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Timestamp: 2018-06-20 02:15:21+00:00
Document Index: 43146250

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art.9', 'art 10', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 1']

Audizione Camera dei Deputati - PDF
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Tommasa Corso
1 FORUM DELLE ASSOCIAZIONI Audizione Camera dei Deputati Contributo del Movimento Studenti Cattolici FIDAE sul disegno di legge n. 2994
2 Il Movimento Studenti Cattolici-Fidae rappresenta le studentesse e gli studenti delle scuole pubbliche paritarie cattoliche secondarie di secondo grado, che sono circa alunni; un numero di certo non esiguo nel panorama scolastico nazionale, il dato sopra ricordato ci permette di fare una precisazione che molte volte sembra sfuggire, anche in sede legislativa, tale numero e di conseguenza tali studenti rientrano nel sistema scolastico nazionale regolato dalla legge 62/2000 Norme per la parità scolastica e disposizioni su diritto allo studio e all istruzione. Fatta questa premessa ci riteniamo amareggiati della scarsa considerazione che si è avuta nei confronti delle scuole paritarie all interno del disegno di legge per il quale riferiamo come una delle associazioni maggiormente rappresentative. Valutazioni generali 1. La maggior parte delle finalità perseguite nel DDL vanno nella direzione di adeguamento agli standard Europei. Questo significa, finalmente, una scuola: più autonoma, più efficiente ed efficace, più attenta ai bisogni individuali degli alunni e della società, più trasparente ed accessibile; rinnovata nei contenuti, nelle modalità di apprendimento e nei saperi. E' una scuola orientata verso la digitalizzazione, la sicurezza edilizia e la semplificazione delle procedure amministrative; è attenta non solo alla costruzione di curriculum personalizzati per ciascun alunno, ma anche alla formazione continua dei docenti ed alla loro valutazione. Sono, certamente, aspetti ampiamente condivisibili ed innovativi poiché scardinano ideologie e metodologie organizzative radicate nel pensiero comune da oramai troppi anni. Il loro futuro destino è però legato ad una serie di variabili di cui oggi è difficile dire: come la quantità delle risorse economiche che saranno, per davvero, destinate, la tempistica e la qualità della decretazione normativa delegata, la volontà e forza politica di perseguire fino in fondo il progetto riformatore delineato, l atteggiamento più o meno ostile o collaborativo dei sindacati e dell apparato burocratico, gli equilibri politici che si andranno a riformulare nel corso del dibattito in Parlamento, l atteggiamento di
3 apertura o chiusura di chi dovrà poi, quotidianamente, praticare le riforme, come i dirigenti ed i docenti. 2. Le materie delegate dall'art. 4, comma 4 al Governo sono orientate ad una corretta regolamentazione dell'asl grazie all'inserimento di una [...]carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti impegnati nei percorsi di formazione [...]. Riteniamo che questo sia un passaggio non modificabile ai fini di una completa esperienza lavorativa dello studente. Se le materie delegate da questo articolo verranno attuate, l alternanza scuola lavoro può essere strumento positivo per abbattere il tasso di abbandono scolastico italiano evidenziato dal rapporto OCSE PISA La materia delegata dall'art. 17 al Governo ci appaiono riduttive. Pur apprezzando il cambio di rotta del Governo circa la libertà di scelta educativa delle famiglie italiane, riteniamo che non sia certo in questo modo che si permetta alle famiglie di poter scegliere il percorso scolastico che si ritiene migliore per i propri figli. La detrazione fiscale prevista è del 19% annuo su una retta pagata massimo di 400 euro, significa quindi che le spese per la scuola, che la famiglia ha il diritto (ed il dovere imposto dallo Stato, altrimenti viene tolta la patria potestà) di scegliere, vengono equiparate alle semplici detrazione per le spese mediche o per gli interessi del mutuo. Si spera quindi che la libertà di scelta educativa delle famiglie italiane possa essere garantita dallo Stato, in modo tale che, svincolandosi dalla valutazioni economiche e rendendo eguali le possibilità, tutti gli studenti possano avere libertà di formazione. Valutazioni particolari di segno positivo In sintonia con la Fidae riteniamo che sia positivo che si tenda a lavorare e si prosegui nell impegno sui seguenti punti: 1. più autonomia delle istituzioni scolastiche purché si adottino regole capaci di salvaguardare l intero sistema scolastico senza creare ingiuste
4 disparità tra un territorio ed un altro, quindi senza creare disuguaglianze tra istituti 2. un rafforzamento della funzione del Dirigente scolastico (art. 2.1) purché all interno della comunità educante ci sia una forma di responsabilità condivisa e diffusa. Il Dirigente scolastico si deve sottoporre ad una valutazione del suo operato da parte di un soggetto terzo esterno alla scuola 3. nuovi Piani triennali dell offerta formativa (art. 2.4) 4. una accurata e seria pubblicità dei Piani triennali dell offerta formativa, in modo che lo studente e le famiglie possano scegliere attraverso un idea chiara di educazione (art. 2.10) 5. un potenziamento della lingua inglese, della musica e dell educazione fisica attraverso l impiego di docenti di madre lingua nel primo caso o abilitati nei restanti casi (art ) 6. aumentare la Storia dell Arte nelle secondarie, per educare i giovani a riconoscere il nostro patrimonio, punto di forza dell Italia 7. un equilibrato potenziamento delle materie opzionali, quindi senza eccedere con il carico nozionistico ed enciclopedico. Un approccio pratico agli insegnamenti coinvolgerebbe maggiormente gli studenti. Senza contare che un bagaglio pratico è più duraturo 8. l inserimento del curriculum dello studente nel portale unico della scuola (art. 3.3) 9. l attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro (art. 4.1). Il nostro sistema scolastico da quando il liceo è diventato la prima scelta per la formazione ha lasciato naufragare l idea che una buona alternanza scuola-lavoro è la chiave per educare al meglio i giovani. Attualmente si passano troppi anni senza imparare qualcosa di concreto. Si aspetta il
5 quinto anno di scuola superiore per capire le proprie capacità. L aumento di esperienze formative in ambito lavorativo è fondamentale. Questo modello educativo passa anche attraverso la revisione del calendario didattico e dell orientamento scuola-lavoro 10. lo svolgimento di periodi di formazione in azienda (art. 5.6) dentro un contesto educativo unitario e finalizzato alla crescita del profilo culturale, professionale dell alunno che mentre studia apprende una competenza pratica 11. l attivazione del Piano nazionale di scuola digitale (art. 5.1) purché l intervento sia graduale ed equilibrato 12. l assunzione del personale docente dopo un periodo di formazione, prova, valutazione (art.9.) 13. l attivazione della carta (500 euro) per l aggiornamento e formazione del docente (art 10) 14. la formazione permanente dei docenti, attraverso un sistema strutturato (periodico) e completo dal punto di vista educativo 15. premi per il personale docente (art. 11) che sviluppa meriti durante la carriera; quindi premi non soltanto per ragioni di anzianità di servizio 16. alleggerire le procedure burocratiche. Un intervento che deve valere sia per gli addetti ai lavori, sia per le famiglie 17. la libertà di scegliere di destinare il cinque per mille alle scuole 18. erogazioni libere in denaro da parte di privati (School bonus) in favore degli istituti scolastici (art. 16) 19. la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie per la frequenza scolastica (art. 17); un segnale forte non tanto per le somme impiegate a
6 sostegno quanto per la valenza giuridica: qualsiasi famiglia ha il diritto di essere sostenuta economicamente qualunque scuola scelga, sia essa statale o paritaria 20. la messa in sicurezza degli edifici scolastici (art ). Per questo tema, e per qualsiasi altro punto di natura economica, si faccia chiarezza da dove nascono le coperture economiche. Gli annunci non fondati non fanno bene non solo alla scuola italiana, ma a tutto il Paese Valutazioni particolari con riserva Qualche segno positivo per l attuazione di un vero ed effettivo sistema scolastico integrato lo troviamo nel capo V agevolazioni fiscali. Con riferimento Art. 15 cinque per mille, Art. 16 school bonus, Art. 17 detraibilità delle spese sostenute per la frequenza scolastica. Anche solo la terminologia usata dovrebbe indicare la direzione verso la quale il legislatore vuole costruire la nuova scuola ossia l europeizzazione del nostro sistema scolastico, ma così non avviene. L Italia rispetto all Europa è in contro tendenza per un vero riconoscimento di un sistema scolastico integrato, che anche se viene citato in alcuni punti in attuazione, per ora, vi è molto poco. L Europa con due risoluzioni, la prima del 1984 e la seconda del 2012, invita i singoli stati dell Unione Europea ad un cosi detto divieto di discriminazione tra scuole statali e paritarie pena sanzioni pecuniarie. I principi tutelati e ribaditi dalle risoluzioni sono quello della libertà di scelta educativa e del libero insegnamento. Principi sanciti e recepiti dall ordinamento italiano con la legge 62/2000 all art. 1 che facendo un rimando all articolo 33 Cost. afferma che il sistema nazionale di istruzione e costituito da scuole statali e scuole paritarie. Vogliamo definire il disegno di legge numero 2994 ancora troppo poco incisivo sullo sviluppo di un sistema scolastico integrato, come già avviene in Europa, e le scuole paritarie ne sono di diritto parte integrante. Il disegno
7 di legge afferma a parole la presenza di un sistema scolastico integrato ma a fatti discrimina non solo il diritto dei genitori di liberta di scelta educativa ma discrimina anche i docenti in base a dove insegnano, violando in tal modo anche il principio affermato dall Unione Europea sul libero insegnamento. Emerge nuovamente e come in altri tavoli affermato dal Movimento Studenti Cattolici-Fidae la necessità di determinare il costo standard che diventa punto focale per poter consentire alla famiglia di scegliere liberamente dove iscrivere i loro figli ma allo stesso tempo innesca, se vogliamo cosi definirla, una sana concorrenza tra le scuole sotto lo sguardo garante dello stato. All articolo 17 che rubrica come detraibilità delle spese sostenute per frequenza scolastica introduce un piccolissimo cambio di rotta nel riconoscimento del pluralismo di scelta educativa. La detrazione fiscale in oggetto consiste nel 19% fino al tetto massimo di 400 euro che calcolato consiste in una detrazione di 76 euro su una retta pagata di 400 è un contributo quasi nullo rispetto al risparmio che gli studenti delle scuole paritarie apportano allo Stato. Un piccolissimo passo avanti per l attuazione ed il riconoscimento di una vera parità scolastica, ma fondamentale è segnalare la grave carenza dell estensione della detraibilità delle spese sostenute per la frequenza scolastica alle scuole secondarie di secondo grado che, come ben sappiamo, svolgono un ruolo supplente allo stato che non sarebbe in grado di accogliere tutti questi studenti se gli istituti di secondo grado in oggetto chiudessero, come per altro sta accadendo. Ricordando che il nostro ordinamento riconosce in pieno accordo con l Unione Europea il principio di sussidiarietà che forse in questo ambito non viene attuato. Vogliamo fare riferimento anche ai risultati emersi nel rapporto OCSE Pisa Il rapporto in questione rileva che le competenze dei 15enni sono sotto la media dei paesi OCSE nelle materie scientifiche ma soprattutto in matematica. Il disegno di legge (articolo 3) prevede l inserimento
8 all interno del curriculum dello studente materie sicuramente importanti ma che non andrebbero a recuperare e potenziare le carenze dei nostri studenti, rispetto agli altri studenti di area OCSE su materie scientifiche. Sicuramente è positivo che il singolo studente possa scegliere ed integrare in autonomia secondo le proprie attitudini il proprio curriculum ma il rischio da noi evidenziato è quello di appesantire il percorso formativo soprattutto in materie dove non risulta carenza dal rapporto OCSE. Concludendo affermiamo che in Italia, come in molte nazioni europee, il servizio pubblico è svolto sia dalle scuole statali, che da quelle paritarie. In Italia questo è riconosciuto dalla legge 62/2000, alla quale non fa seguito il finanziamento per la scuola paritaria. Sottolineiamo la nostra contrarietà ai diplomifici, che combattiamo a livello associativo e di federazione; ritenendo che la scuola paritaria debba essere senza fini di lucro. Inoltre, affrontare due volte il costo dell'istruzione per tutte quelle famiglie che scelgono in libertà la scuola paritaria quale luogo educativo per i propri figli, significa essere discriminate. Consegniamo questo documento nelle Vostre mani nella convinzione che il pluralismo educativo rappresenti una ricchezza per il nostro Paese. Movimento Studenti Cattolici-FIDAE