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Timestamp: 2019-08-19 10:39:47+00:00
Document Index: 85937609

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 16', 'art. 25', 'art. 12', 'art. 361', 'art. 20']

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20 Agosto 2013 /48 Commenti/in Articoli /da admin
Una delle attività che i destinatari della norma devono compiere, per rispettare la normativa antiriciclaggio, è quella di identificare il titolare effettivo, che potrebbe anche non essere il soggetto a cui i professionisti rendono la prestazione professionale.
Ricordiamo che la violazione dell’obbligo dell’identificazione, comporta per il trasgressore, una sanzione di carattere penale particolarmente critica.
Per la normativa antiriciclaggio, il titolare effettivo è la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione o un’attività, ovvero, nel caso di entità giuridica, la persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano tale entità, ovvero ne risultano beneficiari.
Il cliente invece, è il soggetto al quale i professionisti rendono una prestazione professionale in seguito al conferimento di un incarico.
Queste due figure di soggetti (titolare effettivo e cliente), possono essere diverse tra di loro, ben essendo possibile che il cliente a cui rendiamo la prestazione professionale, non sia anche il titolare effettivo.
Per la corretta identificazione del titolare effettivo, dobbiamo ricordarci che lo stesso, è sempre una persona fisica e mai un ente giuridico.
Per titolare effettivo, in base alla norma, s’intende:
Titolare effettivo nel caso si società
la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedano o controllino un’entità giuridica, sia direttamente che indirettamente, e tale criterio si ritiene soddisfatto ove la percentuale corrisponda al 25 per cento più uno di partecipazione al capitale sociale;
Titolare effettivo in caso di fondazione o trust
se i futuri beneficiari sono già stati determinati, la persona fisica o le persone fisiche beneficiarie del 25 per cento o più del patrimonio di un’entità giuridica;
se le persone che beneficiano dell’entità giuridica non sono ancora state determinate, la categoria di persone nel cui interesse principale e’ istituita o agisce l’entità giuridica;
la persona fisica o le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25 per cento o più del patrimonio di un’entità giuridica.
Non dimentichiamo mai, che tutta l’impalcatura normativa, di stampo comunitario e internazionale, ha l’obiettivo di contrastare l’anonimato in tutte le forme in cui esso si può manifestare nel mondo degli affari, e ovviamente, nessun professionista potrebbe accettare un incarico professionale da un soggetto che neanche conosce.
Quando identificare il titolare effettivo?
L’identificazione e la verifica dell’identità del titolare effettivo è effettuata contestualmente all’identificazione del cliente e impone al professionista, per le persone giuridiche, i trust e soggetti giuridici analoghi, l’adozione di misure adeguate e commisurate alla situazione di rischio per comprendere la struttura di proprietà e di controllo del cliente.
Come identificare il titolare effettivo?
Per identificare e verificare l’identità del titolare effettivo i professionisti possono decidere di fare ricorso a pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque contenenti informazioni sui titolari effettivi, chiedere ai propri clienti i dati pertinenti ovvero ottenere le informazioni in altro modo.
In pratica, il commercialista, l’avvocato, il notaio etc, prima dell’instaurazione del rapporto o contestualmente al conferimento dell’incarico, insieme all’identificazione del cliente devono procedere ad identificare il titolare effettivo.
Nel caso in cui la prestazione professionale venga richiesta da una persona fisica, di norma, il titolare effettivo è la persona fisica medesima.
Nel caso in cui la prestazione professionale venga richiesta da una società, è molto frequente il ricorso alla dichiarazione rilasciata ad esempio dall’amministratore, che sotto la sua responsabilità dichiara le generalità della persona fisica (o delle persone fisiche) che è il titolare effettivo, e ciò anche in presenza di catene di controllo societarie complesse o talvolta con società che controllano il cliente, localizzate all’estero.
Ricordiamoci sempre, che questa normativa in Europa è uguale per tutti i paesi e nel mondo è per moltissimi paesi equivalente, e di fronte alla richiesta di conoscere chi sia il “beneficial owner” nessuno non deve saper rispondere.
In pratica per identificare il titolare effettivo:
Il professionista, in base all’indice di rischio attribuito al cliente e alla sua prudente valutazione, dovrà valutare la modalità da adottare per l’identificazione del titolare effettivo decidendo (alternativamente o cumulativamente):
Di fare propria la dichiarazione responsabile ottenuta dal cliente;
Di promuovere delle autonome verifiche facendo ricorso a pubblici registri, elenchi atti o documenti, conoscibili da chiunque.
Infine, in moltissimi casi, il titolare effettivo potrebbe anche non esserci per le caratteristiche del cliente, ad esempio perché nell’ente nessuna persona fisica ha una partecipazione del 25 per cento più uno, oppure perché la società ha titoli negoziati in mercati regolamentati etc.
In tali casi, il professionista che ha ricevuto una simile dichiarazione di inesistenza del titolare effettivo da parte del cliente, deve sempre poterla verificare o ottenere informazioni in altro modo.
Come comportarsi se non si riesce a identificare il titolare effettivo?
Diversamente dal caso in cui il titolare effettivo non esista, nel caso in cui, il professionista non possa identificarlo, ad esempio perchè il cliente non rilasci tale informazione, ha l’obbligo di astenersi dal rendere la prestazione professionale, e valutare se effettuare una segnalazione di operazione sospetta.
Una nota di chiusura sul titolare effettivo su cui tutti i destinatari della norma devono fare delle riflessioni è quella relativa alla circostanza in cui nella catena di controllo di una società cliente, vi sia lo schermo di una società con titoli al portatore o localizzata in un paese con una normativa antiriciclaggio non equivalente.
In tali casi, non dobbiamo dimenticare che tale situazione è di grandissimo rischio per il professionista e presuppone, nel caso in cui accetti l’incarico, un monitoraggio del cliente molto più attento e commisurato ad un maggior rischio o pericolosità di riciclaggio.
Tags: Adeguata verifica avvocati, Adeguata verifica commercialisti, Titolare effettivo
https://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2015/06/identificazione-del-titolare-effettivo.jpg 300 700 admin https://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2013-08-20 17:01:382017-05-12 10:21:51Antiriciclaggio: come identificare il titolare effettivo?
6 Febbraio 2014 en 11:29 am
Barbara, per l’identificazione degli enti valgono le regole generali dettate dalla legge e dall’allegato tecnico.
La Corte di Cassazione, nella sentenza 13.4.2007 n. 8853, ha precisato che gli studi professionali associati, anche se privi di personalità giuridica, rientrano tra quei fenomeni di aggregazione di interessi ai quali la legge attribuisce la capacità di porsi come autonomi centri di imputazione dei rapporti giuridici. Essi sono dotati della capacità di stare in giudizio nella persona dei loro componenti o di chi, comunque, ne abbia la legale rappresentanza. I singoli professionisti che lo compongono, inoltre, possono agire in nome e per conto del gruppo anche in assenza di delega scritta, a condizione che sia portata a conoscenza dei terzi interessati la circostanza che si agisce come mandatari di un soggetto diverso (lo studio professionale).
Detto ciò, adattando le regole generali al caso in esame, ad esempio se nello studio associato vi saranno due componenti, entrambi saranno identificati come titolari effettivi.
18 Febbraio 2014 en 4:09 pm
in una Associazione sportiva dilettantistica, chi è il titolare effettivo? Esiste un consiglio direttivo che gestisce le attività, un presidente e un tesoriere. Il Presidente ha la firma sociale ma non si può paragonare a un’amministratore delegato o a un titolare di quote di maggioranza. Le quote sociali sono uguali per tutti i soci e i membri del C.D. sono tutti soci. Al limite tutti i soci si potrebbero considerare “titolari effettivi”. Specifico che la società non possiete mobili, immobili nè ha un locale
adivito a sede sociale. Grazie in anticipo per la vs risposta.
5 Marzo 2014 en 6:27 pm
Se il titolare effettivo è un ente pubblico (COMUNE), come faccio ad identificarlo?
6 Marzo 2014 en 7:09 pm
Rossella, non esiste il titolare effettivo in un ente pubblico. Verifica le disposizioni sull’adeguata verifica con modalità semplificate.
11 Aprile 2014 en 5:08 pm
La società Alfa è posseduta per il 96% da una Holding e per il 4% dai soci Bianchi Rossi Verdi Neri ciascuno dei quali detiene l’1%.
All’interno della Holding gli stessi soci Bianchi Rossi Verdi Neri detengono il 25% del suo capitale sociale a titolo di nuda proprietà.
Chi è il titolare effettivo della società Alfa??
10 Febbraio 2015 en 12:05 pm
IN UNA SRL CON QUATTRO SOCI CHE DETENGONO IL 25% DEL CAPITALE SOCIALE, CHI VA INDICATO COME TITOLARE EFFETTIVO ?
10 Febbraio 2015 en 12:28 pm
Le regole per l’identificazione sono sempre quelle dettate dalla normativa che rinvia all’allegato tecnico, cioè:
1) la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedano o controllino un’entità giuridica, sia direttamente che indirettamente, e tale criterio si ritiene soddisfatto ove la percentuale corrisponda al 25 per cento più uno di partecipazione al capitale sociale;
2) la persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un’entità giuridica.
Quindi dove il primo requisito non possa essere soddisfatto (quello della percentuale del 25%), l’identificazione del titolare effettivo dovrà essere svolta nei confronti di quella persona fisica o più persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un’entità giuridica, e secondo quanto previsto dalle disposizioni dettate da Bankitalia (con le linee guida del 2013 per le banche), in genere viene residualmente identificato come titolare effettivo l’amministratore o gli amministratori della società.
Nel caso specifico ci sono 4 soci ognuno dei quali ha meno del 25%+1, quindi il primo requisito non è soddisfatto, di conseguenza si deve passare a verificare se ci sono persone fisiche che esercitano il controllo secondo altre modalità (accordi parasociali, influenza dominante etc) e per ultimo individuare quale titolare effettivo l’amministratore o gli amministratori, ma solo residualmente.
9 Ottobre 2015 en 12:21 pm
Si applica la disciplina antiriciclaggio anche quanto il cliente del professionista consiste in una congregazione religiosa?
10 Ottobre 2015 en 10:44 am
le ipotesi di esclusione dall’obbligo di adeguata verifica del cliente previste dalla normativa possono essere o quelle in cui non si rientra nelle previsioni di cui all’art. 16) e quindi nessun obbligo incombe sul professionista, oppure quelle previste all’art. 25) in cui si prevede l’adeguata verifica semplificata quando la prestazione viene resa nei confronti di particolari soggetti.
In tale ultimo caso, non rientrano tra i clienti nei cui confronti può essere svolta l’adeguata verifica semplificata le congregazioni religiose.
Si potrebbe aggiungere, ma soltanto quando il destinatario ad esempio è un Avvocato, una esclusione per attività, come previsto dall’art. 12).
2 Dicembre 2015 en 1:34 pm
Nel caso di un sindacato (cgil cisl fiom ecc) bisogna ricercare anche lì il titolare effettivo?
6 Dicembre 2015 en 2:43 pm
Certo. Le regole relative all’adeguata verifica non cambiano. In tali casi.
11 Maggio 2017 en 5:27 pm
per cui chi nel sindacato? è possibile avere un esempio?
4 Dicembre 2015 en 7:21 pm
Nel caso di una compravendita immobiliare tra privati, va comunque effettuata la verifica sulle persone fisiche?
6 Dicembre 2015 en 2:44 pm
Chi presta l’assistenza in tale compravendita immobiliare?
7 Dicembre 2015 en 4:17 pm
Facciamo il caso di una compravendita notarile tra privati, magari una delle parti é un imprenditore che non interviene per conto della società.
Quello che vorrei capire é: se una delle due parti ha quote in una società, ma interviene in atto a scopi privati, deve essere sottoposta a verifica.
8 Dicembre 2015 en 6:14 pm
Il cliente che richiede la prestazione può essere o una persona fisica oppure una società o ente. In tal caso la persona fisica che rappresenta l’ente interviene non per se ma in rappresentanza ad esempio della società. Nei confronti del cliente deve essere svolta l’adeguata verifica sempre. Nel caso specifico il cliente è una persona fisica che interviene nell’atto come persona fisica e non per conto di società. Adeguata verifica.
11 Dicembre 2015 en 3:29 pm
Perfetto, quindi l’indagine sul titolare effettivo va svolta solo se la persona fisica interviene per conto diretto di una società.
Se invece, la persona fisica ( che faccia l’imprenditore o altro) interviene solo per proprio conto, mi limito solo all’adeguata verifica.
11 Dicembre 2015 en 6:08 pm
L’obbligo è l’adeguata verifica e tale obbligo prevede una serie di attività, tra cui quella di identificare il titolare effettivo.
Per quanto riguarda gli obblighi può leggere il seguente post:
https://www.vedaformazione.it/adempimenti-antiriciclaggio-per-avvocati-commercialisti-e-per-i-professionisti/
Per un ulteriore approfondimento il seguente post:
https://www.vedaformazione.it/antiriciclaggio-in-quattro-mosse-le-cose-da-sapere/
In pratica, il titolare effettivo, in quanto elemento dell’adeguata verifica andrà sempre identificato come di legge.
16 Aprile 2016 en 3:32 am
In caso di sas con due soci paritari al 50%, il titolare effettivo è solo l’accomandatario o anche l’accomandante, che non ha poteri di amministrazione né di autorizzazione?
Inoltre, per essere a posto con i controlli è sufficiente avere i documenti del solo rappresentante e una visura camerale da cui risultino gli altri soci, oppure si devono acquisire i documenti d’identità anche di tutti gli altri soci con quota superiore al 25%? Cioè, l’identificazione implica sempre la conservazione di un documento d’identità o equivalente, o basta che siano individuate in qualsiasi modo le generalità del socio di controllo?
16 Aprile 2016 en 9:37 am
Nel premettere che vale la regola di un approccio basato su rischio, il titolare effettivo è la persona fisica o le persone fisiche che hanno più del 25% del capitale. Nel caso in cui per l’operatività del caso porti a ritenere che il titolare effettivo sia un altro soggetto, che ha la possibilità di controllare l’ente, titolare effettivo sarà anche costui.
Il cliente che ha conferito l’incarico deve essere identificato e nel caso di società oltre ad acquisire i dati identificativi di colui che agisce per l’ente e il suo documento d’identità, sarà anche necessario verificarne i poteri, magari consultando una visura.
Nel fascicolo dovranno essere conservate tutte le informazioni relative alla società, compreso il documento d’identità del legale rappresentante che ha conferito l’incarico.
Ottenere dal cliente anche i documenti identificativi di tutti i soci con quote superiori al 25% è una misura suggerita dalla norma nei casi di rischio medio alto.
16 Aprile 2016 en 10:40 pm
Grazie, mi permetto di chiedere ancora: alcuni dei documenti acquisiti (esempio visure, copie di assegni e carte d’identità) possono essere conservati solo in forma digitale (acquisiti con scanner), da stampare solo all’occorrenza, o vanno conservati tutti in cartaceo?
In caso di ispezioni, i documenti al computer potrebbero essere stampati al momento, a richiesta della GdF.
17 Aprile 2016 en 4:46 pm
La conservazione dei documenti può avvenire in forma cartacea o in forma digitale a scelta del destinatario degli obblighi. Nel caso di conservazione digitale, i documenti dovranno essere tenuti in conformità alle disposizioni normative sulla conservazione digitale a cui si rinvia.
In caso di ispezioni, il fascicolo del cliente deve essere immediatamente esibito agli organi ispettivi.
14 Maggio 2016 en 11:35 am
nel caso di una società con catena di comando del tipo
la società alfa, società cliente
è controllata dalla società Y per il 49%, dalla società X per%.26% e dalla società Z per il restante 25%.
Se Y è posseduta da Tizio e Caio per il 50%
X è posseduta dalla società K per il 75% e dalla Società Q per il 25%
K è di proprietà di Pinco Pallo al 100%.
i titolari effettivi sono Tizio e Caio + Pinco Pallo perchè ha più del 25% in una società che ha più del 25% nella società cliente?
nelle faq della banca d’Italia si dice che l’interpretazione data sul titolare effettivo è stata di tipo estensivo “identificate come titolari effettivi tutte le persone fisiche che detengano una partecipazione di controllo ( ndr 25%+1 ?) in una persona giuridica titolare di una partecipazione superiore al 25% nella società cliente.”
gherardo dice:
28 Giugno 2016 en 7:10 pm
in presenza di un’associazione di promozione sociale, chi potrebbe essere il titolare effettivo?
3 Luglio 2016 en 12:57 pm
Le regole per l’identificazione del titolare effettivo sono sempre quelle dettate dalla normativa che rinvia all’allegato tecnico, cioè:
Nel caso di un’associazione di promozione sociale, ed al di fuori del caso in cui tale ente sia controllato da un ente pubblico, si applicano le regole di cui al precedente punto 2).
27 Luglio 2016 en 7:46 pm
Quindi il titolare effettivo di un’associazione deve esserci sempre oppure può anche non essere presente?
27 Luglio 2016 en 8:14 pm
Negli enti e quindi anche nelle associazioni il titolare effettivo c’è sempre e deve essere individuato secondo le ordinarie regole.
4 Agosto 2016 en 11:15 am
siamo in presenza di uno importante studio legale con circa 50 associati.
Abbiamo acquisito un documento in cui i soci con una scrittura privata notarile attribuiscono la rappresentanza legale a 6 associati ( in modo paritetico) .
E’ corretto identificare uno solo dei “legali rappresentanti” dal momento che sono hanno carica paritetica o sarebbe consigliabile identificarli tutti.
16 Agosto 2016 en 5:38 pm
Buongiorno Flavio. Il soggetto che ha conferito l’incarico è il cliente. Tale soggetto, si sarà presentato per il tramite di un suo rappresentante legale, e quindi costui andrà identificato e si dovranno verificare i poteri. Poichè è alamente improbabile che il conferimento dell’incarico venga dato alla presenza di tutti i sei soggetti, è corretto identificare soltanto colui che munito di poteri rappresenta lo studio. Tale persona fisica, dovrà rilasciare tutte le dichiarazioni del caso che riguardano sia i titolari effettivi che le pep.
17 Agosto 2016 en 10:16 pm
Salve, sono legale rappresentante nonché socio accomandatario al 55 % di una sas al cui interno rientra una seconda societa` al 45 % – Ora sull` atto di costituzione della sas abbiamo inserito una clausola che recita: L’amministrazione e la legale rappresentanza della società di fronte ai terzi ed in giudizio spettano al socio accomandatario Xxx.. per tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, senza limitazione alcuna.
Il legale rappresentante della societa` al 45 % possiede il 60 % della stessa.
La banca mi ha proposto un modulo per la normativa antiriciclaggio dove e` inidcato chiaramente quale “Titolare effettivo 1”..quest` ultimo.. e mi chiede di firmarlo..
Secondo Voi e` corretto tale modulo o dovrei piuttosto farlo rivedere ?
Ringrazio cordialmente chiunque possa darmi valido aiuto.
18 Agosto 2016 en 3:36 pm
Buongiorno, il comportamento è corretto ed in linea con le disposizioni normative sulla definizione di titolare effettivo.
29 Dicembre 2016 en 3:35 pm
nella società A la suddivisione delle quote è la seguente:
51% SOCIETA’ B
49% SOCIETA’ C
Nella società C ci sono tre soci che posseggono rispettivamente il 33,33% delle quote con nuda proprietà, mentre l’usufrutto totale lo detiene una quarta persona. In questo caso chi è il titolare effettivo? A me verrebbe da dire i tre soci che hanno il 33,33% ciascuno.
25 Gennaio 2017 en 11:40 am
In una snc con 4 soci con 25% di proprietà il titolare effettivo è colui che gestisce l’azienda?
25 Gennaio 2017 en 6:11 pm
Gabriella Cornelio dice:
7 Marzo 2017 en 6:08 pm
nel caso di una società posseduta da amministrazioni pubbliche (Regione, Comuni, Provincie) come trovare il titolare effettivo?
18 Marzo 2017 en 2:24 pm
In tal caso secondo le previsioni di legge, sulla società si svolgerà l’adeguata verifica ma non sarà necessario identificare il titolare effettivo
11 Ottobre 2017 en 5:52 pm
in seguito all’introduzione del decreto 9072017 è ancora valida la disposizione che non serve identificare il titolare effettivo se ente pubblico? ci sono riferimenti normativi?
Se un soggetto viene incaricato dalla Regione a svolgere la revisione legale in una società, il cliente è la Regione che conferisce l’incarico o la società/ente soggetto a revisione?
16 Maggio 2017 en 4:28 pm
nel caso di una srl con tre soci A) 44% B) 51% C)5%
e dove B è l’amministratore e titolare effettivo in quanto dirige e amministra l’azienda….la banca intende che B dichiari, compilando il Form dell’individuazione del titolare effettivo, che B e A sono i titolari effettivi.
E’ possibile indicare nel Form che il titolare effettivo è SOLO B? Come in realtà è?
Fornendo la dichiarazione alla banca con indicato i due titolari effettivi A e B, in caso di fallimento aziendale la Banca può insinuare personalmente il socio A?
15 Giugno 2017 en 4:25 pm
Salve, ho 3 brevi quesiti:
1) se una società è costituita da due soci, entrambi con il 50% delle quote, per l’identificazione del titolare effettivo è sufficiente censire quello che detiene il 50% delle quote ed è anche amministratore o serve dare indicazione di entrambi.
2) Qualora invece vi siano due soci (50% delle quote ciascuno) ma il legale rappresentante è un altro, chi è il titolare effettivo?
3) Infine ho letto che c’è stata una novità in materi di antiriciclaggio che prevede l’istituzione del registro dei titolari effettivi? Cosa significa che non basta più la normale identificazione del titolare effettivo tramite la DICHIARAZIONE DEL CLIENTE AI SENSI ART.21 DLGS N.231/2007?
2 Luglio 2017 en 6:33 am
una società ha due amministratori con poteri disgiunti, di cui uno socio di maggioranza.
Il professionista ha contatti solo con l’amministratore socio di minoranza.
E’ necessario richiedere un documento identificativo dell’altro socio non presente, o per la sua identificazione basta indicare i suoi dati sul modulo antiriciclaggio e allegare una visura della Camera di Commercio della società, da cui risultano anche le generalità dei soci?
Cioè, quando il socio di maggioranza non è il cliente con cui si tratta, bisogna necessariamente farsi consegnare una copia del suo documento d’identità?
11 Ottobre 2017 en 6:01 pm
a seguito dell’introduzione del D.lgs. 90/2017 è ancora valida la disposizione secondo cui in una società partecipata da enti pubblici si deve procedere con l’adeguata verifica senza identificare il titolare effettivo? c’è un riferimento normativo a cui fare riferimento?
in caso di incarico di commissario straordinario conferito dalla regione su un ente di diritto privato (persona giuridica privata ex art. 361/2000 il cliente è la Regione o l’ente?
23 Novembre 2017 en 10:50 am
in caso di costituzione di una nuova società devo identificare solo il titolare effettivo(al momento dell’accettazione dell’incarico la società ancora non è stata costituita)?
Dopo la costituzione identifico la società.
Sul registro antiriciclaggio ho 2 operazioni distinte con 2 numeri progressivi diversi?
27 Novembre 2017 en 7:43 am
L’adeguata verifica deve essere svolta nei confronti del cliente che conferisce l’incarico per eseguire una prestazione professionale. In quel momento quello è il cliente.
Il registro con il D.Lgs. 90/2017 è stato abolito e sostituito dagli obblighi di conservazione.
31 Gennaio 2018 en 7:04 pm
Con la presente vi sottopongo un quesito in merito alla normativa antiriciclaggio.
Mi è stato conferito un incarico da una cliente persona fisica priva di partita IVA per svolgere una consulenza per la ditta individuale di suo padre. Sarà la cliente a pagare il compenso in quanto la ditta è in difficoltà finanziarie.
Io sto considerando la signora, a cui emetterò fattura, come Cliente e il padre come Titolare Effettivo.
Ho richiesto i documenti identificativi ad entrambi e farò firmare la dichiarazione del cliente ai fini antiriciclaggio alla signora.
E’ corretta questa mia impostazione?
Grazie a tutti in anticipo per l’attenzione.
23 Febbraio 2018 en 5:55 pm
Si la procedura come prospettata appare corretta.
Daniele Matei dice:
11 Maggio 2018 en 10:58 am
il mio quesito è: se la Società mia cliente è sottoposta ad Amm.ne straordinaria per stato di insolvenza, devo comunque procedere alla identificazione del Titolare Effettivo individuandolo nel commissario straordinario. Se sì, in quale specifica dell’art. 20 d.lgs 231/07 rientra?
27 Luglio 2018 en 3:12 pm
la risposta è stata trattata al seguente articolo:
https://www.vedaformazione.it/il-curatore-fallimentare-non-e-il-titolare-effettivo-ai-fini-della-normativa-antiriciclaggio/
30 Maggio 2018 en 2:58 pm
è necessario richiedere copia di un documento di riconoscimento valido per i titolari effettivi?
O mi faccio bastare le informazioni che posso raccogliere dalla dichiarazione del cliente o per esempio dalla visura camerale (data di nascita…ect).
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