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Timestamp: 2020-04-10 14:00:40+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 12868 del 22/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12868 del 22/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/05/2017, (ud. 09/03/2017, dep.22/05/2017), n. 12868
sul ricorso 11469/2016 proposto da:
T.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CAIO MARIO, 13,
avverso la sentenza n. 2878/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 11105/2015;
T.G. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza n. 2787 del 2015 della Corte d’Appello di Roma con la quale la corte rigettava sia l’appello principale della T. che l’appello incidentale della Allianz s.p.a., compensando integralmente le spese del grado.
L’Allianz non ha svolto attività difensiva in questa sede.
Il Collegio, all’esito della Camera di consiglio, esaminata anche la memoria depositata dalla ricorrente, ritiene di condividere la soluzione proposta dal relatore.
L’appello della T. contestava la decisione di primo grado laddove, pur accogliendo l’opposizione all’esecuzione proposta dall’appellante (fondata sul fatto che la sentenza messa in esecuzione nei suoi confronti non fosse suscettibile di esecuzione, neanche quanto al capo delle spese, perchè meramente dichiarativa), compensava integralmente le spese di primo grado assumendo di aver dovuto risolvere una questione dibattuta. Deduceva l’intervenuta caducazione del titolo esecutivo azionato nei suoi confronti.
L’appello incidentale (tardivo) di Allianz invece era volto ad ottenere la riforma della sentenza di primo grado e la declaratoria di legittimità dell’esecuzione intrapresa dalla società nei confronti della T. con condanna della esecutata al pagamento delle spese di entrambi i gradi. La ricorrente lamenta la violazione dell’art. 112 c.p.c. e di una serie di norme sul giudizio di appello, ed in particolare che la corte d’appello non abbia ritenuto tout court inammissibile l’appello di Allianz in quanto tardivo, e l’abbia invece esaminato nel merito, rigettandolo.
Il motivo è infondato, perchè la corte d’appello, essendo ammissibile l’impugnazione principale, ha fatto corretta applicazione del principio di cui all’art. 334 c.p.c., non avendo l’appellante principale dato luogo ad una causa di inammissibilità.
Inoltre, la ricorrente lamenta la illegittimità della sentenza che decideva sulla compensazione delle spese in primo grado: ma la decisione sulla compensazione appare corretta, atteso che il fatto stesso posto a base delle diverse ragioni della decisione di appello (il venir meno dei titoli esecutivi) era stato dedotto tardivamente in primo grado, solo con comparsa conclusionale e non era stato preso in considerazione.
Quanto alla decisione di compensare le spese di secondo grado, essa si fonda su due autonome rationes decidendi, una delle quali, l’essere i fatti estintivi dei titoli sopravvenuti all’inizio dell’esecuzione, non è stata censurata.
Al ricorso va pertanto rigettato.