Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/183
Timestamp: 2020-04-05 13:11:02+00:00
Document Index: 127129253

Matched Legal Cases: ['art. 276', 'art. 183', 'art.117', 'art. 117', 'art. 215', 'art. 183', 'art. 215', 'sentenza ', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 2901', 'sentenza ', 'art. 183', 'art.183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art.183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 2932', 'sentenza ', 'art. 2932', 'sentenza ', 'art. 183', 'sentenza ', 'art. 2932', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 2932', 'art 183', 'art 5', 'art. 183', 'art. 153', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'sentenza ', 'art 160', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 720', 'art. 720', 'art. 183', 'art. 1260', 'art. 1260', 'art. 1260', 'art. 1260', 'art. 183', 'art. 155', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 183']

L'ordine di trattazione delle questioni, imposto dall'art. 276, comma 2, c.p.c., mentre lascia libero il giudice di trascegliere, tra varie questioni di merito, quella che ritiene "più liquida", gli impone per contro di esaminare per prime le questioni pregiudiziali di rito rispetto a quelle di merito; la violazione di tale regola costituisce una causa di nullità del procedimento, che resta tuttavia sanata se non venga fatta valere con l'impugnazione o, nel caso in cui la parte che ne risulti svantaggiata sia quella vittoriosa in primo grado ed appellata, con l'appello incidentale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 26 Novembre 2019, n. 30745. Segue...
Contratti di credito – Interessi ultra-legali – Commissione massimo scoperto.
Non può trovare ingresso la documentazione presentata dalla Banca al CTU successivamente alla scadenza dei termini ex art. 183, comma 6, c.p.c.
In assenza del documento di sintesi, che rappresenta elemento fondamentale per provare il credito dell’opposta in quanto riporta le condizioni contrattuali al momento della sottoscrizione del primo contratto, i tassi devono essere calcolati ex art.117 Tub.
In assenza della dimostrazione di accordi in forma scritta dei tassi calcolati dalla Banca si deve applicare, per il calcolo degli interessi debitori e creditori, il tasso nominale minimo e massimo, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive, dei buoni ordinari del tesoro annuali emessi nei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto o, se più favorevoli per il cliente, emessi nei dodici mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione, ex art. 117, comma 7, lett. A Tub.
La mancata previsione contrattuale delle commissioni di massimo scoperto comporta la non debenza delle somme ingiunte. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 20 Giugno 2018. Segue...
Termine decadenziale per il disconoscimento di cui all’art. 215 c.p.c., comma 1, n.2 in relazione a scritture private prodotte con la memoria di cui al secondo termine dell’art. 183, sesto comma c.p.c. – Mancato deposito della memoria di cui al terzo termine – Irrilevanza ai fini della decadenza – Termine per il disconoscimento in ipotesi di “non difesa”: prima udienza successiva alla produzione.
Effettuato il deposito della scrittura privata nel termine di cui al numero 2 del sesto comma dell'articolo 183 c.p.c., in mancanza del deposito, ad opera della parte contro cui la scrittura è prodotta, della memoria prevista dal numero 3 della medesima disposizione, è tempestivo il disconoscimento della scrittura privata operato, ai sensi dell'articolo 215, primo comma, numero 1 c.p.c., alla prima udienza successiva all'effettuata produzione documentale.
Il mancato esercizio di una facoltà processuale di deposito di memorie difensive, anche se prevista nell’ambito delle scansioni processuali previste dal codice di rito, non determina la decadenza dal potere di disconoscimento di cui all’art. 215 c.p.c. (Raffaele Locantore) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 15 Giugno 2018, n. 15780. Segue...
Processo civile – Violazione del contraddittorio – Indicazione del fatto rilevante – Necessità.
Qualora venga dedotto il vizio della sentenza di primo grado per avere il tribunale deciso la causa con riferimento ad una questione preliminare di merito senza aver prima assegnato i termini di cui all'art. 183 c.p.c., comma 6, l'appellante che faccia valere tale nullità - una volta escluso che la medesima comporti la rimessione della causa al primo giudice - non può limitarsi a dedurre tale violazione, ma deve specificare quale sarebbe stato il fatto rilevante sul quale il giudice di primo grado si sarebbe dovuto pronunciare ove fosse stata consentita la richiesta appendice di cui all'art. 183 c.p.c., comma 6, e quali prove sarebbero state dedotte, poichè in questo caso il giudice d'appello è tenuto soltanto a rimettere le parti in termini per l'esercizio delle attività istruttorie non potute svolgere in primo grado. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2018. Segue...
Processo civile telematico – Procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo – Produzione tardiva di documenti cartacei già prodotti telematicamente in sede monitoria – Nullità – Esclusione.
La produzione, all’udienza di precisazione delle conclusioni, dei documenti già prodotti in telematico nella fase monitoria non è nulla, posto che si tratta di documenti già acquisiti al processo, pienamente conoscibili dalla controparte, abilitata, in quanto parte ingiunta, ad accedere al fascicolo elettronico nella fase monitoria: in altri termini, non vi è alcuna lesione del diritto di difesa dell’opponente né alcuna tardiva produzione ad opera dell’opposta. In virtù del principio di acquisizione e di non dispersione della prova, nonché delle ragioni di economia processuale e del buon andamento della giustizia, è superflua la rimessione in istruttoria al solo fine di consentire all’opposta di regolarizzare la produzione cartacea mediante il deposito telematico. Il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo può (deve) legittimamente accedervi in via telematica senza con ciò colmare una lacuna difensiva della parte opposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 07 Dicembre 2017. Segue...
Processo civile – Deposito di memoria istruttoria integrativa di altra presentata in precedenza ai sensi dell’art. 183 VI co. n. 2 c.p.c. – Inammissibilità per consumazione del potere della parte .
L’avvenuto deposito della memoria istruttoria prevista dall’art. 183 VI co. n. 2 c.p.c. determina la consumazione del potere riconosciuto alla parte sicché è inammissibile il deposito di ulteriore memoria integrativa benché avvenuto nel rispetto dei termini previsti da tale disposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 30 Maggio 2017. Segue...
Prova della simulazione – Sussistenza della Partecipatio fraudis – Sussistenza dell’eventus damni – Nuove allegazioni memoria n.2 ex art. 183 cpc – Inammissibilità.
La simulazione può essere derivata da una serie di presunzioni precise, concordanti e complementari tra loro, quali l’irrisorietà del prezzo pattuito per il trasferimento, la dichiarazione contenuta nello stesso atto di acquisto che il medesimo prezzo è stato già pagato, interamente o per la gran parte, anteriormente alla stipula dell’atto, particolari relazioni affettive o di parentela tra le parti.
Ai fini dell’azione revocatoria dei cui all’art. 2901 c.c., spetta all’attore provare la sussistenza della cd. partecipatio fraudis dell’acquirente, ossia la prova che quest’ultimo fosse consapevole del pregiudizio che l’atto arrecava alle ragioni del creditore.
Per quanto concerne l’eventus damni – quale incapienza del patrimonio del debitore a seguito dell’atto di trasferimento – esso non va confuso con la circostanza che a seguito del trasferimento non potranno essere più soddisfatti gli effetti di una futura sentenza eventualmente favorevole a chi ha proposto l’azione pauliana, in quanto questa circostanza rappresenta un pericolo che l’ordinamento contempla con altri strumenti processuali di natura cautelare ( id est sequestro conservativo o giudiziario).
La domanda, può essere ampliata entro e non oltre la prima memoria di cui all’art. 183 cpc., chiudendosi in detto termine la barriera preclusiva delle allegazioni di parte. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 06 Marzo 2017. Segue...
La domanda modificata in prima udienza o nelle memorie ex art.183, sesto comma, n.1 c.p.c. può dirsi ammissibile in quanto: 1) la propria fattispecie costitutiva contenga un nucleo fattuale comune a quello della domanda originaria; 2) i diritti fatti valere con le due domande siano in rapporto di reciproca esclusione. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 16 Gennaio 2017. Segue...
Processo civile – Art. 183 comma VI c.p.c. – Terza memoria – Funzione – Violazione – Inammissibilità – Sussiste (art. 183 c.p.c.).
La terza memoria ex art. 183 co. 6° c.p.c. è inammissibile nella parte in cui sia dedicata non alla contestazione della rilevanza e ammissibilità delle istanze istruttorie delle controparti e alla subordinata richiesta di prova contraria, bensì a una ulteriore controreplica alle repliche che le controparti, nelle loro seconde memorie ex art. 183 co. 6° c.p.c., abbiano rivolto alla prima memoria ex art. 183 co. 6° c.p.c. (Stefano Ferrero) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Marzo 2016. Segue...
Le operazioni di giroconto dai movimenti “dare” di un conto corrente in favore di un altro rapporto di conto corrente costituiscono mere annotazioni contabili che non consentono di qualificare in termini unitari i due rapporti. L'operazione di giroconto, infatti, viene in rilievo non già come uno spostamento dell'intero saldo di chiusura di un rapporto in favore di un altro (ipotesi in cui è doverosa la qualificazione unitaria dei due rapporti in esame), bensì come singola operazione contabile attraverso cui la banca, senza alcuna contestazione della correntista, ha distratto in favore del conto ordinario singoli movimenti passivi. Da ciò consegue, per un verso, che la mancata tempestiva contestazione da parte della correntista che abbia avuto conoscenza dell'operazione di giroconto implichi una tacita ratifica della citata operazione (Cass. n.11626/2011); per altro verso, va evidenziato come, a monte, una tale doglianza vada qualificata come eccezione in senso lato, sicchè la sua deduzione è soggetta al termine decadenziale di cui all'art.183 co.6 c.p.c. non potendo la stessa essere formulata a seguito del deposito della consulenza. (Maria Genovese) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 19 Ottobre 2015. Segue...
Modificazione della domanda – Poteri delle parti – Mutatio libelli ed emendatio libelli – Petitum e causa petendi – Principio di concentrazione nello stesso processo e dinanzi allo stesso giudice delle controversie aventi ad oggetto la medesima vicenda sostanziale.
La modificazione della domanda, ammessa ex art. 183 cod. proc. civ., può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa, ovvero il petitum o la causa petendi, sempre a condizione che la domanda così modificata risulti connessa alla vicenda sostanziale già dedotta in giudizio e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l’allungamento dei tempi processuali.
È pertanto ammissibile la modifica, nella memoria ex art. 183, c.p.c., dell’originaria domanda formulata ex art. 2932, c.c. in quella di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo (con tale decisione la S.C. ha ribaltato il principio enunciato da un precedente orientamento delle SS.UU., cristallizzato nella sentenza n. 1731 del 1996, che avevano invece composto il contrasto giurisprudenziale sul punto in senso negativo, statuendo che la domanda di accertamento del trasferimento – in luogo della originaria domanda costitutiva ex art. 2932, c.c. – dovesse considerarsi una mutatio libelli esclusa dalle disposizioni processuali e dunque non una semplice emendatio libelli).
Tale modificazione (ammessa) non può ridursi ad una mera precisazione della domanda o diversa qualificazione giuridica del fatto costituivo del diritto ma deve consistere - sempre nell’alveo della medesima vicenda sostanziale dedotta o, comunque, collegata e connessa - in una messa a fuoco dei propri interessi e dei propri intendimenti in relazione ad una determinata vicenda sostanziale, e dunque della domanda, nel rispetto dei tempi processuali (ragionevole durata del processo) e della difesa della controparte.
La domanda risultante dalla modificazione non si aggiunge alla domanda iniziale ma la sostituisce realizzando la concentrazione nello stesso processo e dinanzi allo stesso giudice delle controversie aventi ad oggetto la medesima vicenda sostanziale, nel rispetto dell’economia processuale e della ragionevole durata del processo (Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 12310 del 15 giugno 2015). (Marco Mariano) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Giugno 2015, n. 12310. Segue...
Procedimento civile – Modifica della domanda ex art. 183 c.p.c. – Possibilità – Oggetto – Limiti – Originaria domanda di sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. – Sostituzione con quella di accertamento dell'avvenuto effetto traslativo.
La modificazione della domanda ammessa ex art. 183 cod. proc. civ. può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa (“petitum” e “causa petendi”), sempre che la domanda così modificata risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l’allungamento dei tempi processuali. Ne consegue l’ammissibilità della modifica, nella memoria ex art. 183 cod. proc. civ., dell’originaria domanda formulata ex art. 2932 cod. civ. con quella di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Giugno 2015, n. 12310. Segue...
Procedimento civile - Prova testimoniale - Modalità di deduzione - Identità delle circostanze articolate - Autonomia reciproca - Sussistenza - Conseguenze - Incidenza reciproca di eventuali vizi - Insussistenza..
La corrispondenza, in termini di identità delle circostanze di fatto oggetto dei relativi capitoli di prova, tra le prove testimoniali rispettivamente articolate da due diversi convenuti, conseguente all'adesione che uno dei convenuti manifesta rispetto alla prova orale articolata dall'altro convenuto, facendola propria nel rispetto dei termini processuali, impedisce che eventuali vizi della prova richiesta dal primo convenuto possano propagarsi alla medesima prova articolata dall'altro convenuto che vi ha fatto adesione, risultando i due mezzi istruttori tra loro autonomi ed indipendenti. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 03 Dicembre 2013. Segue...
Citazione del terzo ad opera di parte opposta - Provvedimento preso in udienza - Autorizzazione del giudice - Natura discrezionale.
Fideiussione alla fideiussione (ovvero fideiussione di regresso) - Contratto atipico meritevole di tutela - Differenza rispetto alla fideiussione del fideiussore.
Carenza di giurisdizione italiana nei confronti della società opponente con sede in Svizzera - Inapplicabilità - Convenzione di Lugano per azioni di regresso o in via surrogatoria. .
L’opposto che intenda chiamare in giudizio un terzo deve formulare tale richiesta al più tardi all’udienza ex art 183 c.p.c. e il Giudice nel contraddittorio tra le parti provvede con valutazione discrezionale in presenza di ragioni di connessione. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)
E’ ammissibile nell’ordinamento la fideiussione alla fideiussione configurabile qualora il fideiussore si obblighi verso colui che è già fideiussore per garantirgli, una volta che abbia pagato, la fruttuosità dell’azione di regresso nei confronti del debitore principale, rimanendo terzo rispetto alla prima fideiussione. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)
L’esercizio dell’azione di regresso ovvero dell’azione surrogatoria nei confronti del debitore originario non è riconducibile nell’ambito della previsione di cui all’art 5 punto 1 della Convenzione di Lugano ratificata in Italia con Legge 198 del 1992 non vertendosi nell’ambito di “materia contrattuale” e non è riconducibile nell’ambito del successivo punto 3 dello stesso articolo in tema di delitti e di quasi delitti traendo origine da previsione ex lege ne consegue la carenza di giurisdizione dell’Autorità Giudiziaria adita. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 19 Novembre 2013. Segue...
Richieste istruttorie – Divieto di giudizi valutativi – Art. 244 c.p.c. – Richiesta al teste di riferire circa una “relazione extraconiugale” – Capitolazione inammissibile – Sussiste..
La nozione di “relazione extraconiugale” assorbe, in sé, almeno tre connotazioni specifiche: 1) una nozione socio-culturale, nel senso di rivelare un fatto deprecabile, in quanto si fa riferimento ad un approccio sentimentale che interviene fuori dal matrimonio e in violazione del dovere di fedeltà; 2) una nozione giuridica, in quanto si richiama una relazione di fatto, denotata da stabilità e continuità; 3) una connotazione antropologica: perché si fa riferimento ad un vincolo affettivo, la “relazione”, in cui c’è lo scambio del sentimento e degli interessi. Si tratta, allora, di una concetto che non può essere deferito al teste dovendo la parte interessata, dimostrare una eventuale relazione, mediante “fatti” e non tramite descrizioni valutative. Ad esempio: provando lo scambio di comuni abitudini di vita; la frequenza di occasioni di incontro o viaggio; l’adesione a circostanze di comunanza di vita; etc.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01 Ottobre 2013. Segue...
Art. 183 comma VI c.p.c. – Seconda memoria cd. istruttoria – Deduzioni ed allegazioni – Limiti – Violazione – Inammissibilità – Sussiste (art. 183 c.p.c.)..
Il processo è governato, per esigenze di certezza e ragionevole durata, da scansioni temporali, il cui mancato rispetto va assoggettato alla sanzione della decadenza dal compimento di determinate attività (v. Corte costituzionale ordinanza 29 aprile 2010, n. 163). Ecco perché il vigente modello processuale configura un processo che si articola in fasi successive e non ammette deroghe (salvo il caso eccezionale previsto dall’art. 153 c.p.c.: v. Cass. civ., Sez. Unite, sent. 23 giugno 2010, n. 15169). Il mancato rispetto dei termini fissati dal giudice, determina, consequenzialmente, la decadenza, rilevabile d'ufficio, della facoltà «assertorie» ed istruttorie delle parti. Ai sensi dell’art. 183 comma VI c.p.c., il giudice concede: 1) un termine di trenta giorni (30) per il deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte; 2) un termine di ulteriori trenta giorni (30) per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall'altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per l'indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali; 3) un termine di ulteriori venti giorni (20) per le sole indicazioni di prova contraria. Ciò vuol dire che le attività assertive della parte devono trovare la loro sede naturale e fisiologica nella memoria ex art. 183, VI, c.p.c. «primo termine» e, quanto alla seconda memoria, sono giustificate unicamente se si traducano in una «replica» alle deduzioni della controparte o in una «risposta» processuale alle medesime; restando altrimenti la suddetta appendice riservata alla richiesta di prova. Ciò vuol anche dire che dove la parte non depositi la memoria ex art. 183 comma VI c.p.c., primo termine, la controparte non ha diritto ad alcuna attività assertiva, non avendo alcun argomento a cui replicare o contraddire: principio di recente rimarcato dalla Suprema Corte, in tema di controprova (v. Cass. Civ., sez. III, sentenza 17 maggio 2013 n. 12119. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Maggio 2013. Segue...
Produzione nel processo civile di corrispondenza elettronica nella forma di mail e messaggi - Validità e utilizzabilità di prove anche ove assunte in violazione di norme di legge - Contemperamento tra diritto di difesa e diritto di riservatezza..
E' ammissibile la produzione in giudizio di messaggi telefonici e di posta elettronica, anche ove assunti in violazione alle norme di legge.
Il codice di procedura civile non contiene alcuna norma che sancisca un principio di inutilizzabilità delle prove illegittimamente acquisite in violazione di legge. L'art 160 n 6 dlgs 196/2003 stabilisce che la validità e l'utilizzabilità di documenti nel procedimento giudiziario, basati sul trattamento di dati personali non conforme a disposizioni di legge, restano disciplinate dalle pertinenti disposizioni processuali della materia penale e civile. Il contemperamento tra il diritto alla riservatezza e il diritto di difesa è rimesso, in assenza di una precisa norma processuale civile, alla valutazione del singolo giudice nel caso concreto. (Lorena Iannuzzi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 08 Maggio 2013. Segue...
Facoltà per la parte di rinnovare l’istanza di concessione dei termini ai sensi dell’art. 183, comma 6, c.p.c. fino all’udienza di precisazione delle conclusioni – Sussiste – Onere conseguente di precisare o modificare le domande – Sussiste..
La parte che si ritenga pregiudicata dal provvedimento di rigetto della istanza di concessione dei termini ai sensi dell’art. 183, comma 6, c.p.c. ha la possibilità di reiterare tale istanza, motivandola adeguatamente, fino alla udienza di precisazione delle conclusioni. Peraltro in tale caso la parte non può limitarsi a rinnovare l’istanza ma ha anche l’onere di precisare o modificare le proprie domande e avanzare le richieste istruttorie che avrebbe inteso formulare nei termini di cui all’art. 183, comma 6, c.p.c. perché solo in questo modo il giudice è messo in condizioni di valutare l’ammissibilità delle prime e l’ammissibilità e la rilevanza delle seconde e, di conseguenza, anche se sia stato leso o meno il diritto di difesa del richiedente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 05 Novembre 2012. Segue...
Mediazione - Esatta formulazione sotto il profilo giuridico delle domande - Non necessità.
Servitù - Diritto reale auto determinato - Modificazione del titolo - Irrilevanza..
Non è necessario che le domande proposte in sede di mediazione siano compiutamente ed esattamente formulate sotto il profilo giuridico, essendo sufficiente, come espressamente previsto dall'articolo 4 del d.lgs. 28/2010, che l'istanza contenga l'indicazione dell'oggetto e delle ragioni della pretesa, al fine di consentire alle parti di raggiungere un accordo conciliativo in merito ad essa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Poiché il diritto reale di servitù appartiene alla categoria dei diritti cosiddetti autodeterminati, che si identificano in base alla sola indicazione del loro contenuto e non per il titolo che ne costituisce la fonte, la modificazione del titolo non costituisce domanda nuova. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 25 Giugno 2012. Segue...
Procedimento civile - Deduzioni istruttorie - Circostanze dedotte per la prima volta dopo lo spirare del termine di cui all'articolo 183, comma 6 c.p.c. - Inammissibilità..
E’ inammissibile, pur se formulata prima del decorso del termine di cui all’art. 183 comma 6, n. 2 c.p.c., la richiesta probatoria relativa a circostanze per la prima volta dedotte dopo lo spirare delle preclusioni assertive di cui all’art. 183, comma 6 n. 1 c.p.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14 Giugno 2012. Segue...
Processo civile - Deduzioni istruttorie - Termine - Richiesta probatoria relativa circostanze dedotte per la prima volta dopo la scadenza del termine per le attività assertive - Ammissibilità..
Nel rito ordinario, è inammissibile, pur se formulata prima del decorso del termine delle preclusioni istruttorie, la richiesta probatoria relativa a circostanze per la prima volta dedotte dopo lo spirare delle preclusioni assertive. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 06 Marzo 2012. Segue...
Scioglimento della comunione – Istanza di attribuzione ex art. 720 c.c. – Proponibilità – Preclusioni derivanti dal codice di rito – Sussistenza..
Poiché le preclusioni attualmente previste nel codice di rito trovano applicazione anche nel giudizio di scioglimento della comunione, l’istanza di attribuzione di cui all’art. 720 c.c., in quanto precisazione della domanda, può utilmente proporsi entro i termini stabiliti dall’art. 183 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Febbraio 2012. Segue...
Cessione di credito per danno non patrimoniale - Natura strettamente personale del credito ai sensi dell’art. 1260 c.c. - Esclusione..
E’ tardiva l’eccezione di difetto di titolarità attiva dedotta in comparsa conclusionale in relazione ad un profilo diverso rispetto a quello originariamente prospettato (nel caso di specie, in comparsa di risposta, era stata affermata la nullità del contratto di cessione del credito per indeterminatezza dell’oggetto, mentre in conclusionale era stata eccepita la nullità del contratto in considerazione della natura strettamente personale, ex art. 1260 c.c., del credito ceduto). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Non può considerarsi di natura strettamente personale, agli effetti di cui all’art. 1260 c.c., il credito risarcitorio concernente il danno non patrimoniale nelle sue componenti di danno biologico e di danno morale dovendosi circoscrivere siffatta figura ai soli crediti in cui lo scopo dell’obbligazione può essere pienamente realizzato solo attraverso l’adempimento a favore di uno specifico soggetto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16 Novembre 2010. Segue...
Eccezione di difetto di titolarità attiva - Deduzione in comparsa conclusionale in relazione ad un profilo diverso da quello prospettato in comparsa di risposta - Tardività..
E’ tardiva l’eccezione di difetto di titolarità attiva dedotta in comparsa conclusionale in relazione ad un profilo diverso rispetto a quello originariamente prospettato (nel caso di specie, in comparsa di risposta, era stata affermata la nullità del contratto di cessione del credito per indeterminatezza dell’oggetto, mentre in conclusionale era stata eccepita la nullità del contratto in considerazione della natura strettamente personale, ex art. 1260 c.c., del credito ceduto). (mb) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16 Novembre 2010. Segue...
In caso di termini concessi in concatenazione logica (cd. termini “multipli”), come accade con quelli concessi ex art. 183, comma 6, codice procedura civile, la proroga ope legis del primo termine, ex art. 155, determina uno spostamento in avanti della decorrenza del secondo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 23 Luglio 2010. Segue...
Procedimento civile - Deduzione dei mezzi istruttori - Formulazione delle istanze istruttorie nelle memorie di cui all'articolo 183, comma 6, c.p.c. - Sostituzione delle istanze contenute nell'atto introduttivo del giudizio - Tardivo deposito della memoria istruttoria - Inammissibilità delle istanze..
Qualora la memoria di cui all'articolo 183, comma 6, c.p.c. venga depositata tardivamente, le istanze istruttorie in essa contenute dovranno essere dichiarate inammissibili e non potranno trovare accoglimento le richieste istruttorie contenute nell'atto introduttivo, in quanto la richiesta e l'assegnazione dei termini di cui all'articolo 183, comma 6, c.p.c. comportano la sostituzione delle istanze contenute nell'atto introduttivo, sostituendone l'efficacia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Aprile 2010. Segue...
Processo civile – Preclusioni – Interesse pubblico dell’ordinato e celere andamento del processo – Rilievo d’ufficio della tardività di eccezioni, allegazioni e richieste – Accettazione del contraddittorio – Irrilevanza..
Il regime di preclusioni introdotto nel rito civile ordinario deve ritenersi inteso non solo nell’interesse di parte, ma anche nell’interesse pubblico all’ordinato e celere andamento del processo, con la conseguenza che la tardività delle domande, eccezioni, allegazioni e richieste, deve essere rilevata d’ufficio dal giudice indipendentemente dall’atteggiamento processuale della controparte al riguardo e dall’eventuale accettazione del contraddittorio. (gm) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 23 Dicembre 2009, n. 0. Segue...
Processo civile – Istanze istruttorie relative a circostanze non dedotte nel termine di cui all’art. 183, comma 6, n. 1 c.p.c. – Inammissibilità. .
E’ inammissibile, pur se formulata prima del decorso del termine di cui all’art. 183, comma 6, n. 2 codice procedura civile, la richiesta probatoria relativa a circostanze per la prima volta dedotte dopo lo spirare delle preclusioni assertive di cui all’art. 183, comma 6, n. 1 codice procedura civile. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 30 Novembre 2009. Segue...
Procedimento civile – Udienza ex art. 183 c.p.c. – Concessione dei termini alle parti – Invito a precisare le conclusioni – Ordinanza – Condizioni..
Nel caso di concessione dei termini previsti dall’art. 183, 6° comma, c.p.c. (così come sostituito, con decorrenza dal 01.03.2006, dall’art. 2 del D.L. n. 35/2005, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 80/2005, e successivamente modificato dall’art. 1 legge n. 263/2005) è possibile fissare un’udienza, all’esito della quale provvedere sulle eventuali richieste istruttorie o invitare le parti a precisare le conclusioni, come del resto già sostenuto in giurisprudenza (cfr. in tal senso: Tribunale Torino, ord. 24 ottobre 2006, Rg. 10727/06, in “Giur. di merito – GIUFFRÈ” 2007), tenuto conto, tra l’altro: i) del disposto di cui all’art. 183, 7° comma, seconda parte, c.p.c., ai sensi del quale “se provvede con ordinanza pronunciata fuori udienza, questa deve essere pronunciata entro trenta giorni”; ii) dell’opportunità di consentire alle parti di eccepire l’eventuale tardività o irritualità delle memorie previste dalla norma e, in particolare, della terza memoria (destinata alle sole indicazioni di prova contraria); iii) della necessità di consentire alle parti di disconoscere un documento prodotto con la terza memoria (per l’eventualità che, sia pure eccezionalmente, detto documento rivesta natura di “prova contraria”). (edc) Tribunale Torino, 19 Novembre 2008, n. 0. Segue...