Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=232
Timestamp: 2020-02-20 08:33:33+00:00
Document Index: 88633790

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 43']

Sentenza 232/2011 (ECLI:IT:COST:2011:232)
Udienza Pubblica del 08/06/2011; Decisione del 19/07/2011
Norme impugnate: Decreto legge 31/05/2010, n. 78, convertito, con modificazioni, in legge 30/07/2010, n. 122; discussione limitata a: - art. 43 e 43 c. 2°.
Massime: 35778 35779 35780
Atti decisi: ric. 107/2010
Massima n. 35778 Massima successiva
Ricorso della Regione Puglia - Impugnazione di numerose disposizioni del d.l. n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010 - Trattazione delle questioni riguardanti l'art. 43 - Decisione sulle altre disposizioni impugnate riservata a separate pronunce.
È stata riservata a separate pronunce la decisione delle questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Regione Puglia, concernenti numerose disposizioni del d.l. n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, ad eccezione di quella relativa all'art. 43 della predetta legge, riguardante l'istituzione, «nel Meridione d'Italia», di «zone a burocrazia zero», di cui è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale.
decreto legge 31/05/2010 n. 78 art. 43
Massima n. 35779 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Amministrazione pubblica - Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica - Istituzione nel Meridione d'Italia di "zone a burocrazia zero" - Vantaggi a favore delle "nuove iniziative produttive" - Ricorso della Regione Puglia - Eccepita inammissibilità per tardività del ricorso - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 43, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, censurato dalla Regione Puglia, va disattesa l'eccezione sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri in ordine alla tardività della impugnazione, siccome proposta solo dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge nei confronti di una disposizione non modificata da quest'ultima. Infatti, per costante giurisprudenza costituzionale, é tempestiva l'impugnazione dei decreti-legge successivamente alla loro conversione in legge, la quale rende permanente e definitiva la normativa solo provvisoriamente da questi dettata.
Massima n. 35780 Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Amministrazione pubblica - Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica - Istituzione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di "zone a burocrazia zero" nel Meridione d'Italia - Vantaggi a favore delle "nuove iniziative produttive" - Possibilità di applicazione anche ai procedimenti amministrativi che si svolgono nell'ambito delle materie di competenza regionale concorrente o residuale - Violazione della competenze regionali nonché dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza - Illegittimità costituzionale in parte qua - Assorbimento della ulteriore censura.
Deve essere dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 43 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 art. 43, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che prevede l'istituzione «nel Meridione d'Italia» di «zone a burocrazia zero» e dispone che, in tali zone, «nei riguardi delle nuove iniziative produttive i provvedimenti conclusivi dei procedimenti amministrativi di qualsiasi natura ed oggetto avviati su istanza di parte, fatta eccezione per quelli di natura tributaria, di pubblica sicurezza e di incolumità pubblica, sono adottati in via esclusiva da un Commissario di Governo». Posto che la previsione possiede un campo di applicazione generalizzato (riferito a tutti i procedimenti amministrativi in tema di nuove iniziative produttive) e quindi idoneo a coinvolgere anche procedimenti destinati ad esplicarsi entro ambiti di competenza regionale concorrente o residuale, essa appare in contrato con gli agli artt. 117, terzo e quarto comma, e 118 Cost., in ragione della assenza nel contesto dispositivo di una qualsiasi esplicitazione, sia dell'esigenza di assicurare l'esercizio unitario perseguito attraverso tali funzioni, sia della congruità, in termini di proporzionalità e ragionevolezza, di detta avocazione rispetto al fine voluto ed ai mezzi predisposti per raggiungerlo, sia della impossibilità che le funzioni amministrative de quibus possano essere adeguatamente svolte agli ordinari livelli inferiori. Resta, di conseguenza, assorbita l'ulteriore censura formulata in via subordinata dalla ricorrente avverso il comma 2 del menzionato art. 43 - per violazione degli artt. 117, terzo e quarto comma, e 118, primo comma, Cost. - in ragione della dedotta mancata previsione dell'ulteriore presupposto del coinvolgimento della Regione territorialmente interessata.
SENTENZA N. 232