Source: http://docplayer.it/15505608-1-identificazione-della-sostanza-o-della-miscela-e-della-societa-impresa.html
Timestamp: 2017-10-18 03:55:40+00:00
Document Index: 152854999

Matched Legal Cases: ['arte 2', 'arte 3', 'arte 4', 'art 34', 'art. 1', 'arte 3']

Lelio Bosco
1 1. Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa 1.1. Identificatore del prodotto: 1.2. Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati: lubr. a circolazione per impianti centralizzati e non 1.3. Informazioni sul fornitore della scheda di dati di sicurezza CBC SPA - Via Enrico Fermi Cuggiono (MILANO) Telefono Fax Orario operatività: 8,30-12,30 14,00-18, Telefono per emergenze Identificazione dei pericoli (Centro Antiveleno Padova - Istituto di Farmacologia Universitaria) (Centro Antiveleno Milano - Ospedale Niguarda) altri Centri Antiveleno sono indicati in sezione 16 - Pericoli fisico-chimici: Nessun pericolo secondo i criteri di classificazione di cui all allegato I alla parte 2 del Regolamento 1272/2008, e di cui all allegato VI della Direttiva 67/548/CEE modificato dalla Direttiva 2006/121/CE. - Pericoli per la salute: Nessun pericolo secondo i criteri di classificazione di cui all all. I alla parte 3 del Regolamento 1272/2008 e e di cui all allegato VI della Direttiva 67/548/CEE modificato dalla Direttiva 2006/121/CE E. - Pericoli per l ambiente: Nessun pericolo secondo i criteri di classificazione di cui all allegato I alla parte 4 del Regolamento 1272/2008, e di cui all allegato VI della Direttiva 67/548/CEE modificato dalla Direttiva 2006/121/CE. 2.1 Classificazione della sostanza o della miscela Definizione del prodotto: miscela Classificazione secondo Regolamento CE No.1272/2008 [CLP/GHS] Questo prodotto non è classificato come pericoloso in base al Regolamento CE No.1272/2008 Non classificato. Classificazione a norma della Direttiva 1999/45/CE [DPD] Questo prodotto non è classificato come pericoloso in base alla Direttiva 67/548/CEE e suoi emendamenti. Non classificato 2.2 Elementi dell etichetta Pittogrammi di pericolo: Non applicabile Avvertenza: Nessuna avvertenza. Indicazioni di pericolo Non sono noti effetti significativi o pericoli critici. Consigli di prudenza Prevenzione Non applicabile. Reazione Non applicabile Conservazione Non applicabile. 1 di 12
2 Smaltimento Non applicabile. EUH 210 Scheda dati di sicurezza disponibile su richiesta. 3. Composizione/informazioni sugli ingredienti 3.1. Sostanze 3.2. Miscele Nome Identificativi % Oli lubrificanti (petrolio), C24-50, estratti con solvente, decerati, idrogenati CAS: CE: Indice: X N. Reg.: /548/CEE Classificazione 1 non classificato note H ed L 1272/2008 (CLP) Residui (petrolio) decerati con solvente) CAS: CE: N. Reg.: XXXX non classificato note H ed L Prodotti di reazione di Benzeneamine, Nphenyl- con nonene (ramificato) CAS: CE: N. Reg.: < 1 Nessuna R53 Aquatic Chronic 4; H413 Gli oli minerali base utilizzati hanno un valore estratto in DMSO determinato con il metodo IP 346 inferiore al 3 %; sono quindi classificati non cancerogeni secondo la Direttiva 94/69/CE nota L ( 21 adeguamento al progresso tecnico della Direttiva 67/54 4. Misure di primo soccorso 4.1. Descrizione delle misure di primo soccorso Contatto con gli occhi: leggera irritazione (non specifico). Può causare ustioni in caso di contatto con il prodotto a temperatura elevata. Togliere le eventuali lenti a contatto se è agevole farlo. Sciacquare accuratamente con molta acqua tenendo le palpebre ben aperte. In caso di irritazioni, vista offuscata o rigonfiamenti persistenti, consultare un medico specialista. In caso di contatto con il prodotto caldo, raffreddare immediatamente con acqua corrente fredda. Consultare subito uno specialista Inalazione: irritazione del tratto respiratorio. L inalazione di vapori a temperature ambiente è poco probabile a causa della bassa pressione di vapore della sostanza. L esposizione ai vapori può comunque accadere in caso la sostanza venga maneggiata a alte temperature e in condizioni di scarsa ventilazione. In caso di respirazione difficoltosa, se le condizioni di sicurezza lo permettono, trasferire l infortunato in un posto tranquillo e ben ventilato; consultare un medico competente per una valutazione delle condizioni e del trattamento opportuno da praticare sulla vittima. Se l infortunato è incosciente e non respira, verificare l'assenza di ostacoli alla respirazione e praticare la respirazione artificiale da parte di personale specializzato. Se necessario, fare un massaggio cardiaco esterno, somministrare ossigeno e ottenere l'assistenza medica Contatto con la pelle: secchezza della pelle, irritazione in caso di esposizione ripetuta o prolungata. Può causare ustioni in caso di contatto con il prodotto a temperatura elevata. Rimuovere le calzature e gli indumenti contaminati e smaltirli in sicurezza. Lavare la parte interessata con acqua e sapone. Consultare un medico se l'irritazione della pelle, gonfiore o rossore aumenta e persiste. Non utilizzare mai benzina, cherosene o altri solventi per pulire la pelle contaminata. Quando si utilizzano apparecchiature ad alta pressione, può avvenire l'iniezione del prodotto, in tal caso consultare immediatamente un medico, non aspettare la comparsa di sintomi. Per scottature lievi: raffreddare la zona ustionata con acqua corrente fredda per almeno cinque minuti, o fino a 1 Per la codifica in esteso delle simbologie qui di seguito riportate si faccia riferimento alla sezione di 12
3 quando il dolore scompare. Non mettere il ghiaccio sulla bruciatura e non tentare di rimuovere parti di vestiti incollati alla pelle bruciata ma tagliarli tutto in torno Ingestione: nausea e diarrea. Considerare sempre possibile un aspirazione nei polmoni. Non aspettare la comparsa di sintomi, consultare un medico professionista o inviare l'infortunato ad un ospedale. Non provocare il vomito per evitare il rischio di aspirazione. Non somministrare nulla per bocca a una persona in stato di incoscienza. In caso di vomito spontaneo, mantenere la testa in basso per evitare il rischio aspirazione del vomito nei polmoni. Quando il vomito cessa, porre l infortunato in posizione di sicurezza con le gambe leggermente alzate Protezione dei soccorritori: non dovrà essere intrapresa alcuna azione che implichi qualsiasi rischio personale o senza l'addestramento appropriato. Garantire un'adeguata ventilazione e verificare che l'atmosfera sia sicura e respirabile prima di accedere a spazi confinati Principali sintomi ed effetti, sia acuti e che ritardati Contatto con gli occhi: il contatto con gli occhi può provocare arrossamento e dolore Inalazione: tosse, mal di gola, mal di testa, nausea, affaticamento e vertigini Contatto con la pelle: dolore e arrossamento. Un contatto prolungato o ripetuto può seccare la cute e causare irritazione Ingestione: nausea, vomito, dolore addominale, diarrea, tosse, mal di gola e di testa, affaticamento e vertigini; l'aspirazione della sostanza nei polmoni può provocare una polmonite chimica. Per sintomi ed effetti dovuti alle sostanze contenute vedere anche la sezione Indicazione dell eventuale necessità di consultare immediatamente un medico e trattamenti speciali Note per il medico. Consultare immediatamente un medico nei casi indicati al par. 4.1 in particolare nei casi in cui irritazioni, gonfiore o rossore si sviluppano e persistono. Consultare un medico in tutti i casi di gravi ustioni. In caso di ingestione, presumere sempre che sia avvenuta aspirazione. Trasferire immediatamente l infortunato in ospedale. Non attendere la comparsa dei sintomi Mezzi di estinzione idonei: schiuma, acqua nebulizzata, polvere chimica secca, CO2, altri gas inerti, sabbia o terra Prodotti di combustione pericolosi: fumo, monossido di carbonio, anidride carbonica e altri prodotti della combustione incompleta. Inoltre possono sprigionarsi solfuro di idrogeno, mercaptani alchilici e solfuri. A seguito della combustione si formano gli ossidi dei seguenti elementi: calcio, fosforo, zolfo, zinco. Acido solfidrico CAS TLV-TWA 1 ppm TLV-STEL 5 ppm irrt-rspr ssnc (2009) Anidride carbonica CAS TLV-TWA 9000 mg/m 3 TLV-STEL mg/m 3 asfs (1983) Anidride solforosa CAS TLV-CEILING 0.25 ppm A4 fnpl irrt-rspr (2008) Carbonio monossido CAS TLV-TWA 28.6 mg/m 3 IBE crbemg (1989) 5.3. Raccomandazioni per gli addetti all estinzione degli incendi Informazioni generali: isolare prontamente l'area allontanando tutte le persone dalla zona dell'incidente in caso di incendio. Non dovrà essere intrapresa alcuna azione che implichi qualsiasi rischio personale o senza l'addestramento appropriato. Raffreddare con getti d'acqua i contenitori per evitare la decomposizione del prodotto e lo sviluppo di sostanze potenzialmente pericolose per la salute. Indossare sempre l'equipaggiamento completo di protezione antincendio. Raccogliere le acque di spegnimento che non devono essere scaricate nelle fognature. Smaltire l'acqua contaminata usata per l'estinzione ed il residuo dell'incendio secondo le norme vigenti Speciali mezzi protettivi per il personale antincendio: i pompieri devono indossare equipaggiamento protettivo ed un autorespiratore (SCBA) con schermo di protezione sul viso operante a pressione positiva. Gli indumenti per addetti all'estinzione degli incendi (compreso caschi, stivali protettivi e guanti) conformi alla norma europea EN 469 assicurano una protezione di livello base per gli incidenti chimici. 6. Misure in caso di rilascio accidentale Misure raccomandate si basano sugli scenari più probabili di sversamento per questo materiale, tuttavia, le condizioni locali (vento, temperatura dell'aria, l'onda/corrente di direzione e velocità) possono influenzare in modo significativo la scelta di azioni adeguate. 3 di 12
4 Per questo motivo, gli esperti locali dovrebbero essere consultati quando necessario. Le normative locali possono anche prescrivere o limitare le azioni da intraprendere Precauzioni personali, dispositivi di protezione e procedure in caso di emergenza Per chi non interviene direttamente: evacuare l area di pericolo e stare sopravvento/tenersi distanti dalla fonte. Evitare il contatto diretto con il prodotto. Indossare adeguati dispositivi di protezione (compresi i dispositivi di protezione individuale di cui alla Sezione 8 della scheda dati di sicurezza) onde prevenire contaminazioni della pelle, degli occhi e degli indumenti personali. Rimuovere ogni fonte di accensione se non c'è pericolo (ad esempio elettricità, scintille, fuochi, fiaccole) Per chi interviene direttamente: salvo in caso di piccole fuoriuscite, la fattibilità di eventuali azioni deve essere sempre valutata, se possibile, da personale qualificato e competente incaricato di gestire l'emergenza. Arrestare o contenere la perdita alla fonte, se non c'è pericolo. Evitare il contatto diretto con il materiale rilasciato. Rimanere sopravvento. Allontanare il personale non coinvolto dalla fuoriuscita. Si raccomanda di eliminare ogni fonte di accensione se non c'è pericolo (ad esempio elettricità, scintille, fuochi, fiaccole). Se necessario, informare le autorità competenti in base a tutte le normative vigenti. Il versamento di una quantità limitata di prodotto, in particolare all'aria aperta dove i vapori si disperdono più velocemente, costituisce una situazione dinamica in grado di limitare presumibilmente l'esposizione a concentrazioni pericolose. Piccole fuoriuscite: normali indumenti di lavoro antistatici sono di solito sufficienti. Perdite di entità rilevante: tute intere di materiale chimicamente resistente e antistatico. I guanti da lavoro protettivi specificatamente per gli idrocarburi aromatici forniscono un'adeguata resistenza chimica. Nota: guanti in PVA non sono resistenti all'acqua e non sono adatti per gestire l emergenza. Casco da lavoro. Scarpe antistatiche di sicurezza antiscivolo o stivali. Occhiali di protezione o schermo facciale, se sono possibili o prevedibili schizzi o il contatto con gli occhi. Protezione respiratoria sarà necessaria solo in casi particolari (ad esempio formazione di nebbie). Un mezzo o maschera a pieno facciale con combinato polvere/filtro vapori organici, o un autorespiratore (SCBA) possono essere utilizzati secondo l'entità dello sversamento e la quantità prevedibile di esposizione. Se la situazione non possa essere completamente valutata o se una carenza di ossigeno è possibile, solo SCBA devono essere usati. All'interno di edifici o spazi confinati, garantire una ventilazione adeguata. Vedere anche la Sezione 8 per ulteriori informazioni sulle misure di igiene Precauzioni ambientali Evitare che il prodotto finisca nelle fognature, nei fiumi o in altri corsi d'acqua. Se necessario, arginare il prodotto con terra asciutta, sabbia o altro materiale simile non combustibile. Perdite di entità possono essere ricoperte con schiuma, se disponibile, per limitare il rischio di incendio. Non utilizzare getti diretti. Raccogliere il prodotto con mezzi idonei. Trasferirlo con gli altri materiali contaminati in cisterne o contenitori per il recupero o lo smaltimento. In caso di contaminazione del terreno, rimuovere il suolo contaminato e trattare conformemente alla legislazione locale. In caso di piccoli sversamenti in acque chiuse (porti), contenere il prodotto utilizzando barriere galleggianti o altri dispositivi. Raccogliere il prodotto versato con specifici materiali assorbenti galleggianti. I grandi sversamenti in acque aperte devono essere contenuti utilizzando, se possibile, barriere galleggianti o altri mezzi meccanici. L'utilizzo di agenti disperdenti deve essere proposto da un esperto e, se richiesto, autorizzato dalle autorità locali competenti Metodi e materiali per il contenimento e per la bonifica Piccola fuoriuscita: fermare la fuga se non c'è rischio. Assorbire il prodotto versato con materiali non combustibili Versamento grande: gli sversamenti di grande entità possono essere ricoperti con cautela di schiuma, se disponibile, al fine di prevenire la formazione di nuvole di vapore. All'interno di edifici o spazi chiusi, garantire una ventilazione appropriata. Trasferire il prodotto e gli altri materiali contaminati raccolti in adeguati serbatoi o contenitori per il riciclo o lo smaltimento in sicurezza Riferimento ad altre sezioni Per i numeri telefonici di emergenza, vedere la Sezione 1e 16. Vedere la Sezione 8 per informazioni sugli opportuni dispositivi di protezione individuale. Per ulteriori informazioni sul trattamento dei rifiuti, fare riferimento alla Sezione Manipolazione e immagazzinamento Procurarsi istruzioni specifiche prima dell uso. Assicurarsi che tutte le disposizioni in materia di strutture di gestione e stoccaggio dei prodotti infiammabili siano correttamente rispettate. Si consiglia di tenere lontano da scintille/fiamme libere/superfici calde. Non fumare. Utilizzare e conservare esclusivamente all'esterno o in un luogo ben ventilato. Evitare il contatto con il prodotto. Non disperdere nell ambiente Precauzioni per la manipolazione sicura 4 di 12
5 7.1.1 Misure protettive: adottare misure precauzionali contro l'elettricità statica; assicurare la messa a terra del contenitore, dei serbatoi e delle attrezzature per la ricezione e il trasferimento. Evitare di effettuare riempimenti a getto quando si manipola il prodotto caldo. Evitare il contatto con la pelle e di respirare i fumi/nebbie. Non ingerire. Considerare sempre possibile un aspirazione nei polmoni. Prevenire il rischio di scivolamento. Utilizzare il dispositivo di protezione individuale richiesto. I vapori sono più pesanti dell aria e possono viaggiare sino a raggiunger una fonte d innesco e dare effetto di flash back. Nel caso di incidenti con tubazioni in pressione o simili, può essere accidentalmente iniettato nei tessuti sottocutanei, anche senza lesioni esterne apparenti. Prestare particolare attenzione all'accumulo nei pozzi e negli spazi confinati. Tenere lontano da fonti di calore/scintille/fiamme libere/superfici calde. Non fumare. Non utilizzare aria compressa durante le operazioni di riempimento, scarico o manipolazione. Consultare la sezione 8 per informazioni sui dispositivi di protezione individuale e la sezione 13 per informazioni sullo smaltimento dei rifiuti Parere su prassi generali di igiene del lavoro: assicurarsi che siano adottate adeguate misure di pulizia. Il materiale contaminato non deve accumularsi nei luoghi di lavoro e non deve mai essere conservato in tasca. È vietato mangiare, bere e fumare nelle aree in cui il materiale viene manipolato, conservato o trattato. Lavarsi accuratamente le mani dopo l uso. Sostituire gli indumenti contaminati al termine del proprio turno di lavoro Condizioni per l immagazzinamento sicuro, comprese eventuali incompatibilità La struttura dell'area di stoccaggio, le caratteristiche dei serbatoi, le apparecchiature e le procedure operative devono essere conformi alla legislazione pertinente in ambito europeo, nazionale o locale. Gli impianti di stoccaggio devono essere dotati di appositi sistemi per prevenire la contaminazione del suolo e delle acque in caso di perdite o sversamenti. Le attività di pulizia, ispezione e manutenzione della struttura interna dei serbatoi di stoccaggio devono essere effettuate da personale qualificato e correttamente attrezzato, così come stabilito dalla legislazione nazionale, locale, o regolamenti aziendali. Prima di accedere nei serbatoi di stoccaggio e avviare qualsiasi tipo di intervento in uno spazio confinato, controllare l'atmosfera e verificare il contenuto di ossigeno e il grado di infiammabilità previa bonifica. Conservare in un luogo ben ventilato lontano da agenti ossidanti, fonti di calore/scintille/ fiamme libere/superficie calde. Non fumare. Evitare la formazione di cariche elettrostatiche. Utilizzare contenitori in acciaio dolce o al carbonio. Alcuni materiali sintetici possono non essere adatti ai contenitori o ai rivestimenti sulla base delle caratteristiche e degli usi previsti. La compatibilità deve essere verificata con il produttore. Conservarlo esclusivamente nei contenitori originali accuratamente chiusi e correttamente etichettati. Proteggere dalla luce del sole. Dei vapori di idrocarburi leggeri possono accumularsi nella parte superiore dei contenitori. Ciò può causare pericolo di incendi o esplosioni. I contenitori vuoti possono contenere residui combustibili di prodotto. Non saldare, brasare, perforare, tagliare o incenerire i contenitori vuoti a meno che essi non siano stati adeguatamente bonificati Usi finali particolari Nessun ulteriore dato da indicare. 8. Controllo dell esposizione/protezione individuale 8.1. Parametri di controllo Non sono disponibili dati specifici per la miscela. I valori riportati qui di seguito sono relativi alle sostanze specifiche contenute. OLI LUBRIFICANTI (PETROLIO), C24-50, ESTRATTI CON SOLVENTE, DECERATI, IDROGENATI Informazioni tossicologiche Non valutati. Informazioni ecotossicologiche Pericolo per predatori avvelenamento secondario PNECorale 9.33 mg/kg cibo 8.2. Controlli dell esposizione Valori limite d esposizione. Olio minerale, scarsamente o mediamente raffinato A2 l esposizione deve essere mantenuta quanto più bassa possibile; olio minerale, puro, altamente e rigorosamente raffinato frazione inalabile TLV-TWA 5 mg/m 3 A4 irrt-rspr (2009) Appropriati controlli ingegneristici: minimizzare l'esposizione a nebbie/vapori/aerosol. Durante la manipolazione del prodotto caldo in spazi confinati, garantire una ventilazione efficace. Prima di accedere ai serbatoi di stoccaggio e avviare qualsiasi tipo di intervento in uno spazio confinato, controllare l'atmosfera e verificare il contenuto di ossigeno e il grado di infiammabilità. Assicurarsi della vicinanza di una doccia oculare o di una doccia di sicurezza Misure igieniche: prima di mangiare, fumare e usare il bagno e alla fine del periodo lavorativo, lavarsi le mani, le braccia e la faccia accuratamente dopo aver toccato prodotti chimici. Occorre usare tecniche appropriate per togliere gli indumenti 5 di 12
6 potenzialmente contaminati. Lavare gli indumenti contaminati prima di riutilizzarli. Assicurarsi che la stazione per sciacquarsi gli occhi e le docce di sicurezza siano vicine al posto dove il lavoro viene eseguito Dispositivo di protezione degli occhi e del viso: in assenza di sistemi di contenimento e in caso di rischio di contatto con occhi/volto, indossare una protezione completa per la testa e per il viso (visiera e/o occhiali di protezione (EN 166) Protezione delle mani: in assenza di sistemi di contenimento e in caso di possibilità di contatto con la pelle, usare guanti con polsini alti resistenti agli idrocarburi, felpati internamente, se necessario isolati termicamente. Materiali presumibilmente adeguati: nitrile, PVC o PVA (Polivinilalcool) con indice di protezione da agenti chimici almeno pari a 5 (tempo di permeazione > di 240 minuti). Usare i guanti nel rispetto delle condizioni e dei limiti fissati dal produttore. Nel caso, fare riferimento alla norma UNI EN 374. I guanti devono essere sottoposti a periodica ispezione e sostituiti in caso di usura, perforazione o contaminazione. Poiché gli ambienti di lavoro specifici e le prassi di manipolazione del materiale possono variare, è necessario elaborare delle procedure di protezione per ciascuna applicazione possibile. Prima di scegliere il tipo di guanti da utilizzare, è consigliabile consultare il fornitore/produttore e valutare a fondo le condizioni di lavoro Dispositivo di protezione del corpo: i dispositivi di protezione individuale per il corpo devono essere scelti ed utilizzati in funzione dei rischi previsti per la mansione svolta. I dispositivi di protezione individuale devono essere approvati da personale qualificato prima di essere utilizzati per la manipolazione di questo prodotto. Indossare abiti con maniche lunghe (secondo UNI-EN 463, 465, 466 e 467). Durante le operazioni che coinvolgono materiale caldo, utilizzare indumenti resistenti al calore (con pantaloni sopra gli stivali e maniche sopra il polsino dei guanti), stivali pesanti resistenti al calore e antisdrucciolo (cuoio) (EN ). Sostituire e pulire le tute di protezione al termine del proprio turno di lavoro per evitare eventuali trasferimenti di prodotto agli indumenti o alla biancheria intima Altri dispositivi di protezione della pelle: scegliere opportune calzature ed eventuali misure supplementari di protezione della pelle in base all'attività che viene svolta e ai rischi insiti. Tali scelte devono essere approvate da uno specialista prima della manipolazione di questo prodotto Protezione respiratoria: in ambienti confinati utilizzare dispositivi approvati di protezione delle vie respiratorie: maschere intere dotate di cartuccia filtro di tipo A (marrone per vapori organici). Se non è possibile determinare o stimare con buona certezza i livelli di esposizione o se è possibile che si verifichi una carenza d'ossigeno, utilizzare esclusivamente un respiratore autonomo (EN 529). In assenza di sistemi di contenimento utilizzare dispositivi approvati di protezione delle vie respiratorie: maschere intere dotate di cartuccia filtro di tipo AX (marrone per vapori organici con basso punto di ebollizione) Controlli dell'esposizione ambientale: l'emissione da apparecchiature di ventilazione o da processi lavorativi dovrebbe essere controllata per assicurarsi che siano in conformità con le direttive delle legislazioni sulla protezione ambientale. Non rilasciare nell'ambiente. Gli impianti di stoccaggio devono essere dotati di appositi sistemi per prevenire la diffusione nel suolo e nelle acque in caso di perdite o sversamenti. In caso di scarico verso un impianto di trattamento urbano delle acque reflue, non è richiesto alcun trattamento. Prevenire il rilascio di sostanze non disciolte o recuperarle dalle acque reflue. Non distribuire i fanghi generati dal trattamento delle acque industriali sui terreni naturali. I fanghi generati dal trattamento delle acque industriali devono essere inceneriti, mantenuti sotto contenimento o trattati. 9. Proprietà fisiche e chimiche 9.1. Informazioni sulle proprietà fisiche e chimiche fondamentali Stato fisico: liquido Colore: scuro Odore: leggero petrolio ph: n.d. Punto di fusione/punto di congelamento: - 9 C Punto iniziale di ebollizione e intervallo di ebollizione: n.d. Punto di infiammabilità Vaso chiuso: > 250 C Limiti superiori/inferiori di infiammabilità o esplosività: n.d. Densità: 0,892 kg/dm 3 Solubilità: no Coefficiente di ripartizione ottanolo/acqua: n.d. Temperatura di auto-infiammabilità: n.d. Temperatura di decomposizione: n.d. Viscosità: a 40 C 145 cst Viscosità: a 100 C 47,5 cst Proprietà esplosive: non applicabile 6 di 12
7 Proprietà comburenti: n.d. Composti estraibili in DMSO per le sostanze degli oli base in accordo con IP346: < 3% 9.2. Altre informazioni Nessuna informazione aggiuntiva. 10: Stabilità e reattività Non sono disponibili dati specifici per la miscela. I valori riportati qui di seguito sono relativi alle sostanze specifiche contenute Reattività OLI LUBRIFICANTI (PETROLIO), C24-50, ESTRATTI CON SOLVENTE, DECERATI, IDROGENATI: reagisce con ossidanti forti (come perclorati, perossidi, permanganati, clorati, nitrati, cloro, bromo e fluoro) causando pericolo d incendio ed esplosione Stabilità chimica Stabile in condizioni normali. La sensibilità al calore, alla frizione e allo shock non possono essere valutate in anticipo. Considerare la sezione Possibilità di reazioni pericolose Nelle normali condizioni di stoccaggio e utilizzo, non si verificano reazioni pericolose. Considerare le sezioni 10.1 e Condizioni da evitare OLI LUBRIFICANTI (PETROLIO), C24-50, ESTRATTI CON SOLVENTE, DECERATI, IDROGENATI: reagisce con ossidanti forti (come perclorati, perossidi, permanganati, clorati, nitrati, cloro, bromo e fluoro) causando pericolo d incendio ed esplosione. La sensibilità al calore, alla frizione e allo shock non possono essere valutate in anticipo. I vapori sono più pesanti dell aria e possono viaggiare sino a raggiunger una fonte d innesco e dare effetto di flash back. La combustione può produrre fumi tossici (vedi sezione 5) Materiali incompatibili Considerare le sezioni 10.1 e Prodotti di decomposizione pericolosi La sostanza non si decompone quando utilizzata per gli usi previsti. La combustione può produrre fumi tossici (vedi sezione 5). 11. Informazioni tossicologiche Studi sperimentali su roditori hanno evidenziato che normalmente gli idrocarburi minerali sono inerti e quando ingeriti la maggior parte non vengono assorbiti ma espulsi tramite le feci. La piccola parte di idrocarburi che viene assorbita si distribuisce nel fegato, grasso, cervello, milza e reni. L assorbimento degli oli base attraverso l intestino è correlato alla lunghezza della catena di carbonio: gli idrocarburi con una catena più corta sono maggiormente assorbibili rispetto a quelli con catena più lunga Informazioni sugli effetti tossicologici Non sono disponibili dati specifici per la miscela. I valori riportati qui di seguito sono relativi alle sostanze specifiche contenute. OLI LUBRIFICANTI (PETROLIO), C24-50, ESTRATTI CON SOLVENTE, DECERATI, IDROGENATI Tossicità acuta Orale linea guida OECD 401 (Acute Oral Toxicity) e 420 (Acute Oral Toxicity - Fixed Dose Method) sostanza di prova: olio lubrificante di base sufficientemente raffinato (IP 346 <3%) CAS ratti di ceppo Sprague-Dawley maschi/femmine LD50 > 5000 mg/kg peso corporeo/giorno Mortalità: nessuna. Segni clinici di tossicità: nessuno. Peso corporeo: normale aumento in tutti gli animali nel periodo di osservazione post-esposizione. Patologia macroscopica: idronefrosi del rene destro in un ratto, ma non è stata considerata correlata al trattamento. Inalazione linea guida OECD 403 (Acute Inhalation Toxicity) sostanza di prova: olio lubrificante di base insufficientemente raffinato (IP 346 >3%) CAS ratti di ceppo Sprague-Dawley maschi/femmine LC50 (4h) 2.18 mg/l aria 7 di 12
8 Mortalità: nessun animale è morto nel gruppo di controllo (1 maschio e 1 femmina sono morti alla concentrazione di 1,0 mg/l, nessuno a 1.5 mg/l. 3 maschi e 3 femmine sono morti a 2,5 mg/l e tutti sono morti a 3.5 mg/l). Segni clinici di tossicità: diminuzione dell attività, zona inguinale umida, occhi parzialmente chiusi, feci molli, cappotto bagnato e oleoso. Durante la prima settimana postesposizione tutti questi segni sono stati osservati oltre ad una cattiva condizione e stress respiratorio. Durante la seconda settimana la maggior parte dei sopravvissuti sono stati considerati di aspetto normale. Peso corporeo: non è stata osservata alcuna correlazione tra effetto/dose e peso corporeo. Patologia macroscopica: polmoni di colorazione rosso in animali esposti costantemente a concentrazioni di 5.0 e 3.5 mg/l (anche in 3 maschi e 3 femmine a 2.5 mg/l, 1 maschio e 2 femmine a 1.5 mg/l e in 1 maschio e 1 femmina a 1.0 mg/l); ciò si è verificato anche in tutti gli animali che sono morti entro i primi 2 giorni d esposizione. Una singola lesione cutanea (scabbia) è stata osservata in un maschio a 1,5 mg/l. Cutanea linea guida OECD 402 (Acute Dermal Toxicity) sostanza di prova: olio lubrificante di base insufficientemente raffinato (IP 346 >3%) CAS coniglio di ceppo New Zealand White maschi/femmine LD50 > 2000 ml/kg peso corporeo/giorno Mortalità: nessuna. Segni clinici di tossicità: in alcuni animali si sono verificati irritazione della pelle e comparsa di feci molli, ma quest'ultimo effetto è stato transitorio; l irritazione della pelle è variata da lieve a grave per eritema ed edema; da lieve a marcata per atonia e desquamazione. Corrosione/Irritazione cutanea Linea guida OECD 404 (Acute Dermal Irritation/Corrosion) sostanza di prova: olio lubrificante di base insufficientemente raffinato (IP 346 >3%) CAS coniglio di ceppo New Zealand White lieve irritante; Il punteggio di irritazione cutanea primaria è 5.4. Lesioni oculari gravi/irritazioni oculari gravi Linea guida OECD 405 (Acute Eye Irritation/Corrosion) sostanza di prova: olio lubrificante di base insufficientemente raffinato (IP 346 >3%) CAS coniglio di ceppo New Zealand White non irritante; durante lo studio non si è registrata una comparsa di dolore o irritazione della cornea o dell'iride. Tutti i segni clinici sono scomparsi nel periodo di osservazione di 48 ore. Sensibilizzazione respiratoria o cutanea Cutanea linea guida OECD 406 (Skin Sensitisation) sostanza di prova: olio lubrificante di base sufficientemente raffinato (IP 346 <3%) CAS cavia di ceppo Hartley maschi non sensibilizzante. Tossicità da dose ripetuta Orale linea guida OECD 408 (Repeated Dose 90-Day Oral Toxicity in Rodents) sostanza di prova: estratti (petrolio), con solvente, da distillato paraffinico pesante raffinato ratti di ceppo Sprague-Dawley maschi NOAEL non identificato e LOAEL 125 mg/kg peso corporeo/giorno. Inalazione il metodo non ha seguito rigorosamente una linea guida sostanza di prova: CAS , CAS e CAS ratti di ceppo Sprague-Dawley maschi/femmine NOAEL ca. 220 mg/m 3 di aria (sulla base della di un lieve accumulo di macrofagi alveolari nei polmoni corrispondente ad una deposizione di olio) e NOAEL > 980 mg/m 3 di aria. Non sono stati osservati effetti sistemici. Cutanea linea guida OECD 410 (Repeated Dose Dermal Toxicity: 21/28-Day Study) sostanza di prova: olio lubrificante di base insufficientemente raffinato (IP 346 >3%) CAS coniglio di ceppo New Zealand White maschi/femmine NOAEL ca mg/kg peso corporeo/giorno (sulla base della mancanza di effetti indesiderati sistemici osservati a questo livello di dose). Mutagenicità In vitro linea guida OECD 473 (In vitro Mammalian Chromosome Aberration Test) sostanza di prova: olio lubrificante di base sufficientemente raffinato (IP 346 <3%) CAS Chinese hamster Ovary (CHO) negativo: la sostanza di prova non ha indotto alcun aumento significativo di aberrazioni cromosomiche in cellule CHO coltivate con o senza attivazione metabolica. In vivo linea guida OECD 474 (Mammalian Erythrocyte Micronucleus Test) sostanza di prova: olio di paraffina decerato, estratto con solvente topi di ceppo CD-1 maschi/femmine negativo. Cancerogenicità Olio base non sufficientemente raffinato (IP 346 3%) linea guida OECD 453 (Combined Chronic Toxicity/Carcinogenicity Studies) topi di ceppo C3H/HeJ o C3H/HeNCrlBR maschi dose: 75 µl/settimana (100 mg/kg/giorno) 100 mg/kg peso corporeo/giorno (cancerogenicità) tutti i distillati sottovuoto (6/6), estratti grezzi (7/7) ed estratti idrotrattati (6/6) producono tumori. Tranne un campione tutti i distillati idrotrattati contenenti estratto di DMSO, 3% causano tumori. Olio base sufficientemente raffinato (IP 346 < 3%): CAS No , CAS No , CAS No , CAS No e CAS No linea guida OECD 451 (Carcinogenicity Studies) topi di ceppo CF1 femmine non cancerogeno. Tossicità per la riproduzione Linea guida OECD 421 (Reproduction/Developmental Toxicity Screening Test) sostanza di prova: olio lubrificante di base sufficientemente raffinato (IP 346 <3%) ratti di ceppo Crl:CD BR Sprague Dawley maschi/femmine NOAEL > 1000 mg/kg peso corporeo/giorno (generazione P) NOAEL > 1000 mg/kg peso corporeo/giorno (generazione F1) la capacità riproduttiva non è stata influenzata negativamente; non c è stata tossicità neonatale. Teratogenicità 8 di 12
9 Linea guida OECD 414 (Prenatal Developmental Toxicity Study) sostanza di prova: olio lubrificante di base sufficientemente raffinato (IP 346 <3%) ratti di ceppo Sprague-Dawley tossicità materna LOAEL 125 mg/kg peso corporeo/giorno (sulla base dell irritazione cutanea) teratogenicità NOAEL > 2000 mg/kg peso corporeo/giorno SI tossicità materna; NO effetti embriotossici/teratogenici. La somministrazione per via cutanea dell'olio base non ha pregiudicato la capacità riproduttiva materna, né ha influenzato la sopravvivenza della prole o de suo sviluppo. 12. Informazioni ecologiche Non sono disponibili dati specifici per la miscela. I valori riportati qui di seguito sono relativi alle sostanze specifiche contenute Tossicità OLI LUBRIFICANTI (PETROLIO), C24-50, ESTRATTI CON SOLVENTE, DECERATI, IDROGENATI Tossicità per i pesci (breve termine) linea guida OECD 203 (Fish, Acute Toxicity Test) sostanza di prova: basestock solvent neutral 600 (MRD ) Pimephales promelas LL50 (96h) > 100 mg/l (nominale) mortalità NOEL (96h) > 100 mg/l (nominale) mortalità. Tossicità per i pesci (cronica): non valutata. Tossicità per invertebrati acquatici (breve termine) linea guida OECD 202 (Daphnia sp. Acute Immobilisation Test) sostanza di prova: CAS No o Gammarus pulex LL50 (24h) > mg/l (nominale), LL50 (48h) > mg/l (nominale), LL50 (72h) > mg/l (nominale) e LL50 (96h) > mg/l (nominale) mortalità NOEL (96h) > mg/l (nominale). Tossicità per invertebrati acquatici (cronica) linea guida OECD 211 (Daphnia magna Reproduction Test) sostanza di prova: CAS Daphnia magna NOEL (21d) 10 mg/l (nominale) riproduzione. Tossicità per alghe e cianobatteri acquatici linea guida OECD 201 (Alga, Growth Inhibition Test) sostanza di prova: CAS Pseudokirchnerella subcapitata NOEL (72h) > 100 mg/l (nominale) numero di cellule e NOEL (72h) > 100 mg/l (nominale) velocità di crescita. Tossicità per microorganismi DIN method 38412, part 34 for the investigation of water: bioluminescence inhibition e DIN H18 : low concentrations of oil were determined by UV and infrared spectrometry mineral oil contaminated soil bacterium, Photobacterium phosphoreum, and Acetobacter methanolicus MB58 NOEL (10min) > 1.93 mg/l (misurato) inibizione della bioluminescenza nessuna inibizione della bioluminescenza. Si consideri anche la sezione Persistenza e degradabilità OLI LUBRIFICANTI (PETROLIO), C24-50, ESTRATTI CON SOLVENTE, DECERATI, IDROGENATI Biodegradazione in acqua linea guida OECD 301 B (Ready Biodegradability: CO2 Evolution Test) sostanza di prova: GOHC % sviluppo di CO2 (28d tempo di campionamento). Biodegradazione in acqua e sedimento: non valutata. Biodegradazione nel suolo: non valutata Potenziale di bioaccumulo OLI LUBRIFICANTI (PETROLIO), C24-50, ESTRATTI CON SOLVENTE, DECERATI, IDROGENATI Bioaccumulo acquatico/sedimento: non valutato. Bioaccumulo terrestre: non valutato Mobilità nel suolo OLI LUBRIFICANTI (PETROLIO), C24-50, ESTRATTI CON SOLVENTE, DECERATI, IDROGENATI Adsorbimento/desorbimento: non valutato Risultati della valutazione PBT e vpvb Non ci sono dati perché si possa dire che la miscela sia PBT/vPvB in conformità all allegato XIII del regolamento (CE) 1907/2006 e s.m.i.. Da un analisi dei singoli componenti nessuno è PBT/vPvB Altri effetti avversi Al momento non disponibili. 9 di 12
10 13. Considerazioni sullo smaltimento Metodi di trattamento dei rifiuti Metodi di smaltimento: non scaricare sul terreno né in fognature, cunicoli o corsi d'acqua. Per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dal prodotto, inclusi i contenitori vuoti non bonificati, attenersi al D.Lgs. 152/06 ed s.m.i. (Ref: 2001/118/CE e Dir. Min. Ambiente 9/04/2002). Il detentore/produttore ha la responsabilità di scegliere il codice più adeguato sulla base dell uso effettivo del prodotto, eventuali alterazioni e contaminazioni. Il prodotto come tale non contiene composti alogenati. Smaltimento dei contenitori: Non disperdere i contenitori nell'ambiente. Smaltire secondo le norme vigenti locali. Non forare, tagliare, smerigliare, saldare, brasare, bruciare o incenerire i contenitori o i fusti vuoti non bonificati. Non scaricare in fognature, cunicoli o corsi d acqua. Smaltire i prodotti esausti ed i contenitori cedendoli a ditte autorizzate attenendosi alle disposizioni contenute nel DPR n 691 del 23/08/82 (Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati) e nel D.Lgs.n 152 del 3/4/2006. L eliminazione di qualsiasi quantità di prodotto deve essere effettuata attraverso il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (C.O.O.U.) autorizzato alla raccolta, stoccaggio e smaltimento. Rifiuti Pericolosi: la classificazione del prodotto potrebbe rientrare nei criteri previsti per i rifiuti pericolosi. Imballo (metodi di smaltimento): la generazione di rifiuti dovrebbe essere evitata o minimizzata qualora possibile. L'imballaggio dei rifiuti deve essere riciclato. L'incenerimento o la messa in discarica deve essere preso in considerazione solo quando il riciclaggio non è praticabile. Imballo (precauzioni speciali): occorre prestare attenzione quando si maneggiano contenitori svuotati che non sono stati puliti o risciacquati. Questi codici sono forniti solo a scopo di suggerimento, in base alla composizione originale del prodotto e al suo (prevedibile) impiego. L'utilizzatore finale ha la responsabilità di attribuire il codice pertinente, conformemente all'uso effettivo del materiale, alle contaminazioni o alterazioni. 14: Informazioni sul trasporto Trasporto stradale o ferroviario: non applicabile. Trasporto marittimo: non applicabile. Trasporto aereo: non applicabile. 15. Informazioni sulla regolamentazione Norme e legislazione su salute, sicurezza e ambiente specifiche per la sostanza o la miscela Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) Regolamento (CE) n. 790/2009 (ATP 1 CLP) Regolamento (UE) n. 286/2011 (ATP 2 CLP) Regolamento (UE) n. 453/2010 (Allegato I) Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) Restrizioni relative al prodotto o alle sostanze contenute in base all Allegato XVII del Regolamento (CE) 1907/2006 (REACH) e successivi adeguamenti Direttive 1999/45/C e 67/548/CEE D.L.vo 3/2/1997 n. 52 (Classificazione, imballaggio ed etichettatura sostanze pericolose) D.L.vo 14/3/2003 n. 65 (Classificazione, imballaggio ed etichettatura preparati pericolosi) D.L.vo 9/4/08 n. 81: Attuazione dell art. 1 della L. 3/8/07 n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro D.L.vo 3/8/2009 n. 106: Disposizioni integrative e correttive del D.L.vo 9/4/2008, n. 81, D.M. Lavoro 26/02/2004 (Limiti di esposizione professionali) - D.M. 03/04/2007 (Attuazione della direttiva n. 2006/8/CE) Ove applicabili, si faccia riferimento alle seguenti normative D.L.vo 152/1999 aggiornato dal D.L.vo 258/2000: Testo Unico sulle acque. D.L.vo 21/09/2005 n. 238 (Direttiva Seveso Ter). D.L.vo 152/2006 Norme in materia ambientale D. M. del 13/2/2003: terzo elenco riepilogativo di norme armonizzate concernente l attuazione della Direttiva n 89/686/CEE relativa ai dispositivi di protezione individuale. D. M. del 14/1/2008: Elenco delle malattie per le quali e' obbligatoria la denuncia ai sensi e per gli effetti dell'articolo 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30/6/1965, n.1124, e successive modificazioni e integrazioni D.P.R. 689 del 26/5/1959: Determinazione delle aziende e lavorazioni soggette, ai fini della prevenzione degli incendi, al controllo del Comando del Corpo dei vigili del fuoco Valutazione della sicurezza chimica 10 di 12
11 Non è stata elaborata una valutazione di sicurezza chimica per la miscela. SEZIONE 16: Altre informazioni" Indica le informazioni variate rispetto all'edizione precedente Abbreviazioni e acronimi ACGIH = American Conference of Governmental Industrial Hygienists. ATE = Stima della Tossicità Acuta. BCF = Fattore di bioconcentrazione. CAS = Chemical abstract service. CLP = Classificazione, Etichettatura e Imballaggio [Regolamento (CE) N. 1272/2008]. CSR = Relazione sulla Sicurezza Chimica. DNEL = Livello Derivato di Non Effetto. DMEL = Livello Derivato di Effetto Minimo. EC50 (o CE50) = Concentrazione effettiva mediana. IBE = Indicatore Biologico di Esposizione. IC50 = Concentrazione di inibizione, 50%. LC50 (o CL) = Concentrazione letale, 50%. LD50 (o LD) = Dose letale media. LOAEL = Livello più basso a cui si osserva un effetto avverso. LOEC = Concentrazione più bassa a cui si osserva un effetto avverso. MAK = Maximum Concentrations at the Workplace in the Federal Republic of Germany. NOAEC = Concentrazione priva di effetti avversi). NOAEL = Dose priva di effetti avversi. OECD = Organization for Economic Co-operation and Development. PNEC = Concentrazione Prevista di Non Effetto. PBT = Sostanza Persistente, Bioaccumulabile e Tossica. RRN = Numero REACH di Registrazione. STOT = Tossicità specifica per organi bersaglio. (STOT) RE = Esposizione ripetuta. (STOT) SE = Esposizione singola. TLV-TWA = Valore limite di soglia media ponderata nel tempo. TLV-STEL = Valore limite di soglia concentrazione massima tollera per 15 minuti per non più di 4 volte al giorno con un intervallo di almeno 60 minuti. TLV-CEILING = Valore limite di soglia concentrazione che non deve essere superata neppure istantaneamente. vpvb = molto Persistente e molto Bioaccumulabile. ABBREVIAZIONI RELATIVE AGLI EFFETTI CRITICI SU CUI SI BASANO I TLV (sezioni 5 ed 8 della scheda). Asfs Asfissia Ffmt Febbre da fumi metallici Rprd Riproduttivo Crbemg Carbossiemoglobinemia Fnpl Funzione polmonare Sen Sensibilizzazione Edmpl Edema polmonare Irrt-oclr Irritazione oculare Sng Sangue Enfpln Enfisema polmonare Irrt-rspr Irritazione respiratoria Ssnc Sistema nervoso centrale Indica le informazioni variate rispetto all'edizione precedente Testo integrale delle categorie di pericolo citate nella sezione 3 della scheda: Aquatic Chronic 4 Può essere nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. - pericolo cronico, categoria 4 Testo integrale delle categorie di pericolo citate nella sezione 3 della scheda: H413 Può essere nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. Testo integrale delle frasi di rischio citate nelle sezioni 2 e 3 della scheda: R53: Può provocare effetti negativi a lungo termine per l'ambiente acquatico. 11 di 12
12 Testo integrale delle Note citate nella sezione 3 della scheda: Nota H La classificazione e l'etichetta di questa sostanza concernono soltanto la proprietà o le proprietà pericolose specificate dalla frase o dalle frasi di rischio, in combinazione con la categoria o le categorie di pericolo indicate. Il fabbricante, l'importatore e l'utilizzatore a valle della sostanza sono tenuti ad effettuare una ricerca per essere al corrente dei dati pertinenti e accessibili esistenti su tutte le altre proprietà per classificare ed etichettare la sostanza. L'etichetta finale dev'essere conforme alle prescrizioni della sezione 7 dell'allegato VI della direttiva 67/ 548/CEE. (tabella 3.2). Nota L La classificazione come cancerogeno non è necessaria se si può dimostrare che la sostanza contiene meno del 3 % di estratto di DMSO secondo la misurazione IP 346 «Determinazione dei policiclici aromatici negli oli di base inutilizzati lubrificanti e nelle frazioni di petrolio senza asfaltene - estrazione di dimetile sulfosside», Institute of Petroleum, Londra. La presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte derivate dal petrolio contenute nella parte 3. Centri Antiveleni sul territorio nazionale Bologna - Ospedale Maggiore Milano - Ospedale Niguarda Catania - Ospedale Garibaldi Napoli - Ospedale Cardarelli Cesena - Ospedale M. Bufalini Pavia - IRCCS Fondazione Maugeri Firenze - Università degli studi Roma - Ospedale A. Gemelli Genova - Ospedale S. Martino Torino - Molinette Lecce - Ospedale V. Fazzi Trieste - Ospedale infantile Nota per l utilizzatore: Le informazioni contenute in questa scheda si basano sulle conoscenze disponibili alla data dell ultima versione. L utilizzatore deve assicurarsi dell idoneità e completezza delle informazioni in relazione allo specifico uso del prodotto. Poiché l'uso del prodotto non cade sotto il nostro diretto controllo, è obbligo dell'utilizzatore osservare sotto la propria responsabilità le leggi e le disposizioni vigenti in materia di igiene e sicurezza. Non si assumono responsabilità per usi impropri. 12 di 12