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Timestamp: 2019-05-20 17:32:56+00:00
Document Index: 167423886

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art.14', 'art. 15', 'art.16', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 23', 'art.24', 'art. 25', 'art.26', 'art.27', 'art. 28', 'art.29', 'art. 30', 'art.31', 'art. 32', 'art.33', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1']

Altri contributi : definizioni, riferimenti, fonti - CCCD-VADEMECUM
Allegato 2 - Altri contributi : definizioni, riferimenti, fonti
Un rifugiato è una persona che per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, è fuori del paese della sua nazionalità e non è in grado, o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale paese, o tornare lì[1].
Vanno distinte alcune figure che spesso si confondono con lo status del
Richiedente Asilo: E' una persona che ha attraversato una frontiera internazionale in cerca di protezione come rifugiato e non ha ancora ricevuto una decisione sulla sua domanda di status di rifugiato.
Vittime della Tratta di Esseri Umani: Persone vittime di reclutamento, trasporto, trasferimento, ospitalità o accoglienza, con minacce, uso della forza o altri mezzi di coercizione, rapimento, frode, inganno, abuso di potere in posizione di vulnerabilità o di ricezione o donazione di pagamento rispetto a una persona che ha autorità su un'altra persona, a scopo di sfruttamento.
Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento nelle forme di sfruttamento sessuale, lavoro forzato o servizi, schiavitù o pratiche analoghe alla schiavitù, asservimento o prelievo di organi”[2].
Sfollati Interni (IDP) : Sono persone che sono state costrette ad abbandonare le loro case all'improvviso o inaspettatamente in gran numero, a causa di un conflitto armato, situazione di violenza generalizzata o violazioni sistematiche dei diritti umani, o per sfuggire a catastrofi naturali o catastrofi provocate dall'uomo e che sono all'interno del territorio del loro paese di origine.
Convenzione di Dublino del 1967 mette più in evidenza due cose principali[3]:
L'eliminazione della limitazione geografica: i richiedenti asilo non sono più solo i cittadini europei, ma di qualsiasi parte del mondo.
Il principio di “Non-Refoulement”, cioè chi si presenta alla frontiera per chiedere asilo politico non può essere rimandato indietro prima che la sua domanda sia stata esaminata.
Lavoratori migranti e membri delle loro famiglie
Innanzitutto, va detto che non esiste una convenzione internazionale sulla migrazione, ma esiste una “Convenzione dell'ONU sulla protezione di lavoratori migranti e membri delle loro famiglie”[4] , firmata però solo dai paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico), rendendola così meno incisiva e vincolante al livello internazionale.
L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) definisce la migrazione come:
“Il movimento di persona o gruppo di persone da un'unità geografica a un'altra, oltre un confine politico o amministrativo, con l'intenzione di stabilirsi a tempo indeterminato o temporaneamente in un luogo diverso dal loro luogo di origine”[5].
definisce il migrante (regolare e irregolare) come:
“Una persona che, volontariamente e per motivi personali, si sposta dal suo luogo di origine ad una particolare destinazione con l'intenzione di stabilire la propria residenza senza essere costretto a farlo”[6].
Giuridicamente la migrazione va classificata in due parti:
Migrazione Interna: I movimenti che si verificano all'interno dello stesso paese, da una unità amministrativa, come regione, provincia, o comune, ad un'altra;
Migrazione Internazionale: Implica il superamento di uno o più confini internazionali. Dal punto di vista giuridico, questo si tradurrà in un cambiamento dello status giuridico del migrante.
Sulla volontarietà la migrazione va classificata in due parti:
Migrazione Volontaria: Sulla base di una decisione volontaria del singolo di migrare.
Migrazione Forzata: Movimento non-volontario di una persona per fuggire conflitto armato, una situazione di violenza, persecuzione, violazione dei diritti, una calamità naturale o provocata dall'uomo.
E sulla Regolarità:
Migranti Regolari: I migranti che possiedono documenti regolari di viaggio o altra forma di permesso di ingresso e soggiorno in un altro paese.
Migranti Irregolari: I migranti in situazione irregolare in un paese di transito o di accoglienza a causa di ingresso illegale, o scadenza del visto. Definiti anche "migranti senza documenti", "migranti clandestini", "migranti illegali" o "migranti in situazione irregolare".
Lavoratore migrante è quindi una persona che "Sarà occupato, è occupato o è stato occupato in un'attività remunerata in uno Stato del quale egli non è cittadino"[7]. (Questa categoria include sia lavoratori migranti regolari che lavoratori irregolari.)
Il Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini (Convenzione firmata a Palermo nel 2000) definisce la tratta di persone come “il reclutamento, trasporto, trasferimento, l’ospitare o accogliere persone, tramite l’impiego o la minaccia di impiego della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o ricevere somme di denaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra a scopo di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro forzato o prestazioni forzate, schiavitù o pratiche analoghe, l’asservimento o il prelievo di organi”[8].
Trafficking smuggling.
tratta è un fenomeno diverso dal traffico. Quest’ultimo è definito dal Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.
La distinzione tra tratta trafficking e traffico smuggling è fondamentale poiché il traffico di persone non comporta necessariamente un elemento di sfruttamento, coercizione o violazione dei diritti umani.
Secondo il Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini ogni Stato Parte assicura che il suo ordinamento giuridico o amministrativo preveda misure a favore di:
tutela della riservatezza e dell’identità delle vittime della tratta di persone, anche escludendo la pubblicità per i procedimenti giudiziari concernenti la tratta.
diritto a ricevere informazioni sui procedimenti giudiziari e amministrativi pertinenti e assistenza per permettere che le opinioni e preoccupazioni delle vittime siano presentate ed esaminate nelle appropriate fasi del procedimento penale contro gli autori del reato, in maniera da non pregiudicare i diritti della difesa.
recupero fisico e psicologico, e in particolare: a) un alloggio adeguato; b) consulenza e informazioni, in particolare in relazione ai loro diritti riconosciuti dalla legge, in una lingua che le vittime della tratta di persone comprendano; c) assistenza medica, psicologica e materiale; d) opportunità di impiego, opportunità educative e di formazione.
l’applicazione delle disposizioni tenendo conto di età, sesso e esigenze particolari delle vittime, in particolare le esigenze specifiche dei bambini, inclusi un alloggio, un’educazione e cure adeguati.
tutela dell’incolumità fisica delle vittime della tratta di persone mentre sono sul proprio territorio.
la possibilità di ottenere un risarcimento per il danno subìto.
Le fonti dei diritti della Migrazione Internazionale.
Legge sui Diritti Umani - si applica a tutti gli esseri umani, compresi i migranti - i diritti umani appartengono sia al diritto consuetudinario che al diritto convenzionale. Uno strumento unico non esiste, ma molti documenti specifici, legalmente vincolanti e non
Diritto dei Lavoratori Migranti - è diretto a far definire i diritti di base per essere goduti da tutti i migranti lavoratori fuori dal loro Stato
Diritto dei Rifugiati - si applica alle persone che chiedono asilo / rifugiati
Diritto Umanitario - garantisce il diritto di essere protetto in tempi di conflitto armato
a) Diritti dei lavoratori migranti.
I lavoratori migranti e i membri delle loro famiglie sono abilitati dalla Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie di un'ampia serie di diritti. I principali sono i seguenti:
Diritto alla vita (art. 9)
Divieto di tortura o altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti (art. 10)
Divieto di schiavitù, servitù, lavoro forzato o obbligatorio (art. 11)
Diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione (art. 12)
Libertà di opinione e di espressione (art. 13)
Divieto di interferenze arbitrarie o illegali nella vita privata, famiglia, casa corrispondenza (art.14)
Divieto di privazione arbitraria della proprietà (art. 15)
Diritto alla libertà e alla sicurezza della persona e il divieto di arresti arbitrari o detenzione (art.16)
Diritto di essere trattati, se privati della loro libertà, con umanità e rispetto per la dignità della loro persona umana e della loro identità culturale (art. 17)
Divieto di espulsioni collettive (art. 22)
Diritto di ricorrere alla protezione diplomatica o consolare per assistenza e protezione (art. 23)
Riconoscimento ovunque come persona di fronte alla legge (art.24)
Diritto ad essere remunerati come i cittadini del paese di residenza (art. 25)
Diritto di aderire ai sindacati (art.26)
Diritto di ottenere la sicurezza sociale e di conseguenza il trattamento concesso ai cittadini (art.27)
Diritto a cure mediche di emergenza (art. 28)
Diritto, per il figlio del lavoratore migrante, di avere un nome, essere registrato ed avere una nazionalità (art.29)
Diritto di accesso all'istruzione per i figli dei migranti lavoratori (art. 30)
Rispetto per l'identità culturale (art.31)
Diritto a trasferire i loro guadagni, risparmi personali, effetti e beni (art. 32)
Diritto di essere informati dallo Stato di origine, lo Stato di lavoro o lo Stato di transito sui loro diritti e obblighi (art.33)
b) I Doveri dei Migranti
Non esiste un organismo di diritto internazionale o diritto consuetudinario, che disciplina gli obblighi di migranti verso lo Stato che corrisponda alla legge sui diritti umani.
I migranti hanno l'obbligo di rispettare l'autorità degli Stati, e secondo il diritto internazionale gli immigrati sono tenuti a conformarsi alla legislazione nazionale del paese di accoglienza.
PRINCIPIO di “non-refoulement” - Nessuno Stato potrà espellere o respingere, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche. (art. 33, Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati)
Nessuno può essere sottoposto da parte di uno Stato membro a misure quali il rifiuto di ammissione alla frontiera, il respingimento o l'espulsione che lo obbligherebbero a ritornare o a restare in un territorio dove la sua vita, integrità fisica o libertà sarebbero minacciate (art. 2, OUA Convenzione sugli aspetti specifici dei problemi dei rifugiati in Africa)
Diritti delle Vittime della Tratta.
I migranti che sono stati soggetti a traffico sono autorizzati dagli strumenti internazionali a ricevere una tutela specifica e godono di diritti specifici a causa della loro condizione di vittime del reato di tratta.
Diritto di essere rispettato nella propria dignità
Diritto alla sicurezza fisica e protezione
Diritto alla protezione della privacy e dell'identità
Diritto all'assistenza sanitaria fisica e al sostegno psicologico
Diritto di rifugio sicuro e adeguato e alloggio
Diritto di accesso alla giustizia, alla tutela legislativa; al risarcimento
Diritto di accesso ai rappresentanti diplomatici e consolari
Diritto alla sicurezza e, ove possibile, al rientro volontario
Diritto all'istruzione, formazione e occupazione
Diritto di informazione e consenso
Diritto di autodeterminazione e partecipazione
Diritti dei bambini migranti.
I bambini a causa della loro specifica vulnerabilità hanno il diritto di assistenza speciale.
Principio del migliore interesse del bambino: in tutte le decisioni e le azioni relative ai fanciulli l'interesse migliore del fanciullo deve essere una considerazione preminente
Diritto alla protezione e cura - su una base non discriminatoria
Diritto alla protezione dalla violenza fisica o psichica
Diritto all'assistenza verso il recupero e la riabilitazione
Diritti dei bambini privati della loro libertà
[1] 1951 Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status di rifugiati, art. 1 1969 OAU Convention on the Specific Aspects of Refugee Problems in Africa, art. 1)
[2] 2000 Palermo, Convenzione delle Nazione Unite sulla Criminalità Organizzata Transnazionale e relativi protocolli
[3] http://www.comune.torino.it/stranieri-nomadi/normativa/conv_dubl.pdf
[4] http://www.onuitalia.it/contributi/migranti.php; http://www.onuitalia.it/diritto/convenzioni/InternationalConventionont.html
[5] http://www.italy.iom.int/index.php?language=ita
[6] http://www.italy.iom.int/index.php?language=ita
[7] “Convenzione dell'ONU sui lavoratori migranti e membri delle loro famiglie”, adottata dall’Assemblea Generale nella sua risoluzione 45/158 del 18 dicembre 1990. http://www.onuitalia.it/diritto/convenzioni/InternationalConventionont.html
[8] Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale. Adottato il 15 novembre 2000 a New York dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.