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Timestamp: 2020-05-26 10:17:01+00:00
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Newsletter 26.10.15 - Tlc, morosi intenzionali: ok Garante a banca dati -... - Garante Privacy
Newsletter 26.10.15 - Tlc, morosi intenzionali: ok Garante a banca dati - Diritto all'oblio: 50 ricorsi definiti da Garante dopo sentenza Google Spain
Tlc, morosità intenzionali: ok del Garante a banca dati Diritto all'oblio: 50 i casi definiti dal Garante dopo il no di Google Al via la 37ma Conferenza internazionale delle Autorità per la privacy Sanità e privacy: nuovo seminario del Garante Smart city, sicurezza e privacy officer alla XXXII Assemblea dell'ANCI
4358353
Sanità e ricerca scientifica , Telecomunicazioni , Banche dati , Diritto all'oblio , Dati sanitari , Aziende sanitarie , Operatori sanitari , Dossier sanitario , Fascicolo sanitario elettronico
Costituzione di una banca dati relativa a morosità intenzionali della clientela del settore telefonico (S I Mo I Tel) - 8 ottobre 2015 [4349760]
Seminario di formazione 'Sistemi informativi in ambito sanitario e protezione dei dati personali' - 4 dicembre, Roma
Si parla di smart city, sicurezza e Privacy Officer alla XXXII Assemblea dell’Anci - Torino, 29 ottobre
Informazioni commerciali a prova di privacy: il Garante vara il Codice di deontologia
NEWSLETTER N. 407 del 26 ottobre 2015
• Tlc, morosità intenzionali: ok del Garante a banca dati
• Diritto all´oblio: 50 i ricorsi definiti dal Garante dopo sentenza Google Spain
• Al via la 37ma Conferenza internazionale delle Autorità per la privacy
• Sanità e privacy: nuovo seminario del Garante
• Smart city, sicurezza e privacy officer alla XXXII Assemblea dell´ANCI
Tlc, morosità intenzionali: ok del Garante a banca dati
Esclusi gli utenti in difficoltà momentanee
Sì del Garante privacy alla banca dati delle morosità telefoniche intenzionali, quei mancati pagamenti non dovuti a difficoltà momentanee o a dimenticanze, ma ad una precisa volontà dell´utente. Si avvia così la costituzione del "Sistema informativo sulle morosità intenzionali nel settore della telefonia" (S.I.Mo.I.Tel.) che censirà persone fisiche e giuridiche, enti, associazioni, titolari di ditte individuali e liberi professionisti non in regola, in particolare, con i pagamenti delle bollette telefoniche relative ai pacchetti comprensivi di abbonamento e fornitura di smartphone o tablet. Nel sistema non saranno però inseriti gli utenti con morosità dovute a ritardi occasionali.
La banca dati sarà consultabile dagli operatori prima dell´attivazione di un nuovo contratto. Obiettivo del provvedimento è quello di contrastare il fenomeno del cosiddetto "turismo telefonico": gli utenti che passano da un operatore all´altro lasciando dietro di sé bollette insolute, avendo però nel frattempo acquisito la disponibilità di un dispositivo spesso di significativo valore economico. Lo scambio di informazioni sulle morosità intenzionali può quindi risultare utile per valutare e contenere condotte che nel lungo periodo inciderebbero non solo sugli operatori, ma anche sugli utenti in regola con i pagamenti, i quali potrebbero essere costretti a sopportare costi altrimenti non dovuti.
Nel Sistema - che sarà gestito da un soggetto che verrà individuato dagli operatori telefonici - potranno essere trattate solo informazioni riguardanti i mancati pagamenti del cliente. Non potranno essere trattati dati sensibili o giudiziari. Le informazioni sulle morosità potranno essere inserite nel Sistema solo al contemporaneo verificarsi di precise condizioni: risoluzione del contratto da non meno di tre mesi; morosità superiore a 150 euro per singolo operatore; fatture non pagate nei primi sei mesi successivi alla stipula del contratto; assenza di altri contratti in regola con lo stesso operatore.
Prima di essere inserito nel sistema il cliente dovrà essere avvertito dall´operatore telefonico dell´imminente iscrizione. Le informazioni sui pagamenti non regolarizzati saranno conservate per 36 mesi e poi verranno cancellate automaticamente. I dati raccolti non potranno essere usati per altre finalità (ricerche di mercato, pubblicità, marketing). In applicazione dell´istituto del bilanciamento di interessi, previsto dal Codice privacy, l´Autorità ha ritenuto che il trattamento dei dati contenuti nel S.I.Mo.I.Tel. possa essere effettuato dal gestore del Sistema e dagli operatori telefonici, anche senza consenso degli interessati. Al momento della stipula del contratto gli utenti dovranno però essere informati, in modo chiaro e preciso, dell´eventuale trattamento dei propri dati anche nell´ambito del Sistema.
Il provvedimento del Garante [doc. web n. 4349760], in corso di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, tiene conto delle osservazioni emerse dalla consultazione pubblica e dagli incontri avuti con le parti coinvolte: associazioni di consumatori, operatori telefonici e Asstel, promotrice dell´iniziativa.
Una volta che gli operatori telefonici avranno individuato il soggetto privato cui affidare la gestione del Sistema dovranno comunicare al Garante il nome e la sede della banca dati, ed almeno tre mesi prima dell´entrata in funzione dovranno inviare copia dell´accordo sottoscritto dalle parti per consentire all´Autorità di valutarne la conformità alle prescrizioni dettate. Al gestore spetta invece l´obbligo di notificare al Garante il trattamento dei dati prima del suo inizio.
Diritto all´oblio: 50 i ricorsi definiti dal Garante dopo sentenza Google Spain
Sono circa cinquanta i ricorsi definiti dal Garante privacy relativi a persone comuni, figure pubbliche locali, professionisti che si sono rivolti all´Autorità dopo il mancato accoglimento delle richieste di deindicizzazione da parte di Google. Un´altra decina di ricorsi sono in via di definizione.
E´ il bilancio dell´attività del Garante a quasi un anno e mezzo dalla cosiddetta sentenza "Google Spain" (C-131/12 ) della Corte di Giustizia dell´Unione Europea sul diritto all´oblio, che ha imposto a Google di dare un riscontro alle richieste di rimozione, dai risultati della ricerca, dei link alle pagine web che contengono il nominativo del richiedente. Di fronte al diniego di Google, gli utenti italiani possono rivolgersi in "appello" al Garante per la privacy o all´autorità giudiziaria. Una opportunità, quella del ricorso al Garante, sfruttata finora solo da un esiguo numero di persone a fronte delle migliaia di istanze rigettate dalla società di Mountain View.
In circa un terzo dei casi definiti, il Garante ha accolto le richieste degli interessati ordinando a Google la rimozione dei link a pagine presenti sul web che riportavano dati personali ritenuti non più di interesse pubblico, informazioni spesso eccedenti, riferite anche a persone estranee alla vicenda giudiziaria narrata, o lesive della sfera privata. In tutti gli altri casi, invece, l´Autorità ha respinto le richieste ritenendo che la posizione di Google fosse corretta, risultando prevalente l´interesse pubblico ad accedere alle informazioni tramite motori di ricerca. Si trattava, infatti, in prevalenza, di vicende processuali di sicuro interesse pubblico, anche a livello locale, spesso recenti o per le quali non erano ancora stati esperiti tutti i gradi di giudizio. I dati personali riportati, tra l´altro, risultavano trattati nel rispetto del principio di essenzialità dell´informazione.
Al via la 37ma Conferenza internazionale delle Autorità per la privacy
Ai "Privacy bridges", alla volontà di arrivare a definire valori condivisi in materia di privacy tra Europa e Stati uniti è dedicata la 37ma Conferenza internazionale delle Autorità per la privacy che si apre oggi ad Amsterdam. Oltre 100 Autorità provenienti da ogni continente saranno chiamate a discutere delle prossime sfide connesse anche al trattamento dei dati genetici e sanitari, allo sviluppo dell´e-health, al ruolo delle Autorità di controllo in un periodo in cui le attività di sorveglianza, sicurezza ed intelligence rischiano di incidere pesantemente nella vita privata dei cittadini.
Nel corso della Conferenza, alla quale parteciperà anche il Garante italiano, saranno presentati i risultati del progetto "Privacy bridges" promosso dall´Autorità olandese ed elaborato da esperti giuridici e tecnici indipendenti europei e statunitensi. Lo scopo è quello di fornire un quadro di opzioni pratiche che promuovano principi forti e globalmente accettati in modo da costruire "ponti privacy" tra Europa e Stati uniti, nel rispetto delle differenze sostanziali e procedurali tra i due ordinamenti. Un obiettivo ancora più importante e attuale dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue che ha dichiarato invalida la decisione della Commissione, secondo cui gli Stati Uniti garantiscono un adeguato livello di protezione dei dati personali trasferiti.
Parte dei lavori della Conferenza, che si concluderà il 29 ottobre, saranno parzialmente aperti anche a rappresentati dell´industria, delle associazioni di consumatori, delle organizzazioni non governative e del mondo accademico.
Sanità e privacy: nuovo seminario del Garante
Il 4 dicembre a Roma presso il Centro congressi dell´Università cattolica del Sacro Cuore
Il Garante per la privacy organizza un nuovo seminario di formazione su "Sistemi informativi in ambito sanitario e protezione dei dati personali". L´incontro, curato dal personale dell´Ufficio del Garante, si terrà a Roma, il 4 dicembre 2015, presso il Centro congressi - Sala "Italia" dell´Università cattolica del Sacro Cuore. Nel corso del seminario si affronteranno le tematiche connesse all´applicazione della disciplina in materia di protezione dati nel contesto sanitario e saranno illustrate, in particolare, le "Linee guida sul dossier sanitario elettronico", adottate dall´Autorità il 4 giugno 2015.
Destinatari dell´iniziativa i responsabili della privacy e, in generale, le figure professionali che all´interno delle strutture pubbliche e private si occupano della corretta attuazione della disciplina di protezione dei dati.
Considerata la limitata disponibilità di posti, gli interessati dovranno far pervenire la propria iscrizione compilando il modello on line disponibile sul sito del Garante, entro il 25 novembre 2015. L´individuazione dei partecipanti avverrà in base all´ordine di ricevimento delle richieste. Per consentire la più ampia adesione, la partecipazione al seminario potrà essere limitata a un solo rappresentante per istituzione.
La partecipazione all´iniziativa è gratuita.
Smart city, sicurezza e Privacy Officer alla XXXII Assemblea dell´Anci
Un convegno organizzato dal Garante privacy affronta le nuove sfide per i Comuni 2.0
L´uso delle nuove tecnologie nell´ambito della sicurezza e della gestione del territorio, la nuova realtà delle smart city, la trasparenza on line, alla figura del "Privacy Officer", previsto dal nuovo Regolamento Ue sulla protezione dei dati e che dovrà essere istituito in ogni amministrazione pubblica. Questi i temi al centro del convegno "Nuove tecnologie e cittadino protetto: una sfida per i Comuni 2.0", organizzato dal Garante per la protezione dei dati personali nell´ambito della XXXII Assemblea nazionale dell´Anci, in programma al Lingotto di Torino dal 28 al 30 ottobre.
Si tratta di tematiche particolarmente complesse e importanti che coinvolgono direttamente l´attività delle amministrazioni pubbliche, in particolare di quelle comunali. Il convegno, che si svolgerà il 29 ottobre, a partire dalla ore 10,30 (sala Italgas ) sarà articolato in due sessioni: la prima, più di scenario; la seconda, a carattere più operativo. Al convegno oltre a Licia Califano, Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, parteciperanno tra gli altri Lella Mazzoli, Direttore dell´Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino; Matteo Ricci, Sindaco di Pesaro e Vice Presidente dell´Anci; Massimo Russo, Vice Direttore de "La Stampa".
Informazioni commerciali a prova di privacy: il Garante vara il Codice di deontologia - Comunicato del 13 ottobre 2015
Facebook: dichiarazione di Antonello Soro sulla sentenza della Corte di Giustizia Europea - Comunicato del 6 ottobre 2015.