Source: http://www.divorzio.ch/contributo/rtid-ii-2017/4cart-163-cpv-1-176-cpv-1-n-1-cc/
Timestamp: 2018-04-23 04:08:19+00:00
Document Index: 38310744

Matched Legal Cases: ['art. 176', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 93', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 317']

4c Art. 163 cpv. 1, 176 cpv. 1 n. 1 CC - divorzio.ch
6. Per quanto attiene infine al fabbisogno minimo della moglie, l’appellante chiede di ridurne l’ammontare dai fr. 3115.– mensili conteggiati dal Pretore a fr. 2212.75 mensili, stralciando la franchigia della cassa malati e la partecipazione dell’istante alle spese mediche, l’ammortamento del mutuo ipotecario che grava l’abitazione coniugale, il costo dell’elettricità, quello del gas e la tassa per il controllo dell’impianto di combustione, la fattura dello spazzacamino, l’abbona­mento alla palestra e la già citata spesa per le vacanze. Al proposito si impone una premessa metodologica.
a) I criteri preposti alla definizione dei contributi alimentari nelle procedure a tutela dell’unione coniugale (e nelle procedure cautelari in cause di divorzio) giusta l’art. 176 cpv. 1 n. 1 CC sono già stati ampiamente richiamati da questa Camera (RtiD I-2015 pag. 880 consid. 6). Non soccorre dunque ripetersi. Nel caso specifico le parti hanno formulato le loro richieste di giudizio, fin dall’ini­zio del procedimento, fondandosi sul metodo di calcolo abituale che consiste nel dedurre dal reddito complessivo dei coniugi i rispettivi fabbisogni minimi, suddividendo l’eccedenza a metà (méthode du calcul du minumum existentiel élargi avec répartition de l’excédent; zweistufige Methode). E a ragione il Pretore ha seguito quel criterio, ove si pensi che in concreto le parti versano in una situazione finanziaria modesta o, tutt’al più, media (RtiD I-2015 pag. 881 consid. 6b). L’applicazione di tale metodo richiede nondimeno che si definisca il fabbisogno minimo di ciascun coniuge. Tale fabbisogno minimo va calcolato ispirandosi ai parametri che disciplinano il minimo esistenziale del diritto esecutivo (DTF 140 III 339 consid. 4.2.3).
b) Se le condizioni economiche delle parti consentono qualche margine, al minimo esistenziale del diritto esecutivo si può aggiungere – per esempio – il premio di un’assicurazione complementare contro le malattie, l’onere fiscale (per imposte scadute e correnti) e l’eventuale rata del leasing per un veicolo di natura impignorabile (DTF 140 III 337). Può aggiungersi altresì, sempre che sia reso verosimile, il premio per un’assicurazione dell’economia domestica, per un’as­sicurazione contro la responsabilità civile, per l’assicurazione di un veicolo a motore, per un’assicurazione sulla vita, per una previdenza professionale facoltativa (fabbisogno minimo «allargato»: Hausheer/Spycher, Handbuch des Unterhaltsrechts, 2a edizione, pag. 61 n. 0.37 segg.). Se le parti si trovano in difficoltà finanziarie, per contro, il fabbisogno minimo rimane quello del diritto esecutivo, senza aggiunte (DTF 140 III 339 consid. 4.2.3).
c) Le aggiunte che concorrono a formare il fabbisogno minimo «allargato» nel senso appena descritto devono rimanere nondimeno correlate – come si è visto – a quanto è necessario per il sostentamento del coniuge. Al minimo esistenziale del diritto esecutivo non può cumularsi ogni spesa di qualsiasi natura, come ha fatto il Pretore. Diverso è il caso di coniugi che versano in una situazione finanziaria favorevole o particolarmente favorevole. In simile ipotesi si applica, per definire l’entità di contributi alimentari, non il metodo abituale consistente nel dedurre dal reddito complessivo i rispettivi fabbisogni minimi, suddividendo l’eccedenza a metà, bensì il metodo di calcolo fondato sul dispendio effettivo (méthode du calcul concret; einstufig konkrete Methode). Nell’ambito di quel metodo il fabbisogno di ogni coniuge va definito sommando tutte le spese necessarie per conservare il tenore di vita raggiunto prima della separazione (RtiD I-2015 pag. 880 consid. 6a). Ciò non comporta tuttavia alcun riparto dell’ecce­denza. E un metodo non va confuso né identificato con l’altro.
d) Per tornare al metodo di calcolo abituale consistente nel dedurre dal reddito complessivo dei coniugi i fabbisogni minimi, suddividendo l’eccedenza a metà, tali fabbisogni vanno calcolati – come detto (consid. a) – facendo capo ai parametri che disciplinano il minimo esistenziale del diritto esecutivo (art. 93 LEF). Tale minimo si compone in primo luogo del cosiddetto «importo base mensile», il quale include – tra l’altro – «le spese di elettricità e/o gas per la luce e la cucina ecc.» (FU 68/2009 del 28 agosto 2009 pag. 6292), così come le spese del telefono e della televisione via cavo (Rep. 1994 pag. 297 consid. 5, 1995 pag. 141). Simili poste non vanno quindi calcolate in aggiunta (v. anche DTF 126 III 357 a metà).
In aggiunta all’«importo base mensile» vanno sempre conteggiate invece, ove il coniuge abiti in casa propria, «le spese connesse all’immobile» (FU 68/2009 del 28 agosto 2009 pag. 141 in fondo). L’ammortamento ipotecario non fa parte del minimo esistenziale secondo il diritto esecutivo (FU 68/2009 del 28 agosto 2009 pag. 6292 in basso). Può rientrare tuttavia nel fabbisogno minimo «allargato» se il debito è stato acceso dai coniugi prima della separazione o se i coniugi sono solidalmente responsabili del rimborso, sempre che il bilancio familiare permetta di coprire la spesa (DTF 127 III 292 consid. 2a/bb, confermato nella sentenza del Tribunale federale 5A_453/2009 del 9 novembre 2009 consid. 4.3.2, in: SJ 2010 I 327).
e) Nella fattispecie l’appellante chiede di stralciare dal fabbisogno minimo della moglie, per cominciare, la franchigia della cassa malati e la partecipazione dell’istante alle spese mediche, le quali sarebbero già incluse nel minimo esistenziale del diritto esecutivo e, in ogni modo, non sarebbero ricorrenti. La prima affermazione è infondata, poiché il minimo esistenziale del diritto esecutivo comprende solo le spese di automedicazione (RtiD II-2016 pag. 603 consid. 10b con rimandi, II-2004 pag. 589 consid. 8c), mentre i costi della salute effettivamente pagati in forma di franchigia annua o di partecipazione alle spese vanno computati nel minimo esistenziale del diritto esecutivo (DTF 129 III 245 consid. 4.2 e 4.3). Né si tratta – come asserisce l’appellante – «di importi contenuti», l’istante avendo dovuto pur sempre assumere fr. 500.– di franchigia annua e fr. 322.90 annui di partecipazione alle spese (senza considerare altri fr. 163.35 annui per prestazioni non assicurate).
La seconda argomentazione dell’appellante è finanche irricevibile. Davanti al Pretore l’istante ha prodotto una distinta della sua cassa malati in cui figurano le prestazioni fornite dalla cassa sull’arco del 2014 per le singole spese mediche o farmaceutiche. Il convenuto si è limitato a eccepire che tali spese rientrano nel minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma non ne ha contestato l’entità né il carattere ricorrente (osservazioni allegate al verbale del 1° giugno 2015, pag. 3 segg.). Non può dunque pretendere per la prima volta il contrario in appello (art. 317 cpv. 1 CPC).
f) Dal fabbisogno minimo della moglie l’appellante chiede di togliere l’ammor­tamento del mutuo ipotecario gravante l’abitazione coniugale (fr. 208.35 mensili). Egli non mette in dubbio che il debito sia stato acceso dai coniugi prima della separazione né che i coniugi siano solidalmente responsabili del rimborso né, tanto meno, che il bilancio familiare permetta di coprire la spesa. Assevera di avere avviato trattative con la banca creditrice per ottenere l’esonero dall’am­mortamento. Non rende però verosimile l’asserto, riservandosi soltanto di produrre «l’accordo della banca creditrice». Di tale accordo tuttavia non è pervenuta traccia. Non sussistono dunque i presupposti per stralciare l’ammortamento dal fabbisogno minimo della moglie.
g) Quanto al costo dell’energia elettrica (fr. 70.85 mensili), del gas (fr. 129.95 mensili), del controllo dell’impianto di combustione (fr. 8.55 mensili) e dello spazzacamino (fr. 8.10 mensili) che il Pretore ha incluso nel fabbisogno minimo della moglie, l’interessato fa valere che tali spese rientrano nel minimo esistenziale del diritto esecutivo. La tesi è pertinente nella misura in cui concerne il costo dell’elettricità e del gas per la cucina, che – come si è spiegato (sopra, consid. 6d) – rientra nell’«importo base mensile» del fabbisogno minimo secondo il diritto esecutivo, alla stessa stregua del costo dell’acqua potabile che il Pretore ha inserito nel fabbisogno minimo di ambedue i coniugi (e che, fosse contestato, andrebbe tolto da entrambi i conteggi). Il costo dell’energia elettrica va espunto perciò dal fabbisogno minimo della moglie. Non quello del gas, che in concreto appare destinato al riscaldamento dell’abitazione e che fa parte del costo dell’al­loggio, come nel costo dell’alloggio rientra la tassa per il controllo dell’impian­to di combustione e la spesa per la pulizia della canna fumaria.
h) L’appellante insta infine perché si tolga dal fabbisogno minimo della moglie l’indennità di fr. 300.– mensili per vacanze e la spesa di fr. 140.– mensili per l’ab­bonamento alla palestra. La richiesta rimette in causa il problema di sapere quali costi possano essere inclusi nel fabbisogno minimo «allargato» di un coniuge ove si tratti di calcolare contributi di mantenimento in applicazione del metodo che consiste nel dedurre dal reddito complessivo dei coniugi i fabbisogni minimi, suddividendo l’eccedenza a metà (sopra, consid. b e c). Al minimo esistenziale del diritto esecutivo non può cumularsi infatti ogni spesa di qualunque natura solo perché l’esborso rientrava nel tenore di vita dei coniugi prima della separazione. Le possibili aggiunte al minimo esistenziale del diritto esecutivo, esemplificate dianzi (consid. b), devono essere correlate a quanto occorre per il sostentamento del coniuge. Spese per esercizi di forma fisica, attività di svago, passatempi agonistici o vacanze non rientrano nel fabbisogno minimo. Nel caso specifico le voci di fr. 140.– mensili per «abbonamento fitness» e di fr. 300.– mensili per vacanze vanno espunte perciò dal fabbisogno minimo del­l’istante, come va tolta dal fabbisogno minimo dell’appellante l’analoga posta di fr. 300.– mensili per vacanze (sopra, consid. 5d). A tali spese ogni coniuge dovrà provvedere, se mai, con la propria quota di eccedenza.
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