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Timestamp: 2020-08-13 03:48:14+00:00
Document Index: 31514318

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Termini per querela di falso
Denuncia civile di falso: cos’è e a cosa serve? Entro quanto tempo si può fare querela di falso? Qual è il termine ultimo?
Quando si parla di querela si pensa immediatamente alla denuncia sporta presso le autorità per ottenere la punizione di un fatto costituente reato. Ciò è verissimo; bisogna però precisare che la querela non è estranea nemmeno al mondo del diritto civile. Per la precisione, la querela civile è quell’azione giudiziaria che può essere esercitata contro una scrittura privata riconosciuta (o non disconosciuta) per negarne l’autenticità. Tecnicamente, si parla in questi casi di querela di falso. Entro quanto tempo può essere esercitata la querela di falso?
Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, a differenza della querela penale, la quale è esercitabile di norma entro tre mesi (eccezionalmente sei, in alcune ipotesi) dal momento in cui si ha avuto notizia del fatto criminoso, i termini per la querela di falso sono diversi, essendo differente la funzione a cui assolve tale querela civile. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura.
1 Cos’è la querela di falso?
2 A cosa serve la querela di falso?
3 Querela di falso: come si propone?
4 Entro quanto tempo si propone la querela di falso?
5 Esempi termine querela di falso
Cos’è la querela di falso?
La querela di falso non è una denuncia fatta alle autorità (carabinieri, polizia, ecc.) affinché venga accertato un fatto criminoso, ma si tratta di un procedimento che serve a far accertare e dichiarare, mediante regolare processo, la falsità di un atto.
In teoria, dunque, la querela di falso può intrecciarsi con una vicenda di stampo penale (il codice, infatti, punisce determinate ipotesi di falsità di atti), ma essa si estrinseca esclusivamente in un’azione giudiziaria di stampo civilistico.
A cosa serve la querela di falso?
La querela di falso serve a privare di autenticità (e, dunque, a far dichiarare falso) un atto che sembra essere riconducibile a una determinata persona in quanto da questa sottoscritto. Facciamo un esempio per rendere meglio l’idea.
Sempronio cita in giudizio Mevio affinché gli restituisca una somma di danaro che tempo addietro gli aveva prestato. A sostegno delle proprie ragioni, Sempronio produce in giudizio una scrittura privata in cui Mevio si riconosceva espressamente debitore di Sempronio. Mevio, non costituendosi in giudizio, non disconosce la firma e, pertanto, il giudice dà ragione a Sempronio, condannando Mevio alla restituzione del danaro. A questo punto, Mevio può instaurare un apposito giudizio proponendo querela di falso contro la scrittura privata prodotta da Sempronio: secondo Mevio, infatti, egli non avrebbe mai firmato un documento ove si riconosceva debitore di Sempronio.
Querela di falso: come si propone?
La querela di falso si può proporre in due modi diversi, in via principale o in via incidentale:
la querela di falso in via principale si ha quando nessun altro giudizio è in corso e si intende solo far accertare la falsità del documento non ancora utilizzato in nessun altro giudizio;
la querela di falso in via incidentale avviene nel corso di un altro procedimento già in svolgimento durante il quale è stato depositato il documento in contestazione [1].
La querela di falso può essere esperita solamente contro una scrittura privata che non sia già stata disconosciuta dal suo presunto autore. Per comprendere meglio questo aspetto, ti rinvio alla lettura dell’articolo che parla delle differenze tra querela di falso e disconoscimento di firma.
Entro quanto tempo si propone la querela di falso?
Veniamo ora al punto principale dell’articolo: quali sono i termini per proporre querela di falso? Ebbene, la risposta a questa domanda passa per l’esatta comprensione dell’istituto in esame: poiché la querela di falso è lo strumento predisposto dalla legge per eliminare la possibilità che il giudice decida erroneamente sulla base di un documento falso (pensa a un testamento olografo, a un atto di compravendita oppure a un riconoscimento del debito), il termine ultimo da dover rispettare per poter proporre tale azione è rappresentato dall’emissione della sentenza che accerta definitivamente l’autenticità del documento.
Secondo la legge, infatti, la querela civile di falso, sia principale sia incidentale, può proporsi in qualunque stato e grado del giudizio, finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.
Dunque, la querela di falso non è più proponibile contro quel documento, la cui verità sia stata dichiarata per sentenza irrevocabile in giudizio di falso civile e penale. Detto ancora in altri termini, l’azione civile di falso è preclusa dalla pronuncia irrevocabile della sentenza di merito (intercorsa tra le stesse parti) che ha come presupposto la genuinità del documento. L’azione di falso ha, infatti, carattere preventivo e, quindi, la parte ha l’onere non solo di reagire alla domanda proposta dall’avversario.
Dunque, la legge preclude la querela di falso ogni volta che una sentenza (civile o penale) abbia accertato con efficacia di giudicato l’esistenza di un determinato diritto o situazione giuridica, in forza di una prova documentale rilevante per la decisione ed implicitamente ritenuta genuina, non essendo stata proposta alcuna azione (principale o incidentale) di falso.
Esempi termine querela di falso
Tizio cita in giudizio Caio affinché gli paghi il danno che gli ha causato all’autovettura. Caio si costituisce in giudizio e produce un documento firmato da Tizio in cui si afferma che nessun risarcimento è dovuto in quanto il danno è già stato pagato. Tizio non disconosce la firma e il giudizio si conclude con la vittoria di Caio. Passata in giudicato la sentenza, Tizio non potrà più invocare l’azione di falso.
Mevio e Filano, fratelli, sono in causa per via di una questione ereditaria. Entrambi impugnano il testamento perché ritengono che la quota di legittima loro spettante sia stata lesa. La causa termine e il giudice corrisponde a ciascuno quanto tocca secondo la legge. Successivamente, dopo molti anni, Mevio cita Filano ritenendo che il testamento fosse falso e che a lui sarebbe spettato di più. La querela di falso, però, è tardiva perché la sentenza con cui si stabiliva la divisione dell’eredità tra i due è divenuta definitiva e in quel giudizio Mevio non aveva contesta l’autenticità del testamento.