Source: https://www.insic.it/Normativa/87803
Timestamp: 2019-04-23 02:25:39+00:00
Document Index: 171431834

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 7', 'art. 40', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 55', 'art. 1', 'art. 40', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 55', 'art. 7', 'art. 69', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6']

Approvazione del Piano nazionale per la mitigazione del rischio id...
Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri del 20/02/2019
G.U. del 13/04/2019, n.88
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, concernente l'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, concernente «Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea»;
Visto il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, concernente «Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive», e, in particolare l'art. 7, comma 2;
Visto il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, recante «Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze», e, in particolare l'art. 40, che prevede l'istituzione di una apposita cabina di regia interministeriale;
Vista la legge 30 dicembre 2018, n. 145, concernente «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021», e, in particolare, l'art. 1, commi 107, 108, 109, 156, 171, 1028, 1029, 1030;
Visto il decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e, in particolare l'art. 41-bis, concernente il Fondo per la progettazione definitiva ed esecutiva nelle zone a rischio sismico e per la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico;
Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190, concernente «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)», e, in particolare l'art. 1, comma 703;
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, di «Attuazione dell'art. 30, comma 9, lettere e), f) e g), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica dell'utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti»;
Vista l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile del 15 novembre 2018, n. 558 «Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Siciliana, Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano, colpito dagli eccezionali eventi meteo a partire da ottobre 2018»;
Vista la delibera del Consiglio dei ministri dell'8 novembre 2018, con la quale è stato dichiarato, per dodici mesi, lo stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio delle Regioni Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Regione Siciliana, Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano, colpito dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal giorno 2 ottobre 2018;
Viste le delibere CIPE del 10 agosto 2016, n. 26, e del 1° dicembre 2016, n. 56, che hanno destinato risorse FSC 2014-20, ai patti per lo sviluppo, stipulati dal Governo con le regioni e le città metropolitane, per finanziare interventi di mitigazione del rischio idrogeologico;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, recante «Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria», e, in particolare l'art. 24-quater;
Visto l'art. 1, comma 995, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016), che ha istituito, nel bilancio del Ministero dell'ambiente, un Fondo destinato al finanziamento degli investimenti di messa in sicurezza contro il dissesto idrogeologico;
Visto l'art. 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), che ha istituito un Fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze per il finanziamento degli investimenti e dello sviluppo infrastrutturale nel Paese;
Visto l'art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), che ha rifinanziato il predetto Fondo, e, in particolare i commi 549, 853, 1072, 1073, lettera b) e 1074;
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 221, e, in particolare l'art. 55, che ha istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015, concernente «l'individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 luglio 2016, concernente le modalità di funzionamento del Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico;
Vista la legge 11 gennaio 2018, n. 7, concernente «Misure per il coordinamento della politica spaziale e aerospaziale e disposizioni concernenti l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia spaziale italiana»;
Vista la legge 28 giugno 2016, n. 132, recante «Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale»;
Vista la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE);
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 febbraio 2019, recante l'istituzione della struttura di missione denominata «InvestItalia», di cui all'art. 1, comma 179, della legge 30 dicembre 2018, n. 145;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 febbraio 2019, recante l'istituzione della cabina di regia strategia Italia, di cui all'art. 40 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130;
Considerata la necessità di migliorare la funzionalità e l'efficacia della governance ambientale, in termini di selezione, programmazione e attuazione degli interventi;
Tenuto conto della presenza di diversi soggetti attuatori, tra i quali regioni, enti locali, commissari straordinari, autorità di bacino;
Tenuto conto delle difficoltà nella gestione delle procedure tecnico-amministrative di realizzazione degli interventi e dell'insufficiente coordinamento con i piani di assetto idrogeologico e l'azione delle autorità di bacino distrettuale;
Ritenuto pertanto necessario poter contare su un'elevata capacità e qualità della progettazione tecnica degli interventi di infrastrutture, opere e servizi ambientali in generale, di effettiva specializzazione nell'esercizio delle funzioni di stazione appaltante degli interventi programmati, di mezzi e risorse professionali adeguati e proporzionati alla dimensione qualitativa e quantitativa degli interventi da attuare;
3. Il Piano persegue la formazione di un quadro unitario, ordinato e tassonomico, concernente l'assunzione dei fabbisogni, la ripartizione relativa ai suddetti ambiti e misure di intervento; la sintesi delle risorse finanziarie disponibili; la ripartizione dei carichi operativi e il piano delle azioni; il sistema di governance e delle collaborazioni istituzionali; il cronoprogramma delle attività; i risultati attesi, anche in termini di impatti e benefici sociali ed economici, una criteriologia più referenziata, conosciuta e maggiormente trasparente di selezione degli interventi; un sistema di reporting, monitoraggio e controllo di gestione, opportunamente potenziato, anche mediante alimentazione e integrazione delle banche dati esistenti.
6. In allegato C) si prevede un documento recante linee guida in materia di semplificazione dei processi, rafforzamento organizzativo e della governance.
1. Ai fini di un tempestivo avvio e elevazione di livello di operatività, entro sessanta giorni dall'emanazione del presente decreto di approvazione del Piano, le competenti amministrazioni (Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), fatte salve le separate procedure di maggiore urgenza demandate alla competenza della protezione civile, predisporranno e sottoporranno alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Cabina di regia Strategia Italia, anche in coordinamento con la struttura di missione «InvestItalia», e al CIPE, un Piano stralcio 2019 recante elenchi settoriali di progetti e interventi infrastrutturali immediatamente eseguibili già nel 2019, aventi carattere di urgenza e indifferibilità, fino alla concorrenza di un ammontare complessivo di 3 miliardi di euro.
2. Ai fini della predisposizione del suddetto Piano stralcio 2019, in deroga al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015 (concernente l'individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico), e nelle more della riorganizzazione a scopo di efficientamento del relativo sistema ordinario di selezione e individuazione degli interventi, i suddetti elenchi sono definiti, per liste regionali, dai competenti Ministeri, mediante apposite conferenze di servizi, sulla base dei fabbisogni e delle proposte delle regioni interessate e delle province autonome, con il contributo e la partecipazione dei commissari per l'emergenza, dei commissari straordinari per il dissesto, e delle autorità di bacino distrettuale. Sono fatte salve le diverse e più urgenti procedure e modalità previste dalla vigente normativa per le emergenze demandate e gestite dal Dipartimento di protezione civile.
3. Una componente del Piano stralcio 2019 sarà costituita da una azione di sistema di supporto alla governance unitaria.
Registrato alla Corte dei conti il 18 marzo 2019
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale,reg.ne succ. n. 626
IL RIPRISTINO E LA TUTELA DELLA RISORSA AMBIENTALE
Il presente Piano individua azioni immediatamente attuabili con le risorse e con la normativa prevista a legislazione vigente ed azioni a carattere programmatico che necessitano di interventi normativi ed eventuali ulteriori coperture finanziarie.
Azione 1 - Interventi infrastrutturali ad immediata cantierabilità
Ai fini di un tempestivo avvio e elevazione di livello di operatività, entro sessanta giorni dall'approvazione del Piano, le competenti Amministrazioni (Protezione civile, Ministero dell'ambiente, Ministero delle politiche agricole e Ministero delle infrastrutture), fatte salve le separate procedure di maggiore urgenza demandate alla competenza della Protezione civile, predisporranno e sottoporranno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri- Cabina di regia Strategia Italia e al CIPE un Piano Stralcio 2019 recante elenchi settoriali di progetti e interventi infrastrutturali immediatamente eseguibili, aventi carattere di urgenza e indifferibilità, fino alla concorrenza di un ammontare complessivo di 3 miliardi di euro. Con le medesime modalità saranno sottoposte le eventuali esigenze di modifica o rimodulazione del presente Piano di azioni o degli interventi, che si renderanno necessarie a seguito delle previste verifiche periodiche di andamento, di stato delle procedure, nonché di esecuzione fisica e finanziaria delle attività e degli interventi.
Il Piano Stralcio 2019 è immediatamente esecutivo. Ai fini dell'inserimento nel suddetto Piano Stralcio 2019, i progetti e gli interventi infrastrutturali devono essere identificati dal Codice Unico di Progetto (CUP).
Ai fini della predisposizione del suddetto Piano Stralcio 2019, in deroga al DPCM 28 maggio 2015 (concernente l'individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico), e nelle more della riorganizzazione, a scopo di efficientamento del relativo sistema ordinario di selezione e individuazione degli interventi, i suddetti elenchi sono definiti, per liste regionali, dai competenti Ministeri, mediante apposite Conferenze di Servizi, sulla base dei fabbisogni e delle proposte delle Regioni interessate e delle Province autonome, con il contributo e la partecipazione dei Commissari per l'emergenza, dei Commissari straordinari per il dissesto, e delle Autorità di Bacino distrettuale. Sono fatte salve le diverse e più urgenti procedure e modalità previste dalla vigente normativa per le emergenze demandate e gestite dal Dipartimento della Protezione civile.
Una componente del Piano Stralcio 2019 sarà costituita da una Azione di Sistema di supporto alla governance unitaria nei limiti di quanto consentito dalla legislazione vigente.
MISSIONE DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE E RUOLO DI COORDINAMENTO
Il Dipartimento della Protezione civile predispone, coordina, gestisce ed attua per il tramite dei Commissari delegati, ovvero delle Province autonome e dei relativi Soggetti attuatori, con autonoma responsabilità e pronta e parallela operatività, il Sotto-Piano di Azione di Contrasto al Rischio Idrogeologico determinato da Calamità Naturali (Piano Emergenza Dissesto), concernente interventi emergenziali connessi ad eventi calamitosi di rilievo nazionale o che in ragione della loro intensità o estensione debbono, con immediatezza d'intervento, essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo.
Tale strumento è prontamente adottato sulla base della ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate, già posta in essere con le procedure definite con le Ordinanze adottate dal Capo del Dipartimento della Protezione civile.
Per il coordinamento e l'attuazione degli interventi si provvede mediante ordinanze di protezione civile, adottate in deroga ad ogni disposizione vigente, nei limiti e con le modalità indicati nella deliberazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico e delle norme dell'Unione europea. Le ordinanze sono emanate acquisita l'intesa delle Regioni e delle Province autonome territorialmente interessate e, ove rechino deroghe alle leggi vigenti, contengono l'indicazione delle principali norme a cui si intende derogare e devono essere specificamente motivate.
Il suddetto Sotto-Piano si articola nelle seguenti tipologie di interventi, nei limiti delle seguenti risorse disponibili:
Azione 3 -interventi urgenti di messa in sicurezza dei territori e delle infrastrutture di trasporto e di rete danneggiate da eventi emergenziali, finalizzati alla riduzione degli effetti degli eventi calamitosi di tipo idraulico e idrogeologico.
Interventi di messa in sicurezza e ripristino delle strutture e delle infrastrutture volti a ridurre gli effetti del rischio idrico ed idrogeologico:
° euro 347.382.242,89 per gli interventi di somma urgenza su strutture ed infrastrutture pubbliche, a valere sulle risorse stanziate per il 2019 dall'articolo 24 quater del decreto-legge n. 119 del 2018.
Referenti: Dipartimento della Protezione civile, Commissari delegati ovvero Province autonome e Soggetti attuatori.
Tempistica: entro il 7 marzo 2019 adozione del DPCM, 30 giorni per l'adozione e approvazione dei piani, 90 giorni per l'avvio degli interventi da parte dei soggetti attuatori.
Riferimento normativo: articolo 24-quater del decreto-legge n. 119 del 2018.
Misure attuative: decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Dipartimento della protezione civile, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con i Ministri competenti (Ministero dell'ambiente, Ministero delle politiche agricole), Piani dei Commissari delegati ovvero delle Province autonome. Approvazione dei Piani da parte del Dipartimento della protezione civile, avvio degli interventi da parte dei Commissari delegati o delle Province autonome e dei Soggetti attuatori.
Azione 4 - interventi per la mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico e riduzione del rischio residuo, connesso con gli eventi emergenziali, nonché di ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate, finalizzati all'aumento del livello di resilienza delle stesse
Realizzazione di interventi, strutturali e infrastrutturali urgenti, per la riduzione del rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi calamitosi, strettamente connesso all'evento e finalizzati prioritariamente alla tutela della pubblica e privata incolumità, in coerenza con gli strumenti di programmazione e pianificazione esistenti e sulla base di procedure definite con ordinanze del Capo del Dipartimento della protezione civile, cui si destinano:
• euro 177.217.757,11 ( euro 127.217.757,11 per il 2019 e euro 50.000.000,00 per il 2020 ) per gli investimenti strutturali e infrastrutturali urgenti finalizzati esclusivamente alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, nonché all'aumento del livello di resilienza delle strutture e infrastrutture, a valere sulle risorse stanziate dall'articolo 24 quater del decreto-legge n. 119 del 2018;
• euro 2.600.000.000,00 (euro 800.000.000,00 per il 2019 e euro 900.000.000,00 per il 2020 e per il 2021) per gli investimenti strutturali e infrastrutturali urgenti finalizzati esclusivamente alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, il ripristino delle strutture e infrastrutture danneggiate, nonché all'aumento del livello di resilienza delle medesime strutture e infrastrutture, a valere sulle risorse stanziate dall'articolo 1, commi 1028 e 1029, della legge n. 145/2018 - legge di bilancio 2019.
Tempistica: entro il 7 marzo 2019 adozione del DPCM, 30 giorni per l'adozione e approvazione dei piani, 90 giorni per l'avvio degli interventi da parte dei soggetti attuatori per interventi di cui all'articolo 25, lettera d), del decreto legislativo n. 1 del 2018; e 30 giorni per l'effettiva liquidazione.
Riferimento normativo: articolo 1, commi 1028 e 1029, della legge n. 145 del 2018.
Misure attuative: decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ordinanze di protezione civile.
MISSIONE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE E RUOLO DI COORDINAMENTO
Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in coerenza con il Piano Stralcio di cui alla Azione 1, provvede a elaborare il Piano operativo sul dissesto idrogeologico per l'anno 2019 a valere sulle risorse iscritte nello stato di previsione del proprio bilancio nonché, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente, delle risorse deliberate dal CIPE, proponendo eventualmente anche la modifica e rimodulazione di precedenti disposizioni e deliberazioni.
Nelle more della revisione del quadro regolatorio e delle iniziative attuative delle Linee guida di cui al seguente Allegato C e delle azioni di semplificazione di cui all'ambito di intervento 4 del presente DPCM, il Piano operativo per il 2019 è adottato con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sulla base degli interventi individuati come prioritari dai Commissari straordinari per il dissesto, in coerenza con i Piani distrettuali di bacino, non rientranti nei finanziamenti di cui all'articolo 1 comma 1028 della legge 145 del 2018.
Con riferimento alle risorse iscritte nello stato di previsione del proprio Bilancio, il Ministro dell'ambiente provvede con proprio decreto ad assegnare alle Regioni, sulla base degli indicatori di riparto di cui al DPCM 5 dicembre 2016, nonché della procedura di cui all'articolo 2, comma 2 del presente decreto, almeno il 30% delle risorse disponibili a legislazione vigente per il rapido avvio di interventi e di attività di progettazione.
Possono avere corso erogazioni di ulteriori finanziamenti per le annualità successive solo a seguito della comunicazione dei Commissari straordinari della conclusione delle progettazioni e dell'avvio degli interventi urgenti finanziati in linea con le risultanze del monitoraggio, ai sensi del decreto legislativo n. 229 del 2011.
- il quadro composito e la sintesi delle risorse finanziarie disponibili;
- l'elenco complessivo, riepilogativo o propositivo degli interventi selezionati, ovvero confermativo, modificativo o rimodulativo di quelli già previsti in precedenti Piani o Patti per lo sviluppo con le Regioni, finanziati con risorse a valere su leggi pluriennali di spesa, sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);
- il sistema di governance operativa e delle collaborazioni istituzionali;
- i risultati attesi, anche in termini di impatti e benefici sociali ed economici;
- una criteriologia più referenziata, conosciuta e maggiormente trasparente di selezione degli interventi;
- un sistema di monitoraggio, reporting e controllo di gestione, opportunamente potenziato, anche mediante alimentazione e integrazione delle banche dati esistenti.
Per la copertura finanziaria di tale piano ed interventi si provvede con le seguenti risorse previste dalle sottoelencate leggi pluriennali e con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, esposte per riassunto nel quadro finanziario di cui all'Allegato B del presente decreto approvativo, nonché, per più analitica completezza, nella seguente ricostruzione:
• Fondi di bilancio del Ministero dell'ambiente: l'art. 1, comma 995, della legge n. 208 del 2015 (Legge di Stabilità 2016 - Tabella E), ha istituito, nel bilancio del Ministero dell'ambiente, un Fondo destinato alla spesa a carattere pluriennale in conto capitale che, dall'anno 2018 all'anno 2030, prevede uno stanziamento complessivo di 1.796,4 milioni euro, per il finanziamento degli investimenti di messa in sicurezza contro il dissesto idrogeologico;
• Fondo Investimenti: l'art. 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016 (Bilancio 2017) prevede l'istituzione di un Fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze da ripartire per assicurare il finanziamento degli investimenti e dello sviluppo infrastrutturale nel Paese. Gli interventi devono rispondere a esigenze di strategicità e cantierabilità.
Ne è stato realizzato un Programma di interventi condiviso e integralmente recepito nel DPCM del 21.7.2017 che ha attribuito al Ministero dell'ambiente l'importo di 224,34 milioni euro, anch'essi destinati al completamento della
sezione programmatica individuata dal DPCM del 15.9.2015 (per interventi ricadenti nelle regioni del centro-nord).
L'articolo 1, comma 1072, della legge n. 205 del 2017 (Bilancio 2018), ha rifinanziato il citato Fondo.
Con il DPCM 28.11.2018 è stata disposta la ripartizione della nuova dotazione del Fondo il quale, per il settore di spesa "difesa del suolo, dissesto idrogeologico", stanzia (nel periodo 2018-2033) un totale di 2.111,89 milioni euro (di cui 1.492,09 milioni di euro per il Ministero dell'ambiente, 389,8 milioni di euro per il Ministero della difesa e 230 milioni di euro per la Presidenza del Consiglio dei ministri);
• La quota di 1.492,09 milioni di euro comprende anche l'importo di 1.120,5 milioni di euro di cui all'articolo 1, comma 1073, lettera b), della legge n. 205 del 2017 che ha previsto di destinare tale stanziamento al finanziamento di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle regioni del centronord. Con l'emanazione del decreto-legge n. 86 del 2018, il Ministero dell'ambiente è diventato l'amministrazione beneficiaria delle citate ulteriori risorse in materia di mitigazione del rischio idrogeologico, anch'esse articolate nel citato DPCM 28.11.2018. Il comma 1074 stabilisce che gli interventi di cui al comma 1073, lettera b), sono individuati nell'ambito di un programma nazionale approvato dal CIPE su proposta del Ministro dell'ambiente sulla base di un Accordo di Programma sottoscritto dal Ministro e dal Presidente della Regione o della Provincia Autonoma interessata.
Per la suddetta copertura finanziaria di tale piano ed interventi si provvede, in aggiunta, con le seguenti risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione:
• Piano stralcio aree metropolitane e aree urbane con alto livello di popolazione esposta a rischio alluvione, per la realizzazione di interventi, per un importo complessivo di oltre 654 milioni di euro (a cui si aggiunge un cofinanziamento regionale stimato di oltre 146 milioni di euro, comunque da verificare in sede attuativa);
• Piano Operativo Ambiente - sotto-piano "Interventi per la tutela del territorio e delle acque". Con delibera CIPE n. 55 del 1.12.2016 è stato approvato il Piano Operativo "Ambiente" FSC 2014-2020, del valore complessivo di 1900 milioni di euro. Per la parte dissesto, nell'ambito del Piano è stato individuato un programma "Piano frane ed erosione costiera" finanziato con oltre 280 milioni di euro. Il POA è stato successivamente integrato con delibera CIPE n. 99 del 2017 e con delibera CIPE n. 11 del 2018, nella quale è previsto il sotto-piano "Interventi per la tutela del territorio e delle acque" che hanno ad esso destinato ulteriori risorse (oltre 320 milioni di euro) per il finanziamento di ulteriori interventi contenuti nell'area programmatica del Piano stralcio aree metropolitane nonché interventi selezionati in base alla loro priorità su RENDIS;
• Patti per lo Sviluppo (risorse FSC 2014-20): il CIPE, con delibere n. 26/2016, n. 56/2016 e successive, ha destinato l'importo complessivo di 1.748 milioni di euro (la maggior parte a Regioni del Mezzogiorno) ai Patti per lo Sviluppo, stipulati dal Governo con le Regioni e le Città metropolitane, per finanziare interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Azione 6 - Servizi specializzati di ingegneria e fondo progettazione
Al fine di potenziare rapidamente la disponibilità quali-quantitativa di servizi specializzati di ingegneria, il Ministero dell'ambiente provvede ad assicurare una speditiva e efficace assegnazione e rendicontazione delle risorse del cd. "Fondo progettazione", istituito dall'art. 55 della legge n. 221, del 2015 (cd. "Collegato ambientale"), presso il Ministero dell'ambiente, per favorire l'avanzamento delle attività progettuali delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e provvedere a rendere le stesse speditamente cantierabili.
Nel Fondo, come previsto dal DPCM 14.7.2016, sono affluiti 100 milioni di euro assegnati dal CIPE con delibera n. 32 del 2015. Le risorse del Fondo vengono assegnate ai soggetti beneficiari-Presidenti delle Regioni in qualità di Commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico, ex art. 7, comma 2, del D.L. 12.9.2014, n. 133 (c.d. "Sblocca Italia").
RUOLO DI COORDINAMENTO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Il Ministero dell'ambiente, in collaborazione con le Autorità di bacino distrettuale, l'Istituto Superiore per la Protezione Ambientale (ISPRA) e il relativo Sistema Nazionale di Protezione Ambientale, con il Dipartimento della Protezione civile e il relativo Sistema Nazionale di Protezione civile (relativamente al sistema di allertamento), il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e l'Agenzia Spaziale Italiana, provvede:
- a mettere a punto e attuare un Programma ordinario di manutenzione del territorio nazionale, che preveda anche il coinvolgimento dei Consorzi di bonifica e enti irrigui, la cui attività, a carattere multifunzionale, è finalizzata alla prevenzione del dissesto e alla messa in sicurezza del territorio;
Referenti: Ministero dell'ambiente, Autorità di distretto, Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo
A) Istruttoria abbreviata sugli elenchi di interventi trasmessi dalle Autorità di distretto e dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo per il 2019;
B) Approvazione di ciascun programma stralcio nelle rispettive Conferenze istituzionali permanenti e predisposizione dei relativi decreti ministeriali per il trasferimento delle risorse;
- Misura 3.2: del decreto legislativo n. 152 del 2006, art. 69: Programmi interventi di manutenzione, in attuazione degli obiettivi della pianificazione di bacino dei distretti idrografici.
- ad un aggiornamento dei Piani di gestione del rischio alluvione, nei termini previsti dalla Direttiva comunitaria 2007/60;
Referenti: Ministero dell'ambiente, Autorità di bacino, ISPRA (tempo differito), Dipartimento di Protezione civile (tempo reale, relativamente al sistema di allertamento)
Riferimento normativo: direttiva 2007/60/UE e decreto legislativo n. 49 del 2010
- a mettere a sistema i Piani per l'Assetto Idrogeologico (o PAI), sulla base di linee guida o di metodologie per sistematizzare tutti gli elementi ad oggi a disposizione relativi alla stima del rischio frane e coste al fine di configurare uno scenario complessivo del rischio quale riferimento necessario per la predisposizione e attuazione del percorso di valutazione e gestione del rischio secondo gli indirizzi di livello comunitario ed internazionale;
- all'affinamento di linee guida e/o metodologie per la valutazione del rischio quantitativo e redazione di cartografie;
Referenti: Ministero dell'ambiente, Autorità di distretto, ISPRA, Dipartimento della protezione civile per la definizione degli scenari a supporto della pianificazione
Azione 12 - verifica operatività delle Autorità di bacino distrettuale
- a verificare lo stato di effettiva funzionalità e piena operatività delle Autorità di bacino distrettuale (istituite con DM 25 ottobre 2016 ai sensi dell'articolo 64 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152), e della completezza, aggiornamento, adeguatezza e messa a sistema dei Piani di gestione del rischio alluvioni (PGRA) e dei Contratti di Fiume;
Azione 13 - supporto della Comunità Scientifica, Centri di competenza e di forme di collaborazione con Organismi tecnico-scientifici
- all'aggiornamento, potenziamento e consolidamento delle basi scientifiche di informazione e conoscenza dei rischi dei cambiamenti climatici e idrogeologici ai fini di una più efficace programmazione e governo dell'ambiente e del territorio mediante:
• acquisizione del Rapporto scientifico aggiornato sulla situazione e sui rischi dei cambiamenti climatici e dissesto;
• predisposizione di una mappatura e modellizzazione delle aree a rischio, con georeferenziazione degli interventi programmati e dei loro effetti;
con il contributo del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, del sistema nazionale di protezione ambientale e di protezione civile, anche ai fini di una verifica attualizzata di coerenza e funzionalità.
Il Ministero dell'Interno provvede a predisporre un Piano Dissesto Piccoli Comuni, di contributi per interventi di messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, concernenti i Comuni fino a 20.000 abitanti; nonché nei Comuni delle zone a rischio sismico 1 e 2 per opere di progettazione definitiva ed esecutiva relativa ad interventi di miglioramento e adeguamento antisismico di immobili pubblici e messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico, al fine di garantire un pieno, coordinato e efficace utilizzo degli stanziamenti disponibili. A tali fini si potrà valutare anche un intervento normativo di omogeneizzazione delle diverse procedure attualmente previste.
La copertura di tali contributi è prevista a valere sulle seguenti risorse:
• del Fondo piccoli comuni ex art. 1, commi 107-108-109, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio 2019);
• ex comma 853 e seguenti legge n. 205 del 2017, da utilizzare anche ai fini della messa in sicurezza del territorio delle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2018, pari a 150 milioni di euro per il 2018, 300 milioni di euro per il 2019 e 400 milioni di euro per il 2020, destinate a opere di messa in sicurezza di edifici e territorio;
• ex articolo 41-bis del decreto-legge n.50 del 2017, pari a 5 milioni di euro per l'anno 2017, 25 milioni per l'anno 2018 e 30 milioni per l'anno 2019.
Al fabbisogno di contributi per interventi per i quali sono già disponibili progetti esecutivi, si provvederà d'intesa con il Dipartimento per le politiche di coesione a redigere una specifica proposta per il finanziamento con ulteriori risorse del Fondo Sviluppo e Coesione.
MISSIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI, FORESTALI E DEL TURISMO E RUOLO DI COORDINAMENTO
Il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, con il supporto del Dipartimento per le politiche di coesione, provvede a sottoporre un Piano settoriale urgente di:
Azione 15 - Piano difesa idrogeologica aree montane, agricole e forestali
- interventi di difesa del suolo e difesa idrogeologica (quali potrebbero essere gli interventi di manutenzione straordinaria che comportino il rifacimento o l'ampliamento di opere idrauliche ed idrogeologiche, nuove opere di difesa idrogeologica dei canali e corsi d'acqua, interventi di difesa dei versanti da frane e slavine e sistemazione delle aree in frana, con relativi drenaggi, ecc.), ovvero di progetti con tipologia prevalente di difesa del suolo a precipua salvaguardia del potenziale produttivo agricolo, di infrastrutture legate all'agricoltura e/o integrazione di interventi di difesa del suolo per renderli utili anche da un punto di vista agricolo.
Allo stato l'importo totale dei progetti presentati a scopi ambientali è pari a euro 1.585.754.216,56.
- miglioramento dell'efficienza degli schemi irrigui esistenti sul territorio nazionale.
Ad oggi diverse fonti sono disponibili per il finanziamento di interventi infrastrutturali per fini irrigui e plurimi.
- Programma di sviluppo rurale nazionale 2014-2020 - Sottomisura 4.3 - operazione 4.3.1- Investimenti in infrastrutture irrigue, per una dotazione di euro 291.000.000.
- Piano operativo agricoltura - Sottopiano 2 Interventi nel campo delle infrastrutture irrigue, bonifica idraulica, difesa dalle esondazioni, bacini di accumulo e programmi collegati di assistenza tecnica e consulenza, per una dotazione di 257.000.000 euro.
- Fondo infrastrutture: attraverso l'articolo 1 comma 140 della legge n. 232/2016, che ha stanziato risorse per gli anni dal 2017 fino al 2032, il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo ha finanziato investimenti infrastrutturali con finalità prevalenti legate alla prevenzione del dissesto idrogeologico e risanamento ambientale, in particolare in aree caratterizzate da problematiche diffuse e con rischio di procedure di infrazione. Con l'articolo 1, comma 1072, della legge n. 205 del 2017 (Bilancio 2018), è stato rifinanziato il citato Fondo. Con il DPCM 28.11.2018 è stata disposta la ripartizione del fondo medesimo, assegnando al Ministero delle politiche
agricole, alimentari, forestale e del turismo 107.875.361 di euro per il settore di spesa "infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione".
- Piano straordinario invasi di cui alla legge 205/2017, art. 1, comma 523: con DM 526 del 6 dicembre 2018 sono stati individuati 30 progetti in stato di progettazione definitiva ed esecutiva relativi ad invasi multiobiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili per un importo complessivo di 249.882.932,40 di euro di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.
Il Ministero per le politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, d'intesa con le Regioni e le Province autonome, promuove:
- la gestione forestale sostenibile e la diffusione di pratiche silvoambientali virtuose, sostenendo la redazione e l'aggiornamento Piani forestali di indirizzo territoriale (art. 6 comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2018 n. 34) e la redazione dei Piani di gestione forestale o di strumenti equivalenti per le proprietà singole e associate, pubbliche e private (art. 6 comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34), con priorità per estensioni forestali accorpate superiori ai 10 ettari localizzati in aree a rischio dissesto idrogeologico individuate dai Piani di bacino e distretto;
- interventi di gestione forestale sostenibile volti prioritariamente alla gestione attiva per fini di prevenzione dal dissesto idrogeologico e del rischio incendio per le proprietà pubbliche, private e collettive del bacino o distretto su cui ricadono, secondo quanto previsto dai Piani di gestione forestale o strumenti equivalenti già approvati dalla Regione o redatti con il sostegno delle misure di questa azione o dalle misure promosse dai Programmi di Sviluppo rurale regionali (PSR);
- per le aree individuate a rischio dissesto idrogeologico dai Piani di bacino e distretto, l'attuazione degli interventi e delle misure agrosilvopastorali dei Programmi di Sviluppo Rurale regionale, specificatamente volte al perseguimento degli obiettivi di contenimento del dissesto idrogeologico;
- il presidio attivo e la vigilanza impegnata del territorio con particolare attenzione alle aree collinari e montane, mediante la valorizzazione a fini attuativi dei diversi soggetti presenti sul territorio (pubblici e privati, singoli o associati).
Ad oggi diverse fonti sono disponibili per il finanziamento di interventi forestali per fini plurimi:
- Misura 8 (Sottomisura 8.1 - sostegno per l'imboschimento e la creazione di boschi, (costi di impianto e manutenzione, premio ad ettaro per i mancati redditi); 8.2 - sostegno all'allestimento di sistemi agroforestali (costi di impianto e manutenzione); 8.3 - sostegno per la prevenzione delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici; sostegno per il restauro delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici; 8.5 - sostegno per investimenti diretti ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali; 8.6 - sostegno per investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali e Misura 15 Servizi silvoclimaticiambientali e conservazione delle foreste per una dotazione di 1.352.142.432 euro per il periodo 2014-2020.
- Sotto-piano 3 Interventi nel campo della pianificazione e gestione forestale di proprietà pubbliche e private associate o consorziate, per una dotazione di 5.000.000 di euro.
- Il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, d'intesa con le Regioni e le Province autonome, predispone un Piano straordinario di recupero dei terreni abbandonati e di difesa dei boschi («Progetto-Bandiera») con:
- misure di incentivazione per i titolari della gestione delle proprietà forestali pubbliche, private e collettive, anche associate o consorziate tra loro, con priorità per le superfici accorpate superiori ai 10 ettari, che attivino azioni volte a promuovere sistemi di pagamento anche volontari, dei servizi ecosistemici generati dalle attività di gestione forestale sostenibile e dall'assunzione di specifici impegni silvo-ambientali ai sensi dell'articolo 8, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, con particolare riferimento alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla riduzione dei coefficienti di deflusso, alla prevenzione selvicolturale degli incendi boschivi;
- misure di incentivazione per proprietari pubblici e privati, anche associati o consorziati, che avvino progetti di rinaturalizzazione dei rimboschimenti artificiali realizzati con specie alloctone, o realizzino nuovi rimboschimenti permanenti di aree a rischio idrogeologico e di versanti in dissesto, ricorrendo a specie autoctone, nonché al ripristino di aree dove recenti eventi di disturbo hanno creato estesi fenomeni di sofferenza o moria di piante, anche in deroga alle vigenti norme di limitazione temporanea dei rimboschimenti per le aree percorse da incendio.
- Recupero, stagionatura e valorizzazione del legname dei tronchi abbattuti dalle intemperie.
Le tempeste ed i forti venti dello scorso mese di novembre hanno arrecato gravissimi danni al manto forestale delle Alpi e degli altipiani veneti. Si calcola che in pochissimi giorni il maltempo abbia abbattuto più di 13 milioni di alberi, in particolare conifere d'alto fusto, per un totale complessivo di 14 milioni di metri cubi.
Oltre all'incalcolabile danno all'ecosistema, risulta compromessa un'economia montana basata in maniera significativa sullo sfruttamento razionale delle foreste, mentre insufficiente appare la potenzialità delle locali segherie e luoghi di stoccaggio.
Com'è noto, il fabbisogno italiano di legno utilizzato per la carpenteria e per l'importante industria dell'arredamento viene soddisfatto solo parzialmente dalla produzione nazionale. Nel 2015 l'importazione di legname, tondo e segato, ha raggiunto i 10,34 milioni di metri cubi annui a fronte di una produzione interna di 6,46 milioni di metri cubi, per una spesa totale per l'importazione di circa 1.200 milioni di Euro.
I tronchi abbattuti dalle intemperie rappresentano quindi da una parte un danno alla coltura razionale dei boschi, dall'altra una risorsa resasi purtroppo tutta insieme disponibile e che dovrà essere comunque rapidamente recuperata, messa al sicuro e gradualmente commercializzata.
Il presupposto di questa complessa operazione è sottrarre quanto prima il legno al degrado atmosferico ed agli attacchi di funghi e parassiti. Si tratta cioè anche di individuare grandi spazi asciutti di stoccaggio per questi milioni di tronchi, in modo da garantirne la conservazione e l'eventuale stagionatura.
In molte aree interessate è presente una significativa quantità di capannoni, già ad uso industriale o commerciale, inutilizzati a causa della crisi economica o degli eventi. Su tali edifici gravano tasse come l'IMU, che l'attuale Governo si accinge a ridimensionare. Questi capannoni sembrano il posto ideale per lo stoccaggio delle enormi quantità di legname da recuperare.
Il Governo potrebbe agevolare la messa in sicurezza di un'importante risorsa quale il legname abbattuto delle nostre montagne, verificando la possibilità di proporre una misura legislativa di esonero dall'IMU dei capannoni così riutilizzati, pur lasciando ai privati la libera contrattazione, salvo comprova degli eventuali rapporti di locazione e di adeguamento dei siti.
Una prima concreta e significativa risposta alla problematica è già prevista dalla Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione civile n. 558 del 15 novembre 2018.
Nelle aree colpite da estesi danni ai boschi in conseguenza del ciclone VAIA e censiti dalle Regioni e Province autonome ai sensi dell'Ordinanza di protezione civile n. 558 del 15 novembre 2018 e successive modificazioni ed integrazioni, il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestale e del turismo, d'intesa con le Regioni e le Province autonome, individua le aree e le metodologie più idonee, per ogni area, per l'esbosco delle piante abbattute e la loro custodia, predispone all'uopo adeguate forme di incentivazione o rimborso delle spese sostenute, consentendone la messa in vendita in tempi scalari, al fine di mantenere adeguati i prezzi di mercato e valorizzarne gli usi a cascata ed evitando qualsiasi forma di sovracompensazione.
Nelle aree private della copertura forestale, di proprietà pubblica e privata, con priorità per i boschi di protezione diretta di cui all'articolo 3, comma 2, lettera r), del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, incentiva interventi di idraulica forestale e ingegneria naturalistica per la prevenzione dei fenomeni di dissesto.
Ruolo della Comunità Scientifica, Centri di competenza e di forme di collaborazione con Organismi tecnico-scientifici
Azione 20 - sistema tecnologico nazionale di gestione della informazione geografica e ambientale
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, con il Dipartimento della Protezione civile, in collaborazione con il Ministero dell'ambiente, con l'Agenzia Spaziale Italiana e con l'Ispra, perseguono, con le risorse disponibili a legislazione vigente, la realizzazione di un sistema tecnologico nazionale di gestione della informazione geografica e ambientale, mediante l'impiego delle capacità satellitari nazionali e strumenti operativi di osservazione della terra dallo spazio, con monitoraggio in continuo del territorio.
Ai suddetti fini si avvalgono anche dei servizi individuati dalle diverse comunità di utenti nell'ambito del Programma Europeo di osservazione della terra COPERNICUS. Ulteriori informazioni di tipo geografico, potranno essere reperite attraverso il Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), già utilizzato da Agea per la gestione di tutte le misure relative alla Politica agricola comune e, relativamente alla localizzazione delle infrastrutture irrigue e di bonifica, dal Sistema Informativo Nazionale per la gestione delle Risorse Idriche in Agricoltura (SIGRIAN) gestito dal CREA Politiche e Bio-economia, che raccoglie informazioni di natura gestionale, infrastrutturale e agronomica nelle aree di irrigazione collettiva (Consorzi di Bonifica, di Miglioramento fondiario ecc.) e che può consentire la localizzazione delle aree degli interventi programmati e realizzati dagli enti irrigui al fine di collegarle ai fabbisogni di intervento legati al contrasto al dissesto.
In funzione di quanto precede l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Ispra adeguano i rispettivi piani e programmi di attività, a supporto del Ministero dell'ambiente e del Dipartimento della Protezione civile, anche al fine:
? dello sfruttamento delle capacità e delle tecnologie spaziali di osservazione della terra per lo sviluppo di una infrastruttura tecnologica ambientale (ITA), basata su una più ampia e performante utilizzazione delle capacità del sistema satellitare nazionale COSMO-SKYMed, in grado di garantire prestazioni di osservazione radar ad alta risoluzione in ogni condizione di tempo, ed elevate possibilità di analisi e stime, mediante la ricerca e utilizzazione di avanzati modelli previsionali, nonché del suddetto sistema europeo COPERNICUS;
? della realizzazione di un innovativo sistema di metadati per la gestione della informazione geografica e ambientale, in attuazione della direttiva europea INSPIRE, da rendere disponibile agli enti locali, ai responsabili ai diversi livelli della pianificazione urbanistica, paesaggistica e territoriale, alle strutture di ricerca universitarie e degli enti ed organismi di ricerca, al sistema delle imprese, agli ordini professionali tecnici, e alla
cittadinanza attiva, per migliorare la completezza e la qualità dei dati a beneficio di una più accurata conoscenza e programmazione dell'ambiente e del territorio, in una prospettiva non più solo emergenziale, ma di politiche attive di più incisiva prevenzione, governo e controllo;
? dell'attuazione di un progetto iniziale di integrazione dell'archivio MAPItaly (immagini CosmoSkyMed) dell'ASI nel Geoportale Nazionale del Ministero dell'ambiente, includendo le acquisizioni in tempo reale e le elaborazioni on demand su aree ad elevata criticità per emergenza e/o monitoraggio idrogeologico, anche tramite il supporto della catena di processamento dati militare (Pratica di Mare). La piena disponibilità per il Geoportale Nazionale dell'archivio MAPItaly può garantire la continuità di osservazione interferometrica (frane, deformazioni del suolo e di manufatti) iniziata con il Piano Straordinario di Telerilevamento per aree ad elevata vulnerabilità o esposizione e ferma al 2013, consentendo di valutare eventuale estensione a tutto il territorio nazionale, così come richiesto da vari livelli della pubblica amministrazione. L'eventuale capacità di acquisizione diretta di dati a valore aggiunto (post-processati) dalla costellazione nazionale satellitare CSK consentirebbe rapida ed autonoma capacità del Ministero dell'ambiente e delle pubbliche amministrazioni coinvolte nell'osservazione diurna e notturna del territorio nazionale anche in condizioni atmosferiche sfavorevoli. La completezza del dato radar proveniente da CSK consente analisi ed osservazioni utili per le problematiche relative a frane (Monitoraggio) ed alluvioni (Valutazione dello scenario e Stima del danno). Le informazioni così acquisite saranno ulteriormente integrate con il sistema di monitoraggio e gestione dei procedimenti dell'Amministrazione in corso di sviluppo presso il Ministero dell'ambiente, consentendo così di poter compiutamente svolgere attività di geoanalisi per la corretta valutazione pre (conoscitiva) e post (monitoraggio effetti) degli interventi posti in essere;
? della realizzazione di un centro di competenza per lo sviluppo e la gestione di una specifica applicazione innovativa di carattere scientifico, satellitare e digitale, focalizzata sulla conoscenza e analisi situazionale e predittiva, a fini della verifica di coerenza, adeguata programmazione e controllo degli interventi connessi alle necessità ed urgenze del dissesto idrogeologico.
Azione 21 - Attuazione dell'Agenzia Meteorologica Nazionale, attestata sul Dipartimento di Protezione civile
Istituzione e impegno di sostegno dell'Agenzia ItaliaMeteo, ex commi 549 e ss., della legge 205 del 2017, la nuova Agenzia Nazionale per la Meteorologia e la Climatologia, e la sua migliore integrazione e messa a sistema con il nuovo Data Centre del Centro Europeo per le previsioni Meteorologiche a medio termine (ECMWF), dedicati alla gestione dei metadati ambientali, basata su una capacità di calcolo ad altissime prestazioni e sulla ricerca e utilizzazione dei più avanzati modelli predittivi. Il Centro, che ha sede a Reading, nel Regno Unito, ha deciso di trasferire la sua struttura di supercalcolo a Bologna, dove sarà operativa entro la fine del 2020.
Tale sistema contribuirà a meglio razionalizzare, organizzare e aggregare il settore meteo italiano oggi caratterizzato da competenze altamente frammentate in capo ad una moltitudine di attori pubblici a vari livelli territoriali, nonché a garantire adeguati investimenti per qualità ed omogeneità dei dati anche ai fini della prevenzione e del contrasto degli effetti del dissesto idrogeologico e dell'attivazione di misure di mitigazione/adattamento ai cambiamenti climatici.
Tra i compiti, pertanto, quello di sovrintendere al Sistema Meteo Unitario Nazionale quale misura di coordinamento degli enti italiani attualmente competenti in meteorologia per consentire di uniformare la qualità dei dati.
Saranno così massimizzate le capacità di previsioni del tempo, per riuscire ad anticipare al massimo possibile gli eventi ad alto impatto come tempeste di vento, inondazioni e ondate di calore, e consentire così ai servizi meteorologici e di emergenza nazionali di proteggere al meglio vite umane e proprietà in un clima sempre più mutevole.
In particolare sarà garantita la fornitura di dati omogenei e di elevata qualità alle "Autorità statali e regionali preposte alle funzioni di protezione civile, alla tutela della salute e dell'ambiente, alle scelte di politica agricola, nelle decisioni di rispettiva competenza, ivi comprese, in particolare, quelle da adottarsi nell'ambito del Sistema di allerta nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico, nonché per l'attuazione del piano sull'agricoltura di precisione e di misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici".
Allo stesso tempo si rende possibile rappresentare unitariamente l'Italia all'estero anche ai fini di attrarre i finanziamenti internazionali in materia, anche con l'obiettivo di razionalizzare il settore nazionale mettendo in rete le risorse già previste a legislazione vigente.
Referenti: PCM, Regioni, Comitato di Indirizzo per la Meteorologia e Climatologia
A) Approvazione dello Statuto e del regolamento dell'Agenzia ItaliaMeteo, attivazione della sede centrale dell'Agenzia.
Azione 22 - Programma di manutenzione delle reti di monitoraggio idro-meteo-clima
Individuazione delle risorse che permettano livelli omogenei e adeguati al servizio richiesto delle reti regionali e di monitoraggio nazionale idrometeoclima, sia a supporto del sistema di protezione civile che di quello ambientale, governati rispettivamente da SNPC e da SNPA.
Nel contesto si prevede, altresì, di attuare l'integrazione dei dati della Rete Agrometeorologica Nazionale, costituita dalle centraline automatiche localizzate in zone a principale vocazione agricola. Le grandezze agrometeorologiche rilevate dalle centraline RAN sono utilizzate per la ricostruzione degli eventi meteorologici (temperatura, precipitazione, umidità relativa, ecc.) e il monitoraggio della stagione agraria. I dati rilevati sono sottoposti a sistematici controlli di correttezza e consistenza fisica e meteoclimatica prima di essere archiviati nella Banca Dati Agrometeorologica Nazionale del SIAN e utilizzati per il monitoraggio agrometeorologico.
Referenti: Dipartimento della Protezione civile, SNPC, Ministero dell'ambiente, SNPA
Finanziamento, previa individuazione delle risorse finalizzate agli scopi, delle azioni finalizzate alla "crescita della resilienza" delle popolazioni, attraverso l'organizzazione di attività di formazione sui temi del rischio idrogeologico/idraulico e della sua gestione da attivare nelle Scuole e in tutti gli ambiti e ai vari livelli territoriali; promozione e realizzazione di nuove tecnologie per il miglioramento delle comunicazioni di allerta all'interno del sistema di protezione civile e che comprenda anche i cittadini.
Referenti: Dipartimento della Protezione civile (relativamente al sistema di allertamento), SNPC
Riferimento normativo: Codice di protezione civile (decreto legislativo n. 1 del 2018 e DPCM 27 febbraio 2004)
Azione 24 - Rafforzamento sorveglianza ambientale con le risorse disponibili finalizzate agli scopi a legislazione vigente
Coinvolgimento Arma dei Carabinieri (CUFAA) - Sentinelle del Territorio
Referenti: Ministero della difesa, Ministero dell'ambiente, Ministero dell'interno, Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Protezione civile, Regioni.
A) prevedere che i Carabinieri del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, specializzati in tutela dell'ambiente e degli ambienti ecosistemici, siano coinvolti, mediante appositi accordi regione per regione, in azioni di presidio del territorio, di sorveglianza delle aree a maggiore rischio idrogeologico e di verifica degli interventi finanziati. Ciò potrà avvenire tramite Accordo quadro Stato-Regioni-Comando Generale dei Carabinieri per definire le finalità, i meccanismi di attivazione, i costi e le relative coperture (per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano, l'opportunità di un coinvolgimento dei rispettivi Corpi Forestali);
B) promuovere un sistema nazionale volontario di guardia ambientale, anche mediante l'individuazione - sulla base di una rigorosa procedura di evidenza pubblica, e di requisiti particolarmente elevati - di una o più Associazioni, in
primis ambientaliste o del personale in congedo o pensionato delle Forze Armate o di Polizia, ufficialmente riconosciute e di carattere nazionale, da convenzionare con il Ministero dell'Ambiente, in Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, con l'Arma dei Carabinieri (CUFA) e con il Dipartimento della Protezione civile - per strutturare una funzione di interesse pubblico ed ausiliaria dei pubblici poteri nel settore, perciò sussidiaria e di prossimità, ma il più possibile qualificata e professionale, preordinata alla vigilanza e presidio attivi dell'ambiente, del territorio e del mare.
MISURE DI SEMPLIFICAZIONE DA REALIZZARE ANCHE CON APPOSITI INTERVENTI NORMATIVI RAFFORZAMENTO ORGANIZZATIVO E DELLA GOVERNANCE
Le competenti Amministrazioni e Dicasteri assicurano ogni opportuna misura, sul piano della iniziativa legislativa, istituzionale, amministrativa e tecnica, finalizzate a realizzare una consistente razionalizzazione organizzativa, con rafforzamento della governance, potenziamento del sistema di gestione ordinaria, e una sostanziale semplificazione dei processi, volte a favorire la massima effettività e efficacia delle azioni, informata ai criteri e requisiti, che troveranno corpo in un organico separato plesso normativo, identificati nell'apposito Allegato C), da intendersi come specifiche Linee Guida.
In via immediata, in funzione delle predette esigenze di semplificazione e in attuazione dei suddetti principi e prescrizioni, si procede in parallelo alle seguenti ulteriori Azioni:
Rendere più efficace ed efficiente il sistema RENDIS e il meccanismo di rendicontazione dei progetti, integrandolo con la Banca dati delle Pubbliche amministrazioni (BDAP) del MEF ai sensi del decreto legislativo n. 229/2011.
Referenti: Ministero dell'ambiente, Protezione civile, Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento per le politiche di coesione, Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Regioni, ISPRA
A) Semplificare i contenuti del D.P.C.M. del 28.05.2015 (Criteri di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico), prevedendo, in particolare di:
1. semplificare e velocizzare il sistema RENDIS e la procedura istruttoria;
2. coinvolgere le Autorità di Distretto fin dall'inserimento degli interventi in RENDIS per la verifica di coerenza con la pianificazione di distretto;
4. adottare criteri di premialità nell'assegnazione delle risorse;
5. definire modalità affinché le Regioni possano individuare una percentuale di interventi (ad esempio il 30%) al di fuori dell'ordine di priorità delle graduatorie di RENDIS;
6. costituire un gruppo di lavoro (tra Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dell'ambiente, Ministero dell'economia e delle finanze, ISPRA) che individui modalità e tempi per l'interazione tra RENDIS e le altre banche dati pubbliche nelle quali confluiscono informazioni identiche e/o tra esse correlate, allo scopo di disporre di uno strumento unico e onnicomprensivo e di semplificare / ridurre gli adempimenti richiesti alle Regioni.
B) Sotto l'aspetto informatico, è necessario applicare il principio di unicità dell'invio, a vantaggio delle stazioni appaltanti facendo sì che RENDIS:
1. acceda automaticamente ai dati trasmessi alla BDAP (che fanno da base dati univoca delle informazioni finanziarie e di avanzamento lavori);
2. continui a rilevare le informazioni tecniche non previste dal tracciato BDAP ai sensi del decreto legislativo n. 229/2011.
A) prevedere che una quota parte delle risorse sia destinata a coprire le spese di progettazione, a prescindere dal fondo progettazione, anche attraverso una revisione delle spese ammissibili e dei lavori ammissibili nell'ambito degli interventi da parte del Commissario che potrà condurre a possibili economie;
B) il Dipartimento per la Coesione Territoriale, in collaborazione con l'Agenzia per la Coesione, si impegna a istituire un autonomo Fondo per la progettazione per supportare le Amministrazioni nella progettazione e realizzazione degli interventi, finanziato prioritariamente attraverso le risorse del Fondo di sviluppo e coesione, al fine di sostenere, possibilmente a fondo perduto e senza vincolo di destinazione territoriale, i costi della progettazione tecnica di beni ed edifici pubblici dei progetti infrastrutturali che abbiano avuto la valutazione positiva da parte delle strutture del DPCOE, in collaborazione con i Ministeri competenti. In particolare il Fondo potrebbe finanziare progetti esecutivi relativi a interventi sul rischio idrogeologico anche in funzione della nuova programmazione 2021.2027 e/o con riprogrammazioni delle risorse attualmente assegnate ai vari Programmi e Piani finanziati con l'FSC.
Azione 27 - Snellimento delle procedure per l'attuazione degli interventi e la realizzazione delle opere
A) Al fine di garantire maggiore disponibilità finanziaria sulle Contabilità speciali (trattandosi di contabilità di cassa e non di competenza), si rende necessario impostare le delibere CIPE che disciplinano le modalità di trasferimento delle risorse FSC ai Commissari di Governo prevedendo una maggiore anticipazione iniziale (superiore all'attuale 10%) e concentrare i successivi trasferimenti in un minor numero di tranche (attualmente fino a 18), di importo maggiore, tenendo conto dello stato di avanzamento dei lavori;
B) Si prevede di riconoscere, automaticamente, a ciascuna Regione una quota fissa (il 20%) dei fondi per il dissesto definiti dall'Accordo di Programma Stato-Regioni a prescindere dalla progettazione e dalle attività, per sostenere spese connesse ad opere di manutenzione ordinaria di semplice realizzazione e scarso valore individuale (esempio: pulitura argini dei fiumi; rimozione materiali edili etc.). Tale quota verrà rendicontata dalla Regione a opere realizzate entro tempi certi: allo scadere del tempo fissato dalla legge, i fondi ritorneranno allo Stato che li potrà destinare alle Regioni più virtuose con un meccanismo di premialità.
Azione 28 - Revisione dei poteri dei Commissari straordinari per il dissesto idrogeologico anche con appositi interventi normativi
Referenti: Ministero dell'ambiente, ministero dell'economia e delle Finanza
A) Razionalizzare i poteri dei commissari previsti dalla normativa vigente (dal decretolegge n. 91 del 2014 al decreto-legge n. 133 del 2014, fino alle recenti innovazioni normative) e anticipare ogni forma di partecipazione di altre Autorità nella fase iniziale, con tempi certi e precise responsabilità attuative;
B) prevedere l'obbligatorietà della nomina di un soggetto attuatore, limitandone la scelta in un dirigente di ruolo della Regione, così da assicurare una relazione costante tra quest'ultimo e il Presidente-Commissario;
C) prevedere che il Commissario possa assumere obbligazioni giuridicamente vincolanti prescindendo dall'effettiva disponibilità di cassa, quando la copertura della spesa sia garantita da afflussi in contabilità speciale distribuiti su più esercizi.
Azione 29 - Coordinamento tecnico per l'utilizzo dei fondi per la prevenzione
A) proposta di istituzione, con apposita disposizione normativa e relativa autorizzazione di spesa, di una specifica segreteria tecnica presso il Ministero dell'ambiente, che abbia il compito di coordinare specifiche task force regionali e vigilare sull'utilizzo dei fondi, supportando le amministrazioni regionali anche nella fase di caricamento dei progetti nel sistema RENDIS.
A) Il Ministero dell'ambiente, a valere sulle risorse destinate all'Assistenza tecnica nell'ambito del Piano Operativo Ambiente FSC, di cui alle delibere CIPE n. 55 del 2016 e n. 11 del 2018, istituisce apposite task force, sul modello di quelle in procinto di essere costituite assieme alla Commissione europea, volte ad una cooperazione rafforzata per l'accelerazione degli interventi finanziati con il FESR, che potranno affiancare, ciascuna Regione che lo richieda nelle fasi di progettazione e realizzazione degli interventi, al fine di superare criticità tecnicoamministrative che dovessero eventualmente ritardare o impedire la realizzazione degli interventi, operando per il tempo strettamente necessario al superamento delle criticità;
B) Sottoscrizione di una specifica Convenzione già definita nei contenuti con la Sogesid S.p.A. ovvero l'Agenzia Nazionale per l'attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d'impresa (INVITALIA) per l'assistenza tecnica e specialistica a supporto della programmazione, della gestione e dell'attuazione del sotto-piano "Interventi per la tutela del territorio e delle acque" della competente Direzione Generale del Ministero dell'ambiente, con particolare riferimento all'attuazione degli interventi strategici di cui al settore "Mitigazione del Rischio idrogeologico e di erosione costiera";
C) Disponibilità dell'Agenzia per la Coesione a supportare le task force regionali su attuazione degli interventi finanziati attraverso FSC e FESR.
Azione 31 - Interventi Finanziati con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)
Referenti: Dipartimento Politiche per le politiche di coesione - Agenzia per la Coesione - Ministero dell'ambiente
Tempistica: attivazione entro il primo semestre del 2019, esecuzione dell'azione almeno fino al 2020
Misure attuative: Accordo di cooperazione rafforzato con Regioni del Sud (Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo) e Lazio, Liguria, Veneto, Marche
A) Definizione a breve di un accordo di cooperazione con la Commissione europea per accelerare la realizzazione degli interventi previsti nei Piani. Al riguardo sono previste una Task force centrale composta da Commissione europea, DPCOE/Agenzia per la coesione e Ministero dell'ambiente per il coordinamento e la risoluzione di criticità che coinvolgono altre amministrazioni centrali, nonché delle Unità operative coordinate dall'Agenzia per la coesione per l'assistenza in loco ai singoli Programmi, consentendo di migliorare il coordinamento e l'accelerazione degli interventi regionali finanziati attraverso l'FSC.
B) Con giusta tempestività l'Italia ha indicato alla Commissione europea come gli interventi per il contrasto al rischio idrogeologico debbano rappresentare una delle priorità da finanziare con i Fondi della nuova programmazione 2021-2027. Tale priorità è stata condivisa dalla Commissione europea e ribadita nel Country report che verrà presentato a marzo. È pertanto fondamentale iniziare a lavorare da subito sulla nuova programmazione al fine di individuare le priorità di intervento da inserire nell'Accordo di partenariato e, soprattutto, un carnet di interventi finanziabili, già in avanzato stato di progettazione e quindi in grado di produrre spesa già dal 2021.
Azione 32 - Razionalizzazione della normativa in materia di dissesto idrogeologico
Referenti: Ministero dell'ambiente e Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.
A) Analisi degli interventi del legislatore in materia di rischio idrogeologico al fine della semplificazione, attraverso anche abrogazioni esplicite, di norme inattuate o di scarsa efficacia;
B) Revisione del Codice dell'ambiente, e in particolare delle disposizioni contenute nella Terza Parte "Difesa del suolo e tutela delle acque", anche al fine di semplificare le procedure relative al finanziamento degli interventi di prevenzione del rischio idrogeologico;
C) Revisione delle disposizioni di cui al decreto-legge n. 109 del 2018, e in particolare all'articolo 40.
Referenti: Ministero dell'economia e delle finanze, Ministero dell'ambiente
Istituire negli enti pubblici territoriali la figura professionale del "Green Manager" ovvero di una professionalità preposta ad assicurare la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, scelta tra laureati nei settori ambientali (da ingegneria e scienze ambientali ad economia ambientale, agrarie e forestali), definiti da uno specifico DPCM. Tali soggetti, che assorbono anche la figura del "Mobility Manager", hanno il compito, sul territorio, di presidiare le azioni per la tutela ambientale;
L'istituzione in via sperimentale del "Green Manager" potrebbe avvenire attraverso l'utilizzo dei fondi del Ministero dell'ambiente sui cambiamenti climatici. A tali figure potrà essere richiesta una rendicontazione annuale sul risparmio ambientale posto in essere.
Azione 34 - Assicurazione contro le calamità naturali
Referenti: Ministero dell'economia e delle finanze, Protezione civile, Dipartimento della Coesione, Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo
Si dovrà verificare la fattibilità, in interlocuzione con ANIA e con altri stakeholders ed esperti di settore, sulla base di un quadro aggiornato di dati scientifici sul rischio specifico e sul suo profiling, di una assicurazione facoltativa incentivata a tutela dei rischi di danno derivanti da calamità naturali.
L'ipotesi prevede la possibilità di recuperare l'onere del premio assicurativo mediante forme di agevolazione fiscale, verificando la possibilità di ammissione a forme compatibili di cofinanziamento comunitario, eventualmente verificando la possibilità di utilizzare a copertura della misura una parte dei proventi delle aste per i permessi di emissione di anidride carbonica, che la legge destina per almeno il 50% ad azioni contro i cambiamenti del clima.
Analogo esercizio di verifica potrebbe estendersi alla possibilità di rimodulazione del carico fiscale su attività o produzioni maggiormente inquinanti.
Un riferimento comparativo può rinvenirsi nel modello di assicurazione per calamità in agricoltura basato su una soluzione di co-finanziamento europeo, con l'ipotesi di rendere lo stesso facoltativo per un periodo sperimentale, dove con una spesa annua (cofinanziata dal FEASR) di poco superiore ai 200 milioni di euro, si assicura un volume di produzione lorda vendibile di circa 7/8 miliardi di euro.
Misure di semplificazione, rafforzamento organizzativo e della governance
I seguenti criteri e requisiti si assumono a Linee Guida per le diverse e concorrenti azioni e misure, da attuarsi sul piano della iniziativa legislativa, istituzionale, amministrativa e tecnica, finalizzate a realizzare una consistente razionalizzazione organizzativa, con rafforzamento della governance, un potenziamento del sistema di gestione ordinaria e una sostanziale semplificazione dei processi:
• una nuova governance rafforzata, incentrata sul raccordo tra la Cabina di Regia Strategia Italia (partecipata dalle competenti Amministrazioni e dai Presidenti di Regione volta per volta interessati) e la competenza del Ministero dell'ambiente, in grado di promuovere una sorta di "finanza unificata", che renda più agevole l'allocazione delle risorse, più efficace l'attuazione degli interventi e il controllo dei flussi, tenendo anche conto dei contributi della Cabina di Regia Investitalia;
• un modello di selezione degli interventi basato su una piattaforma multicriteria e su una valutazione condivisa nella sede della Cabina di Regia, nonché su graduatorie a base regionale degli interventi da eseguire;
• adozione di forme di valorizzazione/penalizzazione nei confronti delle regioni, con accentuazione delle funzioni di surroga;
• rafforzamento delle responsabilità di attuazione degli interventi, mediante l'obbligo di individuazione del soggetto attuatore e la massimizzazione dei poteri derogatori e sostitutivi dei Commissari straordinari del dissesto idrogeologico, anche ai fini dell'avvalimento del supporto di società in house delle pubbliche amministrazioni per l'assistenza tecnica e amministrativa, la progettazione e i servizi di stazione appaltante;
• migliore organizzazione dell'ufficio dei commissari straordinari presso i Presidenti delle Regioni interessate, per costituire effettive condizioni di agibilità tecnica e procedurale;
• istituzione di apposite task force del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che potranno supportare i Commissari di Governo e i Soggetti Attuatori nelle fasi di programmazione, attuazione e monitoraggio degli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico, su specifiche criticità tecnico-amministrative riscontrate, che potrebbero ritardare o impedire la realizzazione degli interventi finanziati;
• nuove modalità di erogazione dei finanziamenti, attraverso le seguenti azioni:
° garantire maggiore disponibilità di cassa;
° passaggio dal sistema del rimborso a quello degli acconti garantiti, con semplificazione e riduzione delle tranches dei trasferimenti;
• unità del quadro conoscitivo per quanto riguarda il monitoraggio procedurale, fisico e finanziario dello stato di attuazione degli interventi (Big Data Room), anche a prioritario beneficio della Cabina di Regia istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri;
• maggiore omogeneizzazione e integrazione delle banche dati esistenti in grado di assicurare una programmazione e monitoraggio in continuo ex ante, in itinere e ex post, incluse quella del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, in particolare della sezione specifica per gli interventi di difesa del suolo e difesa idrogeologica (quali potrebbero essere gli interventi di manutenzione straordinaria che comportino il rifacimento o l'ampliamento di opere idrauliche ed idrogeologiche, nuove opere di difesa idrogeologica dei canali e corsi d'acqua, e del reticolo idraulico minore, interventi di difesa dei versanti da frane e slavine e sistemazione delle aree in frana, con relativi drenaggi, opere di idraulica forestale, ecc.), ovvero di progetti con tipologia prevalente di difesa del suolo a precipua salvaguardia del potenziale produttivo agricolo e forestale, di infrastrutture legate all'agricoltura, alla selvicoltura e/o integrazione di interventi di difesa del suolo per renderli utili anche da un punto di vista agrosilvopastorale.
Nell'immediato la proposta organica di semplificazione e accelerazione punta a:
• razionalizzare e rafforzare l'efficacia della governance ambientale;
• individuare e classificare i progetti finanziabili con le risorse previste a legislazione vigente, in base alla rilevanza maggiore (sopra i 5 milioni di euro) o minore, da sviluppare per ciascuna regione con vincolo di cronoprogramma credibile e relativo all'intero ciclo dell'opera;
• contemperare le necessità di urgente attuazione degli interventi di prevenzione strutturale di protezione civile, in particolare relative alle situazioni di rischio nei territori vulnerati;
• verificare l'adeguatezza e la possibilità di semplificazione delle disposizioni del D.P.C.M. 28 maggio 2015 (concernente l'individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico), tenendo anche conto della segnalazione del Dipartimento della Protezione civile volta a prevedere l'integrazione del criterio relativo al concetto di "area vulnerata". In particolare occorre migliorare il sistema di pubblicità, trasparenza e informazione sui criteri di partecipazione, selezione e risultati delle procedure di ammissione ai finanziamenti, anche tramite il sistema RENDIS;
• massimizzare i poteri derogatori e sostitutivi in capo ai Commissari, finalizzate all'accelerazione e qualificazione della spesa, responsabilizzando maggiormente l'operato, con previsione di perentori casi di decadenza o revoca dei finanziamenti, intervenendo per ottenere un ampliamento e precisazione dei poteri commissariali, mediante la previsione di una norma a carattere generale che, anche in relazione al piano straordinario, richiami la situazione di emergenza e colleghi ad essa ambito e modalità delle necessarie deroghe, in modo tale da ridurre le riserve ed incertezze di legalità e operatività nell'utilizzo dei poteri commissariali. Sicuramente le norme sono molto datate e pertanto sarebbe opportuno un intervento chiarificatorio e migliorativo delle condizioni;
• rendere più integrato, efficace, veloce e efficiente il sistema RENDIS e il meccanismo di rendicontazione dei progetti, garantendo una adeguata informazione e pubblicità agli enti legittimati o destinatari e prevedendo inoltre una reportistica dettagliata degli accordi di programma e contratti istituzionali di sviluppo anche a beneficio della competente Cabina di Regia;
• coinvolgere le Autorità di Distretto fin dall'inserimento degli interventi in RENDIS per la verifica di coerenza con la pianificazione di distretto;
• adottare oculati criteri di premialità/penalizzazione nell'assegnazione delle risorse;
• definire modalità affinché le Regioni possano motivatamente individuare una percentuale di interventi (ad esempio il 30%) al di fuori dell'ordine di priorità delle graduatorie di RENDIS, per tenere conto di particolari situazioni di disagio;
• data la criticità evidenziata di carenza di progettazione, rendere più fruibile l'attuale Fondo rotativo per la progettazione, previsto dall'articolo 55 della legge n. 221 del 2015 (Collegato Ambientale) con l'obiettivo di stimolare l'efficace avanzamento, in particolare nel Mezzogiorno, delle attività progettuali delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico, che allo stato ha una dotazione di circa 100 milioni, con previsione di un incremento significativo della quota del finanziamento da destinare ai diversi livelli progettuali, al fine di incidere concretamente sulla qualità della documentazione progettuale e sulla oculatezza della scelta e spesa per l'intervento e la riduzione del rischio varianti in corso d'opera. Nel contesto è utile prevedere anche forme di finanziamento in via di anticipazione di progettazioni che potranno realizzarsi con successivi finanziamenti, anche a valere sulle risorse FSC o della prossima programmazione europea (2021-2027) nell'ambito dell'obiettivo tematico 2 (un'Europa più verde e a basse emissioni di carbonio), compatibile con l'obiettivo di contrasto al dissesto;
• prevedere che una quota parte delle opere sia destinata a coprire le spese di progettazione, a prescindere dal fondo progettazione. Ciò implica anche una revisione delle spese ammissibili e dei lavori ammissibili nell'ambito degli interventi e/o la possibilità di prevedere una forma di finanziamento a fondo perduto;
• razionalizzare le funzioni e l'operatività di tutte le altre strutture in house, tra cui INVITALIA e SOGESID, società pubblica del Ministero dell'economia e delle finanze, in house del Ministero dell'ambiente, specializzata in interventi di bonifica, contrasto al dissesto, infrastrutture ambientali, al fine di essere centro di progettazione per conto di tutti i soggetti pubblici che ne hanno bisogno. In via sperimentale per fare fronte alla situazione emergenziale connessa al dissesto;
• prevedere una migliore definizione del rapporto e supporto delle società in house, da regolamentarsi anche sulla base di apposite Convenzioni Quadro;
• tendere ad una opportuna standardizzazione dei modelli degli Accordi di Programma previsti dal Codice dell'Ambiente e dei Contratti Istituzionali di Sviluppo di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, per rafforzare la governance, le responsabilità di effettiva attuazione, il monitoraggio e controllo esecutivo degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, in modo che siano individuati, chiaramente e nel dettaglio, i cronoprogrammi procedurali, il soggetto attuatore, le modalità di attuazione, le reciproche responsabilità e il sistema sanzionatorio. In particolare il soggetto responsabile dell'attuazione degli interventi deve essere individuato di volta in volta, di comune accordo tra le parti sottoscrittrici, tra le pubbliche amministrazioni istituzionalmente competenti ovvero nei commissari straordinari di cui all'articolo 10 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, e successive modificazioni, che potranno all'uopo avvalersi anche di società in house della pubblica amministrazione;
• il Ministero dell'ambiente, a valere sulle risorse destinate all'Assistenza tecnica nell'ambito del Piano Operativo Ambiente FSC, di cui alle Delibere CIPE n. 55/2016 e 11/2018 e su altre risorse proprie, istituisce apposite task force, incardinate presso la competente Direzione Generale, che potranno affiancare, mediante specifici accordi, ciascuna Regione che lo richieda nelle fasi di progettazione e realizzazione degli interventi;
• in tal senso il Ministero dell'ambiente potrà sottoscrivere specifica Convenzione già definita nei contenuti con la Sogesid S.p.A./ovvero l'Agenzia Nazionale per l'attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d'impresa (INVITALIA) per l'assistenza tecnica e specialistica a supporto della programmazione, gestione e attuazione del sotto piano "Interventi per la tutela del territorio e delle acque" del Ministero dell'Ambiente, con particolare riferimento all'attuazione degli interventi strategici, di cui al settore "Mitigazione del Rischio idrogeologico e di erosione costiera";
• rafforzare, anche a fini di maggiore coordinamento e verifica, l'anagrafica dei progetti, prevedendo tassativamente che gli interventi da finanziare su proposta dei Commissari Delegati di Protezione civile e quelli per il dissesto idrogeologico riportino l'indicazione dei singoli interventi tramite Codice Unico di Progetto (CUP) e classificando l'intervento come "Programma nazionale per il dissesto - prevenzione in emergenza" nell'ambito del monitoraggio BDAP. La Protezione civile accede a BDAP per le informazioni di carattere finanziario sull'avanzamento degli interventi. Inoltre, l'elenco dei progetti inseriti nel decreto deve essere riscontrato dal Ministero dell'ambiente e dalle Autorità di bacino affinché non ci siano duplicazioni di finanziamento. Tale riscontro sarà facilitato dall'integrazione tra le banche dati RENDIS - CUP - BDAP;
• migliorare l'efficienza dei programmi operativi nazionali e regionali cofinanziati dai fondi strutturali e dei patti per lo sviluppo sostenuti dal FSC, prevedendo una più efficace metodologia di coinvolgimento delle Autorità di Gestione che preveda, in caso di mancata collaborazione, forme di definanziamento del concorso finanziario nazionale;
• corredare i singoli Sotto-Piani da un allegato tecnico, redatto di concerto tra le Amministrazioni competenti, che circoscriva le aree di intervento, rediga anagrafiche di piani e progetti, stabilisca tempistiche di realizzazione attendibili, e infine possa essere oggetto di confronto e negoziato con le Regioni e gli Enti Locali;
di modo che, un obiettivo prioritario dell'allegato tecnico sarà costituito dalla rappresentazione omogenea e coordinata dei diversi livelli di intervento concepiti per la "terapia del territorio", adeguatamente georeferenziati. Spesso gli interventi per risolvere le emergenze e quelli destinati ad operazioni "ordinarie" di manutenzione e ripristino intervengono nella medesima area, ma vengono realizzati in tempi diversi e non producono quegli effetti combinati che potrebbero generare impatti più significativi, sociali ed economici. Analogamente, l'allegato dovrà contenere un capitolo dedicato ai sistemi intelligenti di osservazione e previsione delle calamità naturali e dei fenomeni di degrado e dissesto ambientale.