Source: http://relevancy.bger.ch/php/clir/http/index.php?lang=fr&zoom=&type=show_document&highlight_docid=atf%3A%2F%2F88-I-231%3Afr
Timestamp: 2016-10-25 03:12:15+00:00
Document Index: 33496742

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 57', 'art. 56', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31']

Art. 31 Cst. Repos du personnel dans les grands magasins. L'obligation de fermer certains rayons des grands magasins pendant la demi-journ�e o� les autres commerces, qui tiennent les m�mes marchandises que ces rayons, doivent �tre ferm�s, ne saurait se justifier par le souci de respecter l'�galit� devant la loi, lorsque la demi-journ�e propos�e pour la fermeture simultan�e de tous les rayons du grand magasin n'a pour cons�quence aucune concurrence illicite � l'�gard de ces autres commerces. Faits � partir de page 232
"Durante i giorni e gli orari in cui determinate categorie di negozi devono rimanere chiusi, � vietata la vendita di articoli dei rispettivi generi in ogni negozio o ramo di commercio annesso ad altra azienda e cosi pure negli spacci ad aria aperta.
Salvo contraria disposizione � pure vietata la distribuzione di merci a domicilio."
"1 Il Consiglio di Stato, su proposta di associazioni o di gruppi di titolari di azienda, pu�, mediante speciale decreto, stabilire orari di apertura e modificare gli orari di chiusura previsti dall'art. 56 e dichiarare obbligatoria la chiusura di aziende in una mezza giornata ogni settimana, in determinati comuni, o parti di comuni, o in tutto il Cantone.
3 Le proposte sono pubblicate sul Foglio ufficiale del Cantone. Nel termine di trenta giorni pu� essere presentata opposizione da chiunque giustifichi un legittimo interesse."
Con decreto 14 giugno 1960, il Consiglio di Stato, accogliendo un'istanza dell'Associazione cantonale macellai e salumieri, stabiliva nel pomeriggio del luned� la chiusura contemporanea di tutti i negozi di macelleria del Cantone e, il 15 luglio dello stesso anno, decretava la stessa misura per i negozi degli altri generi alimentari.
B.- Nell'autunno del 1961, la Innovazione SA, che fa parte dell'Associazione dei grandi magazzini svizzeri e gerisce in diversi comuni dei negozi con spacci di merce di diverso genere, aggiungeva al negozio di Bellinzona il reparto della macelleria e salumeria e quello dei generi alimentari. Il 10 ottobre 1961, al fine di uniformare la chiusura di questi due reparti a quella gi� praticata in tutto il Cantone per i reparti tradizionali, instava presso il Dipartimento delle opere sociali per ottenere che, in deroga alla regola stabilita su proposta dei commercianti medi, le fosse concesso di regolare il riposo feriale, chiudendo anche questi due reparti al mattino del luned� e riaprendoli con il resto del negozio nel pomeriggio.
Il Dipartimento rispondeva il 16 ottobre 1961, dichiarando che si era sempre attenuto alla disposizione dell'art. 57 LL, ma che, in via di massima, non si opponeva alla richiesta deroga; si riservava tuttavia di interpellare in proposito le associazioni interessate. Con lettera del 4 novembre 1961 riconosceva "che la chiusura dei negozi il luned� mattina - oltre a rispettare l'osservanza della mezza giornata di riposo settimanale - incontra l'adesione del personale, il quale pu� cos� contare su una giornata e mezza di riposo consecutivo". Ed aggiungeva: "Sotto questo aspetto ed anche tenendo conto del fatto che, per ragioni organizzative, l'Innovazione SA deve prendere una misura uniforme per tutti i negozi, la vostra richiesta pu� essere accolta." Il Dipartimento dichiarava di comprendere le preoccupazioni che avevano indotto l'Associazione dettaglianti BGE 88 I 231 S. 234alimentari ticinesi (ASDA) a dare avviso contrario, ma esprimeva il parere "che i vantaggi che i negozianti di Bellinzona dovrebbero avere dalla chiusura dell'Innovazione SA, il luned� mattina siano superiori agli svantaggi dell'apertura pomeridiana". Pertanto non si opponeva a sperimentare la soluzione proposta. Si riservava comunque di riesaminare la pratica qualora gli inconvenienti temuti dall'ASDA fossero risultati fondati.
Gi� il 16 novembre 1961, il Dipartimento, vista la reazione negativa dell'ASDA, intimava alla Innovazione SA di rispettare le disposizioni dei decreti esecutivi 14 giugno e 4 novembre 1960 e di chiudere i reparti di generi alimentari, macelleria e salumeria il pomeriggio del luned�. Richiamava, in particolare, il capoverso 10 dell'art. 56 LL ed aggiungeva di non poter concedere deroghe a favore di una singola azienda.
C.- Il 13 febbraio 1962, il Consiglio di. Stato ha confermato, su ricorso dell'Innovazione SA, la suesposta decisione. Esso ha fatto rilevare la necessit� di garantire la medesima situazione commerciale e di concorrenza a tutti gli interessati della categoria. Se la domanda dell'Innovazione SA fosse stata accolta, gli altri negozi risulterebbero svantaggiati dal fatto che uno spaccio di merce risulterebbe aperto mentre tutti gli altri negozi che vendono lo stesso genere di merce sono chiusi. Il pubblico non sarebbe pi� obbligato a ripartire i propri acquisti in tutti i negozi della categoria. Per contro, la chiusura degli spacci di macelleria e dei generi alimentari, contemporanea a quella degli altri negozi di tali generi, non provocherebbe difficolt� insormontabili alla Innovazione SA, questa non disponendo di personale specializzato e potendo trasferire ad altri compiti gli addetti al reparto temporaneamente chiuso. La sentenza inedita del 10 febbraio 1949 Meyer e cc. contro Comune di Berna, invocata dalla ricorrente e con la quale la fissazione del riposo feriale nei grandi magazzini � stato stabilito in una mezza giornata diversa da quella fissata per gli altri dettaglianti non � stata considerata arbitraria, non escluderebbe BGE 88 I 231 S. 235una diversa regolamentazione se fondata - come in concreto - su diverse condizioni di fatto. Lo stesso Tribunale federale avrebbe ammesso chel'autorit� esecutiva puo scostarsi dalla giurisprudenza quando motivi non insostenibili lo giustificano (RU 73 I 188).
D.- La Innovazione SA ha tempestivamente interposto al Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico, con il quale domanda che la suesposta decisione venga annullata e che, in conseguenza, le sia riconosciuta la facolt� di sostituire, anche per gli spacci della carne e degli altri generi alimentari, la chiusura feriale del luned� pomeriggio con quella del mattino.
Le sue motivazioni possono essere riassunte come segue. Le ammissioni contenute nelle lettere 16 ottobre e 4 novembre 1961 del Dipartimento delle opere sociali dimostrano che l'impugnata decisione non � fondata su necessit� di controllo o di polizia, che l'Innovazione SA � stata indotta a proporre una deroga alla chiusura pomeridiana per ragioni oggettive e che la chiusura del luned� mattina � desiderata dal personale interessato. Nel breve periodo dal 4 al 16 novembre non ha certamente potuto verificarsi alcun inconveniente suscettibile di giustificare la revoca dell'autorizzazione gi� concessa. In realt�, il Dipartimento non ha fatto altro che cedere alle pressioni dell'ASDA e non ha neppure esaminato i motivi che inducono a sottoporre la questione del riposo feriale nei grandi magazzini ad una speciale regolamentazione, analoga a quella stabilita nella citt� di Berna e la cui validit� � stata riconosciuta dal Tribunale federale.
La sentenza pubblicata nella RU 73 I 188, richiamata dal Consiglio di Stato, non � pertinente alla fattispecie in esame. In tale occasione, il Tribunale federale si � limitato a stabilire gli estremi dell'arbitrio, mentre in concreto occorre giudicare se una determinata decisione violi una precisa norma costituzionale (art. 31 CF). Il riposo feriale � stato istituito unicamente nell'interesse dei lavoratori. La proposta dell'Innovazione SA soddisfa questo scopo ed � BGE 88 I 231 S. 236anzi pi� conforme all'interesse dei lavoratori di quanto lo sia la regolamentazione predisposta dall'autorit� cantonale. Non � vero che, stabilendo nei grandi magazzini il riposo feriale al mattino anzich� al pomeriggio, si verifichi, nei confronti degli altri commercianti, una disparit� di trattamento, perch� - come ha riconosciuto anche l'autorit� cantonale - il mattino del luned� � pi� vantaggioso del pomeriggio per le vendite. L'asserzione del Consiglio di Stato, secondo cui l'Innovazione SA avrebbe la possibilit� di impiegare in altri reparti il personale occupato nei reparti degli alimentari e della macelleria, � assurda, la specializzazione essendo una caratteristica propria dei grandi magazzini.
L'impugnata decisione � stata presa in violazione della libert� di commercio (art. 31 CF) ed espone la ricorrente ad un'arbitraria disparit� di trattamento (art. 4 CF).
E.- Il Consiglio di Stato, al quale il ricorso � stato intimato per la risposta, non ha presentato le sue osservazioni.
3. Le disposizioni che regolano il riposo dei lavoratori, la chiusura e l'apertura dei negozi costituiscono prescrizioni di polizia intese a proteggere l'ordine pubblico e la salute pubblica e sono, pertanto, riservate ai cantoni (RU 87 I 447/48 lett. a e riferimenti). Nell'art. 31 cpv. 2 CF � tuttavia ribadito il principio che anche in questa materia le disposizioni cantonali non devono portare pregiudizio alla libert� di commercio e di industria. Ci� significa che, nell'emanare ed applicare dette disposizioni, i cantoni devono astenersi da ogni restrizione che non sia indispensabile, vale a dire sproporzionata, allo scopo perseguibile mediante dette norme di polizia.
Inoltre la libera concorrenza, che � implicita nella libert� di commercio, presuppone l'uguaglianza di trattamento e quindi il divieto di creare vantaggi a favore di alcuni ed a detrimento di altri (RU 87 I 448 lett. b e riferimenti). La BGE 88 I 231 S. 237relativa contestazione, che la ricorrente ha fondato sull'art. 4 CF, si confonde pertanto con quella riferita all'art. 31 CF.
a) In principio, il riposo feriale stabilito all'art. 34 cpv. 1 LL potrebbe essere attuato anche lasciando alle singole aziende la facolt� di fissarne le modalit� di applicazione. Tuttavia, la chiusura contemporanea dei negozi della stessa categoria si giustifica al fine di facilitare i controlli di polizia e particolarmente per porre tutte le aziende - grandi e piccole - nelle stesse condizioni di concorrenza. Altrimenti, i piccoli negozianti che dispongono di personale limitato sarebbero in condizione di realizzare il riposo feriale solo chiudendo il negozio, mentre le grandi aziende potrebbero raggiungere lo stesso risultato stabilendo dei turni di riposo fra i loro dipendenti (RU 73 I 100; sentenza inedita 10 febbraio 1949 Meyer e cc. c. citt� di Berna).
Comunque, in concreto il principio della chiusura contemporanea dei negozi di una determinata categoria non � in discussione. La ricorrente contesta soltanto l'obbligo di procedere alla chiusura di determinati spacci, unilateralmente proposto e stabilito per i negozi che vendono una sola specie di merce. Essa pretende inoltre di poter soddisfare il suo obbligo legale, provvedendo alla chiusura simultanea di tutti i suoi reparti. In realt�, dalla regolamentazione stabilita nell'impugnata decisione derivano alla ricorrente degli svantaggi che risulterebbero ancora pi� evidenti se il sistema istaurato dall'autorit� cantonale per gli spacci degli alimentari e della carne, si generalizzasse e - come � il caso per altre categorie di lavoratori - fosse istituita, invece della mezza giornata, la giornata intera di riposo feriale. Potrebbe infatti succedere che per una buona parte della settimana, il grande magazzino sia posto nell'impossibilit� di tenere aperti tutti i reparti o che in alcuni giorni sia costretto a chiuderne la met�. Ci� eliminerebbe notevolmente i vantaggi organizzativi che costituiscono la ragione d'essere del grande magazzino e quelli che con il medesimo si intende offrire alla clientela, nel darle la possibilit�, passando da reparto a reparto, di rifornirsi in una sola volta BGE 88 I 231 S. 238e con risparmio di tempo di ogni genere di merce desiderata. L'asserzione esposta nell'impugnata decisione, secondo cui il grande magazzino potrebbe impiegare in altri reparti il personale di quelli temporaneamente chiusi, � insostenibile, perch� la mezza giornata di riposo � fuori discussione e perch�, in genere, il personale specializzato in un reparto non pu� essere utilmente adibito in un altro. Ci� stante, detto sistema, se generalizzato, snaturerebbe il grande magazzino e potrebbe se non eliminare, perlomeno gravemente ostacolare una forma di negozio lecita e, pertanto, protetta dall'art. 31 CF. Ma anche nella limitata applicazione che ne � fatta nell'impugnata decisione con l'obbligo di chiudere alcuni spacci nel pomeriggio del luned� mentre gli altri sono aperti, creerebbe gravi inconvenienti che potrebbero, tutt'al pi�, essere imposti alla ricorrente se il principio dell'uguaglianza di trattamento non potesse essere tutelato in altro modo.
b) L'uguaglianza di trattamento pu� essere violata non solo escludendo da una determinata regolamentazione dei singoli interessati in analoghe condizioni, ma anche imponendo la stessa regolamentazione a persone o enti in condizioni sostanzialmente diverse.
La regola stabilita nell'impugnata decisione realizza l'uguaglianza di trattamento soltanto fra i commercianti che si limitano a vendere delle merci di un unico genere. Infatti, nelle condizioni fissate dall'autorit� cantonale, solo questi possono chiudere interamente il loro negozio e dedicare il loro tempo esclusivamente a speciali lavori organizzativi o al riposo. Gli stessi vantaggi sarebbero assicurati agli organi direttivi dei grandi magazzini soltanto stabilendo anche per il loro negozio una mezza giornata di chiusura totale, come previsto nell'analogo regolamento della citt� di Berna che il Tribunale federale ha riconosciuto come non lesivo dell'art. 31 CF (Sentenza inedita 10 febbraio 1949 Meyer e cc. c. Citt� di Berna). Invece la regolamentazione controversa non tiene conto delle suesposte diverse situazioni e inoltre non soddisfa all'uguaglianza di trattamento anche perch� � stata fatta dipendere, in modo praticamente BGE 88 I 231 S. 239esclusivo, dall'opinione di uno solo dei due diversi gruppi di commercianti interessati.
D'altronde, l'impugnata decisione non trova sufficiente fondamento neppure nella preoccupazione di impedire che fgrandi magazzini profittino dell'apertura pomeridinaa del luned� per sottrarre clienti alle macellerie ed ai negozi di generi alimentari, perch� i vantaggi che eventualmente potrebbero derivare dall'apertura pomeridiana possono essere compensati, scegliendo per la chiusura dei grandi magazzini - come peraltro, per diverse ragioni, ha fatto la ricorrente proponendo il luned� mattina - la mezza giornata pi� favorevole alle vendite dei suindicati generi di commercio.
� accertato che i macellai, i salumieri e i commercianti in generi alimentari hanno proposto la chiusura pomeridiana del luned� perch� la meno favorevole alle vendite; essi hanno infatti considerato che, dopo la chiusura domenicale, le famiglie provvedono gi� al mattino ad acquistare il loro fabbisogno della giornata ed eventualmente, per certi generi di merce, anche di tutta la settimana.
La proposta della ricorrente che - come ha riconosciuto anche l'autorit� cantonale - soddisfa in modo migliore i desideri del personale e le esigenze del riposo settimanale, non pu� quindi essere stata dettata dall'intenzione di svolgere una concorrenza irregolare e non si presta a siffatti scopi.
Ne consegue che l'obbligo di chiusura di una parte degli spacci dell'Innovazione SA nel pomeriggio del luned�, non solo non si impone per soddisfare l'esigenza dell'uguaglianza di trattamento, ma piuttosto la trasgredisce.
I gravi intralci frapposti con l'impugnata decisione al commercio della ricorrente sono pertanto ingiustificati e violano, quindi, la libert� di commercio garantita dall'art. 31 CF.
Il ricorso � accolto e l'impugnata decisione � annullata.