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Timestamp: 2019-01-24 02:45:37+00:00
Document Index: 22828142

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 31', 'art. 97', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 67', 'art. 84', 'art. 2', 'art. 1']

N. 03798/2015 REG.RIC.
N. 01161/2016 REG.PROV.COLL.
in forma semplificata ex art. 117, co. 2, cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 3798 del 2015, proposto da:
Consorzio Stabile TECNOPROJECT s.c. a r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Patrizia Stallone, con domicilio eletto presso il suo studio sito in Palermo, Via Antonio Veneziano n. 69;
la Prefettura di Palermo, Ufficio Territoriale del Governo, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici, siti in Palermo, Via A. De Gasperi n. 81, è per legge domiciliata;
del silenzio formatosi sull'istanza del ricorrente, datata 26.11.2013, con cui è stata chiesta la iscrizione nell’elenco fornitori, prestatori di servizi ed esecutori operanti nei settori sensibili non soggetti a rischio di infiltrazioni mafiose, cd. White List ai sensi della legge 6 novembre 2012, n. 190, nonché del D.p.c.m. 18 aprile 2013 per le attività indicate nell’istanza;
sull'istanza di sollecito di definizione del procedimento inoltrata dal ricorrente alla Prefettura a mezzo pec in data 12 settembre 2014;
- dell'obbligo dell'Amministrazione resistente di concludere il procedimento avviato con la nota prot. n. 88636/W.A. datata 19.12.2013 con cui l'Area 1^ Ordine e Sicurezza Pubblica della Prefettura di Palermo ha comunicato l'avvio del procedimento amministrativo finalizzato all'accertamento del possesso dei requisiti previsti dal d.p.c.m. 18 aprile 2013 per l'inserimento nella c.d. “white list”;
ai sensi dell'art. 31 del C.P.A. della fondatezza della istanza come sopra avanzata dal ricorrente avente ad oggetto la richiesta di iscrizione suddetta
e per la condanna dell'amministrazione resistente all'emanazione del provvedimento di iscrizione nella c.d. “white list” richiesto;
Visti l’atto di costituzione in giudizio della Prefettura di Palermo, Ufficio Territoriale del Governo, la documentazione e le relative deduzioni difensive;
Visti gli artt. 31 e 117 cod. proc. amm.;
Uditi nella camera di consiglio del giorno 28 aprile 2016 i difensori delle parti come specificato nel verbale;
A. – Con ricorso ritualmente notificato e depositato, il Consorzio stabile Tecnoproject s.c. a .r.l. ha impugnato il silenzio serbato dalla Prefettura di Palermo sull’istanza di iscrizione nell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti al tentativo di infiltrazione mafiosa previsto dal D.P.C.M. 18 aprile 2013 (cosiddetta “white list”).
Espone di avere presentato la propria istanza, datata 26.11.2013 per ottenere la suddetta iscrizione; e di avere ricevuto la nota del 19.12.2013, di comunicazione, da parte dell’Amministrazione, dell’avvio del relativo procedimento solo per talune delle attività indicate nell’istanza.
Espone, altresì, di avere comunicato, con nota del 10.09.2014, inviata via pec in data 12.09.2014, che, nelle more della definizione del procedimento, erano entrate nel Consorzio due nuove società (Bonaventura s.r.l. e Idrogedil s.r.l.), con indicazione anche di nuove nomine e contestuale trasmissione di una nuova visura di C.C.I.A.A. del Consorzio, chiedendo la definizione dell’iter.
Poiché l’istante non ha avuto alcun ulteriore riscontro, ha impugnato il silenzio mantenuto dall’intimata Amministrazione, articolando la censura di "violazione degli artt. 2 e 3 della legge 241/90 così come modif. ed int. dalla legge n. 15/2005 e recepiti nella regione siciliana con l.r. 10/91 e s.m.i. – violazione del principio di buon andamento e dell’art. 97 della Costituzione – violazione e falsa applicazione dell’art. 1 comma 52 della legge 6 novembre 2012, n. 190 – violazione e falsa applicazione dell’art. 3 comma 3 del D.P.C.M. 18 aprile 2013 concernente "Modalità per l’istituzione e l’aggiornamento degli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all’articolo 1, comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190, «cd. white list» – eccesso di potere per carenza dei presupposti": l’Amministrazione avrebbe l’obbligo di definire il procedimento con un provvedimento espresso, anche tenendo conto del termine di novanta giorni previsto dall’art. 3 del citato D.P.C.M.; inoltre, non sarebbe stato rispettato neppure l’art. 10 bis della l. n. 241/90.
Ha anche chiesto una pronuncia sulla fondatezza dell’istanza, sostenendo che, nel procedimento in argomento, alla competente Prefettura non residuerebbe alcun margine di discrezionalità; formulando, altresì, istanza cautelare.
B. – Si è costituita in giudizio l’Avvocatura dello Stato per l’intimata Prefettura, depositando documentazione e memoria, con la quale ha preliminarmente eccepito la tardività del ricorso per la proposizione dell’azione oltre un anno dalla scadenza del termine per la conclusione del procedimento; nel merito, ha eccepito l’inammissibilità della richiesta, al Giudice, di pronunciarsi sulla fondatezza dell’istanza, attesa la sussistenza di margini di discrezionalità e la necessità, per la Prefettura competente, di compiere adempimenti istruttori, peraltro entro un termine (90 giorni) da considerarsi non perentorio; concludendo per la declaratoria di inammissibilità e, in subordine, per il rigetto del ricorso.
C. – Alla camera di consiglio del giorno 15 gennaio 2016 - previa precisazione del difensore di parte ricorrente in ordine all’inserimento, per un disguido, dell’istanza cautelare in seno al ricorso - la trattazione dell’azione avverso il silenzio è stata rinviata all’adunanza camerale del 26 febbraio 2016, in vista della quale parte ricorrente ha prodotto una memoria difensiva, con la quale si è soffermata sulla tempestività del ricorso e sulla fondatezza dello stesso.
Dopo due ulteriori rinvii, alle camere di consiglio dei giorni 26 febbraio e 23 marzo 2016, alla camera di consiglio del giorno 28 aprile 2016 il ricorso è stato posto in decisione, su conforme richiesta dei difensori delle parti, presenti come precisato nel verbale di udienza.
D. – Deve preliminarmente essere esaminata l’eccezione, ritualmente sollevata dall’Avvocatura dello Stato per la Prefettura, di tardività del ricorso a causa del decorso del termine di un anno dalla scadenza del termine per la conclusione del procedimento, rispetto ad una istanza presentata in data 26.11.2013.
L’eccezione non può trovare accoglimento.
Nel caso di specie il termine decadenziale di un anno posto dall’art. 31 cod.proc.amm. (dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento) è stato rispettato, in quanto, nell’iter in interesse, detto termine ha ricominciato a decorrere ex novo dalla ricezione, da parte della Prefettura in data 12.09.2014, della comunicazione inviata dal Consorzio, avente ad oggetto l’ingresso di due nuove società nella compagine consortile, nonché la effettuazione di nuove nomine: rispetto a tale data – e tenuto conto della scadenza del termine di conclusione del procedimento (termine di novanta giorni ex art. 2 D.P.C.M. 18.04.2013) - il ricorso è stato notificato il 10.12.2015 e, quindi, entro il suddetto termine decadenziale.
E. – Nel merito, il ricorso è fondato nei limiti appresso precisati.
Risultano per tabulas: sia la presentazione dell’istanza, reiterata a causa di modifiche della compagine del Consorzio e di nuove nomine; sia, l’inutile decorso del termine normativamente prescritto per la conclusione del procedimento (novanta giorni).
Deve, dunque, ordinarsi alla Prefettura di Palermo di concludere il procedimento de quo con un provvedimento espresso entro il termine di giorni trenta (30) decorrenti dalla comunicazione in via amministrativa, o dalla notificazione se anteriore, della presente sentenza.
Non può, per contro, trovare accoglimento la richiesta, pure formulata dal Consorzio ricorrente, di una pronuncia sulla fondatezza dell’istanza, stante l'assenza dei presupposti previsti dall’art. 31, co. 3, cod. proc. amm. (attività vincolata; insussistenza di margini di esercizio della discrezionalità; superfluità di adempimenti istruttori).
Invero, come fondatamente sostenuto dalla difesa erariale, l’attività finalizzata all’iscrizione nella cd. “white list” è qualificata da una elevata discrezionalità, desumibile anche da quanto previsto dall’art. 2 del D.P.C.M. 18.04.2013 in ordine ai presupposti per l’iscrizione: a) l'assenza di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'art. 67 del Codice antimafia; b) l'assenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell'impresa, di cui all'art. 84, comma 3, del Codice antimafia.
Sicché, preliminare a tale iscrizione è (anche) l’accertamento circa la assenza dei tentativi di infiltrazione mafiosa; non senza considerare, altresì, la complessa attività istruttoria, che la competente Prefettura deve porre in essere, avvalendosi anche delle Forze dell’Ordine.
Il giudizio in materia di silenzio deve, pertanto, arrestarsi, nel caso di specie, all'accertamento dell’illegittimità del comportamento inerte tenuto dalla Prefettura di Palermo, e il ricorso deve essere accolto nei limiti della declaratoria dell’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, entro il termine sopra indicato.
In accoglimento di apposita richiesta della parte ricorrente, si nomina sin da ora, per il caso di perdurante inottemperanza, quale Commissario ad acta il Capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno, con facoltà di delega ad un funzionario sottordinato della stessa struttura, affinché emani il provvedimento de quo nei successivi trenta giorni, con oneri a carico dell’Amministrazione resistente.
Le spese seguono la soccombenza, anche alla luce del ritardo accumulato dall’Amministrazione, e vengono liquidate come in dispositivo.
Ai sensi dell’art. 2, co. 8, della l. n. 241/1990, sostituito dall'art. 1, co. 1, del d.l. n. 5/2012, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 35/2012, va disposta la comunicazione della presente pronuncia, dopo il passaggio in giudicato, alla competente Procura Regionale della Corte dei Conti.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e nei limiti di cui in motivazione e, per l’effetto:
a) ordina alla Prefettura di Palermo di concludere il procedimento de quo con un provvedimento espresso entro il termine di giorni trenta (30) decorrenti dalla comunicazione in via amministrativa, o dalla notificazione se anteriore, della presente sentenza;
b) nomina sin da ora, per il caso di perdurante inottemperanza, quale Commissario ad acta il Capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno, con facoltà di delega a funzionario sottordinato della stessa struttura, affinché emani il provvedimento de quo nei successivi trenta (30) giorni, con oneri a carico dell’Amministrazione resistente.
Condanna la Prefettura di Palermo al pagamento delle spese di giudizio, che liquida in favore del Consorzio ricorrente, quantificandole complessivamente in € 800,00 (euro ottocento/00), oltre oneri accessori come per legge.
Dispone che, a cura della Segreteria, il presente provvedimento, dopo il passaggio in giudicato, sia trasmesso in via telematica alla Procura Regionale della Corte dei Conti territorialmente competente.
Caterina Criscenti,	Consigliere
Maria Cappellano,	Consigliere, Estensore