Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2013/07/29/provvedimento-garante-privacy-relativo-trattamentodati-per-marketing-diretto/
Timestamp: 2015-03-28 22:10:08+00:00
Document Index: 83397404

Matched Legal Cases: ['art. 130', 'art. 23', 'art. 130', 'art. 130', 'art. 13', 'art. 130', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 130', 'art.130', 'art. 58', 'art. 23', 'art. 130', 'art. 130', 'art. 23', 'art. 130', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 130', 'art. 6', 'art. 130', 'art. 130', 'art. 13', 'art. 130', 'art. 154', 'art. 130', 'art. 130', 'art. 7']

PROVVEDIMENTO GARANTE PRIVACY RELATIVO TRATTAMENTODATI PER MARKETING DIRETTO | Francesco Colaci's BLOG
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PROVVEDIMENTO GARANTE PRIVACY RELATIVO TRATTAMENTODATI PER MARKETING DIRETTO
Con il sottoriportato Provvedimento 15 maggio 2013, n. 242 ,il Garante della Privacy ha regolamentato il consenso al trattamento dei dati personali per finalità di “marketing diretto” attraverso strumenti tradizionali e automatizzati di contatto.
Tale provvedimento non riguarda i trattamenti svolti per finalità di marketing mediante l’impiego del telefono con operatore, previo utilizzo dei dati personali tratti dagli elenchi degli abbonati (che la legge definisce oggi «contraenti») ai servizi di telefonia, per i quali vige la disciplina relativa al Registro pubblico delle opposizioni.
Con riguardo al trattamento svolto per finalità di «marketing diretto», il menzionato art. 130 del Codice, al comma 1, prevede poi che l’uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore sia consentito solo con il consenso del contraente o dell’utente; consenso, che, anche in tal caso, è da considerarsi validamente prestato solo se espresso liberamente e specificamente, oltre che documentato per iscritto, come sancisce la regola generale di cui all’art. 23 del Codice. Tale previsione si applica anche, come dispone il comma 2 dell’art. 130, alle comunicazioni elettroniche effettuate, per le medesime finalità, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo mms o sms o strumenti di altro tipo. Del resto, il citato art. 130, inserito nel titolo X del Codice («Comunicazioni elettroniche») al Capo I relativo ai «Servizi di comunicazione elettronica», costituisce una norma speciale di diretta derivazione comunitaria, ricollegandosi all’art. 13, comma 1, della direttiva 2002/58/CE (cd. direttiva e-privacy) il quale dispone espressamente che: «l’uso di sistemi automatizzati di chiamata senza intervento di un operatore (dispositivi automatici di chiamata), del telefax o della posta elettronica a fini di commercializzazione diretta è consentito soltanto nei confronti degli abbonati che abbiano espresso preliminarmente il loro consenso».
La ratio della norma risiede infatti, come emerge anche dal considerando n. 40 della citata direttiva, nell’opportunità di prevedere misure volte a tutelare gli interessati da interferenze nella vita privata attraverso «forme» di comunicazione commerciale particolarmente invasive, nonché onerose per i destinatari, per le quali è giustificato prevedere il previo consenso esplicito di questi ultimi. Pertanto, è proprio sulla base di tali valutazioni che il legislatore nazionale ha previsto la disposizione di cui al citato art. 130, commi 1 e 2, includendovi, peraltro, rispetto al menzionato art. 13 della direttiva, i messaggi del tipo sms e mms.
L’interpretazione e la relazione tra le menzionate norme del Codice è stata individuata, dagli operatori telefonici, nel senso di escludere la necessità di acquisire il consenso specifico del soggetto interessato, che abbia già prestato il consenso richiesto ai sensi dell’art. 23 per il trattamento effettuato dal titolare per finalità di «marketing diretto», quando si ricorra alle modalità automatizzate indicate dall’art. 130, commi 1 e 2.
Le argomentazioni proposte in tale ambito sono state oggetto di approfondita analisi da parte del Garante, tenuto conto, da un lato, dell’orientamento dell’Autorità con riguardo ai presupposti ed alle caratteristiche del consenso, e dall’altro, del fatto che il tema di un’univoca manifestazione di volontà quando per finalità di «marketing diretto» si utilizzino, oltre a sistemi tradizionali di contatto, anche i sistemi automatizzati richiamati dal citato art.130 del Codice, non investe solo il settore della telefonia, ma molti altri settori privati, quali, ad esempio, quello bancario o quello assicurativo, assumendo, quindi, una connotazione ben più vasta di quella che ha originato l’intervento dell’Autorità.
L’acquisizione di uno specifico consenso per finalità di «marketing diretto», realizzate attraverso il ricorso a modalità automatizzate di contatto, è stata peraltro prospettata anche come una sovrapposizione di adempimenti rispetto a quelli pure disposti da altre discipline, in particolare dall’art. 58 del Codice del Consumo.
Pertanto, stante quanto già previsto dall’art. 23 del Codice rispetto ai requisiti che il consenso al trattamento dei dati personali deve necessariamente rivestire, sarebbe sufficiente, secondo la tesi sopra richiamata, richiedere un unico consenso al soggetto interessato anche quando, per finalità di «marketing diretto», il titolare faccia ricorso alle modalità automatizzate di comunicazione di cui all’art. 130, commi 1 e 2, del Codice.
La lettura del citato art. 130, commi 1 e 2, sopra delineata, non tiene conto dello specifico significato della norma, la quale si inserisce nell’impianto codicistico come disposizione speciale rispetto alle più generali previsioni del citato art. 23 del Codice, garantendo all’interessato, proprio in presenza di forme di comunicazione commerciale particolarmente invasive ed onerose, la possibilità di controllo dell’utilizzo dei propri dati personali, attraverso l’espressione consapevole e specifica del consenso. Tuttavia, il Garante ha inteso comunque ricercare, nello spirito del Codice, una soluzione interpretativa che, tenendo conto della struttura normativa vigente e della portata delle specifiche disposizioni di cui al citato art. 130, consideri tutti gli interessi rappresentati. Ciò avuto in particolare riguardo ai principi di semplificazione, armonizzazione ed efficacia che l’art. 2, comma 2, del Codice, nell’ottica di un elevato livello di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone, richiama espressamente rispetto alle modalità previste per l’adempimento degli obblighi del titolare del trattamento, come per l’esercizio dei diritti dell’interessato.
L’esigenza di garantire alle persone il controllo effettivo delle proprie informazioni personali, coniugandolo con le nuove istanze di semplificazione del contesto normativo, in particolare riducendo sensibilmente la burocrazia ed eliminando una serie di formalità, emerge infatti chiaramente dalla Comunicazione della Commissione europea del 25 gennaio 2012 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Salvaguardare la privacy in un mondo interconnesso. Un quadro europeo della protezione dei dati per il XXI secolo».
Peraltro, la necessità di eliminare inutili appesantimenti burocratici e di aggiornare il quadro dispositivo, attraverso il ricorso a criteri di semplificazione, era già stata ampiamente evidenziata nella precedente Comunicazione della Commissione europea del 25 giugno 2008, nel contesto dell’analisi delle politiche europee verso le piccole e medie imprese «Una corsia preferenziale per la piccola impresa. Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola impresa (un “Small Business Act” per l’Europa)».
Anche le recenti modifiche normative (si veda il citato art. 20-bis del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, che ha novellato l’art. 130 del Codice) hanno previsto, con riguardo all’attività di «marketing diretto» mediante l’impiego del telefono con operatore, l’applicazione di un regime di cd. opt-out, consentendo, senza il consenso preventivo del soggetto interessato, il trattamento dei dati personali pubblicati negli «elenchi di abbonati» ai servizi di telefonia, salvo il diritto di opposizione dell’interessato stesso, attraverso l’iscrizione all’apposito Registro pubblico delle opposizioni.
Del resto, il passaggio da un regime di opt-in al regime di opt-out è stato previsto anche per il marketing postale (come emerge dal citato art. 6 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, che ha ulteriormente modificato l’art. 130 del Codice), rispetto al quale, tuttavia, non è stato ancora istituito l’apposito Registro pubblico delle opposizioni.
In un quadro così delineato, considerato, altresì, che esigenze di semplificazione coinvolgono vasti ambiti del settore privato, oltre quello della telefonia, è possibile individuare, in un’ottica di contemperamento dei diversi interessi coinvolti, una diversa configurazione del consenso da richiedere all’interessato nel caso di ricorso, per finalità di «marketing diretto», a modalità automatizzate di contatto.
Pertanto, nel rispetto del dettato normativo di cui al citato art. 130, commi 1 e 2, del Codice, l’Autorità intende evidenziarne una più ampia portata applicativa, tenendo conto che la «specificità» del consenso – che costituisce regola generale per tutti i trattamenti che si basano su tale requisito – deve essere valutata nella considerazione di tutti gli interessi implicati nei trattamenti stessi, ma soprattutto nello spirito di agevolare, semplificando, non solo gli adempimenti del titolare, ma anche l’esercizio dei diritti dell’interessato.
Alla luce di tali considerazioni, anche il diritto di opposizione dell’interessato al trattamento dei propri dati personali per finalità di «marketing diretto» con modalità automatizzate di contatto, dovrà ritenersi esteso alla ricezione di comunicazioni promozionali effettuate attraverso modalità tradizionali e ciò anche nel caso in cui i dati risultino presenti negli «elenchi abbonati» e lo stesso non abbia iscritto la propria utenza telefonica al Registro pubblico delle opposizioni.
Resta salva pertanto per l’interessato la possibilità, da rendersi esercitabile in maniera agevole e gratuitamente, di comunicare al titolare del trattamento l’eventuale volontà di ricevere comunicazioni per finalità di «marketing diretto» esclusivamente attraverso le modalità tradizionali di contatto, quali la posta cartacea o le chiamate tramite operatore.
Pertanto, dall’informativa rilasciata dal titolare ai sensi dell’art. 13 del Codice e dalla richiesta di consenso dovrà risultare chiaro che, con riguardo ai trattamenti svolti per finalità di «marketing diretto», il consenso dell’interessato acquisito ai sensi dell’art. 130, commi 1 e 2, del Codice, riguarda le modalità di comunicazione non solo automatizzate, ma anche tradizionali.
Un richiamo alla volontà sopra evidenziata dovrà essere contenuto in un’informativa da rilasciarsi anche a tutti i soggetti che abbiano prestato un unico consenso per finalità di «marketing diretto» attraverso il ricorso a comunicazioni sia automatizzate sia tradizionali, alla prima occasione utile, eventualmente mediante le ordinarie modalità di contatto per scopi endocontrattuali.
1) evidenzia, ai sensi dell’art. 154, comma 1, lett. h), del Codice, che, sulla base della linea interpretativa delineata in motivazione con riguardo all’art. 130, commi 1 e 2, del Codice, tutti i titolari del trattamento in ambito privato i quali, nel perseguire finalità di “marketing diretto” tramite modalità automatizzate di contatto, acquisiscono il consenso degli interessati ai sensi del citato art. 130, possano effettuare il medesimo trattamento anche mediante modalità tradizionali, come la posta cartacea o le chiamate telefoniche tramite operatore, senza dover richiedere agli stessi interessati un ulteriore consenso, semprechè l’interessato non abbia esercitato nei confronti di un singolo titolare uno specifico diritto di opposizione al trattamento;
b) dall’informativa risulti che il diritto di opposizione dell’interessato al trattamento dei propri dati personali per finalità di «marketing diretto» attraverso modalità automatizzate di contatto, si estende a quelle tradizionali e che, anche in tal caso, resta salva la possibilità di esercitare tale diritto in parte, così come previsto dall’art. 7, comma 4, del Codice;
3) prescrive, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b), e 154, comma 1, lett. c), del Codice, ai titolari del trattamento che hanno raccolto un unico consenso per finalità di «marketing diretto» attraverso il ricorso a comunicazioni sia automatizzate che tradizionali di inserire un analogo richiamo alla suddetta volontà in una informativa da rendere alla prima occasione utile, eventualmente mediante le ordinarie modalità di contatto per scopi endocontrattuali;
4) dispone la trasmissione di copia del presente provvedimento al Ministero della giustizia – Ufficio pubblicazione leggi e decreti, per la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Provvedimento pubblicato nella G.U. 26 luglio 2013, n. 174.
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