Source: http://www.geologi.info/normativa/ministero-dellambiente-e-della-tutela-del-territorio-e-del-mare-decreto-26-maggio-2009-n-138-regolamento-recante-la-disciplina-delle-forme-di-consultazione-del-personale-che-lavora-nello-stabi/
Timestamp: 2018-10-24 05:30:33+00:00
Document Index: 137300593

Matched Legal Cases: ['art.  11', 'art. 8', 'art.  20', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 8', 'arti  1', 'art.  7', 'art.\n20', 'art. 12', 'art. 7', 'art.\n22', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 48', 'art.   18', 'art.  8', 'art. 10', 'art.  21', 'art.\n72', 'art. 8', 'art. 8', 'art.  2']

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 26 maggio 2009, n. 138 - Regolamento recante la disciplina delle forme di consultazione del personale che lavora nello stabilimento sui piani di emergenza interni, ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334. (09G0146) (GU n. 226 del 29-9-2009 - Geologi.info | Geologi.info
<MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 14 settembre 2009
DIRETTIVA 2009/102/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 settembre 2009>
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 26 maggio 2009, n. 138 – Regolamento recante la disciplina delle forme di consultazione del personale che lavora nello stabilimento sui piani di emergenza interni, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334. (09G0146) (GU n. 226 del 29-9-2009
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 26 maggio 2009, n. 138 - Regolamento recante la disciplina delle forme di consultazione del personale che lavora nello stabilimento sui piani di emergenza interni, ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334. (09G0146) (GU n. 226 del 29-9-2009 )
Regolamento  recante la disciplina delle forme di consultazione del
personale  che  lavora  nello  stabilimento  sui  piani  di emergenza
interni,  ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 334. (09G0146)
Visto  il  decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, con il quale
e’  stata recepita la direttiva 96/82/CE del Consiglio del 9 dicembre
1996,  relativa  al  controllo  dei  pericoli  di incidenti rilevanti
connessi con determinate sostanze pericolose;
Visto   in   particolare   l’articolo  11,  comma  5,  del  decreto
legislativo  17  agosto  1999,  n.  334,  che prevede che il Ministro
dell’ambiente,  con  regolamento  da adottarsi ai sensi dell’articolo
17,  comma  3,  della legge del 23 agosto 1988, n. 400, disciplina le
forme  di  consultazione  del personale che lavora nello stabilimento
relativamente al piano di emergenza interno;
Visto  il  decreto  legislativo  21 settembre 2005, n. 238, recante
attuazione  della  direttiva  2003/105/CE,  che modifica la direttiva
96/82/CE del Consiglio del 9 dicembre 1996, relativa al controllo dei
pericoli  di  incidenti  rilevanti  connessi con determinate sostanze
Visto  il  decreto  legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di
della sezione consultiva per gli atti normativi del 19 gennaio 2009;
Vista  la comunicazione inviata, a norma dell’articolo 17, comma 3,
Ministri con nota del 15 aprile 2009;
1.  Il  presente regolamento, in attuazione dell’articolo 11, comma
5,  del  decreto  legislativo  17  agosto  1999,  n. 334 e successive
modificazioni, disciplina le forme di consultazione del personale che
lavora  negli stabilimenti soggetti alle disposizioni dell’articolo 8
del   medesimo   decreto,   ivi  compreso  il  personale  di  imprese
subappaltatrici  a lungo termine, relativamente alla predisposizione,
alla revisione e all’aggiornamento del piano di emergenza interno.
2.  Ai  fini  del  presente  regolamento, per «personale che lavora
nello stabilimento» si intende:
–  il  personale  dirigente,  i  quadri  e gli impiegati tecnici e
amministrativi e gli operai che prestano servizio nello stabilimento;
–  il  personale  preposto all’esercizio degli impianti o depositi
e/o agli interventi di emergenza;
–  il  personale  interno,  alle  dipendenze  di terzi o autonomo,
preposto, anche solo periodicamente, alla manutenzione degli impianti
o  depositi,  ovvero  preposto  ad  operazioni  comunque connesse con
l’esercizio degli impianti o depositi;
preposto  a  servizi  generali  o  che  accede  allo stabilimento per
qualsiasi altro motivo di lavoro.
–  Il  testo  dell’art.  11,  del decreto legislativo 17
agosto  1999,  n.  334, recante «Attuazione della direttiva
96/82/CE  relativa  al  controllo dei pericoli di incidenti
rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose», e’
pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale 28 settembre 1999, n.
228, (supplemento ordinario), e’ il seguente:
«Art.  11  (Piano  di emergenza interno). – 1. Per tutti
gli  stabilimenti soggetti alle disposizioni dell’art. 8 il
gestore  e’  tenuto a predisporre, previa consultazione del
personale  che  lavora  nello stabilimento, ivi compreso il
personale  di  imprese  subappaltatrici a lungo termine, il
piano  di  emergenza interno da adottare nello stabilimento
a)  per  gli  stabilimenti  nuovi,  prima  di  iniziare
l’attivita’;
b)  per gli stabilimenti esistenti, non ancora soggetti
al decreto del Presidente della Repubblica n. 175 del 1988,
entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente
c)   per   gli  altri  stabilimenti  preesistenti  gia’
assoggettati  alla  disciplina  prevista  dal  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 175 del 1988, entro tre mesi
a  decorrere  dalla  data di entrata in vigore del presente
2.  Il  piano di emergenza interno deve contenere almeno
le  informazioni  di  cui  all’allegato  IV, punto 1, ed e’
predisposto allo scopo di:
minimizzarne  gli  effetti  e limitarne i danni per l’uomo,
per l’ambiente e per le cose;
b)  mettere in atto le misure necessarie per proteggere
l’uomo   e   l’ambiente   dalle  conseguenze  di  incidenti
c)  informare adeguatamente i lavoratori e le autorita’
locali competenti;
d)   provvedere  al  ripristino  e  al  disinquinamento
dell’ambiente dopo un incidente rilevante.
3.   Il   piano   di   emergenza   interno  deve  essere
riesaminato,  sperimentato  e,  se  necessario, riveduto ed
aggiornato  dal gestore, previa consultazione del personale
che lavora nello stabilimento, ivi compreso il personale di
imprese  subappaltatrici  a  lungo  termine,  ad intervalli
appropriati,  e,  comunque,  non  superiori  a tre anni. La
revisione  deve tenere conto dei cambiamenti avvenuti nello
stabilimento  e  nei  servizi  di  emergenza, dei progressi
tecnici  e  delle nuove conoscenze in merito alle misure da
4.  Il  gestore  deve  trasmettere  al  prefetto  e alla
provincia,  entro  gli  stessi  termini  di cui al comma 1,
tutte le informazioni utili per l’elaborazione del piano di
emergenza   di   cui  all’art.  20  secondo  la  rispettiva
5.  Il  Ministro dell’ambiente provvede, con regolamento
da  adottarsi  ai  sensi dell’art. 17, comma 3, della legge
del  23  agosto  1988,  n.  400, a disciplinare le forme di
consultazione,  di  cui  ai  commi 1 e 3, del personale che
lavora  nello  stabilimento  ivi  compreso  il personale di
imprese subappaltatrici a lungo termine.».
–  Si  riporta il testo del comma 3, dell’art. 17, della
del  Consiglio  dei  Ministri.»  pubblicata  nella Gazzetta
Ufficiale   12   settembre   1988,   n.  214,  (supplemento
–  Il  decreto  legislativo  21  settembre  2005  n. 238
recante   «Attuazione   della  direttiva  2003/105/CE,  che
modifica  la direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli
di  incidenti  rilevanti  connessi con determinate sostanze
pericolose.»  e’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale 21
novembre 2005, n. 271, (supplemento ordinario).
–  Il  decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante
luoghi  di  lavoro.» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
–  Il testo del comma 4, dell’art. 17 della citata legge
23 agosto 1988, n. 400, e’ il seguente:
«4.  I  regolamenti  di  cui al comma 1 ed i regolamenti
–  Per  il  testo  del comma 5, dell’art. 11, del citato
decreto  legislativo  17  agosto  1999, n. 334 si vedano le
–  Si  riporta  il  testo dell’art. 8 del citato decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334:
«Art.   8   (Rapporto   di  sicurezza).  –  1.  Per  gli
stabilimenti  in  cui  sono presenti sostanze pericolose in
quantita’    uguali   o   superiori   a   quelle   indicate
nell’allegato  I,  parti  1  e  2, colonna 3, il gestore e’
2. Il rapporto di sicurezza di cui il documento previsto
all’art.  7, comma 1, e’ parte integrante, deve evidenziare
a)  e’  stato  adottato  il  sistema  di gestione della
b)   i  pericoli  di  incidente  rilevante  sono  stati
individuati  e sono state adottate le misure necessarie per
prevenirli  e per limitarne le conseguenze per l’uomo e per
c)  la  progettazione, la costruzione, l’esercizio e la
manutenzione  di qualsiasi impianto, deposito, attrezzatura
e  infrastruttura,  connessi  con  il  funzionamento  dello
stabilimento,  che  hanno  un  rapporto  con  i pericoli di
incidenti  rilevante  nello  stesso,  sono sufficientemente
sicuri  e  affidabili; per gli stabilimenti di cui all’art.
d) sono stati predisposti i piani d’emergenza interni e
sono stati forniti all’autorita’ competente di cui all’art.
20   gli   elementi  utili  per  l’elaborazione  del  piano
d’emergenza   esterno   al   fine  di  prendere  le  misure
3.  Il  rapporto di sicurezza di cui al comma 1 contiene
almeno  i  dati  di  cui  all’allegato II  ed  indica,  tra
l’altro,  il  nome  delle  organizzazioni partecipanti alla
stesura  del  rapporto.  Il  rapporto di sicurezza contiene
inoltre  l’inventario  aggiornato delle sostanze pericolose
presenti  nello  stabilimento,  nonche’ le informazioni che
possono   consentire   di   prendere  decisioni  in  merito
all’insediamento  di  nuovi stabilimenti o alla costruzione
4. Con uno o piu’ decreti del Ministro dell’ambiente, di
concerto  con  i  Ministri  dell’interno,  della  sanita’ e
dell’industria,  del  commercio e dell’artigianato, sentita
la  Conferenza  Stato-regioni,  sono  definiti,  secondo le
indicazioni  dell’allegato II e tenuto conto di quanto gia’
previsto  nel  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei
per  la  redazione  del rapporto di sicurezza i criteri per
tipi  di  incidenti,  nonche’  i criteri di valutazione del
rapporto  medesimo;  fino  all’emanazione  di  tali decreti
valgono,  in  quanto applicabili, le disposizioni di cui ai
decreti  ministeriali  emanati  ai  sensi  dell’art. 12 del
decreto  del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n.
5.  Al  fine  di  semplificare  le  procedure  e purche’
ricorrano  tutti  i requisiti prescritti dal presente art.,
rapporti di sicurezza analoghi o parti di essi, predisposti
in  attuazione  di  altre  norme  di legge o di regolamenti
comunitari,  possono  essere  utilizzati  per costituire il
6.  Il  rapporto  di  sicurezza e’ inviato all’autorita’
competente  preposta  alla  valutazione  dello stesso cosi’
a)   per  gli  stabilimenti  nuovi,  prima  dell’inizio
b)  per gli stabilimenti esistenti, entro un anno dalla
c) per gli stabilimenti preesistenti, non soggetti alle
disposizioni   del  citato  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  n.  175  del 1988, entro due anni dalla data di
d)  in  occasione del riesame periodico di cui al comma
7.  Il  gestore  fermo  restando  l’obbligo  di  riesame
biennale  di  cui  all’art. 7, comma 4, deve riesaminare il
c)   in   qualsiasi  altro  momento,  a  richiesta  del
Ministero   dell’ambiente,  eventualmente  su  segnalazione
della   regione   interessata,   qualora   fatti  nuovi  lo
giustifichino,  o  in considerazione delle nuove conoscenze
tecniche  in  materia  di  sicurezza derivanti dall’analisi
degli   incidenti,   o,   in   misura  del  possibile,  dei
semincidenti  o  dei  nuovi  sviluppi  delle conoscenze nel
campo  della  valutazione  dei  pericoli  o  a  seguito  di
modifiche  legislative  o  delle  modifiche  degli allegati
8.   Il  gestore  deve  comunicare  immediatamente  alle
autorita’  di  cui al comma 6 se il riesame del rapporto di
sicurezza  di  cui  al comma 7 comporti o meno una modifica
9. Ai fini dell’esercizio della facolta’ di cui all’art.
22,  comma  2,  il  gestore  predispone  una  versione  del
rapporto  di sicurezza, priva delle informazioni riservate,
da  trasmettere alla regione territorialmente competente ai
fini dell’accessibilita’ al pubblico.
10.   Il  Ministero  dell’ambiente,  quando  il  gestore
comprova    che   determinate   sostanze   presenti   nello
stabilimento  o  che una qualsiasi parte dello stabilimento
stesso  si  trovano  in condizioni tali da non poter creare
alcun   pericolo   di   incidente  rilevante,  dispone,  in
conformita’   ai   criteri  di  cui  all’allegato  VII,  la
limitazione  delle  informazioni  che  devono  figurare nel
rapporto   di   sicurezza  ala  prevenzione  dei  rimanenti
pericoli  di  incidenti  rilevanti e alla limitazione delle
loro  conseguenze  per  l’uomo  e  per  l’ambiente, dandone
comunicazione  alle  autorita’ destinatarie del rapporto di
11.    Il   Ministero   dell’ambiente   trasmette   alla
Commissione  europea  l’elenco degli stabilimenti di cui al
comma   10   e   le  motivazioni  della  limitazione  delle
1.  Il gestore degli stabilimenti di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo  n. 334 del 1999, ai fini di cui all’articolo 1, comma 1,
consulta  il  personale  che  lavora  nello  stabilimento  tramite  i
rappresentanti  dei  lavoratori per la sicurezza, di cui all’articolo
47  del  decreto  legislativo  9  aprile  2008,  n.  81  e successive
2.  Ai fini della consultazione il gestore mette a disposizione dei
rappresentanti  dei  lavoratori  per  la  sicurezza,  almeno quindici
giorni   prima   dell’incontro   di  cui  al  comma  3,  le  seguenti
a)   gli  elementi  dell’analisi  dei  rischi  utilizzati  per  la
predisposizione del piano di emergenza interno;
c)  ogni  altro  elemento  utile  alla  comprensione  del piano di
emergenza interno e comunque ogni documento rilevante.
3.  Prima  di adottare, rivedere o aggiornare il piano di emergenza
interno   il   gestore   o   i   suoi   rappresentanti  incontrano  i
rappresentanti  dei  lavoratori  per  la  sicurezza. Dell’incontro e’
redatto  apposito verbale, che e’ depositato presso lo stabilimento a
disposizione  delle autorita’ competenti di cui agli articoli 21 e 25
del  decreto  legislativo  n. 334 del 1999 ed e’ parte integrante del
4.  I  rappresentanti  dei  lavoratori  per la sicurezza, nel corso
dell’incontro  di  cui  al  comma 3, possono formulare osservazioni o
proposte  sullo  schema di piano di emergenza interno, delle quali il
gestore  tiene  conto nell’ambito delle attivita’ di cui all’articolo
1, comma 1.
Il  presente  regolamento sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della  Repubblica  italiana, previo visto e registrazione della Corte
Registrato alla Corte dei conti il 23 settembre 2009
territorio, registro n. 9, foglio n. 147
–  Per  il  testo dell’art. 8 del decreto legislativo n.
334 del 1999 si vedano le note all’art. 1.
–  Si  riporta  il testo dell’art. 47 del citato decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81:
«Art.   47   (Rappresentante   dei   lavoratori  per  la
sicurezza).  –  1.  Il rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza   e’   istituito  a  livello  territoriale  o  di
comparto,  aziendale  e  di sito produttivo. L’elezione dei
rappresentanti   per   la   sicurezza  avviene  secondo  le
2. In tutte le aziende, o unita’ produttive, e’ eletto o
designato   il   rappresentante   dei   lavoratori  per  la
3. Nelle aziende o unita’ produttive che occupano fino a
15  lavoratori  il  rappresentante  dei  lavoratori  per la
sicurezza e’ di norma eletto direttamente dai lavoratori al
loro   interno  oppure  e’  individuato  per  piu’  aziende
nell’ambito  territoriale o del comparto produttivo secondo
quanto previsto dall’art. 48.
4.  Nelle  aziende  o  unita’  produttive con piu’ di 15
lavoratori   il   rappresentante   dei  lavoratori  per  la
sicurezza  e’ eletto o designato dai lavoratori nell’ambito
delle  rappresentanze  sindacali  in azienda. In assenza di
tali   rappresentanze,  il  rappresentante  e’  eletto  dai
lavoratori della azienda al loro interno.
5. Il numero, le modalita’ di designazione o di elezione
del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, nonche’
il   tempo   di  lavoro  retribuito  e  gli  strumenti  per
l’espletamento  delle  funzioni  sono  stabiliti in sede di
6.  L’elezione  dei rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza  aziendali,  territoriali  o  di  comparto, salvo
diverse    determinazioni   in   sede   di   contrattazione
collettiva,   avviene  di  norma  in  corrispondenza  della
giornata  nazionale  per  la salute e sicurezza sul lavoro,
individuata,  nell’ambito  della  settimana  europea per la
salute e sicurezza sul lavoro, con decreto del Ministro del
lavoro  e  della  previdenza  sociale  di  concerto  con il
Ministro  della salute, sentite le confederazioni sindacali
dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu’
rappresentative   sul  piano  nazionale.  Con  il  medesimo
decreto  sono  disciplinate  le modalita’ di attuazione del
7.  In  ogni caso il numero minimo dei rappresentanti di
cui  al  comma 2 e’ il seguente: a) un rappresentante nelle
aziende  ovvero unita’ produttive sino a 200 lavoratori; b)
tre  rappresentanti  nelle aziende ovvero unita’ produttive
da  201  a 1.000 lavoratori; c) sei rappresentanti in tutte
le   altre  aziende  o  unita’  produttive  oltre  i  1.000
lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti e’
aumentato    nella   misura   individuata   dagli   accordi
8.  Qualora  non  si  proceda alle elezioni previste dai
commi  3  e 4, le funzioni di rappresentante dei lavoratori
per  la sicurezza sono esercitate dai rappresentanti di cui
agli  articoli  48  e  49,  salvo  diverse  intese  tra  le
associazioni  sindacali  dei  lavoratori  e  dei  datori di
lavoro  comparativamente  piu’  rappresentative  sul  piano
nazionale.».
– Si riportano i testi degli articoli 21 e 25 del citato
decreto legislativo n. 334 del 1999:
«Art.  21  (Procedura per la valutazione del rapporto di
sicurezza).  – 1. Il Comitato provvede, fino all’emanazione
da  parte delle regioni della specifica disciplina prevista
dall’art.   18,   a   svolgere   le   istruttorie  per  gli
stabilimenti  soggetti  alla  presentazione del rapporto di
sicurezza  ai  sensi  dell’art.  8  e  adotta  altresi’  il
provvedimento conclusivo.
2.  Per gli stabilimenti esistenti il Comitato, ricevuto
il  rapporto di sicurezza, avvia l’istruttoria e, esaminato
il rapporto di sicurezza, esprime le valutazioni di propria
competenza  entro  il  termine  di  quattro mesi dall’avvio
dell’istruttoria,   termine   comprensivo   dei   necessari
sopralluoghi  ed  ispezioni,  fatte  salve  le  sospensioni
necessarie  all’acquisizione di informazioni supplementari,
che  non  possono  essere  comunque  superiori  a due mesi.
Nell’atto  che  conclude  l’istruttoria vengono indicate le
valutazioni  tecniche  finali,  le  eventuali  prescrizioni
integrative  e,  qualora le misure adottate dal gestore per
la  prevenzione e la riduzione di incidenti rilevanti siano
nettamente  insufficienti,  viene prevista la limitazione o
il divieto di esercizio.
3.   Per   i  nuovi  stabilimenti  o  per  le  modifiche
individuate  con il decreto di cui all’art. 10, il Comitato
avvia  l’istruttoria  all’atto del ricevimento del rapporto
preliminare   di   sicurezza.  Il  Comitato,  esaminato  il
rapporto    preliminare    di   sicurezza,   effettuati   i
sopralluoghi  eventualmente ritenuti necessari, rilascia il
nulla  osta  di  fattibilita’,  eventualmente  condizionato
ovvero,  qualora  l’esame  del  rapporto  preliminare abbia
rilevato  gravi  carenze  per quanto riguarda la sicurezza,
formula  la  proposta  di  divieto  di  costruzione,  entro
quattro  mesi  dal  ricevimento del rapporto preliminare di
sicurezza,    fatte   salve   le   sospensioni   necessarie
all’acquisizione   di   informazioni   supplementari,   non
superiori  comunque  a due mesi. A seguito del rilascio del
nulla osta di fattibilita’ il gestore trasmette al Comitato
il  rapporto  definitivo  di sicurezza relativo al progetto
particolareggiato.   Il  Comitato,  esaminato  il  rapporto
definitivo   di   sicurezza,   esprime  il  parere  tecnico
conclusivo  entro quattro mesi dal ricevimento del rapporto
di  sicurezza,  comprensivo  dei  necessari sopralluoghi ed
ispezioni.  Nell’atto  che  conclude  l’istruttoria vengono
indicate  le  valutazioni  tecniche  finali, le proposte di
eventuali prescrizioni integrative e, qualora le misure che
il  gestore  intende  adottare  per  la  prevenzione  e  la
riduzione   di  incidenti  rilevanti  risultino  nettamente
inadeguate  ovvero  non siano state fornite le informazioni
richieste, e’ previsto il divieto di inizio di attivita’.
4. Gli atti adottati dal Comitato ai sensi dei commi 2 e
3   vengono   trasmessi   al  Ministero  dell’ambiente,  al
Ministero  dell’interno,  alla  regione,  al  prefetto,  al
sindaco,   nonche’,   per  l’applicazione  della  normativa
antincendi,  al  comando  provinciale  dei Vigili del fuoco
5.  Il  gestore  dello  stabilimento  partecipa, anche a
mezzo di un tecnico di sua fiducia, all’istruttoria tecnica
prevista  dal  presente  decreto.  La  partecipazione  puo’
avvenire  attraverso  l’accesso agli atti del procedimento,
la   presentazione  di  eventuali  osservazioni  scritte  e
documentazioni   integrative,   la   presenza  in  caso  di
ispezioni   o   sopralluoghi  nello  stabilimento.  Qualora
ritenuto  necessario  dal  Comitato, il gestore puo’ essere
chiamato a partecipare alle riunioni del Comitato stesso.
5-bis.  Le istruttorie di cui ai commi 2 e 3 comprendono
sopralluoghi  tesi a garantire che i dati e le informazioni
contenuti  nel  rapporto di sicurezza descrivano fedelmente
la situazione dello stabilimento.
Art.  25  (Misure  di  controllo).  –  1.  Le  misure di
controllo,   effettuate   ai   fini  dell’applicazione  del
presente   decreto,   sulla   base   delle   disponibilita’
finanziarie  previste  dalla  legislazione vigente, oltre a
quelle   espletate   nell’ambito  delle  procedure  di  cui
all’art.  21,  consistono in verifiche ispettive al fine di
accertare  adeguatezza  della politica di prevenzione degli
incidenti  rilevanti  posta  in  atto  dal  gestore  e  dei
relativi sistemi di gestione della sicurezza.
1-bis.  Le  verifiche  ispettive  di cui al comma 1 sono
svolte  al  fine  di  consentire  un  esame  pianificato  e
sistematico   dei   sistemi  tecnici,  organizzativi  e  di
gestione applicati nello stabilimento, per garantire che il
gestore possa comprovare di:
a)  aver  adottato  misure adeguate, tenuto conto delle
attivita’  esercitate  nello  stabilimento,  per  prevenire
qualsiasi incidente rilevante;
b)   disporre  dei  mezzi  sufficienti  a  limitare  le
conseguenze   di   incidenti   rilevanti   all’interno   ed
all’esterno del sito;
c)   non   avere   modificato   la   situazione   dello
stabilimento rispetto ai dati e alle informazioni contenuti
nell’ultimo rapporto di sicurezza presentato.
2.  Le  verifiche  ispettive  di  cui  al  comma  1 sono
effettuate,  sulla  base  delle  disponibilita’ finanziarie
previste  dalla  legislazione  vigente,  dalla  regione; in
attesa  dell’attuazione del procedimento previsto dall’art.
72 del decreto legislativo n. 112 del 1998, quelle relative
agli  stabilimenti di cui all’art. 8 sono disposte ai sensi
del  decreto  del  Ministro  dell’ambiente 5 novembre 1997,
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 27 del 3 febbraio
3.  Le verifiche ispettive di cui al comma 1 sono svolte
sulla  base  dei criteri stabiliti con decreto del Ministro
dell’ambiente,  di  concerto  con  i Ministri dell’interno,
della   sanita’   e   dell’industria   ,  del  commercio  e
dell’artigianato, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni,
da  emanarsi  entro un anno dalla data di entrata in vigore
del presente decreto e sono effettuate indipendentemente di
ricevimento del rapporto di sicurezza o di altri rapporti e
devono  essere  concepite  in  modo  da consentire un esame
pianificato    e    sistematico    dei   sistemi   tecnici,
organizzativi e di gestione applicati nello stabilimento.
4.  Il  sistema  delle  misure  di  controllo  di cui al
presente articolo comporta che:
a)   tutti   gli  stabilimenti  sono  sottoposti  a  un
programma  di  controllo  con una periodicita’ stabilita in
base  a  una valutazione sistematica dei pericoli associati
agli  incidenti  rilevanti  in uno specifico stabilimento e
almeno  annualmente  per  gli  stabilimenti  soggetti  alla
presentazione del rapporto di sicurezza di cui all’art. 8;
b)   dopo   ogni  controllo  deve  essere  redatta  una
relazione e data notizia al Ministero dell’ambiente;
c) i risultati dei controlli possono essere valutati in
collaborazione con la direzione dello stabilimento entro un
termine stabilito dall’autorita’ di controllo.
5.  Il personale che effettua il controllo puo’ chiedere
al  gestore tutte le informazioni supplementari che servono
per  effettuare  un’adeguata valutazione della possibilita’
di  incidenti  rilevanti,  per  stabilire le probabilita’ o
l’entita’ dell’aggravarsi delle conseguenze di un incidente
rilevante, anche al fine della predisposizione del piano di
emergenza esterno.
6. Fermo restando le misure di controllo di cui al comma
1, il Ministero dell’ambiente puo’ disporre ispezioni negli
stabilimenti  di  cui  all’art.  2,  comma  1, ai sensi del
citato   decreto   5   novembre   1997,   usufruendo  delle
disponibilita’   finanziarie  previste  dalla  legislazione
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 26 maggio 2009, n. 138 – Regolamento recante la disciplina delle forme di consultazione del personale che lavora nello stabilimento sui piani di emergenza interni, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334. (09G0146) (GU n. 226 del 29-9-2009 redazione redazione 2015-05-19T03:26:33+00:00