Source: http://gppsalento.weebly.com/news/archives/04-2016
Timestamp: 2020-02-19 04:10:13+00:00
Document Index: 6651375

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 75', 'art. 113', 'art. 75', 'art. 11']

Gli Acquisti Verdi obbligatori per il settore della pubblica amministrazione
Il “Collegato ambientale” alla Legge di stabilità 2014, , ha introdotto una serie di dirompenti novità nell'applicazione del GPP (green public procuremen, appalti pubblici verdi) e nella creazione di un mercato “green”, anticipando il contenute della nuova direttiva sugli appalti pubblici. Le innovazioni riguardano, nello specifico, gli incentivi e l'obbligo di applicare i Criteri Ambientali Minimi elaborati con Decreto ministeriale a una tipologia consistente di beni, lavori e servizi attraverso l'introduzione dell’art. 68-bis al Codice dei contratti pubblici. Il particolare, l'art. 12 del Collegato stabilisce l'obbligo, per le pubbliche amministrazioni, incluse le centrali di committenza, di contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali del Piano d'Azione Nazionale sul GPP attraverso l'inserimento, nella documentazione di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali relativi alle seguenti categorie di forniture e affidamenti:
acquisto di lampade a scarica ad alta intensità, alimentatori elettronici e di moduli LED per illuminazione pubblica, acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica e affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica;
attrezzature elettriche ed elettroniche d'ufficio;
servizi energetici per gli edifici.
L'obbligo si applica, per almeno il 50% del valore delle gare d'appalto (sia sopra soglia che sotto soglia), previste per le seguenti categorie di forniture e affidamenti oggetto dei decreti, recanti Criteri Ambientali Minimi :
affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani:
forniture di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro e affidamento del servizio integrato di ritiro e fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro;
affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, acquisto di ammendanti, piante ornamentali e impianti di irrigazione;
affidamento del servizio di pulizia e fornitura di prodotti per l'igiene;
arredi per ufficio.
Inoltre gli enti avranno l'obbligo di pubblicare sui siti internet istituzionali i bandi e i documenti di gara con le relative clausole contrattuali recanti i criteri ambientali minimi, nonché l'indicazione degli aggiudicatari dell'appalto e i relativi capitolati contenenti il recepimento dei suddetti criteri ambientali minimi. Il sistema di cui sopra viene completato dalle modifiche al Codice degli appalti contenute nell'art. 13 che include espressamente, tra i compiti dell'Osservatorio sui contratti pubblici, il monitoraggio dell'applicazione dei Criteri Ambientali Minimi e il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal PAN GPP.Il Collegato specifica che dall'attuazione dell'art. 12 non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: le attività indicate dovranno essere svolte nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già previste a legislazione vigente. Tale inciso di fatto rende indispensabile che le amministrazioni pianifichino con attenzione la strategia di Green Public Procurement, effettuando un'analisi dei propri fabbisogni e verificando la disponibilità, i prezzi dei beni, lavori e servizi verdi presenti sul mercato e i potenziali canali di finanziamento. In tal senso la predisposizione di un Piano triennale del Green Public Procurement si rivela fondamentale, oltre che vantaggioso in relazione ad alcune disposizioni contenute nelle varie normative regionali; ad esempio la L.R. Puglia n. 23/2006 afferma che l'obbligo per gli enti di dotarsi di un Piano di GPP costituisce condizione preferenziale per accedere a finanziamenti o erogazioni di contributi regionali destinati a consentire interventi in campo ambientale e il Piano Regionale sul GPP 2014 diviene ancora più esplicito laddove prevede di introdurre strumenti per favorire la qualificazione ambientale della spesa nell'ambito degli acquisti effettuati dai beneficiari che utilizzano finanziamenti erogati dalla stessa. Si tratta indubbiamente di un segnale positivo che segna un netto taglio con il passato: la scelta di abbinare l'obbligatorietà a forme di condizionamento dei finanziamenti potrebbe rivelarsi una strategia vincente, rendendo l'approvvigionamento verde sempre più “un'esigenza” con impatti positivi sul mercato e sulla collettività.
L'art. 14, al fine di promuovere la competitività del sistema produttivo italiano nel contesto della crescente domanda di prodotti ad elevate prestazioni ambientali sui mercati nazionali ed internazionali, istituisce, lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti denominato "Made Green in Italy". Tale schema diventa di fondamentale importanza per il GPP in quanto, finalizzato a promuovere l'adozione di tecnologie e disciplinari di produzione innovativi, in grado di garantire il miglioramento delle prestazioni dei prodotti e, in particolare, la riduzione degli impatti ambientali che i prodotti hanno durante il loro ciclo di vita, anche in relazione alle prestazioni ambientali previste dai criteri ambientali minimi di cui all'articolo 68-bis del codice dei contratti pubblici. Con riferimento agli incentivi per le imprese green, è prevista la modifica dell'art. 75 comma 7 del Codice dei contratti pubblici, con l'introduzione di una riduzione del 30% dell'importo della garanzia a corredo dell’offerta e del suo eventuale rinnovo (cumulabile con la riduzione del 50% già prevista per la certificazione del sistema di qualità conforme alle norme UNI CEI ISO 9000), per gli operatori economici in possesso di registrazione EMAS, e una riduzione del 20% per gli operatori in possesso certificazione ambientale ISO 14001. A ciò si aggiungerebbe un ulteriore incentivo, consistente in una riduzione del 20% della garanzia (cumulabile con le altre riduzioni), per gli operatori economici in possesso del marchio ECOLABEL, in relazione ai beni o servizi che costituiscano almeno il 50% del valore dei beni e servizi oggetto del contratto stesso. E' prevista, inoltre, una riduzione del 15% per gli operatori economici che sviluppano un inventario di gas ad effetto serra ai sensi della norma UNI EN ISO 14064-1 o un'impronta climatica (carbon footprint) di prodotto ai sensi della norma UNI ISO/TS 14067. In virtù del rinvio operato dall’art. 113 del Codice degli appalti, all’art. 75 comma 7, tale beneficio si estenderebbe alla garanzia di esecuzione prestata dall’aggiudicatario. Al fine di incentivare il risparmio e il riciclo di materiali attraverso il sostegno all'acquisto di prodotti derivanti da materiali riciclati post consumo, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente, può stipulare appositi accordi e contratti di programma con imprese, enti pubblici, soggetti pubblici e privati, associazioni di categoria, associazioni senza fini di lucro, di promozione sociale, artigiani e imprese individuali, nonché con i soggetti incaricati di svolgere le attività connesse all'applicazione del principio di responsabilità estesa del produttore. Tali accordi hanno ad oggetto, oltre all'erogazione di incentivi per la produzione e la commercializzazione, anche l'erogazione di incentivi in favore dei soggetti economici e dei soggetti pubblici che acquistano prodotti derivanti da materiali post consumo configurati in termini di credito d’imposta, detrazione fiscale o riduzione IVA, commisurati al valore del bene prodotto.
Inoltre, l'art. 11 prevede che “Per l'assegnazione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale, nella formulazione delle graduatorie costituiscono elemento di preferenza: il possesso di registrazione al sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS) […] da parte delle organizzazioni pubbliche e private interessate; il possesso di certificazione UNI EN ISO 14001[…]; il possesso per un proprio prodotto o servizio del marchio di qualità ecologica dell'Unione europea (Ecolabel UE) […]; il possesso della certificazione ISO 50001, relativa ad un sistema di gestione.