Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1308-codice-civile-costituzione-in-mora
Timestamp: 2016-12-08 21:59:15+00:00
Document Index: 53276853

Matched Legal Cases: ['art. 1310', 'art. 1308', 'art. 1891', 'art. 1308', 'art. 1292', 'art. 1453']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	La costituzione in mora di uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri (1), salvo il disposto dell’art. 1310 (2).
CommentoCostituzione in mora: [v. 1282]; Debitore: [v. 1175]; Creditore: [v. 1174]; In solido: [v. 1292].
(1) La norma si riferisce solo alla mora ex persona o per intimazione e non anche a quella ex re [v. 1219], che si determina automaticamente a carico di tutti i condebitori.
(2) Anche la mora non produce effetti sfavorevoli verso i consorti diversi da quelli nei cui confronti è stata determinata. Tuttavia l’effetto interruttivo della prescrizione [v. 2943] si determina eccezionalmente anche nei confronti dei condebitori non costituiti in mora.
In tema di responsabilità solidale del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti e dei colleghi di lavoro per l' infortunio sul lavoro occorso al lavoratore, alla stregua dell'art. 1308, comma 2, c.c., il lavoratore chiamato a rispondere in solido con il datore di lavoro per una richiesta di indennizzo da parte dell'Inail, assume la veste di coobbligato ed ha titolo per esercitare i diritti nascenti dal contratto assicurativo per la responsabilità civile stipulato dal datore di lavoro (a copertura dell'anzidetto obbligo nei confronti dell'istituto previdenziale) (art. 1891 c.c.) e, in particolare, per inoltrare alla compagnia assicuratrice la comunicazione del danneggiato recante la richiesta di indennizzo avanzata dall'Inail, così supplendo all'inerzia del datore di lavoro ed interrompendo la prescrizione annuale per l'esercizio dei diritti nascenti dal rapporto assicurativo.
Cassazione civile sez. lav. 31 dicembre 2009 n. 28295 Mandato e rappresentanza
La ratifica del negozio rappresentativo compiuto dal "falsus procurator", sia che questo abbia agito senza averne i poteri, sia che abbia ecceduto i limiti delle facoltà conferitigli, può risultare, oltre che da dichiarazione espressa, anche da atti o fatti che implichino necessariamente la volontà del "dominus" di far proprio il negozio stesso, di cui conosca il contenuto, salva la necessità della forma scritta ove questa sia richiesta "ad substantiam".
Cassazione civile sez. II 15 novembre 1994 n. 9638
La solidarietà attiva, anche al fine dell'estensione a favore degli altri creditori degli atti di costituzione in mora o d'interruzione della prescrizione (art. 1308 e 1310 c.c.), postula che ciascuno di più soggetti sia abilitato a chiedere l'adempimento dell'intera prestazione (art. 1292 c.c.), e, pertanto, non è ravvisabile rispetto alle posizioni creditorie discendenti dalla perdita per fatto illecito di un bene oggetto di comunione, atteso che il diritto di ognuno dei comproprietari inerisce esclusivamente al ristoro del pregiudizio verificatosi nel suo patrimonio, autonomo e distinto, nonostante l'identità dell'evento generatore, da quello determinatosi nella sfera economica degli altri comunisti. (Fattispecie relativa al dedotto effetto interruttivo della prescrizione in dipendenza del giudizio instaurato da altro comproprietario del terreno).
Cassazione civile sez. I 08 giugno 1994 n. 5533 Espropriazione
Con riguardo alla responsabilità della pubblica amministrazione per "occupazione appropriativa" del fondo irreversibilmente acquisito nella realizzazione di opera pubblica, l'appartenenza del fondo medesimo a più comproprietari non implica solidarietà attiva in un unico credito risarcitorio, ma comporta l'insorgenza dell'autonomo diritto di ciascuno di detti comproprietari al ristoro del pregiudizio verificatosi nel suo patrimonio. Pertanto, il giudizio promosso dal singolo condomino per il risarcimento del danno non vale ad interrompere la prescrizione del credito degli altri, senza che siano invocabili le diverse regole operanti nel distinto caso dell'opposizione alla stima indennitaria proposta da uno dei comproprietari espropriati (ove la domanda coinvolge necessariamente l'intero ammontare dell'indennità stessa).
Cassazione civile sez. I 08 giugno 1994 n. 5533
In relazione ad un unico rapporto di locazione stipulato con una pluralità di soggetti, qualora la domanda giudiziale di risoluzione per inadempimento (nella specie morosità) del contratto venga proposta nei confronti di uno solo dei conduttori ed estesa agli altri successivamente, il pagamento dei canoni scaduti, effettuato dal primo chiamato in giudizio anteriormente all'integrazione del contraddittorio nei confronti dei coobbligati, è idoneo a sanare la morosità, non potendo operare la preclusione di cui all'art. 1453, comma ultimo, c.c., trattandosi di rapporto inscindibile in relazione al quale decadenze e preclusioni, verificatesi nei confronti di alcuno dei litisconsorti, non possono pregiudicare la posizione degli altri necessari contraddittori, prima della loro chiamata in giudizio.
Cassazione civile sez. III 08 marzo 1983 n. 1706 Art. precedente
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