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Timestamp: 2018-09-25 07:15:21+00:00
Document Index: 125273250

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art.  17', 'art. 201', 'art.  1', 'art. 4', 'art.  2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  2']

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 15 Marzo 2004, n. 163: Regolamento per la definizione dei criteri e delle modalita' di accesso al Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori, ai sensi dell'articolo 25, commi 7, 8 e 9, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. (GU n. 149 del 28-6-2004 | Edilone.it
MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 15 Marzo 2004, n. 163: Regolamento per la definizione dei criteri e delle modalita’ di accesso al Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori, ai sensi dell’articolo 25, commi 7, 8 e 9, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. (GU n. 149 del 28-6-2004
MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 15 Marzo 2004, n. 163: Regolamento per la definizione dei criteri e delle modalita' di accesso al Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori, ai sensi dell'articolo 25, commi 7, 8 e 9, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. (GU n. 149 del 28-6-2004 )
DECRETO 15 Marzo 2004 , n. 163
Regolamento  per  la  definizione  dei  criteri  e delle modalita’ di
accesso  al Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle
isole  minori, ai sensi dell’articolo 25, commi 7, 8 e 9, della legge
28 dicembre 2001, n. 448.
Visto l’articolo 25, comma 7, della legge 28 dicembre 2001, n. 448,
che  istituisce,  presso  il  Ministero dell’interno, il Fondo per la
tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori individuate
tra  gli  ambiti territoriali indicati nell’allegato A della predetta
legge, da destinare ad interventi per la salvaguardia ambientale e lo
sviluppo economico-sociale delle predette isole;
Visto  l’articolo  25,  comma 8, della citata legge n. 448 del 2001
che quantifica, per l’anno 2002, le risorse del Fondo per la tutela e
lo  sviluppo  economico-sociale  delle  isole minori in 51.545.689,90
euro  ridotte  a  46.395.390  euro,  in conseguenza dell’applicazione
delle  disposizioni  contenute nel decreto-legge 6 settembre 2002, n.
194,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 31 ottobre 2002, n.
7 marzo 2003, emanato ai sensi dell’articolo 25, comma 9, della legge
n.  448  del  2001,  che  individua  la  tipologia ed i settori degli
interventi  che  possono  essere  ammessi ad accedere al Fondo per la
tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori;
Visto  l’articolo  25,  comma  9,  della  legge n. 448 del 2001 che
demanda  ad  apposito  decreto  del Ministro dell’interno, sentita la
Conferenza   Stato-citta’  ed  autonomie  locali,  le  modalita’  per
l’accesso  al  Fondo  per  la  tutela e lo sviluppo economico-sociale
delle isole minori;
Sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali;
Udito  il  parere  espresso  dalla  Sezione consultiva per gli atti
normativi del Consiglio di Stato nell’adunanza del 9 febbraio 2004;
Vista  la  comunicazione effettuata al Presidente del Consiglio dei
Ministri  ai  sensi  dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1.  Il  presente  decreto  definisce  le  modalita’ di accesso e di
riparto  del  Fondo  per  la  realizzazione di misure di salvaguardia
ambientale  e  sviluppo  socio-economico  delle isole minori previsto
dall’articolo 25, commi 7 e 8, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo  fine  di facilitare la
– Si  riporta  il  testo dell’art. 25, commi 7, 8 e 9 e
dell’allegato  A)  della  legge  28  dicembre  2001, n. 448
recante:  «Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002)»
(in  supplemento  ordinario n. 285 alla Gazzetta Ufficiale,
29 dicembre, n. 301):
7.  Per  l’adozione  urgente  di misure di salvaguardia
ambientale  e  sviluppo socio-economico delle isole minori,
individuate    tra   gli   ambiti   territoriali   indicati
nell’allegato  A) annesso alla presente legge, e’ istituito
presso  il  Ministero dell’interno il Fondo per la tutela e
lo sviluppo economico-sociale delle isole minori.
8.  Le  risorse  del  Fondo  di  cui  al  comma  7 sono
determinate in 51.645.689,90 euro per l’anno 2002.
9. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della
presente  legge,  il Presidente del Consiglio dei Ministri,
su   proposta   del  Ministro  dell’interno,  individua  la
tipologia  e i settori degli interventi ammessi ad accedere
al  Fondo  di  cui  al  comma  7. Il Ministro dell’interno,
sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, con
decreto da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore  della  presente  legge,  determina le modalita’ per
l’accesso  al  Fondo  e  provvede  alla  ripartizione delle
risorse.   Resta   fermo   quanto   stabilito  dal  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281.».
«All. 1.
(Art. 25, comma 7).
1.   San  Nicola:  San  Nicola,  San  Domino,  Capraia,
Mare:  da  1  miglio  dalla  costa continentale fino al
limite delle acque territoriali.
2. Pantelleria.
Mare: per un raggio di 20 miglia intorno all’isola.
Isole Pelagie.
3. Lampedusa: Lampedusa, Lampione, Linosa.
Mare:  per  un  raggio  di 40 miglia intorno a ciascuna
4. Favignana: Favignana, Levanzo, Marettimo, Formica.
Mare:  fino  a  1 miglio dalla costa siciliana e per un
raggio di 20 miglia nelle altre direzioni.
5. Ustica: Ustica.
6.   Lipari:   Lipari,   Vulcano,   Alicudi,  Filicudi,
Stromboli, Panarea.
raggio  di 20 miglia nelle altre direzioni, ma non oltre la
meta’ della distanza tra Lipari e Salina.
7. Salina: Salina.
Mare: fino alla meta’ della distanza da Lipari e per un
Isole Sulcitane.
8. San Pietro: Sant’Antioco, San Pietro.
Mare:  fino  alla  costa  sarda  da  Capo Pecora a Capo
Teulada e per un raggio di 20 miglia nelle altre direzioni.
Isole del Nord Sardegna.
9.  La Maddalena: La Maddalena, Caprera, Santo Stefano,
Spargi,  Santa Maria, Budelli, Razzoli, Mortorio, Tavolara,
Molara, Asinara.
Mare:  fino  al confine delle acque territoriali con la
Corsica, fino alla costa sarda e per un raggio di 20 miglia
nelle altre direzioni.
Isole Partenopee.
10. Procida: Capri, Ischia, Procida, Nisida, Vivara.
Mare: l’intero golfo di Napoli.
Isole Ponziane.
11. Ponza, Palmarola, Zannone.
Mare:  fino  a  1  miglio  dalla costa laziale e per un
12. Ventotene: Ventotene, Santo Stefano.
Mare:  per  un  raggio  di 20 miglia intorno a ciascuna
Isole Toscane.
13. Elba: Elba, Pianosa, Montecristo.
Mare: fino alla costa toscana da Piombino a Punta Ala e
fino al confine delle acque territoriali con la Corsica.
14.  Giglio:  Isola  del Giglio, Giannutri, Formiche di
Mare: fino alla costa da Punta Ala all’Argentario e per
un raggio di 15 miglia nelle altre direzioni.
15. Capraia: Capraia, Gorgona, Secche delle Meloria.
Corsica e fino alla costa toscana da Piombino a Livorno.
Isole del Mare Ligure.
16.   Arcipelago   di  Porto  Venere:  Palmaria,  Tino,
Tinetto.
Mare:  fino  alla  costa  delle  Punta  di  San  Pietro
all’altezza della diga foranea di La Spezia e per un raggio
di 20 miglia nelle altre direzioni.».
– Il   decreto-   legge   6  settembre  2002,  n.  194,
convertito, con modificazioni, in legge 31 ottobre 2002, n.
246, reca: «Misure urgenti per il controllo, la trasparenza
ed il contenimento della spesa pubblica.».
– Si  riporta  il  testo  dell’art.  17, comma 3, della
«3. Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
Interventi ammissibili al finanziamento
1.  Sono  ammissibili al finanziamento previsto dall’articolo 1 gli
interventi  individuati, per tipologia e per settore, dal decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri del 7 marzo 2003 emanato ai
sensi  dell’articolo  25,  comma  9, della legge 28 dicembre 2001, n.
Soggetti autorizzati alla presentazione
delle domande di finanziamento
1.  Possono  presentare  le  domande  per l’accesso al Fondo per la
realizzazione   di  misure  di  salvaguardia  ambientale  e  sviluppo
socio-economico  delle  isole  minori gli enti locali, anche in forma
associata,  nei  cui  ambiti  territoriali  ricadono  le isole minori
indicate nell’allegato A annesso alla legge 28 dicembre 2001, n. 448.
per l’ammissione al finanziamento
1.  I  soggetti  di cui all’articolo 3 che intendono realizzare gli
interventi  individuati  dal decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri  del  7 marzo  2003 presentano apposita domanda sottoscritta
dal  legale  rappresentante  per  l’accesso al Fondo, con la seguente
a) relazione  descrittiva  del progetto, con particolare riguardo
agli effetti che si attendono, alle fasi ed ai tempi di realizzazione
ed  alla  sostenibilita’ tecnica, ambientale, economica e finanziaria
degli interventi proposti;
b) progetto preliminare;
c) analisi  dei costi e redazione del piano economico-finanziario
ove  ricorrano  le condizioni di cui all’articolo 201 del testo unico
delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto
d) dichiarazione  dell’ente  locale  attestante la corrispondenza
dei   progetti   presentati   con  gli  strumenti  di  programmazione
sovraordinati relativi al bacino territoriale di riferimento;
e) dichiarazione  dell’ente  locale  attestante la corrispondenza
dei  progetti  proposti  con  la  specifica normativa e disciplina di
tutela ambientale, nazionale e comunitaria;
f)   eventuale   dichiarazione  di  impegno  dell’ente  locale  a
conseguire,  per  le  infrastrutture  turistiche  da  realizzare,  il
marchio comunitario di qualita’ ecologica al servizio di ricettivita’
turistica  secondo  i  criteri  definiti  dall’Unione  europea con la
decisione della Commissione del 14 aprile 2003 – C(2003)235);
g) richiesta  di  parere  in  ordine  al  progetto all’Ente parco
nazionale o al soggetto gestore dell’area marina protetta, ovvero, in
caso  di  area  marina  protetta  non ancora costituita, al Ministero
dell’ambiente e tutela del territorio – Direzione generale protezione
della  Natura,  via  C.  Colombo,  44  –  00147  Roma. Il parere deve
pervenire entro sessanta giorni dalla ricezione della richiesta;
h) eventuale   dichiarazione  dell’Ente  parco  nazionale  o  del
soggetto  gestore  dell’area  marina  protetta ove si attesti che gli
stessi hanno elaborato i progetti presentati dagli enti locali per il
i) dichiarazione  dell’ente  locale  attestante la disponibilita’
del bene o dell’area interessati dagli interventi;
l)  dichiarazione  da  parte  di  eventuali  cofinanziatori della
effettiva disponibilita’ finanziaria.
2.  Le  domande  sono  inviate,  utilizzando  la modulistica di cui
all’allegato  A  al  presente  decreto,  al  Ministero dell’interno –
Dipartimento  per  gli  affari  interni  e  territoriali  – Direzione
centrale  della finanza locale, piazza Viminale – 00186 Roma, nonche’
al  soggetto  indicato  al  comma  1, lettera g), per l’emissione del
parere,  entro  sessanta  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  del
presente  decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,
pena la loro irricevibilita’. Per le istanze inviate tramite servizio
postale fa fede il timbro postale o, nel caso in cui siano presentate
direttamente, la ricevuta rilasciata dagli uffici.
3.  I soggetti di cui all’articolo 3 possono presentare domande per
il  finanziamento  di  uno  o  piu’  interventi in relazione ai quali
indicano l’ordine di priorita’.
del 7 marzo 2003 recante: «Individuazione della tipologia e
dei  settori  degli interventi ammessi ad accedere al fondo
per  la  tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole
minori», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 28 aprile,
n. 97.
– Si  riporta  il  testo  dell’art. 201 del Testo unico
delle  leggi  sull’ordinamento  degli enti locali approvato
decreto  legislativo  18 agosto 2000, n. 267(in supplemento
ordinario  n. 162/L, alla Gazzetta Ufficiale n. 227, del 28
settembre):
«Art.  201  (Finanziamento  di  opere pubbliche e piano
economico-finanziario).  –  1. Gli enti locali e le aziende
speciali  sono  autorizzate  ad  assumere  mutui,  anche se
assistiti da contributi dello Stato o delle regioni, per il
finanziamento di opere pubbliche destinate all’esercizio di
servizi  pubblici,  soltanto se i contratti di appalto sono
realizzati  sulla  base  di  progetti «chiavi in mano» ed a
prezzo  non  modificabile  in  aumento,  con  procedura  di
evidenza   pubblica   e  con  esclusione  della  trattativa
2. Per le nuove opere di cui al comma 1 il cui progetto
generale  comporti una spesa superiore al miliardo di lire,
gli   enti   di   cui   al   comma  1  approvano  un  piano
economico-finanziario  diretto  ad  accertare  l’equilibrio
economico-finanziario  dell’investimento  e  della connessa
gestione,  anche  in relazione agli introiti previsti ed al
fine della determinazione delle tariffe.
3.  (Comma  abrogato  dall’art.  1,  comma  4-ter,  del
decreto-legge  27 dicembre  2000,  n.  392, convertito, con
modificazioni in legge 28 febbraio 2001, n. 26).
4.  Le  tariffe  dei servizi pubblici di cui al comma 1
sono determinati in base ai seguenti criteri:
a) la  corrispondenza  tra  costi e ricavi in modo da
assicurare  la  integrale copertura dei costi, ivi compresi
gli oneri di ammortamento tecnico finanziario;
b) l’equilibrato   rapporto   tra   i   finanziamenti
raccolti ed il capitale investito;
c) l’entita’  dei  costi  di  gestione  delle  opere,
tenendo conto anche degli investimenti e della qualita’ del
servizio.».
1.  A  ciascun  ente  locale, per la realizzazione degli interventi
ammissibili al finanziamento, e’ assegnata una quota del Fondo, cosi’
come indicato nell’allegato A annesso alla legge 28 dicembre 2001, n.
448, sulla base dei seguenti criteri:
a) 35  per  cento  in  favore  degli  enti  locali che hanno sede
giuridica nelle isole minori;
b) 35  per  cento  in favore degli enti locali nel cui territorio
insistano isole minori stabilmente abitate;
c) 15  per  cento in favore degli enti locali in proporzione alla
popolazione  agli stessi appartenente ed avente residenza nelle isole
d) 15  per  cento  in  favore  degli  enti  locali in proporzione
all’estensione del loro territorio.
1. Le domande regolarmente presentate ai sensi dell’articolo 4 sono
valutate   da   un’apposita   Commissione   nominata   dal   Ministro
dell’interno  e  composta da sette membri, compreso il presidente. Di
questi  tre  sono  scelti  in  rappresentanza,  rispettivamente,  del
Ministero  dell’interno,  del  Ministero delle attivita’ produttive e
del  Ministero  dell’ambiente  e  della tutela del territorio, tre in
rappresentanza  delle  Associazioni degli enti locali designati dalla
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali ed uno scelto tra esperti
di  settore  e  docenti  universitari. Il presidente e’ designato dal
Ministro  dell’interno contestualmente alla nomina della Commissione.
Ai  componenti della Commissione non spetta alcun compenso e rimborso
2.  La  Commissione  ha  il  compito di verificare la ricevibilita’
formale  delle  domande, di valutare la coerenza delle domande con le
previsioni  di  cui  ai  commi  7, 8 e 9 dell’articolo 25 della legge
28 dicembre  2001, n. 448, ed al decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri del 7 marzo 2003, di valutare la sostenibilita’ tecnica,
ambientale,  economica  e  finanziaria  dei  progetti presentati ed i
tempi di avviamento dei lavori, nonche’ di accertare la capacita’ del
progetto   di   offrire   uno  sviluppo  stabile  e  qualificato,  la
compatibilita’  dei  progetti  con  gli  strumenti  di programmazione
sovraordinati  relativi  al  bacino  territoriale di riferimento e la
coerenza   con   la   specifica  normativa  e  disciplina  di  tutela
ambientale,  nazionale  e comunitaria. La Commissione redige l’elenco
delle  domande risultate in possesso dei prescritti requisiti formali
e  sostanziali  con  l’indicazione  per ciascuna di esse del relativo
punteggio  alla  stregua  dei criteri di cui all’articolo 7 ed avanza
specifica  proposta al Ministro dell’interno per l’assegnazione delle
3.  Ove  il  singolo  soggetto  presenti  due o piu’ domande per il
finanziamento e la quota del fondo assegnato ai sensi dell’articolo 5
risulti  insufficiente,  il  contributo  e’  concesso  a  favore  del
progetto   che   presenti  maggiore  interesse  secondo  l’ordine  di
priorita’   indicato  dallo  stesso  soggetto  interessato.  Per  gli
ulteriori  progetti sono preferiti gli interventi di cui all’articolo
4  del  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 marzo
2003  e,  in  caso di pluralita’ degli stessi, quelli elaborati dagli
enti parco nazionali o da soggetti gestori delle aree marine protette
presentati dagli enti locali per il finanziamento. Le eventuali quote
residue  del  fondo sono assegnate secondo l’ordine della graduatoria
formata ai sensi dell’articolo 7.
4.  La  Commissione valuta la relazione tecnica di cui all’articolo
9,  comma  1,  lettera  c), ai fini della successiva erogazione della
quota di contributo prevista dalla predetta disposizione.
– Si  riporta  il  testo dell’art. 4 del citato decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 marzo 2003:
«Art.   4   (Interventi   nel   settore   della  tutela
ambientale).  –  1.  Per  il settore di cui alla lettera b)
dell’art.  2,  gli  interventi ammissibili al finanziamento
a) impianti  di fognatura e depurazione delle acque e
degli scarichi a mare;
b) raccolta differenziata, recupero e smaltimento dei
c) raccolta,  trasporto  e  smaltimento  dei  rifiuti
d) impianti per la raccolta nei porti e negli approdi
turistici  dei  rifiuti  solidi  e  liquidi  prodotti sulle
unita’ di diporto e sulle navi;
e) risanamento e restauro ambientale;
f) opere di prevenzione degli incendi boschivi;
g) misure  per  la  protezione  della  flora  e della
h) informatizzazione   dei   servizi  per  la  tutela
1. Le domande per l’ammissione al finanziamento dei progetti per la
realizzazione  degli  interventi di cui al decreto del Presidente del
Consiglio  dei  Ministri  del  7 marzo  2003 a valere sulla quota del
Fondo  di  cui  all’articolo  5  sono  ordinate  secondo  i  seguenti
a) rilevanza del settore:
1.  ai  progetti  presentati  nei  settori di interventi di cui
all’articolo 4  del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 7 marzo 2003, punti 12;
2.  ai  progetti  presentati  nel  settore di interventi di cui
all’articolo  9 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 7 marzo 2003, punti 10;
3. ai progetti presentati nei settori di interventi di cui agli
articoli 7  e 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 7 marzo 2003, punti 8;
4.  ai  progetti  presentati  nei  settori di interventi di cui
all’articolo  5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 7 marzo 2003, punti 6;
5. ai progetti presentati nei settori di interventi di cui agli
articoli 3  e 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 7 marzo 2003, punti 5;
b)   impatto   dell’intervento  sulla  popolazione  presente  nel
territorio insulare nel periodo di massimo afflusso:
1.  copertura del fabbisogno o erogazione del servizio a favore
di non meno del 25 per cento della popolazione, punti 2,5;
2.  copertura del fabbisogno o erogazione del servizio a favore
di non meno del 50 per cento della popolazione, punti 5;
3.  copertura  del  fabbisogno o erogazione del servizio per il
100 per cento della popolazione, punti 10.
4.  copertura  del fabbisogno o erogazione del servizio per non
meno del 60 per cento della popolazione, punti 7,5;
c) effetto moltiplicatore:
1. progetti di pubblica utilita’ dove almeno 1’80 per cento dei
costi per lo sviluppo del progetto sia autofinanziante anche mediante
il contributo di terzi, punti 9;
2.  interventi di pubblica utilita’ dove almeno il 70 per cento
dei  costi  per  lo  sviluppo  del progetto sia autofinanziante anche
mediante il contributo di terzi, punti 8;
3.  interventi di pubblica utilita’ dove almeno il 60 per cento
mediante il contributo di terzi, punti 6;
4.  interventi di pubblica utilita’ dove almeno il 50 per cento
mediante il contributo di terzi, punti 4;
d) interventi transinsulari ad economie di scala:
1.  interventi  che coinvolgono non meno del 30 per cento della
popolazione dell’intero comparto delle isole minori, punti 2;
2.  interventi  che  interessano  almeno  il 60 per cento della
popolazione dell’intero comparto delle isole minori, punti 3;
3.   interventi   che  coprono  almeno  1’80  per  cento  della
popolazione delle isole minori, punti 4;
4.  interventi  che  coinvolgono  l’intero comparto delle isole
minori, punti 5;
e) sostegno alle attivita’ che riguardano piu’ comuni:
1.  ai  progetti  che riguardano almeno 4 comuni appartenenti a
piu’ di una regione, punti 3;
2.  ai  progetti che riguardano almeno 8 comuni, appartenenti a
piu’ di una regione, punti 6;
3.  ai  progetti  che riguardano tutti i comuni insulari, punti
f) interventi  rientranti  in progetti elaborati dagli Enti parco
nazionali  o  dai  soggetti  gestori  delle  aree  marine  protette e
presentati dagli enti locali, punti 10;
g)  interventi  per  i quali venga presentata la dichiarazione di
impegno a conseguire, per le infrastrutture turistiche da realizzare,
il   marchio   comunitario  di  qualita’  ecologica  al  servizio  di
ricettivita’ turistica secondo i criteri definiti dall’Unione europea
con  la  decisione  della Commissione del 14 aprile 2003-C(2003)235),
punti 8.
3.  Ai  fini  della  formazione  della graduatoria i punteggi sopra
indicati sono normalizzati.
– Si  riporta il testo degli articoli 3, 5, 6, 7, 8 e 9
del   citato  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri del 7 marzo 2003:
«Art.  3  (Interventi  nel  settore  dell’attivita’  di
sostegno  allo sviluppo produttivo). – 1. Per il settore di
cui alla lettera a) dell’art. 2, gli interventi ammissibili
al finanziamento sono:
a) promozione     e    qualificazione    dell’offerta
turistica;
b) infrastrutture   per   migliorare   e   potenziare
l’offerta turistica;
c) iniziative     di     sostegno    allo    sviluppo
dell’artigianato, dell’agricoltura e della pesca;
d) formazione professionale;
e) informatizzazione   dei   servizi   connessi  alle
attivita’ produttive.».
«Art.  5 (Interventi nel settore dei servizi a rete). –
1.  Per  il settore di cui alla lettera c) dell’art. 2, gli
interventi ammissibili al finanziamento sono:
a) impianti  per  la  produzione di energia elettrica
alternativa basata sullo sfruttamento di risorse naturali;
b) rifornimento  idrico  mediante  condotte collegate
con la penisola;
c) raccolta dell’acqua piovana;
d) impianti di potabilizzazione e di desalinizzazione
dell’acqua;
e) ristrutturazione della rete idrica;
f) impianti  per  il  trasporto e la distribuzione di
gas combustibili;
g) informatizzazione dei servizi connessi a rete.».
«Art.   6   (Interventi   nel   settore   trasporti   e
telecomunicazioni). – 1. Per il settore di cui alla lettera
d) dell’art. 2, gli interventi ammissibili al finanziamento
a) trasporto pubblico locale;
b) trasporto   pubblico   locale   mediante   veicoli
elettrici o alimentati a gas;
c) infrastrutture eliportuali;
d) infrastrutture portuali;
e) collegamenti con la penisola;
f) miglioramento e potenziamento della rete stradale;
g) infrastrutture e sistemi per telecomunicazioni;
h) informatizzazione    dei   servizi   connessi   al
trasporto ed alle telecomunicazioni.».
«Art. 7 (Interventi nel settore dell’offerta di servizi
alla collettivita). – 1. Per il settore di cui alla lettera
e) dell’art. 2, gli interventi ammissibili al finanziamento
a) recupero   di  immobili  da  destinare  a  servizi
b) infrastrutture scolastiche;
c) infrastrutture destinate all’assistenza sanitaria;
d) servizi di telemedicina;
e) servizi igienici pubblici;
f) interventi  destinati  a  stimolare l’aggregazione
g) strutture per l’occupazione del tempo libero;
h) informatizzazione   dei   servizi   offerti   alla
collettivita’.».
«Art.  8 (Interventi in materia di sicurezza). – 1. Per
il  settore  di  cui  alla  lettera  f)  dell’art.  2,  gli
a) infrastrutture   e   logistica  per  le  forze  di
b) infrastrutture  e logistica per i vigili del fuoco
e per la protezione civile;
c) informatizzazione   dei   servizi   connessi  alla
sicurezza pubblica.».
«Art.  9  (Interventi  nel  settore della cultura e dei
beni culturali). – 1. Per il settore di cui alla lettera g)
a) recupero e valorizzazione dei beni culturali;
b) recupero e sistemazione di siti archeologici;
c) centri   polivalenti   attrezzati  di  biblioteca,
archivi, aree espositive, sale convegni e formative;
d) informatizzazione   dei   servizi   connessi  alla
cultura ed ai beni ambientali.».
degli interventi ammessi a finanziamento
1.  Con  decreto  del  Ministro  dell’interno, da pubblicarsi nella
Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana,  sono individuati i
progetti   ammessi  al  finanziamento  del  fondo  con  l’indicazione
dell’importo concesso.
Modalita’ di erogazione del finanziamento
1. Il finanziamento concesso secondo quanto previsto dai precedenti
articoli viene erogato:
a) nella  misura  del  20  per  cento  entro  trenta giorni dalla
pubblicazione  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del
decreto di cui all’articolo 8;
b) nella  misura di un ulteriore 50 per cento entro trenta giorni
dalla comunicazione dell’avvio della realizzazione dei progetti;
c) nella  misura  del 30 per cento entro trenta giorni dall’invio
di  apposita  relazione  tecnica in cui si attesta la conclusione dei
lavori   o  dell’attivita’  intrapresa  e  si  descrive  il  progetto
realizzato  ed  i suoi costi finali. Per le infrastrutture turistiche
l’erogazione  della  quota  del  30 e’ subordinata alla comunicazione
dell’avvenuta  richiesta  di  acquisizione del marchio comunitario di
qualita’  ecologica  al  servizio di ricettivita’ turistica secondo i
criteri  definiti dall’Unione europea con Decisione della Commissione
del 14 aprile 2003 – C(2003)235).
Roma, 15 marzo 2004
Registrato alla Corte dei conti il 21 giugno 2004
Ministeri istituzionali, registro n. 7, foglio n. 372
—->  Vedere allegato da pag. 6 a pag. 10  in formato zip/pdf
MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 15 Marzo 2004, n. 163: Regolamento per la definizione dei criteri e delle modalita’ di accesso al Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori, ai sensi dell’articolo 25, commi 7, 8 e 9, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. (GU n. 149 del 28-6-2004 redazione redazione 2015-05-20T01:15:02+00:00