Source: https://www.studiocominottocantoni.it/it/articoli-approfondimento/professionisti/83-professionisti-senza-albo-obbligo-dichiarazione-in-fattura.html
Timestamp: 2019-08-24 21:09:56+00:00
Document Index: 88544486

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2229', 'art. 2229', 'art. 2229', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 81', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 3']

Professionisti senza albo - obbligo dichiarazione in fattura
Dal giorno 11 febbraio 2013, a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013 della Legge 14 gennaio 2013, i professionisti senza albo (cioè privi di un albo di appartenenza es. albo degli avvocati, medici, ingegneri etc.) devono inserire obbligatoriamente in fattura i riferimenti normativi delle disposizioni in materia di professioni non organizzate.
L’art. 1, co.3 della Legge n. 4/13 prevede che chiunque svolga una professione non soggetta all’iscrizione ad albi o elenchi (ai sensi dell’art. 2229 del Codice civile), da lunedì 11 febbraio 2013, deve apporre in ogni documento e rapporto scritto con il cliente (fatture, ricevute, notule, intestazioni, email, ecc.) la seguente dicitura: " Professione esercitata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (G.U. n.22 del 26-1-2013) ".
Chi è anche membro di un'associazione di categoria aggiungerà anche:
" Socio Associazione X n. tessera XXXXXX ".
L'apposizione di tale dicitura è obbligatoria.
Per professione per «professione non organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifi che normative.
A titolo esemplificativo e non esaustivo possiamo citare le seguenti professioni : pedagogisti, progettisti architettura d'interni, podologi, massofisioterapisti, fisioterapisti, patrocinatori stragiudiziali, chinesiologi, fotografi professionisti, geofisici, comunicatori, oftalmologi, amministratori di condominio.
Di seguito pubblichiamo il testo del provvedimento di legge:
2. Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifi che normative.
4. L’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affi damento del pubblico e della clien-tela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista.
2. Gli statuti e le clausole associative delle associa-zioni professionali garantiscono la trasparenza delle attività e degli assetti associativi, la dialettica democraticatra gli associati, l’osservanza dei principi deontologici, nonché una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all’effettivo raggiungimento delle finalità dell’associazione.
3. Le associazioni professionali promuovono, anche at-traverso specifi che iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti, adottano un codice di condotta ai sensi dell’art. 27-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, vigilano sulla condotta professionale degli associati e stabiliscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice.
6. Ai professionisti di cui all’art. 1, comma 2, anche se iscritti alle associazioni di cui al presente articolo, non è consentito l’esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifi che categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione al relativo albo professionale.
1. Le associazioni professionali di cui all’art. 2 e le forme aggregative delle associazioni di cui all’art. 3 pubblicano nel proprio sito web gli elementi informativi che presentano utilità per il consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza, veridicità. Nei casi in cui autorizzano i propri associati ad utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione quale marchio o attestato di qualità e di qualifi cazione professionale dei propri ser-vizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della presente legge, osservano anche le prescrizioni di cui all’art. 81 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
3. Le singole associazioni professionali possono promuovere la costituzione di comitati di indirizzo e sorveglianza sui criteri di valutazione e rilascio dei sistemi di qualificazione e competenza professionali. Ai suddetti comitati partecipano, previo accordo tra le parti, le associa-zioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Tutti gli oneri per la costituzione e il funzionamento dei comi-tati sono posti a carico delle associazioni rappresentate nei comitati stessi.
b) precisa identifi cazione delle attività professionali cui l’associazione si riferisce;
e) requisiti per la partecipazione all’associazione, con particolare riferimento ai titoli di studio relativi alle attività professionali oggetto dell’associazione, all’ob-bligo degli appartenenti di procedere all’aggiornamento professionale costante e alla predisposizione di strumenti idonei ad accertare l’effettivo assolvimento di tale obbli-go e all’indicazione della quota da versare per il conse-guimento degli scopi statutari;
1. La presente legge promuove l’autoregolamentazione volontaria e la qualifi cazione dell’attività dei soggetti che esercitano le professioni di cui all’art. 1, anche indipendentemente dall’adesione degli stessi ad una delle associazioni di cui all’art. 2.
2. La qualifi cazione della prestazione professionale si basa sulla conformità della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI, di seguito denominate «normativa tecnica UNI», di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del 2010.
3. I requisiti, le competenze, le modalità di esercizio dell’attività e le modalità di comunicazione verso l’utente individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono principi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato della singola attività professionale e ne assicurano la qualifi cazione.
4. Il Ministero dello sviluppo economico promuove l’informazione nei confronti dei professionisti e degli utenti riguardo all’avvenuta adozione, da parte dei com-petenti organismi, di una norma tecnica UNI relativa alle attività professionali di cui all’art. 1.
1. Al fine di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti, previe le necessarie verifi che, sotto la responsabilità del proprio rappresentante legale, un’attestazione relativa:
f) all’eventuale possesso da parte del professionista iscritto di una certifi cazione, rilasciata da un organismo accreditato, relativa alla conformità alla norma tecnica UNI.
1. L’attestazione di cui all’art. 7, comma 1, ha validità pari al periodo per il quale il professionista risulta iscritto all’associazione professionale che la rilascia ed è rinnovata ad ogni rinnovo dell’iscrizione stessa per un corrispondente periodo. La scadenza dell’attestazione è specifi cata nell’attestazione stessa.
1. Le associazioni professionali di cui all’art. 2 e le forme aggregative di cui all’art. 3 collaborano all’elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle singole attività professionali, attraverso la partecipazione ai lavori degli specifi ci organi tecnici o inviando all’ente di normazione i propri contributi nella fase dell’inchiesta pubblica, al fine di garantire la massima consensualità, democraticità e trasparenza. Le medesime associazioni possono promuovere la costituzione di organismi di certificazione della conformità per i settori di competenza,
nel rispetto dei requisiti di indipendenza, imparzialità e professionalità previsti per tali organismi dalla normativa vigente e garantiti dall’accreditamento di cui al comma 2.
2. Gli organismi di certifi cazione accreditati dall’organismo unico nazionale di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, possono rilasciare, su richiesta del singolo professionista anche non iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformità alla norma tecnica UNI definita per la singola professione.
1. Dall’attuazione degli articoli 2, comma 7, 6, com-ma 4, e 10 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il Ministero dello sviluppo economico provvede agli adempimenti ivi previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.