Source: https://www.spagnoloassociati.it/2017/?post_type=approfondimento
Timestamp: 2020-01-22 11:50:20+00:00
Document Index: 117974508

Matched Legal Cases: ['art. 143', 'art. 143', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 2052']

Notifica inesistente – Solo se mancano i presupposti essenziali – Notifica ex art. 143 c.p.c.
Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 20 ottobre 2017, n. 24834 (pres. Amendola – rel. De Stefano)
In tema di notificazione di atti giudiziari, quando il destinatario della notifica si sia trasferito, il notificante è tenuto in ogni caso a svolgere ulteriori ricerche prima di procedere alla notificazione nelle forme dell’art. 143 c.p.c., fermo restando che l’omissione di tali incombenze comporta l’inesistenza della notificazione solo se eseguita in luogo privo di collegamento con il destinatario, determinando, altrimenti, la mera nullità della stessa. In particolare, non può dirsi privo di riferimenti col destinatario della notifica il luogo dove egli risiedeva immediatamente prima di quella, essendo irrilevante la circostanza che il documento anagrafico sia aggiornato o meno, così come ogni questione su altri aspetti di agevole conoscibilità della variazione anagrafica.
Responsabilità medica – RC professionale – Dichiarazioni inesatte o reticenti – Inoperatività della polizza – Danno morale riflesso – Onere probatorio
Corte d’Appello di Palermo, sezione terza civile, sentenza 16 settembre 2017, n. 1589 (pres. Perriera – est. Mitra)
Nei contratti di assicurazione della responsabilità civile, l’estensione della copertura alle responsabilità dell’assicurato scaturenti da fatti commessi prima della stipula del contratto (c.d. clausola claims made) non fa venire meno l’alea e, con essa, la validità del contratto, se al momento della stipula le parti ignoravano l’esistenza di questi fatti, potendosi, in caso contrario, opporre la responsabilità del contraente ex articoli 1892 e 1893 c.c. per le dichiarazioni inesatte o reticenti.
Circolazione stradale – Assistenza stragiudiziale – Danno emergente – Non risarcibile se ritenuta attività superflua
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 13 aprile 2017, n. 9548 (pres. Chiarini – rel. Rubino)
In caso di sinistro stradale, qualora il danneggiato abbia fatto ricorso all’assistenza di uno studio di consulenza infortunistica stradale ai fini dell’attività stragiudiziale diretta a richiedere il risarcimento del danno asseritamente sofferto al responsabile ed al suo assicuratore, nel successivo giudizio instaurato per ottenere il risarcimento del danno, la configurabilità della spesa sostenuta per avvalersi di detta assistenza come danno emergente va valutata considerando, in relazione all’esito della lite sul punto, se la spesa sia stata necessitata e giustificata in funzione dell’attività di esercizio stragiudiziale del diritto al risarcimento.
Randagismo – Oneri probatori a carico del danneggiato
Corte di Cassazione, sezione terza, ordinanza 31 luglio 2017, n. 18954 (pres. Spirito – rel. Tatangelo)
La responsabilità per i danni causati da animali randagi deve ritenersi disciplinata dalle regole generali di cui all’art. 2043 c.c. e non dalle regole di cui all’art. 2052 c.c.; non è quindi possibile riconoscere una siffatta responsabilità semplicemente sulla base della individuazione dell’ente cui le leggi nazionali e regionali affidano in generale il compito di controllo e gestione del fenomeno del randagismo e neanche quello più specifico di provvedere alla cattura e alla custodia degli animali randagi, occorrendo la puntuale allegazione e la prova, il cui onere spetta all’attore danneggiato in base ai principi sulla causalità omissiva, al mancato adempimento di tale condotta obbligatoria (ad esempio perché vi erano state specifiche segnalazioni della presenza abituale dell’animale in un determinato luogo, rientrante nel territorio di competenza dell’ente preposto, e ciò nonostante quest’ultimo non si era adeguatamente attivato per la sua cattura).