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Timestamp: 2019-12-15 15:26:51+00:00
Document Index: 175295613

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Cassazione sentenza n. 25128 del 8 novembre 2013 - Valide le notifiche a mezzo posta delle Cartelle di pagamento fatte direttamente dal concessionario - Studio Cerbone
Cassazione sentenza n. 25128 del 8 novembre 2013 – Valide le notifiche a mezzo posta delle Cartelle di pagamento fatte direttamente dal concessionario
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 novembre 2013, n. 25128
Notifica – A mezzo posta da parte dell’esattore – Validità
La CTR di Bari ha accolto l’appello di E.E. spa, appello proposto contro la sentenza n.97/24/2009 della CTP di Bari, che aveva accolto il ricorso della parte contribuente “K.C. di T. G & C. sas” relativo ad intimazione ad adempiere notificata il 30.10.2008 in conseguenza di cartella esattoriale non adempiuta.
La CTR ha motivato la propria decisione nel senso che – risultando dagli atti la raccomandata con la quale era stata spedita la cartella esattoriale alla società contribuente, siccome atto presupposto rispetto al menzionato provvedimento – la veridicità delle attestazioni ivi contenute (con particolare riferimento all’individuazione del soggetto ricevente) poteva essere contestata solo con querela di falso contro atto pubblico, in difetto di che ogni eccezione circa l’avvenuta notifica risultava priva di pregio. Anche l’eccezione di difetto del responsabile del procedimento avrebbe potuto riguardare la sola cartella e non l’intimazione di pagamento.
La società contribuente ha interposto ricorso per cassazione affidato a quattro motivi. E.E. spa si è difesa con controricorso.
Ed invero, con il primo motivo di impugnazione (improntato alla violazione dell’ art. 7 della legge n. 890/1982, in combinato disposto con gli art. 145-48-160 cpc, e del 26 del DPR n. 600/1973) la parte ricorrente si duole del fatto che il giudicante del merito – senza badare all’avvenuto disconoscimento della firma del destinatario – consegnatario apposto sulla cartolina di ricezione della notifica della cartella esattoriale – abbia omesso di considerare che il predetto consegnatario non era stato in alcun modo identificato e qualificato, sicché nella cartolina risultava “assente uno dei requisiti previsti dall’art. 7 affinché la notifica a mezzo posta possa essere ritenuta valida, e cioè la qualificazione del soggetto ricevente”.
Così riconfinato, il motivo di impugnazione appare manifestamente infondato, alla luce dell’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 11708 del 27/05/2011) secondo cui:”La cartella esattoriale può essere notificata, ai sensi dell’art. 26 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, anche direttamente da parte del Concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso, secondo la disciplina degli artt. 32 e 39 del d.m. 9 aprile 2001, è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senz’altro adempimento ad opera dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente; ne consegue che se, come nella specie, manchino nell’avviso di ricevimento le generalità della persona cui l’atto è stato consegnato, adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come inintelligibile, l’atto è pur tuttavia valido, poiché la relazione tra la persona cui esso è destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale, assistito dall’efficacia probatoria di cui all’art. 2700 cod. civ. ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell’avviso di ricevimento della raccomandata”.
A questi principi la CTR si è puntualmente attenuta, sicché non può condivedersi nessuna ragione di doglianza circa la questione correlata con la notifica della cartella di pagamento.
Con il terzo ed il quarto motivo di ricorso (entrambi centrati sul vizio di motivazione) la parte ricorrente assume che anche per gli avvisi di intimazione di pagamento valgono le regole generali (in specie l’art. 7 della legge n. 212/2000), sicché anche quelli devono contenere il nome del responsabile del procedimento; nonché si duole del fatto che il giudicante non abbia dichiarato la prescrizione del credito erariale, peraltro eccepita nell’ignoranza del titolo in ragione del quale la cartella era stata adottata.
Rigetta il ricorso. Condanna la parte ricorrente a rifondere le spese di lite di questo grado, liquidate in € 3.000,00 oltre accessori di legge ed oltre € 100,00 per esborsi.