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Timestamp: 2020-03-30 15:37:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', '§ 47', 'art. 10', 'sentenza ']

DPC | Ne bis in idem e reati tributari: nuova condanna della Finlandia e ...
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C. eur. dir. uomo, Quarta Sezione, sent. 10 febbraio 2015, Kiiveri c. Finalandia
2. Si tratta di un orientamento ormai consolidato della Corte EDU [v. Nikänen c. Finlandia, in questa Rivista, 5 giugno 2014; Lucky Dev c. Svezia, in questa Rivista, 11 dicembre 2014; v. anche Häkkä c. Finlandia, Glantz c. Finlandia, Pirttimäki c. Finlandia]. E ciò non tanto in relazione alla nozione di matière pénale, i cui criteri di identificazione sono i medesimi da quasi quarant'anni, ma in riferimento al concetto di medesimo fatto. A partire dal revirement giurisprudenziale del 2009, con la sentenza Zolotukhin c. Russia, la Corte, per valutare se le due sanzioni di natura penale avessero ad oggetto il medesimo fatto, ha abbandonato ogni riferimento alla fattispecie incriminatrice. Non è il tipo legale a guidare il giudizio sul principio del ne bis in idem di cui all'art. 4 prot. n. 7 della Convenzione, bensì l'identicità materiale e naturalistica del fatto. Poco importa, dunque, che le fattispecie (penal-amministrativa e penale) si differenzino sul piano della tipicità. Ciò che conta, per ritenere violato il divieto, è che l'effetto si risolva nella doppia punizione del medesimo fatto concreto.
4. Senza che sia necessario ripercorrere nel dettaglio le peculiari circostanze di fatto e le considerazioni (ormai) "a rime obbligate" della Corte EDU, vale la pena di mettere in evidenza due aspetti significativi che (ri)emergono nel caso di specie.
Come nel precedente Häkkä c. Finlandia, la Corte ribadisce, inoltre, che non vi può essere violazione dell'art. 4 prot. n. 7 della Convenzione, qualora il ricorrente non abbia cercato, in ambito domestico, di prevenire la doppia incriminazione per il medesimo fatto, facendo appello avverso la condanna nei termini stabiliti. Come accaduto nel caso di specie in relazione a una parte delle contestazioni rivolte al sig. Kiiveri in Finlandia, ciò comporta il mancato esaurimento dei rimedi interni (§ 47).
5. Vi è un aspetto ulteriore che merita di essere messo in rilievo: la giurisprudenza della Corte EDU sul doppio binario penale-amministrativo in materia tributaria comincia a far breccia nella giurisprudenza della Corte di cassazione. Sia pure attraverso un semplice obiter dictum che lascia trasparire la scarsa attenzione riservata al sistema delle fonti sovranazionali, la Cassazione, trovandosi a giudicare un caso di omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis d.lgs. 74/2000), ha recentemente affermato che emergono «non irrilevanti dubbi di compatibilità con la normativa comunitaria (si veda a tale proposito quanto stabilito con la sentenza della CEDU del 4 marzo 2014 sul caso Grande Stevens contro Italia), che l'illecito amministrativo e quello penale possano avere ad oggetto sostanzialmente il medesimo fatto, rendendo ingiustificata la duplicità di sanzioni in caso di ritenute che superino la soglia» [Cass., Sez. III, sent. 9 ottobre 2014 (dep. 12 marzo 2015), n. 10475: clicca qui per scaricarla].