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Timestamp: 2020-08-13 18:21:57+00:00
Document Index: 139705168

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 6', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 176 del 04/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 176 del 04/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 04/01/2011, (ud. 09/11/2010, dep. 04/01/2011), n.176
D.M.M., rappresentato e difeso, giusta delega a margine
del ricorso, dall’Avv. GIACOBINA Roberto, domiciliati presso la
COMUNE DI IVREA, in persona del legale rappresentante pro tempore;
avverso la sentenza n. 34/01/2006 della Commissione Tributaria
Regionale di Torino, Sezione n. 01, in data 15.06.2006, depositata il
Considerato che nel ricorso iscritto al n. 19299/2007 R.G. è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:
“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 34/01/2006, pronunziata dalla C.T.R. di Torino, Sezione n. 01, il 15.06.2006 e DEPOSITATA il 26 giugno 2006.
Con tale decisione, la C.T.R. ha dichiarato inammissibile l’appello del contribuente, per mancanza di specifici motivi.
2 – Il ricorso, che attiene ad impugnazione degli avvisi di accertamento, ai fini TARSU e TOSAP per l’anno 2002, censura l’impugnata decisione per motivazione insufficiente e contraddittoria.
3 – Ai ricorsi proposti contro sentenze o provvedimenti pubblicati a partire dal 2.03.2006, data di entrata in vigore del D.Lgs. 15 febbraio 2006, n. 40, recante modifiche al codice di procedura civile in materia di ricorso per cassazione, si applicano le disposizioni dettate nello stesso decreto al capo 1^.
Secondo l’art. 366 bis c.p.c. – introdotto dall’art. 6 del decreto – i motivi di ricorso debbono essere formulati, a pena di inammissibilità, nel modo ivi descritto e, in particolare, nei casi previsti dall’art. 360, nn. 1, 2, 3 e 4, l’illustrazione di ciascun motivo si deve concludere con la formulazione di un quesito di diritto, mentre, nel caso previsto dall’art. 360, comma 1, n. 5, l’illustrazione di ciascun motivo deve contenere la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa, o contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione.
In buona sostanza, il motivo appare inammissibile, giacche non contiene la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume insufficiente, e la censura non contiene un momento di sintesi(omologo al quesito di diritto) che ne circoscriva puntualmente i limiti, in maniera tale da non ingenerare incertezze (Cass. SS.UU. n. 20603/2007, n. 20360/2007, n. 23732/2007).
4 – Le formulate doglianze, appaiono, altresì, prive della necessaria riferibilità e specificità, non risultando esplicitati gli elementi e le ragioni alla cui stregua, stante la motivazione della decisione di appello, che ha giustificato il decisum, nella sostanziale considerazione che il contribuente-appellante si fosse limitato a riformulare le questioni già introdotte in primo grado invece di rivolgere alla sentenza impugnata censure puntuali e precise, la stessa dovesse considerarsi insufficiente.
4 bis – Il mezzo, sembra, quindi, formulato in spregio al consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui la parte, in sede di ricorso per cassazione, ha l’onere di indicare in modo esaustivo le circostanze di fatto che potevano condurre, se adeguatamente considerate, ad una diversa decisione, in quanto il detto ricorso deve risultare autosufficiente e, quindi, (contenere in sè tutti gli elementi che diano al Giudice di legittimità la possibilità di provvedere al diretto controllo della decisività dei punti controversi e della correttezza e sufficienza della motivazione della decisione impugnata, non essendo sufficiente un generico rinvio agli atti ed alle risultanze processuali (Cass. n. 849/2002, n. 2613/2001, n. 9558/1997).
D’altronde, costituisce pacifico principio quello secondo cui per potersi configurare il vizio di motivazione su un asserito punto decisivo della controversia, è necessario un rapporto di causalità fra la circostanza che si assume trascurata e la soluzione giuridica data alla controversia, tale da far ritenere che quella circostanza, se fosse stata considerata, avrebbe portato ad una diversa soluzione della vertenza (Cass. n. 9368/2006, n. 1014/2006, n. 22979/2004).
5 – Si ritiene, dunque, sussistano i presupposti per la trattazione in Camera di Consiglio e la relativa definizione, con declaratoria di rigetto del ricorso per inammissibilità, o per manifesta infondatezza, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c..
Considerato che non sussistono i presupposti per pronuncia sulle spese;