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Timestamp: 2020-02-22 14:19:33+00:00
Document Index: 168851800

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 44', 'art. 48', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 20', 'art.17', 'art. 24', 'art. 23']

ADUC - Avvertenze - La pulce nell'orecchio - Otto per mille alle confessioni religiose: aggiornamento per il 2009
Otto per mille alle confessioni religiose: aggiornamento per il 2009
18 giugno 2010 7:15
(In data 7 maggio 2009 è comparso l’Aggiornamento OPM Stato 2009)
(NOTA BENE: I dati contenuti in questa informativa, scritta il 17.6.2010, sono stati AGGIORNATI il 9 luglio col rendiconto delle ADI -vedere punto B/6)
A) Le confessioni religiose che concorrono all'assegnazione dell'OPM sono ancora 6, come gli anni passati. Eccole elencate nella loro denominazione ufficiale (fra parentesi l'eventuale abbreviazione che userò in questa panoramica):
1) Chiesa cattolica; 2) Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi (Valdesi); 3) Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI); 4) Chiesa evangelica luterana in Italia (Luterani); 5) Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (Avventisti); 6) Assemblee di Dio in Italia (ADI).
B) E' opportuno ricordare che l'OPM distribuito nel 2009 è quello relativo alla dichiarazione dei redditi IRPEF (ora IRE) del 2006 (anno in cui si dichiararono i redditi percepiti nel 2005).
1. DA UNO SGUARDO D'INSIEME (ancora un po’ carente) SUL 2009 …
La carenza è dovuta al fatto che permane la “secretazione” governativa dei dati analitici relativi sia alle scelte espresse sia alla ripartizione fra i diversi beneficiari. Del primo silenzio è responsabile l’Agenzia delle Entrate (o il Ministero dell’Economia) che non risponde più alle richieste; del secondo lo è la Presidenza del Consiglio che non ha più aggiornato il proprio sito dal 2008 (compreso). La situazione è ancora quella denunciata nell’articolo del 1 maggio 2009: Alla ricerca del dato perduto.
Tuttavia, i dati più essenziali sono stati ottenuti grazie al prezioso Dossier della Camera dei Deputati [Linkare il sito della Camera 2009]
(http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/BI0026.htm) e quindi anche per il 2009 si può garantire un’informazione attendibile, anche se, per così dire, di “seconda mano”.
Scelte espresse globali:
Per l'anno di distribuzione OPM 2009 (dichiarazione redditi 2006) le scelte espresse sono state il 43,43% e quelle non espresse, quindi, il 56,57%. Rispetto al 2008 le scelte espresse hanno registrato un incremento dell’1,6.
Percentuali di gradimento per ogni beneficiario:
Disponendo anche delle percentuali di gradimento espresso dal 43,43% dei contribuenti, è possibile calcolare la percentuale in assoluto, cioè sul 100% dei contribuenti:
Stato: 11,18% scelte espresse pari al 4,85% del totale contribuenti
C. cattolica: 86,05 scelte espresse pari al 37,37% del totale contribuenti
Avventisti: 0,19% scelte espresse pari allo 0,08 del totale contribuenti
ADI: 0,18% scelte espresse pari allo 0,08 del totale contribuenti
Valdesi: 1,80% scelte espresse pari allo 0,78% del totale contribuenti
UCEI: 0,37% scelte espresse pari allo0,16% del totale contribuenti
Luterani: 0,23% scelte espresse pari allo 0,10% del totale contribuenti
E' appena il caso di ricordare che, secondo l'ingiusto meccanismo della distribuzione dell'OPM, teso a favorire la Chiesa cattolica, quest'ultima, col solo 37,37% delle preferenze si porta a casa l'86,05% dell'intero ammontare OPM che quest'anno (2009) era di euro 1.061.262.617 (su un totale IRE di euro 132.657.827.121)
In proporzioni infime, è naturale, la distribuzione di tutto l'OPM secondo le scelte espresse riguarda anche gli altri percettori, ad eccezione, ancora delle ADI (Assemblee di Dio in Italia) e dei Valdesi, che continuano a incassare solo la somma corrispondente alla quota espressa, rispettivamente dello 0,08% e dello 0,78%, anche se questi ultimi hanno visto ratificata la modifica della loro Intesa con la L. 68/2009 e quindi, dal 2012, dovrebbero usufruire anche della quota non espressa.
a) RIPARTIZIONE DELL'AMMONTARE OPM 2009
Secondo il Dossier della Camera sopra citato l'ammontare dell'OPM per il 2009 risulta essere di euro 1.061.262.617.
Alla Chiesa cattolica risultano assegnati a titolo di anticipo per il 2009 (cioè denuncia redditi 2009) euro 913.216.482 (per la cifra realmente incassata, vedere alla voce: “Chiesa cattolica”);
Agli Avventisti euro 1.910.273;
Ai Luterani euro 2.440.904;
All'UCEI euro 3.926.672;
Ai Valdesi euro 8.298.225 (solo prima distribuzione relativa alle quote espresse);
Alle ADI euro 875.924 (idem come per i Valdesi).
2) …. AI PARTICOLARI …. BENEFICIARIO PER BENEFICIARIO
A)	LO STATO…..
a)	Percepisce anche la quota non espressa;
b)	Ha percepito la quota non espressa dei Valdesi e delle ADI (pari a euro 11.887.054);
c)	Per legge è tenuto a finanziare, esclusivamente tramite apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, progetti straordinari nelle seguenti aree di intervento: fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione beni culturali (cosa che è avvenuta integralmente solo negli anni 1992 e 1993).
Benché per l'OPM a diretta gestione statale siano già state fornite informazioni precise il 7 maggio 2010 [LINK] conviene fare qui un breve riepilogo.
Preferenze relative per l'anno di distribuzione 2009: 11,18%, preferenze assolute 4,85%.
A causa delle numerose distrazioni che si trascinano dal 2004, col DPCM 27.11.2009, lo Stato ha gestito, come si deve, solo euro 43.969.406, invece dei 130 milioni e mezzo di euro che i contribuenti (e le quote non espresse ADI e Valdesi) gli avevano assegnato.
Nel 2009 delle 768 domande valide pervenute al Governo ne sono state finanziate solo 96 (in gran parte solo parzialmente), il che corrisponde al 12,50%. E’ infine bene ricordare che il 48% dell’intera somma gestita con DPCM è andato alla conservazione di beni relativi alla confessione cattolica.
B)	……. E LE CONFESSIONI RELIGIOSE
1)	CHIESA CATTOLICA: nel 2009 preferenze relative: 86,05,
assolute 37,37%.
b)	finanzia il culto (compreso stipendio ai preti) e, in piccola parte (circa il 20%), opere di carità.
Per il 2009 l’assegnazione globale euro 967.538.542,68 (di cui euro 913.216.481,90 come anticipo dell’anno 2009 ed euro 54.322.060,78 come conguaglio per il 2006). Tale gettito è inferiore a quello del 2008 di poco più di 43 milioni e la CEI, nella sua 59.a Assemblea generale (maggio 2009) [mettere link a ns. allegato], ha provveduto a ripianare il “deficit”, attingendo 42 milioni di euro dal fondo di accantonamento creato nel 2001, integrando la voce “esigenze di culto”, che era uscita penalizzata nella ripartizione iniziale (in totale, quindi, la CEI nel 2009 ha gestito di nuovo poco più di un miliardo di euro). Tuttavia, per non creare confusione, si riportano qui i dati relativi alla sola assegnazione OPM 2009 (quindi senza l’integrazione ora citata):
Esigenze di culto e pastorale euro 381.238.542,68 (39,40%)
Interventi caritativi: euro 205.000.000,00 (21,19%)
Sostentamento del clero: euro 381.300.000,00 (39,41%)
Nel documento citato non figura alcuna voce relativa alle spese per la pubblicità, come non figura neppure nel …
… RENDICONTO 2008
Che è la vera novità di quest’anno. Infatti, finalmente, sul suo sito la Chiesa cattolica pubblica il rendiconto 2008 ex art. 44 della Legge 222/1985 [LINK ad allegato]. Non solo, aggiunge anche le assegnazioni alle diocesi per il 2009, e lascia come “ripartizione storica dei fondi” quello che prima faceva passare come “rendiconto”. Me ne compiaccio. Anche se la mia precisione in materia, che rasenta l’acribia, non è completamente soddisfatta. Ma qui il problema è rappresentato in gran parte dalla struttura dell’art. 44 che può diventare un tema di approfondimento un’altra volta. Adesso basti dire che tale articolo esige una scrupolosa disamina in ben sette punti della situazione del clero, a cui è rivolto il sostentamento, ma liquida in un sol punto “gli interventi operati per le altre finalità previste dall'art. 48” (LINK ad allegato già presente sul sito), vale a dire “le esigenze di culto della popolazione e gli interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo”. Ma il passo fatto adesso dalla Chiesa cattolica, anche con la pubblicazione delle assegnazioni alle singole diocesi, è senz’altro nella giusta direzione di una maggiore trasparenza della gestione di questa grande mole di fondi pubblici che essa riceve.
Esame del rendiconto 2008: a dire il vero, manca la menzione della cifra complessiva incassata, che si ottiene però facendo la somma delle tre grandi voci (sostentamento clero, esigenze culto e pastorale, interventi caritativi) e che raggiunge il totale di 1.002.513.714,96 e che risulta essere stata così ripartita:
a) Esigenze di culto e pastorale euro 424.513.714,96 (42,34%)
b) Interventi caritativi: euro 205.000.000,00 (20,45%)
c) Sostentamento del clero: euro 373.000.000,00 (37,21%)
Per quanto riguarda la voce b), 85 milioni (41,46%) sono andati a favore del Terzo Mondo, mentre i restanti 120 milioni (58,54%) sono stati gestiti in Italia, in parte dalle Diocesi, in parte dalla CEI.
Per quanto riguarda la voce a) queste sono le categorie specifiche:
edilizia di culto 185 milioni di euro;
alle diocesi per sostegno attività culto e pastorale 160 milioni;
interventi rilievo nazionale CEI 38 milioni;
“fondo speciale” promozione catechesi ed educazione cristiana euro 32.513.714,96;
attività Tribunali ecclesiastici regionali (cause matrimoniali) 9 milioni di euro.
Per quanto riguarda l’edilizia per il culto, qui si è rimasti un passo indietro rispetto alla “ripartizione per il 2008”, in cui si specificavano tre settori di intervento: nuova edilizia di culto 110 milioni; costruzione case canoniche nel sud d’Italia 68 milioni e restauro beni culturali ecclesiastici 68 milioni, pari, quest’ultima cifra, al 6,78% del totale OPM ricevuto. Si può pensare, tuttavia, che non ci si sia discostati di molto da quelle indicazioni, che mi auspico di trovare esplicitate nei prossimi rendiconti.
Per quanto concerne la voce c), il sostentamento del clero, come già accennato, essa contiene numerosi dati che qui si riassumono, rimandando alla lettura del documento integrale [LINK di nuovo].
Il numero totale dei preti interessati è stato di 37.689, di cui 34.649 abili al servizio a tempo pieno nelle diocesi e 3.040 non abili a detto servizio (non si capisce se l’abilità derivi da cause di salute o di altro genere). Per i primi, lo stipendio oscilla fra 960 e 1.788 al mese (12 mensilità); per i secondi, varia da 1.296 a 1.572 al mese.
Oltre all’importo di 373 milioni di euro attinto dall’OPM, la CEI dichiara di aver ricevuto nel 2008 erogazioni liberali per euro 16.803.400 (totale euro 389.803.400).
Il numero dei preti con remunerazione intera è stato di 180, mentre 34.743 preti hanno ricevuto solo un’integrazione a redditi percepiti per conto proprio.
Le ritenute fiscali sono state di euro 70.357.029, mentre i contributi previdenziali sono stati di euro 27.381.687.
Infine, l’Istituto centrale per il sostentamento del clero ha provveduto a finanziare gli istituti diocesani per una somma pari a euro 360.030.312.
2. VALDESI anche per il 2009 SOLO SCELTE ESPRESSE, quindi lo 0,78% del totale OPM anziché 1,80% per una rimessa ministeriale di euro 8.298.224,65 (La cifra gestita è però lievemente superiore per interessi e sopravvenienze attive, e cioè di euro 8.480.965,34).
Sul loro sito sono consultabili tutti i rendiconti -veramente degni di questo nome, perché rimandano ai singoli percettori degli aiuti- a partire dal primo anno di ricezione dell'OPM, cioè dal 1997 (denuncia redditi del 1994 per i redditi del 1993).
Due sono le caratteristiche dell'uso OPM di questa confessione:
a. Come già detto, percepisce ancora soltanto la cifra espressa;
a.	Tutto l'OPM percepito dai Valdesi è usato per finanziare progetti culturali e di solidarietà in diversi campi, in Italia e all'estero (è escluso qualsivoglia finanziamento di ciò che riguarda il culto).
L'articolazione generale delle voci è la seguente:
Progetti in Italia (e Rio de la Plata-Uruguay): euro 5.495.256,39 (64,79%).
Progetti all'estero: euro 2.453.208,89 (28,92%)
(N.B.: Per quanto il Rio de la Plata si trovi in Sud America, quella chiesa, fin dalle origini, è considerata strettamente legata alla comunità italiana).
Per l'Italia, nel 2009 è ata confermata la voce "Ricerca" con l'erogazione di euro 210.000 (70mila all'Università di Bologna, 70mila all'Università di Milano e 70mila all’Ospedale fiorentino di Careggi) per la ricerca sulle cellule staminali.
Ecco adesso la ripartizione per le singole aree di intervento relative all'Italia (euro 5.495.256,39):
Anziani e sanità: euro 710.580,00 (12,94%);
bambini e giovani: euro 804.565,14 (14,64%);
cultura, pace e diritti umani: euro 1.579.333,25 (28,74%);
occupazione, assistenza sociale: euro 1.566.138,00 (28,50%)
rifugiati, migranti e nomadi: euro 372.640,00 (6,78%)
Ricerca (cellule staminali): euro 210.000 (3.82%);
a cui si aggiungono le voci:
Terremotati Abruzzo: euro 242.000,00 (4,40%)
Fondo emergenza: euro 10.000 (0,18%)
Per quanto riguarda la cifra destinata ai progetti all'estero (Europa dell'est, Africa, America meridionale, Asia), pari a euro 2.453.208,89, la ripartizione è stata la seguente:
bambini e giovani: euro 632.573,80 (25,79);
sviluppo agricolo e attività produttive: euro 439.826,70 (17,93);
assistenza sociale: euro 614.699,79 (25,05%);
anziani e sanità: euro 536.789,60 (21,88%);
cultura, pace e diritti umani: euro 229.319,00 (9,35%).
Per le spese per la pubblicità e la gestione OPM vedere l'apposito capitolo in chiusura di questa informativa.
3.	AVVENTISTI: nel 2009 preferenze relative: 0,19; assolute: 0,08% per un totale di euro 1.860.449,49.
a)	Percepiscono anche la quota non espressa
b)	Tutto l'OPM viene è usato per finanziare progetti culturali e di solidarietà in diversi campi, in Italia e all'estero (è escluso qualsivoglia finanziamento di ciò che riguarda il culto).
Da esso risulta che hanno ricevuto dallo Stato euro 1.910.272,71, La maggior parte di questa somma, e cioè euro 1.552.340,91 (81,26%) è stata spesa per finanziare progetti in diverse regioni italiane, mentre sono stati indirizzati all'estero euro 84.368,00 (ca. 4,42%) (per studenti bisognosi all'estero e progetti umanitari in Africa e Albania).
(Per le spese di pubblicità e gestione vedere alla voce apposita).
4. LUTERANI: preferenze relative nel 2009 0,23% assolute: 0,10% (pari a 41.405 firme), per un totale di euro 2.440.904.
a)	percepiscono anche la quota non espressa;
b)	finanziano sia il culto (compreso un sostegno ai pastori) sia interventi culturali e di solidarietà in Italia e all'estero.
Il loro archivio OPM, però, è aggiornato al 2008, quando avevano ricevuto euro
2.583.957,62. A questa cifra vanno aggiunti euro 443.124,53 che non erano stati spesi negli anni precedenti. Quindi, la gestione totale dei Luterani è stata nel 2008 di euro 3.027.082,15.
Non forniscono un vero e proprio rendiconto, ma solo indicazioni globali area per area; fanno conoscere però anche le spese di gestione e pubblicità.
La suddivisione fondamentale per il 2008 è questa (tenendo presente che le percentuali fornite qui risultano lievemente inferiori a quelle riportate sulla loro informativa, perché sono state calcolate sulla cifra globale e non solo sulla rimessa statale per il 2008):
EVANGELIZZAZIONE: EURO 1.115.453,67 (36,85%)
MINISTRI DI CULTO: euro 678.800,00 (22,42%);
MISSIONE: euro 316.500,00 (10,45%)
CULTURA: euro 296.609,42 (9,80%)
OPERE SOCIALI: euro 259.200,00 (8,56%)
Per le spese di gestione e pubblicità (2,29%) vedere l'apposita voce di seguito.
5. UCEI: preferenze relative per il 2009 0,37%, assolute 0,16% per euro 3.926.672.
a)	Gli Ebrei percepiscono anche la quota non espressa;
b)	non spendono per il culto e il mantenimento dei rabbini, ma esclusivamente per opere di carattere culturale, sociale e di solidarietà.
I dati accessibili attualmente sul loro sito sono fermi alla gestione del 2005 (per loro 2004), anche se due anni fa si potevano consultare pure quelli della distribuzione OPM del 2006 (per loro 2005), che riporto di seguito:
Lo stanziamento ministeriale era stato di euro 3.756.940.
I rendiconti dell'UCEI si limitano a indicare la cifra ricevuta dallo Stato e le destinazioni in percentuale. Sono menzionate due aree di intervento più le spese per la pubblicità: a) impiego diretto UCEI; b) impiego delegato a comunità ed enti.
Nel 2006 (2005 sul sito UCEI) la somma OPM è stata così distribuita:
a) 23,58%
b) 65,60%
Le spese per i beni culturali e archivistici rappresentano il 2,55% della voce a) e il 5,06% della voce b). Per la tutela delle minoranze si è speso il 2,38% della voce a).
(Dal 2005 l'UCEI ha sostenuto dei progetti della Protezione civile nello Sri Lanka; nel 2006 si è trattato dell'aiuto alle donne partorienti e ai neonati in una regione di questo stato insulare asiatico).
6.	ADI: AGGIORNAMENTO: SOLO SCELTE ESPRESSE, nel 2009 lo 0,08% del totale OPM, anziché lo 0,18% per euro 875.923,71.
a)	Come già detto, percepisce soltanto la cifra espressa;
b)	Tutto l'OPM percepito dalle ADI è usato per finanziare progetti culturali e di solidarietà in diversi campi, in Italia e all'estero (è escluso qualsivoglia finanziamento di ciò che riguarda il culto).
Alla data del 9 luglio 2010 sulla homepage del loro sito, alla voce "Utilizzo fondi derivanti dall'Otto per mille Irpef"
si trova un soddisfacente rendiconto per il 2009.
Nel complesso, nel 2009, hanno gestito euro 1.149.447,96, perché all'OPM 2009 sono stati aggiunti interessi netti pari a euro 7.562,29 e si sono attinti euro 265.961,96 alla rimanenza del 2008 (in totale essa era stata di euro 637.982,09).
Sono state finanziate opere in Italia per euro 1.104.330 (96,07%) e all'estero per euro 45.000 (3,91%). Dichiarano anche le spese di gestione (vedi voce seguente).
SPESE DI GESTIONE E PUBBLICITA'
CHI LE DICHIARA …
I Valdesi nel 2009 hanno speso per la gestione euro 9.669,29, per il personale addetto euro 57.174,12 e per la pubblicità euro 465.656,65 (in tutto euro 532.500,06 pari al 6,28% della cifra amministrata; la sola pubblicità incide per il 5,49% sempre dell'intera cifra gestita).
Gli Avventisti dichiarano nel rendiconto 2009 euro 165.101,41 per la campagna informativa e euro 45.606,16 per spese di gestione, per un totale di euro 210.707,57 ( l'incidenza della sola pubblicità sulla somma gestita è pari all’8,64%).
I Luterani, a loro volta, dichiarano per il 2008 la spesa di euro 69.400,00 (2,30%) per gestione e pubblicità.
Le ADI, da quest'anno, dichiarano anche le spese di gestione, pari, per il 2009, a euro 117,96 (0,01%). Come è noto, le ADI non fanno pubblicità.
L'UCEI nel 2006 (2005 sul loro sito) ha speso in gestione e pubblicità il 10,82% della somma ricevuta (euro 3.756.940,60)
Negli anni precedenti si andava dal 6,26% del 2001 all'11,18% del 2002.
… E CHI NON LE DICHIARA
Unica a non dichiarare affatto le spese di gestione è rimasta (e mi dispiace dirlo) solo la Chiesa Cattolica che certamente non si limita a suonare a distesa le proprie campane, ma dà ovunque fiato anche alle trombe, e fa rullare numerosi tamburi… Sembra proprio che l'argomento continui a essere un tabù.
Nel 2007, tuttavia, fu rotto il silenzio. L'evento (perché proprio di un evento si trattò) si registrò il giorno 8 giugno 2007, quando la SIR (Servizio Informazione Religiosa) pubblicò un'intervista al responsabile per la promozione al sostegno economico della Chiesa, Paolo Mascarino, che conteneva anche una domanda sulle spese per la pubblicità OPM (qui definita "comunicazione dell'otto per mille"). La risposta fornì la cifra di circa 9 milioni di euro all'anno (circa l'1% degli oltre 900 milioni annui che la Chiesa cattolica sta prendendo dal 2002, con la puntata di oltre un miliardo di euro nel 2003).
Di fronte a questa dichiarazione, che, a quanto mi risulta, non è mai stata smentita, si impone sempre più la richiesta alla CEI di dichiarare finalmente con scrupolo la situazione, dando un nuovo segnale di trasparenza, così come ha cominciato a fare quest’anno per la pubblicazione del rendiconto sul suo sito OPM.
Le domande a cui la CEI deve rispondere sono semplici: 1) Quanto costa la campagna pubblicitaria? 2) Quanto costa la gestione complessiva di essa (personale, ecc.)? 3) Da quali fondi viene attinto questo denaro?
La mancanza di risposte precise a tali domande autorizza chiunque a ipotizzare qualcosa di “vergognoso” e quindi “inconfessabile”, indegno, si converrà, di una organizzazione che vuole essere “madre e maestra” di moralità.
Mentre la Chiesa cattolica, dal 1990, riceve ogni anno un congruo acconto sulle sue spettanze OPM, che viene poi conguagliato tre anni dopo, le altre confessioni religiose devono attendere tre anni dalla denuncia dei redditi. Per facilitare le cose, si fornisce qui una
TAVOLA delle corrispondenze per il pagamento OPM alle confessioni diverse dalla Chiesa cattolica
OPM 2009 (Denuncia redditi del 2006 relativa ai redditi del 2005)
OPM 2008 (Denuncia redditi del 2005 relativa ai redditi del 2004)
OPM 2007 (Denuncia redditi del 2004 relativa ai redditi del 2003)
Qualche notizia sulle Intese e sulla fruizione dell’OPM
I Valdesi, i primi a firmare un'Intesa con lo Stato italiano già il 21 febbraio 1984, quando l'OPM non era stato ancora inventato né si prevedeva che il finanziamento pensato per la Chiesa cattolica potesse essere esteso anche alle altre confessioni religiose, stipularono una nuova Intesa il 25 gennaio 1993, accettando l'OPM solo per le scelte espresse, dopo molte sofferte discussioni al loro interno. Tale integrazione fu subito approvata dal Parlamento italiano ed è dai redditi di quell'anno che essi cominciarono a usufruire dell'OPM. Successivamente, sempre con molte discussioni e diversi voti contrari, il Sinodo del 2001 approvò l’accettazione anche delle quote non espresse. La nuova Intesa, firmata nel 2007, è stata ratificata con la Legge. 8 giugno 2009 n. 68 (pubblicata sulla G.U. n. 140 del 19 giugno 2009), ma fino al 2012 i Valdesi non percepiranno le quote non espresse.
Le ADI firmarono l'Intesa nel 1986 e accettarono subito l'OPM.
Gli Avventisti, nella prima Intesa (1986), avevano rinunciato all'OPM. Lo hanno poi accettato, stipulando con lo stato una nuova Intesa nel 1996 (ratificata dal Parlamento italiano nello stesso anno).
Anche l'UCEI ha stipulato due Intese; la prima nel 1987 (approvata dal Parlamento nel 1989) e la seconda nel 1996, nella quale accetta l'OPM (ratificata nello stesso 1996).
I Luterani stipularono l’Intesa nel 1993 (ratifica del Parlamento italiano del 1995).
Stesse date anche per i Battisti (Unione cristiana evangelica battista d'Italia -UCEBI). Questi ultimi, che avevano sempre detto di no all'OPM, hanno cambiato rotta nell'Assemblea del giugno 2008; si è quindi iniziato l'iter della revisione dell'Intesa, in cui si inserirà l'accettazione dell'OPM, compresa la quota non espressa, con destinazione dei fondi esclusivamente per fini umanitari, sociali e culturali.
Per concludere l'argomento, richiamo l'attenzione su quella che si può definire eufemisticamente "pigrizia" del Governo a presentare al Parlamento per la necessaria ratifica le sei nuove Intese firmate già da oltre tre anni (4 aprile 2007). A questo tema, sulla scia di un’interrogazione che il senatore Lucio Malan ha rivolto al Governo il 16 marzo 2010, ho dedicato l’articolo Intese Stato/confessioni religiose. Ratifica del Parlamento per quelle firmate nel 2007! L'interrogazione Malan
[Per quanto concerne l'OPM delle nuove Intese, la situazione è questa:
Accettano l'OPM (compresa la quota non espressa) anche l'Unione buddhista italiana (art. 19), l'Unione induista italiana (art. 20), la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia ed esarcato per l'Europa meridionale, (art. 20).
Accettano l'OPM ma NON la quota non espressa: la Congregazione dei Testimoni di Geova (art.17) e la Chiesa apostolica italiana( art. 24),.
NON accetta l'OPM: la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni (art. 23)].
Sul sito del Governo si può consultare la pagina Le Intese con le confessioni religiose, da dove si possono scaricare i testi delle intese e anche le tabelle della distribuzione OPM dal 2002 al 2007.
(A cura di Annapaola Laldi)
23 gennaio 2020 13:15
'Ci trattarono con gentilezza'
1 gennaio 2020 8:23
Primo gennaio 2020 – come un augurio
24 dicembre 2019 11:25
Natale 2019 - come un augurio
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