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Timestamp: 2019-05-20 11:29:28+00:00
Document Index: 92767145

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 29', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 382']

Corte Suprema di Cassazione Sentenza n. 9730 del 05 luglio 2002 Sezione II Civile
Dott. Vincenzo    CALFAPIETRA         - Presidente -
Dott. Alfredo     MENSITIERI          - Rel. Consigliere -
Dott. Giandonato  NAPOLETANO          - Consigliere -
Dott. Olindo      SCHETTINO           - Consigliere -
Dott. Lucio       MAZZIOTTI DI CELSO  - Consigliere -
PITASI BASILIO, elettivamente domiciliato in ROMA PZZA CAVOUR, presso
la  CANCELLERIA  della  CORTE  di  CASSAZIONE,  difeso  dall'avvocato
GIUSEPPE NARDO, giusta delega in atti;
P M TRIBUNALE REGGIO CALABRIA, MIN TESORO in  persona  del  p.t.  c-o
avverso l'ordinanza del Tribunale di REGGIO CALABRIA,  depositata  il
02-08-99;
20-12-01 dal Consigliere Dott. Alfredo MENSITIERI;
Renato GOLIA che ha concluso per la  cassazione  senza  rinvio  della
In data 4 gennaio 1999 il P.M. presso il Tribunale di Reggio Calabria ha proposto ricorso, ai sensi dell'art. 12 comma quarto della legge 30 luglio 1990 n. 217, dinanzi al Tribunale Civile di quella città, avverso il decreto del 31.12.98 con il quale il G.I.P. aveva liquidato all'avv.to Basilio Pitasi il compenso a lui spettante nella qualità di difensore dell'imputato Gullaci Salvatore, già ammesso ai gratuito patrocinio.
Il Tribunale, con ordinanza del 9.7 - 2.8.99, a parziale modifica del provvedimento del GIP, liquidava all'avv.to Pitasi la complessiva somma di L.6.536.200, oltre IVA e CPA come per legge, e compensava tra le parti le spese della procedura.
Avverso tale pronuncia il Pitasi ha proposto ricorso per cassazione sulla base di due motivi.
Conformemente a Cass. S.U. Penali n. 25 -99, a Cass. Sez.6 Penale n.1839-2001 e a Cass. S.U. Civili n. 434-2000, rileva il Collegio che avverso il decreto di liquidazione dei compensi al difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato in sede penale ed adottato, ai sensi dell'art. 12 L. 30 luglio 1990 n. 217 secondo I criteri previsti dalla legge 8 luglio 1980 n. 319,dal giudice penale che lo ha nominato, è proponibile ricorso, con le forme di cui all'art. 29 della legge 13 giugno 1942 n. 794, innanzi ai Tribunale o alla Corte d'appello penali alla quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto - attesa l'esistenza di un rapporto d'incidentalità tra questo procedimento e il processo penale dal quale deriva - e contro l'ordinanza che lo definisce è proponibile ricorso alla Corte di Cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 2, Cost., nelle forme e nei termini previsti dal codice di procedura penale.
Nel caso però in cui l'impugnazione avverso il decreto di liquidazione dei compensi, come nella fattispecie in esame, sia stata proposta dinanzi al giudice civile, quest'ultimo deve rilevare d'ufficio l'improponibilità della domanda e non decidere nel merito.
L'impugnazione, ex art. 111 cit., del provvedimento del giudice civile, va proposta innanzi alla Corte di Cassazione civile; ma questa, pronunciando sul ricorso, rilevata l'improponibilità della domanda, deve cassare senza rinvio ai sensi dell'art. 382, comma 3, cpc, l'ordinanza impugnata, trattandosi di ipotesi in cui il processo non poteva essere proposto.
L'ordinanza della seconda sezione civile del Tribunale di Reggio Calabria, che ha deciso nel merito su domanda improponibile, va pertanto cassata senza rinvio, mentre ricorrono giusti motivi per confermare la compensazione delle spese già operata da quel giudice.
Nulla per le spese di questa fase del giudizio non essendosi gli intimati costituiti.
La Corte, pronunciando sul ricorso, cassa senza rinvio la decisione impugnata e compensa tra le parti le spese del giudizio innanzi al Tribunale.
Nulla perle spese di questa fase del giudizio.
Roma 20 dicembre 2001.