Source: https://antonellamascia.wordpress.com/2009/10/14/nel-caso-enea-c-italia-la-cedu-decide-in-un-caso-di-detenzione-ai-sensi-dell%E2%80%99art-41-bis-e-e-i-v/
Timestamp: 2019-03-25 14:34:04+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 41', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 6', '§ 1', 'art. 6', '§ 1', 'art. 8', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 6', '§ 1', 'art. 8']

Nel caso ENEA c. Italia, la CEDU decide in un caso di detenzione ai sensi dell’art. 41 bis e E.I.V. | Diritti fondamentali, quale tutela?
Posted by antonellamascia on ottobre 14, 2009 · Lascia un commento
Strasburgo 14 ottobre 2009 – Con sentenza del 17 settembre 2009, la CEDU, in Grande Camera, ha deciso nel caso ENEA c. Italia (ricorso n. 74912/01). La CEDU ha accertato la non violazione dell’art. 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti), la violazione dell’art. 6 § 1, (diritto ad un equo processo), per quanto riguarda il diritto ad un tribunale durante il periodo di applicazione del regime speciale di detenzione, la non violazione dell’art. 6 § 1, per quanto riguarda il diritto ad un tribunale durante il periodo di detenzione nel settore E.I.V. e la violazione dell’art. 8 (diritto al rispetto della corrispondenza).
In applicazione dell’art. 41 della Convenzione, la CEDU ha statuito che l’accertamento della violazione costituisce di per sè un’equa soddisfazione per quanto riguarda i danni morali, riconoscendo la somma di 20.000 a titolo di rimborso per le spese ed onorari di procedura.
Quanto alla vicenda, il ricorrente è stato condannato a trent’anni di reclusione per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti e porto illegale di armi da fuoco. Il ricorrente, detenuto, è obbligato a utilizzare una sedia a rotelle a causa delle diverse patologie di cui soffre. Fino al marzo 2005 il ricorrente è stato sottoposto al regime speciale di detenzione previsto dall’art. 41bis della legge sull’ordinamento penitenziario e, successivamente, a quello denominato E.I.V. (Elevato Indice di Vigilanza).
Il ricorrente ha denunciato alla CEDU la violazione dell’art. 3, ritenendo il regime di detenzione a cui è stato sottoposto un trattamento inumano e degradante. Il ricorrente si è inoltre lamentato della violazione dell’art. 6 e dell’art. 13, per aver subito delle limitazioni importanti quanto all’esercizio del diritto ad un tribunale relativamente ai provvedimenti ministeriali che lo avevano sottoposto al regime speciale previsto dall’art. 41bis e al fatto di essere confinanto nel settore E.I.V. Il ricorrente ha denunciato inoltre la violazione dell’art. 8 per le limitazioni ai contatti familiari e per il controllo della corrispondenza. Infine, il ricorrente si è lamentato della violazione dell’art. 9, diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e religione, per non aver potuto praticare la propria religione, essendogli stato impedito di assistere ai funerali di suo fratello e della sua compagna.
I giudici Kovier e Gyulumyan hanno espresso un’opinione parzialmente dissenziente, allegata alla sentenza.
La sentenza è disponibile in versione inglese e francese.
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