Source: http://comunecervia.it/comune/come-fare-per/scheda-procedimento/autorizzazione-interventi-in-aree-boschive-ai-sensi-dellart-2-della-pmpf-rdl-30-dicembre-1923-n-3267-lr-4-settembre-1981-n-30.html
Timestamp: 2019-03-18 23:44:49+00:00
Document Index: 114422469

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

Autorizzazione interventi in aree boschive ai sensi dell'art. 2 delle P.M.P.F. (R.D.L. 30 dicembre 1923, n. 3267 - L.R. 4 settembre 1981, n. 30) - Comune di Cervia
Autorizzazione interventi in aree boschive ai sensi dell'art. 2 delle P.M.P.F. (R.D.L. 30 dicembre 1923, n. 3267 - L.R. 4 settembre 1981, n. 30)
Autorizzare, esprimere eventuali prescrizioni o proibire l’esecuzione dei seguenti interventi in aree forestali :
taglio dei cedui, dei cespuglieti e degli arbusteti con superficie accorpata superiore a 6 Ha, su pendenze maggiori al 100% e negli ambiti di consolidamento dei centri abitati;
pascolo del bestiame fuori del periodo consentito e in aree forestali e terreni degradati
Ai fini della salvaguardia del patrimonio forestale esistente e per una corretta attività selvicolturale, la Regione Emilia Romagna ha emanato con Delibera del Consiglio Regionale n. 2354 del 1 marzo 1995 le Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale (d’ora in avanti chiamate P.M.P.F.), che contengono norme obbligatorie e disposizioni facoltative, riguardanti anche la viabilità forestale, che hanno funzione di indirizzo e includono definizioni ufficiali riguardanti le aree forestali e le forme d’uso e copertura silvo-pastorali.
A tali norme devono attenersi tutti coloro che intendono effettuare interventi di taglio finale (utilizzazione), di conversione, di trasformazione, di potatura, di ripulitura o di qualsiasi altro intervento in tutte le aree boscate dovunque collocate.
In particolare le P.M.P.F. prevedono all’art. 2 la procedura per la richiesta di autorizzazione per l' esecuzione di interventi in aree forestali e devono essere osservate da tutti coloro che gestiscono boschi (proprietari, conduttori, affittuari, ecc.).
Le competenze amministrative relative all'art. 2 delle P.M.P.F. spettano pertanto al Comune di Cervia, in qualità di Ente Delegato.
Per quanto riguarda terreni forestali pubblici o privati non ricadenti in aree protette (SIC, ZPS, territorio di un parco-preparco..) o in siti della Rete Natura 2000, il procedimento termina entro 45 giorni con l’autorizzazione o il diniego.
In tutti i casi di terreni forestali pubblici o privati ricadenti in aree protette (SIC, ZPS, territorio di un parco-preparco..) e nei siti della Rete Natura 2000, deve essere ottenuto, prima di iniziare i lavori:
- Nulla osta ai sensi della L.R. 6/2005 e s.m. da parte dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po Emilia Romagna.
- Valutazione di incidenza da parte dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po Emilia Romagna (per aree Rete Natura 2000 ricadenti in area parco o pre-parco) o da parte del Comune (per aree Rete Natura 2000 non ricadenti in area parco o pre-parco).
L’ente competente provvede alla gestione delle successive fasi del procedimento compresa l’acquisizione di ulteriori pareri e nulla osta per legge (approvati automaticamente dal sistema dopo 60 giorni dalla data di creazione) pertanto il procedimento termina entro 60 giorni con l’autorizzazione o il diniego.
Il compito di far rispettare le prescrizioni e di esercitare le funzioni di vigilanza e di polizia sul territorio, spetta invece al Corpo Forestale dello Stato, che deve essere informato di tutti gli interventi comunicati o autorizzati e a tutti gli altri organi preposti dalla legge.
Le richieste dovranno pervenire esclusivamente tramite procedura informatica messa a punto dalla Regione Emilia Romagna.
Per accedere al servizio on-line è necessario essere in possesso di abilitazione e autorizzazione individuale (nome utente/password) che permette all'Ente di essere certo dell’identità del cittadino.
Tali credenziali sono ottenibili attraverso un account FedERa (Federazione degli Enti dell'Emilia-Romagna per l'Autenticazione); i privati potranno richiederle personalmente attraverso una registrazione on-line (http://federazione.lepida.it/ ) oppure potranno recarsi direttamente presso lo Sportello FedERa del comune di residenza (per il Comune di Cervia il riferimento è Cervia Informa cittadini,Viale Roma, 33 – tel.0544.97.93.50) o presso uno qualsiasi degli enti gestori (l'elenco è disponibile a questo link: http://federazione.lepida.it/registrati ).
Ottenuta l’abilitazione, per operare, basterà collegarsi all'applicazione per la gestione delle autorizzazioni ai sensi degli articoli n. 2 delle Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale al seguente indirizzo web: https://servizifederati.regione.emilia-romagna.it/PMPF
Possono operare gli Enti competenti in materia forestale (Comuni o loro Unioni e Province), gli Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità, le Imprese forestali iscritte all'Albo regionale nonché altri soggetti terzi con funzioni di intermediari (tecnici o associazioni di categoria); possono accedere direttamente all'applicativo anche tutti i possessori di boschi per proprie domande che non prevedano un uso commerciale della legna tagliata.
Le domande per le utilizzazioni di boschi ad uso commerciale o attività connesse all’esercizio di attività imprenditoriale potranno essere presentate solo dalle imprese o aziende agricole così come specificato della deliberazione della Giunta regionale n. 1021/15 “disciplina dell’Albo delle imprese forestali” .
Per evitare contestazioni o frodi potrà essere richiesto, in casi particolari, anche l’assenso del proprietario o la presenza di un documento contrattuale con la proprietà.
Per utilizzazioni di autoconsumo e altre attività di tipo non commerciale le richieste potranno essere presentate dai possessori, dai proprietari o da altri aventi diritto; tali richieste sono, quindi, limitate solo ad attività finalizzate all’autoconsumo (ad es. legna da ardere) o comunque, quando previsto dalle PMPF, per lavori di piccola manutenzione o connessi all’allevamento di animali allo stato brado, ecc, quando esercitate fuori dall’ambito professionale.
La compilazione della procedura informatizzata può avvenire in qualsiasi periodo dell’anno, purché prima dell’inizio dei lavori e, comunque, con congruo anticipo sull’inizio degli stessi nel rispetto dei tempi fissati dagli art. 2 delle PMPF.
Entro 45 giorni dalla data del protocollo di arrivo della pratica.
Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, art. 2 ( Regione Emilia Romagna - Delibera del Consiglio Regionale n. 2354 del 1 marzo 1995 )
Ai fini delle P.M.P.F. sono definite aree forestali:
il bosco comunemente inteso: aree con vegetazione arborea diffusa di origine naturale o artificiale, le cui chiome coprono per almeno il 20% la superficie di riferimento e che abbiano una estensione minima di mq. 2.000, un’altezza media superiore a 5 m ed una larghezza minima non inferiore a 20 m;
il boschetto: aree con formazioni vegetali di origine naturale o artificiale, non sottoposte a pratiche agronomiche, costituite da specie arboree con la compresenza eventuale di specie arbustive; la componente arborea con altezza superiore a 5 m, deve esercitare una copertura sul suolo superiore al 40% e la superficie complessiva di riferimento è inferiore a mq. 2.000;
l’arbusteto, il cespuglieto, la formazione a macchia: aree con formazioni vegetali naturali, raramente d'impianto antropico, a prevalenza di specie tendenzialmente policormiche decidue, semidecidue o sempreverdi aventi un'altezza media inferiore a 5 m, esercitanti una copertura del suolo superiore al 40%. La componente arborea, rappresentata da specie forestali tendenzialmente monocormiche di altezza superiore a 5 m, copre il suolo per una percentuale inferiore al 20%. Le formazioni arbustive esercitanti una copertura del suolo inferiore al 40% relativamente alla superficie di riferimento non rientrano nelle "aree forestali"
Le "aree transitoriamente prive di vegetazione arborea": aree ricoperte o non ricoperte da arbusti e/o alberetti di altezza inferiore a 5 m, limitrofe o comprese all'interno di soprassuoli boschivi. Le specie arboree di altezza media superiore a 5 m eventualmente presenti esercitano sul suolo una copertura inferiore al 20%. Sono incluse: le superfici prive di vegetazione arborea per cause naturali (radure, vuoti, ecc.) all'interno di soprassuoli boscati di larghezza superiore a 20 m; le tagliate; le aree in rinnovazione e le zone in cui la copertura boschiva sia scomparsa per calamità naturali (incendi, vento, frane, ecc. ) e che non abbiano ricevuto una destinazione d'uso diversa da quella a bosco.
I “castagneti da frutto" : aree caratterizzate dalla presenza esclusiva o decisamente preponderante di piante di castagno ad alto fusto in genere di notevoli dimensioni e sviluppo, destinate, attualmente o in passato, principalmente alla produzione di frutti.
I "rimboschimenti": impianti artificiali di specie legnose destinate a fornire prodotti classificati come forestali o ad esercitare particolari funzioni di protezione ambientale o di carattere sociale, estetico e/o ricreativo (polifunzionalità). Essi hanno un'altezza media inferiore a 5 m ed occupano una qualsivoglia estensione.
"formazione vegetale lineare": qualsiasi formazione arbustiva o arborea di origine naturale o antropica avente larghezza media inferiore a 20 m e lunghezza pari ad almeno 3 volte la dimensione media della larghezza. In caso di preponderante componente arborea (formazioni di ripa o di forra, fasce frangivento, ecc.) l'altezza media della vegetazione arborea è maggiore di 5 m. In caso di prevalente presenza di specie arbustive (siepi, siepi alberate) l' altezza media della vegetazione risulta inferiore a 5 m. Sono esclusi i filari di piante arboree, quali, ad esempio, le alberature stradali non accompagnate da una significativa complessità strutturale, come nelle siepi alberate, che, quindi, sono incluse.
Non sono pertanto inclusi nelle aree forestali:
l’arboricoltura specializzata da legno;
i prati e i pascoli arborati il cui grado di copertura arborea non superi il 20% della loro superficie e sui quali non sia in atto una rinnovazione forestale;
i parchi e giardini urbani, pubblici e privati;
i filari di piante.
Dott. For. Alberto Mieti.