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Timestamp: 2014-11-23 12:57:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 86', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 90', 'art. 480', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 2740', 'art. 14']

iusna.net - Rivista di giurisprudenza amministrativa - Azione esecutiva contro la P.A. - termine dilatorio di 120 giorni - ottemperanza - inapplicabilit�
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Home Sentenze TAR Campania Processo amministrativo - ottemperanza Azione esecutiva contro la P.A. - termine dilatorio di 120 giorni - ottemperanza - inapplicabilit� Azione esecutiva contro la P.A. - termine dilatorio di 120 giorni - ottemperanza - inapplicabilit�	Scritto da La redazione iusna.net	TAR Napoli, Sez. V, 08 giugno 2006 / 17 luglio 2006, n. 7540 (Pres. D'Alessandro, est. Francavilla) L’art. 14 comma 1° D. L. n. 669/96 prevede che “le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l'obbligo di pagamento di somme di danaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Prima di tale termine il creditore non ha diritto di procedere ad esecuzione forzata nè alla notifica di atto di precetto”.La norma in esame, avente ad oggetto la previsione di un termine dilatorio per la proposizione dell’azione esecutiva nei confronti degli enti pubblici non economici, concerne le sole fattispecie di esecuzione forzata disciplinate dal codice di procedura civile come si evince dall’inequivoco riferimento, ivi contenuto, all’“esecuzione forzata” e all’“atto di precetto”.Né risulta possibile l’estensione per analogia dell’art. 14 D.L. n. 669/96 al giudizio di ottemperanza che si svolge davanti al Giudice Amministrativo. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale Per La Campania – Sede di Napoli, Quinta Sezione Interna, composto dai Signori Magistrati: - Dr. Carlo d’Alessandro - Presidente; - Dr. Paolo Carpentieri – Giudice; - Dr. Michelangelo Francavilla – Giudice relatore estensore ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 2598/06 R.G. proposto da DE PIETRO GINO elettivamente domiciliato in Napoli, piazza Nicola Amore n. 2 presso lo studio dell’avv. Sergio Pepe e rappresentato e difeso da sè stesso ai sensi dell’art. 86 c.p.c. CONTRO COMUNE DI BENEVENTO, in persona del Sindaco p.t., elettivamente domiciliato in Napoli, via Pigna n. 98 presso lo studio dell’avv. Massimo Pagano che, unitamente agli avv.ti Luigi Giuliano e Francesca Paola Basile, lo rappresenta e difende nel presente giudizio per l’esecuzione del giudicato formatosi sul decreto ingiuntivo n. 144/05, emesso l’08/02/05 e depositato il 10/02/05, con cui il Tribunale di Benevento ha ordinato al Comune di Benevento di pagare, in favore di De Pietro Gino, la somma di euro 12.373,00 oltre interessi e le spese processuali ivi liquidate; Visto il ricorso introduttivo del giudizio; Visti gli atti e documenti contenuti nel fascicolo processuale; Designato il dott. Michelangelo Francavilla quale relatore per la Camera di Consiglio dell’08 giugno 2006; Uditi gli Avvocati delle parti come da verbale; Ritenuto, in FATTO, e considerato, in DIRITTO, quanto segue: FATTO Con decreto ingiuntivo n. 144/05, emesso l’08/02/05 e depositato il 10/02/05, il Tribunale di Benevento ha ordinato al Comune di Benevento di pagare, in favore di De Pietro Gino, la somma di euro 12.373,00 oltre interessi e le spese processuali ivi liquidate. Il decreto in esame, notificato il 24/02/05, è stato dichiarato esecutivo per mancata opposizione nel termine di legge ma non è stato eseguito dall’amministrazione nonostante l’atto di diffida ad essa notificato in data 21/02/06. Con ricorso notificato in data 05/04/06 e depositato il 14/04/06 De Pietro Gino ha chiesto l’esecuzione del citato provvedimento monitorio e, nell’ipotesi di perdurante inottemperanza dell’ente pubblico, la nomina di un Commissario ad acta. Il Comune di Benevento, costituitosi in giudizio con memoria depositata il 05 giugno 2006, ha richiesto il rigetto del ricorso. Alla Camera di Consiglio dell’08 giugno 2006 il ricorso è stato trattenuto in decisione. DIRITTO Deve, innanzi tutto, essere esaminata l’eccezione pregiudiziale con cui il Comune di Benevento ha dedotto l’inammissibilità del ricorso perchè proposto prima del termine dilatorio previsto dall’art. 14 D.L. n. 669/96. L’eccezione è infondata e deve essere respinta (per un precedente conforme della Sezione si veda T.A.R. Campania n. 9144/05). L’art. 14 comma 1° D. L. n. 669/96 prevede che “le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l'obbligo di pagamento di somme di danaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Prima di tale termine il creditore non ha diritto di procedere ad esecuzione forzata nè alla notifica di atto di precetto”. La norma in esame, avente ad oggetto la previsione di un termine dilatorio per la proposizione dell’azione esecutiva nei confronti degli enti pubblici non economici, concerne le sole fattispecie di esecuzione forzata disciplinate dal codice di procedura civile come si evince dall’inequivoco riferimento, ivi contenuto, all’“esecuzione forzata” e all’“atto di precetto”. Nè risulta possibile l’estensione per analogia dell’art. 14 D.L. n. 669/96 al giudizio di ottemperanza che si svolge davanti al Giudice Amministrativo. Infatti, la “ratio” del divieto previsto dalla disposizione in esame deve essere individuata nell’esigenza di accordare alle amministrazioni statali e agli enti pubblici non economici, attraverso il differimento dell'esecuzione, uno “spatium adimplendi” per la preparazione dei mezzi finanziari occorrenti al pagamento dei crediti azionati al fine di evitare la paralisi dell'attività amministrativa derivante dai ripetuti pignoramenti di fondi, contemperando in tal modo l'interesse del singolo alla realizzazione del suo diritto con quello, generale, ad una ordinata gestione delle risorse finanziarie pubbliche (così Corte Cost. n. 142/98). Ciò posto, non vi è ragione per estendere l’ambito applicativo dell’art. 14 D.L. n. 669/96 anche al giudizio di ottemperanza le cui peculiarità procedimentali di per sè garantiscono la finalità perseguita dalla norma in questione. In particolare nel giudizio di ottemperanza l’esigenza di un’ordinata gestione delle finanze pubbliche è salvaguardata: a) dalla previa messa in mora, prevista dall’art. 90 R.D. n. 642/07, mediante atto giudiziario notificato contenente un termine dilatorio di almeno trenta giorni (maggiore rispetto a quello di dieci giorni previsto per il precetto dall’art. 480 c.p.c.); b) dalla successiva comunicazione del ricorso, da parte della Segreteria del Giudice, all'Amministrazione inadempiente, ai sensi dell'art. 91 del R.D. 642/07, per le eventuali osservazioni che possono essere depositate entro venti giorni dalla ricevuta comunicazione; c) dall’inesistenza di un atto equivalente al pignoramento idoneo a sottrarre immediatamente, per effetto del vincolo ad esso connesso, beni o denaro dalla disponibilità dell'amministrazione; d) dal fatto che solitamente la sentenza che conclude il giudizio di ottemperanza assegna all'amministrazione un ulteriore termine per provvedere scaduto il quale interviene, in via sostitutiva, un commissario ad acta. A ciò si aggiunga che, anche da un punto di vista formale, l’estensione analogica dell’art. 14 D.L. n. 669/96 appare preclusa, in virtù dell’art. 14 delle preleggi (che sancisce l’inapplicabilità delle leggi eccezionali “oltre i casi e i tempi in esse considerati”), dalla sua natura di norma derogatoria del principio generale di responsabilità del debitore per l’adempimento delle sue obbligazioni previsto dall’art. 2740 c.c. (per la natura di principio generale della responsabilità del debitore si veda Cass. sez. lav., 08 ottobre 1996 n. 8789). La ritenuta inestensibilità al giudizio di ottemperanza dell’art. 14 D.L. n. 669/96 comporta il rigetto dell’eccezione d’inammissibilità formulata dal Comune di Benevento sulla base della norma in esame. Nel merito, il ricorso è fondato e deve essere accolto. Con decreto ingiuntivo n. 144/05, emesso l’08/02/05 e depositato il 10/02/05, il Tribunale di Benevento ha ordinato al Comune di Benevento di pagare, in favore di De Pietro Gino, la somma di euro 12.373,00 oltre interessi e le spese processuali ivi liquidate. Il decreto in esame, notificato il 24/02/05, è stato dichiarato esecutivo per mancata opposizione nel termine di legge come risulta dalla certificazione rilasciata dalla Cancelleria del Tribunale di Benevento il 19/05/06. Il Comune di Benevento non ha eseguito il provvedimento monitorio nonostante l’atto di diffida ad esso notificato in data 21/02/06. L’inerzia dell’ente pubblico è illegittima in quanto violativa dell’obbligo, previsto dagli artt. 4 L. n. 2248/1865 e 37 L. n. 1034/71, dell’autorità amministrativa di eseguire il giudicato cui è equiparabile il decreto ingiuntivo divenuto esecutivo per mancata opposizione (C.d.S. sez. IV n. 233/05). Per questi motivi il ricorso è fondato e merita accoglimento. Deve, pertanto, essere dichiarato l’obbligo del Comune di Benevento di eseguire, entro il termine di giorni trenta dalla comunicazione, in forma amministrativa, o dalla notifica, ad istanza di parte, del presente provvedimento, il decreto ingiuntivo n. 144/05, emesso dal Tribunale di Benevento l’08/02/05 e depositato il 10/02/05. Il Collegio ritiene necessario nominare, sin dora, un Commissario ad acta nella persona del Prefetto di Benevento, o di un funzionario dal predetto delegato con atto formale, il quale, nell’ipotesi di perdurante inottemperanza dell’ente pubblico, provvederà all’esecuzione del giudicato nei successivi giorni trenta. Le spese processuali debbono essere poste a carico del Comune di Benevento, in quanto soccombente, e vengono liquidate come da dispositivo. L’amministrazione dovrà, altresì, pagare il compenso del Commissario ad acta (nell’ipotesi in cui la perdurante inerzia dell’ente ne imponga l’insediamento) il cui importo sarà determinato da questo Tribunale con separato provvedimento all’esito della presentazione di apposita istanza da parte dell’interessato; P.Q.M. il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – Sede di Napoli, Quinta Sezione Interna, accoglie il ricorso di cui in epigrafe e, per l’effetto: 1) dichiara l’obbligo del Comune di Benevento di adempiere, entro il termine di giorni trenta dalla comunicazione, in forma amministrativa, o dalla notifica, ad istanza di parte, del presente provvedimento, al decreto ingiuntivo n. 144/05, emesso dal Tribunale di Benevento l’08/02/05 e depositato il 10/02/05; 2) nell’ipotesi di persistente inadempienza dell’ente pubblico nomina, quale Commissario ad acta, il Prefetto di Benevento, o un funzionario dal predetto designato con atto formale, il quale provvederà ad eseguire il giudicato entro i successivi giorni trenta; 3) condanna il Comune di Benevento a pagare, in favore del ricorrente, le spese processuali che si liquidano in euro 1.000,00 (mille/00), per diritti ed onorari, oltre I.V.A. e C.P.A. come per legge; 4) pone a carico del Comune di Benevento il compenso del Commissario ad acta (nell’ipotesi in cui la perdurante inerzia dell’amministrazione ne imponga l’insediamento) il cui importo sarà stabilito con separato provvedimento da questo Tribunale all’esito della presentazione di apposita istanza da parte dell’interessato; 5) ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità Amministrativa. Così deciso in Napoli nella Camera di Consiglio dell’08 giugno 2006. L’ESTENSORE IL PRESIDENTE	Ultimo aggiornamento ( mercoled� 19 luglio 2006 )
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