Source: https://studiomarino.it/studiomarino_giupace.htm
Timestamp: 2020-03-30 16:50:51+00:00
Document Index: 159778036

Matched Legal Cases: ['art.201', 'art 140', 'art. 201', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 22', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 192', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 27', 'art. 206', 'art. 617', 'art. 615', 'art.7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 201', 'art. 203', 'sentenza ', 'art. 345', 'art. 205', 'art. 22', 'art. 204', 'art. 22', 'art. 205', 'sentenza ', 'art 1', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 126', 'art. 126', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 126', 'art. 180', 'sentenza ', 'art. 204', 'art. 204', 'art 201', 'art. 201', 'art. 204', 'sentenza ', 'art. 700', 'art. 700', 'art. 700', 'art. 383', 'art.126', 'art. 126', 'art. 180', 'sentenza ']

MULTE AUTO TERMINE PER LA NOTIFICA DELLE MULTE TERMINE PER LA NOTIFICA DELLA CARTELLA MULTE AUTOVELOX PHOTORED TUTOR AUSILIARI DEL TRAFFICO
MULTE AUTO COME DIFENDERSI
Ultimo aggiornamento 07/05/2017
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Ogni anno ai poveri contribuenti arrivano multe per autovetture mai notificate, come ci si può difendere? Ormai lo strumento delle multe apparentemente è finalizzato a prevenire incidenti, ma nella realtà è uno strumento per fare soldi e basta! Un’altra tassa occulta nel panorama martoriato dei sudditi contribuenti. Tra l’altro i limiti di velocità passano da 70 a 30, da 50 a 20, che per rispettarli ci vorrebbe un auto futuristica, poi andare a 30 all’ora significa scendere a piedi e spingere la macchina. Autovelox, tutor, vigili elettronici secondo la vostra esperienza a cosa servono veramente? Veniamo ad analizzare i termini e conoscere tutta la normativa per difendersi
Entro quando va notificata una multa?
La prima cosa che bisogna sapere, è che all'atto dell'infrazione stradale l'ente (Vigili Urbani, Carabinieri...) deve notificare il verbale entro 90gg (dalla data dell'accertamento dell’infrazione prima era di 150gg fino al 13/08/2010, dal 14/08/2010 il termine è stato ridotto a 90 dall’articolo 36 della legge n. 120/2010), ex art.201 codice della strada decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 con apposita notifica ai sensi dell'art 140 cpc.
Da quando decorre il termine per la notifica della multa, dalla data dell’infrazione o dalla data dell’accertamento? Da quando è stata commessa l’infrazione
Quando il legislatore ha istituito l’art. 201 del codice della strada (decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285) ha stabilito che qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento. "Le amministrazioni pubbliche interpretano che l'accertamento inizia quando l'operatore verifica l'infrazione". Questo modus operandi mal si concilia con il principio della certezza del diritto, ovvero sul principio che le notifiche debbano avvenire in termini certi, ma si sposa bene con il fare soldi per sanare i bilanci dei comuni; infatti gli agenti possono a questo punto visionare quando vogliono esponendo gli automobilisti a una indeterminata vessazione. Tale questione è al vaglio del parlamento sollevata da pochi giorni dal ministro Lupi, staremo a vedere cosa succederà.
Una volta notificato il verbale entro quanto tempo la multa va iscritta a ruolo? Entro 2 anni
L’art. 1 comma 153 della L. 24/12/2007 n.244 nota come finanziaria 2008, stabilisce semplicemente che, una volta che il comune ha consegnato il ruolo al concessionario (l’esattoria), questi ha 2 anni di tempo per notificarli. Quindi se avete preso una multa nel 2014 e il comune da il ruolo all’esattoria nel 2015 questi deve notificare la cartella entro 2 anni dall’iscrizione a ruolo ossia nel 2017, l’iscrizione a ruolo è rilevabile in cartella sotto la voce ruolo reso esecutivo il…
Si riporta la norma approvata dalla finanziaria L. 24 dicembre 2007, n. 244.Art. 1: c153. All’articolo 3 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, dopo il comma 35 è inserito il seguente: «35-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2008 gli agenti della riscossione non possono svolgere attività finalizzate al recupero di somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relativi a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per i quali, alla data dell’acquisizione di cui al comma 7, la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo».
Una volta notificato il verbale entro quanto tempo va notificata la cartella? Entro 5 anni
Una volta notificata la multa, l’ art. 28 della L.24.11.1981, n. 689 prevede che il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative si prescrive nel termine di cinque anni (non 2 come erroneamente ritenuto) dal giorno in cui è stato commesso l’illecito . Da ciò ne consegue che la cartella esattoriale deve essere notificata al debitore entro il predetto termine prescrizionale.
A chi va fatto il ricorso avverso il verbale? Entro 60 giorni al prefetto oppure entro 30 al Giudice di Pace
A chi mi conviene fare ricorso al prefetto oppure al Giudice di Pace? Conviene sempre prima il prefetto, prima di tutto per una questione economica, risparmiate il contributo e poi perché il prefetto risponde sempre con un prestampato configurando un omessa motivazione dell’ordinanza e quindi avete una chance in più per vincere al Giudice di pace.
Se faccio ricorso al Giudice di pace e la mia residenza è fuori comune devo eleggere domicilio presso una persona nello stesso comune del Giudice di pace? No
Il Giudice di Pace ha l'obbligo di comunicare la data dell'udienza anche ai ricorrenti residenti fuori comune: La Consulta decide sulla questione di legittimità costituzionale del quarto e del quinto comma dell’art. 22 della Legge 689/81 in relazione agli artt. 3, 24, 113 Cost., sollevata dal Giudice di Pace di Milano con ordinanza di rimessione del 28 ottobre 2008 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 22, quarto e quinto comma, della legge 11 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), nella parte in cui non prevede, a richiesta dell’opponente, che abbia dichiarato la residenza o eletto domicilio in un comune diverso da quello dove ha sede il giudice adito, modi di notificazione ammessi a questo fine dalle norme statali vigenti, alternativi al deposito presso la cancelleria. Corte Costituzionale sentenza n° 365 del 22/12/2010
I Dispositivi elettronici, autovelox, tutor, photored vanno segnalati? In caso affermativo quanti metri prima? Gli autovelox e tutti i dispositivi elettronici non solo devono essere segnalati almeno 400 metri prima, ma devono essere ben visibili, gli agenti devono fare prevenzione non repressione al fine di incassare soldi. Inoltre l'autovelox la cui omologazione era stata chiesta da Autostrade per l'Italia passa a Autostrade Tech nonostante il divieto di cui all'art. 192 del reg. cds
Il 24 dicembre 2004 l’approvazione del Tutor. Il Sicve viene approvato il 24 dicembre 2004 con decreto dirigenziale n. 3999 del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. La domanda di approvazione era stata presentata un anno prima, il 29 dicembre 2003, da Autostrade per l’Italia, la società che aveva sviluppato il tutor che il 26/10/2010 viene sostituita da Autostrade Tech, per riorganizzazione societaria, Autostrade per l’Italia trasmette al Ministero dei Trasporti una nota con la quale comunica che Autostrade Tech, nata nel 2009 è subentrata, a far data dal 01/01/2010 , ad Autostrade per l’Italia nelle attività e in tutti i rapporti attivi e passivi relativi alla gestione di zone a traffico e ai sistemi di controllo della velocità Sicve. Alla luce di questa comunicazione, il 9 dicembre 2010 il Ministero dei Trasporti decreta che le omologazioni/approvazioni concesse ad Autostrade per l’Italia “sono trasferite a nome della società Autostrade Tech.
Ma il decreto emesso dal ministero è illegittimo perché ha Violato l’articolo 192 del regolamento Cds. il Giudice di pace di Terni, ritiene, a giusta ragione, che ciò sia avvenuto in violazione dell’articolo 192 del regolamento di esecuzione del Codice della strada, quello che disciplina “l’omologazione o l’approvazione di segnali, dispositivi, apparecchiature, mezzi tecnici per l’accertamento e il rilevamento automatico delle violazioni”. Articolo che, al comma 5, stabilisce: “l’omologazione o l’approvazione di prototipi è valida solo a nome del richiedente e non è trasmissibile a soggetti diversi”. Insomma, sentenzia il giudice, “il trasferimento in questione deve ritenersi contra legem”. E a nulla vale il decreto dirigenziale del 2010, non potendo una norma di rango inferiore intervenire su una di rango superiore, cioè il regolamento di esecuzione del Codice. Pertanto, il verbale dev’essere annullato.
Nascondere gli autovelox è una truffa contro gli automobilisti. Rischia infatti una condanna, oltre al sequestro degli apparecchi, la società che li ha in gestione e che si accorda con l'amministrazione per aumentare il numero dei verbali.
Lo stop alle imboscate arriva dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 11131 del 13 marzo 2009, ha sottolineato come l'uso degli apparecchi debba essere necessariamente corretto e non finalizzato alle esigenze di cassa dei comuni e delle società private che hanno in appalto il servizio di rilevamento della velocità.
Insomma, ha messo nero su bianco la seconda sezione penale del Palazzaccio, gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti "almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione".Non solo. Condividendo le motivazioni del Tribunale di Cosenza, che aveva confermato il sequestro dei apparecchi di una società privata che (secondo l'accusa) si era accordata con quattro piccoli comuni calabresi per aumentare il gettito delle casse dell'ente locale, la Cassazione ha ricordato tutti gli obblighi di trasparenza che il codice della strada prevede sull'installazione degli autovelox.
"L'articolo 142 - scrivono gli Ermellini - prevede che le postazioni di controllo debbano essere segnalate e ben visibili". Insomma, le postazioni di controllo devono "sempre essere segnalate con adeguato anticipo e in modo da garantire il tempestivo avvistamento".
Sulla base di questi motivi la Suprema Corte ha confermato il sequestro di alcuni veicoli e autovelox di una società di Cosenza attiva in alcuni comuni della provincia, Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e Longobardi senza che gli apparecchi fossero segnalati con chiarezza e in anticipo. Ad avviso dei giudici di Piazza Cavour è corretta la tesi accusatoria della Procura di Cosenza in base alla quale l'attività di rilevamento così svolta «era intenzionalmente preordinata a trarre in inganno gli automobilisti, in contrasto con lo spirito della normativa in materia diretta a reprimere incidenti più che a reprimere». Fra l'altro i Supremi giudici hanno ricordato che la circolare del Ministero dell'Interno prescrive «la segnalazione almeno 400 metri prima del punto di collocamento» dell'autovelox. Invece il titolare della società, che riceveva un compenso per ogni multa riscossa, occultava gli apparecchi a bordo di macchine di sua proprietà e così "incastrava" gli automobilisti.
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La nuova riforma del codice della strada termine notifica del verbale passa da 150 a 90 giorni dal 01/08/2010 e il ricorso al giudice di pace entro 60gg e non più 30 dal 06/10/2011
Dal 06/10/2011 i ricorsi contro i verbali al Giudice di pace vanno proposti entro 30 giorni e non più 60, quindi per tutte le multe accertate dal 06/10/2011 il termine è 30 giorni, per quelle accertate prime, anche se notificate dopo il 06/10/2011 il termine rimane di 60 giorni, Dlgs 150/2011
Se l'autovettura è stata venduta e non è stato fatto il passaggio al pra, niente paura basta allegare copia della dichiarazione di vendita fatta al notaio.
In caso di morte del contravventore, l'erede puo' chiedere l'annullamento in quanto ai sensi dell’art. 7 della L. 24 novembre 1981, n. 689, le sanzioni non sono trasmissibili agli eredi.
Se ricorrono tali presupposti non resta, che fare ricorso, a tal fine è stato predisposto per voi un ricorso ad hoc, da compilare manualmente :
Attenzione, la nuova norma Art.1 comma 153 finanziaria 2008 dei famosi 2 anni, riguarda la notifica dall'iscrizione a ruolo e va comunque coordinata con l'obbligo di notifica che rimane sempre da effettuarsi entro 5 anni ex art. 28 legge 689/81, infine la norma si applica alle infrazioni elevate dal 01/01/2008 e non alle annualità precedenti. L'art. 1 comma 153 stabilisce: Dal 2008 gli agenti di riscossione non possono richiedere il pagamento per violazioni al Codice della strada di spettanza comunale, se la cartella non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo
Come chiarito dalle SS.UU. della Cassazione, con le sentenze 27 marzo 2001, n. 133; 9 novembre 2000, n. 1172; 10 agosto 2000, n. 562 e 13 luglio 2000, n. 491, e confermato poi dall'art. 29 del D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, che ha riordinato la disciplina della riscossione a mezzo ruolo ed è in vigore dal 1° luglio 1999, cioè da data successiva a quella dell'atto introduttivo di questa causa, le azioni "proponibili" da colui al quale è stata notificata una cartella di pagamento o un avviso di mora per riscuotere sanzioni amministrative pecuniarie, in rapporto all'art. 27, L. n. 689 del 1981 e art. 206 del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), sono soltanto le seguenti:
a) opposizione ai sensi degli artt. 22 e 23 L. 24 novembre 1981, n. 689, se con l'atto esattoriale si impugna pure il provvedimento sanzionatorio, del quale sia mancata o invalida la notificazione;
2) opposizione agli atti esecutivi, ex art. 617 c.p.c., relativa a vizi formali della cartella o dell'avviso;
3) opposizione all'esecuzione, ai sensi dell'art. 615 c.p.c., quando si contesti il diritto a riscuotere la sanzione, eccependosene l'estinzione sopravvenuta.
1. LE MULTE BUSINESS SOTTO FORMA DI TASSE OCCULTE CON INTERESSI PRIVATI
Le multe rappresentano a tutti gli effetti delle tasse occulte a carico dei cittadini, gli incidenti non diminuiscono in modo significativo e le multe nel periodo 2001-2005 sono aumentate del 52% si calcola che solo nel 2007 le multe porteranno nelle casse delle amministrazioni pubbliche circa 1 miliardo e 500 milioni di €. La realtà è un altra le multe costituiscono un vero e proprio business, gestito da privati. Un esempio, l'amministratore pubblico si rivolge ad una società privata che concede in locazione a costo zero i propri apparecchi elettronici (photored, autovelox, t-red...) l'amministrazione riconosce dal 32% al 40% delle multe incassate alla società e poi se l'amministrazione non ce la fa a redigere e notificare le multe affida questo servizio alla stessa società privata riconoscendoci un ulteriore 2% . A questo punto la domanda è lecita, ma non c'è conflitto d'interessi? non c'è il pericolo che queste società per fare soldi generino delle vere e proprie trappole per gli automobilisti. Ad esempio su una strada quante volte vi è capitato di vedere i limiti di velocità che da 70 passano a 90 poi a 50 poi a 70 e poi a 40, per rispettare i limiti ci vorrebbe un pilota di formula uno con un navigatore, beh questo è una delle trappole classiche, per non parlare della mancanza di segnalazione della presenza di questi apparecchi. Inoltre la legge prevede che le multe devono essere rilevate, redatte e notificate da agenti di polizia e non da privati. L'accertamento dell'infrazione richiede la presenza di un agente, in alcuni comuni con un solo vigile sono state rilevate addirittura 36000 multe in un solo giorno, da guiness dei primati. La multa dovrebbe essere uno strumento di prevenzione e non di repressione, dovrebbe cioè essere finalizzata ad evitare la reiterazione dell'illecito, ma questo puo' avvenire solo con la contestazione immediata, cioè fermando il trasgressore, facendogli notare l'infrazione e multandolo, con questi sistemi elettronici questo non avviene. Chi lavora, si trova dopo un mese che è si è recato sul posto di lavoro 30 multe per la stessa infrazione e questa sarebbe prevenzione? un ulteriore prova che le multe costituiscono una tassa occulta è rappresentata dagli gli ausiliari del traffico, nascosti, non visibili che elevano verbali a volontà, si calcola che ogni ausiliare porta al comune circa 5000 € al giorno. La legge inoltre prevede che il 50% delle multe vada destinata alla sicurezza stradale, cioè rifacimento del manto stradale, miglioramento della viabilità, ma secondo voi è cosi'? È più probabile che questi soldi vadano a tappare i buchi di bilancio creati dall'allegra gestione dei nostri ben amati politici, che con la scusa di evitare gli incidenti battono cassa. Si parla tanto di lavoro precario di disoccupazione, ma non sarebbe meglio assumere agenti di polizia, carabinieri e vigili urbani tra i giovani e destinarli ad una più corretta procedura di rilevazione delle multe e nello stesso tempo assicurare la presenza sul territorio delle forze dell'ordine garantendo la sicurezza, che ultimamente tra furti, rapine e violenze lascia molto a desiderare?
2. STRISCE BLU ILLEGITTIME VALIDE SOLO SE CI SONO ALTRETTANTE STRISCE BIANCHE LE SENTENZE DELLA CASSAZIONE
Secondo la Cassazione in base all'art.7 comma 8 del codice della strada il comune deve riservare aree a parcheggio libero oltre a quelle a pagamento in sostanza, ogni tot strisce blue ci dovrebbero essere altrettante strisce bianche in tal senso Cassazione, Sezioni unite civili, sentenza 9 gennaio 2007 n. 116 sono nulle quindi le contravvenzioni elevate in violazione del su citato articolo del codice della strada.
Sulla stessa linea la Cassazione con la sentenza m.8282/2016 con cui la Suprema Corte ha fissato alcuni precisi paletti aull'uao indiscriminato delle strisce blue. In primo luogo le multe per chi parcheggia l’auto sullesenza pagare il ticket sono valide solo a condizione che il Comune abbia istituito, nelle vicinanze delle strisce blu, contemporaneamente aree di sosta gratuite (strisce bianche). E' possibile evitarlo solo se la zona sia stata dichiarata, con apposita ordinanza comunale, di valore storico o di particolare pregio ambientale. Soltanto in questo caso sarà possibile istituire solo strisce blue.
Novità della finanziaria 2007: Tutte le multe vengono aumentate del 3,6%
3. AUTOVELOX
Gli autovelox, rilevatori elettronici della velocità devono essere sottoposti annualmente a revisione, da tale operazione deve scaturire un certificato chiamato di taratura Sit, al momento non risultano esistenti società autorizzate a fare queste operazione per cui se l'autovelox ha più di un anno la multa è nulla.
SENTENZA SULL'AUTOVELOX 01/08/2006
download richiedi il modello per il ricorso al giudice di pace o avverso i verbali
4. LE COSE DA SAPERE PRIMA DI FARE RICORSO
1) Il verbale arriva a casa dopo 90 giorni ex art. 201 Dlgs 30/04/1992 n.285 . dall’accertamento dell’infrazione.
Si può fare ricorso al Prefetto o al giudice di pace, perché il verbale è andato in prescrizione. Conservare la busta con la data di notifica.
2) Il verbale arriva alla vecchia residenza dell’automobilista, torna indietro con la dizione “destinatario trasferito” e viene notificato alla nuova residenza dopo 90 giorni dall’infrazione.
Se l’automobilista ha fatto tempestivamente il cambio di residenza su patente e libretto di circolazione, può fare ricorso per prescrizione.
3) L’automobilista ha già fatto ricorso al prefetto e questi lo rigetta inviando un’ingiunzione di pagamento con una data di oltre 90 giorni successivi a quella dell’invio del ricorso art. 203 - 204 cds - più precisamente il prefetto deve emettere l'ordinanza entro 120 gg e notificare l'ingiunzione entro 150gg previe deduzioni dell'ente che nei 30 gg successivi al termine di 120 deve presentare al prefetto.
Si può fare ricorso al giudice di pace, perché l’ingiunzione è andata in prescrizione. Vale però la data riportata sull’ingiunzione.
4) La contestazione dell’infrazione avviene immediatamente e l’agente consegna il verbale nelle mani dell’automobilista: Questi non paga pensando che debba arrivare un altro verbale a casa, poi riceve una cartella esattoriale.
Il ricorso è inutile, vale il verbale consegnato nelle mani dell’automobilista (non ne arriva un altro a casa).
5) L’automobilista riceve il verbale e paga per non far passare i 60 giorni oltre i quali la sanzione raddoppia. Poi fa ricorso al prefetto.
Il ricorso è improponibile, perché per farlo occorre non pagare la contravvenzione.
6) L’automobilista non paga la contravvenzione e riceve una cartella esattoriale dopo cinque anni e quattro mesi dalla data di notifica del verbale.
Si può fare ricorso al giudice di pace perché la cartella è andata in prescrizione.
7) La cartella esattoriale arriva entro i termini, ma precedentemente l’automobilista non ha mai ricevuto il verbale.
Bisogna verificare se il Comando degli agenti è in possesso della ricevuta della raccomandata di spedizione del verbale, se l’indirizzo del destinatario è corretto, se la mancata notifica è avvenuta entro 90 giorni dall’infrazione e se la mancata notifica è stata seguita da una ulteriore raccomandata (almeno a partire dall’ottobre 1998). In assenza i uno di questi elementi si può fare ricorso al prefetto o al giudice di pace.
8) La contravvenzione è stata fatta con Autovelox e l’automobilista non è stato fermato per la contestazione immediata.
Non ha importanza. Si può fare ricorso soltanto se il modello dell’Autovelox (riportato nel verbale) è 104/C. Negli altri casi è inutile, tranne quando il verbale non riporta l’avvertenza che “l’apparecchio è stato preventivamente controllato per verificarne la regolarità”. La mancanza di questa avvertenza rende proponibile il ricorso, anche se si tratta di un motivo puramente formale.
Vengono disciplinati i casi in cui è possibile utilizzare gli autovelox e altri dispositivi tecnici di controllo a distanza - per verificare l'eccesso di velocità e il divieto di sorpasso - senza la contestazione immediata dell'infrazione al guidatore da parte di una pattuglia della Polizia Stradale.
Tali strumenti possono essere sempre utilizzati su autostrade e strade extraurbane; sulle altre strade, invece, l'utilizzazione è subordinata alla valutazione preventiva e all'identificazione dei luoghi da parte del Prefetto.
In ogni caso è necessario informare gli utenti dell'installazione di questo tipo di dispositivi che, se completamente automatici, devono essere omologati dal Ministero delle Infrastrutture. (attenzione "è necessario informare gli utenti dell'installazione di questo tipo di dispositivi..." significa che basta qualsiasi tipo di comunicazione, quindi anche solo annunci su radio locali, inserzioni sui quotidiani e compagnia bella... quindi occhio, non ci saranno più cartelli sulla strada o altri segnali simili.)
9) La contravvenzione è stata fatta con il Telelaser.
Si può fare ricorso soltanto se non c’è stata contestazione immediata dell’infrazione, oppure se nel verbale non è riportata una frase che specifichi se il Telelaser era posto su un cavalletto o portato a mano dall’agente e tenuto immobile. - ved. terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con sentenza 4010/2000 (3 aprile 2000) - Inoltre La rilevazione della velocità dei veicoli a mezzo di telelaser non appare conforme ai principi stabiliti dall'art. 345 Reg. C.d.S in quanto il modello LTI 20-20 (attualmente usato dalle forze dell'ordine italiane) non ha alcun rilevatore fotografico, che permetta di provare, chiaramente e senza possibilità di errore e/o di contestazioni, l'effettiva velocità di un determinato veicolo, mentre il tipo di autovettura ed il numero di targa sono solo inseriti manualmente dall'agente accertatore, sullo scontrino rilasciato dall'apparecchiatura, dopo la misurazione.(Giudice di pace Rho 24 ottobre 2002 )
10) L’automobilista è passato con il rosso e non è stato fermato per la contestazione immediata.
Per questa e per altre infrazioni è inutile fare ricorso se nel verbale è riportato, sia pure sommariamente, il motivo per cui non è stato fermato.
11) Le multe vanno impugnate dinanzi al prefetto o al giudice di pace, entro 60 giorni per i verbali 30 giorni per la cartella di pagamento
La Corte di Cassazione, con sentenze 15.7.2004 n. 13127; 14.5.2003 n. 7398; 24.9.2002 n. 13872, ha affermato che il termine per impugnare una multa in sede giurisdizionale, quando non è specificato dal codice della strada, è uguale a quello riconosciuto per presentare ricorso al prefetto.
Secondo la Suprema corte, infatti, il termine più breve di 30 giorni, sebbene sia stato previsto dal decreto legge n. 270/1996 (non convertito in legge), sarebbe incoerente sia con i termini relativi al ricorso amministrativo, che con il termine previsto per il pagamento della sanzione, entrambi di 60 giorni. Contro la Cartella esattoriale il termine è invece di 30 giorni a norma dell'art. 205 Dlgs 30-4-1992 n. 285 e art. 22 della L. 24-11-1981 n. 689
In tema di opposizione a sanzione amministrativa, in mancanza di contestazione della violazione, l'impugnazione della cartella esattoriale ha funzione recuperatoria del mezzo di tutela che la parte non ha potuto a suo tempo esperire, sicchè l'opposizione deve ritenersi proponibile nel termine non già di trenta, bensì di sessanta giorni dalla notificazione, termine applicabile anche al ricorso avverso i verbali di accertamento di infrazioni alle norme del codice della strada" la cartella relativa ad un verbale al cds è opponibile ex art. 204 bis C.d.S., con termine di 60 giorni, e non entro il termine di giorni 30, che è invece applicabile nei casi in cui vi sia stata l'emissione di ordinanza ingiunzione (L. n. 689 del 1981, art. 22, e art. 205 C.d.S.).Corte di Cassazione Sez. II, sentenza n. 9900 del 27/04/2009
12. La Sospensione dei termini feriali non opera per le multe: I termini prescritti ai fini della regolare e tempestiva notifica delle contravvenzioni stradali da parte degli agenti di polizia non sono in alcun modo interessati dalla l. 14 luglio 1965, n. 818 (sospensione dei termini processuali nel periodo feriale) Sentenza Corte di Cass. pen. 17 novembre 1981 ovviamente se si fa ricorso al Prefetto, se invece si fa ricorso al Giudice di pace Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle
amministrative è sospeso di diritto dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso
abbia inizio durante il periodo di sospensione, l'inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. art 1 L. 7 ottobre 1969, n. 742
13. AUSILIARI DEL TRAFFICO: possono procedere all'accertamento e alla contestazione delle violazioni in materia di sosta, ai sensi dell'art. 17 comma 132 l. n. 127 del 1997, sia all'interno delle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi, sia nelle aree immediatamente limitrofe, sebbene, in questo ultimo caso, solo a condizione che queste costituiscano lo spazio minimo indispensabile per compiere le manovre atte a garantire la concreta funzione del parcheggio in concessione. Trib. Roma 28-08-2000 - Un verbale redatto (prima dell'entrata in vigore della l. 15 maggio 1997 n. 127) dagli. ausiliari del traffico nel quale è rilevata una violazione al divieto di sosta delle autovetture non ha valore di atto pubblico; pertanto, le sue risultanze possono essere contestate con ogni mezzo di prova. (Cass. civ. Sez.III 25 ottobre 1999, n. 11949 )
14. LA DECURTAZIONE DEI PUNTI SULLA PATENTE RICHIEDE LA IDENTIFICAZIONE DEL CONDUCENTE: Lo ha stabilito La Corte Costituzionale con la sentenza n. 27 del 12/01/2005 I punti della patente possono essere tolti solo a chi è stato identificato nel commettere l'infrazione. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittima in parte le nuove norme del codice della strada che hanno introdotto la patente a punti. La Consulta, in particolare, ha dichiarato illegittimo l'art. 126 bis comma 2 del codice della strada nella parte in cui prevede che, in caso di mancata identificazione del trasgressore, i punti devono esser tolti al proprietario del veicolo, salvo che questi non comunichi, entro 30 giorni, il nome e la patente di chi guidava in quel momento l'auto. La Corte Costituzionale ha stabilito infatti che se non vi è l'identificazione del guidatore, resta l' obbligo per il proprietario di fornire, entro 30 giorni, il nome e il numero della patente di chi ha commesso la violazione, ma se cio' non avviene a carico del proprietario dell'auto scatta solo la sanzione pecuniaria, e non quella accessoria della decurtazione dei punti. L' illegittimità dell'art. 126 bis, comma 2, del decreto legislativo 285 del '92 (nuovo codice della strada) introdotto dalle norme sulla patente a punti (le ultime modifiche risalgono all' agosto 2003, con la legge 214), è stata decisa dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 27 depositata in cancelleria. A sollevare la questione di legittimità della norma, sotto diversi profili, sono stati numerosi giudici di pace. La Consulta, ha ritenuto ''fondate le censure di violazione dell'art. 3 sotto il profilo dell'irragionevolezza della disposizione , nel senso che - si legge nella sentenza scritta dal giudice costituzionale Alfonso Quaranta - essa dà vita a una sanzione assolutamente sui generis'', in quanto la sanzione, ''pur essendo di natura personale, non appare riconducibile ad un contegno direttamente posto in essere dal proprietario del veicolo e consistente nella trasgressione di una specifica norma relativa alla circolazione stradalè'. In altre parole, se a violare il codice della strada è stata un'altra persona diversa dal proprietario dell'auto, per la Corte è irragionevole che quest'ultimo rischi di vedersi togliere i punti dalla patente. Si tratta - spiega la Consulta - di ''una ipotesi di sanzione di carattere schiettamente personalè', che ''viene direttamente ad incidere sull'autorizzazione alla guidà''. Per la Consulta, infatti, è ''una ipotesi di illecito amministrativo che, per più aspetti, appare assimilabile a quella della sospensione della patentè'. ''È, in effetti, proprio la peculiare natura della sanzione prevista dall'art. 126-bis, al pari della sospensione della patente incidente anch'essa sulla 'legittimazione soggettiva alla conduzione di ogni veicolo'', che - afferma la Corte Costituzionale - fa emergere l'irragionevolezza della scelta legislativa di porre la stessa a carico del proprietario del veicolo che non sia anche il responsabile dell'infrazione stradalè'. Stabilito che al proprietario dell' auto non possono essere tolti i punti della patente se l' infrazione è stata commessa da un'altra persona alla guida del mezzo, la Corte Costituzionale precisa che la sanzione pecuniaria resta: ''Nel caso in cui il proprietario ometta di comunicare i dati personali e della patente e del conducente, trova applicazione la sanzione pecuniaria di cui all'art. 180, comma 8, del codice della stradà'. ''In tal modo - specifica la Corte - viene anche fugato il dubbio'' riguardo a ''una ingiustificata disparità di trattamento realizzata tra i proprietari dei veicoli, discriminati a seconda della loro natura di persone giuridiche o fisiche, ovvero, quanto a queste ultime, in base alla alla circostanza meramente accidentale, che le stesse siano munite o meno di patentè'. A fare ricorso alla Consulta erano stati i giudici di pace di Voltri, Mestre, Ficarolo, Bra, Montefiascone, Lanciano, Carrara e di Casale Monferrato: di numerose questioni di legittimità sollevate dai giudici di pace in fatto di norme sulla patente a punti, la Corte ha ritenuto fondata solo questa. (fonte notize Ansa)
15. NON È PIÙ NECESSARIO VERSARE LA CAUZIONE SE SI RICORRE AL GIUDICE DI PACE: Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con sentenza n. 114 del 10/03/2004 depositata l'8/4/2004 ritenendo illegittimo l'art. 204bis del cds introdotto dalla Legge 214/2003 per violazione del diritto alla difesa.
Attenzione: Le modifiche effettuate quest'estate del 2003( Decreto Legge n.151/2003, convertito nella Legge 01 agosto 2003 n.214, pubblicata nel supplemento ordinario n.133/L alla G.U. Serie Generale n.186 del 12.08.2003)al codice della strada determina una nuova disciplina delle opposizioni avverso le sanzioni amministrative irrogate a seguito delle violazioni al codice medesimo.
Il ricorso al Prefetto da una prima interpretazione inibisce il ricorso successivo al Giudice di Pace, Il ricorso contro la certella esattoriale esige il pagamento di una cauzione. su tali modifiche gravano fondati sospetti di incostituzionalità per limitazione al diritto ala difesa, a poter ricorrere al giudice,principio di uguaglianza,principio del contraddittorio, principio della parità delle parti,principio del giusto processo e della sua rapidità , la prima avvisaglia è pervenuta dal giudice di pace di Roma.
il ricorso al Prefetto, esige una ordinanza di accoglimento o di rigetto entro 120 gg e notifica entro 150gg, Il ricorso deve essere inviato entro e non oltre 60 gg. (e non due mesi) dal giorno della consegna o della notifica del verbale di contestazione della violazione e deve contenere l’esplicita richiesta di emissione, da parte del prefetto, dell’ordinanza di archiviazione, così come previsto dall’art. 204 CdS. Al ricorso va allegata una copia del verbale, mai l’originale.
È preferibile richiedere, nelle conclusioni del ricorso, di essere personalmente sentiti dal Prefetto, sia perché un colloquio con l’autorità adita può agevolare la comprensione delle proprie motivazioni, sia perché l’eventuale omesso interpello da parte del Prefetto è motivo per impugnare successivamente l’ordinanza ingiunzione dello stesso Prefetto avanti al Giudice di Pace.
Il Prefetto, entro 120 giorni da quando ha ricevuto il ricorso dalla polizia stradale, pena decadenza, dovrà emettere un ordinanza di archiviazione del verbale o di ingiunzione pari al doppio della sanzione iniziale. A questo termine (120 giorni) dovrà essere aggiunto quello massimo di 30 giorni concesso alla polizia per trasmettere al prefetto il ricorso con le proprie deduzioni.
16) Casi di impossibilità della contestazione immediata - (ad es. il caso della multa per il casco)
Ogni verbale deve essere elevato fermando il contravvenzionato (c.d. contestazione immediata) e consegnando immediatamente la contravvenzione.Eccezionalmente questo si puo' evitare ma i casi sono espressamente previsti dall'art 201 del cds. Molte volte nei verbali viene genericamente indicato dagli operatori la causa di impossibilità di contestare il verbale immediatamente scrivendo genericamente "impossibilità di raggiungere l'utente per motivi di traffico", questo è il caso ad esempio della multa per il casco, tale dicitura non è conforme alla legge e non costituisce causa di impossibilità.
I casi sono i seguenti come previsto dall'art. 201 del codice della strada :
- accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo o dopo che il veicolo sia a distanza del posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile;
- accertamento della violazione in assenza del proprietario o trasgressore.
Il pagamento della sanzione, non è possibile se il trasgressore non abbia ottemperato all'invito di fermarsi o quando il conducente del veicolo a motore, si è rifiutato di esibire i documenti (es. patente, carta di circolazione etc.). In questi casi, il verbale viene trasmesso al Prefetto da parte dell'ufficio per le applicazioni delle sanzioni in merito.
17) Divieto di sosta.
Obbligo da parte dei comuni di inserire sotto il cartello del divieto di sosta o sul retro, il numero e la data dell'ordinanza sindacale che ha stabilito il divieti, in mancanza è nullo. (articolo 77, comma 7, del regolamento del codice della strada).
Inoltre la generica indicazione della strada senza numero civico dove è stato commessa l'infrazione per divieto di sosta invalida il verbale,
18) Al ricorso bisogna accompagnare il versamento della cauzione - ma le cancelleria sono obbligate ad accettare lo stesso i ricorsi anche senza il versamento cauzionale, che puo' anche essere tra l'altro anche effettuato con libretto postale vincolato con dicitura vincolo per cauzione ai sensi dell'art. 204 bis della legge n. 214 del 01/08/2003, la cui fotocopia deve essere allegata al ricorso nota del Ministero della Giustizia del 31/10/03 ufficio I - Non è più necessario versare la cauzione la norma è illegittima Corte Costituzionale sentenza n. 114 del 10/03/2004 depositata l'8/4/2004
19) Il fermo amministrativo dell'autovettura è illegittimo per le multe auto .
La nuova legge ha introdotto dal 2003 la possibilità per le esattorie di disporre il fermo dell'autovetture, se ci si mette al volante 1.000 € di multa più il sequestro È ammessa la rateizzazione, ma il fermo auto rimane fine al pagamento dell'ultimo cent del debito esattoriale.
Il fermo amministrativo pero' in base alle sentenze giurisprudenziali, sarebbe nullo in mancanza di un regolamento di attuazione, costituisce uno strumento da intraprendere solo in casi estremi, cioè quando con azioni alternative l'esattore non abbia incassato (e non ricorrendone direttamente), e adottabile solo per i debiti erariali sono escluse quindi le multe comunali, i contributi inps e inail.
in merito si vedano le seguenti sentenze:
Trib. Brindisi (sent. 43/2002): Il fermo amministrativo è lecito quando non sia possibile per l’esattoria riscuotere con altri mezzi, è illegittimo il ricorso diretto al fermo amministrativo senza aver tentato altre azioni alternative.
Trib. Parma (sent.151/2003): È nullo il fermo amministrativo per mancanza di norma di attuazione.
Tar Puglia (sent. 1764/2003): La competenza a decidere in materia di fermo è del giudice amministrativo.
Trib. Bari (decr. 17/3/2003): È nullo il fermo amministrativo per mancanza di norma di attuazione. È possibile l'inibitoria ex art. 700 cpc.
Trib. Milano (ord. 9/4/2003): La sproporzione fra valore veicolo e ammontare del debito configura eccesso di potere dell'esattoria. È possibile inibitoria ex art. 700 cpc.
Trib. Catanzaro (sent. 18/2/2003): La mancanza di norma di attuazione non blocca l'attività dei concessionari (esiste normativa del 1998). È possibile inibitoria ex art. 700 cpc se manca il "periculum in mora".
Trib. Novara (sent.12/5/2003): Il fermo amministrativo è leggittimo solo per i crediti esattoriali di natura fiscale, sono escluse multe, contributi inps e inail
IL FERMO AMMINISTRATIVO È STATO BLOCCATO IN TUTTA ITALIA
La quarta sezione del Consiglio di Stato con l'ordinanza n. 3259/2004, ha bloccato tutti i fermi amministrativi per mancanza di proporzionalità tra importo dovuto e danno cagionato al contribuente, l'ordinanza è stata recepita dall'Amministrazione Finanziaria che con la Risoluzione 22 luglio 2004, n. 92/E ha disposto il blocco dei fermi amministrativi
20) Verificare la corrispondenza del modello dell'autovettura o motociclo e il numero di targa: la generica indicazione della parola autovettura o motociclo, non permette di controllare la perfetta corrispondenza tra tipo, modello e relativo numero di targa. L’art. 383 al co. N. 1 del Dpr 16/12/92 n. 495(reg. att. C.d.S.) stabilisce infatti, in modo inequivocabile la necessità che il verbale debba contenere a pena di nullità, l’indicazione del tipo di veicolo e della targa. L’omessa indicazione del tipo di veicolo sul verbale incide in modo decisivo sull’efficacia probatoria dello stesso e rende alquanto incerta l’identificazione del veicolo a mezzo del quale la violazione si assume commessa (Cass. Civile sez.I 14/02/94 n. 1445)
21. LA COMUNICAZIONE DEI DATI DEL CONDUCENTE: Fate molta attenzione alla comunicazione, la mancata comunicazione è sanzionata con 250€ (prima 357€) di multa, la comunicazione va fatta entro 60 giorni (prima 30) DL.184/05.Se non siete in grado di comunicare i dati, perchè non ricordate a che avete prestato la vostra autovettura o il vostro motociclo, la comunicazione va mandata lo stesso, spiegando che non siete in grado di indicare i dati del conducente perchè è trascorso un notevole lasso ti tempo dall'infrazione e perchè il vostro veicolo è usato da parenti e amici, l'art.126 bis del DL184/05 sembra aver inserito"il giustificato e documentato motivo" che poi sarà vagliato dalle forze dell'ordine senza stabilire i criteri unici di valutazione. Tale articolo poco chiaro sembra porre le basi per un nuovo contenzioso. La comunicazione è obbligatoria anche se si fa il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace
LA COMUNICAZIONE DATI CONDUCENTE, CHE NON RIPORTA I DATI CHI FOSSE ALLA GUIDA DELL’AUTOVETTURA NON È SANZIONABILE. La sanzione pecuniaria suppletiva ex art. 126 bis comma 2 del Dlgs 30/04/1992 n.285 CDS, fa riferimento alla violazione di cui al comma 8 art. 180 del cds in virtu’ del quale la mancata comunicazione è sanzionata, non la mancata indicazione dei dati di chi fosse alla guida, considerato il fatto, che spesso trascorre un notevole lasso di tempo, tra la data dell’infrazione e la comunicazione del verbale. Per cui non è applicabile la sanzione se il proprietario comunica di non essere in grado di fornire tali informazioni, essendo sufficiente la risposta all’invito delle autorità. GIUDICE DI PACE DI ARCIDOSSO – SENTENZA DEL 8-21/10/2005 N. 80 – GIUDICE GIRALDI
22. IL TACHIGRAFO DIGITALE : Tutte le imprese di trasporto, individuali o societari, compresi i padroncini da dicembre 2005 dovranno installare il tachigrafo, una sorta di scatola nera, l'omissione costerà da 68,25 a 2754,15€ di multa regolamento 3820-3821/85 cee.
23. LA CONFISCA DEL MOTORINO: dal mese di Agosto 2005 chi viaggia su motoveicoli senza casco, con casco slacciato, in più persone rispetto al consentito o trasportando animali è soggetto alla confisca del mezzo. Il Dl 184/05 ha sostituito la confisca con il fermo amministrativo per 60 giorni
24. IL SILENZIO ACCOGLIMENTO DEL RICORSO AL PREFETTO:
se il ricorso viene presentato direttamente al Prefetto (entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale) i tempi dalla presentazione alla notificazione sono così suddivisi:
30gg Presentazione al Prefetto (trasmissione)
60gg Organo Accertatore (istruttoria)
120gg Prefetto (determinazione)
150gg Notificazione
Totale 360gg
Se il ricorso è presentato al Prefetto tramite l'organo accertatore (entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale) i tempi dalla presentazione alla notificazione sono così suddivisi:
Totale 330gg
Conviene sempre fare ricorso tramite l'ente che ha emesso il verbale, non chiedere mai di essere sentiti.
Se si chiede udienza, i termini vengono sospesi fino alla data di espletamento dell'audizione.
I termini sono stati allungati dalla legge 214 del 01/08/2003
25. QUANDO È POSSIBILE DIFENDERSI SENZA AVVOCATO
ART.82 CPC - PATROCINIO - DAVANTI AL GIUDICE DI PACE LE PARTI POSSONO STARE IN GIUDIZIO PERSONALMENTE NELLE CAUSE IL CUI VALORE NON ECCEDE EURO 516,46 (LIRE UN MILIONE)
5. GLI AUSILIARI DEL TRAFFICO
La materia è disciplinata dai commi 132 e 133 dell'articolo 17 della legge 127/97 e dall'articolo 68 della relativa legge interpretativa 488/99. In forza di questa normativa, i comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione e a quelle immediatamente limitrofe alle stesse ed interessate alle manovre di utilizzo delle prime. Le stesse funzioni sono conferite anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone nelle forme previste dagli articoli 22 e 23 della legge 142/90 (ora Dlgs 267/2000). A questo personale sono, inoltre, conferite, con le stesse modalità, le funzioni di prevenzione e di accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico ai sensi dell'articolo 6, comma 4, lettera c) del Codice della strada. Il conferimento delle funzioni di prevenzione ed accertamento delle violazioni comprende, ai sensi del comma 1, lettera e), dell'articolo 12 (espletamento dei servizi di polizia stradale), dello stesso Codice, i poteri di contestazione immediata, nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di accertamento con l'efficacia privilegiata di cui agli articoli 2699 e 2700 del Codice civile, nel senso che esso fa piena prova, fino a querela di falso, dei fatti che il verbalizzante attesta di essere avvenuti in sua presenza. A decorrere dal 1° gennaio 2000 le funzioni di prevenzione di accertamento sono svolte solo da personale nominativamente designato dal sindaco, previo accertamento dell'assenza di precedenti o pendenze penali, nell'ambito delle categorie indicate dei citati commi 132 e 133. Al personale de quo può essere conferita anche la competenza a disporre la rimozione dei veicoli, nei casi previsti rispettivamente dalle lettere b) e c) e dalla lettera d) del comma 2 dell'articolo 158 del Codice della strada (ad es.divieto di fermata e di sosta dei veicoli sui dossi, nelle curve, lungo le corsie di canalizzazione,).
I requisiti soggettivi dell'Ausiliario del traffico
Dal 1' gennaio 2000 i requisiti soggettivi per la nomina degli ausiliari dovrà essere preceduta dall'accertamento dell'assenza di precedenti o pendenze penali. Da cio' l'obbligo per il sindaco di acquisire preventivamente il certificato penale e quello dei carichi pendenti. Disposizione più che comprensibile, dato il fatto che tali soggetti rivestono, una volta avvenuta la nomina, la qualifica di pubblici ufficiali, a norma dell'articolo 357 del codice penale, Legge 23 dicembre 1999 n. 488.
La rimozione forzata: agli ausiliari la funzione di disporre la rimozione forzata dei veicoli nei seguenti casi:
1) qualora venga impedito di accedere a un altro veicolo in sosta regolare;
2) qualora venga impedito lo spostamento di veicoli in sosta;
3) in seconda fila, con l'eccezione dei veicoli a due ruote;
4) negli spazi riservati allo stazionamento degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove non esista delimitazione, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 metri, nonchè negli spazi riservati ai veicoli in servizio di piazza.
Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione gli ausiliari possono fare multe solo per le strisce blue.
Autovelox fissi presenti sul territorio nazionale mappa (solo polizia stradale)
Autovelox mobili presenti sul territorio nazionale mappa