Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2599-codice-civile-sanzioni
Timestamp: 2019-07-15 19:34:21+00:00
Document Index: 184179769

Matched Legal Cases: ['art. 2599', 'art. 700', 'art. 2598', 'art. 2598', 'art. 2599', 'art. 2600', 'art. 2599', 'art. 2055']

Art. 2599 codice civile: Sanzioni | La Legge per tutti
Concorrenza sleale: fatti e atti che violano le regole di comportamento fissate dalla legge e che devono essere osservate dagli imprenditori.
La norma prevede a favore del soggetto leso da atti di concorrenza sleale una tutela specifica, inibitoria e/o reintegratoria. Le suddette azioni e le relative sanzioni prescindono dal dolo o dalla colpa dell’imprenditore «scorretto» e dall’esistenza di un danno patrimoniale attuale.
In tema di concorrenza sleale, il carattere essenziale e tipico dell'azione inibitoria ex art. 2599 cod. civ. è quello di apprestare una tutela giurisdizionale preventiva rivolta verso il futuro. Ne consegue che la pronuncia di inibitoria implica non solo l'ordine di cessare una attività in atto, ma anche quello di astenersi in futuro dal compiere una certa attività, pur se nel frattempo cessata. Rigetta, App. Milano, 18/03/2006
In tema di concorrenza sleale, la perdita di chance configura un comportamento lesivo, trattandosi di una interferenza illecita sulla serie causale, che avrebbe condotto al conseguimento di un profitto di mercato; ne discende che il danno relativo non può che essere valutato sulla base della considerazione di una potenzialità, poi venuta meno
Cassazione civile sez. I 18 maggio 2012 n. 7927
L'eccezione preliminare di inammissibilità del ricorso ex art. 700 c.p.c., per la mancata indicazione della causa di merito, risulta infondata quando la parte ricorrente abbia qualificato il comportamento della resistente come integrante una delle ipotesi di cui all'art. 2598 n. 3 c.c. e abbia quindi chiesto, quale provvedimento urgente idoneo ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito, la misura dell'inibitoria. Infatti, dall'esame degli art. 2598 e ss. c.c., è chiara e individuabile la tutela che in sede di merito può essere accordata a chi agisce sulla base di tali norme: il mantenimento dell'inibitoria ex art. 2599 c.c. e la tutela risarcitoria ex art. 2600 c.c.
Tribunale Torino 29 dicembre 2004
Poiché il dolo o la colpa non sono elementi costitutivi della fattispecie legale della concorrenza sleale che si qualifica per la sua oggettiva difformità rispetto ai principi della correttezza professionale e per la sua idoneità a danneggiare l'altrui azienda, e poiché - conseguentemente - l'affermazione della illiceità concorrenziale ai fini dell'inibitoria di cui all'art. 2599 c.c. non richiede un'autonoma indagine in ordine alla sussistenza dell'elemento soggettivo, l'inesigibilità da parte del "provider" del controllo sui materiali presentati nei siti internet degli utenti e sui rapporti tra questi ultimi ed i titolari di marchi più o meno celebri di cui essi facciano uso nelle loro pagine web non esclude che, una volta accertata la scorrettezza nell'uso delle pagine web, sussista la corresponsabilità del "provider" a norma degli art. 2055 c.c. e 7, comma 13, d.lg. 25 gennaio 1992 n. 74 (in applicazione di questo principio il collegio del tribunale di Napoli ha confermato l'ordinanza reclamata che aveva ordinato ad Infostrada di provvedere all'immediata cancellazione dalla rete di tutte le pagine attivate da Borrelli e compagni nelle quali direttamente o a mezzo di collegamenti palesi od occulti erano stati illegittimamente usati i nomi della S.p.A. Philips e della S.p.A. Grundig Italiana).
Tribunale Napoli 15 maggio 2002