Source: http://www.arbitratoinitalia.it/2016/01/27/quali-sono-le-controversie-arbitrabili/?shared=email&msg=fail
Timestamp: 2019-03-20 13:28:27+00:00
Document Index: 130231202

Matched Legal Cases: ['art. 806', 'art. 20', 'art. 27', 'art. 806', 'art. 806', 'art. 806', 'sentenza ']

27 Gennaio 2016 22 Ottobre 2016 Roberto Olivaart. 806 cod. proc. civ., art. 20 d.lgs. 40/2006, art. 27 d.lgs. 40/2006
Il concedente si è costituito in giudizio, sollevando exceptio compromissi, che è stata accolta dal giudice: la controversia in parola (avente ad oggetto una lamentata nullità per contrarietà a norme imperative) sarebbe senz’altro deferibile in arbitri ai sensi del vigente art. 806 cod. proc. civ., a norma del quale “Le parti possono far decidere da arbitri le controversie tra di loro insorte che non abbiano per oggetto diritti indisponibili, salvo espresso divieto di legge“.
L’ordinanza con la quale il giudice statale ha declinato in favore del Tribunale arbitrale la competenza a decidere della controversia è stata impugnata dalla società utilizzatrice. Ad avviso di quest’ultima, innanzi tutto, il giudice avrebbe dovuto fare applicazione del previgente testo dell’art. 806 cod. proc. civ., ossia quello precedente la riforma di cui al d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, poiché il contratto oggetto di contestazione, contenente la clausola compromissoria, era stato concluso nel gennaio 2001. E ai sensi dell’art. 806 cod. proc. civ. applicabile ratione temporis (“Le parti possono far decidere da arbitri le controversie tra di loro insorte, tranne quelle (…) che non possono formare oggetto di transazione“) la controversia in parola non sarebbe arbitrabile, poiché essa non potrebbe formare oggetto di transazione.
Allo scopo di individuare questi diritti indisponibili – afferma la Cassazione – “non assume un rilievo determinante la circostanza che la disciplina del rapporto sia dettata da norme inderogabili, esistendo una pluralità di materie disciplinate da norme imperative, nell’ambito delle quali è riconosciuta alle parti la facoltà di disporre dei propri diritti, magari a determinate condizioni oppure nel rispetto delle modalità previste dalla legge“. In altri termini: il concetto di indisponibilità dei diritti non va confuso con quello dell’inderogabilità della disciplina applicabile. Si tratta di un insegnamento ormai risalente (la sentenza in commento richiama sul punto Cass., Sez. I Civ., 27 febbraio 2004, n. 3975, disponibile qui), ma che forse talvolta viene dimenticato.
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