Source: http://www.olivierobeha.it/articoli/2005/05/1069n
Timestamp: 2016-10-25 15:34:27+00:00
Document Index: 56940455

Matched Legal Cases: ['art 3', 'art. 5', 'art. 3', 'art 15', 'art. 15', 'art. 15']

Aiutateci | Oliviero Beha
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"Fanatico ? colui che non pu? cambiare idea e non intende cambiare argomento." (W. Churchill)------
sono un lettore della sua rubrica, e avrei davvero piacere di portare alla Sua conoscenza una situazione che mi sta recando non pochi disagi, situazione alla quale mi tocca sottostare, che non solo ho creato io, ma dalla quale sembra non vi sia possibilit? di uscita.Mi riferisco alla fattispecie paradossale che ? vissuta da chi non ha commesso nessun reato aberrante ma solamente ha dato un anno e pi? a servizio della gente intorno a lui, con la sola gratificazione di sentirsi insultato da chiunque, dalle istituzioni in primis per non parlare delle FFAA. Per fortuna o purtroppo, non ? solo un problema mio ma anche di migliaia di giovani e no che hanno dovuto/potuto scegliere tra adempiere al cd servizio militare ed adempiere al servizio sostitutivo civile, previsto dalla legge 230 del 1998.
Solo l’opinione di un grande giurista ed esperto di diritto pu? fare un po? di chiarezza, anche solo valutando la concretezza e rilevanza delle mie osservazioni, in merito a servizio militare e civile tra parit? di trattamento vera o presunta.
Come non solo tutti i miei amici, anche io insieme a migliaia di giovani ho scelto di assolvere il servizio civile nonostante avessi potuto beneficiare del rinvio per studi, opzione che valutata ora, mi avrebbe evitato non pochi ripensamenti.
La mia scelta ? stata motivata dalla volont? a non ?sprecare? un anno di servizio, ma bens? utilizzandolo per la gente vicino a me, unendo il dovere alla continuazione degli studi universitari. Pecca del mio ragionamento ? stata la leggerezza con cui ho firmato la richiesta, pensando solo al porto d’armi forse relativamente all’idea della caccia e nient’altro, e senza ragionare sulle conseguenze che questa strada porta non per alcuni anni ma bens? per tutta la vita, senza pensare che molti lavori assolutamente non violenti, possono essere svolti solo da chi non ha questo status di “odc”.
L’aver poi intrapreso gli studi in giurisprudenza, unita ad una serie di esperienze vissute, mi hanno portato ora a credere di aver fatto un errore ad aver cosi limitato le mie strade e mi hanno portato a riflettere molto sulla mia situazione che ritengo non giusta sotto molti aspetti che ora prover? ad elencare. Presupposto di questa mia dissertazione ? la volont? di essere sottoposti e dare vera vigenza all’art 3 cost. che stabilisce l’uguaglianza formale e sostanziale dei cittadini. (“…tutti i cittadini hanno pari dignit? sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, … condizioni personali e sociali. E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert? e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.)
Premessa doverosa a tutta questa mia analisi ? che non mi pento assolutamente del servizio da me svolto, e ritengo chiacchiere tutte quelle parole usate da molti sul servizio civile come attivit? per rammolliti che preferiscono starsene a casa piuttosto che faticare in quanto sono parole sulla bocca di chi il servizio civile non solo non lo ha fatto, ma probabilmente nemmeno conosce le caratteristiche che lo contraddistinguono. Io ho svolto con grande senso del dovere 10 mesi della mia vita in un centro disabili vedendo scene che forse avrebbero schoccato anche il pi? rude militare, ho parallelamente portato la mia opera in un centro anziani ed in un?asilo aggiungendo al mio orario una notevole porzione di volontariato e rinunciando volontariamente a licenze non obbligatorie che avrei benissimo potuto sfruttare a fine servizio, unito ad un corso di chitarra volontario da me svolto in un centro del comune. Questa ? la risposta che cordialmente do al disprezzo che le FFAA spesso ci rivolgono, come se noi disprezzassimo il loro anno di servizio.
Sono e sar? sempre fiero del mio lavoro, e se proprio vogliamo metterla in termini patriottici, credo di aver servito con onore lo stato Italiano. E? doveroso per? fare una prima distinzione tra quello che il servizio civile era e rappresentava negli anni 70, periodo di una sua prima riconoscenza, ed oggi. Le prime manifestazioni del servizio civile, come Lei sapr? meglio di me, sono dovute alla determinazione di persone dotate di grandi principi ed ideali (le prime avvisaglie sono gi? nel 1948), che hanno subito una serie di ingiustizie per veder riconosciuto dallo Stato il loro vero essere. Dagli anni 70 ad oggi, c’? stata una sempre maggiore apertura ed accettazione del servizio civile stesso, fino ad arrivare ai giorni nostri (io ho assolto il servizio nel 2002 ) in cui fare il servizio civile ? visto quasi come la “normalit?”, in quanto l’opinione diffusa della sua maggiore utilit? sociale rispetto del servizio militare in senso proprio, ha fatto si che circa 8 giovani su 10 optarono per questa opzione, forse staccandosi un po? dai valori originari che la posero in essere e forse senza valutare troppo le conseguenze, che all’inizio sembrano inesistenti ma che invece sono pesanti, permanenti ed ineliminabili? troppo se si pensa che sono dovute per l’aver prestato comunque un periodo di tempo maggiore rispetto al servizio militare, e non in relazione a qualche azione subdola e malvagia commessa.
Palese riconoscimento di una riduzione dell?ideologia portante del servizio civile, la si pu? anche notare nel diverso modo di formulazione presente tra la legge 230/98 rispetto alla legge 64/01, nei punti da me evidenziati.
Se per molti il bilanciamento della scelta ? stato orientato dalla prestazione del servizio nel comune di residenza, ci tengo a precisare che non solo questo ? avvenuto solo negli ultimi anni, ma ricordo che il servizio sostitutivo ha sempre avuto come caratteristica una maggiorazione temporale che ha sfiorato i ventisei mesi ai suoi inizi, e questo per dire che non credo sia mai stato regalato nulla agli odc. L’ultimo periodo di vigenza della leva ha per assurdo fatto si che numerosi richiamati fossero congedati per il cd “esubero”, e i pochi richiamati potevano dopo il CAR trasferirsi nel proprio comune. Dei 2 giovani su 10 che hanno scelto il servizio militare classico, (parlo dell’anno in cui io ho svolto il servizio) almeno 1 veniva congedato, se non tutti e due a fronte invece delle 8 chiamate effettive determinate da motivi di utilit? sociale.
La cosa che pi? contesto, ? che trovo utopico ed ingiusto pensare che una persona non cambi negli anni, quindi come ? possibile che una scelta fatta intorno a 18 anni vincoli per tutta la vita. Chiunque pu? facilmente dimostrare allo Stato italiano che purtroppo non si possono avere 18 anni per tutta la vita, e che sarebbe innaturale e spaventoso pensare che la mia mente negli anni non subir? mai nessuna variazione in termini di pensieri ed opinioni, in quanto vi ? un?evoluzione psichica che non per forza deve essere connessa ad incoerenza. Ora mi viene da chiedermi se siamo cosi sicuri che oggi come oggi debba sussistere per forza questa correlazione assoluta tra servizio civile ed obiezione di coscienza. Se i due servizi sono stati equiparati, come mai soltanto uno comporta gravi pendenti anche dopo il suo espletamento? Anche nel sistema universitario con l’introduzione della riforma che ha previsto la nascita della laurea triennale, si ? equiparata la vecchia laurea quadriennale con la laurea specialistica 3+2, e l’equiparazione ? ed ? definita piena. Se si fosse stabilito che le due lauree sono si equiparate, ma che a chi ? in possesso della quadriennale non sono permesse tutte quelle professioni come l’avvocatura, il notariato piuttosto che la magistratura si potrebbe parlare sempre di “equiparazione” ? Se il nostro stato si basa sulla parit? di trattamento, come mai ad un militare in congedo non ? vietato fare domanda in un centro anziani o in un centro per disabili ? e al contrario, come mai per chi ha svolto il servizio militare non c’? l’obbligo di avere il porto d’armi ? Questa situazione non ? palesemente ingiusta ? Un militare in congedo pu? capire che quella vita non fa per se, e pu? tranquillamente partecipare ad un concorso per assurdo come assistente sociale,e pu? decidere di NON richiedere mai il porto d’armi mentre in nessun modo, e ripeto in nessun modo un obiettore pentito pu? fare il contrario. Per non parlare del fatto che da quest?anno verr? sospesa la leva obbligatoria, e nessuno sar? pi? chiamato a dichiarare la propria ideologia, ma chi ha fatto il servizio in passato continuer? ad essere marchiato.
Voglio porre ulteriormente la vostra attenzione su questo sunto tratto dalla legge, apparso sul sito internet ufficiale dell?UNSC, relativo alla sospensione della leva, che credo meglio di ogni altro documento possa provare l?ingiustizia che si trovano a subire gli odc unito alla forte discriminazione. Si comunica che, a seguito della sospensione della leva obbligatoria, la disposizione di cui all?art. 5, comma 4 della legge 64 del 2001, che limitava l?ammissione al servizio civile volontario alle donne e ai riformati, ? venuta meno.
Pertanto, ai sensi dell?art. 3, comma 1 del decreto legislativo 5 aprile 2002, n.77(entrato in vigore a seguito della conversione del decreto legge 9 novembre 2004, n. 266), tutti i cittadini italiani, muniti di idoneit? fisica, che abbiano compiuto il diciottesimo anno di et? e non superato il ventottesimo, possono presentare domanda per partecipare alle selezioni di volontari da impiegare in progetti di servizio civile Si evidenzia quindi che potranno presentare domanda anche coloro che hanno assolto l?obbligo di leva, nella forma del servizio armato o del servizio civile, purché in possesso dei requisiti richiesti nei relativi bandi.
Credo che nulla come questo sia un calcio in faccia agli obiettori che, a fronte di un ottimismo immotivato, si vedono ribadire a chiare lettere che grazie alla sospensione della leva obbligatoria non hanno pi? motivo di esistere le limitazioni all?accesso al servizio civile , che ora ? possibile non solo alle donne ed ai riformati ma anche chi ha assolto la leva con il servizio armato. Ebbene si, avete proprio letto bene. Il servizio civile, che prima era visto come scelta cosi vergognosa e che doveva essere fatta solo da chi ? contrario all?uso delle armi in modo tale da non poter nemmeno vedere il tiro al piattello come sport preferito, ora ? possibile anche per chi ha svolto il servizio militare.
E? questa la nostra concezione di giustizia e di pari opportunit? ? Ora chiunque ha fatto il servizio militare, e quindi la sua scelta, si trova libero di essere ammesso al servizio civile volontario, percependo uno stipendio finanziato dalle casse dello Stato mentre gli ex obiettori si trovano tuttora vincolati, nonostante la sospensione della leva che fa si che non esistano pi? ?obiettori? per tutta la vita ai limiti imposti dall?art 15 legge 230. Per di pi? chi ha svolto il servizio civile pu? addirittura vedersi scavalcato nella richiesta di essere ammesso allo svolgimento dello stesso (questa volta pagato) proprio da chi ha fatto il servizio militare, senza che la legge consenta la stessa cosa per un ex odc che partecipi e magari superi un ex militare in un concorso in polizia o guardia di finanza.
Credo che tutto questo sia iniquo ed umiliante. Le mie convinzioni personali di giustizia mi portano ad essere concorde con quanto espresso dal sito www.serviziocivile.it, ma almeno in condizioni di reciprocit?, nel senso che decadono le limitazioni per chi ha optato per il servizio militare in concomitanza di un decadimento dei limiti art. 15 per chi ne faccia richiesta. Mi chiedo come sia possibile che nessuno di dovere abbia notato questa ingiustizia, e mi chiedo come sia possibile che nessuno di dovere sappia che l?Italia ? uno dei pochi paesi in Europa a trattare in modo cosi gretto ed umiliante il servizio civile.
Riflettendo e divagando ancora sulla possibilit? di ?cambiare idea?, mi sono imbattuto nella figura ideologica per eccellenza, ossia il sacerdozio.
La religione cattolica, dalla quale ho tratto informazioni per comodit?, ci offre spunto di chi fa della morale e dell?ideologia non un anno di servizio obbligatorio, ma tutta la vita, giacendo a regole ferree imposte dallo stesso diritto canonico.
Se gi? le sacre scritture hanno dato numerosi esempi di conversioni ideologiche (parabola del cd ?figliol prodigo? ), ? dimostrabile che la religione cattolica si fonda, perlomeno a parole, sulla possibilit? di pentirsi e sul rispetto e accettazione del pentimento stesso. Anche la figura di sacerdote offre una possibilit? (anche se l?ordine ? un sacramento irrevocabile) di ritornare sui propri passi spretandosi, e venendo meno agli obblighi di celibato e castit?. Che senso avrebbe un sacerdote che ha perso la vocazione ?
Non si pu? poi non parlare della ?normalizzazione? che il servizio civile ha subito negli ultimi anni, facendo si che diventasse, oltre ad un diritto, anche un fenomeno mediatico e sociale, sponsorizzato dai media ed apprezzato dalla gente.
La vita ? fatta di scelte, e le scelte sono costituite da un grande mercato, che fa incontrare domanda e offerta nei campi pi? diversi. La configurazione degli individui come soggetti pensanti, gli fa avere delle preferenze di un certo tipo rispetto alle altre, ma sempre cercando tra le varie offerte disponibili.
La maggior parte delle scelte che ci sembrano vere ed originali, sono in realt? scelte adattative, ossia dipendenti dal contesto in cui esse vengono prese. Ogni decisione viene fatta in base ad un?elaborazione successiva ad uno stimolo che ci viene dato. Spesso pensiamo di essere liberi di vestirci come pi? ci pare, ma invece ci siamo solo adattati a quello che qualcun altro ha deciso di produrre, commercializzare e vendere. Le persone si sentono pi? felici se indossano abiti di un certo tipo, ed il tipo di preferenze varia da epoca ad epoca e da societ? a societ?. L?idea di indossare scarpe solitamente utilizzate agonisticamente negli sport automobilisti, avrebbe fatto sorridere non pochi solamente qualche anno fa, eppure oggi siamo abituati a vederle indossate da molti per il solo fatto che una nota marca ha deciso di commercializzarle al grande pubblico come prodotto innovativo.
Come si pu? non pensare che molti abbiano scelto il servizio civile in quanto pubblicizzato ed offerto dai mass media? La persona media, ossia quella senza particolari ideologie, ? spesso influenzata dalle scelte fatte dagli altri soggetti. Se immaginiamo una tavolata di dieci amici, nove dei quali ordinano con sicurezza una pizza margherita al cameriere, probabilmente il restante soggetto preferir? accodarsi al gruppo piuttosto che andare in controtendenza ed ordinare una pizza diversa, nonostante sia consapevole che agli altri tavoli sono degustate pizze migliori. E? quello che in psicologia viene definito ?forza del gruppo?, capace di orientare e delineare scelte e decisioni. Il grande giurista Savigny, nella sua opera “LA VOCAZIONE DEL NOSTRO SECOLO PER LEGISLAZIONE E GIURISPRUDENZA” si oppone fermamete al progetto di introdurre un codice su base del Code Napoleon, in quanto codificare il diritto equivarrebbe a cristallizzarlo. Il diritto ? come il prodotto dello spirito popolare che si evolve con l’evolversi della societ?, codificare il diritto sarebbe come bloccarlo ed impedirgli il suo naturale adeguamento ci? che succede intorno. Tutti noi siamo abituati a vedere la legge come un punto saldo di coerenza e fermezza, eppure anche la legge presenta le sue incertezze, spesso nascono grandi dubbi nel capire ci? che la legge prescrive e spesso si notano lacune ed antinomie. Se nemmeno la legge resta ferma e statica e al contrario l’idea di un diritto immobile e fisso per tutte le generazioni ? idea assurda, in quanto il tempo muta ogni situazione ed ogni cosa, se persino alle norme ? data la possibilit?, se non il dovere di cambiare, di mutare con il tempo , come ? possibile che non si capisca il cambiamento che ogni persona naturalmente subisce ? Come ? possibile cercare di vincolare per sempre una scelta fatta in un periodo preciso della vita ?
Se si prevede che la societ? si evolva, come si pu? impedire che si evolvano anche le pi? profonde convinzioni morali e personali che la nostra stessa costituzione tutela ed incoraggia ?
Nella mia situazione attuale non mi sono pentito del servizio civile in sé, che ritengo momento di grande crescita fisica e morale, ma solo delle conseguenze che mi trovo a subire, per tutta la vita e cosa pi? grave non c’? nessun costo da pagare per eliminarle.
Io ho sempre creduto nello stato di diritto grazie soprattutto ai miei studi, ho sempre creduto che la legge in qualche modo cercasse di limitare le differenze e aiutasse i pi? deboli. Viviamo in uno stato dove persone con omicidi alle spalle, si “pentono” e godono del rispetto e della protezione dello stato, viviamo in un mondo dove si pu? tranquillamente costruire una villa bi-familiare con annesso parcheggio multipiano in una zona ad interesse storico o in un parco naturale per poi vedere un condono che da simbolicamente una pacca sulle spalle ai trasgressori, riabilitandoli come persone degne di rispetto, siamo nelle mani di politici che facilmente cambiano idee, partito e altro. La stessa legge 230 stabilisce che possono presentare domanda allo svolgimento del servizio coloro i quali non abbiano presentato domanda da almeno due anni nelle FFAA. Allora, se la legge prende in considerazione un cambio di idea, perché questo ? solo in un senso ?
In ogni situazione, anche la pi? terribile c’? un prezzo da pagare per poter rimettersi in carreggiata e per poter cambiare la propria situazione, ma ad un ragazzo che non ha commesso niente di tutto questo e che si ? solamente pentito di aver autolimitato i propri diritti in virt? di un anno dato agli altri non ha modo per tornare indietro e sar? odc per sempre anche se qualcosa dentro di sé ? radicalmente cambiato.
Questa cosa ? la realt? ed a parer mio palesemente ingiusta … non dico che il passaggio da obiettore di coscienza a non obiettore debba essere gratuito, per? come ? possibile restare vincolati senza uscita per una scelta fatta in giovane et? ? Come mai non ? possibile richiedere in caso estremo, di svolgere piuttosto il servizio militare per poter riottenere i propri diritti? Anche per chi ? dichiarato “fallito” le limitazioni sono comunque temporanee.
Questo fatto mi fa sentire stupido e in un certo senso inferiore rispetto a persone della mia stessa et?. Se solo avessi aspettato il normale decorso della mia carriera universitaria non sarei in questo pasticcio; da gennaio nessuno sar? pi? costretto a fare la sua scelta, e il servizio civile volontario addirittura non comporter? l’obiezione di coscienza.
Io sinceramente, come credo molti altri , non ho questo rifiuto categorico per le armi in senso stretto, e non vedo necessariamente un’incoerenza il fatto di aver fatto il servizio civile con un eventuale lavoro nel corpo di polizia o nella guardia di finanza per non parlare dei vigili del fuoco, che saranno si corpi cd militarizzati, ma i loro compiti e la loro veste istituzionale non hanno molto a che vedere con i militari in senso stretto. Sicuramente ero consapevole di quello che facevo quando ho firmato la mia richiesta, ma ripeto, chi non cambia idee nella vita?
Messa in questo modo sembra che si stia parlando di uso delle armi in modo illegittimo … Si potrebbe allora dire che ad un obiettore di coscienza non pu? essere riconosciuta la scriminante di legittima difesa, ma che in quanto contrario all’uso di qualsiasi arma, non pu? che restare inerme di fronte ad un’aggressione .
Sto tuttora analizzando come viene gestito il servizio civile nel sistema giuridico tedesco, ma una mancanza di tempo ha fatto si che non possa ancora inserire le mie conclusioni in questo lavoro. Credo comunque di aver reso l?idea di cosa intendo dire e dimostrare.
Le scrivo tutte queste cose, solamente segnalare la disparit? di trattamento che oggi c’? a fronte della sospensione della leva, soprattutto a seguito di due pareri totalmente diversi del consiglio di stato. Il meno recente parere infatti, vedeva l’obiezione di coscienza alla pari di un diritto soggettivo e asseriva che se il titolare manifesta chiaramente la volont? di volervi rinunciare a fronte di un’iscrizione nei registri di leva, non si pu? ignorare la richiesta. Da qui molteplici richieste all’ente nazionale per il servizio civile (soprattutto in concomitanza dell’abolizione della leva) ,un nuovo parere controcorrente ed interrogazioni parlamentari con tanto di chiarimento del Ministro Giovanardi il quale smentisce ogni possibilit? di revoca dello status di obiettore di coscienza, per rispetto (dal discorso del Ministro ) agli obiettori che sacrificando loro stessi hanno permesso di far nascere questa figura. Il ministro dice che l’obiettore non pu? dire di aver giocato, e di essersi nascosto dietro l’obiezione per evitare il servizio militare, quindi non sono accoglibili richieste di revoca. Io mi chiedo … il ritenere il servizio civile come un modo per scappare, non ? poco dignitoso per il servizio stesso che la legge equipara ? Mi sembra che la scelta non sia tra il servizio militare e lo stare a casa, ma bens? l’adempiere ad un servizio temporaneamente maggiore che solo ultimamente veniva svolto nel proprio comune in parallelo con il sempre pi? raro compimento della cd leva.
Io non dico che un eventuale passaggio deve essere gratuito , ci potranno essere sicuramente dei costi, ma ritengo molto ingiusto, di l? della scomparsa della leva che sia impossibile tornare indietro sulla scelta fatta.
Non credo che sia giusto che per situazioni direi uguali si adottino due pesi e due misure, soprattutto quando vi ? una tale sproporzione. Mi schiero anche a favore di chi avendo optato per il servizio militare classico, non possa pi? fare retromarcia durante e dopo il servizio, possibilit? che ? data (se utilizzata nei primi mesi di servizio) a chi si ? dichiarato odc.
Tutta noi gente comune vede nella legge un modo utile per avere tutti pari opportunit?, speranza troppo spesso assente nella stessa.
Io sono consapevole che anche lo Stato pi? democratico, in situazioni di emergenza, pur di salvaguardare beni immateriali supremi da sempre ha sacrificato beni altrettanto importanti non di pari rango. Ad esempio dopo le stragi di mafia del 1990 si ? creata una situazione di allarme sociale tale che ? stata emanata una legislazione ( mi riferisco all?articolo 41 bis ss dell?ordinamento penitenziario) palesemente anticostituzionale ma che nessuno si ? mai sognato di mettere in discussione proprio perché tale legislazione, non solo si autogiustificava fondandosi sul comune senso di ripugnanza verso il fenomeno mafioso ma, nel momento in cui era tesa a salvaguardare interessi di rango costituzionale, riceveva un?indiretta legittimazione proprio dalla stessa costituzione. Discorso analogo, volto a bloccare chi vuole fare il ?furbo?, ? stato probabilmente fatto in materia di un argomento altrettanto serio come la difesa ed il rispetto della patria, unita alla massiccia paura che molti scegliessero il servizio civile per scappare da quello militare. Tutto questo ha portato alla frettolosa e confusa approvazione della suddetta legge, dove ? chiaro il tentativo di evitare una deriva verso il servizio civile mediante deterrente, costituito dall?art. 15 legge 230 unito al divieto di porto d?armi. Probabilmente questi deterrenti, anticostituzionali, hanno ricevuto anch?essi indiretta legittimazione in quanto derivanti alla difesa del bene Patria. Lei cosa ne pensa ? Ritiene giusto che non si data possibilit? di cambiare idea a chi si ? dichiarato odc, mai in tutta la sua vita quasi come se si cercasse di punirlo? Crede altres? che in seguito all?introduzione della leva volontaria, quei deterrenti/limitazioni abbiano ancora ragione di esistere?Di esempi se ne potrebbero fare tanti, nei piu svariati argomenti. Io sono ad esempio sicuro che il MInistro Giovanardi abbia avuto alcune fidanzate prima di trovare la donna giusta per lui, ossia l’attuale moglie. Come lui ha sentenziato a noi, si potrebbe dire anche di lui che ? persona poco seria, in quanto avrebbe dovuto sposare solo la prima fidanzata avuta. Un uomo “non pu? dire di aver finto” e se dice “ti amo” questa scelta durer? tutta la vita. Una persona ragionevole a questa cosa invece risponde che ad un matrimonio ci si arriva dopo molto tempo e razionalit?, e che non v’? nessun peccato nel non aver sposato tutte le donne avute nella vita in quanto le cose spesso cambiano molto n fretta, e una cosa certa e sicura ad un tempo determinato , pu? vacillare e diventare contraria qualche tempo dopo.
Questo ? quello che parte delle 800.000 pesone che negli anni hanno obiettato si trovano a vivere. Noi chiediamo solo una piccola possibilit? di eliminare un disagio da noi causato, chiediamo che ci sia anche un piccolissimo spiraglio per tornare sui propri passi. Sicurametne non lo faranno tutti, ma per favore date la possibilit? anche a pochi di farlo. In fondo all’inizio la possibilit? di obiettare era data a fronte di un costo di 26 mesi di servizio . Per assurdo date la possibilit? di fare 26 mesi di servizio militare a chi si ? gi? fatto il servizio civile ma che ora si sente fuori posto.
Mentre la ringrazio enormemente per la pazienza e la disponibilit?, spero davvero di ottenere comprensione. In fondo chiediamo solamente un piccolo spiraglio di possibilit? di tornare indietro da una situazione di disagio da me stesso causata.
Boero Fabio