Source: http://www.sunia.it/sentenze-della-settimana/la-sentenza-della-settimana-dal-15-al-21-ottobre-2018/
Timestamp: 2018-11-17 23:40:03+00:00
Document Index: 21353527

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 38', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 1120', 'art. 13', 'art. 13']

La sentenza della settimana, dal 15 al 21 Ottobre 2018
Tettoia sul balcone e regolamento di condominio
Sez. II civ., sent. 16.5.2017, n. 12190
1. La vicenda oggetto della causa trae origine dai lavori con i quali C.G., C.M. e C.P., da un lato, e R.F., dall’altro – proprietari di rispettivi appartamenti facenti parte dell’edificio condominiale ubicato in … – installarono una tettoia nei balconi delle loro unità immobiliari, sottostanti quella di M.R..
2. La Corte di Appello di Torino, in riforma della pronuncia di primo grado, rigettò la domanda con la quale il M.R. aveva chiesto la condanna dei predetti alla rimozione della tettoia e al ripristino della facciata condominiale (domanda fondata sull’assenza di preventiva autorizzazione da parte dell’assemblea condominiale e sulla lesione al decoro architettonico arrecata all’edificio).
3. Per la cassazione della sentenza di appello ricorre M.R. sulla base di tre motivi.
1. Con i tre motivi di ricorso, si deduce:
1) la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ.), per avere la Corte di Appello omesso di applicare il regolamento condominiale di natura contrattuale, il cui art. 38 prevedeva che «il Condomino che desidera compiere nei locali di sua proprietà opere tali da interessare la stabilità e l’estetica dell’edificio o di parte di esso (…) deve chiedere l’autorizzazione all’Assemblea, la quale la potrà dare sentito il parere di tecnico da essa scelto».
2) la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ.), per avere la Corte di Appello interpretato il regolamento condominiale in violazione dei canoni ermeneutici di cui agli artt. 1362 e segg. cod. civ.;
3) l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio (ex art. 360 n. 5 cod. proc. civ.), per avere la Corte di Appello omesso di considerare la mancata autorizzazione dell’assemblea condominiale.
Secondo la giurisprudenza di questa Corte, dalla quale non v’è ragione di discostarsi, le norme di un regolamento di condominio – aventi natura contrattuale, in quanto predisposte dall’unico originario proprietario dell’edificio ed accettate con i singoli atti di acquisto dai condòmini, ovvero adottate in sede assembleare con il consenso unanime di tutti i condòmini – possono derogare od integrare la disciplina legale, essendo consentito all’autonomia privata di stipulare convenzioni che pongano nell’interesse comune limitazioni ai diritti dei condòmini, sia relativamente alle parti condominiali, sia riguardo al contenuto del diritto dominicale sulle porzioni di loro esclusiva proprietà. Ne consegue che il regolamento di condominio può legittimamente dare del limite del decoro architettonico una definizione più rigorosa di quella accolta dall’art. 1120 cod. civ., estendendo il divieto di innovazioni sino ad imporre la conservazione degli elementi attinenti alla simmetria, all’estetica, all’aspetto generale dell’edificio, quali esistenti nel momento della sua costruzione od in quello della manifestazione negoziale successiva (Cass., Sez. 2, n. 1748 del 24/01/2013).
Ai sensi dell’art. 13 comma 1-quater del D.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.
fabrizio veri	2018-10-15T07:10:59+00:00	Categories: sentenze della settimana|