Source: http://www.labur.eu/public/blog/
Timestamp: 2019-12-15 01:58:48+00:00
Document Index: 79334659

Matched Legal Cases: ['art.32', 'art.32', 'art.32', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 336', 'art. 340']

(integrazione precedente esposto a seguito delle errate dichiarazioni ad esso successive rilasciate in un Comunicato Stampa da parte dell’AMA Spa. Inviato al Comune di Roma, alla Regione Lazio, all’AMA, al Ministero della Difesa, al Ministero dell’Ambiente, ai Carabinieri)
OGGETTO: INTEGRAZIONE ESPOSTO DEL 28 NOVEMBRE 2019- presunta violazione del Codice dell’ambiente (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152) nelle operazioni di trasbordo di rifiuti solidi urbani indifferenziati presso l’area antistante lo stabilimento balneare Ra.Lo.Ce, lungomare Amerigo Vespucci 40 – 00122 Roma (località Castelfusano)
Il sottoscritto dr.Ing. Andrea SCHIAVONE, nato a Roma il 18 marzo 1963, presidente di LabUr – Laboratorio di Urbanistica (http://www.labur.eu) INTEGRA IL PRECEDENTE ESPOSTO DEL 28 NOVEMBRE 2019, con riferimento al pubblico interesse che riveste nel Comune di Roma la raccolta dei rifiuti solidi urbani indifferenziati, quanto a sua conoscenza chiedendo immediato intervento di verifica e controllo da parte degli Enti e Autorità in intestazione.
A seguito del Comunicato Stampa emesso in data 30 novembre dall’Ufficio Stampa dell’AMA[1] )ALLEGATO 1), che si riferisce all’articolo comparso su Il Messaggero edizione Ostia Litorale del 29 novembre 2019, pag.45 (ALLEGATO 2), si precisa quanto segue:
Il servizio di trasbordo rifiuti viene eseguito anche di notte e non solo di giorno come erroneamente dichiarato nel Comunicato Stampa di cui sopra (foto 18 novembre 2019)
Il servizio di trasbordo rifiuti viene eseguito prima del 11 novembre e non dopo come erroneamente dichiarato nel Comunicato Stampa di cui sopra (foto 8 novembre 2019)
Il servizio di trasbordo rifiuti viene eseguito a motori acceso durante tutta l’operazione e non a motore spento come erroneamente dichiarato nel Comunicato Stampa di cui sopra (Video del 14 novembre 2019 in cui si ascolta l’audio dei motori accesi)
Infine, nel Comunicato Stampa si ammette esplicitamente che non esiste una autorizzazione definitiva per l’assegnazione dell’area pur essendo le operazioni in corso da più mesi, non chiarendo comunque in alcun modo l’origine delle autorizzazioni avute.
[1] Cfr. http://www.askanews.it/cronaca/2019/11/30/ama-trasbordo-rifiuti-su-lungomare-ostia-solo-di-giorno-pn_20191130_00117/
(esposto inviato al Comune di Roma, alla Regione Lazio, all’AMA, al Ministero della Difesa, al Ministero dell’Ambiente, ai Carabinieri)
OGGETTO: ESPOSTO – presunta violazione del Codice dell’ambiente (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152) nelle operazioni di trasbordo di rifiuti solidi urbani indifferenziati presso l’area antistante lo stabilimento balneare Ra.Lo.Ce, lungomare Amerigo Vespucci 40 – 00122 Roma (località Castelfusano)
Il sottoscritto dr.Ing. Andrea SCHIAVONE, nato a Roma il 18 marzo 1963, presidente di LabUr – Laboratorio di Urbanistica (http://www.labur.eu) espone, con riferimento al pubblico interesse che riveste nel Comune di Roma la raccolta dei rifiuti solidi urbani indifferenziati, quanto a sua conoscenza chiedendo immediato intervento di verifica e controllo da parte degli Enti e Autorità in intestazione.
Da oltre un mese sono operativi mezzi AMA Spa (anche noleggiati, p.es. GORENT Spa) per il trasbordo dei rifiuti solidi urbani indifferenziati (i c.d. materiali ‘non recuperabili’) presso l’area individuata dalla particella n.134 del foglio 1123 (sez.C) NCEU del Comune di Roma[1], nella parte antistante lo stabilimento balneare militare Ra.Lo.Ce. (Raggruppamento Logistico Centrale, lungomare Amerigo Vespucci 40 – 00122 Roma, località Castelfusano)[2], come meglio da immagini qui di seguito specificato (https://maps.app.goo.gl/5yTC8Bv39nN1Zajn9).
L’attività suddetta presume la totale violazione della destinazione urbanistica dell’area a ‘parco pubblico’ nonché dei vincoli ambientali e paesaggistici esistenti.
che in data 12 luglio 2019 il dr. Massimo RANIERI (componente del CDA di AMA S.p.A.) risulta aver rilasciato le seguenti dichiarazioni a verbale[3]: “ Ranieri comunica di aver avuto l’incarico di componente del CDA di AMA solo da poco tempo e, in riferimento ai siti di trasbordo, afferma che l’unico sito nel quale attualmente tale attività viene realizzata è quello di Saxa Rubra, anche se in forma limitata. Le attività di trasbordo all’interno della città viene svolta da piccoli mezzi di cinque/sette metri cubi che scaricano i rifiuti nei compattatori di 23/25 metri cubi: saranno questi ultimi che effettueranno il trasbordo fuori città su mezzi più grandi. Quest’ultimo tipo di trasbordo non è stato ancora effettuato a causa della mancanza di rampe che consentono il passaggio dei rifiuti dai mezzi medi a quelli grandi. Ricorda che il trasbordo avviene senza scarico a terra e senza compattazione, attività per le quali non è necessaria un’autorizzazione ma la semplice comunicazione”;
che in data 15 luglio 2019 è stato inviato a tutti i municipi (prot QL/55282), da parte del Dipartimento Tutela Ambientale – Direzione Rifiuti, Risanamenti e Inquinamenti del Comune di Roma (firmato dal dirigente Laura D’APRILE) il “Master Plan delle attività di trasbordo” emesso da AMA Spa (ALLEGATO 1);
che in data 31 luglio 2019 la Direzione Rifiuti comunale ha approvato l’elenco definitivo dei siti per il trasbordo, 7 siti così dislocati (dividendo il Comune di Roma in 4 settori, come da figura qui di lato) escludendo il Municipio X: Ponte Mammolo (IV Municipio), Piazzale Pino Pascali al Prenestino (V), un parcheggio in via Anagnina e un altro sito in via Schiavonetti (entrambi nel VII), poi ancora Tor de’ Cenci (IX), Via Piolti De Bianchi a Torrevecchia (XIII), Via Vinci dietro all’ex manicomio di Santa Maria della Pietà, nel XIV;
che in data 21 agosto 2019, come ampiamente riportato dalla stampa[4] “… i bidoni sono stracolmi perché i compattatori passano a singhiozzo. Tra i fattori che rallentano il passaggio degli operatori, c’è il fatto che a Roma mancano le aree di «trasbordo». Insomma, i centri di travaso del pattume, spiazzi dove i camion sversano la spazzatura nei mezzi più grandi, diretti verso discariche e inceneritori lungo lo Stivale (Roma, come noto, non ne ha)” aggiungendo che i siti in precedenza previsti “… avrebbero dovuto essere operativi «entro 30 giorni», cioè per fine agosto. Invece, il 6 del mese, l’ufficio Patrimonio dell’Ama ha scritto che molti di quei siti non sarebbero utilizzabili, … quei siti non apriranno, di sicuro non entro fine agosto”;
che l’area in questione, attualmente utilizzata per il trasbordo dei rifiuti solidi urbani indifferenziati è stata al centro delle seguenti vicende amministrative:
in data 18 ottobre 2007 con determinazione dirigenziale n 3550, il Comune di Roma ordinava al Ministero della Difesa lo sgombero dell’area di proprietà comunale sita in Lungomare Amerigo Vespucci in Ostia Lido, “identificata al Catasto Terreni al foglio 1121, particella 134” (errore materiale risultando il foglio essere il nr. 1123);
con ricorso n. 11914/2007 il Ministero della Difesa si opponeva chiedendo la sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato;
in data 27 giugno 2019 il Ministero della Difesa ha rappresentato essere venuto meno l’interesse al ricorso stante l’avvenuta riconsegna a Roma Capitale dell’area oggetto dell’ordine di sgombero impugnato, come da verbale dell’Ufficiale Giudiziario incaricato dell’ufficio Esecuzioni della Corte d’Appello di Roma Rep. N. 106/2019 del 14 giugno 2019;
in data 20 settembre 2019 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) dichiarava improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso del Ministero della Difesa, riconsegnando di fatto l’area al Comune di Roma;
che, secondo il Master Plan suddetto, le aree di trasbordo devono essere scelte tra quelle aventi il terreno impermeabilizzato per evitare qualsiasi forma di inquinamento del terreno dovuto a cadute accidentali di liquami e rifiuti, evitando nuove pavimentazioni laddove si possa generare un danno ambientale e scegliendo dunque aree di parcheggio autorizzate ma in disuso (comunque con regolarità interessate da macchine idropulitrici);
che ad oggi non risulta pubblicata sul sito del Comune di Roma, come invece dovuto per legge, la necessaria determinazione dirigenziale della Direzione Rifiuti per l’approvazione del Master Plan suddetto (come da affermazione del dirigente Laura D’APRILE[5]);
che l’area in questione non risulta con pubblica evidenza segnalata in alcuna documentazione ufficiale prevista per legge;
che l’area in questione non risulta regolarmente adibita al trasbordo dei rifiuti solidi urbani indifferenziati per sua natura (zona parcheggio abusiva, esistenza di vincoli ambientali e paesaggistici);
che ai sensi dell’articolo 193, commi 11 D.Lgs 152/06[6] non risulta evidente con quale controllo di tracciabilità dei rifiuti avvengano le operazioni di trasbordo essendo coinvolte nelle operazioni di trasbordo strutture esterne ad AMA Spa,
di verificare la regolarità amministrativa, ambientale e urbanistica dell’area in questione con riserva di interessare la Procura penale e contabile competente.
[1] la particella n.134 del foglio 1123 (sez.C) risulta intestata al Comune di Roma a seguito del riordino fondiario del 1 marzo 2005, dopo riunione delle particelle 326, 327, 328, 413, 5, 67, 71 e 72 dello stesso foglio, con destinazione di ‘parco pubblico‘
[2] Indirizzo: Viale Castro Pretorio, 123 – 00185 Roma, Ente di Appartenenza: Stato Maggiore dell’Esercito – V Reparto Affari Generali – Roma
Codice dell’AOO: E22595 Responsabile del Servizio: Tenente Colonnello Amedeo Cappelletti Telefono: 06-50233872 Fax: 06-44340179
E-mail istituzionale: raloce@esercito.difesa.it E-mail di Posta Certificata: raloce@postacert.difesa.it
[3] verbale n.39 del 12/07/2019, IV Commissione Capitolina Permanente – Ambiente: Nuovi siti di trasferenza/trasbordo rifiuti (Protocollo N. 19345 del 31/10/2019) https://www.comune.roma.it/servizi2/deliberazioniAttiWeb/showPdfDoc?fun=deliberazioniAtti&par1=Q1BW&par2=MjgyNA==
[4] p.es. https://www.ilmessaggero.it/roma/news/rifiuti_roma_ama-4685838.html
[5] verbale n.39 del 12/07/2019, IV Commissione Capitolina Permanente – Ambiente: Nuovi siti di trasferenza/trasbordo rifiuti (Protocollo N. 19345 del 31/10/2019) https://www.comune.roma.it/servizi2/deliberazioniAttiWeb/showPdfDoc?fun=deliberazioniAtti&par1=Q1BW&par2=MjgyNA==
[6] Codice dell’ambiente (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152) aggiornato con le modifiche, da ultimo, introdotte dalla L. 3 maggio 2019, n. 37 e dal D.L. 29 marzo 2019, n. 27 convertito, con modificazioni, dalla L. 21 maggio 2019, n. 44 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006)
Art.193, c.11 – “Gli stazionamenti dei veicoli in configurazione di trasporto, nonché le soste tecniche per le operazioni di trasbordo, ivi compreso quelle effettuate con cassoni e dispositivi scarrabili non rientrano nelle attività di stoccaggio di cui all’articolo 183, comma 1, lettera v), purché le stesse siano dettate da esigenze di trasporto e non superino le quarantotto ore, escludendo dal computo i giorni interdetti alla circolazione”
OGGETTO: esposto per presunta violazione art.32 Legge 7 dicembre 2000, n. 383 tra il Municipio Roma X e la onlus Save the Children Italia (comodato d’uso gratuito ex edificio scolastico ‘’Guttuso”)
Il sottoscritto dr.Ing. Andrea SCHIAVONE, presidente di LabUr, Laboratorio di Urbanistica (http://www.labur.eu, tel. 340-5708124) espone quanto di seguito narrato a difesa di un interesse pubblico costituito dall’edificio sito in via Marino Fasan 58, 00121 Roma appartenente al patrimonio del Comune di Roma.
In data 19 marzo 2019 il Municipio Roma X e l’organizzazione ‘Save the Children Italia – Onlus’ hanno sottoscritto una convenzione di comodato che prevede l’uso gratuito dei locali dell’ex Scuola Media Statale “Guttuso” (via Marino Fasan, 58), di “proprietà del Municipio” a favore di Save the Children per 4 anni. Ciò è avvenuto in applicazione dell’art.32 della Legge 7 dicembre 2000, n. 383.
– che per legge non è possibile costituire una APS (Associazione di Promozione Sociale) che abbia anche la qualifica di Onlus, né è possibile costituire una Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) che svolga attività rivolta ad un pubblico indistinto (le APS sono regolate dalla legge 7 dicembre 2000 n. 383, le Onlus dal D.Lg. 1997 n. 460);
– che le APS sono associazioni che aiutano una “comunità” di persone (anche non per forza svantaggiate) e che invece le Onlus sono associazioni che aiutano singole persone svantaggiate (disabili, poveri, anziani etc.);
– che per legge, lo Stato, le regioni, le province e i comuni possono concedere in comodato beni mobili ed immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali, solo alle APS e alle organizzazioni di volontariato previste dalla legge 11 agosto 1991, n. 266 (come recita l’articolo 32 della Legge 7 dicembre 2000, n. 383 “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2000);
– che Save the Children Italia (Codice Fiscale 97227450158 – Partita Iva 07354071008) è per statuto una Onlus ma opera come Ong (Organizzazione non governativa) che è tutt’altra cosa;
– che dunque Save the Children non è una APS nè una organizzazione di volontariato perché risulta iscritta come Onlus al n.1038 nel Registro dell’Associazionismo della Regione Lazio, ben distinto dall’apposito Registro del Volontariato
per quanto in premessa narrato, di attivare il dovuto controllo e vigilanza sulla convenzione di comodato in oggetto, con riserva di interessare sia la magistratura penale che contabile per la presunta violazione da parte del Municipio Roma X dell’art.32 della Legge 7 dicembre 2000, n. 383.
(inviato all’ANAC, al Comune di Roma, alla Guardia di Finanza, alla Prefettura di Roma)
COMUNE DI ROMA (uffici competenti)
Oggetto: Esposto su inserimento nel PUMS di Roma Capitale del percorso C2-78 ‘Sentiero Pasolini’ per violazione del processo partecipativo previsto per legge
La sottoscritta dr.ssa Paula Lidia Cristina Filipe de Jesus, nata a Montreal (CND) il 26.09.1967, intende esporre in qualità di consulente tecnico di LabUr (Laboratorio di Urbanistica, www.labur.eu) quanto di seguito narrato per segnalare una grave violazione da parte di alcuni consiglieri del Comune di Roma e del Municipio Roma X all’interno del processo di partecipazione cittadina relativo al Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS), adottato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n.60 in data 02.08.2019[1].
Percorso di partecipazione previsto per legge
Il percorso di partecipazione del PUMS è stato suddiviso in più fasi, come previsto per legge[2]:
La prima fase si è svolta a settembre 2017: i cittadini, hanno potuto inviare proposte, opinioni e progetti ed esprimere preferenze e commenti sulle proposte pubblicate come attinenti il PUMS.
La seconda fase, per la condivisione delle decisioni di pianificazione delineate in fase di studio (obiettivi) e la selezione dei progetti da inserire negli scenari di mobilità, ha incluso anche un’indagine sulla cittadinanza per testare gradimento e priorità sia degli obiettivi generali sia di quelli specifici correlati.
Con i contributi di queste due fasi di ascolto, è stato predisposta la “Proposta di Piano”, Volume 2 – PUMS, Strategie |Azioni |Scenari | Valutazioni | Monitoraggio, approvata in Giunta Capitolina il 18 marzo 2019.
La terza fase di ascolto si è interessata della costruzione partecipata dello Scenario di Piano, con lo scopo di raccogliere le proposte, le considerazioni e le idee che i cittadini desideravano fornire all’Amministrazione per arricchire e perfezionare la proposta di PUMS prima della sua definizione finale. Per il suo svolgimento, sono state previste due modalità.
La prima modalità ha previsto una serie di incontri con i cittadini, suddividendo il territorio comunale in sei ambiti territoriali e prevedendo, per ogni ambito, tre incontri (il Municipio X di Roma Capitale è stato accorpato al Municipio XI). Il primo incontro[3] ha illustrato il PUMS, il secondo incontro[4] lo ha dettagliato per ambito territoriale e il terzo incontro[5] ha mostrato gli esiti dei primi due incontri.
La seconda modalità di partecipazione è stata pensata per i cittadini che non avrebbero potuto partecipare agli incontri. Attraverso il portale del PUMS si è data la possibilità di esprimere la propria opinione compilando un apposito modulo rimasto on line fino al 20 maggio.
A conclusione del percorso di partecipazione, le indicazioni e le osservazioni che i cittadini hanno proposto durante i tre incontri, mandato via e mail o consegnate a mano (sempre durante gli incontri) sono state 363, consentendo di definire un Documento della Partecipazione comprensivo delle osservazioni graficizzabili (a pag.16 per i Municipi X e XI) e quelle non graficizzabili, (a pag.25 per i Municipi X e XI).
Mai compare in esse il percorso C2-78 denominato ‘Sentiero Pasolini’ se non citato tra gli altri (a pag.32, trasversale a più ambiti e dunque non a quello dei Municipi X-XI) all’interno della ipotetica rete cicloturistica, estranea all’obiettivo del PUMS di garantire ciclovie urbane.
Inserimento del percorso C2-78 nel PUMS su iniziativa politica e non partecipata
A pagina 169 del Volume 2 – PUMS, Strategie |Azioni |Scenari | Valutazioni | Monitoraggio, si legge che “In sede di valutazione del Piano in Assemblea Capitolina sono stati approvati due emendamenti relativi alla mobilità ciclistica relativi a percorsi finalizzati al migliore collegamento della città con il suo litorale” specificando a pagina 170 il primo di essi: “Percorso ciclopedonale a basso impatto ambientale sulla riva sinistra del Tevere, finalizzata al collegamento dell’Urbe con il suo litorale mediante interventi di riqualificazione di percorsi arginali esistenti e loro ricongiunzione con i tratti mancanti da sistemare in unica sentieristica ciclopedonale che consenta di raggiungere il lungomare di Ostia in prossimità dell’idroscalo (Intervento C2-78)“.
Tale forzatura del percorso C2-78 all’interno dello Scenario di Piano del PUMS, fuori da ogni processo di partecipazione, così come invece previsto per legge, è stata poi ripresa dal seguente comunicato stampa[6]: “Un importantissimo emendamento al PUMS a firma dei consiglieri capitolini M5S, ha recuperato la mancata partecipazione… è un percorso a basso impatto ambientale, in riva sinistra del Tevere, finalizzato al collegamento dell’Urbe con il suo litorale mediante un unico percorso sentieristico ciclopedonale che a partire da Ponte Marconi consentirà di raggiungere il lungomare di Ostia in prossimità dell’idroscalo.”
che in data 2 agosto 2019, in fase di approvazione della deliberazione dell’Assemblea Capitolina sul PUMS, un emendamento a firma dei consiglieri capitolini del M5S (Paolo FERRARA, Nello ANGELUCCI e Carola PENNA) ha inserito un percorso sentieristico di natura cicloturistica senza averlo mai presentato alla cittadinanza durante le fasi partecipative previste per legge;
che, come dichiarato anche dall’Assessore ai LL.PP e Urbanistica del Municipio Roma X,, Claudio BOLLINI (M5S) tale percorso dovrebbe partire da Ponte Marconi fino a raggiungere il Lungomare di Ostia in prossimità dell’Idroscalo (foce del Tevere);
che tale percorso si snoda all’interno della cosiddetta Area 1 di massima protezione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, e che dunque è sottoposto, come da Regolamento, fino all’entrata in vigore del piano di gestione, al parere vincolante della Commissione di Riserva da rendersi con modalità di cui all’art. 13 della legge n. 394/1991;
che tale parere non è mai stato richiesto;
che nelle fasi partecipative del PUMS si è ampiamente affrontata la problematica ciclopedonale e mai si sono evidenziate carenze progettuali da dover giustificare l’inserimento forzato del percorso sentieristico C2-78;
che il PUMS è uno strumento di pianificazione della mobilità urbana complesso e articolato che ha come obiettivo principe di contribuire in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici fissati a livello internazionale, dovendo identificare “gli interventi più urgenti nel rispetto dei criteri di sicurezza, sostenibilità, accessibilità ed economicità”;
che il PUMS impone l’analisi e la valutazione dei costi e dei benefici sociali, cioè collettivi, e deve avere obbligatoriamente obiettivi misurabili, valutazioni realistiche e credibili nel quadro di partenza e delle risorse disponibili;
che, per le ragioni sopra esposte facenti parte delle linee guida del PUMS, deve porsi l’attenzione non sui percorsi ludici o turistici, ma urbani, interconnessi con nodi di scambio, limitati (secondo quanto emerso dalle interviste alla cittadinanza) a tratte di 5 km per assorbire un 14% della mobilità attuale;
che nei due volumi presentati alla cittadinanza durante le fasi di partecipazione non risultano progetti già finanziati che interessano il Municipio X ma si elencano solo progetti da finanziare;
che il costo per chilometro di queste infrastrutture ciclabili (stimato all’interno del PUMS) è di 340.000 euro;
che qualsiasi progettualità non emersa dalle fasi di partecipazione può inficiare pesantemente la corretta attuazione della ciclopedonalità sostenibile espressa e voluta dai cittadini durante le fasi di partecipazione;
che il percorso sentieristico di natura cicloturistica e non urbana C2-78 di quasi 22 km assorbirebbe ben oltre 6 milioni di euro, sottraendoli ai progetti da finanziare scelti dai cittadini;
che il percorso sentieristico C2-78 è stato imposto sia a livello municipale che comunale con la sponsorizzazione di una precisa componente politica (il M5S), azione non permessa dal regolamento comunale sulla partecipazione popolare;
che il tracciato del percorso sentieristico C2-78, senza alcuna autorizzazione delle autorità preposte, è da tempo portato avanti in maniera illegittima da alcuni cittadini ben identificati del Municipio X che hanno creato gravi situazioni di contenzioso con le proprietà private terriere attraversate dal sentiero;
che a tali illegittime iniziative non autorizzate in Area 1 di Riserva hanno partecipato consiglieri del Municipio X di Roma Capitale, tra cui Francesco VITOLO e l’Assessore alla Cultura, Sport e Grandi eventi, Silvana DENICOLO’
che esiste copiosa documentazione pubblica di tali iniziative (foto, video) che prova la sistematica violazione della proprietà privata in nome di una falsa interpretazione delle leggi, norme e regolamenti vigenti, il taglio indiscriminato delle essenze vegetative ed arboree, anche secolari, sia spondali che arginali lungo il fiume Tevere, nonché il posizionamento addirittura di manufatti abusivi (panchine, segnaletica, cartellonistica, etc);
che tali iniziative prevedono anche, dietro corrispettivo di pagamento, attività turistiche non autorizzate, non assicurate e comunque di nessun dichiarato interesse collettivo;
che il 03.07.2019 la proposta di delibera capitolina è stata trasmessa ai Municipi per l’espressione di parere da parte dei relativi Consigli e che il Municipio X non ha fatto pervenire alcun parere nonostante il PUMS sia strumento fondamentale per risolvere le criticità della mobilità;
che il 22.07.2019 in Commissione II Mobilità, Lavori Pubblici e Urbanistica del Municipio X (e non in Consiglio Municipale) al punto 2 dell’Ordine del Giorno è stata inserita “la Proposta n°77/2019 – Adozione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Roma Capitale”;
che nel Verbale della seduta di Commissione si legge solo che il Presidente Raffaele PRESTA (M5S) “specifica che Roma Capitale ha chiesto al Municipio l’espressione di parere riguardo al PUMS e che il Consigliere Francesco VITOLO (M5S) ha predisposto un documento con le osservazioni da presentare”
che tale documento del consigliere Francesco VITOLO (M5S) non è stato discusso in Commissione ma allegato al verbale, composto da un documento su carta semplice a firma di alcune associazioni dal titolo “Osservazioni all’intervento n° 66 proposta dal PUMS di Roma Capitale” e che dunque neppure riguarda il percorso sentieristico C2-78;
che il Presidente del Municipio X, Giuliana DI PILLO (M5S), ha in maniera impropria pubblicizzato il percorso sentieristico di natura cicloturistica C2-78 come un “percorso ciclopedonale”, indicandolo come ”obiettivo raggiunto” di un non specificato piano di mobilità,.
ogni azione di controllo e vigilanza, ciascun ente o autorità in copia per competenza, che ripristini la regolare legittimità dell’azione politica svolta dal M5S all’interno di un percorso amministrativo come il PUMS di Roma Capitale che è nato per essere esclusivamente partecipativo, ipotizzando gravi conflitti di interesse economico che coinvolgono organi politico amministrativi del Municipio X e del Comune di Roma.
dr.ssa Paula Lidia Cristina FILIPE DE JESUS
[1] Adozione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Roma Capitale. (Protocollo N. 19773 del 27/06/2019), https://www.comune.roma.it/servizi2/deliberazioniAttiWeb/showPdfDoc?fun=deliberazioniAtti&par1=QUNE&par2=MTA3Mg==
[2] Secondo quanto disposto dal Decreto 4 agosto 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “Individuazione delle linee guida per i piani urbani di mobilità sostenibile, ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257”, allegato 1 e da quanto previsto dal Regolamento di Roma Capitale approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n.57 del 2 marzo 2006, per la formazione e la successiva adozione del PUMS.
[3] Per i Municipi X – XI: 25.03.2019, Sala Consiliare del Municipio Roma XI – Via Marino Mazzacurati n. 75
[4] Per i Municipi X – XI: 08.04.2019, Teatro del Lido di Ostia sito in Via delle Sirene n. 22
[5] Per i Municipi X – XI: 13.05.2019, Teatro del Lido di Ostia sito in Via delle Sirene n. 22
[6] http://www.ostiatv.it/piano-urbano-mobilita-sostenibile-il-m5s-punta-sulle-ciclabili-approvato-emendamento-per-ostia-0078839.html
La fretta gioca brutti scherzi all’Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani (PD), che non molto competente della materia, presenta a sua firma un maxi emendamento al PTPR (Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, proposta di deliberazione consiliare n.26/2019) che stasera ad oltranza dalle 18 verrà presentato in aula (Lega e M5S promettono battaglia).
Tanti gli errori all’interno ma uno in particolare, per la zona di Ostia e Fiumicino, salta agli occhi.
Si tratta del realizzando nuovo Ponte della Scafa, di cui si è ancora in attesa (dopo 13 anni) del progetto esecutivo. Appena il nuovo PTPR sarà vigente, i Comuni di Roma e Fiumicino (che il ponte in questione unirà) avranno due anni di tempo per adeguarsi e applicare le regole chiare e univoche per la gestione del territorio dettate dal PTPR, con definitivo superamento dei vecchi Piani Territoriali Paesistici.
E’ in particolare l’articolo 37 (salvaguardia delle visuali) che, ai sensi dell’articolo 136, comma 1, lettera d) del ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’ (D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) costringerà a verificare la conformità del progetto del nuovo Ponte della Scafa alla nuova normativa.
Deve infatti prevedersi per entrambe le sponde del Tevere (come specificato nella Tavola A, n.28, foglio 386) la salvaguardia delle visuali e cioè la possibilità di potersi godere lo spettacolo delle bellezze panoramiche senza le interposizioni di ogni ostacolo visivo con il quadro paesaggistico, evitando dunque ogni modifica dello stato dei luoghi.
Non sarà contento di questo regalo l’ex Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, attuale Procuratore della FIGC e dal 9 novembre 2015 Amministratore Delegato di Italiana Costruzioni SpA del Gruppo Navarra, società che dovrà realizzare il nuovo Ponte della Scafa.
Dopo il nostro esposto del 2 luglio 2019 inviato a tutte gli enti e le autorità competenti, arriva la risposta: la festa del PD nel Parco dei Ravennati ad Ostia Antica è illegale. In violazione dell’Ordinanza Anti Incendio n.101 del 14 giugno 2019 emessa dalla sindaca di Roma, non è stata mandata alcuna comunicazione al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per ‘uso del fuoco’ in area protetta. Ristoranti dunque da chiudere e sanzione pesantissima al PD. Dentro la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, Area 1 (massima protezione) in pieno periodo rischio incendi, nessuno ha controllato. Si ringrazia il Corpo dei Vigili del Fuoco per aver fatto luce sulla questione e si sottolinea il comportamento omertoso dell’Assessore all’Ambiente del M5S di Ostia, Alessandro Ieva, nonché del presidente della Commissione Ambiente municipale, Francesco Vitolo. Unico a muoversi, dentro l’amministrazione pentastellata del Municipio X, il capogruppo Antonio Di Giovanni che ha direttamente interessato il Gruppo X Mare del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale (anch’essi non intervenuti). Inqualificabile il comportamento del Direttore del Municipio X, Nicola De Bernardini, che ha firmato tutte le autorizzazioni (compresa quella del ristorante: 440mq più 120mq di ‘street food’) senza controllare le carte. Normale invece il comportamento arrogante e incurante delle leggi da parte del PD nazionale che vedrà domani (giovedì 11 luglio, ore 20.00) proprio il suo presidente, Nicola Zingaretti, fare il suo comizietto in questa festicciola illegale. Eppure pochi giorni fa, inaugurando la nuova sede del PD a Ostia assieme al suo fido consigliere comunale Giovanni Zannola (organizzatore della festa a Ostia Antica per gli anni precedenti), aveva detto che il PD avrebbe ripreso un percorso di legalità partendo proprio da Ostia, per dimostrare il cambiamento del partito. Così non è stato e da Tassone (PD) in poi (ex presidente del municipio ostiense, condannato a 5 anni per Mafia Capitale) il PD si dimostra ad Ostia essere lo stesso di prima. Basti pensare che il capogruppo PD municipale, che ha ignorato le disposizioni anti incendio, è quell’Athos De Luca, storico verde e presidente con Marino della Commissione Ambiente capitolina, che nulla vide e/o denunciò dei misfatti compiuti da Salvatore Buzzi.
La grave infrazione qualora non vengano disposte le sanzioni penali e amministrative previste per legge, verrà ribaltata su chi non ha controllato. Ostia sta facendo la guerra alla Raggi? Il M5S di Ostia deve dare una chiara spiegazione di questo fattaccio. Noi andremo fino in fondo con nuove integrazioni.
Roma, 01 luglio 2019
La sottoscritta dr.ssa Paula FILIPE DE JESUS, per conto di LabUr – Laboratorio di Urbanistica (http://www.labur.eu), a difesa di un interesse pubblico, intende integrare il precedente esposto del 21 giugno 2019 esponendo quanto di seguito narrato e chiedendone urgente riscontro da parte delle autorità di vigilanza preposte.
A conferma di quanto sostenuto nell’originario esposto e cioè che il ripascimento costiero del tratto del litorale romano tra il I e il II pennello a levante del Porto Turistico di Roma, con sabbie provenienti dal dragaggio di fondali marini provenienti dall’avamporto del porto medesimo, non poteva essere eseguito in piena stagione balneare (1) , si è accertato che il Municipio X di Roma Capitale aveva pubblicato in data 18 aprile 2019 un avviso (2) informando la cittadinanza di una temporanea interdizione “tra il 1 maggio e il 15 giugno 2019” dell’area interessata dal ripascimento costiero “situata a sud del porto turistico, compresa tra il primo ed il secondo pennello, meglio individuata nell’autorizzazione rilasciata dalla Regione Lazio con Determinazione g172210 del 20.12.2018, direzione lavori pubblici, stazione unica appalti, risorse idriche e difesa del suolo“.
– che la pubblicazione di tale avviso ne sottintende la necessità per poter eseguire i lavori di ripascimento durante la stagione balneare;
– che l’interdizione alla pubblica fruizione del tratto di arenile in questione, contenuta nell’avviso del 18 aprile 2019, non è confermata dalla Ordinanza sindacale di balneazione n.73 del 24 aprile 2019 e neppure dalla sua successiva rettifica (Ordinanza sindacale n.90 del 27 maggio 2019) e che anzi entrambe le ordinanze contemplano la fruizione di quel tratto di arenile, annullando di fatto l’avviso del 18 aprile 2019 anche perché rispetto ad esso successive;
– che in un articolo del quotidiano La Repubblica del 17 giugno 2019 (3) i responsabili dell’attività di ripascimento, Stefano CAVALLARI e Donato PEZZUTO, assicurano la regolarità dei lavori in corso, previsti terminare per venerdì 21 giugno 2019, ben oltre dunque la data indicata del 15 giugno di fine interdizione dell’area,
immediato riscontro sulla regolarità dell’attività di ripascimento effettuata, non solo in funzione delle disposizioni riportate nell’art. 2.6.1 dell’Allegato Tecnico del D.M. 173/2016 sopra citato, ma soprattutto in funzione delle false dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dai i responsabili dell’attività di ripascimento, Stefano CAVALLARI e Donato PEZZUTO, riservandomi ogni ulteriore integrazione successiva del presente esposto con libertà di interessare le sedi giudiziarie preposte qualora emerga qualsiasi omissione di atti di ufficio, di controllo e di vigilanza.
(1) così come con chiarezza prescritto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, D.M. n.173/2016, art. 2.6.1 dell’Allegato Tecnico in cui è testualmente riportato che “in caso di ripascimenti costieri, i sedimenti possono essere collocati nel sito di destinazione solo al di fuori della stagione balneare”
(2) https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS255294
(3) Ostia, sabbia dal porto per allargare la spiaggia libera. “Puzza ed è inquinata”, “No, tutto in regola, è pulita” (a firma di Salvatore GIUFFRIDA) https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/06/17/news/ostia_sabbia_ripascimento_fondali_del_porto-228975045/
Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale – U.O. X Gruppo Mare, Comando Generale
Municipio X – Direttore del Municipio X
OGGETTO: INTEGRAZIONE ESPOSTO DEL 26/02/2019 (Attività di denuncia temeraria svolta da parte dell’associazione Mare Libero e del Comitato Mare per Tutti prima della pubblicazione dell’ordinanza 215/2018 per la stagione balneare invernale) – Gravi dichiarazioni rilasciate dalla consigliera del Municipio X di Roma Capitale, Margherita WEYLAM
Il sottoscritto dr.Ing. Andrea Schiavone, presidente di LabUr – Laboratorio di Urbanistica (www.labur.eu), intende presentare integrazione del precedente esposto per i nuovi fatti di seguito descritti.
LabUr, da oltre un decennio opera sul territorio del Municipio X (ex-XIII) di Roma Capitale a difesa dell’interesse pubblico con particolare attenzione alle questioni urbanistiche inerenti il Demanio, marittimo e fluviale, in piena collaborazione con gli organi politici e amministrativi e con l’autorità giudiziaria.
Tale attività si è in particolar modo distinta durante le fasi di indagini di Mafia Capitale e durante il conseguente periodo di commissariamento del municipio stesso.
La presente integrazione dell’esposto inviato in data 28 febbraio 2019 [1], vuole ribadire l’anomalo comportamento da parte di alcune associazioni civiche (o sedicenti tali: Mare Libero e Comitato Mare per Tutti) che, pur dichiarandosi apolitiche e apartitiche, sono in realtà organizzate e dirette da personaggi e attivisti del Municipio X di Roma Capitale tesserati nel PD, in Sinistra Italiana e nei Radicali, tra cui:
i consiglieri municipali del PD Athos DE LUCA e Margherita WEYLAM;
il segretario dei Giovani Democratici di Ostia, Agostino BIONDO;
Il segretario municipale di Sinistra Italiana, Marco POSSANZINI,
Ciò costituisce un vero inganno alla fede pubblica e un disturbo all’operato del Gruppo X Mare del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale (come già segnalato nel precedente esposto) in quanto vengono condotte vere e proprie campagne politiche mascherate da un non precisato interesse pubblico, creando però allo stesso tempo notevole danno al rapporto tra Cittadini e Istituzioni in nome di una presunta legalità di cui la parte politica si auto definisce unica portatrice, come da quanto da loro stessi pubblicamente dichiarato [2]
In data 28 marzo 2019 Margherita WELYAM, consigliere del Municipio X di Roma Capitale, ha pubblicamente scritto quanto di seguito riportato[3], lanciando una pesante accusa verso gli organi amministrativi demandati al controllo e vigilanza del litorale romano, dalla quale si evince:
che il PD del Municipio X di Roma Capitale ha querelato il Gruppo X Mare del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale assieme al Comitato Mare per Tutti, per omissione di atti d’ufficio (mancati controlli presso gli stabilimenti balneari);
che un ‘vigile’ del Gruppo X Mare del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale avrebbe contestato alla consigliera Margherita WELYAM che negli anni passati “il PD ha avallato gli abusi” mentre ora li denuncia, facendo intendere che il PD ‘ha influenzato’ e ancora ‘influenza’ l’attività di controllo e vigilanza della polizia locale;
che la consigliera Margherita WEYLAM riconosce per vere le parole del ‘vigile’ non facendosi mai promotrice di un controllo e vigilanza sulle cosiddette ‘spiagge libere’ analogo a quanto richiesto per gli ‘stabilimenti balneari’;
“COSÌ CI MANDATE IN ROVINA”, sono queste le parole che mi sono state rivolte stamani da un vigile prima di entrare in aula. Cercava Athos De Luca per avere spiegazioni riguardo la querela in procura per omissione d’atti d’ufficio nei confronti dell’apparato amministrativo municipale, che abbiamo presentato con il Comitato Mare X Tutti per denunciare la mancata attuazione dei controlli sul rispetto dell’Ordinanza Balneare da parte degli stabilimenti. Dalla consultazione dei verbali relativi ai controlli effettuati dalla polizia locale, in particolare, risultava che non è stata fatta alcuna sanzione a nessun titolare di stabilimento: tutto sembrava in regola, come se muri, recinzioni, biglietterie illegali, cabine fuori norma, passerelle pericolanti fossero un miraggio creato dalla sabbia. “PER ANNI IL PD HA AVALLATO GLI ABUSI ED ORA LI DENUNCIATE, LA PROSSIMA VOLTA VOTERÒ IL MOVIMENTO 5 STELLE”, mi ammonisce il vigile. È proprio la consapevolezza degli errori fatti dal mio partito in precedenza che mi spinge a lavorare affinché questo non si verifichi più ed a costruire insieme alla cittadinanza un altro modello di mare, fruibile e accessibile a tutti e non ai pochi che se lo possono permettere, nello spirito dei valori della Costituzione;
e vorremmo avere i funzionari di polizia al nostro fianco, non contro di noi, almeno su questo. La denuncia non voleva assolutamente essere un attacco nei confronti della polizia locale, ma , ci siamo limitati a chiedere alla procura di approfondire le ragioni di tali gravi incongruenze. Il nostro obiettivo è e resterà sempre liberare il mare di Roma da chi lo ha reso il proprio feudo, anche grazie all’aiuto di una Politica più attenta ai consensi che a portare a termine la propria Missione. Constatare che, oggi, non sia cambiato nulla al di là del cambiamento annunciato, deve farci riflettere: “La prossima volta voterò il Movimento 5 stelle”. Accomodatevi. Noi stiamo da un’altra parte.
Questa continua ricerca di segnalare presunti abusi presso gli stabilimenti balneari oltre a risultare spesso infondata (come segnalato nel precedente esposto) porta ad ipotizzare una serie numerosa di reati penali ascrivibili alle due associazioni che vanno dalla violenza o minaccia a un pubblico ufficiale (art. 336 cp), all’interruzione di pubblico servizio (art. 340 cp), alla violazione della fede pubblica documentale (artt. 476-493bis cp) ed altri.
Mai le due associazioni e soprattutto i loro riferimenti/membri politici hanno segnalato con la stessa solerzia, meticolosità e continuità gli abusi presso le cosiddette spiagge libere del litorale romano, facendosi promotrici di denunce in Procura.
E’ pertanto singolare che in data odierna (26 giugno 2019) dopo una segnalazione alle ore 8:10, almeno fino alle ore 13:00 non sia intervenuto il Gruppo X Mare del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale per sanzionare una occupazione non autorizzata del demanio marittimo da parte di ignoti con predisposizione di ombrelloni e lettini presso la spiaggia libera non attrezzata cosiddetta ex-Amanusa (civico 144 del Lungomare Amerigo Vespucci di Ostia, già legata per note vicende giudiziarie all’attuale consigliere PD del Comune di Roma, Giovanni ZANNOLA [4]).
Pertanto, risultando gravissimi i fatti riportati dalla consigliera Margherita WEYLAM, seppure tutti da dimostrare, alla luce dei mancati controlli non solo odierni ma anche precedenti da parte del Gruppo X Mare del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale sulle spiagge libere (almeno nella stessa sostanza di quelli compiuti presso gli stabilimenti balneari, a seguito delle continue segnalazioni delle sedicenti associazioni civiche, Mare Libero e Comitato Mare per Tutti),
[1] http://www.labur.eu/public/blog/?p=2026
[2] https://www.facebook.com/MareXtutti/photos/rpp.160866087927346/340672493280037/?type=3&theater
[3] https://www.facebook.com/133047507443713/posts/424534874961640/
[4] www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2016/1086/del.2086.2016.pdf