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Timestamp: 2018-11-16 07:37:31+00:00
Document Index: 81425424

Matched Legal Cases: ['art 5', 'art 13', 'art. 33', 'art 33', 'art 33', 'art 13', 'art 30', 'art 13']

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Collegato lavoro: lavoro alle dipendenze della P.A. e mobilità dei pubblici dipendenti
Collegato lavoro: modifiche alla disciplina della mobilità per i pubblici dipendenti.
Di Massima Di Paolo	 17 novembre 2010
L’art 5, stabilisce che:
Le pubbliche amministrazioni sono tenute a comunicare, entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di assunzione, di proroga, di trasformazione e di cessazione, al servizio competente nel cui ambito territoriale è ubicata la sede di lavoro, l’assunzione, la proroga, la trasformazione e la cessazione dei rapporti di lavoro relativi al mese precedente».
La pubblica amministrazione può adempiere l’obbligo di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro con la consegna allo stesso della copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro ovvero con la consegna della copia del contratto individuale di lavoro entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di assunzione;
Le pubbliche amministrazioni comunicano, per via telematica e secondo i criteri e le modalità individuati con circolare del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, i dati di cui al comma 1 alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica, che li pubblica nel proprio sito istituzionale. La mancata comunicazione o aggiornamento dei dati è comunque rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti.
Mobilità del personale delle Pubbliche amministrazioni
L’art 13 del collegato lavoro, riguarda la disciplina della mobilità del personale delle Pubbliche Amministrazioni già previsto nell’art. 33 del D.L.vo n. 165/2001.
In caso di conferimento di funzioni statali alle regioni e alle autonomie locali ovvero di trasferimento o di conferimento di attività svolte da pubbliche amministrazioni ad altri soggetti pubblici ovvero di esternalizzazione di attività e di servizi, si applicano al personale ivi adibito, in caso di esubero, le disposizioni dell’articolo 33 del decreto legislativo 165/2001.
Cosa prevede allora, l’art 33 D.lgs. 165/2001 ?
disciplina le ipotesi di eccedenza del personale e mobilità collettiva, prevedendo un iter che, per molti aspetti e simile alla disciplina dettata dalla L.223/1991, riguardante gli esuberi di personale nelle imprese con più di 15 dipendenti.
Così, l’art 33 prevede l’obbligo per la P.A. che, a seguito delle ipotesi sopra descritte, rilevi delle eccedenze di personale, che riguardano almeno dieci dipendenti, di comunicazione preventiva alle organizzazioni sindacali.
La comunicazione preventiva di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, viene fatta alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area. La comunicazione deve contenere:
l’indicazione dei motivi che determinano la situazione di eccedenza;
dei motivi tecnici e organizzativi per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a riassorbire le eccedenze all’interno della medesima amministrazione;
del numero, della collocazione, delle qualifiche de personale eccedente, nonche’ del personale abitualmente impiegato,
delle eventuali proposte per risolvere la situazione di eccedenza e dei relativi tempi di attuazione,
delle eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell’attuazione delle proposte medesime.
La procedura si conclude decorsi quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione, o con l’accordo o con apposito verbale nel quale sono riportate le diverse posizioni delle parti.
In caso di disaccordo, le organizzazioni sindacali possono richiedere che il confronto prosegua, per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e gli enti pubblici nazionali, presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, con L’assistenza dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni – ARAN, e per le altre amministrazioni, ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e successive modificazioni ed integrazioni. La procedura si conclude in ogni caso entro sessanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 1.
Dalla data di collocamento in disponibilita’ restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il Lavoratore ha diritto ad un’indennita’ pari all’80 per cento dello stipendio e dell’indennita’ integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi.
I periodi di godimento dell’indennita’ sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. E’ riconosciuto altresi’ il diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, e successive modificazioni ed integrazioni
Tornando alle modifiche apportate dal collegato lavoro, l’art 13 co 2 introduce un nuovo comma (il 2- sexies) all’art 30 del D.lgs 165/2001 (passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse).
Le pubbliche amministrazioni, per motivate esigenze organizzative, possono utilizzare in assegnazione temporanea, con le modalità previste dai rispettivi ordinamenti, personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a tre anni, fermo restando quanto già previsto da norme speciali sulla materia, nonché il regime di spesa eventualmente previsto da tali norme e dal presente decreto»
Infine il comma 3 dell’art 13 dispone che:
Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le pubbliche amministrazioni possono rideterminare le assegnazioni temporanee in corso in base a quanto previsto dal comma 2-sexies dell’articolo 30 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, introdotto dal comma 2 del presente articolo. In caso di mancata rideterminazione, i rapporti in corso continuano ad essere disciplinati dalle originarie fonti.
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