Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202016/circ165.htm
Timestamp: 2017-11-19 15:56:58+00:00
Document Index: 167401324

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 27', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 29', 'art. 10']

Circolare n.165/2016
Oggetto: Previdenza – Ammortizzatori sociali – Fondo di integrazione salariale – Chiarimenti sul campo di applicazione – Circolare INPS n. 176 del 9.9.2016.
L’INPS ha fornito chiarimenti sul campo di applicazione del Fondo di integrazione salariale istituito dall’1 gennaio scorso dal Jobs Act (d.lgvo n. 148/2015) per i datori di lavoro con oltre 5 dipendenti non destinatari degli ammortizzatori sociali tradizionali. In particolare è stato precisato che sono soggetti al Fondo, oltre le aziende con oltre 5 dipendenti inquadrate previdenzialmente nel terziario nonché le imprese di logistica tra 6 e 50 dipendenti, “tutti i datori di lavoro, anche non organizzati in forma di impresa, che occupano più di 5 dipendenti” come le associazioni di categoria.
L’INPS ha inoltre precisato che le aziende con oltre 5 e fino a 15 dipendenti (compresi i dirigenti) nonché i datori di lavoro non imprenditori anche di maggiori dimensioni dovranno effettuare il primo versamento dei contributi al Fondo entro il 16 novembre p.v., mentre gli arretrati relativi al periodo gennaio/settembre 2016 dovranno essere versati entro il 16 dicembre p.v..
Si rammenta che i contributi da versare al Fondo in questione, da calcolare sul monte salari dei lavoratori dipendenti (esclusi i dirigenti), sono pari allo 0,45% (di cui lo 0,30% a carico del datore di lavoro e lo 0,15% a carico dei lavoratori) per i datori di lavoro con oltre 5 e fino a 15 dipendenti, mentre per i datori di lavoro che occupano oltre 15 dipendenti sono pari allo 0,65% (di cui lo 0,43% a carico del datore di lavoro e lo 0,22% a carico dei lavoratori).
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn.82/2016 e 25/2016
OGGETTO: Fondo di integrazione salariale. Decreto interministeriale n. 94343 del 3 febbraio 2016 di adeguamento della disciplina del Fondo di solidarietà residuale alle disposizioni del Decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti
SOMMARIO: Sommario: con la presente circolare s’illustra la disciplina del Fondo di integrazione salariale di cui al D.I. n 94343/2016 di adeguamento del Fondo di solidarietà residuale alle disposizioni del D.lgs n. 148/2015. Il Fondo, a decorrere dal 1° gennaio 2016, assicura una tutela in costanza di rapporto di lavoro ai lavoratori di datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione della cassa integrazioni guadagni ordinaria e straordinaria e che non hanno costituito Fondi di solidarietà bilaterali a norma dell’art. 26 o fondi di solidarietà bilaterali alternativi a norma dell’art. 27 del citato D.lgs n. 148/2015.
· dal 1 gennaio 2016 le imprese che risultavano già iscritte al Fondo residuale per eventi di sospensione o riduzione di attività lavorativa intervenuti dal 1 gennaio 2016;
· dal 14 aprile 2016 (data di entrata in vigore del decreto interministeriale) i datori di lavoro con più di quindici dipendenti non iscritti al Fondo residuale in quanto non organizzati in forma di impresa (circ. n. 100/2014) per eventi intervenuti dal 30 marzo 2016;
· dal 1 luglio 2016: i datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque e sino a quindici dipendenti per eventi intervenuti dalla medesima data (art. 29 c. 11, D.lgs 148/2015).
Con accordi del 25 novembre 2015 e del 10 dicembre 2015 i fondi di solidarietà bilaterali, rispettivamente, dei lavoratori in somministrazione e dell’Artigianato si sono adeguati alle disposizioni del D.lgs n. 148/2015.
Ciò premesso, non rientrano, ad oggi, nel campo di applicazione del Fondo:
· settore del personale dipendente dalle imprese assicuratrici e delle società di assistenza;
· settore del personale dipendente di Poste Italiane spa e delle società del Gruppo Poste italiane;
· settore del personale delle Società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane;
· settore del personale dipendente da aziende del credito cooperativo;
· settore del personale dipendente di aziende del settore del credito;
· settore dei servizi della riscossione dei tributi erariali;
· settore marittimo – SOLIMARE;
· settore trasporto pubblico;
· settore dei Gruppi Ormeggiatori e Barcaioli dei Porti Italiani
· settore dell’artigianato;
· settore della somministrazione di lavoro;
7.07.08 con 5K
· computo dell’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni dalla data di presentazione della domanda (art. 3, c. 1, D.I. n. 94343/2016);
· computo dei limiti temporali massimi complessivi di utilizzo della prestazione, relativamente al limite del quinquennio mobile (art. 8, D.I. n. 94343/2016);
· computo del limite delle 26 settimane nel biennio mobile per l’assegno ordinario (art. 7, c. 3, D.I. n. 94343/2016);
· computo del limite di un terzo delle ore lavorabili in tema di assegno ordinario (art. 12, c. 5, D.lgs 148/2015);
· computo del limite 12 mesi in un biennio mobile per l’assegno di solidarietà (art. 6, c. 3, D.I. n. 94343/2016);
· computo della riduzione media oraria e della percentuale di riduzione complessiva per singolo lavoratore per l’assegno di solidarietà (art. 6, c. 4, D.I. n. 94343/2016).
Il numero progressivo dell’unità produttiva rilasciato dall’Istituto dovrà essere obbligatoriamente indicato nell’elemento <UnitaOperativa> della sezione <DatiIndividuali> del flusso UniEmens. Qualora, vi sia un’unica unità produttiva, coincidente con la sede legale, il valore da riportare nell’apposito campo sarà uguale a “0” (zero).
· l’assegno di solidarietà di cui al comma 31 del medesimo D.lgs (disciplinato dall’art. 6 del D.I. n. 94343/2016);
· l’assegno ordinario di cui al comma 30 del medesimo D.lgs, come ulteriore prestazione in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti, compresi gli apprendisti, nel semestre precedente la data di inizio delle sospensioni o delle riduzioni di orario di lavoro (disciplinato dall’art. 7 del D.I. n. 94343/2016).
· nessun tetto aziendale per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti nell’anno 2016;
· dieci volte l’ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti nell’anno 2017;
· otto volte l’ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti nell’anno 2018;
· sette volte l’ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti nell’anno 2019;
· sei volte l’ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti nell’anno 2020;
· cinque volte l’ammontare della contribuzione ordinaria dovuta, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti nell’anno 2021.
· 2016 Nessun tetto
· 2017 10 volte
· 2018 8 volte
· 2019 7 volte
· 2020 6 volte
· 2021 5 volte
· 2022 in poi 4 volte
· ai fini del computo dei rispettivi periodi di fruizione, i singoli istituti devono essere conteggiati in maniera autonoma;
· il datore di lavoro non può presentare domande di integrazione salariale in deroga o domande per il contributo di solidarietà e domande per i trattamenti garantiti dal Fondo di integrazione salariale aventi ad oggetto periodi d’intervento parzialmente o totalmente coincidenti.
· per eventi di riduzione di attività lavorativa verificatisi dal 1° gennaio 2016, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti già rientranti nel campo di applicazione del Fondo residuale;
· per eventi di riduzione di attività lavorativa verificatisi dal 30 marzo 2016, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti inizialmente non rientranti nel campo di applicazione del Fondo residuale in quanto non organizzati in forma di impresa;
· per eventi di riduzione di attività lavorativa verificatisi dal 1° luglio 2016, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque e sino a 15 dipendenti.
· Accordo concluso il 7 gennaio 2016;
· Data termine presentazione domanda: 14 gennaio 2016;
· Domanda presentata il 13 gennaio 2016;
· Decorrenza riduzioni: entro il 12 febbraio 2016.
· l’accordo collettivo aziendale che stabilisce la riduzione dell’orario di lavoro con l’elenco dei lavoratori interessati alla riduzione di orario sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e dal datore di lavoro;
· l’elenco dei lavoratori in forza all’unità produttiva, integrato con le informazioni inerenti alla qualifica, all’orario contrattuale e alle altre informazioni presenti nel file in formato .CSV reperibile nell’area download della procedura.
1. situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, escluse le intemperie stagionali;
2. situazioni temporanee di mercato;
3. riorganizzazione aziendale;
4. crisi aziendale, ad esclusione dei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa.
· il datore di lavoro che abbia fruito di 26 settimane consecutive di assegno ordinario, può proporre una nuova domanda, per la medesima unità produttiva per la quale l’assegno è stato concesso, solo qualora sia trascorso un periodo di almeno 78 settimane di normale attività lavorativa;
· in ogni caso, nei limiti di durata di 26 settimane in un biennio mobile, non possono essere autorizzate ore di integrazione salariale eccedenti il limite di un terzo delle ore lavorabili nel biennio mobile;
· gli interventi determinati da eventi oggettivamente non evitabili non sono considerati nel predetto computo delle 26 settimane nel biennio mobile, ad eccezione dei trattamenti richiesti da imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini, imprese industriali esercenti l'attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo e imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei (con esclusione di quelle che svolgono tale attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalla attività di escavazione). Si precisa che tale esclusione è rilevante ai soli fini del computo delle 26 settimane nel biennio mobile. Pertanto, i periodi di integrazione salariale determinati da eventi oggettivamente non evitabili sono invece computati ai fini della durata massima complessiva dei 24 mesi nel quinquennio mobile (art. 4, c. 1, D.lgs n. 148/15) e ai fini del calcolo del limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile (art. 12, c. 5). Ciò in considerazione del fatto che tali ultimi limiti rappresentano non un limite di durata, ma un limite di carattere quantitativo relativo al periodo massimo complessivo di fruizione sia dell’assegno ordinario che dell’assegno di solidarietà, sia al numero massimo di ore di integrazione salariale autorizzabili.
· non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine;
· se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.
Tali importi, nonché la retribuzione mensile di riferimento, con effetto dal 1° gennaio di ciascun anno, a decorrere dall’anno 2016, sono aumentati nella misura del 100 per cento dell’aumento derivante dalla variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e impiegati.
· 36 mesi di assegno di solidarietà;
· 24 mesi di assegno di solidarietà + 6 mesi di assegno ordinario + altri 6 mesi di assegno ordinario;
· 24 mesi di assegno di solidarietà + 6 mesi di assegno ordinario + 6 mesi di assegno di solidarietà.
· dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata.
· periodo di autorizzazione assegno ordinario dal 16/06/2016 al 15/06/2017;
· data autorizzazione INPS: 20/07/2016;
· data decorrenza termine: 30/06/2017 (fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata);
· termine di decadenza: 31/12/2017;
· ultima denuncia utile per operate il conguaglio: competenza dicembre 2017.
· Dalla data del provvedimento di concessione, se successivo al periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione. Per data del provvedimento di concessione si intende la data dell’autorizzazione, rilasciata dalla competente struttura territoriale INPS, propedeutica al conguaglio o al rimborso delle somme anticipate dal datore di lavoro.
· periodo di autorizzazione assegno ordinario: dal 16/06/2016 al 15/06/2017;
· data autorizzazione INPS: 20/07/2017;
· data decorrenza termine: 20/07/2017 (data autorizzazione INPS successivo al periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata);
· termine di decadenza: 21/01/2018;
· ultima denuncia utile per operate il conguaglio: competenza gennaio 2018.
Pertanto, il valore retributivo da considerare per il calcolo “è pari all'importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l'evento. Il predetto importo deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi”.
Si precisa che tali indicazioni attengono al solo aspetto contributivo mentre, per quanto attiene al computo dei lavoratori si applicherà l’articolo 26, c. 7, del decreto legislativo n. 148/2015 che stabilisce che “ai fini del raggiungimento della soglia dimensionale vengono computati anche gli apprendisti”. Pertanto, tutte le tipologie di apprendistato concorrono al raggiungimento del requisito occupazionale fissato in alcuni decreti istitutivi dei Fondi di solidarietà.
I datori di lavoro rientranti nell’ambito di applicazione del D.I. 94343/2016 continueranno ad essere contraddistinti dal c.a. “0J”, che, dal 1 gennaio 2016, assume il significato di “azienda tenuta al versamento dei contributi ex D.I. n. 94343/2016 (Fondo integrazione salariale)”.
A tal proposito si procederà ad attribuire il codice di autorizzazione “0J” (zero J) ai datori di lavoro potenzialmente interessati, a prescindere dal requisito dimensionale, tra quelli inseriti nella tabella allegata e cui l’ambito di applicazione è stato esteso come da indicazioni al punto 2.1 e a quelli precedentemente esclusi in quanto datori di lavoro non imprese. Tale attribuzione avverrà in automatico, a cura della Direzione Generale. I medesimi potranno visualizzare l’avvenuta attribuzione del codice “0J” sul Cassetto previdenziale Aziende.
Si rappresenta che, come riportato nella circolare n. 100/2014, il codice di autorizzazione “0J” era stato attribuito centralmente alle imprese potenzialmente interessate al Fondo residuale già inserite nelle tabelle allegate ai messaggi n. 6897/2014 e n. 8673/2014, a prescindere dal requisito dimensionale. Per tali aziende, pertanto, non si procederà a nuova attribuzione centralizzata. Le sedi sono inviate a verificare il corretto mantenimento del codice di autorizzazione.
Tuttavia, in considerazione della natura non esaustiva ma meramente indicativa delle specifiche contenute nella nuova tabella allegata alla presente circolare, le strutture INPS interessate sono autorizzate ad attribuire, autonomamente, il c.a. “0J” anche a tipologie di datori di lavoro non riportate espressamente nell’elencazione di cui alla tabella, ma in possesso dei requisiti previsti dalla normativa (e resi noti dall’Istituto con le relative disposizioni amministrative) ai fini dell’iscrizione al Fondo di integrazione salariale (es. datori di lavoro appartenenti ai settori non rientranti nel campo di applicazione della normativa in materia d'integrazione salariale; datori di lavoro non rientranti tra le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, c. 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, etc.).
Poiché il contributo è mensilmente dovuto solo dai datori di lavoro che hanno occupato mediamente più di cinque dipendenti nel semestre precedente, in presenza del codice di autorizzazione “0J” il controllo del requisito occupazionale di più di 5 dipendenti nel semestre sarà effettuato dalla procedura automatizzata secondo le modalità previste al paragrafo 2.2.
“6G” che assume il nuovo significato di “Azienda con più di 5 dipendenti e fino a 15 che opera su più posizioni tenuta al versamento dei contributi relativi al Fondo di integrazione salariale”.
“2C” che assume il nuovo significato di “Azienda che opera su più posizioni tenuta al versamento dei contributi relativi ai Fondi di solidarietà”, nel caso di azienda con più di 15 dipendenti che opera su più posizioni.
in <CausaleADebito> il codice “M149” avente il significato di "Contributo ordinario Fondo di Integrazione salariale gennaio-settembre 2016";
in <CausaleADebito> il codice “M131” o “M149”;
1. predisporre, sulla base dei criteri di stabiliti dal consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPS, i bilanci annuali, preventivo e consuntivo, di gestione, corredati da una propria relazione, e deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa;
2. fare proposte in materia di contributi, interventi e trattamenti;
3. vigilare sull’affluenza dei contributi, sull’ammissione agli interventi e sull’erogazione dei trattamenti, nonché sull’andamento della gestione;
4. decidere in unica istanza sui ricorsi in ordine alle materie di competenza;
5. assolvere ogni altro compito ad esso demandato da leggi o regolamenti.
Con decreto ministeriale 30 novembre 2015 è stato costituito il Comitato amministratore del Fondo di solidarietà residuale, insediatosi in data 18 dicembre 2015. Con nota prot. 40/998.18-01-2016 Il Ministero del Lavoro ha chiarito che il Fondo di integrazione salariale sarà gestito dal medesimo Comitato amministratore che relativamente alle prestazioni garantite dal FIS cessa nella funzione di deliberare in ordine alla concessione degli interventi e dei trattamenti.
11. Ricorsi amministrativi
FR – “Fondo di integrazione salariale di cui all’art. 29, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 (D.I. n. 94343/2016), già Fondo di solidarietà residuale, istituito ai sensi del D.I. n. 79141/2014”
La procedura di ripartizione contabile dei DM movimenterà i medesimi conti, per la rilevazione, altresì, delle somme valorizzate nel flusso UNIEMENS con il nuovo codice causale “M149”, ai fini della regolarizzazione dei periodi pregressi.
Per l’imputazione dei contributi dovuti allo stesso titolo, ai sensi dell’art. 10, c. 1, lettera a), del citato D.I., (aliquota dello 0,65%), dai datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti, anche in corrispondenza della valorizzazione del codice UNIEMENS “M131” (per le competenze arretrate), dovranno essere movimentati, a cura della suddetta procedura automatizzata, i conti esistenti FRR21110 e FRR21170, opportunamente ridenominati.
Tabella Fondo integrazione salariale da 1° gennaio 2016
1.XX.XX con 4A e se 3X solo tra +5 e ≤15
con 1D escluso se 1M o 3T e se 3X solo tra +5 e ≤15
con 1E o 1F e se 3X solo tra +5 e ≤15
1.15.04 escluso se 2X
1.15.05 e 1.15.06 con 2E solo tra +5 e ≤15
2.XX.XX con 0V (o comunque non pubblica amministrazione)
Credito, Assicurazioni,
6.01.XX escluso se 3D o 3F
6.02.XX escluso se 2V
6.03.01 con 1L (se non rientranti nel Regolamento del Fondo di solidarietà Tributi)
7.01.XX - 7.02.XX – 7.03.01 solo tra +5 e ≤50
7.04.01 se con 3X o 3B solo tra +5 e ≤50
7.07.03 escluso se 9U
7.07.05 se con 3X solo tra +5 e ≤15
7.07.08 escluso se 9A
se 5J e 5K solo se +5 e ≤15
7.07.XX con 4A e se con 5K e 5J solo se +5 e ≤15
Sono escluse le imprese rientranti nell’ambito di applicazione di Fondi di solidarietà già istituiti, indipendentemente dall’inquadramento previdenziale: 3R (Gruppo Poste italiane spa); 3F (Credito cooperativo); 2M (Società del gruppo FS); 4P (Trasporto aereo e sistema aeroportuale); 2V (Assicurativo e di assistenza); 3D (Credito); 6L (Trasporto pubblico locale); 8V (Solimare); 2P (Ormeggiatori e Barcaioli)
Allegato N.2 OMISSIS
Allegato N.3 OMISSIS