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Timestamp: 2020-07-14 22:34:40+00:00
Document Index: 103554382

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 32', 'art. 27', 'art. 32', 'art. 73', 'art. 63', 'art. 1', 'art. 3']

Le possibilità di costituire una società semplice holding di partecipazioni ed immobili ed i vantaggi in caso di passaggio generazionale.
Dividendi transnazionali delle società semplici
IVIE ed IVAFE per la Società Semplice
Regime del risparmio amministrato e gestito
Società Semplice Holding e passaggio generazionale
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Le motivazioni per applicare una Società Semplice Holding
Società Semplice Holding: consulenza
L’art. 8 co. 1 del D.Lgs. n. 23/2011 stabilisce che l’IMU sostituisce, per la componente immobiliare, l’IRPEF e le relative addizionali (es. regionale, comunale) dovute sui redditi fondiari relativi a beni immobili non locati.
L’art. 32-quater del D.L. n. 124/2019 ha ripristinato la neutralità fiscale fra detenzione diretta e indiretta tramite società semplici, di partecipazioni societarie. Tale disposizione, infatti, ha introdotto una tassazione modulata a seconda della natura del socio a cui è imputato il dividendo:
Infine, se si tratta di una persona fisica non imprenditore: è soggetto a una ritenuta a titolo di imposta nella stessa misura prevista per la ritenuta ex art. 27 DPR n. 600/1973 (ossia 26%), ciò a prescindere dalla circostanza che la partecipazione sia qualificata o meno.
La ritenuta di cui al punto 2) è operata dalla società o ente residente in Italia che eroga il dividendo, sulla base delle informazioni fornite dalla società semplice. In particolare, nel caso di un socio persona fisica, la tassazione tramite ritenuta esaurisce l’obbligo fiscale su tale reddito al momento della distribuzione. Si tratta quindi di una trasparenza istantanea e non differita alla fine dell’esercizio. Di conseguenza, l’imputazione per trasparenza del reddito a fine esercizio escluderà i dividendi di fonte italiana già assoggettati a tale ritenuta.
Al momento dobbiamo riscontrare una serie di problematiche interpretative nei flussi transnazionali di dividendi. Infatti, come già notato dalla dottrina, le disposizioni sui dividendi appaiono discriminatorie sia per i flussi di dividendi in entrata, che in uscita dalle società semplici. Questo, posto che la disposizione di cui al citato art. 32-quater si riferisce ai soli dividendi distribuiti da società di capitali ed enti residenti in Italia (art. 73, c. 1, lett. a), b) e c) TUIR) a soci residenti in Italia. Si dovrebbe quindi concludere che la norma non si applichi ai dividendi di fonte estera, che quindi dovrebbero concorre per intero alla formazione del reddito dei soci.
Una criticità analoga riguarda la tassazione dei soci della società semplice che non sono residenti in Italia per i quali non sembrano applicabili le soluzioni sopra. Pertanto, il dividendo estero dovrebbe subire una tassazione integrale in Italia.
Entrambe le problematiche si pongono in palese violazione della libertà di circolazione dei capitali sancita dall’art. 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), la quale si applica a tutti i flussi di capitali sia provenienti dalla UE sia da Paesi extra-UE. Si attende dunque una presa di posizione da parte dell’Agenzia delle Entrate sul tema, che tuttavia difficilmente potrà equiparare il regime dei dividendi di fonte estera a quello dei dividendi di fonte italiana in via interpretativa, atteso il dato letterale della norma.
L’art. 1, c. 710 Legge n. 160/2019 ha esteso a partire dal 2020 il pagamento delle due imposte a tutti i soggetti tenuti agli obblighi del monitoraggio fiscale, fra cui anche le società semplici e gli enti non commerciali, quali il trust, residenti in Italia.
Prima di tale modifica, la detenzione di attività estere per il tramite di una società semplice era vantaggiosa. Tuttavia, al fine di mantenere tale vantaggio, non era possibile conferire un mandato di amministrazione a una fiduciaria italiana, affinché adempiesse agli obblighi tributari, in quanto le attività finanziarie da essa amministrate sono soggette all’imposta di bollo e non all’Ivafe. Adesso, invece, tale opzione è possibile.
Sotto il profilo fiscale, è dubbia la possibilità di applicare l’esenzione dall’imposta di donazione e successione nel caso di trasferimenti delle quote delle società semplici a discendenti o al coniuge (art. 3, c. 4-ter TUS). Per questo motivo si è diffusa la prassi nei passaggi generazionali di donare la nuda proprietà delle quote ai discendenti, mantenendone l’usufrutto.
In questo modo, l’imposta di donazione è applicata solo sul valore della nuda proprietà, che quando è ricongiunta all’usufrutto alla morte dell’usufruttuario non dà luogo a imposizione. Tale prassi è efficiente soprattutto in caso di portafogli finanziari per i quali la donazione della nuda proprietà dei singoli titoli crea problematiche nei conteggi dei capital gain.
Possiamo dire, in conclusione, che la società semplice segue le stesse regole fiscali delle persone fisiche, in particolare per quanto attiene alle detrazioni nel settore dell’edilizia o degli investimenti in start-up e società innovative, alla rivalutazione del costo fiscale di partecipazioni e terreni, alla non imponibilità delle plusvalenze relative alla cessione di immobili abitativi e terreni agricoli detenuti per più di cinque anni, all’Imu che assorbe l’Irpef per gli immobili tenuti a disposizione, ecc. Le due principali differenze sono:
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francesco Aprile 10, 2020 at 17:38
sono proprietario di un Hotel in Italia, sia l’immobile che il terreno, ma come gestione dell’attività abbiamo creato una srls con contratto di comodato.
…potrei avere vantaggi con una Holding?
Federico Migliorini Aprile 10, 2020 at 19:27
Per la propria situazione Franscesco ci scriva in privato per una consulenza.
Eugenio Giugno 26, 2020 at 19:32
il passaggio sotto menzionato:
“Dividendi percepiti da società semplici
Se si tratta di un soggetto Ires (società di capitali o ente residente): il dividendo è escluso dalla formazione del reddito nella misura del 95% (5% imponibile ad aliquota del 24%);”
significa che i dividendi percepiti da una società semplice relativamente ad una sua partecipazione nel capitale in altre attività vengono tassati al 24% solo relativamente al 5% dell’imponibile?
…e che in pratica poi non comportano ulteriore tassazione se redistribuiti ai soci per “trasparenza”?
Federico Migliorini Giugno 27, 2020 at 8:25
La tassazione è direttamente sul socio per trasparenza, se il socio della società semplice è una società di capitali la tassazione è sul 5% del dividendo rendendo trasparente il passaggio dei dividendi dalla società semplice.