Source: http://neldiritto.it/appdottrina.asp?id=12817
Timestamp: 2017-03-27 20:32:55+00:00
Document Index: 24475304

Matched Legal Cases: ['art. 384', 'art. 384', 'art. 384', 'art. 2941', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 2']

LUNEDÌ 27 MARZO AGGIORNATO ALLE 22:32	Sezioni
L'ONDIVAGA RILEVANZA DELLA FAMIGLIA DI FATTO NEL DIRITTO PENALE Guido Di Biase
Alla luce di tali coordinate, può essere vagliata la possibilità di interpretare analogicamente l’art. 384, co. 1, c.p., al fine di ricomprendervi i conviventi more uxorio. Senza dubbio, l’ascrizione dell’istituto alle cause di giustificazione agevolerebbe una siffatta operazione estensiva, attesa la certa rispondenza delle scriminanti ai principi generali dell’ordinamento. Ciò nondimeno, si è visto come l’opinione oggi maggioritaria evochi la categoria delle scusanti, valorizzando a ragione la matrice psicologica della non punibilità.
[1] In www.neldiritto.it, nonché in www.penalecontemporaneo.it, con note di Esposito, Ritornare ai fatti. La materia del contendere quale nodo narrativo del romanzo giudiziario, 2 ottobre 2015 e Visconti, I giudici di legittimità ancora alle prese con la “mafia silente” al nord: dicono di pensarla allo stesso modo, ma non è così, 5 ottobre 2015. [2] Cfr. per tutti Prudenzano, Riflessioni a margine di una recente estensione della causa di non punibilità prevista dall’art. 384, co. 1 c.p. ai conviventi more uxorio, in www.penalecontemporaneo.it, 30 novembre 2015, e ivi ampi riferimenti dottrinali e giurisprudenziali. Sull’argomento, cfr. ex plurimis Bartoli, Unioni di fatto e diritto penale, in Riv. it. dir. proc. pen., 2010, 1599 ss.; Beltrani, La (mutevole) rilevanza penale della famiglia di fatto nel diritto penale, 2008, 2860; Id., Ancora sulla (mutevole) rilevanza penale della famiglia di fatto: prime aperture giurisprudenziali, in Cass. pen., 2011, 1029; Bertolino, La famiglia, le famiglie: nuovi orizzonti della tutela penale, in Riv. it. dir. proc. pen., 2008, 572; Fierro Cenderelli, voce Famiglia (rapporti di famiglia nel diritto penale), in Dig. disc. pen., vol. V, Torino, 1991, 131; Manna, L’art. 384 c.p. e la "famiglia di fatto": ancora un ingiustificato "diniego di giustizia" da parte della Corte costituzionale?, in Giur. cost., 1996, 90 ss.; Prosdocimi, Prospettive etiche e tutela di beni giuridici in materia di coppie di fatto: osservazioni di un penalista, in Riv. it. dir. e proc. pen., 2007, 31; Roiati, Lo statuto penale del coniuge separato, del divorziato e della persona ‘comunque convivente’ nell’orizzonte della famiglia ‘liquida’, in Riv. it. dir. proc. pen., 2014, 1440 ss.
[21] Cfr. C. Cost. n. 310 del 1989, in materia successoria; C. Cost. n. 2 del 1998, sull’art. 2941 c.c.; C. Cost. n. 461 del 2000, in tema di pensione di riversibilità; C. Cost. n. 7 del 2010, in punto di successione nel contratto di locazione. Su quest’ultimo punto, è stata pronunciata la – a quanto consta unica – sentenza di accoglimento volta a dare rilevanza alla convivenza more uxorio in assenza di prole. La già citata pronuncia C. Cost. n. 404 del 1988 ha infatti caducato l’art. 6, l. 392 del 1978 “nella parte in cui non prevede tra i successibili nella titolarità del contratto di locazione, in caso di morte del conduttore, il convivente more uxorio”, irragionevolmente esclusi da una disposizione che mira a salvaguardare non la famiglia fondata sul matrimonio, bensì la condizione di convivenza (a tenore della disposizione, infatti, “in caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi”. [22] Rilievo che peraltro non si attaglia alle coppie omosessuali conviventi, le quali non hanno un’analoga scelta in quanto non ammesse al matrimonio in Italia, pur essendo annoverate tra le formazioni sociali ex art. 2 Cost. (cfr. C. Cost. n. 138 del 2010). Condividi