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Timestamp: 2018-05-21 08:44:16+00:00
Document Index: 168325361

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 24', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 125', 'art. 26']

novembre | 2010 | Ripdico | Rivista Parlata di Diritto Concorsuale e Commerciale
Giurisprudenza concorsuale – n. 1.10
Cass. civ. Sez. I, 11/11/2010, n.22915
RIFERIMENTI NORMATIVI: RD 16/03/1942, n. 267, art. 67 – CONTO CORRENTE – FALLIMENTO
La causa negoziale del contratto di apertura di credito bancario consiste nell’assunzione dell’obbligo da parte della banca di mantenere una somma di denaro, per un certo periodo di tempo, a disposizione del cliente il quale, se non è diversamente pattuito, può servirsi in più volte della somma per poi ricostituire la sua disponibilità con successivi versamenti. Se, invece, è esclusa la possibilità per il cliente di riutilizzare i successivi versamenti, il contratto bancario rappresenta solo in apparenza un contratto di apertura di credito. In tal caso, infatti, unico scopo del negozio è quello di consentire alla banca di recuperare i crediti nei confronti del cliente, venutosi a trovare in una situazione di difficoltà economica e, quindi, i versamenti effettuati nei limiti dell’apertura di credito, avendo natura solutoria e non ripristinatoria, possono essere oggetto di azione revocatoria.
Trib. Novara, 11/11/2010
RIFERIMENTI NORMATIVI: RD 16/03/1942, n. 267, art. 24
L’art. 24 L. Fall. attribuisce alla competenza del Tribunale che ha dichiarato lo stato di insolvenza e ha poi decretato l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria non solo tutte le controversie che traggono origine dallo stato di dissesto, ma anche quelle che in ogni caso incidono sul patrimonio del fallito e sulla procedura concorsuale in quanto volte a realizzare, in modo unitario, la esecuzione sul patrimonio del fallito per garantire la par condicio creditorum, quali sono quelle azioni di chi vanti un credito derivante dallo svolgimento della procedura e quegli accertamenti che realizzano la premessa di una pretesa nei confronti della massa, anche qualora diretti a costituire il presupposto di una successiva sentenza di condanna. Perciò se il curatore o il commissario straordinario contestino nell’an o nel quantum del credito prededucibile, il creditore della massa potrà trovare riconoscimento e soddisfazione nell’ambito concorsuale secondo le forme della verificazione tempestiva o tardiva.
Trib. Pordenone, 08/11/2010
RIFERIMENTI NORMATIVI: RD 16/03/1942, n. 267, art. 125
Soltanto ragioni di legittimità relative alla sussistenza dei requisiti formali ed alla regolarità della procedura possono giustificare la revoca del decreto che dispone la comunicazione ai creditori della proposta di concordato fallimentare da parte dello stesso giudice delegato che lo ha emesso. Al contrario, il decreto non può essere revocato a causa di una nuova proposta di concordato più favorevole di quella comunicata ai creditori poiché la valutazione di convenienza da parte del giudice delegato è incompatibile con la nuova ripartizione dei poteri degli organi del concordato fallimentare dopo la riforma. Dal momento in cui il giudice delegato emette il provvedimento che dispone la comunicazione ai creditori della proposta di concordato fallimentare non possono essere depositate nuove proposte. Queste, tuttavia, potranno acquisire efficacia nell’ipotesi in cui il procedimento regredisca a seguito di un evento sopravvenuto (mancata approvazione od omologazione della proposta sottoposta al voto dei creditori o l’annullamento a seguito di reclamo ai sensi dell’art. 26, legge fallimentare del decreto del giudice delegato che ha avviato l’iter di approvazione).
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AA. VV. – Ed. GIAPPICHELLI – 2010
Opera in 3 volumi diretta e coordinata da Umberto Apice.
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L’impresa in crisi e il giudice(cinque anni di riforme)
Centro Studi di Diritto fallimentare di Napoli
(nel trentennale dalla fondazione del Centro)
Napoli, venerdì 3 dicembre 2010 – ore 9.00
Unione Industriali – Piazza dei Martiri, 58
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Programma Ri.P.Di.Co. 8 Novembre 2010
SALA Conferenze BNL – Piazza Albania, 33
Stato di diritto o stato di forza?
(Umberto Apice)
Cass. n. 18621 del 11.08.2010 – Approvazione di più proposte di concordato.﻿
Cass. SS.UU. n.16508 del 14.07.2010 – Efficacia endofallimentare dell’accertamento di credito e preclusione di revocatoria.
Trib. Vicenza 1.12.2009 – Esdebitazione e limiti all’opposizione.
App. Milano del 29.10.2009 – Trust e fallimento.
Trib. Udine n.2348 del 6.3.2010 – Crediti prededucibili e concordato preventivo.
Trib. Roma del 21.9.2010 – L’esdebitazione del socioillimitatamente responsabile.
La risoluzione del concordato preventivo.
(Avv. Enza Tania Cassandro)
Legge Pinto. Durata del fallimento: ultimi indirizzi giurisprudenziali.
(Pres. dott. Nicola Pannullo)
CASISTICA FALLIMENTARE
Lo strano caso del leverage buy out nello stato di dissesto.
(Avv. Ugo Scuro)
Posted in Diritto | Commenti disabilitati su Programma Ri.P.Di.Co. 8 Novembre 2010