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Timestamp: 2020-03-30 17:31:07+00:00
Document Index: 37193886

Matched Legal Cases: ['art. 122', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1435', 'art. 122', 'art. 128', 'art. 122', 'sentenza ', 'art. 122', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 122', 'sentenza ', 'art. 122', 'art. 1435', 'sentenza ', 'art. 122', 'art. 123']

Art. 122 codice civile - Violenza ed errore - Brocardi.it
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Articolo 122 Codice civile
Dispositivo dell'art. 122 Codice civile
Il matrimonio può essere impugnato [127] da quello dei coniugi il cui consenso è stato estorto con violenza [129, 1434](1) o determinato da timore di eccezionale gravità(2) [1437] derivante da cause esterne allo sposo.
Il matrimonio può altresì essere impugnato da quello dei coniugi il cui consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona(3) o di errore essenziale su qualità personali dell'altro coniuge.
1) l'esistenza di una malattia fisica o psichica o di un'anomalia o deviazione sessuale, tali da impedire lo svolgimento della vita coniugale [89](4);
2) l'esistenza di una sentenza di condanna per delitto non colposo alla reclusione non inferiore a cinque anni, salvo il caso di intervenuta riabilitazione [178, 181 c.p.] prima della celebrazione del matrimonio. L'azione di annullamento non può essere proposta prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile [648 c.p.p.];
3) la dichiarazione di delinquenza abituale o professionale [102, 105 c.p.];
5) lo stato di gravidanza causato da persona diversa dal soggetto caduto in errore, purché vi sia stato disconoscimento ai sensi dell'articolo 233, se la gravidanza è stata portata a termine(5).
L'azione non può essere proposta se vi è stata coabitazione per un anno dopo che siano cessate la violenza o le cause che hanno determinato il timore ovvero sia stato scoperto l'errore [119 2, 120 2, 123 2, 2964; 70 c.p.c.].
(1) L'articolo si riferisce alla violenza (naturalmente morale) di cui all'art. 1435 del c.c., ossia alla minaccia atta a far temere un male ingiusto e notevole, avuto riguardo alle condizioni della persona di cui trattasi.
(2) Si tratta del timore di un pericolo percepito dal soggetto, ed indotto da altri; rileva solo quando la persona si sia determinata a contrarre matrimonio solo per evitare il pericolo stesso. Non rileva, invece, il timore reverenziale, ossia la mera soggezione nei confronti di altri.
(3) L'errore sulla persona riguarda l'identificazione della stessa, ossia l'aver scambiato le parti, confondendole, una rispetto all'altra; tale ipotesi diverge dal matrimonio sotto falso nome, che determinerà la rettificazione del solo atto di matrimonio, rimanendo valido ed efficace lo stesso.
(4) La malattia o anomalia, persistente al momento dell'impugnazione, deve tuttavia esistere al momento del matrimonio e non essere però conosciuta dall'altro coniuge. Spetterà al giudice determinarne l'influenza sul consenso (Cass. 4876/2006). Archetipo dell'anomalia è la sterilità sessuale.
(5) In tale ultima ipotesi, rileva la convinzione (poi rivelatasi erronea) del matrimonio conseguente a concepimento da lui causato; l'impugnazione è esperibile sino alla nascita, od anche successivamente qualora si sia svolta l'azione di disconoscimento di paternità.
“ Error qualitatis redundans in errorem personae ”
Errore sulle qualità, che si traduce in un errore sull'identità della persona
“ Impotentia coeundi ”
Impotenza alla congiunzione
“ Impotentia generandi ”
Incapacità a generare
99 L'art. 122 del c.c. riproduce l'art. 128 del progetto, salvo una modificazione formale nel primo comma. Non sono state accolte le altre proposte fatte sullo stesso articolo, poiché la formula "errore che ridondi sulla identità della persona" è sembrata meno propria dell'altra "quando si risolve in errore sull'identità della persona", e l'espressione "la sua piena libertà", che si trova già nel vecchio codice, scolpisce, meglio che non l'altra "la sua libertà", il concetto della cessazione di qualsiasi causa esterna che possa influire sulla libera determinazione della volontà.
Massime relative all'art. 122 Codice civile
Cass. civ. n. 3407/2013
In tema di azione di nullità del matrimonio, è rilevante l'errore riguardo al comportamento sessuale dell'altro coniuge solo qualora questo si manifesti come anomalia o deviazione sessuale che, per la sua imprevedibilità, costituisce un impedimento oggettivo e non superabile allo svolgimento della vita coniugale; pertanto, al di fuori di tale ipotesi, detto comportamento non può avere alcuna rilevanza sotto il profilo della formazione del consenso, influendo, invece, nella constatazione della insostenibilità del vincolo coniugale, così giustificando la richiesta del suo scioglimento e l'addebitabilità della separazione.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3407 del 12 febbraio 2013)
Cass. civ. n. 18988/2011
In tema di azione di nullità del matrimonio, qualora il fatto di cui all'ultimo comma dell'art. 122 c.c. - cioè la coabitazione per un anno dalla scoperta dell'errore - risulti dagli atti, la decadenza della relativa azione può essere rilevata d'ufficio dal giudice, essendo la materia del matrimonio sottratta alla disponibilità delle parti; qualora poi l'improponibilità della domanda, come nella specie, venga eccepita dalla parte interessata, il giudice non può ritenersi limitato, per quanto riguarda l'accertamento dei fatti che integrano la decadenza, dalle affermazioni della parte stessa, essendo libero, in materia di prove, di apprezzare ed utilizzare tutto il materiale probatorio acquisito al processo
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 18988 del 16 settembre 2011)
Cass. civ. n. 3671/1998
Il coniuge che impugna il matrimonio per errore, adducendo che aveva prestato il proprio consenso ignorando l'esistenza di una malattia psichica dell'altro coniuge, è tenuto a provare unicamente l'esistenza della malattia e la mancata conoscenza della stessa prima della celebrazione del matrimonio, incombendo all'altro coniuge la prova contraria circa la preventiva conoscenza di essa. E, invece, rimessa al giudice ogni valutazione circa la gravità della malattia e la sua efficacia determinante, con riferimento, alla sua incidenza sullo svolgimento della vita coniugale, considerate le normali aspettative del coniuge in errore, da valutarsi in concreto, tenuto conto delle sue condizioni e di ogni altra circostanza obiettiva emergente agli atti.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3671 del 9 aprile 1998)
Cass. civ. n. 3508/1994
Il fatto costitutivo dell'annullabilità del matrimonio prefigurata dal n. 1 dell'art. 122 c.c. non è la malattia in sé, ma l'errore del coniuge che, per averla ignorata o non esattamente conosciuta, (nel senso che non la conosceva o che, pur conoscendola, ne ignorava l'attitudine ad influire negativamente, in ragione delle sue caratteristiche, nello svolgimento della vita coniugale) si è indotto al matrimonio senza la consapevolezza dell'oggettivo impedimento, tenuto conto del fatto che nella materia la esattezza della conoscenza non deve intendersi necessariamente riferita alla diagnosi tecnica (patogenica e strutturale) della malattia, essendo invece riferibile anche alle sue manifestazioni esteriori socialmente percepibili e da chiunque mediamente valutabili quanto al loro tasso di incidenza sulle relazioni intersoggettive in generale e sulla vita coniugale in particolare.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3508 del 14 aprile 1994)
Cass. civ. n. 1017/1972
La violenza che l'art. 122 c.c. contempla come vizio del consenso matrimoniale non è diversa dalla violenza che nella materia delle obbligazioni viene prevista quale causa di annullamento del contratto. Deve, quindi, anche nel caso di violenza usata per costringere al matrimonio, ricorrere il requisito ritenuto indispensabile dall'art. 1435 c.c. dell'attitudine della violenza posta in essere a far temere un male ingiusto, oltre che notevole.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1017 del 31 marzo 1972)
È prescrittibile l'azione di nullità del matrimonio per l'errore sulla identità dell'altro coniuge.
relative all'articolo 122 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 122 Codice civile - Violenza ed errore | Quesito Q20124914
venerdì 27/01/2012 - Toscana
“Vorrei sapere se, a Vostro avviso, è possibile richiedere la nullità del matrimonio nel caso in cui il marito, cittadino straniero, oltre ad avere fornito alla giovanissima futura moglie un nome falso fino al giorno del matrimonio, dopo una settimana abbia confessato di essersi sposato solo per non venire espulso dal paese. Preciso che il matrimonio, su richiesta di lui, è stato celebrato in assoluta segretezza e non vi è mai stata convivenza tra i coniugi.”
L'errore sulla identità della persona dell'altro coniuge rende invalido il matrimonio ai sensi dell'art. 122 del c.c..
Lo scambio di persona è, ovviamente, assai raro e non va confuso con il matrimonio sotto falso nome, quando la persona sposata è effettivamente quella voluta (in tale ipotesi il matrimonio è valido e tutt'al più sarà oggetto di rettifica l'atto di matrimonio).
Nel caso di specie, però, il matrimonio potrebbe essere impugnato per simulazione ai sensi dell'art. 123 del c.c.. La legge configura tale vizio allorquando i coniugi abbiano convenuto di non voler esercitare i diritti o di non adempiere gli obblighi derivanti dal matrimonio. L'impugnazione spetta a ciascuno di loro, ma è fissata una duplice decadenza: il matrimonio non è più annullabile se è trascorso un anno dalla celebrazione del matrimonio, ovvero se gli sposi hanno convissuto come coniugi, anche per un breve periodo.