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Timestamp: 2018-02-21 14:44:03+00:00
Document Index: 182673194

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 9']

In presenza di PRG con vincoli decatuti necessità l'approvazione del progetto esecutivodelle opere da realizzare, con contestuale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori, in modo da rendere concreta ed attuale la | Geometra.info
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In presenza di PRG con vincoli decatuti necessità l’approvazione del progetto esecutivodelle opere da realizzare, con contestuale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori, in modo da rendere concreta ed attuale la
Redazione 7 agosto 2005
In presenza di PRG con vincoli decatuti necessità l’approvazione del progetto esecutivo (ovvero definitivo, secondo le disposizione della legge 11 febbraio 1994, n. 109) delle opere da realizzare, con contestuale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori, in modo da rendere concreta ed attuale la previsione del piano ed il vincolo espropriativo impresso all’area
1) “violazione art. 1, 5° comma l. 1/78 in relazione all’art. 2 l. 1187/68 – eccesso di potere per travisamento – difetto di motivazione”, in quanto, essendo scaduto – per decorso del quinquennio di cui all’articolo 2 della legge n. 1187 del 1968 – il vincolo di destinazione impresso sull’area di sua proprietà del piano regolatore generale del 1985 (anche con riferimento alla delibera della Giunta comunale n. 1564 del 6 dicembre 1990), mancava la conformità urbanistica prevista dall’articolo 1 della legge 3 gennaio 1978, n. 1, quale presupposto per l’avvio della procedura espropriativi, così che per realizzare l’opera in questione sarebbe stata necessaria una seppur abbreviata procedura di variante allo strumento urbanistico da sottoporre ad approvazione regionale;
2) “Violazione artt. 32 e 35 l. 142/90 in relazione all’art. 14, 5° comma l. 1/78 – incompetenza – sviamento”, in quanto l’approvazione dei progetti di opere pubbliche, cui conseguiva la pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza del relativi lavori, spettava esclusivamente ai consigli comunali, tanto più che nel caso di specie, come già evidenziato, mancava la conformità urbanistica dell’opera da realizzare;
3) “violazione art. 20 l. 865/71 – violazione art. 23 l. 1/78 modificato dall’art. 7 l. 385/80 – eccesso di potere per contraddittorietà in relazione alla Circolare della Regione Lombardia 28 gennaio 1991 – difetto di motivazione”, in quanto non solo le indennità indicate negli atti impugnati erano assolutamente inferiori al valore venale dei beni oggetto di espropriazione, per quanto l’amministrazione comunale non aveva neppure formulato, come dovuto, l’offerta dell’acconto dell’indennità spettante;
Con atto di appello notificato il 19 aprile 1996 il predetto signor Piero Moroni ha chiesto la riforma della prefata statuizione, riproponendo tutte le censure svolte con il ricorso introduttivo del giudizio, a suo avviso superficialmente esaminate ed erroneamente respinte, rilevando – a riprova dell’evidente approssimazione che aveva caratterizzato la impugnata sentenza – che non vi era neppure traccia dei motivi aggiunti con i quali era stata impugnata anche la delibera del consiglio comunale di Legnano n. 1 del 15 gennaio 1990.
I.1. In punto di fatto, la Sezione rileva innanzitutto che con la delibera n. 1 del 15 gennaio 1990 il Consiglio comunale di Legnano approvò la proposta formulata dalla commissione giudicatrice dell’appalto concorso per la ristrutturazione e l’ampliamento del complesso natatorio di viale Gorizia, aggiudicando i relativi lavori all’associazione Edilda – Tensospazio per un importo forfetario di oltre sei miliardi (oltre I.V.A.), riservandosi, tuttavia, l’affidamento definitivo anche a stralci e la stipulazione del relativo contratto di appalto solo dopo il reperimento dei necessari finanziamenti (ai sensi dell’art. 2, comma 1° del D.L. 3/1/87 n. 2, convertito nella legge 6/3/87 n. 65, come sostituito dall’art. 1, 5° comma del D.L. 2/2/88 n. 22, convertito nella legge 21/3/88 n. 92) e riservandosi, altresì, la redazione e l’approvazione del Piano Finanziario previsto dall’art. 9 del D.L. 2/3/1989, n. 65, convertito in legge 26/4/1989, n. 155, successivamente all’ammissione dell’opera ai benefici previsti dalle disposizioni richiamate nella motivazione della delibera stessa o al reperimento di altri eventuali mezzi di finanziamento.
Con la delibera n. 1654 del 6 dicembre 1990 la Giunta Comunale di Legnano, poi, fu stabilito (per quanto qui interessa) di: 1) procedere all’affidamento definitivo dei lavori relativi al primo stralcio delle opere di ristrutturazione ed ampliamento del complesso natatorio comunale di viale Gorizia, relativo alla realizzazione ed al completamento del complesso riguardante le piscine scoperte; 2) affidare i lavori in questione all’Associazione Temporanea fra le Imprese Edilda – Tensospazio per un importo complessivo di £. 2.500.172.385, oltre I.V.A.; 3) dare atto che il secondo e ultimo stralcio dei lavori dell’importo di oltre quattro miliardi sarebbe stato affidato con successivo atto deliberativo non appena fossero stati reperiti i finanziamenti necessari; 4) subordinare la stipulazione del contratto di appalto all’assunzione del mutuo necessario per la copertura della parte dei lavori stessi finanziati con mutuo; 5) dare atto che per l’esecuzione dei lavori in oggetto era necessario procedere all’occupazione d’urgenza e all’esproprio di circa 3.000 metri quadrati di proprietà privata, procedura che sarà avviata con successivo atto deliberativo.
Per contro, la ricordata delibera costituisce semplicemente l’atto terminale del procedimento di scelta del contraente cui affidare la realizzazione dell’opera stessa, come si evince dal suo attento esame, come sopra evidenziato: con essa, infatti, approvandosi i lavori della commissione giudicatrice della gara di appalto – concorso, si dichiara vincitrice della gara e aggiudicataria dei lavori l’Associazione Temporanea fra le Imprese Edilda – Tensospazio, rinviando ogni decisione sull’affidamento definitivo dei lavori e sulla effettiva stipulazione dello stesso contratto di appalto ad un momento successivo, vago, incerto, generico ed indeterminato, corrispondente al momento del reperimento dei necessari finanziamenti.
Essa, in altri termini, costituisce manifestazione dell’intento dell’amministrazione comunale di ristrutturare ed ampliare il complesso natatorio comunale di viale Gorizia, secondo il progetto proposto dalla ricordata Associazione Temporanea fra le Imprese Edilda – Tensospazio, ritenuto il più idoneo e funzionale agli interessi dell’amministrazione stessa tra quelli presentati dagli altri concorrenti alla procedura di appalto concorso, ma non contiene alcun elemento da cui possa ragionevolmente ricavarsi la effettiva, concreta ed attuale volontà di realizzare la opera stessa, mancando – per espressa ammissione dell’amministrazione – i necessari finanziamenti.
– accoglie l’appello e, per l’effetto, in riforma dell’impugnata sentenza, accoglie il ricorso in primo grado e annulla il provvedimento impugnato;
– dichiara compensate le spese del doppio grado di giudizio.
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In presenza di PRG con vincoli decatuti necessità l’approvazione del progetto esecutivodelle opere da realizzare, con contestuale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori, in modo da rendere concreta ed attuale la redazione redazione 2015-06-17T05:28:51+00:00 Geometra.info