Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-terzo/titolo-iii/capo-iii/art254.html
Timestamp: 2019-11-18 13:33:15+00:00
Document Index: 83505609

Matched Legal Cases: ['art. 254', 'art. 8', 'art. 103', 'art. 353', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 254', 'art. 254', 'art. 254', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 254 codice di procedura penale - Sequestro di corrispondenza - Brocardi.it
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Articolo 254 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 254 Codice di procedura penale
1. Presso coloro che forniscono servizi postali, telegrafici, telematici o di telecomunicazioni è consentito procedere al sequestro di lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi e altri oggetti di corrispondenza, anche se inoltrati per via telematica (1), che l'autorità giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere spediti dall'imputato [60, 61, 235] o a lui diretti, anche sotto nome diverso o per mezzo di persona diversa o che comunque possono avere relazione con il reato [103 6] (2). (5)
2. Quando al sequestro procede un ufficiale di polizia giudiziaria (3), questi deve consegnare all'autorità giudiziaria gli oggetti di corrispondenza sequestrati, senza aprirli o alterarli (4) e senza prendere altrimenti conoscenza del loro contenuto [353].
(1) Il riferimento agli oggetti di corrispondenza inoltrati per via telematica è stato inserito dall'art. 8, comma 4, lett. a) della l. 18 marzo 2008, n. 48.
(2) Si considera esclusa la corrispondenza riconoscibile tra imputato e difensore ex art. 103.
(3) Secondo quanto dispone l'art. 353, nel caso di acquisizione di plichi sigillati che possano contenere notizie utili all'assicurazione delle fonti di prova, l'ufficiale di p.g. informa il P.M. il quale può autorizzarne l'apertura immediata, con la specificazione se si tratta di mera corrispondenza per la quale è previsto il sequestro a norma dell'articolo in esame, l'ufficiale di p.g. può limitarsi alla sospensione dell'inoltro e attendere l'eventuale decreto di sequestro del pubblico ministero.
(4) L'art. 8, comma 4, lett. a) della l. 18 marzo 2008, n. 48 ha inserito il riferimento all'alterazione.
(5) Comma sostituito dall'art. 8, L. 18/03/2008, n. 48, (G.U. 04/04/2008, n. 80, S.O. n. 79), con decorrenza dal 05/04/2008.
Spiegazione dell'art. 254 Codice di procedura penale
Il sequestro è un particolare mezzo di acquisizione della prova, che il legislatore ha inteso chiaramente differenziare dalle altre figure di sequestro presenti nel codice, accomunate comunque da un vincolo di indisponibilità della cosa, ma che rispondono ora a finalità conservative (artt. 316-320), ora a finalità preventive (artt. 321-323).
Per quanto concerne questa particolare tipologia di sequestro, il legislatore precisa la sequestrabilità presso gli uffici postali di lettere, pieghi, pacchi e di ogni altro oggetto presumibilmente spedito dall’imputato o a lui diretto (fatta eccezione per la corrispondenza tra imputato e difensore) o che comunque possa avere un collegamento con il reato.
Dato che, come precisato dal comma 4 dell’articolo 253, al sequestro procede l’autorità giudiziaria o anche un ufficiale di polizia giudiziaria, ma solo se munito di apposita delega fornita dall’A.G., qualora al sequestro proceda un ufficiale, quest’ultimo deve consegnare la corrispondenza sequestrata all’autorità giudiziaria senza alterarle, aprirle o venire comunque a conoscenza del contenuto.
Per contro, la corrispondenza che non rientra nella nozione di cosa sequestrabile ai sensi del primo comma deve essere restituita all’avente diritto e non può in nessun caso essere altrimenti utilizzata.
Massime relative all'art. 254 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 24919/2014
Non è applicabile la disciplina dettata dall'art. 254 cod. proc. pen., bensì quella ordinaria in materia di sequestro, con riferimento a lettere o pieghi non ancora avviati dal mittente al destinatario o già ricevuti da quest'ultimo, poiché tali oggetti non costituiscono "corrispondenza", implicando tale nozione un'attività di spedizione in corso o comunque avviata dal mittente mediante la consegna del plico a terzi per il recapito.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 24919 del 12 giugno 2014)
Cass. pen. n. 28997/2012
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 28997 del 18 luglio 2012)
Cass. pen. n. 20228/2006
Il provvedimento, con cui il pubblico ministero ordina al direttore della Casa circondariale di esibire alla polizia giudiziaria tutta la corrispondenza relativa ad un detenuto e di consentirle l'estrazione di copia, dà luogo, in assenza di un precedente ordine di sottoposizione a visto di controllo disposto con le modalità e le garanzie della legge di ordinamento penitenziario, ad una forma atipica di intercettazione del contenuto della corrispondenza epistolare, con conseguente inutilizzabilità probatoria della corrispondenza per mancanza dell'autorizzazione del giudice
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 20228 del 13 giugno 2006)