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Timestamp: 2018-03-23 03:08:29+00:00
Document Index: 2490684

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art.7', 'art.26', 'art.1', 'art.1', 'art. 3', 'art. 1', 'art.1']

Articoli | GUADAMELLO di NARNI – Terni
GUADAMELLO di NARNI – Terni
Articoli, Attualita, Fisco, Norme
Il 16 DICEMBRE VERSAMENTO IMU E TASI
10 dicembre 2016 Guadamello
Il versamento deve essere eseguito a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base delle delibere pubblicate alla data del 28 ottobre 2016 nel sito informatico www.finanze.it.
Ormai i siti uffici tributi dei vari Comuni sono prodighi di informazioni e tabelle e pertanto è bene farci visita. In ogni caso anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, al fine di agevolare l’adempimento ha elaborato le risposte ad alcune domande poste all’amministrazione finanziaria da vari utenti in merito alla corretta individuazione delle aliquote applicabili.
IL 16 DICEMBRE VERSAMENTO IMU TASI
CANONE 2017 : AGENZIA DELLE ENTRATE
AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL LAVORO DOMESTICO
DIS COLL – CO.CO.CO e CO.CO.PRO.
COMUNICATO STAMPA AGENZIA DELLE ENTRATE – CODICE PIN
NASPI – LA NUOVA PRESTAZIONE DI ASSISTENZA SOCIALE PER L’IMPIEGO
LEGGE 9.1.2004 N° 6 – AMMINISTRATORE DI SOGNO
1/1/2015 RETRIBUZIONI LAVORI DOMESTICI
CHIESINA DELLA MADONNA DEL MONTE
COLF E BADANTI CONTRIBUTI DAL 1.1.15
L’ISEE CAMBIA DAL 1.1.2015
TFR IN BUSTA PAGA AD INTERAZIONE DELLA RETRIBUZIONE
40^ SAGRA DELLA FREGNACCIA
PANNELLI E IMPATTO AMBIENTALE TRASCURABILE
GUADAMELLO: UN PO’ DI STORIA
SAN VITO E IL SUO PRESEPE VIVENTE
BORGO DA SALVAGUARDARE
DON FERNANDO BENIGNI
Articoli, Attualita
Canone RAI 2017: Agenzia delle Entrate
6 dicembre 2016 Guadamello
Agenzia delle Entrate Comunicato stampa del 5.12. 2016
Canone tv 2017, c’è tempo fino al 31 gennaio per presentare la dichiarazione telematica di non detenzione dell’apparecchio televisivo ,
entro il 20 dicembre per la presentazione tramite posta)
ma è preferibile anticipare i tempi.
I cittadini che non sono in possesso di un apparecchio televisivo hanno tempo fino al 31gennaio 2017 per comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, presentando il modello di dichiarazione sostitutiva disponibile online per il caso di non detenzione dell’apparecchio.
Tuttavia, visto che la prima rata per il canone tv dell’anno 2017 scatta già a partire dal prossimo gennaio, per evitare il primo addebito e di dover richiedere il rimborso, è preferibile presentare la dichiarazione sostitutiva in via telematica entro la fine di dicembre (o entro il 20 dicembre se viene presentata per posta).
Il modello di dichiarazione sostitutiva è disponibile sui siti internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it e della Rai www.canone.rai.it e va presentato direttamente dal contribuente o dall’erede tramite un’applicazione web, disponibile sul sito internet delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisco nline o Entratel rilasciate dall’Agenzia, oppure tramite gli intermediari abilitati (Caf e professionisti). Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è prevista la presentazione del modello, insieme a un valido documento di riconoscimento, tramite servizio postale in plico raccomandato senza busta all’indirizzo:
Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T.
La dichiarazione sostitutiva può essere firmata digitalmente e presentata anche tramite posta elettronica certificata all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it.
Il modello di non detenzione ha validità annuale, e quindi va presentato ogni anno se ne ricorrono i presupposti. Per ulteriori informazioni è possibile consultare la specificasezione dedicata al canone tv sui siti internet dell’Agenzia delle Entrate e della Rai.
La dichiarazione di non detenzione
La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto, da quest’anno, la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv nel caso in cui esista un’utenza elettrica nel luogo in cui una persona abbia la propria residenza anagrafica e ha previsto che, per i titolari di una utenza elettrica di tipo residenziale, il pagamento del canone tv per uso privato avvenga mediante addebito sulla bolletta elettrica, in 10 rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno. Per superare questa presunzione ed evitare quindi l’addebito in fattura, i cittadini che non possiedono l’apparecchio televisivo devono presentare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate, con cui dichiarano che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un’utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv (da parte del dichiarante stesso o di altro componente della famiglia anagrafica). Si tratta di una dichiarazione sostitutiva che se non veritiera comporta delle sanzioni anche penali (articoli 75 e 76 del DPR n.445/2000).
E’ preferibile anticipare la presentazione
La dichiarazione sostitutiva ha validità per l’anno in cui è stata presentata: tuttavia, poiché l’addebito della prima rata di canone tv partirà già dal mese di gennaio 2017, è consigliabile presentare la dichiarazione di non detenzione entro il mese di dicembre (entro fine mese per la presentazione telematica, entro il 20 dicembre per la presentazione tramite posta) per essere sicuri di evitare eventuali addebiti in bolletta e di dover presentare, successivamente, un’istanza di rimborso.
3 dicembre 2016 Guadamello
Quest’anno ho ricevuto una lettera “poesia” ad un bambino, per gli auguri di Natale da parte dell’associazione “IL CERCHIO”. Sono un gruppo di volontari desenzanesi e non solo, che da quasi 20 anni operano a Desenzano del Garda, a favore delle popolazioni più sfortunate del mondo.
La lettera mi ha colpito molto soprattutto perchè l’ho letta pensando alle manifestazioni di questi giorni organizzate contro l’arrivo in città di 20/30 profughi.
Spero che, da lunedì, a referendum celebrato, la politica torni a parlare di cose da fare per tutti : quelli che ci sono e quelli che arrivano.
Ho voluto condividere subito questo messaggio con alcuni amici inviando una e mail e poi ho pensato.. perchè non pubblicarla sul mio vecchio e arruginito blog? Ed eccom fatto e
Lettera ad un bambino mai mato nel limbo dei profughi senza nome
Tu devi vivere . Per te, minuscola creatura senza nome venuta al mondo sotto un cielo di piaggia, su un materasso di fango. Ma anche per noi che ti guardiamo inteneriti e ipocriti, disposti a piangerti morto e però non disposti ad accoglierti vivo. Sei l’ennesimo: un numero di troppo in una somma con tanti zeri. Se l’acqua con cui ti hanno lavato non sarà stata troppo fredda , se i microbi e i batteri che proliferano nella fetida melma pestata da scarpe esauste non infetteranno la ferita del cordono ombelicale , allora anche per noi ci sarà perdono.
Un giorno saprai dove, come e perchè ti è stato tolto tutto, anche il diritto appartenere, nei tuoi primi istanti, a chi ti ha generato. Invece il mondo intero ti ha visto nudo, inerme, poco più grande della mano che ti sostiene. Se resterai in questo continente , ci incontrerai a scuola, all’università, al lavoro e non potrai non chiederti dov’eravamo mentre tua madre incinta attraversava il mare bellissimo in cui noi facevamo il bagno, o camminava sotto la pioggia ai margini di una strada che non doveva condurre a nulla. E perchè nessuno le ha trovato un tetto o un letto nemmeno a lei che degli ultimi era nella condizione di essere l’ultima.
Guardando un genitore di un tuo compagno o il tuo datore di lavoro, ti chiederai se è stato tra quelli che riteneva tua madre una minaccia alla sua identità, alla sua religione o alla sua opulenza. O se è stato uno di quelli che ti hanno aiutato dandole qualcosa da mangiare, o un passaggio o anche solo la tenda dove sei nato. Misero aiuto, potrai pensare, perchè ciò che mia madre chiedeva non era cibo nè tenda , benchè avesse bisogno anche di quelli, ma della dignità di essere riconosciuta come un essere umano e il diritto di sognare un futuro per sè e per me. Che poi è l’unica ragione che muove il mondo e lo rinnova.
Forse ti diranno che tanti anni fa l’Europa era un campo di rovine e gli uomini che governavano compilarono nobili costituzioni e firmarono trattati impegnativi.
Nel 1951 la Convemcione di Ginevra ha sancito che nessuno stato che l’ha sottoscritta “può espellere o respingere, in qualunque maniera, un rifugiato alle frontiere di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbe minacciata”. Infatti non hanno espulso tua madre o te, ma non vi hanno neppure accolti infatti siete lì entrambi sospesi nel bozzono umido di una tenda. Se un giorno in Germania, in Svezia, in Danimarca mi incontrerari, chiedimi dov’ero il 12 marzo 2016 . Ti ho visto nascere, ti dirò, ti ho augurato di vivere, ho scritto di te. Tu mi dirai: non era abbastanza. Ma ci vorranno anni prima che io ti incontri e ho ancora il modo di dimostrarti che ti considero più prezioso della plastica che ti circonda, che sei tu il futuro mio e dell’unione delle nazioni e popoli di cui vorrei essere orgogliosa di fare parte . Di mostrarti che ti ho riconosciuto.
Articoli, Fisco, Norme
PIN DI ACCESSO AI SERVIZI ON LINE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
6 aprile 2015 Guadamello
DEL 1° APRILE 2015
Agenzia delle Entrate e Inps informano sul modo migliore per affrontare le prossime scadenze fiscali.
Abilitarsi a Fisconline e ottenere la password e il Pin per utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia, incluso il 730 precompilato, è semplice e gratuito. La richiesta può essere effettuata online, per telefono o in un qualsiasi ufficio territoriale delle Entrate, in modo da garantire a tutti i cittadini la possibilità di scelta sulla base delle proprie esigenze. Per quanto riguarda la Certificazione Unica dei redditi, i pensionati e gli assistiti Inps possono riceverla facilmente e gratuitamente sia online, sul sito dell’Inps, se dispongono del codice Pin rilasciato dall’ente previdenziale, sia presso i patronati. Presso Caf e altri intermediari specializzati la procedura è altrettanto semplice, ma in alcuni casi a pagamento.
Codice Pin dell’Agenzia delle Entrate: ecco come ottenerlo gratuitamente – I contribuenti che vogliono accedere a tutti i servizi online dell’Agenzia, compresa la dichiarazione precompilata, possono richiedere gratuitamente il Pin e la password personali sia online, tramite il sito internet dell’Agenzia, sia recandosi presso un ufficio delle Entrate, anche tramite soggetto delegato, oppure per telefono. Se la richiesta è effettuata dal diretto interessato presso un ufficio dell’Agenzia, viene rilasciata la prima parte del codice Pin e la password di primo accesso; la seconda parte del Pin potrà essere subito prelevata dal contribuente direttamente via internet. A garanzia degli utenti, in caso di richiesta online, per telefono, o tramite soggetto delegato, la procedura prevede che la prima parte del Pin sia rilasciata immediatamente, mentre la seconda parte, con la password di primo accesso, sia inviata per posta presso il domicilio del contribuente registrato in Anagrafe tributaria.
Certificazione unica senza costi, online – Per i pensionati, oltre che per i lavoratori che hanno ottenuto nel 2014 una prestazione di sostegno al reddito da Inps (cassintegrati, disoccupati, etc.) il modello di Certificazione Unica, necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi, è disponibile online sul sito istituzionale dell’Inps, alla voce “Servizi al cittadino”. Per questo servizio è necessario avere il Pin. Per chi non è dotato di Pin, la Certificazione Unica 2015 può essere richiesta a costo zero presso i patronati. E’ possibile ottenere lo stesso certificato anche presso i Caf e gli altri intermediari autorizzati, ma alcuni di questi fanno pagare il servizio. In seguito ad un incontro fra il presidente dell’Inps e la Consulta Nazionale dei Caf si è stabilito che tutti i Caf che appartengono alla Consulta Nazionale offriranno la possibilità di ottenere la Certificazione Unica a titolo gratuito.
Articoli, Lavoro, Previdenza
DIS COLL 2015 – CO.CO.CO e CO.CO.PRO
3 aprile 2015 Guadamello
Il Jobs Act ha previsto anche una indennità di disoccupazione, in sigla “DIS COLL” a favore dei collaboratori e collaboratoi a progetto (co.co.pro e co.co.co). Si rivolge ad una platea di lavoratori precari, spesso occupati ad intermittenza, con scarsi diritti e tutele. E’ da apprezzare almeno l’iniziale attenzione al fenomeno.
Anche se in via sperimentale per il 2015 e anche se ancora mancano le indicazioni INPS è già in vigore. L’ha prevista l’art. 15 del Decreto L.vo n. 22/2015 . E’ prevista un’eventuale estensione agli anni successivi compatibilmente con ulteriori risorse finanziarie.
DESTINATARI ED ESCLUSI
Spetta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto ( co.co.co e co.co.pro.);
* i titolari di partita IVA,
* gli amministratori e i sindaci di società.
Per poter beneficiare della nuova indennità occorre :
a) essere iscritti in via esclusiva alla Gestione separata;
b) aver perduto involontariamente il posto di lavoro, non aver rassergnato le dimessioni volontarie, fatta eccezione per i casi previsti dalla legge (le dimissioni per giusta causa) ed essere iscritti presso il centro per l’impiego e aver sottoscritto la DID, (dichiarazione immediata disponibilità al lavoro);
c) aver versato almeno 3 mesi di contribuzione INPS nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente la data di licenziamento;
d) aver versato almeno 1 mese di contribuzione nell’anno solare in cui si verifica l’evento, oppure un rapporto di collaborazione di durata pari ad almeno un mese e che abbia dato luogo ad un reddito almeno pari alla metà dell’importo che da diritto all’accredito di un mese di contribuzione.
MISURA DELL’INDENNITA’
L’erogazione è subordinata alla permanenza dello stato di disoccupazione.
I criteri di calcolo sono simili a quelli previsti per la NASpI.
La somma è rapportata all’imponibile previdenziali risultante da rapporti di collaborazione, nell’anno in cui si e’ verificata la cessazione e nell’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi. L’assegno è pari:
* al 75% dello stesso reddito per la parte di compensi fino a 1.195 euro lordi;
* per la quota che supera questa soglia, si deve calcolare il 25%.
E’ previsto comunque un tetto massimo di 1.300 euro lordi e la riduzione del 3% ogni mese e partire dalla quinta mensilità. Per i primi 4 mesi, si ha diritto a ricevere l’intero sussidio.
La Dis coll che avrà una durata massima di sei mesi è commisurata al periodo lavorato: cioè sarà corrisposta per un numero di settimane pari alla metà di quelle lavorate nel periodo compreso tra il primo gennaio del 2014 e la data del licenziamento.
La domanda per ottenere il trattamento di disoccupazione è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Spetta a decorrere dall’8° giorno successivo alla cessazione o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal 1° giorno successivo alla data di presentazione della domanda stessa.Nel caso in cui il soggetto beneficiario trovi una nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni, il diritto alla DIS-COLL decade. Se il contratto di lavoro subordinato è inferiore a 5 giorni, la DIS-COLL viene sospesa e riprende a decorrere dopo la fine del contratto.
La nuova DIS COLL sostituisce, per il solo anno 2015, l’attuale forma di tutela contro la disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi. La precedente forma di tutela resta confermata per gli eventi di disoccupazione verificatisi entro il 2014 e riprenderebbe nel 2016, fatta salva, come detto in premessa, l’ estensione temporale della DIS-COLL con nuovi finanziamenti.
Articoli, Lavoro, Norme, Previdenza
NASPI – La nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego
31 marzo 2015 Guadamello
Con il D.lglvo 4 marzo 2015, n. 22 dal titolo “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 viene istituita una indennità mensile, denominata (NASpI).
Ha lo scopo di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti che abbiano perso involontariamente la propria occupazione.
Dal 1° maggio 2015.e sostituisce le prestazioni di ASpI e mini-ASpI, già introdotte dalla legge n. 92/2012, per simili eventi di disoccupazione.
Sono i lavoratori dipendenti, esclusi quelli a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni nonche’ gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, per i quali ultimi trovano applicazione altre norme.
Come detto la NASpI e’ prevista a favore dei lavoratori che abbiano perso involontariamente il posto di lavoro e che presentino contemporaneamente i seguenti requisiti:
a) siano in stato di disoccupazione ;
b) possano far valere, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione;
c) possano far valere 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione.
La NASpI e’ riconosciuta anche ai lavoratori dimissionari per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’art.7 della legge 15/7/1966, n. 604.
La misura del trattamento NASpI e’ rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1.195 euro, rivalutato annualmente sulla base dell’indice ISTAT , la NASpI e’ pari al 75 % della retribuzione mensile.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l’indennita’ e’ pari al 75% incrementato di una somma pari al 25% della differenza tra la retribuzione mensile e il predetto importo.
La NASpI non puo’ in ogni caso superare nel 2015 l’importo mensile di 1.300 euro, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT .
L’importo, al quale non si applica il prelievo contributivo di cui all’art.26 della legge 41/1986, si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del 4° mese di fruizione.
La NASpI è erogata mensilmente, per un numero di settimane pari alla meta’ dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni per un massimo di 2 anni .
Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2017 la NASpI e’ corrisposta per un massimo di 78 settimane.
La domanda di NASpI e’ presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Spetta a decorrere dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda stessa.
Per ulteriori approfondimenti si consulti il
Articoli, Lavoro, Norme
Del JOBS ACT tutti ne parlano. Tanti bene altri meno. Alcuni applaudono, altri scioperano contro alcune disposizioni.
In questa sede tentiamo di fornire un breve accenno riservandoci di riprendere successivamente i capitoli più significativi.
JOBS ACT: qualcuno lo traduce come “atto che produce posti di lavoro”; noi speriamo che sia di buon auspicio.
E’ la legge che delega il governo Renzi ad apportare delle riforme nel mondo del lavoro attraverso alcuni decreti attuativi.
Gli argomenti oggetto dalla riforma sono i soliti : lavoro, welfare, pensioni e ammortizzatori sociali.
Sono previste rilevanti novità nei contratti di lavoro come i cambiamenti nelle modalità di gestione di alcune tipologie di licenziamenti. Sono quelle che hanno alimentato di più il dibattito tra gli addetti ai lavori e le parti sociali. Vengono rivisti anche gli ammortizzatori sociali (la cassa integrazione, il trattamento di disoccupazione, la semplificazione dell’applicazione dei contratti di solidarietà).
Recentemente sono stati pubblicati due provvedimenti rispettivamente il :
Dec. L.vo n° 22 del 4/03/2015
(Disposizioni in materia ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati).
Vengono introdotte, a partire dal 1° magio 2015 la Naspi, che sostituisce Aspi e mini-Aspi, e la Dis-Coll, indennità di disoccupazione prevista per i collaboratori a progetto e co.co.co.Con la legge di stabilità 2015 il governo ha stanziato risorse per estendere l’indennità di disoccupazione anche ai precari oggooi esclusi da l beneficio.
Dec. L.vo n° 23 del 4/03/2015
(Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.)
Si applicherà a tutti i lavoratori ai quali si è provveduto, dal 7 marzo 2015, a stipulare un nuovo contratto di lavoro o a trasformare un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato o a qualificarne uno a contenuto formativo, il nuovo contratto a Tutele Crescenti. Sono contratti a tempo indeterminato , più convenienti per le aziende rispetto ad altri tipi di contratto, in termini di oneri diretti ed indiretti.
LICENZIAMENTI E REINTEGRO
Questa disposizione, che fa ancora discutere molto, si applica esclusivamente ai lavoratori:
assunti dal 7 marzo 2015
ai lavoratori che, dalla stessa data, hanno avuto trasformato il contratto di lavoro da tempo determinato ad indeterminato
o che sono stati qualificati dal rapporto di apprendistato.
Per i lavoratori assunti precedentemente a tale data, si applicheranno le regole preesistenti.
Le uniche motivazioni che possono portare alla reintegra del lavoratore riguardano:
licenziamento orale;
licenziamento durante il periodo di tutela (es. primo anno di matrimonio o maternità);
licenziamento disciplinare ove il fatto materiale contestato sia inesistente.
In tutti gli altri casi è previsto esclusivamente un ristoro di natura economica rapportato agli anni di servizio prestati dal lavoratore nell’azienda: 2 per ogni anno di servizio, da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità (somma netta sulla quale non devono essere calcolati i contributi).
Al fine di risolvere extra giudizialmente vertenze relative all’impugnativa del licenziamento, l’azienda può offrire, in una delle sedi “protette” previste dal legislatore (es. DTL, sede sindacale), una cifra, sempre rapportata all’anzianità di servizio del lavoratore, pari a 1 (minimo 2) e fino ad un massimo di 18 mensilità. La somma, se accettata, porterà alla risoluzione della controversia.
MENO TIPI DI CONTRATTO
L’attuale giungla dei contratti sarà riordinata. Saranno abolite quelle tipologie di contratto più precarizzanti e più permeabili agli abusi come i contratti di collaborazione a progetto, i famosi Co.Co.Pro. Restano invece i contratti di apprendistato, i contratti a termine senza causale (prorogabili fino a 5 volte per un massimo di 36 mesi) e le partite iva.
Il demansionamento dei dipendenti sarà possibile in caso di riorganizzazione aziendale, oppure se prevista dai contratti collettivi nazionali o aziendali. Non sarà più “selvaggio” come nella prima versione, ma limitato ad alcuni casi e sempre in caso di ristrutturazione aziendale. La retribuzione non potrà essere ridotta.
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TFR o QU.IR – IN BUSTA PAGA
26 marzo 2015 Guadamello
La legge di Stabiità 2015, n°190 23 dicembre 2014, ha previsto la possibilità, per alcune categorie di lavoratori, di chiedere la liquidazione mensile in busta paga, del TFR maturand
Il DPCM 20/02/2015 n.29, che attua la previsione dell’art.1, commi da 26 a 34, della legge citata, ne precisa i criteri, le condizioni e le modalità attraverso le quali si può accedere a questa possibilità.
Il comma 1 dell’art.1 del decreto definisce questa somma che potrà essere erogata come:
“i) «Qu.I.R.»: quota integrativa della retribuzione pari alla quota maturanda di cui all’articolo 2120 del Co- dice civile al netto del contributo di cui all’articolo 3, ul- timo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297, erogato tramite liquidazione diretta mensile.”
Chi puo’ chiedere la liquidazione mensile della QUIR?
Possono richiederla i lavoratori del settore privato, con anzianità di servizio di almeno 6 mesi presso lo stesso datore di lavoro;
Possono fruire dell’opzione anche i lavoratori delle imprese tenute al versamento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari. In questo caso, hanno la possibilità di revocare la precedente scelta per ricevere in Tfr in busta paga.
Chi è escluso da questa possibilità?
Sono esclusi da questa possibilità:
dipendenti domestici,
dipendenti del settore agricolo,
dipendenti per i quali la legge o il CCNL, prevedono la corresponsione periodica del TFR ovvero l’accantonamento del TFR medesimo presso soggetti terzi,
dipendenti da datori di lavoro che hanno iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti,
dipendenti da datori di lavoro che hanno iscritto nel registro delle imprese un piano di risanamento,
dipendenti da datori di lavoro per i quali siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga e
dipendenti da datori di lavoro che hanno sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti.
Effetti della QUIR sulle tasse e sui contributi.
La somma erogata a questo titolo sarà sottoposta a tassazione ordinaria ma non è imponibile ai fini previdenziali. Sugli effetti della tassazione ordinaria rispetto a quella tipica del TFR ne abbiamo già scritto.
Non concorre al calcolo del reddito complessivo rilevante per verificare la spettanza della detrazione (cd. “bonus 80 euro”).
Il lavoratore interessato, per fruire dell’opzione, deve presentare al proprio datore di lavoro apposita istanza di accesso debitamente compilata e validamente sottoscritta ed è efficace fino al periodo di paga che scade il 30 giugno 2018 ovvero a quello in cui si verifica la risoluzione del rapporto di lavoro, se precedente.
La manifestazione, una volta espressa, è irrevocabile fino a scadenza del suddetto periodo.
L’erogazione della QUIR è operativa a partire dal mese successivo a quello di formalizzazione dell’istanza.
Come già detto, l’art. 3 del D.P.C.M. 20 febbraio 2015, n. 29 stabilisce che la possibilità di poter anticipare la quota integrativa della retribuzione (d’ora in poi QU.I.R.) può essere esercitata anche in caso di conferimento, sulla base di modalità esplicite ovvero tacite, del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari. In tal caso, nel corso del periodo di durata della predetta opzione, la partecipazione del lavoratore dipendente alla forma pensionistica complementare prosegue senza soluzione di continuità sulla base della posizione individuale maturata nell’ambito della forma pensionistica medesima, nonché dell’eventuale contribuzione a suo carico e/o a carico del datore di lavoro.
ALLEGATO A al DPCM
MODULO PER LA RICHIESTA DI PAGAMENTO MENSILE DELLA QUOTA MATURANDA DEL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO COME PARTE INTEGRATIVA DELLA RETRIBUZIONE (Qu.I.R.)
(Art. 1, c 26, legge 23 dicembre 2014, n. 190)
la liquidazione mensile della quota di TFR maturanda, ivi inclusa la quota eventualmente destinata ad una forma pensionistica complementare, a partire dal mese successivo alla data della presente istanza. A tal fine:
– dichiara di non aver vincolato o ceduto il TFR a garanzia di contratti di prestito; – chiede il pagamento della quota integrativa unitamente alla retribuzione mensile; – dichiara di essere a conoscenza che il pagamento, nel caso in cui il datore di lavoro acceda al Finanziamento di cui all’art. 1, comma 30, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), verrà effettuato a partire dal terzo mese successivo a quello di competenza; (da compilare solo se il datore di lavoro ha meno di cinquanta dipendenti e non è tenuto al versamento del contributo che alimenta il fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile costituito ai sensi dell’articolo 1, comma 755, della legge 27 dicembre 2006, n. 296)
– prende atto che l’informazione relativa alla richiesta di pagamento mensile della quota maturanda del TFR, raccolta attraverso la compilazione del presente modulo, sarà comunicata all’INPS per gli adempimenti di competenza di cui all’art.1, commi da 26 a 33, della legge n. 190/2014.
Data ……………………. Firma ……………………..
Una copia del presente modulo controfirmata dal datore di lavoro ovvero un’attestazione di ricevimento in formato elettronico è rilasciata al lavoratore per ricevuta .
Articoli, Norme, Previdenza
3 marzo 2015 Guadamello
La legge n. 190 del 23.12.2014 denominata di Stabilità ha previsto nel ns ordinamento il Bonus Bebè 2015
Che cos’è il bonus bebè 2015?
Consiste nell’erogazione di un assegno di 80 euro al mese, per un totale di 960 euro annui, alle famiglie con bambini nati o adottati tra il 1º gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017.
L’assegno che verrà corrisposto dall’INPS fino al compimento del terzo anno di eta’ ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.
La domanda del bonus 2015, può essere presentata all’INPS dalle neo mamme o mamme adottive che, come detto, partoriranno uno più bimbi dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. Può essere richiesto da:
Cittadine di uno Stato membro dell’Unione Europea.
Il beneficio dura fino al terzo anno di vita del bambino, sempre che la neo mamma mantenga il possesso dei requisiti previsti, ovvero, non venga superato il limite di reddito bonus bebè che dal 2015 al 2017 è complessivamente non superiore a 25.000 euro e per i nuclei più poveri a 7.000 euro ai fini ISEE 2015.
Tale soglia reddituale va considerata come somma dei redditi dei genitori e riferito all’anno solare precedente a quello della nascita del bambino. Non è previsto il predetto limite di redditoa partire dal quinto figlio in poi.
Dove si presenta la domanda del bonus bebè 2015?
La neo mamma deve presentare la richiesta del bonus bebè all’INPS compilando l’apposito modulo per via telematica: direttamente se si possiede il PIN dispositivo dell’NPS, oppure, recandosi presso un Caf , un Patronato o presso un intermediario abilitato i quali provvederanno alla trasmissioe.
Quando fare domanda bonus bebè 2015?
La domanda dovrà essere presentata entro 90 giorni dalla nascita del bambino. Il pagamento mensile decorre dal mese di nascita o di entrata del figlio adottivo in famiglia.
Se la domanda viene presentata oltre i 90 giorni, il bonus viene erogato dall’Inps a partire dalla data di presentazione del modulo e dell’accoglimento da parte dell’Istituto.
Si è ancora in attesa dell’emanazione da parte dell’INPS della specifica circolare con le modalità per la presentazione della domanda in esame.
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