Source: https://www.ricercagiuridica.com/sentenze/sentenza.php?num=879&search=Dirigenti
Timestamp: 2020-01-25 20:34:12+00:00
Document Index: 30403593

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 16', 'art. 2048', 'art. 2048', 'art. 7', 'art. 15']

Sussiste la responsabilità passiva dell'istituto scolastico, dotato di personalità giuridica ed autonomia amministrativa, in relazione all'azione risarcitoria proposta dai genitori di una alunna che ha subito delle lesioni ad opera di un compagno di classe.
nella causa iscritta al n. 8165/02 R.G. - Affari Contenziosi Civili - avente ad oggetto:
... e ..., nella qualità di genitori esercenti la potestà sulla minore Michela, elett.te dom.ti in Bacoli (NA) alla Via ...n... presso lo studio degli avv.ti .... e .... che li rapp.tano e difendono giusta mandato a margine dell’atto di citazione;	ATTORI
SCUOLA ELEMENTARE “....”, in persona del Dirigente scolastico “pro-tempore”, dom.ta in ... (NA) alla P.za .....n...;	CONVENUTA-CONTUMACE
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, in persona del Ministro “pro-tempore”, dom.to “ope legis” in Napoli alla Via Diaz, 11 presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato;	CONVENUTO
Per gli attori: accogliere la domanda e per l’effetto condannare i convenuti, come per legge, al risarcimento dei danni subiti dalla minore, nei limiti della competenza di cui al comma 1 dell’art. 7 c.p.c., oltre interessi e rivalutazione dalla domanda sino al soddisfo. Vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio con attribuzione ai procuratori anticipatari.
Per il convenuto Ministero: rigettare la domanda in quanto infondata in fatto ed in diritto e non provata; vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio.
.... e ..., con atto di citazione ritualmente notificato il 16-19/9/02, conveniva innanzi a questo Giudice, la SCUOLA ELEMENTARE “...", in persona del Dirigente Scolastico pro-tempore, ed il MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA, in persona del Ministro pro-tempore, affinché - previa declaratoria di responsabilità di detti convenuti in ordine alle lesioni riportate dalla minore ...Michela - fossero condannati al risarcimento dei danni.
Nel detto atto di citazione deducevano:
- che il giorno 10/6/00, all’interno della Scuola Elementare “...” di ... (NA), la minore ...Michela, riceva una spinta dall’alunno ... Mario a seguito della quale rovinava con il viso contro il davanzale della finestra riportando la frattura dello smalto dentinale di II classe di Ellis dell’elemento dentario 21;
- che, a nulla è valsa la richiesta di risarcimento dei danni effettuata con racc.te a.r. nn. 10061873516-1 e 11740448728-1 ricevute dalla Scuola Elementare ... e dal Ministero dell’Istruzione, rispettivamente, il 29/9/00 e 9/2/02.
Instauratosi il procedimento, risultati contumaci entrambi i convenuti, veniva ammesso l’interrogatorio formale del Dirigente Scolastico della S.E. “...” di ... (NA) che, lo rendeva all’udienza fissata, confermando l’incidente occorso all’alunna ...Michela.
All’udienza di rinvio per il raccoglimento del mezzo istruttorio, si costituiva il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, a mezzo del Dirigente Scolastico della Scuola convenuta, con delega senza nominativo del delegato. Con la comparsa di costituzione che depositava in Cancelleria il giorno 25 marzo 2003, ossia dopo due udienze di rinvio, il Ministero contestava la domanda sull’an e chiedeva di chiamare in causa ed in garanzia la Compagnia di assicurazione Unipol, nonché di essere ammesso alla prova diretta con i testi indicati in comparsa di costituzione.
Con ordinanza fuori udienza dell’11/4/03, questo Giudice, rilevata l’irregolare e non tempestiva costituzione del Ministero, non concedeva la chiamata in causa del terzo e non ammetteva i mezzi istruttori richiesti.
Ammessa ed espletata consulenza medico-legale sulla parte lesa, sulle rassegnate conclusioni, all’udienza del 3/12/03, la causa veniva assegnata a sentenza.
Preliminarmente va dichiarata la carenza di legittimazione passiva del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca, in persona del Ministro pro-tempore.
Invero, l’art. 21 della legge 15 marzo 1997 n.59, nel contesto di una generale delega per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa, ha conferito al Governo il potere di emanare regolamenti per riorganizzare il servizio di istruzione mediante il potenziamento dell’autonomia intestata alle istituzioni scolastiche ed educative. La disposizione ha innescato un congegno di ridefinizione normativa delle competenze assegnate alle scuole.
Il processo di sviluppo dell’autonomia, come disegnato dalla legge-delega del 1997, prevede:
- la progressiva diminuzione, da parte dell’Amministrazione Centrale e periferica a favore delle singole istituzioni, delle funzioni di gestione del servizio scolastico, fermi restando livelli unitari nazionali di fruizione del diritto allo studio ed elementi comuni all’intero sistema scolastico pubblico;
- l’attribuzione generalizzata della responsabilità giuridica;
- il riconoscimento a tutte le scuole di spazi di flessibilità curriculare e l’ampliamento di competenze, e relativi poteri, esercitabile in via esclusiva dalle scuole, con possibilità al riguardo di adottare decisioni finali senza autorizzazione o riesame da parte degli organi amministrativi gerarchicamente sovraordinati.
Contestualmente all’acquisto della capacità giuridica e dell’autonomia da parte delle singole istituzioni scolastiche, ai capi d’istituto è conferita la qualifica dirigenziale. Tale conferimento è stato espressamente sancito nell’art. 25 comma 1 del D.lgs. 30 marzo 2001 n.165 che letteralmente dispone: nell’ambito dell’amministrazione scolastica periferica è istituita la qualifica dirigenziale dei capi di istituto preposti alle istituzioni scolastiche ed educative alle quali è stata attribuita personalità giuridica ed autonomia a norma dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997 n.59 (omissis); ed al comma 2: il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentale e dei risultati di servizio (omissis).
In effetti, la funzione dirigenziale conferita al Capo di Istituto comporta in capo allo stesso la responsabilità di tutto quanto succede nell’ambito della scuola e delle sue molteplici attività e, pertanto, egli è legittimato ad agire e resistere in giudizio per le difese dei propri interessi, così come sancito nell’art. 16 lettera f) di detto D.lgs.: promuovono e resistono alle liti ed hanno il potere di conciliare e di transigere (omissis).
In ordine alla responsabilità dell’evento dannoso, non vi è dubbio che essa vada ascritta alle persone delle insegnanti ed in primis al Dirigente Scolastico.
Infatti, dalla dichiarazione resa dallo stesso Dirigente nell’interrogatorio formale e dalla relazione d’infortunio (Prot.n.2060/B19 del 29/6/00) depositata agli atti dal convenuto Ministero, è emerso che, mentre gli alunni stavano recandosi nella sala video, sotto la sorveglianza delle insegnanti, “l’alunno ... Mario spingeva l’alunna ... Michela facendola urtare sul davanzale della finestra riportando la scalfitura di un dente”.
La fattispecie in esame ricade nell’ambito di applicazione dell’art. 2048, comma 2 c.c..
In conformità della presunzione di responsabilità sancita dalla predetta norma a carico degli insegnanti e dei precettori, al danneggiato incombe soltanto l’onere di dimostrare che vi è stato un danno e che esso si sia verificato mentre si trovava a scuola, mentre, spetta all’Ente convenuto dimostrare la liceità del fatto o la mancanza di causalità tra fatto e danno, nonché di non aver potuto impedire l’evento.
Pertanto nel caso in esame gli istanti hanno assolto al proprio onere probatorio avendo dimostrato che la minore si procurò le lesioni mentre era sotto l’affidamento del personale scolastico.
Non può invece ritenersi raggiunta la prova liberatoria incombente sul convenuto in quanto lo stesso non ha dato la prova positiva della liceità del fatto, né tantomeno la prova dell’impossibilità da parte delle insegnanti di impedire lo stesso.
La giurisprudenza della Cassazione ha precisato che: l’art. 2048 c.c., dopo aver previsto la responsabilità di precettori e maestri d’arte per i danni cagionati dal fatto illecito dei loro allievi nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza, dispone che tali soggetti sono liberati dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto. Per vincere la presunzione di responsabilità occorre: 1) la dimostrazione di aver esercitato la vigilanza nella misura dovuta, e cioè con quel grado di sorveglianza correlato alla prevedibilità di quanto può accadere, il che presuppone anche l’adozione, in via preventiva, di misure organizzative e disciplinari idonee ad evitare una situazione di pericolo; 2) la prova della concreta imprevedibilità dell’azione dannosa (cfr. ex plurimis, Cass. 2097/84 e 318/90).
Secondo il costante insegnamento del Supremo Collegio, il contenuto della prova liberatoria non si esaurisce nella dimostrazione di non aver potuto impedire il fatto, ma si estende alla dimostrazione di aver adottato, in via preventiva, le misure organizzative idonee ad evitarlo, con la conseguenza che non può dirsi raggiunta la prova liberatoria in base alla dimostrazione dell’impossibilità di intervenire dopo l’inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno, essendo a questo fine necessaria anche la dimostrazione che siano state predisposte idonee misure preventive, nonché la dimostrazione di aver esercitato la sorveglianza sugli allievi con una diligenza diretta ad impedire il fatto, per cui, ove difettino le più elementari misure organizzative per mantenere la disciplina tra gli allievi, non è lecito invocare l’imprevedibilità del fatto.
Pertanto, va dichiarata la responsabilità della Scuola Elementare “...” di ..., in persona del Dirigente Scolastico pro-tempore, nella produzione dell’evento dannoso.
In ordine al quantum debeatur, questo Giudicante osserva che gli istanti hanno precisato la propria richiesta di risarcimento nel limite della competenza per valore del giudice adito che, nel caso di specie, rientra nella competenza per valore di cui all’art. 7, comma 1°cpc. (€ 2.582,28).
L’entità del danno è stata valutata con scienza ed imparzialità dal Ctu Dr. Gennaro FLAMINIO che ha riconosciuto alla parte lesa un’invalidità permanente dello 0,50%, un’invalidità temporanea parziale di giorni quindici ed ha stimato il danno per la ricostruzione in composito del II 21 e della sostituzione, per cinque volte, della corona in ceramica integrale, in complessivi € 3.260,00.
Pertanto, considerato che la valutazione del danno supera il limite della competenza per valore di questo Giudice, lo stesso si astiene dall’ulteriore conteggio dell’invalidità e liquida il danno nella complessiva somma di € 2.582,28, oltre interessi legali dalla domanda sino al soddisfo.
Le spese del giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate, d’Ufficio, come in dispositivo tenendo conto della somma liquidata e della relativa tariffa per scaglione, nonché dell’attività processuale svolta.
Stante l’esito della lite ricorrono giusti motivi per dichiarare interamente compensate le spese del processo tra gli attori ed il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.
Il Giudice di Pace del Mandamento di Pozzuoli, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da ... e...., nella qualità di genitori esercenti la potestà sulla minore Michela, nei confronti del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, in persona del Ministro pro-tempore, e della SCUOLA ELEMENTARE “...” del 1° Circolo Didattico di ... (NA), in persona del Dirigente Scolastico pro-tempore, disattesa ogni altra istanza ed eccezione cosi provvede:
1) dichiara la carenza di legittimazione passiva del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA;
2) dichiara la responsabilità della SCUOLA ELEMENTARE “...” del 1° Circolo Didattico di ... (NA), in persona del Dirigente Scolastico pro-tempore, nella produzione dell’infortunio per cui è causa e, per l’effetto, la condanna al pagamento in favore di .... e ..., nella qualità di genitori esercenti la potestà sulla minore Michela, della complessiva somma di € 2.582,28, oltre interessi legali dalla domanda fino al soddisfo, nonché alla rifusione delle spese processuali che liquida nella complessiva somma di € 2.000,00 di cui € 450,00 per consulenza medico-legale; € 150,00 per spese; € 650,00 per diritti ed € 750,00 per onorari, oltre 10% ex art. 15 L.P., IVA e CPA se e in quanto ricorrono i presupposti per tale ripetibilità, oltre successive occorrende;
4) compensa le spese del procedimento tra .... e...ed il MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA;
Così deciso in Pozzuoli e depositata in originale il 12 gennaio 2004.
=======IN ORIGINALE======
IL GIORNO 12 GENNAIO 2004