Source: http://certificazioni-energetiche.it/regole_certificazione_energetica_toscana.html
Timestamp: 2017-09-23 05:49:36+00:00
Document Index: 99809406

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 8', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 26', 'art. 86']

Regole per la Certificazione Energetica degli Edifici in Toscana
dal 29 marzo 2011......
Regole Certificazione Energetica Toscana
Regole per la certificazione energetica degli edifici vigenti in Toscana dal 29 marzo 2011
Dal 1° luglio 2009 è obbligatorio in tutta Italia redigere l’attestato di certificazione energetica nel caso di edifici di nuova costruzione nonchà nel caso di compravendita di immobili (articolo 6 del Dlgs 192/2005).
Le disposizioni nazionali per fare la certificazione energetica degli edifici sono contenute nel decreto ministeriale 26/06/2009 “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10/7/2009.
Per saperne di più consulta la pagina Normativa Certificazione Energetica Toscana.
la disciplina regionale in materia non tocca nè le metodologie di calcolo per la certificazione, nè l’individuazione della figura del certificatore: su tali temi si seguono pienamente le norme statali (per le metodologie il DM 26 giugno 2009 “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, per la figura del certificatore l’allegato III al decreto legislativo 115/2008);
I casi in cui è obbligatorio dotare l’immobile di un attestato di certificazione energetica – ACE (art. 23-bis della lr 39/2005 e articoli 3 e 4 del regolamento).
ricostruzione a seguito di demolizione di immobili anche di superficie inferiore a 1000 mq;
fabbricati isolati anche di superficie inferiore a 50 mq se comunque tale superficie arriva a 25 mq.
le tipologie di edifici escluse dal decreto ministeriale 26 giugno 2009.
Vi è l’esclusione dagli obblighi dei fabbricati isolati ma solo se di superficie inferiore a 25 mq (mentre lo Stato esclude i fabbricati più piccoli di 50 mq).
Vedi la pagina: Chi deve fare la Certificazione Energetica
Il decreto legislativo 192/2005 (art. 8 comma 2) prevede anche un attestato di qualificazione energetica dell’edificio così come realizzato (detto AQE), da inviare al Comune con la dichiarazione di fine lavori.
Quindi fino ad oggi in alcuni casi (per es. un nuovo edificio) è obbligatorio acquisire sia l’ACE che questo AQE.
La legge regionale stabilisce che l’attestato di certificazione energetica tiene luogo dell’attestato di qualificazione, e che viene presentato al Comune con la certificazione di fine lavori (certificazione prevista dall’art. 86 della LR 1/2005).
Quindi basterà presentare al Comune, allegato alla certificazione di fine lavori, l’attestato di certificazione energetica.
Si deve distinguere il caso in cui si deve certificare un immobile perchè viene costruito o completamente ristrutturato, dal caso in cui lo si deve certificare per una vendita o una locazione.
Per le certificazioni in occasione di lavori edilizi, prima dell’inizio lavori va scelto un certificatore energetico.
Infatti il regolamento regionale precisa che il nominativo del soggetto certificatore è indicato nella comunicazione di inizio lavori.
Il progettista gira una copia del progetto al certificatore.
In corso d’opera il direttore lavori informa il certificatore sulle principali fasi di costruzione e lo stesso certificatore può fare ispezioni in cantiere.
In attesa del varo da parte della Regione dell’ACE come documento digitale, il certificatore redigerà l’attestato in cartaceo in più originali, in modo che uno rimanga al committente e uno venga trasmesso al Comune insieme alla dichiarazione di fine lavori (prevista dall’art. 86 della LR 1/2005).
Per le certificazioni in occasione di compravendita/locazione il venditore/locatore incarica un certificatore energetico.
In attesa del varo da parte della Regione dell’ACE come documento digitale, il certificatore, dopo aver fatto i controlli necessari, redigerà l’attestato in cartaceo in più originali.
Infatti uno lo consegna al committente e uno lo trasmette al Comune (vedi gli obblighi di trasmissione al punto 5).
Già dal 29/03/2011 (ai sensi dello stesso D.lgs. 28/2011) comunque in tutti i contratti di compravendita il compratore dovrà dichiarare di aver ricevuto “le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici”.
Se l’obbligo deriva da lavori edilizi (i casi di cui all’art. 4 comma 1 del regolamento) attenzione che il certificato di cui all’articolo 86 della L.R. n. 1/2005, è inefficace a qualsiasi titolo qualora non sia presentato al Comune l’attestato di certificazione energetica.
In caso di trasferimento a titolo oneroso di immobile o di locazione, se non è possibile richiamare gli estremi dell’attestato di certificazione energetica perchè l’unità immobiliare non è dotata dell’ACE per l’art. 23bis della legge regionale 39/2005 si provvederebbe all’automatica classificazione dell’unità immobiliare nella classe G.
Locazione: il locatore dichiara che l’immobile non è dotato di ACE.
A questo punto l’immobile è, ai fini della locazione, ai sensi della norma regionale, classificato di classe G.
Sarà opportuno a tal proposito un accenno a tale presa d’atto nel testo del contratto (ad es. “le parti, in assenza dell’attestato di certificazione energetica, prendono atto che, in sua mancanza, l’immobile è, ai fini della locazione, classificato automaticamente in classe G ai sensi dell’art. 23 bis comma 5 della lr 39/2005 e successive modificazioni…”).
Compravendita: il compratore dovrebbe comunque dichiarare di aver ricevuto “le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici”.
Al momento in cui si scrive lo Stato non ha ancora dato indicazioni se per “documentazione” si può intendere solo l’Attestato o anche altro, come l’autodichiarazione (da parte del venditore) di pessima qualità energetica dell’immobile (prevista dal paragrafo 9 delle linee guida per gli immobili con pessime qualità energetiche).
Si consiglia di verificare con il Notaio incaricato della predisposizione dell’atto cosa è sufficiente per la succitata dichiarazione del compratore.
Se fosse considerata l’autodichiarazione del venditore di pessima qualità energetica come una sufficiente documentazione “in ordine alla certificazione energetica degli edifici” si potrebbe rogare un atto di compravendita regolarmente senza attestato.
Si dovrebbe comunque inserire un capoverso nel testo del contratto, come ad es. il seguente “la parte venditrice X dichiara che l’immobile non è dotato a data odierna dell’attestato di certificazione energetica.
A tal riguardo la parte compratrice Y dichiara che ha già ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici, in particolare l’autodichiarazione del venditore di pessima qualità energetica.
Le parti si danno quindi reciprocamente atto che ai sensi dell’art. 23 bis comma 5 della lr 39/2005, e dell’art. 13 del dlgs 11/2011 l’immobile appartiene alla classe G di prestazione energetica globale”.
Gli obblighi di trasmissione dell’ACE alla Pubblica Amministrazione.
Il DM 26 giugno 2009 prevede che sia trasmessa alla Regione copia dell’attestato di certificazione energetica entro i 15 giorni successivi alla consegna al richiedente dell’ACE, a cura del certificatore.
Tale obbligo in questa prima fase rimane (vedi art. 26 del regolamento).
A partire all’entrata in vigore del regolamento, oltre alla trasmissione alla Regione di una copia dell’attestato, scatta un ulteriore obbligo di trasmissione: quando viene redatto un ACE dovrà essere firmato almeno in due originali, perchè oltre a quello consegnato al richiedente un altro dei due originali dovrà essere trasmesso al Comune di competenza.
Come trasmettere l’ACE al Comune?
se l’ACE è prodotto a seguito di lavori edilizi un originale dell’attestato sarà trasmesso al Comune insieme al certificato di cui all’art. 86 della L 1/2005.
Si segnala che, nel caso i lavori edilizi riguardino una pratica gestita dallo Sportello Unico Attività Produttive SUAP, anche l’ACE passerà come tutta l’altra documentazione dallo stesso SUAP (il regolamento dice “nel caso in cui l’attestato di certificazione energetica sia relativo ad impianti produttivi, è trasmesso attraverso la rete regionale degli sportelli unici per le attività produttive”).
se l’ACE è prodotto ai fini di una compravendita o di una locazione un originale dell’attestato, una volta firmato dal certificatore, sarà trasmesso senza indugio (dal certificatore o dal proprietario stesso) al Comune.
Fermo restando che per la legge regionale 39/2005 la semplice mancanza dell’ACE comporta l’attribuzione alla classe G, qualora un privato voglia comunque fare l’autodichiarazione di pessima qualità energetica dell’immobile ed inviarla in Regione (seguendo il paragrafo 9 delle Linee Guida) trova qui un modello di autodichiarazione e possibili modalità di trasmissione.
gli edifici esclusi dalle linee guida nazionali (come box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, ecc. di questi non si fa la certificazione se non limitatamente alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purchè scorporabili agli effetti dell’isolamento termico).