Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-3-del-08012002.html
Timestamp: 2017-01-23 06:42:28+00:00
Document Index: 15171908

Matched Legal Cases: ['art.\n48', 'art. 48', 'art.\n9', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 48', 'art.\n48', 'art. 48', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 64', 'art. 48']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 3 del 08.01.2002
Interpello n. 954-141/2001 - Articolo 48, comma 2, lett. g), del TUIR
Con istanza presentata alla Direzione Regionale, la ZJJ srl ha
sottoposto un quesito concernente le corrette modalità di applicazione dell'art.
48, comma 2, lett. g), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917, riguardo ad un piano di azionariato deliberato dalla
società controllante ZJ Holding Ltd..
Il piano adottato dalla società controllante attribuisce ai
dipendenti delle società del gruppo il diritto ad acquistare azioni della
società emittente ad un prezzo predeterminato.
Sono esclusi tuttavia i dipendenti con contratto a tempo determinato,
con contratto di lavoro part-time per un numero di ore settimanali inferiori al 50% del numero di ore ordinario, e i dipendenti con contratto di trainee
(contratto di formazione e/o apprendistato).
Il piano di azionariato prevede che i dipendenti possano acquistare:
a) azioni ordinarie non quotate, ad un prezzo corrispondente al valore del patrimonio netto contabile determinato sulla base dell'ultimo bilancio pubblicato. Una volta acquistate, tali azioni possono essere rivendute dal dipendente esclusivamente alla
Società datore di lavoro, che ha un corrispondente obbligo di acquisto.
b) azioni al portatore quotate sulle borse di Zurigo e Francoforte.
Possono comprare queste azioni solo quei dipendenti che hanno
già aderito al piano acquistando le azioni ordinarie; il prezzo delle azioni al portatore
è fissato da un comitato sulla base dei prezzi di mercato rilevati nell'anno precedente. Queste azioni sono vincolate per un periodo di cinque anni e solo dopo tale periodo il dipendente ne
potrà disporre liberamente. In caso di cessazione del rapporto di lavoro il vincolo di
indisponibilità viene meno anche se non sono ancora decorsi cinque anni.
L'istante, nel convincimento che il piano di azionariato illustrato
permetta l'applicazione delle disposizioni di favore previste dall'art. 48,
comma 2, lett. g) del TUIR, ha posto i seguenti quesiti:
a) Con riferimento all'acquisto delle azioni ordinarie, ha chiesto se il momento impositivo rilevante sia quello in cui le azioni vengono intestate al dipendente oppure il momento in cui lo stesso le cede alla
b) Sempre con riferimento alle azioni ordinarie, ha chiesto quali siano le
modalità più corrette per la determinazione del loro valore, ovvero se lo stesso vada individuato in proporzione al patrimonio netto contabile oppure al patrimonio netto effettivo della
c) Relativamente alle azioni al portatore, che subiscono il vincolo di
indisponibilità quinquennale, ha chiesto se il momento impositivo rilevante sia quello della intestazione delle azioni al dipendente oppure quello successivo in cui cessa il vincolo.
La ZJJ srl ha prospettato le proprie soluzioni interpretative:
- a proposito del quesito sub a) l'istante ritiene che sia fiscalmente rilevante il momento in cui le azioni vengono intestate al dipendente e depositate su un suo conto acceso presso la Banca ZJ in
- invece, relativamente al quesito sub b) l'interpellante reputa che il valore normale delle azioni ordinarie vada determinato in proporzione al patrimonio netto contabile della ZJ Holding
Ltd, e ciò al fine di meglio attuare il principio di equa tassazione. Difatti, argomenta la
società, qualora si attuasse il criterio del patrimonio netto effettivo ai fini della valutazione delle azioni ordinarie si avrebbero inique conseguenze. Infatti, secondo la tesi della
società, il dipendente all'atto dell'acquisto verrebbe tassato sulla differenza tra il valore della quota di patrimonio netto effettivo dato dalle azioni acquistate ed il valore, inferiore, della quota di patrimonio netto contabile rappresentato dalle stesse azioni.
- In merito al quesito sub c), la ZJJ srl giudica momento impositivo fiscalmente rilevante quello in cui le azioni perdono il vincolo della
indisponibilità, ovverosia al decorso del quinquennio dalla data di acquisto da parte del dipendente. Anche in tal caso l'interpellante si richiama ad un principio di
più equa tassazione secondo cui il tributo deve essere correlato ad una
capacità contributiva in atto e non futura. Il lavoratore in tal caso riceve un titolo di credito il cui beneficio
è potenziale e solo quando l'indisponibilità che grava su tale titolo viene meno egli
concretizzerà tale beneficio. Per tale motivo la ZJ ritiene che gli obblighi impositivi per il dipendente non debbano sorgere al momento dell'acquisto delle azioni al portatore
bensì nel momento in cui cessano le restrizioni alla vendita di dette azioni. Solo allora il dipendente
sarà ritenuto percettore di un compenso in natura pari alla differenza tra il valore normale a tale data delle azioni al portatore, determinato ai sensi dell'art.
9, comma 4, lett. a), del TUIR, e il prezzo pagato all'atto dell'acquisto. A tale compenso si
applicherà poi l'esenzione nei limiti dei quattro milioni prevista dall'art. 48, comma 2, lett. g) del TUIR.
L'art. 48, comma 2, lettera g), del TUIR disciplina il cd.
"azionariato popolare ai dipendenti" disponendo che non concorre a formare reddito di lavoro dipendente "il valore delle azioni offerte alla
generalità dei dipendenti per un importo non superiore complessivamente nel periodo di imposta lire 4 milioni, a condizione che non siano riacquistate
dalla società emittente o dal datore di lavoro o comunque cedute prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla percezione;....".
Nel caso in esame, primo ostacolo ad una corretta applicazione della
citata disposizione è la circostanza che il piano di azionariato previsto dalla Holding escluda dall'offerta i dipendenti con contratto di lavoro
part-time per un numero di ore settimanali inferiore al 50% del numero di ore ordinario.
La relazione di accompagnamento al d.lgs. 23 dicembre 1999,
n. 505, che ha modificato la previgente disciplina in materia di
assegnazione di azioni ai dipendenti, precisa che "...ai fini della non
imponibilità sono poste le seguenti condizioni: le azioni devono essere offerte a tutti i dipendenti...". Risulta quindi in contrasto con la ratio
della norma, che si propone di "fidelizzare" il dipendente, escludere alcuni dipendenti solo in base al criterio dell'orario di lavoro svolto. Anche la
Circolare I.N.P.S. n.11 del 22 gennaio 2001 ha precisato che "...la
condizione per cui l'offerta sia rivolta a tutti i dipendenti, deve intendersi soddisfatta
allorché la stessa sia riferita a tutti i dipendenti con contratto a tempo indeterminato.
L'eventuale esclusione dei lavoratori a tempo determinato non rappresenta una causa ostativa all'applicazione del
regime agevolato. Nel caso in cui le azioni vengano offerte solamente ad alcuni dipendenti,
ancorché appartenenti ad una medesima categoria, l'intero valore delle stesse
rappresenterà reddito di lavoro dipendente.
Troverà pertanto applicazione l'ordinaria normativa vigente in materia di
benefit (art. 48,
co. 3, del TUIR).".
Suscita poi ulteriori perplessità la circostanza che l'acquisto del
secondo tipo di azioni, quelle al portatore, sia consentita solo a quei dipendenti che abbiano
già aderito al piano acquistando le azioni ordinarie.
In definitiva, l'acquisto delle azioni al portatore quotate in borsa
è precluso a ben due categorie di lavoratori: quelli con contratto part-time e quelli che non hanno acquistato le azioni ordinarie.
Alla luce delle considerazioni esposte, occorre chiarire, in via
preliminare, che il piano di azionariato illustrato dalla ZJJ srl potrà accedere ai benefici fiscali di cui all'art.
48, comma 2, lett. g), del TUIR
solo nella misura in cui si uniformi al principio ispiratore della norma, ovvero quello dell'estensione del beneficio alla
"generalità dei dipendenti".
Ciò premesso, si ritiene comunque utile, in considerazione della
possibilità che il piano venga adeguato e rivolto alla generalità dei dipendenti, fornire risposta alle istanze proposte.
In relazione al primo quesito rivolto dall'interpellante, questa
Direzione concorda con la soluzione dallo stesso prospettata.
L'art. 48, comma 2, lett. g), del TUIR prevede l'esclusione dal reddito
di lavoro dipendente del valore delle azioni offerte per un importo complessivamente non superiore ai quattro milioni di lire e a condizione
che le stesse non siano cedute prima di tre anni.
Per verificare se sia stato rispettato tale limite, si deve prendere in considerazione il valore
delle azioni, (determinato secondo i criteri dettati dall'art. 9, comma 4,
del TUIR) all'atto della loro assegnazione. Quindi momento impositivo rilevante per la determinazione dell'importo che non concorre a formare
reddito di lavoro dipendente è quello in cui le azioni vengono assegnate al lavoratore. Qualora successivamente le azioni siano cedute, prima dello
scadere dei tre anni, quello stesso importo che non è stato tassato precedentemente,
sarà assoggettato ad imposizione nel periodo di imposta in cui avviene la cessione.
A proposito del secondo quesito rivolto dall'interpellante circa le
modalità di determinazione del valore normale delle azioni ordinarie, il parere di questa Direzione diverge dalla soluzione prospettata dall'istante.
L'art. 9, comma 4, lett. b), del TUIR prevede che il valore normale
delle azioni non quotate sia determinato "...in proporzione al valore del patrimonio netto della
società...".L'Amministrazione finanziaria, con la Circolare n. 112 del 21/05/1999, e, successivamente, con la risoluzione n.
29 del 20/03/2001, ha precisato che per le azioni, le quote di
società non azionarie e i titoli o quote di partecipazione al capitale di enti diversi
dalle società il valore normale è fissato in proporzione al "valore del patrimonio netto effettivo della
società o ente (e non in proporzione al patrimonio netto contabile). In questo caso il valore del patrimonio netto
della società deve risultare da relazione giurata di stima, cui si applica l'art. 64 del codice di procedura civile.... Il valore periziato deve essere
riferito all'intero patrimonio sociale esistente ad una data compresa nei trenta giorni che precedono quella in cui l'assegnazione
è stata deliberata.".
Non è, pertanto, possibile prescindere dal dato normativo. Di
conseguenza,il valore normale delle azioni ordinarie offerte ai dipendenti deve essere determinato in proporzione al valore del patrimonio netto effettivo della
Resta infine il terzo quesito rivolto a questa Direzione dalla ZJJ
srl, ovvero se in relazione alle azioni al portatore, il momento impositivo si verifichi all'atto della loro assegnazione al dipendente oppure nel
momento in cui cessa il loro vincolo di indisponibilità quinquennale.
Anche a proposito di tale quesito il parere di questa Direzione
diverge dalla soluzione prospettata dall'istante.
L'art. 48, comma 2,
lett.g), del TUIR indica un preciso criterio per l'individuazione del momento impositivo: quello di assegnazione delle
azioni, senza operare alcuna differenziazione tra le categorie di azioni offerte. Criterio confermato anche dalla Circolare n. 30 del 25/02/2000 la
quale chiarisce che "nel caso in cui non venga rispettata la condizione del mantenimento delle azioni nel periodo considerato, l'importo non
assoggettato è assunto a tassazione, quale reddito di lavoro dipendente, nel periodo di imposta in cui si verifica la cessione delle azioni".
D'altronde, il piano di azionariato prevede che le azioni al portatore
siano depositate in un conto del dipendente presso la Banca ZJ di Zurigo dove rimangono vincolate per un periodo di cinque anni. Il dipendente,
quindi, è titolare delle azioni già al momento della loro assegnazione (e non dopo cinque
anni), ne percepisce gli eventuali dividendi ed è in tale momento che esprime la correlata
Pertanto, momento impositivo rilevante per la determinazione dell'importo che concorre a
formare reddito di lavoro dipendente è quello in cui le azioni al portatore vengono assegnate.