Source: https://www.immobilio.it/threads/locazione-inferiore-ai-30-giorni.24521/
Timestamp: 2017-03-25 15:41:56+00:00
Document Index: 103544482

Matched Legal Cases: ['art.53', 'art.53', 'art. 53', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 1']

Locazione inferiore ai 30 giorni | immobilio - Forum Immobiliare
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Discussione in 'Locazione Comodato Nuda Proprietà e Usufrutto' iniziata da Mauage, 19 Novembre 2012.
Ciao a tutti, volevo porre qualche quesito, mi capita di avere un monolocale (ex portineria) da locare.
E' possibile locare giornalmente? Bisogna assoggettarsi a particolari regole urbanistiche e/o di sicurezza?
So che i contratti inferiori ai 30 gg. non vanno registrati, esistono delle dime?
io mi occupo di affitti turistici e faccio:
Contratto di affitto per il locatario redatto ai sensi dell'art.53 del D. Lgs. n.79/2011.
Il periodo di soggiorno è: minimo 2 massimo 30 notti.
Il contratto non va registrato.
ti posso consigliare la lettura di un post sempre in questa sezione denominato affitto turistico, vedrai ti illuminera sui contratti fino a 30gg.
Grazie a tutti, il mio dubbio è che, non vivendo in una città turistica e quindi affittando giornalmente per esigenze diverse, non si possa usare il canale turistico. Dico male?
Secondo me no, la discussione trattava l'argomento turistico ma secondo me vale anche per le locazioni brevi, a livello legale contrattuale. Valuta se esiste una normativa regionale in materia di turismo nel tuo caso.
Ma per capire sono affitti brevi, a persone non residenti tipo turisti o altro?
Ti faccio un esempio, persone non residenti che hanno bisogno per stare due giorni vicino ai parenti per necessità famigliari, tipo stanza in albergo. Forse dovrei vedere le normative per affittacamere ma non saprei da dove incominciare.
Prova a fare una ricerca sulla normativa delle tua regione, purtroppo l'Italia è un paese vario, e da regione a regione ci sono differenze, in alcuni casi anche fra comune e comune!! Siamo un paese simpatico.
Almeno qui in toscana il tuo caso sarebbe affitto turistico. l'affittacamere richiede una serie di requisiti ed impone obblighi e comunicazioni di inizio attività al comune.
Richiesta info per dee dee:
La cosa interessa anche me. Vivo a Firenze ed ho una casetta arredata che non vorrei impegnare per lunghi periodi con contratto 4+4. Va bene come affermi tu il contratto ai sensi dell'art.53 del D. Lgs. n.79/2011 . Però mi chiedo
come gestire gli introiti? emettere una semplice ricevuta visto che non intendo aprire una partita IVA e pertanto sarei impossibilitato ad emettere fattura. Poi queste entrate come dovrei tassarle per fare tutto in regola? Considerarle Reddito da fabbricato e nel 730 anziche indicare la rendita catastale riportare la sommatoria delle varie ricevute? C'è da fare qualche comunicazione a qualche Autorita comunale? Ringrazio vivamente per le delucidazioni
Caro Mauage, ha ragione b62 ogni Regione ha delega al Turismo e quindi ha le proprie leggi.
Ti sconsiglio di avviare una impresa nel settore extralberghiero (affittacamere) per un solo alloggio.
A mio parere potresti fare il contratto di affitto in accordo con il locatore riferendoti all'art. 53 D.lgs.79/2011.
http://www.immobili24.ilsole24ore.com/Esploso.aspx?iddoc=12792433&doctype=11 "L'art. 53 del Codice del turismo (D.Lgs. 79/2011), rafforzando un principio già affermato con la legge 431/1998, sancisce che “gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione”. Per le locazioni turistiche, dunque, le uniche norme applicabili sono quelle del codice civile."
Caro Belfagor,
per questa tipologia di affitto (inferiore ai 30 giorni) non è necessario fare la comunicazione di cessione del fabbricato.
Sei tenuto a rilasciare al locatore una ricevuta di pagamento sulla quale devi applicare una marca da bollo Euro 1,81.
La somma delle ricevute sarà poi tassata in fase di dichiarazione dei redditi.
Per quanto riguarda le tasse da pagare,tieni presente che se tu locatore stipuli direttamente, quindi senza intermediari, il contratto di affitto con il locatario, puoi avvalerti della cedolare secca (valutazione economica da fare inseme ad un CAAF o commercialista perchè dipende in quale scaglione di reddito rientri).
Diversamente farà cumulo con il tuo reddito e quindi la tassazione sarà in base allo scaglione di reddito.
Tutto ciò a prescindere dalla rendita catastale che comunque sei tenuto a pagare.
Questo è quanto sò io ma non prenderlo per oro colato...............
Faccio presente che il Codice del Turismo non è mai stato attuato in quanto è stato contestato per l'ingerenza in materia di Turismo che è delegato alle Regioni.
In ogni caso la legge di di riferimento è Art. 1, comma 2, lett. c) Legge 9 dicembre 1998, n. 431 che prevede la possibilità di locare con finalità turistica senza grossi vincoli e facendo riferimento al codice civile. Rimane comunque importante evidenziare nel contratto che il Conduttore ha una fissa dimora e stabile residenza in un altra abitazione e che affitta per ESCLUSIVO USO TURISTICO. Attenzione quindi a utilizzare questo tipo di contratti nel caso si tratta di persone residenti nello stesso Comune e comunque con finalità diverse (esempio lavoratori trasfertisti).
Sorgesse qualche problema potrebbe essere contestato l'utilizzo improprio del tipo di contratto.
Il codice del turismo è in vigore sono stati aboliti alcuni articoli.
http://www.diritto24.ilsole24ore.co...codice-del-turismo-per-eccesso-di-delega.html
"Sono diciannove gli articoli del Codice del turismo censurati dalla Corte costituzionale. In alcuni casi sono state bocciate singole parole o commi ma perlopiù la censura riguarda tutto l'articolo. La motivazione è sempre la stessa, lo Stato ha fatto un invasione di campo, ovvero ha accentrato funzioni legislative di competenza della regioni, travalicando la delega legislativa che consentiva solo riordinare le leggi esistenti i materia di turismo. E cosi la scure del giudice delle leggi, con la sentenza depositata oggi 80/2012, è calata su un pacchetto consistente di norme. In particolare la decisione ha dichiarato «l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio), nella parte in cui dispone l'approvazione dell'art. 1, limitatamente alle parole "necessarie all'esercizio unitario delle funzioni amministrative" e "ed altre norme in materia", nonché degli artt. 2, 3, 8, 9, 10, 11, comma 1, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, comma 2, 21, 23, commi 1 e 2, 30, comma 1, 68 e 69 dell'allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011». La questione di legittimità costituzionale sia sull'articolo 1 del Dlgs 79/2011 (che di fatto avrebbe annullato tutto il codice) che su diverse norme dell'allegato 1 (in sostanza su singoli articoli) era stata posta dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto. La Consulta ha respinto la censura sull'intero provvedimento pur ricordando che «l'oggetto della delega era circoscritto al coordinamento formale ed alla ricomposizione logico-sistematica di settori omogenei di legislazione statale, con facoltà di introdurre le integrazioni e le correzioni necessarie ad un coerente riassetto normativo delle singole materie ma ha accolto le contestazioni sulle singole norme». Ha invece accolto le contestazioni sulle singole norme perché «la delega non consentiva la disciplina ex novo dei rapporti tra Stato e Regioni» in materia di turismo. E allora l'articolo 2 che contiene «i principi della produzione del diritto in materia turistica» cade perché “si tratta di materia del tutto nuova" che incide sui rapporti Stato Regioni e fuoriesce dai limiti della delega. Peccano di "novità" anche gli articoli 3, sul turismo accessibile, 21 sulla semplificazione degli adempimenti amministrativi relativi alle agenzie di viaggio, 30, sulle agevolazioni per i turisti con animali al seguito e 68 sull'attività di assistenza del turista. Mentre, tra gli altri, nel caso degli articoli 8 sulla classificazione delle strutture ricettive, 9 sulle strutture alberghiere, 10 sugli standard qualitativi delle imprese turistiche o 11 sulla pubblicità dei prezzi si tratta «accentramento di funzioni spettanti in via ordinaria alle Regioni» anche alla luce dell'accordo tra Stato, Regioni e Province autonomo recepito con Dpcm 13 settembre 2002.
Grazie DeeDee - A buon rendere...
Grazie a tutti, in pratica se uno ha un alloggio piccolo e non lo affitta ad uso turistico ma a persone che per qualche giorno (meno di 30) hanno bisogno di un appoggio per esempio a livello lavorativo, deve controllare la normativa "affittacamere" di riferimento della sua regione ?
Mauage ha scritto:
Grazie a tutti, in pratica se uno ha un alloggio piccolo e non lo affitta ad uso turistico ma a persone che per qualche giorno (meno di 30) hanno bisogno di un appoggio per esempio a livello lavorativo, deve controllare la normativa "affittacamere" di riferimento della sua regione ?Clicca per allargare...
Direi che con la definizione turistico si intende una persona che risiede abitaulmente in un altra citta. Se uno è fuori per lavoro e va in un albergo.
Io non direi di verificare l'affittacamere, perche sicuramente si prala di camere mentre tu parli di intera casa, il consiglio è guarda la norma sul turismo della tua regione e vedi se c'è fra i casi affitto turisitico o similare, che magari ti rimanda alla legge nazionale sugli affitti. Fatta questa prima indagine poi per scrupolo verifica anche con il comune se ha norme in materia.
E' vero che la differenze fra turistico e transitorio è molto sottile.
Insomma come avrai capito ci vuole un po di pazienza per dipanarsi nelle semplici e chiarissime norme vigenti nel nostro paese.
Grazie ancora a tutti, se ne vengo a capo vi faccio sapere. Mauage,
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