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Timestamp: 2017-06-23 06:40:41+00:00
Document Index: 176126779

Matched Legal Cases: ['art. 125', 'art. 14', 'art. 215', 'art. 30', 'art. 21', 'art.1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 143', 'art. 696', 'sentenza ', 'art. 416', 'art. 1501', 'sentenza ', 'art. 78', 'art. 77', 'art. 11']

Isola delle Femmine Addio Pizzo 5: Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione
Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione
COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE Provincia di Palermowww.comune.isoladellefemmine.pa.it*Ufficio del Presidente del ConsiglioProt. n° 3147 Lì 01 marzo 2010OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 125, comma 5, del testocoordinato dal vigente ordinamento degli Enti Locali.Ai Signori Consiglieri ComunaliAl Signor SindacoAi Signori AssessoriAl Segretario ComunaleAlbo PretorioSEDEAl Comando di P. M.SEDEAlla Locale Stazione dei CarabinieriISOLA DELLE FEMMINEAll’Assessorato Regionale alla Famiglia,Alle Politiche Sociali, alle Autonomie LocaliVia Trinacria PALERMOAlla Prefettura U.T.G. PALERMOLe SS.LL., nella qualità, sono invitate a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale convocata, ai sensi dell’art. 14 comma 5 del Regolamento del Consiglio Comunale ed ai sensi dell’art. 215, comma 5 del testo coordinato dal vigente Ordinamento Enti Locali, giusta determina presidenziale n°04 in data odierna, presso la sala “Padre Bagliesi”, sita nei locali comunali di Via Palermo, il giorno 12 marzo 2010, alle ore 18,00 per la trattazione del seguente argomento:1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente;2. Discussione in ordine alle richieste del gruppo consiliare “Rinascita Isolana” su asserite “Infiltrazioni Mafiose”;3. Interrogazioni.Si avverte che ai sensi dell’art. 30 della L.R. 3 Giugno 1986, n.9, come sostituito dall’art. 21 della L.R. n.26/93, la mancanza del numero legale degli intervenuti comporta la sospensione di un’ora della seduta.Se alla ripresa dei lavori non venisse raggiunto, o dovesse venire meno, il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo alla stessa ora e con il medesimo ordine del giorno senza ulteriore avviso di convocazione.Distinti Saluti.Il Presidente del Consiglio ComunaleRag. Alessandro GiucastroAtto numero 07 del 12-03-2010 Oggetto: Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente.Alle ore 18,00 constatata in aula la presenza di n°12 consiglieri, il Presidente dichiara aperta la seduta ed invita i consiglieri a passare alla trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno. Preliminarmente nomina quali scrutatori che lo assisteranno nell’accertamento dell’esito delle votazioni i Conss. Rosaria Riso, Guttadauro e Mignano.Preliminarmente il Presidente invita i Consiglieri ad un dialogo serio e pacato stante la delicatezza degli argomenti;Si dà lettura della seguente proposta di deliberazione dell’Ufficio di Segreteria:LETTURA E APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE“IL CONSIGLIO COMUNALESentita la lettura, fatta dare dal Presidente, degli oggetti delle deliberazioni della seduta svoltasi in data 22 febbraio 2010 deliberazione n°04, 05 e n°06;Ritenuto dover approvare i relativi verbali;Vista la legge 8.6.1990 n. 142, recepita con modifiche dall’art.1 della L.R. 11.12.1991 n.48;Visto il vigente O.A.EE.LL. in Sicilia;DELIBERAApprovare i verbali della seduta precedente svoltasi in data 22 febbraio 2010 deliberazioni n°04, 05 e n°06.Atto numero 07 del 12-03-2010 Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO Allegato: DELIBERA C.C. 007.10.pdf (7 kb) Atto numero 08 del 12-03-2010 Oggetto: Discussione in ordine alle richieste del gruppo consiliare "Rinascita Isolana" su asserite "infiltrazioni mafiose".Il Presidente, nell’aprire la discussione, preliminarmente si augura che nel dibattito sulle infiltrazioni mafiose si evitino sterili polemiche che facciano perdere solo tempo e che si affronti, invece, con serenità, un problema di notevole rilevanza per questa collettività. Precisa, quindi, le modalità con cui si svolgerà la discussione. Il Cons. Caltanissetta dà lettura di una relazione illustrativa dell’argomento che dichiara essere condivisa da tutti i componenti il gruppo “Rinascita Isolana”. La dichiarazione viene allegata a verbale per costituirne parte integrale e sostanziale. Si dà atto che entra in aula il Cons. Lucido Salvatore. Presenti. N.13.Il Presidente evidenzia come sia suo preciso obbligo tutelare gli attuali consiglieri risultati eletti nelle scorse amministrative del giugno 2009 e, in tal senso, chiede ripetutamente di conoscere quali accuse possano essere mosse a componenti di quest’organo valutando gli atti dallo stesso adottati, prescindendo da lontane situazioni di infiltrazioni mafiose. Ribadisce come si continuino a ripetere accuse inesistenti laddove non sostanziate da specifici atti deliberativi regolarmente adottati da cui dette accuse siano desumibili.Il Cons. Caltanissetta evidenzia come egli nella propria relazione abbia citato una sentenza del Consiglio di Stato che chiarisce cosa debba intendersi per infiltrazione mafiosa.Il Presidente ribadisce che debbono essere evidenziati, laddove esistenti, i provvedimenti adottati da questo Consiglio da cui possano desumersi le accuse mosse. Il Cons. Caltanissetta afferma che questo Consiglio non ha adottato alcun provvedimento che possa dare adito all’accusa di infiltrazione mafiosa ma occorre valutare nella sua interezza l’attività dell’Amministrazione e degli uffici. Il Consigliere Battaglia evidenzia come nella relazione manchi un collegamento tra le situazioni pregresse e la realtà odierna.Il Sindaco chiede di conoscere se l’infiltrazione cui si riferisce il gruppo “rinascita isolana” ha valenza storica ovvero se invece abbia ripercussioni sull’attuale attività amministrativa.Il Cons. Caltanissetta risponde che il richiamo storico è propedeutico alla situazione attuale,. Si riportano, infatti, situazioni pregresse in quanto funzionali a delineare il passato di soggetti che oggi continuano ad avere rapporti con amministratori comunali. Nello specifico, si indicano i comportamenti complessivi tenuti in periodi immediatamente precedenti e successivi alle elezioni.L’Assessore Cutino afferma di aver già chiarito la sua posizione nella seduta consiliare dell’1.2.2010, ma, pare, che le sue affermazioni non siano state comprese appieno.Ritiene grave il comportamento del gruppo “Rinascita Isolana” laddove questo asserisce in maniera categorica la presenza di infiltrazioni mafiose. La loro relazione parte da un’analisi riconducibile all’ultimo ventennio senza evidenziare atti ben circoscritti basati su una disamina di congetture prive di riferimenti certi ed attuali. L’accusa non viene giustificata con atti, per cui la dichiarazione risulta denigratoria e non potrà che dar luogo ad ulteriori querele.Dal punto di vista giuridico amministrativo non sussistono situazioni di ineleggibilità ed incandidabilità a suo carico, il legislatore pone dei limiti ben precisi alle possibili cause di incompatibilità, tra queste rientra la parentela o affinità fino al secondo grado con condannati per mafia ed in tale situazione egli non rientra affatto; in ogni caso, tiene a sottolineare che il suo caso afferisce ad una situazione di affinità che dal punto di vista giuridico amministrativo, appare ben diversa; ne consegue che le affermazioni del gruppo risultano essere calunniose e diffamatorie; del resto analoga situazione familiare potrebbe essere rilevata a carico del Cons. Mignano; ma il Cons. Caltanissetta si stupisce di quanto accade nella parte avversa, ma non guarda a quanto accade all’interno del suo gruppo di appartenenza laddove persone rispettabilissime si trovano ad avere anch’essi parenti condannati per mafia.È notorio che gli intrecci di parentela ed affinità in una piccola comunità possono essere molteplici e non è giusto che le colpe di un singolo componente ricadano sull’intero ceppo familiare.Nella relazione vengono citati fatti passati che nulla hanno a che vedere con l’attuale Amministrazione.L’unico atto serio che questo consiglio Comunale è stato chiamato a votare è stato l’assegnazione di un immobile confiscato alla mafia. Il fatto che il gruppo “Rinascita isolana” non abbia partecipato alla discussione dovrebbe comportare le dimissioni del capogruppo, Cons. Caltanissetta.Riafferma con forza di non aver scheletri nell’armadio e di poter procedere a testa alta sia in funzione della propria storia personale che di quella professionale, confermando di aver sempre operato per il bene della collettività. Ribadisce la richiesta di dimissioni del Cons. Caltanissetta per essersi costui rifiutato di partecipare ad una decisione di rilevanza politica nella lotta alla mafia. Vero è che la competenza all’assegnazione dell’immobile ricadeva sul Sindaco, ma questi ha voluto dare un segnale forte, dando al Consiglio la possibilità di esprimersi sull’argomento, essendo il Consiglio Comunale l’Organo che maggiormente rappresenta questa collettività.Nel votare di destinare l’immobile confiscato alla mafia nel nostro territorio, destinandolo a Caserma dei Carabinieri l’Amministrazione e il gruppo consiliare di maggioranza hanno dato dimostrazione della propria libertà e dell’assenza di condizionamenti.Il gruppo “Rinascita Isolana” si è, invece, defilato violando le previsioni del “Codice etico contro la Mafia”; di conseguenza, in assenza di dimostrate giustificazioni, il capo di detto gruppo ha l’obbligo morale di dimettersi. Ricorda di essere stato il promotore, unitamente ai Consiglieri Puccio del Comune di Capaci e Caruso del Comune di Torretta, dell’adozione del Codice etico contro la mafia, in un primo momento all’interno dell’Unione dei Comuni e successivamente in questo Consiglio Comunale.Ricorda, come il surrichiamato Codice Etico preveda che, per muovere accuse di vicinanza alla mafia, siano necessari alcuni presupposti fra i quali la frequentazione con soggetti condannati per reati di mafia, frequentazioni che nel suo caso non esistono. La richiesta di dimissioni avanzata dal Cons. Caltanissetta risulta, pertanto, inopportuna in assenza di specifiche situazioni in grado di supportarla. Il Presidente, ponendo fini dai clamori suscitati in aula dall’intervento del Cons. Cutino, invita i Consiglieri alla calma, confermando che la competenza all’assegnazione dei beni confiscati a soggetti condannati per mafia ricade sul Sindaco, ma condivide l’opinione che questi ha voluto fare un atto nobile coinvolgendo il Consiglio Comunale.Il Cons. Mignano dissente da quest’ultima affermazione del Presidente, sostenendo che il Sindaco si sia voluto lavare le mani.Il Cons. Caltanissetta, udite le dichiarazioni del Cons. Cutino, precisa alcuni aspetti giuridici, a suo parere non compresi appieno. Invita ad evitare la tendenza a ridurre il confronto ad una battaglia personale che comporta un accanimento nei suoi confronti.Detto accanimento, infatti, è indice di incapacità a gestire la situazione con canoni democratici.In merito alle asserite infiltrazioni mafiose, queste non devono essere dimostrate dall’opposizione, ma debbono essere portate all’attenzione del Prefetto e del Ministro dell’Interno; in tal senso, l’opposizione deve segnalare tutte le fattispecie che possono risultare utili per le opportune valutazioni; e a ciò il gruppo sta adempiendo, segnalando le attività degli uffici.Nella relazione, infatti, risultano indicati una serie di atti che devono essere oggetto di valutazioni e considerazioni in quanto attinenti a periodi immediatamente precedenti e/o successivi alle elezioni; si è, infatti, entrati nell’analisi tecnica delle concessioni rilasciate. Che non esistano dubbi in ordine all’assenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità a carico dell’Ass. Cutino è certo, tant’è che all’indomani delle elezioni amministrative del giugno 2009, questo Consiglio ebbe a convalidarne l’elezione a Consigliere Comunale. L’incompatibilità cui fa riferimento questo gruppo è quella politica citata nel Codice etico di lotta alla mafia che prevede più rigorose forme di selezione del personale politico, andando anche oltre le previsioni normative. L’Ass. Cutino ha ricordato di essere stato tra i promotori dell’adozione del Codice Etico, ma ciò non impedisce che egli, in primo luogo, abbia l’obbligo di rispettarlo. In merito all’allontanamento dall’aula laddove il consiglio fu chiamato ad assegnare il bene confiscato a persona condannata per mafia, questo gruppo, prima dell’allontanamento, ebbe a rilasciare una specifica dichiarazione che rende merito al comportamento assunto.L’Ass. Cutino ha avuto più volte occasione di precisare l’assenza di frequentazioni con il Sig. Bruno Pietro, ma ciò contrasta con i comportamenti assunti dall’Amministrazione, quali le concessioni edilizie rilasciate prima delle elezioni amministrative, nonché gli atti posti in essere subito dopo le stesse, quali, ad esempio, la nomina dei consulenti.Il Presidente ricorda che le concessioni edilizie sono oggetto di ispezione da parte del competente Assessorato Regionale e invita, pertanto, ad attendere le risultanze della stessa. Afferma, comunque, che il rilascio delle concessioni edilizie non risulta essere competenza dell’Amministrazione, bensì dell’U.T.C., verso il quale egli dichiara di avere ampia fiducia anche in conseguenza del notevole carico di lavoro e di responsabilità che lo stesso sopporta. Invita a rinviare la discussione sulle concessioni edilizie dopo che sarà stato acquisito l’esito dell’ispezione assessoriale.Ribadisce di essere fiero della disponibilità e dell’impegno sempre dimostrati dai funzionari dell’U.T.C.Il Cons. Riso, evidenziato come nella relazione del gruppo di minoranza si auspichi che l’Ass. Cutino si assuma le proprie responsabilità, afferma che le dimissioni dell’Ass. Cutino, lungi da costituire un aspetto della lotta al fenomeno mafioso, causerebbero un grave danno per la collettività che verrebbe privata del suo prezioso apporto nell’interesse del paese. Invita a limitarsi alla denuncia di fatti concreti e solo in tali casi gli potranno essere mosse accuse.Il Cons. Caltanissetta evidenzia come si renda necessario il confronto democratico. Il Cons. Battaglia, quale Capogruppo, dà lettura di una dichiarazione del Gruppo “Progetto Isola”, condivisa da tutti i Consiglieri dello stesso. Il Cons. Caltanissetta, udita la lettura della nota del Cons. Battaglia propone l’istituzione di una Commissione consiliare ristretta che analizzi il problema dell’usura e del racket.Il Sindaco definisce ridicolo l’excursus sull’intera vita politica di questa collettività, excursus nel quale, tra l’altro, viene saltato un lungo periodo di tempo. Ritornando, infine, sull’invito al Consiglio a procedere all’assegnazione dell’immobile confiscato ad un cittadino condannato per mafia precisa che egli, nel relazionare sull’argomento, aveva fatto una premessa nella quale sottolineava il significato politico che si intendeva dare alla decisione del Consiglio. Dà, quindi, lettura di una nota che si allega alla presente per costituirne parte integrante e sostanziale.Il Cons. Caltanissetta evidenzia come il Sindaco non abbia spiegato le motivazioni in base alle quali è stata rilasciata la concessione edilizia di cui si fa cenno nella relazione del proprio gruppo, stante che, come relazionato, non può dichiararsi sussistente la fattispecie di lotto intercluso residuo. Invita il Sindaco a fornire una risposta tecnica sull’argomento e, in assenza di quanto richiesto, chiede che venga preso atto del fatto che il Sindaco non ritiene di dovere rispondere. Il Presidente, poiché nessun altro Consigliere chiede di parlare, ringrazia i Consiglieri intervenuti ed esprime l’augurio che non si torni più sulla vicenda, anche in considerazione che problemi molto più pressanti richiedono l’intervento di questo Consiglio Comunale che deve procedere all’esame degli stessi con la massima solerzia ed attenzione.Discussione in ordine alle richieste del gruppo consiliare "Rinascita Isolana" su asserite "infiltrazioni mafiose".Atto numero 08 del 12-03-2010 Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO Allegato: DELIBERA C.C. 008.10.pdf (24 kb) Atto numero 09 del 12-03-2010 Oggetto: Interrogazioni.Il Presidente, invita il Cons. Caltanissetta, capo del gruppo “Rinascita Isolana” a dar lettura dell’interrogazione avente per oggetto “Ipotesi di persecuzione politica nei confronti del Consigliere Comunale Billeci Orazio”. Il Cons. Caltanissetta dà lettura dell’interrogazione citata acquisita al protocollo generale del Comune in data 21/01 c.a. al n°840. Il Sindaco dà, quindi, lettura della risposta scritta che allega al presente verbale per farne parte integrante.Il cons. Caltanissetta da lettura di una replica alle affermazioni del Sindaco che allega al presente verbale.Il Presidente, invita il Cons. Caltanissetta, capo del gruppo “Rinascita Isolana” a dar lettura dell’interrogazione avente per oggetto “Episodi di tensione all’interno della casa Comunale”.Il Cons. Caltanissetta dà lettura dell’interrogazione citata acquisita al protocollo generale del Comune in data 21/01 c.a. al n°841. Il Sindaco dà, quindi, lettura della risposta scritta che allega al presente verbale per farne parte integrante.Il cons. Caltanissetta dà lettura di una replica alle affermazioni del Sindaco che allega al presente verbale.Esaurita la trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno il Presidente dichiara chiusi i lavori. Sono le ore 19,54.Infiltrazioni mafiose nell’Amministrazione di Isola delle FemmineRelazione Gruppo Consiliare“Rinascita Isolana”Prima di entrare nel merito della relazione circa l’argomento all’ordine del giorno, è mio dovere ripercorrere i passaggi istituzionali che hanno caratterizzato l’azione del Movimento Politico “Rinascita Isolana” volta a far chiarezza sul delicato problema dei sospetti di infiltrazione mafiosa nell’Amministrazione di Isola delle Femmine.Innanzitutto il 6.08.09 i consiglieri comunali di minoranza hanno presentato una richiesta di dimissioni dell’assessore Cutino Marcello e di revoca dell’incarico di consulente al geometra Impastato Giovanni, atteso che il “Codice etico contro la mafia” approvato dal Consiglio Comunale il 3.08.06, imponendo “forme nuove e più rigorose di selezione del personale politico”, invita a “rimuovere ogni causa di delegittimazione del proprio operato anche attraverso le dimissioni” in presenza di situazioni di incompatibilità con l’impegno politico determinate da “rapporti con boss mafiosi, a qualsiasi livello e al di là di eventuali profili penali”.Il legame di affinità intercorrente tra il Cutino e tale Bruno Pietro, condannato con sentenza passata in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso, e tra il medesimo assessore e il geometra Impastato, rendevano – e rendono – necessario un passo indietro da parte dell’amministratore al fine di garantire un governo dell’ente locale al di sopra di ogni sospetto.Purtroppo alla richiesta in oggetto non ha fatto seguito l’auspicato atto di responsabilità da parte del Cutino, sicché il gruppo “Rinascita Isolana” si è visto costretto ad inviare al Ministero dell’Interno e al Prefetto di Palermo, in data 4.10.09, una nota informativa per illustrare i profili problematici relativi all’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine e sollecitare le contromisure del caso.Contestualmente l’opposizione consiliare ha richiesto – il 22.10.09 – la convocazione del C.C. per discutere proprio dell’argomento oggi all’ordine del giorno, ma all’istanza ha fatto seguito un’inopportuna replica del sindaco – che certamente non ha competenza in merito alla convocazione delle adunanze assembleari – e, solo in un secondo momento, una nota del Presidente Giucastro che ha invitato gli scriventi ad integrare la richiesta con una relazione illustrativa.A questo punto i consiglieri di minoranza hanno avviato un’attività di ricerca al fine di disporre del sostrato documentale necessario a sostenere le proprie tesi, peraltro in larga misura fondate su dati di fatto di agevole acquisizione, e hanno deciso dapprima di comunicare quanto accaduto e appreso al locale Comando dei Carabinieri (dicembre 2009) e successivamente di richiedere al Prefetto di avviare la procedura per l’accesso ispettivo presso il Comune di Isola delle Femmine, tramite memoria inviata il 27.01.10.Esaurito il necessario iter istituzionale, rispettoso delle gerarchie disegnate dalla Carta Costituzionale, il gruppo “Rinascita Isolana” ha depositato – l’11.02.10 – la relazione illustrativa che fa da premessa alla discussione odierna e costituisce non un approdo, ma un punto di partenza per la battaglia antimafia dell’opposizione.Del resto “lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso, previsto dall' art. 143, d.lg. 18 agosto 2000 n. 267, richiede solo la presenza di elementi su collegamenti o forme di condizionamento che consentano di individuare la sussistenza di un rapporto fra gli amministratori e la criminalità organizzata sulla scorta di circostanze che presentano un grado di significatività e di concludenza inferiore rispetto a quelle legittimanti l'azione penale o l'adozione di misure di sicurezza nei confronti degli indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso o analoghe” (Cons. Stato, sez. IV, 24.04.06, n. 2615) ed in ogni caso “il decreto di scioglimento di un Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, pur non potendosi qualificare atto politico, non è neanche una sanzione vera e propria - tale da richiedere, quindi, un'istruttoria procedimentale tipizzata ex lege e apposite garanzie -, implicando piuttosto il riconoscimento di un'ampia discrezionalità in ordine alla rilevazione ed alla valutazione dei presupposti, anch'essi non tipizzati, con riferimento a specifici fatti antigiuridici, ma espressi invece in termini di comportamenti complessivi e di situazioni oggettive tali da determinare il pericolo di gravi disfunzioni sia all'interno dell'ente locale, sia all'esterno, sul piano dell'ordine e della sicurezza pubblica” (Cons. Stato, sez. IV, 22.02.07, n. 1004).Durante questi mesi l’Amministrazione Portobello ha cercato di mettere a tacere la minoranza negandole la disponibilità dell’aula consiliare per la realizzazione di un dibattito pubblico sul tema “Istituzioni e burocrazia: la sfida della legalità”; impedendole di intervenire al convegno-farsa dell’11.12.09 senza alcuna giustificazione plausibile; scegliendo l’indecorosa via della querela per evitare le asperità del confronto democratico.Fa sorridere che il sindaco continui a ricercare patenti di legalità e trasparenza e a rivendicare la destinazione dell’immobile assegnato al Comune di Isola delle Femmine – in seguito a confisca operata nei confronti del già citato Bruno Pietro – alla Caserma dei Carabinieri come proprio successo: egli si è limitato a delegare al Consiglio Comunale un atto di competenza del governo dell’ente locale, evitando la sgradevole evenienza di ritrovarsi un assessore in Giunta chiamato a defilarsi per conflitto d’interessi. E comprendiamo come la nostra dichiarazione in Consiglio abbia turbato il suo disegno. Del resto non è casuale che il 18.02.10 lo stesso Cutino Marcello non sia stato presente in Giunta in occasione del conferimento dell’incarico all’avv. Lo Bello per la costituzione nel ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696 c.p.c. proposto proprio da suo zio.Ma la strategia del sindaco incontra la pronta censura della giurisprudenza, infatti “le pubbliche dichiarazioni di un esponente politico locale, con le quali questi condanni l'operato delle organizzazioni criminali, non sono un elemento idoneo per infirmare la legittimità del provvedimento prefettizio di scioglimento di un Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, quando le suddette dichiarazioni contrastino con il concreto "modus operandi", colluso e opaco, di consiglieri e assessori”. (Tar Campania, sez. I, 6.02.06, n. 1622). Ma entriamo nel merito della vicenda.Il risultato delle elezioni amministrative dello scorso giugno ha sollevato l’inquietante sospetto di un condizionamento del voto da parte di non meglio precisati “poteri forti”, ma già durante la campagna elettorale l’opinione pubblica isolana era pronta a scommettere sul sicuro exploit dei candidati del gruppo “Progetto Isola” Palazzotto e Cutino – cosa che, specialmente per il primo, un perfetto sconosciuto, un assoluto Carneade della politica isolana, appariva incomprensibile – perché rispettivamente “sostenuti” – uso le parole di esponenti del gruppo Portobello – da tali Pomiero Giuseppe e Impastato Giovanni.Queste però, così poste, sono semplici voci di popolo, nulla più di semplici “rumors”, per cui è stato necessario realizzare serie indagini, accuratamente documentate, sulle ragioni che hanno indotto tanta gente alle conclusioni di cui sopra.Perché un singolo cittadino poteva esser capace di sovvertire le sorti di una tornata elettorale? Perché il fratello del candidato sindaco della lista “Insieme” si era sentito dire che lo stesso cittadino avrebbe venduto una sua villa pur di vincere le elezioni? Perché un semplice geometra, che alle ultime elezioni aveva riportato 40 consensi, era reputato in grado di spostare gli equilibri politici isolani? Perché si continuava a far riferimento a “poteri forti”?L’esito della nostra ricerca oggi costituisce patrimonio cognitivo della nostra comunità e rappresenta il nostro modo di adempiere all’obbligazione naturale di informarvi e studiare anche le ragioni della depressione economica di Isola delle Femmine, della sua singolare disuguaglianza reddituale, dell’incredibile assenza di un desiderio di denuncia che si traduca in impegno civile. Perché questo, consigliere Riso, è fare il bene del Paese. Perché il coraggio della denuncia è la ragione prima per cui vale la pena sottrarre tempo a famiglia, lavoro, affetti e dedicarlo alla propria comunità. Questo per inciso.Nella geografia politica di Cosa Nostra, Isola delle Femmine ricade – stando alle ultime indicazioni del Ministero dell’Interno – nel Mandamento di San Lorenzo/Resuttana ed in particolare il suo territorio rientra nella sfera d’influenza di quella che viene comunemente denominata “famiglia di Capaci”.Per comprendere a fondo in che termini il nostro Paese risulti interessato dal fenomeno mafioso, abbiamo ritenuto opportuno muoverci sulla base dei documenti pubblici che hanno analizzato la realtà locale, delle sentenze della Magistratura, delle notizie apprese dalla stampa.E’ emerso un quadro a tinte fosche, che getta ombre su diversi personaggi che hanno apertamente sostenuto la campagna elettorale del gruppo “Progetto Isola” e del candidato a sindaco Portobello, e su soggetti che hanno ottenuto sorprendenti e tempestivi provvedimenti amministrativi alla vigilia del voto.In base alla relazione curata dal senatore Russo Spena nel 2000 – che il vicesindaco, per ragioni ideologiche, suppongo conosca – sulla storia drammatica dell’indimenticato Peppino Impastato e sul processo ai suoi assassini, il nostro Comune negli anni ’80 rientrava sotto il controllo della famiglia Badalamenti di Cinisi ed in particolare due società con sede in Isola delle Femmine – l’immobiliare B.B.P. snc e la Copacabana spa – erano di fatto, uso le parole del senatore, “nella piena disponibilità di Tano Badalamenti”, che le gestiva tramite persone di fiducia.Al fine di ottenere informazioni in ordine ai membri delle società suddette, operanti nel settore immobiliare e delle costruzioni, abbiamo provveduto a consultare la “Relazione della Commissione Parlamentare sul fenomeno della Mafia” presentata alle Camere dall’onorevole Abdon Alinovi il 16.04.85 – che sicuramente il geometra Dionisi conosce e su cui ha fondato una propria interrogazione parlamentare l’on. Angela Napoli qualche anno fa.Nello specifico, abbiamo esaminato il prospetto dei sequestri e delle confische di beni operate dalla Guardia di Finanza in forza della l. n. 646/82, la c.d. Rognoni-La Torre, primo intervento normativo volto ad attaccare il patrimonio dei mafiosi colpendo beni di provenienza illecita.Dai registri della GdF risulta che tra i componenti della Copacabana spa – la società immobiliare che, stando agli inquirenti, avrebbe dovuto reinvestire i proventi del traffico di eroina gestito dal clan Badalamenti, facendo fare “un salto di qualità all’organizzazione” – erano tali Billeci Salvatore e Rocco di Capaci, Bruno Pietro, Giuseppe e Giovanni di Isola delle Femmine, Badalamenti Vito e Leonardo di Cinisi (i figli di Tano) e Pomiero Giuseppe anche lui di Isola delle Femmine.Orbene, lo zio dell’assessore Cutino e gli zii del vicesindaco Palazzotto erano soci dei Badalamenti, loro referenti a Isola, destinatari di provvedimenti di confisca e – ça va sans dire – sospettati di “mafiosità”.Ma v’è di più, la società B.B.P. snc richiamata da Russo Spena, risultava costituita dai Bruno e da Pomiero che, pertanto, il senatore nel 2000 indicava come verosimili prestanome di Gaetano Badalamenti.Questa introduzione serve solo a presentarci i soggetti con cui ci rapportiamo oggi e ad introdurre eventi a noi più prossimi.Il 6.05.05 il Giornale di Sicilia ha pubblicato la notizia del sequestro per mafia di beni per 4 milioni di euro a due imprenditori edili di Isola delle Femmine, Bruno Pietro e Vassallo Giuseppe: del primo si ricordava il collegamento alla cosca mafiosa del boss Badalamenti ed il fatto che aveva partecipato “con altri personaggi della mafia di Capaci e Isola delle Femmine” – cito testualmente – alla società Copacabana spa realizzata per la lottizzazione di un vasto appezzamento di terreno; Vassallo Giuseppe, figlio di Vincenzo, veniva addirittura indicato come “il capo della famiglia mafiosa di Capaci”, inserito “pienamente nel mandamento mafioso di San Lorenzo”.Entrambi sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso ex art. 416 bis c.p.Evidentemente, consigliere Peloso, la mafia a Isola delle Femmine esiste.Orbene, sin qui potrebbe anche aver ragione il sindaco Portobello, quando nella sua nota del 18.12.09 suppone che il legame di affinità tra l’assessore Cutino e Bruno Pietro sia una circostanza casuale, quando implicitamente sminuisce l’importanza del sostegno fornitogli in campagna elettorale dalla famiglia Pomiero (organizzazione e partecipazione a cene elettorali alla presenza degli attuali sindaco e vicesindaco, finanziamento delle spese della campagna elettorale del nipote Palazzotto) perché rientrante nelle libertà politiche di ognuno, quando afferma biblicamente che “le colpe dei padri non ricadono sui figli”.Le sue argomentazioni però hanno, come dire, una data di scadenza: il 14.05.09.Quel giorno infatti il nostro UTC ha rilasciato una concessione edilizia in favore della famiglia Pomiero ed un’altra – in sanatoria – in favore della famiglia Vassallo/Billeci.Innanzitutto legalità e trasparenza avrebbero dovuto consigliare di non rilasciare provvedimenti di questo tenore in prossimità dell’appuntamento elettorale, inoltre non si è minimamente valutata la peculiarità dei destinatari: la famiglia Pomiero da un lato, i signori Billeci dall’altro. I legami parentali di questi ultimi coi Billeci e i Vassallo di cui sopra credo possiate individuarli agevolmente.A distanza di 25 anni dalla confisca delle quote della Copacabana spa il nostro UTC ha riunito i nomi di Pomiero e Billeci, quasi a conferma del noto brocardo vichiano circa i corsi e ricorsi della storia.Ma noi, che siamo garantisti sino in fondo, abbiamo voluto dare ancora ragione al sindaco: anche queste concessioni pre-elettorali sono coincidenze, del resto se un soggetto ha diritto ad un provvedimento amministrativo, questo gli va riconosciuto a prescindere dal suo passato.A questo punto però, per dirla con Jacques Monod, il “caso” inizia ad intrecciarsi con la “necessità” e per cogliere il sottile passaggio dalla singolare coincidenza al sospetto bisogna entrare nel merito della concessione edilizia n. 13 rilasciata in favore della “Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia”.Il fondo su cui i Pomiero hanno chiesto di costruire è ubicato in Isola delle Femmine, via della Torre: 2000 mq di campagna che confinano a nord con un edificio dismesso, ad ovest danno sulla pubblica via e per gli altri due lati si aprono su uno spazio verde piuttosto esteso che giunge sino al Viale Marino e in prossimità del Lungomare Vespucci.Il 14.05.09 l’UTC ha deciso di rilasciare una diretta concessione edilizia per un piano plani volumetrico relativo alla costruzione di tre ville unifamiliari su due livelli fuori terra, richiamando il parere reso dall’A.R.T.A. “in merito alla possibilità di rilascio di concessioni dirette su lotti interclusi o residui in zona B e C”.Orbene, il nostro Comune si trovava – come si trova tutt’ora – nella condizione di disporre di un PRG del 1977 approvato e di un nuovo PRG adottato con D.C.C. n. 33/07, ma non ancora approvato dalla Regione Sicilia: senza PRG, dinanzi ad un fondo ricompreso in una vastissima area verde sita in zona C, anziché ritenere necessario un piano particolareggiato con cui il Consiglio provvedesse a disegnare l’assetto urbanistico dell’area, perché si è proceduto a rilasciare una concessione diretta? Perché ai proprietari dei fondi vicini è stata negata questa possibilità?L’UTC ha motivato la sua decisione rifacendosi, come detto, a un parere A.R.T.A. relativo a concessioni su lotti interclusi o residui: ma il fondo-Pomiero non è intercluso, giacché copiosa giurisprudenza ha chiarito che “il codice civile qualifica INTERCLUSO il fondo caratterizzato dalla totale assenza di una uscita sulla via pubblica (art. 1501 c.c.) e per la giurisprudenza amministrativa INTERCLUSO è anche il lotto pur affacciante sulla pubblica via, ma compreso tra edifici che sorgono su almeno due lati”!!! (Cons. Stato, sez. V, 21.10.85, n.339) e, più esplicitamente, “lotto INTERCLUSO è ritenuto quello circondato da lotti edificati in un contesto completamente urbanizzato” (Cons. Stato, sez. V, 15.01.97, n. 39) ed il medesimo fondo non è tanto meno residuo, non avendo avuto luogo alcuna precedente lottizzazione dell’area.Sindaco, le coincidenze iniziano a scricchiolare, a meno di non voler querelare il Consiglio di Stato e il Tar di Catania che anche nel 2008 ha confermato che pur se un PRG parla di lotto intercluso, la definizione va ricondotta alla sentenza n. 339/85 del Consiglio di Stato.Perché tanta fretta? Perché bypassare il Consiglio? Perché svilire il senso della pianificazione urbanistica del territorio?Purtroppo però anziché dipanarsi l’intrico si infittisce: il nome del progettista del piano –Pomiero risulta infatti il geometra Impastato Giovanni che sino al giugno 2009 è stato assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Portobello I, ciò in violazione dell’art. 78 d.lgs. 267/00: Il comportamento degli amministratori, nell'esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all'imparzialità e al principio di buona amministrazione. Gli amministratori di cui all'art. 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato. Il 22.01.09 invero la Commissione Edilizia in relazione alla pratica in oggetto aveva evidenziato come i Pomiero prima di poter costruire avrebbero dovuto cedere al Comune a titolo gratuito una porzione di terreno di 200 mq.Ma la Giunta Portobello, riunitasi il 27.03.09, forte del parere dell’arch. D’Arpa che “riteneva la superficie di terreno suddetta insufficiente a qualsiasi utilizzo”, ha deliberato di autorizzare la monetizzazione della somma di € 29.760,00 in luogo della cessione al Comune della porzione del fondo.Cons. Guttadauro, sa chi ha presentato alla Giunta la richiesta di monetizzazione? Il geometra Impastato (!) che illegittimamente sedeva in Giunta, leggeva e valutava la sua richiesta e … la votava!Cons. Guttadauro, sa quanto è stato stimato il valore unitario al mq del terreno DA EDIFICARE alla Torre? 155 € !Chiedete ai cittadini di Isola delle Femmine quanto costi al mq un fondo alla Torre e scoprirete l’incidenza di tale delibera!Anche queste sono coincidenze? Il geometra Impastato ha DIMENTICATO di abbandonare la seduta per conflitto d’interessi?Potevamo concedere anche questo al sindaco, ma adesso esce di scena – si fa per dire – il Portobello I ed entra in campo il Portobello II.Il geometra/progettista/assessore Impastato ha vissuto la campagna elettorale da protagonista, assistendo il nipote Cutino Marcello ed affiancandolo nella lunga marcia verso il democratico consenso. A successo acquisito il Portobello con determina n. 20 del 6.07.09 ha nominato il suddetto professionista come “consulente nelle materie tecniche del settore della vivibilità urbana, arredo urbano, piani strategici territoriali” per mesi tre e, pur dimenticando di pubblicare il relativo provvedimento sino alla proposizione di una apposita interrogazione da parte del gruppo di minoranza, ha rinnovato l’incarico con determina n. 36 del 30.09.09.Lo stesso Impastato ha guidato, unitamente all’assessore Cutino, un gruppo di volontari che dapprima hanno realizzato attività di operatori ecologici e manutentori a titolo gratuito, poi hanno organizzato un incredibile sit-in dinanzi al Comune al fine di ricevere risposte alle promesse elettorali del sindaco: ironia della sorte, molti protagonisti della protesta sono stati commensali nella cena organizzata dal Pomiero in piena campagna elettorale. Noblesse oblige …Credete sia finita? Macché! Non solo la nostra Giunta risulta composta da Cutino Marcello, nipote di Bruno Pietro ed Impastato Giovanni: il primo condannato per mafia, il secondo professionista di fiducia di Pomiero Giuseppe - già socio di Bruno – e suo principale sponsor elettorale, e da Palazzotto Salvatore, nipote del suddetto Pomiero, a detta degli inquirenti verosimile prestanome di Badalamenti.Non solo l’Amministrazione Portobello alla vigilia del voto ha rilasciato concessioni edilizie in favore delle famiglie Pomiero e Vassallo/Billeci, in vario modo interessate dalle relazioni Russo Spena/Alinovi.In data 10.03.09 il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine è stato chiamato ad esaminare una proposta di delibera con la quale veniva chiesta una variante all’art. 11 delle norme tecniche di attuazione del PRG, a seguito di formale richiesta delle signore Costanzo Marila, Lucido Antonella e Bruno Maria. In breve, essendo l’istanza incompatibile con lo strumento urbanistico adottato, in quanto l’opera (collocazione di n. 3 chioschi all’interno della Villa Comunale di via Piano Levante) ricadeva in zona A, sarebbe stata necessaria una modifica delle norme di attuazione del PRG da parte del Consiglio Comunale, per stipulare quindi una convenzione con la società costituita dalle tre donne sopra citate. I consiglieri del gruppo Portobello votavano in senso favorevole alla proposta, per quanto la stessa fosse respinta per il voto contrario dei gruppi Insieme e Isola Democratica. La vicenda acquista un rilievo assoluto in considerazione del fatto che le socie suddette risultano rispettivamente la cognata dell’attuale assessore Cutino Marcello e pertanto nipote del già citato Bruno Pietro, la cognata dell’attuale consigliere comunale di maggioranza Cardinale Enrico e la moglie dell’attuale vicesindaco Palazzotto Salvatore, nipote di Pomiero Giuseppe. Inoltre, progettista dell’opera è il geometra Dionisi Vincenzo, attuale vicepresidente del Consiglio Comunale.In data 30.04.09 – in piena campagna elettorale – sono stati disposti interventi di manutenzione alla rete idrica e a quella elettrica presso Passaggio del Levriero e Passaggio delle Ginestre, su cui insistono beni immobili di proprietà della famiglia Pomiero. Al di là della tempistica sicuramente equivoca dell’intervento, vedasi a proposito la problematica connessa alle opere di urbanizzazione della zona, stupisce come l’ordine di servizio alla ditta incaricata dei lavori sia partito non dai vertici dell’UTC, ma direttamente dal sindaco Portobello, con atto recante la sua firma e solo la sua.In data 10.11.09 i ROS nel quadro dell’operazione Rebus hanno disposto il sequestro di beni siti nel territorio di Isola delle Femmine perché riconducibili al clan mafioso Madonia-Di Trapani.In particolare pare si tratti – a detta degli organi di stampa – di immobili siti in via Passaggio del Coniglio n. 4 le cui risultanze catastali potrebbero condurre a terreni, opifici e appartamenti intestati a tali D’Arpa Vincenzo, Massimiliano, Pietro e Collura Vincenza: prescindendo dai motivi di rilevanza penale dei fatti, che sarà la Magistratura a valutare, i legami di parentela che stringono possibili prestanome di potenti boss mafiosi al capo dell’UTC isolano, aggiungono dolore e sgomento ad un clima già di considerevole tensione e sospetto. E sul punto il sindaco, più volte sollecitato dalla minoranza, si è sempre rifiutato di esprimersi.Infine, last but not least, nel novembre 2009 il Giornale di Sicilia ha pubblicato la notizia del pentimento di Razzanelli Giovanni, cittadino di Isola delle Femmine, che ha fatto parte della task force elettorale del gruppo “Progetto Isola”: egli ha affermato di essere un estorsore di Cosa Nostra e che Bruno Pietro continua a “muoversi” a Isola delle Femmine.L’analisi dei fatti in questione conduce a ritenere sussistenti sospetti circa un ruolo delle famiglie Pomiero e Bruno nel successo elettorale del gruppo Portobello – addirittura nella formazione della stessa lista civica “Progetto Isola” – e nella stessa gestione della macchina amministrativa, se poi dovesse esser confermata la parentela tra i vertici dell’UTC e possibili prestanome dei Madonia-Di Trapani, la situazione sarebbe davvero grave e richiederebbe una netta presa di posizione anche e soprattutto da parte di quanti, nella maggioranza, colgono la serietà del problema.A nostro avviso si è confuso l’estado de derecho con un pericoloso estado de opinion, ma vogliamo ancora credere nella giustizia e nel buon senso delle istituzioni: del resto non va temuto l’urlo del violento, ma il silenzio degli onesti. Un silenzio che, stasera, abbiamo provato a far tacere. Isola delle Femmine, 12.03.10 I consiglieri comunaliAtto numero 08 del 12-03-2010 Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO Allegato: DELIBERA C.C. 008.10.pdf (24 kb) AL SINDACOAL PRESIDENTE DEL C.C.Oggetto: replica all’interrogazione “Episodi di tensione all’interno della Casa Comunale”Il gruppo consiliare “Rinascita Isolana” non si ritiene soddisfatto della risposta fornita dal sindaco in merito all’interrogazione in oggetto.Onestamente da mesi siamo sorpresi – e preoccupati – dalla frequenza di episodi di violenza – verbale e fisica - che coinvolgono i nostri amministratori e cittadini di Isola delle Femmine. Evidentemente in campagna elettorale qualcosa nella comunicazione tra gli esponenti del gruppo “Progetto Isola” e i loro collaboratori non ha funzionato, perché non vi è dubbio alcuno che questi si sentano in diritto di rivendicare il rispetto di determinate promesse elettorali.Il decoro istituzionale richiede però una diversa attenzione da parte del sindaco, della sua Giunta e della maggioranza consiliare, giacché è inammissibile che la Casa Comunale si trasformi in un’arena, se non altro per la serenità e l’incolumità dei dipendenti.Che il governo dell’ente locale si interessi per creare opportunità lavorative e fornire assistenza economica e sociale ai cittadini in difficoltà è iniziativa meritoria ed opportuna, ma deve realizzarsi secondo procedure trasparenti e non mediante selezioni da provincia sudamericana. E, soprattutto, non possono essere retribuite le prestazioni di volontariato fornite all’interno di strutture associative.Per quanto attiene più specificamente alla vicenda-Razzanelli i nostri dubbi sono sorti – e permangono - per effetto delle dichiarazioni da questi pronunciate alla presenza di diversi testimoni e del Comandante della locale stazione dei Carabinieri in merito agli impegni che il Portobello in persona avrebbe assunto nei suoi confronti ed all’intervento di un ricco sostenitore del gruppo “Progetto Isola” presso suo padre per convincerlo a fidarsi delle promesse del sindaco e pazientare.Legalità e trasparenza anche in campo assistenziale, al momento, abitano altri lidi.Isola delle Femmine, 12.03.2010 I consiglieri comunali
AL SINDACO AL PRESIDENTE DEL C.C.Oggetto: replica all’interrogazione consiliare “Ipotesi di persecuzione politica nei confronti del consigliere comunale Billeci Orazio”Il gruppo consiliare “Rinascita Isolana” non si ritiene soddisfatto della risposta fornita dal sindaco in merito all’interrogazione in oggetto.La memoria dei defunti costituisce un valore assoluto all’interno delle piccole comunità, un elemento che attinge direttamente allo spirito dei consociati e consente di perpetuare la tradizione e sostenere un genuino e positivo senso di appartenenza.Anche per questa ragione riteniamo si sia sempre ammessa una certa indulgenza nel valutare i fatti occorsi all’interno del cimitero, chiaramente quando strettamente connessi al pietoso ufficio della sepoltura o all’affettuoso ricordo da parte dei cari del defunto.Non ricordiamo di interventi dell’UTC o del Comando di Polizia Municipale di Isola delle Femmine in occasione della realizzazione delle piccole attività edilizie connesse alla tumulazione dei cittadini scomparsi, non crediamo siano frequenti le misure volte ad impedire l’accesso alla piazzola d’ingresso, viepiù quando si sono recentemente verificati eventi luttuosi ed è consuetudine provvedere a rendere decorose le lapidi e le cappelle.Nel caso di specie, il sequestro della cappella della suocera del consigliere Billeci è stato causato da un minimo (qualche minuto!) ritardo nella regolarizzazione di un’operazione di semplice manutenzione ed ha determinato un’offesa vergognosa al dolore di una famiglia e alla memoria di un defunto: la bara visibile ai passanti è stata una delle peggiori immagini che hanno caratterizzato quest’Amministrazione in questi mesi.Inoltre, il fatto che appena due giorni prima dell’adozione del provvedimento, si fosse rivelato necessario indagare su un evento di assoluta frequenza (l’ingresso di una vettura al cimitero per consentirvi l’accesso ad invalidi) solo perché coinvolgeva Orazio Billeci, rende fin troppo ovvio un intento che il sindaco ha mal celato, ma che alcuni amministratori hanno apertamente chiarito ai familiari del consigliere.Sant’Agostino chiariva che la speranza ha due figli: lo sdegno per ciò che accade e il coraggio per tentare di invertire la rotta. Il nostro sdegno è quello di un’intera comunità che ha tributato unanime solidarietà a Orazio Billeci e alla sua famiglia, il nostro coraggio risiede nella democratica e civile denuncia. Siamo pronti a fronteggiare le piccole grandi vendette politiche che consumate quotidianamente, ma abbiate almeno il buon senso e il buon gusto di non turbare il dolore della perdita e la cristiana commemorazione dei propri cari defunti.Isola delle Femmine, 12.03.2010 I consiglieri comunali
Art. 2-decies. - 1. La destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali confiscati e' effettuata con provvedimento del direttore centrale del demanio del Ministero delle finanze, su proposta nonvincolante del dirigente del competente ufficio del territorio,sulla base della stima del valore dei beni effettuata dal medesimo ufficio, acquisiti i pareri del prefetto e del sindaco del comune interessato e sentito l'amministratore di cui all'articolo2-sexies Fonte legislativaPer approfondimenti della materia:*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
BADALAMENTI VITO LEONARDO, Billeci, bruno, Caserma dei Carabinieri, COPACABANA, elauto, IMPASTATO;CUTINO, LO BELLO, LO PICCOLO, Palazzotto, POMIERO, saracen, VASSALLO, VOTO DI SCAMBIO