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Timestamp: 2016-10-26 17:12:07+00:00
Document Index: 139228538

Matched Legal Cases: ['art. 121', 'art. 530', 'art. 182', 'art. 121', 'art. 121', 'art. 127', 'art. 4', 'art. 678', 'art. 666', 'art. 121', 'art. 121', 'art. 150', 'art. 335', 'art. 121', 'art. 335', 'art.121', 'art. 405', 'art. 408']

Art. 121 cod. proc. penale: Memorie e richieste delle parti
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. In ogni stato e grado del procedimento le parti e i difensori possono presentare al giudice memorie o richieste scritte, mediante deposito nella cancelleria.
Giurisprudenza annotataMemorie e richieste delle parti
Cassazione penale sez. V 16 ottobre 2014 n. 7706 È legittima la qualificazione quale memoria difensiva ex art. 121, comma 1, c.p.p. dell' appello incidentale dichiarato inammissibile che sia stato proposto dagli imputati già assolti in primo grado per non aver commesso il fatto, ai sensi dell'art. 530, comma 2, c.p.p., al fine di ottenere l'assoluzione in base al comma 1 del medesimo articolo. (Annulla con rinvio, Ass.App. Brescia, 18/01/2013)
Cassazione penale sez. I 06 maggio 2014 n. 37348 In tema di guida in stato di ebbrezza, la nullità derivante dall'omesso avviso all'indagato da parte della polizia giudiziaria che proceda a un atto urgente e indifferibile, quale è la sottoposizione dell'indagato ai test per il rilievo del tasso alcolemico, della facoltà di farsi assistere dal difensore, è di natura "intermedia" e deve ritenersi sanata se non tempestivamente rilevata o se non dedotta prima, ovvero immediatamente dopo, il compimento dell'atto, ai sensi dell'art. 182, comma 2, c.p.p., anche mediante lo strumento delle memorie o richieste, che, ai sensi dell'art. 121 c.p.p., possono essere inoltrate in ogni stato e grado del procedimento. (Nella specie, in cui peraltro risultava in fatto che il conducente aveva in effetti ricevuto l'avviso con conseguente insussistenza dell'ipotizzata nullità, la Corte ha in ogni caso precisato che, anche laddove non vi fosse stato l'avviso, la nullità sarebbe stata sanata, giacché l'eccezione - appunto, infondata - era stata tardivamente presentata solo con l'opposizione a decreto penale).
Cassazione penale sez. IV 11 marzo 2014 n. 13999 In tema di procedimento di prevenzione, il deposito delle memorie difensive è regolato non già dalla norma generale prevista dall'art. 121 c.p.p., ma da quella speciale di cui all'art. 127, comma 2, c.p.p., applicabile in ragione del rinvio dell'art. 4 della l. n. 1423 del 1956 all'art. 678 c.p.p. e, da questo, all'art. 666 c.p.p., con la conseguenza che deve essere rispettato, a pena di inammissibilità della produzione, il termine di cinque giorni prima della udienza. (Rigetta in parte, App. Caltanissetta, 18/10/2012 )
Cassazione penale sez. V 23 gennaio 2014 n. 16311 La previsione dell’obbligo di notificare alle persone offese la richiesta di revoca o di sostituzione della misura cautelare in atto, è funzionale ad offrire alle stesse, mediante la possibilità di presentare al giudice delle memorie ai sensi dell’art. 121 c.p.p., una maggior tutela dagli eventuali rischi che potrebbero derivare dalla revoca o dalla sostituzione della misura cautelare in atto con altra meno afflittiva.
Ufficio Indagini preliminari Torino 04 novembre 2013
Va affermata l'inammissibilità della istanza di rinvio dell'udienza per concomitante impegno del difensore trasmessa via fax, perché l'art. 121 c.p.p. stabilisce l'obbligo per le parti di presentare memorie e le richieste rivolte al giudice mediante deposito in cancelleria, essendo il ricorso al telefax riservato ai funzionali di cancelleria ex art. 150 c.p.p.
Cassazione penale sez. II 01 ottobre 2013 n. 284 Non può valere automaticamente come "notizia di reato", comportante l'obbligo dell'iscrizione nel registro di cui all'art. 335 c.p.p., la semplice denuncia per calunnia che un soggetto già sottoposto a procedimento penale proponga nei confronti di colui dal quale provengono le dichiarazioni che hanno dato luogo all'instaurazione di detto procedimento, rimanendo in siffatta ipotesi rimesso alla prudente valutazione del pubblico ministero se considerare la denuncia soltanto come memoria proposta ai sensi dell'art. 121 c.p.p. ovvero dar luogo comunque all'iscrizione nel registro di cui all'art. 335 c.p.p. e chiedere quindi l'adozione di un provvedimento di archiviazione, al quale il denunciante non potrà, tuttavia, opporsi con richiesta di nuove indagini, posto che queste verrebbero ad avere lo stesso oggetto di quelle già in corso a suo carico.
Cassazione penale sez. VI 16 luglio 2013 n. 45206 Nel caso in cui, nell'ambito di un procedimento penale l'indagato/imputato presenti denuncia sostenendo che le accuse rivoltegli sono volutamente false, compete sempre al p.m., unico soggetto titolare dell'azione penale e come tale legittimato a individuare nell'atto portato a sua conoscenza la “notitia criminis”, verificare se e come iscrivere tale denuncia. Pertanto, il p.m., ben potrà limitarsi a inserire tale denuncia agli atti del processo a carico dell'indagato/imputato, senza procedere a una sua autonoma iscrizione: in tale evenienza gli argomenti proposti potranno, semmai, essere valutati riconoscendo all'atto il contenuto di una memoria ex art.121 c.p.p. Invece, ove il p.m. ritenga di iscrivere la denuncia nel registro delle notizie di reato, il fascicolo non potrà avere altro sbocco che la richiesta di archiviazione o l'esercizio dell'azione penale, come stabilito dall'art. 405, comma 1, del c.p.p.: nel primo caso, si renderà necessario seguire la procedura disciplinata dagli art. 408 ss.; mentre, nel secondo caso, il p.m. potrà ritenere l'infondatezza della notizia di reato "principale" e procedere per il diverso reato di calunnia.
Cassazione penale sez. VI 16 luglio 2013 n. 45206 Art. precedente
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