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Timestamp: 2018-11-15 13:18:34+00:00
Document Index: 22208808

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 39', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 21', 'sentenza ']

1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 809 del 2014, proposto da: 1
2 Mohamed Adel Hassan, rappresentato e difeso dall'avv. Luna Rocchi, presso lo studio della quale ha eletto domicilio in Milano, corso di Porta Romana, 6; contro Ministero dell'interno - Questura di Milano, rappresentato e difeso per legge dall'avvocatura distrettuale dello Stato, presso i cui uffici domicilia in Milano, Via Freguglia, 1; per l'annullamento del provvedimento Nr. 7502/2013 Imm. del , notificato in data , emesso dalla Questura della Provincia di Milano e recante il rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato presentata dal ricorrente in data , nonché di ogni atto presupposto. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'interno - Questura di Milano; Viste le memorie difensive; 2
3 Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 febbraio 2015 il dott. Fabrizio Fornataro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO Il ricorrente ha impugnato il provvedimento indicato in epigrafe, deducendone la illegittimità per violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili e ne ha chiesto l annullamento. Si è costituita in giudizio l amministrazione resistente, eccependo l infondatezza del ricorso avversario, di cui ha chiesto il rigetto. Con ordinanza depositata in data 20 marzo 2014, il Tribunale ha respinto la domanda cautelare contenuta nel ricorso. All udienza del giorno 5 febbraio 2015 la causa è stata trattenuta in decisione. DIRITTO 3
4 1) Con il provvedimento impugnato, il Questore di Milano ha respinto la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno presentata dal ricorrente in data per motivi di lavoro subordinato. Il provvedimento si basa sulle seguenti circostanze di fatto: a) lo straniero ha allegato all istanza di rinnovo della documentazione relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze della ditta Omar Impresa di Servizi di Sharara Zakaria instaurato in data ; b) da accertamenti effettuati presso l Inps risulta che egli non ha percepito redditi dal 2003 al 2011, mentre ha percepito un reddito imponibile nel 2012 pari ad euro 481,00 complessivi; c) da tali dati non emerge né la disponibilità di una stabile attività lavorativa, né il possesso di redditi di fonte lecita sufficienti al suo sostentamento. 2) Il ricorrente articola più censure, che possono essere trattate congiuntamente perché strettamente connesse sul piano logico e giuridico, mediante le quali lamenta la carenza di istruttoria e il difetto di motivazione rispetto alla ritenuta indisponibilità di redditi sufficienti al suo sostentamento, nonché la violazione della garanzie partecipative. Come già rilevato in sede cautelare, il possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero e del suo nucleo familiare costituisce un requisito soggettivo non eludibile ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, perché attiene alla sostenibilità dell'ingresso dello straniero nella comunità nazionale per ragioni di lavoro subordinato, atteso che lo straniero deve essere stabilmente inserito nel contesto lavorativo e contribuire con il proprio impegno allo sviluppo economico e sociale del paese ospitante (cfr. Cons. Stato, sez. VI, 27 agosto 2010 n. 5994). Del resto, la determinazione della soglia sotto la quale il reddito percepito dal cittadino extracomunitario non può considerarsi sufficiente al fine della sua permanenza sul territorio italiano può trarsi dal parametro fissato in varie disposizioni (art. 29, terzo comma lett. b, T.U.; art. 39 comma 3, D.P.R. n. 394 del 1999) le quali richiedono la necessaria disponibilità da parte del richiedente, di una somma non inferiore alla capitalizzazione, su base annua, di un importo mensile pari all assegno sociale. 4
5 Nel caso di specie lo straniero non ha documentato, né in sede procedimentale, né in sede processuale, il possesso dei redditi necessario al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno, atteso che le deduzioni svolte e la documentazione prodotta non valgono a superare le considerazioni sviluppate dall amministrazione in ordine ai profili in questione. In particolare, egli, in relazione all anno 2012 ha prodotto delle buste paga formate dalla ditta Sharara Zakaria, relative ai soli mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, ognuna per importi compresi tra 188 e 365 euro. E evidente, da un lato, che si tratta di documenti che non dimostrano la stabile disponibilità di un lavoro, dall altro, che, se anche gli importi documentati superano quelli presi in esame dall amministrazione, si tratta, comunque, di somme inferiori all importo legale minimo cui si è già fatto riferimento. Né rileva il riferimento alla possibilità di ottenere un permesso per attesa occupazione, atteso che dalla documentazione prodotta dalle parti emerge con evidenza che l interessato ha già fruito di fatto di un periodo di permanenza in Italia superiore al minimo consentito per ragioni di attesa occupazione. Neppure è condivisibile la censura diretta a contestare la violazione delle garanzie partecipative, per mancata comunicazione sia dell avvio del procedimento, sia dei motivi ostativi all accoglimento dell istanza. E ormai acquisito a livello giurisprudenziale il valore necessariamente sostanziale delle garanzie partecipative, che non sono violate per il mero fatto dell omissione di una comunicazione stabilita dalla legge, ma solo quando si verifica l effettiva frustrazione della possibilità per l interessato di sottoporre all amministrazione dati di fatto o di diritto idonei ad incidere sulla determinazione finale (cfr. in ordine alla valenza necessariamente sostanziale delle garanzie partecipative T.A.R. Lazio 5
6 Roma, sez. I, 03 luglio 2009, n. 6451; Consiglio di Stato, sez. V, 02 febbraio 2010, n. 431; Consiglio di Stato, sez. VI, 29 luglio 2008, n. 3786). Nel caso di specie il ricorrente contesta in modo meramente formale la violazione dell art. 7 e dell art. 10 bis della legge 1990, n. 241, senza allegare elementi di fatto dimostrativi della disponibilità di un lavoro stabile e di un reddito di fonte lecita sufficiente al suo sostentamento in base ai parametri normativi, sicché le violazioni lamentate non possono condurre all annullamento dell atto, poiché, in applicazione dell art. 21 octies della legge 1990 n. 241, deve essere rilevato che non sono stati evidenziati, neppure in sede processuale, profili di fatto o ragioni giuridiche che, se tempestivamente sottoposti all amministrazione, avrebbero potuto incidere sul contenuto del provvedimento gravato. 3) In definitiva, il ricorso è infondato e deve essere respinto. La situazione di fatto sottesa alla determinazione impugnata consente di ravvisare giusti motivi per compensare tra le parti le spese della lite. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) Definitivamente pronunciando, respinge il ricorso indicato in epigrafe. Compensa tra le parti le spese della lite. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. 6
7 Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 5 febbraio 2015 con l'intervento dei magistrati: Domenico Giordano, Presidente Mauro Gatti, Primo Referendario Fabrizio Fornataro, Primo Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE 7
8 DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 10/02/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) 8