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Timestamp: 2019-04-26 00:36:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 9']

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Categoria: News dal blog….
Pubblicato il 23 gennaio 2017 da AmbienteRifiuti
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Pubblicato in News dal blog....Taggato arsolution, classificazione rifiuti, consulenza rifiuti, gestione rifiuti, registro carico e scarico, rifiuti, rifiuti pericolosi
E’ in vigore la nuova classificazione dei rifiuti
Pubblicato il 26 febbraio 2015 da AmbienteRifiuti
Pubblicato in News dal blog....Taggato classificazione rifiuti, codici cer rifiuti, consulenza ambientale, consulenza rifiuti, rifiuti pericolosi, rifiuti speciali
Pubblicato il nuovo Regolamento dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali
Pubblicato il 25 agosto 2014 da AmbienteRifiuti
Nuovo Regolamento Albo Nazionale Gestori Ambientali – 2014
– Per le aziende speciali, consorzi di comuni e società di gestione dei servizi pubblici, la comunicazione è effettuata dal comune o da uno dei comuni o dal consorzio di comuni nel cui interesse è svolta l’attività, e quest’ultimo garantisce il possesso dei requisiti di idoneità tecnica e di capacità finanziaria richiesti dalla norma. La comunicazione dovrà poi essere corredata dei seguenti documenti:
– Sede dell’impresa, l’attività dalle quali sono prodotti i rifiuti;
– Caratteristiche e natura dei rifiuti prodotti;
– Estremi identificativi degli automezzi che verranno impiegati e relativi idoneità tecnica per il trasporto dei rifiuti (targhe, copia fronte retro del libretto di circolazione aggiornato con ultima revisione);
– Attestazione dell’avvenuto pagamento del diritto di segreteria e del diritto annuale di iscrizione;
L’articolo può essere scaricato cliccando qui
Pubblicato in News dal blog....Taggato consulenza rifiuti, nuovo regolamento albo gestori ambientali
RAEE – recepimento Direttiva Europea con il D.Lgs. 49/2014
Pubblicato il 10 aprile 2014 da AmbienteRifiuti
Questo decreto che riscrive quasi completamente il decreto legislativo n. 151/2005, è destinato a tessere le nuove trame della gestione dei RAEE nel nostro paese.
Recepito in tempi abbastanza stretti disciplina la gestione dei RAEE andando ad accorpare sia l’ex D.Lgs. 151/2005 e la conseguente gestione dei RAEE all’interno degli impianti di trattamento, il sistema di finanziamento dei RAEE da parte dei produttori, nonché la gestione dei RAEE, siano essi domestici che professionali da parte dei distributori.
Anticipiamo innanzitutto che questo decreto abroga il D.Lgs. 151/2005 e le sue successive modificazioni ad eccezione dell’art. 6 comma 1-bis, dell’art. 10 comma 4 e dell’art. 13 comma 8, dell’art. 15 commi 1 e 4 e dell’art. 20 comma 4, nonché vengono abrogati alcuni articoli del regolamento 25 settembre 2007 n. 85, della legge 4 giugno 2010 n. 96 e della legge 6 agosto 2013 n. 97.
Nel presente articolo verranno descritte, seppur brevemente, le principali novità introdotte dal decreto in oggetto.
Sistema di gestione dei RAEE
1.1.Produttori di AEE
Il ciclo di vita delle apparecchiature elettriche termina con la loro trasformazione in rifiuti elettrici ed elettronici. La loro corretta gestione negli appositi impianti d trattamento, permetterebbe di allungare la vita delle suddette apparecchiature, e di recuperare le sostanze preziose contenute al loro interno al fine di produrre nuove apparecchiature con il minor utilizzo di materia prima estratta dalla terra. E’ a tal fine che l’intera normativa si muove con l’obiettivo di coinvolgere tutti i soggetti interessati, dal produttore all’utilizzatore finale, affinché i RAEE vengano gestiti correttamente con il minor impatto ambientale possibile.
Essenzialmente i principali attori coinvolti nel ciclo di vita della apparecchiature sono:
Anche se i consumatori, ossia i cittadini, sono già stati più volte invitati ad effettuare una corretta raccolta differenziata, è chiaro che se non viene istituito un corretto sistema di gestione, i rifiuti tendono ad essere destinati ad una discarica, abbandonati nelle campagne, o addirittura destinati a paesi in via di sviluppo con la possibilità, più che mai concreta, di inquinare in ogni modo l’ambiente in cui viviamo.
Ai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, sono obbligati a conseguire gli obiettivi minimi di recupero e di riciclaggio. Il raggiungimento di tali obiettivi avviene attraverso il finanziamento del sistema di gestione dei RAEE che dovrebbe finanziare la raccolta il trasporto ed il successivo trattamento delle AEE immesse sul mercato e che sono ormai giunte a fine vita.
I produttori possono adempiere ai loro obblighi attraverso due sistemi:
La scelta dell’uno o dell’altro viene fatto dai produttori al momento dell’iscrizione al registro telematico AEE. E’ in questa fase che deve essere indicato come si intende finanziare il sistema di gestione.
Nel primo caso (art. 9 del D.Lgs. in oggetto) il produttore dovrà essere in grado di realizzare un sistema autosufficiente operante sull’intero territorio nazionale. A differenza di quanto avveniva in precedenza, i produttori potranno optare per il sistema individuale anche nel caso di messa in commercio di AEE destinate ad un ambito domestico. Inoltre il produttore dovrà richiedere al ministero dell’ambiente il riconoscimento ufficiale del proprio sistema di gestione che dovrà avere dei requisiti:
Organizzato secondo criteri di efficienza, efficacia, economicità e trasparenza;
Essere in grado di operare su tutto il territorio nazionale;
Operare attraverso delle modalità di gestione che garantiscano agli utilizzatori finali informazioni chiari e corrette sulle modalità di funzionamento dell’intero sistema e sulla raccolta dei RAEE;
Deve dimostrare di essere in possesso delle certificazioni ISO 9001 e 14001, EMAS o altro sistema di gestione della qualità equivalente.
Nel secondo caso, ossia dei sistemi collettivi, ai quali possono partecipare non solo i produttori ma anche i distributori, i raccoglitori, i trasportatori, i riciclatori, i recuperatori,questi sono costituiti in forma consortile e devono garantire il ritiro dei RAEE dai centri comunali di raccolta su tutto il territorio nazionale secondo le disposizioni impartite dal Centro di Coordinamento. I sistemi collettivi dovranno anch’essi sottostare all’approvazione del Ministero dell’Ambiente e dovranno trasmettere annualmente il piano di prevenzione e gestione dei RAEE relativo all’anno solare successivo. Inoltre anch’essi, come i sistemi individuali dovranno essere dotati delle certificazioni ISO 9001 e 14001, EMAS o altro sistema equivalente di gestione della qualità.
A seconda della data di immissione sul mercato, le AEE si dividono in due categorie:
RAEE storici, derivanti da AEE immesse sul mercato prima del 13 Agosto 2005;
RAEE nuovi, derivanti da AEE immesse sul mercato dopo il 13 Agosto 2005.
La suddivisione temporale è necessaria per poter definire il sistema di finanziamento della raccolta, trasporto e trattamento.
Nel caso di RAEE domestici, se le AEE da cui derivano risultano immesse sul mercato prima del 13 Agosto 2005, il finanziamento delle operazioni di ritiro e di trasporto dei RAEE conferiti nei centri di raccolta e le successive operazioni di trattamento, è a carico dei produttori presenti sul mercato nello stesso anno in cui si verificano i rispettivi costi, ognuno dei quali contribuisce in proporzione alla rispettiva quota di mercato.
Se invece i RAEE domestici dovessero derivare da AEE immesse sul mercato dopo il 13 Agosto 2005, i costi sono a carico dei produttori presenti sul mercato nell’anno in cui si verificano i costi e potranno adempiere agli obblighi attraverso:
Sistema individuale, con riferimento ai soli RAEE derivanti dal consumo delle proprie AEE;
Mediante un sistema collettivo, e quindi in proporzione alla rispettiva quota di mercato.
Nei casi in cui invece si tratti di RAEE professionali, il finanziamento delle suddette operazioni, sarà:
A carico del produttore che ha immesso sul mercato l’apparecchiature, se si tratta di AEE immessa sul mercato dopo il 13 Agosto 2005;
A carico del produttore dell’AEE da cui ne derivano il relativo rifiuti, nel caso di acquisto di una nuova apparecchiatura equivalente, se l’AEE è stata immessa su mercato prima del 13 Agosto 2005;
A carico del detentore del RAEE, nel caso in cui quest’ultimo non acquisti una nuova apparecchiatura equivalente e l’apparecchiatura stessa sia stata immessa sul mercato prima del 13 Agosto 2005.
Affinché gli impianti di trattamento autorizzati siano in grado di gestire correttamente i RAEE, ai produttori viene fatto obbligo di fornire gratuitamente le informazioni in materia di preparazione per il riutilizzo ed un trattamento adeguato, nonché per ogni nuova apparecchiatura immessa sul mercato le suddette informazioni dovranno essere fornite entro un anno dalla immissione sul mercato. Tali informazioni sono importanti poiché devono recare al loro interno anche la collocazione, all’interno dell’AEE, delle sostanze e delle miscele pericolose eventualmente presenti.
Infine, ma certamente non meno importante, ai produttori è fatto obbligo, come già previsto nel D.Lgs. 151/2005 di indicare chiaramente sul proprio prodotto o sulla confezione:
Il proprio logo
Numero di registrazione al registro nazionale
Simbologia che identifichi i RAEE e la loro corretta gestione (cassonetto barrato)
1.2.Distributori
1.3.Impianti di trattamento
La filiera per la gestione dei RAEE si conclude con gli impianti di trattamento i quali sono deputati non solo al loro stoccaggio ma anche a svolgere tutte le operazioni necessarie per garantire:
– Il riutilizzo delle apparecchiature elettriche
– Il trattamento adeguato al fine di ridurre al minimo la loro pericolosità ed assicurare la massima percentuale, tecnicamente possibile, di riciclaggio delle componenti interne dei RAEE.
Fermo restando l’obbligo di utilizzo delle BAT (Best Available Technologies) per il trattamento dei RAEE, gli impianti di trattamento entro 3 mesi dall’entrata in vigore del D.Lgs. in oggetto del presente articolo, devono presentare istanza per l’adeguamento delle proprie autorizzazioni alla regione competente.
In merito agli obiettivi di recupero, al fine di raggiungere le percentuali di soglia previste nell’allegato V del decreto, gli impianti di trattamento dovranno annotare su apposita sezione del registro di carico e scarico il peso dei RAEE , i loro componenti ,i materiali e le sostanze in ingresso ed in uscita, nonché dei prodotti ricondizionati e recuperati in uscita.
Infine tra le novità introdotte vi è l’obbligo, entro 6 mesi dall’entrata in vigore del D.Lgs. 49, di iscrizione al Centro di Coordinamento di tutti gli impianti di trattamento dei RAEE. A seguito di tale iscrizione il suddetto Centro di Coordinamento provvederà ad elaborare le relative liste di iscritti.
Entro il 30 Aprile di ogni anno, i titolari degli impianti di trattamento comunicheranno al Centro di Coordinamento le quantità di RAEE trattate.
Ogni anno devono essere raggiunti i seguenti obiettivi di raccolta differenziata dei RAEE:
– Fino al 31 Dicembre 2015 deve essere conseguito un tasso medio di raccolta differenziata dei RAEE provenienti dai nuclei domestici pari ad almeno 4 chilogrammi l’anno per abitante;
– Dal 1° gennaio 2016 deve essere conseguito un tasso minimo di raccolta pari almeno al 45 %, calcolato sulla base del peso totale dei RAEE raccolti conformemente alle previsione del decreto in esame per un dato anno, ed espresso come percentuale del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti;
– Al 1° gennaio 2019, deve essere conseguito un tasso minimo di raccolta pari al 65% del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti.
Gli elementi riportati nel presente articolo rappresentano ovviamente solo uno spunto per un successivo approfondimento dell’intero testo di legge che, a parere dello scrivente,rappresenta un vero passo in avanti nella corretta gestione dei rifiuti e nell’incremento delle percentuali di raccolta. Interessante sarà vedere, ad esempio, come si evolveranno le spedizioni dei RAEE all’estero o dei RAEE ricondizionati, e come i vari stati intenderanno combattere le spedizioni illecite dei rifiuti elettrici mascherati da prodotti pronti al riutilizzo. Ed infine, ma non meno importante, nel novero dei RAEE domestici entrano a far parte i pannelli fotovoltaici. Sono certo che l’inclusione di questa nuova tipologia di rifiuto tra i RAEE domestici sarà oggetto di numerose contestazione nel corso del prossimo anno ed avremo modo di parlarne più ampiamente nel corso dei prossimi articoli. Al momento lascio al lettore il compito di leggere la norma per approfondire gli aspetti più interessanti.
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Pubblicato il 2 marzo 2014 da AmbienteRifiuti
Anche per i produttori di rifiuti speciali pericolosi è arrivata l’ora di armarsi di dispositivi USB, e tanta pazienza per iniziare ad utilizzare pienamente il SISTRI.
A partire dal 3 Marzo 2014, tutti i produttori di rifiuti speciali pericolosi rientrano tra i soggetti obbligati all’utilizzo del sistema di tracciabilità dei rifiuti SISTRI così come è già avvenuto nell’Ottobre 2013 per i trasportatori di rifiuti speciali pericolosi, gli impianti di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi ed i nuovi produttori di rifiuti pericolosi.
Il cosiddetto decreto Mille proroghe, ha sancito dunque quanto ormai già era nell’aria da alcuni giorni, stabilendo l’obbligo di utilizzo del SISTRI per l’ultimo grande scaglione di soggetti obbligato ad utilizzare il SISTRI, e prorogando al 31 Dicembre 2014 il già noto “doppio binario” ossia l’utilizzo contestuale del sistema cartaceo di tracciamento dei rifiuti (formulari di identificazione rifiuti e registro di carico e scarico) e del sistema SISTRI.
Si ricorda infatti che da oggi non sarà più opzionale l’utilizzo del SISTRI per la gestione dei rifiuti pericolosi, e che i soggetti obbligati sono tutti coloro dovessero produrli, salvo poi ricevere ulteriori chiarimenti nel corso di questi mesi per coloro che non sono produttori abituali di rifiuti pericolosi (vedasi ad esempio attività di servizio che potrebbero ritrovarsi saltuariamente a produrli).
Così con la legge 27 Febbraio 2014 n.15, che converte in legge il DL 150/2013 (già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28 Febbraio 2014) vengono confermate le nuove partenze, prorogata la durata del doppio binario, e prolungato il periodo di sperimentazione dato che le sanzioni relative ad eventuali violazioni nell’utilizzo del SISTRI sono prorogate al 1 Gennaio 2015.
Attualmente dunque dato che la legge è stata promulgata, come al solito, all’ultimo minuto, per i produttori di rifiuti speciali pericolosi non ancora iscritti al SISTRI non resta che avviare tutte le procedure necessarie per allinearsi alla norma, ossia:
– Per i produttori di rifiuti speciali pericolosi non ancora iscritti al SISTRI è obbligatorio procedere con l’iscrizione;
– Per i produttori di rifiuti speciali pericolosi già iscritti al SISTRI è necessario che si adoperino per avviare la procedura di allineamento di eventuali giacenze di rifiuti speciali pericolosi;
Non si dimentichi infatti che il “Registro Cronologico” del SISTRI altro non è che un versione digitale del registro di carico e scarico cartaceo e che pertanto se vi sono già registrare delle giacenze di rifiuti speciali pericolosi, è bene effettuare le dovute registrazioni di carico anche nel SISTRI avendo così una situazione aggiornata e pronta per quando si effettueranno le operazioni di avvio a recupero/smaltimento dei propri rifiuti.
In merito alle procedure di gestione del SISTRI, delle varie aree, delle movimentazioni, sono state pubblicate in data 28 Febbraio 2014 sul portale SISTRI le nuove procedure e siamo certi che a breve tutti i manuali potrebbero essere aggiornati in virtù dell’ingresso della nuova classe di soggetti obbligati. Infatti se fino al 28 Febbraio per i trasportatori era possibile compilare le schede SISTRI per conto dei produttori di rifiuti speciali pericolosi non iscritti al SISTRI, a partire dal 3 Marzo tale pratica non sarà più possibile.
Da un punto di vista economico è chiaro che la mancata proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo di utilizzo del SISTRI per i produttori di rifiuti speciali pericolosi che rispondevano a determinati requisiti (vedasi ad esempio il numero di dipendenti) causerà un danno di non poco conto in termini economici e di tempo. Abbiamo infatti già più volte sottolineato come l’ingresso del SISTRI ha fatto subire un forte rallentamento per gli operatori del settore che si son trovati di fronte ad una gestione assai più complessa di quanto non fosse il semplice registro di carico e scarico ed il formulario. La mancata attuazione delle tanto attese semplificazioni denota ancora una volta una sorta di “bradipismo” da parte di chi dovrebbe studiare e sviluppare semplificazioni declamate da tempo ma non ancora arrivate.
Confcommercio con un censimento sui primi mesi di attività del SISTRI ha riscontrato che “tutte le imprese del trasporto e gestione dei rifiuti hanno ridotto la propria attività con conseguente decremento del fatturato, quantificabile nel settore del trasporto in 20.000 euro in media in un anno, con picchi anche di 40.000 per alcune imprese.”
Ambiente & Rifiuti – Consulenza per la gestione dei rifiuti
Riassetto del codice Ambientale
Pubblicato il 28 gennaio 2014 14 febbraio 2017 da AmbienteRifiuti
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Pubblicato in News dal blog....Taggato codice ambiente, consulenza ambientale, ministero dell'ambiente, ministro orlando, rifiuti speciali, sistri, testo unico ambientale
2014 – MUD e SISTRI
Pubblicato il 10 gennaio 2014 10 gennaio 2014 da AmbienteRifiuti