Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-71-cod-proc-penale-sospensione-del-procedimento-per-incapacita-dellimputato
Timestamp: 2020-01-17 16:33:15+00:00
Document Index: 19541568

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Art. 71 cod. proc. penale: Sospensione del procedimento per incapacita' dell'imputato | La Legge per tutti
Art. 71 cod. proc. penale: Sospensione del procedimento per incapacita’ dell’imputato
1. Se, a seguito degli accertamenti previsti dall’articolo 70, risulta che lo stato mentale dell’imputato è tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento, il giudice dispone con ordinanza che questo sia sospeso, sempre che non debba essere pronunciata sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere.
4. La sospensione non impedisce al giudice di assumere prove, alle condizioni e nei limiti stabiliti dall’articolo 70 comma 2. A tale assunzione il giudice procede anche a richiesta del curatore speciale, che in ogni caso ha facoltà di assistere agli atti disposti sulla persona dell’imputato, nonché agli atti cui questi ha facoltà di assistere.
Deve essere disposta la restituzione degli atti al giudice rimettente per "ius superveniens" in relazione alla q.l.c. dell'art. 71, comma 1, c.p.p., nella parte in cui – quando c’è una situazione di incapacità processuale, permanente ed irreversibile per l'assenza di prospettive di guarigione o di significativa attenuazione dell'infermità mentale, di un imputato sottoposto a misura di sicurezza provvisoria detentiva – non consente al giudice di celebrare il processo e di definirlo con una sentenza, ivi compresa quella di assoluzione per non imputabilità ed applicazione di misure di sicurezza, allorché l'imputato sia rappresentato da un curatore speciale. Successivamente all'ordinanza di rimessione, infatti, è entrato in vigore il d.l. n. 52/2014, conv., con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, l. n. 81/2014, il quale, nell'art. 1, comma 1 quater, stabilisce che "le misure di sicurezza detentive provvisorie o definitive, compreso il ricovero nelle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza, non possono durare oltre il tempo stabilito per la pena detentiva prevista per il reato commesso, avuto riguardo alla previsione edittale massima".
Corte Costituzionale 26 febbraio 2015 n. 20
Deve essere rimessa al giudice a quo la valutazione circa la perdurante rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione costituzionale sollevata in riferimento all'art. 71, comma 1, c.p.p., nella parte in cui dispone che quando c'è una situazione di incapacità processuale, permanente ed irreversibile per l'assenza di prospettive di guarigione o di significativa attenuazione dell'infermità mentale, di un imputato sottoposto a misura di sicurezza provvisoria detentiva non è consentito al giudice di celebrare il processo e di definirlo con una sentenza, ivi compresa quella di assoluzione per non imputabilità ed applicazione di misure di sicurezza, allorché l'imputato sia rappresentato da un curatore speciale, cioè da un soggetto che surroga le capacità dell'infermo di mente perché in grado di tutelarne in concreto gli interessi, atteso che in epoca successiva all'ordinanza di rimessione, è stata emanata una norma (art. 1 comma 1 quater d.l. n. 52 del 2014) che ha introdotto un termine massimo di durata delle misure di sicurezza, provvisorie o definitive, di carattere detentivo, sicchè, in applicazione dei principi del tempus regit actum e del favor rei, il giudice remittente ha potuto dichiarare la cessazione di efficacia della misura di sicurezza provvisoria del ricovero nell'ospedale psichiatrico giudiziario disposta nei confronti dell'imputato.
Non va adottata - e qualora adottata va revocata - la sospensione del procedimento ex art. 71 cod. proc. pen. quando vi siano le condizioni per emettere nei confronti dell'imputato incapace a stare in giudizio una sentenza a lui favorevole. (Nella specie, la Corte ha ritenuta legittima la mancata emissione da parte del Gup dell'ordinanza di sospensione del procedimento, in un caso in cui era stata poi adottata sentenza di non doversi procedere per incapacità, senza l'applicazione di misura di sicurezza personale). Rigetta, Gip Trib. Torino, 13/07/2012
Cassazione penale sez. VI 04 luglio 2013 n. 34575
Le notifiche all'imputato che non sia interdetto ovvero di cui non sia stata ancora dichiarata l'incapacità processuale ai sensi dell'art. 71, comma 1, c.p.p. o del quale la stessa incapacità sia stata dichiarata in altro procedimento non devono essere necessariamente eseguite nelle forme di cui all'art. 166 c.p.p.
Cassazione penale sez. VI 10 novembre 2010 n. 674
Il disposto di cui all'art. 166 c.p.p. secondo cui, qualora l'imputato si trovi nelle condizioni di infermità di mente previste dall'art. 71 c.p.p. le notifiche debbono essere effettuate anche presso il curatore speciale, non può trovare applicazione nel caso in cui la sussistenza di dette condizioni sia stata accertata nell'ambito di altro procedimento penale pendente davanti a diverso giudice.
Non è suscettibile di autonoma impugnazione, dovendo trovare applicazione il disposto di cui all'art. 586, comma 1, c.p.p., l'ordinanza con la quale il giudice del dibattimento revochi, ai sensi dell'art. 72 c.p.p., la sospensione del procedimento disposta per la ritenuta incapacità dell'imputato di parteciparvi coscientemente.