Source: http://www.studiolamottamonti.it/ho-un-figlio-di-colore-non-lo-fanno-entrare-in-discoteca/
Timestamp: 2020-07-16 12:52:31+00:00
Document Index: 153700565

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 21', 'art.18', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 40', 'art. 47', 'art. 41', 'art. 48']

Ho un figlio di colore, non lo fanno entrare in discoteca | Studio Legale La Motta Monti
Recentemente al tema è stata dedicata una puntata su Rai 3 di “Che tempo che fa”, nel corso della quale è stata intervistata la fondatrice di una nuova rete sociale “mamme par la pelle” poiché sono sempre più frequenti i casi di ragazzi di colore immigrati, ma anche adottati da coppie italiane, che non riescono a prendere l’autobus o ad entrare in discoteca senza subire violenze di tipo psicologico e discriminazioni di sorta, che nei casi più estremi sfociano in lesioni fisiche ed aggressioni a sfondo razziale.
Negli ultimi due anni sono quintuplicate le segnalazioni di questi casi ed il fenomeno va indubbiamente arginato con il ricorso alla giustizia. Ma cosa si intende per diritti civili?
Non ogni offesa è una violazione dei diritti civili, in senso stretto. Quali tipi di casi meritano di trovare tutela legale? Vediamo insieme quando rivolgersi ad un avvocato per la difesa dei tuoi diritti.
Esistono diversi tipi di discriminazioni:
1)Discriminazione sul posto di lavoro, di mansioni e d’impiego:
Un datore di lavoro non può trattarti in modo diverso perché appartieni ad una “minoranza”: è evidente non puoi essere licenziato per il tuo accento o per il colore della pelle.
La maggior parte dei lavoratori sono invece, contrariamente a quanto prescritto dalla legge, discriminati a causa della loro razza, del sesso, dell’origine nazionale, dell’orientamento sessuale, ecc… Queste discriminazioni sono spesso dissimulate e difficili da far cessare.
2)Molestie sessuali / Ambiente di lavoro ostile:
Hai diritto a un ambiente di lavoro privo di molestie sessuali, insulti razzisti e scevro da altri tipi di abusi. Priprio perché è un diritto che può essere fatto valere nei confronti di chiunque (erga omnes) devi cercare tutela per farlo cessare immediatamente.
3)Falso arresto:
Se vieni arrestato senza una causa plausibile, con accuse che successivamente sono archiviate, perché insussistenti, e se ci sono gli estremi della discriminazione, puoi chiedere un risarcimento.
4)Negligenza e abuso
Se ti viene negata una cura medica o sei vittima di discriminazione mentre sei ricoverato in un ospedale, puoi agire contro il centro medico ospedaliero per quanto patito.
Se sospetti che i tuoi diritti civili siano stati violati, devi chiamare un avvocato del nostro studio anche solo per avere un consulto.
Il rispetto dei diritti deve essere garantito da parte dello Stato Italiano che deve altresì combattere ogni lesione dei diritti umani, ivi compresi il diritto di voto, il diritto alla privacy, la libertà di parola e la parità di accesso alle cure mediche.
Quando i tuoi diritti vengono violati, se subisci un danno fisico, psicologico o economico puoi chiedere un risarcimento. Il primo passo è parlare con un avvocato del nostro studio, esperto in materia, per discutere del tuo caso. Scegli di farti assistere da professionisti competenti come quelli del nostro studio per avere assistenza legale e per una consulenza. Troverai ulteriori informazioni alla sezione contatti del nostro sito o alla sezione collaborazioni.
I diritti si sono evoluti negli anni. La campagna per la parità di diritti per donne, minoranze e persone con disabilità ha fatto grandi progressi, ma c’è ancora molto lavoro da fare!
La teoria dei diritti umani, contribuendo molto a far affermare il concetto che l’individuo può essere destinatario diretto di alcune norme internazionali, ha prodotto un cambiamento nel settore della responsabilità degli Stati, poiché ha messo in crisi il principio classico del carattere solo interstatale del rapporto di responsabilità. Infatti gli individui possono, in certe circostanze, essere destinatari di norme internazionali secondarie; e quindi possono invocare e far valere la responsabilità di uno Stato. In altre parole, quando l’obbligo internazionale primario violato dallo Stato ha per destinatari formali non solo altri Stati ma anche individui, tale Stato assume una responsabilità internazionale non solo verso altri Stati ma anche verso gli individui, che diventano anch’essi soggetti attivi del rapporto di responsabilità.
In Italia l’espressione «diritti della personalità» è contenuta testualmente nell’art. 24 della legge di riforma del diritto internazionale privato (Legge n. 218 del 1995)
Il concetto di persona non coincide necessariamente con quello di soggetto giuridico, ma comporta una considerazione più ampia del semplice “centro di imputazione di situazioni giuridiche soggettive”.
La persona è l’insieme di tutte le caratteristiche del singolo individuo, e quindi delle caratteristiche fisiche tangibili, etiche, comportamentali, morali e spirituali, nonché della proiezione del singolo nella vita sociale, ossia della percezione che ogni persona dà di sé stessa all’esterno.
Questo insieme di caratteristiche dà luogo a una combinazione irripetibile: quando si parla di identità, dal punto di vista giuridico si intende parlare di individui unici e dalle caratteristiche irripetibili.
Secondo una prevalente opinione, si può ritenere che un certo diritto costituisca un “diritto umano” quando corrisponde alla natura umana, cioè alla ragione ed alla volontà tipiche della specie umana. Questa tesi ha un’impostazione di fondo giusnaturalistica e presenta lo svantaggio di lasciare un margine di soggettività nel trovare una definizione di “natura umana” che sia universalmente accettata nel mondo multiculturale contemporaneo.
Pertanto, la teoria dei diritti umani ha contribuito, tramite i concetti di obblighi “erga omnes“ e di “ius cogens“, a cambiare la funzione e la natura giuridica tipiche del diritto internazionale nel senso di una loro modernizzazione: accanto alla dimensione privatistica del diritto internazionale, una sua dimensione pubblicistica si è gradualmente sviluppata e affermata.
Il dato normativo rinvenibile nella Costituzione italiana è chiarissimo:
L’articolo 2 della Costituzione fornisce delle indicazioni precise: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (…)». È stato osservato, in primo luogo, l’uso del verbo riconoscere, interpretato dalla dottrina come indizio del fatto che nell’ordinamento i diritti inviolabili dell’uomo sono preesistenti alla Carta costituzionale, e hanno un valore pregiuridico: l’ordinamento non li crea ex novo ma si limita a ammettere la loro esistenza.
Proprio questo valore pregiuridico ha consentito alla giurisprudenza di trasformare l’art. 2 della nostra Costituzione in una sorta di clausola aperta, affermando che l’art. 2 lascia all’interprete e al giurista la possibilità di verificare se (nell’evoluzione sociale) emergano diritti direttamente dalla consapevolezza della necessità di tutela e garantire le persone.
Il successivo art. 3 Costituzione cristallizza il principio di uguaglianza quando afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali, correlativamente ai doveri dello Stato finalizzati a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza tra i cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione del Paese.
La Repubblica riconosce e garantisce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art. 4), in affermazione del concetto di personalismo che pone lo Stato in funzione dell’uomo e del solidarismo cui tutti devono attenersi (cittadini, apolidi e stranieri) come base della civile convivenza sociale; l’interdipendenza inoltre tra dignità dell’individuo e tutela del diritto al lavoro in tutte le sue forme ed effetti è sostenuta dal diritto ad una retribuzione equa, proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé stessi e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa (artt. 35, 36), indipendentemente dal fatto di essere una lavoratrice o un lavoratore (art. 37).
Tra i principi fondamentali è affermata la libertà di culto religioso (artt. 8, 19), tra i diritti e doveri dei cittadini risaltano l’inviolabilità della libertà personale (art. 13), del domicilio (art. 14), della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione (art. 15); così pure sono sanciti il diritto alla libera manifestazione del pensiero (art. 21), di associazione (art.18), alla difesa in giudizio per i propri diritti (art. 24) con la presunzione di non colpevolezza sino a condanna definitiva e il riconoscimento della responsabilità penale come personale (art. 27).
Tra i diritti nei rapporti etico-sociali, economici e politici la Repubblica tutela il diritto alla salute (art. 32), all’istruzione (art. 34), a manifestare in sciopero (art. 40), incoraggia il risparmio privato (art. 47) e la libera imprenditoria economica (art. 41).
Non da ultimo riconosce a ogni cittadino il diritto di voto che è anche un dovere civico (art. 48): “Libertà vuol dire responsabilità.” si precisa nella Relazione che accompagna il Progetto della Costituzione, perchè come diritto politico per eccellenza esso in particolare è strettamente legato ai valori della democrazia, della sovranità popolare e della cittadinanza.
Nessuno potrà risparmiarti gli inconvenienti che sorgono da una odiosa discriminazione ma puoi scegliere di farti assistere da professionisti competenti come quelli del nostro studio per avere assistenza legale e per una consulenza. Troverai ulteriori informazioni alla sezione contatti del nostro sito o alla sezione collaborazioni.
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