Source: https://www.scribd.com/document/37019815/Financial-Structure-and-Real-Economic-Growth-Italy-1861-1981
Timestamp: 2017-02-21 05:18:27+00:00
Document Index: 23419035

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 2', '§ 2', '§ 2', '§ 2', '§ 3']

Financial Structure and Real Economic Growth, Italy: 1861 - 1981
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Le doti del Monte di Pieta di Bologna (secoli XVI-XX) 7. M. Carboni, Le doti della «pouertd». Famiglia, risparmio, preuidenza: il Monte del Matrimonio di Bologna (1583-1796) 8. M. Martini, Fedeli alla terra. Scelte eeonomiche e attivitd pubbliehe di una [amiglia nobile bolognese nell'Ottocento 9. G. Conti - S. La Francesca (a cura di), Banehe e reti di banche nell'Italia postunitaria BANCHE E RETI DI BANCHE NELI.:ITALIA POSTUNITARIA a cura di Giuseppe Conti e Salvatore La Francesca TOMOI PERSISTENZE E CAMBIAMENTI NEL SISTEMA FINANZIARIO E CREDITIZIO SOCIETA EDITRICE IL MULINO INDICE Gli autori ringraziano il CNR, it cui contribute ha reso possibile la presente rice rca e la Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna cbe ne ha promosso la pubblicazione Presentazione, di Vera Zamagni p. 7 Credito e finanza tra continuita e trasformazioni istituzionali (1861-1993), di Salvatore La Francesca 11 Strutture finanziarie e crescita economica in Italia (1861-1981), di Giuseppe Della Torre 141 Instabilita finanziaria e crisi economica in Italia: il ruolo delle banche popolari e delle casse di risparmio (1887-1893), di Paolo Di Martino 183 L' articolazione territoriale del sistema bancario Italiano fra scelte di mercato e intervento delle autorita monetarie (1900-1936), di Alessandro Polsi 217 Liquidita e relazioni interbancarie (1900-1936), di Gianni Bonaiuti 263 I letrori che desiderano inforrnarsi sui libri e sull'insieme delle attivita della Sociera editrice il Mulino possono consultare il sito Internet: http://www.mulino.it Banche miste, gruppi di imprese e societs finanziarie (1914-1933), di Stefano Battilossi 307 Materiali per un dizionario storico-biografico dei banchieri italiani nella prima meta del '900, di Anna Maria Falchero 353 ISBN 88-15-07827-4 Copyright © 2000 by Societa edit rice il Mulino, Bologna. E vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, cornpresa la Fotocopia, anche ad uso interne 0 didauico, non autorizzara. Indice generale dell' opera 373 5 NOTA SUL CD-ROM PRESENTAZIONE IT CD-Rom allegato a questa volume contiene: 1) «Istituti» - Banca dati di tutti gli istituti di credito considerati; 2) «Banchema» - Banca dati dei banchieri italiani legati ai 6 maggiori istituti di credito; 3) «Bancherni» - Banca dati relativa ai restanti istituti; 4) Note relative aIle banche dati; 5) Indice biografico dei maggiori banchieri italiani, Una dettagliata presentazione del eontenuto del CDRom e un elenco delle abbreviazioni utilizzate nella banca dati e pubblieata alie pp. 363-371, in appendice al saggio di A.M. Falehero, Materiali per un dizionario storieo-biografieo dei banehieri italiani nella prima meta del '900. Si discetta tanto sui cattivi risultati che la ricerea storica produce quando e fatta dai singoli studiosi in rnaniera scoordinata e quando e priva di categorie robuste di analisi. E d'altra parte inevitabile che ogni ricercatore si oecupi di progetti di ricerca.limitati, rna grande e il rischio di settorializzare 0 loealizzare troppo la loro valenza interpretativa se non sono inseriti in un contesto piu comprensivo. Aneora, il peso della ricerca storico-documentaria e tale da non lasciare tempo e apertura mentale per l'elaborazione di categorie interpretative, rendendo spesso insignificante il lavoro dello storico econornico, se non si ispira alie categorie elaborate dagli economisti teoriei. Se vi e consapevolezza di questo, passare dalla denuncia all'azione non e perc eosa automatica. Questo lavoro curato da Giuseppe Conti e Salvatore La Franeesea su banche e red di banehe nell'Italia postunitaria e un bell'esernpio di come ci si puo attrezzare per andare eontrocorrente. Esso non e il frutto di una raccolta di saggi commissionati magari per un convegno, rna delle ricerche di un gruppo che si costitul quattro anni fa, grazie ad un finanziamento del CNR. Poiche ho avuto il piacere di seguire da vicino i lavori del gruppo posso dire ehe si e trattato di uri'esperienza con i suoi alti e bassi, rna nel complesso positiva, qualche volta entusiasmante per i nuovi legami di arnicizia che ha generato fra rnolri dei componenti del gruppo. Questi studiosi si misero insieme .inizialmente sulla base di un generico interesse per Ia stona della banca che ciascuno aveva coltivato fino ad alIora separatamente. Non si trattava di tutti coloro che in Italia facevano ricerche in argomento, rna certo di una buona parte di essi; venne cooptato nel gruppo qualche econornista, mentre si incornincio a discutere di approcci, senza l'intenzio- Configurazione ricbiesta - Personal computer con processore 386 0 superiori. - I files sono stati creati con: Word 6.0 0 superiori, DBase III, File Maker Pro versione 3 e possono essere letti da questi software 0 altri cornparibili. Tutti i marchi sono di proprieta dei rispettivi proprietari. II CD-Rom non contiene software, per il funzionamento inserire il CD-Rom, scegliere il drive relativo e aprire i files cliccando su ognuno di essi, oppure eseguire i programmi neeessari e aprire i files can il camando File - Apri. Per eventuali problemi di funzionamento rivolgersi alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna - via Indipendenza 11 - 40121 Bologna, tel. 051-6404420 - e-mail: fondmonte@tin.it 6 7 Gli ann~ Novanta, nel condudere rapidamente una lunga ~ase di maturazione ed un cido durato mezzo seco~o, deh?eano u.n m~ta~o quadro istituzionale e operativo; ill un sistema finanziario aperto e sempre pili orientato al merc~to, ban~a e impresa sono cosi chiamate ad affrontare nUOV! percorsr. 140 GIUSEPPE DELLA TORRE STRUTTURE FINANZIARIE E CRESCITA ECONOMICA IN ITALIA (1861-1981) 1. Lanalisi di Goldsmith: l'apparato cantabile' Nell'analisi economic a dei legami tra finanza e crescita reale nell'esperienza italiana assume rilevanza l'approccio contabile di Raymond W. Goldsmith" A nostro parere, l'utilizzo di Goldsmith e affrontato senza una soddisfacente valutazione delle caratteristiche dell'apparato contabile e dell'analisi dell' A.; inoltre 10 schema e utilizzato centrando I' attenzione su alcune benchmark dates', In questa lavoro Desidenamo ringraziare per suggerimenti e osseruazioni criticbe Giuseppe Conti, Salvatore La Francesco e Vera Zamagni. Siamo grati a Riccardo Fiorito per una proficua discussione sulla parte econometrica del {avoro. Come d'uso, ogni errore e mancbeuolezza e soltanto nostra. 1 Nella stesura dei §§ 1·3 ci siamo avvalsi di nostri contributi sull'argomento, a cui rinviamo per maggiori approfondimenti. Cfr. G. Della Torre, Istituzioni creditizie e accumulazione del capitale in Italia (1948- 1981), Facolta di Econornia di Siena, «Coliana del Dipartimento di Economia», n. I, 1984; e Leuoluzione dei sistemi [inanziari nell'approccio cantabile di Raymond Goldsmith, in «Moneta e Credico», 1990, n. 170, pp. 233-254. 2 Rinviarno a RW. Goldsmith, Financial Structure and Economic Growth in Advanced Countries. An Experiment in Comparative Financial Morphology, in «National Bureau of Economic Research», Capital Formation and Economic Growth, New York, 1955; Financial Structure and Development, New Haven, 1969; Comparative National Balance Sheets. A Study of Twenty Countries, 1668-1978, Chicago, 1985; e Premodern financial systems. A historical comparative study, Cambridge, 1987, trad. it. Sis temifina nziari premoderni. Uno studio storico comparatiuo, Bari-Rorna, 1990. J Tra i lavori sul caso italiano rammentiarno i comributi di RW. Goldsmith e S. Zecchini, The Notional Balance Sheet of Italy (1861· 1973), in «Rivista di storia econornica», n.s., XV, 1999 [1975], n. 1, pp. 3-19; A.M. Biscaini e P. Ciocca, Le strutture [inanziarie: aspetti quantita- 141 intendiamo riprendere I'impostazione teorico-rnetodologica dell'A. e implementare 10 schema dall'Unificazione nazion rue al 1981. L'approceio di Goldsmith ha I'obiettivo di delineate le regolarita ehe i sistemi finanziari presentano in eorrispondenza di stadi diversi dello sviluppo eeonomieo. L'apparato verte su una serie di indica tori derivati dal sistema degli stati patrirnoniali", n parametro - secondo Goldsmith, «pili ricco di inforrnazioni» - e ii Financial Interrelations Ratio (Fir), costituito dal quoziente tra la sovrastruttura di strumenti finanziari [FJ e Ia ricchezza nazionale [RJ: (1) Fir = FIR La sovrastruttura finanziaria e definita come somma del debito primario (passivita del settore non creditizio) tio: di lungo periodo (1870·1970), in Capita le industriale e capitale [inanziario: il coso italiano, a cura di F. Vicarelli, Bologna, 1979; G. Della Torre, La struttura del sistema finanziario italiano: considerazioni in margine a un'indagine sull'eooiuzione quantitativa nel dopogaerra (1948· 1978), in «Quaderni del Dipartirnento di Economia polirica», Facolra di Economia, Siena, n. 7, 1980; G. Della Torre, Istiuaioni creditizie e accumulazione del capitale in ltalia (1948-81), cit.; P. Ganugi, Financial deepening, risparmio forzato e accumulazione in ltalia, 1881·1936, in «Rivista di Scoria Econornica», 1989, n. 3; E. Santarelli, Financial and technological innovations during the phases 0/ capitalist development, in Technological and Social Factors In Long Term Fluctuations, a cura di M. Di Matteo, R. Goodwin e A. Vercelli, Berlin, 1989; Patterns 0/ european industrialization: the nineteenth century, a cura di R. Sylla e G. Toniolo, London, 1991; G. Toniolo, Storia econamica dell'Italia liberale (J850· 1918), Bologna, 1992; V. Zamagni, The Economic History, 0/ Italy, 1860· 1990, Cambridge, 1993; e P. Ciocca e V. Sannucci, Finanza ed economia: considerazioni di metoda, in II progresso economico dell'Ltalia, a cum di P. Ciocca, Bologna, 1994. Un recente riferirnenro a questo approccio e in F. Corula e P. Garofalo, Le aziende di credito nel sistema Ii· nanziario Italiano, in I bilanci delle aziende di credito 1890·1936, a cum di F. Cotula et ai., Roma-Bari, 1996. 4 Ad es., G. Marotta, Le statisticbe sulla riccbezza reate e finanziaria e fa loro riieoanza per l'analisi, in Banca d'Italia, Ricercbe quantitative e basi statisticbe per la politica economics, in «Conrributi all'analisi economica», 1987, vol. II. 142 di .. [F ] della ric- [F] della raccolta del sistema ere It1Z~O. , f J e . ·t' dei n ) 11' (saldo delle attivrta e passlVl a ehezza netta suo estero. d .) [K] La ricehezza naziona- residenti verso 1 kon resr ~nt1 n~i 'del capitale reale aceu- le elpariall~o stoc dell~~~~~~~~~, riprodueibile e non [Kd] , mu ato mterno ull' [K ]5 pili la riechezza finanziaria netta s estero r· Can: (2) (4) n Fir e cosl artieolato: Fir:=. F/R + F!R + K;R ssibili seomposizioni delle passivita A tal punta sono po d' .. (F) tra settore priva- . .' d 1 ettore non ere HIZlO n finanziane e s bbli (F) e della raceolta del sistema to (F ) e set tore pu I~O. g: . . (F)· baneario d·P.. (F) tra istitutl di ermssiom <' SIstema ere mzio f .' '·6 (F) (Fb) e altri intermedlarl flnanziart j • (5) Fir = (F/R + FiR) + (FIR + FblR + F/R) + K/R . . 4 5 evidenziano gli altri parametri ~he ae- Le relazlO~l1.- h 1 0 le caratteristiehe mterne eompagnano il FIr e.c : co goo della struttura finanzlana. . 'base netta per cui le posizioni finan- 5 La ricchezza nazlOnale e su. id t'· 51' elidono tra di loro. Ne .... . t operaton rest en I ul al zlane atnve e paSSive ra . all k di capitale reale accum ato . h I, t' pan 0 stoc , . . segue c e aggre.ga 0 e . .' etta sull'es[ero. Per un espoSlZ10- \'interno pili. la rlcche~za fma~~laGoldsmith, Financial Stru_cture an~ ne dello schem_a rmviamo a idi: IV Per le definizioni degli aggregaU I t h 2 e appen x . . ditizi. Deve 0fr:ten.t~ Cl ". c.' . G Della Torre, Istituziont ere It~'1.le e ac- contabih utihzzatl ft?vlaf!10 a I' . (1948.81) cit., cap. II, in parucolare § cumulazione del capltale in Ita ia , II.C.4, pp. 136 ss. ... ale li altri intermediari sono rap- 6 Net nostro contesco IStltud~lon '?al dagli istituti di assicura- presentati dagli istituti di ere Ito speer e e zioni. 143 Tra gli altri indicatori rammentiam07: 1. il rapporto tra il debito primario e 1a ricchezza nazion ale (stock di passivita finanziarie emesse dal settore non cr~~itizio per lira di ricchezza nazionale) [FiR], con la parnzione tra debito privato [F IRJ e debito pubblico [F!RJ. In questo modo e isolata laP componente pili dirett~men~e associata all'accumulazione reale da quella volta al fmanzlamento dei disavanzi della finanza pubblica (dead weight debt); 2. il rapporto tra la raccolra del sistema creditizio e Ia ricchezza nazionale (stock di passivits finanziarie emesse dagli . int~rmedia,ri p~r lira di ricchezza nazionale) [FrIRJ. !a!e I?d~cat~re. e articolam per categorie di intermediari: isntun di errussrone [F,JR.], sistema bancario [FbIRJ e altri intermediari [FjlR1; , . , 3. ~ ~ap~o.r~o ~i int.ermediazione creditizia, pari all'en~lta del c~rc~lt~ indiretti (approssimata dalIa raccolta degli mtermedtan) nspetto a1 debito primario dei settori privata e pubblico [Fr/FnJ_ ~ da ~otare che 10 schema di Goldsmith prende in c.onslderazlOne le dimensioni relative degli stocks finanzian, escludendo i tassi di interesse e Ia lora struttura. Di questa scelta l'A. non presenta giustificazioni ne teoriche ne inforrnatives, a?che. se postula una relazione negativ; tra am piezza del FIr e hvello reale dei tassi di interesse9• I. parametri hanno 1a funzione di isolare «tipologie finanzrarie» associando 1a dimensione quantitativa della sovrastruttura finanziaria (il Fir) alia sua forma interna (indi- 7 Un insieme di parametri malta simile e urilizzato da F Cotula e P ~arof~o, Le aziende di credito nel sistema /inanziario italiano, cit., § 2, in parueolare pp. 93.96. 8 A~ esempio, R. W. Goldsmith, Financial Structure and Develop,,!ent, cu., pp. 91 ss. Sulla scarsita di informazioni sui tassi di interesse a Iivello secolare rinv!amo a S. Homer e R Sylla, A History 0/ Interest Rates, New Brunswick e London, 19913, scarsirs Iegara a difficolra teofiche ancor pnrna che operative (P. Ciocca e G.G. Nardozzi, L'alto preuo del denaro, Bologna, 1993). 9 Cfr. la «regolarirs» n. 11 in RW. Goldsmith, Financial Structure and Development, cit., p. 47. 144 ~ I: cata dagli altri indicatori). II secondo passe e evi~enzia~e la robustezza della relazione che intercorre tra le tipologie finanziarie e illivello di crescita economica (prodotto .reale pro capite). n terzo passo e osserva~e se le st.rutture fr?aJ?-: ziarie COS1 ordinate giustifichino l'esistenza di uno 0 di piu sentieri di evoluzione finanziaria'". 2. lleoidenza empirica: tipologie /inanziarie e regolarita evolutive L'analisi di Goldsmith e centrata sull'evoluzione dei sistemi finanziari nelle fasi dell'industrializzazione dei paesi evoluti. A parere dell' A.: l'evidenza disponibile e favorevole all'ipotesi che esista un s~n: tiero principale di evoluzione finanzia~i~, segnat<;> ~a regolanta nella dinamica del Fir, della quota degli mterrnediarr e della posizione del sistema bancario L:.] N~::m. c'e dub~io ,~ulla p.res.enz.a di differenti tipi di struttura finanziaria, tuttavia 1 ~potesl d~ esistenza di differenti sentieri evolutivi e dubbia. L'evlden.za dlS~Onibile e favorevole all'ipotesi che esiste soltanto un sent~ero p~~cipale di sviluppo finanziario [ ... J intrapreso dai divers~ paesr In rnornenti differenti, lungo il quale hanno ~perato C~)fl dlv~rsa velocita e dal quale hanno deviate con scam modesti ', Le differenze nelle strutture finanziarie [delle singole economle~ --: c~e o~serviamo attualmente - non sono espressione di senuer~ dlvers~, rna indicano posizioni dei paesi lunge u~o s~esso sennero lll_11: versale, dovute a differenze nella data d aVVlO 0 nella velocita lunge il sentiero!'. Secondo Goldsmith il profilo evolutivo e segnato d.a «tre tipologie fondam~ntali d~ strut~ura fir:anziar~a», or~~ nate gerarchicamente ill relazione at valon del FIr e degli altri indicatori: i) la prima tipologia esp:ime .le . caratteristiche ~ello stadio iniziale della sviluppo finanziario moderno (dell Eu- !O Ibidem, capp. 1-2. 11 Ibidem, pp. 39-40. 145 ropa occidentale e del Nord America tra il XVIII e la meta del XIX secolo) ed e connessa a un valore contenuto del Fir (0.20-0.50), all'importanza dei titoli di debito rispetto alie partecipazioni azionarie, al peso limitato degli interrnediari creditizi e ali'egemonia al Ioro interno del sistema bancario; ii) la seconda e abbastanza simile alia prima ed e presente in molti paesi non industrializzati nella prima meta del XX secolo. La principale differenza sta nel ruolo piu intenso dello Stato e delle istituzioni creditizie statali, Un'altra differenza e nel piu alto Iivello di intermediazione creditizia. Questa tipologia e ritagliata sui casi di moderato ritardo rispetto al prototipo Inglese ed e intesa come variante qualitativa delia prima. Le prime due tipologie individuano, rispettivarnente, i modelii finanziari anglosassone e continentale, seguiti dagIi attuali paesi sviluppati; iii) Ia terza tipologia e connessa con la piena maturita finanziaria ed e tipica dei paesi industrializzati dall'inizio del XX secolo. I suoi elementi caratteristici sono il valore del Fir intorno all'unita, 1'alto livello delle. azioni rispetto ai titoli di debito, la quota consistente desli intermediari e I:> , la diversificazione di questi cui si accompagna il declino delie banche". L'entira del Fir indica Ie dimensioni e Ie tipologie finanziarie dell'economia, poiche esiste per l'A. una relazione pronunciata tra l'ampiezza della sovrastruttura finanziaria, il mix di mercati e intermediari finanziari e l' efficienza del sistema finanziario13: «Goldsmith utilizza la dimensione [relativa] delle attivita degli intermediari finanziari ... sotto l'assunzione che [essa] e correlata positivamente con la disponibilita e la qualita dei servizi finanziari»!". [2 Ibidem, pp. 30-37. [) M. de Cecco, Presentazione a R.W. Goldsmirh, Sistemi [inanziari premoderni, cit. [4 R Levine, Financial Development and Economic Growth: Views and Agenda, in «[ournal of Economic Literature», XXXV, 1997, n. 2, p. 703. 146 La trauersa tra 10 stadio della finanza rudimentale e la piena marurita finanziaria (in altre parole, tra la prima e la terza tipologia) e avvenuta all'interno di numerose regolarita evolutive": 1. 10 sviluppo economico e concomitante can l' allargamento della dissociazione tra proprieta ed utilizzo del capitale, cioe tra capitale reale e ricchezza finanziaria. Quilldi 10 stock del debito primario e la sovrastruttura finanziaria aumentano piu rapidamente della ricchezza reale. Il Fir risulta tendenzialmente crescente; 2. il processo di financial deepening, che I'incremento tendenziale del Fir denota, non e senza limiti superiori. Le osservazioni empiriche mostrano che l'indicatore si stabilizza intorno a 1-1.5. Le economie sviluppate - ad es. gli Stati Uniti - evidenziano attualmente valori del pararnetro non troppo dissimili da quelii di inizio secolo; 3. i valori pia/and del Fir registrati nei paesi oggi evoluti sono superabili solo nel breve periodo e .riflettono Ie situazioni di inflazione repressa delle guerre. Cosi valori piu contenuti sana da attribuire a fasi di inflazione aperta e sono anch'essi di breve periodo"; 4. 10 sviluppo finanziario e un fenomeno dell'eta moderna, iniziato con il sistema bancario, con la sostituzione dell'attivita dello sconto a quelia di cambiavalute. n peso delle istituzioni creditizie e cresciuto notevolrnente con 10 sviluppo economico ed e proseguito anche dopo il raggiungimento del valore pia/and del Fir. In una prima fase 10 sviluppo delle banche e avvenuto a scapito della finanza «inforrnale». Successivamente la crescita degli intermediari extra bancari ha erose l'egemonia delle banche; 5. l'istituzionalizzazione del sistema creditizio nell' economia ha riguardato «piu le debitoriali che le azioni e partecipazioni», Come risultato la proporzione dei titoli del debito pubblico e dei finanziamenti non azionari al settore privato nel portafoglio del sistema creditizio eccede, in 15 RW. Goldsmith, Financial Structure and Development, cit., p. 40. 16 Ibidem, ch. 9, p. 379. 147 molti casi, il 50% del debito prima rio e in altri si colloca intorno allOO%; " .6. da uri'analisi cross-section, riferita a mold paesi, e denv~to un rozzo parallelismo tra sviluppo finanziario e crescita economica, se il periodo considerato e sufficienten:ente ampio. J\ll'aumento del prodotto pro capite a prezzr costann cornsponde l'ampliamento delle dimensioni e della complessita della sovrastruttura finanziaria. «Ci sono indicazioni ... che i periodi di pili rapida crescita economica sono accornpagnati, sebbene non senza eccezioni, da un rasso di sviluppo finanziario al di sopra della media»!'; 7. il costa del finanziamento e nettamente pili basso nei paesi sviluppati rispetto a quelli arretrati. Non e emersa tutravia una tendenza alIa riduzione dell'onere con il procedere dello sviluppo economico e finanziario all'interno delle singole esperienze istituzionali, 3. L'inquadramento teo rico dellavoro di Goldsmith Affrontiamo il tema della riflessione teorica dellavoro di Goldsmith su due piani: i) i fondamenti dello schema contabile; ii) le implicazioni dell'evidenza empirica. L'A. richiama pezzi di teoria che 1egano l'ispessimento delle strutture finanziarie all'efficienza dell'investimento in beni capitali e alio sviluppo econornico". La trattazione non e, tuttavia, esauriente «non essendo chiarita la base teorica d~1 ruolo eeo~on:ieo del Fir e degli altri parametri [vale a dire I meccamsmi attraverso cui la loro dimensione incide] sul tasso di interesse, sull'ampiezza e sull'efficienza dell'investimento, e suI tasso di crescita»!". In aggiunta, 17 Goldsmith ha stirnato il grado di correlazione tra i valori del Fir e d.e! prodotto reale pro capite in un'analisi cross-section (estesa a 35 paeSI intorno al 1963), ottenendo valori di R2 piutrosto bassi. A seconda delle ripologie dei paesi presi in considerazione, il coefficiente e pari a 0.19,0.39,0.48. Ibidem, ch. 9, pp. 372 5S. e nota 3 di p. 375. 18 Ibidem, pp. 391-401. Anche M. Pagano, Financial markets and growth. An oueruieui, in «European Economic Review», 37, 1993, n. 2-3. 19 Ad esernpio, le recensioni di M.]. Frye A.R Roe a RW. Gold- 148 Goldsmith non dedica spazio adeguato alla yalutazion.e della robustezza dei legami empirici tra la crescita dell~ dimensioni delle strutture finanziarie, da un lato, ~ la .nduzione della dispersione dei tassi di interesse, d~l dlvano tr.a tassi attivi e passivi praticati dagli int;rmedlarl: d~lle prattche di razionamento, del costo dell m.terme~azlOne :cc., dall'altro". In sintesi 10 schema contabile dell A. non e agganciato a una teoria organic a e non ha una robusta fon- dazione empirica. ._ Tuttavia, a nostro parere, il matenale elaborato con- sente qualehe eonsiderazior:e an~itica... .' Dai risultati di GoldsmIth (ripologie finanziarie e rego- larita evolutive) una lettura egemone21 tra~ implicaeioni analitiche prosslme alia modellistiea dellibensmo finanziario di Roy McKinnon e Edward S?a:v22,_ riprese an~h~ dal- 1a recente storia comparata delle ISt1tuz~Olll fma~zlane: ad es. Rondo Cameron, RL. Rudolph e Richard Tilly. I modelli a la McKinnon e Shaw prevedono un potente ~ff~tt~ di cornplementarita tra moneta e capitale in situ~ZlO~l di sottosviluppo, giustificato dal fatto ehe la monetlzzaZlOne smith Financial Structure and Development, CiL, ri5pettivamente in E ' . 1970 n 148 e riel «Journal of Economic Literature», « conomlca», ,. , . . C· VIII, 1970, n. 3. A onor del vero nella prima parte deg~ an~l mqu~- ta _ in cui G. concepisce il suo lavoro - 10 state de~a nflesslOne teorrca sui legami tra finanza e sviluppo economico era «di note~ole arretra~ezza relativa» (P. Ciocca, introduzione a Le bancbe e 10 ~vdup?~ del ststema industria/e, dt.). Per una suroey sui principali nessi teO[l~l che ~egano la sfera finanziaria allo sviluppo reale rinviarno a R Levine, Finan- cial Development and Economic Growth, cit., pp .. 690 55.. . 20 P. Ciocca, Introduzione a Le banche e to soiluppo ~el ~I~tema m.dustriale, a cura di R. Cameron, Bologna, 1~75,. e. A:M. Biscam~ e P. Ciocca, Le strutture [inanziarie: aspetti quantltatwI di lungo pel'lodo (1870- 1970), cit. . ld . h Th I: 21 Ad es. G. Della Torre, RecenSlOne a R.~. Go sml~, e jinan- cial development 0/ India, Japan, and the United States, in «Mo~eta .e credito», XXXVIII, 1985; MJ. Fry, Money, Interest, and ~ankmg zn Economic Development, Baltimora, 1988; e M. Tonveronachl, Struttura ed evoluzione dei sistemi [inanziari, Arezzo, 1989. . 22 E.S. Shaw, Financial Deepening and Economic pevelopment, New York Oxford University Press, 1973, e R.I. McKinnon, Money and Capila! in Economic Development, Washington, 1973. 149 dell'economia e l'attivita degli intermediari creditizi incidono positivamente suI livello della produzione inteorando mercati in origine frammentati, esprimend~ prez~i di mercato e quindi indicatori efficienn della scarsita relativa dei beni e servizi". Nella fase di transizione dal sottosviluppo alia maturita finanziaria le istituzioni creditizie sono pertanto supply-leading, nella terminologia introdotta da Hugh Patrick24; [In the supply-leading pattern of causality] the financial sector precede.s and induces real growth, actively assuming the role ?f channelling scarce resources from savers to investors accordIng to relative rates of return. Supply-leading finance thus pres~nts an opportunity to induce real growth by proactive financia] means ... At the same time, [Patrick] asserted that the direcci<?n of causality changes over time. In this view, proactive financial deve.lopment could induce real, innovative investment before sustained «modern» economic growth gets under way, and as the process of real growth occurs the supply-leading impetu~ gradually becomes less important and demand-following financia] response becomes dorninanr", In altri termini, Ia direzione della causalira tra finanza e .prodotto r~ale cambia nel tempo. Raggiunto 10 stadio di plena matunta, i benefici dell'intensificazione finanziaria vengono meno e l'effetto complemenrarirs tende a seomparrre: dalla Ease supply-leading si passa alla fase demandjollowz'ng26. 23 J: titolo di esempio rinviamo a P. Ganugi, Financial deepening, rispa;:lto forzato e accumu!azione. in Ita~la, 1~81-1936, cit. In particolare, HI. Patrick, Fznanclal and Economic Growth in Underdeveloped Countries, in «Economic Development and Cultural Change», 14, 1966, n. 2. 25 M. Nissanke, Theor~tiC{11 Issues on Finance and Development: A Critical Lae,:ature, Sun:ey, In «Development Studies Working Papers», Ce~!ro studi L. D Agliano e Queen Elizatbeth House, n. 36, 1991, p. 2. . w~. lung,. Financial Development and Economic Growth: InternatlOna.1 EVidence, In «Economi~ Development and Cultural Change», 34, 198~, e S.E. Lyons e V. Murinde, Cointegration and Granger-causality Testrng of Hypotheses on Supply-leading and Demand-jollowing Finance ill «Economic Notes», 1994, n. 2. ' 150 4. Regolarz'td 0 irregolaritd euolutioe? Analisi cross-section o analisi di sene storicbe? Come abbiamo anticipato nel § 2, l'ernergere di regolarita nello sviluppo finanziario in sede spaziale e temperale costituisce per molti studiosi il punto erueiale dell'analisi di Goldsmith. Da tali regolarita seguono anehe alcune implicazioni normative. Vi e da ricordare che Goldsmith nonevidenzia in forma soddisfacente i earatteri quantitativi ehe definiseono Ia struttura correlata con il «pieno completamento delle istituzioni e degli strumenti finanziari». A questa proposito: i) e mostrata l'evanescenza della tipologia associata alia maturita finanziaria; e z'i) sono ricordate le rnolte differenze tra paesi alIo stesso livello di crescita economica". Peraltro, Ia realta catturata dagli indicatori non sembra coerente neppure con Ie regolarita enfatizzate, quali Ia presenza di linee omogenee nell'evoluzione delle singole esperienze istituzionali" e di una correlazione significativa tra livello del Fir, tipologie finanziarie e indicatori della crescita reale (almeno in sede di analisi cross-section). A nostro parere l'analisi di Goldsmith e inefficace non per «il earattere vago» dei risultati cui perviene (cioe in termini di regolarita ricercate}", rna per il retaggio dell'analisi che - centrata sull'ipotesi di esistenza di un unico sentiero di evoluzione finanziaria - porta l' A. a leggere in negativo l'irregolarita spaziale e temporale, come risultato da esorcizzare, da attribuire a fattori qualitativi di disturbo, La critica che abbiamo portato alle conclusioni di Goldsmith ha implicazioni per l'impianto metodologico 27 Rispetrivamente, Credito e soiluppo ., Evolu~ione. d~lte strutture finanziarie e squilibri territoriali, a cura di A. Niccoli, ill «Quaderni», Centro ricerche economiche A. Curella, 1989, n. 3, e World Bank, World Development Report 1989: Financial Systems and Development, New York, 1989. 28 Alberto Niccoli parla al riguardo «di inesistenza dei patterns di evoluzione finanziaria», Cfr. Credito e suiluppo, cit. 29 RW. Goldsmith, Financial Structure and Development, cit., p. 383. 151 dell'indagine. II rifiuto dell'ipotesi di esistenza di un unico modello di sviluppo finanziario (invariante nella spazio e nel tempo) rende inefficace l'approccio cornparato fondato su analisi cross-section (riferite a paesi a diverse livello di sviluppo economico e finanziario intorno a una stessa dara)". Ne segue I'efficacia di un'indagine verticale dell'evoluzione di un singolosistema economico. Cia si discosta nettamente da quanta seguito dagli studiosi del fenomeno" e dallo stesso Goldsmith nel suo 1avoro pili nota del 196932. 5. Un'applicazione al caso italiana 5 _1. L' euoluzione secolare della struttura [inanziaria in ltalia, dall'Unificazione, e le regolariid goldsmithiane In questa paragrafo, osserviamo se e in quale rnisura 1a dinamica di lungo periodo delle strutture finanziarie del nostro paese confermi le regoiarita scaturite dall'analisi di Goldsmith (§ 2). 30 John Gurley mostra come l'applicazione di tale tecnica a tre ipotetici paesi (collocari su sentieri diuersi di evoluzione finanaiaria) puo comportare un'evidenza ernpirica favorevole all'ipotesi di esistenza di un unico sentiero evolurivo. Cfr. ].G. Gurley, Financial Structures in Developing Economies, in Fiscal and Monetary Problems in Developing Stales: Proceedings of the Third Rehovoth Conference, a cura di D. Krivine, Westport, 1967. 31 Rinviarno alia recente rassegna di R. Levine, Financial Development and Economic Growth, cit. 32 W.S. J ung ha ass unto una posizione analoga alia nostra: «the findings in the study [of the relationship between financial development and economic growth] suggest that exists much room for further research in this area of economic development [".J. One might try to lenghten timeseries data on an individual country to see how causal patterns evolve over time with the same country». Cfr. WS. Jung, Financial Development and Economic Growth: International Evidence, cit., p. 344. 152 Regolarita n. 1 Lo sviluppo finanziario del nostro pae~e ?a vis~o la . d iale delle dimensiont fillanZlane dell ecO- crescita ten enz d li il F' 'fortemente crescente rnia (fig 1). In ettag 0, ir e 11 no I'D if-' . e e il 1895 stabile nella fase del deco 0 tra n icazron , iale.j t industriale sino alla prima guerra mondi e,. ill cresclt~ ra le due zuerre sino al picco del 1943, in rapldcllisprslOnil (dopo il ridimensionamento del secondo co tto,. td~ 1947 e il 1973. Da notate l' entita della caduta dell ill rca- d 11 . e dopa la seconda guerra mon- tore nel corso .e a prllTI.a. . 1" ell' d ll'Dnificazione diale, che ha nporq~ta il FH SUl IV I e (O.2~?~~~~amento del Fir e connesso all'in~reme~t<? dell.a . . . al ale e ricchezza fmanZlana, rm- dissoClazlone tra capit e re di .. surata dal debito primar~o del settore non ere mzio per lira di ricchezza (F/R) (fig, 2). 1,80 1,60 1,40 1,20 ~ ': " " " , , , , , , , , , , r \ : ~ r , , ~ 1,00 t.L; 0,80 0,60 0,40 0,20 L-~~~~~~~~= 0,00 186018701880189019001910192019301940 1950 1960.1~70 1980 II 'T' 2000 - Goldsmith-Zecchml1975 ---- De a Iorre .. -- .. " Della Torre 1984 F 1 l' voluzione del saggio di imcrrelazione finanziaria [Fir]. 1861-1981. [G.. e d ith Nota: Per i contenuti delle seri.e Della Torr; (DTl 2c~ 3e 2000, e Gal srm - Zecchini (G-Zl 1975 esposte nelle figg, 1·7 cfr.l Appen . , , , , , I r-: , - , , " " " " , 153 1,80 1,60 1,40 1,20 e:: ~ 1,00 ..: i.L; 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00 -'-r--.----r--r--.-----.--.---,_.----.------r_.---.-- 186018701880189019001910 1920193019401950196019701980 - Fir DT 2000 - Fir DT 1984 --. - Deb~to pr!mar!o DT 2000 - - Debito primario G.Z 1975 ........ Debito pnmano DT 1984 FIG. 2. L'e~oluzione del Fir e del rapporro srock del debito primario.ricchezza nazlonale, 1861·198 L Regolariu; n. 2 Ris~ta . contermars la presenza di valori pia/and nelle forme di financial deepening. Scontando le diversita tra 1a nostra attuale el~borazione (1861-1965) e quella precedente (~948-1981) CI semb.ra possibile inferire che i valori degli a~1Dl .1960-1_980 nof,1 sla~o troppo dissimili dai livelli raggiunti alla fine degli anm Trenta (fig. 1). Va inoltre tenuto C.ODto del fatt? che l'utilizzo da parte nostra del concetto di ricchezza nazionale nei termini del solo capitale riproducib.il~ (t~:~cur~ndo lao componente del capitale non riproducibile) impiica un mnalzamento del Fir temporalmente In- 33 I . I . di h ? pam~o are ncar lama c e [a serie della stock del capitale ri- producibile ~I G. Esposito,. ~tilizzata nel nostro lavoro del 1984 (anni 1 ~48-198I), e n~ttru:nente piu alta di quelladi O. Vitali, qui utilizzata. DI cons~guenza il FIr della serie 1948·1981 e sistematicamente pili basso del FIr 1861·1965. Cfr. Appendice 3 di questa lavoro. 154 stabile. Tale sovrastima e pili ampia nelle fasi iniziali dello sviluppo economico reale, quando e maggiore la proporzione della «terra» rispetto a1 capitale riproducibile". Regolaritd n. 3 La permanenza del Fir sui valori plafond (1.0-1.5) e compatibile con picchi (1894-1895 e 1941·1943) e cadute rilevanti (alla fine e dopo le guerre mondiali), di carattere transitorio (fig. 3). Risultano altresi confermate le specificazioni di questa regolarita: £) I'associazione dei picchi con situazioni di in£J.azione repressa: in particolare il picco degli anni 1941-1943 e connesso con la crescita del debito pubblico [F g1RJ e della sua componente in base monetaria (rnisurata dal livello della raccolta della Banca d'Italia) [F jRJ; 1,80 1,60 1,40 ~ 1,20 1. ~_ 1,00 u..-O 80 ...:- ' t.i: 0,60 0,40 0,20 0,00 ~=::::~::::;:::~:::::::::::;::::=:::;:::~==;:=::;_~=;::..=..-.--- j " .' ,. ,. .' , , I' , , . ' , . , .' .... , r I '../1 \ , . , , : I' , ( : 10/ I ,. • t h' ,I, . , • " , , , , \ .......... - ........... 1860 1870 1880 1890 1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 1970 - Isrituri di ernissione - - Debito pubblico ---- FirDT2000 FIG. 3. I picchi e le cadute del Fir; Iivello del debito pubblico e deUa raccolta degli istituti di emissione, 1861·1965. 34 R.W Goldsmith e S. Zecchini, The National Balance Sheet 0/ Italy (1861·1973), cit., tab. 4, voce TIRN, p. 15. 155 ii) I' associazione delle cadute del Fir con situazioni di inflazione aperta: Ie fasi durante e immediatamente a ridosso la fine dei due conflitti. Regolaritd n. 4 Rispetto alia dina mica secolare del Fir, ]' evoluzione delle dimensioni del sistema creditizio [FrlR] mostra una tendenza pili pronunciata alia crescita (fig. 4). Dal confronto delle figure 1 e 4 risulta confermato che, a fronte della stabilita del Fir, il Iivello dell'intermediazione puo connnuare a crescere. Lo sviluppo dell'intermediazione ha visto l'espansione del ruolo delle banche, rispetto sia alia ricchezza nazionale sia agli istituri di ernissione. Gli istituti di emissione han no un peso dimensionaIe analogo a quello delle banche soItanto durante Ie due guerre rnondiali (fig. 5). Gli interrnediari non bancari (is tit uti speciali di credito e istituti di assicurazioni) crescono rispetto aHa ricchezza nazionale, dagli ann! Venti-Trenta e nel secondo dopoguerra. 0,50 , . , , ,-. r , • , , " " ,0, , , , , 0,40 ~ ~. 0,30 E?o u, ~ 0,20 ~ 0,10 La raccolta degli istituti di ernissione, d:i sistema bancario e degli interFIG.5. mediad non bancari sulla ricchezza nszionale, 1861-1981. 1,80 1,60 1,40 • 1,20 ., " , , I' '\ I ~ 1,00 -' . I / , ""' . 0,80 0,60 0,40 0,20 0,80 0,70 0,60 0,50 '" ~ 0,40 0,30 0,20 0,10 0,00 ........,,.-----,-..----.r---y---.----.--r---r---r--.--r---r- 186018701880189019001910 1920193019401950196019701980 - Della Torre 2000 --_- Della Torre 1984 FIG. 4. Il rapporto raccolta del sistema creditizio-riccheaza nazionale, 1861· 1981. - - Goldsmith-Zecchini 1975 156 I, '. , . ..... I ~ , ., t ' • "-../ ~ .- , ,. " , -~ ... _r' _--- 0,00 18601870188018901900191019201930194019501960 19?0 1980 11 -r 2000 - - Goldsmim-Zecchillll975 - De a iorre ---- Della Torre 1984 FIG. 6. Il rapporto di interrnediazione, 1861·1981. 157 Regolaritd n. 5 II rapporto di intermediazione - 1 d I . creditizio sul debito prima i d I racco ta e SIstema [F IF ] ' ,. rae settore non creditizio f n - e crescente per I mtero secolo . re accentuazione dagli anni finali d I can U~t partlflc?la(fig. 6). I valori per il caso Italiano e secon o. con uto individuati da Goldsmith (intorno :llf:~~t~). quelli massimi Regolaritd n. 6 La Figura 7 illustr 1 di . 100) del orod a a rnamrca normalizzata (1861 = e pro otto reale pro capit 35 d 1 F Ri posizione di Goldsmith _ dee. e. If. . sp~tto alIa che i periodi di pi' 'dsecon O.CUI «C1 sono indicazioni u. rapi a crescua economica sono ac- 700 .~ B 600 o !5. 500 '" -;; ~ 400 2 _g JOO 2 <:l. ~- 200 r.;:; 100 800 O::~~~~~~~~~~~ 1860 1870 ~880 1890 1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 1970 1980 - FIT base 100 ---- Prod j otto rea e pro capite base 100 FIG. 7. Saggio di interre1azione finanziari d 1981 [1861 = 100]. a e pro 0[[0 reale pro capite. 1861. 35 G. Fua e M. GaUegati Un indi. «rea Ie» dell'Italia, 1861-1989'· Rivi ce d' cate";a annuale del prodotto 1993, n. 3, rab. 1, pp. 294-296~n« visra I storra econornicas, n.s., IX, 158 compagnati ... da un tasso di sviluppo finanziario al di sopra della media» - il grafico conferma il carattere impreciso di tale relazione. Soltanto per il secondo dopoguerra e presente un legame netto tra intensificazione finanziaria e sviluppo reale. n processo di financial deepening sino al 1895 e connesso con la sostanziale stabilita del prodotto pro capite reale. Tale re1azione si ribalta negli anni del decollo industriale (tra il 1895 e la prima guerra mondiale), dove a fronte della crescita del prodotto il Fir si mantiene sui livelli preesistenti e, ancora negli anni tra Ie due guerre, quando alla moderata crescita del prodotto si accompagna 1a consistente espansione del Fir. 5.2. Dinamica del Fir e del prodotto reale pro capite: un esercizio gra/ico In questo paragrafo svolgiamo un' analisi grafica ponendo a confronto le dinamiche del Fir e del prodotto reale pro capite (esposte nella fig. 8). Pili precisamente, abbiamo regredito il prodotto pro capite a prezzi costanti sul Fir, 1861-198p6. L'equazione stimata per l'interoperiodo ha segno «giusto» nel coefficiente angolare e un valore del coefficiente di correlazione abbastanza elevato (R2::::: 0.56), pili consistente di quelli a suo tempo stimati da RW. Goldsmith (cornpresi tra 0.19 per l'insieme dei paesi presi in esame, 0.39 per alcuni paesi sottosviluppati, e 0.48 per alcuni paesi sviluppa ti)37 . Questo risultato e da affinare sia per i problemi delI'informazione reale e finanziaria di base", sia per illivello non del tutto soddisfacente del significate statistico del- 36 Abbiamo esteso i dati del Fir aI 1981 sfrunando illivello 311965 della serie DT 1861·1965 e la dinamica della serie DT 1948-1981- 37 RW. Goldsmith, Financial Structure and Development, cit., ch. 9, pp. 372-379. 38 Cfr. Appendice 1 di questo lavoro, 159 , , , , , ....... ~ I \,' ...... \ ~ ~\ \ : : \ \ ~ : \ \ : \ \ \ , ~ I'~ \ ': \ \ , \ , \ \ , ,-\:-, \ ',' \ \ \ \ \ t<\ s. , ...... • " " " " " " " " , , , , , , , , , , , , 8 r- \ \ \ o o "'T_ o 00 <5 o -.0 <5 o <T <5 " o N <5 o o <5 l' equazione stimata. Infatti, alcune nostre analisi econometriche preliminari hanno mostrato risultati «aperti- in termini di significativita di questa e di altre equazioni pili cornplesse'". Questo per una serie di ragioni. Innanzi tutto il Fir e «uno» degli indicatori di evoluzione finanziaria, rna non l'unico'", e probabilmente neppure quello decisive, Dato che il Fir e la somma 0 1a cambinazione di alcuni parametri elementari, risulta comprensibile che la correlazione tra prodotto reale pro capite e Fir possa risultare meno significativa di quella tra i1 prodotto e altri singoli indicatori finanziari. D'altro canto, e evidente che per alcuni indicatori finanziari (ad es., il debito del settore pubblico sulla ricchezza nazionale [F ;R]) la corre1azione con il prodotto reale puo essere positiva nel breve periodo e negativa nel medic-lunge periodo. In altri casi (ad es., il debito del settore privato [F/R]) l'effetto sul prodatto puc essere deb ole nel breve periodo e pili consistente nel lunge periodo. In altre parole, riteniamo opportuno inserire dei lags temporali, per misurare la correlazione nel breve e lunga periodo. Per finire, sulla dinamica del prodotto reale pro capite agiscono potentemente anche indicatori reali (ad es., la produttivita dei fattori produttivi, ecc.), di cui bisogna tenere conto". E possibile, invece, a questo livello dell'elaborazione specific are il senso della relazione Fir - prodatto reale pro capite nelle quattro fasi dall'Unificazione (a livello indicativo: 1861-1895, 1897-1915, 1917-1943, 1947-1981)42. In effetti, il segno positivo della retta di regressione 1861- 1981 (fig. 8) e l'esito complessivo di fasi significativamente diverse (figg. 9.1 e 9.2). 39 Pertanto, abbiamo deciso di non includere queste analisi econornetriche nel presente lavoro, sia per illoro state preliminare, sia per i problerni tuttora presenti nella costruzione dell'informazione di base. 40 R. Levine, Financial Development and Economic Grouub, cir., p. 704. 41 Ibidem, pp. 704 5S. 42 G. Fua e M. Gallegari, Un indice 11 catena annuale del prodotto «reale» dell'Italia, 1861-1989, cit., figg. 1-2, p. 300. 161 0 o. ~ ~ . 0 " '" " , , o· , , , , , 0 , CO 0 , ...... ) CO , S , , r , " , , , I ,.... ',I o- ~ 0 ,.... 0 \\ \\ \\ \\ \\ /\ I \ ..... L \~ 0 N 0 0 0 0 0 0 S 0 0 ::£ ~ ..". ~ ~ 0 '" ..... ...... o "l. o or; ...... o. ...... ..... '" 00 ...... .; -a:, " u ::: 0. ... co '-' ... 8 <5 --u 0 a. v ... r.;:: 1: OJ c 0 -N '" ""E '" ,_] _; 0 0-: 0 ~ r-. o '" o , • " " " " " , , : ' , , o "'. " " 0 ... 0. r.;:: , , , , 0 00 o· , , ~ . , " ~' ~ . . " 2: 8 g g '\.0 lr'\ ~ r"'\ (001 ;)Sl1q) :ll!du:J old :lIB:ll OllOPOId o o N o o ...... o N_ o N_ O La fase che va dall'Unificazione nazionale alla prima guerra mondiale (1861-1915) (fig. 9.1) vede due sottoperiodi radicalrnente diversi. Gli anni 1861-1895, di crescita reale moderata (il prodotto pro capite si mantiene intorno alia base 100), sono caratterizzati da un'espansione del Fir molto ampia: l'indicatore sale da valori intorno alio 0.20 all'unita, Non emerge pertanto una significativa correlazione tra i due indicatori (R2 = 0.024). Negli anni tra il 1897 e il 1915 la relazione e roves ciatao n Fir 5i mantiene stabile 5U valori delio 0.70-0.80, mentre il prodotto reale aumenta di molto, passando da 100 a 160. Anche in questa caso la correlazione e rnodesta (R2 = 0.132). Anche tra il 1917 e il 1981 abbiamo due fasi distinte: gli anni sino al 1943 e il secondo dopoguerra (fig. 9.2). Nel primo sottoperiodo il Fir e in forte crescita, al contrario il prod otto evolve debolmente: il segno dell'equazione e positivo, rna il coefficiente di correlazione e nullo nella sostanza (R2 = 0.08). Soltanto nella fase di forte e continua crescita del secondo dopoguerra il segno del coefficiente angolare e «giusto» e il coefficiente di correlazione e alto (R2 = 0.790). 6. Conclusioni Nonostante la parzialita delle elaborazioni condotte, possiamo richiamare due risultati abbastanza robusti cui siamo pervenuti, Da un lato, ci pare di avere mostrato come il caso italiano rientri bene nel complesso di regolarita evolutive individuate da Goldsmith nella transizione tra finanza rudimentale e pieno sviluppo del sistema finanziario (<<pieno sviluppo» tarato sulla fase temp orale oggetto dei suoi lavori: gli anni Cinquanta-Sessanta di questa secolo). Dall'altro, l'analisi delle relazioni tra Fir e prodotto reale pro capite consente di qualificare temporalmente il senso della «vaga» correlazione tra i due indicatori dall'Unificazione alla seconda guerra mondiale, evidenziata 164 nellavoro di A.M. Biscaini e P. Ciocca". Da cui la conferrna dell'utilita di un'analisi fondata su serie storiche, e non centrata su alcune benchmark dates. Questo secondo risultato impone un ripensamento su pili piani. SuI piano teorico-econometrico, per la necessita di inserire il Fir in un complesso pili ampio e ragionato di indicatori finanziari e reali (per tutti la rassegna di Levin pili volte citata) e, sul piano statistico, per la necessita di completare illavoro di sistemazione delle grandezze reali e finanziarie (soprattutto tra l'Unificazione e gli anni Trenta). In estrema sintesi, i dati utilizzati della stock del capitale reale (1861-1965),..comprensivi del solo capitale riproducibile, potrebbero sovrastimare in forma temporalmente decrescente il livello del Fir. Per ragioni diverse, i dati bancari e azionari (1861·1936) potrebbero far emergere un processo di crescita delle dimensioni del capitale azionario e del sistema bancario pili ampio di quello realmente intervenuto'". Appendice 1. Un aspetto di metodo. Il processo di sviluppo reale-/inanziario come sostituzione di forme di mercato a forme non di mercato Nei primi decenni post-unitari i mercati sono deboli, poco organizzati, tanto in campo reale che finanziario'". Il profondo processo di monetizzazione intervenuto sul finire del secolo XIX puc avere inciso sulla dinamica del Pil (rilevato) e degli aggregati connessi (es. 10 stock di capitale reale riprcducibile), facendo emergere transazioni in precedenza esistenti, rna non monetizzate e di difficile valutazione statistica (pertanto, probabilmente non rilevate). E plausibile che il Pil abbia subito durante il processo di 43 A.M. Biscaini e P. Ciocca, Le strutture finanziarie: aspetti quantitativi di lungo periodo (1870.1970), cit., § 2.1., in particolare pp. 67-68. 44 Cfr. Appendici 1 e 3 di questa Iavoro. 45 Ad es., G. Federico, Mercantili:aazione e suiluppo economico in ltalia (1860·1940), in «Rivisra di Storia Economics», n.s., II, 1986, n. 2. 165 rnonetizzazione una crescita intensa, dovuta non solo all' aumento della produzione di beni e servizi, rna anche alia sostituzione delle preesistenti attivira di baratto con attivita rnonetizzate". In campo finanziario ci sono difficolta analoghe. Si pensi alia rilevanza della finanza rudimentale-informale nelle prime fasi dello sviluppo, Ie cui espressioni difficilmente sono colte dagli schemi quantitativi. NeI corso del processo di sviluppo finanziario sono intervenuti process! di sostituzione di quella formale a queUa informale, con l'emergere di forme pill evolute di interrnediazione". Questo tema non ha valenza solo per gli attuali paesi in via di sviluppo, rna anche per Ie prime fasi dell'industrializzazione. II riferimento a possibili processi di sostituzione della finanza formale a quella informale e presente anche in Goldsmith, quando ricorda «che in una prima fase dello sviluppo finanziario 1a crescita delle banche e avvenuta a scapito delle forme non organizzates'". Le difficolta dell' analisi ernpirica sono ancor pill rilevanti per l'assenza di rilevazioni sino a11926 dei dati afferenti alie ditte ban carie e aIle casse rurali". La soluzione che abbiamo adottato (la non rilevazione dopo il 1926 dei dati delle due categorie bancarie) limita, rna non esclude, l'incidenza sul grado di intensificazione del sistema bancario nell'economia, poiche molte ditte bancarie si trasformarono gradualmente in altre categorie (rilevate), La sottostima dei dati bancari negli anni 1861-1926 e temporalmente in riduzione, ne segue che il processo di intensificazione bancaria e stato certamente meno intense di quello che emerge dalie inforrnazioni, Una notazione analoga puo essere fatra per il capitale 46 Rinviamo a S. Kuzners, National Income and ItJ Composition, 1919·1938, New York, 1941, in particolare p. 10, e a G. Fua, Cresata economica. Le insidie delle afre, Bologna, 1993. 47 Ad es., A. Chandavarkar, 01 Finance and Development: Negleted and Unsettled QuestionJ, in «World Development», 1992, n. 1. 48 RW Goldsmith, Financial Structure and Development, cit., pp.14 ss, 49 Cfr. Appendice 2 di questo lavoro. 166 azionario. E ovvio che anche per tale forma di debito si pone un problema di finanza rudimen.tale, ?el sens~ c~e solo in mercati reIativamente sviluppati abbiamo «aZ1001» (nella loro espressione cartolare). Va da se che i due punti sopra richiamati (attivita bancarie e azionarie) hanno una ricaduta sullivello e sul profilo evolutivo del Fir e degli altri indica tori (in particolare, i livelli del debito azionario e bancario del settore privato, della raccolta del sistema bancario e del rapporto di intermediazione creditizia). Per evidenti ragioni, i problemi sono invece piu limitati per il debito del Tesoro, 1a raccolta degli istituti di emissione e degli intermediari non bancari. Appendice 2. Considerazioni sulla costruzione dell'apparato in/ormativo e fonti statisticbe Debito interno del settore statale, 1861~1946 Il settore statale include il Tesoro, le aziende autonome dell' Amministrazione centrale e 1a Cassa DD.PP. Per gli anni 1861-1946 disponiamo della serie elaborata di recente da G. Salvemini e V. Zamagni, Finanza pubblica e indebitamento tra le due guerre mondiali: il/inanziamento del settore statale in Problemi di finanza pubblica tra Ie due guerre 1919-1939, Roma-Bari, 1993 e V. Zamagni, Il debito pubblico italiano 1861-1946: ricostruziane della serie storica in «Rivista di storia economica», n.s., XIV, 1998, n. 3, tab. A. Abbiamo utilizzato il debito «interno» del Tesoro poiche 1a sovrastruttura finanziaria di Goldsmith e al netto dei debiti verso l'estero'". 50 II debito viene indicato come «interne». In vedra, 10 stock e al netto dei debiti «ernessi all'estero, [come] espressione dell'esplicita voIonta dello Stato di rivolgersi ai mercati finanziari esteri [ad es., il prestito Morgan del 1925 e i prestiti accesi durante la. p~im~ guerra. m~ndialel», Viceversa 10 stock in paroIa e al lordo del titoli consolidati e redimibili posseduti da non residenti. Negli anni successivi all'Unificazione nazionale, «una pane ... [dei titoli menzionari] era posseduta da 167 Debito totale del Tesoro) 1861-1965 La serie di F Spinelli e M. Fratianni, Storia monetaria d'Italia. Eeuoluzione del sistema monetario e bancario Milano, 1991, pp. 55-60, differisce da quella di V. Za~agni per Ie diversita nella definizione delI'operatore pubblico e nella costruzione dell'informazione". Debito de! settore non statale In mancanza di informazioni per l'intero periodo'", il settore non statale (qui utilizzato come proxi del settore pri- non residenti, rna non vi e cornpletezza di inforrnazioni per seguire i dati del debito estero anche in questa accezione», Ovviamente, Ia quota detenuta dai non residenti e particolarrnente rilevante nei primi cinquanta anni di esistenza del Regno d'Iralia, rnolto meno nel periodo successive (G. Salve mini e V. Zamagni, Finanza pubblica e indebitamento tra le due guerre mandiali: il finanziamento del settore statale, cit., pp. 213·214, e nota 20). Per inciso, rarnmentiamo che i dati della Raccolta postale, della serie Salvemini-Zamagni, sono at nerto dei depositi degli Iraliani all'estero, di parricolare rilievo sino alia meta degli anni Trenta (G. Della Torre, Appendice. Dati quantitativi, /onti statisticbe e note metodologicbe, in Storia della Cassa depositi e prestiti, 1850·1990, a cura di M. de Cecco e G. Toniolo, in corso di pubblicazione). 51 Per alcune considerazioni sulle alrre inforrnazioni disponibili (ad es., F. Spinelli, Dimensione, composizione, quotazioni del debito pubblico interne dal 1861 al 1985, in F. Spinelli, Per fa storia monetarta dell/Italia, vol, I, Torino, 1989; E. Gatti, Appendice statistica, in A. Confalonieri e E. Gatti, La politica de! debito pubblico in Italia, 1919-1943, vol. II, Rorna-Bari, 1986; Direzione generale del debito pubblico, Relazione del direttore generale alta Commissione parlamentare di vigilanza. Il debito pubblico in Italia, 1861-1987, Roma, 1988), rinviamo a V Zamagni, II debito pubblico italiano 1861-1946, cit., pp. 207 -208, e a G. Della Torre, La finanza di guerra e it «circuito man eta rio» in Italia, 1935·1943. Una ualutarione quantitativa, in corso di pubblicazione. 52 Rammentiamo che dati continuativi suI Settore pubblico sono disponibili da! 1963 con la pubblicazione dei comi finanziari della Banca d'Italia (I conti finanziari dell'ltalia. Dimensioni e struttura della riccbezza e del nsparmio finanziario dell'Economia, a cura di F Cotula e M. Caron, in «Bollettino», Banca d'ltalia, n, 6, 1971, App. I, tavv. 1-8). Un tentative di costruzione dei dati 1948-1962 10 abbiamo condorto in G. Della Tor- 168 vato] e dato dalla differenza tra Ie unita nazionali non. c~editizie e il settore statale. Pertanto, comprende le [amiglie, le imprese non creditizie e gli enti pubblici ch~ esulano dalla definizione del settore statale (ad es., gh enti locali). n debito del settore non statale si compone delle voci che seguono53: azioni; obbligazioni; impieghi bancari; impieghi degli istituti di emissione; . . finanziamenti degli istituti di credito agrano, fondia- rio e mobiliare. Capitate azionario delle imprese non creditizie at' oalori nominali" La serie delle azioni ai valori nominali di fonte Assonime - per solito utillzzata in questa tipo di indagini" - in- re, II sistema degli Stati Patrimoniali per l'economi~ i~alia.na, ~948-1981. Retaggio teo rico, notazioni metodologidie, problemz 41 sttma, 111 «Banca Toscana, Studi & Informazioni», 1984, n. 1, Quaderni, n. 10, §§ II. 1·2. 53 Per mancanza di informazioni adeguate estese all'intero periodo non e stato possibile includere i prestiti dell'estero .. C.fr. ~. Cotula e P. Garofalo, Le aziende di credito nel sistema finanziario ttalzano, cit., nota 39 di p. 86. . . . . . . 54 Per il significate interpretativo del dati relativi ~ cap~tale aZI?na- rio rinviamo a G. Della Torre, It sistema deglz Stati Patrlmontalt pel' l'economia italiana 1948-1981, cit., § II.l.d. 55 Ad es., G.M. Sfligiorti, Un tentatioo di ualutazione .statistiea. dello sviluppo e del risparmio delle. societe ftaliane pel' ~zlOm, 111 Lo svtlu!.po economico in ltalia, a cura di G .. Fua,. vol. 3, Mil??O, 19?9,. 1~78 , F Bonelli Osservazion! e dati sui /znan'l.lOmento dell industria italiana all'inizio'del secolo XX, in «Annali della Fondazione L. Einaudi», vol. .II, 1968; F. Bonelli, La crisi de! 1907. Una tappa de!~o s~iluppo industnale in ltalia, Torino, 1971; V. Zamagni, Alcune rifle~slOm sul./zn~nzlam_ento dell'industria in eta giolittiana, in Finanza e debito pubb~tco. zf! Ital~a ~ra '800 e '900, a cura di P. Pecorari, Venezia, 1995; F. Barble~nl Amidei e. C. Irnpenna, II mercato azionario e il finanziamento delle I~prese neg~1 anni Cinquanta, in Stabilitii e suiluppo negl~ anni '50. 3. Politica ~ancarla e struttura del sistema [inanuario, a cura di-E Cotula, Roma-Bari, 1999. 169 elude le azioni emesse dalie banche e dagli istituti di assicurazioni, che vanno dedotte dallo stock attribuito aile imprese non creditizie a ragione della Ioro importanza relativa e del pronunciato trend ternporale". Pertanto abbiamo preferito utilizzare per gli anni 1861-1896 la serie elaborata da M. Da Pozzo e G. Felloni (La borsa ualori di Genova nel secolo XIX, Torino, 1969, prospetto 3), che netta 10 stock totale della componente emessa dalle banche. Tale ~e~i~ ~on riporta, tuttavia, gli stocks totali per alcuni anni U:UZlall. E~Sl sono stati ottenuti per interpolazione della sene Assomme, rielaborata da G.M. Sfligiotti (Un tentatiuo di ualutazione statistiea dello suiluppo e del rtsparmio delle societd italiane per azioni, cit., tav. XIII.D.l), e, in mancanza, .ag~iung~n?o. Ie ~tir:ne d~ ~. De Mattia (Storia delle aperauonz deglz zstuut: dz emtsstone italiani dal 1845 al 1936 sx: i loro bilanci, a cura di, Roma, t. III, 1990, tab. 47.3 . Gli anni 1897-1936 sono stati otten uti sommando alio stock di fine 1896 i flussi netti di emissioni azionarie 'delle imprese non creditizie, esposti in F Cotula e P. Garofalo (Le aziende di credito nel sistema /inanziario italiano cit. tav. 8, voce Azioni). Per gli anni sino al1965 abbiam~ uti~ lizzato le .ta~oIe. del C.apitale nominale delle S.p.a., al netto delle societa di credito e di assicurazioni dell'Annuario statistico dell'Istat. ' La serie costruita e in linea con i valori stimati per alcune benchmark dates da RW Goldsmith e S. Zecchini, The. Nat~'onal Balana! Sheet 0/ Italy (1861·1973), cit., tab. 3, npresi da A.M. Biscaini e P. Ciocca, Le strutture finan- 56 La quota delle azioni emesse dalle banche sul totale in circolazione ~ particolarrnente ril.evante dopo I'Unificazione italiana (40,3% negli anru 1872-1~95) e .rapJ~amente decrescente (17,9% negli anni 1896- 1914.e 1?,6Yo negli anm 1920-1932) (dati Assonime rielaborari da G. CO?~J, Fzn.anza .di impresa e capita le di nscbio in Italia (1870-1939), in «Ri~Isr~ di storra economics», n.s., IX, 1993, n. 3, tab. I). Altre informaZIOnI mostrann un peso delle azioni bancarie del 17.0% (a fine 1864), .21 ,1 % (1870),39,1 % (1880) e 33,5% (1890) (M. Da Pozzo e G. Felloni, La borsa ualori di Genova net secolo XIX, cit., prospetto 3). 170 uane: aspetti quantitativi di lungo periodo (1870-1970), cit., tav. 1. . AlIo stato dell'elaborazione abbiamo preferito non af- fiancare al valore nominale degli stocks azionari la valutazione ai prezzi correnti di borsa. A nost~o giudizi~ i problemi ancora aperti impediscono di costruire una sene omogenea degli indici dei corsi azionari per l'intero periodo": Obbligazioni delle imprese non creditizie AlIo stock di fine. 1861 (tratto dal lavoro di A.M. Biscani e P. Ciocca, Le strutture /inanziarie, cit., tav. 1), abo biarno aggiunto i flussi netti della serie .As~onirne. 1890_- 1914 rielaborata da F. Bonelli (Osservazzonz e dati sul finanziamento, cit., vol. II, p. 184, e La crisi del 1907, cit., p. 191). I flussi sono stati estesi agli anni 1861·1889 da R. De Mattia (Storia delle operazioni degli istituti di emissione, cit., t. III, tav. 47.2). . ., ..... I flussi citati includono le ermssioni degli isntuti di ere- dito speciale. Li abbiamo p~rt~to d~purati. delle . c~r~ell~ degli istituti di credito fondiario e del buoni degli isntun di credito agrario. Le informazioni sono sta~e ~labo~at~ d~ R. De Mattia (I bilanci degli istituti di emtsstone italiani, 1845-1936, Roma, t. II, 1967, rav. 22, voci 16,21). Per il periodo 1895-1936 abbiamo aggiunto alio stock 1894 i flussi netti delle obbligazioni delle irnprese non ereditizie esposti nel lavoro di F. Cotula e P. Garofalo (Le aziende di credito nel sistema [inannario italiano, cit., tav. 8, voce Obbligazioni, nota 7 eli p. 87). 57 Tra le serie dlsponibili ricordiamo quelle elaborate da. M. Da .Pozzo e G. Felloni, La borsa valori di Genova nel secolo XIX, CIt.; St?rza del capitale della Banco d'ltalia e degli istituti predecessori, a cura di R. De Mattia, vol. III, t. II, Roma, 1978; L. Rosania, In4ice del corso s,ecco. e rendimento dei titoli quotati in borsa, in «Bollettino», Banca d Italia, 1954, n. 6; S. Baia Curioni, Regolazione e competizione. 5t0r!a .d~l me".' cato azionarlo in ltalia (1808-1938), Bologna, 1995; F. Barbiellini Amidei e C. Impenna, Il mercato azionario e it /inanziamento delle imprese negli anni Cinquanta, cit. 171 Per. confronto delle elaborazioni condotte si possono vedere I datI. per alcune benchmarks dates, di fonte Assonime, elaborati da RW. Goldsmith e S. Zecchini, The Nation~f B.a/~nce Sh.eet of Italy 1861-1973, cit., ripresi cia A.M. BIs.c~m~ e P CIocca, Le strutture /inanziarie: aspetti quantitatun dl fungo periodo 1870-1970, cit., tav. 1. Impz"eghz" bancari verso il settore non statale Per evitare duplicazioni can altre forme di indebitan:ento. del settore ??Il: st~tal.e (in forma azionaria, obbligazIOnan~ e verso gli IStltUtl. di. cr~dIto speciale), gli impieghi banca~l son~ al netto del _t~toh. azionari e obbligazionari ernessi ?~e lmprese e degli irnpieghi degli istituti di credito fondiario e di credito agrario. . . Per gli. anni 1864-~926 abbiamo utilizzato la VOce CredUl. verso il settore pnvato delle aziende del sistema bancar~o .elab~rat.a ~a R De Mattia (I bilana deglt" istituti di emtsszone italiani, 1845-1936 cit t II tav 23) Ai C di il . ,.,. , . . re lU v~rso s~tto~e pnvato \vo~e 2) abbiamo sottratto le Azio- ?I e. ob~hgazl<:,n~ ~l s<:,cIe.ta e c?rpi morali (voce 2.d) e gli Impl~g~i d~gh istituti di credito fondiario e di credito agrano .. DI conseguenza, la serie esprirne la somma del Po.rtafoglio. ~voce 2.a), ,delle ~.nticipazioni e riporti (2.b), del C/c attrvi (2.c) e del Credit! a lungo terrnine (Z.e). Secondo De Mattia: all'~!zio del _periodo un~t~r~o e sino alia crisi degli anni Novanta, l'intero slste~a creditizio consistette, quasi esclusivamenre, ?e~e .. : banche d~ e,!llSSlOne, alie quali si aggiungevano, come l~tltuzl0nr bancar~e rilevanti, poche casse di risparmio nelle pro~ce del sett~ntno?e e u~ certo numero di case bancarie a indinzzo mercantile nei centri maggiori [ ... J L'unica deficienza di un 58 La. serie in qu~stione e pluttosto utilizzata. Si veda di recente il I.avor? d.l V. ~ama.gnl, Alcune riflessioni sul linam..iamento dell'industria I,? eta glotmlana, In Finanza e debito pubblico in Itatia tra '800 '900 CIt., tabb, 1 e 5. e , 172 certo rilievo, specie per i primi decenni postunitari, concerne i banchieri privati ... Per questa gruppo eli imprese bancarie non e stato possibile rintracciare indicazioni eli sorta sull'attivita svolta, che nel volgere di pochi decenni, tuttavia, perdette grandemente importanza (ibidem, cit., t. I, pp. XCIII-XCVI). I dati di De Mattia sottostimano il fenomeno nel periodo postunitario, in quanto le ditte bancarie («che accentrarono nelle loro mani una quantita di mezzi e di operazioni tutt'altro che trascurabile») sono rilevate solo dal 1926, Per le casse rurali sono disponibili indicazioni parziali per alcuni anni tra il1905 e il 1921, e con maggiore cornpletezza dal 1926 {ibidem, cit., t. II, tav. 22, pp. 853, 886n, 908, 913)59. Per questa ragione abbiamo preferito utilizzare, per il perioda successivo al 1926, la serie al netto degli impieghi delle ditte bancarie e delle casse rurali . Questo non elimina la possibilita che la serie sottostimi il dato per il periodo post-unitario e meno significativarnente nel Novecento, man mana che le ditte bancarie si trasformarono in categorie bancarie soggette a rilevazione, passando dalla finanza informale a quella formale. n rischio e che dall'e1aboraziane scaturisca un processo di intensificazione del sistema bancario nell'economia pili consistente di quanto sia avvenuto nella realta'", Per gli anni 1890-1926 abbiaroo utilizzato la voce Impieghi totali delle aziende di credito, elaborata di recente nell'ambito degli studi per il centenario della fondazione della Banca d'Italia (I bilanci delle aziende di credito 1890- 59 Per Ie ragioni di tali sortosrime rinviamo a I bilanci degli istituti di emissione italiani dal1845 al1936, CiL, t. I, pp. CUI, XCIV 5S., e L II, p. 851. Per inciso, ricordiamo che Ie Societa ordinarie eli credito per il periodo 1870·1889 sono rilevate integralmente; dal1890 parzialrnente: 156 su 159 neI 1890, 137 su 163 nel1900, 166 su 201 nel l Sl O, con grossi lirniti negli anni 1918·1922. Le Casse di risparmio sono rilevate daI 1906 al 100%; per gli anni che precedono per quote prossime al100%. Le Banche popolari aI 100% nel periodo 1870-1889; per quote ragguardevoli negli anni 1890-1911; per quote estremarnente contenute negli anni 1912·1917; dati assenti per gli anni 1918-1925; quasi completi negli anni 1926-1936 (Ibidem, r, II, pp. 913-914l. 60 Cfr. Appendice 1 di questa lavoro. 173 ·f 1936, a cura ~i F. Cotula et.a~., R.om~-Bari, 1996, parte IV, tav . .32). 1\bbH~~O post? gli ~pleghl verso il settore non st~t~e pan ~gli impieghi totali (inclusi quelli agli enti pubblici ~st.erm :U settore statale), costi.tuiti dal portafoglio c~mblano, dai C/C con garanzia, agran, ecc., dai c/c di cornsponden~a, dape anticipazioni, dai riporti e dai mutui='. ~er g11 anm comuni, il confronto tra Ia serie di De Mattia .e quella ~i Banca d'Italia mostra una buona aderenza Sl~O all.a pnma guerra mondiale e una netta sottostirna negli anrn 1919-192262. Per Ie. ragioni . ~opra rico.rdate, per il periodo 1926- 1936, a~bla?10 utilizzato le mformazioni predisposte da Banca d It~ha, esclu?endo dal cornputo gli impieghi delle cass~ rurali e delle ditte bancarie (I bilanci delle aziende di credito 18?0-19!6, cit., parte IV, taw. 32-33). . P~r gli ~nn1 1937-1965 ci siamo avvalsi della voce Impieghi totali delle aziende di credito, predisposta da P. Garofalo e D.. CoI~nna (Statistiehe creditizie, in Stabilitd e suiluppo. negli an_m Cinquanta, 3: Politica bancaria e struttura del sistema finanziario, a cura di F. Cotula Rorna-Bari 1999, tab. 3). " Finanziamenti degli istituti di emissione al settore non statale P~r il per.i?d? 1~6~ -1936 abbiarno utilizzato la voce Portafo~ho ?egh ~s.t1t~tl ~h emissione elaborata da R. De Mattia (l bilanci deg]: zstuutt di emissione italiani 1845-1936 cit t I, .vo.ce Portafo~lio, tav. 1, pp. 11,42-174). «[La serie] ac~o~ glie il po~ta.fog~lO ~cont~t? ~u piazze italiane e quello riscontato alle isntuzrom creditizie [e] si articola nei seguenti sot- di 61 \fr. F.. Corula e T. Ragan~lli, lntroduzione a I bilanci delle aziende credito, ctt., p. 80, e I bilanci delle aziende di credito 1890-1936 it parte IV, pp. 737.743, e tav. 29. ' C ., ~2 ~e~ u~'analisi detragliata di tali scostarnenti e per le possibili spiegazl?nI r1nv~amo a F. Cotula e T. Raganelli, Introduzione cit. § 3 in particolare fig. 3 e p. 23. ' , , 174 toconti: portafoglio ordinario, portafoglio speciale, operazioni ordinarie con il Csvi, effetti ammassi>". Ricordiamo che sino al 1936 il settore private non creditizio e definito residualmente «[come] insieme di tutti i soggetti economici operand nel paese [diversi dal Tesoro dello Sterol, 9uali le imprese aventi fini produttivi 0 di altra natura, fra CUl anche gii intermediari bancari e finanziari ... »64.. .' Per ragioni di confronto con la sene De Mattia, per 1 periodi 1894 -1926 e 192.1 -193?, c~ si::m? a~al~i ris pet,tivamente della voce Crediti degli Istituti di emissione ali economia di F. Cotula e T. Raganelli (Introduzione, cit., tav. 5, p. 83) e della voce ?ortafoglio della .~ar:ca .d'I.talia. d~ M. Caron e 1. Di Cosmo (I bilanci deglz istttutt di emtsstone, 1894-1990, cit., tav. 1.1, voce n. 13, esdusa la voce Csvi - Sezione speciale autonoma, n. 19). . . .' . Per gli anni 1936-1990 abbiamo utilizzato il finanzia- menta della Banca d'Italia e dell'Ince (poi Uic) al settore Altri enti e privati (della Situazione consolidata), dove «confluiscono gli acquisti di titoli obbligazionari ernessi d~ enti pubblici non compresi nel ~ett.ore T~sor? (~d es.,. g~ enti territoriali e l'Enel), nonche eli obbligazioni e aziom di irnprese private e pubbliche (ad es., 1'1r1)>> (M. Caron e 1. Di Cosmo, I bilanci degli istituti di emissione, 1894- 1990, cit., p. 18, e tav, 4, Attivo, voce E, pp. 754 ss.) .. Il confronto tra la serie De Mattia e Banca d'Italia ha dato buoni risultati. soprattutto sino alia prima guerra mondiale. 63 I biland degli istitutt di emissione, 1894-1990, a cura di M. Caron e L. Di Cosmo, Roma-Bari, 1993, pp. 84-87, 106-108. . 64 I bilanci degli istituti di emissione italiani, 1845-1936, cit., [ .. 1, p~. LV-VI. Rinviamo anche a V Sannucci, Molteplicitd delle bancbe dt em ISsione: ragioni econorniche ed effetti 5ull'efficacia del controllo monetari? (1860-1890), in Ricerche per fa storia della Banco d'Italia, Roma-Barl, 1990, tab. 6, pp. 190 ss. . 175 Impieghi degli istituti di credito speciale verso il settore non statale Per gli anni 1870-1889 abbiamo utilizzato la voce Crediti .a1 ~ettore privata degli istituti di credito agrario e fondiario ill R. De Mattia (I bilanci degli istituti di emissione italiani, 1845-1936, cit., t. II, tav. 23, Attivo, totale (voce 2) al netto delia detenzione di azioni e obbligazioni di so. cieta ed enti rnorali (voce 2.d), pp. 917-918, 922-927). Per gli anni 1890-1936 ci siamo avvalsi delia voce Attivita degli istituti di credito fondiario e agrario, in F. Cotula ~ P .. Garofalo (Le aziende di credito nel sistema finanziario italiano; crt., tav, 1, p. 61). Piu precisamente Ie attivita degli istituti di .credito fondiario sono una pro~i dei prestiti, m~ntre le a~t1Vita degli istituti di credito agrario sono propnamente il tot ale delie atrivita. Per gli anni 1920-1936 abbiamo _utilizzato la voce Credito mobiliare (Crediop, Icipu, Credito navale, Imi) (Ibidem, tav. 1, p. 60) . . Pe~ ~li an.ni 1938·1965 abbiarno utilizzato le Principali VOCI dr srtuazione degli Ics-Attivo, in P Garofalo e D. Colonna (Statistiche creditiue, cit., tab. 9). Passiuita degli intermediari creditizi GIi interrnediari creditizi comprendono gli istituti di ernissione, il sistema bancario (esclusa Ia Cassa DD.PP) gli istituti di credito speciale e gli istituti di assicurazioni. ' I dati relativi al periodo 1870-1965 sono tratti daI lavoro di .A.M. Biscaini e P. Ciocca, Le strutture jinanziarie: aspetu quantitativi di lungo periodo (1870-1970) cit. tav. 6, cui rinviarno per le fonti statistiche e Ie note metodologiche. Abbiamo condotto l'estensione al 1861 utilizzando i dati di De Mattia, I bilana degli istituti di emissione italiani, ~8~5.-19~6,. cit., . t. I-II. Piu precisamente, le passivita degh rstitutr di ernissione, 1861-1869, le abbiamo paste pari al Passivo degli istituti di ernissione, al netto dei conti d'ordine, in De Mattia, ibidem, t. I, tav. 2, Passivo, totale 176 I' r , meno voce (8), pp. 203-204, 215-231. Le passiv~ta del s~sterna bancario, 1861-1869, le abbiamo paste pan al Passivo totale del sistema bancario, in De Mattia, ibidem, t. II, ta~. 23, pp. 917 -920, 942-943. AI totale .a~b~am? s~lttratt? i dati afferenti alia Cassa DD.PP. e agli rstrtuti di credito fondiario e agrario. Le passivita degli istituti di cr~~t? speciale le abbiamo poste pari al Passivo, totale degli isntuti di credito fondiario, in De Mattia, ibidem, t. II, tav 23, p. 943. Stock di capitale fisso. riproduabile a prezzi costanti e a prezzi correnti Per ali anni 1861-1880 abbiamo calcolato gli stocks a prezzi c~stanti del capitale fisso sulla base degli investimenti fissi lordi, a prezzi 1938, del periodo 1862-1881 (tratti da O. Vitali, La stima degli investimenti e dello stock di capita le, in Lo suiluppo eeonomico in ltalia, cit., tav. XII.4.A), tenendo conto della quota media di ammortamento del capitale fisso degli anni 1882-1900 (ibidem, tavv. XIL4.A e XIL4.17). Abbiamo seguito in questa la metodologia adottata da R.W. Goldsmith e S. Zecchini, The National Balance Sheet of Italy (1861-1973), cit., tabb. 1-2. Per gli anni 1881·1952 abbiamo utilizzato 10 stock netto del capitale fisso riproducibile (abitazioni: opere pu~bliche; irnpianti, attrezzature, ecc.), base 1938, delia ser~e elaborata da O. Vitali, ibidem, cit., pp. 492 ss., esposta ill P. Ercolani, Documentazione statistiea di base, in Lo sviluppo economico in Italia, cit., tav .. XII.3.3.. . . . Per gli anni 1951-1971 abbramo.utihzzato gli st?cks di capitale fisso, a meta an no e a prezzi 1963, ~la?or~t1. ~a G. Esposito, It eapitale [isso in Italia per ~~ttor! ~l att~vlta economica nel periodo 1951-71, in Sintesi statzsttca di un .ventennio di vita economica italiana (1951-71), a cura di G. De Meo, in Istat, «Ann ali di statistica», vol. 27, 1973. I dati di Esposito sono stati estesi agli anni 1972-1981 da G. Della Torre, It sistema degli Stati Pdtrimoniali per l'economia italiana, 1948·1981, cit., pp. 50-55 e 59 ss. 177 «Sfortunatamente, ci sono differenze rilevanti tra le due serie [Vitali 1881-1964 ed Esposito 1951-1971] per il periodo per il quale si sovrappongono» {RW. Goldsmith e S. Zecchini, The National Balance Sheet 0/ Italy (1861- 1973), cit., p. 5). Per tale ragione, abbiamo utilizzato la serie di O. Vitali sino al 1951 e ia serie di G. Esposito dal 1952 (aggiustandola sulla base degli stocks pili contenuti di quella di Vitali). Per gli anni 1861-1952 abbiamo calcolato gli stocks a prezzi correnti applicando allo stock a prezzi costanti l'indice implicito dei prezzi dei beni di investimento (base 1938), elaborato da O. Vitali, ibidem, riportato in P. Ercolani, Documentazione statistica di base, cit., tav. XII.4.11. Tale metodologia e piuttosto grossolana in quanto l'indice dei prezzi si riferisce alia composizione dei flussi degli investirnenti, che differisce da quella dello stock di fine anno. Purturtavia e quella correntemente applicata: ad es., RW. Goldsmith e S. Zecchini, The National Balance Sheet 0/ Italy (1861-1973), cit., tab. 1, voci II.1-3, e G. Della Torre, If sistema degli Stati Patrimoniali per l' economia italiana, 1948-1981, cit., § IIJ. Ricehezza /inanziaria netta sull' estero, 1948-1965 Per le ragioni richiarnate da F. Cotula e P. Garofalo, Le aziende di credito nel sistema finanziario italiano, cit., nota 39 di p. 86, non e stato possibile indudere i prestiti esreri del'settore non statale. Di conseguenza, non disponendo di questa informazione, non abbiamo costruito la ricchezza finanziaria netta sull'estero, Dal 1948 abbiamo utilizzato i dati riportati in G. Della Torre, It sistema degli Stati Patrimoniali per l'economia ita liana, 1948-1981, cit., pp. 59 ss. 178 Valore aggiunto a preui costanti, 1861-1965, e Pil a prezzi costanti, 1890-1965 Per il periodo 1890-1965 disponiamo eli due serie de~a produzione a prezzi costanti, costruite can rnetodologie diverse. La prima serie riporta gli indici del valor~ agg~unto ~a! iordo delle duplicazioni), al costa dei fattori, e at confini attuali, elaborati da G. Fua e M. Gallegati, Un indice a catena annuale del prodotto «reale» dell'Italia, 1861-1989, cit., tab. 165. La seconds serie-riporta il Pil a prezzi cost anti (al netto del duplicato del credito) di N. Rossi, A. Sorgato, G. Toniolo, I conti economici italiani: una ricostruzione statistica 1890-1990, in «Rivista di storia economica», n.s., X, 1993, n, 1, tab. l.B. . Gli indici di Fua e Galiegati sono stati suddivisi per la popolazione di fine anno. Popolazione Popolazione presente a fine anno. Dati tratti da P. Ercolani Documentazione statistica di base, cit., tav. XIl2.I. , Appendiee 3. Gli indicatori di Goldsmith: un confronto sintetieo tra le serie utilizzate Illavoro verte sulla serie 1861-1965 da noi specificamente predisposta (per sernplicira indicata in questa appendice e nelle figure con il simbolo DT 2000)66. Si tratta 6~ In un concornitante lavoro Ercolani ha passato in rassegna le differenze nella metodologia e nelle srirne delle serie di Rossi, Sorgato, Toniolo e di Fua e Gallelati (P Ercolani, Ii prodotto interne fordo dell'Italia net fungo periodo: oeccbie. e nuoue stime, in «Studi sullo sv.iluppo», Universira degli studi di Ancona, Diparrirnento di Econornia, n. I, 1993, in particolare tav, 5.a). . 66 Per indicazioni precise sui contenuti dr. Appendice 2 dellavoro. 179 di una serie che differisce tanto da quella da noi costruita per gli anni 1948-1981 (DT 1984)67 che da quella di Goldsmith e Zecchini (G-Z 1975)68 relativa ad alcune benchmark dates 0861, 1881, 1895, 1914, 1929, 1938, 1951, 1963, 1971, 1973). . Le diversi~a riguardano diversi aspetri, tanto per Ie grandezze reali che per quelle finanziarie. Dal lato reale, la serie DT 2000 verte sullo stock del capitale reale riproducibile e sulle stirne di O. Vitali 1861- 1965. La serie G-Z 1975 definisce ia ricchezza netta nazionale r:ei term0~ del capitale reale riproducibile e di quello non riproducibile. La sene DT 1984 utilizza il capitale reale riproducibile e le stime di G. Esposito 1951-197169. La dimensione della stock della ricchezza nazionale della serie DT ~OOO e, pertanto, sistematicamente piu bassa di quella di G-Z 1975 e DT 1984, perche non comprensiva del capitale non riproducibile e perche costruita sulla base della «vecchia» serie di O. Vitali. Dal lato finanziario, Ie differenze piu rilevanti ci sembrano due. La prima riguarda Ia valutazione dello stock del capitale azionario: aI valore nominale in DT 2000' ai prezzi correnti di borsa in DT 1984 e G-Z 1975. La'seconda riguarda la struttura di base deU'informazione: i Conti finanziari della Banca d'Italia in DT 1984; Ie elaborazioni di Assonime e R. De Mattia in DT 2000 e G-Z 1975. . Nelle figure del Ia~oro abbiarno, pertanto, esposto accanto alla serie DT 2000, i valori delle benchmark dates 0861, 1881, ecc.) della serie G-Z 197570 e i valori 1948- 1981 della serie DT 1984. . ~7 G. Della Torre, It sistema degl! Stati Patrimoniali per l'economia italiana, 1948-1981, cit. 68 R. W. Goldsmith e S. Zeeehini, The National Balance Sheet 0/ Italy (1861-1973), cit. 69 Cfr. Appendice 2 dellavoro. . 70 Sfruttando la tavola di ragguaglio tra ricchezza nazionale, capitale nproducibile e non, abbiamo ricondotto Ie stime di G-Z 1975 (fondate sulla ricchezza nazionale inclusiva del capitale non riprodueibile) aile 180 Complessivamente il confronto da ~isult~ti ab~asta_nza . buoni per il Fir (fig. 1), ~ rappo~to tra il debito pnmano e la ricchezza nazionale (fig. 2), il rapporto tra 1a raccolta del sistema creditizio e la ricchezza nazi on ale (fig. 4) . e Ie. parti accese al sistema bancar~o. e agli i.stituti di emisslOn.e (fig. 5). Meno soddisfacente e rnvece il ~~mfronto,. p~r il secondo dopoguerra, per il rap porto d m~e~medlaZl(:m~ (fig. 6) e per il rapporto tra 1~ racco1~a degli interrnediari non bancari e la ricchezza nazionale (fig. 5). . di DT 2000 (comprensive del solo capitale reale riproducibile). In snrne I il d di tal modo il confronto tra DT 2000 e G-Z 1975 misur~ gra a 1 acco- stamento della cornponente finanziaria degli indicaton. Cfr. RW. Goldsmith e S. Zecchini, The National Balance Sheet 0/ Illlly (1861-1973), cit., tabb. 2, 4, pp. 8, 15. 181 More From This UserSkip carouselEvoluzione del debito degli enti locali, ItaliaStoria quantitativa della Cassa Depositi e Prestiti, 1863-1990Mortalità e morbilità per ambiente geografico e classi professionali in ItaliaDiscussione saggi sui Conti Nazionali in Italia, 1861-2011La miscellanea di opuscoli e manoscritti di Quintino Sella presso la Biblioteca Civica di BiellaLe scuole reggimentali di scrittura e lettura tra Regno di Sardegna e Regno d'Italia, 1847-1883 Risanamento finanziario, crescita economica e promozione del risparmioThe Italian financial system between 1861 and today:The Italian financial system from 1861 and today. 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