Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_societario/2394
Timestamp: 2019-01-18 21:42:58+00:00
Document Index: 36535866

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 2394', 'art. 184', 'art. 2395', 'art. 146', 'art. 2394', 'art. 2400', 'art. 20', 'art. 146', 'art. 2394', 'art. 20', 'art. 2394', 'art. 2740', 'art. 1226', 'art. 2394', 'art. 2394']

Art. 2394-bis
I. Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l'inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale.
II. L'azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti.
III. La rinunzia all'azione da parte della società non impedisce l'esercizio dell'azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l'azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi.
Responsabilità dell’amministratore di società – Amministratore di fatto – Condotte distrattive riguardanti attività contabilizzate e non rinvenute – Imputabilità – Esclusione.
Non possono addossarsi all'amministratore di fatto condotte distrattive riguardanti attività contabilizzate e non rinvenute nella procedura, violazioni, queste, normalmente imputabili all'amministratore di diritto della società, il quale ha il compito di redigere i bilanci ed il dovere di intraprendere, essendo l'unico soggetto provvisto della legittimazione ad causam, azioni giudiziarie per il recupero dei crediti, nonché, in caso di fallimento, di consegnare al curatore i documenti per il recupero dei crediti e i beni.
Lo stesso deve dirsi con riferimento al mancato addebito delle multe ai clienti ed al mancato pagamento di imposte e contributi, omissioni che devono essere imputate a colui che riveste la qualifica formale di amministratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 03 Luglio 2018. Segue...
Società di capitali – Azione di responsabilità – Rapporto con l’art. 184 l.f. – Effetto esdebitatorio per i creditori – Iniziativa del creditore concordatario fondata su differente titolo e finalizzata al risarcimento nei confronti di un soggetto diverso – Creditore concordatario con facoltà di agire nei riguardi di coobbligati o fideiussori.
Concordato preventivo omologato – Azione risarcitoria ex art. 2394 c.c. promossa dal terzo a carico degli amministratori della società concordataria – Operatività dell’art. 184 l. fall. – Esclusione – Falcidia concordataria sul credito risarcitorio – Sussistenza.
Fallimento – Azioni di massa – Abusiva concessione di credito che abbia danneggiato i creditori della società – Legittimazione del curatore – Esclusione.
Non rientra fra le azioni di massa, che il Curatore può esercitare in rappresentanza di creditori concorsuali, l’azione risarcitoria per un’abusiva concessione di credito che abbia danneggiato i creditori della società poi fallita, trattandosi di azione ricollegabile alla previsione di cui all’art. 2395 c.c., e pertanto non attribuita al Curatore dalla norma dell’art. 146 secondo comma l.fall., che si riferisce alle diverse azioni di cui agli artt. 2394 bis e 2476 c.c. (Edoardo STAUNOVO-POLACCO) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 02 Maggio 2017. Segue...
Fallimento – Azione di responsabilità contro amministratori e sindaci – Dimissioni – Rilevanza – Limiti.
Il curatore del fallimento della società può agire ai sensi dell’art. 2394 c.c. contro gli amministratori e i sindaci, anche nel caso in cui gli stessi si siano dimessi; deve, infatti, ritenersi che la rinuncia non possa avere effetti immediati, ipotizzabili solo quando sia possibile l'automatica sostituzione del dimissionario con un sindaco supplente.
[Nel caso di specie, la S.C. ha inoltre affermato che non “può assegnarsi rilevanza all'iscrizione nel registro delle imprese del nome dei nuovi sindaci, posto che non risulta fosse stata ancora iscritta nel registro la cessazione dei dimissionari, prescritta già dal testo dell'art. 2400 c.c. all'epoca vigente. Mentre era noto ai dimissionari che i subentranti non potevano ritenersi immediatamente accettanti, in quanto non presenti in assemblea.”] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Aprile 2017, n. 9416. Segue...
Società - Di capitali - Società per azioni - Organi sociali - Amministratori - Responsabilità - Competenza territoriale - Applicabilità del foro facoltativo ex art. 20 c.p.c. - Sussistenza - Fondamento.
L'azione di responsabilità, esercitata dal curatore ai sensi dell'art. 146, comma 2, l.fall., cumula in sé le diverse azioni previste dagli artt. 2392-2393 c.c. e dall'art. 2394 c.c. a favore, rispettivamente, della società e dei creditori sociali. Ne consegue che, trattandosi di causa relativa ad obbligazioni risarcitorie, siano esse di natura contrattuale o extracontrattuale, ai sensi dell'art. 20 c.p.c. la competenza territoriale si determina, facoltativamente, anche in base al luogo in cui è stato posto in essere l'illecito su cui si fonda la domanda. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Agosto 2016, n. 17197. Segue...
Azione di responsabilità promossa dal creditore nei confronti degli amministratori e dei sindaci di società sottoposta a concordato preventivo con cessione dei beni – Ammissibilità.
Responsabilità degli amministratori - Azione dei creditori sociali - Natura extracontrattuale - Diminuzione del patrimonio sociale - In idoneità dello stesso ad assolvere la sua funzione di garanzia patrimoniale generica.
A differenza dell'azione sociale di responsabilità di cui all'articolo 2392 c.c., l'azione spettante ai creditori sociali ai sensi dell'art. 2394 c.c. costituisce conseguenza dell'inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale, la cui natura extracontrattuale presuppone l'assenza di un preesistente vincolo obbligatorio tra le parti ed un comportamento dell'amministratore funzionale ad una diminuzione del patrimonio sociale di entità tale da rendere lo stesso inidoneo per difetto ad assolvere la sua funzione di garanzia generica (art. 2740 c.c.), con conseguente diritto del creditore sociale di ottenere, a titolo di risarcimento, l'equivalente della prestazione che la società non è più in grado di compiere (cfr., Cass. 22 ottobre 1998, n. 10488; Cass. 28 novembre 1984, n. 6187; Cass. 10 giugno 1981, n. 3755). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 09 Novembre 2014. Segue...
Responsabilità degli amministratori - Amministratori di fatto - Responsabilità - Requisiti - Criteri di identificazione - Contenuto delle funzioni concretamente esercitate.
Costituisce principio oramai acquisito ed affermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte quello secondo cui le norme di legge che disciplinano l'attività degli amministratori di una società di capitali, dettate al fine di consentire un corretto svolgimento dell'amministrazione dell'ente, sono applicabili non soltanto alle persone fisiche immesse, nelle forme stabilite dalla legge, mediante atto negoziale di preposizione gestoria nelle funzioni di amministrazione, ma anche a coloro che si siano di fatto ingeriti nella gestione della società in assenza di una qualsivoglia investitura da parte dell'assemblea, sia essa irregolare o implicita; con la conseguenza che i responsabili delle violazioni di dette norme vanno individuati, anche nell'ambito del diritto privato non sulla base della loro qualificazione formale, bensì con riguardo al contenuto delle funzioni concretamente esercitate (cfr., per tutte, Cassazione civile, 6 marzo 1999, n. 1925; Cassazione civile, 14 settembre 1999, n. 9795); con l'ulteriore, necessaria, precisazione che l'individuazione della figura del cosiddetto "amministratore di fatto" presuppone che la persona abbia in concreto svolto attività di gestione (e non anche meramente esecutive) della società e che tale attività abbia carattere sistematico e non si esaurisca nel compimento di taluni atti di natura eterogenea ed occasionale (cfr., sul punto, Cassazione civile, 14 settembre 1999, n. 9795). Al fine di far emergere il soggetto che effettivamente esercita le funzioni gestorie e di individuare, quindi, l'amministratore di fatto è possibile far riferimento a elementi quali: 1) assenza di una efficace investitura assembleare; 2) attività esercitata (non occasionalmente ma) continuativamente; 3) funzioni riservate alla competenza degli amministratori di diritto; 4) autonomia decisionale (non necessariamente surrogatoria, ma almeno cooperativa non subordinata) rispetto agli amministratori 'di diritto'. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 09 Novembre 2014. Segue...
Responsabilità degli amministratori - Quantificazione del danno - Criterio dei c.d. netti patrimoniali - Criterio della differenza tra attivo e passivo patrimoniale - Natura equitativa - Presupposti applicativi..
Con riferimento alla quantificazione del danno il criterio dei c.d. netti patrimoniali (che individua l’ammontare del danno nella differenza tra il passivo in essere al momento del fallimento e quello in essere nel momento in cui la società avrebbe dovuto cessare la propria attività), così come il criterio che individua il danno risarcibile nella differenza tra attivo e passivo patrimoniale (usato nell’ipotesi di perdita delle scritture contabili), sono criteri di liquidazione di natura equitativa che ai sensi dell’art. 1226 c.c. possono essere usati solo nei casi nei quali non sia possibile provare il danno nel suo preciso ammontare. Tali criteri non possono quindi essere usati laddove sia invece possibile quantificare gli effetti pregiudizievoli conseguenti alle singole condotte di mala gestio degli amministratori. (Raffaella Brogi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 14 Settembre 2012. Segue...
Azione di responsabilità - Società cooperativa - Prescrizione - Decorrenza - Insufficienza del patrimonio - Pignoramenti, ipoteche e protesti - Irrilevanza..
L'azione di responsabilità dei creditori contro gli organi di una società cooperativa è soggetta a prescrizione quinquennale, decorrente dal momento in cui i creditori potevano appurare l'insufficienza del patrimonio per la loro soddisfazione. L'onere di provare la conoscibilità di tale insufficienza prima del fallimento grava su chi eccepisce la prescrizione e a tal fine non basta l'allegazione dell'esistenza di pignoramenti, ipoteche o protesti. (Pietro Gobio Casali) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 23 Giugno 2011. Segue...
Fallimento - Società a responsabilità limitata - Responsabilità degli amministratori nei confronti dei creditori - Applicazione analogica dell'articolo 2394, c.c...
L'articolo 2394, codice civile, il quale prevede la responsabilità degli amministratori delle società per azioni nei confronti dei creditori, in caso di fallimento, è applicabile in via analogica alle società a responsabilità limitata per effetto della previsione contenuta nell'articolo 146, legge fallimentare, norma che, attraverso il richiamo a tutte "le azioni di responsabilità contro gli amministratori", conferisce completezza ad un quadro normativo che non ha riprodotto, probabilmente a causa di una svista del legislatore, il richiamo contenuto nel vecchio testo dell'articolo 2487, codice civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Gennaio 2011. Segue...
Fallimento - Pagamenti preferenziali - Pregiudizio individuale di ciascun creditore - Determinazione al momento del riparto e dopo l'infruttuoso o insufficiente esercizio di azioni revocatorie o recuperatorie - Concorso del curatore per omesso esercizio delle azioni..
Il pregiudizio subito individualmente da ciascun creditore per effetto di pagamenti preferenziali eseguiti dall'imprenditore prima della dichiarazione di fallimento si delinea compiutamente e definitivamente solo con l'esecuzione del riparto finale nonché all'esito dell'esperimento infruttuoso o insufficiente di eventuali azioni revocatorie; tale danno sarebbe imputabile in via immediata e diretta agli amministratori solo nell'ipotesi in cui alla sua determinazione non abbia dato causa lo stesso curatore fallimentare che abbia omesso di esercitare per tempo le possibili azioni revocatorie e recuperatorie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Gennaio 2011. Segue...
Consorzi con attività esterna – Fallimento – Responsabilità degli amministratori – Azione dei creditori sociali – Titolarità in capo al curatore del fallimento – Esclusione. (05/10/2010).
La Corte ha escluso che rientri nelle attribuzioni del curatore del fallimento di un consorzio con attività esterna – in mancanza di una norma ad hoc, sulla falsariga di quella prevista per le s.p.a. dall’art. 2394 cod. civ. e, per l’ipotesi di fallimento, dall’art. 2394 bis cod. civ. – l’esercizio dell’azione di responsabilità spettante ai creditori contro gli amministratori del consorzio con attività esterna. (massima ufficiale) Cassazione civile, 03 Giugno 2010, n. 13465. Segue...