Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/minint_26_06_2000.htm
Timestamp: 2019-09-16 12:26:48+00:00
Document Index: 111025297

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 1', 'art. 9', 'art 16', 'art. 39', 'art. 1', 'art 4', 'art 1', 'art. 4', 'art 5', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Ministero dell'Interno: Circolare del 26/06/2000
SERVIZIO ASSISTENZA ECONOMICA alle CATEGORIE PROTETTE
Prot.n. 2474/2000/MC/L/40/98
e, p.c. Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dip. per gli Affari Sociali Loro Sedi
Al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale - Dir. Gen. per l'impiego Loro Sedi
Al Ministero del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica - Dip. dell'Amm. Gen. del Personale e dei Servizi del Tesoro - Dir. Centrale Uffici Locali e Servizi del Tesoro Loro Sedi
All'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale Loro Sedi
OGGETTO: Applicazione art. 39 legge 6 marzo 1998, n. 40 recante "Disciplina dell'immigrazione e norme sulle condizione dello straniero" e relativo regolamento di attuazione DPR 394 del 31 agosto 1999.
Si fa seguito alle circolari n. 13 e 27 in data 15 marzo e 12 novembre 1999 e, da ultimo, alla lettera circolare telegrafica prot. n. 107612000 7 IMC / L/ 40 1 98 del 24 marzo 2000 concernenti l'oggetto.
Al riguardo, si trasmette per doverosa conoscenza copia del parere reso, su richiesta dello Scrivente, dal Consiglio di Stato nell'Adunanza della Sezione Prima in data 17 maggio 2000 fatto pervenire dal Segretariato Generale dell'Alto Consesso con nota del 12 giugno u..s, al quale si fa espresso rinvio.
Adunanza della Sezione Prima 17 Maggio 2000
n. Sezione 452 / 2000
L'art. dalla legge 6 marzo 1998 n. 40 (recante "disciplina sull'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" ) ha previsto stranieri titolari di carta o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, nonché i minori iscritti su tale carta o sul permesso, siano equiparati ai cittadini italiani ai fini della fruizione delle provvidenze e delle prestazioni, anche economiche, di assistenza sociale.
L'operatività di tale disciplina era, peraltro, in concreto subordinata all'entrata in vigore del regolamento di attuazione, da emanarsi ai sensi dell'art. 1 comma 6, della legge n. 40 del 1998.
Tale regolamento, emanato con D.P.R. 31 agosto 1999 n. 394, disciplina, infatti, tra l'altro, le modalità di rilascio del permesso ( art. 9 e segg. ) e della carta (art 16 e segg.) di soggiorno.
In virtù delle disposizioni sopra 4 ricordate gli stranieri titolari della carta o del permesso di soggiorno non inferiore ad un anno, che ottengano da parte delle Commissioni mediche territorialmente competenti il riconoscimento dei necessari requisiti sanitari, possono conseguire le provvidenze economiche previste dalla normativa vigente in favore di invalidi civili, ciechi civili e sordomuti, in relazione al grado di invalidità civile riconosciuto ed alle minorazioni accertate.
Ciò premesso, il Ministero dell'Interno osserva che, con riferimento alla questione della decorrenza delle sopra indicate provvidenze, nessun problema si pone con riferimento alle istanze prodotte nel vigore della disciplina sopra richiamata;
per esse, infatti, trova applicazione il generale principio della decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione dell'istanza alla A.S..L., posteriore alla data (27 marzo 1998) di entrata in vigore della legge n. 40 del 1998,0 della diversa data eventualmente indicata dall'organo medico collegiale.
Il Ministero fa presente altresì, che si è ritenuto rispondente ad obiettivi principi di logica giuridica e coerente con l'esigenza di semplificazione delle procedure amministrative procedere, in presenza di accertamenti sanitari delle minorazioni civili, intervenuti nel vigore della legge n. 40 del 1998 ancorché in esito a istanze antecedentemente all'eventuale concessione de benefici, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data del verbale sanitario medesimo, previo accertamento di tutti i prescritti requisiti ivi incluso il possesso della carta o del permesso di soggiorno.
Di più complessa soluzione appaiono, invece, a giudizio dell'Amministrazione riferente, le questioni concernenti la richiesta attuale, da parte di cittadini Stranieri, delle provvidenze economiche previste per i minorati civili, sulla base di verbali sanitari pregressi, antecedenti alla data di entrata in vigore della legge IL. 40 del 1998, presumibilmente in esito a istanze amministrative finalizzate al conseguimento di benefici assistenziali diversi (assistenza sanitaria, iscrizione al collocamento obbligatorio).
Il Ministero dell'interno ritiene, pertanto, di dover acquisire il parere del Consiglio di Stato in ordine alla possibilità di consentire agli interessati di avvalersi degli accertamenti sanitari pregressi al fine di conseguire le provvidenze economiche di invalidità civile, mediante presentazione di apposita istanza alla prefettura, e con effetto della medesima, nella ricorrenza di tutti i requisiti prescritti.
A tale esito dovrebbe pervenirsi, in considerazione del fatto che il procedimento di accertamento commissioni mediche è distinto dal procedimento di concessione delle provvidenze economiche, ed in considerazione dell'opportunità di evitare che il disabile straniero debba iniziare, ex novo, la complessa procedura per il riconoscimento sanitario delle minorazioni.
1. Il quesito prospettato dall'Amministrazione riferente concerne, esclusivamente, le possibilità, con riferimento alle istanze di cittadini stranieri, volte a conseguire le provvidenze economiche previste per i minorati civili dalla legge n. 40 del 1998, di riconoscere tali provvidenze sulla base di verbali sanitari intervenuti prima della entrata vigore della medesima legge n. 40 del 1998, in esito ad istanze amministrative finalizzate al conseguimento di benefici assistenziali diversi, per il tramite di presentazione di apposita domanda alla prefettura, con effetto dalla data della medesima (evidentemente successiva alla data di entrata in vigore della cenata legge n. 40 del 1998).
IL Sezione, in ciò sostanzialmente concordando con il Ministero dell'Interno, ritiene che a tale quesito debba essere data risposta positiva, con le precisazioni che seguono.
L'art. 39 della legge 6 marzo 1998 n. 40 ha riconosciuto l'equiparazione ai cittadini italiani, ai fini della fruizione delle provvidenze e delle prestazioni di assistenza sociale, degli stranieri titolari della carta o permesso di soggiorno di durati non inferiore all'anno.
Con la legge n. 40 del 1998 nasce, pertanto il diritto degli stranieri che si trovino nelle condizioni previste dalla legge medesima, di fruire delle provvidenze e delle prestazioni di assistenza sociale, secondo le forme e i modi a tal fine previsti dall'ordinamento per i cittadini italiani.
Occorre, a tal fine, far riferimento al D.P.R. 21 settembre 1994 n. 698, recante norme sul riordino dei procedimenti in materia di riconoscimento delle minorazioni civili e sulla concessione dei benefici economici.
Questo, ai fini del conseguimento di tali benefici, prevede in via generale l'attivazione di due procedimenti, fra loro connessi, di cui uno destinato all'accertamento sanitario delle minorazioni civili da parte delle commissioni mediche esistenti presso le A.S.L. competenti per territorio (art. 1), e l'altro, riguardante la concessione delle provvidenze riservate alle prefetture (art 4). Nello schema fatto proprio dal regolamento, l'atto di inizio dei due procedimenti e tuttavia formalmente uno soltanto, contenente, peraltro, due diverse richieste (si tratta cioè di un atto a contenuto plurimo):
una rivolta alle A.S.L. rivolta ad ottenere l'accertamento sanitario, ed una rivolta alla prefettura competente, riguardante la concessione delle provvidenze economiche spettanti in relazione all'invalidità riconosciuta (art. I, comma I).
Lo scopo della norma regolamentare è quello di provocare una presentazione contestuale delle due diverse richieste, cosi da favorire una definizione sequenziale dei due diversi procedimenti di cui il primo (quello relativo all'accertamento sanitario) deve concludersi entro novanta giorni dalla presentazione della domanda (art 1, comma 3) ed il secondo (relativo alla concessione delle provvidenze) entro centottanta giorni dalla data di ricezione di copia dell'istanza, corredata dal verbale di accertamento sanitario trasmesso dalla commissione medica sanitaria competente" (4, comma 1).
IL D.P.R. 698 del l994 si preoccupa, poi, di stabilire la decorrenza del diritto a fruire dei benefici riconosciuti dai prefetti (in esito cioè al procedimento di cui all'art. 4):
"tale decorrenza è stabilita nel mese successivo alla data di presentazione della domanda di accertamento sanitario della USL o dalla diversa data eventualmente indicata dalle competenti commissioni sanitarie".
Nel sistema del regolamento, la decorrenza del beneficio è dunque normalmente determinata dalla data di presentazione della domanda; il riferimento, alla "data di presentazione della domanda di accertamento sanitario alla USL" contenuta nell'art 5, comma 1, del regolamento, è poi dovuto al fatto che l'istanza di cui all'art. 1 contiene, nel procedimento ordinario, sia la richiesta di accertamento sanitario - che precede la fase concessoria - sia la richiesta di concessione dei benefici, rivolta alla Prefettura, e da inoltrare questa dopo l'accertamento sanitario.
Il senso della disposizione sta, pertanto, nell'ancorare la decorrenza del beneficio, alla richiesta comunque rivolta all'amministrazione.
2. Tanto precisato in ordine alle procedure volte al riconoscimento delle minorazioni civili e sulla concessione dei benefici economici, applicabili anche nei confronti dei cittadini stranieri ai quali la legge n. 40 del 1998 ha riconosciuto il diritto a conseguire le provvidenze e le prestazioni economiche di assistenza sociale, la Sezione osserva che il quesito prospettato sembra riferirsi ad una situazione nella quale, dopo l'entrata in vigore di tale legge, alcuni cittadini stranieri abbiano chiesto di conseguire le provvidenze sulla base di accertamenti sanitari effettuati in precedenza - ed anche prima dell'entrata in vigore della legge - in relazione a procedimenti finalizzati al conseguimento di diversi benefici assistenziali.
In una situazione del genere l'interessato richiede, in realtà, che sia dato corso soltanto al procedimento di concessione dei benefici, assumendo la non necessità del procedimento di accertamento sanitario, essendo stato quest'ultimo, già effettuato in occasione di altra procedura, volta ad ottenere altro beneficio.
Così impostata la questione, la stessa non sembra porre alcun problema in ordine alla decorrenza dei benefici, ove riconosciuti;
questa, infatti, non può che essere identificata, conformemente a quanto previsto dall'art. 5 comma 1, del regolamento di cui al D.P.R. n. 698 del 1994, nel mese successivo alla data di presentazione della domanda all'Amministratore.
Si intende, peraltro, che tale domanda, in una situazione in cui si assume, sostanzialmente la non necessità della procedura di accertamento sanitario, non può che essere quella contenente l'unica richiesta di inizio del procedimento di concessione dei benefici, rivolta all'autorità competente, e cioè al Prefetto.
Il problema che pone la situazione sopra descritta riguarda, invece, la possibilità di utilizzare, ai fini della concessione dei benefici economici connessi all'accertamento delle minorazioni civili, accertamenti sanitari effettuati in relazione a procedure diverse, volte al conseguimento di altri benefici, effettuati anche prima dell'entrata in vigore della legge n.40 del 1998.
La Sezione ritiene che, in linea di principio, la risposta a tale quesito debba essere positiva. Il D.P.R. 21 settembre 1994 n. 698 prescrive che vi sia un previo accertamento sanitario delle minorazioni civili, e che, successivamente, si dia luogo al procedimento di concessione del beneficio (nel quale si provvede, tra l'altro, all'accertamento dei requisiti e delle altre condizioni previste, a tal fine, dalla legge);
ed introduce una disciplina volta ad assicurare la normale consequenzialità dei due procedimenti.
Non sembra, peraltro, che il regolamento possa essere interpreto nel senso di connettere l'inizio del procedimento concessorio esclusivamente al previo espletamento della procedura specificamente descritta nell'art. 1;
ovvero, il che è lo stesso, nel senso di escludere l'utilizzabilità, ai fini della concessione dei benefici economici, di accertamenti effettuati, in occasione di altri procedimenti, dalla pubblica amministrazione, che abbiano per oggetto le infermità invalidanti far valere ai fini del riconoscimento dei cennati benefici, che siano previsti è disciplinati da norme primarie o secondarie, e che presentino le stesse garanzie, per il cittadino e per la pubblica amministrazione, sul piano della composizione dell'organo deputato all'accertamento, e sul piano delle modalità di effettuazione di esso, di quelle offerte dal procedimento previsto dall'art 1, D.P.R. n. 698 del 1994.
Il contenuto precettivo del regolamento sta nel disporre che le provvidenze economiche connesse alle minorazioni civili siano riconosciute sulla base di un accertamento sanitario che offre le garanzie dall'art. 1; e le esigenze sottese dal regolamento possono ritenersi tutte le volte che tale accertamento sia stato effettuato, anche in relazione ad altri procedimenti, concernenti il conseguimento di benefici diversi.
La norma di cui all'art. 1, del regolamento detta, d'altra parte una disciplina per l'ipotesi (normale) che tale accertamento sanitario non sia esistente, ma non può essere intesa nel senso di imporre lo specifico procedimento ivi previsto, anche se, tale accertamento sussista già ed offra tutte le garanzie richieste dal medesimo art. 1.
Un'interpretazione del genere si porrebbe in contrasto con il principio di economicità dell'attività amministrativa, di cui all'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 1990 n. 241, e risolverebbe in un aggravamento del procedimento, in violazione dell'art. 1, comma 2, della medesima legge.
La valutazione circa la sussistenza, negli accertamenti sanitari invocati dagli interessati ed effettuati al di fuori della procedura di cui all'art. 1del D.P.R. n.698 del 1994, delle necessarie garanzie, nel senso sopra prospettato, non può che essere lasciata alla responsabilità dell'Amministrazione, ad essere effettuata caso per caso, in relazione alle concrete fattispecie, avuto riguardo anche al tipo di infermità accertate ed al tempo trascorso tra l'accertamento invocato e la richiesta dei benefici economi.
E' chiaro, peraltro che tali accertamenti, alla stregua delle superiori osservazioni, devono provenire dalla pubblica amministrazione, e devono essere stati effettuati da organi sanitari collegiali secondo modalità idonee assicurare la partecipazione procedimentale dell'interessato.
Si deve, infine rilevare, che, nella situazione sopra descritta, come esattamente osserva l'Amministrazione riferente, permane e va, anzi, esercitato con la necessaria attenzione, il potere dei Prefetti di disporre, ove ritenuto opportuno, anche in considerazione del tempo trascorso dalla visita, la preliminare revisione sanitaria di conferma della permanenza della minorazione in precedenza (ed in occasione di altri procedimenti) accertata.
Nelle considerazioni sopra esposte è il parere del Consiglio di Stato.