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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 102', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 1']

﻿ Forum / Dlgs 81 in seguito alle correzioni ed integrazioni del dlgs 106 / Piano d'emergenza ed evacuazione - Portale Consulenti
Piano d'emergenza ed evacuazione
mer 02 giu 2010, 18:20
vorrrei saperre quali sono le attività soggette all'adozione del piano di emergenza ed evacuazione. grazie
gio 03 giu 2010, 13:16
Attualmente, per quanto riguarda la sicurezza antincendio il dlgs 81/08 e s.m.i rimanda al Dm 10 marz0 98 che all’articolo 5 specifica l’obbligo dell’elaborazione del piano di emergenza:
Quindi, per i luoghi di lavoro dove sono occupati meno di 10 dipendenti non è obbligatoria l’elaborazione del piano di emergenza, fermo restando l’obbligo anche per i luoghi di lavoro con meno di 10 dipendente per le attività soggette al controllo da parte dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco ai sensi dal decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.
gio 03 giu 2010, 14:28
con il DECRETO MINISTERIALE 16 febbraio 1982 sono stati stabiliti
I locali, le attività, i depositi, gli impianti e le industrie pericolose i cui progetti sono soggetti all'esame e parere preventivo dei comandi provinciali dei vigili del fuoco ed il cui esercizio è soggetto a visita e controllo ai fini del rilascio del "Certificato di prevenzione incendi", nonché la periodicità delle visite successive:
Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano gas combustibili, gas comburenti (compressi, disciolti, liquefatti) con quantità globali in ciclo o in deposito superiori a 50 Nmc/h.
Impianti di compressione o di decompressione dei gas combustibili e comburenti con potenzialità superiore a 50 Nmc/h.
Reti di trasporto e distribuzione, di gas combustibili, compresi quelli di origine petrolifera o chimica,con esclusione delle reti di distribuzione cittadina e dei relativi impianti con pressione di esercizio non superiore a 5 bar.
Impianti di distribuzione di gas combustibili per autotrazione.
Officine e laboratori con saldatura e taglio dei metalli utilizzanti gas combustibili e/o comburenti, con oltre 5 addetti.
Impianti per il trattamento di prodotti ortofrutticoli e cereali utilizzanti gas combustibili.
Impianti per l'idrogenazione di olii e grassi.
Aziende per la seconda lavorazione del vetro con l'impiego di oltre 15 becchi a gas.
Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano liquidi infiammabili (punto di infiammabilità a 650 °C) con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 0,5 mc.
Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano liquidi combustibili con punto di infiammabilità da 65 °C a 125 °C, per quantitativi globali in ciclo o in deposito superiori a 0,5 mc.
Stabilimenti ed impianti per la preparazione di olii lubrificanti, olii diatermici e simili.
Depositi di liquidi infiammabili e/o combustibili: (punto così sostituito dall'art. 1 del d.m.. 27 marzo 1985)
a) per capacità geometrica complessiva da 0,2 a 10 mc
b) per capacità geometrica complessiva superiore a 10 mc
Depositi e/o rivendite di olii lubrificanti, di olii diatermici e simili per capacità superiore ad 1 mc.
Impianti fissi di distribuzione di benzina, gasolio e miscele per autotrazione ad uso pubblico e privato con o senza stazione di servizio.
Stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano o detengono vernici, inchiostri e lacche infiammabili e/o combustibili con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 500 kg.
Stabilimenti di estrazione con solventi infiammabili e raffinazione di olii e grassi vegetali ed animali, con quantitativi globali di solventi in ciclo e/o in deposito superiori a 0,5 mc.
Stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano o detengano sostanze esplodenti classificate come tali dal regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché perossidi organici.
Esercizi di minuta vendita di sostanze esplodenti di cui ai d.m. 18 ottobre 1973 e 18 settembre 1975, e successive modificazioni ed integrazioni.
Stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano o detengono sostanze che possono dar luogo da sole a reazioni pericolose in presenza o non di catalizzatori.
Stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano o detengono nitrati di ammonio, di metalli alcalini e alcalino-terrosi, nitrato di piombo e perossidi inorganici.
Stabilimenti ed impianti per la macinazione e la raffinazione dello zolfo.
Depositi di zolfo con potenzialità superiore a 100 q.li.
Mulini per cereali ed altre macinazioni con potenzialità giornaliera superiore a 200 q.li e relativi depositi.
Impianti per l'essiccazione dei cereali e di vegetali in genere con depositi di capacità superiore a 500 q.li di prodotto essiccato.
Pastifici con produzione giornaliera superiore a 500 q.li.
Stabilimenti ed impianti ove si lavora e/o detiene foglia di tabacco con processi di essicazione con oltre 100 addetti con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito a 500 q.li.
Stabilimenti ed impianti per la produzione della carta e dei cartoni e di allestimento di prodotti cartotecnici in genere con oltre 25 addetti e/o con materiale in deposito o lavorazione superiore a 500 q.li.
Depositi di carta, cartoni e prodotti cartotecnici nonché depositi per la cernita della carta usata, di stracci di cascami e di fibre tessili per l'industria della carta con quantitativi superiori a 50 q.li.
Stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano e/o detengono carte fotografiche, calcografiche, eliografiche e cianografiche, pellicole cinematografiche; radiografiche e fotografiche di sicurezza con materiale in deposito superiore a 100 q.li.
Stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano e detengono pellicole cinematografiche e fotografiche con supporto infiammabile per quantitativi superiori a 5 kg.
Depositi di legnami da costruzione e da lavorazione, di legna da ardere, di paglia, di fieno, di canne, di fascine, di carbone vegetale e minerale, di carbonella, di sughero ed altri prodotti affini; esclusi i depositi all'aperto con distanze di sicurezza esterne non inferiori a 100 m misurate secondo le disposizioni di cui al punto 2.1 del decreto ministeriale 30 novembre 1983: (punto così sostituito dall'art. 1 del d.m.. 30 ottobre 1986)
Stabilimenti ed impianti per la preparazione del crine vegetale, della trebbia e simili, lavorazione della paglia, dello sparto e simili, lavorazione del sughero, con quantitativi in lavorazione o in deposito pari o superiori a 50 q.li.
Teatri di posa per le riprese cinematografiche e televisive.
Stabilimenti per lo sviluppo e la stampa delle pellicole cinematografiche.
Laboratori di attrezzerie e scenografie teatrali.
Stabilimenti ed impianti per la produzione, lavorazione e rigenerazione della gomma, con quantitativi superiori a 50 q.li.
Depositi di prodotti della gomma, pneumatici e simili con oltre 100 q.li.
Laboratori di vulcanizzazione di oggetti di gomma con più di 50 q.li in lavorazione o in deposito.
Stabilimenti ed impianti per la produzione e lavorazione di materie plastiche con quantitativi superiori a 50 q.li.
Depositi di manufatti in plastica con oltre 50 q.li.
Stabilimenti ed impianti ove si producono e lavorano resine sintetiche e naturali, fitofarmaci, coloranti, organici e intermedi e prodotti farmaceutici con l'impiego di solventi ed altri prodotti infiammabili.
Depositi di concimi chimici a base di nitrati e fosfati e di fitofarmaci, con potenzialità globale superiore a 500 q.li.
Stabilimenti ed impianti per la fabbricazione di cavi e conduttori elettrici isolati.
Depositi e rivendite di cavi elettrici isolati con quantitativi superiori a 100 q.li.
Gruppi per la produzione di energia elettrica sussidiaria con motori endotermici di potenza complessiva superiore a 25 kw.
Stabilimenti siderurgici e stabilimenti per la produzione di altri metalli.
Stabilimenti e impianti per la zincatura, ramatura e lavorazioni similari comportanti la fusione di metalli o altre sostanze.
Stabilimenti per la costruzione di aeromobili, automobili e motocicli.
Cantieri navali con oltre cinque addetti.
Stabilimenti per la costruzione e riparazione di materiale rotabile ferroviario e tramviario con oltre cinque addetti.
Stabilimenti per la costruzione di carrozzerie e rimorchi per autoveicoli con oltre cinque addetti.
Officine per la riparazione di autoveicoli con capienza superiore a 9 autoveicoli; officine meccaniche per lavorazioni a freddo con oltre venticinque addetti.
Stabilimenti ed impianti ove si producono laterizi, maioliche, porcellane e simili con oltre venticinque addetti.
Istituti, laboratori, stabilimenti e reparti in cui si effettuano, anche saltuariamente, ricerche scientifiche o attività industriali per le quali si impiegano isotopi radioattivi, apparecchi contenenti dette sostanze ed apparecchi generatori di radiazioni ionizzanti (art. 13 dicembre 1962, n. 1860 e art. 102 del d.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185).
Esercizi commerciali con detenzione di sostanze radioattive (capo IV del d.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185) .
Autorimesse di ditte in possesso di autorizzazione permanente al trasporto di materie fissili speciali e di materie radioattive (art. 5 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860, sostituito dall'art. 2 del d.P.R. 30 dicembre 1965, n. 1704).
Impianti di deposito delle materie nucleari, escluso il deposito in corso di spedizione.
Impianti nei quali siano detenuti combustibili nucleari o prodotti o residui radioattivi (art. 1, lettera b) della legge 31 dicembre 1962, n. 1860).
- impianti per il trattamento dei combustibili nucleari irradianti.
Stabilimenti per la produzione di sapone, di candele e di altri oggetti di cera e di paraffina, di acidi grassi, di glicerina grezza quando non sia prodotta per idrolisi, di glicerina raffinata e distillata ed altri prodotti affini.
Centrali elettroniche per l'archiviazione e l'elaborazione di dati con oltre venticinque addetti.
Alberghi, pensioni, motels, dormitori e simili con oltre 25 posti-letto.
Ospedali, case di cura e simili con oltre 25 posti-letto.
Aziende ed uffici nei quali siano occupati oltre 500 addetti.
Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni o comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato di cui al r.d. 7 novembre 1942, n. 1564.
Impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a 100.0000 Kcal/h.
Autorimesse private con più di 9 autoveicoli, autorimesse pubbliche, ricovero natanti, ricovero aeromobili.
Piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili di perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al d.P.R. 24 maggio 1979, n. 886.
Oleodotti con diametro superiore a 100 mm.
mer 09 giu 2010, 11:53
come e cosa deve contenere il piano di energenza?
mer 09 giu 2010, 11:57
Nel piano d'emergenza generalmente vengono indicati i soggetti incaricati di attuare le misure di sicurezza previste ed i compiti da svolgere in caso di emergenza.
Il piano di emergenza, predisposto in tutti i luoghi di lavoro e periodicamente aggiornato, deve contenere nei dettagli:
a) le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso d'incendio
b) le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti
c) le disposizioni per chiedere l'intervento dei soccorsi esterni e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo
d) specifiche misure per assistere le persone disabili Il piano di emergenza deve identificare un adeguato numero di persone incaricate di sovraintendere e controllare l'attuazione delle procedure previste.
Come già detto su, il datore di lavoro ha l’obbligo della redazione del piano di emergenza in forma scritta nelle aziende soggette a CPI e nei luoghi di lavoro in cui sono occupati più di 10 addetti. Il piano d'emergenza viene testato con un’esercitazione almeno annuale per verificare se tutti i lavoratori hanno imparato i comportamenti essenziali da tenere durante l’evacuazione.