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Timestamp: 2018-08-17 17:42:19+00:00
Document Index: 133692316

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 16', 'art.1117', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16']

DETRAZIONE del 50% per l’ACQUISTO DI MOBILI stralcio della circolare governativa | Bado office & interior design - Mobili per Ufficio e Arredo Casa
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DETRAZIONE del 50% per l’ACQUISTO DI MOBILI stralcio della circolare governativa
Una cicolare governativa conferma il rimborso delle spese per l’acquisto di mobili per immobili ad uso abitativo in ristrutturazione!
DETRAZIONE del 50% per l’ACQUISTO DI MOBILI destinati all’arredamento dell’abitazione da ristrutturare, fino ad un ammontare di 10.000 euro (con un bonus pari, quindi, a 5.000 euro). L’importo spettante a titolo di bonus è ripartibile in dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo
riportiamo uno stralcio della circolare in cui sono specificate le modalità di attuazione della detrazione:
3. ACQUISTO DI MOBILI E DI GRANDI ELETTRODOMESTICI
L’art. 16, comma 2, del decreto, nel quadro delle misure adottate perfavorire la ripresa economica, prevede che “Ai contribuenti che fruiscono delladetrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall’impostalorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delleulteriori spese documentate e sostenute dalla data di entrata in vigore delpresente decreto per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classenon inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le qualisia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto diristrutturazione.”.Il medesimo comma 2 stabilisce che la detrazione “da ripartire tra gliaventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontarecomplessivo non superiore a 10.000 euro.”.La detrazione in esame presenta sostanziali analogie con la detrazione a suotempo prevista dall’art. 2 del decreto-legge n. 5 del 2009 (anch’essa diretta adagevolare le ulteriori spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomesticifinalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione); se ne distingue,tuttavia, per alcune differenze, sia nel testo della disposizione agevolativa che nelcontesto normativo di riferimento, che non consentono di fare un mero rinvio alleistruzioni già emanate con riguardo alla precedente agevolazione (cfr. circolare n.35/E del 16 luglio 2009, circolare n. 21/E del 23 aprile 2010, paragrafo 2).
3.1 Soggetti che possono beneficiare della detrazione
I soggetti che possono avvalersi del beneficio fiscale sono individuati indirettamente dal comma 2, mediante riconoscimento della detrazione “Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1”, ossia ai contribuenti che, come chiarito al precedente paragrafo 2 di questa circolare,fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis del TUIR con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili.
3.2 Interventi edilizi che costituiscono il presupposto per la detrazione
Il comma 2 richiede, tuttavia, anche altri requisiti, in quanto i contribuenti in questione devono sostenere “ulteriori spese documentate”, rispetto a quelle sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per “l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, finalizzati all’ arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”.La finalizzazione, che conferma quella già presente nel 2009, evidenzia la stretta correlazione tra l’incentivo a favore del settore del mobile e quello a favore del settore edile.L’Agenzia delle entrate, già con riguardo all’ analoga agevolazione istituita dall’art. 2 del decreto-legge n. 5 del 2009, ha chiarito che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che costituiscono presupposto del beneficio in esame non sono limitati alla “ristrutturazione edilizia” in senso tecnico, ma comprendono anche la manutenzione straordinaria, e il restauro e risanamento conservativo, di singole unità immobiliari residenziali (cfr. circolare n. 35/E del 2009).Il comma 2 dell’art. 16 del decreto, tuttavia, non prevede più la limitazione agli interventi edilizi effettuati su “singole unità immobiliari residenziali”, pur mantenendo invariata la necessaria finalizzazione dell’acquisto all’ arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.Ne consegue che possono costituire valido presupposto per la fruizione della detrazione in esame l’effettuazione di interventi edilizi sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali di cui all’ art.1117 del codice civile (cfr. il paragrafo 1.3 di questa circolare), in funzione degli acquisti dei beni agevolati finalizzati all ’arredo, rispettivamente, delle singole unità immobiliari e delle parti comuni (ad esempio, guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.). L’effettuazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali non consente ai singoli condomini, che fruiscono pro-quota della relativa detrazione, di acquistare mobilie grandi elettrodomestici da destinare all’ arredo della propria unità immobiliare.Inoltre, occorre tenere conto della circostanza che l’art. 16-bis del TUIR ricomprende tra gli interventi edilizi agevolabili anche alcuni interventi non contemplati dall’art. 1 della legge n. 449 del 1997 (norma sui benefici fiscali per il recupero del patrimonio edilizio richiamata dall’art. 2 del decreto-legge n. 5 del2009).In particolare, l’art. 16-bis del TUIR consente la fruizione della detrazione per gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, sempre ché sia stato dichiarato lo stato di emergenza (comma 1, lett. c), nonché nei casi di interventi di ristrutturazione o restauro e risanamento conservativo di interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie (comma 3),detrazione originariamente prevista dall’art. 9, comma 2, della legge n. 448 del 2001 e più volte prorogata. In questo secondo caso la detrazione per gli interventi edilizi, calcolata su un importo pari al 25% del prezzo dell’unità immobiliare,compete al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari.Al medesimo contribuente compete anche la detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2013.In sintesi, la detrazione in esame è collegata agli interventi:- di manutenzione ordinaria, di cui alla lett. a) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale;- di manutenzione straordinaria, di cui alla lett. b) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;- di restauro e di risanamento conservativo, di cui alla lett. c) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali; - di ristrutturazione edilizia, di cui alla lett. d) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;- necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie precedenti, sempre ché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;- di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, di cui alle lettere c) e d) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
3.3 Avvio degli interventi di recupero del patrimonio edilizio
Il comma 2 dell’art. 16 del decreto, a differenza dell’analoga agevolazione operante nel 2009, non individua espressamente la data a decorrere dalla quale devono essere iniziati gli interventi di ristrutturazione, né quella a decorrere dalla quale devono essere sostenute le spese per detti interventi.A tal fine, occorre considerare che – per effetto del richiamo alla fruizione della detrazione di cui al comma 1 – i contribuenti ammessi a beneficiare della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sono i medesimi contribuenti che fruiscono della detrazione del 50% per aver sostenuto spese,riguardanti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio in precedenza indicati, dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore dell’articolo 11, comma 1 del decreto-legge n. 83 del 2012 (cfr. paragrafo 2.1).Si ritiene, quindi, che il legislatore abbia considerato il sostenimento di spese dal 26 giugno 2012 per gli interventi edilizi in precedenza elencati, come presupposto cui collegare la possibilità di avvalersi della detrazione in esame,essendo rappresentativo di lavori in corso di esecuzione o comunque terminati da un lasso di tempo sufficientemente contenuto, tale da presumere che l’acquisto
19 sia diretto al completamento dell’arredo dell’immobile su cui i lavori sono stati effettuati.Si ritiene possibile, inoltre, che le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici siano sostenute anche prima di quelle per la ristrutturazione dell’immobile, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui detti beni sono destinati. In altri termini, la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione (cfr. paragrafo 2.1 della circolare n. 21/E del 2010).
La data di avvio potrà essere comprovata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare, dalla Comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’ Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria, ovvero, in caso si tratti di lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi dovrà essere oggetto di dichiarazione sostituti vedi atto di notorietà , resa ai sensi dell’art. 47 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445,come prescritto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011.
3.4 Beni agevolabili
La detrazione in esame compete per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di:- mobili;- grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.La legge di conversione del decreto, nell’ estendere il beneficio all’ acquisto di grandi elettrodomestici, ha espressamente specificato che possono beneficiare della detrazione in esame le spese sostenute dal 6 giugno 2013, data di entrata in vigore del decreto.Per quanto concerne la data entro la quale devono essere sostenute le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, rileva la circostanza, in precedenza evidenziata, della stretta connessione tra la fruizione della detrazione per gli interventi di ristrutturazione e la fruizione della detrazione in esame, da cui consegue che il 31 dicembre 2013 è la data ultima entro cui devono essere sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici per poter fruire della detrazione.Si precisa, inoltre, che possono essere agevolate solo le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici nuovi. Sebbene la disposizione in esame non lo preveda espressamente, detto requisito deve ritenersi assolutamente implicito nella ratio della disposizione, diretta a stimolare il settore produttivo di riferimento, effetto non ottenibile se fossero agevolate le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici usati.Il collegamento richiesto dalla norma tra acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici e arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione deve sussistere tenendo conto dell’immobile nel suo complesso e non del singolo ambiente dell’immobile stesso. In altri termini, l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se detti beni siano destinati all’ arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi indicati al paragrafo
3.2.Rientrano tra i “mobili” agevolabili, a titolo esemplificativo, letti, armadi,cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze,nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.Per quel che riguarda i grandi elettrodomestici, la disposizione limita ilbeneficio all’ acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o 21 superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l’etichetta energetica. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica.Per quanto riguarda l’individuazione dei “grandi elettrodomestici”, in assenza di diverse indicazioni nella disposizione agevolativa, costituisce utile riferimento l’elenco di cui all’ allegato 1B del decreto legislativo 25 luglio 2005,n. 151, secondo cui rientrano nei grandi elettrodomestici, a titolo esemplificativo:frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura,stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. Nell’ importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, sempreché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento indicate al successivo par. 3.6.
3.5 Ammontare della spesa detraibile
L’art. 16, comma 2, secondo periodo, del decreto precisa che “La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.”.L’importo massimo di euro 10.000 su cui calcolare la detrazione si riferisce complessivamente alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. In altri termini, se la somma delle spese sostenute per l’ acquisto di mobili e grandi elettrodomestici supera l’importo di euro 10.000, la detrazione spettante dovrà essere determinata comunque sull’ importo massimo di euro 10.000.Il predetto importo massimo di euro 10.000 è riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o alla parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione, i cui dati catastali devono essere riportati nella dichiarazione dei redditi, prescindendo dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa.Al contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari il diritto al beneficio di cui all’art. 16 del decreto dovrà essere riconosciuto più volte. L’importo massimo di euro 10.000 dovrà essere riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.
3.6 Adempimenti
Il beneficio fiscale in esame è ancorato a quello per il recupero del patrimonio edilizio. Ciò comporta che il contribuente, per avvalersi del nuovo beneficio fiscale, deve fruire della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio rispettando i presupposti e gli adempimenti previsti dall’ art. 16-bis del TUIR, dal regolamento adottato con decreto del Ministero delle finanze di concerto con il Ministro dei Lavori pubblici del 18 febbraio 1998, n. 41, nonché dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011.A tal riguardo si ricorda che dal 2011 non è più necessaria la comunicazione preventiva al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle entrate, in quanto detto adempimento è stato sostituito dall’ indicazione di alcuni dati nella dichiarazione dei redditi e dall’ obbligo della conservazione della documentazione individuata dal citato provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011.Rimane fermo, invece, l’obbligo di pagare il corrispettivo degli interventi di recupero del patrimonio edilizio mediante l’apposito bonifico bancario o postale,salve talune specificate eccezioni, tra le quali il pagamento relativo all’ acquisto degli immobili da imprese che hanno eseguito la ristrutturazione di un intero fabbricato.Per quanto attiene agli adempimenti da seguire per la fruizione della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, si ricorda che i contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con23le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati (cfr. comunicato stampa del 4 luglio 2013).Nei bonifici, pertanto, dovranno essere indicati:- la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da PosteItaliane SPA per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati;- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;- il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.Per esigenze di semplificazione legate alle tipologie di beni acquistabili, è consentito effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso,la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari,contanti o altri mezzi di pagamento.Le spese sostenute, inoltre, devono essere “documentate”, conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito,documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.
* * *Le Direzioni regionali vigileranno affinché le istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente circolare vengano puntualmente osservati dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.
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