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Timestamp: 2020-07-11 07:04:43+00:00
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sicurezza sul lavoro | 27 Aprile 2015
Stesso ambiente di lavoro per i dipendenti con datori diversi: servono più documenti di valutazione del rischio
Se in un medesimo ambiente di lavoro operano stabilmente più lavoratori dipendenti da datori di lavoro diversi e non legati tra loro da rapporti di appalto, di somministrazione o di altro tipo giuridicamente rilevante, ciascun datore di lavoro è tenuto all’elaborazione del documento di valutazione del rischio. Qualora, all’esito dell’elaborazione del documento, dovessero risultare situazioni di pericolo, al datore di lavoro che non possa in altro modo intervenire per eliminarle non resta che impedire che in quei luoghi prosegua l’attività lavorativa dei propri dipendenti.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 17119/15; depositata il 24 aprile)
sicurezza sul lavoro | 08 Aprile 2015
Dipendente indiano, formazione in lingua italiana: azienda responsabile per il brutto infortunio
Bruttissimo incidente per il lavoratore, che, impegnato nella manutenzione di un macchinario, perde parte di un dito. Azzardata la condotta messa in atto, assieme a quella di un collega. Tuttavia, è responsabile l’azienda, rea di aver fornito sì formazione, ma in lingua italiana, nonostante la nazionalità indiana del dipendente.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 14159/15; depositata l’8 aprile)
sicurezza sul lavoro | 03 Aprile 2015
Il committente ed il responsabile dei lavori devono garantire l’adeguatezza sostanziale delle misure di sicurezza
Pur in presenza di altre figure aziendali, il responsabile dei lavori, le cui funzioni devono essere specificatamente indicate con atto scritto, ed il committente non sono esonerati dagli obblighi di garanzia riferiti alla loro funzione in tema di sicurezza sul lavoro. Tali figure possiedono doveri generali di verifica, non solo formale, ma anche sostanziale, degli obblighi di legge in materia di tutela della salute dei lavoratori e di sicurezza dei luoghi di lavoro.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 14012/15; depositata il 2 aprile)
Responsabilità del datore di lavoro e colpa del lavoratore: limiti
In tema di prevenzione antinfortunistica, poiché le relative norme mirano a tutelare il lavoratore anche in ordine ad incidenti che possano derivare da sua negligenza, imprudenza o imperizia, la responsabilità del datore di lavoro e, in generale, del destinatario dell’obbligo di adottare le misure di prevenzione può essere esclusa, per causa sopravvenuta, solo in presenza di un comportamento del lavoratore che presenti i caratteri dell’eccezionalità, dell’abnormità, dell’esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle precise direttive organizzative ricevute.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 14010/15; depositata il 2 aprile)
sicurezza sul lavoro | 02 Aprile 2015
Infortunio in grande azienda: il direttore generale non è responsabile solo in quanto tale
Nelle imprese di grandi dimensioni non è possibile attribuire tout court all’organo di vertice la responsabilità per l’inosservanza della normativa di sicurezza, occorrendo sempre apprezzare non solo l’apparato organizzativo che si è costituito, sì da poter risalire, all’interno di questo, al responsabile di settore, ma anche se il direttore generale con delega in materia antinfortunistica sia stato messo in condizioni di intervenire, in quanto portato a conoscenza della prassi lavorativa vigente nell’azienda pericolosa per la salute dei lavoratori.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 13858/15; depositata il 1° aprile)
sicurezza sul lavoro | 28 Gennaio 2015
Nessun automatico addebito di responsabilità colposa a carico del garante
di Marco Casellato
Il datore di lavoro adibisce il dipendente, privo di patente nautica, alla conduzione di un natante per il quale è invece obbligatorio il possesso della licenza di guida. Non c’è responsabilità se non è provato, oltre ogni ragionevole dubbio, che la morte del dipendente per annegamento sia causalmente collegata alla violazione della regola cautelare da parte del garante.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 3786/15; depositata il 27 gennaio)
Prevale una nozione ampia di “cantieri mobili edili”: comprendono ogni attività di allaccio o accessoria a quella edile e muraria
Il coordinatore della sicurezza deve assistere ogni fase della lavorazione, nessuna esclusa e fino al collaudo, comprese quelle complementari al pieno funzionamento di macchinari o strutture industriali.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 3809/15; depositata il 27 gennaio)
Sicurezza sul lavoro | 16 Gennaio 2015
Oblazione pagata, ma nessun revisionismo storico: il reato è già perfezionato
La procedura prevista dagli artt. 21 e ss. d.lgs. n. 758/1994 (pagamento di una sanzione amministrativa) presuppone la sussistenza di un reato già consumato e perfetto in ogni suo elemento, oggettivo e soggettivo. L’indagine sulla sussistenza dell’elemento soggettivo non si estende alla fase estintiva, che è successiva al perfezionarsi del reato ed opera su un piano oggettivo.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 1702/15; depositata il 15 gennaio)
sicurezza sul lavoro | 12 Novembre 2014
Il comportamento del lavoratore quando esonera da responsabilità il datore di lavoro?
L’ipotesi tipica del comportamento “abnorme” è quella del lavoratore che provochi l’infortunio ponendo in essere, colposamente, un’attività del tutto estranea al processo produttivo o alle mansioni attribuite, realizzando in tal modo un comportamento esorbitante rispetto al lavoro che gli è proprio, assolutamente imprevedibile (ed inevitabile) per il datore di lavoro.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 46437/14; depositata l’11 novembre)
Sicurezza sul lavoro | 04 Novembre 2014
Sanzione amministrativa per il datore inadempiente: pagare in tempo conviene
La speciale causa di estinzione delle contravvenzioni in materia di prevenzione antinfortunistica non opera se il pagamento della somma determinata a titolo di sanzione amministrativa avviene oltre il termine di 30 giorni fissato dall’art. 21, comma 2, d.lgs. n. 758/1994, dato che ha natura perentoria e non ordinatoria.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 45228/14; depositata il 3 novembre)
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