Source: http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2513:cassazione-penale-sez-4-01-dicembre-2009-n-45921-preposto-dellimpresa-appaltatrice&catid=17:cassazione-penale&Itemid=60
Timestamp: 2013-05-19 06:26:20+00:00
Document Index: 182038278

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 590']

Cassazione Penale, Sez. 4, 01 dicembre 2009, n. 45921 - Preposto dell'impresa appaltatrice	Mercoledì 20 Gennaio 2010 18:27	Appalto e Contratto d'opera
L'infortunio era avvenuto mentre il lavoratore stava coadiuvando il conducente di una gru mobile che stava trasportando un fascio di travi di metallo lunghi mt. 5,6 e aveva il compito di evitare che le travi ondeggiassero. Per le scorrette modalità di esecuzione del lavoro il lavoratore era stato colpito alla spalla e al collo dalle travi; era caduto al suolo ed era stato travolto dalle ruote anteriori del mezzo che erano passate sugli arti inferiori del lavoratore caduto al suolo dopo l'urto.
La responsabilità delle due persone di cui è stata confermata la condanna in secondo grado è stata individuata per il datore di lavoro nell'omissione di un'adeguata formazione e informazione sulle modalità di esecuzione dei lavori di trasporto e movimentazione di carichi pesanti; per il preposto nell'omesso controllo che i lavori venissero svolti in sicurezza e con l'uso di modalità idonee. Entrambi gli imputati ricorrono in Cassazione - Inammissibili
Per quanto concerne la responsabilità del datore di lavoro, l'affermazione di responsabilità non è avvenuta per aver omesso di controllare l'esecuzione dei lavori edili - come si sostiene nel ricorso - ma per aver omesso la formazione e l'informazione dei lavoratori addetti alla movimentazione dei carichi pesanti. Compito che non può che incombere sul datore di lavoro o su persona idonea espressamente da lui delegata. Per quanto concerne la responsabilità del preposto invece, egli si limita ad affermare che egli non aveva alcun obbligo di controllare l'attività di S. che non era dipendente della spa della quale l'imputato era preposto.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MARZANO Francesco - Presidente - Dott. BRUSCO Carlo G. - rel. Consigliere - Dott. IACOPINO Silvana Giovann - Consigliere - Dott. FOTI Giacomo - Consigliere - Dott. D'ISA Claudio - Consigliere - ha pronunciato la seguente: SENTENZA/ORDINANZA
sul ricorso proposto da: 1) N.G. N. IL (OMISSIS); 2) G.W. N. IL (OMISSIS); avverso la sentenza n. 625/2004 CORTE APPELLO di BOLOGNA, del 06/10/2006; visti gli atti, la sentenza e il ricorso; udita in PUBBLICA UDIENZA del 28/10/2009 la relazione fatta dal Consigliere Dott. BRUSCO CARLO GIUSEPPE; Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. IANNELLI Mario,che ha concluso per l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per essere il reato estinto per prescrizione; Udito il difensore Avv. PELLICIARDI che ha concluso per l'accoglimento dei ricorsi. La Corte: Fatto 1) La Corte d'Appello di Bologna, con sentenza 6 ottobre 2006, ha giudicato sugli appelli proposti da N.G., P. A., G.W. e L.F. contro la sentenza 27 maggio 2003 del Tribunale di Modena che li aveva condannati alle pene ritenute di giustizia per il delitto di cui all'art. 590 cod. pen. in danno di S.C. che aveva subito lesioni gravi a seguito di un infortunio sul lavoro verificatosi in (OMISSIS).
I giudici di merito hanno accertato che l'infortunio era avvenuto mentre S. stava coadiuvando il conducente di una gru mobile che stava trasportando un fascio di travi di metallo lunghi mt. 5,6 e aveva il compito di evitare che le travi ondeggiassero. Per le scorrette modalità di esecuzione del lavoro il lavoratore era stato colpito alla spalla e al collo dalle travi; era caduto al suolo ed era stato travolto dalle ruote anteriori del mezzo che erano passate sugli arti inferiori del lavoratore caduto al suolo dopo l'urto.
Ma nel caso in esame l'affermazione di responsabilità di N. non è avvenuta per aver omesso di controllare l'esecuzione dei lavori edili - come si sostiene nel ricorso - ma per aver omesso la formazione e l'informazione dei lavoratori addetti alla movimentazione dei carichi pesanti. Compito che non può che incombere sul datore di lavoro o su persona idonea espressamente da lui delegata.
In buona sostanza il ricorrente non pone in discussione di aver svolto funzioni di preposto nell'ambito dell'attività appaltata dall'impresa N. nel corso del quale si è verificato l'infortunio ma si limita ad affermare che egli non aveva alcun obbligo di controllare l'attività di S. che non era dipendente della soc. N.. A parte il rilievo che il giudice di merito ha escluso che G. abbia fornito al gruista le necessarie istruzioni e ha accertato che è stato il medesimo G. ad organizzare il lavoro è comunque manifestamente infondata la pretesa del preposto secondo cui l'obbligo di predisporre modalità di lavoro in sicurezza e di verificare l'applicazione delle misure di prevenzione antinfortunistica sussisterebbe esclusivamente nei confronti dei dipendenti del suo datore di lavoro dovendosi estendere, l'applicazione delle misure di prevenzione, a tutti coloro che si trovano nell'ambiente di lavoro ed in particolare a coloro che, nell'ambito dell'organizzazione di lavoro dell'impresa, siano inseriti nell'attività lavorativa che svolgono in collaborazione con i suoi dipendenti.
P.Q.M. La Corte Suprema di Cassazione, Sezione Quarta Penale, dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e ciascuno a quello della somma di Euro 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Depositato in Cancelleria il 1 dicembre 2009 Menu Principale