Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/-/affidamenti-delle-concessioni-autostradali-scadute-o-in-scadenza-con-finanza-di-progetto
Timestamp: 2019-11-12 06:09:54+00:00
Document Index: 172956302

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art.30', 'art. 178', 'art. 183', 'art. 178', 'art. 1', 'art. 30']

Giustizia Amministrativa - Affidamenti delle concessioni autostradali scadute o in scadenza con finanza di progetto - Affidamenti delle concessioni autostradali scadute o in scadenza con finanza di progetto
Affidamenti delle concessioni autostradali scadute o in scadenza con finanza di progetto - Affidamenti delle concessioni autostradali scadute o in scadenza con finanza di progetto
angle-left Affidamenti delle concessioni autostradali scadute o in scadenza con finanza di progetto
Affidamenti delle concessioni autostradali scadute o in scadenza con finanza di progetto
Cons. St., sez. V., ord., 6 novembre 2019, n. 7587 - Pres. Severini, Est. Barreca
Contratti della Pubblica amministrazione - Concessioni autostradali - Scadute o in scadenza – Affidamenti con finanzia di progetto ex art. 183, comma 8-bis, d.lgs. n. 50 del 2016 – Art. 178 comma 8 bis, d.lgs. n. 50 del 2016 – Divieto.
E’ rimessa alla Corte di giustizia la questione se il diritto eurounitario, e, in particolare, i principi fissati dalla direttiva n. 23/2014/UE, specificamente la libertà di scelta delle procedure di affidamento, nel rispetto dei principi di trasparenza e di libertà di trattamento, di cui al considerando 68 ed all’art.30, nell’ambito degli affidamenti delle concessioni, ostano alla norma nazionale dell’art. 178, comma 8-bis, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, che vieta incondizionatamente alle amministrazioni di procedere agli affidamenti delle concessioni autostradali scadute o in scadenza facendo ricorso alle procedure di cui all’art. 183, che disciplina la finanza di progetto, sia di iniziativa pubblica che di iniziativa privata (1).
(1) Ha chiarito la Sezione che l’art. 178 d.lgs. n. 50 del 2016 e succ. modd. è disposizione che non trova immediato riscontro nella direttiva n. 2014/23/UE, ma rappresenta l’attuazione del criterio di delega dell’art. 1, comma 1, lett. mmm), l. 28 gennaio 2016, n. 11, così come del criterio di cui alla precedente lett. lll), per il quale con il decreto delegato si sarebbe dovuto prevedere “l’avvio delle procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento delle nuove concessioni autostradali non meno di ventiquattro mesi prima della scadenza di quelle in essere, con revisione del sistema delle concessioni autostradali, con particolare riferimento all’introduzione di un divieto di clausole e disposizioni di proroga, in conformità alla nuova disciplina generale dei contratti di concessione”.
12.3. Alla stregua delle considerazioni che precedono e del dato normativo, sembra da escludere che la proposta di finanza di progetto per l’affidamento di una concessione, anche se ad iniziativa privata del concessionario uscente, sia configurabile come una “proroga” della precedente concessione. D’altronde, se così fosse, non si comprenderebbe la ragione del divieto limitato alle concessioni autostradali.
Appare perciò fondata la questione posta dalla società appellante di contrasto di tale previsione con i principi della direttiva n. 2014/23/UE, ed in particolare con il principio di cui al considerando 68 (“Di norma le concessioni sono accordi complessi di lunga durata con i quali il concessionario assume responsabilità e rischi tradizionalmente assunti dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori e rientranti di norma nell’ambito di competenza di queste ultime. Per tale ragione, fatta salva l’osservanza della presente direttiva e dei principi di trasparenza e di parità di trattamento, dovrebbe essere lasciata alle amministrazioni aggiudicatrici e agli enti aggiudicatori un’ampia flessibilità nel definire e organizzare la procedura di selezione del concessionario. […]”). Siffatto principio, pur letteralmente sancito nel considerando mediante il riconoscimento in capo all’amministrazione aggiudicatrice della “flessibilità nel definire ed organizzare la procedura di selezione del concessionario” e pur specificato nell’art. 30 della direttiva come libertà di “organizzare la procedura per la scelta del concessionario”, può essere riferito anche alla libertà di scelta della tipologia di procedura di affidamento della concessione, fermo restando il rispetto dei principi di trasparenza e di parità di trattamento