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Timestamp: 2020-08-05 22:59:12+00:00
Document Index: 23936032

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art. 19', 'art. 171', 'art. 171', 'art. 13', 'art. 171', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 19', 'art. 61', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 61', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 171', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 171', 'art. 171', 'art. 14', 'art. 171', 'art. 171', 'art. 87', 'art. 88', 'art. 88']

Cassazione Archives - Pagina 4 di 17 - Dirittodautore.it
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 8597 del 29 maggio 2003
Giovanni d'Ammassa 29 Maggio 2003
Corte di Cassazione civile, Sentenza n. 5461 del 16 aprile 2002
Giovanni d'Ammassa 16 Aprile 2002
L'art. 107 della legge sul diritto di autore n. 633 del 1941, stabilendo che i diritti di utilizzazione economica dell'opera possono essere acquistati, alienati e trasmessi in tutti i modi consentiti dalla legge, non fa altro che disciplinare, richiamando le regole ordinarie dei contratti, la circolazione, anche separata (art. 19 legge citata), di tali diritti di autore. Cosicché, la circolazione di una o più facoltà di autore (fatti salvi i limiti di inalienabilità dei diritti morali) avviene secondo le regole dei contratti e dei negozi tipici o atipici volta per volta utilizzati dalla autonomia privata. Pertanto, la norma non consente, alle parti, di conseguire la causa tipica di liberalità con un negozio sottratto agli obblighi di forma della donazione.
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 15509 del 27 febbraio 2002
È configurabile il reato di cui all'articolo 171 -bis della legge 633/1941 nel caso di duplicazione (anche parziale) di un programma per elaboratore. La stessa norma trova applicazione nel caso di copiatura del «codice sorgente». Nella condotta di duplicazione, la previsione del contrassegno Siae (articolo 181-bis della legge n. 633) non modifica affatto la portata dell'articolo 171-bis della legge 633/1941, che tutela il programma per elaboratore in sé (e non il «contrassegno» Siae).
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 42561 del 9 novembre 2001
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 11580 del 11 settembre 2001
Giovanni d'Ammassa 11 Settembre 2001
Ove, in caso di cessioni successive di diritti su una stessa opera, si controverta tra le parti su inadempimento di obbligo contrattuale, la questione va risolta in base alla legge del contratto e non vengono in causa i principi di diritto di autore in materia di conflitto tra acquirenti successivi.
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 31129 del 10 agosto 2001
Giovanni d'Ammassa 10 Agosto 2001
La costituzione di parte civile della SIAE in un giudizio concernente abusiva detenzione, a scopo commerciale, di copie non autorizzate di programmi per elaboratore (art. 171-bis della legge sul diritto di autore) è da ritenersi legittima in quanto la Società è ente esponenziale chiamato per legge a tutelare i diritti e gli interessi degli autori delle opere dell'ingegno.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 8860 del 28 giugno 2001
Giovanni d'Ammassa 28 Giugno 2001
La radiodiffusione, dal vivo o mediante disco, di opere tutelate dalla Siae integra gli estremi dell'illecito civile se effettuata in difetto di autorizzazione e con diniego di corresponsione del dovuto compenso agli autori (e, per essi, alla predetta società italiana autori ed editori), senza che spieghi, in contrario, influenza la circostanza dell'avvenuta concessione del diritto di riproduzione dell'opera su supporti elettrici o meccanici.
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 33896 del 28 giugno 2001
Il reato di detenzione "a scopo commerciale" di programmi per elaboratore abusivamente riprodotti, previsto dall'art. 171 bis legge sul diritto d'autore 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni, si configura, tanto in base all'attuale formulazione della norma, introdotta dall'art. 13 l. 18 agosto 2000 n. 248, quanto in base alla formulazione precedente, anche nell'ipotesi in cui i programmi siano solo destinati ad un uso interno nell'ambito di un'attività imprenditoriale caratterizzata da scopi commerciali. (Nella specie trattavasi di programmi utilizzati per la gestione del sistema informatico interno di un'azienda esercente il commercio di prodotti elettronici).
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 33303 del 25 giugno 2001
Giovanni d'Ammassa 25 Giugno 2001
In tema di detenzione di prodotti privi di contrassegno Siae, la modifica del comma 1 dell'art. 171 bis l. 27 aprile 1941 n. 633 (apportata dall'art. 13 l. 18 agosto 2000 n. 248) che ha sostituito al dolo specifico del "fine di lucro" quello del "fine di trarne profitto", comporta un'accezione più vasta, che non richiede necessariamente una finalità direttamente patrimoniale, ed amplia pertanto i confini della responsabilità dell'autore.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 5066 del 15 aprile 2001
Giovanni d'Ammassa 15 Aprile 2001
Con il contratto di esecuzione di un'opera musicale, mezzo necessario, come l'interpretazione, per diffonderla nel caso in cui l'autore non svolga tali ruoli personalmente, questi non trasferisce automaticamente all'esecutore nè il diritto di autore, nè gli altri diritti a questo connessi e che la legge (art. 12 l. 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni e 2577 c.c.) gli riconosce in via esclusiva per sfruttarla economicamente, quali l'offerta al pubblico fruitore, o la pubblicazione o la diffusione dell'opera medesima, diritti autonomi tra loro (art. 19 stessa legge) e separatamente cedibili. Pertanto il legittimo produttore su supporto meccanico o fonografico di un'opera musicale (art. 61, n. 1, stessa legge) o il cessionario di esso non hanno altresì il diritto di diffonderla, attraverso un'emittente radiofonica (art. 58 e 59 stessa legge), ovvero di metterla in commercio o porla in circolazione, senza un ulteriore consenso dell'autore - e salvo il diritto di questi al compenso - com'è espressamente previsto dagli art. 58 e 59 e desumibile dal predetto art. 61, comma 2, della medesima legge.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 3672 del 14 marzo 2001
Giovanni d'Ammassa 14 Marzo 2001
La violazione di un diritto di esclusiva che spetta all'autore ai sensi dell'art. 12 della L. 22 aprile 1941, n. 633, costituisce danno in re ipsa, senza che incomba al danneggiato altra prova che non quella della sua estensione (nella specie si trattava della utilizzazione senza consenso di brano musicale per spot pubblicitario). Premesso che il fatto che terzi pubblichino senza averne diritto un altrui brano musicate costituisce l'evento lesivo in sè e non soltanto il presupposto per la ricerca del danno, commette un errore la sentenza di merito che, dopo avere accertato la violazione del diritto esclusivo costituita dalla pubblicazione non autorizzata e non compensata dell'altrui brano musicale, abbia ipotizzato che la quantità di tale danno ovvero la sua stessa esistenza possano venire determinati in funzione del vantaggio di natura pubblicitaria che, anche se illecita, la diffusione dell'opera ha portato al suo autore, essendo semmai onere del soggetto responsabile detta violazione fornire la prova, negativa, delle eventuali cause modificatrici o estintive della prestazione dovuta a causa della violazione del diritto esclusivo.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza del 7 marzo 2001
Giovanni d'Ammassa 7 Marzo 2001
La radiodiffusione di opere tutelate dalla Siae (nella specie, brani musicali incisi su disco) integra gli estremi dell'illecito civile se compiuta in assenza di autorizzazione e con diniego di corresponsione del dovuto compenso, atteso che la cessione del diritto di riprodurre su supporto l'esecuzione di un'opera musicale non implica, "ex se", la cessione del diritto alla diffusione radiofonica, potendo, su di un'opera musicale, del tutto legittimamente insistere più diritti distinti, quello, cioè, dell'autore, quello dell'esecutore e quello del produttore del supporto meccanico o fonografico.
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 8791 del 4 marzo 2011
Giovanni d'Ammassa 4 Marzo 2001
Rientrano nella fattispecie penale prevista dalla L. 22 aprile 1941, n. 633, art. 171 ter, comma 1, lett. f bis) tutti i congegni principalmente finalizzati a rendere possibile l'elusione delle misure tecnologiche di protezione apposte su materiali od opere protette dal diritto d'autore, non richiedendo la norma incriminatrice la loro diretta apposizione sulle opere o sui materiali tutelati (conforme a Cass. n. 23765/2007).
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 559 del 17 gennaio 2001
Giovanni d'Ammassa 17 Gennaio 2001
In tema di diritto di autore, la rielaborazione di un opera lirica - cosiddetta "edizione critica" - deve ritenersi autonomamente protetta, giusta disposto dell'art. 4 l. n. 633 del 1941, tutte le volte in cui, pur nel rispetto del diritto esclusivo del compositore di variare l'opera stessa, il revisore critico abbia, comunque, proceduto ad una risistemazione dell'opera stessa avente indubbio carattere autonomo, e suscettibile, per la ricostruzione dell'intento artistico che propone, dell'ordinaria fruibilità come opera musicale, senza che possa trarsi contrario argomento dalla innovazione normativa di cui alla l. n. 154 del 1997, che, riconoscendo protezione alle edizioni critiche, non ha innovato, ma soltanto ampliato e specificato, la portata normativa del già citato art. 4 della legge d'autore. (Nell'affermare il principio di diritto che precede, la S.C. ha ulteriormente precisato che il giudice di merito ha l'obbligo di accertare l'esistenza o meno del carattere creativo dell'edizione critica mediante un esame condotto in concreto sull'opera a lui sottoposta, e non in astratto, sulla base di quanto, in via generale, il revisore critico sarebbe, a suo giudizio, legittimato o non legittimato a fare rispetto all'opera originale).
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 3637 del 27 ottobre 2000
Giovanni d'Ammassa 27 Ottobre 2000
La detenzione in locale commerciale di videocassette prive del contrassegno SIAE integra il reato di cui all'art. 171-ter lett. b), nella forma di tentativo, in quanto atto idoneo in modo non equivoco a commettere il delitto ed obbliga al risarcimento del danno.
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 12149 del 17 ottobre 2000
Giovanni d'Ammassa 17 Ottobre 2000
La semplice detenzione di musicassette prive del contrassegno della Siae, sia pure a scopo di vendita, non rientra nella fattispecie tipica di cui all'art. 171 ter lett. c) l. 22 aprile 1941, n. 633, in quanto il testo puniva il comportamento di chiunque vendesse o noleggiasse supporti non contrassegnati dalla Siae. Tale interpretazione è confortata dalle nuove disposizioni in materia di tutela del diritto di autore, che all'art. 14 l. 18 agosto 2000, n. 248 punisce espressamente, tra le varie condotte, anche quella della detenzione per la vendita o la distruzione, così anticipando il momento consumativo del reato al fine di facilitare l'accertamento e la repressione di tali tipi di reati.
Corte di Cassazione penale, sezioni unite, Sentenza del 5 luglio 2000
Giovanni d'Ammassa 5 Luglio 2000
Qualora l'autore di un'opera musicale ceda ad altri il diritto di eseguirla pubblicamente o ceda ad un produttore il diritto alla riproduzione fonografica, non trasferisce, stante l'indipendenza dei vari diritti connessi all'utilizzazione economica dell'opera dell'ingegno, anche il diritto alla radiodiffusione: ne consegue che il soggetto esercente la radiodiffusione (compreso il concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo) il quale diffonda, senza il consenso dell'autore, l'opera registrata in un disco o altro supporto fonografico, è privo di titolo e la sua condotta è penalmente sanzionata ai sensi dell'art. 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633; nè, in mancanza del consenso, può costituire titolo idoneo a legittimare la radiodiffusione la circostanza che l'agente abbia ricevuto gratuitamente il supporto fonografico a scopo promozionale dal produttore o anche dallo stesso autore. (Nell'occasione la Corte ha altresì precisato che le disposizioni le quali, derogando al predetto principio, contemplano ipotesi di "licenza legale" in favore del concessionario del servizio pubblico per i soli casi di radiodiffusioni da teatri e simili luoghi pubblici, di registrazioni c.d. "effimere" e di trasmissioni di propaganda culturale ed artistica destinate all'estero, non si estendono alle emittenti radiotelevisive private, trattandosi di eccezioni giustificate dalla natura e dai fini del servizio pubblico; e che su tale assetto normativo, conforme alla Costituzione ed agli impegni internazionali assunti dallo Stato, nessuna incidenza ha avuto la circostanza che sia venuto meno il regime monopolistico vigente all'epoca dell'entrata in vigore della legge sulla protezione del diritto d'autore). La liberalizzazione della emittenza radiotelevisiva non ha modificato la disciplina dei diritti di autore in rapporto ai diritti connessi spettanti alle stazioni radiotelevisive e ai produttori fonografici, per cui la radiodiffusione di opere, anche se registrate su disco o nastro, dai locali dell'emittente rientra nel diritto esclusivo dell'autore, quale riconosciuto sia dalla normativa nazionale che da quella internazionale in materia di protezione dei diritti di autore.
Corte di Cassazione penale, Sentenza del 5 luglio 2000
Qualora l'autore di un'opera musicale ceda ad altri il diritto di eseguirla pubblicamente o ceda ad un produttore il diritto alla riproduzione fonografica, non trasferisce, stante l'indipendenza dei vari diritti connessi all'utilizzazione economica dell'opera dell'ingegno, anche il diritto alla radiodiffusione: ne consegue che il soggetto esercente la radiodiffusione (compreso il concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo) il quale diffonda, senza il consenso dell'autore, l'opera registrata in un disco o altro supporto fonografico, è privo di titolo e la sua condotta è penalmente sanzionata ai sensi dell'art. 171 della l. 22 aprile 1941 n. 633; nè, in mancanza del consenso, può costituire titolo idoneo a legittimare la radiodiffusione la circostanza che l'agente abbia ricevuto gratuitamente il supporto fonografico a scopo promozionale dal produttore o anche dallo stesso autore.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 8425 del 21 giugno 2000
Giovanni d'Ammassa 21 Giugno 2000
L'articolo 87 l.a. non contiene una elencazione tassativa delle fotografie che vengono escluse anche dalla tutela dei diritti connessi all'esercizio del diritto d'autore, la ratio della norma è quella di escludere la tutela per le fotografie realizzate al fine di mera rappresentazione meccanica di oggetti, con sola funzione documentale senza impegno particolare "delle capacità tecnico-professionali del fotografo e della sua inventiva". Quando invece nella fotografia è presente un quid pluris, in quanto la riproduzione non si esaurisce in un fatto semplicemente documentale, ma è destinata a funzioni ulteriori come diffondere un messaggio, promuovere un prodotto, contribuire a creare un ambiente o una atmosfera, allora anche la fotografie dell'oggetto materiale non è più racchiusa nello schema dell'art. 87, comma 2 l.a., ma rientra nell'ambito applicativo del primo comma di detta norma, onde spetta la fotografo il diritto esclusivo contemplato nel primo comma dell'art. 88. Ai fini dell'acquisto da parte del committente dei diritti sull'opera fotografica, il possesso che lo determina non è quello in capo al fotografo, ma quello in capo al committente. Quest'ultimo per poter far valere il suo diritto deve provare sia che il fotografo non ha mai avuto il possesso delle cose fotografate, sia che egli stesso aveva il possesso delle medesime. L'applicabilità del secondo comma dell'art. 88 l.a. è da ritenersi limitato solo alle fotografie ottenute nell'adempimento di un contratto di lavoro dipendente.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 5009 del 18 aprile 2000
Giovanni d'Ammassa 18 Aprile 2000
La radiodiffusione di opere tutelate dalla S.I.A.E. costituisce illecito civile se effettuata in difetto di autorizzazione e con diniego di corresponsione del dovuto compenso, anche nell'ipotesi di incisione dell'opera su disco, giacchè il contratto di produzione non trasferisce, salvo espresso patto contrario, tutti i diritti di utilizzazione economica dell'opera spettanti all'autore, onde non può ritenersi che la licenza di riproduzione comprenda anche quella di radiodiffusione.