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Timestamp: 2013-05-23 18:38:57+00:00
Document Index: 18293704

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2087', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 1226', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2103']

demansionamento | Sentenze | Rivista giuridica del lavoro
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dissenso termine Controversie di lavoro e previdenza precedente contratto risarcimento del danno lavoro sicurezza sul lavoro trasferimento di ramo d'azienda licenziamento collettivo controlli del datore di lavoro disabilità lavoro pubblico Invalidità civile lavoro subordinato diritti Licenziamento individuale contratto appalto nullità dimissioni licenziamento sicurezza sociale Danno non patrimoniale contratto a termine risarcimento poste italiane scuola sciopero demansionamento contratto collettivo previdenza Retribuzione discriminazione condotta antisindacale indennizzo demansionamento Corte di Cassazione, N.8596-5 Aprile 2007
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Cassazione, N.22551-20 Ottobre 2006
N:22551 - 20 Ottobre 2006)
Sez. lav. – Pres. Est. Lupi, Rel. Balletti, P.M. Sepe (Conf.) – C. A., R. I. (avv. Cipriani, Prugnola, Imberti) c. Telecom Italia Spa (avv. Maresca, Tosi).
Note: Demansionamento, fra onere della prova e patti in derogaParole chiave: demansionamento :: Demansionamento di durata pressoché triennale – La lunga durata costituisce prova presuntiva di danno alla professionalità (attitudine al disimpegno di mansioni più qualificate, perdita di valore sul mercato del lavoro) – In conformità all’orientamento di Cass., Ss.Uu., 24 marzo 2006, n. 6572.
La Corte d’Appello ha accertato per le ricorrenti che la dequalificazione protratta per circa tre anni implicava una perdita di professionalità che si risolveva in un danno patrimoniale derivante dalla conseguente perdita di
valore sul mercato del lavoro.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Cassazione, N.10547-9 Mag 2007
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Bologna ord., N.-2 Aprile 2010
(Tribunale Bologna ord.
N: - 2 Aprile 2010)
Giud. Coco – I. M.
e Consigliera provinciale di parità Provincia Bologna c. Centrale Adriatica
Note: Nota a Tribunale Bologna 2 aprile 2010Parole chiave: lavoratrice madre :: discriminazione :: demansionamento :: mansioni e qualifica :: congedo maternità :: Mansioni e qualifiche – Lavoratrice madre – Rientro dal congedo di
maternità – Modificazione delle mansioni – Passaggio da addetta al
controllo di qualità ad addetta al data entry fornitori – Trattamento
discriminatorio – Nullità.
La modificazione delle mansioni della lavoratrice al rientro dal periodo di
congedo di maternità e parentale della durata complessiva di sei mesi, con il passaggio
da responsabile del controllo qualità a quello di addetta al data entry fornitori
è da considerarsi discriminatoria previa verifica della riduzione dei contenuti
professionali delle mansioni assegnate, che non sono di concetto secondo
la declaratoria del Ccnl applicato, senza che la qualifica di coordinatrice del servizio
attribuita valga a riequilibrare l’ascrivibilità delle attività assegnate a
mansioni esecutive. Tale trattamento vìola la ratio di tutela che ispira il legislatore
costituzionale e speciale, in coerenza con l’idem sentire della collettività che
ripudia la disincentivazione dell’essenziale ruolo materno
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Cassazione, N.21406-5 Ottobre 2006
N:21406 - 5 Ottobre 2006)
Sez. lav. – Pres. Ravagnani, Est. Di Cerbo, P.M. Gaeta (concl. Diff.) – B. S. (avv. Pellittieri) c. Rai-Radiotelevisione Italiana Spa (avv. Tartaglia).
Note: Demansionamento, fra onere della prova e patti in derogaParole chiave: demansionamento :: Danno da demansionamento e da atteggiamento ingiurioso – Natura contrattuale – Prescrizione decennale dell’azione – Danno biologico – Esclusione – Vizio di motivazione – Prova presuntiva del danno alla professionalità – Sufficienza.
L’azionata domanda di risarcimento del danno è basata sull’assunto di una responsabilità del datore di lavoro per non aver garantito al lavoratore un ambiente idoneo e per avere, quindi, violato la normativa di cui all’art. 2087 cod. civ., che fa carico al datore di lavoro di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità del dipendente. Si tratta di un obbligo che trova fonte immediata e diretta nel rapporto di lavoro, e la cui
inosservanza, pertanto, ove sia stata causa di danno, può essere fatta valere dal dipendente medesimo con azione risarcitoria contrattuale nell’ordinario termine decennale di prescrizione.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di Appello Firenze, N.680-13 Luglio 2009
(Corte di Appello Firenze
N:680 - 13 Luglio 2009)
Pres. Est. Amato – M. C.
(avv. Rusconi) c. Banca Cr Firenze Spa (avv.ti Bechi, Gennarelli).
Note: Il danno non patrimoniale nei rapporti di lavoro: danno evento o danno conseguenza?Parole chiave: Danno non patrimoniale :: demansionamento :: art. 2087 cod. civ. :: Mansioni e qualifiche – Adibizione del lavoratore a mansioni inferiori
rispetto a quelle di assunzione – Voci di danno non patrimoniale e
relativa quantificazione – Onere della prova: danno evento e danno
conseguenza – Art. 2087 cod. civ. e obbligo di tutela della personalità
morale del lavoratore – Discriminazione per età (d.lgs. 9 luglio
2003, n. 216).
La tutela da parte dell’ordinamento dei valori fondamentali della persona
costituzionalmente garantiti (quali la dignità del lavoro, la salute, la libertà di
espressione) comporta che, quando una condotta sia lesiva dei suddetti valori, il
danno si identifica con la lesione medesima e, pertanto, sotto il profilo probatorio,
il giudice procederà direttamente a una quantificazione del danno non patrimoniale
secondo un criterio equitativo, ai sensi dell’art. 1226 cod. civ. (cd.
danno in re ipsa).
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Cassazione, N.21700-10 Ottobre 2006
N:21700 - 10 Ottobre 2006)
Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Rel. Di Nubila, P.M. Fuzio (Conf.) – D. V. (avv. Savia, Cipriani) c. Banca Intesa Spa (avv. Fabbri, Ferzi).
Note: Demansionamento, fra onere della prova e patti in derogaParole chiave: demansionamento :: Demansionamento unilaterale per evitare il licenziamento in conseguenza di dimissioni dall’incarico di direttore di filiale, suscettibile di occasionare licenziamento per sopravvenuta incapacità alla mansione – Legittimità – Insussistenza del diritto al risarcimento danni da demansionamento per essere stato assegnato dalla categoria dei quadri direttivi a quella di impiegato di III livello.
Il patto di demansionamento che, ai soli fini di evitare un licenziamento, attribuisce al lavoratore mansioni e conseguentemente retribuzione inferiori a quelle per le quali era stato assunto o che aveva successivamente acquisito, prevalendo l’interesse del lavoratore a mantenere il posto di lavoro su quello tutelato dall’articolo 2103 cod. civ., è valido non solo ove sia promosso dalla richiesta del lavoratore ma anche quando l’iniziativa sia stata presa dal datore di lavoro. (2)
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Cassazione, N.18269-22 Agosto 2006
N:18269 - 22 Agosto 2006)
Sez. lav. – Pres. Senese, Est. Stile, P.M. Fedeli (Conf.) – Cagnani (avv.ti Boer e Bersani) c. Officine Borgo San Giovanni Spa (avv.ti Manca Graziadei e Granato).
Note: Legittimità dell’accordo di demansionamento e adesione esplicita del lavoratoreParole chiave: demansionamento :: Mansioni e qualifica – «Patto di demansionamento» – Presupposti e contenuto – Consenso del lavoratore – Contenuto. Controversie di lavoro – Vizio di motivazione – Poteri del giudice – Contenuto.
L’art. 2103 cod. civ. va interpretato nel senso in cui la nullità di qualsiasi pattuizione che introduca modifiche peggiorative della posizione del lavoratore non opera allorché il patto peggiorativo corrisponda all’interesse del lavoratore medesimo.