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Timestamp: 2017-12-15 05:34:48+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.148', 'art.143', 'art. 148', 'art. 148', 'art.148', 'art.148', 'art. 20', 'art. 148', 'art. 150', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 19', 'art.90', 'art.74', 'art. 90', 'art. 148', 'art.4', 'art. 30', 'art. 148', 'art. 63', 'art. 90', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 90']

ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE - PDF
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Emilio Pastore
1 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE ASPETTI FISCALI DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE Dott. Corrado Colombo MILANO - 15 novembre 2010
2 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LE PECULIARITA FISCALI DELLE A.S.D. 1. Distinzione tra attività istituzionali e attività commerciali 2. Aspetti fiscali generali e la Legge 398/91 3. Mod. EAS 4. 5 per mille 5. Deduzioni e detrazioni IRPEF - IRES 6. Sponsorizzazioni/pubblicità
3 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE 1 DISTINZIONE TRA ATTIVITA ISTITUZIONALI 1. DISTINZIONE TRA ATTIVITA ISTITUZIONALI E ATTIVITA COMMERCIALI
4 ATTIVITÀ ISTITUZIONALI E COMMERCIALI: DEFINIZIONI Le attività delle ASD possono suddividersi in: Attivitàità istituzionali: i attività ità rientranti ti nell oggetto statutario volte al raggiungimento delle finalità sociali; Attività commerciali: attività strumentali alle prime, volte al reperimento dei mezzi finanziari necessari al perseguimento delle finalità istituzionali 4
5 ATTIVITÀ ISTITUZIONALI E COMMERCIALI: DEFINIZIONI Le attività di carattere commerciale sono quelle indicate nell art del Cod.Civ. Ci nonché quelle svolte dall associazione e rivolte a soggetti non associati, anche se rientranti nelle attività previste nello statuto. 5
6 ATTIVITÀ ISTITUZIONALI E COMMERCIALI: le particolarità deglientiditipoassociativo enti di tipo REGOLA GENERALE Le somme versate da associati e partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo Concorrono, invece, a formare il reddito complessivo le cessioni di beni e le prestazioni di servizi agli associati o pagamenti verso pagamento di corrispettivi specifici 6
7 ATTIVITÀ ISTITUZIONALI E COMMERCIALI: le particolarità deglientiditipoassociativo enti di tipo ECCEZIONE Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extrascolastica della persona non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti di associati o partecipanti (anche di altre associazioni che formano unica organizzazione nazionale o locale) l 7
8 Condizioni per l agevolazione Lo statuto (redatto con scrittura privata autenticata o registrata o atto pubblico) deve contenere le seguenti clausole: divieto di distribuzione anche indiretta di utili; obbligo di devolvere il patrimonio dell ente, in caso di scioglimento, ad altra associazione con finalità analoghe, sentito l organismo di controllo; disciplina uniforme del rapporto associativo (esclusione della temporaneità dell associazione, diritto di voto per approvazione del bilancio e cariche sociali per tutti gli associati maggiori di età); obbligo di approvazione rendiconto economico e finanziario; eleggibilità libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo, pubblicità convocazioni e deliberazioni assembleari; intrasmissibilità della quota o contributo associativo e non rivalutabilità della stessa 8
9 Enti di tipo associativo soggetti: Per tutti gli enti di tipo associativo Per taluni enti di tipo associativo: associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale, di formazione extrascolastica della persona agevolazione prevista "Non è considerata commerciale l'attività "Non si considerano commerciali le svolta nei confronti degli associati o attività [ ] effettuate verso pagamento partecipanti" p art.148, comma 1, TUIR di corrispettivi specificinei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitu condizioni - l'attività sia conforme agli scopi istituzionali - l'attività sia gratuita o remunerata dalla sola quota associativa "generica" (eccezione art.143, comma 1) - l'attività sia svolta in diretta attuazione degli scopi istituzionali - lo statuto dell'associazione contenga le clausole previste dall'articolo 148, comma 8, TUIR 9
10 ATTIVITÀ ISTITUZIONALI E COMMERCIALI: DEFINIZIONI In una ASD sono quindi considerate attività istituzionali: - le attivita' svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attivita' e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un'unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali (art. 148 TUIR, co.3 c.d. decommercializzazione speciale ); - la vendita di pubblicazioni cedute prevalentemente ad associati (art. 148 TUIR, co.3) 10
11 ATTIVITÀ ISTITUZIONALI E COMMERCIALI: DEFINIZIONI In un ASD sono considerate sempre attività commerciali (art.148, co.4 TUIR): - gestione di un bar e ristorante interno (somministrazione di pasti); - cessione di beni nuovi prodotti per la rivendita (quali indumenti, attrezzi, ecc. anche se il prezzo di vendita è inferiore o uguale a quello di acquisto); - organizzazione di gite e viaggi e soggiorni turistici a titolo oneroso; - gestione fiere, esposizioni a carattere commerciale; - prestazioni di vitto (alberghiere) e di alloggio; - le prestazioni i di trasportot e di deposito; 11
12 ATTIVITÀ ISTITUZIONALI E COMMERCIALI: DEFINIZIONI ( segue) In un ASD sono considerate sempre attività commerciali (art.148, co.4 TUIR): - pubblicità commerciale; - sponsorizzazioni; - cessione di beni nuovi prodotti per la vendita; - erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore; - prestazioni alberghiere e di alloggio; - gestione di spacci aziendali e mense. 12
13 ASD CHE EFFETTUANO ATTIVITÀ ISTITUZIONALI E COMMERCIALI sotto il profilo fiscale: le scritture contabili delle ASD devono essere obbligatoriamente tenute relativamente alle attività commerciali esercitate abitualmente (art. 20 DPR 600/73). NON rilevano, dunque: le attività istituzionali; le attività commerciali occasionali. 13
14 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE 2 ASPETTI FISCALI GENERALI delle 2. ASPETTI FISCALI GENERALI delle A.S.D. PER II.DD. E IVA e la Legge 398/91
15 LE II.DD. PER LE ASD ENTI COMMERCIALI: I proventi di qualsiasi fonte confluiscono in un unica categoria reddituale: il reddito d impresa ENTI NON COMMERCIALI (Artt. 73, TUIR): L attribuzione del reddito imponibile avviene con modalità analoghe a quelle previste per le persone fisiche 15
16 ENTI NON COMMERCIALI AI FINI FISCALI ENTI NON COMMERCIALI (artt TUIR) ASSOCIAZIONI NO PROFIT (art. 148 TUIR) ONLUS (art. 150 TUIR e art d.lgs. 460/97) 16
17 DETERMINAZIONE REDDITO PER ASD IL REDDITO COMPLESSIVO DELL ANP AI FINI IRES è LA SOMMATORIA DEI REDDITI : di lavoro autonomo d impresa fondiari di capitale Diversi Ciascuno dei quali determinato secondo la propria specifica disciplina L aliquota ordinaria IRES applicata al reddito complessivo è il 27,5% (dal 2008) 17
18 DETERMINAZIONE DEL REDDITO D IMPRESA NELLE ASD Il reddito di impresa in contabilità ordinaria e semplificata viene determinato come per le imprese, apportando all utile o alla perdita risultante dal conto economico le variazioni in aumento o/e in diminuzione derivanti dall applicazione applicazione della normativa fiscale; 18
19 DETERMINAZIONE DEL REDDITO D IMPRESA NELLE ASD (segue) Uil Utile (perdita) )dibil bilancio i (relativo al ramo commerciale) + /- variazioni in aumento e in diminuzione = Utile (perdita) - costi promiscui nel limite della % deducibile = Reddito di impresa da sommare agli altri redditi per la determinazione del reddito complessivo 19
20 I REGIMI FORFETTARI DEL REDDITO DI IMPRESA PER LE ASD (ART.145 TUIR) All ammontare dei ricavi si applicano i seguenti coefficienti di redditività: ANP esercenti prestazioni di servizi: per ricavi fino a ,71: 15% per ricavi tra ,71 e ,14: 25% ANP esercenti altre attività: per ricavi fino a ,85: 10% per ricavi tra ,85 e ,90: 15% 20
21 I REGIMI FORFETTARI DEL REDDITO DI IMPRESA PER LE ASD (ART.145 TUIR) ( segue) All importo ottenuto t devono essere aggiunte eventuali plusvalenze patrimoniali, sopravvenienze attive, rimanenze finali di merci e proventi finanziari ALTRI REGIMI FORFETARI: L.398/1991/ 21
22 L IVA PER LE ASD Non si considerano attività commerciali (art. 4, comma 4, d.p.r. 633/72) cessioni di beni e prestazioni di servizi solo se rese in conformità agli scopi istituzionali ai propri associati o ad associazioni con la stessa attività statutaria istituzionale solo se effettuate da associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, SPORTIVE, di promozione sociale, di formazione extra-scolastica FUORI CAMPO IVA 22
23 L IVA PER ASD CON SOLO ATTIVITÀ ISTITUZIONALE (ART. 19 TER D.P.R.633/72) Iva su acquisti dell attività istituzionale indetraibile (art. 19 ter d.p.r.633/72) assolta al momento dell effettuazione dell operazione con modalità ordinarie 23
24 L IVA PER ASD CON ATTIVITÀ COMMERCIALE (ART. 19 TER D.P.R.633/72) Iva detraibile su acquisti Solo per acquisti relativi ad attività ità commerciale (art. 19 ter, co.1 DPR 633/72) Solo se è tenuta una contabilità separata in modo regolare e ai sensi s dell art. 20/20 bis DPR 600/73 (art. 19 ter, co.2, DPR 633/72) 24
25 L IVA PER ASD CON ATTIVITÀ COMMERCIALE (ART. 19 TER D.P.R.633/72) Detrazione parziale IVA relativa agli ACQUISTI PROMISCUI (Es. spese generali, riscaldamento, illuminazione) NO PRORATA: La detrazione deve essere realizzata con criteri oggettivi e coerenti con la natura dei beni e servizi acquistati (ART. 19, COMMA 4, D.P.R. 633/72 e C.M. 328/E/1997) SI PRORATA: Detrazione dell IVA in percentuale pari al rapporto dei ricavi dell attività commerciale rispetto all intero volume d affari (R.M. 137/1998 e C.M. 108/2000). 25
26 L IVA PER ASD CON SOLO ATTIVITÀ ISTITUZIONALE (ART. 19 TER D.P.R.633/72) Detrazione dell Iva in percentuale pari al rapporto dei ricavi dell attività commerciale rispetto all intero volume d affari. Percentuale di Detrazione IVA Ricavi commerciali Ricavi commerciali + Ricavi istituzionali = Volume d affari complessivo 26
27 PERDITA DELLA QUALIFICA DI ENTE NON COMMERCIALE La prevalenza dell esercizio di attività commerciale determina la perdita della qualifica di Ente Non Commerciale. Gli indicatori di tale prevalenza sono: Prevalenza delle immobilizzazioni nette relative all attività commerciale rispetto alle altre attività Prevalenza dei ricavi da attività commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o prestazioni da attività istituzionali Prevalenza dei redditi da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali (contributi, sovvenzioni, liberalità e quote associative) Prevalenza delle componenti negative inerenti le attività commerciali rispetto alle restanti spese 27
28 PERDITA DELLA QUALIFICA DI ENTE NON COMMERCIALE NON sono soggette alla verifica di non commercialità: Gli enti ecclesiastici (con personalità giuridica agli effetti civili) LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE (Art. 149, co.4, TUIR) 28
29 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE IL REGIME FISCALE AGEVOLATO DELLA IL REGIME FISCALE AGEVOLATO DELLA LEGGE 398/1991
30 SOGGETTI CHE POSSONO APPLICARE LA LEGGE 398/91 La legge 398 del e ss., è applicabile a: Le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni; Le società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali o cooperativa senza fine di lucro (art.90 co.1 L. 289/2002); Le associazioni senza scopo di lucro e le pro-loco 30
31 CONDIZIONI PER LA LEGGE 398/91 Il regime forfettario è applicabile: A) previa opzione; B) in presenza di proventi derivanti dall attività commerciale conseguiti nell esercizio precedente con importo non superiore a Euro ,00 31
32 LE AREE DELLE AGEVOLAZIONI DELLA L.398/91 Il regime agevolato riguarda la determinazione dell imponibile ai fini: Iva Ires Irap 32
33 LE AGEVOLAZIONI AI FINI IVA Esonero dagli obblighi IVA (titolo II DPR 633/72) relativi a fatturazione (emissione di fatture, scontrini e ricevute fiscali), registrazione ione e dichiarazione; a ione; Esonero dalla tenuta dei registri IVA. Annotazione dei ricavi commerciali sul modello di cui al D.M ; Esonero dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili previste per i soggetti che esercitano attività commerciali (libro giornale, libro inventari, registro dei beni ammortizzabili) 33
34 LE AGEVOLAZIONI AI FINI IVA (segue) E sufficiente conservare e numerare le fatture di acquisto e le fatture di vendita; L emissione obbligatoria delle fatture rimane solo per alcune operazioni come ad esempio le sponsorizzazioni e la pubblicità etc ex art.74 dpr 633/72; 34
35 LE AGEVOLAZIONI AI FINI IVA (segue) Annotare i corrispettivi i i ed i proventi da attività iià commerciali entro il 15 del mese successivo nel modello di cui al DM 11/2/97( un particolare registro ai fini della determinazione dell IVA diverso da quelli di uso comune); Effettuare il versamento dell iva trimestrale senza la maggiorazione dell 1%; I codici di versamento IVA da applicare sono quelli dell Iva trimestrale fatta eccezione per il quarto trimestre per il quale si utilizza il codice 6034 e la scadenza è al 16/02 dell anno successivo. 35
36 LE AGEVOLAZIONI AI FINI IVA (segue) COME SI DETERMINA L IVA DA VERSARE (ART. 74 D.P.R. 633/72 COMMA 6)? Per i proventi da intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. 640/72 l imposta si applica su tutte le operazioni imponibili con una detrazione forfetaria del 50%; Per le sponsorizzazioni si applica la detrazione del 10%; Per i diritti televisivi l abbattimento è pari a 1/3. 36
37 LE AGEVOLAZIONI AI FINI II.DD. Applicazione dell aliquota ordinaria del 27,5% Abbattimento del 97% dei ricavi (in luogo della detrazione dei costi sostenuti) 27,5% del 3% dei ricavi commerciali (le plusvalenze patrimoniali realizzate sono tassate in regime ordinario) 37
38 LE AGEVOLAZIONI AI FINI II.DD (segue) DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE: RICAVI EX ART. 85 TUIR + SOPRAVVENIENZE ATTIVE EX ART. 88 TUIR = PLAFOND RILEVANTE PER L AGEVOLAZIONE PLAFOND *3% + PLUSVALENZE = REDDITO IMPONIBILE 38
39 LE AGEVOLAZIONI AI FINI IRAP (segue) Aliquota ordinaria del 3,90%; Determinazione dell imposta con le modalità ordinarie; Base imponibile determinata come segue: 39
40 LE AGEVOLAZIONI AI FINI IRAP (segue) Base imponibile Ires ( 3% dei ricavi e compensi) Retribuzioni sostenute per il personale dipend. I compensi spettanti a collaboratori I compensi erogati per prestazioni occasionali
41 SUPERAMENTO DEL LIMITE Cosa succede se si supera il limite previsto? Il superamento del limite dei , di ricavi da attività commerciali art. 90 L.289/2002 in corso d anno, comporta la perdita dei benefici fiscali con effetto dal mese successivo. 41
42 SUPERAMENTO DEL LIMITE Per maggior chiarezza si veda la risoluzione dell Agenzia delle Entrate n.123 del 7/11/2006 chiarisce infatti che al verificarsi del superamento del limite citato si vengono a creare due distintii i periodi : Dall inizio del periodo d imposta fino al superamento del limite dei ,00, sia ai fini Iva sia ai fini del reddito che per gli adempimenti contabili si adotterà il regime della L.398/91 Dal mese successivo al superamento del limite e fino alla fine dell esercizio si applicherà il regime ordinario Iva, Ires e contabilità. 42
43 IL MOD. EAS S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
44 FONTE NORMATIVA ART. 30 d.l. 185/2008 ha introdotto per gli enti di tipo associativo, che siano in possesso dei requisiti qualificanti richiesti dalle norme fiscali per avvalersi delle disposizioni di favore previste sia ai fini dll delle imposte dirette (ex art. 148 dl del TUIR) sia ai fini IVA (ex art.4 DPR n.633/72), l onere di comunicare all Agenzia delle entrate dati e notizie rilevanti ai fini fiscali 44
45 UNA ESENZIONE NON OPERATIVA Dalla circolare 12/E del 2009: Il comma 3-bis dell art. 30 esonera dall onere della trasmissione dei dati e delle notizie rilevanti sotto il profilo fiscale gli enti associativi dilettantistici in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI che nonsvolgono attività commerciale. Sono, per converso, tenute all invio dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali, secondo le modalità precisate nel paragrafo 1.3, le associazioni sportive dilettantistiche che, oltre all attività attività sportiva dilettantistica riconosciuta dal CONI, effettuano cessioni di beni (ad es. somministrazione di alimenti e bevande, vendita di materiali sportivi e gadget pubblicitari) e prestazioni di servizi(es. prestazioni pubblicitarie, sponsorizzazioni) rilevanti ai fini dell IVA e delle imposte sui redditi. L onere della comunicazione dei dati grava anche sulle associazioni che effettuano operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibiliibili ai sensi dell art. 148 terzo comma, del TUIR e dell articolo l 4 del DPR n. 633 del
46 La compilazione i semplificata Circolare 45/E del 2009 Le associazioni e le società sportive dilettantistiche iscritte nel registro del CONI che non soddisfano i requisiti prescritti ai fini dell esonero dalla presentazione del modello assolvono l onere della comunicazione dei dati e notizie rilevanti ai fini fiscali compilando l anzidetto modello con le modalità indicate nel successivo paragrafo 1.3 Cosa significa: ifi compilano il primo riquadro contenente i dati identificativi dell ente e del rappresentante legale e, relativamente al secondo riquadro, forniscono i dati e le notizie richieste ai righi 4), 5), 6), 25) e 26). Le associazioni e società sportive dilettantistiche compilano, altresì, il rigo 20) del medesimo modello. 46
47 La compilazione i semplificata I punti da compilare sono quindi solamente i seguenti: 4- se l ente ha articolazioni territoriali/funzionali 5- se l ente lenteè una articolazione territoriale/funzionale di altro ente 6- se l ente è affiliato a federazioni o gruppi 20- se l ente ha ricevuto proventi per sponsorizzazione o pubblicità 25- il numero degli associati (per classi di numerosità) 26- il settore in cui opera l associazione (per le sportive, il 5) 47
48 Termini i e modalità di presentazione La prima presentazione era stata fissata il 30 ottobre 2009, poi prorogata sino al Attualmente, per gli enti neocostituiti il termine è dato dai sessanta giorni successivi alla costituzione Se si modificano o i dati precedentemente pecede e tecomunicati, cat il termine e è il 31 marzo dell anno successivo a quello di modifica dei dati. La modalità di invio sono o esclusivamente quelle telematiche, personalmente o mediante intermediari autorizzati. 48
49 IL 5 PER MILLE S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
50 5 per mille (ultima legge: art. 63 bis L. 133/08). Possibilità di far pervenire il 5 per mille della propria imposta netta ad un ente scelto dal contribuente attraverso il sistema della dichiarazione. Destinatari: solo alcune categorie: Onlus, comprese le onlus di diritto (ODV, ONG, Cooperative sociali) APS di ogni genere Associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori della normativa Onlus Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI NB: sono possibili opzioni alternative (ricerca, attività dei Comuni) 50
51 DETRAZIONI IRPEF - IRES S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
52 La donazione di persone fisiche Articolo 15 T.U.I.D.: danno diritto alla detrazione del 19%: i-ter) le erogazioni liberali in denaro per un importo complessivo in ciascun periodo d'imposta non superiore a euro, in favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche, a condizione che il versamento di tali erogazioni i sia eseguito tramite banca o ufficio i postale ovvero secondo altre modalità stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell articolo 17 comma 3, della legge 23 agosto 1988, n
53 Il corrispettivo erogato alle associazioni Articolo 15 T.U.I.D.: danno diritto alla detrazione del 19%: i-quinquies) le spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impiantii sportivi i destinati alla pratica sportiva dilettantistica ti ti rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell'economia economia e delle finanze, e le attività sportive; 53
54 Il corrispettivo erogato alle associazioni Il decreto citato nella normativa è stato emanato in data Stabilisce che: a) per associazioni sportive devono intendersi le società ed associazioni sportive dilettantistiche di cui all art. 90 commi 17 e seguenti della legge n. 289/2002, le quali recano nella propria p denominazione sociale l'espressa indicazione della finalità sportiva e della ragione o denominazione sociale dilettantistica; b) per palestre, piscine, altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, ti ti devono intendersi i tuttitti gli impianti, i comunqueorganizzati, destinati all'esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica, ivi compresi gli impianti polisportivi, p che siano gestiti da soggetti giuridici diversi da quelli di cui alla lettera a), pubblici o privati, anche in forma di impresa, individuale o societaria, secondo le norme dei codice civile. 54
55 Il corrispettivo erogato alle associazioni Il decreto precisa altresì che: la spesa è certificata da bollettino bancario o postale, ovvero da fattura, ricevuta o quietanza di pagamento rilasciata dai soggetti indicati nell'art art. 1, recante l'indicazione: a) della ditta, denominazione o ragione sociale e della sede legale, ovvero, se persona fisica, del nome cognome e della residenza, nonchè del codice fiscale, dei soggetti di cui all'art. 1; b) della causale del pagamento; c) dell'attività sportiva esercitata; d) dell'importo corrisposto per la prestazione resa; e) dati anagrafici del praticante l'attività sportiva e codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento. 55
56 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE SPONSORIZZAZIONI/PUBBLICITA
57 Donazione e sponsorizzazione Spesso si tende a confondere donazione e sponsorizzazione. La sponsorizzazione è il contratto con il quale una azienda chiede di poter associare il proprio marchio con quello dell ente, dietro corrispettivo. La sponsorizzazione è un contratto a prestazioni corrispettive, non è presente l elemento di liberalità 57
58 UNA PARTICOLARITA PER LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE il corrispettivo in denaro o in natura erogato in favore delle associazioni/società sportive dilettantistiche, rappresenta spesa di pubblicità deducibile dal reddito d impresa, entro il limite dei ,00 euro annui (art. 90, co. 8, L. 289/2002). E una presunzione che non entra nel merito: - Dell importo - Della congruità rispetto alla attività esercitata Rimane naturalmente la prova della prestazione effettuata. 58
59 UNA PARTICOLARITA PER LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE In effetti occorrono solo le seguenti condizioni (circolare 21/E del 2003): i corrispettivi erogati devono essere necessariamente destinati alla promozione dell immagine o dei prodotti del soggetto erogante; a fronte dell erogazione erogazione delle somme deve essere riscontrata una specifica attività del beneficiario della medesima erogazione.. 59
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