Source: https://www.bargiornale.it/gestione/imposta-comunale-sulla-pubblicita/
Timestamp: 2019-02-19 23:19:16+00:00
Document Index: 9852866

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art.6', 'art.1', 'art. 52', 'art.10', 'art.145', 'art.1', 'art. 20', 'art. 20']

Imposta comunale sulla pubblicità | bargiornale
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Decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 e successive modifiche
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 settembre 1993; Acquisito il parere delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Capo I Imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni
Art. 5. Presupposto dell'imposta.
Per i soggetti di cui all’art. 20 non trova applicazione l’imposta sulla pubblicità (*) (*) Così modificato dalla Legge n° 311 del 30/12/2004 in vigore dall’1/1/2005.
Art. 8. Dichiarazione.
Art. 10. Rettifica ed accertamento d'ufficio.
(Abrogato). Legge 296 del 27.12.2006.
Il comune, entro due anni dalla data in cui la dichiarazione è stata o avrebbe dovuto essere presentata, procede a rettifica o ad accertamento d'ufficio, notificando al contribuente, anche a mezzo posta mediante raccomandata con avviso di ricevimento, apposito avviso motivatoin relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che lo hanno determinato. Se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama, salvo che quest'ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale (*).
Gli avvisi di accertamento sono sottoscritti dal funzionario designato dal comune per l'organizzazione e la gestione dell'imposta, ovvero, nel caso di gestione in concessione, da un rappresentante del concessionario. (*) Così modificato dall’art.6 D. Lg.vo n° 32 del 26/01/2001.
comuni di classe V . . . . . . . L. 22.000 (*)
(*) Così modificato dall’art.1 del D.Lg.vo n° 32 del 26/01/2001.
Art. 15. Pubblicità varia
L’imposta non è dovuta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività cui si riferiscono, di superficie complessiva fino a cinque metri quadrati. I comuni, con regolamento adottato ai sensi dell’art. 52 del D.Lg.vo 15 dicembre 1997, n. 446, possono prevedere l’esenzione dal pagamento dell’imposta per le insegne d’esercizio anche di superficie complessiva superiore al limite di cui al periodo precedente.
(*) modificato dalla Legge del 28/12/2001 n° 448 art.10 in vigore dall’1/1/2002.
3-bis. Il comune ha facoltà di chiedere al concessionario delle pubbliche affissioni di svolgere servizi aggiuntivi strumentali alla repressione dell’abusivismo pubblicitario ed al miglioramento dell’impiantistica (*)
(*)Così modificato dalla legge n°388 del 23/12/2000 art.145; in vigore dall’01/01/2001.
Comuni	Per i primi 10 giorni	Per ogni periodo successivo di 5 giorni o frazione
comuni di classe I	L. 2.800	L. 840
comuni di classe II	L. 2.600	L. 780
comuni di classe III	L. 2.400	L. 720
comuni di classe IV	L. 2.200	L. 660
comuni di classe V	L. 2.000	L. 600
Art. 20-bis. - (Spazi riservati ed esenzione dal diritto). - 1. I comuni devono riservare il 10 per cento degli spazi totali per l'affissione dei manifesti ai soggetti di cui all'articolo 20. La richiesta e' effettuata dalla persona fisica che intende affiggere manifesti per i soggetti di cui all'articolo 20 e deve avvenire secondo le modalita' previste dal presente decreto e dai relativi regolamenti comunali. Il comune non fornisce personale per l'affissione. L'affissione negli spazi riservati e' esente dal diritto sulle pubbliche affissioni. 2. Le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia d'affissioni e pubblicita' commesse fino all'entrata in vigore della presente disposizione, mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari possono essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio nonche' in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute a 100 euro per anno e per provincia. Tale " deve essere effettuato a favore della tesoreria del comune competente o della provincia qualora le violazioni siano state compiute in piu' di un comune della stessa provincia; in tal caso la provincia provvede al ristoro, proporzionato al valore delle violazioni accertate, ai comuni interessati, ai quali compete l'obbligo di inoltrare alla provincia la relativa richiesta entro il 30 provincia destinera' le entrate al settore ecologia. La definizione di cui al presente comma non da' luogo ad alcun diritto al rimborso di somme eventualmente gia' riscosse a titolo di sanzioni per le predette violazioni. Il termine per il versamento e' fissato, a pena di decadenza dal beneficio disposizioni dell'articolo 15, commi 2 e 3, della legge 10 dicembre 1993, n.515"(*) (*) Così modificato dall’art.1 della Legge n° 311 del 30/12/2004.
4-bis Se il manifesto riguarda l’attività di soggetti elencati nell’art. 20, il responsabile è esclusivamente colui che materialmente è colto in flagranza nell’atto d’affissione. Non sussiste responsabilità solidale (*) (*)Così modificato dalla Legge n° 311 del 30 dicembre 2004.
5-ter Se il manifesto riguarda l’attività di soggetti elencati nell’art. 20, il responsabile è esclusivamente colui che materialmente è colto in flagranza nell’atto di affissione. Non sussiste responsabilità solidale. (**)
(**)Così modificato dalla Legge n° 311 del 30 dicembre 2004.