Source: https://www.exeo.it/free/classificazione-strade-vicinali-uso-pubblico
Timestamp: 2019-05-20 05:11:49+00:00
Document Index: 135567950

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1145', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 20', 'arte 2', 'art. 1', 'art. 825', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 825', 'art. 825', 'art. 20', 'art. 18']

Classificazione delle strade vicianli ad uso pubblico
Le strade vicinali ad uso pubblico possono, in un certo senso, essere paragonate alle servitù pubbliche, poiché come queste, le strade vicinali sono di proprietà privata ma soggette a pubblico transito. La mancata utilizzazione, anche per lungo tempo, di una strada vicinale da parte della collettività non depone ex se per la cessata destinazione all'uso pubblico, occorrendo fatti univoci atti a comprovare il venir meno delle esigenze di utilizzo.
Per le strade vicinali di cui all'art. 2, comma 7, del Codice della Strada, i poteri ed i compiti dell'ente proprietario sono esercitati dal Comune.
Non sussistono obblighi esclusivi in capo al Comune di essere l'unico soggetto attuatore di ogni intervento sulle strade vicinali, quali strade private soggette a servitù pubblica di passaggio.
Il Comune ha il dovere di concorrere alle spese di manutenzione delle strade vicinali.
L'onere della manutenzione delle strade vicinali non è posto a carico del Comune, salvo quanto dipenda dalla costituzione di un consorzio o nei limiti d'una compartecipazione da parte di esso (art. 51 all. F legge 2248/1865).
Ai soli fini della definizione di «strada» ex art. 2, co. 1, D. Lgs. 285/1992 rileva la destinazione all'uso pubblico d'una data superficie e non anche la sua proprietà (la quale può esser pubblica o privata), ma, al di là dei compiti di vigilanza e polizia spettanti al Comune su dette strade per ragioni di sicurezza collettiva (ad es. di polizia stradale, d'apposizione cartelli, di eseguire opere di ripristino a spese degli interes... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ..., non implicano anche l'obbligo di provvedere a quella manutenzione, facente carico anzitutto ai proprietari interessati e anche al Comune, ma soltanto nei limiti previsti dall'art. 3 D. Lgs. Lgt. 1446/1918.
Può essere considerata come vicinale la strada che sia riportata come tale nelle mappe catastali qualora non risulti alcun altro documento idoneo a dimostrare la natura della via.
L'esclusione della tutela possessoria solo per le cose di cui non si può acquistare la proprietà (v. art. 1145 c.c.) non vale per le strade vicinali che invece si caratterizzano per la proprietà privata del suolo e che non acquistano il carattere delle demanialità se non a seguito di un atto formale che ne abbia trasferito il dominio alla P.A.
La servitù di uso pubblico su una strada vicinale non è a beneficio dei proprietari degli immobili serviti dalla strada stessa bensì della collettività indeterminata di soggetti.
Ai fini del codice della strada, le strade vicinali (individuate dall'art. 2, n. 52) sono assimilate alle strade comunali.
Le strade vicinali sono strade private gravate da uso pubblico, che tuttavia in certi casi si dev... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rre alla stessa disciplina dettata per le strade comunali.
Alle servitù pubbliche possono essere paragonate per certi aspetti le strade vicinali, che hanno la caratteristica di essere strade di proprietà privata e tuttavia soggette al pubblico transito.
La scarpata della strada vicinale costituisce pertinenza di essa e pertanto viene attratta nel regime giuridico del bene cui inerisce, e pertanto entra a far parte della communio incidens costituita per la vicinale.
Sulla strada vicinale viene a formarsi una comunione incidentale fra tutti i proprietari dei fondi antistanti.
L'esercizio dei poteri di autotutela possessoria previsti per le strade vicinali dall'art. 15 d.lg. 1 settembre 1918 n. 1446 presuppone la persistenza dei requisiti di fatto necessari per la configurabilità di tale tipo di strade (un passaggio esercitato "iure servitutis publicae" da una collettività di persone, la concreta idoneità del bene a soddisfare esigenze di carattere generale, l'esistenza di un titolo valido a fondamento del diritto di uso pubblico), da accertare con adeguata istruttoria e da esplicitare nella motivazione del provvedimento di autotutela.
DEMANIO E ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...--> STRADE --> STRADA VICINALE --> CLASSIFICAZIONE/DECLASSIFICAZIONE
Il procedimento di declassificazione delle strade vicinali è stato delineato come autoritativo fin dal D.L. Lgt. n.1446/1918 e tale è restato nella vigenza sia della L. n. 126/ 1958, sia del D.Lgs. n. 285/1992. Ciò con la conseguenza che si possa, o meglio si debba, procedere alla declassificazione indipendentemente dall'iniziativa e dal consenso dei privati, confinanti o no.
Le "vie vicinali pubbliche" non devono confondersi con le strade vicinali private formate "ex collatione privatorum agrorum" e quindi di proprietà dei conferenti.
Ai sensi dell'art. 20 della L. 20/03/1865, n. 2248, parte 2^, la classificazione ufficiale delle strade ha efficacia presuntiva e dichiarativa, ma non costitutiva della pubblicità o meno del passaggio.
Le strade vicinali si presumono costituite ex collazione privatorum agrorum, di guisa che sulle stesse si forma una comunione incidentale di proprietà tra tutti i proprietari antistanti la strada, che all'occorrenza può risultare... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ata da uso pubblico.
Le vie vicinali agrarie formate "ex collazione privatorum agrorum" traggono la loro origine da situazioni oggettive di diversa natura, le quali possono essere determinate dalla volontà coincidente, anche se non concorde, di tutte le parti, manifestata attraverso il fatto materiale del conferimento in relazione all'effettiva esigenza dei fondi.
L'accertamento della comunione di una via privata "ex collazione agrorum privatorum" non è soggetto al rigoroso regime probatorio della rivendicazione, potendo tale comunione, al pari di ogni altra "communio incidens", dimostrarsi con prove testimoniali e presuntive, comprovanti l'uso prolungato e pacifico della strada da parte dei frontisti e la rispondenza della stessa alla natura dei luoghi, con la conseguente necessità di una valutazione complessiva degli elementi anche indiziari addotti al fine di stabilire l'effettiva destinazione della via alle esigenze comuni di passaggio.
La strada privata ex collatione agrorum privatorum viene formata mediante conferimento di suolo o di altro apporto da parte dei vari proprietari sui quali essa viene a insistere in guisa da dar luogo ad una comunione, avente le caratteristiche di u... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... incidens, per la quale il godimento della strada non e iure servitutis ma iure proprietatis.
Pur essendo formata, di regola, tra fondi fronteggianti, non è escluso che la strada ex collatione agrorum provatorum possa essere anche utilizzata da più fondi in consecuzione, fermo restando, anche in questa ipotesi, il principio che essa possa servire a tutti i proprietari dei fondi in tutte le direzioni, onde ciascuno ne abbia per tutta la sua lunghezza la proprietà pro indiviso.
L'esistenza di una strada costituita ex collatione privatorum agrorum può essere dimostrata con ogni mezzo.
L'art. 1 D. Lgs. Lgt. 1446/1918 individua il concetto di utente della strada vicinale mediante un criterio del tutto oggettivo, che pone a confronto la situazione dei luoghi e delle proprietà e/o dei soggetti utilizzatori dei terreni, con il percorso della strada vicinale, in modo da includere nell'elenco dei soggetti utenti della strada tutti coloro i cui terreni siano oggettivamente, direttamente raggiungibili percorrendo la strada vicinale e ciò evidentemente a prescindere da quale sia l'effettivo concre... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... di quel percorso da parte dei soggetti interessati e, ulteriormente, a prescindere dall'esistenza, in zona, di altri tragitti che consentono di accedere ai loro fondi.
È utente della strada vicinale il soggetto i cui fondi possono essere direttamente raggiunti percorrendo la stessa.
La destinazione di strade vicinali ad uso pubblico necessariamente comporta il loro coinvolgimento in un transito generalizzato con la conseguenza che, a fronte della proprietà privata del sedime stradale e dei relativi accessori e pertinenze, il Comune può vantare sulla strada vicinale, ai sensi dell'art. 825 c.c., un diritto reale di transito, cui segue un correlativo dovere di concorrere alle spese di manutenzione della stessa.
Ai sensi dell'art. 3 del d.lg.lgt. n. 1446 del 1918, il Comune è chiamato a contribuire agli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade vicinali, nella misura variabile da 1/5 fino a metà della spesa a seconda dell'importanza delle strade, purché la strada sia soggetta a pubblico transito.
I contributi spettanti ai consorzi obbligatori co... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... del D. L. Lgt. 1446/1948 per la manutenzione, la sistemazione e la ricostruzione delle strade vicinali di uso pubblico hanno natura tributaria.
Per la riscossione dei contributi spettanti ai consorzi obbligatori costituiti ai del D. L. Lgt. 1446/1948 per la manutenzione, la sistemazione e la ricostruzione delle strade vicinali di uso pubblico non è ammissibile il ricorso al procedimento monitorio di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c., sia perché ciò contrasta con la prescrizione di cui all'art. 7 D. L. Lgt. 1446/1918 - che prevede il ricorso alle procedure previste per la riscossione delle imposte dirette - sia perché comporterebbe l'attribuzione della controversia al G.O., sfornito però della giurisdizione.
La mancata utilizzazione di una strada vicinale da parte della generalità degli utenti, protrattasi anche per un lungo lasso di tempo, non depone ex se per la cessata destinazione all'uso pubblico, occorrendo fatti concludenti ed univoci atti a comprovare il venir meno delle esigenze di utilizzo generale.
La mancata utilizzazione della strada vicinale da parte d... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...lità degli utenti, protrattasi anche per un lungo lasso di tempo, non depone ex se per la cessata destinazione all'uso pubblico.
Il non tempestivo esercizio dei poteri pubblicistici di gestione e tutela della strada vicinale non comporta affatto il suo mutamento di destinazione.
Soltanto l'impossibilità di fatto per la collettività di utilizzare la strada vicinale ne determina il mutamento di destinazione; ovviamente, tale impossibilità non deve essere determinata dalla realizzazione di opere abusive da parte del privato.
La destinazione delle strade vicinali "ad uso pubblico", imposta dal codice della strada di cui al d.lgs. n. 285/1992 (art. 3, comma 1, n. 52) fa sì che queste debbano necessariamente interessate da un transito generalizzato, tale per cui, a fronte della proprietà privata del sedime stradale e dei relativi accessori e pertinenze (spettante ai proprietari dei fondi latistanti), l'ente pubblico comunale possa vantare su di essa, ai sensi dell'art. 825 cod. civ., un diritto reale di transito, con correlativo dovere di concorrere alle spese di manutenzione della ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...e garantire la sicurezza della circolazione che su di essa si realizza.
Non è configurabile l'assoggettamento di una via vicinale a servitù di passaggio ad uso pubblico in relazione ad un transito sporadico ed occasionale e neppure per il fatto che essa è adibita al transito di persone diverse dai proprietari o potrebbe servire da collegamento con una via pubblica.
La presenza di un pubblico transito su una strada vicinale richiede che sia individuato almeno un elemento riconducibile a un uso collettivo; gli elementi utili a tale scopo sono vari e non tassativi, devono comunque rivelare che il passaggio sulla strada non avviene solo per la coltivazion... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ..., ma per curare interessi più ampi, connessi alla partecipazione alla vita sociale. Se questi elementi sono stabilizzati e risalenti nel tempo costituiscono anche prova del titolo del pubblico transito, il quale normalmente consiste nella protrazione dell'uso ab immemorabili.
Il principale elemento che identifica la soggezione al pubblico transito di una strada vicinale è il collegamento con la viabilità comunale e provinciale, circostanza che fa presumere l'utilizzazione delle strade vicinali come percorsi di completamento della rete viaria principale. Sono indicatori utili anche la vicinanza a edifici o spazi di interesse civile o religioso, la presenza sul percorso di aggregati abitativi più ampi delle cascine isolate, e il collegamento con il reticolo idrico minore, la cui gestione è tradizionalmente considerata di interesse pubblico. Possono infine valere anche indicatori più recenti, come le infrastrutture per servizi pubblici. In questo caso, la natura pubblica del transito deriva dall'irreversibile trasformazione dei luoghi in seguito alla realizzazione dell'opera.
La destinazione delle strade vicinali ad un uso implica necessariamente il loro coinvolgimento in un transito genera... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...dunque ed a fronte della proprietà privata del sedime stradale e dei relativi accessori e pertinenze, il Comune può vantare sulla strada vicinale, ai sensi dell'art. 825 c.c., un diritto reale di transito.
In presenza del provvedimento del comune che ordini il ripristino del transito pubblico su strada vicinale iscritta nell'apposito elenco deve ritenersi sussistente il diritto della collettività per cui il comune può emanare il provvedimento di autotutela possessoria, cosicché il privato che contesta l'esistenza del diritto della collettività può agire innanzi al giudice ordinario esperendo l'actio negatoria servitutis, ex art. 20, comma 2, della citata legge del 1865 ed art. 18, comma 1, del d.lg. n. 1446/1918.
Le strade vicinali (cd. strade agrarie o interpoderal... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... carattere pubblico solo se in concreto vengono utilizzate abitualmente dalla generalità dei cittadini.
Ai fini dell'accertamento dell'uso pubblico di una strada vicinale non sono determinanti le risultanze catastali o l'inclusione nell'elenco delle strade pubbliche bensì le condizioni effettive in cui il bene si trova, atte a dimostrare la sussistenza dei requisiti del passaggio esercitato "iure servitutis publicae" da una collettività di persone qualificate dall'appartenenza ad una comunità territoriale, della concreta idoneità della strada a soddisfare esigenze di interesse generale, di un titolo valido ad affermare il diritto di uso pubblico.
E' illegittimo il provvedimento che incide sul pubblico transito su di una strada vicinale senza accertare lo stato attuale dell'uso pubblico ed accordando esclusiva rilevanza alla denominazione catastale della strada stessa.
Per il caso di interventi suscettivi di interferire con il pubblico transito su di una strada inserita nell'elenco delle vie vicinali, l'amministrazione deve effettuare idonei accertamenti sulla sussistenza dell'uso pubblico pregresso e sull'idoneità della strada a soddisfare le esigenze pubbliche.