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Timestamp: 2019-06-20 18:08:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 17', 'art. 214', 'art. 214', 'art. 214', 'art_37']

Sumus@ Italia | Collegato Ambientale Legge Stabilità – Art. 37 – Scheda di lettura
18 gennaio 2016	by SumusItalia	0 Comments 682 Views
Articolo 37 (Trattamento del rifiuto tramite compostaggio aerobico)
L’articolo 37, modificato nel corso dell’esame al Senato, contiene disposizioni finalizzate ad incentivare il compostaggio, sia individuale che di comunità.
Disposizioni strettamente connesse a quelle in esame sono contenute anche nell’art. 38.
Il comma 1 dell’articolo in esame prevede l’applicazione di una riduzione della tassa sui rifiuti (ovvero della tariffa in base alla quale – ai sensi del comma 650 della legge di stabilità 2014 – è corrisposta la tassa) per le utenze che effettuano il compostaggio aerobico individuale.
In particolare la disposizione illustrata, che consiste nell’aggiunta di un comma 19-bis all’articolo 208 del D.Lgs. 152/2006 (c.d. Codice ambientale), si applica alle:
 utenze non domestiche che effettuano il compostaggio aerobico individuale per residui costituiti da sostanze naturali non pericolose prodotti nell’ambito delle attività agricole e vivaistiche;
 utenze domestiche che effettuano compostaggio aerobico individuale per i propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino.
Tale disposizione, nel testo approvato dalla Camera, riguardava le sole utenze domestiche e aveva non solo la finalità di agevolare il compostaggio domestico tramite riduzioni tariffarie, ma anche di autorizzare tout court il compostaggio domestico individuale dei propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino, mediante l’utilizzazione di una compostiera avente capacità massima non superiore a 900 litri.
Tale ultima disposizione autorizzatoria è stata soppressa nel corso dell’esame al Senato.
In considerazione del contenuto della disposizione, a seguito delle modifiche introdotte al Senato, andrebbe valutata l’opportunità di una novella all’articolo 1, commi da 641 a 668, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, che disciplina la tassa sui rifiuti (Tari), anziché all’articolo 208, che disciplina l’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti.
In particolare la novella potrebbe riguardare il comma 658, il quale prevede che nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.
Si rammenta in estrema sintesi che la legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013) ha disciplinato l’applicazione della nuova tassa sui rifiuti – TARI e ne ha individuato il presupposto, i soggetti tenuti al pagamento, le riduzioni e le esclusioni, riprendendo, in larga parte, quanto previsto dalla normativa vigente in materia di Tares (contestualmente abrogata).
I previgenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria (Tarsu, Tia 1 e Tia 2) sono stati soppressi dall’articolo 14, comma 46, del decreto-legge n. 201 del 2011, istitutivo della Tares.
Il comma 2 introduce norme volte a semplificare il regime di autorizzazione degli impianti dedicati al c.d. compostaggio di prossimità o di comunità.
Tale disposizione, che consiste nell’aggiunta di un comma 7-bis all’articolo 214 del D.Lgs. 152/2006 (che disciplina le procedure semplificate per le operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti), prevede infatti che tali impianti possano essere realizzati e posti in esercizio con una DIA (denuncia di inizio attività) edilizia (il comma in esame fa infatti riferimento alla DIA prevista dal T.U. edilizia di cui al D.P.R. 380/2001), anche in aree agricole, nel rispetto delle prescrizioni in materia urbanistica, delle norme antisismiche, ambientali, di sicurezza, antincendio e igienico-sanitarie, delle norme relative all’efficienza energetica nonché delle disposizioni del codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004).
Si fa notare che l’art. 17, comma 2, del D.L. 133/2014 ha stabilito che l’espressione «denuncia di inizio attività», ovunque ricorra nel D.P.R. 380/2001, è sostituita da «segnalazione certificata di inizio attività».
Tale sostituzione non opera però riguardo alla c.d. “super-DIA”, cioè alla DIA alternativa al permesso di costruire.
La disposizione in esame si applica agli impianti di compostaggio aerobico di rifiuti biodegradabili derivanti:
 da cucine, mense, mercati, giardini o parchi;
 da attività agricole e vivaistiche (tali provenienze sono state inserite nel corso dell’esame al Senato, specularmente alle modifiche operate al comma 1, anch’esse volte ad estendere il campo di applicazione al compostaggio individuale effettuato dalle utenze non domestiche per residui costituiti da sostanze naturali non pericolose prodotti nell’ambito delle attività agricole e vivaistiche).
Oltre all’origine dei rifiuti, il comma in esame pone ulteriori condizioni per l’applicazione del regime semplificato in esso contemplato.
Tali condizioni riguardano innanzitutto l’impianto, che deve avere una capacità di trattamento non eccedente 80 tonnellate annue (l’aggettivo “annue” è stato inserito nel corso dell’esame al Senato) ed essere destinato al trattamento di rifiuti raccolti nel comune dove i suddetti rifiuti sono prodotti e nei comuni confinanti che stipulano una convenzione di associazione per la gestione congiunta del servizio.
Si fa notare che l’aggiunta dell’aggettivo “annue” in realtà ha solo una rilevanza formale, dato che il testo approvato dalla Camera faceva comunque riferimento, seppur in maniera impropria, alla capacità di trattamento annuale dell’impianto.
Nel corso dell’esame al Senato tali disposizioni sono state integrate al fine di prevedere:
 l’acquisizione, sulla citata convenzione, del parere dell’ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente);
 e la previa predisposizione di un regolamento di gestione dell’impianto che preveda anche la nomina di un gestore da individuare in ambito comunale.
Non è stata invece modificata, nel corso dell’esame al Senato, la parte della disposizione che precisa che il regime autorizzatorio in esame è previsto in deroga al comma 7 dell’art. 214 del Codice ambientale (ferme restando le disposizioni delle direttive e dei regolamenti dell’UE).
Il comma 7 citato dispone che la costruzione di impianti che recuperano rifiuti, nel rispetto delle condizioni dettate dall’art. 214, è disciplinata dalla normativa nazionale e comunitaria in materia di qualità dell’aria e di inquinamento atmosferico da impianti industriali e dalle altre disposizioni che regolano la costruzione di impianti industriali.
Lo stesso comma dispone altresì che l’autorizzazione all’esercizio nei predetti impianti di operazioni di recupero di rifiuti non individuati ai sensi dell’art. 214 resta comunque sottoposta alle procedure di autorizzazione ordinarie.
Si fa notare che la norma dettata dal comma 2 è analoga a quella inserita nel corso dell’esame al Senato del D.L. 2/2012 e poi soppressa nel corso dell’iter parlamentare: si trattava dell’articolo 1-ter dell’A.C. 4999.
Il comma 3, introdotto nel corso dell’esame al Senato, reca la clausola di invarianza finanziaria, disponendo che dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Testo Articolo 37 CALS_art_37