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Timestamp: 2020-03-31 14:29:16+00:00
Document Index: 164373371

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1277', 'art. 2917', 'art. 2917', 'art. 2917', 'art. 2917', 'art. 2917']

Sentenza Cassazione Civile n. 20952 del 17/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20952 del 17/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 17/10/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 17/10/2016), n.20952
sul ricorso 17307/2015 proposto da:
A.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ORAZIO 3,
presso lo studio dell’avvocato ROBERTO FACCINI, rappresentato e
difeso dall’avvocato ENRICO BARBATO giusta procura a margine del
domiciliato in ROMA, VIA T. LUCREZIO CARO 62, presso lo studio
dell’avvocato SABINA CICCOTTI, rappresentato e difeso dall’avvocato
FABIO FANTIN giusta procura speciale a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 2695/2014 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA del
3/12/2014, depositata il 30/12/2014;
udito l’Avvocato Sabina Ciccotti (delega avvocato Fabio Fantin)
E’ stata depositata in cancelleria la presente relazione:
” A.L. propone ricorso per cassazione articolato in tre motivi nei confronti del Fallimento del (OMISSIS) s.r.l., per la cassazione della sentenza n. 2695/2014 depositata dalla Corte d’Appello di Venezia in data 30.12.2014, con la quale la corte territoriale rigettava la domanda di accertamento dell’obbligo del terzo proposta dal fallimento nei confronti di (OMISSIS) S.r.l. limitatamente ai canoni dovuti fino ad aprile 2010, mentre confermava l’accoglimento della domanda di accertamento dell’obbligo del terzo proposta nei suoi confronti, quanto al suo obbligo di corrispondere al padre A.M. i canoni di locazione per un immobile adibito ad abitazione dal 15.11.2005 al 13.11.2013.
Non sussiste la denunciata violazione dell’art. 1277 c.c., in quanto la corte d’appello non ha negato la facoltà del debitore, attuale ricorrente, di estinguere il suo debito verso il padre relativo al pagamento del canone di locazione mediante versamento di denaro contante, ha semplicemente affermato che di tali versamenti, prolungatisi per anni, non vi fosse alcuna prova nè riscontro obiettivo anche indiretto al di fuori di una dichiarazione proveniente dalle stesse pani e formata nel 2012, ovvero ad anni di distanza dai pagamenti, che avrebbero dovuto avere inizio nel 2005 ed in coincidenza con la proposizione dell’appello.
Neppure sussiste la denunciata violazione dell’art. 2917 c.c., laddove la corte territoriale ha ritenuto inopponibile al Fallimento la risoluzione del contratto di locazione tra i signori A. in quanto registrata in data successiva a quella della notifica del pignoramento presso terzi e quindi priva, fino al giorno della registrazione, della certezza della data, necessaria ai fini della opponibilità dell’ano ai terzi (v. Cass. n. 3024 del 2002; Cass. n. 4058 del 1997). Ne consegue che correttamente la scrittura privata di risoluzione anticipata del contratto di locazione non è stata considerata opponibile al creditore pignorante perchè ha acquistato data certa solo successivamente al pignoramento, mediante la registrazione.
La proposta eccezione di legittimità costituzionale dell’art. 2917 c.c. proposta per contrasto con gli artt. 2 e 41 Cost., appare manifestamente infondata.
L’ A. ha esercitato il recesso dal contratto di locazione preesistente concluso con il padre, debitore pignorato, in data 30 aprile 2010, precedente alla notifica del pignoramento presso terzi, ed ha effettuato la registrazione di tale modifica contrattuale in data successiva (18 maggio 2010) ma nei termini previsti dalla legge di venti giorni dal recesso per eseguire una tempestiva registrazione.
– se l’art. 2917 c.c., impedisca l’opponibilità della risoluzione del contratto di locazione al creditore pignorante a far data dall’evento risolutivo, laddove essa sia intervenuta prima del pignoramento e sia stata registrata dopo ma nel rispetto dei termini di legge;
La registrazione del recesso dell’ A. dal contatto di locazione esistente con il padre è intervenuta in tempo successivo alla notifica del pignoramento presso terzi eseguita dal creditore Fallimento sui canoni di locazione da lui dovuti al padre: ciò, a norma dell’art. 2917 c.c., può rendere inopponibile al creditore pignorante lo scioglimento del rapporto (e quindi sussistente il credito relativo al pagamento dei canoni di locazione) per il periodo precedente alla registrazione stessa in quanto fino a quel momento) esso è privo di data certa.
Tuttavia, la norma di cui all’art. 2917 c.c., è volta esclusivamente a disciplinare il regime di opponibilità al creditore pignorante dei fatti estintivi della obbligazione e fissa la regola della inopponibilità al pignoramento degli eventi successivi estintivi del credito, al fine di evitare atti dispositivi successivi da parte del debitore volti a disperdere un elemento costitutivo della sua garanzia patrimoniale già asservito, mediante il pignoramento, alla soddisfazione degli interessi del creditore pignorante.
In definitiva, il terzo pignorato non può essere costretto a proseguire contro la sua volontà il rapporto di locazione, qualora abbia la facoltà di sciogliersene secondo le regole che disciplinano il suo rapporto, sol perchè i canoni siano stati oggetto di pignoramento.
E’ discussa in giurisprudenza al più la questione – che non risulta oggetto di ricorso – delle modalità del recesso, ed in particolare l’individuazione del soggetto al quale deve essere indirizzata la comunicazione del recesso, se al proprietario che, qualora non sia custode, non è abilitato a “gestire” il contratto o al custode (in proposito v. Cass. n. 8695 del 2015 e Cass. n. 13587 del 2011).
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Corte di Cassazione, il 13 luglio 2016.