Source: https://www.adrintesa.it/news-mediazione-civile/giurisprudenza/tribunale-di-pistoia-ordinanza-22-settembre-2015
Timestamp: 2018-08-21 02:19:27+00:00
Document Index: 185377008

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 13']

Tribunale di Pistoia, ordinanza 22 settembre 2015. - Adr Intesa
Tribunale di Pistoia, ordinanza 22 settembre 2015.
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Prosegue, con un ritmo che si può ormai definire incalzante, l’evoluzione giurisprudenziale dell’istituto della mediazione delegata, di cui all’art. 5, co. 2, D.lgs 28/2010.
Il problema, come è noto, trova la sua origine nella mancata previsione, da parte del legislatore, di regole procedurali ad hoc per la suddetta tipologia di mediazione, con la conseguenza che a fronte dell’attribuzione al giudice di un potere il cui esercizio implica il configurarsi, in via sopravvenuta, di una condizione di procedibilità della domanda giudiziale anche laddove si versi nell’ambito di materie diverse da quelle di cui all’art. 5, co. 1 – bis del decreto stesso ovvero si tratti di controversia nella quale, sia già stato esperito, senza successo, un tentativo di mediazione ante causam.
In conseguenza di quanto precede, frequentemente la mediazione demandata dal giudice si esaurisce in un primo incontro in cui non si trova l’accordo tra le parti o, addirittura, in un verbale in cui si prende atto che le parti non ravvisano i presupposti per l’inizio del procedimento ex art. 8 D.lgs 28/2010. Il che, naturalmente, ha suscitato la reazione di innumerevoli Giudici, i cui approcci ermeneutici hanno progressivamente portato ad una caratterizzazione dell’istituto ben determinata, al di là della normativa (nella quale, val bene precisarlo, esiste soltanto una disposizione, appunto l’art. 8, che si riferisce al “procedimento”, indipendentemente dalla circostanza che si tratti di mediazione ante causam o di delegata).
Nell’ordinanza in commento, il Tribunale di Pistoia, disposta la mediazione ex art. 5, co. 2, D.lgs 28/2010, invita le parti a comunicare, attraverso i propri avvocati, l’esito della mediazione stessa, con nota da depositare in cancelleria almeno 10 gg. prima della successiva udienza.
Detta nota, precisa il Giudice, dovrà contenere innanzitutto informazioni relative “…a quanto stabilito dall’art. 8, comma 4- bis del D.Lgs 28/2010, in merito all’eventuale mancata personale partecipazione delle parti (sostanziali) senza giustificato motivo nonché in merito alle ragioni dell’esito infruttuoso del procedimento”; inoltre, dovrà dare conto delle “…eventuali ragioni di natura preliminare che hanno impedito l’avvio dell’effettivo procedimento di mediazione”; infine, in relazione all’art. 13, D.lgs 28/2010, anche ai fini delle spese processuali, dovrà motivare il “…rifiuto dell’eventuale proposta di conciliazione formulata dal mediatore”.
In sostanza, dunque, una serie di paletti idonei a consentire al giudicante la verifica dell’effettiva intenzione delle parti di “recepire il messaggio”, vale a dire di entrare in mediazione affrontando concretamente il merito della lite.
Con fissazione della successiva udienza, destinata precipuamente alla valutazione in ordine all’esito del procedimento di mediazione.
reputato che meritino di essere altresì valorizzati la durata complessiva del giudizio correlata alla necessità di procedere all’istruttoria orale nei termini prima esposti e di – eventualmente – disporre la consulenza tecnica invocata dall’opponente, con conseguente aggravio delle anticipazioni a carico delle parti contendenti;