Source: http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/dirittoCivile/2020-01-08/concordato-preventivo-contenuto-piano-presentazione-domanda-e-contratti-pendenti-161218.php
Timestamp: 2020-04-08 09:47:58+00:00
Document Index: 114901874

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 172', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 100']

Luciana Cipolla | 08/01/2020 15:47
Commento a cura di Luciana Cipolla – Partner di La Scala Società tra Avvocati e Responsabile del Team Concorsuale
I dettagli riguardanti tutta la documentazione da allegare alla proposta concordataria sono elencati dall'art. 39 del Codice che, cogliamo l'occasione per ricordarlo, si applica a qualsivoglia procedura di regolamentazione della crisi e dell'insolvenza.
Sono, invece, indicati dall'art. 87 i contenuti del piano, così sintetizzabili:
(i) le cause della crisi;
(ii) la definizione delle strategie di intervento e, in caso di concordato in continuità, i tempi necessari per assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria;
(iii) gli apporti di nuova finanza se previsti;
(iv) le azioni risarcitorie e recuperatorie esperibili, con indicazione di quelle eventualmente proponibili solo in caso di apertura della procedura di liquidazione giudiziale e delle concrete prospettive di recupero;
(v) i tempi delle attività da compiersi nonché le iniziative da adottare nel caso di scostamento tra gli obiettivi pianificati e quelli raggiunti;
(vi) solo in caso di continuità aziendale, le ragioni per le quali questa è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori;
(vii) solo ove sia prevista la prosecuzione dell'attività d'impresa in forma diretta, un'analitica individuazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell'attività, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura.
Da questo elenco si deducono due novità che segnaliamo ai nostri Lettori: è più marcato l'obbligo di disclosure rispetto alle cause che hanno portato all'insolvenza e si presta maggiore attenzione alla descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta (cfr. art. 87, primo comma).
Interessante è la previsione riportata al romanino (iv) nella misura in cui, sino ad ora, era compito del Commissario Giudiziale, nella propria relazione ex art. 172 l.f., indicare le azioni risarcitorie e recuperatorie esperibili al fine di consentire ai creditori di valutare la convenienza della proposta concordataria rispetto ad una alternativa fallimentare.
C'è da chiedersi come mai non siano state previste le azioni revocatorie: una mera dimenticanza o una precisa scelta del legislatore che, secondo alcuni, non ha voluto onerare l'imprenditore di ulteriori attività?
Il deposito e l'iscrizione nel Registro delle Imprese del ricorso per l'ammissione alla procedura concordataria non ha alcun effetto di automatic stay nel senso che non si verifica alcun blocco per i creditori di intraprendere o proseguire azioni esecutive o cautelari sino al provvedimento di omologa.
La sospensione, infatti, deve essere oggetto di una espressa richiesta sulla quale si pronuncia il Tribunale. L'art. 54 prevede infatti che il Tribunale possa emettere i provvedimenti cautelari, inclusa la nomina di un custode dell'azienda o del patrimonio, che appaiano, a seconda dei casi, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della sentenza che dichiara aperta la procedura.
La disciplina dei contratti pendenti è contenuta all'art. 97 del Codice che, invero, non contiene sensibili modifiche alla normativa previgente. Il principio generale è che i contratti pendenti (vale a dire quelli ancora ineseguiti o non compiutamente eseguiti dalle parti con riguardo alle prestazioni principali) proseguono anche durante la fase di concordato.
L'istanza deve essere notifica all'altro contraente e deve indicare un possibile indennizzo che si propone di riconoscergli quale risarcimento per il prematuro scioglimento o la sospensione. Il contraente in bonis ha, a propria volta, a disposizione 7 giorni di tempo per proporre eventuale opposizione.
Su questo punto è però intervenuto il legislatore della riforma prevedendo che il debitore, eccezionalmente, allorché sia prevista la continuità aziendale, possa chiedere di essere autorizzato dal Tribunale al pagamento, alla scadenza convenuta, delle rate a scadere del contratto di mutuo con garanzia reale gravante su beni strumentali all'esercizio dell'impresa se, alla data di presentazione della domanda di concordato, ha già pagato il debito per capitale ed interessi scaduti a tale data.
Sul punto vale la pena di sottolineare che la norma in commento (art. 100, secondo comma) non fa espresso riferimento
L'accesso alla procedura: le novità introdotte dal Codice