Source: http://informativa.over-blog.com/
Timestamp: 2016-10-21 18:17:00+00:00
Document Index: 28712526

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 230', 'art. 5', 'art. 67', 'art. 58', 'art. 17']

L ' i n f o r m @ I. V. A. - Circolare informativa dedicata al mondo delle " Partite I.V.A. "
Finanziamenti e beni concessi in godimento ai soci o familiari: soggetti obbligati
da L' inform@i.v.a.
Entro il 31 ottobre 2016, scade il termine per procedere ad eseguire la comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci o ai familiari nel 2015 e ai finanziamenti o alle capitalizzazioni ricevute nell'anno precedente.
L' Agenzia delle entrate, con provvedimento quest'anno ha modificato il termine per la trasmissione all'Anagrafe tributaria con lo scopo di agevolare l’adempimento. Prevedendo una tempistica successiva alla presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, consente l’utilizzo di elementi che in sede dichiarativa hanno già concorso alla tassazione del reddito diverso, per i soggetti che ricevono in godimento beni aziendali e determinato l’indeducibilità dei relativi costi sostenuti, per i soggetti concedenti i beni in godimento.
La scelta tiene conto dell’ulteriore esigenza di evitare la concentrazione in un’unica scadenza dell’adempimento comunicativo e di quello dichiarativo.
La disciplina dei beni concessi in godimento ai soci o familiari, ricordiamo, prevede come regola procedurale, che:
a) la differenza tra il valore di mercato del diritto di godimento e il corrispettivo annuo eventualmente corrisposto dall'utilizzatore costituisce per lo stesso il concretizzarsi di un “reddito diverso”, imponibile ai sensi dell'art. 67 del Tuir;
b) i costi o gli oneri relativi ai beni d'impresa concessi in godimento per un corrispettivo annuo di entità inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non possono essere ammessi in deduzione dal reddito imponibile dell'impresa stessa;
I soggetti obbligati all’adempimento della comunicazione dei dati inerenti ai beni attribuiti in godimento all’Agenzia delle entrate sono in modo alternativo: l'impresa concedente o il socio o il familiare utilizzatore; l'impresa (imprenditore individuale o società) è tenuta invece a segnalare all'Agenzia delle entrate i dati inerenti ai finanziamenti e alle capitalizzazioni ricevute da persone fisiche soci o familiari.
Beni concessi in godimento a soci o familiari.
- imprenditore individuale;
- stabili organizzazioni di società non residenti;
- enti privati di tipo associativo, limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale;
mentre sono escluse dall’obbligo di comunicazione le “società semplici”.
Ai fini operativi, si ritiene opportuno rammentare che devono essere comunicati all’Anagrafe tributaria i dati:
- dei soci, comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell'impresa concedente;
- dei familiari dell'imprenditore;
che hanno ricevuto in godimento beni dell'impresa, qualora ci sia una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento. L’obbligo sussiste anche se il bene è stato concesso in godimento in anni precedenti, qualora ne permanga l’utilizzo in quello di riferimento della comunicazione.
La comunicazione deve essere effettuata per i beni concessi in godimento dall'impresa anche ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.
- i beni concessi in godimento agli amministratori
- i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo, che costituiscono fringe benefit
- i beni concessi in godimento all’imprenditore individuale
- i beni di società e di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale, residenti o non residenti, concessi in godimento a enti non commerciali soci, che utilizzano gli stessi beni per fini esclusivamente istituzionali;
- gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci
- i beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale deducibilità dei relativi costi nonostante l’utilizzo privatistico riconosciuto per legge
L'obbligo, inoltre, non scatta quando i beni concessi in godimento al socio o familiare dell'imprenditore, inclusi nella categoria “altro” del tracciato record hanno un valore non superiore a tremila euro, al netto dell’imposta sul valore aggiunto;
Finanziamenti e capitalizzazioni effettuati dai soci o familiari nei confronti dell'impresa. SOGGETTI OBBLIGATI Sono obbligati i soggetti che esercitano attività d'impresa, in forma individuale o collettiva. Tali contribuenti sono tenuti a segnalare all’Anagrafe tributaria i dati (e i relativi importi) delle persone fisiche, soci o familiari dell'imprenditore, che nel periodo d’imposta hanno concesso finanziamenti all’impresa o effettuato capitalizzazioni alla stessa, tenendo in considerazione che l’adempimento deve essere effettuato solamente se nel periodo di riferimento l’ammontare complessivo dei versamenti risulta di entità pari o superiore a € 3.600,00 (limite riferito, distintamente, ai finanziamenti annui e alle capitalizzazioni annue).
Sono esclusi dall'obbligo di comunicazione i dati relativi a qualsiasi apporto di cui l’Amministrazione finanziaria è già in possesso, come a titolo meramente indicativo, un finanziamento effettuato per atto pubblico o scrittura privata autenticata.
La comunicazione (conforme al modello approvato con il provvedimento del 2 agosto 2013) deve necessariamente risultare posta in essere telematicamente direttamente, utilizzando Entratel o Fisconline, oppure per il tramite degli intermediari abilitati (di cui all’art. 3, comma 3, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322), entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i beni sono concessi o permangono in godimento.
In altri termini, la scadenza per porre in essere l’adempimento è collegata a quella di presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al soggetto che vi provvede, per cui deve necessariamente risultare posto in essere:
· entro il 30 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento (31 ottobre 2016, per il periodo d’imposta: 2015, in quanto il 30 ottobre, come già accennato, cade di domenica):
- per le società di capitali con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;
- per le società di persone;
- per le ditte individuali la comunicazione deve necessariamente essere presentata entro il 30 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento;
· entro il 30° giorno successivo al termine di presentazione del modello Unico, per i contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, come schematizzato nel seguente prospetto.
Si ricorda chè è possibile richiedere pareri o consulenze in merito ai temi trattati attraverso il modulo contatti.
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Trasmissione spese sanitarie al STS: nuovi soggetti obbligati.
Con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 1° settembre 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 settembre 2016, n. 214:
- è stato integrato l’elenco dei nuovi soggetti obbligati alla trasmissione al STS dei dati riguardanti le spese sanitarie;
- sono state specificate le modalità che devono essere seguite per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate di ulteriori specifici dati inerenti agli oneri detraibili ai fini dell’Irpef, che potranno essere utilizzati ai fini del modello 730 e Unico-PF precompilati. Pertanto, fini dell'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle entrate, con decorrenza dal 1° gennaio 2016, risulta prevista l’estensione dell’obbligo di invio al Sistema Tessera Sanitaria dei dati relativi a tali oneri sostenuti dalle persone fisiche presso: · gli esercizi commerciali abilitati all’attività di distribuzione al pubblico di farmaci, in possesso del codice identificativo univoco previsto dal D.M. 15 luglio 2004 (cosiddette “parafarmacie”)
· gli iscritti agli Albi professionali:
- dei veterinari, per le spese veterinarie sostenute dalle persone fisiche e riguardanti le tipologie di animali individuate dal D.M. 6 giugno 2001 e cioè gli animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva;
- degli psicologi (L. 18 febbraio 1989, n. 56);
- degli infermieri (D.M. 14 settembre 1994, n. 739);
- delle ostetriche/i (D.M. 14 settembre 1994, n. 740);
- dei tecnici sanitari di radiologia medica (D.M. 14 settembre 1994, n. 746);
· gli esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico, che hanno effettuato la comunicazione al Ministero della salute di cui agli artt. 11, comma 7, e 13 del D.Lgs. 24 febbraio 1997, n. 46;
tenendo presente, inoltre, che tale obbligo è già stato ampliato dall’art. 1, comma 949, lettera a), della L. 28 dicembre 2015, n. 208 a carico:
· delle strutture “autorizzate” all’erogazione dei servizi sanitari, nei cui riguardi la Regione ha emanato l’apposito provvedimento in seguito alla verifica della sussistenza dei requisiti minimi per operare in tale ambito;
· delle strutture, anche se non accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, nei cui confronti la Regione non ha provveduto a convenzionarsi con apposito provvedimento al fine di esternalizzare parte dei servizi che deve garantire al pubblico.
Per il veterinario: Medicina del cane e del gatto (guida tascabile) Si rammenta che i dati da trasmettere riguardano: le ricevute fiscali, gli scontrini fiscali, le fatture, inerenti a spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche e dai loro familiari a carico, compresi gli eventuali rimborsi erogati.
Senza la pretesa di esaustività, di seguito una tabella realizzata utilizzando informazioni di tipo meramente procedurale per l’adempimento della segnalazione al "sistema tessera sanitaria", e' pertanto consigliabile eseguire un riscontro normativo prima di procedere all'elaborazione dell'adempimento normativo.
Tipologia prestatore
Obbligo di segnalazione al Sts-Sistema tessera sanitaria
Soggetto prestatore Attività professionali sanitarie soggette alla vigilanza del Ministero della salute
Per le prestazioni poste in essere dal 1° gennaio 2015
Farmacista Medico chirurgo Odontoiatri Per le prestazioni poste in essere dal 1° gennaio 2016
Medico veterinario Psicologo
Attività professionali sanitarie assistenziali
Nessun soggetto interessato
Per le prestazioni poste in essere dal 1° gennaio 2016
Attività professionali sanitarie riabilitative
Se la prestazione risulta erogata da società, in quanto assimilata a "struttura sanitaria”, nel qual caso l’obbligo compete a quest’ultima
Ortottista o assistente di oftalmologia
Terapista della neuro
Terapista della psicomotricità dell'età evolutiva
Attività professionali sanitarie tecniche
Tecnico della perfusione cardiovascolare
Attività professionali sanitarie tecniche della prevenzione
Altre figure in ambito sanitario di livello non universitario Se la prestazione risulta erogata da società, in quanto assimilata a "struttura sanitaria”, nel qual caso l’obbligo compete a quest’ultima
Segnalazione al S.T.S. delle fatture emesse nell'anno di riferimento con pagamento effettuato nell'anno successivo.
I dati inerenti alle spese sanitarie devono essere trasmessi al Sts - sistema tessera sanitaria tenendo in considerazione della data dell’avvenuto pagamento della prestazione, a prescindere dal fatto che il documento riporti una data precedente o che la prestazione sia stata effettivamente erogata nell’anno precedente (cosiddetto “criterio di cassa”).
Pertanto, nel caso di fattura emessa nel corso del 2016, per la quale il pagamento risulta eseguito, anche parzialmente, nel corso dell’anno 2017, la spesa sanitaria, per la parta pagata nel 2017, non deve costituire oggetto di trasmissione tra le quelle inerenti all’anno 2016, ma tra quelle relative all’anno 2017.
Per approfondire: Medici, farmacie e professioni sanitarie: Aspetti gestionali.
Infatti, al riguardo, è opportuno porre in evidenza che le spese sanitarie devono necessariamente risultare oggetto di comunicazione anche nell’ipotesi in cui il pagamento risulti posto in essere in nome e per conto dell’assistito da parte delle assicurazioni o dei fondi sanitari (cosiddetti “pagamenti in convenzione diretta).
Se, invece, il documento di spesa (nota o fattura) non risulta intestato al soggetto interessato o contribuente, la spesa non può essere a lui riferita e, conseguentemente, non deve risultare comunicata.
Il “criterio di cassa” si rende operativo anche alle comunicazioni all’Agenzia delle entrate da parte degli enti e casse con finalità assistenziali aventi ad oggetto i rimborsi di prestazioni sanitarie erogate in convenzione diretta, i quali devono essere segnalati all’Agenzia delle entrate tenendo conto dell’anno di pagamento, anche se si riferiscono a prestazioni che sono state fatturate in anni precedenti.
Infatti, nella comunicazione è necessario che risulti specificato, tra l’altro:
- la data di emissione del documento fiscale relativo alla spesa sostenuta dall’assistito, che, di regola, consente di individuare l’anno di riferimento della prestazione sanitaria (spesa);
- la data di pagamento afferente al documento fiscale emesso, che, permette di individuare l’anno in cui è stato effettivamente eseguito il pagamento da parte del fondo sanitario in nome e per conto dell’assistito (e, di conseguenza, non quello di emissione del documento di addebito).
Si segnala la possibilità di richiedere pareri e consulenza circa la materia trattata attraverso il modulo contatti.
Impresa familiare: plusvalenza da cessione e trattamento fiscale.
Di seguito analizzeremo la tassazione ai fini IRPEF della plusvalenza derivante dalla cessione d’azienda dell' impresa familiare.Per comprendere meglio il dettato della normativa però occorre in via preliminare fare riferimento alla disciplina contenuta nell’art. 230-bis del codice civile. La norma in questione stabilisce che i rapporti tra il titolare dell’impresa familiare e suoi collaboratori, quando tra questi non risulta configurato un rapporto di: prestazione di lavoro subordinato, società, associazione in partecipazione, comunione d'azienda, prevede espressamente che ai collaboratori che prestano la loro attività lavorativa in modo continuativo nell’impresa familiare deve essere riconosciuto il diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato, a partecipare agli utili dell’impresa familiare, ai beni acquistati con essa e agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento. Ciononostante, l’impresa familiare ha natura individuale e non collettiva e, quindi, si deve ritenere l’imprenditore l'unico titolare dell’impresa, il quale la esercita assumendo in proprio diritti ed obbligazioni, oltre ad avere la piena responsabilità verso i terzi.Tale assunto è comprovato dalla circostanza che il fallimento dell’imprenditore non coinvolge i familiari, per cui, come precisato dall’Agenzia delle entrate nella risoluzione del 28 aprile 2008, n. 176/E, le eventuali perdite conseguite devono necessariamente risultare imputate esclusivamente al titolare dell'impresa familiare.per approfondire: Le aziende familiari. Strategie per il successoAi fini fiscali, l’impresa familiare è regolata dall’art. 5, comma 4, del Tuir, in relazione al quale i redditi che derivanti dalla medesima, limitatamente al 49% dell’ammontare, possono essere imputati a ciascun familiare, che ha prestato in modo continuativo e prevalente la sua attività di lavoro nell’impresa, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.Ne deriva che:il reddito dell’impresa deve necessariamente risultare dichiarato nel suo ammontare complessivo dall’imprenditore, che è l’unico titolare dell’impresa, il quale ha la possibilità di imputare parte del suo reddito ai familiari per un ammontare non superiore alla percentuale predetta;i redditi imputati ai familiari, in proporzione alle rispettive quote di partecipazione, non rappresentano costi nella determinazione del reddito dell’impresa familiare, bensì una ripartizione dell’utile dell'impresa medesima.A questo punto possiamo affermare circa il trattamento fiscale della plusvalenza realizzata dall’impresa familiare in caso di cessione che la stessa deve necessariamente risultare imputata interamente in capo all’imprenditore, con la conseguenza di essere fiscalmente non rilevante per i collaboratori familiari, come già era stato previsto dall’Agenzia delle entrate con la circolare 19 dicembre 1997, n. 320/E, in relazione all’operazione di conferimento d’azienda. In tale sede, infatti, era stato affermato che, in caso di conferimento dell’impresa individuale, il titolare dell’impresa familiare doveva procedere a liquidare ai collaboratori l’incremento patrimoniale senza che tale operazione rivestisse rilevanza fiscale. Tale affermazione, non può che essere estesa alla plusvalenza generata in caso di cessione d’azienda, in quanto, in entrambi i casi, si tratta di operazioni realizzative, la cui unica differenza consiste nel fatto che, nella cessione, il prezzo è monetizzato, mentre, nel conferimento, il corrispettivo è rappresentato da quote di partecipazione.per approfondire: Come affrontare con successo la conduzione di un'impresa familiarePossiamo concludere che la plusvalenza derivante dalla cessione dell’impresa familiare assume rilevanza fiscale interamente in capo al soggetto imprenditore a norma degli artt. 58 e 86 del Tuir, in quanto non può trovare applicazione l’art. 67, comma 1, lettera h-bis), dello stesso testo unico. Quest' ultima disposizione stabilisce, infatti, che costituiscono redditi diversi le plusvalenze realizzate in caso di successiva cessione, anche parziale, delle aziende acquisite ai sensi dell’art. 58 del Tuir. Si tratta, in sostanza, della riqualificazione di plusvalenze maturate in regime d’impresa in plusvalenze tassabili come redditi diversi, sempreché gli eredi o i donatari non abbiano continuato l’attività d’impresa.Si ricorda infine opportuno segnalare che in questi casi esiste la possibilità di optare per la tassazione separata ai sensi dell’art. 17, comma 1, lettera g), del Tuir, per le eventuali plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso di aziende possedute da più di cinque anni.Si ricorda che è possibile richiedere pareri e consulenza attraverso il modulo di contatto
Circolari Informative (11)