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Matched Legal Cases: ['art. 158', 'art.7', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 2', 'art. 8']

Storia della Sicurezza Urbana in Italia La Legge 81 del 1993 prevede lelezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle province. Questo determina. - ppt scaricare
Storia della Sicurezza Urbana in Italia La Legge 81 del 1993 prevede lelezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle province. Questo determina.
PubblicatoGenoveffa Motta Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "Storia della Sicurezza Urbana in Italia La Legge 81 del 1993 prevede lelezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle province. Questo determina."— Transcript della presentazione:
2 Storia della Sicurezza Urbana in Italia
3 La Legge 81 del 1993 prevede lelezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle province. Questo determina una maggiore domanda di sicurezza da parte dei cittadini rivolta alle autonomie locali Le città cominciano a sperimentare buone prassi sui temi della sicurezza urbana, dellaiuto alle vittime e del coordinamento tra le varie forze di polizia. Nel 1996 a Roma viene fondato il Forum Italiano per la Sicurezza Urbana che riunisce città province e regioni per favorire lo scambio di buone pratiche in materia di politiche integrate di sicurezza ed intende affermarsi come soggetto di riferimento a livello nazionale sui temi della sicurezza e della legalità. Storia della Sicurezza Urbana in Italia Il ruolo delle città nelle politiche di sicurezza urbana
4 Storia della Sicurezza Urbana in Italia La stagione dei protocolli Il crescente protagonismo delle città incontra la disponibilità dellallora Ministro dellInterno Giorgio Napolitano. Si comincia a sperimentare in Italia per la prima volta una vera e propria concertazione tra governi locali e amministrazione dellInterno: Nasce la stagione dei protocolli
5 28 febbraio 1998 a Modena viene sottoscritto il primo protocollo tra Ministero dellinterno e Comune di Modena Immediatamente dopo, il 27 marzo, viene siglato a Napoli il secondo protocollo sulla sicurezza urbana Tra il 1998 e il 2003 vengono siglati 124 protocolli Storia della Sicurezza Urbana in Italia La stagione dei protocolli
6 Il Comune di Napoli, con una deliberazione di Giunta Comunale proposta dallAssessore Incostante, si dota di un progetto per la sicurezza urbana e la solidarietà. Nascono : Comitati circoscrizionali per la sicurezza e la solidarietà Nonni civici e pony della sicurezza e della solidarietà per il pronto intervento sociale Gruppi di aiuto alle vittime nel 2000 viene varato dalla Giunta Comunale, per la prima volta in Italia, il piano sociale di una città: Napoli Storia della Sicurezza Urbana in Italia
7 Legge Bassanini (59/97) prevede il conferimento di funzioni e compiti dallo Stato alle Regioni e agli Enti Locali Decreto legislativo 112/98, art. 158, prevede il conferimento di compiti e funzioni alle Regioni in materia di Polizia Amministrativa regionale e locale Decreto legislativo 27 luglio 1999 n° 279 prevede linserimento di sindaci e presidenti di Province, in qualità di consulenti, al Comitato Provinciale per lOrdine e la Sicurezza Pubblica DPCM del 12 settembre del 2000 prevede, art.7, uno spazio di collaborazione istituzionale tra Stato, Regioni e Enti Locali sui temi della sicurezza urbana integrata La stagione normativa
8 Storia della Sicurezza Urbana in Italia La stagione normativa Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n°3 Modifica al Titolo V della Costituzione, art. 117, attribuisce alle Regioni la potestà legislativa esclusiva sulla Polizia Amministrativa Locale allart. 118 prevede che lo Stato legiferi sulle forme di coordinamento tra Stato e Regioni in materia di sicurezza urbana Nel frattempo (1999/2003) sette Regioni disciplinano con legge propria i temi della sicurezza urbana nel marzo 2003 ANCI, UPI, Conferenza dei Presidenti delle Regioni propongono al Parlamento un Proposta di Legge concernente Disposizioni per il coordinamento in materia di sicurezza pubblica e Polizia Amministrativa Locale, e per la realizzazione di politiche integrate per la Sicurezza (ferma da un anno presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera)
9 Storia della Sicurezza Urbana in Italia Le tappe del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana 1999 a Torino il Comune di Napoli assume la presidenza del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana (lAssessore Maria Fortuna Incostante viene eletta allunanimità Presidente della associazione )
10 Storia della Sicurezza Urbana in Italia Le tappe del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana Nel corso dellanno 2000, la Regione Campania aderisce al Forum Europeo per la Sicurezza Urbana, e ne assume la presidenza
11 Il 7, 8 e 9 dicembre 2000, si svolge a Napoli la prima Conferenza internazionale sulla Sicurezza urbana promossa dal Forum Europeo, dal Forum Italiano, dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania alla quale partecipano più di 400 rappresentanti da tutto il mondo e dalla quale scaturisce il documento Manifesto della sicurezza delle città proposto al Parlamento Europeo e adottato a modello di sviluppo delle politiche regionali di sicurezza urbana. Storia della Sicurezza Urbana in Italia Le tappe del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana
12 Forum Italiano per la Sicurezza Urbana Primo incontro nazionale UNIVERSITÀ, RICERCA, AMMINISTRAZIONI LOCALI E REGIONI: UNIVERSITÀ, RICERCA, AMMINISTRAZIONI LOCALI E REGIONI: MIGLIORARE LA SICUREZZA DELLE CITTÀ Provincia di Napoli 10 LUGLIO 2002 NAPOLI Regione Campania Comune di Napoli Partecipano studiosi della devianza sociale e della criminalità italiani ed europei, rappresentanti delle Istituzioni locali e nazionali Storia della Sicurezza Urbana in Italia
13 Roma 23 febbraio 2004 Forum Europeo per la Sicurezza Urbana Presidente F. Tillemans (Sindaco di Bruxelless ) Vicepresidente M.F. Incostante (Ass. Regione Campania) Storia della Sicurezza Urbana in Italia Le tappe del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana
14 Storia della Sicurezza Urbana in Italia Le tappe del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana 5 e 6 marzo 2004 a Napoli viene presentato il libro La sicurezza urbana edito dal Mulino, a cura del FISU
15 S icurezza U rbana Si intendono per politiche locali per la sicurezza, le azioni volte al conseguimento di una ordinata e civile convivenza nelle città e nel loro territorio esercitate attraverso le competenze proprie dei comuni, delle province e delle regioni per politiche integrate per la sicurezza le azioni volte ad integrare le politiche locali per la sicurezza con le politiche di contrasto della criminalità e di ordine pubblico. (art. 2 del Disegno di Legge proposto da: ANCI, UPI, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e inviata al Governo alla prima Commissione della Camera degli Affari Costituzionali) La Sicurezza Urbana si realizza, quindi, attraverso azioni integrate che richiedono coordinamento tra tutti gli attori istituzionali locali: Ministero dellInterno, Comuni, Province, Regioni
16 S icurezza U rbana Gli strumenti varati e predisposti dalla Regione Campania Legge Regionale N°12 del 13 giugno 2003 Norme in materia di Polizia Amministrativa regionale e locale e politiche di sicurezza Bollettino Ufficiale Regione Campania n°27 del 23 giugno 2003
17 S icurezza U rbana Legge Regionale 12/2003 prevede: Conferenza Regionale e Provinciali per le politiche integrate di sicurezza Piano di Azioni per la Sicurezza urbana finanziamenti ai Comuni per la realizzazione di progetti di sicurezza urbana integrata e servizi di vicinanza al cittadino da parte delle polizie locali Comitato Tecnico Consultivo, organo di consulenza alla Giunta, per le tematiche inerenti la Polizia Locale Scuola Regionale di Polizia Locale quale luogo di formazione per la Polizia Municipale e Provinciale, e per la formazione integrata con le altra polizie dello Stato e gli operatori sociali su tematiche di interesse comune Gli strumenti varati e predisposti dalla Regione Campania
18 S icurezza U rbana Gli strumenti varati e predisposti Scuola Regionale di Polizia Locale La L. 12/2003 allart. 8 definisce il ruolo che la Scuola regionale di Polizia Locale va a ricoprire in materia di formazione degli appartenenti alle strutture di Polizia Locale inserendo il concetto innovativo di formazione integrata tra le varie forze di polizia. Nellambito della propria missione si fa promotrice sia di azioni sperimentali di formazione anche congiunta con operatori sociali e della sicurezza; attua forme di collaborazione con altre Regioni e con organismi associativi degli enti locali nazionali e comunitari; pone in essere sperimentazioni in relazione a nuove professionalità connesse alle politiche di sicurezza. Partecipa a progetti in partenariato con analoghe strutture operanti in altri paesi europei, favorendo scambi di buone pratiche nellottica di una reale integrazione tra polizie europee. Stabilisce protocolli dintesa e atti convenzionali con gli atenei campani per la realizzazione di Master e percorsi di alta formazione per gli ufficiali e i comandanti della Polizia Locale campana.
19 Gli strumenti varati e predisposti S icurezza U rbana Gli strumenti varati e predisposti Legge Regionale sui Beni Confiscati alla Camorra n°23/2003 Istituzione di un fondo per progetti relativi allutilizzo ai fini sociali degli immobili confiscati alla camorra Il fondo finanzia i Comuni che presentano progetti sulla base dei criteri stabiliti da bandi regionali I progetti prevedono la riconversione dei beni sequestrati ai camorristi in strutture sociali di pubblico servizio
20 S icurezza U rbana Gli strumenti varati e predisposti Disegno di Legge Misure di solidarietà in favore delle vittime di criminalità Dopo una intensa attività di consultazione con i familiari delle vittime di criminalità, le associazioni e fondazioni antiracket ed antiusura viene predisposto il testo del Disegno di Legge Il primo marzo 2002 la Giunta Regionale, su proposta dellAssessore Incostante, approva il Disegno di Legge il Disegno di legge è stato approvato allunanimità dalle Commissioni Consiliari competenti, attualmente deve essere esaminato dal Consiglio Regionale
21 S icurezza U rbana Misure di solidarietà in favore delle vittime di criminalità (Disegno di legge) Perché una legge regionale sulle vittime della criminalità e contro lusura e il racket? per favorire la convivenza civile e democratica e sostenere lo sviluppo economico perché tutti i reati, ma in particolare usura ed estorsione, vanno contro la collettività e pregiudicano la crescita economica e sociale della comunità per promuovere protagonismo di tutte le parti interessate dalle associazioni di categoria ai Comuni e Province per coprire quelle necessità non coperte già dalle leggi nazionali e realizzare una più efficace strategia per la tutela delle vittime per rispondere a quelle domande di prima necessità, ma anche di supporto psicologico, aziendale e legale cui è sottoposta una vittima potenziale o reale, piuttosto che monetizzare il danno per incentivare alla denuncia ed alla partecipazione ed allassociazionismo Gli strumenti varati e predisposti
22 S icurezza U rbana Misure di solidarietà in favore delle vittime di criminalità (Disegno di legge) La Legge prevede Finanziamenti a Comuni e Province per progetti di aiuto alle vittime, sostegno psicologico, legale ed aziendale per chi è vittima (reale o potenziale) di criminalità Finanziamenti ad associazioni antiracket ed antiusura Agevolazione per laccesso al credito e finanziamenti dei fondi antiusura per commercianti riuniti in consorzi o cooperative di garanzia collettiva per i fidi bancari (Fidi e Cofidi) Consulta delle associazioni antiracket ed antiusura e dei familiari delle vittime di criminalità Gli strumenti varati e predisposti
23 S icurezza U rbana Gli strumenti varati e predisposti Accordo Programma Quadro Giancarlo Siani Stipulato tra Regione Campania, Ministro dellInterno e Ministro dellEconomia, firmato da Bassolino e Pisanu Dotazione economica complessiva di 71 milioni di euro di cui 30 a carico della Regione Campania e 40 a carico del Ministero dellInterno (PON Sicurezza) PREVEDE Coordinamento di Regione e Ministero dellInterno su progetti specifici di sicurezza urbana integrata in Campania Lattuazione di interventi a supporto della diffusione della legalità Potenziamento dei canali di comunicazione tra le diverse forze di polizia Interventi pilota di sicurezza urbana integrata; Formazione e aggiornamento integrati degli operatori della sicurezza, Miglioramento della logistica delle Forze di Polizia Monitoraggio degli investimenti pubblici e prevenzione di infiltrazioni criminali.
24 S icurezza U rbana Le realizzazioni più significative annualità 2002/2003 stanziati 1.343.000 euro: finanziati 30 progetti, coinvolti 52 Comuni annualità 2003-2004 stanziati 1.650.000 euro: finanziati 32 progetti, coinvolti 55 Comuni annualità 2004-2005 stanziati 1.700.00 euro Finanziamenti agli Enti Locali per la realizzazione di progetti di sicurezza urbana integrata
25 S icurezza U rbana Le realizzazioni più significative Progetto Pilota Vesuvio per la legalità (18 Comuni dellarea vesuviana) Progetto Pilota Napoli per i minori a rischio (7 Quartieri) Progetto Pilota Ercolano per la cittadinanza attiva Progetto Pilota Giugliano e lUniversità Partenope per il corso di laurea in scienze motoree con sede in un bene confiscato alla Camorra Promozione di Progetti Pilota di sicurezza urbana co-finanziati dal Ministero dellInterno
26 S icurezza U rbana Le realizzazioni più significative Formazione degli addetti ai Corpi e Servizi di Polizia Locale (municipale e provinciale) Formazione integrata con le Forze dellOrdine ed operatori sociali investimenti annui pari a 1.000.000 euro Scuola Regionale di Polizia Locale
27 S icurezza U rbana Le realizzazioni più significative Documentazione Indagine sulla delittuosità e criminalità in Campania (1991-2001) Indagine sulla sicurezza dei cittadini con LIstat Ricerca sullo stato della Polizia Municipale e Provinciale in Campania
28 S icurezza U rbana Gli interventi del Ministero dellInterno per la sicurezza delle piccole e medie imprese commerciali Sostegno a piccole e medie imprese commerciali interventi per la messa in sicurezza delle piccole e medie imprese commerciali (videosorveglianza, utilizzo dei sistemi POSS, etc) 629.000 euro previsti nella Legge Finanziaria dello Stato 2003 414.000 euro previsti nella Legge Finanziaria dello Stato 2004 (fondo decurtato del 50% a causa del Decreto Tagliaspese) nella Legge Finanziaria dello Stato 2005 non è previsto alcun finanziamento
29 S icurezza U rbana Le azioni in cantiere Progetto Alpha installazione di videocamere e/o sistemi di allarme collegati presso le Centrali operative delle Forze dellOrdine ed installati in alcuni quartieri delle città individuati di concerto con il Comitato provinciale per lordine e la sicurezza pubblica (in attesa dellautorizzazione da parte del Ministero dellInterno)
30 S icurezza U rbana Le azioni in cantiere Sicurezza e Pari Opportunità Finanziamento di un programma di azioni di sostegno e formazione per la sicurezza delle donne – Mis. 3.14 bandi per la presentazione di progetti da parte dei Comuni per la realizzazione di servizi rivolti alle donne vittime di violenza (sportelli, centri antiviolenza, etc.)
31 S icurezza U rbana Le azioni in cantiere Misura del POR Campania sulla sicurezza urbana Sulla premialità ottenuta per aver speso bene i fondi europei, la Regione Campania ha scelto di istituire una linea di azione specifica sulla sicurezza urbana, che nella precedente programmazione non era prevista la misura prevede una pluralità di azioni che vanno dalla formazione degli operatori alla realizzazione di servizi alle persone ad attività di sensibilizzazione sui temi della sicurezza urbana
32 S icurezza U rbana Misura del POR Campania sulla sicurezza urbana Le azioni previste: Formazione per esperti in sicurezza urbana integrata Finanziamento ai Comuni per la realizzazione di servizi di aiuto alle vittime, pronto intervento Sociale, antiracket ed antiusura Finanziamento di progetti per il riutilizzo a scopo sociale dei beni confiscati alla camorra Realizzazione del numero unico, a tre cifre, della Polizia Locale Attività di sensibilizzazione e comunicazione sui temi della sicurezza urbana Le azioni in cantiere
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