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Timestamp: 2014-10-23 12:24:13+00:00
Document Index: 174895554

Matched Legal Cases: ['art.18', 'art.18', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 41', 'art. 4', 'art.1', 'art. 18', 'art. 39', 'sentenza ']

Ribellarsi contro la soppressione art.18
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Lo Statuto dei lavoratori è una legge di attuazione costituzionale. Con esso si afferma che i lavoratori non vendono solo la merce forza lavoro al capitale ma sono anche soggetti di pieno diritto come stabilito...
dall'art. 1 ("libertà di manifestare le proprie opinioni politiche e sindacali nei luoghi di lavoro nel rispetto della Costituzione: art. 2 cost."); dall'art. 8 ("divieto di indagini, al momento dell'assunzione e dopo, sulle opinioni dei lavoratori"); dall'art. 14 ("diritto di costituire associazioni sindacali nei luoghi di lavoro", e di "costituire in essi - art. 19 - rappresentanze sindacali"); dall'art. 18 ("diritto di essere reintegrati nel posto di lavoro, con emanazione del relativo ordine da parte del giudice, quando viene accertata la illegittimità del licenziamento intimato dal c.d. datore di lavoro, in realtà fruitore dello stesso"); dall'art. 20 ("organizzare assemblee di lavoratori nelle fabbriche e negli uffici"); dall'art. 28 ("diritto di far reprimere dal giudice ogni condotta antisindacale posta in essere dal padrone"); dall'art. 2 che vieta al padrone di impiegare le "guardie giurate" per controllare l'attività dei lavoratori, e dall'art. 4 che vieta l'uso di impianti audiovisivi per il controllo dei medesimi.
Il Parlamento ha introdotto questa legge il 20 maggio 1970 sull'onda, certo, di un grande movimento di massa sviluppatosi nel paese specie nel biennio 1968-'70; ma intanto ha potuto farlo perché la Costituzione del 1947-48, scritta col sangue dei martiri della Resistenza, lo consentiva, perché in essa sono affermati dei principi aperti al ad un ordinamento di tipo quasi socialista. L'art. 41 cost. pone dei limiti e dei vincoli molto netti alla iniziativa economica privata, prescrivendo che <non può svolgersi in...modo da arrecare danno alla asicurezza, alla libertà, alla dignità umana>. L'art. 4 cost. afferma che "il lavoro è un diritto del cittadino" e che <la Repubblica riconosce e promuove le condizioni che lo rendano effettivo> - (altro che licenziamenti facili). E l'art.1 cost. afferma che la Repubblica italiana "è fondata sul lavoro", ponendo questo non come semplice merce compravenduta nel mercato e ad esso soggetta, come ha espressamente detto il 17 marzo scorso il liberista Mario Monti, ma come l'attività primaria della società, la cui tutela quindi è prioritaria a quella dell'impresa. Ecco perché l'art. 18 dello Statuto prescrive che il lavoratore licenziato illegittimamente ha diritto di ritornare nel suo posto di lavoro : infatti, la Costituzione afferma che è un soggetto che "ha diritto al lavoro" e che la sua libertà e dignità di uomo viene prima della libertà della <sacra> proprietà privata e, quindi, non è monetizzabile come potrebbe essere solo se esso si identificasse con la merce forza lavoro venduta al capitalista. Ciò scandalizza il premier Monti e tutti i chierici (intellettuali), una volta di sinistra, ed oggi assieme a lui schierati a difesa del mercato e dei principi dell'economia capitalistica ("La trahison des clercs", il tradimento degli intellettuali, purtroppo continua, come scrisse Julien Benda). Marchionne, la cui filosofia è stata fatta propria anche dalla Federmeccanica, ha ridotto a strame, nelle aziende Fiat, i principi basilari affermati dalla Costituzione, dall'art. 39 cost. relativo alla libertà sindacale, agli artt. 14, 19, 18, 20 dello Statuto dei lavoratori. Marchionne, elogiato pubblicamente da Monti nel gennaio 2011 sul Corriere della Sera assieme alla Gelmini, per le sue scelte antidemocratiche e liberticide sul piano della contrattazione, di fronte alla sentenza di un Tribunale della Repubblica che gli ha ordinato il reintegro di due lavoratori illegittimamente licenziati, ha risposto col detto fascista "me ne frego": io li pago, ma non li faccio rientrare, nego e calpesto il loro