Source: http://www.adomandarisponde.it/Agenzie/viaggio/turismo/adempimenti/amministrativi/fiscali%20
Timestamp: 2016-10-01 06:58:30+00:00
Document Index: 121762855

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 5', 'art. 86', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 25', 'art. 74', 'art. 9', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 19']

Agenzie di viaggio e turismo: adempimenti amministrativi e fiscali | aDomandaRisponde.it Servizio di informazione, ricerca di informazioni, consigli tecnici, risparmio energetico, impianti panelli solari, analisi di investimento, reperimento delle migliori offerte per auto, abitazioni, indagini, inchieste di mercato, sondaggi, servizio informazioni globale per famiglie, pareri legali, professionisti e aziende, ottimizzazione siti web, servizi di pubblicità su internet (creazione campagne adword's e facebook), redazione comunicati stampa mirati, realizzazione video ricordo, eventi in italia, consulenze
Sopraelevazione abusiva e diritto di panorama Agenzie di viaggio e turismo: adempimenti amministrativi e fiscali In totale:QUALI SONO I NOMI DEI VENTI CHE SOFFIANO IN ITALIA?
Affitto di azieda e trattamento dipendenti Ultima visita:QUALI SONO I NOMI DEI VENTI CHE SOFFIANO IN ITALIA?
Trasferimento d’azienda: responsabilità patrimoniali e legittimità dell’emissione delle cartelle esattoriali Nasce la rete degli Ecologisti e Civici - Verdi europei
UT II° FESTIVAL DI MUSICA E PAROLA DELLA LIBERA UNIVERSITA DI ALCATRAZ
Affitto di azieda e trattamento dipendenti Home › Blog › blog di Redazione Agenzie di viaggio e turismo: adempimenti amministrativi e fiscali Lun, 04/18/2011 - 21:59 — Redazione
Quali sono le normative che disciplinano l’attività produttiva delle agenzie di viaggio e turismo? Come ne regolamentano adempimenti fiscali e amministrativi?
A riformare le norme in materia di turismo è stata la l. 135/2001, che ha di fatto abrogato la vecchia l. 217/1983. Ai sensi dell’art. 7, comma 1, della legge citata, sono considerate imprese turistiche quelle che esercitano attività economiche organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la
gestione di prodotti, servizi e infrastrutture e di esercizi concorrenti alla formazione dell’offerta turistica. La definizione contenuta nella nuova norma è abbastanza generica in quanto, a parte l’inclusione delle due nuove categorie appena citate, non si fornisce un elenco esaustivo delle varie tipologie di imprese turistiche. L’individuazione delle stesse è stata demandata a un decreto del presidente del Consiglio dei ministri (d.P.C.) pubblicato il 13 settembre 2002, con il quale sono stati definiti i principi e gli obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico, al fine di assicurare l’unitarietà del comparto turistico e la tutela dei consumatori, delle imprese e delle professioni turistiche. Il suddetto decreto ha anche disciplinato: – lo standard minimo dei servizi d’informazione e di accoglienza ai turisti e le relative terminologie; – i criteri e le modalità dell’esercizio, su tutto il territorio nazionale, delle imprese turistiche per le quali si ravvisa la necessità di standard omogenei e uniformi; – gli standard minimi di qualità delle camere d’albergo e delle unità abitative delle residenze turistico-alberghiere e delle strutture ricettive in generale; – gli standard minimi di qualità dei servizi offerti dalle imprese turistiche, sulla base dei quali fondare i criteri relativi alla classificazione delle strutture ricettive; – il livello minimo e massimo da applicare a eventuali cauzioni, anche in relazione ad analoghi standard utilizzati nei Paesi dell’Unione europea, con riferimento alle agenzie di viaggio, alle organizzazioni e alle associazioni che svolgono attività similare; – i requisiti e gli standard minimi delle attività ricettive gestite senza scopo di lucro e delle attività di accoglienza non convenzionale (come per esempio il bed and breakfast); – i criteri direttivi di gestione dei beni demaniali e delle loro pertinenze concessi per attività turistico-ricreative; – gli standard minimi di qualità dei servizi forniti dalle imprese che operano nel settore del turismo nautico. Con riferimento alle imprese turistiche, occorre segnalare che è stato stabilito che, per esercitare l’attività, le imprese turistiche devono iscriversi nel Registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio territorialmente competente. Di conseguenza cessa l’obbligo d’iscrizione al Registro esercenti il commercio (REC) previsto dall’art. 5. della l. 217/1983. Quanto alle norme in materia di avvio ed esercizio delle imprese turistiche, sono state introdotte importanti novità. Per poter aprire o trasferire la sede di un esercizio ricettivo, occorre essere in possesso di apposita autorizzazione, rilasciata dal sindaco del Comune nel cui territorio è ubicato l’esercizio. L’autorizzazione ha anche ulteriori funzioni e in particolare: – abilita il soggetto a effettuare, unitamente alla prestazione del servizio ricettivo, anche la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti e a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati; – abilita altresì alla fornitura di giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli alle persone alloggiate, nonché a installare, a uso esclusivo di dette persone, attrezzature e strutture a carattere ricreativo; – svolge anche le funzioni di licenza di pubblica sicurezza ai sensi dell’art. 86 del t.u. di pubblica sicurezza (TUPS), approvato con r.d. 773/1931. Occorre ricordare che le attività ricettive devono in ogni caso essere esercitate nel rispetto di tutte le norme, le prescrizioni e le autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza, nonché di quelle sulla destinazione d’uso dei locali e degli edifici. Le agenzie di viaggio possono esercitare la loro attività sotto una delle seguenti forme giuridiche: impresa individuale, impresa familiare, impresa coniugale, società di fatto, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata e società per azioni e società cooperativa. Sulla base delle varie leggi regionali attualmente in vigore, la costituzione di un’agenzia di viaggi è subordinata all’espletamento di un iter procedurale stabilito, che si può riassumere in tre fasi: presentazione della domanda, fase istruttoria e rilascio dell’autorizzazione. Le stesse leggi prevedono anche la stipula di polizze assicurative. La Corte costituzionale poi è intervenuta sull’apertura di filiali e succursali. Nella prima fase, il soggetto che intende avviare un’attività turistica deve presentare al presidente della Regione competente un’istanza su cui indicare: – le generalità del titolare o del gestore dell’impresa; – l’indicazione del direttore tecnico, cioè di colui che si assume la responsabilità tecnica dell’agenzia di viaggio, qualora il titolare (o il gestore) non presti con carattere di continuità ed esclusività la propria opera nell’agenzia stessa, oppure non possieda i requisiti professionali richiesti; – il possesso dei requisiti soggettivi previsti dal TUPS (r.d. 773/1931); – le attività che, congiuntamente o disgiuntamente, si intendono esercitare tra quelle indicate dalla legge quadro o dalle leggi regionali; – l’organizzazione predisposta per la gestione dei servizi e l’ubicazione dei locali di esercizio; – la denominazione prescelta per la costituenda agenzia; – la sede dove s’intende esercitare l’attività. Per le agenzie che intendono svolgere attività di vendita diretta di viaggi e soggiorni, la domanda deve specificare anche il possesso dei requisiti strutturali: locali indipendenti da altre attività, insegne visibili dell’attività svolta e attrezzature adeguate. In ogni caso deve essere allegata una relazione tecnica economica di fattibilità dell’iniziativa, contenente dati statistici sulla potenziale utenza. Durante la fase istruttoria, l’autorità competente accerta la sussistenza dei requisiti richiesti: – possesso da parte del richiedente dei requisiti professionali (conoscenza dell’amministrazione e organizzazione delle agenzie di viaggio; conoscenza di tecnica, legislazione e geografia turistica; conoscenza di almeno due lingue straniere); – nulla osta dell’autorità di pubblica sicurezza; – nulla osta regionale riguardante la denominazione prescelta; – versamento del deposito cauzionale, anche in titoli pubblici, oppure prestazione d’idonea fideiussione bancaria o assicurativa irrevocabile, vincolata per tutto il periodo di esercizio dell’agenzia e variabile a seconda del tipo di attività svolta.
Completata l’attività istruttoria, il Consiglio regionale delibera sul rilascio dell’autorizzazione che permette l’esercizio dell’attività. A tutela dell’utente, le varie leggi regionali prevedono anche la stipula di polizze assicurative di responsabilità civile a copertura dei rischi derivanti alle persone dalla partecipazione ai programmi di viaggio, nonché l’istituzione di un fondo regionale di garanzia alimentato da quote contributive annue, per fronteggiare, in caso di insolvenza, fallimento o inadempimento contrattuale, il rimborso dei fondi depositati e il rimpatrio dei consumatori. Il d.lgs. 230/1995 ha inoltre previsto l’obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile verso il consumatore in riferimento al risarcimento dei danni a persone e cose e l’istituzione di un fondo di garanzia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per consentire, in caso di insolvenza o di fallimento, il rimborso del prezzo pagato e il rimpatrio del consumatore. Il fondo è alimentato ogni anno da una quota pari allo 0,5% dell’ammontare del premio delle polizze assicurative obbligatorie. Occorre precisare che la Corte costituzionale, con la sentenza 339/2001, ha dichiarato l’incostituzionalità delle leggi regionali sulle agenzie di viaggio che richiedono autorizzazioni specifiche per l’apertura di filiali o succursali imponendo di versare distinte tasse di concessione regionale o cauzioni ad hoc, oltre all’obbligo di un direttore a tempo pieno. A seguito dell’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività turistica, devono essere espletate tutte le altre formalità necessarie per l’avvio dell’impresa, quali l’iscrizione presso l’Agenzia delle entrate e l’iscrizione al Registro delle imprese. Un’ulteriore importante novità della legge quadro sul turismo (l. 135/2001) riguarda la qualificazione settoriale. È stata introdotta, infatti, una norma che equipara le imprese turistiche a quelle industriali. La ragione di tale equiparazione è legata all’intenzione di estendere al settore del turismo i benefici previsti per il comparto industriale. L’art. 7, comma 4, della l. 135/2001 prevede che, fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato, alle imprese turistiche siano estese le agevolazioni, i contributi, le sovvenzioni, gli incentivi e i benefici di qualsiasi genere previsti dalle norme vigenti per l’industria, nei limiti delle risorse finanziarie a tal fine disponibili e in conformità ai criteri definiti dalla normativa vigente. Alle due figure di organizzatore e intermediario di viaggi corrisponde un diverso tipo di servizio offerto all’utenza, talché le stesse sottendono anche una diversa fattispecie contrattuale: nel primo caso (organizzatore di viaggi), l’agenzia offre un viaggio predisposto e organizzato in modo ideativo e creativo; nel caso dell’intermediario di viaggi, l’agenzia si limita a una mera funzione di intermediazione tra turista e fornitore dei diversi servizi. 1) Contratto di intermediazione e contratto di organizzazione. L’attività svolta dall’intermediario di viaggi è inquadrata nell’ambito del contratto di mandato. In tale fattispecie, infatti, l’agente di viaggio svolge un’attività di mera intermediazione, nel senso che assume il compito di stipulare per conto e in nome del cliente una serie di contratti inerenti alla prestazione dei servizi indispensabili per realizzare il viaggio con le varie imprese di trasporto, albergatori ecc. Nell’ambito di questi contratti l’agenzia di viaggi assume nei confronti dei fornitori dei servizi la posizione contrattuale di mandataria, la cui prestazione è retribuita in forma di provvigione.
Ove l’agenzia di viaggio svolga anche un’attività di creazione e ideazione del viaggio o soggiorno, la configurazione contrattuale assume connotati diversi, in quanto l’attività svolta dal proponente il viaggio non si limita a una funzione di tramite tra il cliente e il prestatore del servizio, ma consiste in una più ampia attività di organizzazione e offerta di un viaggio. Il profilo contrattuale di tale attività è normalmente circoscritto nell’ambito delle attività d’impresa come appalto di servizi. L’attività d’intermediazione si svolge prevalentemente nei settori di ricettività alberghiera, servizi turistici prodotti da altre agenzie e trasporti. Nei servizi di ricettività alberghiera l’agenzia contatta in via preliminare le imprese alberghiere ricettive concordando le tariffe, le modalità di prenotazione e il pagamento, nonché le provvigioni spettanti. I rapporti tra albergatori e agenzia di viaggio sono regolati a livello internazionale da una convenzione del 1979 tra l’Associazione internazionale degli hotel (AIH) e la Federazione universale delle associazioni delle agenzie di viaggio (FUAAV). In linea generale la convenzione distingue due tipi di contratti alberghieri: – contratto per viaggiatori individuali, in base al quale l’agenzia applica al cliente la tariffa ufficiale dell’albergo, percependo una commissione netta pari a circa l’8%; – contratto per viaggiatori in gruppo, secondo cui si applicano tra l’albergatore e l’agenzia di viaggio delle tariffe “confidenziali”, non comunicate al viaggiatore; egli pagherà la tariffa richiesta dall’agenzia, che si remunera sulla differenza con quanto pagato all’albergatore. Quando il pagamento dei servizi alberghieri avviene direttamente a favore dell’albergo, questi, a prestazione avvenuta, deve darne comunicazione all’agenzia di viaggio, affinché possa emettere fattura per la provvigione. Se il cliente versa all’agenzia una parte del corrispettivo sotto forma di deposito, questo normalmente viene trattenuto dall’agenzia stessa a titolo di provvigione. L’agenzia rilascerà un voucher al cliente e fatturerà all’albergatore quando la prestazione sarà stata effettuata. Quando l’agenzia di intermediazione vende servizi turistici prodotti da altre agenzie (meeting, escursioni ecc.) per la fatturazione vale quanto già detto per i servizi alberghieri. Per la vendita di servizi di trasporto (ferroviario, aereo e marittimo), l’agente o un suo collaboratore deve ottenere un’apposita abilitazione dopo aver frequentato un corso e superato il relativo esame. Per la biglietteria ferroviaria le ferrovie dello Stato (FS), dopo aver concesso l’abilitazione, stipulano un contratto con l’agenzia di viaggio con cui si definiscono le regole per la custodia e la vendita dei biglietti, per il versamento delle somme incassate e per la determinazione della provvigione. Normalmente le FS richiedono il versamento di un deposito cauzionale. La gestione del rapporto avviene attraverso la tenuta di un apposito registro o contabilità in cui sono annotate tutte le operazioni compiute nel periodo di riferimento. Normalmente a fine mese si effettua il riepilogo dei biglietti emessi e il conguaglio delle provvigioni, che saranno regolarmente fatturate. Per la biglietteria aerea, nel caso di voli interni occorre stipulare contratti separati con ciascun vettore; mentre per i voli internazionali è necessario richiedere l’abilitazione all’Associazione internazionale per il trasporto aereo (IATA). Quando la
domanda viene accolta, l’impresa di viaggi diventa agente IATA, previo versamento di un deposito cauzionale. Per regolare i rapporti finanziari tra le agenzie di viaggio e le compagnie aeree si può usufruire del sistema del Bank settlement plan ovvero del Piano di rimessa bancaria (BSP) che, oltre a consentire l’utilizzo di una documentazione standardizzata a livello internazionale, permette di redigere un solo rendiconto quindicinale delle vendite da inviare alla banca incaricata (Banca nazionale del lavoro, in Italia), la quale provvede a determinare le quote spettanti alle varie compagnie aeree e le provvigioni dell’agenzia di viaggio con riferimento a ciascuna compagnia. Da tutto questo consegue che l’agenzia di viaggi annoterà nel rapporto di vendite sia l’importo sia gli estremi dei biglietti venduti, allegando il tagliando contabile, mentre la banca elaborerà le analisi di fatturazione e i riepiloghi di vendita mensili, per poi inviarli alle agenzie. Esse pagheranno alla banca quanto risulta dai riepiloghi di vendita mensili e la banca effettuerà la ripartizione tra le compagnie. Le fatture per le provvigioni percepite sono approntate elettronicamente dalla banca e spedite all’agente interessato con già prestampati i dati della compagnia aerea; l’agente deve integrarle e spedirle. Per la biglietteria marittima, le condizioni e le modalità di fornitura del servizio sono concordate direttamente con la compagnia marittima. 2) Gestione delle attività di produzione e aspetti fiscali. Quando l’agenzia opera in nome proprio e a diretto vantaggio del cliente acquista i servizi turistici a un prezzo “confidenziale”. L’acquisto si documenta attraverso apposita fattura o ricevuta, che andrà annotata sul registro degli acquisti di cui all’articolo 74-ter del d.P.R. 633/1972. La vendita andrà annotata nell’apposito registro dei corrispettivi. Per quanto attiene le imposte sui redditi, nell’esercizio dell’attività, inquadrabile tra quelle di impresa commerciale, il reddito delle agenzie di viaggio e turismo è assoggettato a tassazione secondo i normali criteri di determinazione del reddito d’impresa (capo VI del d.P.R. 917/1986). In fatto di ritenute, non deve essere applicata alcuna ritenuta alla fonte sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio e turismo (art. 25-bis, comma 5, del d.P.R. 600/1973). Le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio nell’espletamento della propria attività rientrano poi nel campo di applicazione dell’IVA, secondo il regime normale o in base alla normativa che regola il regime speciale previsto per tale categoria di soggetti (art. 74-ter del d.P.R. 633/1972, così come modificato dall’art. 9 del d.lgs. 313/1997; d.m. 340/1999 e regolamento di attuazione). Ai fini di una corretta applicazione della normativa, occorre distinguere la diversa natura delle operazioni poste in essere: – Metodo “base da base”. È prevista la speciale disciplina del cosiddetto metodo base da base per le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo che organizzano e vendono, dietro pagamento di un corrispettivo unitario, in proprio o tramite mandatari con rappresentanza, i pacchetti turistici (viaggi, vacanze, circuiti tutto compreso ecc.), costituiti da più prestazioni che rientrano in un’operazione unitaria (art. 74-ter del d.P.R. 633/1972). Il ministero delle Finanze è intervenuto fornendo ampi chiarimenti riguardo all’ambito soggettivo di applicazione dello speciale regime (circolare ministeriale 328/E del 1997).
– Metodo tradizionale “imposta da imposta”. Si applica l’ordinario criterio di determinazione dell’imposta (cosiddetto metodo imposta da imposta) alle operazioni di mera intermediazione svolte dalle agenzie di viaggio nei confronti dei clienti, nelle quali l’agenzia agisce in nome e per conto del cliente. È necessario a questo punto evidenziare le differenze esistenti tra tourist agent e tourist operator. a) Tourist agent. Nel caso in cui l’agenzia operi in nome e per conto del cliente, procurandogli contratti di organizzazione di viaggi o servizi quali prenotazione di alberghi, vendita di biglietti di trasporto, servizi relativi alla vidimazione dei passaporti ecc., viene applicato il regime ordinario di determinazione dell’IVA “imposta da imposta”. Per tale attività d’intermediazione i corrispettivi devono essere certificati in base ai sistemi ordinari. Per quanto riguarda l’emissione della fattura o, in alternativa, della ricevuta/scontrino fiscale nei confronti del soggetto che fornirà il servizio turistico, una recente interpretazione ministeriale afferma che l’inserimento sul biglietto aereo dell’importo del diritto di prenotazione richiesto dall’agenzia al cliente può essere adottato correttamente quale procedimento di certificazione dei corrispettivi percepiti a tal titolo (risoluzione ministeriale 93/E del 2001). Tale procedura è ammissibile a condizione che il titolo di trasporto, oltre all’indicazione del diritto di prenotazione, contenga tutti gli elementi richiesti dalla legge per i biglietti di trasporto, affinché gli stessi possano assolvere la funzione di scontrino fiscale (d.m. del 30 giugno 1992). Colui che materialmente fornisce il servizio (azienda di trasporto, albergo ecc.) deve emettere a favore del cliente finale la fattura o la ricevuta fiscale. Un’ulteriore conferma di quanto sopra esposto deriva dalla risoluzione ministeriale 125/E del 2004. In questa occasione l’Amministrazione finanziaria ha chiarito le modalità di certificazione dei corrispettivi corrisposti per il servizio di prenotazione e vendita di biglietti aerei, sia nel caso in cui il servizio venga prestato dall’agenzia direttamente sia tramite web. Pertanto l’obbligo di certificazione dei compensi d’intermediazione riscossi direttamente dai clienti può essere correttamente assolto attraverso un tagliando annesso al biglietto aereo. Invece, dato che con le transazioni tramite web le agenzie di viaggio non emettono un vero e proprio biglietto bensì solo un codice di prenotazione (con cui il cliente può ritirare direttamente la carta d’imbarco all’aeroporto), esse devono certificare il corrispettivo nelle forme ordinarie (scontrino o ricevuta fiscale, ovvero fattura, anche in forma elettronica). L’aliquota applicabile alle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio è quella ordinaria del 20%; esistono tuttavia dei casi di non imponibilità: i servizi di intermediazione relativi a trasporti internazionali di persone o beni, ai noleggi e alle locazioni di mezzi di trasporto; i servizi di intermediazione resi in nome e per conto delle agenzie di viaggio produttrici di servizi turistici relativi a prestazioni eseguite fuori dalle UE; i servizi di intermediazione soggetti a IVA per i quali sia stata presentata lettera di intenti. Le agenzie di viaggio che agiscono come intermediarie devono inoltre, come ogni altra impresa, annotare e conservare esclusivamente le fatture relative a oneri sostenuti a diretto vantaggio dell’agenzia (e non dei clienti)
per l’espletamento della propria attività (acquisto di beni strumentali, materiale di cancelleria, utenze varie ecc.). Per la registrazione delle fatture, la liquidazione, i versamenti periodici, nonché la dichiarazione annuale e periodica, restano valide le regole ordinarie (d.P.R. 633/1972). b) Tour operator. Nell’ipotesi in cui l’agenzia di viaggio e turismo produca e organizzi servizi turistici in nome proprio ma a diretto vantaggio del cliente (tour operator), l’applicazione dell’IVA è regolata dal regime speciale “base da base”. Tale disciplina prevede che le operazioni di organizzazione di pacchetti turistici aventi a oggetto viaggi, vacanze e circuiti “tutto compreso” e annessi servizi, manifestazioni, convegni e simili, dietro pagamento di un corrispettivo globale, effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo, anche tramite mandatari, siano considerate come un’unica prestazione di servizi, soggetta a IVA se eseguita nel territorio dell’Unione europea (art. 74-ter del d.P.R. 633/1972 e d.m. 340/1999). Per pacchetto turistico s’intende la combinazione di almeno due degli elementi di seguito indicati, purché la durata sia superiore alle 24 ore, ovvero si estenda per un periodo di tempo comprendente almeno una notte (d.lgs. 111/1995): trasporto, alloggio e servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscono parte significativa del pacchetto turistico. Rientrano nell’ambito di applicazione del regime speciale anche le operazioni consistenti in prestazioni di servizi turistici, non inclusi tra i pacchetti turistici, rese da altri soggetti e acquisite nella disponibilità dell’agenzia anteriormente a una specifica richiesta del viaggiatore (art. 74-ter, comma 5-bis, del d.P.R. 633/1972). Per tutte le altre operazioni, per le quali i singoli servizi non siano acquisiti nella disponibilità dell’agenzia prima di una specifica richiesta del viaggiatore, si applicano le regole del regime normale. Dal momento che le prestazioni risultano imponibili se eseguite nel territorio dell’Unione europea si possono verificare le seguenti situazioni: viaggio a, ovvero viaggio UE comprensivo di servizi eseguiti solo all’interno dell’UE (operazione imponibile); viaggio b, ovvero viaggio extra UE comprensivo di servizi eseguiti solo al di fuori dell’UE (operazione non imponibile); viaggio c, ovvero viaggio UE con passaggio in Stati extra UE all’interno dei quali vengono svolte solo operazioni di trasporto (operazione imponibile); viaggio d, ovvero viaggio extra UE con passaggio in Stati UE in cui si svolgono solo operazioni di trasporto (operazione non imponibile) e infine viaggio e, ovvero viaggio UE o extra UE, con passaggio in Stati extra UE dove si svolgono altre prestazioni oltre il trasporto (operazione mista, imponibile solo per le prestazioni eseguite nell’UE). Le operazioni si considerano in ogni caso rese all’atto del pagamento dell’intero corrispettivo e comunque non oltre la data di inizio del viaggio o del soggiorno. L’eventuale pagamento di acconti, effettuata dal cliente, così come l’emissione della fattura da parte dell’agenzia non determinano il sorgere dell’obbligazione ai fini IVA, che rimane comunque subordinata all’integrale pagamento del corrispettivo o all’inizio del viaggio. Il viaggio si considera iniziato al momento in cui si effettua la prima prestazione di servizio a vantaggio del viaggiatore. Per quanto riguarda la fatturazione, le agenzie di viaggio e turismo emettono fattura per le prestazioni di servizi rese senza separata indicazione dell’imposta, non
oltre il momento del pagamento integrale del corrispettivo o dell’inizio del viaggio o del soggiorno, se antecedente. Per espressa disposizione del provvedimento ministeriale, la fattura deve contenere l’indicazione che “trattasi di operazione per la quale l’imposta è stata assolta ai sensi del d.m. 340/1999 e che la fattura non costituisce titolo per la detrazione dell’imposta”. La fattura può essere spedita anche tramite strumenti informatici, telematici o telefax. Se le prestazioni sono effettuate tramite intermediario, la fattura può essere emessa dal tour operator entro il mese successivo a quello di effettuazione della prestazione e può essere domiciliata presso lo stesso intermediario. È prevista inoltre la possibilità per l’agenzia intermediaria di assumere la veste di “sostituto di fatturazione”: la fattura o altro documento equipollente è emessa dall’agenzia intermediaria, secondo le modalità prima esposte e consegnata al cliente viaggiatore che la richieda. Ne consegue che l’originale della fattura emessa dall’agenzia organizzatrice non verrà consegnata al viaggiatore ma sarà conservata a cura dell’intermediario unitamente alla seconda copia di quella già emessa al cliente. Per le prestazioni d’intermediazione relative alle operazioni di agenzie di viaggio e turismo (diverse da quelle effettuate dai mandatari senza rappresentanza), le agenzie organizzatrici emettono una fattura riepilogativa mensile per le provvigioni corrisposte a ciascun intermediario, indipendentemente dall’esistenza di un contratto di mandato con rappresentanza. La fattura è emessa entro il mese successivo all’avvenuto pagamento delle provvigioni e annotata entro lo stesso mese contemporaneamente nei registri delle fatture emesse e nel registro degli acquisti o nel registro unico. La fattura deve indicare, separatamente, sia le provvigioni soggette all’imposta sul valore aggiunto sia le provvigioni non soggette a imposta. La fattura deve inoltre recare la dicitura che trattasi di fattura emessa ai sensi dell’art. 74-ter, comma 8, del d.P.R. 633/1972. La fattura è annotata dall’intermediario nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi o nel registro unico, con riferimento all’anno di imposta cui le provvigioni si riferiscono, non oltre il termine di presentazione della dichiarazione annuale. L’annotazione è effettuata senza la contabilizzazione della relativa imposta nel caso di provvigioni soggette a IVA in quanto inerenti a servizi turistici resi all’interno dell’Unione europea, con l’indicazione della norma di non imponibilità nel caso di provvigioni inerenti a servizi turistici resi al di fuori dell’Unione europea (d.m. 340/1999). Qualora non sia stata ricevuta la fattura del tour operator entro il termine previsto, l’agenzia di viaggio intermediaria può procedere alla registrazione delle provvigioni sulla base della documentazione contrattuale in suo possesso, salvo successive rettifiche al momento del ricevimento della fattura. La fattura può essere spedita anche tramite strumenti informatici, telematici o telefax. In riferimento alla registrazione dei corrispettivi, quelli relativi alle prestazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo debbono essere annotati distintamente nel registro dei corrispettivi, o in apposito registro unico, secondo che si riferiscano a prestazioni eseguite all’interno dell’UE (operazioni totalmente imponibili), al di fuori dell’UE (operazioni totalmente non imponibili) ovvero parte all’interno e parte
al di fuori dell’Unione (operazioni parzialmente imponibili) in base agli artt. 24-39 del d.P.R. 633/1972. Per la descrizione dei corrispettivi relativi a viaggi interamente UE, dei corrispettivi relativi a viaggi interamente extra UE e dei corrispettivi relativi a viaggi misti si ha: viaggio a = 1000 euro; viaggio b = 600 euro; viaggio c = 2000 euro; viaggio d = 300 euro; viaggio e = 800 euro. In riferimento agli acquisti dei servizi che compongono il viaggio prodotto dall’agenzia o che sono stati acquistati dalla stessa in nome proprio ma a vantaggio del cliente, essi devono essere annotati separatamente rispetto a tutti gli altri acquisti, distinguendo su relative colonne gli acquisti per prestazioni interamente UE, gli acquisti interamente fuori UE e gli acquisti per prestazioni miste. Le registrazioni devono essere effettuate al lordo dell’IVA nei consueti termini. Tutti gli altri costi sostenuti nell’interesse dell’agenzia devono essere annotati nelle modalità ordinarie, in una sezione del registro acquisti destinata agli “altri acquisti”, ovvero nel registro unico. Si tratta di tutti gli acquisti relativi ai beni e ai servizi strumentali all’attività dell’impresa, quali per esempio: beni strumentali, servizi di consulenza amministrativa, cancelleria ecc. In tal caso l’annotazione della fattura deve essere effettuata distinguendo l’imponibile dall’imposta. La liquidazione dell’imposta dovuta, per i soggetti ammessi al regime speciale IVA, si effettua mediante il particolare procedimento di deduzione “base da base”. L’imposta da liquidare e versare periodicamente è calcolata con le seguenti modalità: – dall’ammontare dei corrispettivi relativi alle operazioni imponibili divenute esigibili nel mese precedente si deduce l’ammontare dei costi al lordo dell’imposta, registrati nello stesso periodo, relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da terzi a diretto vantaggio del viaggiatore dell’agenzia, all’interno dell’Unione europea; – sulla differenza determinata nella precedente lettera a, si scorpora la percentuale dell’IVA inclusa, per ricostituire la base imponibile su cui applicare l’aliquota ordinaria IVA del 20%; – dall’ammontare dell’imposta determinata nella precedente lettera b, si detrae, con le eventuali limitazioni di detraibilità, l’ammontare dell’IVA assolta o dovuta dall’agenzia o a essa addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni e ai servizi acquistati nell’esercizio d’impresa, diversi da quelli forniti da terzi a diretto vantaggio del viaggiatore (art. 19-bis1 del d.P.R. 633/1972); – se l’ammontare dei costi di cui alla lettera a, risulta superiore all’ammontare dei corrispettivi relativi alle operazioni imponibili, l’importo dell’eccedenza è computato in aumento dei costi registrati nel mese o trimestre successivo. Se tale eccedenza risulta dalla dichiarazione annuale, il relativo importo è computato in detrazione nelle liquidazioni periodiche relative all’anno successivo. Per legge non è, infatti, possibile riportare da tale procedimento un credito d’imposta da utilizzare in compensazione per le liquidazioni successive.
Il procedimento di calcolo si complica nell’ipotesi in cui siano presenti anche viaggi misti, dovendosi in tal caso procedere al calcolo della percentuale di ricavo connessa alla prestazione eseguita all’interno dell’UE (l’unica che rileva per l’IVA). A tal fine si rende necessario conoscere l’esatto ammontare dei costi sostenuti per le operazioni effettuate all’interno dell’Unione europea e riguardanti sia le spese di soggiorno sia quelle di trasporto. In particolare, i costi di trasporto rilevano unicamente per la distanza percorsa all’interno dell’Unione europeaE, o, in caso di trasporto marittimo, unicamente per il 5% della distanza complessivamente percorsa. Si ipotizzi la situazione riportata di seguito: – Corrispettivi per viaggi interamente UE =1200 euro. – Corrispettivi per viaggi interamente fuori UE = 500 euro. – Corrispettivi per viaggi misti = 300 euro. – Corrispettivi totali = 2000 euro. – Costi per viaggi interamente UE = 900 euro. – Costi per viaggi interamente fuori UE = 300 euro. – Costi per viaggi misti = 200 (la parte UE è pari a 80 euro e la parte fuori UE a 120 euro). La determinazione dei corrispettivi imponibili relativi alla parte UE dei viaggi misti avviene applicando ai corrispettivi per viaggi misti la percentuale di incidenza dei costi relativi alla parte UE dei viaggi misti sul totale dei costi per le prestazioni miste. Nel caso in esame, la percentuale di incidenza dei costi è pari al 40% (ossia 80 euro su 200) e pertanto i ricavi da considerare imponibili sono per i viaggi misti pari a 120 euro (ossia 300 euro x 40%). I corrispettivi imponibili lordi sono pari a 1320 euro (1200 euro + 120 euro), mentre il totale dei costi imponibili, al lordo dell’IVA, è pari a 980 euro; in tal modo la base imponibile lorda, data dalla differenza tra ricavi e costi, è pari a 340 euro (1320 euro – 980 euro). Da questo valore deve essere scorporata l’IVA al fine di determinare la base imponibile netta. Ai fini dello scorporo si deve effettuare il seguente calcolo: 340 euro x 100 euro / 120 euro = 283 euro. L’IVA a debito si ottiene applicando alla base imponibile netta l’aliquota d’imposta: 283 euro x 20% = 57 euro. – Base imponibile lorda = 340 euro. – Base imponibile netta (340 euro / 1,2) = 283 euro. – IVA a debito (283 euro x 20%) = 57 euro. Tale procedura deve essere effettuata per ogni periodo di liquidazione, salvo ragguaglio finale in sede di dichiarazione annuale. Con decorrenza dall’1 gennaio 1998 è istituita l’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), con d.lgs. 446/1997. L’imposta ha carattere reale ed è indeducibile dalle imposte sui redditi e trova applicazione secondo le regole ordinarie previste per la generalità dei contribuenti. L’esercizio dell’attività di agenzia di viaggio è inoltre soggetto al pagamento della tassa di concessione prevista dal d.lgs. 230/1991. La tariffa 23 di tale decreto fissa la misura della tassa di concessione in funzione del numero degli abitanti residenti nel Comune in cui ha sede l’agenzia. Le norme vigenti sui regimi contabili non prevedono adempimenti particolari per le agenzie di viaggio e turismo; rimangono quindi valide le regole previste per il
regime ordinario, semplificato, forfetario (contribuenti minori) o super semplificato, in ragione della forma giuridica adottata dal contribuente. Per quanto riguarda le regole d’applicazione dell’imposta di bollo, valgono quelle stabilite per la generalità dei contribuenti. Le prestazioni non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 euro sono assoggettate all’imposta di bollo mediante apposizione di una marca da bollo di 1,81 euro sulla notula emessa dalle agenzie di viaggio e turismo.
SE VUOI RICEVERE IL DOCUMENTO IN PDF DELL'ARTICOLO MANDA UNA EMAIL AL NOSTRO STAFF
ENTRO POCHE ORE LO RICEVERAI GRATUITAMENTE.
IL TEAM DI ADOMANDARISPONDE.IT
Ecofuturo 2016 – Agricoltura senza arare e energia dal mare: e se smettessimo di buttare via risorse?
Cacao Online Ladri innamorati non resistono alla tentazione