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Timestamp: 2018-04-22 14:38:01+00:00
Document Index: 68450750

Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'art. 2051', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 116', 'art. 366', 'art. 2043', 'art. 2043', 'sentenza ']

Corte di Cassazione Civile, sezione III, Sentenza n. 18330 del 31/07/2013
La caduta ha causato all'attore lesioni personali che hanno richiesto un intervento chirurgico al ginocchio, residuando postumi permanenti.
La Corte di appello, come già il Tribunale di Roma, ha ritenuto che l'istruttoria svolta - ed in particolare il contenuto della relazione della polizia stradale - abbia evidenziato che la caduta è stata provocata solo dalla chiazza d'olio, la quale era di recente formazione, quindi addebitabile a caso fortuito, non essendovi stato il tempo di rilevarne la presenza e di intervenire ad eliminarla.
1.- Con il primo motivo, denunciando violazione dell'art. 2051 cod. civ. e vizi di motivazione, il ricorrente assume che la Corte di appello ha ritenuto applicabile alla fattispecie l'art. 2051 cod. civ., ma non ne ha tratto le debite conseguenze giuridiche, secondo cui il proprietario risponde oggettivamente ed in ogni caso dei danni cagionati dalla cosa che ha in custodia, salvo che fornisca la prova del caso fortuito, restando irrilevante il fatto che egli dimostri di avere adempiuto, o di non aver potuto adempiere, ai doveri di manutenzione.
La giurisprudenza ha più volte chiarito che - in materia di responsabilità per la custodia di strade - occorre distinguere fra i casi in cui il danno sia conseguenza di un vizio intrinseco alla struttura della cosa, oppure sia da ascrivere all'intervento di agenti esterni, normalmente imputabili alla natura, al traffico, al pubblico degli utenti o ad un singolo soggetto terzo (un masso, un animale, una macchia d'olio, ecc.).
Nel secondo caso la responsabilità non è imputabile oggettivamente all'ente pubblico, per il solo fatto della presenza dell'ostacolo, ma occorre che risulti che l'intrusione è stata agevolata dalla peculiare conformazione del bene; oppure dal difetto di manutenzione o di vigilanza sullo stesso (presenza di animali o di altri ostacoli, ecc.) ed, in questi ultimi casi, che vi è stato colpevole ritardo nell'accertare la sopraggiunta situazione di pericolo e/o nell'intervenire per rimuoverla (cfr., fra le tante, Cass. Civ. Sez. 3, 1 dicembre 2004 n. 22592; Idem, 22 aprile 2010 n. 9546; Ideai, 18 luglio 2011 n. 15720).
Nella specie l'attore non ha dedotto nè dimostrato che la macchia d'olio sia fuoruscita dal sottosuolo o da un condotto sotterraneo di proprietà del Comune o da altra causa comunque ricollegabile alla struttura del bene pubblico.
Neppure ha dedotto o dimostrato il colpevole ritardo da parte dell'ente pubblico nell'avere rilevato la presenza della macchia insidiosa sul fondo stradale, avendo anzi la Corte di appello accertato che essa risultava essere di recente formazione.
Correttamente quindi la sentenza impugnata ne ha imputato la presenza al fatto di un terzo - presumibilmente ad un qualche veicolo di passaggio - cioè ad un fatto che costituisce caso fortuito, non prevedibile e non eliminabile se non in un congruo lasso di tempo, che nella specie non risulta sia trascorso.
Il ricorrente si limita a contestare il merito delle valutazioni compiute dalla Corte di appello circa il fatto che la macchia d'olio era di recente formazione: accertamento di per sè non suscettibile di censura in questa sede, se non sotto il profilo dei vizi di motivazione, tramite consistenti deduzioni e prove idonee a dimostrare il contrario di quanto affermato dalla sentenza impugnata:
2.- Il secondo motivo di ricorso denuncia violazione dell'art. 2043 cod. civ., e dell'art. 116 cod. proc. civ., nonchè vizi motivazionali, per avere la Corte di appello escluso che la caduta del ricorrente possa essere stata provocata anche dalla presenza in luogo del chiusino sporgente dal suolo.
3.- Il motivo è inammissibile sia per l'inidoneità dei quesiti formulati ai sensi dell'art. 366 bis cod. proc. civ., sia perchè rimette in questione gli accertamenti in fatto a cui la Corte è pervenuta circa la causa dell'incidente.
3.1.- Il quesito di diritto è generico, astratto e non congruente con le ragioni della decisione ("Dica la Corte se la responsabilità ai sensi dell'art. 2043 c.c., della p.a. per danni conseguenti all'utilizzo del bene costituito da una strada pubblica deve essere limitato ai soli casi di insidia o trabocchetto , oppure se possano rinvenirsi altre ipotesi di comportamento colposo.... Se la p.a. deve ritenersi responsabile del danno causato da un pericolo......non prevenuto e non segnalato").
3.2.- Il quesito sui vizi di motivazione - individuati nel fatto che "...il giudice non ha vagliato nel loro complesso le risultanze probatorie .... Ha evidenziato e ritenuto decisive solo una parte delle dichiarazioni rese dall' attore,... non ha considerato le ulteriori dichiarazioni testimoniali che riguardavano un fatto determinante ai fini dell'accertamento della responsabilità del convenuto ex art. 2043 c.c." - non richiama il fatto controverso in relazione al quale la sentenza impugnata si assume mal motivata, nè le insufficienze e le illogicità della motivazione stessa, che non risultano comprensibili se non previa lettura dell'intera illustrazione del motivo, in piena violazione dello scopo per cui la legge ha richiesto la formulazione dei quesiti (cfr. Cass. civ. Sez. Un. 1 ottobre 2007 n. 20603 e 18 giugno 2008 n. 16258; Cass. Civ. Sez. 3, 4 febbraio 2008 n. 2652; Cass. Civ. Sez. 3, 7 aprile 2008 n. 8897, n. 4646/2008 e n. 4719/2008, fra le tante).
Va soggiunto che neppure nell'illustrazione del motivo il ricorrente ha specificato quali siano i lamentati vizi logici, nonchè le asserite insufficienze o contraddittorietà della motivazione.
Non ha dedotto e dimostrato, per esempio, in quale posizione fosse il chiusino, rispetto alla strada percorsa dalla motocicletta; se la incrociasse irrimediabilmente, sì da non poter essere evitato, tenuto anche conto della posizione della macchia d'olio, o se fosse in posizione laterale e defilata. Neppure ha dimostrato di avere sottoposto all'attenzione della Corte di appello l'ipotetica collocazione del chiusino in posizione per lui pericolosa, od altre circostanze idonee a rendere credibili le sue affermazioni circa il collegamento causale fra lo stato dei luoghi di cui il Comune è responsabile e la caduta della motocicletta.
5.- Considerata la natura della controversia e la circostanza che la macchia d'olio che ha provocato la caduta, pur non essendo imputabile alla responsabilità del Comune, neppure è imputabile a colpa del motociclista, si ravvisano giusti motivi per compensare le spese del presente giudizio.
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22 mar 2014 0 1275