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Timestamp: 2020-07-05 23:36:46+00:00
Document Index: 4894336

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 2', 'art 3', 'sentenza ']

Cassazione sentenza n. 4184 - FORUM PROGETTO GAY
Messaggio da Pugsley » venerdì 16 marzo 2012, 1:17
Invito tutti a leggere le motivazioni di questa sentenza. Per il momento ci stanno le notizie di cronaca. A breve verranno pubblicate sul sito della Corte di Cassazione.
http://www.repubblica.it/cronaca/2012/0 ... ef=HRER2-1
Messaggio da frustration » venerdì 16 marzo 2012, 8:16
Sono stati riconosciuti alle coppie gay gli stessi diritti di tutte le altre famiglie, ma di fatto il matrimonio gay rimane x il nostro paese ancora un tabù.....
Terremoto in ambienti religiosi dove si parla di sentenza choc...
È comunque un bel passo in avanti ....
Messaggio da progettogayforum » venerdì 16 marzo 2012, 11:57
In questo articolo l'Avvenire dà la notizia con "prudenza" un po' gesuitica, è chiaro che l'Italia non è la Danimarca o l'Olanda e che il cammino verso una sostanziale parità di diritti o sarà di fatto imposto dalla Comunità Europea, che al di là di grandi dichiarazioni di principio non va e d'altra parte non ha poteri in questi ambiti, o si fermerà prima di cominciare. Che la sentenza sia una possibile apertura che almeno porterà per un po' a galla l'argomento è evidente, ma le resistenze di principio, per spirito di crociata, sono tali e tante che c'è poco spazio per l'ottimismo. Il livello di arretratezza e di ignoranza sostanziale su questi temi, in Italia, è enorme, e il cammino verso la parità, ammesso che ci sia, sarà molto lungo e difficile.
Messaggio da progettogayforum » venerdì 16 marzo 2012, 12:56
Se si legge il discorso dell’osservatore permanente della Santa Sede mons. Silvano Maria Tomasi alla 19^ sessione del Consiglio per i diritti umani dell’ONU sulle “Leggi discriminatorie, le pratiche e gli atti di violenza contro le persone, basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”, il cui testo è integralmente riportato in questo sito ufficiale della Santa Sede,
http://www.news.va/en/news/holy-see-add ... il-on-gend
ci si rende conto che il riconoscimento di pari diritti ai gay e considerato un privilegio ingiustificato e che speciali norme di protezione non sono considerate opportune perché sarebbero norme di favore.
Molto diverso l’atteggiamento di alcuni giornali:
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/gu ... monio.html
Bisogna anche rendersi conto che la non trascrivibilità del matrimonio omosessuale celebrato in Olanda dalla copia che ha provocato la pronuncia della Cassazione è stata motivata sulla base dell’art. 18 del DPR 396/2000 che, con tecnica giuridica per lo meno sospetta, recita lapidariamente così:
(Casi di intrascrivibilità)
1.	Gli atti formati all'estero non possono essere trascritti se sono contrari all'ordine pubblico.
Che cosa ci sia di contrario all’ordine pubblico (concetto quanto mai vago), a parte i pregiudizi, nella registrazione di un matrimonio omosessuale sarebbe tutto da chiarire.
La sentenza della Cassazione non è frutto di una autonoma ed estemporanea tendenza ad anticipare la Legge ma è una stretta conseguenza dell’adesione dell’Italia alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’articolo 12 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, così come costantemente interpretato dalla Corte di giustizia Ue, infatti “ha privato di rilevanza giuridica la diversità di sesso dei nubendi”. Pertanto, secondo la Corte di Cassazione, per l’esistenza di un matrimonio è sufficiente la manifestazione della volontà di nubendi, che è il requisito “unico” indispensabile per la stessa esistenza del matrimonio civile e non è più richiesto quindi che i nubendi siano di sesso diverso. In questo modo la differenza di sesso non costituisce più un presupposto “per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”. È ovvio che l’Italia tiene un piede un due scarpe, per un verso aderisce alla Convenzione europea per i diritti dell’uomo, per la quale, secondo costante giurisprudenza europea non è richiesto che i coniugi siano di sesso diverso e per l’altro nega nei fatti non solo il matrimonio in patria ai gay, ma anche la trascrizione del matrimonio celebrato all’estero “per ragioni di ordine pubblico”!
Messaggio da progettogayforum » venerdì 16 marzo 2012, 13:05
I testo INTEGRALE della interessantissima sentenza della Cassazione 4184/12 Prima sezione civile, è contenuto nel documento:
http://static.ilsole24ore.com/DocStore/ ... 152889.pdf
Messaggio da Pugsley » venerdì 16 marzo 2012, 21:51
Giovedì prossimo sono stato invitato alla presentazione di un libro sulle unioni civili omosessuali in università. Penso di andarci. Ci stanno molti esponenti importanti.
Messaggio da Nicomaco » sabato 17 marzo 2012, 20:01
Grazie per la segnalazione. Non ho letto la sentenza. Lo farò quanto prima. Concordo comunque con Project. Le sentenze possono aiutare a creare una qualche forma di coscienza civile. Ma si tratta di un’azione insufficiente rispetto ai problemi che rimangono a livello sociale e religioso. Qui mi limito a svolgere una considerazione che trae spunto dal recente funerale di Lucio Dalla: funerale sul quale di recente si è molto polemizzato, come credo sia noto. Ebbene, in proposito monsignor Fisichella, stimato esponente della curia romana, su un settimanale italiano molto diffuso ha sottolineato qualche giorno fa come la riservatezza che Lucio Dalla ha ritenuto di mantenere sul rapporto affettivo che lo legava a Marco Alemanno andava rispettata perché Dalla avrà sicuramente avuto le sue buone ragioni per mantenerla. Tuttavia precisa monsignor Fisichella ciò non toglie che Dio veda comunque tutto e quindi abbia saputo leggere anche nel cuore di Dalla… malgrado quella riservatezza. Condivisibili osservazioni nel loro complesso (credo …), però mi chiedo: che cosa veramente avrebbe letto o visto Dio nel cuore di Dalla? Non avrebbe forse visto quel tanto di BENE (non di male) che Dalla voleva al suo Marco e riflessa la BONTA’ o il VALORE del rapporto che lo legava a questo ragazzo? Ebbene, vado a memoria, ma mi pare che Monsignor Fisichella su questi aspetti taccia nell’articolo che ho letto. E questo silenzio mi pare significativo. Perché, a prescindere dal "caso Dalla", evidenzia le grosse resistenze generali che si hanno ancora ad ammettere apertamente che anche una relazione omosessuale può avere un valore intrinseco POSITIVO e che questo valore può EGUAGLIARE quello delle coppie eterosessuali. Ammetterlo o farne oggetto di discussione ragionata, senza farsi prendere dall’emotività, significherebbe in effetti contribuire a fissare le basi culturali per una qualche forma di riconoscimento giuridico che qui in Italia è purtroppo ancora lontano …, malgrado i recenti moniti del Parlamento Europeo.
Messaggio da Torrismondo » sabato 17 marzo 2012, 21:19
Messaggio da Telemaco » sabato 17 marzo 2012, 22:19
Per quanto riguarda le cose che dice il monsignor tal dei tali, la sua saccenza nel dire cosa veda qualsiasi Divinità esista, è quantomai blasfema e nauseante.
Non è altro che la riprova antropologica dell'elevatissimo potere distruttivo del cattolicesimo e della religione in generale. Il monsignore deve dire quelle troiate perchè sono discorsi funzionali alla preservazione dell'establishment clericale; la solidità patrimoniale di un'organizzazione gerarchica si può fondare su molti aspetti, per esempio uno fra questi è la preservazione del consenso subordinato delle persone attraverso il controllo delle coscienze. La Chiesa e i suoi esponenti lo sanno molto bene e provvedono di conseguenza.
Nello specifico, una qualsiasi apertura alle coppie di fatto omo o etero provocherebbe danni economici gravissimi alle istituzioni religiose italiane, le quali tuttora cercano di preservare disperatamente il controllo della vita familiare della popolazione con sovrastrutture dottrinali finalizzate ad incanalarne lo svolgimento in istituti funzionali alla stessa esistenza di chi li impone. Il privilegio DEV'ESSERE GIUSTIFICATO AD OGNI COSTO, e portarsi arbitrariamente "Dio" dalla propria parte è una vigliaccata che storicamente ha sempre funzionato in maniera prodigiosa e stupefacente.
Ma frasi del genere non sono nemmeno degne di essere commentate, sarebbe come cercare di commentare la frase di un naziskin che dice che è giusto prendere a sprangate una persona di colore per il fatto che è di colore perchè questo è ciò che gli dice la sua ideologia.
Per quanto riguarda la sentenza mi spiace frenare gli entusiasmi ma è già da tempo che la giurisprudenza propende nel riconoscere una qualche rilevanza, nei limiti del possibile, alle convivenze more uxorio. Si tratta di ambiti molto ristretti in cui l'interprete ha potuto aprire varchi fra le disposizioni codicistiche, o anche nelle leggi speciali; per esempio è accaduto con riferimento alla possibilità di succedere al partner convivente nel contratto di locazione, oppure nella possibilità di ottenere il risarcimento del danno in caso di morte del partner convivente da cui si dipendeva economicamente, ma il settore del diritto di famiglia è estremamente desueto, l'ultima vera riforma sistematica risale al 1975.
In un ordinamento come il nostro, devastato periodicamente dalle incursioni di legislatori cattolicomani (vedi per es. la allucinante l.40/2004) non esiste nemmeno la disciplina legislativa della famiglia eterosessuale di fatto, figuriamoci di quella omosessuale. La giurisprudenza cerca di mettere le toppe qua e là ma più di tanto non può fare.
Guardando alcune sentenze riguardo al diritto internazionale privato e processuale notavo l'imbarazzo delle autorità giudiziarie nell'essere costretti a frapporre la clausola di ordine pubblico alla trascrizione delle unioni civili nel caso di esecuzione di provvedimenti o sentenze degli altri ordinamenti europei. Imbarazzo che è stato sciolto con apposite circolari ministeriali che hanno imposto agli ufficiali di stato civile di rifiutarsi di eseguire le trascrizioni (circolari poi trasfuse nel dlgs citato da project). Per fortuna il processo di integrazione europea si sta addentrando notevolmente anche nell'ambito del diritto di famiglia e successorio, quindi anche dei caproni come noi italiani son costretti ad entrare in contatto con società più evolute e magari qualcosa di buono ne potrà uscire, se non altro per l'insorgere di ulteriori futuri vincoli comunitari al legislatore italiano. Anche la giurisprudenza della corte CEDU sembra propendere in tal senso (per es. con la sent. Kozack e altre nel 2010).
C'è però il circolo vizioso che già la Corte Costituzionale ha approfittato ad adoperare nel 2011 per sfuggire alla richiesta di dichiarazione di incostituzionalità della disciplina codicistica: la tutela delle coppie di fatto, omosex o eterosex, non è di per sè costituzionalmente obbligatoria perchè non esistono vincoli giuridici ordinari che impediscano attivamente tali forme di convivenza, la quale quindi può esplicarsi come mero dato di fatto; l'art 2 cost non è violato. E' chiaro però che, laddove il legislatore introducesse una disciplina apposita per regolar le coppie di fatto etero, non avrebbe scampo nel dover regolare allo stesso identico modo le coppie di fatto gay, pena la violazione dell'art 3 cost sull'uguaglianza.
Insomma la Corte Costituzionale, di fronte alla totale (ma malcelatamente DELIBERATA) inerzia del legislatore, lascia alla giurisprudenza il compito (improbabile, anche perchè non compete ad essa!) di arrivare per altre vie a dare rilievo a tutte le coppie di fatto, come sta già avvenendo faticosamente fin dagli anni Ottanta per le coppie di fatto eterosex.
Una soluzione molto risicata, ma tant'è.
Nei paesi più evoluti lo Stato si è reso conto (toh, ma guarda un po') che la rilevanza sociale ed economica della famiglia è un dato umano-fattuale, non un dato religioso-formale, e ne ha disciplinato tutte le forme possibili con una serie di strutture para-contrattuali in modo da accordare tutela laddove ce n'è bisogno, imporre regole laddove ne sorge la necessità, inquadrare nuove fattispecie laddove ciò appare opportuno ed utile (per l'ordinamento stesso).
Ma siccome noi dobbiamo pagare l'anello d'oro istoriato, l'opulenta villa sui colli romani, i prosperi investimenti finanziari del Monsignor quellocheè, dobbiamo anche preservare, sviluppare, corroborare l'intero impianto giustificativo che gli consente di santificare le sue porcate legittimandole dal punto di vista socio-culturale.
Così sia, Amen.
Messaggio da SenzaPeso » domenica 18 marzo 2012, 10:21
progettogayforum ha scritto: Il livello di arretratezza e di ignoranza sostanziale su questi temi, in Italia, è enorme
Già, non posso che concordare, visto che ci sono persone che ancora ritengono l'omosessualità una scelta. Chi ha pregiudizi, o peggio, posizione dogmatiche fondate su assunti, neppure si informa su come stiano realmente le cose, e la disinformazione non aiuta. Le persone vedono solo quello che vogliono vedere.
La sentenza non l'ho letta, in compenso, ho letto l'articolo del simpaticissimo Sgarbi che titola "Hanno vinto i gay, l'Europa è loro"
http://www.ilgiornale.it/interni/hanno_ ... comments=1