Source: http://ilcappellopensatore.it/2016/06/la-dichiarazione-della-raggi-dove-lerrore/
Timestamp: 2017-11-17 23:16:25+00:00
Document Index: 107955753

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 47', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14']

La dichiarazione della Raggi: dov'è l'errore?
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La dichiarazione della Raggi produce una cagnara nel PD. Ma Sabella era responsabile della trasparenza e la modulistica è quanto meno lacunosa.
La mancata dichiarazione della Raggi dell’incarico all’ASL di Civitavecchia produce la solita caciara in coro stereofonico del PD. Ineleggibilità, incandidabilità … ma quando mai? E a questi ignoranti congeniti dovrebbero affidarsi i romani?
Partiamo da alcuni dati certi. La questione relativa alle dichiarazioni non può in alcun modo riguardare incompatibilità e ineleggibilità.
Scivoloni simili a un ex magistrato (per fortuna è ex) quale è Sabella non dovrebbero essere ammessi.
La dichiarazione “incriminata” è prevista dall’art. 14 del D. Lgs, 33/2013: “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.” e le sanzioni previste per le violazioni all’articolo 14 sono specificatamente previste dall’art. 47 comma 1 dello stesso Decreto:
Basta dare una occhiata alla relativa sezione per verificare che a nessuno è stata irrogata alcuna sanzione.
Neppure a Marchini che non sembra aver reso alcuna dichiarazione patrimoniale (art. 14 comma 1 lettera f).
Sgombrato il campo dalle corbellerie sparate dal PD, che ormai ci ha abituato alle corbellerie (anche se spiace che a sostenerle sia stato pure un ex magistrato come Sabella) entriamo nel merito.
L’art. 14 inizia con:
Con riferimento ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale regionale e locale, le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti, i seguenti documenti ed informazioni
La responsabilità della pubblicazione, quindi, ricade in capo alle Amministrazioni che devono farsi parte diligente nell’acquisire i dati necessari e, nel caso di mancata o incompleta dichiarazione, segnalare il fatto all’Organismo Indipendente di Valutazione (altra corbelleria: nel caso in cui la Raggi venisse eletta Sindaco di Roma, non sarà comunque lei a dover valutare se stessa).
Per ottenere le informazioni che l’Amministrazione reputa necessarie, in analogia a quanto avviene in Parlamento per le dichiarazioni patrimoniali ex L. 441/82, occorre predisporre appositi moduli di dichiarazione, cosa che il Comune di Roma ha fatto.
Il punto è che i modelli predisposti dal Comune di Roma sono talmente tanto carenti e lacunosi che un malpensante ipotizzerebbe siano stati predisposti direttamente da Buzzi in persona. Vediamo perché.
Questo è un modello “completo”
Le sezioni relative alle lettere d) e e) sono ben separate. Le prime verranno dichiarate solo a corresponsione avvenuta, le seconde al conferimento.
Nel modello del Comune di Roma è tutto in una sola voce:
Se non si sono percepiti compensi per incarichi a qualsiasi titolo ovvero a carico della finanza pubblica non si può non barrare la prima casella.
Correttamente secondo quanto richiesto dagli uffici per la trasparenza del Comune di Roma, Virginia Raggi ha dichiarato l’incarico immediatamente appena percepito il primo acconto
Sabella quale Assessore alla legalità, non si è accorto delle lacune della modulistica, quando ha “controllato le dichiarazioni”? O ha controllato solo la dichiarazione della Raggi?
Ma di più. Sabella non si è accorto che le dichiarazioni patrimoniali (art. 14 lettera f) sono estremamente lacunose? Dove sono le dichiarazioni patrimoniali “di partenza” rispetto alle quali, di anno in anno, dichiarare le variazioni intervenute?
Ecco perché non può esserci alcun procedimento penale aperto a carico di Virginia Raggi.
Ecco perché, semmai, può esserci un procedimento disciplinare a carico del responsabile per la trasparenza.
Il relativo assessore (ma era Sabella?), poi, dovrebbe nascondersi per non essere stato in grado neppure di apportare le dovute correzioni alla modulistica.
Ecco, anziché latrare in coro, il PD dovrebbe, ancora una volta, fare ammenda.
Casa di Gramsci Monumento Nazionale. #macchevvordì...
2 commenti su “La dichiarazione della Raggi: dov’è l’errore?”
lorenzodotneri 19/06/2016 a 7:38 pm
Se io sto compilando questo modulo nel 2001; e nel 2001 ho avuto un incarico da una PA, anche se la PA non mi ha pagato, lo segnalo perché se barrassi la casella “di non aver ricoperto incarichi presso altri enti pubblici o privati, E percepito compensi etc etc…” starei mentendo perché effettivamente io nel 2001 ho avuto un incarico presso la PA anche se la PA non mi ha ancora pagato.
Io l’incarico ce l’ho avuto e ho lavorato.
Stai forse dicendo che quella “E” che ho messo in maiuscolo esprime condizione necessaria?
E che quindi il senso logico sarebbe che devi aver avuto incarichi in PA e (per forza) essere anche pagato altrimenti non è da segnalare?
Stefano Alì L'autore dell'articolo 19/06/2016 a 7:56 pm
Per intanto chiariamo che la norma è del 2013. Siccome le PA dovevano adeguare i siti, oltre al termine di entrata in vigore c’è stata, di fatto, una “tolleranza” fino a tutto il 2014, quindi, in ogni caso, un incarico del 2001 non sarebbe comunque entrato nell’ambito di applicazione della Legge. Le pubblicazioni partono dal 2013.
Poi si. Per come è fatto il modulo (sbagliatissimo) è così.
Per gli anni 2013 e 2014 nella testata il modulo sembra riferirsi solo all’art. 14 comma 1 lettera e), ma in effetti, nella dichiarazione, mette insieme le lettere d) ed e).
Solo nel modello 2015 viene fatta un poco di chiarezza e se raffronti i modelli te ne accorgi immediatamente. L’intestazione è rettificata e le sezioni relative alle lettere d) ed e) sono separate.
Nelle dichiarazioni 2013 e 2014 dovevi dichiarare solo in presenza di percepito perché era tutto accomunato
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