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Timestamp: 2019-04-18 14:36:19+00:00
Document Index: 60406816

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 4', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 3', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 1']

Elettrodotti: il quadro normativo EMC ambiente e lavoro - Certifico Srl
ID 7057 | 28 Novembre 2018 | Visite: 1687 | Documenti Riservati Ambiente Permalink: https://www.certifico.com/id/7057
Linea Guida DPA - ENEL
Linea Guida elettrodotti - ARPA UM
Lavori costruzione manutenzione e rimozione elettrodotti aerei - TERNA
Elettrodotti: EMC ambiente
La normativa italiana sulla protezione dei campi elettromagnetici attualmente in vigore è la Legge n. 36 del 22 febbraio 2001 “Protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" (G.U. n.55 del 7 marzo 2001), "Legge quadro EMC", che ha introdotto i concetti di limite di esposizione, di valore di attenzione e di obiettivi di qualità: i primi due rappresentano i valori di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico che rispettivamente non devono essere superati in situazione di esposizione acuta e di esposizione prolungata; l’obiettivo di qualità, invece, è stato introdotto al fine di garantire la progressiva minimizzazione dell’esposizione.
La stessa legge ha anche introdotto la terminologia di fascia di rispetto in prossimità di elettrodotti, con questa intendendo un’area in cui non possono essere previste destinazioni d’uso che comportino una permanenza prolungata oltre le quattro ore giornaliere. Nella terminologia “elettrodotto” viene compreso l’insieme delle linee elettriche e delle cabine di trasformazione.
I primi decreti applicativi della Legge 36/2001 sono stati pubblicati nel 2003; in particolare, sono 2 i decreti:
- DPCM 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti” (G.U. n. 200 del 29-8-2003)
- DPCM 8 luglio 2003 "Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita' per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz. (Comunicazioni...ndr) (GU n.199 del 28-08-2003)
Il DPCM 8 luglio 2003 (50 Hz) individua inoltre tre tipologie di limiti:
1. limite di esposizione: 100 µT (induzione magnetica) e 5 kV/m (campo elettrico);
2. valore di attenzione: (nelle aree gioco per l'infanzia, in ambienti abitativi, in ambienti scolastici e nei luoghi adibiti a permanenza non inferiore alle 4 ore giornaliere): 10 µT;
3. obiettivo di qualità: (nella costruzione di nuovi elettrodotti in corrispondenza delle zone adibite a permanenza non inferiore alle 4 ore giornaliere e/o nella progettazione di nuove aree "residenziali" in vicinanza di elettrodotti già esistenti): 3 µT.
DPCM 8 luglio 2003 (50 Hz)
Disposizioni integrative-interpretative dei decreti 29 maggio 2008 ISPRA
Determinazione delle fasce di rispetto
Per gli elettrodotti si fa riferimento al primo DPCM 8 luglio 2003 (50 Hz), che all’art. 6 fissa i Parametri per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti.
La metodologia di cui sopra è stata definita dal DM 29 maggio 2008 (G.U. 5 luglio 2008 n.156, S.O.) “Metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto degli elettrodotti” che, ai sensi dell’art. 6 comma 2 del DPCM 8 luglio 2003 (50 Hz), ha lo scopo di fornire la procedura da adottarsi per la determinazione delle fasce di rispetto pertinenti alle linee elettriche aeree e interrate e delle cabine, esistenti e in progetto.
Pertanto, sulla base di quanto previsto dal quadro normativo, nella progettazione di nuove aree gioco per l'infanzia, ambienti abitativi, ambienti scolastici e luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere che si trovano in prossimità di linee elettriche, sottostazioni e cabine di trasformazione si deve tener presente il rispetto dell’obiettivo di qualità definito nel DPCM 8 luglio 2003 (50 Hz), ovvero che nelle fasce di rispetto calcolate secondo il DM 29 maggio 2008, non deve essere prevista alcuna destinazione d’uso che comporti una permanenza prolungata oltre le quattro ore giornaliere.
In particolare, nell’ambito dei procedimenti autorizzativi relativi alla realizzazione di nuove opere poste in prossimità di elettrodotti, le Autorità Comunali devono tenere presente che all'interno di tali fasce di rispetto non è consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scolastico, sanitario ovvero ad uso che comporti una permanenza non inferiore a quattro ore. Questo vincolo comporta che i Comuni nell’adozione di nuovi strumenti urbanistici (Piani Regolatori ecc.) e, in ogni caso, all’atto del rilascio delle singole concessioni edilizie, debbano tenere conto delle fasce di rispetto degli elettrodotti.
Valutazione dell'induzione magnetica
La metodologia di calcolo per la procedura di misura e valutazione dell'induzione magnetica in attuazione dell’art. 5, comma 2 del DPCM 8 luglio 2003 (50 Hz) è stabilita con il Decreto 29 maggio 2008 Approvazione delle procedure di misura e valutazione dell'induzione magnetica. (GU n. 153 del 02-07-2008).
Decreto 29 maggio 2008 (Misura Induzione magnetica)
Fascia di rispetto e Distanza di prima approssimazione” (Dpa)
Il DM 29 maggio 2008 prevede che l’individuazione della fascia possa essere effettuata attraverso un procedimento semplificato con la determinazione della “Distanza di prima approssimazione” (Dpa) della linea
Fascia di rispetto: è lo spazio circostante un elettrodotto, che comprende tutti i punti, al di sopra e al di sotto del livello del suolo, caratterizzati da un'induzione magnetica di intensità maggiore o uguale all'obiettivo di qualità (3µT ndr). Come prescritto dall'articolo 4, comma 1 lettera h della Legge n. 36 del 22 febbraio 2001, all'interno delle fasce di rispetto non è consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scolastico, sanitario ovvero ad uso che comporti una permanenza non inferiore a quattro ore.
Distanza di prima approssimazione (Dpa): per le linee è la distanza, in pianta sul livello del suolo, dalla proiezione del centro linea che garantisce che ogni punto la cui proiezione al suolo disti dalla proiezione del centro linea più di Dpa si trovi all'esterno delle fasce di rispetto. Per le cabine è la distanza, in pianta sul livello del suolo, da tutte le pareti della cabina stessa che garantisce i requisiti di cui sopra.
Fig. 1 - Il nuovo insediamento rispetta la Dpa
Art. 4. (Funzioni dello Stato)
a) per la popolazione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della sanita', sentiti il Comitato di cui all'articolo 6 e le competenti Commissioni parlamentari, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolon 9 del decreto legislativo 29 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata "Conferenza unificata";
CEI 106-11 Guida per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti secondo le disposizioni del DPCM 8 luglio 2003 (Art. 6). Parte I
La Guida, suddivisa in due Parti, la prima relativa alle linee aeree e in cavo interrato e la seconda relativa alle cabine e alle sottostazioni, intende fornire, in vista soprattutto dell'applicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003 "Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti" pubblicato sulla GU n. 200 del 29-8-2003, una metodologia generale per il calcolo dell'ampiezza delle fasce di rispetto con riferimento a valori prefissati di induzione magnetica e di portata in corrente dell'impianto.
Il presente documento comprende solo la Parte I, considerata maggiormente urgente ai fini dell'applicazione del suddetto DPCM.
La metodologia di calcolo utilizzata per questa Parte è basata sull'algoritmo bidimensionale normalizzato nella CEI 211-4, considerato idoneo per la maggior parte delle situazioni pratiche riscontrabili per le linee aeree e in cavo interrato; vengono presentate anche alcune formule analitiche semplificate che, per le distanze di interesse, forniscono risultati in buon accordo con quelli ottenibili con l'algoritmo normalizzato.La metodologia può essere applicata per qualsiasi livello di riferimento dell'induzione magnetica, ma, in considerazione dell'applicazione del DPCM sopra citato, le esemplificazioni riportate sono soprattutto sviluppate con riferimento ad un valore di induzione magnetica pari all'obiettivo di qualità di 3µT di cui all'art. 4 del DPCM stesso, considerando la portata in corrente in servizio normale dell'elettrodotto dichiarata dal gestore (Articolo 6 del DPCM) in forma parametrica come "corrente di riferimento".
La Parte 2 che intende affrontare l'applicazione di metodologie più generali di tipo tridimensionale alle cabine e alle sottostazioni e a particolari situazioni di linee, è in fase di elaborazione da parte del Gruppo di Lavoro del SC 106 A del CEI, incaricato di questa attività.
A livello nazionale i riferimenti normativi tecnici per la misura e valutazione dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici sono le due guide CEI:
CEI 211-6 - Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell’intervallo di frequenza 0 Hz - 10 kHz, con riferimento all’esposizione umana.
CEI 211-7 - Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettromagnetici nell’intervallo di frequenza 10 kHz - 300 GHz, con riferimento all’esposizione umana.
Trasporto e le distribuzione dell’energia elettrica
Il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica avvengono tramite elettrodotti, vale a dire conduttori aerei sostenuti da opportuni appositi tralicci, in cui fluisce corrente elettrica alternata alla frequenza di 50 Hz.
Dagli elettrodotti si genera un campo elettromagnetico, la cui intensità - com’è ovvio - è direttamente proporzionale alla tensione di linea.
Le linee elettriche sono classificabili in funzione della tensione di esercizio come:
- linee ad altissima tensione (380 kV), dedicate al trasporto dell’energia elettrica su grandi distanze;
- linee ad alta tensione (220 kV e 132 kV), per la distribuzione dell’energia elettrica;
- linee a media tensione (generalmente 15 kV), per la fornitura ad industrie, centri commerciali, grandi condomini ecc.;
- linee a bassa tensione (220-380 V), per la fornitura alle piccole utenze, come le singole abitazioni.
Le linee a 380 kV, 220 kV e 132 kV sono linee aeree, con due o più conduttori mantenuti ad una certa distanza da tralicci metallici e sospesi a questi ultimi mediante isolatori. L’elettricità ad alta tensione viene trasportata in trifase da terne di conduttori fino alle cabine primarie di trasformazione, poste in prossimità dei centri urbani, nei quali la tensione viene abbassata a un valore tra 5 e 20 kV e si attua il passaggio alla corrente monofase che viene poi utilizzata dalle utenze domestiche (alle utenze industriali viene invece consegnata anche corrente trifase).
Poiché la corrente trasportata da un elettrodotto non è costante, ma dipende dalla richiesta di energia elettrica, anche la valutazione del campo di induzione magnetica, sulla base della proporzionalità tra campo magnetico e corrente, dipende dalla corrente considerata. La legge prevede che la valutazione sia effettuata con un preciso valore di corrente, che, per le linee elettriche con tensione superiore ai 100 kV corrisponde alla portata in corrente in servizio normale (definita dalla norma CEI 11-60). Tale corrente generalmente è superiore a quella che transita sulla linea, quindi non è possibile determinare l’estensione della fascia con misure sul campo, ma è necessario effettuare una valutazione teorica (tramite software dedicato), che risulta cautelativa rispetto ai dati misurabili.
EMC lavoro
A livello nazionale, il riferimento normativo per la sicurezza nei luoghi di lavoro è il D.Lgs 9 aprile 2008 n.81 "Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro". Le disposizioni specifiche in materia di protezione dei lavoratori dalle esposizioni ai campi elettromagnetici sono contenute nel Capo IV del Titolo VIII - Agenti fisici - e derivano dal recepimento della direttiva 2004/40/CE, fissato inizialmente al 30 aprile 2008, e successivamente posticipato dalle direttive 2004/46/CE e 2012/11/CE.
Il 26 giugno 2013 è stata approvata la nuova Direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che ha abrogato la direttiva 2004/40/CE a decorrere dal 29 giugno 2013.
La Direttiva 2013/35/UE è stata recepita con il D.Lgs. 159/2016 in data 02/09/2016.
In merito all'adozione della Direttiva, la CommissiOne europea ha pubblicato la Guida implementazione nuova direttiva 2013/35/UE EMC lavoro, strutturata in 3 volumi..
Gli Articoli introdotti nel D.Lgs. 81/2008 dal D.Lgs. 159/2016:
Vedi il Documento: Decreto EMC lavoro nel TUS
Per i lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici i riferimenti legislativi sono gli artt. 83, 117 del D.Lgs. 81/2008.
Tabella 1 - Allegato IX al D.Lgs. 81/2008
Un (kV) DA9(m)
1 < Un ≤ 30 3.5
0 < Un ≤ 132 5
DA9 = Distanze di sicurezza da parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non sufficientemente protette da osservarsi, nell’esecuzione di lavori non elettrici, al netto degli ingombri derivanti dal tipo di lavoro, delle attrezzature utilizzate e dei materiali movimentati, nonché degli sbandamenti laterali dei conduttori dovuti all’azione del vento e degli abbassamenti di quota dovuti alle condizioni termiche.
Si segnala la guida: Lavori in prossimità di linee elettriche aeree - Valutazione del rischio e misure di prevenzione - INAIL 2016
Si vedano le norme generali:
CEI 11-27 - Lavori su impianti elettrici.
CEI EN 50110-1:2014 (CEI 11-48) Esercizio degli impianti elettrici Parte 1: Prescrizioni generali
Per l'esercizio degli impianti elettrici, si segnala la norma CEI EN 50110-1:2014 (CEI 11-48) Esercizio degli impianti elettrici Parte 1: Prescrizioni generali, detta modalità operative sicure di attività di lavoro, sia sugli impianti elettrici sia nelle vicinanze degli stessi.
Per la parte EMC di riferimento si veda:
CEI EN 50499 - Procedura per la valutazione dell'esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici.
Una rielaborazione delle tabelle in questione è contenuta nel documento “Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome: "Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro – Indicazioni operative” (vedi tabella 1 e 2)
Tabella 2 - Macchinari e impianti che richiedono valutazione del rischio CEM e adozione di misure di tutela
Tale metodica è stata ulteriormente dettagliata nella Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE della Commissione Europea. In particolare la tabella 1 contenuta nella CEI EN 50499 inerente le attrezzature “giustificabili a priori” cioè quelle intrinsecamente sicure, è stata ampliata e dettagliata nel primo volume delle linee guida, nella tabella 3.2, dove, per ogni tipologia di macchinario, si indica anche quando la valutazione del rischio si può concludere con la giustificazione e quando invece occorre effettuare un’analisi più approfondita per soggetti particolarmente sensibili al rischio CEM.
Elettrodotti: EMC lavoro
Sono da considerare, in generale, gli obblighi introdotti dal D.Lgs. 159/2016, pesati sull'attività in prossimità di elettrodotti, vedi a proposito l'articolo "Decreto EMC lavoro nel TUS".
Nel documento “Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome: "Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro – Indicazioni operative”, nella tabella 2, si veda punto 15. "Reti di distribuzione dell’energia elettrica nei luoghi di lavoro che non soddisfano i criteri della Tabella 1".
Segnalatori di campo
In loro prossimità delle linee elettriche aeree è possibile misurare campi magnetici e campi elettrici la cui intensità varia al variare dei parametri di esercizio (tensione, corrente, frequenza), della distanza del punto di misura dai conduttori e della disposizione spaziale dei conduttori.
In relazione a tali fattori di variabilità è complesso costruire segnalatori che siano in grado di fornire la distanza esatta a cui si trova la linea, in modo da poter sfruttare l’informazione in un sistema di controllo automatico che mantenga le attrezzature di lavoro costantemente a distanza di sicurezza.
Un compito più facile è quello di costruire segnalatori che forniscano informazioni sulla presenza o meno di campo magnetico o di campo elettrico o di entrambi, in modo da avere un allarme (ottico e acustico), utilizzabile come sicurezza aggiuntiva (poiché la sicurezza principale è basata su almeno una delle seguenti misure: messa fuori tensione, rispetto delle distanze o uso di protezioni di separazione) che consenta al lavoratore di evitare l’avvicinamento o il contatto accidentale con i conduttori attivi. Il campo magnetico dipende dall’intensità della corrente nei conduttori della linea e diminuisce con la distanza da questa. Tale intensità varia in funzione della tensione nominale di esercizio della linea e in funzione del carico.
Il campo elettrico dipende dalla tensione nominale di esercizio della linea e diminuisce con la distanza da questa. Una linea per corrente alternata, se tale corrente non è nulla, genera nello spazio circostante un campo magnetico e un campo elettrico che variano nel tempo. Nel caso non vi sia assorbimento di corrente, la linea presenta comunque il suo potenziale verso terra e quindi genera un campo elettrico che varia nel tempo.
I campi magnetico e elettrico variabili nel tempo possono essere rivelati per mezzo di antenne (a spira per il campo magnetico o ad asta per il campo elettrico). Una linea per corrente continua, se tale corrente non è nulla, genera nello spazio circostante un campo magnetico costante nel tempo e, per il fatto di avere un potenziale rispetto alla terra, anche un campo elettrico costante nel tempo.
Nel caso non vi sia assorbimento di corrente, la linea presenta comunque il suo potenziale verso terra e quindi genera un campo elettrico costante nel tempo.
Il campo magnetico costante nel tempo può essere rivelato con un sensore che sfrutta effetti fisici diversi dalla legge di Faraday-Neumann-Lenz, quali l’effetto Hall o la magnetoresistività, segue nel documento: Lavori in prossimità di linee elettriche aeree - Valutazione del rischio e misure di prevenzione - INAIL 2016.
Norme legislative nazionali
Decreto Legislativo 1 agosto 2016, n. 159 Attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) e che abroga la direttiva 2004/40/CE.
Decreto ministeriale 21 marzo 1988 Approvazione delle norme tecniche per la progettazione, l'esecuzione e l'esercizio delle linee elettriche aeree esterne. (GU n.79 del 05-04-1988 - SO n. 28)
Decreto 5 agosto 1998 Aggiornamento delle norme tecniche per la progettazione, esecuzione ed esercizio delle linee elettriche aeree esterne. (GU Serie Generale n.209 del 08-09-1998)
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992, Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno. (Abrogato in seguito all'entrata in vigore del DPCM 8 luglio 2003).
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 settembre 1995, Norme tecniche procedurali di attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992 relativamente agli elettrodotti. (Abrogato in seguito all'entrata in vigore del DPCM 8 luglio 2003).
Decreto del Ministero dell'Ambiente 10 settembre 1998, n. 381 Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana. Ufficialmente non abrogato, (superato in seguito all'entrata in vigore del DPCM 8 luglio 2003)
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri DPCM 8 luglio 2003, Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz.
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri DPCM 8 luglio 2003, Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti.
Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome - Decreto Legislativo 81/2008 Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all'esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro: Indicazioni operative.
Direttiva 2013/35/UEdel Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (ventesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) che ha abrogato la direttiva 2004/40/CE a decorrere dal 29 giugno 2013. (nota: nell'Allegato II Tabella A3 seconda riga: "10 Hz ≤ f < 25 Hz" il valore corretto è 0,07 Vm-1 e non 0,07/f Vm-1)
Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea relativa alla limitazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con frequenza da 0 Hz a 300 GHz. G.U. Comunità Europee 30 luglio 1999, L 199/62.
Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (Up to 300 GHz). Health Physics 1998; 74: 494-522. (ICNIRP).
Statement on the "Guidelines for limiting exposure to time-varying electric, magnetic and electromagnetic fields (up to 300 GHz). Health Physics 97(3):257-259; 2009. (ICNIRP)
Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric and Magnetic Fields (1 Hz to 100 kHz). Health Physics 2010; 99(6): 818-836 (ICNIRP).
Guidelines on Limits of Exposure to Static Magnetic Fields. Health Physics 96(4):504-514; 2009 (ICNIRP)
A carattere non esaustivo:
CEI 11-27 - Lavori su impianti elettrici
CEI 11-60 - Portata al limite termico delle linee elettriche aeree esterne", II edizione, 01/06/02
CEI 106-11 - Guida per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti secondo le disposizioni del DPCM 8 luglio 2003 (Art. 6). Parte I.
CEI 106-12 - Guida pratica ai metodi e criteri di riduzione dei campi magnetici prodotti dalle cabine elettriche MT/BT.
CEI 11-4 Norme tecniche per la costruzione di linee elettriche aeree esterne (annullata da CEI EN 50341-1)
CEI EN 50341-1 Linee elettriche aeree con tensione superiore a 1kV in corrente alternata Parte 1: Prescrizioni generali - Specifiche comuni
CEI 211-4 - Guida ai metodi di calcolo dei campi elettrici e magnetici generati da linee e da stazioni elettriche
CEI 211-7/A - Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettromagnetici nell’intervallo di frequenza 10 kHz - 300 GHz, con riferimento all’esposizione umana Appendice A: Centraline di monitoraggio dei campi elettromagnetici a radiofrequenza: procedure e finalità di utilizzo
CEI EN 50413 - Norma di base sulle procedure di misura e di calcolo per l'esposizione umana ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici (0 Hz-300 GHz);
CEI EN 62226-2-1 - Esposizione ai campi elettrici e magnetici nell'intervallo delle frequenze basse e intermedie - Metodi di calcolo della densità di corrente e del campo elettrico interno indotti nel corpo umano. Parte 2-1: Esposizione ai campi magnetici - Modelli 2D;
CEI EN 62226-1 - Esposizione ai campi elettrico e magnetico nell'intervallo delle frequenze basse e intermedie - Metodi di calcolo della densità di corrente e del campo elettrico interno indotti nel corpo umano. Parte 1: Aspetti generali;
CEI EN 62226-3-1 - Esposizione ai campi elettrici e magnetici nell'intervallo delle frequenze basse e intermedie - Metodi di calcolo della densità di corrente e del campo elettrico interno indotti nel corpo umano. Parte 3-1: Esposizione ai campi elettrici - Modelli analitici e numerici 2D;
CEI EN 62479 - Esposizione umana ai campi elettromagnetici (10 MHz - 300 GHz)
CEI EN 50110-1 (CEI 11-48) Esercizio degli impianti elettrici Parte 1: Prescrizioni generali
CEI EN 62822-2 - Apparecchiature per saldatura elettrica - Valutazione dei limiti relativi all'esposizione umana ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) Parte 2: Apparecchiature per la saldatura ad arco
CEI EN 50445 - Norma per famiglia di prodotti per dimostrare la conformità delle apparecchiature per la saldatura a resistenza, saldatura ad arco e processi affini ai limiti di base relativi all’esposizione umana ai campi elettromagnetici (0 Hz - 300 GHz)
CEI EN 50364 - Limitazione dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici prodotti da dispositivi operanti nella gamma di frequenze 0 Hz - 300 GHz, utilizzati nei sistemi elettronici antitaccheggio (EAS), nei sistemi di identificazione a radio frequenza (RFID) e in applicazioni similari
CEI EN 62369-1 - Valutazione dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici prodotti da dispositivi a corto raggio (SRD) in diverse applicazioni nella gamma di frequenza 0 GHz - 300 GHz Parte 1: Campi prodotti da dispositivi utilizzati per sistemi elettronici antitaccheggio, sistemi di identificazione a radiofrequenza e applicazioni similari
CEI EN 61010-1 - Prescrizioni di sicurezza per apparecchi elettrici di misura, controllo e per utilizzo in laboratorio. Parte 1: Prescrizioni generali
CEI EN 62209-1 - Esposizione ai campi a radiofrequenza provenienti da dispositivi di comunicazione senza fili tenuti in mano o montati sul corpo - Modelli umani, strumentazione e procedure. Parte I
CEI EN 62233 - Apparecchi per uso domestico e similare - Campi elettromagnetici - Metodi per la valutazione e le misure
CEI EN 50519 - Valutazione dell'esposizione dei lavoratori a campi elettrici e magnetici dovuti ad apparecchiature industriali per riscaldamento ad induzione
Metodologia calcolo fasce di rispetto elettrodotti.pdf Abbonati Ambiente 23
Guida pratica informazioni fasce di rispetto elettrodotti.pdf Abbonati Ambiente 33
Linee guida linee elettriche avifauna.pdf Abbonati Ambiente 30
Elettrodotti - Quadro normativo EMC ambiente e lavoro Rev. 00 2019.pdf Abbonati Ambiente 22
Linea Guida DPA.pdf Abbonati Ambiente 27
Linea Guida elettrodotti.pdf Abbonati Ambiente 22
Lavori costruzione manutenzione e rimozione elettrodotti aerei.pdf Abbonati Ambiente 16
Decreto ministeriale 21 marzo 1988 IT 689 kB (90 Downloads)
Decreto 5 agosto 1998 IT 175 kB (93 Downloads)
Guidelines on Limits of Exposure to Static Magnetic Field IT 389 kB (72 Downloads)
ICNIRP Statement up to 300GHz EN 53 kB (82 Downloads)
Guidelines for Limiting Exposure EMC Fields 1Hz - 100KHz EN 641 kB (87 Downloads)
Guidelines for Limiting Exposure EMC Fields up 300GHz EN 647 kB (87 Downloads)
Raccomandazione Consiglio 12 luglio 1999 IT 193 kB (87 Downloads)
Nota prot. DSA 2004 25291 del 15.11.2004 IT 85 kB (66 Downloads)
Tags: Ambiente Rischio EMC Abbonati Ambiente