Source: https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6548
Timestamp: 2020-01-19 22:37:13+00:00
Document Index: 163219431

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 75', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38']

DELIBERA N. 768 del 13 luglio 2016
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del d.lgs.163/2006 presentata da Idea Immobil S.r.l. – Procedura aperta per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione e completamento funzionale di un fabbricato denominato Casa Albergo per gli Anziani – Importo a base di gara: euro 2.805.000,00 - S.A. Comune di Falciano del Massico (CE)
PREC 33/16/L
Omessa dichiarazione di annotazione a proprio carico – giudizio di inaffidabilità professionale
Dalla dichiarazione di non avere commesso errore grave nell’esercizio dell’attività professionale non si può automaticamente desumere una falsa dichiarazione nel momento in cui emergano precedenti risoluzioni contrattuali non dichiarate, per le quali si ritiene che la S.A. sia legittimata a richiedere l’integrazione documentale ai sensi dell’art. 38, co. 2-bis d.lgs. 163/2006, accompagnata dal pagamento della sanzione prevista dal bando, fatta salva ogni valutazione successiva sull’affidabilità dell’impresa, che è rimessa alla S.A.
Art. 38, co. 1 lett. f) d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163
VISTA l’istanza prot. n. 4730 del 13 gennaio 2016 presentata da Idea Immobil S.r.l., la quale rappresenta di aver partecipato alla gara in oggetto e che la gara veniva aggiudicata all’altra partecipante Corbo Group S.p.a. la quale tuttavia, a detta dell’istante, doveva essere esclusa in quanto ometteva di dichiarare una annotazione inserita nel Casellario informatico a proprio carico a seguito di decadenza dall’aggiudicazione disposta dal Comune di Camerino per una polizza formalmente disconosciuta; l’istante rileva che tale omessa dichiarazione dell’annotazione a proprio carico non ha messo la S.A. in condizione di valutare la rilevanza dell’annotazione, che avrebbe comportato la perdita del requisito di cui all’art. 38, co. 1 lett. f) d.lgs. 163/2006;
VISTE le memorie dell’istante e della S.A., la quale rappresenta che l’aggiudicatario correttamente dichiarava l’insussistenza nei propri confronti delle cause di esclusione previste dall’art. 38, con particolare riguardo a quelle di cui alle lettere h) ed m-bis), e che la S.A. procedeva alle verifiche tramite il Casellario informatico e riscontrava l’annotazione inserita in data 27/11/2014, la quale tuttavia non comportava misure interdittive della partecipazione e pertanto, nell’esercizio della propria discrezionalità, la riteneva irrilevante ai fini del possesso dei requisiti di ordine generale;
VISTO il Parere di Precontenzioso n. 125 del 15 luglio 2015 e la giurisprudenza ivi richiamata (Cons. Stato sez. IV 25 maggio 2015, n. 2589) secondo cui «per i rapporti con la stessa stazione appaltante si verte in una “grave negligenza o malafede”, mentre per i rapporti con altri soggetti rileva “un errore grave nell'esercizio della loro attività professionale”, dove il giudizio d’inaffidabilità professionale su un'impresa partecipante a una gara pubblica è subordinato alla preventiva motivata valutazione della stazione appaltante o della commissione giudicatrice, che è tenuta a valorizzare i precedenti professionali delle imprese concorrenti nel loro complesso, nonché a valutare gravità e rilevanza sul piano professionale di precedenti risoluzioni contrattuali comminate da altre Amministrazioni. In ogni caso ciò che rileva a detti fini è che l'errore ascritto sia espressione di un difetto di capacità professionale e lo stesso, nella sua obiettiva rilevanza, costituisca elemento sintomatico della perdita del requisito di affidabilità e capacità professionale a fornire prestazioni che soddisfino gli interessi di rilievo pubblico perseguiti dall'ente committente. Proprio lo spazio lasciato all’apprezzamento dell’amministrazione, e quindi alla necessità che la stessa abbia contezza di come si siano svolti i pregressi rapporti contrattuali del partecipante alla gara, al fine di poter compiutamente esprimere il suo voto, rende ragione dell’ampiezza con cui deve essere inteso l’obbligo di informazione in capo all’impresa. […] Secondo una prima prospettazione, la mancata indicazione non può essere considerato “errore”, bensì dichiarazione non veritiera a norma dell’art. 75 del d.P.R. n. 445 del 2000, comportando così la decadenza dai benefici conseguiti, ossia in questo caso l’ammissione alla procedura di gara. Secondo una seconda prospettazione, invece, si sarebbe in presenza di una mera omissione, e come tale ricompresa nell’ambito applicativo del sopravvenuto comma 2 bis dell’art. 38. La Sezione ritiene tale seconda prospettazione meritevole di accoglimento […] Si tratta quindi di una fattispecie che si connota strutturalmente per una sua mancata interezza e come tale considerata dall’interpretazione appena esaminata (che considera come fatto che impone il soccorso istruttorio della pubblica amministrazione anche l’omissione totale). Questa è quindi strutturalmente mancante e, come tale, fa sorgere l’obbligo dell’amministrazione di procedere a quanto disposto dal comma 2 bis dello stesso art. 38. L’eventuale qualificazione come dichiarazione non veritiera o mendacio è, invece, una qualificazione giuridica che riguarda un momento giuridicamente successivo, ossia quello della valutazione dell’ordinamento sull’intento che ha mosso la parte, e non vale a escludere la rilevanza in sé della situazione a monte ai fini del citato comma 2 bis. Conclusivamente, la mancata indicazione dell’esistenza di un fatto rilevante ai fini dell’art. 38, comma 1 lett. f), del d.lgs. n. 163 del 2006 imponeva all’amministrazione l’attivazione dei doveri di soccorso di cui al comma 2 bis dello stesso articolo»;
RITENUTO che, nel caso di specie, la S.A. verificava tramite il Casellario informatico il possesso dei requisiti di carattere generale e, nell’esercizio della propria discrezionalità, riteneva irrilevante l’annotazione riferita alla precedente decadenza dall’aggiudicazione disposta dal Comune di Camerino;
la dichiarazione di non avere commesso errore grave nell’esercizio dell’attività professionale non comporta automaticamente falsa dichiarazione nel momento in cui emergano precedenti risoluzioni contrattuali non dichiarate, per le quali la S.A. è legittimata a richiedere l’integrazione documentale ai sensi dell’art. 38, co. 2-bis d.lgs. 163/2006, accompagnata dal pagamento della sanzione eventualmente prevista dal bando, fatta salva ogni valutazione successiva sull’affidabilità dell’impresa, che è rimessa alla S.A.
Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 20 luglio 2016