Source: https://sites.google.com/site/midanazionale/perch-in-realt-siamo-tutti-abilitati
Timestamp: 2014-03-11 06:41:03+00:00
Document Index: 152708412

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 97', 'art. 33', 'art 1', 'art 7', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 97', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 53', 'art. 15', 'art. 97', 'art. 11', 'sentenza ', 'art.\n51', 'art. 33']

Perché in realtà siamo tutti abilitati - ADIDA
Perché in realtà siamo tutti abilitati
Perchè in realtà chi ha titolo all'inserimento nella III fascia delle grad. d'Istituto è da considerarsi abilitato all'insegnamento...
Ai sensi dell'art. 33 della Cost. siamo tutti abilitati (documento fondamentale di cui si consiglia vivissimamente la lettura)Precari non abilitati ma in realtà abilitati (Ottimo video che spiega perché in realtà i soggetti aventi titolo all'inclusione nelle III fascia delle Graduatorie d'Istituto sono da considerarsi a tutti gli effetti abilitati all'insegnamento)Graduatorie d'Istituto Trentine: Richiesta di abolizione delle fasce e di Audizione presso gli organi amministrativi provinciali
Ricorso GAE (Ricorso per l'inclusione nelle Grad. ad esaurimento rivolto a tutti i soggetti avente titolo all'inserimento nella III fascia delle Graduatorie d'Istituto - iscrizioni chiuse)Ricorso GAE 2012 (iscrizioni aperte)Iniziativa Pilota Adida (si pregano gentilmente i soggetti in possesso dei requisiti di dare la propria adesione a quest'importante iniziativa)
Conferenza Nazionale Adida Roma: intervento Francesca Bertolini
II Convegno Nazionale Adida - Roma 10/07/2012: pubblichiamo il video e il testo dell'intervento della coordinatrice ADIDA Francesca Bertolini che chiarisce il quadro normativo e le discriminazioni di cui sono oggetto gli insegnanti di III fascia.
Vai alla pagina in cui sono pubblicati gli interventi e gli estratti più importanti della II conferenza Nazionale ADIDA
Inviato in data 26/ago/2013 10:43 da Francesca Bertolini
Inviato in data 23/lug/2012 04:59 da Enrica Fastuca
Docenti italiani discriminati
Lo schema/illustrazione qua sotto riportato ha il compito di spiegare alcune delle più recenti ed eclatanti scoperte giuridiche inerenti la questione III fascia compiute da Adida. Clicca qui per scaricare l'immagine
Inviato in data 19/mar/2012 13:27 da Francesca Bertolini
Interrogazione Adida al MIUR e alle amministrazioni pubbliche per aggiornamento GI
Prima di lasciarvi alla lettura del post e dei testi dell'interrogazione, ricordiamo che l'interrogazione NON deve essere inviata congiuntamente alla domanda di inserimento in Graduatoria. Prima di inviare l'interrogazione è inoltre bene ricordarsi di modificare l'intestazione del documento inviato nella parte in cui sono elencati i destinatari della domanda qualora essi non corrispondano effettivamente ai destinatari cui avete inviato il documento.
1. Scarica documento in formato word - PDF (Docenti scuola secondaria)
2. Scarica documento in formato word - PDF (SOLO PER dipl. ist. scuola Magistrale)
Aggiornamento GI il parere di Adida - Fac simile domanda inclusione in III fascia - Discuti sul Forum dell'iniziativa
A seguito dell'emanazione del DM 62/11 che ha decretato il formale aggiornamento delle Graduatorie d'Istituto per il triennio 2011- 2014, visto quanto sancito dall'art. 2 che ha decretato la suddivisione delle stesse in tre fasce, relegando in III fascia i "possessori di titoli validi all'insegnamento" nonché i possessori di Diploma di Istituto/Scuola Magistrale abilitante all'insegnamento,
considerato inoltre la scritta "Riservato agli aspiranti non abilitati" riportata in incipit ai modelli A2 e A2/Bis per l'inclusione in III fascia,
Adida ha pensato di stendere una interrogazione da far pervenire alle PPAA inerente la compilazione dei moduli e l'aggiornamento dell Graduatorie di Circolo e d'Istituto. Ai sensi del principio di trasparenza delle PP.AA. sancito dalla L. 241/90 i dirigenti che riceveranno tali domande, saranno obbligati a rispondere entro massimo 30 gg. dal ricevimento dell'istanza, motivando le risposte ed indicando a quale tribunale è possibile adire per l'impugnazione delle stesse.
La mancata risposta entro i termini previsti e/o motivazione alle risposte date, costituisce omissione di atti d'ufficio di cui risponderà in prima persona il Dirigente dell'Ufficio a cui è indirizzata la domanda. In caso invece la risposta contenga dati palesemente falsi, il dirigente sarà responsabile invece del reato di "falso in atto pubblico". In ogni caso, in caso di denuncia, la sanzione minima per il dirigente sarebbe la perdita dell'incarico. Rischiano altresì tale sanzione tutti i dirigenti che non dimostreranno nei fatti di essersi attivati adeguatamente a predisporre in attuazione di quanto previsto dal dlgs 165/01 e del CCNL del comparto scuola, un adeguato piano di formazione del personale docente, ivi compresi i docenti avente titolo all'inserimento nella III fascia delle GI.
A differenza delle azioni giuridiche ed atti passati, l'obiettivo di tale documento, non è colpire la Pubblica Amministrazione ed il MIUR, ma i singoli dirigenti, siano essi dirigenti scolastici, provveditori, direttori generali regionali o dirigenti nazionali, i quali ai sensi delle normative vigenti, non solo sono responsabili in primis della nostra questione da un punto di vista morale, ma anche da un punto di vista giuridico. Scopo di tale documento, non è solo quindi l'ottenimento di una risposta quanto più immediata agli interrogativi riguardanti la modalità della compilazione delle domande di inserimento in graduatoria d'Istituto e l'acquisizione di "pareri" impugnabili singolarmente o da far valere nei ricorsi che Adida ha attivato e attiverà in futuro, ma anche lo scollamento dei dirigenti dalle politiche perseguite a livello centrale dal Ministro in persona, ottenendo così una effettiva divisione interna al Ministero. CHI DEVE PRESENTARE TALE INTERROGAZIONE:
Premesso che i le interrogazioni linkate in incipit a tale documento verranno presentate anche a nome di Adida, si ritiene che ogni individuo in possesso di titoli validi per l'inserimento nella III fascia delle graduatorie d'Istituto (ad eccezione dei docenti inseriti nelle Graduatorie Trentine e Valdaostane) possa nel suo interesse inviare tali documenti alle Pubbliche Amministrazione pretendendo risposta adeguata e motivata entro 30 gg. dalla presentazione del testo. L'associazione ritiene anzi che maggiore sarà il numero di persone che presenteranno tale interrogazione, tanto maggiore sarà il possibile beneficio che si potrà ottenere. QUALI DOCUMENTI DEVO INVIARE?
Il documento da inviare è differenziato a seconda del caso che ad inviarlo sia un diplomato magistrale avente titolo all'insegnamento nella scuola primaria e/o dell'infanzia e/o un diplomato/laureato avente titolo all'insegnamento nella scuola secondaria, qui sotto riportiamo i link a cui scaricare il documento da compilare ed inviare:
2. Scarica documento in formato word - PDF (SOLO PER dipl. ist. o scuola Magistrale)
A CHI PRESENTARE L'INTERROGAZIONE:
L'interrogazione può essere presentata ai seguenti enti (potete inviare una domanda a tutti gli enti sottoelencati, o anche ad un solo indirizzo di vs. scelta, in ogni caso, è bene ricordarsi di modificare l'intestazione del documento inviato in cui sono elencati i destinatari della domanda):
all'USP della propria provincia,
all'USR della propria provincia,
ai dirigenti dei circoli didattici e/o istituti comprensivi della propria provincia (potete inviare una sola domanda o anche più domande o anche nessuna),
Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca,
Direzione generale per il personale scolastico, Direttore Dott. Luciano Chiappetta,
Potete inoltre inviare per conoscenza la lettera ai seguenti indirizzi (potete inviare una domanda a tutti gli enti sottoelencati, o anche ad un solo indirizzo di vs. scelta, in ogni caso, è bene ricordarsi di modificare l'intestazione del documento inviato in cui sono elencati i destinatari della domanda, è inoltre bene sapere che gli enti che ricevono tale testo per conoscenza, NON SONO TENUTI A RISPONDERE ENTRO IL TERMINE DI 30GG.):
Presidenza del Consiglio, Dipartimento per la Funzione Pubblica, Ispettorato per la Funzione Pubblica .
COME INVIARE L'INTERROGAZIONE:
Potete inviare l'interrogazione in uno dei seguenti modi (ricordatevi di conservare la prova dell'avvenuto invio/ricezione):
A mezzo FAX,
Tramite raccomandata con ricevuta di ritorno,
Consegnare a mano il documento avendo cura di farvelo protocollare.
Qui sotto si elencano alcuni dei recapiti a cui inviare gli incartamenti:
Indirizzi USP: Sito web MIUR - PEC
Indirizzi USR: Sito web Miur - Sito web USP Umbria - PEC MIUR: Viale Trastevere 76, 00153 Roma
- PEC Uff. di Gabonetto: uffgabinetto@postacert.istruzione.it
- PEC dipartimento personale scolastico direttore generale: dgpersonalescuola@postacert.istruzione.it - dpit@postacert.istruzione.it
DIrettore Luciano Chiappetta (Direttore Generale D.G. per il Personale Scolastico, MIUR): tel.: (+39) 06 58494990 - 2926 fax: (+39) 06 58492743
- UFFICIO VI - Formazione personale docente e accreditamento enti: Dirigente T.D. MAURIZIO PISCITELLI telefono: (+39) 06 5849 2947 fax: (+39) 06 5849 3467
- UFFICIO IV - Personale docente ed educativo: Dirigente MARIA ASSUNTA PALERMO telefono: (+39) 06 58493995 fax: (+39) 06 58493941 Presidenza del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi , Piazza Colonna, 370 , 00186 Roma - Tel: (+39) 06.67791 Sito: www.governo.it
Dipartimento funzione pubblica: Palazzo Vidoni, corso Vittorio Emanuele 116,00186, Roma
Ispettorato per la funzione pubblica: Cons. Andrea Morichetti Franchi Sede: Piazza Sant'Apollonia, 14
00153 - Roma Tel: 06 5832.4880 Fax: 06 5832.4118 Email & Pec: ispettorato@funzionepubblica.it - isp.dfp@pec.it
- Ufficio del Capo Dipartimento: ucd.dfp@pec.it
- Ufficio direzionale di staff al Capo Dipartimento: staff.ucd.dfp@pec.it
- Servizio per la Comunicazione e le Relazioni ai cittadini: urp.dfp@pec.it
- Ispettorato per la Funzione Pubblica: isp.dfp@pec.it
- Servizio Anticorruzione e Trasparenza: saet.dfp@pec.it
- Ufficio Affari Generali e Personale: uagp.dfp@pec.it
- Ufficio per l'attività normativa ed amministrativa di semplificazione delle norme e procedure: uanas.dfp@pec.it
- Ufficio per la Formazione del personale delle PPAA: ufppa.dfp@pec.it
- Ufficio per il Personale delle PPAA:
- Servizio trattamento del personale: uppa.dfp@pec.it
- Servizio programmazione assunzioni e reclutamento: uppa2.dfp@pec.it
- Servizio organizzazione degli uffici e fabbisogni personale delle PPAA: uppa2.dfp@pec.it
Si pregano vivamente coloro che partecipano a codesta iniziativa, di segnalarlo ad Adida compilando il seguente modulo, in questo modo sapremo quante domande sono state inviate e a chi. Si ricorda inoltre che il testo dell'interrogazione NON deve essere presentato in alcun modo congiuntamente al modulo di inserimento in Graduatoria!
CHE FARE SE L'AMMINISTRAZIONE RISPONDE E/O NON RISPONDE ENTRO I TERMINI PREVISTI:
Nel caso l'amministrazione non risponda entro i termini previsti ti preghiamo di segnalarlo compilando il seguente modulo,
qualora invece ottenessi risposta, ti preghiamo di darcene notizia inviando una mail a: italian.mida@gmail.com avente come titolo la seguente causale "Risposta interrogazione GI Adida", nel testo potrete indicarci sinteticamente il contenuto della risposta, e/o inviarci la scansione della stessa. E' altresì possibile inviarci tramite fax al seguente numero le risposte ricevute: 0521.1622030.
Inviato in data 19/feb/2012 00:51 da Francesca Bertolini
Siamo tutti abilitati! La nuova e clamorosa interpretazione della normativa proposta da Adida...
Con questo comunicato, sono spiegate le ultime interpretazioni normative di Adida, tra cui quella più clamorosa, ossia che ai sensi dell'art. 33 della Costituzione i precari di III fascia devono essere considerati tutti abilitati all'insegnamento. Gli avvocati ci hanno fatto in merito sapere che tale scoperta è senz'altro di importante rilevanza sia ai fini del ricorso per l'inserimento in GAE, sia per quello TFA, in quanto a differenza di tutte le altre scoperte giuridiche, essa non lascia spazio ad interpretazioni che si discostino da quanto stiamo per ribadire. I precari di III fascia devono essere considerati tutti abilitati all'insegnamento, se anche esistono leggi e decreti che stabiliscono il contrario, essi vanno disapplicati in quanto in palese contrasto e violazione con norme superiori di rango costituzionale.
Articoli correlati: La vostra maestra era abilitata ?III fascia abilitata all'insegnamento: sez. del sito Adida dedicata interamente all'argomento;
I precari non abilitati ma abilitati: video che spiega perché i precari di III fascia sono abilitati all'accesso in GAE
Graduatorie d'Istituto Trentine: interessantissimo documento che spiega perché ai sensi della Dir 36/05, chi ha titolo valido all'insegnamento è anche in possesso di una "qualifica professionale europea" che lo mette sullo stesso piano degli abilitati;
Diploma Magistrale Abilitante: interessantissima sez. dedicata ai possessori di un diploma di Scuola o Istituto Magistrale.
Quando si parla di docenti di III fascia d'Istituto la prima cosa che viene in mente a chi è del mestiere sono i precari non abilitati. Questa è l'etichetta che da sempre ha contraddistinto i precari inseriti in queste graduatorie di merito. Eppure la loro presunta mancata abilitazione, non gli ha impedito di essere assunti a pieno titolo come insegnanti presso scuole statali e paritarie, di bocciare e promuovere alunni, firmare registri e documenti ufficiali ecc... D'altronde ai possessori dei suddetti titoli lo Stato italiano riconosce, in fase di stipula di leciti contratti di lavoro subordinato, la formale qualifica di “insegnante” ritenuto idoneo allo svolgimento della professione ed in possesso di titolo valido all’esercizio della stessa, esplicitando, inoltre, in conformità al CCNL di categoria, che il mancato possesso di idoneo titolo o dell’idoneità professionale è causa di risoluzione dei contratti stessi. E il DM 56/09 che sancito la periodica riapertura e aggiornamento delle graduatorie dalle quali questi docenti sono chiamati, li ha definiti senza mezzi termini "possessori di titoli validi allo svolgimento della professione docente".Idonei ma non abilitati, è sempre stata la scusa con cui il Ministero discriminava, sottopagava e sfruttava questi insegnanti impedendone sempre e comunque la stabilizzazione. Alcune scoperte fondamentali in campo giuridico compiute da Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare), unico ente legalmente costituito che si occupa della tutela di questa "bizzarra" categoria di lavoratori della scuola, hanno in realtà sfatato per sempre questo mito, trovando prove definitive e schiaccianti che dimostrano come chi è idoneo DEVE essere per forza anche abilitato allo svolgimento della professione. A stabilirlo in modo inequivocabile è l'art. 33 della Costituzione, il quale esattamente recita che “è prescritto un Esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale”. Premesso quindi che non è consentito ai sensi del nostro ordinamento giuridico l'esercizio di una professione regolamenta a personale sprovvisto di regolare abilitazione allo svolgimento della stessa e che quindi è LA COSTITUZIONE STESSA A STABILIRE CHE NON POSSONO ESISTERE IDONEI NON ABILITATI, a ciò va anche aggiunto che l'idoneità all'insegnamento di cui i precari di III fascia sono in possesso è dovuta al possesso di diplomi e lauree acquisiti a seguito di un Esame di Stato conclusivo dei suddetti corsi. E' infatti lo stesso art. 33 a stabilire che i corsi di studi debbano terminare con un Esame di Stato, ma è proprio questo Esame di Stato, necessario anche per l'acquisizione di una qualsiasi abilitazione professionale, che li rende allo stesso tempo abilitati a tutti gli effetti all'insegnamento.A rafforzare le tesi di Adida vi è anche la direttiva europea 36/05. Essa in sintesi stabilisce che i possessori di titoli validi allo svolgimento di una professione, sono a tutti gli effetti possessori di qualifiche professionali "europee". Questa è l'unica definizione che l'Europa accetta. Non importa quindi che i precari di III fascia siano idonei o abilitati, ai sensi della direttiva, non vi possono essere discriminazioni fra le due tipologie di lavoratori che da un punto di vista giuridico vanno messi sullo stesso piano. A partire dal 2007, anno di recepimento di tale direttiva, al'Italia si è formalmente impegnata a rispettare tali principi.Non bastasse quanto sopra citato a convincere anche il più incredulo degli scettici, Adida rincara la dose invitando ognuno a riflettere non solo sulla evidente irrazionalità di un sistema che da un lato considera i precari di III fascia idonei e pienamente qualificati allo svolgimento della professione, al punto da affidare loro la responsabilità della classe e della formazione delle generazioni future e al contempo li definisce non abilitati! Tale definizione non solo risulta in contrasto con i precetti contenuti all’art. 97 della Costituzione, che impedisce alle pubbliche amministrazioni di assumere personale inadeguato allo svolgimento della professione, una persona non abilitata risulterebbe infatti non idonea allo svolgimento di una professione, ma è anche rischiosa... Se come previsto dall'articolo 33 della Costituzione è necessario essere in possesso di apposita abilitazione allo svolgimento della professione al fine di poterla esercitare, allora o si dichiarano abilitati all'insegnamento tutti i precari inseriti nella III fascia delle graduatorie d’Istituto, oppure non saranno validi tutti i verbali e registri da essi firmati, con la conseguenza che anche gli esami, gli scrutini, i diplomi conseguiti dagli studenti che abbiano avuto nel loro percorso di studi anche un solo precario non abilitato verrebbero invalidati, e di conseguenza verrebbero invalidate anche eventuali lauree e master conseguiti da quest’ultimi, giacché non è possibile laurearsi se non si è diplomati, non ci si può diplomare se non si ha la licenza media! Non è tutto, fa sapere Adida, sebbene la reale definizione dei precari di III fascia è quella di "personale in possesso di validi titoli all'insegnamento", e non quella di "precari non abilitati", anche qualora esistessero leggi e decreti che sanciscono chiaramente la mancanza di abilitazione da parte di quest'ultimi, in realtà trovandosi tali norme in evidente contrasto con l'art. 33 e la direttiva 36/05, ossia di norme di rango costituzionale ed europeo e quindi superiori a qualsiasi legge e decreto, esse andrebbero abrogati o disapplicati nel punto esatto in cui stabilissero tale concetto, in quanto illegittimi ed incostituzionali!Nel far sapere che Adida ha avviato e avvierà nei prossimi mesi iniziative legali e diplomatiche ed è pronta a battersi su tutti i fronti pur di far valere tali principi, si invita tutti i precari di III fascia ad unirsi alla sua battaglia per far valere i diritti che essi hanno e che da troppo tempo sono calpestati!Adida - www.associazioneadida.itFormazione: un diritto per il lavoratore, un dovere per il datoreSe il lavoratore non è formato la responsabilità è del datore e pertanto egli non può e non deve essere discriminato e sottopagato per eventuali carenze formative dovute all'indisponibilità del datore di allestire un adeguato percorso formativo! A voi un'altra utile scoperta di Adida...Da sempre una delle scuse con cui i docenti precari di III fascia, vengono discriminati e sottopagati è la mancanza di formazione professionale... tali lavoratori, in possesso di titoli e diplomi definiti ai sensi del DM 56/09 "validi all'insegnamento" e pertanto assunti a pieno titolo come docenti dal Ministero, che li ha ritenuti idonei non solo ad assumersi la piena responsabilità delle classi e della programmazione, ma anche a bocciare e promuovere alunni, firmare documenti ufficiali, nonché svolgere funzioni di commissario d'esame per il quale il nostro ordinamento prevede il possesso di una formale idoneità all'insegnamento! Eppure questi docenti Idonei ed in possesso di titoli validi allo svolgimento della professione sono al contempo definiti dal Miur "Non abilitati all'insegnamento" e "soggetti sprovvisti di adeguata formazione professionale".Tralasciando l'illogicità disarmante ed evidente che sta dietro ad un ragionamento simile, vogliamo concentrare la nostra attenzione sulla presunta mancanza di abilitazione e quindi di formazione di questi docenti e, per un attimo, considerando che sia perfettamente lecito, ritenere uno stesso individuo idoneo e non abilitato al contempo, provare a stabilire se il trattamento a cui questi precari sono sono soggetti, i quali non solo si vedono impossibilitati alla stabilizzazione, sottopagati e sempre e comunque penalizzati nell'accesso agli incarichi sui quali i precari "abilitati" hanno comunque e sempre precedenza assoluta, siano da considerarsi leciti oppure no.Ebbene a tale scopo è utile citare la normativa vigente in fatto di formazione del lavoratore ed in particolare i seguenti articoli/leggi/decreti:dlgs. 368 Art. 7. Formazione 1. Il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato dovra' ricevere una formazione sufficiente
la qualificazione, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilita' occupazionale… Art 35 Cost.: la Repubblica cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori…d.lgs n. 165/2001 art 1: riconosce espressamente che la disciplina del rapporto di lavoro pubblico deve “realizzare” la migliore utilizzazione delle risorse umane
CCNL vigente del comparto scuola: Il docente in servizio ha diritto alla formazione e vi accede di diritto, gratuitamente e le ore dedicate a tale attività sono considerate orario di servizio. Pertanto esse come tali devono essere retribuite, così come devono essere rimborsate anche eventuali spese di viaggio previste per spostarsi presso le sedi dove tale formazione è impartita.Premesso che a fronte della chiusura dei concorsi a partire dal 1999, fra l'altro in aperta violazione della L. 124/99 che aveva previsto che proprio a partire da quella data fossero banditi con cadenza triennale, e l'istituzione di corsi abilitanti a pagamento e numero chiuso, il cui allestimento era in aperto contrasto del principio di uguaglianza, dei diritti degli studenti lavoratori e di numerosi decreti e leggi, nonché la chiusura definitiva degli stessi avvenuta nel 2007, e quindi la mancanza di qualsiasi canale abilitante da almeno quattro anni a questa parte in Italia, non è sbagliato affermare che se non preclusa del tutto, per questi lavoratori l'accesso alla formazione è stata almeno nell'ultimo decennio subordinata al superamento di un vero e proprio percorso ostacoli e quindi tutt'altro che libera e gratuita... Va poi evidenziato come i riferimenti normativi sopracitati non solo dimostrano come il diritto alla
quanto è stabilito che deve essere il datore di lavoro e le Pubbliche Amministrazioni a dover "curare la formazione del lavoratore" e non il contrario... detto altrimenti, non dovevano essere i precari di III fascia, ma il MIIUR a doversi assumere la responsabilità della loro formazione.Se tale obiettivo non è stato quindi perseguito e raggiunto non si possono che trarre le seguenti conclusioni ed ipotesi:ciò può essere giustificato con il fatto che in realtà il MIUR ritenesse tali lavoratori adeguatamente formati e preparati, e quindi formalmente abilitati alla professione. Ciò è oltretutto confermato dalla indiscussa idoneità alla professione di questi docenti e dalla definizione che ne da il DM 56/09 secondo il quale essi sono "possessori di titoli validi all'insegnamento";In ogni caso, anche qualora le competenze professionali dei precari di III fascia risultassero inadeguate, non è giusto ed è illecito che il lavoratore ne paghi le conseguenze fra l'altro salatissime che l'etichetta "non abilitato" ha portato e continua a comportare per questi docenti, fra cui l'esclusione dalle Graduatorie ad Esaurimento e l'impossibilità di essere stabilizzati;è evidente come il datore, ossia il MIUR, sia in grado di porre in qualsiasi momento rimedio ad una simile eventualità allestendo percorsi ad hoc per l'acquisizione delle competenze che ritiene necessarie essi debbano acquisire ai sensi di quanto stabilito al capo VI del vigente ccnl (ossia percorsi aperti, senza sbarramento, gratuiti ecc...);se davvero i precari di III fascia non fossero stati abilitati alla professione e quindi risultassero non idonei all'insegnamento (cosa che fra l'altro non è), al fine di prevenire rischi per gli studenti che si trovavano ad avere a che fare con docenti impreparati ed inadeguati (dlgs 368/01 art 7), sarebbe stato compito del MIUR e non del lavoratore prevenire tali rischi provvedendo alla formazione degli stessi; esistono precari di III fascia con oltre vent'anni di esperienza… risulta chiaro che se essi non hanno ricevuto altra formazione oltre quella di cui erano già in possesso, questo accadeva perché da un punto di vista logico il MIUR li riteneva nei fatti già abilitati;ciò è una evidente conferma dell'ipocrisia e volontà da parte del Governo di mantenere tali lavoratori relegati nella III fascia delle Graduatorie d'Istituto, in quanto in tal modo sono “pacificamente sfruttabili”, con la scusa e che non sono abilitati ed evitare così di dover rispettare anche i diritti fondamentali e minimi di cui dovrebbero godere, liquidando qualsiasi loro pretesa e richiesta con l'agghiacciante risposta che in quanto non abilitati essi debbono considerarsi fortunati se comunque sono riusciti a stipulare contratti ed ottenere un impiego seppur a tempo determinato.In altre parole, ciò che Adida vorrebbe comunicare, è che se per anni, anzi decenni, questi docenti sono stati regolarmente assunti su cattedre annuali e supplenze, senza che si pretendesse da loro una "nuova formazione" in realtà ciò avveniva perché vi era la consapevolezza da parte del MIUR e del Governo che essi erano se non sulla carta, nei fatti abilitati ed idonei all'insegnamento. Anche qualora tutto questo non corrispondesse a verità, data l'esigenza da parte del Governo di utilizzare anche nel futuro tale personale (in quanto le scuole non ne possono fare a meno), allora in tal caso è opportuno che il MIUR organizzi quanto prima corsi abilitanti conformi a quanto previsto dalla trattazione collettiva Nazionale, cioè da quanto stabilito al capo
Questo è quanto non solo Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare) chiede, ma ritiene spetti di diritto a tutti i precari inseriti nella III fascia delle graduatorie d'Istituto.Francesca Bertolini (Vicecoordinatrice nazionale Adida)www.associazioneadida.it
Inviato in data 26/ago/2013 11:10 da Francesca Bertolini
Graduatorie d'Istituto Trentine: Richiesta di abolizione delle fasce e di Audizione presso gli organi amministrativi provinciali
L'associazione Adida chiede all'amministrazione della Provincia autonoma di Trento l'abolizione della divisione in Fasce delle Graduatorie d'Istituto ed una pubblica Audizione presso gli Organi Amministrativi Provinciali. L'associazione invita inoltre i suoi aderenti (tutti) alla divulgazione del documento in questione ed in particolare all'invio del medesimo agli esponenti politici e rappresentanti della Provincia Autonoma di Trento mediante email, fax e raccomandata (in questi ultimi due casi si prega di utilizzare il documento PDF liberamente scaricabile).
Scarica file PDF - Scarica Documento WordApprofondimenti: III fascia abilitata all'insegnamento - Diploma Magistrale AbilitantePubblicazione sul sito di Orizzonte Scuola
Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare) Vicolo Vaschetto, 7 12035 Racconigi (CN) Registrazione ufficio entrate del 27 novembre 2009 Codice Fiscale 95021260047 Email: italian.mida@gmail.com – sito web: www.associazioneadida.itCell.: 328-6238769 (Barbara Borriero Coord. Nazionale Adida)Cell.: 348-4804119 (Francesca Bertolini Vice Coord. Nazionale Adida)Cell.: 339-6853666 (Valeria Bruccola – Membro del direttivo Nazionale Adida) Alla
C.A. del Presidente della Provincia Autonoma di Trento
C.A. della Giunta provinciale della Provincia Autonoma di Trento
C.A. del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento OGGETTO: Deliberazione n.
728 del 15 aprile 2011, prot. n. S136/2011/10-4.1 per l’Aggiornamento delle
Graduatorie d’Istituto del personale docente – richiesta di audizione.
Con la presente ADIDA –
Associazione Docenti Invisibili da Abilitare – intende portare a conoscenza di
Codesta Amministrazione che è sua intenzione impugnare, ai sensi e per gli
effetti delle normative dell’Unione Europea e della loro attuazione
nell’Ordinamento italiano, la Deliberazione n. 728 del 15 aprile 2011, prot. n.
S136/2011/10-4.1 ("Termini e modalità per la presentazione delle domande
ai fini della formazione delle graduatorie d'istituto del personale docente e
ulteriori direttive applicative (comma 6, articolo 7, decreto del presidente
della provincia 28 dicembre 2006, n. 27-80/Leg.)") laddove essa prevede,
all’art. 2, la collocazione in III fascia di Istituto del personale docente in
possesso di titolo di accesso all’insegnamento conseguito nel territorio dello
Stato italiano. E’, infatti, opinione di
ADIDA, come di seguito dimostrato, che i titoli di studio italiani che danno
accesso all’insegnamento siano da ritenersi a tutti gli effetti di legge
“qualifiche professionali” rispondenti alle definizioni della normativa
dell’Unione Europea da valutarsi al pari
delle stesse conseguite in altri Stati membri e quindi da collocarsi, senza
distinzione, nella II fascia delle citate graduatorie. Va inoltre evidenziato
che la suddivisione in 3 fasce di tali graduatorie risulta manifestatamente
infondata, nonché lesiva del principio di uguaglianza (art. 3 Cost.) e del
principio di ragionevolezza nonché del buon andamento dei pubblici uffici (art. 97 Cost.).
Premesso, infatti, che la
professione di insegnante in Italia è una “professione regolamentata”, in
relazione ad essa trova piena e completa applicazione la Direttiva 2005/36/CE delle Comunità Europee che norma e regola il
sistema generale delle professioni regolamentate nell’ambito dell’Unione
Europea, e dei titoli di accesso alle stesse, e quindi anche dell’Italia in
quanto Stato membro.
Tale Direttiva è stata
recepita ed attuata in Italia mediante il Decreto Legislativo 6 novembre 2007,
n. 206 ed è divenuta, pertanto, Legge dello Stato e come tale deve intendersi
Fonte di Diritto di livello superiore a qualunque Decreto Ministeriale, anche
successivo, nonché di ogni previgente
normativa avente valore di Legge.
Pertanto, in applicazione di
quanto previsto dalla Direttiva 2005/36/CE e dal Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206,
art. 4, in relazione alla professione di docente, è parere di ADIDA che sono da
ritenersi valide esclusivamente le definizioni contenute in tali Fonti,
le quali, ove applicabili, sostituiscono ed abrogano ogni altra definizione e/o
classificazione introdotta dall'Ordinamento Nazionale.
In particolare ed in
dettaglio: a) Definizione di professione regolamentata:Direttiva 2005/36/CE:attività, o insieme di attività professionali, l'accesso alle quali e il cui esercizio, o una delle cui modalità di esercizio, sono subordinati direttamente o indirettamente, in forza di norme legislative, regolamentari o amministrative, al possesso di determinate qualifiche professionali (omissis);Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206, art. 4:l'attività, o l'insieme delle attività, il cui esercizio e' consentito solo a seguito di iscrizione in Ordini o Collegi o in albi, registri ed elenchi tenuti da amministrazioni o enti pubblici, se la iscrizione e' subordinata al possesso di qualifiche professionali o all'accertamento delle specifiche professionalità;i rapporti di lavoro subordinato, se l'accesso ai medesimi e' subordinato, da disposizioni legislative o regolamentari, al possesso di qualifiche professionali;l'attività esercitata con l'impiego di un titolo professionale il cui uso e' riservato a chi possiede una qualifica professionale;le attività attinenti al settore sanitario nei casi in cui il possesso di una qualifica professionale e' condizione determinante ai fini della retribuzione delle relative prestazioni o della ammissione al rimborso;le professioni esercitate dai membri di un'associazione o di un organismo di cui all'AllegatoEscludendo i casi 1,4 e 5 che non sono applicabili alla professione docente, è evidente che tale professione è da intendersi o rapporto di lavoro subordinato il cui esercizio è vincolato al possesso di qualifiche professionali, o, in via più generale, attività esercitata con l’impiego di un titolo professionale.b) Definizione di qualifiche professionali: Direttiva 2005/36/CE:le qualifiche attestate da un titolo di formazione, un attestato di competenza - di cui all'articolo 11, lettera a), punto i) - e/o un'esperienza professionale; Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206, art. 4: le qualifiche attestate da un titolo di formazione, un attestato di competenza di cui all'articolo 19, comma 1, lettera a), numero 1), o un'esperienza professionale (omissis);c) Definizione di titolo di formazione:Direttiva 2005/36/CE: diplomi, certificati e altri titoli rilasciati da un'autorità di uno Stato membro designata ai sensi delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative di tale Stato membro e che sanciscono una formazione professionale acquisita in maniera preponderante nella Comunità. Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206, art. 4: diplomi, certificati e altri titoli rilasciati da un'università o da altro organismo abilitato secondo particolari discipline che certificano il possesso di una formazione professionale acquisita in maniera prevalente sul territorio della Comunità.d) Definizione: formazione regolamentata: Direttiva 2005/36/CE: qualsiasi formazione specificamente orientata all'esercizio di una professione determinata e consistente in un ciclo di studi completato, eventualmente, da una formazione professionale, un tirocinio professionale o una pratica professionale.Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206, art. 4: la formazione che porta al conseguimento degli attestati o qualifiche conseguiti ai sensi della legge 21 dicembre 1978, n. 845 e della legge 28 febbraio 1987, n. 56, nonche' qualsiasi formazione che, secondo le prescrizioni vigenti, e' specificamente orientata all'esercizio di una determinata professione e consiste in un ciclo di studi completato, eventualmente, da una formazione professionale, un tirocinio professionale o una pratica professionale, secondo modalità stabilite dalla legge; Premesso, quindi: che la Direttiva 2005/36/CE ed il relativo Decreto di attuazione impongono il possesso di idonea “qualifica professionale” al fine dell’esercizio di una professione regolamentata, quale quella di docente nel sistema scolastico pubblico italiano, e tale requisito è condizione necessaria ed al tempo stesso sufficiente all’esercizio della stessa ed in assenza del quale la professione non può essere lecitamente svolta; che i titoli conseguiti in Italia in quanto Stato membro dell’Unione Europea rientrano nella definizione di “titolo di formazione” e quindi di “qualifica professionale” utile all’esercizio della “professione regolamentata”; che i termini di “abilitazione” e/o “idoneità” non rientrano tra le definizioni adottate dalla citata Direttiva o del relativo Decreto di attuazione e debbano quindi ritenersi sostituiti dalla più generale definizione di “qualifica professionale” adottata dalla normativa dell’Unione Europea; che le procedure concorsuali definite “abilitanti”, o nel caso della scuola primaria, finalizzate alla definizione di una graduatoria di merito di durata specifica, dallo Stato italiano, non rientrano nelle definizioni di “qualifica professionale” adottate dalla citata Direttiva 2005/36/CE poiché non rappresentano, ai sensi della stessa, una “formazione regolamentata” ma una mera procedura amministrativa appartenente all’ambito di una modalità di reclutamento non più attuata dallo Stato italiano, posto che il diritto all’esercizio della professione avviene non in virtù di tali procedure, ma in virtù di idoneo titolo di accesso conseguito, il cui preventivo possesso, peraltro, era definito conditio sine qua non alla partecipazione alla procedura concorsuale stessa;che lo Stato italiano, mediante il DM 30 gennaio 1998
n. 39 e sue successive modificazioni, ha definito l’elenco dei titoli di studio
conseguiti in Italia validi per l’esercizio della professione di docente nelle
rispettive classi di concorso; dell’istruzione secondaria di I e II grado,
attribuendo ad essi, in aggiunta del valore accademico, il valore di titolo di
accesso all’esercizio della professione di docente e quindi, in applicazione
della norma comunitaria, di titolo idoneo all’esercizio della professione regolamentata,
ovvero di “qualifica professionale”. A tale scopo è utile precisare che ai
sensi del DM 56/09 che ha sancito l’ultima riapertura a livello nazionale delle
Graduatorie di Circolo e d’istituto i docenti in possesso di tali titoli sono
definiti quali “possessori di titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento richiesto”.che in
Italia, secondo la normativa vigente, per esercitare la professione di docente
non è necessario avere l’abilitazione, ma possedere un titolo di studio (diplomi o lauree) idoneo per l’accesso ad una determinata
classe di concorso (lettere, matematica, lingue ecc.), unitamente a tutti
gli specifici requisiti curriculari fissati dal MIUR, che da alcuni anni
richiede agli aspiranti docenti di orientare il proprio piano di studi in
prospettiva dell’insegnamento. Chi non è in possesso dei requisiti previsti
dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari, e segnatamente dal DM
30 gennaio 1998, integrato dai successivi D.M. 9 febbraio 2005, n. 22, dal D.M.
26 luglio 2007 e dal D.M. 28 maggio 2009, n. 56, non può accedere ad alcuna
graduatoria e, conseguentemente, non può esercitare la professione di docente. che il
Regio Decreto 6 Maggio 1923, n. 1054 art. 53, il DL 16 Aprile 1994, n. 297 art
197, il Decreto del Presidente della Repubblica 23
luglio 1998, n. 323 art. 15 co. 7, definiscono la finalità
dell’istruzione magistrale nonché il valore abilitante permanente dei titoli
rilasciati dagli Istituti Magistrali iniziati entro l’anno scolastico 1997-98
all’esercizio della professione di docente nella scuola primaria anche in virtù
dei programmi ministeriali di tale corso di studi che ne esplicita la
formazione professionalizzante, e siano
pertanto da considerarsi a tutti gli effetti titoli di “qualifica professionale”; che i medesimi titoli di cui al precedente punto 7)
unitamente al Diploma di Scuola Magistrale sono ritenuti titoli validi per
l’esercizio della professione di docente di scuola dell’infanzia costituendo
titoli di “qualifica professionale” per tale ordine di scuola; che ai
possessori dei titoli di cui ai punti 5), 6), 7) e 8) lo Stato italiano
riconosce, in fase di stipula di leciti contratti di lavoro subordinato, la
formale qualifica di “insegnante” ritenuto idoneo allo svolgimento della professione ed in possesso di
titolo valido all’esercizio della stessa, esplicitando, inoltre, in
conformità al CCNL di categoria, che il
mancato possesso di idoneo titolo o dell’idoneità professionale è causa di
risoluzione dei contratti stessi;che ai dirigenti alle dipendenze della Pubblica
Amministrazione, e quindi ai Dirigenti scolastici, ai Dirigenti degli uffici
scolastici provinciali è fatto divieto dell’assunzione di personale non idoneo,
in quanto ciò costituirebbe una sostanziale violazione dell’art. 97 della
Costituzione ove viene sancito il buon andamento delle Pubbliche
Amministrazioni;che al personale docente in possesso di tali titoli
sono affidate tutte le ordinarie mansioni proprie della funzione docente svolta
in piena autonomia, quali, a solo titolo d’esempio chiarificatore: la
progettazione e programmazione dell’attività didattica, la valutazione
dell’apprendimento, l’accertamento e certificazione delle competenze acquisite,
nonché la responsabilità nei confronti degli alunni/studenti affidati e la
partecipazione a pieno titolo agli Organi Collegiali delle Istituzioni in cui
svolgono servizio;che il personale assunto in virtù del possesso dei
citati titoli può compiere, nell’esercizio del suo servizio, ogni atto avente
valore legale finalizzato alla valutazione degli alunni/studenti, ivi compresa
l’eventuale partecipazione in qualità di commissario alle sessioni d’esame di
Stato conclusive dei corsi di studio, contribuendo a determinare,
nell’esercizio della propria autonomia di valutazione, e di concerto con i
colleghi assunti sia a tempo determinato che indeterminato, gli esiti finali
intermedi (annuali) e/o del corso di studi dei singoli allievi, ovvero il
rilascio o meno del titolo di studio agli stessi;che, in
virtù di quanto sopra esposto, gli eventuali titoli conseguiti in aggiunta al
titolo di accesso alla professione, finora definiti “abilitanti” o di “idoneità” dallo Stato italiano
debbano invece ritenersi quali titoli culturali finalizzati al conseguimento di
una specializzazione o di aggiornamento professionale e non vincolanti ai fini
dell’esercizio della stessa;che la chiusura nel 2007
delle scuole di specializzazione all’insegnamento (S.S.I.S.) e la mancata
indizione di concorsi (l’ultimo risale al lontano 1999 e nonostante la legge 124/1999 ne avesse previsto l’indizione con
cadenza triennale da allora non ve ne sono più stati) ha determinato
l’oggettiva impossibilità per i soggetti possessori di titoli validi
all’insegnamento conseguiti nel territorio dello Stato Italiano di cui ai punti
5), 6), 7) e 8) di conseguire i titoli di cui al punto 13) considerati validi
per l’accesso alle graduatorie provinciali ad esaurimento, nonché alla prima e seconda
fascia delle Graduatorie d’Istituto;che anche quando i corsi
di specializzazione post secondaria (S.S.I.S, Cobaslid, Didattica della Musica)
erano attivi, gli obblighi di frequenza, gli alti costi (violazione DPR 306/97), l’anomala gestione territoriale non solo erano in aperta violazione
con i diritti degli studenti lavoratori (violazione art. 11, c. 2 della Legge 19 Novembre
1990 n. 341, Decreto 3 novembre 1999, n.509), ma
contrastavano palesemente con il principio di uguaglianza. Tutto ciò è stato
confermato dalla Sentenza del Tar Lazio n°7121/2002, dalla sentenza del
Consiglio di Stato n°2002/08252, nonché dalla Circolare Ministeriale 14 giugno
2002, n. 69. L’istituzione del numero chiuso inoltre era in aperta
contraddizione con quanto sancito dal vigente Contratto Collettivo Nazionale
del Comparto Scuola sottoscritto dal Miur e dai sindacati. Veniva infatti
ribadito al Capo VI che i docenti in servizio accedevano direttamente alla
formazione e che le ore dedicate a tale attività dovevano essere valutate come
servizio e pertanto retribuite.che l’art.
51 comma 1 sancisce il principio di accesso ai Pubblici uffici in condizioni di
uguaglianza, ma alla luce di quanto riportato al punto 14) risulta
evidente oltre ogni ragionevole dubbio che l’acquisizione dei titoli di cui al punto
13) sia avvenuta in condizioni di disuguaglianza e disparità. Sulla base di
tali considerazioni, non è pertanto accettabile discriminare i docenti che
siano sprovvisti di tali titoli, relegandoli nella III fascia delle graduatorie
d’Istituto.che ai possessori dei titoli di specializzazione di
cui al punto 13) lo Stato italiano riconosce un già ampio compenso nella forma
di punti addizionali in graduatoria in ragione della loro frequenza;Premesso quanto sopra, è evidente che non sussistano validi fondamenti giuridici che giustifichino l’inclusione in graduatorie diverse tra i vari titoli che consentono l’accesso all’insegnamento siano essi conseguiti in Italia e/o in altri Stati membri dell’Unione Europea. Il legislatore, infatti, sulla base di criteri meritocratici, può riservarsi di disporre un’equa valutazione di eventuali corsi di specializzazione o aggiornamento aggiunti al titolo di accesso, mediante l’assegnazione di punteggi proporzionali alla durata e livello degli stessi, ma non può operare alcuna discriminazione relegando i possessori di valide qualifiche professionali in graduatorie poste in subordine ad altre. In ragione di quanto sopra esposto, ed in virtù della corretta applicazione del Diritto dell’Unione Europea applicato all’Ordinamento italiano ed alla normativa della Provincia Autonoma di Trento, ADIDA, INVITA Codesta Amministrazione, nell’ambito della sua Autonomia, ed in virtù della facoltà che la Provincia Autonoma di Trento ha di attuare con proprie norme la citata Direttiva 2005/36/CE, anche laddove lo Stato italiano non provveda a farlo, a rivedere l’impianto della citata Deliberazione n. 728 del 15 aprile 2011, prot. n. S136/2011/10-4, riconducendo le definizioni nella stessa a quelle esplicitate dalla normativa comunitaria, e, di conseguenza, riassumendo in un’unica fascia e graduatoria tutti i possessori di titoli validi all’esercizio della professione docente, eventualmente predisponendo un’equa valutazione per gli eventuali titoli culturali di specializzazione e/o aggiornamento conseguiti in aggiunta al titolo di accesso alla professione, proporzionale alla durata ed al livello degli stessi. In mancanza di accoglimento della presente istanza, ADIDA si troverà costretta ad impugnare per violazione del Diritto Comunitario sia presso l’Autorità Giudiziaria Amministrativa italiana che presso le competenti Autorità dell’Unione Europea la citata Deliberazione n. 728 del 15 aprile 2011, prot. n. S136/2011/10-4, in particolare chiedendo alla Commissione Europea l’avvio di una Procedura di Infrazione nei confronti della Provincia Autonoma di Trento e, mediante l’azione del Giudice nazionale, il parere vincolante della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. L’associazione chiede inoltre urgentemente un incontro/audizione per discutere della delicata e complessa questione del precariato di III fascia tra i rappresentanti dell’Associazione e gli esponenti della Giunta e del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. Francesca Bertolini (Responsabile Legale e vice Coord. Naz. Adida)
Inviato in data 20/giu/2011 05:18 da Francesca Bertolini
Circolare Ministeriale n. 20 Prot. 1438 del 16 Febbraio 2007
19 Giugno 2011La circolare fornisce una prova definitiva dell'idoneità all'insegnamento dei precari non abilitati di III fascia definendoli senza mezzi termini di specifica idoneità all'insegnamento. Si ricorda che ai sensi del DM 27/07 è ritenuto titolo abilitante di accesso alle Graduatorie ad esaurimento il superamento di un esame anche ai soli fini di Idoneità. A tale scopo è inoltre utile ricordare che ai sensi dell'art. 33 della Costituzione è prescritto un esame di Stato per la ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Detto altrimenti gli esami sostenuti al termine dei corsi di Diploma e di Laurea debbono essere considerati "Esame di Stato". Poiché ai sensi del DM 56/09 i precari di III fascia sono considerati possessori di titoli idonei all'insegnamento, va da se che tali titoli debbano considerarsi abilitanti allo svolgimento della professione.Visualizza la Circolare Ministeriale 20/07Visualizza il video che spiega perché chi è idoneo è anche abilitato all'accesso in GAEOggetto: Formazione delle commissioni degli esami di Stato
conclusivi dei corsi di studio d’istruzione secondaria superiore
Premesso che con il D.M. n. 6 in data 17 Gennaio 2007 si recano le modalità
e i termini per l’affidamento delle materie oggetto degli esami di Stato ai
commissari esterni e i criteri e le modalità di nomina, designazione e
sostituzione dei componenti delle commissioni degli esami di Stato conclusivi
dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, con la presente
circolare si forniscono precisazioni, indicazioni, istruzioni e chiarimenti sui
seguenti profili della delicata materia:
¾ formazione delle commissioni, con particolare
riguardo all’abbinamento delle classi e alla designazione dei commissari
interni, ecc.;¾ partecipazione alle commissioni del personale
avente titolo.;¾ adempimenti richiesti ai Dirigenti Scolastici ed
agli Uffici Scolastici periferici.;¾ criteri di nomina dei presidenti e dei commissari
Gli allegati costituiscono parte integrante della presente circolare. Alla lettera B del punto 2.2 – PERSONALE CHE HA LA FACOLTA’ DI
PRESENTARE LA SCHEDA (pagina 15) si
trova scritto: Hanno la facoltà di presentare la scheda come commissari
¾ i docenti che, negli ultimi tre anni, con rapporto
di lavoro a tempo determinato sino al termine dell’anno scolastico o sino al
termine delle attività didattiche, abbiano prestato effettivo servizio almeno
per un anno in istituti statali di istruzione secondaria superiore e siano in
possesso di abilitazione o idoneità all’insegnamento di materie comprese nelle
classi di concorso afferenti ai programmi di insegnamento dell’ultimo anno dei
corsi della scuola secondaria superiore e che siano nelle condizioni di cui
all’articolo 6, lettera e) del D.M. 17.01.2007, n. 6
Nell’allegato 7 – PRIORITA’ AI FINI
DELLA NOMINA DEI COMMISSARI, si legge:Punto 7 si legge: “Docente con rapporto di
lavoro a tempo determinato fino al termine dell’anno scolastico, di istituto
statale di istruzione secondaria superiore, non fornito di abilitazione che insegna in classi terminali”. Il codice dello stato giuridico da
contrassegnare sul modulo ES-1 è H, cioè: Docente con rapporto di lavoro a
tempo determinato fino al termine dell’anno scolastico di istituto statale
d’istruzione secondaria superiore.Punto 8: “Docente con rapporto di lavoro a tempo determinato fino al
termine dell’anno scolastico, di istituto statale di istruzione secondaria
superiore, non fornito di abilitazione
che insegna in classi non terminali”.
Il codice dello stato giuridico da contrassegnare sul modulo ES-1 è H, cioè:
Docente con rapporto di lavoro a tempo determinato fino al termine dell’anno
scolastico di istituto statale d’istruzione secondaria superiore.Punto 9: “Docente con rapporto di lavoro a tempo determinato fino al
termine delle attività didattiche, di istituto statale di istruzione secondaria
che insegna in classi terminali”. Il
codice dello stato giuridico da contrassegnare sul modulo ES-1 è I, cioè:
Docente con rapporto di lavoro a tempo determinato fino al termine delle
attività didattiche di istituto statale d’istruzione secondaria superiore.Punto 10: “Docente con rapporto di lavoro a tempo determinato fino al
Il codice dello stato giuridico da contrassegnare sul modulo ES-1 è I, cioè:
attività didattiche di istituto statale d’istruzione secondaria superiore.
Conclusione: In base a quanto scritto a pagina 15, solamente
gli abilitati o gli idonei all’insegnamento possono
presentare domanda per la nomina da commissari esterni. Ma dall’allegato 7
nella priorità ai fini della nomina da commissari trovano spazio i docenti che non
sono abilitati e che per logica deduzione devono quindi essere in possesso di specifica idoneità all'insegnamento. Considerato che sono migliaia i precari non abilitati che hanno svolto funzione di commissario esterno, nel caso tale interpretazione risultasse errata allora verrebbero invalidati tutti i diplomi di coloro che si sono ritrovati in commissione un docente non abilitato.
Questo dimostra ulteriormente ciò che ADIDA
afferma da diverso tempo e cioè:
¾ Per la direttiva europea 36/2005 sono abilitati coloro che hanno un titolo valido allo
svolgimento della professione.¾ Per il D.M.
56/2009, che ha istituito l’ultimo aggiornamento/apertura delle Graduatorie
di Istituto, i “precari non abilitati” hanno titoli idonei all’insegnamento.
Inoltre secondo il D.M. 27/2007,
che ha fissato i criteri di accesso alle Graduatorie ad Esaurimento cioè degli
abilitati, costituisce titolo abilitante di accesso alle graduatorie degli
abilitati “il superamento di un esame […] anche ai fini di sola idoneità”.
Quindi ne consegue che chi è idoneo a seguito di un esame (di laurea) è anche abilitato all’accesso nelle Graduatorie ad
Esaurimento. Inviato in data 19/giu/2011 06:31 da Francesca Bertolini
Pubblicità Regresso Adida (Parte III): I precari non abilitati ma abilitati!
Questo video contiene informazioni IMPORTANTISSIME, si prega ognuno di visualizzarlo con l'attenzione e la calma dovuta. Qui sotto riportiamo inoltre il testo e una breve nota dedicata ai ricorrenti avverso lo Schema di Decreto sulla Formazione Iniziale Docenti.
Discuti della questione sul Forum
I precari non abilitati ma abilitati... from francesca bertolini on Vimeo.
ricorso promosso da Adida avverso il Decreto sulla Formazione dei Docenti. In
Avviso ai ricorrenti Adida TFA: Si fa sapere che Adida, tenuto conto di quanto sopra riportato, ha chiesto nel ricorso avverso lo Schema di Decreto sulla Formazione Iniziale Docenti formale riconoscimento dell'abilitazione per TUTTI i ricorrenti, fossero essi in possesso di tre anni di servizio o semplici neolaureati. Ci scusiamo di aver tenuto nascosta tale informazione per alcuni mesi, ma cio' è stato necessario in quanto, probabilmente, se il Ministero fosse stato al corrente delle nostre intuizioni, avrebbe emanato una circolare per impedire ai Dirigenti scolastici, rappresentanti e portavoce a tutti gli effetti del Ministro, di ribadire l’idoneità all’insegnamento dei docenti di III fascia, anche sottoscrivendo le attestazioni di idoneità appositamente preparate da Adida. Riteniamo che di fronte a simili attestazioni, per altro conformi alle stesse dichiarazioni già contenute nei contratti sottoscritti dai precari di III fascia, molto difficilmente il Ministero riuscirà a sostenere e dimostrare tesi contrarie alla nostra.
Inviato in data 19/giu/2011 03:30 da Francesca Bertolini
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