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Timestamp: 2017-01-22 05:48:36+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 236', 'art. 234', 'art. 238', 'art. 111', 'art. 234', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 238', 'art. 234', 'art. 236', 'art. 238', 'art. 236', 'art. 238', 'art. 236', 'art. 236', 'art. 238']

HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 8 maggio 2015 Codice proc. penale Art. 236 cod. proc. penale: Documenti relativi al giudizio sulla personalità L’AUTORE: Redazione
1. E’ consentita l’acquisizione dei certificati del casellario giudiziale , della documentazione esistente presso gli uffici del servizio sociale degli enti pubblici e presso gli uffici di sorveglianza nonché delle sentenze irrevocabili di qualunque giudice italiano e delle sentenze straniere riconosciute, ai fini del giudizio sulla personalità dell’imputato o della persona offesa dal reato, se il fatto per il quale si procede deve essere valutato in relazione al comportamento o alle qualità morali di questa.
Documenti relativi a giudizio sulla personalità
La rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello non può consistere nella sola acquisizione di sentenze e certificati del casellario giudiziario funzionale alla valutazione della credibilità di un testimone le cui dichiarazioni sono già state assunte in primo grado. Dichiara inammissibile, App. Lecce, 05 maggio 2008
Cassazione penale sez. II 20 maggio 2010 n. 19693 L'elencazione, contenuta nell'art. 236 c.p.p., dei documenti utilizzabili ai fini del giudizio sulla personalità dell'imputato, non ha carattere tassativo, per cui essa non esclude che, ai fini anzidetti, possano essere utilizzati, quali documenti acquisibili ai sensi dell'art. 234 c.p.p., anche i dati contenuti nell'archivio informatico della polizia di Stato.
Cassazione penale sez. II 05 maggio 2010 n. 18189 Non è fondata la q.l.c. dell'art. 238 bis c.p.p., censurato in riferimento all'art. 111, commi 4 e 5, cost., nella parte in cui "consente l'acquisizione dibattimentale delle sentenze divenute irrevocabili ai fini della prova di fatto in esse accertato e, quindi, la utilizzabilità di tale mezzo di prova documentale oltre i casi e i limiti di efficacia probatoria previsti in via generale dal combinato disposto degli art. 234 e 236" del medesimo codice. Premesso che l'illegittimità costituzionale di una disposizione non consegue alla possibilità di darne un'interpretazione contrastante con precetti della Costituzione, quanto all'impossibilità di adottarne una ad essi conforme, la disposizione censurata non viola il principio del contraddittorio, in quanto, posto che la portata di tale principio nella formazione della prova va individuata in considerazione della specificità dei singoli mezzi di prova, la sentenza irrevocabile non può essere considerata un documento in senso proprio, caratterizzandosi essa per il fatto di contenere un insieme di valutazioni di un materiale probatorio acquisito in un diverso giudizio, né può essere equiparata alla prova orale, con la conseguenza che, in relazione alla specifica natura della sentenza irrevocabile, il principio del contraddittorio trova il suo naturale momento di esplicazione non nell'atto dell'acquisizione - nel quale, del resto, non sarebbe ipotizzabile alcun contraddittorio, se non in ordine all'an dell'acquisizione - ma in quello successivo della valutazione e utilizzazione; soluzione questa, che si salda logicamente alla scomparsa, nel nuovo sistema processuale, della pregiudiziale penale, la quale, al contrario, proiettava in termini di vincolatività il giudicato esterno nel processo "pregiudicato" (sentt. n. 159 del 1996, 381 del 2006, 379 e 403 del 2007, 129, 147 e 148 del 2008; ord. n. 265 del 2004).
Corte Costituzionale 06 febbraio 2009 n. 29
È rilevante e non manifestamente infondata, con riferimento all'art. 111, commi 4 e 5 cost., la q.l.c. dell'art. 238 bis c.p.p., nella parte in cui consente l'acquisizione dibattimentale delle sentenze divenute irrevocabili ai fini della prova del fatto in esse accertato e, quindi, la utilizzabilità di tale mezzo di prova documentale oltre i casi e i limiti di efficacia probatoria previsti in via generale dal combinato disposto degli art. 234 e 236 c.p.p
Tribunale Biella 06 febbraio 2006
L'elenco dei documenti utilizzabili ai sensi dell'art. 236 c.p.p. è solo esemplificativo e non tassativo, onde possono essere prodotti i certificati dei precedenti penali e dei carichi pendenti di un testimone, per consentirne la valutazione di attendibilità.
Corte assise Trani 27 ottobre 2004
Cassazione penale sez. I 16 maggio 2002 n. 23161 L'art. 238 bis c.p.p., secondo il quale le sentenze divenute irrevocabili possono essere acquisite ai fini della prova del fatto in esse accertato, non si applica alle sentenze c.d. di patteggiamento, perché essendo queste prive di un compiuto accertamento di fatto, sono estranee al contenuto precettivo della norma. Ciò peraltro non esclude un'utilizzazione delle sentenze c.d. di patteggiamento divenute irrevocabili, quale fatto storico in sè e per sè considerato, al fine di valutare la credibilità di un testimone, a norma dell'art. 236 comma ultimo c.p.p.
Tribunale Rovereto 18 dicembre 2001
L'art. 238 bis c.p.p., secondo cui le sentenze divenute irrevocabili possono essere acquisite ai fini della prova del fatto in esse accertato, non si applica alle sentenze c.d. di patteggiamento, perché, essendo queste prive di un compiuto accertamento di fatto, sono estranee al contenuto precettivo della norma; ciò peraltro non esclude un'utilizzazione delle medesime, divenute irrevocabili, quale fatto storico in sè e per sè considerato, al fine di valutare la credibilità di un testimone, a norma dell'art. 236 comma ult. c.p.p.
I decreti di archiviazione pronunciati nell'ambito di un diverso procedimento non sono suscettibili di acquisizione ai sensi dell'art. 236 o dell'art. 238 bis c.p.p., non contenendo essi statuizioni o accertamenti che possano essere considerati come processualmente certi.
Cassazione penale sez. I 10 luglio 2000 n. 8881 Art. precedente
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