Source: http://www.yachts.it/ITA/Rubriche/Avvocato/RiscattoEstero.asp
Timestamp: 2017-11-25 00:00:40+00:00
Document Index: 141553900

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 7', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 52', 'art. 37', 'art. 37']

Un Lettore chiede di conoscere la possibilità di iscrivere nella matricola della gente di mare un cittadino extracomunitario e sulle modalità per conseguire il riscatto per periodi di navigazione su navi battenti bandiera straniera.
1) ISCRIZIONE MATRICOLA GENTE DI MARE CITTADINI EXTRACOMUNITARI.
Mi risultano ancora vigenti gli artt. 318 e 319 c.n. che limitano a casi tassativi la possibilità di iscrizione in detta matricola di personale extracomunitario (accordi collettivi nazionali, pesca marittima per la bassa forza nella misura di ½ dell’equipaggio, bassa forza nella misura di 1/3 dell’intero equipaggio, assunzione all’estero per carenza di personale nazionale e/o comunitario, speciali esigenze, anche in misure superiori a quelle sopra indicate).
L’iscrizione deve quindi ritenersi possibile, allo stato della normativa vigente, solo nei limiti e alle condizioni previste dalle suddette norme (il c.n. è reperibile su yachts.it).
2) RISCATTO DI PERIODI DI NAVIGAZIONE SU NAVI BATTENTI BANDIERA STRANIERA
Il riscatto di periodi di navigazione venne inizialmente disciplinato dalla l. 658/67 di riordino della previdenza marinara.
Gli artt. 37 e ss., peraltro ancora in vigore, hanno disciplinato ambito e limiti di tale riscatto.
Condizioni e presupposti sono:
che la navigazione medesima non sia già riconosciuta utile ai fini previdenziali dalle leggi dello Stato cui la nave appartiene o in forza di accordi o convenzioni internazionali ovvero il marittimo italiano, pur essendo stato assoggettato alla contribuzione della assicurazione straniera, non consegua il diritto a prestazioni secondo le norme di questa assicurazione;
la navigazione ed i servizi riscattati sono considerati utili per conseguire il diritto alle ordinarie prestazioni previste dalla legislazione sulla previdenza marinara, esclusa in ogni caso la pensione privilegiata di cui all’articolo 15, lettera d), per eventi occorsi a bordo di navi straniere o comunque connessi all’espletamento del servizio.
Ai fini del riscatto è necessario presentare domanda di riconoscimento corredata dei documenti prescritti dall’art. 44 del regolamento approvato con il regio decreto 6 luglio 1922, n. 1447, ed al versamento del contributo nella misura complessiva prevista per l’iscritto e l’armatore italiano dal precedente art. 7.
Il contributo è calcolato in base alle retribuzioni dei marittimi imbarcati su navi nazionali ed alla aliquota contributiva vigenti alla data di presentazione della domanda di riscatto.
Il marittimo decade dalla facoltà di riscatto se la relativa domanda è presentata dopo trascorsi due anni dalla data in cui ha avuto fine ciascuno dei periodi di navigazione che si intendono riscattare.
Sono fatti salvi i diversi termini previsti da accordi o convenzioni internazionali in materia di assicurazioni sociali.
Quanto agli effetti del riscatto, l’art. 38 l. n. 658/67 ha previsto:
decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, se il pagamento del contributo sia effettuato entro e non oltre sei mesi dalla data di comunicazione da parte della Cassa nazionale per la previdenza marinara, del relativo ammontare.
qualora il pagamento della somma dovuta sia effettuato dopo sei mesi dalla data della richiesta, ma non oltre un anno dalla data stessa, gli effetti del riscatto decorrono dalla data del versamento;
trascorso un anno dalla data di comunicazione, il marittimo è considerato decaduto dalla concessione se non abbia effettuato il versamento della somma dovuta, ma può presentare una nuova domanda per gli stessi servizi, purché non sia scaduto il termine di due anni dalla data in cui ha avuto fine ciascuno dei periodi di navigazione che si intendono riscattare.
se nei termini sopra previsti il marittimo non effettui il pagamento dell’intero contributo dovuto, i pagamenti parziali saranno imputati a copertura dei periodi di navigazione più remoti corrispondenti ai versamenti effettuati.
In seguito, la materia è stata nuovamente disciplinata dalla L. 26.7.1984 n. 413 recante il riordinamento pensionistico dei lavoratori marittimi, il cui Capo II è dedicato ai “Lavoratori marittimi italiani imbarcati su navi straniere e piloti italiani che effettuano servizi in acque straniere”.
In primo luogo, è stato previsto la facoltà (art. 47. Iscrizione preventiva) di iscrizione preventiva alle assicurazioni generali obblgatorie gestite dall’Istituto previdenziale anche per navi battenti bandiera estera.
Laddove l’iscrizione preventiva non sia avvenuta, l’art. 52 l cit. (Regolarizzazione dei periodi di navigazione su navi estere) prevede la regolarizzazione, ai fini assicurativi previsti dalla legge, di ciascun periodo di navigazione compiuto su navi battenti bandiera straniera, successivamente alla data di entrata in vigore della legge stessa, presentando all’Istituto apposita domanda.
La domanda deve essere corredata da idoneo documento relativo all’imbarco. Tale documento deve contenere i dati identificativi del marittimo e della nave e deve specificare, inoltre, il periodo di navigazione effettuato e la retribuzione effettivamente percepita, dettagliata nelle sue componenti. Il documento stesso, convalidato dall’armatore o da chi lo rappresenta, deve essere omologato dalla competente autorità italiana.
I successivi commi specificano che:
la retribuzione da assoggettare a contribuzione è quella prevista dal primo comma del precedente articolo 51;
i contributi dovuti per la regolarizzazione di cui al presente articolo sono calcolati con le stesse aliquote vigenti, all’atto della presentazione della domanda, per le assicurazioni generali obbligatorie di cui all’articolo 47 che precede, con l’ulteriore esclusione dalla iscrizione alla assicurazione contro la tubercolosi, e sono maggiorati degli interessi per il ritardato pagamento a decorrere dal sessantesimo giorno successivo al mese cui i contributi stessi si riferiscono, nella misura che sarà stabilita dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto, secondo le disposizioni di cui al successivo articolo 56, non superiore comunque a quella massima prevista per i casi di ritardato pagamento dei contributi dovuti all’assicurazione generale obbligatoria.
i periodi di navigazione regolarizzati in base alle modalità previste dai commi precedenti sono riconosciuti utili ai fini indicati dall’articolo 48. Tuttavia i periodi stessi non sono utili per il conseguimento della pensione privilegiata di cui all’articolo 34 della presente legge.
la facoltà di riscatto prevista dall’art. 37 della legge 27 luglio 1967, n. 658, può essere esercitata entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, esclusivamente per i periodi di navigazione compiuta in epoca anteriore alla predetta data, ancorché sia trascorso il termine di cui all’art. 37 della citata legge 27 luglio 1967, n. 658.
Si precisa al comma 7 che “Ai fini previsti dal precedente comma sarà fatto riferimento alle retribuzioni tabellari ed alle aliquote contributive vigenti al momento della presentazione della domanda di riscatto così come indicate al successivo articolo 58 e troveranno, altresì, applicazione le disposizioni contenute negli articoli 37 e 38 della legge 27 luglio 1967, n. 658, fatta eccezione per quanto modificato dal precedente comma.”.
Giustamente, il comma 8 precisa che “La facoltà di ottenere la regolarizzazione dei periodi di navigazione su navi straniere, nonché quella di riscatto prevista al precedente sesto comma, può essere esercitata anche dai superstiti del marittimo, alle stesse condizioni che sarebbero state riservate al marittimo stesso.”.
Una norma di eslcusione è poi dettata dal comma 9: “Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano a coloro i quali, al momento dell’imbarco su nave battente bandiera straniera, siano già titolari di trattamento di pensione a carico dell’Istituto o della soppressa Cassa.”.
In definitiva, ai fini della regolarizzazione / riscatto dei periodi di navigazione è necessario presentare una domanda di regolarizzazione all’INPS.
In questo caso, come in qualsiasi momento di richiedere all’INPS una qualsiasi prestazione, il marittimo deve produrre il libretto di navigazione e l’estratto di matricola mercantile (solo per mia memoria ricordo che il libretto di navigazione è il documento che contiene tutti i movimenti del marittimo, regolarizzati dalle Autorità Marittime o Consolari dei vari porti; l’estratto di matricola mercantile è rilasciato dalla Capitaneria di Porto di iscrizione del marittimo, e su di esso sono riportati i periodi di navigazione, con la descrizione dei vari imbarchi attraverso una serie di dati (tipo e denominazione della nave, stazza e potenza del motore, qualifica rivestita dal marittimo a bordo, ecc…).
La mia risposta al quesito non ha alcuna pretesa di esaustività e mira ad offrire ai lettori, nello spirito della rubrica, utili elementi di riflessione per la ricognizione e l’interpretazione della normativa.