Source: http://www.filcams.cgil.it/demanio-marittimo-seminario-porto-garibaldi-fe-4-agosto-1995/
Timestamp: 2018-12-14 16:00:42+00:00
Document Index: 28010619

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 03', 'art. 6', 'art. 03', 'art. 03', 'art. 7', 'art. 03', 'art. 5', 'art. 45']

Seminario Filcams CGIL Emilia Romagna sull’applicazione della Legge n. 494/1993, Porto Garibaldi 04/08/1995
Demanio Marittimo, Seminario – Porto Garibaldi (FE) 4 agosto 1995
Posizione Sindacale sulla spiaggia:
Fase A (almeno nel riminese)
A1 1971 sottrazione spiaggia ad A.d.S.
|—> comune escluso dalle concessioni
—–>privatizzazione spiaggia
Posizione sindacale:
A1 §Noalla collettivizzazione delle spese per i servizi e alla privatizzazione del reddito
§Noalla proliferazione in spiaggia delle strutture fisse
A2 di protesta in ritirata:
§Noalla privatizza della spiaggia
§l’E.L. gestisca almeno i servizi pubblici
B1 1977 D.P.R. 616
Art 19passano ai Comuni le funzioni di polizia amministrativa fra cui il rilascio della licenza di "stabilimenti di bagni"
Art. 59le deleghe sul demanio sono attribuite alle Regioni (non appena verrà approvata una norma nazionale della quale siamo ancora in attesa)
Art. 60i Comuni possono gestire attività di supporto al turismo
B2 1979 Progetto di legge Punginelli
Unitamente a normative estremamente avanzate, attuali e migliori del disegno di legge 1995; altre superate es. dalla liberalizzazione dei prezzi; altre che, anacronisticamente, colgono alcune nostre precedenti richieste oramai improponibili (e non più condivisibili) quale "prelazione per salvataggi". Tale progetto fu strenuamente attaccato dai bagnini specie per l’art. 3 subingresso che, pur nella sua ampiezza, avrebbe solo limitato la possibilità di vendere le "zone" con probabile abbattimento della rendita patrimoniale.
accantonato il progetto di legge Punginelli (arma scaricata con la mancata piena applicazione dell’art. 59 D.P.R. 616) la posizione del sindacato è stata la continua (e vana) rivendicazione della piena applicazione dell’art. 59.
D1 L. 4.12.93 n. 494
—> l’art. 6 stabilisce comunque
entro un anno le funzioni amministrative sul demanio sono delegate alle Regioni.
Il comma 2 del medesimo articolo destina il maggior gettito dei canoni alle Regioni, ma:
-la ventilata (poi ritirata) quadruplicazione dei canoni;
-l’impreparazione (mancanza di volontà) della Regione ad assumere la delega
ha procrastinato di un anno l’applicazione.
-1995 / estate nuova proposta regionale (diversa da quella della Capitaneria che intendeva farsi ridelegare tutto!!); l’unica scelta netta è quella della delega ai Comuni (di fatto non affronta il nodo del sub-ingresso) ciò ha comunque visto immediatamente alzarsi il fuoco di sbarramento dei concessionari i quali non vogliono la subdelega ai Comuni (per mantenere la piattezza dell’offerta? Per far fronte comune?)
La fase della nostra proposta
1)tutela del demanio quale bene comune;
2)tendere al possibile recupero ambientale privilegiando le strutture mobili a quelle fisse;
3)andare in controtendenza rispetto alla parcellizzazione delle imprese, aumentarne la dimensione media, favorire l’accorpamento;
4)fissare gli standard minimi di servizi collettivi, integrati sistematicamente, omogenei sulla costa e distaccati dalla gestione economica della concessione;
5)identificare tali servizi: salvamento in mare, pronto soccorso, pulizia della spiaggia, raccolta e smaltimento rifiuti, servizi igienici e docce, possibile implementazione con servizi innovativi;
6)qualità delle imprese / del lavoro e diversificazione delle imprese anche sulla base della qualità (fermo restando lo standard minimo) dei servizi offerti;
7)tutela del lavoratori occupati sulla spiaggia mediante:
-prolungamento massimo del periodo di lavoro;
-elevazione professionale, eventuale riconoscimento (es. per addetti al salvamento) della qualifica mediante attestato regionale aggiuntivo al brevetto che, collegato con ordinanze o atti concessori (magari in futuro rilasciati dal Comune), possa elevare la qualità della prestazione e contemporaneamente tutelare l’occupazione.
Margini di manovra offerti dalla L. 494/93
1)l’art. 6 delega comunque le Regioni e queste ultime possono:
delegare i Comuni (ipotesi da privilegiare) ma potrebbero anche riaffidare la gestione alla Capitaneria.
Al comma 2 prevede che il maggior gettito dei canoni sia devoluto alle Regioni, alcune annotazioni:
1)se i canoni sono aggiornati annualmente dal Min. Marina Mercantile su base inflazionistica non dovrebbe ripetersi la paventata quadruplicazione del febbraio ’95 con evidente inidizione della regione ad aumentare i canoni per incamerarne un maggior gettito) di conseguenza dovrebbero esserci più risorse da investire nel turismo (solo balneare?) tutte (o in parte) destinate ai Comuni?
2)E’ possibile l’indentificazione di ulteriori parametri (oltre a superficie coperta, scoperta …..) per ampliare il ventaglio delle differenze fra un bagno e l’altro e recuperare (con concetti di redditività delle imprese) ulteriore gettito?
-è possibile pensare ad alcuni dei suggerimenti proposti dai concessionari purché non ristretti nel perimetro già previsto dalla legge delle 3 classificazioni più le varianti, ma per andare oltre sia per una imposizione equilibrata alla redditività reale e per stimolare la qualificazione, l’accorpamento, il prolungamento della stagione?
Es. parametri di redditività, a seconda della posizione del bagno (centrale, periferica…) quantità e qualità dell’edificazione retrostante; della qualità dell’utenza, della profondità dell’arenile e della presenza o meno di fenomeni erosivi…. prevedere un canone aggiuntivo medio che, sulla base dell’inserimento del bagno in una "zona tipo I.C.I." possa diminuire o aumentare la propria (es.) tassa gestione servizi pubblici di spiaggia.
-Come per prolungare la stagione anziché circoscrivere il periodo di utilizzazione (estate) e riproporzionare il canone annuale a tale periodo è preferibile. Innalzarlo in alta stagione, abbassarlo in bassa solo per chi apre disponendo di tutti i servizi organizzati in maniera collettiva ecc..
-Come per salvaguardare l’ambiente (oltre a giungere alla definizione che il prefabbricato non è "facile rimozione") decementificare l’arenile azzerando fuori stagione il canone a chi smonta tutto oppure diminuendolo a chi mantiene in fruizione (e ne cura funzionamento e pulizia?) attività di uso pubblico: es. parchi giochi, piste ciclabili o per footing.
-Come potrebbero essere premiati, sempre con sconti, coloro che reinvestano per qualità e accorpamenti.
Appare evidente che il poter intervenire su queste plurime possibilità al livello di ogni Comune, oltre a darci più ampia opportunità di aprire delle brecce, metterebbe in competizione Comuni limitrofi su: chi apre prima, chi ha i servizi più efficienti……
Il comma 3 prevede la predisposizione da parte della Regione del "piano di utilizzazione" del demanio, sentiti Comuni e sindacati regionali dei concessionari.
Intanto si potrebbe insistere perché siano sentiti (se non ufficialmente perché non previsto dalla legge, almeno informalmente) i sindacati dei dipendenti del settore e le associazioni dei consumatori (ADOC ha svolto varie iniziative, ma anche le altre, almeno quelle vicine alle OO.SS).
Inoltre il confronto sul piano di utilizzazione del demanio marittimo è un importante banco di prova perché lì si delineerà la cornice entro cui i Comuni opereranno —> è un appuntamento che non possiamo mancare.
In riferimento all’art. 03
I margini di manovra sembrano limitati, comunque vi sono alcuni aspetti interessanti.
Il comma d) è importante, in sostanza sconta una classe a chi mantiene l’accesso gratuito nonché la "gratuità dei servizi generali offerti all’utenza".
Sulla gratuità dell’accesso, una legge nazionale, valida pertanto anche sul Tirreno, più che incentivare il libero accesso all’arenile non può fare. Altra è l’esperienza E.R., non sarebbe male quindi imporre "sul piano di utilizzazione" ex. art. 6 la libertà di accesso.
Sulla gratuità dei sevizi dei "servizi generali", intanto quali sono questi servizi? Sono quelli indicati nell’atto di concessione e non possono che essere almeno: salvamento, pronto soccorso, pulizia, raccolta e smaltimento dei rifiuti, servizi igienici, docce.
Se le nuove concessioni verranno rilasciate o rinnovate dai Comuni dovremo puntare ad omogeneizzare il tutto, puntando in alto, facendo si che ogni atto concessionario contenga quanto ci interessa. Abbiamo la possibilità, riferendoci anche al T.U.L.P.S., di fare un salto di qualità identificando ad es. il servizio di salvamento sicuro solo se organizzato sistematicamente, collegato con il pronto soccorso, formato da una percentuale di addetti che oltre al brevetto di salvamento ha quello di soccorritore, sub o ha seguito un apposito corso regionale…… magari con la certificazione europea sella qualità del servizio. Tutto questo può essere favorito dal declassamento del canone previsto al comma d) dell’art. 03, ma da solo non basta. Non solo: la categoria C quale declassamento avrebbe?
Sembra preferibile arrivare ad una classificazione base comunale (non regionale) in 2 classi: alta o normale valenza turistica per passare alla classe sotto, in caso di rispetto dei requisiti di gratuità (o di qualità)
Sono inoltre da prevedere efficaci forme di controllo ( e di risarcimento)
Prospetto di alcune misure base dei canoni (ex art. 03 comma C)
difficile rimozione
In merito al disegno di Legge regionale
E’ debole, incompleto (ad es. le aree demaniali lacuali e fluviali?) e fa un’unica scelta: delega ai Comuni. Quindi adattati gli indirizzi (ex. art. 7) si presume saranno i Comuni ad es. a:
-determinare le classi di appartenenza;
-fissare entrate aggiuntive ai canoni;
-giudicare le domande di passaggio al livello inferiore;
-essere l’autorità competente ex. art. 03 c. 3 L. 494.
Quale ruolo per piano paesistico e per piano territoriale di programmazione regionale? Inoltre si guarda bene dall’affrontare il problema sub-ingresso.
Inutile poi soffermarsi sulla "bozza Capitaneria" perché, v. art. 5 c. 3, nulla cambierebbe.
Conviene fare un passo indietro di 16 anni.
Progetto Punginelli, conviene farlo senza citarlo ma estrapolando quanto ancora attuale.
Art. 1sub delega ai Comuni
comma1fine comune sviluppo turistico E.R.
"3priorità e salvataggi…. (è antistorico)
"5piani di spiaggia possono modificare estensione concessioni
"6spiagge libere i servizi dovranno essere garantiti dai Comuni
(*) (non si fa menzione di quante spiagge libere, di quale dimensione e a quale distanza l’una dall’altra devono essere previste.
Comuni stabiliscono
"7obbligo dei concessionari per servizi salvataggio……
"8se non lo fanno i concessionari in maniera efficiente i comuni lo faranno direttamente con onere a carico dei concessionari in proporzione ai ……..
Art. 3Sub ingresso: merita un approfondimento a parte anche perché dai concessionari è recepito come punto di vita o di morte
Art. 4Entro 31.3. prescrizioni su:
-periodo e orario di apertura, comunque gratuità di accesso
Esiste la possibilità di emendare la bozza 1995 con i punti di cui sopra?
Il tentativo va comunque fatto attualizzando le situazioni alzando il livello del confronto.
1)la Regione dovrà:
-determinare il quadro dei casi eccezionali ed il tempo massimo di affidamento ad altri soggetti dell’attività oggetto di concessione (ex art. 45 bis C.N.)
-predisporre il piano di utilizzazione del demanio;
-adottare atti di indirizzo e di coordinamento ai fini dell’esercizio della delega da parte dei Comuni
sentito il parere anche delle OO.SS. e delle Associazioni dei Consumatori
2)Il rilascio e il rinnovo della concessione va fatto dal Comune unitamente alla licenza di Pubblico Esercizio). L’atto concessionario dovrà prevedere i servizi obbligatori, il loro standard minimo, la loro gestione unitaria sistematica e integrata; il controllo sui servizi da parte del Comune, la sostituzione dei concessionari da parte del Comune per servizi non a norma con relativo addebito al concessionario
3)sulle spiagge libere i servizi devono essere gestiti dai comuni, deve aumentare il numero delle spiagge libere;
4)i piani di spiaggia devono incentivare l’aumento della dimensione e della qualità degli stabilimenti. L’aumento della dimensione può essere un atto adattato col piano di spiaggia
5)ogni Comune deve dotarsi, sentiti tutti i soggetti interessati, di un regolamento sulle attività in concessione. tale regolamento prescriverà standard minimi di quantità e qualità dei servizi
_eventuali entrate aggiuntive per il funzionamento dei servizi collettivi;
_modalità per la determinazione delle classi di appartenenza;
_entrate aggiuntive ai canoni e modalità del loro uso;
_modalità per giudicare le domande di passaggio al livello inferiore;
_incentivi e disincentivi;
_periodi e orari obbligatori di apertura;
_libertà di accesso e gradualità dei servizi;
6)entro il 31.3. sentite le parti interessate, migliorare la qualità del servizio, il regolamento può essere rivisto.
Piano attività sul demanio:
1Arrivare ad una proposta unitaria organica e articolata su tutta la materia ( contributo di esperti) —> emendamenti alla proposta di L. regionale
1aaprire il confronto con nostri lavoratori
1bcontinuare confronti coi Sindaci
1cconfronto con:
-Comm.ne Cons. Regionale
-Gruppi Consigliari
-Associazioni Consumatori
2Convegno pubblico fine ottobre (prima della Conf. Regionale sul turismo)
P.S.:già scritto ad altre Regioni per conoscere loro iniziative sul demanio.
Porto Garibaldi, 4 agosto 1995