Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2013/08/compensi-amministratori-in-assenza-di-delibera-assembleare.html
Timestamp: 2018-09-24 21:17:48+00:00
Document Index: 28610565

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.2389', 'art. 2630', 'art. 1', 'art. 2364', 'art. 2434', 'art. 2393', 'art. 2389', 'art. 2389', 'sentenza ', 'sentenza ']

Compensi amministratori in assenza di delibera assembleare | Commercialista Telematico
Compensi amministratori in assenza di delibera assembleare
Con la sentenza n. 17673 del 19 luglio 2013 (ud. 13 marzo 2013) la Corte di Cassazione ha negato la deducibilità del compenso agli amministratori, in assenza di delibera dei soci, o di specifica indicazione statutaria.
La Corte richiama e fa proprie precedenti pronunce, in forza delle quali, con riferimento alla determinazione della misura del compenso degli amministratori di società di capitali, ai sensi dell’art.2389 c.c., comma 1, (nel testo vigente prima delle modifiche, non decisive sul punto, di cui al D.Lgs. n. 6 del 2003), ha affermato che “qualora non sia stabilita nello statuto, è necessaria una esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio, attesa: la natura imperativa e inderogabile della previsione normativa, discendente dall’essere la disciplina del funzionamento delle società dettata, anche, nell’interesse pubblico al regolare svolgimento dell’attività economica, oltre che dalla previsione come delitto della percezione di compensi non previamente deliberati dall’assemblea (art. 2630 c.c., comma 2, abrogato dal D.Lgs. n. 61 del 2002, art. 1); la distinta previsione delle delibera di approvazione del bilancio e di quella di determinazione dei compensi (art. 2364 c.c., nn. 1 e 3); la mancata liberazione degli airministratorì dalla responsabilità di gestione, nel caso di approvazione del bilancio (art. 2434 c.c.); il diretto contrasto delle delibere tacite ed implicite con le regole di formazione della volontà della società (art. 2393 c.c., comma 2). Conseguentemente, l’approvazione del bilancio contenente la posta relativa ai compensi degli amministratori non è idonea a configurare la specifica delibera richiesta dall’art. 2389 cit., salvo che un’assemblea convocata solo per l’approvazione del bilancio, essendo totalitaria, non abbia espressamente discusso e approvato la proposta di determinazione dei compensi degli amministratori” (Cass. sez. un., 29 agosto 2008, n. 21933; si veda, inoltre, Cass. n. 28243 del 2005).
La disciplina dettata dall’art. 2389 c.c. deve ritenersi di carattere imperativo ed inderogabile la cui violazione determina la sanzione della nullità senza possibilità di convalida, laddove non espressamente stabilito dalla legge. L’attribuzione e la determinazione dei compensi da corrispondere agli amministratori di società devono essere contenute in apposita deliberazione adottata da parte dell’assemblea dei soci. La deliberazione di approvazione del bilancio d’esercizio non è pertanto suscettibile di costituire espressione implicita di simile volontà da parte dell’organo assembleare.
Sono questi i principi che si ricavano dalla lettura della sentenza in commento, che richiama il precedente giurisprudenziale della stessa Corte di Cassazione a SS.UU. n.21933/2008.
L’intervento della Corte di Cassazione a SS.UU. appare decisivo per dirimere la questione che vedeva due posizioni contrapposte:
da una parte – sentenza n. 3774 del 1995 -, coloro che…