Source: https://www.slideserve.com/dory/risvolti-disciplinari-nell-obbligo-ecm-maria-teresa-camera
Timestamp: 2020-01-22 07:32:48+00:00
Document Index: 179770038

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 2', 'art.11', 'art.1', 'sentenza ']

PPT - RISVOLTI DISCIPLINARI NELL’OBBLIGO ECM Maria Teresa Camera PowerPoint Presentation - ID:2430462
RISVOLTI DISCIPLINARI NELL’OBBLIGO ECM Maria Teresa Camera PowerPoint Presentation
RISVOLTI DISCIPLINARI NELL’OBBLIGO ECM Maria Teresa Camera
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RISVOLTI DISCIPLINARI NELL’OBBLIGO ECM Maria Teresa Camera. Educazione Continua in Medicina
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RISVOLTI DISCIPLINARI NELL’OBBLIGO ECMMaria Teresa Camera
Educazione Continua in Medicina è lo strumento mediante il quale si assicura una migliore qualità della prestazione sanitaria, a livello individuale, aziendale e territoriale, attraverso un sistema che contempla l’acquisizione di crediti formativi per mezzo di percorsi formativi residenziali, a distanza, misti, per autoformazione, per partecipazione a progetti e/o programmi di ricerca (d.lgs. n. 502/1992 come modificato e integrato dal d.lgs. n. 229/1999: artt. da 16 bis a 16 sexies). I sanitari hanno l'obbligo deontologico di mettere in pratica le nuove conoscenze e competenze aggiornate per offrire una assistenza qualitativamente utile dei propri pazienti. 2
I FASE: OBBLIGO FORMATIVO (art. 16 quater del d.lgs. n. 502/1992) La Corte Costituzionale (sentenza n. 328/2006) aveva ricondotto la formazione ECM alla più generica «formazione professionale» e dunque «sul lavoro» e quindi oltre la formazione universitaria e anzi al di fuori di questa. Conseguentemente rimaneva dubbia la questione relativa all’applicabilità dell’obbligo formativo mancando una conseguente sanzione (nulla poena sine lege). Nel precedente sistema non c’era: - una effettiva sanzione per chi non curava il proprio aggiornamento professionale; - una norma che rendesse obbligatoria la comunicazione dei crediti conseguiti agli Ordini/Collegi. 3
II FASE: OBBLIGO FORMATIVO E CONSEGUENZE DELLA VIOLAZIONE (art. 3, commi 5, e 5 bis, d.l.n. 138/2011, convertito in L. n.148/2011, modificato ed integrato dalla l n. 214/2011 e dal d.l. 13.9.2012, n. 158) - La formazione professionale è obbligatoria. - La violazione dell'obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare del sanitario e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall'ordinamento professionale. La sanzione disciplinare (avvertimento, censura, sospensione, radiazione), è impugnabile dal sanitario, innanzi alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie e in appello innanzi alla Corte di Cassazione (D.lgs.C.p.S. n. 233/1946, DPR n. 221/1950 ); - Ripercussioni gravi, come nel caso in cui l’autorità giudiziaria rilevi un nesso di causalità tra un eventuale danno causato dal professionista a terzi, derivato da imperizia, e accertate carenze o incompletezze nell’aggiornamento tecnico scientifico (teorico e pratico), che potrebbe perfino comportare ulteriori aggravanti. - Requisito per l’accesso e la progressione di carriera per i professionisti in servizio presso strutture SSN (CCNL di comparto). - L’obbligo di assicurazione da parte dei professionisti e di trasparenza nei confronti dei clienti. Possibili ripercussioni. 4
Codici deontologici Ordini e Collegi - Gli ordinamenti professionali devono stabilire le sanzioni da applicare a chi non acquisisce ogni anno i crediti ECM necessari per soddisfare l’obbligo formativo adeguando i codici deontologici entro il 13.8.2012 - Ciascun Ordine/Collegio ha facoltà di adottare, nel proprio potere regolamentare, il CD, ma nelle professioni si è soliti lasciare alla Federazione nazionale il compito di emanare il CD con vincolo per tutti gli iscritti agli albi. - Gli Ordini/Collegi hanno da tempo integrato i propri CD, includendovi l’obbligo di formazione continua o di aggiornamento, ma sono ancora manchevoli di previsioni sanzionatorie. - Codici deontologici: Medici Veterinari 2012 (artt. 11 e 56), con la precisa previsione di dimostrazione dei percorsi di aggiornamento in caso di cattiva pratica, è il più aggiornato tra tutte le professioni sanitarie; Medici Chirurghi e Odontoiatri 2006 (art. 19 e disp. fin.); Farmacisti 2007 (art. 9); Psicologi 2006 (art. 5); TSRM 2004 (art. 2.12); IPASVI 2009 (art.11); Ostetrica 2010 (art.1) 5
SOGGETTI Liberi professionisti che lavorano in strutture sanitarie private e dipendenti del SSN (o convenzionati) • Il professionista ha il diritto/dovere di acquisire crediti ECM su tematiche coerenti con il proprio lavoro. • DERMINA del CNFC del 9.11.2010: «Destinatari dell’obbligo di aggiornamento nel sistema di formazione continua in medicina (ECM) sono i «professionisti della sanità». Conseguentemente non sono destinatari dell’obbligo gli operatori afferenti alle arti ausiliarie delle professioni sanitari»(ottico, odontotecnico, puericultrice, massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici). 6
SOGGETTI: Liberi professionisti sono i soggetti che operano presso studi privati, strutture sanitarie autorizzate all’esercizio delle attività sanitarie ovvero presso strutture accreditate ove prestano attività lavorativa autonoma (Accordo Stato Regioni 2012) ECM è un dovere per i liberi professionisti, visto anche che la normativa tende a liberalizzare del tutto le professioni e a non ostacolare la libera concorrenza, affermando, in tale ottica, l’obbligo della formazione continua. (Corte Cass.civ., sez.III, 1.2.2010 ,n.2235, ha respinto il ricorso di un notaio contro la sanzione disciplinare della censura applicatagli dall'Ordine per non aver conseguito tutti i crediti formativi previsti. Secondo la Corte, il mancato aggiornamento professionale comporta un danno al decoro e al prestigio della professione, e quindi è giusto che il mancato rispetto delle norme in tema di formazione continua sia soggetto alle stesse sanzioni previste in caso di gravi errori tecnici) 7
SOGGETTI: Dipendenti del SSN (o convenzionati) • Non sussiste a carico delle Ausl l'obbligo di predisporre e organizzare corsi di aggiornamento e formazione per i propri dipendenti delle professioni sanitarie, né un diritto di questi ultimi di ottenere direttamente dall'Ausl di appartenenza la promozione e l'organizzazione di tali attività . • (Corte Cass. civ. 19.09.2011, n. 21817 La sentenza prende spunto dalla richiesta di un medico di danni a una Ausl con la motivazione di non aver organizzato corsi di formazione e con questo di avergli impedito avanzamenti di carriera. La Corte però ha sostenuto che non sussiste l'obbligo di organizzazione dei corsi da parte di un'azienda sanitaria, anche perché il provider - anche se è un'Ausl - va accreditato come tale e quindi in carenza dell'accreditamento non è automatico che debba attivare la formazione. Ed è il professionista sanitario semmai che deve provvedere a garantire il rispetto dei suoi obblighi formativi).
Commissione nazionale per la formazione continua Dal 1.1.2008 la gestione amministrativa del programma di ECM di competenza del Ministero della Salute, sono stati trasferiti all’AGENAS (l. n. 244/2007) - è composta da rappresentanti degli Ordini, Collegi e Associazioni professionali(DD.MM.:14.4.2005;19.6.2006; 26.4.2012), da rappresentanti regionali, da rappresentanti del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, ed è presieduta dal Ministro della salute. - si avvale di altri organismi con specifiche competenze ed ha il compito, tra gli altri, di stabilire il numero dei crediti formativi da conseguire entro un determinato triennio formativo (Accordi Stato Regioni e province autonome del 2007, del 2009 e del 2012) da parte del singolo professionista (150 nel triennio 2011/13: 50 crediti/anno, con un minimo di 25 e un massimo di 75 l’anno) 9
Ruolo del Consorzio per la Gestione dell’Anagrafe delle Professioni Sanitarie Gli accordi Stato Regioni prevedono che 2007/2009/2012: • I Provider alla fine di ogni evento formativo, devono trasmettere l’elenco dei professionisti che hanno ricevuto i crediti al Co.Ge.A.P.S. che gestisce l’anagrafe dei crediti • Il Co.Ge.A.P.S. trasmette i dati ai rispettivi Ordini/Collegi e Associazioni professionali per la creazione dei relativi dossier formativi (individuali o di equipe) • Accesso alla banca dati per la verifica dello stato dei crediti acquisiti: professionista; l’Ordine, Collegio e Associazione professionale • Il sanitario interessato può richiedere il rilascio della certificazione all’Ordine/Collegio e Associazione (non è un compito meramente contabile, ma di qualità) nel triennio formativo, previo esito positivo della verifica nella banca dati dei crediti ECM 10
Dott. Luigi Conte Manuale per l’attività di certificazione: anteprima • Dott.ssa Roberta Chersevani • Dott. Matteo Cestari Il sistema informativo CO.Ge.A.P.S. al servizio degli Ordini per la certificazione