Source: http://www.notaioricciardi.it/UFFICIO/VADEMECUM_IMMOBILIARE/Agevolazioni/AGEVOLAZIONI%20PER%20I%20TERRENI%20AGRICOLI.htm
Timestamp: 2019-03-23 10:24:49+00:00
Document Index: 58200788

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2135', 'art. 17', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 2135', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 2188', 'art. 1', 'art. 1']

Piccola propriet` contadina
Le agevolazioni per l’acquisto da parte del coltivatore diretto di terreni in territori montani (art. 9 d.p.r. 601/1973)
RISOLUZIONE 30/11/1987
Per quanto riguarda i requisiti soggettivi dei destinatari della normativa di favore di cui all'art. 9, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, si precisa che il Consiglio di Stato, con parere della Sezione II, n. 253/84, in data 15 febbraio 1984, a proposito della nozione di "proprietà diretto coltivatrice", ha precisato che le agevolazioni previste dallo stesso art. 9, comma 2, non si estendono anche ai soggetti che conducono un'azienda in forma diretta su base imprenditoriale, a parte l'espressa deroga disposta per le società cooperative, essendosi il legislatore delegato riferito alla proprietà (cioè al fondo) coltivata direttamente dal medesimo proprietario, che sia coltivatore diretto in senso tecnico.
Le agevolazioni per l’imprenditore agricolo professionale (I.A.P.)
In caso di trasferimento di terreni agricoli a favore di persona fisica che rivesta la qualifica di imprenditore agricolo professionale (I.A.P.) si applicano le seguenti imposte:
- è in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999;
- dedica alle attività agricole di cui all’art. 2135 del codice civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il cinquanta per cento del proprio tempo di lavoro complessivo;
- ricava dalle attività medesime almeno il cinquanta per cento del proprio reddito globale da lavoro.
Per l'imprenditore che operi nelle zone svantaggiate di cui all’articolo 17 del citato regolamento (CE) n. 1257/1999, i requisiti di cui sopra sono ridotti al venticinque per cento.
All’imprenditore agricolo professionale persona fisica si applica la disciplina già dettata per l’imprenditore agricolo a titolo principale dall’art. 1, nota 1), Tariffa Parte Prima allegata al DPR. 131/1986 che prevede la riduzione dell’imposta di registro dal 15% all’8%. La concessione dell’agevolazione (limitata alla sola imposta di registro) è subordinata alla produzione al notaio rogante della certificazione della sussistenza dei requisiti, in conformità, oggi, all’art. 1, D.Lgs. 99/2004.
Il beneficio è esteso anche agli acquirenti che dichiarino di voler conseguire i suddetti requisiti e che entro il triennio successivo producano la prescritta certificazione; in difetto l’Agenzia delle Entrate competente provvederà al recupero della differenza di imposta.
ATTENZIONE: in giurisprudenza (con riguardo alla disciplina già dettata in tema di imprenditore agricolo a titolo principale figura ora sostituita da quella dell’imprenditore agricolo professionale) si è avuto modo di chiarire:
- che il termine triennale previsto per la produzione della suddetta certificazione è termine perentorio, per cui la sua inosservanza determina la decadenza dal trattamento agevolato;
- che il termine suddetto decorre dalla data di stipulazione (e non dalla data di registrazione) dell’atto notarile.
(da ultimo Comm. Regionale di Bologna sent. n. 32 del 9 febbraio 2009)
Si decade, inoltre, dal beneficio nel caso di destinazione dei terreni, o delle relative pertinenze, diversa dall’uso agricolo che avvenga entro dieci anni dal trasferimento. Il mutamento di destinazione deve essere comunicato entro 1 anno all’Agenzia delle Entrate competente. In caso di omessa denuncia si applica una sopratassa pari alla metà della maggior imposta dovuta in dipendenza del mutamento di destinazione, oltre agli interessi di mora nella misura di legge.
La figura dell’imprenditore agricolo professionale ha sostituito a tutti gli effetti la previgente figura dell’imprenditore agricolo a titolo principale; infatti, l’art. 1, co. 5-bis, D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99 (modificato con D.Lgs. 27 maggio 2005, n. 101) stabilisce che “Qualunque riferimento nella legislazione vigente all’imprenditore agricolo a titolo principale si intende riferito all’imprenditore agricolo professionale […]”
La tassazione per le società agricole (qualificabili I.A.P.)
In caso di trasferimento di terreni agricoli a favore di società che rivestano la qualifica di imprenditore agricolo professionale, si applicano le seguenti imposte:
Sono società agricole le società di persone, le società cooperative e le società di capitali (anche a scopo consortile):
- la cui denominazione e/o ragione sociale contenga l’indicazione “società agricola”;
- il cui statuto preveda, quale oggetto sociale, l’esercizio esclusivo delle attività agricole di cui all’art. 2135 c.c..
A loro volta, le società il cui statuto preveda quale oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività agricole di cui all’art. 2135 c.c, sono considerate “imprenditori agricoli professionali” se in possesso dei seguenti requisiti:
- nel caso di società di persone qualora almeno un socio (“il soggetto qualificante”) sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale (nella s.a.s. tale qualifica deve riferirsi al socio accomandatario);
- nel caso di società cooperative e di società di capitali qualora almeno un amministratore (“il soggetto qualificante”) che sia anche socio per le società cooperative, sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale.
La qualifica di imprenditore agricolo professionale può essere apportata dall’amministratore ad una sola società (art. 1, co. 3-bis, D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99 modificato con D.Lgs. 27 maggio 2005, n. 101).
Alla società qualificabile I.A.P., il cui “soggetto qualificante” (socio o amministratore) non sia iscritto nella gestione previdenziale ed assistenziale, si applica la disciplina già dettata per l’imprenditore agricolo a titolo principale dall’art. 1, nota 1), Tariffa Parte Prima allegata al DPR. 131/1986 che prevede la riduzione dell’imposta di registro dal 15% all’8%. La concessione dell’agevolazione (limitata alla sola imposta di registro) è subordinata alla produzione al notaio rogante della certificazione della sussistenza dei requisiti, in conformità, oggi, all’art. 1, D.Lgs. 99/2004.
Il beneficio è esteso anche alle società che dichiarino di voler conseguire i suddetti requisiti e che entro il triennio successivo producano la prescritta certificazione; in difetto l’Agenzia delle Entrate competente provvederà al recupero della differenza di imposta.
Si decade dal beneficio nel caso di destinazione dei terreni, o delle relative pertinenze, diversa dall’uso agricolo che avvenga entro dieci anni dal trasferimento. Il mutamento di destinazione deve essere comunicato entro 1 anno all’Agenzia delle Entrate competente. In caso di omessa denuncia si applica una sopratassa pari alla metà della maggior imposta dovuta in dipendenza del mutamento di destinazione, oltre agli interessi di mora nella misura di legge.
Le norme di favore per i “giovani agricoltori”
In caso di trasferimento di terreni agricoli a favore di “giovani agricoltori” si applicano le seguenti imposte:
6% (il 75% dell’imposta prevista dall’art. 1, nota 1), I tariffa allegata al DPR. 131/1986) - art. 14 quinto comma legge 15 dicembre 1998 n. 441
Possono usufruire dell’aliquota ridotta dell’imposta di registro (nella misura del 75% di quella prevista per l’imprenditore agricolo a titolo principale dall’art. 1, nota 1), Tariffa parte I allegata al DPR. 131/1986) i giovani agricoltori ossia:
- agricoltori di età non superiore a 40 anni (art. 3, D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99);
- in possesso dei requisiti per beneficiare degli aiuti previsti dal Regolamento (CE) n. 950/97 e dal successivo Regolamento (CE) n. 1257/99.
Tali disposizioni si ritengono applicabili anche alle società a condizione che:
- in caso di società semplici, in nome collettivo e cooperative almeno due terzi dei soci siano di età non superiore a 40 anni ed esercitino, rivestendone la relativa qualifica, l’attività agricola a titolo principale; per le società in accomandita semplice la qualifica di I.A.P. o di coltivatore diretto possono essere possedute anche dal solo socio accomandatario (art. 2, lett. c), L. 441/1998);
- in caso di società di capitali, che le stesse abbiano per oggetto la conduzione di aziende agricole, che i conferimenti dei giovani agricoltori costituiscano oltre il 50% del capitale sociale e che gli organi di amministrazione della società siano costituiti in maggioranza da giovani agricoltori (art. 2, lett. e), L. 441/1998).
La tassazione agevolata per il ”compendio unico”
In caso di trasferimento di terreni agricoli con costituzione di “compendio unico”, si applicano le seguenti imposte:
La disciplina in tema di compendio unico è dettata dall’art. 5-bis, D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228 come introdotto dall’art. 7, D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, successivamente modificato dal D.Lgs. 27 maggio 2005 n. 101.
Definizione di compendio unico: ove non diversamente disposto dalle leggi regionali, per compendio unico si intende l’estensione di terreno necessaria al raggiungimento del livello minimo di redditività determinato dai piani regionali di sviluppo rurale per l’erogazione del sostegno agli investimenti previsti dal regolamento (CE) n. 1257/1999 e dal regolamento (CE) n. 1260/1999.
Possono essere costituiti in compendio unico terreni agricoli anche non confinanti fra loro purché funzionali all’esercizio dell’impresa agricola.
Costituzione del compendio unico: la costituzione di compendio unico avviene con dichiarazione resa dalla parte acquirente o cessionaria nell’atto di acquisto o di trasferimento. I terreni e le relative pertinenze già possedute a titolo di proprietà, possono concorrere al raggiungimento del livello minimo di redditività previsto per il compendio unico. La costituzione di compendio unico può avvenire anche in riferimento a terreni agricoli e relative pertinenze già di proprietà della parte, mediante dichiarazione unilaterale del proprietario resa innanzi al notaio nelle forme dell’atto pubblico.
Unità indivisibili e vincolo di indivisibilità: i terreni e le relative pertinenze, compresi i fabbricati, costituenti il compendio unico, sono considerati unità indivisibili per dieci anni dal momento della costituzione e durante tale periodo non possono essere frazionati per effetto di trasferimenti a causa di morte o per atti tra vivi. Il predetto vincolo di indivisibilità deve essere espressamente menzionato, a cura dei notai roganti, negli atti di costituzione del compendio e trascritto nei pubblici registri immobiliari. Sono nulli gli atti tra vivi e le disposizioni testamentarie che hanno per effetto il frazionamento del compendio unico. Si ritiene invece valida e possibile l’alienazione dell’intero compendio (non determinandosi in questo caso il frazionamento dello stesso).
Compendio unico e successione mortis causa: qualora nel periodo decennale, i beni disponibili nell’asse ereditario non consentano la soddisfazione di tutti gli eredi, si provvede all’assegnazione del compendio unico all’erede che la richieda, con addebito dell’eccedenza. A favore degli eredi, per la parte non soddisfatta, sorge un credito di valuta garantito da ipoteca, iscritta a tassa fissa sui terreni caduti in successione, da pagarsi entro due anni dall’apertura della stessa con un tasso d’interesse inferiore di un punto a quello legale. Se nessuno degli eredi richiede l’attribuzione preferenziale, sono revocati i diritti agli aiuti comunitari e nazionali, ivi comprese l’attribuzione di quote produttive, assegnati all’imprenditore defunto per i terreni oggetto della successione.
Agevolazioni per il trasferimento di terreni destinati a compendio unico: al trasferimento a qualsiasi titolo di terreni agricoli a coloro che si impegnino a costituire un compendio unico e a coltivarlo o a condurlo in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale per un periodo di almeno dieci anni dal trasferimento, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 5-bis, commi 1 e 2, L. 31 gennaio 1994, n. 97 (esenzione da imposta di registro, ipotecaria, catastale, di bollo e di ogni altro genere).
Si propone la seguente clausole:
REGIME FISCALE: la parte acquirente, giusta quanto disposto dall’art. 1 comma 5quater decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 99 così come modificato dall’art. 1 decreto legislativo 27 maggio 2005 n. 101 (in base al quale ogni riferimento della legislazione vigente alla abrogata figura dell’imprenditore agricolo principale si intende riferito alla nuova figura dell’imprenditore agricolo professionale), chiede l'applicazione dell'imposta di registro con l'aliquota ridotta (8%) à sensi dell'art. 1 nota I Tariffa parte Prima T.U. approvato con D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 ed a tal fine dichiara
di possedere i requisiti di cui all'art. 1 decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 99 così come modificato dall’art. 1 decreto legislativo 27 maggio 2005 n. 101 per la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) come risulta dal certificato dell'I.P.A. di ...... nr. .......... del ........ che si produce ai fini della registrazione.
di voler conseguire i requisiti di cui all'art. 1 decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 99 così come modificato dall’art. 1 decreto legislativo 27 maggio 2005 n. 101 per la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) e di impegnarsi a produrre la relativa certificazione entro i prossimi tre anni.
La parte acquirente si dichiara edotta che nel caso di destinazione degli immobili in oggetto diversa dall'uso agricolo che avvenga entro dieci anni da oggi, si avrà la decadenza del beneficio quivi invocato.
Dlgs 29 marzo 2004 n. 99 nel testo modificato dal Dlgs 27 maggio 2005 n. 101
Art. 1 (Imprenditore agricolo professionale).
1. Ai fini dell'applicazione della normativa statale, è imprenditore agricolo professionale (IAP) colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell'art. 5 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del 17 maggio 1999, del Consiglio, dedichi alle attività agricole di cui all'art. 2135 del codice civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il cinquanta per cento del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attività medesime almeno il cinquanta per cento del proprio reddito globale da lavoro. Le pensioni di ogni genere, gli assegni ad esse equiparati, le indennità e le somme percepite per l'espletamento di cariche pubbliche, ovvero in associazioni ed altri enti operanti nel settore agricolo, sono escluse dal computo del reddito globale da lavoro. Nel caso delle società di persone e cooperative, ivi incluse le cooperative di lavoro, l'attività svolta dai soci nella società, in presenza dei requisiti di conoscenze e competenze professionali, tempo lavoro e reddito di cui al primo periodo, è idonea a far acquisire ai medesimi la qualifica di imprenditore agricolo professionale e al riconoscimento dei requisiti per i soci lavoratori. Nel caso di società di capitali, l'attività svolta dagli amministratori nella società, in presenza dei predetti requisiti di conoscenze e competenze professionali, tempo lavoro e reddito, è idonea a far acquisire ai medesimi amministratori la qualifica di imprenditore agricolo professionale. Per l'imprenditore che operi nelle zone svantaggiate di cui all'art. 17 citato regolamento (CE) n. 1257/1999, i requisiti di cui al presente comma sono ridotti al venticinque per cento.
3. Le società di persone, cooperative e di capitali, anche a scopo consortile, sono considerate imprenditori agricoli professionali qualora lo statuto preveda quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricole di cui all'art. 2135 del codice civile e siano in possesso dei seguenti requisiti:
b) (soppresse);
5-bis. L'imprenditore agricolo professionale persona fisica, anche ove socio di società di persone o cooperative, ovvero amministratore di società di capitali, deve iscriversi nella gestione previdenziale ed assistenziale per l'agricoltura. Ai soci lavoratori di cooperative si applica l'art. 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142.
5-quinquies. L'art. 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153, e successive modificazioni, è abrogato.
Art. 2 (Società agricole).
1. La ragione sociale o la denominazione sociale delle società che hanno quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività di cui all'art. 2135 del codice civile deve contenere l'indicazione di società agricola.
2. Le società costituite alla data di entrata in vigore del presente decreto, che abbiano i requisiti di cui al presente articolo, devono inserire nella ragione sociale o nella denominazione sociale la indicazione di “società agricola” ed adeguare lo statuto, ove redatto. Le predette società sono esentate dal pagamento di tributi e diritti dovuti per l'aggiornamento della ragione sociale o denominazione sociale negli atti catastali e nei pubblici registri immobiliari e per ogni altro adempimento a tal fine necessario.
3. L'esercizio del diritto di prelazione o di riscatto di cui all'art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, e successive modificazioni, ed all'art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817, spetta anche alla società agricola di persone qualora almeno la metà dei soci sia in possesso della qualifica di coltivatore diretto come risultante dall'iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all'art. 2188 e seguenti del codice civile. Alla medesima società sono in ogni caso riconosciute, altresì, le agevolazioni previdenziali ed assistenziali stabilite dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto.
4. Alle società agricole di cui all'art. 1, comma 3, qualificate imprenditori agricoli professionali, sono riconosciute le agevolazioni tributarie in materia di imposizione indiretta e creditizie stabilite dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto. La perdita dei requisiti di cui all'art. 1, comma 3, nei cinque anni dalla data di applicazione delle agevolazioni ricevute in qualità di imprenditore agricolo professionale determina la decadenza dalle agevolazioni medesime.
4-bis. Le agevolazioni di cui al comma 4 sono riconosciute anche alle società agricole di persone con almeno un socio coltivatore diretto, alle società agricole di capitali con almeno un amministratore coltivatore diretto, nonché alle società cooperative con almeno un amministratore socio coltivatore diretto, iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale. In ogni caso le agevolazioni, se richieste dalla società, non possono essere riconosciute anche al coltivatore diretto socio o amministratore. La perdita dei requisiti di cui al presente comma nei cinque anni dalla data di applicazione delle agevolazioni determina la decadenza dalle agevolazioni medesime.