Source: https://www.palmivillage.it/emergenza-covid-19-appello-alla-cittadinanza-del-sindaco/
Timestamp: 2020-07-06 23:44:17+00:00
Document Index: 150322276

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 32', 'art.50', 'art.35', 'art.1', 'art.1']

Emergenza COVID-19. Appello alla Cittadinanza del Sindaco – Palmi Village
ORDINANZA DEL SINDACO Nr. 9 del 17/03/2020
Oggetto: EMERGENZA COVID-19. APPELLO ALLA CITTADINANZA
Premesso che:l’Organizzazione mondiale della sanità, il 30 gennaio 2020, ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale; l’evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi e dei decessi notificati all’Organizzazione mondiale della sanità, necessita dell’adozione di disposizioni atte a contrastare l’emergenza epidemiologica adottando misure di prevenzione e, ove possibile, di contenimento alla diffusione del predetto virus;
Richiamata l’Ordinanza del Ministero della Salute del 21 febbraio 2020 avente ad oggetto “Ulteriori misure profilattiche contro la diffusione della malattia infettiva COVID-19”, con la quale viene fatto obbligo alle Autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni quattordici, agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19, nonché a tutti coloro che abbiano fatto rientro in Italia provenienti dalle aree a rischio, di denunciare tale circostanza al
Dipartimento di prevenzione dell’A.S.P. territorialmente competente;
Considerato l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale che ha portato il Governo ad estendere all’intero territorio nazionale le misure drastiche di contenimento già previste dall’art.1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 per le cosiddette “zone rosse”;
Vista l’Ordinanza nr.7 del 14.03.2020 a firma del Governatore della Regione Calabria Jole Santelli avente ad oggetto “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica: provvedimenti relativi all’ingresso di persone fisiche nel territorio regionale”, emessa ai sensi dell’art.50 D.Lgs 267/2000 T.U.E.L. per ragioni di tutela della salute pubblica, la quale ha disposto che chiunque arrivi in Calabria o vi abbia
fatto ingresso negli ultimi quattordici giorni da qualunque altra Regione, debba essere sottoposto alla misura della quarantena obbligatoria con sorveglianza attiva per 14 (quattordici) giorni e debba comunicare tale circostanza direttamente – attraverso il proprio Medico di Medicina Generale o Pediatra di Libera scelta, oppure telefonando al numero verde regionale 800-767676 – al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale territorialmente competente, che adotterà le misure già previste dai protocolli regionali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (GU Serie Generale n.62 del 09-03-2020)”;
Richiamata l’Ordinanza nr.8 del 10.03.2019 con la quale si sono recepite integralmente le disposizioni del Governo e, contestualmente, si è ritenuto di adottare misure organizzative urgenti sui pubblici uffici e servizi, mercati e fiere, trasporto locale, atte a prevenire e, ove possibile, a contenere la diffusione del predetto virus e con la quale è stato attivato il Centro Operativo Comunale in via permanente nelle tre funzioni principali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (GU Serie Generale n.62 del 09-03-2020)”;
RINVOLGE APPELLO ALLA CITTADINANZA
1. RESTATE A CASA, evitate ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal comune verso l’esterno ed all’interno del comune stesso, salvo che non vi siano comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. In ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento, e quindi all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone. Situazioni di necessità sono quelle che riguardano “l’acquisto di beni essenziali”, come ad esempio fare la spesa. Ciò
non significa uscire in tre o quattro persone per andare a fare la spesa, né uscire più volte al giorno per acquistare un alimento alla volta, uscite da soli e fate un unico approvvigionamento per più giorni. Le esigenze lavorative che necessitano di presenza fisica dovranno essere comprovate e documentate, ove possibile richiedete di ricorrere al telelavoro. Tutte le attività ambulatoriali sono state sospese a causa dell’emergenza quindi non uscite per recarvi dal medico ma contattatelo telefonicamente; se dovete acquistare medicinali, uscite solo se indispensabile. Si rammenta che tutte le volte che si esce di casa si dovrà produrre un’“autocertificazione” agli organi di vigilanza che, in caso di dichiarazioni mendaci o motivazioni non congrue, comporterà responsabilità penali;
2. I parchi, la Villa Comunale “G.Mazzini”, i luoghi di possibile aggregazione sono stati chiusi. In riferimento alla problematica che si sta verificando e che riguarda le persone che si riversano nelle zone costiere o montane, lo scrivente non può emanare provvedimenti contrastanti con le norme generali, perché sarebbero inefficaci ope legis (art.35 D.L. 9 marzo 2020), inibendo la frequentazione del lungomare o del Sant’Elia, ma certamente può stigmatizzare con forza i comportamenti irresponsabili di coloro che, con leggerezza, mettono a rischio l’incolumità di tutta la collettività. Il DPCM 9 marzo 2020, con l’art.1 comma 3 va a sostituire la lett.d) dell’art.1 del DPCM 8 marzo 2020, specifica che …omissis… “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro….”. Null’altro si rinviene nei tre testi normativi varati dal Governo
con riferimento alla possibilità di esercitare sport ed attività motoria all’aperto, nulla di nulla. Al di là di ogni deleteria interpretazione diffusa in rete che attiene alla possibilità di passeggiare all’aperto si rammenta che il termine “passeggiare” vuol dire “camminare lentamente, per divertimento e distrazione o per esercizio fisico”. Passeggia chi esce, da solo ed in abbigliamento ginnico, dalla propria abitazione, camminando e facendo attività motoria. Un intero nucleo familiare che viene fermato a chilometri di distanza dalla sua residenza, in 3 o 4, in auto, non può certo dichiarare che si trova lì per “passeggiare” perché offenderebbe l’intelligenza degli operatori di polizia preposti al controllo irridendo palesemente le norme che limitano gli spostamenti, si prenderebbe gioco delle Istituzioni nel momento storico più buio della vita di questa nazione, mettendo a rischio se stesso, la sua famiglia, migliaia di persone, in maniera scellerata ed irresponsabile. Questi atteggiamenti e queste leggerezze non possono essere tollerate, per rispetto di chi lotta nei reparti di rianimazione, delle migliaia di morti che si stanno
registrano ovunque, degli uomini e donne dello Stato che mettono le loro vite a repentaglio per controllarvi. Dovete restare a casa senza sotterfugi, senza se e senza ma. Ho dato, da subito, mandato alla Polizia Locale di intensificare i controlli e denunciare gli abusi con assoluta inflessibilità.
3. In questo momento stiamo vivendo una situazione emergenziale di pandemia globale che rischia di far collassare un sistema sanitario locale già disperato. Tutti noi siamo chiamati a mettere da parte le nostre abitudini quotidiane, a rinunciare a qualcosa. E’ meglio rinunciare ad una passeggiata che rischiare di essere veicolo di contagio. Non pensate che il pericolo sia lontano da voi, non fate questo errore, se il contagio dovesse arrivare da noi sarebbe un dramma irreparabile e chi non ha fatto il suo dovere fino in fondo ne porterà eternamente il peso sulla sua
OSSERVATE LE LEGGI, RISPETTATE IL PROSSIMO E VOI STESSI.
SI FA’ APPELLO ALLA VOSTRA COSCIENZA, AIUTATECI AD AIUTARVI!!
f.to Avv. GIUSEPPE RANUCCIO
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