Source: https://www.slideshare.net/EdoardoFerraro/avvocato-digitale-e-processo-telematico
Timestamp: 2020-01-25 13:30:58+00:00
Document Index: 177837085

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 374', 'art. 156', 'art. 22', 'art. 2712', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2712', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 45', 'art. 15', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ']

The AI Rush by Jean-Baptiste Dumont 3187493 views
AI and Machine Learning Demystified... by Carol Smith 4386318 views
Le slides del convegno del Movimento Forense Padova del 18 dicembre 2019, in collaborazione con l'Avv. Antonio Zago.
1. 18 dicembre 2019 15.30 - 19.00 Sala Conferenze dell'Ordine degli Avvocati di Padova Palazzo di Giustizia di Padova, Via N. Tommaseo n. 55, Padova AVVOCATO DIGITALE E PROCESSO TELEMATICO Evoluzione della professione, deontologia e nuove prove M O V I M E N T O F O R E N S E P A D O V A
2. Nuovi strumenti Nuovi atti Nuove forme M O V I M E N T O F O R E N S E P A D O V A A v v o c a t o A N T O N I O Z A G O Segretario dell’Ordine degli Avvocati di Padova Componente Comm. Informatica COA Padova A v v o c a t o E D O A R D O F E R R A R O Presidente MF Padova Coordinatore Comm. Informatica COA Padova
3. Una nuova professione forense? L’evoluzione della professione forense è conseguenza ovvia della digitalizzazione della nostra vita. Il processo non è diventato telematico perché hanno digitalizzato gli atti e i documenti, ma semplicemente perché quegli atti e quei documenti sono oggi originali digitali, e il processo si è adattato alla realtà. UNA PROFESSIONE IN EVOLUZIONE Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
4. Il Giurista nell’era digitale: chi è? “La tecnologia non è più appannaggio esclusivo di scienziati, ingegneri e addetti ai lavori, ma è entrata nelle case, negli uffici, negli studi professionali e la portata rivoluzionaria di questa irruzione appare riﬂettersi inevitabilmente nel campo del diritto, ponendo nuove sfide al giurista”; “per queste ragioni, non può più considerarsi tale chi si ostini a non volersi occupare dell’informatica, a rifiutare di capire come e quanto possa servire a migliorare la qualità della vita, a non cercare di vederne le applicazioni professionali”; “Un avvocato che si rifiutasse di compiere questo sforzo si porrebbe allo stesso livello di chi volesse comprendere il diritto vigente senza saper essere uomo del suo tempo”. Prof. Renato Borruso (1928 - 2014), Pres. Agg. Onorario Corte di Cassazione “L’Informatica negli studi legali e nel processo civile” pubblicazione dell'Unione Triveneta Avvocati MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago UNA PROFESSIONE IN EVOLUZIONE
5. … e infatti la Cassazione… Cassazione Civile, Ord. Sez. 6, N. 22320 del 2017 “l'autorizzazione all'impiego della notifica col mezzo telematico implica intuitivamente (ma di necessità) l'onere che il suo destinatario […] si doti degli strumenti minimali per leggere una notifica che quei requisiti rispetti: altrimenti pervenendosi alla bizantina o assurda conclusione che sarebbe lecito per il notificante eseguire un'attività completamente inutile o la cui funzionalità od utilità sarebbero rimesse alla mera condiscendenza o buona volontà o discrezionalità del destinatario, ciò che contraddice ogni principio processuale, prima che lo stesso buon senso”; “la normativa sulle notifiche telematiche [...] costituisce la mera evoluzione della disciplina delle notificazioni tradizionali ed il suo adeguamento al mutato contesto tecnologico ed alle relative esigenze legate al contesto di operatività del professionista legale”. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago UNA PROFESSIONE IN EVOLUZIONE
6. … o detto in modo brutale… Oggi, il Giurista non informatizzato è un giurista analfabetaanalfabeta. Prof. Ugo Pagallo Docente di Filosofa del Diritto e Informatica Giuridica presso l’Università degli Studi di Torino MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago UNA PROFESSIONE IN EVOLUZIONE
7. ● Redazione degli atti ● Consultazioni dei fascicoli ● Deposito degli atti giudiziari ● Ricezione di comunicazioni e avvisi ● Richiesta di copie ● Pagamento del contributo unificato ● Posta elettronica ● Notifiche a mezzo PEC ● Diffide e “raccomandate” COME SI È EVOLUTA LA PROFESSIONE FORENSE? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
8. ● HARDWARE (computer, video, schermo, tastiera, mouse, server, hard disk esterni, ecc.) ● SOFTWARE (programmi informatici, gestionali, redattori atti del PCT, agenda digitale, client di posta elettronica, ecc.) ● RETE INTERNET (fissa e mobile) ● POSTA ELETTRONICA (ordinaria e certificata) ● FIRMA DIGITALE USIAMO NUOVI STRUMENTI? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
9. GLI ATTI DELL’AVVOCATO SONO ATTI INFORMATICI O DIGITALI NON PER OBBLIGO DI LEGGE MA SEMPLICEMENTE PERCHÉ SI SCRIVONO COL COMPUTER Come tali, vanno: 1. SALVATI 2. CONSERVATI NEL LORO FORMATO DIGITALE 3. EVENTUALMENTE CONSEGNATI AL COLLEGA Il fatto di stampare gli atti è una MERA COMODITÀ GLI ATTI DELL’AVVOCATO Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
10. Che tipo di atti informatici dobbiamo obbligatoriamente conoscere? L’ORIGINALE INFORMATICO IL DUPLICATO INFORMATICO LA COPIA INFORMATICA DI UN ATTO ANALOGICO LA COPIA INFORMATICA DI UN ATTO INFORMATICO GLI ATTI INFORMATICI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
11. È quel documento che noi generiamo attraverso il nostro programma di videoscrittura e che trasformiamo direttamente in formato PDF senza scansione. Nasce quindi digitale e viene predisposto o per essere depositato telematicamente o per essere notificato tramite PEC. La caratteristica di tale tipo di PDF è che consentirà di selezionare, una parte o tutto, il testo in esso riprodotto, copiarlo e incollarlo in altro documento di word. Tale tipo di documento informatico, prima di essere depositato telematicamente o allegato alla PEC per essere notificato in proprio, dovrà ESSERE SOTTOSCRITTO DIGITALMENTE; ciò che prima del PCT firmavano a penna con il cartaceo adesso è obbligo firmarlo digitalmente. Tale tipo di documento informatico, essendo originale digitale, NON RICHIEDE NESSUNA ATTESTAZIONE DI CONFORMITÀ. L’ORIGINALE INFORMATICO Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
12. Il duplicato informatico ha lo stesso valore dell’atto originale da cui viene estratto: la sua struttura è identica a quella dell’originale sia dal punto di vista informatico che dal punto di vista del contenuto. Facendo la prova con l’impronta Hash del file, i duplicati avranno sempre impronta identica a quella dell’originale. È per tale motivo che se dal fascicolo informatico estraiamo i files presenti quali duplicati informatici (da usare per notifica o deposito) NON DOVREMO ATTESTARE ALCUNA CONFORMITÀ in quanto “I duplicati informatici hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico da cui sono tratti…” (art. 23 comma 1 decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82). I duplicati informatici NON VANNO PER NESSUN MOTIVO ULTERIORMENTE FIRMATI DIGITALMENTE. IL DUPLICATO INFORMATICO Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
13. È quel documento informatico che si ottiene in formato PDF dopo aver effettuato la scansione di un documento cartaceo. Abbiamo il nostro documento su carta, dobbiamo depositarlo telematicamente o notificarlo tramite PEC e, per tale motivo, tramite scanner, ne creiamo una copia informatica in PDF. A differenza del documento informatico nativo digitale, il PDF così ottenuto non consentirà di selezionare una parte o tutto il testo in esso riprodotto, copiarlo e incollarlo in altro documento di word. L’originale sarà sempre il documento cartaceo dal quale, tramite scansione, abbiamo ottenuto una copia informatica (stesso valore di una fotocopia, ove non autenticato). Non andranno sottoscritti digitalmente, ma autenticati sull’atto stesso o su atto separato (in caso di notifica, sulla relata). LA COPIA INFORMATICA DI UN ATTO ANALOGICO Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
14. La copia informatica dei nostri atti informatici presenti nel fascicolo telematico è uguale all’originale depositato solamente dal punto di vista del contenuto (il testo dell’atto), mentre è un atto “diverso” dal punto di vista informatico. In primo luogo non avrà la sottoscrizione digitale (il file sarà privo dell’estensione .p7m). Inoltre, conterrà l’indicazione del fatto che l’originale è firmato (la c.d. coccardina a margine). La loro impronta Hash sarà sempre diversa da quella dell’originale: ogni download di copia informatica produrrà un atto con impronta diversa dal duplicato e dalle altre copie. In caso di deposito telematico, potrà anche non essere autenticata (non previsto da nessuna norma). In caso di notifica a mezzo PEC, tali atti DOVRANNO ESSERE AUTENTICATI nella relata di notifica. Le copie informatiche NON VANNO ULTERIORMENTE FIRMATE DIGITALMENTE. LA COPIA INFORMATICA DI UN ATTO INFORMATICO Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
15. ART. 12 (Formato dell’atto del processo in forma di documento informatico - art. 11 del regolamento) 1. L’atto del processo in forma di documento informatico, da depositare telematicamente all’ufficio giudiziario, rispetta i seguenti requisiti: a) è in formato PDF; b) è privo di elementi attivi; c) è ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è pertanto ammessa la scansione di immagini; d) è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata esterna secondo la struttura riportata ai commi seguenti; e) è corredato da un file in formato XML, [...]; esso è denominato DatiAtto.xml ed è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata. LA FORMA DEGLI ATTI (Specifiche tecniche al DM 44 del 2011) Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
16. ART. 13 (Formato dei documenti informatici allegati - art. 12 del regolamento) 1. I documenti informatici allegati sono privi di elementi attivi, tra cui macro e campi variabili, e sono consentiti nei seguenti formati: a) .pdf - b) .rtf - c) .txt d) .jpg - e) .gif - f) .tiff g) .xml h) .eml, purché contenenti file nei formati di cui alle lettere precedenti. i) .msg, purché contenenti file nei formati di cui alle lettere da a ad h. 2. È consentito l’utilizzo dei seguenti formati compressi purché contenenti file nei formati previsti al comma precedente: a) .zip - b) .rar - c) .arj. 3. Gli allegati possono essere sottoscritti con firma digitale o firma elettronica qualificata; nel caso di formati compressi la firma digitale, se presente, deve essere applicata dopo la compressione. LA FORMA DEGLI ALLEGATI (Specifiche tecniche al DM 44 del 2011) Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
17. In informatica, un link ipertestuale (anche detto hyperlink o collegamento ipertestuale) è una connessione tra due documenti o unità informative; nella sostanza, si crea una raccordo tra un documento ed una ulteriore fonte di informazioni nello stesso citata (immagine, documento, altra sezione del documento stesso, sito internet, indirizzo email, ecc.), al fine di consentire un rapido passaggio tra più fonti. Per poter essere notato dal lettore, un collegamento ipertestuale normalmente viene distinto per qualche peculiarità grafica: le più tipiche sono la sottolineatura o il mutamento del colore del testo (di solito in blu). L'attivazione di un collegamento viene effettuata attraverso un clic del mouse, cui segue la visualizzazione della destinazione del collegamento. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago I LINK IPERTESTUALI
18. Per gli avvocati, che di norma usano programmi di videoscrittura (Word, LibreOffice, OpenOffice, ecc.), si accede dal pannello INSERISCI oppure come comando sulla barra, di norma illustrato come un mondo con anelli di catena o semplicemente con anelli di catena. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago I LINK IPERTESTUALI
19. 1) Inserire in un folder l’atto con tutti i documenti predisposti da allegare, già correttamente nominati. 2) Successivamente, si dovrà aprire l’atto con il proprio programma di video scrittura. 3) Andrà selezionato nel testo, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, le parole che diventeranno la fonte del collegamento (ad es. doc. n. 01), come si vede nella foto 4. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago I LINK IPERTESTUALI: COLLEGARE UN DOCUMENTO
20. Cliccare su Applica e quindi salvare il file e convertirlo in PDF: i link ipertestuali rimarranno presenti nel nuovo file. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago I LINK IPERTESTUALI: COLLEGARE UN DOCUMENTO
21. Selezionare la porzione di testo che sarà la destinazione della navigazione (di norma il titolo della sezione che si intende raggiungere). MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago I LINK IPERTESTUALI: CREARE UN INDICE
22. Successivamente si dovrà cliccare sul comando di inserimento del segnalibro e si aprirà una finestra per l’inserimento del nome del segnalibro. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago I LINK IPERTESTUALI: CREARE UN INDICE
23. Quindi procedere come in precedenza per l’inserimento del link, con destinazione non ad un file esterno ma verso una “sezione” del documento stesso. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago I LINK IPERTESTUALI: CREARE UN INDICE
24. Dal 27 aprile 2018 è in vigore il DM 37/2018 che modifica il precedente DM 55/2014 in tema di liquidazione dei compensi per l’attività degli avvocati. Tra le novità introdotte: 1-bis . Il compenso determinato tenuto conto dei parametri generali di cui al comma 1 è di regola ulteriormente aumentato del 30 per cento quando gli atti depositati con modalità telematiche sono redatti con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione o la fruizione e, in particolare, quando esse consentono la ricerca testuale all’interno dell’atto e dei documenti allegati, nonché la navigazione all’interno dell’atto. VADEMECUM PER LA CREAZIONE DEI LINK IPERTESTUALI MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago I LINK IPERTESTUALI: PERCHÈ FARLI?
25. Inizialmente era consentito solo il protocollo CAdES, che crea una busta crittografata “attorno” all'atto, che viene codificato e vede aggiunta l'estensione .p7m dopo l’estensione del file (ad esempio il file firmato muta da file.pdf a file.pdf.p7m): può essere usata per tutti i files. Con le specifiche tecniche del 16.04.14 (art. 12 – 19 bis), è consentita anche la firma col protocollo PAdES (o “firma aggiunta al PDF), che può essere “grafica” o “invisibile”. Può essere usato solo per file PDF, e il vantaggio è dato dal fatto che il file resta un PDF leggibile, con in alcuni casi l'aggiunta dell'indicazione “_signed” dopo il nome del file. Altro protocollo è lo XAdES, che potrà essere usato per i file .xml (ad esempio le fatture elettroniche). I PROTOCOLLI DI FIRMA DIGITALE Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
26. Da tenere sempre a mente che ● SCADE (E “SCOMPARE” DALL’ATTO FIRMATO) ● POTREBBE ROMPERSI ● POTRESTE PERDERLA ● IL CERTIFICATO È DI “NON RIPUDIO”: MOLTO DIFFICILE DARE PROVA CONTRARIA ● IDENTIFICA L’AVVOCATO ANCHE IN “ALTRI” RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE BREVI NOTE SULLA FIRMA DIGITALE Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
27. Art. 16-bis, comma 7 D.L. 179/2012 Il deposito con modalità telematiche si ha per avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del ministero della giustizia […]” Art. 20, comma 2, D.M. 44/2011 (allegato tecnico al C.A.D.) Il soggetto abilitato esterno è tenuto a conservare, con ogni mezzo idoneo, le ricevute di avvenuta consegna dei messaggi trasmessi al dominio giustizia. Art. 2, comma 6 del C.A.D. Le disposizioni del C.A.D. si applicano altresì al processo civile, penale, amministrativo, contabile e tributario, in quanto compatibili e salvo che non sia diversamente disposto dalle disposizioni in materia di processo telematico. LA PROVA DEL DEPOSITO TELEMATICO Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
28. CORTE CASS., SEZ. VI CIVILE - Ord. 31 agosto 2017, n. 20672 MASSIMA Va rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, ritenuta di massima di particolare importanza, riguardante gli effetti della violazione delle disposizioni tecniche specifiche sulla forma degli “atti del processo in forma di documento informatico” (o, descrittivamente, nativi informatici) da notificare e, in particolare, sull’estensione del “file” in cui essi si articolano, ove siano indispensabili per valutare la loro autenticità, dovendosi stabilire se esse prevedano, o meno, una nullità di forma e, quindi, se questa sia poi da qualificarsi indispensabile ai sensi dell’art. 156, comma 2, c.p.c., rendendosi - in caso di risposta affermativa del quesito - necessario altresì definire l’ambito di applicabilità alla fattispecie del principio generale di sanatoria degli atti nulli in caso di raggiungimento dello scopo ex art. 156, comma 3, c.p.c. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI CIVILE ORD. 31 AGOSTO 2017, N. 20672 Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
29. QUESTIONI DIRIMENTI 1. L'atto principale deve essere un pdf nativo secondo le regole tecniche? Si tratta di nullità sanabile o di inesistenza? 2. L'estensione del file deve essere .p7m o .pdf? Si può applicare la sanatoria di cui all'art. 156 comma 3 c.p.c. per il raggiungimento dello scopo? “[...] ciò premesso ed al riguardo, ad avviso di questo Collegio neppure può trovare diretta ed immediata applicazione il principio generale di sanatoria della nullità, perché l’osservanza delle specifiche tecniche sullo stesso confezionamento dei file informatici nativi dovrebbe poter attenere all’esistenza stessa dell’atto e, quanto alla procura speciale, all’ufficiosa indispensabile verifica dell’instaurazione di un valido e rituale rapporto processuale dinanzi a questa Corte, alla stregua della disciplina ormai applicabile” CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI CIVILE ORD. 31 AGOSTO 2017, N. 20672 Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
30. DECISIONE SULLE FIRME MA NULLA SULLE FORME 8.1. Ciò comporta, ai fini dell'art. 374 c.p.c., l'enunciazione del seguente principio di diritto: «Secondo il diritto dell'UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni «.p7m» e «.pdf», e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna». 8.2. Consequenzialmente, non essendo strettamente rilevante nella decisione della fattispecie in esame, resta assorbito ogni ulteriore rilievo, sollevato nell'ordinanza interlocutoria, circa l'operatività del principio della sanatoria per raggiungimento dello scopo (art. 156 c.p.c.) in caso d'ipotetica violazione di specifiche tecniche (es. Cass., Sez. un., 18 aprile 2016, n. 7665; conf. C.d.S., n. 5504/2017, cit.). CORTE DI CASSAZIONE, SS.UU. CIVILI SENT. 27 APRILE 2018, N. 10266 Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
31. Da tenere sempre a mente che ● SI TRATTA DI DOCUMENTI INFORMATICI ● LA STAMPA DI EMAIL ORDINARIA E DI PEC FA PROVA SOLO FINO AL DISCONOSCIMENTO ● VA SALVATA NEI FORMATI CONSENTITI PER IL DEPOSITO TELEMATICO (EML O MSG) ● LE PEC “SCADONO”: QUANDO IL CERTIFICATO VIENE RINNOVATO, NON FA PIÙ PIENA PROVA SALVO CONSERVAZIONE LA POSTA ELETTRONICA (ORDINARIA E CERTIFICATA) Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
32. Da tenere sempre a mente che ● SI POSSONO AVERE PIÙ PEC, MA SOLO UNA VA COMUNICATA AL COA ● MAI DISATTIVARE UNA PEC PRIMA DI AVER SCARICATO L’ARCHIVIO ● NON È SUFFICIENTE UN BACKUP, MA È SICURAMENTE NECESSARIO ● LE PEC VANNO “CONSERVATE” A NORMA DI LEGGE LA POSTA ELETTRONICA (ORDINARIA E CERTIFICATA) Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
33. Art. 12 - Dovere di diligenza L’avvocato deve svolgere la propria attività con coscienza e diligenza, assicurando la qualità della prestazione professionale. Art. 13 - Dovere di segretezza e riservatezza L’avvocato è tenuto, nell’interesse del cliente e della parte assistita, alla rigorosa osservanza del segreto professionale e al massimo riserbo su fatti e circostanze in qualsiasi modo apprese nell’attività di rappresentanza e assistenza in giudizio, nonché nello svolgimento dell’attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e comunque per ragioni professionali. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago BREVI CENNI DEONTOLOGICI: CODICE DEONTOLOGICO FORENSE
34. Art. 26 - Adempimento del mandato 1. L’accettazione di un incarico professionale presuppone la competenza a svolgerlo. 2. L’avvocato, in caso di incarichi che comportino anche competenze diverse dalle proprie, deve prospettare al cliente e alla parte assistita la necessità di integrare l’assistenza con altro collega in possesso di dette competenze. 3. Costituisce violazione dei doveri professionali il mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti al mandato o alla nomina, quando derivi da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi della parte assistita. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago BREVI CENNI DEONTOLOGICI: CODICE DEONTOLOGICO FORENSE
35. Art. 28 - Riserbo e segreto professionale 1. È dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dell’avvocato mantenere il segreto e il massimo riserbo sull’attività prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal cliente e dalla parte assistita, nonché su quelle delle quali sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago BREVI CENNI DEONTOLOGICI: CODICE DEONTOLOGICO FORENSE
36. Principio (g) - competenza professionale: L’avvocato non può fornire consulenza o rappresentare efficacemente il cliente se non ha un’adeguata formazione professionale, formazione che deve essere permanente come risposta ai rapidi mutamenti del diritto e della pratica dell’avvocatura e del contesto economico e tecnologico. Le norme professionali sottolineano che l’avvocato non può accettare un incarico se non è competente nella materia della controversia che è sottoposta alla sua attenzione. MovimentoForensePadova Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago BREVI CENNI DEONTOLOGICI: CODICE DEONTOLOGICO CCBE
37. Nuove tipologie di prove e loro validità M O V I M E N T O F O R E N S E P A D O V A A v v o c a t o A N T O N I O Z A G O Segretario dell’Ordine degli Avvocati di Padova Componente Comm. Informatica COA Padova A v v o c a t o E D O A R D O F E R R A R O Presidente MF Padova Coordinatore Comm. Informatica COA Padova
38. Con l’introduzione della fattura elettronica ci potranno essere cambiamenti in tema di procedimento per ingiunzione di pagamento. Tra le varie condizioni di ammissibilità, al fine di ottenere un decreto ingiuntivo, vi è quella di fornire una prova scritta in ordine alla esistenza del diritto e, a titolo puramente indicativo, sono documenti idonei a tal fine quelli provenienti da un terzo (Cass. 13429/2000), gli estratti autentici delle scritture contabili (Cass. 6660/1982), il registro delle fatture previsto dall'art. 22 del D.P.R. 633/72 (Cass. 11613/1992) nonché le sole fatture (Cass. 5915/2011) che però non hanno valore però nella fase di opposizione. LA FATTURA ELETTRONICA: NUOVA (O DIVERSA) PROVA? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
39. Lo SDI (Sistema di Interscambio), che gestisce la fatturazione elettronica, se rispettate le regole tecniche confermate nel Provvedimento dell'ADE n° 89757/18, genera documenti informatici autentici e immodificabili garantiti dall'apposizione della marca temporale e della firma digitale qualificata. Sarà possibile, quindi, produrre in giudizio tali “duplicati informatici”, provenienti da un “terzo qualificato” quale l'Agenzia delle Entrate, assolutamente indistinguibili dai loro originali, senza necessità di allegare anche l’autentica notarile. LA FATTURA ELETTRONICA: NUOVA (O DIVERSA) PROVA? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
40. COME ACCEDERE ALLO SDI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
41. COME ACCEDERE ALLO SDI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
42. COME ACCEDERE ALLO SDI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
43. COME ACCEDERE ALLO SDI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
44. COME ACCEDERE ALLO SDI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
45. COME ACCEDERE ALLO SDI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
46. COME ACCEDERE ALLO SDI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
47. COME ACCEDERE ALLO SDI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
48. COME È FATTA UNA FATTURA ELETTRONICA? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
49. COME È FATTA UNA FATTURA ELETTRONICA? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
50. COME È FATTA UNA FATTURA ELETTRONICA? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
51. COME È FATTA UNA FATTURA ELETTRONICA? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
52. Sotto il profilo probatorio, la giurisprudenza di legittimità (soprattutto in ambito penale) e quella di merito anche in campo civile hanno avuto modo di identificare i messaggi Whatsapp come delle vere e proprie prove documentali, rientranti nella disciplina dell’art. 2712 c.c., la quale identifica come effettivi mezzi di prova, utilizzabili in giudizio, le riproduzioni meccaniche, fotografiche, informatiche (CAD) o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose, nel caso in cui non ne venga contestata la conformità ai fatti o alle cose a cui si riferiscono, da parte del soggetto nei confronti del quale vengono ad essere prodotte. (Tribunale di Ravenna, sentenza 231/2017). IL MESSAGGIO DI WHATSAPP È UNA PROVA? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
53. Il vero problema è quello di dimostrare che il messaggio esibito al giudice sia effettivamente quello che tramite il cellulare è stato ricevuto o spedito. Esistono diverse modalità per dimostrare la genuinità dei messaggi. 1. Lo screenshot dei messaggi Whatsapp. Per poter far entrare il messaggio offensivo come prova nel processo occorre procedere ad uno o più screenshot del display del cellulare. Una volta realizzato lo screenshot, il relativo file può essere allegato al deposito telematico. Problema: la copia cartacea o digitale di un documento informatico costituisce una “riproduzione meccanica” al pari di una fotocopia. Si corre il rischio del disconoscimento. COME PRODURRE IN GIUDIZIO IL MESSAGGIO DI WHATSAPP? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
54. 2. La testimonianza dei messaggi Whatsapp Un altro modo, è quello di far leggere il contenuto dei messaggi Whatsapp ad una persona che, poi, sia disposta a testimoniare davanti al giudice e a dichiarare ciò che ha letto. In questo modo il messaggio incriminato farà il suo ingresso nel processo attraverso prova testimoniale. Problemi: il teste non dovrà essere teste de relato, ovvero teste indiretto perché venuto a conoscenza del contenuto da altre persone, ma dovrà essere teste diretto, ovvero teste oculare perché conosce il contenuto in quanto da lui letto direttamente. Oltre a questo problema, vi è quello legato al fatto che il messaggio nella chat può essere falsificato, ad esempio indicando un nome falso nella rubrica. COME PRODURRE IN GIUDIZIO IL MESSAGGIO DI WHATSAPP? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
55. 3. La trascrizione dei messaggi Whatsapp. Con una sentenza il Tribunale di Milano ha ammesso la trascrizione dei messaggi. Problema: in caso di contestazione sull’autenticità del messaggio, la parte può chiedere al giudice di disporre una consulenza tecnica d’ufficio. Il giudice provvederà, quindi, a nominare un perito al quale andrà consegnato lo smartphone. Dopo un esame del supporto e della chat, questi provvederà a riportarne il testo su un “documento ufficiale” (cartaceo) che diventa una prova vera e propria nel processo. COME PRODURRE IN GIUDIZIO IL MESSAGGIO DI WHATSAPP? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
56. 4. L’acquisizione dello smartphone al processo. Un’altra modalità con cui il messaggio incriminato può fare il suo ingresso nel processo e, quindi, assumere valore di prova è stata fornita dalla Cassazione: l’acquisizione dello smartphone al processo. La rappresentazione fotografica, infatti, non ha alcun valore senza il supporto materiale che contiene l’originale. È solo con quest’ultimo che si può avere la certezza della effettiva genuinità della stampa. Problema: chi è disposto a lasciare lo smartphone per anni nel fascicolo? COME PRODURRE IN GIUDIZIO IL MESSAGGIO DI WHATSAPP? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
57. 5. La trascrizione effettuata da un notaio. Una modalità più sicura potrebbe essere quella di far effettuare la trascrizione da un notaio, che identifichi anche i numeri telefonici da cui partono i messaggi. 6. La copia forense. Ci sono esperti e tecnici che possono fare una c.d. “copia forense” del contenuto dello smartphone. Il lavoro consente di avere una copia con valore legale, identica all'originale (cfr. Legge 48 del 2008, che contiene la ratifica della Convenzione di Budapest del 2001). Problema: sono i metodi più sicuri, ma anche i più costosi. COME PRODURRE IN GIUDIZIO IL MESSAGGIO DI WHATSAPP? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
58. La domanda ha una risposta banale: sono evidentemente documenti informatici idonei a fornire una prova nel processo, pur con una diversa valenza. E-mail Le e-mail ordinarie sono un documento informatico che non fa prova piena, ma può fornire una prova del contenuto di una conversazione. Non avendo un sistema di firma digitale collegato, è sempre alterabile. PEC Fa piena prova di data e contenuto dell'invio, fino a che la firma digitale del gestore di posta è integra. Ove sia scaduta, è comunque prova ma va integrata. LE E-MAIL E LE PEC SONO PROVE? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
59. Per produrre e-mail ordinarie e PEC nel processo si devono salvare nei formati “tecnici” (.eml o .msg) e prodotti in questo modo in allegato agli atti. NON SERVE A NULLA STAMPARE LE E-MAIL O LE PEC SU CARTA O COME FILE PDF Un file PDF è facilmente alterabile, anche con semplici programmi di videoscrittura. L'E-MAIL O LA PEC “STAMPATE” VANNO SEMPRE DISCONOSCIUTE. COME PRODURRE IN GIUDIZIO I MESSAGGI DI POSTA ELETTRONICA? Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
60. CASSAZIONE CIVILE, SENT. N. 11606/2018 In tema di efficacia probatoria dei documenti informatici, il messaggio di posta elettronica (cd. e-mail) costituisce un documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti che, seppure privo di firma, rientra tra le riproduzioni informatiche e le rappresentazioni meccaniche di cui all'art. 2712 c.c. e, pertanto, forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime. BREVI CENNI GIURISPRUDENZIALI SULLA POSTA ELETTRONICA Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
61. CASSAZIONE, SEZIONE IV PENALE, SENT. N. 43498/17 “da un punto di vista tecnico informatico, la Pec può contenere file allegati. Tuttavia, da un punto di vista legale, il gestore Pec non offre la garanzia della genuinità degli stessi. In buona sostanza il Gestore Pec non certifica affatto il contenuto del messaggio. In altri termini il ricorrente allega una mera certificazione Pec di invio e ricezione ma non l’allegato contenuto della mail; una trasmissione Pec certifica che una certa trasmissione è avvenuta tra due indirizzi email Pec, ma non Certifica (giuridicamente) quello che la “busta elettronica” conteneva.“ BREVI CENNI GIURISPRUDENZIALI SULLA POSTA ELETTRONICA Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
62. Dinanzi al giudice si potrebbe dover fornire la prova del contenuto di una pagina web: la cosa potrebbe non essere più possibile qualora, avendo avuto notizia dell'azione (anche con la notifica dell’atto processuale), la controparte l’abbia immediatamente modificata o messa offline. Come si può risolvere il problema? Il metodo più semplice e veloce per dare valenza di prova legale a una pagina internet è quello di salvare la pagina stessa sull’hard disk trasformandola in un file? O di stamparla su carta o di scattare una foto allo schermo del computer? NO! LA PAGINA WEB E LA PROVA Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
63. Detto ciò si comprende come, per dare valore di prova incontrovertibile a una pagina internet, il mezzo migliore è quello di andare davanti a un notaio e chiedere che questi, dopo aver stampato la pagina, attesti la conformità all’originale della copia cartacea. Un secondo sistema è quello di chiamare un testimone affinché guardi attentamente il contenuto web incriminato e poi sia pronto a dichiararne l’aspetto al giudice. LA PAGINA WEB E LA PROVA Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
64. La copia forense. Come per gli smartphone, ci sono esperti e tecnici che possono fare una c.d. “copia forense” della pagina. Una pratica che potrebbe fornire maggiore certezza è quella di utilizzare un servizio di hashing. Consiste in una “autenticazione” digitale con cui si attesta che una pagina web corrisponde alla copia fornita, ed era realmente esistente al momento dell’acquisizione. Si può utilizzare il sito www.hashbot.it e inserire l’indirizzo che si vuole salvare. L’applicazione restituirà all’utente una cartella con una copia .html della pagina ed un file di testo con i codici di convalida della pagina (i cosiddetti hash, per l’appunto). LA PAGINA WEB E LA PROVA Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
65. Una verifica su vecchie pagine, che magari sono state eliminate, si può svolgere attraverso il sito https://archive.org/web/ Internet Archive è una associazione senza fini di lucro che sta costruendo una biblioteca digitale di siti Internet e altri manufatti culturali in forma digitale. La loro missione è fornire l'accesso universale a tutte le conoscenze. Oggi l'archivio contiene: - 330 miliardi di pagine web - 20 milioni di libri e testi - 4,5 milioni di registrazioni audio (inclusi 180.000 concerti) - 4 milioni di video (inclusi 1,6 milioni di programmi televisivi) - 3 milioni di immagini - 200.000 programmi software LA PAGINA WEB E LA PROVA Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
66. GIURISPRUDENZA SU PCT E NOTIFICHE A MEZZO PEC PCT - WORK IN PROGRESS M O V I M E N T O F O R E N S E P A D O V A A v v o c a t o A N T O N I O Z A G O Segretario dell’Ordine degli Avvocati di Padova Componente Comm. Informatica COA Padova A v v o c a t o E D O A R D O F E R R A R O Presidente MF Padova Coordinatore Comm. Informatica COA Padova
67. Sentenza n° 3709/2019 della Suprema Corte di Cassazione. “Il domicilio digitale previsto dal D.L. n. 179 del 2012, [...] corrisponde all’indirizzo PEC che ciascun avvocato ha indicato al Consiglio dell’Ordine di appartenenza e che, per il tramite di quest’ultimo, è inserito nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE) gestito dal Ministero della giustizia. Solo questo indirizzo è qualificato ai fini processuali ed idoneo a garantire l’effettiva difesa, sicché la notificazione di un atto giudiziario ad un indirizzo PEC [...] diverso da quello inserito nel ReGIndE, è nulla, restando del tutto irrilevante la circostanza che detto indirizzo risulti dall’INI-PEC.” GIURISPRUDENZA: NOTIFICHE A MEZZO PEC - INIPEC Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
68. Con sentenza n. 75/2019 della Corte Costituzionale viene dichiarata “l’illegittimità costituzionale dell’art. 16-septies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, inserito dall’art. 45-bis, comma 2, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, nella legge 11 agosto 2014, n. 114, nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta.” GIURISPRUDENZA: NOTIFICHE A MEZZO PEC - TERMINE Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
69. Ordinanza 9893/2019 della VI sezione della Cassazione. “Invero, è incontroverso che il menzionato ricorso di fallimento della [omissis] fu ritualmente notificato, unitamente al pedissequo decreto di fissazione dell’udienza prefallimentare, a cura della cancelleria dell’adito tribunale, L. fall. ex art. 15, comma 3, (come sostituito dal D.L. n. 179 del 2012, art. 17, comma 1, lett. a), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 221 del 2012, qui applicabile ratione temporis), all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) della debitrice – [omissis] risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INIPEC) [...]”. GIURISPRUDENZA: NOTIFICHE A MEZZO PEC - INIPEC Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
70. La Suprema Corte ha più volte sostenuto e ribadito con la sentenza 13532 del 20 maggio 2019, che la gestione della casella PEC debba essere posta sotto la piena responsabilità del difensore in quanto la notificazione a mezzo Posta Elettronica Certificata implica “l’onere per il suo destinatario di dotarsi degli strumenti per decodificarla o leggerla, non potendo la funzionalità dell’attività del notificante essere rimessa alla mera discrezionalità del destinatario, salva l’allegazione e la prova del caso fortuito, come in ipotesi di malfunzionamenti del tutto incolpevoli, imprevedibili e comunque non imputabili al professionista coinvolto”. GIURISPRUDENZA: NOTIFICHE A MEZZO PEC - ONERI Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
71. Con ordinanza 19517/2019, la Corte di Cassazione ha rilevato come non possa ritenersi che la Sentenza emessa da un Giudice di Pace – Curia presso cui non è ancora stato attivato il Processo Civile Telematico – non sia “notificabile via PEC” in linea assoluta. La norma a cui riferirsi non sarà quella contenuta nel Decreto Legge 179/2012 che, in effetti, si riferisce all’estrazione diretta di provvedimenti dal fascicolo informatico, ma quella di cui all’art. 3bis della Legge 53/1994 che consente genericamente all’Avvocato di attestare la conformità degli atti che si appresta a notificare in allegato. GIURISPRUDENZA: NOTIFICHE A MEZZO PEC - GDP Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
72. Con la recente Ordinanza 24160/2019 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della validità del registro INI- PEC ai fini della notificazione degli atti giudiziari. “il ricorso è stato notificato a mezzo PEC al [omissis] “con elezione di domicilio presso l’avvocato Tribunale di Firenze” a un indirizzo di posta elettronica che è quello della cancelleria dell’immigrazione del Tribunale di Firenze, ovvero anche all’indirizzo di posta elettronica del Protocollo del Tribunale di Firenze, estratto dall’indice nazionale degli indirizzi INIPEC, elenco che, oltre a non essere riferibile alla posizione del [omissis], è stato dichiarato non attendibile da Cass. n. 3709 del giorno 8 febbraio 2019 [...]” GIURISPRUDENZA: NOTIFICHE A MEZZO PEC - INIPEC Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
73. La Suprema Corte (ordinanza n. 29749/2019) rileva l'esistenza di un errore nell'ordinanza n. 24160/2019 e procede alla correzione materiale della pronuncia. Rispetto alla decisione precedente viene tolto questo riferimento: “[…] estratto dall’indice nazionale degli indirizzi INI PEC, elenco che, oltre a non essere riferibile alla posizione del [omissis], è stato dichiarato non attendibile da Cass. n. 3709 del giorno 8 febbraio 2019”. Ciò fa salvo il principio enunciato a SS.UU. con la sentenza n. 23620/2018, che aveva ritenuto valida la notifica effettuata all’indirizzo PEC tratto da INI-PEC, in quanto pubblico elenco ex art. 6-bis D.lgs 82/2005. GIURISPRUDENZA: NOTIFICHE A MEZZO PEC - INIPEC Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
74. Ordinanza 17328/2019 della Corte di Cassazione: “Nel processo civile telematico il deposito (di cui risulti positivo il successivo controllo da parte della cancelleria) si perfeziona quando viene emessa la seconda pec, ovvero la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia [...]. A tale data infatti il mittente ha esaurito le operazioni necessarie perché l’invio telematico vada a buon fine e la comunicazione è entrata nella sfera di conoscibilità del sistema giustizia, non ostandovi che la ricevuta dell’esito dei controlli automatici proveniente dal server della Cancelleria possa essere successiva”. GIURISPRUDENZA: DEPOSITO TELEMATICO Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
75. La Cassazione (sentenza n. 37126/2019) spiega che l'utilizzo della posta elettronica certificata è consentito solo per le comunicazioni di cancelleria alle persone diverse dall'imputato. Per la Cassazione, l'uso di della PEC non è - allo stato - consentito quale forma di comunicazione e/o notificazione, stante la preclusione alla adozione di forme di comunicazione non espressamente previste dalle disposizioni processuali. ATTENZIONE AI PROTOCOLLI!!! Non possono essere “contra legem” (cfr. prot. Trib. Venezia) GIURISPRUDENZA: DEPOSITO COMUNICAZIONE PENALE Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
76. Notizia dal sito pst.giustizia.it del 20.06.2019 “A questo link sono disponibili i nuovi schemi XSD relativi agli atti introduttivi e successivi che sarà possibile depositare telematicamente presso la Corte di Cassazione, e che sostituiranno quelli attualmente pubblicati. Si precisa che trattasi di una “beta release”, rilasciata anticipatamente rispetto ai tempi di attivazione delle funzionalità di deposito telematico sui sistemi della Corte, al fine consentire alle software house di adeguare gli applicativi messi a disposizione dei professionisti. A breve verrà comunicata la tempistica relativa alla sperimentazione”. PCT WORK IN PROGRESS Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
77. Come riportato nel comunicato ufficiale della Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense del CNF, a partite dal 12 luglio 2019 la DGSIA (Direzione Generale Sistemi Informativi Automatizzati) ha avviato la terza fase della sperimentazione relativa all’invio di notificazioni e comunicazioni presso il Giudice di Pace. Tale sperimentazione riguarderà tutti gli uffici ad eccezione di quelli della provincia di Trento, nonché quelli di Norcia, Buccino, Castel San Vincenzo e Bella. Al fine di permettere l’utilizzo delle nuove funzionalità al personale di cancelleria, il SIGIP è stato implementato aggiungendo specifici moduli. PCT WORK IN PROGRESS Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
78. La presente presentazione è aggiornata al momento della sua pubblicazione. Ciò nonostante, la natura stessa degli argomenti trattati esclude la possibilità di controllare tutte le fonti esistenti e gli autori non possono fornire alcuna garanzia in merito all'affidabilità ed all'esattezza delle notizie riportate e declinano pertanto ogni responsabilità per qualsiasi danno, diretto, indiretto, incidentale e consequenziale legato all'uso, proprio o improprio delle informazioni contenute in questo vademecum, ivi inclusi, senza alcuna limitazione, la perdita di profitto, l'interruzione di attività aziendale o professionale, la perdita di programmi o altro tipo di dati ubicati sul sistema informatico dell'utente o altro sistema, e ciò anche qualora gli autori fossero stati espressamente messi al corrente della possibilità del verificarsi di tali danni. DISCLAIMER Avv.EdoardoFerraro-Avv.AntonioZago MovimentoForensePadova
79. K E E P C A L M A N D J O I N M F P A D O V A M O V I M E N T O F O R E N S E P A D O V A GRAZIE PER L’ATTENZIONE SEE YOU IN 2020!
Lo Studio Legale Evoluto - Padova, 15 marzo 2019
Lo Studio Legale Evoluto - Vicenza, 29 maggio 2019
Lo Studio Legale Evoluto - Venezia 10 ottobre 2019
Lo Studio Legale Digitale - GDPR, Fatturazione Elettronica e Deontologia
Onere della prova nel processo civile - Nuovi documenti e nuove forme