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Timestamp: 2018-08-16 02:18:20+00:00
Document Index: 171621445

Matched Legal Cases: ['sentenza ', '§ 1', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 13', '§ 1', '§ 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 6', '§ 1', 'art. 6', '§ 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 18/04/2013Diritti Europa
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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 18/04/2013
Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 18 aprile 2013
Oggi – Giovedì 18 Aprile 2013 – la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha giudicato 21 casi di presunte violazioni dei diritti protetti dalla Convenzione Europea. Si salva soltanto la Repubblica Ceca, che esce indenne da alcune accuse di retroattività della normativa penale; tutte gli altri casi esaminati oggi si concludono con delle condanne: così per Francia, Grecia, Lussemburgo, Russia, Slovenia e Ucraina.
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 18 Aprile 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Rohlena v. the Czech Republic 59552/08 2 Petr Rohlena è un cittadino ceco condannato per abusi fisici e psichici, commessi in stato di ebrezza sulla moglie. Oggi ricorre in CEDU perché ritiene che la sentenza di condanna non tenesse conto della successione di diverse leggi penali nel tempo: infatti le violenze sarebbero state perpetrate tra il 2000 e il 2006, mentre il reato per il quale ha ricevuto la condanna è stato introdotto soltanto nel 2004. Ciò significherebbe che per le violenze antecedenti al 2004, egli sarebbe stato condannato per un reato allora non previsto. Articolo 7 § 1 (nessuna punizione
senza legge)
Nessuna violazione dell’Articolo 7 - Nessuna pena senza legge (art. 7-1 - Retroattività)
M. K. v. France 19522/09 2 M.K. è un cittadino francese che è stato accusato del furto di alcuni libri, ma infine assolto. Durante le indagini gli sono state rilevate le impronte digitali in due diverse occasioni, e ogni volta inserite in un database digitale. M.K. ha chiesto la rimozione delle sue impronte, una volta concluso il processo, ma se ha ottenuto la cancellazione delle prime, le seconde sono rimaste nel database. Finora sono risultati vani tutti i tentativi di rimuoverle: anche la Corte di Cassazione francese ha rigettato le sue istanze. Articolo 6 (diritto ad un processo equo)
Resto inammissibile
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Mo.M. v. France 18372/10 3 Mo.M. è un immigrato di etnia Beni Halba, originario del Ciad. Raggiunge la Francia nel 2007 ma qui la sua domanda di asilo è rigettata: ad oggi non è stato espulso soltanto per l’intervento cautelare della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ne ha disposto il soggiorno in Francia fino alla definizione della causa. Mr. Mo.M. ritiene la sua espulsione contraria ai principi della CEDU perché una volta respinto verso il suo paese sarebbe sottoposto a nuovi trattamenti inumani, nonché a tortura. Infatti prima di fuggire in Europea svolgeva l’attività di commerciante, viaggiando spesso per il Sudan. Durante un suo viaggio, fu accusato di essere una spia e per questo catturato e torturato dai servizi segreti sudanesi. Articolo 3 (divieto di tortura e delle pene o trattamento degradante) Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - Espulsione) (condizionale) (Ciad)
Saint-Paul Luxembourg S.A. v. Luxembourg 26419/10 1 Saint-Paul Luxembourg S.A è una società lussemburghese editrice e proprietaria del giornale Contracto. Nel Dicembre del 2008 sul giornale esce una inchiesta sul regime di assistenza sociale riservata ai figli sottratti alle proprie famiglie: vengono fatti nomi e cognomi, e in particolare sono accusati un assistente sociale e il presidente del dipartimento centrale di assistenza sociale. Entrambi sporgono querela e il giudice accorda un ordine di perquisizione nei locali del giornale e sequestro di tutte le prove. Oggi la società rivendica l’inviolabilità del proprio domicilio e la libertà di espressione della testata e dei suoi giornalisti, entrambi violati dall’autorità giudiziaria lussemburghese. Articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare)
Articolo 10 (libertà di espressione)
Eccezioni preliminari respinte (art. 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Rispetto del domicilio)
Violazione dell’Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale} (Articolo 10-1 - Libertà di comunicare informazioni; Libertà di ricevere informazioni)
Ageyevy v. Russia 7075/10 2 Anton Ageyev e Larisa Ageyeva, marito e moglie, sono i genitori adottivi di due ragazzi. Nel 2009 gli vengono sottratti e affidati ad una casa famiglia, in ragione di una vicenda ancora da chiarire: uno dei due figli adottivi, sarebbe stato ricoverato in ospedale con ustioni e segni di maltrattamenti. I genitori parlarono di un duplice incidente: il ragazzo prima si sarebbe scottato con un bollitore, poi, cercando di raggiungere i genitori, sarebbe caduto dalle scale. I giudici russi hanno riconosciuto i genitori parzialmente colpevoli. Ma Mr. e Ms. Ageyev contestano davanti alla Corte di Strasburgo la violazione della propria privacy: infatti, mentre il ragazzo era ricoverato, sono state realizzati e diffusi video e foto che lo ritraevano sul letto di ospedale; a ciò si aggiungono dichiarazioni di un funzionario della DUMA diffamatorie e imprecise. Infine contestano l’ordine dell’autorità che gli ha impedito, nell’anno successivo all’incidente, di incontrare i figli adottivi. Articolo 8 (diritto al rispetto della
vita privata e familiare e della casa)
Nessuna violazione dell’Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Il rispetto della vita familiare
Il rispetto della vita privata)
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare; Il rispetto della vita privata)
Danno patrimoniale - richiesta respinta
Askhabova v. Russia 54765/09 3 Tamara Askhabova, cittadina russa della Chechen Republic, è madre di 5 figli. Nell’Agosto del 2009 suo figlio Abdul-Yazit, allora ventiseienne, è rapito da uomini armati in uniforme alle 5 del mattino, mentre dormiva a casa propria, e da allora non se ne hanno notizie. Oggi la madre denuncia quel rapimento davanti alla Corte EDU, giacché i giudici nazionali non le hanno dato giustizia. Dei suoi figli, già due sono stati uccisi dagli agenti russi: nel 2000, perché affiliati ad un’organizzazione armata. Articolo 2
(Diritto alla vita)
Articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti)
Articolo 5 (diritto
alla libertà e alla sicurezza)
Violazione dell'Articolo 13 + 2 - Diritto a un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo) (Articolo 2 - Diritto alla vita
Articolo 2-1 - Vita)
Violazione dell'Articolo 13 +3 - Diritto a un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura; Trattamento degradante; Trattamento inumano)
Azimov v. Russia 67474/11 2 Ismon Azimov è un cittadino del Tajikistan che lavora in Russia presso mercati alimentari. Fa spesso ritorno in Tajikistan, fino a quando i giudici tajikistani lo accusano di essere affiliato all’organizzazione terroristica Islamic Movement of Uzbekistan (IMU). Allora si rifugia in Russia, e mentre lui chiede asilo, il Tajikistan ne chiede l’estradizione. Oggi si oppone sia al diniego di asilo, oppostogli dalle autorità russe, sia al provvedimento di estradizione verso il Tajikistan: ritornare al suo paese lo esporrebbe certamente a trattamenti inumani e degradanti, se non addirittura a tortura. Infine contesta l’illegittimità, l’incontestabilità e l’eccessiva durata della detenzione in carcere a cui è tutt’ora sottoposto dalle autorità russe. Articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)
Articolo 5 § 1 (diritto alla libertà
e di sicurezza)
Articolo 5 § 4 (diritto che sulla legittimità del trattenimento decida un giudice entro un breve termine)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - Espulsione) (Tagikistan)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 - Rassegna di legalità della detenzione)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Articolo 5-1-f - Espulsione)
Beresnev v. Russia 37975/02 3 Vladimir Beresnev, cittadino russo, è stato condannato a 14 anni ed attualmente è detenuto nella colonia penitenziaria di Slavyanovka, nella regione di Kaliningrad. Oggi denuncia le forze speciali che intervennero nella struttura, in due diverse occasioni, di averlo pestato e maltrattato; inoltre lamenta l’impossibilità di partecipare alle udienze di un processo civile in cui accusava gli agenti di polizia penitenziaria di sottrargli lettere e documenti importanti, nonché in generale di sottoporlo a pessime condizioni detentive. Articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Zelenkov v. Russia 29992/05 3 Aleksandr Zelenkov è stato investigatore nell’ufficio della procura militare. Egli ha contestato le ragioni del suo congedo fin davanti ad un giudice. Oggi lamenta l’ingiustizia di quel processo, e soprattutto di non aver potuto partecipare alla prima e unica udienza davanti al giudice d’Appello perché non gli erano state notificate data e ora dell’udienza. Articolo 6 § 1 (diritto ad un equo processo) Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Processo equo)
Dyachenko v. Ukraine 42813/05 3 Il ricorrente è stato arrestato per rapina e sottoposto ad una custodia cautelare di 3 anni e 2 mesi. Oggi ne contesta l’eccessiva durata. Articolo 5 § 3 (diritto di
libertà e alla sicurezza)
Anastasiadis et autres v. Greece 45823/08 2 Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Danno non patrimoniale - accertamento dell’infrazione sufficiente
Fergadioti-Rizaki v. Greece 27353/09 2 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Fortunat v. Slovenia 42977/04 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Kovačič v. Slovenia 24376/08 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Meglič v. Slovenia 29119/06 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Mežnarič v. Slovenia 41416/06 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedura di esecuzione; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Orožim v. Slovenia 49323/06 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedura di esecuzione; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Pašić v. Slovenia (no. 2) 41060/07 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Podbelšek Bračič v. Slovenia 42224/04 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Trunk v. Slovenia 41391/06 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Vukadinovič v. Slovenia 44100/09 3 Violazione_dell’Articolo_6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Francia Grecia Lussemburgo Repubblica ceca Russia Slovenia Tutte le sentenze Ucraina	2013-04-18
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