Source: https://www.exeo.it/free/rapporto-tra-espropriazione-ed-assegnazione-aree-piano-pip
Timestamp: 2018-06-22 14:47:10+00:00
Document Index: 31823224

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 35', 'art. 27', 'art. 35', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 12', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 27']

Rapporto tra espropriazione ed assegnazione aree piano PIP
L’assegnazione di un lotto di P.I.P. non deve essere necessariamente preceduta dalla conclusione della procedura ablatoria. Pur tuttavia, alla scadenza del termine decennale previsto, l'inefficacia del P.I.P. è automatica (e non discrezionale), rendendo dovuta la revoca dell’assegnazione previamente disposta.
L'attuazione delle previsioni del piano per gli insediamenti produttivi avviene tramite l'esproprio generalizzato (art. 27, comma 3 L. n. 865/71). Tutte le aree comprese nel piano sono infatti espropriate a favore del Comune e quindi, in parte, cedute in proprietà a terzi e, in parte, acquisite al patrimonio indisponibile del Comune per poi essere concesse in diritto di superficie a determinati soggetti mediante procedura di evidenza pubblica. Rispetto a tale ipotesi, si configura meramente residuale ed eccezionale quella della concessione edilizia diretta sul lotto PIP.
Il rapporto espropriante/espropriando è autonomo rispetto a quello Amministrazione/assegnatari eventuali; quest'ultimi, infatti, hanno un diritto di superficie per la realizzazione degli insediamenti produttivi e rappresenta un aspetto eventuale e successivo che non può condizionare, in costanza di una espropriazione pendente, il legittimo esercizio della cessione volontaria, quale normativamente disciplinata.
Alla scadenza del termine di dieci anni legislativamente previsto, la inefficacia del PIP &e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ffetto automatico di legge che, segnando il venir meno dei presupposti per il perfezionamento dell'espropriazione, rende dovuta la revoca dell'assegnazione previamente disposta; la revoca non presenta, pertanto, profili di discrezionalità.
L'assegnazione di un lotto di PIP non deve essere necessariamente preceduta dalla conclusione della procedura ablatoria, posto che non è precluso al Comune di procedere medio tempore (prima cioè dell'esproprio) ad una "assegnazione" che ha il più limitato effetto di individuare il futuro beneficiario della cessione e non di trasmettergli la titolarità dell'area.
Non può affermarsi che l'assegnazione definitiva delle aree incluse nel PEEP e PIP dovrebbe avere luogo a procedimento espropriativo concluso, e fino a quel momento può essere esercitata la preferenza accordata al proprietario ex art. 35 comma 11 l. n. 865/71. Detto ordine di idee non è condivisibile in quanto non solo la norma non vieta di far precedere il confronto comparativo alla definizione delle procedure ablative ma la scelta è avvalorata dall'obiettivo (imposto dalla legge) di concludere l'operazione in perfetto pareggio economico-finanziario.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sciplina pubblicistica di cui all'art. 27 l. n. 865/1971 non si esaurisce alla fase di delimitazione, individuazione ed espropriazione delle aree ma caratterizza anche il trasferimento ai privati, da parte del Comune, delle aree suddette, riflettendosi necessariamente sugli oneri e le sanzioni previste a carico dei privati nella convenzione relativa alla cessione di cui si palesa evidente la preordinazione alla tutela dell'interesse pubblico.
Alla luce del disposto di cui all'art. 35 L. 865/71, commi 2 e 3, che dà disposizioni in ordine all'attuazione dei PIP e dei Piani di Edilizia residenziale Pubblica, oggetto di acquisizione al patrimonio indisponibile o di cessione in proprietà sono le aree "espropriate" dal comune o dai consorzi, e non le aree per le quali il procedimento espropriativo sia ancora in corso.
Il PIP assoggetta le aree che vi sono incluse a vincolo di esproprio per gli scopi che sono propri del piano. Se le aree sono di proprietà privata, la loro assegnazione ed alienazione a terzi presuppone che il Comune le abbia acquisite tramite atto ablativo o cessione volontaria, come chiaramente dispone la normativa di settore (cfr. art. 27 legge 22 ottobre 1971 n. 865).
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riferimento alla realizzazione di PIP, mentre l'espropriazione deve necessariamente precedere la cessione in proprietà o in diritto di superficie, non è precluso al Comune di procedere medio tempore (prima cioè dell'esproprio) ad una "assegnazione" che ha il più limitato effetto di individuare il futuro beneficiario della cessione, e non di trasmettergli immediatamente la titolarità dell'area.
La disciplina pubblicistica di cui all'art. 27 della L. n. 865/71 concernente il PIP, non si esaurisce nella fase di delimitazione, individuazione ed espropriazione delle aree, ma caratterizza anche il trasferimento ai privati, da parte del Comune, delle aree suddette, riflettendosi necessariamente sugli oneri e le sanzioni previste a carico dei privati nella convenzione relativa alla cessione, di cui si palesa evidente la preordinazione alla tutela dell'interesse pubblico.
Deve riconoscersi carattere "speciale" ad alcuni piani di attuazione, quali P.E.E.P. o il p.i.p.., la cui naturale vocazione ad esproprio generalizzato, per la funzione di strumento di politica economica che (al di là del precipuo ruolo di zonizzazione e localizzazione), è chiamato ad assolvere,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della sua idoneità all'incremento di ricchezza per l'intero sistema produttivo locale, rende di indubbio interesse pianificatorio anche le attività successive alla intervenuta espropriazione rivolte all'assegnazione dei suoli espropriati agli aventi titolo, all'evidente scopo di garantire la realizzazione delle predette finalità.
Tra atti approvativi di PIP e successivi provvedimenti di assegnazione dei lotti non è ravvisabile un collegamento tale da far ritenere che gli atti successivi siano in uno stretto rapporto di derivazione dai precedenti tale per cui l'annullamento dei primi comporti caducazione automatica dei secondi. I provvedimenti di assegnazione devono pertanto essere oggetto di specifica impugnazione.
L'approvazione del "piano delle aree da destinare a insediamenti produttivi" è prevista dall'art. 12, comma 1, lett. a) del DPR n. 327 del 2001 come dichiarazione di pubblica utilità, quindi come secondo momento della procedura espropriativa, che presuppone a monte il vincolo preordinato all'esproprio. Ciò è conforme peraltro alla natura di att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... che caratterizza il PIP previsto dall'art. 27 della legge n. 865 del 1971, che vale quindi come piano particolareggiato di esecuzione ma che ha bisogno della previsione pianificatoria a monte che ponga il vincolo pre-espropriativo.
L'approvazione del piano per gli insediamenti produttivi (p.i.p..) adottato ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 27, comporta la dichiarazione ex lege di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle opere in esse previste ed abilita il sindaco, nel decennio di efficacia del piano stesso, a disporre l'occupazione d'urgenza e l'espropriazione dei fondi occorrenti.
Le aree comprese nel piano per gli insediamenti produttivi sono espropriate dai Comuni o dai loro consorzi.
Dalla decadenza del p.i.p.. deriva l'inefficacia dei vincoli espropriativi imposti con la sua approvazione; ne consegue che l'emanazione di qualunque atto della procedura ablatoria successivamente alla scadenza di efficacia del p.i.p.. configura un provvedimento illegittimo, per violazione degli artt. 8 e segg. del D.P.R. n. 327 del 2001.
Il p.i.p.., a differenza degli altri piani attuativi, non si limita a prevedere la localizzazione delle attività economiche e la disci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... realizzazione delle opere di urbanizzazione, ma incide fortemente sulla proprietà privata, sottoponendola a vincolo espropriativo imposto a favore di privati.
L'inclusione di un'area nel PIP ne comporta l'acquisizione al comune o al consorzio, in vista ed ai fini della cessione in proprietà o in diritto di superficie alle imprese assegnatarie.
La delibera di approvazione del p.i.p.. equivale a dichiarazione di pubblica utilità delle opere e trasformazioni urbanistiche (rete stradale, spazi e impianti di pubblico interesse, lotti) previste dallo strumento e consente al Comune di disporre la successiva espropriazione delle aree interessate.
L'esecuzione del PIP da parte dell'ente locale postula necessariamente lo svolgimento delle ulteriori fasi idonee ad assicurarne la funzione propria, ivi compresa l'espropriazione.
Ove le finalità del p.i.p.. siano ugualmente raggiungibili attraverso l'uso diretto od indiretto delle aree da parte dei loro proprietari, il Comune non è tenuto ad int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n lo strumento espropriativo, che si rivelerebbe non solo inutile ma anche dispendioso.
I piani speciali di zona, fra i quali rientra anche il p.i.p.., hanno funzioni ed effetti che vanno ben oltre la semplice disciplina dell'uso del territorio; essi sono programmi di espropriazione di vaste aree del territorio, nonché strumenti dell'intervento pubblico nell'iniziativa economica.
Nel caso in cui non sia ancora decorso il termine decennale di efficacia del PIP, la dichiarazione di pubblica utilità delle opere e delle trasformazioni urbanistiche, implicita nella delibera di approvazione dello stesso, abilita il Comune a disporre l'espropriazione dei fondi occorrenti. L'esecuzione del piano da parte dell'ente locale postula quindi necessariamente lo svolgimento delle ulteriori fasi idonee ad assicurarne la funzione, ivi compresa l'espropriazione, a norma dell'art. 27, comma 5, della legge n. 865 del 1971.
L'attuazione del p.i.p. si realizza attraverso una procedura di esproprio generalizzato, per modo che, dopo l'approvazione, il Consorzio espropria (con finanziamenti statali) tutte le aree comprese nel piano e dispone la costruzione di infrastrutture necessarie al previsto insediamento indust... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>
La concreta realizzazione dei PIP non può farsi che mediante l'espropriazione delle aree interessate, cioè con un strumento che incide in senso riduttivo sulla rendita fondiaria, avvantaggiando le imprese che ottengono le aree a prezzi ridotti.