Source: https://www.studiocerbone.com/corte-di-cassazione-ordinanza-06-giugno-2019-n-15365-licenziamento-disciplinare-per-assenza-la-mancata-presentazione-alla-scuola-impedendo-per-fatto-del-dipendente-lo-svolgimento-delle-attivi/
Timestamp: 2019-10-23 10:35:55+00:00
Document Index: 153322505

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 360', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 13']

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 06 giugno 2019, n. 15365 - Licenziamento disciplinare per assenza - La mancata presentazione alla scuola, impedendo per fatto del dipendente lo svolgimento delle attività di ingresso nel nuovo istituto scolastico, si traduce in assenza, che si protrae poi per tutti i giorni successivi fino a quando non sia posta in essere la condotta precedentemente inadempiuta e dunque vi sia presentazione al servizio presso la scuola - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 giugno 2019, n. 15365 – Licenziamento disciplinare per assenza – La mancata presentazione alla scuola, impedendo per fatto del dipendente lo svolgimento delle attività di ingresso nel nuovo istituto scolastico, si traduce in assenza, che si protrae poi per tutti i giorni successivi fino a quando non sia posta in essere la condotta precedentemente inadempiuta e dunque vi sia presentazione al servizio presso la scuola
Sei qui: Home » CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 giugno 2019, n. 15365 – Licenziamento disciplinare per assenza – La mancata presentazione alla scuola, impedendo per fatto del dipendente lo svolgimento delle attività di ingresso nel nuovo istituto scolastico, si traduce in assenza, che si protrae poi per tutti i giorni successivi fino a quando non sia posta in essere la condotta precedentemente inadempiuta e dunque vi sia presentazione al servizio presso la scuola
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 giugno 2019, n. 15365
Rapporto di lavoro – Docente – Licenziamento disciplinare – Assenza ingiustificata dal servizio – Richiesta di aspettativa – Proporzionalità della sanzione
M.M., docente a tempo indeterminato di scuola secondaria superiore con contratto verticale part time, dopo essere stato assegnato, nel 2015, quale docente privo di titolarità, all’Istituto Superiore B.-V. di Cuneo, con decreto del 19.9.2016 veniva assegnato in utilizzo presso l’Istituto Superiore G.B.;
la Corte riteneva altresì inidonea a giustificare l’assenza la richiesta di aspettativa presentata il 26 settembre 2016, in quanto giustamente il dirigente scolastico l’aveva ritenuta utile solo per il futuro e non per i giorni pregressi, non essendo consentita una comunicazione ex post dell’intenzione di avvalersi dell’aspettativa, sia perché la scuola non avrebbe altrimenti potuto provvedere per assicurare il servizio, sia perché l’aspettativa prevedeva una serie di adempimenti che erano stati disattesi dal ricorrente;
la proporzionalità della sanzione era infine desunta dal rientrare di essa nella tipizzazione di cui all’art. 55 -quater d.Igs. 165/2001 e dalla gravità insita sia nel pregiudizio determinato, non potendo la P.A. provvedere alla nomina di un supplente, stante l’anomala assenza del M., sia nell’infondato tentativo da lui operato, attraverso la richiesta di aspettativa con effetto retroattivo, di procurarsi una giustificazione ex post;
il M. ha proposto ricorso per cassazione con due motivi, mentre le Amministrazioni Pubbliche sono rimaste intimate;
con il primo motivo il ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 n. 3 c.p.c., la violazione dell’art. 55-quater d. Igs. 165/2001, da due punti di vista;
con il secondo motivo il ricorrente sostiene sempre la violazione dell’art. 55- quater, facendo leva sul fatto che egli era titolare di contratto part time verticale che prevedeva l’espletamento della funzione di docente per due giorni la settimana, sicché, avendo egli lavorato presso l’Istituto di precedente assegnazione fino al giorno prima del trasferimento, le residue ore giammai avrebbero potuto interessare tutti i giorni della stessa settimana dal 20 al 23 settembre, sul cui insieme si era fondato il provvedimento espulsivo;
infatti, la mancata presentazione alla scuola, impedendo per fatto del dipendente lo svolgimento delle attività di ingresso nel nuovo istituto scolastico, si traduce in assenza, che si protrae poi per tutti i giorni successivi fino a quando non sia posta in essere la condotta precedentemente inadempiuta e dunque vi sia presentazione al servizio presso la scuola, sicché è corretto che quei giorni siano stati tutti computati a carico del M.;
infine sono infondate le critiche mosse sostenendosi che vi sarebbe stata violazione del principio di proporzionalità della sanzione, comunque da osservarsi (Cass. 16 aprile 2018, n. 9314; Cass. 1 dicembre 2016, n. 24574) anche in caso di infrazioni tipizzate ai sensi dell’art. 55-quater d. Igs. 165/2001, in quanto la Corte d’Appello ha ampiamente motivato sul punto (valorizzando l’infondato tentativo del ricorrente di ottenere un’aspettativa con effetto ex tunc, nonché il danno al servizio scolastico) e del resto nulla autorizza a ritenere, sulla base di quanto sopra detto, che, una volta noto il giorno in cui assumeva efficacia l’assegnazione ad altro istituto, sul che non vi è questione, il dirigente della scuola di destinazione fosse tenuto, a fronte della mancata presentazione del docente, ad attivarsi mediante previe diffide formali;
nonostante il rigetto del ricorso, nulla deve disporsi sulle spese, essendo il Ministero e gli Uffici Scolastici Territoriali rimasti intimati;
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.p.r. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis, dello stesso articolo 13.
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 gennaio 2017, n. 209 – Licenziamento disciplinare – Contestazione – Tempistica