Source: http://www.burocraziaconsolare.com/t181-richiesta-trascrizione-annotaz-al-consolato-o-al-comune
Timestamp: 2018-06-18 11:09:34+00:00
Document Index: 89025128

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art=45', 'art. 73', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 73', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 95', 'art. 102', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 67', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38']

RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE?
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Lun Ott 27, 2008 2:59 pm
vorrei rivolgere una domanda al dr.Scolaro:
ho da poco divorziato consensualmente in R.D.,tutto bene…se non fosse per il fatto che l’ambasciata italiana si è rifiutata di legalizzarmi la sentenza (per ben due volte),chiedendomi di presentare i documenti per la richiesta di ?trascrizione? presso di loro,insistendo anche in maniera piuttosto arrogante,sul fatto che loro sono l’organo competente per questo genere di cose.
A me però era stato detto di consegnarla personalmente per l’annotazione al mio comune di residenza e non tramite l’ambasciata che peraltro non potrebbe neanche farlo;infatti io avevo chiesto la LEGALIZZAZIONE e non L’ANNOTAZIONE!!
Ho anche già parlato con l’UDSC il quale gentilissimo mi ha detto che non ci sono problemi per il riconoscimento ma per renderla legale in Italia,deve essere assolutamente legalizzata presso l’ambasciata italiana in R.D….è il cane che si morde la coda….
Morale della favola sia io che l’UDSC stiamo aspettando questa benedetta sentenza…
Su quali basi possono rifiutarsi di legalizzare un documento??
Questo non si chiama omissione di atti d’ufficio??
Un sentito ringraziamento anticipato.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mar Ott 28, 2008 1:38 am
Non è opportuno entrare nel merito dei comportamenti degli uffici consolari.
Per altro, tale atteggiamento, potrebbe collocarsi nel quadro di riferimento di istruzioni che il M.A.E. ha emanato (15 gennaio 1997) indicando che - su richiesta di parte - gli uffici consolari potrebebro ricevere, ai fini della trasmissione alle autorita' italiane, le copie autentiche delle sentenze di divorzio. Va precisato che queste istruzioni ammettono questo comportamento (che si sostanzia nella mera trasmissione degli atti), pur essendo in contrasto con le competenze degli uffici consolari, poiché le sentenze, così come ogni altro provvedimento giurisdizionale, non rientra tra le previsioni dell'art. 73 d.P.R. 5 gennaio 1967, n. 200 (che individua gli atti e i documenti che le autorità consolari sono obbligate a trasmettere alle competenti autorità italiane).
Evidentemente, quanto è, o dovrebbe essere, una facoltà (oltretutto, eccezionale e in larga parte derogatoria dalle norme), esercitabile in termini di "collaborazione" nei riguardi di cittadini italiani all'estero, è stata, localmente, percepita come una sorta di obbligo di procedimento.
In linea generale, la richiesta di "registrazione" (faccio ricorso a questo termine, poco tecnico, ma, in qualche modo, omnicomprensivo) in Italia di sentenze e di provvedimenti giurisdizionali emessi all'estero, spetta - in via esclusiva - alla parte che vi abbia interesse, in senso giuridico.
Tale richiesta può aversi sia direttamente, sia anche con atto scritto, il quale puo' anche essere trasmesso per posta.
Quando sia richiesta la legalizzazione di un documento essa non può essere rifiutata (salvo, ovvio, il caso, che la firma del funzionario di altro Stato non sia stata depositata o, astrattamente, il documento non risulti falso, ipotesi che non si affronta neppure).
Sull'aspetto del 'deposito' della firma del funzionario di altro Stato, forse è opportuno ricordare, in quanto non particolarmente noto, che le autorita' la cui firma può essere oggetto di legalizzazione è oggetto di deposito presso le ambasciate o consolati stranieri, per cui se (es.) muti il funzionario abilitato e non sia (o fino a che non sia) provevduto al deposito della firma, la rappresentanza chiamata alla legalizzazione non è nelle condizioni - materiali - di procedere.
Tuttavia, nel caso, non sembra essere questo aspetto (materiale) ad essere presente, quanto l'atteggiamento sulle procedure e sulle modalita' adottato in sede locale.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mar Ott 28, 2008 4:57 am
Dr.Scolaro,innanzi tutto la ringrazio per avermi risposto.
Ora le chiedo gentilmente come dovrei comportarmi per avere la sentenza legalizzata?
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mar Ott 28, 2008 10:30 am
Intanto, le si suggerirebbe di formulare la richiesta di legalizzazione in forma scritta, il ché consentirebbe, in caso di rifuto, di poterlo impugnare (avanti al TAR Lazio) oppure, in caso, di inadempimento, di far valere la propria posizione.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mar Ott 28, 2008 11:37 am
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Gio Ott 30, 2008 6:04 pm
Gentile Dr.Scolaro,
seguendo il suo consiglio ho provveduto a mandare all'ambasciata una richiesta di legalizzazione in forma scritta alla quale mi è stato risposto (in forma anonima),di fornire il mio recapito telefonico per quelli che loro hanno chiamato "i chiarimenti del caso" ...per, evidentemente,darmi spiegazioni sull'avvenuto rifiuto .
nessun nome,nessuna firma...sono davvero perplesso.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Gio Ott 30, 2008 9:32 pm
Mi scuso per l'intromissione. Non so cosa pensa il Dr Scolaro e aspetto ansioso la sua risposta, ma per quanto mi riguarda da che mondo é mondo (civilizzato con norme e leggi) ad un'istanza scritta si deve rispondere con una risposta scritta e non richiedere il recapito telefonico....per me verba volant scripta manent.
Essendo un grande esperto che conosce anche i ''mezzi'' qualche volta non proprio ortodossi che le Ambasciate a volte usano, richederei l'intervento anche del Prof Amedeo Intonti, che oltrettutto ha scritto qualcosa al riguardo nel suo libro.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Ven Ott 31, 2008 2:58 am
Mi sembra che i consigli già forniti per il suo problema siano più che congruenti.
Alla sua lettera di richiesta di legalizzazione il Consolato ha n. 3 mesi di tempo per rispondere e lo dovrà fare in forma scritta. Lei non fornisca loro altri recapiti oltre quelli indicati sulla missiva ed attenda.
Se, trascorsi n. 3 mesi non arriva alcuna risposta, farà una diffida ad adempiere. Nel contempo (alcune ultime sentenze legittimerebbero questo comportamento) potrà presentare una querela per omissione in atti d'ufficio nei confronti del responsabile del procedimento.
Ora si tratta di determinare il responsabile del procedimento. Per fare questo, invii subito una richiesta di accesso agli atti al consolato, con richiesta di indicazione del funzionario responsabile. La non indicazione del funzionario responsabile costituirà un'altra omissione in atti d'ufficio. Per rendere più "convincente" questa lettera di richiesta di accesso agli atti, Le consiglio di inviarla in copia al Ministro degli Esteri ed al dipartimento per la Funzione Pubblica.
Con questo "martellamento" riuscirà sicuramente ad ottenere ciò che lei legittimamente chiede senza dover sporgere querele.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Ven Ott 31, 2008 8:00 am
Gentile Dr.Intonti,
la ringrazio per il suo intervento e per questo ulteriore chiarimento.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Ven Ott 31, 2008 7:35 pm
Caro Amedeo, essendosi giá prodotto un rifiuto, anzi
''per ben due volte''
,l'eventuale reato di omissioni di atti di ufficio é giá stato commesso. Quindi la richiesta scritta é al solo scopo di formalizzare (anche se in questi casi la legge penale non lo prevede ) la richiesta, per cui non hanno nessun tempo di 90 giorni per rispondere, ma al contrario devono provvedere immediatamente e questo a prescindere dalle risposte che potrebbero dare, visto che la norma non ammette almeno in questo caso, nessuna distorsione di interpretazione.
Se non provvedono o rispondono faziosamente il Signor Cecchi puó immediatamente diffidarli ad adempiere accompagnando la diffida con l'istanza di accesso agli atti cosí come tu hai consigliato, per individuare il responsabile (sempre che questo o chi per lui ha omesso firmarsi con nome e cognome e/o qualifica). In casi come questi dove il rifiuto é giá avvenuto e mi pare di capire non per iscritto almeno per le prime due volte, il tempo che si da per adempiere non é specificato dalla legge e di solito si danno cinque giorni di tempo ed almeno in questo caso, é a discrezione del diffidante.
Al proposito della materia trattata (é obbligatoriamente il Consolato che deve trasmettere la sentenza di divorzio?) mio errore e dubbio prima dei lunghi chiarimenti e dibattito con il Dr Scolaro, a totale completezza in favore dei lettori e degli utenti interessati a questo particolare, desidero segnalare una lunga e alquanto ''sviscerata'' discussione avvenuta nel forum di comuni.it, tra me e il Dr Scolaro dalla pagina http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?t=12514&postdays=0&postorder=asc&start=45 e seguenti pagine, onde evitare di ripetere le stesse mie e di altri obbiezioni e conclusioni, a meno che il Dr Scolaro non abbia qualcosa in piú da aggiungere o rettificare rispetto a quella discussione dove, almeno in questo caso e e particolare argomento, devo riconoscere che ''Ubi maior, minor cessat'' e dove il ''maior'' é ovviamente il Dr Scolaro.
Il Consolato e' privo di competenze in materia di trasmissione di sentenze e provvedimenti giurisdizionali in quanto talia tti non sono compresi nell'art. 73 dPR 5/1/1967, n. 200, mentre le trascrizioni sono richieste dalla parte interessata (art. 12, 11 RSC), che indica anche le modalita' con cui tali richieste possono avvenire.
.......riconfermo che le trascrizioni possono (e nella specie, devono) essere richiesta dalla parte che vi ha interesse, con una della modalita' indicate dall'art. 12, 11 RSC.
O, altrimenti, che la pretesa che cio' avvenga per via consolare non solo e' indebita, ma, forse anche senza legittimazione giuridica.
1) mi scuso per l'uso dell'acronimo (RSC), che puo' sembrare criptico ai 'non addetti'; si tratta, in effetti, del regolamento di Stato civile, cioe' del dPR 3/11/2000, n. 396.
2) i consolati, sulla base di una nota del 15/1/1997, seguono queste linee interpretative, anche se la nota (del MAE, Ministero degli affari esteri) indicava che doveva esserci, da parte loro, una mera trasmissione degli atti, ma che vi dovesse essere una richiesta di parte indirizzata dall'Ufficiale dello stato civile .... Ma, spesso, le note (ma anche le circolari) vengono, nel tempo, applicate non piu' per il loro testo, ma per quanto 'si ricordi' di esso ....
Tale circolare richia, forse 'a memoria' non utilizzandone/riportandone la terminologia testuale, l'art. 73 dPR 5/1/1967, n. 200, il cui testo e':
L'autorità consolare trasmette direttamente, salvo diverse istruzioni del Ministero degli affari esteri, alle competenti autorità nazionali, atti e denuncie di atti di stato civile, atti notarili o copie dei medesimi, nonchè qualunque altro atto o documento la cui trasmissione sia richiesta dal Codice civile, dalle leggi notarili, dalle leggi sulla navigazione marittima ed aerea, o da altre leggi dello Stato.
In pratica, la norma fa riferimento ad atti ben specifici .... (e non parla, ad es., di provvedimenti e. meno ancora, di provevdimenti giurisdizionali).
1) Quando gli uffici consolati operano ex art. 73 dPR 200/1967 non operano quali USC (cioe' non ricevono/formano/custodiscono atti di stato civile).
2) Il MAE aveva previsto la trasmissione di sentenza - con nota del 15/1/1997 - ma solo su richiesta scritta della parte (in pratica svolgendo solo una funzione 'trasmittente', strumentale).
3) L'art. 73 dPR 200/1967 non considera i 'mutamenti' di stato civile, ma gli atti (si rimanda al suo testo).
3) Una sentenza e' un atto giursidizionale, non un atto o documento amministrativo.
4) Anche nelle procedure 'interne', l'esecuzione di una sentenza o di un decreto in ambito di stato civile (es.: quando ad essa consegua un'annotazione) spetta, sempre, alla parte che vi ha interesse (e viene trasmessa all'USC d'ufficio solo se vi sia una espressa norma di legge che lo disponga): ricorro ad un esempio. Se vi sia un decreto di rettificazione (art. 95 RSC), la conseguente annotazione deve essere richiesta (art. 102 RSC) dalla parte che ha promosso il giudizio di rettificazione, oppure dalla segreteria della Procura della Repubblica che il ricorso sia stato presentato dal procuratore della Repubblica (cioe' sempre dal soggetto che ha presentato il ricorso introduttivo).......
ospite emigrato= Guido Baccoli ha scritto:
Certo Dr. Scolaro, la precisazione é esattamente riferita ad una situazione locale. ......................É come dice lei, si tratta di raccordare la legislazione locale con la legislazione italiana, cosa non sempre agevole.
Gia' ... non sempre agevole.
Specie, quando si trascuri (da parte delle autorita' consolari italiane) la legge italiana, la quale considera l'istituto del 'riconoscimento' della sentenza straniera (e non degli adempimenti, anche amministrativi, conseguenti previsti da altro Stato). Che poi si possa anche ammettere che tale 'riconoscimento' comporti l'evventuto pieno perfezionamento delle procedure locali, non sposta che sia la sentenza ad essere 'oggetto' di riconoscimento. E cio' puo' 'complicare' (non entro nel merito se debitamente od indebitamente) la situazione, nel suo complesso.
Con questo e ripeto, se il Dr. Scoilaro non ha qualcosa da aggiungere o chiarire, il chiarimento definitivo riguardo la negazione dell'Ambasciata di legalizzare una sentenza di diviorzio.
Vorrei comunque aggiungere un altro non trascurabile particolare.
L'art 67 L 218/95 recita al 1° e 2° comma:1. In caso di mancata ottemperanza o di contestazione del riconoscimento della sentenza straniera o del provvedimento straniero di volontaria giurisdizione, ovvero quando sia necessario procedere ad esecuzione forzata, chiunque vi abbia interesse può chiedere alla corte d'appello del luogo di attuazione l'accertamento dei requisiti del riconoscimento.
Egregio Signor Michele e lettori tutti, l'Ambasciata italiana oltre a tutti i chiarimenti giá totalmente esaustivi, dovrebbe spiegare come dovrebbe fare se la sentenza, ipotizzando che sia giá annotata e non certo nella sua interezza, ma nei suoi punti essenziali le dovesse servirle per usarla come titolo per l'attuazione e per l'esecuzione forzata.
Logico che se a questo dovesse servirle, mettiamo che si sia sentenziato che l'appartamento coniugale sia rimasto ad uso, domicilio e residenza a suo favore e abbia necessitá di fare ''sloggiare'' la sua ex moglie, dovrá presentare al Tribunale una sentenza in copia originale o autenticata, ma sempre legalizzata dall'Ambasciata italiana, legalizzazione che le si sta negando e che, il Dr Scolaro mi assista o corregga, non puó certo fornirle il Comune o l'UdSC.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Ven Ott 31, 2008 9:30 pm
Per completezza totale dell'argomento, riporto l'intera comunicazione del MAE del 20/01/1997 che si puó leggere interamente nel sito http://www.esteri.it/MAE/normative/Normativa_Consolare/ServiziConsolari/Stato_Civile/telsso09886_1997.pdf .
N. 098/86 DEL 20 Gennaio 1997
A TUTTE LE RAPPRESENTANZE DIPLOMATICO CONSOLARI
A seguito del telegramma in riferimento, si trasmette qui in allegato la Circolare Prot. l/50/FG/29(96)1227, emanata dal Ministero di Grazia e Giustizia il 7 gennaio u.s. ai Procuratori Generali della Repubblica presso le Corti di Appello, contenente istruzioni per gli Uffici dello stato civile per l’applicazione degli articoli dal 64 al 71 della legge indicata in oggetto.
Si precisa che, nel trasmettere tali istruzioni, il suddetto Dicastero ha sottolineato quanto segue:" A partire dal 31 dicembre 1996, le sentenze straniere e i provvedimenti stranieri di volontaria giurisdizione che possiedono i requisiti richiesti per il riconoscimento automatico in Italia possono essere, presentati direttamente agli ufficiali dello stati civile, o ai Capi degli Uffici Consolari che ne esercitano le funzioni all’estero, per essere trascritti, iscritti o annotati come per legge. E ciò a prescindere dal momento temporale in cui le sentenze e gli atti stranieri sono stati formati.".
Si sottolinea inoltre che, per l’art. 2 della legge n. 218, le disposizioni’ della stessa "non pregiudicano l’applicazione delle Convenzioni internazionali in vigore per l’Italia".
Prot. 1/5°/FG/29 (96) 1227 Roma, 7/1/97
Come si puó notare e come il Dr. Scolaro ha fatto piú volte rilevare, il verbo usato é POSSONO ESSERE e la congiunzione usata é o (in alternativa), senza imposizioni e/o differenze di preferenze obbligate se seguire l'uno o l'altro iter. Per la legge la forma italiana della norma o circolare o comunicazione é assolutamente incontrovertibile.
Se fosse come l'Ambasciata Italiana in Santo Domingo pretende, omettendo la legalizzazione e obbligando il cittadino ad essere loro l'unico tramite per la trascrizione (per essere esatti si usa dire annotazione), la comunicazione avrebbe dovuto omettere l'alternativa della trascrizione presentati direttamente agli ufficiali dello stato civile , omettere la o e lasciare solamente ai Capi degli Uffici Consolari .
Se si avesse bisogno di ulteriori fonti alternative e altrettanto autorevoli, si puó leggere anche l'opinione della DEA (Demografici Associati), riconosciuta associazione degli operatori demografici il cui Presidente Dr Mauro Parducci, conosco da anni e che riporta:
La trascrizione dovrà essere richiesta dall’interessato all’Ufficiale dello Stato Civile nei cui registri risulti trascritto il matrimonio, personalmente o attraverso l’Autorità consolare italiana, oppure tramite un legale munito di specifica delega. Tale delega consisterà in una procura speciale, apposta in calce o a margine all’istanza, con firma autenticata dallo stesso legale, in analogia con quanto dispone il c.p.c. per la procura alle liti
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mer Ago 18, 2010 4:08 pm
ho avuto la sentenza de divorzio definitiva in aprile 2010 in UK
Nel mese de guino 2010 la mia ex che residie in uk a fatto la trascrizione al consolato di BEDFORD.
Tutto il mese di luglio 2010 ho cercato di sapere se la trascrizione e stata convalidata in Italia . Che sia il comune di roma dove ci stiamo sposati e il comune di Castronno che e la mia attuale residenza , non e arrivata la lettera del nostro divorzio . in questo mese di agosto io sono andato in UK e ho chiamato il consolato di Bedford prima di arrivare li. mi hanno detto che la comunicazione e stata mandata a roma la sttimana del 8 agosto 2010.
alora sono tornato a chiedere nel mio comune di residenza . me diconno che non hanno ricevuto niente . Roma non risponde ne anche . sono DISPERATO . vorrei sapere QUANTO TEMPO CI VUOLE PER LA TRASCRIZIONE '
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mer Ago 18, 2010 4:13 pm
vorrei precisare che siamo entrambi citadini italiani
la mia ex e residente in UK e io in italia .
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Gio Ago 19, 2010 5:15 am
Ora i consolati trasmettono i documenti tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), quindi arriva immediatamente. Il problema è costituito dai comuni. Sono molti quelli che non sanno adoperare questo tipo di PEC e non sanno nemmeno di aver ricevuto comunicazioni in tal modo.
Comunque sia la Pubblica Amministrazione ha 30 giorni di tempo per provvedere, salvo il caso in cui non sia diversamente indicato da leggi o regolamenti. Può quindi ben inviare una diffida ad adempiere con richeista di accesso agli atti e comunicazione del funzionario responsabile della trattazione della pratica. Normalmente poi corrono!!!
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mer Ott 23, 2013 7:14 pm
buon giorno, dovrei presentare i documenti per la trascrizione del matrimonio fatto in RD , mi hanno detto che la trascrizione avviene solo quando il comune di mia residenza ne da conferma e a volte questo non è immediato, in tal caso per la richieta del visto per mia moglie, posso chiederlo unitamente al deposito dei dcumenti o devo aspettare la conferma della trascrizione, nel caso ci fossero degli errori nei documenti questi sarebbero evidenziati subito per poterli sistemare o si deve sempre aspettare la risposta dal comune Italiano?,grazie per la risposta
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Sab Ott 26, 2013 8:03 am
rob57 ha scritto:
Una volta che il consolato ha trasmesso gli atti di stato civile,il comune provvede in un massimo di 30 giorni a trascriverlo nei registri dello stato civile.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Sab Ott 26, 2013 10:39 am
ringrazio per la risposta, ma vorei spere se la richiesta del visto posso farla subto o devo apettare che il comune dia risposta della trascrizione e di conseguenza ritardo per avere il visto ,grazie.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Dom Ott 27, 2013 8:27 pm
Non serve che il matrimonio sia trascritto per chiedere il visto.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mar Ott 29, 2013 10:33 am
ringrazio per la risposta,perciò se ho ben compreso, la procedura sarebbe: presentazione dei documenti (matrimonio in RD + traduzione e certificato stato civile mio) per la trascrizione al comune,contemporaneamente richiesta del visto presetando una rihiesta con allegato il doc del matrimonio, i due atti trascrizione e richiesta visto sono tra loro separati e non legati tra loro,in pratica
la trascrizione ha i suoi tempi e invece il visto è più veloce e non dipende dalla trascrizione, sto facendo confusione? grazie
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mer Apr 01, 2015 5:21 pm
Vorrei dei chiarimenti in merito a trascrizione di divorzio da Repubblica Dominicana a Italia.
Il mio compagno di nazionalità dominicana si era sposato con una ragazza Italiana in RD, matrimonio correttamente trascritto in Italia. In seguito dalla ex moglie è stato chiesto divorzio per incompatibilità di caratteri sempre in Repubblica Dominicana, sentenza trascritta in Italia.
Ora a seguito di richiesta di emissione di nulla osta per matrimonio, risulta per il mio compagno stato libero qui in Italia a seguito di sentenza di divorzio trascritta, ma non lo stato libero in Repubblica Dominicana o meglio sembrerebbe che la sentenza di divorzio non sia stata "trascritta" perciò non sia presente l atto di divorzio.
E' possibile? Qual è la procedura utilizzata in RD per questo di atti? Chi se ne occupa? Una sentenza trascritta in Italia dev essere passata in giudicato cioè non più modificabile in seguito? Grazie mille per la disponibilità e per le informazioni che potrete darmi
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mer Apr 01, 2015 8:45 pm
Suste ha scritto:
Il Dott.Baccoli,esperto in RD,purtroppo non é disponibile per motivi di salute,comunque mi pare strano che se il divorzio é stato fatto in RD,non ve ne sia traccia in loco...provate a sentire un buon avvocato sull'isola o il loro ufficio di stato civile,tipo l'anagrafe italiana.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mer Apr 08, 2015 11:28 am
porgo i miei piu' cordiali saluti ai moderatori di questo utilissimo forum e gli auguri per una pronta guarigione al Dott. Baccoli (desolato aver indicato in precedenza erroneamente il Dott. Scolaro) che leggo essere al momento afflitto da problemi di salute.
Desidero chiedere un parere circa l'applicabilita' dell'autocertificazione per una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Accingendomi a richiedere trascrizione del mio divorzio ottenuto nel paese che mi ospita, ho scritto al mio ultimo Comune di residenza, dove peraltro e' iscritto il mio matrimonio, al fine di ottenere chiarimenti in tal senso.
Ottenuta la risposta, il mio ex Comune di residenza mi chiede, in pratica, di legalizzare la firma sulla dichiarazione sostitutiva di atto notorio o presso il consolato competente per territorio o presso i loro uffici in Italia!
Ho fatto presente, attraverso una seconda email, al gentile funzionario del Comune, che per recarmi c/o il Consolato competente per territorio, ho bisogno di 2 gg di viaggio ad andare ed altrettanti per tornare richiedendo conferma del loro scritto circa tale obbligatorieta' della procedura.
La risposta e' stata perentoria ed evidenziata in grassetto come a volerne ribadire la fondatezza ed inequivocabilita'.
A questo punto, mi chiedo se tale atteggiamento non sia un abuso in pieno contrasto con i disposti dell'art. 38 del DPR 445/2000 nel quale viene indicato che la dichiarazione sostitutiva puo' essere anche semplicemente presentata firmandola ed allegando un documento d'identita' recante la firma dell'interessato.
Esistono casi in cui tale autocertificazione non puo' essere accettata?
Esistono normative o regolamenti applicativi che impongono alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio di essere leggalizzata?
In tal senso ho provato a controllare i siti di vari Consolati italiani dove ho riscontrato, attraverso i formulari gia' predisposti, che in essi si fa esplicito riferimento alla possibilita' per il cittadino di presentare la dichiarazione sostitutiva solamente apponendo la propria firma ed allegando il documento d'identita'.
Forse che le leggi ed i regolamenti dello Stato sono differenti a seconda della giurisdizione?
Ringrazio anticipatamente per il Vs. illuminato parere.
Ultima modifica di Roberzan il Mer Apr 08, 2015 2:15 pm, modificato 1 volta
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mer Apr 08, 2015 1:13 pm
porgo i miei piu' cordiali saluti ai moderatori di questo utilissimo forum e gli auguri per una pronta guarigione al Dott. Scolaro che leggo essere al momento afflitto da problemi di salute.
Lei ha piena ragione.Contatti via fax,PEC,racc.A/R il comune in questione chiedendo che mettano per iscritto ai sensi legge 241/90 del perché vogliono ció che le chiedono e che indichino il nome del funzionario responsabile.Una risposta via mail ordinaria vale come la carta per il pane...quindi saranno obbligati a risponderle come dovuto via PEC,fax o posta ordinaria con carta intestata.Di solito di fronte alla richiesta di mettere per iscritto le loro fasulle ragioni,i burocrati arroganti ed impreparati capacitano...Ci faccia sapere.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE? Mer Apr 08, 2015 2:20 pm
Gentile Bostik,
grazie per la sollecita e chiara risposta che corrobora i dubbi che avevo in merito al mio caso.
Sara' mia cura approfondire e condividere gli esiti con piacere.
Titolo: Re: RICHIESTA TRASCRIZIONE (ANNOTAZ.) AL CONSOLATO O AL COMUNE?