Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/09/14/art-11-d-lgs-74-2000-e-trust-la-sostituzione-del-titolare-del-fondo-segregativo-e-irrilevante-per-la-individuazione-della-data-di-consumazione-del-reato/
Timestamp: 2020-02-18 12:38:36+00:00
Document Index: 101649084

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 11', 'art. 11', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 167']

Art. 11 d.lgs. 74/2000 e Trust: la sostituzione del titolare del fondo segregativo è irrilevante per la individuazione della data di consumazione del reato – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Art. 11 d.lgs. 74/2000 e Trust: la sostituzione del titolare del fondo segregativo è irrilevante per la individuazione della data di consumazione del reato.
Si segnala ai lettori del blogla recente sentenza n. 37469/2019 – depositata il 10.09.2019 con la quale la Corte di Cassazione chiamata a scrutinare quanto deciso dal Tribunale del Riesame in ordine al sequestro preventivo disposto per il reato di cui all’art 11 d. lgs. 74/2000, ha chiarito che le variazioni soggettive nella titolarità del fondo patrimoniale non incidono sul dies a quoper il calcolo della prescrizione da individuare nella data di costituzione del fondo segregativo.
Il G.I.P. presso il Tribunale dell’Aquila emetteva decreto sequestro preventivo, in ordine al reato p. e p. dall’art. 11, comma 1 del d. lgs. n. 74 del 2000 sui dell’indagato beni confluiti nel trustistituito nel 2005 accogliendo così la tesi del PM che riteneva la consumazione del reato di sottrazione fraudolenta dal pagamento delle imposte avvenuta nell’anno 2016 in coincidenza con la sostituzione soggettiva della persona originariamente identificata quale trustee.
Il Collegio cautelare, decidendo in sede di riesame, annullava la misura cautelare patrimoniale per difetto delfumus commissi delicti non ravvisando nella sostituzione della persona del trusteela ricostituzione del fondo segregativo che, viceversa, secondo il PM, si era estinto e poi di nuovo costitutivo con finalità elusive con l’avvicendamento nella carica.
La collocazione della costituzione del trust nell’anno 2005 rendeva, quindi, penalmente irrilevante la condotta dell’indagato anche nell’ipotesi in cui venissero individuati gli elementi costitutivi della condotta tipica.
Il ricorso del P.M., il giudizio di legittimità ed il principio di diritto.
Contro l’ordinanza resa dal Tribunale della Libertà ha interposto impugnazione di legittimità l’Ufficio PM denunciando vizio motivazionale in ordine alla ritenuta prescrizione del reato di sottrazione fraudolenta di cui all’art. 11 d.lgs. 74/2000.
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso dal Pubblico Ministero.
Di seguito si riportano i passaggi estratti del compendio motivazionale della sentenza in commento di maggiore interesse per gli operatori di diritto in materia tributaria:
(i) l’irrilevanza della sostituzione del trustee nella individuazione della data del commesso reato di sottrazione fraudolenta dal pagamento delle imposte.
“Osserva, infatti, il Collegio che – pacifica essendo la circostanza che fin dal 2005 l’omissis conferì in un trust i beni oggetto del sequestro preventivo relativamente al quale l’indagato ebbe ad articolare la propria istanza di riesame – il ricorso dell’indagato è stato accolto dal Tribunale de L’Aquila sulla base del presupposto che, risalendo appunto la condotta attribuita all’omissis al 2005, in ogni caso, questa non avrebbe più alcuna rilevanza penale, essendo il reato in ipotesi a lui provvisoriamente contestato oramai estinto per prescrizione.
A tale argomento il ricorrente Pm ha opposto, onde evidenziare la illegittimità della ordinanza impugnata, il dato di fatto che, essendo deceduto l’originario amministratore del fondo patrimoniale, cioè il trustee, il trust si era estinto e, pertanto, era cessato l’originario effetto segregativo ed il patrimonio ad destinato ad alimentare il fondo era rientrato nella disponibilità dell’indagato; questi, secondo la ricostruzione del ricorrente, avrebbe nuovamente disposto dei beni in questione, in tal modo realizzando la condotta per cui egli è sottoposto ad indagine penale, allorché, in data 8 febbraio 2016 ha nominato, in persona di tale omissis, un nuovo trustee, dando, pertanto, vita ad un nuovo e, secondo il Pm, autonomo organismo.”
“Nello svolgere siffatti argomenti il ricorrente, ad avviso di questo Collegio, non ha tuttavia tenuto adeguatamente conto della circostanza che di essi il Tribunale de L’Aquila si era dato ben carico, osservando, per un verso, che l’eventuale lesione all’interesse tutelato dalla norma che si suppone essere stata violata dal omissis già si sarebbe verificata da tempo (cioè sin dal momento in cui il trust era stato istituito), senza che l’atto di sostituzione dei trustee, espressamente previsto e disciplinato dall’atto costitutivo, possa aver dato luogo ad un’ulteriore lesione del bene in questione e, per altro verso, che, per come si legge testualmente nella ordinanza impugnata, “la variazione dello stato dei fatti determinata dalla nomina di un nuovo trustee non implicava in ogni caso il venir meno della unicità del rapporto originariamente costituito” il che, in definitiva, secondo l’avviso del Tribunale, “non consente (…) di posticipare al 2016 il decorso del termine di prescrizione del reato per cui si procede.
Valutate tali argomentazioni svolte dal Tribunale in sede di ordinanza impugnata, ritiene il Collegio che, in sostanza, il Pm, con il proprio ricorso, si è, in sostanza doluto non tanto di una pretesa violazione di legge, quanto della concludenza di quelle e della loro coerenza logica. “
“Invero, a prescindere dal reale contenuto della disposizione codicistica richiamata, la ritenuta unicità della risalente istituzione del fondo, infatti, fa sìche la decorrenza del fenomeno segregativo rimonti, senza che vi sia una soluzione di continuità per effetto della sostituzione del settlor, alla data della primigena istituzione del fondo.”
Art. 11 D.lgs.74/2000, Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
Quadro giurisprudenziale in ordine al reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
Cassazione penale sez. II, 14/03/2017, n.18951:
l ricorso per cassazione contro ordinanze emesse in materia di sequestro preventivo o probatorio è ammesso solo per violazione di legge, in tale nozione dovendosi comprendere sia gli “errores in iudicando” o “in procedendo”, sia quei vizi della motivazione così radicali da rendere l’apparato argomentativo posto a sostegno del provvedimento del tutto mancante o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza e quindi inidoneo a rendere comprensibile l’itinerario logico seguito dal giudice. (Nella fattispecie, in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 12-sexies D.L. 306 del 1992, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso che, a fronte di una approfondita valutazione, da parte del tribunale del riesame, degli elementi reddituali del nucleo familiare interessato dal sequestro, aveva riproposto, sotto il profilo della omessa o carente motivazione, questioni riguardanti l’accertamento della sproporzione).
Cassazione penale sez. III, 04/04/2012, n.40561:
Riconosciuta la natura criminosa ex art. 11 del D.lgs. 74/2000, della condotta di chi essendo debitore verso l’erario per imposte scadute iscritte a ruolo, al fine di sottrarsi dal pagamento delle stesse rende inefficace la procedura di riscossione coattiva attraverso la formazione di un fondo patrimoniale ex art. 167 cod.civ. con oggetto beni immobili, come nel caso di specie per esempio, in comproprietà con la moglie per una buona parte e di sua esclusiva proprietà nella parte restante.
Nel reato di occultamento delle scritture contabili la ricostruzione del volume... Il curatore fallimentare può sempre impugnare il provvedimento di sequestro...