Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/03/redditometro-2006-2007.html
Timestamp: 2018-01-22 19:53:32+00:00
Document Index: 159205989

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 2', 'art.38', 'art. 38', 'art. 38']

Redditometro 2006-2007
Pianetaitalia
Lo strumento dell’accertamento sintetico – applicando i coefficienti di reddito che ne stanno alla base, sul possesso di beni-indici, a cui vengono ricollegati redditi presunti – permette di trovare soluzioni accertative, sul piano operativo, che possano determinare l’ottimizzazione delle risorse disponibili per il perseguimento dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità nell’azione amministrativa.
Il metodo di controllo segue un ragionamento logico che spesso è convincente già di per sé per verificare – così come affermava l’Amministrazione finanziaria già nel lontano 1981 – il“ trend di vita del contribuente e delle altre persone fisiche che risultano a suo carico” e risponde alla domanda che qualsiasi comune cittadino si fa: come è possibile che Tizio, con un reddito di 20.000 mila euro annui possa permettersi un’autovettura di grossa cilindrata, una casa al mare, etc.?
Come affermato dalla più autorevole dottrina, “…un maggior reddito viene perciò presunto in base alla spesa per consumi o investimenti attinenti alla sfera privata della persona fisica, a prescindere da una individuazione delle fonti di produzione del reddito stesso, quali potrebbero essere l’impresa, il lavoro, il capitale, etc.; la norma utilizza cioè un procedimento logico a ritroso, presumendo – salvo prova contraria – che le spese siano state finanziate prima di tutto con il reddito del periodo d’imposta”.
L’art. 38, comma 4, del D. P. R. n. 600/1973, permette all’ufficio finanziario, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, indipendentemente dalle disposizioni recate dai commi precedenti e dall’art. 39, del citato D. P. R. n. 600/1973, di determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente, quando il reddito accertabile si discosta per almeno un quarto da quello dichiarato.
L’art. 1 del D.M. fa, infatti, riferimento alla “disponibilità di beni e servizi di cui all’art. 2, secondo comma del D.P.R. 29.9.1973, n. 600, e descritti nella tabella allegata che fa parte integrante del presente decreto“, restando “ferma la facoltà dell’uficio di utilizzare …anche elementi e circostanze di fatto indicativi di capacità contributiva diversi da quelli menzionati nel comma 1“.
La circolare n. 27/7/2648 del 14.8.1981 invitava gli uffici a valutare“ altri indici significativi della condizione reddituale…. come, ad esempio, il mantenere i figli in scuole private di alto costo, l’abitare in afitto in appartamenti con alto canone di locazione, compiere crociere o altri viaggi dispendiosi, etc “.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 2/2007, nel dettare i primi indirizzi operativi per l’attività di controllo per il corrente anno, aveva già sottolineato l’importanza, nella selezione dei soggetti da sottoporre a controllo, delle “ posizioni soggettive caratterizzate da informazioni in ordine alla esistenza di evidenti manifestazioni di capacità contributiva incompatibili con i redditi dichiarati”.
In sede di predisposizione del piano annuale dei controlli e dell’attuazione dello stesso nel primo periodo del 2007, gli uffici erano invitati a tenere conto delle posizioni soggettive e delle annualità di imposta, per le quali hanno a disposizione informazioni in ordine a manifestazioni di particolare capacità contributiva utilizzabili ai fini del cosiddetto accertamento sintetico di cui all’art.38, comma4, del D.P.R. n. 600 del 1973.
La circolare n.2/2007 richiama l’attenzione degli uffici sugli elementi informativi suscettibili di immediato utilizzo, disponibili attraverso le liste centralizzate, le banche dati nonché attraverso le segnalazioni qualificate, predisposte nell’ambito dell’attività di intelligence, relativi a fattispecie caratterizzate da manifestazioni di particolare capacità contributiva.
– “ valutare la complessiva posizione reddituale dei componenti il nucleo familiare essendo evidente come, frequentemente, gli elementi indicativi di capacità contributiva rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico possano trovare giustificazione nei redditi degli altri componenti il nucleo familiare”;
– “ valutare, in particolare, i redditi imponibili dichiarati anche per gli anni precedenti i periodi d’imposta oggetto di controllo, nonché gli elementi contabili desumibili dagli atti registrati (ad esempio, negozi di disinvestimento patrimoniale nella qualità di dante causa, successione ereditaria, donazione di denaro, ecc.) stipulati anche dal coniuge e dagli altri familiari, che possono aver contribuito alle spese-indice di capacità contributiva. A tale riguardo, nell’ambito della valutazione della complessiva situazione economica della famiglia frequentemente gli elementi indicativi di capacità contributiva rilevanti aifini dell’accertamento sintetico possono trovare spiegazione nella potenzialità di spesa degli altri componenti il nucleo familiare; in tal caso, sussistendone i presupposti, si procederà al controllo delle posizioni soggettive cui, di fatto, sono ascrivibili le manifestazioni di spesa”;
– lista selettiva AU “Autovetture”, di tipo sperimentale, con la quale sono segnalate le persone fisiche che, sulla base dei dati forniti dalla Direzione Generale della Motorizzazione, risultano aver immatricolato nell’anno 2003 autovetture di potenza fiscale uguale o superiore a 21 CV e
per le quali il “reddito complessivo netto convenzionale” per i periodi d’imposta 2002 e 2003 è risultato non coerente per almeno un quarto con il reddito imponibile dichiarato per i medesimi periodi d’imposta.
La circolare n. 101/E del 30 aprile 1999, nell’offrire agli uffici chiarimenti ed indicazioni di carattere operativo sull’utilizzazione dell’accertamento sintetico, aveva già posto in risalto che“ in sede di valutazione delle prove giustificative addotte dal contribuente “ occorre attenersi “ ai necessari principi di ragionevolezza, alfine di pervenire a determinazioni reddituali convincenti e sostenibili, secondo gli ordinari canoni probatori “ e “ considerata l’inevitabile imprecisione dello strumento presuntivo attualmente in vigore… si sottolinea l’esigenza di un suo attento e ponderato utilizzo da parte degli uffici, soprattutto nei casi in cui la ricostruzione presuntiva del reddito sia essenzialmente fondata su fatti-indice che costituiscono soddisfacimento di bisogni primari o che sono caratterizzati da elevata rigidità (in particolare, spese per l’abitazione e spese per mutui immobiliari)“.
Lo stesso documento di prassi del 1999 segnala, altresì,“ come lo strumento dell’accertamento sintetico assuma una particolare utilità per la determinazione dei redditi nei confronti dei soggetti coinvolti in fenomeni di criminalità organizzata e dei soggetti sottoposti a misure di prevenzione patrimoniale (sequestro, confisca), sulla base degli elementi e delle circostanze di fatto comunque acquisiti“. In ordine alla cd. prova contraria, la citata circolare n. 101/1999 evidenzia, “in primo luogo la necessità di permettere al contribuente di provare preventivamente che il reddito determinabile sinteticamente trova giustificazione, in tutto o in parte, nel possesso di redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, ovvero in altre circostanze di fatto quali, ad esempio, disinvestimenti patrimoniali, percezione di indennizzi che legittimamente non hanno concorso alla determinazione del reddito, atti di liberalità degli ascendenti.
Quindi, antecedentemente o successivamente all’emissione dell’atto, a secondo dei casi, in sede di contraddittorio in senso lato, il contribuente, al fine di modificare, ridurre o annullare la pretesa impositiva, può dimostrare che il bene o il servizio è nella disponibilità di altri soggetti titolari di reddito, ovvero che la disponibilità del bene o del servizio non si è avuta per l’intero anno di imposta, ovvero che il reddito o il maggior reddito accertato sinteticamente è costituito, in tutto o in parte, da redditi esenti o già assoggettati a ritenuta a titolo di imposta, ovvero da regalie o prestiti comunque documentati ( attraverso assegni o bonifici bancari, per esempio), ovvero da disinvestimenti patrimoniali. Si ricorda che il più volte citato documento dell’Amministrazione finanziaria – C.M. n. 101/E del 30 aprile 1999 “ sottolinea, inoltre, la necessità di procedere sempre ad un esame complessivo della posizione reddituale dell’intero nucleo familiare del contribuente, essendo evidente come frequentemente gli elementi indicativi di capacità contributiva rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico possano trovare spiegazione nei redditi posseduti da altri componenti il nucleo familiare. Particolare rilievo, ai fini dell’applicazione dell’accertamento sintetico, assumono le spese per incrementi patrimoniali (acquisti di immobili, investimenti finanziari) che, secondo quanto stabilito dal comma. 5 del citato art. 38, si presumono sostenute, salvo prova contraria, con redditi conseguiti in quote costanti nell’anno in cui sono state effettuate e nei cinque precedenti. Parimenti, significativo rilievo possono assumere altre eventuali manifestazioni di agiatezza diverse da quelle specificamente considerate nel decreto ministeriale del 10.9.1992“.
L’applicazione vuole essere un utile strumento per il calcolo del reddito attribuibile al contribuente negli anni 2006 e 2007 in base al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 14/2/2007, pubblicato in G.U. n. 51 del 2/3/2007.
Tale provvedimento ha disposto l’aggiornamento degli importi per il biennio 2006 e 2007 pertanto l’applicazione deve essere utilizzata esclusivamente per il calcolo di questi due anni.
A questo punto si apre la finestra ove inserire i dati necessari per il calcolo del reddito presunto: prima di tutto è opportuno indicare nell’apposita riga (contrassegnata peraltro da un triangolino rosso) il reddito dichiarato e poi si procede sul tasto “aggiungi” per inserire i beni di cui si ha la disponibilità.
Nell’inserimento di alcuni dati, in particolare per navi e mezzi di trasporto, viene richiesto l’anno di riferimento in quanto i calcoli cambiano a seconda che vengano predisposti per l’anno 2006 o 2007.
Al valore così ottenuto deve essere aggiunta l’eventuale quota relativa ad incrementi patrimoniali che, ai sensi del comma 5, dell’art. 38 del DPR 600/1973, incide nella misura di un quinto della spesa nell’anno in cui è stata effettuata e nei quattro precedenti.
L’Ufficio può determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente qualora ci sia una differenza di oltre un quarto rispetto a quello dichiarato.