Source: https://www.unijuris.it/node/3809
Timestamp: 2019-04-24 19:55:01+00:00
Document Index: 161207851

Matched Legal Cases: ['art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 3', 'art. 147', 'art. 2361']

Corte Costituzionale (255/2017) – Questione di legittimità costituzionale dell’art. 147, quinto comma L.F.: infondatezza e possibile estensione del fallimento di una S.r.l. ai soci della società di fatto di cui faccia parte. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
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Fallimento di un’impresa individuale - Partecipazione a società di fatto – Soci illimitatamente responsabili – Persone fisiche o società – Ripercussione ex dell’art. 147, quinto comma, L.F. - Legittimità costituzionale della norma - Questione sollevata – Riferimento agli art. 3 e 24 Cost. – Infondatezza – S.r.l. facente parte di una società di fatto – Possibile fallimento in estensione – Art. 2361 c.c. – Mancato rispetto - Irrilevanza.
Stante che, per effetto di alcuni interventi risolutivi del giudice della nomofilachia, risulta acclarato che il fallimento di una società di fatto possa ripercuotersi in termini di fallibilità anche nei confronti di una società di capitali che ne faccia parte, si deve ritenere che risulti non fondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, primo comma e 24, primo comma, Cost., della disposizione di cui all’art. 147, quinto comma, L.F., dovendosi ritenere che la stessa risulti applicabile non solo all’ipotesi, ivi espressamente contemplata, di fallimento di un imprenditore individuale facente parte di una società di cui lo stesso sia socio illimitatamente responsabile, ma, estensivamente, anche al caso di fallimento di una società di capitali, a responsabilità limitata, che risulti socia di una società di fatto, con conseguente possibile successiva estensione del fallimento anche ai soci di questa, siano essi persone fisiche o società, e ciò anche se la partecipazione alla società di fatto sia stata assunta dalla società di capitali, in mancanza delle previa deliberazione assembleare e della successiva indicazione integrativa al bilancio, richieste dall’art. 2361, secondo comma, c.c. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
[cfr. in questa rivista Corte di Cassazione, Sez. I, 21 gennaio 2016 n. 1095 https://www.unijuris.it/node/2770 e 13 giugno 2016 n. 12120 https://www.unijuris.it/node/2945 ]
Corte Cost. n. 255 del 6 dicembre 2017.pdf 32.07 KB