Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-116-del-24102006.html
Timestamp: 2016-12-07 22:23:44+00:00
Document Index: 43141834

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 2465', 'art. 172', 'art. 37', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 172', 'art. 172', 'art. 172']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 116 del 24.10.2006
Istanza di interpello- Articolo 21, comma 9, legge n.
L'istante ha presentato
in data xxx, per il tramite della Direzione Regionale competente, istanza di
interpello ai sensi dell'art. 21, comma 9, della legge 30 dicembre 1991 n. 413,
relativa alla seguente
La Alfa a r.l ha per oggetto
l'esercizio di attività di costruzione e di servizi. Essa può assumere ed
eseguire, tanto congiuntamente con altre imprese quanto disgiuntamente, studi,
ricerche, progettazioni, lavori, opere, forniture e servizi di qualsiasi genere
e natura nei settori industriali dell'energia in senso lato, della distribuzione
dell'acqua potabile, della depurazione di sostanze liquide, gassose e solide,
dell'ecologia, dell'ambiente, dell'edilizia civile, industriale ed
infrastrutturale, della sistemazione di terreni e loro bonifica, dell'estrazione
mineraria, nonché della ricerca tecnologica e scientifica.
Nell'esercizio xxx, la società istante, in adempimento
della disciplina contenuta nell'art. xxx che impone la c.d. "separazione
societaria" tra l'attività di distribuzione di xxx e quella di vendita, ha
costituito la Beta S.r.l., avente come oggetto sociale la vendita di xxx agli
Quest'ultima società è ad oggi controllata per il 98%
da Alfa a r.l, per l'1% da Eta e per il restante 1% dalla Zeta.
In attuazione delle proprie strategie di sviluppo, la
società istante ha costituito la Delta S.p.a. e ha acquistato, la totalità
delle azioni della Kappa S.p.a, poi trasformata in Gamma S.p.a
La Delta S.p.a ha per oggetto sociale l'attività di
acquisto, importazione, esportazione e vendita di xxx, nonchè di ricerca,
coltivazione e stoccaggio di idrocarburi. Le quote di partecipazione nel
relativo capitale sono attualmente possedute per intero dalla Gamma S.p.a. la
quale, le ha acquistate dalla Alfa a r.l..
Come risulta dalle allegate dichiarazioni dei redditi,
relative ai periodi d'imposta xxx, la Gamma S.p.a. ha perdite fiscali pregresse
illimitatamente riportabili per euro xxx perdite fiscali utilizzabili fino al
xxx pari ad euro xxx
A causa di molteplici difficoltà incontrate, la
società istante ha optato, nel corso dell'esercizio xxx, per la dismissione del
ramo xxx, offrendo sul mercato tutti i xxx iscritti nel bilancio di Gamma S.p.a Tale operazione si è concretizzata nella cessione, nel
mese di xxx, dell'intero ramo di azienda di xxx.
A seguito dell'operato ridimensionamento, l'assemblea
straordinaria della Gamma S.p.a ha deliberato, la riduzione del capitale sociale
da euro xxx ad euro xxx, previa copertura delle perdite portate a nuovo.
La presenza, nel Gruppo, di due società entrambe
destinate all'attività di vendita di xxx si traduce, di fatto, in una inutile
duplicazione dei costi gestionali.
Dal punto di vista organizzativo, pertanto,
un'aggregazione delle due strutture organizzative comporterebbe vantaggi sia in
termini di costi diretti, sia in termini di razionalizzazione nell'utilizzo
delle risorse umane, considerato che nella Gamma S. p.a. opera un gruppo di
tecnici che gestisce i contratti di acquisto e di vendita di xxx e che ad oggi
detta società ha l'unica funzione di approvvigionare la Beta S.r.l. (come
risulta dall'allegata Relazione sulla gestione del bilancio al xxx).
Inoltre, sul piano dei rapporti societari, si fanno
sempre più evidenti le preoccupazioni dei soci di minoranza della Beta s.r.l.
costretti, fino ad oggi, a partecipare ad un'attività d'impresa in perdita.
Detti soci intravedono, nella ristrutturazione
dell'intero Gruppo, una reale opportunità per ottenere un miglioramento della
redditività delle singole società.
Al fine di ottenere gli
obiettivi sopra prospettati, il Gruppo intenderebbe realizzare la seguente
ristrutturazione societaria:
1) Gamma S.p.a. conferirebbe alla Beta
S.r.l. il proprio ramo aziendale volto alla commercializzazione all'ingrosso ed
alla vendita di xxx, al valore che emergerà da apposita perizia giurata redatta
da un esperto ai sensi dell'art. 2465 del Codice Civile, ottenendo in cambio una
quota di partecipazione nel capitale della Beta S.r.l pari al 2%;
2) Gamma S.p.a chiederebbe alla Tau la
cancellazione dall'elenco delle società di vendita, conservando soltanto il
ruolo di sub-holding di partecipazioni industriali;
3) Gamma S.p.a, infine, verrebbe fusa in
Alfa a r.l.
La struttura del Gruppo al termine della
riorganizzazione risulterebbe pertanto costituita da:
- Alfa a r.l. con funzione di holding;
- Beta S.r.l. partecipata al 99% da Alfa a
- Delta S.p.a. partecipata al 100% da Alfa
Sul piano tributario l'operazione avrebbe l'effetto di
trasferire alla capogruppo Alfa a r.l. le perdite fiscali pregresse accumulate
da Gamma S.p.a, per complessivi euro xxx (di cui euro xxx illimitatamente
riportabili ed euro xxx riportabili fino al xxx).
In proposito, viene specificato che il Gruppo ha
esercitato l'opzione per la tassazione di gruppo con scadenza il xxx.
Con riferimento all'art. 172, comma 7, del Tuir che
disciplina il riporto delle perdite in caso di fusione, l'interpellante fa
presente che il patrimonio netto dell'incorporanda risultante dall'ultimo
bilancio (stimando per l'esercizio xxx un risultato economico pari ad euro xxx)
ammonterebbe ad euro xxx e le perdite riportabili sarebbero pari a euro xxx.
Inoltre, con riferimento ai c.d. parametri di
vitalità, l'ammontare dei ricavi e proventi dell'attività caratteristica e
quello delle spese per prestazioni di lavoro subordinato e dei relativi
contributi, risultante dal conto economico dell'esercizio precedente a quello in
cui la fusione verrà deliberata, è superiore al 40% di quello risultante dalla
media degli ultimi due esercizi anteriori.
Ciò premesso, si ritiene il progetto illustrato,
ancorché contempli operazioni individuate dall'art. 37 - bis del D.P.R. 29 settembre 1973,
n. 600, non possa in alcun modo assumere carattere di elusività fiscale, in
quanto suffragato da valide ed esistenti ragioni economiche.
Infatti, la prospettata operazione consentirebbe di
razionalizzare la struttura organizzativa del Gruppo, di ridurre i notevoli
costi amministrativi e finanziari, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni, di
incrementare il peso partecipativo della holding nell'unica società (Beta S.r.l)
che rimarrebbe deputata alla vendita di xxx e, infine, di raggiungere
interessanti risultati economici, a vantaggio anche dei soci di minoranza.
Al disegno descritto è, dunque, sottesa una
giustificazione economica e di riorganizzazione societaria che prescinde dal
vantaggio di natura tributaria ottenibile dalla società incorporante per
effetto del trasferimento delle perdite fiscali della società incorporata.
D'altro canto, ogni altra alternativa, a parere
dell'interpellante, non garantirebbe il superamento delle difficoltà
imprenditoriali e finanziarie registrate negli anni passati.
dell'articolo 37 - bis del D.P.R.
29 settembre 1973 n. 600, alcuni atti, fatti e negozi, anche collegati tra loro,
1. rientri in una o più delle fattispecie
indicate al terzo comma dello stesso articolo 37 - bis;
2. sia diretta ad aggirare gli obblighi o
divieti previsti dall'ordinamento;
3. sia tesa a perseguire un risparmio
d'imposta disapprovato dal sistema;
In riferimento all'istanza in esame si esprime il
seguente parere.
La libertà che l'ordinamento tributario concede al
contribuente per individuare ed adottare la soluzione fiscalmente meno onerosa
fra quelle praticabili incontra dei limiti quando lo stesso contribuente abusa
degli istituti giuridici a sua disposizione, aggirandone la ratio.
A tal fine, l'articolo 37 - bis del D.P.R. 29 settembre 1973
n. 600, individua una serie di operazioni che possono presentare profili elusivi
ed i parametri per contrastare tali comportamenti; in tal senso, le operazioni
di conferimento d'azienda e di fusione sono contemplate da detta norma fra
quelle potenzialmente elusive.
Nel caso in esame, la società interpellante sottolinea
come l'operazione prospettata consentirebbe la razionalizzazione delle struttura
del Gruppo, eliminando duplicazioni dal punto di vista operativo ed
Più specificamente, la Gamma S.p.a e Beta S.r.l.,
entrambe controllate da Alfa a r.l., sono due società che svolgono la medesima
attività di vendita di xxx.
Gamma S.p.a in origine aveva per oggetto sociale anche
l'attività di ricerca xxx ma in seguito alla cessione, di detto ramo d'azienda
alla Teta S.r.l. è rimasta operativa esclusivamente nel settore della vendita
Come, infatti, illustrato nella relazione sulla
gestione del bilancio di esercizio al xxx la società ha subito, nel corso del
xxx, un notevole ridimensionamento a causa della cessione del suddetto ramo
produttivo e della riduzione dell'attività di trading, e la sua unica funzione
è rimasta quella di approvvigionare la società di vendita Beta S.r.l.
Ciò premesso risulta, quindi, evidente che
l'aggregazione delle due società di vendita di xxx, Gamma S.p.a. e Beta S.r.l,
comporterebbe indubbi vantaggi, sia in termini di costi diretti, sia in termini
di razionalizzazione nell'utilizzo delle risorse umane.
Tuttavia la soluzione prospettata dalla società
istante, al fine di perseguire il suddetto obiettivo, appare censurabile da un
punto di vista fiscale.
Occorre osservare, preliminarmente, che, nonostante le
società facenti parte del Gruppo abbiano optato per il consolidato nazionale,
ai sensi dell'art. 117 del
Tuir, relativamente al triennio xxx, Gamma S.p.a. e Beta S.r.l. dispongono di
rilevanti perdite fiscali pregresse non trasferibili alla consolidante Alfa a
r.l., ai sensi dell'art. 118,
Più precisamente, come si rileva dal modello Unico
2005, relativo al periodo d'imposta xxx, la Beta S.r.l. dispone di perdite
fiscali illimitatamente riportabili pari ad euro xxx mentre la Gamma S.p.a
dispone di perdite fiscali illimitatamente riportabili pari ad euro xxx e di
perdite fiscali riportabili a nuovo fino al xxx pari ad euro xxx.
Nel caso de quo, un'eventuale operazione di fusione fra
due società in perdita, che naturaliter rappresenta la soluzione più logica e
più diretta per raggiungere l'obiettivo perseguito, non genererebbe alcun
vantaggio dal punto di vista fiscale.
Viceversa, la soluzione prospettata, che tra l'altro è
più complessa dal punto di vista procedurale poiché comporta la realizzazione
di due operazioni straordinarie (conferimento d'azienda e successiva fusione per
incorporazione della società conferente nella holding), consente di trasferire
le cospicue perdite fiscali di Gamma S.p.a alla Alfa a r.l. che le potrà
utilizzare per abbattere il proprio reddito imponibile.
Da ciò discende che, mentre il conferimento da parte
di Gamma S.p.a in Beta S.r.l. del proprio ramo aziendale volto alla vendita di
xxx, così come un'eventuale fusione tra le due società, trova le sue ragioni
economiche nell'esigenza di evitare duplicazioni societarie all'interno del
Gruppo, la successiva fusione per incorporazione della società conferente,
ormai divenuta una sub-holding di partecipazioni industriali, in Alfa a.r.l non
risponde ad alcuna esigenza economico-aziendale ma sembra piuttosto preordinata
al conseguimento di un obiettivo meramente fiscale.
Non si ravvisano, infatti, valide ragioni economiche
nella fusione per incorporazione di una società (Gamma S.p.a) completamente
depotenziata che è stata mantenuta in vita al solo fine di consentire il
travaso delle perdite fiscali pregresse nella capogruppo.
Per completezza di trattazione, l'analisi della
scrivente si estende anche alla verifica della sussistenza dei requisiti di
vitalità economica, richiesti dall'art. 172, comma 7, del Tuir, come
condizione per consentire il riporto delle perdite fiscali delle società
partecipanti alla fusione in capo alla società incorporante o risultante dalla
A tal fine la suddetta norma prevede che le società,
compresa l'incorporante, provviste di perdite da riportare, abbiano conseguito,
nell'esercizio precedente a quello di delibera della fusione, un ammontare di
ricavi o proventi dell'attività caratteristica e di spese per prestazioni di
lavoro subordinato di ammontare superiore al 40% di quello risultante dalla
La disposizione in esame, la cui ratio è quella di
contrastare le operazioni di commercio delle c.d. "bare fiscali", deve
essere interpretata nel senso che i requisiti minimi di vitalità economica
debbano sussistere non solo nel periodo precedente alla fusione, così come si
ricava dal dato letterale, bensì debbano continuare a permanere fino al momento
in cui la fusione viene deliberata.
La stessa disposizione, infatti, verrebbe privata della
sua portata antielusiva qualora fosse consentito il riporto delle perdite
fiscali ad una società che è stata completamente depotenziata nell'arco di
tempo intercorrente fra la chiusura dell'esercizio precedente alla fusione e la
deliberazione dell'operazione medesima.
Nel caso in esame, Gamma S.p.a realizza, relativamente
all'esercizio xxx, i requisiti di vitalità economica richiesti; tuttavia, come
si evince dal conto economico relativo a tale esercizio, l'ammontare dei ricavi
e proventi dell'attività caratteristica e quello delle spese per prestazioni di
lavoro subordinato sono riconducibili quasi esclusivamente all'attività di
vendita di xxx.
Tale ramo d'azienda, secondo quanto prospettato
nell'istanza, verrà conferito da Gamma S.p.a nella Beta S.r.l, anteriormente
alla fusione per incorporazione, con la conseguenza che al momento in cui verrà
deliberata quest'ultima operazione la società conferente incorporanda
risulterà completamente svuotata dell'attività economica rispetto alla quale
si erano verificati, nell'esercizio xxx, i requisiti di vitalità di cui
all'art. 172, comma 7, del
Si ritiene, quindi, che Gamma S.p.a, poiché non
presenta, nel momento in cui si procede alla fusione per incorporazione, la
soglia minima di vitalità economica richiesta dal legislatore, possa essere
considerata una "bara fiscale".
in oggetto, realizzata secondo le modalità illustrate, appare, pertanto, posta
in essere al solo fine di conseguire un indebito risparmio fiscale in quanto
priva di valide ragioni economiche e diretta, attraverso la fusione per
incorporazione di una "bara fiscale", ad aggirare la norma di cui
all'art. 172, comma 7, del Tuir.