Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterico201312051.html
Timestamp: 2018-10-15 08:27:24+00:00
Document Index: 169812352

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 9', 'art. 30', 'art. 157', 'art. 170', 'art. 157', 'art.164']

Registro dei provvedimenti n. 556 del 5 dicembre 2013
VISTOil ricorso pervenuto al Garante l'8 agosto 2013 presentato da XY nei confrontidell'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale "Santobono-Pausilipon",con il quale la ricorrente, madre di una bambina nata con gravi malformazioniil YY 2012 presso l'Ospedale di Battipaglia e trasferita il giorno successivopresso il reparto di Terapia Intensiva neonatale della predetta AziendaOspedaliera dove è deceduta il XX 2012, in mancanza di idoneo riscontroall'istanza previamente avanzata ai sensi degli artt. 7 e 8 del Codice inmateria di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196; diseguito "Codice"), ha ribadito la propria richiesta di avere accessoa tutti i dati sanitari relativi alla neonata deceduta, con particolareriferimento alla documentazione contenuta nella cartella clinica, ivi compresi"gli esami, i referti, i campioni e le diagnosi mediche nonché glieventuali referti ed esiti di indagini di laboratorio effettuate da strutturemediche esterne cui i campioni della neonata sono stati inviati per essereanalizzati"; nel caso in esame la ricorrente, che all'indomani del parto -"fortemente provata psicologicamente dal trauma di aver appreso che la suaprima figlia appena nata era già gravemente malata e consumata dalladisperazione di non essere in grado di gestire la tragica situazione che lacircondava (Š)" – aveva "valutato l'idea" di nonriconoscere la neonata, si è rapidamente trovata coinvolta in un procedimentoburocratico non compreso appieno (tant'è che la stessa non avrebbe mai fornitoil proprio consenso scritto, che sarebbe stato acquisito "per il tramitedel marito e solo verbalmente") all'esito del quale il personale sanitariodell'Ospedale in cui la bambina era nata ha effettuato la comunicazione di"neonato nato da madre che non vuole essere nominata" all'Ufficiostato civile di Battipaglia (e per conoscenza al Tribunale per i minorenni diSalerno), con ciò determinando l'impossibilità, per l'interessata,successivamente al decesso della bambina, di accedere ai suoi dati clinici;visto che la ricorrente – che, come si evince dai documenti allegati alricorso, risulta aver partorito presso l'Ospedale di Battipaglia, in data YY2012, una neonata trasferita l'indomani all'Ospedale Santobono-Pausilipon conil nome di KW – ha sottolineato il proprio attuale interesse a conoscerei dati sanitari relativi alla neonata da lei partorita in modo da "renderepossibile l'identificazione della patologia genetica da cui la stessa eraaffetta" al fine di evitare la trasmissione della medesima patologia ad uneventuale nascituro; visto che la ricorrente ha chiesto altresì che le spesedel procedimento siano poste a carico della controparte;
VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 9 agosto 2013 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato iltitolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste della ricorrente,nonché la successiva nota del 12 novembre 2013 con la quale è stata disposta laproroga del termine per la decisione sul ricorso;
VISTAla nota anticipata via fax il 18 settembre 2013 con la quale l'Azienda ospedalieraresistente, nel precisare di avere già fornito riscontro (con note del 29 marzo2013 e del 5 aprile 2013) alle istanze con cui l'interessata chiedeva di avereaccesso ai dati contenuti nella "cartella clinica di una minore senzaindicazione di alcuna generalità della medesima", ha affermato che"presso il Presidio Ospedaliero "Santobono" non risulta esseremai stata ricoverata alcuna minore figlia legittima della ricorrente";
VISTAla nota pervenuta via e-mail l'8 ottobre 2013 con la quale la ricorrente hatrasmesso copia di una consulenza genetica nella quale si attesta che inmancanza di accesso alle informazioni contenute nella cartella clinica dellaneonata deceduta non è possibile "formulare ipotesi sulla patologia da cuila bimba era affetta" e quindi "ipotizzare un rischio di ricorrenzaed una strategia di diagnosi prenatale";
VISTAla nota anticipata via fax il 28 ottobre 2013 con la quale l'AziendaOspedaliera resistente, nel ribadire che "presso il Presidio Ospedaliero"Santobono" non risulta essere mai stata ricoverata alcuna minorefiglia legittima della ricorrente", ha tuttavia dichiarato, su espressarichiesta di questa Autorità, che "dall'anagrafica dei pazienti ricoverati(Š) il giorno KK 2012, risulta essere pervenuta, a seguito di trasferimento daaltro Istituto pubblico, neonata nata a Battipaglia";
RILEVATOche, ai sensi dell'art. 9, comma 3, del Codice, il diritto di accesso ai datipersonali riferiti a persone decedute può essere esercitato "da chi ha uninteresse proprio, o agisce a tutela dell'interessato o per ragioni familiarimeritevoli di protezione" e che, nel caso di specie, la ricorrente, inqualità di madre, anche solo naturale (avendo la stessa esercitato il diritto a non essere nominata di cui all'art. 30, comma 1, del d.P.R. 3 novembre 2000,n. 396), della neonata deceduta ha legittimamente esercitato il predettodiritto al fine di disporre delle informazioni indispensabili all'esecuzionedelle indagini cliniche necessarie ad accertare la patologia genetica di cui potrebbeessere portatrice e le modalità della sua trasmissione così da poterconseguentemente effettuare una valutazione del rischio procreativo econsentirle una ulteriore scelta riproduttiva consapevole ed informata (sulpunto cfr. provv. del Garante del 22 maggio 1999, Corte Cost. sentenzan. 278 del 18 novembre 2013);
RITENUTOquindi, alla luce delle considerazioni esposte e della documentazione in atti,di dover accogliere il ricorso e di dover, per l'effetto, ordinare all'AziendaOspedaliera di Rilievo Nazionale "Santobono-Pausilipon" di consentirealla ricorrente l'accesso a tutti i dati sanitari contenuti nella cartellaclinica relativa alla neonata deceduta presso l'Azienda medesima in data XX2012 (indipendentemente dal nome alla stessa attribuito in corso di ricovero) eche, come risulta "dall'anagrafica dei pazienti ricoverati", èpervenuta in data YY 2012 a seguito di trasferimento dal presidio Ospedalierodi Battipaglia, dove era nata il KK 2012; tale accesso dovrà essereconsentito entro e non oltre trenta giorni dalla ricezione del presenteprovvedimento;
VISTAla determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenutocongruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei dirittiinerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro150 per diritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, inparticolare, alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a caricodell'Azienda Ospedaliera "Santobono-Pausilipon" nella misura di 400euro, previa compensazione della residua parte per giusti motivi anche inragione degli aspetti di novità della vicenda esaminata;
a)accoglie il ricorso e ordina all'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale"Santobono-Pausilipon" di consentire alla ricorrente l'accesso atutti i dati sanitari contenuti nella cartella clinica relativa alla neonatadeceduta presso l'Azienda medesima in data XX 2012 (indipendentemente dal nomealla stessa attribuito in corso di ricovero) e che, come risulta"dall'anagrafica dei pazienti ricoverati", è pervenuta in data YY2012 a seguito di trasferimento dal presidio Ospedaliero di Battipaglia, doveera nata il KK 2012;
b)determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento posti, nella misura di 400 euro, previa compensazionedella residua parte, a carico dell'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale"Santobono-Pausilipon", la quale dovrà liquidarli direttamente afavore della ricorrente.
IlGarante, nel prescrivere all'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale"Santobono-Pausilipon" ai sensi dell'art. 157 del Codice, dicomunicare quali iniziative siano state intraprese al fine di dare attuazioneal presente provvedimento entro trenta giorni dalla ricezione dello stesso,ricorda che l'inosservanza di provvedimenti del Garante adottata in sede didecisione dei ricorsi è punita ai sensi dell'art. 170 del Codice per laprotezione dei dati personali. Si ricorda che il mancato riscontro allarichiesta ex art. 157 è punito con la sanzione amministrativa di cui all'art.164 del Codice.