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Timestamp: 2020-04-04 17:12:12+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 13955 del 05/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13955 del 05/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/06/2017, (ud. 20/04/2017, dep.05/06/2017), n. 13955
sul ricorso 12112/2016 proposto da:
A.P. in proprio e nella qualità di legale rappresentante
della DETER CAMPANIA DI A.P. S.A.S., elettivamente
domiciliato in RONIA, PIAZZA CAVOUR presso la CORTE DI CASSAZIONE,
rappresentato e difeso dall’avvocato ANGELA SENATORE;
EQUITALIA SUD S.P.A., CAMERA DI COMMERCIO DI SALERNO, REGIONE
CAMPANIA COMUNE DI CAVA DE’ TIRRENI;
avverso la sentenza n. 10935/4/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
03/12/2015;
Con sentenza in data 5 ottobre 2015 la Commissione tributaria regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno, rigettava gli appelli principale ed incidentale rispettivamente proposti da A.P., in proprio e quale legale rappresentante della Deter Campania di A.P. sas e dall’Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 2585/15/14 della Commissione tributaria provinciale di Salerno che aveva parzialmente accolto i ricorsi dell’ A. contro cartelle di pagamento per tributi vari e diritti camerali riferiti ad annualità dal 1993 al 2008. La CTR osservava in particolare che era corretta la pronuncia di inammissibilità parziale del ricorso cumulativo proposto dal contribuente in relazione alle cartelle i cui “atti presupposti” risultavano ritualmente notificati, essendo stato in parte qua il ricorso stesso proposto tardivamente; ribadiva altresì la correttezza della decisione di primo grado in relazione alle cartella esattoriale oggetto dell’appello incidentale.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l’ A. deducendo un motivo unico.
Le parti intimate – Equitalia Sud spa, Camera di Commercio di Salerno, Regione Campania, Comune di Cava dè Tirreni – non si sono difese.
Con l’unico mezzo dedotto – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 – il ricorrente lamenta l’omesso esame di un fatto decisivo della controversia, poichè la CTR ha confermato il giudizio di inammissibilità parziale, per tardività, del suo ricorso cumulativo originario contro le cartella esattoriale oggetto del processo. In particolare ribadisce l’erroneità del giudizio in fatto della CTP prima, della CTR poi, relativamente alla ritualità degli “atti presupposti”, essendo state le notificazioni riferite ad Equitalia Sud spa, mentre si trattava di cartelle esattoriali notificate prima che tale Agente della riscossione fosse istituito/costituito.
Nel caso in questione si è palesemente formata una “doppia conforme” sul “fatto decisivo controverso” oggetto del motivo di ricorso, che quindi non va qualificato ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, bensì ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
La CTR infatti ha puntualmente e pienamente confermato il giudizio fattuale di merito circa la rituale notificazione degli “atti presupposti” basanti le cartelle esattoriali rispetto alle quale il ricorso era stato – per identica ragione – dichiarato parzialmente inammissibile, appunto per la sua tardività.
Va inoltre ribadito che ” Nell’ipotesi di “doppia conforme”, prevista dall’art. 348-ter c.p.c., comma 5, il ricorrente in cassazione – per evitare l’inammissibilità del motivo di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5, deve indicare le ragioni di fatto poste a base, rispettivamente, della decisione di primo grado e della sentenza di rigetto dell’appello, dimostrando che esse sono tra loro diverse” (Sez. 1, Sentenza n. 26774 del 22/12/2016, Rv. 643244-03). Nemmeno tale onere processuale risulta assolto dal ricorrente.
Ne consegue de piano l’improponibilità del mezzo ex art. 348 ter c.p.c., commi 4 e 5 e perciò il ricorso va dichiarato inammissibile.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 5.600 oltre spese prenotate a debito.