Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-primo/titolo-vi/capo-i/sezione-ii/art128.html
Timestamp: 2019-12-11 15:39:36+00:00
Document Index: 112605380

Matched Legal Cases: ['art. 128', 'sentenza ', 'art. 128', 'art. 128', 'sentenza ', 'art. 128', 'art. 157', 'art. 375', 'sentenza ']

Art. 128 codice di procedura civile - Udienza pubblica - Brocardi.it
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Articolo 128 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 128 Codice di procedura civile
Fonti → Codice di procedura civile → LIBRO PRIMO - Disposizioni generali → Titolo VI - Degli atti processuali → Capo I - Delle forme degli atti e dei provvedimenti → Sezione II - Delle udienze
L'udienza in cui si discute la causa (1) è pubblica a pena di nullità (2), ma il giudice che la dirige può disporre che si svolga a porte chiuse, se ricorrono ragioni di sicurezza dello Stato, di ordine pubblico o di buon costume.
(1) L'inciso deve riferirsi sia all'udienza di discussione davanti al giudice monocratico sia a quella davanti al collegio. Pertanto, viene concretamente assicurata la possibilità per chiunque di assistere all'udienza medesima. A tale forma di pubblicità garantita verso i terzi, si accompagna la pubblicità per le parti, ovvero la possibilità per queste ultime di essere presenti al compimento degli atti processuali.
(2) La mancanza di pubblicità dell'udienza determina la nullità della sentenza che chiude il giudizio. Tale nullità può essere fatta valere solo dalle parti e non rilevata d'ufficio.
La norma in commento sancisce il principio della pubblicità, secondo il quale le attività processuali devono, di regola essere compiute pubblicamente, per permettere all'opinione pubblica di poter avere un controllo sull'amministrazione della giustizia. L'udienza è pubblica sia per le parti che intendano assistere allo svolgimento degli atti processuali sia per gli eventuali terzi ammessi a presenziare all'esercizio dell'attività di causa.
Massime relative all'art. 128 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 5563/1984
Il requisito della pubblicità dell'udienza di discussione, fissato a pena di nullità dall'art. 128 c.p.c., resta soddisfatto quando risulti concretamente assicurata la possibilità di assistere all'udienza medesima, mentre è irrilevante la utilizzazione di un locale normalmente non destinato ad aula di udienza (nella specie, studio del pretore).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5563 del 30 ottobre 1984)
Cass. civ. n. 216/1975
La nullità della sentenza, in quanto pronunciata dopo la discussione della causa avvenuta davanti al collegio in Camera di Consiglio e non in pubblica udienza, come prescrive il primo comma dell'art. 128 c.p.c., non può essere sollevata d'ufficio, ma dalle parti nella prima istanza o difesa successiva alla verificazione e notizia della nullità (art. 157, secondo comma, c.p.c.); e poiché il principio della pubblicità, a presidio del quale la nullità è comminata, è stato violato fin dal momento in cui con la relazione del giudice istruttore le attività previste dall'art. 375 c.p.c. hanno avuto inizio, la parte interessata deve eccepire la nullità appena sia ammessa alla discussione; in difetto la parte stessa dimostra di voler rinunziare tacitamente a dedurre la predetta nullità (artt. 157, terzo comma, c.p.c.).
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 216 del 17 gennaio 1975)