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Timestamp: 2019-08-23 12:19:31+00:00
Document Index: 166348624

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 3', 'art. 88', 'art. 75', 'art. 185', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 568', 'art. 88', 'art. 88']

Art. 88 cod. proc. penale: Effetti dell'ammissione o dell'esclusione della parte civile o del responsabile civile | La Legge per tutti
Effetti dell'ammissione o dell'esclusione della parte civile
E' manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 74-88, 100, 316, 538-541 c.p.p., nella parte in cui consentono al danneggiato da reato di esercitare l'azione civile nel processo penale attraverso la costituzione di parte civile, in riferimento agli art. 3 e 111 cost.
L'art. 88, comma 3, c.p.p., nel disporre la inapplicabilità, in caso di esclusione della parte civile, della disposizione dell'art. 75, comma 3, dello stesso codice - che, in via di eccezione, stabilisce la necessità di sospendere il processo civile per le restituzioni ed il risarcimento del danno di cui all'art. 185 c.p. ove l'azione civile sia proposta nei confronti dell'imputato dopo la costituzione di parte civile ovvero dopo la sentenza penale di primo grado - non pone alcuna distinzione tra le due ipotesi di sospensione previste dal citato art. 75, comma 3, con la conseguenza che entrambe devono ritenersi inapplicabili per il caso di esclusione della parte civile dal processo penale.
Cassazione civile sez. II 26 febbraio 2001 n. 2758
Le ordinanze che ammettono od escludono la parte civile non sono suscettibili di impugnazione neppure insieme con la sentenza, stante la mancata previsione di qualsiasi forma di impugnazione e stante il principio di tassatività dei casi di impugnazione (art. 568 comma 1 c.p.p.). Il codice di rito prevede espressamente all'art. 88 comma 2 che l'esclusione della parte civile non pregiudica alla stessa l'esercizio in sede civile dell'azione per le restituzioni e per il risarcimento del danno; perciò l'inoppugnabilità delle decisioni al riguardo non lede i diritti relativi.
Cassazione penale sez. VI 19 settembre 1996
Le ordinanze con cui si ammette o si respinge la costituzione di parte civile non sono impugnabili. Peraltro, una volta ammessa la suddetta costituzione, poiché essa non pregiudica la successiva decisione sul diritto alle restituzioni ed al risarcimento del danno (art. 88, comma 1, c.p.p.), rimane all'imputato la facoltà di contestare l'affermata sussistenza del danno e la sua risarcibilità sicché, esclusa la contestabilità della "legitimatio ad processum", egli può porre in discussione, nel corso ed anche negli ulteriori gradi del processo penale, la "legitimatio ad causam", che è una delle condizioni per l'azione civile ancorché inserita nel processo penale.
Cassazione penale sez. I 07 luglio 1992