Source: http://www.studiodinardo.it/prescrizione-decadenza.html
Timestamp: 2019-10-18 02:07:31+00:00
Document Index: 129924943

Matched Legal Cases: ['art.20', 'art.1334', 'art.1335', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.60', 'art.1334', 'art. 21']

Prescrizione decadenza - Avvocato Penalista Napoli e Isernia. Avvocati Penalisti Napoli
Prescrizione decadenza
Il diritto di credito per le sanzioni tributarie è soggetto al termine di decadenza del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione contestata o nel termine previsto per i singoli tributi a cui sono allegate (art.20 Dlgs 472/1997)
Come è ben noto ai sensi dell’art.1334 del codice civile gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui giungono a conoscenza del destinatario, conoscenza che, ai sensi dell’art.1335 c.c., è presunta nel momento in cui l’atto giunge all’indirizzo del destinatario, salvo che costui provi di essersi trovato nell’impossibilità di averne notizia. Trattasi della natura cosiddetta recettizia degli atti che, poichè impongono al destinatario obblighi di dare o di fare, non possono conseguire l’interesse al quale sono finalizzati se non sono portati a conoscenza del destinatario il quale si deve attivare al fine di consentire che sia conseguito il risultato pratico per cui l’atto è stato posto in essere.
In generale, con riferimento agli atti extraprocessuali civili, nella sentenza SSUU 8830/2010 (che aveva ad oggetto la tempestività della contestazione del licenziamento) si affermò che la raccomandata postale contenente la contestazione spedita al datore di lavoro “…deve intendersi tempestivamente effettuata allorchè la spedizione avvenga entro sessanta giorni dalla comunicazione del licenziamento o dei relativi motivi, anche se la dichiarazione medesima sia ricevuta dal datore di lavoro oltre il termine menzionato, atteso che – in base ai principi generali in tema di decadenza, enunciati dalla giurisprudenza di legittimità e affermati, con riferimento alla notificazione degli atti processuali, dalla Corte Costituzionale – l’effetto di impedimento della decadenza si collega, di regola, al compimento, da parte del soggetto onerato, dell’attività necessaria ad avviare il procedimento di comunicazione demandato ad un servizio – idoneo a garantire un adeguato affidamento – sottratto alla sua ingerenza…”.
In particolare, e per quanto concerne gli atti di imposizione tributaria, si ritiene opportuno segnalare, tra le altre, la sentenza Cass. n.8298/2013 in cui, discutendosi del rispetto dei termini di decadenza per la notifica di un avviso di accertamento, è ben precisato che il c.d. principio della postalizzazione “…ha carattere generale e trova applicazione non solo con riferimento agli atti processuali, ma anche agli atti di imposizione tributaria, con conseguente tempestività della spedizione dell’avviso di accertamento effettuata prima dello spirare del termine di decadenza gravante sull’ufficio”, nonchè l’Ordinanza n.351/2014 in cui con maggiore precisione si afferma che “…è tempestiva la spedizione dell’avviso di rettifica effettuata prima dello spirare del termine di decadenza gravante sull’ufficio, a nulla rilevando che la consegna al destinatario sia avvenuta successivamente a tale scadenza (Cass 15298/2008 e Ord.26053/2011)…è rimasto precisato che la natura sostanziale e non processuale (né assimilabile a quella processuale) dell’avviso di accertamento tributario – che costituisce un atto amministrativo autoritativo attraverso il quale l’amministrazione enuncia le ragioni della pretesa tributaria – non osta all’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale , soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria, e ciò alla luce del chiaro riferimento contenuto nel DPR 29 settembre 1973 n.600 art.60 alle norme sulle notificazioni nel processo civile…sicchè non resta che ritenere che il principio di cui si fa applicazione si sia generalizzato e consolidato in relazione a qualsivoglia forma di notificazione e comunicazione che abbia rilievo anche indiretto ai fini processuali”.
Invero per gli atti sostanziali unilaterali (tra i quali devono ricomprendersi, come già rilevato in precedenza, anche gli atti di imposizione tributaria) la tecnica del bilanciamento degli interessi è assolutamente preclusa dalla legge stessa (art.1334 c.c. per gli atti civili e art. 21 bis L.241/90 per gli atti aministrativi, inclusi quelli tributari) che ha operato in maniera evidente il bilanciamento con esclusione di ogni diversa interpretazione (in claris non fit interpretatio).