Source: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52010DC0553:IT:NOT
Timestamp: 2014-03-16 22:52:13+00:00
Document Index: 136741526

Matched Legal Cases: ['arta 1', 'arta 1', 'arta 2', 'arta 2', 'arta 3', 'arta 3']

EUR-Lex - 52010DC0553 - IT
collegamento 52010SC1183 parere CES 52011AE1167 Atti citati:
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COM(2010) 553 definitivo
La presente comunicazione illustra il ruolo della politica regionale nell'attuazione della crescita intelligente che rientra nella strategia Europa 2020[1], concentrandosi in particolare sull'iniziativa faro "L'Unione dell'innovazione". La politica regionale, come evidenziato dal Consiglio europeo[2], può liberare il potenziale di crescita dell'UE promuovendo l'innovazione in tutte le regioni e garantendo al contempo la complementarità tra il sostegno UE, nazionale e regionale all'innovazione, R&S, imprenditorialità e TIC. La politica regionale è uno strumento chiave per tradurre le priorità dell'Unione dell'innovazione in effettive azioni pratiche
Tali azioni comprendono la creazione di condizioni favorevoli a innovazione, istruzione e ricerca, in modo da incoraggiare investimenti fortemente orientati alla R&S e alla conoscenza, nonché iniziative a sostegno di attività a valore aggiunto più elevato. Può altresì contribuire a vincere la sfida principale per gli Stati membri e le regioni che consiste nell'aumentare la capacità di innovazione e R&S delle imprese e nel rafforzare i legami di queste ultime con università e centri di ricerca.
Le regioni rivestono un ruolo centrale in quanto sono il principale partner istituzionale delle università, di altri istituti di ricerca e istruzione e delle PMI, attori chiave del processo di innovazione e quindi elementi indispensabili della strategia Europa 2020.
La presente comunicazione integra quella sull' Unione dell'innovazione invitando i responsabili politici di tutti i livelli negli Stati membri ad agire rapidamente affinché una parte maggiore delle risorse ancora disponibili del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nell'attuale periodo di programmazione sia investita nella crescita intelligente. Il presente documento esamina innanzitutto la situazione di R&S e innovazione nelle regioni e le risorse che le regioni hanno previsto di investire in questi settori. Descrive quindi i principali elementi di un impegno potenziato a sostegno di R&S e innovazione all'interno della politica regionale UE. Conclude infine proponendo idee concrete per l'attuazione pratica di tale impegno.
POTENZIALE E SFIDE DELL'INNOVAZIONE REGIONALE
L'iniziativa "L'Unione dell'innovazione" si basa su un concetto ampio di innovazione che comprende non solo prodotti e processi nuovi o perfezionati, ma anche servizi, nuovi metodi di marketing, branding e design, nuove forme di organizzazione aziendale e accordi di collaborazione. L'innovazione è sempre più spesso intesa come un sistema aperto in cui collaborano e interagiscono diversi attori.
È di conseguenza necessario che il sostegno pubblico all'innovazione si adatti a questi cambiamenti integrando l'impegno a favore di ricerca e tecnologia con la promozione di una collaborazione aperta tra tutte le parti interessate.
Tale sostegno risulta giustificato dato che le forze di mercato non sempre possono garantire un finanziamento di lungo termine adeguato per gli investimenti a causa delle differenze tra i profitti sociali e quelli privati, dell'incertezza dei risultati, dell'asimmetria delle informazioni e di carenze sistemiche (ad es. normativa inefficace). Gli interventi pubblici sono altrettanto importanti per facilitare il cambiamento. La geografia dell'innovazione è tuttavia molto eterogenea, con alcune regioni competitive a livello mondiale sulla frontiera tecnologica, e altre che lottano per avvicinarsi a tale frontiera adottando e adeguando soluzioni innovative alla loro situazione specifica (divario dell'innovazione). È necessario che il sostegno pubblico adatti le proprie strategie e i propri interventi al fine di riflettere tale diversità
La diversità regionale al servizio di un obiettivo comune: la crescita intelligente
Per raggiungere l'obiettivo di crescita intelligente di Europa 2020 deve essere mobilitato il pieno potenziale innovativo delle regioni UE. L'innovazione è importante per tutte le regioni; per quelle avanzate al fine di mantenere il proprio vantaggio, per quelle in ritardo di sviluppo al fine di recuperare terreno[3].
Carta 1: Indice di prestazione dell'innovazione regionale
Le conoscenze e la capacità innovativa delle regioni dipendono da molti fattori: cultura imprenditoriale, competenze della forza lavoro, istituti di istruzione e formazione, servizi di sostegno all'innovazione, meccanismi di trasferimento tecnologico, infrastrutture R&S e TIC, mobilità dei ricercatori, incubatori di imprese, nuove fonti finanziarie e potenziale creativo locale. Il buon governo è anch'esso cruciale. I risultati nell'ambito dell'R&S e dell'innovazione variano significativamente all'interno dell'UE, come evidenziato dall'indice di prestazione dell'innovazione regionale (si veda la carta 1), un indicatore composito che tiene conto di molti di questi fattori.
Allo stesso modo, la distanza dall'obiettivo di portare la spesa per R&S al 3% del PIL varia molto da regione a regione. All'interno dell'UE solo 27 regioni, circa una su dieci, hanno raggiunto questo obiettivo (si veda la carta 2). Gli effetti di agglomerazione hanno come conseguenza che le risorse di R&S si concentrano in poche regioni di punta (ad es. a Braunschweig in Germania in cui le spese per R&S sono quasi il 7% del PIL) mentre risultano molto scarse in altre (ad es. nella regione bulgara Severen tsentralen, dove la spesa per R&S è inferiore all'1%).
Carta 2: Spesa per R&S
La politica regionale sostiene la crescita intelligente in tutte le regioni
Nonostante le condizioni economiche sfavorevoli, gli Stati membri e le regioni sono già impegnati per sostenere la crescita intelligente . Quasi 86 miliardi EUR sono stati stanziati per le politiche di questo settore, di cui tre quarti sono finanziati dal FESR (65 miliardi EUR).
Il sostegno fornito a ricerca e innovazione dalla politica regionale varia tuttavia in modo rilevante da regione a regione (si veda la carta 3). Tende a essere maggiore nelle regioni più avanzate, rafforzando così un circolo virtuoso caratterizzato dalla crescita fondata sull'innovazione. Tale politica deve operare in coordinamento con il programma comunitario per l'innovazione (CIP) e il Settimo programma quadro di ricerca (PQ7). Mentre quest'ultimo dovrebbe continuare a concentrarsi sul sostegno all'eccellenza, sull'apprendimento reciproco e sulla collaborazione a livello UE di ricercatori e imprese, il supporto della politica regionale dovrebbe anche in futuro essere finalizzato a garantire che tutte le regioni siano capaci di assorbire e impiegare efficacemente l'innovazione affinché i suoi benefici si diffondano in tutta l'UE, contribuendo così a massimizzare il potenziale basato sulla conoscenza dell'Unione.
Carta 3: Finanziamenti della politica di coesione per ricerca e sviluppo tecnologico e innovazione, 2007-2013
Al settembre 2009[4] solo 22 miliardi di EUR, ovvero il 26% degli 86 miliardi di EUR inizialmente previsti nell'ambito della politica regionale UE per ricerca e innovazione, comprese imprenditorialità e TIC, erano assegnati a progetti (si veda grafico 1).
Grafico 1: Ritmo di avanzamento della selezione di progetti innovativi nei singoli Stati membri,
Vi è quindi la necessità di accelerare l'attuazione, di ottimizzare l'impatto degli interventi, di riorientare le attività verso i settori che offrono alle regioni le migliori opportunità di sviluppare un vantaggio competitivo e di massimizzare le sinergie tra le diverse fonti dei finanziamenti UE all'innovazione.
EUROPA 2020: RAFFORZAMENTO DEL CONTRIBUTO DELLA POLITICA REGIONALE
L'intelligenza strategica è necessaria per individuare le attività ad elevato valore aggiunto che offrono le migliori opportunità di rafforzare la competitività delle singole regioni. Affinché il loro impatto sia massimo, le risorse di R&S e di innovazione devono raggiungere una massa critica ed essere accompagnate da misure finalizzate ad aumentare le competenze, i livelli di istruzione e l'infrastruttura della conoscenza.
I governi nazionali e regionali dovrebbero di conseguenza sviluppare strategie di specializzazione intelligente per massimizzare l'impatto della politica regionale abbinata ad altre politiche UE.
Le strategie di specializzazione intelligente possono garantire un utilizzo più efficace dei finanziamenti pubblici e stimolare gli investimenti privati. Possono aiutare le regioni a concentrare le risorse su un numero limitato di priorità, anziché distribuire "a pioggia" gli investimenti. Possono inoltre risultare un elemento chiave per lo sviluppo di una governance a più livelli delle politiche di innovazione integrate. Devono essere strettamente collegate a politiche di altri settori e richiedono la comprensione sia dei punti di forza delle altre regioni[5] sia dei possibili vantaggi per la collaborazione interregionale e transnazionale.
Più che essere una strategia imposta dall'alto, la specializzazione intelligente porta imprese, centri di ricerca e università a lavorare fianco a fianco per identificare i settori di specializzazione più promettenti delle singole regioni, ma anche i punti deboli che ostacolano l'innovazione. Tiene conto delle diverse capacità di innovare delle economie regionali. Mentre le regioni di punta possono investire nel perfezionamento di una tecnologia generica o nell'innovazione dei servizi, per altre è spesso più fruttuoso investire nell'applicazione di questi programmi in un determinato settore o in settori collegati.
La sostenibilità della strategia dipenderà dalla tempestività e dal coordinamento delle misure politiche e dalla governance, compresi i modi di coinvolgere le parti interessate. Deve includere meccanismi di apprendimento delle politiche, in particolare mediante valutazioni paritetiche (peer review) che coinvolgono dipendenti pubblici, professionisti e parti interessate regionali. La specializzazione intelligente deve sfruttare la diversità regionale, incoraggiare la collaborazione al di là dei confini regionali e nazionali e aprire nuove opportunità evitando la frammentazione e garantendo che la conoscenza si diffonda con maggiore facilità all'interno dell'UE.
Quali dovrebbero essere i principali elementi di tali strategie? Senza l'ambizione di fornire un quadro completo, qui di seguito sono riportate alcune idee chiave che possono essere utilizzate dalle regioni per definire le loro strategie in combinazioni diverse al fine di tenere conto della loro situazione specifica.
Cluster di innovazione per la crescita regionale
I cluster – concentrazioni geografiche di imprese, spesso PMI, che interagiscono tra loro e con clienti e fornitori e spesso condividono un pool di specialisti, servizi finanziari e imprenditoriali, R&S e strutture di formazione – sono un importante elemento delle strategie di specializzazione intelligente. Forniscono un contesto favorevole per promuovere la competitività e orientare l'innovazione. Il sostegno al loro sviluppo deve essere concentrato nei settori di vantaggio comparato.
Contesti imprenditoriali favorevoli all'innovazione per le PMI
Un settore delle PMI prospero è essenziale per crescita, posti di lavoro, innovazione e coesione. Le PMI sono un fattore centrale dell'economia UE: circa 20 milioni di esse rappresentano quasi il 60% del valore aggiunto e i due terzi dell'occupazione nel settore privato. Oltre il 92% sono microimprese con meno di 10 dipendenti[6]. Le autorità regionali e nazionali dovrebbero quindi sostenere contesti imprenditoriali favorevoli all'innovazione al fine di assistere le PMI, specialmente quelle a forte intensità di R&S, e la creazione di nuove imprese. La valutazione ex-post del FESR nel periodo 2000-2006 ha rilevato che sebbene il sostegno abbia consentito la creazione di almeno un milione di posti di lavoro e l'aumento degli investimenti nella ricerca e nell'innovazione, è necessario ricorrere in modo più esteso a prestiti, finanziamenti azionari e altre forme di ingegneria finanziaria.
Apprendimento permanente nella ricerca e nell'innovazione
Molte università dell'UE stanno contribuendo a commercializzare la ricerca sviluppando lo spirito imprenditoriale degli studenti e collaborando con le imprese regionali nell'ambito dell'innovazione; in tal modo partecipano più intensamente allo sviluppo economico regionale. Queste iniziative vanno moltiplicate.
L'Istituto europeo di innovazione e tecnologia è la prima iniziativa finalizzata a promuovere la competitività dell'UE integrando pienamente istruzione superiore, ricerca e imprese (il triangolo della conoscenza) al fine di generare e incoraggiare un'innovazione di alto livello e impatto mondiali. L'Istituto europeo di innovazione e tecnologia può pertanto apportare un importante contributo al panorama europeo dell'innovazione.
Come sottolineato dall'iniziativa faro di Europa 2020 "Youth on the Move" (gioventù in movimento) e dall'azione "Nuove competenze per nuovi lavori", l'istruzione, la formazione e l'apprendimento permanente sono vitali per lo sviluppo della capacità d'innovazione delle regioni. Porre in primo piano competenze trasversali quali creatività, spirito imprenditoriale e iniziativa nei programmi scolastici, di formazione professionale e di istruzione superiore aiuterà i giovani a sviluppare pienamente il proprio potenziale di innovazione. Un numero maggiore di progetti a sostegno dell'effettiva collaborazione tra tutti i tipi di istituti di istruzione e formazione e le imprese dovrebbero essere promossi dal FESR.
Infrastrutture di ricerca e centri di competenza regionali attrattivi
Le infrastrutture di ricerca sono essenziali per i sistemi di innovazione basati sulla conoscenza. È necessario un triplice approccio per aiutare le regioni a realizzare il loro pieno potenziale: i) sviluppare una ricerca e infrastrutture TIC di livello mondiale avvalendosi dell'eccellenza scientifica regionale mediante il sostegno dei Fondi strutturali, ii) istituire reti di infrastrutture di ricerca per i paesi in cui quest'ultima è meno sviluppata e iii) dare vita a strutture di partner regionali. Per l'attuazione di tale approccio sono fondamentali l'ulteriore sviluppo e utilizzo delle infrastrutture elettroniche basate sulle TIC al fine di interconnettere équipe di ricerca disperse geograficamente e di facilitarne la collaborazione e la condivisione di risorse e conoscenze scientifiche.
Le autorità nazionali e regionali dovrebbero valutare in particolare il modo in cui la politica regionale UE può contribuire a completare o avviare il 60% delle infrastrutture di ricerca attualmente identificate dal Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI), obiettivo fissato per il 2015 nell'ambito dell'iniziativa faro dell'"Unione dell'innovazione".
Creatività e industrie culturali
La capacità dell'UE di riprendersi dalla crisi e di vincere le sfide di lungo termine non dipende solo da una solida base industriale, ma anche dalla creatività e dalle competenze delle persone, dalla governance e da forti valori sociali: solidarietà, rispetto per l'ambiente, apertura e diversità culturale.
Le industrie culturali e creative che fioriscono a livello locale e regionale, si trovano in una posizione strategica per collegare creatività e innovazione. Possono contribuire a rilanciare le economie locali, incentivare nuove attività, creare posti di lavoro nuovi e sostenibili, produrre significativi effetti positivi sulle altre industrie e aumentare l'attrattiva delle regioni e delle città[7]. Le industrie creative sono quindi un motore di cambiamento strutturale in molte zone industriali e rurali, con il potenziale di rivitalizzare le economie locali e di contribuire a modificare l'immagine pubblica delle regioni.
Dovrebbero essere integrate nello sviluppo di strategie regionali al fine di garantire un partenariato efficace tra la società civile, le imprese e le autorità pubbliche a livello regionale, nazionale ed europeo.
L'Agenda digitale mira a trarre benefici sociali ed economici sostenibili partendo da un mercato unico del digitale basato su applicazioni Internet veloci e a consentire l'accesso a contenuti on line.
Il sostegno della politica regionale alla banda larga nel periodo 2000-2006 e 2007-2013 ha contribuito a ridurre il divario esistente nella diffusione di questa tecnologia tra regioni scarsamente e densamente popolate portandolo dal 67% nel 2004 al 24% nel 2008, e a diminuire la differenza di copertura della banda larga tra le regioni rurali e quelle urbane dal 33% nel 2004 al 28% nel 2007. Tuttavia le disparità rimangono, soprattutto nelle zone rurali: il 94% degli europei dispone di un accesso a una rete a banda larga, ma tra la popolazione rurale questa percentuale scende all'80%.
Molte regioni hanno ancora difficoltà ad investire i finanziamenti del FESR stanziati per le TIC (circa il 4,4% del totale), in parte a causa di una scarsa capacità di pianificazione. È necessario altresì un ruolo più significativo degli investimenti privati nelle TIC per compensare i vincoli di bilancio della spesa pubblica. Considerando l'importanza delle TIC per il sistema d'innovazione, gli Stati membri dovrebbero valutare come impiegare meglio il FESR per accelerare il raggiungimento degli obiettivi fissati per l'accesso alla banda larga da Europa 2020, i quali comprendono l'impiego delle diverse tecnologie disponibili (fibra, adsl, wireless, satellite), al fine di soddisfare le diverse esigenze e sfide geografiche delle varie regioni dell'UE.
Gli appalti pubblici sono un elemento chiave dell'innovazione dato che possono aiutare le imprese ad accelerare l'introduzione sul mercato delle proprie innovazioni e ad aumentare gli utili. Gli appalti pubblici innovativi fanno sì che il settore pubblico si assuma il ruolo e i rischi propri dei clienti principali e allo stesso tempo migliori la qualità dei suoi servizi e la sua produttività.
I bilanci per gli appalti dovrebbero comprendere appalti pre-commerciali e partenariati per l'innovazione. La Commissione fornirà orientamenti e sostegno per stimolare tale processo, compreso un quadro giuridico atto a facilitare gare d'appalto con amministrazioni aggiudicatrici di diversi Stati membri.
Tali processi si stanno sviluppando nelle regioni comprese nell'iniziativa "Regioni per il cambiamento economico" e devono essere integrati nei programmi operativi.
La politica regionale affronta le grandi sfide mediante i partenariati europei per l'innovazione
Alcuni sfide sociali richiedono un approccio coordinato e di ampio respiro a livello UE per individuare e impiegare soluzioni efficaci. Quelle identificate nell'ambito di Europa 2020 comprendono il cambiamento climatico, l'efficienza energetica e delle risorse, la scarsità delle materie prime e l'invecchiamento demografico.
"L'Unione dell'innovazione" comprende una serie di partenariati europei per l'innovazione volti ad affrontare sfide specifiche mettendo a disposizione i mezzi atti a unire le risorse e tutti gli attori principali, oltre agli strumenti politici pertinenti a livello nazionale e UE per il perseguimento di obiettivi comuni.
La politica regionale dovrebbe continuare ad occuparsi di tali sfide e devono essere trovate strade per integrare nella sua attuazione i partenariati interessati.
AUMENTO DELLE SINERGIE TRA GLI STRUMENTI POLITICI
Il Consiglio[8] e il Parlamento europeo[9] hanno sottolineato l'importanza di rafforzare le sinergie tra le diverse politiche di sostegno UE nel campo della ricerca e dell'innovazione. Hanno invitato la Commissione a esplorare nuove vie per armonizzare e semplificare le norme e le procedure riguardanti le misure considerate e a esaminare i legami tra esse al fine di fornire orientamenti e promuovere la collaborazione con enti nazionali e regionali implicati nella loro attuazione.
Da allora è stata adottata una serie di provvedimenti per assistere sia gli operatori direttamente coinvolti nell'innovazione sia gli enti pubblici responsabili dell'elaborazione di sistemi regionali di innovazione e della messa a disposizione di servizi di sostegno. Per quanto riguarda il primo punto, la Commissione ha pubblicato una "Guida pratica"[10] destinata a ricercatori e imprese. Attualmente ci si sta impegnando per informare i responsabili politici di livello nazionale e regionale sui destinatari locali dei finanziamenti UE al fine di aumentare le potenziali sinergie tra le attività interessate.
I servizi della Commissione, unitamente agli Stati membri e alle autorità regionali, stanno esaminando fino a che punto i programmi co-finanziati possano fornire un sostegno finanziario complementare al PQ7 per:
- la costruzione di infrastrutture di ricerca previste dalla tabella di marcia ESFRI
- progetti nell'ambito dell'azione "Potenziale di ricerca" del PQ7 che hanno ricevuto una valutazione positiva ma che non hanno potuto ottenere finanziamenti a causa della mancanza di risorse.
Un ulteriore possibilità è che gli Stati membri e le regioni adottino le migliori pratiche della gestione di progetti PQ7 e, facendo ricorso a valutazioni paritetiche, identifichino le priorità di finanziamento per ricerca e innovazione all'interno dei programmi di politica regionale UE.
I parchi scientifici e tecnologici rivestono, unitamente agli incubatori di imprese, un importante ruolo nel facilitare l'innovazione e nello stimolare lo sviluppo regionale[11]. La Commissione ha recentemente elaborato una "Smart Guide to Innovation-Based Incubators" (guida intelligente agli incubatori basati sull'innovazione) destinata ai responsabili politici regionali[12].
L'Enterprise Europe Network (rete europea di imprese) si fonda sull'imprenditoria locale e regionale e sugli enti di sostegno all'innovazione, molti dei quali sono responsabili della gestione del FESR. Tale rete promuove la partecipazione delle PMI a progetti PQ7 e CIP e incoraggia il trasferimento tecnologico e i partenariati imprenditoriali, aiutando in questo modo le imprese a collegarsi a reti transnazionali di innovazione e conoscenza. Potenzia inoltre la capacità delle organizzazioni partner locali e regionali di offrire servizi di sostegno adattati alle catene di valore sempre più globali.
Inoltre, a livello UE, il sostegno a programmi transnazionali (ad es. la "Strategia per il Mar Baltico") e la collaborazione interregionale (ad es. "Regioni della conoscenza" del PQ7, iniziative di cluster CIP, INTERREG IVC e URBACT, compresa l'iniziativa "Regioni per il cambiamento economico") aiutano le regioni a partecipare più intensamente alla ricerca di eccellenza globale e ad aumentare le opportunità di apprendimento.
La presente comunicazione invita gli Stati membri e le regioni a dare il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi di crescita intelligente di Europa 2020 mediante la politica regionale e il suo strumento di finanziamento, il FESR.
Cambiamenti sostanziali del modo in cui opera la politica regionale potranno essere pianificati solo nel prossimo quadro finanziario pluriennale. Durante gli ultimi tre anni dell'attuale periodo di programmazione gli Stati membri e le regioni possono tuttavia già iniziare a riorientare la propria attività. L'allegato della presente comunicazione propone soluzioni per valorizzare la diversità regionale e garantire un impiego efficiente delle scarse risorse sfruttando le sinergie tra fonti di finanziamento e tra i sistemi di ricerca e innovazione nelle diverse regioni. Tali azioni dovrebbero essere considerate nel contesto dell'iniziativa faro "L'Unione dell'innovazione" ed essere complementari a essa.
Allegato 1 – Azioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di crescita intelligente di Europa 2020 mediante la politica regionale e il suo finanziamento
Azione 1: sviluppare strategie di specializzazione intelligente
Questa azione mira a concentrare le risorse nei settori più promettenti di vantaggio comparato, ad esempio, cluster, settori esistenti e attività transettoriali, eco-innovazione, mercati ad elevato valore aggiunto o settori specifici della ricerca. L'elaborazione di tali strategie, le quali dovrebbero essere l'oggetto di valutazioni paritetiche, può iniziare immediatamente facendo leva sul sostegno relativo all'assistenza tecnica.
Se tale azione viene avviata, deve essere affiancata dalle due misure di accompagnamento descritte qui di seguito.
- Rafforzare il sostegno FESR per istruzione, ricerca e innovazione nell'attuale periodo per stimolare gli investimenti in questi settori, anche facendo leva su finanziamenti complementari di PQ7 e CIP. Le condizioni quadro della ricerca e dell'innovazione e di un'economia basata sulla conoscenza dovrebbero essere migliorate adeguando il sostegno FESR alle priorità dei programmi nazionali di riforma (collegate all'orientamento 4 degli orientamenti integrati di politica occupazionale ed economica).
- Avvalersi pienamente della flessibilità dei programmi regionali UE per riorientare i finanziamenti a questo fine. La Commissione offrirà il proprio sostegno alle richieste di riorientamento conformi all'approccio di specializzazione intelligente e accelererà la procedura di approvazione.
Azione 2: fare ricorso in modo più esteso agli strumenti di ingegneria finanziaria a sostegno dell'innovazione, compresi prestiti agevolati, garanzie e capitale di rischio, in base al tipo e alle dimensioni dell'impresa e al rischio connesso. L'estensione dei prestiti e dei finanziamenti azionari per l'innovazione, in particolar modo alle PMI, mediante gli strumenti esistenti (compreso il gruppo BEI) dovrebbe essere una priorità politica.
Azione 3: puntare sulla possibilità, prevista dall'articolo 37, paragrafo 6, lettera b), del regolamento (CE) n. 1083/2006, di finanziare la cooperazione interregionale per promuovere ricerca e innovazione nell'ambito degli obiettivi "Convergenza" e "Competitività regionale e occupazione" e su un migliore accesso alle reti internazionali di ricerca e innovazione nel quadro del PQ7 e del CIP.
Azione 4: garantire coerenza tra le politiche di innovazione e ricerca che puntano sull'incentivazione dell'offerta e quelle incentrate sull'attrazione della domanda avvalendosi delle opportunità offerte dagli appalti pubblici co-finanziati dal FESR al fine di incrementare l'innovazione nei prodotti, nei processi e nei servizi.
Azione 5: fare ricorso in modo più sistematico a valutazioni paritetiche (peer review) di esperti indipendenti nell'ambito dei progetti di ricerca al fine di potenziare l'efficacia del sostegno offerto.
Azione 6: valutare la possibilità di fare ricorso al FESR per il finanziamento di adeguati progetti PQ7 e CIP selezionati .
Azione 7: avvalersi delle possibilità di migliorare la politica di innovazione regionale mediante l'apprendimento tra pari offerto da PQ7, CIP e dalle reti e piattaforme INTERREG IV C.
L'attuazione delle azioni sopra descritte dovrebbe costituire l'oggetto di una sezione specifica delle relazioni di attuazione ed essere discussa dai comitati di monitoraggio dei programmi.
Allegato 2 – Elenco delle azioni che devono essere intraprese dalla Commissione
Al fine di sostenere le azioni indicate nell'allegato 1 nel caso in cui siano avviate dagli Stati membri, la Commissione:
- Faciliterà l'elaborazione e l'attuazione di strategie di specializzazione intelligente da parte dei governi nazionali e regionali mediante:
- lo sviluppo di una piattaforma di specializzazione intelligente entro il 2012 che unirà esperti di università, centri di ricerca, autorità regionali, imprese e servizi della Commissione al fine di contribuire a identificare esigenze, punti di forza e opportunità;
- dati, analisi delle politiche e informazioni in merito ai risultati di ricerca e innovazione e alla specializzazione in una prospettiva UE [in particolare mediante lo "European Cluster Observatory", il "Regional Innovation Scoreboard" (quadro di valutazione dell'innovazione regionale), il "Regional Innovation Monitor" (meccanismo di monitoraggio dell'innovazione regionale) e il "Sectoral Innovation Watch" (osservatorio dell'innovazione settoriale];
- piattaforme di apprendimento reciproco sull'elaborazione e attuazione di strategie di questo tipo [compreso lo "European Cluster Cooperation Forum"[13] (forum europeo di collaborazione dei cluster) finanziato dal CIP e la "European Cluster Alliance" (alleanza europea dei cluster) e l'azione "Regioni della conoscenza" e i progetti nell'ambito dell'iniziativa "Potenziale di ricerca" finanziati dal PQ7].
- Fornirà assistenza agli Stati membri e alle regioni per l'attuazione dei progetti di istruzione, ricerca e innovazione mediante il trasferimento delle conoscenze e la diffusione delle buone pratiche, avvalendosi a questo fine dell'iniziativa "Regioni per il cambiamento economico" (compresi i premi RegioStars) e il sostegno tecnico alle reti regionali "Fast Track" fondate sull'innovazione, oltre alla collaborazione interregionale sostenuta ad esempio nell'ambito di INTERREG IVC, "Regioni della conoscenza" e attività di cluster finanziate dal CIP.
- Lavorerà a stretto contatto con le istituzioni finanziarie per raccogliere finanziamenti e massimizzare l'impiego degli strumenti finanziari esistenti, a seconda dei casi. Tra queste misure è compresa l'istituzione di uno sportello/una struttura RSFF[14] dedicata alle regioni di convergenza, un impiego più intenso di JEREMIE[15] per fornire finanziamenti con capitale di rischio e garanzie per stimolare l'innovazione nelle PMI e nelle nuove imprese a forte carattere tecnologico, oltre alla presa in esame di soluzioni atte a estendere l'impiego degli attuali strumenti di ingegneria finanziaria a nuove attività di ricerca e innovazione.
- Faciliterà le opportunità imprenditoriali per le PMI mediante il consolidamento e il rafforzamento dell'Enterprise Europe Network, i cui partner dovrebbero a loro volta aiutare le organizzazioni a impiegare meglio i finanziamenti FESR all'innovazione.
- Migliorerà la coerenza e la complementarità delle politiche UE in tema di istruzione, ricerca e innovazione con l'obiettivo di:
- identificare e promuovere la diffusione di alcune buone pratiche rivolte ai responsabili politici e agli operatori che sostengono l'innovazione; ampliare e migliorare la "Guida pratica alle opportunità di finanziamento dell'UE" in questo settore e istituire un portale web unico dedicato al sostegno della Commissione a ricerca e innovazione che si colleghi al portale dei partecipanti del PQ7, o che sia contenuto in esso, al fine di agevolare l'accesso ai finanziamenti UE degli enti innovativi.
- [1] COM(2010) 2020 "Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva".
[2] Consiglio dell'UE EU 13/10, del 17 giugno 2010.
[3] R. Wintjes, H. Hollanders, "The regional impact of technological change in 2020" (l'impatto sulle regioni del cambiamento tecnologico nel 2020).
[4] COM(2010) 110 "Politica di coesione: relazione strategica 2010 sull'attuazione dei programmi 2007-2013.
[5] Proposta della presidenza belga durante il Consiglio informale sulla competitività tenutosi nel luglio 2010.
[6] "Innovation policy at regional level: Crafts and SME priorities for the new Innovation Strategy" (la politica di innovazione a livello regionale: priorità di artigiani e PMI per la nuova strategia di innovazione) – documento di discussione del segretariato dell'UEAPME (2010).
[7] COM(2010)183 "Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare".
[8] Conclusioni del 17 maggio 2010.
[9] Risoluzione del Parlamento europeo [EP:A7-0138/2010, P7_TA(2010) 1089; maggio 2010].
[10] http://cordis.europa.eu/eu-funding-guide/home_it.html
[11] CESE CCMI/072 (luglio 2010), 'Technology, Industrial innovation and Science Parks' (tecnologia, innovazione industriale e parchi scientifici).
[13] Sarà istituito nel 2011 nell'ambito dello European Cluster Observatory.
[14] Risk-Sharing Finance Facility, meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi, è un meccanismo di finanziamento del debito sviluppato congiuntamente dalla CE e dalla BEI al fine di promuovere gli investimenti privati nella ricerca, nello sviluppo tecnologico e nell'innovazione.
[15] Articolo 44 del regolamento (CE) n. 1083/2006.