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Timestamp: 2020-04-04 13:04:42+00:00
Document Index: 126130146

Matched Legal Cases: ['art. 170', 'art. 111', 'art. 606', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366']

Sentenza Cassazione Civile n. 3030 del 07/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3030 del 07/02/2011
Cassazione civile sez. II, 07/02/2011, (ud. 13/01/2011, dep. 07/02/2011), n.3030
L.D. e P.C., rappresentati e difesi, in
forza di procura speciale in calce al ricorso e di procura notarile,
dall’Avv. SANTOSTEFANO Nicola e dall’Avv. Sebastiano Albanese,
elettivamente domiciliati in Roma presso lo studio dell’Avv. Rodolfo
Romeo, Via Lutezia, n. 5;
avverso l’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria depositata il 10
uditi gli Avv. Nicola Santostefano e Sebastiano Albanese;
che, con atto depositato nella cancelleria del giudice a quo in data 4 novembre 2009, L.D. e P.C. hanno proposto ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria in data 10 dicembre 2008, con cui è stata rigettata l’opposizione, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 170 (T.U. disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), dai medesimi proposta contro il decreto che aveva liquidato il compenso ad essi spettante per l’attività di consulenti tecnici resa nell’ambito di un procedimento penale;
che il ricorso per cassazione è affidato a un motivo, con cui si denuncia violazione di legge (D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 50, 51, 52, 53 e 54 e del D.M. Giustizia 30 maggio 2002, artt. 1 e 2, in riferimento all’art. 111 Cost. e all’art. 606 cod. proc. pen., lett. b);
che in prossimità dell’udienza i ricorrenti hanno depositato una memoria illustrativa, con la quale hanno tra l’altro richiesto di essere rimessi in termini per proporre e notificare ricorso per cassazione secondo le forme del codice di procedura civile.
che va disattesa l’istanza di rimessione in termini per proporre e notificare ricorso nelle forme del codice di procedura civile, secondo il principio enunciato da Cass., Sez. 2^, 17 giugno 2010, n. 14627, e da altre ordinanze interlocutorie successive conformi;
che, difatti, all’applicazione della rimessione in termini osta nella specie la circostanza che il ricorso per cassazione è stato proposto due mesi dopo la citata sentenza delle Sezioni Unite n. 19161 del 2009, da cui origina la svolta giurisprudenziale e l’abbandono del precedente indirizzo;
che, pertanto, al momento della proposizione del ricorso, avvenuta il 4 novembre 2009, i ricorrenti non potevano più fare affidamento sul pregresso consolidato orientamento, basato sulla natura secondaria e collaterale del procedimento di opposizione rispetto a quello principale nel quale è emesso il provvedimento di liquidazione, che imponeva di promuovere il ricorso per cassazione nelle forme e secondo i termini del rito penale se l’opposizione era stata decisa da un giudice penale;
che non rileva che, al momento della presentazione del ricorso per cassazione, la sentenza delle Sezioni Unite n. 19161 del 2009 non fosse stata ancora pubblicata – come sostengono i ricorrenti nella memoria illustrativa – “sulle riviste giuridiche più note e diffuse tra gli operatori del diritto”;
che, infatti, il testo integrale della citata sentenza delle Sezioni Unite era già disponibile (a partire del 13 ottobre 2009) nel Servizio novità del sito web della Corte di cassazione, accompagnato da un abstract di presentazione, curato dall’Ufficio del Massimario della Corte, con il quale il mutamento di indirizzo giurisprudenziale era stato segnalato agli utenti;
che l’evidenza data alla svolta giurisprudenziale nel Servizio novità della Corte di cassazione – istituzionalmente rivolto, secondo il decreto istitutivo del Primo Presidente, proprio a dare risalto alle più importanti decisioni di legittimità – esclude che, al momento della introduzione del ricorso, fosse ancora configurabile un affidamento incolpevole nel precedente orientamento e, con ciò, la scusabilità dell’errore conseguente;
che il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile, giacchè il ricorso non è stato notificato a cura dei ricorrenti ad alcuno e l’unico motivo è privo del conclusivo quesito di diritto, prescritto dall’art. 366 bis cod. proc. civ., ratione temporis applicabile;