Source: http://www.mondoadr.it/giurisprudenza/la-mediazione-pu-essere-validamente-svolta-anche-senza-la-presenza-della-parte-convocata-se-previsto-dal-regolamento-dellorganismo.html
Timestamp: 2017-03-23 00:19:02+00:00
Document Index: 33294564

Matched Legal Cases: ['art 185', 'sentenza ', 'art. 5', 'art.5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art.13', 'art.11']

La mediazione può essere validamente svolta anche senza la presenza della parte convocata se previsto dal Regolamento dell’Organismo
Trib. di: Roma - Ordinanza del: 09-04-2015 - Giudice: Massimo Moriconi Materia: Responsabilità medica - Argomento: Consulenza in mediazione, Mediazione delegata, Partecipazione personale, Proposta ex art 185 bis, Proseguimento della mediazione senza la parte convocata RG.33187-13
1. Premessa – La mediazione obbligatoria ante causam, 1
2. Presenza all’incontro della sola parte istante. La possibilità che la mediazione possa procedere anche in assenza della parte convocata, 2
3. Verifica dell’attualità di quanto argomentato nel paragrafo 2) alla luce delle modifiche introdotte al decr.lgsl. 28/10 dal D.L. 21.6.2013 n.69 conv.in legge 148/2011, 8
5. La consulenza in mediazione in assenza della parte convocata – modi e limiti di utilizzabilità nella mediazione e nella causa, 10
-2- Presenza all’incontro della sola parte istante . La possibilità che la mediazione possa procedere anche in assenza della parte convocata.
Si tratta, certo, di una eventualità secondaria, che non rappresenta la regola, per la elementare ragione che la finalità della mediazione è il raggiungimento dell’accordo che per definizione non si può configurare in capo ad una sola parte.
lungi dal testimoniare l’indefettibile necessità dell’esistenza di una condizione necessaria rappresentata dalla contemporanea compresenza dell’istante e del convocato (che è la situazione normale, che viene descritta), manifesta, al contrario, al fine dello svolgimento della procedura di mediazione, l’importanza della volontà delle parti (nella loro ordinaria pluralità, che è la regola) ovvero di quella della parte che, anche da sola, sia presente e che abbia un interesse, meritevole di considerazione, a che l’esperimento sia comunque portato avanti (in questo caso l’attenzione dell’interprete va spostata sulla ricerca ed individuazione di quale possa essere un tale interesse tutelabile)
Mediazione obbligatoria e demandata non solo possono giustificare, per la ragione dianzi illustrata (vale a dire la presenza di un interesse concreto e meritevole di tutela, della parte presente) la presenza davanti al mediatore di una sola delle parti (di regola quella onerata dalla condizione di procedibilità), ma la richiedono, quanto meno nella fase preliminare ed iniziale del procedimento,
Tale principio è stato enunciato, anche da questo giudice, con sentenza del 22.8.2012 nella causa srl SDPCA c. srl GUU presso la Sezione Distaccata di Ostia del Tribunale di Roma, interpretando in modo sostanziale il precetto di cui all’art. 5 del decreto legislativo 28/10 laddove prevede che chi intenda esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia nelle materie indicate dalla stessa norma è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione (nota 2: L’orientamento interpretativo (del decr.legisl.28/10) che si ritiene debba essere preferito a proposito del contenuto formale o sostanziale di tale precetto è per la soluzione contenutistica, vale a dire che non sia sufficiente, per radicare l’avveramento della condizione di procedibilità della successiva domanda giudiziale nei casi di cui al primo comma dell’art.5 cit. la semplice proposizione della domanda di mediazione alla quale non segua effettivamente la presenza e la partecipazione (almeno) della parte istante davanti al mediatore (così la sentenza citata)
Una siffatta previsione non può, infatti, essere considerata conforme alla disciplina normativa in esame nei casi di operatività della condizione di procedibilità di cui all’art. 5 del d.lgs.28/2010.
In tale norma è previsto che l’organismo può prevedere nel regolamento: ………
d) Va rammentato che la mediazione non è disciplinata dal codice di rito civile, né sulla falsariga di quello, al contrario è per espressa ed opportuna disposizione normativa, informale (nota 3: 3 comma 3 del decr.lgsl.28/10: Gli atti del procedimento di mediazione non sono soggetti a formalità).
La possibilità di dare corso alla mediazione anche in assenza della parte convocata, con modalità pur sempre finalizzate alla ricerca di un accordo, superando l’empasse determinata da tale assenza, non può che essere salutata positivamente, perché, come l’esperienza fin qui maturata attesta, è tutt’altro che rara la possibilità che un percorso, pur diverso da quello usuale, possa tuttavia conseguire, attraverso il successivo interessamento della parte originariamente assente, la ripresa del dialogo fra le parti ed il conseguimento dell’accordo.
- 3 - Verifica dell’attualità di quanto argomentato nel paragrafo 2) alla luce delle modifiche introdotte al decr.lgsl. 28/10 dal D.L. 21.6.2013 n.69 conv.in legge 148/2011
Ovvero, e per contro, ed in una accezione non letterale, ma sostanziale, che la mediazione può procedere purché vi sia l’interesse e la disponibilità delle parti, non necessariamente quelle ordinariamente previste, essendo sufficiente che almeno una delle parti dichiari di avere tale interesse alla prosecuzione.
All’esito di questa verifica, di fatto favorevole per la parte istante (nel senso che in presenza dell’interesse della parte presente, sia pure unica, a procedere, onerandosi peraltro del pagamento delle indennità di mediazione, non vi è all’attuale alcun ostacolo normativo), può aggiungersene un’altra, relativa alla posizione della parte assente.
Ci si può chiedere se dalla prosecuzione della mediazione nel contesto delineato possano scaturire conseguenze pregiudizievoli anomale per la parte assente, tali da snaturare l’istituto della mediazione, rendendo tale prosecuzione impredicabile.
Altri effetti, come quelli di cui all’art.13 del decr.lgsl.28/10 (quanto agli effetti della proposta del mediatore sulle spese) sono invero connessi all’ opzione qui prescelta, ma in un contesto del tutto coerente con il sistema, come quanto detto fin qui comprova, e concorrono anzi alla maggior efficacia deterrente contro atteggiamenti agnostici e di rifiuto pregiudiziale della mediazione .
Accertato che la mediazione può essere validamente svolta anche senza la presenza della parte convocata, si tratta di approfondire quali attività possano essere utilmente svolte, in che modo e con quali effetti.
Egualmente non può essere posto in dubbio che il mediatore possa trovare conforto e utilità dal contenuto di tale relazione al fine di formulare una proposta ai sensi dell’art.11 del decr.lgsl.28/10 nei casi nei quali la proposta può essere formulata.
La possibilità che tale relazione, ove l’accordo in mediazione non sia stato raggiunto, possa essere validamente prodotta nella causa da una delle parti, è ammessa sia nel caso in cui le parti abbiano preventivamente, all’atto della richiesta al mediatore di nomina di un esperto, acconsentito a tale utilizzo (che sarà in questo caso tout court), e sia in caso di silenzio delle parti su questo punto, ma alle condizioni, per gli effetti e con i limiti che la giurisprudenza ha elaborato al riguardo – nota 4: cfr.ordinanza 17.3.2014 Tribunale civile di Roma giudice Moriconi – http://www.quotidianodiritto.ilsole24ore del 18.3.2014 ed alla quale per un’ampia motivata disamina si rinvia)
-5- La consulenza in mediazione in assenza della parte convocata – sua valenza ed utilizzabilità nella mediazione e nella causa Si tratta ora di verificare se ed in che misura l’ammissibilità della consulenza in mediazione nei termini esposti dalla suddetta giurisprudenza, siano pertinenti ed applicabili alla presente fattispecie, che se ne distingue, principalmente,
a) se si ammette (come è stato dimostrato possibile), l’effettuazione da parte del mediatore di una proposta, anche nel caso di assenza della parte convocata, in quanto ciò sia previsto dal Regolamento dell’Organismo (per inciso nel caso che ci occupa nessuno dei convenuti ha contestato l’esistenza di tale previsione del regolamento dell’Organismo compulsato dall’attrice), è di manifesta ed inconfutabile evidenza che l’espletamento di una consulenza può facilitare il mediatore nella formulazione del contenuto della proposta stessa;
b) in termini di pura logica, prima ancora che di stretto diritto, la mancata presenza della parte convocata non può di per sé costituire impedimento all’espletamento di un’attività espressamene prevista come fattibile in mediazione (sarebbe come dire, per rendere meglio l’idea e non per trasferire in mediazione norme processuali, che in presenza di contumacia del convenuto in causa non possa essere disposta una consulenza tecnica; oppure che, pur esso costituito ma non presente alle operazioni peritali, il CTU non possa procedere).
c) l’espletamento della consulenza avviene mediante la scelta dell’esperto ad opera dell’organismo di mediazione e specificamente del mediatore, il che non rende equiparabile la consulenza in mediazione alla consulenza di parte nella quale il rapporto fra l’esperto e la parte è evidentemente quello di un incarico commissionato dal cliente al professionista non certo con l’obiettivo di accertare tout court la verità dei fatti (il che non vuol dire che il consulente di parte sia incaricato di scrivere menzogne, quanto che il suo compito non può di molto discostarsi, ragionevolmente, dall’evidenziazione ed enfatizzazione degli aspetti della vicenda favorevoli al suo cliente, fosse altro perché in caso contrario libero sarebbe il cliente di cestinare la relazione, cosa che non potrà mai accadere nel caso di nomina dell’esperto da parte del mediatore);
d) l’acquisizione della relazione peritale può offrire quelle ulteriori utilità (ricavabili grazie alla informalità della procedura di mediazione) di cui si è accennato supra. Ciò in misura tanto maggiore quanto più la serietà dell’organismo e la competenza del meditatore e dell’esperto siano in grado di supplire ai deficit ancora presenti in questo sottosistema (nota5: Il rilievo vuole sottointendere che vi è ancora molta strada da percorrere verso l’obiettivo di un elevato, appagante ed efficace livello di funzionamento degli organismi di mediazione e di competenza dei mediatori e ciò a causa di una serie di sfavorevoli cause convergenti ed equivoci che non è questa la sede di approfondire (dalla perdurante assenza della previsione sia per l’attivazione di un organismo di mediazione e sia per l’acquisizione della qualifica di mediatore, attribuita addirittura ope legis e per intero ad una categoria professionale, all’assenza di controlli e verifiche di qualità degli uni e degli altri, alla incongruenza normativa della bassa o assente remunerazione per servizi che per essere di qualità necessitano allogazione di risorse, strutture ed energie etc.) .
In caso di accordo le parti potranno anche non comparire; viceversa, in caso di mancato accordo, potranno, volendo, in quella sede fissare a verbale quali siano state le loro posizioni al riguardo, anche al fine di consentire l’eventuale valutazione giudiziale della condotta processuale delle parti ai sensi degli artt.91 e 96 III° cpc
INVITA le parti a raggiungere un accordo conciliativo/transattivo sulla base della proposta che il Giudice redige in calce; concedendo termine fino alla data del 30.9.2015;
RINVIA all’udienza del 14.1.2016 h.10,15 per quanto di ragione.-
considerato che è pacifico che nel corso dell’intervento di cataratta del dicembre 2002, posto in essere dai due medici convenuti, si verificava una “piccola deiscenza” cioé la rottura della capsula posteriore dell’occhio (con la necessità di provvedere di conseguenza) e preso atto della assenza di trascrizioni nella cartella di indicazioni e descrizioni del perché e del per come di tale evento; e preso atto che anche nelle difese dei convenuti non si va oltre la reiterata osservazione che si tratti di una complicanza, il che non può di per sé essere risolutivo di ogni interrogativo circa l’assenza di errori ed imperizia sia nella sua verificazione che nei provvedimenti necessari ed utili per porvi rimedio;
il pagamento a favore di E.D.B.di €.40.00,00, di cui a carico di spa D. (e per essa di C. Assicurazioni) l’80% di €.30.000, rimanendo il restante 20% (F.) a carico della spa D.; e dei restanti €.10.000 il 50% ciascuno a carico dei dott.ri A. P. e P. V.; pagamento in 12 mesi quanto ai medici; oltre €.2.000,00 oltre IVA CAP e spese generali quale contributo alle spese di questa causa a favore dell’attrice; compensazione per il restante.
Gli articoli più letti di Mondo ADRIl Ministro Orlando: "Penso ad un allargamento delle materie obbligatoriamente destinate alla mediazione" (8199)Dichiarata improcedibile la domanda per il mancato svolgimento effettivo della mediazione demandata dal guidice (4371)La formazione degli avvocati-mediatori di diritto. Quali sono gli standard minimi esigibili secondo le indicazioni ministeriali, le interpretazioni giurisprudenziali e le indicazioni professionali? (3956)Il Ministro Carlo Calenda propone la conferma della mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità (3156)La Relazione della Commissione Alpa sulla riforma degli strumenti di ADR (3091)Il primo incontro di mediazione: una formalità di carattere meramente informativo o uno snodo sostanziale decisivo per la definizione della controversia? (2533)ADR Center apre nuovi Resolution Centers: Faenza (RA), Imola (BO), Forlì e Guastalla (RE) (2247)Verbale di mediazione in caso di rifiuto a proseguire oltre il primo incontro: “non vedo, non sento, non parlo” o qualcos’altro ? (2157)