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Timestamp: 2018-07-15 23:06:05+00:00
Document Index: 10145324

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 19', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9']

Novità fiscali del 9 febbraio 2009: incentivi rottamazione auto, motocicli, mobili ed elettrodomestici; nuovo calendario delle dichiarazioni fiscali; IRAP: trattamento tributario del distacco di personale; pagamento del TFR per decesso del titolare; posta elettronica certificata: niente obbligo per imprese individuali e professionisti non iscritti in albi o elenchi; rottamazione delle licenze: pensionamento anticipato | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 9 febbraio 2009: incentivi rottamazione auto, motocicli, mobili ed elettrodomestici; nuovo calendario delle dichiarazioni fiscali; IRAP: trattamento tributario del distacco di personale; pagamento del TFR per decesso del titolare; posta elettronica certificata: niente obbligo per imprese individuali e professionisti non iscritti in albi o elenchi; rottamazione delle licenze: pensionamento anticipato
1) Posta elettronica certificata: Niente obbligo per imprese individuali e professionisti non iscritti in albi o elenchi
2) Rottamazione delle licenze: Pensionamento anticipato
3) Nuovo calendario delle dichiarazioni fiscali
4) Incentivi per acquisti scaccia crisi: Le misure del governo
5) IRAP: Trattamento tributario del distacco di personale
6) Pagamento del TFR a seguito del decesso del titolare: Obbligo di presentazione della dichiarazione di successione
7) Istituiti i codici tributo per il versamento, con mod. F23, delle sanzioni amministrative all’Autorità garante della concorrenza e del mercato
8) Versamento dell’imposta sostitutiva sui proventi dei titoli obbligazionari emessi da enti territoriali: Attribuito codice al Comune di Fiumicino
Come è noto l’art. 16 del D.L. n. 185/2008, convertito in Legge n. 2/2009, ha reso obbligatoria per le imprese ed i professionisti l’istituzione di una casella di posta elettronica certificata (Pec).
La disciplina è finalizzata a snellire e a rendere più efficace la notifica degli atti. Per tale motivo il legislatore ha introdotto la novità intesa come obbligo e non come mera facoltà.
Gli obblighi delle imprese e dei professionisti
L’obbligo di istituire una casella di posta elettronica certificata di cui al D.P.R. n. 68/2005 riguarderà innanzitutto le imprese solo se costituite in forma societaria.
Per l’adempimento è stata prevista l’esenzione dall’imposta di bollo e dai diritti di segretaria.
Tali soggetti societari dovranno comunicare il proprio indirizzo di Pec nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o, se già costituite, entro 3 anni.
Restano, invece, escluse dall’obbligo generalizzato le imprese non costituite sotto forma di società, quindi le imprese individuali.
Un obbligo sostanzialmente analogo, sia pure con delle diversità per ciò che riguarda i destinatari delle comunicazioni, è posto a carico degli esercenti arti e professioni.
Tutti i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge statale dovranno comunicare ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di Pec entro 1 anno. Successivamente gli ordini dovranno comunicare in via telematica i dati identificativi degli iscritti, accompagnati dal relativo indirizzo di posta elettronica.
In questo modo sarà possibile notificare, in via telematica al professionista iscritto in albi o elenchi (utilizzando l’indirizzo di posta elettronica certificata), un atto avente valore legale.
A parere di dottrina, dalla formulazione letterale della disposizione dovrebbero rimanere escluse dal nuovo obbligo le categorie professionali senza albo o per le quali non sia stato previsto un elenco con legge statale.
La norma che consente di cessare l’attività di fatto concede ai diretti interessati la possibilità del pensionamento anticipato.
Il D.L. n. 185/2008, convertito in Legge n. 2/2009, con l’introduzione dell’art. 19-ter, ha, infatti, ridato vita a quanto inserito nel D.Lgs. n. 207/1996 relativo alla cd. rottamazione delle licenze.
Possono usufruire di tale indennizzo gli uomini che alla data del 1.1.2009 hanno più di 62 anni o le donne che alla medesima data abbiano più di 57 anni, in possesso di un’autorizzazione amministrativa per l’esercizio dell’attività commerciale.
E’ necessario, inoltre, essere iscritti, al momento della cessazione dell’attività, da almeno cinque anni in qualità di titolari o coadiutori nella gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività relative al commercio tenuta presso l’INPS.
La norma condiziona, tuttavia, la corresponsione dell’indennità agli adempimenti di seguito elencati:
– cessazione definitiva dell’attività commerciale;
– consegna dell’autorizzazione amministrativa per l’esercizio dell’attività di commercio al minuto o per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande;
– cancellazione dell’impresa commerciale dal registro delle imprese tenuto dalla Camera di Commercio ove l’impresa ha la sede;
-cancellazione dell’impresa del registro esercenti il commercio;
– cancellazione dall’eventuale iscrizione al ruolo agenti degli agenti e rappresentanti di commercio.
Inoltre, come è stato rilevato in Dottrina, il D.L. n. 185/2008 concede ai soggetti in possesso dei requisiti anagrafici e che abbiano definitivamente cessato ogni forma di attività d’impresa un assegno mensile, fino alla data utile per il conseguimento della pensione di vecchiaia, di importo pari al trattamento minimo di pensione che per il 2009 è pari a euro 458,20.
Il beneficio finanziario è tuttavia, per espressa previsione di legge, incompatibile con l’esercizio di qualsiasi prestazione lavorativa, sia subordinata che autonoma.
Un emendamento al Decreto milleproroghe riscrive il calendario dei modelli dichiarativi fiscali:
Scadenza da emendamento
Versamento a saldo e acconto
Presentazione modello unico in posta
Presentazione modello unico in via telematica
Presentazione al Caf o ad un intermediario abilitato
Presentazione del modello VR (rimborsi)
Queste di seguito sono le misure che ha approvato il Consiglio dei ministri il 06.02.2009.
Incentivi per acquisto autoveicoli:
Rottamazione motocicli o ciclomotori:
Incentivazione all’installazione di dispositivi antiparticolato sui mezzi pubblici:
– Finanziamento straordinario per i contributi per l’installazione dei dispositivi per l’abbattimento delle emissioni di particolato dei gas di scarico da parte delle aziende del trasporto pubblico locale, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e le Regioni e Province autonome.
Meccanismo di erogazione degli incentivi:
Misure di sostegno alla domanda:
(Consiglio dei Ministri comunicato stampa del 06.02.2009)
La disciplina che si applica, in via generale, per il distacco dei lavoratori da un lato prevede l’esclusione dalla formazione della base imponibile del soggetto distaccante degli importi spettanti a titolo di recupero degli oneri relativi al personale distaccato e dall’altro qualifica gli importi erogati dal soggetto distaccatario, relativi ai lavoratori distaccati, come costi relativi al personale, prevedendone, in via generale, l’indeducibilità ai fini IRAP in capo allo stesso distaccatario.
In particolare, nel nuovo caso trattato dall’Agenzia delle Entrate, è stato evidenziato che qualora l’ordinaria retribuzione mensile relativa ai dipendenti degli enti soci distaccati presso il Consorzio resti interamente a carico delle amministrazioni pubbliche di appartenenza, sono queste ultime, in qualità di enti che sostengono i costi retributivi e contributivi, i soggetti passivi ai fini IRAP.
Riguardo il regime IRAP applicabile al trattamento di missione corrisposto dalle amministrazioni di appartenenza ai propri dipendenti distaccati e a queste ultime rimborsato dal Consorzio, la stessa Agenzia delle Entrate ha, infine, chiarito che:
Il trattamento di missione rimborsato agli enti partecipanti costituisce per il Consorzio un costo relativo al personale non ammesso in deduzione.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 35/E del 06.02.2009)
Nel caso di morte del dipendente in attività di servizio, il trattamento di fine rapporto o di fine servizio compete ai superstiti (individuati dalla norma), per i quali tali indennità, pur avendo natura di retribuzione differita, assolvono ad una funzione previdenziale.
Tali soggetti acquistano le indennità iure proprio, in forza di un diritto loro attribuito dalla legge.
Nella suddetta ipotesi il trattamento di fine rapporto non concorre a formare l’attivo ereditario, la sua corresponsione è indipendente dall’accettazione dell’eredità e l’ente previdenziale non è vincolato all’adempimento dell’obbligo di cui all’art. 48 del TUS prima di disporne il pagamento.
In assenza dei soggetti individuati dalla legge il trattamento di fine rapporto è devoluto secondo le norme della successione “mortis causa”, tanto testamentaria che legittima.
In questo ultimo caso l’acquisto dell’indennità, avviene, pertanto, iure ereditario, e l’istituto previdenziale non può procedere alla liquidazione se non è stata fornita la prova della presentazione della denuncia di successione o non è stato dichiarato per iscritto dall’interessato che non era obbligato a presentarla.
Tale riserva legale di destinazione viene fissata dal legislatore con riguardo all’ipotesi di decesso del lavoratore in attività di servizio e non opera se l’evento morte è successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
Nel caso di decesso a seguito del collocamento a riposo, infatti, la somma maturata a titolo di indennità di fine rapporto o di fine servizio entra a fare parte dell’asse ereditario come ogni altro bene, e deve essere corrisposta agli eredi legittimi e/o testamentari in base agli ordinari principi che regolano la successione.
Alla luce di ciò, nel caso di specie, l’istituto previdenziale, prima di liquidare, in favore degli eredi, l’indennità spettante al lavoratore deceduto dopo il collocamento a riposo, deve acquisire, in ottemperanza agli obblighi di cui all’art. 48 del TUS il certificato di avvenuta presentazione della denuncia di successione oppure la dichiarazione da parte dell’interessato che non sussiste l’obbligo di ottemperare a tale adempimento.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 36/E del 06.02.2009)
In attuazione dell’art. 9, comma 1, del D.L. 30.12.2008, n. 207, per consentire che confluiscano sul conto di tesoreria dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, i versamenti tramite modello F23, fino a concorrenza dell’importo di 50.000,00 euro, delle sole sanzioni comminate dall’Autorità ai sensi dei decreti legislativi 2 agosto 2007, n. 145 e n. 146, nonché degli eventuali interessi e maggiorazioni, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici tributo:
– 760T – “Sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai decreti legislativi 02/08/2007, n. 145 e n. 146, di competenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato – art. 9, c. 1, del d.l. 30/12/2008, n. 207”;
– 761T – “Interessi o maggiorazioni su sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai decreti legislativi 02/08/2007, n. 145 e n. 146, di competenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato – art. 9, c. 1, del d.l. 30/12/2008, n. 207”.
Nel contempo, ha proceduto:
– alla soppressione del codice tributo, 754T, denominato “Interessi di mora su sanzioni irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato”;
– alla ridenominazione del codice tributo 753T – “Maggiorazione del 10% su sanzioni irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato – Art. 27, comma 6, della legge n. 689/1981” in “Interessi o maggiorazioni su sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato”.
In sede di compilazione del modello di versamento F23, nello spazio “codice ufficio o ente” (campo 6) va indicato il codice dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato “IAE” di cui alla “Tabella dei codici enti diversi dagli uffici finanziari”, pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it; nello spazio estremi dell’atto o del documento (campo 10) vanno indicati gli estremi dell’atto con il quale si richiede il pagamento.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 37/E del 06.02.2009)
La risoluzione n. 27/E del 7/2/2006, per consentire il versamento dell’imposta sostitutiva sui proventi dei titoli obbligazionari emessi dagli enti territoriali, ha istituito il codice tributo “1241”.
Per consentire l’individuazione dell’ente territoriale emittente, tale codice tributo è associato ai codici degli enti riportati nella “TABELLA T3 – CODICI DEGLI ENTI TERRITORIALI EMITTENTI PRESTITI OBBLIGAZIONARI”, reperibile in formato elettronico sul sito internet http://www.agenziaentrate.gov.it.
Il comune di Fiumicino ha comunicato di aver emesso prestiti obbligazionari e, pertanto, per operare il riversamento di tale imposta in favore dello stesso, adesso è stata aggiornata la citata tabella T3 con il codice comunale “M297”.
In sede di compilazione del modello F24, il soggetto tenuto al versamento dell’imposta sostitutiva indica il suddetto codice nella sezione erario, nel campo “rateazione/regione/provincia”, in corrispondenza del codice tributo 1241, riportando nel campo “anno di riferimento” l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, espresso nella forma “AAAA”.
Infine, il nuovo codice territoriale è operativamente efficace a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla data della neo risoluzione n. 38/E/2009.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 38/E del 06.02.2009)