Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2011/09/21/01/comunic.htm
Timestamp: 2020-08-08 08:22:53+00:00
Document Index: 5460968

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 21 settembre 2011
Mercoledì 21 settembre 2011. - Presidenza del presidente Donato BRUNO. - Interviene il ministro della gioventù Giorgia Meloni.
C. 4358-849-997-3296-4023-A.
Donato BRUNO, presidente, ricorda che nella seduta di ieri la Commissione ha deliberato di presentare all'articolo l'emendamento 1.100. La Presidenza della Camera ha conseguentemente fissato un termine per la presentazione di subemendamenti e la Commissione è pertanto chiamata oggi a valutare tali subemendamenti ai fini dell'espressione del parere su di essi in Assemblea: si tratta, in particolare, dei subemendamenti 0.1.100.1 Lanzillotta e altri e 0.1.100.2 Zaccaria e altri.
Pierluigi MANTINI (UdCpTP) ricorda di aver presentato, nella seduta di ieri, un proprio subemendamento, volto a riformulare il testo nei seguenti termini: «Valorizza, secondo i criteri e i modi stabiliti dalla legge, la partecipazione dei giovani al lavoro e l'accesso delle giovani famiglie all'autonoma abitazione. Informa le proprie scelte al principio di equità tra le generazioni».
Mario TASSONE (UdCpTP) ricorda di aver presentato a sua volta, nella seduta di ieri, un proprio subemendamento, volto a riformulare il testo nei seguenti termini: «Valorizza, secondo i criteri e i modi stabiliti dalla legge, le attese sociali, economiche e politiche delle nuove generazioni. Informa le proprie scelte al principio di equità tra le generazioni».
Donato BRUNO, presidente, chiarisce che i subemendamenti che la Commissione deve esaminare oggi sono quelli formalmente presentati all'Assemblea come tali a seguito della presentazione dell'emendamento 1.100 della Commissione.
Ricorda che il testo di tale emendamento è stato definito dalla Commissione nella seduta di ieri all'esito di una discussione avente ad oggetto un'ipotesi di modifica dell'articolo 1 prospettata dal ministro della gioventù. A tale discussione hanno preso parte, contribuendo con propri suggerimenti di riformulazione parziale o integrale del testo suggerito dal ministro, diversi deputati, tra i quali - come risulta dal resoconto della seduta - i colleghi Mantini e Tassone, i quali hanno avanzato le proposte da loro testé ricordate. Al termine di questa discussione la Commissione e il Governo hanno convenuto su un testo e questo è stato presentato all'Assemblea come emendamento 1.110 della Commissione. I suggerimenti di riformulazione del testo inizialmente prospettato dal ministro, ancorché formulati per iscritto, non possono quindi essere considerati subemendamenti all'emendamento della Commissione sia perché questo non era stato ancora definito dalla Commissione stessa, e si dibatteva in quel momento solo della proposta del ministro, sia perché i subemendamenti a un emendamento della Commissione devono, com'è noto, essere presentati alla Presidenza della Camera.
Il ministro Giorgia MELONI esprime parere favorevole sul subemendamento 0.1.100.1 Lanzillotta e altri, a condizione che esso sia riformulato sopprimendo le parole «del Paese», che a suo avviso sono superflue. Il testo che risulterebbe dal subemendamento, ove riformulato dai presentatori e approvato dall'Aula, suonerebbero così: «Promuove con appositi provvedimenti la partecipazione dei giovani alla vita politica, economica e sociale. Informa le proprie scelte al principio di equità tra generazioni».
Esprime invece parere contrario sul subemendamento 0.1.100.2 Zaccaria e altri, in quanto, come chiarito anche nella seduta di ieri, ritiene che la locuzione «Informa le proprie scelte al principio di equità tra generazioni» sia più efficace di quella proposta con il subemendamento in esame. Invita pertanto al ritiro del subemendamento 0.1.100.2.
Per quanto riguarda infine l'articolo aggiuntivo Zeller 1.02 e gli emendamenti e articoli aggiuntivi agli articoli 2 e 3, esprime su di essi parere contrario.
Pietro LAFFRANCO (PdL), relatore, condivide le valutazioni del ministro.
Gianclaudio BRESSA (PD), anche a nome della deputata Lanzillotta, accetta la riformulazione proposta dal ministro del subemendamento 0.1.100.1, del quale è cofirmatario. Fa presente, peraltro, che la locuzione «vita politica, economica e sociale del Paese» riecheggia quella del secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione, in cui si parla di «organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
Roberto ZACCARIA (PD), con riferimento al subemendamento Lanzillotta 0.1.100.2, del quale è cofirmatario, preannuncia che esso non sarà ritirato in quanto è giusto e opportuno che in questa prima fase di esame di un progetto di legge di revisione costituzionale siano poste agli atti parlamentari tutte le proposte, anche ai fini del lavoro che compirà il Senato. Questo non esclude peraltro che il suo gruppo, che sta ancora riflettendo sui migliori termini della modifica che si intende apportare alla Costituzione, non possa in un secondo momento trovarsi d'accordo sulla formulazione voluta dal ministro.
Pierguido VANALLI (LNP) suggerisce che il subemendamento 0.1.100.1 Lanzillotta e altri potrebbe essere riformulato nel senso di scrivere «sociale, economica e politica», atteso che la dimensione economica e quella politica sono una specificazione della sfera sociale, che è più generale.
Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) insiste perché gli aggettivi si succedano nell'ordine da lei proposto («politica, economica e sociale»), per ragioni di simmetria con la formulazione del secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione.
Gianclaudio BRESSA (PD) condivide le considerazioni della deputata Lanzillotta.
Donato BRUNO, presidente, prende atto che la Commissione ha convenuto di esprimere parere favorevole sul subemendamento Lanzillotta 0.1.100.1, a condizione che siano soppresse in esso le parole «del Paese», parere contrario sul subemendamento Lanzillotta 0.1.100.2 e parere contrario sull'articolo aggiuntivo Zeller 1.02 e su tutti gli emendamenti e articoli aggiuntivi agli articoli 2 e 3.
Mercoledì 21 settembre 2011. - Presidenza del presidente Donato BRUNO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Alfredo Mantovano.
5-04045 Fiano ed altri: Pubblicazione di liste di cittadini italiani ebrei su un sito internet antisemita.
5-04326 Fiano e Fontanelli: Pubblicazione di liste di famiglie ebraiche italiane su un sito internet antisemita.
Donato BRUNO, presidente, avverte che le interrogazioni Fiano n. 5-04045 e n. 5-04326, vertendo sul medesimo argomento, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario Alfredo MANTOVANO risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Emanuele FIANO (PD), replicando, si dichiara soddisfatto per la risposta resa. Espresso apprezzamento per il meritorio lavoro svolto dalla polizia postale per debellare siti come quelli segnalati nelle sue interrogazioni, esprime l'avviso che l'opera di contrasto delle forze dell'ordine debba essere affiancata da una riforma della legge Mancino, che, a suo giudizio, è oggi insufficiente. In particolare, andrebbero riviste le fattispecie di reato determinate da quella legge. Fa presente, infatti, che pubblicare su un sito internet i nomi di componenti di famiglie ebraiche non è di per sé reato, ma suscita fondate preoccupazioni, potendo provocare effetti che forse non sono neppure voluti o previsti dai gestori del sito. Raccomanda in ogni caso al Governo di monitorare con attenzione il fenomeno del razzismo, non solo antisemita, sui internet.
Il sottosegretario Alfredo MANTOVANO risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Massimo MARCHIGNOLI (PD), replicando, sottolinea il ritardo con il quale il Governo risponde alla sua interrogazione. Prende atto che per il momento permane la situazione critica da lui descritta nell'interrogazione e più volte denunciata anche alle autorità locali. Auspica peraltro che nel piano di assunzioni di nuovo personale cui ha fatto riferimento il sottosegretario Mantovano si tenga presente la situazione di difficoltà in cui versa la città di Imola, che, per le sue caratteristiche demografiche e socio-economiche, è un terreno appetibile per la criminalità organizzata. Sottolinea inoltre come la chiusura del posto di polizia al servizio dei quartieri più popolosi della città abbia fortemente ridotto la sicurezza dei residenti in quei quartieri.
Il sottosegretario Alfredo MANTOVANO risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Mario TULLO (PD), replicando, prende atto e ringrazia della risposta fornita. Rileva come dopo la presentazione delle interrogazioni passi del tempo prima di avere una risposta e chiaramente le maggiori emergenze vengono nel frattempo risolte. Sottolinea peraltro come tuttora permangano gran parte delle disfunzioni segnalate nella sua interrogazione con un incremento dei disservizi.
Sotto il profilo più generale, evidenzia come, oltre Genova, anche una città come Roma risente della forte riduzione della presenza di forze dell'ordine dovuta in primo luogo al decremento delle risorse disponibili.
Alla luce delle considerazioni testè esposte si dichiara insoddisfatto della risposta fornita.
5-04669 Marco Carra: Ordine pubblico nella città di Mantova, con particolare riguardo alla zona di Via Bettinelli.
Il sottosegretario Alfredo MANTOVANO risponde alle interrogazioni in titolo
nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).
Marco CARRA (PD), replicando, ringrazia per la risposta fornita che gli consente di esprimere una valutazione parzialmente positiva.
Sottolinea come dopo le lamentele dei residenti e dei commercianti della zona vi è stata una intensificazione dei controlli. Fa presente come sia da elogiare il lavoro delle forze dell'ordine, che risente dei tagli imposti dal Governo, e richiama le difficoltà operative che ne sono conseguite.
Si dichiara dunque parzialmente soddisfatto ricordando come solo due giorni fa vi è stata una rissa nella stessa zona e come quindici giorni addietro sono stati causati gravi danni ai negozi del posto. Evidenzia quindi l'importanza di potenziare i servizi di controllo e di monitoraggio nel momento in cui vi sarà un aumento delle risorse umane ed economiche delle forze dell'ordine.
Coglie poi l'occasione per lamentare la totale assenza dell'amministrazione cittadina che, al di là dei soliti proclami, mostra ancora una volta tutta la sua inefficienza rispetto a problematiche di questo tipo.
Mercoledì 21 settembre 2011. - Presidenza del presidente Donato BRUNO.
(Esame delle proposte di nomina n. 123 e n. 124, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento e conclusione. - Pareri contrari).
La Commissione prosegue l'esame congiunto delle proposte di nomina in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 20 settembre 2011.
Beatrice LORENZIN (PdL), relatrice, formula una proposta di parere favorevole su ciascuna delle proposte di nomina in titolo.
Donato BRUNO, presidente, avverte che la Commissione procederà a due distinte votazioni. Ricorda che la votazione su ogni singola proposta si effettuerà a scrutinio segreto con il sistema delle palline bianche e nere. In particolare: chi intende votare a favore della proposta di parere dovrà introdurre una pallina di colore bianco nell'urna di colore bianco e una pallina di colore nero nell'urna di colore nero; chi intende esprimere voto contrario alla proposta di parere dovrà introdurre una pallina di colore bianco nell'urna di colore nero e una pallina di colore nero nell'urna di colore bianco. L'astensione dal voto dovrà essere invece espressa verbalmente all'atto della chiama.
La proposta della relatrice di esprimere parere favorevole sulla proposta di nomina del Governo si intenderà quindi approvata se i voti favorevoli saranno pari almeno ai due terzi dei componenti la Commissione. Se i voti favorevoli saranno invece in numero inferiore, si intenderà approvato il parere contrario.
Salvatore VASSALLO (PD) preannuncia il proprio voto di astensione sulle proposte di nomina in titolo, che si fonda non sulla valutazione dei candidati proposti ma sul modo con cui è stata gestita finora la Commissione per la valutazione, la trasparenza
e l'integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT) e sulla sua composizione attuale.
Ricorda come già nella precedente occasione si era astenuto dalla votazione sulle proposte di nomina presentate dal Governo, sulla base di diverse motivazioni: tra queste il fatto che, a suo avviso, nonostante l'attività che la commissione è chiamata a svolgere dalla legge, erano stati proposti nominativi di persone con formazione quasi interamente da giurista. Perplessità aveva poi evidenziato rispetto ai requisiti del componente che poi è stato nominato presidente della Commissione. Successivamente a tale nomina, com'è noto, vi sono poi state altre vicende che hanno riguardato la composizione della CIVIT: un commissario - che oltretutto aveva i requisiti più idonei rispetto alle funzioni da svolgere - si è dimesso, lamentando il modo in cui venivano organizzati i lavori e rappresentando aspetti imbarazzanti come l'affidamento di una consulenza retribuita 50.000 euro per la stesura di una relazione da presentare al Ministro Rotondi, di cui era amico di lunga data. Sono seguite le dimissioni di un altro componente e, da ultimo, è stata posta la questione riguardante l'appropriatezza della funzione svolta dal presidente Martone alla luce del suo coinvolgimento nelle indagini che riguardano la cosiddetta loggia P3 e rappresentate in un atto di sindacato ispettivo sottoscritto dai colleghi Giovanelli e altri in data 30 novembre 2010.
Ritiene quindi che il Governo debba fornire elementi più cogenti sull'attività effettivamente svolta dalla CIVIT e valutare se l'attuale presidente debba ancora rivestire quella carica.
Per le ragioni testè esposte ribadisce la propria astensione dalla votazione.
La Commissione procede alla votazione per scrutinio segreto della proposta di parere favorevole del relatore sulla proposta di nomina di Alessandro Natalini.
(La Commissione respinge).
Donato BRUNO, presidente, avverte che comunicherà il parere contrario testé espresso alla Presidenza della Camera, ai fini della sua trasmissione al Governo.
Hanno preso parte alla votazione i deputati: Amici, Bordo, Bressa, Bruno, Calabria, Calderisi, Berardi in sostituzione di Cicchitto, Mazzoni in sostituzione di Corsaro, Gregorio Fontana in sostituzione di Cristaldi, D'Antona, De Girolamo, Distaso, Ferrari, Fontanelli, Giachetti, Giovanelli, De Angelis in sostituzione di Laffranco, Lo Moro, Lorenzin, Minniti, Naccarato, Orsini, Petrenga in sostituzione di Pecorella, Pollastrini, Santelli, Sbai, Stasi, Stracquadanio, Maurizio Turco, Zaccaria e Zeller.
La Commissione procede alla votazione per scrutinio segreto sulla proposta di parere favorevole del relatore relativa alla proposta di nomina di Romilda Rizzo.
Donato BRUNO, presidente e relatore, comunica il risultato della votazione.
Hanno preso parte alla votazione i deputati: Amici, Bertolini, Vignali in sostituzione di Bianconi, Bordo, Bressa, Bruno, Calabria, Calderisi, Berardi in sostituzione di Cicchitto, Mazzoni in sostituzione di Corsaro, Gregorio Fontana in sostituzione di Cristaldi, D'Antona, De Girolamo, Distaso, Ferrari, Fontanelli, Giachetti, Giovanelli, Di Virgilio in sostituzione di La Loggia, De Angelis in sostituzione di Laffranco, Lo Moro, Lorenzin, Minniti, Naccarato, Orsini, Petrenga in sostituzione di Pecorella, Pollastrini, Santelli, Sbai, Stasi, Stracquadanio, Maurizio Turco e Zaccaria.
Mercoledì 21 settembre 2011. - Presidenza del presidente Donato BRUNO. - Intervengono il ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Francesco Belsito.
Testo base C. 4144 Cost. Governo, C. 3039 Cost. Vignali, C. 3054 Cost. Vignali, C. 3967 Cost. Beltrandi e C. 4328 Mantini.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 15 settembre 2011.
Donato BRUNO, presidente e relatore, ricorda che nella seduta del 15 settembre 2011 è stato adottato come testo base il disegno di legge costituzionale del Governo C. 4144 e che il termine per la presentazione degli emendamenti al testo base è scaduto alle ore 10 di ieri, martedì 20 settembre 2011. Comunica che sono stati presentati emendamenti e articoli aggiuntivi (vedi allegato 5). Chiede quindi se vi siano interventi sul complesso delle proposte emendative.
Giuseppe CALDERISI (PdL), rilevato come alcuni degli emendamenti presentati tendano a inserire nell'articolo 41 della Costituzione il principio della tutela della concorrenza, al quale è personalmente favorevole, sottolinea la necessità di riflettere attentamente sulla sua formulazione, che è, a suo avviso, il nodo decisivo da sciogliere in questa fase. Una soluzione, che prende spunto da alcune proposte formulate da Einaudi in Assemblea costituente, è quella prospettata dall'emendamento 1.12 da lui presentato insieme ai colleghi Bertolini e Orsini.
Ricorda che nell'attuale testo della Costituzione la libertà di concorrenza è ben tutelata sotto forma di diritto soggettivo. L'Unione europea, per contro, affronta il problema dal punto di vista oggettivo: detta cioè una disciplina positiva per rimuovere gli ostacoli alla libera concorrenza. Ciò reca indubbiamente benefici, ma può scadere nel paradosso dell'eccesso di regolazione del mercato, con effetti dirigistici e di burocratizzazione del mercato. Negli Stati uniti d'America, per contro, si presta attenzione alla effettiva libertà di concorrenza assicurata ai cittadini e alle imprese.
Ritiene che un contributo di chiarimento su questo punto avrebbe potuto essere fornito, nell'ambito dell'indagine conoscitiva svolta per l'approfondimento delle questioni poste dal testo in esame, dal professor Cintioli, il quale è stato invitato ma non ha potuto intervenire nel giorno stabilito dalla Commissione per le audizioni.
Gianclaudio BRESSA (PD) dichiara che il suo gruppo è assolutamente contrario ad una revisione della Costituzione nel senso prospettato dal disegno di legge del Governo,
che è ispirato da un'impostazione ideologica di parte e che stravolge quindi l'equilibrio raggiunto dai costituenti sulla materia economica.
Ricorda, per chiarire la posizione del suo gruppo, quanto detto dal professor Luciani nell'ambito dell'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione: «questa iniziativa governativa può essere interpretata come non in grado di esprimere contenuti normativi automaticamente innovativi, ripetendo cose che sono già contenute nella Costituzione. Se fosse così, sarebbe inutile».
Fa presente che questa affermazione del professor Luciani trova riscontro nel fatto che, come confermato dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, l'attuale formulazione dell'articolo 41 non conculca la libertà economica, né impedisce l'attuazione dei principi comunitari di tutela della concorrenza. Prosegue il professor Luciani: «Però si potrebbe anche ritenere che questa iniziativa governativa implichi un vero e proprio rovesciamento dell'impianto costituzionale, rendendo secondario il limite dell'utilità sociale e palesando il convincimento che l'iniziativa dei privati basti a se stessa e che ci sia una originaria coincidenza tra interesse individuale e interesse generale, come pensava qualcuno tra Seicento e Settecento. Se così fosse, questa iniziativa non sarebbe inutile, ma illegittima».
Ricorda, ancora, quanto sostenuto dalla professoressa Massa Pinto, la quale, riferendosi alla clausola prevista dal disegno di legge del Governo secondo la quale «è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge», dopo aver rilevato come tale previsione costituzionalizzi la norma generale esclusiva, osserva che «è la natura stessa delle disposizioni costituzionali di principio a essere incompatibile con la norma generale esclusiva. I principi costituzionali, tra cui rientra anche la libertà di cui all'articolo 41, devono essere attuati dalla politica attraverso la legislazione ordinaria compiendo un'attività di bilanciamento, come insegna la Consulta, con altri principi. I limiti di cui al secondo comma dell'attuale articolo 41 non sono altro che un modo di tutelare altri principi costituzionali».
Infine, rileva che la sua parte politica ha della sussidiarietà orizzontale un'idea opposta a quella del disegno di legge del Governo e della dottoressa Sileoni, ricercatrice dell'Istituto Bruno Leoni, intervenuta nell'ambito dell'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione. Ad avviso della sua parte politica, la democrazia liberale è una limitazione della democrazia.
Cita, a questo riguardo, da un suo intervento svolto durante i lavori della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali del 18 settembre 1997, relativi all'esame del progetto di legge di revisione della parte seconda della Costituzione: «dobbiamo chiederci oggi quale sia il vero ruolo della pubblica amministrazione in relazione al conseguimento della finalità dell'articolo 3 della Costituzione, cioè rispetto alla rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale, ossia in ordine all'attuazione del principio costituzionale dell'eguaglianza. Il vero oggetto dell'intervento pubblico non è il bene o il servizio che viene erogato, bensì ciò che tale bene o servizio consente alla persona di fare: istruirsi, mantenersi in salute, avere relazioni sociali, muoversi, avere un'abitazione eccetera. Ma in realtà queste attività fondamentali sono importanti non in sé, ma in quanto consentono alla persona umana di essere autonoma, ovvero, detto con le parole della Costituzione, di perseguire il proprio pieno sviluppo».
Per queste ragioni, ribadisce che la posizione del suo gruppo è di assoluta contrarietà al disegno di legge del Governo. Per questo il gruppo ha presentato solamente emendamenti soppressivi.
Andrea ORSINI (PT) concorda sul fatto che l'impostazione liberale della democrazia era estranea alla forza politica da cui discende il partito di appartenenza del deputato Bressa ed è lieto che anche quest'ultimo lo ammetta. A suo avviso, la democrazia liberale è il valore fondante degli Stati liberi dell'Europa e dell'Occidente,
tra i quali l'Italia, ed è la più alta espressione della democrazia.
Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) rileva che in questi ultimi mesi il Governo ha presentato al Parlamento o preannunciato diversi disegni di legge di revisione costituzionale: quello in esame, per la riforma della costituzione economica; quello del ministro della gioventù per la tutela dei giovani che è attualmente all'esame dell'Assemblea; e quello per l'introduzione nell'articolo 81 del principio del pareggio di bilancio, che peraltro, dopo essere stato annunciato come imminente dal ministro dell'economia e delle finanze in una seduta delle Commissioni riunite affari costituzionali e bilancio di Camera e Senato convocata d'urgenza l'11 agosto scorso, non è ancora stato presentato alle Camere. A fronte di queste tardive enunciazioni di principio che si vorrebbero tradurre in norme costituzionali stanno però tre anni di legislatura nei quali il Governo ha mortificato il mercato con politiche stataliste e anticoncorrenziali, ha trascurato di risolvere i problemi che provocano disavanzo di spesa e non ha fatto nulla per i giovani. A suo avviso, non è accettabile che il Governo proponga riforme costituzionali per sancire principi che non applica nelle sue scelte politiche quotidiane.
Donato BRUNO, presidente e relatore, avverte che, per quanto riguarda il disegno di legge del Governo per l'introduzione nell'articolo 81 della Costituzione del principio del pareggio di bilancio, questo è stato presentato alla Camera dei deputati e dovrebbe essere assegnato nei prossimi giorni.
Quindi, preso atto che non vi sono altre richieste di intervento sul complesso degli emendamenti, formula, in qualità di relatore, i seguenti pareri sugli emendamenti, avvertendo che il relatore sta ancora riflettendo su alcuni punti e si riserva quindi anche di modificare eventualmente la sua posizione nel corso dell'esame in Assemblea: contrario sugli identici emendamenti Favia 1.1 e Bressa 1.2; contrario sugli emendamenti Mantini 1.3, Favia 1.4, Lanzillotta 1.5, Favia 1.6 e 1.7, Zeller 1.8 e 1.9; di invito al ritiro dell'emendamento Vanalli 1.10, in quanto il parere è favorevole, con una richiesta di riformulazione, sull'analogo emendamento Vanalli 3.2, di cui dirà in seguito; di invito al ritiro dell'emendamento Lanzillotta 1.11, anche perché il parere è favorevole sull'analogo emendamento 1.12 Calderisi; parere pertanto favorevole su quest'ultimo, a condizione che sia riformulato nei seguenti termini: «La legge e i regolamenti disciplinano le attività economiche unicamente al fine di impedire la formazione di monopoli pubblici e privati»; contrario sugli emendamenti Favia 1.13, Tassone 1.14, Cazzola 1.15 e Lanzillotta 1.16, nonché sull'articolo aggiuntivo Lanzillotta 1.01; parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Vanalli 1.02, a condizione che sia riformulato con la soppressione delle parole «e medie»; contrario sull'articolo aggiuntivo Zeller 1.03; di invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Gianfranco Conte 1.04; contrario sugli emendamenti Bressa 2.1, Favia 2.2, Zeller 2.3; favorevole sull'emendamento Cazzola 2.4, contrario sugli emendamenti Mantini 2.5 e 2.6; favorevole sull'emendamento Mantini 2.7; favorevole sull'emendamento 2.8, a condizione che sia riformulato nel senso di sopprimere in esso la parte che inserisce, dopo le parole «pubbliche amministrazioni», le parole «e alle nomine negli enti pubblici»; contrario sull'emendamento Bressa 3.1; favorevole sull'emendamento Vanalli 3.2, a condizione che sia riformulato nei termini seguenti: «Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni esercitano le attività che non possono essere svolte adeguatamente dai cittadini singoli o associati»; di invito al ritiro dell'emendamento Calderisi 3.3; contrario sull'emendamento Mantini 3.4, Vanalli 3.5 e Lanzillotta 3.6.
Il ministro Roberto CALDEROLI esprime parere conforme a quello del presidente.
Donato BRUNO, presidente e relatore, rilevato che i deputati dei gruppi dell'Italia
dei valori e dell'Unione di centro per il Terzo polo e il deputato Zeller sono assenti, invita il deputato Bressa a sottoscrivere ed eventualmente ritirare i loro emendamenti, per evitarne la decadenza.
Per la stessa ragione, invita la deputata Lorenzin a sottoscrivere ed eventualmente ritirare gli emendamenti presentati dai deputati Cazzola e Gianfranco Conte.
Gianclaudio BRESSA (PD) sottoscrive e ritira gli emendamenti presentati dai deputati dei gruppi dell'Italia dei valori e dell'Unione di centro per il Terzo polo e dal deputato Zeller, con l'eccezione di quelli sui quali il parere è favorevole.
Beatrice LORENZIN (PdL) sottoscrive e ritira gli emendamenti presentati dai deputati Cazzola, con l'eccezione di quello sul quale il parere è favorevole, e Gianfranco Conte.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Bressa 1.2.
Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) ritira il suo emendamento 1.5.
Pierguido VANALLI (LNP) ritira il suo emendamento 1.10.
Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI), nel ritirare il suo emendamento 1.11, osserva che, in ogni caso, l'emendamento 1.12 Calderisi è concepito, anche nella riformulazione proposta dal presidente, in termini limitativi: a suo avviso, non si dovrebbe solo «impedire la formazione di monopoli pubblici e privati», ma anche provvedere in positivo per favorire l'accesso degli aspiranti imprenditori al mercato. Inoltre i monopoli non sono l'unico problema: esistono anche i mercati chiusi, ovvero mercati che non sono concorrenziali, ma non sono neanche monopolistici.
Giuseppe CALDERISI (PdL), nel riformulare il suo emendamento 1.12 nei termini suggeriti dal presidente, osserva che il termine «monopoli» può essere interpretato in senso lato, come riferito a tutte le forme di mercato chiuso.
Donato BRUNO, presidente e relatore, si riserva di riflettere meglio sulla formulazione di questa disposizione in vista della discussione in Assemblea.
La Commissione approva l'emendamento Calderisi 1.12 (nuova formulazione) (vedi allegato 5).
Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI), nel ritirare il suo emendamento 1.16, osserva che esso è ispirato a un principio di equità: quando si rafforzano le libertà individuali, occorre rafforzare nel contempo anche le responsabilità dei singoli, i doveri. Libertà e responsabilità sono infatti due lati inseparabili. Ritira quindi il suo articolo aggiuntivo 1.01.
Pierguido VANALLI (LNP) riformula il suo articolo aggiuntivo 1.02 nei termini suggeriti dal presidente.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'articolo aggiuntivo Vanalli 1.02 (nuova formulazione) (vedi allegato 5); respinge l'emendamento Bressa 2.1; e approva gli emendamenti Lorenzin 2.4 e Mantini 2.7 (quest'ultimo fatto proprio dal deputato Bressa).
Gianclaudio BRESSA (PD) riformula l'emendamento Mantini 2.8, da lui sottoscritto, nei termini suggeriti dal presidente.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Mantini 2.8 (nuova formulazione) (vedi allegato 5) e respinge l'emendamento Bressa 3.1.
Pierguido VANALLI (LNP) riformula il suo emendamento 3.2 nei termini prospettati dal presidente.
La Commissione approva l'emendamento Vanalli 3.2 (nuova formulazione) (vedi allegato 5).
Giuseppe CALDERISI (PdL) ritira il suo emendamento 3.3.
Pierguido VANALLI (LNP) ritira il suo emendamento 3.5.
Linda LANZILLOTTA (Misto-ApI) ritira il suo emendamento 3.6.
Donato BRUNO, presidente, avverte che, essendosi così concluso l'esame degli emendamenti, il testo sarà trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva per l'acquisizione del rispettivo parere. Quindi rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Mercoledì 21 settembre 2011. - Presidenza del presidente Isabella BERTOLINI.
Delega in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie.
Emendamenti C. 4274-A Governo.
Isabella BERTOLINI, presidente, sostituendo la relatrice, rileva che né gli emendamenti contenuti nel fascicolo n. 2, né gli articoli aggiuntivi aggiuntivi 10.0100 e 16.0100 della Commissione e i subemendamenti 0.10.0100.1 Binetti e 0.10.0100.2, 0.10.0100.3 e 0.10.0100.4 Palumbo presentano profili critici per quanto attiene al rispetto del riparto di competenze legislative di cui all'articolo 117 della Costituzione e propone pertanto di esprimere su di essi il parere di nulla osta.
Testo base C. 2984 Vietti e abb.
Isabella BERTOLINI, presidente, sostituendo la relatrice, illustra il nuovo testo della proposta di legge C. 2984 Vietti ed abb., recante «Modifica all'articolo 13 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, in materia di attribuzione delle funzioni ai magistrati ordinari al termine del tirocinio».
Rileva che le disposizioni da esso recate sono riconducibili alle materie «ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato» e «giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa», che le lettere g) ed l) del secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione attribuiscono alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.
Si sofferma sull'articolo 1, che apporta alcune modifiche alla normativa vigente in materia di attribuzione di funzioni ai magistrati al termine del periodo di tirocinio (articolo 13, comma 2, del decreto legislativo n. 160 del 2006) attenuando, tra l'altro, il divieto di svolgimento di funzioni giudicanti monocratiche penali con l'introduzione di un'eccezione per i reati per cui è ammessa, ai sensi dell'articolo 550 c.p.p., la citazione diretta a giudizio.
Rileva peraltro che, diversamente da quanto previsto dalla normativa vigente, il nuovo articolo 13, comma 2, primo periodo, del citato decreto legislativo n. 160 del 2006 non specifica che il divieto vige fino al conseguimento della prima valutazione di professionalità.
Formula in conclusione una proposta di parere favorevole con un'osservazione (vedi allegato 6).
Il Comitato prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 7 settembre 2011.
Isabella BERTOLINI, presidente, sostituendo la relatrice, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 7).