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Timestamp: 2019-09-19 10:48:52+00:00
Document Index: 2460215

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 81', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 26', 'art. 33']

Seduta del 27.02. 98
Voto n.596/97
Università degli Studi - "G. D’Annunzio" di Chieti - Progetto definitivo generale e di 1° lotto della facoltà di Farmacia.
VISTA la nota n. 1058 del 28.11.97 con la quale l’Università degli Studi di Chieti ha trasmesso, per esame e parere, l’affare indicato in oggetto;
VISTA la nota n.2830 del 29.01.1998 con la quale l’Università degli Studi di Chieti ha trasmesso atti integrativi al suddetto affare;
UDITA la Commissione Relatrice (Mauro, Balducci, Rinaldi, Di Falco, Onorato, Arredi, Calzona, Fontana D., Grisolia, Luce, Parise G., Parvopassu, Prestininzi, Docci, Basile, Tamburini, Tatò, Imbesi, Sisinni, Branca)
L’Università degli Studi di Chieti, con lettera prot. n. 1058 del 28.11.1997, ha trasmesso al Consiglio Superiore LL.PP. gli elaborati del progetto definitivo generale e del progetto definitivo del 1° lotto della Facoltà di Farmacia (quest’ultimo finanziato, per l’importo di L. 59.7 miliardi, con delibera CIPE del 23.4.1997, a valere sui fondi della legge n. 341/1995), affinché il Consiglio esprimesse sui progetti citati il parere previsto dal 5° comma dell’art. 6 della legge 109/1994 e successive modifiche ed integrazioni.
Secondo quanto riporta la relazione di accompagnamento al progetto, la nuova sede della facoltà di Farmacia è parte integrante della "Cittadella della Scienza", sistema che ricomprende al suo interno anche la nuova sede del corso di laurea in Odontoiatria (della quale è stato già realizzato il 1° lotto dei lavori), la nuova sede del corso di laurea in Medicina, un edificio pluriuso (bar, sale soggiorno, ufficio postale, sportello bancario) ed autorimesse per - 500 posti macchina.
La "Cittadella della Scienza" è un sistema integrato che può consentire e favorire la formazione di dipartimenti interfacoltà (Medicina – Farmacia), afferenti le ipotizzate seguenti aree didattiche formative di base:
Biofisica e Tecnologie Biomediche;
Biologia e Genetica;
Chimica e Biochimica;
Morfologia Normale;
Epidemiologia ed Igiene.
Il progetto generale della nuova sede della facoltà di Farmacia prevede la realizzazione di edifici per 23.400 m2 circa di superficie lorda, corrispondente ad un volume totale di 95.900 m3.
Il complesso edilizio si articola su un basamento a tre livelli, avente forma di trapezio rettangolo e su n. 4 corpi di fabbrica lineari (collegati due a due a formare due edifici a corte contrapposti), che si elevano per n. 5 livelli sulla parte basamentale.
Partendo dal basso, nel basamento sono ubicati:
al 3° livello i depositi;
al 2° livello lo stabulario, alcuni laboratori per l’installazione di apparecchiature scientifiche a servizio comune, le camere "calde" per manipolazione isotopi radioattivi ad alta energia, le officine (meccanica, elettronica), archivi, magazzini e sottocentrali impianti tecnologici;
al 1° livello l’Aula Magna (300 posti), n. 9 aule (capienza variabile da 70 a 100 posti circa per complessivi 690 posti), n. 7 laboratori per la didattica (capienza da 30 a 42 posti per complessivi n. 270 posti) con gli annessi locali di servizio.
I quattro corpi in elevazione sul basamento (indicati con le lettere A, B, C e D) ospitano al 1° livello:
il corpo A, la presidenza di facoltà e le presidenze dei due corsi di laurea;
gli altri corpi di fabbrica (B, C e D), gli studi dei docenti (n. 7 posti per piano) ed i laboratori destinati alla ricerca (n. 9 per piano).
Nei livelli superiori (2°, 3° e 4°) sono ubicati ancora gli studi dei docenti (n. 7) per piano ed i laboratori per la ricerca (n. 9 per piano). Gli studi dei docenti risultano quindi complessivamente n. 107 ed i laboratori per la ricerca n. 135.
Il 5° livello è un piano tecnico, nel quale sono collocate alcune macchine degli impianti termofluidici.
Con il primo lotto funzionale, finanziato per 59,7 mld, si realizzeranno:
l’intero basamento, articolato su tre livelli, "al finito" (opere edili ed impianti tecnologici completi), rendendosi così operativi tutta l’area per la didattica (aule e laboratori), lo stabulario, i locali di servizio e le indispensabili sottocentrali degli impianti;
in elevazione i corpi A e B realizzati "al finito", per ospitare gli studi dei docenti (in totale n. 49) ed i laboratori per la ricerca (in totale n. 63) sufficienti almeno nella prima fase, ed i corpi C e D "al rustico" (solo strutture, murature, intonaci e rivestimenti esterni, impermeabilizzazione e coperture), per consentire la collocazione al 5° livello – piano tecnico – delle macchine dell’impianto di climatizzazione a servizio di una porzione dei livelli basamentali;
gli arredi di tutti i locali (sia quelli destinati alla didattica che quelli destinati alla ricerca) e le strumentazioni di base dei laboratori.
E’ stato ritenuto opportuno realizzare, nella 1^ fase, "al rustico" i livelli in elevazione dei corpi C e D al fine di evitare, nel completamento successivo, lavorazioni "pesanti", quali la sopraelevazione strutturale e quindi pesanti condizionamenti sulle attività svolte nella parte basamentale. Il completamento dei corpi di fabbrica, realizzati "al rustico" nel 1° lotto, comprendente rifiniture ed impianti, nonché i corpi di fabbrica a struttura in acciaio, di collegamento dei fabbricati A/C e B/D e le dotazioni (arredi e strumentazioni) integrative, è previsto rinviato a successivo finanziamento.
Sull’area nel suo complesso sono stati eseguiti sondaggi e prove penetrometriche e di laboratorio; le risultanze di dette indagini e le note tecniche che illustrano la natura e le caratteristiche dei terreni interessati dalle nuove strutture da realizzare sono riportate nella relazione geotecnica, che correda il progetto delle strutture stesse.
Sulla base di tutti gli elementi acquisiti sono state impiegare fondazioni su pali in conglomerato cementizio armato.
Le strutture in elevazione, ad eccezione di quella dei corpi di fabbrica di collegamento A, C e B, D realizzate con pilastri e travi in acciaio, sono costituite da telai (pilastri e travi) in conglomerato cementizio armato collegati a livello di ciascun piano da solai, tipo prefabbricato. I vani scale ed ascensori sono, in genere, perimetrati da pareti in calcestruzzo armato.
I solai dei piani e di copertura sono realizzati, in genere, con lastre traliccio precompresse prefabbricate (predalles), con elementi di alleggerimento in polistirolo, ad eccezione dei solai dei corpi di collegamento dei fabbricati A, C e B, D che sono in lamiera grecata in acciaio.
Tamponatura e tramezzature
La tamponatura è costituita, in genere, da una doppia parete: quella esterna in blocchi di laterizio alveolare (termolaterizio), quella interna a in laterizi forati, con interposta intercapedine isolata con pannelli in fibre di vetro.
Le tramezzature sono realizzate, in genere, con lastre di gesso rivestito (n. 2 per lato) su orditura semplice o doppia in acciaio, con intercapedine termicamente ed acusticamente isolate con pannelli in fibra di vetro feltrate.
Gli infissi interni normali presentano telaio in alluminio preverniciato e pannelli di tamponamento in derivati di legno rivestiti di laminato plastico ed isolati acusticamente.
All’interno ove necessario, è prevista l’utilizzazione di infissi antincendio in acciaio con partiture cieche e/o vetrate, con caratteristiche di resistenza al fuoco come richiesto dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.
Gli infissi esterni sono previsti in profilati di alluminio preverniciato, del tipo a taglio termico, e sono provvisti di vetro camera.
Gli infissi esterni dei locali tecnici sono in acciaio zincato e provvisti, ove necessario, di griglie di aerazione.
I pavimenti interni sono, realizzati ovunque, con granito di ceramica naturale e levigata, nel colore a scelta della D.L., ad esclusione dei locali tecnici e di servizio al 3° e 2° livello basamentale, ove è previsto il grès ceramico dell’Aula Magna, nella quale è previsto il parquet in legno nonché dei locali dello stabulario nei quali viene utilizzata la resina epossidica.
Le scale sono rivestite in granito di produzione nazionale.
Le pavimentazioni esterne sono previste in porfido (cubetti e lastre squadrate).
Il rivestimento esterno è costituito da lastre in materiale lapideo naturale (travertino), montate a secco su orditura metallica in acciaio inox.
La coibentazione termica ed acustica delle pareti è costituita da pannelli in lana di vetro posti nelle intercapedini delle murature di tamponamento.
La coibentazione dei solai di copertura – terrazzi – è prevista con pannelli di polistirene estruso ad alta densità, spessore 4 cm, posti a secco tra due strati di tessuto non tessuto, su sottostante impermeabilizzazione.
La soprastante pavimentazione è in quadrotti di calcestruzzo armato 50 x 50, con superficie a vista di ghiaia lavata, in opera su sostegni in ABS (soluzione a "tetto rovescio").
Le impermeabilizzazioni sono realizzate con guaine bituminose armate con rete in PVC e velo vetro, in opera a uno o più strati a seconda della situazione di impiego (muri contro terra; coperture).
Per la realizzazione dei controsoffitti è previsto l’uso di pannelli in fibre di vetro, ovvero di lastre di gesso rivestito, in opera su struttura costituita da profilati metallici a T od omega; nello stabulario è previsto utilizzare un controsoffitto in lamierino di acciaio inox.
Le pareti sono trattate a tempera (depositi, magazzini e locali tecnici) o con idropittura finissima ad elevata copertura, traspirante ed antimuffa (per tutti gli altri ambienti).
Le opere in ferro zincato prevedono tinteggiatura con vernice pigmentata in resine alkidiche e pigmenti colorati, previa sgrassatura con solvente e mano di ancoraggio.
La rete fognante sottostante i fabbricati è prevista con:
tubazioni in PVC rigido con giunto a bicchiere e guarnizione in anello elastico, della serie pesante secondo le norme UNI 7447;
pozzetti in calcestruzzo prefabbricati o gettati in opera;
chiusini e caditoie in ghisa sferoidale.
- Alimentazione del complesso
L’alimentazione del complesso è derivata dalla cabina di smistamento in media tensione esistente; il fabbricato di farmacia è attrezzato con propria cabina di trasformazione.
Le utenze interne al fabbricato sono alimentate in bassa tensione.
- Energia di riserva
Una parte delle utenze è asservita ad una sorgente autonoma di energia autoprodotta; dette utenze sono costituite in parte dall’illuminazione generale, dagli ascensori, da parte di utenze dei laboratori e da particolari utenze meccaniche a servizio degli stabulari.
- Energia in continuità
Le utenze informatiche, le prese per i terminali e/o per i singoli personal, sono servite da una rete di continuità assoluta alimentata da un gruppo statico con una autonomia di 30’.
- Distribuzione dell’energia
La distribuzione primaria è del tipo radicale dal quadro di cabina ai quadri di zona degli ultimi due livelli basamentali nonchè per i quadri delle centrali tecnologiche di copertura. Mentre è di tipo dorso-radiale per i quadri di zona del primo livello basamento e dei livelli di elevazione.
La distribuzione dorso-radiale è realizzata con l’impiego di condotti prefabbricati verticali per i quattro corpi di fabbrica.
La distribuzione secondaria è di tipo dorso-radiale.
I livelli minimi di illuminazione di sicurezza imposti dalla normativa sono garantiti con l’impiego di lampade autoalimentate con funzione di illuminazione generale delle vie di fuga (lampade in servizio di emergenza SE) e con lampade autoalimentate sempre accese con funzione di indicazione luminosa delle vie di fuga (lampade SA).
Tutte le aree del complesso sono convenientemente illuminate artificialmente in relazione all’utilizzo.
I livelli di illuminamento sono allineati ai valori consigliati dalla norma UNI 10380 "illuminazione di interni con luce artificiale".
Le tipologie di corpi illuminanti ed i gradi di protezione degli stessi sono adeguati alle condizioni ambientali ed alle esigenze di comfort visivo di ogni locale.
- Impianto prese
Per tutti i locali è prevista la disponibilità di prese di energia elettrica dalle rispettive sorgenti (normale-riserva e continuità) in relazione alle esigenze di servizio delle apparecchiature alle stesse connesse.
- Impianto di f.m.
L’alimentazione di forza motrice è estesa a tutte le utenze meccaniche previste per il complesso, agli impianti elevatori ed a particolari utenze.
- Impianto di protezione
Sono compresi gli impianti di terra generale, i sistemi di equalizzazione del potenziale, gli impianti integrativi contro le scariche atmosferiche ed i ripristini degli attraversamenti di condutture attraverso compartimenti antincendio.
- Impianti di rilevazione incendio e gas
Per tutto il fabbricato è prevista l’adozione di sistemi di rivelazione incendi conformi alla norma UNI 9795 "Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione manuale d’incendio".
Tutti i laboratori ove è previsto l’utilizzo di gas naturale e di idrogeno sono attrezzati con sistemi di rivelazione dei gas, atti a porre fuori servizio la distribuzione del gas stesso prima del raggiungimento del limite inferiore di esplosività ed a segnalare lo stato anomalo di presenza gas.
Anche i depositi di sostanze infiammabili 3° livello basamento sono attrezzati con rivelatori di atmosfera potenzialmente esplosiva.
- Impianto fonia dati
Per il complesso è prevista una rete interna adatta ad essere utilizzata per fonia e dati.
Tutti i posti di lavoro sono attrezzati con prese per l’uso specifico.
La rete è attrezzata al solo livello di contenitori vuoti.
L’impianto è generalizzato a tutto il complesso e viene impiegato per la diffusione di comunicazioni di servizio, informazioni generali e per comunicazioni di evacuazione, in abbinamento all’impianto di rivelazione incendi.
L’impianto è destinato alla sorveglianza interna dei possibili punti di accesso all’edificio, con funzione di avvisatore di allarme per tentata effrazione degli ingressi stessi.
- Impianto controllo accessi e gestione presenze
L’impianto è destinato ad organizzare l’accesso alle aree dell’edificio in modo codificato su vari livelli ed a registrare la presenza di personale all’interno dello stesso o di determinate aree.
- Impianti TVCC e orologi
Per gli impianti in parola il progetto prevede la sola predisposizione delle vie-cavi.
- Architettura impiantistica
L’impiantistica di climatizzazione è così strutturata:
n. 1 sottocentrale termifrigorifera ubicata al 2° livello basamento;
n. 1 centrale termica per la produzione di vapore ubicata al 5° livello elevazione;
n. 1 centrale frigorifera di continuità ubicata al 5° livello elevazione
n. 5 spazi termici entro i quali sono ubicate le unità di trattamento dell’aria, di cui n. 4 al 5° livello elevazione e n. 1 al terzo livello basamento;
rete fluidi convoglianti i vettori termici della centrale comprensoriale alla sottocentrale e da questa agli spazi tecnici ed alle utenze finali.
- Impianti di condizionamento uffici presidenza
Questi locali relativi al piano di elevazione del corpo A, sono serviti da impianto di condizionamento estivo ed invernale a bassa velocità, di tipo misto aria-acqua, costituito essenzialmente da una unità di trattamento aria esterna (aria primaria) e da ventilconvettori installati nei singoli locali, che trattano aria di ricircolo.
- Impianti di condizionamento studi e laboratori docenti
Questi locali, situati in tutti i livelli in elevazione escluso il primo del corpo A, sono serviti da impianti di condizionamento estivo ed invernale del tipo ad aria esterna con post-riscaldamento e da ventilconvettori.
- Impianti di condizionamento aula magna e foyer
Questi locali sono serviti da impianto di condizionamento estivo ed invernale del tipo a tutt’aria, con distribuzione tramite canali a bassa velocità e bassa pressione. L’UTA è bizona ossia strutturata con due mandate distinte singolarmente regolabili.
- Impianti di condizionamento aule
Le aule sono servite da impianti di condizionamento estivo ed invernale del tipo a tutt’aria media velocità e media pressione con cassette attenuatrici monocondotto con post-riscaldamento, poste nei controsoffitti dei corridoi.
- Impianto di condizionamento laboratori didattici
Questi locali sono serviti da impianto di condizionamento estivo ed invernale del tipo a tutt’aria solo esterna, con post-riscaldamento per singolo locale-laboratorio.
- Impianto di condizionamento isotopi radiattivi
Questo impianto è strutturato come quelli per il sistema di umidificazione che è a vapore per la diversa composizione dell’unità di espulsione dell’aria.
- Impianto di condizionamento locali strumentazioni comuni
Questo impianto è tipologicamente uguale a quello dei laboratori didattici, con le seguenti varianti:
le cassette terminali non sono dotate di dipositivo shut-off;
i ventilatori di mandata e di espulsione sono a portata costante.
- Impianto di condizionamento stabulario
I locali dello stabulario sono dotati di impianto di condizionamento a ciclo estivo ed invernale del tipo a sola esterna a perdere, con post-riscaldamento per ogni singolo locale o zona a carico termico ammissibile.
- Impianti di condizionamento spazi connettivi
Questi locali sono serviti da impianti di condizionamento a ciclo estivo ed invernale del tipo a sola aria a tutto riciclo.
- Impianti di condizionamento zona ingresso
Questi locali sono dotati di impianti di condizionamento a ciclo estivo ed invernale del tipo misto ossia costituito da una unità di trattamento aria solo esterna (primaria) e da una o più unità a solo ricircolo.
- Impianti di termoventilazione
Questa tipologia impiantistica consente la climatizzazione a ciclo invernale e la ventilazione estiva degli ambienti serviti. Essa è adottata per depositi, archivi e spogliatoi.
- Impianti di riscaldamento servizi igienici
I servizi igienici sono dotati di impianto di riscaldamento statico con radiatori corredati di valvola termostatica.
- Impianti di espulsione aria
Tutti i servizi igienici privi di finestre sono dotati di impianti meccanici per l’espulsione dell’aria viziata.
Sono previsti inoltre impianti per l’espulsione di vapori, di diversa origine (camere oscure) con l’impiego di idonei materiali e tecnologie.
- Impianti espulsione cappe dai laboratori docenti
E’ prevista la fornitura e la posa in opera delle tubazioni in PVC complete di accessori, dalle singole cappe fino allo sbocco in atmosfera.
Le unità di espulsione e le cappe sono oggetto di altra fornitura.
- Impianto espulsione aria laboratori didattici
I banchi dei laboratori didattici sono dotati di impianto di espulsione dei gas e vapori prodotti nel corso delle sperimentazioni.
- Alimentazione acqua fredda
L’alimentazione dell’acqua fredda, per gli usi generali del complesso edilizio, avviene con derivazione dalla rete di distribuzione generale, a valle del gruppo di misura.
La distribuzione alle utenze è effettuata con idoneo sistema di accumulo e di sovrappressione, collocato nella centrale idrica dell’Istituto.
- Produzione acqua calda
Tutta l’acqua calda per uso sanitario è prodotta con un complesso di riscaldamento e di accumulo centralizzato nella centrale tecnologia (termica ed idrica) e distribuita con una unica rete di mandata e di ricircolo alle utenze.
- Rete di scarico
Le acque nere di scarico, di tutte le apparecchiature del complesso edilizio sono convogliate, per naturale gravità , sino alla rete fognaria del campus già realizzata.
A seconda della tipologia degli scarichi ed in particolare nel caso di laboratori con trattamenti fortemente inquinanti, sono previste reti completamente indipendenti, e trattamento di depurazione o di neutralizzazione.
A seconda della destinazione d’uso l’acqua è sottoposta a trattamenti diversificati atti ad evitare processi di corrosione e di formazioni calcaree.
Tutta l’acqua derivata dalla rete di acquedotto è efficacemente filtrata centralmente prima della sua distribuzione alle varie utenze.
Per esigenze di laboratorio sono previsti impianti di produzione acqua demineralizzata, acqua addolcita ed acqua distillata.
- Impianto antincendio a manichette e naspi
La protezione interna ed esterna agli edifici è affidata in linea generale ad un impianto di tipo tradizionale con idranti a manichetta o naspi, dimensionato in conformità alle normative vigenti e secondo le disposizioni del locale Comando dei VV.F.
- Impianto antincendio con sprinkler
L’impianto antincendio, con installazioni fisse di estinzione di tipo automatico a pioggia, è previsto al 2° livello basamento, negli ambienti archivi e magazzini ed al 3° livello basamento, nei locali depositi di sostanze normali.
- Impianto di protezione antincendio con gas FM 200
Nei locali deposito materiali infiammabili al 3° livello del basamento, soggetti a rischi di esplosione ed incendio, sono installati impianti del tipo a saturazione ambiente con gas FM 200.
Gli impianti sono del tipo modulare con complesso di intervento installato nell’ambiente.
- Estintori antincendio
Oltre ai sistemi di incendio sopra descritti, ed a integrazione degli stessi, sono installati estintori portatili sia del tipo a polveri, sia del tipo CO2 a seconda delle esigenze di protezione degli ambienti e delle
Impianti di Distribuzione Gas Tecnici
- Impianto di produzione e di distribuzione aria compressa
L’impianto è costituito da una centrale di produzione aria compressa, ubicata al 2° livello basamentale, con funzionamento automatico.
- Impianto di aspirazione
L’impianto comprende la centrale di produzione del vuoto, ubicata nell’ambito delle centrali tecnologiche al 2° livello basamento, a funzionamento automatico con due gruppi di pompe di aspirazione.
- Impianto di stoccaggio e di distribuzione gas speciali
I gas impiegati per esigenze di analisi e sperimentazioni sono stoccati in bombole, in area appositamente destianta.
Automazione degli Impianti Termofluidici
Le regolazioni delle unità di trattamento aria e in genere quelle nell’ambito delle centrali tecnologiche sono realizzate con l’impiego di unità periferiche a controllo digitale diretto (DDC).
Le stesse unità periferiche provvedono a comandare le apparecchiature elettriche (pompe e ventilatori) degli impianti termofluidici, secondo un calendario ed orari programmabili, e ad effettuare la ritaratura dei regolati analogici dei ventilconvettori, per gruppi appartenenti ad aree comuni dell’edificio.
In questa fase le unità periferiche operano in modo autonomo e locale, in quanto non è prevista né una loro interconnessione né la fornitura di una unità centrale di supervisione.
Esse sono comunque dotate dell’hardware necessario per realizzare l’eventuale futura centralizzazione.
La regolazione delle cassette viene realizzata con regolati a microprocessori installati in prossimità dei terminali stessi.
Tutti i regolatori lavorano in modo autonomo e sono collegati con bus di comunicazione ad una unità di comando, tramite la quale è possibile impostare i parametri di regolazione ed il tipo di funzionamento e rilevare i dati relativi ad ogni terminale.
Impianti Elettrici Pertinenti a Quelli Termofluidici
Consistono in;
quadri QT a servizio specifico degli impianti termofluidici;
linee elettriche di potenza ed ausiliarie, a valle dei quadri QT sino alle utenze teimofluidiche;
interruttori antinfortunistici
collegamenti equipotenziali nell'ambito di ogni locale tecnico ad uso degli impianti termofluidici, di tutte le masse estranee presenti;
cavi scaldanti per le tubazioni in copertura.
Viabilità Veicolare e Pedonale
La viabilità veicolare interna all'area è destinata solo ed esclusivamente ai mezzi di soccorso (Vigili del Fuoco, Croce Rossa), agli autoveicoli che trasportano i portatori di handicap, ai mezzi per la manutenzione generale e la gestione degli impianti tecnici e per il trasporto di attrezzature e di materiali necessari al funzionamento di tutte le attività.
Tutti gli altri veicoli (personale docente e non docente; studenti) possono sostare nei parcheggi di superficie ubicati sul perimetro dell'area e nell'ambito delle autorimesse interrate, a cui si è già fatto cenno, che offrono complessivamente su 41.000 m2 di superficie, 1.200 posti auto circa.
L'accesso dei veicoli (di soccorso e di servizio) sul basamento della Cittadella della Scienza avviene dalla S.S. n. 81 - Piceno/Aprutina - a quota 79,50.
Come gli ingressi veicolari anche gli ingressi pedonali sono molteplici ed ubicati su Via Pescara (per Rettorato e Facoltà di Lettere e Filosofia), sulla S.S. n. 81 (per Rettorato e Cittadella della Scienza), su via Colle dell'Ara (per Facoltà dì Lettere e Filosofia; I.T.A.B.; C.E.S.I.).
Il quadro economico del progetto generale (in milioni di lire) risulta:
A) IMPORTO LAVORI E FORNITURE A BASE D'ASTA
A1) Edilizia (opere edili e impianti tecnologici) 43.773
A2) Arredi e Strumenti Scientifici (Dotazioni delle aule, dei laboratori per la didattica e per la ricerca, degli studi, degli uffici, dei locali di servizio) 25.417
Sommano A) 69.190
B1) Imprevisti opere civili ed imp. (5% di A) 2.189
B2) Imprevisti arredi e strumenti (5% di B) 1.271
B3) Adeguamento prezzo appalto (Art. 26 L.11.02.94 n.109) 1.571
B4) Spese generali 12% su A+B1+B2+B3 (=74.221) 8.907
B5) IVA 10% su A1+B1 +B3 (=47.533) 4753
20% su A2+B2+B4 (=35.595) 7.119
Totale IVA 11.872
Sommano B) 25.810
totale progetto generale 95.100
Il quadro economico relativo al 1° lotto (in milioni di lire) risulta:
A1) Edilizia (opere edili e impianti tecnologici) 37.000
A2) Arredi e Strumenti Scientifici (Dotazioni delle aule, dei laboratori per la didattica e per la ricerca, degli studi, degli uffici, dei locali di servizio) 9.500
Sommano A) 46.500
B1) Imprevisti (IVA compresa) 790
B2) Spese generali 12% su A+A2+B1 (= 47.290) 5.675
B3) VA 10% su A1 (= 37.000) 3.700
20% su A2+B2 (=15.175) 3.035
Sommano B) 13.200
Totale Progetto 1° Lotto 59.700
La Commissione relatrice a seguito di preliminare istruttoria ha formulato alcuni rilievi sugli elaborati trasmessi, con nota della Presidenza n. 2303 del 28.12.1997, che di seguito si riporta integralmente.
<<Con riferimento alla richiesta di parere avanzata con la nota in riferimento, si fa presente che, da un preliminare esame del progetto dei lavori indicati in oggetto da parte della commissione relatrice, si è rilevato che la documentazione inviata non risulta pienamente rispondente alle prescrizioni della L 109/1994 art. 16 comma 4, dichiarate necessarie per ritenere i progetti adeguatamente sviluppati.
Si è, in particolare, notata la mancanza di una relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali, la carenza di adeguate informazioni sul rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare, nonché di utili elementi che consentano di esprimersi sui costi in connessione con i benefici previsti e sui tempi inerenti alla realizzazione dell’opera.
In effetti la Relazione tecnica generale allegata al progetto trasmesso non contiene alcuna esplicita indicazione sui criteri utilizzati per le scelte progettuali nè sugli altri elementi sopra segnalati. Per contro la rispondenza delle soluzioni adottate alle finalità progettuali, la relazione - sia pure orientativa - esistente fra costi previsti e benefici attesi, la valutazione plausibile dei tempi di attuazione dell’opera, dalla quale il suo costo dipende, rivestono grande importanza e contribuiscono in modo essenziale alla formazione di un giudizio esauriente sulla validità del progetto.
Si è, altresì, rilevato che non è stato redatto un progetto autonomo relativo ai lavori di primo lotto, bensì si è provveduto ad indicare negli elaborati grafici e nei computi di progetto le opere afferenti la prima e la seconda fase esecutiva.
Al riguardo si ritiene opportuno acquisire un autonomo progetto definitivo di primo lotto (finanziamento CIPE) corredato di tutti gli elaborati idonei a definire puntualmente le opere che si prevede di eseguire in prima fase.
Con l’occasione dovrà provvedersi a definire con maggiore dettaglio la descrizione delle voci di elenco prezzi valutati in materia sommaria ed a corpo, specialmente per quanto attiene gli impianti speciali, gli arredi e gli strumenti scientifici.
Per questi ultimi dovrà, fra l’altro, essere precisato se la relativa fornitura fa parte o meno dell’appalto di primo lotto.
Inoltre, occorre precisare i costi parametrici dell’intervento, riferito sia a m2 di superficie, quanto a m3 vuoto per pieno, esplicitando l’incidenza su detti costi delle varie componenti dell’opera (opere murarie, impianti tecnologici, arredi, etc.).
Per quanto attiene agli aspetti più squisitamente tecnici, dall’esame preliminare svolto dalla Commissione relatrice si rileva in generale una certa carenza nel grado di definizione degli elaborati in relazione al livello progettuale dichiarato.
In particolare, riguardo alle strutture si osserva che in alcuni elaborati i progettisti fanno riferimento a costruzione da realizzare in zona classificata a bassa sismicità (S=6).
In proposito, si ritiene che, una volta operata tale scelta, l’edificio deve essere progettato, in tutte le sue parti, nel completo rispetto delle relative, specifiche norme. Ciò che non si evince dagli elaborati strutturali allegati ao progetto con riferimento, per esempio, al collegamento delle teste dei palli di fondazione, al dimensionamento dei giunti, al collegamento fra le strutture principali e le murature di facciata.
Inoltre, poichè la suddetta scelta comporta un aggravio dei costi di realizzazione, occorre che la stessa sia adeguatamente giustificata.
In merito agli impianti elettrici e speciali necessita che gli atti pervenuti siano integrati dalle analisi dei carichi elettrici e di elaborati di calcolo (illuminotecnico, corto-circuito, dimensionamento delle linee dell’impianto di messa a terra e di protezione dalle scariche atmosferiche) indispensabili per l’ottimizzazione della scelta dei componenti sotto il profilo tecnico-economico.
Inoltre, si osserva sin d’ora, che la distribuzione è prevista con un numero di circuiti che sembra esuberante e con un notevole frazionamento delle aree di carico sulle previste tipologie di alimentazione , con conseguenti maggiori oneri.
Si fa presente, infine, che verranno acquisiti il parere n. 58 del 14.12.94 con il quale il C.T.A. del Provveditorato OO.PP. dell’Abruzzo si è espresso in ordine al progetto generale di massima del complesso universitario e del progetto esecutivo delle urbanizzazioni, e gli ulteriori pareri, citati nella nota a riferimento, espressi dallo stesso organo consultivo su altri progetti relativi al complesso edilizio di che trattasi.
Per i motivi esposti questo Consiglio Superiore potrà rendere il proprio parere sul progetto definitivo in argomento, solo a seguito della indicata integrazione degli elaborati, da effettuarsi con ogni possibile sollecitudine>>.
Facendo seguito a tale nota, l’Università degli Studi "G. D’Annunzio" ha trasmesso con lettera prot. n. 2830 del 29.1.1998, una relazione a chiarimento dei rilievi formulati nonché alcuni degli elaborati integrativi richiesti.
Nella suddetta relazione vengono sviluppate alcune argomentazioni tendenti a chiarire la storia del progetto in esame ed i motivi di alcune scelte progettuali.
Viene precisato che il progetto generale del campus universitario di Chieti (del quale fa parte la facoltà di Farmacia), nella versione originaria (1989) e nelle successive revisioni (1^ - 1991/2^ - 1992/3^ - 1994), insieme con i progetti degli edifici già finanziati e realizzati (facoltà di Lettere - n. 3 edifici; Rettorato con annesso Auditorium; Sede del corso di laurea in Odontoiatria della facoltà di Medicina; Edificio per le centrali generali degli impianti tecnici), e di quelli finanziati ed in corso di completamento, I.T.A.B. (Istituto Tecnologie Avanzate Biomediche) e CE.S.I. (Centro di Scienze dell’Invecchiamento) e delle relative urbanizzazioni, in gran parte già realizzate, sono stati oggetto di un lungo ed articolato iter istruttorio presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche per l’Abruzzo e sono stati approvati con successivi decreti provveditoriali, a seguito dei parere favorevoli espressi dal Comitato Tecnico Amministrativo.
Con il Provveditorato sono stati trattati e definiti tutti i temi afferenti le scelte progettuali (urbanistiche, architettoniche, strutturali ed impiantistiche) generali e di dettaglio.
E’ stata peraltro allegata alla relazione a chiarimento inviata, la relazione di accompagnamento al progetto generale, nella sua versione originaria, nella quale si ritrovano le "ragioni" del progetto e dei suoi lineamenti compositivi e tecnologici.
Il progetto definitivo della facoltà rappresenta l’approfondimento del progetto generale già approvato: ne riprende i temi architettonici, strutturali ed impiantistici già trattati negli altri edifici, introducendo solo alcune lievi modifiche all’articolazione distributiva interna, conseguenti a successive esigenze espresse dall’Ateneo e dagli organi decisionali della facoltà.
E’ stato inoltre precisato che la scelta di dimensionare le strutture con un grado, sia pur basso di sismicità, anche se il Comune di Chieti, nel quale ricadono le opere, non è classificato sismico, è stata adottata poiché ritenuta auspicabile dal C.T.A. presso il Provveditorato alle OO.PP. dell’Abruzzo, (voto n. 50 del 9.6.91), al di là della classificazione nazionale, data l’importanza delle opere, con riferimento alle strutture portanti del rettorato e dell’autorimessa su via dei Vestini (2° lotto) e poi confermata dallo stesso C.T.A. (voto n. 41 del 18.12.91) nei lotti successivi per gli edifici già realizzati o in corso di completamento (Odontoiatria; ITAB; CESI).
A conferma del rispetto delle norme relative alle costruzioni in zona sismica, sono state riproposte, sulle tavole di carpenteria integrative le dimensioni dei giunti ed il posizionamento dei collegamenti (nervature) delle murature di facciata con le strutture principali nonché la carpenteria delle fondazioni, nella quale il collegamento delle teste dei pali di fondazione è stato integrato e completato.
In merito agli impianti elettrici e speciali sono stati trasmessi gli elaborati relativi ai calcoli illumino-tecnici ed alle analisi dei carichi elettrici con indicazione delle potenze elettriche, del dimensionamento delle linee e della protezione dei conduttori da sovraccarichi e dai cortocircuiti; è stato altresì riformulato lo schema distributivo dell’energia elettrica, all’interno del complesso, con riduzione delle aree di carico, un accorpamento delle linee montanti e la riduzione del numero della macchine per la produzione di energia di riserva e per l’energia in continuità (n. 1 gruppo elettrogeno da 800 kVA anziché n. 2 da 320 kVA; n. 1 gruppo di continuità da 200 kVA anziché n. 3 gruppi da 80 kVA e n. 3 da 30 kVA).
Al fine di ottemperare alla richiesta di acquisire un autonomo progetto definitivo del primo lotto (finanziato dal C.I.P.E.) sono stati redatti, separatamente da quelli del progetto generale, gli elenchi prezzi ed i computi metrici delle opere edili, degli impianti tecnologici, degli arredi e delle strumentazioni.
Per gli arredi sono state integrate n. 2 tavole afferenti il 3° e il 2° livello del basamento, nelle quali sono individuati gli arredi ricompresi nel 1° lotto e quelli da rinviare al lotto successivo.
Le strumentazioni ricomprese nel 1° lotto sono state inserite nel relativo computo metrico estimativo.
E’ stata inoltre compilata una tabella con i costi parametrici (per m2 e per m3) disaggregati in opere edili, impianti, arredi e strumentazioni.
Infine per fornire elementi di valutazione dei costi rapportati ai conseguenti benefici, l’Università ha trasmesso la scheda – progetto inviata al CIPE e sulla base della quale il CIPE ha deliberato il finanziamento del 1° lotto per 59,7 miliardi di lire.
Il progetto definitivo della Facoltà di Farmacia, trasmesso a questo Consiglio dall’Università degli studi di Chieti, concerne la attuazione di un ulteriore stralcio del programma costruttivo che ha per oggetto la realizzazione della nuova struttura universitaria. Esso si compone di: opere civili, rappresentanti un importo pari a circa il 37% del totale (69 miliardi di lire), impianti tecnologici, per un importo pari al 26%; arredi e strumenti scientifici, per un importo pari al 37%.
Il grado di definizione del progetto nelle sue componenti è alquanto eterogeneo, in particolare mentre le soluzioni progettuali per le opere civili e per alcuni impianti appaiono sufficientemente definite, ai fini della possibilità di rendere il parere richiesto, per gli arredi e gli strumenti scientifici le indicazioni esposte sono affette da larga indeterminatezza.
In linea generale appare sostanzialmente carente la compiutezza del progetto nel suo insieme, sia per quanto riguarda la possibilità di valutare le soluzioni progettuali alla luce delle finalità perseguite, sia per quanto riguarda il giudizio sulla tempistica di realizzazione dell’opera ed il connesso giudizio sui risultati economici attesi.
In considerazione dell’incompletezza del progetto nella sua globalità, evidenziatasi fin dalle prime fasi del suo esame, si è ritenuto opportuno richiedere all’Amministrazione Universitaria una integrazione degli elaborati presentati, con dati ed elaborati ulteriori, specificamente indicati.
Infatti nella documentazione progettuale trasmessa si riscontra la mancanza di una "relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali" e carenza di adeguate informazioni sul "rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare", nonché di utili elementi che consentano di esprimersi sui costi in connessione con i benefici previsti e sui tempi inerenti alla realizzazione dell’opera. In effetti la Relazione tecnica generale allegata al progetto non contiene alcuna esplicita indicazione dei criteri utilizzati per le scelte progettuali, né indicazioni significative sugli altri temi richiamati. Anche per quanto riguarda gli elenchi prezzi degli arredi e delle apparecchiature scientifiche, la documentazione di progetto presenta una inaccettabile indeterminatezza di alcune voci valutate a corpo o corrispondenti ad apparecchiature scientifiche di alto costo unitario.
Alla richiesta di una relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali (come prescritto dalla L. 109/94 art. 16 quarto comma) e di informazioni sul rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabilite nel progetto preliminare (secondo le prescrizioni della stessa legge 109/94) la documentazione integrativa fornita non offre significative risposte. In particolare nella "Relazione a chiarimento dei rilievi formulati dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici "(pag. 2) si afferma che ….." può apparire giustificato il fatto che i progettisti, nella relazione che accompagna il progetto, non abbiano trattato temi quali i criteri utilizzati per le scelte progettuali ed il rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare nonché gli elementi utili alla valutazione dei costi in connessione con i benefici previsti, ritenendo detti temi, per così dire, "risolti", essendo stati oggetto di precedenti trattazioni in istruttorie approvative ormai concluse".
Peraltro, dal confronto di alcuni parametri significativi (rapporti alunni/aule e alunni/m2) ricavabili dalla scheda CIPE, si evidenzia che, ad intervento effettuato, tali parametri assumono valori di gran lunga superiori di quelli medi nazionali.
Quanto sopra, in considerazione anche dell’elevato numero di studi e laboratori previsti, porterebbe a concludere che le opere sono sovradimensionate rispetto alle reali esigenze della facoltà di Farmacia.
Tuttavia tale osservazione potrebbe essere in parte superata ove fosse considerata la possibilità di formare dipartimenti interfacoltà Medicina-Farmacia.
Ciò premesso, sui principali aspetti tecnici dell’opera si formulano le considerazioni che seguono:
1. Aspetti architettonici-funzionali
Nell’affrontare l’esame del progetto va evidenziato innanzitutto che lo stesso è parte integrante di un complesso più ampio detto "Cittadella della Scienza" peraltro a suo tempo sottoposto al parere della VI Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per quanto riguarda la valutazione preordinata all’autorizzazione ai sensi dell’art. 81 del D.P.R. 616/77.
In tale occasione fu evidenziata la necessità di approfondire alcuni aspetti e tra questi, in particolare, quello degli accessi, dei percorsi pedonali e di quelli carrabili, e di verificare il fronte, caratterizzato dall’edificio a piastra della "Cittadella", con il fine di mitigarne l’impatto visivo.
I problemi posti in quella sede non sembrano del tutto risolti nella soluzione progettuale proposta.
In particolare non risulta evidenziato nelle planimetrie generali di progetto il sistema dei percorsi pedonali in rapporto ai possibili carichi che questi devono sostenere in relazione alle funzioni che si svolgono nell’intero complesso universitario.
Di conseguenza, relativamente al lotto in esame, non è possibile, ad esempio, verificare se la scala posta all’interno del medesimo lotto, sia stata correttamente dimensionata.
Si osserva al riguardo che i volumi emergenti dalla piastra convergono su un’asse principale che rappresenta il fondamentale percorso distributivo interno al complesso costituente la così detta "Cittadella", percorso che si conclude appunto con una scala di soli m. 1,70 di larghezza e che si sviluppa per un dislivello di m. 11,50.
Su tale scala peraltro confluiscono alcuni flussi pedonali interni al lotto in esame, non certo marginali, come quelli proveniente dall’Aula Magna, flussi che convengono su un semplice pianerottolo posto a circa metà della scala stessa.
Sempre in tema di percorsi il progetto non contiene tavole specifiche indicative delle soluzioni studiate per i portatori di handicap, per cui non si ritiene, dalla lettura degli elaborati, che tale problema sia stato risolto adeguatamente e secondo le più recenti normative.
In sostanza quindi, prima di procedere allo sviluppo del progetto esecutivo, si ritiene debba essere attentamente riconsiderato il sistema dei percorsi pedonali introducendo, ove necessario, le conseguenti modifiche.
Si prende atto, inoltre, che in relazione alla soluzione planoaltimetrica adottata, molti degli ambienti contenuti all’interno della piastra del basamento non sono dotati di illuminazione e areazione diretta. Ne consegue l’esigenza di verificare la compatibilità delle funzioni ivi previste con le caratteristiche degli ambienti, verifica che si ritiene debba essere estesa a quei locali che hanno un’areazione ed una illuminazione limitata.
Relativamente agli aspetti architettonici, premesso che, sul piano formale, il progetto appare accettabile, meritano di approfondimento alcuni elementi che, non compiutamente definiti in questa fase, possono incidere sulla qualità finale dell’opera: si cita, ad esempio, la mancata individuazione di tutti i problemi connessi con gli scarichi dell’acqua piovana, mentre, relativamente agli scarichi dei bagni, questi non risultano tutti opportunamente individuati. Inoltre si rileva come la soluzione data agli attacchi a terra nei prospetti, renda poco comprensibile il posizionamento di alcune aperture che sembrano inspiegabilmente tagliate dallo stesso attacco a terra.
2. Aspetti Geotecnici
I terreni di imposta degli edifici appartengono al noto Complesso di Argille Marnose di età pliocenica che fanno da substrato a tutta la zona.
Si tratta di terreni coesivi di elevata consistenza, fortemente sovraconsolidati a luoghi debolmente cementati e con sottili intercalazioni di livelli più sabbiosi. In superficie, per spessori di diversi metri, i terreni del substrato sono generalmente ricoperti da una coltre di terreni limo-argillosi di origine cluviale e/o colluviale che presentano caratteristiche geotecniche decisamente più scadenti. Le coltri di copertura possono, in particolari situazioni morfologiche, porre delicati problemi di stabilità dei versanti.
Nel caso in esame, il substrato dei limi argillosi consistenti è risultato ricoperto da una coltre avente uno spessore compreso tra i 18 ed i 30 metri circa.
Considerazioni di carattere geomorfologico farebbero escludere problemi di stabilità del versante sul quale è impostato l’insediamento.
La caratterizzazione stratigrafica e geotecnica dei terreni è stata basata sulla elaborazione di sondaggi e di prove geotecniche in sito ed in laboratorio.
L’interpretazione dei risultati appare corretta ed anche utilmente rapportata ai numerosi dati disponibili nella letteratura specializzata.
Meno incisiva risulta la trattazione degli aspetti propriamente progettuali. Per le fondazioni degli edifici è stata proposta in tutti i casi, in modo motivato e condivisibile, l’adozione di pali trivellati di medio e grande diametro.
Per il loro dimensionamento, tuttavia, si è fatto riferimento a schematizzazioni eccessivamente semplificate condotte con spirito didascalico che ha portato a trattare il problema in modo pericolosamente automatico e quindi acritico.
La capacità portante dei pali è risultata, così, espressa in forma parametrica e rappresentata in diagrammi di sintesi, ottenuti con procedure automatiche, nei quali la capacità portante è espressa in funzione della profondità e del diametro del palo. Così in un caso è risultato, in modo evidentemente paradossale, che la presenza di un livello di ghiaia di modesto spessore ha contribuito (nel calcolo) a far aumentare in modo anomalo la capacità portante di pali con la base ricadente nel livello di ghiaia, rispetto a pali di lunghezza anche maggiore.
Conseguenza di ciò è stata che negli elaborati di calcolo delle fondazioni, nel dimensionamento delle palificate, fatto con riferimento ad alcune situazioni tipo, non sia stata nemmeno riportata la lunghezza da attribuire ai pali nelle diverse condizioni.
Nel caso particolare, il progetto delle fondazioni dovrebbe essere condizionato dalla esigenza di una uniformità di comportamento oltre che da un acritico rispetto di teorici coefficienti di sicurezza.
Prima di procedere alle scelte esecutive sarebbe pertanto opportuno verificare meglio che le quote di imposta dei pali ricadano tutte sicuramente nel substrato in modo da realizzare la massima uniformità nel trasferimento dei sovraccarichi al terreno. Così come sarebbe opportuno, ai fini di un controllo dei cedimenti, valutare il contributo di resistenza per adesione laterale attribuito ai pali in rapporto ai carichi.
Assolutamente ignorati sono stati i problemi di stabilità degli scavi per la realizzazione dei vani dei piani inferiori. Da quanto è possibile desumere, gli scavi possono raggiungere altezze notevoli, dell’ordine della decina di metri.
Considerato che questi interessano i terreni alterati e degradati della coltre di copertura, dovranno essere compiutamente affrontati e rappresentati i problemi di stabilità ed i relativi accorgimenti progettuali nelle diverse fasi di lavoro.
3. Aspetti Strutturali
Per quanto riguarda gli aspetti strutturali, gli elaborati appaiono, in linea generale, rispondenti ai requisiti richiesti ad un livello di progettazione definitiva.
Come già rilevato nelle premesse, il progetto delle strutture è stato elaborato considerando un’azione sismica di 3^ categoria, pur non essendo la zona classificata sismica. Tale scelta viene giustificata con riferimento ad una specifica prescrizione del Comitato Tecnico Amministrativo del Provveditorato alle Opere Pubbliche per l’Abruzzo contenuta nel parere n. 41 espresso nell’adunanza del 13.12.1991.
Al riguardo, in sede di progettazione esecutiva, dovranno coerentemente essere rispettate tutte le norme per le costruzioni in zona sismica.
4. Aspetti Impiantistici
Il progetto degli impianti termofluidici è ben documentato per quanto riguarda i requisiti da raggiungere e le scelte di impostazione.
Le soluzioni impiantistiche sono esaurientemente descritte a livello di schemi funzionali e specificazioni tecniche dei materiali e sono condivisibili.
Viceversa, la definizione oggettuale ed il dimensionamento sono portati solo al livello minimo sufficiente a svolgere la stima economica preliminare.
I dati a base di progetto, per quanto riguarda i valori di temperatura ed umidità, le portate di rinnovo, la densità di occupazione ed i carichi interni, appaiono in genere congrui, talora generosi e comunque condivisibili, con qualche osservazione come segue:
per le aule ed aula magna è previsto un apporto di aria esterna dato in 5 ricambi orari. Sarebbe più opportuno per queste destinazioni un dato riferito alla occupazione, con non meno di 30 m3/ h per persona;
per i locali di stabulazione ed ante-room è prevista la possibilità di regolare la temperatura indipendentemente locale per locale, con possibilità di impostarne il valore desiderato a piacere fra 18° e 22° in inverno e fra 24° e 28° in estate. Questa è una scelta molto opportuna, che potrebbe essere migliorata consentendo la sovrapposizione parziale dei due intervalli, per consentire termostatazioni a temperature costanti (23-25° C) per tutto l’anno. Inoltre, almeno per una parte dei locali, potrebbe essere opportuno o necessario un controllo indipendente anche dell’umidità.
per i locali di stabulazione, potrebbe essere necessaria una filtrazione assoluta, anziché ad altissima efficienza, anche in mandata;
le densità di occupazione previste appaiono intrisecamente congrue e prudenziali (aule, una persona ogni 5 m2 , ecc.). Qualche perplessità desta il fatto che, considerate le aree e le densità assunte, si dovrebbero ad esempio avere oltre 1000 docenti gravitanti sulla facoltà.
Per quanto riguarda l’impianto antincendio, è previsto un impianto di estinzione automatica a gas per il deposito di materiali infiammabili al 3° livello del basamento.
E’ previsto invece un impianto a pioggia (sprinkler) per i locali archivi e magazzini al 2° livello del basamento.
Tale seconda soluzione appare congrua rispetto alla sicurezza antincendio del complesso ma non per la conservazione del materiale archiviato.
Per gli archivi e depositi di materiale di qualche valore (documenti ufficiali ecc.) è raccomandabile un sistema a gas anziché ad acqua.
La configurazione degli impianti di distribuzione dell’energia elettrica prevede un esuberante frazionamento delle aree di carico sulle due tipologie di alimentazione normale e preferenziale (100 partenze circa elaborato E31-01 30.09.97) con una conseguente non trascurabile quantità di cavi e materiali ed oneri connessi, oltre alla necessità di prevedere, a protezione delle partenze, tutti interruttori con potere di interruzione pari a quello massimo dell’impianto BT.
In risposta ai chiarimenti richiesti è stato proposto l’aumento della potenza di progetto dell’impianto (da 800-1000 kW a 1582,9 kVA) nonché delle potenze dei trasformatori, inoltre, sono state modificate le potenze dei gruppi per l’alimentazione di riserva, peraltro tali modifiche non presentano alcuna effettiva connessione con i chiarimenti stessi. Per la revisione della distribuzione è stata prevista l’adozione di condotti-sbarra per l’accorpamento delle montanti, che appare una soluzione inefficace e comunque rimasta a livello di proposta, senza uno sviluppo sufficiente, almeno, per una effettiva valutazione tecnica.
Considerato che l’affidabilità della distribuzione è funzione non solo del grado di frazionamento dei circuiti, ma anche della efficacia della selettività delle protezioni, appare opportuno rivedere la distribuzione degli impianti.
Appare indeterminata la connessione dai trasformatori e dai gruppi per l’alimentazione di riserva, sopracitati, alle sezioni rispettive sul quadro generale; collegamenti di rilevante importanza non solo funzionale ma anche economica, attese le ragguardevoli potenze.
In esito alla richiesta di integrazione di elaborati di calcolo degli impianti (calcoli illuminotecnici, calcoli di corto circuito, calcoli di dimensionamento delle linee con le singole lunghezze previste, coordinamento selettivo delle protezioni), sono state prodotte calcolazioni sufficienti solo per la parte illuminotecnica. Infatti per le altre parti sono state prodotte tabelle che riportano calcoli per la sola distribuzione principale e dati sintetici generali (come la potenza globale di 1582,9 kVA), che non consentono di individuare e valutare i criteri posti a base delle scelte progettuali.
Da un esame dei computi metrici si rileva che molti prezzi, quali quelli degli scomparti MT e degli apparecchi di illuminazione da incasso, appaiono eccessivamente elevati. La valutazione degli impianti terminali è fatta per punti luce e per punti presa, malgrado una cospicua incidenza di cavi per circuiti terminali (si hanno prese ogni 4 m2 invece di 10-15 m2 indicati nella relazione tecnica).
In conclusione, gli elaborati relativi agli impianti elettrici, nel loro complesso, non si ritengono adeguati ad un progetto definitivo.
5. Arredi e strumentazione scientifica
All’esigenza, prospettata con la nota citata in premessa, di definire con maggiore dettaglio le voci di elenco prezzi valutate a corpo o corrispondenti ad apparecchiature di alto costo, specialmente per quanto attiene agli impianti speciali, agli arredi ed agli strumenti scientifici, è stata data risposta, nella "relazione a chiarimento", con l’assicurazione di aver provveduto a definire con maggiori dettagli tali voci. Peraltro la nuova versione degli "Elenchi prezzi arredi e strumentazione" non sembra aver sostanzialmente corrisposto all’esigenza prospettata.
Si veda, per tutte, la voce AL 186, corrispondente ad apparecchiature "NMR 300 Mhz", del prezzo unitario di 1160 ML, apparecchiatura prima individuata con il solo acronimo qui riportato, cui si aggiunge nella nuova versione del Computo metrico estimativo la seguente descrizione "Potenza magnete fino a 300 Mhz, risonanza magnetica sia per idrogeno che carbonio, telecontrollo in ambiente Windows 95 o compatibile, controllo temperatura con effetto Peltier o sistema equivalente", descrizione contenente un unico dato tecnico (indicato in modo inesatto) senza peraltro precisare se nel prezzo siano compresi i software necessari per la funzione spettroscopica del carbonio ed ovviamente, dell’idrogeno.
Si veda anche, sempre a titolo di esempio, la voce AL 191, corrispondente ad un’apparecchiatura denominata "Attrezzature per soffieria", del prezzo unitario di 500 ML, in nulla modificata nella nuova versione dell’elenco prezzi e priva di ogni indicazione atta a rendere determinata la fornitura nei suoi contenuti tecnologici, impiantistici etc.
L’indeterminatezza evidenziata nelle voci ora citate si riscontra anche nella maggior parte delle altre voci corrispondenti ad apparecchiature di costo cospicuo e priva i documenti considerati di ogni significatività in ordine alla possibilità di identificare apparecchiature scientifiche corrispondenti alle esigenze da soddisfare, o ad esprimersi sulla congruità dei prezzi richiesti, in quanto per le prestazioni di tutte le apparecchiature importanti sussistono sostanzialmente indeterminazione o spazi interpretativi inammissibilmente ampi, non certo compensati dall’alto grado di dettaglio riservato alla descrizione di oggetti minori, quali ad esempio, la "gabbia per ratti", del costo di L. 60.100, per la quale si precisa di richiedere che "il portacartellino sia costruito in acciaio INOX Aisi 304".
6. Aspetti tecnico-amministrativi
Come già accennato in premessa, gli elaborati presentati si riferiscono ad un progetto generale definitivo, nonché ad un progetto di 1° lotto funzionale anch’esso definitivo, contenuto nell’importo disposto dal C.I.P.E.. Già in fase di esame preliminare si era avuto modo evidenziare l’opportunità che il progetto di 1° lotto fosse redatto in maniera autonoma, con elaborati grafici e tecnico-amministrativi distinti dal progetto generale.
L’Amministrazione interessata, tuttavia, ha provveduto solo parzialmente ad ottemperare a tale richiesta; pertanto in sede di progettazione esecutiva sarà necessario che il progetto di 1° lotto venga corredato di tutti gli elaborati idonei a definire puntualmente le opere che si prevede eseguire.
Riguardo ai prezzi applicati alle diverse categorie di opere previste nel progetto di 1° lotto, si osserva che, in generale, gli stessi sono mediamente elevati. Ciò tanto più si evidenzia con riferimento ai prezzi degli impianti elettrici e termofluidici.
In fase di progettazione esecutiva sarà pertanto opportuno effettuare una più accurata valutazione dei prezzi medesimi i quali, ove non siano dedotti da prezzari ufficiali debbono essere valutati con apposite analisi istituite nei modi regolamentari.
Per quanto attiene, invece, agli arredi ed alle strumentazioni non può che ribadirsi quanto in precedenza già evidenziato circa la necessità che le singole voci di elenco prezzi, oltre a descrivere in maniera adeguata ed inequivocabile il tipo di arredo o di strumentazione oggetto di fornitura, debbano essere opportunamente dedotte da puntuali analisi ed eventualmente supportate da indagini di mercato.
In ordine al Capitolato Speciale d’appalto per quanto riguarda gli aspetti più propriamente amministrativi, si osserva che lo stesso deve essere armonizzato alle norme dettate dalla legge n. 216/95, in particolare, in materia di contenzioso, nonché alla vigente disciplina contrattuale sui lavori pubblici.
all’art. 7 deve essere cassato l’ultimo capoverso in quanto il C.S.A. non può prevedere clausole in contrasto con norme di legge e di regolamento;
all’art. 11 appare opportuno eliminare la clausola in base alla quale la penale per ritardata ultimazione potrà essere applicata fino alla concorrenza del 10% dell’importo netto contrattuale.
il punto 2 dell’art. 15 va eliminato perché in contrasto con le vigenti norme che non consentono la corresponsione all’Impresa dell’anticipazione.
I termini previsti per l’espletamento del collaudo (art. 19 punto 3) devono essere adeguati pur nel rispetto della legge 741/81, e tali da poter comprendere una stagione estiva ed una invernale per il collaudo degli impianti termici.
Occorre riformulare più adeguatamente l’art. 26 (oneri ed obblighi) al fine di evitare che l’Impresa possa formulare soluzioni alternative delle opere previste in progetto se non per sopravvenute cause imprevedibili accertate dalla direzione dei lavori.
Occorre, altresì, uniformare il contenuto degli artt. 31 e 32 del C.S.A. in quanto in contrasto fra loro.
Necessita, infine, adeguare il medesimo C.S.A. (art. 33) alle norme dettate dagli artt. 31bis e 32 della legge n. 216/95 in materia di contenzioso.
7. Aspetti economici e tempi di realizzazione
Per quanto attiene agli aspetti dei costi la relazione al progetto afferma che la stima delle opere è stata condotta sulla base dell’elenco prezzi unitari, adeguatamente integrato, approvato dal Provveditorato alle OO.PP. per l’Abruzzo relativamente agli edifici già realizzati o in corso di realizzazione (Facoltà di Lettere e Filosofia, Rettorato ecc.).
Atteso che per il progetto generale l’importo dei lavori e forniture a base d’asta è di L. 69.190 milioni di cui 43.773 milioni per opere civili e L. 25.417 milioni per oneri e strumenti scientifici, tenendo conto che è prevista la realizzazione di m2 23.400 (superficie lorda), corrispondente ad un volume di 95.900 m3, con una incidenza m3/m2 = 4,1, se ne deduce un costo a m2 di L.1.870.000 e di L. 460.000 circa a m3 v.p.p..
Preso atto della tipologia architettonica e strutturale prevista per l’intervento in esame e della complessa parte impiantistica, i costi parametrici, a conferma di quanto in precedenza osservato sui prezzi unitari, si collocano in una fascia elevata per cui, in sede di progetto esecutivo, il computo metrico non solo dovrà comunque tener conto delle possibili variazioni conseguenti alle osservazioni formulate da questo Consesso, ma anche di tutti i necessari approfondimenti in ordine ai prezzi da applicare, ed alla completezza di tutte le voci volte ad individuare compiutamente il costo dell’opera.
Circa i tempi, va rilevato che alla richiesta di elementi necessari per potersi esprimere sui tempi inerenti alla realizzazione dell’opera non si è corrisposto con l’invio di elementi chiarificatori. La sola notizia sulla durata di realizzazione dell’opera si desume dalla scheda progetto rimessa al CIPE a corredo della delibera 12.7.96, scheda che indica in 36 mesi il tempo totale di realizzazione, senza peraltro avvalorare tale dato con alcuna analisi di durata delle numerose attività occorrenti e senza analizzarne le concatenazioni. In tale condizione non è possibile pronunciarsi in alcun modo sulla plausibilità del previsto termine di realizzazione dell’opera, né conseguentemente sul costo complessivo.
Tutto ciò premesso e considerato, nelle suesposte considerazioni è
unanime dell’Assemblea.