Source: http://www.energyinlink.it/news/2019/01/faq-gse-certificati-bianchi-chiarimenti-soggetto-proponente-vs-titolare/
Timestamp: 2019-10-22 23:59:58+00:00
Document Index: 172602828

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.12', 'art.12', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art.1', 'art. 5', 'art. 5']

FaQ GSE - Certificati bianchi chiarimenti soggetto proponente vs titolare - EnergyINlink S.r.l.
CHIARIMENTO OPERATIVO IN MERITO ALLA DEFINIZIONE DI “SOGGETTO TITOLARE” E “SOGGETTO PROPONENTE” DEL PROGETTO DI EFFICIENZA ENERGETICA
Ai fini dell’inoltro al GSE dell’istanza per l’accesso al meccanismo, il Decreto e s.m.i. definisce:
soggetto titolare del progetto: il soggetto che sostiene l’investimento per la realizzazione del progetto di efficienza energetica;
soggetto proponente: il soggetto in possesso dei requisiti di ammissibilità richiamati sopra che presenta al GSE l’istanza per la richiesta di incentivo.
Il soggetto titolare del progetto è il soggetto che ha investito, sia mediante mezzi propri, sia mediante finanziamenti, nella realizzazione di uno o più interventi di efficienza energetica e che può delegare un altro soggetto, che possieda i requisiti previsti all’art. 5 del Decreto e s.m.i., a presentare richiesta di accesso al meccanismo dei Certificati Bianchi ed eventualmente a percepire i TEE.
Si specifica, pertanto, ad esempio che:
nel caso di noleggio o leasing “operativo”, in cui un’azienda produttrice o proprietaria (locatore) trasferisca la disponibilità di un bene all’azienda utilizzatrice (locatario) ricevendo come corrispettivo il pagamento di canoni periodici, consistendo in una forma specifica di contratto di affitto, il soggetto titolare corrisponda al locatore, fermo restando che il locatario dovrà essere informato alla luce delle attività di sua competenza relative all’art.12 del Decreto e s.m.i., in quanto soggetto che ha la disponibilità del bene oggetto dell’intervento;
anche nel caso di leasing finanziario, in cui un’azienda produttrice trasferisce la proprietà di un bene ad una società di leasing, dietro corrispettivo di un prezzo e in cui la società di leasing, a sua volta, trasferisce la disponibilità del bene all’azienda utilizzatrice che ne fa richiesta ricevendo come corrispettivo il pagamento di canoni periodici, considerato che il leasing finanziario costituisce una forma tecnica atta a conferire la disponibilità del bene oggetto dell’intervento e non la titolarità, si considera “soggetto titolare” la società di leasing. Ciò anche nel caso in cui sia presente una clausola contrattuale che alla scadenza del contratto di leasing trasferisca automaticamente la proprietà del bene dalla società di leasing all’azienda utilizzatrice ovvero sia presente nel contratto di leasing l’opzione di acquisto, intesa come il pagamento di un riscatto per l’acquisizione del diritto di proprietà del bene oggetto del contratto alla scadenza del contratto stesso. Resta, inteso, che analogamente agli altri casi in cui l’azienda utilizzatrice non possieda i requisiti di soggetto titolare, quest’ultima dovrà essere comunque informata alla luce delle attività di sua competenza relative all’art.12 del Decreto e s.m.i., in quanto soggetto che ha la disponibilità del bene oggetto dell’intervento.
Il soggetto proponente può anche non coincidere con il soggetto titolare del progetto. In tal caso, il soggetto proponente presenta l’istanza per la richiesta di incentivo al GSE su delega del soggetto titolare. Nel caso in cui il soggetto titolare del progetto e il soggetto proponente non coincidano i requisiti di ammissibilità richiamati sopra sono richiesti per il solo soggetto proponente.
I progetti di efficienza energetica predisposti ai fini del conseguimento degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio possono essere eseguiti ai sensi dell’art. 5 del DM 11 gennaio 2017:
mediante azioni dirette dei soggetti obbligati (o delle società da essi controllate o controllanti, ai sensi dell’art. 1, comma 34, della legge n.239 del 2004 e s.m.i.) che, come definito dall’art. 3 del Decreto 11 gennaio 2017 e s.m.i., sono: a. i distributori di energia elettrica (DE) che, alla data del 31 dicembre di due anni antecedenti all’anno d’obbligo considerato, hanno più di 50.000 clienti finali connessi alla propria rete di distribuzione; b. i distributori di gas naturale (DG) che, alla data del 31 dicembre di due anni antecedenti all’anno d’obbligo considerato, hanno più di 50.000 clienti finali connessi alla propria rete di distribuzione;
da imprese di distribuzione dell’energia elettrica e del gas naturale non soggette all’obbligo;
da soggetti sia pubblici che privati che sono in possesso della certificazione secondo la norma UNI CEI 11352, o hanno nominato un esperto in gestione dell’energia certificato secondo la norma UNI CEI 11339, o sono in possesso di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001.
Un soggetto distributore di energia elettrica o gas può presentare progetti di efficientamento energetico per:
azioni dirette relative ad interventi di efficientamento delle proprie reti elettriche e del gas naturale;
interventi riconducibili al settore verticalmente collegato o contiguo dei servizi post contatore di installazione, assistenza e manutenzione nei confronti dei medesimi utenti finali dei soggetti obbligati, solo avvalendosi di società separate, partecipate o controllate, ovvero operanti in affiliazione commerciale ai sensi dell’art.1, comma 34, della legge n.239 del 2004 e s.m.i.. In tal caso, il soggetto proponente dovrà dimostrare che tali società siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 5, comma 1, lettera c), del Decreto e s.m.i.;
interventi riconducibili alle attività di gestione dei servizi, inclusi servizi post contatore non presso i propri clienti finali, diverse dalla distribuzione dell’energia elettrica e del gas (es. servizi di gestione dell’illuminazione, servizi di gestione del sistema idrico, etc.), qualora il distributore abbia al suo interno, per la medesima ragione sociale, una divisione aziendale per cui può comprovare la conformità alla normativa vigente in merito alla possibilità di svolgimento di attività differenti dalla distribuzione. Per tali attività è necessario dimostrare che il distributore possegga i requisiti previsti dall’art. 5, comma 1, lettera c). In tal caso assume un ruolo analogo a quello di “altri soggetti pubblici o privati”.
EnergyINlink 2019/01/05 EGE, ESCo, GSE, TEE Certificati Bianchi
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