Source: http://www.giurisprudenzadelleimprese.it/author/marco.verbano/
Timestamp: 2018-02-19 19:45:22+00:00
Document Index: 142298186

Matched Legal Cases: ['art. 1525', 'art. 2377', 'art. 2379', 'art. 2479', 'art. 2504', 'art. 2504']

Marco Verbano | Giurisprudenza delle imprese
{ hai cercato per: Marco Verbano }
Laureatosi col massimo dei voti e la lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova nel 2011 (tesi di diritto civile su “Il danno da intese anticoncorrenziali”, relatore il Prof. Stefano Delle Monache), ha svolto il tirocinio forense presso lo Studio degli Avvocati Laghi, Tabacchi & Associati di Treviso, presso il quale ha continuato a collaborare per cinque anni, trattando prevalentemente pratiche di diritto commerciale, societario e bancario.
Ancora dall’autunno del 2011 è collaboratore della cattedra di Diritto commerciale del Dipartimento di diritto privato e critica del diritto dell’Università degli Studi di Padova (Prof. Marco Cian). È iscritto all’Ordine degli Avvocati di Treviso dal settembre del 2014. Nell’aprile del 2016 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca presso la Scuola di dottorato in Diritto internazionale e diritto privato e del lavoro dell’Università degli Studi di Padova, dopo aver discusso una tesi su “Il danno da deliberazione invalida nelle s.p.a.” (relatore il Prof. Stefano Delle Monache).
Dal maggio del 2016 collabora anche con la cattedra di Diritto commerciale del Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Udine (Prof. Vittorio Giorgi). È stato assegnista di ricerca di Diritto commerciale presso l’Università degli Studi di Padova per il 2016/2017 ed è attualmente assegnista di ricerca della stessa materia presso l’Università degli Studi di Udine.
La norma di cui all’art. 1525 c.c., secondo la quale il mancato pagamento di una sola rata che non superi l’ottava parte del prezzo non dà luogo alla risoluzione del contratto di vendita con riserva di proprietà, è dettata con esclusivo riferimento a tale fattispecie contrattuale, e non è, pertanto, suscettibile di applicazione analogica con riguardo ad altre figure negoziali, quali una permuta di beni immobili con quote societarie, che preveda a carico di una delle parti l’obbligo di versare all’altra una somma rateizzata a titolo di conguaglio. […]
La disciplina di cui all’art. 2377, 8° comma, c.c. – per cui l’annullamento della deliberazione non può aver luogo, se la deliberazione impugnata è sostituita con altra presa in conformità della legge e dello statuto -, benché sia dettata con riferimento alle società per azioni ed alle deliberazioni annullabili, è applicabile, nei limiti della compatibilità, anche alle deliberazioni nulle (cfr. art. 2379, 4° comma, c.c.), nonché alle decisioni dei soci di S.r.l. (nel caso di specie consortili), per le quali opera invero il rinvio ex art. 2479 ter, 4° comma, c.c., sempre nei limiti della compatibilità. […]
Art. 2377 c.c. - Art. 2378 c.c. - Art. 2379 c.c. - Art. 2476 c.c. - Art. 2479 ter c.c.
annullabilità delibera assembleare - azione di nullità - cessazione della materia del contendere - consorzio - decisione dei soci - delibera assembleare - invalidità delle decisioni dei soci - revoca degli amministratori - sospensione cautelare delibera assembleare - sospensione cautelare di delibera consortile - sostituzione delibera impugnata - srl
Il Tribunale delle imprese decide sempre in composizione collegiale le controversie rimesse alla sua cognizione ed è […]
Art. 146 l.fall. - Art. 2 d.l. 1 2012 - Art. 2341 bis c.c. - Art. 2476 c.c. - Art. 3 d.lgs. 168 2003 - Art. 50 bis c.p.c. - Art. 702 bis c.p.c. - Art. 702 ter c.p.c.
azione sociale di responsabilità - azione sociale di responsabilità nella s.r.l. - competenza del tribunale delle imprese - procedimento sommario di cognizione - responsabilità degli amministratori di s.r.l.
Nel caso di compravendita di azioni o di quote di società di capitali, l’oggetto immediato del contratto è rappresentato dalla quota di partecipazione nella società – intesa come insieme di diritti, poteri ed obblighi sia di natura patrimoniale, sia di natura amministrativa, nei quali si compendia lo status di socio – e non, invece, dai beni facenti parte del patrimonio sociale; tali beni, infatti, costituiscono mero oggetto mediato della cessione, per modo che, in via ordinaria, non rileva […]
Art. 1337 c.c. - Art. 1350 c.c. - Art. 1375 c.c. - Art. 1453 c.c. - Art. 1455 c.c. - Art. 1458 c.c. - Art. 1460 c.c. - Art. 1461 c.c. - Art. 171 c.p.c. - Art. 183 c.p.c. - Art. 185 bis c.p.c. - Art. 185 c.p.c. - Art. 1965 c.c. - Art. 1967 c.c. - Art. 1976 c.c. - Art. 2033 c.c. - Art. 2724 c.c. - Art. 2725 c.c. - Art. 290 c.p.c. - Art. 2932 c.c.
accordo transattivo - carenza di legittimazione passiva - contratto di transazione - contratto preliminare - contratto preliminare di cessione di quote - contumacia - garanzia della situazione patrimoniale - personalità giuridica - preliminare di cessione - restituzione dell'indebito - risoluzione del contratto - Risoluzione del contratto per inadempimento - risoluzione di contratto preliminare - risoluzione per inadempimento - s.a.s. - s.r.l. - sas - società a responsabilità limitata - società in accomandita semplice - srl - transazione - transazione novativa - trasformazione di società di persone in società di capitali
1945 sentenze
313 sentenze
198 sentenze
95 sentenze
Ove il rappresentante comune degli azionisti di risparmio, in esecuzione di esplicito mandato assembleare, eserciti la rappresentanza processuale attribuitagli dal combinato disposto degli artt. 147 TUF e 2418 c.c. evocando in giudizio la società e successivamente, per una qualsiasi ragione e in particolare per l’attuazione di una decisione dell’assemblea degli azionisti ordinari, la categoria azionaria speciale dei risparmisti cessi di esistere, ciò non può comportare l’improcedibilità dell’azione già intentata sull’assunto di una sopravvenuta carenza di legittimazione sostanziale degli azionisti di risparmio, e processuale del loro rappresentante comune: ché altrimenti si attribuirebbe –in difetto di espressa previsione di legge- al soggetto per definizione controinteressato (la maggioranza assembleare degli azionisti ordinari) un diritto sostanzialmente potestativo di eliminare una tutela che la legge riconosce invece espressamente agli azionisti di risparmio.
Nel caso in cui la perdita della qualità di azionisti di risparmio derivi da una fusione per incorporazione, il rappresentante comune della società incorporata mantiene la legittimazione processuale per le cause già in essere a tutela della categoria, e la stessa non transita in capo al rappresentante comune degli azionisti della società incorporante.
La successione a titolo universale che ex art. 2504-bis, co. 1° c.c. caratterizza la fusione, riguarda diritti e rapporti giuridici dell’incorporante e dell’incorporata; senza che la stessa norma autorizzi a ritenere che lo stesso principio debba estendersi ai diritti di cui gli azionisti delle società erano personalmente titolari al momento della fusione, i quali -in coerenza del resto con la natura modificativa e non estintiva della fusione- restano invece intatti. Ne consegue che la tutela degli effetti della fusione è tendenzialmente assoluta, ma soffre il limite della tutela risarcitoria degli azionisti che se ne ritengano danneggiati: con il corollario che il soggetto preposto alla loro tutela collettiva, sopravvive quoad effectum all’estinzione della società fusa, nei limiti della prorogatio della sua legittimazione ad agire sino al conseguimento (o al disconoscimento) giudiziale del risarcimento del danno ex art. 2504-quater co. 2° c.c..
Art. 147 t.u.f. - Art. 2416 c.c. - Art. 2417 c.c. - Art. 2418 quater c.c. - Art. 2504 bis c.c. - Art. 2504 quater c.c.
assemblee speciali - azioni di risparmio - azionisti di risparmio - carenza di legittimazione - carenza di legittimazione passiva - delibera assemblea speciale - fusione - fusione per incorporazione - impugnazione delibera assembleare - prorogatio - rappresentante comune
http://bit.ly/2ESzTVE
Sottoscrizione dell'aumento di capitale e legittimazione ad impugnare la delibera assembleare
Improponibilità della domanda e carenza di legittimazione passiva
Non ammissibilità dell'azione revocatoria dell'assegnazione effettuata mediante scissione. Eseguite ...
Non ha natura cautelare l'autorizzazione alla fusione nonostante l'opposizione dei creditori
4076854 sentenze consultate