Source: http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/it/lp-2001-17/legge_provinciale_28_novembre_2001_n_17.aspx?view=1&a=2001&n=17&in=-
Timestamp: 2020-08-06 22:35:11+00:00
Document Index: 149407077

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 29', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 50', 'art.19']

(1) Se, entro dieci anni dalla morte della persona che ha lasciato l’eredità, l’assuntore o l’assuntrice del maso a causa di morte trasferisce il diritto di proprietà del maso o di parti del medesimo con uno o più atti tra vivi a favore di terzi, deve versare agli aventi diritto, a titolo di divisione suppletoria, la differenza risultante tra il ricavo conseguito dall’alienazione e il valore di assunzione. Se l’assunzione del maso è avvenuta per atto tra vivi, sussiste l’obbligo alla divisione ereditaria suppletoria, se l’assuntore o l’assuntrice aliena la proprietà del maso o di parti del medesimo entro 20 anni dall’assunzione. Nel caso in cui l’assunzione del maso non sia avvenuta a causa di morte, non sussiste l’obbligo alla divisione ereditaria suppletoria, se l’alienazione a favore di terzi avviene decorsi dieci anni dalla morte della persona che ha ceduto il maso all’assuntore o all’assuntrice. Il versamento è dovuto al momento dell’apertura della successione o, se successivo a tale apertura, al momento del trasferimento. Per singole parti del maso il calcolo viene effettuato rapportando il loro valore di assunzione a quello dell’intero maso. Dal ricavo conseguito va detratto il valore di eventuali migliorie realizzate dall’assuntore o dall’assuntrice. 38)
(6) La divisione ereditaria suppletoria ai sensi del comma 1 è esclusa nel caso in cui il trasferimento del maso chiuso avvenga tra parenti in linea diretta o a favore del coniuge convivente. Il diritto alla divisione ereditaria suppletoria rimane tuttavia nei confronti del nuovo assuntore o della nuova assuntrice per il tempo rimanente fino alla scadenza dei termini di cui al comma 1. 39)
L'art. 29, comma 1, è stato prima sostituito dall'art. 10, comma 1, della L.P. 19 aprile 2018, n. 5, e successivamente dall'art. 19, comma 1, della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
L'art. 29, comma 6, è stato così modificato dall'art. 19, comma 2, della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
Art. 34 (Diritti del o della coniuge superstite) 40)
(1) Il coniuge non assuntore o la coniuge non assuntrice del maso ha diritto vita natural durante a un adeguato mantenimento secondo le condizioni di vita locali e la capacità produttiva del maso chiuso. Il diritto è regolato, in particolare, dagli usi vigenti. Il diritto non spetta nel caso in cui il o la coniuge sia in grado di mantenersi con redditi propri o proprie sostanze. Le somme di conguaglio già versate all‘avente diritto in sede di assunzione sono considerate come sostanze proprie. 41)
(1) L'articolo 34, comma 5, viene interpretato nel senso che l'onere reale di mantenimento include altresì il diritto di abitazione ai sensi dell'articolo 1022 del codice civile, salva diversa disposizione nell'atto di assunzione per atto tra vivi o mortis causa. Tale diritto di abitazione è limitato solamente ai locali effettivamente abitati dall'alienante e dal suo coniuge. 42) 43)
(1) Qualora il reddito del maso, a causa di distacchi di appezzamenti di terreno o a causa di altre circostanze, subisse una riduzione permanente tale da non garantire più nemmeno la metà del reddito medio annuo ai sensi dell’articolo 2, su richiesta del proprietario o della proprietaria o di chiunque ne abbia interesse, la commissione locale per i masi chiusi può procedere alla revoca della qualifica di maso chiuso. Contestualmente all’atto di revoca la commissione deve disporre l’aggregazione delle particelle ad altri masi chiusi. Solo in casi eccezionali e debitamente motivati si può prescindere da tale aggregazione. Questa aggregazione costituisce un’iscrizione ai sensi dell’articolo 97 della legge tavolare, emanata con regio decreto 28 marzo 1929, n. 499.44) 45)
Art. 37/bis 46)
da due membri proposti dal consiglio direttivo dell‘associazione degli agricoltori e delleagricoltrici maggiormente rappresentativa a livello comunale o di frazione; in deroga a quanto previsto dalla legge provinciale 8 marzo 2010, n. 5, nel proporre i due nominativi, anche quelli per i supplenti, va rispettata l’alternanza di genere. 47)
(2) Le commissioni locali per i masi chiusi sono nominate dalla Giunta provinciale e rimangono in carica per cinque anni. Il presidente/la presidente e i singoli membri possono ricoprire tale carica al massimo per altri due mandati. Per il/la presidente e per ogni membro deve essere nominato un membro supplente. Se entro 30 giorni dalla richiesta da parte dell’assessore/assessora provinciale competente non pervengono le proposte di cui al comma 1, la Giunta provinciale può nominare direttamente i componenti della commissione, fermo restando che sia per i componenti effettivi sia per quelli supplenti va rispettata l’alternanza di genere. Qualora non fosse più garantito il regolare funzionamento di una commissione locale per i masi chiusi, la Giunta provinciale può sostituirne il/la presidente o singoli membri oppure nominare una nuova commissione o un commissario straordinario/una commissaria straordinaria, che assume le funzioni della commissione per i masi chiusi. La commissione così nominata ovvero il commissario straordinario/la commissaria straordinaria rimangono in carica sino alla scadenza del mandato della commissione sostituita. 48)
(3) Al/Alla presidente della commissione e al commissario straordinario o alla commissaria straordinaria può essere concesso un assegno mensile compensativo del lavoro preparatorio compiuto al di fuori delle riunioni e inoltre il rimborso delle spese sostenute per adempiere alle loro funzioni istituzionali. La misura di tale assegno nonché la tipologia e l’ammontare delle spese rimborsabili sono stabiliti con delibera dalla Giunta provinciale. 49)
(1) È costituita la „Commissione provinciale per i masi chiusi“, che viene nominata dalla Giunta provinciale e rimane in carica per la durata di cinque anni. I singoli membri possono ricoprire tale carica al massimo per altri due mandati. 50)
un magistrato o una magistrata, anche a riposo, proposto/a dal/dalla Presidente del Tribunale di Bolzano; 51)
(6) 53)
(7) L’istanza deve essere corredata da tutta la documentazione rilevante per la decisione. 54)
(8) Le commissioni locali per i masi chiusi hanno l‘obbligo di decidere sulle istanze presentate con provvedimento motivato entro 60 giorni. Se la commissione locale non decide entro il termine prescritto, si può procedere a norma dell’articolo 40, comma 2. 55)
(1) Contro le decisioni della commissione locale per i masi chiusi è ammesso ricorso alla Commissione provinciale per i masi chiusi entro il termine perentorio di 30 giorni dalla data di notifica delle stesse. 56)
(2) Le decisioni pronunciate in pieno accoglimento delle istanze e dalle quali non derivi alcun pregiudizio agli interessati possono essere dichiarate esecutive anche prima della decorrenza del termine di 30 giorni. 57)
(1) Il riordino delle procedure del presente capo avviene con apposito regolamento di esecuzione. 59)
(1) Con regolamento di esecuzione sono determinati i titoli di studio e diplomi di cui all'articolo 2, comma 3, lettera a), la formazione che viene riconosciuta ai sensi dell'articolo 14, comma 1, lettera c), e i criteri per la stima del valore di assunzione ai sensi dell'articolo 20.60)
Art. 50 (Norme transitorie) 61)
(01) I criteri per la determinazione del valore di assunzione di cui all’articolo 20, comma 2, trovano applicazione dalla data di entrata in vigore del regolamento in tutti i casi non ancora definiti con decisione giudiziale passata in giudicato. 62)
(1) Le disposizioni modificate di cui al comma 4 dell’articolo 21 e comma 2 dell’articolo 22 trovano applicazione anche ai procedimenti non ancora definiti con sentenza passata in giudicato. 63)
(1/bis) Indipendentemente dalla circostanza che l’assuntore o l’assuntrice del maso abbia assunto il maso a causa di morte o per atto tra vivi, trovano applicazione le disposizioni riguardanti la divisione ereditaria suppletoria vigenti al momento della morte del suo o della sua dante causa. 64)
(2) I presidenti e i membri delle commissioni locali per i masi chiusi in carica al momento dell’entrata in vigore dell’articolo 40, comma 2, possono ricoprire tali funzioni fino alla fine del mandato e al massimo per altri due mandati, purché non svolgano l’incarico già per la quarta volta. 65)
(3) Con l’adozione delle nuove procedure di cui all’articolo 48/bis sono abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 43 e l’articolo 44. 66)
(4) Alle domande corredate con la completa documentazione e presentate al comune ai sensi del comma 1 dell’articolo 43 prima dell’entrata in vigore del comma 3, del comma 3/bis e del comma 3/ter dell’articolo 2, si applicano le previgenti disposizioni dell’articolo 2. 67)
L'art. 50, comma 1/bis, è stato inserito dall'art.19, comma 3, della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
(1) Per tutto quanto non disciplinato nella presente legge, trovano applicazione le disposizioni della raccolta degli usi locali. 68)