Source: https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?sPathID=%3B0%3B00%3B42716%3B42718%3B42915%3B42919%3B42921%3B42924%3B42717%3B42920%3B&lastMenu=42920&iMenu=1&iNodo=42920&p4=2
Timestamp: 2020-01-17 16:39:27+00:00
Document Index: 48512071

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 51', 'art. 1']

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Sono accreditati a seguito della facoltà concessa al lavoratore o al pensionato di coprire periodi, altrimenti privi di contribuzione, per i quali:
vi è stata omissione nel versamento all’Inps dei contributi obbligatori che non possono essere recuperati essendo intervenuta la prescrizione di legge;
A differenza dei contributi figurativi, il cui accredito è gratuito, il riscatto è sempre a titolo oneroso e si perfeziona con il pagamento di un importo (cosiddetta "riserva matematica") corrispondente agli oneri che l’Inps si assume con il riconoscimento dei periodi riscattati.
Possono chiedere il riscatto, secondo le norme previste:
La facoltà di riscatto è concessa anche ai superstiti del lavoratore o del pensionato.
L’interessato può effettuare il pagamento per mezzo dei bollettini di c/c postale trasmessi dall’Inps:
in unica soluzione, entro 60 giorni dalla data di ricezione del provvedimento (Circ. 142 del 22.6.1993);
in forma rateizzata, con un massimo di 60 rate mensili con la maggiorazione degli interessi di dilazione calcolati al tasso annuo del 3,5%.
La rinuncia espressa (prima della comunicazione di accoglimento) o tacita (mancato pagamento dell’onere o della prima rata) da parte dell’assicurato non precludela possibilità allo stesso di presentare una nuova domanda di riscatto per lo stesso titolo e periodo.
In tal caso verrà rideterminata la riserva matematica dovuta alla data della nuova domanda.
Il versamento effettuato in ritardato (oltre i 60 giorni) è considerato come nuova domanda con rideterminazione dell’onere di riscatto.
È concessa la facoltà di effettuare il versamento in forma rateale se:
il numero delle rate non può essere superiore a 60;
l’importo dell’onere deve essere suddiviso in rate mensili consecutive d’importo unitario non inferiore a Euro;
il mancato pagamento di 2 rate consecutive determina la chiusura della pratica e l’accredito solo dei contributi relativi al periodo per la cui copertura sono sufficienti i versamenti già effettuati (Circ. 142 del 22.6.1993).
N.B.: Il pagamento rateale deve essere interrotto e il residuo onere deve essere pagato in unica soluzione se, nel corso della dilazione, l’interessato perfeziona il diritto a pensione e presenta la relativa domanda.
EFFICACIA CONTRIBUTIVA
A seguito del pagamentodell’onere, i contributi sono daconsiderare come tempestivamenteversati e si collocano nel periodo aiquali si riferiscono anche se ilpagamento viene effettuato in epocasuccessiva.
Sono pertantoutili:
per il diritto e la misura ditutte le prestazionipensionistiche, compresa lapensione di anzianità.
La domanda suapposito modello deve essere presentataalla sede Inps territorialmentecompetente per residenza, allegando ladocumentazione prevista.
Può esserepresentato entro 90 giorni dalla ricezione delprovvedimento direttamente aglisportelli dell’Inps o inviato perposta con avviso di ricevuta.
Legge 153/69 Legge 30 aprile 1969, n. 153
(in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 30 aprile, n. 111). -
Circ. 142 del 22.6.1993 Circolare numero 142 del 11 Agosto 2003
Oggetto: Nuovi termini prescrizionali dettati dal comma 7 art. 38 della Legge n. 289 del 27 dicembre 2002. Disposizioni per le aziende assuntrici di operai a tempo determinato e indeterminato, lavoratori autonomi del settore agricolo e piccoli coloni e compartecipanti familiari.
È consentito riscattare:
i periodi di lavoro non coperti da contribuzione (omessi) e per i quali non sussiste più l’obbligo assicurativo (prescritti), i cui contributi risultano:
non versati dal datore di lavoro per attività lavorativa subordinata; (rendita vitalizia ai sensi dell’art. 13 della Legge 1338/62);
non versati dal titolare di impresa artigiana o commerciale per i coadiuvanti (Sentenza della C.C. n. 18/1995 e Ordinanza della C.C. 21/2001 La Corte Costituzionale con ordinanza n. 21/01 ha reiterato i principi esposti con propria sentenza n. 18 del 12/19 gennaio 1995);
dovuti dai coltivatori diretti, coloni e mezzadri diversi dal titolare (Sentenza della C.C. n. 18/1995 e Ordinanza della C.C. 21/2001. La Corte Costituzionale con ordinanza n. 21/01 ha reiterato i principi esposti con propria sentenza n. 18 del 12/19 gennaio 1995).
il corso legale di laurea (art. 50 della Legge 153/69), le lauree brevi e i titoli di studio ad esse equiparati;
l’attività lavorativa svolta all’estero in Paesi non convenzionati (art. 51 della Legge 153/69);
l’astensione facoltativa per maternità che si colloca al di fuori del rapporto di lavoro;
gli anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari (art. 1, comma 198, della Legge 662/96);
l’attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
i periodi non lavorati e privi di contribuzione.