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Timestamp: 2020-08-09 09:42:54+00:00
Document Index: 75372290

Matched Legal Cases: ['art. 366', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 1', 'art. 380', 'art. 375', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 28027 del 31/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28027 del 31/10/2019
Cassazione civile sez. III, 31/10/2019, (ud. 12/09/2019, dep. 31/10/2019), n.28027
Dott. CRICENTI Giacomo – Consigliere –
sul ricorso iscritto al n. 18758/2016 R.G. proposto da:
P.G., e T.M.R., rappresentati e difesi
dall’Avv. Gennaro Lupo, domiciliati in Roma, presso la Cancelleria
della Corte di Cassazione ai sensi dell’art. 366 c.p.c., comma 2;
Banca di Imola s.p.a., in persona del legale rappresentante pro
tempore, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Silvia Peggi e Letizia
Folli e domiciliata, ai sensi dell’art. 366 c.p.c., comma 2, presso
avverso la sentenza n. 90/2016 della Corte d’appello di Bologna,
depositata il 18/01/2016;
Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 12 settembre
2019 dal Consigliere Dott. Cosimo D’Arrigo;
l’estinzione del procedimento.
La Banca di Imola s.p.a., nella qualità di creditrice della GP 2 s.r.l., di cui P.G. e T.M.R. si erano costituiti garanti, ha convenuto in giudizio questi ultimi, chiedendo la revocatoria di un fondo patrimoniale costituito su un immobile di loro proprietà.
Costituitisi i convenuti, il Tribunale di Bologna dichiarava l’inefficacia dell’atto di costituzione del fondo patrimoniale.
La decisione è stata appellata dai soccombenti, ma la Corte d’appello di Bologna ha rigettato il gravame.
Tale decisione è stata fatta oggetto, da parte del P. e della T., di ricorso per cassazione articolato in due motivi. La Banca di Imola s.p.a. ha resistito con controricorso.
Il consigliere relatore, ritenuta la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 380-bis c.p.c. (come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1 bis, comma 1, lett. e, conv. con modif. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197), ha formulato proposta di trattazione del ricorso in camera di consiglio non partecipata. La Corte, esaminato il ricorso in camera di consiglio, ne ha disposto il rinvio per la trattazione in pubblica udienza ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., comma 3, non ricorrendo alcuna delle ipotesi previste dall’art. 375 c.p.c., comma 1, nn. 1 e 5 per la trattazione in quella sede.
Successivamente, prima che cominciasse la relazione in udienza, i controricorrenti hanno depositato una dichiarazione di rinuncia agli atti e all’azione sottoscritta dal difensore in forza di specifica procura speciale, con compensazione delle spese di lite. La Banca resistente, con apposita dichiarazione, ha dato atto dell’intervenuto raggiungimento di un accordo transattivo fra le parti ed ha, di conseguenza, accettato la rinuncia, con compensazione delle spese.
La superiore rinuncia determina l’estinzione del giudizio, ai sensi degli artt. 390 e 391 c.p.c.
Le spese del giudizio di legittimità devono essere interamente compensate, conformemente a quanto convenuto fra le parti.
La declaratoria di estinzione del giudizio esclude l’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, relativo all’obbligo della parte impugnante non vittoriosa di versare una somma pari al contributo unificato già versato all’atto della proposizione dell’impugnazione (Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 19560 del 30/09/2015, Rv. 636979).
dichiara estinto il giudizio. Spese compensate.