Source: http://www.consiglio.vda.it/app/leggieregolamenti/dettaglio?tipo=L&numero_legge=11%2F96&versione=V
Timestamp: 2020-08-03 09:07:01+00:00
Document Index: 81123059

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.34', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 39', 'art. 40', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 11', 'art. 42', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 43', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 52', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 46', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 47', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 52', 'art. 48', 'art. 49', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art.35', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 15', 'art. 25', 'art. 15', 'art. 26', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 5', 'art. 51', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 4', 'art. 3']

Consiglio Regionale della Valle d'Aosta - Legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 - Testo vigente
Legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 - Testo vigente
(B.U. 11 giugno 1996, n. 26).
e bis) strutture ricettive a conduzione familiare (bed & breakfast - chambre et petit déjeuner)(1);
1bis. L'esercizio dell'attività ricettiva extralberghiera è consentito esclusivamente in immobili con caratteristiche strutturali conformi ai requisiti igienico-sanitari, edilizi o di sicurezza previsti dalla normativa vigente, nonché a quelli sulla destinazione d'uso dei locali e degli edifici ed è subordinato:
a) all'iscrizione presso il registro delle imprese, fatta eccezione per le strutture di cui al comma 1, lettere a), b) e ebis) ;
b) al rispetto delle disposizioni previste dalla normativa vigente in materia di pubblica sicurezza, nonché all'insussistenza di cause di divieto, di decadenza o di sospensione. (2)
1. Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno, anche in forma autogestita, di persone o gruppi, gestite in via diretta o indiretta al di fuori di normali canali commerciali, da enti, associazioni, imprese o altre organizzazioni, pubblici e privati, operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, per il solo soggiorno dei propri dipendenti, associati, assistiti o soci e loro familiari. (2a)
2. Nelle case per ferie possono, inoltre, essere ospitati dipendenti, associati, assistiti o soci e loro familiari, di altri enti, associazioni, imprese o altre organizzazioni, pubblici e privati, con i quali sia stipulata apposita convenzione. (2b)
3. Nelle case per ferie deve essere garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1, nonché il possesso di un regolamento interno per l'uso della struttura. Può essere esercitata l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, sempre che sussistano i requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente, limitatamente alle sole persone alloggiate e a quelle che possono utilizzare la struttura in relazione alle finalità sociali cui la stessa è destinata. (3)
c) sala da pranzo e locale comune di soggiorno, eventualmente anche coincidenti; (4)
1 bis. E' consentito sovrapporre ad ogni posto letto un altro letto, senza con ciò dover incrementare le dimensioni delle camere, purché sia garantita la cubatura minima di mc. 10 a persona. Per il rispetto di tutti gli altri rapporti si computano i posti letto effettivi. (5)
1 ter. Le camere da letto e i locali igienici devono essere predisposti separatamente per gli uomini e le donne. (6)
(Segnalazione certificata di inizio attività) (7)
1. Chiunque intenda gestire le case per ferie presenta al Comune competente per territorio la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all'articolo 22 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 19 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
2. Nella SCIA sono indicati:
a) le generalità del proprietario dell'immobile e del soggetto gestore;
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 3, nonché il numero delle camere, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
c) la descrizione dell'arredo e della tipologia di servizi forniti in rapporto alle finalità cui la struttura è destinata;
d) il periodo di esercizio dell'attività e la durata minima e massima dei soggiorni;
e) le categorie di soggetti che possono essere ospitate nella struttura. (7a)
2. Negli ostelli per la gioventù deve essere garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1, nonché il possesso di un regolamento interno per l'uso della struttura. Può essere esercitata l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, sempre che sussistano i requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente, limitatamente alle sole persone alloggiate e a quelle che possono utilizzare la struttura in relazione alle finalità sociali cui la stessa è destinata. (8)
(Segnalazione certificata di inizio attività) (9)
1. Chiunque intenda gestire gli ostelli per la gioventù presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 6, nonché il numero delle camere, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
e) i soggetti che possono utilizzare la struttura.
g) locale invernale; (9a)
1bis. I rifugi alpini possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande sia nei confronti di persone alloggiate che di persone non alloggiate, fatto salvo il rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente.(10)
(Segnalazione certificata di inizio attività) (11)
1. Chiunque intenda gestire i rifugi alpini presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 9, nonché il numero delle camere, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
c) il periodo di esercizio dell'attività ed i servizi prestati;
d) gli estremi dell'attestato di abilitazione ed iscrizione nel relativo elenco professionale regionale ai sensi della normativa regionale vigente in materia di disciplina della professione di gestore di rifugio alpino;
e) (11a)
f) le indicazioni concernenti la località dove si trova il rifugio, l'altitudine e il tipo di manufatto, nonché le vie di accesso, sentieri o mulattiere.
1. Sono posti tappa escursionistici o dortoirs le strutture sommariamente attrezzate, site anche in località servite da strade aperte al pubblico transito veicolare, atte a consentire il pernottamento a coloro i quali percorrano itinerari escursionistici.(12)
(Segnalazione certificata di inizio attività) (13)
1. Chiunque intenda gestire i posti tappa escursionistici presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 12, nonché il numero delle camere, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
c) il periodo di esercizio dell'attività ed i servizi prestati.
1. Sono esercizi di affittacamere le strutture ricettive nelle quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari, con una capacità ricettiva complessiva non superiore a dodici posti letto e composte da non più di sei camere destinate ai clienti, delle quali una, configurata come monolocale di superficie minima pari a metri quadrati 17,50 al netto della superficie del bagno, può essere dotata di cucina autonoma. Le camere possono essere ubicate al massimo in tre stabili o in una porzione di tre stabili, purché distanti non più di 50 metri l'uno dall'altro. (14)
3. Gli affittacamere devono assicurare i seguenti servizi minimi di ospitalità, compresi nel prezzo della camera: (14a)
(Segnalazione certificata di inizio attività) (15)
1. Chiunque intenda gestire l'attività di affittacamere presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 15, nonché il numero e l'ubicazione delle camere destinate all'attività ricettiva, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
c) il periodo di esercizio dell'attività;
d) le caratteristiche e le modalità di prestazione dei servizi offerti;
e) (15a)
CAPO VIbis (16)
STRUTTURE RICETTIVE A CONDUZIONE FAMILIARE (BED & BREAKFAST¤ CHAMBRE ET PETIT DEJEUNER)
(Definizioni e caratteristiche) (17)
1. Sono strutture ricettive a conduzione familiare (bed & breakfast - chambre et petit déjeuner) quelle condotte da privati che, utilizzando parte della loro abitazione, fino ad un massimo di tre camere ed una capacità ricettiva complessiva non superiore a sei posti letto, forniscono un servizio di alloggio e di prima colazione, in modo saltuario o per periodi stagionali ricorrenti.
2. L'attività di bed & breakfast - chambre et petit déjeuner è svolta avvalendosi della normale organizzazione familiare.
2bis. Il servizio di prima colazione deve essere fornito esclusivamente a chi è alloggiato e può essere assicurato utilizzando:
a) alimenti e bevande confezionati senza alcuna manipolazione;
b) alimenti e bevande che richiedono manipolazione.
2ter. La somministrazione di alimenti e bevande che richiedano manipolazione rientra nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull'igiene dei prodotti alimentari, e può essere effettuata a condizione che:
b) il soggetto gestore del bed & breakfast - chambre et petit déjeuner sia in possesso, alla data di presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all'articolo 16quater, di uno dei requisiti professionali di cui all'articolo 71, comma 6, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno). In mancanza di detto requisito professionale, il soggetto gestore deve frequentare, con esito positivo, il corso professionale di cui all'articolo 6, comma 4, della l.r. 1/2006, limitatamente alle materie inerenti all'igiene nella manipolazione degli alimenti. (17a)
3. L'esercizio dell'attività di bed & breakfast - chambre et petit déjeuner non costituisce cambio di destinazione d'uso dell'immobile a fini urbanistici e comporta, per i proprietari o possessori dei locali, l'obbligo di abituale dimora, per i periodi in cui l'attività è esercitata, nel medesimo immobile oppure in immobile ubicato a non più di 50 metri di distanza dai locali in cui l'attività è esercitata.
(Requisiti tecnici)(18)
(Segnalazione certificata di inizio attività) (19)
1. Chiunque intenda gestire i bed & breakfast - chambre et petit déjeuner presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, 16bis, comma 2ter, e 16ter, nonché il numero e l'ubicazione delle camere destinate all'attività ricettiva, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
(Norma di rinvio) (20)
1. Sono case e appartamenti per vacanze le unità abitative, ubicate anche in stabili diversi, purché situate nel medesimo territorio comunale, composte da uno o più locali, arredate e dotate di servizi igienici e di cucina autonomi, gestite unitariamente da soggetti iscritti al registro delle imprese per l'affitto ai turisti senza offerta di servizi centralizzati o prestazioni di tipo alberghiero, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore a cinque mesi consecutivi. (21)
d) ricevimento, recapito e assistenza degli ospiti da esercitare in un locale, eventualmente destinato anche ad altri usi, situato nello stesso territorio comunale in cui sono ubicate le unità abitative; (21a)
5. Agli effetti della presente legge si considera gestione di case e appartamenti per vacanze la gestione non occasionale e organizzata di due o più unità abitative ad uso turistico.(22)
1. Fatto salvo quanto disposto dai commi 2bis e 2ter, limitatamente al computo dei posti letto, le case e appartamenti per vacanze devono possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico-edilizi in materia di civile abitazione. (22a)
2. Le unità abitative delle case e appartamenti per vacanze devono disporre di una superficie minima, al netto di ogni vano accessorio, di mq. 8 per le camere ad un letto e di mq. 14 per le camere a due letti, con un incremento di superficie di mq. 6 per ogni letto in più. Le unità abitative che ricadono nelle zone territoriali di tipo A dei PRG devono disporre di una superficie minima, al netto di ogni vano accessorio, di mq 11,50 per le camere a due letti. (22b)
2bis. Limitatamente al computo dei posti letto, nelle unità abitative composte da un monolocale adibito a cucina-pranzo-soggiorno e a pernottamento sono autorizzati due posti letto. Possono essere autorizzati al massimo tre posti letto qualora la superficie minima, al netto di ogni vano accessorio, sia pari ad almeno mq 24 e quattro posti letto qualora la superficie minima, al netto di ogni vano accessorio, sia pari ad almeno mq 32. Non possono in alcun caso essere autorizzati più di quattro posti letto. (22c)
2ter. Limitatamente al computo dei posti letto, nelle unità abitative composte da un locale adibito a cucina-pranzo-soggiorno e da una o più camere per il pernottamento, nel locale adibito a cucina-pranzo-soggiorno possono essere autorizzati al massimo ulteriori quattro posti letto nella misura di uno ogni 6 mq cui deve essere aggiunta una superficie pari a 2 mq per ogni posto letto dell'intera unità abitativa. (22d)
3. In deroga a quanto previsto dagli articoli 73 e 74 della legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta), e dagli strumenti urbanistici comunali, l'utilizzo di unità abitative aventi destinazione d'uso ad abitazione temporanea ai sensi dell'articolo 73, comma 2, lettera dbis), della medesima legge in forma di case e appartamenti per vacanze può non comportare il mutamento della loro destinazione d'uso.(23)
(Segnalazione certificata di inizio attività)(24)
1. Chiunque intenda gestire le case e appartamenti per vacanze presenta al Comune competente per territorio la SCIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 18, nonché il numero, l'ubicazione e le caratteristiche delle unità abitative destinate all'attività ricettiva, dei posti letto distinti per unità abitativa e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
d) le caratteristiche e modalità di prestazione dei servizi offerti;
e) (24a)
(Adempimenti dei Comuni)(25)
1. Entro sessanta giorni dalla data di presentazione della SCIA, il Comune competente per territorio verifica la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti procedendo, se del caso, ai sensi dell'articolo 22, comma 2, della l.r. 19/2007. Entro lo stesso termine, il Comune effettua, inoltre, apposito sopralluogo diretto a verificare l'idoneità della struttura all'esercizio dell'attività ricettiva extralberghiera; gli esiti del sopralluogo sono comunicati alla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive e all'Office régional du tourisme - Ufficio regionale del turismo.
2. Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella SCIA è comunicata, entro e non oltre trenta giorni dal suo verificarsi, al Comune competente per territorio che provvede con le modalità di cui al comma 1.
(Rinnovi delle autorizzazioni annuali)(26)
(Cessazione e sospensione dell'attività)(27)
1. L'esercizio di un'attività ricettiva extralberghiera senza aver presentato la SCIA comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 28, la cessazione dell'attività medesima con provvedimento del Comune competente per territorio.
2. In caso di sopravvenuta carenza rispetto a una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il Comune competente per territorio assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale l'attività è sospesa fino ad un massimo di sessanta giorni. In casi eccezionali, tale termine può essere prorogato. Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni di legge, il Comune competente per territorio dispone la cessazione dell'attività.
3. I provvedimenti adottati ai sensi del presente articolo sono comunicati alla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive.
1. Il Comune dà immediata comunicazione all'Assessorato regionale del turismo, sport e beni culturali della presentazione della SCIA per le attività ricettive di cui alla presente legge, nonché delle diffide, sospensioni, revoche e cessazioni. (28)
3. Fatti salvi l'obbligo di denunciare all'autorità di pubblica sicurezza le generalità di ciascun ospite e il loro arrivo e presenza e ogni altro adempimento prescritto dall'articolo 109 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), il gestore dell'attività ricettiva extralberghiera è tenuto a comunicare, entro il giorno 10 di ogni mese, gli arrivi e le presenze del mese precedente, per scopi statistici, all'Office régional du tourisme - Ufficio regionale del turismo di cui alla legge regionale 26 maggio 2009, n. 9 (Nuove disposizioni in materia di organizzazione dei servizi di informazione, accoglienza ed assistenza turistica ed istituzione dell'Office régional du tourisme - Ufficio regionale del turismo), di seguito denominato Office régional. (28a)
(Comunicazione dei prezzi)(29)
1. Il titolare dell'attività ricettiva extralberghiera comunica alla struttura regionale competente i prezzi minimi e massimi che intende praticare; nel caso in cui siano comunicati solo prezzi minimi o solo prezzi massimi, gli stessi sono considerati come prezzi unici.
2. La comunicazione, concernente anche i servizi offerti, è inviata entro il 15 settembre di ogni anno, con validità dal 1° dicembre al 30 novembre dell'anno successivo. E' consentita un'ulteriore comunicazione entro il 1° marzo dell'anno successivo con la quale il titolare dell'attività ricettiva extralberghiera comunica la variazione di prezzi e di servizi che intende applicare a partire dal 1° giugno dello stesso anno.
3. L'omessa o incompleta comunicazione entro i termini di cui al comma 2 comporta il divieto di applicare prezzi superiori a quelli indicati nell'ultima comunicazione.
4. Per le nuove attività o nel caso di subingresso, la comunicazione è effettuata entro trenta giorni dalla data di presentazione della SCIA.
5. Le tabelle e i cartellini con l'indicazione dei prezzi praticati devono essere esposti in modo ben visibile nei locali di ricevimento degli ospiti o di prestazione dei servizi e, limitatamente alle strutture di cui agli articoli 14, 16bis e 17, in ciascuna camera o unità abitativa.
(Informativa ai turisti) (30)
1. L'Assessorato regionale competente in materia di turismo, gli enti locali, l'Office régional e le pro-loco competenti per territorio possono predisporre e rilasciare, a chiunque ne faccia richiesta e a titolo gratuito, opuscoli, cataloghi informativi o altro materiale promozionale relativi alle strutture ricettive di cui all'articolo 1, nonché agli appartamenti ammobiliati per uso turistico di cui all'articolo 25.
2. E' fatta salva la facoltà dell'Assessorato regionale competente in materia di turismo di disporre controlli ispettivi a mezzo di proprio personale. (30a)
1. Per quanto non previsto dalla presente legge è fatta salva l'osservanza delle norme statali e regionali che regolano l'esercizio dell'attività ricettiva, in quanto applicabili alle attività disciplinate dalla presente legge, e in particolare delle norme riguardanti la prevenzione incendi ed infortuni, la tutela igienico-sanitaria, l'uso e tutela del suolo, la salvaguardia dell'ambiente. (30b)
(Sanzioni amministrative)(31)
1. Chiunque gestisca una delle attività ricettive extralberghiere disciplinate dalla presente legge senza aver presentato la SCIA di cui agli articoli 4, 7, 10, 13, 16, 16quater e 19, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 1.800 a euro 6.000. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni, si applica la stessa sanzione.
2. Chiunque gestisca una delle attività ricettive extralberghiere disciplinate dalla presente legge in violazione dell'articolo 20, comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 800 a euro 3.000.
3. E' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 600 a euro 6.000, il titolare di una delle attività ricettive extralberghiere disciplinate dalla presente legge che:
a) attribuisce alla propria attività, con qualsiasi mezzo, un'attrezzatura non conforme a quella esistente, o una denominazione diversa da quella dichiarata;
b) utilizza i locali destinati ad alloggio dei clienti con un numero di posti letto superiore rispetto a quanto dichiarato.
4. Chiunque attribuisca ad un immobile e ne pubblicizzi in qualsiasi forma la qualificazione di attività ricettiva extralberghiera in violazione delle disposizioni della presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 4.200 a euro 12.000.
5. La mancata o incompleta comunicazione dei prezzi entro i termini stabiliti dall'articolo 24 e l'omessa esposizione di tabelle e cartellini prezzi, ove previsti, comporta la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 500 a euro 1.200.
6. Fatto salvo quanto disposto dalla normativa statale vigente in materia di prezzi, l'applicazione di prezzi difformi da quelli comunicati comporta la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 1.000 a euro 2.400.
6bis. Il gestore della casa per ferie o dell'ostello per la gioventù che fornisce alloggio ad ospiti diversi da quelli previsti rispettivamente dagli articoli 2, commi 1 e 2, e 5, comma 1, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 600 a euro 6.000. (31a)
6ter. Il gestore di bed & breakfast - chambre et petit déjeuner che somministri alimenti e bevande che richiedano manipolazione, in violazione di quanto previsto dall'articolo 16bis, comma 2ter, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 2.000 a euro 6.000. (31b)
7. In caso di recidiva, le sanzioni di cui al presente articolo sono raddoppiate.
8. All'accertamento delle violazioni di cui al presente articolo e all'applicazione delle relative sanzioni provvede il Comune competente per territorio con le procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
9. I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati dai Comuni.
(Accertamento delle violazioni e irrogazione delle sanzioni) (32)
(1) Lettera inserita dall'art. 1, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23.
(2) Comma aggiunto dall'art.34, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
(2a) Comma sostituito dalla lettera a) del comma 1 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 1 dell'art. 2 recitava:
"1. Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite, al di fuori di normali canali commerciali, da enti pubblici, nonché associazioni o enti aventi personalità giuridica privata, operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, per il solo soggiorno dei propri dipendenti, associati o assistiti e loro familiari.".
(2b) Comma sostituito dalla lettera b) del comma 1 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 2 dell'art. 2 recitava:
"2. Nelle case per ferie possono altresì essere ospitati dipendenti, e relativi familiari, di altre aziende, nonché assistiti dagli enti o aderenti alle associazioni di cui al comma 1 con i quali sia stata stipulata apposita convenzione.".
(3) Comma così sostituito dall'art. 35, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Nella formulazione originaria, il comma 3 dell'articolo 2 recitava:
"3. Nelle case per ferie dev'essere garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1.".
(4) Lettera così sostituita dall'art. 33, comma 1, della L.R. 29 marzo 2007, n. 4.
Nella formulazione originaria, la lettera c) del comma 1 dell'articolo 3 recitava:
"c) locale comune di soggiorno distinto dalla sala da pranzo, di dimensioni non inferiori a mq. 0,7 per ogni posto letto;".
(5) Comma aggiunto dall'art. 1, comma 1, della L.R. 5 giugno 2001, n. 9
(6) Comma aggiunto dall'art. 1, comma 2, della L.R. 5 giugno 2001, n. 9.
(7) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 36, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
"Dichiarazione di inizio di attività
1. Chiunque intenda gestire le case per ferie presenta al Comune competente per territorio la dichiarazione di inizio attività (DIA) di cui all'articolo 22 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 19 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della DIA.
2. Nella DIA sono indicati:
e) i soggetti che possono utilizzare la struttura.".
Articolo in seguito modificato dalla disposizione di coordinamento contenuta nell'art. 32, comma 1, della L.R. 23 maggio 2011, n. 12 ai sensi della quale le espressioni "dichiarazione di inizio attività" e "DIA" ovunque ricorrano nelle leggi o nei regolamenti regionali sono sostituite dalle seguenti: "segnalazione certificata di inizio attività" e "SCIA".
"(Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività)
4. I titolari o gestori di casa per ferie non sono tenuti ad iscriversi alla sezione speciale degli esercenti il commercio prevista dall'art. 5 della l. 217/1983.".
(7a) Lettera sostituita dal comma 2 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo della lettera e) del comma 2 dell'art. 15 recitava:
"e) i soggetti che possono utilizzare la struttura.".
(8) Comma così sostituito dall'art. 37, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
"2. Negli ostelli per la gioventù dev'essere garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1.".
(9) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 38, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
1. Chiunque intenda gestire gli ostelli per la gioventù presenta al Comune competente per territorio la DIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della DIA.
Articolo in seguito modificato dalla disposizione di coordinamento contenuta nell'art. 32, comma 1, della L.R. 23 maggio 2011, n. 12 ai sensi della quale le espressioni "dichiarazione di inizio attività" e "DIA" ovunque ricorrano nelle leggi e nei regolamenti regionali sono sostituite dalle seguenti. "segnalazione certificata di inizio attività" e "SCIA".
4. I titolari o gestori della suddetta attività ricettiva non sono tenuti ad iscriversi alla sezione speciale degli esercenti il commercio prevista dall'art. 5 della l. 217/1983".
(9a) Lettera modificata dal comma 3 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo della lettera g) del comma 1 dell'art. 9 recitava:
"g) locale invernale con sommaria attrezzatura per cucina ad uso autonomo;".
(10) Comma aggiunto dall'art. 39, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
(11) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 40, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
1. Chiunque intenda gestire i rifugi alpini presenta al Comune competente per territorio la DIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della DIA.
e) gli estremi dell'attestato di idoneità psicofisica all'esercizio della professione, certificata da un medico di sanità pubblica in data non anteriore a tre mesi dalla data di presentazione della DIA;
f) le indicazioni concernenti la località dove si trova il rifugio, l'altitudine e il tipo di manufatto, nonché le vie di accesso, sentieri o mulattiere.".
Articolo in seguito modificato dalla disposizione di coordinamento contenuta nell'art. 32, comma 1, della L.R. 23 maggio 2011, n. 12 ai sensi della quale le espressioni "dichiarazione di inizio attività" e "DIA" ovunque ricorrano nelle leggi o nei regolamenti regionali sono sostituite dalle seguenti "segnalazione certificata di inizio attività" e "SCIA".
e) i servizi prestati.".
(11a) Lettera abrogata dal comma 14 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo della lettera e) del comma 2 dell'art. 10 recitava:
"e) gli estremi dell'attestato di idoneità psicofisica all'esercizio della professione, certificata da un medico di sanità pubblica in data non anteriore a tre mesi dalla data di presentazione della SCIA;".
(12) Comma così modificato dall'art. 41, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Nella formulazione originaria, il comma 1 dell'art. 11 recitava:
"1. Sono posti tappa escursionistici o dortoirs le strutture sommariamente attrezzate, site anche in località servite da strade aperte al pubblico transito veicolare, atte a consentire il pernottamento [, per periodi non superiori alle quarantotto ore,] a coloro i quali percorrano itinerari escursionistici.".
(13) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 42, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
1. Chiunque intenda gestire i posti tappa escursionistici presenta al Comune competente per territorio la DIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della DIA.
c) il periodo di esercizio dell'attività ed i servizi prestati.".
Articolo in seguito modificato dalla disposizione di coordinamento contenuta nell'art. 32, comma 1, della L.R. 23 maggio 2011, n. 12 ai sensi della quale l'espressione "dichiarazione di inizio attività" e "DIA" ovunque ricorrano nelle leggi o nei regolamenti regionali sono sostituite dalle seguenti "segnalazione certificata di inizio attività" e "SCIA".
Nella formulazione originaria, l'articolo 13 recitava:
b) il periodo di apertura.".
(14) Comma così sostituito dall'art. 2, comma 1, della L.R. 30 giugno 2010, n. 19.
Nella formulazione originaria, il comma 1 dell'articolo 14 recitava:
"1. Sono esercizi di affittacamere le strutture ricettive composte da non più di sei camere destinate ai clienti, con una capacità ricettiva complessiva non superiore a dodici posti letto, ubicate in un unico stabile o in una porzione di stabile, nelle quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari.".
(14a) Comma modificato dal comma 4 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
"3. Gli affittacamere devono assicurare, avvalendosi della normale organizzazione familiare, i seguenti servizi minimi di ospitalità, compresi nel prezzo della camera:".
(15) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 43, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
1. Chiunque intenda gestire l'attività di affittacamere presenta al Comune competente per territorio la DIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della DIA.
e) gli estremi dell'atto di approvazione dell'assemblea dei condomini, qualora l'attività sia esercitata in unità condominiali.".
Articolo in seguito modificato dalla disposizione di coordinamento contenuta nell'art. 32, comma 1 della L.R. 23 maggio 2011, n. 12 ai sensi della quale le espressioni "dichiarazione di inizio attività" e "DIA" ovunque ricorrano nelle leggi o nei regolamenti regionali sono sostituite dalle seguenti "segnalazione certificata di inizio attività" e "SCIA".
Nella formulazione originaria, l'articolo 16 recitava:
e) periodi di esercizio dell'attività.".
(15a) Lettera abrogata dal comma 14 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo della lettera e) del comma 2 dell'art. 16 recitava:
"e) gli estremi dell'atto di approvazione dell'assemblea dei condomini, qualora l'attività sia esercitata in unità condominiali.".
(16) Capo inserito dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23.
(17) Articolo inserito dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23.
Il comma 2 dell'art. 16bis è stato successivamente modificato dall'art. 2, comma 1, della L.R. 30 gennaio 2012, n. 1.
Nella formulazione precedente, inserita dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23, il comma 2 dell'art. 16bis recitava:
"2. L'attività di bed & breakfast - chambre et petit déjeuner è svolta avvalendosi della normale organizzazione familiare [e fornendo, esclusivamente a chi è alloggiato, cibi e bevande confezionati per la prima colazione senza alcuna manipolazione].".
Il comma 2bis dell'articolo 16bis è stato aggiunto dall'art. 2, comma 2, della L.R. 30 gennaio 2012, n. 1.
Il comma 2ter dell'articolo 16bis è stato aggiunto dall'art. 2, comma 3, della L.R. 30 gennaio 2012, n. 1.
Il comma 3 dell'articolo 16bis è stato successivamente sostituito dall'art. 44, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Nella formulazione precedente, inserita dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23, il comma 3 dell'articolo 16bis recitava:
"3. L'esercizio dell'attività di bed & breakfast - chambre et petit déjeuner non costituisce cambio di destinazione d'uso dell'immobile a fini urbanistici e comporta, per i proprietari o possessori dei locali, l'obbligo di dimora nel medesimo per i periodi in cui l'attività viene esercitata o di residenza nel comune in cui viene svolta l'attività, oppure in locali ubicati a non più di cinquanta metri di distanza dall'abitazione in cui si dimora.".
(17a) Comma sostituito dal comma 5 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 2ter dell'art. 16bis recitava:
"2ter. La somministrazione di alimenti e bevande ai sensi del comma 2bis, lettera b), non rientra nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull'igiene dei prodotti alimentari, e può essere esercitata a condizione che il soggetto gestore del bed & breakfast - chambre et petit déjeuner sia in possesso, alla data di presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all'articolo 16quater, di uno dei requisiti professionali di cui all'articolo 71, comma 6, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno). In mancanza di detto requisito professionale, il soggetto gestore deve frequentare, con esito positivo, il corso professionale di cui all'articolo 6, comma 4, della legge regionale 3 gennaio 2006, n. 1(Disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Abrogazione della legge regionale 10 luglio 1996, n. 13), limitatamente alle materie inerenti all'igiene nella manipolazione degli alimenti.".
(18) Articolo inserito dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23.
(19) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 45, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16
1. Chiunque intenda gestire i bed & breakfast - chambre et petit déjeuner presenta al Comune competente per territorio la DIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della DIA.
b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 16ter, nonché il numero e l'ubicazione delle camere destinate all'attività ricettiva, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
d) gli estremi dell'atto di approvazione dell'assemblea dei condomini, qualora l'attività sia esercitata in unità condominiali.".
La lettera b) del comma 2 dell'articolo 16quater è stata successivamente modificata dall'art. 2, comma 4, della L.R. 30 gennaio 2012, n. 1.
La lettera b) del comma 2 dell'articolo 16quater era già stata precedentemente sostituita nel modo seguente dall'art. 45, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
"b) il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 1bis, e 16ter, nonché il numero e l'ubicazione delle camere destinate all'attività ricettiva, dei posti letto distinti per camera e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti.".
Nella formulazione precedente, inserita dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23, la lettera b) del comma 2 dell'articolo 16quater recitava:
"b) il possesso dei requisiti edilizi ed igienico-sanitari di cui all'articolo 16ter, comma 1, nonché il numero delle camere, dei posti letto e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti.".
La lettera d) del comma 2 dell'articolo 16quater è stata successivamente abrogata dall'art. 6, comma 1, della L.R. 30 gennaio 2012, n. 1.
La lettera d) del comma 2 dell'articolo 16quater era già stata precedentemente sostituita nel modo seguente dall'art. 45, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
"d) gli estremi dell'atto di approvazione dell'assemblea dei condomini, qualora l'attività sia esercitata in unità condominiali.".
Nella formulazione precedente, inserita dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23, la lettera d) del comma 2 dell'articolo 16quater recitava:
"d) il periodo di esercizio dell'attività;".
Nella formulazione precedente, inserita dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23, l'art. 16quater recitava:
b) il possesso dei requisiti edilizi ed igienico-sanitari di cui all'articolo 16ter, comma 1, nonché il numero delle camere, dei posti letto e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti;
3. Entro sessanta giorni dalla denuncia di cui al comma 1, il Comune effettua apposito sopralluogo diretto a verificare l'idoneità dell'abitazione all'esercizio dell'attività di bed & breakfast - chambre et petit déjeuner; gli esiti del sopralluogo sono comunicati all'Assessorato regionale competente in materia di turismo e all'Azienda di promozione turistica competente per territorio.
5. Gli esercenti l'attività di bed & breakfast - chambre et petit déjeuner non sono tenuti all'iscrizione nella sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall'articolo 5, comma secondo, della l. 217/1983.".
(20) Articolo abrogato dall'art. 52, comma 1, lettera a), della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Nella formulazione precedente, inserita dall'art. 2, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23, l'articolo 16quinquies recitava:
"(Norma di rinvio)
(21) Comma così sostituito dall'art. 35, comma 3, della L.R. 5 dicembre 2005, n. 31.
Nella formulazione originaria, il comma 1 dell'art. 17 recitava:
"1. Sono case e appartamenti per vacanze le unità abitative, ubicate anche in stabili diversi, purché situate nel medesimo territorio comunale, composte da uno o più locali, arredate e dotate di servizi igienici e di cucina autonomi, gestite unitariamente in forma imprenditoriale per l'affitto ai turisti senza offerta di servizi centralizzati o prestazioni di tipo alberghiero, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non inferiore a sette giorni e non superiore a tre mesi consecutivi.".
(21a) Lettera sostituita dal comma 6 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo della lettera d) del comma 2 dell'art. 17 recitava:
"d) locale di ricevimento, recapito e assistenza degli ospiti;".
(22) Comma così modificato dall'art. 2, comma 5, della L.R. 30 gennaio 2012, n. 1.
Nella formulazione originaria, il comma 5 dell'art. 17 recitava:
"5. Agli effetti della presente legge si considera gestione di case e appartamenti per vacanze la gestione non occasionale e organizzata di tre o più unità abitative ad uso turistico.".
(22a) Comma sostituito dalla lettera a) del comma 7 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 1 dell'art. 18 recitava:
"1. Le case e appartamenti per vacanze devono possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico-edilizi in materia di civile abitazione.".
(22b) Comma modificato dalla lettera b) del comma 7 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 2 dell'art. 18 recitava:
"2. Le unità abitative delle case e appartamenti per vacanze devono disporre di una superficie minima, al netto di ogni vano accessorio, di mq. 8 per le camere ad un letto e di mq. 14 per le camere a due letti, con un incremento di superficie di mq. 6 per ogni letto in più.".
(22c) Comma inserito dalla lettera c) del comma 7 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
(22d) Comma inserito dalla lettera d) del comma 7 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
(23) Comma così sostituito dall'art. 2, comma 6, della L.R. 30 gennaio 2012, n. 1.
"3. L'utilizzo delle predette unità secondo le modalità previste nella presente legge non ne comporta, ai fini urbanistici, la modifica della destinazione d'uso.".
(24) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 46, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
1. Chiunque intenda gestire le case e appartamenti per vacanze presenta al Comune competente per territorio la DIA di cui all'articolo 22 della l.r. 19/2007, su apposito modulo predisposto dalla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive. L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della DIA.
Nella formulazione originaria, l'articolo 19 recitava:
5. Il titolare dell'autorizzazione è tenuto a comunicare preventivamente al Comune ogni variazione del numero e delle caratteristiche delle case e appartamenti gestiti.".
(24a) Lettera abrogata dal comma 14 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo della lettera e) del comma 2 dell'art. 19 recitava:
(25) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 47, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
1. Entro sessanta giorni dalla data di presentazione della DIA, il Comune competente per territorio verifica la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti procedendo, se del caso, ai sensi dell'articolo 22, comma 2, della l.r. 19/2007. Entro lo stesso termine, il Comune effettua, inoltre, apposito sopralluogo diretto a verificare l'idoneità della struttura all'esercizio dell'attività ricettiva extralberghiera; gli esiti del sopralluogo sono comunicati alla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive e all'Office régional du tourisme- Ufficio regionale del turismo.
2. Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella DIA è comunicata, entro e non oltre dieci giorni dal suo verificarsi, al Comune competente per territorio che provvede con le modalità di cui al comma 1.".
Il comma 2 dell'articolo 20 è stato successivamente modificato nel modo seguente dall'art. 2, comma 7, della L.R. 30 gennaio 2012, n. 1:
"2. Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella SCIA è comunicata, entro e non oltre trenta giorni dal suo verificarsi, al Comune competente per territorio che provvede con le modalità di cui al comma 1.".
Nella formulazione precedente, di cui alla disposizione di coordinamento contenuta nell'art. 32, comma 1, della L.R. 23 maggio 2011, n. 12, il comma 2 dell'articolo 20 recitava:
"2. Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella SCIA è comunicata, entro e non oltre dieci giorni dal suo verificarsi, al Comune competente per territorio che provvede con le modalità di cui al comma 1.".
Nella formulazione originaria, l'articolo 20 recitava:
"(Accertamento dei requisiti)
3. La richiesta di integrazioni e l'assegnazione di un termine per le relative incombenze sospendono il termine del procedimento di cui al comma 1.".
(26) Articolo abrogato dall'art. 52, comma 1, lettera b), della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Nella formulazione originaria, l'articolo 21 recitava:
"(Rinnovi delle autorizzazioni annuali)
3. In difetto, l'autorizzazione è revocata dal Comune.".
(27) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 48, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
"(Cessazione e sospensione dell'attività)
1. L'esercizio di un'attività ricettiva extralberghiera senza aver presentato la DIA comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 28, la cessazione dell'attività medesima con provvedimento del Comune competente per territorio.
3. I provvedimenti adottati ai sensi del presente articolo sono comunicati alla struttura regionale competente in materia di strutture ricettive.".
"(Diffida, sospensione, revoca e cessazione delle autorizzazioni)
3. Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a sei mesi, prorogabili con atto del Comune, per gravi motivi, per altri tre mesi; decorso tale termine l'attività si intende definitivamente cessata.".
(28) Il comma 1 dell'articolo 23 è stato modificato nel modo seguente dall'art. 49, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
"1. Il Comune dà immediata comunicazione all'Assessorato regionale del turismo, sport e beni culturali della presentazione della DIA per le attività ricettive di cui alla presente legge, nonché delle diffide, sospensioni, revoche e cessazioni.".
Il comma 1 dell'articolo 23 è stato in seguito modificato dalla disposizione di coordinamento contenuta nell'art. 32, comma 1, della L.R. 23 maggio 2011, n. 12 ai sensi della quale le espressioni "dichiarazione di inizio attività" e "DIA" ovunque ricorrano nelle leggi o nei regolamenti regionali sono sostituite dalle seguenti "segnalazione certificata di inizio attività" e "SCIA".
Nella formulazione originaria, il comma 1 dell'articolo 23 recitava:
"1. Il Comune dà immediata comunicazione all'Assessorato regionale del turismo, sport e beni culturali del rilascio delle autorizzazioni per le attività ricettive di cui alla presente legge, nonché delle diffide, sospensioni, revoche e cessazioni.".
(28a) Comma sostituito dal comma 8 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 3 dell'art. 23 recitava:
"3. E' fatto obbligo al titolare o gestore dell'attività ricettiva di denunciare, mediante trasmissione di apposito modello Istat, l'arrivo e la presenza di ciascun cliente, oltre che all'autorità di pubblica sicurezza, anche all'azienda di promozione turistica competente per territorio, laddove esistente.".
(29) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 35, comma 5, della L.R. 5 dicembre 2005, n. 31:
"(Comunicazione dei prezzi)
1. Il titolare dell'autorizzazione all'esercizio comunica alla struttura regionale competente i prezzi minimi e massimi che intende praticare; nel caso in cui siano comunicati solo prezzi minimi o solo prezzi massimi, gli stessi sono considerati come prezzi unici.
2. La comunicazione, concernente anche i servizi offerti, è inviata entro il 15 settembre di ogni anno, con validità dal 1° dicembre al 30 novembre dell'anno successivo. E' consentita un'ulteriore comunicazione entro il 1° marzo dell'anno successivo con la quale il titolare dell'autorizzazione all'esercizio comunica la variazione di prezzi e di servizi che intende applicare a partire dal 1° giugno dello stesso anno.
4. Per le nuove attività o nel caso di subingresso, la comunicazione è effettuata entro trenta giorni dall'ottenimento dell'autorizzazione all'esercizio.
5. Le tabelle e i cartellini con l'indicazione dei prezzi praticati devono essere esposti in modo ben visibile nei locali di ricevimento degli ospiti o di prestazione dei servizi e, limitatamente alle strutture di cui agli articoli 14, 16bis e 17, in ciascuna camera o unità abitativa.".
Il comma 1 dell'articolo 24 è stato successivamente modificato dall'art. 50, comma 1, lettera a), della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Il comma 2 dell'articolo 24 è stato successivamente modificato dall'art. 50, comma 1, lettera a), della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Il comma 4 dell'articolo 24 è stato successivamente così modificato dall'art. 50, comma 1, lettera b), della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
"4. Per le nuove attività o nel caso di subingresso, la comunicazione è effettuata entro trenta giorni dalla data di presentazione della DIA.".
Nella formulazione precedente, inserita dall'art.35, comma 5, della L.R. 5 dicembre 2005, n. 31, il comma 4 dell'articolo 24 recitava:
"4. Per le nuove attività o nel caso di subingresso, la comunicazione è effettuata entro trenta giorni dall'ottenimento dell'autorizzazione all'esercizio.".
Il comma 4 è stato in seguito modificato dalla disposizione di coordinamento contenuta nell'art. 32, comma 1, della L.R. 23 maggio 2011, n. 12 ai sensi della quale le espressioni "dichiarazione di inizio attività" e "DIA" ovunque ricorrano nelle leggi o nei regolamenti regionali sono sostituite dalle seguenti "segnalazione certificata di inizio attività" e "SCIA".
Il comma 5 dell'articolo 24 è stato aggiunto dall'art. 35, comma 5, della L.R. 5 dicembre 2005, n. 31.
Nella formulazione originaria, l'articolo 24 recitava:
"(Denuncia e pubblicità dei prezzi)
3. Le tabelle e i cartellini con l'indicazione dei prezzi praticati devono essere esposti in modo ben visibile nei locali di ricevimento degli ospiti o di prestazione dei servizi e, limitatamente alle strutture di cui agli art. 14 e 17, in ciascuna camera o unità abitativa.".
(30) Articolo inserito dall'art. 3, comma 1, della L.R. 4 agosto 2000, n. 23.
Il comma 1 dell'art. 25bis è stato, in seguito, modificato dal comma 9 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 1 dell'art. 25bis recitava:
"1. L'Assessorato regionale competente in materia di turismo, le Aziende di promozione turistica e le pro-loco competenti per territorio possono predisporre e rilasciare, a chiunque ne faccia richiesta e a titolo gratuito, opuscoli, cataloghi informativi o altro materiale promozionale relativi alle strutture ricettive di cui all'articolo 1, nonché agli appartamenti ammobiliati per uso turistico di cui all'articolo 25.".
(30a) Comma modificato dal comma 10 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 2 dell'art. 26 recitava:
"2. E' fatta salva la facoltà dell'Assessorato regionale del turismo, sport e beni culturali di disporre controlli ispettivi a mezzo di proprio personale.".
(30b) Comma modificato dal comma 11 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
Nella formulazione originaria, il testo del comma 1 dell'art. 27 recitava:
"1. Per quanto non previsto dalla presente legge è fatta salva l'osservanza delle norme statali e regionali che regolano l'esercizio dell'attività ricettiva, in quanto applicabili alle attività disciplinate dalla presente legge, e in particolare delle norme riguardanti la pubblica sicurezza in materia di registrazione e notifica delle persone alloggiate, la rilevazione statistica, l'iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, prevista dall'art. 5 della l. 217/1983, la prevenzione incendi ed infortuni, la tutela igienico-sanitaria, l'uso e tutela del suolo, la salvaguardia dell'ambiente.".
(31) Articolo sostituito nel modo seguente dall'art. 51, comma 1, della L.R. 1° giugno 2010, n. 16:
"(Sanzioni amministrative)
1. Chiunque gestisca una delle attività ricettive extralberghiere disciplinate dalla presente legge senza aver presentato la DIA di cui agli articoli 4, 7, 10, 13, 16, 16quater e 19, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro da euro 1.800 a euro 6.000. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni, si applica la stessa sanzione.
9. I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati dai Comuni.".
Nella formulazione originaria, l'articolo 28 recitava:
6. Sono fatte salve le sanzioni previste da leggi statali e regionali per la violazione nell'esercizio di attività ricettive di norme riguardanti la pubblica sicurezza, la rilevazione statistica, l'iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, la tutela igienico-sanitaria, la prevenzione incendi ed infortuni, l'uso e la tutela del suolo, la salvaguardia dell'ambiente.".
(31a) Comma inserito dalla lettera a) del comma 12 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
(31b) Comma inserito dalla lettera b) del comma 12 dell'art. 15 della L.R. 22 dicembre 2017, n. 23.
(32) Articolo abrogato dall'art. 52, comma 1, lettera c), della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Nella formulazione originaria, l'articolo 29 recitava:
"(Accertamento delle violazioni e irrogazione delle sanzioni)
5. Si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).".
(33) Comma abrogato dall'art. 52, comma 1, lettera d) della L.R. 1° giugno 2010, n. 16.
Nella formulazione originaria, il comma 2 dell'articolo 30 recitava:
"2. Per le strutture di nuova apertura il rilascio delle autorizzazioni previste dagli art. 4, 7, 10, 13, 16 e 19 è subordinato alla verifica dei requisiti igienico-sanitari nonché di sicurezza individuati dal regolamento di cui al comma 1, oltre che dei requisiti tecnici previsti dagli art. 3, 6, 9, 12, 15 e 18.".