Source: https://fiscomania.com/infedele-dichiarazione-redditi-iva-irap/
Timestamp: 2020-04-05 17:26:16+00:00
Document Index: 70973146

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 4', '§ 1', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 116']

Infedele dichiarazione dei redditi. Quando ci troviamo di fronte ad una infedele dichiarazione? Quando è possibile utilizzare il ravvedimento operoso nella dichiarazione infedele? Guida rapida per sanare la dichiarazione infedele.
Nelle imposte sui redditi, nell’Iva e nell’Irap, la dichiarazione rappre­senta un momento fondamen­tale del procedimento impositivo. In un siste­ma, come quello italiano, fondato principalmente sul­l’autotassazione.
Difatti, la correttezza e la veridicità dei dati dichiarati sono soggetti ad un con­­trollo da esercitarsi entro termini decadenziali: ove emergano irregola­ri­tà, oltre al recupero dell’imposta l’Agenzia delle Entrate è legittimata ad ir­ro­gare le sanzioni da dichiarazione infedele, disciplinate dagli artt. 1 e 5 del DLgs. 471/97.
In dettalgio, considerata la vasta gamma di situazioni che, pur nel rispetto del prin­ci­pio di tassatività, possono rientrare nell’ambito della infedele dichiarazione, si tratta di una sanzione largamente applicata dagli uffici, in relazione alla quale opera, salvo alcune deroghe, il ravvedimento operoso.
Il regime sanzionatorio della dichiarazione infedele, sia ai fini delle imposte dirette che ai fini Iva, è stato modificato dal DLgs n 158/15, in vigore dal­l’1.1.2016 ma applicabile retroattivamente in ragione dell’articolo 3 del DLgs n 472/97.
A livello generale, è stata diminuita la pena base contem­plata per la vio­lazione in oggetto, prevedendo, nel contempo, aumenti derivanti da con­dotte frau­dolente. E diminuzioni quando l’evasione è contenuta in deter­mi­nati limiti oppure non causa danni all’Erario.
Vediamo, quindi, come affrontare la disciplina sulla infedele dichiarazione.
Fattispecie sanzionabili per imposte dirette
Fattispecie sanzionabili ai fini Iva
Aumento della metà della sanzione
Illecito penale e principio di specialità
Infedele dichiarazione: sanzioni in sintesi
Liquidazione automatica e con­trol­lo formale
Altre violazioni dichiarative
Somme detenute all’estero quadro Rw
Infedele dichiarazione: conclusioni
La disciplina relativa alla infedele dichiarazione è contenuta:
Nell’art. 1 del DLgs. n. 471/97, per la dichiarazione dei redditi e per la dichiarazione Irap;
Nell’art. 5 del DLgs. n. 471/97, per la dichiarazione Iva.
A seguito del D.Lgs. n. 158/15, la sanzione base per la dichiarazione infedele, va dal 90% al 180% della maggiore im­posta dovuta o della differenza del credito.
Da questo si può dedurre che non può essere sanzionato, ai sensi delle norme richiamate, il contribuente che indica in dichiarazione un credito non spettante. Senza utilizzarlo in compensazione, “orizzontale” o “verticale”.
Detta sanzione è aumentata della metà “quando la violazione è realizzata me­diante l’utilizzo di documentazione falsa o per ope­ra­zioni inesistenti, mediante artifici o raggiri, condotte simulatorie o frau­do­lente”.
Fuori dalle ipotesi appena menzionate, la sanzione da dichiarazione in­fe­dele è ridotta di un terzo. Questo quando la maggiore imposta o il minor cre­­dito sono complessivamente inferiori al 3% dell’imposta e del cre­dito dichiarati. E co­munque complessivamente inferiori a € 30.000,00.
Permane l’aumento del terzo per omessa indicazione dei redditi esteri. Con riferimento alle imposte o alle maggiori imposte relative a tali redditi.
Infatti sono così suscettibili di integrare la violazione in esame, oltre alle casisti­che che verranno esami­nate in prosieguo:
Ai fini Iva, l’art. 5 co. 4 del DLgs. n. 471/97 stabilisce che se nella dichiara­zio­ne risulta un’im­posta infe­riore a quella dovuta, o un’eccedenza detraibile o rimborsabile superiore alla spettante, si applica la sanzione dal 90% al 180% dell’imposta dovuta o della differenza di credito utilizzato.
Tale viola­zione può scaturire da:
Accertamenti con cui il maggior imponibile viene determinato in base a metodi presuntivi o induttivi, come nel caso degli studi di settore e delle percentuali di ricarico.
Violazioni prodromiche e su obblighi comunicativi
Per l’Amministrazione finanziaria, la infedele dichiarazione non assorbe le vio­lazioni relative alla fatturazione e alla registrazione, quindi, nel­la men­zionata ipotesi così come nella presentazione, per più anni, di di­chiarazioni infedeli, opera l’art. 12 del DLgs. 472/97 sul cumulo giuridico.
La violazione di dichiarazione infedele è indipendente rispetto alle violazioni relative a obblighi comunicativi che vanno assolti all’interno della dichiarazione stessa. Si pensi alla mancata indicazio­ne separata delle plusvalenze e dei dividendi ex art. 8 co. 3-ter del D.Lgs. n. 471/97, o alla mancata comunicazione delle minusvalenze ex art. 11 co. 4-bis del DLgs. 471/97.
La sanzione da dichiarazione infedele, sia ai fini Iva che delle imposte dirette, è aumentata della metà “quando la violazione è realizzata mediante l’utilizzo di do­cu­mentazione falsa o per ope­ra­zioni inesistenti, mediante artifici o raggiri, condotte simu­latorie o frau­do­lente”.
In virtù di quanto esposto, la sanzione, in presenza delle condotte indicate, può essere dal 135% al 270% dell’imposta. Spetta all’ente impositore fornire la prova che giustifica l’aumento.
Detto aumento è stato introdotto dal D.Lgs. n. 158/15, in vigore dall’1.1.2016.
Per poter applicare la riduzione ad 1/3 è necessario, fare riferimento al minore dei due limiti indicati dalla norma.
Relativamente al limite del 3%, esso va computato raffrontando la mag­gio­­re imposta accertata e quella dichiarata.
È opportuno ribadire che la riduzione non trova applicazione in presenza di condotte fraudolente, eventualità in cui permane l’ordinaria sanzione dal 90% al 180% dell’imposta aumentata della metà.
Per fare alcuni esempi, si pensi alla dichiarazione che espone un credito inferiore a quello spet­tante e non utilizzato in compensazione, alla mancata indicazione dell’opzio­ne/revoca dei regimi contabili e di de­ter­mi­na­zione dell’Iva di cui all’art. 1 del DPR n. 442/97 o all’accertamento di una minor perdita.
L’infedele dichiarazione è anche un illecito penale disciplinato all’art. 4 del DLgs n 74/2000.
Tale norma, dopo le modifiche del DLgs n 158/2015, stabilisce che, fuori dei casi previsti dagli arti­co­li 2 e 3, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui red­diti o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi inesistenti, quando, congiun­tamente:
Ai fini dell’illecito penale, per effetto del comma 1-bis dell’articolo 4 del DLgs n 74/2000, non si tiene conto della non corretta classificazione, della valutazione di elementi attivi o passivi oggettivamente esistenti, rispetto ai quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio ovvero in altra documentazione rilevante ai fini fiscali, della violazione dei criteri di determinazione dell’esercizio di competenza, della non inerenza, della non deducibilità di elementi passivi reali.
Di seguito si riepilogano, in forma tabellare, le sanzioni da dichiarazione infedele di­­sciplinate dagli articoli 1 e 5 del DLgs n 471/97, alla luce delle modifiche del DLgs n 158/15.
Fattispecie Sanzione post
DLgs. 158/2015
Locazioni immobiliari non dichiarate Dal 240% al 480% dell’imposta
E, più in generale, tutte le violazioni che rientrano nella casistica elencata ne­gli artt. 36-bis e 36-ter del DPR n 600/73, nonché nell’articolo 54-bis del DPR n 633/72, che, per espressa previsione dell’articolo 13 del DLgs n 471/97, so­­no sanzionate nella mi­­su­ra del 30% o del 15% dell’imposta non versata
Con maggiore dettaglio, l’Amministrazione finanziaria, con la C.M. 25.1.99 n. 23/E (cap. I, § 1), aveva specificato che, se la presentazione della dichiara­zio­ne infedele rileva ai fini di più tributi, si devono applicare, ove ammesso dall’art. 12 del DLgs n 472/97, gli istituti del cumulo giuridico e della conti­nua­zione.
Le violazioni connesse ai contributi previdenziali e assistenziali de­ter­mi­nati nell’ambito della dichiara­zione dei redditi non sono sanzionate ai sensi dell’articolo 1 del DLgs n 471/97, norma valevole solo per i tributi.
Del pari, non è possibile il ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del DLgs 472/97.
Quindi, da un punto di vista sanzionatorio, l’omessa compilazione, nel model­lo Redditi, del qua­dro RR, non configura una dichiarazione infedele, ma potrebbe rientrare, al massimo, nell’ambito dell’art. 8 co. 1 del DLgs n 471/97, che prevede una sanzione da € 250,00 a € 2.000,00 per dichiarazione “inesatta”.
Si evidenzia che, ai sensi dell’art. 116 co. 8 lett. b) primo periodo della Legge n. 388/2000, in caso di eva­sione contributiva connessa a registra­zio­ni o denunce ob­­bligatorie omesse o non conformi al vero, è prevista una sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% dei contributi non versati.
Oltre alle ipotesi elencate in precedenza, il sistema contempla fattispecie di infedeltà dichiarativa, oggetto di una disciplina specifica.
L’importanza circa la conoscenza delle normative peculiari che si stanno per esporre deriva dal fatto che esse, talvolta, devono essere applicate in sede di ravvedimento operoso.
In dettaglio, i componenti di reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l’im­presa, ne sono con­trollate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa, sono valutati in base alle condizioni e ai prezzi che sarebbero stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili.
In base all’articolo 1, comma 6, del DLgs n 471/97, la sanzione per infedele dichiara­zione, ordinariamente applicabile nel caso di rettifica dei prezzi praticati, non è irrogata quando, “nel corso dell’accesso, ispezione o verifica o di altra atti­vità istrut­toria”, l’impresa consegni ai verificatori la documentazione idonea a spiegare la conformità dei suddetti corrispettivi.
Tale comunicazione “pre­ven­tiva” è particolarmente importante, in quanto in sua assenza tor­nano applica­bili le sanzioni per infedele dichiarazione, come peraltro stabilisce l’articolo 1, comma 6, ultimo periodo del DLgs n 471/97.
L’Agenzia delle Entrate ha raccomandato di inasprire le sanzioni ove, in presenza della comunica­zione che attesta il possesso dei documenti, essi non sia­no stati redatti, o in ogni caso di utilizzo strumentale della normativa.
Inoltre, la disapplicazione delle sanzioni non opera per le contestazioni fondate sul difetto di ine­renza del costo ai sensi dell’articolo 109, comma 5, del DPR n 917/86, quand’anche l’impresa abbia aderito al regime degli oneri documentali.
In particolare, le conseguenze sanzionatorie, sul versante delle imposte sui redditi, re­lative all’omessa/infedele dichiarazione dei canoni di locazione ad uso abi­tativo sono state modificate dal DLgs n 158/15, in vigore.
Ai sensi dell’articolo 1, comma 7 del DLgs n 471/97, se, nei casi dell’articolo 3 del DLgs 23/2011 (quindi in presenza di opzione per la “cedolare secca”), il ca­no­ne di locazione immobiliare ad uso abitativo non è dichiarato o è di­chiarato in misura inferiore, le sanzioni dei commi 1 e 2 sono raddoppiate.
In dettaglio, il dato normativo induce ad affermare che il rad­dop­pio delle sanzioni, a differenza di ciò che preve­deva l’articolo 3 comma 5 del DLgs 23/2011, sia circo­scritto all’opzione per la “cedolare secca”.
In particolare, l’articolo 12 del DL n 78/2009 stabilisce che gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenuti negli Stati o territori a fiscalità privilegiata in vio­la­zione della normativa in materia di monitoraggio fiscale si presumono costi­tuiti, salvo prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione.
In questo caso, infatti, le sanzioni ex articolo 1 del DLgs 471/97 sono raddoppiate, e la pena potrà essere dal 180% al 360% dell’imposta.
Le ipotesi che possono configuarare la sanzione per infedele dichiarazione possono essere le più varie, come descritto in questo contributo. Infatti, le possibilità offerte dalla normativa variano nei diversi quadri dichiarativi.
Se state leggendo questo articolo molto probilmente vi starete chiedendo se anche nel vostro caso sia possibile applicare le sanzioni per dichiarazione infedele. Per questo motivo se avete un dubbio contattateci in privato per una consulenza personalizzata.
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