Source: https://it.scribd.com/document/326728072/DECRETO-INCENERITORI
Timestamp: 2019-12-11 16:11:56+00:00
Document Index: 140198653

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 11', 'art. 205', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 196', 'art. 199', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 205', 'art. 7', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 12', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 237', 'art. 208', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 16', 'art. 35', 'art. 199', 'art. 199', 'art. 35', 'art. 29', 'art. 35', 'sentenza ', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 260', 'art. 28', 'art. 30', 'art. 28', 'art. 30']

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Serie generale - n. 233
MINISTRI 10 agosto 2016.
Individuazione della capacit complessiva di trattamento
degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonch individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la
rifiuti urbani e assimilati.
Vista la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti
e che abroga alcune direttive, recepita con il decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e in
particolare la Parte IV, recante le norme in materia di gestione dei rifiuti;
Visto lart. 35 del decreto-legge 12 settembre 2014,
n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 e, in particolare, il comma 1, che
prevede che, con decreto adottato dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellambiente
e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, sia individuata
la capacit complessiva di trattamento degli impianti di
incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio
o autorizzati a livello nazionale, nonch il fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di
incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati;
Considerato che, ai fini del raggiungimento dellobiettivo di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio fissato
dallart. 11, comma 2, lettera a), della direttiva 2008/98/
CE, necessario raggiungere lobiettivo nazionale di raccolta differenziata stabilito nellart. 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
Considerato che la gerarchia della gestione dei rifiuti, come individuata nellart. 4 della predetta direttiva
2008/98/CE, ha stabilito che il recupero energetico dei
rifiuti rappresenta unopzione di gestione da preferire rispetto al conferimento in discarica dei rifiuti;
Visto lart. 16 della predetta direttiva 2008/98/CE, relativo ai principi di autosufficienza e prossimit nella gestione dei rifiuti;
Ritenuto indispensabile strutturare una rete di impianti
sufficienti a trattare i rifiuti che residuano da una raccolta
differenziata a norma di legge, limitando, per gli stessi
rifiuti, il ricorso allo smaltimento in discarica;
Visto lart. 196 del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, che disciplina le competenze delle regioni nella
gestione dei rifiuti con particolare riferimento alla predisposizione, alladozione e allaggiornamento dei piani
di gestione rifiuti, nel rispetto dei principi previsti dalla
normativa vigente e della parte IV del medesimo decreto
Visto lart. 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, che disciplina, in particolare, le procedure per
lapprovazione dei piani di gestione rifiuti, nonch i contenuti minimi essenziali nel rispetto dei principi e delle
finalit di cui alla Parte IV del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006;
Considerato che lart. 35, comma 1, del decreto-legge
12 settembre 2014, n. 133, prevede che lindividuazione
della capacit complessiva di trattamento di rifiuti urbani
e assimilati degli impianti di incenerimento, nonch lindividuazione del relativo fabbisogno residuo avvengano
tenendo conto della pianificazione regionale;
Considerato altres che, ai sensi dellart. 35, comma 1,
del citato decreto-legge n. 133 del 2014, lindividuazione
e assimilati degli impianti di incenerimento avviene sulla base degli impianti in esercizio o autorizzati a livello
Ritenuto necessario effettuare cos come richiesto dalle regioni nelle sedute tecniche della Conferenza
Stato-Regioni del 20 marzo 2015 e del 9 settembre 2015
una puntuale ricognizione dei dati della capacit e
delloperativit delle infrastrutture dedicate allincenerimento dei rifiuti, con le regioni, le province autonome e
con tutti i singoli gestori degli impianti;
Rilevata la necessit di effettuare, ai sensi dellart. 35,
comma 1, del citato decreto-legge n. 133 del 2014, lindividuazione del fabbisogno di incenerimento nazionale dei
rifiuti urbani e assimilati, sullipotesi di raggiungimento
dellobiettivo minimo di raccolta differenziata stabilito
dallart. 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, e
Rilevato inoltre che alcune regioni e province autonome hanno adottato, secondo i rispettivi piani di gestione
rifiuti, obiettivi pi ambiziosi rispetto allobiettivo minimo di raccolta differenziata di legge, nonch obiettivi di
riduzione della produzione di rifiuti urbani e assimilati;
Rilevato altres che in alcune regioni, caratterizzate da
una sovracapacit di trattamento rispetto al relativo fabbisogno di incenerimento, sono state adottate politiche
relative alla dismissione di impianti o alla riduzione di
capacit di incenerimento;
Considerato che lindividuazione di un fabbisogno
basato su percentuali di raccolta differenziata minori rispetto al 65 per cento e senza tener conto degli obiettivi
di ulteriore riduzione di rifiuti urbani e assimilati, determinerebbe una capacit impiantistica sovradimensionata
rispetto alle esigenze nazionali;
Rilevato che il ritardo sul raggiungimento dellobiettivo di raccolta differenziata ha determinato, per alcune
regioni, la realizzazione o la previsione di realizzazione
di impianti di trattamento preliminare necessari a trattare tutti i rifiuti urbani che residuano dai livelli attuali di
raccolta differenziata, anche al fine di ottemperare allobbligo di cui allart. 7, comma 1, del decreto legislativo
13 gennaio 2003, n. 36;
Rilevato inoltre che tali impianti di trattamento preliminare hanno una capacit spesso superiore rispetto al
fabbisogno di trattamento calcolato su una quantit di rifiuti residui derivanti da una raccolta differenziata a norma di legge;
Ritenuto opportuno precisare che tali impianti, al crescere della raccolta differenziata, potranno essere opportunamente convertiti coerentemente con la necessit di
ottemperare agli obblighi di riciclaggio dei rifiuti urbani;
Ritenuto necessario tenere conto della capacit impiantistica di trattamento preliminare realizzata e in previsione di realizzazione, ai fini della corretta gestione dei rifiuti
in ragione di un ritardo sul raggiungimento dellobiettivo
di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e di un deficit
di capacit di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati
per determinate aree regionali;
Considerata la necessit di prevedere un meccanismo
che consenta di definire e aggiornare il fabbisogno residuo
di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati, individuato sulla base degli obiettivi di riduzione della produzione
di rifiuti urbani e assimilati, di raccolta differenziata, di riciclaggio e di pianificazione regionale, anche in ragione:
a) delle politiche di prevenzione sulla produzione
dei rifiuti e di raccolta differenziata attuate dalle regioni
nel periodo intercorrente da novembre 2015 alla data di
entrata in vigore del decreto;
b) di politiche di dismissione di impianti o di riduzione di capacit di incenerimento per le sole regioni caratterizzate da una sovracapacit di trattamento rispetto al
relativo fabbisogno di incenerimento;
c) della efficienza di riciclaggio e recupero di materia degli impianti di trattamento meccanico-biologico,
qualora superiore a quella indicata nellallegato II;
d) delle autorizzazioni assentite a far data da novembre 2015 per gli impianti produttivi autorizzati allo
svolgimento di operazioni di recupero del combustibile
solido secondario (CSS) e delle frazioni secche decadenti
dal trattamento dei rifiuti urbani;
Vista listruttoria compiuta analiticamente rispetto ai
piani di gestione dei rifiuti resi disponibili dalle amministrazioni regionali;
Ritenuto opportuno, ai sensi dellart. 35, comma 1,
del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, individuare
la capacit di incenerimento e gli impianti con recupero
energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per
coprire il fabbisogno residuo per macroaree geografiche
e indicare, altres, le regioni nelle quali tali impianti e tali
potenzialit devono essere realizzate;
Ritenuto opportuno, altres, individuare le capacit di
incenerimento e limpiantistica necessaria da realizzare,
tenendo conto dei rifiuti decadenti dal trattamento degli
Ritenuto opportuno che la Regione Sicilia e la Regione
Sardegna vengano considerate macroaree autonome, in
ragione della necessit di autosufficienza delle stesse nel
ciclo di gestione dei rifiuti e delle peculiarit geografiche
insulari;
Ritenuto necessario, al fine di indicare le regioni nelle
quali devono essere realizzati gli impianti, basarsi sulle disposizioni dellart. 35, comma 1, del decreto-legge
12 settembre 2014, n. 133, e dunque alla finalit di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale, nonch alla necessit di tenere conto
della pianificazione regionale e allesigenza di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione;
Visto il parere favorevole, condizionato, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, repertorio
n. 15/CSR del 4 febbraio 2016;
Vista la direttiva del Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare n. 42 del 24 febbraio 2016,
recante disposizioni in merito al procedimento di verifica di assoggettabilit a valutazione ambientale strategica
delle misure di pianificazione e programmazione previste
in attuazione del dispositivo di cui allart. 35, comma 1,
del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133;
Dato atto che, nellambito delle previsioni di cui alla
Parte II, Titolo II, del decreto legislativo n. 152 del 2006,
e in adesione a quanto stabilito dalla direttiva sopra citata, la Direzione generale per i rifiuti e linquinamento del
Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del
mare, in qualit di autorit procedente, ha provveduto a
redigere il rapporto preliminare di cui allart. 12, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006, avente ad
oggetto i contenuti programmatici previsti in attuazione
dellart. 35, comma 1, del decreto-legge 12 settembre
2014, n. 133;
Dato atto che la Direzione generale per le valutazioni e
le autorizzazioni ambientali del Ministero dellambiente
e della tutela del territorio e del mare, in qualit di autorit competente ai fini dellapplicazione di quanto previsto dalla Parte II, Titolo II, del decreto legislativo n. 152
del 2006, ha trasmesso il citato rapporto preliminare alla
Commissione tecnica di verifica dellimpatto ambientale
VIA e VAS per lacquisizione del relativo parere;
Visto il parere n. 2100 del 10 giugno 2016, con il quale
la Commissione tecnica di verifica dellimpatto ambientale VIA e VAS ha ritenuto che il Rapporto preliminare
delinei un programma recante lindividuazione della capacit complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonch lindividuazione del
fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione
di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati, senza i contenuti per essere sottoposto
alla verifica di assoggettabilit alla VAS, invitando, per
leffetto, lAutorit competente a voler verificare la procedibilit dellistanza;
Vista la nota prot. 16298 del 20 giugno 2016, con la
quale la competente Direzione generale per le valutazioni
e le autorizzazioni ambientali del Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare ha rappresentato
che anche alla luce di quanto sollecitato dalla stessa CTVIA, il procedimento di verifica di assoggettabilit a VAS
concernente il programma in oggetto non pu essere ulteriormente proseguito;Vista la nota prot. 10066 del 4 luglio 2016, con la quale la competente Direzione generale
per i rifiuti e linquinamento del Ministero dellambiente
e della tutela del territorio e del mare ha rappresentato
la non sussistenza dei presupposti per sottoporre a valutazione ambientale strategica i contenuti programmatici
generali relativi alla individuazione della capacit complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di
rifiuti urbani in esercizio o autorizzati a livello nazionale,
nonch lindividuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento
con recupero di rifiuti urbani e assimilabili;
Ritenuti non sussistenti i presupposti necessari per sottoporre a valutazione ambientale strategica i contenuti
programmatici generali previsti in attuazione dellart. 35,
comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133,
in ragione di quanto espressamente stabilito dallart. 6,
comma 2, lettera a), del decreto legislativo n. 152 del
2006, nella parte in cui si dispone che viene effettuata
una valutazione per tutti i piani e programmi che: ... a)
sono elaborati per la valutazione e gestione della qualit
dellaria ambiente, per i settori agricolo, forestale, della
pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione
dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione
dei suoli, e che definiscono il quadro di riferimento per
lapprovazione, lautorizzazione, larea di localizzazione
o comunque la realizzazione dei progetti elencati negli
allegati II, III, e IV del presente decreto;
Considerato che i contenuti programmatici generali
previsti in attuazione del dispositivo di cui allart. 35,
pur concernenti il settore della gestione dei rifiuti, non
concretizzano il secondo presupposto richiesto dallart. 6,
2006 per lobbligatoria sottoposizione a valutazione ambientale strategica, dal momento che non definiscono il
quadro di riferimento per lapprovazione, lautorizzazione, larea di localizzazione o comunque la realizzazione
dei progetti elencati negli allegati II, III, e IV del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006;
Considerato, infatti, che i suddetti contenuti programmatici generali stabiliscono un quadro di riferimento per
successivi atti di pianificazione regionale, limitandosi ad
indicare il numero e le dimensioni degli inceneritori da
realizzare su scala territoriale di macroarea e di regioni,
con riferimento al solo fabbisogno residuo complessivo
di incenerimento calcolato su scala nazionale, non intervenendo sulla ubicazione puntuale, sulle condizioni operative, n sulla ripartizione di risorse;
Ritenuto pertanto che il presente decreto si configura
esclusivamente come fattispecie programmatica e di riferimento per le amministrazioni territoriali che hanno
il compito di attuarlo mediante ladozione degli appositi
strumenti di pianificazione, secondo quanto disposto dagli articoli 196 e seguenti del decreto legislativo n. 152
Considerato che, alla luce del combinato disposto di
cui agli articoli 7, comma 2, 196 e 199 del decreto legislativo n. 152 del 2006, spetta alle regioni il compito di
recepire, nellambito dei rispettivi Piani di gestione dei
rifiuti, le scelte strategiche contenute nel presente decreto, avviando le necessarie procedure di valutazione ambientale strategica ed eventualmente di autorizzazione dei
progetti, in esito alla localizzazione dellimpiantistica da
realizzare per soddisfare il relativo fabbisogno residuo di
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 2015, con il quale al Sottosegretario di Stato
alla Presidenza del Consiglio dei ministri, prof. Claudio
De Vincenti, stata delegata la firma di decreti, atti e
provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio dei ministri;
Sulla proposta del Ministro dellambiente e della tutela
2. La predetta tabella individua, altres, secondo il procedimento riportato nellallegato I, la capacit nazionale
complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati in esercizio al mese di
1. Ai sensi dellart. 35, comma 1, del decreto-legge
12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni
dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, il presente decreto
a) lindividuazione della capacit attuale di trattamento nazionale degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati in esercizio al mese di novembre
b) lindividuazione della capacit potenziale di trattamento nazionale, riferita agli impianti di incenerimento
dei rifiuti urbani e assimilati autorizzati e non in esercizio
al mese di novembre 2015;
c) lindividuazione, per macroaree e per regioni, degli impianti di incenerimento con recupero energetico di
rifiuti urbani e assimilati da realizzare o da potenziare per
coprire il fabbisogno residuo nazionale di trattamento dei
medesimi rifiuti.
1. Lelenco degli impianti di incenerimento dei rifiuti
urbani e assimilati, di cui allart. 1, comma 1, lettera b),
con lindicazione espressa per ciascun impianto della capacit potenziale di trattamento e della localizzazione su
base regionale riportato nella tabella B, che costituisce
2. La predetta tabella individua, altres, secondo il procedimento riportato nellallegato I, la capacit potenziale
nazionale di trattamento derivante dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati autorizzati e non
in esercizio al mese di novembre 2015.
Individuazione degli impianti da realizzare o da
potenziare per soddisfare il fabbisogno residuo
a) impianti di incenerimento: gli impianti che rispondono alla definizione di cui allart. 237-ter, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e che
i. allesercizio delle operazioni di smaltimento indicate nella lettera D10, dellallegato B, della Parte IV del
predetto decreto;
ii. allesercizio delle operazioni di recupero indicate nella lettera R1, dellallegato C della Parte IV del
b) impianti autorizzati: impianti che hanno ottenuto
il rilascio dei provvedimenti autorizzatori ai sensi del Titolo III-bis, della Parte II del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, ovvero ai sensi dellart. 208 del medesimo
1. Lelenco degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati, di cui allart. 1, comma 1, lettera
a), con lindicazione espressa per ciascun impianto della capacit di trattamento autorizzata e quella relativa al
trattamento dei rifiuti urbani e assimilati, riportato nella
Tabella A, che costituisce parte integrante del presente
1. Lindividuazione del numero e della capacit degli
impianti di incenerimento con recupero energetico dei
rifiuti urbani e assimilati da realizzare o da potenziare tenendo conto della programmazione regionale, per soddisfare il fabbisogno residuo nazionale di trattamento, come
individuato nellallegato II, riportata nella tabella C, che
2. In attuazione dei principi indicati nellart. 35, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014,
n. 164, come esplicitati nellallegato III, la predetta tabella individua, altres, le regioni in cui realizzare o potenziare gli impianti necessari a soddisfare il fabbisogno
nazionale e le relative capacit.
12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, gli impianti individuati nelle Tabelle A, B e C costituiscono infrastrutture e
insediamenti strategici di preminente interesse nazionale
e realizzano un sistema integrato e moderno di gestione
di rifiuti urbani e assimilati, garantendo la sicurezza nazionale nellautosufficienza del ciclo di gestione integrato
dei rifiuti, cos come richiesto dallart. 16 della direttiva
2. Al fine di garantire la sicurezza nazionale nellautosufficienza e nel rispetto delle finalit di progressivo
riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale, ai sensi dellart. 35, comma 1, del decreto-legge
dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, le minori capacit
di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti
di incenerimento in ragione delle politiche di cui al comma 6, sono ridistribuite allinterno della stessa macroarea
secondo i criteri generali e le procedure di individuazione
esplicitati nellallegato III.
3. Entro il 30 giugno di ogni anno, le regioni e le province autonome possono presentare al Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare una richiesta
di aggiornamento del fabbisogno residuo regionale di
incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati individuato
nellallegato II. La richiesta presentata in presenza di
nuova approvazione di piano regionale di gestione dei rifiuti o dei relativi adeguamenti, ai sensi dellart. 199 del
decreto legislativo n. 152 del 2006, o di variazioni documentate del fabbisogno riconducibili: a) allattuazione
di politiche di prevenzione della produzione dei rifiuti e
di raccolta differenziata; b) allesistenza di impianti di
trattamento meccanico-biologico caratterizzati da una efficienza, in valori percentuali, di riciclaggio e recupero
di materia, delle diverse frazioni merceologiche superiori
rispetto ai valori indicati nellallegato II; c) allutilizzo di
quantitativi di combustibile solido secondario (CSS) superiori a quelli individuati nellallegato II; d) ad accordi
interregionali volti a ottimizzare le infrastrutture di trattamento dei rifiuti urbani e assimilati.
4. La richiesta, adeguatamente motivata, indirizzata
al Ministero dellambiente e della tutela del territorio e
del mare e reca in allegato la seguente documentazione:
a) documento contenente dati attestanti la prevista diminuzione, rispetto ai livelli dellanno precedente, della
produzione di rifiuti attesa in attuazione del piano regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti adottato
ai sensi dellart. 199 del decreto 3 aprile 2006, n. 152; b)
il modello unico di dichiarazione ambientale presentato
per lanno precedente; c) lautorizzazione dellimpianto
produttivo attestante il quantitativo potenziale utilizzabile
nel medesimo impianto.
5. Il Ministero dellambiente e della tutela del territorio
e del mare, entro 120 giorni dalla scadenza del termine
di presentazione delle richieste di cui al comma 4, esaminata la documentazione, propone le necessarie modifiche del presente decreto, secondo il procedimento di cui
allart. 35, comma 1, del decreto-legge del 12 settembre
2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla legge
11 novembre 2014, n. 164.
6. Per le modifiche di cui al comma 5 si tiene conto anche delle politiche in atto relative alla dismissione di impianti o alla riduzione di capacit di incenerimento per le
sole regioni e province autonome, esplicitate nellallegato
III, caratterizzate da una sovracapacit di trattamento rispetto al relativo fabbisogno di incenerimento.
7. Dallattuazione del presente decreto non derivano
Il presente decreto sar trasmesso agli organi di controllo per gli adempimenti di competenza e pubblicato
Il Ministro dellambiente
Ufficio controllo atti Ministeri giustizia e affari esteri, reg.ne prev.
n. 2566
5.103.809
4.227.319
S. Vittore del
659.280
Totale Sud e Isole
Capacit nazionale di trattamento
dei rifiuti urbani e assimilati in
2.893,77 ( MW)
5.910.099 (t/anno)
N Linee
trattamento dei rifiuti urbani e assimilati
449,1 (MW)
665.650 (t/anno)
Individuazione, localizzazione e capacit degli impianti da realizzare o da potenziare per soddisfare il fabbisogno
residuo nazionale
Macro Area Geografica
Fabbisogno residuo
soddisfare [t/a]
Numero di impianti da
realizzare per macroaree
capacit e della
impianti da realizzare [t/a]
impianti da potenziare [t/a]
da realizzare [t/a]
523.918
685.099
1.818.334
Individuazione della capacit attuale di trattamento nazionale degli impianti di
incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati in esercizio o autorizzati non in
esercizio alla data novembre 2015
Lindividuazione della capacit attuale di trattamento degli impianti di incenerimento di
rifiuti urbani e assimilati in esercizio o autorizzati stata effettuata sulla scorta dei dati
ISPRA e FederAmbiente del RAPPORTO SUL RECUPERO ENERGETICO DA
RIFIUTI URBANI IN ITALIA - ed. 2014.
I dati sono stati aggiornati sulla base delle indicazioni fornite dalle Regioni e dalle
Province autonome e dai gestori degli impianti, allesito delle riunioni tecniche della
Conferenza Stato-Regioni del 20 marzo 20151 e del 9 settembre 20152.
Nel caso in cui lautorizzazione di un impianto riportava una capacit di trattamento
superiore a quella effettiva di esercizio dichiarata dal gestore, stato assunto quale dato
di riferimento la capacit di trattamento media per gli anni dal 2011 fino al primo
Alla capacit di trattamento annuale (espressa in tonnellate/anno) di ogni impianto
stata sottratta la capacit dedicata al trattamento dei rifiuti speciali pericolosi e non
pericolosi, compresi i rifiuti sanitari, diversi dalle frazioni di rifiuti derivanti dal
trattamento preliminare dei rifiuti urbani e assimilati di ogni singolo impianto.
Il dato sulla capacit di trattamento dedicata ai rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi,
stato individuato sulla base dei dati forniti dalle Amministrazioni regionali e in
mancanza di questi sulla base dei dati indicati nelle autorizzazioni.
Gli elementi valutativi di cui sopra hanno portato allelaborazione delle appendici sotto
In appendice I riportata la capacit di trattamento degli impianti di rifiuti urbani e
assimilati in esercizio e le capacit riferite al trattamento delle diverse frazioni di rifiuto.
In appendice II riportata la capacit di trattamento degli impianti di rifiuti urbani e
assimilati autorizzati ma non operativi o in fase di realizzazione e le capacit riferite al
trattamento delle diverse frazioni di rifiuto.
Per lelaborazione delle appendici I e II si peraltro tenuto conto delle informazioni
acquisite dalle Amministrazioni regionali e dai gestori degli impianti relativamente alle
infrastrutture di C del Bue (VR), Castelnuovo di Garfagnana (LU), Pietrasanta (LU),
Terni, Roma, Potenza, Rufina (FI), Sesto Fiorentino (FI), Scarlino (GR) Albano Laziale
(RM), San Vittore del Lazio (FR), Gioia Tauro (RC), Massafra (TA), Statte (TA),
Manfredonia (FG), Taranto e Busto Arsizio (VA).
Allesito della seduta tecnica del 20 marzo 2015, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha rappresentato
la necessit di un aggiornamento dei dati tecnici relativi alle capacit di trattamento autorizzate per ogni singolo impianto
rispetto al quadro ricognitivo riportato nella prima versione dello schema di D.P.C.M. ai sensi dellarticolo 35, comma 1 del
d.l. 133/2014. Pertanto la competente Direzione Generale del MATTM ha richiesto con nota prot. n. 4827/RIN del 5
maggio 2015 la trasmissione da parte delle Regioni dei dati tecnici necessari ad aggiornare lo schema di decreto. Ha altres
richiesto con nota prot. n. 6168/RIN del 28 maggio 2015 ai gestori degli impianti di incenerimento di fornire tutte le
informazioni necessarie allaggiornamento dello schema di decreto convocando altres i gestori stessi per lassunzione diretta
dei dati occorrenti.
Allesito della seduta tecnica del 9 settembre 2015, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha
rappresentato la necessit di un ulteriore rettifica di alcuni dati riportati (o presi a base dello) schema di D.P.C.M. ai sensi
dellarticolo 35, comma 1 del d.l. 133/2014. Pertanto la competente Direzione Generale del MATTM ha richiesto con nota
prot. n. 11145/RIN del 15 settembre 2015 la trasmissione da parte delle Regioni dei dati tecnici necessari al fine di
rettificare i dati per il successivo aggiornamento dello schema.
In particolare, per limpianto di Rufina (FI) la regione Toscana con nota acquista al prot.
n. 12407 del 7 ottobre 2015 ha comunicato che L'impianto, attualmente non in esercizio,
autorizzato per un suo potenziamento da 12.000 t/a a 68.640 t/a. In attuazione al Piano regionale
di gestione dei rifiuti, approvato il 18 novembre 2014 stato ritenuto che non vi sia necessit di
realizzare e mettere in esercizio tale impianto. A tale riguardo la Regione Toscana, l'AATO Centro, i
Comuni e l'Azienda hanno concordato sulla sua non necessit di realizzazione (d.g.r.t. 412 del
7/04/2015). L'impianto non deve pertanto essere considerato tra le capacit potenziali di trattamento
dei RU e assimilati attribuite alla Regione Toscana.
Per limpianto di Sesto Fiorentino, la Citt Metropolitana di Firenze, con Atto
Dirigenziale n. 4688 del 23 novembre 2015, ha rilasciato, a favore della societ
Q.THERMO s.r.l, lAutorizzazione Integrata Ambientale ai sensi dellart. 29-sexies del
Per limpianto di Busto Arsizio (VA), la societ ACCAM spa ha comunicato giusta
nota prot. n. U2512 del 9 novembre 2015 - che a seguito dellAssemblea dei Soci di Accam
spa [] i comuni Soci hanno deliberato nellatto di indirizzo programmatico la data improrogabile di
spegnimento dellimpianto di incenerimento entro e non oltre il 31 dicembre 2017. Pertanto,
limpianto, alla data di novembre 2015, risulta essere in esercizio ai fini
dellindividuazione della capacit attuale di trattamento.
Per limpianto di Albano Laziale (RM), la regione Lazio ha comunicato giusta nota
prot. n. 667897 del 2 dicembre 2015 che il termine della validit dellAutorizzazione Integrata
Ambientale di cui alla Determinazione n. B3694 del 13/8/2009 trascorso, la autorizzazione
medesima si intende decaduta.
INDIVIDUAZIONE DEL FABBISOGNO RESIDUO DI INCENERIMENTO
DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
INCENERIMENTO DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
Al fine di individuare il fabbisogno nazionale di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati, in
ragione di quanto disposto dallarticolo 35, comma 1, del decreto legge n.133 del 2014 sono state
assunte le condizioni sotto riportate che rappresentano la base di calcolo per determinare il calcolo
del fabbisogno di ciascuna regione.
Condizione a) Produzione dei rifiuti urbani negli anni.
Dalle elaborazioni ISPRA, la produzione dei rifiuti urbani ammontava nel 2014 a circa 29 milioni e
655 mila tonnellate.
Di seguito si riporta landamento della produzione dei rifiuti urbani per il periodo 2002 2014. In
tale arco temporale si registrato un picco della produzione dei rifiuti nellanno 2007 (32.541.800
tonnellate), ed un successivo assestamento ai valori registrati nel 2002.
Tale andamento correlato positivamente a quello degli indicatori socio - economici come riportato
Lanalisi condotta ha tenuto altres conto di altri fattori che concorrono ad un calo del dato di
produzione dei rifiuti urbani, tra i quali, ad esempio:
la diffusione di sistemi di raccolta domiciliare e/o di tariffazione puntuale, tali da
determinare una riduzione di conferimenti impropri;
la riduzione delle quota relativa ai rifiuti assimilati, a seguito di gestione diretta da parte dei
privati, soprattutto nel caso di tipologie di rifiuti economicamente remunerative;
le azioni di riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte, a seguito di specifiche misure di
prevenzione messe in atto a livello regionale o sub-regionale.
A conferma di ci, dalle elaborazioni ISPRA, emerge che laddove vi un incremento della raccolta
differenziata si rileva un calo della produzione complessiva dei rifiuti urbani.
Sono state altres considerate le azioni e le misure gi poste in essere dal Ministero dellambiente
con ladozione del Programma Nazionale di Prevenzione, nonch dalle Regioni con la
predisposizione dei Programmi regionali di Prevenzione.
Su tale ultimo aspetto, sono stati considerati, dunque, gli obiettivi quantitativi di riduzione
pianificati per ogni singola regione e province autonome.
Alla stregua di quanto sopra esposto stata assunta come condizione una produzione di rifiuti
urbani negli anni a venire attestata sul valore registrato nel 2014. Su questultimo dato stato,
successivamente, applicato il valore relativo allobiettivo di prevenzione di rifiuti pianificato per
ogni singola regione e provincia autonoma.
Condizione b) Rifiuti ingombranti gestiti nella filiera della preparazione per il riutilizzo.
La condizione assunta riguarda la gestione dei rifiuti ingombranti, pari nellanno 2014 a circa 447
mila tonnellate, tale da essere assorbita integralmente dai sistemi di preparazione per il riutilizzo dei
rifiuti stessi. Tale settore innovativo, introdotto dalla Direttiva 2008/98/CE, ha infatti notevoli
potenzialit di sviluppo sul territorio nazionale, tali da consentire tanto il totale assorbimento del
flusso di rifiuti ingombranti quanto il raggiungimento del target europeo relativo ai rifiuti urbani.
Condizione c) Raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata minima pari al 65%
Il raggiungimento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani al 65% necessaria al perseguimento
dellobiettivo di riciclaggio comunitario del 50%.
In adesione allarticolo 205 del decreto legislativo n. 152 del 2006, che prevede il raggiungimento
della percentuale minima del 65% di raccolta differenziata, stata opportunamente dimensionata la
stima del fabbisogno di incenerimento dei rifiuti urbani, strutturando lesigenza di realizzazione di
nuovi impianti in termini prudenziali, perfettamente coerenti con il perseguimento dellobiettivo di
riciclaggio comunitario del 50%.
Inoltre, proprio per le suddette esigenze, sono state considerate anche le diverse percentuali di
raccolta differenziata per le sole regioni e province autonome che hanno individuato, nella propria
pianificazione regionale in materia di rifiuti, valori pi ambiziosi rispetto al minimo di legge del
Condizione d) Nessun ricorso alla esportazione dei rifiuti fuori dai confini nazionali.
La Direttiva 2008/98/CE ha sancito il principio di autosufficienza e prossimit sia per quanto
riguarda lo smaltimento sia per il recupero dei rifiuti urbani.
Infatti, larticolo 16, paragrafo 1, di detta direttiva stabilisce che Gli Stati membri adottano, [], le
misure appropriate per la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento dei
rifiuti e di impianti per il recupero dei rifiuti urbani non differenziati provenienti dalla raccolta
domestica, inclusi i casi in cui detta raccolta comprenda tali rifiuti provenienti da altri produttori,
tenendo conto delle migliori tecniche disponibili.
Pertanto il dimensionamento degli impianti destinati allincenerimento dei rifiuti urbani stato
modulato in ragione del principio di autosufficienza sopra descritto.
Condizione e) Conferma delle quantit di rifiuti urbani avviati direttamente ad incenerimento
da ciascuna regione nel 2014.
Al fine di salvaguardare le scelte regionali e le attuali forme di gestione dei rifiuti urbani, si
considerato di inviare a incenerimento, senza il preventivo ricorso agli impianti di pre-trattamento,
le stesse quantit di rifiuti che ciascuna regione ha inviato nel 2014 ad incenerimento diretto.
Secondo i dati registrati da ISPRA e rappresentati nel rapporto rifiuti urbani in Italia ed 2015, tali
quantit ammontano a circa 2,7 milioni di tonnellate, dato assunto dallodierna analisi per la
strutturazione delle attuali esigenze.
Inoltre, per le sole regioni e province autonome che, attraverso gli opportuni strumenti, hanno
pianificato tale flusso di rifiuti urbani presso gli impianti di incenerimento, sono stati considerati le
relative quantit pianificate.
Condizione f) Gestione dei rifiuti indifferenziati secondo la disponibilit di capacit di pretrattamento e le previsioni dei piani regionali di ciascuna regione
Lanalisi condotta ha evidenziato posizioni assai diversificate da regione a regione relativamente al
trattamento preliminare dei rifiuti indifferenziati, anche rispetto allattuale dimensionamento degli
impianti di trattamento meccanico e biologico.
In particolare, alcune regioni hanno previsto espressamente nella loro pianificazione di non inviare i
rifiuti a trattamento preliminare ma di inviare ad incenerimento il rifiuto indifferenziato tal quale.
In ragione delle diverse attivit di gestione o pianificazione lanalisi condotta ha tenuto conto dei
a) la totalit della quota dei Rifiuti indifferenziati (Rind) regionale avviata presso impianti di
trattamento preliminare e poi al successivo incenerimento delle relative frazioni di rifiuti e
combustibili da rifiuti;
b) parte della quota dei Rind regionale inviata direttamente ad incenerimento confermando le
relative quantit di rifiuti urbani e assimilati registrate da ISPRA per lanno 2014, e parte
della quota dei Rind inviata a trattamento preliminare e poi al successivo incenerimento
delle relative frazioni di rifiuti e combustibili da rifiuti;
c) la totalit della quota dei Rind regionale avviata direttamente ad incenerimento senza
ricorso al trattamento preliminare anche per le regioni che, in presenza di impianti di
trattamento preliminari operativi, hanno previsto, nella propria pianificazione, il solo ricorso
allincenerimento diretto dei rifiuti residui.
Condizione g) Impianti di trattamento preliminare di rifiuti con efficienza di produzione di
Frazione Secca (FS) e Combustibile Solido Secondario (CSS) pari al 65%.
Dai dati contenuti nel rapporto ISPRA sulla dotazione impiantistica di trattamento dei rifiuti urbani
indifferenziati, si evince che la stessa ammonta a circa 117 impianti distribuiti sul territorio
nazionale, (38 impianti al Nord, 32 al Centro e 47 al Sud) costituita da infrastrutture di trattamento
meccanico e biologico (di seguito TMB).
Considerando i dati riferiti ai predetti TMB risulta che i rifiuti urbani indifferenziati (identificati con
il codice CER 200301) sottoposti a trattamento nellanno 2014 sono stati pari a circa 8,3 milioni di
Il seguente diagramma elaborato da ISPRA riporta i quantitativi in ingresso agli impianti di TMB
distinti in rifiuti urbani indifferenziati e altri rifiuti, i quantitativi in uscita, nonch le destinazioni
finali ripartite percentualmente.
Allesito delle lavorazioni condotte presso i predetti impianti risulta un dato in uscita pari a oltre 8,3
In particolare, vengono prodotte le seguenti frazioni:
xfrazione secca: 3,9 milioni di tonnellate (46,9 % del totale prodotto);
xfrazione organica non compostata: circa 959 mila tonnellate (11,6%);
xCSS: 1,5 milioni di tonnellate (18,1%);
xrifiuti misti da trattamento meccanico: 167 mila tonnellate, pari al 2%;
xbiostabilizzato: circa 885 mila tonnellate (10,7%);
xbioessiccato: circa 177 mila tonnellate (2,1%);
xfrazioni merceologiche avviate a recupero di materia (carta, plastica, metalli, legno, vetro):
circa 103 mila tonnellate (1,2%);
xfrazione umida: 425 mila tonnellate (5,1%);
xscarti e percolati: 191 mila tonnellate (2,3%).
Per la determinazione del fabbisogno nazionale di incenerimento, si tenuto conto della tipologia di
flussi prodotti da tali impianti riferiti alla frazione identificata come FS e CSS, derivante da un
processo di trattamento di selezione del rifiuto residuo indifferenziato per la produzione di:
una frazione umida biodegradabile destinata ai diversi processi di stabilizzazione;
una FS da cui ne pu derivare la produzione di CSS.
La scelta di tale processo di trattamento esemplificativo, giustificato dal momento che la maggior
parte degli impianti TMB, ad oggi realizzati, operano a differenziazione di flussi attraverso una
prima selezione secco-umido.
Si inoltre considerato il valore medio di efficienza di produzione delle frazioni secche pari al 65%
al fine di tenere conto delle variazioni sulla composizione merceologica dei rifiuti ingresso agli
impianti di trattamento causate da una raccolta differenziata pari o maggiori allobiettivo di legge
Tali considerazioni fanno ritenere che lefficienza di trattamento sulla produzione della frazione
secca del rifiuto residuo sia pari a quella massima riportata dalle migliori tecniche disponibili di
settore ( cfr. D.M. 27 gennaio 2007) relativa ai TMB a differenziazione di flussi e quindi pari al
65% del rifiuto trattato.
Schema di flusso e bilancio di massa di un impianto TMB cfr. D.M. 27 gennaio 2007
Condizione h) Confermate le quantit di FS e CSS avviate nel 2014 presso gli impianti
Le frazioni secche ed il Combustibile Solido Secondario avviate agli impianti produttivi ( esempio
centrali termo-elettriche e cementifici) sono state sottratte, nellodierna analisi, dalla stima del
fabbisogno di ciascuna regione.
Tali quantit ammontavano nel 2014 a circa 550 mila tonnellate.
Inoltre, per le sole regioni che hanno pianificato il flusso delle FS e CSS presso determinati impianti
produttivi individuati ed autorizzati, sono state sottratte, dalla stima del fabbisogno di
incenerimento, le relative quantit pianificate.
Condizione i) Incenerimento di una quota pari al 10% della raccolta differenziata
Lanalisi condotta ha considerato che quota parte degli scarti provenienti dalla raccolta differenziata
(non idonei per la filiera del riciclaggio) sono idonei ad essere inceneriti. Tale quota risulta essere
compresa tra 8% e il 10% secondo le elaborazioni fornite dalle regioni, sicch si assunto un valore
cautelativo, pari al 10%.
Sulla base delle condizioni sopra descritte stato determinato il fabbisogno di incenerimento per
ciascuna regione e provincia autonoma, sulla base di questo, il fabbisogno nazionale.
C = A - (A*B)/100
Produzione rifiuti urbani (anno 2014) - Dato ISPRA
Riduzione della quantit di rifiuti urbani secondo il
Piano di Prevenzione regionale approvato
2.050.631 [tonn]
1.917.884 [tonn]
Obiettivo di legge
D = C* 65%
1.246.625 [tonn]
E = C* 35%
671.259 [tonn]
Gestione dei rifiuti indifferenziati
Parte della quota dei Rind avviate direttamente ad incenerimento confermando le relative quantit
di rifiuti urbani e assimilati registrate da ISPRA per lanno 2014 e parte della quota dei Rind a
combustibili da rifiuti.
Rifiuti urbani inviati a incenerimento tal quale (anno
365.561 [tonn]
2014) - Dato ISPRA
Rifiuti urbani da inviare a incenerimento tal quale
(assenza di ricorso ad impianti di pretrattamento)
Rifiuti urbani da inviare a impianti di trattamento
H=E-F
305.699 [tonn]
Efficienza teorica degli impianti a tecnologia complessa
Rifiuti e combustibili da rifiuti prodotti dagli impianti
I = H * 65%
198.704 [tonn]
preliminari FS + CSS
preliminari e avviati presso gli impianti produttivi
110.000 [tonn]
autorizzati (cementificio1)
Rifiuti e combustibili da rifiuti prodotti dagli impianti,
88.704 [tonn]
M=I-L
da incenerire
Scarti da raccolta differenziata
Scarti della raccolta di rifiuti urbani differenziati
124.662 [tonn]
N = D*10%
Fabbisogno di incenerimento
578.927 [tonn]
O = F+G+M+N
: La regione Piemonte giusta nota prot. n. 31904 del 1 ottobre 2015 ha precisato che il provvedimento AIA per il
cementificio Buzzi di Robilante (CN) del 6/3/2014 n. 1449 ha rinnovato sino al 31/12/2019 lutilizzo come combustibile
alternativo nel cementificio di Robilante 70.000 t di CSS-rifiuto []; previsto nellautorizzazione stessa [] che tale
quantitativo possa essere incrementato fino a 110.000 t previo rilascio di apposito nulla osta da parte della Provincia
di Cuneo []
72.431 [tonn]
C = A - (A*B)/100 Produzione rifiuti urbani
47.080 [tonn]
25.351 [tonn]
La totalit della quota dei Rind avviata direttamente ad incenerimento senza ricorso al trattamento
preliminare anche per le regioni che, in presenza di impianti di trattamento preliminari operativi,
hanno previsto, nella propria pianificazione, il solo ricorso allincenerimento dei rifiuti residui.
2014) Dato ISPRA
(anno 2014) Dato ISPRA
Rifiuti e combustibili da rifiuti prodotti dagli
impianti, da incenerire
4.708 [tonn]
30.059 [tonn]
n.d: non dichiarato, non approvato
4.642.315 [tonn]
3.017.505 [tonn]
1.624.810 [tonn]
1.199.679 [tonn]
425.131 [tonn]
276.335 [tonn]
6.496 [tonn]
preliminari e avviati presso gli impianti produttivi (anno
269.839 [tonn]
301.750 [tonn]
1.771.269 [tonn]
O = F+G+M+N Fabbisogno di incenerimento
REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
252.911 [tonn]
Obiettivo di Piano regionale
D = C* 80%
202.329 [tonn]
E = C* 20%
50.582 [tonn]
La totalit della quota dei Rind avviata presso impianti di trattamento preliminare e poi al
successivo incenerimento delle relative frazioni di rifiuti e combustibili da rifiuti;
32.878 [tonn]
20.233 [tonn]
53.111 [tonn]
REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
242.514 [tonn]
157.634 [tonn]
84.880 [tonn]
hanno previsto, nella propria pianificazione, il solo ricorso allincenerimento dei rifiuti residui
77.483 [tonn]
7.397 [tonn]
15.763 [tonn]
100.643 [tonn]
2.240.454 [tonn]
0,420 [tonn/abitante]
4.927.596 [abitanti]
C = B*B-bis
2.069.590 [tonn]
D = C* 76%
1.572.889 [tonn]
E = C* 24%
496.702 [tonn]
180.239 [tonn]
316.463 [tonn]
205.701 [tonn]
116.469 [tonn]
89.232 [tonn]
157.289 [tonn]
426.759 [tonn]
553.433 [tonn]
359.732 [tonn]
193.702 [tonn]
119.606 [tonn]
74.096 [tonn]
48.162 [tonn]
32.752 [tonn]
15.410 [tonn]
35.973 [tonn]
170.989 [tonn]
889.894 [tonn]
812.170 [tonn]
527.910 [tonn]
284.259 [tonn]
184.769 [tonn]
2.773 [tonn]
181.995 [tonn]
52.791 [tonn]
234.786 [tonn]
2.829.543 [tonn]
0,568 [tonn/abitante]
4.450.508 [abitanti]
2.528.320 [tonn]
D = C* 70%
1.769.824 [tonn]
E = C* 30%
758.496 [tonn]
543.132 [tonn]
215.364 [tonn]
I = F* 65%
139.987 [tonn]
2.649 [tonn]
137.338 [tonn]
176.982 [tonn]
857.452 [tonn]
Produzione rifiuti urbani (anno 2014) - Dato
2.253.908 [tonn]
2.253.908 [tonn]]
1.577.736 [tonn]
676.172 [tonn]
118.498 [tonn]
557.674 [tonn]
362.488 [tonn]
183.515 [tonn]
autorizzati (cementifici e impianti di co-incenerimento1)
178.973 [tonn]
157.774 [tonn]
455.245 [tonn]
: Il valore pari a 183.515 tonnellate riferito alla potenzialit di trattamento autorizzata e relativa agli impianti
produttivi come dichiarati dalla regione Toscana con le note acquisite al prot. n. 12033 del 1ottobre 2015 e prot. n.
16589 del 21 dicembre 2015. In particolare, sono state considerate le potenzialit di trattamento termico di rifiuti urbani
assimilati e decadenti dal relativo trattamento per le seguenti installazioni:
- CEMENTERIA COLACEM S.p.A. in provincia di Arezzo: 26.703 tonnellate;
- SCARLINO ENERGIA srl di Scarlino (GR): 156.812 tonnellate;
476.375 [tonn]
476.284 [tonn]
D = C* 68,6%
326.731 [tonn]
E = C* 31,4%
149.553 [tonn]
97.210 [tonn]
32.673 [tonn]
129.883 [tonn]
796.142 [tonn]
760.625 [tonn]
D = C* 72,3%
549.932 [tonn]
E = C* 27,7%
220.531 [tonn]
143.345 [tonn]
54.993 [tonn]
198.339 [tonn]
3.082.372 [tonn]
2.003.542 [tonn]
1.078.830 [tonn]
I = H* 65%
701.240 [tonn]
22.212 [tonn]
679.028 [tonn]
200.354 [tonn]
879.382 [tonn]
593.080 [tonn]
385.502 [tonn]
207.578 [tonn]
134.926 [tonn]
52.407 [tonn]
82.519 [tonn]
38.550 [tonn]
121.069 [tonn]
121.123 [tonn]
78.730 [tonn]
42.393 [tonn]
27.555 [tonn]
7.873 [tonn]
35.428 [tonn]
2.560.486 [tonn]
1.664.316 [tonn]
896.170 [tonn]
751.170 [tonn]
145.000 [tonn]
94.250 [tonn]
92.910 [tonn]
1.340 [tonn]
166.432 [tonn]
918.942 [tonn]
1.909.748 [tonn]
1.241.336 [tonn]
668.412 [tonn]
Parte della quota dei Rind avviate direttamente ad incenerimento confermando le previsione di
Piano regionale e parte della quota dei Rind a trattamento preliminare e poi alla successivo
trattamento in impianti produttivi autorizzati (cementifici e centrali termoelettriche) secondo le
previsioni di Piano.
66.000 [tonn]
602.412 [tonn]
391.568 [tonn]
L = D*10%
124.134 [tonn]
Scarti della raccolta di rifiuti urbani differenziati e rifiuti
e combustibili da rifiuti prodotti dagli impianti
435.0001 [tonn]
preliminari avviati presso gli impianti produttivi
autorizzati (cementifici e impianti di coincenerimento1)
secondo le previsioni di piano
N = G+I+L-M
146.702 [tonn]
: Il valore pari a 435.000 tonnellate riferito alla potenzialit di trattamento autorizzata e relativa agli impianti
produttivi come dichiarati dalla regione Puglia con le note prot. n. AOO_090 dell 8 settembre 2015 0008459 e prot.
n. AOO_169 del 30 settembre 2015- 0003953. In particolare, sono state considerate le potenzialit di trattamento
termico di rifiuti urbani e derivanti dal relativo trattamento delle seguenti installazioni:
- APPIA ENERGY Massafra: 200.000 tonnellate;
- ETA SpA Manfredonia: 135.000 tonnellate;
- CEMENTIR Taranto: 35.000 tonnellate;
- Buzzi Barletta: 65.000 tonnellate;
201.130 [tonn]
130.734 [tonn]
70.395 [tonn]
126 [tonn]
0 [tonn]
70.270 [tonn]
45.675 [tonn]
13.073 [tonn]
O = F+M+N
58.874 [tonn]
809.974 [tonn]
526.483 [tonn]
283.491 [tonn]
184.269 [tonn]
52.648 [tonn]
236.917 [tonn]
2.342.219 [tonn]
2.391.124 [tonn]
1.522.442 [tonn]
819.777 [tonn]
532.855 [tonn]
152.244 [tonn]
685.099 [tonn]
725.024 [tonn]
471.266 [tonn]
253.758 [tonn]
94.576 [tonn]
159.182 [tonn]
47.127 [tonn]
300.885 [tonn]
Pertanto il fabbisogno nazionale, diviso per macro aree, riportato nella tabella
Fabbisogno teorico di incenerimento nazionale
Produzione annuale di rifiuti urbani (anno 2014)
Produzione annuale di rifiuti urbani secondo le
previsioni di ogni singolo piano di prevenzione dei
Raccolta di rifiuti urbani differenziati
Raccolta di rifiuti urbani non differenziati
Rifiuti urbani inviati a incenerimento tal quale
13.783.670
13.091.568
8.901.527
4.190.041
2.485.699
( assenza di ricorso ad impianti di pretrattamento)
preliminari secondo le previsioni da piano di ogni
singola regione
impianti preliminari
impianti preliminari e avviati presso gli impianti
H=EF-G
1.671.595
1.086.537
N = D * 10%
890.153
4.223.996
6.608.797
6.573.189
4.457.940
2.125.087
2.006.589
1.304.283
1.098.556
1.662.848
6.195.541
2.168.439
Fabbisogno di incenerimento Macro Area geografica Nord
(assenza di ricorso ad impianti di pretrattamento )
Fabbisogno di incenerimento Macro Area geografica Centro
1.351.144
1.517.932
2.342.219
1.522.442
( assenza di ricorso ad impianti di pretrattamento )
Fabbisogno di incenerimento Macro Area geografica Sud
Fabbisogno di incenerimento Macro Area geografica Sardegna
Fabbisogno di incenerimento Macro Area geografica Sicilia
FABBISOGNO DI INCENERIMENTO NAZIONALE
8.390.761
2) DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO RESIDUO NAZIONALE DI
Al fine di determinare il fabbisogno residuo nazionale di incenerimento, il fabbisogno di
incenerimento per ciascuna regione stato messo a confronto con la relativa capacit complessiva
di incenerimento.
Per sottrazione della seconda dalla prima si ottenuto il fabbisogno residuo per regione e quindi il
fabbisogno residuo nazionale.
Di seguito riportato il fabbisogno residuo per ciascuna regione.
di Fabbisogno
[tonnellate/anno]
1.771.269
2.350.200
-578.931
879.382
665.730
1.517.931
6.575.749
Di seguito si riporta una tabella riepilogativa del fabbisogno residuo di incenerimento per macro
area geografica e per le Isole.
Fabbisogno residuo di incenerimento nazionale
4.223.996 [t/anno]
Capacit di trattamento complessiva Macro Area geografica Nord
4.227.319 [t/anno]
Fabbisogno residuo di incenerimento Macro Area geografica Nord
1.662.848 [t/anno]
Capacit di trattamento complessiva Macro Area geografica Centro
1.138.930 [t/anno]
Fabbisogno residuo di incenerimento Macro Area geografica Centro
523.918 [t/anno]
1.517.932 [t/anno]
Capacit di trattamento complessiva Macro Area geografica Sud
1.029.500 [t/anno]
Fabbisogno residuo di incenerimento Macro Area geografica Sud
488.432 [t/anno]
Fabbisogno di incenerimento Sardegna
300.885 [t/anno]
Capacit di trattamento complessiva Sardegna
180.000 [t/anno]
Fabbisogno residuo di incenerimento Sardegna
120.885 [t/anno]
Fabbisogno di incenerimento Sicilia
685.099 [t/anno]
Capacit di trattamento complessiva Sicilia
Fabbisogno residuo di incenerimento Sicilia
Di seguito riportata la sintesi del fabbisogno residuo complessivo nazionale
8.390.760 [t/anno]
CAPACIT DI TRATTAMENTO COMPLESSIVA
6.575.749 [t/anno]
1.818.334 [t/anno]
di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati
Al fine di individuare gli impianti da realizzare o potenziare il comma 1 dellart. 35 del decreto-legge n. 133 del 2014 ha stabilito i seguenti
b) risoluzione delle procedure di infrazione in corso, e prevenzione dallavvio di ulteriori contenziosi con lUnione europea;
Per quanto attiene al riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale, lindividuazione delle regioni allinterno delle quali
localizzare gli impianti effettuata sul presupposto che ciascuna macroarea (Nord, Centro, Sud, Sicilia, Sardegna) debba rendersi tendenzialmente
autosufficiente nel complessivo ciclo di produzione e gestione dei rifiuti, ivi compresa, naturalmente, lattivit di incenerimento dei rifiuti stessi.
della densit abitativa;
Con riferimento alla risoluzione delle procedure di infrazione in corso e alla prevenzione dallapertura di ulteriori contenziosi con lUnione
europea, si tiene conto dellesigenza di rispettare integralmente le norme europee di settore, individuando, per ciascuna macroarea, le regioni per le
quali sono pendenti contenziosi e precontenziosi per violazione della normativa europea in materia di gestione dei rifiuti, nonch le regioni oggetto
di condanna da parte della Corte di giustizia europea.
Ulteriormente, si considerano le condizioni di gestione critica del ciclo dei rifiuti allinterno delle singole regioni costituenti la macroarea, al
fine di porre rimedio a situazioni suscettibili di sfociare in nuovi rilievi da parte dellUE.
In ordine al rispetto della programmazione regionale per limplementazione di un ciclo integrato dei rifiuti, si tiene conto delle previsioni
contenute negli atti di pianificazione di gestione dei rifiuti elaborati da ciascuna regione, anche relativamente allindividuazione di nuova capacit
di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati.
Per quanto riguarda la realizzazione di un sistema moderno e integrato di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, si considera la c.d. taglia minima di sostenibilit tecnico/ economica degli impianti da realizzare in ciascuna regione, cos come individuata dalla vigente disciplina sullindividuazione delle migliori tecniche disponibili di cui al decreto ministeriale 27 gennaio 2007 recante linee guida per lindividuazione e lutilizzazione
delle migliori tecniche disponibili, in materia di gestione dei rifiuti.
In particolare, il paragrafo H.12.2 del documento Linee guida relative ad impianti esistenti per le attivit rientranti nelle categorie IPPC: 5
Gestione dei rifiuti (Impianti di incenerimento), stabilisce che Nel caso di incenerimento di RU, al fine di conseguire economie di scala, la potenzialit di un impianto di incenerimento non dovrebbe essere inferiore alle 300 t/g, riferite ad un PCI di 10,5 MJ/kg, indicativamente suddivise in 2
linee da 150 t/g, corrispondenti ad un bacino di utenza dellordine di 300.000 abitanti.
Esplicitati cos i criteri della norma di riferimento, lulteriore ana-
La regione non oggetto di contenziosi o precontenziosi europei,
lisi riguarda le peculiari situazioni di ciascuna macroarea e, pi puntual-
ma si riscontra, ad oggi, un ricorso prevalente allo smaltimento in disca-
mente, di ciascuna regione.
rica dei rifiuti urbani e assimilati.
Per tali motivi, la regione stata individuata per la realizzazione di
un nuovo impianto di incenerimento con capacit pari a 190.000 tonnel-
Lanalisi condotta ha evidenziato un tendenziale equilibrio tra il
late/anno di rifiuti urbani e assimilati.
fabbisogno di incenerimento e la capacit di incenerimento complessiva
portando, la macroarea ad essere tendenzialmente autosufficiente per
quanto concerne il trattamento termico dei rifiuti urbani e assimilati.
Nella regione Umbria non sono presenti impianti di incenerimento
operativi; i rifiuti urbani e assimilati sono avviati presso gli impianti di
lelevato fabbisogno residuo di incenerimento in Liguria
trattamento preliminari che consentono di soddisfare il relativo fabbisogno di trattamento.
(234.786 tonn/anno) e Veneto (174.759 tonn/anno);
la sovraccapacit della regione Lombardia, che evidenzia un surplus di incenerimento pari a 578.931 tonn/anno, garantito da una sostan-
Inoltre, la regione ha comunicato che limpianto di Terni risulta
smantellato e privo di titolo autorizzativo.
ziale saturazione impiantistica del territorio che conta n. 13 inceneritori;
lassenza totale di impianti nella regione Liguria, Valle dAosta e provincia autonoma di Trento. Tuttavia, tale ultima regione e pro-
ma si riscontra un ricorso prevalente allo smaltimento in discarica dei
Per tali motivi, la regione stata individuata per la realizzazione
vincia presentano un fabbisogno limitato rispettivamente di 30.059 e
di un nuovo impianto di incenerimento di capacit pari a 130.000 ton-
53.111 tonnellate anno;
lautosufficienza per la regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia
Giulia e provincia autonoma di Bolzano;
un fabbisogno residuo di incenerimento per la regione Piemonte
nellate/anno di rifiuti urbani e assimilati tale da soddisfare il relativo
fabbisogno residuo.
pari a 52.427 tonnellate anno.
Nella regione Lazio sono presenti n. 3 impianti di incenerimento operativi e n. 1 impianto autorizzato ma non in esercizio con una
Lanalisi condotta ha evidenziato lesigenza di provvedere ad un
fabbisogno residuo di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati pari a
complessive 523.918 tonn/anno.
potenzialit complessiva di trattamento pari a 665.730 tonnellate/anno,
che rappresenta poco pi del 75% del fabbisogno di incenerimento
La regione oggetto di condanna da parte della Corte di giustizia
europea, sancita da ultimo con sentenza del 15 ottobre 2014, anche in
lelevato fabbisogno residuo di incenerimento in regione Mar-
ragione della violazione dellart. 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/98
che (198.339 tonn/anno), Umbria (129.883 tonn/anno) e Lazio (213.652
per non aver creato una rete integrata ed adeguata di impianti di gestione
tonn/anno);
dei rifiuti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili.
lassenza totale di impianti nella regione Umbria e nella regione
Una significativa quota pari a circa il 10% di rifiuti urbani e di quelli derivanti dal loro trattamento sono destinati fuori regione e perlopi
smaltiti in discarica.
lautosufficienza per la regione Toscana.
Per quanto precede si riportano le condizioni che determinano la
di un nuovo impianto di incenerimento con una capacit pari a 210.000
localizzazione di nuovi impianti nelle regioni sotto elencate.
tonnellate/anno di rifiuti urbani e assimilati.
Nella regione Marche non sono presenti impianti di incenerimento
trattamento preliminari realizzati che consentono di soddisfare il relati-
vo fabbisogno di trattamento.
complessive 488.432 tonn/anno.
Inoltre, la regione ha comunicato la sospensione dellAutorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per lesercizio dellimpianto di
lelevato fabbisogno residuo di incenerimento in Campania
(318.942 tonn/anno), e Abruzzo (121.069 tonn/anno);
La regione non oggetto di contenzioni o pre-contenziosi europei,
la sovracapacit della regione Molise, che evidenzia un surplus
tuttavia presenta un fabbisogno di incenerimento residuo pari a 80.701
di incenerimento pari a 58.072 tonn/anno;
tonnellate anno, una elevata produzione di rifiuti in valore assoluto ed
lassenza totale di impianti nella Regione Abruzzo;
la presenza di un assai esiguo fabbisogno residuo di incenerimento nella regione Basilicata (28.874 tonn/anno) tale da non far ritene-
un ricorso preponderante allo smaltimento in discarica dei rifiuti urbani
re sostenibile la realizzazione di nuove infrastrutture.
Per tali ragioni la regione Puglia stata individuata per la realizzazione di una capacit di trattamento pari a 70.000 tonnellate/anno di
lautosufficienza per la regione Calabria;
un fabbisogno residuo di incenerimento per la regione Puglia
pari a 80.701 tonnellate anno tale da far ritenere sostenibile un intervento per il potenziamento degli impianti di incenerimento esistenti;
rifiuti urbani e assimilati attraverso il potenziamento degli impianti di
incenerimento esistenti.
La Sardegna presenta un fabbisogno residuo di incenerimento pari
a 120.885 tonn/anno, derivante da un fabbisogno di incenerimento di
300.885 tonn/anno cui sottrarre la capacit di incenerimento complessi-
Nella regione Campania presente un impianto di incenerimento
va pari a 180.000 tonn/anno.
operativo ed in esercizio con una potenzialit dedicata al trattamento dei
rifiuti urbani e assimilabili pari a 600.000 tonn/anno.
Lattuale capacit di incenerimento garantita da n. 2 impianti in
esercizio, che tuttavia non riescono a soddisfare i fabbisogni comples-
sivi dellIsola.
europea, sancita da ultimo con sentenza del 16 luglio 2015, per violazione dellart. 260 Trattato sul funzionamento dellUnione europea.
La regione altres oggetto di procedura dinfrazione n. 2015/2165
relativa ai Piani di gestione dei rifiuti per violazione dellart. 28, paragrafo 1 della Direttiva 2008/98/CE.
relativa ai Piani di gestione dei rifiuti per violazione dellart. 30, paragrafo 1 della Direttiva 2008/98/CE poich non ha rispettato il termine
dei sei anni previsto da tale disposizione.
La regione ha comunicato la previsione di potenziare gli impianti
di un nuovo impianto di incenerimento con una capacit pari a 300.000
esistenti con una potenzialit aggiuntiva pari a complessive 20.000 ton-
nellate/anno di rifiuti.
Tale capacit aggiuntiva non consente di coprire il relativo fabbi-
sogno residuo, sicch risulta necessario realizzare un nuovo impianto di
Nella regione Abruzzo non sono presenti impianti di incenerimento
incenerimento fino al completo soddisfacimento delle esigenze.
La regione oggetto di procedura dinfrazione n. 2015/2165 rela-
tiva ai Piani di gestione dei rifiuti per violazione dellart. 28, paragrafo
1 della Direttiva 2008/98/CE poich non ha rispettato il termine dei sei
anni previsto da tale disposizione.
La regione presenta un fabbisogno di incenerimento residuo pari a
121.069 tonn/anno.
Il piano regionale di gestione dei rifiuti vigente prevede che lincenerimento di frazioni non altrimenti riciclabili in impianti dedicati ammissibile al raggiungimento della media regionale del 40% di raccolta
differenziata. Atteso che, ad oggi, tale livello si attesta sulla percentuale
del 46,1%, risulta giustificata la realizzazione di un nuovo impianto da
120.000 tonn/anno, tale da soddisfare le esigenze regionali.
quanto la regione risulta priva di qualsiasi infrastruttura impiantistica
dedicata allincenerimento dei rifiuti.
Inoltre la regione caratterizzata da un pressoch totale ricorso allo
smaltimento in discarica dei propri rifiuti urbani e assimilati e per questo
oggetto di pre-contenzioso europeo oltre ad essere oggetto di procedura dinfrazione n. 2015/2165 relativa ai Piani di gestione dei rifiuti per
violazione dellart. 30, paragrafo 1 della Direttiva 2008/98/CE poich
non ha rispettato il termine dei sei anni previsto da tale disposizione.
Si evidenziano inoltre profili di criticit afferenti al complessivo
ciclo di gestione dei rifiuti. Risulta evidente, pertanto, lassoluta neces-
Nella regione Puglia presente n. 1 impianto di incenerimento non
La Sicilia presenta un fabbisogno residuo di incenerimento pari a
685.099 tonn/anno, corrispondente al fabbisogno di incenerimento in
sit di localizzare sul territorio dellIsola di almeno n. 2 o pi impianti
di incenerimento di capacit pari al relativo fabbisogno.
L. Vassena
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CAPACIT DI TRATTAMENTO
CAPACIT DI TRATTAMENTO PER
TIPOLOGIA DI RIFIUTI [t/anno]
Appendice I: Capacit di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati in esercizio
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(*)'carico termico nominale': la somma delle capacit di incenerimento dei forni che costituiscono l'impianto, quali dichiarate dal costruttore e confermate dal
gestore, espressa come prodotto tra la quantit oraria di rifiuti inceneriti ed il potere calorifico dichiarato dei rifiuti;
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Lumbroso, 408
oggi spa
termico (*)
TIPOLOGIA DI RIFIUTI AUTORIZZATA
( t/anno)
Appendice II: Capacit di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati non operativi, in fase di realizzazione e
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