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Timestamp: 2020-07-07 03:34:00+00:00
Document Index: 2738300

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 54', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 331', 'sentenza ', 'art 360', 'sentenza ', 'sentenza ']

Lunedì, 06 Gennaio 2020 09:21
Accolto il ricorso del contribuente contro la sentenza di secondo grado che aveva riformato la vittoria ottenuta in primo grado. La sentenza impugnata merita la cassazione.
Estratto: “si critica non evincersi dalla motivazione della sentenza le ragioni che hanno condotto i giudici dell'appello a riformare la sentenza di primo grado, rigettando le ragioni della contribuente, concretando quindi l'omissione di pronuncia; si prospetta anche violazione di legge per falsa applicazione degli art. 37 e 39, primo comma, lett. d) e 40 del d.P.R. n. n. 600/1973, nonché art. 54 d.P.R. n. 633/1972 per carenza di motivazione dell'accertamento ed ancora violazione del n. 4 dell'art. 360 c.p.c. per non aver indicato i giudici d'appello le ragioni del proprio convincimento. Il motivo supera il vaglio dell'ammissibilità, può essere scrutinato ed è fondato”.
Sabato, 04 Gennaio 2020 10:07
Cassata la sentenza che aveva rigettato l’appello della società contribuente. La motivazione era eccentrica rispetto all’oggetto della decisione. Accolto il ricorso della società.
Estratto: “Trattasi di motivazione eccentrica rispetto all'oggetto della decisione, probabilmente riferentesi al primo accertamento compiuto dall'Amministrazione finanziaria e non già a quello integrativo oggetto del presente giudizio. 5.4. Tale motivazione, pertanto, è illogica e non è idonea a supportare la decisione di respingere la censura puntualmente proposta da XXX in ordine alle modalità con le quali sono stati determinati i ricavi da parte dell'Ufficio”.
Sabato, 04 Gennaio 2020 10:01
L’integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci doveva essere disposta anche se appellante era la sola società. La Corte accoglie il ricorso di società e soci.
Estratto: “l'omessa impugnazione della sentenza nei confronti di tutte le parti non determina l'inammissibilità del gravame, ma la necessità per il giudice d'ordinare l'integrazione del contraddittorio, ai sensi dell'art. 331 c.p.c., nei confronti della parte pretermessa, pena la nullità del procedimento di secondo grado e della sentenza che l'ha concluso, rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità (Cass. 30/10/2018, n. 27616; Cass., 27/05/2015, n. 10934). Dunque, non v'è chi non veda come sussisteva in secondo grado litisconsorzio processuale necessario, tra società e soci in relazione agli avvisi impugnati e, dunque, ha errato il giudice d'appello nel non disporre l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soci dell'appellante”.
Martedì, 03 Dicembre 2019 18:54
Confermata la pronuncia di annullamento dell’avviso di accertamento catastale. L’Agenzia, già sconfitta in primo grado, provava l’appello ma lo notificava troppo tardi. Tardività confermata in Cassazione. Agenzia rimborserà le spese.
Estratto: “La CTR, svolgendo accertamenti in punto di fatto ed esprimendo valutazioni insindacabili in questa sede, se non nei ristretti limiti dell'art 360 1 o comma nr. 5, ha individuato nel 14.2.2017 la data di consegna dell'atto di appello alla società incaricata del servizio. In ogni caso anche voler riesaminare la documentazione versata in atti, va rilevato che l'avviso di ricevimento riportato nel ricorso che indica la data di spedizione del 13 febbraio 2017, apposta con timbro a secco, non costituisce prova che la raccomandata sia stata inviata quel giorno in quanto la data stessa è priva di timbro postale”.
Venerdì, 15 Novembre 2019 10:40
Lunedì, 04 Novembre 2019 03:39
Cancellata la sentenza in appello che aveva visto vincere l’Agenzia delle Entrate. L’appello dell’Agenzia era tardivo e quindi doveva considerarsi indiscutibile la vittoria già ottenuta in primo grado dal contribuente.
Estratto: “la C.T.R. ha omesso di rilevare d'ufficio la tardività dell'appello a suo tempo proposto dall'Agenzia delle Entrate. (…) l'inammissibilità dell'appello proposto tardivamente è sempre e comunque rilevabile d'ufficio dalla Corte di cassazione quando la relativa questione non sia stata dibattuta davanti al giudice di secondo grado e non abbia formato oggetto di una sua pronuncia, dato che l'indagine sulla tempestività del gravame si risolve nell'accertamento di un presupposto processuale per la proseguibilità del giudizio, determinando la sua tardiva proposizione il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado”.
Mercoledì, 14 Agosto 2019 04:50
Estratto: “da quanto sin qui detto che il difetto di notifica dell'atto impoesattivo primario comporta il mancato perfezionamento dell'atto stesso e l'inesistenza giuridica dei relativi effetti. Nel caso in esame, costituisce un dato pacifico che l'atto impugnato è un atto impoesattivo primario che è stato spedito al destinatario direttamente dall'Ufficio con plico raccomandato con avviso di ricevimento senza una formale notificazione tramite l'intermediazione dell'organo notificatorio; in applicazione di principi giuridici sopra richiamati, si deve concludere affermando la giuridica inesistenza dell'atto e l'improduttività di ogni effetto”.
Lunedì, 12 Agosto 2019 21:18
Avviso di intimazione. Intimazione di pagamento. Agenzia attende troppo per la notifica. Decorrevano 5 anni dalla precedente cartella. Debito dichiarato prescritto; il contribuente, vittorioso grazie all’appello, non dovrà pagare nulla.
Estratto: “sulla prescrizione estintiva quinquennale dell'azione esecutiva con conseguente illegittimità dell'intimazione di pagamento. Ed, infatti, la prescrizione della pretesa impositiva si compie in cinque anni. Quindi, decorso il quinto anno, l'intimazione di pagamento sulla base della cartella notificata a suo tempo, è illegittima, ciò vale anche nel caso in cui non sia stata fatta opposizione alla cartella e quest'ultima sia divenuta definitiva”.