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Timestamp: 2020-08-12 09:20:13+00:00
Document Index: 28949740

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 267', 'art. 234', 'art. 234', 'art. 222', 'art. 222', 'art. 180', 'art. 247', 'art. 69', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 207', 'art. 89', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 4', 'art. 162', 'art. 267', 'art. 6', 'art. 89', 'art. 162', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 74', 'art. 200', 'art. 200', 'art. 214', 'art. 2', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 214', 'art. 214', 'art. 2', 'art. 173', 'art. 89', 'art. 69', 'art. 2094', 'art. 2', 'art. 214', 'art. 188', 'art. 188', 'art. 62', 'art. 2', 'art. 267', 'art.9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 69', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 89', 'art. 173', 'art. 2', 'art. 188', 'art. 2', 'art. 214', 'art. 214', 'art. 214', 'art. 214', 'art. 2', 'art. 89', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 2', 'art. 162', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 89', 'art. 207', 'art. 234', 'art. 214', 'art. 207', 'art. 2', 'art. 200', 'art. 200', 'art. 173', 'art. 69']

Glossario della Sicurezza - Formasicuro
Riferito all’abbattimento degli inquinanti. Si intende la riduzione della emissione di sostanze solide, liquide o gassose mediante opportune apparecchiature, installazioni o dispositivi, denominati “impianti di abbattimento”.
Addestramento (art. 2, lettera cc), D.Lgs. 81/08)
Dipendente al quale sono attribuiti dal datore di lavoro, per iscritto, compiti specifici in tema di sicurezza.
Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione (art. 2, lettera g), D.Lgs. 81/08)
Persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l) [servizio di prevenzione e protezione dai rischi ].
Sostanza coadiuvante(1) del Prodotto Fitosanitario che aumenta l’aderenza del Prodotto Fitosanitario alla superficie trattata. (1)Vedi definizione
Vedi coadiuvante.
Sostanza chimica, fisica o biologica presente durante il lavoro e potenzialmente dannosa per la salute.
Agente biologico (art. 267, lettera a), D.Lgs. 81/08)
Qualsiasi microrganismo(1) anche se geneticamente modificato, coltura cellulare(2) ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni. (1) Vedi definizione (2) Vedi definizione
Agente cancerogeno (art. 234, lettera a), D.Lgs. 81/08)
una sostanza, un preparato o un processo di cui all’ALLEGATO XLII, nonché una sostanza od un preparato emessi durante un processo previsto dall’ ALLEGATO XLII.
Agente mutageno (art. 234, lettera b), D.Lgs. 81/08)
un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto 1), quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie mutagene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65 e successive modificazioni.
Agenti chimici (art. 222, lettera a), D.Lgs. 81/08)
Tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato.
Agenti chimici pericolosi (art. 222, lettera b), D.Lgs. 81/08)
Agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni, nonché gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto. Sono escluse le sostanze pericolose solo per l’ambiente;
agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni, nonché gli agenti che rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l’ambiente;
agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai numeri 1) e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore limite(1) di esposizione professionale. (1) Vedi definizione
Agenti fisici (art. 180, comma 1, D.Lgs. 81/08)
Per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Una sostanza che è in grado di provocare allergie in persone predisposte. Alcuni allergeni possono dare dermatiti, congiuntiviti ,riniti, asma bronchiale,ecc.
Allergia o sensibilizzazione
Malattia che in persone predisposte si manifesta al contatto con alcune sostanze. Può essere una malattia della pelle (dermatite da contatto o eczema), una malattia respiratoria (asma, rinite) ecc.
Complesso delle condizioni in cui i lavoratori operano.
Amianto (absesto) (art. 247 D.Lgs. 81/08)
Il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:
Il DLgs 25 gennaio 1992, n°77 che attua la Direttiva 88/364 in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione ad agenti chimici e biologici durante il lavoro precisa che fra le attività soggette alle misure di tutela rientrano i seguenti agenti chimici:
2-naftalina e suoi sali,
4-aminodifenile e suoi sali,
benzidina e suoi sali,
4-nitrodifenile.
Le ammine aromatiche sopra indicate sono classificate come cancerogene per le quali deve essere usata la frase di rischio R45 “Può provocare il cancro”.
Intervento che consiste nell’analisi chimico-fisica dei prodotti della combustione della caldaia. Il test deve essere effettuato almeno una volta ogni due anni per i generatori di calore aventi potenza termica al focolare inferiore a 35 KW e consente di tenere sotto controllo il rendimento e le emissioni inquinanti della caldaia. Al termine dell’intervento, il tecnico incaricato rilascia al cliente il “Rapporto di controllo tecnico” contenente i risultati della prova effettuata, da allegare al Libretto d’impianto.
In medicina, indagine clinica sulla vita del paziente e dei suoi familiari per l’esatta formulazione della diagnosi.
Scienza medica che studia le alterazioni microscopiche e macroscopiche che possono manifestarsi nei tessuti dell’organismo nel corso delle malattie. Ha anche lo scopo di risolvere controversie medico-legali e di accertare le cause della morte di una persona.
Malattia parassitaria detta anche anemia dei minatori, dei mattonai, degli ortolani, del San Gottardo, dovuta all’infestazione da Anchilostoma duodenale, diffuso in Europa, o da Necator americanus, diffuso soprattutto in America. In Italia, l’Anchilostomiasi è riconosciuta come malattia professionale.
Strumento con cui viene rilevata la velocità dell’aria in un microclima (ventilazione).
Riguarda tutto quanto viene fatto per ridurre la probabilità di incidente o infortunio sul lavoro.
Prodotto impiegato per difendere le piante dai parassiti di origine animale (insetti, acari) o vegetale (funghi) oppure da altri organismi viventi (esempio lumache, roditori). Sono antiparassitari: gli insetticidi, i fungicidi, gli acaricidi, i limacidi, i rodenticidi ecc. In veterinaria vengono usati per eliminare i parassiti esterni degli animali domestici (pulci, acari, zecche, pidocchi, ecc.) ma anche per combattere i vermi che infestano l’apparato digerente ed altri organi interni. (Vedi anche Presidi sanitari)
Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. Svolge ogni attività relativa alla negoziazione e definizione dei contratti collettivi del personale dei vari comparti del pubblico impiego, ivi compresa l’interpretazione autentica delle clausole contrattuali e la disciplina delle relazioni sindacali nelle amministrazioni pubbliche.
Malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da fibrosi diffusa del tessuto polmonare, provocata dalla respirazione di polveri contenti amianto. Assicurazione Obbligatoria contro gli Infortuni e le Malattie Professionali: Assicurazione che il datore di lavoro è obbligato a fare nei riguardi dei dipendenti a rischio di infortunio o malattia professionale. L’assicurazione viene pagata dal datore di lavoro all’INAIL.
Condizione di affaticamento degli occhi che si manifesta con vari disturbi. I più frequenti sono: cefalea, fotofobia, lacrimazione e sensazione di bruciore agli occhi; dipende, per lo più, da vizi di rifrazione. Sono particolarmente colpiti gli addetti ai videoterminali (VDT)(1).
Miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri.
Usata in agricoltura come diserbante selettivo è un composto triazinico abbastanza persistente . Appartiene alla III classe tossicologica per cui la sua manipolazione ed il suo impiego normali possono provocare intossicazioni per l’uomo in seguito ad assorbimento per qualsiasi via ed in seguito a qualsiasi azione. In Italia ne è vietata la produzione.
Attrezzatura di lavoro (art. 69, lettera a), del D.Lgs. 81/08)
Qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro.
Esame con cui si misura l’udito di una persona. Permette di accertare se un lavoratore ha o sta sviluppando una ipoacusia da rumore(1). L’esame è obbligatorio per i lavoratori che sono esposti a rumore al disopra di un determinato livello. (1) Vedi definizione
Autocertificazione di conformità
Espressione impropria utilizzata per indicare la dichiarazione rilasciata dal fabbricante sulla conformità dei propri prodotti, senza l’intervento di un Ente terzo indipendente. Il termine “certificazione” è usato impropriamente in quanto, nell’accezione specifica, la parola indica sempre che la verifica venga svolta con l’intervento di una terza parte indipendente. In questi casi, l’espressione corretta è “dichiarazione di conformità.”(1) (1) Vedi definizione
Azienda (art. 2, lettera c), D.Lgs. 81/08)
Il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato.
Azione/Misura Preventiva
Attività, o insieme di attività poste in atto per individuare e rimuovere possibili cause di incidenti sul lavoro o di malattie professionali, prima che questi si verifichino.
Sostanza coadiuvante. Riduce la tensione superficiale della miscela contenente il prodotto fitosanitario(1) favorendo l’aumento dell’area che una determinata quantità di liquido può ricoprire, consentendo una distribuzione più regolare del prodotto. (1)Vedi definizione ” fitofarmaci o fitosanitari”
Prodotto fitosanitario(1) in grado di uccidere i batteri e, quindi, utilizzato per il controllo delle batteriosi. (1)Vedi definizione ” fitofarmaci o fitosanitari”
Malattia della pianta dovuta a batteri.
Pesticida in grado di distruggere una grande varietà di organismi appartenenti a gruppi più o meno distanti l’uno dall’altro.
Scienza interdisciplinare che applica i principi della meccanica alla biologia: studia il movimento con lo scopo di migliorare l’ergonometria del mezzo tecnico, per la realizzazione di apparecchiature da impiegare nel campo biomedico come, ad esempio, i respiratori e le macchine per l’assistenza alla circolazione e ai reni artificiali.
Ufficio Internazionale del Lavoro conosciuto anche come ILO (International Labour Office). È il segretariato permanente dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), ne realizza i programmi e le attività e si occupa della distribuzione di ogni informazione concernente la disciplina internazionale delle condizioni dei lavoratori e del regime del lavoro.
Malattia infettiva propria dell’uomo e di alcune specie animali provocata da batteri del genere Brucella. Nell’uomo è dovuta a Brucella melitensis che si introduce per ingestione di latte e di latticini provenienti da bestiame infetto (ha focolai endemici nel bacino del Mediterraneo) e a Brucella abortus, che può venire trasmessa dai bovini all’uomo per diretto contatto con secrezioni ed escrezioni di animali infetti. È tra le malattie più diffuse in agricoltura.
Buone prassi (art. 2, lettera v), D.Lgs. 81/08)
Soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle regioni, dall’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all’articolo 51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6, previa istruttoria tecnica dell’ISPESL, che provvede a assicurarne la più ampia diffusione.
Insieme di componenti passivi (cavi, connettori, prese, permutatori, ecc.), opportunamente installati e predisposti, che collegano le varie parti di impianti o apparecchiature elettriche ed elettroniche (computer, telefoni, stampanti, monitor, ecc.).
(art. 207, lettera a), D.Lgs. 81/08) Campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza inferiore o pari a 300 GHz.
Sostanza chimica o agente fisico in grado di provocare il cancro nell’uomo.
Sostanza presente nell’ambiente di lavoro che agisce come causa diretta o come concausa nell’insorgenza di un tumore.
Cantiere temporaneo o mobile (art. 89, lettera a), D.Lgs. 81/08)
Qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’Allegato X [del D.Lgs. 81/08 ].
Malattia infettiva che colpisce alcuni animali domestici e l’uomo nel quale si ingenera per contatto diretto con animali infetti o per contatto con prodotti industriali di origine animale. È malattia professionale dei cardatori di lana, dei macellai, dei pastori e dei conciatori di pelli.
Cartello (art. 162, lettera g), D.Lgs. 81/08)
Un segnale che, mediante combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma, fornisce una indicazione determinata, la cui visibilità è garantita da una illuminazione di intensità sufficiente.
Cartello supplementare (art. 162, lettera h), D.Lgs. 81/08)
Un cartello impiegato assieme ad un cartello del tipo indicato alla lettera g)[cartello] e che fornisce indicazioni complementari.
Evento, a prescindere dall’ entità e dalle conseguenze sulle persone e sulle cose, provocato sia da cause naturali sia da azioni umane nel quale, però, le strutture fondamentali della società rimangono nella quasi totalità intatte, efficienti ed agibili. Essa produce una improvvisa e grave sproporzione tra richieste di soccorso e risorse disponibili, destinata a perdurare nel tempo (oltre 12 ore).
Catena di soccorsi
Sequenza di dispositivi, funzionali e/o strutturali, che consentono la gestione del complesso delle vittime di una catastrofe ad effetto più o meno limitato. Consiste nell’identificazione, delimitazione e coordinamento di vari settori di intervento per il salvataggio delle vittime, nell’allestimento di una Noria di salvataggio(1) tra il luogo dell’evento ed il P.M.A. (Posto Medico Avanzato) e gli ospedali. (1) Insieme delle operazioni effettuate da personale tecnico, anche sanitario, volte al trasporto di feriti dal luogo dell’evento al PMA e viceversa.
Sostanza che può corrodere materiali o sostanze e che può causare alle persone bruciori, ustioni, ulcere o semplice irritazione sulla pelle, gli occhi, la gola ecc.
Centrale Operativa del Servizio Urgenza ed Emergenza Medica – 118 (SUEM – Servizio Urgenza ed Emergenza Medica).
CCS Centro Coordinamento Soccorsi
Rappresenta il massimo organo di coordinamento delle attività di Protezione Civile a livello provinciale ed è la struttura di supporto al Prefetto nella direzione dei soccorsi e nel coordinamento delle attività in fase di emergenza. È composto dai responsabili di tutte le strutture operative coinvolte nella gestione dell’emergenza presenti sul territorio provinciale. I compiti del CCS consistono nell’individuazione delle strategie e delle operatività di intervento necessarie al superamento dell’emergenza attraverso il coordinamento dei COM (1). (1)Vedi definizione
Sostanze chimiche inventate dall’uomo e per questo dette di sintesi o sintetiche. Sono composti del carbonio contenenti cloro e fluoro e sono stati usati nell’industria in grande quantità soprattutto nei frigoriferi, nei sistemi di condizionamento dell’aria e in altri prodotti di consumo. Non sono tossici ma, essendo chimicamente inerti e più leggeri dell’aria, raggiungono lo strato di ozono nella stratosfera (strato superiore dell’atmosfera tra i 15 e i 50 Km da terra). Nella stratosfera i CFC entrano in una complessa serie di reazioni che causano una riduzione dello strato di ozono che protegge la superficie terrestre dal pericoloso effetto sull’ambiente e sulla salute delle radiazioni ultraviolette presenti nella luce solare. La Legge 28.12.1993, n. 549 favorisce la sostituzione delle sostanze nocive all’ozono stratosferico e dannose per l’ambiente e disciplina le fasi di raccolta, riciclo e smaltimento di tali sostanze. Inoltre, il D.M. 16 maggio 1996, in recepimento di una direttiva CEE, stabilisce l’attivazione del sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono.
Lista di controllo. Elenco delle operazioni da fare in sequenza per effettuare correttamente un determinato lavoro o programma.
Deformazione della cornea che assume forma conica. Colpisce prevalentemente le donne nell’età dell’adolescenza ed è quasi sempre bilaterale con deformità più accentuata da un lato. Data la difficoltà di correggere l’astigmatismo determinato dal cheratocono,la terapia ottica è limitata all’uso delle lenti a contatto.
Cinesiologia o chinesiologia
Branca della medicina che studia le attività muscolari dell’uomo.
Scienza biologica che studia la struttura, le proprietà ed il funzionamento delle cellule animali e vegetali.
CL 50 (Concentrazione Letale)
Indica la concentrazione di principio attivo nel mezzo (aria, acqua), in grado di uccidere il 50% degli animali test in esso contenuti. Si esprime in parti per milione.
Con la Legge 29 maggio 1974, n. 256 “Classificazione e disciplina dell’imballaggio e dell’etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi” la legislazione italiana recepisce la Direttiva 67/548/CEE (Sostanze Pericolose) intendendo per: ” sostanze”, gli elementi chimici e loro composti allo stato naturale o ottenuto mediante lavorazioni industriali; “preparati”, i miscugli e le soluzioni composti da due o più sostanze; ” imballaggio e confezione”, il contenitore o il recipiente di qualsiasi tipo o materiale con il quale le sostanze o il preparato viene immesso sul mercato ed il relativo sistema di chiusura; “etichettatura”, l’insieme delle indicazioni da riportare su apposita etichetta o direttamente sull’imballaggio a mezzo stampa, rilievo o incisione. Con il successivo D.P.R. 24 novembre 1981, n. 927 viene ulteriormente precisata la classificazione delle sostanze pericolose per quanto riguarda la natura specifica delle sostanze, suddividendole in classi ben definite come: altamente infiammabili o estremamente infiammabili, altamente tossici, pericolosi per l’ambiente, cancerogeni. Inoltre, all’art. 4 dello stesso DPR vengono indicati i simboli dei pericoli insiti nell’utilizzazione delle sostanze o del preparato, come esplosivo (E), carburante (O), facilmente infiammabile (F), tossico (T), nocivo (Xn), corrosivo (C), irritante (Xi), altamente infiammabile (F+), altamente tossico (T+). Nella seconda parte del citato D.P.R. vengono anche forniti i criteri per la scelta delle frasi indicanti i rischi specifici (frasi R) ed i consigli di prudenza (frasi S) oltre i criteri supplementari relativi ad effetti particolari di alcune sostanze sulla salute.
Colore di sicurezza (art. 162, lettera i), D.Lgs. 81/08)
Un colore al quale è assegnato un significato determinato.
Forma di imprudenza, negligenza, imperizia o inosservanza di norme, senza intenzionalità dolosa da parte del soggetto agente, da cui deriva un danno ad altri.
Coltura cellulare (art. 267, lettera c), D.Lgs. 81/08)
Il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari.
COM Centro Operativo Misto
Struttura operativa decentrata della Prefettura sul territorio, diretta da un proprio rappresentante. Ha il compito di coordinare e gestire gli interventi di emergenza sul luogo dell’ evento in raccordo con il CCS (1) (1)Vedi definizione
Sostanza o miscuglio di sostanze che rende possibile e durevole la combustione.
Sostanza che, per azione di un comburente, può bruciare sviluppando energia termica e luce.
Commissione Consultiva Permanente (art. 6, comma 1., D.Lgs. 81/08)
Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale è istituita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. La Commissione è composta da:
un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza sociale che la presiede;
un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico;
un rappresentante del Ministero delle infrastrutture;
un rappresentante del Ministero dei trasporti;
un rappresentante del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
un rappresentante del Ministero della solidarietà sociale;
un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica;
dieci rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
dieci esperti designati delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale;
dieci esperti designati delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, anche dell’artigianato e della piccola e media impresa, comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
Committente (art. 89, lettera b), D.Lgs. 81/08)
Trasmissione di calore e/o dell’incendio da un fabbricato o da una parte dello stesso, ad un altro, per effetto dell’ irraggiamento termico.
Comunicazione verbale (art. 162, lettera o), D.Lgs. 81/08)
Un messaggio verbale predeterminato, con impiego di voce umana o di sintesi vocale.
Attestato di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza, stabiliti dalla normativa europea, che il fabbricante o il suo mandatario deve rilasciare prima della immissione sul mercato o della messa in servizio di una attrezzatura di lavoro.
Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera (art. 89, lettera e) D.Lgs. 81/08)
Soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti di cui all’ articolo 91.
Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera (art. 89, lettera f), D.Lgs. 81/08)
Soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato.
Composti organici che evaporano con facilità a temperatura ambiente abbandonando lo stato fisico, liquido o solido, in cui si trovano e passando allo stato gassoso (acetone, alcol etilico o metilico, benzene, ecc..). Oltre ad essere inquinanti primari capaci di creare seri problemi di salute all’uomo, i COV, concorrono anche alla produzione dello smog fotochimico e all’assottigliamento dello strato di ozono stratosferico.
Violazione di una legge sull’igiene e la sicurezza del lavoro. Quando viene accertata da un ispettore è prevista una sanzione che può andare dall’arresto al pagamento di una multa in denaro.
Qualsiasi alterazione, transitoria o permanente, dell’organismo umano o di sue parti o funzioni. Il danno può essere fisico o psichico.
“Danno alla salute” e, più precisamente, lesione all’integrità psicofisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale. Le prestazioni conseguenti al danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato.
Datore di lavoro (art. 2, lettera b), D.Lgs. 81/08)
Decima parte del Bel, unità di misura del suono o del rumore che può costituire una delle fonti inquinanti. Indica la grandezza di una quantità rispetto ad un valore di riferimento stabilito arbitrariamente, in termini di 10 volte il logaritmo (in base 10) del quoziente delle due quantità. In acustica il decibel misura il livello dell’intensità energetica dei suoni. La normativa italiana sul rumore negli ambienti di lavoro fissa Il valore limite(1) di esposizione giornaliera o settimanale al rumore a 87 decibel. (1) Vedi definizione
Denuncia di infortunio/malattia
Comunicazione che il datore di lavoro deve inviare all’INAIL quando un lavoratore presenta un certificato di infortunio sul lavoro o di malattia professionale.
Malattia della pelle dovuta al contatto con sostanze chimiche. In molti casi può essere causata da allergia.
Atto con cui il fabbricante dichiara, sotto la sua personale responsabilità, che un prodotto, processo o servizio è conforme ad una specifica norma o ad altro documento normativo. In genere, la facoltà di emettere dichiarazioni di conformità è subordinata ad un controllo da parte di terzi.
Serie di composti organici policlorurati (oltre 200) capaci di persistere per lungo tempo nell’ambiente e altamente tossici per l’uomo. Le diossine non esistono in natura né vengono prodote a livello industriale ma vengono generate come sottoprodotti non voluti di numerosi processi di produzione, utilizzazione e smaltimento del cloro e dei suoi derivati: uno di questi processi è costituito dall’incenerimento dei rifiuti, urbani e non .
Dirigente (art. 2, lettera d), D.Lgs. 81/08)
Documento che il Datore di lavoro deve compilare o far compilare ma che deve, comunque, sottoscrivere e tenere in ogni unità produttiva. Ai sensi del D.lgs. 81/08, art. 28, comma 2, il DVR deve avere data certa e contenere:
Condotta dannosa o pericolosa, volontà deliberata e precisa di violare un diritto altrui o di compiere un fatto lesivo dell’ordine giuridico.
DPI (Dispositivo di Protezione Individuale) (art. 74, D.Lgs. 81/08)
Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato “DPI”, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. Non costituiscono DPI:
i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative ;
ECDIN (Environmental Chemical Data and Information Network)
Banca dati della CE sui prodotti chimici suscettibili di reagire con l’ambiente. ECDIN raccoglie informazioni sulle sostanze presenti nella lista stilata dall’EINECS (European Inventory of Existing Commercial Chemical Substances). Per ognuno dei composti presenti in archivio sono disponibili informazioni relative a: dati identificativi della sostanza, metodi di analisi, caratteristiche farmacologiche, dati tossicologici, dati epidemiologici, valutazione del rischio per la salute e normativa.
Scienza che studia le proprietà tossicologiche delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente e ne valuta la pericolosità in relazione ai potenziali effetti nocivi su tutti gli organismi, umani, animali e vegetali.
Dermatite da contatto dovuta ad allergia.
Effetti dannosi provocati da una situazione, da un agente chimico o fisico sulla salute del lavoratore.
E.I.N.E.C.S. European Inventory of Existing Commercial Chemical Substances
Registro Europeo delle Sostanze chimiche in commercio.
E.L.I.N.C.S. European List of Notified Chemical Substances
Inventario europeo delle sostanze chimiche dichiarate.
Situazione anomala che presenta un pericolo potenziale o reale per l’incolumità dei lavoratori.
Qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa immessa nell’atmosfera, proveniente da un impianto, che possa produrre inquinamento atmosferico: ad es. i fumi della saldatura, i vapori di solventi da una verniciatura, il rumore prodotto da una macchina ecc. Le sostanze emesse sono indicate anche con il termine generico di effluenti.
Inquinamento che viene prodotto da un agente.
Organismo che vive all’interno di una cavità del’organismo dell’ospite (tubo digerente, vescica, vasi, apparato respiratorio) o nello spessore dei tessuti, sia come parassita sia come simbionte. Gli endoparassiti sono in genere organi permanenti e presentano, in relazione alla vita parassitaria o simbiotica, riduzione o addirittura assenza degli apparati respiratorio, digerente, locomotore.
Esami del sangue. In alcuni casi possono essere utili al Medico Competente per completare il quadro clinico di ciascun lavoratore al fine di esprimere un giudizio di idoneità alla mansione specifica e in relazione ai rischi individuati.
Contatto tra un agente chimico o fisico e il lavoratore (ad es. esposizione al rumore per chi lavora in ambienti rumorosi, esposizione a sostanze chimiche per chi le manipola durante l’attività lavorativa). Quando il contatto avviene in un tempo breve o con alte dosi si parla di “esposizione acuta”: gli eventuali effetti nocivi sono definiti effetti acuti. Quando il contatto avviene durante un tempo lungo si parla, invece, di “esposizione cronica”: gli effetti sono definiti effetti cronici.
Esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio A(8) (art. 200, lettera c), D.Lgs. 81/08)
[ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato in frequenza, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore.
Esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al corpo intero A(8) (art. 200, lettera d), D.Lgs. 81/08)
[ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore. Esposizione personale di un lavoratore (valori limite) Esposizione del lavoratore ad agenti chimici, fisici e biologici nell’ambiente di lavoro. Viene definita, in funzione dell’intensità del fattore, in base al tempo effettivo di esposizione e al periodo di riferimento temporale (8 ore giornaliere o settimana lavorativa).
Esposizione radiante (H) (art. 214, lettera g), D.Lgs. 81/08)
Integrale nel tempo dell’irradianza espresso in joule su metro quadrato (J m-2).
Studio della causalità, ovvero del rapporto di causa-effetto dei fenomeni in vari differenti ambiti.
Studio delle cause di una malattia e dei processi patologici che ne hanno provocato l’ insorgenza.
Qualsiasi elemento, evento o condizione che può produrre danno alla salute della persona. I fattori di rischio presenti sul lavoro possono essere di vario tipo: alcuni, come ad esempio il rumore, gli inquinanti chimici, le polveri, ecc. sono misurabili attraverso idonei strumenti; altri,invece, come ad esempio la cattiva organizzazione del lavoro, la fatica fisica, i ritmi di lavoro, ecc. possono essere individuati attraverso l’osservazione e la discussione tra i lavoratori stessi e con i tecnici della prevenzione.
Fitofarmaci o fitosanitari
Prodotti di sintesi o naturali utilizzati per prevenire o curare le principali infestazioni delle piante (malattie infettive, fisiopatie, parassiti e fitofagi animali, piante infestanti). (Vedi anche Presidi sanitari)
Insieme delle tecniche di misurazione dell’intensità sonora di ambienti o aree.
Strumento utilizzato per misurare l’intensità sonora.
Formazione (art. 2, lettera aa) D.Lgs. 81/08)
Strumento ottico utilizzato per misurare l’intensità di una sorgente luminosa o l’illuminazione di una superficie.
Frasi di rischio (Frasi R)
Frasi standard, formate dalla lettera “R” e da un numero, che informano sui rischi specifici ai quali può essere sottoposto il lavoratore in presenza o durante l’uso di sostanze pericolose (tossico, irritante, corrosivo, comburente, infiammabile, nocivo). Sono riportate sull’etichetta e sulle schede di sicurezza dei prodotti e contengono informazioni concise ma ben definite (ad es. R45=Può provocare il cancro, R39= Pericolo di effetti irreversibili molto gravi). Sempre sui contenitori o sulle schede tecniche dei prodotti sono riportati anche i “Consigli di prudenza” denominati Frasi S ovvero sigle, formate dalla lettera “S” e da un numero, che forniscono indicazioni su come manipolare le sostanze con sicurezza (ad esempio, S22=Non respirare le polveri, S25=Evitare il contatto con gli occhi).
Rappresenta il numero di volte con cui un fenomeno si ripete nell’arco di un secondo. In campo acustico, è il numero di “pezzetti” di un’onda sonora uguali tra loro che ci sono in un secondo. La frequenza è rappresentata da un numero e dalla propria unità di misura l’Hertz (Hz). Un suono acuto ha una frequenza alta, cioè l’onda si ripete uguale a se stessa molte volte in un secondo. Un suono grave ha una frequenza bassa. La stessa definizione è applicabile anche per l’onda elettromagnetica. Se l’onda ha frequenza alta (infrarossi, raggi X, raggi Gamma…) porta con se molta energia. In caso contrario (microonde, onde radio…), l’onda trasporta meno energia.
Dispersione di particelle solide e/o liquide nei gas, causata dalla combustione (es. i fumi delle saldature).
Sostanza che ha proprietà simili a quelle dell’aria e che si mescola con questa. La presenza di gas può essere percepita solamente dall’odore o dal colore.
Categoria di gas utilizzati sul lavoro che hanno proprietà nocive per la salute.
Indica le malattie e le metamorfosi imputabili ad alterazioni genetiche derivanti da intossicazioni di varia natura.
Giudizio che il Medico Competente esprime dopo aver effettuato la visita medica e gli esami specialistici al lavoratore e che dichiara l’idoneità o la non idoneità a svolgere una determinata mansione. Il giudizio può essere di idoneità totale o parziale (il lavoratore può svolgere una parte della mansione ma deve essere esonerato da particolari compiti per motivi di salute) oppure di non idoneità, temporanea (per un periodo di tempo fissato) o definitiva. Contro il giudizio di inidoneità il lavoratore può presentare ricorso all’Organismo di vigilanza.
Gruppo di lavoratori esposti agli stessi fattori di rischio. Possono essere definiti “gruppi omogenei” per esposizione a fattori di rischio specifici (es. rumore, stesse sostanze nocive, ecc.) o per esposizione a rischi derivanti da lavorazioni specifiche (es. falegnameria, carpenteria, saldatura, ecc.).
Metodologia di analisi, valutazione e controllo degli aspetti di rischio di un sistema. Il sistema HACCP mira a valutare in ogni fase della produzione i possibili rischi che possono influenzare la sicurezza degli alimenti. Con l’entrata in vigore della Direttiva Comunitaria 93/43 del 14/06/93 riguardante l’igiene degli alimenti, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 155 del 26 Maggio 1997, l’obbligo di effettuare l’autocontrollo igienico viene esteso a tutte le attività che si occupano di produzione, somministrazione e commercializzazione di alimenti. Il D.Lgs. 155/97 è stato successivamente abrogato dal D.Lgs. 193/07.
I gas Halon, conosciuti anche come Bromofluorocarburi, sono composti costituiti da bromo, fluoro e carbonio. Gli halon sono utilizzati come agenti estinguenti del fuoco sia in sistemi fissi che in estintori portatili. Causano la riduzione della fascia di ozono perché contengono il bromo (molto più efficace nella distruzione della fascia di ozono di quanto possa esserlo il cloro).
Foschia o caligine. Situazione di inquinamento che provoca diminuzione di visibilità a causa della presenza di polveri, goccioline sospese o gas inquinanti.
Banca dati prodotta dalla National Library of Medicine USA nell’ambito del Toxicology Information Program. contiene informazioni su oltre 5.000 agenti chimici pericolosi o potenzialmente pericolosi. Fornisce dati riguardanti l’esposizione umana, l’igiene industriale, le misure di sicurezza e il trattamento in condizioni di emergenza, l’inquinamento ambientale, gli standard per l’esposizione, le proprietà chimiche e fisiche, il metabolismo, la farmacologia, i sinonimi, le informazioni sul produttore. Il fondo documentario è costituito da manuali, documenti governativi, rapporti tecnici e periodici selezionati.
HTLAN Hearing Threshold Level associated with Age and Noise
Livello di soglia di udibilità associata con l’età ed il rumore.
HTLA Hearing Threshold Level Age
Livello di soglia di udibilità associata con l’età.
Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che, tra i vari compiti svolti, detta le linee guida sulla classificazione del rischio relativo ai tumori di agenti chimici e fisici.
I.B.E. Indice Biologico di Esposizione
Indici biologici di soglia; valore guida per la valutazione dei risultati di un monitoraggio biologico in ambiente lavorativo.
Capacità psichica e fisica di svolgere la propria mansione senza rischi per la propria salute, per quella dei compagni di lavoro e degli utenti nonché per la sicurezza degli impianti.
Idoneità tecnico-professionale (art. 89, lettera l), D.Lgs. 81/08)
Possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento alla realizzazione dell’opera.
Disciplina che si interessa di tutelare e promuovere lo stato di salute del singolo individuo o delle collettività. L’igiene viene poi classificata in igiene ambientale ed igiene personale dal momento che la tutela e la promozione della salute umana vengono perseguite con interventi sia sull’ambiente che sull’uomo stesso.
Branca della medicina che si occupa della salubrità degli ambienti di lavoro e della protezione della salute degli individui sul lavoro. Ha come obiettivo l’adozione di provvedimenti efficaci per proteggere i lavoratori dalle influenze nocive o fastidiose di natura chimica, fisica o biologica.
Mancanza di abilità e di preparazione specifica nel proprio lavoro, scarsa competenza, inesperienza.
Secondo il Codice Civile (Art.2082) l’imprenditore è colui che “esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi”. Economicamente, dunque, l’imprenditore è colui che si interpone sul mercato tra coloro che offrono capitale e lavoro e quanti richiedono beni o servizi. Alla qualifica di imprenditore si applica uno speciale regime giuridico. In particolare, se il potere di direzione dell’organizzazione e dell’attività spetta all’imprenditore (Art.2086 c.c.), l’esercizio dell’impresa non deve tuttavia svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o essere pregiudizievole per la sicurezza, la libertà e la dignità umana (Art.41 Costituzione); deve rispettare inoltre, l’integrità fisica e morale dei lavoratori (Art.2087 c.c.), non essere sleale nei confronti degli altri imprenditori (Art.2598 c.c.) e collocarsi al di fuori di situazioni di monopolio o comunque lesive della libera concorrenza (Legge 10 ottobre 1990. N°287 relativa all’Antitrust e alla disciplina della concorrenza). Norme speciali valgono per le diverse ed ulteriori figure speciali di imprenditore (individuale o collettivo, privato o pubblico).
Impresa affidataria (art. 89, lettera i), D.Lgs. 81/08)
“Ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse alle fasi di produzione e distribuzione degli alimenti” (Art. 3, comma 2, Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare.)
Azione o comportamento contrastante con le norme di sicurezza suggerite dall’esperienza o dalla ragione.
Istituto Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro e le malattie professionali: gestisce l’assicurazione obbligatoria a tutela del lavoratore contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. È l’ente che paga al lavoratore i giorni di assenza per infortunio o per malattia professionale e che eroga la “pensione” di invalidità. In particolare l’INAIL si occupa di:
garantire prestazioni economiche, sanitarie ed integrative;
provvedere all’informazione e formazione, per le piccole e medie imprese, riguardo alla prevenzione nei luoghi di lavoro;
assicurare la riabilitazione e il reinserimento del lavoratore.
Inalabile-Respirabile
Respirare una sostanza presente nell’aria che può essere sotto forma di gas, vapore, polvere ecc.
Processo di combustione che può svilupparsi rapidamente ed in maniera incontrollata, caratterizzato da emissione di calore e accompagnato da fumo e/o fiamme.
Ricerca minuziosa, sistematica e approfondita per scoprire qualcosa.
Ricerca dei fattori di rischio presenti negli ambienti di lavoro(rumore, polveri, sostanze chimiche, temperatura, umidità, ecc.) che possono essere misurati attraverso idonei strumenti.
Indagini che permettono di conoscere lo stato di salute dei lavoratori. Possono consistere in visite mediche, analisi del sangue e delle urine, esami strumentali (es. radiografie, elettrocardiogramma, ecc.). La legge impone che i lavoratori esposti a rischio siano periodicamente controllati con visite mediche e con altri accertamenti sanitari.
Nel caso in cui, a causa di un infortunio o del manifestarsi della malattia professionale, il lavoratore non sia in grado di prestare la propria attività per un periodo superiore a tre giorni, dimostrato da certificato medico, l’INPS corrisponderà al lavoratore un’indennità per il periodo cosiddetto di “inabilità temporanea al lavoro”, a partire dal quarto giorno successivo a quello dell’infortunio o della manifestazione della malattia professionale.
Informazione (art. 2, lettera bb), D.Lgs. 81/08)
Danno alla salute del lavoratore causato da incidente durante e per cause correlate con il lavoro, che abbia come conseguenza un’inabilità temporanea assoluta di almeno tre giorni o un’inabilità permanente parziale o assoluta oppure la morte.
Quando una sostanza entra nel corpo tramite la bocca e passa nello stomaco e nell’intestino.
Proprietà delle sostanze che, a contatto con l’aria e a temperatura opportuna, prendono fuoco con facilità.
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale: assicura la quasi totalità dei lavoratori dipendenti del settore privato, la maggior parte dei lavoratori autonomi, i lavoratori parasubordinati e alcuni lavoratori del settore pubblico. L’attività principale consiste nella liquidazione e nel pagamento delle pensioni che sono di natura previdenziale ed assistenziale.
Alterazione di un qualsiasi elemento naturale o artificiale, organico o inorganico, causata da agenti dannosi. L’inquinamento può essere determinato da agenti biologici (microrganismi e/o macroparassiti), da agenti fisici (radiazioni, rumori, ultrasuoni, vibrazioni, calore) o da agenti chimici (liquidi, gassosi o corpuscolari, solidi).
L’inquinamento acustico è causato da un’eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità. La legge n. 447/1995, art. 2, lettera a) fornisce la definizione di inquinamento acustico: “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”. L’inquinamento acustico può causare nel tempo problemi psicologici, di pressione e di stress alle persone che ne sono continuamente sottoposte.
Qualsiasi agente (chimico,fisico o biologico) che può essere presente nell’ambiente di lavoro ed avere effetti nocivi sulla salute del lavoratore. Interventi organizzativi di prevenzione Interventi finalizzati a ridurre i rischi realizzati attraverso modificazioni dell’organizzazione del lavoro. Interventi procedurali di prevenzione Interventi di prevenzione dai rischi che agiscono sui modi di lavorare, cioè sulle procedure. Interventi tecnici di prevenzione Interventi che possono essere fatti sulle strutture di un ambiente di lavoro (creazione di muri separatori tra lavorazioni diverse, trattamento antiscivolo di pavimenti ecc.), sulle macchine e sugli utensili (dotazione di fotocellule per l’arresto della macchina in caso di pericolo, sostituzione di macchine o utensili rumorosi con macchine silenziate), sulle sostanze utilizzate (sostituzione di sostanze pericolose con altre che lo sono meno, dotazione di sistemi di aspirazione vicino ai punti di emissione delle sostanze ecc.).
Perdita della capacità lavorativa (invalidità assoluta) o sua diminuzione (invalidità parziale). Può essere temporanea, cioè limitata ad un determinato periodo di tempo, oppure permanente, cioè persistente per tutta la vita. Ci sono quindi quattro tipi di invalidità:
“invalidità temporanea”: perdita o diminuzione della capacità lavorativa limitata nel tempo
“invalidità temporanea parziale”: diminuzione della capacità lavorativa limitata nel tempo
“invalidità permanente assoluta”: perdita della capacitò lavorativa per tutta la vita
“invalidità permanente parziale”: diminuzione della capacità lavorativa per tutta la vita
Particolare forma di sordità che può colpire i lavoratori che hanno operato per lungo tempo in ambienti rumorosi senza protezioni.
Irradianza (E) o densità di potenza (art. 214, lettera f), D.Lgs. 81/08)
Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro. Ente di diritto pubblico nel settore della ricerca dotato di autonomia scientifica, organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica, sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. È organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale per ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, assistenza, alta formazione, informazione e documentazione in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, sicurezza sul lavoro, promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro.
Ente del Ministero del Lavoro che si occupa della vigilanza per le attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati per la salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Sopralluogo dell’ispettore del lavoro sul luogo di lavoro con lo scopo di verificare il rispetto delle norme di igiene e sicurezza del lavoro.
Laser (art. 214, lettera b), D.Lgs. 81/08)
Qualsiasi dispositivo al quale si possa far produrre o amplificare le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezze d’onda delle radiazioni ottiche, soprattutto mediante il processo di emissione stimolata controllata.
Lavoratore (art. 2, lettera a), D.Lgs. 81/08)
Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito dalla legge 1° agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni.
Lavoratore (al videoterminale) (art. 173, lettera c), D.Lgs. 81/08)
Il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’articolo 175.
Lavoratore autonomo (art. 89, lettera d), D.Lgs. 81/08)
Lavoratore esposto (art. 69, lettera d), D.Lgs. 81/08)
Qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa.
Lavoratori Incaricati per Pronto Soccorso, Antincendio ed Emergenze
Lavoratori incaricati ed addestrati per queste emergenze all’interno dell’azienda.
Lavori particolarmente pesanti e gravosi che richiedono un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee. Sono catalogati in apposito decreto legislativo.
Attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile.
Lavoro prestato da coloro che si impegnano a mettere a disposizione di un’altro soggetto (imprenditore, datore di lavoro) la loro attività lavorativa a prescindere dal risultato perseguito, rimanendo estranei al rischio connesso con il raggiungimento di quel risultato. Il Codice Civile (art. 2094) definisce come prestatore di lavoro subordinato chi “si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.”
Termine anglosassone che è entrato nel linguaggio corrente della moderna organizzazione del lavoro. Letterariamente significa configurazione, disposizione, tracciato. Ad esempio, per lay-out of work si intende “schema di lavorazione”, per lay-out sheet operations “coordinamento del lavoro”, per lay-out of a report “schema di una relazione”.
Gruppo di malattie infettive causate da particolari batteri denominati leptospire, che colpiscono animali domestici e selvatici (ratti,topi,volpi). Possono essere trasmesse all’uomo sia attraverso il morso sia tramite prodotti inquinati (soprattutto acqua).
Lesione Dorso-Lombare
Malattie e disturbi dei muscoli, delle ossa o delle articolazioni della schiena. La normativa in materia di sicurezza sul lavoro si occupa di quelle che possono essere provocate spostando o sollevando carichi (movimentazione manuale di carichi) durante il lavoro.
Livello massimo stabilito per evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana o per l’ambiente.
Limite nell’ambiente di lavoro
I limiti igienici per l’ambiente di lavoro derivano dallo studio della relazione dose-risposta delle sostanze tossiche sull’uomo o sull’animale da esperimento. Teoricamente, tutte le sostanze per cui sia possibile fissare un limite di concentrazione nell’ambiente di lavoro dovrebbero avere un livello di soglia o livello di esposizione ben determinato. Al di sotto del livello di soglia i meccanismi di rimozione del tossico dovrebbero far sì che anche aumentando il tempo di esposizione non si osservi alcun effetto. La salute del lavoratore viene messa in pericolo quando vengono superati i valori limite nell’ambiente di lavoro.
LEP Limiti di Esposizione Professionale
I Limiti di Esposizione Professionale indicano i valori limite della concentrazione di composti pericolosi presenti nell’aria dell’ambiente di lavoro, alla quale si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente, giorno dopo giorno, senza effetti negativi per la salute (Livello di accettabilità). I valori limite delle sostanze pericolose rappresentano uno strumento importante per la valutazione della gestione dei rischi e forniscono informazioni preziose per la sicurezza professionale e la salute dei lavoratori che maneggiano sostanze pericolose. Sono stabiliti dalle autorità nazionali competenti o da altre istituzioni nazionali in materia e i datori di lavoro devono garantire che l’esposizione dei lavoratori non superi i limiti imposti a livello nazionale. Negli ambienti di lavoro si considerano tre categorie di limiti di esposizione:
limite di esposizione giornaliero: concentrazione media ponderata nel tempo per una giornata lavorativa di 8 ore e per 40 ore lavorative settimanali, alla quale quasi tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti, giorno dopo giorno, senza effetti negativi;
limite per breve tempo di esposizione: concentrazione alla quale i lavoratori possono essere esposti continuativamente per un breve periodo di tempo, senza che insorgano irritazioni, alterazioni croniche o irreversibili, narcosi. Il valore-limite di soglia giornaliero non deve essere superato;
limite istantaneo: concentrazione che non deve essere superata durante l’esposizione lavorativa nemmeno per un istante.
Linee guida (art. 2, lettera z), D.Lgs. 81/08)
Atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle regioni, dall’ISPESL e dall’INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
Livello [di radiazioni ottiche](1) (art. 214, lettera i), D.Lgs. 81/08)
(1)Vedi definizione La combinazione di irradianza (1), esposizione radiante(1) e radianza(1) alle quali è esposto un lavoratore. (1)Vedi definizione
Livello di esposizione giornaliera al rumore (LEX,8h) (art. 188, lettera b), D.Lgs. 81/08)
[dB(A) riferito a 20\muPa]: valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6. Si riferisce a tutti i rumori sul lavoro, incluso il rumore impulsivo.
Livello di esposizione settimanale al rumore (LEX,w) (art. 188, lettera c), D.Lgs. 81/08)
Valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore, definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6, nota 2.
In acustica, è il livello di rumore superato per una percentuale n di tempo nel periodo di tempo T. I livelli statistici generalmente utilizzati sono L1, L5, L10 per denotare la rumorosità di picco e L90, L95, L99 per caratterizzare la rumorosità di fondo.
In acustica, è l’indicatore utilizzato per valutare il livello medio di rumore di un segnale variabile, su un periodo di tempo T.
Livello di inquinamento in corrispondenza del quale il benessere della collettività è massimizzato. L’attività produttiva genera, da una parte, benefici sotto forma di beni e servizi e, dall’altra, danni ambientali. Il livello di inquinamento ottimale è un punto in corrispondenza del quale i benefici netti sociali, ovvero la differenza tra benefici e danni ambientali, sono massimi. In un’ottica economica, pertanto, l’obiettivo è quello di raggiungere tale livello di inquinamento ottimale e non di ridurre l’inquinamento a livello zero.
Forma di energia radiante, che si propaga sotto forma di onde, capace di rendere visibili gli oggetti. L’occhio umano percepisce soltanto le onde elettromagnetiche che hanno una lunghezza d’onda compresa tra i 3800 e i 7600 Ångström (Å = un decimilionesimo di millimetro), dette radiazioni luminose. Il complesso di queste radiazioni luminose costituisce la luce bianca. Quando un fascio di luce bianca viene fatto passare attraverso un prisma di vetro, le radiazioni di diverse lunghezze d’onda vengono deviate e si osserva la loro scomposizione in una gamma di colori. In pratica è lo stesso fenomeno che si può osservare dopo un temporale: le goccioline d’acqua agiscono sulle radiazioni luminose allo stesso modo del prisma e la luce scomposta dà origine al suggestivo fenomeno dell’arcobaleno.
Distanza tra due punti consecutivi e di uguale fase di un’onda (due massimi o due minimi).
Luoghi di lavoro (art. 62, comma 1., D.Lgs. 81/08)
[…] Si intendono per luoghi di lavoro:
i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro;
i campi, i boschi e altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale.
Luogo nel quale le persone possono considerarsi al sicuro dagli effetti di un incendio, da pericoli gravi o da altre situazioni d’emergenza; la segnaletica di sicurezza e le vie di fuga devono condurre a questi luoghi.
Limite massimo di un agente nocivo nell’aria dell’ambiente di lavoro che non deve mai essere superato.
Malattia provocata dalle condizioni o dai rischi dell’ambiente lavorativo che dà diritto alla tutela assicurativa INAIL, come nel caso di infortunio sul lavoro.
Mappe del rischio in ambiente di lavoro
Raccolta programmata, sistematica, continua ed aggiornabile di informazioni relative a rischi derivanti dall’inquinamento nell’ambiente di lavoro ai quali sono sottoposti i lavoratori. È uno strumento di programmazione per la prevenzione primaria e necessita di aggiornamenti periodici.
Residui derivanti da processi produttivi o da raccolte finalizzate che siano suscettibili, eventualmente previo idoneo trattamento, di essere riutilizzati come materia prima in altro processo produttivo della stessa o di altra natura.
MCA Materiale Contenente Amianto
Materiali prodotti contenenti amianto in percentuale superiore all’1% in peso.
Medico competente (art. 2, lettera h), D.Lgs. 81/08)
Metalli che hanno elevata massa atomica ed alta densità, come piombo, cadmio, mercurio, cromo, il cobalto, il nichel ecc. Gli organismi viventi sono sensibili ai metalli pesanti anche a basse concentrazioni, motivo per cui sono considerati pericolosi per la salute e per l’ambiente.
Metodo MAPO Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati
Il Metodo MAPO permette di calcolare un indice sintetico per la valutazione del rischio nella Movimentazione Manuale dei Pazienti (MMP), sulla base della valutazione di una serie di fattori di rischio specifici nella movimentazione dei pazienti. L’indice MAPO permette di dare una valutazione quantitativa del livello di rischio degli operatori sanitari, accertando diversi livelli di rischio in funzione delle condizioni ambientali presenti nella struttura in esame. Il Metodo è stato proposto e messo a punto dal gruppo di ricerca EPM (Ergonomia della Postura e del Movimento) dell’ICP CEMOC (Istituti Clinici di Perfezionamento-Centro di Medicina Occupazionale) di Milano.
Metodo utilizzato per la valutazione qualitativa e quantitativa dell’ergonomia dei movimenti e del rischio al quale il lavoratore è esposto durante le fasi di Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC). Il metodo è stato elaborato dal NIOSH (National Institute of Occupational Safety and Health, l’analogo americano del nostro ISPESL Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro). Il modello proposto dal NIOSH è in grado di determinare, per ogni azione di sollevamento, il cosiddetto “limite di peso raccomandato” attraverso un’equazione che, a partire da un massimo peso ideale sollevabile in condizioni ottimali, considera l’eventuale esistenza di elementi sfavorevoli (altezza, distanza, rotazione del tronco, ecc.) che impediscono l’utilizzo di tale peso massimo e tratta questi ultimi con appositi fattori di demoltiplicazione.
Metodo OCRA Occupational Repetitive Actions
Metodo utilizzato per la valutazione dei fattori di rischio lavorativo che influenzano le patologie muscolo-scheletriche degli arti superiori. Il Metodo consente la determinazione del cosiddetto OCRA Index o Indice OCRA: indice sintetico di esposizione a movimenti ripetitivi degli arti superiori (Occhipinti e Colombini, 1996 – 2005). L’indice scaturisce dal rapporto tra il numero giornaliero di azioni effettivamente svolte con gli arti superiori in compiti ripetitivi ed il corrispondente numero di azioni raccomandate.
Insieme dei fattori (temperatura, umidità, irraggiamento, ventilazione) che regolano le condizioni climatiche di un ambiente chiuso o semi-chiuso in grado di influire sul benessere termico dell’individuo che lavora in quell’ambiente.
Microrganismo (art. 267, lettera b), D.Lgs. 81/08)
Qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico.
Conosciute anche come BAT (Best Available Technique), rappresentano la più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l’idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso. Analizzando più in dettaglio la definizione di “migliori tecniche disponibili”, si intende per:
migliori: le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso;
tecniche: le tecniche impiegate, tra cui le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell’impianto;
disponibili: le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell’ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte nello stato membro di cui si tratta, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli.
Rapporto tra una grandezza ed un’altra ad essa omogenea, scelta come unità convenzionale; in senso figurato può significare anche disposizione, precauzione, provvedimento preso per ottenere uno scopo. L’art.9 del Regolamento (CE) n.1260/1999 (Disposizioni generali sui Fondi Strutturali) definisce il termine Misura come “lo strumento tramite il quale un asse prioritario trova attuazione su un arco di tempo pluriennale e che consente il finanziamento delle operazioni”.
Insieme di operazione finalizzate alla determinazione del valore di una grandezza.
Misure generali per la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori quali, ad esempio: la valutazione dei rischi, l’eliminazione dei rischi stessi, la riduzione dei rischi alla fonte, la programmazione della prevenzione, la sostituzione di ciò che è pericoloso, il rispetto dei principi ergonomici, la priorità delle misure di protezione collettiva, il controllo sanitario dei lavoratori, l’adozione di misure igieniche, l’uso di segnali di avvertimento e di sicurezza, la regolare manutenzione, l’informazione, la formazione, la consultazione e partecipazione dei lavoratori, ecc..
Misure che il datore di lavoro deve predisporre in tutte le attività nelle quali si evidenzino rischi per la salute dei lavoratori come, ad esempio, servizi sanitari adeguati provvisti di docce con acqua calda e fredda, indumenti protettivi o altri indumenti idonei, dispositivi di sicurezza individuabili, controllati, disinfettati e puliti dopo ogni utilizzazione.
Modello di organizzazione e di gestione (art. 2, lettera dd,) D.Lgs. 81/08)
Modello organizzativo e gestionale per la definizione e l’attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro.
Esame sistematico dello stato di avanzamento di un’attività, di un programma, di un processo o di un fenomeno attraverso la misurazione di uno o più indicatori rappresentativi e significativi. Il monitoraggio viene attuato per valutare l’evoluzione, identificare potenziali problemi e opportunità di miglioramento e misurare i risultati.
Misurazione di inquinanti (polveri, fumi, vapori, rumore, vibrazioni, calore, etc.) presenti nell’ambiente di lavoro. Le misure servono per avere una valutazione quantitativa dell’esposizione dei lavoratori. Viene effettuato periodicamente con appositi strumenti di precisione.
Analisi di laboratorio finalizzata alla ricerca di alcune sostanze potenzialmente tossiche nel sangue o nelle urine dei lavoratori. Serve per capire la quantità di inquinanti che i lavoratori possono aver assorbito durante il lavoro. Il monitoraggio biologico è obbligatorio per i lavoratori esposti agli agenti per i quali è stato fissato un valore limite biologico.
Per Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) si intende l’insieme delle operazioni di sollevamento, spinta, spostamento laterale, deposizione, trazione o sostegno di un carico effettuate ad opera di uno o più lavoratori, nell’ambito della loro attività lavorativa. Queste operazioni, per le loro caratteristiche intrinseche o a causa di condizioni ergonomiche sfavorevoli espongono il lavoratore al rischio di lesioni dorso-lombari, rischio che deve essere valutato correttamente e in tutti i suoi aspetti, al fine di poter garantire il corretto svolgimento dei compiti assegnati, nel rispetto della sicurezza. Il datore di lavoro è obbligato ad adottare:
le misure organizzative necessarie per evitare la movimentazione manuale dei carichi sospesi da parte dei lavoratori;
le misure necessarie per ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale;
le misure necessarie ad evitare o ridurre il rischio di lesioni dorso-lombari;
la sorveglianza sanitaria per gli addetti alle attività di movimentazione manuale.
Agente chimico o fisico che aumenta il tasso di mutazione genetica in una cellula o in un organismo causando modificazioni permanenti nel DNA. Una esposizione a questo tipo di agenti può indurre difetti genetici ereditari e queste mutazioni possono anche portare all’insorgere di tumori.
NAS Nuclei Antisofisticazioni e Sanità
I NAS fanno parte del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, sono funzionalmente dipendenti dal Ministro della Salute e possiedono i poteri previsti per gli “ispettori sanitari”. I settori soggetti alla vigilanza dei NAS sono: la sicurezza alimentare ed il controllo ufficiale degli alimenti, il controllo sulla produzione, distribuzione, somministrazione e vendita degli alimenti e delle bevande, l’etichettatura dei prodotti alimentari, il contrasto al crimine alimentare, la polizia veterinaria, la gestione di emergenze sanitarie.
Atteggiamento di chi adempie svogliatamente e con scarso impegno i propri obblighi o doveri.
Norma tecnica (art. 2, lettera u), D.Lgs. 81/08)
Specifica tecnica, approvata e pubblicata da un’organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria.
Prescrizioni ed incombenze stabilite dalla legge alle quali i soggetti sui quali gli obblighi ricadono devono necessariamente attenersi.
Detto di sostanza che provoca la formazione di tumori.
L’onda elettromagnetica è una perturbazione di natura simultaneamente elettrica e magnetica che si propaga nello spazio e che può trasportare energia da un punto all’altro: la luce che noi vediamo, ad esempio, è un’onda elettromagnetica che arriva a noi dal sole. Tale perturbazione è costituita dalla vibrazione simultanea di due enti immateriali detti campo elettrico e campo magnetico attorno alla loro posizione di equilibrio (che corrisponde all’assenza di perturbazione).
Onde elettromagnetiche la cui intensità è troppo elevata per la salute dell’uomo.
Operatore (art. 69, lettera e), D.Lgs. 81/08)
Il lavoratore incaricato dell’uso di una attrezzatura di lavoro.
Organizzazione giuridica dell’attività professionale, cioè dell’attività intellettuale svolta da quei soggetti (professionisti) ai quali è riconosciuta la conoscenza di regole e tecniche necessarie per affrontare e risolvere situazioni e problemi nell’ambito di una certa materia (ad es. architetti, avvocati, medici, notai, ecc.). L’ordine professionale ha il compito di garantire la qualità delle prestazioni erogate e la congruità degli onorari applicati.
Organismi paritetici (art. 2, lettera ee), D.Lgs. 81/08)
Organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l’elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento.
Organismi pubblici (Aziende USL, Vigili del Fuoco, Ispettorato del lavoro, Ministero dell’Industria per il settore minerario, ecc.) incaricati di controllare l’applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Che riguarda le ossa e le articolazioni (collegamenti tra le ossa che consentono i movimenti del corpo). L’apparato osteoarticolare è l’insieme dello scheletro con le sue articolazioni.
Gas incolore, di odore pungente, le cui molecole sono costituite da tre atomi di ossigeno. Nella stratosfera si trova circa il 90% dell’azoto atmosferico, nella troposfera il restante 10%. L’ozono stratosferico costituisce una fascia protettiva che protegge dagli effetti dannosi delle radiazioni ultraviolette. Nella troposfera l’ozono è un ossidante chimico e rappresenta uno dei maggiori componenti dello smog fotochimico. L’ozono può seriamente colpire il sistema respiratorio dell’uomo.
Costante nota. Il termine parametro si usa per indicare una costante caratteristica di un oggetto in studio. Esso specifica la misura e le caratteristiche dei fenomeni quantitativi o qualitativi, individuati dagli indicatori.
Valutazione scritta, generalmente richiesta dalla pubblica amministrazione (Regione, Provincia, Comune, ecc.) ai sensi della normativa nazionale e/o regionale, o richiesta da altri soggetti pubblici e/o privati (es. interrogazioni parlamentari, associazioni ambientaliste, segnalazione di privati, ecc.). Possono definirsi pareri anche quelle valutazioni scritte che, recependo relazione/rapporto/verbale di prelevamento d’ispezione o esito d’accertamenti analitici, sviluppano e/o completano il procedimento amministrativo. Non va considerato parere il semplice giudizio di conformità in una analisi o in una perizia. Sono considerate attività similari ai pareri, ai fini della compilazione della scheda, le istruttorie, le relazioni tecniche.
L’art. 3 della Costituzione delle Repubblica Italiana sancisce il principio di parità e uguaglianza fra tutti i cittadini senza distinzione di sesso: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. L’esplicazione di tale principio si rintraccia nelle disposizioni costituzionali relative alla famiglia, al lavoro, al godimento dei diritti politici e sindacali, all’accesso nei pubblici uffici e alle cariche elettive che, attraverso le disposizioni di legge ordinarie e i regolamenti, specificano o danno attuazione all’uguaglianza tra i sessi. La Legge n°400 del 1988 ha previsto l’istituzione di una Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna, quale organo ausiliario del governo, divenuto successivamente organo permanente. La legislazione vigente vieta espressamente qualsiasi discriminazione anche indiretta fondata sul sesso, la lingua o la religione che riguardi l’accesso al lavoro, l’attribuzione delle qualifiche, delle mansioni, la progressione nella carriera e la retribuzione.
I microrganismi patogeni – detti anche semplicemente patogeni – sono agenti biologici (batteri, virus, funghi, ecc.) responsabili dell’insorgenza della condizione di malattia nell’organismo ospite. I microrganismi patogeni sono prodotti, oltre che da individui malati, anche dai cosiddetti portatori sani, cioè da coloro che non presentano alcun sintomo apparente di malattia.
Istituto promosso dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori per la tutela dei diritti dei lavoratori nel campo della sicurezza sociale.
PCB Policlobifenili
Misture di sostanze chimiche organiche, derivate dal fenile a contenuto variabile di cloro, che possiedono una struttura chimica di base e proprietà fisiche molto simili tra loro. Hanno proprietà di: stabilità agli ossidanti, non infiammabilità, alta viscosità e densità, insolubilità in acqua, alta rigidità dielettrica. Sono fra i più pericolosi contaminanti dell’atmosfera per la tossicità intrinseca e la non biodegradabilità. Negli anni passati, i PCB sono stati utilizzati in un grandissimo numero di applicazioni industriali e commerciali: dai conduttori elettrici e termici alle attrezzature idrauliche. Sono stati usati nelle vernici come plastificanti, nei pigmenti, nei coloranti, nei manufatti in plastica e gomma e in molte altre applicazioni. Oggi i PCB sono considerati, per la loro tossicità nei confronti dell’uomo e dell’ambiente, tra gli inquinanti più pericolosi poiché la loro grande stabilità ai diversi attacchi chimici li rende difficilmente degradabili acuendo l’effetto di bioaccumulazione negli organismi viventi.
Processo finale di presa di coscienza di una realtà, o sequenza di eventi sensoriali che trasmettono informazioni su oggetti o ambiente.
Pericolo (art. 2, lettera r), D.Lgs. 81/08)
Periodo di tempo durante il quale un documento normativo è valido e che intercorre dalla data di entrata in vigore del documento, decisa dall’organismo emittente, fino alla data in cui esso viene ritirato o sostituito.
Piani di intervento strutturali ad ampia valenza territoriale finalizzati alla prevenzione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. I piani mirati di prevenzione di solito riguardano interi “comparti” lavorativi, cioè luoghi di lavoro nei quali i problemi di rischio sono simili.
Insieme delle azioni, delle procedure operative straordinarie da intraprendere e dei comportamenti che devono assumere o evitare tutte le persone presenti nel luogo in cui si verifichi un evento accidentale originato da installazioni o da attività in corso. Lo scopo è quello di affrontare adeguatamente le situazioni di emergenza, prevenire il verificarsi di ulteriori incidenti e ridurre le conseguenze dannose per i lavoratori, per la popolazione e per l’ambiente. Il piano di emergenza coordina ed ottimizza le capacità e le risorse disponibili nelle sedi principali e in quelle periferiche e deve includere le responsabilità, le autorità, le azioni da intraprendere nelle diverse situazioni e i piani di comunicazione interna ed esterna.
POS Piano Operativo di Sicurezza (art. 89, lettera h), D.Lgs. 81/08)
Il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell’Allegato XV.
Piano di risanamento della qualità dell’aria
Strumento di pianificazione che definisce le politiche e i criteri di risanamento della qualità dell’aria nelle zone urbane e industriali.
Metallo pesante (simbolo chimico Pb) particolarmente duttile e malleabile. È utilizzato nell’edilizia, nella produzione di batterie per autotrazione e di proiettili per armi da fuoco. Sia il piombo che i suoi composti sono nocivi.
Indicatore della quantità di piombo presente nel sangue che, in un soggetto “normale”, è costituito per il 45% circa da globuli rossi e per il 53% da plasma. Il valore della piombemia è prevalentemente determinato dalla quantità di piombo legata ai globuli rossi che rappresenta circa il 95% della concentrazione del metallo nel sangue circolante. I danni e le malattie provocate dal piombo sull’organismo umano sono molte, essendo il piombo una sostanza tossica.
Particelle più o meno piccole disperse nell’aria che derivano dalla lavorazione di materiali solidi. Quando sono respirate finiscono nei polmoni dove possono svolgere un’azione nociva. La loro pericolosità dipende dalla sostanza da cui derivano (es. polveri di pietre che contengono silice, polveri di materiale plastico, polveri di vegetali quali le farine …) e dalla loro grandezza (le più pericolose sono quelle più piccole).
Porta di sicurezza realizzata per resistere al fuoco per un determinato periodo di tempo. In caso di incendio deve chiudersi ed impedire la fuoriuscita del fuoco per il periodo di tempo specificato nella sua sigla. Una porta, ad esempio, può essere “REI 60”, cioè progettata per resistere al fuoco per 60 minuti.
Posto di lavoro [al videoterminale] (art. 173, lettera b), D.Lgs. 81/08)
L’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale (1), eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante. (1)Vedi definizione
Provvedimento amministrativo straordinario con il quale l’autorità competente impone ai lavoratori addetti al pubblico servizio (ospedali, trasporti pubblici, scuola ecc.) scesi in sciopero, di riprendere il lavoro. La legge n. 146/1990, infatti, stabilisce norme precise per l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali che, in ogni caso, devono garantire ai cittadini le prestazioni indispensabili al funzionamento dei servizi medesimi.
La norma ISO 5725-1 definisce la precisione come “grado di accordo fra risultati indipendenti ottenuti con un procedimento di analisi in condizioni ben specificate”.
L’organizzazione deve prevedere le cause delle emergenze, sviluppare e mantenere attive procedure di controllo appropriate ad individuare e a rispondere a potenziali incidenti e situazioni di emergenza per prevenirne e mitigarne le eventuali conseguenze. L’organizzazione deve testare, riesaminare e, se necessario, modificare le procedure stabilite, in particolare dopo che si sono verificati incidenti o emergenze. L’organizzazione deve provare periodicamente queste procedure, dove sia possibile.
Preposto (art. 2, lettera e), D.Lgs. 81/08)
Disposizione, regola, norma che definisce la condotta da tenere e le esigenze da soddisfare.
Denominati anche fitofarmaci(1) o prodotti fitosanitari (denominazione introdotta con la Direttiva CE 91/414) o, comunemente, “antiparassitari agricoli”. Per legge è obbligatorio che questi preparati siano registrati come “Presidi sanitari” presso il Ministro della Sanità. (1) Vedi definizione
Pressione acustica di picco (ppeak) (art. 188, lettera a), D.Lgs. 81/08)
Valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza “C”.
Prevenzione (art. 2, lettera n), D.Lgs. 81/08)
Il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.
Uso di processi (procedimenti), prassi, materiali o prodotti per evitare, ridurre o tenere sotto controllo l’inquinamento, compresi il riciclaggio, il trattamento, i cambiamenti di processo, i sistemi di controllo, l’utilizzazione efficiente delle risorse e la sostituzione di materiali (definizione UNI ISO 14001). I benefici potenziali della prevenzione dell’inquinamento comprendono la riduzione degli impatti ambientali negativi, l’incremento dell’efficienza e la riduzione dei costi.
Una o più sostanze attive che costituiscono i presidi sanitari(1) o fitofarmaci(1) o prodotti sanitari. (1) Vedi definizione
Legge universale secondo la quale ogni situazione è caratterizzata da pochi fattori importanti e molti fattori di scarsa rilevanza. Le risorse disponibili devono essere concentrate prevalentemente sui fattori importanti sui quali è necessario agire.
Insieme delle attivazioni-azioni, organizzate in sequenza logica e temporale, che si effettuano nella gestione ordinaria o di un’emergenza.
Si parla di prodotti di combustione in quanto l’incendio, a seconda della natura dei combustibili, dà luogo a prodotti che vengono distinti in: fiamme, calore, fumi, gas di combustione. La pericolosità degli incendi è legata a ciò che il fuoco produce.
Insieme dei fattori pericolosi presenti nell’ambiente di lavoro, specifici per ogni lavoratore o figura professionale.
Insieme di caratteristiche, conoscenze e competenze (sapere e saper fare) che un operatore deve avere per compiere il proprio lavoro.
Complesso di attività coordinate, correlate tra loro e tenute sotto controllo, con date di inizio e fine, finalizzate alla realizzazione di un obiettivo conforme a requisiti specifici determinati, inclusi limiti di tempo, di costi e di risorse.
Operazione tecnica che consiste nella verifica di una o più caratteristiche di un determinato prodotto, processo o altro servizio secondo procedure specificate.
Radianza (L) (art. 214, lettera h), D.Lgs. 81/08)
Il flusso radiante o la potenza per unità d’angolo solido per unità di superficie, espressa in watt su metro quadrato su steradiante (W m-2 sr-1).
Energia emessa sotto forma di particelle o onde che possono propagarsi attraverso lo spazio o all’interno di un mezzo. Tipici esempi di radiazioni sono la luce ed il calore. Esistono radiazioni che si propagano tramite onde meccaniche (onde sonore, elastiche, termiche, ecc.) in grado di viaggiare solo attraverso la materia, mentre le onde elettromagnetiche possono muoversi anche nel vuoto. In base ai loro effetti sulla materia le radiazioni si distinguono in radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, a seconda che possiedano o meno la capacità di interagire con atomi e molecole con formazione di ioni. Il livello di energia che discrimina le radiazioni ionizzanti dalle non ionizzanti è dell’ordine dei 10 eV (electron Volt).
Forma di energia che si propaga nello spazio alla velocità della luce (circa 300.000 km/sec). Si tratta di un fenomeno ondulatorio dovuto alla contemporanea propagazione di perturbazioni periodiche di un campo elettrico e di un campo magnetico, oscillanti in piani tra di loro perpendicolari. L’energia della radiazione dipende dalla lunghezza d’onda che può variare dalle onde radio (le meno energetiche) ai raggi gamma, passando per la luce visibile.
Radiazione laser (art. 214, lettera c, D.Lgs. 81/08)
Radiazione ottica prodotta da un laser.
Radiazione non coerente (art. 214, lettera d), D.Lgs. 81/08)
Qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazione laser.
Radiazioni dotate di sufficiente energia da poter ionizzare le componenti della materia e degli esseri viventi (atomi, molecole) con le quali vengono a contatto, cioè in grado di trasformare atomi o molecole, neutri dal punto di vista elettrico, in particelle atomiche cariche elettricamente, chiamate “ioni”. Esse possono avere due diverse origini: raggi alfa, beta, gamma, o anche neutroni da trasformazione nucleare dell’isotopo radioattivo di molteplici sorgenti (uranio, nichel, cobalto, iridio, tritio, i più noti), oppure radiazioni di tipo X prodotte da un generatore di corrente elettrica. La pericolosità delle radiazioni ionizzanti è legata ad un eventuale penetrazione all’interno dell’organismo che può avvenire:
per irradiazione esterna, vale a dire con l’esposizione del corpo a sorgenti esterne,
per contaminazione cutanea derivante dal contatto della pelle con sostanze radioattive,
per contaminazione interna derivante dalla incorporazione di sostanze radioattive all’interno dei tessuti viventi: ciò può verificarsi per via respiratoria, per via digestiva o attraverso l’acute (diffusione per via cutanea).
Le radiazioni non ionizzanti sono forme di radiazioni elettromagnetiche comunemente chiamate campi elettromagnetici che, al contrario delle radiazioni ionizzanti, non possiedono l’energia sufficiente per modificare le componenti della materia e degli esseri viventi (atomi, molecole). Le radiazioni non ionizzanti possono essere suddivise in:
Radiazioni ottiche (art. 214, lettera a), D.Lgs. 81/08)
Tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 Fm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse: radiazioni ultraviolette : radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 Fm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315-400 Fm), UVB (280-315 Fm) e UVC (100-280 Fm); radiazioni visibili : radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 Fm; radiazioni infrarosse : radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 780 Fm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA (780-1400 Fm), IRB (1400-3000 Fm) e IRC (3000 Fm – 1 mm).
Disintegrazione spontanea o provocata di un nucleo di un atomo accompagnata dall’emissione di particelle subatomiche e di radiazioni elettromagnetiche. Alcuni di questi atomi esistono in natura, come nel caso del radio, dell’uranio, del torio, ecc.. La radioattività può anche essere indotta artificialmente bombardando nuclei stabili con neutroni. Si possono così anche sintetizzare nuovi nuclei non presenti in natura. Le radiazioni emesse possono essere corpuscolate, come i raggi alfa, a carica positiva, costituiti da nuclei di elio (due protoni e due neutroni), i raggi beta, costituiti da elettroni (carica negativa) o positroni (carica positiva) dotati di grande velocità e i neutroni, privi di carica elettrica. Esistono poi radiazioni non corpuscolate, come i raggi gamma, elettricamente neutri, che sono radiazioni elettromagnetiche ad elevata energia.
Gas radioattivo prodotto dal decadimento dell’Uranio presente naturalmente nell’ambiente: graniti, tufi, pozzolane, ecc.). Il radon, appartenendo al gruppo dei gas nobili, è chimicamente inerte; è un gas molto pesante, inodore e incolore e viene considerato estremamente pericoloso per la salute umana se inalato.
Documento che presenta i risultati della prova eseguita da un laboratorio e altre informazioni ad essa relative.
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS (art. 2, lettera i), D.Lgs. 81/08)
Rappresentanza Sindacale Unitaria R.S.U.
Organismo sindacale presente in ogni luogo di lavoro, pubblico e privato e costituito da persone elette da tutti i lavoratori come rappresentanti sindacali in azienda.
Documento obbligatorio nel quale devono essere registrati tutti gli infortuni che avvengono in azienda. La tenuta del registro infortuni è prevista obbligatoriamente in tutte le aziende nelle quali siano occupati prestatori di lavoro subordinato e per tutte le attività pubbliche e private. Sul registro vanno annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano una assenza dal lavoro di almeno un giorno escludendo quello dell’evento. Non vanno invece registrate le malattie professionali. Il registro deve essere conforme al modello stabilito dal decreto ministeriale 12 settembre 1958 (e successive interpretazioni) e va vistato in ogni pagina dall’ ASL di competenza. Deve essere tenuto senza nessuno spazio bianco e le scritture devono essere fatte con inchiostro indelebile; non sono concepite abrasioni e le eventuali correzioni devono essere eseguite in modo che il testo sostituito sia comunque leggibile. Il registro deve essere conservato nel luogo di lavoro per almeno quattro anni dall’ultima registrazione o, se non usato, dalla sua ultima data della vidimazione.
Documento di natura normativa emesso dalla Comunità Europea di portata generale, ovvero diretto a tutti gli Stati membri. È direttamente applicabile all’interno delle singole legislazioni nazionali e non necessita di alcun atto di recepimento o di attuazione. I Regolamenti sono obbligatori in ogni loro elemento (obbligatorietà integrale), nel senso che gli Stati membri hanno l’obbligo di applicarli integralmente, senza deroghe o modifiche di sorta. Se non diversamente stabilito, i Regolamenti entrano in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della CEE serie “L”. A differenza delle Direttive, i Regolamenti comprendono anche le modalità applicative della legge.
Regolamento che riporta requisiti tecnici direttamente o tramite riferimenti, oppure incorporando il contenuto di una norma, una specificazione tecnica o un codice di pratica.
Hanno valore di legge e sono quindi obbligatorie diversamente dalle norme tecniche che hanno, invece, carattere volontario. Sono emesse dalle competenti autorità nazionali o sovranazionali (es. UE) e prescrivono quali sono i requisiti essenziali che certi prodotti devono presentare sia per la tutela della salute e della sicurezza dei consumatori o degli utilizzatori, sia per il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente.
R.E.L. Recommended Exposure Limit
Rapporto dettagliato, scritto od orale, svolto su un incarico, un’attività, un avvenimento o su un dato argomento.
Ciascuna delle caratteristiche necessarie e richieste affinché un prodotto/servizio risponda allo scopo.
Responsabile dei lavori (art. 89, lettera c), D.Lgs. 81/08)
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione RSPP (art. 2, lettera f), D.Lgs. 81/08)
Persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
Responsabilità sociale delle imprese (art. 2, lettera ff), D.Lgs. 81/08)
Integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.
Operazione di controllo, riesame accurato allo scopo di controllare e verificare errori, difetti e imperfezioni, apportando le eventuali e necessarie correzioni e modifiche .
Tutte le sostanze derivanti da attività umane o da cicli naturali, abbandonate o destinate all’abbandono. Sono classificati in rifiuti non pericolosi e pericolosi e possono avere origine urbana/domestica (provenienti dalle abitazioni o da altri insediamenti civili, nonché quelli giacenti su strade e aree pubbliche) o produttiva (derivanti da lavorazioni industriali e da attività agricole, artigianali, commerciali e di servizi).
Verifica del livello di rumorosità delle attrezzature e dei macchinari presenti nell’ambiente di lavoro. Essi costituiscono una prassi importantissima per garantire al lavoratore un ambiente vivibile e sicuro .
Rischio (art. 2, lettera s), D.Lgs. 81/08)
Metodo sistematico per valutare in modo approfondito e particolareggiato i rischi presenti in un ambiente di lavoro, per chiarire fenomeni complessi e per affrontare incertezze e lacune sulla loro origine. È un processo costituito da tre componenti interconnesse, costituite dalla valutazione, gestione e comunicazione del rischio (Proposta di regolamento del Parlamento europeo sulla legislazione alimentare).
Processo su base scientifica costituito da quattro fasi: individuazione del pericolo, caratterizzazione del pericolo, valutazione dell’esposizione al pericolo e caratterizzazione del rischio (Proposta di regolamento del Parlamento europeo sulla legislazione alimentare). È un processo di valutazione di tutti i possibili rischi derivanti da pericoli presenti sul luogo di lavoro, a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Consiste in un esame sistematico di tutti gli aspetti dell’attività lavorativa per stabilire cosa può provocare lesioni o danni, se è possibile eliminare i pericoli e, nel caso in cui ciò non sia possibile, quali misure preventive o di protezione devono essere messe in atto per controllare i rischi.
Avvenimento quale un’emissione, un incendio o un’esplosione di rilievo connessi ad uno sviluppo incontrollato di una attività industriale che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per l’uomo all’interno o all’esterno dello stabilimento, e per l’ambiente e che comporti l’uso di una o più sostanze pericolose.
RTECS Registry of Tossic Effects of Chemical
Registro degli effetti tossici delle sostanze chimiche del NIOSH (Istituto Nazionale per la Sicurezza e la Salute nel Lavoro) che raccoglie dati sulla tossicità delle sostanze chimiche.
Suono sgradevole, spesso dannoso, che costituisce un tipo di inquinamento con implicazioni tipicamente sanitarie in grado di causare alterazioni delle normali funzioni fisiologiche e di determinare condizioni di stress psicologico, di malessere generale e di disagio. Il rumore è la causa di insorgenza della patologia professionale più frequentemente denunciata in Italia: l’ipoacusia e sordità da rumori. La capacità uditiva si valuta mediante l’audiometria tonale, comprendendo anche la frequenza di 8.000 Hz. Questa tecnica permette di misurare in decibel la perdita dell’udito. L’orecchio con udito normale ha come livello sonoro di soglia il valore zero che indica l’intensità minima di suono percepibile. La perdita uditiva, o ipoacusia, espressa in decibel esprime la differenza tra il livello sonoro minimo che l’orecchio riesce a percepire e lo zero considerato, convenzionalmente, standard. La soglia uditiva, e quindi anche la perdita uditiva, si valuta di solito alle frequenze di 250, 500, 1000, 2000, 3000, 4000, 6000, 8000 Hz. In un soggetto con udito normale la curva che risulta dalla audiometria non si discosta eccessivamente dallo zero (comunque meno 25 dB).
Salute (art. 2, lettera o), D.Lgs. 81/08)
Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità.
Pena prevista per chi viola una legge. Nel caso di violazione di leggi su igiene e sicurezza sul lavoro è prevista una sanzione penale, che può portare anche alla condanna giudiziaria.
Sindrome provocata da un’intossicazione di piombo o di sali di piombo. Questa patologia si riscontra soprattutto in lavoratori appartenenti ad alcune categorie, quali operai adibiti a reparti industriali di verniciatura e smaltatura, minatori delle miniere di piombo, addetti all’industria del cristallo ed è considerata una malattia professionale. L’azione tossica del piombo avviene attraverso l’inspirazione o l’assorbimento per via cutanea e mucosa o attraverso l’apparato digerente di piombo metallico e organico. Il piombo si lega nel sangue ai globuli rossi e si deposita poi, spostando il calcio, nelle ossa, da cui può essere richiamato e rimesso in circolo in situazioni di stress, in caso di infezioni o di acidosi. Si deposita anche nel fegato, nei reni, nell’apparato urinario, nel sistema nervoso e nel sangue.
Tutte le sostanze chimiche e i preparati pericolosi commercializzati in Italia devono essere accompagnati da una scheda di sicurezza, compilata a cura e sotto la responsabilità di chi immette il prodotto sul mercato (fabbricante, importatore, distributore). La scheda deve fornire informazioni dettagliate sul prodotto, deve essere aggiornata con nuove e rilevanti informazioni sulla base delle conoscenze tecniche e scientifiche più recenti, deve essere redatta in lingua italiana e deve riportare la data di compilazione. La scheda dei dati di sicurezza deve contenere 16 voci obbligatorie, tra le quali gli elementi identificativi del prodotto e dell’azienda produttrice, le informazioni sulla composizione e sugli ingredienti, l’indicazione dei pericoli, le informazioni tossicologiche, le proprietà fisiche e chimiche, le misure di pronto soccorso ecc..
Segnale di avvertimento (art. 162, lettera c), D.Lgs. 81/08)
Un segnale che avverte di un rischio o pericolo.
Segnale di divieto (art. 162, lettera b), D.Lgs. 81/08)
Un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo.
Segnale di informazione (art. 162, lettera f), D.Lgs. 81/08)
Un segnale che fornisce indicazioni diverse da quelle specificate alle lettere da b) ad e) [segnali di avvertimento, divieto, prescrizione, salvataggio o soccorso].
Segnale di prescrizione (art. 162, lettera d), D.Lgs. 81/08)
Un segnale che prescrive un determinato comportamento.
Segnale di salvataggio o di soccorso (art. 162, lettera e), D.Lgs. 81/08)
Un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio.
Segnale acustico (art. 162, lettera n), D.Lgs. 81/08)
Un segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi vocale.
Segnale gestuale (art. 162, lettera p), D.Lgs. 81/08)
Un movimento o posizione delle braccia o delle mani in forma convenzionale per guidare persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo attuale per i lavoratori.
Segnale luminoso (art. 162, lettera m), D.Lgs. 81/08)
Un segnale emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o semitrasparente, che è illuminato dall’interno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una superficie luminosa.
Segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro (art. 162, lettera a), D.Lgs. 81/08)
Segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale.
Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro SPSAL
Strutture dell’Azienda U.S.L. (ora ASL- Azienda Sanitaria Locale) che, nel territorio di competenza, svolgono funzioni di prevenzione, vigilanza e controllo a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Servizio si configura come l’Organo di Vigilanza, anche in funzione di polizia giudiziaria, sull’applicazione delle specifiche norme di igiene del lavoro e di prevenzione infortuni.
Tutti i datori di lavoro sono obbligati a designare i lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, tenendo conto delle dimensioni dell’azienda ovvero dei rischi specifici dell’azienda e dell’unità produttiva. Il personale addetto al servizio antincendio deve essere formato, deve essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate. Il servizio può essere svolto direttamente dai datori di lavoro di: aziende artigiane e industriali fino a 30 dipendenti, aziende agricole e zootecniche fino a 10 addetti, aziende della pesca fino a 20 addetti, altre aziende fino a 200 addetti.
Servizio di prevenzione e protezione dai rischi (art. 2, lettera l), D.Lgs. 81/08)
Stato in cui il rischio di danno alle persone o alle cose è limitato ad un livello accettabile. Situazione nella quale il pericolo viene minimizzato grazie alla messa in atto di una serie di azioni preventive o difensive, che hanno come obiettivo l’integrità della salute psico-fisica dell’uomo nel lavoro e nella vita e che riguardano le seguenti aree di intervento: sicurezza degli impianti e delle macchine, igiene del lavoro, antincendio, ambiente esterno, sicurezza del prodotto. Nel mondo del lavoro organizzato, il compito di garantire la sicurezza dei lavoratori spetta al datore di lavoro.
Malattia professionale respiratoria dovuta al deposito nei polmoni di particelle di silicio libero inalate ed a conseguenti reazioni del tessuto vascolo-connettivale che forma strie e noduli fibrosi. Può colpire lavoratori che operano nelle miniere, nel traforo di gallerie, nelle cave, nei cementifici, nelle fonderie, nella frantumazione di pietre o che utilizzano la silice.
Simbolo o pittogramma (art. 162, lettera l), D.Lgs. 81/08)
Un’immagine che rappresenta una situazione o che prescrive un determinato comportamento, impiegata su un cartello o su una superficie luminosa.
Indizio di una malattia, elemento che caratterizza una malattia o una patologia.
Sistema che, applicato vicino al punto in cui si formano inquinanti (fonte), riesce a portarli via e a pulire l’aria.
Sistema di promozione della salute e sicurezza (art. 2, lettera p), D.Lgs. 81/08)
Complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.
Livello di esposizione a un agente chimico o fisico al di sotto del quale non si verificano effetti nocivi per l’organismo, dimostrabili con le tecniche più sensibili a disposizione.
Sorveglianza sanitaria (art. 2, lettera m), D.Lgs. 81/08)
Definizione della grandezza delle componenti in frequenza, contenute in un segnale sonoro.
Esame che consente di valutare la capacità polmonare e la funzionalità respiratoria di un individuo.
Gruppo di persone incaricato di attuare le misure di prevenzione incendi, di lotta antincendio e di gestione delle emergenze.
Complesso di reazioni individuali provocate da fattori ambientali e sociali a causa dei quali possono scatenarsi nel soggetto alterazioni del comportamento e disturbi psicosomatici. Secondo recenti statistiche il 60% dei lavoratori sono colpiti da stress.
Sensazione data dalla vibrazione di un corpo in oscillazione. Tale vibrazione, che si propaga nell’aria o in un altro mezzo elastico, raggiunge l’orecchio all’interno del quale, attraverso un complesso meccanismo interno, si trasforma sensazione uditiva direttamente correlata alla natura della vibrazione.
TCDD (Tetraclorodibenzo-p-diossina o Diossina)
Sostanza cancerogena responsabile della contaminazione della popolazione a Seveso, a seguito dello scoppio del reattore dell’ICMESA il 10 luglio 1976. In conseguenza a questo disastroso evento venne emanata dalla CE la Direttiva 84/501(detta “Seveso”) relativa ai rischi di incidenti rilevanti, recepita in Italia con il D.P.R. 175/88.
TEP Tonnellata Equivalente di Petrolio”
Unita di misura dell’energia introdotta per facilitare il confronto tra le varie fonti energetiche ed il petrolio. La TEP è definita come la quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio.
Indica una sostanza in grado di modificare o alterare il normale sviluppo del feto durante la gravidanza, causandone malformazioni.
Indica la massima concentrazione degli agenti nocivi presenti nel luogo di lavoro alla quale i lavoratori possono essere esposti 8 ore al giorno, ogni giorno, per tutta la vita lavorativa, senza effetti negativi per la salute.
Capacità di una sostanza o di un preparato di produrre effetti negativi sull’organismo sia animale sia umano. Sostanze ad elevata tossicità possono provocare disturbi o danni anche con quantitativi molto bassi mentre, al contrario, occorrono livelli elevati per provocare effetti nocivi con sostanze a bassa tossicità. Si parla di tossicità acuta, quando l’effetto si manifesta in tempi brevi (minuti, ore o giorni) e di tossicità cronica quando l’effetto si manifesta a distanza di tempo.
Termine originariamente utilizzato per indicare qualsiasi processo patologico che si manifestasse con la tumefazione di una parte del corpo. Oggi è sinonimo di neoplasia, cioè neoformazione derivante dalla proliferazione cellulare di elementi di un tessuto normale preesistente. Il termine cancro che nel linguaggio comune è sinonimo di tumore maligno, indica nel linguaggio medico un tumore maligno di origine epiteliale (cioè neoplasia originata dagli epiteli di rivestimento della cute e delle mucose), detto anche carcinoma.
Valore medio ponderato sul tempo, in genere sulle 8 ore lavorative, riferito al valore limite di esposizione ad un agente chimico, fisico o biologico presente sui luoghi di lavoro.
Operatore con compiti e poteri di polizia giudiziaria all’interno dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPSAL)(1). I compiti di polizia giudiziaria in questo settore sono: potere di accesso, di diffida, di sequestro. (1) vedi definizione
Unità produttiva (art. 2, lettera t), D.Lgs. 81/08)
Uomini-giorno (art. 89, lettera g) D.Lgs. 81/08)
Entità presunta del cantiere rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione dell’opera.
Via di fuga, uscita o passaggio che immette in un luogo sicuro.
Valore che, riferito a qualsiasi tipo di inquinamento (es. rumore, presenza di sostanze nell’aria, ecc.), segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana e per l’ambiente. Detto valore non deve essere superato.
Valore di azione [per esposizione a campi elettromagnetici] (art. 207, lettera c), D.Lgs. 81/08)
L’entità’ dei parametri direttamente misurabili, espressi in termini di intensità di campo elettrico (E), intensità di campo magnetico (H), induzione magnetica (B) e densità di potenza (S), che determina l’obbligo di adottare una o più delle misure specificate nel presente capo. Il rispetto di questi valori assicura il rispetto dei pertinenti valori limite di esposizione.
Termine utilizzato per indicare il livello di concentrazione di un determinato composto nelle varie matrici (suolo, acqua, aria, alimenti ecc.) che deve essere rispettato per prevenire, evitare o ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e/o sull’ambiente nel suo complesso.
Termine utilizzato per indicare il livello di concentrazione massima di un determinato composto nelle varie matrici (suolo, acqua, aria, alimenti ecc) che non deve essere superato per prevenire, evitare o ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e/o sull’ambiente nel suo complesso.
Valore limite [di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni] (art. 234, lettera c), D.Lgs. 81/08)
Se non altrimenti specificato, il limite della concentrazione media, ponderata in funzione del tempo, di un agente cancerogeno o mutageno nell’aria, rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore, in relazione ad un periodo di riferimento determinato stabilito nell’ALLEGATO XLIII.
Valore limite di esposizione [a radiazioni ottiche] (art. 214, lettera e), D.Lgs. 81/08)
Limiti di esposizione alle radiazioni ottiche che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche siano protetti contro tutti gli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute conosciuti.
Valore limite di esposizione [a campi elettromagnetici] (art. 207, lettera b), D.Lgs. 81/08)
Limiti all’esposizione a campi elettromagnetici che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti ai campi elettromagnetici sono protetti contro tutti gli effetti nocivi a breve termine per la salute conosciuti.
Processo scientifico e sistematico attraverso il quale si analizzano e si giudicano, al termine o a scadenze prefissate, le risorse impiegate, le attività svolte (efficienza) ed i risultati raggiunti, in relazione agli obiettivi stabiliti nel programma stesso (efficacia).
Valutazione dei rischi (art. 2, lettera q), D.Lgs. 81/08)
La CE stabilisce come valutazione di esposizione (Exposure assesment) “la determinazione delle emissioni, vie e grado di mobilità di una sostanza e della sua trasformazione e degradazione, al fine di stimare le concentrazioni o dosi a cui le popolazioni umane e i comparti ambientali sono o possono essere esposti”.
Sostanze evaporate nell’aria da liquidi (es. da liquidi riscaldati, da solventi ecc.). Sono formati da goccioline molto piccole nell’aria (detti anche nebbie).
Ricambio dell’aria in ambienti chiusi. Può essere naturale o artificiale. La ventilazione naturale è quella che avviene attraverso porte e finestre; si parla di ventilazione artificiale quando vengono usati, invece, mezzi meccanici (aspiratori, estrattori ecc.). La ventilazione è un mezzo importante per mantenere sana l’aria degli ambienti di lavoro. Quando l’aria viene fatta circolare all’interno di sistemi di depurazione (con raffreddamento o meno) si parla di condizionamento dell’aria.
Documento compilato dagli Organismi di Vigilanza durante un sopralluogo nel quale vengono registrate le eventuali violazioni riscontrate ad articoli di legge riguardanti l’igiene o la sicurezza sul posto di lavoro. Nel verbale sono riportate le indicazioni da attuare e i tempi massimi di adempimento che il Datore di lavoro è obbligato a rispettare per mettersi in regola. Trascorso il periodo concesso, l’Ispettore ripete il sopralluogo per verificare l’adempimento delle prescrizioni.
Percorso che conduce ad un luogo sicuro o ad un’uscita di sicurezza e che risulta percorribile in caso di evento calamitoso.
Movimento oscillatorio, di piccola ampiezza ed elevata frequenza, attorno ad un punto di equilibrio.
Vibrazioni trasmesse al corpo intero (art. 200, lettera b), D.Lgs. 81/08)
Le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide.
Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (art. 200, lettera a) D.Lgs. 81/08)
Le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell’uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari.
Videoterminale (VDT) (art. 173, lettera a) D.
Lgs. 81/08) Uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato.
Zona pericolosa (art. 69, lettera c), D.Lgs. 81/08)
Qualsiasi zona all’interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello stesso.
Malattia infettiva, trasmessa direttamente da animali, specie da quelli domestici. Le zoonosi sono numerose, fra esse la rabbia, la salmonellosi e la tubercolosi trasmesse dal cane; la tubercolosi bovina, la brucellosi, la febbre Q, l’afta epizootica trasmesse da ruminanti; la psittacosi trasmessa dagli uccelli (pappagalli), il tifo petecchiale, la peste, la tularemia trasmesse dai topi, ecc..