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Timestamp: 2018-03-19 04:41:49+00:00
Document Index: 21401926

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Donazione di terreno agricolo ad un estraneo: diritto di prelazione | propit.it - Forum per la Casa
Donazione di terreno agricolo ad un estraneo: diritto di prelazione
Discussione in 'Successione, Eredità, Donazione e Famiglia' iniziata da Liliana1969, 25 Febbraio 2016.
Sono un imprenditore agricolo. Sono interessato ad acquistare dei terreni agricoli confinanti ai miei. Il proprietario ha donato i terreni anzichè venderli e pertanto non incorrere nel mio diritto di prelazione. Ho letto di una sentenza o di una direttiva dell'agenzia delle entrate che sostiene che la donazione deve avvenire secondo l'albero genealogico diretto e che in caso contrario la donazione non è valida ma è mera simulazione per eludere il diritto di prelazione del confinante. Mi sapete dare qualche riferimento? Grazie
Ma a chi ha donato tale proprietario?
Ad un conoscente, senza parentela.
Liliana1969, 26 Febbraio 2016
Comunque non hai diritto ad esercitare la prelazione.
Sei male informata.
Ti posto alcune eccezzioni fra le quali rientra anche il caso che citi:
Il motivo per cui la permuta è stata esclusa consiste nell’infungibilità della controprestazione, in quanto il coltivatore non è in grado di offrire al proprietario del terreno una prestazione identica a quella che è in grado di offrire il terzo. La norma dell’art. 8 della legge 590/1965 si riferisce ad ogni ipotesi di permuta e non soltanto alla permuta del terreno agricolo con altro terreno.
La Cassazione interpreta questa fattispecie in modo onnicomprensivo, così che la prelazione è da escludersi ogni qual volta il corrispettivo sia costituito da un bene in natura, fermo restando questa soluzione anche qualora vi siano conguagli in denaro, purchè il versamento in denaro non sia prevalente rispetto allo scambio del bene in natura (nel qual caso non si avrà più permuta con conguaglio ma una vera e propria compravendita in cui parte del prezzo è pagato in natura).
i) Atti a titolo gratuito e divisione
La legge presuppone, per l’esercizio della prelazione, che il fondo sia alienato come corrispettivo e pertanto è da ritenersi che non rientrino nella fattispecie né i negozi giuridici a titolo gratuito, come la donazione, né i negozi non traslativi ma semplicemente dichiarativi, come la divisione.
l) Negotium mixtum cum donatione
Di recente la Cassazione ha ribadito che il diritto di prelazione presuppone un trasferimento a titolo oneroso, mentre se la compravendita è utilizzata al fine di arricchire il compratore della differenza tra il valore del bene ed il prezzo stabilito, è configurabile un "negotium mixtum cum donatione", che costituisce donazione indiretta, e, pertanto, la prelazione in esame è inapplicabile.
Riferendosi ad un suo già consolidato orientamento, la Suprema Corte ha affermato che il negotium mixtum cum donatione si verifica in tutti i casi in cui si trasferisce un bene a prezzo di favore, che costituisce donazione indiretta, e quindi si ha un atto parzialmente a titolo gratuito.
Conosco i riferimenti normativi che mi hai mandato, ma ti riporto un post su questo sito di qualche tempo fa:
intervento del 15/01/2013 su un forum (propit.it) che riporto:
Inizio citazione--------
“Nella donazione, visto che è a titolo gratuito, la prelazione non esiste.
Essendo chiamata anche "successione in vita" la donazione deve essere però fatta rispettando l'albero genealogico, cioè da padre a figlio, nipote, ecc. cioè nel rispetto della linea di successione legittima.”
“Ora non ricordo dove l'ho letto, ma c'è una sentenza o una risoluzione Agenzia Entrate che parla proprio di questo. E cioè che la donazione di un terreno agricolo fatta a persona estranea dall'asse ereditario in linea retta non è configurabile come donazione se ci sono dei confinanti agricoltori interessati.
E' Vero che la donazione la posso fare a chi voglio, ma come dice adimecasa, se è fatta per eludere la prelazione, è configurabile come finta vendita e quindi passibile di accertamento.”
-------- Fine citazione
chiedevo lumi in merito, esiste la sentenza o una risoluzione di cui sopra?
Liliana1969 ha scritto: ↑
Ho letto di una sentenza o di una direttiva dell'agenzia delle entrate che sostiene che la donazione deve avvenire secondo l'albero genealogico diretto e che in caso contrario la donazione non è valida ma è mera simulazione per eludere il diritto di prelazione del confinante.
Non conosco tal sentenza in cui si fa riferimento all'assenza del rapporto di parentela.
Lei ha solo una possibilità: impugnare la donazione davanti ad un giudice e sostenere che la stessa costituisca simulazione di compravendita; ovviamente lei dovrà addurre tutti gli elementi utili a sostegno della sua pretesa.
e rischiare anche di una denuncia da parte del donante
moralista, 26 Febbraio 2016
Senza un precedente, mi sembra una strada difficile da percorrere.
Denuncia di che??
Quale il reato commesso da chi intentasse tal azione civile?
Non è tanto il precedente in sè quanto l'onere della prova che è a suo carico. Con le prove potrà far quel che vuole, ma le ha?
Per questo non ritengo percorribile la strada ... quali dovrebbero essere le prove ... non credo sia dimostrabile.
Ho trovato la discussione cui ti riferivi...ma mi permetto di evidenziare subito un problema:
Una risoluzione della Agenzia delle Entrate non costituisce Legge...quindi mai potrebbe fare la distinzione che alcuni forumisti sostenevano con quella frase.
Oltretutto non mi risulta che l' Agenzia delle Entrate vieti donazioni anche ad estranei (tanto le eventuali tasse vanno comunque pagate).
Quanto ad una eventuale sentenza non ne ho mai avuto traccia.
E' vero che non fanno legge, ma le sentenze spesso superano la legge, ma la sentenza non la trovo .... ammesso che esista.
Se rileggi io mi riferifo alla "risoluzione" dell' Agenzia delle Entrate.
Le sentenze al più hanno funzione nomofilattica (se Cassazione a Sezioni Unite) o fanno giurisprudenza negli altri gradi.
Si avevo letto, ma qui per me andiamo nel difficile. Ritornando al discorso del dimostrare la simulazione di donazione, concordi con me che dimostrarlo è dura! Come si fa a provare una cosa del genere? Cosa posso dire ... che da quando sono venuta ad abitare e lavorare qui, me ne hanno fatte di tutti i colori? che qui attorno ci sono solo boschi e non capisco a cosa gli serva quel piccolo appezzamento di bosco che a me invece servirebbe perchè una volta pulito potrei avere un piazzale davanti all'ingresso del mio capannone agricolo? Che la persona che lo ha ricevuto in donazione ha già tanti altri terreni a bosco qui attorno e non se ne fa nulla? che sul terreno in oggetto c'è un rudere e che sul mio c'è l'altra metà del rudere? che quando ho richiesto il permesso di costruire, hanno chiesto in comune se avevo chiesto tutti i permessi (e li avevo chiesti!), che per arrivare al mio fondo è necessario percorrere una strada privata (di vari proprietari) e che quando sono venuta qui hanno fatto una petizione per chiuderla con una sbarra per timore che facessi un agriturismo (sai che danno?) Che il comune mi ha prima dato la concessione edilizia per realizzare la struttura e poi a distanza di qualche anno mi ha messo una limitazione di peso (per "sicurezza" ma prima non c'era la sicurezza?) per il transito e che ogni volta devo richiedere deroga per trasportare fieno e mangime per gli animali. Che in un'occasione sono scappate le capre dal recinto e hanno mangiato i rovi del vicino e questi mi ha mandato una lettera di diffida? Questo lo dico io ma a chi interessa? Hai presente il film "il vento fa il suo giro"? ecco non siamo a quei livelli ma poco ci manca?
Sulla servitù di passaggio il comune non ha alcun diritto di interferire. Perché pretende di vincolare il transito degli approvvigionamenti per la tua attività? Mi sembra un'interferenza senza alcun diritto. Non vorrei che il sindaco o chi per lui avesse preso posizione nelle tensioni o disaccordi fra te ed il tuo vicino. Si potrebbe ravvisare il reato di interessi privati in atti d'ufficio.
Gianco, 26 Febbraio 2016
Gianco, un mio cliente a dato in uso un magazzino per depositare materiali ad un conoscente, ora il conoscente vorrebbe fare delle modifiche interne in cartongesso a sue spese, il comune pretende che la domanda di comunicazione inizio lavori sia fatta a nome del proprietario e non dall'occupante autorizzato per tali opere, come può farsi ripristinare il locale alla fine dell'impegno, se la richiesta viene fatta dal proprietario?
A me risulta che l'occupante a qualsiasi titolo può operare modifiche all'immobile purchè sia autorizzato dalla proprietà e che questa sottoscriva la pratica edilizia o comunque dia espresso assenso scritto
Evidentemente il conduttore ha diritto a proporre lavori sul bene in locazione a condizione che ci sia l'assenso del proprietario.
Il problema è che l'ufficio tecnico vuole che sia intestata al proprietario la comunicazione di inizio lavori CIL, a fine locazione come può il locatore richiedere il ripristino, del locatario se la domanda la fatta se stesso
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