Source: https://it.scribd.com/document/108484858/Delibera-Di-Giunta-Regionale-n-1379-del-27-07-2007
Timestamp: 2019-11-17 04:21:18+00:00
Document Index: 37413613

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art.3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 1', 'art.4', 'art.3']

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46 DEL 20 AGOSTO 2007
REGIONE CAMPANIA - Giunta Regionale - Seduta del 27 luglio 2007 - Deliberazione N. 1379 Area Generale di Coordinamento N. 17 - Istruzione - Educazione - Formazione Professionale - Politica Giovanile e del Forum Regionale della Giovent - Osservatorio Regionale del Mercato del Lavoro (O.R.ME.L.) - Quadro strategico per la definizione dell'accordo di programma quadro di Politiche giovanili. PREMESSO che con Delibera di G.R. n. 882 del 22.5.2007 si approvava il documento unitario contenente le proposte di Quadro Strategico degli APQ di cui alla delibera CIPE 14/06, quale documento con il quale si stabiliscono gli obiettivi della politica settoriale e la strategia necessaria per il raggiungimento degli stessi con il concorso delle risorse FAS, come elaborate dalle competenti AA.GG.C. con il coordinamento dellA.G.C. 03 Programmazione, Piani e Programmi e si demandava alla A.G.C. 03 ed alle AA.GG.C. competenti la concertazione con le Amministrazioni centrali dei Quadri Strategici degli APQ o degli Atti Integrativi; che in data 14/06/07 la Conferenza Unificata tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e gli Enti locali, ai sensi dellarticolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, ha sancito lIntesa sulla ripartizione del Fondo nazionale per le Politiche Giovanili di cui all art. 19, comma 2, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed allarticolo 1, comma 1290, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 relativamente alla quota parte a livello regionale e locale. Al fine di assicurare lattuazione delle politiche dei giovani, lintesa ha destinato una quota rilevante del Fondo per le politiche giovanili al finanziamento di attivit a livello regionale e locale, secondo obiettivi, criteri e modalit condivisi ; che lart.3 della detta Conferenza stabilisce che entro il 30 ottobre 2007, le Regioni e le Province Autonome procedono alla definizione del Quadro Strategico dellAccordo di Programma Quadro, secondo le modalit introdotte dalla Delibera CIPE 14/2006. Il Quadro Strategico costituisce latto propedeutico alla stipula dellAPQ e reca gli obiettivi generali e specifici dellaccordo, le linee di intervento prioritarie, le modalit di cofinanziamento e di attuazione degli interventi individuati, nonch la data per la stipula degli APQ regionali; che, ai sensi della Conferenza di cui sopra, lAccordo di Programma Quadro lo strumento per lindividuazione, lattuazione ed il monitoraggio delle iniziative regionali e delle province autonome da attuare con il cofinanziamento del Fondo. LAPQ assicura la condivisione dei programmi di investimento da finanziare con risorse derivanti dalle fonti finanziarie nazionali e comunitarie per lo sviluppo e la coerenza con il Piano Nazionale Giovani, nonch con i documenti di programmazione regionale. Ove gli Accordi non possano essere sottoscritti in tempo utile, tenuto conto anche dellavanzato stato della programmazione regionale, le risorse del Fondo, come individuate ai sensi dellarticolo 2 della Conferenza, sono trasferite alle Regioni e alle Province Autonome per le tipologie di interventi individuati nel Quadro Strategico dellAPQ. In tal caso la successiva stipula dellAccordo costituisce condizione necessaria per lattribuzione delle risorse stesse nelle successive annualit; CONSIDERATO - che la materia delle Politiche Giovanili trova corrispondenza tra le scelte strategiche del DSR e la programmazione del FAS 2006/2009; infatti, si evidenzia che la scelta strategica regionale per il 2007/2013 Una regione giovane per i giovani rientra tra gli altri nel settore Citt. Sistemi urbani del FAS 2006/2009;
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 46 DEL 20 AGOSTO 2007
che stato predisposto e condiviso con lA.G.C. 17, competente per la definizione della programmazione dei settori di intervento la proposta di Quadro Strategico per l'APQ Politiche Giovanili;
VISTA la proposta di Quadro Strategico dellAPQ Politiche giovanili, predisposto dal competente settore dellA.GG.CC. n. 17 ; larticolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 che demanda alla Conferenza la facolt di promuovere e sancire accordi tra Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunit montane, al fine di coordinare l'esercizio delle rispettive competenze e svolgere in collaborazione attivit di interesse comune; larticolo 8, comma 6, della legge n. 131 del 5 giugno 2003 il quale prevede che, in sede di Conferenza unificata, il Governo pu promuovere la stipula di intese dirette a favorire il raggiungimento di posizioni unitarie o il conseguimento di obiettivi comuni; lart. 19, comma 2, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che ha istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Fondo per le politiche giovanili, al fine di promuovere il diritto dei giovani alla formazione culturale e professionale e allinserimento nella vita sociale, anche attraverso interventi volti ad agevolare la realizzazione del diritto dei giovani allabitazione, nonch a facilitare laccesso al credito per lacquisto e lutilizzo di beni e servizi; larticolo 1, comma 1290, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che ha integrato la dotazione del Fondo, portandola a 130 milioni di euro per gli anni 2007, 2008 e 2009; il Piano Nazionali Giovani predisposto dal Ministro per le politiche giovanili e le attivit sportive; RITENUTO di dover approvare la proposta di Quadro Strategico per l'APQ Politiche Giovanili e per l'eventuale lAtto integrativo dellAPQ Infrastrutture Sistemi Urbani in tema di politiche giovanili, quale documento con il quale si stabiliscono gli obiettivi della politica settoriale e la strategia necessaria per il raggiungimento degli stessi; 1. di demandare alle AA.GG.C. competenti la concertazione con le Amministrazioni Centrali del Quadro Strategico sulla base del testo della proposta approvato dalla Giunta con la presente delibera. 2. Tutto ci premesso e considerato, la G.R., a voti unanimi DELIBERA Per le motivazioni espresse in narrativa che si intendono qui integralmente riportate di approvare lallegata proposta di Quadro Strategico per lAccordo di programma Quadro in tema di Politiche giovanili e per l'eventuale atto integrativo all'APQ settore Citt e Sistemi urbani, predisposto dal competente settore dellA.G.C. n. 17, coerentemente con le indicazioni di cui alla delibera CIPE 14/2006 (punto 2.4), come integrata dal CIPE nella seduta del 22/12/2006 e in attuazione di quanto definito in data 14/06/07 nella Conferenza Unificata tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e gli Enti locali, ai sensi dellarticolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131;
di dare atto che il Quadro Strategico approvato fa seguito al documento unitario contenente le proposte dei Quadri Strategici Regionali di ciascun settore del FAS 2006/2009, approvato con D.G.R. n. n. 882 del 22.5.2007, in virt della corrispondenza tra le scelte strategiche del DSR 2007/2013 in tema di giovani Una regione giovane per i giovani e il settore Citt. Sistemi Urbani del FAS 2006-2009; di demandare alle AA.GG.C. competenti la concertazione con le Amministrazioni centrali del Quadro Strategico dell'APQ e dell'eventuale Atto Integrativo all'APQ Citt Sistemi Urbani sulla base del testo della proposta approvato dalla Giunta con la presente delibera; La presente deliberazione inviata per lesecuzione allA.G.C. 01, allA.G.C. 03 Programmazione, Piani e Programmi e alla A.G.C. 17 settore 03 per gli adempimenti consequenziali, al Settore Stampa, Documentazione e Informazione e Bollettino Ufficiale per la pubblicazione sul BURC.
Il Segretario DElia
REGIONE CAMPANIA QUADRO STRATEGICO PER LA DEFINIZIONE DELLACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO POLITICHE GIOVANILI (Punto 2.4 della Delibera CIPE n. 14 del 22 Marzo 2006; Conferenza Unificata del 14/06/07 tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e gli Enti locali, ai sensi dellarticolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, Intesa sulla ripartizione del Fondo nazionale per le Politiche Giovanili di cui all art. 19, comma 2, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed allarticolo 1, comma 1290, della legge 27 dicembre 2006, n. 296)
PREMESSA LIntesa sulla ripartizione del Fondo nazionale per le Politiche Giovanili La Delibera CIPE n. 14 del 22 marzo 2006 La Programmazione delle risorse attribuite alla Regione Campania con la Delibera CIPE n. 3 del 22 marzo 2006 Il Quadro di riferimento allinterno del quale si inseriscono le proposte di Quadro Strategico LA PROPOSTA DEL QUADRO STRATEGICO Obiettivi generali e specifici Strategia settoriale Coerenza con le programmazioni comunitarie, nazionali e regionali per il 2007/2013 Criteri e priorit per la scelta degli interventi da inserire nellAPQ Quadro finanziario Data per la stipula dellAPQ regionale
PREMESSA LINTESA SULLA RIPARTIZIONE DEL FONDO NAZIONALE PER LE POLITICHE GIOVANILI In data 14/06/07 la Conferenza Unificata tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e gli Enti locali, ai sensi dellarticolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, ha sancito lIntesa sulla ripartizione del Fondo nazionale per le Politiche Giovanili di cui all art. 19, comma 2, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed allarticolo 1, comma 1290, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 relativamente alla quota parte a livello regionale e locale. Al fine di assicurare lattuazione delle politiche dei giovani, lintesa ha destinato una quota rilevante del Fondo per le politiche giovanili al finanziamento di attivit a livello regionale e locale, secondo obiettivi, criteri e modalit condivisi. Attualmente detto fondo, in seguito alle previsioni dellart. 1, comma 1290, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ammonta a 130 milioni di euro per gli anni 2007, 2008 e 2009. Nelle more della definizione del relativo Accordo di Programma Quadro (APQ), atto in cui saranno assicurate dal Ministro modalit di consultazione di tutti i soggetti interessati per la migliore individuazione delle linee e delle aree prioritarie di intervento, lIntesa ha sancito quanto segue: 1. La quota parte del Fondo destinata a finanziare attivit delle Regioni e delle Province Autonome stabilita in 60 milioni di euro per lanno 2007. Tale somma sar ripartita secondo i criteri gi in uso per la ripartizione del Fondo per le politiche sociali. 2. La quota parte del Fondo destinata a cofinanziare interventi proposti da Comuni e Province stabilita in 15 milioni di euro. Ulteriori modalit relative a questo intervento saranno stabilite in specifici accordi da stipularsi con ANCI e UPI, tenuto conto di quanto indicato nel Piano Nazionale Giovani e nei documenti di programmazione regionale. LAccordo di Programma Quadro lo strumento attuativo dellintesa istituzionale di cui sopra, latto di dettaglio con cui il Ministero delle Politiche Giovanili e le Regioni, le Province Autonome e gli Enti locali individueranno le iniziative da realizzare con il cofinanziamento, ne definiranno le modalit di attuazione e gli strumenti di monitoraggio. Esso, inoltre, assicura la coerenza dei programmi da finanziare con il Piano Nazionale Giovani, nonch con i documenti di programmazione regionale. La definizione dellAPQ, tuttavia, deve essere preceduta dalla definizione, da parte delle Regioni, entro il 30 ottobre 2007, del Quadro Strategico dellAccordo di Programma Quadro, in quanto esso reca gli obiettivi generali e specifici dellaccordo, le linee di intervento prioritarie, le modalit di cofinanziamento e di attuazione degli interventi individuati, nonch la data per la stipula degli APQ regionali. Il presente documento costituisce l'elaborato in base al quale avviare la concertazione con le Amministrazioni centrali al fine di pervenire alla definizione dell'APQ Politiche Giovanili e dell'eventuale APQ Sistemi Urbani o suo atto integrativo entro il quale potranno essere programmati interventi coerenti con il presente quadro come di seguito indicati. LA PROPOSTA DI QUADRO STRATEGICO OBIETTIVI E STRATEGIE Dal punto di vista demografico, contrariamente alla tendenza delle moderne societ occidentali, la Regione Campania vanta la popolazione in giovane et pi ampia dItalia1.
Popolazione residente (al 1 Gennaio 2003) Valori assoluti (migliaia) 1994 2003 Rispetto a ITA = 100 1994 2003 Di cui femmine (su 1000) 1994 2003
fonte: istat e eurostat
UE25 Italia Mezzogiorno Campania
nd 56.843 20.629 5.674
456.901 57.321 20.557 5.725
nd 100,0 36,3 10,0
797,0 100,0 35,9 10,0
nd 515 512 512
513 516 514 513
POPOLAZIONE RESIDENTE PER CLASSI DI ET AL 2003 (VALORI PERCENTUALI) Fino a 14 UE25 Italia Mezzogiorno Campania 18,4 16,0 18,4 20,1 15 - 24 14,2 12,2 14,8 15,4 25 - 44 32,9 34,7 33,6 33,8 45 69 21,6 21,8 20,2 19,4 Da 70 in su 12,8 15,3 13,1 11,2 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0
Per la Regione Campania, dunque, investire nella giovent significa davvero creare le basi per uno sviluppo pi solido domani. Il SIRG Regionale SERVIZI INFORMAGIOVANI ATTIVATI IN CAMPANIA DAL 1993 AL 2006 5 Agenzie 46 Centri 280 Punti
PERCENTUALI INFORMAGIOVANI PER PROVINCE
79; 23%
72; 22%
71; 21% 55; 17%
55; 17%
UTENZA DEI CENTRI
UTENZA PUNTI
53319 MASCHI
CAMPI DI INTERESSE - CENTRI
PROFESSIONI LAVORO EDUCAZIONE PERMANENTE VITA SOCIALE E SANITA' CULTURA E REMPO LIBERO VACANZE E TURISMO ESTERO
CAMPI DI INTERESSE - PUNTI
LAVORO EDUCAZIONE PERMANENTE VITA SOCIALE E SANITA' CULTURA E REMPO LIBERO VACANZE E TURISMO
Dati Monitoraggio SIRG 2006 Si fa presente che, relativamente al principio Informazione della Carta dei Giovani Europea, la Regione attualmente ha un sistema Informativo regionale particolarmente strutturato in Italia ed e in corso unopera di innovazione qualitativa sulla struttura e sulle funzioni. Anche sulla Partecipazione della Carta Europea, la regione ha un sistema di diffusione dei forum comunali sul territorio e dunque di partecipazione giovanile alla vita dei comuni e delle province particolarmente sviluppato ed anche qui e in corso unopera di innovazione qualitativa sulla progettualita. Il Forum un organismo di partecipazione a carattere elettivo, che si propone di avvicinare i giovani alle Istituzioni e le Istituzioni al mondo dei giovani. Scopo del Forum quello di entrare in contatto con le Istituzioni territoriali (Comuni, Comunit Montane, Province, Regioni), conoscerle e relazionarsi con le stesse, apportando idee, proposte e suggerimenti. Il Forum pu proporre progetti a livello locale, provinciale o comunitario. I giovani del Forum possono essere coinvolti in progetti proposti da Enti, Istituzioni, Associazioni presenti sul territorio. Gli eletti nel Forum si impegnano a rappresentare tutti i giovani del territorio, dialogando con essi attraverso tutte le forme utili (incontri, lettere, comunicazioni via internet, e-mail...). L'adesione al Forum personale e volontaria, il Forum eletto nell'assemblea plenaria dei giovani. I Comuni che istituiscono e riconoscono il ruolo sociale dei Forum Giovanili si impegnano a ottimizzare le condizioni istituzionali di partecipazione dei giovani alle decisioni e ai dibattiti che li riguardano. Le condizioni istituzionali di partecipazione si realizzano in strutture che possono assumere forme diverse, a seconda che si tratti di un quartiere urbano, di una citt o di un paese, o di una Regione; queste strutture devono permettere ai giovani e ai loro rappresentanti di diventare veri e propri partners relativamente alle politiche che li concernono. Per realizzare questi obiettivi, i Comuni e le altre colletivit territoriali si impegnano a creare o a sostenere consigli di giovani che funzionino come una struttura di partecipazione attiva in cui : i giovani sono eletti da altri giovani e un giovane eletto rappresentante del Forum. Incoraggiando i giovani ad esprimere la loro opinione sui problemi che li concernono, si permette loro di avere una preparazione e una formazione alla vita democratica e alla gestione della vita cittadina. Il riparto dei Forum il seguente sul territorio :
0 AVELLINO SALERNO NAPOLI BENEVENTO CASERTA
L'APQ da stipulare tra il Ministro per le Politiche Giovanili e le Attivit Sportive, e la Regione Campania avr proprio lobiettivo di promuovere o potenziare i processi di sviluppo economico- sociale della Regione, in riferimento agli specifici interventi che incidono sulla vita dei giovani e che spaziano in diversi settori di attivit: linformazione, la partecipazione, la cittadinanza attiva, la cittadinanza europea, linclusione sociale e culturale, la formazione, la cultura, la mobilit dei giovani, losservatorio sui bisogni, sulle tendenze, le-inclusion, la cooperazione, il volontariato. In attuazione dei principi di provenienza comunitaria, si intendono promuovere: 1. lApertura: assicurare uninformazione e una comunicazione attiva nei confronti dei giovani, formulata nel loro linguaggio; 2. la Partecipazione: assicurare la consultazione dei giovani e promuovere la loro partecipazione alle decisioni che li riguardano e, in linea generale, alla vita delle loro collettivit. 3. la Responsabilit: sviluppare una cooperazione nuova e strutturata onde attuare, al livello di responsabilit appropriato, soluzioni concrete in risposta alle aspirazioni dei giovani. 4. lEfficacia: valorizzare la risorsa costituita dalla giovent perch possa meglio rispondere alle sfide della societ, contribuire al successo delle diverse politiche che la riguardano e costruire lEuropa di domani. 5. la Coerenza: sviluppare una visione integrata delle diverse politiche che riguardano la giovent e dei diversi livelli dintervento pertinenti. Quali obiettivi specifici del futuro, la Regione fa proprie le parole chiave dellAgenda di Lisbona, del Libro Bianco della Commissione Europea, della Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e
regionale e delle successive indicazioni dellUE: la partecipazione, linformazione, la mobilit, la formazione. Il Consiglio Europeo straordinario, tenutosi a Lisbona nel marzo del 2000, ha affrontato una serie di temi economici e sociali cruciali per l'Unione Europea, giungendo a definire un obiettivo strategico decennale e una strategia per attuarlo, la cosiddetta "Strategia di Lisbona". L'obiettivo posto a Lisbona molto ambizioso e si propone, in dieci anni, di far divenire l'Europa "l'economia basata sulla conoscenza pi competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. Uno degli obiettivi primari modernizzare il modello sociale europeo investendo nelle persone e costruendo uno stato sociale attivo. Le persone, infatti, sono la principale risorsa dell'Europa e su di esse dovrebbero essere imperniate le politiche di investimento dell'Unione. Si comprende, a questo punto, quanto sia importante il ruolo dei giovani, i quali, nella nuova prospettiva europea, hanno un ruolo decisamente chiave. Altro obiettivo dellAgenda di Lisbona rappresentato dallIstruzione e formazione per vivere e lavorare nella societ dei saperi. Dalla constatazione che un livello qualitativamente pi elevato delloccupazione in Europa dipende dal sistema di istruzione e formazione adottato dagli stati membri, nasce la raccomandazione del Consiglio dEuropa di offrire possibilit di apprendimento e formazione mirati e soprattutto innovativi e adeguati ai rapidi cambiamenti della societ moderna. Pertanto, il Consiglio europeo ha invitato gli Stati membri, conformemente alle rispettive norme costituzionali, il Consiglio medesimo e la Commissione ad avviare le iniziative necessarie nell'ambito delle proprie competenze, per conseguire una serie di obiettivi nel campo della Formazione. Nel novembre del 2001 viene poi presentato il Libro bianco della Commissione europea Un nuovo impulso per la giovent europea, che descrive lo scenario, le sfide, i temi e le priorit per l'elaborazione dl una politica per giovani nell'arco del decennio e si inquadra nella strategia complessiva dell'UE per aprire il processo decisionale delle istituzioni alla partecipazione dei cittadini. Il Libro considera i giovani come la principale risorsa del nostro futuro e infatti sottolinea limportanza e lurgenza di considerare la giovent come una forza nella costruzione europea e non come un problema da gestire. Suggerisce, inoltre, di inserire la dimensione giovent nellinsieme delle politiche, consentendo di attuare politiche trasversali ed integrate, che mirino a favorire la partecipazione attiva dei giovani in tutti i processi decisionali. Il Libro, a tal fine, propone alcune fondamentali parole chiave, tra cui prioritarie appaiono Informazione e Partecipazione, pi tardi riprese dalla Risoluzione del Consiglio dellU.E. del 25 novembre 2003 (2003/C 295/04), che ha confermato l'importanza di entrambe. La Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale, adottata nel 2003 dal Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa, sotto legida dei Consiglio d'Europa, rappresenta, insieme al Libro bianco, il documento di riferimento delle politiche giovanili di seconda generazione. Nella Carta si ribadiscono i seguenti principi guida, molti dei quali ricalcano le indicazioni dei Libro Bianco: l'importanza della partecipazione attiva dei giovani alle decisioni e alle attivit a livello locale e regionale per la costruzione di societ pi democratiche, pi solidali e pi prospere; la necessit di andare oltre i meccanismi di partecipazione formale attraverso il voto; la promozione della cittadinanza attiva dei giovani come tutela dei diritti di cittadini ma anche come sostegno perch possano intervenire nelle decisioni in quanta giovani e non unicamente ad uno stadio ulteriore della loro vita; la centralit degli enti locali e regionali, autorit maggiormente vicine ai cittadini, per stimolare la partecipazione giovanile. Infine, nel marzo 2005, in linea con le indicazioni programmatiche della nuova Commissione, il Consiglio Europeo ha adottato il Patto Europeo per la Giovent. II Patto parte della strategia di Lisbona e impegna gli stati membri a includere i giovani nei programmi nazionali di riforme per integrare il loro potenziale al fine d garantire il ritorno ad uno sviluppo sostenuto e sostenibile dell'Europa. Vediamo nel dettaglio le singole strategie.
La partecipazione si riferisce a tutte le azioni che consentono ai giovani di esercitare attivamente i loro diritti di cittadinanza e di essere presenti effettivamente nella vita democratica delle loro comunit, oltre che nella vita pubblica in generale, in tutti i suoi aspetti. Tuttavia, poich si rileva una certa diffidenza da parte loro rispetto alle strutture istituzionali tradizionali dellazione politica e sociale (partiti, sindacati), occorrerebbe rinnovare gli strumenti propri della partecipazione stessa e promuovere o far promuovere nuovi modelli di organizzazione dei giovani, secondo forme dimpegno pi individuali e pi specifiche, al di fuori delle vecchie strutture e dei vecchi meccanismi di partecipazione. Spetta alle autorit pubbliche colmare il fossato che separa la volont di espressione dei giovani e le modalit e le strutture offerte a tal fine dalle nostre societ, se non si vuole alimentare il deficit di cittadinanza o addirittura incoraggiare la contestazione. Altro aspetto della partecipazione, oltre ai suoi strumenti e alle sue forme, il livello territoriale in cui essa si attua: la volont di coinvolgimento dei giovani deve potersi realizzare a diversi livelli, da quello locale dei piccoli e piccolissimi comuni a quello regionale. Infine, partecipazione non significa soltanto consultazione, bens inclusione diretta dei giovani nei processi decisionali. La necessit di fronte alla quale ci mette lEuropa quando chiede che non venga escluso nessuno dai meccanismi partecipativi giovanili, spinge la Regione a rimuovere ogni ostacolo alla partecipazione e a fare quanto in suo potere per agevolare soprattutto coloro che incontrano le maggiori difficolt. Indispensabile a tal fine fornire ai giovani linformazione su tutto quanto pu loro interessare: occupazione, condizioni di lavoro, alloggi, studi, salute, svago e divertimenti, ecc.. Attualmente, nelle moderne societ industrializzate, linformazione che ogni giorno circola soprattutto nella rete virtuale talmente consistente che i giovani fanno fatica a selezionare quella utile davvero; ecco, allora, che diventa s importante migliorare l'accesso dei giovani ai servizi di informazione, ma anche fornire loro maggiori informazioni di qualit e soprattutto a loro destinata. Quanto alla mobilit la cittadinanza attiva si realizza con specifici interventi di sostegno e di incentivazione per la partecipazione ai programmi di scambi socio-culturali per la giovent finalizzati agli scambi interregionali, nazionali e trasnazionali di giovani, operatori e responsabili di strutture della giovent, rivolti al confronto delle esperienze messe in atto in materia di associazionismo, cooperativismo e imprenditorialit giovanile, volontariato internazionale, servizio civile, ricerca e organizzazione di servizi per i giovani, nonch ad attivit interattive di politiche giovanili a livello comunitario, negli ambiti formativo, dell'informazione e della partecipazione, in collegamento con Enti, istituzioni ed organi, secondo quanto previsto dai programmi comunitari medesimi. Quanto alla formazione, a fronte delle attuali difficolt occupazionali, appare quanto mai imprescindibile aumentare il livello di istruzione dei giovani, anche promuovendo percorsi formativi presso altri paesi. E necessario, infatti, fare in modo che i giovani abbiano maggiori opportunit nel mercato del lavoro e che non escano sconfitti dal confronto con i loro coetanei europei. Tutto ci si persegue se si amplia laccesso alla formazione professionale e si innalza il suo livello qualitativo, se si estendono lapprendistato e i programmi di stage, se si inserire unampia gamma di competenze nei programmi didattici della formazione professionale, con particolare riferimento alle lingue straniere e alle tecnologie informatiche, se si migliora la formazione professionale degli operatori che lavorano con i giovani, e tanto altro. Chiaramente, la Regione Campania recepisce linvito che il Consiglio europeo ha fatto agli Stati membri, conformemente alle rispettive norme costituzionali, affinch diventino obiettivi di tutti: un sostanziale aumento annuale degli investimenti pro capite in risorse umane; il numero dei giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno assolto solo il livello pi basso di studi secondari e che non continuano gli studi n intraprendono altro tipo di formazione dovrebbe essere dimezzato entro il 2010; le scuole e i centri di formazione, tutti collegati a Internet, dovrebbero essere trasformati in centri locali di apprendimento plurifunzionali accessibili a tutti, ricorrendo ai mezzi pi idonei per raggiungere un'ampia gamma di gruppi bersaglio; tra scuole, centri di formazione, imprese e strutture di ricerca dovrebbero essere istituiti partenariati di apprendimento a vantaggio di tutti i partecipanti;
un quadro europeo dovrebbe definire le nuove competenze di base da fornire lungo tutto l'arco della vita: competenze in materia di tecnologie dell'informazione, lingue straniere, cultura tecnologica, imprenditorialit e competenze sociali; dovrebbe essere istituito un diploma europeo per le competenze di base in materia di tecnologia dell'informazione, con procedure di certificazione decentrate, al fine di promuovere l'alfabetizzazione "digitale" in tutta l'Unione ( vedasi lesame E.C.D.L. - European Computer Driving Licence); dovrebbero essere individuati i mezzi atti a promuovere la mobilit di studenti, docenti e personale preposto alla formazione e alla ricerca, sia utilizzando al meglio i programmi comunitari esistenti (Socrates, Leonardo, Giovent) eliminando gli ostacoli, sia mediante una maggiore trasparenza nel riconoscimento delle qualifiche e dei periodi di studio e formazione; dovrebbero altres essere adottati provvedimenti per rimuovere entro il 2002 gli ostacoli alla mobilit dei docenti e attirare docenti di alto livello; dovrebbe essere elaborato un modello comune europeo per i curriculum vitae, da utilizzare su base volontaria, per favorire la mobilit contribuendo alla valutazione delle conoscenze acquisite, sia negli istituti di insegnamento e formazione che presso i datori di lavoro. COERENZA CON LE PROGRAMMAZIONI COMUNITARIE, NAZIONALI E REGIONALI PER IL 2007/2013 La formulazione della proposta del Quadro strategico stata fatta in coerenza con: 1. i programmi presentati nel 2005 dalla Commissione europea per il periodo 2007/2013; 2. le proposte del Quadro Strategico Nazionale (QSN) per la politica regionale di coesione 2007 2013, con specifico riferimento alla priorit n. 8 Competitivit e attrattivit delle citt e dei sistemi urbani; 3. il Documento strategico regionale per la politica di coesione 2007/2013; 4. il Parco Progetti Regionale; 5. la programmazione delle risorse FAS, con specifico riferimento al settore sistemi urbani e citt. 6. le Linee Operative delle Politiche giovanili per lanno 2007; 7. il Programma Operativo Regionale FESR 2007-2013; 8. il Programma Operativo Regionale FSE 2007-2013; 9. Il FAS 2007/2013.
I nuovi programmi presentati nel 2005 dalla Commissione europea per il periodo 2007/2013 sono proiettati a razionalizzare il sistema delle opportunit europee in favore della giovent, accorpare le iniziative e facilitarne l'accesso da parte dei giovani con minori opportunit. Detti programmi sono: 1. Giovent in azione: rivolto ad una fascia di et compresa tra i 13 e i 30 anni, mira a sviluppare tra i giovani il senso di responsabilit personale, d'iniziativa, d'interesse per gli altri, di cittadinanza e la partecipazione attiva a livello locale, nazionale ed europeo. II programma comprende: Scambi giovanili internazionali (obiettivi: 35.000 progetti entro il 2013); Servizio Volontario Europeo (obiettivo: 10.000 volontari); Giovent nel mondo, per progetti con i Paesi terzi. 2. Lifelong learning (programma integrato per l'apprendimento permanente): incentrato sull'insegnamento scolastico (Comenius), sull'insegnamento superiore (Erasmus), sulla formazione professionale (Leonardo da Vinci) e sull'insegnamento per gli adulti (Grundtvig), completato da provvedimenti trasversali e da un nuovo programma (Jean Monet) focalizzato sull'integrazione europea. Rispetto a questo programma, gli obiettivi quantitativi fissati dalla Commissione sono: coinvolgere almeno il 5% degli alunni dell'UE in attivit educative congiunte; offrire possibilit di studio all'estero nell'UE a un totale di 3 milioni di studenti universitari entro il 2011; nel 2013 portare a 150.000 i tirocini presso aziende e centri di formazione situati in altri paesi dell'UE; offrire l'opportunit di studiare all'estero a 25.000 studenti nell'ambito dell'insegnamento per gli adulti entro il 2013.
A livello regionale, poi, si evidenzia che una delle 13 scelta strategiche della Regione nel Documento strategico regionale per la politica di coesione 2007/2013 (D.G.R.C. n. 1042 del 1 agosto 2006) denominata Una Regione giovane per i giovani. A tal proposito, il documento recita: La scelta si pone lobiettivo di affiancare la crescita culturale, professionale ed occupazionale dei giovani. Lobiettivo sar perseguito rimuovendo gli impedimenti, accogliendo e accompagnando la creativit dei giovani per favorire la valorizzazione del capitale umano da essi rappresentato e per combattere lemigrazione dei cervelli. Le 13 scelte strategiche contenute nel documento programmatico, gi precedentemente approvate con delibera n 1809 del 06 dicembre 2005, rappresentano le principali direttrici di sviluppo della Regione Campania lungo le quali concentrare lazione programmatica regionale nel periodo 2007 2013. Ad esse si ispira anche la delibera n. 1041 del 1 agosto 2006, la quale istituisce il Parco Progetti Regionale per il sostegno alla attuazione delle Politiche di Sviluppo della Regione Campania e della politica di coesione 2000/2006 - 2007/2013, quale riserva di progetti da utilizzare, nellambito dellattivit di programmazione ordinaria o straordinaria dei singoli assessorati. Al parco progetti, dunque, accedono i progetti di intervento per la realizzazione di infrastrutture materiali ed immateriali che siano coerenti agli indirizzi programmatici adottati con la su citata delibera di Giunta regionale n 1809. Ancora a livello regionale, le politiche giovanili si inquadrano anche nelle proposte unitarie dei Quadri Strategici Regionali del 22/05/2007, in cui figura il settore Citt. Sistemi urbani del FAS 2006-2009, chiaramente indicato, nella Delibera regionale n. 1999 del 2006, come corrispondente alla scelta strategica del Documento Strategico Regionale, innanzi citata, denominata Una Regione giovane per i giovani. La scelta dei Settori cui destinare le risorse FAS 2006-2009 dipende strettamente dalle scelte strategiche effettuate dalla Regione Campania con il DSR 2007-2013. Obiettivo generale della manovra FAS 2006-2009 sar contribuire al piano di sviluppo integrato cos delineato.
SETTORI FAS 2006-2009 Risorse naturali Sviluppo locale
Citt. Sistemi urbani
Ricerca scientifica e Societ dellInformazione Reti e nodi di servizio
Turismo. Beni e risorse culturali e ambientali
SCELTE STRATEGICHE (DSR 2007-2013) Il Mare bagna la Campania Una regione pulita e senza rischi La qualit degli alimenti qualit della vita e dello sviluppo Una regione in cui Occupare Conviene La Campania amica di chi fa impresa La Campania si fa bella restaurando le citt ed il paesaggio La Campania della dignit e della socialit. Un welfare campano Una regione giovane per i giovani La ricerca abita in Campania Campania, piattaforma logistica integrata sul Mediterraneo La Campania in porto La cura del ferro continua La Campania una regione patrimonio del mondo Una regione alla luce del sole La Campania si fa bella restaurando le citt ed il paesaggio
In tal senso, gli interventi in materia di politiche giovanili pi chiaramente afferenti al settore Citt. Sistemi Urbani appaiono essere tutti quelli finalizzati al potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali destinate ai giovani, quali, ad esempio, centri polifunzionali o laboratori creativi per la realizzazione di attivit artistiche, scientifiche, culturali e sociali. Tuttavia, con riferimento specifico a simili interventi, si evidenzia anche la priorit n. 8 delle proposte del Quadro Strategico Nazionale (QSN) per la politica regionale di coesione 2007 2013, denominata Competitivit e attrattivit delle citt e dei sistemi urbani. Infine, sempre a livello regionale, si consideri la delibera n. 641 del 13 aprile 2007, con cui la Regione Campania ha approvato le Linee operative Politiche giovanili anno 2007.
In piena assonanza con le strategie comunitarie, le idee forza delle linee operative sono partecipazione, informazione, mobilit e formazione, di cui si parlato a proposito di obiettivi e strategie dellAccordo di Programma Quadro. Le azioni programmate sono le seguenti: A. promozione e incentivazione dei servizi informagiovani e coordinamento della rete; B. sostegno ai forum della giovent; C. progetti innovativi finalizzati alla valorizzazione delle politiche giovanili; D. scambi culturali dei giovani; E. osservatorio; F. interventi formativi per i giovani; G. interventi per centri polifunzionali per i giovani; H. azioni di sistema. Azione A Informazione Nello specifico la Regione tende a promuovere, sia in sede che sul territorio, lattivazione dei Servizi Informagiovani. Lattivit sar rivolta alle aree gi strutturate e a quelle deprivate dei servizi di informazione. Infatti obiettivo precipuo quello volto a favorire la nascita ed il consolidamento di reti territoriali di Servizi Informagiovani per la piena realizzazione del SIRG (Sistema Informativo Regionale Giovanile). Gli obiettivi sono i seguenti : 1. promuovere ai livelli opportuni la realizzazione di servizi d'informazione integrati, coerenti e coordinati, che tengano conto delle esigenze specifiche dei giovani e siano quanto pi possibile accessibili per i giovani, anche economicamente; 2. promuovere uguali opportunit di accesso all'informazione per tutti i giovani, evitando ogni forma di discriminazione o esclusione per motivi di carattere economico, sociale, di genere culturale o geografico; 3. favorire linformazione di qualit. A tal fine gli obiettivi sono : a) verificare la qualit dell'informazione dei giovani, tenendo conto degli strumenti esistenti (ad esempio le buone prassi, la Carta europea dell'informazione per la giovent della rete ERYICA); b) migliorare l'istruzione e la formazione di chi opera nell'ambito dell'informazione dei giovani; c) migliorare il nesso esistente tra informazione e consulenza, allo scopo di favorire nei giovani un processo di apprendimento e di acquisizione di capacit su come ottenere, selezionare e valutare le informazioni, cos da diventarne degli utenti consapevoli; d) promuovere la diffusione di informazioni specifiche per i giovani attraverso tutti i canali d'informazione, specie quelli da essi maggiormente utilizzati, quali Internet, i telefoni cellulari, i video e il cinema. La Regione Campania favorisce la partecipazione dei giovani all'informazione. A tal fine gli obiettivi sono : a) favorire il coinvolgimento delle organizzazioni giovanili e degli operatori del settore dell'informazione giovanile, a livello regionale e locale, nella definizione e nell'attuazione di strategie di informazione dei giovani; b) incoraggiare la partecipazione dei giovani all'elaborazione di prodotti informativi mirati, di facile comprensione e utilizzo, allo scopo di migliorare la qualit dell'informazione e l'accesso di tutti i giovani; c) promuovere un pi ampio coinvolgimento dei giovani nella divulgazione delle informazioni e delle attivit di consulenza (ad esempio presso gli Informagiovani, nelle scuole, nelle organizzazioni giovanili e nei mezzi di comunicazione) al fine di aiutare tutti i giovani ad accedere alle informazioni. Le strutture Informagiovani dovranno sempre pi : a) favorire il coinvolgimento delle organizzazioni giovanili e degli operatori del settore dell'informazione giovanile, nella definizione e nell'attuazione di strategie di informazione dei giovani; b) incoraggiare la partecipazione dei giovani all'elaborazione di prodotti informativi mirati, di facile comprensione e utilizzo, allo scopo di migliorare la qualit dell'informazione e l'accesso di tutti i giovani;
c) promuovere un pi ampio coinvolgimento dei giovani nella divulgazione delle informazioni e delle attivit di consulenza al fine di aiutare tutti i giovani ad accedere alle informazioni. La Regione attraverso la struttura delle politiche giovanili garantisce il rispetto delle esigenze di carattere unitario nellesercizio a livello regionale dei servizi informagiovani, al fine dello sviluppo regolato dei processi di interazione, nell'ottica dell'ottimizzazione degli interventi e del loro adeguamento agli indirizzi programmatici regionali. A tal fine esercita una azione di impulso, di proposta, di coordinamento tecnico per la definizione degli indirizzi programmatici e della verifica generale dell'andamento dei servizi informagiovani, sviluppando standard omogenei di qualit dei servizi ai fini della partecipazione al SIRG e allaccesso ai contributi regionali. Al fine di incoraggiare e favorire listituzione di ulteriori servizi destinati allinformazione dei giovani, oltre a quelli gi definiti nella L.R. n. 14\2000, soprattutto nellambito di strutture esistenti, quali gli istituti scolastici, i centri polifunzionali, le biblioteche e altre strutture pubbliche, la Regione potr attivare sportelli Informagiovani definendone gli standard di qualit del servizio e le possibili forme di finanziamento. Tutti i servizi di informazione per i giovani dovranno rispettare norme e standard di servizio definiti a livello nazionale e regionale. Gli standard saranno riferiti sia alle strutture sia alle risorse utilizzate. Avranno accesso ai contributi e ai servizi regionali e provinciali solo i servizi che rispondano ai detti standard. Ciascun servizio Informagiovani dovr in ogni caso, gi al momento dellattivazione, garantire il rispetto dei principi della carta adottata a Bratislava il 19 novembre 2004 dalla XV Assemblea Generale della Agenzia della Giovent Europea (ERYCA) e successive modifiche e integrazioni. La Regione, ai fini di garantire una informazione di qualit, incentiver processi di certificazione della qualit dei servizi e delle strutture Informagiovani con idonee misure ed interventi. Azione B Partecipazione Per attivare la partecipazione istituzionale dei giovani la Regione promuove lo sviluppo del sistema di forum giovanili degli EE.LL. quali organismi fondamentali nella partecipazione dei giovani, alla attivit dei Comuni, delle Province e di altri enti locali, quali organi consultivi obbligatori in materia di politiche giovanili; promuove allo stesso modo il loro collegamento con il Forum regionale della giovent. A tal fine svolto un ruolo di impulso ai processi di partecipazione e protagonismo dei giovani attraverso la promozione e il coordinamento dei Forum della Giovent istituiti presso gli Enti Locali. Ai Comuni assicurata la consulenza, lassistenza e il coordinamento anche fornendo una bozza di Statuto, le direttive impartite per lattivazione dei Forum Comunali sono rivolte ad assicurare: la rappresentativit territoriale, le modalit elettive, le competenze e lautonomia. I giovani, attraverso i Forum, devono avere la possibilit di partecipare alla preparazione, allattuazione e alla valutazione delle attivit e dei prodotti offerti dai Centri o dai Servizi di informazione per la giovent ed essere rappresentati in seno agli organi direttivi di tali centri. I Forum hanno le seguenti finalit : a) fornire ai giovani un luogo in cui possano esprimersi liberamente su argomenti che li preoccupano, ivi compreso a proposito di proposte e di politiche dei comuni e di altri enti territoriali; b) offrire ai giovani la possibilit di presentare delle proposte agli enti locali; c) permettere ai comuni e agli altri enti locali di consultare i giovani su questioni specifiche; d) fornire una sede in cui si possano elaborare, seguire e valutare dei progetti riguardanti i giovani; e) offrire una sede che possa favorire la concertazione con delle associazioni ed organizzazioni giovanili; f) favorire la partecipazione dei giovani in altri organi consultivi degli enti locali; g) dare ai giovani la possibilit di esprimersi e di agire su problemi che li riguardano, formandoli alla vita democratica e alla gestione della vita della comunit; h) promuovere iniziative pubbliche, convegni, dibattiti, ricerche in materia di politiche Giovanili; i) promuovere progetti a livello locale, provinciale regionale e comunitario anche in collaborazione con Enti Pubblici, Associazioni ed altri Forum, rivolti ai giovani; j) promuovere un rapporto di comunicazione con i giovani del Comune in collaborazione con le realt, le aggregazioni, le istituzioni presenti nel Forum o interessate ai lavori dello stesso;
k) favorire la costituzione di un sistema informativo integrato fra Amministrazione locale, giovani e aggregazioni Giovanili, rispetto ai bisogni emergenti sul territorio comunale ed agli interventi ad essi relativi; l) approfondire, esaminare e fare proposte sul rapporto tra ente locale e realt giovanile; m) promuovere forme di volontariato e di collaborazione con i servizi dell'Amministrazione Comunale rivolti ai giovani. Gli Enti locali, coordinati dalla Regione, svolgono unazione di diffusione della Carta Europea, relativamente ai compiti del Forum dei giovani, nei luoghi di aggregazione giovanile (Scuole superiori, Universit, Associazioni Giovanili, Circoli Giovanili, Circoli parrocchiali, ecc. ). Inoltre, presentano l'iniziativa dell'Ente locale per favorire la partecipazione istituzionale dei giovani alla vita locale e regionale e informano attraverso i servizi informagiovani, gli sportelli di ascolto delle scuole superiori, universit ed altro, sulla funzione, compiti e composizione del Forum e sulla convocazione delle Assemblee elettive, attraverso idonee forme pubblicitarie; essi, infine, insediano il Forum. Le Province, secondo le indicazioni della Carta europea e nel rispetto degli atti di indirizzo del Comitato di coordinamento tecnico regionale dei forum, in collaborazione con i Comuni, promuovono e coordinano gli adempimenti necessari per la istituzione del Forum provinciale formata dai delegati dei Forum della giovent presso gli altri enti locali. Comuni, Province e altri enti locali procurano le strutture, i locali, i mezzi finanziari e lassistenza materiale necessari per il buon funzionamento del Forum. Una volta ottenuti tali mezzi, queste strutture devono avere la possibilit di ricercare degli aiuti finanziari e materiali supplementari presso altri partner (fondazioni e societ private, ecc). Gli eletti nel Forum si impegnano a rappresentare tutti i giovani del territorio, dialogando con essi attraverso tutte le forme utili (incontri, lettere, comunicazioni via internet, e-mail...). Gli Enti locali che istituiscono e riconoscono il ruolo sociale dei Forum Giovanili si impegnano a ottimizzare le condizioni istituzionali di partecipazione dei giovani alle decisioni e ai dibattiti che li riguardano. Le condizioni istituzionali di partecipazione si realizzano in strutture che possono assumere forme diverse, a seconda che si tratti di un quartiere urbano, di una citt o di un paese. Queste strutture devono permettere ai giovani e ai loro rappresentanti di diventare veri e propri partners relativamente alle politiche che li concernono. I Forum costituiti ed attivati che rispondano a standard di costituzione e funzionamento regionali potranno accedere ai contributi regionali per progetti coerenti con le Linee operative annuali del settore e in attuazione delle politiche di settore definite nella Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale, adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali dEuropa il 21 maggio 2003. Potr essere definita una forma giuridica al forum al fine di dotarli di autonomia finanziaria rispetto agli enti locali, almeno per quanto attiene alle spese di funzionamento. In particolare i Forum dovranno garantire : la rappresentativit territoriale, le modalit elettive, le competenze e lautonomia. Azione C Progetti per i Giovani La Regione, attraverso la struttura delle Politiche Giovanili, si impegna a dare sostegno alle attivit socioculturali organizzate, cio dirette, da associazioni o enti per la partecipazione dei giovani e per lattuazione di politiche per la giovent, sia nel campo della cultura, che in quello dellazione sociale. I contributi su progetto possono essere erogati per la realizzazione di attivit a carattere socio-culturale, organizzate da associazioni o comuni per la partecipazione dei giovani e per lattuazione di politiche per la giovent, sia nel campo della cultura, che in quello dellazione sociale. I contributi avranno ad oggetto le azioni progettuali coerenti con le politiche di settore definite nella Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali dEuropa il 21 maggio 2003. Le azioni soggette a contributo potranno essere una o pi delle politiche di settore definite nella detta Carta europea e dunque : Politica dello sport, del tempo libero e della vita associativa; Politica per loccupazione e per la lotta alla disoccupazione dei giovani; Politica dellambiente urbano, dellhabitat, dellabitazione e dei trasporti; Politica di formazione e di educazione che favorisca la partecipazione dei giovani; Politica di mobilit e di scambi; Politica sanitaria; Politica a favore delluguaglianza tra le donne e gli uomini; Politica specifica per le regioni rurali; Politica di accesso alla cultura; Politica di sviluppo sostenibile e di tutela ambientale; Politica di lotta alla violenza e alla delinquenza; Politica di lotta alla discriminazione; Politica in materia di sessualit; Politica di accesso ai diritti.
Le azioni dovranno tendere a perseguire la strategia di sviluppo integrato fondata su sistemi locali territoriali di sviluppo, e sui principi guida di decentramento amministrativo, di integrazione territoriale, di partecipazione, di coesione sociale, di riduzione della perifericit, di sviluppo della cultura dellassociazionismo, di integrazione tra servizi informagiovani, i forum comunali, le scuole, i servizi allimpiego, il tutto fondato sulla piena cooperazione istituzionale. Azione D Mobilit La Regione, tramite la struttura delle Politiche Giovanili, sostiene le organizzazioni o i gruppi che favoriscono la mobilit dei giovani mediante politiche di scambi, al fine di sviluppare la solidariet, la costruzione dellEuropa ed una consapevolezza della cittadinanza europea. Per poter riuscire appieno occorre tener conto della nozione di sviluppo individuale e fondarsi sugli strumenti e i metodi propri del campo della giovent, strumenti e metodi che favoriscono lo scambio tra pari e la sperimentazione, in cui il fare pi importante che il risultato, tutto questo anche tramite il ricorso alla concessione di voucher, o altre forme di incentivi, per la partecipazione ad attivit di studio in ambito regionale, nazionale ed internazionale. Il tutto anche favorendo lo scambio o gli incontri con giovani emigrati italiani e campani allestero, stimolando la loro partecipazione alla vita collettiva delle comunit campane e lo scambio con giovani campani nelle loro localit attuali, stimolando altres forme di aggregazione associata non solo di carattere ludico-ricreative, ma anche forme di aggregazione pi confacenti allerogazione di servizi informativi/formativi (professionali e non). Gli interventi devono essere finalizzati al consolidamento delle relazioni dei giovani campani e\o dei loro organi di partecipazione, con le corrispondenti istituzioni di partecipazione di altre comuni, di altre regioni, di altre nazioni, con le istituzioni comunitarie, nazionali e locali straniere e internazionali e con i cittadini autoctoni con le quali interloquiscono nei diversi contesti di stabilizzazione. Sintendono quindi favorire e realizzare scambi culturali, di studio, di inclusione sociale. Particolare attenzione sar data ai Paesi del Mediterraneo e a tal fine si favorir la realizzazione di un Network tra le organizzazioni Giovanili e i gruppi di Giovani informali dell' area Euro Mediterranea (EUROMEDITERRANEN YOUTH COUNCIL). Per il raggiungimento di tale obiettivo si potranno effettuare, anche per rafforzare i rapporti con le locali rappresentanze italiane, incontri con le comunit di campani allestero : sia per comprendere maggiormente le loro necessit e i loro bisogni sociali, sia per favorire scambi di carattere culturale. Lazione pu essere destinata anche a finanziare scambi di studio presso istituzioni scolastiche estere. Azione E Osservatorio; La Regione, tramite la struttura delle Politiche Giovanili, istituir un Osservatorio permanente sulla condizione giovanile. LOsservatorio ha il compito di ottenere una conoscenza approfondita e globale dei giovani, una conoscenza di tipo dinamico, costruita insieme alle risorse del territorio e ai giovani stessi, che sia in grado di cogliere la dinamicit del mondo giovanile, delle variazioni che intervengono riguardo a interessi, abitudini, attivit, e che aiuti a conoscere anche le esperienze positive che vivono i giovani e che permettono loro di crescere e di divenire adulti. Esso rappresenta uno spazio di ricerca permanente per cogliere il peso di alcune variabili, quali ad esempio il genere, il territorio, la nazionalit, il titolo di studio, nello sviluppo dei percorsi di vita e delle scelte che i giovani compiono. LOsservatorio regionale ha il compito di porsi quale supporto tecnico e culturale per dare voce alle esperienze, ricostruire buone prassi, mettere a fuoco le criticit tecniche e metodologiche costituendo una risorsa per il processo di crescita professionale e culturale degli attori delle politiche rivolte ai giovani e con essi delle molteplici azioni, interventi e progetti che per loro sono predisposti. Esso inoltre entra in relazione con le realt di osservatori gi esistenti, ne valorizza il ruolo e i prodotti, crea nuove prospettive di connessione e collaborazione a livello regionale e provinciale, utili sia a chi chiamato ad assumere decisioni nei processi programmatori di tipo politico, tecnico o culturale a livello regionale, provinciale, comunale, sia anche ai molti soggetti della societ civile (associazioni, enti, fondazioni, cooperative) che operano direttamente con i giovani. LOsservatorio ha come fini precipui :
raccogliere, in modo organico e continuativo, dati ed informazioni riguardanti i giovani e la loro vita, i loro bisogni, le tendenze culturali e sociali, le loro problematiche, individuando, laddove possibile, tematiche ed aspetti poco o nulla considerati da sottoporre a politici e tecnici; o realizzare un monitoraggio costante della condizione giovanile con particolare riferimento ai modelli di consumo di alcole fumo e al fenomeno del bullismo; o raccogliere, in modo organico e continuativo, dati ed informazioni riguardanti gli interventi che istituzioni pubbliche e soggetti privati predispongono a favore dei giovani, individuando, laddove possibile, nodi e questioni da riproporre in sedi e forme opportune; o offrire lopportunit di costruire a partire dalla raccolta e lanalisi dei dati indicazioni, orientamenti e linee guida per lazione di chi sul territorio chiamato ad operare direttamente con i giovani; o costruire a partire dalla raccolta e dallanalisi dei dati opportunit di confronto e scambio tra giovani e soggetti che operano a loro favore; o promuovere e favorire connessioni con altre regioni ed altre nazioni per rendere i dati raccolti oggetto di scambio, di confronto e di crescita comunitaria. LOsservatorio regionale sui giovani pu : a) essere una fonte di dati e di informazioni per quelle realt locali che non riescono ad attivare autonomamente uno strumento analogo; b) gestire flussi informativi in connessione con altri osservatori in modo da strutturare un sistema di scambio di informazioni nei due sensi: dalle banche dati centrali verso il territorio, e dal territorio verso il centro, in modo da garantire la fornitura di dati statistici istituzionali in forma agevolata e superare le difficolt con le fonti locali; c) creare una banca dati regionale accessibile a chiunque con documentazione sulle politiche giovanili; d) sviluppare forme di coordinamento tra gli osservatori regionali e quelli provinciali, arrivando a stabilire modalit condivise riguardo alla raccolta dei dati e alla produzione dei rapporti di ricerca; e) sviluppare un piano di ricerche condiviso e articolato nelle diverse province, secondo gli interessi e le necessit per la programmazione locale; f) sviluppare percorsi di ricerca in partenariato con gli altri osservatori interessati, in relazione agli argomenti prescelti e condivisi; LOsservatorio diffonde la cultura della condizione giovanile, come agente di sviluppo culturale, sociale ed economico mediante la riproduzione e la diffusione di documenti e di progetti di particolare valore, la pubblicazione di analisi, studi e ricerche, nonch di un Bollettino di Informazione Giovanile, la realizzazione di incontri, seminari, convegni. o Azione F La Formazione La Regione, tramite la struttura delle Politiche Giovanili, ttiver interventi finalizzati alla realizzazione di interventi seminariali di carattere informativo e formativo, convegni, al fine di sviluppare verso i giovani capacit di partecipazione, di informazione, di sviluppo locale, di capacit professionali ed artistiche, nonch imprenditoriali e commerciali, di partecipazione presso istituzioni locali, e al fine di informare i giovani su tematiche e statistiche sulla realt giovanile. Per interventi seminariali informativi/formativi si intende lorganizzazione e la realizzazione di una sequenza di incontri tematici su varie tematiche omogenee (ad esempio, conferenze su aspetti riguardanti la partecipazione dei giovani presso le istituzioni, le sue problematiche, le sue possibilit di sviluppo; corsi per la comprensione delle normative di accesso ai finanziamenti nazionali o comunitari; incontri per far dialogare giovani di diversa provenienza geografica; convegni per la massima diffusione e conoscenza del SIRG, eccetera). Le attivit formative saranno rivolte ad Associazioni giovanili, ai Forum e agli enti locali con una funzione di promozione e diffusione delle informazioni, e di sviluppo di capacit e potenzialit progettuali, promuovendo lutilizzo del metodo delle buone prassi al fine di conoscere e capire le esperienze positive realizzate in altre
realt, e conoscere i cambiamenti che hanno prodotto. Inoltre garantendo un sistema di informazione e di formazione agli enti locali sulle leggi, le risorse di finanziamento e sulle opportunit che esistono nellambito delle politiche giovanili a livello regionale, nazionale e comunitario. Inoltre lobiettivo potr essere favorire nei giovani un processo di apprendimento e di acquisizione di capacit su come ottenere, selezionare e valutare le informazioni, cos da diventarne degli utenti consapevoli. La formazione potr essere inoltre rivolta in particolare agli operatori Informagiovani ai fini della loro qualificazione. Infine il settore potr realizzare convenzioni con le Universit per tirocinii formativi e potr finanziare borse di studio per azioni formative rivolte a giovani. Lazione potr anche assicurare al Forum Regionale della Giovent un sostegno costante nello svolgimento di attivit tese a rappresentare gli interessi e la aspirazioni dei giovani e di favorire la loro presa in carico da parte delle Istituzioni (L.R. 14/89 art.4). Si potranno supportare azioni organizzative di intervento e di coordinamento istituzionale del Forum Regionale. Azione G Centri polifunzione giovani Con particolare riguardo agli squilibri socioculturali che si registrano sul territorio campano, la Regione intende promuovere e sostenere la realizzazione di centri polifunzionali o laboratori creativi per lespletamento di attivit artistiche, scientifiche, culturali e sociali aperti alla collaborazione con il mondo della partecipazione, degli informagiovani, con la scuola, con gli istituti universitari e con lassociazionismo culturale. A tal fine sar cura della Regione di definire i parametri in termini di spazi e di destinazioni per la costruzione e la riqualificazione di aree da destinare ai detti centri. I centri sono realizzati dagli enti locali, anche mediante luso di beni di cui alla L.R. n. 23 del 2003 (Interventi a favore dei Comuni ai quali sono stati trasferiti i beni confiscati alla delinquenza organizzata ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 109, art.3) , come strutture unitarie ovvero come sistemi integrati di spazi e servizi esistenti in un ambito territoriale definito e dovranno integrarsi con le strutture locali che operano con i giovani e verso i giovani. I centri dovranno adottare norme regolamentari che garantiscano un utilizzo socialmente finalizzato delle strutture, dei fondi propri e delle sovvenzioni regionali, ed una gestione professionalmente qualificata dei servizi. Il Settore politiche giovanili adotter tutte le misure per rendere possibile il coordinamento e la piena integrazione tra il SIRG, i Centri Servizi Territoriali, il sistema CAPSDA regionale tutte le piattaforme informative e di servizi del territorio rivolte ai giovani. Le azioni finanziate saranno quelle aventi come destinatari la popolazione giovanile dei centri urbani da realizzare attraverso il pi ampio coinvolgimento di risorse e soggetti pubblici e privati anche ai fine di intercettare la domanda di cooperazione degli attori sociali, economici, culturali del territorio; tali progetti devono riguardare sia il recupero infrastrutturale di edifici o parti di essi da adibire allo svolgimento delle attivit specifiche sia l'individuazione di servizi, con la relativa dotazione strumentale, da mettere a disposizione delle fasce giovanili della popolazione con l'obiettivo duplice di favorire processi di coinvolgimento attivo di soggetti a rischio, nonch di sostenere la crescita e la diffusione delle nuove forme urbane di creativit nei camp dell'arte, della musica e dei linguaggi giovanili. Le attivit riguarderanno due diverse tipologie di intervento concernenti il recupero e la ristrutturazione di edifici, nonch la messa in opera di attivit e servizi in favore dei giovani. Nei detti centri sar possibile ospitare e creare : "laboratori urbani giovanili", luoghi di apprendimento collettivo nei campi dell'artigianato, dell'arte, della cultura, delle nuove tecnologie; attivit di sostegno alla infrastrutturazione immateriale (capitale umano e sociale), connessi e a supporto, di processi di sviluppo di sistemi locali a forte vocazione culturale, ambientale, sociale, economica divulgazione del patrimonio socio-economico locale attraverso forme innovative di trasmissione dei saperi, della formazione, delle esperenze e competenze tacite dei luoghi e delle comunit ivi residenti; promozione di forme di partecipazione attiva ed inserimento/integrazione dei govani alla vita di "quartiere", integrazione con i forum; integrazione con i servizi informagiovani;
processi di animazione locale finalizzati alla creazione/individuazione di nuove opportunit occupazionali; promozione di reti innovative tra giovani ed istituzioni locali. I Centri saranno finanziati in attuazione dellaccordo principale, sottoscritto contestualmente allIntesa Istituzionale di Programma il 16 febbraio 2000, che ripercorreva e riproponeva gli obiettivi assunti dal PSM e ripresi dal POR Campania individuati: nel rafforzamento della disponibilit di funzioni rare ed innovative e dellofferta di servizi urbani e metropolitani nei centri urbani; nel miglioramento del sistema della mobilit interna ed esterna ai centri urbani allo scopo di ridurne la congestione; nel miglioramento della qualit della vita nelle grandi aree urbane, in particolare nelle aree periferiche e in quelle dimesse, incrementandone le dotazioni infrastrutturali e di servizi; nella promozione del processo di costituzione delle reti di citt piccole e medie, quale infrastruttura di supporto allaffermazione di processi di sviluppo; nella riqualificazione, nel rinnovo e nella rifunzionalizzazione del tessuto edilizio urbano, nel rispetto delle tradizioni culturali e storiche e della valorizzazione del vasto patrimonio artistico, con particolare attenzione al recupero dei centri storici e dei centri minori. Il nuovo programma operativo, cos come approvato dalla Giunta Regionale con la delibera n. 453 del 16 marzo 2007, riconosce un ruolo di traino alle citt medie per la loro capacit di configurarsi quali nodi di riferimento per la rete delle citt nella promozione delle vocazioni e delle opportunit locali ed animatrici di reti di alleanze, nei contesti nazionali ed europei, nel quadro di sviluppo policentrico. In questottica, la strategia delineata per i sistemi urbani individua quattro direttrici dintervento: costruire una rete regionale di citt medie e di insiemi di aggregazioni urbane, competitive e connesse alle grandi reti infrastrutturali con lo scopo di investire un modello di sviluppo policentrico basato sulle citt con popolazione superiore ai 50.000 abitanti; evidenziare, in maniera strettamente complementare alla direttrice su indicata, la centralit dellarea metropolitana di Napoli ed orientare il suo patrimonio di infrastrutture, servizi e capitale sociale ad assumere la funzione di traino verso la rete di citt; promuovere e sviluppare sistemi economici reticolari tra realt urbane minori, che presentano eccellenze o potenzialit peculiari di sviluppo con lo scopo di esaltare il ruolo dei borghi storici minori nellambito delle economie rurali; verificare la capacit dei sistemi locali di sviluppo di svolgere la funzione di integratori dei programmi e degli interventi strategici per lo sviluppo della Regione a livello territoriale. In continuit con le priorit dintervento e gli indirizzi programmatici della pianificazione in atto, nonch di quella relativa al ciclo 2007- 2013, le linee guida per lutilizzo delle risorse attribuite alla Regione Campania dal CIPE con la propria deliberazione n. 3/2006 sono individuate, tra le altre, nei seguenti punti: 1. contrastare il degrado e lemarginazione sociale. questa un obiettivo indirizzato alle citt medio/ grandi con lo scopo di affrontare le problematiche connesse alle periferie degradate attraverso: lincremento delle possibilit di fruizione dello spazio urbano da parte dei cittadini, sia per laccrescimento della competitivit dei sistemi urbani, sia per il rafforzamento della coesione sociale; il miglioramento della qualit della vita nelle aree urbane, in particolare nelle aree periferiche e in quelle dismesse con particolare attenzione ai bisogni dellinfanzia, allintegrazione sociale e alla lotta alla marginalit, anche attraverso il cofinanziamento del programma di cui alla L. 328/2000 e secondo le linee di programmazione regionale adottate dalla Giunta Regionale con la delibera n. 1826/2001; 2. potenziare i servizi urbani e dei nodi di accessibilit alle citt, con lobiettivo di rafforzare le potenzialit dei centri urbani, in relazione alle loro dimensioni metropolitane o di centro medio piccolo, come luogo di attrazione di funzioni e servizi per i processi di sviluppo del territorio, avendo presente le caratteristiche e le potenzialit specifiche di ciascuna realt nel contesto regionale attraverso il miglioramento del sistema della mobilit interna ed esterna ai centri urbani, riducendo la congestione, linquinamento acustico e linquinamento atmosferico.
La Regione pone come priorit il finanziamento di Centri polifunzione realizzati dai Comuni preferibilmente su beni di cui alla L.R. n. 23 del 2003, come strutture unitarie ovvero come sistemi integrati di spazi e servizi esistenti in un ambito territoriale definito e dovranno integrarsi con i centri informagiovani e con i Forum dei giovani; nei detti centri sar possibile ospitare e creare "laboratori urbani giovanili", luoghi di apprendimento collettivo nei campi dell'artigianato, dell'arte, della cultura, delle nuove tecnologie; attivit di sostegno alla infrastrutturazione immateriale (capitale umano e sociale), connessi e a supporto, di processi di sviluppo di sistemi locali a forte vocazione culturale, ambientale, sociale, economica; divulgazione del patrimonio socioeconomico locale attraverso forme innovative di trasmissione dei saperi, della formazione, delle esperenze e competenze tacite dei luoghi e delle comunit ivi residenti; promozione di forme di partecipazione attiva ed inserimento/integrazione dei govani alla vita di "quartiere", integrazione con i forum; integrazione con i servizi informagiovani; processi di animazione locale finalizzati alla creazione/individuazione di nuove opportunit occupazionali; promozione di reti innovative tra giovani ed istituzioni locali; presenza di strutture di informazione, formazione e partecipazione giovanile, favorendo in particolare la cittadinanza attiva dei diversamente abili nonch lattivazione di incubatori di giovani talenti che svolgano il ruolo di diffusione delle opportunit. Dovr essere garantito il pieno coordinamento e la piena integrazione tra il Sistema informativo regionale, i Centri Servizi Territoriali, il sistema CAPSDA regionale tutte le piattaforme informative e di servizi del territorio rivolte ai giovani; In questa fase sperimentale si ritiene necessario destinare le risorse prioritariamente alla creazione di strutture presso i Comuni capoluoghi di provincia, con particolare attenzione alla Citt di Napoli; verranno finanziate prioritariamente strutture in aree con forte disagio e con presenza di fenomeni di associazionismo giovanile e infine strutture regionali con il fine di attribuire nelle dette strutture azioni di regia complessiva del sistema; A tal fine lAssessorato finanzier prioritariamente, secondo le modalit di cui al punto 12 della Delibera di G.R. n. 1041 del 2006, quei progetti presentati dai Comuni che garantiscano lattivazione di strumenti istituzionali di informazione e partecipazione e dunque : un forum dei giovani attivo uno sportello informagiovani attivo un Comitato direttivo informagiovani e del forum attivo secondo le Linee operative dettate e sopra richiamate la formale adozione della Carta europea riveduta della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali dEuropa il 21 maggio 2003, nonch il Libro bianco della Commissione Europea Un nuovo impulso per la giovent europea approvato dalla Commissione Europea il 21 novembre 2001; la previsione nelle strutture di servizi informagiovani, del forum, di attivit di formazione e partecipazione giovanile, favorendo in particolare la cittadinanza attiva dei diversamente abili nonch lattivazione di incubatori di giovani talenti che svolgano il ruolo di diffusione delle opportunit. A tal fine dovr essere garantito il pieno coordinamento e la piena integrazione tra il Sistema informativo regionale, i Centri Servizi Territoriali, il sistema CAPSDA regionale tutte le piattaforme informative e di servizi del territorio. Azione H Azioni di sistema Il Settore attua azioni di sistema mediante la realizzazione di interventi atti a consolidare il modello di governance del coordinamento con particolare riferimento ai temi della informazione, della comunicazione, della partecipazione. Azione 1 Il Settore attua azioni di sistema mediante la realizzazione di interventi atti a consolidare il modello di governance del coordinamento, con particolare riferimento ai temi della qualit della informazione, della tecnologia, del digital divide e della comunicazione istituzionale. Verr a tal fine posta particolare attenzione a misure specifiche idonee a rendere omogenee le procedure e le offerte di servizi agli utenti ( es. CRM, bacheche, etc.), a rispondere alle necessit in materia di informazione dei gruppi di giovani che hanno delle difficolt ad accedere allinformazione ( assenza di accesso a Internet, ecc.), e a tecnologie dellinformazione e della
comunicazione che possono offrire nuove possibilit di informare e di fare partecipare i giovani ( Internet, i mini-messaggi (sms) e che permettano loro di ricevere informazioni diversificate e talvolta di reagire in modo interattivo, garantendo la loro accessibilit a tutti, in termini di luoghi di accesso e di formazione a questi nuovi mezzi di comunicazione. Lattuale struttura territoriale del SIRG risulta oggi non omogenea dal punto di vista infrastrutturale perch non tutti i Centri ed i Punti Informagiovani sono dotati di tecnologia aggiornata alla nuove esigenze architetturali a cui il SirgOnline sta evolvendo. Non tutti gli sportelli hanno computer e connessioni internet sufficienti ed adeguati alle loro necessit. Per questo motivo si cercher di uniformare la rete dei servizi informagiovani con la dotazione di almeno un computer con caratteristiche multimediali e con una connessione ADSL almeno a 2 Mbit. E in avvio il progetto di Citizen Relationship Management (C.R.M.) per i Centri Informagiovani gi attivi. Ogni Centro sar dotato di un accesso, modalit ASP (Application Service Provider), al Sistema CRM previsto nel SIRGOnline. Con tale Sistema gli operatori avranno uno strumento di gestione ma soprattutto di conoscenza dellutenza e dei suoi fabbisogni. Partendo da questo presupposto, quindi, lutente non visto semplicemente come fruitore di servizi, ma soprattutto come fonte di informazioni e punti di vista grazie a cui pianificare ed elaborare servizi migliori e meglio erogati, nonch elaborare nuove politiche di governo. Obiettivo la realizzazione di carte rivolte ai giovani della regione in grado di contribuire ad unofferta di vantaggi per servizi, tariffe e prezzi. Le carte devono permettere accesso ai beni sociali e culturali, tramite convenzioni che siano caratterizzate da prezzi fortemente agevolati. A tal fine lo sviluppo del piano di e-gov prevede la disponibilit estesa di uno strumento nazionale di autenticazione in rete. Per tale motivo il processo di diffusione di tale strumento viene accelerato affiancando al progetto della Carta di Identit Elettronica (CIE) quello della Carta Nazionale dei Servizi (CNS). La CNS ha lobiettivo di consentire la fruizione dei servizi previsti per la CIE anche agli utenti che ancora non dispongono del nuovo strumento. Si tratta di una carta a microprocessore che ha le stesse caratteristiche informatiche della CIE (struttura del microprocessore e software), ma non possiede le propriet e le caratteristiche di sicurezza fisiche (banda ottica, ologrammi di sicurezza, ecc.) tipiche di un documento di riconoscimento "a vista". La CNS non contiene la foto del titolare e non richiede particolari requisiti di sicurezza per il supporto plastico. Lassenza di questi requisiti specifici della CIE consente una diffusione dello strumento indipendente dal piano di rinnovo delle carte di identit, che dunque pu procedere con elevato livello di parallelismo anche attraverso canali distributivi alternativi a quelli istituzionali della CIE. La completa corrispondenza informatica tra CNS e CIE assicurer linteroperabilit tra le due carte e la continuit di servizi allutente che passi della Carta Nazionale dei Servizi alla Carta dIdentit Elettronica. (Fonte: CNIPA - WWW.CNIPA.GOV.IT).. Altro obiettivo dellazione la realizzazione del digital signage che rappresenta una forma di comunicazione nota in Italia come segnaletica digitale, comunicati pubblicitari digitali, videoposter e cartellonistica digitale. Le peculiarit del digital signage sono sostanzialmente tre: il modo in cui i contenuti vengono mostrati all'utente, attraverso schermi elettronici o videoproiezioni, e la possibilit di non dover modificare fisicamente i cartelloni e lobbiettivo di far ricevere un messaggio in un luogo specifico in un tempo specifico. La forza di questa forma di comunicazione offre un maggior rapporto qualit/prezzo comparato allinvestimento in tradizionali cartelloni stampati e la sua malleabilit permette di trasformare in pochi istanti uno spazio di comunicazone in diverse applicazioni. Il contenuto mostrato su schermi per cartellonistica digitale pu spaziare dal semplice testo ad immagini statiche arrivando fino a video in movimento con o senza audio. Molte reti di digital signage sono comparabili ad un canale televisivo dal contenuto sia di intrattenimento che informativo intercalato con spazi di promozione. Le possibilit di questo strumento sono infinite, la possibilit di informare e di promuovere in modo accattivante qualsiasi contenuto sfruttando strategie comunicative efficienti,ad esempio riempiendo i tempi morti delle code in uffici pubblici. Il Digital Signage si propone come un mezzo indispensabile per fornire un servizio ottimale ad un costo relativamente basso. E possibile creare contenuti audiovisivi multimediali,da bacheche a scorrimento, a video poster che appaiono su LCD o monitor al plasma o videoproiettati trasformandosi in comunicazione e informazione qualitativamente paragonabili a quelle televisive e controllare gli applicativi attraverso un personal computer o altre apparecchiature, permettono al singolo o al gruppo di lavoro di modificare in remoto il contenuto, normalmente via internet o Lan in maniera facile veloce ed efficiente. Il Digital Signage talmente dinamico da poter essere usato per diversi obbiettivi: - Informativi: dalle informazioni quali news del tempo libero, lavoro, universit, scambi con lestero, allinformazione di pubblica utilit. - Promozione : allinterno di uffici pubblici e luoghi di aggregazione giovanile.
Enfatizzare le buone prassi : ad esempio la dimostrazione della preparazione ad un colloquio di lavoro, preparazione di un curriculum europeo etc.. - Sensibilizzare i giovani attraverso la segnaletica digitale su tematiche quali : ambiente, legalit, sicurezza stradale etc.. Ogni servizio informagiovani potr essere dotato di un TOTEM multimediale collegato tramite la rete internet alla regia centralizzata Media Manager. Dalla redazione centrale saranno distribuiti ai totem contenuti multimediali e palinsesti programmati per la visione locale dei contenuti (esempio Videonews, bacheche elettroniche, avvisi, etc). I Totem in qualit di apparati client attraverso la regia locale Media Player trasmetteranno, localmente, i contenuti multimediali. Azione 2 La Regione, tramite il settore Politiche Giovanili, potr attuare azioni di sistema mediante la realizzazione di interventi atti a consolidare il modello di governance del coordinamento con particolare riferimento ai temi della qualit della informazione, della tecnologia, del digital divide e della comunicazione istituzionale. Lobiettivo dellazione Forum giovanili Online quello di integrare i forum giovanili, istituiti sulla base della legge Regionale, nella rete del SIRGOnline, ad oggi circa 150. Questa rete territoriale, che fisicamente avr una postazione multimediale, riservata, allinterno dellufficio informagiovani del comune in cui stato istituito il forum comunale, potr utilizzare, con laccesso autorizzato di una C.N.S., i servizi del portale FORUM Online. Allinterno del portale FORUM giovanili Online sono previsti servizi quali: Comunit in rete Sondaggi con possibilit di votazione elettronica Condivisione di documenti sulle buone prassi e sulle esperienze territoriali Videoconferenza WebRadio WWW.RADIONOIGIOVANI.IT Il Sirg ha lesigenza di promuovere e diffondere nel proprio circuito regionale non solo le informazioni di carattere Nazionale ed Europeo ma soprattutto ha lesigenza di dare risalto alle iniziative locali, che riguardano il mondo giovanile, e che spesso non trovano spazio nella tradizionale rete Mediatica (Giornali, TV, etc). Si rende necessaria pertanto la creazione di una rete capillare di corrispondenti definita Redazione Territoriale che sar costituita dai giovani dei forum giovanili istituiti nei distretti territoriali. Ai giovani, previo corso di formazione tecnico e giornalistico, potr essere fornito un KIT per la produzione di contributi Audio e Video. La Redazione Territoriale sar coordinata da un Centro Risorse Regionale. Azione 3 La Regione, tramite il settore Politiche Giovanili, attua azioni di sistema mediante la realizzazione di interventi atti a consolidare il modello di governance del coordinamento con particolare riferimento ai temi della qualit dei servizi del settore, della partecipazione e della comunicazione istituzionale. A tal fine il Settore predisporr le misure idonee per azioni di comunicazione istituzionale, di sensibilizzazione, di creazione di reti, di rafforzamento delle azioni del settore. Si provveder a implementare le azioni del settore in termini editoriali, di comunicazione istituzionale, di organizzazione, realizzazione e partecipazione ad incontri, manifestazioni, eventi, convegni, relazioni istituzionali, scambio di esperienze, disseminazione delle buone pratiche, audit delle azioni delle Linee operative e sulla efficacia, di partnership e adesione ad organismi internazionali, di relazioni e supporto alle azioni di scambi giovanili (Giovent in azione, Erasmus, Leonardo, Programma Life long learning, etc.), di diffusione di esperienze di forum, e di partecipazione giovanile, si realizzeranno incontri e meeting rivolti a definire percorsi regionali e nazionali di leggi di riferimento del settore, e alla creazione di reti regionali e internazionali anche in qualit di partner di progetto. Inoltre si predisporranno le misure idonee per lassistenza tecnica e laffiancamento alla progettazione e alla realizzazione delle azioni di cui alle Linee operative. Inoltre creer una forte e continua sinergia con i soggetti istituzionali interlocutori ( Agenzia Nazionale Programma Giovent in azione, Agenzia Nazionale Programma Leonardo, Commissione Europea, etc.), mediante visite, relazioni istituzionali.
Il Settore coinvolger nelle azioni i rappresentanti del Forum Regionale della Giovent, dei Forum locali e della Consulta dei ragazzi. Particolare attenzione verr data alla continuazione dellesperienza del Campus Una Regione Giovane per i Giovani che vedr coinvolti i giovani della Regione e di altre realt territoriali in un momento di Azione 4 La Regione, tramite il settore Politiche Giovanili, attiver un centro risorse regionale che abbia compiti di raccolta, archiviazione, implementazione, coordinamento di tutte le informazioni di interesse giovanile e di implementazione del portale regionale rivolto ai giovani, coordinandosi a tal fine con il lavoro dellOsservatorio ai fini della implementazione del portale. I compiti saranno anche quelli di coordinare eventuali redazioni locali attivate tramite i Forum o associazioni giovanili. Il settore attiver un Piano di comunicazione in grado di creare una presenza del settore sugli eventi, di comunicarli tempestivamente, di offrire la massima sinergia tra linee strategiche dellAssessorato, azioni amministrative e giovani ( portale, giornali, pubblicazioni, radio, tv). Azione 5 La Regione Campania ha un tasso di lettori e lettrici di libri molto basso. I dati parlano del 20% in meno delle realt del Nord. Le ragioni di questo deficit che relativamente ai giovani e alle giovani addirittura molto pi alto, sono tante e non possono essere affrontate se non con unazione combinata capace di coinvolgere enti pubblici, biblioteche comunali e nazionali, editori, scuole. Lassessorato Regionale alle politiche giovanili potr proporre un programma denominato Biblioteca ambulante al fine di stimolare lincremento della lettura fra i giovani e le giovani. Lazione potr essere attivata con idoneo automezzo adeguatamente attrezzato con libri e dei bibliotecari con il compito di diffondere la cultura del libro anche nei mercati di quartiere o di paese. Ci sar laffiancamento di autori che terranno nelle piazze dei mercati conferenze. Potranno essere attivati spettacoli teatrale o musicale. Il Settore potr predisporre le misure idonee per lassistenza tecnica e laffiancamento alla predisposizione delle procedure di cui sopra. Il Settore potr bandire un concorso di idee per premiare la migliore idea di centro polifunzionale.
Unultima osservazione merita di essere fatta in merito alla caratterizzazione citizen centred della politiche giovanili, ovvero al fatto che esse sono definite in base ai destinatari e non all'oggetto o al contenuto degli interventi. Questa natura trasversale rispetto agli ambiti tradizionali (lavoro, istruzione, salute, politiche sociali, culturali, ecc.) porta con s rischi di sovrapposizione. Dunque, diventa fondamentale integrare gli interventi promossi nellambito delle politiche giovanili con le altre politiche settoriali della Regione. Anche la Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale individua una dimensione trasversale della partecipazione giovanile rispetto alle politiche suddivise per settori tematici ("ogni politica settoriale dovrebbe comportare una dimensione imperniata sulla giovent") e una attenzione specifica agli strumenti per favorire detta partecipazione. Per queste ragioni, gli interventi che saranno attuati con il prossimo APQ mostrano coerenza con diversi interventi inseriti negli indirizzi programmatici 2007/2013. Criteri e priorit per la scelta degli interventi Per la selezione degli interventi da avviare a finanziamento, verranno presi in considerazione i seguenti criteri: Completamento e valorizzazione degli interventi coerenti con il presente Quadro Strategico gi avviati in attuazione delle Linee operative Giovani 2007; Gli interventi relativi ad infrastrutture materiali ed immateriali, anche di completamento e valorizzazione di quelli gi avviati in attuazione delle Linee operative Giovani 2007, saranno selezionati tra quelli inseriti nel Parco Progetti Regionale, di cui alla DGR n. 1041/06 e al Decreto Dirigenziale n. 1 del 16 gennaio 2007 ( Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 5 del 19 gennaio 2007) in tempo utile per la data prevista per la stipula dellAPQ.
Per tutti gli altri interventi non riguardanti attivit di completamento e valorizzazione di interventi gi avviati in attuazione delle Linee operative Giovani 2007 ed Infrastrutture immateriali e materiali saranno applicate le procedure di selezione ed affidamento previste dalla normativa vigente in materia e dalla fonte di finanziamento utilizzate. Fonti finanziarie Il presente quadro potr contare sulle seguenti fonte finanziarie : Le risorse del Fondo Nazionale delle Politiche Giovanili per il triennio 2007-2009; Le risorse del PO FESR 2007/2013 che saranno appositamente programmate; Le risorse del PO FSE 2007/2013 che saranno appositamente programmate; Le risorse FAS 2006/2009 relativamente a quelle Citt - Sistemi urbani compatibilmente alla data ultima di sottoscrizione degli APQ; Le risorse FAS 2007/2013 che saranno appositamente programmate. Altre risorse regionali. Data per la Stipula dell'APQ L'APQ regionale sar stipulato entro il 30/11/07.
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