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Timestamp: 2020-01-28 11:13:38+00:00
Document Index: 89846243

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 3', 'artº22', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2']

REGIONE LOMBARDIA L.R. n. 20, 09-05-1992
BUR n. 20 del 14 maggio 1992
Supplemento Ordinario n. 2, 14 maggio 1992
1. La regione e i comuni lombardi concorrono a promuovere, conformemente ai criteri di cui alla presente legge, la realizzazione di attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi, da effettuarsi da parte degli enti istituzionalmente competenti in materia di culto della Chiesa cattolica, e delle altre confessioni religiose, i cui rapporto con la Stato siano disciplinati ai sensi dell'art. 8, terzo comma, della Costituzione, e che già abbiano una presenza organizzata nell'ambito dei comuni ove potranno essere realizzati gli interventi previsti dalla presente legge.
1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3, secondo comma, lett. b) del decreto del ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, nonché di quanto previsto dall'artº22 della L.R. 15 aprile 1975, n. 51, sono attrezzature di interesse comune per servizi religiosi:
c) nell'esercizio del ministero pastorale, gli immobili adibiti ad attività educative, culturali, sociali, ricreative e di ristoro, che non abbiano fini di lucro.
2. In relazione al disposto dell'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 e successive modificazioni, le attrezzature di cui al precedente comma costituiscono opere di urbanizzazione secondaria ad ogni effetto.
1. In fase di formazione e revisione degli strumenti urbanistici generali, le aree destinate ad accogliere le attrezzature religiose sono specificatamente individuate sulla base delle esigenze locali e valutate le istanze avanzate dalle confessioni religiose, nell'ambito della dotazione complessiva di attrezzature per interesse comune assicurata ai sensi della LR 15 aprile 1975, n. 51 e riservando alle stesse una dotazione pari almeno al 25% di quella complessiva.
1. In ciascun comune, almeno l' 8% delle somme effettivamente riscosse per oneri di urbanizzazione secondaria, è , in ogni anno accantonato in apposito fondo destinato alla realizzazione delle attrezzature indicate al precedente art. 2, nonché per interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione, ampliamento e dotazione di impianti, ovvero all'acquisto delle aree necessarie. I comuni hanno altresì facoltà di incrementare il fondo sopracitato anche calcolando gli oneri di urbanizzazione secondaria non introitati per effetto delle scomputo riconosciuto ai titolari della concessione edilizia per l' esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione secondaria e/ o per la cessione delle relative aree.
3. A tal fine, le competenti autorità religiose trasmettono ai comuni entro il 31 luglio di ogni anno in programma degli interventi da effettuare, dando priorità alle opere di restauro o di risanamento conservativo del patrimonio artistico - architettonico esistente, corredato delle relative previsioni di spesa.
5. E' in facoltà delle competenti autorità religiose di regolare i rapporti con il comune attraverso apposite convenzioni nel caso in cui il comune stesso od i soggetti attuatori di piani urbanistici esecutivi provvedano alla realizzazione diretta delle attrezzature di cui al precedente art. 2.
6. Nel caso in cui non vengano presentate istanze ai sensi del precedente terzo comma, l' ammontare del fondo è utilizzato per altre opere di urbanizzazione.
Milano, 9 maggio 1992
(Approvata dal consiglio regionale nella seduta dell'11 marzo 1992 e vistata dal commissario del governo con nota del 29 aprile 1992, prot. n. 20702/ 892).