Source: https://www.donnegeometra.it/portfolio/il-segreto-professionale/
Timestamp: 2018-09-23 13:16:59+00:00
Document Index: 67938574

Matched Legal Cases: ['art. 200', 'art.622', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 41', 'art.241', 'art.27']

IL SEGRETO PROFESSIONALE - TECNICI&PROFESSIONE
Il segreto professionale propriamente detto, che coinvolge i liberi professionisti sulla base di norme ad hoc e per i Geometri Italiani sono contenute nel Codice Deontologico di cui alla delibera consiliare n.5 del 3 Aprile 2007 in Gazzetta Ufficiale n.121 del 25/05/2007. In questo caso, i professionisti sono tenuti a mantenere la riservatezza a proposito dei dati sensibili di cui entrano in possesso nello svolgimento della propria attività. Si immagini, per esempio, un geometra che viene a conoscenza di informazioni delicate che riguardano l’aspetto economico e patrimoniale per una divisione di un compendio immobiliare in comproprietà tra i cointestatari.
Chiaramente, lo stesso obbligo coinvolge chiunque arrivi a possedere tali dati (per esempio, chi lavora nello studio del libero professionista). Per quel che riguarda il lavoro subordinato, il segreto professionale è finalizzato a tutelare gli interessi dei datori di lavoro e, in particolare, la necessità di garantire la competitività delle imprese. In questi casi si parla di obbligo di protezione, e a essere chiamato in causa è il dovere di fedeltà che i lavoratori sono tenuti a rispettare sulla base di quanto previsto dal Codice Civile. Nel caso in cui il segreto professionale o il segreto industriale vengano violati, possono essere applicate delle sanzioni non solo dal punto di vista civile, ma anche dal punto di vista penale. La violazione del segreto professionale è considerata a tutti gli effetti un reato, come previsto dall’articolo 622 del Codice Penale, con una pena che può comportare un periodo di reclusione fino a un anno.
La normativa contempla delle giuste cause in virtù delle quali la diffusione di dati coperti da segreto professionale può essere ammessa: è il caso di referti, di consulenze, di perizie o di denunce obbligatorie. Nell’eventualità in cui, però, non ci sia alcun motivo valido per una giustificazione in tal senso, si è in presenza di un reato, che comunque può essere punito unicamente nel momento in cui la violazione è in grado di causare un danno al titolare del segreto o viene effettuata con lo scopo di trarne profitto. In caso di deposizione, inoltre l’art. 200 c.p.p. annovera tra i soggetti che “non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione, salvi i casi in cui hanno l’obbligo di riferirne all’autorità giudiziaria”, i professionisti ai quali la legge riconosce la facoltà di astenersi dal deporre determinata dal segreto professionale.
L’art.622 del Codice Penale che sanziona la rivelazione del segreto professionale ne esclude la punibilità in presenza di una giusta causa. In ogni caso, la divulgazione dovrà essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato.
Gli iscritti agli albi professionali, come i geometri, architetti, ingegneri, periti, ecc, sanno che l’attività professionale “intellettuale” è un servizio tutelato soggetto da doveri e responsabilità nei confronti della collettività, del territorio, del patrimonio edilizio, dell’ambiente, che partecipa allo sviluppo sostenibile, alla sicurezza, al benessere e salute delle persone, traduce le normative ed esplica tutti quei servizi che permettono di costruire, ristrutturare, valutare, commercializzare, rispondere alle leggi dello Stato. Gli ordini professionali e i professionisti sono consapevoli che, per espletare i servizi ai quali sono chiamati, devono aggiornarsi, formarsi e informarsi, migliorando le proprie capacità e conoscenze a servizio della gente e delle strutture private e pubbliche, garantendo il corretto esercizio della professione secondo i principi di autonomia intellettuale, trasparenza, lealtà e qualità della prestazione, indipendentemente dalla loro posizione e dal ruolo ricoperto nell’attività lavorativa e nell’ambito professionale. Sono altresì consapevoli che è dovere deontologico primario di ogni professionista svolgere la professione in aderenza ai principi costituzionali ed alla legge, sottrarsi ad ogni forma di condizionamento diretto o indiretto che possa alterare il corretto esercizio dell’attività professionale e, in caso di calamità, rendere disponibili le proprie competenze coordinandosi con le strutture preposte alla gestione delle emergenze presenti nel territorio. Sulla base di tali principi e in osservanza alle disposizioni legislative ed in particolar modo agli articoli della Costituzione e precisamente:
-art. 4, comma 2 recita :“ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”;
-art. 9, “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
-art. 41, commi 1-2: “l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”, è tenuto ad assolvere quanto a lui spettante, con fare, conoscenza e capacità ineccepibile.
Senza alcun dubbio il Geometra è chiamato come altri professionisti a rispettare l’istituto del “segreto professionale”. Questo obbligo è sancito direttamente dal codice deontologico art.241, secondo cui è dovere fondamentale del Geometra mantenere il segreto e il massimo riserbo sull’attività prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal cliente, nonché su quelle delle quali sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.
L’obbligo del segreto va osservato anche quando l’incarico è concluso, rinunciato o non accettato. Quindi in ogni situazione, laddove sono state apprese informazioni, notizie o ragguagli , non è possibile divulgare ciò che è stato appreso. Se agli incontri hanno partecipano anche i praticanti o i collaboratori di studio, il geometra deve adoperarsi affinché il rispetto del segreto professionale sia osservato anche da parte dei suoi collaboratori, consulenti, praticanti, anche occasionali.
SANZIONI DISCIPLINARI DEL GEOMETRA LIBERO PROFESSIONISTA
Il Codice Deontologico di cui alla delibera consiliare n.5 del 3 Aprile 2007 in Gazzetta Ufficiale n.121 del 25/05/2007, stabilisce le sanzioni disciplinari previste per gli iscritti, nel caso non vengano rispettare le norme contenute all’interno dello stesso documento. Nella fattispecie l’art.27 recita: Ferme restando le sanzioni amministrative, civili e penali previste dalla normativa vigente, per la violazione delle prescrizioni contenute nel presente codice deontologico sono applicabili le sanzioni disciplinari previste dall’articolo 11 del Regio Decreto 11 febbraio 1929 n. 274 e successive modificazioni ed integrazioni. Tali sanzioni, da applicare in misura proporzionale alla gravità della violazione commessa, sono:
a) l’avvertimento consiste nell’informare l’incolpato che la sua condotta non è stata conforme alle norme deontologiche e di legge, con invito ad astenersi dal compiere altre infrazioni; può essere deliberato quando il fatto contestato non è grave e vi è motivo di ritenere che l’incolpato non commetta altre infrazioni.
b) la censura consiste nel biasimo formale e si applica quando la gravità dell’infrazione, il grado di responsabilità, i precedenti dell’incolpato e il suo comportamento successivo al fatto inducono a ritenere che egli non incorrerà in un’altra infrazione.
c) La sospensione consiste nell’esclusione temporanea, dall’esercizio della professione o dal praticantato e si applica per infrazioni consistenti in comportamenti in responsabilità gravi o quando non sussistono le condizioni per irrogare la sola sanzione della censura.
d) La cancellazione consiste nell’esclusione definitiva dall’albo, elenco o registro e impedisce l’iscrizione a qualsiasi altro albo, elenco o registro, fatto salvo quanto previsto dalla legge; è inflitta per violazioni molto gravi che rendono incompatibile la permanenza dell’incolpato nell’albo, elenco o registro.