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Timestamp: 2019-03-25 09:42:47+00:00
Document Index: 142593903

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.104', 'art. 11']

Procedura amministrativa - Studio Legale Avv. Fulvio De Amicis
Archivio di: Procedura amministrativa
Cons. Stato Sez. IV, 12/11/2015, n. 5138
Giudizio amministrativo – Legittimazione processuale – Atti del Prefetto – Legittimazione passiva del Ministro dell’Interno – Sussiste
Il Prefetto è organo periferico dell’Amministrazione dell’Interno, privo come tale di autonoma soggettività e relativa legittimazione processuale, con la conseguenza che i giudizi avverso gli atti dal medesimo emanati, devono essere proposti nei confronti del Ministro dell’Interno, a nulla rilevando che il Prefetto eserciti anche funzioni diverse da quelle proprie dell’Amministrazione dell’Interno .
Cons. Stato Sez. VI, 11/1/2016, n. 38
Giudizio amministrativo – Svolgimento del giudizio – Formazione del contraddittorio – Parità della posizione delle parti – Necessità – Sussiste
Il più intenso livello di contraddittorio è quello previsto dalla legge processuale: il contraddittorio orizzontale e paritario (contraddittorio tra due parti in posizioni di parità rispetto ad un decidente terzo e imparziale), con il diritto, in capo a ogni soggetto interessato, di interloquire in ogni fase del procedimento.
Cons. Stato Sez. VI, 19/1/2016, n. 157
Giudizio amministrativo – Ricorso – Contenuto – Estensione dell’impugnazione – Formule di stile – Valore processuale – Inidoneità
Nel processo amministrativo la formula di stile con la quale si estende l’impugnazione a tutti gli atti antecedenti, preordinati, connessi, successivi e consequenziali è priva di qualsiasi valore processuale in quanto inidonea ad individuare uno specifico oggetto di impugnativa.
Cons. Stato Sez. VI, 4/1/2016, n. 12
Giudizio amministrativo – Tutela cautelare in fase di impugnazione – Fase autonoma e distinta – Effetti della eventuale sospensiva – Non travolge il rapporto processuale principale – Effetti
Il processo cautelare costituisce fase autonoma e distinta nell’ambito del giudizio di impugnazione, senza consumare il rapporto processuale principale e senza che l’eventuale sospensiva del provvedimento impugnato (destinata ad avere efficacia solo fino alla decisione di merito, al fine di evitare effetti negativi irreversibili prima di tale decisione) possa determinare cessazione della materia del contendere o improcedibilità dell’impugnativa.
Cons. Stato Sez. III, 18/12/2015, n. 5762
Giudizio amministrativo – Appello – Interesse alla proposizione del ricorso – Deve essere immanente sino al momento della decisione di eventuale appello
La persistenza dell’interesse alla proposizione del ricorso di primo grado costituisce condizione processuale del ricorso, che deve sussistere non solo al momento in cui l’azione viene promossa ma per tutta la durata del giudizio, anche nel grado d’appello.
Cons. Stato Sez. V, 30/11/2015, n. 5400
Giudizio amministrativo – Ricorso – Esposizione dei fatti – Onere della parte – Valutazione diretta e immediata delle censure da parte del giudice
Giudizio amministrativo – Esposizione dei fatti e delle censure – Criteri di sinteticità e specificità – Divieto di prolissità e di commistione delle argomentazioni – Violazione – Conseguente dichiarazione di inammissibilità – Sussiste
Nel processo amministrativo è onere della parte ricorrente operare una sintesi del fatto sostanziale e processuale funzionale alla piena comprensione e valutazione delle censure al fine di evitare di delegare al Giudice un’attività consistente nella lettura integrale degli atti meccanicamente assemblati. Conseguentemente la prolissità e la contraddittoria commistione fra argomenti, domande, eccezioni e richieste istruttorie conducono all’inammissibilità per violazione dei doveri di sinteticità e specificità dei motivi sanciti dagli artt. 3 e 40 D.Lgs. n. 104/2010, per il primo grado e 101, co. 1, CPA per il giudizio di appello (Conf. T.a.r. Calabria, Catanzaro, sez. I, 20 febbraio 2015, n. 296).
Cons. Stato Sez. VI, 16/11/2015, n. 5208
Giudizio amministrativo – Giudicato amministrativo – Dedotto e deducibile – Situazione giuridica accertata – Effetti nel giudicato successivo – Sussistono
Costituisce principio generale di diritto processuale in materia di limiti oggettivi del giudicato intervenuto tra le stesse parti che questo si forma su tutto ciò che ha costituito oggetto della decisione, anche ove ne sia solo il necessario presupposto logico, e si estende a tutti i passaggi motivazionali della sentenza che, nella struttura sostanziale della medesima, costituiscono la premessa logica della decisione (mentre il giudicato non può riferirsi alle mere affermazioni incidentali o alle altre considerazioni, contenute nella motivazione, che non trovino riscontro alcuno nel dispositivo), sicché l’accertamento già compiuto in ordine ad una situazione giuridica (sia essa di interesse legittimo o di diritto soggettivo) e la soluzione di una questione di fatto o di diritto, che abbiano inciso su un punto fondamentale comune alla causa già decisa con efficacia di giudicato ed alla causa successiva, precludono il riesame del punto accertato e risolto anche nel caso in cui il successivo giudizio abbia finalità diverse da quelle che costituiscono lo scopo e il petitum del primo.
Cons. Stato Sez. III, 13/11/2015, n. 5199
Giudizio amministrativo – Termini per il deposito di memorie – Sono perentori – Violazione – Inutilizzabilità processuale delle memorie e dei documenti tardivamente prodotti – Sussiste
Nel giudizio amministrativo, i termini fissati dall’art. 73D.Lgs. n. 104/2010 (CPA) per il deposito in giudizio di memorie difensive e documenti hanno carattere perentorio, in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico sostanziale posto a presidio del contraddittorio e dell’ordinato lavoro del Giudice, con la conseguenza che la loro violazione conduce alla inutilizzabilità processuale delle memorie e dei documenti presentati tardivamente, da considerarsi tamquam non essent.
Cons. Stato Sez. IV, 3/11/2015, n. 5004
Giudizio amministrativo – Estinzione del processo – Cessazione della materia del contendere – Provvedimento senza valore di sentenza – Mero accertamento dell’esistenza di rapporto amministrativo controverso
La sentenza del Giudice Amministrativo che dichiara l’intervenuta cessazione della materia del contendere è caratterizzata da un contenuto di accertamento nel merito della pretesa avanzata dal ricorrente e della sua piena soddisfazione connessa a determinazioni successive della P.A.; siffatta decisione non possiede, pertanto, una valenza meramente processuale (ossia non è una sentenza di mero rito) bensì contiene l’accertamento relativo al rapporto amministrativo controverso ed alla pretesa sostanziale vantata dall’interessato (D.Lgs. n. 104/2010, CPA).
Cons. Stato Sez. IV, 29/10/2015, n. 4955
Giudizio amministrativo – Svolgimento del giudizio – Giudizio di annullamento – Necessario interesse del ricorrente – Necessità – Sussiste
Nel giudizio d’annullamento occorre, per poter conoscere dell’atto e sindacarne la sua legittimità, la rituale impugnazione. Occorre nondimeno che la domanda di annullamento sia sorretta dal necessario interesse processuale, ossia sia potenzialmente utile per chi la propone.
Cons. Stato Sez. V, 22/10/2015, n. 4858 id. Cons. Stato Sez. V, 28/9/2015, n. 4509
Giudizio amministrativo – Questioni incidentali o pregiudiziali – Annullabilità del ricorso – Effetti
Per ragioni di economia processuale, il Giudice Amministrativo può non esaminare le eccezioni d’inammissibilità del ricorso, se questo risulta infondato.
Cons. Stato Sez. V, 5/10/2015, n. 4623
Giudizio amministrativo – Appello – Prove – Divieto di ammissione di prove nuove – Prove costituende – Impossibilità documentata di produrle in primo grado – Rispetto dei tempi della legge processuale – Necessità
Vige nel processo amministrativo il principio del divieto di ammissione di nuovi mezzi di prova, sancito dall’art.104, comma 2, D.Lgs. n. 104/2010 , che riguarda anche le prove c.d. precostituite, quali i documenti, la cui produzione è subordinata, alla pari delle prove costituende, alla verifica della sussistenza di una causa non imputabile, che abbia impedito alla parte di esibirli in primo grado, ovvero alla valutazione della loro indispensabilità, la quale non va intesa come mera rilevanza dei fatti dedotti, postulando la verificata impossibilità di acquisire la conoscenza di quei fatti con altri mezzi che la parte avesse l’onere di fornire nelle forme e nei tempi stabiliti dalla legge processuale (Conf. T.a.r. Veneto, sez. III, n. 1016/2006).
Cons. Stato Sez. V, 28/9/2015, n. 4509
Giudizio amministrativo – Intervento in giudizio – Interesse dell’interveniente – Interesse connesso, o derivato, o dipendente, o accessorio, o riflesso rispetto a quello della parte – Necessità
Ai fini dell’ammissibilità dell’intervento adesivo dipendente ad adiuvandum nel giudizio amministrativo la relativa iniziativa processuale deve essere espressione di un interesse (a seconda delle formulazioni lessicali) connesso, derivato, dipendente o almeno accessorio o riflesso rispetto a quello proprio della parte principale (Conf. T.a.r. Puglia, Lecce, sez. I, n. 677/2015).
Cons. Stato Sez. IV, 21/9/2015, n. 4394
Giudizio amministrativo – Responsabilità civile – Mobbing – Criteri di accertamento – Atti genericamente illegittimi – Insufficienza quanto alla prova – Accertamento di un disegno più complesso preordinato alla vessazione o alla prevaricazione – Necessità – Sussiste
Sul piano processuale, la condotta che da luogo a mobbing deve essere allegata nei suoi elementi essenziali dal lavoratore, che non può limitarsi davanti al giudice a dolersi genericamente di esser vittima di un illecito, ovvero ad allegare l’esistenza di specifici atti illegittimi, ma deve quanto meno evidenziare qualche concreto elemento in base al quale il giudice (eventualmente, anche attraverso l’esercizio dei suoi poteri ufficiosi) possa verificare la sussistenza, nei suoi confronti, di un più complessivo disegno preordinato alla vessazione o alla prevaricazione (Conf. T.a.r. Abruzzo, Pescara, sez. I, n. 506/2014).
Cons. Stato Sez. IV, 21/9/2015, n. 4408
Giurisdizione del giudice ordinario e del giudice amministrativo – Tributi in materia processuale e spese per i servizi di cancelleria
E’ devoluta al giudice amministrativo, concernendo interessi legittimi, la controversia su provvedimenti generali che, in applicazione di disposizioni di legge, determinano l’importo dei diritti di copia per supporti informatici.
Cons. Stato Sez. IV, 4/8/2015, n. 3852
Giudizio amministrativo – Procedimento in genere – Prove in genere – Giudice sfornito di giurisdizione – Traslatio iudicii – Valutazione da parte del giudice competente delle prove raccolte dal giudice incompetente – Libertà di valutazione
Ai sensi dell’art. 11, comma 6, c.p.a., le prove raccolte davanti al giudice sfornito di giurisdizione costituiscono argomenti di prova nel giudizio che si instaura a seguito della translatio iudicii, per cui, anche alla luce del principio di economia processuale, il Collegio può considerare le prove acquisite dal giudice sfornito di giurisdizione con propria libera valutazione, potendo giungere a fondare su di esse il proprio convincimento qualora le stesse si inseriscano in un più ampio contesto valutativo.