Source: http://www.canestrinilex.com/risorse/stupefacente-detenzione-consumatore-spaccio/
Timestamp: 2016-07-29 19:46:29+00:00
Document Index: 181651162

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'sentenza ', 'art. 73', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 73', 'art. 73']

La detenzione di sostanza stupefacente è reato? Piccolo vademecum del consumatore » CanestriniLex :: Studio Legale Canestrini Studio Legale Canestrini
Il consumo di sostanze stupefacenti (marijuana, cocaina, eroina, MDMA, ..) non è reato per effetto del referendum abrogativo del 1993, ma può comunque avere effetti negativi (sia per le conseguenze sulla patente che per il rischio di trovarsi indagati per spaccio). Se durante una perquisizione (quasi mai davvero casuale) viene trovata sostanza stupefacente, in ogni caso, verranno compromessi la patente (dato che verranno ordinati esami anche tossicologici per valutare la persistenza della idoneità alla guida), il porto d'armi, il permesso di soggiorno, il passaporto (cd. sanzioni amministrative ex art. 75 DPR 309/90) ma non necessariamente si viene invece arrestati o denunciati a piede libero; per le novità riguardanti la disciplina sugli stupefacenti dopo la sentenza della Corte Costituzionale del febbraio 2014 (in vigore dal 6 marzo 2014) si veda il relativo approfondimento.
COSA SIGNIFICA "SPACCIO" E COME SI ACCERTA CHE DETENEVO DROGA PER SPACCIARE
Intanto, è utile premettere che spaccio significa cessione ad un altra persona, anche gratuitamente ed anche una dose minima: regalare una "canna" o fornire una "riga" ad un amico è dunque spaccio.
Lo spaccio e la detenzione ai fini di spaccio vanno peraltro provati dall'accusa: infatti, a seguito della depenalizzazione della detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti in esito al referendum abrogativo di talune disposizioni del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (D.P.R. 5 giugno 1993 n. 171), la destinazione allo spaccio costituisce un elemento costitutivo del reato di illecita detenzione di droga e, come tale, deve ovviamente essere provata dall’accusa, non potendo farsi carico all'imputato di provare la destinazione a uso personale della sostanza di cui e stato trovato in possesso (cfr. tra le altre, Cass. pen., sez. VI, 29/04/2003, n. 26709, Pezzella). Sussiste peraltro il cd. onere di allegazione, cioè l'onere di far presente elementi di discolpa.
Ai fini della configurabilità del reato previsto dall’art. 73 d.P.R. n. 309/90, dunque, non è l'indagato / la difesa a dover dimostrare l’uso personale della droga detenuta (così da potersi giovare della "sole" sanzioni amministrative previste dall’art. 75 dello stesso d.P.R.); è invece l’accusa, secondo i principi generali, a dover dimostrare la detenzione della droga per uso diverso da quello personale (cfr. da ultimo, Cass. Pen. Sez. 4, 4-6-2004 n. 36755, Vidonis; Cass. Pen. Sez. 6, 22-9-2003, Pommella).
La valutazione in ordine alla destinazione della droga (se al fine dell’uso personale - penalmente irrilevante - o della cessione a terzi - penalmente rilevante) è effettuata dal giudice secondo parametri come:
La destinazione della droga al fine di spaccio, quindi, è argomentata anche facendo esclusivamente riferimento ad elementi asseritamente "oggettivi univoci e significativi" (anche senza dichiarazioni di terze persone) come il quantitativo della droga sequestrata, il rinvenimento dello strumentario che lo spacciatore tipicamente utilizza per il confezionamento delle dosi (bilancino, etc.), la ripartizione in dosi singole pronte per la distribuzione, le modalità di detenzione della droga (cfr. ex pluribus, Cass., Sez. VI, 1-4-2003, Grisolia).
Cercando di spiegare i singoli elementi (chiamati indiziari perchè costituiscono indizio di un reato):
Maggiore è il peso (lordo) maggiore è la "presunzione" che la sostanza stupefacente sia detenuta ai fini di spaccio (almeno parziale), anche se il solo superamento del cd. peso soglia non comporta di per sè la sussistenza del reato. Se però oltre al peso trovano anche un altro indizio (es. bilancino), la cosa si mette male. Anche peggio se trovano la sostanza ripartita in diverse "pesature" (es. 3 pezzi da un grammo, e ciò perchè è indice di un confezionamento per la vendita, cfr. sotto)
Maggiore è la purezza / qualità della sostanza stupefacente (percentuale di principio attivo) più si suppone cheil detentore sia spacciatore e non consumatore. Se trovano più sostanze (cocaina e hashish, ma anche marijuana e hashish), è un indizio per la destinazione a terzi (perchè la giurisprudenza nega in genere la possibilità di un cd. poliuso). E' evidente che se viene trovata anche sostanza da taglio (es mannite), la destinazione a terzi della sostanza è praticamente provata (il consumatore infatti non talgierà mai la sostanza che vuole consumare).
Se viene ritrovata sostanza stupefacente nella disponibilitò di chi si dichiara consumatore, l'interessato deve poter provare di avere reddito lecito sufficiente per potersi pagare il consumo. Se il consumatore infatti non ha lavoro ma in sede di perquisizione viene trovata sostanza stupefacente, la giurisprudenza presume lo spaccio per pagare con il ricavato le dosi che vengono consumate. La presenza di soldi contanti è altro indizio (forte) di spaccio.
Il ritrovamente di un bilancino (anche non di precisione) significa una condanna (praticamente) certa. Così come la presenza di sacchetti di nylon, magari tagliati, o scatoline, sacchettini con la zip, bustine (es. quelle trasparenti delle sigarette), ..
Quanto sopra evidentemente non vale se c'è la prova dello spaccio: se ad es. vengo colto in flagranza, cioè mentre cedo la droga ad altri, c'è piena prova del reato senza necessità di ricorrere ad indizi (identicamente, basta che una persona dichiari che ha ricevuto dall'indagato della sostanza stupefacente per ritenere accertato il reato di spaccio: è dunque sbagliato ritenere che vi sia "la mia parola contro la sua", dato che la parola dell'indagato non vale nulla; è errato anche la credenza per la quale per costituire la prova dello spaccio ci vogliono "3 firme" ..ne basta e avanza una).
La perquisizione positiva sulla persona comporta quasi sempre anche la successiva perquisizione della macchina e della casa; ai sensi dell'articolo 103 TU Stup. (DPR 309/1990) gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, nel corso di operazioni di polizia per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, possono procedere in ogni luogo al controllo e all’ispezione dei mezzi di trasporto, dei bagagli e degli effetti personali, anche senza mandato dell'autorità giudiziaria, quando hanno fondato motivo di ritenere che possano essere rinvenute sostanze stupefacenti o psicotrope. Dell’esito dei controlli e delle ispezioni è redatto processo verbale in appositi moduli, trasmessi entro quarantotto ore al procuratore della Repubblica il quale, se ne ricorrono i presupposti, li convalida entro le successive quarantotto ore. Gli operanti sono peraltro tenuti a rilasciare immediatamente all’interessato copia del verbale di esito dell’atto compiuto.
Consegna spontanea della sostanza stupefacente alla polizia, come in generale condotta collaborativa. Consiglio peraltro di segnalare e far scrivere sul verbale di perquisizione e sequestro anche il ritrovamento elementi indicativi di consumo (es. chilum, siringhe o cartina, grinder, o mozziconi di spinelli eventualmente presenti). Se non viene aggiunto dai pubblici ufficiali, lo si può rilevare personalmente anche aggiungendolo a penna; si può sempre rifiutare di firmare, anche eventualmente indicandone il motivo.
Per quanto possa sembrare incredibile, la coltivazione di marijuana (anche di una sola piantina sul balcone di casa) è considerata sempre reato a condizioni che la pianta possieda una efficacia drogante anche minima (cfr. approfondimento sulla coltivazione di marijuana).
Incostituzionale l’art. 75-bis del d.P.R. 9 ottobre 1990,
n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina
degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura
e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza).
Droghe pesanti: è rilevante e non manifestamente infondata
la questione di legittimità costituzionale dell’art. 73,
comma 1 d.P.R. n. 309 del 1990, nella parte in cui prevede
la pena edittale minima di anni 8 di reclusione ed €
25.822,00 di multa, anziché quella di anni 4 di reclusione
ed € 10.329,00 di multa, per violazione degli artt. 3, 11,
27, comma 3 e 117 Costituzione.
Importazione di sostanze stupefacenti e locus commissi delicti Il delitto di importazione di sostanze stupefacenti
attraverso l’uso del mezzo aereo si consuma nel momento in
cui la merce viene introdotta nello spazio aereo anche se
non abbia ancora superato la barriera doganale.
Si deve riconoscere il reato autonomo di lieve entità di
cui all’art. 73 co. V D.P.R. n. 309/1990 nelle condotte di
modesta e non rilevante detenzione di sostanze stupefacenti;
e nelle condotte di cessione a consumatori finali, anche
plurime e continuative, effettuate con rudimentale
organizzazione di mezzi e di persone, quando non risulti una
diretta partecipazione ad attività organizzative di
rilevante pericolosità
stupefacenti cedu reati stradali offensività guida in stato di ebbrezza separazione etilometro camera di consiglio addebito minore età immigrazione prevenzione medicinali rimpatrio radiografia ragionevole dubbio prova indiziaria udienza pubblica responsabilità civile del magistrato udienza camerale Recenti pubblicazioni
Fini-Giovanardi, ed il 21 marzo 2014? Udienza camerale e CEDU (Cass. 30408/16)
Ogni persona ha diritto che la sua causa sia esaminata in
udienza pubblica se il giudice deve esprimere un giudizio di
merito idoneo ad incidere in modo diretto, definitivo e
sostanziale su beni dell'individuo costituzionalmente
Ragionevole dubbio e prova indiziaria: in tema di
valutazione della prova indiziaria il giudice di merito non
può limitarsi ad una valutazione atomistica e parcellizzata
degli indizi, né procedere ad una mera sommatoria di questi
ultimi, ma deve valutare, anzitutto, i singoli elementi
indiziari per verificarne la certezza, saggiarne
l'intrinseca valenza dimostrativa (di norma solo
possibilistica) e poi procedere ad un esame globale degli
elementi certi, per accertare se la relativa ambiguità di
ciascuno di essi, isolatamente considerato, possa in una
visione unitaria risolversi, consentendo di attribuire il
reato all'imputato "al di là di ogni ragionevole dubbio" e,
cioè, con un alto grado di credibilità razionale,
sussistente anche qualora le ipotesi alternative, pur
astrattamente formulabili, siano prive di qualsiasi concreto
riscontro nelle risultanze processuali ed estranee
all'ordine naturale delle cose e della normale razionalità
Il tradimento non è sufficiente ai fini della pronuncia di
addebito della separazione, dovendosi verificare se la
violazione dell'obbligo di fedeltà sia causa o conseguenza
della crisi coniugale.