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Timestamp: 2020-01-18 13:24:33+00:00
Document Index: 78566546

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 3', 'art. 9', 'art 30', 'art. 12', 'art. 25']

RS 0.672.944.11 Convenzione dell’8 novembre 1966 tra la Confederazione Svizzera e l’Irlanda, intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza (con Scambio di lettere e Prot.)
Convenzione tra la Confederazione Svizzera e l’Irlanda, intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza
Conchiusa l’8 novembre 1966
Approvata dall’Assemblea federale il 5 giugno 19672
Istrumenti di ratificazione scambiati il 16 febbraio 1968
Entrata in vigore il 16 febbraio 1968
(Stato 14 novembre 2013)
Il Consiglio federale svizzero e il Governo dell’Irlanda,
animati dal desiderio di conchiudere una convenzione intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza,
hanno designato, a tale scopo, loro plenipotenziati:
i quali, dopo essersi scambiati i loro pieni poteri, trovatili in buona e debita forma, hanno convenuto quanto segue:
Per quanto riguarda l’Irlanda: l’imposta sul reddito, l’imposta sulle società e l’imposta sui guadagni da capitali (dappresso: «imposta irlandese»);
sul reddito (reddito complessivo, reddito del lavoro, reddito della sostanza, utili aziendali, profitti da capitali e altri redditi);
su la sostanza (sostanza complessiva, beni mobili e immobili, sostanza aziendale, capitali e riserve e altri elementi della sostanza) (dappresso: «imposta svizzera»); e, per quanto riguarda l’articolo 24, le imposte irlandesi e svizzere di ogni genere e denominazione.
2. La convenzione si applicherà anche alle imposte future, di natura identica od analoga, che verranno in seguito istituite in aggiunta alle imposte attuali o in loro sostituzione.
3.2 La convenzione non si applica all’imposta federale preventiva ritenuta alla fonte sulle vincite alle lotterie.
4. Se un’imposta sulla sostanza dovesse essere istituita in Irlanda, la convenzione si applicherà a detta imposta.
5. Le autorità competenti degli Stati contraenti si comunicheranno, alla fine di ogni anno, le modificazioni apportate alle loro rispettive legislazioni fiscali.
1 Nuovo testo giusta l’art. I n. 1 del Prot. del 24 ott. 1980, approvato dall’AF il 16 dic. 1981, in vigore dal 25 apr. 1984 (RU 1984 522 521; FF 1981 II 625).
2 Nuovo testo giusta l’art. I n. 2 del Prot. del 24 ott. 1980, approvato dall’AF il 16 dic. 1981, in vigore dal 25 apr. 1984 (RU 1984 522 521; FF 1981 II 625).
Art. 3 Definizioni di carattere generale
le espressioni «uno Stato contraente» e «l’altro Stato contraente» designano l’Irlanda o la Svizzera, come il contesto richiede;
il termine «imposta» designa l’imposta irlandese o l’imposta svizzera, come il contesto richiede;
il termine «Irlanda» include qualsiasi zona fuori dalle acque territoriali dell’Irlanda che, in accordo con il diritto internazionale, è o potrà essere ulteriormente designata dalla legislazione irlandese concernente lo zoccolo continentale come un territorio sul quale l’Irlanda può esercitare diritti sovrani sul fondo e sottosuolo marini nonché sulle loro risorse naturali;
le espressioni «residente di uno Stato contraente» e «residente dell’altro Stato contraente» designano una persona che è residente dell’Irlanda o una persona che è residente della Svizzera, come il contesto richiede;
Per quanto riguarda l’Irlanda: i «Revenue Commissioners» o i loro rappresentanti autorizzati;
Per quanto riguarda la Svizzera: il direttore dell’Amministrazione federale delle contribuzioni o il suo rappresentante autorizzato.
2. Quando un articolo della convenzione prevede (con o senza condizioni) che un reddito pervenuto ad un residente di uno Stato contraente da fonte situata nell’altro Stato contraente è imponibile soltanto nel primo Stato o è imposto con aliquota ridotta nell’altro Stato e che, secondo la legge in vigore nel primo Stato, detto reddito è imposto soltanto per la parte trasferita o percepita in questo Stato e non per l’ammontare complessivo, l’esenzione dall’imposta o la riduzione dell’aliquota nell’altro Stato, prevista dal detto articolo, si applica soltanto alla parte di tale reddito trasferita o percepita nel primo Stato.
3. Quando una disposizione della convenzione prevede che una società di persone, in quanto residente della Svizzera, è esente dall’imposta irlandese su un reddito qualsiasi, tale disposizione non limita il diritto dell’Irlanda di assoggettare ad imposta ogni membro della società di persone, che è considerato residente in Irlanda ai fini dell’applicazione dell’imposta irlandese (anche se è considerato o no residente della Svizzera ai fini dell’applicazione dell’imposta svizzera), per la sua quota al reddito della società; tuttavia, per l’applicazione dell’articolo 22 tale reddito è considerato provenire da fonte svizzera.
4. Quando una disposizione della convenzione prevede che un residente di uno Stato contraente è esentato da imposta o ha diritto a uno sgravio d’imposta nell’altro Stato contraente, l’esenzione o lo sgravio si applica alle successioni indivise per quanto uno o più beneficiari siano residenti del primo Stato.
5. Per quanto concerne l’applicazione della convenzione da parte di uno Stato contraente, ogni altra espressione non altrimenti definita ha, a meno che il contesto non richieda un’interpretazione diversa, il significato che ad essa viene attribuito dalla legislazione di detto Stato relativa alle imposte oggetto della convenzione.
1 Nuovo testo giusta l’art. II n. 2 del Prot. del 24 ott. 1980, approvato dall’AF il 16 dic. 1981, in vigore dal 25 apr. 1984 (RU 1984 522 521; FF 1981 II 625).
2 Nuovo testo giusta l’art. II n. 2 del Prot. del 24 ott. 1980, approvato dall’AF il 16 dic. 1981, in vigore dal 25 apr. 1984 (RU 1984 522 521; FF 1981 II 625).
Art. 3A1Residenza
1. Ai fini della presente convenzione, l’espressione «residente di uno Stato contraente» designa ogni persona che, in virtù della legislazione di tale Stato, è assoggettata ad imposta nello stesso Stato, a motivo del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua direzione o di ogni altro criterio di natura analoga. Tuttavia, tale espressione non comprende le persone che sono asseggettate a imposta in questo Stato soltanto per i redditi che esse traggono da fonti situate in tale Stato o per la sostanza ivi situata. Per quanto riguarda la Svizzera, essa comprende una società di persone costituita o organizzata secondo il diritto svizzero.
3. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo, una persona diversa da una persona fisica è residente di entrambi gli Stati contraenti, essa è considerata residente dello Stato in cui è situata la sede della sua direzione effettiva.
1 Introdotto dall’art. III del Prot. del 24 ott. 1980, approvato dall’AF il 16 dic. 1981, in vigore dal 25 apr. 1984 (RU 1984 522 521; FF 1981 II 625).
Art. 4 Stabile organizzazione
un cantiere di costruzione o di montaggio la cui durata superi i ventiquattro mesi.
un’installazione fissa d’affari serve ai soli fini di acquistare merci o di raccogliere informazioni per l’impresa;
4. Una persona che agisce in uno Stato contraente per conto di un’impresa dell’altro Stato contraente – diversa da un agente che goda di uno statuto indipendente, di cui al paragrafo 5 – è considerata «stabile organizzazione» nel primo Stato se dispone in detto Stato di poteri che esercita abitualmente e che le consentono di concludere contratti a nome dell’impresa, salvo il caso che l’attività di detta persona sia limitata all’aquisto di merci per l’impresa.
6. Il fatto che una società residente di uno Stato contraente controlla o è controllata da una società residente dell’altro Stato contraente, ovvero vi svolge la sua attività (sia per mezzo di una stabile organizzazione o no), non costituisce, di per sé, motivo sufficiente per far considerare una qualsiasi delle dette società una stabile organizzazione dell’altra.
Art. 5 Redditi immobiliari
2. L’espressione «beni immobili» è definita in conformità del diritto dello Stato contraente dove i beni stessi sono situati. Detta espressione comprende, in ogni caso, gli accessori, le scorte vive o morte delle imprese agricole e forestali, i diritti ai quali si applicano le disposizioni del diritto privato riguardante la proprietà fondiaria, l’usufrutto di beni immobili e i diritti a canoni variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti ed altre ricchezze del suolo.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano ai redditi derivanti dall’utilizzazione diretta, dalla locazione o dall’affitto ovvero da qualsiasi altra forma d’utilizzazione di beni immobili.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 3 si applicano anche ai redditi derivanti dai beni immobili di un’impresa e ai redditi di beni immobili che servono all’esercizio di una libera professione.
Art. 6 Utili d’impresa
2. Quando un’impresa di uno Stato contraente svolge la sua attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in ciascuno Stato contraente sono attribuiti a detta stabile organizzazione gli utili che si ritiene potrebbero essere stati da essa conseguiti se fosse stata un’impresa distinta e separata, che svolgesse attività indentiche o analoghe, in condizioni identiche o analoghe, e avesse trattato in tutta indipendenza con l’impresa di cui è stabile organizzazione.
3. Nella determinazione degli utili di una stabile organizzazione sono ammesse in deduzione le spese sostenute per gli scopi che si prefigge la stabile organizzazione, comprese le spese di direzione e quelle generali di amministrazione, sia nello Stato in cui è situata la stabile organizzazione sia altrove.
a. La disposizione del paragrafo 2 non impedisce a uno Stato contraente di determinare gli utili attribuibili a una stabile organizzazione in base a un riparto degli utili complessivi dell’impresa fra i suoi diversi componenti, dedotta che sia un’antiparte del 10 per cento degli utili complessivi a favore della sede centrale; tuttavia, il metodo di riparto adottato deve essere tale che il risultato ottenuto sia conforme ai principi contenuti nel presente articolo.
Quando una compagnia d’assicurazioni di uno Stato contraente svolge la sua attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, gli utili attribuibili a detta stabile organizzazione sono determinati in base a riparto degli utili complessivi della compagnia nella proporzione esistente fra i premi lordi incassati dalla stabile organizzazione e il totale dei premi lordi incassati dalla compagnia d’assicurazioni.
7. Allorquando negli utili siano compresi elementi di reddito considerati separatamente in altri articoli della convenzione, le disposizioni di questi articoli non modificano quelle del presente articolo.
Art. 7 Navigazione marittima e aerea
Gli utili di un’impresa derivanti dall’esercizio, in traffico internazionale, di navi o di aeromobili (compresi, per quanto riguarda la navigazione aerea, gli utili derivanti da partecipazioni a un fondo comune – pool –, a un esercizio comune o ad un’organizzazione internazionale d’esercizio), sono imponibili soltanto nello Stato contraente dove si trova la sede della direzione effettiva dell’impresa.
Art. 8 Imprese associate
2.1 Quando uno Stato contraente include negli utili di un’impresa di questo Stato – e impone di conseguenza – utili sui quali un’impresa dell’altro Stato è stata imposta in questo altro Stato contraente e gli utili così inclusi sono utili che sarebbero stati conseguiti dall’impresa del primo Stato se le condizioni convenute tra le due imprese fossero state quelle che sarebbero state fissate tra imprese indipendenti, così l’altro Stato può procedere ad un adeguato aggiustamento dell’ammontare d’imposta prelevato su questi utili. Per determinare questo aggiustamento occorre tener conto delle altre disposizioni della presente Convenzione; se necessario, le autorità competenti degli Stati contraenti potranno consultarsi.
1 Introdotto dall’art. I del Prot. del 26 gen. 2012, approvato dall’AF il 21 giu. 2013, in vigore dal 14 nov. 2013 (RU 2013 4349 4347; FF 2012 5065).
Art. 91Dividendi
3. Nonostante il paragrafo 2, lo Stato contraente, in cui la società che paga i dividenti è residente, esclude dall’imposizione i dividendi pagati se il beneficiario effettivo dei dividendi è:
una società (diversa da una società di persone) residente dell’altro Stato contraente che detiene direttamente almeno il 10 per cento del capitale della società che paga i dividendi;
la banca nazionale dell’altro Stato contraente.
4. Le disposizioni dei paragrafi 2 e 3 non riguardano l’imposizione della società per gli utili con i quali i dividendi sono stati pagati.
Le autorità competenti degli Stati contraenti regolano di comune accordo le modalità di applicazione di detti paragrafi.
5. Ai fini del presente articolo il termine «dividendi» designa i redditi derivanti da azioni, azioni o buoni di godimento, azioni minerarie, quote di fondatore o altre quote di partecipazione agli utili, ad eccezione dei crediti, come anche i redditi di altre quote sociali assimilati ai redditi di azioni dalla legislazione fiscale dello Stato di cui la società distributrice è residente.
6. Le disposizioni dei paragrafi 1–3 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente, sia un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata, e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, si applicano le disposizioni dell’articolo 6 o dell’articolo 13, a seconda dei casi.
7. Qualora una società residente di uno Stato contraente ritragga utili o redditi dall’altro Stato contraente, detto altro Stato non può applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla società, a meno che tali dividendi siano pagati a un residente di detto altro Stato o che la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente a una stabile organizzazione situata in detto altro Stato, né prelevare alcuna imposta, a titolo di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non distribuiti della società, anche se i dividendi pagati o gli utili non distribuiti costituiscano in tutto o in parte utili o redditi realizzati in detto altro Stato.
1 Nuovo testo giusta l’art. II del Prot. del 26 gen. 2012, approvato dall’AF il 21 giu. 2013, in vigore dal 14 nov. 2013 (RU 2013 4349 4347; FF 2012 5065).
Art. 10 Interessi
1. Gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati a un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili soltanto in detto altro Stato.
2. Ai fini del presente articolo il termine «interessi» designa i redditi di prestiti pubblici, di obbligazioni garantite o no da ipoteca ovvero portanti o no un diritto di partecipazione agli utili, di crediti di qualsiasi natura, come anche tutti gli altri redditi assimilati a redditi di somme date in prestito dalla legislazione fiscale dello Stato da cui provengono i redditi stessi.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano quando il beneficiario degli interessi, residente di uno Stato contraente, ha nell’altro Stato contraente, da dove provengono gli interessi, una stabile organizzazione alla quale è effettivamente connesso il credito generatore degli interessi. In tal caso trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 6.
4. Qualora, in conseguenza di relazioni particolari esistenti tra debitore e creditore o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare degli interessi pagati, tenuto conto dei credito per il quale sono versati, ecceda l’ammontare che sarebbe stato convenuto tra debitore e creditore in assenza di dette relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti resta imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente, tenuto conto delle altre disposizioni della presente convenzione.
5. Le autorità competenti degli Stati contraenti regolano di comune accordo le modalità di applicazione del presente articolo.
Art. 11 Diritti di licenza
1. I diritti di licenza provenienti da uno Stato contraente e pagati a un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili soltanto in detto altro Stato.
2. Ai fini del presente articolo il termine «diritti di licenza» designa i compensi di qualsiasi specie corrisposti per l’uso o la concessione dell’uso di diritti d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, comprese le pellicole cinematografiche, le pellicole o le registrazioni videomagnetiche per la televisione, di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti, come pure per l’uso o per la concessione dell’uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche e per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano quando il beneficiario dei diritti di licenza, residente di uno Stato contraente, ha nell’altro Stato contraente, da dove provengono i diritti di licenza, una stabile organizzazione alla quale è effettivamente connesso il diritto o il bene generatore dei diritti di licenza. In tal caso trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 6.
4. Qualora, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e creditore o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare dei diritti di licenza pagati, tenuto conto della prestazione per la quale sono versati, ecceda l’ammontare che sarebbe stato convenuto tra debitore e creditore in assenza di dette relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti resta imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente, tenuto conto delle altre disposizioni della presente convenzione.
Art. 121Guadagni da capitale
1. I guadagni provenienti dall’alienazione di beni immobili sono imponibili nello Stato contraente dove tali beni sono situati.
2. I guadagni provenienti dall’alienazione di beni mobili facenti parte dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato contraente ha nell’altro Stato contraente o di beni mobili appartenenti a una base fissa di cui un residente di uno Stato contraente dispone nell’altro Stato contraente per l’esercizio di una professione indipendente, compresi i guadagni analoghi provenienti dall’alienazione di tale stabile organizzazione (da sola o in uno con l’intera impresa) o di tale base fissa, sono imponibili in questo altro Stato. Tuttavia, i guadagni provenienti dall’alienazione dei beni mobili considerati al paragrafo 3 dell’articolo 21 sono imponibili soltanto nello Stato contraente dove i beni di cui si tratta sono imponibili in virtù di tale articolo.
3. I guadagni provenienti dall’alienazione di azioni di una società i cui beni sono costituiti principalmente da beni immobili situati in uno Stato contraente sono imponibili in questo Stato.
4. I guadagni provenienti dall’alienazione di ogni altro bene diverso da quelli menzionati ai paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo sono imponibili soltanto nello Stato contraente di cui l’alienante è residente.
5. Ai fini del presente articolo, l’espressione «beni immobili» designa i beni immobili come sono definiti al paragrafo 2 dell’articolo 5.
1 Nuovo testo giusta l’art. V del Prot. del 24 ott. 1980, approvato dall’AF il 16 dic. 1981, in vigore dal 25 apr. 1984 (RU 1984 522 521; FF 1981 II 625).
Art. 13 Professioni indipendenti
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dell’esercizio di una libera professione o da altre attività indipendenti di carattere analogo sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che egli non disponga abitualmente nell’altro Stato contraente di una sede fissa per l’esercizio della sua attività. Ove disponga di una tale sede fissa, i redditi sono imponibili nell’altro Stato, ma soltanto nella misura in cui sono attribuibili a detta sede fissa.
2. L’espressione «libera professione» comprende, in particolare le attività indipendenti di carattere scientifico, letterario, artistico, educativo o pedagogico, come anche le attività indipendenti di medici, avvocati, ingegneri, architetti, dentisti e contabili.
1. Salve le disposizioni degli articoli 15, 17 e 18, i salari, gli stipendi e le altre rimunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un’attività dipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che tale attività non venga svolta nell’altro Stato contraente. In quest’ultimo caso, le rimunerazioni percepite a detto titolo sono imponibili in quest’altro Stato.
2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, le rimunerazioni che un residente dì uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un’attività dipendente svolta nell’altro Stato contraente sono imponibili soltanto nel primo Stato se:
le rimunerazioni sono pagate da o a nome di un datore di lavoro che non sia residente dell’altro Stato, e
3. Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le rimunerazioni dovute per attività dipendente svolta a bordo di navi o aeromobili in traffico internazionale sono imponibili nello Stato contraente nel quale si trova la direzione effettiva dell’impresa.
Le partecipazioni agli utili, i gettoni di presenza e le altre retribuzioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve come membro del consiglio di amministrazione o di vigilanza di una società residente dell’altro Stato contraente, sono imponibili in detto altro Stato.
Nonostante le disposizioni degli articoli 13 e 14, i redditi che i professionisti dello spettacolo, quali artisti di teatro, del cinema, della radio o della televisione, musicisti, e gli sportivi ritraggono come tali dalle loro prestazioni personali, sono imponibili nello Stato contraente dove dette attività sono svolte.
Salve le disposizioni dell’articolo 18, le pensioni e le altre rimunerazioni analoghe pagate a un residente di uno Stato contraente a titolo di cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato.
Art. 18 Rimunerazioni di diritto pubblico
Le rimunerazioni, comprese le pensioni, pagate da uno Stato contraente e da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale, da una persona giuridica costituita ed organizzata da una legge speciale di detto Stato contraente, sia direttamente sia mediante prelevamento da un fondo speciale, a una persona fisica sua cittadina a titolo di servizi resi presentemente o precedentemente, sono imponibili soltanto nello Stato contraente da dove provengono dette rimunerazioni.
2. Lo studente di una università o di un altro istituto d’istruzione riconosciuto, l’apprendista di un’impresa, in uno Stato contraente, i quali, per un periodo o periodi di non più di 100 giorni, in totale, di un anno fiscale, esercitano un’attività nell’altro Stato contraente in rapporto diretto con gli studi o la formazione, non sono imponibili in questo altro Stato contraente per le rimunerazioni conseguite con detta attività.
Art. 20 Redditi non menzionati espressamente
Gli elementi di reddito di un residente di uno Stato contraente che non sono menzionati espressamente negli articoli precedenti della presente convenzione sono imponibili soltanto in questo Stato.
Art. 21 Sostanza
1. La sostanza costituita da beni immobili, come definiti al paragrafo 2 dell’articolo 5, è imponibile nello Stato contraente dove i beni stessi sono situati.
2. La sostanza costituita da beni mobili facenti parte dell’attivo di una stabile organizzazione di un’impresa o da beni mobili di pertinenza di una sede fissa che serve all’esercizio di una libera professione è imponibile nello Stato contraente dove è situata la stabile organizzazione o la sede fissa.
3. Le navi o gli aeromobili adibiti al traffico internazionale e i beni mobili relativi al loro esercizio sono imponibili soltanto nello Stato contraente dove si trova la sede della direzione effettiva dell’impresa.
Capitolo V Disposizioni per evitare le doppie imposizioni
Art. 221Eliminazione delle doppie imposizioni
1. Conformemente alle disposizioni della legislazione irlandese concernenti il computo nell’imposta irlandese delle imposte prelevate nei territori situati al di fuori dell’Irlanda (e che non possono pregiudicare i principi generali seguenti):
l’imposta svizzera pagabile in virtù della legislazione svizzera e conformemente alle disposizioni della presente convenzione, direttamente o mediante ritenuta, su gli utili, i redditi o i guadagni imponibili provenienti da fonte svizzera (ad eccezione, quando si tratta di dividendi, dell’imposta dovuta sugli utili che servono al pagamento dei dividendi) è computata in ogni imposta irlandese che è calcolata su gli utili, i redditi o i guadagni imponibili sui quali è calcolata l’imposta svizzera;
quando un dividendo è pagato da una società residente della Svizzera a una Società residente dell’Irlanda che controlla, direttamente o indirettamente, almeno il 10 per cento dei voti nella società distributrice del dividendo, nel computo si terrà conto (oltre a ogni imposta svizzera computabile giusta la lettera a) del presente paragrafo) dell’imposta svizzera che la società deve pagare sugli utili che servono al pagamento di tale dividendo.
2. Se un residente della Svizzera percepisce redditi o possiede una sostanza che, in virtù della legislazione irlandese e conformemente alle disposizioni della presente convenzione, sono imponibili in Irlanda, la Svizzera esenta, salvo le disposizioni dei paragrafi 3, 4 e 6 del presente articolo, detti redditi o detta sostanza dall’imposta; tuttavia, questa esenzione si applica ai guadagni considerati al paragrafo 3 dell’articolo 12 soltanto previa giustificazione dell’imposizione di questi guadagni nell’Irlanda.
3. Se un residente della Svizzera riceve dividendi che, conformemente alle disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 92, sono imponibili in Irlanda, la Svizzera concede, a richiesta, uno sgravio a tale residente. Esso consiste:
nel computo dell’imposta pagata in Irlanda conformemente alle disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 9, nell’imposta svizzera inerente ai redditi di tale residente; la somma così computata non può, tuttavia, eccedere la frazione dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo, corrispondente a tali dividendi, o
in una esenzione parziale dall’imposta svizzera dei dividendi di cui si tratta, ma almeno in una deduzione dell’imposta pagata in Irlanda dall’ammontare lordo di tali dividendi.
4. Una società residente della Svizzera che riceve dividendi da una società residente dell’Irlanda beneficia, per quanto riguarda l’imposta svizzera inerente a tali dividendi, dei medesimi vantaggi di cui beneficerebbe se la società che paga i dividendi fosse un residente della Svizzera.
5. Ai fini dell’applicazione dei paragrafi precedenti, gli utili, i redditi e i guadagni da capitali ricevuti da un residente di uno Stato contraente e imponibili nell’altro Stato contraente conformemente alle disposizioni della convenzione sono considerati provenienti da tale altro Stato.
6. I redditi o la sostanza esenti da imposta giusta una qualsiasi disposizione della convenzione possono tuttavia essere presi in considerazione per determinare l’imposta inerente ad altri redditi o elementi della sostanza o per fissare l’aliquota di tale imposta.
1 Nuovo testo giusta l’art. VI del Prot. del 24 ott. 1980, approvato dall’AF il 16 dic. 1981, in vigore dal 25 apr. 1984 (RU 1984 522 521; FF 1981 II 625).
2 Nuova espr. giusta l’art. II del Prot. del 26 gen. 2012, approvato dall’AF il 21 giu. 2013, in vigore dal 14 nov. 2013 (RU 2013 4349 4347; FF 2012 5065). Di detta mod. è tenuto conto in tutto il presente testo.
Art. 23 Alleviamenti personali per persone non residenti
1. Le persone fisiche residenti della Svizzera fruiscono, per quanto riguarda l’applicazione dell’imposta irlandese, delle medesime deduzioni personali, abbattimenti e riduzioni come i cittadini irlandesi che non risiedono in Irlanda.
2. Le persone fisiche residenti dell’Irlanda fruiscono, per quanto riguarda l’applicazione dell’imposta svizzera, delle medesime deduzioni personali, abbattimenti e riduzioni come i cittadini svizzeri che risiedono in Irlanda.
Art. 24 Uguaglianza di trattamento
1. I cittadini di uno Stato contraente non sono assoggettati nell’altro Stato contraente ad alcuna imposizione od obbligo ad essa inerente, diversi o più onerosi di quelli cui sono o potranno essere assoggettati i cittadini di detto altro Stato trovantisi nelle medesime condizioni.
Per quanto riguarda l’Irlanda, tutti i cittadini irlandesi e tutte le persone giuridiche, società di persone e unioni di persone costituite in conformità della legislazione vigente in Irlanda;
Per quanto riguarda la Svizzera, tutti i cittadini svizzeri e tutte le persone giuridiche, società di persone e unioni di persone costituite in conformità della legislazione vigente in Svizzera.
3. L’imposizione di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato contraente ha nell’altro Stato contraente non può essere in questo altro Stato contraente meno favorevole dell’imposizione a carico delle imprese di detto altro Stato contraente che svolgono la medesima attività.
3A.1 Fatta salva l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 8, del paragrafo 5 dell’articolo 92, del paragrafo 4 dell’articolo 10 o del paragrafo 4 dell’articolo 11, gli interessi, i diritti di licenza ed altre spese pagati da un’impresa di uno Stato contraente a un residente dell’altro Stato contraente sono deducibili, ai fini della determinazione degli utili imponibili di tale impresa, alle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero pagati a un residente del primo Stato. Parimenti, i debiti di un’impresa di uno Stato contraente nei confronti di un residente dell’altro Stato contraente sono deducibili, ai fini della determinazione della sostanza imponibile di tale impresa, alle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero contratti nei confronti di un residente del primo Stato.
4. Le imprese di uno Stato contraente, il cui capitale è, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, posseduto o controllato da uno o più residenti dell’altro Stato contraente, non sono assoggettate nel primo Stato contraente ad alcuna imposizione od obbligo ad essa inerente, diversi o più onerosi di quelli cui sono o potranno essere assoggettate le altre imprese dello stesso genere del primo Stato.
5.3 Le disposizioni del presente articolo non possono essere interpretate nel senso che facciano obbligo a uno Stato contraente di accordare ai residenti dell’altro Stato contraente le deduzioni personali, le esenzioni e le deduzioni d’imposta che esso accorda ai propri residenti in relazione alla loro situazione o ai loro oneri di famiglia.
6. Ai fini del presente articolo il termine «imposizione» designa le imposte di ogni genere e denominazione.
1 Introdotto dall’art. VII del Prot. del 24 ott. 1980, approvato dall’AF il 16 dic. 1981, in vigore dal 25 apr. 1984 (RU 1984 522 521; FF 1981 II 625).
2 Nuova espr. giusta l’art. IV cpv. 1 del Prot. del 26 gen. 2012, approvato dall’AF il 21 giu. 2013, in vigore dal 14 nov. 2013 (RU 2013 4349 4347; FF 2012 5065).
3 Nuovo testo giusta l’art. IV cpv. 2 del Prot. del 26 gen. 2012, approvato dall’AF il 21 giu. 2013, in vigore dal 14 nov. 2013 (RU 2013 4349 4347; FF 2012 5065).
Art. 25 Procedura di amichevole composizione
1. Quando un residente di uno Stato contraente ritiene che i provvedimenti adottati da uno o da entrambi gli Stati contraenti implicano o implicheranno per lui un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente convenzione, egli può, indipendentemente dai gravami previsti dalla legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il caso all’autorità competente dello Stato contraente dei quale è residente.
2. Detta autorità competente, se il gravame le appare fondato ed essa stessa non è in grado di trovare una soluzione soddisfacente, si sforzerà di risolvere il caso in via di amichevole composizione con l’autorità competente dell’altro Stato contraente, al fine di evitare un’imposizione non conforme alle disposizioni della convenzione.
3. Le autorità competenti degli Stati contraenti si sforzeranno, in via di amichevole composizione, di appianare le difficoltà e di dissipare i dubbi che potessero sorgere in ordine all’interpretazione o all’applicazione della convenzione. Esse possono altresì concertarsi al fine di evitare la doppia imposizione nei casi non previsti dalla convenzione.
4. Le autorità competenti degli Stati contraenti possono comunicare direttamente fra di loro al fine di pervenire ad un accordo nel senso dei paragrafi precedenti. Se per giungere a detto accordo appare consigliabile uno scambio orale dei rispettivi punti di vista, esso può avere luogo in seno ad una commissione composta di rappresentanti delle autorità competenti degli Stati contraenti.
2. Le informazioni ottenute in virtù del paragrafo 1 da uno Stato contraente sono tenute segrete allo stesso modo di quelle ottenute in applicazione della legislazione di questo Stato e sono accessibili soltanto alle persone o autorità (compresi i tribunali e le autorità amministrative) che si occupano dell’accertamento o della riscossione delle imposte di cui al paragrafo 1, dell’esecuzione o del perseguimento penale, della decisione di ricorrere a rimedi giuridici inerenti a queste imposte o dal controllo di ciò che precede. Tali persone o autorità possono utilizzare le informazioni unicamente per questi fini. Possono rivelarle nell’ambito di una procedura giudiziaria pubblica o in una decisione giudiziaria. Nonostante le disposizioni precedenti, uno Stato contraente può utilizzare ad altri fini le informazioni ricevute, se tali informazioni possono essere impiegate per tali altri fini secondo la legislazione di entrambi gli Stati e se le autorità competenti dello Stato richiesto ne hanno approvato l’impiego.
5. In nessun caso le disposizioni del paragrafo 3 devono essere interpretate nel senso che permettono a uno Stato contraente di rifiutare di comunicare informazioni unicamente perché queste sono detenute da una banca, un altro istituto finanziario, un mandatario o una persona operante come agente o fiduciario oppure perché dette informazioni si rifanno ai diritti di proprietà di una persona. Nonostante il paragrafo 3 o le disposizioni contrarie del diritto nazionale, le autorità fiscali dello Stato richiesto sono autorizzate a divulgare le informazioni menzionate in questo paragrafo, sempre che sia indispensabile per soddisfare gli obblighi da esso previsti.
1 Introdotto dall’art. V par. 1 del Prot. del 26 gen. 2012, approvato dall’AF il 21 giu. 2013, in vigore dal 14 nov. 2013 (RU 2013 4349 4347; FF 2012 5065).
Art. 271Funzionari diplomatici e consolari
2. Per quanto, a cagione dei privilegi fiscali di cui fruiscono i funzionari diplomatici e consolari, in virtù di norme generali del diritto internazionale o di disposizioni di accordi internazionali particolari, il reddito o la sostanza non siano imponibili nello Stato presso il quale i detti funzionari sono accreditati, il diritto d’imposizione è riservato allo Stato accreditante.
4. La convenzione non si applica alle organizzazioni internazionali, ai loro organi o ai loro funzionari, né ai membri di una rappresentanza diplomatica o consolare di uno Stato terzo, che si trovano bensì sul territorio di uno Stato contraente, ma non sono trattati come residenti nell’uno o nell’altro Stato contraente quanto alle imposte sul reddito e sulla sostanza.
2. La presente convenzione entrerà in vigore dopo lo scambio degli strumenti di ratificazione e le sue disposizioni saranno applicabili:
all’imposta sul reddito (compresa la soprattassa), per gli anni fiscali che hanno inizio il 6 aprile 1965, o dopo questa data;
all’imposta su gli utili delle società, per gli esercizi che hanno inizio il 1° aprile 1965, o dopo questa data, e per la parte dell’esercizio che rimane da trascorrere a detta data;
In Svizzera: per gli anni fiscali che hanno inizio il 1° gennaio 1965 o dopo questa data.
3. L’accordo stipulato il 18 giugno 19582 fra il Consiglio federale svizzero e il Governo dell’Irlanda concernente l’imposizione delle imprese di navigazione marittima o aerea viene abrogato con l’entrata in vigore della presente convenzione.
2 [RU 1960 355]
Art. 291Denunzia Scambio di lettere dell’8 novembre 1966
La presente convenzione resta in vigore per una durata illimitata, ma ciascuno Stato contraente può denunciarla, per via diplomatica, con un preavviso minimo di sei mesi prima della fine di ogni anno civile e trascorso che sia l’anno 1971. In tal caso la convenzione cesserà di essere applicabile:
all’imposta sul reddito (compresa la soprattassa), per gli anni fiscali che hanno inizio il 6 aprile dell’anno successivo a quello della denunzia, o dopo questa data;
all’imposta su gli utili delle società, per gli esercizi che hanno inizio il 1° aprile dell’anno civile successivo a quello della denunzia, o dopo questa data, e per la parte dell’esercizio che rimane da trascorrere a detta data.
In Svizzera: agli anni fiscali che hanno inizio il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello della denunzia, o dopo questa data.
In fede di che, i plenipotenziari dei due Stati contraenti, debitamente autorizzati, hanno firmato la presente convenzione e vi hanno apposto i loro sigilli.
Fatto a Dublino, l’8 novembre 1966, in due esemplari, nelle lingue francese ed inglese, i due testi facendo ugualmente fede.
1 Originario art. 28.
Governo dell’Irlanda
Scambio di lettere dell’8 novembre 1966
Dublino, 8 novembre 1966
Mi riferisco alla convenzione conchiusa fra la Confederazione Svizzera e l’Irlanda per evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza, convenzione firmata oggi stesso, ed ho l’onore di confermarLe, a nome del Consiglio federale, che l’articolo 2 del testo va inteso come riferito sia alle imposte ordinarie, sia alle imposte straordinarie sul reddito e la sostanza.
Gradisca, signor Ministro, l’espressione della mia considerazione.
Mi riferisco alla convenzione conchiusa fra l’Irlanda e la Confederazione Svizzera intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza, firmata oggi stesso, ed ho l’onore di confermarLe, a nome del Governo irlandese, che l’articolo 2 del testo va inteso come riferito sia alle imposte ordinarie, sia alle imposte straordinarie sul reddito e sulla sostanza.
Colgo l’occasione per rinnovare a Sua Eccellenza l’assicurazione della mia alta considerazione.
La Confederazione Svizzera e l’Irlanda
alla firma del Protocollo che modifica la Convenzione dell’8 novembre 1966 tra la Confederazione Svizzera e l’Irlanda intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza, nella versione modificata dal Protocollo firmato a Dublino il 24 ottobre 1980 hanno convenuto le disposizioni seguenti, parte integrante della presente Convenzione.
1. Ad art. 3A par. 1
Resta inteso che l’espressione «residente di uno Stato contraente» comprende:
questo Stato o una sua suddivisione politica o un suo ente locale, inclusa qualsiasi istituzione, fondo o ufficio che questo Stato, questa suddivisione politica o questo ente locale possiede nella sua integralità;
le istituzioni di previdenza in questo Stato; e
le istituzioni costituite e gestite a fini esclusivamente religiosi, caritativi, scientifici, sportivi, culturali o educativi (o per vari di detti scopi) e che sono un residenti di uno Stato contraente secondo la sua legislazione, nonostante il fatto che i redditi o gli utili sono interamente o in parte esentati da imposta in questo Stato secondo il suo diritto interno.
Resta parimenti inteso che un fondo di investimento collettivo contrattuale costituito in Irlanda («Common Contractual Fund») non è considerato residente dell’Irlanda e, allo scopo di beneficiare dei vantaggi di una convenzione contro le doppie imposizioni, è considerato trasparente dal profilo fiscale.
2. Ad art. 9 par. 3 lett. b
Resta inteso che l’espressione «istituzione di previdenza» comprende le seguenti istituzioni nonché tutte le istituzioni identiche o simili, costituite sulla base delle leggi interne emanate dopo la firma del presente Protocollo:
i piani e le istituzioni che rientrano nel campo d’applicazione del «Part 30 of the Taxes Consolidation Act 1997»;
in Svizzera, i piani e le istituzioni che rientrano nel campo d’applicazione:
della legge federale del 20 dicembre 19465 su l’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti,
legge federale del 25 giugno 19828 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, comprese le istituzioni di previdenza non registrate che offrono piani di previdenza professionali, e
3. Ad art. 12 par. 4
una persona fisica domiciliata in Irlanda rinuncia alla residenza in Irlanda;
aliena un bene acquistato prima del primo giorno dell’anno in cui ha rinunciato alla residenza in Irlanda giusta la lettera a); e
risiede nuovamente in Irlanda entro cinque anni dopo avervi rinunciato;
le disposizioni del paragrafo 4 non limitano il diritto dell’Irlanda a prelevare secondo la sua legislazione un’imposta su tale alienazione presso questa persona fisica; l’ammontare dell’imposta non deve tuttavia eccedere l’ammontare dell’imposta che sarebbe stata riscossa sull’utile ipoteticamente realizzato da questa persona grazie all’alienazione di questo elemento della sostanza al valore venale del giorno direttamente precedente il primo giorno dell’anno in cui la persona ha rinunciato alla residenza in Irlanda giusta la lettera a).
4. Ad art. 25
Resta inteso che se l’Irlanda, in ogni momento successivo alla firma del presente Protocollo, include una clausola arbitrale in una delle sue convenzioni per evitare le doppie imposizioni, essa informa immediatamente il Consiglio federale svizzero e le autorità competenti dei due Stati avvieranno immediatamente negoziati al fine di includere nella presente Convenzione una clausola arbitrale che tiene conto del paragrafo 5 dell’articolo 25 del Modello di convenzione fiscale dell’OCSE.
Resta inteso che il riferimento alle informazioni «verosimilmente rilevanti» ha lo scopo di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni («fishing expedition») o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito affari fiscali di un determinato contribuente non è verosimile.
Resta inteso che le autorità competenti dello Stato richiedente forniscono le seguenti informazioni alle autorità fiscali dello Stato competenti quando presentano una richiesta di informazioni secondo l’articolo 26:
Sebbene questo paragrafo contenga importanti requisiti procedurali volti a impedire la «fishing expedition», i numeri da (i) a (v) devono essere interpretati in modo da non ostacolare lo scambio effettivo di informazioni.
Resta inteso che, prima della trasmissione delle informazioni allo Stato richiedente, nel caso di uno scambio di informazioni si applicano nello Stato richiesto le norme di procedura amministrativa relative ai diritti del contribuente. Resta inoltre inteso che queste disposizioni servono a garantire al contribuente una procedura regolare e non mirano a ostacolare o ritardare indebitamente gli scambi effettivi di informazioni.»
Art. VII par. 2 del Protocollo del 26 gennaio 20121
2. Il presente Protocollo entra in vigore allo scambio degli strumenti di ratifica. Le sue disposizioni sono applicabili:
con riferimento alle imposte ritenute alla fonte, ai redditi pagati o accreditati il 1° gennaio dell’anno civile successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data;
con riferimento all’articolo 26 della Convenzione, alle informazioni relative agli anni fiscali o agli esercizi commerciali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data;
con riferimento alle altre imposte, agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data.
1RU 2013 4349 4347; FF 2012 5065
RU 1968 471; FF 1966 II 609
1 Il testo originale francese è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.2 RU 1968 4693 Il testo originale francese è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.4 Introdotto dall’art. VI del Prot. del 26 gen. 2012, approvato dall’AF il 21 giu. 2013, in vigore dal 14 nov. 2013 (RU 2013 4349 4347; FF 2012 5065).5 RS 831.106 RS 831.207 RS 831.308 RS 831.40
RU 1968 471
Convenzione dell’8 novembre 1966 tra la Confederazione Svizzera e l’Irlanda, intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza (con Scambio di lettere e Prot.)