Source: https://www.egregioavvocato.it/articoli-avvocati-online/diritto-civile/condominio/condominio-cosa-fare-se-il-vecchio-amministratore-non-consegna-la-documentazione-al-nuovo-amministra
Timestamp: 2017-11-21 18:57:29+00:00
Document Index: 44398413

Matched Legal Cases: ['art. 700', 'art. 700', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 700']

Condominio, come tutelarsi
» Il vecchio amministratore non consegna la documentazione del Condominio al nuovo amministratore. Lo studio legale spiega come tutelarsi
Una delle più diffuse problematiche per un Condominio che decide, esercitando un proprio pieno diritto, di cambiare l'amministratore, coincide con la difficoltà di farsi restituire tutti i documenti inerenti alla gestione dello stesso.
"Il ritardo nella consegna dei documenti può essere foriera di molti disagi ed addirittura di danni per il Condominio" spiega l'avvocato online. "Si pensi, ad esempio, alla necessità di pagare l'assicurazione in scadenza, le bollette o i fornitori.
" Per ovviare a questa situazione il nuovo amministratore dovrà, certamente, attivarsi appena possibile, richiedendo mediante diffida al vecchio amministratore tutta la documentazione.
Qualora il vecchio amministratore non adempia spontaneamente, la nuova normativa sul condominio permette di richiedere immediatamente, a mezzo di ricorso ex art. 700 cpc (*), al Tribunale l'emissione di un provvedimento di urgenza che preveda la condanna alla restituzione.
Si ritengono, dunque, pienamente integrati i requisiti del buon diritto e del pericolo nel ritardo propri del ricorso d'urgenza medesimo.
Problematiche come questa sono molto comuni. In caso anche tu abbia riscontrato un problema del genere, ti invitiamo a chiedere una consulenza a un avvocato, che valuterà la tua situazione e sarà in grado di dirti come agire legalmente.
Puoi farlo anche attraverso questo portale, compilando un modulo di richiesta per ottenere uno o più pareri legali e preventivi da parte degli avvocati della tua città. (*) “Il ricorso ex art. 700 c.p.c. si qualifica come una misura cautelare con funzione anticipatoria degli effetti della decisione di merito. Il ricorso d'urgenza è oggi disciplinato dagli artt. 700 e 669-bis c.p.c. e ss.; in particolare, la L. 80/2005 ha introdotto il nuovo sesto comma dell'art. 669-octies c.p.c., ove è disposto che le norme contenute all'art. 669-octies e al primo comma dell'art. 669-novies c.p.c. non si applicano ai provvedimenti d'urgenza emessi ai sensi dell'art. 700 c.p.c.
L'innovazione ha indotto ad affermare l'attenuazione del vincolo di strumentalità che tradizionalmente condizionava l'efficacia dei provvedimenti d'urgenza all'instaurazione del successivo giudizio di merito nel termine perentorio stabilito dalla legge: il provvedimento d'urgenza mantiene, cioè, la propria efficacia indipendentemente dalla proposizione del giudizio di merito, che a seguito della recente riforma è infatti divenuto eventuale (Trib. Genova, 11 maggio 2007, in Riv. critica dir. lav., 2007, 805)….
Il ricorso d'urgenza è subordinato alla sussistenza di una serie di presupposti, quali la dimostrazione da parte del ricorrente del periculum in mora (Trib. Catania, ord. 5 gennaio 2004, in Arch. Civ., 2004, 339), del fumus boni iuris (Trib. Milano, ord. 9 febbraio 2005, in Guida al dir., 2005, fasc. 36, 81), della irreparabilità, gravità ed imminenza del danno (Trib. Napoli, ord. 24 aprile 2000, in Giur. nap., 2000, 324), della atipicità e della sussidiarietà del tipo di tutela richiesta, della mancanza, cioè di un rimedio ad hoc tra quelli previsti nelle varie sezioni del capo III (Trib. Civitavecchia, 25 maggio 2009; Trib. Monza-Desio, 22 settembre 2004, in Giur. Mer., 2005, I, 575; Trib. S.M. Capua Vetere, ord. 16 marzo 2004, ivi, 2004, 2490; Trib. Avezzano, ord. 18 giugno 2004, ivi, 2004, 1685).” Fonte: Diritto 24 de Il Sole 24 Ore.