Source: https://www.studiombc.com/rating-di-legalita-e-nuovo-regolamento/
Timestamp: 2019-09-17 23:26:35+00:00
Document Index: 32198601

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8']

Rating di legalità e nuovo regolamento – Studio MB Consulting
Rating di legalità e nuovo regolamento
In evidenza , 8 Giugno 2018
Semplificate le procedure di accesso al credito bancario
In buona parte, le modifiche apportate al testo del 2012 del regolamento attuativo in materia di rating di legalità riguardano i requisiti per l’attribuzione del rating e la relativa attività di valutazione da parte dell’AGCM, nonché il procedimento per l’attribuzione del rating e i casi di annullamento dello stesso. Altre modifiche attengono agli obblighi informativi dell’AGCM, all’elenco delle imprese interessate tenuto dall’Autorità nonché a interventi che mirano ad aggiornare i riferimenti normativi presenti nel testo.
Il nuovo regolamento attuativo mira a semplificare, snellire e chiarire le procedure per l’attribuzione, la modifica, il rinnovo, la revoca e l’annullamento del rating di legalità.
Si ricorda che l’attribuzione del rating di legalità può essere richiesto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), su base volontaria, dalle imprese operative in Italia con:
fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta di rating, riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza e risultante da un bilancio regolarmente approvato dall’organo aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge;
Di seguito una breve sintesi delle novità riportate nel nuovo regolamento:
Per quanto riguarda i requisiti per l’attribuzione si segnala che l’obbligo dichiarativo posto a carico delle imprese individuali e collettive viene esteso anche ai provvedimenti relativi ai reati in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 81/2008).
Inoltre, tra i soggetti in riferimento ai quali doveva essere resa la dichiarazione di non adozione di misure di prevenzione personale, patrimoniale, misure cautelari, pronunciamento di sentenze di condanna, etc., vi erano anche i “procuratori speciali”: nella nuova versione viene espunto l’attributo “speciali” e il riferimento attuale è solo ai procuratori, col risultato di ampliare la platea soggettiva.
Il nuovo testo del Regolamento precisa inoltre che l’impresa non deve comunicare gli atti endoprocedimentali come i verbali di accertamento di violazione, i verbali di prescrizione, e altri atti che hanno natura endoprocedimentale. L’azienda dovrà, quindi, comunicare solo i provvedimenti sanzionatori che siano divenuti inoppugnabili o siano stati confermati con una sentenza definitiva avverso la quale non sia più possibile far ricorso.
Tra i motivi che comportano il divieto di rilasciare alle imprese il rating di legalità, è stato aggiunto anche il commissariamento, precisando che il rating di legalità non potrà essere rilasciato alle imprese per un arco temporale circoscritto e cioè “limitatamente al periodo di efficacia del relativo provvedimento”.
In merito alla valutazione dei requisiti si segnala che l’art. 3, comma 2, del regolamento prevede i casi in cui il punteggio base pari a una stelletta possa essere incrementato con un “più (“+”).
Il conseguimento di tre segni “+” comporta l’attribuzione di una stelletta aggiuntiva, fino al conseguimento di un punteggio totale massimo di tre stellette.
È stata migliorata la formulazione della lettera a) dell’art. 3, comma 2, prevedendo tra le condizioni implementative l’adesione ai protocolli o alle intese di legalità (in luogo del precedente “rispetto”) finalizzati a prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale, sottoscritti dal Ministero dell’interno o dalle Prefetture – UTG con associazioni imprenditoriali e di categoria: tale formulazione omnicomprensiva sostituisce la precedente che faceva riferimento espresso ai contenuti di specifici protocollo e ai soggetti sottoscrittori.
Tra le condizioni implementative, vi sono:
l’adesione a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria;
la previsione nei contratti con i propri clienti, di clausole di mediazione, quando non obbligatorie per legge, per la risoluzione di controversie;
l’adozione di protocolli tra associazioni di consumatori e associazioni di imprese per l’attuazione delle conciliazioni paritetiche.
Con riguardo a questa previsione di clausole di mediazione, come si vede, il nuovo regolamento prevede che debbano essere inserite nei contratti con i propri clienti mentre il precedente testo menzionava i “contratti tra imprese e consumatori” (B2C): da ciò si desume che le clausole di mediazione, per dar configurare una condizione implementativa, possano essere inserite anche nei contratti tra imprese (B2B).
Il nuovo regolamento prevede, altresì, una importante semplificazione della procedura per l’attribuzione del rating, stabilendo che l’AGCM sia l’unica Autorità preposta al procedimento rimanendo quale unico soggetto che può richiedere alle imprese, in qualsiasi momento, informazioni e documenti rilevanti ai fini del rilascio del rating.
Sotto tale profilo, all’Antitrust si affiancano:
l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), alla quale l’AGCM deve trasmettere tempestivamente gli elementi e le informazioni utili per l’espletamento delle verifiche di competenza;
i Ministeri dell’Interno e della Giustizia, ai quali l’AGCM, ai fini delle valutazioni per l’attribuzione del rating, può sottoporre a richieste di informazioni e/o di pareri sia su questioni di carattere generale che su singoli aspetti attinenti le domande ricevute.
La nuova formulazione del comma 8 dell’art. 5 prevede in modo più particolareggiato il procedimento da seguire nel caso in cui l’AGCM voglia negare l’attribuzione del rating: in questo caso l’Antitrust comunica all’impresa i motivi che ostano all’accoglimento della domanda.
La previgente formulazione della disposizione era più breve operando un mero rinvio alla “procedura di cui all’articolo 6, comma 8”. Adesso viene, invece, illustrato come si debba svolgere quella che rappresenta una vera e propria fase di contradditorio endoprocedimentale sui motivi ostativi all’accoglimento della domanda che l’AGCM deve aprire con l’impresa: quest’ultima, entro il termine di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, ha il diritto di presentare per iscritto le proprie osservazioni.
In particolare, il nuovo regolamento introduce la distinzione tra le ipotesi di revoca e annullamento del rating:
il comma 4 dell’art. 6, prevede che in caso di perdita di uno dei requisiti per l’attribuzione del rating di legalità, l’Autorità con proprio provvedimento disponga la revoca del rating con decorrenza dal momento in cui il requisito è venuto meno. Laddove il rating sia stato rilasciato sulla base di dichiarazioni false o mendaci relative ad elementi diversi dai citati requisiti, l’Autorità deve disporre la revoca dal momento in cui viene a conoscenza della natura falsa o mendace della dichiarazione;
il comma 4-bis dell’art. 6 prevede che qualora il rating sia stato rilasciato o rinnovato in carenza di uno o più dei presupposti di cui all’articolo 2 del regolamento, l’Autorità disponga l’annullamento del rating.
Il regolamento, all’art. 7, prevede che l’impresa alla quale sia stato attribuito il rating di legalità debba adempiere a una serie di obblighi informativi, a cominciare dalle comunicazioni da fare all’Autorità su ogni variazione dei dati riportati nei propri certificati camerali e su qualunque evento che incida sul possesso dei requisiti per avere il rating.
Il nuovo regolamento prevede, adesso, anche che qualora l’evento comunicato rilevi ai fini della determinazione del punteggio, l’AGCM debba disporre gli aggiornamenti necessari, dandone conto nell’elenco delle imprese con rating di legalità (art. 8): tali aggiornamenti non incidono sulla data di scadenza del rating.
L’art. 8 del regolamento prevede che l’Antitrust pubblichi in un’apposita sezione del proprio sito internet l’elenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato annullato, con la relativa decorrenza. Il nuovo testo aggiunge che le iscrizioni relative alla revoca e all’annullamento debbano permanere nell’elenco sino alla data di scadenza del rating ovvero, in ogni caso, per un periodo non inferiore a sei mesi.