Source: https://www.hedya.it/tag/trasparenza/
Timestamp: 2020-08-12 01:12:14+00:00
Document Index: 60043530

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 97', '§ 3', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 160']

trasparenza Archivi | Hedya
Responsabile Prevenzione corruzione e trasparenza: quali nomine sono adeguate?
Con la Delibera n. 453 del 27 maggio 2020, l’Autorità nazionale anticorruzione ha fornito chiarimenti sul conferimento dell’incarico di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (nel prosieguo, “RPCT”) negli enti locali.
Il provvedimento è stato emanato a seguito di una verifica condotta sul sito istituzionale di un Comune.
In sintesi, è stato riscontrato il conferimento, con decreto sindacale, dell’incarico di RPCT ad un funzionario – avvocato comunale di categoria D3, che pertanto non si configura né come figura apicale, né svolge funzioni dirigenziali; al contrario, tale funzionario risultava collocato nella struttura subordinata al Segretario generale, al quale a sua volta erano state attribuite funzioni gestionali (Personale, Ufficio Legale, Igiene Urbana, Suap, Ambiente).
A giudizio dell’ente, le qualifiche ricoperte dal funzionario non determinavano alcuna situazione di incompatibilità, dal momento che le competenze per poter difendere l’Ente in materia di diritto del lavoro (materia disciplinare) e diritto penale, affidate ad avvocati esterni. Pertanto non verrebbe a trovarsi nell’ipotesi di incompatibilità, individuata dall’Autorità, tra le funzioni di RPCT e quelle di avvocato dell’Ente, nell’eventualità in cui debba segnalare alcune inadempienze o inosservanze, da parte dei dipendenti, all’Ufficio di disciplina, venendo a trovarsi avvocato di sé stesso.
L’Autorità di controllo, al contrario, ha ritenuto che tale scelta, quantunque motivata da esigenze di necessità ed urgenza, risulta confliggente con la normativa anticorruzione. L’art. 1, comma 7, della legge 190/2012, prevede che egli enti locali i compiti di RPCT devono essere svolti, di norma, dal Segretario comunale, previsione ribadita nel PNA del 2019, che ha chiarito che eventuali scostamenti dalla norma devono essere adeguatamente motivati. Tale individuazione, in particolare, trova fondamento nelle funzioni che il segretario svolge e individuate dall’art. 97 del TUEL, che si sostanziano in compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico – amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.
Pertanto, se è pur vero, che la deliberazione 1064 del 13.11.2019 (PNA 2019) ha rimesso la scelta del RPCT all’autonomia organizzativa delle singole amministrazioni, l’Autorità ha ritenuto che tale funzione possa essere più opportunamente svolta dal dirigente, eventualmente affiancato da una struttura di supporto, anche non esclusivamente dedicata, così come indicato al § 3, parte IV, del PNA 2019.
Le recenti posizioni dell’Anac confermano che per poter operare correttamente, una conoscenza integrata dei principi e delle novità introdotte dal GDPR, nonché in materia di anticorruzione e trasparenza.
25 Giugno 2020 /da Hedya
Piani Triennali per la Prevenzione della Corruzione 2020-2022: dall’Anac i chiarimenti sulla Piattaforma per l’acquisizione dei dati
Piani Triennali per la Prevenzione della Corruzione: quali adempimenti?
Con il comunicato del 22 aprile 2020, l’Anac ha fornito chiarimenti sull’uso della Piattaforma di acquisizione dei dati relativi ai Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT).
Come è noto, con l’introduzione della Legge 190/2012 (e le successive modifiche) è stato introdotto il Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC): si tratta di un documento di natura programmatica, che definisce la strategia di prevenzione della corruzione nell’ambito della singola amministrazione o ente pubblico.
L’articolo 10, comma 8, del d.lgs. 33/2013, inoltre, specifica che ogni amministrazione ha l’obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale, nella sezione denominata «Amministrazione trasparente», il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.
Per attuare efficacemente i programmi triennali di prevenzione – e per fornire, al contempo, un più capillare controllo – è stata istituita una Piattaforma di acquisizione dei Piani Triennali per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza: l’accesso al servizio è riservato al soggetto nominato Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), ovvero Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC) e ai componenti la Struttura di Supporto denominati Assistenti-RPCT.
In particolare, l’Anac ha chiarito, con il Comunicato del 22 aprile:
Che l’acquisizione dei dati sui PTPCT tramite la piattaforma avviene esclusivamente mediante la compilazione di specifici moduli predisposti dall’Autorità e mai attraverso l’invio o il caricamento di documenti;
Che i dati sui PTPCT riferiti al triennio 2020 -2022 non vanno ancora inseriti sulla piattaforma.
L’Autorità, infine, si è riservata di fornire sul sito istituzionale specifiche informazioni in merito alle modalità di acquisizione di tali dati.
14 Maggio 2020 /da Hedya
Tutela del whistleblowing a prova di GDPR: il Consiglio di Stato si pronuncia sulle Linee guida Anac
Anticorruzione a prova di GDPR: quali requisiti?
Con il parere del 4 marzo 2020, il Consiglio di Stato si è pronunciato in materia di whistleblowing, fornendo precise indicazioni sulla tutela del dipendente che denuncia gli illeciti.
Per tutelare effettivamente il dipendente che segnala gli illeciti, l’art. 1 della legge n. 179 ha sostituito in toto l’art. 54-bis del Testo unico del pubblico impiego di cui al d.lgs. 165/2001 e, al comma 5, ha stabilito che:
L’ANAC, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, deve adottare apposite linee guida relative alle procedure per la presentazione e la gestione delle segnalazioni;
Le linee guida devono prevedere l’utilizzo di modalità anche informatiche;
Le linee guida devono promuovere il ricorso a strumenti di crittografia per garantire la riservatezza dell’identità del segnalante e per il contenuto delle segnalazioni e della relativa documentazione.
Le Linee guida emanate dall’Autorità anticorruzione (Anac) in materia di whistleblowing, pertanto sono, volte a consentire alle amministrazioni e agli altri soggetti destinatari delle stesse di adempiere correttamente agli obblighi derivanti dalla disciplina di protezione dei dati personali (Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e d.lgs. 30 giugno 2003, n. 19, adeguato alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 tramite il d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101).
Come ribadito anche dal Consiglio di stato, il rispetto del GDPR implica che al soggetto segnalato, presunto autore dell’illecito, non è preclusa in termini assoluti la possibilità di esercitare i diritti previsti dagli artt. da 15 a 22 del Regolamento (UE) 2016/679, sulla base di quanto previsto dall’art. 160 del Codice in materia di protezione dei dati personali.
11 Aprile 2020 /da Hedya