Source: https://www.centrostudisdl.com/tribunale-marsala-provvedimento-sospensione-dei-termini-nellambito-procedura-esecutiva-immobiliare/
Timestamp: 2019-02-21 19:11:54+00:00
Document Index: 177442299

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'art. 644', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 17']

Tribunale di Marsala – Provvedimento di Sospensione dei Termini nell'ambito di Procedura Esecutiva Immobiliare | SDL Centrostudi
Tribunale di Marsala – Provvedimento di Sospensione dei Termini nell’ambito di Procedura Esecutiva Immobiliare
Grandissimo successo della strategia processuale grazie al supporto delle perizie della SDL
Con contratto di finanziamento del 21 giugno 2006, Rep. 52.651 e Racc. 12.424, a rogito del notaio Anna Giubilato depositato all’Agenzia delle Entrate in data 05 Febbraio 2009, la XXXXXXXXXXXX s.n.c. otteneva dall’Istituto di Credito l’erogazione di un finanziamento di € 510.000 per la durata di nove anni e sei mesi alle condizioni di tasso di cui all’art. 2 e con gli interessi di mora di cui all’art. 4 del contratto chirografario, originariamente per € 480.000, da destinare come specificato nella parte introduttiva del contratto ad approvvigionamento scorte e ristrutturazione opificio.
Inoltre, un altro Istituto di Credito concedeva alla medesima s.n.c. un’apertura di credito su c/c.
Invero, la Banche hanno applicato tassi ultralegali ai contratti stipulati.
Non potendo far fronte agli impegni assunti, il cliente si rivolge ad un legale per affermare il proprio diritto a vedersi applicare tassi legali.
La competente A.G. rigetta le richieste avanzate e il Cliente decide di rivolgersi ad SDL Centrostudi per valutare la legittimità del comportamento degli Istituti di Credito coinvolti.
In particolare, dall’analisi effettuata è emerso che il cliente vantava un credito per risarcimento danni tanto per usura oggettiva ex art. 644 c.p. quanto per usura soggettiva ex art. 2 L. n. 108/96.
Inoltre, le Banche avevano revocato ogni facilitazione creditizia intimando l’immediato pagamento di quanto dovuto dall’esponente.
Pertanto su indicazione di SDL, il cliente si rivolgeva all’avv. prof. Piero Lorusso il quale – facendo leva sulle perizie SDL e grazie alla competenza specifica acquisita sul campo – provvedeva a presentare istanza di sospensione delle procedure esecutive, la quale veniva accolta dalla competente Procura del Repubblica sospendendo la vendita di immobili di proprietà del cliente per la quale era stata già fissata l’udienza di vendita.
Pertanto, grazie all’intervento congiunto della SDL e dell’avv. prof. Piero Lorusso, si è riusciti ad ottenere in limine litis la sospensione della procedura esecutiva immobiliare a cura della Procura della Repubblica con valenza provvedimentale nel giudizio civile, così sospendendo l’asta.
Questo beneficio non viene concesso a chiunque, in quanto sono necessari specifici presupposti e non si tratta di una “scappatoia” per debitori insolventi.
La finalità è quella di consentire a chi esercita un’attività imprenditoriale o professionale e si trova in oggettive difficoltà economiche di avere un lasso di tempo utile per risalire la china e riprendere l’attività che, in caso di procedure esecutive, subisce un blocco.
La ratio della sospensione invocata è certamente quella di consentire l’ammissione ai benefici economici previsti dalla legge, finalizzati a consentire al debitore di riprendere o consolidare l’attività produttiva della sua impresa superando gli effetti pregiudizievoli dell’essere stato vittima dei reati di usura ed estorsione.
In tal senso, la sospensione dei termini consente di differire gli atti esecutivi in attesa di ottenere il contributo previsto dalla legge per estinguere il debito.
Pertanto, la norma deve ritenersi eccezionale, in quanto consente di sacrificare gli interessi dei creditori ad una pronta liquidazione coattiva dei beni del proprio debitore, tutelando l’interesse a riprendere l’attività produttiva delle vittime di reati di estorsione o usura che abbiano presentato denuncia penale.
In tal senso, il legislatore ha ritenuto di bilanciare i contrapposti interessi con la previsione di un tempo massimo di sospensione pienamente compatibile con i tempi normativamente dettati per l’istruttoria sulla domanda di erogazione del contributo o del mutuo senza interessi (cfr. regolamento di attuazione della legge in esame, D.P.R. 16 agosto 1999, n. 455, che agli artt. 11, 12 e 13 pone termini precisi per la presentazione della domanda di mutuo agevolato, il completamento dell’istruttoria e la delibera sulla istanza da parte del Comitato di Solidarietà, per cui dovrebbero essere sufficienti 90 giorni dalla presentazione della domanda ordinariamente o 120 giorni solo nei casi di particolare complessità).
La piena compatibilità, in via teorica, tra il tempo massimo di sospensione e l’istruttoria sull’erogazione dei benefici è riconosciuta anche a livello amministrativo (cfr. Circolare Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura del 26.1.2006 n. 196/BE – BQ).
La possibilità di una proroga (o rinnovazione) del beneficio della sospensione è stata teorizzata, nel silenzio della norma, sulla scorta dell’osservazione del dato fattuale dell’impossibilità (o estrema difficoltà) di concludere, da parte degli organi a ciò deputati, l’istruttoria per la concessione dei benefici economici (contributo o mutuo senza interessi).
Tali considerazioni si ritrovano sia nella Circolare governativa del 2004 che in quella qui indicata del 2006 (nella quale si legge che “La realtà di applicazione della legge ha … dimostrato che, tranne che in alcuni casi, la definizione delle istanze è stata ottenuta in tempo superiore a quello previsto … tanto che in alcune circostanze, per definire domande particolarmente complesse, sono stati necessari addirittura anni”).
Infatti, l’art. 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108 (Disposizioni in materia di usura) prevede che il mutuo senza interessi non possa essere concesso prima del decreto che dispone il giudizio nel procedimento penale in cui sia persona offesa l’imprenditore vittima del reato di usura, ma non prevede per la concessione del mutuo la definizione del procedimento penale, che influisce invece come causa di eventuale revoca dell’erogazione (cfr comma 9 art. 14 cit.: “Il fondo procede alla revoca dei provvedimenti di erogazione del mutuo e della provvisionale ed al recupero delle somme già erogate nei casi seguenti: a) se il procedimento penale per il delitto di usura in relazione al quale il mutuo o la provvisionale sono stati concessi si conclude con provvedimento di archiviazione ovvero con sentenza di non luogo a procedere, di proscioglimento o di assoluzione”).
Ugualmente, può dirsi in relazione alla disciplina regolamentare in materia di erogazione di elargizione e mutuo: gli artt. 11-15 del D.P.R. 16 agosto 1999, n. 455 presuppongono per la deliberazione del Comitato sull’elargizione e sul mutuo, la mera pendenza di un procedimento penale (cfr. art. 11 comma 1 in cui si legge che “Qualora siano in corso le indagini preliminari, il prefetto chiede immediatamente il parere del pubblico ministero competente”).
Infatti, è la revoca del beneficio ad essere condizionata dall’esito del procedimento penale, come esattamente indicato all’art. 16 del decreto attuativo: “Le deliberazioni del Comitato di revoca dell’elargizione, del mutuo o della provvisionale sono adottate nelle ipotesi indicate dall’articolo 16, comma 1, della legge e dall’articolo 14, comma 9, della legge 7 marzo 1996, n. 108, ai sensi dei commi successivi.”
Se l’elargizione o il mutuo sono concessi prima della sentenza relativa al fatto che ha causato il danno o al delitto di usura e pronunciata a seguito di giudizio abbreviato o ai sensi dell’articolo 444 del c.p.p., ovvero “prima dell’adozione del provvedimento di archiviazione, il Comitato – entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza, ancorchè non definitiva, o dell’adozione del provvedimento di archiviazione – procede al riesame della domanda ai fini dell’eventuale revoca, anche parziale, della deliberazione precedentemente assunta, anche con riguardo all’entità dell’elargizione o all’ammontare del mutuo”.
Infine, va evidenziata la previsione normativa (cfr. art. 17 L. 44/99) di una provvisionale del 70%, che consente al debitore vittima del reato di estorsione o di usura di evitare le conseguenze dannose relative al ritardo con cui il Comitato di solidarietà istruisce la pratica relativa all’elargizione o al mutuo senza interessi.
Si allega il provvedimento in esame
http://www.centrostudisdl.com/wp-content/uploads/2015/04/Tribunale-di-Marsala-24-APR.pdf