Source: https://www.studioassociatoborselli.it/guida-alla-sospensione-del-mutuo-il-regime-ordinario-e-la-procedura-prevista-dal-dl-cura-italia-a-seguito-del-coronavirus/
Timestamp: 2020-05-31 08:52:19+00:00
Document Index: 6161981

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 476', 'art. 409', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 54', 'art. 12', 'art 26', 'art 54']

Sospensione del Mutuo: ordinaria e prevista dal Dl Cura Italia
Il Coronavirus, oltre ai raccapriccianti aspetti di natura sanitaria, ha messo in ginocchio l’intero sistema economico del nostro paese. Per evitare la sua diffusione sono state varate delle doverose misure restrittive agli spostamenti ed ai contatti tra persone, anche mediante la chiusura massiva, sull’intero territorio nazionale, di tutte le attività produttive ritenute non necessarie in questo particolare contesto storico di emergenza sanitaria.
Tale aspetto ha determinato purtroppo un brusco rallentamento della circolazione di capitali, prospettandosi di conseguenza la difficoltà/impossibilità, per molti soggetti, di far fronte al pagamento delle rate di mutuo.
In relazione alla questione dei mutui contratti per l’acquisto dell’abitazione principale, il Governo ha ritenuto necessario intervenire per aggiornare la normativa afferente al Fondo solidarietà mutui “prima casa”, cd. “Fondo Gasparrini” mediante l’emissione del:
Decreto-Legge n. 9 del 2 marzo 2020, contenente “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
Decreto – Legge del 17 marzo 2020 n. 18, chiamato comunemente “Cura Italia”, con ulteriori “misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico delle famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
Decreto – Legge dell’8 aprile 2020 n. 23, denominato “Decreto Liquidità”, recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”.
Preliminarmente, prima di passare alle nuove misure adottate dai suddetti decreti, è bene ricordare che il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, detto anche Fondo Gasparrini, è stato istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e gestito da Consap S.p.A., con la Legge n. 244 del 24/12/2007, all’art. 2, commi 475 – 480.
All’art. 476 è chiarito che “per i contratti di mutuo riferiti all’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario, questi può chiedere la sospensione del pagamento delle rate per non più di due volte, e per un periodo massimo complessivo non superiore a 18 mesi nel corso dell’esecuzione del contratto. In tal caso, la durata del contratto di mutuo e quella delle garanzie per esso prestate è prorogata di un periodo eguale alla durata della sospensione. Al termine della sospensione, il pagamento delle rate riprende secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione delle condizioni del contratto medesimo”.
Per accedere ai benefici Fondo occorre documentare uno specifico stato di difficoltà:
− cessazione del rapporto di lavoro subordinato, sia a tempo determinato che indeterminato (salvo le ipotesi di risoluzione consensuale, risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, dimissioni del lavoratore non per giusta causa), e con permanenza dello stato di disoccupazione al momento di presentazione della domanda;
− cessazione dei rapporti di lavoro di cui all’art. 409, n. 3, c.p.c. (rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale e altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato), salvo le ipotesi di risoluzione consensuale, recesso datoriale per giusta causa, recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione;
− morte o riconoscimento di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero invalidità civile non inferiore all’80%.
Tali eventi che devono esser riferiti alla persona del mutuatario (nel caso di mutuo cointestato, anche ad uno solo dei mutuatari) devono essere intervenuti successivamente alla stipula del contratto di mutuo e verificatisi nei tre anni precedenti la domanda di ammissione al beneficio del Fondo.
E’ necessario inoltre, per chi presenta la domanda, la sussistenza dei seguenti requisiti soggettivi:
− essere proprietari dell’immobile oggetto del contratto di mutuo e adibito ad abitazione principale;
− aver contratto un mutuo di importo erogato non superiore a 250 mila euro, che deve essere in ammortamento da almeno 1 anno;
– il titolare del contratto di mutuo si trovi in ritardo nel pagamento delle relative rate per un periodo non superiore a 90 giorni consecutivi;
− ISEE non superiore a 30 mila euro.
La domanda deve essere presentata, unitamente a tutta la documentazione a supporto della stessa, alla banca presso la quale è in corso il pagamento delle rate del mutuo.
Dal giorno della presentazione della domanda, completa di tutti i documenti, la banca interrompe il conteggio dell’eventuale ritardo di pagamento delle rate.
La banca trasmette la domanda di sospensione delle rate di mutuo e la relativa documentazione alla Consap per la richiesta di approvazione. È infatti quest’ultima che dovrà esprimersi in merito alla sospensione all’esito di un’istruttoria.
L’esito della richiesta sarà comunicato alla banca, che a sua volta informerà il cliente mutuatario.
In caso di esito positivo dell’istruttoria, dal giorno della sua comunicazione al cliente la banca attiva la sospensione dell’ammortamento del mutuo entro 30 giorni lavorativi oppure, nel caso di mutui cartolarizzati o oggetto di obbligazioni bancarie garantite ai sensi della legge 130/1999, entro il 45° giorno lavorativo.
Come previsto dal Decreto del 22 febbraio 2013, n. 37, che ha modificato il comma 476 dell’art. 2 L. 244/2007, “la sospensione del pagamento delle rate di mutuo non comporta l’applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria ed avviene senza richiesta di garanzie aggiuntive”.
Fatta tale debita premessa, mediante la quale si spera aver fornito un quadro sintetico e comprensibile sull’essenza e sul funzionamento del “Fondo solidarietà mutui prima casa”, passeremo ora a rappresentare in che modo hanno inciso i Decreti – Legge 9, 18 e 23 del 2020 sul suo funzionamento, ampliandone la portata.
In particolare, il Decreto-legge n. 9/2020 ha previsto, all’art. 26 titolato “Estensione del fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa”, che la domanda di sospensione delle rate di mutuo possa essere presentata, a causa dell’emergenza da Covid-19, anche da persone che abbiano subito la “sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito”.
Il Decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia), invece, all’art. 54 titolato “Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, cd. “Fondo Gasparrini”, a partire dalla sua entrata in vigore (17 marzo) e per la durata di 9 mesi, in deroga alla ordinaria disciplina del Fondo di cui all’articolo 2, commi da 475 a 480 della legge 244/2007, ha previsto che:
Inoltre, nella medesima norma è stato previsto, in caso di mutui erogati da intermediari bancari/finanziari, che il Fondo, durante la sospensione provvederà solo “al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione”.
Il D.L. 23/2020 (Liquidità), all’art. 12, n. 2, prevede che “Per un periodo di nove mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, in deroga alla disciplina vigente, l’accesso ai benefici del Fondo di cui all’articolo 2, commi 475 e seguenti della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è ammesso anche nell’ipotesi di mutui in ammortamento da meno di un anno”, modificando, seppur per un periodo di 9 mesi, uno dei requisiti soggettivi previsto dalla legge 244/2007, come su elencati.
Va ricordato che quando stipuliamo un mutuo, in ogni rata da pagare sarà compresa la restituzione della parte del denaro preso in prestito, e una somma a titolo di interessi sul capitale che ci resta da rimborsare. Il totale della rata è quindi composto dalla somma della parte di capitale che restituiamo (quota capitale) e degli interessi dovuti (quota interessi). All’inizio del pagamento delle rate di mutuo corrisponderemo una maggiore quota di interessi rispetto a quella di capitale. Quest’ultima crescerà nei mutui più vecchi, verso la loro fine, ove la quota interessi sarà più ridotta. In pratica, maggiore sarà la quota interessi, minore sarà quella di capitale e viceversa.
Chi scrive ha preferito fare questa precisazione in quanto con le modifiche apportate al Fondo Gasparrini coi D.L. 9, 18 e 23 del 2020 dovrà essere valutata la convenienza o meno di ricorrervi, per cui sarà meglio affidarsi ad un esperto.
Infatti, beneficiando della sospensione, la parte della rata relativa alla quota capitale resterà congelata, che dovrà essere comunque pagata in futuro dal mutuatario, con un piano di ammortamento che si allungherà della durata equivalente alla sospensione concessa. Il Fondo provvederà a far fronte solo al 50% della quota degli interessi corrispettivi sul capitale residuo, restando comunque a carico del mutuatario l’altro 50%.
In tale ottica è possibile ritenere che minore è la quota di rata a titolo di interesse, maggiore è la convenienza a chiedere la sospensione delle rate.
Bisogna quindi tener presente che usufruire della sospensione delle rate potrebbe precludere l’accesso alla surroga del mutuo, anche in futuro, in quanto sembrerebbe che diversi istituti di credito, in passato hanno negato la surroga a mutuatari che anni prima avevano fatto ricorso al Fondo.
E’ ovvio che discorsi di convenienza non debbano esser fatti nei casi di cui la sospensione debba essere richiesta necessariamente per via della scarsa liquidità a disposizione del debitore mutuatario, preoccupato nel destinare le sue poche risorse verso beni di natura primaria e di prima necessità per il sostentamento proprio e della sua famiglia.
Ad ogni modo è auspicabile che nell’immediato vengano forniti maggiori chiarimenti sul Fondo Gasparrini, anche mediante l’emissione del Regolamento Attuativo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in ottemperanza alle disposizioni dei due decreti.
Per approfondire i due strumenti ordinari ( 1) Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa 2) Richiedere la sospensione attraverso l’accordo tra ABI e Associazioni dei consumatori) per la sospensione delle rate dei mutui si legga “Sospensione rate del mutuo: i due strumenti a disposizione dei debitori”
Per sapere quale è il termine entro il quale la banca può dichiarare decaduto dal beneficio del termine il debitore in ritardo con i pagamenti del contratto di mutuo con l’effetto di pretendere l’intero importo residuo del contratto (procedendo al pignoramento immobiliare in caso di mancato adempimento spontaneo) si legga “Dopo quante rate insolute scatta il pignoramento- Art 40 T.U.B.”
art 26 dl 9/2020
art 54 dl 18/2020
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