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Timestamp: 2019-12-10 14:01:52+00:00
Document Index: 66789614

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 942', 'art. 1469', 'sentenza ', 'art. 1452', 'art. 1455']

Rimborso voli: Volo in ritardo già in partenza? La rinuncia del passeggero non libera la compagnia dal risarcimento previsto.
Volo in ritardo già in partenza? La rinuncia del passeggero non libera la compagnia dal risarcimento previsto. : easyjet
Importante sentenza del Tribunale di Bari che condanna Easyjet al pagamento dell’indennizzo ad un passeggero del Milano-Bari decollato dopo oltre quattro ore.
Volo in ritardo già in partenza? La rinuncia del passeggero non libera la compagnia dal risarcimento previsto. : La rinuncia al volo da parte del passeggero, al momento dell’avvenuta conoscenza del ritardo, non costituisce una rinuncia al diritto all’indennizzo, previsto dal Regolamento CE n.261/2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato. E’ quanto afferma un’importante sentenza del Giudice di Pace di Bari (n.1713/17) che, accogliendo un ricorso dei legali di Rimborsovoli.it, portale dedicato alla tutela gratuita dei viaggiatori, ha condannato la compagnia aerea Easyjet Airline Company LTD al pagamento di una compensazione pecuniaria a favore di un passeggero del volo Milano Malpensa – Bari Palese.
A causa del ritardo alla partenza di oltre 4 ore del volo EZY2831, previsto per le ore 7:10 ma decollato da Milano alle 11:21, il signor Sergio - passeggero residente a Trani - era stato costretto a rinunciare alla prenotazione recandosi, al fine di rientrare in tempo utile a Bari, presso l’aeroporto di Genova per usufruire di un volo con una diversa compagnia. Per questo, si era rivolto al servizio Rimborsovoli.it (volo cancellato, overbooking, ritardo aereo, perdita di coincidenza, tardiva consegna o smarrimento bagagli), chiedendo il risarcimento del danno, in aggiunta al rimborso del biglietto. Convenuta in giudizio, Easyjet aveva rilevato l’insussistenza del diritto alla compensazione “per espressa rinuncia al volo da parte del passeggero”. In particolare, la compagnia eccepiva che la norma comunitaria, che prescrive una compensazione pecuniaria per il ritardo del volo, “non possa trovare applicazione laddove il passeggero decida di non viaggiare sul volo originariamente prenotato e non si presenti all’accettazione”.
Di tutt’altra opinione il Tribunale, che ha ritenuto fondata la richiesta del passeggero – consumatore, assistito in giudizio da Rimborsovoli.it, sulla base dell’art. 942 Cod. Nav. a tenore del quale “il vettore aereo deve assicurare la propria responsabilità verso i passeggeri secondo la normativa comunitaria. Il passeggero danneggiato ha azione diretta contro l’assicuratore per il risarcimento del danno subito”. Secondo il Giudice, quindi, “il ritardo, nel contratto di trasporto, pone un problema di responsabilità contrattuale in quanto il rispetto dell’orario deve considerarsi elemento intangibile del trasporto e qualunque limitazione di responsabilità, contenute nelle condizioni generali di contratto, si presenterebbero vessatorie ai sensi dell’art. 1469 bis co. 3 n.2 c.c., quindi inefficaci”.
La sentenza del Giudice di Pace di Bari (avv. Massimo Nicola Minerva) è di particolare rilievo in quanto riconosce che la rinuncia al volo, che registra un ritardo già alla partenza superiore alle tre ore, non comporta alcuna decadenza dal diritto all’indennizzo: “in un contratto a prestazioni corrispettive, se una parte/vettore non esegue esattamente la propria prestazione o comunque l’esecuzione cui questi era obbligato è impedita da circostanze inerenti alla sfera di organizzazione e controllo della società aerea obbligata, l’altra parte/passeggero – si legge nel provvedimento - ha diritto alla risoluzione del contratto (art. 1452 c.c.) fatto salvo il proprio diritto al risarcimento del danno. Il ritardo aereo, oltre le quattro ore, di fatto ha pregiudicato l’interesse del creditore all’attuazione dello scambio negoziale (art. 1455 c.c.), conseguentemente, la rinuncia del passeggero – rileva il Giudice - può considerarsi un comportamento giustificato dall’inattuazione del rapporto contrattuale tanto da indurlo a recarsi presso altro vettore. Pertanto, la società è obbligata, comunque, a tenere indenne il trasportato mediante il pagamento della compensazione pecuniaria per inadempimento contrattuale nella misura di euro 250,00 in favore dell’attore”.
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