Source: https://www.scribd.com/document/302652126/mezzetti-AIC2008
Timestamp: 2018-11-14 13:47:48+00:00
Document Index: 179069227

Matched Legal Cases: ['art.38', 'art 1', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 102', 'art. 2001', 'art. 30', 'art.4', 'art.3', 'art. 115', 'art 44', 'art. 186', 'art 12', 'art 26', 'art. 4', 'art. 3', 'art 236']

FINANAZIAMENTI E CONDIZIONAMENTI
nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna
1. – Il denaro quale “mother milk” della politica
Il rapporto tra denaro e politica è antico, probabilmente necessario ed indefettibile, sicuramente
Dalla approvazione, in Gran Bretagna, nel 1883, della prima normativa dei tempi moderni sul
finanziamento della politica, la traiettoria evolutiva dei tentativi di sottoporre tale problematico
rapporto a disciplina giuridica non ha conosciuto soste. Attualmente non esiste ordinamento
giuridico statale che non abbia regolato la materia, in senso favorevole o sfavorevole rispetto al
fenomeno considerato, dedicando al medesimo norme generali o dettagliate, comunque finalizzate a
fornirne un quadro sufficientemente organico. I partiti politici ricevono sovvenzioni statali nel 77%
delle democrazie liberali consolidate e nel 73% delle democrazie che di recente hanno sperimentato
un processo di consolidamento democratico. Tali percentuali aumentano se riferite alle esperienze
dell’Europa centro-orientale (91%) e latinoamericane (78%). Il public funding dei partiti politici è
sistema adottato in una minoranza di esperienze democratiche unicamente negli ordinamenti
africani (44%).
Si ha conferma della indissolubilità del connubio tra denaro e politica se si ha riguardo al
funzionamento degli strumenti partecipativi in seno ai sistemi democratici, attraverso gli istituti di
democrazia diretta e di democrazia indiretta. Uno degli ostacoli di ordine economico e sociale
capace di rendere tali strumenti privi di effettività ed inconsistenti è la carenza o mancanza di
denaro: il finanziamento della politica appare in tal senso direttamente funzionale alla instaurazione
ed al consolidamento di una democrazia sostenibile.
In tale contesto, appare imprescindibile l’adozione di uno schema normativo concernente il
finanziamento dei partiti e dei sistemi elettorali che non ponga a rischio i valori fondanti della
democrazia - l’eguaglianza dei cittadini, la libertà degli elettori, l’autonomia degli eletti – e che eviti
di esporla a fenomeni degenerativi in grado di minarne le basi (il clientelismo, da un lato, la
decadenza verso un sistema plutocratico e corrotto, dall’altro).
L’attività dei partiti in seno ai regimi democratici implica inoltre l’instaurazione di una struttura
organizzativa e si fonda sul costante, fisiologico funzionamento della medesima, che non può non
assorbire ingenti risorse finanziarie. Se a tale fattore si aggiungono le esigenze di denaro derivanti
dalla necessità di finanziare le campagne elettorali, nonché le attività connesse alle medesime (ad
esempio sondaggi elettorali), la dipendenza della politica dal denaro appare ancora più evidente.
L’apporto di denaro ad un partito o ad un candidato è d’altra parte un modo di manifestare ed
esprimere le proprie idee: una problematica risalente della materia in oggetto deve infatti
identificarsi con i limiti che le normative sul finanziamento della politica, in particolare ad opera di
soggetti privati, possono configurare avuto riguardo all’estrema dilatazione della libertà di
La caratterizzazione dell’apporto descritto quale investimento a favore della democrazia e la
identificazione del legame indissolubile intercorrente tra il finanziamento della politica e la
realizzazione di una democrazia pienamente sostenibile non consente peraltro di rimuovere i profili
negativi del connubio (connivenza, complicità?) denaro-politica. Tali profili concernono i fenomeni
generati dalla sete inappagabile di denaro che la politica costantemente rivela: scandali derivanti dal
conferimento di fondi illeciti, corruzione, finanziamenti elargiti da gruppi di potere interessati ad
incidere sul processo di formazione della volontà politica.
Varie sono le opzioni che il diritto costituzionale comparato offre ai fini della disciplina
dell’ambiguo e controverso rapporto tra denaro e politica, nonché del contenimento dei fenomeni
dianzi menzionati.
Sul versante della visione globale da adottare in sede di disciplina normativa della problematica in
oggetto vengono in rilievo quattro modelli principali.
Il modello svedese si fonda sull’autonomia dei partiti e sulla fiducia nella maturità degli elettori,
ritenuti capaci di decidere in modo libero da condizionamenti provenienti dal denaro o dalla
pubblicità. I partiti sono concepiti quali associazioni volontarie che esercitano privatamente le
proprie attività e si dotano in autonomia della propria organizzazione interna. In seno a tale modello
storicamente sono prevalsi – rispetto ai tentativi di sottoporre la materia a dettagliata disciplina
normativa - gli accordi informali tra partiti finalizzati a garantire trasparenza quanto all’origine
delle risorse finanziarie.
Il modello tedesco si fonda sulla trasparenza. Si tende ad ammortizzare il rischio del
condizionamento dei processi di decisione politica ad opera dei finanziamenti di origine privata
mediante la conoscenza da parte dell’elettore delle fonti di finanziamento nel loro complesso. A
partire dal 1984 i partiti politici tedeschi devono presentare rendiconti pubblici che comprendono un
prospetto di entrate ed uscite.
Il modello fondato sulle autorità amministrative deriva dalla percezione della parzialità ed
inadeguatezza delle due precedenti soluzioni. Negli Stati Uniti, in seguito alla scandalo del
Watergate, venne approvato nel 1971il Federal Election Campaign Act (FECA) ed istituita nel 1975
la Federal Election Commission quale organo di supervisione delle azioni dei beneficiari di
donazioni, di verifica dei rendiconti e di implementazione delle norme sulle campagne elettorali.
Infine, il modello fondato sulla disciplina diversificata è caratterizzato da una regolazione
dettagliata ed estesa ai singoli profili della materia. Ne è esempio la legge elettorale canadese
(Canada Elections Act) del 1974, che ha ad oggetto – fra l’altro – la limitazione dei costi delle
campagne elettorali, le limitazioni di tempo disponibile nelle trasmissioni televisive, il
finanziamento statale con rimborso parziale, esenzioni tributarie a favore dei piccoli donatori, la
presentazione di rendiconti su entrate ed uscite ove i finanziamenti eccedano una somma prefissata;
sull’applicazione della legge vigila un’autorità amministrativa indipendente (Canada Elections,
presieduta dal Chief Electoral Officer che opera attraverso il Commissioner of Canada Elections).
Sul versante dell’origine dei finanziamenti alla politica e delle strategie di political fundraising si
pone l’alternativa tra tre modelli, dei quali due di natura esclusiva (modello fondato unicamente sul
finanziamento pubblico ovvero unicamente sul finanziamento privato) ed uno di natura mista
(concorrenza di finanziamenti pubblici e privati).
Il denaro di cui i partiti ed i candidati hanno bisogno per coprire le proprie spese è comunque
fornito dai cittadini, nella loro veste, rispettivamente, di membri del partito, di affiliati, di membri di
un gruppo di interessi, di consumatori di beni e servizi o di contribuenti. Le analisi comparatistiche
di norma articolano le risorse dei partiti, quanto alla loro origine, in contributions e public subsidies.
Tra le potenziali fonti delle risorse a disposizione della politica vengono inoltre annoverate, a
specificazione delle categorie precedenti, le quote di iscrizione al partito, i contributi provenienti da
titolari di cariche pubbliche facenti appartenenti al partito, donazioni private o di società. Secondo
originale classificazione, che tende a superare le precedenti, le risorse dei partiti possono
distinguersi in grass-roots funding (finanziamenti provenienti dalla base) e plutocratic financing. Si
tratta di visione che si fonda sulla considerazione della democrazia quale sistema di partecipazione
politica fondata sull’eguaglianza dei consociati e della plutocrazia quale sistema politico dominato
dai ricchi di un’agiata minoranza. Tuttavia, gli spoils of office (tra cui le quote di indennità rilasciate
a favore del partito dai propri eletti), le donazioni plutocratiche ed i finanziamenti provenienti dalla
base del partito devono essere oggetto di considerazione separata rispetto al finanziamento pubblico
ai candidati, alle formazioni partitiche ed ai gruppi parlamentari.
La categoria dei finanziamenti che traggono origine dalla base del partito (grass-roots financing), in
particolare, comprende quote regolari di iscrizione dei membri del partito, donazioni volontarie
degli affiliati eccedenti le quote medesime e contributi provenienti da altri supporters, quali eventi
di rilevanza pubblica finalizzati alla raccolta di fondi, aste, lotterie.
La stessa categoria dei finanziamenti plutocratici appare articolata al proprio interno in diverse
tipologie di donatori e donazioni. I contributi provenienti da redditi privati o dal patrimonio di
soggetti privati o società o imprese si sono sempre configurati quali fonti tradizionali di
finanziamento della politica: di norma, l’entità delle donazioni della prima categoria si rivela di
entità più modesta in quanto indirizzata da un singolo affiliato ad un candidato cui il donatore
rivolge la propria preferenza, mentre le donazioni della seconda categoria, in particolare ove
elargite da gruppi di interesse, associazioni professionali o sindacati, che mirano ad influenzare
determinate politiche, si configurano di entità maggiore e tendono in alcuni casi significativi e
patologici a fungere da mezzi di scambio per ottenere favori politici sul versante, ad esempio, degli
appalti pubblici, delle autorizzazioni amministrative, dei servizi pubblici ecc.
Analogamente, la categoria degli spoils of office (graft nella terminologia nordamericana) appare
non meno variegata. Se lo sfruttamento di un sistema clientelare più o meno articolato e diffuso
rimane uno dei canali di finanziamento maggiormente redditizi per i partiti politici (anche nelle
democrazie occidentali), che lo hanno utilizzato e continuano ad utilizzarlo spesso avvicinandosi
pericolosamente al limite della corruzione e talora oltrepassandolo, il macing dei pubblici impiegati
che intendono conservare il proprio posto di lavoro o promuovere le proprie carriere è prassi che li
costringe ad elargire contributi periodici al partito (od ai partiti) al potere frequentemente seguita in
seno agli ordinamenti in cui sono tuttora forti i rapporti clientelari; i contributi derivanti dalle
rendite politiche (assessment, party tax nella terminologia europea-continentale) consistono, d’altra
parte, in quote – talora rilevanti – delle indennità o degli stipendi rilasciate a favore dei partiti da
membri di organi elettivi o da manager pubblici. PALTIEL ha inoltre identificato quali forme di
finanziamento riconducibili alla categoria in esame il toll-gating in quanto sistema che fa dipendere
dall’assenso dei titolari delle cariche governative il conferimento di contributi regolari al “bottino”
dei partiti beneficiari e le tangenti (kickbacks) in quanto pagamenti a favore del partito (o dei partiti)
al potere di una percentuale del valore dei contratti pubblici.
L’incremento dei costi della politica ha stimolato l’introduzione del finanziamento pubblico dei
partiti. Negli ordinamenti di matrice anglosassone (Australia, Canada e Stati Uniti) il finanziamento
pubblico è strettamente correlato alle spese sostenute dalle formazioni politiche per le campagne
elettorali: il criterio seguito, pur alla luce delle peculiarità che connotano le singole esperienze, è
quello del rimborso con fondi pubblici di una quota chiaramente definita delle spese elettorali
Benin e Mali. eguaglianza ed autonomia delle forze politiche. Francia e Italia il finanziamento pubblico ha raggiunto livelli considerevoli. d’altra parte. Il finanziamento di matrice unicamente privata. Nel continente latinoamericano. Gli ordinamenti dell’Africa sub-sahariana presentano infine una situazione sensibilmente diversa in quanto raro è il ricorso al finanziamento pubblico dei partiti. Alcuni ordinamenti attribuiscono ai partiti solo una modesta entità di finanziamento pubblico in relazione alle loro entrate complessive.sostenute dai partiti e/o candidati adeguatamente documentate e riportate. In Europa orienate. delle devitalizzazione dei meccanismi di democrazia partecipativa. mentre nella Repubblica Ceca. ma anche tra ordinamenti di una medesima area e finanche tra partiti operanti in seno al medesimo sistema. Costa Rica). Russia e Ucraina è meramente simbolico rispetto alle risorse che i partiti ottengono grazie a donazioni provenienti da società private. in Slovenia. di conseguenza. In Lettonia e Moldavia i partiti politici non ricevono alcun finanziamento pubblico. il public funding in Bulgaria. Ungheria ed Estonia la rilevanza del finanziamento pubblico è molto più incisiva. è potenzialmente in grado di generare uno stato di dipendenza patologica che sorge in dipendenza della debilitazione delle attività rivolte ad incoraggiare le donazioni private e. si assiste in altri casi all’attribuzione del finanziamento in funzione specifica delle spese elettorali (ad es. inoltre. ad esempio. in Germania. rinvenibile in alcuni ordinamenti (ad es. Nelle esperienze europee. Tra le democrazie consolidate. elimina o rende evanescenti i vantaggi connessi al finanziamento pubblico in termini di trasparenza. alcuni ordinamenti attribuiscono una sovvenzione ai candidati – presidenziali e parlamentari – ed ai partiti che copre una parte sostanziale delle spese sostenute durante le campagne elettorali. tale modello. Sensibili differenziazioni sono comunque rinvenibili sul versante dell’entità delle sovvenzioni statali. Due strumenti sono stati adottati da una pluralità di ordinamenti al fine di mitigare gli effetti nocivi dianzi descritti: i matching funds. Al finanziamento pubblico esclusivo (o ad un eccesso di finanziamento pubblico) è connesso il rischio di una virtuale conversione dei partiti in soggetti od organi pubblici interamente dipendenti dallo Stato. fatta eccezione per alcune ipotesi di sovvenzioni a favore dei candidati presidenziali e parlamentari in Tanzania e di finanziamento generale ai partiti in Sudafrica. che variano non solo in base a macrocomparazione tra aree di riferimento. Uruguay). altri ordinamenti preferiscono finanziare le spese di funzionamento dei partiti e/o dei gruppi parlamentari. mentre il Regno Unito riconosce ai partiti politici un limitato supporto finanziario. a fronte del riconoscimento di generosi contributi pubblici ai partiti politici a fini generali. sistema che subordina la determinazione dell’entità del 5 .
finanziamento misto). genera inoltre una dipendenza cronica dei partiti dalle risorse finanziarie pubbliche. le spese di pubblicità a carico pubblico. il trasporto gratuito per gli elettori e l’uso gratuito di spazi per le assemblee partitiche. in particolare. se i limiti imposti ai contributi di rilevante entità appaiono finalizzati a generare un maggiore volume di finanziamento diffuso apportato da ampi settori di affiliati e a suscitare una maggiore democrazia interna in seno ai partiti. L’eccessivo finanziamento statale. in quanto i contributi si configurano anche quale forma di partecipazione politica. sebbene il finanziamento a carico dello Stato non consenta di conseguire pienamente gli obiettivi che sono stati addotti a sua giustificazione. finalizzate a preservare le fonti private di finanziamento. Si debilita in tal senso il rapporto tra organizzazione formale dei partiti e gli affiliati. è in grado di accentuare una rigida centralizzazione ed una concentrazione dei processi di decisione politica. d’altro canto. ai destinatari del finanziamento pubblico. l’erogazione di risorse pubbliche genera un contesto di maggiore autonomia delle forze politiche nella formulazione delle politiche pubbliche e favorisce una competizione più equa tra le forze medesime. Costituiscono esempi della seconda categoria le agevolazioni postali per le spedizioni agli elettori durante le campagne elettorali. finanziamento privato. il fenomeno della concentrazione delle donazioni è ovunque diffuso. avuto riguardo. In alcuni casi i partiti mostrano la tendenza a tradursi in appendici della pubblica amministrazione.finanziamento pubblico al successo ottenuto dai partiti in sede di raccolta dei contributi privati. Altro mezzo di 6 . D’altra parte. tende a ingenerare od accentuare fenomeni di frammentazione partitica. e le agevolazioni fiscali a favore dei donatori. Le modalità di finanziamento incidono in misura significativa sull’assetto e sul funzionamento del sistema partitico. Ove il medesimo è rivolto ai candidati. In generale le reti televisive e radiofoniche pubbliche (ove presenti) offrono spazi gratuiti a tutti i partiti durante le campagne elettorali. Analogamente. Sul versante delle modalità di finanziamento (finanziamento pubblico vs. Ulteriore questione di rilevanza centrale appare quella identificabile con l’articolazione del finanziamento in riconoscimento di denaro ovvero di sussidi indiretti. ma tali da consentire contestualmente uno stemperamento dell’accento plutocratico che sempre accompagna le medesime in quanto la loro incentivazione risulta mediata dai vantaggi tributari che ne derivano. Come già rilevato. la prassi seguita in numerosi ordinamenti di canalizzare le risorse private mediante tesorerie ad hoc o strutture organizzative parallele create dai candidati tende ad incrementare la frammentazione del sistema dei partiti e può provocare uno iato tra le campagne elettorali ed i partiti.
Avuto riguardo alle diverse legislazioni nazionali. Se il fenomeno è tipico. gruppi parlamentari o candidati da parte di singoli. nelle restrizioni poste a contributi stranieri e nel divieto di donazioni offerte da società commerciali. molti ordinamenti hanno introdotto un plafond per donatori e/o beneficiari. in Francia. in seno alle esperienze europee l’approccio seguito è quello di un sostanziale laissez-faire. imprese od organizzazioni. D’altra parte. tende a generare vantaggi a favore dei partiti già dotati di una posizione stabile in seno al sistema partitico e con una solida tradizione elettorale. ove adottata. Ulteriori strumenti finalizzati ad evitare indebite influenze consistono nel divieto di donazioni anonime. Al fine di controllare l’afflusso di denaro all’interno delle casse dei partiti proveniente da soggetti interessati ad influenzare il processo di decisione politica. tende ad evitare il rischio dell’alterazione delle politiche pubbliche in conseguenza di donazioni eccessive. Le esperienze che perseguono un equilibrio tra una distribuzione delle risorse in parte egualitaria ed in parte proporzionale alla forza elettorale tendono ad ovviare ai rischi menzionati. Il fine della trasparenza viene perseguito mediante tecniche di redazione di rapporti informativi e di rendicontazione ad opera dei partiti e dei candidati (disclosure). nella misura in cui non rispecchia i risultati della volontà popolare. a campagne elettorali dei partiti condotte su scala nazionale (in Canada dal 1974) o a campagne presidenziali (negli Stati Uniti dal 1974). sebbene apparentemente più democratico. Un sistema fondato esclusivamente sul numero dei voti o dei seggi. si espone al rischio di derive patologiche. tali limiti di contributo si applicano alle donazioni politiche effettuate a favore di partiti. La previsione di un limite massimo alle spese affrontate dai candidati o partiti durante un periodo elettorale definito è elemento frequentemente ricorrente nella disciplina della political finance.finanziamento indiretto è rappresentato dalle agevolazioni fiscali previste in caso di contributi politici a partiti e candidati (deduzioni fiscali ai fini descritti sono contemplate. delle esperienze nordamericana e giapponese. che tende a tradursi nell’assenza di limiti di spesa o di contributi. società. uno schema rigidamente egualitario. 7 . ad esempio. Tali limiti possono applicarsi alle campagne elettorali dei candidati a livello di collegio elettorale (è ciò che accade in Gran Bretagna dal 1883). in particolare. All’opzione a favore di un sistema di distribuzione del finanziamento statale in forma diretta o indiretta risultano comunque riconducibili fenomeni patologici. Germania e Olanda). E’ meno frequente la previsione di limiti alle spese ordinarie dei partiti politici (è quanto accade unicamente in Israele). L’apposizione di limiti al costo delle campagne elettorali ed al finanziamento privato.
più recentemente anche in Europa) hanno istituito organi di controllo e di supervisione dei meccanismi di finanziamento dei partiti politici (ad esempio la Federal Election Commission statunitense. In Germania. in particolare. la Corte Nacional Electoral in Bolivia. d’altra parte. L’approccio più frequente consiste nel permettere l’accesso pubblico a rapporti annuali redatti sulla base di modulo standard predisposto per la redazione del bilancio. il Tribunal Supremo Electoral in Honduras. il Tribunal Superior de Justicia Electoral in Paraguay. il già menzionato Chief Electoral Officer in Canada. Vari ordinamenti (inizialmente nell’America settentrionale e centro-meridionale e in Australia. La rendicontazione delle principali entrate ed uscite dei partiti è stata prevista da numerosi ordinamenti europei. la Corte Electoral in Uruguay. associazioni giovanili e delle società commerciali che appartengono alla galassia che gravita nell’orbita ad essi circostante. il Tribunal Calificador de Elecciones in Cile. il Consejo Nacional Electoral in Colombia. L’elettore vuole sapere chi appoggia un candidato o un partito e contestualmente il donatore intende preservare la riservatezza del proprio orientamento politico. i due profili trovano diversa attenzione secondo che si privilegi il fine della trasparenza ovvero quello della privacy. il Tribunal Electoral a Panama. le attività delle fondazioni politiche. il Tribunal Supremo Electoral in Guatemala. Altri partiti europei sono tenuti a rendicontare unicamente l’assetto dei rapporti finanziari del proprio apparato centrale. nonché una denuncia annuale degli attivi e passivi. Nell’ambito delle singole esperienze nazionali. il Consejo Nacional Electoral in Venezuela. il Jurado Nacional de Elecciones in Peru. In 8 . I sussidi destinati alle “accademie di partito” in Austria ed alle “fondazioni politiche” in Germania sono soggetti a controllo di apposite autorità federali. il Consejo Supremo Electoral in Nicaragua. la Electoral Commission australiana. Francia e Israele i revisori pubblici controllano la rendicontazione finanziaria presentata dai partiti politici. la Camara Nacional Electoral in Argentina. Il pubblico può prendere visione di tali bilanci a richiesta o mediante la pubblicazione dei medesimi sui quotidiani o attraverso i mezzi di informazione parlamentare. il Tribunal Electoral del Poder Judicial de la Federaciòn in Messico e la Junta Central Electoral nella Repubblica Dominicana).Alla introduzione di tali strumenti in seno ai diversi ordinamenti risultano connessi due aspetti. Strategie diverse sono adottate nei Paesi europei al fine di controllare i flussi di denaro destinato alla politica. In Belgio e in Olanda è richiesta la certificazione pubblica del bilancio di entità affiliate ai partiti. il Tribunal Supremo de Elecciones in Costa Rica. I Spagna. tale rapporto include tutte le transazioni finanziarie concluse dai gruppi parlamentari e dall’organizzazione del partito a tutti i livelli. rimanendo escluse dall’obbligo di pubblicità e trasparenza le transazioni finanziarie delle articolazioni locali e provinciali del partito. I dati che i partiti politici tedeschi devono fornire non comprendono.
elementi qualificanti le esperienze dell’Europa occidentale sotto il profilo delle definizione dei sistemi politici. La Spagna. art. è possibile comprendere come la tematica del finanziamento dei partiti si manifesti di estrema rilevanza nell’ambito dell’attuale contesto giuridico-politico. 49. 1948. Portogallo. Francia. 29. 1949. figlia dell’ondata di democratizzazioni intervenute negli anni Settanta. sia sotto il profilo del loro concorso all’espressione del suffragio (Francia 1958. Nel tentativo di delineare i principali. Il concorso dei partiti alle funzioni costituzionali è stato successivamente riaffermato da una legislazione tesa a disciplinare le pratiche di finanziamento ai partiti. 1976. 2. di centro) e dal Partido Socialista Obrero Español (PSOE. Finlandia. coinvolgenti peraltro anche gli ordinamenti portoghese e greco. 4. Germania. Unione europea) I sistemi politici delle consolidate democrazie presenti nella parte occidentale del continente europeo riflettono una variegata molteplicità di esperienze. Portogallo. 1975. 7) sia sotto quello del concorso alle funzioni pubbliche dello Stato (Italia. Il caso spagnolo ha infatti permesso di registrare una strana anomalia tra livello di partecipazione elettorale e tasso di partecipazione associativa. art. art. Italia. art. n. si sono tra loro alternati nella gestione del potere. tanto da portare qualcuno ad affermare come il modello di partito di massa in questo contesto sia virtualmente assente [L. Paesi Bassi.alcuni ordinamenti le rendicontazioni annuali redatte dai partiti sono controllate da revisori accreditati. art. Tra il 1975 e il 1993 si è infatti rilevato come la Spagna si sia venuta a contraddistinguere nell’ambito delle democrazie europee per la più bassa percentuale di adesione ai partiti (inferiore al 2%). Germania. legge 24 luglio 1967. legge 10 gennaio 1969. art.Le esperienze dell’Europa occidentale (Spagna. di centro sinistra). 117. 1978. . 1998. 21. art. Grecia. Svezia. 1975. 17]. le Costituzioni degli Stati dell’Europa occidentale iniziano a riconoscere rilevanza formale ai partiti. 6). Nel secondo periodo postbellico. soprattutto in occasione delle campagne elettorali (Germania. MORLINO. rappresentanti dal Partido Popular (PP. senza tuttavia riuscire a creare una grande adesione. legge 2 maggio 1974. Nonostante due decenni di regime democratico. ancorché non esclusivi. 175). lo stato dei finanziamenti alla politica non risulta ancora di facile valutazione. Italia. In linea generale i partiti politici spagnoli sono destinatari di finanziamenti sia a carico dello Stato sia delle Comunità 9 . Svezia. non è stata tuttavia in grado di elaborare nel corso del tempo un sistema capace di attecchire in maniera profonda all’interno della società: i due maggiori partiti. Spagna.
volte ad incidere sulle organizzazioni partitiche presenti a tutti i livelli. Nonostante ciò. Lo stesso accade anche per le modalità di finanziamento ove. nonché i contributi versati ai gruppi parlamentari delle Assemblee delle Comunità Autonome. iniziato a partire dal 1949. secondo le norme da queste stabilite. coinvolte in gravi scandali di corruzione. tuttavia. pur qualificata da una connotazione democratica dalla caduta del regime fascista. è venuta a contraddistinguersi per circa mezzo secolo per la presenza di una anomala costante. volta a combinare a livello nazionale le elezioni presidenziali con quelle parlamentari. Differentemente dal caso spagnolo e da quello tedesco. 8. A causa poi della caratterizzazione maggioritaria a doppio turno del sistema elettorale le elezioni sono di norma più 10 . conferito ai partiti a titolo di rimborso delle spese elettorali. Il sistema di finanziamento dei partiti riscontrabile nell’ordinamento francese risulta al contrario fortemente influenzato dalla organizzazione semipresidenziale della forma di governo. n. la legge organica del 2 luglio 1987. La legge organica sul finanziamento ai partiti politici del 1987 è stata tuttavia più volte emendata nel corso degli anni e allo stato attuale risulta essere stata definitivamente superata dalla Ley orgánica del 4 luglio. c) i contributi attribuiti ai gruppi parlamentari a carico dei bilanci interni delle Cortes Generales. la Repubblica italiana. attribuito annualmente ai partiti per le esigenze generali delle loro attività. 2007. ancora oggi. In questo contesto i partiti politici nell’arco di cinquant’anni si sono fatti fondamentali promotori e custodi della vita democratica del Paese. La definizione legale di “partito” è contenuta direttamente nella Costituzione e nella legge federale e non ricomprende i gruppi parlamentari presenti nei diversi livelli. n. volta ad individuare tre forme di finanziamento pubblico: a) il finanziamento pubblico statale ordinario.autonome. b) il finanziamento pubblico straordinario. 3. si dissolvono e parallelamente si fanno avanti nuove realtà. Il processo di democratizzazione dell’ordinamento tedesco. viene al contrario a caratterizzarsi per un puntuale coinvolgimento nell’ambito del processo decisionale – con particolare riferimento al procedimento di formazione della legge federale – delle tre principali componenti del sistema: gli Stati membri. lo Stato centrale e i Comuni. Sino ad un anno addietro la normativa generale in tema di finanziamento era rappresentata dalla Ley orgánica sobre financiación de los partidos políticos. legalmente considerate come associazioni di diritto privato. nell’ordinamento italiano è totalmente assente una pur minima legislazione tesa a disciplinare la struttura e l’organizzazione delle formazioni partitiche. Solo a partire dal 1994 il sistema inizia a subire degli sconvolgimenti: le precedenti maggiori forze politiche (DC e PSI). accanto alle puntuali norme del Grundgesetz e della legge sui partiti del 1967 (Parteiengesetz) si sono affiancate anche numerose pronunce del Bundesverfassungsgericht. tratteggiata dall’ancoraggio del partito della Democrazia Cristiana (DC) a tutte le coalizioni di governo.
La promozione del decentramento politico-amministrativo a vantaggio di tutti i livelli di governo. Il Portogallo. Spagna. oggetto di varie rivisitazioni nel corso degli anni e tesa a stabilire un sistema di tipo misto. Nell’ambito del finanziamento un ruolo fondamentale è esercitato dalle sovvenzioni pubbliche.1. Loi relative à la trasparence financière de la vie politique.orientate al candidato. manifesta una sorta di persistente continuità degli attori politici. 2. Dopo la rivoluzione dei garofani non si sono infatti registrate forti trasformazioni istituzionali e i quattro partiti. anche se dati precisi in merito risultano difficilmente ottenibili a causa della tradizionale aura di privilegio che circonda la privacy degli stessi. diversamente da quanto accaduto in Belgio. a livello sub-statale. originariamente presenti all’interno dell’Assemblea costituente eletta nel 1975.Le fonti di finanziamento dei partiti politici Non tutti i Paesi dell’Europa occidentale risultano attualmente in possesso di una puntuale normazione sul finanziamento dei partiti politici. Il sistema ordinamentale svedese viene a caratterizzarsi per la presenza di un parlamento monocamerale (Riksdag). Tuttavia. diversamente da quanto accaduto nelle democrazie avanzate del resto del continente europeo. La problematica del finanziamento ai partiti politici ha poi recentemente ottenuto un nuovo intervento normativo. tuttavia a partire dal 1988 sono andate emergendo nuove realtà (il partito dei Cristiano-Democratici e il partito dei Verdi). i recenti sviluppi nell’organizzazione e nel funzionamento delle strutture partitiche. dopo tre decenni di regime democratico. sempre più pesantemente caratterizzati dal ricorso ad agenzie di consulenza specializzate e alla costante utilizzazione dei mezzi mediatici come strumenti di comunicazione 11 . In tale contesto le politiche pubbliche risultano fortemente influenzate dal ruolo giocato dai partiti. basato sia su un intervento pubblico sia su un ricorso a risorse private. e da assemblee regionali e locali. 88-227 del 1988. . spesso agganciati a solidi interessi organizzati. né hanno realizzato la formalizzazione organica di una disciplina unitaria. Per lungo tempo il clima è stato dominato dal partito socialdemocratico. che nell’arco di breve tempo sono riuscite a penetrare nelle istituzioni parlamentari. Italia e Gran Bretagna. ha poi recentemente cambiato la panoramica complessiva: le reti di clientelismo a livello locale sono state rafforzate e il sistema di finanziamento della politica deve prendere oggi più che mai in considerazione le istanze provenienti da tale contesto. La materia del finanziamento dei partiti politici nell’ordinamento francese trova la sua prima fonte di normazione nella legge n. sono attualmente ancora i protagonisti della vita politica del Paese. Il quadro offerto sembra allora delineare una sorta di “ultrastablitità” del sistema. a livello dello Stato centrale.
Il legislatore tedesco. ai sensi dell’art. già in atto in forme più o meno indirette dalla fine degli anni cinquanta. finendo per ammettere solo il rimborso per le spese sostenute durante le campagne elettorali. In Francia. dopo Portorico. tese a ridurre le esigenze finanziarie degli stessi. che culminò nella approvazione della legge sui partiti. ad adottare formalmente il finanziamento pubblico ai partiti politici. divenendo in questo modo la Repubblica federale tedesca il secondo ordinamento. al quale si legava l’accesso gratuito ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali.2. portò all’apertura di un accesso dibattito. Tutto ciò ha condotto i partiti politici a ricorrere a molteplici forme di finanziamento e consente di comprendere agevolmente come attualmente la maggior parte delle esperienze europee si siano indirizzate verso un modello di tipo misto. stabilendo il principio della dichiarazione dei cespiti patrimoniali degli eletti e creando un meccanismo di aiuti di Stato al finanziamento dei partiti. . hanno fatto aumentare notevolmente le spese per le campagne elettorali.Il finanziamento pubblico La maggioranza degli ordinamenti oggetto di analisi si caratterizza per l’adozione di un sistema prevalente di finanziamento pubblico ai partiti politici. il legislatore emanò nel 1988 la Loi relative à la trasparence financière de la vie politique. Il Tribunale costituzionale federale tedesco ritenne infatti che la procedura di finanziamento come allora congeniata avrebbe potuto minare l’autonomia interna dei partiti e rendere gli stessi elementi della struttura organizzata dello Stato. 8 della legge 88-227/1988. disciplinando la sponsorizzazione delle campagne elettorali. Nel tentativo di conferire un assetto maggiormente “etico” al finanziamento della vita politica francese. 2. Attualmente. il finanziamento pubblico è a carico del bilancio dello Stato e l’entità dell’erogazione viene decisa annualmente dalla legge finanziaria sulla base delle proposte presentate congiuntamente al Governo dagli Uffici di Presidenza dell’Assemblea Nazionale e del Senato. emanò la legge sui partiti del 24 luglio 1967 (Parteiengesetz).diretta con l’elettorato. il finanziamento pubblico dei partiti era limitato ad un sistema di prestazioni indirette. volta a dichiarare l’illegittimità costituzionale di una legge del 1959 relativa alla erogazione di finanziamenti pubblici ai partiti ai fini dello svolgimento di funzioni di formazione politica. In Germania la problematica del finanziamento pubblico ai partiti. sino ad epoca relativamente recente. ritenute ormai indispensabili per la sopravvivenza dei medesimi. dando seguito alla pronuncia del Tribunale costituzionale. teso a combinare erogazioni provenienti da soggetti privati con sovvenzioni pubbliche. L’occasione del dibattito venne offerta da una nota pronuncia del Tribunale costituzionale federale del 1966. 12 .
n. anno di approvazione della nuova legge sul finanziamento. L’attuale Lei do Financiamento dos Partidos Polticos e das Campanhas Eleitorais stabilisce una distribuzione dei sussidi pubblici sia nei confronti delle organizzazioni partitiche che sono riuscite ad ottenere una rappresentanza parlamentare sia delle organizzazioni prive della medesima. 19 del 20 agosto 2003). nell’esigenza di svincolarsi da una eventuale interferenza sulla loro autonomia. L’Unione europea si è dotata del regolamento 2004/2003 finalizzato alla concessione di sussidi pubblici ai partiti politici europei. ma che hanno partecipato alla competizione elettorale per l’elezione dell’Assembleia da República. hanno fatto leva soprattutto sulle quote associative e sulle donazioni provenienti dalla propria membership.In Spagna. ai partiti con una propria rappresentanza all’interno del Congresso dei deputati. la seconda è rivolta alle segreterie delle formazioni partitiche presenti in Parlamento (kanslistöd – office assistance). Analogamente al caso spagnolo. 191 del TCE – oggi abrogato dalle modifiche apportate dal trattato di Lisbona ai trattati vigenti. un decreto del 28 gennaio 1972 ha contemplato la concessione di sovvenzioni alle fondazioni affiliate ai partiti rappresentati all’interno della Seconda Camera e a partire dal 1999. a carico del bilancio dello Stato. Ciononostante. stabilendo altresì specifiche condizioni di riparto. introdotta nel 1975. la terza. come ri-proclamata a Strasburgo dalle istituzioni comunitarie il 12 dicembre 2007 – qualifica i partiti politici a livello europeo come un importante fattore per l’integrazione in seno all’Unione. che ha sostituito la precedente legge n. 77 del 1° luglio 1988. i partiti presenti nell’ordinamento olandese sono sempre stati reticenti a ricevere sovvenzioni pubbliche. 8 del 4 luglio 2007. 12 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Contrariamente alle esperienze sopra esaminate. al fine di vedere finanziate le proprie strutture organizzative. il finanziamento pubblico della politica risulta attualmente disciplinato dalla Ley orgánica sobre financiación de los partidos políticos. Tuttavia le tecniche di erogazione dei contributi pubblici sono mutate nel tempo e attualmente si snodano secondo tre modalità: la prima consiste in un finanziamento pubblico generale ai partiti (partisöd). in conformità all’art. in quanto in grado di contribuire alla formazione di una coscienza europea e ad 13 . che ha sostituito la legge n. La nuova normativa indirizza il finanziamento pubblico. Il regolamento. Per tali ragioni i partiti politici olandesi. Il Parlamento svedese già a partire dal 1965 decise di concedere sovvenzioni pubbliche ai partiti. ma richiamato nel suo contenuto essenziale dal secondo comma dell’art. è diretta ai gruppi parlamentari (partigruppsstöd). anche l’ordinamento portoghese ha di recente proceduto all’emanazione di una nuova legge organica sul finanziamento dei partiti (legge n. 3 del 2 luglio 1987. tutti i partiti olandesi rappresentati in una delle due camere del Parlamento hanno diritto a ricevere in maniera diretta sussidi da parte dello Stato.
70 euro per ogni voto ulteriore ottenuto da ciascuna formazione nelle ultime elezioni per il Bundestag. ovvero pari all’1% dei voti validi per le elezioni dei Parlamenti dei Länder. comma 3 della Grudgesetz): la maggior parte degli statuti obbligano infatti i parlamentari a versare annualmente una quota cospicua della propria indennità al partito di appartenenza. limiti e criteri di riparto del finanziamento pubblico Con riferimento alle tecniche di finanziamento pubblico.1. . si può notare come nella maggioranza dei casi l’accesso ai contributi provenienti dallo Stato sia subordinato al possesso di determinati requisiti e allo stesso tempo non si concretizzi in maniera indifferenziata nei confronti di tutte le formazioni partitiche presenti sul territorio nazionale.esprimere la volontà politica dei cittadini dell’Unione. per il Parlamento europeo e per i Parlamenti dei Länder. possono accedere ai suddetti contributi.85 euro per ogni voto valido fino a 4 milioni di voti e a 0. In Germania la legge sul finanziamento dei partiti. è entrato in vigore nel 2004 e attualmente rappresenta la fonte normativa a livello sovranazionale disciplinante la procedura attraverso la quale le forze politiche possono accedere ai fondi messi a disposizione dall’Unione per perseguire obiettivi politici in ambito europeo.2. volto a fissare la soglia di finanziamento pubblico non oltre la quota che lo stesso ha incamerato attraverso i versamenti provenienti dalla membership. come da ultimo modificata nel 2004. 2. stabilisce che annualmente. Sono previsti due ordini di limiti: a) un limite assoluto in base al quale si stabilisce che il finanziamento pubblico complessivo non può superare i 133 milioni di euro e b) un limite relativo previsto per il singolo partito. a carico del bilancio dello Stato.5% del totale dei voti validi per le elezioni del Bundestag e quelle del Parlamento europeo. 48. In Spagna l’art.38 per ogni euro che il singolo partito abbia ricevuto come donazione o a titolo di quota di iscrizione da un persona fisica. venga corrisposto alle formazioni partitiche un contributo proporzionale ai voti ricevuti (Wählerstimmen). pari a 0. 3 della nuova legge sul finanziamento ai partiti del 2007 disciplina l’erogazione dei sussidi pubblici a favore delle organizzazioni partitiche che trovano una propria rappresentanza 14 . Si rinviene un ulteriore contributo calcolato sulla quota di autofinanziamento (Zuwendungsanteil) di euro 0. Per accedere ai suddetti contribuiti è tuttavia necessario avere raggiunto determinati risultati elettorali: solo le organizzazioni partitiche che hanno ottenuto una percentuale di voti di lista validi pari allo 0. Rientrano indirettamente nell’ambito del sistema di finanziamento pubblico dei partiti politici tedeschi anche le indennità corrisposte dallo Stato ai singoli deputati per garantirne l’indipendenza (art.Requisiti per l’accesso.
del Parlamento europeo e dei Consigli regionali. al Presidente del ramo del Parlamento competente. entro dieci giorni dalla data 15 . L’erogazione dei rimborsi è disposta. ad esclusione di quelli individuati dall’art. Accedono dunque alla ripartizione della seconda frazione i partiti che. a pena di decadenza. Il referendum popolare del 18 aprile 1993 ha infatti disposto l’abrogazione delle disposizioni di legge che originariamente prevedevano forme di finanziamento da parte dello Stato per il funzionamento ordinario dei partiti. sono riusciti ad ottenere seggi all’interno dell’Assemblea Nazionale o del Senato. b) la seconda frazione è invece indirizzata ai partiti politici in funzione della loro rappresentanza parlamentare. oltre a possedere i requisiti per la prima frazione.all’interno del Congresso dei deputati. Analogamente al caso spagnolo. a cura del bilancio del Senato. del Parlamento europeo e dei Consigli regionali. ottenendo così l’erogazione del contributo in proporzione ai voti ottenuti al primo turno. il finanziamento a carico del bilancio dello Stato è ripartito annualmente in maniera incondizionata al fine di favorire la copertura delle spese da ciascuno sostenute. L’ammontare individuato dalla legge finanziaria viene poi ripartito in due frazioni eguali: a) una prima destinata ai partiti politici rispetto ai voti ottenuti in occasione delle ultime elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale. I partiti o i movimenti politici che intendono usufruirne sono tenuti a farne richiesta. La distribuzione dei contributi avviene sulla base del numero dei seggi e dei voti ottenuti da ciascuna formazione partitica nell’ultima tornata elettorale. nonché per i Comitati Promotori dei referendum con Decreto del Presidente della Camera dei deputati e. all’inizio della sessione ordinaria. Nell’ordinamento italiano attualmente la legge 157 del 1999 determina le modalità di rimborso delle spese elettorali sostenute per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. per le elezioni dei deputati. comunica all’Ufficio di presidenza della propria assemblea a quale partito risulta collegato. per le elezioni del Senato con Decreto del Presidente del Senato. a cura del bilancio della Camera. Allo stesso modo possono procedere le Comunità Autonome nei confronti dei partiti politici che hanno ottenuto una rappresentanza nelle rispettive assemblee legislative. 2 della stessa legge. A tal fine ogni parlamentare. I rimborsi sono corrisposti con cadenza annuale entro il 31 luglio di ogni anno. in conformità ai criteri stabiliti dalla relativa legislazione autonomica. In particolare. Tali sovvenzioni sono incompatibili con qualunque altro aiuto economico o finanziario incluso nel bilancio generale dello Stato e nel bilancio delle Comunità Autonome. il finanziamento pubblico dei partiti politici francesi è posto a carico del bilancio dello Stato e l’entità dell’erogazione viene stabilita annualmente dalla legge finanziaria sulla base delle proposte presentate congiuntamente al Governo da parte degli Uffici di Presidenza dell’Assemblea Nazionale e del Senato. Presupposto per l’accesso al contributo è dato dal fatto che il partito abbia presentato candidati almeno in cinquanta circoscrizioni.
commi 1-bis e 5-bis. L’art. In base a tale normativa il fondo per il rimborso delle spese elettorali per il rinnovo del Senato è ripartito su base regionale: a tal fine il fondo è suddiviso tra le Regioni in proporzione della rispettiva popolazione. 138 della Costituzione. Per il calcolo del rimborso spettante ai partiti o movimenti che abbiano presentato proprie liste o candidature esclusivamente in circoscrizioni comprese in Regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela delle minoranze linguistiche. Partecipano così alla ripartizione del fondo i gruppi di candidati che abbiano ottenuto almeno un candidato eletto nella Regione o che abbiano conseguito almeno il 5% dei voti validamente espressi in ambito regionale. 10 della legge 515/1993 ha inoltre stabilito limiti massimi di spesa per le campagne elettorali: le spese elettorali dei partiti e delle formazioni politiche che partecipano alle elezioni per il rinnovo delle Camere non possono superare la somma risultante dalla moltiplicazione dell’importo di 1 euro per il numero complessivo dei cittadini iscritti nelle liste elettorali delle circoscrizioni in cui il partito o movimento o lista presenta candidature. della legge 157/1999) per disciplinare il rimborso ai partiti o movimenti politici delle spese sostenute per la campagna elettorale nella menzionata circoscrizione. è attribuito ai comitati promotori. La determinazione degli aventi diritto e i criteri di riparto dei fondi sono disciplinati dagli artt. n. un rimborso pari alla somma risultante dalla moltiplicazione dell’importo di 1 euro per il numero delle firme valide raccolte fino alla concorrenza della cifra minima necessaria 16 . 9. 9 e 16 della legge 10 dicembre 1993. in proporzione ai voti conseguiti. a tal fine sommando le iscrizioni nelle liste elettorali per la Camera e quelle per il Senato. comma 4 della legge 157/1999. A seguito delle modifiche introdotte agli artt. Partecipano altresì alla ripartizione del fondo i candidati non collegati ad alcun gruppo che risultino eletti o che conseguano nel rispettivo collegio il 15% dei voti validamente espressi. 515. 2/2001. l’art. Il fondo per il rimborso delle spese elettorali per il rinnovo della Camera dei deputati è ripartito. ai sensi dell’art. finalizzate ad istituire la circoscrizione Estero. 1. In particolare. La quota spettante a ciascuna Regione è poi ripartita tra i gruppi di candidati e i candidati non collegati ad alcun gruppo in proporzione ai voti conseguiti in ambito regionale. La legge stabilisce infine una forma di rimborso anche per le spese sostenute per le campagne relative ai referendum abrogativi previsti dall’art. Sono invece escluse dal rimborso le campagne per le elezioni negli enti locali.di scadenza del termine per la presentazione delle liste. per referendum dichiarati ammissibili dalla Corte costituzionale. sono state inserite specifiche disposizioni (art 1. 75 della Costituzione e ai referendum costituzionali previsti dall’art. tra i partiti e i movimenti che abbiano superato la soglia dell’1% dei voti validamente espressi in ambito nazionale. comma 3 della legge 515/1993 prevede specifici criteri. 56 e 57 della Costituzione italiana ad opera della legge costituzionale n.
entro un limite massimo pari complessivamente a 2. del Parlamento europeo e per i Consigli regionali. ricevono finanziamenti pubblici e dal 1969 sono state introdotte sovvenzioni anche a livello locale e di contea. comunque. ha inoltre previsto una ulteriore ipotesi di finanziamento pubblico ai partiti diretta a promuovere la partecipazione delle donne alle attività politiche. In Portogallo la legge sul finanziamento dei partiti del 2003 prevede all’art. non abbiano raggiunto una propria rappresentanza parlamentare. unitamente al programma concernente gli obiettivi che il partito a livello europeo si prefigge di raggiungere. 5 come ogni partito che abbia concorso alla competizione elettorale. La prima di tali istanze deve essere corredata dei documenti necessari ad attestare il rispetto delle condizioni per poter usufruire del contributo. a condizione che la consultazione referendaria abbia raggiunto il quorum di validità di partecipazione al voto. anche se esclusi dal Riksdag. i rimborsi per i referendum sono corrisposti in un’unica soluzione entro il 31 luglio dell’anno in cui si è svolta la consultazione.285 euro annui. 4 come per beneficare di un finanziamento a carico del bilancio generale dell’Unione europea un partito politico a livello europeo debba presentare ogni anno una istanza al Parlamento europeo. Nell’Unione europea il regolamento (CE) 2004/2003 stabilisce all’art. anche all’interno di una coalizione. Dal 1972 i partiti svedesi che ottengono più del 2. al fine di ottenere una propria rappresentanza all’interno dell’Assemblea della Repubblica possa beneficiare di finanziamenti annuali. 17 . tuttavia prima del 1972 solo i partiti con una propria rappresentanza parlamentare avevano diritto a tali fondi.000. Il finanziamento consiste nella ripartizione di una soma di denaro pari a 1/135 del salario minimo mensile nazionale moltiplicato per ogni voto ottenuto nella più recente elezione dei deputati dell’Assemblea della Repubblica. in particolare l’art. 3 della legge 157/1999. In particolare è stato stabilito a carico dei partiti l’obbligo di destinare almeno un importo pari al 5% del totale dei rimborsi elettorali ricevuti ad iniziative connesse a tali attività. Ai sensi del comma 6 del medesimo articolo. ma abbiano comunque totalizzato un numero complessivo di voti superiore a 50. La legislazione italiana. difformemente a quanto previsto per le elezioni della Camera. previa richiesta al Presidente della medesima Assemblea. anche in questo caso previa richiesta al Presidente dell’Assemblea della Repubblica. Entro tre mesi dalla richiesta il Parlamento europeo prende un decisione con la quale autorizza o meno l’erogazione delle relative somme. del Senato. avendo partecipato alla competizione elettorale per le elezioni dei candidati all’Assemblea della Repubblica.582. Il finanziamento viene erogato anche a favore dei partiti che.per la validità della richiesta e. Il finanziamento pubblico ai partiti nell’ordinamento svedese è stato introdotto nel 1965.5% a livello nazionale.
quello svedese e quello spagnolo permettono. ai sensi dell’art. Germania. sono poi ripartiti annualmente tra i partiti politici a livello europeo. ma si fa anche carico di garantire una serie di condizioni per l’esercizio delle loro attività. ritenuti ammissibili al finanziamento. Paesi Bassi. in proporzione al numero degli stessi. 1524/2007.I contributi pubblici indiretti In varie esperienze fra quelle finora analizzate lo Stato non interviene solo in maniera diretta nell’erogazione dei finanziamenti ai partiti politici. Gli stanziamenti disponibili. Germania e Svezia i gruppi parlamentari ricevono assistenza tecnica dallo 18 . la cui domanda di finanziamento sia stata accolta. Italia e Germania. direttamente o indirettamente. i partiti presenti a livello nazionale.2. Ad esempio l’ordinamento italiano. 10 del citato regolamento comunitario. In Francia. . a carico del bilancio generale dell’Unione europea. in ordine alle seguenti percentuali: a) 15% in parti eguali. 2. nel corso delle campagne elettorali. Lo stesso avviene nei confronti dei costi telefonici e di quelli derivanti dall’utilizzazione del personale e degli uffici ubicati presso le sedi istituzionali. Ai contributi in natura ora citati a titolo esemplificativo si affiancano ulteriori sussidi corrisposti dallo Stato in maniera indiretta ai partiti. come da ultimo modificato dal regolamento (CE) n. Ad esempio in Francia. I finanziamenti a carico del bilancio generale dell’Unione europea non possono superare l’85% dei costi di un partito politico o di una fondazione politica a livello europeo. b) 85% tra quelli che hanno membri eletti al Parlamento europeo. I parlamentari godono di un libero e illimitato spostamento sul proprio territorio nazionale mediante l’utilizzazione di mezzi pubblici a spese dello Stato. appositi spazzi per l’affissione di manifesti pubblicitari.2. interamente a carico dello Stato. forniscono inoltre. mentre durante le competizioni elettorali i locali pubblici vengono messi a disposizione per comizi e conferenze politiche senza alcun costo. Italia e Svezia i politici in carica ricevono forme di sostegno secondo molteplici modalità. I governi locali in Spagna. erogazione spesso basata su criteri di rifusione delle spese sostenute dagli stessi in relazione alle competizioni elettorali. In Italia ogni parlamentare ha a disposizione un fondo mensile per il pagamento di due collaboratori. l’invio di materiale elettorale informativo ai singoli elettori a prezzi contenuti. durante il periodo elettorale.Il regolamento precisa inoltre come i finanziamenti versati a favore dei partiti politici a livello europeo. Francia. L’ordinamento italiano consente altresì ai partiti politici l’utilizzo di edifici pubblici con contratti di locazione agevolati rispetto ai canoni generalmente corrisposti per gli edifici di proprietà privata. non possano essere strumentalmente utilizzati per sostenere.
Il finanziamento privato Come in precedenza evidenziato. dall’altro.Stato e possono assumere del personale per i lavori di segreteria e di ricerca.3. In Francia le modalità e i limiti entro i quali è ammesso il finanziamento privato dei partiti politici sono attualmente stabiliti dagli artt. I partiti politici francesi. secondo quando stabilito dalle normative citate. in veste di persona fisica o di associazione. da un lato. gli statuti delle associazioni di finanziamento devono prevedere. Germania). recarsi all’estero. durante l’esercizio del loro mandato. Ai fini di una loro valida costituzione. 11 e ss. Le fonti di reddito dei principali partiti derivanti dal pagamento della quota associativa risultano infatti comprese tra il 3 e il 5% del totale. la definizione della circoscrizione territoriale entro la 19 . . come da ultimo modificati dalla legge 2005-1719 del 30 dicembre 2005. Un importante contributo dello Stato a tutti i partiti presenti nelle esperienze oggetto di analisi consiste nell’accesso ai mezzi d’informazione in relazione alle competizioni elettorali. Nei Paesi Bassi le quote di adesione sono la fondamentale fonte di reddito dei partiti politici. Ciascun ordinamento ha poi stabilito una propria legislazione circa le modalità e i limiti di finanziamento dei partiti politici provenienti dai soggetti privati. le formazioni partitiche presenti nell’area in esame trovano le proprie fonti di finanziamento non solo nell’ambito pubblico. possono accettare finanziamenti solo per il tramite di un mandatario. in tutti gli altri Paesi la quota associativa e i contributi provenienti dagli iscritti e dai sostenitori abituali risultano di sensibile importanza (Svezia. la raccolta di fonti strumentali al finanziamento di un partito politico come unico scopo delle associazioni medesime e. della legge 88-227 del 1988. Italia. Situazione analoga è rinvenibile in seno al sistema francese ove tra il 1995 e 1998 le quote di adesione sono state incluse tra l’otto e il ventidue percento. In Svezia è stato istituito un fondo mediante il quale i parlamentari possono. In Germania l’85-90% dei finanziamenti privati ai partiti politici proviene dalle persone fisiche. In Italia sono altresì previsti contributi statali agli organi ufficiali di informazione dei partiti (giornali e radio) ed agevolazioni di natura fiscale nelle forme della detrazione d’imposta per le erogazioni dei privati ai partiti ed esenzione delle imposte per i trasferimenti ai partiti e per la registrazione degli statuti. ogni partito politico possiede infatti una propria base dalla quale trarre il pagamento annuale delle quote associative e talvolta donazioni di modesta entità. In generale. Paesi Bassi. 2. Al contrario. Nell’ordinamento spagnolo tale prassi è quasi totalmente inesistente data la bassa percentuale di iscritti rilevabile. ma anche in quello privato.
un documento ricapitolativo di tutte le donazioni effettuate a favore del partito. In Italia la materia delle erogazioni liberali ai partiti politici non subisce alcuna limitazione di importo: tuttavia. sul quale procedere al versamento di tutti i fondi reperiti ed è altresì tenuto a predisporre annualmente. ai sensi dell’art. Tutte le donazioni fatte ai partiti politici sono deducibili fiscalmente per il 66% del loro importo totale. bonifico o carta di credito. bancario o postale.000. il soggetto erogante e quello ricevente sono tenuti a farne dichiarazione congiunta.500 euro all’anno e quelle eccedenti i 150 euro devono avvenire mediante assegno. in qualsiasi forma o modo erogati. ai sensi dell’art. Il mandatario è poi obbligato ad aprire un conto unico. sotto qualsiasi forma e in qualsiasi modo erogati. documento che verrà poi trasmesso entro tre mesi all’organo di controllo. in quanto a partire dal 1995 sono stati vietati i finanziamenti delle persone giuridiche. nei casi più gravi. la detenzione fino ad un anno. La legge determina inoltre una serie di limiti ai finanziamenti provenienti dai privati: a) le donazioni ai partiti politici francesi e ai rispettivi candidati possono provenire solo da persone fisiche. da parte di organi della pubblica amministrazione. casinò e Stati esteri. anche indirettamente a: a) membri del Parlamento 20 . Nel caso in cui il contributo sia erogato da una società. sottoscrivendo un unico documento. 4 della legge 659/1981 ha esteso tali divieti e le rispettive sanzioni ai finanziamenti e ai contributi.quale la stessa intende operare. L’art. b) le donazioni di persone fisiche nei confronti del medesimo partito non possono inoltre superare la cifra dei 7. Chiunque corrisponda o riceva contributi in violazione delle menzionate norme è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa sino al triplo delle somme versate. entro il 31 dicembre di ogni anno. Ai sensi della medesima disposizione sono vietati i finanziamenti o i contributi a favore di partiti o loro articolazioni politico-organizzative e di gruppi parlamentari. 7 della legge 195/1974 occorre che lo stesso sia oggetto di deliberazione a cura dell’organo sociale statutariamente competente e venga regolarmente iscritto nella contabilità della società erogante. quelli erogati da enti privati con capitale pubblico maggioritario. quelli derivanti da enti pubblici. Le associazioni di finanziamento sono poi sottoposte ad una approvazione a cura di uno speciale organo di controllo rappresentato dalla Commission Nationale des comptes de campagne et des financements politiques. I contributi provenienti dai privati sono soggetti ad un regime fiscale agevolato sotto forma di detrazione d’imposta. qualora la cifra predisposta superi la somma di euro 50. da depositare presso la Presidenza della Camera dei Deputati. di società con partecipazione di capitale pubblico superiore al 20% o di società controllate da queste ultime. di enti pubblici. 4 della legge 659/1981. La violazione di tali prescrizioni comporta la pena dell’ammenda o. ferma restando la loro natura privatistica.
analogamente a quanto rilevato per il sistema francese. In particolare. f) le donazioni provenienti dall’estero. regionale. In Spagna la legge sul finanziamento ai partiti politici del 2007 disciplina il ricorso dei partiti alla forme di finanziamento privato. All’uopo ciascun candidato è tenuto a procedere alla comunicazione del nominativo del proprio mandatario al competente Collegio regionale di garanzia. di segreteria e di direzione politica e amministrativa a livello nazionale.01 per ogni cittadino residente nelle circoscrizioni elettorali nelle quali il candidato si presenta. La medesima normativa si perita inoltre di determinare un tetto massimo di spesa per le campagne elettorali di ciascun candidato.000 euro per ogni circoscrizione elettorale e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 0. 4 permette ai 21 . d) le donazioni che superino i 1. e) le donazioni rivolte all’ottenimento di vantaggi economici o politici. associazioni di persone e fondazioni che. c) Consiglieri regionali.000 euro qualora il donatore non sia noto. b) le donazioni effettuate da fondazioni pubbliche. organo istituito presso ciascuna Corte d’appello. d) candidati alle predette cariche. 25 ss. sul versante delle donazioni l’art. di origine pubblica. ma introduce alcuni divieti. l’esperienza tedesca permette ai privati che corrispondono donazioni a favore dei partiti politici di godere di alcune agevolazioni fiscali: le donazioni possono infatti essere dedotte dal reddito imponibile sino ad un massimo di 3.. È poi stabilita una disciplina particolare. f) raggruppamenti interni dei partiti politici. perseguano esclusivamente e direttamente fini sociali.300 euro.nazionale. Ove si registrassero donazioni effettuate in violazione dei citati divieti il partito verrebbe a perdere il diritto ai contributi pubblici in misura pari al doppio della somma ottenuta in modo illegittimo. Questi ultimi possono infatti conseguire fondi per il finanziamento della propria campagna esclusivamente per il tramite di un mandatario elettorale. g) coloro che rivestono cariche di presidenza. b) membri italiani del Parlamento europeo. in particolare all’interno degli artt. La legge in linea tendenziale ammette il finanziamento ai partiti derivante dalle donazioni provenienti dai privati. Tutte le donazioni devono poi essere comunicate al Presidente del Bundestag che ne cura la divulgazione mediante la pubblicazione del Rapporto dei rendiconti dei partiti. caritatevoli o ecclesiastici. c) effettuate da associazioni di categoria che le abbiano a loro volta ricevute a condizione di trasmetterle ad un partito politico. Sono infatti vietate: a) le donazioni effettuate da organismi di diritto pubblico o imprese che abbiano una componente azionaria. gruppi e comitati parlamentari nonché gruppi o comitati di rappresentanze comunali. in relazione alla raccolta dei contributi per le campagne elettorali da parte dei singoli candidati. provinciali e comunali. superiore al 25%. in base al proprio atto costitutivo. provinciale e comunale nei partiti politici. enti. Infine. In Germania la disciplina sul finanziamento privato ai partiti politici è contenuta nella legge sui partiti (Parteiengesetz). a cura della legge 515/1993. previsto in 52.
verificatane la regolarità formale. . In particolare. È fatto obbligo alla presidenza di ciascun partito di redigere una relazione sulla provenienza e sull’utilizzazione dei mezzi finanziari introitati dal partito nel corso dell’anno. La relazione deve inoltre indicare il numero degli iscritti soggetti al pagamento della quota d’iscrizione.4. Le donazioni ai partiti devono essere versate in conti correnti aperti presso istituti di credito esclusivamente per tale scopo. donazioni da organizzazioni. nonché del loro patrimonio. derivante dal controllo esercitato dai revisori.partiti politici spagnoli di ricevere contributi sia da persone fisiche che giuridiche. 21 della Legge fondamentale prevede che i partiti devono rendere conto pubblicamente della provenienza e dell’uso delle loro risorse finanziarie. tuttavia per queste ultime è sempre necessaria la delibera da parte dell’organo interno competente. sotto contratto o prestanti servizio per il governo. devono essere trasmessi da parte della presidenza del partito al Presidente del Bundestag entro il 30 settembre dell’anno seguente all’esercizio finanziario cui si riferiscono. è chiamato a riferire all’Assemblea. L’articolo seguente fissa i divieti in relazione alle donazioni private. La legge sui partiti del 1967 dà attuazione al disposto costituzionale stabilendo in capo ai medesimi un obbligo annuale di rendicontazione. In Germania l’art. fatte salve quelle previste dal paragrafo 2 del medesimo articolo.Il controllo pubblico sui finanziamenti ai partiti politici Vari ordinamenti dell’Europa occidentale hanno introdotto procedure e tecniche di monitoraggio e di controllo dei finanziamenti ai partiti politici. 7 determina il regime delle donazioni. Il rendiconto è sottoposto ad un controllo a cura di un revisore dei conti o di una società di revisione. Il rendiconto e la relazione di accompagnamento. direttamente o indirettamente. stabilendo come le stesse risultino limitate annualmente al massimo di 25 salari mensili minimi nazionali. nonché da imprese private. Il Presidente del Bundestag. L’eventuale mancata presentazione del rendiconto determina la sospensione dell’erogazione dei contributi pubblici. l’art. 22 . I partiti politici non possono accettare e ricevere. 2. Le donazioni in denaro devono essere versate in conti correnti bancari istituti appositamente per tale scopo. In particolare si stabilisce come i partiti politici portoghesi non possano ricevere donazioni anonime o accettare doni o prestiti in denaro o in natura provenienti da persone giuridiche nazionali o straniere. da enti pubblici o imprese con capitale pubblico maggioritario. istituzioni o imprese pubbliche. Anche la legge sul finanziamento ai partiti dell’ordinamento portoghese ammette forme di sostegno privato ai medesimi.
Tutte le leggi citate stabiliscono infine un sistema di sanzioni in caso di violazione degli obblighi in esse contenuti. I rendiconti devono essere certificati da due revisori e successivamente vanno depositati presso la Commission nationale des comptes de campagne et des financements politiques entro il primo semestre dell’anno successivo a quello cui si riferisce l’esercizio. Inoltre i rappresentanti di partiti. o comunque eserciti un potere predominante di decisione o gestione. un rendiconto di esercizio. I partiti e i movimenti che beneficiano di finanziamenti pubblici e privati sono infatti tenuti a redigere una contabilità. comma 3 della legge 659/1981 impone ai donatori e ai partiti beneficiari.a. I controlli condotti dalla Corte dei conti sono limitati alla verifica della conformità legale delle spese sostenute dagli aventi diritto e della regolarità delle documentazione prodotta a prova delle stesse. l’obbligo di effettuare entro tre mesi una dichiarazione congiunta al presidente della Camera. corredato da una relazione sulla gestione e da una nota integrativa. l’art. il consuntivo relativo alle spese per la campagna elettorale e alle relative fonti di finanziamento. entro quarantacinque giorni dall’insediamento. o nei quali abbia dei rappresentanti nel c. In Italia. strumentali all’esercizio di un potere di controllo sulle loro risorse da parte dello Stato. 2/1997 ne aggiunge altri in capo ai legali rappresentanti o ai tesorieri dei partiti in relazione al dovere di trasmettere al Presidente della Camera. si stabilisce come il controllo per gli stanziamenti a norma del regolamento medesimo debba essere effettuato sulla base di una 23 . movimenti. In particolare. è possibile rinvenire la previsione di una normativa atta a contemplare obblighi a carico dei partiti.Anche nell’ordinamento francese. 9. 4. il partito perde il diritto ad ottenere il finanziamento pubblico per l’anno successivo. liste e gruppi di candidati che abbiano partecipato all’elezione della Camera dei deputati o al Senato della Repubblica sono tenuti a presentare ai presidenti delle rispettive Assemblee. per tutti i contributi che nell’arco dell’anno superino la somma di 50.d. salvo richiesta di proroga per un massimo di ulteriori sei mesi. Il regolamento comunitario relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici prevede analoghe procedure di controllo. Nel caso in cui tale Commissione rilevi la violazione di uno degli obblighi imposti dalla legge. nonostante si registri un monitoraggio sui finanziamenti più ridotto a causa del velo di privacy che circonda i singoli donatori. all’art. all’interno della quale devono essere indicati: a) il rendiconto del partito. b) i rendiconti degli enti e delle società dei quali il partito detiene la metà del capitale. nonché dei finanziamenti di provenienza estera per i quali l’obbligo di dichiarazione è posto a carico esclusivo del solo beneficiario. A tali obblighi di rendicontazione la legge n. entro il 31 luglio di ogni anno. ad eccezione dei finanziamenti direttamente concessi da istituti di credito o da aziende bancarie. per il successivo invio alla Corte dei conti. Tali controlli sono conclusi entro sei mesi con delibera motivata da parte dei giudici contabili.000 euro.
3 Cost. Ucraina art. Infatti. 9 Cost. fattore che si traduce in una scarsa partecipazione alla vita politica e in uno scarso associazionismo partitico. 20 Cost. cosicché il quadro normativo va ricostruito analizzando la normativa elettorale o le leggi disciplinanti i rapporti e l’accesso ai mezzi di comunicazione di massa. Lettonia art. 41 Cost. 3. 5 Cost. infatti. la materia trova tuttavia una regolamentazione non sempre organica e di facile analisi. Macedonia art. Rep.. da un lato la libertà di associazione in partiti trova la propria generale fonte di riferimento in testi costituzionali (cfr... Ungheria art. sotto diverso profilo. In primis connota i sistemi partitici della regione oggetto di studio una generalizzata sfiducia nei confronti della politica. lobbies o società. tale da determinare la scarsa rilevanza di una fonte tradizionalmente importante di finanziamento per i partiti Fattore ulteriormente problematico.. caratterizzati da un irregolare flusso di fondi e dalla presenza di fonti di finanziamento non adeguatamente differenziate. è rappresentato dalla sostanziale carenza di risorse economiche diversificate. 36 Cost. poiché da un lato la maggior parte dei partiti dipende economicamente dalle grandi donazioni di singoli. Tale certificazione è poi trasmessa al Parlamento europeo entro sei mesi dalla fine dell’esercizio finanziario pertinente.certificazione annuale ad opera di un organismo di revisione esterno ed indipendente. In sede di approccio all’analisi dei sistemi partitici dell’Europa centro-orientale non si possono trascurare alcune caratteristiche condizionanti fortemente lo sviluppo dei medesimi.. Bosnia-Herzegovina art. che indica come i partiti non abbiano ancora raggiunto accettabili livelli di autonomia ed istituzionalizzazione. Simili obblighi di rendicontazione e analoghe procedure di controllo statale sono previste anche negli ordinamenti spagnolo e portoghese. Ceca art. elementi questi che certamente non contribuiscono alla configurazione di un sistema autonomo ed impermeabile ad influenze e condizionamenti esterni. Moldavia art. 8 Cost.. Estonia artt. 30 e 48 Cost. 11 Cost. Lituania art. non tutti gli ordinamenti si sono dotati di leggi ordinarie inerenti i partiti politici. Bulgaria art. Nel caso in cui si riscontri la presenza di fondi indebitamente ricevuti sulla base del bilancio generale dell’Unione da parte dei partiti politici a livello europeo tali fondi devono essere restituiti al medesimo bilancio. dall’altro il fenomeno è 24 . Croazia art. I partiti dell’area sono. Romania.. 35 Cost. – Le esperienze dell’Europa centro-orientale Se oggi il fenomeno partitico riceve una puntuale e complessiva disciplina in tutti i Paesi dell’area ex-comunista. della legislazione positiva e la stessa qualità della democrazia.). 6 Cost. 2 Cost. art. 102 Cost. 29 Cost. Slovacchia art. Albania art.....
Ucraina – Law of Ucraine on political parties. l’art. Romania – Law n. infatti. Law on party financing del 2000 e Romania. 2001. comma 5. Russia . non ricevendo un’adeguata attenzione. della costituzione croata.1. L’art. Polonia – Parlamentary election law. 2005. in seno a disposizioni contenute nelle leggi elettorali o nei codici di condotta (Bulgaria – Act on Election of members of Parliament. 1997 – Law on election of the President. 9 della Costituzione albanese si limita a richiedere che tutte le risorse finanziarie e le spese dei partiti siano rese pubbliche. 73 della Costituzione pone una riserva di legge in ordine alla materia oggetto di studio specificando che l’organizzazione ed il finanziamento dei partiti politici dovranno essere disciplinati con legge organica.Federal law on political parties. 1992 . ovvero. Analogamente dispongono l’art. Bosnia-Herzegovina. 2005. in maniera disorganica e frammentaria. Polonia – Act on Political parties). disposizioni costituzionali in materia. Law on political party financing. hanno preferito disciplinare solo gli aspetti della material ritenuti più rilevanti (cfr. 6.I costi della politica e i limiti di spesa durante le campagne elettorali 25 . 43 del 2003). Moldavia – Election Code. Sono pochi gli ordinamenti che hanno approvato una legge specifica sul finanziamento ai partiti (es. Ancora oggi in alcuni ordinamenti la questione del finanziamento ai partiti e delle risorse economiche necessarie alla condizione delle campagne elettorali è ancora ignorata come un problema costituzionale condizionante la qualità della democrazia: solo pochi ordinamenti contengono. 1993. 2001. . senza tuttavia prevedere l’approvazione di una legge specifica sul punto. In Romania.aggravato dalla presenza di forti differenziazioni nella disciplina relativa al finanziamento pubblico ai partiti. alcuni Paesi. Act on limitation of expenditures of the political parties on advertising before elections to the national Council of the Slovak Republic -1994). Croazia – Law on the Election of representatives to the croatian state parliament – Law on the election of the representative bodies of local and regional selfgovernement units. Ucraina – Law on the elections of people’s deputies of Ukraine . 3. 68 on the election to the Chamber of Deputies and the Senate. come la Slovacchia. ad esempio. 72 della Costituzione moldava e l’art. 2001). 1996. 1991. In altri casi gli aspetti più rilevanti sono stati disciplinati in seno alle normative sull’organizzazione dei partiti (Estonia – Political parties act. La problematica di una disciplina normativa delle attività dei partiti politici e e del loro finanziamento non è stata percepita come una necessità nei primi anni della transizione/trasformazione. n. 2001 – Presidential Election Act . Infine.
non può sottacersi prassi invalsa di ignorare i limiti di spesa. l’Act on limitation of expenditures of the political parties on advertising before elections to the national Council of the Slovak Republic (1994). in un rapporto di mutua alimentazione. In senso conforme dispone la normativa della Bosnia–Herzegovina. Ucraina e Romania (Law on political party financing.2. a titolo esemplificativo. anche perché. Polonia. e per certi versi continua a caratterizzare.Uno degli elementi che ha caratterizzato. specialmente nei casi di Russia. Il loro fallimento ha tuttavia avuto gravi ripercussioni sui sistemi politici in quanto ha minato la fiducia della popolazione verso la disciplina normativa della finanza pubblica. 3. in alcuni Paesi (in particolare Russia e Ucraina) la disponibilità di capitale diventa una condizione non più o non da sola sufficiente a garantire una adeguata comunicazione politica. gli ordinamenti dell’Europa centro-orientale è l’enorme quantità di denaro spesa durante le campagne elettorali. il ristretto e difficoltoso accesso ai media per i partiti non in linea con il potere costituito e la conseguente discriminazione nell’allocazione degli spazi radio-televisivi gratuiti. E’ alla luce di tali osservazioni che si comprende come in circa due terzi degli ordinamenti dell’area considerata si sia avvertita l’esigenza di disciplinare le spese politiche: tetti di spesa variamente configurati sono previsti dalle normative sui partiti politici o da quelle elettorali. sulla democraticità dello stesso. 43 del 2003) che prevedono limiti riguardanti sia i partiti politici sia i candidati individuali e applicabili tanto alle elezioni delle assemblee legislative quanto a quelle presidenziali. con l’alto tasso di inflazione e la dilagante corruzione. il caso della Bulgaria (Act on Elections of Members of Parliament – 2001 e Presidential Election Act – 1991). Inoltre. sono stati introdotti ad un livello irrealisticamente basso. Diversamente. ovvero individuando limiti alle somme di denaro donabili. poiché si deve rapportare a fattori quali il distorto assetto dell’arena politica. che vieta il pagamento degli spot elettorali. in Slovacchia è stata approvata una normativa specificatamente riferita all’uso dei media. – Le fonti di finanziamento dei partiti politici Il tema del finanziamento dei partiti politici presenta alcune caratteristiche generali e comuni in tutti gli ordinamenti della regione: le rendite derivanti dalle quote associative sono ovunque 26 . situazione questa che va considerata strettamente connessa. Russia. Ucraina e Polonia. n. Inoltre l’esistenza di norme siffatte ha reso difficoltosa la valutazione ed il computo del reale livello delle spese. seppur indirettamente. incidendo. Pur alla luce dei tentativi di regolamentazione normativa descritti. Si ricordino. Lituania. mentre quella polacca provvede ad introdurre dei limiti al tempo totale che può essere assoggettato a pagamento.
Moldavia. sono quindi relativamente diffuse previsioni normative che provvedono a disciplinare in maniera più o meno analitica le diverse forme di sostentamento economico a disposizione dei partiti politici e funzionali all’espletamento delle funzioni cui essi sono costituzionalmente preposti. infine il finanziamento pubblico statale. Polonia. Romania). Bosnia-Herzegovina.2000. esse erano ufficialmente definite la principale risorsa economica e tutti i membri erano obbligati a corrispondere regolarmente determinate quote al partito. 3. È opportuno inoltre rilevare che solo pochi ordinamenti hanno provveduto ad elencare in maniera analitica ed organica le diverse fonti di finanziamento dei partiti politici (cfr. ove esistente. come riformato nel 2003. la relativa scarsità di fonti di finanziamento diversificate emerge quale eredità dei regimi comunisti e certamente non appare funzionale all’autonomia istituzionale ed ideologica dei partiti. tuttavia è problematico ricondurre ad unità il variegato panorama legislativo esistente.1. Law on political party financing. Romania.limitate. altri ancora hanno regolamentato la materia in maniera più dettagliata o hanno preferito individuare analiticamente le fonti di finanziamento vietate (Bosnia-Herzegovina. Estonia. Estonia. Ucraina). In Europa centro-orientale. Oggi la situazione appare nettamente rovesciata e le circostanze dei mutamenti di regime e delle transizioni costituzionali non consentono di spiegare esaustivamente il fenomeno. infatti. Political Parties Act 1994.Le quote associative Forma di finanziamento “più sana” per i partiti politici è certamente data dalle quote associative corrisposte direttamente dagli iscritti (DUVERGER). Durante l’egemonia comunista. le risorse finanziarie non sono adeguatamente diversificate e il flusso di fondi si presenta come irregolare. . n. Durante la fase successiva al tramonto dei regimi socialisti si è avuto un periodo ispirato al laissez-faire cui ha fatto seguito una diffusa corsa alla disciplina di alcuni aspetti della materia: se vi sono. è comunque meno influente e determinante delle erogazioni di denaro elargite dalle lobbies. atteso che la grande parte della popolazione era iscritta al partito. 43 del 2003). In particolare. Art. ordinamenti che hanno preferito adottare un approccio di tipo liberale (Croazia). Una delle ragioni determinanti va individuata nella crescente sfiducia verso il sistema politico e partitico alimentata anche dalla dilagante corruzione dei protagonisti: in questo contesto sono sempre meno i soggetti che decidono di iscriversi ad un partito cosicché lo stesso dispone di quote associative sempre più 27 .2. seppure secondo approcci metodologici differenti. altri hanno provveduto a disciplinare in particolare alcune forme di finanziamento pubblico (Lettonia. Bulgaria. 3 Law on party financing.
3.Le donazioni Nei paesi dell’ Europa centro-orientale le donazioni private ai partiti politici rappresentano una fonte di finanziamento di importanza direttamente proporzionale all’insufficienza delle somme ricavate dalle quote associative. Circa metà degli ordinamenti della regione ha introdotto limiti alle liberalità effettuate in favore de partiti o dei candidati indipendenti. 43 del 2003. 3. 2005). se indubbiamente consente alla maggior parte dei partiti di poter perseguire i propri obiettivi e di essere in grado di condurre le campagne elettorali.art. funzionale all’incremento delle entrate provenienti dai propri iscritti. definendone nello specifico il campo di intervento e le modalità attuative.2. tutti i gruppi parlamentari impongono ai propri membri di effettuare tali “rilasci”. 30 Federal law n. sotto diverso profilo presta il fianco a rilievi critici poiché mina l’autonomia istituzionale dei partiti assoggettandoli ad influenze e a pressioni esterne. ad esempio. In particolare si è operato su diversi fronti: imponendo limiti alle donazioni effettuabili.2. Tale fenomeno. In Romania. Specialmente in seguito all’emersione di una serie di scandali finanziari in molti ordinamenti si è cercato di arginare la situazione adottando normative che incidessero anche sulle donazioni private. individuati sia in valore assoluto (Bulgaria) ovvero in quanto percentuale del budget a disposizione del partito o dei sussidi statali erogati ad esso (Romania . stabilendo criteri di trasparenza. Recenti studi dimostrano come meno del 2. Come già accennato. ma si sono individuate contribuzioni diversificate parametrate all’importanza della carica istituzionale rivestita.2. . 95-fz on political parties. è rappresentato dalle previsioni degli statuti di molti partiti ai sensi dei quali sono individuate tipologie di contribuzioni obbligatorie a carico dei membri che rivestono cariche istituzionali elettive. assumendo 28 . ovvero individuando il limite totale delle donazioni ricevibili.d. specificando il novero dei soggetti legittimati ad effettuare e ricevere donazioni e provvedendo a definire le tipologie di liberalità vietate. party taxes Fenomeno che accomuna alcune democrazie occidentali e i Paesi dell’Europa centro-orientale. Bulgaria. 3. n. fino al 20% dell’indennità. Russia . .8% dell’elettorato di ogni Paese dell’Europa centro-orientale sia iscritto ad un partito politico. nella maggior parte degli ordinamenti fin dai primi anni novanta fu adottato un approccio di tipo liberale che ha portato allo sviluppo ed al radicamento della corruzione e dei rapporti clientelari.Le c.limitate. tuttavia.d party taxes stano assumendo sempre maggiore importanza: non solo è richiesta la corresponsione di una quota fissa ai titolari di cariche elettive.Law on political party financing. Anche in Polonia le c.
5 Law on party financing. movimenti od organizzazioni internazionali (cfr. Di regola si vietano le donazioni provenienti da soggetti singoli. Russia. 15 cit. sia le persone fisiche che quelle giuridiche a meno che non rientrino nel novero dei soggetti vietati. supra. Law of Ukraine on Political Parties).1. come riformato nel 2003).come riferimento un moltiplicatore della media dei salari dei lavoratori (Bosnia-Herzegovina. art. supra. a causa anche della diffusa corruzione che caratterizza molte delle esperienze in esame. inoltre. supra. 95-fz on political parties. 15. le leggi vincolano i partiti a ricevere solo le donazioni effettuate secondo determinate modalità (es. Law of Ukraine on Political Parties. 30 cit.). Ucraina. 15. Spesso. potenze estere o organizzazioni ad esse connesse. Russia. Talvolta sono ammesse solo le donazioni di persone fisiche. Lituania). 2005. art. spesso rimangono ineffettive e senza seguito. 3. art. supra). 30 cit. 29 . nella maggior parte dei casi sono vietate (cfr. di società a partecipazione statale (cfr. 15 cit. pressoché ovunque. Russia . trasferimento bancario nel caso della Russia) Legittimati a corrispondere fondi ai partiti politici sono. Estonia. Russia. 12. supra. 15 cit. In caso di violazione delle previsioni legislative sopra descritte. di altri partiti politici (Ucraina.art. Ucraina. art. confisca delle contribuzioni vietate. art. società e istituzioni straniere con o senza partecipazione statale. art. Per quanto concerne le donazioni anonime. infine. anche se non mancano previsioni normative che le autorizzano purché non eccedano una determinata percentuale dell’ammontare totale delle liberalità ricevute (Bulgaria. In molti ordinamenti sono infatti vietate le contribuzioni da parte di autorità pubbliche (statali o locali). Eccezioni sono rappresentate dalla Bosnia – Herzegovina e dalla Croazia. ogni ordinamento ha apprestato un sistema sanzionatorio variamento configurato (es. 30 cit. 2000). 30 cit. Ucraina. Russia. 30 Federal law n. supra). sebbene unicamente entro i limiti indicati dalla legge e sono altresì consentiti i finanziamenti o le liberalità di altro tipo provenienti dalle organizzazioni internazionali con finalità non profit (Bulgaria). – I finanziamenti esteri.2. art. Political Parties Act 1994. di associazioni religiose (cfr. Russia. le donazioni da parte di minorenni (cfr. art. 30 cit. divieti e limitazioni Vari ordinamenti post-comunisti tendono a proibire anche le donazioni di fondi provenienti dall’estero ovvero a limitarle fortemente. art. restituzione del denaro ai donatori o allo Stato): è tuttavia doveroso segnalare che tali normative appaiono spesso inadeguate e. art. supra). supra). art. nonché le donazioni effettuate da unità o organizzazioni militari (cfr. Ucraina. art.4.
247/1995. Russia .3.Il finanziamento pubblico ai partiti Il finanziamento pubblico alla politica è fonte di primaria importanza anche negli ordinamenti dell’Europa centro-orientale ed è largamente diffuso. Political Parties Act 1994.art. mentre una ulteriore quota di sussidi viene devoluta proporzionalmente al numero dei seggi ottenuto da ogni gruppo e distribuita secondo le regole di procedura dell’assemblea elettiva (Bosnia-Herzegovina. tuttavia spesso non è da sola sufficiente a consentire ai partiti il perseguimento dei propri obiettivi e la conduzione delle campagne elettorali. Repubblica Ceca .3. 11 Law on party financing.Law n. come riformato nel 2003. Lituania. 95-fz on political parties. art.Il finanziamento diretto L’erogazione di somme di denaro ai partiti politici o ai candidati indipendenti. XXXIII del 1999 e Law n. 33. art. .Il finanziamento indiretto Decisamente più diffuse sono le forme di sostegno statale ai partiti politici di natura indiretta. LXII del 1990). n. seppur secondo modalità variamente operanti. In quest’ultimo caso i sussidi interessano solo i partiti che abbiano ottenuto almeno un seggio ovvero che abbiano raggiunto la percentuale di voti legislativamente prefissata e vengono erogati direttamente ai candidati eletti ovvero ai gruppi parlamentari (cfr. nel senso che una parte dei contributi statali viene erogata in misura uguale a tutti i gruppi parlamentari. Lettonia.1. n. In ordinamenti quali Bielorussia. 30 . sebbene prevista nella maggior parte degli ordinamenti della regione. Estonia.3.art.3. .5. Russia . Lo Stato può finanziare i partiti politici o i candidati indipendenti prima o dopo le elezioni. 43 del 2003. Talvolta è altresì previsto un sistema misto rispetto a quello appena descritto. Romania . Ungheria . Bulgaria.Law on political party financing. . 2000). Federal law n. Polonia) 3. 12. supra) ovvero solo in relazione ai periodi elettorali sotto forma di rimborso delle spese sostenute durante le campagne (Croazia. Lo Stato può erogare i contributi in esame annualmente (cfr. che rappresentano un contributo significativo ed indispensabile per le risorse economiche degli stessi.2. comma 5. 3. 35 cit. Moldavia e Ucraina tale forma di sostegno pubblico non è prevista.Electoral law. 2005.
2000. Bulgaria – art. 115. 2001. Parlamentary Election Law . Presidential Election Act. Act on limitation of expenditures of the political parties on advertising before elections to the national Council of the Slovak Republic -1994). Slovacchia. Bulgaria . Slovenia. Lettonia) ed il libero. Presidential election law). a partire dai primi anni novanta. 1992. ad es. Serbia) ovvero pongono stringenti limiti all’uso dei media (cfr. 2001 e. 5 Cost. in senso conforme. Repubblica Ceca. Particolarmente delicato è il rapporto fra i partiti politici e i media. Russia . Al contrario. 95-fz on political parties. Parlamentary Election Law. Bosnia – Law on party financing. dei processi di transizione democratica ha fatto emergere l’esigenza di tutelare in maniera effettiva ed efficace tutte le istanze della società e di garantire elezioni realmente libere e consapevoli: in questo contesto tutti gli ordinamenti considerati hanno adottato normative disciplinanti la possibilità. Act on election of members of Parliament. Montenegro. non mancano tuttavia ordinamenti che. 55. Nella maggior parte dei casi la materia è stata disciplinata con leggi di rango primario. ma talvolta ha ricevuto copertura costituzionale ove si è espressamente riconosciuto il diritto dei partiti politici di servirsi dei mass media secondo i criteri individuati da una successiva legge (cfr. nazionali o locali. 2001 e. sebbene le stesse non debbano superare i limiti di legge (cfr. 55. Romania – art. Polonia – cap. Polonia. 68 on the election to the Chamber of deputies and the Senate. 2005. L’avvio. comma 2. Presidential Election Act. art. es. Law of Ukraine on political parties. Repubblica Ceca. analogamente. 2001). vietano alle emittenti radio-televisive pubbliche di mandare in onda spot elettorali a pagamento (cfr.art 44. 1991. art. 186 e art. In molti ordinamenti i soggetti competenti a verificare l’applicazione corretta della normativa sono le Electoral Commissions. 1992 . entrambe di fondamentale importanza: la detassazione dei fondi destinati dai privati al finanziamento dei partiti (ad es. al fine di garantire effettivamente il pluralismo e tutelare i partiti con minori disponibilità finanziare. 2001 e. Bielorussia) Di regola sono garantiti a ciascun partito spazi di visibilità gratuiti secondo tempi e modi prestabiliti (cfr. 44. Ucraina – art 12. Bulgaria – art.artt. Law n. 31 . 1991. Act on election of members of Parliament. Albania. comma 4 Law n. specialmente durante i periodi di campagna elettorale. talvolta le radio-televisioni non possono rifiutarsi di mandare in onda le comunicazioni elettorali a pagamento. 68 on the election to the Chamber of deputies and the Senate. per i partiti di accedere ai mezzi di comunicazione a uguali condizioni. eguale e gratuito accesso ai media. analogamente. che hanno anche il compito di irrogare le sanzioni previste in caso di mancata o inadeguata applicazione della legislazione vigente (cfr.Nella regione in oggetto il finanziamento pubblico indiretto può essere ricondotto a due principali tipologie. 23.art 26 e 32 Federal law n. Romania .
10n e 11 Presidential Election Act. 32 . Previsioni siffatte sono contenute a livello costituzionale (cfr. 1997. 2001. ad es. Law on party financing. art. Croazia – Law on the election of the representatives bodies of local and regional self-government units. 3. 1994.art. a verificarne la conformità alla normativa vigente e ad irrogare le sanzioni in caso di violazioni. In ogni ordinamento vengono individuati specifici organi (di solito le Election Commissions. . 25 Law on political party financing. 12. In particolare. 22 Election Code. ma anche le Corti dei Conti) competenti a ricevere tali informazioni. si nota come la problematica in esame trova già verso la fine dell’Ottocento una prima non del tutto embrionale forma di soluzione. co. 38 Election Code. Bosnia-Herzegovina – art. 4. Albania. 43 del 2003).3 Political Parties Act. – Le esperienze degli ordinamenti di matrice anglosassone Anche nell’ambito dei Paesi che gravitano nell’orbita anglosassone i sussidi pubblici ai partiti politici sono ormai divenuti indispensabili al fine di colmare il grosso divario venutosi a realizzare tra le spese atte a garantire un buon funzionamento della loro gestione e i fondi ricavati dalle donazioni provenienti dai privati. La locuzione “finanziamento della politica” è stata infatti spesso utilizzata per indicare in tali contesti le campagne di finanziamento rivolte ad influenzare gli esiti elettorali. la gestione o la spesa dei fondi a disposizione (cfr. 1991. e possono concernere la ricezione. Croazia. 2000. 6. Moldavia – art. 3.4.Risorse finanziarie e regole di trasparenza Comuni a tutti gli ordinamenti oggetto di analisi sono le previsioni tese a imporre ai partiti politici un certo grado di trasparenza in ordine alla gestione delle risorse finanziarie. I fenomeni di corruzione connessi alle raccolte di fondi e le diseguali condizioni di competizione tra partiti hanno infatti finito per acuire oltremodo tale esigenza. 1997). Estonia – art. ancorché non esclusivamente. Moldavia – art. Cost. orientata alle campagne elettorali. è noto come in queste esperienze sistemi elettorali caratterizzati dalla presenza di collegi uninominali abbiano determinato una cultura politica principalmente. art. Romania. Croazia) ovvero a livello di legislazione ordinaria. 11. n. 9. In sede di analisi delle diverse tecniche di finanziamento presenti negli ordinamenti a democrazia consolidata e derivanti dalla comune matrice britannica. comma 3 Cost.
che tuttavia continua a mantenere la propria attenzione concentrata sulle condizioni. configurando allo stesso tempo come reato le pratiche di compravendita di voti. Elections and Referendum Act del 2000. ignorando la competizione nazionale. nei diversi collegi elettorali britannici. 33 . presieduta da Lord Neil. piuttosto che mirare ad una rivisitazione della disciplina delle campagne elettorali. nel tentativo di abbracciare una forma d’intervento pubblico. mentre i tentativi percorsi in altri Paesi come l’Australia e gli Stati Uniti si sono manifestati di minor successo.Il British Corrupt and Illegal Pactices Prevention Act del 1883 ha rappresentato il punto di partenza per la disciplina del finanziamento alla politica negli ordinamenti inglese. Nell’ottobre 1998 il Committee on Standards in Pubblic Life. ma solo nel 1984 si potè concretamente assistere ad un primo serio intervento normativo. In Australia il finanziamento dei partiti politici era già stato posto al primo punto dell’ordine del giorno dal Commonwealth Electoral Act del 1918. anno della grande riforma della disciplina del finanziamento alla politica. innescata dallo scandalo Watergate. Il risultato di tale processo di cambiamento culminerà con l’approvazione del Political Parties. Gli Stati Uniti si sono invece caratterizzati per un lunga tradizione normativa federale rivolta a disciplinare il fenomeno dei finanziamenti ai partiti. pubblicava uno speciale report dedicato ai finanziamenti ai partiti nel Regno Unito. limiti di spesa. Esso era stato creato per imporre per la prima volta ai candidati. le cui conclusioni venivano condivise dalle maggiori forze politiche. teso peraltro a privilegiare una modalità pubblica di sovvenzione. La disciplina citata subisce un intervento normativo di aggiustamento solo nel 1983. Il mutamento di tendenza che ha portato a tale situazione risale al 1974. Attualmente il Canada è riuscito a distinguersi tra le democrazie consolidate per avere provveduto alla predisposizione di una efficace legislazione in ordine al finanziamento dei partiti e tesa a liberarsi dagli spettri della corruzione. L’attenzione dell’opinione pubblica britannica e le conseguenti azioni intraprese dalle parti politiche si sono indirizzate per circa trent’anni verso una possibile riforma del sistema di finanziamento ai partiti. canadese ed australiano. i limiti ed i controlli imposti a livello di collegio. un secolo dopo la sua emanazione. In tale ordinamento il finanziamento è perlopiù inteso come finanziamento delle campagne elettorali e la relativa disciplina risulta contraddistinta per concentrarsi essenzialmente sui candidati rispetto alle organizzazioni partitiche e per privilegiare le fonti private rispetto a quelle pubbliche. Solo di recente le scelte normative originarie vengono fatte oggetto di una più attenta riflessione tramite una loro modificazione sostanziale. a cura del Representation of the People Act.
In particolare.1. b) sovvenzioni in ordine alle spese sostenute per i viaggi. Nel Regno Unito ai partiti politici. Il contributo. privilegiando tuttavia queste ultime rispetto alle prime.000 voti. non è riconosciuta personalità giuridica. viene poi erogato in maniera proporzionale al numero dei deputati e al numero di voti riportati. b) la seconda consistente nell’introduzione di una modalità di finanziamento pubblica. . che viene concretamente corrisposto ai soli partiti di opposizione. affiancata dalla contestuale fissazione del limite di soglia delle spese elettorali. Il primo ordine di sovvenzioni. è stato introdotto nel 1975 dalla Camera dei Comuni nel tentativo di compensare i vantaggi derivanti alla maggioranza dall’utilizzazione dell’apparto governativo. Accedono tuttavia a tale contributo solo i partiti di opposizione che abbiano almeno due rappresentanti nella House of Commons. nella House of Commons il finanziamento ai partiti di opposizione si articola secondo tre direzioni: a) sovvenzioni rivolte all’espletamento delle attività parlamentari dagli stessi intraprese. c) sovvenzioni a favore del leader dell’opposizione.Con l’introduzione del Federal Election Campaign Act (FECA) si resero possibili due innovazioni: a) la prima rappresentata dalla disciplina delle contribuzioni. ovvero un solo rappresentante ma abbiano totalizzato almeno 150.Le fonti di finanziamento dei partiti politici Tutti gli ordinamenti della categoria in esame abbinano forme di finanziamento pubblico ai partiti politici con forme di tipo privato. considerati organizzazioni volontarie.2. che non è distribuito secondo una modalità automatica ma previa richiesta al capo contabile della Camera dei Comuni. .1. 4.Il finanziamento pubblico Anche nei Paesi gravitanti nell’orbita anglosassone la fonte pubblica di finanziamento ai partiti politici è cresciuta considerevolmente d’importanza. 4. 34 . L’unica eccezione è tuttavia rappresentata ancora oggi dal Regno Unito. Questa loro particolare natura ha inevitabilmente influenzato il finanziamento pubblico. salvo quelle erogate in natura ai candidati durante le competizioni elettorali. che da sempre ha manifestato forte riluttanza a concedere sovvenzioni pubbliche ai partiti. relativo all’espletamento delle attività parlamentari a cura dei partiti di opposizione. tuttavia erogata mediante rimborso delle spese elettorali sostenute esclusivamente nelle campagne presidenziali.
i partiti politici e i candidati indipendenti presenti nell’ordinamento australiano beneficiano di contributi pubblici per le loro campagne elettorali. La Corte faceva tuttavia salve le limitazioni di spesa previste per le elezioni presidenziali. oggetto di molteplici emendamenti nel corso degli anni. Sulla base dell’attuale normativa per vedersi erogati i contributi a titolo di rimborso per le spese sostenute nel corso della campagna è necessario che il partito arrivi a totalizzare almeno il 4% delle preferenze all’interno dello Stato o della propria circoscrizione elettorale. seppur nella generale formula del rimborso delle spese elettorali sostenute dagli stessi. che nel 1976 ne dichiarava l’illegittimità costituzionale. ritenendo che l’imposizione di qualsivoglia restrizione di denaro da spendere per la comunicazione politica da parte di una persona o di un gruppo ne riduce necessariamente la capacità di espressione. sulla base del principio fondamentale della libertà di espressione contenuto nel primo emendamento della Costituzione. In Canada il finanziamento pubblico ai partiti è stato introdotto nel 1974 come strumento volto a coprire parte delle spese sostenute nelle campagne elettorali. A partire dal 1983 i candidati eletti hanno altresì diritto ad un rimborso pari al 50% delle spese sostenute per la loro campagna. a condizione che ciascuno di essi ottenga almeno il 2% del numero totale dei voti validamente espressi o il 5% dei voti validamente espressi nel collegio elettorale all’interno del quale il proprio candidato è stato eletto. In Australia vi sono quattro tipologie di sovvenzioni pubbliche previste per i partiti politici: a) una forma di finanziamento diretto. c) contributi in natura. se il candidato medesimo ottiene almeno il 15% dei voti validamente espressi. La Corte Suprema accomunava in tal modo libertà di parola e libertà di spesa.Nel 1996 anche la House of Lords introdusse una forma di sovvenzione pubblica ai partiti di opposizione. in quanto vincolate all’accettazione volontaria del finanziamento pubblico da parte dei candidati. anche in Australia. L’importo da pagare è così calcolato moltiplicando il numero dei voti per l’attuale tasso elettorale di finanziamento. secondo la nota formula “speech and money”. L’aumento dei costi della politica ha stimolato ad introdurre modalità pubbliche di finanziamento ai partiti. d) un contribuito indiretto nei confronti degli eletti. 35 . Valeo). In base al Commonwealth Electoral Act del 1918. b) un sostegno indiretto basato su una serie di agevolazioni fiscali. Dal 1983 i partiti politici registrati hanno diritto ad un rimborso pari al 22. La disciplina dei finanziamenti pubblici ai partiti politici nell’ordinamento statunitense trova la sua prima forma all’interno del Federal Election Campaign Act del 1974. in Canada e negli Stati Uniti.5% delle spese dichiarate. Tale normativa diveniva tuttavia oggetto di giudizio di fronte alla Corte Suprema (Buckley v. che è indicizzato a seconda dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo. ma secondo un tecnica più semplice rispetto a quella della House of Commons ed essenzialmente legata alla corresponsione di una somma prefissata.
mentre con quello di soft money ci si riferisce ai finanziamenti indiretti (denaro raccolto dai partiti politici per le proprie attività generali). modalità con cui si ha il vero e proprio rimborso delle spese elettorali sostenute dai candidati prescelti dai maggiori partiti per la competizione elettorale. . 4. I finanziamenti sono messi a disposizione dal Presidential Election Campaign Fund (PECF).1. in particolare introducendo la distinzione tra hard money e soft money. I criteri che presiedono alla distribuzione delle risorse contenute del Fondo sono essenzialmente tre: a) Primary Matching Payments. c) General Election Grants. ad eccezione di quelli incamerati da un conto speciale dedicato alle spese legali e contabili connesse a determinati adempimenti richiesti dalla legislazione elettorale. b) Party Convention Grants. criterio in base al quale il finanziamento spetta ai candidati che. b) raccogliere contributi privati (che siano persone fisiche. primarie e generali. gestito dal Ministero del Tesoro e finanziato esclusivamente dai contribuenti mediante una devoluzione di parte della loro tassazione. comitati o Political Action Committees .3. In altri termini. in un secondo momento. nelle primarie. La legislazione americana determina una serie di limiti ai candidati alla presidenza che accettano di utilizzare i finanziamenti provenienti dal Fondo. criterio mediante il quale. Attualmente. i partiti maggiori accedono al contributo del Fondo per l’organizzazione delle proprie conventions nazionali. sono stati in grado di raccogliere un ammontare di piccole donazioni individuali (non superiori a 250 dollari l’una) pari ad almeno 5 mila dollari per Stato. il finanziamento pubblico negli Stati Uniti riguarda le sole elezioni presidenziali. che variano per ogni elezione presidenziale. in 20 diversi Stati. che rientrano nell’ambito di applicazione della FECA.I finanziamenti pubblici indiretti 36 . Con il concetto di hard money si intendono tutti i finanziamenti diretti (denaro raccolto per la campagna elettorale e successivamente speso per sostenere direttamente il candidato).PACs). I candidati che intendano accedere a tali finanziamenti devono dichiarare di volere utilizzare il Fondo solo per le spese elettorali collegate alla campagna elettorale e sono tenuti a rispettare i limiti di spesa imposti. In particolare i candidati non possono: a) spendere più di quanto ricevono dal fondo. Valeo il Congresso ha adeguato la legislazione federale.Alla luce della pronuncia Buckley v. i contribuenti nel momento di presentazione della propria dichiarazione dei redditi possono decidere che una parte delle proprie tasse venga messa a disposizione del Fondo.
37 . autorità di settore. La normativa citata. 4. In Inghilterra. d) la previsione di particolari controlli sulle donazioni ai partiti e ai loro membri.I finanziamenti privati Accanto alle forme di finanziamento pubblico si rilevano inoltre sostanziali interventi erogati a sostegno dei partiti da parte dei privati. In Australia la concessione di spazi pubblicitari televisivi e radiofonici per la divulgazione di messaggi elettorali da parte dei singoli partiti è stata tradizionalmente garantita a cura dello Stato. di una serie di finanziamenti indiretti. ad esempio. In Gran Bretagna il finanziamento privato ai partiti politici è disciplinato dal Political Parties. sotto la supervisione della OFCOM. b) limiti di spesa e obblighi di rendicontazione delle campagne elettorali. tra cui: a) l’obbligo di registrazione. alla gratuità dei servizi postali e dei locali di edifici pubblici offerti durante le campagne elettorali. ha previsto vari oneri a carico dei partiti. accanto all’istituzione della Electoral Commission. le normative in materia elettorale succedutesi nel tempo a partire dal Representation of the People Act del 1983 stabiliscono varie agevolazioni ai candidati alle elezioni politiche. sia durante le competizioni elettorali sia durante la legislatura. Tale divieto è stato tuttavia dichiarato incostituzionale da una pronuncia della Hight Court in quanto contrastante con il fondamentale diritto di libera manifestazione del pensiero. Analoghe forme indirette di finanziamento ai partiti politici sono offerte anche negli altri ordinamenti oggetto di analisi. Fino al 1992 l’ordinamento australiano prevedeva altresì il divieto di acquistare da parte dei partiti spazi pubblicitari sulle diverse emittenti a scopo promozionale. organo indipendente di vigilanza competente al monitoraggio. Elections and Referendum Act del 2000. c) individuazione di un tesoriere all’interno di ciascun partito responsabile civilmente per gli aspetti finanziari collegati alle campagne elettorali. venendosi ad inquadrare tra le sovvenzioni indirette. controllo e consulenza di tutto ciò che concerne l’attività finanziaria delle organizzazioni partitiche. . soprattutto durante le campagne elettorali. che vanno dalla concessione di spazi televisivi e radiofonici.Anche gli ordinamenti a democrazia consolidata rientranti nell’area anglosassone si caratterizzano per il riconoscimento ai partiti politici.1. nonché alla registrazione degli elettori.4. come di recente emendato dall’Electoral Administration Act del 2006.
mentre la soglia massima per i singoli candidati è stata fissata a $ 3. ha infatti preveduto a disciplinare un meccanismo di registrazione per le organizzazioni partitiche. nel tentativo di evitare ogni possibile alterazione del regolare svolgimento delle elezioni federali. La nuova normativa ha inoltre imposto una serie di divieti in ordine all’erogazione di contributi anonimi ai partiti politici se non inferiori ai $ 50 e per un massimo di $ 10.2. cui sono subordinati i benefici derivanti dalle detrazioni fiscali per i donatori.000 sterline a favore del membro di un partito o le 5. dai fornitori del governo federale e dagli stranieri. l’ordinamento statunitense. ovvero a favore di membri di partiti che abbiano proceduto a regolare registrazione. L’obbligo di notifica alla Commissione si estende ai soggetti donatori.Nel Regno Unito i finanziamenti privati ai partiti politici svolgono ancora un ruolo determinante ai fini del funzionamento delle strutture partitiche. Tali comitati. con obblighi di rendicontazione alla Federal Election Commission (FEC). vieta i contributi diretti provenienti dalle corporations.000 sterline a favore di associazione collegata ad un partito. dalle organizzazioni sindacali. noti come Political Action Committees (PACs). a titolari di cariche elettive e di componenti di associazioni collegate a partiti. modificato nel 2001. Essi possono essere erogati. 4. . a favore di soggetti individuati dalla legge come regulated donees. a titolo di donazione. ha adottato una normativa rivolta a disciplinare le modalità di finanziamento privato. agenzia indipendente volta a garantire il rispetto della legge e ad amministrare il programma dei fondi pubblici. risultano essenzialmente rivolti alla raccolta di fondi a sostegno di un determinato candidato. Sia le donazioni provenienti da persone fisiche che quelle provenienti da persone giuridiche devono essere comunicate annualmente alla Commissione elettorale che ne curerà l’iscrizione all’interno di un pubblico registro.Il regime dei controlli 38 .000. nel momento in cui le erogazioni versate superino nel loro ammontare annuo la soglia delle 1. Il Canada Election Act del 2000. in particolare provenienti da donazioni effettuate a cura di società di rilevanti dimensioni. sulla scia dell’esperienza statunitense. L’ordinamento canadese.000. In relazione alle fonti di finanziamento private. Tuttavia le società e i sindacati possono intervenire nel finanziamento ai candidati mediante l’istituzione di appositi comitati a sostegno dei medesimi. In Australia circa l’80% delle risorse dei partiti deriva da finanziamenti privati.
ovvero nella forma soft. 39 . le donazioni nella forma di soft money sono consentite a favore di partiti statali e locali nel limite massimo di 10. nel caso di elezioni generali. Un particolare regime. che ha inciso sul Federal Campaign Act.000 dollari e ad inserire nei rapporti periodici l’elenco dei soggetti che hanno versato contributi superiori ai 200 dollari durante l’anno. bandendo le contribuzioni c. Sul rispetto e sull’applicazione della legge vigila la Federal Election Commmission. Soggetto incaricato di sovrintendere al corretto adempimento degli obblighi imposti è la Electoral Commission. entro trentacinque giorni dalla proclamazione degli eletti. e negli ultimi trenta.d. La rendicontazione deve avere ad oggetto la puntuale descrizione di tutte le entrate e le uscite. In particolare il tesoriere. da assolversi sia durante le campagne elettorali sia nella fase ordinaria di vita dell’organizzazione. Attualmente il limite di spesa imposto per l’elezione di un candidato al Parlamento di Westminster risulta pari a 7. strumentali a finanziare in maniera illimitata le attività di partito piuttosto che le campagne elettorali. soft. il 27 marzo 2002. Al fine di contenere gli importi delle spese per le campagne elettorali e tentare un approccio maggiormente etico della vita politica americana il Congresso degli Stati Uniti.Nel Regno Unito il regime dei controlli è disciplinato dal Political Parties. è poi stabilito in ordine ai limiti di spesa previsti per i singoli candidati. più volte aggiornato nel corso degli anni. in caso di elezioni primarie. Negli Stati Uniti il Federal Election Campaign Act stabilisce che la raccolta di fondi per le compagne elettorali debba essere oggetto di periodica rendicontazione a cura dei candidati. che pone a carico dei partiti una serie di obblighi di natura contabile. è tenuto a notificare immediatamente ogni contributo superiore a 1. La legislazione vigente individua tuttavia le soglie massime di spesa in relazione alle diverse consultazioni elettorali.150 sterline. l’attuale legislazione britannica fissa inoltre importanti paletti a presidio della trasparenza dei conti presentati alla Electoral Commission dal responsabile della campagna elettorale del singolo candidato.7 oppure 5.000 dollari. dei comitati dei partiti e dei PACs. a sostegno di candidati alle elezioni federali negli ultimi sessanta giorni della campagna. a cui devono essere aggiunti 0. con l’approvazione della nuova legge. Viene inoltre espressamente vietato ai gruppi politici l’utilizzazione di finanziamenti ottenuti in maniera indiretta. ha approvato il Bipartisan Campaign Reform Act. Analoghe previsioni sono rinvenibili negli ordinamenti australiano e canadese.0 pences per ciascun elettore a seconda che il voto sia stato espresso in una zona urbana o rurale. Ora. In ordine agli obblighi di rendicontazione. o in generale il responsabile di tale attività. Elections and Referendum Act del 2000.
Congo. In generale il tema del finanziamento dei partiti politici riceve una disciplina frammentaria e disomogenea: ad esempio in Mali sono vietate le donazioni straniere. 40 Cost. – Le esperienze africane Il tema del finanziamento ai partiti politici è scarsamente considerato negli ordinamenti del continente africano: si riscontrano inadeguate previsioni legislative e ove esistenti esse sono comunque parziali non fornendo una disciplina esaustiva e sistematica della materia. Benin. 40 Cost. Sud Africa.5. Mali). 5. diretti o indiretti.1. – Le fonti di finanziamento I partiti africani dispongono delle medesime fonti di risorse economiche tipiche dei partiti occidentali: tuttavia. art. per lo più quelle che coinvolgono capitali o sostenitori stranieri (ad esempio art. in sede di analisi dei diversi metodi di finanziamento è necessario segnalare come la presenza di una dilagante corruzione influenzi tutto il sistema partitico e la gestione delle 40 . al raggiungimento di una determinata percentuale di voti in sede elettorale (es. Alcuni ordinamenti si limitano a disciplinare le forme di finanziamento vietate. Kenya) Solo in una esigua minoranza di Stati si rinvengono disposizioni che impongono una certa trasparenza in ordine al reperimento ed alla gestione delle risorse economico-finanziarie da parte dei partiti politici. in Sudafrica. in Ghana sono state approvate normative inerenti la trasparenza del sistema e sono vietate le donazioni straniere. mentre altri condizionano e subordinano l’erogazione di finanziamenti statali. Meno di uno Stato su cinque si è dotato di una normativa puntuale sul tema e solo pochi testi costituzionali vi fanno espresso riferimento (cfr. ma non esistono normative che regolino gli altri aspetti della materia. ma mancano disposizioni che disciplinino tutti gli altri aspetti. è comunque riscontrabile una delle legislazioni più avanzate e complete del continente (il Public Funding of Represented Political Parties Act). Malawi). in Benin si limitano le spese della campagna elettorale e vi sono previsioni sul finanziamento pubblico. art. Al fine di garantire un effettivo contraddittorio fra i diversi partiti. sebbene non esistano previsioni incisive inerenti gli obblighi di trasparenza. Malawi). 55 Cost. talvolta la scelta si è orientata nel senso di individuare limiti di spesa in sede di campagna elettorale nonché un sistema di sanzioni in caso di inosservanza degli stessi (es. cosicché la ricerca delle risorse economiche è rimessa alla capacità di self-help degli stessi partiti. art. tuttavia la legislazione tace in ordine ad altri aspetti rilevanti quali i limiti di spesa durante le campagne elettorali. 236 Cost.
Spesso si tratta di donazioni di cittadini che vivono all’estero. – Le tangenti Un diffuso mezzo di finanziamento dei partiti politici è il ricorso a tangenti o ad altre forme illecite di elargizioni di denaro da parte dei soggetti che detengono il potere. 5. gli 41 . In tale contesto diviene quindi molto difficile avere reali chance di competere alla pari nell’arena politica e di potere efficacemente perseguire i propri obiettivi. La dilagante corruzione permea e condiziona pressoché tutti gli aspetti della vita politica e amministrativa dei Paesi africani e i partiti che governano possono godere di una forma di finanziamento esclusiva ed assolutamente rilevante per quel che concerne il loro bilancio: sono infatti posti in condizione di potere agevolmente abusare della propria posizione ottenendo finanziamenti illeciti. Tale situazione. 5.1. soprattutto per i partiti all’opposizione. Diretta conseguenza di tale fenomeno è.campagne elettorali del continente. condizionando la percezione della gestione pubblica del potere da parte della popolazione e della comunità internazionale. ha gravi ripercussioni sulla democraticità del sistema politico-partitico. espatriati talvolta proprio per motivi politici. – Le donazioni Una delle principali forme di finanziamento. portando ad una alterazione dei risultati elettorali a favore delle forze al governo. In particolare. in molti ordinamenti è frequente l’abuso delle risorse statali nonché una corrotta forma di finanziamento pubblico. In tali circostanze i partiti politici che si collocano all’opposizione si trovano in una posizione subalterna e di forte debolezza determinata dalla scarsità di risorse economiche nonché dalla difficoltà di accesso alle stesse. lobbisti ed imprenditori che per ragioni personali intendono investire nella politica. il progressivo allontanamento ed un crollo della fiducia che la popolazione ha nei confronti di tutto il sistema politico. società straniere che hanno interesse a finanziare una determinata parte politica al fine di ricevere come controprestazione diritti di sfruttamento del territorio o vantaggi di altro tipo.2.1. dall’altro. da un lato. sia dalle risorse personali del leader.1. gruppi di interesse. che in tal modo cercano di sostenere i partiti all’opposizione. potenze estere che intendono rovesciare i governi in carica. è data dalle donazioni volontarie di simpatizzanti. non ammesso legislativamente e disponibile solo per il partito o la coalizione che detiene il potere poiché si concreta in una distrazione illegale di fondi pubblici. da sempre economicamente più fragili. condizionando inoltre il processo di transizione e consolidamento democratico.
Tale legge trova la propria base di riferimento nell’art 236 della Costituzione che impone all’assemblea legislativa l’adozione di una normativa inerente il sostegno pubblico dei partiti politici e al fine di garantire la democrazia multipartitica impone che esso sia ispirato ai principi di equità e proporzionalità.1. Marocco. tuttavia non provvede a fornire una disciplina esaustiva della materia poiché si limita a disporre sul regime del finanziamento pubblico senza intervenire a disciplinare le varie forme di finanziamento privato. dal 1992 al 1999. Sud Africa.contiene alcune disposizioni inerenti il finanziamento dei partiti politici e. nonostante tale normativa possa essere considerata fra le più analitiche del continente. 5. Mali. 22). Ghana. Tanzania). la cui legge n. parametrate sulla base dei risultati raggiunti all’esito delle consultazioni (ad es. Malawi. del 15 marzo 2004 . istitutivo del Represented Political Parties Fund funzionale al finanziamento dei partiti rappresentati in seno al parlamento ed alle assemblee legislative provinciali. di cui i partiti del Paese continuano a disporre. 4/002. Benin. il Congo. Il dato significativo è che. da coordinarsi con le disposizioni dell’Electoral Act Consolidated del 17 marzo 2008). il Political parties (finance) Act del 1992. Una normativa specifica inerente il finanziamento dei partiti politici è rinvenibile in Sudafrica ove nel 1997 è stato approvato il "Public Funding of Represented Political Parties Act”. Nel caso di finanziamenti pubblici diretti l’intervento statale si concreta in elargizioni di denaro pubblico durante la campagna elettorale ovvero in un momento successivo. senza tuttavia indicare le concrete modalità di attuazione di tale finanziamento. Niger. Fra gli altri ordinamenti che hanno provveduto a formalizzare in un testo legislativo almeno parte della disciplina inerente il finanziamento pubblico ai partiti devono menzionarsi il Kenya.3.Le forme di finanziamento pubblico Nei pochi ordinamenti in cui esistono forme di sostegno pubblico ai partiti queste possono avere natura diretta ovvero indiretta e non sempre sono disciplinate in maniera espressa. non sempre trasparenti e legittime. in ordine al finanziamento pubblico si limita a disporre che i partiti possono usufruire di “eventuali e sporadiche sovvenzioni statali” (art. Namibia. lo Zimbawe (cfr. in particolare. 42 .“Organisation and Operation of Political Parties” . .ordinamenti più corrotti soffrono di una forte perdita di credibilità sul piano internazionale e si prestano ad essere facilmente condizionabili. Il dato che emerge con maggior evidenza in sede di analisi della situazione nel continente africano è quindi la relativa assenza negli ordinamenti in fase di transizione democratica che si sono aperti al multipartitismo negli ultimi due decenni di previsioni normative (costituzionali o legislative) inerenti la disciplina del finanziamento pubblico e privato ai partiti politici.
Diversamente. argomentazioni a favore dell’esigenza che gli stati provvedano a finanziare almeno in parte la politica possono essere rintracciate nel fatto che specialmente i partiti all’opposizione necessitano di risorse economiche per potere assumere un ruolo attivo nel processo di transizione democratica. Inoltre. 5. È necessario sottolineare che esiste una forte discrepanza fra il dato normativo formale e quello sostanziale in quanto le garanzie costituzionali spesso non trovano un riscontro od una protezione a livello fattuale.4. Burkina Faso).5. disponendo di una serie di modalità alternative di reperimento del denaro. Benin. divenendo organismi interessati più ad accedere ai finanziamenti statali che a rappresentare le istanze della popolazione. Marocco. la sanità. ma comporterebbe anche una sensibile distrazione di fondi pubblici dai settori in cui maggiormente andrebbero investiti.1. concretantisi in una detassazione dei redditi generati in virtù dell’attività di partito (es. vale a dire l’educazione. Namibia. Sao Tomè e Principe) ovvero nell’accesso agevolato ai media pubblici (es. furono comunque influenzati e condizionati dalle forze al potere che non hanno mai sentito la mancanza di risorse politiche o finanziarie garantite dalla legge. Namibia. . il fatto di potere disporre di adeguati mezzi di sostegno potrebbe comportare un ulteriore progresso della democrazia facendo declinare la prassi di ricorrere a metodi di finanziamento illegali ed incoraggiando l’adozione di normative in merito ad una maggiore trasparenza e regolamentazione dei bilanci dei partiti. anche quando eterodiretti. Ghana) è necessario il ricorso al potere giudiziario per ottenere il libero. le infrastrutture e tutte le attività necessarie a traghettare gli ordinamenti africani verso la modernizzazione. In quest’ottica il finanziamento pubblico non solo renderebbe l’attività dei partiti dipendente dalla volontà dei soggetti al potere. Mali.1. – Le fonti di finanziamento indiretto Anche in seno agli ordinamenti africani sono rinvenibili forme di finanziamento pubblico ai partiti aventi carattere indiretto. gratuito ed eguale accesso ai media garantito dalle prescrizioni costituzionali o legislative. Sud Africa.Una possibile ragione del fenomeno può essere individuata nel fatto che i processi di transizione. Mozambico. A mero titolo esemplificativo si segnala come spesso i mass media siano controllati dai partiti al potere cosicché diventa realmente difficile assicurare una pari visibilità alle forze dell’opposizione: in alcuni casi (es. 5. Ghana. Inoltre.Altre fonti di finanziamento I partiti politici dovrebbero ricavare la maggior parte dei fondi necessari al proprio sostentamento dalle quote associative corrisposte dai propri membri nonché dall’attività di found-raising condotta 43 . Capo Verde. contro forme di finanziamento pubblico si è sostenuto che i partiti modificherebbero la propria natura allontanandosi dai propri membri e sostenitori.
In nessuno degli ordinamenti considerati i sistemi partitici e gli strumenti di finanziamento di cui essi si avvalgono è disciplinata secondo canoni certi e privi di profili di ambiguità. organizzate secondo criteri tribali ed economicamente sottosviluppate. che ricevono dalla comunità internazionale una significativa quantità di fondi erogata per fini di rilevante interesse umanitario che le stesse dichiarano di perseguire. Tuttavia a causa della estrema povertà della popolazione del continente. l’ineffettività delle scarse previsioni sanzionatorie fa sì che i partiti politici difficilmente si 44 . Strettamente connessa. della difficoltà per molti partiti di ottenere un seguito attivo nelle immense zone rurali. in quanto diretta conseguenza. è la scarsa alternanza al potere fra i partiti in competizione e la grande difficoltà dei governi ad accettare e valorizzare il ruolo delle opposizioni. 6. In tale contesto si inserisce. Inoltre. è raro che le quote associative. siano significative per il bilancio del partito ed in grado di finanziare le campagne elettorali. Una delle principali ragioni di tale fenomeno va ascritta al ruolo giocato dalla corruzione e dalla prassi di distrarre denaro pubblico dalle finalità istituzionali. 5. per far fronte a situazioni contingenti e non per fornire una disciplina d’insieme e di lungo periodo.2. da norme sui partiti politici. da disposizioni costituzionali. l’assenza di previsioni circa il finanziamento pubblico nelle nuove Costituzioni e nella legislazione ordinaria. – Le esperienze asiatiche Gli ordinamenti del sud-est asiatico si caratterizzano per l’assenza di una disciplina esauriente e complessiva che regoli i sistemi partitici ed il loro finanziamento. ostacolando e condizionando il processo di transizione democratica. I partiti al potere dispongono di una ulteriore fonte di finanziamento data dalle somme ricavate dalle ONG e dalle altre organizzazioni riconducibili alla sfera di influenza del partito. anche ove effettivamente pagate. associazione al partito). nonché della stessa mancanza di liste di membri. Per ricostruire tale frammentaria disciplina è quindi necessario desumere il quadro normativo da disposizioni che individuano i criteri organizzativi generali (modalità di finanziamento e gestione dei fondi.dagli attivisti volontari. – Problemi aperti Uno degli aspetti che emerge con maggior evidenza analizzando la tematica del finanziamento ai partiti politici nel continente africano è rappresentato dalla diversa e squilibrata posizione dei partiti al potere e di quelli all’opposizione in relazione alla disponibilità di risorse finanziarie. La normativa vigente appare spesso carente di organicità in quanto è diffusa la prassi di regolamentare la materia solo nell’imminenza di consultazioni elettorali. dalle leggi elettorali e dalle leggi adottate per combattere la corruzione.
La maggior parte degli ordinamenti della regione ha approvato normative o codici di condotta individuanti limiti più o meno stringenti alle spese cui i partiti o solamente i singoli candidati (cfr. il Political Party Order. che la crescente e dilagante sfiducia verso il sistema partitico e politico in genere determina una costante diminuzione degli affiliati ai diversi partiti. Se. alla scarsa trasparenza del sistema. la riforma nel 1999 e nel 2000. del Political Funds Act del 1965. subordinando la stessa eleggibilità all’espletamento di tali attività.2. in Corea del Sud l’approvazione dell’Act on election of public official and the prevention of election malpractices nel 1994 e la successiva riforma. Non deve dimenticarsi. . seppure secondo livelli di gravità diversificati. contribuendo a rendere maggiormente ambiguo l’operare del sistema partitico in genere. infatti. Tali previsioni nella maggior parte dei casi rimangono ineffettive (il caso del Giappone è stato a lungo emblematico). la riforma del 2002. Fenomeno condizionante i sistemi partitici del sud-est asiatico e strettamente connesso al tema del finanziamento della politica è l’endemica corruzione che permea tutti gli aspetti della vita politicoamministrativa in ogni ordinamento.1. quanto meno a livello formale. A tale fenomeno va aggiunta la 45 . nel 2000. infatti. del Political Fund Control Law risalente al 1948. 6.2.preoccupino delle previsioni legali. a Taiwan. anche alla luce della mancanza di un reale e concreto monitoraggio nonché di adeguati meccanismi di controllo e repressione. – Le singole fonti di finanziamento 6. esistono in tutti i Paesi della regione normative o codici di condotta che impongono ai partiti un obbligo di rendicontazione delle spese dei bilanci alle Election Commissions.Le quote associative Anche negli ordinamenti del sud-est asiatico le contribuzioni derivanti dalle quote associative sono inadeguate a sostenere economicamente le attività dei partiti politici. una risposta agli scandali finanziari che hanno visto coinvolti i partiti ed i loro leaders. India. Tuttavia spesso i partiti aggirano i vincoli legislativi presentando alle Election Commissions rendicontazioni artefatte e formalmente regolari. Representation People Act. Molte delle normative intervenute a regolamentare alcuni aspetti della disciplina inerente il finanziamento dei partiti politici sono state approvate nel tentativo di fornire. alla facile corruttibilità dei funzionari. in Pakistan. in Giappone. è tuttavia facile immaginare come previsioni siffatte siano eluse grazie all’assenza di efficaci misure di controllo. 1951) dovrebbero attenersi durante la campagna elettorale. Esempi emblematici di ciò sono.
in Pakistan. mentre in India (cfr. Giappone). che comporta la coesistenza di una moltitudine di piccoli partiti con un numero esiguo di affiliati. tuttavia. del Political Fund Control Law risalente 1948. Nel 1999 e nel 2000. ma anche vietando alcune fonti di finanziamento. nei casi più gravi. mentre la seconda presta il fianco ad alcune critiche poiché contribuisce a rendere i partiti politici ed i candidati indipendenti meno autonomi e più facilmente influenzabili da gruppi di interesse che hanno l’obiettivo di consolidare i propri privilegi o che intendono condizionare la vita politica del Paese. – Le donazioni Una delle fonti di finanziamento più rilevanti negli ordinamenti considerati è rappresentata dalle elargizioni di denaro corrisposte ai partiti dai propri sostenitori grazie all’attività di volontari attivisti o da lobbisti. il Foreign Contributions Act del 1976) e Nepal sono individuati limiti annui. tale forma di finanziamento non solo è stata incoraggiata dagli stessi ordinamenti che prevedevano la deducibilità dalle tasse delle erogazioni a organizzazioni politiche (ad es.2. Ad esempio. Vari tentativi sono stati esperiti. si riscontra la notevole diffusione di previsioni normative tese a vietare ai partiti politici e/o ai candidati indipendenti di ricevere donazioni da soggetti stranieri (singoli. possono portare al capovolgimento dei risultati elettorali. Per quanto concerne il divieto di determinate fonti di finanziamento. di controllo delle risorse economiche dei sistemi partitici.2. 46 . furono inoltre inasprite le sanzioni in caso di violazione della normativa vigente. da grandi società o da potenze ed organizzazioni straniere. sulla scia di scandali finanziari che videro coinvolti alcuni partiti politici. non solo introducendo limiti alle donazioni effettuabili durante le campagne elettorali e obblighi di trasparenza. Furono anche adottate misure per promuovere una maggiore trasparenza dei bilanci dei partiti imponendo la necessaria rendicontazione e pubblicità di tutte le donazioni eccedenti determinanti limiti. in Giappone. con diversi gradi di successo. infatti. dall’altro si vietò alle società di elargire denaro ai candidati individuali. ma ha concorso ad alimentare sensibilmente le prassi corruttive. A lungo. 6. riconoscendo loro la facoltà di effettuare donazioni solo ai partiti ed alle organizzazioni politiche riconosciute. società o istituzioni) e da società a partecipazione statale. il Political Party Order vieta qualsiasi forma di ricorso a fondi esteri. che oggi. Con riferimento al primo aspetto si ricorda la riforma. venne approvata una nuova normativa tesa all’affermazione di un ruolo più pronunciato dello Stato nella disciplina delle attività di partito: da un lato si tentò di incrementare i controlli sui contributi individuali.frammentazione esasperata caratterizzante molti sistemi partitici. La prima tipologia di donazioni è forma di finanziamento “virtuosa”.
cinquanta e sessanta (Argentina. in Giappone. seppure inteso come sovvenzione da corrispondersi solamente ai sostenitori del regime. Solo recentemente la necessità di introdurre forme di finanziamento statale diretto e la volontà di arginare i fenomeni corruttivi e di tutelare l’autonomia istituzionale dei partiti dall’influenza di gruppi di pressione e lobbisti. di misure che garantiscono un finanziamento statale all’attività dei partiti politici.3. 1957 e 1961. In Giappone. India e Pakistan (sebbene limitatamente ai partiti registrati). Malaysia e Thailandia hanno adottato normative che prevedono limitate forme di sostegno statale diretto all’attività dei partiti politici. per i candidati che siano stati eletti. nella corresponsione di rimborsi elettorali. ha portato all’adozione. ad esempio. concretandosi. la necessità di agevolare un’evoluzione dei partiti politici in senso più impersonale ed istituzionale ha portato all’introduzione di sussidi per i partiti i cui membri siano stati eletti e che abbiano superato una certa percentuale di voti ricevuti.2. Corea del Sud. indiretti. Anche Indonesia. in Sri Lanka. 7.d. a partire dal 2002. Analogamente.6. finanziamento corrisposto annualmente e calcolato in relazione ai voti ricevuti durante le elezioni più recenti. Con l’approvazione nel 2000 del Political Funds Act si sono garantite parziali forme di finanziamento statale per i partiti politici. che si concretano per lo più nella disponibilità per gli stessi di eguali e gratuiti spazi comunicativi messi a disposizione dai mass media statali. – Le esperienze latinoamericane La disciplina normativa del finanziamento dei partiti politici negli ordinamenti latinoamericani ha conosciuto un significativo incremento quantitativo e qualitativo dopo il 1978. Più diffuse sono le misure riconducibili a finanziamenti pubblici c. quaranta (Costa Rica. peraltro meramente simbolici. 1949). Alcune esperienze avevano in realtà adottato normative pioneristiche in materia già a partire dagli anni venti (Uruguay.Il finanziamento pubblico Il dato che emerge dall’analisi delle normative dei Paesi del sud-est asiatico è la limitatezza delle previsioni di forme dirette di finanziamento pubblico ai partiti politici. . esistono forme di rimborso nominale per i candidati eletti. 1928). data convenzionalmente assunta come inizio della terza ondata di transizioni costituzionali. 47 . In pressoché tutti gli ordinamenti sono previsti sistemi di sostegno indiretto ai partiti politici. Diversamente a Taiwan il supporto pubblico alla politica rimane scarso e pressoché irrilevante per i bilanci dei partiti. in alcuni ordinamenti. Taiwan. ad esempio. In Corea del Sud già la Political funds law 1965 aveva introdotto la possibilità del finanziamento statale. Disposizioni di questo tipo si riscontrano.
Panama. El Salvador. Nella maggioranza dei casi il finanziamento privato prevale rispetto a quello pubblico. Colombia. misto. Honduras. creare un contesto equilibrato di competizione fra i partiti politici. Panama e Repubblica Dominicana. El Salvador. Guatemala. Nicaragua. Paraguay e Repubblica Dominicana.). Tutti i Paesi (ad eccezione del Venezuela) prevedono sovvenzioni dirette (ad esempio denaro) o indirette (ad esempio servizi. lo sviluppo ed il rafforzamento dei partiti politici. Costa Rica. con la sola eccezione del Messico. Guatemala. sebbene con modalità e gradi di intensità diversi. Brasile. Dopo il 1978. negli anni novanta in Bolivia. fornire agli elettori elementi di valutazione adeguati ai fini della adozione di una decisione equilibrata ed informata. accesso ai mezzi di comunicazione ecc. Colombia. anno di adozione della legge in materia di finanziamento ai partiti in Ecuador. Costa Rica. con l’obiettivo di ristabilire la fiducia dei cittadini nel processo politico. Cile. 1966). Brasile. Panama. riferibili. nel 2003 Cile e Peru hanno ammesso il finanziamento pubblico diretto. 48 . Guatemala e Honduras. tutti gli ordinamenti latinoamericani disciplinano il tema del finanziamento pubblico dei partiti. Nicaragua e Uruguay). Negli anni settanta analoghe normative furono adottate in Messico. similari normative furono adottate negli anni ottanta in Cile. Bolivia. Il sistema di finanziamento pubblico è caratterizzato da alcune peculiarità. in cui una parte si distribuisce equitativamente fra tutti i partiti e l’altra secondo la forza elettorale (in Argentina. affinché fungano da attori responsabili a favore di un sistema effettivamente democratico. Messico. Peru e Repubblica Dominicana). benefici tributari.Peru. Ecuador. Rispetto al tipo del sistema di finanziamento. Brasile. in particolare. Attualmente. Nella maggioranza dei Paesi si prevedono limiti ai fini dell’accesso al finanziamento pubblico. Honduras. Colombia. Nicaragua e Venezuela. Ecuador. Varie ragioni giustificano la rilevanza della disciplina normativa in materia nell’area considerata: evitare l’influenza sui partiti politici da parte di gruppi di interesse o di soggetti economicamente forti. Messico. all’ottenimento da parte dei candidati di una percentuale minima di voti ovvero di una rappresentanza parlamentare: si rinvengono clausole del tipo menzionato in Argentina. I metodi di distribuzione del finanziamento pubblico diretto sono fondamentalmente di tre tipi: proporzionale alla forza elettorale (in Bolivia. tutti i Paesi dell’area ad eccezione del Venezuela prevedono un finanziamento misto. garantire una certa razionalità nell’uso delle risorse pubbliche destinate a finanziare attività politico-elettorali. proporzionale alla forza elettorale e alla rappresentanza parlamentare (in Paraguay). secondo il quale i partiti ricevono fondi pubblici e privati per fare fronte ai costi delle campagne elettorali e di funzionamento ordinario.
nonché limitazioni rispetto alla quantità dei contributi. Può rilevarsi la tendenza nell’area a favore del finanziamento pubblico per il rafforzamento e lo sviluppo istituzionale dei partiti. con la sola eccezione dell’Uruguay. i contributi provenienti da soggetti che intrattengano rapporti contrattuali con lo Stato e le donazioni private. comprese attività come la ricerca e la formazione dei quadri di partito: è il caso di Argentina. Cile. Paraguay e Peru. Bolivia. istituzioni o individui stranieri. Messico. Panama e Peru. Bolivia. Brasile. attribuzione che è stata conferita normalmente agli organi elettorali. Messico. Costa Rica. L’inosservanza delle norme in materia di finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali è altresì accompagnata nella maggioranza dei Paesi da sanzioni consistenti in pene pecuniarie o in sanzioni amministrative o di altra indole. Panama e Uruguay non sono previste limitazione del genere descritto. Colombia. hanno istituito un organo titolare del potere di controllo del finanziamento dei partiti politici. Tuttavia. con una prevalenza dei primi. Brasile.Nella maggioranza dei Paesi si consente ai partiti politici l’accesso gratuito ai mezzi di comunicazione statali o privati. in particolare le influenze indebite che ne sono derivate e gli scandali di corruzione politica hanno fatto sì che nella maggioranza degli ordinamenti si siano introdotti divieti quanto all’origine dei finanziamenti medesimi. come nei casi di Argentina. Fra i contributi vietati devono annoverarsi quelli provenienti da governi. La maggioranza degli ordinamenti ha infine previsto a carico dei partiti politici l’obbligo di rendicontazione dei finanziamenti ricevuti e di pubblicazione dei bilanci. Solo nelle esperienze di El Salvador. Ecuador. Guatemala. Colombia. Tutti gli ordinamenti latinoamericani. 49 . che possono comportare la cancellazione dal registro dei partiti ovvero la riduzione o sospensione delle formazioni politiche che abbiano violato la legge. Il finanziamento privato è riconosciuto in America latina quale risorsa legittime necessaria per i partiti politici. Sono altresì previste limitazioni quanto all’ammontare dei contributi individuali.
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