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Timestamp: 2018-06-21 00:40:42+00:00
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Cessione dei prodotti agricoli e alimentari – Art.62 DL 24.1.2012 – Nuovi termini di pagamento – Aspan
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Cessione dei prodotti agricoli e alimentari – Art.62 DL 24.1.2012 – Nuovi termini di pagamento
Come noto il 24 ottobre 2012 è entrato in vigore l’art. 62 del Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27, che introduce importanti novità nell’ambito delle relazioni commerciali relative alla filiera agroalimentare. Il Decreto interministeriale che ne definisce le modalità attuative, di cui viene di seguito considerato il contenuto, è in attesa di pubblicazione in G.U.
I contratti già in essere alla data del 24 ottobre 2012 devono essere adeguati non oltre la data del 31 dicembre 2012.
Diversamente le prescrizioni relative alle condotte commerciali sleali ed ai termini di pagamento si applicano inderogabilmente già a partire dal 24 ottobre 2012: di conseguenza, a prescindere dal momento in cui sia stato stipulato il contratto, i nuovi termini massimi di pagamento di 30 o 60 giorni (a decorrere dall’ultimo giorno del mese di consegna della fattura) ed il relativo meccanismo di interessi di mora, si applicheranno a tutti i contratti le cui fatture verranno consegnate a partire dal 24 ottobre 2012.
– i contratti conclusi con il consumatore finale (inteso come persona fisica che acquista i prodotti agricoli e/o alimentari per scopi estranei alla propria attività imprenditoriale o professionale, vale a dire tutte le fattispecie di vendita al dettaglio nonché di somministrazione);
– le cessioni di prodotti agricoli e alimentari istantanee, con contestuale consegna e pagamento del prezzo pattuito ;
– le cessioni effettuate dai soci coimprenditori di cooperative agricole alle cooperative stesse;
– le cessioni effettuate ai soci coimprenditori delle organizzazioni di produttori alle organizzazioni stesse;
– le quantità e le caratteristiche del prodotto venduto;
– le modalità di consegna e di pagamento.
Ogni qual volta le circostanze lo consentono, è necessaria la sussistenza di un vero e proprio contratto in forma scritta (contratti di cessione sottoscritti dalle parti e contenenti tutti gli elementi essenziali), eventualmente integrato da documenti successivi (ordini, documenti di trasporto, fatture) che facciano specifico riferimento al contratto principale, con la possibilità di integrare alcuni (non tutti, dunque) elementi essenziali.
Diversa è invece l’ipotesi di una eventuale variazione del prezzo originariamente pattuito, che naturalmente è consentita a condizione che vi sia l’accordo delle parti e siano rispettate le forme previste, dando vita in tal modo ad un nuovo contratto che sostituisce il precedente.
Una possibilità più semplice (e diffusa nella prassi) viene consentita ogni qual volta si realizza uno scambio, con ogni mezzo (fax, e-mail etc.), di ordini e relative accettazioni, anche quando tali atti non siano imputabili con certezza alle parti o manchi una loro formale sottoscrizione, nel qual caso gli elementi essenziali dovranno risultare dal complesso dell’intera documentazione.
Qualora ricorra uno di questi casi, gli elementi essenziali potranno essere riportati negli eventuali documenti di trasporto o di consegna o, nel caso più estremo, anche nelle sole fatture.
In questi casi, tuttavia, i documenti devono obbligatoriamente recare la dicitura espressa: «Assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27», .
– 30 giorni per i prodotti agricoli e alimentari deteriorabili;
– 60 giorni per tutte le altre merci.
– invio a mezzo di raccomandata A.R.;
– impiego del sistema EDI (Electronic Data Interchange) o altro mezzo equivalente, come previsto dalla vigente normativa fiscale.
Particolare attenzione dovrà quindi essere riposta nelle modalità di inoltro delle fatture avendo cura di avere prova del loro regolare ricevimento da parte del cliente.
Più in generale, la durabilità del prodotto (superiore o inferiore a 60 giorni) si riferisce alla durata complessiva del prodotto stabilita dal produttore.
– il pane e gli altri prodotti venduti sfusi rientrano tra i prodotti deteriorabili: la relativa fattura con data 31.10, consegnata il 2.11 dovrà essere pagata dal cliente entro i 30 giorni, ovvero entro il 29.12 (il termine decorre dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura),
– i prodotti (panettoni, biscotti, ecc,) confezionati e aventi una data di scadenza o termine minimo di conservazione superiore a sessanta giorni non rientrano tra i prodotti deteriorabili: la relativa fattura con data 31.10, consegnata il 2.11 dovrà essere pagata dal cliente entro i 60 giorni ovvero entro il 28.01.13 (il termine decorre dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura).
N.B. Il fornitore deve emettere fattura separata per cessioni di prodotti assoggettate a termini di pagamento differenti.
I PANIFICI: CASI PRATICI
Con riferimento all’ipotesi I
In caso di presenza di contratto riportante tutti gli elementi richiesti dall’art.62 la situazione risulta allineata a quanto previsto dall’art.62 (caso raro);
In caso di presenza di “contratto di somministrazione” (caso frequente) andranno verificati gli elementi essenziali (durata, quantità e caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e pagamento) già riportati nel contratto e quelli mancanti andranno riportati nella fattura che recherà inoltre anche la dicitura «Assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27».
Va indicato anche il riferimento al contratto: contratto di somministrazione del ………
Con riferimento all’ipotesi II
In tal caso gli elementi essenziali devono essere previsti nello scambio di ordini e relative accettazioni, fatta salva l’integrazione in fattura degli elementi mancanti (vedi sopra).
Con riferimento all’ipotesi III
L’assenza di contratto scritto è la situazione forse più ricorrente nei rapporti tra panifici e loro clienti. In tal caso tutti gli elementi essenziali mancanti (durata, le modalità di consegna e pagamento) andranno riportati nella fattura che recherà inoltre anche la dicitura «Assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27».
ESEMPIO: Fattura emessa in data 31.10.2012 riepilogativa delle consegne del mese di ottobre
Quantità, caratteristiche dei prodotti (es. pane e pizza, deteriorabili) e prezzo sono già indicati in fattura .
In uno spazio della fattura andranno indicati:
Durata contratto : fino al 31.10.2012 (in assenza di accordi, si propone di indicare l’ultimo giorno di fornitura, se già concordata, indicare l’effettiva durata)
Modalità di consegna: effettuate – franco cliente
Modalità di pagamento : entro 30 gg. dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura
N.B. Fatturazione separata delle consegne del mese di ottobre 2012
In conseguenza dell’entrata in vigore della norma il 24 di ottobre, per il mese di ottobre 2012 dovrebbe effettuarsi doppia fatturazione: per le consegne effettuate dal 1 al 23 ottobre con emissione di “normale” fattura e per le consegne dal 24 al 31 ottobre con emissione di fattura “integrata” con quanto previsto dall’art. 62.
L’art. 62 afferma in generale i principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, con riferimento ai beni forniti.
La stessa norma prevede inoltre un elenco di specifiche condotte e prassi sleali che, nell’ambito della relazioni commerciali che intercorrono nella filiera agroalimentare, devono considerarsi vietate e, pertanto, potranno essere sanzionate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato .
Violazioni dell’obbligo dei requisiti del contratto : oltre alla nullità del contratto, sanzione amministrativa pecuniaria da € 516 a € 20.000, a secondo del valore dei beni oggetto di cessione.
Violazione, da parte del debitore, dei termini di pagamento : oltre a far scattare gli interessi di mora sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 500.000, in ragione del fatturato dell’azienda, della ricorrenza e della misura dei ritardi.
Violazione dei divieti di porre in essere una condotta commerciale sleale: sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516,00 a euro 3.000,00. La misura della sanzione è determinata facendo riferimento al beneficio ricevuto dal soggetto che non ha rispettato i medesimi divieti.
Il compito di vigilare sull’applicazione delle disposizioni in esame e di irrogare le sanzioni ivi previste viene attribuito dall’art. 62 all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato che, a tal fine, può avvalersi del supporto operativo della Guardia di Finanza, fermo restando il potere di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria.
L’AGCM può procedere all’accertamento delle violazioni d’ufficio o su segnalazione di qualunque soggetto interessato (ivi incluse le associazioni di categoria nell’interesse dei propri associati).
Seguiranno ulteriori approfondimenti sull’argomento oltre a eventuali integrazioni e modificazioni di quanto esposto, considerati i numerosi dubbi sulle modalità di applicazione della norma.
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