Source: http://lastatalenews.unimi.it/statuto-ateneo-modifiche-vigore-31-maggio-2020
Timestamp: 2020-07-04 12:32:15+00:00
Document Index: 43176315

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 27', 'art 30', 'art.31', 'art. 33', 'art. 34', 'art.35', 'art.37', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 54']

Statuto di Ateneo: le modifiche in vigore dal 31 maggio 2020 | La Statale News
Procedura più snella per l’elezione del Rettore, ingresso del rappresentante PTAB in CdA e valorizzazione della Terza Missione tra le novità.
Un particolare della sede dell'Università Statale in via Festa del Perdono
Sono in vigore, dal 31 maggio, le modifiche allo Statuto dell'Università Statale di Milano, giunte dopo quasi due anni di lavori e confronti tra le varie componenti dell’Ateneo, che impattano in modo sostanziale sui principi e le norme che disciplinano ruoli e processi della vita universitaria nel suo complesso.
Le principali novità sono presentate seguendo l’ordine di apparizione in Statuto, disponibile nella sua versione integrale nella pagina dedicata della sezione ATENEO del portale unimi.it.
Valorizzazione della Terza Missione
Tra le prime novità, l’inserimento nell’art.3 “Libertà e finalità dell’insegnamento” di una norma di principio che valorizza la Terza Missione, per favorire l’applicazione diretta, la valorizzazione e l’impiego della conoscenza e contribuire così allo sviluppo sociale, culturale ed economico della società.
Significative anche le modifiche sulla procedura di elezione del Rettore (art. 25), in relazione a quattro aspetti:
il peso assegnato al voto espresso dalla componente del personale tecnico amministrativo e bibliotecario che, in linea con alcuni Statuti di altre Università, è stato portato da 0,15 a 0,25;
il peso assegnato ai voti espressi dalla componente degli studenti, portato da 0,7 a 1, scelta motivata dal fatto che il voto degli studenti è di rappresentanza e che gli studenti rappresentano solo il 15% dei Dipartimenti (in alcuni casi i candidati non sono nemmeno risultati sufficienti per raggiungere tale soglia);
il numero di votazioni necessarie per l’elezione del Rettore. In base alle nuove norme, se prima della seconda votazione ci sono rinunce e rimangono solo due candidati si passa direttamente alla terza votazione che prevede il ballottaggio (cioè vince chi semplicemente prende più voti). Si tratta di una modifica particolarmente tecnica che elimina però i precedenti quorum specifici di voto:
il numero di firme necessarie per sostenere la candidatura a Rettore. È stato inserito il limite percentuale (10%) oltre il quale non è più possibile presentare le firme che sostengono le singole candidature. D’ora in poi, la candidata o candidato Rettore dovrà raccogliere a suo sostegno non meno del 5% e non più del 10% delle firme dei professori e ricercatori in servizio.
Novità anche per le procedure di elezione dei membri del Senato Accademico (art. 26). La modifica consiste nella soppressione della parte relativa all’individuazione Macro aree necessarie per l’elezione dei dieci direttori di Dipartimento in Senato, rinviando per il loro numero e la loro determinazione al Regolamento generale di Ateneo.
Il Consiglio di Amministrazione (art. 27), invece, vedrà un passaggio da quattro a cinque componenti interni, di cui quattro docenti e uno del personale tecnico amministrativo e bibliotecario, riducendo quindi a tre i componenti esterni su un totale di 11 componenti (a cui si aggiungono il Rettore e i due rappresentanti degli studenti). Il rappresentante del personale non docente è nominato secondo la procedura prevista per gli altri componenti ma si prevede la previa consultazione del personale tecnico amministrativo e bibliotecario, secondo modalità specificate nel Regolamento generale d’Ateneo.
Conferenza degli studenti e “Consulte”
Le modifiche all’art 30 “Conferenza degli studenti” semplificano le previsioni in materia, trasformando l’articolo in questione in una norma di principio. Tra le novità più rilevanti, l’inserimento dell’art.31-bis, “Consulte dei ricercatori a tempo determinato, degli assegnisti di ricerca, dei dottorandi e degli specializzandi, che istituisce per la prima volta organismi di consultazione e di proposta su materie inerenti le specifiche categorie.
L'art. 33 sul Collegio di Disciplina è stato modificato prevedendo che i membri possano appartenere, ove possibile, ai ruoli di altri Atenei, specificando la modalità di elezione o di selezione dei componenti interni e di quelli esterni e infine modificando la durata del mandato, che passa da tre anni rinnovabile a quattro anni non rinnovabile. È stata aggiunta anche la previsione di violazioni disciplinari da parte del Rettore.
Nel nuovo Statuto, tra le modifiche all’art. 34 relativo al Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni si segnala l’eliminazione del riferimento sia allo specifico ufficio di supporto del Comitato sia alla “razza” come causa di discriminazione, mentre è stato introdotto come membro permanente del CUG, ma senza diritto di voto, il Delegato del Rettore per la disabilità e l’handicap.
Le modifiche all’art.35 dello Statuto hanno comportato l’inclusione, fra le prerogative del Garante degli studenti, anche di quelle che attengono alla pur distinta figura dei dottorandi.
Dipartimenti, Facoltà e Scuole
La modifica all’art.37 “Costituzione e personale dei Dipartimenti” ha eliminato la numerosità massima di membri di un dipartimento (90), rimandando al Regolamento generale d’Ateneo l’eventuale limite, che ha poi, infatti, stabilito a massimo 135 membri, elevabile a 150 a determinate condizioni.
Modificato anche l’art. 38 sui Direttori di Dipartimento, con l’inserimento, fra i titolari del diritto di voto per l’elezione del Direttore, anche dei rappresentanti degli studenti, dei dottorandi e degli assegnisti di ricerca, e nella parte relativa alla composizione della Giunta, con l’inserimento della rappresentanza studentesca.
Cambia anche l’art. 40 sulla composizione dei Comitati di direzione di Facoltà e Scuole, relativamente alla componente dei professori di prima e seconda fascia e dei ricercatori che non può superare il 10% dei componenti dei Consigli dei Dipartimenti interessati, “individuati proporzionalmente ai carichi didattici erogati”.
Riformulato, infine, l’art. 54 sul Servizio Bibliotecario di Ateneo. Con riorganizzazione dell’omonima Direzione, le Biblioteche non sono più strutture autonome, con conseguente centralizzazione di programmazione e spesa gestita dalla Direzione Servizio Bibliotecario d’Ateneo.
Consulte: emanati tre nuovi Regolamenti