Source: http://www.dirittoegiustizia.it/news/19/0000074530/Elusione_tributaria_e_nullo_l_atto_non_preceduto_dal_contraddittorio_endoprocedimentale.html
Timestamp: 2020-04-02 06:39:44+00:00
Document Index: 140688971

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 12', 'art. 77', 'art. 77', 'art. 20', 'art. 20']

Elusione tributaria: è nullo l’atto non preceduto dal contraddittorio endoprocedimentale - FINANZA e TRIBUTI | Diritto e Giustizia
Le censure del Giudice a quo. Con l’ordinanza n. 24739/2013 la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione ha sollevato ex officio la questione di legittimità costituzionale dell’art. 37 bis, comma 4, d.P.R. n. 600/1973, laddove si sanziona con la nullità l’avviso di accertamento antielusivo che non sia stato preceduto dalla richiesta di chiarimenti nelle forme e nei tempi ivi prescritti.
- in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’art. 12, comma 7, l. n. 212/2000, deve essere interpretato nel senso che l’inosservanza del termine dilatorio di 60 giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento - termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un’ispezione o una verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni - determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso ante tempus, poiché detto termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva. Il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell’atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l’emissione anticipata, bensì nell’effettiva assenza di detto requisito (esonerativo dall’osservanza del termine), la cui ricorrenza, nella concreta fattispecie e all’epoca di tale emissione, deve essere provata dall’ufficio (Cass., SSUU, n. 18184/2013);
in tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili ai sensi dell’art. 77 d.P.R. n. 602/1973 (nella formulazione vigente ratione temporis), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine - che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis, come introdotto dal d.l. n. 70/2011, convertito con modificazioni dalla l. n. 106/2011), in 30 giorni - per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità (Cass., SSUU, n. 19667/2014).
È inconferente il richiamo all’art. 20 T.U. Registro. La Consulta nega che sia un idoneo tertium comparationis l’art. 20 T.U. Registro, a mente del quale «l’imposta è applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente».