Source: https://www.laleggepertutti.it/134591_assicurazione-dopo-lincidente-il-premio-non-aumenta-in-automatico
Timestamp: 2018-07-22 20:34:59+00:00
Document Index: 55082158

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 144', 'art. 149', 'art. 134', 'art. 144', 'art. 150', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Assicurazione dopo incidente premio non aumenta automatico
Lo sai che? Assicurazione: dopo l’incidente il premio non aumenta in automatico
Assicurazione e incidenti stradali: con la formula bonus-malus, il peggioramento della classe di merito scatta solo se l’automobilista è effettivamente responsabile.
Immaginiamo che una persona faccia un incidente stradale e che, pur ritenendo di avere pienamente ragione e nessuna responsabilità per l’urto, accetti dalla propria assicurazione un risarcimento parziale. Lo fa per evitare i costi di una lunga causa e perché, tutto sommato, l’importo che gli viene offerto è sufficiente a fare le riparazioni essenziali alla propria auto. Senonché, poi, di punto in bianco, si ritrova con una classe di merito aumentata e un premio dell’assicurazione più alto. Questo perché, secondo la sua assicurazione, l’aver egli accettato un risarcimento in percentuale implica anche una tacita ammissione di co-responsabilità dell’assicurato nel sinistro.
Ebbene, questo comportamento, secondo la Cassazione, è illegittimo. Secondo infatti una recente sentenza [1], solo un effettivo accertamento delle responsabilità concrete dell’automobilista può portare a un peggioramento della sua classe di rischio secondo la formula bonus-malus.
Insomma, il risarcimento integrale o parziale del danno non rileva ai fini del declassamento nella scala delle classi di merito; detto declassamento può scattare solo se l’assicurato ha causato in tutto o anche in parte, per propria colpa, un incidente stradale. Pertanto l’assicurazione non può aumentare, per altre valutazioni, il premio della rc auto e, se lo fa, viola la legge [2]. Non rileva il fatto che l’assicurato abbia accettato, dalla propria assicurazione, un risarcimento parziale: un comportamento del genere non può essere visto né come una ammissione di responsabilità, né come un concorso di colpa.
Il che è in linea con i principi che regolano le formule tariffarie delle assicurazioni, basate sul principio che, quanto più l’assicurato è imprudente, tanto più aumenteranno i costi che lui causa al suo assicuratore, e quindi il premio da lui dovuto.
[1] Cass. ord. n. 19058/16 del 28.09.2016.
[2] Art. 134 cod. ass.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 18 maggio – 28 settembre 2016, n. 19058
“1. G.B. convenne dinanzi al Giudice di pace di Castellammare di Stabia la società UnipolSai s, p. a. , deducendo che quest’ultima aveva illegittimamente aumentato il premio assicurativo da liti dovuto in virtù di una polizza assicurativa stipulata a copertura dei rischi derivanti dalla circolazione del veicolo Ford Fiesta targato (…).
Deduceva che la compagnia aveva aumentato il premio in virtù della formula tariffaria bonus-malus, sul presupposto che il suddetto veicolo fosse rimasto coinvolto in due sinistri ascrivibili a w 45a concorsuale dell’assicurato, soggiungeva che tuttavia nessuno dei due sinistri suddetti era ascrivibile a sua colpa.
Chiedeva pertanto la condanna della società convenuta alla restituzione (qualificata dall’attore “risarcimento”) del maggior premío indebitamente pagato.
Il Tribunale di Torre annunciata, adito dal soccombente, con sentenza 17.7.2014 n. 1879 rigettò il gravame proposto dai soccombente.
Il Tribunale ritenne che correttamente l assicuratore avesse declassato l’assicurato nella scala delle classi di merito, in quanto nel `periodo di osservazione ” l’assicurato aveva concausato due sinistri: uno il 22.2.2009 e l’altro il 25.12.2009.
fl ,giudice di appello soggiunse che il contributo causale dell’attore alla verificazione del sinistro avvenuto il 22.2.2009 risultava dalla circostanza che questi avesse accettato dal proprio assicuratore (deve ritenersi, in virtù delle norme sul “risarcimento diretto ‘2 un indennizzo ridotto in virtù d un concorso di colpa della vittima. So funse che, avendo il danneggiato accettato questo indenni o adotto, a nulla poteva rilevare la circostanza che, in un secondo momento, l’assicuratore gli avesse erogata l’integrale risarcimento.
La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da G.B., con ricorso basato su tre motivi.
Col primo motivo di ricorso il ricorrente deduce che erroneamente il tribunale avrebbe ritenuto a luì imputabile, pro quota, il sinistro avvenuto il 22.2.2009, e che di conseguenza illegittimamente quel sinistro venne computato ai fini del declassamento secondo la formula bonus/malus.
Il Tribunale, infatti, ha ritenuto provato in facto che G.B. sia stato integralmente risarcito dei danni subiti in conseguenza del sinistro avvenuto il 22.2.2009.
Se dunque G.B. far integralmente risarcito dall’assicuratore tentato al pagamento (nulla rileva che si trattasse dell’assicuratore dei responsabile, ex art. 144 cod ass.; ovvero dell’assicuratore della stessa vittima, ex art. 149 cod. ass), tale circostanza a impediva di ritenere l’odierno ricorrente corresponsabile di quel sinistro, ed averlo fatto costituisce effettivamente una violazione dell’art. 134 cod ass..
Il Tribunale ha ritenuto di superare tale ostacolo formale osservando che G.B., accettando dall’assicuratore un indennizzo inferiore al danno effettivamente patito, avrebbe “implicitamente ammesso” la sua concorrente responsabilità. Tale affermazione e erronea in iure.
Per l’avanzamento od il declassamento nella scala delle classi di merito rileva non la condotta dell’assicurato, ma quella dell’assicuratore. La formula tariffaria del bonus/malus infatti si fonda sul principio che quanto per l’assicurato è imprudente e provoca sinistri stradali, tanto più aumenteranno i costi che lift causa al sito assicuratore, e quindi il premio da lui dovuto.
Ne consegue che in tanto l’assicurato può essere declassato, in quanto il suo assicuratore sia stato costretto ad indennizzare integralmente un temo dei danni causati dall’assicurato: vuoi in via diretta, ai sensi dell’art. 144 cod. ass., vuoi in stantia di compensa ione, ai sensi dell’art. 150 cod ass.. Nel caso di specie, il Tribunale ha omesso del tutto di verificare se G.B. il 22.2.2009 causò danni a temi, che il suo assicuratore abbia dovuto indennizzare. Ha limitato la propria indagine alla circostanza che l’assicurato avesse incassato dapprima un indennizzo parziale, quindi un indennizzo totale. Tale circostanza, tuttavia, nulla consente di stabilire circa la condotta dell’assicuratore di G.B. rispetto al terso che si assume da questi danneggiato.
L accoglimento del primo motivo di ricorso assorbe l’esame dei restanti motivi.
Si propone, pertanto, l’accoglimento del ricorso, e la cassazione con rinvio della sentenza impugnata”
I1 ricorso va dunque accolto, e la sentenza impugnata cassata con rinvio al Tribunale di Torre Annunziata, il quale nel riesaminare il gravame si atterrà al seguente principio di diritto:
Il declassamento dell’assicurato nella scala delle classi di merito, in virtù della formula tariffaria c. d. bonus/malus, esige l’accertamento che l’assicurato abbia causato o concausato per propria colpa un sinistro stradale, accertamento che va compiuto in base a tutte le circostanze acquisite al giudizio, e senza limitarsi a valutare se l’assicurato abbia, in conseguenza di quel sinistro, accettato dai responsabili sin risarcimento panale od integrale.
(-) accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’appello di Torre annunziata, in persona di altro magistrato, anche per le spese.