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Timestamp: 2018-10-19 04:32:37+00:00
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Relatore AMENDOLA Fabrizio Archivi - Avvocato Renato D'Isa
Relatore AMENDOLA Fabrizio
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-04-18T14:31:25+00:0018 aprile 2018|Cassazione civile 2018, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Diritto Fallimentare, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 dicembre 2016, n. 25263
Il giudizio di proporzionalita' tra licenziamento disciplinare e addebito contestato e' devoluto al giudice di merito, la cui valutazione non e' censurabile in sede di legittimita', ove sorretta da motivazione [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-01-03T16:53:34+00:003 gennaio 2017|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 novembre 2016, n. 22473
Legittimo il licenziamento dell'agente assicurativo che abbia omesso di effettuare contabilizzazioni, abbia smarrito quietanze e che abbia proceduto a liquidare sinistri senza autorizzazione Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-11-25T12:31:18+00:0025 novembre 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-09-22T15:19:04+00:0022 settembre 2016|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Il datore è tenuto a versare al trasportatore la somma in più richiesta in funzione della produzione di copia dei dischi cronotachigrafi Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 2 [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-09-13T19:39:06+00:0013 settembre 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
In materia di licenziamenti disciplinari, deve escludersi che, ove un determinato comportamento del lavoratore, invocato dal datore di lavoro come giusta causa di licenziamento, sia contemplato dal contratto collettivo come [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-07-14T14:54:55+00:0014 luglio 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Licenziamento per il dirigente medico della Asl che nell'ambito della sua attività libero professionale extra moenia rilasci un certificato di idoneità per il conseguimento del porto d'armi Suprema Corte [...]
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 marzo 2016, n. 5538. Il danno da stress o usura psicofisica derivante dal mancato riconoscimento delle soste obbligatorie nella guida, inscrivendosi nella unitaria categoria del danno non patrimoniale causato da inadempimento datoriale, presuppone, ai fini della sua risarcibilità, la sussistenza di un pregiudizio concreto patito dal titolare dell’interesse leso, sul quale, pertanto, grava l’onere della relativa specifica deduzione, e successivamente prova, anche attraverso presunzioni semplici, non potendo il diritto del lavoratore al risarcimento del danno non patrimoniale prescindere da una specifica allegazione sulla natura e sulle caratteristiche del danno medesimo
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 21 marzo 2016, n. 5538 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-04-05T15:16:53+00:005 aprile 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 22 febbraio 2016, n. 3422. Via libera al danno per dequalificazione professionale al dipendente della poste messo a fare lavori manuali come svuotare sacchi o trasportare carrelli mentre prima svolgeva un ruolo di natura tecnica. Il datore doveva fornire la prova dell’impossibilità di adibirlo a mansioni equivalenti
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 22 febbraio 2016, n. 3422 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-03-08T15:13:57+00:008 marzo 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 febbraio 2015, n. 2021. L’immediatezza della contestazione disciplinare e la tempestività dell’irrogazione della relativa sanzione può in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo, più o meno lungo, quando l’accertamento e la valutazione dei fatti richieda uno spazio temporale maggiore ovvero quando la complessità della struttura organizzativa dell’impresa possa far ritardare il provvedimento di recesso. Il requisito della specificità della previa contestazione dell’addebito, necessario nei licenziamenti disciplinari, non è integrato dalla certezza dei fatti addebitati ma dalla idoneità della contestazione a realizzare il risultato perseguito dalla legge ossia a consentire al lavoratore una puntuale difesa, ed a tal fine si richiede soltanto che la contestazione individui i fatti addebitati con sufficiente precisione, anche se sinteticamente, per modo che non risulti incertezza circa l’ambito delle questioni sulle quali il lavoratore è chiamato a difendersi. In tema di licenziamento disciplinare, la violazione del principio di immutabilità della contestazione non può essere ravvisata in ogni ipotesi di divergenza tra i fatti posti a base della contestazione iniziale e quelli che sorreggono il provvedimento disciplinare, occorrendo verificare se tale divergenza comporti in concreto una violazione del diritto di difesa del lavoratore
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 4 febbraio 2015, n. 2021 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-02-19T13:19:07+00:0019 febbraio 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti