Source: http://starealleregole.it/1-percorso3-lez5.html
Timestamp: 2018-12-14 06:16:16+00:00
Document Index: 185013674

Matched Legal Cases: ['art. 507', 'art. 21', 'art. 508', 'art. 48', 'art. 75', 'art. 138', 'art. 48']

Percorso 3 Lezione 5
Le forme anomale di sciopero e il superamento dei limiti interni
tra le forme anomale di sciopero (che per modalità e tempo di esercizio si distinguono dalla mera astensione dal lavoro) si ha:
lo sciopero a sorpresa: attuato, cioè, senza preavviso. La Cassazione ha ritenuto che il datore di lavoro conservi il potere di impartire direttive di lavoro nel periodo immediatamente precedente e immediatamente successivo all’effettiva realizzazione del programma di astensione. Se, pertan- to, tale preavviso è stato dato, esso deve essere rispettato e quindi prima e dopo il momento di realizzazione dello sciopero proclamato il datore di lavoro conserva tutti i suoi poteri. Comunque, secondo la dottrina prevalente tale forma di sciopero è legittima non sussistendo alcuna norma (salvo che per i servizi pubblici essenziali) che imponga di «proclamare» uno sciopero;
lo sciopero dello straordinario: consiste nel rifiuto collettivo di prestare lo straordinario richiesto dal datore di lavoro ai sensi del contratto collettivo. La giurisprudenza, dopo iniziali incertezze, ritiene tale sciopero legittimo, in quanto consiste in una astensione dal lavoro, sia pure limitata alle ore eccedenti l’orario normale;
lo sciopero a singhiozzo: è caratterizzato dal fatto che l’astensione dal lavoro è frazionata nel tempo in brevi periodi;
lo sciopero a scacchiera: consiste nell’astensione dal lavoro in reparti alternati e in tempi successivi;
— lo sciopero parziale: è realizzato in settori o durante fasi lavorative la cui interruzione comporta un notevole ritardo (fino all’intera giornata lavorativa) nella ripresa dell’attività.
Sono da citare, infine, alcune forme di protesta ritenute dall’indirizzo dottrinale e giurisprudenziale prevalente illegittime, per contrasto con i diritti costituzionalmente garantiti della libertà di iniziativa economica e del lavoro (artt. 41 e 4 Cost.), ed in specie:
il boicottaggio, volto a realizzare un danno economico per l’impresa attraverso la propaganda a non stipulare con essa rapporti commerciali o di lavoro o, come più frequentemente accade, a non acquistarne le merci (art. 507 c.p. e Corte cost. sent. 17-4-1969, n. 84). non è repressa la propa- ganda inquadrabile nelle manifestazioni della libertà di pensiero di cui all’art. 21 Cost., tale per intensità ed efficacia da non poter determinare alcun danno di rilievo per il datore di lavoro;
l’occupazione dell’azienda, che si realizza con la permanenza continuata dei lavoratori nel luo- go di lavoro, ma senza esercitare alcuna attività lavorativa tale comportamento è illegittimo in quanto realizzato dolosamente con lo scopo di turbare l’attività lavorativa;
il sabotaggio, ovvero il danneggiamento dei mezzi di produzione o delle merci (art. 508 c.p.);
il blocco delle merci, con cui si impedisce che i prodotti finiti escano dall’azienda, determina un deterioramento della posizione commerciale del datore di lavoro per impedimento nell’adempi- mento di impegni commerciali. È illegittimo qualora venga attuato con modalità violente (non in- vece nel caso della mera persuasione o propaganda non violenta);
il picchettaggio, consistente in un’attività dei lavoratori scioperanti volta a impedire l’ingresso in azienda dei lavoratori che non aderiscono allo sciopero. Anche in questo caso è illegittima solo l’attività realizzata con modalità violente, diversa dalla persuasione svolta pacificamente.
L’art. 48 Cost. è stato modificato dalla L. cost. 17 gennaio 2000, n. 1, che ha inserito un nuovo comma dopo il secondo, riconoscendo ai cittadini italiani residenti all’estero l’esercizio del diritto di voto.
In particolare, la norma dispone che la «legge stabilisce i requisiti e le modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero e ne assicura l’effettività». A questo scopo è stata istituita una «circoscrizione Estero» per l’elezione delle Camere.
punti salienti previsti dalla disciplina sono:
i cittadini italiani residenti all’estero possono scegliere di votare in Italia, per la circoscrizione elettorale in cui sono iscritti, oppure di partecipare all’elezione dei rappresentanti della circoscrizione Estero attraverso il voto per corrispondenza, da inviare alla rappresentanza consolare dello Stato in cui risiedono;
la circoscrizione Estero è suddivisa in quattro ripartizioni: 1) Europa, com- presi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; 2) America meridionale; 3) America settentrionale e centrale;
4) Africa, Asia, Oceania e Antartide. In ciascuna ripartizione è eletto un deputato o un senatore, mentre i restanti rappresentanti sono eletti in base alla popolazione italiana residente;
la candidatura alla circoscrizione Estero è consentita soltanto agli elettori residenti ed elettori nella relativa ripartizione. Al contrario gli elettori residenti all’estero non possono candidarsi in una circoscrizione del territorio nazionale (a meno che non abbiano optato per l’esercizio del diritto di voto in Italia);
i cittadini italiani residenti all’estero possono anche partecipare alla fase di raccolta delle firme per l’indizione di un referendum abrogativo (art. 75 Cost.) e costituzionale (art. 138 Cost.).
Cosa prevede il secondo comma dell'art. 48 Cost. e perchè è statp inserito nel dettato costituzionale
Esponi i punti salienti della disciplina relativa al voto degli italiani all'estero