Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-primo/titolo-x/capo-i/sezione-iii/art357.html
Timestamp: 2020-07-06 11:09:47+00:00
Document Index: 167843933

Matched Legal Cases: ['art. 357', 'art. 375', 'art. 147', 'art. 357', 'sentenza ', 'art. 382', 'art. 407', 'art. 32', 'art. 16', 'art. 413']

Art. 357 codice civile - Funzioni del tutore - Brocardi.it
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Articolo 357 Codice civile
Dispositivo dell'art. 357 Codice civile
Il tutore ha la cura della persona del minore [371](1), lo rappresenta in tutti gli atti civili [1387](2) e ne amministra i beni(3).
(1) Il tutore ha la cura della persona del minore alla pari dei genitori, ma è soggetto ad un profondo controllo da parte del giudice tutelare (su autorizzazione del tribunale (art. 375 del c.c.). Sul tutore gravano gli obblighi di istruzione e di educazione, per la soddisfazione di ogni esigenza personale, spirituale e di salute (secondo il dettato dell'art. 147 del c.c.).
(2) L'incarico ricoperto dal tutore è strettamente personale e non può essere conferito ad altri mediante mandato generale, essendo una funzione particolarmente delicata; potrà al limite essere conferita una gestione particolare di singoli atti giuridici senza la sostituzione soggettiva nell'amministrazione dei beni.
(3) Il tutore potrà, in particolare, compiere tutti gli atti che reputa necessari per la conservazione del patrimonio od al fine di garantire la produttività dello stesso, nell'interesse esclusivo del minore.
“ Impuberes sine tutore agentes nihil posse scire intelliguntur ”
I minori, che agiscano senza un tutore, sono ritenuti incapaci di discernere alcunché
“ Iudicium infantis suppletur auctoritate tutoris ”
Con l'autorità del tutore si rimedia alla decisione dell'infante
“ Si tutor pupillo nolet auctori fieri, non debet eum praetor cogere ”
Se un tutore non ritiene che il pupillo debba compiere una certa azione, il pretore non deve costringervelo
“ Tutor ad utilitatem pupilli, et novare, et rem in iudicium deducere potest ”
Il tutore, nell'interesse del pupillo, può far novazione, come può citare in giudizio
“ Tutor non rebus dumtaxat, sed et moribus pupilli praeponitur ”
Un tutore non è preposto solo agli affari del pupillo, ma anche alla sua educazione
“ Tutor personae, non rei vel causae datur ”
Si nomina un tutore per la persona (del pupillo), non solo per i suoi beni, o per una data causa
“ Tutoris praecipuum officium est ne indefensum pupillum relinquat ”
Compito principale del tutore è che il pupillo non rimanga indifeso
Massime relative all'art. 357 Codice civile
Cass. civ. n. 9582/2000
In mancanza di una specifica disposizione normativa che preveda il relativo potere, il tutore dell'interdetto per infermità di mente non può proporre domanda di divorzio per lo stesso; in applicazione analogica dell'articolo 4, quinto comma della L. n. 898 del 1970 - che regola l'ipotesi in cui l'interdetto infermo di mente sia convenuto in un giudizio di divorzio - in relazione agli articoli 78 e 79 c.p.c., legittimato a proporre la domanda di divorzio per l'interdetto è un curatore speciale, la cui nomina può esser richiesta dal tutore.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9582 del 21 luglio 2000)
Il tutore non può conferire ad altri, spogliandosi del proprio ufficio, un mandato generale relativo all'intera gestione tutelare, in quanto il mandato generale importerebbe la sostituzione radicale di un'altra persona al tutore. Egli può, però, conferire a terzi mandati relativi al compimento di singoli atti, in quanto, conferendo ad altri l'incarico di compiere singoli atti giuridici, non opera, contro il divieto della legge, alcuna sostituzione soggettiva nell'amministrazione dei beni - intesa come autonoma e unitaria gestione del patrimonio dell'incapace - ma si avvale, volta per volta, dell'opera altrui secondo un criterio di opportunità e di convenienza, che può coincidere con la più oculata salvaguardia degli interessi del suo rappresentato. Il che naturalmente non lo esime dalla responsabilità sancita dall'art. 382 c.c., essendo, in ogni caso, fermo il suo obbligo di amministrare il patrimonio dell'incapace con la diligenza del buon padre di famiglia.
relative all'articolo 357 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 357 Codice civile - Funzioni del tutore | Quesito Q20112577
Amalia M. L. chiede
sabato 26/02/2011 - Sardegna
vorrei sapere se l'amministratore di sostegno di un disabile psichico, maggiorenne, può decidere l'inserimento in una struttura sanitaria, del beneficiario.
Ai sensi dell’art. 407 del c.c. è senz'altro possibile chiedere con ricorso al Giudice Tutelare un ampliamento dei poteri dell’amministratore di sostegno per far sottoporre il beneficiario a cure mediche necessarie al proprio stato di salute.
Il Giudice Tutelare, infatti, può integrare le decisioni assunte nel precedente decreto di nomina ed autorizzare espressamente l’Amministratore di sostegno a decidere l’inserimento in una struttura sanitaria, con attribuzione del potere-dovere di agire - in nome e per conto della persona - esercitabile, però, data la delicatezza della questione, con modalità coerenti alla dignità personale, in nome del diritto alla salute previsto dall’art. 32 Cost. e alla libertà di circolazione dell’art. 16 Cost. del beneficiario.
Potrebbe darsi che il Giudice Tutelare verifichi se nel caso di specie sia da adottare la misura di protezione costituita dall'interdizione, in sostituzione di quella della amministrazione di sostegno, con revoca d’ufficio dell’amministratore di sostegno ai sensi dell’art. 413 del c.c..