Source: http://www.tecnicidellasicurezza.it/accordo-stato-regioni-07072016-percorsi-formativi-per-i-responsabili-e-gli-addetti-dei-servizi-di-prevenzione-e-protezione/
Timestamp: 2019-10-22 12:36:15+00:00
Document Index: 160004142

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 39', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 25', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 37', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 98', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 98', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 98', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 98', 'art. 32', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 98']

Accordo Stato-Regioni – 07/07/2016 – Percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione – ANTeS Associazione Nazionale Tecnici della Sicurezza
TOPICS:Accordo Conferenza Stato RegioniAccordo Stato-Regioni 07/07/2016
Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. (Rep. Atti n. 128/CSR).
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante: «Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro», e, in particolare, l’art. 32, il quale detta disposizioni relative alla individuazione delle capacità e dei requisiti professionali dei responsabili e degli addetti dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP e ASPP);
Vista la nota n. 29700033137P del 24 maggio 2016, con la quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ufficio legislativo, ha trasmesso l’Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’art. 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, che è stato diramato alle Regioni il successivo 27 maggio 2016;
Considerato che, per l’esame del documento in parola è stata convocata una riunione, a livello tecnico, il 15 giugno 2016, nel corso della quale sono state condivisi alcuni perfezionamenti del testo riferiti, tra l’altro, alla sostituzione del nuovo Allegato IV, concernente le «Indicazioni metodologiche per la progettazione ed erogazione dei corsi», specificamente: 1. Profili di competenza degli ASPP/RSPP; 2. Bisogni formativi di ASPP E RSPP; 3. Il Progetto formativo; 4. Verifiche in itinere e finale;
tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sul documento, Allegato A) parte integrante del presente atto, relativo alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’art. 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.
• Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni (di seguito d.lgs. n. 81/2008), all’articolo 32 detta le disposizioni relative all’individuazione delle capacità e dei requisiti professionali dei responsabili e degli addetti dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP e ASPP) rinviando, per la definizione dei contenuti dei percorsi formativi, all’Accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006;
• è stata ravvisata la necessità di procedere ad una revisione di tale Accordo in quanto non più coerente con il quadro normativo delineato dal d.lgs. n. 81/2008 e dagli Accordi del 21 dicembre 2011 (ai sensi degli articoli 34 e 37 del d.lgs. n. 81/2008), dall’Accordo sull’uso delle attrezzature di lavoro ai sensi dell’articolo 73, comma 5, e dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute del 6 marzo 2013, emanato in attuazione dell’articolo 6, comma 8, lettera m-bis), del d.lgs. n. 81/2008, con il quale sono stati individuati i criteri del formatore;
• analogamente, è stata ravvisata la necessità di procedere alla sostituzione dell’allegato I all’Accordo del 21 dicembre 2011 per la formazione dei lavoratori, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008, con l’allegato II al presente Accordo, relativo alla formazione in modalità e-learning, al fine di superare le incertezze applicative in tema di formazione emerse in sede di prima applicazione della pertinente disciplina;
• si è reputato opportuno, ai fini di rendere uniforme la disciplina dettata dagli Accordi del 21 dicembre 2011 ex artt. 34 e 37 e dalle successive linee interpretative del 25 luglio 2012 con quanto previsto nel presente Accordo, eliminare qualsiasi riferimento agli enti bilaterali in quanto non contemplati dal D. Lgs. n. 81/2008;
• si è, inoltre, proceduto ad una modifica del punto 9.2 dell’accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, concernente “le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori” al fine di superare alcuni problemi applicativi relativamente al riconoscimento della formazione pregressa:
• infine, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 32, comma 1, lettere c) e d), del decreto-legge n. 69/2013 (c.d. decreto del fare) convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98/2013, il presente Accordo reca nell’allegato III, la disciplina relativa al riconoscimento dei crediti formativi in caso di percorsi formativi i cui contenuti si sovrappongano, in tutto o in parte, tra loro;
Tutto ciò premesso, il Governo. le Regioni e le Province autonome, in attuazione dì quanto previsto:
• al punto 2. 7 “Sperimentazione” dell’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 attuativo dell’articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195 che integra il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006:
• ai commi 4 e 5 dell’articolo 32 del d.lgs. n. 81/2008 concordano la revisione del citato Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 e le disposizioni modificative agli Accordi del 21 dicembre 2011 e del 22 febbraio 2012 secondo quanto di seguito riportato.
Allegato A all’Accordo del 07/07/2016
Il presente Accordo stabilisce i requisiti della formazione per responsabili ed addetti dei servizi di prevenzione e protezione previsti dall’articolo 32, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni (di seguito d.lgs. n. 81/2008).
1. INDIVIDUAZIONE DI ULTERIORI TITOLI DI STUDIO VALIDI Al FINI DELL’ESONERO DALLA FREQUENZA AI CORSI DI FORMAZIONE
In tal caso, viene comunque precisato che anche i soggetti in possesso di tali lauree, per svolgere i compiti di RSPP debbano possedere un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali.
– laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM 25, da LM 27 a LM-35, di cui al decreto del Ministro Università e ricerca del 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2007;
– laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica del 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001;
– laurea magistrale conseguita nella classe LM/SNT 4 di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica del 8 gennaio 2009, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2009;
– laurea conseguita nella classe L/SNT 4 di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica del 19 febbraio 2009, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 119 del 25 maggio 2009.
Costituisce altresì titolo di esonero dalla frequenza dei corsi previsti (moduli A-B-C) nel presente Accordo relativamente a ciascun modulo (moduli A-B-C), il possesso di un certificato universitario attestante il superamento di uno o più esami relativi ad uno o più insegnamenti specifici del corso di laurea nel cui programma siano presenti i contenuti previsti nel presente Accordo o l’attestato di partecipazione ad un corso universitario di specializzazione, perfezionamento o master i cui contenuti e le relative modalità di svolgimento siano conformi ai contenuti del presente Accordo.
Nell’allegato I è riportato l’elenco delle classi di laurea per l’esonero dalla frequenza ai corsi di formazione di cui all’articolo 32, comma 2, primo periodo, del d.lgs. n. 81/2008.
– Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
– Ministero dell’interno: Dipartimento per gli affari interni e territoriali e Dipartimento della pubblica sicurezza;
– Formez;
– SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione);
Le indicazioni metodologiche per la progettazione e la realizzazione del corso formativo per ASPP e RSPP, con particolare riguardo al Modulo B, sono riportate nell’allegato IV; nell’allegato Il sono riportati i requisiti specifici per lo svolgimento della formazione su salute e sicurezza in modalità e-learning.
È consentito l’utilizzo della modalità e-learning secondo i criteri previsti nell’allegato Il del presente Accordo.
UNITÀ DIDATTICA A 1 – 8 ORE Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
L’approccio alla prevenzione nel d.lgs. n. 81/2008 Conoscere l’approccio alla prevenzione e protezione disciplinata nel d.lgs. n. 81/2008 per un percorso di miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori. La filosofia del d.lgs. n. 81/2008 in riferimento al carattere gestionale-organizzativo dato dalla legislazione al sistema di prevenzione aziendale.
Il sistema legislativo: esame delle normative di riferimento Conoscere la normativa in tema di salute e sicurezza sul lavoro. L’evoluzione legislativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Il sistema istituzionale della prevenzione Conoscere il sistema istituzionale della prevenzione. Capo II del Titolo I del d.lgs. n. 81/2008.
Il sistema di vigilanza e assistenza Conoscere il funzionamento del sistema pubblico della prevenzione. Vigilanza e controllo.
UNITÀ DIDATTICA A2 – 4 ORE Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
I soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il d.lgs. n. 81/2008 Individuare i ruoli dei soggetti del sistema prevenzionale con riferimento ai loro compiti, obblighi e responsabilità. Il sistema sicurezza aziendale secondo il d.lgs. n. 81/2008:
– datore di lavoro, dirigenti e preposti;
– responsabile del servizio prevenzione e protezione e addetti del SPP;
– rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e di sito;
– addetti alla prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori e primo soccorso;
– lavoratori, progettisti, fabbricanti, fornitori ed installatori;
– imprese familiari.
UNITÀ DIDATTICA A3 – 8 ORE Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
Il processo di valutazione dei rischi Conoscere i concetti di pericolo, rischio, danno, preve nzione e protezione.
Essere in grado di redigere lo schema di un documento di valutazione dei rischi. Concetti di pericolo, rischio, danno, prevenzione e protezione.
UNITÀ DIDATTICA A4 – 4 ORE Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
Le ricadute applicative e organizzative della valutazione dei rischi Conoscere i principali rischi trattati dal d. lgs. n. 81/2008 e le misure di prevenzione e protezione. La classificazione dei rischi specifici in relazione alla relativa normativa di salute e sicurezza.
UNITÀ DIDATTICA A5 – 4 ORE Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
Gli istituti relazionali: informazione, formazione, addestramento, consultazione e partecipazione Conoscere i principali obblighi informativi, formativi, addestramento, consultazione e partecipazione. Informazione, formazione e addestramento dei soggetti previsti nel d. lgs. n. 81/2008.
Il Modulo B comune è propedeutico per l ‘accesso ai moduli di specializzazione.
Agricoltura – Pesca A- Agricoltura, Silvicoltura e Pesca 12 ore
Sanità residenziale Q – Sanità e assistenza sociale (86.1 – Servizi ospedalieri e
87 – Servizi di assistenza sociale residenziale) 12 ore
Chimico – Petrolchimico C – Attività man ifatturiere (19 – Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e 20 – Fabbricazione di prodotti chimici) 16 ore
L’articolazione oraria dei singoli argomenti da trattare è lasciata ai soggetti formatori.
Movimentazione merci: apparecchi di sol levamento e attrezzature per trasporto merci
Modulo B-SP1: Agricoltura – Pesca (12 ore)
Dispositivi di p rotezione individuali
Rischio cadute dall’ alto, a bordo e fuori bordo
Modulo B-SP2: Attività Estrattive – Costruzioni (16 ore)
Modulo B-SP4: Chimico – Petrolchimico (16 ore)
– progettare e gestire processi formativi in riferimento al contesto lavorativo e alla valutazione dei rischi, anche per la diffusione della cultua alla salute e sicurezza e del benessere organizzativo;
UNITÀ DIDATTICA C1 – 8 ore Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
Ruolo dell’informazione e della formazione Evidenziare la stretta connessione e coerenza tra il documento di valutazione dei rischi e la predisposizione dei piani della informazione e formazione.
UNITÀ DIDATTICA C2 – 8 ore Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
Conoscere i principali elementi di “organizzazione aziendale”. La valutazione del rischio come:
– elaborazione di metodi per il controllo della efficacia ed efficienza nel tempo dei provvedimenti di sicurezza adottati.
Il sistema di gestione della sicurezza: linee guida UNI-INAIL integrazione confronto con norme e standard (OSHAS 1 8001 , ISO, ecc.).
– procedure semplificate MOG (d.m. 1 3/02/2014);
– attività tecnico amministrative (capitolati, percorsi amministrativi, aspetti economici);
– programma, pianificazione e organizzazione della manutenzione ordinaria e straordinaria.
UNITÀ DIDATTICA C3 – 4 ore Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
Il sistema delle relazioni e della comunicazione Identificare il sistema di relazioni interno/esterno tra i diversi soggetti della prevenzione e il flusso comunicativo.
Gestire efficacemente la riunione periodica per meglio valutare le condizioni di salute e sicurezza del posto di lavoro e per monitorare l’attuazione delle eventuali decisioni adottate al riguardo. Il sistema delle relazioni: RLS, datore di lavoro, medico competente, lavoratori, enti pubblici, fornitori, lavoratori autonomi, appaltatori, ecc.
Elementi di contatto e differenziazioni fra relazioni sindacali e sistema della sicurezza. Negoziazione e gestione delle relazioni sindacali.
UNITÀ DIDATTICA C4 – 4 ore Obiettivi formativi Contenuti del Modulo
Conoscere i principi base legati alla motivazione delle persone. Cultura della sicurezza:
– motivazione, collaborazione, corretta circolazione delle informazioni, analisi delle relazioni, gestione del conflitto;
aspetti metodologici per la gestione del team building finalizzato al benessere orqanizzativo.
La verifica dell’apprendimento deve essere svolta mediante test, somministrabili anche in itinere, per un totale minimo di 30 domande, ciascuna con almeno tre risposte alternative (esito positivo dato dalla risposta corretta ad almeno il 70% delle domande) eventualmente integrato da un colloquio di approfondimento.
– una prova finale di tipo descrittivo basata sulla risoluzione di almeno 5 domande aperte su casi reali o una simulazione finalizzata alla verifica delle competenze tecnico-professionali attinenti il ruolo di RSPP e ASPP nel contesto lavorativo;
– eventuale colloquio di approfondimento.
7.3 MODULO C
La verifica dell’apprendimento si svolge con le seguenti modalità:
7.4 VERBALI D’ESAME
I verbali d’esame, anche su supporti informatici, sono conservati a cura del soggetto formatore e devono contenere i seguenti elementi:
– dati identificativi del soggetto formatore;
– dati del corso (tipologia e durata del Modulo);
– elenco degli ammessi alla verifica dell’apprendimento sulla base della frequenza minima del 90% del monte orario previsto;
– tipologia della verifica di apprendimento con relativa indicazione dell’idoneità;
– luogo, data ed orario della verifica di apprendimento;
– sottoscrizione del verbale da parte dei/del soggetto che hanno/ha proceduto alla verifica dell’apprendimento.
Sono fatti salvi i percorsi formativi effettuati in vigenza dell’accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, pertanto gli RSPP e ASPP che non cambiano settore produttivo e continuano ad operare esclusivamente all’interno di esso non dovranno integrare il proprio percorso formativo per adeguarsi alle previsioni del presente accordo.
Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 Credito riconosciuto sul presente accordo Stato-Regioni
In fase di prima applicazione e per un periodo non superiore a 5 anni dall’entrata in vigore del presente accordo, la frequenza del Modulo B comune o di uno o più Moduli B di specializzazione, può essere riconosciuta ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento, degli RSPP e ASPP formati ai sensi dell’ accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006.
– fonti di rischio specifiche dell’attività lavorativa o del settore produttivo dove viene esercitato il ruolo compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro;
L’aggiornamento è consentito, per tutto il monte ore, in modalità e-learning secondo i criteri previsti nell’allegato II.
L’aggiornamento può essere ottemperato anche per mezzo della partecipazione a convegni o seminari, a condizione che essi trattino delle materie o i cui contenuti siano coerenti con quanto indicato nel presente paragrafo, e comunque per un numero di ore che non può essere superiore al 50% del totale di ore di aggiornamento complessivo:
Per ciascun convegno o seminario è richiesta la tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza l’iniziativa e non vi è alcun vincolo sul numero massimo di partecipanti.
I corsi di aggiornamento, compresi quelli erogati in modalità e-learning, i convegni e i seminari devono essere organizzati e realizzati dai soggetti formatori indicati al punto 2 del presente accordo “INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI E SISTEMA DI ACCREDITAMENTO”.
Ai fini dell’aggiornamento per RSPP e ASPP, la partecipazione a corsi di formazione finalizzati all’ottenimento e/o all’aggiornamento di qualifiche specifiche come quelle, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, dei dirigenti e dei preposti (ex art. 37 d. lgs. n. 81/2008), dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione delle emergenze di cui agli artt. 44, 45 e 46 del d. lgs. n. 81/2008, non è da ritenersi valida.
Fatto salvo quanto previsto al punto 8, la partecipazione ai corsi di specializzazione (Modulo B-SP1 , B-SP2, B-SP3, B-SP4) non è valida ai fini del l’aggiornamento per RSPP e ASPP.
Ai fini dell’aggiornamento per RSPP e ASPP, la partecipazione a corsi di aggiornamento per formatore per la sicurezza sul lavoro, ai sensi del decreto interministeriale 6 marzo 2013, è da ritenersi valida e viceversa.
Ai fini dell’aggiornamento per RSPP e ASPP, la partecipazione a corsi di aggiornamento per coordinatore per la sicurezza, ai sensi dell’allegato XIV del d. lgs. n. 81/2008, è da ritenersi valida e viceversa.
In riferimento all’assolvimento dell’aggiornamento del coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori per il tramite di convegni o seminari, la frase “L’aggiornamento può essere svolto anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari con un numero massimo di 100 partecipanti” di cui al paragrafo MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEI CORSI dell’Allegato XIV del d. lgs. n. 81/2008 è sostituita dalla presente:
“L’aggiornamento può essere svolto anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari, in tal caso è richiesta la tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza l’iniziativa e non vi è alcun vincolo sul numero massimo di partecipanti.”
Fermo restando quanto previsto al punto 8, l’aggiornamento ha decorrenza quinquennale e parte dalla conclusione del Modulo B comune.
Per i soggetti esonerati, ai sensi dell’art. 32, comma 5, d. lgs. n. 81/2008 e punto 1 , allegato A, del presente accordo, l’obbligo di aggiornamento quinquennale decorre:
• dalla data di entrata in vigore del d. lgs. n. 81/2008 e cioè dal 15 maggio 2008;
Resta inteso che, in analogia con quanto previsto per gli RSPP e ASPP, qualora la formazione costituisca a tutti gli effetti un titolo abilitativo all’esercizio della funzione esercitata – come a titolo esemplificativo, nel caso del Coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione, gli addetti al Primo Soccorso, gli operatori addetti all’ uso delle attrezzature di cui all’Accordo del 22 febbraio 2012 per le quali è richiesta una specifica abilitazione, ecc. – tale funzione deve ritenersi non esercitabile se non viene completato l’aggiornamento riferito al periodo indicato dalle specifiche norme (ad esempio, quinquennio, triennio, ecc.).
Le Regioni e Province autonome riconoscono reciprocamente gli attestati rilasciati nei rispettivi territori.
Presso il soggetto formatore deve essere conservato per almeno 10 anni il “Fascicolo del corso” contenente:
– dati anagrafici del partecipante;
– registro del corso recante: elenco dei partecipanti (con firme), nominativo e firma del docente o, se più di uno, dei docenti, contenuti, ora di inizio e fine, documentazione relativa alla verifica di apprendimento.
In tutti i corsi obbligatori di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, fatti salvi quelli nei quali i requisiti dei docenti siano già previsti da norme specifiche, i docenti devono essere in possesso dei requisiti previsti dal decreto interministeriale 6 marzo 2013, emanato in attuazione dell’articolo 6, comma 8, lettera m-bis), del d. lgs. n. 81/2008, entrato in vigore il 18 marzo 2014.
Il datore di lavoro in possesso dei requisiti per lo svolgimento di retto dei compiti del servizio di prevenzione e protezione di cui all’articolo 34 del d. lgs. n. 81/2008, può svolgere, esclusivamente nei riguardi dei propri lavoratori, la formazione di cui all’accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 21 dicembre 2011 relativo alla individuazione dei contenuti della formazione dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti, anche se non in possesso del requisito relativo alla capacità didattica stabilito dal decreto interministeriale 6 marzo 2013.
Un datore di lavoro, la cui attività risulti inserita nei macrosettori Ateco a rischio medio/alto, secondo quanto individuato nella tabella di cui all’allegato II dell’accordo del 21 dicembre 2011 (ex artt. 34 d.lgs. n. 81/2008), può partecipare al modulo di formazione per datore di lavoro che svolge i compiti del servizio di prevenzione e protezione relativo al livello di rischio basso, se tutti i lavoratori svolgono esclusivamente attività appartenenti ad un livello di rischio basso; se tale condizione viene successivamente meno, il datore di lavoro è tenuto ad integrare la propria formazione, in numero di ore e contenuti, avuto riguardo alle mutate condizioni di rischio dell’attività dei propri lavoratori.
Analogamente, un datore di lavoro, la cui attività risulta inserita nella tabella di cui all’allegato II dell’accordo del 21 dicembre 2011 (ex artt. 34 d. lgs. n. 81/2008) nei settori di attività a rischio basso, deve partecipare o integrare la formazione per datore di lavoro, che svolga i compiti del servizio di prevenzione e protezione relativo al livello di rischio medio o alto, se ha al suo interno lavoratori che svolgono attività appartenenti ad un livello di rischio medio o alto.
Il medico competente che svolge la sua opera in qualità di dipendente del datore di lavoro (art. 39, comma 2, lettera e) del d. lgs. n. 81/2008) è esonerato dalla partecipazione ai corsi di formazione previsti dall’art. 37, comma 1, del d. lgs. n. 81/2008 sia perché soggetto ad una formazione continua ai sensi dell’art. 38, comma 3, del d. lgs. n. 81/2008 sia perché collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 25 del d. lgs. n. 81/2008.
Sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui all’art. 32 comma 2 primo periodo del d. lgs. n. 81/2008 coloro che, non più in servizio, abbiano svolto attività tecnica in materia di salute e sicurezza, per almeno cinque anni, in qualità di pubblici ufficiali o di incaricati di pubblico servizio.
La nota di cui al PARAGRAFO 8 CREDITI FORMATIVI dell’Accordo CSR 21.12.2011, è sostituita dalle previsioni di cui al presente paragrafo:
La formazione dei lavoratori in caso di somministrazione di lavoro ai sensi dell’art. 35, comma 4 del d. lgs. 15 giugno 2015, n. 81 viene effettuata a carico del somministratore che informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive e li forma e addestra all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale essi vengono assunti. Il contratto di somministrazione può prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall’utilizzatore.
Il mutuo riconoscimento tra Regioni consiste nell’accettazione di ulteriori “progetti sperimentali in e-learning”, purché espressamente previsti nelle delibere regionali (criteri, tempi, modalità) e documentati attraverso la presenza nei documenti/attestati dell’avvenuta formazione dei seguenti riferimenti:
– estremi dell’atto amministrativo nella quale si enunciano i criteri per l’accettazione dei progetti formativi sperimentali;
– protocollo regionale di accettazione del progetto formativo in e-learning specifico.
Nelle aziende inserite nel rischio basso, così come riportato nella tabella di cui all’allegato II dell’accordo del 21 dicembre 2011, è consentito il ricorso alla modalità e-learning, nel rispetto delle disposizioni di cui all’allegato II e a condizione che i discenti abbiano possibilità di accesso alle tecnologie impiegate, familiarità con l’uso del computer e buona conoscenza della lingua utilizzata, per l’erogazione della formazione specifica dei lavoratori di cui all’accordo sancito sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 21 dicembre 2011 relativo alla individuazione dei contenuti della formazione dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti.
A tal fine si precisa che la formazione specifica per lavoratori deve essere riferita, in ogni caso, all’effettiva mansione svolta dal lavoratore e deve essere pertanto erogata rispetto agli aspetti specifici scaturiti dalla valutazione dei rischi. Pertanto per le aziende inserite nel rischio basso non è consentito il ricorso alla modalità e-learning per tutti quei lavoratori che svolgono mansioni che li espongono ad un rischio medio o alto.
L’aggiornamento per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro che intendono svolgere i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione di cui agli accordi del 21 dicembre 2011 e quello per il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza previsto dall’art. 37, comma 11, del d. lgs. n. 81/2008 può essere ottemperato per mezzo della partecipazione a convegni o seminari nella misura non superiore al 50% del totale di ore previste.
La lettera a) del paragrafo 1. “INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI E SISTEMA DI ACCREDITAMENTO” dell’accordo del 21 dicembre 2011 (ex art. 34 d. lgs. n. 81/2008) repertorio atti 223/CSR è sostituita con la seguente:
a) le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, anche mediante le proprie strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione (Aziende Sanitarie Locali, etc.) e della formazione professionale; le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possono, altresì, autorizzare, o ricorrere a ulteriori soggetti operanti nel settore della formazione professionale accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio 2009;
12.9 Modifiche all’accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto, da parte del datore di lavoro, dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi, ai sensi dell’articolo 34, commi 2 e 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Repertorio atti n. 223/CSR del 21 dicembre 2011).
La lettera h) del Paragrafo 1 (INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI E SISTEMA DI ACCREDITAMENTO) è così sostituita:
h) gli organismi paritetici quali definiti all’art. 2 comma 1 lettera ee), del D. Lgs. n. 81/08 e per lo svolgimento delle funzioni di cui all’art. 51 del D. Lgs. n. 81/08;
12.10 Modifiche all’accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Repertorio atti n. 221/CSR del 21 dicembre 2011).
Nota: in coerenza con le previsioni di cui all’articolo 37, comma 12, del D. Lgs. n. 81/08, i corsi di formazione per i lavoratori vanno realizzati previa richiesta di collaborazione agli organismi paritetici, così come definiti all’articolo 2, comma 1 , lettera ee), del D. Lgs. 81/08, ove esistenti sia nel territorio che nel settore nel quale opera l’azienda. In mancanza, il datore di lavoro procede alla pianificazione e realizzazione delle attività di formazione. Ove la richiesta riceva riscontro da parte dell’organismo paritetico, delle relative indicazioni occorre tener conto nella pianificazione e realizzazione delle attività di formazione, anche ove tale realizzazione non sia affidata agli organismi paritetici. Ove la richiesta di cui al precedente periodo non riceva riscontro dall’organismo paritetico entro quindici giorni dal suo invio, il datore di lavoro procede autonomamente alla pianificazione e realizzazione delle attività di formazione.
Si rappresenta, inoltre che devono intendersi soppressi i riferimenti agli enti Bilaterali contenuti nel paragrafo “Collaborazione degli organismi paritetici alla formazione” dell’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sul documento proposto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali recante «Adeguamento e linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2 e 37, comma 2 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni» (Repertorio atti n. 153/CSR del 25 luglio 2012).
12.11 Modifiche all’accordo per l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, ai sensi dell’articolo 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n . 81 (53/CSR del 22 febbraio 2012).
La lettera i) del Paragrafo 1 (INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI E SISTEMA DI ACCREDITAMENTO.) sottosessione 1.1 è così sostituita:
i) gli organismi paritetici quali definiti all’articolo 2, comma 1, lettera ee), del D. Lgs. n. 81/2008 e per lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 51 del D. Lgs. n. 81/2008, istituiti nel settore di impiego delle attrezzature oggetto della formazione;
Il punto 9.2 dell’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 è sostituito dal seguente:
Con Accordo di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, sono stabilite le modalità per il monitoraggio dell’applicazione degli accordi in materia formazione, in particolare riguardo al controllo sul mercato della formazione, al rispetto della normativa di riferimento sia da parte degli enti erogatori di formazione, sia da parte dei soggetti formati (interni o esterni alle imprese), destinatari di adempimenti legislativi.
In fase di prima applicazione e comunque non oltre dodici mesi dall’entrata in vigore del presente accordo, possono essere avviati corsi di formazione per responsabili e addetti del servizio di prevenzione e protezione rispettosi dell’accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006.
– accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra il Governo e le Regioni e le Province autonome attuativo dell’articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195, che integra il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006;
– accordo sancito il 8 ottobre 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra il Governo e le Regioni e le Province autonome relativo all’emanazione delle linee guida interpretative dell’accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni il 26 gennaio 2006, in attuazione dell’articolo 8-bis, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994 , n. 626, introdotto dall’articolo 2 del decreto legislativo del 23 giugno 2003, n. 195 in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro. (Repertorio atti n. 2635) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 7 dicembre 2006.
Allegato I all’Accordo del 07/07/2016
Elenco delle classi di laurea per l’esonero dalla frequenza ai corsi di formazione di cui all’art. 32, comma 2 primo periodo, del d.lgs. n. 81/2008.
Laurea Magistrale (D.M. dell’università e della ricerca in data 16 marzo 2007):
Laurea Specialistica (D.M. dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000):
Laurea Magistrale (D.M. dell’università e della ricerca in data 8 gennaio 2009):
Laurea (D.M. dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 18 marzo 2006):
Laurea (D.M. dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000):
4 Classe delle lauree in scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile
9 Classe delle lauree in ingegneria dell’informazione
Laurea (D.M. dell’università e della ricerca in data 19 febbraio 2009):
Allegato II all’Accordo del 07/07/2016
REQUISITI E SPECIFICHE PER LO SVOLGIMENTO DELLA FORMAZIONE SU SALUTE E SICUREZZA IN MODALITÀ E-LEARNING
– essere dotato di ambienti (sede) e struttura organizzativa idonei alla gestione dei processi formativi in modalità e-learning, della piattaforma tecnologica e del monitoraggio continuo del processo (LMS- Learning Management System);
Mentor/tutor di contenuto: figura professionale di esperto dei contenuti – in possesso dei requisiti previsti per i formatori/docenti dal decreto interministeriale del 6 marzo 2013 “Criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” – che assicura e presidia il supporto scientifico di assistenza ai discenti per l’apprendimento dei contenuti, fornendo chiarimenti ed approfondimenti ed integrazioni in un arco di tempo adeguato alla efficacia didattica e alle modalità di erogazione scelte nel progetto formativo.
5) scheda tecnica che descrive la caratteristica della piattaforma utilizzata, le risorse/specifiche tecniche di utente necessarie per la fruibilità del corso, le modalità di trasferimento dei contenuti , i criteri di accessibilità e usabilità;
Allegato III all’Accordo del 07/07/2016
d.lgs. n. 81/2008 NORME DI RIFERIMENTO CREDITI
Modulo A+B+C art. 32 d.lgs. n. 81/2008
accordo 26 gennaio 2006Presente accordo RSPP con Modulo A
– Modulo giuridico: 28 ore
– Modulo tecnico: 52 ore
– Modulo metodologico/organizzativo: 16 ore
– Parte pratica: 24 ore
RSPP con Modulo A e Modulo B Comune
e Modulo B Specialistico SP2
– Parte pratica: 24 ore TOTALE TOTALE TOTALE
Formazione Modulo C art. 32 d.lgs. n. 81/2008
accordo 26 gennaio 2006Presente accordo FREQUENZA TOTALE TOTALE TOTALE
Modulo A+B art. 32 d. lgs. n. 81/2008
accordo 26 gennaio 2006Presente accordo ASPP con Modulo A
ASPP con Modulo A e Modulo B3
ASPP con Modulo A e Modulo B Comune
– Modulo metodologico organizzativo:
– Parte pratica: 24 ore PARZIALE
Modulo 4 PARZIALE
ASPP con esonero art. 32
Nessuna formazione art. 32 d. lgs. n. 81/2008
* L’accordo ex art. 34 del 21 dicembre 2011 stabilisce che non sono tenuti a frequentare i nuovi corsi di formazione i datori di lavoro in possesso dei requisiti per svolgere i compiti del servizio di prevenzione e protezione ai sensi dell’art. 32, commi 2, 3 e 5 del d. lgs. n. 81/2008, che abbiano svolto i corsi secondo quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006.
FORMAZIONE SOGGETTI d.lgs. n. 81/2008 NORME DI RIFERIMENTO CREDITI
A + B + C RSPP
Modulo C CSP/CSE DL 16 ore DL 32 ore DL 48 ore
COORDINATORE SICUREZZA art. 98 d.lgs. n. 81/2008
allegato XIV d.lgs. n. 81/2008 PARZIALE
(accordo 26.1.2006)
Modulo C FREQUENZA / TOTALE TOTALE TOTALE
DDL che svolge i compiti propri del SPP – 16 ore art. 34 d.lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 PARZIALE
(UD A1: 8 ore + UD A2: 4 ore)
(UD A3: 8 ore + UD A4: 4 ore + UD A5: 4 ore)
– Modulo B Comune
– Eventuali Moduli B Specialistici
– Modulo C FREQUENZA FREQUENZA / PARZIALE
DDL che svolge i compiti propri del SPP – 32 ore art. 34 d.lgs. n. 81/2008
– Modulo C FREQUENZA PARZIALE
– Modulo metodologico/
organizzativo: 16 ore
– Parte pratica: 24 ore TOTALE / PARZIALE
DDL che svolge i compiti propri del SPP – 48 ore art. 34 d.lgs. n. 81/2008
– Parte pratica: 24 ore TOTALE TOTALE /
(UD A1: 8 ore + UD A2: 4 ore + UD A5: 4 ore)Necessaria frequenza:
– Modulo A (UD A3: 8 ore + UD A4: 4 ore)
– Modulo C FREQUENZA FREQUENZA ESONERO:
Modulo 1Necessaria frequenza:
Modulo 4 ESONERO:
DIRIGENTE art. 37 d.lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA TOTALE PARZIALE
Formazione generale art. 37 d.lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA
Formazione specifica art. 37 d.lgs. n. 81/2008
PREPOSTO art. 37 d.lgs. n. 81/2008
RSPP Formazione Modulo A + B + C art. 32 d. lgs. n. 81/2008
accordo 26 gennaio 2006 TOTALE TOTALE TOTALE* TOTALE TOTALE
Formazione Modulo C art. 32 d. lgs. n. 81/2008
Formazione Modulo A + B art. 32 d. lgs. n. 81/2008
ASPP con esonero art. 32 art. 32 d. lgs. n. 81/2008
COORDINATORE SICUREZZA art. 98 d. lgs. n. 81/2008
allegato XIV d. lgs. n. 81/2008 TOTALE TOTALE TOTALE* TOTALE TOTALE
DDL autonominato RSPP – 16 ore art. 34 d. lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA TOTALE TOTALE* TOTALE TOTALE
DDL autonominato RSPP – 32 ore art. 34 d. lgs. n. 81/2008
DDL autonominato RSPP – 48 ore art. 34 d. lgs. n. 81/2008
RLS art. 37 d. lgs. n. 81/2008 / TOTALE FREQUENZA PARZIALE
– Modulo giuridicoNecessaria frequenza:
– Modulo gestionale
· Modulo relazionale TOTALE
Formazione Generale art. 37 d. lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA / FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA
Formazione Specifica art. 37 d. lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA / / FREQUENZA FREQUENZA
DIRIGENTE art. 37 d. lgs. n. 81/2008
n. 16 ore e contenuti TOTALE TOTALE* / TOTALE
PREPOSTO art. 37 d. lgs. n. 81/2008
n. 24 ore e contenuti FREQUENZA FREQUENZA PARZIALE
· Modulo relazionale /
Le tabelle seguenti riconoscono i crediti formativi per i corsi di aggiornamento previsti dal d. lgs. n. 81/2008 e dagli accordi Stato-Regioni.
d. lgs. n. 81/2008 NORME DI RIFERIMENTO CREDITI
20 ore RSPP
40 ore CSP/CSE
40 ore DL
6 ore DL
10 ore DL
RSPP 40/60/100 ore art. 32 d. lgs. n. 81/2008
accordo 26 gennaio 2006 TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE
RSPP 40 ore Presente accordo TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE
ASPP 28 ore art. 32 d. lgs. n. 81/2008
accordo 26 gennaio 2006 TOTALE PARZIALE
12 ore PARZIALE
12 ore TOTALE TOTALE TOTALE
ASPP 20 ore Presente accordo / PARZIALE
CSP/CSE 40 ore art. 98 d. lgs. n. 81/2008
allegato XIV d. lgs. n. 81/2008 TOTALE TOTALE / TOTALE TOTALE TOTALE
DL 6 ore art. 34 d. lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA / PARZIALE
Necessaria frequenza: 12 ore PARZIALE
Necessaria frequenza: 12 ore
DL 10 ore art. 34 d. lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA TOTALE / PARZIALE
DL 14 ore art. 34 d. lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA TOTALE TOTALE /
DIRIGENTI 6 ore art. 37 d. lgs. n. 81/2008
RLS 4/8 ore annue art. 37 d. lgs. n. 81/2008 FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA FREQUENZA
Formazione specifica 6 ore art. 37 d. lgs. n. 81/2008
PREPOSTO 6 ore art. 37 d. lgs. n. 81/2008
4/8 ore LAVORATORE
6 ore DIRIGENTE
6 ore PREPOSTO
accordo 26 gennaio 2006 / TOTALE TOTALE TOTALE
RSPP 40 ore art. 32 d. lgs. n. 81/2008
Presente accordo / TOTALE TOTALE TOTALE
ASPP 20 ore art. 32 d. lgs. n. 81/2008
allegato XIV d. lgs. n. 81/2008 TOTALE TOTALE TOTALE TOTALE
accordo 21 dicembre 2011 / TOTALE TOTALE TOTALE
RLS 4/8 ore annue art. 37 d. lgs. n. 81/2008 / TOTALE TOTALE TOTALE
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA / FREQUENZA TOTALE
DIRIGENTE 6 ore art. 37 d. lgs. n. 81/2008
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA TOTALE / TOTALE
accordo 21 dicembre 2011 FREQUENZA TOTALE TOTALE /
Allegato IV all’Accordo del 07/07/2016
Il responsabile e gli addetti al servizio di prevenzione e protezione costituiscono per il datore di lavoro il riferimento per la valutazione, la programmazione e la consulenza in materia di SSL. Compito specifico di tali soggetti è l’attuazione di quanto indicato dall’art. 33 del d. lgs. 81/2008 “individuazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi, elaborazione e individuazione delle misure di protezione e prevenzione, elaborazione delle procedure di sicurezza delle varie attività aziendali, proposizione di programmi di informazione e formazione”.
L’attribuzione di tali compiti rendono in particolare il coordinatore del servizio, l’RSPP, insieme al datore di lavoro, protagonista dell’organizzazione aziendale in materia di sicurezza e salute dei lavoratori; sono infatti affidate a questa figurale funzioni progettuali ed attuative delle misure di sicurezza, nonché la realizzazione tecnica di quanto programmato.
L’RSPP, pertanto, è destinatario di una formazione manageriale di base, in quanto ha la responsabilità di promuovere un approccio gestionale diffuso alla prevenzione, nonché di una formazione specifica diretta alla gestione delle diverse problematiche connesse alla prevenzione, ovvero agli aspetti più tecnici del rischio e alle modalità di intervento più idonee a perseguirne la riduzione e alle gestione delle relazioni da attivare per il coinvolgimento, la partecipazione e la motivazione di tutti gli attori del sistema di sicurezza.
• conoscenza della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e dell’organizzazione della prevenzione (ruoli, responsabilità, processi);
• sviluppare relazioni orientate a sostenere la prevenzione dei rischi
Nella fase di progettazione e sviluppo dell’azione formativa bisognerà considerare che il d. lgs. 81/2008 prevede come titolo di studio per l’accesso al percorso formativo almeno il diploma di istruzione secondaria, dunque non necessariamente una preparazione di tipo tecnico. Pertanto in termini di fabbisogni formativi si rende necessario colmare con il Modulo B comune il gap tra le competenze e le conoscenze richieste per svolgere il ruolo e quelle in ingresso (si danno per acquisite le competenze derivanti dalla frequenza del Modulo A). Ciò comporta, in sede di progettazione, una particolare attenzione nella scelta dei contenuti, del linguaggio e delle metodologie didattiche.
Declinati i profili di competenza e i bisogni formativi generali degli RSPP e ASPP e considerando le competenze di base acquisite con la frequenza del Modulo A propedeutico, è necessario strutturare il percorso formativo mediante la progettazione, che traduce il bisogno formativo in una coerente e pertinente risposta formativa, tenendo presente l’ambito dell’obiettivo generale, riportato nel d. lgs. 81/2008, di “trasferimento di conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e all’identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi”.
– conformità, intesa come rispondenza ai vincoli normativi e legislativi, alle specifiche e ad eventuali standard di riferimento;
– coerenza, intesa come adeguatezza dal punto di vista metodologico, tecnico, e delle scelte progettuali, organizzative e gestionali in rapporto agli obiettivi formativi;
– pertinenza, intesa come adeguatezza di risposta alle finalità della formazione nel campo della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
– efficacia, intesa come capacità del progetto di realizzare i risultati attesi dal punto di vista didattico e delle competenze professionali, con particolare riferimento al ruolo che il soggetto destinatario della formazione riveste nel contesto dell’organizzazione aziendale;
Seguendo un approccio modulare come previsto nel presente accordo, oltre all’articolazione oraria dell’intero corso Modulo B, nella progettazione dovranno essere definiti con dettaglio, per ciascuna unità didattica:
– gli obiettivi specifici e i risultati attesi;
– i contenuti e la durata;
– la strategia formativa e la metodologia didattica;
– gli strumenti didattici di supporto e il materiale didattico;
– le modalità e i criteri di verifica dell’apprendimento;
– le modalità di verifica della qualità formativa (mediante questionari di gradimento).
L’ articolazione oraria dovrà essere sviluppata in modo tale da garantire un giusto equilibrio tra le unità didattiche e nella trattazione degli argomenti, in termini di rilevanza, complessità, esaustività, tenendo conto dei diversi contesti e processi lavorativi in cui si innesta l’azione formativa.
– Gli obiettivi specifici e i risultati attesi dell’unità didattica
É necessario identificare gli obiettivi specifici relativi alla singola unità didattica; tipicamente gli obiettivi vengono declinati mediante parole chiave come trasferire, illustrare, far conoscere, far acquisire, fornire, favorire, definire, delineare etc.
Strettamente correlati agli obiettivi sono i “risultati attesi” dall’azione formativa che dovranno essere coerenti con tali obiettivi, conseguibili con la partecipazione al percorso formativo. Il raggiungimento dei risultati attesi dipende in buona misura dalla coerenza e adeguatezza progettuale, in termini di contenuti didattici e strategia formativa. I risultati attesi non dovranno limitarsi alla semplice acquisizione di nozioni, ma dovranno riflettere gli aspetti relativi al sapere agire, alla soluzione dei problemi e agli aspetti relazionali durante le attività che si è chiamati a svolgere. Tipicamente i risultati attesi possono essere declinati mediante parole chiave che possano descrivere sinteticamente il tipo di competenze e abilità (nella dimensione del saper fare e del saper essere) che dovranno possedere i discenti in uscita dal percorso formativo, come ad esempio essere in grado di, saper individuare, saper svolgere, conoscere, acquisire metodi, criteri e strumenti etc.
– I contenuti dell’unità didattica e la durata
Nel presente accordo sono riportati, per ciascuna delle dodici unità didattiche, la tipologia dell’argomento da trattare, ma non vengono riportati i contenuti di dettaglio. Ciò al fine di rispondere in modo più puntuale, già in sede di progettazione, ad eventuali fabbisogni specifici e ad eventuali esigenze di una particolare strutturazione dei contenuti relativamente a specifici target di utenti. In tutti i casi dovranno essere definiti gli argomenti di dettaglio che verranno trattati nell’ambito dell’unità didattica e i contenuti dovranno risultare coerenti con gli obiettivi declinati. Bisognerà, dunque, individuare e stabilire con chiarezza e dettaglio i contenuti, la durata e la sequenza degli argomenti, che non dovranno essere generici e non dovranno dar luogo a diverse interpretazioni da parte di chi svilupperà l’azione formativa. Nella definizione dei contenuti è necessario inoltre tenere presente che il corso Modulo B comune risponde all’esigenza di formare un RSPP/ASPP con competenze trasversali, che potrà svolgere il suo ruolo strategico in svariati settori produttivi e realtà lavorative.
– La strategia formativa e la metodologia didattica
Definire la strategia formativa significa identificare le metodologie e gli strumenti più idonei in relazione alla specificità del percorso formativo e al target previsto, considerando che l’azione formativa è rivolta ad adulti in un contesto di formazione continua sul lavoro. È necessario dunque adottare un approccio di tipo andragogico che tenga conto della specificità dei processi di apprendimento e di coinvolgimento tipici degli adulti. In tal senso non si può prescindere dall’adozione di metodologie didattiche attive che prevedono il coinvolgimento di retto da parte del soggetto da formare. Il progetto formativo dovrà dunque indicare quali metodologie didattiche attive saranno adottate nell’intero percorso formativo e in ciascuna unità didattica.
Le metodologie didattiche attive si basano sul presupposto che l’apprendimento effettivo è di tipo esperienziale e relazionale risultando particolarmente efficaci quando si tratta di acquisire atteggiamenti, capacità di analisi e soluzioni di problemi e incrementare specifiche capacità come nel caso delle figure di RSPP/ASPP.
Lavori di gruppo. Il lavoro di gruppo è la metodologia più utilizzata tra quelle attive e si è dimostrata una tecnica di apprendimento molto efficace soprattutto nella formazione degli adulti. Il lavoro di gruppo comporta la suddivisione dei partecipanti in gruppi di dimensioni ridotte a cui viene assegnato un determinato compito da svolgere in un tempo prefissato. L’efficacia del lavoro di gruppo dipende anche dalla corretta collocazione cronologica nell’articolazione dell’unità didattica.
Casi di studio. È una metodologia attiva il cui obiettivo è quello di sviluppare la capacità di analisi e di soluzione di situazioni o problemi più o meno complessi, meglio se reali e calati nella realtà lavorativa e nel contesto relazionale dei partecipanti. Possono essere svolti sia individualmente che in gruppo. Sono molto utilizzati nella formazione sulla sicurezza sul lavoro, soprattutto nello svolgimento di momenti didattici orientati alla acquisizione di competenze specialistiche con particolare riferimento agli aspetti legati alla individuazione, trattamento e controllo dei rischi.
Simulazioni. Le simulazioni consistono nel far riprodurre da parte dei partecipanti azioni e comportamenti sia individuali che interpersonali su situazioni circoscritte e limitate come può essere l’utilizzo di una procedura, di una tecnica, di un metodo, in un contesto che simula e ricalca l’ambiente e l’attività lavorativa, in modo da rendere più agevole la trasposizione di quanto appreso in
aula alla realtà lavorativa.
Anche le lezioni frontali, previste nell’articolazione didattica, dovranno seguire un approccio dialogico, prevedendo una sostanziale interattività tra docenti e discenti.
– Il documento progettuale
Ogni soggetto formatore dovrà redigere il progetto formativo, cioè il documento in uscita dell’intero processo di progettazione, in cui dovranno essere riportati nel dettaglio tutte le informazioni e gli elementi che caratterizzano l’azione formativa.
– gli obiettivi e risultati attesi
– l’articolazione oraria delle unità didattiche
– i contenuti e gli argomenti trattati in ciascuna unità didattica
• le specifiche di realizzazione (modalità di sviluppo dell’azione formativa in termini metodologici e strumentali):
– la strategia formativa e le metodologia didattica
– il materiale didattico e gli strumenti didattici di supporto
– eventuali azioni di tutoraggio
– le modalità e i criteri di verifica e di valutazione dell’apprendimento, (sia per quanto riguarda le verifiche intermedie che finali)
– le modalità di valutazione e di monitoraggio della qualità formativa (mediante questionari di gradimento).
ALLEGATO V all’Accordo del 07/07/2016
CORSI DI FORMAZIONE BASE – I
SOGGETTI 81 NORME DI RIFER.TO CATEG. RISCHIO SOGGETTI FORMATORI REQUISITI DEI DOCENTI VALUTAZIONI APPREN.TI MODALITÀ
DI VALUT.NE N. MAX PARTEC.TI INDICAZIONI SU METODOLOGIA DIDATTICA EROGABILI IN E LEARNING
DDL che svolge le funzioni di RSPP art. 34 d.lgs. 81/2008 – accordo n. 223 21 dicembre 2011 n. 3 categorie
– Alto soggetti indicati nell’ accordo n. 223 e soggetti accreditati requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 Si colloquio o test 35 Si Possibile solo per Modulo 1 e 2
RSPP e ASPP art. 32 d.lgs. 81/2008 – presente accordo Modulo B comune + eventuali 4 moduli di speciallistici (Agricoltura Edilizia Sanità Petrol-chimico) soggetti indicati all’art. 32 del d. lgs. 81/2008, presente accordo e soggetti accreditati requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 Si Modulo A
test ed ebventuale colloquioModulo B
test simulazione ed eventuale colloquioModulo C
* Fatto salvo dierse indicazioni CCNL art. 37 d.lgs. 81/2008 – presente accordo e CCNL / / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 Si * / * 35* No * No *
DIRIGENTE art. 37 d.lgs. 81/2008 – accordo n. 221 21 dicembre 2011 / / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 Si colloquio o test 35 Si Possibile per tutto il corso
PREPOSTO art. 37 d.lgs. 81/2008 – accordo n. 221 21 dicembre 2011 / / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 Si colloquio o test 35 Si Possibile solo da punto 1 a punto 5
LAVOR.RE art. 37 d.lgs. 81/2008 – accordo n. 221 21 dicembre 2011 e presente accordo n. 3 categorie
Alto / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 solo per e learning secondo la piattaforma e learning 35 Si Possibile per formazione generale e specifica basso rischio
CORSI DI FORMAZIONE BASE – II
SOGGETTI 81 NORME DI RIFERI-MENTO CATEG. RISCHIO SOGGETTI FORMATORI REQUISITI
DOCENTI VALUTAZIONI APPREN
DIMENTI MODALITÀ
DI VALUTAZIONE N. MAX PARTECIP. INDICAZIONI SU METODOLOGIA DIDATTICA EROGABILI IN
(con eventuale collabora-zione di altro personale specializzato per la parte pratica) / / 35 Si No
ADDETTO PREVEN-ZIONE INCENDI D.M. 10 marzo 1998 allegato IX 3 livelli di rischio
COORDINA-TORE SICUREZZA art. 98 d. lgs. 81/2008 allegato XIV No ope legis requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 Si simulazione e test modulo teorico 60
modulo pratico 30 Si Possibile solo per Modulo Normativo
SOGGETTI 81 NORME DI RIFERI-MENTO CATEG. RISCHIO SOGGETTI FORMA-TORI REQUISITI DEI DOCENTI VALU-TA-ZIONE N. MAX PARTE-CIPA-NTI EROGABILI IN E-LEARNING PERIODI-CITÀ CONVEGNI SEMINARI
– Alto Medesimi dei corsi di forma-zione requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 No 35 Si 5 anni Si
RSPP e ASPP art. 32 d.lgs. 81/2008 – presente accordo / Medesimi dei corsi di forma-zione requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 No 35 Si 5 anni Si
* Fatto salvo dierse indicazioni CCNL art. 37 d.lgs. 81/2008 per numero di addetti – 2 classifi-cazioni / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 No 35* / * annuale Si *
DIRIGENTE art. 37 d.lgs. 81/2008 No / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 No 35 Si 5 anni Si
PREPOSTO art. 37 d.lgs. 81/2008 No / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 No 35 Si 5 anni Si
LAVORA-TORE art. 37 d.lgs. 81/2008 No / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 No 35 Si 5 anni Si
(con eventuale collabora-zione di altro personale specializ-zato per la parte pratica) No 35 No 3 anni almeno per la capacità di intervento pratico No
ADDETTO PREVEN-ZIONE INCENDI d.m. 10 marzo 98 allegato IX Non previsto
COORDINA-TORE SICUREZZA d.lgs. 81/2008 art. 98 allgato XIV No / requisiti previsti dal decreto 6 marzo 2013 No 35 Si 5 anni Si
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