Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/12/termini-decadenza-imposte-indirette.html
Timestamp: 2020-07-15 08:53:00+00:00
Document Index: 121099826

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 52', 'art.19', 'art.72', 'art.19', 'art. 42', 'art.17', 'art. 76', 'art. 76']

I termini di decadenza nelle imposte indirette - Commercialista Telematico
In questo contributo si esaminano in modo dettagliato i termini di decadenza ai fini dell’imposta di registro. L’imposta sugli atti soggetti a registrazione, non presentati per la registrazione, deve essere richiesta, a pena di decadenza, nel termine di 5 anni dal giorno in cui avrebbe dovuto essere richiesta la registrazione, ovvero dal giorno in cui si è verificato il fatto che legittima la registrazione d’ufficio.
Sempre nello stesso termine di 5 anni deve essere richiesta l’imposta dovuta.
L’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta deve essere notificato entro il termine di decadenza di 2 anni dal pagamento dell’imposta proporzionale.
L’art. 76 del D.P.R. n.131 del 1986 – titolato decadenza dell’azione della finanza – disciplina in modo dettagliato i termini di decadenza ai fini dell’imposta di registro.
Imposta sugli atti soggetti a registrazione non presentati per la registrazione stessa
Al primo comma il legislatore ha previsto che l’imposta sugli atti soggetti a registrazione ai sensi dell’art. 5 del medesimo D.P.R. non presentati per la registrazione deve essere richiesta – a pena di decadenza – nel termine di 5 anni dal giorno in cui, a norma degli artt.13 e 14, avrebbe dovuto essere richiesta la registrazione ovvero, a norma dell’art. 15, lettere c), d) ed e), si è verificato il fatto che legittima la registrazione d’ufficio.
Sempre nello stesso termine di 5 anni, decorrente (questa volta) dal giorno in cui avrebbero dovuto essere presentate, deve essere richiesta l’imposta dovuta in base alle denunce prescritte all’art. 19 del medesimo D.P.R. (denuncia di eventi successivi alla registrazione[1]).
In forza del successivo comma 1-bis, l’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta di cui all’art. 52, comma 1, deve essere notificato entro il termine di decadenza di 2 anni dal pagamento dell’imposta proporzionale.
Art.52, comma 1, del D.P.R.n.131/86 > 2 anni dal pagamento dell’imposta proporzionale
Imposta per gli atti presentati per la registrazione o registrati per via telematica
Il comma 2 dispone che – salvo quanto disposto nel comma 1-bis – l’imposta per gli atti presentati per la registrazione o registrati per via telematica deve essere richiesta dall’Ufficio – a pena di decadenza – entro il termine di 3 anni decorrenti dalla:
richiesta di registrazione, se si tratta di imposta principale[2];
data in cui è stata presentata la denuncia di avveramento della condizione sospensiva o dal verificarsi di eventi successivi ex art.19 D.P.R. cit., se si tratta di imposta complementare[3]; dalla data della notificazione della decisione delle commissioni tributarie ovvero dalla data in cui la stessa è divenuta definitiva, nel caso in cui sia stato proposto ricorso avverso l’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta; dalla data di registrazione dell’atto, nel caso di occultazione di corrispettivo di cui all’art.72[4]P.R. cit.;
data di registrazione dell’atto ovvero dalla data di presentazione della denuncia di avveramento della condizione sospensiva o dal verificarsi di eventi successivi ex art.19 D.P.R. cit., se si tratta di imposta suppletiva.
A tal riguardo, ricordiamo che – giusto il dettato dell’art. 42, co. 1 del DPR n. 131/1986 – si può definire:
principale l’imposta applicata al momento della registrazione e quella richiesta dall’ufficio se diretta a correggere errori od omissioni effettuati
in sede di autoliquidazione nei casi di presentazione della richiesta di registrazione per via telematica;
suppletiva, quella applicata successivamente se diretta a correggere errori od omissioni dell’ufficio;
complementare, quella applicata – invece – in ogni altro caso.
Contratti di locazione e affitto: imposta su annualità successive alla prima, su cessioni, risoluzioni e proroghe
Per quanto riguarda, invece, l’imposta relativa alle annualità successive alla prima, relative alle cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite dei contratti di locazione e di affitto di beni immobili di cui all’art.17 del medesimo D.P.R.n.131/86, nonché le connesse sanzioni e gli interessi dovuti, l’art. 76, comma 2-bis D.P.R. cit. ha prescritto che – salvo quanto previsto nei commi 1 e 2 – devono essere richiesti, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello di scadenza del pagamento.
Infine, l’ultimo comma dell’art. 76 del D.P.R. n.131/86 in esame dispone che l’intervenuta decadenza non…
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