Source: http://brugola.net/it/analisi-problematiche-acustiche/tecnico-competente-acustica
Timestamp: 2018-02-18 01:27:33+00:00
Document Index: 92450632

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

IL TECNICO ACUSTICO: Istruzioni per l'uso
La figura del tecnico acustico è, almeno in Italia, definita a livello giuridico e non a livello di facoltà universitaria, e questo comporta una serie di problemi che vanno a discapito sia dei tecnici specializzati che degli stessi clienti finali.
Infatti a tutt'oggi in Italia non esiste una Laurea in acustica come in America o come nel Regno Unito; esistono, tuttavia, facoltà in grado di dare basi sufficienti, tramite una serie di esami specifici, per formare tecnici che potranno decidere, in un secondo tempo, di specializzarsi in modo autonomo nel settore.
Facoltà con queste caratteristiche sono soprattutto quelle di Ingegneria e di Fisica, mentre altre facoltà, come la stessa Architettura, non presentano un ventaglio di materie tecnico-scientifiche tali da consentire lo sviluppo di una solida base al futuro tecnico acustico, a meno di corsi o Master supplementari.
In alcune sedi universitarie, come ad esempio il Politecnico di Milano, vi sono degli esami specifici, (acustica applicata, vibrazioni di macchine ecc..) per coloro che si vogliono dotare di basi nel settore; altre facoltà presentano dei cenni di acustica all'interno degli esami di Fisica Tecnica o in settori specifici (ad esempio Architettura Tecnica).
Altre facoltà invece forniscono, tramite corsi specializzati, un numero di “crediti” sufficienti per poter presentare la domanda di iscrizione come “tecnico competente” presso la Regione di residenza.
La Legge quadro n°447 del 1995 ha introdotto la figura del "tecnico competente in acustica", cercando di mettere ordine in un settore non normato ed eliminare personaggi che si erano improvvisati tecnici specializzati senza averne i requisiti.
Purtroppo, complice il dolce sonno degli organi scientifici e degli ordini professionali, che in casi come questi avrebbero dovuto dare un loro sostanziale contributo, si è finito per dare spazio a chiunque sia dotato di un minimo di curriculum lavorativo, inteso come tempo dedicato alla materia, senza verificare se il tempo dedicato alla stessa ha prodotto risultati positivi o meno.
Il risultato è che chiunque sia stato in grado di lavorare per due anni presso un laboratorio o uno studio di consulenza ambientale, tra le cui discipline è annoverata anche quella di acustica, è in grado di presentarsi come "tecnico specializzato" senza a volte avere chiari i concetti fisici che regolano il mondo dell'acustica senza che nessuno possa contestagli minimamente di non essere all'altezza delle problematiche che bisogna affrontare.
In altre parole, si è preferito badare alla forma piuttosto che alla sostanza, ed ora ci troviamo con una serie di "tecnici competenti" di cui la competenza è solo puramente formale; si aggiunga poi che il "metro" di misura è differente in funzione delle Regioni di presentazione della domanda e si vedrà come anziché migliorare, la situazione è, secondo chi scrive, peggiorata, in quanto in alcuni casi è sufficiente la “garanzia” da parte di un tecnico amico per ottenere l’iscrizione all’albo.
Solo per citare alcuni numeri, in Italia ormai vi sono oltre 15.000 tecnici “competenti” di cui 1.000 nella sola Sicilia: per dare una idea di questi numeri, nel corso che avevo seguito presso il Politecnico eravamo in sei…
La scelta del tecnico di fiducia deve quindi essere effettuata sulla base di alcune considerazioni di carattere generale, oltre che personali.
Per prima cosa la scelta deve essere fatta sulla base della preparazione tecnica del consulente, verificando a quanti lavori ha effettivamente preso parte e soprattutto il loro grado di difficoltà (almeno apparente); ad esempio se la persona ha collaborato con grossi studi professionali di Ingegneria o Architettura, come consulente esterno, è sicuramente un fattore preferenziale.
Anche se la Laurea non è motivo di sicurezza, in quanto molti laureati non sono adatti (per motivi legati alla tipologia di studi intrapresi) a svolgere l'attività di consulente acustico ,e viceversa alcuni tecnici diplomati hanno solide basi di acustica, tale opzione deve essere comunque preferibile.
La richiesta di un elenco di clienti o di lavori svolti è sempre lecita, purché sia basata su serie considerazioni.
Come al solito a farne le spese saranno gli utenti finali, che, ad esempio, invece di un ingegnere o un fisico, si troveranno un biologo (o un medico) abilitato a dare spiegazioni sul comportamento fisico di una parete in calcestruzzo, con le dovute conseguenze.
Una volta terminata la valutazione tecnica, badate anche a quella economica: non è vero che chi chiede poco è per forza meno bravo di un altro che chiede di più, la valutazione del compenso deve essere fatta, oltre che rispetto al valore intrinseco della consulenza, anche sulla base della difficoltà del problema da risolvere, ed anche sulla base della struttura di supporto che il tecnico o la ditta può offrire, ad esempio la strumentazione che il tecnico può mettere a disposizione del cliente.
Se un tecnico utilizza un solo vecchio strumento, significa che non ritiene necessaria la sua sostituzione perché non ha la possibilità di sfruttarlo, e quindi questo significa che l'impegno nel settore non è costante o comunque relativo a problemi tecnici difficili che richiedono strumentazione sofisticata; viceversa la disponibilità di strumentazione avanzata denota la necessità di una ottimizzazione delle tempistiche dedicate all'acquisizione dei dati ed all'analisi del problema, e quindi, probabilmente, una maggiore abitudine ed esperienza a svolgere quel tipo di lavoro.
Va sottolineato che non esiste un "albo degli acustici" paragonabile a quello degli Ordini Professionali, e che tutte le associazioni o gli elenchi in cui vi è la scritta "tecnico acustico", non essendo oggetto di vagliatura da parte di una commissione o da parte di tecnici incaricati da enti autorizzati (Stato o università), valgono bene o male allo stesso modo, ed alcune associazioni sono addirittura solo di facciata.
Di seguito riportiamo quanto stabilito dalle varie normative vigenti in merito alla figura del tecnico competente.
Il tecnico competente secondo la Legge quadro n°447/95
Nell'art. 6, la Legge Quadro definisce il tecnico competente come la figura professionale idonea ad effettuare le misurazioni, verificare l'ottemperanza ai valori definiti dalle norme vigenti, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo.
Il tecnico competente deve essere in possesso del diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico o del diploma universitario ad indirizzo scientifico ovvero del diploma di laurea ad indirizzo scientifico.
Nell'art. 9 la legge stabilisce che i soggetti che effettuano i controlli devono essere diversi da quelli che svolgono le attività sulle quali deve essere effettuato il controllo stesso.
Criteri generali per l'esercizio dell'attività di tecnico competente in acustica secondo il DPCM 31/03/98
Questo decreto è un atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l'esercizio dell'attività del tecnico competente in acustica, quindi stabilisce le caratteristiche che deve avere un tecnico competente in attuazione all'art. 6 della Legge 447/95.
La procedura di presentazione e valutazione della domanda di un candidato è invece stabilita dalle normative regionali. Riportiamo alcuni articoli del decreto, per chiarire quanto stabilisce la normativa in merito.
Art. 1. Presentazione delle domande.
I soggetti in possesso dei requisiti di legge che intendono svolgere l'attività di tecnico competente in acustica, di cui alla legge 26 ottobre 1995, n. 447, devono presentare la domanda all'assessorato preposto all'ambiente della regione di residenza che rilascia il relativo attestato di riconoscimento.
La domanda è redatta secondo le modalità indicate dalla regione.
Art. 2. Esame delle domande.
L'esame delle domande consiste:
nella verifica del titolo di studio posseduto, in conformità a quanto stabilito dall'art. 2, comma 6, della legge 26 ottobre 1995, n. 447;
nell'accertamento che l'attività professionale in materia di acustica ambientale è stata svolta in maniera non occasionale, secondo quanto stabilito dall'art. 2, comma 7, della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
Tra i diplomi di scuola media superiore ad indirizzo tecnico è compreso quello di maturità scientifica e tra i diplomi universitari o i diplomi di laurea ad indirizzo scientifico, quelli in ingegneria ed architettura.
redazione di piani di risanamento.
Art. 3. Operatori presso strutture pubbliche.
I tecnici indicati dall'art. 2, comma 8, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, possono operare esclusivamente nell'ambito della propria struttura territoriale di appartenenza.
Qualora i tecnici di cui al comma 1 intendano esercitare la propria attività in forma professionale al di fuori dello svolgimento dei compiti d'istituto, devono rispettare gli obblighi previsti dall'art. 2, commi 6 e 7, della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
Art. 4. Formazione.
La documentazione prodotta ai fini di quanto previsto dal comma 1 deve evidenziare, attraverso la presentazione di atti formali, il lavoro effettivamente svolto dall'aspirante tecnico competente nel campo dell'acustica ambientale.