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Timestamp: 2018-04-22 20:25:30+00:00
Document Index: 139047382

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 26', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 26', 'art. 99', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 27', 'art. 97', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 6']

Prestazioni Nazionali | Cassa Edile Rovigo
ACCANTONAMENTO ALLA C.E.P.
TRATTAMENTO DI CASO DI INFORTUNIO SUL LAVORO O DI MALATTIA PROFESSIONALE
RIMBORSO INTEGRAZIONE MALATTIA, INFORTUNIO SUL LAVORO O MALATTIA PROFESSIONALE
ANZIANITA’ PROFESSIONALE EDILE ORDINARIA (A.P.E.)
Il trattamento economico spettante agli operai per i riposi annui, per le ferie e per la gratifica natalizia è assolto dall’Impresa con la corresponsione di una percentuale complessiva del 18,50% calcolata sugli elementi delle retribuzione, per tutte le ore di lavoro normale contrattuale effettivamente prestate e sul trattamento economico per le festività.
Gli importi della percentuale di cui al presente articolo vanno accantonati da parte delle Imprese presso la C.E.P. secondo quanto stabilito localmente dalle Organizzazioni territoriali aderenti alle Associazioni nazionali contraenti.
Tali importi sono accantonati al netto delle ritenute di legge secondo il criterio convenzionale di cui al successivo punto 2).
Detta percentuale va computata anche sull’utile effettivo di cottimo e sui premi di produzione o cottimi impropri.La percentuale di cui al presente articolo non va computata su:
l’eventuale indennità per apporto di attrezzi di lavoro;
le quote supplementari dell’indennità di caropane non conglobate nella paga base (cioè per lavori pesantissimi, per minatori e boscaioli);
la retribuzione e la relativa maggiorazione per lavoro supplementare e per lavoro straordinario, sia esso diurno, notturno o festivo;
la retribuzione e la maggiorazione per lavoro normale festivo;
le maggiorazioni sulla retribuzione per lavoro normale o notturno;
la diaria e le indennità di cui all’art. 21 del C.C.N.L.;
i premi ed emolumenti similari.
le indennità per lavori speciali disagiati, per lavori in alta montagna e in zona malarica.
La percentuale complessiva va imputata per l’8,50% al trattamento economico per ferie, per il 10% alla gratifica natalizia.
Durante l’assenza dal lavoro per malattia l’impresa è tenuta, nei limiti di cui all’art. 26 del C.C.N.L., penultimo comma, ad accantonare presso la Cassa Edile la percentuale nella misura del 18,50% lordo.
Durante l’assenza dal lavoro per malattia professionale o infortunio sul lavoro l’Impresa è tenuta ad accantonare presso la C.E.P. la differenza fra l’importo della percentuale e il trattamento economico corrisposto per lo stesso titolo dall’Istituto assicuratore (allegato F).
Gli accordi locali stabiliranno le modalità di versamento del contributo e di corresponsione agli operai aventi diritto degli importi di cui ai commi precedenti.
Gli importi come sopra accantonati saranno corrisposti dalla C.E.P. agli aventi diritto alle scadenze e secondo le modalità parimenti stabilite dagli accordi locali stipulati dalle Organizzazioni di cui sopra.
All’atto della cessazione del rapporto di lavoro all’operaio che ne faccia richiesta l’impresa è tenuta a comunicare per iscritto gli importi accantonati presso la C.E.P. e non ancora liquidati.
CRITERIO CONVENZIONALE
Il criterio convenzionale per l’accantonamento presso la Cassa Edile, al netto delle ritenute di legge, della maggiorazione per ferie, gratifica natalizia e riposi annui è il seguente:
a) Calcolo delle ritenute fiscali e dei contributi.
L’Impresa provvede a calcolare l’ammontare dei contributi e delle ritenute fiscali vigenti a carico dell’operaio sull’intera retribuzione lorda afferente ciascun mese, costituita dalla somma della retribuzione e dalla maggiorazione del 18,50%.
b) Accantonamento netto presso la Cassa Edile.
L’importo che deve essere accantonato presso la Cassa Edile è pari al 14,20%, computato sulla stessa retribuzione lorda su cui si calcola la maggiorazione del 18,50%.
In caso di malattia, l’operaio non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di nove mesi consecutivi, senza interruzione dell’anzianità.
Nel caso di più malattie o ricadute nella stessa malattia l’operaio ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo complessivo di nove mesi nell’arco di 20 mesi consecutivi.
Trascorso tale periodo, ove l’impresa licenzi l’operaio, o la malattia, debitamente accertata, non gli consenta la ripresa del lavoro, l’operaio ha diritto alla indennità sostitutiva del preavviso e al trattamento economico di cui all’art. 33 del C.C.N.L.
Ove l’Impresa non proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso, salva la decorrenza dell’anzianità agli effetti del preavviso.
L’operaio che cada ammalato in periodo di preavviso, ha diritto, oltre al trattamento economico a norma del già citato art. 33, alla conservazione del posto fino alla scadenza del preavviso stesso.
Per il trattamento economico dovuto in caso di malattia dagli Istituti assicuratori, si fa riferimento alle norme generali riguardanti l’assistenza di malattia agli operai dell’industria (INPS).
Durante l’assenza dal lavoro per malattia l’Impresa, entro i limiti della conservazione del posto, è tenuta ad erogare mensilmente all’operaio non in prova un trattamento economico giornaliero nei riferimenti riportati del prospetto dei versamenti.
Per il calcolo del trattamento economico giornaliero degli operai addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, si rimanda a quanto previsto dall’art. 26 nono comma del C.C.N.L.
In caso di ricaduta della stessa malattia o altra consequenziale come tale riconosciuta dall’INPS, vale ai fini dei coefficienti da applicare la normativa dell’INPS medesimo.
In caso di lavoro a tempo parziale, il trattamento economico giornaliero si ottiene moltiplicando la paga oraria per il numero delle ore di lavoro giornaliero risultanti dalla divisione per sei dell’orario settimanale convenuto per il coefficiente previsto.
In caso di assenza ingiustificata dell’operaio – soggetta ai provvedimenti disciplinari di cui all’art. 99 – avvenuta nel mese di calendario precedente l’inizio della malattia, il trattamento dovuto dall’Impresa all’operaio a norma della presente regolamentazione è ridotto di 1/173 per ogni ora di assenza ingiustificata.
Per gli operai addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia il trattamento dovuto dall’impresa è ridotto di 1/208 per ogni ora di assenza ingiustificata.
Durante l’assenza dal lavoro per malattia, l’Impresa, entro i limiti della conservazione del posto, è tenuta ad accantonare presso la Cassa Edile la percentuale di cui all’art. 18 del C.C.N.L. nella misura e con le modalità stabilite dall’allegato F del predetto C.C.N.L.
Legge 28 febbraio 1953, n° 86 – Provvidenze a favore dei tubercolosi assistiti in regime assicurativo
Art. 10 – Le Amministrazioni statali anche ad ordinamento autonomo, gli enti pubblici e tutti i privati datori di lavoro hanno l’obbligo di conservare il posto ai dipendenti affetti da tubercolosi e che siano ricoverati in istituti sanitari o casi di cura a carico dell’assicurazione obbligatoria per la tubercolosi ovvero dello Stato, delle Province o dei Comuni, ovvero a proprie spese.
La conservazione del posto – salvo che disposizioni più favorevoli regolino il rapporto di lavoro – non comporta riconoscimento di anzianità e spetta fino a 18 mesi dalla data di sospensione del lavoro a causa di malattia tubercolare.
Nel caso di dimissione dal sanatorio, per dichiarata guarigione, prima della scadenza di 14 mesi dalla data predetta, l’obbligo alla conservazione del posto sussiste fino a quattro mesi successivi alla dimissione stessa.
L’obbligo di cui al presente articolo cessa comunque ove sia dichiarata l’idoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia.
In caso di contestazione in merito all’idoneità stessa decide in via definitiva il direttore del Consorzio provinciale antitubercolare, assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate.
(Omissis). Legge 14 dicembre 1970, n° 1088 – Miglioramento delle prestazioni economiche e sanitarie a favore dei cittadini colpiti da tubercolosi
(Omissis). Art. 9 – Le Amministrazioni statali anche ad ordinamento autonomo, gli enti pubblici e tutti i datori di lavoro del settore privato aventi un numero di dipendenti superiore a quindici unità hanno l’obbligo di conservare il posto ai lavoratori subordinati affetti da tubercolosi fino a sei mesi dopo la data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta guarigione o stabilizzazione, con mansioni ed orario adeguati alle residue capacità lavorative.
La conservazione del posto, salvo che disposizioni più favorevoli regolino il rapporto di lavoro, non comporta riconoscimento di anzianità.
In caso di contestazione sull’inadeguatezza del reinserimento al lavoro valgono le norme di cui all’articolo 20 della legge 2 aprile 1968, n. 482, che prevedono il sopralluogo del collegio sanitario provinciale (così sostituito dall’art. 10 della legge 6 agosto 1975, n. 419)
(Omissis). Legge 4 marzo 1987, n° 88 – Provvedimenti a favore dei tubercolotici
(Omissis). Art. 8 – 1. L’indennità giornaliera spettante ai lavoratori affetti da malattia di natura tubercolare assistiti dall’Istituto nazionale della previdenza sociale è corrisposta con le modalità e secondo le procedure previste per le indennità di malattia e di maternità di cui al primo comma dell’articolo 1 del decreto legge 30 dicembre 1979, n° 663, convertito, con modificazioni, nella Legge 29 Febbraio 1980, n° 33.
TRATTAMENTO DI CASO DI INFORTUNIO SUL LAVORO
O DI MALATTIA PROFESSIONALE
In caso di malattia professionale, l’operaio non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di nove mesi consecutivi, senza interruzione dell’anzianità.
Nel caso di più malattie o ricaduta nella stessa malattia l’operaio ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo complessivo di nove mesi nell’arco di dodici mesi consecutivi.
Trascorso tale periodo, ove l’Impresa licenzi l’operaio, o la infermità conseguente all’infortunio o alla malattia professionale, debitamente accertata, non gli consenta la ripresa del lavoro, l’operaio ha diritto alla indennità sostitutiva del preavviso ed al trattamento economico di cui all’art. 33 del C.C.N.L.
L’operaio che si infortuni o sia colpito da malattia professionale in periodo di preavviso ha diritto alla conservazione del posto fino ad un massimo di sei mesi senza interruzione di anzianità.
A guarigione clinica avvenuta e comunque trascorso il periodo previsto per la conservazione del posto, il rapporto di lavoro si intenderà senz’altro risolto, fermo restando il diritto dell’operaio di percepire il trattamento economico spettante a norma del già citato art. 33.
Per il trattamento economico dovuto in caso di infortunio o di malattia professionale dagli Istituti assicuratori si fa riferimento alle norme generali riguardanti l’assistenza per infortunio o malattia professionale agli operai dell’industria (INAIL).
Durante l’assenza dal lavoro per infortunio o per malattia professionale, l’Impresa, entro i limiti della conservazione del posto, è tenuta ad erogare mensilmente all’operaio non in prova un trattamento economico giornaliero nei riferimenti riportati del prospetto dei versamenti.
Per il calcolo del trattamento economico giornaliero degli operai addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, si rimanda a quanto previsto dall’art. 27 ottavo comma del C.C.N.L.
In caso di contratto di lavoro a tempo parziale, il trattamento economico giornaliero si ottiene moltiplicando la paga oraria per il numero delle ore di lavoro giornaliero risultanti dalla divisione per sette dell’orario settimanale convenuto e per il coefficiente previsto.
In caso di assenza ingiustificata dell’operaio – soggetta ai provvedimenti disciplinari di cui all’art. 97 – avvenuta nel mese di calendario precedente l’inizio dell’infortunio o della malattia professionale, il trattamento dovuto dall’Impresa all’operaio a norma della presente regolamentazione è ridotto di 1/173 per ogni ora di assenza ingiustificata.
Durante l’assenza dal lavoro per infortunio o per malattia professionale, l’impresa, entro i limiti della conservazione del posto, è tenuta ad accantonare presso la Cassa Edile, la percentuale di cui all’art. 18 del C.C.N.L. nella misura e con le modalità stabilite dall’allegato F del predetto C.C.N.L.
Ove, invece, l’infortunio sul lavoro si verifichi o la malattia professionale insorga durante il periodo di prova l’operaio sarà ammesso a continuare il periodo di prova medesimo qualora sia in grado di riprendere il lavoro entro 30 giorni.
Durante la sospensione del periodo di prova è dovuto il trattamento di cui al precedente comma sempreché, superato il periodo di prova medesimo, l’operaio sia confermato in servizio. T.U. 30 giugno 1965, n° 1124
Art. 73 – Il datore di lavoro è obbligato a corrispondere al lavoratore infortunato l’intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l’infortunio e il sessanta per cento della retribuzione stessa, salvo migliori condizioni previste da norme legislative e regolamentari, nonché da contratti collettivi o individuali di lavoro, per i giorni successivi fino a quando sussiste la carenza dell’assicurazione.
L’obbligo suddetto sussiste anche nei casi in cui la guarigione avvenga entro il periodo di carenza.
L’obbligo suddetto compete, altresì, per le giornate festive e per i casi di malattia professionale nell’agricoltura.
La conseguente erogazione è commisurata sulla base del salario medio giornaliero percepito dal lavoratore negli ultimi quindici giorni precedenti l’evento.
RIMBORSO INTEGRAZIONE MALATTIA, INFORTUNIO SUL LAVORO
O MALATTIA PROFESSIONALE
Il trattamento economico per malattia, infortunio e malattia professionale già corrisposto dall’impresa al lavoratore in base a quanto previsto dalle norme contrattuali, viene rimborsato all’Impresa medesima dalla C.E.P.
Il rimborso spetta per l’intero trattamento corrisposto al lavoratore se nel trimestre solare scaduto prima dell’evento, risultino denunciate per il lavoratore medesimo almeno 450 ore computate con i criteri di cui al comma successivo, proporzionalmente ridotte in caso di lavoro a tempo parziale.
Qualora le ore di cui al comma precedente risultino inferiori al numero indicato, il rimborso è proporzionalmente ridotto.
Per trimestre solare si deve intendere i tre mesi precedenti l’inizio della malattia o infortunio e, nel caso che questa/o si protragga anche nel mese successivo, i dati relativi al trimestre solare precedente l’evento rimangono gli stessi già denunciati in precedenza.
Per gli operai assunti da meno di tre mesi o in aspettativa, il trattamento è rimborsato all’impresa per intero.
L’Impresa per essere ammessa al rimborso, dovrà comunicare alla C.E.P., sul modello di denuncia mensile, i periodi di assenza dei lavoratori che risultano in malattia, infortunio o malattia professionale, indicando gli importi indennizzati e richiesti a rimborso.
Ai fini dell’accertamento del diritto al rimborso l’Impresa dovrà trasmettere copia dei certificati medici attestanti i periodi di assenza dei lavoratori e copia della denuncia INAIL se trattasi di infortunio.
L’assenza di tali certificazioni, comporterà il blocco dei rimborsi.
La C.E.P., al ricevimento della documentazione sopra indicata, procederà, compatibilmente con l’organizzazione dell’ufficio, alla verifica dei conteggi e dei rimborsi richiesti e, entro il giorno 20 di ogni mese, rimetterà alle imprese in regola con i versamenti contributivi il rimborso totale, parziale o a conguaglio degli importi anticipati.
All’operaio che in un biennio abbia maturato l’anzianità professionale edile, anche in più circoscrizioni territoriali, le Casse Edili che si riconoscono nel principio della reciprocità di cui all’accordo nazionale 11 Giugno 1997, corrispondono nell’anno successivo, ciascuna per la propria competenza, la prestazione disciplinata dal presente Regolamento.
L’operaio matura l’anzianità professionale edile quando in ciascun biennio possa far valere almeno 2.100 ore computando a tale effetto le ore di lavoro ordinario prestate, nonché le ore di assenza dal lavoro per malattia indennizzate dall’INPS e le ore di assenza dal lavoro per infortunio o malattia professionale indennizzate dall’INAIL.
L’erogazione prevista dal C.C.N.L. in occasione del 1° Maggio, viene effettuata dalla C.E.P. entro il 15 Aprile di ogni anno se non festivo, ovvero entro il primo giorno lavorativo successivo.
La prestazione per l’anzianità professionale edile è stabilita secondo importi crescenti, in relazione al numero degli anni nei quali l’operaio abbia percepito la prestazione medesima e calcolata moltiplicando gli importi di cui alla tabella dell’Allegato C del C.C.N.L. per il numero di ore di lavoro ordinario effettivamente prestate in ciascuna categoria e denunciate alla Cassa Edile per il secondo anno del biennio di cui al secondo comma del paragrafo 2.
Nel caso di operai per i quali per un biennio computato dal 1° Ottobre al 30 Settembre non risultino registrate alla Cassa Edile ore di cui al paragrafo 5 e che in un successivo biennio maturino il requisito di cui al paragrafo 2, la prestazione è calcolata applicando l’importo previsto per la prima erogazione.
Qualora la mancata registrazione di ore alla Cassa Edile dipenda da periodi di cassa integrazione straordinaria o di disoccupazione speciale lunga, la prestazione dovuta per la maturazione del requisito nel biennio successivo è calcolata applicando l’importo previsto per la terza erogazione, sempreché l’operaio interessato abbia già percepito almeno due erogazioni.
In caso di abbandono definitivo del settore dopo il raggiungimento dell’età pensionistica ovvero a seguito di invalidità permanente debitamente accertata dall’INPS o di infortunio o di malattia professionale, i cui esiti non permettano la permanenza nel settore stesso, all’operaio che ne abbia maturato il requisito la prestazione è erogata dalla Cassa Edile anticipatamente su richiesta dell’operaio medesimo.
In caso di morte o di invalidità permanente assoluta al lavoro di operai che abbiano percepito almeno una volta la prestazione o comunque abbiano maturato il requisito di cui al paragrafo 2 e per i quali nel biennio precedente l’evento siano stati effettuati presso la Cassa Edile gli accantonamenti di cui all’art. 18 del C.C.N.L., è erogata dalla Cassa Edile su richiesta dell’operaio o degli aventi causa una prestazione pari a 300 volte la retribuzione oraria minima contrattuale costituita da minimo di paga base, indennità di contingenza, indennità territoriale di settore ed elemento economico territoriale spettanti all’operaio stesso al momento dell’evento.
Al fine di far conseguire agli operai dipendenti i benefici di cui al presente Regolamento, i datori di lavoro sono tenuti:
a dichiarare alla locale Cassa Edile le ore di lavoro ordinario effettivamente prestate da ciascun operaio;
a versare alla Cassa Edile un contributo da calcolarsi sugli elementi della retribuzione di cui al punto 3) dell’art. 24 del C.C.N.L. per tutte le ore di lavoro ordinario dichiarate a norma della lettera a), nonché sul trattamento economico per la festività di cui all’art. 17 del C.C.N.L.
La misura del contributo è stabilita, in relazione alle esigenze della gestione, con accordo tra le Organizzazioni territoriali aderenti alle Associazioni nazionali contraenti. Il contributo affluisce ad un autonomo Fondo denominato “Fondo per l’anzianità professionale edile”.
Agli effetti dell’accertamento del requisito previsto dal paragrafo 2, la Cassa Edile registra a favore di ciascun operaio le ore di lavoro ordinario dichiarate per le quali è stato versato il contributo previsto al paragrafo 5.
Agli effetti di cui sopra la Cassa Edile registra anche le ore di assenza dal lavoro per malattia indennizzate dall’INPS e le ore di assenza dal lavoro per infortunio e malattia professionale indennizzate dall’INAIL.
La Cassa Edile registra altresì 104 ore di assenza per congedo matrimoniale, su richiesta dell’operaio munita della necessaria documentazione, compresa l’attestazione dell’Impresa in ordine all’effettivo godimento del congedo suddetto.Agli effetti della registrazione sopra riportata, nonché della registrazione delle eventuali ore di assenza indennizzate dall’INPS o dall’INAIL, delle quali la Cassa Edile non sia a conoscenza, la richiesta dell’operaio deve pervenire alla Cassa Edile entro tre mesi dalla scadenza del biennio valevole per la maturazione del requisito.
Nel caso in cui l’operaio si trasferisca da una ad altra circoscrizione territoriale, la Cassa Edile di provenienza, su richiesta dell’operaio medesimo, gli rilascia un attestato redatto secondo il modello predisposto dalle Associazioni nazionali comprovante la sua posizione in ordine all’anzianità professionale edile.
L’operaio provvede a far pervenire tale attestato alla Cassa Edile della circoscrizione nella quale si è trasferito.
Qualsiasi controversia inerente all’interpretazione e all’applicazione del presente Regolamento è deferita all’esame delle Organizzazioni territoriali aderenti alle Associazioni nazionali contraenti.
In caso di mancato accordo fra le stesse, la controversia è rimessa alle predette Associazioni nazionali che decidono in via definitiva.
Ogni controversia tra le Organizzazioni territoriali inerente all’amministrazione del “Fondo per l’anzianità professionale edile” è parimenti rimessa alle Associazioni nazionali per le decisioni definitive.
Le Associazioni nazionali si riservano altresì di studiare la possibilità di realizzare la contabilità nazionale delle posizioni dei singoli operai agli effetti del presente istituto, ferme restando le determinazioni locali per la misura dei contributi e la gestione dei fondi.
Le Associazioni nazionali si riservano altresì di studiare le modalità affinché, nel caso di operai che abbiano prestato la loro attività presso più Casse Edili nell’ultimo anno del biennio, la liquidazione del premio sia effettuata in un’unica e contestuale erogazione da pare della Cassa Edile presso la quale l’operaio è iscritto al momento dell’accertamento del requisito.
Gli organi di amministrazione delle Casse Edili sono vincolati a non assumere decisioni in contrasto con il Regolamento nazionale e a non dare esecuzione ad eventuali pattuizioni territoriali derogatorie, innovative o integrative del Regolamento medesimo.
La disciplina dell’istituto sarà riesaminata dalle Associazioni nazionali nel caso di norme di legge o di accordi a livello confederale che interferissero nella materia.
Per gli operai discontinui di cui alle lettere b) e c) dell’art. 6 del C.C.N.L. l’importo orario di cui sopra è pari rispettivamente al 90% ed all’80% di quello dell’operaio comune.
Per gli apprendisti si fa riferimento ai minimi di paga ad essi spettanti a norma della normativa contrattuale vigente.