Source: http://docenti.polimi.it/brusa/legislazione.html
Timestamp: 2014-11-01 08:38:43+00:00
Document Index: 115690483

Matched Legal Cases: ['art. 957', 'art. 1872', 'art. 1571', 'art. 33', 'art. 15', 'art 2', 'art. 878', 'art. 3', 'art 2932', 'art. 874', 'art. 874', 'art. 875', 'art. 879', 'art. 874', 'art 822', 'art 824', 'art. 877', 'art. 881', 'art. 885']

Professione Legislazione
Estratto dal Codice Civile, Libro III: Della Proprietà
I - dei beni
Nozione - sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti
Distinzione dei beni -sono beni immobili il suolo, le sorgenti, e i corsi d'acqua, gli alberi, gli edifici, e le altre costruzioni, anche se unite a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che neutralmente è incorporato al suolo.
Distinzione dei diritti - salvo che dalla legge risulti diversamente, le disposizioni concernenti i beni si applicano anche ai diritti reali che hanno per oggetto beni immobili e alle azioni relative. I
Pertinenze - sono pertinenze le cise destinate in modo durevole a servizio o ad ornamenento di un'altra cosa.
Frutti naturali e frutti civili - sono frutti naturali quelli che provengono direttamente dalla cosa, vi concorra o no l' opera dell'uomo, come i prodotti agricoli, la legna, i parti degli animali, i prodotti delle miniere, cave e torbiere.
....sono frutti civili quelli che si ritraggono dalla cosa come corrispettivo del godimento che altri ne abbia. Tali sono gli interessi dei capitali (artt. 1282, 1815), i canoni enfiteutici (art. 957 ss.), le rendite vitalizie (art. 1872 ss.) e ogni altra rendita, il corrispettivo delle locazioni(art. 1571 ss.).
II - della proprietà
Espropriazione per pubblico interesse - nessuno puo' essere privato in tutto o in parte dei beni di sua proprietà, se non per causa di pubblico interesse, legalmente dichiarata, e contro il pagamento di una giusta indennità (artt. 838, 865, 1638).
Beni di interesse storico e artistico - le cose di propriertà privata, immobili e mobili, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnografico, sono sottoposte alle disposizioni delle leggi speciali (Cost. artt. 9, 42)
(D.L. 5 luglio 1972, n288, convertito in legge 8 Agosto 1872, n.487 concernente l'esportazione delle cose di interesse artistico ed archivistico di cui alla legge 1 Giugno 1939, n. 1089 e al D.P.R. 30 Settembre 1963, n.1409) II
Sottosuolo e spazio sovrastante al suolo - la proprietà del suolo si estende al sottosuolo, con tutto ciò che vi si contiene, e il proprietario puo' fare qualsiasi escavazione od opera che non rechi danno al vicino. Questa disposizione non si applica a quanto forma oggetto delle leggi sulle miniere, cave e torbiere. Sono del pari salve le limitazioni derivanti dalle leggi sulle antichità e belle arti, sulle acque, sulle opere idrauliche e da altre leggi speciali.
(fra le altre: legge 1°giogno 1939, n.1089 e legge 21 dicembre 1961, n.1552 concernenti la tutela delle cose di interesse artisitco e storico; legge 29 giugno 1939, n.1497 e 8 agosto 1985, n.431 concernenti la protezione delle bellezze naturali.....) II
Dei piani regolatori - i proprietari di immobili nei comuni dove sono formati piani regolatori devono osservare le prescrizioni dei piani stessi nelle costruzioni e nelle riedificazioni o modificazioni delle costruzioni esistenti.
Norme di edilizia e di ornato pubblico - Le regole da osservarsi nelle costruzioni sono stabilite dalla legge speciale (legge 2 febbraio 1974,n.64 concernente i provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche) e dai regolamenti edilizi (art. 33, legge 17 agosto 1942, n.1150)
Violazione delle norme di edilizia - Le conseguenze di carattere amministrativo della violazione delle norme indicate dall�articolo precedente sono stabilite da leggi speciali (Art. 41, l. 17 agosto 1942, n. 1150, legge urbanistica; art. 15, l. 28 gennaio 1977, n. 10, norme per l�edificabilit� dei suoli; art 2, l. 28 febbraio 1985, n. 47).
Colui che per effetto della violazione ha subito danno deve esserne risarcito, salva la facolt� di chiedere la riduzione in pristino quando si tratta della violazione delle norme contenute nella sezione seguente o da questa richiamate.
Distanze nelle costruzioni. - Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali pu� essere stabilita una distanza maggiore (art. 878). (Articoli. 33 e 41 quinquies e septies, l. 17 agosto 1942, n. 1150, legge urbanistica. Una parziale deroga all�articolo � prevista dall�art. 3, l. 9 gennaio 1989, n. 13, eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.)
Comunione forzosa del muro sul confine -Il proprietario di un fondo contiguo al muro altrui pu� chiederne la comunione (V. anche art 2932) per tutta l�altezza o per parte di essa, purch� lo faccia per tutta l�estensione della sua propriet�. Per ottenere la comunione deve pagare la met� del valore del muro, o della parte di muro resa comune, e la met� del valore del suolo su cui il muro � costruito. Deve inoltre eseguire le opere che occorrono per non danneggiare il vicino (V. anche artt. 876, 885, 888, 904).
Comunione forzosa del muro che non � sul confine - Quando il muro si trova a una distanza dal confine minore di metri 1,5 ovvero a distanza minore della met� di quella stabilita dai regolamenti local, il vicino pu� chiedere la comunione del muro (V. art. 874) soltanto allo scopo di fabbricare contro il muro stesso, pagando, oltre il valore della met� del muro, il valore del suolo da occupare con la nuova fabbrica, salvo che il proprietario preferisca estendere il suo muro sino al confine (V. artt. 877)
Costruzioni in aderenza - Il vicino, senza chiedere la comunione del muro posto sul confine (V. art. 874), pu� costruire sul confine stesso in aderenza, ma senza appoggiare la sua fabbrica a quella preesistente. Questa norma si applica anche nel caso previsto dall�art. 875; il vicino in tal caso deve pagare soltanto il valore del suolo (V. art. 879).
Muro di cinta - Il muro di cinta e ogni altro muro isolato che non abbia un�altezza superiore ai tre metri non � considerato per il computo della distanza indicata dall�articolo 873. Esso, quando � posto sul confine, pu� essere reso comune (V. art. 874) anche a scopo d�appoggio, purch� non preesista al di l� un edificio a distanza inferiore ai tre metri.
Edifici non soggetti all�obbligo delle distanze o a comunione forzosa - alla comunione forzosa non sono soggetti gli edifici appartenenti al demanio pubblico (V. art 822) e quelli soggetti allo stesso regime (V. art 824), n� gli edifici che sono riconosciuti di interesse storico, archeologico o artistico, a norma delle leggi in materia. Il vicino non pu� neppure usare della facolt� concessa dall�art. 877. Alle costruzioni che si fanno in confine con le piazze e le vie pubbliche non si applicano le norme relative alle distanze, ma devono osservarsi le leggi e i regolamenti che le riguardano.
Presunzione di comunione del muro divisorio - Il muro che serve di divisione tra edifici si presume comune fino alla sua sommit� e, in caso di altezze ineguali, fino al punto in cui uno degli edifici comincia ad essere pi� alto (V. art. 881).
Si presume parimenti comune (V. art. 885) il muro che serve di divisione tra cortili, giardini e orti o tra recinti nei campi.
Presunzione di propriet� esclusiva del muro divisorio - Si presume che il muro divisorio tra i campi, cortili, giardini od orti appartenga al proprietario del fondo verso il quale esiste il piovente e in ragione del piovente medesimo. Se esistono sporti, come cornicioni, mensole e simili, o vani che si addentrano oltre la met� della grossezza del muro, e gli uni e gli altri risultano costruiti col muro stesso, si presume che questo spetti al proprietario dalla cui parte gli sporti o i vani si presentano, anche se vi sia soltanto qualcuno di tali segni.
Se uno o pi� di essi sono da una parte, e uno o pi� dalla parte opposta, il muro � reputato comune: in ogni caso la positura del piovente prevale su tutti gli altri indizi.
Appoggio e immissione di travi e catene nel muro comune - Il comproprietario di un muro comune pu� fabbricare appoggiandovi le sue costruzioni e pu� immettervi travi, purch� le mantenga a distanza di 5 cm dalla superficie opposta, salvo il diritto dell�altro comproprietario di fare accorciare la trave fino alla met� del muro, nel caso in cui egli voglia collocare una trave nello stesso luogo, aprirvi un incavo o appoggiarvi un camino. Il comproprietario pu� anche attraversare il muro comune con chiavi e catene di rinforzo, mantenendo la stessa distanza. Egli � tenuto a riparare i danni causati dalle opere compiute. Non pu� fare incavi nel muro comune, n� eseguirvi altra opera che ne comprometta la stabilit� o che in altro modo lo danneggi (V. artt. 1120 e 1122).
Costruzione del muro di cinta - Ciascuno pu� costringere il vicino a contribuire per met� nella spesa di costruzione dei muri di cinta che separano le rispettive case, i cortili e i giardini posti negli abitati. L�altezza di essi, se non � diversamente determinata dai regolamenti locali o dalla convenzione, deve essere di 3 m.
Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi - Chi vuole aprire pozzi, cisterne, fosse di latrina o di concime presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, deve osservare la distanza di almeno 2 m. tra il confine e il punto pi� vicino del perimetro interno delle opere predette. Per i tubi d�acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni deve osservarsi la distanza di almeno 1 m. dal confine.
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