Source: https://www.studiopavoni.it/approfondimenti/determinazione-degli-acconti-irpef-ires-irap-iva-2099.html
Timestamp: 2017-06-26 22:20:14+00:00
Document Index: 135411492

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 59', 'art. 34', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 118', 'art. 168', 'art. 34', 'art. 49', 'art. 1', 'art. 1']

DETERMINAZIONE degli ACCONTI: IRPEF, IRES, IRAP, IVA
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21 nov DETERMINAZIONE degli ACCONTI: IRPEF – IRES – IRAP– IVA
0 Likes	Share	Di seguito vengono riepilogate le regole per la determinazione degli acconti delle varie imposte dirette.
Pertanto, l’acconto relativo al periodo d’imposta in corso al 31.12.2014 è dovuto, se calcolato con il metodo storico, nelle seguenti percentuali:
IRPEF – persone fisiche e le società o associazioni
100% del totale imposta dovuta per l’anno 2013 (sempreché tale importo sia superiore a 51,65 euro) per le persone fisiche e le società o associazioni di cui all’art. 5, D.P.R. 917/1986;
IRES – SRL / SPA
101,5% del totale imposta dovuta (sempreché tale importo sia superiore a 20,66 euro) per gli altri soggetti diversi da quelli di cui al punto precedente (ad esclusione dei soggetti che determinano la base imponibile ai sensi dell’art. 10-bis, co. 1, D.Lgs. 446/1997).
Per individuare il totale imposta, base di commisurazione dell’acconto calcolato con il metodo storico, si deve fare riferimento al Rigo IR21.
il primo acconto pari al 40%, entro lo stesso termine per il versamento dell’imposta a saldo del periodo oggetto della presente dichiarazione;
per il 2014 entro il 16.6.2014 ovvero entro il 16.7.2014 con maggiorazione 0,40%.
per il 2015 entro il 16.6.2015 ovvero entro il 16.7.2015 con maggiorazione 0,40%.
ovvero a rate
il secondo acconto, pari al residuo 60%,
per il 2014 entro il 01.12.2014
per il 2015 entro il 30.11.2015.
entro il 1.12.2014 (in quanto il 30.11.2014 è domenica) ovvero per i soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle società o associazioni di cui all’art. 5, D.P.R. 917/1986 entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese del periodo di imposta. L’art. 2, D.L. 24.4.2014, n. 66 (non ancora convertito in legge) prevede l’annunciato taglio dell’Irap, con effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2013 (2014 per i soggetti «solari»).
Pertanto, generalmente, il beneficio finanziario si avrà nel 2015, salvo per coloro che vorranno applicare il metodo previsionale. Questi ultimi dovranno, però, utilizzare un’aliquota intermedia tra quella «vecchia» (es. 3,9% per le impresa commerciali) e quella «nuova» (3,5%). Così, un’impresa (diversa da banche, assicurazioni, agricoltori, concessionari di servizi pubblici) calcolerà la base imponibile previsionale e determinerà l’acconto su di essa, dovuto nella misura del 100% (o del 101,5% se soggetto Ires) applicando l’aliquota intermedia del 3,75%.
In alternativa al calcolo basato sulle imposte dell’anno precedente, nell’ipotesi in cui il contribuente fondatamente preveda una diminuzione dei redditi per l’anno 2014 rispetto a quelli conseguiti nel 2013, può procedere al calcolo dell’acconto basandosi sulle imposte che prevede siano dovute per l’anno 2014. L’applicazione del metodo previsionale deve essere effettuata con attenzione; infatti se, a posteriori, sulla base di quello che sarà il reddito definitivo per il 2014, dovesse risultare un versamento di acconto inferiore alle suddette percentuali, si renderà applicabile una sanzione pari al 30% dell’importo non versato.
Rigo di riferimento
e misura dell’acconto
Irpef Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto Irpef per l’anno 2014 occorre controllare l’importo indicato nel rigo RN33 «differenza».Se questo importo:
a) non supera 51,65 euro, non è dovuto acconto;
b) supera 51,65 euro, è dovuto acconto nella misura del 100% del suo ammontare.
Atteso che tutti gli importi indicati in dichiarazione sono espressi in unità di euro, l’acconto risulta dovuto qualora l’importo del rigo RN33 risulti pari o superiore ad euro 52.
a) in unica soluzione entro il 11.2014 se l’importo dovuto è inferiore ad 257,52 euro;
b) in due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad 257,52 euro, di cui:
– la prima, nella misura del 40%, entro il 16.6.2014 ovvero entro il 16.7.2014 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
– la seconda, nella restante misura del 60%, entro il 30.11.2014.
Da quest’anno nel Modello Unico va riportato, se dovuto, l’ammontare dell’acconto Irpef per l’anno 2014 (rigo RN61).
Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto relativo alla cedolare secca per l’anno 2014 occorre controllare l’importo indicato nel rigo RB11, colonna 3, «Totale imposta cedolare secca». Se questo importo:
a) non supera euro 51,65, non è dovuto acconto;
b) supera euro 51,65, è dovuto acconto nella misura del 95% del suo ammontare.
Da quest’anno nel Modello Unico va riportato, se dovuto, l’ammontare dell’acconto relativo alla cedolare secca per l’anno 2014.Se il contribuente prevede una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione, può determinare gli acconti da versare sulla base di tale minore imposta. In tal caso gli importi da indicare nel rigo RB12 devono essere comunque quelli determinati utilizzando le istruzioni sopra fornite e non i minori importi versati o che si intendono versare.
all’irpef
Per determinare l’acconto per l’addizionale comunale all’Irpef per il 2014 occorre effettuare le seguenti operazioni:
a) applicare al reddito imponibile relativo all’anno di imposta 2013 (rigo RV17 col. 2) l’aliquota deliberata dal Comune nel quale il contribuente ha la residenza alla data del 1° gennaio 2014;
b) calcolare il 30% dell’importo così determinato (acconto per il 2014);
c) detrarre dal risultato ottenuto l’acconto per l’addizionale comunale 2014 trattenuto dal datore di lavoro (rigo RC10, col. 5).
L’aliquota da applicare è quella deliberata per l’anno 2014, qualora la pubblicazione della delibera sia avvenuta entro il 20.12.2013 ovvero quella vigente per l’anno di imposta 2013 nel caso di pubblicazione successiva a tale data.
Se il contribuente prevede (ad esempio, per effetto di oneri deducibili sostenuti nel 2014 o di minori redditi percepiti nello stesso anno) una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione, può versare un acconto per il 2014 di importo inferiore a quello determinato con riferimento al reddito imponibile della presente dichiarazione. In tal caso l’importo da indicare nella colonna 7 di questo rigo deve essere quello determinato utilizzando le istruzioni che seguono e non il minore importo versato o che si intende versare.
Prima della determinazione dell’acconto dovuto per l’addizionale comunale 2014, occorre tener conto dell’eventuale soglia di esenzione deliberata dal Comune e rilevabile dalla tabella del Dipartimento delle Finanze cui si rinvia dal sito internet www.agenziaentrate.gov.it.Se l’importo di colonna 2 del rigo RV17 è minore o uguale all’importo indicato come soglia di esenzione nella citata tabella, l’acconto per l’addizionale comunale 2014 non è dovuto e la colonna 2 di questo rigo non va compilata; se invece, l’importo di colonna 2 è maggiore della soglia di esenzione, è dovuto l’acconto per l’addizionale comunale 2014 e l’aliquota indicata nella colonna 3 di questo rigo va applicata sull’intero importo di colonna 2.
Se il Comune ha deliberato determinate agevolazioni con riferimento a particolari condizioni reddituali è necessario verificare se si è in possesso dei requisiti per fruire delle agevolazioni. Se invece le agevolazioni sono riferite a condizioni soggettive non desumibili dai dati presenti nella dichiarazione (ad esempio l’importo ISEE ovvero una particolare composizione del nucleo familiare), per attestare il possesso di tali requisiti occorre compilare la casella di colonna 1 (Agevolazioni).
a) In presenza di redditi di lavoro dipendente prestato all’estero, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, in zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi, l’acconto Irpef per l’anno 2014 deve essere calcolato senza tener conto della franchigia di esenzione di 6.700 euro prevista per l’anno 2013.
b) I soggetti non residenti devono calcolare l’acconto Irpef per l’anno 2014 senza tener conto della detrazione per carichi di famiglia di cui all’art. 12, D.P.R. 917/1986.
c) In presenza di redditi derivanti dall’attività di noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto assoggettati ad imposta sostitutiva del 20% (Quadro RM), l’acconto Irpef per l’anno 2014 deve essere calcolato tenendo conto anche di tali redditi (art. 59-ter, co. 5, D.L. 1/2012).
d) In presenza di redditi d’impresa l’acconto va calcolato tenendo conto dell’art. 34, co. 2, L. 12.11.2011, n. 183 (deduzione forfetaria in favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburante).
Al fine del corretto calcolo dell’acconto, nei casi descritti si deve preventivamente procedere alla rideterminazione del reddito complessivo e dell’importo corrispondente al rigo RN33, introducendo, per ciascun caso, i correttivi previsti dalla norme vigenti, secondo le indicazioni sopra riportate.
Irap L’acconto va calcolato solo in relazione all’Irap , in quanto le imposte dirette sono versate dai soci ai quali il reddito è imputato per trasparenza.
La percentuale dell’acconto dell’Ires è fissata nella misura del 100% di quanto indicato al rigo RN17. Il D.M. 30.11.2013 ha stabilito che, per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2013 e per il successivo, la misura dell’acconto dell’imposta sul reddito delle società è aumentata di 1,5 punti percentuali.Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, pertanto, per il 2013 e per il 2014 è dovuto l’acconto in misura pari al 101,5%.
In base all’art. 17, D.P.R. 7.12.2001, n. 435, i versamenti di acconto dell’Ires, dovuti ai sensi della L. 23.3.1977, n. 97 sono effettuati in due rate salvo che il versamento da effettuare alla scadenza della prima rata non superi euro 103.Il 40% dell’acconto dovuto è versato alla scadenza della prima rata e il residuo importo alla scadenza della seconda. Il versamento è effettuato, rispettivamente:
a) per la prima rata, nel termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione. Tale prima rata può essere versata entro il 30° giorno successivo ai termini ordinari di scadenza, maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
Ai fini del computo dell’acconto, non si può tener conto, nella misura del 70%, delle ritenute sugli interessi, premi e altri frutti dei titoli di cui all’art. 1, D.Lgs. 1.4.1996, n. 239 (es. obbligazioni e titoli similari), scomputate per il periodo d’imposta precedente (art. 13, co. 1, D.Lgs. 239/1996).In caso di adesione al regime di tassazione per trasparenza, gli obblighi d’acconto permangono, nel primo periodo d’imposta di efficacia dell’opzione, anche in capo alla società partecipata.
Per il primo esercizio la determinazione dell’acconto dovuto dalla controllante è effettuato, ai
sensi dell’art. 118, co. 3, D.P.R. 917/1986, sulla base dell’imposta, al netto delle detrazioni, dei crediti di imposta e delle ritenute d’acconto, corrispondente alla somma algebrica dei redditi relativi al periodo precedente come indicati nelle dichiarazioni dei redditi presentate per il periodo stesso dalle società singolarmente considerate.
Imposta sostitutiva imprese controllate o collegate
Per i termini e le modalità di versamento dell’acconto dell’imposta dovuta sui redditi derivanti da partecipazioni in soggetti esteri residenti in Paesi o territori diversi da quelli di cui all’art. 168-bis, D.P.R. 917/1986 assoggettati a tassazione separata nel Quadro RM di Unico SC, occorre avere riguardo ai termini e alle modalità indicate nella riga precedente.
Si ricorda che l’acconto va, tuttavia, determinato autonomamente rispetto all’acconto per i redditi assoggettati in via ordinaria ad Ires.
di rideterminazione
Nella determinazione dell’acconto dovuto, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata senza tenere conto, tra le altre, delle seguenti disposizioni:
art. 34, co. 2, L. 12.11.2011, n. 183 (Legge di stabilità 2012), relativo alla deduzione forfetaria per gli esercenti distribuzione di carburante;
art. 49-bis, co. 5, D.Lgs. 18.7.2005, n. 171, relativo al noleggio occasionale di navi e altre imbarcazioni.
Ai sensi dell’art. 1, co. 138, L. 27.12.2013, n. 147 (Legge di stabilità 2014), i soggetti che beneficiano della deduzione di cui all’art. 1, D.L. 201/2011 (Ace), determinano l’acconto delle imposte sui redditi dovute per i periodi di imposta in corso al 31.12.2014 e al 31.12.2015 utilizzando l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del capitale proprio relativa al periodo d’imposta precedente.
I soggetti che partecipano alla tassazione di gruppo, per i quali trovano applicazione le sopra citate norme in materia di rideterminazione dell’acconto, devono comunicare alla società o ente consolidante i dati necessari per la corretta determinazione dell’acconto dovuto in capo al gruppo consolidato.
Il versamento va eseguito entro il 27 dicembre 2014
Non sono obbligati al versamento, i contribuenti per i quali risulta un importo dovuto a titolo d’acconto non superiore a 103,29 euro.
i contribuenti che, nel periodo d’imposta, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette a imposta o, comunque, senza obbligo di pagamento dell’imposta
i soggetti che esercitano attività di spettacoli e giuochi in regime speciale
le associazioni sportive dilettantistiche, nonché le associazioni senza fini di lucro e quelle pro loco, in regime forfetario
i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo
gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda, entro il 30 settembre, se contribuenti trimestrali o entro il 30 novembre, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all’Iva
i contribuenti che adottano il regime dei “minimi”
L’acconto Iva può essere calcolato scegliendo, in base alla convenienza, tra tre diversi metodi di calcolo.
In particolare, è possibile adottare uno dei seguenti metodi:
Applicando il metodo storico, l’acconto Iva è pari all’ 88% del versamento effettuato, o che avrebbe dovuto essere effettuato, per il mese di Dicembre dell’anno precedente o per l’ultimo trimestre dell’anno precedente.
In particolare, l’acconto è pari al 100% dell’importo risultante da un’ apposita liquidazione che tiene conto dell’Iva relativa alle seguenti operazioni:
operazioni annotate nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi):
dal 1° dicembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o
dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali)
operazioni effettuate, ma non ancora registrate o fatturate:
dal 1° novembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o
fino al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali)
operazioni annotate nel registro delle fatture degli acquisti
dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali).
Il versamento dell’acconto deve essere effettuato utilizzando il modello F24 in modalità esclusivamente telematica. E’ possibile compensare, liberamente, l’importo dovuto a titolo d’acconto con eventuali crediti di imposte o contributi di cui il contribuente abbia la disponibilità. A differenza di quanto previsto per le liquidazioni periodiche, i contribuenti trimestrali ordinari non devono applicare la maggiorazione degli interessi dell’1%.
CALCOLO DELL’ACCONTO IVA deGLI AUTOTRASPORTATORI Le fatture emesse per trasporti ed operazioni accessorie e per cessioni di beni strumentali possono essere annotate entro il trimestre successivo a quello di emissione spostando di fatto l’esigibilità dell’imposta secondo la data di registrazione dell’operazione senza l’applicazione dei canonici interessi dell’1% (trattasi di una facolta’ e non di un obbligo).
Gli autotrasportatori di merci per conto terzi rientrano nella categoria dei trimestrali speciali e possono liquidare l’IVA trimestralmente, indipendentemente dal volume d’affari, senza l’applicazione della maggiorazione dell’1% a titolo di interessi. Inoltre, essi hanno la facoltà (e non l’obbligo) di registrare le fatture emesse entro il trimestre successivo a quello di emissione e di effettuare la liquidazione dell’IVA con riferimento alla data di registrazione delle stesse e non alla loro data di emissione.
Fattura emessa in settembre con iva di euro 5.000, il contribuente registra la fattura nel trimestre successivo e l’iva relativa confluirà’ nella liquidazione avente scadenza di versamento il 16 febbraio 2015.
Tuttavia il cliente registra e detrae l’iva della fattura in oggetto nel mese di settembre 2014.
CALCOLO ACCONTO 2015 PER GLI AUTOTRAPORTATORI :
– METODO STORICO: si determina l’acconto Iva con riferimento al debito del 4°trimestre 2014;
– METODO DELLE OPERAZIONI EFFETTUATE: si determina l’IVA a debito mediante la somma delle fatture emesse del 3° trimestre 2014 annotate dal 1/10 al 20/12 e delle fatture emesse dal 1-10 al 20-12-2014 anche se registrate nel 1° trimestre 2013;
– METODO PREVISIONALE: si determina con certezza l’IVA dovuta per il 4° trimestre 2014.
Ravvedimento operoso Ravvedimento operoso 2015
entro 14 giorni dopo la scadenza mancata: sanzione allo 0,2% per ogni giorno di ritardo,
entro 30 giorni: sanzione al 3%
entro un anno: sanzione al 3,75%
Quindi dal 2015 al ravvedimento del 2014 – entro 14 giorni dopo la scadenza mancata: sanzione allo 0,2% per ogni giorno di ritardo), breve – entro 30 giorni: sanzione al 3% – entro un anno: sanzione al 3,75%,
Le nuove sanzioni del ravvedimento operoso – Il comma 14 dell’articolo 44 della Legge di Stabilità 2015 va a modificare l’articolo 13 del D.Lgs n. 472/97 andando ad ampliare le possibilità di ravvedimento operoso offerte al contribuente.
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