Source: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20162765/201705010000/comparison.html
Timestamp: 2019-10-18 12:53:03+00:00
Document Index: 4130949

Matched Legal Cases: ['art.\n2', 'art. 9', 'art. 22', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 179', 'art. 3', 'art. 78', 'art. 80', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 29', 'art. 10', 'art. 73', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 26', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 257', 'art. 12', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 40', 'art. 12', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 76', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 54', 'art. 76', 'art. 49', 'art. 47', 'art. 6', 'art. 55', 'art. 58', 'art. 58', 'art.\n2', 'art. 21']

Verordnung vom 16. Dezember 2016 über das Schlachten und die Fleischkontrolle (VSFK)
Capitolo 1: Campo di applicazione e definizioni
Sezione 1: Campo di applicazione
Art. 2 Disposizioni particolari concernenti le aziende espor...
Sezione 2: Definizioni
Capitolo 2: Macelli e stabilimenti per la lavorazione della ...
Sezione 1: Requisiti riguardanti i macelli e gli stabiliment...
Art. 5 Ambiente
Sezione 2: Autorizzazione d'esercizio per i macelli e gli st...
Capitolo 3: Macellazione e igiene della macellazione
Sezione 1: Requisiti relativi agli animali
Art. 7 Requisiti relativi gli animali
Art. 8 Divieto di macellazione
Sezione 2: Luogo di macellazione
Sezione 3: Bestiame da macello malato o infortunato e selvag...
Art. 10 Macellazione di bestiame da macello malato
Art. 11 Macellazione di bestiame da macello infortunato
Art. 12 Selvaggina infortunata
Sezione 4: Igiene
Art. 13 Accesso ai macelli e agli stabilimenti per la lavora...
Art. 14 Animali non destinati alla macellazione
Art. 15 Protezione contro gli animali infestanti
Art. 16 Misure d'igiene
Art. 17 Refrigerazione
Art. 18 Trattamenti chimici e fisici
Art. 19 Controllo autonomo
Art. 20 Obbligo di controllo e documentazione della selvaggi...
Art. 21 Persona esperta
Sezione 5: Notifica per la macellazione e controllo delle en...
Art. 22 Informazioni sulla catena alimentare
Art. 23 Notifica degli animali al macello
Art. 24 Dichiarazioni sanitarie
Art. 25 Controllo delle entrate
Art. 26 Misure conseguenti al controllo delle entrate
Capitolo 4: Controllo degli animali da macello e controllo d...
Sezione 1: Controllo degli animali da macello
Art. 27 Oggetto del controllo
Art. 28 Controllo degli animali da macello nell'effettivo di...
Sezione 2: Controllo delle carni
Art. 29 Oggetto del controllo
Art. 30 Controllo
Art. 31 Analisi di laboratorio
Art. 32 Decisione
Art. 33 Sequestro
Art. 34 Contestazioni
Art. 35 Comunicazione della decisione di contestazione
Art. 36 Obbligo di conservazione della carcassa in caso di c...
Sezione 3: Disposizioni generali sul controllo degli animali...
Art. 37 Misure nell'effettivo di provenienza
Art. 38 Obblighi dei macelli e degli stabilimenti per la lav...
Art. 39 Obbligo di conservare i dati
Art. 40 Moduli e timbri
Capitolo 5: Controllo di animali diversi dai mammiferi e dag...
Capitolo 6: Esecuzione, organi di controllo
Art. 42 Competenze
Art. 43 Ricusa dell'ufficio
Art. 44 Controlli da parte del personale dell'azienda
Art. 45 Prelievi di campioni e analisi da parte del personal...
Art. 46 Rimunerazione degli organi di controllo
Art. 47 Laboratori
Sezione 2: Compiti dell'USAV
Art. 48 Piani di emergenza
Art. 49 Progetti pilota e nuove procedure
Sezione 3: Posizione e compiti dei veterinari cantonali
Art. 50 Posizione
Art. 51 Compiti
Sezione 4: Compiti dei veterinari ufficiali e degli assisten...
Art. 53 Veterinari ufficiali
Art. 54 Assistenti specializzati ufficiali addetti al contro...
Art. 55 Controllo dell'igiene della macellazione
Art. 56 Ulteriori compiti
Art. 57 Rapporto sui controlli eseguiti
Sezione 5: Notifiche
Art. 58 Notifiche all'autorità cantonale
Art. 59 Notifiche all'USAV
Capitolo 7: Emolumenti
Art. 60 Emolumenti per il controllo degli animali da macello...
Art. 61 Altri emolumenti
Art. 62 Abrogazione e modifica di altri atti normativi
Art. 63 Disposizione transitoria
Art. 64 Entrata in vigore
Ordinanza concernente la macellazione e il controllo delle carni
(OMCC)
del 16 dicembre 2016 (Stato 1° gennaio 2019)
visti gli articoli 9 capoversi 2 e 3, 10 capoversi 3 e 4, 31 capoversi 3 e 4, 32 capoverso 1 e 44 della legge del 20 giugno 20141 sulle derrate alimentari (LDerr), visti gli articoli 22 e 53 capoversi 1 e 3 della legge del 1° luglio 19662 sulle epizoozie,3
i requisiti relativi ai macelli, agli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina e alla macellazione;
i requisiti relativi agli animali destinati alla macellazione;
il controllo degli animali da macello e il controllo delle carni;
la produzione di derrate alimentari a partire dalla selvaggina cacciata e da animali diversi dai mammiferi e dagli uccelli.
2 Non si applica alla macellazione per uso domestico privato; per quanto riguarda il bestiame da macello, i volatili da cortile, i conigli domestici, la selvaggina d'allevamento e i ratiti, la deroga si applica soltanto se la macellazione avviene nell'effettivo di provenienza.
3 Se la presente ordinanza non dispone altrimenti, si applicano le disposizioni dell'ordinanza del 16 dicembre 20161 sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso (ODerr).
Art. 2 Disposizioni particolari concernenti le aziende esportatrici
Qualora un Paese destinatario ponga esigenze particolari in merito all'esportazione di carni ed esiga il riconoscimento delle imprese esportatrici, si applicano inoltre le disposizioni dell'ordinanza del 18 novembre 20151 concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali nel traffico con Paesi terzi.
animali: il bestiame da macello, i volatili da cortile, i conigli domestici, la selvaggina d'allevamento e cacciata, i pesci e altre specie ammessi dal Dipartimento federale dell'interno (DFI) per la produzione di derrate alimentari ai sensi dell'articolo 9 ODerr1;
bestiame da macello: gli animali della specie bovina, ovina, caprina, suina ed equina e gli altri animali domestici delle famiglie zoologiche dei Bovidae (bovidi), Cervidae (cervidi), Camelidae (camelidi), Suidae (suidi) ed Equidae (equidi);
volatili da cortile: galline, tacchini, galline faraone, oche, anatre, piccioni, quaglie d'allevamento;
ratiti: struzzi;
selvaggina d'allevamento: la selvaggina detenuta in cattività all'interno di recinti; inclusi i camelidi (Camelidae), i bisonti (Bos bison) e la selvaggina d'allevamento biungulata dell'ordine degli artiodattili (Artiodactyla);
selvaggina cacciata: selvaggina in libertà abbattuta allo scopo di produrre derrate alimentari;
carcassa: il corpo di un animale dopo lo stordimento e l'uccisione o l'abbattimento;
prodotto della macellazione: sottoprodotto della macellazione idoneo al consumo:
visceri idonei al consumo (organi della cavità toracica, addominale e pelvica),
altre parti idonee al consumo asportate dalla carcassa prima del controllo delle carni;
parti della carcassa:
i prodotti della macellazione,
i sottoprodotti di origine animale secondo l'articolo 3 lettera b dell'ordinanza del 25 maggio 20112 concernente l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale;
materiale a rischio specificato: i sottoprodotti di origine animale secondo gli articoli 179d capoverso 1 e 180c capoverso 1 dell'ordinanza del 27 giugno 19953 sulle epizoozie (OFE);
macello: stabilimento per la macellazione di animali o per la produzione di carne a partire da animali diversi dai mammiferi e dagli uccelli;
grande azienda: stabilimento che non è considerato azienda con un'esigua capacità produttiva;
azienda con un'esigua capacità produttiva: azienda nella quale si macellano meno di 1500 unità di macellazione annue di animali delle specie bovina, ovina, caprina, suina ed equina, calcolate conformemente all'articolo 3 capoverso 2 dell'ordinanza del 26 novembre 20034 sul bestiame da macello; per gli altri animali, le quantità macellate in un anno non possono superare l'equivalente di 60 000 kg di carne;
macellazione: l'uccisione e il sezionamento di un animale in massimo sei parti nonché lo scuoiamento o la spiumatura e il sezionamento della selvaggina cacciata abbattuta in massimo sei parti allo scopo di ottenere prodotti alimentari;
stabilimento per la lavorazione della selvaggina: macello o altra azienda alimentare soggetta ad autorizzazione in cui la selvaggina cacciata e di allevamento viene macellata, ma non ulteriormente sezionata e lavorata;
macellazione occasionale: la macellazione, in una settimana, di meno di 10 animali fra volatili da cortile, conigli domestici o ratiti e la produzione di al massimo 1000 kg all'anno.
4 RS 916.341
Capitolo 2: Macelli e stabilimenti per la lavorazione della selvaggina
Sezione 1: Requisiti riguardanti i macelli e gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina
1 I macelli e gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina devono essere costruiti e sistemati in modo da separare i procedimenti puliti da quelli sudici e da evitare un insudiciamento delle carcasse e dei prodotti della macellazione.
2 Essi devono soddisfare i requisiti previsti dalle legislazioni sulle epizoozie e sulla protezione degli animali.
3 Le postazioni riservate al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni devono essere attrezzate in modo che tali controlli possano essere svolti conformemente alle prescrizioni e in modo razionale.
4 Il DFI disciplina il numero e l'allestimento dei locali.
I macelli e gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina non possono essere costruiti nelle vicinanze di fonti d'emissione che pregiudicano l'igiene delle derrate alimentari.
Sezione 2: Autorizzazione d'esercizio per i macelli e gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina
1 Prima di avviare l'attività, i macelli e gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina devono inoltrare una richiesta di autorizzazione d'esercizio presso la competente autorità cantonale. La richiesta deve contemplare:
il sistema di analisi dei rischi e dei punti critici di controllo (Hazard Analysis and Critical Control Points, sistema HACCP) ai sensi degli articoli 78 e 79 ODerr1 o una procedura analoga ai sensi dell'articolo 80 ODerr; e
una proposta motivata riguardante la frequenza massima di macellazione all'ora e al giorno per ogni specie animale.
2 L'autorità cantonale rilascia l'autorizzazione d'esercizio se da un controllo del macello o dello stabilimento per la lavorazione della selvaggina risulta che esso soddisfa i requisiti di cui all'articolo 4 e lo registra conformemente alle disposizioni dell'articolo 7 OFE2, sempreché esso serva alla macellazione di bestiame da macello. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) disciplina la registrazione di stabilimenti per altre specie animali.
3 L'autorità cantonale stabilisce nell'autorizzazione d'esercizio la frequenza massima di macellazione per ogni specie animale autorizzata. Al riguardo tiene conto, in particolare, delle caratteristiche dell'impianto di stordimento, dei posti di lavoro per i controllori delle carni e della capienza dei locali frigoriferi.
4 L'autorizzazione d'esercizio e il numero d'identificazione valgono per il macello o lo stabilimento per la lavorazione della selvaggina al quale sono stati assegnati e rimangono validi anche dopo un cambiamento di proprietario.
5 Nel caso di nuove costruzioni o di trasformazioni, è possibile rilasciare un'autorizzazione d'esercizio provvisoria della durata massima di tre mesi prima dell'autorizzazione d'esercizio definitiva qualora da una visita in loco risulti che l'azienda soddisfa le prescrizioni riguardanti le infrastrutture e le attrezzature. L'autorizzazione provvisoria può essere prorogata una volta per al massimo tre mesi.
6 L'autorizzazione d'esercizio può essere revocata, qualora:
le condizioni contenute nell'autorizzazione d'esercizio non siano soddisfatte;
l'igiene della macellazione sia stata oggetto di ripetute contestazioni;
non sia stato posto rimedio alle carenze entro il termine fissato.
1 Chiunque detenga animali destinati alla macellazione deve provvedere affinché siano:
sani al momento della macellazione;
alimentati e curati in modo che le carni non contengano né sostanze vietate né sostanze in quantità superiori ai valori massimi prescritti;
consegnati al macello senza insudiciamenti evidenti.
2 Per gli animali malati o trattati con medicamenti vale l'obbligo di notifica conformemente all'articolo 24.
3 Per il trasporto e la permanenza nel macello occorre prendere i provvedimenti adeguati a impedire l'insudiciamento degli animali.
1 Non possono essere macellati o uccisi per produrre derrate alimentari:
animali di età inferiore ai sette giorni;
volatili da cortile, conigli domestici, selvaggina d'allevamento e cacciata, ratiti e altri animali che sono manifestamente malati;
animali di tutte le specie se sono stati somministrati loro medicamenti il cui termine d'attesa per la carne non è ancora scaduto;
animali ai quali sono stati somministrati sostanze o preparati vietati;
animali che possono presentare residui di medicamenti in concentrazioni superiori al valore limite o sostanze vietate;
animali per i quali manca una dichiarazione sanitaria conformemente a quanto prescritto dall'articolo 24;
animali la cui identificazione, se prescritta, è assente o incompleta;
animali di effettivi sottoposti a sequestro a causa di un'epizoozia.
2 Gli animali ai quali sono stati somministrati medicamenti i cui termini d'attesa per la carne non sono ancora scaduti possono essere macellati eccezionalmente se il detentore si impegna ad assumere i costi di un controllo ufficiale dei residui effettuato sulla carne di tali animali. Se per determinati visceri i termini d'attesa non sono ancora scaduti, gli stessi vanno eliminati.
3 Il veterinario ufficiale può autorizzare eccezionalmente la macellazione o l'uccisione degli animali di cui al capoverso 1 lettere a-g.
4 Il veterinario cantonale può ordinare la macellazione o l'uccisione di animali per ragioni di polizia epizootica (cpv. 1 lett. h) e stabilirne le condizioni.
5 Per la macellazione o l'uccisione di animali secondo i capoversi 3 e 4 fanno stato le disposizioni di cui all'articolo 10.
1 Il bestiame da macello, i volatili da cortile, i conigli domestici, la selvaggina d'allevamento e i ratiti devono essere macellati in macelli autorizzati.
2 Al di fuori dei macelli autorizzati sono ammesse:
le macellazioni di bestiame da macello infortunato se il trasporto degli animali vivi non è opportuno;
le macellazioni occasionali di volatili da cortile, conigli domestici e ratiti.
3 Se la selvaggina d'allevamento viene uccisa e dissanguata all'aperto, successivamente deve essere trasportata in un macello o in uno stabilimento per la lavorazione della selvaggina. Se viene eviscerata all'aperto, i visceri (frattaglie delle cavità toracica, addominale e pelvica) devono essere contrassegnati e sottoposti al controllo delle carni insieme alla carcassa.
4 Gli animali diversi dai mammiferi e dagli uccelli, come i pesci o le rane, possono essere macellati anche fuori dei macelli autorizzati. Se tali macellazioni producono oltre 30 000 kg di carne l'anno, l'azienda necessita di un'autorizzazione.
5 Dopo l'abbattimento, la selvaggina cacciata, a eccezione delle lepri e della selvaggina da penna, deve essere trasferita in uno stabilimento per la lavorazione della selvaggina. Questa disposizione non si applica alla selvaggina che non presenta caratteristiche indicanti che la carne può presentare un rischio per la salute umana e che il cacciatore consegna direttamente al consumatore o a un'azienda nazionale di vendita al dettaglio che rifornisce direttamente il consumatore.
Sezione 3: Bestiame da macello malato o infortunato e selvaggina infortunata
1 Il bestiame da macello malato deve essere macellato in un luogo o in un momento diverso da quello in cui vengono macellati gli altri animali.
2 Le postazioni di lavoro e le attrezzature utilizzate devono essere pulite e disinfettate dopo la macellazione del bestiame da macello malato.
3 I Cantoni possono esigere che le macellazioni del bestiame da macello malato avvengano nei macelli da essi designati.
1 Se il bestiame da macello infortunato deve essere ucciso fuori dal macello e la carne è destinata all'alimentazione umana, l'animale deve essere dissanguato immediatamente.
2 Lo stomaco e gli intestini possono essere asportati se è presente un veterinario. Non sono ammesse altre fasi del processo di macellazione.
3 La carcassa, lo stomaco e gli intestini devono essere contrassegnati e trasportati in un macello senza indugio e in condizioni igieniche ineccepibili.
4 Se si prevede che trascorrano più di due ore tra l'uccisione e l'arrivo al macello, la carcassa deve essere refrigerata durante il trasporto. Laddove le condizioni climatiche lo consentano, la refrigerazione non è necessaria.
5 Il detentore degli animali rilascia un certificato di accompagnamento. Se lo stomaco e gli intestini sono stati asportati, il veterinario rilascia inoltre un certificato di sanità.
Se la carne è destinata alla vendita, la selvaggina infortunata trovata ancora in vita deve essere controllata dopo l'abbattimento da una persona esperta ai sensi dell'articolo 21 capoverso 1, al fine di individuare eventuali caratteristiche indicanti che la carne può presentare un rischio per la salute umana. In presenza di tali caratteristiche, la carcassa deve essere sottoposta a un controllo ufficiale delle carni.
Art. 13 Accesso ai macelli e agli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina
L'azienda deve provvedere affinché persone estranee all'azienda non accedano senza autorizzazione alle stalle, ai locali di lavoro o ai magazzini.
1 I macelli e gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina devono provvedere affinché gli animali non destinati alla macellazione o la cui macellazione è vietata non abbiano accesso all'azienda.
2 In deroga al capoverso 1, gli equidi, designati come animali domestici ai sensi dell'articolo 15 capoverso 2 dell'ordinanza del 18 agosto 20041 sui medicamenti veterinari, hanno accesso alle aziende con un'esigua capacità produttiva se devono esservi uccisi ed eliminati in conformità con l'ordinanza del 25 maggio 20112 concernente l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale.
3 Gli animali scaricati in un determinato macello devono esservi macellati. Il veterinario cantonale può, in via eccezionale, autorizzarne il trasporto in un altro luogo.
Gli animali infestanti (insetti, roditori, ecc.) devono essere tenuti lontani dai macelli e dagli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina con misure adeguate.
1 Gli animali introdotti nel macello devono essere macellati quanto prima. Il processo di macellazione deve avanzare costantemente e senza rallentamenti fra le singole fasi di lavoro.
2 Lo stordimento, il dissanguamento, lo scuoiamento e l'eviscerazione degli animali devono essere eseguiti in modo da evitare qualsiasi contaminazione della carcassa e dei prodotti della macellazione.
3 I sottoprodotti di origine animale devono essere eliminati conformemente all'ordinanza del 25 maggio 20111 concernente l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale.
4 La carne sequestrata e i sottoprodotti di origine animale non possono entrare in contatto con le carcasse e i prodotti della macellazione.
5 Il DFI disciplina le misure d'igiene nei macelli e negli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina.
1 Al più tardi dopo il controllo delle carni, la carcassa e i prodotti della macellazione devono essere refrigerati, sempreché non debbano essere sezionati a caldo. La diminuzione della temperatura deve essere continua; la temperatura di refrigerazione non deve essere superiore a 7° C per le carcasse, 4° C per i volatili da cortile e i conigli domestici e 3° C per i prodotti della macellazione.
2 Durante le operazioni di refrigerazione, un'adeguata aerazione deve garantire che sulle carni non si formi acqua di condensazione.
3 Le carcasse e i prodotti della macellazione a temperatura di macellazione possono essere trasportati non refrigerati dal macello o dallo stabilimento per la lavorazione della selvaggina al luogo in cui saranno trasformati a condizione che il trasporto non duri più di due ore.
1 Gli animali, le carcasse e i prodotti della macellazione non possono subire un trattamento chimico o fisico prima del controllo delle carni. Sono ammessi:
i metodi di stordimento conformi alla legislazione sulla protezione degli animali;
l'elettrostimolazione delle carcasse;
l'impiego di coadiuvanti tecnologici, disciplinati dal DFI ai sensi dell'articolo 24 ODerr1, per la scottatura dei suini e la spiumatura dei volatili;
l'insufflazione di aria negli ovini e nei caprini per agevolare lo scuoiamento.
2 Sono fatti salvi i procedimenti disciplinati dal DFI ai sensi dell'articolo 29 ODerr.
1 L'azienda deve assicurare una sorveglianza sistematica dell'igiene. La sorveglianza comprende segnatamente:
controlli igienici effettuati quotidianamente, completati da analisi microbiologiche delle carcasse, delle superfici, delle apparecchiature e delle installazioni in base al rischio;
la rilevazione ininterrotta della temperatura nei locali con un volume superiore a 200 m3 nei quali è conservata la carne refrigerata o congelata.
2 La procedura di riferimento per il prelievo di campioni si fonda sulle norme «ISO 17604, 2003, Microbiologia degli alimenti e mangimi - Campionamento delle carcasse per esami microbiologici»1 e «ISO 18593, 2004, Microbiology of food and animal feeding stuffs - Horizontal methods for sampling techniques from surfaces using contact plates and swabs»2; i criteri microbiologici sono disciplinati dalle disposizioni emanate dal DFI ai sensi dell'articolo 10 capoverso 4 ODerr3.
3 L'azienda deve registrare per scritto i risultati dei controlli d'igiene, nonché conservare la documentazione di cui al capoverso 1 per tre anni e presentarla su richiesta agli organi ufficiali di controllo.
4 Per il resto si applicano le disposizioni in materia di controllo autonomo di cui agli articoli 73-85 ODerr.
1 Il testo di questa norma può essere consultato gratuitamente od ottenuta a pagamento presso l'Associazione svizzera di normalizzazione (SNV), Sulzerallee 70, 8404 Winterthur; www.snv.ch.
2 Il testo di questa norma può essere consultato gratuitamente od ottenuta a pagamento presso l'Associazione svizzera di normalizzazione (SNV), Sulzerallee 70, 8404 Winterthur; www.snv.ch.
Art. 20 Obbligo di controllo e documentazione della selvaggina cacciata
1 La selvaggina cacciata deve essere contrassegnata dal cacciatore con un numero univoco.
2 Il cacciatore deve certificare i punti prescritti dal modulo rilasciato dal DFI secondo l'articolo 40. Il certificato deve essere consegnato alla persona che effettua il controllo delle carni.
3 Se la selvaggina cacciata è destinata a essere consegnata direttamente al consumatore o a un'azienda nazionale di vendita al dettaglio che rifornisce direttamente il consumatore, deve essere controllata da una persona esperta riguardo alle caratteristiche indicanti che la carne può presentare un rischio per la salute umana.
4 In tutti gli altri casi occorre effettuare un controllo ufficiale delle carni.
5 I risultati del controllo di cui al capoverso 3 vengono fissati per scritto in base al modulo rilasciato dal DFI secondo l'articolo 40. Il certificato deve essere consegnato all'acquirente.
6 Se durante il controllo ai sensi del capoverso 3 vengono rilevate caratteristiche indicanti che la carne può presentare un rischio per la salute umana, prima di un'eventuale consegna come derrata alimentare la carcassa deve essere sottoposta a un controllo ufficiale delle carni.
7 Dalla carne di cinghiali, orsi terrestri e nutrie deve essere prelevato un campione ai fini dell'esame trichinoscopico. Affinché tale carne possa essere consegnata come derrata alimentare, l'esito dell'esame deve essere negativo. L'acquirente riceve una copia del rapporto di analisi.
8 Le prescrizioni del presente articolo non si applicano alle lepri o alla selvaggina da penna.
1 Una persona esperta è colui che ha frequentato un corso in cui ha acquisito nozioni riguardanti:
l'anatomia, la fisiologia e i comportamenti della selvaggina;
i comportamenti anomali e le modificazioni patologiche riscontrabili nella selvaggina a seguito di malattie, contaminazioni ambientali o altri fattori che possono incidere sulla salute umana dopo il consumo della carne; e
le prescrizioni in materia di igiene e di procedure per la manipolazione, l'eviscerazione, l'immagazzinamento e il trasporto della selvaggina abbattuta.
2 Il veterinario cantonale autorizza in via preliminare i programmi e la documentazione dei corsi e può verificarne lo svolgimento e la qualità.
Sezione 5: Notifica per la macellazione e controllo delle entrate
1 I detentori di animali da macello, volatili da cortile, conigli domestici, selvaggina d'allevamento e ratiti destinati alla macellazione devono disporre delle informazioni riguardanti la catena alimentare. Esse comprendono:
l'identità degli animali da macellare (specie, età, sesso, identificazione);
la provenienza (nome e indirizzo del detentore);
i medicamenti somministrati e le registrazioni necessarie conformemente agli articoli 26 e 28 dell'ordinanza del 18 agosto 20041 sui medicamenti per uso veterinario e gli altri trattamenti;
lo stato epizooziologico e sanitario dell'effettivo di provenienza, in particolare la presenza di malattie nell'effettivo che potrebbero incidere sulla sicurezza alimentare;
i risultati dei controlli sugli animali e delle analisi dei prodotti di origine animale e di altri materiali importanti ai fini della sicurezza alimentare, in particolare riguardo a zoonosi e residui;
i risultati di precedenti controlli del bestiame da macello e di controlli delle carni su altri animali dello stesso effettivo di provenienza;
il nome e il cognome del veterinario abitualmente consultato.
2 I veterinari ufficiali possono chiedere ai detentori di animali di completare con ulteriori dati le informazioni di cui al capoverso 1.
1 I detentori degli animali destinati alla macellazione devono notificare gli animali al macello.
2 La notifica degli animali al macello deve riportare almeno le seguenti informazioni:
la data e l'ora dell'invio della notifica;
la specie, l'identità e la provenienza degli animali;
il numero di animali che si prevede di far macellare;
le dichiarazioni sanitarie obbligatorie.
3 L'USAV può prescrivere che vengano fornite ulteriori informazioni riguardanti la catena alimentare.
4 Le informazioni devono essere messe a disposizione del veterinario ufficiale senza indugio.
5 Il macello deve coordinare la consegna degli animali in modo da non ammetterne più di quanti possano essere macellati o accolti.
1 Chi consegna animali destinati alla macellazione deve confermare per scritto al controllo delle carni che:
gli animali sono sani e non sono stati ammalati né infortunati negli ultimi dieci giorni;
tutti i termini d'attesa dopo un eventuale trattamento con medicamenti sono scaduti;
l'animale non è stato alimentato con alimenti contenenti sostanze attive che possono produrre residui nella carne in concentrazioni inammissibili.
2 In caso contrario, occorre indicare le malattie o l'infortunio, i medicamenti e il termine d'attesa o la sostanza attiva.
3 La dichiarazione sanitaria per i volatili da cortile deve essere effettuata da 72 a 12 ore prima della macellazione e contenere le seguenti indicazioni aggiuntive:
le informazioni sulla catena alimentare secondo l'articolo 22 capoverso 1;
il nome e l'indirizzo del detentore di animali, incluso un numero di identificazione (numero RIS) dell'azienda, ai sensi dell'articolo 3 capoverso 2 lettera c dell'ordinanza del 30 giugno 19931 sul Registro delle imprese e degli stabilimenti, oppure il numero BDTA assegnato dal gestore della banca dati (ordinanza BDTA del 26 ottobre 20112);
il nome e l'indirizzo del macello e la data di macellazione prevista;
il numero e l'età degli animali destinati alla macellazione;
la data di stabulazione e il numero degli animali stabulati;
la data di uscita dal pollaio e il numero degli animali trasferiti;
il tasso di mortalità degli animali durante l'ingrasso;
il risultato dell'analisi dei campioni prelevati dall'avicoltore per la ricerca di infezioni da Salmonella secondo l'articolo 257 capoverso 2 lettera c OFE3.
4 La comparsa di eventi particolari nel periodo compreso tra l'invio della dichiarazione sanitaria e l'arrivo degli animali al macello deve essere comunicata oralmente al veterinario ufficiale.
5 Se è prescritto un certificato d'accompagnamento secondo l'articolo 12 OFE, la dichiarazione sanitaria effettuata dal detentore di animali deve figurare su tale documento; per gli equidi deve figurare sul passaporto per equide. Per gli equidi macellati prima del 31 dicembre del rispettivo anno di nascita, queste indicazioni vanno riportate nell'attestato di registrazione di cui all'articolo 22 capoverso 2 dell'ordinanza BDTA del 26 ottobre 2011.
1 RS 431.903
1 L'azienda di macellazione designa una persona responsabile per l'accettazione degli animali.
2 La persona responsabile:
le dichiarazioni sanitarie,
l'identità degli animali,
lo stato di salute degli animali in termini globali,
gli aspetti riguardanti la protezione degli animali;
segnala senza indugio al veterinario ufficiale:
i casi in cui la dichiarazione sanitaria manca, è incompleta o fornisce indizi di inadempienze,
gli animali non sufficientemente identificati,
le malattie e le ferite riscontrate sugli animali,
le infrazioni alla legislazione sulla protezione degli animali;
trasmette al veterinario ufficiale i certificati d'accompagnamento o le dichiarazioni sanitarie.
1 Senza la dichiarazione sanitaria, gli animali non sono ammessi alla macellazione.
2 Il veterinario ufficiale può autorizzare eccezionalmente la macellazione degli animali anche se la dichiarazione sanitaria manca o è incompleta.
3 Fintantoché la dichiarazione sanitaria non è disponibile e l'idoneità al consumo non è decisa, le carcasse e i relativi prodotti della macellazione devono essere sequestrati.
4 Se la dichiarazione sanitaria non è disponibile entro 24 ore dall'arrivo dell'animale al macello, la carcassa e i prodotti della macellazione sono dichiarati non idonei al consumo.
5 Se non è ancora stato macellato, l'animale deve essere ucciso al più tardi 24 ore dopo il suo arrivo nel macello ed eliminato quale sottoprodotto di origine animale.
Capitolo 4: Controllo degli animali da macello e controllo delle carni
1 Prima della macellazione il veterinario ufficiale controlla:
il bestiame da macello;
i volatili da cortile;
i conigli domestici;
i ratiti;
la selvaggina d'allevamento.
2 Nel caso di macellazioni occasionali di volatili da cortile, conigli domestici e ratiti, il controllo degli animali da macello è effettuato soltanto per campionatura.
3 Il controllo ha luogo entro 24 ore dall'arrivo degli animali al macello e meno di 24 ore prima della loro macellazione.
4 Il DFI fissa:
le modalità del controllo;
le misure da adottare in base ai risultati del controllo.
Art. 28 Controllo degli animali da macello nell'effettivo di provenienza
1 Per i suini, i volatili da cortile, i conigli domestici, i ratiti e la selvaggina d'allevamento il controllo degli animali da macello può essere eseguito nell'effettivo di provenienza.
2 Il controllo degli animali da macello nell'effettivo di provenienza deve essere eseguito da un veterinario ufficiale, il quale conferma tale controllo con un certificato di sanità.
3 Dopo il controllo gli animali vanno portati al macello seguendo l'itinerario più diretto, senza entrare in contatto con altri animali non controllati né durante il trasporto né al macello. La macellazione deve avvenire entro tre giorni. Nel macello, prima della macellazione, il veterinario ufficiale procede unicamente alla verifica dell'identità degli animali e a un controllo globale.
4 Se gli animali non sono macellati entro tre giorni dal rilascio del certificato di sanità, occorre procedere a un nuovo esame e al rilascio di un nuovo certificato di sanità. Se hanno già lasciato l'effettivo di provenienza, occorre effettuare nel macello un controllo degli animali da macello.
5 La selvaggina d'allevamento può essere macellata entro 60 giorni dal rilascio del certificato sanitario, a condizione che gli animali siano nuovamente controllati nell'arco dei tre giorni precedenti la macellazione da una persona esperta ai sensi dell'articolo 21 capoverso 1. I risultati del controllo vengono fissati per scritto dalla persona esperta nel modulo rilasciato dal DFI secondo l'articolo 40. Il certificato deve essere consegnato all'acquirente.
1 Il bestiame da macello e la selvaggina d'allevamento devono essere sottoposti sistematicamente al controllo delle carni subito dopo la macellazione.
2 I volatili da cortile, i conigli domestici e i ratiti devono essere sottoposti sistematicamente al controllo delle carni nei macelli immediatamente dopo la macellazione; se la macellazione è occasionale, i controlli avvengono per campionatura.
3 Il controllo delle carni ai sensi degli articoli 12 e 20 capoverso 4 deve essere effettuato in ogni caso in uno stabilimento per la lavorazione della selvaggina. Il veterinario ufficiale competente può controllare tutta la selvaggina cacciata destinata alla macellazione e i relativi certificati.
4 Se la selvaggina cacciata viene sottoposta a un controllo da parte del veterinario ufficiale e la presentazione per il controllo delle carni risulta incompleta secondo le disposizioni emanate dal DFI in virtù dell'articolo 38 capoverso 3, per le parti mancanti della presentazione è determinante il certificato rilasciato dalla persona esperta secondo il modulo emesso dal DFI in conformità con l'articolo 40.
1 Durante il controllo delle carni, devono essere esaminate le carcasse e le parti per le quali è prescritto il controllo, al fine di accertare:
alterazioni che possono mettere in pericolo la vita umana o conferiscono alla carne un aspetto ripugnante;
malattie, in particolare epizoozie;
materiale a rischio specificato non completamente rimosso;
microrganismi patogeni, parassiti e agenti che causano putrefazione;
sostanze estranee;
insudiciamenti.
2 Il DFI disciplina l'esecuzione del controllo delle carni e le modalità di certificazione dell'idoneità al consumo.
1 I campioni per le analisi di laboratorio sono prelevati:
qualora alterazioni patologiche o insudiciamenti facciano ritenere che la carcassa o i prodotti della macellazione non siano adatti all'uso alimentare;
qualora si sospetti la presenza di sostanze vietate o di sostanze che superano i valori massimi prescritti;
per accertare la presenza di epizoozie e zoonosi;
nell'ambito di controlli generali per campionatura;
per la sorveglianza degli effettivi svizzeri secondo l'articolo 76a dell'ordinanza del 27 giugno 19952 sulle epizoozie.
2 Vanno prelevati campioni ai fini dell'esame trichinoscopico da tutte le carcasse dei seguenti animali:
animali della specie equina;
suini domestici;
cinghiali;
orsi;
3 Il prelievo di campioni non è previsto per la selvaggina se, in correlazione con un controllo delle carni ai sensi dell'articolo 20 capoverso 3, è stato svolto anche un esame trichinoscopico e sussiste un rapporto di analisi al riguardo.
4 L'USAV emana direttive tecniche sul prelievo di campioni, sull'esame trichinoscopico e sul controllo microbiologico delle carni.
5 Su richiesta dell'azienda, il veterinario cantonale può autorizzare il veterinario ufficiale a non effettuare l'esame trichinoscopico sui suini domestici.
6 Questa autorizzazione può essere rilasciata al veterinario ufficiale soltanto nel caso di aziende con un'esigua capacità produttiva ed è valida fino a revoca.
7 Se la carne è stata sottoposta a un trattamento di congelamento sorvegliato da un'autorità, non occorre effettuare l'esame trichinoscopico sui suini domestici. Il DFI disciplina i dettagli del trattamento di congelamento.
8 L'azienda è tenuta a informare i destinatari della carne suina da essa prodotta che la carne, i preparati e i prodotti a base di carne provenienti dal suo macello sono destinati soltanto al mercato nazionale. L'azienda deve tenere un registro in cui annota regolarmente i destinatari della carne suina da essa prodotta.
1 Introdotto dal n. II 1 dell'O del 25 apr. 2018, in vigore dal 1° giu. 2018 (RU 2018 2069).
1 Al termine del controllo delle carni, il veterinario ufficiale dichiara idonei al consumo la carcassa e i prodotti della macellazione che risultano adatti per essere utilizzati senza restrizioni come derrate alimentari e che:
provengono da un animale che:
è stato macellato in un macello che risponde ai requisiti posti dall'articolo 6,
è stato sottoposto al controllo degli animali da macello, qualora sia prescritto,
è stato sottoposto al controllo completo delle carni; e
soddisfano le altre disposizioni della legislazione sulle derrate alimentari.
2 Le carcasse sono in ogni caso non idonee al consumo se costituiscono un rischio per la salute dell'uomo e dell'animale.
1 Le carcasse, e se necessario le parti annesse, sono sequestrate qualora non si possa decidere immediatamente se sono idonee al consumo.
2 Se vi è il rischio di un pericolo per la salute, il veterinario ufficiale ordina le condizioni di sicurezza necessarie per la loro conservazione.
1 Il DFI stabilisce a quali condizioni il veterinario ufficiale può contestare le carcasse e parti di esse in seguito agli accertamenti durante il controllo delle carni.
2 In caso di contestazioni il veterinario ufficiale decide:
quali parti della carcassa sono idonee al consumo;
se la carcassa o i prodotti della macellazione devono essere sottoposti a trattamento, in particolare a congelazione, prima che possano essere dichiarati idonei al consumo;
se la carcassa o parti di essa non sono idonee al consumo e devono quindi essere eliminate come sottoprodotti di origine animale.
3 Il trattamento o il taglio delle parti non idonee al consumo devono avvenire nel macello o nello stabilimento per la lavorazione della selvaggina.
4 Su richiesta, il veterinario ufficiale può consentire che il trattamento o il taglio delle parti non idonee al consumo sia effettuato in un'azienda di sezionamento. Informa contemporaneamente gli organi ufficiali di controllo di tale azienda. Questi decidono in merito all'idoneità al consumo.
5 Se il sangue o altri prodotti della macellazione di più animali sono raccolti nello stesso recipiente prima che sia terminato il controllo delle carni, tutto il contenuto del recipiente deve essere dichiarato non idoneo al consumo, qualora la carcassa di uno di questi animali sia stata contestata e dichiarata non idonea al consumo.
1 La decisione di contestazione deve essere motivata e comunicata immediatamente al rappresentante del macello o dello stabilimento per la lavorazione della selvaggina, all'indirizzo del proprietario della carcassa.
2 Per le carcasse intere la decisione deve essere comunicata in ogni caso per scritto; per i prodotti della macellazione, una comunicazione scritta è necessaria soltanto se è richiesta immediatamente dal rappresentante del macello o dello stabilimento per la lavorazione della selvaggina.
3 Anche l'ultimo detentore dell'animale può richiedere una comunicazione scritta.
Art. 36 Obbligo di conservazione della carcassa in caso di contestazione
1 Se il proprietario accetta subito la decisione, le carcasse e i prodotti della macellazione non idonei al consumo devono essere eliminati immediatamente come sottoprodotti di origine animale.
2 In tutti gli altri casi il veterinario ufficiale stabilisce per quanto tempo devono essere conservati le carcasse e i prodotti della macellazione.
3 Il proprietario può richiedere che tutte le parti siano conservate in condizioni di sicurezza fino alla scadenza del termine di opposizione oppure, in caso di opposizione, fino al termine del procedimento.
Sezione 3: Disposizioni generali sul controllo degli animali da macello e delle carni
1 Le contestazioni nell'ambito del controllo degli animali da macello e del controllo delle carni, riconducibili a carenze nell'effettivo di provenienza o nell'area di caccia, devono essere notificate dal veterinario ufficiale al veterinario cantonale. Se gli animali provengono dall'estero, la notifica va inviata all'USAV che adotta i provvedimenti necessari.
2 In caso di necessità, l'autorità cantonale competente può ordinare che:
non si proceda più alla macellazione di animali finché le carenze non sono eliminate;
nell'effettivo di provenienza siano prelevati campioni di animali e di sostanze che potrebbero rimanere presenti nella carne in quanto sostanze estranee.
3 Se sussiste il sospetto che le notifiche e le informazioni riguardanti la catena alimentare non corrispondano alla situazione effettiva, occorre ordinare controlli supplementari.
4 Qualora le prescrizioni in materia di registrazione, identificazione e traffico di animali a unghia fessa siano disattese, si applica l'articolo 15 OFE1.
Art. 38 Obblighi dei macelli e degli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina
1 Il macello e lo stabilimento per la lavorazione della selvaggina devono attenersi alle istruzioni del veterinario ufficiale e garantire che il controllo degli animali da macello e il controllo delle carni avvengano in condizioni adeguate.
2 In particolare devono:
comunicare al veterinario ufficiale con cinque giorni feriali di anticipo il programma con gli orari di macellazione e il numero di capi di bestiame da macello e selvaggina d'allevamento previsti e segnalargli modifiche sostanziali del programma almeno il giorno precedente;
fornire al veterinario ufficiale i certificati d'accompagnamento e altre dichiarazioni sanitarie affinché possa prenderne visione prima del controllo degli animali da macello;
contrassegnare le carcasse in modo tale che possano essere chiaramente attribuite ai singoli animali consegnati;
ordinare o contrassegnare le parti da controllare in modo che, fino al termine del controllo delle carni, la loro appartenenza alle carcasse non dia adito a dubbi;
assicurarsi che le carcasse e le parti di un animale non entrino in contatto con parti di altri animali prima che sia terminato il controllo delle carni;
segnalare al veterinario ufficiale le eventuali alterazioni della carcassa e delle parti constatate personalmente;
lasciare nel locale di macellazione la carcassa e le parti per cui è prescritto il controllo delle carni fino al termine di tale controllo;
mettere a disposizione l'infrastruttura tecnica necessaria per il prelievo ufficiale di campioni e collaborare al controllo delle carcasse e delle loro parti;
occuparsi dell'immediata eliminazione e della conservazione adeguata delle carcasse e delle parti contestate.
3 Il DFI stabilisce in che forma le carcasse e le parti annesse devono essere presentate per il controllo delle carni.
4 Qualora il controllo delle carni non sia obbligatorio, i macelli e gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina procedono al controllo autonomo delle derrate alimentari prodotte e alla loro eliminazione se non soddisfano le prescrizioni.
Le copie dei risultati dei controlli, delle informazioni sulla catena alimentare, dei certificati d'accompagnamento, delle dichiarazioni sullo stato di salute, dei trattamenti e delle decisioni devono essere conservate dai macelli e dagli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina per un periodo di tre anni.
Il DFI stabilisce l'allestimento dei moduli e dei timbri.
Capitolo 5: Controllo di animali diversi dai mammiferi e dagli uccelli
Animali diversi dai mammiferi e dagli uccelli sono controllati per campionatura dal veterinario ufficiale.
Il Cantone disciplina le competenze del veterinario ufficiale e dell'assistente specializzato ufficiale addetto al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni.
Gli organi di controllo devono essere indipendenti dalle aziende da essi controllate. Essi devono ricusarsi nei casi previsti dall'articolo 10 della legge federale del 20 dicembre 19681 sulla procedura amministrativa.
1 Nei macelli per volatili e conigli l'autorità cantonale competente può autorizzare il personale dell'azienda ad assumere parte dei compiti degli assistenti specializzati ufficiali addetti al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni ai sensi dell'articolo 54, a condizione che:
l'azienda abbia applicato con successo per almeno 12 mesi una corretta prassi igienica e procedure conformi al sistema HACCP;
il personale dell'azienda interessato abbia assolto con successo la formazione di assistente specializzato ufficiale addetto al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni;
le responsabilità in materia di produzione e di controllo siano separate;
l'azienda sia titolare di una certificazione riconosciuta internazionalmente; e
l'azienda garantisca il rispetto delle prescrizioni della legislazione sulle derrate alimentari.
2 Per tutta la durata della macellazione deve essere presente almeno un veterinario ufficiale.
Art. 45 Prelievi di campioni e analisi da parte del personale dell'azienda
1 L'autorità cantonale competente può autorizzare le persone rimunerate dal macello o dallo stabilimento per la lavorazione della selvaggina a effettuare prelievi e analisi ufficiali sugli animali.
2 I veterinari ufficiali si occupano della formazione di tali persone e ne dirigono e supervisionano l'attività. Possono ritirare temporaneamente l'autorizzazione se le analisi e i prelievi di campioni non sono svolti correttamente.
Gli organi di controllo sono rimunerati dal Cantone o dal Comune.
1 Il Cantone designa i laboratori abilitati a eseguire le analisi; se nell'ambito del programma nazionale di sorveglianza di cui all'articolo 76a dell'ordinanza del 27 giugno 19951 sulle epizoozie sono analizzati campioni provenienti da più Cantoni, l'USAV designa i laboratori.2
2 I laboratori ufficiali e i laboratori privati incaricati di procedere ad analisi ufficiali devono essere gestiti, valutati e accreditati secondo la norma europea «EN ISO/IEC 17025, Criteri generali per la competenza dei laboratori ad eseguire prove e/o tarature»3.
3 L'accreditamento e la valutazione dei laboratori di prova sono retti dall'ordinanza del 17 giugno 19964 sull'accreditamento e sulla designazione.
2 Nuovo testo giusta il n. II 1 dell'O del 25 apr. 2018, in vigore dal 1° giu. 2018 (RU 2018 2069).
3 Il testo di questa norma può essere consultato gratuitamente od ottenuta a pagamento presso l'Associazione svizzera di normalizzazione (SNV), Sulzerallee 70, 8404 Winterthur; www.snv.ch.
4 RS 946.512
1 L'USAV allestisce piani di emergenza per la gestione delle situazioni di crisi d'intesa con l'Ufficio federale dell'agricoltura e dopo aver sentito le autorità cantonali di esecuzione e l'Amministrazione federale delle dogane. Questi piani contengono in particolare informazioni riguardanti:
gli uffici pubblici e le organizzazioni che devono essere coinvolte;
i loro compiti in caso di crisi;
le procedure per lo scambio di informazioni tra gli uffici pubblici e le organizzazioni interessati.
2 In caso di necessità i piani di emergenza vengono rielaborati, in particolare in presenza di cambiamenti nell'organizzazione dell'autorità competente e sulla scorta delle conoscenze acquisite, tra l'altro, mediante esercitazioni di gestione delle crisi.
Nell'ambito degli obiettivi della presente ordinanza, l'USAV può consentire la realizzazione di progetti pilota al fine di sperimentare nuove strategie per i controlli d'igiene degli animali, delle carni e degli stabilimenti e approvare nuove procedure per lo svolgimento del controllo delle carni per le singole aziende.
1 Il veterinario cantonale è la persona designata dal Cantone conformemente all'articolo 49 capoverso 1 lettera b LDerr.
2 Sul piano tecnico, i veterinari ufficiali gli sono subordinati.
1 Il veterinario cantonale è in particolare responsabile di:
offrire consulenza ai veterinari ufficiali e sorvegliare la loro attività;
ispezionare i macelli, gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina e, all'occorrenza, le aziende di sezionamento, lavorazione, refrigerazione e immagazzinamento;
verificare l'applicazione di una corretta prassi igienica e di procedure conformi al sistema HACCP nei macelli, negli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina e, all'occorrenza, nelle aziende di sezionamento, lavorazione, refrigerazione e immagazzinamento;
dirigere i gruppi dei veterinari ufficiali nelle grandi aziende;
coordinare i controlli negli effettivi di provenienza degli animali.
2 Egli controlla in funzione dei rischi che le aziende:
si attengano agli oneri cui è vincolata l'autorizzazione d'esercizio;
assicurino una manutenzione ineccepibile degli impianti e delle attrezzature.
3 La natura e l'intensità dei controlli nei singoli macelli e stabilimenti per la lavorazione della selvaggina dipendono dai risultati della valutazione dei rischi. La valutazione dei rischi tiene conto:
dei rischi per la salute dell'uomo e degli animali che possono derivare dal macello o dallo stabilimento per la lavorazione della selvaggina;
del tipo e del volume delle macellazioni;
dei precedenti dell'azienda in materia di rispetto della legislazione sulle derrate alimentari.
Sezione 4: Compiti dei veterinari ufficiali e degli assistenti specializzati ufficiali addetti al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni
1 Il Cantone impiega per i macelli e gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina nel proprio settore di competenza un numero sufficiente di veterinari ufficiali e di supplenti.
2 Per la determinazione del numero di controllori nei macelli e negli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina, il Cantone tiene conto:
delle frequenze di macellazione e dei tempi necessari per il controllo degli animali da macello e delle carni;
del tempo necessario per le pause dei veterinari ufficiali;
dell'interesse del macello o dello stabilimento per la lavorazione della selvaggina a uno svolgimento delle operazioni senza rallentamenti;
dei tempi di presenza che vanno osservati durante le macellazioni.
3 Il Cantone può inoltre:
impiegare assistenti specializzati ufficiali addetti al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni che lavorano secondo le indicazioni dei veterinari ufficiali;
impiegare veterinari non ufficiali in aziende con un'esigua capacità produttiva per il controllo degli animali da macello e delle carni, qualora dispongano della qualifica necessaria per lo svolgimento di tali mansioni.
1 I veterinari ufficiali:
dirigono e svolgono il controllo degli animali da macello e delle carni;
prelevano e analizzano campioni oppure li trasmettono a un laboratorio di cui all'articolo 47 capoverso 1;
controllano l'igiene della macellazione e ordinano che vengano colmate le lacune;
dispongono il rallentamento o l'interruzione del processo di macellazione se il regolare svolgimento del controllo delle carni non è più possibile o sono emerse consistenti carenze igieniche che non possono essere adeguatamente eliminate mediante misure di altro tipo;
sorvegliano l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale e, in particolare, del materiale a rischio specificato;
provvedono alle notifiche prescritte all'indirizzo della competente autorità cantonale;
controllano i certificati riguardanti:
la macellazione di animali infortunati,
il controllo della selvaggina abbattuta,
il controllo degli animali da macello nell'effettivo di provenienza;
verificano le misure del macello:
per la protezione degli animali,
per l'igiene della macellazione,
per l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale.
2 Sono presenti per tutta la durata del controllo degli animali da macello e del controllo delle carni.
3 In caso di sospetto possono procedere a controlli e a esami supplementari.
1 Nuovo testo giusta il n. II 1 dell'O del 25 apr. 2018, in vigore dal 1° giu. 2018 (RU 2018 2069).
Art. 54 Assistenti specializzati ufficiali addetti al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni
1 Gli assistenti specializzati ufficiali addetti al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni possono:
verificare l'applicazione di una corretta prassi igienica e di procedure conformi al sistema HACCP nei macelli;
procedere a un primo controllo degli animali in occasione del controllo degli animali da macello;
procedere ai controlli prescritti su suini, volatili da cortile, conigli domestici, selvaggina d'allevamento e ratiti, se il controllo degli animali da macello è già stato eseguito nell'effettivo di provenienza;
effettuare il controllo delle carni se il controllo degli animali da macello non ha dato luogo a importanti contestazioni;
su mandato del veterinario ufficiale, prelevare campioni da sottoporre a ulteriori analisi;
su mandato del veterinario cantonale, eseguire il controllo delle carni nelle aziende isolate che effettuano esclusivamente vendita diretta al consumatore.
2 La decisione finale riguardo al controllo delle carni può essere presa dagli assistenti specializzati ufficiali addetti al controllo degli animali da macello e al controllo delle carni se non vi sono state contestazioni o se sono stati constatati:
tumori, cisti e ascessi localizzati;
aderenze dei tessuti connettivi, senza supporazione o essudazioni;
parassiti inoffensivi (come distomi, vermi polmonari);
reni a macule bianche, indurazioni epatiche, focolai delimitati cronici di polmonite o pleurite, focolai di atelettasia polmonare;
polmoni contaminati dall'acqua per la scottatura o da mangime aspirato;
actinomicosi localizzata;
malformazioni senza alterazione della carne;
ferite muscolari fresche e fratture recenti;
insudiciamenti locali limitati.
3 In singoli casi, i controllori delle carni senza titolo di veterinario possono dichiarare non idonee al consumo anche carcasse intere di volatili da cortile e di conigli domestici.
1 Il veterinario ufficiale verifica regolarmente e in funzione dei rischi che i macelli:
applichino sistematicamente e in conformità con la corretta prassi igienica le procedure riguardanti:
il controllo delle dichiarazioni sanitarie,
i requisiti strutturali e la manutenzione dei locali e delle attrezzature,
l'igiene preoperativa, operativa e postoperativa della macellazione,
l'igiene del personale, la formazione del personale in materia di igiene e le procedure di lavoro,
la lotta contro gli organismi nocivi,
il controllo della qualità dell'acqua,
il controllo della temperatura;
applichino permanentemente e in modo corretto procedure conformi al sistema HACCP, garantendo nella misura del possibile che le carni:
non presentino insudiciamenti fecali o di altro tipo,
non contengano materiale a rischio specificato,
non superino i valori massimi per gli insudiciamenti causati dal macello,
non presentino pericoli fisici quali corpi estranei.
2 I risultati dei controlli vanno registrati e valutati. Nell'ambito del controllo dell'igiene occorre tener conto dei risultati del controllo autonomo e dei sistemi documentati quali le certificazioni.
1 L'autorità cantonale può incaricare il veterinario ufficiale di:
controllare regolarmente gli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina, le aziende di sezionamento, lavorazione, refrigerazione e immagazzinamento, come pure il trasporto delle carni;
assumere compiti esecutivi nell'ambito della legislazione sulla protezione degli animali o della legislazione sulle epizoozie.
2 Nel singolo caso, il veterinario cantonale può incaricare il veterinario ufficiale di:
prelevare campioni per le analisi di supervisione;
effettuare controlli nell'effettivo di provenienza;
svolgere accertamenti nei macelli e negli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina conformemente alla legislazione sulla protezione degli animali o a quella sulle epizoozie.
3 Il controllo degli animali da macello e delle carni non deve essere pregiudicato dai compiti di cui ai capoversi 1 e 2.
1 Il veterinario ufficiale registra quotidianamente i risultati del controllo degli animali da macello e delle carni nonché degli ulteriori controlli, riassume i relativi dati in una statistica e allestisce ogni anno un rapporto generale d'attività, all'indirizzo del veterinario cantonale.
2 L'autorità cantonale di esecuzione registra i risultati del controllo degli animali da macello e del controllo delle carni nell'apposito sistema d'informazione Fleko di cui all'ordinanza del 6 giugno 20141 concernente i sistemi d'informazione per il servizio veterinario pubblico (O-SISVet) oppure li fa trasmettere a Fleko dai sistemi informatici dei macelli. Devono essere registrati o comunicati i numeri BDTA dei macelli e i dati di cui all'allegato 2a numero 2 O-SISVet.2
3 La documentazione di cui al capoverso 1 deve essere conservata per tre anni civili.
1 RS 916.408
2 Nuovo testo giusta il n. 1 dell'all. all'O del 31 ott. 2018, in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4543).
1 Il veterinario ufficiale informa il veterinario cantonale qualora:
le concentrazioni massime dei medicamenti siano superate;
sussistano indizi relativi alla somministrazione di sostanze vietate;
la salute dell'uomo e dell'animale sia messa in pericolo dalla presenza di microrganismi o parassiti;
sussistano indizi d'inganno a danno dei consumatori.
2 Il veterinario ufficiale comunica all'autorità cantonale competente le infrazioni alle legislazioni sulle derrate alimentari, sulla protezione degli animali e sulle epizoozie.
1 Il veterinario cantonale presenta all'USAV, entro il 15 febbraio di ogni anno, un sunto dei rapporti generali degli organi di controllo sull'attività dell'anno precedente.
2 Il veterinario cantonale comunica all'USAV l'impiego di sostanze vietate e il superamento di valori limite constatati durante il controllo delle carni qualora:
sussista un serio pericolo per la salute;
la carne sia stata fornita a un numero indeterminato di consumatori o la popolazione di più Cantoni sia in pericolo.
3 Il veterinario cantonale mette a disposizione dell'USAV, su richiesta:
i rapporti degli organi di controllo;
i risultati delle analisi di laboratorio;
i risultati degli accertamenti svolti sugli effettivi di provenienza del bestiame;
le autorizzazioni di cui all'articolo 6;
le dichiarazioni sanitarie.
1 Abrogato dal n. 1 dell'all. all'O del 31 ott. 2018, con effetto dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4543).
Art. 60 Emolumenti per il controllo degli animali da macello e delle carni
1 I Cantoni stabiliscono gli emolumenti per il controllo degli animali da macello e delle carni. Questi sono calcolati in funzione del lavoro necessario per il controllo.
2 Per il controllo nei macelli o negli stabilimenti per la lavorazione della selvaggina l'emolumento per ogni animale ammonta a:
Franchi minimo
Animali della specie bovina di almeno sei settimane
Animali della specie bovina di età inferiore a sei settimane
Altro bestiame da macello
Volatili da cortile, conigli domestici
Selvaggina d'allevamento
Selvaggina da penna, lepri
Altra selvaggina
3 I Cantoni possono fissare inoltre un emolumento di base di 20 franchi al massimo per ogni visita del macello o dello stabilimento per la lavorazione della selvaggina.
4 Per il controllo degli animali da macello nell'effettivo di provenienza i Cantoni possono fissare un emolumento di base di 30 franchi al massimo e per ogni animale da macello un emolumento che non superi la tassa minima di cui al capoverso 2.
5 Per le attività di cui agli articoli 55 e 56 e per le analisi di laboratorio non possono essere prelevati emolumenti. Rimane salvo l'articolo 58 capoverso 2 LDerr.
6 I costi per l'esame trichinoscopico sono fatturati in aggiunta agli emolumenti per il controllo degli animali da macello e delle carni.
1 Gli emolumenti per i controlli, le prestazioni e le autorizzazioni giusta l'articolo 58 capoverso 2 lettere a e g-i LDerr sono calcolati in funzione del tempo impiegato. Le spese sono fatturate separatamente.
2 I Cantoni stabiliscono la tariffa oraria.
1 L'ordinanza del 23 novembre 20051 concernente la macellazione e il controllo delle carni è abrogata.
2 Il seguente atto normativo è modificato come segue:
1 [RU 2005 5493, 2006 4807 4809, 2007 561 all. 2 n. 2 2711 n. II 1, 2008 5169, 2011 2699 all. 8 n. II 2 5453 all. 2 n. II 2, 2013 3041 n. I 8, 2014 1691 all. 3 n. II 6, 2015 3629 5201 all. n. II 3]
2 La mod. può essere consultata alla RU 2017 411.
Art. 631Disposizione transitoria
Le persone che all'entrata in vigore della presente ordinanza hanno terminato la formazione per cacciatori o la terminano entro il 30 aprile 2018 sono considerate persone esperte ai sensi dell'articolo 21..
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 10 gen. 2018, in vigore dal 1° mar. 2018 (RU 2018 719).
RU 2017 411
1 RS 817.02 RS 916.403 Nuovo testo giusta il n. 1 dell'all. all'O del 31 ott. 2018 , in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4543).
Verordnung über das Schlachten und die Fleischkontrolle
(VSFK)
vom 16. Dezember 2016 (Stand am 1. Januar 2019)
gestützt auf die Artikel 9 Absätze 2 und 3, 10 Absätze 3 und 4, 31 Absätze 3 und 4, 32 Absatz 1 und 44 des Lebensmittelgesetzes vom 20. Juni 20141 (LMG) sowie auf die Artikel 22 und 53 Absätze 1 und 3 des Tierseuchengesetzes vom 1. Juli 19662,3
1. Kapitel: Geltungsbereich und Begriffe
1. Abschnitt: Geltungsbereich
die Anforderungen an Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe und das Schlachten;
die Anforderungen an Tiere, die zum Schlachten bestimmt sind;
die Schlachttier- und Fleischuntersuchung;
die Lebensmittelgewinnung aus Jagdwild und von anderen Tieren als Säugetieren und Vögeln.
2 Sie gilt nicht für die Schlachtung zur privaten häuslichen Verwendung; bei Schlachtvieh, Hausgeflügel, Hauskaninchen, Gehegewild und Laufvögeln gilt sie jedoch nur dann nicht, wenn die Schlachtung im Herkunftsbestand erfolgt.
3 Soweit diese Verordnung keine Regelung enthält, ist die Lebensmittel- und Gebrauchsgegenständeverordnung vom 16. Dezember 20161 (LGV) anwendbar.
1 SR 817.02
Art. 2 Besondere Vorschriften für Ausfuhrbetriebe
Sofern ein Bestimmungsstaat für die Ausfuhr von Fleisch besondere Anforderungen stellt und die Anerkennung von Ausfuhrbetrieben verlangt, gelten zusätzlich die Bestimmungen der Verordnung vom 18. November 20151 über die Ein-, Durch- und Ausfuhr von Tieren und Tierprodukten im Verkehr mit Drittstaaten.
1 SR 916.443.10
Tiere: Schlachtvieh, Hausgeflügel, Hauskaninchen, Gehege- und Jagdwild, Fische und weitere Arten, die gestützt auf Artikel 9 LGV1 vom Eidgenössischen Departement des Innern (EDI) zur Lebensmittelgewinnung zugelassen sind;
Schlachtvieh: Tiere der Rinder-, Schaf-, Ziegen-, Schweine- und Pferdegattung und andere domestizierte Tiere der zoologischen Familien der Bovidae (Hornträger), Cervidae (Hirsche), Camelidae (Kamele), Suidae (Schweine) und Equidae (Pferde);
Hausgeflügel: Huhn, Truthuhn, Perlhuhn, Gans, Ente, Taube, Zuchtwachtel;
Laufvögel: Strausse;
Gehegewild: Wild, das in der Obhut des Menschen in Gehegen gehalten wird; einschliesslich Kameliden (Camelidae), Bisons (Bos bison) und Zucht-Schalenwild der Ordnung Paarhufer (Artiodactyla);
Jagdwild: freilebendes Wild, das zum Zweck der Lebensmittelgewinnung erlegt wird;
Schlachttierkörper: Körper eines Tieres nach dem Betäuben und dem Töten oder nach dem Erlegen;
Schlachterzeugnis: geniessbares Nebenprodukt der Schlachtung:
geniessbare Eingeweide (Organe der Brust-, Bauch- und Beckenhöhle),
weitere geniessbare Teile, die vor der Fleischkontrolle vom Schlachttierkörper abgetrennt werden;
Teile des Schlachttierkörpers:
Schlachterzeugnisse,
tierische Nebenprodukte nach Artikel 3 Buchstabe b der Verordnung vom 25. Mai 20112 über die Entsorgung von tierischen Nebenprodukten;
Spezifiziertes Risikomaterial: tierische Nebenprodukte nach den Artikeln 179d Absatz 1 und 180c Absatz 1 der Tierseuchenverordnung vom 27. Juni 19953 (TSV);
Schlachtbetrieb: Betrieb zum Schlachten von Tieren oder zum Gewinnen von Fleisch von anderen Tieren als Säugetieren und Vögeln;
Grossbetrieb: Betrieb, der nicht als Betrieb mit geringer Kapazität gilt;
Betrieb mit geringer Kapazität: Betrieb, in dem pro Jahr von Tieren der Rinder-, Schaf-, Ziegen-, Schweine- und Pferdegattung weniger als 1500 Schlachteinheiten nach Artikel 3 Absatz 2 der Schlachtviehverordnung vom 26. November 20034 geschlachtet werden; bei den anderen Tieren darf die geschlachtete Menge pro Jahr nicht mehr als 60 000 kg Fleisch ergeben;
Schlachten: Töten und Zerteilen eines Tieres in maximal Sechstel sowie Enthäuten oder Entfedern und Zerteilen von erlegtem Jagdwild in maximal Sechstel zum Zweck der Lebensmittelgewinnung;
Wildbearbeitungsbetrieb: Schlacht- oder anderer bewilligungspflichtiger Lebensmittelbetrieb, in dem Jagd- und Gehegewild geschlachtet, nicht aber weiter zerlegt und verarbeitet wird;
Gelegentliche Schlachtung: Schlachtung von weniger als 10 Tieren von Hausgeflügel, Hauskaninchen oder Laufvögeln pro Woche und höchstens 1000 kg pro Jahr.
4 SR 916.341
2. Kapitel: Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe
1. Abschnitt: Anforderungen an Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe
1 Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe müssen so gebaut und eingerichtet sein, dass die unreinen von den reinen Arbeitsgängen getrennt sind und dass eine Verunreinigung der Schlachttierkörper und Schlachterzeugnisse vermieden wird.
2 Sie müssen den Anforderungen der Tierseuchen- und Tierschutzgesetzgebung genügen.
3 Die Untersuchungsplätze für die Schlachttier- und Fleischuntersuchung müssen so eingerichtet sein, dass die Untersuchungen vorschriftgemäss und rationell durchgeführt werden können.
4 Das EDI regelt Zahl und Ausstattung der Räume.
Art. 5 Umgebung
Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe dürfen nicht in der Nähe von Emissionsquellen errichtet werden, die nachteilige Auswirkungen auf die Lebensmittelhygiene haben.
2. Abschnitt: Betriebsbewilligung für Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe
1 Vor der Betriebsaufnahme müssen Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe bei der zuständigen kantonalen Behörde eine Betriebsbewilligung beantragen. Der Antrag muss enthalten:
das System der Gefahrenanalyse und der kritischen Kontrollpunkte (Hazard Analysis and Critical Control Points, HACCP-System) nach den Artikeln 78 und 79 LGV1 oder ein entsprechendes Verfahren nach Artikel 80 LGV; und
einen begründeten Antrag für die höchstzulässige stündliche und tägliche Schlachtfrequenz pro Tierart.
2 Die kantonale Behörde erteilt die Betriebsbewilligung, wenn eine Kontrolle des Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetriebs ergeben hat, dass dieser den Anforderungen von Artikel 4 entspricht, und lässt ihn nach den Vorschriften von Artikel 7 TSV2 registrieren, sofern er für die Schlachtung von Schlachtvieh bestimmt ist. Das Bundesamt für Lebensmittelsicherheit und Veterinärwesen (BLV) regelt die Registrierung von Betrieben für andere Tierarten.
3 Die kantonale Behörde legt mit der Betriebsbewilligung die höchstzulässige stündliche und tägliche Schlachtfrequenz für jede bewilligte Tierart fest. Sie berücksichtigt dabei insbesondere die Betäubungseinrichtung, die Arbeitsplätze für die Fleischkontrolle sowie die Kapazität der Kühlräume.
4 Betriebsbewilligung und Betriebsnummer gelten für den betreffenden Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetrieb und bleiben auch nach einem Wechsel des Betriebsinhabers oder der Betriebsinhaberin gültig.
5 Beim Bezug von Neu- oder Umbauten kann vor der endgültigen Betriebsbewilligung eine provisorische, auf längstens drei Monate befristete Betriebsbewilligung erteilt werden, wenn auf Grund einer Besichtigung des Betriebs angenommen werden kann, dass er die Vorschriften über die Infrastruktur und Ausrüstung erfüllt. Die provisorische Bewilligung kann einmal um längstens drei Monate verlängert werden.
6 Die Betriebsbewilligung kann entzogen werden, wenn:
Auflagen der Betriebsbewilligung nicht erfüllt werden;
die Schlachthygiene wiederholt beanstandet worden ist;
Mängel nicht innert der festgesetzten Frist behoben werden.
3. Kapitel: Schlachten und Schlachthygiene
1. Abschnitt: Anforderungen an Tiere
Art. 7 Anforderungen an Tiere
1 Wer Tiere hält, die zum Schlachten bestimmt sind, hat dafür zu sorgen, dass diese:
zum Zeitpunkt der Schlachtung gesund sind;
so gefüttert und gepflegt werden, dass sich im Fleisch keine verbotenen Stoffe und keine Stoffe in Mengen finden, welche die vorgeschriebenen Höchstwerte übersteigen;
ohne offensichtliche Verunreinigungen zum Schlachten gebracht werden.
2 Für kranke und mit Arzneimitteln behandelte Tiere gilt die Meldepflicht nach Artikel 24.
3 Für den Transport und den Aufenthalt im Schlachtbetrieb müssen Massnahmen getroffen werden, die geeignet sind, Verunreinigungen der Tiere zu verhindern.
Art. 8 Schlachtverbot
1 Nicht geschlachtet oder zum Zwecke der Lebensmittelgewinnung getötet werden dürfen:
Tiere, die weniger als sieben Tage alt sind;
Hausgeflügel, Hauskaninchen, Gehege- und Jagdwild, Laufvögel und andere Tiere, wenn sie augenscheinlich krank sind;
Tiere aller Arten, bei denen die Absetzfrist für Fleisch für ein Arzneimittel noch nicht abgelaufen ist;
Tiere, denen verbotene Stoffe und Zubereitungen verabreicht wurden;
Tiere, die Rückstände von Arzneimitteln in Konzentrationen über dem Grenzwert oder verbotene Substanzen aufweisen können;
Tiere, bei denen die Gesundheitsmeldungen nach Artikel 24 fehlen;
Tiere mit fehlender oder mangelhafter Kennzeichnung, wenn eine solche vorgeschrieben ist;
Tiere aus Beständen, die wegen einer Tierseuche gesperrt sind.
2 Tiere, bei denen die Absetzfristen für Fleisch für ein Arzneimittel noch nicht abgelaufen sind, dürfen ausnahmsweise geschlachtet werden, wenn sich die Tierhalterin oder der Tierhalter verpflichtet, die Kosten einer amtlichen Rückstandsuntersuchung des Fleischs der geschlachteten Tiere zu übernehmen. Sind die Absetzfristen für bestimmte Eingeweide noch nicht abgelaufen, sind diese zu entsorgen.
3 Die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt kann ausnahmsweise das Schlachten oder Töten von Tieren nach Absatz 1 Buchstaben a-g erlauben.
4 Die Kantonstierärztin oder der Kantonstierarzt kann das Schlachten oder Töten von Tieren aus seuchenpolizeilichen Gründen (Abs. 1 Bst. h) anordnen und die Bedingungen festlegen.
5 Für das Schlachten oder Töten von Tieren nach den Absätzen 3 und 4 gelten die Bestimmungen von Artikel 10.
2. Abschnitt: Ort der Schlachtung
1 Schlachtvieh, Hausgeflügel, Hauskaninchen, Gehegewild und Laufvögel müssen in bewilligten Schlachtbetrieben geschlachtet werden.
2 Ausserhalb von bewilligten Schlachtbetrieben sind zulässig:
Schlachtungen von verunfalltem Schlachtvieh, wenn der Transport dem lebenden Tier nicht zumutbar ist;
gelegentliche Schlachtungen von Hausgeflügel, Hauskaninchen und Laufvögeln.
3 Wird Gehegewild im Freien getötet und entblutet, so muss es anschliessend in einen Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetrieb verbracht werden. Wird es im Freien ausgeweidet, so müssen die Eingeweide (Organe der Brust-, Bauch- und Beckenhöhle) gekennzeichnet und zusammen mit dem Schlachttierkörper zur Fleischuntersuchung vorgelegt werden.
4 Andere Tiere als Säugetiere und Vögel, wie beispielsweise Fische oder Frösche, können auch ausserhalb von bewilligten Schlachtbetrieben geschlachtet werden. Ergeben solche Schlachtungen mehr als 30 000 kg Fleisch pro Jahr, so bedarf der Betrieb einer Bewilligung.
5 Jagdwild, mit Ausnahme von Hasen und Federwild, muss nach dem Erlegen in einen Wildbearbeitungsbetrieb verbracht werden. Von dieser Regelung ausgenommen ist Wild, das keine Merkmale aufweist, die darauf hinweisen, dass das Fleisch für die menschliche Gesundheit bedenklich sein könnte, und das die Jägerin oder der Jäger direkt an Konsumentinnen und Konsumenten oder an einen Einzelhandelsbetrieb im Inland zur direkten Abgabe an Konsumentinnen und Konsumenten abgibt.
3. Abschnitt: Krankes oder verunfalltes Schlachtvieh und verunfalltes Jagdwild
Art. 10 Schlachten von krankem Schlachtvieh
1 Krankes Schlachtvieh muss zeitlich oder örtlich getrennt von anderen Tieren geschlachtet werden.
2 Die Arbeitsplätze und Einrichtungen müssen nach dem Schlachten von krankem Schlachtvieh gereinigt und desinfiziert werden.
3 Die Kantone können festlegen, dass Schlachtungen von krankem Schlachtvieh in den von ihnen bezeichneten Schlachtbetrieben durchgeführt werden.
Art. 11 Schlachten von verunfalltem Schlachtvieh
1 Muss ein verunfalltes Schlachttier ausserhalb eines Schlachtbetriebs getötet werden und ist das Fleisch zur menschlichen Ernährung bestimmt, so muss das Tier sofort entblutet werden.
2 Ist eine Tierärztin oder ein Tierarzt anwesend, so dürfen der Magen und die Därme herausgelöst werden. Weitere Schritte des Schlachtprozesses sind nicht zulässig.
3 Der Schlachttierkörper, der Magen und die Därme müssen gekennzeichnet und unter hygienisch einwandfreien Bedingungen ohne Verzug in einen Schlachtbetrieb verbracht werden.
4 Vergehen zwischen der Tötung und der Ankunft im Schlachtbetrieb voraussichtlich mehr als zwei Stunden, so muss der Schlachttierkörper gekühlt transportiert werden. Lassen es die Witterungsverhältnisse zu, so ist eine Kühlung nicht nötig.
5 Die Tierhalterin oder der Tierhalter stellt ein Begleitdokument aus. Wurden der Magen und die Därme herausgelöst, so stellt die Tierärztin oder der Tierarzt zusätzlich eine Gesundheitsbescheinigung aus.
Art. 12 Verunfalltes Jagdwild
Verunfalltes, noch lebend vorgefundenes Jagdwild ist nach dem Erlegen durch eine fachkundige Person nach Artikel 21 Absatz 1 auf Merkmale hin zu untersuchen, die darauf hinweisen, dass das Fleisch für die menschliche Gesundheit bedenklich sein könnte, wenn das Fleisch in Verkehr gebracht werden soll. Liegen derartige Merkmale vor, so ist der Wildkörper einer amtlichen Fleischuntersuchung zu unterziehen.
4. Abschnitt: Hygiene
Art. 13 Zutritt zu Schlacht- und Wildbearbeitungsbetrieben
Der einzelne Betrieb muss dafür sorgen, dass betriebsfremde Personen nicht ohne Erlaubnis Zutritt zu den Ställen, Arbeitsräumen und Lagerräumen haben.
Art. 14 Tiere, die nicht zum Schlachten bestimmt sind
1 Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe müssen dafür sorgen, dass Tiere, die nicht zum Schlachten bestimmt sind oder für die ein Schlachtverbot gilt, keinen Zugang zum Betrieb haben.
2 Abweichend von Absatz 1 haben Equiden, die nach Artikel 15 Absatz 2 der Verordnung vom 18. August 20041 über die Tierarzneimittel als Heimtiere deklariert sind, Zugang zu Betrieben mit geringer Kapazität, wenn sie dort getötet und nach der Verordnung vom 25. Mai 20112 über die Entsorgung von tierischen Nebenprodukten entsorgt werden sollen.
3 Tiere, die in einem Schlachtbetrieb ausgeladen worden sind, müssen dort geschlachtet werden. Die Kantonstierärztin oder der Kantonstierarzt kann ausnahmsweise bewilligen, dass die Tiere wieder wegtransportiert werden.
1 SR 812.212.27
Art. 15 Schutz vor Ungeziefer
Ungeziefer (Insekten, Nagetiere usw.) muss mit geeigneten Massnahmen von Schlacht- und Wildbearbeitungsbetrieben ferngehalten werden.
Art. 16 Hygienemassnahmen
1 Tiere müssen nach dem Verbringen in den Schlachtraum ohne Verzug geschlachtet werden. Der Schlachtprozess muss kontinuierlich und ohne Verzögerung zwischen den einzelnen Arbeitsschritten erfolgen.
2 Das Betäuben, Entbluten, Enthäuten und Ausschlachten der Tiere muss so vorgenommen werden, dass jede Kontamination der Schlachttierkörper und Schlachterzeugnisse vermieden wird.
3 Die tierischen Nebenprodukte sind nach der Verordnung vom 25. Mai 20111 über die Entsorgung von tierischen Nebenprodukten zu entsorgen.
4 Beschlagnahmtes Fleisch und tierische Nebenprodukte dürfen nicht mit Schlachttierkörpern und Schlachterzeugnissen in Berührung kommen.
5 Das EDI regelt die Hygienemassnahmen in den Schlacht- und Wildbearbeitungsbetrieben.
Art. 17 Kühlung
1 Die Schlachttierkörper und Schlachterzeugnisse müssen spätestens nach der Fleischuntersuchung der Kühlung zugeführt werden, ausser sie sollen vorher zerlegt werden. Die Temperaturabsenkung muss kontinuierlich vorgenommen werden; die Kühltemperatur darf bei Schlachttierkörpern eine Temperatur von höchstens 7 °C, bei Hausgeflügel und Hauskaninchen höchstens 4 °C und bei Schlachterzeugnissen höchstens 3 °C erreichen.
2 Während der Kühlung muss durch eine angemessene Belüftung sichergestellt sein, dass sich auf dem Fleisch kein Kondenswasser bildet.
3 Schlachtwarme Schlachttierkörper und Schlachterzeugnisse dürfen vom Schlacht- oder vom Wildbearbeitungsbetrieb zur weiteren Verarbeitung während längstens zwei Stunden ungekühlt transportiert werden.
Art. 18 Chemische und physikalische Behandlungen
1 Tiere, Schlachttierkörper und Schlachterzeugnisse dürfen vor der Fleischuntersuchung weder chemisch noch physikalisch behandelt werden. Zulässig sind:
die Betäubungsverfahren nach der Tierschutzgesetzgebung;
die Elektrostimulation der Schlachttierkörper;
für das Brühen von Schweinen und Entfedern von Geflügel: die Verwendung von Verarbeitungshilfsstoffen, die gestützt auf Artikel 24 LGV1 vom EDI geregelt werden;
das Aufblasen von Schafen und Ziegen zur Erleichterung des Enthäutens.
2 Vorbehalten bleiben die gestützt auf Artikel 29 LGV vom EDI geregelten Verfahren.
Art. 19 Selbstkontrolle
1 Der Betrieb muss die Hygiene systematisch überwachen. Die Überwachung umfasst namentlich:
Sauberkeitskontrollen an jedem Arbeitstag, ergänzt durch risikobasierte mikrobiologische Untersuchungen von Schlachttierkörpern sowie von Oberflächen von Geräten und Einrichtungen;
die ununterbrochene Aufzeichnung der Temperatur in Räumen mit mehr als 200 m3 Inhalt, in denen gekühltes oder tiefgekühltes Fleisch gelagert wird.
2 Als Referenzverfahren für die Probenahme sind die Normen «ISO 17604, 2003, Mikrobiologie von Lebensmitteln und Futtermitteln - Probennahme von Schlachttierkörpern zur mikrobiologischen Untersuchung»1 und «ISO 18593, 2004, Mikrobiologie von Lebensmitteln und Futtermitteln - Horizontales Verfahren für Probenahmetechniken von Oberflächen mittels Abklatschplatten und Tupfer»2 heranzuziehen; die mikrobiologischen Kriterien richten sich nach den vom EDI gestützt auf Artikel 10 Absatz 4 LGV3 erlassenen Bestimmungen.
3 Der Betrieb muss das Ergebnis der Sauberkeitskontrollen schriftlich festhalten, die Unterlagen nach Absatz 1 drei Jahre lang aufbewahren und auf Verlangen den amtlichen Kontrollorganen vorweisen.
4 Im Übrigen gelten die Bestimmungen über die Selbstkontrolle nach den Artikeln 73-85 LGV.
2 Der Text dieser Norm kann kostenlos eingesehen und gegen Bezahlung bezogen werden bei der Schweizerischen Normen-Vereinigung (SNV), Sulzerallee 70, 8404 Winterthur; www.snv.ch.
3 SR 817.02
Art. 20 Pflicht zur Untersuchung und Dokumentation des Jagdwilds
1 Jagdwild ist durch die Jägerin oder den Jäger mit einer eindeutigen Kennzeichnung zu versehen.
2 Die Jägerin oder der Jäger muss die Punkte bescheinigen, die gemäss der vom EDI gestützt auf Artikel 40 erstellten Formularvorlage erforderlich sind. Die Bescheinigung ist derjenigen Person abzugeben, die die Fleischuntersuchung durchführt.
3 Soll Jagdwild direkt an Konsumentinnen und Konsumenten oder an einen Einzelhandelsbetrieb im Inland zur direkten Abgabe an Konsumentinnen und Konsumenten abgegeben werden, so muss es durch eine fachkundige Person auf Merkmale hin untersucht werden, die darauf hinweisen, dass das Fleisch für die menschliche Gesundheit bedenklich sein könnte.
4 In allen anderen Fällen ist eine amtliche Fleischuntersuchung durchzuführen.
5 Die Befunde der Untersuchung nach Absatz 3 werden nach der vom EDI gestützt auf Artikel 40 erstellten Formularvorlage schriftlich festgehalten. Die Bescheinigung ist der Abnehmerin oder dem Abnehmer auszuhändigen.
6 Werden bei der Untersuchung nach Absatz 3 Merkmale festgestellt, die darauf hinweisen, dass das Fleisch für die menschliche Gesundheit bedenklich sein könnte, so ist der Wildkörper vor einer allfälligen Abgabe als Lebensmittel einer amtlichen Fleischuntersuchung zu unterziehen.
7 Fleisch von Wildschweinen, Landbären und Nutrias ist eine Probe zu entnehmen und auf Trichinellen untersuchen zu lassen. Voraussetzung für die Abgabe als Lebensmittel ist ein negatives Untersuchungsresultat. Die Abnehmerin oder der Abnehmer erhält eine Kopie des Laborberichts.
8 Die Vorschriften dieses Artikels gelten nicht für Hasen und Federwild.
Art. 21 Fachkundige Person
1 Als fachkundige Person gilt, wer einen Kurs besucht hat, in dem Kenntnisse erworben werden über:
die Anatomie, die Physiologie und die Verhaltensweisen von Wild;
abnorme Verhaltensweisen und pathologische Veränderungen beim Wild infolge von Krankheiten, Umweltverschmutzung oder sonstigen Faktoren, die die menschliche Gesundheit beim Verzehr dieses Fleisches schädigen können; und
Hygiene- und Verfahrensvorschriften für den Umgang mit erlegtem Wild sowie für das Ausweiden, Lagern und Befördern desselben.
2 Die Kantonstierärztin oder der Kantonstierarzt genehmigt vorgängig die Kursprogramme und die Kursunterlagen und kann die angebotenen Kurse hinsichtlich Durchführung und Qualität überprüfen.
5. Abschnitt: Anmeldung zur Schlachtung und Eingangskontrolle
Art. 22 Informationen zur Lebensmittelkette
1 Für Schlachtvieh, Hausgeflügel, Hauskaninchen, Gehegewild und Laufvögel, die zur Schlachtung bestimmt sind, müssen die Tierhalterinnen und Tierhalter über Informationen zur Lebensmittelkette verfügen. Diese umfassen:
die Identität der zu schlachtenden Tiere (Tierart, Alter, Geschlecht, Kennzeichnung);
ihre Herkunft (Name und Adresse der Tierhalterin oder des Tierhalters);
ihren Gesundheitszustand;
die verabreichten Arzneimittel und die erforderlichen Aufzeichnungen nach den Artikeln 26 und 28 der Tierarzneimittelverordnung vom 18. August 20041 sowie die sonstigen Behandlungen;
den Seuchen- und Gesundheitsstatus des Herkunftsbestandes, namentlich das Auftreten von Krankheiten im Herkunftsbestand mit Bedeutung für die Lebensmittelsicherheit;
die Ergebnisse von Untersuchungen der Tiere und von Analysen tierischer Erzeugnisse und anderer für die Lebensmittelsicherheit erheblicher Materialien, namentlich bezüglich Zoonosen und Rückstände;
die Ergebnisse früherer Schlachttier- und Fleischuntersuchungen von anderen Tieren aus dem gleichen Herkunftsbestand;
den Namen der üblicherweise beigezogenen Tierärztinnen oder Tierärzte.
2 Die amtlichen Tierärztinnen oder Tierärzte können von den Tierhalterinnen und Tierhaltern Auskünfte zu den Informationen nach Absatz 1 verlangen.
Art. 23 Anmeldung zur Schlachtung
1 Zur Schlachtung vorgesehene Tiere müssen von der Tierhalterin oder dem Tierhalter dem Schlachtbetrieb angemeldet werden.
2 Die Anmeldung zur Schlachtung muss mindestens folgende Informationen enthalten:
das Datum und die Uhrzeit des Versands der Anmeldung zur Schlachtung;
die Tierart, die Identität und die Herkunft der Tiere;
die voraussichtliche Anzahl der zur Schlachtung angemeldeten Tiere;
die obligatorischen Gesundheitsmeldungen.
3 Das BLV kann die Angabe weiterer Informationen zur Lebensmittelkette vorschreiben.
4 Die Informationen müssen unverzüglich der amtlichen Tierärztin oder dem amtlichen Tierarzt zur Verfügung gestellt werden.
5 Der Schlachtbetrieb muss die Anlieferung der Tiere so koordinieren, dass nicht mehr Tiere angeliefert werden, als geschlachtet oder untergebracht werden können.
Art. 24 Gesundheitsmeldungen
1 Wer Tiere zur Schlachtung liefert, muss zuhanden der Fleischkontrolle eine schriftliche Meldung erstatten, wonach:
die Tiere gesund sind und innerhalb der letzten zehn Tage weder krank noch verunfallt waren;
alle Absetzfristen nach einer allfälligen Behandlung mit Arzneimitteln abgelaufen sind;
die Tiere keine Futtermittel mit Wirkstoffen in Mengen erhalten haben, die im Fleisch Rückstände in unzulässigen Konzentrationen verursachen können.
2 Treffen die Sachverhalte nach Absatz 1 nicht zu, müssen die Krankheit oder der Unfall, die Arzneimittel und die Absetzfrist oder der Wirkstoff angegeben werden.
3 Die Gesundheitsmeldung für Hausgeflügel muss 72 bis 12 Stunden vor der Schlachtung erfolgen und zusätzlich folgende Angaben enthalten:
die Informationen zur Lebensmittelkette nach Artikel 22 Absatz 1;
den Namen und die Adresse der Tierhalterin oder des Tierhalters (inklusive Identifikationsnummer [BUR-Nummer], des Betriebs nach Art. 3 Abs. 2 Bst. c der V vom 30. Juni 19931 über das Betriebs- und Unternehmensregister oder die ihm von der Betreiberin der Tierverkehrsdatenbank [TVD-Verordnung vom 26. Okt. 20112] zugeteilte TVD-Nummer);
den Namen und die Adresse des Schlachtbetriebs sowie das vorgesehene Datum der Schlachtung;
die Anzahl und das Alter der Tiere, die zur Schlachtung geliefert werden;
das Datum der Einstallung und die Anzahl der eingestallten Tiere;
das Datum der Ausstallung und die Anzahl der ausgestallten Tiere;
die Sterblichkeitsrate der Tiere während der Mast;
den Befund der Untersuchung der von der Geflügelhalterin oder dem Geflügelhalter nach Artikel 257 Absatz 2 Buchstabe c TSV3 entnommenen Proben auf Salmonella-Infektionen.
4 Das Auftreten von besonderen Ereignisse in der Zeit zwischen dem Versand der Gesundheitsmeldung und der Ankunft der Tiere im Schlachthof ist der Fleischkontrolle mündlich zu melden.
5 Ist ein Begleitdokument nach Artikel 12 TSV vorgeschrieben, so ist die Gesundheitsmeldung durch die Tierhalterin oder den Tierhalter auf diesem Dokument und für Equiden im Equidenpass zu machen. Bei Equiden, die vor dem 31. Dezember ihres Geburtsjahres geschlachtet werden, sind diese Angaben in der Aufnahmebestätigung nach Artikel 22 Absatz 2 der TDV-Verordnung vom 26. Oktober 2011 zu machen.
1 SR 431.903
2 SR 916.404.1
Art. 25 Eingangskontrolle
1 Der Schlachtbetrieb bezeichnet eine Person, die für die Annahme der Tiere verantwortlich ist.
2 Die verantwortliche Person:
die Gesundheitsmeldungen,
die Identität der Tiere,
übersichtsweise den Gesundheitszustand der Tiere,
die Belange des Tierschutzes;
meldet der amtlichen Tierärztin oder dem amtlichen Tierarzt unverzüglich:
fehlende, lückenhafte oder auf Mängel hinweisende Gesundheitsmeldungen,
ungenügend identifizierte Tiere,
sichtbare Erkrankungen und Verletzungen der Tiere,
Verstösse gegen den Tierschutz;
übergibt der amtlichen Tierärztin oder dem amtlichen Tierarzt die Begleitdokumente oder Gesundheitsmeldungen.
Art. 26 Massnahmen aufgrund der Eingangskontrolle
1 Tiere ohne Gesundheitsmeldung dürfen nicht zur Schlachtung angenommen werden.
2 Die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt kann ausnahmsweise gestatten, dass Tiere, für die keine oder eine lückenhafte Meldung vorliegt, geschlachtet werden.
3 Solange keine Gesundheitsmeldung vorliegt und bis zum Entscheid über die Genusstauglichkeit sind solche Schlachttierköper und die entsprechenden Schlachterzeugnisse zu beschlagnahmen.
4 Liegt innerhalb von 24 Stunden nach Ankunft eines Tieres im Schlachtbetrieb die Gesundheitsmeldung nicht vor, sind der Schlachttierkörper und die Schlachterzeugnisse für genussuntauglich zu erklären.
5 Wurde das Tier noch nicht geschlachtet, so ist es spätestens 24 Stunden nach seiner Ankunft zu töten und als tierisches Nebenprodukt zu entsorgen.
4. Kapitel: Schlachttier- und Fleischuntersuchung
1. Abschnitt: Schlachttieruntersuchung
Art. 27 Gegenstand der Untersuchung
1 Vor der Schlachtung sind durch eine amtliche Tierärztin oder einen amtlichen Tierarzt zu untersuchen:
Schlachtvieh;
Hausgeflügel;
Hauskaninchen;
Laufvögel;
Gehegewild.
2 Bei Hausgeflügel, Hauskaninchen und Laufvögeln muss die Schlachttieruntersuchung bei gelegentlichen Schlachtungen nur stichprobenweise durchgeführt werden.
3 Die Untersuchung hat innerhalb von 24 Stunden nach Ankunft der Tiere im Schlachtbetrieb und innerhalb von 24 Stunden vor der Schlachtung zu erfolgen.
4 Das EDI regelt:
die Durchführung der Untersuchung;
die Massnahmen aufgrund des Ergebnisses der Untersuchung.
Art. 28 Schlachttieruntersuchung im Herkunftsbestand
1 Bei Schweinen, Hausgeflügel, Hauskaninchen, Laufvögeln und Gehegewild kann die Schlachttieruntersuchung im Herkunftsbestand durchgeführt werden.
2 Die Schlachttieruntersuchung im Herkunftsbestand muss durch eine amtliche Tierärztin oder einen amtlichen Tierarzt durchgeführt und mit einer Gesundheitsbescheinigung bestätigt werden.
3 Die Tiere sind nach der Schlachttieruntersuchung auf direktem Weg zum Schlachtbetrieb zu bringen und dürfen während des Transports und im Schlachtbetrieb keinen Kontakt mit anderen, nicht untersuchten Tieren haben. Die Schlachtung hat innerhalb von drei Tagen zu erfolgen. Im Schlachtbetrieb ist durch die amtliche Tierärztin oder den amtlichen Tierarzt vor der Schlachtung nur eine Überprüfung der Identität und eine Übersichtskontrolle vorzunehmen.
4 Wenn die Tiere nicht innerhalb von drei Tagen nach Ausstellen der Gesundheitsbescheinigung geschlachtet werden, müssen sie erneut untersucht und mit einer Gesundheitsbescheinigung versehen werden. Befinden sie sich bereits auf dem Weg in den Schlachtbetrieb, muss dort eine Schlachttieruntersuchung durchgeführt werden.
5 Gehegewild kann innerhalb von 60 Tagen nach Ausstellen der Gesundheitsbescheinigung geschlachtet werden, sofern die Tiere innerhalb von drei Tagen vor der Schlachtung durch eine fachkundige Person nach Artikel 21 Absatz 1 erneut untersucht worden sind. Die Befunde der Untersuchung werden von der fachkundigen Person auf der vom EDI gestützt auf Artikel 40 erstellten Formularvorlage schriftlich festgehalten. Die Bescheinigung ist der Abnehmerin oder dem Abnehmer auszuhändigen.
2. Abschnitt: Fleischuntersuchung
Art. 29 Gegenstand der Untersuchung
1 Bei Schlachtvieh und Gehegewild muss die Fleischuntersuchung in jedem Fall unmittelbar nach der Schlachtung durchgeführt werden.
2 Bei Hausgeflügel, Hauskaninchen und Laufvögeln muss die Fleischuntersuchung in Schlachtbetrieben in jedem Fall unmittelbar nach der Schlachtung, bei gelegentlichen Schlachtungen nur stichprobenweise durchgeführt werden.
3 Die Fleischuntersuchung nach den Artikeln 12 und 20 Absatz 4 muss in jedem Fall in einem Wildbearbeitungsbetrieb durchgeführt werden. Die zuständige amtliche Tierärztin oder der zuständige amtliche Tierarzt kann sämtliches der Schlachtung zugeführte Jagdwild und die dazugehörigen Bescheinigungen kontrollieren.
4 Wird Jagdwild einer amtlichen Tierärztin oder einem amtlichen Tierarzt zur Untersuchung vorgelegt und ist die Präsentation zur Fleischkontrolle nach den vom EDI gestützt auf Artikel 38 Absatz 3 erlassenen Bestimmungen unvollständig, so ist für die fehlenden Teile der Präsentation die Bescheinigung massgebend, die durch die fachkundige Person gemäss der vom EDI gestützt auf Artikel 40 erstellten Formularvorlage ausgestellt wird.
Art. 30 Untersuchung
1 Bei der Fleischuntersuchung müssen die Schlachttierkörper und die vorgeschriebenen Teile im Hinblick auf die folgenden Feststellungen untersucht werden:
Veränderungen, welche die menschliche Gesundheit gefährden können oder die ekelerregend sind;
Krankheiten, insbesondere Tierseuchen;
unvollständig entferntes spezifiziertes Risikomaterial;
pathogene Mikroorganismen und Parasiten sowie Verderbniserreger;
Fremdstoffe;
2 Das EDI regelt die Durchführung der Fleischuntersuchung und die Art der Bestätigung der Genusstauglichkeit.
Art. 31 Laboruntersuchungen
1 Proben für Laboruntersuchungen werden erhoben:
bei krankhaften Veränderungen oder Verunreinigungen, wenn die Eignung des Schlachttierkörpers oder der Schlachterzeugnisse als Lebensmittel fragwürdig erscheint;
bei Verdacht auf verbotene Stoffe und Stoffe in Konzentrationen über den vorgeschriebenen Höchstwerten;
zum Feststellen von Tierseuchen und Zoonosen;
im Rahmen von allgemeinen Stichprobenkontrollen;
für die Überwachung des schweizerischen Tierbestandes nach Artikel 76a der Tierseuchenverordnung vom 27. Juni 19952.
2 Von allen Schlachttierkörpern der folgenden Tiere sind Proben zu erheben und auf Trichinellen untersuchen zu lassen:
Tiere der Pferdegattung;
Hausschweine;
Wildschweine;
Bären;
3 Die Erhebung der Proben entfällt bei Jagdwild, wenn bereits im Zusammenhang mit einer Fleischuntersuchung nach Artikel 20 Absatz 3 eine Untersuchung auf Trichinellen erfolgt ist und darüber ein Laborbericht vorliegt.
4 Das BLV erlässt technische Vorschriften über die Erhebung von Proben und die Untersuchung von Fleisch auf Trichinellen sowie über die mikrobiologische Fleischuntersuchung.
5 Die Kantonstierärztin oder der Kantonstierarzt kann auf Gesuch des Betriebes hin die amtliche Tierärztin oder den amtlichen Tierarzt ermächtigen, auf die Durchführung der Trichinellenuntersuchung bei Hausschweinen zu verzichten.
6 Diese Ermächtigung kann nur an amtliche Tierärztinnen oder amtliche Tierärzte in Betrieben mit geringer Kapazität erteilt werden und gilt bis auf Widerruf.
7 Auf die Durchführung der Trichinellenuntersuchung bei Hausschweinen kann verzichtet werden, wenn das Fleisch einer behördlich beaufsichtigten Gefrierbehandlung unterzogen wird. Das EDI regelt die Einzelheiten der Gefrierbehandlung.
8 Der Betrieb ist verpflichtet, die Empfänger von Schweinefleisch aus seinen Schlachtungen darüber zu informieren, dass Fleisch, daraus hergestellte Fleischzubereitungen und -erzeugnisse aus seinem Betrieb nur für den nationalen Markt bestimmt sind. Der Betrieb hat laufend ein Verzeichnis der Empfänger von Schweinefleisch aus seinen Schlachtungen zu führen.
1 Eingefügt durch Ziff. II 1 der V vom 25. April 2018, in Kraft seit 1. Juni 2018 (AS 2018 2069).
Art. 32 Entscheid
1 Die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt bezeichnet die Schlachttierkörper und die Schlachterzeugnisse nach Abschluss der Fleischuntersuchung als genusstauglich, wenn sie ohne Einschränkung zur Verwendung als Lebensmittel geeignet sind und:
von einem Tier stammen, das:
in einem Schlachtbetrieb nach Artikel 6 geschlachtet worden ist,
einer Schlachttieruntersuchung unterzogen worden ist, soweit diese vorgeschrieben ist,
einer vollständigen Fleischuntersuchung unterzogen worden ist; und
mit den übrigen Bestimmungen des Lebensmittelrechts übereinstimmen.
2 Die Schlachttierkörper sind in jedem Fall ungeniessbar, wenn sie ein Risiko für die Gesundheit von Mensch und Tier darstellen können.
Art. 33 Beschlagnahme
1 Die Schlachttierkörper und wenn nötig die zugehörigen Teile werden beschlagnahmt, wenn nicht sofort entschieden werden kann, ob sie genusstauglich sind.
2 Wenn die Möglichkeit einer Gesundheitsgefährdung besteht, ordnet die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt sichernde Bedingungen für die Aufbewahrung an.
1 Das EDI legt fest, unter welchen Voraussetzungen Schlachttierkörper und Teile davon durch die amtliche Tierärztin oder den amtlichen Tierarzt aufgrund von Feststellungen bei der Fleischuntersuchung beanstandet werden.
2 Bei Beanstandungen entscheidet die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt:
welche Teile des Schlachttierkörpers genusstauglich sind;
ob der Schlachttierkörper oder die Schlachterzeugnisse behandelt, insbesondere tiefgekühlt werden müssen, bevor sie als genusstauglich bezeichnet werden können;
ob der Schlachttierkörper oder Teile davon genussuntauglich sind und als tierische Nebenprodukte entsorgt werden müssen.
3 Ein Behandeln oder ein Wegschneiden genussuntauglicher Teile muss im Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetrieb erfolgen.
4 Die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt kann auf Gesuch hin das Behandeln oder das Wegschneiden genussuntauglicher Teile in einem Zerlegebetrieb erlauben. Sie oder er muss gleichzeitig die amtlichen Kontrollorgane dieses Zerlegebetriebes informieren. Diese entscheiden über die Genusstauglichkeit.
5 Sind Blut oder andere Schlachterzeugnisse mehrerer Tiere vor dem Abschluss der Fleischuntersuchung in einen Sammelbehälter verbracht worden, so ist der gesamte Inhalt des Behälters als genussuntauglich zu bezeichnen, wenn der Schlachttierkörper eines dieser Tiere beanstandet und als genussuntauglich bezeichnet worden ist.
Art. 35 Mitteilung des Beanstandungsentscheids
1 Der Entscheid über eine Beanstandung ist unverzüglich und mit Begründung der Vertreterin oder dem Vertreter des Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetriebes zuhanden der Eigentümerin oder des Eigentümers des Schlachttierkörpers mitzuteilen.
2 Für ganze Schlachttierkörper ist der Entscheid in jedem Fall schriftlich mitzuteilen, für Schlachterzeugnisse nur, wenn es unverzüglich von der Vertreterin oder dem Vertreter des Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetriebes verlangt wird.
3 Die letzte Halterin oder der letzte Halter des Tieres kann ebenfalls eine schriftliche Mitteilung verlangen.
Art. 36 Pflicht zur Aufbewahrung des Schlachttierkörpers bei Beanstandung
1 Nimmt die Eigentümerin oder der Eigentümer den Entscheid sofort an, so werden die genussuntauglichen Schlachttierkörper und Schlachterzeugnisse unverzüglich als tierische Nebenprodukte entsorgt.
2 In allen anderen Fällen entscheidet die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt, wie lange der Schlachttierkörper und die Schlachterzeugnisse aufbewahrt werden müssen
3 Die Eigentümerin oder der Eigentümer kann verlangen, dass alle Teile bis zum Ablauf der Einsprachefrist oder, wenn Einsprache erhoben werden sollte, bis zum Abschluss des Verfahrens unter sichernden Bedingungen aufbewahrt werden.
3. Abschnitt: Allgemeine Bestimmungen zur Schlachttier- und Fleischuntersuchung
Art. 37 Massnahmen im Herkunftsbestand
1 Beanstandungen bei der Schlachttier- und Fleischuntersuchung, die auf Mängel im Herkunftsbestand oder im Jagdgebiet zurückzuführen sind, müssen von der amtlichen Tierärztin oder dem amtlichen Tierarzt der Kantonstierärztin oder dem Kantonstierarzt gemeldet werden. Stammen die Tiere aus dem Ausland, geht die Meldung an das BLV; dieses veranlasst das Nötige.
2 Die zuständige kantonale Behörde kann nötigenfalls anordnen, dass:
Tiere nicht mehr zum Schlachten gebracht werden dürfen, bis die Mängel behoben sind;
im Herkunftsbestand Proben von Tieren sowie von Stoffen, die im Fleisch als Fremdstoffe verbleiben können, erhoben werden.
3 Zusätzliche Kontrollen sind anzuordnen, wenn der Verdacht besteht, dass Meldungen und Informationen über die Lebensmittelkette nicht den Tatsachen entsprechen.
4 Werden die Vorschriften über Registrierung, Kennzeichnung und Verkehr mit Klauentieren missachtet, gilt Artikel 15 TSV1.
Art. 38 Verpflichtungen von Schlacht- und Wildbearbeitungsbetrieben
1 Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe müssen sich an die Weisungen der Fleischkontrolle halten und sicherstellen, dass die Schlachttier- und Fleischuntersuchung unter angemessenen Bedingungen erfolgt.
2 Sie müssen insbesondere:
der amtlichen Tierärztin oder dem amtlichen Tierarzt fünf Werktage zum Voraus das Programm mit den vorgesehenen Schlachtzeiten und der Zahl des erwarteten Schlachtviehs und Gehegewildes mitteilen und ihr oder ihm wesentliche Änderungen des Programms am Vortag melden;
die Begleitdokumente und anderen Gesundheitsmeldungen der amtlichen Tierärztin oder dem amtlichen Tierarzt vor der Schlachttieruntersuchung zur Einsichtnahme zur Verfügung stellen;
die Schlachttierkörper so kennzeichnen, dass sie den einzelnen angelieferten Tieren eindeutig zugeordnet werden können;
die zu untersuchenden Teile bis zum Abschluss der Fleischuntersuchung so anordnen oder kennzeichnen, dass ihre Zugehörigkeit zu den Schlachttierkörpern ausser Zweifel steht;
dafür sorgen, dass die Schlachttierkörper und Teile eines Tieres vor Abschluss der Fleischuntersuchung keinen Kontakt mit Teilen anderer Tiere haben;
selbst festgestellte allfällige Veränderungen an Schlachttierkörpern und Teilen der amtlichen Tierärztin oder dem amtlichen Tierarzt melden;
den Schlachttierkörper und die für die Fleischuntersuchung vorgeschriebenen Teile bis zum Abschluss der Fleischuntersuchung im Schlachtraum belassen;
die für die amtlichen Probenahmen notwendige technische Infrastruktur zur Verfügung stellen und bei der Untersuchung von Schlachttierkörpern und Teilen behilflich sein;
für die unverzügliche Entfernung und sachgemässe Aufbewahrung von beanstandeten Schlachttierkörpern und Teilen sorgen.
3 Das EDI legt fest, in welcher Form die Schlachttierkörper und die dazugehörenden Teile zur Fleischuntersuchung präsentiert werden müssen.
4 Soweit die Fleischkontrolle nicht obligatorisch ist, müssen Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe die hergestellten Lebensmittel selbst kontrollieren und sie entsorgen, wenn sie nicht den Vorschriften entsprechen.
Art. 39 Aufbewahrungspflicht
Die Doppel von Untersuchungsbefunden, Informationen zur Lebensmittelkette, Begleitdokumente, Meldungen über Gesundheitszustand und Behandlungen sowie Verfügungen sind von den Schlacht- und Wildbearbeitungsbetrieben während drei Jahren aufzubewahren.
Art. 40 Formulare und Stempel
Das EDI legt die Ausgestaltung der Formulare und Stempel fest.
5. Kapitel: Kontrolle anderer Tiere als Säugetiere und Vögel
Andere Tiere als Säugetiere und Vögel werden von den amtlichen Tierärztinnen und Tierärzten stichprobenweise kontrolliert.
6. Kapitel: Vollzug, Kontrollorgane
Art. 42 Zuständigkeiten
Der Kanton regelt die Zuständigkeit der amtlichen Tierärztin oder des amtlichen Tierarztes sowie der Fachassistentin Schlachttier- und Fleischuntersuchung oder des Fachassistenten Schlachttier- und Fleischuntersuchung.
Art. 43 Ausstand von der Amtstätigkeit
Die Kontrollorgane müssen von den Betrieben, die sie kontrollieren, unabhängig sein. In den Fällen nach Artikel 10 des Bundesgesetzes vom 20. Dezember 19681 über das Verwaltungsverfahren müssen sie in den Ausstand treten.
Art. 44 Kontrollen durch Betriebspersonal
1 In Geflügel- und Kaninchenschlachtbetrieben kann die zuständige kantonale Behörde gestatten, dass das Betriebspersonal teilweise die Aufgaben der amtlichen Fachassistentinnen und Fachassistenten Schlachttier- und Fleischuntersuchung nach Artikel 54 übernimmt, wenn:
der Betrieb mindestens zwölf Monate lang erfolgreich die gute Hygienepraxis und die Verfahren nach den HACCP-Grundsätzen angewandt hat;
das betreffende Betriebspersonal die Ausbildung für amtlichen Fachassistentinnen und Fachassistenten Schlachttier- und Fleischuntersuchung erfolgreich absolviert hat;
die Verantwortlichkeiten für die Produktion und Untersuchung getrennt sind;
der Betrieb über eine international anerkannte Zertifizierung verfügt; und
der Betrieb Gewähr für die Einhaltung der lebensmittelrechtlichen Vorschriften bietet.
2 Während der gesamten Dauer der Schlachtung muss mindestens eine amtliche Tierärztin oder ein amtlicher Tierarzt anwesend sein.
Art. 45 Tests und Probenahmen durch Betriebspersonal
1 Die zuständige kantonale Behörde kann den von Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetrieben entlöhnten Personen erlauben, amtliche Tests an Tieren und Probenahmen durchzuführen.
2 Die amtlichen Tierärztinnen oder Tierärzte bilden diese Personen aus, leiten und beaufsichtigen ihre Tätigkeit. Sie können die Erlaubnis vorübergehend zurückziehen, wenn die Tests und Probenahmen nicht ordnungsgemäss durchgeführt werden.
Art. 46 Entlöhnung der Kontrollorgane
Die Kontrollorgane werden durch den Kanton oder die Gemeinde entlöhnt.
Art. 47 Laboratorien
1 Der Kanton bestimmt die Laboratorien für die Laboruntersuchungen; wenn im Rahmen des nationalen Überwachungsprogramms nach Artikel 76a der Tierseuchenverordnung vom 27. Juni 19951 Proben aus mehreren Kantonen untersucht werden, bestimmt das BLV die Laboratorien.2
2 Die amtlichen Laboratorien sowie die mit amtlichen Untersuchungen beauftragten privaten Laboratorien müssen nach der europäischen Norm «EN ISO/IEC 17025, Allgemeine Anforderungen an die Kompetenz von Prüf- und Kalibrierlaboratorien»3 betrieben, bewertet und akkreditiert sein.
3 Die Akkreditierung und Bewertung von Prüflaboratorien richtet sich nach der Akkreditierungs- und Bezeichnungsverordnung vom 17. Juni 19964.
2 Fassung gemäss Ziff. II 1 der V vom 25. April 2018, in Kraft seit 1. Juni 2018 (AS 2018 2069).
3 Der Text dieser Norm kann kostenlos eingesehen und gegen Bezahlung bezogen werden bei der Schweizerischen Normen-Vereinigung (SNV), Sulzerallee 70, 8404 Winterthur; www.snv.ch.
4 SR 946.512
2. Abschnitt: Aufgaben des BLV
Art. 48 Notfallpläne
1 Das BLV erstellt gemeinsam mit dem Bundesamt für Landwirtschaft (BLW) und nach Anhörung der kantonalen Vollzugsbehörden sowie der Eidgenössischen Zollverwaltung Notfallpläne für das Krisenmanagement. Diese enthalten insbesondere Informationen über:
die Amtsstellen und Organisationen, die zu beteiligen sind;
ihre Aufgaben im Krisenfall;
die Verfahren des Informationsaustauschs zwischen den beteiligten Amtsstellen und Organisationen.
2 Die Notfallpläne werden im Bedarfsfall überarbeitet, insbesondere bei organisatorischen Änderungen in der zuständigen Behörde und anhand von Erkenntnissen, die unter anderem aus Übungen für den Krisenfall gewonnen werden.
Art. 49 Pilotprojekte und neue Verfahren
Das BLV kann im Rahmen der Ziele dieser Verordnung die Durchführung von Pilotprojekten zur Erprobung neuer Konzepte der Hygienekontrolle von Tieren, Fleisch und Betrieben ermöglichen und für einzelne Betriebe neue Verfahren für die Durchführung der Fleischuntersuchung genehmigen.
3. Abschnitt: Stellung und Aufgaben der Kantonstierärztinnen und Kantonstierärzte
Art. 50 Stellung
1 Die Kantonstierärztin oder der Kantonstierarzt ist die Person, die vom Kanton nach Artikel 49 Abs. 1 Bst. b LMG eingesetzt ist.
2 Sie oder er ist den amtlichen Tierärztinnen und Tierärzten fachtechnisch vorgesetzt.
Art. 51 Aufgaben
1 Die Kantonstierärztin oder der Kantonstierarzt ist insbesondere verantwortlich für:
die Beratung der amtlichen Tierärztinnen und der amtlichen Tierärzte und die Überwachung von deren Tätigkeit;
die Inspektion von Schlacht- und Wildbearbeitungsbetrieben sowie gegebenenfalls von Zerlege-, Verarbeitungs-, Kühl- und Lagerbetrieben;
die Überprüfung der guten Hygienepraxis und der Verfahren nach den HACCP-Grundsätzen in Schlacht- und Wildbearbeitungsbetreiben sowie gegebenenfalls in Zerlegungs-, Verarbeitungs-, Kühl- und Lagerbetrieben;
die Leitung der Gruppen der amtlichen Tierärztinnen und der amtlichen Tierärzte in den Grossbetrieben;
die Koordination der Kontrolle in den Herkunftsbeständen der Tiere.
2 Sie oder er überprüft entsprechend den Risiken, ob die Betriebe:
die Auflagen der Betriebsbewilligung einhalten;
die Anlagen und Einrichtungen einwandfrei unterhalten.
3 Art und Umfang der Überprüfung der einzelnen Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe richten sich nach den Ergebnissen der Risikobewertung. Bei der Risikobewertung werden berücksichtigt:
die Risiken aus dem Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetrieb für die Gesundheit von Mensch und Tier;
Art und Umfang der Schlachtungen;
die bisherige Einhaltung des Lebensmittelrechts durch den Betrieb.
4. Abschnitt: Aufgaben der amtlichen Tierärztinnen und Tierärzte sowie der amtlichen Fachassistentinnen und Fachassistenten Schlachttier- und Fleischuntersuchung
Art. 52 Organisation
1 Der Kanton setzt für die Schlacht- und Wildbearbeitungsbetriebe in seinem Zuständigkeitsbereich die erforderliche Anzahl amtlicher Tierärztinnen und Tierärzte sowie Stellvertreterinnen und Stellvertreter ein.
2 Bei der Festlegung der Anzahl Kontrollorgane in den Schlacht- und Wildbearbeitungsbetrieben berücksichtigt der Kanton:
die Schlachtfrequenzen und die Untersuchungszeiten bei der Schlachttier- und Fleischuntersuchung;
den Zeitbedarf für die Erholungspausen der amtlichen Tierärztinnen und Tierärzte;
die Interessen des Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetriebs an einem verzögerungsfreien Betriebsablauf;
die vorgeschriebenen Präsenzzeiten während den Schlachtungen.
3 Der Kanton kann zusätzlich:
amtliche Fachassistentinnen und Fachassistenten Schlachttier- und Fleischuntersuchung einsetzen, die nach den Anweisungen der amtlichen Tierärztinnen und Tierärzte arbeiten;
in Betrieben mit geringer Kapazität für die Schlachttier- und Fleischuntersuchung nichtamtliche Tierärztinnen und Tierärzte einsetzen, wenn diese für die Erfüllung der Aufgabe ausreichend qualifiziert sind.
Art. 53 Amtliche Tierärztinnen und Tierärzte
1 Die amtlichen Tierärztinnen und Tierärzte:
leiten die Schlachttier- und Fleischuntersuchung und führen sie durch;
erheben Proben, untersuchen sie selbst oder übergeben sie einem Laboratorium nach Artikel 47 Absatz 1;
kontrollieren die Schlachthygiene und ordnen die Behebung von Mängeln an;
veranlassen die Verlangsamung oder den Unterbruch des Schlachtvorgangs, wenn eine ordnungsgemässe Durchführung der Fleischuntersuchung nicht mehr möglich ist oder erhebliche Hygienemängel festgestellt werden und andere Massnahmen zur Behebung der Mängel nicht ausreichen;
überwachen die Entsorgung der tierischen Nebenprodukte, insbesondere des spezifizierten Risikomaterials;
erstatten der zuständigen kantonalen Behörde die vorgeschriebenen Meldungen;
prüfen die Bescheinigungen über:
die Schlachtung verunfallter Tiere,
die Kontrolle erlegten Wilds,
die Schlachttieruntersuchung im Herkunftsbestand;
verifizieren die Massnahmen des Schlachtbetriebs:
für die Hygiene der Schlachtung,
zur Entsorgung der tierischen Nebenprodukte.
2 Sie müssen während der gesamten Dauer der Schlachttier- und Fleischuntersuchung anwesend sein.
3 Sie können im Verdachtsfall zusätzliche Kontrollen und Untersuchungen durchführen.
1 Fassung gemäss Ziff. II 1 der V vom 25. April 2018, in Kraft seit 1. Juni 2018 (AS 2018 2069).
Art. 54 Amtliche Fachassistentinnen und Fachassistenten Schlachttier- und Fleischuntersuchung
1 Die amtlichen Fachassistentinnen und Fachassistenten Schlachttier- und Fleischuntersuchung sind befugt:
die gute Hygienepraxis und die Verfahren nach den HACCP-Grundsätzen in den Schlachtbetrieben zu überprüfen;
bei der Schlachttieruntersuchung die Tiere einer ersten Untersuchung zu unterziehen;
bei Schweinen, Hausgeflügel, Hauskaninchen, Gehegewild und Laufvögeln die vorgeschriebenen Kontrollen vorzunehmen, wenn die Schlachttieruntersuchung bereits im Herkunftsbestand durchgeführt worden ist;
die Fleischuntersuchung durchzuführen, wenn die Schlachttieruntersuchung keinen erheblichen Anlass zu Beanstandungen geboten hat;
im Auftrag der amtlichen Tierärztin oder des amtlichen Tierarztes Proben für weitergehende Untersuchungen zu erheben;
im Auftrag der Kantonstierärztin oder des Kantonstierarztes die Fleischuntersuchung in abgelegenen Betrieben durchzuführen, die Fleisch ausschliesslich direkt an Konsumentinnen und Konsumenten abgeben.
2 Bei der Fleischuntersuchung können die amtlichen Fachassistentinnen und Fachassistenten Schlachttier- und Fleischuntersuchung den Schlussentscheid treffen, wenn keine Beanstandungen erfolgen, oder bei den nachstehenden Feststellungen:
örtlich begrenzte Geschwülste, Zysten und Abszesse;
bindegewebige Verwachsungen ohne Eiterung und ohne Ergüsse;
nicht gesundheitsschädliche Parasiten (wie Leberegel, Lungenwürmer);
Flecknieren, Leberindurationen (Verhärtungen), chronische, begrenzte Entzündungsherde in Lunge oder Brustfell, luftleere Herde in der Lunge;
durch Brühwasser oder aspiriertes Futter verunreinigte Lungen;
lokalisierte Strahlenpilzherde;
Missbildungen ohne Veränderung der Fleischbeschaffenheit;
frische Fleischwunden und frische Knochenbrüche;
örtlich begrenzte Verunreinigungen.
3 Bei Hauskaninchen und Hausgeflügel können sie in einzelnen Fällen auch ganze Schlachttierkörper als genussuntauglich erklären.
Art. 55 Kontrolle der Schlachthygiene
1 Die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt kontrolliert regelmässig und entsprechend den Risiken, ob in den Schlachtbetrieben:
gemäss der guten Hygienepraxis kontinuierliche Verfahren angewendet werden:
zur Prüfung der Gesundheitsmeldungen,
zur Konzeption und Instandhaltung der Räume und der Einrichtungen,
zur Hygiene vor, während und nach der Schlachtung,
zur persönlichen Hygiene und zur Ausbildung des Personals in Hygiene und Arbeitsverfahren,
zur Kontrolle der Wasserqualität,
zur Temperaturkontrolle;
die Verfahren nach den HACCP-Grundsätzen kontinuierlich und ordnungsgemäss angewendet werden und damit so weit als möglich sichergestellt wird, dass Fleisch:
keine fäkalen oder sonstigen Verunreinigungen aufweist,
kein spezifiziertes Risikomaterial enthält,
keine Höchstwerte für Verunreinigungen aus dem Schlachtbetrieb überschreitet,
keine physikalischen Gefahrenquellen wie Fremdkörper enthält.
2 Die Kontrollbefunde sind aufzuzeichnen und zu bewerten. Bei der Kontrolle der Hygiene sind die Ergebnisse der Selbstkontrolle und dokumentierte Systeme wie Zertifizierungen zu berücksichtigen.
Art. 56 Weitere Aufgaben
1 Die kantonale Behörde kann die amtliche Tierärztin oder den amtlichen Tierarzt beauftragen:
Wildbearbeitungs-, Zerlegungs-, Verarbeitungs-, Kühl- und Lagerbetriebe sowie den Fleischtransport regelmässig zu kontrollieren;
Vollzugsaufgaben in der Tierschutz- oder der Tierseuchengesetzgebung zu übernehmen.
2 Die Kantonstierärztin oder der Kantonstierarzt kann die amtliche Tierärztin oder den amtlichen Tierarzt im Einzelfall beauftragen:
Proben für Übersichtsuntersuchungen zu erheben;
Kontrollen im Herkunftsbestand durchzuführen;
Abklärungen nach der Tierschutz- oder der Tierseuchengesetzgebung in den Schlacht- und Wildbearbeitungsbetrieben vorzunehmen.
3 Die Schlachttier- und Fleischuntersuchung darf durch die Aufgaben nach den Absätzen 1 und 2 nicht beeinträchtigt werden.
Art. 57 Berichterstattung über die durchgeführten Kontrollen
1 Die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt muss die Ergebnisse der Schlachttier- und Fleischuntersuchung sowie der weiteren Kontrollen täglich aufzeichnen, diese in einer Statistik zusammenfassen und jährlich einen allgemeinen Bericht über die Tätigkeit zuhanden der Kantonstierärztin oder des Kantonstierarztes erstellen.
2 Die kantonale Vollzugsbehörde erfasst die Ergebnisse der Schlachttier- und Fleischuntersuchung im Informationssystem über die Ergebnisse der Schlachttier- und Fleischuntersuchungen (Fleko) nach der Verordnung vom 6. Juni 20141 über die Informationssysteme für den öffentlichen Veterinärdienst (ISVet-V) oder lässt sie aus den Systemen der Schlachtbetriebe an Fleko übermitteln. Zu erfassen oder zu übermitteln sind die TVD-Nummern der Schlachtbetriebe sowie die Daten nach Anhang 2a Ziffer 2 ISVet-V.2
3 Die Unterlagen nach Absatz 1 sind während drei Kalenderjahren aufzubewahren.
1 SR 916.408
2 Fassung gemäss Anhang Ziff. 1 der V vom 31. Okt. 2018 über die Informationssysteme für den öffentlichen Veterinärdienst, in Kraft seit 1. Jan. 2019 (AS 2018 4543).
5. Abschnitt: Meldungen
Art. 58 Meldungen an die kantonale Behörde
1 Die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt erstattet der Kantonstierärztin oder dem Kantonstierarzt Meldung, wenn:
Höchstkonzentrationen von Arzneimitteln überschritten sind;
Hinweise auf eine Verabreichung von verbotenen Stoffen vorliegen;
die Gesundheit von Mensch oder Tier durch Mikroorganismen oder Parasiten gefährdet ist;
Hinweise auf Täuschung der Konsumentinnen und Konsumenten vorliegen.
2 Die amtliche Tierärztin oder der amtliche Tierarzt meldet der zuständigen kantonalen Behörde die Verstösse gegen die Lebensmittel-, Tierschutz- und Tierseuchengesetzgebung.
Art. 59 Meldungen an das BLV
1 Die Kantonstierärztin oder der Kantonstierarzt übermittelt dem BLV bis zum 15. Februar jedes Jahres eine Zusammenfassung der allgemeinen Berichte der Kontrollorgane über die Tätigkeit im Vorjahr.
2 Sie oder er meldet dem BLV bei der Fleischuntersuchung festgestellte Anwendungen von verbotenen Stoffen und Überschreitungen von Grenzwerten wenn:
eine akute Gesundheitsgefährdung besteht;
das Fleisch an eine unbestimmte Zahl von Konsumentinnen und Konsumenten abgegeben worden ist oder die Bevölkerung mehrerer Kantone gefährdet ist.
3 Sie oder er stellt dem BLV auf Verlangen zur Verfügung:
die Berichte der Kontrollorgane;
die Ergebnisse von Laboruntersuchungen;
die Ergebnisse der Abklärungen in den Herkunftsbeständen der Tiere;
die Bewilligungen nach Artikel 6;
die Gesundheitsmeldungen.
1 Aufgehoben durch Anhang Ziff. 1 der V vom 31. Okt. 2018 über die Informationssysteme für den öffentlichen Veterinärdienst, in Kraft seit 1. Jan. 2019 (AS 2018 4543).
7. Kapitel: Gebühren
Art. 60 Gebühren für die Schlachttier- und Fleischuntersuchung
1 Die Kantone setzen die Gebühren für die Schlachttier- und Fleischuntersuchung fest. Diese richten sich nach dem Aufwand für die Untersuchung.
2 Für die Untersuchung in den Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetrieben beträgt die Gebühr je Schlachttier:
Franken mindestens
Franken höchstens
Tiere der Rindergattung, die älter sind als 6 Wochen
Tiere der Rindergattung, die jünger sind als 6 Wochen
anderes Schlachtvieh
Hausgeflügel, Hauskaninchen
Federwild, Hasen
anderes Wild
3 Die Kantone können überdies eine Grundgebühr von höchstens 20 Franken pro Besuch des Schlacht- oder Wildbearbeitungsbetriebs festlegen.
4 Sie können für die Schlachttieruntersuchung im Herkunftsbestand eine Grundgebühr von höchstens 30 Franken festlegen sowie eine Gebühr je Schlachttier, welche die Mindestgebühr nach Absatz 2 nicht übersteigt.
5 Für die Tätigkeiten nach den Artikeln 55 und 56 sowie für die Laboruntersuchungen dürfen keine Gebühren erhoben werden. Vorbehalten bleibt Artikel 58 Absatz 2 LMG.
6 Die Kosten der Trichinellenuntersuchung werden zusätzlich zur Gebühr für die Schlachttier- und Fleischuntersuchung in Rechnung gestellt.
Art. 61 Übrige Gebühren
1 Die Gebühren für die Kontrollen, Dienstleistungen und Bewilligungen nach Artikel 58 Absatz 2 Buchstaben a sowie g-i LMG richten sich nach dem Zeitaufwand. Auslagen werden gesondert in Rechnung gestellt.
2 Die Kantone bestimmen den Stundenansatz.
Art. 62 Aufhebung und Änderung anderer Erlasse
1 Die Verordnung vom 23. November 20051 über das Schlachten und die Fleischkontrolle wird aufgehoben.
2 Der nachstehende Erlass wird wie folgt geändert:
1 [AS 2005 5493, 2006 4807 4809, 2007 561 Anhang 2 Ziff. 2 2711 Ziff. II 1, 2008 5169, 2011 2699 Anhang 8 Ziff. II 2 5453 Anhang 2 Ziff. II 2, 2013 3041 Ziff. I 8, 2014 1691 Anhang 3 Ziff. II 6, 2015 3629 5201 Anhang Ziff. II 3]
2 Die Änd. kann unter AS 2017 411 konsultiert werden.
Art. 631Übergangsbestimmung
Personen, die bei Inkrafttreten dieser Verordnung die Ausbildung zur Jägerin oder zum Jäger beendet haben oder diese bis zum 30. April 2018 beenden, gelten als fachkundige Personen nach Artikel 21.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 10. Jan. 2018, in Kraft seit 1. März 2018 (AS 2018 719).
Art. 64 Inkrafttreten
AS 2017 411
1 SR 817.02 SR 916.403 Fassung gemäss Anhang Ziff. 1 der V vom 31. Okt. 2018 über die Informationssysteme für den öffentlichen Veterinärdienst, in Kraft seit 1. Jan. 2019 (AS 2018 4543).
Ordonnance concernant l'abattage d'animaux et le contrôle des viandes
(OAbCV)
du 16 décembre 2016 (Etat le 1er janvier 2019)
vu les art. 9, al. 2 et 3, 10, al. 3 et 4, 31, al. 3 et 4, 32, al. 1 et 44 de la loi du 20 juin 2014 sur les denrées alimentaires (LDAl)1, vu les art. 22 et 53, al. 1 et 3 de la loi du 1er juillet 1966 sur les épizooties2,3
Chapitre 1 Champ d'application et définitions
1 La présente ordonnance fixe:
les exigences applicables aux abattoirs et aux établissements de traitement du gibier, ainsi qu'à l'abattage;
les exigences applicables aux animaux destinés à l'abattage;
le contrôle des animaux avant l'abattage et le contrôle des viandes;
la production de denrées alimentaires issues de gibier sauvage ou d'animaux autres que les mammifères et les oiseaux.
2 Elle n'est pas applicable aux abattages pour un usage domestique personnel ni aux abattages de bétail de boucherie, de volaille domestique, de lapins domestiques, de gibier d'élevage et d'oiseaux coureurs qui sont effectués seulement dans l'unité d'élevage de provenance.
3 A moins que la présente ordonnance n'en dispose autrement, l'ordonnance du 16 décembre 2016 sur les denrées alimentaires et les objets usuels (ODAlOUs)1 est applicable.
Art. 2 Prescriptions particulières s'appliquant aux établissements exportateurs
Les dispositions de l'ordonnance du 18 novembre 2015 réglant les échanges d'importation, de transit et d'exportation d'animaux et de produits animaux avec les pays tiers1 sont également applicables lorsqu'un pays de destination pose des exigences particulières pour l'exportation de viandes et exige que les établissements d'exportation soient agréés.
animaux: le bétail de boucherie, la volaille domestique, les lapins domestiques, le gibier d'élevage et le gibier sauvage, les poissons et les autres espèces admis en vertu de l'art. 9 ODAlOUs1 par le Département fédéral de l'intérieur (DFI) pour la production de denrées alimentaires;
bétail de boucherie: les animaux des espèces bovine, ovine, caprine, porcine et équine, et les autres animaux domestiques des familles zoologiques des Bovidae (bovidés), des Cervidae (cervidés), des Camelidae (camélidés), des Suidae (suidés) et des Equidae (équidés);
volaille domestique: les poules, les dindes, les pintades, les oies, les canards, les pigeons, les cailles d'élevage;
oiseaux coureurs: les ratites;
gibier d'élevage: le gibier détenu dans des enclos sous la garde de l'homme, y compris les camélidés (Camelidae), les bisons (Bos bison) et le gibier d'élevage à onglons de l'ordre des artiodactyles (Artiodactyla);
gibier de chasse: gibier vivant en liberté pouvant être chassé pour la production de denrées alimentaires;
carcasse: le corps d'un animal qui a été étourdi puis mis à mort ou qui a été tué à la chasse;
abats: les sous-produits de l'abattage destinés à être utilisés comme denrées alimentaires:
les viscères destinés à être utilisés comme denrées alimentaires (organes des cavités thoracique, abdominale et pelvienne),
les autres parties destinées à être utilisées comme denrées alimentaires, séparées de la carcasse avant le contrôle des viandes;
partiesde la carcasse:
les abats,
les sous-produits animaux au sens de l'art. 3, let. b, de l'ordonnance du 25 mai 2011 concernant l'élimination des sous-produits animaux2;
matériel à risque spécifié: les sous-produits animaux au sens des art. 179d, al. 1, et 180c, al. 1, de l'ordonnance du 27 juin 1995 sur les épizooties (OFE)3;
abattoir: un bâtiment avec ses installations destiné à l'abattage d'animaux ou à l'obtention des viandes issues d'autres animaux que les mammifères et les oiseaux;
grands établissements: les abattoirs qui ne sont pas considérés comme des établissements de faible capacité;
établissements de faible capacité: concernant les animaux des espèces bovine, ovine, caprine, porcine et équine, les abattoirs dans lesquels les abattages sont inférieurs à 1500 unités d'abattage par an au sens de l'art. 3, al. 2, de l'ordonnance du 26 novembre 2003 sur le bétail de boucherie4; concernant les autres animaux, la quantité résultant des abattages ne doit pas dépasser 60 000 kg de viande par an;
abattage: mise à mort et tranchage d'un animal en 6 morceaux au plus ainsi que dépouillement ou plumaison du gibier sauvage et tranchage en 6 morceaux au plus à des fins de production de denrées alimentaires;
établissement de traitement du gibier: abattoir ou autre établissement du secteur alimentaire soumis à autorisation dans lequel du gibier sauvage ou du gibier d'élevage est abattu, mais sans découpe supplémentaire ni transformation;
abattage occasionnel: l'abattage de moins de 10 animaux de volaille domestique, lapins domestiques ou oiseaux coureurs par semaine et une production annuelle de 1000 kg au maximum.
Chapitre 2 Abattoirs et établissements de traitement du gibier
Section 1 Exigences applicables aux abattoirs et aux établissements de traitement du gibier
1 Les abattoirs et les établissements de traitement du gibier doivent être construits et aménagés de telle manière que les activités propres soient séparées des activités sales, donc de manière à éviter que les carcasses et les abats ne soient souillés.
2 Ils doivent satisfaire aux exigences fixées par la législation sur les épizooties et sur la protection des animaux.
3 Les postes de contrôle des animaux avant l'abattage et de contrôle des viandes doivent être aménagés de telle manière que ces contrôles puissent s'effectuer conformément aux prescriptions et de façon rationnelle.
4 Le DFI fixe le nombre de locaux et leur équipement.
Les abattoirs et les établissements de traitement du gibier ne doivent pas être construits à proximité de sources d'émissions dont les influences peuvent être dommageables à l'hygiène des denrées alimentaires.
Section 2 Autorisation d'exploiter un abattoir ou un établissement de traitement du gibier
1 Avant le début de l'exploitation, les abattoirs et les établissements de traitement du gibier déposent une demande d'autorisation d'exploiter auprès de l'autorité cantonale compétente. Cette demande doit contenir les éléments suivants:
le système d'analyse des dangers et des points de contrôle critiques (Hazard Analysis and Critical Control Points, système HACCP) au sens des art. 78 et 79 ODAlOUs1 ou une procédure correspondante au sens de l'art. 80 ODAlOUs, et
une proposition argumentée en vue de fixer la cadence maximale des abattages admise par heure et par jour pour chaque espèce animale.
2 S'étant assurée au moyen d'une inspection de l'abattoir ou de l'établissement de traitement du gibier que celui-ci répond aux exigences visées à l'art. 4, l'autorité cantonale délivre l'autorisation d'exploiter; s'il s'agit d'un abattoir destiné à l'abattage du bétail de boucherie, elle fait enregistrer l'abattoir selon les dispositions de l'art. 7 OFE2. L'Office fédéral de la sécurité alimentaire et des affaires vétérinaires (OSAV) règle l'enregistrement des abattoirs destinés à d'autres espèces animales.
3 L'autorité cantonale fixe dans l'autorisation d'exploiter la cadence d'abattage maximale par heure et par jour pour chaque espèce animale admise. Ce faisant, elle tient compte notamment de l'équipement servant à l'étourdissement, des postes de travail dévolus au contrôle des viandes et de la capacité des chambres froides.
4 L'autorisation d'exploiter et le numéro de l'établissement valent pour l'abattoir ou l'établissement de traitement du gibier concerné et restent valables en cas de changement d'exploitant.
5 Lorsque la visite de l'abattoir permet de conclure que les exigences en matière d'infrastructure et d'équipement sont respectées, une autorisation d'exploiter provisoire peut être délivrée lors de la prise de possession des nouveaux locaux ou des locaux transformés, en attendant l'autorisation d'exploiter définitive; cette autorisation provisoire a une validité de trois mois au maximum. Elle peut être prolongée une fois de trois mois au plus.
6 L'autorisation d'exploiter peut être retirée si:
des charges de l'autorisation d'exploiter ne sont pas respectées;
l'hygiène de l'abattage a fait l'objet de contestations répétées;
les non-conformités ne sont pas corrigées dans les délais impartis.
Chapitre 3 Abattage et hygiène de l'abattage
Section 1 Exigences applicables aux animaux
Art. 7 Exigences applicables aux animaux
1 Quiconque détient des animaux destinés à l'abattage doit veiller à ce qu'ils soient:
sains au moment de l'abattage;
alimentés et soignés de telle sorte que les viandes ne contiennent pas de substances interdites ni de substances en quantité dépassant les valeurs maximales prescrites;
livrés à l'abattage sans souillures manifestes.
2 Lorsque des animaux sont malades ou qu'ils ont subi un traitement médicamenteux, l'obligation d'annoncer prévue à l'art. 24 est applicable.
3 Des mesures adéquates pour empêcher que les animaux ne se salissent lors du transport ou durant leur séjour à l'abattoir doivent être prises.
Art. 8 Abattage interdit
1 Il est interdit d'abattre ou de tuer à des fins de production de denrées alimentaires:
les animaux âgés de moins de 7 jours;
la volaille domestique, les lapins domestiques, le gibier d'élevage, le gibier sauvage, les oiseaux coureurs et d'autres animaux s'il apparaît qu'ils sont malades;
les animaux, quelle que soit leur espèce, pour lesquels, dans le cas d'administration d'un médicament, le délai d'attente pour la viande n'est pas encore écoulé;
les animaux auxquels des substances ou des préparations interdites ont été administrées;
les animaux qui pourraient présenter des résidus de médicaments en des concentrations dépassant la valeur limite ou des résidus de substances interdites;
les animaux pour lesquels les déclarations sanitaires au sens de l'art. 24 font défaut;
les animaux dont l'identification, si elle est prescrite, fait défaut ou est incomplète;
les animaux provenant de troupeaux mis sous séquestre à cause d'une épizootie.
2 Les animaux pour lesquels, dans le cas d'administration d'un médicament, les délais d'attente pour la viande ne sont pas encore écoulés peuvent exceptionnellement être abattus si le détenteur d'animaux s'engage à supporter les coûts de l'analyse officielle de détection des résidus dans la viande provenant de ces animaux. Les viscères pour lesquels les délais d'attente ne sont pas écoulés doivent être éliminés.
3 Le vétérinaire officiel peut exceptionnellement autoriser l'abattage ou la mise à mort des animaux visés à l'al. 1, let. a à g.
4 Le vétérinaire cantonal peut ordonner l'abattage ou la mise à mort d'animaux pour des raisons de police des épizooties (al. 1, let. h) et en fixer les conditions.
5 Les dispositions de l'art. 10 sont applicables à l'abattage ou à la mise à mort des animaux visés aux al. 3 et 4.
Section 2 Lieu de l'abattage
1 Le bétail de boucherie, la volaille domestique, les lapins domestiques, le gibier d'élevage et les oiseaux coureurs doivent être abattus dans des abattoirs autorisés.
2 Sont admis en dehors des abattoirs autorisés:
les abattages de bétail de boucherie accidenté, lorsque le transport de l'animal vivant est contre-indiqué;
les abattages occasionnels de volaille domestique, de lapins domestiques et d'oiseaux coureurs.
3 Si le gibier d'élevage est tué et saigné dans la nature, il doit être ensuite transporté dans un abattoir ou un établissement de traitement du gibier. Pour le cas où il serait éviscéré dans la nature, les viscères (organes des cavités thoracique, abdominale et pelvienne) doivent être identifiés et soumis au contrôle des viandes, comme la carcasse.
4 Les animaux autres que les mammifères et les oiseaux, comme les poissons ou les grenouilles, peuvent également être abattus hors des abattoirs autorisés. Si la quantité de viande issue de ces abattages dépasse les 30 000 kg par an, l'établissement est soumis à autorisation.
5 Après avoir été abattu, le gibier sauvage, à l'exception des lièvres et du gibier à plumes, doit être transporté dans un établissement de traitement du gibier. Cette disposition n'est pas applicable au gibier exempt de toute caractéristique indiquant que la viande pourrait présenter un risque sanitaire et remis directement par le chasseur aux consommateurs ou à un établissement de commerce de détail en Suisse, lequel le cède à son tour directement aux consommateurs.
Section 3 Bétail de boucherie malade ou accidenté et gibier sauvage accidenté
Art. 10 Abattage de bétail de boucherie malade
1 Le bétail de boucherie malade doit être abattu à un autre moment ou dans un autre local que les animaux sains.
2 Les postes de travail et les équipements doivent être nettoyés et désinfectés après l'abattage de bétail de boucherie malade.
3 Les cantons peuvent exiger que le bétail de boucherie malade soit abattu dans les abattoirs qu'ils ont désignés.
Art. 11 Abattage de bétail de boucherie accidenté
1 Lorsqu'un animal de boucherie accidenté doit être tué en dehors d'un abattoir et que sa viande est destinée à l'alimentation humaine, il doit être saigné immédiatement.
2 Si un vétérinaire est présent, l'estomac et les intestins peuvent être dégagés. Aucune autre étape du processus d'abattage n'est admise.
3 La carcasse, l'estomac et les intestins doivent être identifiés et doivent être transportés sans retard dans un abattoir, dans des conditions d'hygiène irréprochables.
4 Si l'on prévoit que plus de deux heures vont s'écouler entre la mise à mort et l'arrivée à l'abattoir, la carcasse doit être réfrigérée pour le transport. Si les conditions climatiques le permettent, la réfrigération n'est pas nécessaire.
5 Le détenteur d'animaux établit un document d'accompagnement. Si l'estomac et les intestins ont été dégagés, le vétérinaire établit en outre un certificat sanitaire.
Art. 12 Gibier sauvage accidenté
Le gibier sauvage accidenté trouvé encore en vie est soumis, après avoir été mis à mort, à un contrôle mené par une personne qualifiée au sens de l'art. 21, al. 1, à la recherche d'anomalies indiquant que la viande pourrait présenter un danger pour la santé humaine, si celle-ci est destinée à être mise sur le marché. Si de telles caractéristiques sont décelées, le corps du gibier doit être soumis à un contrôle des viandes officiel.
Section 4 Hygiène
Art. 13 Accès à l'abattoir ou à l'établissement de traitement du gibier
L'établissement doit veiller à ce qu'aucune personne étrangère à l'établissement n'accède sans permission aux locaux de stabulation, aux locaux de travail et aux entrepôts.
Art. 14 Animaux non destinés à l'abattage
1 Les abattoirs et les établissements de traitement du gibier doivent veiller à empêcher l'introduction dans l'établissement d'animaux qui ne sont pas destinés à l'abattage ou dont l'abattage est interdit.
2 En dérogation à l'al. 1, les équidés déclarés comme animaux de compagnie selon l'art. 15, al. 2, de l'ordonnance du 18 août 2004 sur les médicaments vétérinaires1 ont accès aux établissements de faible capacité s'ils doivent y être mis à mort et éliminés conformément à l'ordonnance du 25 mai 2011 concernant l'élimination des sous-produits animaux2.
3 Une fois déchargés dans un abattoir, les animaux doivent y être abattus. A titre exceptionnel, le vétérinaire cantonal peut autoriser leur déplacement vers une autre destination.
Art. 15 Protection contre les animaux indésirables
Toutes les mesures doivent être prises pour préserver les abattoirs et les établissements de traitement du gibier des animaux indésirables (insectes, rongeurs, etc.).
Art. 16 Règles d'hygiène
1 Les animaux amenés dans le local d'abattage doivent être abattus sans retard. Le processus d'abattage doit être continu et sans retard entre les différentes étapes de travail.
2 L'étourdissement, la saignée, le dépouillement et l'éviscération des animaux doivent être effectués de manière à éviter toute contamination des carcasses et des abats.
3 Les sous-produits animaux doivent être éliminés conformément à l'ordonnance du 25 mai 2011 concernant l'élimination des sous-produits animaux1.
4 Les viandes et les sous-produits animaux mis sous séquestre ne doivent pas entrer en contact avec les carcasses et les abats.
5 Le DFI fixe les règles d'hygiène dans les abattoirs et les établissements de traitement du gibier.
Art. 17 Réfrigération
1 Les carcasses et les abats doivent être réfrigérés au plus tard après le contrôle des viandes, à moins qu'ils ne soient destinés d'abord à la découpe. La température doit diminuer selon une courbe continue pour atteindre une température de 7 °C maximum en ce qui concerne les carcasses du bétail de boucherie, 4 °C en ce qui concerne la volaille domestique et les lapins domestiques et 3 °C pour les abats.
2 Lors du processus de réfrigération, une ventilation adéquate doit être assurée afin d'empêcher toute condensation sur les viandes.
3 Les carcasses d'animaux fraîchement abattus et leurs abats peuvent être transportés non réfrigérés dans un délai de 2 heures au plus de l'abattoir ou de l'établissement de traitement du gibier vers un lieu de transformation ultérieure.
Art. 18 Traitements d'ordre chimique ou physique
1 Aucun traitement d'ordre chimique ou physique des animaux, des carcasses et des abats n'est admis avant le contrôle des viandes. Sont admis:
les procédés d'étourdissement prévus par la législation sur la protection des animaux;
l'électro-stimulation des carcasses;
pour l'échaudage des porcs et la plumaison de la volaille: l'utilisation d'auxiliaires technologiques au sens de l'art. 24 ODAlOUs1, réglementée par le DFI.
le soufflage des moutons et des chèvres en vue de faciliter le dépouillement.
2 Les procédures réglementées par le DFI selon l'art. 29 ODAlOUs sont réservées.
Art. 19 Autocontrôle
1 L'établissement doit surveiller lui-même l'hygiène de façon systématique. Cette surveillance comprend notamment:
des contrôles d'hygiène chaque jour ouvrable, complétés par des analyses microbiologiques en fonction des risques portant sur des carcasses et des surfaces d'appareils et d'équipements;
l'enregistrement ininterrompu de la température dans les locaux de plus de 200 m3 où sont entreposées des viandes réfrigérées ou surgelées.
2 Les méthodes de référence du prélèvement d'échantillons sont celles des normes ISO 17604 «Microbiologie des aliments - Prélèvement d'échantillons sur des carcasses en vue de leur analyse microbiologique»1 et 18593 «Microbiologie des aliments - Méthodes horizontales pour les techniques de prélèvement sur des surfaces, au moyen de boîtes de contact et d'écouvillons»2; les critères microbiologiques sont régis par les dispositions édictées par le DFI selon l'art. 10, al. 4, ODAlOUs3.
3 L'établissement doit consigner par écrit le résultat des contrôles d'hygiène, conserver pendant trois ans les documents visés à l'al. 1 et les présenter sur demande aux organes de contrôle officiels.
4 Pour le reste, les dispositions portant sur l'autocontrôle selon les art. 73 à 85 ODAlOUs s'appliquent.
1 La norme peut être consultée gratuitement ou obtenue contre paiement auprès de l'Association suisse de normalisation (SNV), Sulzerallee 70, 8404 Winterthour; www.snv.ch.
Art. 20 Obligation de contrôler et de documenter le gibier sauvage
1 Le chasseur doit apposer une marque d'identification univoque sur le gibier qu'il a abattu.
2 Il doit certifier les points prescrits sur le formulaire établi par le DFI en vertu de l'art. 40. La déclaration doit être remise à la personne qui effectue le contrôle des viandes.
3 Si la viande de gibier sauvage est remise directement aux consommateurs ou à un établissement de commerce de détail situé en Suisse qui la cède à son tour directement aux consommateurs, elle doit être contrôlée par une personne qualifiée, à la recherche d'anomalies indiquant que la viande pourrait présenter un danger pour la santé humaine.
4 Dans tous les autres cas, un contrôle officiel des viandes doit être effectué.
5 Les résultats du contrôle visé à l'al. 3 sont consignés par écrit sur le formulaire établi par le DFI en vertu de l'art. 40. Le certificat est remis à l'acquéreur.
6 Si, lors du contrôle visé à l'al. 3, des caractéristiques indiquant que la viande pourrait présenter un danger sanitaire sont constatées, le gibier doit être soumis à un contrôle officiel des viandes avant d'être cédé, le cas échéant, comme denrée alimentaire.
7 La viande de sangliers, d'ours terrestres et de ragondins doit faire l'objet d'un prélèvement d'échantillons pour la recherche de trichinelles. Elle peut être remise comme denrée alimentaire seulement si les résultats des analyses sont négatifs. L'acquéreur reçoit une copie des résultats des analyses.
8 Les dispositions du présent article ne s'appliquent ni aux lièvres, ni au gibier à plumes.
Art. 21 Personne qualifiée
1 Par personne qualifiée, on entend la personne qui a suivi un cours lui ayant permis d'acquérir des connaissances dans les domaines suivants:
l'anatomie, la physiologie et les comportements du gibier;
les comportements anormaux du gibier et les altérations pathologiques résultant de maladies, d'une contamination de l'environnement ou d'autres facteurs susceptibles d'affecter la santé humaine après consommation de cette viande;
les règles d'hygiène et les techniques adéquates pour la manipulation du gibier tué ainsi que pour son éviscération, son entreposage et son transport.
2 Le vétérinaire cantonal approuve au préalable les programmes des cours et les supports de cours, et peut contrôler l'organisation et la qualité des cours proposés.
Section 5 Annonce des animaux à l'abattage, contrôle à leur arrivée
Art. 22 Informations relatives à la chaîne alimentaire
1 Concernant le bétail de boucherie, la volaille domestique, les lapins domestiques, le gibier d'élevage et les oiseaux coureurs destinés à l'abattage, les détenteurs d'animaux doivent disposer d'informations relatives à la chaîne alimentaire. Celles-ci comprennent:
l'identité des animaux qui doivent être abattus (espèce animale, âge, sexe, identification);
leur provenance (nom et adresse du détenteur d'animaux);
les médicaments vétérinaires administrés, les données consignées conformément aux art. 26 et 28 de l'ordonnance du 18 août 2004 sur les médicaments vétérinaires1 et les autres traitements administrés;
le statut épizootiologique et sanitaire du troupeau de provenance, en particulier les maladies apparues dans ce troupeau qui peuvent influencer la sécurité alimentaire;
les résultats de l'examen des animaux et des analyses effectuées sur des produits animaux et d'autres matières pertinentes pour la sécurité alimentaire, notamment en ce qui concerne les zoonoses et les résidus;
les résultats des contrôles avant l'abattage et des contrôles des viandes antérieurs sur d'autres animaux du même troupeau de provenance;
le nom des vétérinaires habituellement consultés.
2 Les vétérinaires officiels peuvent exiger du détenteur d'animaux qu'il complète les informations visées à l'al. 1.
Art. 23 Annonce des animaux à l'abattage
1 Les animaux dont l'abattage est prévu doivent être annoncés à l'abattoir par le détenteur.
2 L'annonce des animaux à l'abattage doit contenir au moins les informations suivantes:
la date et l'heure auxquelles l'annonce est envoyée;
l'espèce animale, l'identité et la provenance des animaux;
le nombre d'animaux qu'il est prévu de faire abattre;
les déclarations sanitaires obligatoires.
3 L'OSAV peut exiger l'indication d'autres informations relatives à la chaîne alimentaire.
4 Les informations doivent être immédiatement mises à la disposition du vétérinaire officiel.
5 L'abattoir doit coordonner la livraison des animaux de sorte que le nombre d'animaux livrés ne dépasse pas les capacités d'abattage ou d'hébergement.
Art. 24 Déclarations sanitaires
1 Quiconque livre des animaux à l'abattage doit remettre à l'attention des organes de contrôle des viandes une déclaration écrite attestant que:
les animaux sont sains et n'ont été ni malades ni accidentés au cours des 10 derniers jours;
tous les délais d'attente suivant un éventuel traitement médicamenteux sont écoulés;
les animaux n'ont pas reçu d'aliments contenant des substances actives dans des quantités susceptibles de laisser des concentrations non admises dans les viandes.
2 Si les conditions énoncées à l'al. 1 ne sont pas remplies, il faut indiquer la maladie ou l'accident, le médicament et le délai d'attente ou la substance active concernée.
3 La déclaration sanitaire pour la volaille domestique doit être faite entre 72 et 12 heures avant l'abattage et comprendre en outre les indications suivantes:
les informations relatives à la chaîne alimentaire visées à l'art. 22, al. 1;
les nom et adresse du détenteur d'animaux (y compris le numéro d'identification de l'exploitation [numéro REE] visé à l'art. 3, al. 2, let. c, de l'ordonnance du 30 juin 1993 sur le registre des entreprises et des établissements1 ou le numéro BDTA qui lui a été octroyé par l'exploitant de la banque de données sur le trafic des animaux [ordonnance du 26 octobre 2011 sur la BDTA2]);
le nom et l'adresse de l'abattoir ainsi que la date d'abattage prévue;
le nombre d'animaux destinés à l'abattage et leur âge;
la date d'installation dans le parc avicole et le nombre d'animaux introduits;
la date de sortie du parc avicole et le nombre d'animaux sortis;
le taux de mortalité pendant l'engraissement;
le résultat de l'analyse des échantillons prélevés par l'aviculteur pour le dépistage des infections à Salmonella prescrite par l'art. 257, al. 2, let. c, OFE3.
4 La survenue d'événements particuliers durant la période comprise entre l'envoi de la déclaration sanitaire et l'arrivée des animaux à l'abattoir doit être déclarée oralement aux organes de contrôle des viandes.
5 Dans les cas où un document d'accompagnement est prescrit par l'art. 12 OFE, la déclaration sanitaire effectuée par le détenteur doit figurer sur ce document; pour les équidés, elle doit figurer sur le passeport équin. Pour les équidés qui sont abattus avant le 31 décembre de leur année de naissance, ces indications doivent figurer dans la confirmation d'enregistrement visée à l'art. 22, al. 2, de l'ordonnance du 26 octobre 2011 sur la BDTA.
Art. 25 Contrôle à l'arrivée
1 L'abattoir désigne une personne responsable de la réception des animaux.
2 La personne responsable:
les déclarations sanitaires,
l'identité des animaux,
l'état de santé des animaux d'une manière globale,
les aspects relatifs à la protection des animaux;
signale sans délai au vétérinaire officiel:
les cas où les déclarations sanitaires font défaut, sont incomplètes ou indiquent des non-conformités,
les animaux insuffisamment identifiés,
les maladies visibles et les blessures des animaux,
les infractions à la protection des animaux;
transmet au vétérinaire officiel les documents d'accompagnement ou les déclarations sanitaires.
Art. 26 Mesures à prendre suite au contrôle à l'arrivée
1 Sans déclaration sanitaire, les animaux ne peuvent être acceptés à l'abattage.
2 Le vétérinaire officiel peut permettre à titre exceptionnel que les animaux soient abattus même si la déclaration sanitaire les concernant fait défaut ou si elle est incomplète.
3 Tant que la déclaration sanitaire n'a pas été présentée et que la décision quant à la salubrité n'est pas tombée, la carcasse et les abats correspondants doivent être mis sous séquestre.
4 Si la déclaration sanitaire n'est pas présentée dans les 24 heures suivant l'arrivée de l'animal à l'abattoir, la carcasse et les abats doivent être déclarés impropres à la consommation.
5 Si l'animal n'a pas encore été abattu, il doit être mis à mort au plus tard dans les 24 heures qui suivent son arrivée, puis être éliminé comme sous-produit animal.
Chapitre 4 Contrôle des animaux avant l'abattage et contrôle des viandes
Section 1 Contrôle des animaux avant l'abattage
Art. 27 Objet du contrôle
1 Un vétérinaire officiel doit examiner avant l'abattage:
le bétail de boucherie;
la volaille domestique;
les lapins domestiques;
les oiseaux coureurs;
le gibier d'élevage.
2 Le contrôle avant l'abattage de la volaille domestique, des lapins domestiques et des oiseaux coureurs ne doit être effectué que par sondage si les abattages sont occasionnels.
3 Ce contrôle doit avoir lieu dans les 24 heures qui suivent l'arrivée des animaux à l'abattoir et moins de 24 heures avant l'abattage.
4 Le DFI fixe:
l'exécution du contrôle;
les mesures à prendre en fonction des résultats du contrôle.
Art. 28 Animaux contrôlés dans le troupeau de provenance
1 Le contrôle avant l'abattage des porcs, de la volaille domestique, des lapins domestiques, des oiseaux coureurs et du gibier d'élevage peut être effectué dans le troupeau de provenance.
2 Lorsque le contrôle des animaux avant l'abattage a lieu dans le troupeau de provenance, il doit être effectué par un vétérinaire officiel qui doit attester ce contrôle au moyen d'un certificat sanitaire
3 Après le contrôle, les animaux doivent être transportés à l'abattoir par le chemin le plus direct, sans entrer en contact avec d'autres animaux non contrôlés ni durant le transport, ni à l'abattoir. Ils doivent être abattus dans les trois jours. A l'abattoir, le vétérinaire officiel ne doit que vérifier l'identité des animaux et faire un contrôle global avant l'abattage.
4 Lorsque les animaux n'ont pas été abattus dans les trois jours suivant la délivrance du certificat sanitaire, ils doivent être réexaminés et un nouveau certificat sanitaire doit être délivré. Si les animaux sont déjà en route pour l'abattoir, un nouveau contrôle des animaux avant l'abattage doit être effectué à l'abattoir.
5 Le gibier d'élevage peut être abattu dans les 60 jours suivant la délivrance du certificat sanitaire si l'animal fait l'objet d'un nouvel examen par une personne qualifiée en vertu de l'art. 21, al. 1, dans les 3 jours qui précèdent l'abattage. Les résultats du contrôle sont consignés par écrit par la personne qualifiée sur le formulaire établi par le DFI en vertu de l'art. 40. Le certificat est remis à l'acquéreur.
Section 2 Contrôle des viandes
Art. 29 Objet du contrôle
1 Le bétail de boucherie et le gibier d'élevage doivent être systématiquement soumis au contrôle des viandes immédiatement après l'abattage.
2 La volaille domestique, les lapins domestiques et les oiseaux coureurs doivent être systématiquement soumis au contrôle des viandes immédiatement après leur abattage à l'abattoir, mais par sondage seulement si les abattages sont occasionnels.
3 Le contrôle des viandes visé aux art. 12 et 20, al. 4, doit être effectué, dans tous les cas, dans un établissement de traitement du gibier. Le vétérinaire officiel compétent peut contrôler tout le gibier sauvage destiné au processus d'abattage ainsi que les déclarations émises pour ces animaux.
4 Si du gibier sauvage est présenté à un vétérinaire officiel pour le contrôle des viandes et que toutes les conditions définies par le DFI en vertu de l'art. 38, al. 3, ne sont pas remplies, le certificat délivré par la personne qualifiée sur la base du formulaire établi par le DFI en vertu de l'art. 40 est déterminant pour les points manquants.
Art. 30 Contrôle
1 Lors du contrôle des viandes, les carcasses et les parties dont le contrôle est prescrit doivent être examinées afin de constater:
les altérations qui pourraient mettre en danger la santé humaine ou qui sont répugnantes;
les maladies, notamment les épizooties;
le matériel à risque spécifié incomplètement enlevé;
les micro-organismes et les parasites pathogènes ainsi que les agents d'altérations;
les substances étrangères;
2 Le DFI règle l'exécution du contrôle des viandes et la manière dont la salubrité doit être confirmée.
Art. 31 Analyses de laboratoire
1 Des échantillons pour des analyses de laboratoire sont à prélever:
lorsque des altérations pathologiques ou des souillures font douter que la carcasse ou les abats présentent les qualités suffisantes pour en faire des denrées alimentaires;
lorsque la présence de substances interdites ou de substances en des concentrations dépassant les valeurs maximales prescrites est suspectée;
pour le diagnostic des épizooties et des zoonoses;
dans le cadre des contrôles généraux par sondage;
pour la surveillance du cheptel suisse conformément à l'art. 76a de l'ordonnance du 27 juin 1995 sur les épizooties2.
2 Des échantillons en vue de l'examen de recherche des trichinelles doivent être prélevés sur toutes les carcasses des animaux suivants:
animaux de l'espèce équine;
porcs domestiques;
sangliers;
ragondins.
3 Dans le cas du gibier sauvage, un prélèvement d'échantillons n'est pas nécessaire si un examen de recherche des trichinelles a déjà été effectué dans le cadre du contrôle des viandes visé à l'art. 20, al. 3, et qu'un rapport des résultats des analyses concernant cet examen est disponible.
4 L'OSAV émet des directives techniques sur le prélèvement des échantillons et l'examen de recherche des trichinelles dans la viande et sur l'examen microbiologique des viandes.
5 A la demande de l'établissement, le vétérinaire cantonal peut habiliter le vétérinaire officiel à renoncer à l'examen de recherche des trichinelles chez les porcs domestiques
6 Seuls les vétérinaires officiels des établissements de faible capacité peuvent être habilités à renoncer à cet examen; l'habilitation vaut jusqu'à révocation.
7 L'examen de recherche des trichinelles n'est pas effectué sur des porcs domestiques si la viande a été soumise à un traitement de congélation surveillé par l'autorité. Le DFI règle les modalités traitement de congélation.
8 L'établissement est tenu d'informer les destinataires de la viande de porc issue de ses abattages que la viande et les préparations et produits à base de viande de sa provenance ne sont destinés qu'au marché national. Il doit tenir à jour un registre des destinataires de la viande de porc issue de ses abattages.
1 Introduite par le ch. II 1 de l'O du 25 avr. 2018, en vigueur depuis le 1er juin 2018 (RO 2018 2069).
Art. 32 Décision
1 A la fin du contrôle des viandes, le vétérinaire officiel déclare propres à la consommation les carcasses et les abats qui conviennent sans restriction à l'utilisation comme denrées alimentaires et:
qui proviennent d'un animal:
abattu dans un abattoir au sens de l'art. 6,
soumis à un contrôle avant l'abattage si ce contrôle est prescrit,
soumis à un contrôle des viandes complet, et
qui satisfont aux autres dispositions de la législation sur les denrées alimentaires.
2 Les carcasses sont en tous les cas impropres à la consommation lorsqu'elles peuvent présenter un risque pour la santé humaine et la santé animale.
Art. 33 Mise sous séquestre
1 Le vétérinaire officiel met sous séquestre la carcasse et, si nécessaire, les parties qui lui correspondent lorsqu'il ne peut décider sur-le-champ si elles sont propres à la consommation.
2 Lorsqu'un danger pour la santé n'est pas à exclure, il ordonne leur conservation dans des conditions offrant toutes les garanties de sécurité.
Art. 34 Contestations
1 Le DFI fixe les conditions auxquelles le vétérinaire officiel doit contester les carcasses et les parties de celles-ci suivant les constats effectués lors du contrôle des viandes.
2 En cas de contestations, le vétérinaire officiel décide:
quelles parties de la carcasse sont propres à la consommation;
si la carcasse ou les abats doivent être soumis à un traitement, notamment la congélation, avant de pouvoir être déclarés propres à la consommation;
si la carcasse ou des parties de celle-ci sont impropres à la consommation et doivent être éliminées comme sous-produits animaux.
3 Le traitement ou la coupe de parties impropres à la consommation doivent être effectués à l'abattoir ou l'établissement de traitement du gibier.
4 Sur demande, le vétérinaire officiel peut permettre le traitement ou la coupe de parties impropres à la consommation dans un atelier de découpe. Il doit alors informer les organes de contrôle officiels de cet atelier de découpe. Ces derniers décident si la carcasse et les parties sont propres à la consommation.
5 Si le sang ou d'autres abats de plusieurs animaux ont été recueillis dans un même récipient collecteur avant la fin du contrôle des viandes et que la carcasse d'un de ces animaux a été contestée et déclarée impropre à la consommation, le contenu total du récipient doit être déclaré impropre à la consommation.
Art. 35 Notification de la décision de contestation
1 La décision de contestation, avec les raisons qui l'ont motivée, doit être notifiée sans délai au représentant de l'abattoir ou de l'établissement de traitement du gibier à l'intention du propriétaire de la carcasse.
2 Pour les carcasses entières, la notification de décision se fait toujours par écrit; pour les abats, une notification écrite n'est obligatoire que si le représentant de l'abattoir ou de l'établissement de traitement du gibier en fait la demande sur-le-champ.
3 Le dernier détenteur de l'animal peut également exiger une notification écrite.
Art. 36 Obligation de conservation de la carcasse en cas de contestation
1 Si le propriétaire accepte d'emblée la décision, la carcasse et les abats impropres à la consommation sont éliminés sans délai comme sous-produits animaux.
2 Dans tous les autres cas, le vétérinaire officiel décide de la durée de conservation de la carcasse et des abats.
3 Le propriétaire peut demander à ce que tous les morceaux soient conservés dans des conditions offrant toutes les garanties de sécurité jusqu'à l'expiration du délai d'opposition ou, en cas d'opposition, jusqu'à la clôture de la procédure.
Section 3 Dispositions générales sur le contrôle des animaux avant l'abattage et le contrôle des viandes
Art. 37 Mesures à prendre dans le troupeau de provenance
1 Lorsque les contestations émises lors du contrôle avant l'abattage ou lors du contrôle des viandes sont dues à des non-conformités dans le troupeau de provenance ou sur le terrain de chasse, elles doivent être signalées au vétérinaire cantonal par le vétérinaire officiel. Si les animaux proviennent de l'étranger, le vétérinaire officiel doit signaler les contestations à l'OSAV; ce dernier prend les mesures nécessaires.
2 L'autorité cantonale compétente peut ordonner au besoin:
que le détenteur ne soit plus autorisé à livrer des animaux jusqu'à ce que ces non-conformités soient corrigées;
que des échantillons soient prélevés dans le troupeau de provenance sur des animaux et sur des substances susceptibles d'être à l'origine de substances étrangères dans la viande.
3 Des contrôles supplémentaires doivent être ordonnés si des déclarations et des informations relatives à la chaîne alimentaire éveillent des soupçons quant à leur conformité aux faits.
4 En cas de non-respect des dispositions relatives à l'enregistrement, l'identification et les mouvements des animaux à onglons, l'art. 15 OFE1 est applicable.
Art. 38 Obligations des abattoirs et des établissements de traitement du gibier
1 Les abattoirs et les établissements de traitement du gibier doivent se conformer aux instructions des organes de contrôle des viandes et garantir que le contrôle des animaux avant l'abattage et le contrôle des viandes peuvent se dérouler dans des conditions appropriées.
2 Ils doivent en particulier:
communiquer au vétérinaire officiel, 5 jours ouvrables à l'avance, le programme avec les heures d'abattage prévues et le nombre d'animaux de bétail de boucherie et de gibier d'élevage attendus et lui annoncer la veille les changements de programme importants;
mettre à la disposition du vétérinaire officiel les documents d'accompagnement et autres déclarations sanitaires pour lui permettre d'en prendre connaissance en prévision du contrôle des animaux avant l'abattage;
marquer chaque carcasse de telle manière qu'elle puisse être indubitablement attribuée à l'animal livré;
disposer ou marquer jusqu'à la fin du contrôle des viandes les parties à contrôler de sorte que leur appartenance aux carcasses d'origine ne fasse pas de doute;
veiller à ce que les carcasses et les parties d'un animal n'entrent pas en contact avec les parties d'autres animaux avant la fin du contrôle des viandes;
signaler au vétérinaire officiel les éventuelles altérations de carcasses et de parties de celles-ci constatées par son personnel;
laisser dans le local d'abattage la carcasse et les parties soumises au contrôle des viandes jusqu'à la fin de ce contrôle;
mettre à disposition l'infrastructure technique requise pour les prélèvements officiels et prêter son concours lors du contrôle des carcasses et des parties de celles-ci;
veiller à ce que les carcasses et les parties contestées soient mises à part sans retard et conservées dans les règles.
3 Le DFI détermine sous quelle forme les carcasses et les parties qui leur correspondent doivent être présentées au contrôle des viandes.
4 Si le contrôle des viandes n'est pas obligatoire, les abattoirs et les établissements de traitement du gibier doivent contrôler eux-mêmes les denrées alimentaires produites et les éliminer si elles ne satisfont pas aux dispositions.
Art. 39 Obligation de conserver les documents
Les abattoirs et les établissements de traitement du gibier doivent conserver durant trois ans le double des résultats d'analyses, des informations relatives à la chaîne alimentaire, des documents d'accompagnement, des déclarations sanitaires et des traitements administrés ainsi que des décisions.
Art. 40 Formulaires et estampilles
Le DFI règle la forme et le contenu des formulaires et des estampilles.
Chapitre 5 Contrôle des animaux autres que les mammifères et les oiseaux
Les animaux autres que les mammifères et les oiseaux doivent être contrôlés par le vétérinaire officiel par sondage.
Chapitre 6 Exécution, organes de contrôle
Art. 42 Compétences
Le canton fixe les compétences du vétérinaire officiel et de l'auxiliaire officiel affecté au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes.
Art. 43 Récusation de l'activité officielle
Les organes de contrôle doivent être indépendants des établissements où ils effectuent leurs contrôles. Ils sont tenus de se récuser lorsqu'ils se trouvent dans l'une des situations prévues à l'art. 10 de la loi fédérale du 20 décembre 1968 sur la procédure administrative1.
Art. 44 Contrôles effectués par le personnel de l'établissement
1 Dans les abattoirs de volaille et de lapins, l'autorité cantonale compétente peut autoriser que le personnel de l'établissement assume en partie les tâches des assistants officiels affectés au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes selon l'art. 54, à condition:
que l'établissement ait appliqué avec succès les bonnes pratiques d'hygiène et les procédures selon les principes HACCP pendant au moins 12 mois;
que le personnel d'exploitation concerné ait suivi avec succès la formation d'auxiliaire officiel affecté au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes;
que les responsabilités en matière de production et de contrôle soient séparées;
que l'établissement soit titulaire d'une certification reconnue au niveau international, et
que l'établissement se porte garant du respect des dispositions de la législation sur les denrées alimentaires.
2 Au moins un vétérinaire officiel doit être présent durant toute la durée de l'abattage.
Art. 45 Prélèvements et tests effectués par le personnel de l'établissement
1 L'autorité cantonale compétente peut permettre à des personnes rémunérées par les abattoirs et les établissements de traitement du gibier d'effectuer des prélèvements et des tests officiels sur des animaux.
2 Les vétérinaires officiels forment ces personnes et assurent la direction et la surveillance de leurs activités. Ils peuvent momentanément leur retirer la permission si les tests et les prélèvements ne sont pas effectués de manière réglementaire.
Art. 46 Rémunération des organes de contrôle
Les organes de contrôle sont rémunérés par le canton ou par la commune.
Art. 47 Laboratoires
1 Le canton désigne les laboratoires qui effectuent les analyses; l'OSAV désigne les laboratoires d'analyse, lorsque, dans le cadre du programme national de surveillance visé à l'art. 76a de l'ordonnance du 27 juin 1995 sur les épizooties1, les échantillons à analyser proviennent de plusieurs cantons.2
2 Les laboratoires officiels et les laboratoires privés chargés d'effectuer des analyses officielles doivent être gérés, évalués et accrédités selon la norme européenne EN ISO/CEI 17025 «Prescriptions générales concernant la compétence des laboratoires d'étalonnages et d'essais»3.
3 L'accréditation et l'évaluation des laboratoires d'essais sont régies par l'ordonnance du 17 juin 1996 sur l'accréditation et la désignation4.
2 Nouvelle teneur selon le ch. II 1 de l'O du 25 avr. 2018, en vigueur depuis le 1er juin 2018 (RO 2018 2069).
3 La norme peut être consultée gratuitement ou obtenue contre paiement auprès de l'Association suisse de normalisation (SNV), Sulzerallee 70, 8404 Winterthour; www.snv.ch.
Section 2 Tâches de l'OSAV
Art. 48 Plans d'urgence
1 Après avoir entendu les autorités cantonales d'exécution et la Direction générale des douanes, l'OSAV établit avec l'Office fédéral de l'agriculture (OFAG) des plans d'urgence pour la gestion des crises. Ces plans contiennent notamment des informations sur:
les services officiels et les organisations à associer;
leurs tâches respectives en cas de crise;
les procédures d'échange d'informations entre les services officiels et les organisations intervenant dans la gestion des crises.
2 Au besoin, les plans d'urgence doivent être adaptés, en particulier en cas de réorganisation des autorités compétentes ou sur la base des résultats d'exercices de préparation aux situations de crise.
Art. 49 Projets pilotes et nouveaux procédés
Dans les limites fixées par les objectifs de la présente ordonnance, l'OSAV peut permettre la mise en oeuvre de projets pilotes visant à tester de nouvelles méthodes pour les contrôles d'hygiène des animaux, de la viande et des établissements, et autoriser certains établissements à utiliser de nouveaux procédés pour le contrôle des viandes.
Section 3 Rang et tâches des vétérinaires cantonaux
Art. 50 Rang
1 Le vétérinaire cantonal est la personne désignée par le canton définie à l'art. 49, al. 1, let. b, LDAl.
2 Il est le supérieur hiérarchique des vétérinaires officiels sur le plan technique.
1 Le vétérinaire cantonal a notamment pour tâches:
de conseiller les vétérinaires officiels et de surveiller leurs activités;
d'inspecter les abattoirs et les établissements de traitement du gibier, ainsi que, le cas échéant, les établissements de découpe, de transformation, les entrepôts frigorifiques et les autres entrepôts;
de surveiller les bonnes pratiques d'hygiène et les procédures selon les principes HACCP dans les abattoirs et les établissements de traitement du gibier, ainsi que, le cas échéant, dans les établissements de découpe et de transformation, les entrepôts frigorifiques et les autres entrepôts;
de diriger les équipes de vétérinaires officiels dans les grands établissements;
de coordonner le contrôle dans les troupeaux de provenance des animaux.
2 Il vérifie en fonction des risques si les établissements:
respectent les charges mentionnées dans l'autorisation d'exploiter;
entretiennent parfaitement les installations et les équipements.
3 La nature et l'intensité de la surveillance de chaque abattoir et établissement de traitement du gibier dépendent des résultats de l'analyse des risques. Dans l'analyse des risques, il est tenu compte:
des risques inhérents à l'abattoir ou à l'établissement de traitement du gibier pour la santé humaine et la santé animale;
de la nature et du volume des abattages;
des antécédents de l'abattoir en termes de respect de la législation sur les denrées alimentaires.
Section 4 Tâches des vétérinaires officiels et des auxiliaires officiels affectés au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes
1 Le canton institue pour chaque abattoir et chaque établissement de traitement du gibier relevant de son domaine de compétence l'effectif nécessaire de vétérinaires officiels et de suppléants.
2 En fixant l'effectif des organes de contrôle dans un abattoir ou un établissement de traitement du gibier, le canton tient compte:
des cadences d'abattage et des laps de temps requis par le contrôle avant l'abattage et le contrôle des viandes;
du temps nécessaire pour les pauses des vétérinaires officiels;
de l'intérêt de l'abattoir ou de l'établissement de traitement du gibier à ce que le déroulement des opérations ne soit pas retardé;
des heures de présence prescrites durant les abattages.
3 Le canton peut de surcroît:
instituer des assistants officiels affectés au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes, qui travaillent selon les instructions des vétérinaires officiels;
instituer des vétérinaires non officiels affectés au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes dans les établissements de faible capacité dans la mesure où ils sont suffisamment qualifiés pour mener à bien cette tâche.
Art. 53 Vétérinaires officiels
1 Les vétérinaires officiels:
dirigent et effectuent le contrôle des animaux avant l'abattage et le contrôle des viandes;
prélèvent des échantillons et les analysent eux-mêmes ou les transmettent à l'un des laboratoires visés à l'art. 47, al. 1;
contrôlent l'hygiène de l'abattage et ordonnent la correction des non-conformités;
ordonnent le ralentissement ou l'interruption du processus d'abattage si un bon déroulement du contrôle des viandes n'est plus possible ou si des non-conformités importantes compromettant l'hygiène sont constatées et que d'autres mesures ne suffisent pas pour éviter les non-conformités;
surveillent l'élimination des sous-produits animaux, notamment du matériel à risque spécifié;
adressent les notifications prescrites aux autorités cantonales compétentes;
vérifient les attestations relatives:
à l'abattage des animaux accidentés,
au contrôle du gibier tué,
au contrôle des animaux avant l'abattage, lorsque ce contrôle a été effectué dans le troupeau de provenance;
vérifient les mesures prises par l'abattoir en matière:
de protection des animaux,
d'hygiène de l'abattage,
d'élimination des sous-produits animaux.
2 Ils doivent être présents pendant toute la durée du contrôle des animaux avant l'abattage et du contrôle des viandes.
3 En cas de suspicion, ils peuvent effectuer des contrôles et des examens supplémentaires.
1 Nouvelle teneur selon le ch. II 1 de l'O du 25 avr. 2018, en vigueur depuis le 1er juin 2018 (RO 2018 2069).
Art. 54 Assistants officiels affectés au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes
1 Les assistants officiels affectés au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes sont habilités:
à vérifier les bonnes pratiques d'hygiène et les procédures selon les principes HACCP dans les abattoirs;
à soumettre à un premier examen les animaux avant l'abattage;
à effectuer les contrôles prescrits sur les porcs, la volaille domestique, les lapins domestiques, le gibier d'élevage et les oiseaux coureurs, lorsque le contrôle avant l'abattage a déjà été effectué dans le troupeau de provenance;
à effectuer le contrôle des viandes, si le contrôle des animaux avant l'abattage n'a pas donné lieu à des contestations importantes;
à prélever des échantillons pour des analyses plus approfondies à la demande du vétérinaire officiel;
à effectuer le contrôle des viandes dans des établissements situés dans une région reculée du pays à la demande du vétérinaire cantonal, si ces établissements cèdent de la viande directement aux consommateurs seulement.
2 Lors du contrôle des viandes, les assistants officiels affectés au contrôle des animaux avant l'abattage et au contrôle des viandes ne peuvent prendre une décision finale qu'en l'absence de contestations ou si les éléments suivants sont constatés:
tumeurs, kystes et abcès localisés;
adhérences des tissus conjonctifs, sans suppuration ni exsudations;
parasites inoffensifs pour le consommateur (tels que les douves ou les vers pulmonaires);
reins à macules blanches, indurations hépatiques, foyers délimités chroniques de pneumonie et de pleurésie, foyers atélectasiques du poumon;
poumons souillés par l'eau d'échaudage ou par du fourrage aspiré;
actinomycose localisée;
malformations sans altérations de la viande;
plaies musculaires fraîches et fractures récentes;
souillures localisées.
3 Dans certains cas et en ce qui concerne les lapins domestiques ou la volaille domestique, ils peuvent aussi déclarer impropres à la consommation des carcasses entières.
Art. 55 Contrôle de l'hygiène de l'abattage
1 Quant à l'abattoir, le vétérinaire officiel vérifie régulièrement et en fonction des risques:
que les procédures de bonne pratique d'hygiène sont continuellement appliquées pour:
la vérification des déclarations sanitaires,
la conception et l'entretien des locaux et des équipements,
l'hygiène préopérationnelle, opérationnelle et postopérationnelle de l'abattage,
l'hygiène du personnel et la formation du personnel en matière d'hygiène et de procédures de travail,
la lutte contre les animaux indésirables,
le contrôle de la qualité de l'eau,
le contrôle de la température;
que les procédures selon les principes HACCP sont appliquées de manière permanente et correcte et que l'on puisse garantir, dans la mesure du possible, que les viandes:
ne présentent pas de contaminations fécales ou autres,
ne contiennent pas de matériel à risque spécifié,
ne dépassent pas les teneurs maximales en impuretés dans les abattoirs,
2 Les résultats des contrôles doivent être consignés et évalués. Lors du contrôle de l'hygiène, les résultats de l'autocontrôle et des systèmes documentés, tels que les certifications, doivent être pris en considération.
Art. 56 Autres tâches
1 L'autorité cantonale peut charger le vétérinaire officiel:
de contrôler régulièrement les établissements de traitement du gibier, les établissements de découpe, de transformation, les entrepôts frigorifiques et les autres entrepôts, ainsi que le transport des viandes;
d'assumer des tâches relevant de l'exécution de la législation sur la protection des animaux et sur les épizooties.
2 Dans des cas particuliers, le vétérinaire cantonal peut charger le vétérinaire officiel:
de prélever des échantillons pour les analyses de surveillance;
d'effectuer des contrôles dans le troupeau de provenance;
de faire des enquêtes dans les abattoirs et les établissements de traitement du gibier dans le cadre de la législation sur la protection des animaux et sur les épizooties.
3 Les tâches visées aux al. 1 et 2 ne doivent pas gêner le contrôle des animaux avant l'abattage et le contrôle des viandes.
Art. 57 Rapport sur les contrôles effectués
1 Le vétérinaire officiel doit consigner chaque jour par écrit les résultats du contrôle des animaux avant l'abattage, ceux du contrôle des viandes et des autres contrôles effectués. Il en fait une statistique et établit chaque année un rapport général des activités à l'attention du vétérinaire cantonal.
2 L'autorité d'exécution cantonale saisit les résultats du contrôle des animaux avant l'abattage et du contrôle des viandes dans le système d'information Fleko prévu à cet effet, visé dans l'ordonnance du 6 juin 2014 concernant les systèmes d'information du service vétérinaire public (OSIVét)1 ou les fait transmettre au Fleko via les systèmes informatiques de l'abattoir. Il faut saisir ou transmettre le numéro BDTA de l'abattoir et les données énumérées dans l'annexe 2a, ch. 2, OSIVét.2
3 Les pièces mentionnées à l'al. 1 doivent être conservées durant trois années civiles.
2 Nouvelle teneur selon le ch. 1 de l'annexe à l'O du 31 oct. 2018 concernant les systèmes d'information du service vétérinaire public, en vigueur depuis le 1er janv. 2019 (RO 2018 4543).
Section 5 Notifications
Art. 58 Notifications à l'autorité cantonale
1 Le vétérinaire officiel avertit le vétérinaire cantonal lorsqu'il:
constate un dépassement des concentrations maximales de médicaments;
suspecte l'administration de substances interdites;
craint que la santé humaine ou animale ne soit mise en danger par des micro-organismes ou des parasites;
suspecte que l'on trompe le consommateur.
2 Le vétérinaire officiel notifie à l'autorité cantonale compétente les infractions aux législations sur les denrées alimentaires, la protection des animaux et sur les épizooties.
Art. 59 Notifications à l'OSAV
1 Le vétérinaire cantonal remet à l'OSAV au plus tard le 15 février de chaque année un résumé des rapports généraux établis par les organes de contrôle sur leur activité de l'année précédente.
2 L'utilisation de substances interdites et le dépassement des valeurs limites constatés lors du contrôle des viandes doivent être notifiés à l'OSAV par le vétérinaire cantonal:
s'il existe un danger aigu pour la santé;
si la viande a été remise à un nombre indéterminé de consommateurs ou si la santé de la population de plusieurs cantons est mise en danger.
3 Le vétérinaire cantonal met à la disposition de l'OSAV, sur demande:
les rapports des organes de contrôle;
les résultats des enquêtes opérées dans les troupeaux de provenance des animaux;
les autorisations visées à l'art. 6;
les déclarations sanitaires.
1 Abrogé par le ch. 1 de l'annexe à l'O du 31 oct. 2018 concernant les systèmes d'information du service vétérinaire public, avec effet au 1er janv. 2019 (RO 2018 4543).
Chapitre 7 Emoluments
Art. 60 Emoluments pour le contrôle des animaux avant l'abattage et le contrôle des viandes
1 Les cantons fixent les émoluments pour le contrôle des animaux avant l'abattage et le contrôle des viandes. Les émoluments sont calculés en fonction du travail nécessaire au contrôle.
2 Par animal de boucherie, les émoluments pour le contrôle dans l'abattoir ou l'établissement de traitement du gibier se montent à:
Francs au minimum
Francs au maximum
animaux de l'espèce bovine âgés de plus de 6 semaines
animaux de l'espèce bovine âgés de moins de 6 semaines
autre bétail de boucherie
volaille domestique, lapin domestique
gibier à plumes, lièvres
3 Les cantons peuvent fixer en outre un émolument de base de 20 francs au plus par visite d'abattoir ou d'établissement de traitement du gibier.
4 Ils peuvent fixer, pour le contrôle avant l'abattage dans le troupeau de provenance, un émolument de base de 30 francs au plus et un émolument par animal de boucherie qui ne dépasse pas l'émolument minimal fixé à l'al. 2.
5 Aucun émolument ne peut être perçu pour les activités du vétérinaire officiel visées aux art. 55 et 56 ni pour les analyses de laboratoire. L'art. 58, al. 2, LDAl est réservé.
6 Les frais d'examen pour la recherche de trichinelles sont facturés en sus des émoluments pour le contrôle des animaux avant l'abattage et le contrôle des viandes.
Art. 61 Autres émoluments
1 Les émoluments pour les contrôles, les prestations et les autorisations visés à l'art. 58, al. 2, let. a et g à i, LDAl sont fixés en fonction du temps consacré. Les débours sont facturés à part.
2 Les cantons fixent le tarif horaire.
Art. 62 Abrogation et modification d'autres actes
1 L'ordonnance du 23 novembre 2005 sur l'abattage d'animaux et le contrôle des viandes1 est abrogée.
2 L'acte mentionné ci-après est modifié comme suit:
1 [RO 2005 5493, 2006 4807 4809, 2007 561 annexe 2 ch. 2 2269 2711 ch. II 1, 2008 5169, 2011 2699 annexe 8 ch. II 2 5453 annexe 2 ch. II 2, 2013 3041 ch. I 8, 2014 1691 annexe 3 ch. II 6, 2015 3629 5201 annexe ch. II 3]
2 Les mod. peuvent être consultées au RO 2017 411.
Art. 631Disposition transitoire
Les personnes ayant achevé la formation de chasseur à la date d'entrée en vigueur de la présente ordonnance ou au plus tard le 30 avril 2018 sont considérées comme qualifiées au sens de l'art. 21.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l'O du 10 janv. 2018, en vigueur depuis le 1er mars 2018 (RO 2018 719).
Art. 64 Entrée en vigueur
RO 2017 411
1 RS 817.02 RS 916.403 Nouvelle teneur selon le ch. 1 de l'annexe à l'O du 31 oct. 2018 concernant les systèmes d'information du service vétérinaire public, en vigueur depuis le 1er janv. 2019 (RO 2018 4543).