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Timestamp: 2020-08-03 20:03:45+00:00
Document Index: 42103842

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 49', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 14']

7 - Etichettatura volontaria
7.1 - Indicazioni nutrizionali (nutrition claims) e sulla salute (health claims) previste dal Regolamento (CE) 1924/2006
Le informazioni facoltative presenti sull’etichettatura, sulla presentazione e sulla pubblicità dei prodotti alimentari sono lasciate alla libera scelta degli operatori, ma devono sottostare non solo ai principi portati dall’art. 7 del Reg. UE 1169/2011, ma anche a quanto disposto dal Regolamento (CE) 1924/2006 e s.m.i..
Il legislatore Ue, constatando la presenza nell’Unione di un numero crescente di alimenti aventi un’etichettatura e una pubblicità caratterizzate da indicazioni nutrizionali e sulla salute, ha ritenuto indispensabile disciplinare questa materia, con l’obiettivo di eliminare le eventuali differenze tra le disposizioni nazionali (la cui presenza impedirebbe la libera circolazione degli alimenti e instaurerebbe condizioni di concorrenza diseguali) e di garantire un elevato livello di tutela dei consumatori, consentendo, tra l’altro, solo la presenza di indicazioni basate su prove scientifiche generalmente accettate.
Il Regolamento in esame può essere inteso dai consumatori come uno strumento contro la pubblicità ingannevole e dai produttori come un mezzo per contrastare la concorrenza sleale, per uniformare le disposizioni presenti negli Stati membri e per tutelare l’innovazione. Esso ha determinato il passaggio da un sistema “negativo” ad uno “positivo”. Il primo era contraddistinto dalla presenza di divieti, alcuni volti a non permettere l’utilizzo di richiami ingannevoli finalizzati a valorizzare particolari caratteristiche dell’alimento che, tuttavia, erano possedute anche da altri prodotti similari; altri destinati a non consentire l’attribuzione al prodotto di proprietà e di effetti in realtà inesistenti. I produttori e i loro responsabili marketing, rispettati questi principi, potevano agire liberamente.
Il sistema “positivo”, attualmente in vigore, è strutturato invece sulla possibilità di adottare termini o locuzioni, presenti in liste di indicazioni consentite, con le relative condizioni d’uso. Ogni espressione non presente in queste liste è da intendersi come vietata, se non oggetto di specifica richiesta di autorizzazione all’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).
Il registro contiene anche l’elenco delle indicazioni sulla salute respinte e il motivo del rigetto.
www.efsa.europa.eu/it/
L’art. 2, par. 2, del Regolamento (CE) 1924/2006 precisa che per indicazione (“claim”) si intende “qualunque messaggio o rappresentazione non obbligatorio in base alla legislazione comunitaria o nazionale, comprese le rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche in qualsiasi forma, che affermi, suggerisca o sottintenda che un alimento abbia particolari caratteristiche”. La definizione è certamente molto ampia e si può ritenere che il Regolamento trovi applicazione in tutti gli ambiti della comunicazione commerciale.
L’articolo del Regolamento prosegue definendo tre diverse tipologie di indicazioni:
indicazione nutrizionale: “qualunque indicazione che affermi, suggerisca o sottintenda che un alimento abbia particolari proprietà nutrizionali benefiche, dovute:
all’energia (valore calorico) che
apporta a tasso ridotto o accresciuto, o
non apporta, e/o
alle sostanze nutritive o di altro tipo che
contiene in proporzioni ridotte o accresciute, o
non contiene”
indicazioni sulla salute: “qualunque indicazione che affermi, suggerisca o sottintenda l’esistenza di un rapporto tra una categoria di alimenti, un alimento o uno dei suoi componenti e la salute”
indicazioni relative alla riduzione di un rischio di malattia: “qualunque indicazione sulla salute che affermi, suggerisca o sottintenda che il consumo di una categoria di alimenti, di un alimento o di uno dei suoi componenti riduce significativamente un fattore di rischio di sviluppo di una malattia umana”.
L’art. 1, par. 2 disciplina, invece, l’ambito di applicazione del Regolamento che comprende:
le “indicazioni nutrizionali e sulla salute figuranti in comunicazioni commerciali, sia nell’etichettatura sia nella presentazione o nella pubblicità dei prodotti alimentari forniti al consumatore finale”
gli alimenti non preimballati (compresi i prodotti freschi, quali frutta, verdura o pane) destinati alla vendita al consumatore finale o a servizi di ristorazione di collettività. Nel caso di alimenti confezionati sul luogo di vendita su richiesta dell’acquirente o preconfezionati ai fini della vendita immediata, non si attuano le indicazioni portate dall’art. 7 (informazioni nutrizionali) e dall’art. 10, par. 2, lett. a) e b)
i prodotti alimentari destinati a ristoranti, ospedali, scuole, mense e servizi analoghi di ristorazione di collettività.
Qualora una denominazione commerciale, una denominazione di fantasia o un marchio possano essere intesi come un’indicazione nutrizionale o sulla salute (art. 1, par. 3), questi possono essere utilizzati senza essere soggetti alle procedure di autorizzazione previste dal Regolamento, a condizione che l’etichettatura, la presentazione o la pubblicità rechi anche una corrispondente indicazione nutrizionale o sulla salute conforme al disposto del Regolamento in esame. L’art. 28 dispone, poi, delle misure transitorie precisando che “i prodotti recanti denominazioni commerciali o marchi di fabbrica esistenti anteriormente al 1° gennaio 2005 e non conformi al presente Regolamento possono continuare ad essere commercializzati fino al 19 gennaio 2022. Trascorso tale periodo, si applicano le disposizioni del presente Regolamento”.
Nel caso, invece, di denominazioni tradizionalmente utilizzate per indicare le peculiarità di una categoria di alimenti o di bevande che potrebbero avere un effetto sulla salute umana (descrittori generici quali “biscotto digestivo”, “pastiglie per la tosse”, etc.) è prevista una particolare procedura che implica che la richiesta di autorizzazione sia inoltrata all’autorità competente dello Stato membro che, a sua volta, la trasmette alla Commissione per una pronuncia.
I prodotti alimentari destinati ad un’alimentazione particolare, le acque minerali naturali, le acque destinate al consumo umano e gli integratori alimentari sono oggetto di specifiche discipline verticali e, pertanto, sono esclusi dal campo di applicazione del Regolamento (CE) 1924/2006.
7.2 - Principi generali e condizioni specifiche per l’utilizzo dei claims
Il Regolamento stabilisce dei principi a carattere generale, applicabili a tutte le informazioni, e delle indicazioni specifiche, da aggiungersi alle prime e che variano a seconda che si tratti di un’indicazione nutrizionale o di un’indicazione sulla salute. Queste ultime si dividono in “indicazioni sulla salute diverse da quelle che si riferiscono alla riduzione del rischio di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini” e in “indicazioni sulla riduzione dei rischi di malattia e indicazioni che si riferiscono allo sviluppo e alla salute dei bambini”.
Per poter inserire un’indicazione nutrizionale o sulla salute, il Regolamento contempla una serie di indicazioni che non possono essere date e un elenco di condizioni che devono essere tassativamente rispettate.
Con riferimento alle prime, l’art. 3 stabilisce che le indicazioni nutrizionali e sulla salute non possono:
essere false, ambigue o fuorvianti
dare adito a dubbi sulla sicurezza e/o sull’adeguatezza nutrizionale di altri alimenti
incoraggiare o tollerare il consumo eccessivo di un elemento
affermare, suggerire o sottintendere che una dieta equilibrata e varia non possa in generale fornire quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive; nel caso di sostanze nutritive che una dieta varia ed equilibrata non possa fornire in quantità sufficienti, possono essere adottate, secondo la procedura di regolamentazione con controllo (art. 25, par. 3), deroghe e le relative condizioni di applicazione, intese a modificare o integrare il Reg. 1924/2006
fare riferimento a cambiamenti delle funzioni corporee che potrebbero suscitare o sfruttare timori nel consumatore, sia mediante il testo scritto sia mediante rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche.
L’art. 4 prevede le condizioni per l’uso delle indicazioni nutrizionali e sulla salute: la Commissione, sulla base di un parere dell’EFSA e sentite le rappresentanze degli Stati membri, ha stabilito i profili nutrizionali specifici, comprese le esenzioni cui devono attenersi gli alimenti o talune categorie di alimenti. I profili sono uno strumento per stabilire se un prodotto è idoneo a riportare in etichetta un messaggio nutrizionale o salutistico.
Obiettivo dell’applicazione dei profili nutrizionali è quello di evitare situazioni in cui l’uso di indicazioni nutrizionali o sulla salute nascondano il valore nutrizionale complessivo di un dato alimento, con la possibile conseguenza di sviare il consumatore che tenta di effettuare scelte nel quadro di una dieta equilibrata. Gli alimenti promossi mediante tali indicazioni potrebbero essere percepiti dal consumatore come portatori di un vantaggio nutrizionale, fisiologico o per la salute rispetto ad altri prodotti simili o diversi privi di indicazioni.
L’art. 5, invece, specifica che l’impiego delle indicazioni nutrizionali e sulla salute è permesso soltanto se sono rispettate le seguenti condizioni:
si è dimostrato che la presenza, l’assenza o il contenuto ridotto, in un alimento o categoria di alimenti, di una sostanza nutritiva o di altro tipo, rispetto alla quale è fornita l’indicazione, ha un effetto nutrizionale o fisiologico benefico, sulla base di prove scientifiche generalmente accettate
la sostanza nutritiva o di altro tipo rispetto alla quale è fornita l’indicazione:
è contenuta nel prodotto finale in una quantità significativa ai sensi della legislazione comunitaria o, in mancanza di tali regole, in quantità tale da produrre l’effetto nutrizionale o fisiologico indicato, sulla base di prove scientifiche generalmente accettate
non è presente o è presente in quantità ridotta, in modo da produrre l’effetto nutrizionale o fisiologico indicato, sulla base di prove scientifiche generalmente accettate
la sostanza nutritiva o di altro tipo, per la quale è fornita l’indicazione, si trova in una forma utilizzabile dall’organismo
la quantità del prodotto tale da poter essere ragionevolmente consumata fornisce una quantità significativa della sostanza nutritiva o di altro tipo cui si riferisce l’indicazione, ai sensi della legislazione comunitaria o, in mancanza di tali regole, una quantità tale da produrre l’effetto nutrizionale o fisiologico indicato, sulla base di prove scientifiche generalmente accettate
la conformità con le condizioni specifiche di cui al capo III (indicazioni nutrizionali) o IV (indicazioni sulla salute), secondo il caso.
È consentito l’utilizzo di indicazioni nutrizionali e sulla salute soltanto se ci si può aspettare che il consumatore medio comprenda gli effetti benefici secondo la formulazione dell’indicazione. Tali indicazioni, inoltre, si riferiscono agli alimenti pronti per essere consumati secondo le istruzioni del fabbricante.
L’operatore del settore alimentare deve dimostrare scientificamente la fondatezza dell’indicazione e le Autorità competenti degli Stati membri possono chiedere a lui o a chi immette il prodotto sul mercato di presentare tutti gli elementi e i dati pertinenti comprovanti il rispetto del presente Regolamento (art. 6).
Il Regolamento (UE) 1169/2011 all’art. 49 ha modificato il Regolamento (CE) 1924/2006 in tal modo: “l’etichettatura nutrizionale dei prodotti sui quali è formulata un’indicazione nutrizionale e/o sulla salute è obbligatoria, ad eccezione della pubblicità generica.”. Le informazioni da fornire consistono in quanto specificato all’art. 30, par. 1, del Regolamento (UE) 1169/2011. Qualora sia formulata un’indicazione nutrizionale e/o sulla salute per una sostanza nutritiva di cui all’articolo 30, paragrafo 2, del Regolamento (UE) 1169/2011, la quantità di detta sostanza nutritiva è dichiarata in conformità degli articoli da 31 a 34 di tale Regolamento. “La quantità della sostanza cui fa riferimento un’indicazione nutrizionale o sulla salute che non figura nell’etichettatura nutrizionale è indicata nello stesso campo visivo dell’etichettatura nutrizionale ed è espressa a norma degli articoli 31, 32 e 33 del Regolamento (UE) 1169/2011. Le unità di misura utilizzate per esprimere la quantità della sostanza sono appropriate alle singole sostanze interessate”.
Si ricorda che dal 13 dicembre 2016, secondo il Regolamento (UE) 1169/2011, è obbligatoria l’etichettatura nutrizionale indipendentemente dal fatto che siano presenti indicazioni nutrizionali o sulla salute, salvo eccezioni (All. V del Reg. 1169/2011).
7.2.1 - Indicazioni nutrizionali e relative condizioni di applicazione
L’art. 8 precisa che le indicazioni nutrizionali sono consentite solo se rispettose dei dettami del Regolamento e comprese nell’allegato ripreso nella tabella seguente. È da intendersi che le indicazioni in esame non possono essere sostituite da indicazioni equivalenti (che abbiano cioè lo stesso significato per il consumatore medio) qualora non siano rispettati i requisiti previsti dall’allegato.
Se il prodotto contiene non più di 40 kcal (170 kJ)/100 g per i solidi o più di 20 kcal (80 kJ)/100 ml per i liquidi. Per gli edulcoranti da tavola si applica il limite di 4 kcal (17 kJ)/dose unitaria, equivalente a 6 g di zucchero (circa un cucchiaino).
Se il valore energetico è ridotto di almeno il 30%, con specificazione delle caratteristiche che provocano una riduzione nel valore energetico totale dell’alimento.
Se il prodotto contiene non più di 4 kcal (17 kJ)/100 ml. Per gli edulcoranti da tavola si applica il limite di 0,4 kcal (1,7 kJ)/dose unitaria equivalente a 6 g di zucchero (circa un cucchiaino).
Se il prodotto contiene non più di 3 g di grassi per 100 g per i solidi o 1,5 g di grassi per 100 ml per i liquidi (1,8 g di grassi per 100 ml nel caso del latte parzialmente scremato).
Se il prodotto contiene non più di 0,5 g di grassi per 100 g o 100 ml. Le indicazioni con la dicitura “X% senza grassi” sono proibite.
Se la somma degli acidi grassi saturi e degli acidi grassi trans contenuti nel prodotto non supera 1,5 g/100 g per i solidi o 0,75 g/100 ml per i liquidi; in entrambi i casi la somma degli acidi grassi saturi e acidi grassi trans non può corrispondere a più del 10% dell’apporto energetico.
Se la somma degli acidi grassi saturi e acidi grassi trans non supera 0,1 g di grassi saturi per 100 g o 100 ml.
Se il prodotto contiene non più di 5 g di zuccheri per 100 g per i solidi o 2,5 g di zuccheri per 100 ml per i liquidi.
Se il prodotto contiene non più di 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml.
Se il prodotto non contiene mono o disaccaridi aggiunti o ogni altro prodotto alimentare utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l’alimento contiene naturalmente zuccheri, l’indicazione seguente deve figurare sull’etichetta: “contiene naturalmente zuccheri”.
Se il prodotto contiene non più di 0,12 g di sodio, o un valore equivalente di sale, per 100 g o 100 ml. Per le acque diverse dalle acque minerali naturali che rientrano nel campo di applicazione della Direttiva 80/777/CEE, questo valore non deve superare 2 mg di sodio per 100 ml.
Se il prodotto contiene non più di 0,04 g di sodio, o un valore equivalente di sale, per 100 g o 100 ml. Tale indicazione non è utilizzata per le acque minerali naturali o per altre acque.
SENZA SODIO o SENZA SALE
Se il prodotto contiene non più di 0,005 g di sodio, o un valore equivalente di sale, per 100 g.
SENZA SODIO o SALE AGGIUNTO
Solo quando il prodotto non contiene sodio/sale aggiunto né ogni altro ingrediente contenente sodio/sale aggiunto e il contenuto di sodio del prodotto non supera 0,12 g, o il valore equivalente di sale, per ogni 100 g o 100 ml.
Se il prodotto contiene almeno 3 g di fibre per 100 g o almeno 1,5 g di fibre per 100 kcal.
Se il prodotto contiene almeno 6 g di fibre per 100 g o almeno 3 g di fibre per 100 kcal.
Se almeno il 12% del valore energetico dell’alimento è apportato da proteine.
Se almeno il 20% del valore energetico dell’alimento è apportato da proteine
FONTE DI [nome della o delle vitamine] E/O [nome del o dei minerali]
Se il prodotto contiene almeno una quantità significativa di cui all’allegato della Direttiva 90/496/CEE o una quantità prevista dalle deroghe di cui all’art. 6 del Reg. CE 1925/2006 sull’aggiunta di vitamine e minerali e di talune sostanze di altro tipo agli alimenti.
AD ALTO CONTENUTO DI [nome della o delle vitamine] E/O [nome del o dei minerali]
Se il prodotto contiene almeno due volte il valore di una fonte di “(nome della o delle vitamine) e/o (nome del o dei minerali)”.
L’indicazione che un alimento contiene una sostanza nutritiva o di altro tipo, per cui non sono stabilite condizioni specifiche nel presente Regolamento, e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono consentite solo se il prodotto è conforme a tutte le disposizioni applicabili del presente Regolamento, in particolare all’art. 5. Per le vitamine e i minerali si applicano le condizioni dell’indicazione “fonte di”.
A TASSO ACCRESCIUTO DI [nome della sostanza nutritiva]
L’indicazione che il contenuto di una o più sostanze nutritive, diverse dalle vitamine e dai minerali, è stato accresciuto è consentita solo se il prodotto è conforme alle condizioni stabilite per l’indicazione “fonte di” e l’aumento del contenuto è pari ad almeno il 30% rispetto a un prodotto simile.
A TASSO RIDOTTO DI [nome della sostanza nutritiva]
Se la riduzione del contenuto è pari ad almeno il 30% rispetto a un prodotto simile, ad eccezione dei micronutrienti, per i quali è accettabile una differenza del 10% nei valori di riferimento di cui alla Direttiva 90/496/CEE, e del sodio o del valore equivalente del sale, per i quali è accettabile una differenza del 25%.
A TASSO RIDOTTO DI GRASSI SATURI
Se la somma degli acidi grassi saturi e degli acidi grassi trans nel prodotto riportante l’indicazione risulta inferiore almeno del 30% alla somma degli acidi grassi saturi e degli acidi grassi trans in un prodotto analogo;
se il contenuto in acidi grassi trans del prodotto riportante l’indicazione è uguale o inferiore a quello rintracciabile in un prodotto analogo.
A TASSO RIDOTTO DI ZUCCHERI
Se la quantità di energia del prodotto riportante l’indicazione è pari o inferiore alla quantità di energia di un prodotto analogo.
Stesse condizioni fissate per il termine “ridotto”; l’indicazione è inoltre accompagnata da una specificazione delle caratteristiche che rendono il prodotto “leggero” o “light”.
Se un alimento soddisfa in natura le condizioni stabilite dall’allegato per l’impiego di un’indicazione nutrizionale, il termine “naturalmente/naturale” può essere inserito all’inizio dell’indicazione.
Se il prodotto contiene almeno 0,3 g di acido alfa-linolenico per 100 g e per 100 kcal oppure almeno 40 mg della somma di acido eicosapentanoico e acido docosaesaenoico per 100 g e per 100 kcal.
Se il prodotto contiene almeno 0,6 g di acido alfa-linolenico per 100 g e per 100 kcal oppure almeno 80 mg della somma di acido eicosapentanoico e acido docosaesaenoico per 100 g e per 100 kcal.
Se almeno il 45 % degli acidi grassi presenti nel prodotto derivano dai grassi monoinsaturi e a condizione che i grassi monoinsaturi apportino oltre il 20% del valore energetico del prodotto.
Se almeno il 45% degli acidi grassi presenti nel prodotto derivano dai grassi polinsaturi e a condizione che i grassi polinsaturi apportino oltre il 20% del valore energetico del prodotto.
Se almeno il 70% degli acidi grassi presenti nel prodotto derivano da grassi insaturi e a condizione che i grassi insaturi apportino oltre il 20% del valore energetico del prodotto.
Attualmente sono previste 32 indicazioni nutrizionali, ma questo numero potrebbe variare in quanto l’art. 25 indica la procedura per aggiornare questo elenco. Le indicazioni nutrizionali non esplicitamente previste nell’allegato non sono ammesse.
L’art. 9 specifica che sono ammissibili indicazioni nutrizionali comparative a condizione che il confronto sia effettuato tra alimenti della stessa categoria merceologica e nella stessa quantità.
Il legislatore ha indicato che “assenza di lattosio” o “assenza di glutine” non sono da considerarsi claims secondo il Reg. (CE) 1924/2006.
7.2.2 - Indicazioni sulla salute
Le indicazioni sulla salute sono, in linea di principio, vietate.
Esse, tuttavia possono essere consentite qualora rispondano ai “principi generali” riassunti nel precedente paragrafo, rispettino i “requisiti specifici” previsti dall’art. 10 del Reg. (CE) 1924/2006, siano autorizzate e compaiano nell’elenco delle indicazioni autorizzate.
I requisiti specifici sono previsti dall’art. 10, c. 2: le indicazioni sulla salute sono consentite solo se nell’etichettatura (o in mancanza di quest’ultima, nella presentazione o nella pubblicità) vi sia:
una dicitura che richiama l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano
l’indicazione della quantità dell’alimento e delle modalità di consumo necessarie per ottenere l’effetto benefico indicato
eventualmente, l’indicazione relativa alle persone che dovrebbero evitare di consumare l’alimento
Si ricorda, inoltre, che il riferimento a benefici generali e non specifici della sostanza nutritiva o dell'alimento per la buona salute complessiva o per il benessere (es. “Linea Benessere”, “Linea Salute”) derivante dallo stato di salute è consentito soltanto se accompagnato da un'indicazione specifica sulla salute inclusa negli elenchi di cui agli articoli 13 o 14.
Questi messaggi possono tuttavia essere facilmente fraintesi e/o male interpretati dai consumatori; per questo motivo, quando si fa riferimento a benefici generali e non specifici, tale riferimento deve essere accompagnato da un’indicazione specifica sulla salute, figurante nell’elenco delle indicazioni sulla salute consentite del registro dell’ Unione europea. Ai fini del Regolamento, l’indicazione specifica autorizzata sulla salute che accompagna la dicitura che fa riferimento a benefici sanitari generali e non specifici deve figurare “accanto a” o “dopo” tale dicitura.
Non sono permesse le indicazioni sulla salute (art. 12) che:
suggeriscono che la salute potrebbe risultare compromessa dal mancato consumo dell’alimento
fanno riferimento alla percentuale o all’entità della perdita di peso
fanno riferimento al parere di un singolo medico o altro operatore sanitario
Con riferimento all’art. 11 “associazioni nazionali di professionisti dei settori della medicina, della nutrizione e della dietetica e associazioni di volontariato”, il Regolamento rinvia alle pertinenti normative nazionali, non essendoci specifiche norme della Ue in materia. Federalimentare ricorda che la normativa alimentare italiana non prevede il richiamo a raccomandazioni o avalli dei succitati enti e, pertanto, questi riferimenti sono da considerarsi inammissibili.
Il Regolamento (CE) 1924/2006 riconosce, quindi, che taluni alimenti possano contribuire al miglioramento e alla conservazione della salute svolgendo pertanto un effettivo ruolo nella gestione di taluni fattori di rischio di una malattia.
Le indicazioni sulla salute sono di tre tipi:
indicazioni funzionali generiche (art. 13)
indicazioni sulla riduzione di un fattore di rischio di una malattia (art. 14)
indicazioni relative allo sviluppo e alla salute dei bambini (art. 14).
Le indicazioni sulla salute funzionali generiche (punto 1) devono essere fondate su prove scientifiche generalmente accettate e devono essere ben comprese dal consumatore medio. Esse descrivono o fanno riferimento ai tre seguenti elementi (art. 13, par. 1):
il ruolo di una sostanza nutritiva o di altro tipo per la crescita, lo sviluppo e le funzioni dell’organismo
funzioni psicologiche e comportamentali
fatta salva la Direttiva 96/8/CE, il dimagrimento o il controllo del peso oppure la riduzione dello stimolo della fame o un maggiore senso di sazietà o la riduzione dell’energia apportata dal regime alimentare
A 6 anni dal Regolamento (CE) 1924/2006, è stato pubblicato il Regolamento (UE) 432/2012 e s.m.i., applicabile dal 14/12/2012 e relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Il corposo allegato fornisce un primo elenco di indicazione sulla salute, specificando, per ciascuna:
condizioni d’uso dell’indicazione
condizioni e/o restrizioni d’uso dell’alimento e/o dicitura o avvertenza supplementare
numero dell’EFSA Journal
numero delle pertinenti voci nell’elenco consolidato sottoposto alla valutazione dell’EFSA.
Si tratta di circa 250 health claims e tutte le indicazioni che non compaiono nel citato allegato dovevano essere tolte dal mercato entro il 14 dicembre 2012.
L’elenco dei claim (approvati e non autorizzati) è consultabile all’indirizzo:
http://ec.europa.eu/nuhclaims/?event=search&status_ref_id=4
Le indicazioni sulla riduzione dei rischi di malattia e quelle che si riferiscono allo sviluppo e alla salute dei bambini (punti 2 e 3) possono essere fornite qualora queste compaiano in un apposito elenco predisposto dall’Unione europea. Per essere ricompreso nell’elenco, il claim deve seguire la procedura prevista dal Regolamento in oggetto e dev’essere corredato da tutte le indicazioni necessarie per il suo utilizzo (art. 14).
Tale elenco non è ancora stato pubblicato.
In aggiunta ai “principi generali” e ai suddetti requisiti specifici, l’etichettatura deve riportare una frase indicante che la malattia cui l’indicazione fa riferimento è dovuta a molteplici fattori di rischio e che l’intervento su uno di questi fattori può anche non avere un effetto benefico (art. 14, c. 2). Si rinvia agli artt. 15, 16 e 17 del Regolamento per l’esame della procedura per l’autorizzazione delle indicazioni sulla riduzione del rischio di malattia e di quelle relative allo sviluppo e alla salute dei bambini.