Source: http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-annuali/14-bilancio-annuale/14_03-stato-patrimoniale-attivo.aspx
Timestamp: 2020-01-23 12:07:04+00:00
Document Index: 107239422

Matched Legal Cases: ['art. 2424', 'art. 2423', 'art. 2426', 'art.1523', 'art.103', 'art.6', 'art. 2424', 'art. 6', 'art. 12']

Lo Stato Patrimoniale: Attivo
Lo Stato Patrimoniale rappresenta gli investimenti realizzati e la situazione finanziaria della società alla data di chiusura dell’esercizio. In particolare è chiamato a fornire informazioni sull’insieme dei mezzi e delle risorse finanziarie che sono a disposizione dell’azienda in uno specifico momento, rappresentando quindi la “fotografia” della situazione finanziaria-patrimoniale dell’azienda medesima. Lo stato patrimoniale si articola in due sezioni contrapposte: da un lato l’attivo, cioè gli investimenti cui l’impresa ha destinato i mezzi reperiti nello svolgimento della sua attività (impieghi), dall’altro il passivo, ovvero i mezzi di finanziamento che l’azienda si è procurata (fonti). Nello stato patrimoniale devono essere iscritte separatamente, nell’ordine indicato, le voci previste nell’art. 2424 cod.civ..
A)Crediti verso soci: la voce è dedicata ai soli versamenti dovuti dai soci per la sottoscrizione di capitale sociale e per la copertura di perdite ed, eventualmente, di importi strettamente connessi (per es. sovrapprezzi, interessi di conguaglio). Tali crediti devono essere valutati secondo il valore presumibile di realizzo.
B) Immobilizzazioni (con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria): vengono indicati gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente. Si divide a sua volta in 3 sezioni:
BI. Immobilizzazioni immateriali (costi di impianto e di ampliamento, costi di ricerca e sviluppo, brevetti, licenze, avviamento, ecc.);
BII. Immobilizzazioni materiali (terreni, fabbricati industriali, impianti e macchinari, attrezzature, mobili e arredi, ecc.);
BIII. Immobilizzazioni finanziarie (partecipazioni in altre imprese, titoli obbligazionari, ecc.).
Alla lettera B) dell’attivo, la voce Immobilizzazioni è seguita dalla locuzione “con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria”. Tale obbligo, però, riguarda unicamente società locatrici che redigono il bilancio secondo l’art. 2423 cod.civ.
Le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione computando nel primo caso anche i costi accessori e nel secondo i costi imputabili direttamente al prodotto. Per costi accessori si intendono i costi necessari per mettere in funzionamento il bene (ad esempio i costi di montaggio/smontaggio, i costi di collaudo, di installazione, di trasporto, ecc...); fra i costi di produzione interna dell’immobilizzazione rientra la quota di costi che può ragionevolmente ritenersi imputabile, relativa alle materie prime o alla manodopera, ed in ogni caso sostenuti fin al momento dal qual il bene può essere utilizzato (art. 2426. c. 1 cod.civ.).
L’immobilizzazione che, alla data di chiusura dell’esercizio, risulti durevolmente di valore inferiore a quello come sopra determinato, deve essere iscritta a tale minore valore; questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica. Il ripristino di valore non può trovare applicazione per alcune tipologie di immobilizzazioni, quali i costi pluriennali e l’avviamento.
Il costo delle immobilizzazioni, materiali ed immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio, considerando la residua possibilità di utilizzo.
Anche per le immobilizzazioni finanziarie il criterio civilistico di imputazione in bilancio è quello del costo di acquisto, tuttavia tale valutazione deve essere analizzata in sede di redazione del bilancio ed eventualmente rettificata dandone spiegazione nella nota integrativa.
C) Attivo circolante: comprende tutti i crediti, i titoli e i beni non destinati ad essere utilizzati durevolmente dall’impresa. Tra i crediti, voce CII) dello stato patrimoniale sottovoce 4), dovranno essere indicati:
nella voce 4bis) i crediti tributari;
nella voce 4-ter) le imposte anticipate.
i crediti devono essere indicati al netto dei fondi per svalutazione e per rischi specifici e quindi al valore di realizzazione presunto;
i crediti e i debiti in valuta (ad eccezione delle immobilizzazioni, non monetarie), devono essere valutati al tasso di cambio a pronti in vigore alla data di chiusura dell’esercizio imputando la differenza attiva o passiva a conto economico, ed accantonando gli utili netti in apposita riserva non distribuibile. Le immobilizzazioni in valuta (non monetarie), devono essere valutate al cambio del momento dell’acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell’esercizio se la riduzione è giudicata durevole;
le rimanenze di magazzino devono essere valutate al costo di acquisto o di produzione o, se minore, al valore di realizzazione desumibile dall’andamento di mercato. I metodi di costo adottati per i beni fungibili possono essere il FIFO (First In, First Out - rispecchia l'andamento dei prezzi di mercato, perché valuta il magazzino ai costi più recenti, presupponendo che tra le giacenze restino gli ultimi acquisti di merce effettuata), il LIFO (Last In, First Out – determina il magazzino a costi più “remoti”, tale metodo prevede che le quantità acquistate o prodotte più recentemente siano le prime ad essere vendute od utilizzate in produzione, per cui il magazzino rimane composto dalle quantità relative agli acquisti o alle produzioni più “vecchie”), ovvero il costo medio ponderato (secondo tale ultimo metodo le quantità acquistate o prodotte non sono più singolarmente identificabili e fanno parte di un insieme in cui i beni sono ugualmente disponibili);
i titoli e le partecipazioni che non costituiscono un investimento durevole devono essere valutati al costo di acquisto o di produzione, ovvero, se minore al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.
D) Ratei e risconti: i ratei e risconti si riferiscono a quote di costi o di proventi comuni a due o più esercizi. Nella voce ratei e risconti attivi devono essere iscritti rispettivamente i proventi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi, e i costi sostenuti entro la chiusura dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi.
Il nuovo OIC 13 - Rimanenze
Il principio contabile OIC 13 ha lo scopo di disciplinare i criteri per la rilevazione, classificazione e valutazione delle rimanenze di magazzino nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa. Le variazioni apportate dall'Organismo italiano di contabilità (OIC) al principio contabile 13 recante disposizioni in materia di rimanenze, riguardano il riordino generale della tematica e il migliore coordinamento con le disposizioni degli altri principi contabili nazionali OIC. Rispetto alla precedente versione del principio OIC 13 (anno 2005) si è provveduto a:
Il nuovo OIC 14 - Disponibilità liquide
In data 5 agosto 2014 è stato pubblicato il nuovo principio contabile OIC 14 - Disponibilità liquide, le cui disposizioni si applicano a partire dai bilanci chiusi al 31 dicembre 2014. La nuova edizione del principio è finalizzata a riordinare la materia e migliorare il coordinamento con gli altri OIC; in particolare, si sottolineano le seguenti novità.
Il nuovo OIC 15 - Crediti
Si fornisce di seguito una sintesi di alcune delle principali modifiche apportate all’OIC 15 rispetto alla precedente versione.
Riserva di proprietà: il Principio contiene nuove disposizioni in merito alla contabilizzazione delle vendite a rate con riserva della proprietà, indicando che la rilevazione del ricavo di vendita e del relativo credito avvengano alla consegna (e non quando si ha passaggio della proprietà, individuato ex art.1523, c.c., nel pagamento dell’ultima rata), in ragione del fatto che il compratore assume i rischi sin dal momento della consegna.
Attualizzazione: la nuova versione precisa che l’attualizzazione riguarda i soli crediti commerciali. In aggiunta, l’OIC 15 specifica che gli interessi attivi siano quantificati dalla differenza tra il valore nominale e l’ammontare del corrispettivo a pronti.
Svalutazione: nella procedura di valutazione collettiva dei crediti è ammesso un processo di valutazione forfettario, al posto di quello analitico, semplificando la previgente disciplina. Tale processo si realizza per mezzo del raggruppamento di crediti di importo non significativo in classi omogenee con profili similari di rischio (per es., settore economico dei debitori, area geografica, presenza di garanzie). OIC chiarisce, tuttavia, che le formule non possono essere trasformate in comportamenti automatici; per tale motivo, tali formule devono essere verificate costantemente per capire se le rettifiche apportate sulla base della loro applicazione siano congrue o meno.
Cancellazione: con probabilità, la parte più innovativa del documento è rappresentata dalla sezione concernente la cancellazione dei crediti. È bene, anche ai nostri fini, ricordare che la Legge di Stabilità 2014 ha previsto che “gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei princìpi contabili”. Tale disposizione comporta che la corretta applicazione delle norme tecniche in parola dell’OIC 15 determini anche la deducibilità delle perdite derivanti da operazioni di cessione dei crediti che comportano la cancellazione del credito dal bilancio. In questo contesto, il nuovo OIC 15 prevede che una società cancelli un credito dal bilancio quando:
la titolarità dei diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito sia trasferita e contestualmente siano trasferiti nella sostanza tutti i rischi inerenti il credito.
Il nuovo OIC 16 - Immobilizzazioni materiali
chiarire alcuni aspetti applicativi degli ammortamenti. In particolare, si sono fornite alcune precisazioni in tema di ammortamento di componenti aventi vite utili diverse del cespite principale, nonché si è specificato che il processo di ammortamento va interrotto nel momento in cui il valore residuo risulti almeno pari al valore contabile del cespite;
eliminare la previsione secondo cui l’ammortamento andava sospeso per i cespiti non utilizzati per lungo tempo. L’ammortamento va effettuato considerando che in tale lasso temporale il bene è pur sempre soggetto ad obsolescenza tecnica ed economica;
riformulare la disciplina della capitalizzazione degli oneri finanziari, riconoscendo la possibilità di capitalizzare tali oneri, sia quelli specifici che quelli generici, in proporzione alla durata del periodo di fabbricazione, se significativo;
eliminare la previsione contenuta nell’attuale principio che permette di non scorporare il valore del terreno dai fabbricati su cui essi insistono quando il valore del terreno tenda a coincidere con il valore del fondo di ripristino/bonifica del sito, nel presupposto che la rilevazione distinta del terreno e del relativo fondo di accantonamento fornisca una migliore rappresentazione al lettore del bilancio;
chiarire che le immobilizzazioni materiali acquisite a titolo gratuito sono iscritte al presumibile valore di mercato al lordo dei costi accessori;
Il nuovo OIC 18 - Ratei e Risconti
Il principio contabile OIC 18 ha lo scopo di disciplinare i criteri per la rilevazione, classificazione e valutazione dei ratei e risconti, nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa, ed è destinato alle società che redigono il bilancio in base alle disposizioni del codice civile.
Le modifiche rispetto alla versione datata 2005 hanno riguardato:
le condizioni per la rilevazione in bilancio dei ratei e risconti
i criteri di valutazione dei ratei e dei risconti da iscrivere in bilancio e le poste di contoeconomico interessate dalle rettifiche di valore
eliminazione la richiesta di distinguere i ratei e risconti nello stato patrimoniale quando il loro ammontare è apprezzabile, in quanto tale distinzione deve essere comunque fornita in nota integrativa
Rispetto alla versione del principio posta in consultazione nel 2012 si è aggiunta la contabilizzazione del maxicanone nell’ambito delle operazioni di leasing finanziario e si sono apportati alcuni affinamenti nella struttura del documento per allinearlo al format dei documenti più recenti.
Il nuovo OIC 24 - Immobilizzazioni immateriali
Il nuovo OIC riformula la definizione di avviamento e fornisce chiarimenti in merito alla capitalizzazione di oneri pluriennali, costi di ricerca e sviluppo, corsi di addestramento del personale, acquisto di software non tutelati e altri.
Oneri pluriennali: si tratta di costi che non esauriscono la loro utilità nell'esercizio in cui sono sostenuti e comprendono i costi di impianto e ampliamento, di ricerca applicata e di sviluppo, i costi di pubblicità e simili. Sono diversi dai beni immateriali (diritti giuridicamente tutelati) e dall’avviamento. Possono essere iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale solo se:
ne è dimostrata la loro utilità futura;
esiste una correlazione oggettiva con i relativi benefici futuri;
è stimabile con ragionevole certezza la loro recuperabilità (secondo il principio di prudenza).
Avviamento: si tratta della attitudine di un'azienda a produrre utili che derivino o da fattori specifici (senza valore autonomo), ovvero da incrementi di valore che il complesso dei beni aziendali acquisisce rispetto alla somma dei valori dei singoli beni, in virtù dell'organizzazione dei beni in un sistema efficiente. Può essere generato internamente o acquisito a titolo oneroso; solo nel secondo caso può essere iscritto tra le immobilizzazioni immateriali.
Corsi di addestramento e qualificazione del personale: si tratta di operazioni che si sostanziano in un investimento sugli attuali fattori produttivi e comportano un profondo cambiamento nella struttura produttiva, commerciale e amministrativa. Essi sono assimilabili ai costi di periodo e pertanto sono iscritti nel conto economico dell’esercizio in cui si sostengono. Essi possono essere capitalizzati soltanto quando assimilabili ai costi di start-up e sostenuti in relazione ad un’attività di avviamento di una nuova società o di una nuova attività.
Costi per la produzione e distribuzione di cataloghi, espositori e altri strumenti con finalità promozionali: non rientrano nelle immoblizzazioni immateriali, bensì in quelle materiali.
Brevetti, diritti di sfruttamento di opere, marchi e licenze e concessioni: se il contratto di acquisto prevede il pagamento di un corrispettivo iniziale, nonchè il pagamento di futuri corrispettivi aggiuntivi commisurati ai volumi della produzione o delle vendite, è iscrivibile tra le immobilizzazioni immateriali il solo costo pagato inizialmente. Gli ammontari, parametrati ai volumi della produzione o delle vendite, degli esercizi successivi si imputano a conto economico e non si capitalizzano tra i costi di acquisto, in quanto direttamente correlati ai ricavi dei medesimi esercizi.
Momento iniziale dell'ammortamento e definizione di valore residuo: l'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è disponibile e pronta per l'uso; il valore residuo di un bene immateriale si presume pari a zero, a meno che:
sussista un impegno da parte di terzi ad acquistare il bene immateriale alla fine della sua vita utile;
sia dimostrabile l’esistenza di un mercato del bene dal quale trarre un valore oggettivo che permetta di effettuare una stima attendibile del valore realizzabile dalla alienazione dell’attività immateriale al termine della vita utile
Costi di ricerca e sviluppo: si tratta di costi destinati alla realizzazione interna di un progetto e sono capitalizzabili se:
sono relativi ad un prodotto o processo definito e sono identificabili e misurabili;
si riferiscono ad un progetto realizzabile, per cui la società possiede le risorse necessarie;
sono recuperabili dalla società
Software: i costi diretti ed indiretti connessi ai software non tutelati sono capitalizzabili.
La nuova versione dell'OIC 24 fornisce, inoltre, chiarimenti in merito al trattamento in bilancio delle svalutazioni di immobilizzazioni rivalutate e alla cancellazione dei costi per migliorie sui beni di terzi in caso di cessazione anticipata del contratto di locazione (o leasing).
Costi per la realizzazione di un sito internet
Il trattamento contabile delle spese sostenute dall'impresa per la realizzazione di un sito internet non è espressamente disciplinato dall'OIC 24; tuttavia si ritiene che la corretta contabilizzazione dipenda dalla finalità del sito:
sito-vetrina: ha esclusivamente la funzione di promozione dell’attività aziendale e i relativi costi sono da considerarsi spese di pubblicità e come tali da imputare a conto economico nell'esercizio di sostenimento (prassi obbligatoria a partire dai bilanci 2016);
sito di e-commerce: è funzionale all'effettuazione di vendite di beni e servizi e i relativi e i relativi costi di realizzo - produttivi di un'utilità futura - sono capitalizzabili in B.I.3 "Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno". L’ammortamento civilistico si effettua in base al periodo di utilizzo del sito, e se non determinabile, in 3 esercizi a partire da quello di sostenimento. L'ammortamento fiscale ai sensi dell'art.103 TUIR comma 1 si effettua in due anni;
sito-vetrina con e-commerce: svolge entrambe le funzioni suddette ed i relativi costi di realizzo dovranno essere proporzionalmente ripartiti tra conto economico e stato patrimoniale.
In ogni caso i costi di manutenzione e gestione del sito (costi di rinnovo del dominio, canoni di utilizzo dello spazio web) vanno imputati a conto economico nell’esercizio di sostenimento.
Assegnazione agevolata ai soci dei beni immobili non strumentali
In sintesi le novità introdotte dalla legge di stabilità 2016
I maggiori valori sui beni d'impresa (esistenti al 31 dicembre 2014 e rivalutati nel 2015) sono affrancabili tramite il versamento di un'imposta sostitutiva del 16% o del 12%
 Npvità sul tema
Decreto bilanci: modifiche alla struttura dello Stato Patrimoniale
L'art.6 al comma 4 del D.lgs. 139/2015 apporta modifiche all'art. 2424 del codice civile. Non sono più previsti i conti d'ordine
 Decreto Legislativo n°139 del 18 agosto 2015,
 D.lgs.139/2015
L'avviamento può essere ammortizzato in un periodo massimo di 10 anni, viene introdotto il criterio del costo ammortizzato per debiti, crediti e titoli e del fair value per i derivati. I costi di ricerca e pubblicità non possono essere capitalizzati
 DLgs 139/2015 - Decreto Bilanci
CNDCEC: Approfondimento sull'applicazione in bilancio del nuovo OIC 16
In data 3 giugno 2015 è stato pubblicato sul sito del CNDCEC un approfondimento in merito all'applicazione del nuovo OIC 16 "immobilizzazioni materiali", al fine di agevolare i professionisti nella redazione del bilancio.
 OIC 16: Immobilizzazioni materiali
 OIC 13 - Rimanenze
 OIC 14 - Disponibilità liquide
 OIC 15 - Crediti
 OIC 16 - Immobilizzazioni materiali
 OIC 18 - Ratei e Risconti
 OIC 24 - Le immobilizzazioni immateriali
 Nuovi bandi MISE e Unioncamere “Marchi +2” e “Disegni+3": agevolazioni per marchi e opere di design o modelli industriali
 Cassazione: è responsabile l'amministratore in caso di errata valutazione dei crediti a bilancio, finalizzata alla copertura di perdite
Art. 2426 cod. civile
2) il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilita' di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa;
Per le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate che risultino iscritte per un valore superiore a quello derivante dall'applicazione del criterio di valutazione previsto dal successivo numero 4) o, se non vi sia obbligo di redigere il bilancio consolidato, al valore corrispondente alla frazione di patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio dell'impresa partecipata, la differenza dovra' essere motivata nella nota integrativa;
4) le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate possono essere valutate, con riferimento ad una o piu' tra dette imprese, anziche' secondo il criterio indicato al numero 1), per un importo pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio delle imprese medesime, detratti i dividendi ed operate le rettifiche richieste dai principi di redazione del bilancio consolidato nonche' quelle necessarie per il rispetto dei princi'pi indicati negli articoli 2423 e 2423-bis.
Quando la partecipazione è iscritta per la prima volta in base al metodo del patrimonio netto, il costo di acquisto superiore al valore corrispondente del patrimonio netto riferito alla data di acquisizione o risultante dall'ultimo bilancio dell'impresa controllata o collegata può essere iscritto nell'attivo, purchè ne siano indicate le ragioni nella nota integrativa. La differenza, per la parte attribuibile a beni ammortizzabili o all'avviamento, deve essere ammortizzata.
5) i costi di impianto e di ampliamento e i costi di sviluppo aventi utilita' pluriennale possono essere iscritti nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale. I costi di impianto e ampliamento devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni. I costi di sviluppo sono ammortizzati secondo la loro vita utile; nei casi eccezionali in cui non e' possibile stimarne attendibilmente la vita utile, sono ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni. Fino a che l'ammortamento dei costi di impianto e ampliamento e di sviluppo non e' completato possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l'ammontare dei costi non ammortizzati;
6) l'avviamento può essere iscritto nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale, se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto. L'ammortamento dell'avviamento e' effettuato secondo la sua vita utile; nei casi eccezionali in cui non e' possibile stimarne attendibilmente la vita utile, e' ammortizzato entro un periodo non superiore a dieci anni. Nella nota integrativa e' fornita una spiegazione del periodo di ammortamento dell'avviamento;
8-bis) le attività e passività monetarie in valuta sono iscritte al cambio a pronti alla data di chiusura dell'esercizio; i conseguenti utili o perdite su cambi devono essere imputati al conto economico e l'eventuale utile netto e' accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo. Le attività e passività in valuta non monetarie devono essere iscritte al cambio vigente al momento del loro acquisto;
10) il costo dei beni fungibili puo' essere calcolato col metodo della media ponderata o con quelli: "primo entrato, primo uscito" o: "ultimo entrato, primo uscito"; se il valore così ottenuto differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura dell'esercizio, la differenza deve essere indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa;
11-bis) gli strumenti finanziari derivati, anche se incorporati in altri strumenti finanziari, sono iscritti al fair value. Le variazioni del fair value sono imputate al conto economico oppure, se lo strumento copre il rischio di variazione dei flussi finanziari attesi di un altro strumento finanziario o di un'operazione programmata, direttamente ad una riserva positiva o negativa di patrimonio netto; tale riserva è imputata al conto economico nella misura e nei tempi corrispondenti al verificarsi o al modificarsi dei flussi di cassa dello strumento coperto o al verificarsi dell'operazione oggetto di copertura. Gli elementi oggetto di copertura contro il rischio di variazioni dei tassi di interesse o dei tassi di cambio o dei prezzi di mercato o contro il rischio di credito sono valutati simmetricamente allo strumento derivato di copertura; si considera sussistente la copertura in presenza, fin dall'inizio, di stretta e documentata correlazione tra le caratteristiche dello strumento o dell'operazione coperti e quelle dello strumento di copertura. Non sono distribuibili gli utili che derivano dalla valutazione al fair value degli strumenti finanziari derivati non utilizzati o non necessari per la copertura. Le riserve di patrimonio che derivano dalla valutazione al fair value di derivati utilizzati a copertura dei flussi finanziari attesi di un altro strumento finanziario o di un'operazione programmata non sono considerate nel computo del patrimonio netto per le finalità di cui agli articoli 2412, 2433, 2442, 2446 e 2447 e, se positive, non sono disponibili e non sono utilizzabili a copertura delle perdite;
12) (numero abrogato).
Ai fini della presente Sezione, per la definizione di "strumento finanziario", di "attività finanziaria" e "passività finanziaria", di "strumento finanziario derivato", di "costo ammortizzato", di "fair value", di "attività monetaria" e "passività monetaria", "parte correlata" e "modello e tecnica di valutazione generalmente accettato" si fa riferimento ai principi contabili internazionali adottati dall'Unione europea.
Il fair value non è determinato se l'applicazione dei criteri indicati al quarto comma non dà un risultato attendibile (1).
(1) Articolo così modificato dall'art. 6, comma 8, decreto legislativo 18 agosto 2015 n. 139. Per l'applicazione di tale disposizione vedasi l'art. 12, commi 1 e 2 del citato decreto legislativo n. 139 del 2015.
Stampato il 23/01/2020 alle 13.07
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-annuali/14-bilancio-annuale/14_03-stato-patrimoniale-attivo.aspx