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Timestamp: 2019-01-20 04:26:06+00:00
Document Index: 175589829

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N. 03876/2018REG.PROV.COLL.
N. 05345/2017 REG.RIC.
sul ricorso in appello iscritto al numero di registro generale 5345 del 2017, proposto da:
La Patria s.r.l., in proprio e in qualità di capogruppo mandataria del R.T.I. formato con le imprese mandanti Cittadini dell'Ordine s.r.l., Securpol s.r.l., Metronotte Piacenza s.r.l. e Corpo Guardie Giurate s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Eugenio Dalli Cardillo e Giovanni Pollicelli, con domicilio eletto presso lo studio Grez e Associati s.r.l. in Roma, corso Vittorio Emanuele II, n. 18;
Coopservice Società Cooperativa per azioni, in proprio e quale capogruppo mandataria del R.T.I. con Sicuritalia s.p.a., Ivri – Istituti di Vigilanza Riuniti d'Italia s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Paolo Coli e Massimo Colarizi, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Massimo Colarizi in Roma, viale Bruno Buozzi, n. 87;
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Gaetano De Ruvo, Dario Bottura, Francesca Ferrazzoli e Daniela Anziano, con domicilio eletto in Roma, via Cesare Beccaria, n. 29;
della sentenza del T.A.R. EMILIA-ROMAGNA – BOLOGNA, Sez. II, n. 00479/2017, resa tra le parti, concernente l’affidamento del servizio di vigilanza presso gli immobili della Direzione regionale Emilia Romagna dell’Inps.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del R.T.I. Coopservice e dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 15 febbraio 2018 il Cons. Stefano Fantini e uditi per le parti gli avvocati Dalli Cardillo, Anziano e Colarizi;
1.- La società La Patria s.r.l. ha interposto appello nei confronti della sentenza 26 giugno 2017, n. 479 del Tribunale amministrativo regionale per la Emilia Romagna, sez. II, con la quale è stato respinto il ricorso incidentale escludente proposto dall’appellante ed accolto il ricorso principale del R.T.I. con mandataria Coopservice società cooperativa per azioni avverso la determinazione n. 617 in data 13 dicembre 2016 del Direttore regionale dell’I.N.P.S. dell’Emilia Romagna, disponente l’aggiudicazione definitiva della procedura aperta volta all’affidamento del “servizio di vigilanza presso gli immobili” della stazione appaltante al R.T.I. con mandataria La Patria.
All’esito del procedimento, cui hanno partecipato solamente il R.T.I. Coopservice ed il R.T.I. La Patria, quest’ultimo è risultato primo graduato, con un punteggio totale pari a 96,29, e secondo il R.T.I. Coopservice con punteggio di 93,98.
Con il ricorso in primo grado e successivi tre atti di motivi aggiunti Coopservice ha impugnato l’aggiudicazione in favore del raggruppamento La Patria, deducendone l’illegittimità per l’omessa dichiarazione di gravi infrazioni alle norme in materia di lavoro e sicurezza sul lavoro da parte della mandante Metronotte Piacenza s.r.l., nonché per inattendibilità, sotto vari profili, dell’offerta.
Il R.T.I. La Patria ha, a sua volta, proposto ricorso incidentale escludente avverso l’ammissione alla gara del R.T.I. Coopservice, per avere la mandataria avocato a sé il servizio di coordinamento e di supporto alle attività di gestione, in violazione del disciplinare di gara, per non avere la mandante IVRI dichiarato il grave illecito professionale che aveva dato luogo alla risoluzione di un pregresso rapporto contrattuale, nonché per inattendibilità dell’offerta.
2.- La sentenza appellata ha respinto il ricorso incidentale escludente proposto dal raggruppamento La Patria, ed accolto il primo motivo del ricorso introduttivo del R.T.I. Coopservice, ribadito dal secondo dei secondi motivi aggiunti, nell’assunto che il raggruppamento aggiudicatario avrebbe dovuto essere escluso dalla gara in ragione della mancata dichiarazione, da parte della Metronotte Piacenza s.r.l., di gravi infrazioni, debitamente accertate, alle norme in materia di lavoro e di sicurezza sul lavoro (al legale rappresentante della predetta società mandante è stata contestata attività di vigilanza privata in difetto della prescritta licenza prefettizia, nonché la violazione delle norme di servizio approvate dal Questore di Piacenza relative ai servizi di vigilanza fissa antirapina), con conseguente annullamento dell’aggiudicazione, dichiarando infine improcedibile il secondo ricorso per motivi aggiunti e respingendo il terzo ricorso per motivi aggiunti.
In esecuzione della sentenza l’I.N.P.S., con determina n. 300 del 6 luglio 2017, ha annullato l’originaria aggiudicazione, disponendo il subentro del R.T.I. Coopservice nel contratto, a titolo di risarcimento in forma specifica.
3. - L’appello del R.T.I. La Patria s.r.l. deduce l’erroneità della sentenza riproponendo i motivi, disattesi, del proprio ricorso incidentale di primo grado (primi cinque motivi), concernenti la violazione del principio di immodificabilità dell’offerta, l’omessa informazione di un grave illecito professionale in cui sarebbe incorsa la mandante IVRI, l’inattendibilità dell’offerta, anche con riguardo agli oneri per la sicurezza aziendale, poi censurando la statuizione di rigetto dell’eccezione di tardività del primo motivo del ricorso principale, ed infine la statuizione di accoglimento del primo motivo del ricorso introduttivo, incentrato sulla portata dell’obbligo di dichiarazione previsto dall’art. 80, comma 5, lett. a), del d.lgs. n. 50 del 2016, relativamente alla posizione della società mandante Metronotte Piacenza.
4. - Si è costituito in resistenza il R.T.I. Coopservice chiedendo, con diffuse argomentazioni, la reiezione dell’appello.
5.- L’I.N.P.S., nel costituirsi in giudizio, ha invece concluso per la riforma della sentenza impugnata e la conseguente conferma dei provvedimenti impugnati in primo grado.
6.- All’udienza pubblica del 15 febbraio 2018 la causa è stata trattenuta in decisione.
1.-Ritiene il Collegio di prendere le mosse, per economia di giudizio, dall’ultimo motivo di appello concernente la statuizione di accoglimento parziale del primo motivo del ricorso introduttivo (poi reiterato nel primo e nel secondo atto di motivi aggiunti) del R.T.I. Coopservice, con il quale è stata dedotta l’omessa dichiarazione di gravi infrazioni alle norme in materia di lavoro e sicurezza sul lavoro da parte della Metronotte Piacenza s.r.l., in asserita violazione dell’art. 80, comma 5, lett. a), del d.lgs. n. 50 del 2016.
In particolare, la sentenza, pur ricordando nella “esposizione in fatto” che la Direzione regionale dell’I.N.P.S., con e-mail del 20 gennaio 2017, aveva ritenuto, con valutazione insindacabile, non gravi le violazioni poste alla base della condanna del consigliere delegato della Metronotte Piacenza, ha poi affermato che tutte le violazioni in materia di sicurezza del personale devono considerarsi gravi, con conseguente obbligo di dichiarare le stesse in occasione della partecipazione a procedure di evidenza pubblica.
Tale statuizione, ad avviso del R.T.I. La Patria, non ha tenuto conto del fatto che una violazione ha integrato il reato contravvenzionale di cui all’art. 17 del r.d. n. 773 del 1931 in capo al legale rappresentante della Metronotte Piacenza s.r.l. (sig. Franco Cornelli), rispetto al quale è intervenuta l’estinzione per oblazione in data 26 gennaio 2015 (dunque, circa due anni prima della partecipazione alla gara), circostanza di per sé escludente l’obbligo dichiarativo.
Aggiunge l’appellante che l’ulteriore contestazione nei confronti del legale rappresentante della Metronotte Piacenza (l’esercizio di attività di vigilanza privata in difetto della prescritta licenza prefettizia, in violazione degli artt. 134 e 140 del t.u.l.p.s.) non ha attinenza con le norme di sicurezza sul lavoro e non assume dunque rilievo ai fini dell’art. 80, comma 5, lett. a), del d.lgs. n. 50 del 2016, tanto più che il Prefetto di Piacenza in data 6 luglio 2016 ha rinnovato l’autorizzazione della stessa società per la gestione di attività di vigilanza analoghe a quella oggetto dell’affidamento per cui è controversia.
L’art. 80, comma 5, lett. a), del d.lgs. n. 50 del 2016 prevede l’esclusione dalla gara nel caso in cui «la stazione appaltante possa dimostrare con qualunque mezzo adeguato la presenza di gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro nonché agli obblighi di cui all’articolo 30, comma 3, del presente codice».
Dalla norma si evince che la verifica della gravità e dell’accertamento delle violazioni è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante, senza che occorra che l’accertamento sia definitivo (cioè effettuato con giudicato o provvedimento inoppugnabile), potendo l’Amministrazione avvalersi di qualunque mezzo di prova.
Nella descritta cornice di riferimento, la sentenza appellata è astrattamente corretta laddove afferma «l’obbligo di dichiarare sempre, senza eccezioni, condanne (o anche solo contestazioni) relative alle violazioni di norme riconducibili alla categoria in parola». Il punto critico è peraltro connesso alla mancata considerazione, da parte della sentenza stessa, del fatto che l’infrazione alle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro (commessa in relazione ai servizi di vigilanza fissa antirapina) a carico del legale rappresentante della Metronotte Piacenza si è tradotta in una estinzione del reato per intervenuta oblazione (come da sentenza del G.U.P. in data 26 gennaio 2015). In tale evenienza, costituente un minus rispetto anche alla condanna per reato estinto o depenalizzato, non sussiste un obbligo dichiarativo, quale che sia la tipologia e la gravità dell’infrazione, in quanto l’effetto estintivo priva la stazione appaltante, secondo il consolidato indirizzo giurisprudenziale (Cons. Stato, V, 25 febbraio 2016, n. 761; VI, 3 settembre 2013, n. 4392), del potere di apprezzare l’incidenza, ai fini partecipativi, del fatto di reato.
Quanto alla sentenza di patteggiamento per l’esercizio di attività di vigilanza privata in difetto della prescritta licenza prefettizia, in violazione degli artt. 134 e 140 del t.u.l.p.s., osserva il Collegio che non si tratta di fattispecie strettamente riconducibile nell’ambito dell’art. 80, comma 5, lett. a), del d.lgs. n. 50 del 2016. Comunque, anche nella prospettiva del grave illecito professionale, occorre ricordare, secondo quanto esposto, che la Direzione regionale dell’I.N.P.S., con e-mail del 20 gennaio 2017, ha ritenuto, con valutazione insindacabile, non gravi le violazioni poste alla base della condanna del consigliere delegato della Metronotte Piacenza; il che trova conferma nel fatto che il Prefetto di Piacenza, in data 6 luglio 2016, ha rinnovato l’autorizzazione della società per la gestione di attività di vigilanza.
2. - Alla stregua di quanto esposto, l’appello del R.T.I. La Patria va accolto, il che esime il Collegio dalla disamina degli ulteriori motivi dedotti a sostegno dell’impugnazione; per l’effetto, in riforma della sentenza appellata, deve essere respinto il ricorso di primo grado.
La complessità, anche fattuale, delle questioni trattate costituisce un giusto ed eccezionale motivo per compensare tra tutte le parti le spese del doppio grado di giudizio.