Source: https://issuu.com/ecoscienza/docs/ecoscienza1_2010/95
Timestamp: 2018-09-25 08:17:24+00:00
Document Index: 93239971

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 223', 'sentenza ', 'art. 118', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7']

elettrica ed elettronica destinata a un nucleo domestico – il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, della apparecchiatura usata. Proroga presentazione MUD Decreto legge 20 maggio 2010, n. 72 (in GU n. 117 del 21 maggio 2010)
Il 21 maggio 2010 è entrato in vigore il decreto legge Misure urgenti per il differimento di termini in materia ambientale e di autotrasporto, nonché per l’assegnazione di quote di emissione di CO2. L’articolo 1 di questo decreto contiene la tanto attesa proroga dei termini per la presentazione dei MUD 2010 riferiti ai rifiuti del 2009. La data entro la quale presentare il MUD si è spostata pertanto dal 30/04/2010 al 30/06/2010. Questa decisione ha consentito di evitare la sovrapposizione con la scadenza dell’iscrizione al SISTRI. Le aziende hanno potuto utilizzare il consueto sistema cartaceo di MUD, aggiornato, e non il MUD elettronico che era stato introdotto nel dicembre del 2008 e che sarebbe dovuto entrare in vigore con la dichiarazione di quest’anno. Rilevanza nel processo penale delle analisi effettuate dal gestore del servizio idrico Tribunale di Vicenza, Sezione di Schio, sentenza n. 48 del 15 marzo 2010 (lexambiente.it)
Da segnalare questa sentenza del giudice di merito in quanto costituisce uno dei pochi pronunciamenti su un tema spesso dibattuto, cioè quello della rilevanza a fini sanzionatori, e in particolare in un procedimento penale, dei campionamenti e delle analisi effettuate sui reflui di uno scarico industriale non dalle Agenzie ambientali, ma direttamente dalle società che gestiscono gli impianti di depurazione e fognatura. Secondo il Tribunale tali società – ancorché si presentino come soggetti giuridici privati (spa) – svolgono un’attività di natura pubblicistica e amministrativa con correlati poteri di controllo, e pertanto i loro accertamenti, nella fattispecie in questione, sono equiparabili, sotto il profilo probatorio, a quelli effettuati dagli enti pubblici preposti alle funzioni di tutela ambientale. Deve comunque essere
garantito, anche da tali società, il rispetto delle prescrizioni poste a tutela del diritto di difesa dall’art. 223 disp. att. cpp e in particolare dell’obbligo d’informazione sul giorno e l’ora nel quale vengono eseguite le analisi sul campione prelevato. Sarà interessante verificare se l’orientamento espresso dal giudice di primo grado sarà confermato anche dai livelli giurisdizionali superiori, e in particolare dalla Corte di Cassazione che si era già in passato incidentalmente pronunciata sulla questione con la sentenza della Sez. pen. III n. 19715 del 22/5/2007, peraltro non particolarmente motivata, la quale aveva riconosciuto anch’essa il valore delle analisi effettuate dal gestore. Carta delle Autonomie e Sistema Agenziale, In discussione il DDL Disegno di legge n. 3118 A Esaminato in giugno, in assemblea alla Camera,
il disegno di legge del Governo n. 3118 A che interviene sulla complessa tematica della ridistribuzione delle funzioni attribuite al sistema delle autonomie locali (Comuni, Province e Città metropolitane). Il ddl prevede disposizioni immediatamente precettive alle quali si connettono altre disposizioni di delega che dovranno essere recepite in futuri decreti del Governo. I nuovi interventi normativi vengono giustificati con la necessità di adeguare la legislazione ordinaria (attualmente risalente al Dlgs 267/2000) ai precetti introdotti dalla riforma del 2001 del Titolo V della Costituzione, e in particolare al principio di sussidiarietà verticale previsto dall’art. 118, in base al quale le funzioni amministrative sono tendenzialmente devolute al livello di governo più vicino alle realtà territoriali che esprimono i bisogni da soddisfare. Un’altra linea guida della norma è quella della razionalizzazione dell’esercizio delle funzioni conferite agli enti locali che dovranno essere svolte evitando “duplicazioni” di strutture. Ciò dovrebbe comportare la soppressione degli organismi, anche a rilevanza statale e regionale, che svolgono attività strumentali, e la conseguente riassunzione all’interno degli enti locali delle funzioni dagli stessi esercitate (art. 2 comma 2 del ddl 3118 A).
In attuazione di tale principio di “razionalizzazione” la formulazione iniziale dell’art. 7 del ddl prevedeva un divieto assoluto di attribuire o far esercitare “a Enti o Agenzie statali o regionali” funzioni fondamentali quali, tra le altre, quelle connesse alla tutela dell’ambiente e ai relativi controlli, che sarebbero dovute rimanere in capo esclusivamente alle Province. Tuttavia in sede di discussione preliminare del provvedimento, a seguito di una proposta formulata dalla Commissione Ambiente alla Commissione Affari costituzionali della Camera, è stato inserito un nuovo comma all’art. 7 del ddl in questione il quale, mitigando il rigore del principio sopra richiamato, mantiene comunque ferme “le competenze riconosciute per legge all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e alle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente”. Il percorso parlamentare di questa norma appare ancora lungo e piuttosto incerto, in quanto dopo l’approvazione in prima lettura alla Camera dovrà ovviamente passare al Senato, ed eventualmente tornare alla Camera se saranno nel frattempo intervenute modifiche nel testo. Pare opportuno evidenziare anche come finora il coinvolgimento delle Regioni e delle autonomie locali sia stato solo parziale, in quanto questo importante provvedimento è stato oggetto solo di un primo confronto preliminare alla Conferenza unificata del 18 novembre 2009, la quale aveva avanzato richieste di integrazioni e correzioni solo parzialmente recepite dal Governo. Seguiremo nei prossimi numeri della rivista l’evolversi della situazione.
Il Tar Lazio e la “segretezza” del SISTRI Tar Lazio, Sezione II bis, Ordinanza n. 2563 dell’11 giugno 2010 (www.giustizia-amministrativa.it)
Pende presso il giudice amministrativo un ricorso promosso da alcune aziende del settore informatico contro il ministero dell’Ambiente, con il quale viene contestata la procedura di affidamento della fornitura delle apparecchiature hardware, dei programmi software e dei dispositivi Usb che saranno utilizzati nel sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti denominato SISTRI. In particolare viene censurato dai ricorrenti il presupposto della “segretezza” dell’appalto in questione. Il Tar, con l’ordinanza istruttoria sopraccitata, ha richiesto al ministero l’esibizione di una serie di documenti relativi appunto alla dichiarazione di segretezza del progetto. La decisione del merito della causa è stata fissata per il 18 novembre 2010, allorchè si dovrà decidere sulla richiesta di annullamento (previa eventuale sospensione dell’efficacia) del Dm 17 dicembre 2010 e del correlato Dm 15 febbraio 2010.