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Timestamp: 2018-12-12 12:16:51+00:00
Document Index: 111361408

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 1', 'art. 47', 'art.  1', 'art.  17', 'art. 28', 'art. 74', 'art. 70', 'art.  1', 'art. 1', 'art.\n1', 'art.  1', 'art.  2', 'art.  74', 'art.   74', 'art.  41', 'art. 74', 'art.\n8', 'art.  19', 'art. 19', 'art.  17', 'art.  17', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 33', 'art.  4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 5', 'art.  19', 'art. 19', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 19', 'art.  1', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 1', 'art.  10', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 51', 'art. 51', 'art.  2', 'art. 24', 'art.  4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 74', 'art. 70', 'art. 2', 'art. 74', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 7']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 2011, n. 108 - Regolamento di organizzazione del Ministero della salute. (11G0150) (GU n. 162 del 14-7-2011 | Architetto.info
<DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 marzo 2011
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – CIRCOLARE 16 giugno 2011, n. 21364 – Concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti di sviluppo di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con il Ministro per la semplificazione normativa e con il Ministro del turismo del 24 settembre 2010, pubblicato nel S.O. alla G.U.R.I. del 24 dicembre 2010, n. 300. (11A10310) – (GU n. 174 del 28-7-2011>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 2011, n. 108 – Regolamento di organizzazione del Ministero della salute. (11G0150) (GU n. 162 del 14-7-2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 2011, n. 108 - Regolamento di organizzazione del Ministero della salute. (11G0150) (GU n. 162 del 14-7-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/07/2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 2011 , n. 108
Regolamento di organizzazione del Ministero della salute. (11G0150)
Capo I   ORGANIZZAZIONE  DEL MINISTERO DELLA SALUTE
svolta dalle amministrazioni pubbliche;
modificazioni, recante riforma dell’organizzazione del Governo, ed in
particolare articoli 47-bis, 47-ter e 47-quater;
finanziaria 2007), ed  in  particolare  l’articolo  1,  comma  404  e
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, in materia di
Vista la legge 13 novembre 2009, n. 172,  recante  istituzione  del
Visto il decreto-legge 30 dicembre 2009, n.  194,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, ed in particolare
l’articolo 2, commi 8-bis, 8-quater, 8-quinquies e 8-sexies;
Vista la legge 15 marzo  2010,  n.  38,  recante  disposizioni  per
garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2003,  n.
129,   e   successive   modificazioni,   recante    regolamento    di
organizzazione del Ministero della salute;
20 novembre 2008, recante la ricognizione in via amministrativa delle
strutture trasferite al Ministero del lavoro, della  salute  e  delle
politiche  sociali,  pubblicato  nella   Gazzetta   Ufficiale   della
Repubblica italiana n. 18 del 23 gennaio 2009;
11 giugno 2010,  recante  individuazione,  in  via  provvisoria,  del
contingente  minimo   degli   uffici   strumentali   e   di   diretta
collaborazione del Ministero del lavoro e delle politiche  sociali  e
del Ministero della salute, in attuazione dell’articolo 1,  comma  6,
della legge 13 novembre  2009,  n.  172,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 280 del 30 novembre 2010;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235, modifiche ed
integrazioni al decreto legislativo 7  marzo  2005,  n.  82,  recante
legge 18 giugno 2009, n. 69;
Ritenuto di dover  provvedere  in  attuazione  del  citato  decreto
legislativo n. 235 del 2010 a determinare i nuovi  ulteriori  compiti
attribuiti  alla  Direzione  generale  competente   in   materia   di
innovazione e tecnologie;
Sentite le organizzazioni  sindacali  rappresentative  in  data  14
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza dell’8 novembre 2010;
Sulla proposta  del  Ministro  della  salute,  di  concerto  con  i
amministrazione e l’innovazione e per le riforme per il federalismo;
1.Il Ministero della salute, di seguito denominato «Ministero»,  al
quale sono attribuite le funzioni  di  carattere  sanitario  previste
dalla normativa vigente, si articola  nei  tre  dipartimenti  di  cui
all’articolo   2   e    nell’Ufficio    generale    delle    risorse,
dell’organizzazione e del bilancio di cui all’articolo 9.
2. Presso il Ministero operano il Consiglio superiore  di  sanita’,
di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266,
e il Comitato nazionale  per  la  sicurezza  alimentare,  di  cui  al
decreto del Ministro della salute in data 26 luglio 2007.
della Repubblica, tra l’altro, il potere di  promulgare  le
– Il testo dell’art. 17, comma 4-bis,  della  legge  23
pubbliche, a norma dell’art. 1 della legge n. 15 marzo 1997
n. 595), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  18  agosto
– Il testo degli articoli 47-bis,  47-ter  e  47-quater
del decreto legislativo 30 luglio  1999,  n.  300  (Riforma
legge n. 15 marzo 1997, n. 59, e  successive  modificazioni
«Art.   47-bis    (Istituzione    del    Ministero    e
attribuzioni). – 1. E’ istituito il Ministero della salute.
2. Nell’ambito e con finalita’  di  salvaguardia  e  di
gestione  integrata  dei  servizi  socio-sanitari  e  della
tutela dei diritti alla dignita’ della persona umana e alla
salute, sono attribuite al Ministero le funzioni  spettanti
allo Stato in materia di  tutela  della  salute  umana,  di
coordinamento del sistema sanitario nazionale, di  concerto
con il Ministero dell’economia e delle finanze per tutti  i
profili di carattere finanziario, di  sanita’  veterinaria,
di tutela della salute nei luoghi di lavoro,  di  igiene  e
sicurezza degli alimenti.
3. Al Ministero sono trasferite, con inerenti  risorse,
le funzioni del Ministero della sanita’. Il Ministero,  con
modalita’ definite d’intesa con  la  Conferenza  permanente
autonome di Trento e  di  Bolzano,  esercita  la  vigilanza
sull’Agenzia per i servizi sanitari  regionali  di  cui  al
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 115.».
«Art.47-ter (Aree funzionali). – 1.  Il  Ministero,  in
particolare, svolge le funzioni di spettanza statale  nelle
seguenti aree funzionali:
a)  ordinamento  sanitario:  indirizzi   generali   e
coordinamento in materia di prevenzione, diagnosi,  cura  e
riabilitazione  delle  malattie  umane,  ivi  comprese   le
malattie infettive e  diffusive;  prevenzione,  diagnosi  e
cura delle affezioni  animali,  ivi  comprese  le  malattie
infettive  e  diffusive  e   le   zoonosi;   programmazione
tecnico-sanitaria  di  rilievo   nazionale   e   indirizzo,
coordinamento  e  monitoraggio  delle  attivita’   tecniche
sanitarie  regionali,  di   concerto   con   il   Ministero
dell’economia e delle finanze per tutti i profili attinenti
al concorso  dello  Stato  al  finanziamento  del  Servizio
sanitario nazionale,  anche  quanto  ai  piani  di  rientro
regionali; rapporti con le organizzazioni internazionali  e
l’Unione europea; ricerca scientifica in materia sanitaria;
b) tutela della salute umana e  sanita’  veterinaria:
tutela  della  salute  umana   anche   sotto   il   profilo
ambientale, controllo e vigilanza sui farmaci,  sostanze  e
prodotti    destinati    all’impiego    in    medicina    e
sull’applicazione delle biotecnologie; adozione  di  norme,
linee   guida   e   prescrizioni   tecniche    di    natura
igienico-sanitaria, relative anche a  prodotti  alimentari;
organizzazione dei servizi sanitari, professioni sanitarie,
concorsi e  stato  giuridico  del  personale  del  Servizio
sanitario  nazionale,  di   concerto   con   il   Ministero
dell’economia e  delle  finanze  per  tutti  i  profili  di
carattere finanziario; polizia  veterinaria;  tutela  della
salute nei luoghi di lavoro.
b-bis) monitoraggio della  qualita’  delle  attivita’
sanitarie regionali con riferimento ai  livelli  essenziali
delle prestazioni erogate, sul quale il Ministro  riferisce
annualmente al Parlamento.».
«Art.47-quater (Ordinamento).  –  1.  Il  Ministero  si
articola  in  dipartimenti,  disciplinati  ai  sensi  degli
articoli 4 e 5. Il numero di dipartimenti non  puo’  essere
superiore a quattro, in relazione alle aree  funzionali  di
cui all’art. 47-ter.
– Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  (Norme
– Il testo  dell’art.  1,  comma  404  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la  formazione  del
bilancio  annuale  e  pluriennale  dello  Stato   –   legge
finanziaria 2007), e’ il seguente:
«404.  Al  fine   di   razionalizzare   e   ottimizzare
l’organizzazione delle spese e dei costi  di  funzionamento
dei Ministeri, con regolamenti  da  emanare,  entro  il  30
aprile 2007, ai sensi  dell’art.  17,  comma  4-bis,  della
a) alla  riorganizzazione  degli  uffici  di  livello
di livello dirigenziale generale  ed  al  5  per  cento  di
quelli di livello dirigenziale non  generale  nonche’  alla
eliminazione delle  duplicazioni  organizzative  esistenti,
sull’autorizzazione alle assunzioni la  possibilita’  della
immissione, nel quinquennio 2007-2011, di  nuovi  dirigenti
assunti ai sensi dell’art. 28, commi 2, 3 e 4, del  decreto
modificazioni, in misura non  inferiore  al  10  per  cento
b) alla gestione unitaria del personale e dei servizi
comuni   anche   mediante    strumenti    di    innovazione
c) alla rideterminazione delle strutture periferiche,
prevedendo  la  loro  riduzione  e,   ove   possibile,   la
costituzione di  uffici  regionali  o  la  riorganizzazione
presso le prefetture-uffici territoriali del  Governo,  ove
risulti sostenibile e maggiormente  funzionale  sulla  base
dei principi di efficienza ed  economicita’  a  seguito  di
valutazione  congiunta  tra  il  Ministro  competente,   il
Ministro dell’interno, il Ministro  dell’economia  e  delle
finanze, il Ministro per i rapporti con il Parlamento e  le
riforme istituzionali ed il Ministro per le  riforme  e  le
innovazioni nella pubblica amministrazione,  attraverso  la
realizzazione  dell’esercizio   unitario   delle   funzioni
logistiche e strumentali, l’istituzione dei servizi  comuni
e l’utilizzazione in via prioritaria dei beni  immobili  di
d) alla riorganizzazione degli  uffici  con  funzioni
e)  alla  riduzione  degli  organismi   di   analisi,
f) alla riduzione delle dotazioni organiche  in  modo
da assicurare che il personale utilizzato per  funzioni  di
supporto   (gestione   delle   risorse    umane,    sistemi
informativi,  servizi  manutentivi  e   logistici,   affari
generali,  provveditorati  e   contabilita’)   non   ecceda
comunque   il   15   per   cento   delle   risorse    umane
complessivamente  utilizzate   da   ogni   amministrazione,
mediante processi di riorganizzazione  e  di  formazione  e
riconversione del personale addetto alle predette  funzioni
che consentano di ridurne il numero in misura non inferiore
all’8 per cento all’anno fino al raggiungimento del  limite
predetto;
g) all’avvio della  ristrutturazione,  da  parte  del
Ministero degli  affari  esteri,  della  rete  diplomatica,
mutato contesto geopolitico, soprattutto in Europa,  ed  in
particolare all’unificazione dei  servizi  contabili  degli
uffici della rete  diplomatica  aventi  sede  nella  stessa
citta’ estera, prevedendo che le funzioni  delineate  dagli
articoli 3, 4 e 6 del regolamento di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 marzo 2000,  n.  120,  siano
tutte le rappresentanze medesime.».
concerne  (disposizioni  urgenti  per  l’adeguamento  delle
e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’  pubblicato
– Il testo dell’art. 74  del  decreto-legge  25  giugno
agosto 2008, n. 133 (Disposizioni urgenti per  lo  sviluppo
tributaria), e’ il seguente:
«Art. 74 (Riduzione degli assetti organizzativi). –  1.
Le  amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad   ordinamento
1999, n. 300 e successive  modificazioni  ed  integrazioni,
gli enti pubblici  non  economici,  gli  enti  di  ricerca,
nonche’ gli enti pubblici di cui all’art. 70, comma 4,  del
decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165  e  successive
a)  a  ridimensionare   gli   assetti   organizzativi
alla concentrazione dell’esercizio  delle  funzioni
all’unificazione  delle  strutture   che   svolgono
funzioni  logistiche  e   strumentali,   salvo   specifiche
esigenze organizzative, derivanti anche  dalle  connessioni
con la rete periferica, riducendo, in ogni caso, il  numero
degli uffici dirigenziali di livello generale e  di  quelli
di livello non generale adibiti allo  svolgimento  di  tali
dirigenti, nei termini previsti  dall’art.  1,  comma  404,
b) a ridurre il contingente di personale adibito allo
svolgimento di compiti logistico-strumentali e di  supporto
in misura non inferiore al dieci per cento con  contestuale
riallocazione delle risorse  umane  eccedenti  tale  limite
c) alla rideterminazione  delle  dotazioni  organiche
degli  enti  di  ricerca,  apportando  una  riduzione   non
inferiore  al  dieci  per  cento  della  spesa  complessiva
relativa al numero dei posti di organico di tale personale.
delle procedure previste dall’art. 1,  comma  404,  lettera
emanati, nei termini di cui al comma 1, ai sensi  dell’art.
1, comma 404, lettera a), della legge 27 dicembre 2006,  n.
296,  avuto   riguardo   anche   ai   Ministeri   esistenti
anteriormente  alla  data  di’  entrata   in   vigore   del
decreto-legge  16  maggio  2008  n.  85   convertito,   con
successive alla data  di  entrata  in vigore  della  citata
a 2 milioni di euro a valere sul fondo di cui all’ art.  1,
dei Sottosegretari di Stato), e’ pubblicata nella  Gazzetta
Ufficiale 28 novembre 2009, n. 278.
–  Il  testo  dell’art.  2,  commi   8-bis,   8-quater,
8-quinquies e 8-sexies del decreto-legge 30 dicembre  2009,
n. 194,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  26
febbraio 2010,  n.  25  (Proroga  di  termini  previsti  da
disposizioni legislative), e’ il seguente:
«Art.  2.   (Proroga   di   termini   in   materia   di
comunicazione,  di  riordino  di  enti  e  di   pubblicita’
legale). – (Omissis).
8-bis. In considerazione di quanto previsto al comma 8,
le amministrazioni indicate  nell’art.  74,  comma  1,  del
assetti  organizzativi  prevista  dal  predetto  art.   74,
provvedono, anche con le modalita’ indicate  nell’art.  41,
comma 10, del  decreto-legge  30  dicembre  2008,  n.  207,
seguito dell’applicazione del predetto art. 74;
non inferiore al  10  per  cento  della  spesa  complessiva
risultante a seguito dell’applicazione  del  predetto  art.
8-quater.  Alle   amministrazioni   che   non   abbiano
ai sensi  dell’art.  19,  commi  5-bis  e  6,  del  decreto
dell’art. 19, commi 5-bis e 6, del decreto  legislativo  n.
165 del 2001 avviate alla predetta data.
8-quinquies.  Restano  esclusi  dall’applicazione   dei
subito una riduzione delle risorse ai sensi  dell’art.  17,
comma  4,  del  decreto-legge  1°  luglio  2009,   n.   78,
n. 102, e del comma 6 del medesimo art.  17,  il  personale
amministrativo operante presso gli  Uffici  giudiziari,  il
Dipartimento  della  protezione  civile,  le  Autorita’  di
bacino  di  rilievo  nazionale,  il  Corpo  della   polizia
penitenziaria,  i  magistrati,   l’Agenzia   italiana   del
del personale indicato nell’art. 3,  comma  1,  del  citato
all’art. 17; comma 7, del decreto-legge 1° luglio 2009,  n.
78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  3  agosto
8-quater si applicano, comunque, anche ai Ministeri.
8-sexies. Restano  ferme  le  vigenti  disposizioni  in
materia di limitazione delle assunzioni.».
– La legge 15  marzo  2010,  n.  38  (Disposizioni  per
garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del
dolore), e’ pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  19  marzo
2010, n. 65.
– Il decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78.  Convertito,
con modificazioni,  dalla  legge30  luglio  2010,  n.  122,
concernente «Misure urgenti in materia  di  stabilizzazione
finanziaria e di competitivita’ economica»,  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 31 maggio 2010, n. 125, S.O.
– Il decreto del Presidente della Repubblica  28  marzo
2003, n. 129 (Regolamento di organizzazione  del  Ministero
della salute), e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  6
giugno 2003, n. 129.
– Il decreto  legislativo  30  dicembre  2010,  n.  235
(Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo  7  marzo
2005, n. 82, recante Codice dell’amministrazione  digitale,
a norma dell’art. 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale10 gennaio 2011,  n.  6,
– Il testo  dell’art.  4  del  decreto  legislativo  30
giugno 1993, n.  266  (Riordinamento  del  Ministero  della
sanita’, a norma dell’art. 1, comma 1,  lettera  h),  della
legge n. 23 ottobre 1992, n. 421), e’ il seguente:
«Art. 4. (Consiglio superiore  di  sanita’).  –  1.  Il
Consiglio superiore di sanita’ e’ organo consultivo tecnico
del Ministro della sanita’ e svolge le seguenti funzioni:
a) prende in esame  i  fatti  riguardanti  la  salute
pubblica, su richiesta del Ministro per la sanita’;
b) propone lo studio di problemi attinenti all’igiene
e alla sanita’;
c)  propone  indagini  scientifiche  e  inchieste  su
avvenimenti di rilevante interesse  nel  campo  igienico  e
d)   propone   all’amministrazione    sanitaria    la
formulazione di schemi di norme e di provvedimenti  per  la
organizzativi per la edificazione di ospedali, istituti  di
cura  ed  altre  opere  igieniche  da  parte  di  pubbliche
2. Il Consiglio superiore  di  sanita’  esprime  parere
a)   sui   regolamenti   predisposti   da   qualunque
amministrazione  centrale   che   interessino   la   salute
b) sulle  convenzioni  internazionali  relative  alla
c) sugli elenchi delle lavorazioni  insalubri  e  dei
d)  sui  provvedimenti  di  coordinamento   e   sulle
da adottarsi dal Ministero  della  sanita’,  ai  sensi  dei
numeri 2 e 3 dell’art. 1 della legge 13 marzo 1958, n. 296;
f)  sulla  determinazione  dei   lavori   pericolosi,
faticosi o insalubri, delle donne e dei fanciulli  e  sulle
g)  sulle   domande   di   attestati   di   privativa
industriale per invenzioni e  scoperte  concernenti  generi
h) sulle modificazioni da  introdursi  negli  elenchi
i) sul diniego e sulla revoca di registrazione  delle
specialita’ medicinali;
l) sui servizi diretti a  prevenire  ed  eliminare  i
danni delle emanazioni radioattive e  delle  contaminazioni
atmosferiche in genere, che non siano di  competenza  delle
unita’ sanitarie locali.
3.  La  composizione  e  l’ordinamento  del   Consiglio
superiore  di  sanita’  sono  determinati  con  regolamento
adottato ai sensi del comma 3 dell’art. 17 della  legge  23
agosto 1988, n. 400,  entro  quattro  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore del presente decreto.».
– Il decreto del Ministro della salute 26 luglio  2007,
concerne  «Organizzazione  delle   funzioni   di   cui   al
regolamento 18 gennaio 2002, n. 178, del Parlamento europeo
e del Consiglio in materia di valutazione del rischio della
catena alimentare».
1. I dipartimenti di cui all’articolo 1, comma 1, sono i seguenti:
a) Dipartimento della sanita’ pubblica e dell’innovazione;
b)  Dipartimento  della  programmazione  e  dell’ordinamento  del
c)  Dipartimento  della  sanita’  pubblica   veterinaria,   della
sicurezza alimentare e degli organi collegiali per  la  tutela  della
2.  I  dipartimenti  di  cui  al  comma  1  assicurano  l’esercizio
organico, coordinato e integrato  delle  funzioni  del  Ministero  ai
sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300
3. Gli incarichi di direzione dei dipartimenti  sono  conferiti  ai
sensi dell’articolo 19, comma 3, del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165. Il capo del dipartimento conferisce a uno dei dirigenti
preposti agli uffici di cui al comma 4 le funzioni vicarie in caso di
assenza o impedimento.
4. I dipartimenti sono articolati in uffici di livello dirigenziale
generale, di seguito denominati  «direzioni  generali».  I  dirigenti
preposti ai predetti uffici  e  il  direttore  dell’Ufficio  generale
delle risorse, dell’organizzazione e del bilancio conferiscono  a  un
dirigente di seconda fascia le funzioni vicarie in caso di assenza  o
5. I capi dei dipartimenti, esercitano i poteri e  le  funzioni  di
cui all’articolo 5, commi 3 e 5, del citato decreto legislativo n 300
del 1999; i dirigenti titolari degli uffici di  livello  dirigenziale
generale  in  cui  si   articola   ciascun   dipartimento   dipendono
funzionalmente dal capo del dipartimento.
6. Nell’ambito di ogni  dipartimento  ciascuna  Direzione  generale
svolge i compiti in materia di contenzioso connesso alle attivita’ di
rispettiva   competenza   assumendone    la    responsabilita’.    Il
coordinamento del contenzioso afferente piu’ direzioni  dello  stesso
Dipartimento e’ assicurato dal capo  dipartimento.  Il  coordinamento
del  contenzioso  tra  piu’  dipartimenti  o  tra  i  dipartimenti  e
l’Ufficio generale di cui all’articolo 9, comma 1,  e’  rimesso  alle
indicazioni della Conferenza permanente dei capi dei dipartimenti  di
7.  Nell’esercizio  dei  poteri  di  coordinamento,   direzione   e
controllo, il capo del dipartimento opera in modo  da  sviluppare  la
programmazione delle attivita’ e dei processi,  la  collaborazione  e
l’integrazione  funzionale  tra  le  strutture   dipartimentali,   la
circolazione delle informazioni e delle esperienze, promuovendo anche
la creazione di strutture temporanee interfunzionali per la  gestione
di progetti di particolare  rilievo  o  di  processi  che  richiedono
contributi di piu’ strutture operative.
8. Ai  fini  del  perseguimento  dei  risultati  complessivi  della
gestione  amministrativa,  il  capo  del  dipartimento:  assicura  la
stretta integrazione tra le attivita’ degli uffici nello  svolgimento
delle  funzioni;  rappresenta  unitariamente  il  dipartimento  nelle
relazioni con l’esterno, curando  lo  sviluppo  della  collaborazione
operativa fra le strutture dipartimentali e le altre  amministrazioni
ed enti del settore pubblico; fornisce, direttamente o per il tramite
degli uffici, il supporto istituzionale alle funzioni  del  Ministro;
cura, sentito l’Ufficio generale delle risorse, dell’organizzazione e
del bilancio, la mobilita’ del personale  non  dirigenziale  fra  gli
uffici  centrali  delle  direzioni  generali  che   fanno   capo   al
9. Ciascuna Direzione generale  provvede  alle  attivita’  connesse
all’espletamento  degli  atti  di  gara  concernenti  le   rispettive
competenze, assumendone le relative responsabilita’.
10.  La  Conferenza  permanente  dei  capi  dei  dipartimenti   del
Ministero, di seguito denominata  «Conferenza»,  alla  quale  possono
essere invitati i direttori generali per le  materie  di  competenza,
svolge funzioni di coordinamento generale sulle questioni comuni alle
attivita’ di piu’ dipartimenti e puo’ formulare proposte al  Ministro
per l’emanazione di indirizzi e direttive per assicurare il  raccordo
operativo tra dipartimenti. La Conferenza elabora linee  e  strategie
generali in materia di coordinamento  delle  attivita’  informatiche,
nonche’, con la presenza del direttore  dell’Ufficio  generale  delle
risorse, dell’organizzazione e del bilancio, in materia  di  gestione
delle risorse umane, di servizi comuni e affari  generali  svolti  in
gestione  unificata.  Essa   elabora   altresi’   proposte   per   la
pianificazione delle  attivita’  del  Centro  polifunzionale  per  la
salute pubblica. La Conferenza si riunisce, in via ordinaria,  almeno
due volte l’anno in date concordate fra i capi dei dipartimenti e, in
via  straordinaria,  su  motivata  richiesta  di   almeno   un   capo
dipartimento. La Conferenza si  riunisce  inoltre  su  richiesta  del
Ministro, per questioni che  investono  i  rapporti  fra  il  livello
politico e l’alta dirigenza del Ministero. La Conferenza, quando  non
sia presente il Ministro, e’ presieduta  dal  capo  dipartimento  con
maggiore anzianita’  di  incarico  o,  a  parita’  di  anzianita’  di
incarico, dal capo dipartimento piu’ anziano.
– Il testo dell’art. 5 del citato  decreto  legislativo
n. 300 del 1999, e’ il seguente:
«Art. 5 (I dipartimenti).  –  1.  I  dipartimenti  sono
delle  funzioni  del  Ministero.   Ai   dipartimenti   sono
attribuiti  compiti  finali  concernenti  grandi  aree   di
materie omogenee  e  i  relativi  compiti  strumentali  ivi
compresi quelli di indirizzo e coordinamento  delle  unita’
di gestione in cui si  articolano  i  dipartimenti  stessi,
in conformita’ alle disposizioni, di cui  all’art.  19  del
a) determina i programmi  per  dare  attuazione  agli
c) svolge funzioni di propulsione, di  coordinamento,
di controllo e di vigilanza nei confronti degli uffici  del
d) promuove  e  mantiene  relazioni  con  gli  organi
e) adotta gli atti per l’utilizzazione  ottimale  del
sensi dell’art. 19, comma  4,  del  decreto  legislativo  3
g)  puo’  proporre   al   Ministro   l’adozione   dei
h) e’ sentito  dal  Ministro  per  l’esercizio  delle
attribuzioni a questi conferite dall’art. 14, comma 1,  del
6. Con le modalita’ di cui all’art. 16,  comma  5,  del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, possono  essere
– Il testo dell’art. 19, comma 3,  del  citato  decreto
legislativo n. 165, e’ il seguente:
«Art.  19  (Incarichi  di  funzioni  dirigenziali).   –
previste dal comma 6.».
Capo II   ORGANIZZAZIONE DEI DIPARTIMENTI
Sezione I   Dipartimento della sanita’ pubblica  e dell’innovazione
Funzioni del Dipartimento della sanita’ pubblica
1. Il Dipartimento della sanita’ pubblica e  dell’innovazione,  nel
rispetto  delle  competenze  affidate  alle   regioni   dalla   legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n.  3,  provvede  alle  attivita’  di
coordinamento e  vigilanza  e  di  diretto  intervento  di  spettanza
statale in tema di: tutela della salute, tutela della salute e  della
sicurezza  nei  luoghi  di  lavoro,  tutela  dell’ambiente  e   delle
condizioni di  vita  e  di  benessere  delle  persone;  promozione  e
sviluppo  della  ricerca  scientifica  e   tecnologica   in   materia
sanitaria; finanziamento e vigilanza sugli  istituti  di  ricovero  e
cura a carattere scientifico e su altri  enti  o  istituti  nazionali
previsti dalla legge; relazioni istituzionali  in  ambito  nazionale;
relazioni internazionali; informazione e comunicazione agli operatori
e ai cittadini.
2. Nell’ambito del Dipartimento opera il Centro  nazionale  per  la
prevenzione  e  il  controllo  delle  malattie   –   CCM,   istituito
dall’articolo 1, comma 1, lettera  a),  del  decreto-legge  29  marzo
2004, n. 81, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  26  maggio
2004, n.  138.  Il  Dipartimento  cura  inoltre  i  rapporti  con  le
associazioni operanti nel settore della salute alle  quali  partecipa
3. Il Capo del Dipartimento svolge anche, nelle relazioni europee e
internazionali, le funzioni di Chief Medical  Officer  ove  abbia  la
qualifica di dirigente in possesso di professionalita’ medica; quando
il Capo del  Dipartimento  non  abbia  tale  requisito,  le  predette
funzioni sono espletate dal  Direttore  generale  della  prevenzione,
qualora in possesso di  professionalita’  medica.  Il  Ministro  puo’
conferire le funzioni di cui al primo periodo, anche con  riferimento
a singoli eventi o riunioni in ambito europeo  o  internazionale,  ad
altro  capo  dipartimento  o  direttore  generale  del  Ministero  in
possesso di professionalita’ medica.
4. Nell’ambito delle materie  di  rispettiva  competenza,  ove  non
diversamente disciplinato, le  direzioni  generali  del  Dipartimento
esercitano i poteri di accertamento e  di  ispezione  previsti  dalla
normativa vigente e  assicurano  il  funzionamento  delle  segreterie
delle commissioni che operano nelle predette materie.
–  La  legge  costituzionale  18  ottobre  2001,  n.  3
(Modifiche  al  titolo  V   della   parte   seconda   della
Costituzione), e’ pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  24
ottobre 2001, n. 248.
– Il testo  dell’art.  1,  comma  1,  lettera  a),  del
decreto-legge  29  marzo  2004,  n.  81,  convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  26  maggio   2004,   n.   138
(Interventi urgenti per fronteggiare situazioni di pericolo
per la salute pubblica, e’ il seguente:
«1. Al fine  di  contrastare  le  emergenze  di  salute
pubblica legate prevalentemente alle malattie  infettive  e
diffusive ed al bioterrorismo, sono  adottate  le  seguenti
a) e’ istituito presso il Ministero della  salute  il
Centro nazionale per la prevenzione e  il  controllo  delle
malattie con analisi e  gestione  dei  rischi,  previamente
quelli legati alle malattie  infettive  e  diffusive  e  al
bioterrorismo, che opera in coordinamento con le  strutture
regionali attraverso convenzioni con  l’Istituto  superiore
di sanita’, con l’Istituto superiore per la  prevenzione  e
la  sicurezza  del  lavoro  (ISPESL),  con   gli   Istituti
zooprofilattici sperimentali, con le universita’,  con  gli
istituti di ricovero e cura a carattere scientifico  e  con
altre strutture di assistenza  e  di  ricerca  pubbliche  e
private, nonche’ con gli organi della sanita’ militare.  Il
Centro opera con modalita’ e in base  a  programmi  annuali
approvati  con  decreto  del  Ministro  della  salute.  Per
l’attivita’ e il funzionamento del Centro, ivi comprese  le
spese  per  il  personale,  e’  autorizzata  la  spesa   di
32.650.000 euro per l’anno 2004, 25.450.000 euro per l’anno
2005 e 31.900.000 euro a decorrere dall’anno 2006; ».
Uffici di livello dirigenziale generale
del Dipartimento della sanita’ pubblica
1.  In  relazione  alle  funzioni  di  cui   all’articolo   3,   il
Dipartimento della sanita’ pubblica e dell’innovazione e’  articolato
nelle seguenti direzioni generali:
a) Direzione generale della prevenzione;
b) Direzione generale della ricerca sanitaria e biomedica e della
vigilanza sugli enti;
c) Direzione generale dei rapporti europei e internazionali;
d) Direzione  generale  della  comunicazione  e  delle  relazioni
2. La Direzione generale della prevenzione,  di  cui  al  comma  1,
lettera a), svolge le seguenti funzioni: sorveglianza epidemiologica;
promozione della salute,  con  particolare  riguardo  alle  fasce  di
popolazione  vulnerabili  (quali  gli  anziani,  il  settore  materno
infantile, l’eta’ evolutiva, le persone affette da patologie croniche
e/o da malattie di  rilievo  sociale,  i  disabili,  le  persone  non
autosufficienti,  le  persone  con  problemi  di   salute   mentale);
prevenzione degli  infortuni  e  delle  malattie  professionali,  ivi
incluse  le  altre  competenze   sanitarie   previste   dal   decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive  modificazioni;  degli
incidenti  in  ambito  stradale  e  domestico  e  nelle   istituzioni
sanitarie   e   socio-sanitarie;   prevenzione   delle    dipendenze;
prevenzione universale delle esposizioni ad agenti chimici, fisici  e
biologici nell’ambiente naturale, nell’ambiente di vita, nelle  acque
destinate al consumo umano  e  nell’ambiente  di  lavoro;  profilassi
internazionale;  prevenzione  nella  popolazione   a   rischio,   con
particolare  riguardo  ai   programmi   organizzati   di   screening;
prevenzione delle complicanze  e  delle  recidive  di  malattia,  con
particolare riguardo all’integrazione  sanitaria  e  socio-sanitaria;
tutela della salute con riferimento a sangue ed emoderivati trapianto
di organi biotecnologie con particolare riferimento al loro impiego e
alle  procedure  autorizzative  concernenti   attivita’   riguardanti
microrganismi  ed  organismi  geneticamente  modificati;   terrorismo
biologico, chimico, nucleare e  radiologico;  aspetti  connessi  alla
protezione civile; acque  minerali;  coordinamento  funzionale  degli
uffici di sanita’ marittima, aerea  e  di  frontiera  (USMAF),  fatte
salve le competenze della Direzione generale di cui  all’articolo  8,
comma 3; direzione operativa del Centro nazionale per la  prevenzione
e il controllo delle malattie, di cui all’articolo 3, comma 2.
3. La Direzione generale della  ricerca  sanitaria  e  biomedica  e
della vigilanza sugli enti, di cui al comma 1, lettera b), svolge  le
seguenti funzioni: promozione e sviluppo della ricerca scientifica  e
tecnologica  in  materia  sanitaria,  anche   attraverso   forme   di
cofinanziamento pubblico-privato, e funzionamento  della  Commissione
nazionale per la  ricerca  sanitaria;  valutazione  dei  progetti  di
ricerca finanziati dal Ministero; disciplina della  tutela  sanitaria
delle attivita’ sportive e della lotta contro il doping; rapporti con
le universita’ e gli enti di ricerca, pubblici e privati, nazionali e
internazionali;  vigilanza  sull’Istituto   superiore   di   sanita’,
sull’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni  sul
lavoro, sull’Agenzia  nazionale  per  i  servizi  sanitari  regionali
(Age.na.s.),  sugli  Istituti  di  ricovero  e   cura   a   carattere
scientifico, sulla Croce rossa italiana, sulla Lega italiana  per  la
lotta contro i tumori e sugli  altri  enti  o  istituti  a  carattere
nazionale previsti dalla legge,  non  sottoposti  alla  vigilanza  di
altre direzioni generali;  partecipazione  alla  realizzazione  delle
reti nazionali e internazionali di alta specialita’ e tecnologia.
4. La Direzione generale dei rapporti europei e internazionali,  di
cui al comma 1,  lettera  c),  svolge,  in  raccordo  con  gli  altri
dipartimenti e  direzioni  generali  per  le  materie  di  rispettiva
competenza, le seguenti funzioni: gestione dei rapporti con  l’Unione
europea, con il  Consiglio  d’Europa,  con  l’Organizzazione  per  lo
sviluppo e la  cooperazione  economica  e  con  altre  organizzazioni
internazionali; rapporti con l’Organizzazione mondiale della  sanita’
e con le altre agenzie specializzate delle Nazioni Unite;  promozione
dell’attuazione  delle  convenzioni,  delle  raccomandazioni  e   dei
programmi  comunitari  e   internazionali   in   materia   sanitaria;
svolgimento delle  attivita’  connesse  alla  stipula  degli  accordi
bilaterali del Ministero in materia  sanitaria;  coordinamento  della
partecipazione  alle  attivita’  degli  organismi  internazionali   e
sopranazionali e incontri a livello internazionale; promozione  della
collaborazione sanitaria  in  ambito  mediterraneo;  coordinamento  e
monitoraggio delle attivita’  internazionali  svolte  dalle  regioni;
coordinamento degli interventi del Ministero  in  caso  di  emergenze
sanitarie  internazionali;  attuazione  delle   convenzioni   e   dei
programmi sanitari internazionali nell’ambito delle Nazioni Unite.
5. La Direzione generale  della  comunicazione  e  delle  relazioni
istituzionali, di cui al comma 1,  lettera  d),  svolge  le  seguenti
funzioni: coordinamento, progettazione,  sviluppo  e  gestione  delle
attivita’  di  informazione  e  di  comunicazione  istituzionale   ai
cittadini, agli operatori sanitari e alle imprese in  conformita’  ai
principi  generali  previsti  dalla  legge  7  giugno  2000,   n.150,
finalizzate alla  promozione  della  salute  e  delle  attivita’  del
Ministero;  rapporti  con  i  media  in  relazione  all’attivita’  di
comunicazione;  relazioni  istituzionali  con  organismi  pubblici  e
privati, in particolare con quelli  operanti  in  materia  sanitaria,
comprese le organizzazioni del  volontariato  e  del  terzo  settore;
pubblicazioni, produzione editoriale, eventi, convegni e congressi in
materia sanitaria; attivita’ di promozione e formazione della cultura
della comunicazione in ambito sanitario; elaborazione  del  piano  di
comunicazione  annuale  nazionale;  attivita’  di  comunicazione   ai
cittadini in situazione di emergenza sanitaria;  gestione  editoriale
del portale internet istituzionale  e  dei  relativi  siti  tematici;
studi analisi e raccolte di dati ed informazioni sulle  attivita’  di
comunicazione e customer satisfaction.
–  Il  decreto  legislativo  9  aprile  2008,   n.   81
luoghi di lavoro), e’ pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
30 aprile 2008, n. 101, S.O.
– La legge 7 giugno  2000,  n.  150  (Disciplina  delle
attivita’  di  informazione  e   di   comunicazione   delle
pubbliche amministrazioni), e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Sezione II  Dipartimento della programmazione e dell’ordinamento
1. Il Dipartimento  della  programmazione  e  dell’ordinamento  del
Servizio sanitario nazionale, nel rispetto delle competenze  affidate
alle regioni dalla  legge  costituzionale  18  ottobre  2001,  n.  3,
provvede alle attivita’ di coordinamento e di vigilanza e di  diretto
intervento di competenza statale in tema di: programmazione; sviluppo
e  monitoraggio  di  sistemi  di  garanzia  della   qualita’   e   di
valorizzazione del capitale fisico,  umano  e  sociale  del  Servizio
sanitario  nazionale;  coordinamento  e  gestione   delle   politiche
riguardanti  l’organizzazione  dei   servizi   sanitari;   assistenza
sanitaria degli Italiani all’estero  e  degli  stranieri  in  Italia;
sistema informativo e statistico del  Servizio  sanitario  nazionale;
formazione  del  personale  del  Servizio   sanitario   nazionale   e
individuazione  dei   relativi   fabbisogni   formativi;   assistenza
sanitaria  al  personale   navigante;   organizzazione   territoriale
dell’assistenza   farmaceutica;   medicinali,   ferme   restando   le
competenze in materia attribuite all’Agenzia  italiana  del  farmaco;
dispositivi medici e altri prodotti di interesse  sanitario;  rischio
clinico; funzioni medico-legali.
2. Nell’ambito delle materie di rispettiva competenza, le direzioni
generali del Dipartimento esercitano i poteri di  accertamento  e  di
ispezione  previsti  dalla  normativa   vigente   e   assicurano   il
funzionamento delle segreterie delle commissioni  che  operano  nelle
predette materie.
–  Per  i  riferimenti  alla  legge  costituzionale  18
ottobre 2001, n. 3, si veda nelle note all’art. 3.
Uffici di livello dirigenziale generale del Dipartimento
della programmazione e dell’ordinamento
1.  In  relazione  alle  funzioni  di  cui  all’articolo   5,   il
Dipartimento della programmazione  e  dell’ordinamento  del  Servizio
sanitario nazionale e’ articolato nelle seguenti direzioni generali:
a) Direzione generale della programmazione sanitaria;
b)  Direzione  generale  del  sistema  informativo  e  statistico
c) Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse
umane del Servizio sanitario nazionale;
d)  Direzione  generale  dei  dispositivi  medici,  del  servizio
farmaceutico e della sicurezza delle cure.
2. La Direzione generale della programmazione sanitaria, di cui  al
comma 1, lettera a),  svolge  le  seguenti  funzioni:  definizione  e
monitoraggio del Piano sanitario nazionale e  dei  piani  di  settore
aventi rilievo  e  applicazione  nazionale;  analisi  dei  fabbisogni
finanziari del Servizio sanitario nazionale; elaborazione e  verifica
dei dati economici  relativi  all’attivita’  del  Servizio  sanitario
nazionale  e  aggiornamento  dei  modelli   economici   del   Sistema
informativo sanitario; programmazione  tecnico-sanitaria  di  rilievo
nazionale e indirizzo, coordinamento e monitoraggio  delle  attivita’
tecniche  sanitarie  regionali,  di   concerto   con   il   Ministero
dell’economia e delle finanze, per i profili  attinenti  al  concorso
dello Stato al finanziamento del Servizio sanitario nazionale,  anche
quanto  ai  piani  di  rientro  dai  disavanzi  sanitari   regionali;
determinazione dei criteri  generali  per  la  classificazione  e  la
remunerazione delle prestazioni  del  Servizio  sanitario  nazionale;
fondi sanitari integrativi; monitoraggio, anche attraverso il  nucleo
SAR,   e   qualificazione   della   rete   dell’offerta    sanitaria;
programmazione degli  interventi  di  valorizzazione  dei  centri  di
eccellenza  sanitaria;  monitoraggio  delle  schede   di   dimissione
ospedaliera; programmazione degli investimenti di edilizia  sanitaria
e ammodernamento tecnologico; definizione e monitoraggio dei  livelli
essenziali di assistenza; urgenza ed  emergenza  sanitaria  (servizio
118); attuazione della normativa sulle cure palliative e terapia  del
dolore; verifica delle liste di attesa e interventi finalizzati  alle
loro riduzioni; definizione di criteri e requisiti  per  l’esercizio,
l’autorizzazione  e  l’accreditamento  delle   attivita’   sanitarie;
promozione e verifica della qualita’; sperimentazioni  gestionali  ai
sensi dell’articolo 9-bis del decreto legislativo 30  dicembre  1992,
n. 502, e successive  modificazioni;  vigilanza  sulle  modalita’  di
gestione  e  di  finanziamento  dei  sistemi  di   erogazione   delle
prestazioni  sanitarie  diverse  da  quelle  erogate   dal   Servizio
sanitario  nazionale;  studio  e  promozione  di  nuovi  modelli  per
l’erogazione   delle   cure    primarie    e    per    l’integrazione
socio-sanitaria; destinazione e utilizzazione dei  fondi  strutturali
europei; supporto alle attivita’ del Sistema nazionale di verifica  e
controllo dell’assistenza sanitaria (SiVeAS), compresi il supporto  e
la verifica dei piani di rientro dai  disavanzi  sanitari  regionali;
rapporti con la sanita’ militare; disciplina  comunitaria  e  accordi
internazionali in materia di assistenza sanitaria e connessa gestione
dei rapporti economici; rimborsi delle spese di assistenza  sanitaria
in forma indiretta ai lavoratori italiani all’estero; prestazioni  di
alta specializzazione all’estero; assistenza sanitaria agli  apolidi;
rifugiati politici e stranieri in Italia; gestione delle  prestazioni
sanitarie connesse con l’attivita’ di servizio svolta all’estero  dai
dipendenti pubblici; analisi della mobilita’ sanitaria; rapporti  con
i rappresentanti del Ministero nei collegi  sindacali  delle  aziende
sanitarie locali. Presso la Direzione opera il nucleo di  valutazione
e verifica degli investimenti pubblici di cui  all’articolo  1  della
legge 17 maggio 1999, n. 144.
3. La Direzione  generale  del  sistema  informativo  e  statistico
sanitario, di  cui  al  comma  1,  lettera  b),  svolge  le  seguenti
funzioni: individuazione  dei  fabbisogni  informativi  del  Servizio
sanitario    nazionale     e     del     Ministero;     coordinamento
dell’informatizzazione concernente il Servizio sanitario nazionale  e
l’attivita’ amministrativa  del  Ministero;  attuazione  delle  linee
strategiche    per    la    riorganizzazione    e    digitalizzazione
dell’amministrazione e coordinamento strategico  dello  sviluppo  dei
sistemi  informativi  di  telecomunicazione   e   fonia,   ai   sensi
dell’articolo 17 del decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e
successive  modificazioni;  attuazione   del   piano   d’azione   per
l’evoluzione del Nuovo Sistema  Informativo  Sanitario  ai  fini  del
monitoraggio della spesa sanitaria e della realizzazione di misure di
appropriatezza  ed  efficienza;  definizione   e   attuazione   della
strategia  nazionale  di  sanita’  elettronica;  individuazione   dei
principi organizzativi, normativi e tecnici  per  lo  sviluppo  della
telemedicina, dei sistemi  di  «fascicolo  sanitario  elettronico»  e
«centri  unici  di   prenotazione»;   integrazione   dell’innovazione
tecnologica nei  processi  sanitari;  direttive  per  l’adozione  nel
Servizio  sanitario  nazionale  dei  certificati  telematici,   delle
prescrizioni   elettroniche   e    della    digitalizzazione    della
documentazione sanitaria; pianificazione, progettazione,  sviluppo  e
gestione dell’infrastruttura tecnologica, delle reti, dei  sistemi  e
dei  flussi  informativi  del  Servizio  sanitario  nazionale  e  del
Ministero,  inclusi  la  protezione  dei  dati,  la   sicurezza,   la
riservatezza, la formazione e il monitoraggio  informatico  ai  sensi
del  decreto  legislativo  12  febbraio  1993,  n.   39;   indirizzo,
pianificazione,  coordinamento   e   monitoraggio   della   sicurezza
informatica, ai sensi dell’articolo  17  del  decreto  legislativo  7
marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni;  sviluppo  e  gestione
tecnica del portale internet  istituzionale  e  sviluppo  e  gestione
della intranet; acquisizione di beni e servizi strumentali  al  Nuovo
Sistema  Informativo  Sanitario  e   predisposizione   dei   relativi
contratti;  gestione  di  osservatori  e  centri  di  documentazione;
rapporti con gli organismi incaricati  delle  attivita’  informatiche
nella pubblica amministrazione; attivita’ e funzioni dell’Ufficio  di
statistica, ai sensi del decreto legislativo  6  settembre  1989,  n.
322; monitoraggio, verifica, elaborazione, analisi e  diffusione  dei
dati  relativi  all’attivita’  del  Servizio   sanitario   nazionale;
pubblicazioni statistiche in materia sanitaria; relazione sullo stato
sanitario del Paese. Presso la Direzione generale opera la Cabina  di
regia del nuovo sistema informativo  sanitario,  di  cui  all’accordo
quadro tra il Ministero  della  salute,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano  del  22  febbraio  2001,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  n.  90  del  18
4. La  Direzione  generale  delle  professioni  sanitarie  e  delle
risorse umane del Servizio sanitario nazionale, di cui  al  comma  1,
lettera c), svolge le seguenti funzioni: disciplina delle professioni
sanitarie; vigilanza sugli ordini e sui collegi  degli  esercenti  le
professioni sanitarie e segreteria della Commissione centrale per gli
esercenti le professioni sanitarie; riconoscimento dei titoli  esteri
delle professioni  sanitarie  e  rapporti  con  l’Unione  europea  in
materia  di  riconoscimento   dei   titoli   e   di   mobilita’   dei
professionisti  sanitari;  organizzazione   dei   servizi   sanitari,
professioni sanitarie, concorsi e stato giuridico del  personale  del
Servizio  sanitario  nazionale,  di   concerto   con   il   Ministero
dell’economia e delle finanze per i profili di carattere finanziario,
stato giuridico e disciplina concorsuale del personale  del  Servizio
sanitario nazionale e relativo contenzioso; disciplina dell’attivita’
libero-professionale intramuraria; rapporti tra il Servizio sanitario
nazionale e le universita’ in  materia  di  personale  delle  aziende
ospedaliero universitarie e di formazione di base e specialistica dei
professionisti  sanitari  nonche’  di  protocolli  d’intesa  per   le
attivita’  assistenziali;  determinazione  dei  fabbisogni  formativi
delle  professioni  sanitarie  e  promozione  della  professionalita’
attraverso  programmi  organici  di  formazione   permanente   e   di
aggiornamento; rapporti con le Societa’  medico-scientifiche  e  loro
federazioni; approvazione degli statuti e dei regolamenti degli  enti
di cui all’articolo 4, comma 12, del decreto legislativo 30  dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni; individuazione dei  profili
professionali; rapporti con le professioni non costituite in ordini e
attivita’  non  regolamentate;  assistenza  sanitaria  di  competenza
statale al personale navigante in Italia e all’estero e  accertamenti
medico-legali   relativi   allo   stesso   personale;   coordinamento
funzionale degli uffici territoriali  per  i  servizi  di  assistenza
sanitaria al personale navigante (SASN);  idoneita’  psico-fisica  al
volo; formazione del personale aeronavigante  in  materia  di  pronto
soccorso; centri di pronto soccorso sanitario aeroportuale; attivita’
di  rappresentanza  ministeriale  in  seno  alla  struttura   tecnica
interregionale di  cui  all’articolo  4,  comma  9,  della  legge  30
dicembre 1991, n. 412, come modificato dall’articolo  52,  comma  27,
della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (SISAC); rapporti con  l’Aran  e
con  il  comitato  di  settore  competente  per   la   contrattazione
riguardante il personale del Servizio sanitario nazionale.
5. La Direzione  generale  dei  dispositivi  medici,  del  servizio
farmaceutico e della sicurezza delle cure, di cui al comma 1, lettera
d), svolge e le seguenti funzioni: completamento e  attuazione  della
disciplina dei dispositivi medici, compresi i compiti  relativi  alla
sorveglianza del mercato  e  alla  vigilanza  sugli  incidenti,  alle
indagini cliniche, alla valutazione  tecnologica  e  all’impiego  dei
dispositivi nell’ambito del Servizio sanitario nazionale;  disciplina
generale  delle  attivita’  farmaceutiche;  rapporti  con   l’Agenzia
italiana del farmaco, anche ai fini dell’esercizio  delle  competenze
relative   ai   dispositivi   medici    contenenti    sostanze    con
caratteristiche di  medicinali  e  ai  fini  dell’elaborazione  della
normativa  del  settore  farmaceutico;  vigilanza  e  supporto   alle
funzioni di indirizzo  del  Ministro  nei  confronti  della  medesima
Agenzia;  pubblicita’  dei  medicinali  e  degli  altri  prodotti  di
interesse sanitario la cui diffusione e’ soggetta ad autorizzazione o
controllo;   produzione,   commercio   e   impiego   delle   sostanze
stupefacenti e psicotrope, compreso  l’aggiornamento  delle  relative
tabelle; buone pratiche di laboratorio;  produzione  e  commercio  di
presidi medico-chirurgici e di biocidi; prodotti cosmetici,  prodotti
e apparecchiature usati a fini estetici; prevenzione e  gestione  del
rischio clinico; attivita’ di consulenza medico-legale nei  confronti
di altri organi dello Stato, anche  giurisdizionali;  indennizzi  per
danni da complicanze di tipo irreversibile a  causa  di  vaccinazioni
obbligatorie,  trasfusioni  e  somministrazioni  di   emoderivati   e
relativo contenzioso; altri indennizzi riconosciuti dalla  legge  per
danni alla salute; responsabilita’ per danno clinico.
– Il testo dell’art. 9-bis del decreto  legislativo  30
sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge  n.  23  ottobre
1992, n. 421, e’ il seguente:
«Art.  9-bis  (Sperimentazioni  gestionali).  –  1.  Le
autorizzano programmi di sperimentazione aventi  a  oggetto
nuovi   modelli   gestionali   che   prevedano   forme   di
collaborazione  tra  strutture   del   Servizio   sanitario
nazionale  e  soggetti   privati,   anche   attraverso   la
costituzione  di  societa’  miste  a  capitale  pubblico  e
2. Il programma di sperimentazione  e’  adottato  dalla
regione o dalla provincia autonoma  interessata,  motivando
le  ragioni   di   convenienza   economica   del   progetto
gestionale, di miglioramento della qualita’ dell’assistenza
e  di  coerenza  con  le  previsioni  del  Piano  sanitario
regionale  ed  evidenziando  altresi’   gli   elementi   di
garanzia, con particolare riguardo ai seguenti criteri:
a) privilegiare  nell’area  del  settore  privato  il
coinvolgimento  delle  organizzazioni  non   lucrative   di
utilita’  sociale  individuate  dall’art.  10  del  decreto
legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
b) fissare limiti percentuali alla partecipazione  di
organismi privati in misura non superiore  al  quarantanove
c)  prevedere  forme  idonee  di   limitazione   alla
facolta’  di  cessione  della  propria  quota  sociale  nei
confronti  dei  soggetti  privati  che   partecipano   alle
d) disciplinare le forme di risoluzione del  rapporto
contrattuale   con    privati    che    partecipano    alla
sperimentazione in caso di gravi inadempienze agli obblighi
contrattuali  o  di  accertate  esposizioni  debitorie  nei
confronti di terzi;
e) definire partitamente i compiti, le funzioni  e  i
rispettivi obblighi di tutti i soggetti pubblici e  privati
che partecipano  alla  sperimentazione  gestionale,  avendo
cura  di  escludere  in  particolare  il  ricorso  a  forme
contrattuali, di appalto o  subappalto,  nei  confronti  di
terzi estranei alla convenzione di sperimentazione, per  la
fornitura  di  opere  e   servizi   direttamente   connessi
all’assistenza alla persona;
f) individuare forme e modalita’ di pronta attuazione
per la risoluzione della convenzione di  sperimentazione  e
scioglimento degli organi  societari  in  caso  di  mancato
raggiungimento del risultato della avviata sperimentazione.
3. La Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo
Bolzano, avvalendosi dell’Agenzia per  i  servizi  sanitari
regionali, verifica annualmente i risultati conseguiti  sia
sul piano  economico  sia  su  quello  della  qualita’  dei
servizi, ivi comprese le forme di  collaborazione  in  atto
con soggetti privati per la gestione di compiti diretti  di
tutela della salute.  Al  termine  del  primo  triennio  di
sperimentazione, sulla base dei  risultati  conseguiti,  il
Governo e le regioni adottano i provvedimenti conseguenti.
4. Al di fuori dei programmi di sperimentazione di  cui
al presente articolo, e’ fatto  divieto  alle  aziende  del
Servizio sanitario  nazionale  di  costituire  societa’  di
capitali aventi  per  oggetto  sociale  lo  svolgimento  di
compiti diretti di tutela della salute.».
– Il testo dell’art. 1 della legge 17 maggio  1999,  n.
«Art. 1 (Costituzione di unita’  tecniche  di  supporto
degli investimenti pubblici). – 1. Al fine di migliorare  e
dare  maggiore  qualita’  ed  efficienza  al  processo   di
programmazione   delle   politiche    di    sviluppo,    le
amministrazioni centrali e regionali, previa intesa con  la
propri nuclei di valutazione e verifica degli  investimenti
pubblici che, in raccordo fra  loro  e  con  il  Nucleo  di
valutazione e  verifica  degli  investimenti  pubblici  del
economica, garantiscono il supporto tecnico nelle  fasi  di
programmazione,  valutazione,  attuazione  e  verifica   di
piani, programmi  e  politiche  di  intervento  promossi  e
attuati da  ogni  singola  amministrazione.  E’  assicurata
l’integrazione dei nuclei di valutazione e  verifica  degli
investimenti pubblici con il Sistema statistico  nazionale,
a) l’assistenza e il supporto tecnico per le fasi  di
b) la gestione del Sistema di monitoraggio di cui  al
c) l’attivita’ volta alla graduale  estensione  delle
Presidente del Consiglio dei  Ministri  5  settembre  1995,
nazionale di cui all’art. 6  del  decreto-legge  23  giugno
– Il testo dell’art. 17 del decreto legislativo 7 marzo
2005, n.  82  (Codice  dell’amministrazione  digitale),  il
«Art. 17 (Strutture per l’organizzazione, l’innovazione
e  le  tecnologie).  –  1.  Le  pubbliche   amministrazioni
centrali garantiscono l’attuazione delle linee  strategiche
per     la     riorganizzazione     e      digitalizzazione
dell’amministrazione definite dal Governo. A tale fine,  le
predette  amministrazioni  individuano  un  unico   ufficio
dirigenziale generale, fermo restando il numero complessivo
di tali uffici, responsabile del coordinamento  funzionale.
Al predetto ufficio afferiscono i compiti relativi a:
a)  coordinamento  strategico  dello   sviluppo   dei
sistemi informativi, di telecomunicazione e fonia, in  modo
da assicurare anche la coerenza con gli standard tecnici  e
b)  indirizzo  e  coordinamento  dello  sviluppo  dei
c)   indirizzo,   pianificazione,   coordinamento   e
regole tecniche di cui all’art. 51, comma 1;
d)  accesso  dei  soggetti  disabili  agli  strumenti
e)  analisi  della  coerenza   tra   l’organizzazione
f) cooperazione alla revisione della riorganizzazione
g)  indirizzo,  coordinamento  e  monitoraggio  della
h) progettazione  e  coordinamento  delle  iniziative
i) promozione delle iniziative attinenti l’attuazione
j) pianificazione e  coordinamento  del  processo  di
di cui all’art. 51.».
– Il decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 (Norme
in  materia  di  sistemi  informativi  automatizzati  delle
amministrazioni pubbliche, a norma dell’art.  2,  comma  1,
lettera mm), della legge n. 23 ottobre  1992,  n.  421,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20  febbraio  1993,  n.
sensi dell’art. 24 della legge 23 agosto 1988, n.  400,  e’
– Il testo dell’arti. 4, comma 12, del  citato  decreto
legislativo n. 502 del 1992, e’ il seguente:
«12. Nulla e’  innovato  alla  vigente  disciplina  per
quanto concerne l’ospedale  Galliera  di  Genova,  l’Ordine
Mauriziano  e  gli  istituti   ed   enti   che   esercitano
l’assistenza ospedaliera di cui agli articoli 40, 41 e  43,
secondo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833,  fermo
restando che l’apporto dell’attivita’ dei suddetti  presidi
ospedalieri   al   Servizio    sanitario    nazionale    e’
regolamentato  con  le  modalita’  previste  dal   presente
articolo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo 7 dicembre 1993, n.  517,  i  requisiti
tecnico-organizzativi  ed  i  regolamenti  sulla  dotazione
organica e sull’organizzazione dei  predetti  presidi  sono
adeguati,  per  la  parte  compatibile,  ai  principi   del
presente decreto e a quelli di cui  all’art.  4,  comma  7,
della legge n. 30 dicembre 1991, n. 412, e  sono  approvati
con decreto del Ministro della sanita’.».
– Il testo vigente dell’art. 4, comma 9, della legge 30
dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia  di  finanza
pubblica), e’ il seguente:
«9. E’ istituita la  struttura  tecnica  interregionale
per  la  disciplina   dei   rapporti   con   il   personale
convenzionato con il  Servizio  sanitario  nazionale.  Tale
struttura, che rappresenta la delegazione di parte pubblica
per il  rinnovo  degli  accordi  riguardanti  il  personale
sanitario  a  rapporto  convenzionale,  e’  costituita   da
rappresentanti  regionali  nominati  dalla  Conferenza  dei
Trento e  di  Bolzano.  Della  predetta  delegazione  fanno
parte, limitatamente alle materie di rispettiva competenze,
i  rappresentanti  dei  Ministeri  dell’economia  e   delle
finanze, del lavoro e  delle  politiche  sociali,  e  della
salute, designati dai rispettivi Ministri. Con  accordo  in
e’   disciplinato   il   procedimento   di   contrattazione
collettiva relativo ai predetti accordi  tenendo  conto  di
quanto previsto dagli articoli 40, 41, 42, 46, 47, 48 e  49
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. A tale  fine
e’ autorizzata la spesa  annua  nel  limite  massimo  di  2
milioni di euro a decorrere dall’anno 2003.».
ezione III  Dipartimento della sanita’ pubblica veterinaria,
della sicurezza alimentare e degli organi collegiali  per la tutela
1.  Il  Dipartimento  della  sanita’  pubblica  veterinaria,  della
salute, nel rispetto delle competenze  affidate  alle  regioni  dalla
legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, provvede, ai  fini  della
tutela della salute umana e animale, alle attivita’ di  coordinamento
e di vigilanza e di diretto intervento di spettanza statale  in  tema
di: sanita’ pubblica veterinaria, nutrizione e sicurezza  alimentare;
benessere  degli  animali;  ricerca  e  sperimentazione  nel  settore
alimentare  e  veterinario;  coordinamento  e   finanziamento   degli
Istituti  zooprofilattici  sperimentali  e  vigilanza  sugli  stessi;
valutazione  del  rischio  in  materia   di   sicurezza   alimentare;
funzionamento  del  Consiglio  superiore  di  sanita’;  dietetici   e
integratori    alimentari;    farmaci    veterinari;     fitofarmaci;
alimentazione animale.
2. Il Dipartimento cura i rapporti con l’Office  International  des
Epizooties (OIE) e con la Food and Agriculture Organization (FAO)  e,
per le materie di competenza, con l’Unione europea, con il  Consiglio
d’Europa, con l’Organizzazione mondiale  della  sanita’  e  le  altre
3. Nell’ambito del Dipartimento  operano  il  Centro  nazionale  di
lotta ed emergenza contro le malattie animali e l’Unita’ centrale  di
crisi di cui all’articolo 1, comma 1, del  decreto-legge  1°  ottobre
2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30  novembre
2005, n. 244.
4. Il Capo del Dipartimento  della  sanita’  pubblica  veterinaria,
della sicurezza alimentare e degli organi collegiali svolge anche  le
seguenti funzioni: presiede il Centro nazionale di lotta ed emergenza
contro le malattie animali; e’ responsabile dell’Unita’  centrale  di
crisi; svolge le funzioni di Capo dei servizi veterinari  italiani  –
Chief Veterinary Officer nelle istituzioni europee ed internazionali.
5. Nell’ambito delle materie di rispettiva competenza, le direzioni
ottobre 2001, n. 3, si veda nelle notte all’art. 3.
– Il testo dell’art. 1, comma 1, del  decreto-legge  1°
ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni,  dalla
legge 30 novembre 2005,  n.  244  (Misure  urgenti  per  la
prevenzione dell’influenza aviaria), e’ il seguente:
«Art. 1 (Prevenzione e lotta contro l’influenza aviaria
le malattie degli animali e le relative emergenze). – 1. Ai
fini del  potenziamento  e  della  razionalizzazione  degli
strumenti di lotta contro l’influenza aviaria, le  malattie
animali  e  le   emergenze   zoo-sanitarie,   nonche’   per
incrementare  le  attivita’  di   prevenzione,   profilassi
internazionale  e  controllo  sanitario  esercitato   dagli
uffici centrali e periferici del Ministero della salute, e’
istituito  presso  la  Direzione  generale  della   sanita’
Centro nazionale di lotta ed emergenza contro  le  malattie
animali, di  seguito  denominato  «Centro  nazionale»,  che
definisce e programma  gli  obiettivi  e  le  strategie  di
controllo  e  di  eradicazione  delle  malattie  e   svolge
mediante l’Unita’ centrale di crisi,  unica  per  tutte  le
malattie  animali  e  raccordo  tecnico-operativo  con   le
analoghe  strutture  regionali   e   locali,   compiti   di
indirizzo, coordinamento e verifica ispettiva anche per  le
finalita’   di   profilassi   internazionale,   avvalendosi
direttamente degli  Istituti  zooprofilattici  sperimentali
con i loro Centri di referenza ed in particolare di  quello
per l’influenza aviaria di Padova, del Centro di  referenza
nazionale  per   l’epidemiologia,   del   Dipartimento   di
veterinaria   dell’Istituto   superiore   di   sanita’   in
collaborazione con  le  regioni  e  le  province  autonome,
nonche’   delle   facolta’   universitarie   di    medicina
veterinaria  e  degli  organi   della   sanita’   militare.
L’individuazione dettagliata delle funzioni e  dei  compiti
del Centro nazionale, unitamente alla sua  composizione  ed
alla   organizzazione   necessaria   ad   assicurarne    il
funzionamento, e’ effettuata con decreto del Ministro della
salute, nel limite massimo di spesa  di  190.000  euro  per
l’anno 2005 e di  5  milioni  di  euro  annui  a  decorrere
dall’anno 2006.».
Sezione III  Dipartimento della sanita’ pubblica veterinaria,
Uffici  di  livello  dirigenziale  generale  del  Dipartimento  della
sanita’ pubblica veterinaria, della sicurezza  alimentare  e  degli
organi collegiali per la tutela della salute
1.  In  relazione  alle  funzioni  di  cui   all’articolo   7,   il
Dipartimento della  sanita’  pubblica  veterinaria,  della  sicurezza
alimentare e degli organi collegiali per la tutela  della  salute  si
articola nelle seguenti direzioni generali:
a)  Direzione  generale  della  sanita’  animale  e  dei  farmaci
b) Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli  alimenti
e la nutrizione;
c) Direzione generale degli organi collegiali per la tutela della
2. La Direzione  generale  della  sanita’  animale  e  dei  farmaci
veterinari, di cui  al  comma  1,  lettera  a),  svolge  le  seguenti
funzioni: sorveglianza  epidemiologica  delle  malattie  infettive  e
diffusive degli animali; attivita’ del Centro nazionale di  lotta  ed
emergenza contro le malattie animali  e  Unita’  centrale  di  crisi;
sanita’ e anagrafe degli animali; controllo delle zoonosi; tutela del
benessere degli animali,  riproduzione  animale,  igiene  zootecnica,
igiene urbana  veterinaria;  igiene  e  sicurezza  dell’alimentazione
animale; farmaci, materie prime e dispositivi  per  uso  veterinario;
farmacosorveglianza e farmacovigilanza veterinaria;  controllo  delle
importazioni e degli scambi degli animali e dei prodotti  di  origine
animale, di mangimi  e  farmaci  veterinari,  di  materie  prime  per
mangimi e per farmaci veterinari; coordinamento funzionale,  d’intesa
con  la  Direzione  generale  di  cui  al  comma  3,  per  quanto  di
competenza, degli uffici veterinari per  gli  adempimenti  comunitari
(UVAC) e dei posti  di  ispezione  frontalieri  (PIF);  accertamenti,
audit e ispezioni nelle materie  di  competenza;  organizzazione  del
sistema  di  audit  per  le  verifiche  dei  sistemi  di  prevenzione
concernenti la sicurezza alimentare e la sanita’ pubblica veterinaria
d’intesa con la Direzione generale di cui al comma 3, per  quanto  di
3. La Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti
e la nutrizione, di cui al comma 1, lettera b),  svolge  le  seguenti
funzioni: igiene e sicurezza della produzione  e  commercializzazione
degli alimenti, inclusi i prodotti primari; piani di controllo  della
catena   alimentare   e    indirizzi    operativi    sui    controlli
all’importazione di alimenti;  gestione  del  sistema  di  allerta  e
gestione delle emergenze nel settore della sicurezza degli alimenti e
dei mangimi; sottoprodotti di origine animale; nutrizione e  prodotti
destinati  a  una  alimentazione  particolare;  alimenti  funzionali;
integratori alimentari; prodotti di erboristeria ad  uso  alimentare;
etichettatura nutrizionale,  educazione  alimentare  e  nutrizionale;
aspetti sanitari relativi a tecnologie alimentari e  nuovi  alimenti;
alimenti  geneticamente  modificati;  additivi,   aromi   alimentari,
contaminanti e materiali a contatto; prodotti fitosanitari; igiene  e
sicurezza degli alimenti  destinati  all’esportazione;  accertamenti;
audit e ispezioni nelle  materie  di  competenza.  Nello  svolgimento
delle proprie funzioni la  Direzione  si  avvale,  per  la  parte  di
competenza, degli uffici periferici veterinari (UVAC-PIF) secondo  le
modalita’ di cui al comma 2, e degli  uffici  periferici  di  sanita’
(USMAF) di cui all’articolo 4, comma 2.
4. La Direzione generale degli  organi  collegiali  per  la  tutela
della salute di  cui  al  comma  1,  lettera  c),  individuata  quale
autorita’ nazionale di  riferimento  dell’Autorita’  europea  per  la
sicurezza alimentare European Food Safety  authority  (EFSA),  svolge
funzioni di valutazione  del  rischio  fisico,  chimico  e  biologico
riguardante la sicurezza alimentare, attivita’ di segreteria e  altre
attivita’ di supporto al funzionamento del Comitato nazionale per  la
sicurezza alimentare di cui all’articolo  1,  comma  2;  assicura  il
raccordo con le regioni anche  ai  fini  della  programmazione  delle
attivita’ di  valutazione  del  rischio  della  catena  alimentare  e
l’operativita’ della Consulta delle associazioni  dei  consumatori  e
dei produttori in  materia  di  sicurezza  alimentare.  La  Direzione
svolge attivita’ di segreteria  e  altre  attivita’  di  supporto  al
funzionamento del Consiglio superiore di sanita’ di cui  all’articolo
1, comma 2; per le attivita’ di competenza del Consiglio superiore di
sanita’, cura i rapporti  con  gli  altri  dipartimenti  e  direzioni
generali del Ministero, l’Istituto superiore di  sanita’,  l’Istituto
nazionale  per  l’assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro,
l’Agenzia nazionale per i  servizi  sanitari  regionali  e  l’Agenzia
Sezione IV   Organizzazione, bilancio e personale
Ufficio generale delle risorse, dell’organizzazione
e del bilancio
1. L’Ufficio generale  delle  risorse,  dell’organizzazione  e  del
bilancio, di cui all’articolo 1, comma 1, ufficio non  dipartimentale
di  livello  dirigenziale  generale,  svolge  le  seguenti  funzioni:
organizzazione,   razionalizzazione   e   innovazione   dei   modelli
organizzativo-gestionali, dei processi e delle strutture degli uffici
centrali e periferici  del  Ministero;  sistemi  di  valutazione  del
personale; attuazione degli indirizzi assunti dalla Conferenza di cui
all’articolo 2, comma 10, in materia di gestione delle risorse umane,
dei servizi  comuni  e  degli  affari  generali  svolti  in  gestione
unificata,   nonche’   delle   direttive   impartite   dall’Organismo
indipendente di valutazione della performance di cui all’articolo 13;
banche dati del personale, comunicazione e pubblicazione dei relativi
dati e adempimenti per la trasparenza; servizio  di  archiviazione  e
protocollazione   informatica,   gestione   digitale    dei    flussi
documentali;   logistica,   coordinamento   dell’applicazione   delle
modifiche    legislative    e    regolamentari     aventi     impatto
sull’organizzazione del Ministero; supporto alla realizzazione  e  al
funzionamento del  Centro  polifunzionale  per  la  salute  pubblica;
predisposizione  e  coordinamento   del   bilancio   del   Ministero;
monitoraggio  delle  entrate  e  delle  spese;  riassegnazione  delle
entrate per servizi resi dalle strutture del Ministero; controllo  di
gestione; trattamento giuridico, ruoli, programmazione e reclutamento
del personale; fabbisogno di risorse  umane  e  dotazioni  organiche;
mobilita’ esterna e interna,  fatte  salve  le  competenze  dei  Capi
dipartimento e sentito, in ogni caso, il  Capo  dipartimento  per  la
mobilita’ del personale degli  uffici  periferici;  segreteria  della
Conferenza dei Capi dipartimento;  procedure  di  conferimento  degli
incarichi  dirigenziali;  sviluppo  e   formazione   del   personale;
trattamento  economico  fondamentale  e  accessorio,  trattamento  di
quiescenza,  riscatti  e  ricongiunzioni  del  personale  centrale  e
periferico;  contenzioso  del  lavoro;  servizio  ispettivo  interno;
procedimenti  disciplinari;  relazioni  sindacali  e  contrattazione;
promozione del benessere organizzativo e  del  benessere  psicofisico
nei luoghi di lavoro; pari opportunita’; servizio  di  prevenzione  e
protezione per il personale assegnato alle strutture centrali;  front
office; Ufficio relazioni con il  pubblico;  centralino;  biblioteca;
programmazione, acquisizione e gestione  dei  servizi  generali,  dei
beni mobili e immobili e relativa manutenzione per  il  funzionamento
del Ministero e per il funzionamento del Comando Carabinieri  per  la
tutela della salute;  ufficio  tecnico;  ufficio  economato;  ufficio
cassa; gestione e sviluppo degli  impianti  tecnologici;  gestione  e
sviluppo  dei  sistemi  informativi  di  fonia  in  attuazione  delle
strategie  individuate   dalla   Direzione   generale   del   sistema
informativo e statistico sanitario di cui all’articolo 6, comma 3.
Capo III  ARTICOLAZIONE TERRITORIALE DEL MINISTERO E
DISPOSIZIONI IN MATERIA DIORGANIZZAZIONE E DI PERSONALE. ORGANISMO
INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
Uffici periferici del Ministero
1. L’amministrazione periferica del  Ministero  e’  articolata  nei
seguenti uffici di livello dirigenziale non generale, che  esercitano
le proprie  funzioni  nell’ambito  delle  competenze  riservate  allo
a) uffici di sanita’ marittima, aerea e di frontiera (USMAF);
b) uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC);
c) posti di ispezione frontalieri (PIF);
d) servizi territoriali  di  assistenza  sanitaria  al  personale
navigante (SASN).
Posti di funzione dirigenziale
e dotazione organica del personale non dirigenziale
1. In attuazione dell’articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008,
2010, n. 25, il  numero  di  posti  di  funzione  dirigenziale  e  la
dotazione organica del personale non dirigenziale del Ministero  sono
rideterminati in riduzione, secondo la tabella A allegata al presente
decreto, di cui costituisce parte integrante.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata  in  vigore  del  presente
regolamento con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro della  salute,  di  concerto  con  il  Ministro
amministrazione  e  l’innovazione,   i   contingenti   di   personale
appartenente alle aree professionali, come evidenziati nella  tabella
A  di  cui  al  comma  1,  sono  ripartiti  nell’ambito  dei  profili
– Il testo dell’art. 74 del citato decreto-legge n. 112
del 2008, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  6
tributaria) e’ il seguente:
gli enti pubblici di cui all’art. 70, comma 4, del  decreto
emanati, nei termini di cui al comma 1, ai sensi dell’ art.
– Il testo dell’art. 2, comma 8-bis, del  decreto-legge
30 dicembre 2009, n. 194,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 26 febbraio 2010, n.  25  (Proroga  di  termini
previsti da disposizioni legislative) e’ il seguente:
«8-bis. In considerazione di quanto previsto  al  comma
8, le amministrazioni indicate nell’art. 74, comma  1,  del
74.».
Capo III  ARTICOLAZIONE TERRITORIALE DEL MINISTERO E DISPOSIZIONI
IN MATERIA DIORGANIZZAZIONE E DI PERSONALE. ORGANISMO INDIPENDENTE
1. All’individuazione degli uffici  e  delle  funzioni  di  livello
dirigenziale non generale, nel numero complessivo  di  144  posti  di
funzione,  nonche’  alla  definizione  dei  loro   compiti   e   alla
distribuzione dei predetti tra le strutture di  livello  dirigenziale
generale si provvede entro 90 giorni dalla data di entrata in  vigore
del presente regolamento  con  decreto  ministeriale  di  natura  non
regolamentare, ai sensi dell’articolo 17, comma  4-bis,  lettera  e),
della legge 23 agosto 1988, n. 400,  e  successive  modificazioni,  e
dell’articolo 4, commi 4 e 4-bis, del decreto legislativo  30  luglio
2. Presso gli Uffici di diretta collaborazione  del  Ministro  sono
individuati  complessivamente  13  posti  di  funzione   di   livello
dirigenziale non generale, aggiuntivi rispetto ai posti  di  funzione
di cui al comma 1.  All’individuazione  delle  relative  funzioni  si
provvede con separato regolamento di organizzazione degli  Uffici  di
diretta collaborazione del Ministro.
– Per il testo dell’art. 17, comma 4-bis,  lettera  e),
della citata legge n. 400 del 1988, si veda nelle note alle
– Il testo dell’art. 4, commi 4 e  4-bis,  del  decreto
legislativo   30   luglio    1999,    n.    300    (Riforma
legge 15 marzo 1997, n. 59), e’ il seguente:
«Art.   4   (Disposizioni    sull’organizzazione).    –
regolamento di organizzazione del singolo Ministero.».
1.  Presso  il  Ministero   opera   l’Organismo   indipendente   di
valutazione della performance ai sensi dell’articolo 14  del  decreto
legislativo 27 ottobre 2009,  n.  150,  alla  cui  organizzazione  si
provvede con il regolamento di cui al precedente articolo  12,  comma
n. 150 del 2009, e’ il seguente:
a) monitora il funzionamento complessivo del  sistema
c) valida  la  Relazione  sulla  performance  di  cui
d)  garantisce  la  correttezza   dei   processi   di
e) propone, sulla base del sistema di cui all’art. 7,
f) e’ responsabile della corretta applicazione  delle
g) promuove e attesta l’assolvimento  degli  obblighi
h) verifica  i  risultati  e  le  buone  pratiche  di
Capo IV   NORME DI ABROGAZIONE E FINALI
1. E’ abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 28  marzo
2003, n. 129, recante regolamento  di  organizzazione  del  Ministero
2. Dall’attuazione del presente  regolamento  non  devono  derivare
Dato a Roma, addi’ 11 marzo 2011
persona e dei beni culturali, registro n. 9, foglio n. 306
2003, n. 129, abrogato dal  presente  regolamento,  recava:
«Regolamento  di   organizzazione   del   Ministero   della
TABELLA A (Art. 11, comma 1)
Dirigenti I fascia                       15
Dirigenti II fascia                     157
Dirigenti professionalita’ sanitarie     257
Area III                                618
Area II                                1000
Area I                                    7
Totale        2054
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 marzo 2011, n. 108 – Regolamento di organizzazione del Ministero della salute. (11G0150) (GU n. 162 del 14-7-2011 redazione redazione 2015-05-05T22:11:36+00:00