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Timestamp: 2020-02-23 05:26:49+00:00
Document Index: 121164648

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 477', 'art. 482', 'art. 477', 'art. 482', 'art. 489', 'art. 489', 'art. 469', 'art. 648', 'art. 647', 'art. 477', 'art. 482', 'art. 497', 'art. 469', 'art. 497', 'art. 5', 'art. 497', 'art. 5', 'art. 497', 'art. 6', 'art. 10']

preliminarmente rammentiamo quell'articolo che può essere identificato come la Bibbia dell’Operatore di Polizia e che troppo spesso vediamo dimenticato o peggio distorto, cioè l'art. 55 c.p.p. dove si evidenzia come l'Agente (o Ufficiale di Polizia Giudiziaria) abbia l’OBBLIGO di porre in sequestro il corpo del reato (quindi parlando di falso: il certificato assicurativo, la polizza e/o il tagliando, i documenti di identificazione, i permessi di soggiorno e i documenti finalizzati al suo conseguimento), verificarne l’autenticità e dare comunicazione alla competente Autorità Giudiziaria, delle azioni investigative intraprese (per il sequestro si ha il termine perentorio di h. 48,00 per la convalida) nel più breve tempo possibile.
Tra i documenti che non siano assicurativi sarà utile fare una ulteriore divisione tra quelli necessari alla guida e quelli atti all’identificazione di un soggetto. Nel controllo dei documenti di guida ci potremo imbattere in documenti interamente contraffatti e/o falsificati nei dati in essi inseriti, questo caso rientra tra quanto previsto e punito dall'art. 477 c.p. e dall'art. 482 c.p., anche in questo caso pare doverosa la precisazione circa l'applicazione congiunta dei due articoli, infatti l'art. 477 c.p. punisce il falso materiale commesso dal Pubblico Ufficiale, mentre l'art. 482 c.p. prevede la punizione del privato che commetta i reati p.e.p. dagli art.li 476, 477 e 478 c.p., riducendone però contestualmente la pena. E’ previsto dall’art. 489 c.p. quale comportamento delittuoso anche il mero utilizzo di un atto contraffatto, questo comportamento è ravvisabile nella condizione in cui il conducente non abbia concorso in alcun modo nella falsificazione e si limiti al mero utilizzo dell’atto, quindi, quando ci troviamo in presenza di un titolo autorizzativo di guida il possessore avrà quantomeno fornito la propria fotografia ed i propri presunti dati al falsario, concorrendo quindi nella formazione del falso. L’esempio più chiaro nel solo utilizzo dell'atto è quello relativo ad un permesso in deroga per portatori di handicap, ove un congiunto del legittimo titolare ne crei una elaborazione digitale e la posizioni sul cruscotto del proprio veicolo, quindi presti il veicolo a soggetto terzo non consapevole del falso, ma che si avvalga del tagliando per utilizzare un parcheggio per disabili. Vale la pena rammentare che al momento sono state emesse numerose sentenze di Cassazione che puniscono chi utilizzi un duplicato di un permesso esistente, anche se l’originale sia ancora nella disponibilità del proprietario e questi sia ancora in vita, le motivazioni addotte sono relative al fatto che la duplicazione arbitraria ed illegittima estende i privilegi derivanti dal possesso del titolo a enne persone. Altro caso frequente che vede l'applicazione dell'art. 489 c.p. è quello relativo al documento che non riporta i dati del titolare, come accadeva ad esempio nel vecchio certificato di conformità per ciclomotore. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova sempre più spesso contesta la violazione dell’art. 469 c.p. in sede dibattimentale, reato che si perfeziona nel momento in cui il reperto interamente contraffatto presenti un sigillo dello Stato (o altro Ente pubblico) contraffatto, sia esso a secco o ad umido, pare particolarmente originale che questa scuola di pensiero abbia avuto origine dal permesso di guida internazionale emesso dalla Repubblica di Albania, essendo questi un caso piuttosto raro nella casistica dei permessi internazionali essendo rilasciato da un Ente ministeriale e non privato. Qualora da un controllo incrociato si evidenzi che il numero cronologico del supporto utilizzato nella produzione del reperto sia stato inserito in ricerca quale provento furto, dovremo contestare anche l’art. 648 c.p. peraltro ravvisabile anche in caso di documento già compilato e sottratto al legittimo proprietario. Bisogna solo prestare attenzione al fono di ricerca, qualora il legittimo proprietario ne avesse denunciato anziché il furto, lo smarrimento, bisognerà valutare l’opportunità di applicare l’art. 647 c.p. senz’altro più appropriato.
Parlando di documenti atti all’identificazione di un soggetto dovremo distinguere ulteriormente tra documenti atti all'espatrio, documenti di soggiorno e documenti necessari al suo conseguimento. Come nel caso precedente dovremo contestare l'infrazione all' art. 477 c.p. e all' art. 482 c.p. solamente se ci troveremo in presenza di una carta d'identità non atta all'espatrio (peraltro l'Italia è l'unico paese europeo che prevede questa casistica), se invece il documento è rilasciato da qualsiasi altro paese europeo si dovrà procedere all'arresto (OBBLIGATORIO) ai sensi dell'art. 497 bis c.p., ancor più che per i documenti di guida, essendo i documenti di identità rilasciati da soli organi ministeriali, andrà valutata l’opportunità della contestazione dell’art. 469 c.p.. Il D. L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito con modificazioni dalla L. 24 luglio 2008, n. 125, regolava quanto disposto dagli art.li 494, 495 e 496 c.p. in tema di sostituzione di persona, per cui in presenza di un documento con sostituzione del fotogramma o in caso di utilizzo di dati afferenti un soggetto terzo si dovrà valutare l’applicazione dei predetti articoli. Passiamo ora al documento valido per l'espatrio, l'inserimento dell’art. 497 bis c.p. è andato a sanare la prima lacuna, cioè il Legislatore ha creato una norma che diversificava il reato di falso qualora questi fosse stato creato o utilizzato nell'ambito della potenzialità di transito interstatale, inasprendo notevolmente la pena rispetto ai predetti art.li 477 e 482 c.p. fino a prevedere, per computo di pena, l'arresto facoltativo. Quindi, onde sanare la seconda lacuna, cioè la carenza di applicabilità della nuova norma su permessi di soggiorno e documenti equipollenti, la L. 94 del 15.07.2009 andava a modificare l’art. 5 del Decreto Legislativo n°. 286 del 25.07.1998 (legge Bossi/Fini sull’immigrazione) aggiungendo il comma 8 bis, andando a sanare la carenza rappresentata, prevedendo la punizione di chi concorra nella realizzazione o utilizzi soltanto un permesso di soggiorno, una carta di soggiorno, un visto di ingresso e reingresso o di tutti quei documenti necessari per il rilascio del permesso di soggiorno, pairificando la pena a quella prevista dall'art. 497 bis del c.p. andando quindi nuovamente a prevedere l’arresto è facoltativo. Evidentemente per entrambi gli articoli siamo di fronte ad un arreso facoltativo del tutto particolare, essendo caratteristica saliente degli autori di questi reati l’irreperibilità sul territorio e la sconosciuta identità, assumendo quindi di fatto la veste di un arresto obbligatorio. Si pensi ora ad un passaporto genuino che riporti all'interno una fustella adesiva contraffatta, sia essa relativa ad un visto d'ingresso Schengen sia essa relativa ad un permesso di soggiorno, si procederà ex art. 5 comma 8 bis D. Lgs. 286/98; qualora sia il passaporto contraffatto o falsificato si procederà ex art. 497 bis c.p.. Non possiamo dimenticare l’art. 6 del D. Lgs. 286/98, si ribadiscono due concetti essenziali per la perseguibilità del soggetto, la norma non punisce lo straniero irregolare sul territorio ma bensì il soggetto che a precisa richiesta dell’Operatore di Polizia non è in grado di esibire un documento atto alla propria identificazione e il titolo di soggiorno senza darne giustificato motivo, la norma punisce nuovamente ai sensi dell'art. 10 bis (competenza del Giudice di Pace) lo straniero clandestino, ciò a prescindere dalla mancata esibizione del documento previsto.
Dal 01.04.2015 il reato 497 bis c.p. è stato variato nella pena e l'arresto è divenuto obbligatorio, a maggior ragione appare necessario ribadire che documento atto all'espatrio, oltre ovviamente il passaporto, deve essere considerata ogni carta d'identita emessa da Paesei membri della Comunità Europea, per quanto attiene la carta d'identità italiana si ribadisce che, per l'applicazione della presente norma, non deve essere apposta la dicitura non valida per l'espatrio. Qualora tale dicture fosse apposta in ultima di copertina il reato contestabile sarebbe nuovamente riferibile agli artt. 477 e 482 c.p..
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