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Timestamp: 2020-08-12 01:35:54+00:00
Document Index: 10754758

Matched Legal Cases: ['art. 700', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 380', 'art. 125', 'art. 11']

Sentenza Cassazione Civile n. 25845 del 15/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25845 del 15/12/2016
Cassazione civile, sez. un., 15/12/2016, (ud. 08/11/2016, dep.15/12/2016), n. 25845
sul ricorso iscritto al R.G. 10548-2016 per regolamento di
REGIONALE PER IL LAZIO con ordinanza n. 1601-2016, depositata l’8
aprile 2016 – r.g. n. 2867-2016 nella causa tra:
C.S., V.A., B.A., BO.Fi.;
– ricorrenti non costituitesi in questa fase –
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA; UFFICIO
SCOLASTICO PROVINCIALE DI VENEZIA; UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DEL
– resistenti non costituiti in questa fase –
Generale Dott. FRESA Mario, il quale chiede che le Sezioni Unite
1. – C.S., V.A., B.A., BO.Fi., con ricorso ex art. 700 c.p.c., adivano il Tribunale di Venezia, giudice del lavoro, chiedendo che venisse riconosciuto il loro diritto all’inserimento nella 3^ fascia delle graduatorie permanenti ad esaurimento (GAE) della classe di concorso scuola primaria e scuola dell’infanzia valide per gli anni 2004-2007.
Il Tribunale di Venezia, affermata la propria giurisdizione, rigettava l’istanza cautelare. Quanto al fumus, il Tribunale rilevava che: le graduatorie ad esaurimento erano state chiuse dalla L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 605, senza possibilità di nuovi inserimenti; la impossibilità di nuovi inserimenti era stata ribadita dai successivi interventi in materia; l’annullamento del D.M. n. 235 del 2014, andava valutato alla luce delle fonti normative che regolano la materia e che non prevedevano il diritto all’inserimento dei diplomati magistrali. Quanto al periculum, il Tribunale riteneva che mancasse la prova in ordine alla allegata impossibilità di imminente stabilizzazione nell’ambito del piano straordinario di assunzioni.
Le ricorrenti proponevano reclamo.
Il Tribunale di Venezia, in composizione collegiale, dichiarava il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, ritenendo che la controversia rientrasse nella giurisdizione del giudice amministrativo.
2. – Riassunto il giudizio, il TAR Lazio, con ordinanza depositata l’8 aprile 2016, ha sollevato conflitto di giurisdizione ai sensi dell’art. 11, comma 3, del cod. proc. amm., ritenendo che la controversia rientri nella giurisdizione del giudice ordinario.
Il TAR ha rilevato che il Consiglio di Stato ha ribadito il pacifico orientamento secondo cui qualsiasi questione direttamente inerente all’inserimento/aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento appartiene al giudice ordinario in considerazione del fatto che in tali casi non viene in rilievo una procedura concorsuale, con la conseguenza che è esclusa comunque ogni tipologia di attività autoritativa sulla base di valutazioni discrezionali; con l’ulteriore conseguenza che il giudice amministrativo non avrebbe comunque modo di pronunciarsi con riferimento alla legittimità degli atti datoriali adottati dall’ufficio scolastico regionale, con cui è stato negato l’accesso e l’iscrizione nelle GAE e con cui si è pertanto concretizzata la lesione dell’interesse di parte ricorrente, neanche in connessione con l’atto di macro-organizzazione impugnato, non operando la connessione quanto alla giurisdizione.
Il TAR ha quindi ritenuto di non avere ragione di discostarsi dal proprio orientamento in materia di difetto di giurisdizione su tale tipo di controversie, atteso che nè il D.M. n. 235 del 2015 (recte: n. 235/2014) nè il successivo pedissequo D.M. n. 325 del 2015, malgrado adottati nella forma del decreto ministeriale, non investendo l’esercizio di alcun potere discrezionale, possono essere ritenuti atti di macro-organizzazione.
3. – Il pubblico ministero, nelle conclusioni rassegnate ai sensi dell’art. 380-ter c.p.c.,, ha chiesto che venga dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.
Con la necessaria precisazione che “nel regime della transiatio iudicii (…), qualora un giudice abbia declinato la propria giurisdizione, l’atto che determina la prosecuzione del giudizio va diversamente regolato a seconda che debba essere proposto davanti ad un giudice la cui giurisdizione abbia o meno le medesime caratteristiche della prima. Pertanto, ove si passi da un giudizio di tipo prevalentemente impugnatorio ad un giudizio esclusivamente di cognizione sul rapporto, o viceversa, l’atto di prosecuzione deve avere la forma di una riproposizione della domanda, stante il necessario adattamento del petitum; qualora, invece, il giudizio prosegua verso un giudizio con le medesime caratteristiche, l’atto di prosecuzione assume la forma di un atto di riassunzione, regolato dall’art. 125-bis disp. att. c.p.c.” (Cass., S.U., n. 9130 del 2011).
4. – Nella specie, le ricorrenti, agendo dinnanzi al giudice ordinario, hanno formulato le seguenti conclusioni: “accertare e dichiarare, previa sospensione e disapplicazione dei provvedimenti MIUR (…) emanati dai rispettivi Dirigenti, nonchè previa disapplicazione del D.M. n. 235 del 2014, ed ogni provvedimento allegato, accertare e dichiarare il diritto delle ricorrenti all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per le classi di concorso AAAA e/o EEEE (primaria e/o infanzia) per la provincia di Venezia, e conseguentemente condannare le Amministrazioni convenute, ciascuna per il proprio ambito di competenza, ad inserire le ricorrenti nelle graduatorie ad esaurimento per le classi di concorso AAAA e/o EEEE”. Nel trasferire la domanda dinnanzi al giudice amministrativo le ricorrenti hanno adattato la propria richiesta alla tipologia del giudizio che si svolge dinnanzi a quel giudice e hanno chiesto “annullarsi, in parte qua, previa eventuale remissione in termini D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, ex art. 11, comma 5 e previa sospensione o adozione di idonea misura cautelare, il D.M. MIUR 1 aprile 2014, n. 235, nella parte in cui non consente ai docenti in possesso del titolo abilitante di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, l’iscrizione nelle graduatorie permanenti, ora ad esaurimento, nonchè dei provvedimenti MIUR (…), e per l’effetto dichiarare il diritto delle ricorrenti all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per le classi di concorso AAAA e/o EEEE (primaria e/o infanzia) per la provincia di Venezia, e conseguentemente condannare le Amministrazioni convenute, ciascuna per il proprio ambito di competenza, ad inserire le ricorrenti nelle graduatorie ad esaurimento per le classi di concorso AAAA e/o EEEE”.
La domanda delle ricorrenti è, dunque, chiaramente volta non all’annullamento del D.M. n. 235 del 2014 e quindi di un atto avente carattere generale e costituente esercizio di potestà autoritativa nella individuazione dei criteri per l’inserimento nelle graduatorie, peraltro già dichiarato illegittimo dal giudice amministrativo proprio con riferimento alla mancata previsione dell’inserimento dei titolari di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002; quanto piuttosto ad ottenere il diritto all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per le classi di concorso AAAA e/o EEEE (primaria e/o infanzia) per la provincia di Venezia.
5. – In conclusione, in applicazione dei suindicati criteri di riparto, deve dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario, dinnanzi al quale vanno rimesse le parti.
La Corte, pronunciando a Sezioni Unite, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, dinnanzi al quale rimette le parti; compensa le spese del regolamento.