Source: http://www.gamaconsultingonline.com/1/decreto_sanzioni_nuovo_regime_per_dichiarazione_infedele_o_omessa_10642399.html
Timestamp: 2019-09-18 08:07:18+00:00
Document Index: 69108371

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 50', 'art. 30', 'art. 74', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1']

Decreto sanzioni: nuovo regime per dichiarazione infedele o omessa. | GAMACONSULTING
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Con il D.Lgs. 24 settembre 2015 n. 158, c.d. “Decreto sanzioni”, il legislatore ha disposto l’aggiornamento dell’intero sistema sanzionatorio amministrativo al fine di giungere ad una maggiore proporzionalità tra l‘entità della sanzione comminabile e l’inadempimento effettuato dal contribuente. Le modifiche al sistema sanzionatorio (artt. 1, 2 e 5 del D.Lgs. n. 471/97) trovano applicazione nei confronti di tutti i contribuenti che sono tenuti alla compilazione e presentazione dei relativi modelli dichiarativi cui le citate disposizioni normative si riferiscono ed, al contempo, sono incorsi, volontariamente o meno, in una delle specifiche ipotesi sanzionatorie disciplinate dagli articoli richiamati. A fronte di un comportamento, doloso o colposo, del contribuente che lo ha portato a versare meno imposte e/o ritenute ovvero a beneficiare di un credito in misura superiore a quanto spettante, le disposizioni normative (contenute nei citati artt. 1, 2 e 5 del D.Lgs n. 471/1997) dispongono la comminazione di sanzioni specifiche. L’entià` delle stesse può variare da un importo fisso, generalmente irrogato per le violazioni meno rilevanti, ad uno proporzionale all’importo di imposte e/o di crediti oggetto di contestazione. Ciascuno degli articoli citati, pertanto, individuano specifiche fattispecie, per alcuni versi tra loro assimilabili, cui applicare sanzioni fisse, ovvero proporzionali, in funzione della tipologia della condotta adottata dal contribuente comprese tra un minimo ed un massimo edittale.
Vediamo nello specifico come sono cambiate le sanzioni nei vari casi.
Dichiarazione dei redditi e dell’imposta regionale attività produttive
Regime sanzionatario
Omessa presentazione dichiarazione con imposte dovute
Dal 120% al 240% imposte con minimo di 500.000 lire. Con possibilità di raddoppio per soggetti obbligati alle scritture contabili
Dal 120% al 240% imposte con un minimo di 250 euro. Con possibilità` di raddoppio per soggetti obbligati alle scritture contabili
Dal 60% al 120% con un minimo di 200 euro se la dichiarazione è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva e comunque prima che il contribuente abbia avuto conoscenza formale di qualunque attività amministrativa di accertamento
Omessa presentazione dichiarazione senza imposte dovute
Da 500.000 a 2 milioni di lire. Con possibilità di raddoppio per soggetti obbligati alle scritture contabili
Da 250 euro a 1.000euro. Con possibilità di raddoppio per soggetti obbligati alle
Da 150 euro a 500 euro se la dichiarazione è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva e comunque prima che il contribuente abbia avuto conoscenza formale di qualunque attività amministrativa di accertamento. Con possibilità di raddoppio per soggetti
obbligati alle scritture contabili.
Infedele dichiarazione per minori imposte o maggiori crediti dichiarati od indebite detrazioni e/o deduzioni anche se attribuite in sede di ritenuta alla fonte
Dal 100% al 200% della maggiore imposta o della differenza del credito.
Dal 90% al 180% della maggiore imposta o della differenza del credito utilizzato.
La sanzione è ridotta di 1/3 ove la maggiore imposta od il minor credito siano inferiori al 3% dell’imposta e delcredito dichiarati e, comunque, complessivamente inferiori a 30.000 euro. La medesima riduzione trova applicazione anche ove gli errori derivino da errata imputazione temporale di elementi positivi o negativi a condizione che gli elementi positivi abbiano già concorso alla determinazione del reddito nell’annualità in cui interviene l’attività di accertamento o in una precedente; ove non vi sia alcun danno per l’erario si applica la sanzione di 250euro.
La sanzione è incrementata del 50% ove la violazione sia effettuata tramite utilizzo di documentazione falsa o per operazioni inesistenti, mediante raggiri o artifici, condotte simulatorie o fraudolente.
Omessa o infedele indicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, od indicazione di cause di esclusione o inapplicabilità non sussistenti
La sanzioni di cui al rigo precedente è incrementata del 10%. La maggiorazione non trova applicazione se il maggior reddito non è superiore del 10% a quello dichiarato
Ipotesi eliminata
Omessa presentazione degli studi di settore
La sanzione per infedele dichiarazione viene incrementata del 50%, a seguito mancata presentazione studio di settore nonostante sollecito Agenzia entrate. Non trova applicazione se il maggior reddito non è superiore del 10% a quello dichiarato
Rettifica valore normale prezzi di trasferimento
Trova applicazione la sanzione per infedele dichiarazione a meno che il contribuente non produca la specifica documentazione considerata idonea a consentire il riscontro della conformità dei prezzi praticati al valore normale. L’esclusione opera a condizione che il contribuente abbia informato l’Amministrazione finanziaria tramite la presentazione di apposita comunicazione secondo le modalità ed i termini specificatamente previsti.
Ipotesi invariata
Nell’ipotesi in cui le violazioni di omessa dichiarazione od infedele dichiarazione attengano a fattispecie reddituali estere
Incremento di 1/3 delle sanzioni di omessa o infedele dichiarazione, limitatamente alle imposte o maggiori imposte derivanti dal reddito estero
Omessa o infedele dichiarazione redditi locazione immobili abitativi
Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione si applicano in misura raddoppiata. Disposizione
contenuta nell’art. 3 del
D.L. 14 marzo 2011, n. 23
Ipotesi trasposta all’interno dell’art. 1 del D.Lgs n.471/1997.
Omessa presentazione dichiarazione
Dal 120% al 240% ritenute non versate con un minimo di 500.000 lire.
Dal 120% al 240% ritenute non versate con un minimo di 250 euro.
Dal 60% al 120% con un minimo di 200 euro, se la dichiarazione è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva e comunque prima che il contribuente abbia avuto conoscenza formale di qualunque attività amministrativa di accertamento.
Dichiarazione di un ammontare di compensi, interessi ed altre somme inferiore a quanto accertato
Dal 100% al 200% delle ritenute non versate, con un minimo di 500.000 lire.
Dal 90% al 180% dell’importo delle ritenute non versate riferibili alla differenza, con un minimo di 250 euro.
La sanzione è ridotta di 1/3 ove l’ammontare delle ritenute non versate sia inferiore al 3% delle ritenute riferibili ai compensi, interessi ed altre somme dichiarate e, comunque, inferiore a 30.000 euro.
La sanzione è incrementata del 50% ove la violazione sia effettuata tramite utilizzo documentazione falsa o per operazioni inesistenti, mediante raggiri o artifici, condotte simulatorie o fraudolente.
Versamento integrale delle ritenute nonostante l ’omessa dichiarazione
Sanzione da 500.000 a 4 milioni di lire
Sanzione da 250 euro a 2.000 euro.
Sanzione da 150 euro a 500 euro se la dichiarazione è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva
Mancata indicazione percipienti
Sanzione di 100.000 lire per ogni percipiente non indicato nella dichiarazione
Sanzione di 50 euro per ogni percipiente non indicato nella dichiarazione
Sanzione di 25 euro per ogni percipiente non indicato nella dichiarazione se la dichiarazione è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva
Rettifica valore normale prezzi di trasferimento da cui derivi la non corretta applicazione delle aliquote convenzionali sul valore delle royalties ed interessi che eccede il valore normale
Ipotesi precedentemente non prevista
Trova applicazione la sanzione prevista per la dichiarazione di un ammontare di compensi, interessi ed altre somme inferiore a quanto accertato. La sanzione non viene comminata ove il contribuente consegni, nel corso dell’accesso, ispezione o altra attività istruttoria la specifica documentazione considerata idonea a consentire il riscontro della conformità dei prezzi praticati al valore normale. L’esclusione opera a condizione che il contribuente abbia informato l’Amministrazione finanziaria tramite la presentazione di apposita comunicazione secondo le modalità ed i termini specificatamente previsti.
Viene, inoltre, introdotta (nuovo art. 2) la seguente definizione di ritenute non versate: “la differenza tra l’ammontare delle maggiori ritenute accertate e quelle liquidabili in base alle dichiarazioni ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del D.P.R. n. 600/1973”.
Dichiarazione dell’imposta sul valore aggiunto
Dal 120% al 240% del tributo dovuto. La sanzione non può essere inferiore a 500.000 lire
Dal 120% al 240% del tributo dovuto con un minimo di 250 euro.
1) dichiarazione da parte di soggetto che effettua esclusivamente operazioni per i quali l’imposta non è dovuta;
2) dichiarazione di cui al D.L. 30/08/1993, n. 331, art. 50, comma 4;
3) acquisti intracomunitari soggetti ad imposta e ogni altro caso in cui non vi è debito di imposta
Sanzione da 250 euro a 2.000 euro
Sanzione da 150 euro a 1.000 euro se la dichiarazione è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva e comunque prima che il contribuente abbia avuto conoscenza formale di qualunque attività amministrativa di accertamento
Dal 100% al 200% delle differenza derivante tra l’imposta dovuta o il credito spettante e l’imposta/credito indicati.
Dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta o della differenza di credito utilizzato
La sanzione è ridotta di 1/3 ove la maggiore imposta o la minore eccedenza accertata sia complessivamente inferiore al 3% dell’imposta, dell’eccedenza deducibile o rimborsabile e, comunque, inferiore a 30.000 euro.
La sanzioni di cui al rigo precedente è incrementata del 10%. La maggiorazione non trova applicazione se la maggiore imposta non è superiore del 10% a quella dichiarata
La sanzione per infedele dichiarazione viene incrementata del 50%, a seguito di mancata presentazione studio di settore nonostante il sollecito dell’Agenzia delle entrate, se la maggiore imposta non è superiore del 10% a quella dichiarata
Ottenimento rimborso IVA non dovuto
Sanzione dal 100% al 200% della somma non spettante
Sanzione del 30% del credito rimborsato ove si chieda a rimborso l’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, in assenza degli specifici presupposti di cui all’art. 30 del D.P.R. n. 633/1972
Omessa presentazione Dichiarazione inizio, variazione, cessazione attività o presentazione con dati incompleti o inesatti, nonché chi presenta la comunicazione di cui all’art. 74-quinquies, comma 1 D.P.R. n. 633/1972 con indicazioni incomplete o inesatte
Sanzione da 1 milione a 4 milioni di lire. La sanzione è ridotta a 1/5 del minimo ove l’obbligato proceda alla regolarizzazione entro 30giorni dall’invito dell’ufficio
Sanzione da 500 euro a 2.000 euro. La sanzione è ridotta a 1/5 del minimo ove l’obbligato proceda alla regolarizzazione entro 30 giorni dall’invito dell’ufficio.
Le sanzioni vengono comminate direttamente dall’Amministrazione Finanziaria con la procedura prevista dagli articoli 16 e 17 del D.Lgs. n. 472/1997. Nello specifico, l’articolo 16 si preoccupa di individuare l’ufficio competente all’irrogazione delle sanzioni, delle informazioni che devono, a pena di nullità , essere contenute nell’atto notificato e la definizione agevolata ad 1/3 delle sanzioni. L’articolo 17, invece, prevede la possibilità di iscrivere a ruolo immediatamente le sanzioni, senza previa contestazione, con atto contestuale all’avviso di accertamento o di rettifica, motivato a pena di nullità.
Sono state introdotte inoltre delle novità in materia di ravvedimento operoso. Vediamo quali. L’istituto del ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472), costituisce un caso particolare delle sanzioni oggetto di trattazione. Questi, infatti, è il principale mezzo, in alternativa all’acquiescenza agli atti dell’Amministrazione Finanziaria, di cui il contribuente può avvalersi per ottenere una sensibile riduzione delle sanzioni a lui irrogabili, eccezion fatta per le ipotesi di omessa presentazione del modello dichiarativo con un ritardo superiore ai 90 giorni. È stata, infatti, mantenuta la specifica ipotesi di ravvedimento della tardiva/omessa presentazione della dichiarazione a condizione che la stessa avvenga entro i 90 giorni dal termine ordinario (art. 13). Pertanto, in caso di presentazione della dichiarazione oltre i 90 giorni, ma entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione successiva, il contribuente può fruire solamente della riduzione di sanzione specificamente prevista dal primo gennaio 2017 dall’art. 1 del D.Lgs, n. 471/1997, ossia dal 60% al 120% dell’imposta con un minimo di 200 euro, senza poterla ulteriormente ridurre a seguito del ricorso all’istituto del ravvedimento operoso. Il beneficio riconosciuto da questo istituto risiede nella volontà del contribuente di non limitarsi ad aspettare l’eventuale azione accertatrice, bensì di essere lui stesso a provvedere a regolarizzare le infrazioni commesse, versando le maggiori imposte/crediti fruiti, nonché le connesse sanzioni opportunamente ridotte. A fronte di tale regolarizzazione spontanea, infatti, le sanzioni a lui altrimenti potenzialmente irrogabili si riducono a una frazione delle stesse. In aggiunta all’effettiva regolarizzazione della propria situazione, tuttavia, la condizione fondamentale per vedersi riconosciuto dall’Amministrazione Finanziaria il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso è che il contribuente abbia proceduto a versare il corretto ammontare delle sanzioni dovute e dei relativi interessi.
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