Source: https://www.diritto.it/tutela-della-proprieta-intellettuale-ed-incostituzionalita-degli-appelli-innanzi-alle-sezioni-specializzate/
Timestamp: 2018-06-22 11:28:27+00:00
Document Index: 49774782

Matched Legal Cases: ['art. 245', 'art. 76', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 245', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 134', 'art. 76', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 76', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 76', 'art. 245', 'art. 6']

Tutela della proprietà intellettuale ed incostituzionalità degli appelli innanzi alle sezioni specializzate
Lo scorso 24 aprile è stata deposita una rivoluzionaria pronuncia della Corte Costituzionale la n. 112/08 (consultabile in allegato,cui si rimanda integralmente) che ha sancito l’incostituzionalità degli art. 245, comma 2, Dlgs n. 30/05 (Codice della proprietà industriale) e 15 e 16 L. 273/02 (misure per favorire l’iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza ed istituzione delle sezioni specializzate) in relazione all’art. 76 Cost. (delega del potere legislativo a favore del Governo).
Con due diverse ordinanze, rispettivamente dei Tribunali di Brescia e di Milano, si instaurò un unico procedimento a quo, poiché pur si chiese di analizzare il medesimo problema seppur da punti di vista diversi: registrazione dei marchi e brevetti e normativa applicabile agli appelli iniziati prima della riforma.
La Corte, con questa sentenza, afferma l’inapplicabilità dell’art. 16 L. 273/02 (e successive riforme), che ha istituito le sezioni specializzate sulla tutela delle opere d’ingegno, ai processi in secondo grado pendenti alla data del 01/07/03. Infatti “ […] Il citato art. 16 è stato interpretato nel senso che gli appelli avverso le sentenze di primo grado pronunciate nei giudizi instaurati anteriormente al 30 giugno 2003 dovevano essere proposti innanzi alle sezioni ordinarie, in conformità dei principi enunciati dalla giurisprudenza di legittimità in riferimento alle norme transitorie aventi ad oggetto l’introduzione di una nuova disciplina processuale e di nuove regole di competenza ed in coerenza con le nozioni di «controversia» e «giudizio» utilizzabili a questo scopo […]”. La competenza a decidere questi gravami era sancita dall’art. 245 Dlgs n. 30/05, che attuava l’art. 15 L. n. 273/02, che escludeva la legittimazione dell’esecutivo a derogare la disciplina processualistica. Si ricordi che l’art. 5 cpc prevede non solo la inderogabilità, ma anche il divieto di modificare la ripartizione di giurisdizione.
Non si può, d’altronde,invocare l’art. 134, comma 3, Dlgs n. 30/05 la legittima devoluzione a questi giudici speciali delle cause iniziate prima della vigenza della riforma della tutela del diritto d’autore perchè “ […] detta norma si porrebbe in contrasto con l’art. 76 della Costituzione, in relazione all’art. 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273 (Misure per favorire l’iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza), in quanto la delega contenuta in quest’ultima norma non concerneva la disciplina della competenza ed il regime transitorio applicabile alle controversie attribuite alle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale (di seguito, sezioni specializzate), materie, queste, oggetto della distinta delega dell’art. 16 della legge n. 273 del 2002, esercitata, ed esauritasi, con l’emanazione del d.lgs. 27 giugno 2003, n. 168 (Istituzione di Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d’appello, a norma dell’articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273) […]”.
Si noti che la Corte costituzionale aveva già emesso sentenze (nn. 170, 340,341/07) con cui aveva dettato precisi vincoli e limiti circa “[…] la norma delegante (al fine di individuarne l’esatto contenuto, nel quadro dei principi e criteri direttivi e del contesto in cui questi si collocano, nonché delle ragioni e finalità della medesima) e la norma delegata, da interpretare nel significato compatibile con i principi ed i criteri direttivi della delega […]”.
Da un confronto con queste statuizioni si evince che la delega a legiferare ex art. 76 Cost., conferita dal parlamento al governo, non lo legittima a modificare l’assetto processualistico stabilito dal codice di rito e da regole ad esso connesse, tanto più che il termine per l’esercizio della delega era già scaduto, al momento dell’emanazione di questo decreto e “[…] la lettera del citato art. 15 (avente ad oggetto «il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di proprietà industriale»), i relativi principi e criteri direttivi ed il contesto normativo nel quale detta norma è inserita, quindi anche il contenuto della delega dell’art. 16 della stessa legge, impongono di ribadire che i profili inerenti alla istituzione ed organizzazione delle sezioni specializzate, in linea generale, erano estranei alla delega oggetto della prima di queste due norme La delega all’istituzione ed alla disciplina delle sezioni specializzate è, infatti, contenuta nell’art. 16 della legge n. 273 del 2002, il quale stabilisce altresì uno specifico principio direttivo in materia di disposizioni transitorie, in virtù del quale il Governo doveva avere «cura di evitare che le sezioni specializzate di cui al comma 1, lettera a), siano gravate da un carico iniziale di procedimenti che ne impedisca l’efficiente avvio» (comma 3). […]”. Per le altre argomentazioni a sostegno di questa tesi si rinvia in toto alla sentenza qui annotata.
La Corte,infine, richiamando un’altra sua ordinanza (la n. 2203/07) ribadisce che i processi in appello dovranno obbligatoriamente seguire la normativa vigente nel grado di giudizio precedente, dunque saranno devoluti al giudice ordinario e non alle sezioni speciali e che i sopra menzionati articoli relativamente all’art. 76 sono incostituzionali per i motivi sinora esposti.
Giulia Milizia,
nei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 245, comma 2, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell’articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), promossi con ordinanze del 15 febbraio e del 13 marzo 2007 dalla Corte d’appello di Milano nei procedimenti civili vertenti tra la Alfa … s.r.l. in liquidazione e la … Tizio s.r.l. ed altri e tra la Beta s.p.a. e la Betalegno s.n.c. di Paolo Sempronio & C., iscritte ai nn. 509 e 568 del registro ordinanze 2007 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 27 e 33, prima serie speciale, dell’anno 2007.
Visto l’atto di costituzione della … s.n.c.;
3. – Nel giudizio introdotto dalle prima delle succitate ordinanze, si è costituita la … s.n.c. di Piazza Lucia, parte del processo principale, chiedendo l’accoglimento della questione in base ad argomentazioni sostanzialmente coincidenti con quelle svolte nell’ordinanza di rimessione.
In attuazione di detto principio, l’art. 6 del d.lgs. n. 168 del 2003 ha assegnato alle sezioni specializzate soltanto i giudizi «iscritti a ruolo a far data dal 1° luglio 2003» (comma 1), disponendo che le controversie «già pendenti alla data del 30 giugno 2003, restano assegnate al giudice competente in base alla normativa previgente» (comma 2). Quest’ultima norma – in particolare, il comma 2 – è stata interpretata dalla Corte suprema di cassazione nel senso che «non può riferirsi [.] che all’introduzione della causa in primo grado, quale che sia il grado del giudizio nel quale essa si trovi al momento dell’entrata in vigore della legge» (ordinanza 1° febbraio 2007, n. 2203).