Source: http://giustizialiberta.blogspot.com/2009/05/quello-che-berlusconi-non-ha-detto.html
Timestamp: 2017-09-23 10:57:04+00:00
Document Index: 22925465

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 2']

Giustizia e Libertà!: Quello che Berlusconi non ha detto
Il 23 aprile si e’ tenuto a L’Aquila il Consiglio dei Ministri. Queste alcune dichiarazioni rese subito dopo e riportate dalle principali agenzie di stampa.
BERLUSCONI: “150.000,00 di euro a fondo perduto in caso di distruzione della casa e 80.000,00 di euro in caso di danneggiamento ….. ci sono 8 miliardi da spendere nei prossimi tre anni per riportare l’Abruzzo in condizioni di normalita’ …. Entro ottobre via dalle tende”.
DA CHIODI (che ha partecipato al Consiglio dei Ministri): “e’ un decreto organico, completo, che risponde in pieno alle esigenze che avevamo prospettato e soprattutto in tempi rapidissimi ….. tutto cio’ che abbiamo chiesto e le cose piu’ importanti sulle quali avevamo concentrato le nostre attenzioni sono state garantite nel provvedimento del Consiglio dei Ministri ed in molti casi anche migliorate”.
Per alcuni giorni si e’ parlato quasi di un miracolo, di un provvedimento senza precedenti per consistenza degli stanziamenti e per rapidita’ delle procedure. Poi, dopo qualche giorno, quando l’opinione pubblica e’ ormai irreversibilmente persuasa dell’ennesimo miracolo di Berlusconi, arriva il decreto 39 e con il decreto, l’amara verita’ dei fatti.
1) Nessun accenno nel testo del decreto, neppure indiretto, ai contributi a fondo perduto di 150.000,00 euro per la ricostruzione e di 80.000,00 per le riparazione annunciati in conferenza stampa, peraltro gia’ chiaramente insufficienti a garantire l’indennizzo per il 100% dei danni. Gli unici riferimenti certi rivelano che fino alla fine del 2009 gli aquilani non riceveranno neppure un euro per ricostruzioni o ristrutturazioni (lo stanziamento decorre dal 2010 – art. 3, comma 6) e che negli anni 2010 e 2011 disporranno di soli 265.500.000,00 (art. 3, comma 6), una somma ridicola, se si considerano le migliaia di edifici distrutti ed inagibili.
2) Sparisce il contributo per i danneggiamenti che non hanno comportato la distruzione o la dichiarazione di inagibilita’ dell’abitazione principale (art. 3, comma 1, lett. A).
3) Il subentro dello Stato nei mutui e’ limitato nell’importo e circoscritto alla sola abitazione principale distrutta (art. 3, comma 1, lett. C). Ed il contributo offerto con questa metodologia non si avvicina neppure lontanamente al 100% del danno. L’incidenza dei mutui sui valori ante terremoto delle abitazioni – al netto degli ammortamenti e degli incrementi di valore dei beni determinatisi dalla data della loro stipula al 6 aprile 2009 – ben difficilmente potra’ essere superiore al 50%: e lo Stato ha proposto di scambiare il subentro nei mutui con la cessione dell’intero diritto di proprieta’ dell’abitazione andata distrutta.
4) Via libera ai subappalti fino al 50%, in deroga alla normativa vigente e senza alcun inasprimento dei controlli sulle relative procedure (Art. 2, comma 9). Nella fase definita di “Realizzazione urgente di abitazioni”, per la quale risultano stanziati 700.000.000,00 di euro, qualcuno potra’ guadagnare decine di milioni di euro semplicemente ricevendo la commessa e girandola in subappalto.
5) Il contributo ed ogni altra agevolazione per la ricostruzione o la riparazione di immobili non spettano per i beni alienati dopo la data del 6 aprile 2009 (art. 3, comma 5). In concreto, se imprese o privati dovessero ritenere conveniente permutare o vendere l’immobile danneggiato ed acquistarne un altro, per accelerare la ripresa delle attivita’ produttive o per rientrare rapidamente in una abitazione, non potranno farlo e dovranno attendere i tempi della burocrazia, pena la perdita di qualsiasi possibile agevolazione.
6) Nei prossimi tre anni non ci saranno 8.000.000.000,00 di euro da spendere per tornare rapidamente alla normalita’ (queste le parole di Berlusconi) ma solo 1.500.000.000,00 circa. Il resto arrivera’ a rate in 24 anni (art. 18, comma 1) a favore dei pochissimi, cittadini o imprese, che nel frattempo saranno riusciti a sopravvivere a L’Aquila.
7) I moduli abitativi non potranno essere pronti entro ottobre 2009: circa la meta’ delle risorse a tal fine destinate potranno essere spese solo nel 2010 (art. 2, comma 13).
8) La copertura economica di circa il 60% della manovra, pari a circa 4.700.000.000,00 di euro, e’ garantita da entrate “virtuali”, derivanti dalla indizione di nuove lotterie o da azioni anti evasione sui giochi telematici. E’ una cifra enorme ed irrealizzabile, indicata solo per consentire gli annunci-spot del 23 aprile e guadagnare tempo.
9) Il resto della manovra la pagheranno i poveri, attraverso l’utilizzo dei fondi destinati al bonus per le famiglie piu’ bisognose ed una diversa modulazione del Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS).
10) Mancano indicazioni chiare sulle procedure e sulla entita’ dei contributi destinati alla ricostruzione degli immobili industriali e commerciali danneggiati e questo costringe le imprese a prolungare ulteriormente il loro fermo produttivo. Quelle che tra qualche mese sopravviveranno potranno beneficiare – secondo le anticipazioni di Tremonti, dell’importo di massimo 80.000,00 euro e potranno farlo (perche’ Tremonti pensa che in queste condizioni le imprese aquilane potranno produrre utili!!) attraverso il meccanismo del credito di imposta.
Il cinismo di Berlusconi e’ agghiacciante.
Almeno questa volta, in una terra martoriata come la nostra, rivolgendosi ad una popolazione provata anche psicologicamente, che ha bisogno di risposte concrete e di certezze, aveva il dovere di rappresentare la verita’.
Su Chiodi non aggiungo altro e mi limito a rinviare ai miei interventi, molti dei quali consultabili sul mio sito, nei quali rappresentavo agli abruzzesi che si accingevano a votare il rischio che sarebbero stati governati direttamente da Berlusconi.
da www.carlocostantini.it
Pubblicato da Ricky a 06:42