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Timestamp: 2018-02-19 20:13:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2087', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 1']

INDICE TITOLO I - PRINCIPI COMUNI - PDF
INDICE TITOLO I - PRINCIPI COMUNI
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Ilaria Farina
1 DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. (GU n. 101 del Suppl. Ordinario n.108) INDICE TITOLO I - PRINCIPI COMUNI Capo I - Disposizioni generali Art. 1. Finalita' Art. 2. Definizioni Art. 3. Campo di applicazione Art. 4. Computo dei lavoratori Capo II - Sistema istituzionale Art. 5. Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attivita' di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro Art. 6. Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro Art. 7. Comitati regionali di coordinamento Art. 8. Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro Art. 9. Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Art. 10. Informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Art. 11. Attivita' promozionali Art. 12. Interpello Art. 13. Vigilanza Art. 14. Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori Capo III - Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro Sezione I - MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI Art. 15. Misure generali di tutela Art. 16. Delega di funzioni Art. 17. Obblighi del datore di lavoro delegabili Art. 18. Obblighi del datore di lavoro e dirigente Art. 19. Obblighi del preposto Art. 20. Obblighi dei lavoratori Art. 21. Disposizioni relative ai componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi Art. 22. Obblighi dei progettisti Art. 23. Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori Art. 24. Obblighi degli installatori Art. 25. Obblighi del medico competente Art. 26. Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione Art. 27. Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi Sezione II - VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 28. Oggetto della valutazione dei rischi Art. 29. Modalita' di effettuazione della valutazione dei rischi Art. 30. Modelli di organizzazione e di gestione Art. 31. Servizio di prevenzione e protezione Sezione III - SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Art. 32. Capacita' e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni 1
2 Art. 33. Compiti del servizio di prevenzione e protezione Art. 34. Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi Art. 35. Riunione periodica Sezione IV - FORMAZIONE, INFORMAZIONE E ADDESTRAMENTO Art. 36. Informazione ai lavoratori Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti Sezione V - SORVEGLIANZA SANITARIA Art. 38. Titoli e requisiti del medico competente Art. 39. dell'attivita' di medico competente Art. 40. Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale Art. 41. Sorveglianza sanitaria Art. 42. Provvedimenti in caso di inidoneita' alla mansione specifica Sezione VI - GESTIONE DELLE EMERGENZE Art. 43. Disposizioni generali Art. 44. Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato Art. 45. Primo soccorso Art. 46. Prevenzione incendi Sezione VII - CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI Art. 47. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Art. 47. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Art. 49. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo Art. 50. Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Art. 51. Organismi paritetici Art. 52. Sostegno alla piccola e media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticita' Sezione VIII - DOCUMENTAZIONE TECNICO AMMINISTRATIVA E STATISTICHE DEGLI INFORTUNI E DELLE MALATTIE PROFESSIONALI Art. 53. Tenuta della documentazione Art. 54. Comunicazioni e trasmissione della documentazione Capo IV - Disposizioni penali Sezione I - SANZIONI Art. 55. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente Art. 56. Sanzioni per il preposto Art. 57. Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti i fornitori e gli installatori Art. 58. Sanzioni per il medico competente Art. 59. Sanzioni per i lavoratori Art. 60. Sanzioni per i componenti dell'impresa familiare, i lavoratori autonomi, i piccoli imprenditori e i soci delle societa' semplici operanti nel settore agricolo Sezione II DISPOSIZIONI IN TEMA DI PROCESSO PENALE Art. 61. Esercizio dei diritti della persona offesa TITOLO II - LUOGHI DI LAVORO Capo I - Disposizioni generali Art. 62. Definizioni Art. 63. Requisiti di salute e di sicurezza Art. 64. Obblighi del datore di lavoro Art. 65. Locali sotterranei o semisotterranei Art. 66. Lavori in ambienti sospetti di inquinamento Art. 67. Notifiche all'organo di vigilanza competente per territorio Capo II - Sanzioni Art. 68. Sanzioni per il datore di lavoro 2
3 TITOLO III - USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Capo I - Uso delle attrezzature di lavoro Art. 69. Definizioni Art. 70. Requisiti di sicurezza Art. 71. Obblighi del datore di lavoro Art. 72. Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso Art. 73. Informazione e formazione Capo II - Uso dei dispositivi di protezione individuale Art. 74. Definizioni Art. 75. Obbligo di uso Art. 76. Requisiti dei DPI Art. 77. Obblighi del datore di lavoro Art. 78. Obblighi dei lavoratori Art. 79. Criteri per l'individuazione e l'uso Capo III - Impianti e apparecchiature elettriche Art. 80. Obblighi del datore di lavoro Art. 81. Requisiti di sicurezza Art. 82. Lavori sotto tensione Art. 83. Lavori in prossimita' di parti attive Art. 84. Protezioni dai fulmini Art. 85. Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature Art. 86. Verifiche Art. 87. Sanzioni a carico del datore di lavoro TITOLO IV - CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI Capo I - Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili Art. 88. Campo di applicazione Art. 89. Definizioni Art. 90. Obblighi del committente o del responsabile dei lavori Art. 91. Obblighi del coordinatore per la progettazione Art. 92. Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori Art. 93. Responsabilita' dei committenti e dei responsabili dei lavori Art. 94. Obblighi dei lavoratori autonomi Art. 95. Misure generali di tutela Art. 96. Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti Art. 97. Obblighi del datore di lavoro dell'impresa affidataria Art. 98. Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione del coordinatore per l'esecuzione dei lavori Art. 99. Notifica preliminare Art Piano di sicurezza e di coordinamento Art Obblighi di trasmissione Art Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza Art Modalita' di previsione dei livelli di emissione sonora Art Modalita' attuative di particolari obblighi Capo I I - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota Sezione I CAMPO DI APPLICAZIONE Art Attivita' soggette Art Attivita' escluse Art Definizioni Sezione II Disposizioni di carattere generale 3
4 Art Viabilita' nei cantieri Art Recinzione del cantiere Art Luoghi di transito Art Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota Art Idoneita' delle opere provvisionali Art S c a l e Art Protezione dei posti di lavoro Art Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto Art Obblighi dei datori di lavoro concernenti l'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi Art Lavori in prossimita' di parti attive Sezione III Scavi e fondazioni Art Splateamento e sbancamento Art Pozzi, scavi e cunicoli Art Deposito di materiali in prossimita' degli scavi Art Presenza di gas negli scavi Sezione IV Ponteggi e impalcature in legname Art Ponteggi ed opere provvisionali Art Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali Art Deposito di materiali sulle impalcature Art Disposizione dei montanti Art Parapetti Art Ponti a sbalzo Art Sottoponti Art Impalcature nelle costruzioni in conglomerato cementizio Art Andatoie e passerelle Sezione V Ponteggi fissi Art Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego Art Relazione tecnica Art Progetto Art Documentazione Art Marchio del fabbricante Art Montaggio e smontaggio Art Manutenzione e revisione Art Norme particolari Sezione VI Ponteggi movibili Art Ponti su cavalletti Art Ponti su ruote a torre Sezione VII Costruzioni edilizie Art Strutture speciali Art Costruzioni di archi, volte e simili Art Posa delle armature e delle centine Art Resistenza delle armature Art Disarmo delle armature Art Difesa delle aperture Art Scale in muratura Art Lavori speciali Art Paratoie e cassoni Sezione VIII Demolizioni Art Rafforzamento delle strutture Art Ordine delle demolizioni Art Misure di sicurezza 4
5 Art Convogliamento del materiale di demolizione Art Sbarramento della zona di demolizione Art Demolizione per rovesciamento Art Verifiche Capo I I I - sanzioni Art Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori Art Sanzioni per i coordinatori Art Sanzioni per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti Art Sanzioni per i lavoratori TITOLO V - SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Capo I - Disposizioni generali Art Campo di applicazione Art Definizioni Art Obblighi del datore di lavoro Art Informazione e formazione Capo II - Sanzioni Art Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente Art Sanzioni a carico del preposto TITOLO VI - MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Capo I - Disposizioni generali Art Campo di applicazione Art Obblighi del datore di lavoro Art Informazione, formazione e addestramento Capo II Sanzioni Art Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente Art Sanzioni a carico del preposto TITOLO VII - ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI Capo I Disposizioni generali Art Campo di applicazione Art Definizioni Capo II Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti Art Obblighi del datore di lavoro Art Svolgimento quotidiano del lavoro Art Sorveglianza sanitaria Art Informazione e formazione Capo III Sanzioni Art Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente Art Sanzioni a carico del preposto TITOLO VIII - AGENTI FISICI Capo I Disposizioni generali Art Definizioni e campo di applicazione Art Valutazione dei rischi Art Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi Art Lavoratori particolarmente sensibili Art Informazione e formazione dei lavoratori Art Sorveglianza sanitaria Art Cartella sanitaria e di rischio Capo II Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro Art Campo di applicazione Art Definizioni Art Valori limite di esposizione e valori di azione 5
6 Art Valutazione del rischio Art Valutazione di attivita' a livello di esposizione molto variabile Art Misure di prevenzione e protezione Art Uso dei dispositivi di protezione individuali Art Misure per la limitazione dell'esposizione Art Informazione e formazione dei lavoratori Art Sorveglianza sanitaria Art Deroghe Art Linee Guida per i settori della musica delle attivita' ricreative e dei call center Capo III Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni Art Campo di applicazione Art Definizioni Art Valori limite di esposizione e valori d'azione Art Valutazione dei rischi Art Misure di prevenzione e protezione Art Sorveglianza sanitaria Art Deroghe Capo IV Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici Art Campo di applicazione Art Definizioni Art Valori limite di esposizione e valori d'azione Art Identificazione dell'esposizione e valutazione dei rischi Art Misure di prevenzione e protezione Art Sorveglianza sanitaria Art Linee guida Capo V Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali Art Campo di applicazione Art Definizioni Art Valori limite di esposizione Art Identificazione dell'esposizione e valutazione dei rischi Art Disposizioni miranti ad eliminare o a ridurre i rischi Art Sorveglianza sanitaria Capo VI Sanzioni Art Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente Art Sanzioni a carico del medico competente TITOLO IX - SOSTANZE PERICOLOSE Capo I Protezione da agenti chimici Art Campo di applicazione Art Definizioni Art Valutazione dei rischi Art Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi Art Misure specifiche di protezione e di prevenzione Art Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze Art Informazione e formazione per i lavoratori Art Divieti Art Sorveglianza sanitaria Art Cartelle sanitarie e di rischio Art Consultazione e partecipazione dei lavoratori Art Adeguamenti normativi Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageni 6
7 Sezione I Disposizioni generali Art Campo di applicazione Art Definizioni Sezione II Obblighi del datore di lavoro Art Sostituzione e riduzione Art Valutazione del rischio Art Misure tecniche, organizzative, procedurali Art Misure tecniche Art Informazione e formazione Art Esposizione non prevedibile Art Operazioni lavorative particolari Sezione III Sorveglianza sanitaria Art Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche Art Registro di esposizione e cartelle sanitarie Art Registrazione dei tumori Art Adeguamenti normativi Capo III Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto Sezione I Disposizioni generali Art Campo di applicazione Art Definizioni Sezione II Obblighi del datore di lavoro Art Individuazione della presenza di amianto Art Valutazione del rischio Art Notifica Art Misure di prevenzione e protezione Art Misure igieniche Art Controllo dell'esposizione Art Valore limite Art Operazioni lavorative particolari Art Lavori di demolizione o rimozione dell'amianto Art Informazione dei lavoratori Art Formazione dei lavoratori Art Sorveglianza sanitaria Art Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio Art Mesoteliomi Capo IV Sanzioni Art Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente Art Sanzioni per il preposto Art Sanzioni per il medico competente Art Sanzioni per i lavoratori TITOLO X - ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Capo I Art Campo di applicazione Art Definizioni Art Classificazione degli agenti biologici Art Comunicazione Art Autorizzazione Capo II Obblighi del datore di lavoro Art Valutazione del rischio Art Misure tecniche, organizzative, procedurali Art Misure igieniche 7
8 Art Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie Art Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari Art Misure specifiche per i processi industriali Art Misure di emergenza Art Informazioni e formazione Capo III Sorveglianza sanitaria Art Prevenzione e controllo Art Registri degli esposti e degli eventi accidentali Art Registro dei casi di malattia e di decesso Capo IV Sanzioni Art Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti Art Sanzioni a carico dei preposti Art Sanzioni a carico del medico competente Art Sanzioni a carico dei lavoratori Art Sanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti TITOLO XI - PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE Capo I Disposizioni generali Art Campo di applicazione Art Definizioni Capo II Obblighi del datore di lavoro Art Prevenzione e protezione contro le esplosioni Art Valutazione dei rischi di esplosione Art Obblighi generali Art Coordinamento Art Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive Art Documento sulla protezione contro le esplosioni Art Termini per l'adeguamento Art Verifiche Capo II Sanzioni Art Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti TITOLO XII - DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE Capo I Disposizioni generali Art Principio di specialita' Art Esercizio di fatto di poteri direttivi Art Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Art Applicabilita' delle disposizioni di cui agli articoli 20 e seguenti del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758 Art Definizione delle contravvenzioni punite con la sola pena dell'arresto Art Circostanza attenuante TITOLO XIII - NORME TRANSITORIE E FINALI Art Abrogazioni Art Clausola finanziaria Art Disposizioni finali 8
9 Titolo I PRINCIPI COMUNI Capo I Disposizioni generali IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione; Vista la legge 3 agosto 2007, n. 123, recante: misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, recante: norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, recante: norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, recante norme generali per l'igiene del lavoro; Visto il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, recante: attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'articolo 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212; Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante: attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro; Visto il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, recante: modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro; Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493, recante attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro; Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, recante attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili; Visto il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche, delle societa' e delle associazioni anche prive di personalita' giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300; Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del 9
10 lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30; Vista la direttiva 2004/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici); Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, recante attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche; Vista la direttiva 2006/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente le prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche); Vista la legge comunitaria 2006 del 6 febbraio 2007, n. 13 recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'italia alle Comunita' europee; Visto il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257, recante attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici); Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 marzo 2008; Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro; Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali; Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, espresso nella riunione del 12 marzo 2008; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 1 aprile 2008; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute, delle infrastrutture, dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri per le politiche europee, della giustizia, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'interno, della difesa, della pubblica istruzione, della solidarieta' sociale, dell'universita' e della ricerca, per gli affari regionali e le autonomie locali e dell'economia e delle finanze; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1. Finalita' 1. Le disposizioni contenute nel presente decreto legislativo costituiscono attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia 10
11 di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo. Il presente decreto legislativo persegue le finalita' di cui al presente comma nel rispetto delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali in materia, nonche' in conformita' all'articolo 117 della Costituzione e agli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e alle relative norme di attuazione, garantendo l'uniformita' della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di eta' e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati. 2. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma, della Costituzione e dall'articolo 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, le disposizioni del presente decreto legislativo, riguardanti ambiti di competenza legislativa delle regioni e province autonome, si applicano, nell'esercizio del potere sostitutivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, nelle regioni e nelle province autonome nelle quali ancora non sia stata adottata la normativa regionale e provinciale e perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore di quest'ultima, fermi restando i principi fondamentali ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione. 3. Gli atti, i provvedimenti e gli adempimenti attuativi del presente decreto sono effettuati nel rispetto dei principi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n Titolo I PRINCIPI COMUNI Capo I Disposizioni generali Art. 2. Definizioni 1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per: a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attivita' lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore cosi' definito e' equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di societa', anche di fatto, che presta la sua attivita' per conto delle societa' e dell'ente stesso; 11
12 l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito dalla legge 1 agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni; b) «datore di lavoro»: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attivita', ha la responsabilita' dell'organizzazione stessa o dell'unita' produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attivita', e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo; c) «azienda»: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato; d) «dirigente»: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attivita' lavorativa e vigilando su di essa; e) «preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attivita' lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa; f) «responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacita' e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, 12
13 per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi; g) «addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacita' e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l); h) «medico competente»: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all'articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all'articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed e' nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto; i) «rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro; l) «servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attivita' di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori; m) «sorveglianza sanitaria»: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalita' di svolgimento dell'attivita' lavorativa; n) «prevenzione»: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarita' del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrita' dell'ambiente esterno; o) «salute»: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o d'infermita'; p) «sistema di promozione della salute e sicurezza»: complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; q) «valutazione dei rischi»: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attivita', finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza; r) «pericolo»: proprieta' o qualita' intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni; s) «rischio»: probabilita' di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione; t) «unita' produttiva»: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all'erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale; 13
14 u) «norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un'organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria; v) «buone prassi»: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle regioni, dall'istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), dall'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all'articolo 51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6, previa istruttoria tecnica dell'ispesl, che provvede a assicurarne la piu' ampia diffusione; z) «linee guida»: atti di indirizzo e coordinamento per l'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle regioni, dall'ispesl e dall'inail e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; aa) «formazione»: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi; bb) «informazione»: complesso delle attivita' dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro; cc) «addestramento»: complesso delle attivita' dirette a fare apprendere ai lavoratori l'uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro; dd) «modello di organizzazione e di gestione»: modello organizzativo e gestionale per la definizione e l'attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro; ee) «organismi paritetici»: organismi costituiti a iniziativa di una o piu' associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attivita' formative e l'elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l'assistenza alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attivita' o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento; 14
15 ff) «responsabilita' sociale delle imprese»: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attivita' commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Titolo I PRINCIPI COMUNI Capo I Disposizioni generali Art. 3. Campo di applicazione 1. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attivita', privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio. 2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonche' nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalita' istituzionali alle attivita' degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle universita', degli istituti di istruzione universitaria, delle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 1 agosto 1991, n. 266, e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarita' organizzative, individuate entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dai Ministri competenti di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute e per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale nonche', relativamente agli schemi di decreti di interesse delle Forze armate, compresa l'arma dei carabinieri ed il Corpo della Guardia di finanza, gli organismi a livello nazionale rappresentativi del personale militare; analogamente si provvede per quanto riguarda gli archivi, le biblioteche e i musei solo nel caso siano sottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici e culturali. Con i successivi decreti, da emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza 15
16 sociale e della salute, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede a dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento con la disciplina recata dal presente decreto della normativa relativa alle attivita' lavorative a bordo delle navi, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, in ambito portuale, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, e per il settore delle navi da pesca, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, e l'armonizzazione delle disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo decreto con la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n. 191, e relativi decreti di attuazione. 3. Fino alla scadenza del termine di cui al comma 2, sono fatte salve le disposizioni attuative dell'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, nonche' le disposizioni di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, e le disposizioni tecniche del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, richiamate dalla legge 26 aprile 1974, n. 191, e dai relativi decreti di attuazione; decorso inutilmente tale termine, trovano applicazione le disposizioni di cui al presente decreto. 4. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonche' ai soggetti ad essi equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo. 5. Nell'ipotesi di prestatori di lavoro nell'ambito di un contratto di somministrazione di lavoro di cui agli articoli 20, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, fermo restando quanto specificamente previsto dal comma 5 dell'articolo 23 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione di cui al presente decreto sono a carico dell'utilizzatore. 6. Nell'ipotesi di distacco del lavoratore di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l'obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato. Per il personale delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che presta servizio con rapporto di dipendenza funzionale presso altre amministrazioni pubbliche, organi o autorita' nazionali, gli obblighi di cui al presente decreto sono a carico del datore di lavoro designato dall'amministrazione, organo o autorita' ospitante. 7. Nei confronti dei lavoratori a progetto di cui agli articoli 61, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e 16
17 successive modificazioni, e dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo 409, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile, le disposizioni di cui al presente decreto si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente. 8. Nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio, ai sensi dell'articolo 70 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, il presente decreto legislativo e tutte le altre norme speciali vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute si applicano con esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l'insegnamento privato supplementare e l'assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili. 9. Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, e dei lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III. 10. A tutti i lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza, mediante collegamento informatico e telematico, compresi quelli di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70, e di cui all'accordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002, si applicano le disposizioni di cui al titolo VII, indipendentemente dall'ambito in cui si svolge la prestazione stessa. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III. I lavoratori a distanza sono informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle esigenze relative ai videoterminali ed applicano correttamente le direttive aziendali di sicurezza. Al fine di verificare la corretta attuazione della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza da parte del lavoratore a distanza, il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorita' competenti hanno accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro nei limiti della normativa nazionale e dei contratti collettivi, dovendo tale accesso essere subordinato al preavviso e al consenso del lavoratore qualora la prestazione sia svolta presso il suo domicilio. Il lavoratore a distanza puo' chiedere ispezioni. Il datore di lavoro garantisce l'adozione di misure dirette a prevenire l'isolamento del lavoratore a distanza rispetto agli altri lavoratori interni all'azienda, permettendogli di incontrarsi con i colleghi e di accedere alle informazioni dell'azienda, nel rispetto di regolamenti o accordi aziendali. 17
18 11. Nei confronti dei lavoratori autonomi di cui all'articolo 2222 del codice civile si applicano le disposizioni di cui agli articoli 21 e Nei confronti dei componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, dei piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile e dei soci delle societa' semplici operanti nel settore agricolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo In considerazione della specificita' dell'attivita' esercitata dalle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole, alimentari e forestali, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, e limitatamente alle imprese che impiegano lavoratori stagionali ciascuno dei quali non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo di lavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali aziendali, provvede ad emanare disposizioni per semplificare gli adempimenti relativi all'informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto, sentite le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente piu' rappresentative del settore sul piano nazionale. I contratti collettivi stipulati dalle predette organizzazioni definiscono specifiche modalita' di attuazione delle previsioni del presente decreto legislativo concernenti il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel caso le imprese utilizzino esclusivamente la tipologia di lavoratori stagionali di cui al precedente periodo. Titolo I PRINCIPI COMUNI Capo I Disposizioni generali Art. 4. Computo dei lavoratori 1. Ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale il presente decreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati: a) i collaboratori familiari di cui all'articolo 230-bis del codice civile; b) i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e 18
19 lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; c) gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature munite di videoterminali; d) i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro; e) i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio ai sensi degli articoli 70, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, nonche' prestazioni che esulano dal mercato del lavoro ai sensi dell'articolo 74 del medesimo decreto. f) i lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, ove la loro attivita' non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente; g) i volontari, come definiti dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari che effettuano il servizio civile; h) i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili di cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni; i) i lavoratori autonomi di cui all'articolo 2222 del codice civile, fatto salvo quanto previsto dalla successiva lettera l); l) i collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo 409, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile, nonche' i lavoratori a progetto di cui agli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, ove la loro attivita' non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente. 2. I lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro ai sensi degli articoli 20, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, e i lavoratori assunti a tempo parziale ai sensi del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, e successive modificazioni, si computano sulla base del numero di ore di lavoro effettivamente prestato nell'arco di un semestre. 3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, nell'ambito delle attivita' stagionali definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n e successive modificazioni, nonche' di quelle individuate dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu' rappresentative, il personale in forza si computa a prescindere dalla durata del contratto e dall'orario di lavoro effettuato. 4. Il numero dei lavoratori impiegati per l'intensificazione dell'attivita' in determinati periodi dell'anno nel settore agricolo 19
20 e nell'ambito di attivita' diverse da quelle indicate nel comma 3, corrispondono a frazioni di unita-lavorative-anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria. Capo II Sistema istituzionale Art. 5. Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attivita' di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro 1. Presso il Ministero della salute, il Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attivita' di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Comitato e' presieduto dal Ministro della salute ed e' composto da: a) due rappresentanti del Ministero della salute; b) due rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale; c) un rappresentante del Ministero dell'interno; d) cinque rappresentanti delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. 2. Al Comitato partecipano, con funzione consultiva, un rappresentante dell'inail, uno dell'ispesl e uno dell'istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). 3. Il Comitato di cui al comma 1, al fine di garantire la piu' completa attuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e regioni, ha il compito di: a) stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro; b) individuare obiettivi e programmi dell'azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; c) definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell'azione di vigilanza, i piani di attivita' e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria; d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; e) garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l'uniformita' dell'applicazione della normativa vigente; f) individuare le priorita' della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori. 4. Ai fini delle definizioni degli obbiettivi di cui al comma 2, 20
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