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Timestamp: 2018-07-20 11:22:02+00:00
Document Index: 68336017

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Telecom condannata dal Tribunale di Napoli al rientegro dei lavoratori interinali ex Tim - PDF
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2 TVLUNA TELENOSTRA TVLUNA2 LUNASPORT TBN 16:49:08 Martedì, 14 Settembre 2010 CAMPANIA Napoli Cronaca Telecom condannata dal Tribunale di Napoli al rientegro dei lavoratori interinali ex Tim Telecom condannata dal Tribunale di Napoli al rientegro dei lavoratori interinali ex Tim (14 settembre) Siamo pienamente soddisfatti. Questa è una sentenza giusta che ci ripaga del fatto che da soli abbiamo creduto nelle cause contro un colosso industriale che aveva sfruttato per anni il lavoro interinale, per poi lasciare i lavoratori per strada sostituendoli con altri più giovani. Ad affermarlo è Massimo Taglialatela, segretario Generale Uilcom Campania, l organizzazione sindacale che qualche anno fa ha intentato causa per tramite del proprio ufficio legale alla TIM, azienda inglobata poi nel Gruppo Telecom, per la mancata stabilizzazione di circa 600 lavoratori in somministrazione messi fuori dall organico dopo un lungo periodo di lavoro al Customer Service 119, servizio di punta per il settore mobile-phone dell azienda. Costruimmo nel settembre 2008 spiega Taglialatela un accordo con l azienda per il ricorso al lavoro interinale ai sensi degli artt. 20 e ss. del D.lgs. n.276/03 che avrebbe dovuto prevedere negli anni la piena stabilizzazione dopo un periodo iniziale in somministrazione degli oltre 900 interinali utilizzati. Di questi, invece, l azienda ne assunse soltanto 300. Decidemmo quindi di proporre alle altre OO.SS. di unirsi a noi nelle vertenze ma nessuno volle schierarsi contro l azienda. Affidammo quindi al nostro team di avvocati e consulenti la vertenza sulle mancate stabilizzazioni degli interinali ex TIM. Oggi, a distanza di due anni, il Tribunale di Napoli ci ha dato ragione emettendo parere favorevole alla richiesta di reintegro in azienda con assunzione a tempo indeterminato avanzata dai nostri legali in rappresentanza dei tanti lavoratori che si rivolsero a noi perché esclusi dall accordo. Questa sentenza spiega Tagliatatela è importantissima per tante ragioni. Innanzitutto, essa rappresenta un punto fermo nel lavoro in somministrazione perché chiarisce nel dispositivo che non si può essere somministrati, cioè precari, a vita. Le aziende che fanno ricorso al lavoro interinale, quindi, dovranno guardarsi bene per il futuro dall utilizzo ad oltranza di questa tipologia contrattuale poiché la sentenza chiarisce proprio questo, e cioè che dietro i cosiddetti picchi di lavoro a cui spesso le aziende fanno riferimento per giustificare il lavoro para-subordinato soprattutto nei settori più precari come i call center, spesso si nasconde un lavoro senza soluzioni di continuità che è la caratteristica propria del lavoro a tempo indeterminato. Già questo, secondo il Giudice, rende nullo un contratto in somministrazione. In secondo luogo prosegue l esponente sindacale la sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli è un punto di partenza sulla quale costruire altre decine di vertenze in altrettante aziende, soprattutto nei call center sparsi in tutta la Provincia di Napoli, dove il ricorso alla somministrazione per la gestione dei picchi in eccedenza è l escamotage che tante aziende medio grandi adottano per non assumere i giovani che, in questo modo, invecchiano restando precari e rimanendo così perennemente esclusi dal lavoro stabile e duraturo. Un ultima considerazione Massimo Tagliatatela, segretario generale Uilcom-Uil Campania, la riserva proprio all azienda: Un plauso al Gruppo Telecom Italia comunque va rivolto perchè, a differenza di altri e ben noti gruppi industriali, è una realtà che rispetta le sentenze della Magistratura. Il riferimento esplicito è alla vicenda dello stabilimento Fiat di Melfi dove l azienda non ha rispettato la sentenza del Giudice del Lavoro che aveva ordinato il reintegro dei tre operai licenziati in occasione delle agitazioni sindacali vissute nello comprensorio industriale lucano.
4 CORRIERE DEL MEZZOGIORNO.it Cronaca Il tribunale di Napoli condanna Telecom all'assunzione di 600 lavoratori precari Si conclude dopo due anni la battaglia giudiziaria Uilcom «Adesso contratti a tempo indeterminato» Massimo Taglialatela della Uilcom NAPOLI - La Uilcom Campania vince la sua battaglia legale contro la Telecom Italia per il reintegro e l'assunzine di 600 lavoratori. «Siamo pienamente soddisfatti. Questa è una sentenza giusta che ci ripaga del fatto che da soli abbiamo creduto nelle cause contro un colosso industriale che aveva sfruttato per anni il lavoro interinale, per poi lasciare i lavoratori per strada sostituendoli con altri più giovani», ad affermarlo è Massimo Taglialatela, segretario generale Uilcom Campania. L organizzazione sindacale qualche anno fa ha intentato causa alla Tim per la mancata stabilizzazione di circa 600 lavoratori, messi fuori dall organico dopo un lungo periodo di lavoro al customer service 119, uno dei servizi di punta dell'azienda. L'INIZIO DELLA BATTAGLIA GIUDIZIARIA - Spiega Taglialatela: «Nel settembre 2008 costruimmo un accordo con l azienda che avrebbe dovuto prevedere negli anni la piena stabilizzazione, dopo un periodo iniziale in somministrazione, degli oltre 900 interinali utilizzati. Di questi, invece, l azienda ne assunse soltanto 300. Affidammo quindi al nostro team di avvocati e consulenti la vertenza sulle mancate stabilizzazioni degli interinali ex-tim». LA VITTORIA DEL SINDACATO - Prosegue il segretario: «Oggi, a distanza di due anni, il Tribunale di Napoli ci ha dato ragione emettendo parere favorevole alla richiesta di reintegro in azienda con assunzione a tempo indeterminato avanzata dai nostri legali in rappresentanza dei tanti lavoratori che si rivolsero a noi perché esclusi dall accordo». Spiega Taglialetela: «Questa sentenza è importantissima perchè rappresenta un punto fermo nel lavoro in somministrazione e perché chiarisce che non si può essere somministrati, cioè precari, a vita. UN PUNTO DI PARTENZA PER IL FUTURO - Conclude il segretario Uilcom: «La sentenza della sezione Lavoro del tribunale di Napoli è un punto di partenza sulla quale costruire altre decine di vertenze in altrettante aziende, soprattutto nei call center sparsi in tutta la provincia di Napoli. Il ricorso alla somministrazione per la gestione dei picchi in eccedenza è l escamotage che tante aziende medio grandi adottano per non assumere i giovani che, in questo modo, invecchiano restando precari e rimanendo così perennemente esclusi dal lavoro stabile e duraturo». Redazione online 14 settembre 2010
5 IL DENARO. IT NEWS diario della crisi Reintegrati 600 interinali ex Tim: Telecom condannata dal Tribunale di Napoli Il Gruppo Telecom condannato dal Tribunale di Napoli al reintegro dei lavoratori interinali ex Tim. A darne notizia è Massimo Taglialatela, segretario generale Uilcom Campania, l organizzazione sindacale che qualche anno fa ha intentato causa attraverso il proprio ufficio legale alla Tim, azienda inglobata poi nel Gruppo Telecom, per la mancata stabilizzazione di circa 600 lavoratori in somministrazione messi fuori dall organico dopo un lungo periodo di lavoro al Customer Service 119, servizio di punta per il settore mobile-phone dell azienda. Costruimmo nel settembre 2008 spiega Taglialatela un accordo con l azienda per il ricorso al lavoro interinale che avrebbe dovuto prevedere negli anni la piena stabilizzazione dopo un periodo iniziale in somministrazione degli oltre 900 interinali utilizzati. Di questi, invece, l azienda ne assunse soltanto 300. Decidemmo quindi di proporre alle altre organizzazioni sindacali di unirsi a noi nelle vertenze ma nessuno volle schierarsi contro l azienda. Affidammo quindi al nostro team di avvocati e consulenti la vertenza sulle mancate stabilizzazioni degli interinali ex Tim. Oggi, a distanza di due anni, il Tribunale di Napoli ci ha dato ragione emettendo parere favorevole alla richiesta di reintegro in azienda con assunzione a tempo indeterminato avanzata dai nostri legali in rappresentanza dei tanti lavoratori che si rivolsero a noi perché esclusi dall accordo".
6 Lavoro precario: Telecom condannata da Tribunale di Napoli al reintegro dei lavoratori interinali ex Tim Massimo Taglialatela "Siamo pienamente soddisfatti. Questa è una sentenza giusta che ci ripaga del fatto che da soli abbiamo creduto nelle cause contro un colosso industriale che aveva sfruttato per anni il lavoro interinale, per poi lasciare i lavoratori per strada sostituendoli con altri più giovani". Ad affermarlo è Massimo Taglialatela, segretario Generale Uilcom Campania, l'organizzazione sindacale che qualche anno fa ha intentato causa per tramite del proprio ufficio legale alla TIM, azienda inglobata poi nel Gruppo Telecom, per la mancata stabilizzazione di circa 600 lavoratori in somministrazione messi fuori dall'organico dopo un lungo periodo di lavoro al Customer Service 119, servizio di punta per il settore mobilephone dell'azienda. "Costruimmo nel settembre spiega Taglialatela - un accordo con l'azienda per il ricorso al lavoro interinale ai sensi degli artt. 20 e ss. del D.lgs. n.276/03 che avrebbe dovuto prevedere negli anni la piena stabilizzazione dopo un periodo iniziale in somministrazione degli oltre 900 interinali utilizzati. Di questi, invece, l'azienda ne assunse soltanto 300. Decidemmo quindi di proporre alle altre OO.SS. di unirsi a noi nelle vertenze ma nessuno volle schierarsi contro l'azienda. Affidammo quindi al nostro team di avvocati e consulenti la vertenza sulle mancate stabilizzazioni degli interinali ex TIM. Oggi, a distanza di due anni, il Tribunale di Napoli ci ha dato ragione emettendo parere favorevole alla richiesta di reintegro in azienda con assunzione a tempo indeterminato avanzata dai nostri legali in rappresentanza dei tanti lavoratori che si rivolsero a noi perché esclusi dall'accordo. Questa sentenza - spiega Tagliatatela - è importantissima per tante ragioni. Innanzitutto, essa rappresenta un punto fermo nel lavoro in somministrazione perché chiarisce nel dispositivo che non si può essere somministrati, cioè precari, a vita. Le aziende che fanno ricorso al lavoro interinale, quindi, dovranno guardarsi bene per il futuro dall'utilizzo ad oltranza di questa tipologia contrattuale poiché la sentenza chiarisce proprio questo, e cioè che dietro i cosiddetti 'picchi di lavoro' a cui spesso le aziende fanno riferimento per giustificare il lavoro parasubordinato soprattutto nei settori più precari come i call center, spesso si nasconde un lavoro senza soluzioni di continuità che è la caratteristica propria del lavoro a tempo indeterminato. Già questo, secondo il Giudice, rende nullo un contratto in somministrazione. In secondo luogo - prosegue l'esponente sindacale - la sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli è un punto di partenza sulla quale costruire altre
7 decine di vertenze in altrettante aziende, soprattutto nei call center sparsi in tutta la Provincia di Napoli, dove il ricorso alla somministrazione per la gestione dei picchi in eccedenza è l'escamotage che tante aziende medio grandi adottano per non assumere i giovani che, in questo modo, invecchiano restando precari e rimanendo così perennemente esclusi dal lavoro stabile e duraturo." Un'ultima considerazione Massimo Tagliatatela, segretario generale Uilcom-Uil Campania, la riserva proprio all'azienda: "Un plauso al Gruppo Telecom Italia comunque va rivolto perchè, a differenza di altri e ben noti gruppi industriali, è una realtà che rispetta le sentenze della Magistratura". Il riferimento 'esplicito' è alla vicenda dello stabilimento Fiat di Melfi dove l'azienda non ha rispettato la sentenza del Giudice del Lavoro che aveva ordinato il reintegro dei tre operai licenziati in occasione delle agitazioni sindacali vissute nello comprensorio industriale lucano. LAVORO PRECARIO: TELECOM CONDANNATA DA TRIBUNALE DI NAPOLI AL REINTEGRO DEI LAVORATORI INTERINALI EX TIM. TAGLIALATELA, UILCOM CAMPANIA: SENTENZA IMPORTANTE CHE APRE LA STRADA A CENTINAIA DI VERTENZE E ASSUNZIONI NEL SETTORE DEI CALL CENTER Siamo pienamente soddisfatti. Questa è una sentenza giusta che ci ripaga del fatto che da soli abbiamo creduto nelle cause contro un colosso industriale che aveva sfruttato per anni il lavoro interinale, per poi lasciare i lavoratori per strada sostituendoli con altri più giovani. Ad affermarlo è Massimo Taglialatela, segretario Generale Uilcom Campania, l organizzazione sindacale che qualche anno fa ha intentato causa per tramite del proprio ufficio legale alla TIM, azienda inglobata poi nel Gruppo Telecom, per la mancata stabilizzazione di circa 600 lavoratori in somministrazione messi fuori dall organico dopo un lungo periodo di lavoro al Customer Service 119, servizio di punta per il settore mobilephone dell azienda. Costruimmo nel settembre 2008 spiega Taglialatela un accordo con l azienda per il ricorso al lavoro interinale ai sensi degli artt. 20 e ss. del D.lgs. n.276/03 che avrebbe dovuto prevedere negli anni la piena stabilizzazione dopo un periodo iniziale in somministrazione degli oltre 900 interinali utilizzati. Di questi, invece, l azienda ne assunse soltanto 300. Decidemmo quindi di proporre alle altre OO.SS. di unirsi a noi nelle vertenze ma nessuno volle schierarsi contro l azienda. Affidammo quindi
8 al nostro team di avvocati e consulenti la vertenza sulle mancate stabilizzazioni degli interinali ex TIM. Oggi, a distanza di due anni, il Tribunale di Napoli ci ha dato ragione emettendo parere favorevole alla richiesta di reintegro in azienda con assunzione a tempo indeterminato avanzata dai nostri legali in rappresentanza dei tanti lavoratori che si rivolsero a noi perché esclusi dall accordo. Questa sentenza spiega Tagliatatela è importantissima per tante ragioni. Innanzitutto, essa rappresenta un punto fermo nel lavoro in somministrazione perché chiarisce nel dispositivo che non si può essere somministrati, cioè precari, a vita. Le aziende che fanno ricorso al lavoro interinale, quindi, dovranno guardarsi bene per il futuro dall utilizzo ad oltranza di questa tipologia contrattuale poiché la sentenza chiarisce proprio questo, e cioè che dietro i cosiddetti picchi di lavoro a cui spesso le aziende fanno riferimento per giustificare il lavoro para-subordinato soprattutto nei settori più precari come i call center, spesso si nasconde un lavoro senza soluzioni di continuità che è la caratteristica propria del lavoro a tempo indeterminato. Già questo, secondo il Giudice, rende nullo un contratto in somministrazione. In secondo luogo prosegue l esponente sindacale la sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli è un punto di partenza sulla quale costruire altre decine di vertenze in altrettante aziende, soprattutto nei call center sparsi in tutta la Provincia di Napoli, dove il ricorso alla somministrazione per la gestione dei picchi in eccedenza è l escamotage che tante aziende medio grandi adottano per non assumere i giovani che, in questo modo, invecchiano restando precari e rimanendo così perennemente esclusi dal lavoro stabile e duraturo. Un ultima considerazione Massimo Tagliatatela, segretario generale Uilcom-Uil Campania, la riserva proprio all azienda: Un plauso al Gruppo Telecom Italia comunque va rivolto perchè, a differenza di altri e ben noti gruppi industriali, è una realtà che rispetta le sentenze della Magistratura. Il riferimento esplicito è alla vicenda dello stabilimento Fiat di Melfi dove l azienda non ha rispettato la sentenza del Giudice del Lavoro che aveva ordinato il reintegro dei tre operai licenziati in occasione delle agitazioni sindacali vissute nello comprensorio industriale lucano. Napoli, 14 settembre 2010 L'Ufficio Stampa
UILCOM CAMPANIA Comunicato stampa
UILCOM CAMPANIA Comunicato stampa Napoli - Sciopera l'outsourcer di Telecom Italia: "Lo scontro tra il sindacato e Telecontact center mette a rischio il customer service di Telecom in tutto il Paese" Il