Source: http://pmbitonto.altervista.org/l'esperto_risponde.htm
Timestamp: 2017-08-23 15:44:47+00:00
Document Index: 6742676

Matched Legal Cases: ['art. 201', 'art 142', 'art.126', 'sentenza ', 'art. 142', 'art. 120', 'art. 149']

Entro quanti giorni un verbale deve essere notificato?
Come è cambiato l'articolo 142 comma 8 con il nuovo decreto legge del 4 agosto 2007?
Come deve essere effettuata la comunicazione di conducente e cosa deve contenere?
Mi è arrivato un verbale ma io ho venduto l’auto 1 anno fa basta inviare una comunicazione all’ufficio di Polizia Municipale che ha effettuato l’accertamento?
Fino a quanti anni dall'infrazione la Polizia può emettere una cartella esattoriale?
Mi sono sbagliato ed ho pagato la multa di più di quanto era richiesto. Mi rimborsano?
Ho ricevuto un verbale 126bis perché non ho comunicato il conducente, ma io non ho mai ricevuto il primo verbale. Com’è possibile?
Mi è stata inviata una cartella esattoriale di un contravvenzione che io ho già pagato, cosa devo fare per farla annullare?
Come devo fare per visionare la fotografia dell’accertamento?
La data della notifica è il giorno in cui mi è arrivato il verbale o il giorno in cui la polizia ha effettuato l'accertamento?
Durante i rilevamenti con l’Autovelox o il Velomatic 512, gli agenti accertatori sono obbligati a contestare immediatamente l'infrazione al conducente del veicolo?
Come va presentato un ricorso?
A chi posso fare ricorso e come lo posso inviare?
Come è cambiato l'articolo 142 comma 9 con il nuovo decreto legge del 4 agosto 2007?
Ho comunicato i dati del conducente (era mia moglie), perché le è stato rinviato il verbale?
Quando vengono accreditati i 2 punti sulla patente? Bisogna telefonare al 848 782 782 o avviene in modo automatico?
E’ arrivata una multa intestata a mio padre, il quale però è morto dopo la data di accertamento. Io sono suo figlio, quindi sono un erede, devo pagare la multa?
Autovelox può restare solo nel "bussolotto"?
E' previsto l'arrotondamento del 5% di tolleranza per il calcolo dell'eccesso di velocità
Autovelox: per Cassazione sono valide multe fatte in centro senza contestazione e foto
Sanzionato per eccesso di velocità: non potrò circolare di notte?
Occultamento della targa
Come dispositivi antisdrucciolevoli, attualmente sono ancora consentiti i pneumatici chiodati?
Auto in sosta di fronte al passo carrabile autorizzato
Mi è arrivata una cartella esattoriale oltre il termine massimo, si archivia d’ufficio o devo io segnalarlo all’ufficio competente?
La cartella non viene rilevata d’ufficio, quindi occore comunicare all’Amministrazione che sono trascorsi oltre i 5 anni previsti dalla legge. Si può inviare la documentazione per posta o per fax, allegando copia di un documento di identità, la copia della cartella esattoriale, il numero del verbale e la richiesta di annullamento.
Il verbale deve essere consegnato dall'organo Accertatore all'Ufficio Postale deputato alla notificazione o ai Messi notificatori entro 150 giorni dalla data di accertamento, oltre i quali la violazione non è più contestabile.
In caso di violazione del comma 8 (superamento del limite di velocità di più di 10 km ma meno di 40) la sanzione amministrativa pecuniaria è rimasta invariata, mentre i punti decurtati saranno 5 invece di 2.
La comunicazione consiste in una dichiarazione del proprietario del veicolo che contiene tutti i dati anagrafici del conducente, una fotocopia della patente del conducente, un documento del proprietario e la firma di entrambi. La comunicazione può essere effettuata dal conducente stesso se diverso dal proprietario. Si può utilizzare il modulo messo da noi a disposizione ed inviarlo via fax o per raccomandata con ricevuta di ritorno alla Polizia Municipale.
Oltre alla comunicazione di passaggio di proprietà, occorre inviare copia dell’atto di vendita o copia del documento del passaggio di proprietà presso l’aci (la solo dichiarazione di responsabilità tra privati non è sufficiente hai fini di legge a dimostrazione del passaggio di proprietà).
La cartella esattoriale deve essere inviata entro 5 anni dalla data dell'accertamento dell'infrazione.
Occorre inviare per posta o per fax la richiesta di rimborso all’Ufficio di Polizia Municipale che ha effettuato l’accertamento, allegando copia di un documento di identità e copia del bollettino che attesti il pagamento.
Evidentemente, dopo aver ricevuto un Avviso di Deposito del verbale presso l'Ufficio Postale, nessuno è andato a ritirare la raccomandata ma, secondo quanto prevede la legge sulla notificazione degli atti amministrativi, dopo 10 gg. il verbale si considera notificato.
Si può inviare una richiesta di annullamento via posta o via fax allegando la fotocopia di un documento di identità e del bollettino di pagamento. Se la multa è stata pagata oltre i 60 giorni dalla notifica del verbale o è stata pagata in misura ridotta, la sanzione si raddoppia e quindi la cartella esattoriale va pagata.
Può andare all’ufficio dell’organo accertatore e richiedere la foto, oppure inviare una lettera di richiesta contenente un francobollo per farsi rinviare il fotogramma. In ogni modo sarà bene sentire l'Ufficio di P.M. per conoscere le specifiche modalità di accesso al documento.
Se si vuole visionare la foto in Internet basta scaricare il modulo, riempirlo ed inviarlo con la copia di un documento al numero di fax indicato. Vi verrà inviato via sms una password da utilizzare nella sezione del nostro sito nella sessione Consultazione verbali.
Questa procedura è valida solo per gli Enti abilitati al servizio.
La data della notifica è il giorno in cui ha ricevuto il verbale.
L’art. 201 del codice della strada prevede che in alcuni casi la contestazione immediata "non è necessaria". Il comma 1-bis dello stesso articolo, li elenca:
e) accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo poiché il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari;
La lettera e) del comma 1-bis, dell’articolo riguarda, appunto, l'accertamento della violazione dell'art 142 C.d.S. effettuata con strumenti quali l'Autovelox o il Velomatic 512.
Quindi gli agenti accertatori, durante i rilievi con l’autovelox o il Velomatic 512, non sono tenuti in nessun caso a fermare il veicolo per effettuare la contestazione immediata.
In caso di violazione del comma 9 (superamento del limite di velocità di più di 40 km ma meno di 60) la sanzione amministrativa pecuniaria è rimasta invariata e anche i punti decurtati (10), mentre è variato il periodo di sospensione della patente che adesso va da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 6. Inoltre è stato aggiunto un comma 9 bis per chi supera di più di 60 km il limite di velocità la sanzione da pagare sarà di € 500,00, i punti decurtati saranno 10 mentre la patente sarà sospesa da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 12.
Abbiamo avuto la certezza di ciò che si prevedeva:
L'apparecchio autovelox è stato omologato prima che il decreto legge del 27 giugno 2003 n.151, convertito con legge 1 agosto 2003 n.114 apportasse le modifiche al Nuovo Codice della Strada.
Con queste modifiche è stato reso possibile lasciare l'apparecchio in appositi contenitori a operare da solo per rilevare le infrazioni alle norme di cui all'articolo 142 e 148 se questo viene istallato in particolari strade dove, a seguito di specifico Decreto Prefettizio, non è necessaria la contestazione immediata e la presenza dell'agente accertatore. Però la stessa normativa prevede che, se vengono utilizzati dispositivi che consentono di accertare in modo automatico la violazione, senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti, gli stessi devono essere approvati od omologati ai sensi dell'articolo 45, comma 6, del Nuovo Codice della Strada. Gli apparecchi attualmente in uso sono sicuramente conformi e funzionanti per quanto riguarda il rilevamento della velocità ma con la presenza dell'agente accertatore.
Per sanare questa situazione e rendere gli apparecchi usabili senza la presenza di personale è necessario una nuova omologazione che preveda questa possibilità, sino ad allora è bene evitarne l'uso senza agente onde evitare una valanga di ricorsi
Il ricorso al Prefetto va presentato in carta semplice cioè senza bolli.
Occorre allegare al ricorso una copia del verbale e le proprie motivazioni a sostegno del ricorso.
Per esporre oralmente le proprie motivazioni al Prefetto bisogna fare richiesta scritta all’interno del ricorso stesso.
Se il ricorso è diretto al Giudice di pace, va presentato, allo stesso modo, in carta semplice.
Occorre allegare al ricorso una copia del verbale e le proprie motivazioni a sostegno.
Il ricorrente il giorno dell’udienza deve presentarsi dinnanzi al Giudice di Pace.
Il ricorso può essere presentato o al Prefetto o al Giudice di Pace.
Se intestato al Prefetto, il ricorso può essere presentato a mano o spedito a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento (A/R) all'organo accertatore (per esempio polizia municipale); in alternativa può essere inviato direttamente all’ufficio del Prefetto della provincia in cui è stata commessa la violazione esclusivamente a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.
Se il ricorso è diretto al Giudice di pace, questo deve essere presentato alla cancelleria del giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione. Il ricorso può essere presentato personalmente a mano o a mezzo posta.
Il verbale è stato rinotificato perché la comunicazione effettuata non conteneva la firma del conducente. In questo caso il conducente oltre a pagare la sanzione del verbale deve pagare anche le ulteriori spese di spedizione. Se invece il verbale era già stato pagato del proprietario del veicolo il conducente deve pagare solo le spese di notifica di questo secondo verbale.
L’art.126-bis del codice della strada, entrato in vigore nel 2003, prevede che dopo 2 anni (a partire dal 30 luglio 2003), chi non ha commesso infrazioni che prevedono decurtazioni di punti dalla patente, riceverà un accredito di 2 punti sulla patente fino ad arrivare ad un massimo di 30 punti. L’accredito avviene in modo automatico e non occorre telefonare al numero verde 848 782 782.
Se il proprietario del veicolo è deceduto dopo la data di accertamento, gli eredi non sono tenuti a pagare la multa. E’ sufficiente inviare copia del certificato di morte, con un documento di identità di chi effettua la documentazione, all’ente accertatore per far archiviare la multa.
In un tratto di strada sottoposto al limite di 70 km mi viene contestata la seguente violazione: circolava a 116km/h considerata la tolleranza del 5% superava di 40,2 km/h il limite. Violazione accertata con telelaser ultrlyte. Mi chiedo il calcolo della tolleranza e dei limiti va fatto arrotondando i decimali? La situazione con quel 40,2 cambia molto in ordine alla sanzione, poichè se non ci fosse quel 0,2 non avrei superato di oltre i 40 km orari il limite. Esiste una normativa che disciplina in che modo deve essere calcolato il 5% e soprattutto l'arrotondamento è previsto per legge? Grazie
l' Art. 345 del regolamento di attuazione al codice della strada (Apparecchiature e mezzi di accertamento della osservanza dei limiti di velocita') indica che:
" Le apparecchiature destinate a controllare l'osservanza dei limiti di velocita' devono essere costruite in modo da raggiungere detto scopo fissando la velocita' del veicolo in un dato momento in modo chiaro ed accertabile, tutelando la riservatezza dell'utente. Le singole apparecchiature devono essere approvate dal ministero dei Lavori pubblici. In sede di approvazione e' disposto che per gli accertamenti della velocita', qualunque sia l'apparecchiatura utilizzata, al valore rilevato sia applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Nella riduzione e' compresa anche la tolleranza strumentale. .... omissis "nessuna norma a me nota dispone dell'arrotondamento per eccesso o per difetto, se non quelle legate ai valori monetari, quindi ritengo che sia estremamente preciso, ma corretto indicare che il limite è stato superato, di poco, ma superato. Si tenga conto che la tolleranza strumentale ( il cinque per cento ) non è roba da poco, soprattutto se calcolata su una velocità di 116 km/h. Provi a proporre ricorso al Giudice di Pace, vediamo che ne pensa lui.
Le multe fatte nel centro abitato con l'utilizzo dell'autovelox sono valide e vanno pagate. E ciò anche se non c'è stata la contestazione immediata e persino se manca la documentazione fotografica. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza 12343/2009) specificando che per poter annullare la contravvenzione occorre dare una "idonea prova del difetto di omologazione o di costruzione, di installazione o di funzionamento del dispositivo di rilevazione della velocita' utilizzato o costituente fonte di prova". La Corte, in particolare, si è occupata del caso di un automobilista multato per eccesso di velocità nel centro abitato del comune di Vicopisano dove era installato l'autovelox. Non c'era stata nè la contestazione immediata nè la fotografia del mezzo. Il giudice di pace proprio per questo aveva annullato la multa di 147 euro. Ora la cassazione, che ha accolto il ricorso del comune ha ricordato che "e' legittima la rilevazione della velocita' di un veicolo a mezzo apparecchiatura elettronica, che non rilascia documentazione fotografica ma consente unicamente l'accertamento della velocita' in un determinato momento" e ciò perché resta "affidata all'attestazione dell'organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilita' al veicolo dal medesimo organo individuato, in quanto l'attestazione dell'organo di polizia ben puo' integrare, con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo, risultando tale attestazione assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso". Insomma per non pagare la multa c'è solo un modo: dimostrare "il difetto di omologazione o di funzionamento dell'apparecchiatura elettronica".
(Data: 08/06/2009 9.00.00 - Autore: Roberto Cataldi)
Ho subito la sospensione di patente per eccesso di velocità per un mese. È vero che trascorso tale periodo non potrò guidare dalle 22,00 alle 7,00 del mattino successivo? E perchè?
Il nono comma dell'art. 142 stabilisce che chi supera di oltre 40 km/h ma non di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione di euro 370 ed alla sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. Inoltre il prefetto, nell'ordinare la sospensione, disporrà per l'inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i tre mesi successivi alla restituzione della patente di guida. Così ha infatti voluto il legislatore nella modifica al codice della strada intervenuta con il decreto legge 3 agosto 2007 n.117 convertito in legge 2 ottobre 2007 n.160, per contrastare le cosiddette " stragi del sabato sera".
Denunciare chi non assicura. Ho subito danni per un tamponamento alla mia vettura in roma. La compagnia di assicurazioni della vettura investitrice mi ha comunicato per scritto che detta vettura non era coperta da assicurazione alla data del sinistro. Devo denunciare il proprietario per omessa assicurazione ? A quale corpo di polizia ?
La circolazione con un veicolo a motore sprovvisto di assicurazione consiste in una violazione amministrativa, per cui non è prevista la possibilità di alcuna denuncia, come invece per le violazioni costituenti reato. Tuttavia, è sempre possibile recarsi presso un ufficio di polizia competente nel territorio ove è avvenuto il sinistro ed effettuare una dettagliata descrizione dei fatti per potere, eventualmente, dare impulso a più approfonditi accertamenti. Dal punto di vista del risarcimento dei danni, non essendo il veicolo munito di copertura assicurativa, la pretesa non può che essere rivolta, in sede civile, direttamente nei confronti del conducente e del proprietario del veicolo.
Se lego un fazzoletto sul retro della moto che impedisce la lettura della targa, a quali sanzioni vado incontro? Grazie
La targa di un veicolo costituisce una certificazione amministrativa, per cui è un atto pubblico a tutti gli effetti il cui occultamento costituisce reato ed è punito dall'articolo 490 del codice penale con la reclusione da 4 mesi a 2 anni.
L'introduzione delle c.d. gomme chiodate avvenne con la circolare 104/2174/D del 24 febbraio 1966 che ne consentì l'uso in via sperimentale con l'osservanza di particolari condizioni che vennero specificate nella circolare stessa.
Una successiva circolare del Ministero dei trasporti, la n° 557/2174/D del 22 ottobre 1971 avente per oggetto: "Pneumatici per neve di tipo approvato. Chiodi per marcia sul ghiaccio" del 22.10.1971, stabilì le caratteristiche che detti pneumatici dovevano possedere. La circolazione con i predetti dispositivi ad oggi può avvenire alle seguenti condizioni:
-limite massimo di velocità, di 90 km/h lungo la viabilità ordinaria e 120 km/h in autostrada;
- divieto dell'uso di pneumatici chiodati su veicoli di peso complessivo superiore a 35 q.li;
Ho un passo carrabile autorizzato su una strada vicinale, la strada ha una larghezza di circa mt 4,50 alcuni condomini parcheggiano la macchina di fronte al passo carrabile non permettendomi di far manovra agevolmente per poter rientrare nella mia proprietà. volevo chiederle se esiste una distanza minima frontale per poter parcheggiare. Distinti saluti.
La normativa di riferimento per i passi carrabili è rappresentata dall'art. 120 regolamento esecuzione cds.
In riferimento a quanto rappresentato nel quesito qualora Lei in qualità di titolare del passocarrabile ravvedesse l'inderogabile necessità che sul lato opposto, ovvero in prossimità dello sbocco, non sostino veicoli dovrà chiedere di estendere il divieto anche sul lato opposto o per un tratto a fianco dello sbocco del passo, pagando i relativi oneri ed è per tale motivo che Le consigliamo di contattare la locale Polizia Municipale onde rappresentare il problema.
Tenga tuttavia presnete che , non trattandosi di un diritto soggettivo, il Comune ha un'ampia facoltà discrezionale che si può anche tramutare in un diniego, ovviamente motivato (ad esempio con l'interesse pubblico a mantenere la situazione attuale).
Vi scrivo per sottoporvi un quesito riguardo alle precedenze per l'ingresso alle rotatorie. Mi spiego con un esempio, supponiamo di avere una rotatoria nella quale confluiscono tre strade tutte con una corsia per ognuno dei due sensi di marcia, e supponiamo che la rotonda è di quelle che una volta all'interno si ha la precedenza mentre chi deve immettersi deve dare precedenza alle macchine che giungono da sinistra. Questo è il mio dubbio : se la rotonda è vuota e due macchine , una su una strada e l'altra sulla strada accanto, arrivano contemporaneamente per accedere alla rotonda chi ha la precedenza tra le due ??
Spero di essere stato chiaro, grazie e ciao
Nell'esempio indicato nel quesito si propone la c.d. rotatoria alla francese: chi entra nella rotatoria è obbligato a rispettare il segnale di "Dare precedenza", e pertanto chi è in movimento nella rotatoria ha la precedenza su chi si deve immettere.
Nel caso in cui vi siano due veicoli che contemporaneamente si affacciano da due diversi rami per accedere nel flusso della rotatoria, dovranno rispettare entrambi il segnale verticale di "Dare precedenza".
E' ovvio che avrà la precedenza, e quindi avrà diritto di accedere per primo all'interno del percorso rotatorio, il veicolo che si trova nel ramo di accesso più a sinistra: infatti, tale veicolo non si troverà alcun altro veicolo, nel caso di rotatoria vuota, a cui concedere la precedenza, che già percorra la rotatoria, mentre il veicolo che si affaccia sul ramo successivo, dovendo rispettare la segnaletica di "Dare precedenza" nei confronti dei veicoli già circolanti all'interno della rotatoria, dovrà cedere la precedenza al veicolo del ramo precedente, in quanto già entrato nel percorso della rotatoria, sempre che i due veicoli accedano alla rotatoria contemporaneamente.
Spero di essere stato anche io abbastanza chiaro. Si resta a disposizione per ulteriori delucidazioni.
La distanza di sicurezza... quante volte ne abbiamo sentito parlare eh! Tuttavia camminando sulle nostre strade sembra che nessuno ne conosca la reale funzione e anche per questo gli incidenti restano alti... Molte volte mi hanno chiesto (via mail o a voce) se esiste una "formula magica" tramite la quale calcolare la distanza da sicurezza da tenere, beh la mia risposta è sempre stata: NO! Questo perché ogni auto è diversa dalle altre (gomme, freni, sospensioni, peso...), perché ogni strada è diversa dall'altra (asfalto, condizioni meteo, visibilità...) e soprattutto perché ogni guidatore è diverso dagl'altri (esperienza, vista, età...). Se ci pensate bene spesso e volentieri la distanza di sicurezza è stata ridotta a mera formula matematica senza capirne le più profonde finalità. L'importanza di capire questo concetto è fondamentale (come molti altri del resto) per potersi garantire una guida sicura. Non ci sarà patente a punti o decreto legge che vi permetterà di frenare in tempo se non manterrete un'adeguata distanza da chi vi precede. Inoltre il codice all'art. 149 impone che durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono. Se non si rispetta tale norma si incorre in una sanzione e in una decurtazione punti. Certo bisogna essere sinceri: oggi come oggi il traffico cittadino e quello delle tangenziali spesso e volentieri non ci permette di mantenere una distanza di sicurezza adeguata alla velocità di marcia, ma non per questo bisogna sentirci autorizzati a stare attaccati al muso di chi ci precede. In autostrada le cose vanno già meglio ma solo in alcuni tratti... La distanza di sicurezza deve essere adeguata, per quanto possibile, alle condizioni di traffico. È inutile stare appiccicati all'auto che precede se questa sta superando un'altra auto. Ci si può avvicinare senza esagerare invece se questi non ha nessuno sulla destra poiché, in caso di frenata, si dispone di una via di fuga per evitare l'impatto. C'è chi dice di tenere il piede sinistro sul pedale del freno durante i sorpassi per ridurre al minimo il tempo di reazione, ma è una manovra da lasciare ai più esperti, i piloti in grado di controllare e modulare la frenata come se utilizzassero il piede destro. E vi assicuro che è parecchio difficile! Tuttavia, ciò premesso, per familiarizzare con il concetto di distanza di sicurezza è bene rispolverare un po' di matematica... Calcoliamo le distanze Quanti metri si percorrono in un secondo a 100 km\h? La risposta è presto data: 27,8 metri al secondo. Ma vediamo perché... Tutti sanno che a 100 Km/h si percorrono 100 Km ogni 60 minuti, cioè 100.000 m (100 x 1000 che sono i metri in un chilometro) in 3.600 secondi (60 x 60 che sono i secondi da cui è composto un minuto). Pertanto dividendo 100.000 per 3.600 si ottengono i metri percorsi ogni secondo: 27,8 m/s Tempo di reazione: (Velocità Km/h/ 3,6) x il tempo (di solito 1 secondo) Tuttavia questo dato da solo non serve a nulla, ci dice solo quanto siamo veloci. Il nostro obbiettivo è capire in quanto tempo riusciamo a "reagire all'ostacolo" e poi a fermarci, in modo da poter calcolare quanto spazio dobbiamo lasciare tra noi e chi ci precede.
Il tempo di reazione Le auto di oggi hanno impianti frenanti eccellenti che ci permettono di fermarci in spazi molto ristretti (specialmente se si possiede l'ABS) ma questo non significa che dobbiamo sentirci troppo sicuri... infatti uno dei fattori principali da tenere in considerazione è il nostro tempo di reazione. Il tempo di reazione equivale al tempo che intercorre tra quando ci accorgiamo del pericolo e l'inizio della frenata e, di norma, varia tra i 0,5 e 1,5 secondi. Il tempo di reazione (che chiameremo t.d.r) medio, ovvero di una persona in condizioni psichiche e fisiche in buona efficienza, è di circa 7 decimi di secondo (ma di solito si considera il tempo di 1 secondo). Ciò significa che a 100 km/h, se un ostacolo improvviso compare sulla nostra strada, prima di spostare il piede dall'acceleratore al freno trascorrono 7/10 di secondo. Quindi prima di iniziare a frenare percorriamo quasi 20 metri! Calcolando che anche le auto che precedono avranno bisogno di spazio per fermarsi, la distanza di sicurezza non dovrà corrispondere allo spazio totale di arresto, ma è teoricamente sufficiente che sia pari allo spazio che si percorre nel tempo calcolato come t.d.r. il tempo necessario cioè a intuire la necessità di frenare e a spostare il piede destro dall'acceleratore al pedale del freno. Ma questo solo teoricamente. Perché? Ve lo spiego subito... L'importanza della vostra vettura Chi vi dice che la vostra auto si fermerà più rapidamente di quella davanti a voi? Magari chi vi precede ha un'auto con l'ABS, quattro freni a disco e delle ottime gomme. In poche parole lui si ferma in 50 metri (valori teorici) mente voi ne impiegate oltre 70 (non avete l'ABS, le vostre gomme sono sgonfie o usurate...). Quindi come vedete lo spazio di arresto varia da condizione a condizione e da auto ad auto. Possiamo però cercare di trovare una formula per calcolare lo spazio di arresto necessario, supponendo che la decelerazione sia costante durante tutta la frenata. Pertanto la formula sarà: spazio di arresto approssimato; (velocità* x velocità*) / 2a (a = decelerazione) La decelerazione media garantita dalle vetture moderne è pari a circa 9 m/s quadro * La velocità deve essere espressa in metri al secondo Esempio reale: 100 km/h = 27,8 metri al secondo -> (27,8 x 27,8) / 18 = 43 metri Da cui ne deriva la tabella esplicativa che segue: Velocità di marcia (Km/h) 50 60 90 100 130 Spazio percorso nel t.d.r. (1 secondo) 14 17 25 28 36 Spazio di frenatura 11 16 35 43 72 Spazio totale 25 33 60 71 108 I valori in tabella sono valori teorici e "ottimali", nella realtà i valori saranno più alti poiché come ho più volte detto ogni auto e ogni persona è diversa. Inoltre la decelerazione non sempre è costante (pochi premono in maniera efficace il pedale del freno...) e se le gomme dovessero bloccarsi la frenata sarà molto più lunga! IMPORTANTE! - in caso di pioggia i valori vanno aumentati del 20/30%; - sulla neve o sul ghiaccio lo spazio di arresto può addirittura quadruplicare; - in caso di stanchezza o riflessi appannati il t.d.r. può aumentare considerevolmente. Pertanto prudenza sempre! Conclusioni Come vedete anche a soli 50 Km/h ci vogliono ben 25 metri per fermarsi, quanto basta per "entrare e uscire" da un autobus. Quindi per rimanere sempre in sicurezza vi consiglio di: 1) stare attenti non solo a chi vi precede ma cercate di avere un "vista lunga", in modo da prevedere le manovre degl'altri e quindi essere pronti a frenare in tempo; 2) rimanere sempre concentrati evitando di distrarsi con telefonate troppo lunghe (anche se usate l'auricolare, è provato che le telefonate lunghe distraggono chi guida), abbassare il volume della radio e non distrarsi troppo anche con chi è a bordo (ovviamente non vi sto chiedendo di non parlare ma di farlo nel modo giusto senza esagerare!). 3) mantenere una guida "adattiva", cioè in grado di adattarsi alle varie condizioni meteo e non, oltre al fatto di guidare sempre con prudenza ed intelligenza. Non mi resta che augurarvi una buona guida sicura!
"i 50 all'ora bloccano il traffico.. il limite lo dovrebbero portare almeno a 80 all'ora che tanto con le auto d'oggi in 3 metri ci si ferma... e non dite che non è vero perchè io con un 125 facevo i 100 e passa e in pochissimo mi sono arrestato completamente..."
Quel che mi preoccupa è cosa possa combinare con un 125 un giovane che fa affermazioni tanto sbagliate quanto pericolose, basate su un macroscopico errore nella valutazione di spazi e tempi.
Lo spazio di frenata a 80 km/h è infatti molto superiore a 3 m. In condizioni ottimali è circa 54 m !!! altro che 3m !!!
Sul sito dell’ACI è riportata la formula fisica per il calcolo dello spazio di frenata:
spazio di frenata = velocità (in metri al secondo) al quadrato, diviso per il prodotto di 2 moltiplicato per accelerazione di gravità moltiplicato per coefficiente di attrito.
Il coefficiente di attrito varia da 0,8 (strada asciutta e fondo ruvido) a 0,05 (strada ghiacciata): su strada ghiacciata, insomma, lo spazio di frenata può diventare 16 volte superiore ! È da notare che, nella formula, manca ogni riferimento alla massa del veicolo. Infatti, la massa influenzerà la forza con la quale, grazie ad una maggiore pressione nell'area di contatto tra le due superfici, si renderà efficace il coefficiente di attrito e quindi il freno. Secondo questa formula-base, quindi, al raddoppio della massa non corrisponderà nessuna variazione nello spazio di frenata. Questo in teoria. Nella pratica, invece, intervengono altri fattori, tra cui la fusione della gomma determinata dalla maggiore pressione al suolo ed il conseguente "effetto scivolo": il coefficiente di attrito diminuisce e lo spazio di frenata si allunga. Quindi i veicoli più pesanti hanno coefficiente di attrito minore e conseguente spazio di frenata maggiore.
Nel calcolo fatto poi bisogna tenere conto del tempo di reazione (circa 1s) che aggiunge uno spazio ulteriore di 2,8 m per ogni 10 km/h di velocità contribuendo a rendere ancora più grande lo spazio complessivo di frenata).
Riporto due tabelle che riassumono i risultati del calcolo per due coefficienti di attrito: k = 0,8 (condizioni di frenata ottimali) e k = 0,4 (asfalto bagnato). Ognuno giudichi da sé.
velocità (km/h) velocità (m/s) s frenata (m) s reazione (m) s totale (m) coeff. attrito 50 13,9 12,3 13,9 26,2 0,8 60 16,7 17,7 16,7 34,4 70 19,4 24,1 19,4 43,5 80 22,2 31,5 22,2 53,7 90 25,0 39,8 25,0 64,8 100 27,8 49,2 27,8 76,9 velocità (km/h) velocità (m/s) s frenata (m) s reazione (m) s totale (m) coeff. attrito 50 13,9 24,6 13,9 38,5 0,4 60 16,7 35,4 16,7 52,1 70 19,4 48,2 19,4 67,6 80 22,2 62,9 22,2 85,1 90 25,0 79,6 25,0 104,6 100 27,8 98,3 27,8 126,1 Aggiungo poi un link dove si possono trovare i coefficienti di attrito
Per concludere ricordo che la gran parte degli incidenti stradali coinvolgente giovani guidatori è causata dalla incompetenza di questi giovani nel valutare correttamente tempi e distanze. L'amore della velocità e del rischio tipica dei giovani poi fanno il resto.
Quel che io auspico è che nelle scuole superiori dove si fa Fisica sin dal biennio gli insegnanti, laddove già non lo facciano, si decidano ad affrontare in modo completo questo problema di velocità e spazi di frenata. Un'informazione corretta data a giovani intelligenti può servire a salvare delle vite. Chissà che questa mia pagina non ottenga qualche risultato positivo.
Possiamo affermare che la frenata migliore, sia per un motorino sia per un camion, è quella di portare il veicolo verso la condizione di scivolamento, ma senza raggiungerla (in pratica provocare tra il pneumatico del veicolo in questione e il terreno dove scorre un attrito radente di tipo statico).
La forza d’attrito può variare dal tipo di terreno (asfalto, sterrato) e dalle condizioni atmosferiche (pioggia, neve, ghiaccio e, in condizioni ottimali, "sole").
Oltre a questi fattori, la forza d’attrito, può variare anche in base delle condizioni dei pneumatici e dalla loro grandezza, non a caso esistono vari tipi di pneumatici che, con l’aumentare delle dimensioni e delle resistenze, variano di prezzo.
Per calcolare la forza di attrito esiste una formula:
Fa = K * P
dove "K" è uguale al coefficiente di attrito e "P" è il peso.
La forza di attrito per una macchina di massa 1000 Kg, con coefficiente 0.4 e 0.5, è di (10000 * 0.4) = 4000 N e (10000 * 0.5) = 5000 N.
Per calcolare il tempo è utile avere il coefficiente di attrito che c’è tra il pneumatico e il terreno (tra un asfalto asciutto e un pneumatico in condizioni ottimali è 0.5, mentre con lo stesso pneumatico ma con asfalto bagnato il coefficiente scende a un valore di 0.4), la massa del veicolo e la sua velocità.
Per fare un esempio calcoleremo il tempo che impiega un automobile di massa 1000 Kg che viaggia a una velocità di 50 Km/h (su asfalto asciutto e bagnato) e 100 Km/h (su asfalto asciutto e bagnato).
Per risolvere questo problema useremo la seguente equazione:
F * D t = m * D v
Dove "F" è la forza di attrito, "D t" è il tempo, "m" è la massa e "D v" è la variazione della velocità.
I risultati sono stati i seguenti, per coefficiente 0.5 abbiamo rilevato 2.76 s (a 50 Km/h) e 5.54 s (a 100 Km/h); mentre per il coefficiente 0.4 abbiamo rilevato 3.45 s (a 50 Km/h) e 6.92 s (a 100Km/h). I tempi appena calcolati sono imprecisi perché bisognerebbe tenere conto del surriscaldamento dei freni che porta una diminuzione dell'efficienza e, quindi, un aumento del tempo di frenata.
Ai tempi che abbiamo calcolato, dovremo aggiungere il valore del tempo di reazione, durante il quale il veicolo continua a muoversi senza rallentare; questa reazione varia da persona a persona ed è quel tempo che impiega il conducente a incominciare a frenare da quando ha visto l'ostacolo.
Per calcolare la distanza che percorre un veicolo prima di fermarsi occorre la seguente equazione:
F * s = m * v2 / 2
dove "F" è la forza frenante, "s" è lo spazio, "m" è la massa dell'auto e "v" è la velocità a cui si muove il veicolo.
Per fare un esempio, calcoleremo lo spazio di frenata sempre di una macchina di 1000 Kg che viaggia a velocità di 50 e 100 Km/h, sia su asfalto asciutto sia su bagnato.
I dati ricavati sono stati i seguenti:
ASCIUTTO: 33.2 m (a 50 km/h); 105.08 m (a 100 Km/h)
BAGNATO: 57.35 m (a 50 Km/h); 124.4 m (a 100 km/ h)
Dai dati ricavati si può notare che il cambiamento di condizioni atmosferiche influisce molto, più di 20 m per entrambi i casi di velocità. L'errore citato nel punto precedente (surriscaldamento dei freni) influisce anche in questo caso .
Quando un veicolo in movimento viene frenato fino a fermarsi, tutta la sua Energia Cinetica deve essere trasformata in calore per mezzo del lavoro della forza frenante.
Per fare un esempio, consideriamo la stessa auto di prima e utilizziamo la seguente equazione:
dove "F" è la forza frenante, "s" è lo spazio percorso, "m" è la massa dell'auto e "v" è la sua velocità a cui si muove il veicolo.
Con una velocità di 50 Km/h e coefficiente di attrito di 0.4 il lavoro della forza frenante, per fermare il veicolo di 1000 Kg, è 312.5 J; a una velocità di 100 Km/h e lo stesso coefficiente d'attrito il suo valore aumenta fino 1250 J;
Con la velocità di 50 Km/h e il coefficiente d'attrito 0.5 il lavoro della forza frenante è di 250 J; con lo stesso coefficiente d'attrito ma a velocità diversa, 100 Km/h, il lavoro è di 1000 J.
Da questi calcoli abbiamo potuto constatare che per dimezzare la velocità dell’auto, occorre disperdere il 75% della sua Energia Cinetica iniziale; per disperderla si utilizzano i freni che la trasformano in calore.