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Timestamp: 2016-07-29 15:52:36+00:00
Document Index: 45624669

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 33', 'art. 11', 'art. 32', 'art. 32', 'arto 14']

Nomina, compiti e responsabilità del RSPP nella scuola
07 marzo 2014 - Cat: RSPP, ASPP
Il ruolo del Servizio di Prevenzione e Protezione con riferimento a quanto contenuto nella nuova edizione di un manuale Inail in tema di sicurezza e salute nel mondo della scuola. RSSP interni e esterni
Roma, 7 Mar – Sul nostro giornale si sono incrociati qualche settimana fa sia il lancio del convegno torinese “ Ruolo del RSPP tra responsabilità e sicurezza”, che rifletteva sul ruolo del RSPP dopo la sentenza della Corte di Appello in relazione al crollo del controsoffitto del Liceo Darwin di Rivoli, sia la presentazione di un nuovo documento dell’Inail sulla scuola.
Si trattava, in questo secondo caso, dell’edizione 2013 del manuale dal titolo “ Gestione del sistema sicurezza e cultura della prevenzione nella scuola”; un manuale per affrontare le tematiche concernenti le disposizioni legislative in materia di sicurezza e salute nel mondo della scuola.
In questo intreccio di notizie e eventi, viene
spontaneo tornare sul manuale soffermandoci molto brevemente sulle indicazioni
contenute in merito alle funzioni e al ruolo del Servizio di Prevenzione e
Protezione (SPP).
Se i compiti del SPP sono stabiliti in via
prioritaria dall’art. 33 del D.Lgs. 81/2008 il dirigente scolastico ha facoltà
di “meglio puntualizzare tali compiti anno per anno, tenendo conto delle
specificità dell’istituzione scolastica che dirige, di particolari
problematiche, anche contingenti, e della Politica della sicurezza che intende
Dopo aver accennato all’art. 11 del Testo Unico relativamente all’introduzione
nella scuola di percorsi formativi interdisciplinari, ci si sofferma sull’obbligo
in capo al dirigente scolastico di nominare il Responsabile SPP (RSPP) dell’istituzione
L’incarico, come indica il comma 8 dell’articolo 32, “va affidato prioritariamente
a personale interno all’istituto, ovvero, in subordine, interno ad un’altra
istituzione scolastica, e, in entrambi i casi, che si dichiari disponibile in
tal senso. Solo in via sussidiaria (comma 9), cioè nell’impossibilità di
ottemperare alla norma secondo una delle due precedenti modalità, il dirigente
scolastico può ricorrere a personale esterno all’Amministrazione scolastica,
avvalendosi, assieme ad un gruppo di altri istituti, dell’opera di un unico
esperto, individuato all’interno degli Enti proprietari degli edifici
scolastici o, in via subordinata, all’interno di Enti locali o istituti
specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro (INAIL, Università,
ecc.) oppure di un libero professionista. Alla stipula della convenzione
potranno provvedere anche le autorità scolastiche territoriali”.
Sul manuale, che vi invitiamo a leggere integralmente, è sintetizzata la
gerarchia delle opzioni per l’individuazione del RSPP e si riportano indicazioni
relative alle procedure che il dirigente scolastico deve seguire al fine di
acquisire le disponibilità dei potenziali RSPP e di rendere trasparente
l’intero procedimento.
Il documento continua segnalando che qualora l’RSPP sia un esperto
esterno (dell’Ente locale, di enti specializzati in materia di salute e sicurezza
o libero professionista), “l’art. 32 (comma 10) sottolinea l’obbligo in capo al
dirigente scolastico di organizzare internamente alla propria scuola un vero e proprio
Servizio, composto da un adeguato numero di Addetti (ASPP), lasciandogli
tuttavia la massima libertà rispetto all’entità di tale numero e ai criteri di
individuazione delle persone”.
Secondo il documento dunque la “ratio” delle disposizioni contenute
nell’art. 32 è evidente: “è necessario considerare che, in materia di
sicurezza, la scuola si trova in una posizione delicata, proprio in
relazione al tipo d’utenza che la frequenta. Rispetto a situazioni lavorative
in cui vi siano esclusivamente persone adulte, gestire la prevenzione e la
sicurezza in un luogo con predominanza di minori richiede particolari
sensibilità, in grado di percepire con maggior cognizione di causa l’eventuale
pericolosità delle situazioni e dei comportamenti”.
In ogni caso “appare utile e funzionale organizzare un Servizio
composto da più persone. Il numero di Addetti SPP va individuato in
relazione alle dimensioni e alla complessità dell’istituto”.
Due situazioni emblematiche riportate sono “gli istituti secondari di
secondo grado ad indirizzo tecnico o professionale particolarmente complessi ed
articolati nell’offerta di indirizzi e le grosse istituzioni scolastiche
suddivise in parecchi plessi, soprattutto se distanti tra loro”.
In coerenza con la normativa e con quanto affermato, nel primo caso il dirigente scolastico costituisce “il Servizio sulla base di un
principio di diversificazione e complementarietà delle competenze necessarie” e
nel secondo caso assicura “la presenza di una persona formata in ogni plesso
del proprio istituto”.
Si fa poi riferimento all’esperienza diffusa e alle buone pratiche messe
in atto in moltissime scuole, anche del primo ciclo. Esperienze che “sono
assolutamente in sintonia con il dettato normativo sull’organizzazione del SPP
scolastico. In sostanza, la nomina di un RSPP interno, diverso dal dirigente
scolastico, deve essere intesa come la soluzione comunque preferibile.
In questo caso il dirigente avrà
cura di verificare quali opportunità vi siano nell’istituto per inquadrare
funzionalmente il Responsabile interno con modalità che gli garantiscano
risorse dedicate in termini di tempo a disposizione e/o di compenso, da
definire valutando la possibilità di procedere in accordo con gli organismi
dell’istituto e le rappresentanze dei lavoratori, in relazione alle dimensioni
e alla complessità dell’istituzione scolastica”.
Dopo aver dato informazioni sulla distinzione concettuale tra nomina e incarico
di ASPP e RSPP e sui vari requisiti informativi, il manuale si sofferma sulle responsabilità
del RSPP.
Si precisa che il Responsabile del SPP “non è assoggettato a responsabilità penale
in relazione all’assolvimento dei suoi compiti di consulente del datore di
lavoro”, anche se diverso “è il caso in cui nell’esercizio della sua attività
il RSPP cagioni un infortunio o una malattia professionale”.
Tuttavia il problema della sua eventuale responsabilità “in caso di
infortunio sul lavoro sarà valutato dalla magistratura sulla base di un’attenta
analisi del processo che ha portato al verificarsi dell’infortunio. In
generale, dove il Responsabile avesse, per colpa professionale, mancato di
individuare un pericolo, e di conseguenza le necessarie misure preventive, non
fornendo al dirigente scolastico l’informazione necessaria per attuare le
stesse, potrebbe essere chiamato a rispondere, ovviamente in concorso con il dirigente
stesso, dell’evento”.
E ove invece il Responsabile “avesse correttamente individuato il
problema e indicate le soluzioni, ma il dirigente scolastico, o altra figura interna preposta
all’applicazione delle direttive sulla sicurezza, non avesse dato seguito alle
sue indicazioni, dovrebbe essere sollevato da qualsiasi responsabilità nel
merito dell’evento. Sarà naturalmente l’autorità giudiziaria a pronunciarsi sui
singoli casi”.
Dopo questa breve panoramica sul ruolo del RSPP nelle scuole, concludiamo
riportando l’indice del corposo manuale prodotto da Inail e Ministero
L’applicazione della normativa in materia di sicurezza nella scuola 1.1 Indicazioni organizzative 1.2 Datore di lavoro 1.3 Servizio di Prevenzione e
Protezione 1.4 Lavoratore 1.5 Allievi 1.6 Dirigente e preposto 1.7 Rappresentante dei Lavoratori
per la Sicurezza 1.8 Medico competente 1.9 Addetti alle emergenze 1.10 Soggetti esterni 1.11 Istituzioni scolastiche non
pubbliche 1.12 Implicazioni didattiche ed
educative Le relazioni fra scuola e soggetti del territorio
- Ruolo della scuola rispetto al
contesto territoriale e costruzione di reti - Enti locali: Comune e Provincia
- Dipartimento di Prevenzione
delle ASL - Direzione Territoriale del
- Agenzia Regionale per la
Protezione dell’Ambiente - Istituto Nazionale
dell’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro - Corpo Nazionale dei Vigili del
Fuoco - Protezione Civile
- Organismi Provinciali di
- Associazioni imprenditoriali di
categoria e Organizzazioni Sindacali Gestione del processo di valutazione dei rischi e di individuazione
delle misure di prevenzione 2.1 Il processo della valutazione
2.2 I soggetti della valutazione 2.3 L’oggetto della valutazione 2.4 Le modalità della valutazione
2.5 L’individuazione delle misure
di prevenzione e protezione 2.6 Il Documento di valutazione
dei rischi Gestione della documentazione Gestione delle problematiche strutturali e di igiene ambientale 4.1 Competenze gestionali 4.2 Condizioni illuminotecniche 4.3 Condizioni microclimatiche .
4.4 Inquinamento indoor 4.5 Rischio amianto 4.6 Spazi comuni 4.7 Locali per materiali di
pulizia 4.8 Affollamento delle aule 4.9 Laboratori 4.10 Mense 4.11 Aree di gioco
all’aperto 4.12 Viabilità 4.13 Barriere
architettoniche 4.14 Sorveglianza degli
allievi Gestione del rischio fisico 5.1 Rumore 5.2 Vibrazioni 5.3 Campi elettromagnetici
5.4 Radiazioni ottiche artificiali
5.5 Radiazioni ionizzanti Gestione degli agenti chimici 6.1 Il processo di valutazione e
di individuazione delle misure di prevenzione e protezione 6.2 Gestione del rischio nelle
attività di pulizia 6.3 Gestione del rischio nelle
attività didattiche di laboratorio 6.4 Lo smaltimento dei rifiuti 6.5 Compiti del SPP nella
gestione del rischio chimico Gestione del rischio biologico 7.1 Riferimenti normativi 7.2 Rischio biologico nella
scuola 7.3 Misure di prevenzione 7.4 Gestione dei casi di epidemie
di malattie infettive 7.5 Il rischio nei laboratori di
microbiologia Gestione di macchine e attrezzature 8.1 Inquadramento normativo 8.2 Scale e lavori in quota 8.3 Fotocopiatrici 8.4 Mezzi motorizzati
8.5 Gestione dei laboratori 8.6 Gestione delle attrezzature
della palestra Gestione dei dispositivi di protezione individuale 9.1 Riferimenti normativi 9.2 Aspetti gestionali 9.3 Compiti del SPP nella
gestione dei DPI Gestione degli aspetti ergonomici 10.1 ll rischio da videoterminale
10.2 I rischi da movimentazione
manuale di carichi 10.3 I rischi di natura
ergonomica degli allievi Benessere organizzativo e gestione dello stress lavoro-correlato 11.1 Rischi psicosociali 11.2 Il benessere
organizzativo 11.3 Valutazione dei rischi da
stress lavoro-correlato 11.4 Compiti del SPP relativi
alla gestione dei rischi psicosociali Gestione degli infortuni e delle malattie professionali 12.1 Infortuni - Finalità della gestione degli
infortuni - Compiti e procedure di
registrazione, analisi e comunicazione dei dati - Registro infortuni - Denuncia di infortunio - Analisi degli eventi - Elaborazione dei dati 12.2 Malattie professionali - L’entità del problema a scuola - Denuncia di malattia
professionale - Disfonie Gestione della sorveglianza sanitaria 13.1 Riferimenti normativi 13.2 Fattori di rischio che
comportano la sorveglianza sanitaria 13.3 Compiti del SPP
nell’organizzazione della sorveglianza sanitaria 13.4 Sorveglianza sanitaria degli
allievi 13.5 Gestione dei casi non
soggetti a sorveglianza sanitaria 13.6 La gestione degli allievi
portatori di handicap nei laboratori scolastici 13.7 Vaccinazioni obbligatorie
per il personale dipendente Gestione dei rischi per le lavoratrici madri 14.1 Riferimenti normativi 14.2 Situazioni che motivano
l’astensione anticipata dal lavoro 14.3 Situazioni che motivano
l’astensione dal lavoro fino a 7 mesi dopo il parto 14.4 Aspetti procedurali Gestione degli stage e dell’alternanza scuola-lavoro 15.1 Riferimenti normativi 15.2 Compiti della scuola e
dell’azienda 15.3 Compiti del SPP della scuola
Gestione dei lavori in appalto 16.1 Riferimenti normativi 16.2 Il DUVRI - Alcune situazioni particolari 16.3 Compiti dei soggetti
16.4 Compiti del SPP relativi
alla gestione dei lavori in appalto Gestione del divieto di fumo e alcol 17.1 Il divieto del fumo di
tabacco 17.2 Il divieto di
somministrazione e assunzione di bevande alcoliche 17.3 Indicazioni per una gestione
integrata fumo-alcol Gestione dell’informazione, formazione e addestramento 18.1 Premessa 18.2 Informazione, formazione,
addestramento: definizioni e requisiti 18.3 Destinatari
dell’in-formazione - Responsabile e Addetto del SPP - Dirigente - Preposto - Rappresentante dei lavoratori
per la sicurezza - Lavoratori incaricati della
prevenzione incendi e lotta antincendio - Lavoratori incaricati del primo
soccorso - Lavoratori - Allievi 18.4 Progettazione 18.5 Pianificazione Gestione delle emergenze 19.1 Piano d’emergenza 19.2 La gestione del rischio
incendio - Quadro normativo - Valutazione del rischio
incendio - Dotazioni antincendio - Indicazioni per la stesura del
Piano prevenzione incendi e lotta antincendio - Mansionario della squadra
antincendio - Compiti del SPP relativi alla
gestione antincendio 19.3 Il Piano d’evacuazione - Prove di evacuazione - Compiti del SPP relativi alla
realizzazione del Piano d’evacuazione Gestione del primo soccorso 20.1 Riferimenti normativi 20.2 Piano di primo soccorso 20.3 Addetto al primo soccorso 20.4 Organizzazione ed
attrezzature per il primo soccorso 20.5 Rapporti con le strutture
pubbliche di Pronto Soccorso 20.6 Compiti del SPP relativi
alla gestione del primo soccorso Gestione della somministrazione dei farmaci agli allievi 21.1 L’organizzazione del
“servizio” di somministrazione dei farmaci 21.2 Certificazioni da acquisire
per la somministrazione di farmaci agli allievi 21.3 Compiti del SPP relativi
alla gestione della somministrazione dei farmaci a scuola Le relazioni nella gestione della sicurezza Glossario Acronimi
Inail, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca, “ Gestione
del sistema sicurezza e cultura della prevenzione nella scuola”, edizione 2013, a cura di
L. Bellina, A. Cesco Frare, S. Garzi, D. Marcolina (formato PDF, 4.1 MB).
abbonati dedicata a “ Gestione
del sistema sicurezza nella scuola”.
Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Commenta questo articolo!Rispondi Autore: VINCENZA RANDAZZO07/03/2014 (07:16:50)...IL TUTTO, PER 1.500 EURO OMNICOMPRENSIVI! SEDE CENTRALE PIU' 6 O 7 PLESSI.....!!!!! SENZA ESONERO DALL'INSEGNAMENTO....Rispondi Autore: harleysta07/03/2014 (08:39:30)...ci sono neolaureati nei call center che ne prendono la metà...Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti07/03/2014 (09:19:32)...gli RSPP interni hanno fatto i corsi gratis magari pagati per le ore "perse" fanno gli aggiornamenti (qui in provincia di Udine molto in ritardo x molti RSPP interni che hanno vinto Bandi senza i requisiti...) gratis poi partecipano ai Bandi x svolgere incarichi di RSPP in scuole a decine di km dalla propria (esiste un prof RSPP che "segue" oltre 100 scuole...mentre insegna...) e si fanno pagare sia come docenti che come RSPP a 50...100 km di distanza Come fanno? ed in più hanno la priorità sui bandi... Un RSPP deve anche avere esperienza oltre che essere "interno" e per "interno" io immagino un docente di quella Scuola che conosce ci vive ci lavora ecc. Altrimenti che sia "interno" od esterno che differenza fa??? Poi cerchiamo di non esagerare chiedendo una persona FORMATA ( ASPP ??) X ogni plesso...in una scuola di infanzia di 30 bimbi...e ce ne sono tante...mi sembra esagerato! Concludo dicendo a harleysta di non fare tante battute su RSPP e loro compensi (mi pare sia un "ispettore" ass) Rispettiamo ci GrazieRispondi Autore: VINCENZA RANDAZZO07/03/2014 (14:15:44)ops)...l'importo di 1.500 euro è riferito ad un periodo di anno di lavoro...Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI07/03/2014 (15:37:34)Sì lo so 1500 euro x 10 plessi di un istituto comprensivo o per 1 sede di scuola superiore ... sono queste le cifre ANNUALI Chi scrive libri libri ed ancora libri tiene convegni incontri interviste ecc quando ha il tempo di rendersi conto di come stanno le cose? E non venga qualcuno a dire che ci si può rifiutare...se è la tua professione fai quello è non è facile cambiare (sopra tutto non vengano a fare le prediche chi è dipendente dello Stato...ispettori ass compresi )
Rispondi Autore: harleysta10/03/2014 (07:58:35)...ribadisco che non voglio esser polemico ma tutta la recente normativa antinfortunistica, ha creato un sottobosco di consulenti ed esperti. alla fine poco è cambiato se non la quantità di carta prodotta; per me poteva andar bene la vecchia normativa del '55, seppur adeguata alla moderna tecnologia. quanto sopra si evince dai dati inail sugli infortuni, non lo dico io...Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI10/03/2014 (09:12:31)Un commento sui "DATI" INAIL..ISTAT...CODACONS ecc...
I dati (numerici, percentuali ecc.) devono essere contestualizzati e spiegati sopratutto per quanto riguarda il metodo di acquisizione.
Molte volte si parla di numeri senza precisare il "denominatore"...su quante ditte...quante realtà ?
Altre volte ci si dimentica che se vengono variati i criteri di positività o meno di un dato , questo stravolge i risultati (basti pensare al fatto della denuncia di infortuni di 1 solo giorno o di almeno 3...). Si pensi (campo nel quale ci "sguazzo") ad esempio al dato "tremendo" che indica nel 60% (o più...) delle scuole senza Certificato di Prevenzione Incendi (CPI)...ma poi avete mai letto un questionario proposto dal Ministero dell'Istruzione per i monitoraggi (lo avevo scritto anni fa su PUNTOSICURO)...si chiede ad un Preside (mica ad un Tecnico di settore) se la Sua scuola ha o no il C.P.I., magari quella scuola non ha 100 persone oppure il CPI riguarda solo l'impianto termico...
Ovviamente il Preside risponde di NO e quindi risulta che la scuola ne è sprovvista (anche se non occorre).
Oppure il comune ha presentato la vecchia DIA o vecchia richiesta di CPI ed i VV.F. non hanno risposto o hanno fatto un sopralluogo (a volte non lo fanno più se inferiori a 150 persone o altre volte non hanno personale e lo fanno dopo tempo) e quindi nè il comune che comunque ha finito i lavori ed ha dichiarato tutto ai VVF nè il Preside hanno il CPI...la risposta è: NO SIAMO SENZA CPI (si ti manca la "carta" ma sei a posto).
Nei questionari non ci sono risposte ALTERNATIVE o SI (hai la carta) o NO (non hai la carta)...I QUESTIONARI -I MONITORAGGI sono "di parte" e vanno esaminati e scelti prima, sopratutto vanno scritti da chi sa le cose e sia imparziale altrimenti possiamo passare da 100 infortuni a 1000 infortuni bisogna sapere come sono stati calcolati (un pò come nella medicina...basta che varino i parametri e ti scopri o malato o sano...).
Un appunto alla vecchia normativa del '55: ok andava bene ma era solo prescrittiva, tu ispettore arrivavi e se quella cosa non era come nel 547 sanzionavi...c'era possibilità di "sicurezza equivalente" ? c'era possibilità di discutere ? avevi dei consigli tu ispettore da "Libretto rosso" (copertina del manuale DPR 547) ?
Forse era più semplice il lavoro degli ispettori dopotutto non avevano di fronte che imprenditori e basta (non sempre nelle grandi aziende si faceva il "626" già negli anni '70)...tu harleysta un pò hai ragione un pò no...come sempre (ed anch'io sicuramente)
mandiRispondi Autore: harleysta11/03/2014 (13:45:39)...gentile dott. zucchiatti, io non detesto i consulenti, anzi con la loro collaborazione talvolta si sanano certe situazioni a rischio. purtroppo ci sono tanti suoi colleghi che intorbidano l'ambiente sicurezza e creano confusione, oltre il permanere delle situazioni di rischio. probabilmente è vero che gli infortuni sono in calo ma è pur vero che tante aziende hanno chiuso. eppoi se seguo puntosicuro giornalmente è perchè ne traggo giovamento, almeno come aggiornamento professionale. saluti...Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI11/03/2014 (14:08:05)grazie della risposta concordo ..sono un semplice geometra (che mai ha fatto il "geometra" costruttore...) e non dottore. Buon lavoro a tutti quelli che vogliono lavorare bene.
MandiRispondi Autore: @peppenanni Giuseppe Nanni 23/08/2014 (16:10:07)Buonasera, ho una semplice richiesta: essendo ASPP in un Istituto Scolastico con tanto di formazione (56 ore nel 2010)e, considerato che nel nostro Istituto con circa 800 alunni e 100 del personale, c'è anche un altro collega ASPP, posso rifiutare l'incarico per il prossimo anno?(è chiaro per visioni divergenti con il Dirigente). GrazieRispondi Autore: Carmela La greca30/09/2015 (17:02:03)Vorrei sapere se il responsabile alla sicurezza è tenuto a fare informazione sulla sicurezza agli alunni.