Source: http://ejolt.cdca.it/conflitto/gasdotto-rete-adriatica-brindisi-minerbio-e-centrale-di-compressione-di-sulmona
Timestamp: 2019-02-16 03:34:52+00:00
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Metanodotto “Rete adriatica” Massafra – Minerbio e centrale di compressione di Sulmona | Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali
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Metanodotto “Rete adriatica” Massafra – Minerbio e centrale di compressione di Sulmona
Un metanodotto che attraversa 10 regioni italiane e che rischia di attraversare luoghi ad alto rischio sismico nonché aree ad alto livello paesaggistico
Il progetto per la costruzione del gasdotto denominato “Rete adriatica” è stato proposto nel 2005 dalla società SNAM Rete Gas con lo scopo di potenziare la rete di trasporto nazionale di metano [1]. Secondo quanto riportato dalla Sintesi non Tecnica della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), la società Brindisi LNG Spa, proprietaria del rigassificatore di Brindisi aveva chiesto alla SNAM la disponibilità di nuove capacità di ingresso alla rete in corrispondenza del terminale brindisino. Per soddisfare tale richiesta, la SNAM ha presentato un nuovo progetto che comprendeva la realizzazione di un metanodotto lungo 687 km, da Massafra (TA) a Minerbio (BO), passante per 10 regioni, e una centrale di “compressione e spinta” a Sulmona (AQ) [1]. In particolare, il nuovo gasdotto, sarebbe stato collegato al già esistente metanodotto Bernarda - Brindisi (a Massafra) e, a nord, ai metanodotti esistenti del Trasnmed [1]. Il progetto, al fine di essere valutato e approvato, è stato suddiviso in 5 tronconi per cui sono state richieste cinque diverse Valutazioni di Impatto Ambientale [1]. Tutti i tratti della Rete Adriatica hanno ottenuto i decreti di valutazione positiva dell’impatto ambientale, emanati di concerto tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali [1][2][3][4]. Il progetto, come detto, prevede anche la costruzione di una centrale di compressione a Sulmona, in una zona sismica di primo grado [5] a ridosso della faglia del monte Morrone. La sua V.I.A. è stata concessa dal Ministero dell’Ambiente il 7 Marzo 2011 [6]. Il progetto iniziale, come lascia intendere il nome, era previsto lungo la costa adriatica, ma a causa dell’elevato grado di urbanizzazione il tratto centrale del percorso è stato spostato sui monti Appennini, in zone ad elevato rischio sismico. La struttura andrebbe ad attraversare aree ad alto valore naturalistico per la ricchezza di biodiversità, in particolare 3 Parchi nazionali, 1 Parco Naturale Regionale e 21 Siti di Importanza Comunitaria [7]. Migliaia di abitanti e i loro terreni rischiano di venire coinvolti nelle procedure di esproprio e assoggettamento a pesanti servitù di passaggio. Dal 2005 sono iniziate le mobilitazioni contro il progetto nelle Marche e in Umbria, zone altamente sismiche colpite nel passato da terremoti in cui le popolazioni si oppongono alla realizzazione di un progetto potenzialmente rischioso. Le mobilitazioni si sono allargate poi ad altre regioni, concentrandosi nelle zone in cui il progetto presenta più criticità: Abruzzo, Marche e Umbria.
Molti enti locali (comuni e province), assieme ad associazioni e comitati, hanno presentato ricorsi per vie legali nazionali e comunitarie [7]. In Abruzzo, migliaia di cittadini della valle Peligna, riuniti nei Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, hanno partecipato ad una grande manifestazione a Sulmona a marzo del 2010. Nel settembre 2010 è nato il Coordinamento Interregionale Anti-gasdotto “No Tubo”, a cui hanno aderito enti locali, associazioni e comitati. Il coordinamento ha chiesto l’istituzione di un Tavolo tecnico nazionale di confronto. Le principali ragioni per l’opposizione al progetto sono l’ubicazione del tracciato in aree ad elevatissimo rischio sismico; il pesante impatto che, in molti tratti, il metanodotto ha sull’ambiente naturale, sulle aree di interesse storico e archeologico e sulle attività economiche delle popolazioni ; i rischi derivanti da possibili incidenti o esplosioni (come quella del 07/03/2015 a Pineto presso Teramo causata da una frana). Inoltre i comitati e le associazioni contrarie al progetto lamentano che si tratta di un’opera a fini commerciali senza alcun vantaggio per le popolazioni residenti nelle aree di passaggio del metanodotto. Il gas importato dall’estero, attraverso il TAP (Trans Adriatic Pipeline) proveniente dall’Azerbaijan o da altri gasdotti internazionali, è destinato principalmente ad essere rivenduto ad altri Paesi europei (l’Italia diventerebbe un hub del gas). Altra critica riguarda la mancanza di un'unica procedura di VIA per l’intero progetto aggirando le raccomandazioni delle istituzioni comunitarie per le grandi opere e la poca trasparenza sui procedimenti di autorizzazione e sulle scelte finora operate. Tali ragioni hanno portato la cittadinanza a chiedere l’apertura di un tavolo di trattative con progettisti, istituzioni locali, Protezione Civile, periti di parte e popolazioni interessate al fine di individuare alternative all’attuale progetto. Le amministrazioni locali delle regioni coinvolte hanno mostrato comportamenti diversi rispetto al progetto: la posizione abruzzese è stata una delle più dure. La Regione dei Parchi ha deliberato contro il progetto con tre Leggi: la 28 del 19/06/2012 [8], la 14 del 07/06/2013 [9] dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale per mezzo della Sentenza 119 del 2014 [10] e la 13 dell’8/06/2015 [11] dichiarata incostituzionale per mezzo della Sentenza n. 249 del 2016 [12]. Nel 2010 è iniziato il ricorso alla Comunità europea delle province di L’Aquila, Pesaro e Perugia, dei comuni Città di Castello e Gubbio e della comunità montana Catria e Nerone [7]. Grazie anche alla pressione del movimento di protesta la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha approvato il 26/10/2011 una risoluzione che “impegna” il Governo a disporre la modifica del tracciato del metanodotto tramite un apposito Tavolo tecnico di esperti [13]. In aggiunta, tra il 2011 e il 2013 la Regione Abruzzo ha approvato tre diverse risoluzioni per ribadire la posizione di contrarietà (18.10.2011, 14.02.2012, e il 3.12.2013) [14] e nel 2014 per mezzo del D.G.R. n. 500 del 29 luglio 2014 la Regione ha fatto proprio il provvedimento di diniego dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (provvedimento AIA n. 235/86 del 22.2.2013), autorizzazione necessaria alla SNAM per procedere [14]. Il primo Ottobre 2014 il Mise ha convocato il cosiddetto tavolo di lavoro alla conclusione del quale non ci sono stati avanzamenti: nessuna proposta è stata attuata da parte di SNAM su percorsi alternativi [14]. Stessa sorte anche per la Conferenza dei Servizi del febbraio 2015 che non ha registrato nessun passo in avanti, con la Snam indisponibile a considerare gli altri tracciati proposti [15].
Il conflitto si è riacceso fortemente a fine anno del 2017. Per mezzo della delibera del 22 dicembre 2017 della Presidenza del Consiglio dei Ministri e tramite il Decreto Autorizzativo finale emanato a Marzo 2018, il Governo centrale, ignorando la volontà popolare, ha autorizzato la costruzione e l’esercizio della centrale di compressione e spinta a Sulmona [16][17][18][19][20][21][22][23][24][25][26]. Per tale ragione, il 29 Dicembre, 23 sindaci tra cui la Sindaca di Sulmona si sono recati a Montecitorio per esprimere la propria contrarietà, pronti a rinunciare alla fascia tricolore [27]. Non solo le amministrazioni locali però hanno alzato la voce: a Febbraio del 2018 è nato un coordinamento chiamato NO HUB DEL GAS - ABRUZZO e dopo l’organizzazione di una Carovana NO SNAM che avevo lo scopo di percorrere i territori minacciati dal metanodotto per fare informazione e sensibilizzazione, il 21 Aprile 2018 è stata convocata una manifestazione a Sulmona, a cui finora hanno aderito più di 240 associazioni, comitati e realtà territoriali [28]. Di fatto, per quanto la manifestazione è stata convocata a seguito dell'accelerata del governo sull'impianto di Sulmona, il Comitato prova a fare luce anche su un problema generale che è quello della trasformazione dell'Italia in una hub del gas visti i diversi progetti che si stanno sviluppando in questo periodo e vista la manifesta volontà dello stato di puntare sul Gas in campo energetico (vedi SEN 2017) [29].
(Vedi meno)
Nome Metanodotto “Rete adriatica” Massafra – Minerbio e centrale di compressione di Sulmona
Provincia o Comune Regione Puglia, Regione Basilicata, Regione Campania, Regione Molise, Regione Abruzzo, Regione Lazio, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Toscana, Regione Emilia-Romagna.
Località Versante adriatico degli Appennini (10 regioni italiane)
Livello di Accuratezza BASSA (livello nazionale)
Fonte di conflitto
Categoria Infrastrutture/Cementificazione
Tipi Reti d’infrastrutture per il trasporto (strade, ferrovie, idrovie, canali, gasdotti, oleodotti, ecc.)
Materie Prime Gas naturale
Dettagli del Progetto Il progetto consiste in un metanodotto di acciaio lungo 687 Km che da Massafra (in provincia di Taranto) corre fino a Minerbio (10 Km da Bologna), di una centrale di “compressione e spinta” nel territorio di Sulmona e di centraline di diramazione. E’ diviso in 5 lotti funzionali: Massafra-Biccari (194Km), Biccari-Campochiaro (70Km), Sulmona-Foligno (167Km), Foligno-Sestino (114Km), Sestino-Minerbio (142Km) [1]. Il gasdotto doveva essere collegato al terminale per il Gas Naturale Liquefatto (GNL) di Brindisi, un rigassificatore alla cui costruzione la British Gas ha rinunciato nel 2012 per ragioni di corruzione e infiltrazione mafiosa [30][31]. L’approdo dei tre nuovi gasdotti provenienti dal Mar Caspio (Poseidon, TAP e Interconnector LNG) è previsto sulla costa pugliese, dove è stata realizzata la Rete adriatica. Il metanodotto Rete Adriatica trasporterà metano dal sud al nord con una capacità di 28 milioni di m3/giorno (8 miliardi di m3/anno) [1]. La centrale di compressione e spinta di Sulmona, costituita da 3 turbine da 30MW di potenza termica ognuna, occuperà una superficie di 12 ha a poche centinaia di metri dal centro abitato (loc. Case Pente) [1]. Nel 2009 la Banca europea investimenti (Bei) ha accordato al Gruppo Snam un finanziamento di 300 milioni di euro per la copertura del 50% dei costi per la realizzazione del primo tratto del gasdotto. Ad ottobre 2013, invece, sono stati accordati 365 milioni dalla Bei al Gruppo per lo sviluppo del piano di “distribuzione e trasporto di gas naturale attraverso la rete nazionale” [32].
Area del Progetto 687km di sviluppo lineare (gasdotto). 12 ha (Centrale di compressione di Sulmona)
Tipo di Popolazione Semi-urbana
Numero di persone direttamente colpite 25,000 (Sulmona) più decine di migliaia nei comuni attraversati dal gasdotto
Data di Inizio 01/07/2005
Imprese Snam Spa - Italy
British Gas - United Kingdom
Attori istituzionali Governi nazionali (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi),
Ministero per lo Sviluppo Economico(MISE)
Regioni Emilia-Romagna, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata
Comuni e provincie tra cui Taranto, Bari, Foggia, Campobasso, Chieti, L’Aquila, Rieti, Perugia, Arezzo, Bologna, Forlì-Cesena.
Istituzioni finanziarie Banca Europea degli Investimenti per il tratto Biccari-Campochiaro
Organizzazioni Sociali Locali * Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona -
sulmonambiente.wordpress.com
* Comitato interregionale No Tubo - notubo.blogspot.it
* No hub del Gas - Abruzzo - https://www.facebook.com/nohubdelgas/
* Mountain Wilderness Italia - mountainwilderness.it/html/home.php
* Lipu Abruzzo - lipu.it/abruzzo
* Verdi Ambiente e società - vasonlus.it
* Comitato Civico Norcia per l’Ambiente
* Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua - abruzzosocialforum.org/forum-acqua
* Centro sociale Zona22 - zonaventidue.wordpress.com
* WWF Abruzzo - abruzzo.wwf.it
* Italia Nostra - italianostra.org
* Federazione nazionale Pro Natura - pro-natura.it/home.html
* ISDE: Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente - isde.it
* Gruppo d’Intervento giuridico onlus-
gruppodinterventogiuridicoweb.com/page/2/
* Associazione nazionale ALTURA - altura-rapaci.org
* Associazione nazionale Mediterracqua
* Animalisti italiani Onlus - animalisti.it
* Lega per l’abolizione della caccia - abolizionecaccia.it
Status Medio (proteste, mobilitazione visibile)
Reazione In reazione all'implementazione del progetto (durante la costruzione o il funzionamento)
Gruppi mobilitati Contadini
Organizzazioni sociali locali
Governi locali / partiti politici
Scienziati / professionisti
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Forme di mobilitazione Lavoro di rete/azioni collettive
Campagne pubbliche di informazione/ denuncia
Coinvolgimento delle ONG nazionali e internazionali
Appelli/ricorsi/ azioni legali o giudiziarie
Boicottaggio procedure ufficiali/non partecipazione a processi ufficiali (es. consultazioni)
Media-attivismo
Presentazione osservazioni alla VIA-AIA
Proteste di strada/manifestazioni
Elaborazione di documenti indipendenti (Report, dossier, note informative etc.)
Sviluppo di proposte alternative
Lettere e petizioni di reclamo
* Ricorso alla Commissione Europea
Impatti ambientali Potential: Inquinamento atmosferico, Perdita di biodiversità, Incendi, Insicurezza alimentare/Danni alle produzioni agricole, Riscaldamento globale, Degradazione paesaggistica, Inquinamento acustico, Contaminazione dei suoli, Fuoriuscite di contaminanti, Contaminazione delle acque di superficie e peggioramento della qualità dell'acqua, Contaminazione delle falde acquifere /Riduzione dei bacini idrici, Impatti sul sistema idrogeologico
Altri Interruzione del corridoio ecologico per la fauna protetta costituito dall’area dove insiste il progetto della centrale di Sulmona
Impatti sulla salute Potential: Incidenti/infortuni, Malattie legate alla contaminazione ambientale
Altri * Il Dott. Maurizio Proietti, ricercatore dell'ISDE-Italia (Medici per l'Ambiente) ha affrontato in un convegno pubblico la questione dell'impatto che le centrali termoelettriche a gas hanno sulla salute [33];
* Alta probabilità di un evento sismico superiore a 6.7 nei prossimi 10-15 anni [34];
* Ci sono stati eventi di esplosioni e incidenti alle conduttore del gas presenti nel territorio nazionale, in particolare in zone sismiche e soggette a rischio idrogeologico, l’ultimo caso è avvenuto a marzo del 2015 in provincia di Teramo in Abruzzo provocando 8 feriti e vari danni alle abitazioni dell’area incidentata [35].
Impatti socio economici Visible: Espropri di terreni
Potential: Perdita di tradizioni / saperi / pratiche / identità culturale
Status del Progetto In costruzione
Effetti del conflitto Negoziazioni in corso
Alternative Proposte I comitati riuniti nel coordinamento No Tubo hanno chiesto la soppressione del progetto visti gli elevati impatti che l’infrastruttura potrebbe avere sull’ambiente, la salute e la sicurezza nelle aree attraversate dal gasdotto.
La mobilitazione ha avuto successo? Incerto
Perché Nonostante gli sforzi del movimento di opposizione, che seppure a fasi alterne è riuscito a coinvolgere anche molti enti locali, buona parte del progetto è stata approvata dalle autorità statali. L’atteggiamento dei governi che si sono succeduti, dei vertici ministeriali e della Snam non sembra essere cambiato negli ultimi 10 anni.
[9] Legge Regione Abruzzo n. 14 del 7/06/2013
[11] Legge Regione Abruzzo n. 13 dell'8/06/2015
[22] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 7)
[10] Sentenza della Corte Costituzionale n. 119/2014
[12] Sentenza della Corte Costituzionale n. 249/2016
[21] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 6)
[8] Legge Regione Abruzzo n. 28 del 19/06/2012
[14] Bollettino Ufficiale Regione Abruzzo | Ordinario 2015
[15] Verbale Conferenza dei Servizi del 24/02/2015
[18] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 3)
[24] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 9)
[7] Interrogazione parlamentare del 3 agosto 2010 P-6503/2010
[16] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 1)
[20] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 5)
[26] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 11)
[13] Risoluzione Marianilolli, Vannucci e Verini | VIII Commissione - Resoconto di mercoledì 26 ottobre 2011 |CAMERA DEI DEPUTATI - XVI LEGISLATURA Resoconto della VIII Commissione permanente
[17] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 2)
[23] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 8)
[19] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 4)
[25] Delibera del Consiglio dei Ministri del 22/12/2017 (Parte 10)
[29] Strategia Energetica Nazionale 2017
[3] Decreto del Ministero dell'Ambiente - Metanodotto Biccari-Campochiaro DN 1200 mm (48") P = 75 bar
[5] Classificazione Sismica dei Comuni abruzzesi. Fonte: Regione Abruzzo
Alla Canna del Gas, Contro il Contro il gasdotto Snam. Un’analisi, a partire dalla Valnerina, sulla grande opera che attraverserà quasi 700 km di Appennino, sui capitalisti che la vogliono, lo Stato che li protegge e la salute dei movimenti che vi si oppongono.
[4] Documenti procedura di Verifica di Ottemperanza avviata in data 18/03/2014 per il Metanodotto Massafra-Biccari DN 1200 mm (48") P = 75 bar
[6] Decreto VIA n. 70 del 07/03/2011 del Metanodotto Foligno - Sulmona e della Centrale di compressione di Sulmona
[1] Studio di Impatto Ambientale del Metanodotto Foligno -Sulmona | Sintesi non Tecnica | Gennaio 2004
[2] Controdeduzioni Snam Rete Gas alle osservazioni presentate nel procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA
Link a articoli e siti di informazione
Sulmona ambiente blog
Intervento del Dott. Maurizio Proietti al convegno dell’08/05/2011 a L’Aquila dal titolo “Gasdotto Rete adriatica Brindisi-Sulmona-L’Aquila-Foligno-Minerbio: perché sulla dorsale appenninica?”
[35] LA SNAM : “I NOSTRI GASDOTTI SONO SICURI”. PERCHE’ ALLORA CONTINUANO AD ESPLODERE?, Sulmona Ambiente Blog, 6 Marzo 2015
[34] Progetto M6.5 Ingv Protezione civile: nei prossimi 15 anni potrebbe accadere un terremoto di 5.5, www.rete5.tv, 7 Novembre 2010
JENNER MELETTI, Puglia-Emilia Romagna il Tubo che bucherà l’Italia”, La Repubblica, 2011
Federico Rendina, Gas, la rete adriatica si ferma in Abruzzo, Il Sole 24 ore, 2013
[32] Pietro Dommarco, Metanodotto di Sulmona, decisione rinviata, Altreconomia, 6 agosto 2014
[31] La British Gas rinuncia al rigassificatore di Brindisi: ha ancora senso il gasdotto “Rete Adriatica”?, Gruppo di Intervento Giuridico, 9 Marzo 2012
Giovanna Margadonna, Il gasdotto “Rete adriatica” ed il rischio sismico, Terre di Frontiera, 15 settembre 2016
[30] Tiziana Colluto, Rigassificatore di Brindisi, la British gas rinuncia. A tre giorni dal processo, Il Fatto Quotidiano, 6 Marzo 2012
[27] Gasdotto Snam, sindaca di Sulmona si dimette per protesta contro il governo. Altri 22 colleghi pronti a seguirla, Il Fatto Quotidiano, 28 Dicembre 2017
[28] Pagina FB Ufficiale del Coordinamento No Hub del Gas - Abruzzo
Alessio Di Florio, No all’Italia hub del gas per le multinazionali, Terre di Frontiera, 11 gennaio 2018
Link a foto e video
Video del comitato Sulmona ambiente
Mappa del tracciato del metanodotto e delle altre infrastrutture italiane di trasporto del gas
Edizione del Telegiornale Regionale Abruzzo del 16/10/2014
Video della manifestazione dei Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona del 20/03/2010
Logo Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona
[33]Intervento del Dott. Maurizio Proietti al convegno dell’08/05/2011 a L’Aquila dal titolo “Gasdotto Rete adriatica Brindisi-Sulmona-L’Aquila-Foligno-Minerbio: perché sulla dorsale appenninica?”
Autore della Scheda Ivano Lonigro (CDCA), Giovanna Margadonna (Sulmonambiente)
Modificato il 19/04/2018