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Timestamp: 2013-05-20 03:21:46+00:00
Document Index: 132529475

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 90', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 7']

Legge n. 21 del 27 gennaio 2006: conversione del dl n. 245 del 30 novembre 2005 - misure straordinarie per l'emergenza rifiuti in Campania
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2006
Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 30 novembre 2005, n. 245, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania
Decreto Legge n. 245 del 30 novembre 2005 - Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania ed ulteriori disposizioni in materia di protezione civile*
*Titolo così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. Con O.P.C.M. 14 dicembre 2005, n. 3479 (Gazz. Uff. 21 dicembre 2005, n. 296) - modificata dall'art. 1, O.P.C.M. 29 dicembre 2005, n. 3481 (Gazz. Uff. 13 gennaio 2006, n. 10), dall'art. 7, O.P.C.M. 23 marzo 2006, n. 3506 (Gazz. Uff. 29 marzo 2006, n. 74) che ha modificato anche la citata ordinanza n. 3481, dall'art. 12, O.P.C.M. 3 aprile 2007, n. 3580 (Gazz. Uff. 7 aprile 2007, n. 82), dall'art. 4, O.P.C.M. 30 gennaio 2008, n. 3653 (Gazz. Uff. 2 febbraio 2008, n. 28) e dall'art. 16, O.P.C.M. 17 giugno 2009, n. 3783 - e con O.P.C.M. 11 febbraio 2006, n. 3493 (Gazz. Uff. 22 febbraio 2006, n. 44) sono state emanate ulteriori disposizioni per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania.
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di definire un quadro di adeguate iniziative volte al superamento dell'emergenza nel settore dei rifiuti in atto nel territorio della regione Campania; Considerata la gravità del contesto socio-economico-ambientale derivante dalla situazione di emergenza in atto, suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione della regione Campania, anche rispetto a possibili conseguenze di natura igienico-sanitaria ed a ripercussioni sull'ordine pubblico; Tenuto conto dei reiterati e motivati provvedimenti giudiziari cautelari che hanno disposto il sequestro degli impianti di produzione dei combustibili da rifiuti (CDR) esistenti nella regione Campania ed in particolare il decreto di sequestro preventivo del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli del 12 maggio 2004, nonché, da ultimo, il provvedimento della Procura della Repubblica presso lo stesso Tribunale del 28 ottobre 2005, per effetto del quale a decorrere dal 15 dicembre 2005 sarà ripristinata la piena efficacia esecutiva del sequestro preventivo degli impianti predetti; Tenuto conto infine delle conseguenti oggettive difficoltà nella gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 novembre 2005; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno;
1. Risoluzione del contratto e affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania
1. Al fine di assicurare la regolarità del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, a decorrere dal quindicesimo giorno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i contratti stipulati dal Commissario delegato per l'emergenza rifiuti nella regione Campania con le affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in regime di esclusiva nella regione medesima sono risolti, fatti salvi gli eventuali diritti derivanti dai rapporti contrattuali risolti. 2. Il Commissario delegato procede, in termini di somma urgenza, all'individuazione dei nuovi affidatari del servizio sulla base di procedure accelerate di evidenza comunitaria e definisce con il Presidente della regione Campania, sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, gli adeguamenti del vigente piano regionale di smaltimento dei rifiuti, anche per incrementare i livelli della raccolta differenziata ed individuare soluzioni compatibili con le esigenze ambientali per i rifiuti trattati accumulati nei siti di stoccaggio provvisorio. 3. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ed il Commissario delegato, nell'àmbito delle rispettive competenze istituzionali, assicurano la massima divulgazione delle informazioni relative all'impatto ambientale delle opere necessarie per il ciclo integrato di smaltimento dei rifiuti assicurando altresì alle popolazioni interessate ogni elemento informativo sul funzionamento di analoghe strutture già esistenti nel territorio nazionale, senza che ne derivino ulteriori oneri a carico della finanza pubblica. 4. È istituita, entro il 31 dicembre 2006, la Consulta regionale per la gestione dei rifiuti nella regione Campania, di seguito denominata Consulta, presieduta dal Presidente della regione Campania, che provvede a convocarla, su proposta del Commissario delegato fino alla cessazione dello stato di emergenza, di cui fanno parte i presidenti delle province e, fino alla cessazione dello stato di emergenza, il Commissario delegato. La Consulta ha compiti consultivi in ordine alla equilibrata localizzazione dei siti per le discariche e per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, nonché degli impianti per il trattamento dei rifiuti, e ai tempi di attuazione. Alle riunioni della Consulta sono invitati a partecipare i sindaci dei comuni interessati alla localizzazione dei siti predetti. Per la partecipazione alle riunioni della Consulta ed ai suoi componenti non spetta la corresponsione di compensi, emolumenti a qualsiasi titolo riconosciuti o rimborsi spese. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica (4). 5. Il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri può avvalersi, per tutte le opere e gli interventi attinenti all'emergenza nel settore dei rifiuti, del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Fatta salva la normativa comunitaria e nazionale in materia di valutazione di impatto ambientale, per le esigenze connesse allo svolgimento della procedura di valutazione e di consulenza nell'àmbito di progetti di opere di cui all'articolo 6 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, il cui valore sia di entità superiore a 5 milioni di euro, per le relative verifiche tecniche e per le conseguenti necessità operative, è posto a carico del soggetto committente il versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma pari allo 0,5 per mille del valore delle opere da realizzare. Le predette entrate sono riassegnate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ad apposita unità previsionale di base del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L'obbligo di versamento si applica ai progetti presentati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (5). 6. Gli stati di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nelle regioni Campania, Calabria, Lazio, Puglia e Sicilia, nonché quelli nel settore delle bonifiche nelle regioni Calabria, Campania e Puglia sono prorogati fino al 31 maggio 2006 (6). 7. In funzione del necessario passaggio di consegne ai nuovi affidatari del servizio, ivi comprese quelle relative al personale ed agli eventuali beni mobili ed immobili che appare utile rilevare, tenuto conto dell'effettiva funzionalità, della vetustà e dello stato di manutenzione, fino al momento dell'aggiudicazione dell'appalto di cui al comma 2, e comunque entro il 31 dicembre 2007, le attuali affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania sono tenute ad assicurarne la prosecuzione e provvedono alla gestione delle imprese ed all'utilizzo dei beni nella loro disponibilità, nel puntuale rispetto dell'azione di coordinamento svolta dal Commissario delegato. Alla copertura degli oneri connessi con le predette attività svolte dalle attuali affidatarie del servizio provvede il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri mediante l'utilizzo delle risorse di cui all'articolo 7. Le attuali affidatarie del servizio compiono ogni necessaria prestazione, al fine di evitare interruzioni o turbamenti della regolarità del servizio di smaltimento dei rifiuti e della connessa realizzazione dei necessari interventi ed opere, ivi compresi i termovalorizzatori, le discariche di servizio ed i siti di stoccaggio provvisorio. Per le finalità del presente comma è autorizzata la spesa massima di euro 27 milioni per l'anno 2005 e di euro 23 milioni per l'anno 2006 (7). 8. Per il perseguimento delle finalità del presente decreto, nonché per l'espletamento delle ulteriori attività istituzionali, il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri si avvale, previa intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, del supporto del Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente, nonché, su indicazione nominativa del Capo del Dipartimento, di non più di quindici unità di personale appartenente all'Arma dei carabinieri, alla Guardia di finanza ed al Corpo forestale dello Stato assegnate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile, entro trenta giorni dalla relativa richiesta, secondo le procedure e le modalità previste dai rispettivi ordinamenti, nei limiti delle risorse e delle attribuzioni previste dalla normativa vigente. Tale personale svolge attività di monitoraggio e di accertamento delle iniziative adottate dalle strutture commissariali nell'àmbito delle situazioni di emergenza dichiarate ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, per il conseguimento degli obiettivi e per il rispetto degli impegni assunti in base ad ordinanze di protezione civile. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, anche in relazione alle competenze da esercitarsi in base al presente decreto, provvede allo studio di programmi e piani per l'individuazione di soluzioni ottimali attinenti al ciclo integrato della gestione dei rifiuti, con le risorse previste a legislazione vigente (8). 9. [Con successive ordinanze di protezione civile adottate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è ridefinita la struttura commissariale, al fine di adeguarne la funzionalità agli obiettivi di cui al presente decreto, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica] (9). (4) Comma prima modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21 e poi così sostituito dal comma 1-bis dell'art. 2, D.L. 9 ottobre 2006, n. 263, aggiunto dalla relativa legge di conversione. (5) Periodo aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. (6) Comma così sostituito dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. (7) Comma così modificato prima dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21 e poi dal comma 1-bis dell'art. 3, D.L. 9 ottobre 2006, n. 263, aggiunto dalla relativa legge di conversione. (8) Per l'elevazione del numero delle unità di personale di cui al presente comma vedi il comma 2 dell'art. 2, D.L. 11 maggio 2007, n. 61, come modificato dalla relativa legge di conversione. Vedi, anche, il comma 4 dell'art. 13, O.P.C.M. 25 gennaio 2006, n. 3491. (9) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21 e, successivamente, abrogato dall'art. 7, D.L. 9 ottobre 2006, n. 263.
1-bis. Incremento di posti nel ruolo speciale del Dipartimento della protezione civile
1. Allo scopo di fronteggiare i contesti emergenziali di cui al presente decreto, anche tenuto conto dei nuovi ed ulteriori compiti del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, il numero dei posti previsti dal comma 3 dell'articolo 3 del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 152, è incrementato di ulteriori 90 unità. In tali posti è immesso anche il personale assunto a tempo determinato con ordinanza di protezione civile, in servizio presso l'Ufficio nazionale per il servizio civile, in possesso degli altri requisiti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 3 del decreto-legge n. 90 del 2005. Al relativo onere, pari a 1.780.000 euro annui a decorrere dall'anno 2006, si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 1 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, come rideterminate dalla Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2005, n. 266 (10). (10) Articolo aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. 2. Norme di accelerazione delle procedure di riscossione
1. Il Commissario delegato per il perseguimento delle attività previste all'articolo 1 provvede tempestivamente al recupero della tariffa di smaltimento dei rifiuti presso i comuni, i relativi consorzi e gli altri affidatari della regione Campania, tenendo conto delle situazioni debitorie certificate dai comuni, o comunque attestate dal Commissario delegato medesimo, fino al termine dell'emergenza previsto dall'articolo 1, comma 6, in esecuzione di ordinanze di protezione civile adottate appositamente ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, altresì utilizzando le procedure di riscossione coattiva ai sensi del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, ed adottando, ove necessario, misure di carattere sostitutivo a carico dei soggetti debitori (11). 2. In ogni caso, a fronte del mancato adempimento delle obbligazioni pecuniarie poste a carico dei soggetti indicati nel comma 1, il Ministero dell'interno provvede attraverso corrispondenti riduzioni dei trasferimenti erariali spettanti ai comuni interessati, ivi compresi i trasferimenti a titolo di compartecipazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche le cui risorse sono versate all'entrata del bilancio dello Stato. Dette risorse rimangono acquisite al bilancio dello Stato sino alla concorrenza dell'importo complessivo indicato nell'articolo 7. Le risorse eccedenti sono riassegnate al Fondo della protezione civile per la gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. 3. Fino alla cessazione dello stato di emergenza, per il pagamento della tariffa di smaltimento dei rifiuti si applica ai soggetti indicati nel comma 1 il regime giuridico delle obbligazioni pubbliche vigente per gli utenti finali (12) (13). (11) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. (12) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. (13) Vedi, anche, l'art. 8, O.P.C.M. 2 maggio 2006, n. 3520.
3. Destinazione delle risorse finanziarie e procedure esecutorie
1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania, le risorse finanziarie comunque dirette al Commissario delegato, ivi comprese tutte quelle erogate ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53, e delle disposizioni del presente decreto, sono vincolate all'attuazione, da parte del Commissario delegato, del piano di smaltimento rifiuti e non sono suscettibili di pignoramento o sequestro, secondo quanto disposto dal decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 460, e successive modificazioni, o di altre procedure esecutive, ivi comprese quelle previste dall'articolo 27 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, e dall'articolo 37 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e sono privi di effetto i pignoramenti comunque notificati (14). 2. Fermo quanto previsto dall'articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 460, e successive modificazioni, fino alla cessazione degli effetti delle ordinanze di protezione civile, adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, rispetto a contesti diversi da quelli di cui al comma 1, resta sospesa ogni azione esecutiva, ivi comprese quelle di cui agli articoli 543 e seguenti del codice di procedura civile e quelle di cui agli articoli 26 e seguenti del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, ed all'articolo 33 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e successive modificazioni, e sono privi di effetto i pignoramenti comunque notificati (15). 2-bis. [In tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, la competenza di primo grado a conoscere della legittimità delle ordinanze adottate e dei consequenziali provvedimenti commissariali spetta in via esclusiva, anche per l'emanazione di misure cautelari, al tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma] (16) (17) (18) (19) (20) (21). 2-ter. [Le questioni di cui al comma 2-bis sono rilevate d'ufficio. Davanti al giudice amministrativo il giudizio è definito con sentenza succintamente motivata ai sensi dell'articolo 26 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e successive modificazioni, trovando applicazione i commi 2 e seguenti dell'articolo 23-bis della stessa legge] (22) (23) (24) (25) (26). 2-quater. [Le norme di cui ai commi 2-bis e 2-ter si applicano anche ai processi in corso. L'efficacia delle misure cautelari adottate da un tribunale amministrativo diverso da quello di cui al comma 2-bis permane fino alla loro modifica o revoca da parte del tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma, cui la parte interessata può riproporre il ricorso] (27) (28) (29) (30) (31).
3. Per le somme già anticipate dalla Cassa depositi e prestiti, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53, restano ferme le procedure di restituzione di cui al medesimo articolo. (14) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. (15) Per l'interpretazione autentica del presente comma vedi l'art. 6, D.L. 9 ottobre 2006, n. 263.
(16) Comma aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21 e poi abrogato dal numero 34) del comma 1 dell’art. 4 dell’allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, a decorrere dal 16 settembre 2010, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2 dello stesso provvedimento. (17) La Corte costituzionale, con sentenza 18-26 giugno 2007, n. 237 (Gazz. Uff. 4 luglio 2007, n. 26, 1ª Serie speciale), ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111, 113 e 125 Cost., e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2; inoltre ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2-bis, limitatamente alle parole «e dei consequenziali provvedimenti commissariali», con riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione; ha infine dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2-quater, sollevata con riferimento agli artt. 24 e 25, primo comma, della Costituzione. La stessa Corte, con ordinanza 31 marzo-4 aprile 2008, n. 92 (Gazz. Uff. 9 aprile 2008, n. 16, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 3, commi 2-bis e 2-ter, commi aggiunti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevate in riferimento agli articoli 3, 24, 111 e 125 della Costituzione.
(18) La Corte costituzionale, con sentenza 18-26 giugno 2007, n. 239 (Gazz. Uff. 4 luglio 2007, n. 26, 1ª Serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2-bis, promossa in riferimento all'art. 90 del D.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, e all'art. 3, commi 1 e 4, del D.P.R. 6 aprile 1984, n. 426 dalla Provincia autonoma di Trento.
(19) La Corte costituzionale, con ordinanza 22 novembre-5 dicembre 2007, n. 417 (Gazz. Uff. 12 dicembre 2007, n. 48, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi aggiunti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2; ha inoltre dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del comma 2-bis, del medesimo art. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2006, limitatamente alle parole "e dei consequenziali provvedimenti commissariali", sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione; ha infine dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del comma 2-quater dell'art. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2006, sollevata in riferimento agli artt. 24 e 25 della Costituzione. (20) La Corte costituzionale, con ordinanza 22 novembre-5 dicembre 2007, n. 418 (Gazz. Uff. 12 dicembre 2007, n. 48, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi aggiunti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.
(21) La Corte costituzionale, con ordinanza 13-28 dicembre 2007, n. 463 (Gazz. Uff. 2 gennaio 2008, n. 1, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi inseriti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111, 113 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.
(22) Comma aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21 e poi abrogato dal numero 34) del comma 1 dell’art. 4 dell’allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, a decorrere dal 16 settembre 2010, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2 dello stesso provvedimento. (23) La Corte costituzionale, con sentenza 18-26 giugno 2007, n. 237 (Gazz. Uff. 4 luglio 2007, n. 26, 1ª Serie speciale), ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111, 113 e 125 Cost., e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2; inoltre ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2-bis, limitatamente alle parole «e dei consequenziali provvedimenti commissariali», con riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione; ha infine dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2-quater, sollevata con riferimento agli artt. 24 e 25, primo comma, della Costituzione. La stessa Corte, con ordinanza 31 marzo-4 aprile 2008, n. 92 (Gazz. Uff. 9 aprile 2008, n. 16, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 3, commi 2-bis e 2-ter, commi aggiunti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevate in riferimento agli articoli 3, 24, 111 e 125 della Costituzione.
(24) La Corte costituzionale, con ordinanza 22 novembre-5 dicembre 2007, n. 417 (Gazz. Uff. 12 dicembre 2007, n. 48, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi aggiunti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2; ha inoltre dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del comma 2-bis, del medesimo art. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2006, limitatamente alle parole "e dei consequenziali provvedimenti commissariali", sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione; ha infine dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del comma 2-quater dell'art. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2006, sollevata in riferimento agli artt. 24 e 25 della Costituzione.
(25) La Corte costituzionale, con ordinanza 22 novembre-5 dicembre 2007, n. 418 (Gazz. Uff. 12 dicembre 2007, n. 48, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi aggiunti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.
(26) La Corte costituzionale, con ordinanza 13-28 dicembre 2007, n. 463 (Gazz. Uff. 2 gennaio 2008, n. 1, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi inseriti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111, 113 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.
(27) Comma aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21 e poi abrogato dal numero 34) del comma 1 dell’art. 4 dell’allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, a decorrere dal 16 settembre 2010, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2 dello stesso provvedimento. (28) La Corte costituzionale, con sentenza 18-26 giugno 2007, n. 237 (Gazz. Uff. 4 luglio 2007, n. 26, 1ª Serie speciale), ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111, 113 e 125 Cost., e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2; inoltre ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2-bis, limitatamente alle parole «e dei consequenziali provvedimenti commissariali», con riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione; ha infine dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2-quater, sollevata con riferimento agli artt. 24 e 25, primo comma, della Costituzione. (29) La Corte costituzionale, con ordinanza 22 novembre-5 dicembre 2007, n. 417 (Gazz. Uff. 12 dicembre 2007, n. 48, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi aggiunti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2; ha inoltre dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del comma 2-bis, del medesimo art. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2006, limitatamente alle parole "e dei consequenziali provvedimenti commissariali", sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 125 della Costituzione; ha infine dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del comma 2-quater dell'art. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2006, sollevata in riferimento agli artt. 24 e 25 della Costituzione.
(30) La Corte costituzionale, con ordinanza 22 novembre-5 dicembre 2007, n. 418 (Gazz. Uff. 12 dicembre 2007, n. 48, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi aggiunti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.
(31) La Corte costituzionale, con ordinanza 13-28 dicembre 2007, n. 463 (Gazz. Uff. 2 gennaio 2008, n. 1, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, commi inseriti dalla relativa legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, sollevate in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 24, 25, 111, 113 e 125 della Costituzione, e all'art. 23 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.
4. Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi
1. Il comma 3-bis dell'articolo 5 del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, è sostituito dal seguente: «3-bis. La Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi è l'organo di consulenza tecnico-scientifica del Dipartimento della protezione civile. Per la partecipazione alle riunioni della Commissione ed ai suoi componenti non spetta la corresponsione di compensi, emolumenti a qualsiasi titolo riconosciuti o rimborsi spese. La composizione e le modalità di funzionamento della Commissione sono stabilite dal Presidente del Consiglio dei Ministri con proprio decreto, su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.» (32). (32) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. Vedi, anche, il D.P.C.M. 3 aprile 2006, n. 1250.
5. Misure per la raccolta differenziata
1. Al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente e per il superamento dell'attuale contesto emergenziale, fino al termine di cui all'articolo 1, comma 6, il Commissario delegato provvede, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ad attribuire ai consorzi costituiti nei bacini identificati con la legge della regione Campania 10 febbraio 1993, n. 10, il compito di effettuare la raccolta differenziata degli imballaggi primari, ed eventualmente della frazione organica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi, utilizzando i lavoratori assunti in base all'ordinanza del Ministro dell'interno delegato al coordinamento della protezione civile n. 2948 del 25 febbraio 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 1999 (33). 2. Ai fini di cui al comma 1 è autorizzato a favore del Commissario delegato un contributo nel limite massimo di 8 milioni di euro per l'anno 2005 e di 22 milioni di euro per l'anno 2006, da assegnare ai consorzi (34). 3. Ove i consorzi indicati nel comma 1 non effettuino entro trenta giorni dall'affidamento del servizio la raccolta differenziata, il Commissario delegato, d'intesa con il Presidente della regione Campania, sentiti i Presidenti delle province, provvede al commissariamento dei consorzi. 4. A decorrere dal 1° giugno 2006, il Presidente della regione Campania individua i costi da porre a carico dei consorzi, costituiti nei bacini identificati con la legge della regione Campania 10 febbraio 1993, n. 10. 5. Il Commissario delegato stipula convenzioni con il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) per avviare al recupero una parte dei sovvalli in uscita dagli impianti per la produzione di combustibile da rifiuto, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica. (33) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. (34) Comma così sostituito dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. 6. Siti di stoccaggio provvisorio
1. I materiali destinati al recupero, prodotti negli impianti di lavorazione dei rifiuti solidi urbani esistenti nella regione Campania, sono mantenuti a riserva negli attuali siti di stoccaggio provvisorio fino alla definitiva messa a regime del sistema regionale integrato di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e comunque non oltre il 31 maggio 2007, assicurando comunque adeguate condizioni di tutela igienico-sanitaria e ambientale (35). 2. Al fine di garantire, in termini di somma urgenza, l'ordinata gestione dello smaltimento e recupero dei rifiuti nella regione Campania, il Commissario delegato realizza, nel rispetto della normativa vigente in materia le discariche di servizio ed i siti di stoccaggio occorrenti fino alla cessazione dello stato di emergenza e prosegue i lavori per la realizzazione dei termovalorizzatori di Acerra e Santa Maria la Fossa, anche avvalendosi delle risorse finanziarie di cui all'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53 (36). (35) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. (36) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. 7. Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, comma 7, e 5, comma 1, pari a 35 milioni di euro per l'anno 2005 e a 45 milioni di euro per l'anno 2006, si provvede mediante utilizzo delle risorse destinate al reintegro del Fondo per la protezione civile ai sensi dell'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, come determinate dalla Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2005, n. 266 (37). (37) Comma così sostituito dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. 8. Cessazione di efficacia di talune disposizioni del decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53, e modifica al medesimo decreto-legge (38)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto cessano di avere efficacia gli articoli 1, commi 1, 2, 3 e 4, e 2, commi 1 e 2, del decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 3 del presente decreto (39). 2. [All'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53, le parole: «tre sub-commissari» sono sostituite dalle seguenti: «un sub-commissario»] (40). (38) Rubrica così sostituita dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21.
(39) Comma così modificato dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. (40) Comma abrogato dall'art. 7, D.L. 9 ottobre 2006, n. 263.
8-bis. Disposizioni in materia di procedimenti di competenza del Dipartimento della protezione civile
1. In relazione ai peculiari contesti emergenziali in atto, nelle more dell'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sono esclusi dal campo di applicazione del medesimo articolo 20 i procedimenti di competenza del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché quelli di competenza dei Commissari delegati nominati ai sensi dell'articolo 5, comma 4, della legge 24 febbraio 1992, n. 225. 2. Per le motivazioni di cui al comma 1, limitatamente alle attività del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Commissari delegati di cui al comma 1, il termine previsto dall'articolo 181, comma 1, lettera a), del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, è prorogato fino al 30 giugno 2006 (41). (41) Articolo aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. 8-ter. -Modifica all'articolo 19 della legge 24 febbraio 1992, n. 225
1. All'articolo 19 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è aggiunto il seguente comma: «5-bis. Le somme che il Dipartimento della protezione civile trasferisce ad altre amministrazioni dello Stato per la realizzazione di specifici piani, programmi e progetti sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate nello stesso anno di riferimento con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze alle pertinenti unità previsionali di base dei relativi stati di previsione» (42). (42) Articolo aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21. 9. Entrata in vigore
Legge n. 21 del 27 gennaio 2006