Source: https://www.exeo.it/Articoli/10977/demanio-e-patrimonio-acque-categorie-di-beni-argini.aspx
Timestamp: 2020-01-21 19:40:13+00:00
Document Index: 138857759

Matched Legal Cases: ['art. 58', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 33', 'art. 96', 'art. 2087', 'art. 58', 'art. 96', 'art. 917', 'art. 1227', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 2051']

Costituisce fatto notorio che un’area boschiva sviluppatasi sui pendii naturali assestati garantisce la stabilità della situazione idraulica dei relativi terreni sicuramente in maniera migliore (anche per merito del profondo apparato radicale) rispetto ad un terrapieno artificiale, sia pure drenato, utilizzato per la coltivazione dei meli (cultivar che, oltre a presentare un apparato radicale più superficiale, è pure soggetto a periodi... _OMISSIS_ ...che a causa del potenziale franamento a valle del materiale di riporto in occasione di eventi metereologici eccezionali ma non per questo improbabili.
E' legittimo differenziare la trasformazione di un’area a bosco in una coltura dall'ipotesi in cui si tratta di riempire una vallecola solcata da un corso d’acqua, in parte appartenente al demanio, con riporti di terreno e conseguente modifica, tramite innalzamento, dell’alveo: la situazione, infatti, è ben diversa in punto di fatto.
E' illegittimo il diniego di demolizione di un argine che ha cessato la sua funzione (nella specie perché riferito ad un torrente... _OMISSIS_ ...e deviato) motivato con l’esistenza di un pericolo ma senza fornire alcun dato descrittivo fattuale e tecnico a sostegno dell’assunto, impedendo di comprendere se il giudizio tecnico sia o meno ragionevole, perché in radice privo di istruttoria e motivazione.
L'opera di un privato che modifica direttamente l'argine, mediante innalzamento dell'argine con opera in struttura cementizia armata, che impedisce in quel punto le esondazioni, traslandole in altra zona e quindi nei terreni di terzi, non rientra tra le mere "opere eseguite dai privati per semplice difesa", che l'art. 58 del R.D. 523/1904 sottrae al regime di ... _OMISSIS_ ... pubblica amministrazione.
Il divieto di costruzione di opere dagli argini dei corsi d'acqua, previsto dall'art. 96, lett. f), t.u. 25.07.1904 n. 523, ha carattere legale, assoluto e inderogabile, ed è diretto al fine di assicurare la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali e il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici.
La deroga di cui alla lett. f) dell'art. 96 t.u. 25.07.1904 n. 52, per cui la distanza minima dagli argini dei corsi d'acqua si applica in mancanza di “discipline vigenti nelle diverse località”, ha carattere eccezionale e, per prevalere sulla norma genera... _OMISSIS_ ... specificamente diretta a tutelare il deflusso delle acque e la distanza dagli argini delle costruzioni, in ossequio altresì alla normativa statale di tutela del vincolo idrogeologico e delle peculiari condizioni delle acque e degli argini che la norma locale prende in considerazione al fine di stabilirvi l'eventuale deroga.
Solo se lo scopo dell'attività costruttiva lungo il corso d'acqua è quello specifico di salvaguardarne il regime idraulico la disciplina locale assume valenza derogatoria della norma statale di cui all'art. 96, lett. f), t.u. 25.07.1904 n. 523, in quanto meglio ne attua l'interesse pubblico perseguito. In caso contrario, qualora la norma locale si proponesse finalità diverse, quali sono ad es. quelle meramente urbanistiche, essa non... _OMISSIS_ ...lla citata disciplina statale che - in quanto informata a tutelare il buon regime delle acque pubbliche nonché a prevenire i danni che possono derivare da una disordinata attività costruttiva e manutentiva lungo i corsi d'acqua - impone divieti da qualificarsi come tassativi.
Il divieto di costruzione di opere sugli argini dei corsi d’acqua, previsto dalla lettera f) dell’art. 96 del r.d. n. 523 del 1904, è... _OMISSIS_ ... ragione pubblicistica di assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche (e soprattutto) il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici e ha carattere legale e inderogabile: ne segue che le opere costruite in violazione di tale divieto ricadono nella previsione dell’art. 33 della legge n. 47 del 1985 e non sono pertanto suscettibili di sanatoria.
Il R.D. 25 luglio 1904, n. 523, art. 96, lett. f), è una norma... _OMISSIS_ ...rire prevalenza, in materia di distanza dagli argini, alla normativa locale, svolgendo, pertanto, una funzione sussidiaria, nel senso che essa è destinata ad operare solo laddove siffatta disciplina manchi.
DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE -... _OMISSIS_ ... DI BENI --> ARGINI --> MESSA IN SICUREZZA
L'art. 2087 c.c. ed il D.Lgs. n. 494 del 1996 attengono alla sicurezza dei cantieri in relazione ai danni alla persona e non alla tutela dei beni privati in prossimità di corsi d'acqua, con la conseguenza che non sono sufficienti per ritenere implicitamente autorizzati i lavori di sicurezza degli argini da parte delle imprese di costruzione che operano in prossimità delle stesse.
Le opere dei privati a difesa dalle esondazioni di un fiume (art. 58 R.D. 523/1904) sono quelle dirette alla costruzione di un argine di difesa: pertanto il muro di recinzione non rientra in questa tipologia ed è assogge... _OMISSIS_ ...anza prevista dall'art. 96 R.D. 523/1904.
Mentre per «sponda» si intende il confine naturale dell’ordinaria portata dell’acqua nelle sue variazioni stagionali, per «argini» si intendono le barriere esterne, per lo più artificiali, erette a ulteriore difesa del territorio per il caso di piene eccezionali.
Premesso che è lo stesso art. 917 c.c., comma 2, a prevede... _OMISSIS_ ...ilità per danni nel caso in cui la distruzione degli argini o l'ingombro nel corso delle acque derivi da colpa di alcuno dei proprietari, va osservato che, in tale eventualità, operano gli ordinari principi della responsabilità per fatto illecito, e non trovano perciò applicazione diretta gli artt. 915 e 916 c.c.
Non sussiste la colpa del danneggiato di cui all'art. 1227 c.c. laddove il privato abbia omesso di modificare l'argine in modo tale da tutelarsi da eventuali esondazioni, dal momento che simili interventi non sono esigibili dal privato ed anzi lo esporrebbero al rischio di incorrere in un illecito civile per violazione del diritto di proprietà pubblica ed un illecito penale per la realizzazione di manufatti non previsti dal titolo edilizio, nonché all... _OMISSIS_ ...à nei confronti dei terzi confinanti, a cui verrebbe traslato da parte di un privato, ed in assenza di ogni autorizzazione, l'evento dannoso dell'inondazione.
All'impresa edile che opera a ridosso del corso d'acqua non può addebitarsi alcun profilo di colpa per aver adottato la scelta di una fondazione a platea che risultava conforme ai canoni tecnici ed era stata approvata dalle autorità competenti, in quanto non potrebbe individuarsi una colpa per non aver previsto che in caso di alluvione del cantiere (e quindi in corso d'opera senza carichi stabilizzanti la fondazione a platea) i danni per una fondazione su pali trivellati sarebbero stati inferiori.
I proprietari di fondi latistanti ad un torrente sono obbligati ai sensi dell'art. 12 R.D. 52... _OMISSIS_ ...a costruzione delle opere a difesa dei loro beni, mentre spetta alla Regione ai sensi dell'art. 2 R.D. 523/1904 provvedere al mantenimento delle condizioni di regolarità dei ripari e degli argini o di qualunque altra opera fatta entro gli alvei e contro le sponde.
Spetta alla Regione, alla quale sono state trasferite le competenze amministrative in materia di opere idrauliche, provvedere alla manutenzione dell'argine di un torrente, sito al di là della proprietà privata ed appartenente al demanio, con conseguente responsabilità della stessa (ex art. 2051 c.c.) per i danni derivati dall'omissione di tale manutenzione salvo che l'estensione e la configurazione del bene non rendano praticamente impossibile l'esercizio di un controllo che valga ad impedire l'insor... _OMISSIS_ ...di pericolo per i terzi.