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Timestamp: 2019-06-16 04:35:15+00:00
Document Index: 155763941

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 7', 'art.7', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 97', 'art. 180', 'art. 180']

SuperAbile INAIL - Inail, Superstiti residenti all'estero e lo Speciale Assegno mensile
Inail, Superstiti residenti all'estero e lo Speciale Assegno mensile
Prestazione economica erogata ai familiari superstiti quando il decesso del reddituario avviene per cause non dipendenti dall'infortunio o dalla malattia professionale.
Tutela Inail ambito internazionale
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Speciale assegno ai superstiti residenti all'estero. Traduzione in arabo
Speciale assegno ai superstiti residenti all'estero. Traduzione in cinese
Speciale assegno ai superstiti residenti all'estero. Traduzione in rumeno
Lo speciale assegno continuativo, ha natura previdenziale, può essere erogata anche ai superstiti dei titolari di rendita Inail residenti in uno Stato estero, deceduti per cause indipendenti da infortunio o malattia professionale.
La prestazione in questione che va erogata prendendo come base di calcolo la stessa che si prenderebbe in considerazione se la prestazione dovesse essere erogata in Italia
La principale fonte normativa comunitaria è costituita dal regolamento CEE n.833/2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, integrato dal regolamento di applicazione n.987/2009 che ha abrogato e sostituito il regolamento n.1408/1971.
L’art. 3 del regolamento n. 833/2004 elenca le prestazioni coperte dal regolamento stesso:
• prestazioni di malattia, di maternità e di paternità assicurate;
• prestazioni di vecchiaia e di invalidità;
• prestazioni per i superstiti;
• assegni in caso di decesso;
• prestazioni di prepensionamento;
• prestazioni familiari.
L’art. 7 del predetto regolamento stabilisce, poi, che “fatte salve disposizioni contrarie del presente regolamento, le prestazioni in danaro dovute a titolo della legislazione di uno o più stati membri o del presente regolamento non sono soggette ad alcuna riduzione, modifica, sospensione, soppressione o confisca per il fatto che il beneficiario o i familiari risiedono in uno Stato membro diverso da quello in cui si trova l’Istituzione debitrice”.
Per le prestazioni previdenziali a carattere contributivo, invece, il diritto è disciplinato dalle disposizioni vigenti in Italia e, quindi, con riferimento allo speciale assegno continuativo, dalla l. 248/1976 e dal d.P.R.1124/1965.
Com’è noto, lo speciale assegno continuativo mensile di cui alla citata legge spetta al coniuge e ai figli superstiti dell’assicurato titolare in vita di rendita per inabilità permanente
di grado non inferiore all’80%. Detta percentuale di inabilità è stata ridotta al 65% dalla legge 10 maggio 1982, n.251.
Invece, per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro denunciati e le malattie professionali verificatesi a decorrere dal 1° gennaio 2007, la menomazione dell’integrità psicofisica per ottenere la prestazione deve essere di grado non inferiore al 48%. La legge stabilisce, inoltre, che i beneficiari non devono essere titolari di redditi a qualsiasi titolo di importo pari o superiore a quello dell’assegno. L’importo dell’assegno stesso viene calcolato sulla base della rendita di cui l’assicurato godeva in vita.
La rilevanza di tale nesso si ricava anche dalla lettura di una decisione della Corte Costituzionale che, investita della questione di legittimità costituzionale dell’art.7, primo comma, l. 248/76 nella parte in cui non prevede che l’Inail, nel caso di decesso dell’assicurato, debba avvertire i superstiti della facoltà di proporre domanda per ottenere l’assegno di cui all’art. 1 della stessa legge nel termine decadenziale di centottanta giorni dalla data dell’avvenuta comunicazione (analogamente a quanto previsto per la rendita a superstiti a seguito della sentenza n. 14/94) ha affermato che “la diversità di disciplina è irragionevole ove si tenga presente che le fattispecie poste a confronto derivano entrambe dalla titolarità della rendita in capo al defunto”
La natura previdenziale dello speciale assegno si evince anche dalla lettera della norma di cui all’art. 3 della citata legge 248/76 il quale sancisce che “i superstiti di cui all’art. 1 hanno diritto allo speciale assegno sempre che non abbiano titolo a rendite o prestazioni economiche previdenziali, con esclusione degli assegni familiari o assistenziali, ivi comprese le pensioni di guerra, con l’esclusione dell’assegno vitalizio annuo agli ex combattenti della guerra 1915-1918 e precedenti, erogate con carattere di continuità dallo Stato, dagli altri enti pubblici o da Paesi esteri e che, comunque, non siano titolari di redditi a qualsiasi titolo di importo pari o superiore a quello dell’assegno sopraindicato”.
Infine, va sottolineato che l’art. 8 l. 248/76 dispone che alla copertura finanziaria degli oneri per il pagamento di detta prestazione, si provvede con contributi prelevati dal fondo speciale infortuni di cui all’art. 97 d.P.R.1124/1965, con un contributo annuo a carico dei titolari di rendita di inabilità permanente non inferiore all’80%, con un contributo a carico dell’Anmil e, in caso di insufficienza della predetta contribuzione, con una addizionale sui premi e contributi per l’assicurazione infortuni e malattie professionali.
Circolare Inail n. 10 del 25 gennaio 2011 "Speciale assegno continuativo mensile ai superstiti".
Sentenza Corte Costituzionale n. 284 del 28 luglio 2010.
Decreto legislativo n. 38/2000 "Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144".
Circolare INAIL n. 41 del 11 luglio 1985 "Speciale assegno continuativo mensile ex legge 5 maggio 1976, n. 248 modificata con legge 10 maggio 1982, n. 251. Nuove norme proceduali."
Legge 10 maggio 1982, n. 251 "Norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali".
Circolare INAIL n. 19 del 5 marzo 1977 "Legge 5 maggio 1976, n. 248. Provvidenze in favore delle vedove e degli orfani dei grandi invalidi sul lavoro deceduti per cause estranee all'infortunio sul lavoro o alla malattia professionale ed adeguamento dell'assegno di incollocabilità di cui all'art. 180 del Testo Unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124."
Legge 5 maggio 1976, n. 248 "Provvidenze in favore delle vedove e degli orfani dei grandi invalidi sul lavoro deceduti per cause estranee all'infortunio sul lavoro o alla malattia professionale ed adeguamento dell'assegno di incollocabilità di cui all'art. 180 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124."
Decreto Presidente della Repubblica n. 1124/1965 "Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali" .