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Timestamp: 2018-07-16 23:53:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Ravvedimento Operoso, Le Sanzioni E Gli Adempimenti Per Mettersi In Regola - Elabora Web S.r.l.
Ravvedimento Operoso, Le Sanzioni E Gli Adempimenti Per Mettersi In Regola
Flavio Albano 29th Ago 2017 Fisco
Gli errori e le omissioni nell’effettuazione dei versamenti delle imposte dirette, dell’Iva e delle ritenute, nonché nella presentazione delle relative dichiarazioni fiscali annuali, come indicato ad esempio nel modello 730, nel modello 770 e nel modello F24, possono determinare l’insorgenza di una o più violazioni, con conseguente applicazione delle relative sanzioni pecuniarie da parte dell’amministrazione finanziaria. Tuttavia l’art. 13 del D.Lgs. 472/97 attribuisce al contribuente, che è incorso nella violazione, la possibilità di attivarsi autonomamente per regolarizzare la propria posizione, quindi applicando il cosiddetto ravvedimento operoso, ottenendo una significativa attenuazione del regime sanzionatorio, a condizione che la violazione non sia già stata contestata dall’amministrazione finanziaria o non siano comunque già iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento del quale il contribuente abbia avuto formale conoscenza e che egli si attivi entro i termini previsti dal citato art. 13, che decorro dalla data in cui la violazione è stata commessa.
Affinché il ravvedimento operoso esplichi utilmente i suoi effetti di regolarizzazione della violazione, il contribuente deve:
effettuare il versamento delle imposte o ritenute dovute e/o presentare una dichiarazione sostitutiva di quella precedentemente presentata;
procedere al contestuale versamento delle sanzioni e degli interessi legali dovuti sulle eventuali imposte e ritenute non versate previste per la specifica violazione, ancorché nella misura ridotta di cui all’art. 13 del D.Lgs. 472/97.
Con l’istituto del ravvedimento operoso possono essere sanate sia violazioni concernenti la presentazione delle dichiarazioni, sia violazioni concernenti l’effettuazione dei versamenti di imposte e ritenute.
L’unica tipologia di violazione che non può essere regolarizzata è quella costituita dall’omessa presentazione della dichiarazione con o senza inadempimenti nei versamenti.
Le violazioni per cui è previsto il ravvedimento riguardano: omissioni nei versamenti di imposte e ritenute dichiarate o rilevabili in sede di liquidazione o controllo formale delle dichiarazioni; presentazione di dichiarazione infedele; presentazione di dichiarazione non conforme; errori o omissioni concernenti il modello F24 che non incidono sul versamento delle imposte e ritenute; tardiva presentazione della dichiarazione.
Le violazioni di soli obblighi di natura dichiarativa attengono:
all’omessa presentazione della dichiarazione, quando non risultano dovute imposte o ritenute;
alla tardiva presentazione della dichiarazione, quando non risultano imposte o ritenute;
agli errori o alle omissioni nella compilazione delle dichiarazioni che non incidono sulla determinazione del tributo, quindi i casi di dichiarazione non conforme.
Nell’ipotesi di omessa presentazione senza omessi versamenti, la violazione non può essere oggetto di ravvedimento, in quanto il contribuente può regolarizzare, ai sensi della lettera c dell’art. 13 comma 1 del D.Lgs. 472/97, solo l’ipotesi di presentazione tardiva. Per questa violazione, pertanto, si può soltanto attendere la rilevazione da parte dell’amministrazione finanziaria e la conseguente comminazione delle sanzioni.
Le violazioni che attengono alla sola sfera degli obblighi di versamento sono riconducibili a:
omessi, tardivi o insufficienti versamenti di imposte e ritenute dichiarate o comunque rilevabili in sede di liquidazione o controllo formale delle dichiarazioni;
errori o omissioni concernenti il modello F24 che non incidono sul versamento delle imposte e ritenute.
Ai sensi della lettera a dell’art. 13 comma 1 del D.Lgs. 472/97, l’omesso versamento di imposte e ritenute, nonché i versamenti tardivi e quelli insufficienti possono essere regolarizzati dal contribuente, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, mediante il versamento di quanto ancora dovuto all’Erario e il pagamento di una sanzione.
Le violazioni possono anche essere miste, cioè possono riguardare sia gli obblighi di natura dichiarativa che quelli di versamento dei tributi. Le violazioni miste sono: presentazione di dichiarazione infedele; omessa presentazione della dichiarazione con omesso versamento di imposte o ritenute.
Ai sensi della lettera b dell’art. 13, comma 1 del D.Lgs. 472/97, la presentazione di una dichiarazione infedele può essere regolarizzata dal contribuente entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, mediante:
presentazione di una nuova dichiarazione sostitutiva della precedente;
versamento delle maggiori imposte o ritenute non risultanti dalla precedente dichiarazione e non rilevabili dall’amministrazione finanziaria in sede di liquidazione o controllo formale;
versamento degli interessi dovuti nella misura del tasso legale sulle maggiori imposte o ritenute versate tardivamente;
versamento di una sanzione in percentuale alle maggiori imposte o ritenute emergenti dalla nuova dichiarazione rispetto a quella infedele.
Con il decreto legislativo n. 158/2015 vi è stata una modifica della normativa sulle sanzioni per ritardati o omessi versamenti, riducendo alla metà la sanzione ordinaria per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza secondo il concetto di lieve ritardo. In questi casi la sanzione passa dal 30% al 15%, per cui ne scaturisce che la sanzione ordinaria sarà così strutturata: per ritardi fino a 14 gg, sanzione del 15% ridotta a 1/15 per giorno; per ritardi tra 15 e 90 giorni, sanzione del 15%; per ritardi superiori a 90 giorni, sanzione ordinaria del 30%.
Alla misura generale della sanzione del 15% o del 30% vengono applicate ulteriori riduzioni modulate tenendo presente i tempi del ritardo.
Si hanno così diversi tipi di ravvedimento operoso: quello sprint, esercitabile entro il 14° giorno dalla scadenza naturale del versamento, con l’applicazione di una sanzione pari allo 0,1% giornaliero; il breve, per versamenti eseguiti oltre il 14° giorno ma entro il 30° con una sanzione pari all’1,5% oltre all’interesse al tasso legale; il trimestrale o ravvedimento intermedio, per versamenti eseguiti oltre il 30° giorno ma entro il 90°, la sanzione applicabile è pari all’1,67% oltre all’interesse al tasso legale; l’annuale, per versamenti eseguiti entro 1 anno o se prevista la dichiarazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa, la sanzione applicabile è pari al 3,75 oltre gli interessi al tasso legale; il biennale, per versamenti eseguiti entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo o se non è prevista la dichiarazione due anni dall’omissione; la sanzione applicabile è pari al 4,29 oltre gli interessi al tasso legale; e anche oltre.
Per il modello F24, quando l’errore viene corretto entro 90 giorni, la sanzione per l’omessa presentazione del modello è in generale di 100 euro; la sanzione scende a 50 euro quando il ritardo non supera cinque giorni lavorativi.