Source: http://www.filcams.cgil.it/category/azienda/settore-tds-l-azienda/lisola-verde-erboristerie-l-settore-tds-l-azienda/
Timestamp: 2018-05-20 16:06:24+00:00
Document Index: 120850814

Matched Legal Cases: ['art. 172', 'art.173', 'art.161', 'art.186', 'art 5', 'art 47']

Category Archives: LISOLA-VERDE-ERBORISTERIE
Ieri, 13 marzo, si è svolto a Firenze l’incontro con il titolare di Isola Verde Erboristerie, assistito dall’avvocato Marra e con la presenza del Commissario Giudiziale Dottor Turrini.
E’ stato possibile realizzare l’incontro grazie alle iniziative sindacali messe in campo nelle ultime settimane in tutti i territori e questo ci ha messo nella condizione di approfondire vari aspetti della difficile fase che sta attraversando la Società.
La presenza del Dr. Turrini, che ci ha ringraziato per la decisione di interrompere le proteste sindacali appena fissato l’incontro, ci ha consentito di attivare il canale informativo necessario ad inquadrare lo stato dell’arte:
Innanzitutto la conferma che il piano industriale di risanamento non viene valutato idoneo per l’ammissibilità del concordato; per questo da parte del Tribunale Fallimentare di Pisa si è resa necessaria la sospensione delle azioni propedeutiche allo svolgimento dell’adunanza dei creditori già fissata per aprile prossimo e la conseguente convocazione al 14.03.2018 della Società per un’udienza tecnica finalizzata a rimuovere le zone d’ombra sui dati di attività e passività forniti ai fini concordatari.
Slittano quindi i tempi per accettare il concordato , dopo la relazione del commissario secondo quanto previsto dall’art. 172 della L.F., tuttavia la conclusione della procedura non potrà oltrepassare il prossimo mese di giugno.
Gli sbocchi possibili sono ovviamente diversi, non potendosi escludere né il rischio di fallimento né la revoca dell’ammissione al concordato ex art.173 della L.F.; tuttavia l’approdo auspicabile è l’acquisizione totale o parziale del Gruppo da parte di soggetti imprenditoriali terzi, che potrebbe risultare risolutiva per il mantenimento dell’attività produttiva.
In prospettiva si profila una manifestazione di interesse parziale di acquisto e, forse proprio per facilitare la formalizzazione di tale offerta, l’attuale proprietà ha confermato che intende accelerare il piano di dismissione di 20 PdV ritenuti improduttivi.
Ovviamente nell’incontro non è si è proceduto all’individuazione dei PdV da chiudere, ma una traccia delle valutazioni aziendali si può ritrovare nel piano industriale depositato in Tribunale e che vi è stato inviato ad ottobre scorso: Quel piano, nonostante i tagli previsti, sviluppa costi di attuazione di tre/cinque milioni di euro, mentre in realtà negli ultimi sei mesi il livello del fatturato non è stato mantenuto e anzi è sceso di almeno il 25%.
A questo proposito, abbiamo chiesto di conoscere i dati relativi a rifornimento merci e rapporti con i fornitori, con le banche e con i Centri Commerciali, alle scadenze degli affitti di ramo d’azienda.
Nelle risposte, l’azienda hanno confermato che si regge sulle sue risorse perché il sistema bancario si è fermato, anzi le banche hanno provveduto a ritirare 800.000 euro dalle rimesse attive, che sono stati in parte sbloccati dopo le contestazioni del Commissario. Alcuni fornitori hanno abbandonato, mentre quelli rimasti chiedono il pagamento anticipato per rifornire la merce. Le scorte di magazzino sono comunque giudicate sufficienti. Le proprietà dei C.C. fanno pressione per l’interruzione di alcuni contratti di affitto, soprattutto dove gli affitti non sono regolarmente pagati. Infine, non sono previsti problemi per i contratti in scadenza di affitto di ramo di azienda. Su questo ultimo punto, poiché ci arrivano da alcuni territori notizie differenti, vi preghiamo di prestare attenzione ai singoli casi e richiedere incontri locali laddove si dovessero profilare rientri di porzioni aziendali già cedute in affitto.
Abbiamo inoltre sollevato il grande tema della Organizzazione del Lavoro, a partire dalla possibilità di gestire correttamente le richieste di fruizione ferie. A questo proposito sarà necessario da parte nostra e appena possibile, far predisporre il piano ferie estive per ciascun PdV, preferibilmente entro il corrente mese di marzo, prendendo a riferimento per ora le sole giornate di ferie e permessi maturati e non goduti dal 13 aprile 2017 in poi; proprietà e commissario si sono impegnati a procedere all’assunzione dei T.D. necessari per le sostituzioni e la prosecuzione dell’attività, così come già disposto per i picchi di attività a Natale o, per le 24 recenti assunzioni a tempo determinato per sopperire ad altrettante dimissioni in PdV strategici.
Il commissario ha confermato la valutazione del Tribunale di considerare bloccati -ed esigibili solo all’interno della procedura concordataria-, i crediti da lavoro maturati prima del 13.4.2017, nonostante la costanza del rapporto di lavoro e le scadenze di pagamento naturali successive all’apertura della procedura.
Come sapete, sul punto la valutazione sindacale è differente, ma in ogni caso, per garantire il corretto pagamento delle due mezze mensilità e dei ratei differiti non ancora erogati, occorrerà inserire nel piano concordatario uno specifico strumento di protezione.
E’ stato inoltre confermato che i versamenti ai fondi contrattuali non sono regolari per carenza di liquidità, per questo nei territori in cui si sono verificati casi di spese sanitarie non rimborsate, va proposto ai dipendenti l’inoltro di richiesta per il pagamento diretto da parte della società.
Nel ringraziare ancora lavoratori, lavoratrici e strutture territoriali che con il lavoro preparatorio hanno consentito di sbloccare la situazione di stallo determinatasi, proponiamo un’ulteriore fase di informazione ai dipendenti sulle notizie ricevute.
Il prossimo incontro è fissato al 9 maggio p.v. , riservandoci di fornirvi eventuali aggiornamenti che dovessero intervenire nel frattempo, sia sull’udienza prevista per la data odierna e sia sul bilancio 2017.
Il 13 .02.2018 si è tenuto, in modalità video conferenza, il Coordinamento unitario dei delegati di Isola Verde Erboristerie e delle strutture territoriali interessate. Il confronto si è reso necessario per decidere le iniziative sindacali da intraprendere a seguito dell’atteggiamento della proprietà e del commissario giudiziale, indisponibili ad incontrare le Organizzazioni Sindacali, nonostante i ripetuti solleciti. I lavoratori e le Organizzazioni Sindacali che li rappresentano infatti, sono stati lasciati per mesi senza informazioni su Organizzazione del Lavoro, piano ferie, pagamento delle spettanze pregresse, versamenti ai fondi contrattuali. Ad ottobre dello scorso anno, inoltre, è stato presentato al Tribunale Fallimentare di Pisa un Piano Industriale caratterizzato da scarsa attendibilità sulla possibilità di reperire gli oltre 17 MLN di euro di sbilancio riconosciuto, e da scarsa trasparenza sul ridimensionamento dell’occupazione, visto che, tra le pieghe, si prevedeva la chiusura di 18 PdV .Su tale Piano non è stato mai possibile aprire un tavolo di confronto; gli ultimi incontri si sono tenuti su convocazione dell’Ufficio Collocamento di Pisa e, va sottolineato con soddisfazione, si sono conclusi con ottimo risultato della revoca della Procedura di mobilità aperta in forme improprie per il personale impiegato di sede.
Durante lo svolgimento del Coordinamento siamo venuti a conoscenza di una comunicazione a firma del commissario giudiziale indirizzata ai creditori, che dava notizia dello slittamento a data da destinarsi dell’adunanza dei creditori prevista per il 19.04.2018 e della convocazione in Tribunale della Società Isola Verde Erboristerie per il 14.03.2018, a seguito di una valutazione negativa da parte del Tribunale, del Piano di rilancio presentato, confermando di fatto il nostro giudizio. Questo nuovo scenario presenta aspetti preoccupanti per il mantenimento dell’attività produttiva e rende ancora più grave la posizione assenteista della proprietà rispetto al confronto con le parti sociali.
Abbiamo dunque valutato unitariamente che si desse alla società una risposta sindacale per sollecitare l’apertura di un tavolo, utilizzando i nostri strumenti canonici:
·L’indizione dello stato di agitazione, che verrà comunicato oggi dal livello nazionale alla società con il blocco del lavoro straordinario o supplementare, del cambio turno, del riposo compensativo o retribuito.
·Un piano di assemblee per informare i lavoratori, nelle forme più adeguate al territorio, ad esempio aggregando più PdV e utilizzando le sedi sindacali.
La situazione è molto delicata e può precipitare in breve tempo, mettendo a rischio l’occupazione di tutto il personale.
Vi preghiamo pertanto di darne puntuale informazione ai dipendenti, comunicando alle strutture nazionali il calendario delle assemblee territoriali e l’adesione alle iniziative sindacali, per ridare voce ai diritti di chi lavora.
Oggetto: Isola Verde Erboristeria – circolare esito incontro 19 ottobre
In data 19 ottobre u.s. si è tenuto l’incontro richiesto dal Centro per l’Impiego di Pisa alle OO.SS. di categoria e alla Società ISOLA VERDE ERBORISTERIA, sulla procedura di mobilità per 24 lavoratori della sede amministrativa, aperta il 26 luglio 2017 e giudicata illegittima dalla OO.SS..
Il confronto si è concluso con l’accordo allegato che prevede la revoca della procedura stessa e l’impegno delle parti, a sottoscrivere un contratto di solidarietà difensivo a tutela dell’occupazione.
Vi terremo informati degli sviluppo della ripresa del confronto con la Società.
L'Isola Verde Erboristeria-Verb19.10.2017.pdf
Oggetto: Report L’Isola Verde Erboristerie 23.06.2017
Nella giornata del 23 giugno scorso si è tenuto a Firenze l’incontro con la proprietà de L’Isola Verde Erboristerie per fare il punto sulla situazione aziendale dopo il ricorso alla procedura di amministrazione controllata.
La Società, su richiesta sindacale, aveva fornito informazioni sul bilancio aziendale attraverso le note esplicative del bilancio 2016 di Isola Verde Erboristerie, ma non delle aziende collegate.
Sui dati forniti sono state avanzate, da parte nostra, richieste di chiarimenti o integrazioni su vari punti: non essendo presente alla riunione il commercialista che ha redatto il documento, le risposte non sono ancora state date.
Non è stato possibile chiarire gli aspetti relativi al pagamento delle due mezze mensilità arretrate di marzo e aprile o delle spettanze di fine rapporto per chi la lasciato il lavoro, poiché era assente anche il Commissario Giudiziale.
La Società ha informato che sono state avviate le assunzioni a Tempo Determinato per le sostituzioni indispensabili , che verrà stabilizzata la data di pagamento della retribuzione al giorno 10 del mese successivo e che verrà erogata la 14° mensilità alle scadenze contrattuali, ma conteggiata fino ai ratei di aprile, data di inizio della procedura di amministrazione controllata: anche questo è un argomento da affrontare con il Commissario Giudiziale.
Poiché il piano di salvataggio industriale dovrebbe essere presentato nella seconda metà di luglio, come OO.SS. abbiamo dato disponibilità a riprendere il confronto nell’ultima settimana di luglio a Bologna e siamo in attesa di conferma da parte aziendale, che speriamo sia finalmente presente in tutte le articolazioni necessarie.
In attesa di aggiornarvi sulle indicazioni per il prossimo incontro, inviamo fraterni saluti.
Il giorno 11 maggio 2017 si è tenuto l’incontro con la società L’Isola Verde che avevamo richiesto a seguito della comunicazione aziendale di apertura di procedura di concordato preventivo.
All’incontro, al quale ha partecipato una numerosa delegazione di RSA e funzionari territoriali, era presente il titolare della Società Franco Fontanelli, che ha esposto i motivi per i quali, secondo la valutazione aziendale, la società ha dovuto far ricorso, ex art.161 comma 6° della Legge Fallimentare, alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale, come previsto dall’art.186 della citata legge.
Nella sua esposizione Fontanelli ha ricordato l’appesantimento dei costi all’atto della non concessione del Contratto di Solidarietà che doveva seguire le stabilizzazioni.
La crisi generale e i costi del credito hanno aggiunto altra sofferenza; in ogni caso l’accelerazione degli eventi è stata determinata dal pignoramento richiesto da un creditore che ha innescato il blocco dei conti bancari e il conseguente stato di insolvenza.
Il concordato depositato il 13 aprile scorso è un concordato con riserva, per cui al momento non è stata consegnata tutta la documentazione attestante la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica.
Noi abbiamo necessità di verificare ed approfondire le condizioni effettive della società ben prima degli almeno 60 giorni che la normativa consente per il deposito in Tribunale, ed avendo rilevato ritardi ed omissioni nei confronti precedentemente effettuati, abbiamo richiesto l’invio di una serie di documenti, tra i quali i bilanci dell’ultimo triennio comprensivo del 2016 ed il piano concordatario che potrebbe contenere una proposta di acquisto e/o affitto da parte di un soggetto terzo.
La società ritiene infatti possibile evitare la chiusura dell’attività, ma ad ora gli elementi conoscitivi sono insufficienti a formulare una valutazione attendibile.
Per la gestione della contingenza c’è da registrare che i contratti di affitto di alcuni PdV in scadenza sono bloccati; inoltre c’è l’impegno della società ad erogare almeno il 50% della retribuzione di aprile a metà maggio (in anticipo rispetto alle cadenze abituali), mentre non si è esposta rispetto al pagamento della seconda tranche di aprile, né per il recupero del 50% mancante della mensilità di marzo, né per le spettanze di fine rapporto per i lavoratori dimessi; per questi ha rinviato alla valutazione del commissario giudiziale nominato dal Tribunale che, su nostra richiesta, dovrebbe essere presente ai prossimi incontri.
Rispetto alla ripresa del confronto, se non ci saranno nel frattempo novità significative, il prossimo incontro è fissato per il giorno 8 giugno a Bologna, in sede da definire.
L Isola VerdeErboristerie-VerbAcc30-03-2017-.pdf
Il giorno 05/10/2016 si è concluso il confronto con la società Isola Verde sulla procedura di mobilità.
Per il personale di sede si è fatto ricorso al Contratto di Solidarietà difensivo da applicarsi a tutti i lavoratori, con esclusione dei part time pari o inferiori alle 18 ore settimanali, nella misura media che non può superare il 30%, con articolazione della riduzione d’orario da concordare con le RSA e le OO.SS. territoriali.
Resta fermo il diritto dei lavoratori di sede con il profilo professionale individuato come eccedente nella procedura ex L. 223/91, di accedere alla mobilità con l’esclusivo criterio della non opposizione al licenziamento.
La stessa possibilità riguarda il personale addetto ai punti di Vendita chiusi, con le tempistiche e le modalità che troverete specificate nell’accordo.
Anche il personale dei Punti Vendita aperti se interessato potrà richiedere, entro il limite degli esuberi dichiarati e valutate le esigenze organizzative, la messa in mobilità.
La Società ha messo a disposizione dei lavoratori in uscita volontaria un incentivo all’esodo pari a tre mensilità lorde, di cui una soltanto sarà erogata al momento della sottoscrizione della transazione individuale; per il pagamento di tutte le altre spettanze di competenza, rinviamo alle modalità descritte nell’accordo.
Nel caso in cui le adesioni volontarie alla mobilità siano inferiori agli esuberi dichiarati, le proposte aziendali di ricollocazione del personale dei PdV chiusi andranno verificate in appositi incontri territoriali.
Nei prossimi mesi avvieremo ulteriori incontri per monitorare l’andamento aziendale generale ed i progetti di consolidamento e sviluppo.
Accordo mobilità e Cds
L'Isola Verde-Verbale di accordo_05.10.2016.pdf
Roma 04.05.16
Il 20 aprile u.s. si è tenuto il confronto unitario richiesto alla Società Isola Verde per effettuare la verifica degli accordi sindacali e degli ammortizzatori sociali in essere e per esaminare l’andamento del piano di risanamento aziendale.
CHIUSURE, CIGS, REPȆCHAGE
La Società ha confermato le chiusure dei PdV già comunicate nel corso degli ultimi mesi, dichiarando che non intende procedere nella chiusura dei pdv di Guidonia, Galliate, Borgo Manero e Vicenza, che si stanno svolgendo ancora valutazioni sui pdv di Megalò/ CH, di Pradamano/UD, che probabilmente chiuderanno, e di Civitavecchia, in cui l’orientamento è invece quello di proseguire l’attività.
L’azienda ha nel contempo annunciato che sta elaborando il piano di formazione per i lavoratori sospesi in CIGS, nel rispetto degli accordi sindacali del 5 agosto 2015. Il piano, che verrà finanziato con risorse Fondimpresa, sarà sottoposto alle rappresentanze sindacali per la condivisione. Abbiamo concordato che la condivisione avverrà tramite confronto con le RSA coinvolte dalle chiusure, e quindi destinatarie del piano.
Abbiamo condiviso che, essendo praticamente conclusa la fase delle chiusure, è il momento di dare seguito alle intese relative al repêchage.
Come ricorderete, come OO.SS. avevamo chiesto di attivare il ripescaggio del personale in CIGS solo al termine delle chiusure, in modo da garantire pari opportunità di ricollocazione a tutta la platea di lavoratori coinvolti.
I primi lavoratori a cui andrà proposta la ricollocazione saranno quelli il cui punto vendita chiuso si trova nell’ambito dei 50 km dei pdv ancora aperti. Fermo restando che l’azienda applicherà i criteri previsti dall’accordo, abbiamo chiesto che preventivamente si svolgano degli incontri territoriali per meglio gestire il processo.
L’azienda ha confermato la sua disponibilità a procedere in tal senso, per tanto vi invitiamo a inoltrare le richieste di incontro e ad attivarvi per comprendere gli orientamenti dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte.
Successivamente alla definizione dei confronti regionali, la Società comunicherà le disponibilità residue ai lavoratori sospesi collocati oltre i 50 Km dalla residenza o fuori Regione. Per facilitare questo processo, l’azienda chiederà ai lavoratori di esprimere le proprie disponibilità sui punti vendita aperti.
SITUAZIONE AZIENDALE E GESTIONE ACCORDO DI SECONDO LIVELLO
L’attuale rete commerciale conta 70 punti vendita, altrettanti sono quelli affiliati.
Nell’ottica della razionalizzazione dei costi, sono stati ricontrattati e ridotti 40 contratti di affitto di sedi, oltre alla revisione di rapporti con i fornitori, a partire dai gestori telefonici.
Tuttavia, a fronte di volumi complessivi in crescita di vendita e fatturato del settore parafarmacie e prodotti naturali, -secondo la stima fornita dai responsabili dei Centri Commerciali e riportata dalla Società- i riflessi attesi sull’azienda non ci sono stati a causa dell’allargamento dell’offerta di mercato.
Di conseguenza nel biennio è cresciuta l’esposizione bancaria in rapporto al fatturato e si sono resi necessari interventi finanziari della proprietà per ridurne l’impatto.
La Società dunque vede la situazione complessiva permanere abbastanza critica e ritiene di intervenire favorendo la vendita dei prodotti diretti, che garantiscono maggior margine di utile.
Per questo progetto occorre riconvertire e valorizzare la professionalità, con interventi formativi specifici.
Come Organizzazioni Sindacali abbiamo chiesto che ci sia un confronto sulle iniziative formative da intraprendere e che si sfruttino le opportunità della formazione finanziata.
Per quanto riguarda la gestione dell’accordo di secondo livello, la Società si è impegnata ad inviare i dati sulle ore supplementari, suddivisi per PdV e per persona sui quali sarà possibile svolgere le opportune verifiche. Abbiamo chiesto che vengano inviate anche le informazioni relative all’utilizzo del lavoro con voucher.
Abbiamo riportato le numerose criticità riscontrate in busta paga, soprattutto riferite alla visibilità dei Rol maturati negli anni pregressi o delle festività e al conteggio delle domeniche collegato alle maggiorazioni previste dall’accordo di secondo livello.
La società ha dichiarato che tali problematiche sono emerse dal passaggio dell’elaborazione delle buste a una ditta esterna. Nel passaggio tutti i contatori sono stati azzerati, ma la Società si è impegnata a ripristinare i contatori correttamente, chiedendo nel contempo ai lavoratori di segnalare in modo dettagliato le problematiche riscontrate.
Non appena in possesso dei dati richiesti, vi verranno trasmessi.
Concetta Di Francesco e Luca De Zolt
vi inoltriamo l’accordo di gestione dei ripescaggi dalla CIGS sottoscritto con Isola Verde Erboristerie.
L’accordo pone alcune regole sui ripescaggi definitivi e temporanei, questi ultimi solo per periodi superiori ai due mesi.
Si afferma il principio per cui tutti i lavoratori dei negozi in chiusura devono poter concorrere ai ripescaggi, a prescindere dalle date di chiusura, adottando i criteri di leggi art 5 legge 223/91 con priorità all’anzianità aziendale.
In riferimento a quest’ultima, si terrà conto, come da nostra richiesta, anche dei periodi in associazione in partecipazione.
Per quanto riguarda il tema delle qualifiche professionali, che l’azienda voleva porre come criterio di scelta, il tema e stato demandando a un confronto sui singoli casi che verranno posti dalla società.
Vi segnaliamo nel contempo che nei negozi si stanno registrando difficoltà nella gestione del picco natalizio: raccomandiamo di dare indicazione a tutti i lavoratori e lavoratrici di segnare tutte le ore di straordinario/supplementare e di darne comunicazione all’Ufficio del Personale, ricordando che la deroga sul riconoscimento del lavoro supplementare comprende un massimo di 2 ore a lavoratore a settimana.
Vi informiamo inoltre che la società ci ha informato per vie brevi che le tredicesime mensilità sono in pagamento in queste ore.
ISOLA VERDE ERBORISTERIE - accordo repechage.pdf
ISOLA VERDE ERBORISTERIE_verb 24 nov 2015.pdf
accordo cigs isola verde.pdf
Si è tenuto il 20 luglio il secondo incontro con la società Isola Verde Erboristerie nell’ambito della procedura 223/91 avviata dalla società.
Abbiamo chiesto in prima battuta se fossero stati effettuati gli approfondimenti relativi alla nostra richiesta di utilizzo della cassa integrazione straordinaria per mitigare l’effetto delle chiusure.
I consulenti aziendali hanno dichiarato che permangono ancora alcuni dubbi dal punto di vista tecnico e che esiste un problema di costi legati alla cassa integrazione, rinnovando quindi la richiesta di ridurre il costo del lavoro e collegandola alla concessione della cigs.
Abbiamo risposto che non possiamo accettare una logica per la quale l’ammortizzatore sociale viene pagato dai lavoratori, considerando anche il considerevole risparmio che l’azienda avrebbe in caso di accordo sulla procedura di mobilità.
Inoltre abbiamo chiesto che vengano sanati quanto prima i dubbi relativi alla possibilità di richiesta della cassa, condividendo che non possa esserci un’invalidazione successiva che aggraverebbe la tenuta economica già compromessa.
Partendo dal presupposto che la cassa integrazione possa essere attivata, abbiamo avviato il confronto sui criteri di utilizzo, che prevederanno al cassa a zero ore per i lavoratori appartenenti ai negozi in chiusura e un accordo di gestione degli esuberi che consenta il richiamo tempo determinato e definitivo dei lavoratori in cigs secondo criteri condivisi.
Abbiamo anche chiesto che l’azienda anticipi il trattamento di integrazione salariale, richiesta che è stata respinta. L’azienda ha dato invece disponibilità ad anticipare quote del tfr nel periodo dei attesa tra la concessione e la decretazione.
A fronte delle insistenze dell’azienda relativamente alla necessità di recuperare i costi dell’ammortizzatore sociale, abbiamo chiesto innanzitutto una quantificazione precisa degli stessi.
Abbiamo poi cercato di spostare l’attenzione sul tema dell’organizzazione del lavoro e della sostenibilità dell’azienda sul lungo termine, affermando che possiamo ragionare di soluzioni atte a contenere il costo del lavoro solo a fronte di un percorso che preveda, al termine dello stesso, una sostenibilità dei punti vendita nel pieno rispetto del contratto nazionale.
Su queste basi abbiamo deciso di aggiornare al confronto in sede ministeriale.
Per facilitare la convocazione in tempi certi e visto l’approssimarsi della pausa estiva, abbiamo sottoscritto un verbale di mancato accordo, collegato a un verbale a latere in cui l’azienda si impegna comunque a riconoscere la retribuzione per tutta la durata della procedura anche in caso di mancato accordo in sede amministrativa.
Infine abbiamo ribadito la richiesta di avere dati sui conti economici dei negozi in chiusura.
L'isola Verde Erboristerie_verb di mancato accordo +verb a latere_20-07-2015.pdf
Il giorno 27 aprile abbiamo incontrato la società Isola Verde Erboristerie al fine di proseguire il confronto sulle problematiche denunciate dalla società e sul piano di riduzione dei costi proposto dalla stessa.
La società ha confermato i punti essenziali del piano, che comprende alcune chiusure (circa 20), un numero cospicuo di pdv che verranno ceduti tramite affitti di rami di azienda e un pacchetto di deroghe al contratto nazionale (quattordicesima mensilità, maggiorazioni supplementari e straordinario, clausole elastiche e flessibili, maggiorazioni lavoro domenicale e festivo, maturazione rol, scatti di anzianità, qualifiche di livello).
Abbiamo ribadito la difficoltà di affrontare un piano così articolato, anche in rapporto alla panoramica contrattuale, riportando l’orientamento emerso dalla consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici che, pur esprimendo preoccupazione per la situazione, ritengono troppo onerose le richieste aziendali a fronte della debolezza degli impegni in ordine alla tenuta occupazionale e sul piano industriale.
Abbiamo quindi cercato di comprendere se ci fossero i margini per maggiori impegni da parte dell’azienda rispetto al mantenimento del livello occupazionale del perimetro attuale di Isola Verde Erboristerie, chiedendo la sottoscrizione di un impegno forte sull’impegno a ricollocare gli esuberi di negozi in chiusura e sul mantenimento dei posti di lavoro per tutta la durata dell’accordo.
Abbiamo inoltre chiesto di ridurre le richieste di deroghe, effettuando anche un approfondimento rispetto a quali fossero le disponibilità aziendali in questo senso.
La società ha espresso una disponibilità a prendere maggiori impegni sugli esuberi dei punti vendita in chiusura, pur riaffermando che sarà necessaria di una mobilità per parte del personale e prospettando che le chiusure future non potranno sempre prevedere meccanismi di ricollocazione.
Inoltre la disponibilità dell’azienda a ridurre le richieste sulle deroghe è limitata ad alcune voci.
L’azienda ha anche aggiunto ulteriori richieste relative ai rati di quattordicesima già maturati, che, per problemi di cassa, ci è stato chiesto possano essere rateizzati, a fronte di una diminuzione della deroga sulla quattordicesima da 24 mesi a 18.
Il confronto si è quindi fermato vista l’impossibilità di trovare elementi comuni di intesa allo stato dell’arte, con l’impegno a un aggiornamento futuro.
Come OO.SS. abbiamo ribadito che rimane centrale il tema della fiducia nei confronti dell’azienda e delle scelte del management: dopo il percorso di stabilizzazione, sono mancate le occasioni di confronto necessarie e non si è vista una capacità di affrontare i problemi sia sull’organizzazione del lavoro che sulle carenze gestionali.
Abbiamo quindi sottolineato che l’uniformità dell’applicazione del CCNL e l’avverarsi degli impegni sulla ricapitalizzazione, oltre che la condotta dell’azienda sulle cessione di ramo annunciate, rappresenteranno per noi un banco di prova per testare una rinnovata affidabilità.
Abbiamo quindi fissato il Coordinamento Nazionale Filcams per il giorno 5 maggio 2015 alle ore 14.30 presso sala Filcams Nazionale, via Leopoldo Serra 31 – Roma.
Per eventuale supporto tecnico relativo al sistema di videoconferenza vi preghiamo di contattare in Filcams Nazionale Fabrizio Amoretti (Tel. 06/58393150).
Si è tenuto il 16 aprile u.s. un incontro con la società Isola Verde Erboristerie inerente le problematiche occupazionali derivanti dalla situazione di crisi della società.
Come ricorderete, parte dei problemi economici registrati derivano dal mancato riconoscimento da parte del Ministero del Lavoro dello strumento individuato nell’accordo di stabilizzazione degli associati in partecipazione sottoscritto nel 2012, che prevedeva l’utilizzo della solidarietà espansiva.
Ad oggi la società denuncia una perdita di fatturato consistente che ha azzerato il capitale sociale, una forte esposizione debitoria e una sofferenza di cassa.
La situazione è compressa al punto che, in assenza di una ricapitalizzazione, la società dichiara di dover procedere a una procedura concorsuale.
La ricapitalizzazione da parte della proprietà è subordinata all’approvazione di un piano industriale che comprende una serie di modifiche nel modello di business, illustrate nel corso dell’incontro del 16 aprile e negli incontri dell’11 e 23 febbraio 2015, e un considerevole risparmio sul costo del lavoro.
La società intende procedere nella chiusura di circa 20 punti vendita sui quali le iniziative di riduzione dei costi fissi si sono rivelate insufficienti e gli interventi sul costo del lavoro non sarebbero utile al recupero di redditività.
Sono previsti anche interventi sulla sede di Vico Pisano, su cui è già partito un confronto a livello territoriale.
La società ha inoltre fornito ulteriori dettagli sulle cessione di ramo già annunciate, che si configureranno come affitti triennali ex art 47 legge 428/90, e riguarderanno circa 10 punti vendita sui quali sono pervenute richieste di gestione diretta da parte delle lavoratrici ivi impiegate, 8-9 pdv collocati nelle provincie di Firenze, Pistoia e Pisa che passerebbero a un unico gestore, 3 pdv a Torino e 3 a Pontedera che passeranno a due gestori.
La rete commerciale Isola Verde Erboristerie al termine di queste operazioni si comporrà di circa 90 pdv.
Inoltre la società ha ribadito la richiesta, al fine di procedere nella ricapitalizzazione e di scongiurare la chiusura di altri pdv, di procedere con una serie di deroghe contrattuali che conducano a un contenimento del costo del lavoro derivato dalla stabilizzazione.
Le deroghe richieste sono inerenti la quattordicesima mensilità, la maggiorazione dell’orario straordinario e supplementare, la maggiorazione del lavoro domenicale e festivo, gli scatti di anzianità, le progressioni di livello previste dal CCNL (da 5° a 4°), la maturazione dei ROL per i nuovi assunti come da contratto separato del 2011. Tali deroghe avrebbero una durata di due anni.
Abbiamo ribadito la difficoltà di affrontare tali richieste nel panorama contrattuale attuale, considerando che alcune di queste richieste sono state avanzate su numerosi tavoli di trattativa aperti.
Le nostre organizzazioni sindacali sono disponibili a un confronto su questi temi solo alla luce del percorso di stabilizzazione e quindi della specificità della storia aziendale.
Le condizioni per procedere sono però vincolate a un forte consenso da parte delle lavoratrici e dei lavoratori e un’unitarietà del tavolo sindacale.
Abbiamo chiesto pertanto di poter svolgere delle assemblee in tutti i pdv nel corso della prossima settimana per raccogliere un orientamento da parte dei lavoratori.
Le assemblee si potranno svolgere durante l’orario di lavoro, senza procedere alla chiusura del pdv, oppure in orario extra-lavorativo con il riconoscimento delle ore di assemblea.
Pur rimettendo le nostre decisioni al mandato che ci daranno i lavoratori, abbiamo chiesto che oltre a tentare di ridurre le pesanti richieste economiche, l’eventuale raggiungimento di un accordo sia utile a introdurre dei meccanismi virtuosi sul piano dell’organizzazione del lavoro e sul confronto sindacale, che sono stati gli aspetti più difficili negli ultimi due anni.
Nel confronto preliminare che abbiamo svolto, abbiamo proposto di legare le deroghe relative alle maggiorazioni dello straordinario e del supplementare a un numero limitato di ore, commisurato sulle esigenze del negozio, costruendo le basi per un aumento dei parametri orari dei part time al termine del percorso di salvataggio dell’azienda.
Similmente abbiamo proposto che le deroghe sulle maggiorazioni domenicali siano legate ad accordi di rotazione con la previsione di un numero minimo di domeniche libere per ciascun lavoratore.
Abbiamo inoltre sottolineato come tali interventi dovranno essere orientati a una diminuzione della flessibilità, oggi selvaggia, e a forme di programmazione che aumentino il livello di conciliazione tra tempi di vita e lavoro.
Abbiamo inoltre chiesto che l’eventuale accordo includa l’estensione dei diritti sindacali e l’agibilità sindacali a tutti i pdv attualmente nel perimetro al fine di proseguire il confronto sul piano industriale a questo livello.
Tale meccanismo deve anche essere utile a gestire i problemi occupazionali nei negozi ceduti e a ridurre l’impatto occupazionale delle chiusure.
La società ha dato disponibilità ad accogliere le nostre richieste in caso di raggiungimento di un accordo.
Vi invitiamo pertanto a realizzare le assemblee con i lavoratori e le lavoratrici al fine di comprendere quale sia l’orientamento da assumere.
I tempi della ricapitalizzazione, che dovrebbe avvenire entro il 30 aprile, ci consentano tempi limitatissimi.
Il prossimo incontro è fissato per lunedì 27 aprile alle ore 14, presso la sede della Fisascat CISL in via dei Mille 56, Roma. L’incontro sarà preceduto, a partire dalle ore 11, nella stessa sede, dal coordinamento delle strutture e dei delegati, che raccoglierà l’esito delle assemblee.
i è tenuto il giorno 11 febbraio u.s. l’incontro con la società Isola Verde Erboristerie utile al proseguo del confronto iniziato il 6 febbraio.
La società ci ha illustrato i dati economici del 2014, non ancora definitivi, che prevedono una chiusura negativa sul conto economico di quasi 2 milioni di euro.
Il piano industriale proposto dall’azienda prevede un azzeramento del passivo di bilancio nel 2016, con un intervento di ricapitalizzazione iniziale di 2 milioni di euro nel 2015 e di 1 milione nel 2016 (stima).
Il piano si basa su prospettive di crescita dei ricavi molto moderate e su una pesante riduzione dei costi.
L’aumento dei ricavi si basa sull’implementazione del canale parafarmacie (presso le quali si vendono prodotti Isola Verde) e sulla cessione di un’importante quota di punti vendita a terzi. I punti vendita che dovrebbero passare a terzi in franchising sarebbero 20 nel 2015 e 10 nel 2016.
L’azione di recupero della redditività prevede anche 5 chiusure, 3 nel 2015 e 2 nel 2016.
Secondo la società, che non ci ha fornito un elenco dei punti vendita in chiusura e cessione, le chiusure dovrebbero essere gestite con la ricollocazione del personale in punti vendita aperti e le cessioni avverranno con il mantenimento dell’attuale occupazione.
Infine il piano prevede un risparmio sul costo del lavoro della sede, con una riduzione media dell’orario del 36% e un impatto diversificato sui reparti, e di 800.000 di euro l’anno sulla rete.
Il risparmio sulla rete, non essendo possibile ridurre le ore che sono già al limite dei requisiti organizzativi, si dovrebbe realizzare, secondo la società, con deroghe contrattuali tra i quali la sospensione della corresponsione della quattordicesima mensilità per due anni, dei rol e degli scatti di anzianità.
Abbiamo giudicato da subito troppo oneroso il piano per i lavoratori, sia rispetto all’incertezza del mantenimento dell’occupazione, visto l’alto numero di cessioni a franchising, sia rispetto alla pesantezza delle richieste economiche.
Abbiamo inoltre rappresentato alla società le difficoltà di procedere a deroghe non previste dalla contrattazione nazionale in una fase delicata come questa, soprattutto in assenza di qualsiasi piano di restituzione degli importi ai lavoratori.
Inoltre abbiamo sottolineato nuovamente che il confronto sull’organizzazione del lavoro e sui costi doveva essere una costante dopo la stabilizzazione, cosa che non si è verificata fino all’attuale situazione.
Stante la distanza delle posizione e considerando comunque la specificità della situazione aziendale e la storia del percorso di stabilizzazione, abbiamo chiesto di aggiornare la discussione per effettuare approfondimenti e verifiche.
Abbiamo pertanto deciso di rinviare l’incontro previsto per il 17 febbraio e di convocare per il giorno 23 febbraio alle ore 14 il coordinamento unitario delle strutture e dei delegati. Il coordinamento si terrà a Bologna presso Cisl Vi Milazzo 16 sala Vannini .
Oggetto: Isola Verde – esito coordinamento e convocazione incontro
si è svolto il 9 settembre scorso il coordinamento in videoconferenza delle strutture Filcams coinvolte dalle stabilizzazioni delle lavoratrici dell’azienda in oggetto.
Tutte le realtà in cui si sono svolti gli incontri per l’assunzione delle ex associate in partecipazione hanno riportato le medesime criticità oltre alla comune soddisfazione per il percorso portato avanti fino ad ora.
Dal quadro emerso risulta che a fronte della stabilizzazione di quasi la totalità delle ex associate, circa l’80% si è iscritto alla Filcams ed è anche stata nominata qualche Rsa.
Per quanto riguarda le difficoltà rilevate fino ad ora risulta che ovunque ci sia una grossa difficoltà da parte dell’azienda a coprire l’intero orario di lavoro in quanto, come avevo fatto notare fin dall’inizio, le stabilizzazioni sono avvenute con orari ridotti al minimo. L’azienda sta gestendo questa situazione con il ricorso la lavoro supplementare e straordinario, pagando la maggiorazione. La situazione che si è creata è tale che in qualche caso venga anche saltato il giorno di riposo. La carenza di personale o di ore, sarà sicuramente una delle problematiche che sottoporremo all’azienda nel prossimo incontro per valutare insieme le eventuali soluzioni che la direzione aziendale ci vorrà proporre.
Altra criticità evidenziata è legata alla elaborazione dei cedolini paga che spesso risulta errata. Anche se fino ad ora l’azienda è sempre stata pronta a risolvere le mancanze da noi segnalate, sarà necessario far presente la situazione per capire se l’azienda metterà in campo qualche azione per prevenire gli errori.
Sulla base di queste e di altre osservazioni condivise nel coordinamento, siamo in grado di presentare all’azienda una serie di temi su cui confrontarci per costruire un contratto integrativo. Gli argomenti che proporremo saranno quindi: protocollo di relazioni sindacali (che ci permetta di organizzare la rappresentanza sindacale e l’agibilità sulla base di aree più ampie del comune così da poter coprire anche i p.v. di piccole dimensioni); salute e sicurezza; formazione; politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; organizzazione del lavoro; inquadramenti (ci sono alcune dipendenti che vantano differenze retributive rispetto alla precedente situazione, tra cui le operatrici che effettuano test ); premio aziendale.
A monte di questo percorso per la costruzione del contratto integrativo, dovremo verificare la situazione aziendale nel suo complesso a seguito delle stabilizzazioni, sia dal punto di vista economico che organizzativo.
Infine sarà indispensabile capire a che punto è l’iter del contratto di solidarietà espansivo e come il nostro accordo si intreccia con le modifiche normative apportate di recente al Ddl lavoro.
Tutto ciò sarà oggetto del prossimo incontro che si svolgerà il giorno mercoledì 18 settembre 2013 alle ore 11 presso la sede dalla Filcams CGIL Roma e Lazio, via Buonarroti 12, 6 piano – Roma .
Si è svolto il 12 dicembre scorso l’incontro con Isola Verde per proseguire il confronto sulle stabilizzazioni degli associati in partecipazione.
Dopo aver fatto il punto sugli incontri territoriali avvenuti in alcune regioni (Lombardia, Piemonte, Lazio) che stanno dando buoni risultati rispetto alla possibilità di stabilizzare con contratti a tempo indeterminato part time l’intera platea di lavoratrici coinvolte, si è passati al confronto sui temi rimasti aperti.
In particolare: la cifra che l’azienda mette a disposizione per le conciliazioni individuali, un modello di testo per le conciliazioni, l’organizzazione del lavoro.
Prima di entrare nel merito dei suddetti argomenti i consulenti dell’azienda hanno fatto presente che, non avendo potuto utilizzare il contratto di apprendistato per nessuna stabilizzazione, il costo dell’intera operazione non è sostenibile per l’azienda che già dovrà affrontare la chiusura di alcuni punti vendita.
Per recuperare una parte del costo, i consulenti ci hanno chiesto di derogare all’applicazione del CCNL sugli istituti della quattordicesima, sulla maggiorazione delle ore supplementari e sull’integrazione della malattia. Specificando inoltre che avrebbero comunque inteso applicare il CCNL da noi non sottoscritto contrariamente da quanto dichiarato nel primo incontro.
A fronte di queste richieste inaccettabili, ci siamo detti indisponibili ad andare in deroga al CCNL e abbiamo evidenziato l’assoluta mancanza di correttezza che la controparte ha dimostrato nel modificare le condizioni a questo punto della trattativa.
Abbiamo quindi interrotto l’incontro non essendoci le condizioni per proseguire il confronto riaggiornandoci al 10 gennaio alle ore 11 presso la sede aziendale.
Nel frattempo abbiamo proposto ai consulenti di fare alcune valutazioni rispetto all’applicazione di un contratto di solidarietà espansivo che permetterebbe all’azienda di avere sgravi fiscali per tre anni e poter così abbattere il costo delle stabilizzazioni.
L’incontro del 10 sarà fondamentale per capire se ci sono i presupposti per iniziare il percorso di stabilizzazione, possibilmente a partire da metà gennaio, oppure se dovremo attivarci per indirizzare i lavoratori verso vertenze individuali.
Non riteniamo infatti percorribile un percorso che preveda assunzioni con deroghe contrattuali e per di più a fronte di conciliazioni tombali sul pregresso per cui l’azienda mette a disposizione di ogni lavoratore dai 100 ai 200 euro.
Valore puramente simbolico che può essere accettato se sta nell’ambito di una stabilizzazione dell’intero organico a condizioni regolari. Diversamente non sarebbe giustificabile.
Rimangono inoltre grossi dubbi su altri due temi: la gestione dell’organizzazione del lavoro e delle chiusure preventivate (sperando che non aumentino).
Questi temi verranno affrontati nel prossimo incontro sempre se ci sarà l’apertura dell’azienda verso proposte diverse dalle deroghe al CCNL.
p. La Filcams Cgil Nazionalep. NIdil Cgil Nazionale
Daria Banchieri Roberto D’Andrea