 e DLgs 28/2011)
Presentazione della PAS al Comune
Impianti di potenza da 60 kW o superiori
Autorizzazione unica (art. 13 LR 39/2005) della Regione
Istanza alla Regione - Settore "servizi pubblici locali, energia e inquinamenti"
(1) per questi casi il Paer richiede che non sia obbligatoria l'acquisizione di altre autorizzazioni, di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità. Altrimenti si procede con la presentazione di una PAS al Comune.
Aree non idonee all'eolico e criteri regionali di installazione:
- il Paer 2015 (Allegato 1 alla Scheda A.3) ha stabilito particolari prescrizioni per gli impianti eolici, ovvero le "aree non idonee" all'installazione di determinate tipologie di impianti nonché criteri per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio.
- Visualizza le aree non idonee succitate su GEOscopio.
La realizzazione di impianti fotovoltaici è semplificata al massimo dalla legislazione vigente.
E' infatti sufficiente una comunicazione preventiva al Comune per installare determinati impianti di potenza nominale fino a 3 kW (cosiddetta "attività libera" ai sensi dell'art. 17 comma 2 LR 39/2005), o impianti su edifici - non in centro storico - di potenza fino a 200 kW ("attività libera" ai sensi dell'art. 17 LR 39/2005 e del DPR 380/2001), o anche indipendentemente dalla potenza nel caso di impianti completamente integrati o "aderenti" fino a tutto lo sviluppo del tetto ("attività libera" ai sensi dell'art. 17 comma 3b LR 39/2005 e del DLgs 115/2008).
Gli altri impianti realizzati sugli edifici avranno di norma bisogno di una PAS.
Per gli impianti fotovoltaici a terra, se di potenza nominale fino a 20 kW è solitamente necessario presentare la PAS al Comune, mentre per quelli di potenza nominale da 20 kW in su bisogna fare istanza alla Regione ed attendere la relativa autorizzazione unica energetica.
Attenzione: In caso di cumulo con impianti vicini, o impianti a "rischio rilevante", o aree a particolare sensibilità ambientale (vedi "Linee Guida" di cui al D.M. Ambiente 30/3/2015), gli impianti fotovoltaici sono soggetti a preventiva Verifica di VIA (o direttamente VIA quando in Aree Naturali Protette) se di potenza superiore a 500 kW. In tutti gli altri casi gli impianti fotovoltaici sono soggetti a preventiva Verifica di VIA se di potenza superiore a 1 MW. Vedi il D.Lgs. 152/2006 Parte Seconda e la L.R. 10/2010.
Completamente integrati o aderenti per tutto lo sviluppo del tetto, indipendentemente dalla potenza
Attività libera (art. 17 comma 3 let. B della LR 39/2005 e DLgs 115/2008)
Impianti di potenza nominale fino a 5 kW (ma vedi nota 2) se realizzati secondo le condizioni fissate dal Paer (2)
Attività libera (art. 17 comma 2 della LR 39/2005)
Impianti aventi tutte le seguenti caratteristiche:
i. realizzati su edifici esistenti o sulle loro pertinenze;
ii. aventi una capacità di generazione fino a 200 kWe;
iii. realizzati al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444
Attività libera (art. 17 comma 7 della LR 39/2005, paragrafo 12.1 let. B delle Linee guida nazionali e articolo 6 comma 1 let. E-quater del DPR. 380/2001)
Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) aventi tutte le seguenti caratteristiche:
i. moduli fotovoltaici sono collocati sugli edifici;
ii. la superficie complessiva dei moduli fotovoltaici dell'impianto non sia superiore a quella del tetto dell'edificio sul quale i moduli sono collocati
Pas (art. 16bis comma 4 let. E della LR 39/2005, paragrafo 12.2 let. A delle Linee guida nazionali e DLgs 28/2011)
Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) di potenza nominale inferiore a 20 kW
Pas (art. 16 bis comma 4 let. A della LR 39/2005, DLgs. 387/2003 e DLgs 28/2011)
Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera o con PAS) di potenza nominale da 20 kW in su
(2) Per questi casi il Paer richiede tre condizioni, tutte necessarie:
- limita la semplificazione agli impianti di potenza nominale uguale o inferiore a 3 chilowatt
- i moduli siano integrati o parzialmente integrati sul tetto o ubicati al suolo; esclude quindi i moduli su tetto senza alcuna integrazione;
- non sia obbligatoria l'acquisizione di altre autorizzazioni, di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità. In assenza di tali condizioni si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella.
Aree non idonee al fotovoltaico e criteri regionali di installazione:
- con la legge regionale 11/2011 sono state individuate prescrizioni per gli impianti fotovoltaici a terra, in particolare nelle aree agricole o di valore storico-paesaggistico, ovvero le "aree non idonee" all'installazione e le distanze minime dagli altri impianti fotovoltaici. Il Paer - (Allegato 3 alla Scheda A.3) ha confermato tale quadro. Va aggiunto che la delibera Consiglio regionale 15/2013 individua criteri e modalità di installazione degli impianti fotovoltaici a terra e degli impianti fotovoltaici posti su frangisole.
- Visualizza le aree non idonee succitate su geoscopio/fotovoltaico .
Le biomasse sono una fonte rinnovabile che si può presentare sotto forma solida, liquida o gassosa. Anche in questo caso in base alla potenza, alle caratteristiche del combustibile e dell'impianto, variano le procedure amministrative che sono riassunte nello schema qui sotto.
Attenzione: In caso di cumulo con impianti vicini, o impianti a "rischio rilevante", o aree a particolare sensibilità ambientale (vedi "Linee Guida" di cui al D.M. Ambiente 30/3/2015), gli impianti di produzione elettrica da biomassa sono soggetti a preventiva Verifica di VIA statale (o direttamente VIA quando in Aree Naturali Protette) se di potenza termica superiore a 25 MW. In tutti gli altri casi gli impianti di produzione elettrica da biomassa sono soggetti a preventiva Verifica di VIA statale se di potenza termica superiore a 50 MW. Vedi il D.Lgs. 152/2006 Parte Seconda e la L.R. 10/2010.
Impianti aventi entrambe le seguenti caratteristiche:
i. realizzati in edifici esistenti sempre che non alterino i volumi complessivi, non comportino modifiche delle destinazioni d'uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio;
ii. aventi una capacità di generazione fino a 200 kWe
Attività libera (art. 17 comma 5 della LR 39/2005 e paragrafo 12.3 let. B delle Linee guida nazionali e art. 6bis del DPR 380/2001)
Comunicazione scritta al Comune prima dell'inizio dei lavori (si tratta di una CILA: vedi link)
Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) di potenza nominale inferiore a 200 kW elettrici (se si tratta di biomassa gassosa, inferiore a 250 kW elettrici)
PAS (art. 16 bis LR 39/2005, DLgs. 387/2003 e DLgs 28/2011)
Altri impianti (3)
Autorizzazione unica (art. 13 LR39/2005) della Regione
(3) Per gli impianti a biomasse che producono sia elettricità che calore sono disponibili ulteriori forme di semplificazione indicate al paragrafo seguente "impianti di cogenerazione da biomassa".
Aree non idonee agli impianti di produzione elettrica da biomassa e criteri regionali di installazione:
- il Paer 2015 (Allegato 2 alla Scheda A.3) ha stabilito particolari prescrizioni per gli impianti di produzione elettrica da biomassa, ovvero le "aree non idonee" all'installazione di determinate tipologie di impianti nonché prescrizioni per l'inserimento nel contesto paesaggistico degli impianti.
- Visualizza le aree non idonee succitate su GEOscopio
Impianti di cogenerazione da biomassa (produzione combinata di calore e di energia elettrica)
Per cogenerazione si intende la produzione combinata di energia elettrica e calore.
La cogenerazione offre la possibilità di produrre energia ad alta efficienza (oltre 80%) riducendo in modo sensibile le emissioni di CO2. Permette la produzione di calore ed elettricità a livello di condominio o di appartamento.
Anche in questo caso in base alla potenza e alle caratteristiche dell'impianto variano le procedure amministrative, che sono riassunte nello schema qui sotto.
Attenzione: per gli impianti di cogenerazione a biomassa vigono i medesimi adempimenti di VIA richiesti per gli impianti di sola produzione elettrica da biomassa. Vedi l'apposito paragrafo.
Con capacità di generazione massima inferiore a 50 kW elettrici
Attività libera (art.17 comma 4 LR 39/2005, paragrafo 12.3 let. A delle Linee guida nazionali e art.27 L 99/2009)
Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) con capacità di generazione massima inferiore a 1 MW elettrico, ovvero a 3 MW termici
PAS (art. 16 bis LR 39/2005, DLgs 387/2003 e DLgs 28/2011) fermo restando Autorizzazione Emissioni (AUA) per biomasse solide >1 MWt o biogas >3 MWt
Altri impianti (4)
(4) Per gli impianti di cogenerazione da biomasse sono disponibili ulteriori forme di semplificazione indicate al paragrafo "Impianti a biomasse (produzione di energia elettrica)".
- le prescrizioni Paer 2015 (Allegato 2 alla Scheda A.3) già specificate al paragrafo "Impianti a biomasse (produzione di energia elettrica)" si declinano anche per gli impianti cogenerativi da biomassa.
Per realizzare un impianto idroelettrico, oltre alla autorizzazione per l'impianto, è necessario avere o conseguire una "concessione di derivazione di acqua", che è appunto il permesso a utilizzare l'acqua come forza motrice.
Laddove si abbia già una "concessione di derivazione di acqua" gli impianti piccoli potranno essere realizzati anche con semplice PAS o, in alcuni casi, addirittura con Comunicazione.
Altrimenti dovrà essere presentata istanza per la "concessione di derivazione di acqua" al competente ufficio della Regione.
Nel procedimento per la concessione di derivazione d'acqua verrà anche acquisito il titolo abilitativo alla realizzazione dell'impianto.
Attenzione: In caso di cumulo con impianti vicini, o impianti a "rischio rilevante", o aree a particolare sensibilità ambientale (vedi "Linee Guida" di cui al D.M. Ambiente 30/3/2015) gli impianti idroelettrici di potenza nominale di concessione superiore a 50 kW sono soggetti a preventiva Verifica di VIA (o direttamente VIA quando in Aree Naturali Protette).
In tutti gli altri casi gli impianti sono soggetti a preventiva Verifica di VIA se di potenza nominale di concessione superiore a 100 kW.
Fanno eccezione gli impianti aventi entrambe le caratteristiche sotto, per cui tali soglie sono alzate rispettivamente a 125 kW e 250 kW (vedi parere del Consiglio di Stato n. 2225/2014):
- realizzati su canali o condotte esistenti, senza incremento di portata derivata, e
- rientranti nella casistica di cui all' art.166 (Usi delle acque irrigue e di bonifica) del DLgs 152/2006.
Vedi il D.Lgs. 152/2006 Parte Seconda e la L.R. 10/2010.
Attività libera (articolo 17 comma 5 della LR 39/2005, paragrafo 12.7 Linee guida nazionali e art.6bis del DPR 380/2001),
fermo restando la Concessione di Derivazione di Acqua
Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) di potenza inferiore a 100 KW elettrici
che hanno già la Concessione di Derivazione di Acqua
senza Concessione di Derivazione di Acqua
"Concessione di derivazione di Acqua" con contestuale "Autorizzazione unica" (art. 14 LR 39/2005) della Regione
Istanza alla Regione – Genio Civile territorialmente competente – e in copia al Settore "servizi pubblici locali, energia e inquinamenti".
Il Genio Civile provvederà a riunificare in una unica procedura tutte le analisi necessarie
E' considerata "attività libera" per la quale è sufficiente una comunicazione preventiva al Comune l'installazione di pannelli solari termici completamente integrati o aderenti fino a tutto lo sviluppo del tetto. Sono ugualmente realizzabili con comunicazione gli impianti solari termici su edifici esistenti non localizzati in centri storici.
Sono realizzabili con Scia gli impianti fino a 100 mq se conformi alle modalità di installazione specificate dal Paer.
Tipologia di autorizzazione
Completamente integrati o aderenti, fino a tutto lo sviluppo del tetto indipendentemente dalla potenza
b) gli impianti siano realizzati al di fuori della zona A), di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444
Attività libera (art. 17 comma 6 della LR 39/2005, tenuto conto dell'art. 7 comma 2 del DLgs 28/2011 - assimilazione a manutenzione straordinaria non strutturale - e dell'art. 6 comma 6 del DPR 380/2001)
Impianti (non rientranti nell'attività libera) aventi dimensione fino 100 mq nei casi specificati dal Paer (6)
Scia (art. 16 LR 39/2005)
Presentazione della Scia al Comune
Permesso di costruzione, salvo ulteriori semplificazioni decise dal Comune
Richiesta del Permesso al Comune
(6) Per questi casi il Paer richiede che i moduli siano integrati o parzialmente integrati sul tetto o ubicati al suolo; esclude quindi i moduli su tetto senza alcuna integrazione.
In assenza di tale condizione si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella.
Per impianti a partire dalla media taglia è necessario anche ottenere l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera (ora Autorizzazione Unica Ambientale), secondo quanto previsto dal DLgs 152/2006.
Attenzione: per gli impianti di produzione di calore da biomassa vigono i medesimi adempimenti di VIA richiesti per gli impianti di produzione elettrica da biomassa. Vedi l'apposito paragrafo.
Tipologia di autorizzazione, fatti salvi gli adempimenti di V.I.A
i. realizzati negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi;
ii. funzionali alle esigenze dell'edificio di acqua calda o aria
Attività libera (art. 17 comma 5 della LR 39/2005, art. 7 comma 5 del DLgs 28/2011 e articolo 6-bis del DPR 380/2001) per l'aspetto edilizio
fermo restando Autorizzazione Emissioni (AUA) per biomasse solide >1 MWt o biogas >3 MWt
L'eventuale AUA è di competenza della Regione
L'atto prescritto dalla normativa edilizia (LR 65/2014) per l'aspetto edilizio
fermo restando Autorizzazione Emissioni (AUA) per biomasse solide >1 MW o biogas >3 MW
L'aspetto edilizio è di competenza del Comune.
L'installazione di impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, senza prelievo di fluido geotermico, destinati al riscaldamento e alla climatizzazione di edifici è soggetta a Scia comunale ai sensi della LR 39/2005 ed in applicazione del DLgs 22/2010.
Va ricordato che l'art. 7 del DLGS 28/2011 prevede un DM sulle sonde geotermiche, al momento ancora non emanato, che potrebbe dettare nuove prescrizioni in tale materia.
Quando invece si tratta di un piccolo impianto di produzione di calore o anche energia elettrica tramite il prelievo di fluido geotermico è necessario presentare una istanza alla Regione di "concessione di derivazione di acqua".
Attenzione: La ricerca della risorsa geotermica è soggetta a preventiva Verifica di VIA mentre l'utilizzo industriale (coltivazione) di tale risorsa è soggetto a VIA. Fanno eccezione (art. 10 comma 7 del DLgs 22/2010) le sonde e gli impianti di potenza inferiore a 1 MW alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi. Vedi il D.Lgs. 152/2006 Parte Seconda e la L.R.
Impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, senza prelievo di fluido, per climatizzazione edifici
Scia (art. 16 LR 39/2005, DLgs 22/2010 art. 10 commi 2 e 5)
Impianto geotermico con prelievo di fluido se la profondità è fino ai 400 m e la potenza termica è inferiore a 2 MW termici.
Eventuale produzione elettrica con ciclo binario ad emissione nulla
"Concessione di derivazione acqua pubblica" (art. 15 LR 39/2005, DLgs. 22/2010 art. 10 comma 1 e 4 e RD 1775/33)
L'atto in questione autorizzerà anche un eventuale impianto di produzione elettrica
Istanza alla Regione – Genio Civile territorialmente competente
Nel caso vi sia un connesso impianto di produzione elettrica copia dell'istanza sarà inoltrata anche al Settore "servizi pubblici locali, energia e inquinamenti".
Ultima modifica: 03/04/2018 15:48:30 - Id: 258627