Source: http://www.nuovoimaie.it/cronistoria-imaie/
Timestamp: 2018-01-21 22:42:21+00:00
Document Index: 137581580

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 7', 'art 7', 'art. 82', 'art. 7', 'art. 71', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 700', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 35']

Cronistoria Imaie - NUOVOIMAIENUOVOIMAIE
NUOVOIMAIE / / Cronistoria Imaie
SPIEGAZIONE ACRONIMI – RUOLI E FUNZIONI – RELAZIONI TRA COMPETITOR
AIE: Artisti Interpreti Esecutori
C.d.A.: Consiglio di Amministrazione
DPCM: Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri
GdF: Guardia di Finanza
IMAIE: Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori (dal 14 luglio 2009 IMAIE in liquidazione)
L.d.A.: legge sul diritto d’autore e diritti connessi (L. 633/41)
MIBAC: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
OO.SS.: Organizzazioni Sindacali
Da Statuto, il Direttore Generale non è un componente del C.d.A., ma un dirigente, lavoratore subordinato che ha il compito di eseguire le decisioni assunte dal Consiglio, attua le delibere, partecipa al C.d.A. per rispondere al Consiglio e avanzare proposte. Il Direttore Generale Maila Sansaini è l’unico dirigente del vecchio e del Nuovo IMAIE, non è un organo statutario, non è un amministratore, non ha diritto di voto in Consiglio di Amministrazione, nei Comitati ed in Assemblea. Il Direttore Generale guadagna ca. € 4.600,00 netto al mese pari a ca. € 121.000,00 lorde annue, in base al contratto di lavoro stipulato con IMAIE e approvato dal C.d.A..
Andrea Miccichè è il Presidente del Nuovo IMAIE, avvocato, legale del vecchio IMAIE, quale legale si occupava delle cause contro gli utilizzatori inadempienti, non della gestione, si occupava di stipulare contratti soprattutto con SCF (Associazione di produttori di fonogrammi).
Daniela Di Marino, Isabella Longo, Alessandro Marconi e Debora Sansaini sono dipendenti con funzione di quadro e non sono dirigenti.
La compagine gestionale dell’Istituto, citata nella relazione di estinzione del Prefetto, è rappresentata dal C.d.A. che ha i poteri decisionali. I consiglieri di amministrazione sono gli amministratori dell’Istituto.
Relazioni tra competitor
Il Presidente di Itsright, Gianluigi Chiodaroli, è l’ex Presidente di SCF (2002-2010), della stessa SCF (prima FIMI) che dichiarava cedenti molti artisti delle etichette discografiche associate. Alla data di redazione del presente documento Itsright risulta una società che gestisce contemporaneamente i diritti connessi dei produttori di fonogrammi (che per legge devono versare il 50% dei diritti incassati agli AIE) e degli AIE; è accreditata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, quale società di collecting.
AIE 77, il cui Presidente è Domenico Del Prete, ex Presidente, Vicepresidente e consigliere di amministrazione dell’IMAIE, scrive sul proprio sito di aver stipulato un accordo con Itsright. Per anni IMAIE e SCF si sono contrastate, anche per vie legali, in relazione ai compensi maturati dagli artisti ai sensi dell’art. 73 L. 633/41, che SCF non corrispondeva agli artisti. Alla data di redazione del presente documento, AIE 77 non risulta accreditata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, quale società di collecting.
Artisti 7607, la cui Presidente è Cinzia Mascoli, socio dell’IMAIE, beneficiaria, continuativamente, di contributi ai sensi dell’art. 7 L. 93/92 dal 2005 al 2007, ha stipulato a sua volta un accordo con Itsright per la ripartizione dei diritti. Alla data di redazione del presente documento, Artisti 7607 non risulta accreditata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, quale società di collecting, nonostante la stessa associazione sia stata la maggiore esponente della campagna pro liberalizzazione e si sia battuta, coinvolgendo tutte le forze politiche, per l’emanazione del decreto sui requisiti minimi delle società di collecting.
IL DIRITTO CONNESSO DEGLI ARTISTI
L’oggetto della tutela è l’opera: l’opera cinematografica e/o assimilata in qualunque formato (es. film, film per la tv, telefilm seriali, serie e miniserie televisive, telenovelas, soap operas, situation comedies, documentari, cortometraggi, film di animazione) e la registrazione fonografica, in qualunque formato, su cui è fissata un’interpretazione artistica.
Quando un’opera cinematografica e/o assimilata viene sfruttata economicamente e/o pubblicamente utilizzata, attraverso qualsiasi modalità (es. trasmissione televisiva, vendita e noleggio dvd, diffusione in luoghi pubblici tramite televisione, messa a disposizione del pubblico via web, ecc.) agli artisti, interpreti ed esecutori spetta un equo compenso (irrinunciabile, ad eccezione dei diritti del settore musicale relativi all’utilizzazione del fonogramma che possono essere ceduti, caso unico in Europa, dall’artista al produttore discografico) che è a carico di coloro che esercitano i diritti di sfruttamento per ogni distinta utilizzazione economica (utilizzatori).
Quando una registrazione fonografica (ad es. CD, MP3) viene trasmessa via radio, televisione, internet, via cavo, via satellite oppure diffusa in luoghi pubblici (discoteche, locali, negozi, ecc.) o comunque riutilizzata pubblicamente, spetta agli artisti, interpreti ed esecutori e ai produttori fonografici il diritto a ricevere un equo compenso.
L’equo compenso spettante agli artisti nasce, quindi, in relazione all’utilizzo dell’opera registrata da essi interpretata. Pertanto l’entità del compenso spettante agli artisti viene determinata in base all’utilizzo effettivo delle opere stesse (es. numero di passaggi radiofonici, numero di home video venduti, ecc.), a prescindere dal numero degli artisti che vi abbiano preso parte ed a prescindere dai ruoli da essi interpretati nell’opera stessa.
A seconda quindi del tipo di utilizzo e in proporzione allo stesso, ogni opera matura un determinato compenso (es. un film o un fonogramma riutilizzato solo una volta su un canale matura un compenso più basso dell’opera messa in onda su più canali e poi anche venduto in DVD).
Agli effetti della tutela accordata dalla legge sul diritto d’autore, si comprendono nella denominazione di artisti interpreti e di artisti esecutori:
1) coloro che sostengono nell’opera o composizione drammatica, letteraria o musicale, una parte di notevole importanza artistica, anche se di artista esecutore comprimario;
2) i direttori dell’orchestra o del coro;
La legge parla chiaro: il diritto non spetta indistintamente a tutti gli artisti interpreti esecutori presenti in un’opera, ma soltanto a coloro i quali all’interno dell’opera ricoprono un ruolo di artista primario o comprimario, escludendo così da questa tutela tutti gli artisti cosiddetti di fila.
Non altrettanto chiaramente però stabilisce quali siano i criteri per individuare all’interno dell’opera, al di là dell’artista primario, gli artisti comprimari.
LA GESTIONE COLLETTIVA DEI DIRITTI CONNESSI DEGLI ARTISTI
L’attività di gestione collettiva dei diritti connessi degli artisti interpreti ed esecutori ha per oggetto l’amministrazione e la ripartizione del cosiddetto “equo compenso” dovuto agli artisti in conseguenza della pubblica diffusione, comunicazione, trasmissione e riutilizzazione delle registrazioni fonografiche da essi eseguite e delle opere cinematografiche o assimilate da essi interpretate (artt. 73, 73 bis, 80, 84, 180 bis Legge sul diritto di autore n. 633/41 c.d. LDA).
L’attività di gestione collettiva dei diritti connessi deve essere svolta seguendo determinati criteri volti, essenzialmente.
1. alla determinazione dell’equo compenso dovuto per ciascuna opera;
2. all’individuazione degli aventi diritto;
3. alla definizione delle modalità di ripartizione, tra di essi, di detto compenso.
Nel settore musicale, spetta ai produttori discografici il compito di incassare dagli utilizzatori (es. radio, televisioni, discoteche) i compensi derivanti dalla trasmissione e pubblica diffusione dei fonogrammi e quindi versare il 50% di quanto incassato agli artisti ovvero alla loro società di collecting.
Diversamente, nel settore audiovisivo la determinazione dei compensi spettanti agli artisti per la trasmissione, comunicazione al pubblico e per ogni distinta utilizzazione economica delle opere cinematografiche o assimilate spetta alla società di gestione dei diritti, che negozia direttamente con gli utilizzatori (emittenti televisive, distributori di home video, video content provider, esercizi pubblici ecc.) l’entità dei compensi stessi.
La società di gestione collettiva degli artisti deve quindi concludere accordi con gli utilizzatori e con i produttori discografici/associazioni di categoria dei produttori in cui stabilire termini e modalità di pagamento dei compensi dovuti agli artisti e contenuti e termini della rendicontazione necessaria per individuare l’utilizzo dell’opera filmica o musicale.
La società di collecting deve quindi procedere all’individuazione degli artisti aventi diritto, presenti in ciascuna opera utilizzata. E’ bene ricordare che, mentre gli autori di un’opera dell’ingegno sono soggetti espressamente individuati dalla legge (ad es. l’autore e il compositore di un brano musicale) e che, quindi, per ogni singola opera dell’ingegno il dato identificativo degli aventi diritto è univoco e immutabile, l’identificazione degli artisti aventi diritto richiede un’attività di interpretazione.
Una volta identificato il numero di aventi diritto presenti in ogni opera e suddivisi gli stessi tra primari e comprimari, la società di collecting deve procedere alla ripartizione dei compensi, suddividendo, analiticamente, tra tutti gli artisti l’importo attribuito ad ogni opera.
Conformemente a quanto stabilito dall’art 7 della legge 100/10 (legge istitutiva del Nuovo IMAIE) e dallo Statuto, il Nuovo IMAIE ha adottato il Regolamento di ripartizione che stabilisce:
• i criteri di calcolo del compenso da imputare ad ogni singola opera su base analitica;
• i criteri per individuare il cast di ogni singola opera;
• i criteri per suddividere gli artisti tra primari e comprimari presenti in un‘opera;
• i criteri di ripartizione delle quote spettanti ai primari e ai comprimari;
• l’attivazione di procedure di revisione laddove siano riscontrati degli errori nell’individuazione di un artista all’interno di un’opera (ruolo omesso o errata attribuzione di ruolo).
Detto regolamento, come tutti gli altri in vigore, è stato approvato dalle Autorità vigilanti (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Ministero per i Beni e le attività culturali e Ministero del Lavoro e delle politiche sociali).
Accordi nel campo del settore musicale
Nuovo IMAIE ha stipulato con le principali associazioni di categoria dei produttori – AFI (Associazione dei Fonografici Italiani) SCF (Società Consortile Fonografici) PMI (Produttori Musicali Indipendenti) e AUDIOCOOP – accordi quadro volti a regolamentare le modalità di erogazione a Nuovo IMAIE dei compensi spettanti agli artisti del settore musicale (pari al 50% di quanto incassato dai produttori) e a definire i contenuti, i tempi e le modalità di trasmissione a Nuovo IMAIE dei dati identificativi dei fonogrammi pubblicati e dei relativi artisti aventi diritto.
Accordi nel campo del settore audiovisivo
Dopo un’intensa attività di mappatura e identificazione analitica di tutti i soggetti che, sia attraverso i canali distributivi tradizionali che attraverso i nuovi media, diffondono e sfruttano opere cinematografiche e assimilate, Nuovo IMAIE ha, ad oggi, finalizzato oltre 90 accordi con diverse categorie di utilizzatori che comprendono l’emittenza televisiva (emittenti televisive nazionali, free e a pagamento, digitali, satellitari, emittenti private) i distributori di home video (anche per la vendita in abbinamento editoriale) e una realtà variegata di altri soggetti che utilizzano o diffondono opere cinematografiche o assimilate (aziende di telefonia mobile per la messa a disposizione al pubblico di contenuti audiovisivi, compagnie aeree per la pubblica diffusione di opere cinematografiche, IPTV, ecc).
Sulla base dei criteri sopra brevemente descritti, ed una volta incassato il compenso pro opera, Nuovo IMAIE provvede a:
• individuare il numero degli artisti aventi diritto presenti in ogni singola opera ai sensi dell’art. 82 L.d.A.;
• suddividere gli artisti individuati tra artisti primari e artisti comprimari;
• definire i compensi da attribuire agli artisti primari e comprimari che abbiano preso parte ad ogni singolo fonogramma o singola opera cinematografica o assimilata;
• versare ad ogni artista il compenso dovuto.
E’ da sottolineare che, fino alla data attuale, Nuovo IMAIE ha provveduto a ripartire i diritti non solo a favore dei propri iscritti, ma anche di coloro che non hanno conferito alcun mandato a Nuovo IMAIE.
Repertorio video e audio
L’Istituto ha divulgato, sul proprio sito web, il repertorio video (opere cinematografiche e di fiction) e audio (registrazioni musicali) oggetto di tutela al fine di:
• garantire la massima trasparenza;
• consentire a tutti gli artisti interessati di poter conoscere la propria posizione (se di artista primario o comprimario);
• permettere loro di verificare i passaggi e gli utilizzi delle opere cui hanno preso parte;
• chiedere la correzione di eventuali dati errati od incompleti.
Con riferimento a tale ultimo profilo, Nuovo IMAIE ha provveduto ad attivare procedure di revisione dell’individuazione e classificazione degli artisti, che consentono, in caso di errori ed omissioni, di corrispondere i compensi in favore di quegli artisti eventualmente omessi o ai quali sia stato attribuito un ruolo sbagliato.
Il Governo Monti ha voluto aprire al libero mercato l’attività di intermediazione dei diritti connessi degli artisti: ciò significa che qualunque soggetto, dotato di un minimo di organizzazione e di un minimo di risorse economiche potrà svolgere attività di gestione dei diritti degli artisti che gli daranno mandato.
Ma perché il Governo Monti ha voluto liberalizzare il settore? Per garantire, attraverso la nascita di più imprese operanti in concorrenza tra loro, una maggiore “economicità” del sistema e una maggiore partecipazione degli artisti.
una liberalizzazione non ponderata
Evidentemente il Governo Monti, dopo un approfondito esame del quadro normativo di riferimento dei diritti degli artisti, dopo una verifica sulla “maggiore economicità” di un sistema in concorrenza, dopo un confronto diretto con gli artisti e dopo un’attenta valutazione delle conseguenze di una liberalizzazione, ha ritenuto che tale intervento normativo fosse necessario. Peccato che tutto ciò non sia avvenuto e che, da un giorno all’altro, il sistema di gestione dei diritti degli artisti sia stato rivoluzionato senza alcun riguardo per ciò che questo avrebbe comportato. L’iter che ha animato la liberalizzazione aveva quindi come unico obiettivo quello di scardinare il “monopolio” di Nuovo IMAIE e non invece quello di garantire una maggiore tutela dei diritti degli artisti.
La domanda è la seguente: con la liberalizzazione viene garantita la tutela dei diritti degli artisti? Certamente no.
La realtà è che la liberalizzazione apre la strada ad un vero e proprio caos dove la categoria artistica sarà l’unica vera vittima. Non è difficile immaginare lo scenario.
– Prima criticità: la liberalizzazione porterà al blocco dell’attività di riscossione dei compensi e quindi della ripartizione degli stessi. Come è pensabile, che un utilizzatore (una emittente, una radio) sia disponibile a pagare, per lo stesso diritto, più società, con conseguente aggravio anche dei propri costi di gestione accordi e di rendicontazione? E ancora, come sarà possibile incassare i compensi per l’utilizzo o la diffusione di film o di brani musicali i cui artisti saranno tutelati da enti diversi? E ancora, con quali criteri si potranno ripartire i compensi derivanti dall’uso di opere i cui artisti saranno tutelati da enti diversi?
– Seconda criticità: la liberalizzazione crea un’inaccettabile disparità di trattamento tra gli artisti. Ogni impresa, in concorrenza con le altre, lotterà per ottenere il mandato dagli artisti “più redditizi” a discapito di artisti comprimari e meno noti; ogni impresa tenderà a stabilire dei criteri per individuare degli aventi diritto e dei criteri per ripartire i compensi che, verosimilmente, saranno a vantaggio dei propri iscritti, creando un’inaccettabile disparità di trattamento all’interno della categoria artistica.
– Terza criticità: chi si occuperà della tutela dei diritti degli artisti che non daranno mandato a nessun ente?
Questi alcuni degli interrogativi totalmente sottovalutati nell’iter legislativo che ha portato alla liberalizzazione.
LA NASCITA DELL’IMAIEM
L’IMAIEM (Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori Musicali) nasce il 16 settembre 1977, fondato dalle Federazioni dello spettacolo di CGIL, CISL e UIL, come libera associazione tra Artisti Interpreti Esecutori con lo scopo di proteggere la loro prestazione professionale e far valere i loro diritti. All’inizio della sua storia, non era dotata di una sede né di una struttura operativa, ma si appoggiava per le attività alle sedi dei tre sindacati sopra menzionati. Nel 1961 a Roma alcuni paesi, tra cui l’Italia, firmano una convenzione internazionale (Convenzione di Roma) in cui si riconosce la protezione nei territori degli stati firmatari, dell’utilizzazione del fonogramma in relazione ai diritti di utilizzazione secondaria (comunicazione al pubblico) dei produttori e degli Artisti Interpreti Esecutori. A seguito di tale convenzione, la legge sul diritto d’autore introduce agli articoli 73 e 73 bis, l’obbligo da parte degli utilizzatori, di versare ai produttori di fonogrammi, anche per mezzo delle loro associazioni di categoria, un equo compenso in relazione all’utilizzo di ogni fonogramma. I DPCM n. 252 del 1 settembre 1975 e n. 250 del 15 luglio 1976, oltre a fissare la misura del compenso dovuto dagli utilizzatori per il suddetto utilizzo in assenza di accordo tra le parti (produttore e utilizzatore), prevedono che i produttori di fonogrammi devono accantonare il 50% di ciò che incassano dalle televisioni, dalle radio e dalle discoteche in favore degli Artisti Interpreti Esecutori.
La legge 5 febbraio 1992 n. 93 riconosce all’IMAIE, quale Istituto fondato dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, firmatarie dei contratti collettivi nazionali, il compito di tutelare i diritti degli artisti nonché difendere e promuovere gli interessi collettivi delle categorie. Tale legge introduce, altresì, il diritto di copia privata (ratificando la direttiva europea 92/100) in favore degli AIE del settore musicale. L’art. 7 della legge 93/92 attribuisce all’IMAIE la tutela e la promozione della categoria con le somme di cui all’art. 71 octies 633/41 (50% copia privata video) e da quelle, nel settore musicale, non imputabili o non riscosse dagli artisti, entro i termini stabiliti nella legge stessa.
A far data dall’emanazione della legge 93/92, l’IMAIE si dota di una sede stabile, avvia l’attività di lavorazione dei tabulati provenienti dai produttori di fonogrammi e dagli utilizzatori, comincia ad avere una struttura operativa e dei dipendenti.
Nel frattempo con le due associazioni di produttori di fonogrammi FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) – che rappresenta le major internazionali (Sony, BMG, Warner, ecc.) – e AFI (Associazione Fonografici Italiani) – che rappresenta maggiormente etichette discografiche italiane – nasce un contenzioso in quanto sono inadempienti sia nella trasmissione dei dati che nel trasferimento delle somme incassate; si rifiutano infatti di corrispondere ad IMAIE il 50% dei compensi incassati in favore degli AIE, sostenendo che la cifra riscossa fino a quel momento (a partire dal 1976), ammontante a circa 44 miliardi di lire (depositata su un conto denominato conto B), sia di loro competenza in quanto imputabile a:
• compensi spettanti agli artisti USA (paese che non ha sottoscritto la Convenzione di Roma e quindi repertorio non tutelato);
• cessione da parte degli AIE nei contratti con i singoli produttori discografici, dei loro diritti in favore di questi ultimi.
L’IMAIE chiede allora alle due associazioni la metà della cifra spettante, imponendo altresì che per l’ulteriore 50% sia a carico dei discografici dimostrare che quei compensi spettano ad AIE statunitensi anziché siano stati ceduti da AIE italiani.
Il contenzioso termina con AFI il 16.07.1999 con la transazione che stabilisce il trasferimento di dati e somme di competenza AIE ad IMAIE e con FIMI – che ha trasferito nel frattempo la gestione del diritto connesso a SCF (Società Consortile Fonografici) – il 15.01.2002 con la firma di un regolamento di esecuzione. La cifra trasferita a IMAIE ammonta a poco più di 22 miliardi di lire. Il Presidente di SCF, all’epoca dei fatti, era Gianluigi Chiodaroli, attuale Presidente di Itsright (competitor di Nuovo IMAIE per effetto della liberalizzazione), collegato alle associazioni Artisti 7607 (Presidente Cinzia Mascoli) e AIE77 (Presidente Domenico Del Prete, ex amministratore di IMAIE).
Dopo la conclusione degli accordi, AFI e SCF cominciano a corrispondere le somme dovute ad IMAIE.
Nel 1994 l’Istituto è eretto ad Ente Morale, senza scopo di lucro.
Con il decreto 26 maggio 1997 n.154, attuazione della direttiva 93/98/CEE, il diritto all’equo compenso viene esteso alle utilizzazioni delle opere cinematografiche da parte di chi ne effettua lo sfruttamento con qualsiasi mezzo, con riconoscimento a partire dal 1 gennaio 1998. A differenza del settore musicale viene attribuito all’IMAIE il potere di stringere direttamente accordi con gli utilizzatori. All’inizio l’Istituto incontra diverse difficoltà nella trattativa, ma nel giugno del 2000 riesce a concludere il suo primo accordo con RAI, poi con RTI, poi con Telemontecarlo (attuale La7).
Nel 1997 l’IMAIE, in applicazione alle direttive dell’Unione Europea invia formale disdetta a tutte le società di collecting europee con le quali aveva sottoscritto accordi di reciprocità di tipo B – accordi che non prevedevano scambio di dati e compensi per gli artisti rappresentati dalle due società firmatarie – per pervenire alla stipula di accordi cosiddetti di tipo A (tuttora in vigore) che prevedono un reale scambio di dati e compensi sulla base dei mandati degli AIE conferiti alle due società firmatarie.
Dalla sua nascita fino al riconoscimento del diritto anche al settore audiovisivo, l’IMAIE disponeva di un Consiglio di Amministrazione che, a parte i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali, il Collegio dei Revisori e il Collegio dei Probiviri, prevedeva soltanto artisti del settore musicale. A partire dal 27.06.2000 – data in cui l’Assemblea dei soci decide di procedere alla modifica statutaria che riguarda la composizione del C.d.A. stabilendo che il Consiglio sia composto da 12 membri, 6 designati dalle OO.SS. e 6 eletti dagli artisti (3 per il settore musicale e 3 per il settore audiovisivo) – gli attori, all’inizio dietro coptazione e nel numero di 5, entrano a far parte del Consiglio di Amministrazione fino alla rielezione degli organi collegiali del 03.06.2002. All’interno del Consiglio di Amministrazione vi è la Presidenza composta da tre sindacalisti nominati da CGIL, CISL e UIL che assumono, a turno, ogni tre anni la funzione di Presidente legale rappresentante.
L’IMAIE DIVENTA UN’AZIENDA
Nel 2003, il Consiglio di Amministrazione decide di dotarsi della figura del Direttore Generale affidando alla stessa la gestione dell’Istituto, lasciando al Comitato di Presidenza, formato da tre rappresentanti delle OO.SS., la funzione politica e le trattative con gli utilizzatori. Dal 1 aprile 2003 viene, pertanto, nominata, all’unanimità, Maila Sansaini quale Direttore Generale, già dipendente dell’IMAIE dal 1994, ex responsabile del CED (Centro Elaborazione Dati), rientrata nel 2003 dopo un anno di aspettativa non retribuita. Nel frattempo, la struttura organizzativa che dal 1992 si è ingrandita acquisendo nuove risorse, con la nomina del Direttore Generale, si delinea in un organigramma funzionale alle esigenze di un Istituto che conta ca. 400 soci e che rappresenta l’intera categoria artistica sia sul territorio nazionale che internazionale, grazie agli accordi di reciprocità conclusi con le società di collecting estere. Il Direttore Generale lavora alacremente per individuare gli aventi diritto e ripartire le somme incassate, diventate ingenti nel corso degli anni 1992-2002; sotto la sua gestione, dal 2003 al 2008, vengono distribuiti, di diritti individuali, circa € 18.500.000,00 dei circa € 20.300.000,00 pagati nell’arco del periodo 1992-2008, viene creato un sistema informatico prima inesistente, viene riorganizzata tutta la struttura operativa. Nel maggio del 2005 gli uffici IMAIE ottengono dalla società svizzera SQS la certificazione di qualità UNI ENI ISO 9001:2000 a riprova della correttezza e della trasparenza delle procedure adottate.
Soprattutto per il settore musicale il compito di individuazione è molto arduo in quanto i dati forniti da SCF, nonostante l’art. 5 comma 1 della L. 93/92 stabilisca che siano i produttori a fornire la documentazione necessaria alla identificazione degli aventi diritto, sono solo parzialmente idonei alla corretta individuazione dell’interprete principale del brano perché:
– il principale utilizzatore (RAI) invia ad SCF soltanto titolo brano, autore e produttore discografico;
– SCF integra tali informazioni indicando l’interprete ove reperibile e senza qualificare lo stesso come interprete singolo o gruppo, o indicare se il nominativo inserito è il nome anagrafico o lo pseudonimo;
– per una rilevante parte dei brani non viene indicato l’interprete, ma una dicitura generica (orchestrale, anonimo, strumentale).
A tutto ciò si aggiunga che il repertorio musicale genera milioni di utilizzazioni in quanto ogni singolo passaggio di durata superiore a 3 secondi genera un compenso.
A causa di tale difficoltà, la Presidenza dell’IMAIE, già dal 2002, quindi prima della nomina del Direttore Generale, avvia una collaborazione con i maestri Mario De Martini e Stefano Trasimeni, possessori di un vasto archivio discografico i cui dati sarebbero stati confrontati con i tabulati forniti da RAI e MEDIASET.
Nel 2004 la CGIL, sensibile alle richieste che pervengono dagli artisti, apre un conflitto all’interno del C.d.A. chiedendo che i sindacati facciano un passo indietro, lasciando spazio alla componente artistica. A dimostrazione delle sue intenzioni, ritira dal Consiglio i suoi delegati per diversi mesi.
Il 17 gennaio 2005, l’Assemblea dei Soci approva alcune modifiche statutarie che cambieranno in parte l’assetto dell’Istituto. Le tre più importanti riguardano la composizione degli organi collegiali:
1) nasce l’Assemblea dei Delegati dei Soci, una sorta di parlamentino eletto da tutti i soci dell’Istituto appartenenti ai due settori musicale e audiovisivo, che consterà di 30 rappresentanti del settore musicale e 30 del settore audiovisivo.
2) il C.d.A. è composto da 6 rappresentanti delle OO.SS., 4 artisti dell’area musicale e 4 dell’area audiovisiva eletti dall’Assemblea.
3) Il Presidente è un artista e viene eletto a turnazione tra i consiglieri della musica e quelli dell’audiovisivo.
Il 13 luglio 2005 si svolgono le elezioni degli organi collegiali dell’IMAIE, viene eletta l’Assemblea dei Delegati dei Soci, a settembre viene eletto il Consiglio di Amministrazione e i Comitati Audio e Video e nel corso del primo C.d.A. del 1 ottobre 2005 viene eletto il Presidente appartenente al settore musicale nella persona di Sergio Perticaroli.
Le elezioni, cui partecipano 2 liste di cui “Consolidare l’IMAIE” vicina alla CISL/UIL, l’altra “+ Diritti” vicina alla CGIL, sono vinte dalla lista presentata da CISL e UIL – presentatore di lista Bruno Zino – e perse dalla CGIL – presentatore di lista Otello Angeli. In questo modo la CGIL, all’interno dell’assemblea dei delegati dei soci, ha ottenuto 16 seggi su 30 nel settore audiovisivo e 5 su 30 nel settore musicale, riuscendo così a far eleggere 2 componenti del settore audiovisivo nel C.d.A. (Ghini e Modugno) e nessuno nel settore musicale. La maggioranza in Assemblea e in C.d.A. rimane quindi alla lista della CISL e della UIL.
2007: L’ANNO DELLA CRISI
Consiglio di Amministrazione (C.d.A.)
Il C.d.A. dell’IMAIE è composto da 6 rappresentanti designati dalle organizzazioni sindacali (OO.SS.) maggiormente rappresentative a livello nazionale (CGIL, CISL e UIL), 2 ad organizzazione, e 8 rappresentanti dell’area artistica, 4 dell’area musicale e 4 dell’area audiovisiva, eletti dall’Assemblea dei delegati dei soci. Il Presidente dell’Istituto, eletto dal C.d.A. all’interno dell’area artistica, rappresentante legale, è coadiuvato nelle sue mansioni dal Comitato di Presidenza composto da 3 dei 6 rappresentanti delle OO.SS. che siedono nel C.d.A..
All’epoca dei fatti, che si racconteranno di seguito, il C.d.A. era composto da:
Sergio Perticaroli – Presidente, area musicale
Domenico Del Prete – vicepresidente rappresentante FISTEL CISL (OO.SS.)
Otello Angeli – vicepresidente rappresentante SLC CGIL (OO.SS.)
Francesco Cisco – vicepresidente rappresentante UILCOM UIL (OO.SS.)
Angelo Venturini – consigliere di amministrazione rappresentante FISTEL CISL (OO.SS.)
Maurizio Feriaud – consigliere di amministrazione rappresentante SLC CGIL (OO.SS.)
Natalino Palombo – consigliere di amministrazione rappresentante UILCOM UIL (OO.SS.)
Edoardo Vianello – consigliere di amministrazione area musicale
Vincenzo Canali – consigliere di amministrazione area musicale
Stefano Torossi – consigliere di amministrazione area musicale
Mariarosaria Omaggio – consigliere di amministrazione area audiovisiva
Ludovica Modugno – consigliere di amministrazione area audiovisiva
Massimo Ghini – consigliere di amministrazione area audiovisiva
Domenico Palmara – consigliere di amministrazione area audiovisiva
Il Collegio dei Revisori dei Conti – organo di controllo interno che aveva l’obbligo di controllare la conformità degli atti e delibere assunti dall’Istituto rispetto alla legge e allo Statuto e la correttezza amministrativa e contabile – era composto da:
Giuseppe Ferrazza – Presidente, nominato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC)
Alessandra Franzone – revisore, nominata dal Ministero per il Lavoro
Eugenio Capoferro – revisore, eletto dall’Assemblea dei delegati dei soci
Come già spiegato, tra i compiti istituzionali dell’IMAIE, oltre all’incasso e alla ripartizione dei diritti individuali degli artisti interpreti esecutori, la legge affida all’Istituto l’incarico di gestire dei fondi per lo studio, la promozione e la ricerca in favore delle categorie degli stessi artisti interpreti esecutori (art. 7 L. 93/92). I fondi gestiti da IMAIE, diritti individuali e collettivi, non provengono in alcun modo dallo Stato.
L’IMAIE ha svolto questa funzione, fin dalla sua costituzione (1992), prevalentemente concedendo finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti artistici in base ad istanze pervenute dagli artisti o da associazioni ed organismi attivi nel mondo della produzione culturale, in assenza di un regolamento e di criteri di valutazione.
SCOPERTA DELLE TRUFFE – DENUNCIA QUERELA
Nel 2007, a seguito dello sblocco della ripartizione relativa ad annualità arretrate, i fondi da destinare alle attività promozionali ammontavano a ca. 24 milioni di euro. Fino a quel momento, i fondi erano stati distribuiti in assenza di un regolamento e di criteri ben precisi, in modo discrezionale e la base associativa chiedeva pertanto un intervento strutturato. Per questo il C.d.A. emana un regolamento che stabilisce le modalità di accesso e di erogazione dei finanziamenti, definitivamente approvato dall’Assemblea dei delegati dei soci in data 22.02.2007. In particolare, il bando prevede due tipologie di attività sovvenzionabili:
– una di tipo A) indiretta a cui possono accedere singoli aventi diritto od organismi, presentando domanda con allegato il progetto e il preventivo di costi, domanda che deve essere sottoposta al vaglio dei Comitati audio e video (composti dalla Presidenza, dai 4 artisti consiglieri di amministrazione della corrispettiva area e da due artisti dell’Assemblea dei delegati dei soci) che decidono l’eventuale finanziamento, senza deliberare. In base al preventivo presentato dall’istante, che deve comprendere il capitolo delle entrate e delle uscite, l’IMAIE può erogare fino ad un massimo del 70% delle spese presentate. Gli istanti, una volta ottenuto il finanziamento, devono dimostrare di aver svolto il progetto e consegnare rendicontazione finanziaria delle spese sostenute, tramite l’esibizione di fatture e ricevute;
– una di tipo B) che prevede l’automatismo del finanziamento sulla base della verifica del requisito minimo dei richiedenti di avente diritto. Il progetto è libero, deve contenere l’indicazione del numero degli artisti coinvolti, prevede una quota fissa a progetto e delle quote fisse per gli artisti coinvolti a seconda se gli stessi siano aventi diritto o artisti che non hanno maturato alcun compenso (contributo minimo € 9.376,00). Il finanziamento non può superare la cifra di € 20.000,00. Gli istanti, una volta ottenuto il finanziamento, devono dimostrare di aver svolto il progetto, consegnando semplicemente copia del CD o DVD o locandina dello spettacolo realizzato, senza alcun obbligo di rendicontazione finanziaria.
Il Regolamento, oltre a prevedere modalità automatiche di assegnazione dei contributi e forme sommarie di rendicontazione dei progetti, contempla, tra l’altro, la possibilità, impropria, di delegare soggetti terzi all’incasso del credito e all’adempimento delle formalità previste. Per la presentazione delle domande è sufficiente scaricare e riempire un modulo dal sito dell’IMAIE – modulo che sarà più volte modificato su disposizione della Presidenza rendendo sempre più generici i dati inseriti dagli istanti – nel periodo intercorrente tra il 03.03. e il 31.03.2007, prolungato poi fino al 15.04.2007. Da maggio a settembre vengono inviate agli istanti le lettere di finanziamento, successive alle delibere del C.d.A..
In base al regolamento sono stati attribuiti circa 20 milioni di euro in favore di 1.513 progetti per cui diversi soggetti avevano presentato richiesta, suddivisi in ca. € 8.000.000,00 al tipo A, ca. € 12.000.000 al tipo B. L’incidenza per settori è la seguente:
– Tipo A: totale 360 progetti di cui 197 musica e 163 audiovisivo;
– Tipo B: totale 1.141 progetti di cui 723 musica e 418 audiovisivo;
– Attività diretta: totale 10 progetti di cui 6 musica e 4 audiovisivo;
– Attività diretta intersettoriale 2 progetti.
In seguito alle segnalazioni degli uffici dell’Istituto preposti al controllo e alla gestione delle pratiche, nel mese di giugno 2007 il Direttore Generale sottopone al Consiglio di Amministrazione un documento che espone una serie di criticità, anche relative alla conformità alle norme vigenti, riguardanti principalmente i meccanismi di liquidazione dei contributi, a fronte del quale non vengono adottate significative azioni correttive, nonostante i puntuali richiami del Collegio dei Revisori dei Conti. In particolare, i Revisori dei Conti e il consulente fiscale dell’Istituto segnalano più volte la pericolosità della delega all’incasso.
Inoltre, da una verifica degli uffici, effettuata prima dell’erogazione del finanziamento, risulta che molte domande presentate, non sono compilate correttamente in quanto:
– riportano numeri di telefono errati o inesistenti (in alcuni casi il campo telefono della domanda è riempito da zeri);
– le mail sono inesistenti, over quota e spesso create con lo stesso provider;
– gli indirizzi postali non corrispondono o sono incompleti (nella domanda è segnalato un indirizzo diverso da quello che appare sul documento di identità e da quello riportato sulla busta contenente la domanda);
– non contengono adeguate descrizioni dei progetti (es.: generica produzione di CD di musica classica o di spettacolo teatrale, ecc.).
Tra l’altro, tra i progetti presentati e finanziati, meritano una citazione particolare:
– progetto che prevede una settimana di soggiorno ad Albano in beauty farm per 20 VIP dello spettacolo che dipingono a scopo di beneficenza;
– ristrutturazione della toilette di uno studio di registrazione.
Nel mese di settembre 2007, gli uffici scoprono una serie di irregolarità nella rendicontazione dei progetti:
– copertine di CD con bollini SIAE contraffatti (abrasi, parzialmente leggibili o addirittura appartenenti ad altra pubblicazione);
– registrazioni musicali scadenti (campionatura e non frutto di un’interpretazione) di repertorio di pubblico dominio;
– spettacoli teatrali mai realizzati (la location indicata nella locandina non era un teatro bensì un agriturismo chiuso nei mesi da giugno ad ottobre, mentre la data indicata di svolgimento era il 25 agosto);
– richiedenti che appartenevano ad una stessa famiglia;
– richiedenti che vivevano in uno stesso stabile;
– artisti di età avanzata che erano interpreti e/o esecutori di prodotti new-age (es.: musica tecno, forse semplice prestanomi);
– società delegate all’incasso non iscritte alla Camera di Commercio o la cui partita IVA risultava chiusa prima della richiesta di finanziamento;
– artisti che dichiarano di non aver mai fatto domanda o di non aver mai partecipato ad alcun progetto;
– fatture false a rendiconto del tipo A);
– numerose deleghe all’incasso concentrate nelle mani di poche società;
– stessi amministratori per le società delegate all’incasso;
– finanziamenti a domande i cui progetti erano stati realizzati antecedentemente alla lettera di finanziamento.
Il Direttore Generale, che non ha mai partecipato a nessun Comitato Audio o Video per espressa volontà della Presidenza, presenta tutte le criticità ai componenti della Presidenza stessa – assente il Presidente Sergio Perticaroli per suoi impegni di lavoro – i quali hanno risposto un componente “non voglio vedere nulla altrimenti sono costretto a rivolgermi ai Carabinieri”, un componente “pagate e bruciate tutto” e l’altro si è dichiarato d’accordo con questa seconda ipotesi.
Per tutta risposta perviene al Direttore Generale una lettera da parte di alcuni componenti del Comitato Musica nella quale si lamentavano macroscopici ritardi circa l’attività svolta dagli uffici preposti nell’erogare i contributi. Inoltre, il Comitato di Presidenza emana, in contrasto palese con lo statuto, una delibera nella quale venivano spostati il coordinamento, la gestione e il controllo degli uffici che si occupavano dei finanziamenti, della comunicazione e del legale da Direttore Generale al Comitato di Presidenza.
A seguito del riscontro di tutte queste anomalie, il 25 ottobre 2007 il Direttore Generale dell’IMAIE presenta al Consiglio di Amministrazione (C.d.A.) un dossier raccolto dagli uffici preposti riguardo irregolarità nella rendicontazione di 78 progetti finanziati per un totale di circa 850.000,00 euro oggetto di finanziamento. La conseguente delibera, adottata a maggioranza dal C.d.A., salvo tre astensioni dei consiglieri Del Prete, Canali e Torossi, dispone di procedere a presentare denuncia presso la Procura della Repubblica per il reato di truffa ai danni dell’IMAIE, apre una crisi senza precedenti all’interno degli organi collegiali dell’Istituto. In assenza del legale rappresentante Presidente Sergio Perticaroli, il C.d.A. incarica il Direttore Generale di presentare la denuncia, prima che lo faccia il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti Giuseppe Ferrazza. Durante il C.d.A. del 25 ottobre, Del Prete rivolto ad Angeli afferma rispetto al Direttore Generale “questa si sta scavando la fossa”. Durante la stessa riunione del Consiglio, viene deliberato che gli atti siano secretati a cura del Direttore Generale. In data 2 novembre 2007 viene presentata la denuncia querela alla Procura della Repubblica da parte del Direttore Generale.
Ai reati ipotizzati nella relazione presentata al C.d.A. se ne aggiunge subito un altro, in quanto durante la notte del 25 ottobre 2007 vengono violati i sistemi informatici dell’Istituto per prelevare il documento che dettagliava quanto emerso sulle presunte frodi e i relativi allegati. Viene interessata la Polizia postale che riscontra accessi effettuati dalle 3 alle 5 del mattino con gli account di un vice presidente e di un dipendente IMAIE con funzione di quadro.
In data 21 novembre 2007 alcuni delegati dell’Assemblea dell’area musicale scrivono una lettera indirizzata alla Presidenza, al C.d.A., all’Assemblea dei delegati, al Collegio dei Revisori dei Conti, imputando gravi e infondate colpe al Direttore Generale in merito alla gestione e dichiarando di non riporre più fiducia nel suo operato alla quale il Direttore dà puntuale risposta. Da questo momento il Direttore, scelto e nominato dal Consiglio di Amministrazione, è reso oggetto di accuse false e infondate.
Con delibera, il 9 novembre 2007, il C.d.A. blocca le iscrizioni degli AIE, in attesa di redigere un regolamento di iscrizione, mai redatto prima, in ottemperanza all’art. 8 dello Statuto.
A seguito della denuncia querela, la Guardia di Finanza comincia le indagini presso gli uffici dell’IMAIE a partire dal 18 dicembre 2007, data in cui effettua un primo sequestro di n. 78 progetti, di contributi pari a circa € 850.000,00. I sequestri si susseguiranno per tutti i mesi successivi fino al 22 dicembre 2009 per un totale di n. 337 progetti sequestrati, per un ammontare di circa 3.8 milioni di euro, di cui ca. € 1.800.000,00 truffa consumata e ca. € 2.000.000,00 truffa tentata, di cui n. 320 progetti del settore musicale e 17 del settore audiovisivo.
Il 25 gennaio 2011, perviene all’Istituto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (artt. 415 bis c.p.p.) firmato dal PM Luca Tescaroli, in cui è avviato il procedimento penale nei confronti di 290 soggetti per i seguenti capi di imputazione:
a) attività di truffa consumata in danno dell’IMAIE (a carico di 123 istanti);
b) attività di truffa tentata in danno dell’IMAIE (a carico di 122 istanti);
c) attività di falso in scrittura privata (a carico di 223 istanti);
d) riciclaggio (a carico di 2 istanti).
Il 13 dicembre 2012 perviene all’Istituto l’avviso di udienza preliminare per 205 imputati dei reati p.e p. dagli artt. 61 n. 2 e 7, 81 cpv, 110, 56, 640, 648bis, 485 C.P..
A giugno 2013, il Tribunale di Roma rinvia definitivamente a giudizio 2 imputati per riciclaggio e 16 imputati a chiamata diretta per truffa e contraffazione. 180 imputati vengono prosciolti per difetto di procura della denuncia querela.
SPACCATURA DEL C.D.A.
Nei primi mesi del 2008 si forma un comitato per la difesa dell’art. 7, costituito da artisti preoccupati per la mancata pubblicazione di un regolamento per l’anno 2008 e per il conseguente rischio di una sospensione dell’erogazione dei fondi. Tra i firmatari dei documenti del comitato, che più volte si rivolgono agli organi collegiali dell’Istituto, si notano i nomi di Cinzia Mascoli e Carmen Giardina che si affermano politicamente all’interno di questo Comitato e daranno vita successivamente alla associazione Artisti 7607.
Dal gennaio 2008 le attività decisionali del C.d.A. subiscono una lenta e progressiva paralisi a causa di veti incrociati e reciproche accuse tra le componenti artistiche Audiovisiva e Musicale e tra le diverse componenti sindacali (CGIL, CISL, UIL). I 4 Consiglieri di area artistica audiovisiva e 5 Consiglieri su 6 di nomina sindacale chiedono una profonda revisione del regolamento per l’assegnazione dei fondi promozionali perché così strutturato favorisce i tentativi di truffa. Gli stessi chiedono, inoltre, l’emanazione del regolamento per la ratifica dei Soci previsto dallo Statuto dell’Ente e mai realizzato. Il regolamento di iscrizione era indispensabile sia perché inesistente (le ultime regole risalgono ad un C.d.A. del 1997!) sia perché dalle indagini della Magistratura comincia ad emergere che dalle dichiarazioni di due fornitori – Mario De Martini e Stefano Trasimeni (di cui si è parlato precedentemente) – si erano accreditati falsi artisti che non avevano mai partecipato ad alcun fonogramma. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione con delibera del 17 gennaio 2008, decide di bloccare la corresponsione dei compensi sia in favore di singoli artisti residenti fuori dal territorio nazionale, sia in favore di società di collecting estere.
Ad aprile 2008 alcuni consiglieri, tra cui Ghini e Venturini, chiedono al Direttore Generale di effettuare un controllo in merito ad eventuali finanziamenti concessi a consiglieri di amministrazione, loro parenti o a fornitori di servizi in contravvenzione alle regole stabilite dal regolamento per l’erogazione dei fondi ai sensi dell’art. 7. Dal controllo, viene rilevata l’esistenza di rapporti di parentela tra istanti ed esponenti istituzionali, tra cui gli amministratori dell’IMAIE. I progetti in questione non rappresentano truffe, ma, in violazione del regolamento, delineano gli elementi per un’azione di responsabilità diretta verso l’amministratore. Emerge, inoltre, che alcuni amministratori hanno partecipato direttamente a progetti presentati da altri soggetti. Il Vice Presidente Del Prete presenta una denuncia querela per diffamazione e violazione della privacy contro il Direttore Generale; la Procura della Repubblica di Roma archivia tale denuncia in quanto l’ipotesi di reato non sussiste, confermando l’operato del Direttore Generale. Lo stesso Del Prete avvia una causa civile di risarcimento danni nei confronti dell’IMAIE e del Direttore Generale per diffamazione. Anche la Magistratura Civile respinge tali istanze.
In tempi diversi la maggioranza dei Vicepresidenti di designazione Sindacale presentano le proprie dimissioni senza però essere sostituiti in toto dalle Organizzazioni Sindacali e senza uscire dal Consiglio di Amministrazione. Anche il Presidente dell’Istituto, M° Sergio Perticaroli, nel mese di maggio 2008 rassegna le proprie dimissioni. L’attività dell’Istituto subisce un ulteriore arresto: in un contesto in cui era stata già sospesa l’accettazione delle domande di iscrizione dei Soci, non vengono rinnovati gli accordi di riscossione dei diritti con gli enti utilizzatori e con i produttori.
Il 21 maggio 2008 viene eletto Presidente Edoardo Vianello e successivamente viene approvato, a colpi di maggioranza (riunione assemblea dei delegati dei soci 23.06.2008), un nuovo regolamento per la gestione dei finanziamenti ex art. 7 L. 93/92 che ricalca quello che nel 2007 aveva favorito le truffe (vedi automatismo finanziamenti di tipo B, mancanza di rendicontazione finanziaria atta a garantire la corretta realizzazione dei progetti, mancanza di valutazione oggettiva e di criteri tesi ad un’esatta e corretta deliberazione anche in relazione agli importi stanziati, nessuna procedura di duty diligence o di controllo di gestione sui costi di mercato dichiarati in sede di presentazione domanda, nessuna norma che impedisca a coloro i quali sono oggetto di indagini in corso – ex artt. 416, 640 bis, 496 c.p. – di ripresentare domanda, ecc.). Una parte dei delegati dell’area audiovisiva, nonostante il parere diverso degli altri componenti dell’Assemblea, chiede che il legale dell’Istituto avv. Miccichè elabori un nuovo regolamento ai sensi dell’art. 7 L. 93/92 che scongiuri il pericolo di truffe.
Nel giro di pochi mesi si crea una insanabile frattura con il Direttore Generale e i Consiglieri di Amministrazione contrari alla politica del Presidente. Nelle riunioni del Consiglio, la maggioranza, contraria alle delibere presentate dal Presidente e da alcuni consiglieri, fa mancare il numero legale, come unica strategia di opposizione. Nonostante ciò, il Presidente e una parte del Consiglio continuano la loro politica, portando la maggioranza dei Consiglieri di Amministrazione (4 artisti della area audiovisiva – Massimo Ghini, Ludovica Modugno, Maria Rosaria Omaggio e Domenico Palmara – e 5 rappresentanti di nomina sindacale su 6 – Angelo Venturini, Francesco Cisco, Natalino Palombo, Otello Angeli e Maurizio Feriaud) a presentare le dimissioni il 21 luglio 2008.
A questo punto, invece di aprire un confronto tra le parti per superare la crisi, il Presidente Vianello, nonostante l’aperta contrarietà della maggioranza assoluta dei Delegati dei Soci di area audiovisiva, e la diffida di 5 Consiglieri su 6 di nomina Sindacale, nonché gli ammonimenti del Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti di nomina del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, procede, il 28 luglio 2008, in assenza del numero legale, con un verbale artefatto alla convocazione dell’Assemblea dei delegati dei soci il 21 agosto 2008, per la sostituzione dei Consiglieri dimessi dell’area audiovisiva.
Intanto, a fine luglio 2008, il MIBAC, sollecitato da una nota della SLC CGIL che chiede il Commissariamento dell’Istituto vista la grave crisi istituzionale, convoca presso il capo di gabinetto Salvo Nastasi, il Presidente Edoardo Vianello e il Direttore Generale Maila Sansani. Vianello decide di non presentarsi motivando la sua assenza per mezzo di una richiesta di incontro privato al Ministro Bondi che dice di conoscere personalmente. Il Direttore, rimasta sola, considerata la gravità della situazione, chiede ausilio al consulente legale dell’Istituto avv. Andrea Miccichè, il quale partecipa all’incontro insieme a lei e a Ferrazza. Il MIBAC, sulla scorta delle lamentele presentate da diversi AIE, chiede un programma da attuare in 90 giorni per ristabilire l’ordine interno, considerata la mancata volontà, fino a questo momento, da parte degli organi collegiali di presentare un piano di salvataggio. In questa sede Micciché e Ferrazza si fanno garanti per parlare con il Presidente e il Consiglio al fine di attuare tutte le misure correttive necessarie (approvazione del regolamento di iscrizione, approvazione nuovo regolamento art. 7 che scongiuri tentativi di truffa, rinnovo accordi, sblocco dei pagamenti, ecc.), considerato anche il reale pericolo che secondo il Codice Civile, il Prefetto potrebbe estinguere l’IMAIE, visto che rientra nei suoi poteri l’estinzione di associazioni senza scopo di lucro. Miccichè chiama immediatamente Vianello per raccontargli l’esito dell’incontro al MIBAC e successivamente si incontra con lo stesso Vianello, i rappresentanti delle OO.SS. e Ferrazza. La risposta del Presidente e del Consiglio rimasto è la convocazione dell’Assemblea di agosto, ulteriore elemento di frattura, esattamente il contrario di quanto richiesto dal MIBAC.
Il 21 agosto 2008 si svolge l’Assemblea, in piena stagione balneare, in assenza della maggior parte dei delegati dell’area audiovisiva (il numero legale viene raggiunto tramite i delegati della musica); i Consiglieri sostituti vengono votati ed eletti da 9 Delegati dei Soci dell’area audiovisiva su 30 aventi diritto al voto, convocati senza delibera consiliare per il 21 Agosto 2008, contrariamente a quanto previsto dallo Statuto. I nuovi eletti sono: Saverio Mattei, Roberto Bonacini (in arte Della Casa), Marisa Solinas, Carlo Molfese.
A fronte di tale situazione, il MIBAC e il Ministero del Lavoro chiedono ai Membri del Collegio dei Revisori dei Conti di loro nomina, di produrre una relazione dettagliata sullo stato dell’IMAIE; a fronte di tale relazione che conferma lo stato di crisi dell’Istituto (sottolineato dalla mancata approvazione nei termini di legge del bilancio consuntivo 2007 e preventivo 2008), il MIBAC chiede alla Prefettura di Roma di effettuare le necessarie verifiche e prendere eventuali provvedimenti per quanto di sua competenza, data l’impraticabilità di ipotesi di commissariamento derivante dalla natura privatistica dell’IMAIE.
A partire da settembre 2008, il Presidente Vianello, appoggiato dalla maggioranza del C.d.A., cerca di procedere verso le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali e accusa i due Soci Fondatori CGIL e UIL di ostruzionismo sull’avvio dell’iter elettorale, per mancata nomina dei componenti della commissione elettorale. Alcuni soci presentano ricorso ex art. 700 c.p.c. al Tribunale Civile, per questo motivo, nei confronti di CGIL, UIL e IMAIE. La III sezione del Tribunale Civile di Roma rigetta, in data 20 gennaio 2009, la domanda cautelare di tali soci e li condanna a rifondere a IMAIE, CGIL e UIL le spese processuali.
Il 5 settembre 2008 per la prima volta partecipa ad una riunione del C.d.A. Andrea Baldanza, magistrato della Corte dei Conti con la funzione di consigliere giuridico del Presidente Vianello, al quale lo stesso Presidente si rivolgerà nel corso del suo mandato al posto del consulente legale dell’Istituto Andrea Miccichè.
A settembre 2008 alcuni consiglieri di amministrazione (gli stessi che si erano dimessi il 21 luglio) e delegati dei soci dell’area audiovisiva, CGIL e UIL, nonché il consigliere della Fistel Cisl Angelo Venturini firmano un ricorso d’urgenza per la sospensione dell’elezione dei consiglieri di amministrazione dell’area audiovisiva eletti nell’assemblea del 21 agosto. L’ordinanza n. 67764/2008 R.G. caut. del Tribunale Civile di Roma del 20 gennaio 2009 sospende l’elezione dei consiglieri dell’area audiovisiva, individuando l’illegittimità della convocazione e della deliberazione in assenza del numero legale.
Nel gennaio 2009, il C.d.A. indice, a maggioranza, una gara d’appalto per gestire esternamente l’art. 7 e le prossime elezioni e nega ad oltranza alla componente artistica audiovisiva dell’Assemblea dei Delegati di ripetere l’elezione dei Consiglieri di propria nomina in condizioni di legalità.
ESTINZIONE DELL’IMAIE
Il 18 febbraio 2009, nel contesto sommariamente descritto, oltre a presentarsi la G.d.F. con un mandato di perquisizione, arriva la comunicazione del Prefetto di Roma di avvio della procedura di estinzione, che culminerà nel decreto del 30 Aprile 2009. Tutto il C.d.A., indistintamente, si dichiara contrario all’estinzione, ma nuovamente gli organi collegiali si spaccano su come difendere l’Ente. Il Presidente, con chi lo sostiene, decide di ricorrere al TAR, mentre i rappresentanti dei Soci Fondatori di CGIL e UIL ritengono che un’azione di salvataggio credibile passi attraverso il superamento dell’organismo che ha prodotto tale situazione e chiedono le dimissioni immediate della Presidenza e del C.d.A., una condizione che, ancora una volta, viene respinta.
Il 6 marzo 2009, dopo una burrascosa riunione del C.d.A., alcuni artisti del Comitato in difesa dell’art. 7, presenti nella sede dell’Istituto aggrediscono, con insulti, ingiurie e spinte, il Direttore Generale, interviene la Polizia e il Direttore finisce in ospedale.
La situazione è completamente degenerata:
– dal blocco del 9 novembre 2007, le domande di iscrizione in attesa di ratifica sono ca. 1.800 tra cui si annoverano nomi di chiara fama nel panorama artistico italiano;
– per il settore audiovisivo gli accordi con RAI e MEDIASET non sono rinnovati dal 2007, con SKY dal 2003, non sono stati mai siglati accordi con televisioni private, video noleggiatori, pubblici esercizi, catene alberghiere, sale cinematografiche, telefonia e internet, mezzi di trasporto. L’unica eccezione é rappresentata dall’accordo con LA7 che, fermo al 2003, viene rinnovato grazie all’intervento del Direttore Generale, come risulta dagli atti del C.d.A. del 6 marzo 2009;
– per il settore musicale non è stata mai emessa l’ordinanza di ripartizione prevista dall’accordo con SCF del 2002 e non è mai stata fatta un’efficace azione di lobby per recepire la non cedibilità del diritto;
– inserimento di un sindacato di comodo, la Fisascat Cisl, da parte di un componente della Presidenza, che ha raccolto iscritti tra alcuni dipendenti dell’Istituto, degenerando anche i rapporti tra i lavoratori.
Il provvedimento di estinzione viene sospeso dal TAR del Lazio, a cui si è appellato Vianello, con ordinanza del 21 maggio 2009, reiterato dal Prefetto il 28 maggio 2009 e nuovamente sospeso dal TAR il 18 giugno 2009, per essere poi riconfermato dal Consiglio di Stato con ordinanza del 14 luglio 2009. Il provvedimento del Prefetto, oltre a chiedere la nomina dei Commissari Liquidatori da parte del Tribunale di Roma, riconosce la situazione di paralisi ed incapacità di autogoverno di IMAIE, evidenziando tanto l’inadeguatezza della struttura dell’Istituto a raggiungere i propri fini statutari quanto le lacune della cornice legislativa che ne regola l’attività. Il Prefetto definisce l’estinzione dell’IMAIE l’unico percorso praticabile per consentire la liquidazione dei diritti accumulati e garantire il ripristino delle condizioni necessarie ad una efficace tutela dei diritti degli Artisti sanciti dalla legge.
Nel giugno 2009, in pieno processo di estinzione, il Presidente Vianello chiede alla Guardia di Finanza di controllare altri 132 progetti del settore audiovisivo di artisti vicini alla CGIL di cui non erano stati ravvisati elementi di non conformità al regolamento. La Guardia di Finanza riscontra la regolarità di tali progetti e dagli atti di indagine si legge che Vianello dichiara che il controllo dei progetti era stato effettuato con la consulenza tecnico-giuridica del suo consigliere giuridico Andrea Baldanza, assieme alle impiegate della segreteria di Presidenza e ad alcuni consiglieri.
Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali on. Bondi, considerata la gravità della situazione IMAIE, il 12 agosto 2009 nomina l’Avv. Andrea Miccichè (già consulente legale di IMAIE e professionista esperto) quale consigliere per le politiche in materia di tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori nonché dell’attività di difesa e promozione degli interessi collettivi delle predette categorie. Dopo una serie di incontri e tavoli indetti anche dal MIBAC con rappresentanti della SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL (soci fondatori IMAIE), a settembre 2009 i Soci Fondatori sottoscrivono congiuntamente un documento che delinea la proposta per la costituzione di un nuovo Istituto, inoltrata al MIBAC dallo stesso avvocato Miccichè, che ha seguito i tavoli di trattativa (passo indietro dei sindacati, gestione dell’Istituto in mano agli AIE, passaggio di tutti i dipendenti). Poiché molti artisti lamentano il loro mancato coinvolgimento in questi tavoli, lo stesso Ministero, anche per il tramite dell’Avv. Miccichè, comincia una serie di incontri con spontanee delegazioni di artisti. Da ciò scaturiscono altre proposte che, partendo da quella sottoscritta dai sindacati confederali, prospettano al MIBAC ulteriori soluzioni al fine di garantire sia il futuro del diritto connesso e dei suoi lavoratori, sia la centralità degli artisti aventi diritto rispetto alla gestione dei loro compensi, chiedendo ai sindacati di fare un passo indietro. Entro il 31 dicembre 2009 il MIBAC secondo quanto riportato dai soggetti interessati, avrebbe dovuto decidere sulla costituzione della nuova IMAIE.
Il 13 ottobre 2009 la Presidenza del Consiglio dei Ministri convoca i Ministeri competenti coinvolti nella procedura di dichiarazione di estinzione (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) ed i Commissari Liquidatori di IMAIE nominati dal Presidente del Tribunale di Roma per discutere del futuro di IMAIE.
Il 29 ottobre 2009 nella seduta 241 della Camera dei Deputati, l’on. Ceccacci Rubino, congiuntamente agli on. Baldelli e Barbieri, presenta interpellanza urgente n. 2-00524, in cui si chiede al Governo la trasformazione di IMAIE in ente pubblico di interesse economico a base associativa ovvero il trasferimento di competenze, personale e risorse alla SIAE, di cui alle leggi n. 633/1941 e n. 93/1992.
Il 14 gennaio 2010 il Ministro Bondi durante l’audizione della VII Commissione Permanente del Senato ipotizza che le funzioni di IMAIE potrebbero essere trasferite in capo alla SIAE onde evitare una proliferazione di enti con funzioni analoghe.
Il 14 gennaio 2010 l’interpellanza n. 2-00524 viene discussa alla Camera, con risposta del Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali On. Giro, il quale assicura che l’intenzione del MIBAC è di assumere tutte le iniziative necessarie affinché si giunga ad una soluzione organizzativa e normativa che tenga conto di un doveroso bilanciamento di tutti gli interessi in gioco, per attuare concretamente il diritto degli artisti interpreti esecutori alla riscossione di quanto loro dovuto. In tale sede l’On. Barbieri ribadisce l’opportunità di trasferire le funzioni di IMAIE alla SIAE, sia perché lo sfruttamento dell’opera dell’ingegno genera automaticamente diritti d’autore e diritti connessi degli artisti e i relativi dati sono gestiti da SIAE, sia perché i diritti di copia privata audio e video, che corrispondono a gran parte dell’incasso IMAIE, sono raccolti e distribuiti in via primaria dalla SIAE. Inoltre, i produttori discografici italiani hanno delegato la SIAE ad incassare i diritti connessi del settore dei pubblici esercizi di loro spettanza.
Il 18 gennaio 2010 i Commissari Liquidatori, in adempimento a quanto previsto dall’art. 14 disp. att. Codice Civile, comunicano di voler procedere alla liquidazione generale dell’IMAIE e nel merito depositano in Prefettura la determinazione della consistenza patrimoniale dell’Ente.
Il 19 gennaio 2010 nella seduta n. 314 del Senato, con atto n. 4-02534, anche a seguito delle minacce ricevute dall’ex Consigliere di Amministrazione IMAIE sig. Massimo Ghini – oggetto di numerosi articoli di stampa – il Sen. Vita chiede al Governo quali iniziative intende adottare e quali garanzie e controlli intende promuovere nella definizione del nuovo Istituto in via di costituzione, al fine di assicurare l’effettiva e certa tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori e precludere ogni possibilità di gestione discrezionale e priva di trasparenza dei fondi da ridistribuire agli aventi diritto.
Il 3 febbraio 2010 durante la seduta n. 165 della VII Commissione del Senato, relativa all’illustrazione del riordino del settore delle fondazioni lirico-sinfoniche, il Ministro Bondi afferma che occorre rivedere l’attribuzione delle funzioni già esercitate dall’IMAIE mediante l’attribuzione al MIBAC del potere di vigilanza dell’organismo a cui le stesse saranno attribuite, al fine di garantire forme più efficaci di tutela dei diritti. Conclude il suo intervento sostenendo che debba essere approvata una norma che ribadisca la natura privata dell’ente con una più forte vigilanza dello Stato a tutela degli interessi economici dei privati senza che si perdano posti di lavoro. L’On. Vita invita il Ministro a tenere distinti i diversi ambiti di intervento come ad esempio il riordino di Cinecittà e la gestione dell’IMAIE, non ravvisandone il collegamento rispetto alla questione delle fondazioni lirico-sinfoniche.
Il 3 marzo 2010 il Direttore Generale IMAIE comunica ai dipendenti che, stante la fase liquidatoria in atto, sarà avviata a breve la procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori IMAIE. Di fronte a questa grave prospettiva senza la certezza della continuità del diritto e del lavoro, visto il silenzio delle istituzioni competenti, i lavoratori dell’IMAIE e gli artisti, congiuntamente alle associazioni di categoria ed ai sindacati CGIL e UIL, il 18 marzo 2010 scendono in piazza per rivendicare i loro diritti.
Il 16 aprile 2010 il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge sulle fondazioni liriche all’interno del quale è contemplata anche la nascita di un nuovo IMAIE. Miccichè continua gli incontri con le associazioni, tra cui anche Artisti 7607 e AIE77, raccogliendo le proposte che vengono presentate da tutti.
Il 28 maggio 2010 il TAR del Lazio respinge definitivamente il ricorso contro l’estinzione presentato da Vianello, Del Prete e Verderio congiuntamente ad alcuni artisti.
Il 29 giugno 2010, l’Assemblea del Senato approva in via definitiva la conversione del decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali, che all’art. 7 prevede la costituzione di un Nuovo IMAIE.
…dove siamo arrivati
12 luglio 2010 nasce il Nuovo IMAIE, costituito da artisti del settore musicale e audiovisivo, assistiti dalle associazioni di categoria e dalle Organizzazioni Sindacali. Una settimana prima della costituzione, Miccichè chiede all’associazione Artisti 7607 di voler costituire il Nuovo IMAIE, presentando la bozza dello statuto presso lo studio legale che rappresenta l’Associazione, alla presenza di tutto il direttivo. L’incontro viene videoregistrato su espressa richiesta di Artisti 7607 che, peraltro, pretende, quale condizione per costituire il Nuovo IMAIE, che sia lasciata loro la bozza di statuto. Miccichè respinge tale richiesta, visto che altre associazioni si stanno costituendo (Nuova IMAIE di Vianello) e teme una fuga di notizie. Artisti 7607 preferisce a questo punto non partecipare alla costituzione, nonostante la bozza di statuto fosse stata già discussa con l’avvocato di Artisti 7607.
Il Nuovo IMAIE viene costituito dagli artisti Luis Enrique Bacalov, Claudio Baglioni, Lino Banfi, Enzo De Caro, Massimo Di Cataldo, Marco Masini, Andrea Roncato, Edoardo Siravo, Luca Zingaretti, assistiti dalle associazioni di Artisti Interpreti Esecutori – ApTI associazione per il teatro italiano, Note Legali associazione italiana per lo studio e l’insegnamento del diritto della musica, Anad associazione nazionale attori doppiatori, Unione Nazionale degli Artisti, F.A.I. Forum Artisti Interpreti, S.A.I. Sindacato Attori Italiani – e dalle Organizzazioni Sindacali – CGIL SLC Sindacato Lavoratori Comunicazione, Fistel Cisl Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni, UILCOM UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione e UGL Creativi.
29 settembre 2010 le Autorità Vigilanti approvano lo Statuto e l’Atto Costitutivo del Nuovo IMAIE.
1 dicembre 2010 prima riunione del Comitato Consultivo costituito da 20 associazioni, ognuna delle quali rappresentante almeno 200 artisti: ACEP (Associazione Autori Compositori e piccoli editori), AIE 77, AMOR (Associazione Mondiale Organizzazioni Riunite), ANAD (associazione nazionale attori doppiatori), ApTI (associazione per il teatro italiano), Artisti 7607, Artisti Indipendenti 2010, ASAE (Associazione sindacale autori editori), Assoartisti, Assodj, AUDIOCOOP/AIA, Codacons, Associazione DO.RE.MI, F.A.I. (Forum Artisti Interpreti), FIPI, Note Legali (associazione italiana per lo studio e l’insegnamento del diritto della musica), S.A.I. (Sindacato Attori Italiani), SIAM (sindacato nazionale artisti della musica), UNAMS (unione artisti), UNCLA (Unione nazionale compositori librettisti autori), UNDA (unione nazionale degli artisti). Il Comitato Consultivo, fino alla data di conclusione dei suoi compiti (così come stabiliti dall’art. 35 dello statuto che prevede il suo scioglimento il giorno della prima convocazione dell’Assemblea dei delegati) si è riunito 29 volte (ultima riunione 4 aprile 2013), contribuendo alla stesura di tutti i regolamenti in vigore al Nuovo IMAIE.
17 maggio 2011 il Nuovo IMAIE si affaccia sulla scena internazionale partecipando all’Assemblea dello SCAPR (Societies Council for the Collective Management of Performers Rights), e di IPDA (International Performers Database Association).
2 novembre 2011 le Autorità Vigilanti approvano il Regolamento di Iscrizione e il Regolamento di Ripartizione.
23 novembre 2011 conferenza stampa – apertura delle iscrizioni e primo pagamento compensi audiovisivo competenza 2009.
24 marzo 2012 approvata legge 27 che liberalizza il mercato della gestione dei diritti connessi.
27 maggio 2012 il Nuovo IMAIE pubblica sul sito istituzionale i repertori audiovisivo e musicale.
Estate 2012 prima ripartizione musica competenza 2009 – seconda ripartizione audiovisivo competenza 2009-2010.
2 novembre 2012 l’Istituto delibera la data delle elezioni dell’Assemblea dei delegati del Nuovo IMAIE: 7 e 8 aprile 2013.
Febbraio 2013 terza ripartizione audiovisivo saldo 2010.
7-8 aprile 2013 elezioni assemblea dei delegati settore musica e settore audiovisivo.
23 aprile 2013 prima Assemblea dei delegati – elezione comitati audio e video e Consiglio di Amministrazione.