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Timestamp: 2019-01-20 05:29:24+00:00
Document Index: 12586099

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 98']

DELIBERAZIONE n. 16 del 5 luglio PDF
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1 Oggetto: DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA: XXXXXX XXXXXXXXXX/ Wind Telecomunicazioni XXX Presenti: SANDRO VANNINI GIANCARLO MAGNI RENATO BURIGANA MAURIZIO ZINGONI Presidente Vice Presidente Componente Componente Assenti: LETIZIA SALVESTRINI Componente Presiede: Sandro Vannini Segretario: Cinzia Guerrini Dirigente della struttura di assistenza al Comitato incaricata della redazione del presente atto Allegati N. 0
2 Il COMITATO REGIONALE per le COMUNICAZIONI VISTI: - la legge 14 novembre 1995, n. 481, "Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità"; - la legge 31 luglio 1997, n. 249 "Istituzione dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo", in particolare l art. 1, comma 6, lettera a), n. 14 e comma 13; - il decreto legislativo 1 agosto 2003 n. 259 recante il Codice delle comunicazioni elettroniche ; - la legge 2 aprile 2007, n. 40 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese"; - la Delibera Agcom n. 179/03/CSP Approvazione della direttiva generale in materia di qualità e carte dei servizi di telecomunicazioni ai sensi dell articolo 1, comma 6, lettera b), numero 2, della legge 31 luglio 1997, n. 249 e successive integrazioni; - la Delibera Agcom n. 173/07/CONS, All. A "Regolamento in materia di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti" e successive modifiche ed integrazioni; - la legge regionale Toscana 25 giugno 2002, n. 22 Norme e interventi in materia di informazione e comunicazione. Disciplina del Comitato regionale per le comunicazioni, in particolare l art. 30, e il Regolamento Interno di organizzazione e funzionamento del Comitato regionale per le Comunicazioni (ex art. 8 legge regionale Toscana 1 febbraio 2000, n. 10); - l Accordo quadro tra l Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, sottoscritto in data 4 dicembre 2008; - la Convenzione per l esercizio delle funzioni delegate in tema di comunicazioni, sottoscritta tra l Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni e il Comitato regionale per le Comunicazioni della Toscana in data 16 dicembre 2009, e in particolare l art. 4, comma 1, lett. e); - l istanza n. 378 del 17 novembre 2011 con cui la Sig.ra XXXXXX XXXXXXXXXX chiedeva l intervento del Comitato Regionale per le Comunicazioni (di seguito, per brevità, CoReCom) per la definizione della controversia in essere con la società Wind Telecomunicazioni XXX (di seguito, per brevità, Wind), ai sensi dell art. 14 del Regolamento in materia di procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, approvato con delibera n. 173/07/CONS Allegato A; - la nota con cui questo Ufficio, in data 28 novembre 2011, comunicava alle parti, ai sensi dell articolo 15 del citato Regolamento, l avvio del procedimento finalizzato alla definizione della deferita controversia e successivamente, con comunicazione del 29 marzo 2012, invitava le parti a 2/6
3 presentarsi all udienza del 18 aprile 2012 per la discussione delle controversia; ESAMINATI gli atti del procedimento e la documentazione acquisita nel corso dell istruttoria; DATO ATTO che l odierno Comitato si è insediato in data 4 maggio 2012 e che il precedente è decaduto il 17 dicembre 2011 per naturale scadenza del mandato; CONSIDERATO quanto segue: 1. Oggetto della controversia e risultanze istruttorie. La Sig.ra XXXXXXXXXX, intestataria dell utenza residenziale n. XXXX XXXXXX, ha contestato l importo di euro 65,00, addebitato da Wind a titolo di costo per attività di cessazione servizio. In particolare, dagli atti del procedimento è emerso che: La parte istante, cliente di Wind dal 2004 per il servizio di fonia e di ADSL, riferisce che, a seguito di disdetta contrattuale inviata all operatore nel mese di marzo 2011, riceveva la fattura n del 16 maggio 2011 di euro 81,03, comprensiva di euro 65,00 per costo per attività di cessazione servizio. In data 13 giugno 2011 la parte istante provvedeva ad effettuare un pagamento parziale di euro 16,03. In data 14 giugno 2011 la Sig.ra XXXXXXXXXX, per il tramite della Associazione Federconsumatori - Ufficio di Pontremoli, inviava lettera raccomandata A/R a Wind (che la riceveva in data 29 giugno 2011), indicando come eccessivo l importo di euro 65,00 a titolo di costo di disattivazione del servizio e invitando il gestore a ( ) riconsiderare tale cifra. La società Wind riferisce di aver gestito tale reclamo in data 14 settembre 2011 come non fondato. In data 29 giugno 2011, Wind inviava sollecito di pagamento relativo alla fattura n , pagata parzialmente. In data 28 settembre 2011, la parte istante esperiva, nei confronti di Wind, tentativo obbligatorio di conciliazione presso il CoReCom Toscana, tentativo che si concludeva con verbale attestante il fallimento dello stesso. Con l istanza di definizione della controversia la Sig.ra XXXXXXXXXX ha chiesto: 1) lo storno definitivo per l intero importo di euro 65,00 ; 2) il riconoscimento dell indennizzo per la mancata risposta alla raccomandata di giugno 2011 ; 3) il riconoscimento dell indennizzo da quantificarsi ( ) per informativa non corretta presente sul sito Wind per costi approvati dall Autorità ; 4) riconoscimento delle spese di procedura In data 20 dicembre 2011 la società Wind ha prodotto, nel rispetto dei termini procedimentali, una memoria difensiva a supporto della propria posizione, evidenziando l infondatezza delle pretese di 3/6
4 parte istante. In particolare, Wind ( ) rappresenta che i costi di disattivazione fatturati all istante sono dovuti conformemente all art. 1 della legge 40/2007 (c.d. decreto Bersani ) ; inoltre, puntualizza che anche le Linee Guida della Direzione Tutela dei Consumatori prevedono che gli unici importi ammessi in caso di recesso sono quelli giustificati da costi degli operatori. Infine, evidenzia che, a seguito dell attività istruttoria dell Agcom, avviata nel febbraio 2009 e finalizzata all acquisizione del dettaglio dei costi sostenuti dagli operatori nelle operazioni di disattivazione, Wind ha provveduto a rimodulare i costi applicati alla clientela in fase di recesso ed a pubblicarli nel sito istituzionale a seguito di certificazione degli stessi. In data 21 giugno 2012 questo Ufficio ha effettuato, ai sensi dell art. 18 comma 2 della Delibera n. 173/07/CONS Allegato A, una richiesta istruttoria integrativa nei confronti della società Wind al fine di stabilire la data di introduzione del costo di disattivazione di euro 65,00 di cui trattasi; tale richiesta è stata riscontrata nel termine concesso. 2. Valutazioni in ordine al caso in esame. La vicenda oggetto delle presente controversia si incentra sulla contestazione dell addebito dell importo di euro 65,00 richiesto da Wind a titolo di costo per attività di cessazione servizio. In via preliminare va rilevata l inammissibilità della domanda di cui al punto 2) delle richieste in quanto si tratta di domanda nuova rispetto a quelle formulate nell istanza di conciliazione; pertanto tale domanda va rigettata in quanto ha violato il principio dell obbligatorietà del tentativo di conciliazione. Per quanto concerne la richiesta inerente lo storno del contributo di disattivazione, si deve evidenziare che nella tabella riepilogativa pubblicata nel sito di Wind al link peraltro consultabile mediante il sito nella sezione Tutela dell utenza e condizioni economiche dell offerta, la società Wind ha riportato i costi di disattivazione, che sono stati preventivamente sottoposti alla verifica e all approvazione dell Agcom nel corso dell istruttoria finalizzata all accertamento in ordine all equivalenza degli importi fatturati a titolo di recesso ai costi effettivamente sostenuti per la gestione della procedura di disattivazione, in conformità a quanto previsto dall articolo 1, comma 3, della legge n. 40/2007. Nel caso di specie, si deve far presente che l importo di euro 65,00, oggetto di contestazione, corrisponde ai costi effettivi di gestione previsti e riportati nella predetta tabella riepilogativa di Wind applicati in caso di cessazione dal servizio voce e ADSL. Tuttavia si deve osservare che, in considerazione del fatto che il predetto costo di disattivazione non è stato previsto in sede di adesione contrattuale avvenuta nel 2004, in quanto introdotto successivamente (nel 2011), la società Wind, ancor prima di pubblicizzare l introduzione dei relativi costi di disattivazione sul sito web, avrebbe dovuto informare la Sig.ra XXXXXXXXXX dell introduzione dei costi di disattivazione predetti con preavviso dei 30 giorni con l indicazione della facoltà di recesso, in conformità a quanto previsto dall articolo 70, comma 4, del decreto legislativo del 1 agosto 2003 n /6
5 Dalla documentazione agli atti, non risulta che Wind abbia provveduto alla corretta gestione del cliente, fornendo adeguata informativa ai sensi dell articolo 70, comma 4 di cui sopra; ciò premesso, si ritiene di accogliere la richiesta della parte istante limitatamente alla regolarizzazione della posizione amministrativa-contabile mediante lo storno dell importo di euro 65,00 sulla fattura contestata relativo alla voce costo per attività di cessazione servizio. Si ritiene, infine, equo liquidare a favore dell istante la somma forfettaria di euro 100,00 a titolo di spese di procedura ai sensi dell art. 19, comma 6, della delibera Agcom n. 173/07/CONS Allegato A. CONSIDERATO che, per quanto sopra esposto, la società Wind Telecomunicazioni XXX non ha provveduto alla corretta gestione del cliente, fornendo adeguata informativa ai sensi dell articolo 70, comma 4 del decreto legislativo del 1 agosto 2003 n.259; CONSIDERATO che a fronte della fatturazione indebita non sussistono i presupposti per la liquidazione di un indennizzo, bensì la possibilità dell utente di richiedere lo storno e/o il rimborso degli importi non giustificati, oggetto di contestazione; RITENUTO, per quanto sopra esposto, di dover accogliere l istanza di parte limitatamente alla regolarizzazione della posizione amministrativa-contabile mediante lo storno dell importo di euro 65,00 addebitato a titolo di costo per attività di cessazione servizio nella fattura n del 16 maggio 2011; RITENUTO, inoltre, di dover riconoscere a favore dell istante l importo di euro 100,00 a titolo di rimborso delle spese procedurali; RITENUTO che l indennizzo e/o i rimborsi riconosciuti da questa Autorità all esito della procedura devono soddisfare, ai sensi dell articolo 84 del Codice delle comunicazioni elettroniche, il requisito dell equità, e pertanto tenere indenne l istante dal decorso del tempo necessario alla definizione della procedura; VISTI la relazione istruttoria redatta dal responsabile del procedimento, Dott.ssa Elisabetta Gonnelli, e lo schema di decisione predisposto dalla dirigente Dott.ssa Cinzia Guerrini, ex art. 19 comma 1 della Delibera Agcom n. 173/07/CONS, Allegato A; UDITA l illustrazione della Dirigente, Dott.ssa Cinzia Guerrini, svolta su proposta del Presidente nella seduta del 5 luglio 2012; Con voti unanimi D E L I B E R A La società Wind Telecomunicazioni XXX, in accoglimento parziale dell istanza formulata dalla Sig.ra XXXXXX XXXXXXXXXX, è tenuta: 5/6
6 1) a regolarizzare la posizione amministrativa-contabile della parte istante mediante lo storno nella fattura n del 16 maggio 2011 dell importo di euro 65,00 riferito alla voce costo per attività di cessazione servizio ; 2) a corrispondere l importo, come sopra forfettariamente determinato, di euro 100,00 a titolo di spese di procedura ai sensi dell art. 19, comma 6, della delibera Agcom n. 173/07/CONS, Allegato A. E fatta salva la possibilità per l utente di richiedere in sede giurisdizionale il risarcimento dell eventuale maggior danno subito, come previsto dall art. 19, comma 5, della Delibera Agcom n. 173/07/CONS, Allegato A. Ai sensi dell art. 19, comma 3, della Delibera Agcom n. 173/07/CONS Allegato A, il provvedimento di definizione della controversia costituisce un ordine dell Autorità ai sensi dell art. 98, comma 11, D.lgs n. 259/2003. La presente delibera è notificata alle parti e pubblicata sul sito internet istituzionale del CoReCom, nonché trasmessa all Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per gli adempimenti conseguenti. L operatore è tenuto, altresì, a comunicare a questo Ufficio l avvenuto adempimento alla presente delibera entro il termine di 60 giorni dalla notifica della medesima. Ai sensi dell articolo 135, comma 1, lett. b), del Codice del processo amministrativo, approvato con D.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, il presente atto può essere impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in sede di giurisdizione esclusiva. Ai sensi dell articolo 119 del medesimo Codice il termine per ricorrere avverso il presente provvedimento è di 60 giorni dalla notifica dello stesso. Il Segretario Cinzia Guerrini Il Presidente Sandro Vannini 6/6