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Timestamp: 2018-06-23 22:17:50+00:00
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Battistina Luisa Franceschi
1 N In evidenza: Saldo IMU La comunicazione dei beni d impresa concessi a soci/familiari e finanziamenti ricevuti Le spese di manutenzione Antiriciclaggio Il nuovo ISEE Omaggi e regalie: i casi pratici Il contraddittorio nel vecchio redditometro Acconto Iva: esempi di calcolo Pubblicata la bozza del modello 730/2014 IVA 2014: pubblicate le Bozze dei Modelli dichiarativi Indagini finanziarie Pubblicata la bozza dei modelli 740 e Irap 2014 Decreto Destinazione Italia
2 Sommario Il punto del direttore Legislazione e Prassi Risoluzione Agenzia delle entrate n.88/e del 9 dicembre 2013: Un codice tributo per il risparmio amministrato Risoluzione n. 11/DF dell 11 dicembre 2013, Ministero dell economia e delle finanze: IMU e BENI MERCE: i chiarimenti del Ministero Risoluzione Agenzia delle entrate n.89/e, 11 dicembre 2013: Imposta di bollo: esenzione per la copia a uso voltura Risoluzione Agenzia delle entrate n.90/e, 11 dicembre 2013: Rimborso dell imposta di registro versata in eccesso Bozza modello 730/2014: Pubblicata la bozza del modello 730/2014 IVA 2014: Bozze dei Modelli dichiarativi IVA 2014: pubblicate le Bozze dei Modelli dichiarativi Risoluzione Agenzia delle entrate 91/E del : Risparmio amministrato: chiarimenti sul calcolo dell acconto Risoluzione Agenzia delle entrate 92/E del : Il Regime IVA dei prodotti di oreficeria usati Bozza dei modelli 740 e Irap 2014: Pubblicata la bozza dei modelli 740 e Irap 2014 Risoluzione Agenzia delle entrate 93/E del : IVA: Prestazioni socio sanitarie con aliquota IVA al 10% per le cooperative Consiglio dei Ministri n.40 del : Destinazione Italia : prima fermata! Risoluzione Agenzia delle entrate 94/E del : Cessione all esportazione: non imponibile anche con effetto traslativo differito Giurisprudenza Cassazione Tributaria, sentenza del 9 dicembre IVA: Accertamento induttivo per la parrucchiera Cassazione Tributaria, ordinanza del 9 dicembre Registro. Il Fisco ha tre anni di tempo Cassazione Tributaria, sentenza del 10 dicembre IVA contabilizzata dal fornitore della P.A. Cassazione Tributaria, sentenza del 10 dicembre Verifiche. Utilizzabili documenti non esibiti Cassazione Tributaria, sentenza dell 11 dicembre Sanzioni se sbaglia il commercialista 2
3 Cassazione Tributaria, sentenza dell 11 dicembre Abuso del diritto con prove forti Cassazione Tributaria, sentenza del 12 dicembre Induttivo con dati della contabilità Cassazione Tributaria, sentenza del 12 dicembre Liti col fisco. Ammissibilità del ricorso Cassazione Tributaria, sentenza del 13 dicembre Contabilità inattendibile sufficiente per l induttivo Corte di Cassazione, sentenza del 13 dicembre F24 falsificati. Commercialista condannato Adempimenti La comunicazione dei beni d impresa concessi a soci/familiari e finanziamenti ricevuti TFR: scade il versamento dell Acconto Comunicazione finanziamenti: escluse le ditte individuali in semplificata Acconto Iva: esempi di calcolo Commercialisti alla cassa per il versamento delle eccedenze contributive 2013 Commenti Fisco Antiriciclaggio: tenuta contabilità e segnalazione Aumento Ires per le banche, secondo Assonime Il nuovo Isee Terreni agricoli alla cassa entro il 16 dicembre 2013 IVA: Noleggio mezzi di trasporto Il contradditorio nel vecchio redditometro Sanzioni in materia di antiriciclaggio Compravendita immobili strumentali: tassazione dal 1 Gennaio 2014 Il saldo IMU 2013 e la mini-imu 2014 Limitazioni alle compensazioni Cartelle. Cessazione materia del contendere Notifica al familiare. Cartelle nulle Omesso versamento IVA: profili penali Il tovagliometro e gli altri accertamenti analitici induttivi Indici dei Prezzi al Consumo IPC Contraddittorio nelle indagini finanziarie 3
4 Lavoro & Previdenza Contribuzione volontaria: versamento III rata 2013 Recupero Tfr e CdS: il punto dei CdL Associati in partecipazione: le istruzioni dell INPS Contratto d inserimento: le istruzioni dell INPS TFR di novembre: fissato il coefficiente di rivalutazione Società & Bilancio Le spese di manutenzione Fiscal Focus risponde Detraibile il regalo dell olio per motore dell autofficina Omaggi di beni oggetto dell attività d impresa imponibili Cessione omaggi imponibili se inferiori a 25,82 Omaggi ai dipendenti beni NON rientranti nell attività d impresa: IVA indetraibile Disabili: scooter elettrico non agevolato Trasporti internazionali I termini di notifica della cartella esattoriale IMU e immobile in leasing L ALLEGATO: CALCOLO IMU SALDO 2013 ( ) L agenda del professionista Scadenze settimana
5 Il punto del direttore A cura di Antonio Gigliotti Cari amici e colleghi, POS: BEFFATI E INGANNATI mentre siamo impegnati a capire quali aliquote applicare per calcolare l importo Imu da versare, c è chi, dall interno della nostra categoria, si cimenta in affermazioni gravi, destinate a gettare scompiglio e malessere. Mi è infatti capitato di assistere a un intervento di uno di noi in una delle maggiori emittenti televisive del Paese. Il nostro collega affermava, per farla breve, che il problema Imu è un non problema, in quanto si tratta di un adempimento che noi commercialisti possiamo svolgere senza chiedere alcun compenso ai clienti trattandosi all incirca del mero inserimento di un dato in un sistema informatico. Ora, capisco bene che uno studio televisivo possa creare emozione e spesso inibizione, che ci si trova a dover rispondere in maniera serrata su argomenti che conosciamo ma che sul momento non siamo in grado di scindere in maniera distinta, quindi comprendo il default del collega. Tuttavia vorrei che non passasse il preoccupante messaggio che l adempimento Imu sia qualcosa di semplice, una bazzecola. Il semplice inserimento di un dato!!! Ma stiamo scherzando? Calcolare l importo da versare è un operazione complessa e delicata che non si riduce al copia e incolla di un numero, bensì deve tener presente un intera serie di dinamiche, condizioni e particolarità che ciascun intermediario fiscale deve studiare in maniera accurata facendo altresì attenzione a non tralasciare neanche un aspetto che magari potrebbe essere proprio quello fondamentale. Ecco, innanzi a simili affermazioni tanto leggere, mi vien da dire, utilizzando la famosa storpiatura del Sommo Poeta, non ti curar di loro, ma guarda e passa. Perché in fondo da queste parole appare in maniera evidente che la materia è pressappoco sconosciuta a chi le proferisce! Dunque vorrei che non passasse il messaggio che siamo al cospetto di un adempimento che il commercialista può svolgere gratis, perché sappiamo (ahimè), quanta fatica comporta. Detto questo, occorre fare contestualmente il punto su un altra questione che mi sta particolarmente a cuore e alla quale questo quotidiano ha dedicato altri importanti focus. Mi riferisco all obbligo di munirsi di Pos vigente a partire dal prossimo primo gennaio Secondo le intenzioni del legislatore, il pagamento via Pos dovrebbe inserirsi in quel percorso volto ad arginare l evasione e l elusione fiscale, limitando quindi l uso del contante e rendendo tracciabili le transazioni economiche anche di basso importo. Sul punto era già intervenuto il D.Lgs. n. 231/07 che aveva vietato il trasferimento di contante o titoli per somme superiori o pari a 1000 euro. Stando a quanto fin qui esposto, le regole sembrano uguali per tutti, nel 2012 è però intervenuta una nuova modifica, ad opera del team esecutivo di tecnici guidato da Mario Monti. Il D.L. n. 179/12 convertito a dicembre nella L. 221/12 contenente ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (il Decreto Sviluppo bis) ha introdotto l obbligo (sempre la stessa storia!) a carico dei professionisti. In altri termini, dunque, il pagamento del compenso professionale tramite Pos è stato fatto rientrare, dal governo dei professori, tra le misure a sostegno dello sviluppo economico del Paese!!! La tracciabilità elettronica dei pagamenti ricevuti, la connessa obbligatorietà ad aprirsi un conto corrente e il costo legato al mantenimento di un Pos in studio sono stati quindi considerati degli elementi ai quali non si può rinunciare se si vuole sconfiggere l evasione fiscale!!! Senza considerare che da questi trarranno profitto soprattutto le banche e che il pagamento si è comunque effettuato in maniera tracciabile anche tramite assegni e/o bonifici. 5
6 Ora, mi chiedo se un tale provvedimento sia davvero utile al Paese? Se si possa considerare seriamente alla stregua di un volano di sviluppo, come hanno voluto farci credere i tecnici del governo Monti? Sinceramente, ho un parere abbastanza scettico e sono contento di constatare che lo stesso è in parte condiviso anche da altri illustri colleghi. È infatti di questi giorni la dichiarazione del vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, nonché responsabile politiche fiscali di Scelta Civica, che sostiene la necessità di intervenire con una proroga in quanto non hanno ancora ottenuto approvazione le disposizioni attuative che dovrebbero regolare la disposizione dell obbligo. Premesso che lo considero un obbligo inutile, che non semplifica e non produce alcun interesse né al professionista né al contribuente né tantomeno allo Stato, ma solo alle banche che ne traggono profitto, mi chiedo che senso abbia chiedere una proroga quando siamo di fronte a una disposizione che appare senza né capo né coda. Ma vi immagine un pensionato che si reca da un professionista qualsiasi, un commercialista piuttosto che un medico, e si trova costretto a dover pagare col bancomat? È questa l evasione che si vuol sconfiggere? Non si potrebbe ipotizzare che dietro ci siano in realtà altri poteri forti, che nulla hanno a che vedere con l interesse del Paese? Questi sono i dubbi che mi attanagliano, che sinceramente non vorrei occupassero le mie giornate perché, da commercialista quale sono, ho ben altro da fare in studio. Ma si tratta pur sempre di problemi che dovrebbero risolvere e che non troveranno mai una fine se non iniziano ad affrontarli con chiarezza e in maniera consona alla vita reale dei contribuenti, siano essi professionisti o clienti degli stessi. L Italia deve uscire dalla recessione, è vero. Ma una delle vie d uscita siamo sicuri che sia proprio l obbligatorietà del Pos negli studi professionali? Non credo. Pertanto pretenderei che gli illustri colleghi che siedono sugli scranni parlamentari, invece di chiedere proroghe, chiedano la soppressione. Ecco, mi rendo conto però che sarebbe difficile, considerando che la legge è stata introdotta dalla medesima corrente politica alla quale appartengono! La natura non fa nulla di inutile, sosteneva Aristotele. La politica invece quasi tutto, concluderei io! 6
7 Legislazione e prassi Un codice tributo per il risparmio amministrato Fiscal Flash n. 313 del L Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 88/E del 9 dicembre 2013, ha istituito il codice tributo Il suddetto codice dovrà essere utilizzato dagli intermediari finanziari che entro il prossimo 16 dicembre devono versare mediate il modello F24 l acconto dell imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di titoli, partecipazioni e altri strumenti finanziari ex articolo 67, comma 1, lettere da c) a c-quinquies), del Tuir (regime del risparmio amministrato). Risoluzione Agenzia delle entrate n.88/e del 9 dicembre 2013 IMU e BENI MERCE: i chiarimenti del Ministero Fiscal Flash n.319 del Il DL n. 102/2013 all art.2, per infondere slancio all edilizia, ha ridotto il peso fiscale connesso agli immobili costruiti, ma rimasti invenduti. Il provvedimento, infatti, ha abolito per il 2013 la seconda rata dell IMU a favore dei cosiddetti beni merce, ossia i fabbricati costruiti e destinati dall impresa costruttrice alla vendita. L esenzione dall IMU rimane valida per tutto il periodo in cui permane tale destinazione d uso; a interrompere tale agevolazione può essere anche la locazione dei fabbricati. Il Ministero con Risoluzione n. 11/DF dell 11 dicembre 2013 torna sulla questione chiarendo che anche i fabbricati oggetto degli interventi di incisivo recupero sono esentati ex art. 2 del DL 102/2013, ma solo a partire dalla data di ultimazione dei lavori di ristrutturazione. Ciò in quanto, secondo il Ministero, il legislatore ha operato un equiparazione tra i fabbricati oggetto degli interventi di incisivo recupero di cui all art.3 comma 1 lett. c), d) ed f) del DPR 380/2001 e i fabbricati in corso di costruzione. Ai fini della determinazione della base imponibile IMU le due tipologie sono equiparate, in quanto i fabbricati in corso di costruzione sono considerati aree fabbricabili fino all ultimazione dei lavori. 7
8 Fabbricati invenduti o beni merce Il DL n. 102/2013 all art.2, per infondere slancio all edilizia, si preoccupa di ridurre il peso fiscale connesso agli immobili costruiti, ma rimasti invenduti. Il provvedimento, infatti, abolisce per il 2013 la seconda rata dell IMU a favore dei cosiddetti beni merce, ossia i fabbricati costruiti e destinati dall impresa costruttrice alla vendita. L esenzione dall IMU rimane valida per tutto il periodo in cui permane tale destinazione d uso; a interrompere tale agevolazione può essere anche la locazione dei fabbricati. Anche dal 1 gennaio 2014 saranno esentati dalla nuova imposta i fabbricati costruiti e destinati dall impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga la destinazione e non siano in ogni caso locati. Sorgono, tuttavia, dubbi per delimitare il perimetro della agevolazione. In primo luogo la norma fa riferimento: - ai fabbricati costruiti. Non c'è alcuna distinzione fra fabbricati abitativi e strumentali; quindi l'esenzione dall'imposta municipale si applica sia per le abitazioni che per gli uffici o capannoni se costruiti per la vendita; - l'esclusione dall'imposta spetta al costruttore, cioè al soggetto titolare del permesso di costruzione del fabbricato. La norma non richiede che l'impresa costruttrice abbia come oggetto dell'attività propria la costruzione di fabbricati. Pertanto l'esclusione da imposta può essere usufruita da qualsiasi impresa che abbia costruito i fabbricati per la vendita anche come attività secondaria; - la norma non contemplava i fabbricati oggetto di interventi di recupero oggi il Ministero chiarisce che l esenzione opera anche in tal caso, ma a partire dalla data di ultimazione dei lavori. I fabbricati ottenuti da una ristrutturazione da parte di un'impresa di costruzione hanno la medesima natura di quelli nuovi e quindi hanno il medesimo trattamento ai fini dell'imposta municipale; - l'esclusione dall'imposta scatta quando il fabbricato è ultimato e quindi accatastato. Sino a tale momento l'imposta municipale è comunque dovuta sul valore venale dell'area di sedime; - la norma è precisa nel definire che si deve trattare di fabbricati destinati alla vendita. Riteniamo che l'unica modalità di individuazione di tali fabbricati sia di natura contabile. Quindi i 8
9 fabbricati devono essere classificati fra le merci e indicati quindi fra le rimanenze nell'attivo circolante dello stato patrimoniale, ovvero nel libro Iva acquisti per i contribuenti in contabilità semplificata. Sono escluse dal beneficio le imprese immobiliari di gestione e cioè quelle che acquistano i fabbricati finiti per destinarli alla vendita; questi soggetti pertanto nelle more della vendita devono assolvere l'imu anche per i fabbricati sfitti. - l'esclusione da imposta è prevista a condizione che i fabbricati non siano locati; quindi la concessione in comodato non dovrebbe far venir meno l'agevolazione; La modifica normativa avviene nel comma 9-bis del D.L. 201/2011 e sostituisce la disposizione che attribuiva ai Comuni la facoltà di ridurre l'aliquota di base fino alla metà (3,8 per mille) per un periodo non superiore a tre anni dalla ultimazione dei lavori. Ora l'esenzione da Imu per i fabbricati invenduti è a regime senza limiti temporali. Risoluzione n. 11/DF dell 11 dicembre 2013, Ministero dell economia e delle finanze Imposta di bollo: esenzione per la copia a uso voltura Fiscal Flash n. 318 del L Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 89/E dell 11 dicembre 2013, ha risposto a un interpello posto dall Ufficio Centrale degli Archivi notarili in merito all applicabilità dell imposta di bollo sulle copie degli atti civili relativi ai trasferimenti immobiliari. L Agenzia afferma che la disposizione prevista dall articolo 4 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 650 (perfezionamento e revisione del sistema catastale), in materia di domande di voltura, costituisce una deroga alla regola generale che prevede l assoggettamento all imposta di bollo delle copie dichiarate conformi rilasciate dai notai o da altri pubblici ufficiali. Risoluzione Agenzia delle entrate n.89/e, 11 dicembre
10 Rimborso dell imposta di registro versata in eccesso Fiscal Flash n. 317 del Con la R.M. 90/E del , l Amministrazione Finanziaria fornisce chiarimenti in merito alle modalità di recupero dell imposta di registro versata in eccesso in talune situazione valutate alla luce dei chiarimenti rettificativi forniti dall Amministrazione Finanziaria. In particolare, alcuni notai hanno chiesto lumi agli Uffici territoriali, che a loro volta hanno chiesto chiarimenti alla Direzione centrale Normativa, in merito alle modalità di recupero, rimborso oppure mediante compensazione, ai sensi dell art. 3-ter D.Lgs. n. 463/1997 modificato dal D.Lgs. n. 9/2000, delle imposte di registro versate in più in sede di autoliquidazione degli atti telematici redatti per conto dei loro clienti dal 2008 al 2011 e non dovute in virtù dei chiarimenti intervenuti con la C.M. 44/E/2011, che superavano le precedenti indicazioni fornite con la C.M. 3/E/2008. In sostanza, le indicazioni fornite con la C.M. 3/E/2008 avevano causato in taluni casi versamenti dell imposta di registro in misura eccedente secondo le indicazioni rettificative fornite con la successiva con la C.M. 44/E/2011. Interessava sapere, dunque, come chiedere la restituzione di quanto versato in eccesso. Secondo l Amministrazione Finanziaria, il fatto che con la Circolare n. 44/E del 2011 l Agenzia delle Entrate abbia inteso superare i chiarimenti già forniti al riguardo con la precedente Circolare n. 3/E del 22 gennaio 2008 poco incide - se non come motivo ad abundantiam - ai fini dell eventuale riconoscimento del credito da parte dell Ufficio, unico destinatario dei chiarimenti interpretativi resi con il documento di prassi. Risoluzione Agenzia delle entrate n.90/e, 11 dicembre
11 Pubblicata la bozza del modello 730/2014 Fiscal Flash n. 316 del L Agenzia delle Entrate ha pubblicato 11 dicembre 2013 la bozza del modello 730/2014 (anno 2013). Le principali novità contenute nel modello 730/2014, suddivise per quadro, sono le seguenti: DESTINAZIONE 8 PER MILLE - È possibile destinare una quota pari all otto per mille dell Irpef all Unione Buddhista Italiana o all Unione Induista Italiana ed è possibile dedurre dal proprio reddito complessivo, fino all importo di 1.032,91 euro, le erogazioni liberali in denaro a favore dell Unione Buddhista Italiana e dell Unione Induista Italiana; FRONTESPIZIO - Possono presentare il modello 730 i contribuenti sprovvisti di un sostituto d imposta, se nel 2013 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e nel 2014 non hanno un sostituto d imposta che possa effettuare il conguaglio. In questo caso il modello 730 va presentato a un Caf o a un professionista abilitato e nel riquadro Dati del sostituto d imposta che effettuerà il conguaglio va barrata la casella 730 dipendenti senza sostituto ; - da quest anno è possibile utilizzare il credito che risulta dal modello di dichiarazione 730/2014, mediante compensazione in F24, per pagare l Imu dovuta per l anno 2014 e le altre imposte non comprese nel modello 730 (come la Tares), sempre che possano essere versate con il modello F24; - viene elevato l importo delle detrazioni d imposta previste per i figli a carico (calcolate da chi presta l assistenza fiscale in relazione al reddito del contribuente): da 800 a 950 euro per ciascun figlio a carico di età pari o superiore a tre anni e da 900 a euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Inoltre, è elevato da 220 a 400 euro l importo aggiuntivo della detrazione per ogni figlio disabile. 11
12 QUADRO B Nel caso di opzione per la cedolare secca, è ridotta dal 19 al 15 % la misura dell aliquota agevolata prevista per i contratti di locazione a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, relativi ad abitazioni site nei comuni con carenze di disponibilità abitative e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE con apposite delibere (codice 8 o 12 nella colonna Utilizzo della sezione I del quadro B); per i fabbricati concessi in locazione, è ridotta dal 15 al 5% la deduzione forfetaria del canone di locazione, prevista in assenza dell opzione per il regime della cedolare secca. QUADRO E Per le spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio sostenute nell anno 2013 la detrazione d imposta è riconosciuta nella misura del 50% (e vanno compilate le sezioni III-A e III-B del quadro E); ai contribuenti che fruiscono della detrazione per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio, è riconosciuta una detrazione d imposta del 50% per le ulteriori spese sostenute dal 6 giugno 2013 per l acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, finalizzati all arredo dell immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, che spetta su un ammontare complessivo non superiore a euro, viene ripartita in 10 rate di pari importo da chi presta l assistenza fiscale (va compilata la sezione III-C del quadro E); è prorogata fino al 31 dicembre 2013 la detrazione d imposta per le spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici. La misura della detrazione è elevata dal 55 al 65% per lespese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre La proroga viene estesa fino al 30 giugno 2014 per gli interventi riguardanti parti comuni degli edifici condominiali o tutte le unità immobiliari del condominio (va compilata la sezione IV del quadro E); viene riconosciuta una detrazione d imposta nella misura del 65% fino a un ammontare complessivo di spesa non superiore a euro per unità immobiliare, per le spese sostenute dal 4 agosto al 31 dicembre 12
13 2013 per gli interventi relativi all adozione di misure antisismiche, le cui procedure autorizzatorie sono attivate dopo il 4 agosto 2013, su edifici adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (sezione III-A, codice 4 in colonna 2, e sezione III-B del quadro E); - viene riconosciuta una detrazione d imposta del 19 % per le erogazioni liberali in denaro in favore del Fondo per l ammortamento dei titoli di Stato (righi da E8 a E12, codice 35); le detrazioni relative alle erogazioni liberali a favore delle ONLUS e alle erogazioni liberali a favore di partiti e movimenti politici sono elevate dal 19 al 24% (righi da E8 a E12, codici 41 e 42); la detrazione prevista per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro, finalizzate all innovazione tecnologica, all edilizia scolastica e all ampliamento dell offerta formativa, è estesa alle erogazioni a favore delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università e alle erogazioni finalizzate all innovazione universitaria (righi da E8 a E12, codice 31); per i premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni (righi da E8 a E12, codice 12), l importo complessivo massimo sul quale calcolare la detrazione del 19% è pari a 630 euro. Bozza modello 730/2014 IVA 2014: pubblicate le Bozze dei Modelli dichiarativi Fiscal Flash n. 315 del Pubblicate sul sito dell Agenzia delle Entrate le bozze delle dichiarazioni Iva, modelli Iva/2014 e Iva Base/2014, da utilizzare per il periodo d imposta Il Modello IVA 2014 per l anno d imposta 2013 deve essere utilizzato sia dai contribuenti tenuti alla presentazione in via autonoma della dichiarazione, sia dai contribuenti obbligati a comprendere la dichiarazione annuale Iva nel Modello Unico Varie le novità presenti: l aumento dell aliquota Iva ordinaria efficace dal 1 Ottobre 2013, l introduzione nel quadro VE delle operazioni per le quali sussiste l obbligo di emissione della fattura e che, dal 2013, concorrono alla determinazione del volume d affari anche se non sono soggette all Iva perché carenti del requisito della territorialità (articoli da 7 a 7-septies, D.P.R. 633/1972), 13
14 eliminazione modello 26/LP, eliminazione regimi fiscali opzionali introdotti dalla Finanziaria 2007 per promuovere lo sviluppo della forma societaria in agricoltura, operazioni ad esigibilità differita, ecc. IVA 2014: Bozze dei Modelli dichiarativi Risparmio amministrato: chiarimenti sul calcolo dell acconto Fiscal Flash n. 322 del L Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 91/E del 12 dicembre 2013, ha fornito alcuni chiarimenti con riferimento al versamento da effettuare entro il prossimo 16 dicembre relativamente all acconto dell imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria in regime di risparmio amministrato. Risoluzione 91/E L Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 91/E del 12 dicembre 2013, ha fornito alcuni chiarimenti con riferimento al versamento da effettuare entro il prossimo 16 dicembre relativamente all acconto dell imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria in regime di risparmio amministrato. L acconto è pari al 100 per cento dell ammontare complessivo dei versamenti dovuti nei primi undici mesi del medesimo anno. Poiché il versamento dell imposta avviene entro il sedicesimo giorno del secondo mese successivo a quello in cui è stata applicata, l importo da versare entro il 16 dicembre 2013: deve essere pari alla sommatoria dei versamenti dovuti per le plusvalenze del periodo che va da novembre 2012 a settembre 2013, a lordo delle compensazioni eventualmente effettuate. Il versamento dell acconto potrà essere scomputato, a decorrere dal 1 gennaio dell anno successivo, esclusivamente dai versamenti relativi alla medesima imposta sostitutiva. Risoluzione Agenzia delle entrate 91/E del
15 Il Regime IVA dei prodotti di oreficeria usati Fiscal Flash n. 321 del Con la R.M. 92E del , l Amministrazione Finanziaria interviene sullo spinoso tema del trattamento Iva delle cessioni di oggetti di oreficeria usati (d oro e d argento) effettuate da operatori commerciali (compro oro) a operatori industriali i quali, anziché utilizzare i beni acquisiti secondo la loro originale utilità, ne opereranno una trasformazione radicale attraverso processo di fusione o altro. Nel documento di prassi in esame vengono ipotizzate tre diverse destinazioni dell oro e dell argento acquistato: 1. acquisto da parte di aziende che li destineranno esclusivamente alla lavorazione industriale; 2. acquisto da parte di aziende di fabbricazione (titolari di marchio di identificazione ai sensi del D.Lgs. 251 del 1999) che li destineranno alla lavorazione industriale al fine della produzione di nuovi oggetti d oro recanti il marchio di identificazione del produttore; 3. acquisto da parte di aziende che li destineranno in parte alla lavorazione industriale e in parte alla rivendita. In merito alle tre fattispecie prospettate, l Amministrazione Finanziaria chiarisce che i beni d oro usati possono essere ritenuti per vocazione destinati a un processo di trasformazione industriale, ogniqualvolta il cessionario è un azienda che effettua esclusivamente l attività di lavorazione industriale dei metalli preziosi, ovvero ogniqualvolta il cessionario è un azienda di fabbricazione, titolare di marchio di identificazione ai sensi del D.Lgs. 251/1999, che effettua l attività di affinazione industriale del metallo prezioso al fine di immettere in produzione nuovi oggetti d oro recanti il proprio marchio di identificazione. In tali casi (casi 1. e 2. prospettati) è applicabile il reverse charge ex art. 17, co. 5, D.P.R. 633/1972. Diversamente, l esercizio da parte di un azienda dell attività di trasformazione e, contestualmente, di commercializzazione dei beni usati esclude che l oro possa essere ritenuto per vocazione sempre destinato a un processo di trasformazione industriale, pena la NON applicazione dell art. articolo 17, co.5, del D.P.R. 633/1972. Risoluzione Agenzia delle entrate 92/E del
16 Pubblicata la bozza dei modelli 740 e Irap 2014 Fiscal Flash n. 323 del L Agenzia delle Entrate ha pubblicato lo scorso 12 dicembre 2013 la bozza del modello 740/2014 (anno 2013) e Irap 2014 (anno 2013). Il modello Unico PF prevede più detrazioni per figli a carico, una riduzione sull imposta cedolare secca (che si riduce da 19% a 15%), ma anche una minore deduzione forfetaria (da 15% al 5%) per la locazione nel regime ordinario. Infine, nuove modalità di inserimento dei dati nel quadro RB, che cambiano in linea con il sistema di stesura del 730, senza rivalutazioni delle rendite. Sono queste alcune delle innovazioni di Unico PF 2014, pubblicato in bozza sul sito internet dell Agenzia delle Entrate ieri 12 dicembre Nel mondo delle bozze dei modelli di dichiarazione fa il suo ingresso anche il modello Irap 2014, con le sue istruzioni, reperibili entrambi sul sito dell Agenzia delle Entrate. Nel modello è stata aggiornata la tabella delle aliquote Irap applicabili, per l anno d imposta 2013, nelle diverse regioni e provincie autonome, per effetto sia di norme regionali e/o provinciali sia di maggiorazioni statali. Di conseguenza, anche l elenco completo delle aliquote applicabili in ciascuna regione e nelle provincie di Trento e Bolzano è stato riveduto alla luce delle novità introdotte. Non solo, ma anche la tabella delle deduzioni e delle detrazioni Irap presenta alcune novità con l immissione delle nuove deduzioni previste dalle regioni Umbria e Toscana e dalla provincia autonoma di Bolzano, che si affiancano a quelle preesistenti della regione Piemonte e della provincia di Trento. I codici assegnati alle diverse deduzioni e detrazioni dovranno essere specificati, con il relativo ammontare, e andranno inseriti in una apposita sezione inserita ad hoc nel quadro IS. Bozza dei modelli 740 e Irap
17 IVA: Prestazioni socio sanitarie con aliquota IVA al 10% per le cooperative Fiscal Focus Quotidiano Fisco Con la R.M. 93/E del , l Amministrazione Finanziaria interviene sul tema dell aliquota Iva applicabile dalle cooperative sociali che operano nel settore della riabilitazione di disabili fisici, psichici e sensoriali, per conto del Servizio sanitario regionale (Ssr) e nazionale, dopo le modifiche introdotte dalla legge di stabilità 2013 (L. 228/2012) Considerazioni normative - La legge di stabilità per il 2013 (L. 228/2012), all art. 1, co. 488 e 489, aveva sensibilmente riformato le aliquote Iva per le cooperative, prevedendo l abrogazione della possibilità di optare tra il regime IVA di esenzione e l assoggettamento ad imposta con aliquota agevolata e la contestuale introduzione dell aliquota del 10% sulle prestazioni sociali, sanitarie e assistenziali, ma solo quando rese da cooperative sociali e loro consorzi in esecuzione di appalti o convenzioni. In base alle disposizioni del co. 490, art. 1, L. 228/2012 (Legge di Stabilità per il 2013) Le disposizioni dei commi 488 e 489 si applicano alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati dopo il 31 dicembre Sul tema, la C.M. 12/E/2013 chiariva che fino a quando sarà efficace un contratto stipulato precedentemente ( ), continuerà ad applicarsi l aliquota del 4 per cento. Ai rinnovi - espressi o taciti- nonché le proroghe di contratti già in essere tra le parti successivi alla predetta data del 31 dicembre 2013 si applica il nuovo regime. La società istante - Nel caso di specie, la cooperativa istante, in considerazione delle novità introdotte dalla L. 228/2012 (Legge di Stabilità per il 2013), chiede quale sia il trattamento IVA da applicare alle proprie prestazioni. A tal fine, sottolinea che: la società svolge la propria attività nel settore della riabilitazione di disabili fisici, psichici e sensoriali, per conto del Servizio sanitario regionale (Ssr) e nazionale; il suddetto accordo contrattuale conferisce al soggetto accreditato la qualifica istituzionale di gestore del servizio pubblico entro il programma di attività stabilito; che il tipo di contratto stipulato con il Ssr le conferisce la qualifica 17
18 istituzionale di gestore del servizio pubblico e aggiunge che le prestazioni erogate sono esclusivamente sanitarie e non sociosanitarie o sociali. In base a tali elementi la cooperativa istante ritiene che il rapporto instaurato con le strutture pubbliche la rendano immune dalle nuove regole, perché non equiparabile a un rapporto di tipo privatistico. Il parere dell Amministrazione Finanziaria - A parere dell Amministrazione Finanziaria, la prestazione resa dalla cooperativa istante, rientra tra le attività sanitarie di riabilitazione indicate al n. 18) dell articolo 10, D.P.R. 633/1972, ed è svolta nei confronti di soggetti appartenenti al n. 27-ter dello stesso articolo. Di conseguenza: il regime Iva che la cooperativa deve riservare alle prestazioni rese in esecuzione di contratti e convenzioni in generale stipulati dal 1 gennaio 2014 è quello disciplinato dal novellato n. 127-undevicies) della parte terza della Tabella A, D.P.R. 633/1972, introdotto dalla L. 228/2012 (applicazione dell Iva al 10%); per l attività dipendente da accordi sottoscritti entro il 31 dicembre 2013, invece, resta la possibilità di scegliere tra il regime di esenzione e l applicazione dell Iva al 4 per cento. Il DDL di Stabilità Sono da tenere in debita considerazione le norma contenute nel DDL di Stabilità per il Infatti, la versione originaria del DDL di Stabilità 2014, prevedeva all'articolo 6, co. 23, l abrogazione dei co. 488 e 489, dell art. 1, Legge di Stabilità per il 2013 (L.228/2012), ripristinando di fatto l'aliquota Iva del 4% applicabile dalle cooperative sociali sui servizi sociali, sanitari e assistenziali. Risoluzione Agenzia delle entrate n.93 del Destinazione Italia : prima fermata! Costi energia, bonus libri e digitale, mini-bond: ecco alcune delle novità. Fiscal Focus Quotidiano Ok a Destinazione Italia - Nel corso del Consiglio dei ministri che si è svolto venerdì, la squadra esecutiva ha dato il via libera al cosiddetto piano Destinazione Italia. Nel dettaglio, il presidente Letta ha spiegato che il piano 18
19 Attualità si biforca in due direzioni intraprese dal governo con l approvazione di un decreto legge che ha funzione immediata e di un ddl contenente aspetti ordina mentali, quindi soggetto a una tempistica più lunga. Il pacchetto - Tra le misure contenuto nel pacchetto Destinazione Italia troviamo degli interventi volti a contrarre il costo delle bollette energetiche prevedendo un taglio di circa 850 milioni di euro, oltreché disposizioni sul credito di imposta per la ricerca. Il provvedimento al quale sono addivenuti gli uomini di governo si è soffermato altresì su Rc Auto, spingendo così a ridurre le spese a carico dei consumatori e ponendo forti argini alle operazioni fraudolente. Vediamo di seguito, in sintesi, alcuni punti del pacchetto. Capitolo energia Il punto qui riguarda la tariffa bioraria. Nel tentativo di renderla effettivamente desiderabile e utile per il risparmio ai fini del contenimento del bilancio domestico, il governo ha deciso di anticipare l orario in cui scatta la bioraria, al fine di avvicinarsi al periodo in cui il prezzo dell energia è più basso. L intervento si è reso necessario perché la formula bioraria, introdotta nel 2010, era diventata controproducente nell ultimo periodo a causa del diffondersi dell utilizzo delle fonti rinnovabili. In sostanza, la bioraria spingeva i consumatori a utilizzare l energia elettrica di notte e nei fine settimana, quando appunto risultava maggiormente vantaggiosa. Come abbiamo visto però, l arrivo delle rinnovabili ha reso più basso il costo dell energia anche di giorno in quanto prodotta da luce solare e fonti eoliche. A questo punto, l anticipo dell orario per applicare la bioraria ne permetterebbe una fruizione realmente utile, perché al risparmio del dì si aggiungerebbe quello notturno spalmato su un più ampio numero di ore. Commercio e made in Italy Il pacchetto Destinazione Italia si è altresì soffermato sullo sviluppo delle attività economiche. In questo caso il governo ha deciso di liberalizzare contratti di affitto delle grandi superfici ad uso commerciale. Nel dettaglio, si parla degli affitti superiori ai 60 mila euro all anno e ai 250 mila nel caso degli alberghi. Secondo le intenzioni della nuova misura, le clausole contrattuali potranno essere liberamente pattuite tra le parti. A tale intervento va ad aggiungersi un importante quanto radicale modifica del regime relativo alle società di investimento immobiliare quotate, il cosiddetto Siiq. In questo caso al fine di incentivare gli investitori istituzionali nel settore immobiliare, le misure introdotte sono volte a estendere alle Siiq la normativa fiscale dei fondi immobiliari, rendendo al contempo fiscalmente neutra l opzione per uno dei due strumenti. Anche i requisiti dei soci verranno 19
20 ridefiniti. Per quel che concerne il made in Italy, con un occhio di riguardo alle produzioni agroalimentari e a quelle del settore tessile e dell abbigliamento, il Consiglio dei ministri ha pensato a un marchio che dia un forte sostegno al tradizionale made in Italy, tutelandolo da abusi e contraffazioni. Il marchio di garanzia coinciderà quindi con il sigillo Qualità italiana. Tramite questa misura il governo intende incentivare le esportazioni. E sempre in linea con un simile obiettivo, la dotazione di risorse dell Istituto commercio estero è stata maggiorata di 22 milioni di euro. Editoria e digitale Cultura e digitale sembrano essere un connubio indissolubile da quello che si presenta come un nuovo progetto di crescita, pertanto non potevano mancare interventi ad hoc nel progetto Destinazione Italia. In riferimento all editoria, il governo, come già annunciato in precedenza dal ministro Zanonato, venerdì ha approvato il bonus libri che arriva in soccorso sia delle librerie, soprattutto quelle piccole, che dei nuclei familiari. Come per le detrazioni fiscali di tipo sanitario, il bonus libri andrà a coprire il 19% della spesa totale. Il tasso massimo preso in considerazione sarà pari a 2000 nel complesso, di questi ben mille riguarderanno i libri di testo, mentre gli altri mille l editoria tradizionale. Sul fronte del digitale agevolato, poi, parliamo del digital bonus, che ripercorre in grandi linee la medesima struttura dell ecobonus. Si tratta, a ben vedere, di un agevolazione fino al 65% per connessioni internet ad alta velocità (30Mpbs) in riferimento alle connessioni digitali delle piccole e medie imprese. In aggiunta a ciò, sempre per le aziende afferenti alla piccola e media distribuzione, è stato introdotto anche un voucher per l acquisto di programmi informatici con una dotazione di 100 milioni di euro. Il mini-bond Anche le aziende non quotate in borsa verranno sostenute dal pacchetto Destinazione Italia. Sul punto il governo ha approvato i mini-bond, vale a dire degli strumenti di autofinanziamento per questo genere di imprese. Il mini-bond si presenta alla stregua di un agevolazione fiscale e consente alle aziende che ne usufruiscono di usare i beni aziendali quale garanzia dei finanziamenti che hanno richiesto, pur mantenendone il possesso in quanto finalizzato alla produzione. Consigli dei Ministri n.40 del
21 Cessione all esportazione: non imponibile anche con effetto traslativo differito Fiscal Focus Quotidiano Fisco Nella R.M. 94/E/2013 si affronta la questione relativa alla non imponibilità di beni esportati in regime franco valuta, per essere successivamente ceduti al cliente estero, in virtù dell impegno contrattualmente vincolante assunto ab origine dalle parti. Nel caso di specie, l Amministrazione Finanziaria, compatibilmente con le indicazioni fornite dalla giurisprudenza di legittimità, ha chiarito che ai fini del l applicazione del regime di non imponibilità il trasferimento della proprietà non deve necessariamente avvenire anteriormente al trasporto della merce all estero, ben potendo, quest ultima, come nel caso di specie, essere previamente inviata all estero per essere lì successivamente ceduta in ossequio a preventivi accordi di compravendita stipulati con il cliente estero. La società istante - Nel caso di specie, la società istante ha chiesto chiarimenti circa il trattamento Iva applicabile a propri beni esportati in regime franco valuta, per essere successivamente ceduti al cliente estero, in virtù dell impegno contrattualmente vincolante assunto ab origine dalle parti. Si chiedeva, inoltre, che conseguentemente, tali cessioni all esportazione, con effetto traslativo posticipato rispetto all invio negli USA delle merci, concorrano con effetto ex nunc alla formazione del plafond ai sensi dell art. 8, comma 2, del DPR n. 633 del Il parere dell Amministrazione Finanziaria - A parere dell Amministrazione Finanziaria si considera, ai fini Iva, cessione all esportazione non imponibile, la vendita realizzata secondo un procedimento che si perfezionerà all atto del prelievo, all estero, delle merci lì depositate. Ciò, nel presupposto fondamentale che l operazione, fin dalla sua origine e nella relativa rappresentazione documentale, sia stata concepita in vista del definitivo trasferimento e cessione della merce all estero. A sostegno della sua tesi, l Amministrazione Finanziaria chiarisce, in primo luogo, che affinchè si configuri una cessione all esportazione è necessario il requisito del trasferimento della proprietà. Tuttavia, si chiarisce ulteriormente che non è necessario che il trasferimento della proprietà avvenga anteriormente al trasporto della merce all estero. Costituisce condizione necessaria e sufficinete che la merce, previamente inviata all estero, venga li successivamente ceduta in ossequio a preventivi 21
22 accordi di compravendita stipulati con il cliente estero. Tale orientamento è compatibile con il recente orientamento della giurisprudenza della Corte di cassazione (Cassazione sentenza 23588/2012), secondo cui, ai fini della configurabilità di una cessione all esportazione, rileva la necessaria ricorrenza di un vincolo finalistico tra trasferimento della proprietà ed esportazione.. Assimilazione consignment stock - Con tale interpretazione, l Amministrazione Finanziaria assimila tale operazione a quella di consignment stock, in cui le merci inviate all estero sono stoccate in un deposito di terzi di cui la società interpellante (cedente) ha la disponibilità in virtù del contratto di locazione appositamente stipulato. Di conseguenza, con il prelievo delle merci dal deposito per consegnarle al cliente estero si darà esecuzione alla compravendita e si realizzeranno i presupposti per inquadrare l operazione come cessione all esportazione non imponibile. Il plafond si andrà a costituire solo nel momento e nella misura in cui le merci risulteranno prelevate dall acquirente e debitamente fatturate dal fornitore. Adempimenti pratici - Ai fini pratici, tornano applicabili le indicazioni fornite con la risoluzione n del 1975, secondo la quale il collegamento tra i beni inviati all estero in franco valuta e quelli ceduti secondo gli accordi contrattuali potrà essere dimostrato mediante: annotazione in un apposito registro (articolo 39 del Dpr 633/1972) delle spedizioni dei beni all estro, riportando per ciascuna annotazione gli estremi del documento di esportazione indicazione nella fattura di vendita, emessa al momento della consegna dei beni all acquirente, della corrispondente annotazione del registro relativa ai medesimi prodotti. Risoluzione Agenzia delle entrate n.94/e del
23 Giurisprudenza IVA: Accertamento induttivo per la parrucchiera Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza La contabilità parallela reperita dalla Guardia di Finanzia nel corso della verifica fiscale è sufficiente a fondare l accertamento induttivo IVA a carico della contribuente che gestisce con il marito un salone di parrucchiere. In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la contabilità in nero, costituita da appunti personali e informazioni dell imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dall articolo 39 del D.P.R., n. 600 del 1973, dovendo ricomprendersi tra le scritture contabili disciplinate dagli articoli 2709 e seguenti del codice civile tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d impresa ovvero che rappresentino la situazione patrimoniale dell imprenditore e il risultato economico dell attività svolta. Di conseguenza detta contabilità in nero, per il suo valore probatorio, legittima di per sé e a prescindere dalla sussistenza di qualsiasi altro elemento, il ricorso all accertamento induttivo, incombendo al contribuente l onere di fornire la prova contraria, al fine di contestare l atto impositivo notificatogli. È quanto emerge dalla sentenza 9 dicembre 2013, n , della Corte di Cassazione, Sesta Sezione Civile T. Cassazione Tributaria, sentenza del 9 dicembre 2013 Registro. Il Fisco ha tre anni di tempo Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza L Ufficio finanziario ha tre anni di tempo, decorrenti dalla rivendita del terreno, per recuperare le maggiori imposte nei confronti del contribuente che è decaduto dall agevolazione prevista dall articolo 33 della Legge n. 388 del 2000 per l acquisto di immobili in aree soggette a piani particolareggiati. In altre parole, l Amministrazione decade dal potere impositivo se entro tre anni dalla rivendita non contesta il fatto sopravvenuto che ha fatto perdere al contribuente il diritto al beneficio. Non può accedersi alla tesi per la quale vi sarebbe l obbligo di denunciare i fatti di sopravvenuta decadenza dai benefici, con correlativa decadenza dell Amministrazione nel termine di tre anni dalla 23
24 (tempestiva) presentazione della denuncia, ovvero di cinque anni dalla data in cui la denuncia si sarebbe dovuta presentare (ove non presentata o presentata tardivamente). Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, Sesta Sezione Civile T, ordinanza 9 dicembre 2013, n Cassazione Tributaria, ordinanza del 9 dicembre 2013 IVA contabilizzata dal fornitore della P.A. Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza In caso di mancata apposizione della dicitura IVA ad esigibilità immediata, la volontà del contribuente fornitore di un ente pubblico di esercitare la facoltà di avvalersi del regime di esigibilità ordinaria (e non differita) dell IVA può essere desunta dalla contabilizzazione delle fatture nell anno di emissione. È quanto emerge dalla sentenza 10 dicembre 2013, n , della Corte di Cassazione Sesta Sezione Civile T. Cassazione Tributaria, sentenza del 10 dicembre 2013 Verifiche. Utilizzabili documenti non esibiti Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Nessun limite al diritto di difesa del contribuente che non ha esibito la documentazione richiesta in sede verifica per manifesta difficoltà di reperimento. Affinché sia preclusa l utilizzazione in sede amministrativa o contenziosa di un documento è necessario non solo che esso sia stato richiesto in sede di verifica (non potendo costituire rifiuto la mancata esibizione di qualcosa che non si è richiesto), ma anche che alla richiesta di esibizione il contribuente fosse in condizione di corrispondere positivamente adottando l'ordinaria diligenza, ossia che il documento richiesto fosse in suo possesso o fosse da lui agevolmente e tempestivamente reperibile, in originale o in copia, presso chi lo possedeva. Lo ha precisato la sentenza 10 dicembre 2013, n , della Corte di Cassazione Sesta Sezione Civile T. Cassazione Tributaria, sentenza del 10 dicembre
25 Verifiche. Utilizzabili documenti non esibiti Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Le sanzioni per la dichiarazione infedele si pagano anche quando l errore è stato del commercialista. Gli obblighi tributari relativi alla presentazione della dichiarazione dei redditi e alla tenuta delle scritture non possono considerarsi assolti da parte del contribuente con il mero affidamento delle relative incombenze a un professionista, richiedendosi anche un attività di controllo e di vigilanza sulla loro effettiva esecuzione, nel concreto superabile soltanto a fronte di un comportamento fraudolento del professionista, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento all incarico ricevuto. È quanto emerge dalla sentenza 11 dicembre 2013, n , della Corte di Cassazione Sezione Tributaria. Cassazione Tributaria, sentenza dell 11 dicembre 2013 Abuso del diritto con prove forti Quotidiano Fiscal Focus Giurisprudenza Quando l Amministrazione Finanziaria contesta l abuso del diritto, non può limitarsi a mere e generiche affermazioni, ma deve individuare e precisare gli aspetti e le particolarità che fanno ritenere l operazione priva di reale contenuto economico diverso dal risparmio d imposta. Lo afferma la sentenza 11 dicembre 2013, n , della Corte di Cassazione - Sezione Tributaria. Cassazione Tributaria, sentenza dell 11 dicembre