Source: http://legislazionetecnica.it/3711791/prd/nota-illustrativa/misure-materia-sicurezza-e-decoro-delle-citt%C3%A0-dl-14-2017
Timestamp: 2017-11-19 21:57:13+00:00
Document Index: 17048645

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 5']

Misure in materia di sicurezza e decoro delle città (D.L. 14/2017) | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NW4102
Il D.L. 20/02/2017, n. 14 (convertito in legge dalla L. 18/04/2017, n. 48) reca disposizioni in materia di sicurezza integrata e di sicurezza urbana, intendendo:
Si riportano di seguito le disposizioni maggiormente significative.
FINANZIAMENTI AI COMUNI PER SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA - L’art. 5, comma 2-ter, autorizza una spesa complessiva di 37 milioni di Euro per l’installazione di sistemi di videosorveglianza da parte dei comuni. La definizione delle modalità di presentazione delle richieste da parte dei comuni interessati nonché dei criteri di ripartizione delle risorse è demandata ad un successivo decreto ministeriale.
SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA INSTALLATI DA GRUPPI DI PRIVATI - Il comma 1-bis dell’art. 7 prevede che - con l’obiettivo di pervenire ad una maggiore diffusione delle iniziative di sicurezza urbana nel territorio - gli accordi [1] e i patti [2] disciplinati dal provvedimento in commento possano riguardare progetti finalizzati all’attivazione, con oneri a carico di privati, di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo, con invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o a istituti di vigilanza privata convenzionati. Detti progetti possono essere proposti da:
- enti gestori di edilizia residenziale;
- amministratori di condomìni;
- imprese, anche individuali, dotate di almeno 10 impianti;
- consorzi o comitati - comunque denominati - costituiti a tale scopo fra imprese, professionisti o residenti.
A decorrere dall’anno 2018, i comuni possano deliberare detrazioni dall’Imposta municipale propria (IMU) o dal Tributo per i servizi indivisibili (TASI) in favore dei soggetti privati che assumono a proprio carico parte degli oneri di investimento, di manutenzione e di gestione dei sistemi tecnologicamente avanzati di cui in oggetto.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PUBBLICI ESERCIZI - L’art. 8 introduce alcune modifiche al Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al D. Leg.vo 267/2000, in relazione al potere del Sindaco di adottare ordinanze in materia di sicurezza, di natura contingibile o non contingibile, con particolare riferimento agli orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche. In particolare, si prevede che il Sindaco possa adottare ordinanze extra ordinem qualora vi sia urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti. Al fine di perseguire le richiamate finalità, la disposizione specifica che con tali ordinanze si può anche intervenire in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
Inoltre si riconosce esplicitamente in capo al Sindaco il potere di adottare ordinanze di ordinaria amministrazione, non contingibili ed urgenti, per disporre limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Il ricorso a tale strumento è finalizzato ad assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità, del riposo dei residenti e dell’ambiente e del patrimonio culturale, in determinate aree delle città interessate da afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi.
L’art. 12 stabilisce che nelle ipotesi di reiterata inosservanza delle ordinanze in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche, il Questore può disporre la sospensione dell’attività per un massimo di 15 giorni. Inoltre, si estende la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dalla disposizione citata in caso di vendita di bevande alcoliche ai minori anche alle ipotesi di loro somministrazione.
SGOMBERO DI IMMOBILI ARBITRARIAMENTE OCCUPATI TRAMITE FORZA PUBBLICA - L’art. 11 intende meglio definire i percorsi attraverso i quali l’autorità di pubblica sicurezza, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, può mettere a disposizione la forza pubblica per procedere allo sgombero in esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Si dispone pertanto che il Prefetto debba impartire modalità esecutive dei provvedimenti del giudice sulle occupazioni abusive di immobili, sia per prevenire, in relazione al numero di immobili da sgomberare, possibili turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica, sia per assicurare il concorso della forza pubblica alle operazioni di sgombero.
L’impiego della forza pubblica per lo sgombero deve tenere conto delle seguenti priorità:
- situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nei territori interessati;
- rischi per l’incolumità e la salute pubblica;
- diritti dei proprietari degli immobili;
- livelli assistenziali che devono essere in ogni caso garantiti dalle regioni ed enti locali agli aventi diritto.
DEROGA AL DIVIETO DI ALLACCIO AI PUBBLICI SERVIZI PER LE OCCUPAZIONI ABUSIVE IN CERTI CASI - L’art. 11, comma 3-bis, prevede inoltre che il Sindaco, in presenza di persone minorenni o meritevoli di tutela, possa dare disposizioni in deroga al divieto di chiedere la residenza e l’allacciamento ai pubblici servizi (gas, luce, acqua, ecc.), nonché, nel caso di occupazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, al divieto di partecipare per 5 anni alle procedure di assegnazione di alloggi della medesima natura, previsto dall’art. 5, commi 1 e 1-bis, del D.L. 47/2014 (conv. L. 80/2014).
PARCHEGGIATORI ABUSIVI - L’art. 16-bis inasprisce le sanzioni previste dall’art. 7, comma 15-bis, del Codice della strada di cui al D. Leg.vo 285/1992 per coloro che esercitano abusivamente l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine. La disposizione non interviene sulla configurazione dell’illecito, ma si limita ad elevare la sanzione amministrativa- già contemplata dall’articolo, sia nel minimo (da 772 a 1.000 Euro) che nel massimo (da 3.104 a 3.500 Euro).
[1] Accordi di cui all’art. 3 del provvedimento, che possono essere conclusi tra lo Stato e le Regioni e Province autonome, al fine di promuovere la sicurezza e il benessere delle comunità territoriali.
[2] Patti di cui all’art. 5 del provvedimento, che possono essere conclusi tra il Prefetto ed il Sindaco, nel rispetto di linee guida adottate dalla Conferenza Stato-città e autonomie locali, al fine di promuovere interventi per la sicurezza urbana, tenuto conto anche delle esigenze delle aree rurali confinanti.