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Timestamp: 2020-01-18 23:05:48+00:00
Document Index: 81654293

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Corte Costituzionale: Sentenza del 25/02/2014 n. 32. La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme in materia di stupefacenti introdotte dalla cd. legge Fini-Giovanardi nel 2006. Ritorna la distinzione tra “droghe leggere” e “droghe pesanti” e riprende applicazione l'art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990 nella versione originaria e come modificata dal referendum del 1993. - Studio Legale Simone
Corte Costituzionale: Sentenza del 25/02/2014 n. 32. La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme in materia di stupefacenti introdotte dalla cd. legge Fini-Giovanardi nel 2006. Ritorna la distinzione tra “droghe leggere” e “droghe pesanti” e riprende applicazione l’art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990 nella versione originaria e come modificata dal referendum del 1993.
Avv_G_Simone
Con la sentenza n. 32/2014, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 4-bis e 4-vicies ter, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272 (Misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonché la funzionalità dell’Amministrazione dell’interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi e modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 21 febbraio 2006, n. 49.
In estrema sintesi, la Corte ha ritenuto che le norme impugnate, introdotte in sede di conversione del decreto legge, difettino manifestamente di ogni connessione logico-funzionale con le originarie disposizioni del decreto legge, e debbano per tale assorbente ragione ritenersi adottate in carenza dei presupposti per il legittimo esercizio del potere legislativo di conversione ai sensi dell’art. 77, secondo comma, Cost.
Si ricorda peraltro che gli effetti di questa sentenza, già pubblica sul sito della Corte, si produrranno soltanto a partire dalla data della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, della quale daremo tempestivamente notizia.
Stante la chiarezza delle motivazioni della Corte, si ritiene opportuno riportarne integralmente il contenuto riguardante la parte relativa alle conseguenze e agli effetti derivanti dalla caducazione delle norme dichiarate incostituzionali.
La Consulta afferma che “in considerazione del particolare vizio procedurale accertato, per carenza dei presupposti ex art. 77, secondo comma, Cost., deve ritenersi che, a seguito della caducazione delle disposizioni impugnate, tornino a ricevere applicazione l’art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990 e le relative tabelle, in quanto mai validamente abrogati, nella formulazione precedente le modifiche apportate con le disposizioni impugnate.
Stabilito, quindi, che una volta dichiarata l’illegittimità costituzionale delle disposizioni impugnate riprende applicazione l’art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990 nel testo anteriore alle modifiche con queste apportate, resta da osservare che, mentre esso prevede un trattamento sanzionatorio più mite, rispetto a quello caducato, per gli illeciti concernenti le cosiddette “droghe leggere” (puniti con la pena della reclusione da due a sei anni e della multa, anziché con la pena della reclusione da sei a venti anni e della multa), viceversa stabilisce sanzioni più severe per i reati concernenti le cosiddette “droghe pesanti” (puniti con la pena della reclusione da otto a venti anni, anziché con quella da sei a venti anni).
Analogamente, rientra nei compiti del giudice comune individuare quali norme, successive a quelle impugnate, non siano più applicabili perché divenute prive del loro oggetto (in quanto rinviano a disposizioni caducate) e quali, invece, devono continuare ad avere applicazione in quanto non presuppongono la vigenza degli artt. 4-bis e 4-vicies ter, oggetto della presente decisione”.
In conclusione, è fin troppo semplice osservare come la decisione della Corte avrà effetti notevolissimi sulla prassi giudiziaria e riflessi anche sulla popolazione carceraria.
In considerazione del rilevante interesse pratico, diamo tempestivamente notizia della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (GU 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n. 11 del 5-3-2014) della sentenza n. 32 del 25/02/2014 della...
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