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Timestamp: 2020-04-01 11:32:48+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 164', 'art. 2', 'art. 164', 'art. 19', 'art. 1']

Nessuna deducibilità (spese di acquisto e gestione), ai fini delle imposte dirette, per le autovetture aziendali | Commercialista Telematico
Nessuna deducibilità (spese di acquisto e gestione), ai fini delle imposte dirette, per le autovetture aziendali
L’art. 2 del D.L. 2006/262, modificando il trattamento fiscale le autovetture non strumentali per l’esercizio dell’attività di impresa, ha previsto il regime di totale indeducibilità sia per i costi di acquisto sia per le relative spese di gestione. Inoltre, tale indeducibilità vale sia che l’utilizzo dei suddetti beni avvenga mediante titoli di proprietà o di […]
L’art. 2 del D.L. 2006/262, modificando il trattamento fiscale le autovetture non strumentali per l’esercizio dell’attività di impresa, ha previsto il regime di totale indeducibilità sia per i costi di acquisto sia per le relative spese di gestione.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Inoltre, tale indeducibilità vale sia che l’utilizzo dei suddetti beni avvenga mediante titoli di proprietà o di contratto di locazione o di noleggio.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 59 del 23.03.2007 che ha, peraltro, rammentato che, ai fini IVA, la detrazione su tali beni non strumentali, fino a quando non sarà pubblicato il provvedimento di autorizzazione (per una detrazione IVA ridotta) sulla G.U. europea, si applica la detrazione, secondo le ordinarie regole previste nell’art. 19 (e seguenti) del D.P.R. n. 633/1972.
In effetti si tratta di una risoluzione che non dice nulla di nuovo e che, tuttavia, conferma quanto già esposto dalla stessa Agenzia delle Entrate nelle circolari n. 1/2007 e n. 48/1998 (linea dura).
L’attività svolta dall’azienda
Ma la situazione appare poco verosimile si pensi che l’azienda che ha posto il quesito all’Agenzia delle Entrate (in particolare, istanza di interpello) ha fatto presente che:
svolge, tra l’altro, l’attività di vendita, di manutenzione, installazione, di taluni beni e, che, persino, si avvale di tre venditori, con relative provvigioni.
Ebbene, tutto questo non è bastato all’Agenzia delle Entrate per ammettere che le autovetture sono strettamente necessarie per l’esercizio dell’attività. In sostanza, senza tali mezzi l’attività aziendale si ferma, ma poiché, dal punto di vista fiscale non sono considerate strumentali per l’esercizio dell’attività di impresa, non spetta nessuna detrazione ai fini delle imposte dirette.
Trattamento ai fini delle imposte dirette
L’Agenzia delle Entrate, anche dopo la modifica dell’art. 164 del TUIR (avvenuta con l’art. 2, commi 71 e 72, del D.L. del 2.10.2006, n. 262), che disciplina il trattamento fiscale da riservare a taluni mezzi di trasporto a motore, ha confermato la posizione già espressa nelle precedenti circolari n. 48/E del 10.2.1998 e n. 1/E del 2007, ribadendo il concetto secondo cui sono strumentali all’attività d’impresa quei beni senza i quali l’attività stessa non può essere esercitata (ad esempio, le autovetture per le imprese che effettuano attività di noleggio).
Inoltre, ha sostenuto che ai fini della verifica della sussistenza del requisito della strumentalità dei beni d’impresa non rilevano le peculiarità indicate dall’impresa riguardo le concrete modalità con le quali ha organizzata la propria attività (assenza di locali destinati alla vendita, esecuzione delle prestazioni di vendita con mandati di agenzia e utilizzo delle autovetture da parte del personale dipendente esclusivamente per svolgere le suddette mansioni di vendita).
Pertanto, ha evidenziato l’Agenzia dell’Entrate le autovetture utilizzate da un’impresa commerciale per visitare i propri clienti (nel quadro della presentazione del prodotto finalizzata alla successiva eventuale vendita) non configurano l’ipotesi di strumentalità dei beni d’impresa prevista dal menzionato articolo 164, comma 1, lett. a), n. 1, secondo cui sono da ritenersi tali quelli “…destinati ad essere utilizzati esclusivamente…nell’attività propria dell’impresa”.
Per conseguenza, a parere dell’Agenzia delle Entrate, per i suddetti mezzi non si può applicare il regime di integrale deducibilità e a seguito delle recenti modifiche neppure di parziale deducibilità.
Inoltre, non si può neppure applicare il nuovo regime di deducibilità delle spese sostenute per gli automezzi concessi in uso promiscuo ai dipendenti di cui alla nuova lettera b-bis) del comma 1 dell’art. 164 del TUIR.
Ciò poiché nell’istanza di interpello è emersa la circostanza che le autovetture aziendali siano utilizzate dal personale dipendente esclusivamente per lo svolgimento dell’attività d’impresa, non venendo le stesse, pertanto, a configurare alcuna forma di fringe benefit in favore dei dipendenti della Società.
In base a dette considerazioni, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che gli autoveicoli non siano “strumentali” all’attività esercitata dall’azienda che ha posto il quesito, facendo leva sulle precedenti circolari ministeriali.
Insomma, la situazione è veramente grottesca.
Altresì, la stessa agenzia delle Entrate ha precisato che il D.L. n. 262/2006 ha reso totalmente indeducibile per i veicoli non strumentali all’attività di impresa, sia il costo di acquisto sia le relative spese di gestione.
Tale sistema favorevole alle casse erariali (integrale indeducibilità) vale anche se i suddetti beni vengano utilizzati sulla base di contratto di locazione o di noleggio.
Infine, ai fini IVA, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato che l’art. 19-bis1, comma 1, del D.P.R. n. 633/1072, relativo alla disciplina che esclude o riduce il diritto alla detrazione dell’imposta limitatamente ad alcuni beni e servizi, prevede – nella lettera c) – che per i veicoli a motore “che non formano oggetto dell’attività propria dell’impresa” la detraibilità dell’imposta assolta sull’acquisto e sulla gestione dei medesimi deve avvenire sulla base della percentuale ridotta di detrazione che risulterà dall’autorizzazione riconosciuta all’Italia dal Consiglio dell’Unione Europea ai sensi delle disposizioni comunitarie in vigore (1).
Tale limitazione della detrazione dell’imposta varrà soltanto a partire dalla pubblicazione di detto provvedimento di autorizzazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
Per conseguenza, secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate, nelle more della pubblicazione del suddetto provvedimento, l’imposta assolta sull’acquisto e sulla gestione dei citati beni “che non formano oggetto dell’attività propria dell’impresa” si renderà detraibile secondo le regole generali stabilite negli artt. 19 e seguenti del D.P.R n. 633/1972.
Appare, in atto una situazione poco vicina ai canoni di diritto tributario per i contribuenti dovuta a varie cause che si sono susseguite in maniera frenetica e che hanno portato a soluzioni estreme da parte del legislatore nazionale (che forse potrebbe subire nuove riprese da parte di quello europeo).
Come è noto per consentire la detrazione ai fini IVA si è imbarbarita la situazione ai fini delle imposte dirette per contribuenti. Su tale anomala situazione normativa si è collocata tale risoluzione, rivalendosi, tra l’altro, sulle precedenti circolari, peraltro, già assai contestate dalla dottrina (autovettura che per divenire strumentale deve seguire determinati requisiti, ecc.).
In definitiva, le soluzioni proposte sia dal Legislatore italiano sia dalla stessa Agenzia delle Entrate appaiono come delle scusanti per ottenere un maggiore gettito tributario dalle aziende italiane senza, però, rispettarne i criteri di economicità e produttività aziendale.
Insomma, tanto varrebbe ripristinare la situazione di equità per le imprese e professionisti consentendo loro di dedurre il giusto, nei limiti dell’inerenza (ecc.) aziendale o professionale, ed eventualmente introdurre dei balzelli straordinari per fare fronte al deficit erariale.
(1) – Art. 19-bis1, comma 1, lettera c), D.P.R. n. 633/1972, come modificato dall’art. 1, comma 2-bis, del D.L. 15 settembre 2006, n. 258, convertito dalla legge 10 novembre 2006, n. 278.