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Timestamp: 2017-12-17 00:31:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 2', 'art. 96', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

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Il sistema delle segnalazioni statutarie
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1 Il sistema delle segnalazioni statutarie Manuale per le Consorziate Funzione Ricerche e Studi FITD Roma, settembre 2011
3 Sommario Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (d ora in poi FITD o Fondo) ha strutturato, fin dalla sua costituzione come consorzio volontario nel 1987, un Sistema di Segnalazioni Statutarie fondato sulla predisposizione e l invio di segnalazioni periodiche da parte delle Banche Consorziate. Tali flussi sono utilizzati dal FITD per calcolare le quote di contribuzione per gli interventi e le spese di funzionamento a carico di ciascuna consorziata; determinare i voti spettanti in Assemblea a ciascuna consorziata; fornire alle consorziate regole di sana e prudente gestione, il cui rispetto viene costantemente monitorato allo scopo di evitare interventi da parte del Fondo. Ai sensi dell art. 26 dello Statuto, le segnalazioni statistiche che le consorziate sono tenute a inviare sono riconducibili a tre aspetti: gli Indicatori dei profili gestionali, la Base Contributiva e gli ulteriori dati richiesti dal Comitato di Gestione, con l approvazione della Banca d Italia. Questa previsione si è in parte modificata nel 2001 per effetto del Protocollo di Intesa siglato tra Banca d Italia e FITD e avente a oggetto la produzione di un apposita base dati da parte dell Organo di Vigilanza e la trasmissione del conseguente flusso informativo periodico al Fondo per la valutazione degli indicatori gestionali e della posizione statutaria delle banche consorziate. L attuazione del Protocollo tra la Banca d Italia e il FITD ha determinato una distinzione della fonte dei dati utilizzati per alimentare il sistema delle segnalazioni statutarie. A partire dalla segnalazione riferita a giugno 2002, infatti, gli Indicatori Gestionali sono costruiti sulla base delle evidenze segnaletiche di matrice dei conti che la Banca d Italia invia periodicamente al Fondo in attuazione del Protocollo, mentre le informazioni concernenti la Base Contributiva continuano a essere oggetto di segnalazione semestrale al FITD da parte delle Banche Consorziate. Il presente documento si propone di illustrare il Sistema delle Segnalazioni Statutarie del FITD nella sua struttura attuale, fornendo altresì il quadro evolutivo laddove necessario per ragioni di completezza. Nel contempo si propone di fornire le istruzioni per la produzione, l invio e la corretta interpretazione delle segnalazioni. Con riferimento all obbligo di segretezza, si rammenta che l art. 2, comma 1, del D. Lgs. 659/96 di recepimento della Direttiva 94/19/CE sui sistemi di garanzia dei depositi, sostituendo l art. 96 del T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia (D. Lgs. 1 settembre 1993, n. 385), ha previsto che: I componenti degli organi e coloro che prestano la propria attività nell ambito dei sistemi di garanzia dei depositanti sono vincolati al segreto professionale in relazione a tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso dei sistemi di garanzia stessi in ragione dell attività istituzionale di questi ultimi. 3
4 Aggiornamenti del presente Manuale a cura di Manuela De Cesare e Alessio Veccia. 4
5 Indice 1. Gli Indicatori dei Profili Gestionali Indicatore A Indicatore B Indicatore di Trasformazione delle scadenze Indicatori D1 e D Segnalazioni delle filiali extracomunitarie appartenenti al gruppo dei G Segnalazioni delle banche di nuova costituzione (New Cos) Le soglie statutarie Soglie e classi attuali L Indice Sintetico e le classi statutarie Le sanzioni previste dagli articoli 6 e 9 dello Statuto Esempi di calcolo della Posizione Statutaria La base contributiva e le quote di contribuzione I Fondi Rimborsabili Calcolo dei Fondi Rimborsabili e condizioni sui dati Esempio di calcolo dei Fondi Rimborsabili Le Quote di Contribuzione La quota proporzionale di contribuzione Il meccanismo della Regressività La correzione per l Indice Sintetico Medio Ponderato Esempio di calcolo dell Indice Sintetico Medio Ponderato Le quote di contribuzione per le spese di funzionamento Le quote di contribuzione per l impegno Istruzioni per la produzione e l invio delle segnalazioni statutarie: Glossari e modulistica I Glossari La modulistica Modello F10 BC/ Modello F10 BC/ Modello F10 BC/
6 3.2.4 Modello F10 BC/ Appendice Il Protocollo d intesa Banca d Italia FITD Modifiche dell assetto operativo La frequenza di invio delle Segnalazioni Schema per l invio delle segnalazioni Gli Indicatori Gestionali Il Sistema di rettifica degli Indicatori Gestionali Schema per l invio delle segnalazioni La Base Contributiva La procedura elettronica Lo scambio delle informazioni tra Fondo e consorziate La Base Contributiva Gli Indicatori Gestionali...57 Appendice terminologica
7 1. Gli Indicatori dei Profili Gestionali Il modo più efficace con il quale un meccanismo di assicurazione dei depositi può svolgere la propria azione di garanzia nei confronti dei depositanti è attraverso un sistema di misurazione e controllo della rischiosità delle banche, sulla base dei cui risultati intervenire per rimuovere le anomalie accertate e ridurre al minimo i costi di un eventuale crisi bancaria. A questo scopo, il FITD effettua un monitoraggio della situazione gestionale delle proprie consorziate con l ausilio di un sistema di indicatori dei profili gestionali di Rischiosità, Solvibilità e Redditività/Efficienza. Il suddetto sistema, in vigore fino a settembre 2000 con sette indicatori, fino a marzo con cinque, è ora costituito da quattro indicatori riferiti ai tre profili gestionali menzionati: A1, B1, D1 e D2. Profilo di Rischiosità Vi si riconducono due indicatori incentrati sul rischio di credito, in funzione della rilevanza di tale rischio nelle ipotesi di dissesto di una banca. L indicatore A1 evidenzia il rischio che una banca possa subire perdite tali da determinare una situazione di crisi (ovvero la capacità da parte di questa di far fronte a eventuali perdite senza divenire insolvente). L indicatore ha subito nel corso del 2008 una revisione, a conclusione della quale è stata modificata la composizione degli aggregati in funzione delle novità introdotte con la nuova circolare 272/08 matrice dei Conti della Banca d Italia. Il rischio di perdita che l indicatore è volto a misurare è individuato dal rapporto tra l ammontare delle Sofferenze nette e quello del Patrimonio di Vigilanza. In particolare, la sostituzione del vecchio denominatore Patrimonio di bilancio (inclusi i fondi rischi su crediti) e prestiti subordinati con il Patrimonio di Vigilanza è funzione della maggiore stabilità di quest ultimo nel tempo. L indicatore A2, abrogato a marzo 2001 e ora utilizzato a fini statistici, rapporta le Sofferenze nette verso clientela ordinaria agli Impieghi netti verso clientela ordinaria, evidenziando in tal modo la qualità del portafoglio impieghi della banca 1 A partire dalla segnalazione riferita al 30/06/2006 sono state abrogate le regole di Trasformazione delle Scadenze, in recepimento dell analoga modifica apportata dalla Banca d Italia alla circolare n. 229/99 Istruzioni di vigilanza per le banche con provvedimento n del 6 Aprile 2006 (decorrenza a far tempo dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale GU n. 86 del 12 aprile 2006). 7
8 Profilo di Solvibilità E costituito da due indicatori volti a evidenziare il grado di patrimonializzazione della banca. L indicatore B1 esprime il rapporto tra il patrimonio di vigilanza e il valore dei requisiti patrimoniali complessivi di vigilanza. Si osservi, in proposito, che dalla segnalazione riferita a dicembre 2008 la grandezza impiegata al numeratore è il patrimonio di vigilanza comprensivo degli elementi patrimoniali di terzo livello. L indicatore B2, abrogato a marzo 2001 e ora utilizzato a fini statistici, è dato dal rapporto tra il patrimonio di vigilanza e la provvista da clientela ordinaria, indicativo di una sorta di leverage della banca. Profilo di Redditività/Efficienza Si compone di due indicatori costruiti su dati di conto economico. L indicatore D1, costruito come Costi di Struttura su Margine di Intermediazione, sottolinea un aspetto dell attività ordinaria della banca; evidenzia sia la copertura, da parte del margine di intermediazione, dei costi dell attività caratteristica della banca, sia, per la parte residuale, la capacità di fronteggiare le eventuali componenti di costo aventi natura straordinaria. L indicatore D2, Perdite su crediti su Risultato Lordo di Gestione, misura l incidenza delle perdite su crediti sul risultato lordo di gestione, espressione di una misura dell economicità della gestione caratteristica della banca. Gli obiettivi di tale sistema si possono così riassumere: fornire delle regole di sana e prudente gestione, il cui rispetto dovrebbe mantenere immune il Fondo da interventi a tutela dei depositanti o, in ogni caso, minimizzare il costo nel caso di intervento; individuare le banche che presentano il maggior rischio di intervento da parte del Fondo, al fine di porre in atto azioni preventive che permettano di rimuovere le anomalie accertate. Si rammenta che, in seguito all attuazione del Protocollo tra la Banca d Italia e il FITD, tutti gli indicatori sono costruiti sulla base dei dati aggregati (numeratore/denominatore), ottenuti dalle evidenze di matrice dei conti alle date di riferimento, che il Fondo riceve periodicamente dalla Banca d Italia 2. 2 Sul punto, si veda l Appendice, nella parte dedicata al Protocollo di intesa tra Banca d Italia e FITD. 8
9 Linee evolutive Nel quadro del processo di rivisitazione del sistema degli indicatori gestionali individuali e di introduzione di quelli su base consolidata, impulso fondamentale è venuto dall applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS. Come noto, il D. Lgs. 38/2005 ha stabilito, con riferimento alle banche, l obbligo di redigere secondo gli standard internazionali tanto il bilancio consolidato quanto il bilancio individuale, a decorrere, rispettivamente, dall esercizio 2005 e dall esercizio 2006, con facoltà di anticipo di questo ultimo al Data tale gradualità di applicazione, la Banca d Italia ha provveduto al recepimento degli IAS/IFRS nel sistema bancario interessando, nell ordine, la disciplina del bilancio (circolare n. 262 del 22 dicembre 2005), le segnalazioni consolidate (13 aggiornamento del 25 gennaio 2006 della circolare n. 115/90), la rilevazione del patrimonio di vigilanza (17 aggiornamento del 28 giugno 2006 della circolare n. 49/89), le segnalazioni statistiche individuali delle banche (18 aggiornamento del 1 dicembre 2006 della circolare n. 49/89). Infine, a luglio 2008 è stata pubblicata la nuova circolare n. 272/08 del 30 luglio 2008 Matrice dei conti, in sostituzione della n. 49/89. Si osservi, in particolare, come il citato 18 aggiornamento della 49/89 abbia costituito un primo adeguamento importante della matrice dei conti, volto essenzialmente a recepire gli IAS/IFRS nelle sezioni informative relative ai dati di bilancio, nelle more di una più generale revisione anche delle altre sezioni (poi attuata con la circolare 272/08). Nello specifico, l aggiornamento in parola ha riguardato, tra l altro, la sezione della matrice utilizzata per la costruzione degli indicatori di redditività D1 e D2 del FITD. Da qui la necessità di procedere all analisi e all attenta rivisitazione degli indicatori in discorso, sotto il profilo dei contenuti e della codifica delle specifiche voci di matrice impiegate negli aggregati che ne costituiscono numeratore e denominatore Nel 2008 la Banca d Italia ha pubblicato la nuova circolare n. 272/08 Matrice dei conti, che va a sostituirsi alla circolare n. 49/89 Manuale di compilazione della matrice dei conti, determinando una riorganizzazione complessiva della materia. In particolare, dalle precedenti 9 sezioni della circolare 49/89 si è passati alle 4 della nuova normativa, in cui le voci di matrice afferenti alle vecchie 9 sezioni sono state oggetto di riallocazione e di ricodifica. All interno della nuova struttura trovano spazio le modifiche già apportate in precedenza ai dati di conto economico e al patrimonio di vigilanza con gli aggiornamenti della circolare 49/89. Conseguentemente, nel Glossario del Fondo sono state apportate le necessarie variazioni alla composizione degli aggregati utilizzati nel calcolo degli indicatori gestionali, in relazione all articolazione della nuova circolare 272/08, con 9
10 decorrenza 31 dicembre 2008 (fatta eccezione per A1, per il quale i nuovi aggregati sono stati applicati a partire dalla segnalazione del 30 giugno 2008). Nello specifico: l indicatore A1 è stato modificato introducendo una nuova composizione del numeratore sofferenze nette articolata sulla base delle voci relative a dati di bilancio (sezione III della 272/08) e sostituendo al denominatore il patrimonio di bilancio con il patrimonio di vigilanza ; per quanto riguarda B1, è stata ampliata la composizione del numeratore patrimonio di vigilanza con la considerazione delle voci relative al patrimonio di vigilanza di terzo livello; con riferimento, infine, agli indicatori di redditività, per D1 le modifiche hanno riguardato le voci relative a altri oneri di gestione e altri proventi di gestione, ora computate al numeratore costi di struttura, che sono trasferite al denominatore margine di intermediazione, mentre per D2, ai fini della composizione del numeratore perdite su crediti al netto delle riprese di valore, sono state inserite le voci relative a rettifiche di valore per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita e riprese di valore su attività finanziarie disponibili per la vendita, con il pertinente segno. A maggio 2009, a seguito di un attenta opera di raccordo e di analisi, è stato pubblicato anche il nuovo Glossario per la Base Contributiva allineato alla circolare n. 272/08 della Banca d Italia Nei primi mesi del 2010, a seguito della pubblicazione a dicembre 2009 del 1 aggiornamento della circolare 272/08, gli uffici del Fondo hanno provveduto ad adeguare i Glossari ai cambiamenti intervenuti nella normativa. Nell aggiornamento della normativa, l obiettivo della Vigilanza è stato quello di evitare onerosi doppi binari nella produzione dei flussi informativi da parte delle banche, accrescendo indirettamente anche la qualità dei dati trasmessi. Nella sostanza, le modifiche introdotte nella circolare di matrice recepiscono i cambiamenti intervenuti nella circolare di bilancio 262/05 a novembre Inoltre, sono state prese in considerazione le novità segnaletiche introdotte nell ambito delle regolamentazioni internazionali e le nuove esigenze emerse, a livello nazionale, per effetto dei fabbisogni informativi scaturiti dalla crisi finanziaria e funzionali all attività di analisi economica e di informativa all esterno. Dal punto di vista degli indicatori utilizzati dal Fondo, le variazioni normative hanno interessato il profilo di redditività efficienza e, dunque, gli indicatori D1 e D2. La nuova versione del Glossario degli indicatori gestionali del Fondo è stato pubblicato a febbraio 2010, con applicazione a partire dalla segnalazione riferita al 31 dicembre 2009, mentre il Glossario aggiornato per la Base Contributiva è stato reso disponibile nella seconda parte dell anno, decorrendo le modifiche alle voci incluse negli aggregati dal 30 giugno
11 Nel periodo è proseguita l attività di ricerca, da tempo avviata, volta alla revisione e all adeguamento metodologico del sistema di misurazione e controllo della rischiosità delle banche consorziate attualmente impiegato dal Fondo. Nei primi mesi del 2011 è stata finalizzata una prima versione del nuovo modello, che verrà ulteriormente testato nel corso dell anno anche con applicazione ai dati consolidati. 1.1 Indicatore A1 Il Profilo di Rischiosità è costituito da un indicatore incentrato sul rischio di credito. L indicatore A1 è così determinato: A1 = Sofferenze nette Patrimonio di Vigilanza Per l esatta individuazione del numeratore e del denominatore del rapporto, si rinvia agli aggregati e del Glossario FITD. Come specificato dall art. 7 dell Appendice allo Statuto, i dati richiesti dal FITD si basano, ove possibile, sul sistema di segnalazioni di Vigilanza che le banche sono tenute a inviare alla Banca d Italia. Dalla segnalazione riferita al 30 giugno 2008 l indicatore A1 è calcolato come Sofferenze nette / Patrimonio di vigilanza, mentre in precedenza era dato dal rapporto sofferenze totali al netto dei dubbi esiti / patrimonio di bilancio, inclusi i fondi rischi su crediti + prestiti subordinati. L ammontare delle sofferenze utilizzato al numeratore del nuovo A1 è calcolato a partire dalle esposizioni lorde verso clientela ordinaria, riportate nella nota integrativa del bilancio e segnalate tra i dati di bilancio nella base informativa W, cui sono dedotte le pertinenti rettifiche di valore complessive. Ne consegue che le voci di matrice componenti il numeratore hanno periodicità semestrale e sono segnalate in Banca d Italia con la matrice W di giugno e dicembre. Il patrimonio di vigilanza da porre al denominatore dell indicatore A1 è quello segnalato alla data di riferimento degli indicatori gestionali (30 giugno o 31 dicembre), non comprensivo degli elementi relativi al patrimonio di terzo livello. Si rinvia a quanto disposto dalle Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni sul patrimonio di vigilanza e sui coefficienti prudenziali 3 per la composizione dell aggregato da utilizzare. 3 Circ. Banca d Italia n. 155 del 18/12/1991 e successivi aggiornamenti. 11
12 Poiché la segnalazione delle sofferenze ha natura semestrale, mentre il patrimonio di vigilanza è segnalato ogni trimestre, per le banche soggette a valutazione della posizione statutaria con cadenza trimestrale (al 31 marzo e al 30 settembre) l indicatore A1 risulta composto da un numeratore e un denominatore con diversa periodicità. La segnalazione degli indicatori trimestrali implica, dunque, per il numeratore di A1, il trascinamento delle sofferenze nette riferite al semestre precedente. A conclusione di quanto esposto per il profilo di Rischiosità, nella seguente tabella si riporta il raccordo tra le voci del Glossario FITD utilizzate per il calcolo dell indicatore A1 e i corrispondenti aggregati del Dizionario Dati della Banca d Italia (ove disponibili): Dizionario dati Descrizione Glossario Numeratore A1 n. d. Sofferenze nette Denominatore A Patrimonio di vigilanza Indicatore B1 A tale indicatore del Profilo di Solvibilità è demandato il compito di evidenziare il grado di patrimonializzazione della banca. L indicatore B1 è determinato sulla base del seguente rapporto: B1 = Patrimonio di Vigilanza, incluso patrimonio di terzo livello Totale requisiti patrimoniali A partire dalla segnalazioni degli indicatori gestionali riferita a dicembre 2008 la composizione del numeratore di A1 Patrimonio di vigilanza è stata ampliata con la considerazione degli elementi patrimoniali di terzo livello. Per ciò che concerne le modalità di compilazione degli aggregati che compongono tale indicatore (30000 e del Glossario, rispettivamente, per il numeratore e il denominatore), si veda quanto disposto dalle Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni sul patrimonio di vigilanza e sui coefficienti prudenziali 4. Di seguito si riporta il raccordo tra le voci del Glossario FITD utilizzate per il calcolo dell indicatore B1 del profilo di Solvibilità e i corrispondenti aggregati del Dizionario Dati della Banca d Italia (ove disponibili): 4 Circ. Banca d Italia n. 155 del 18/12/1991 e successivi aggiornamenti 12
13 Numeratore B1_OLD Numeratore B1_NEW Dizionario dati Descrizione Glossario n. d. Patrimonio di vigilanza individuale Patrimonio di vigilanza individuale, incluso patrimonio di terzo livello Denominatore B Sgad: totale requisiti patrimoniali Indicatore di Trasformazione delle scadenze 5 L indicatore del Profilo di Trasformazione delle scadenze, nei suoi anni di validità, ha fatto diretto riferimento alle regole di Vigilanza dettate dalla Banca d Italia in materia di limiti alla trasformazione delle scadenze. Tale insieme ha trovato applicazione, nella sua articolazione in tre regole, fino alla segnalazione riferita a dicembre 2003, in due regole da giugno 2004 a marzo Nel 2004, infatti, è stata attuata una prima revisione dell ambito di applicazione della normativa sulla trasformazione delle scadenze e segue alla considerazione dei mutamenti intervenuti nel sistema bancario italiano dal 1993, anno di prima introduzione delle regole, con particolare riferimento al processo di concentrazione e alla crescente specializzazione delle attività all interno dei gruppi. Da qui la volontà della Vigilanza di rendere applicabili le regole, nella nuova formulazione, esclusivamente a livello consolidato da parte dei gruppi bancari, ferma restando l applicazione a livello individuale per le banche non appartenenti a gruppi. Il nuovo set di due regole discende dalla suddetta riforma della regolamentazione decisa in materia dall organo di vigilanza ed è stato applicato dal Fondo da giugno 2004 a marzo Successivamente, con provvedimento n del 6 Aprile 2006, la Banca d Italia ha abrogato i Capitoli 6 e 7 del Titolo IV delle Istruzioni di Vigilanza, concernenti rispettivamente i "finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese e i limiti alla trasformazione delle scadenze, con decorrenza dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (GU n. 86 del 12 aprile 2006). Il Consiglio del FITD, nella riunione del 21 giugno 2006, ha preso atto della suddetta modifica con riferimento all art. 7 comma 2 dell Appendice allo Statuto, dove si stabilisce che: eventuali modifiche apportate dalla Banca d'italia alle Istruzioni di Vigilanza che si riferiscono all indicatore B1 e alle Trasformazione delle scadenze, 5 Il presente paragrafo si mantiene anche in questa versione del Manuale, nelle more della prima riforma statutaria utile che proceda all eliminazione dallo Statuto della parte relativa al profilo in questione. 13
14 comporteranno l automatico aggiornamento delle modalità di calcolo degli indicatori. Pertanto, ai fini della normativa statutaria del Fondo, è abrogato l art. 6, comma 3 dell Appendice allo Statuto (indicatore di Trasformazione delle scadenze), a decorrere dalla segnalazione statutaria del 30 giugno Indicatori D1 e D2 Il Profilo di Redditività Efficienza si compone di due indicatori relativi al conto economico. D1 = Costi di Struttura Margine di Intermediazione D2 = Perdite su Crediti (al netto dei recuperi) Risultato Lordo di Gestione Gli aggregati utilizzati dal Fondo (73000 e per l indicatore D1; e per D2) sono costruiti a partire dalle voci appartenenti alla sezione III Dati di bilancio della matrice dei conti, secondo quanto previsto dalla circolare 272/08 della Banca d Italia. Inoltre, gli aggregati FITD corrispondono a specifici aggregati del Dizionario Dati della Banca d Italia. Con riferimento alle modalità di costruzione, l indicatore D2 si calcola solo se il numeratore (aggregato del Glossario) e il denominatore (aggregato del Glossario) sono entrambi positivi. Diversamente, ai fini del calcolo dell Indice Sintetico si applica il seguente schema: Numeratore Denominatore Coefficiente Positivo Positivo dipende dal valore assunto dal rapporto Negativo Positivo 0 Negativo Negativo 0 Positivo Negativo 4 0 Pos/Neg 0 Si noti che dal 2004 lo schema è stato integrato dall ulteriore previsione di un coefficiente zero da attribuire nel caso di un numeratore nullo in corrispondenza di un denominatore negativo o positivo; è stato, altresì, modificato il caso di 14
15 numeratore e denominatore entrambi negativi con la previsione di un coefficiente pari a zero e non più uguale a quattro. Le filiali di banche estere operanti in Italia, ai fini della segnalazione degli indicatori del profilo in questione, provvedono a segnalare solo i dati di conto economico riferiti all esercizio chiuso il 31/12 dell anno precedente 6, diversamente da quanto disposto dall art. 8 dell Appendice allo Statuto in materia di frequenza delle segnalazioni. *** Come noto, la composizione degli aggregati impiegati per il calcolo di D1 e D2 è stata modificata in seguito agli aggiornamenti della circolare di matrice nel 2006, in cui la sezione relativa ai dati di conto economico è stata integralmente ripensata e ricodificata per recepire la logica dei principi contabili internazionali IAS/IFRS. L opera di revisione degli aggregati alla luce della rinnovata impostazione di matrice ha consentito di mantenere la corrispondenza tra il Glossario FITD e il Dizionario Dati Banca d Italia. I nuovi indicatori sono stati utilizzati a decorrere dalla segnalazione riferita al 31 dicembre Gli indicatori di redditività sono rimasti sostanzialmente invariati con il recepimento della nuova circolare 272/08 Matrice di conti della Banca d Italia. Si rinvia all ultimo aggiornamento del Glossario indicatori gestionali, disponibile nell Area riservata alle consorziate Comunicazioni e download del sito web del Fondo, per la composizione nel dettaglio dei singoli aggregati. Di seguito si riporta una tabella di raccordo tra le voci del Glossario FITD utilizzate per il calcolo degli indicatori D1 e D2 del profilo di Redditività e i corrispondenti aggregati del Dizionario Dati della Banca d Italia: Dizionario dati Descrizione Glossario Numeratore D SGAD: Costi di struttura Denominatore D SGAD: Margine di intermediazione Numeratore D SGAD: Perdite su crediti al netto delle riprese di valore Denominatore D SGAD: Risultato lordo di gestione Ciò in quanto la circolare n. 272/08 Matrice dei conti della Banca d Italia prevede che le sottosezioni 3.4 conto economico costi e 3.5 conto economico ricavi della sezione III dati di bilancio debbano essere segnalate dalle filiali italiane di banche estere con periodicità annuale. 15
16 Si osservi che, a fini di continuità, la codifica degli aggregati della Banca d Italia è rimasta invariata anche a seguito della mutata composizione degli stessi valida a partire da dicembre Segnalazioni delle filiali extracomunitarie appartenenti al gruppo dei G 10 L art. 2, comma 2, dello Statuto prevede l adesione obbligatoria al Fondo delle filiali di banche extracomunitarie esercenti attività in Italia per le quali non sia operante un sistema di garanzia dei depositanti equivalente nel paese di origine. Poiché, a seguito di un indagine condotta dalla Banca d Italia, cui è demandata l espressione del giudizio di equivalenza, è emerso che per nessuna delle Filiali di Banche extracomunitarie vige il suddetto principio di equivalenza, le stesse sono state formalmente invitate ad aderire al FITD. Per talune di queste filiali di banche estere (quelle facenti parte dei paesi del gruppo dei G 10) non esiste l obbligo di segnalare le sezioni della matrice dei conti relative ai requisiti minimi di patrimonio, per cui l indicatore B1 Patrimonio di Vigilanza / Totale Requisiti Patrimoniali non può essere calcolato 7. Infine, le filiali in discorso sono tenute a segnalare alla Banca d Italia i dati di conto economico con periodicità annuale anziché semestrale. In ragione di ciò, si è provveduto a esonerare le filiali di banche extracomunitarie, per le quali sia previsto l esonero da parte della Banca d Italia dalla segnalazione dei coefficienti patrimoniali, dal calcolo dell indicatore B1, ponendo lo stesso in Normalità. Per ciò che riguarda il conto economico, in mancanza di quello semestrale, si considera il dato riferito all intero esercizio. Ciò significa che, nella segnalazione riferita a giugno, per D1 e D2 verrà ripetuto il dato riferito al 31 dicembre. In forza del Protocollo tra la Banca d Italia e il FITD, nel cd inviato dalla Vigilanza alla data del 30/06 viene normalmente riproposto anche il flusso relativo al 31/12 precedente, rendendo così possibile la descritta operazione di trasferimento dei dati. 7 La ragione di tale esclusione è che per queste banche (così come per le filiali di banche comunitarie) esiste già un obbligo di rispetto dei requisiti minimi di Patrimonio imposto dalla normativa di Vigilanza del paese d origine. 16
17 1.6 Segnalazioni delle banche di nuova costituzione (New Cos) Come noto, una banca neo costituita presenta, nei primi anni di attività, una situazione fisiologica di squilibrio tra costi e ricavi legata al sostenimento dei costi operativi (o di struttura) che non trovano una corrispondenza dal lato dei ricavi poiché la banca non ha ancora sviluppato in modo pieno la propria attività. Questo fenomeno pone tale tipologia di banche in una situazione di penalizzazione dal punto di vista del posizionamento rispetto agli indicatori dei profili gestionali. Infatti, a fronte dello squilibrio tra costi e ricavi, le banche neo costituite si potrebbero trovare in una situazione di non normalità negli indicatori D1 (Costi di struttura / Margine di Intermediazione) e D2 (Perdite su crediti, al netto dei recuperi / Risultato lordo di gestione). Al fine di ridurre questa anomalia, il comma 5 dell art. 6 dell Appendice allo Statuto dispone che: In deroga a quanto previsto dal comma 4, alle banche di nuova costituzione, per un anno dall inizio dell attività o per un massimo di tre segnalazioni ordinarie, nel caso di Osservazione e Anomalia negli indicatori D1 e D2, ai fini del calcolo dell indice sintetico, si applicherà un coefficiente pari a uno. Pertanto, se la data di adesione e quella di inizio dell attività sono entrambe precedenti a una data segnaletica (31 dicembre o 30 giugno), la norma di cui sopra verrà applicata per tre segnalazioni ordinarie consecutive. Se, invece, l adesione e l inizio dell attività si collocano a cavallo di una data segnaletica, la deroga verrà applicata per un anno dall inizio dell attività. 1.7 Le soglie statutarie Per ciascun indicatore sono fissate delle soglie, cui corrispondono quattro classi all interno delle quali si può collocare l indicatore. Il sistema di soglie e classi attualmente in vigore è stato introdotto con la riforma statutaria del 2004, con applicazione a decorrere dalla segnalazione di giugno dello stesso anno. Ai fini dell attribuzione del coefficiente per il calcolo dell Indice Sintetico, come analizzato in precedenza, alle banche di nuova costituzione si applica la deroga di cui all art. 6, comma 5, dell Appendice allo Statuto (cfr. paragrafo 1.6). Altra deroga in materia di soglie statutarie è quella concernente le banche aventi base contributiva pari a zero, di cui all art. 6, comma 6: 17
18 In deroga a quanto previsto dai commi 1, 3 8 e 4, alle banche che presentano una Base Contributiva pari a zero, si applica il coefficiente della classe di Normalità indipendentemente dalla loro valorizzazione. La ratio della deroga si rintraccia nella considerazione che questi istituti, nell ottica del rischio apportato al consorzio, hanno peso nullo e, dunque, gli indicatori di rischiosità e redditività non vengono considerati significativi; poiché i fondi rimborsabili sono nulli, lo è anche la quota variabile di contribuzione della banca e la rischiosità è ininfluente Soglie e classi attuali Il sistema di soglie e classi attualmente in uso è il risultato di uno studio condotto dagli uffici del Fondo negli anni per verificare l efficacia previsiva del set di indicatori gestionali utilizzato per il monitoraggio della rischiosità delle banche consorziate. Rispetto al set di indicatori confermato dall analisi citata, nel tempo alcune modifiche sono state apportate per effetto di variazioni nella normativa di vigilanza, da cui è derivato il conseguente adeguamento del sistema degli indicatori gestionali del FITD. E il caso dell indicatore di trasformazione delle scadenze, in un primo tempo variato e poi successivamente abrogato 9. Di seguito si riportano soglie e classi valide per i 4 indicatori previsti dalla normativa vigente: Indicatori dei profili gestionali e relative soglie statutarie Normalità Attenzione Osservazione Anomalia Indicatore A1: Sofferenze nette / Patrimonio di Vigilanza sino al 20% dal 20% al 30% dal 30% al 50% oltre il 50% 8 Comma abrogato a far tempo dalla segnalazione riferita a giugno 2006 (trasformazione delle scadenze). 9 A tale proposito, con la riforma statutaria di febbraio 2004 è stato inserito il comma 8, art 6 dell Appendice allo Statuto Con riferimento al comma 3, per le banche consorziate appartenenti a gruppi bancari, ai fini del calcolo dell indicatore di trasformazione delle scadenze, viene attribuito il valore calcolato su base consolidata. Resta ferma l applicazione delle regole a livello individuale per le banche non appartenenti a gruppi. L applicazione decorre a partire dalla segnalazione di giugno Norma poi caduta a seguito dell abrogazione delle regole di trasformazione delle scadenze da parte della Banca d Italia con provvedimento n del 6 Aprile 2006, con decorrenza a far data dalla pubblicazione dello stesso in Gazzetta Ufficiale (GU n. 86 del 12 aprile 2006). A ciò è seguita l abrogazione dell indicatore C da parte del Fondo a partire dalla segnalazione di giugno 2006, in virtù dell automatismo disposto dall art. 7, comma 2 dell Appendice allo Statuto: le eventuali modifiche apportate dalla Banca d Italia alle Istruzioni di Vigilanza che si riferiscono all indicatore B1 e alle regole di Trasformazione delle Scadenze, di cui all art. 6, comporteranno l automatico aggiornamento delle modalità di calcolo degli indicatori stessi. 18
19 Indicatore B1: Patrim. Vig. / Requisiti Patrimoniali Indicatore D1: Costi di Struttura / Margine di Intermediazione oltre il 110% tra 100% e 110% tra 90% e 100% inferiore al 90% sino al 70 % sino a 80 % sino a 90 % oltre 90 % Indicatore D2: Perdite su crediti / Risultato Lordo di gestione sino a 40 % Perd. su cred.<=0 sino a 50 % sino a 60 % oltre 60 % o Ris. Lordo Gest. < 0 A ciascuna classe corrisponde un coefficiente: A1 B1 D1 D2 Normalità Attenzione Osservazione Anomalia Il passaggio del sistema alle nuove soglie adottate con la riforma statutaria di febbraio 2004 è stato reso graduale mediante l introduzione del comma 7, art. 6 10, mentre le soglie definitive sono entrate in vigore a partire dalla segnalazione riferita al 30 giugno L Indice Sintetico e le classi statutarie La somma dei coefficienti relativi agli indicatori è definita Indice Sintetico (IS). L intervallo entro cui l IS si muove, e dunque le modalità di determinazione della Posizione statutaria delle consorziate, è variato nel tempo in relazione alle modifiche progressivamente apportate al set di indicatori. Il sistema di determinazione della Posizione Statutaria in base all Indice Sintetico, che ora può variare fra 0 e 20, si articola nel seguente modo 11 : 10 In deroga a quanto previsto dal comma 1, per le segnalazioni relative all esercizio dell anno 2004, le soglie applicate alle classi di A1 sono: Soglia di anomalia: superiore al 75 %; soglia di osservazione: superiore al 45 %; soglia di attenzione: superiore al 30 %. 11 Con la riforma statutaria di febbraio 2004 è stato inserito nello Statuto un nuovo articolo (art. 2 Appendice allo Statuto) relativo alla determinazione della posizione statutaria. Con l abrogazione dell indicatore di Trasformazione delle scadenze l IS può al massimo assumere un valore pari a 20. Inoltre, è stata eliminata la clausola statutaria secondo cui una banca può essere considerata Escludibile solo se presenta B1 in Anomalia. 19
20 A) da 0 a 3, la banca è considerata In Regola. B) da 4 a 5, la banca è considerata In Attenzione. C) da 6 a 7 la banca è considerata In Osservazione. D) da 8 a 10, la banca è considerata In Penalizzazione, ed è sanzionabile ai sensi dell art. 9 dello Statuto. E) da 11 a 12, la banca è considerata In Grave Squilibrio, ed è sanzionabile ai sensi dell art. 9 dello Statuto. F) maggiore di 12, la banca è considerata Escludibile, e può essere esclusa dal Fondo previo assenso della Banca d Italia (art. 6 dello Statuto). Per le quattro Posizioni Statutarie più rischiose il Fondo elabora dati trimestrali, ottenuti come i semestrali dalla matrice dei conti di Banca d Italia Le sanzioni previste dagli articoli 6 e 9 dello Statuto Al posizionamento rispetto agli indicatori dei profili gestionali, ovvero alle sei classi statutarie sopra elencate, è associata una serie di misure rivolte a rimuovere l eventuale situazione tecnica negativa della consorziata e, in ultima analisi, a preservare le risorse del Fondo (ossia a evitare interventi da parte dello stesso). Per le banche che mostrano un indice sintetico maggiore o uguale a 8, l art. 9 dello Statuto dispone la sospensione del diritto della consorziata a partecipare ai processi decisionali del Fondo. In particolare, si prevede la privazione del diritto di voto in Assemblea (comma 2, lettera a), la cessazione degli esponenti della consorziata dai loro eventuali incarichi nel Consiglio, Comitato di Gestione e Collegio dei Revisori (comma 2, lettera b). Come disposto dall art. 3, comma 1, lettera c) dell Appendice allo Statuto, qualora l Indice sintetico risulti maggiore o uguale a 12, la banca sarà escludibile, ai sensi dell art. 6, comma 1, lettera a) dello Statuto. L avvio della procedura di espulsione dal Fondo può, dunque, avvenire se la banca è considerata come Escludibile per un periodo di almeno un anno. Se allo scadere dell anno la banca non è rientrata da tale situazione, il Consiglio del Fondo può, su proposta del Comitato di Gestione e previa autorizzazione della Banca d Italia, deliberare la sua esclusione, oppure concedere un ulteriore proroga comunque non superiore a un anno (art. 6, comma 4, Statuto). Il Consiglio può, altresì, deliberare l esclusione delle banche che si siano rese gravemente inadempienti agli obblighi previsti dallo Statuto, quali le contribuzioni per gli interventi e per le spese di funzionamento (art. 6, comma 1, lettera b) e le segnalazioni dei dati (art. 6, comma 1, lettera c). 20
Il sistema delle segnalazioni statutarie. Manuale per le Consorziate
Il sistema delle segnalazioni statutarie Manuale per le Consorziate Roma, maggio 2013 2 Sommario Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (d ora in poi FITD o Fondo) ha strutturato, fin dalla sua
Relazione del Consiglio all Assemblea Ordinaria 1999 INDICE DELLA RELAZIONE Quadro di riferimento...3 I Fondi Rimborsabili delle consorziate...3 Rappresentazione del sistema in base all osservazione congiunta