Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/06/il-consolidato-fiscale.html
Timestamp: 2018-02-25 01:23:21+00:00
Document Index: 163567707

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 40', 'art. 43', 'art. 35', 'art. 9', 'art. 40', 'art.9', 'art.5', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 117', 'art. 43']

La tassazione consolidata di gruppo – ex art. 118, c.a 1, del T.U. n. 917/1986 – comporta la determinazione di un reddito complessivo globale pari alla somma algebrica dei redditi complessivi netti delle società oggetto di consolidamento, da considerare, quanto alle società controllate, per l’intero importo indipendentemente dall’entità percentuale della partecipazione riferibile al soggetto controllante.
Sulla base delle attuali regole, le società consolidate e l’ente o società consolidante vengono sottoposte separatamente all’attività di accertamento da parte degli uffici finanziari territorialmente competenti (cfr. art. 17 del D.M. 9 giugno 2004).
Il procedimento di adesione di cui al D.Lgs. n. 218/1997, segue naturalmente le stesse regole, prevedendo sostanzialmente – cfr. la circolare n. 60/E del 31 ottobre 2007 – due separati livelli: il primo riguarda le società consolidate; il secondo livello interessa la società o l’ente consolidante.
Le nuove regole introdotte dalla cd. Manovra correttiva
Al fine di razionalizzare le modalità di accertamento nei confronti dei soggetti che aderiscono al consolidato nazionale, l’art. 35, del D.L.n.78 del 31 maggio 2010, ha introdotto, nell’ambito del D.P.R.n.600/73, l’art. 40-bis e, di conseguenza, ha regolamentato i diversi istituti deflativi del contenzioso.
L’atto di accertamento diviene unico, ed emesso dall’ufficio competente sulla società consolidata e notificato anche alle consolidanti.
La fase dell’accertamento
Ai fini dell’Ires, il controllo delle dichiarazioni proprie presentate dalle società consolidate e dalla consolidante nonché le relative rettifiche, spettano all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente alla data in cui è stata presentata la dichiarazione.
Una volta effettuato il controllo e la rettifica sulla consolidate, le rettifiche del reddito complessivo proprio di ciascun soggetto che partecipa al consolidato sono redatte a mezzo di un unico atto, notificato sia alla consolidata che alla consolidante – che sono litisconsorzi necessari -, con il quale è determinata la conseguente maggiore imposta accertata riferita al reddito complessivo globale e sono irrogate le sanzioni correlate.
Il pagamento delle somme scaturenti dall’atto unico estingue l’obbligazione sia se effettuato dalla consolidata che dalla consolidante.
La consolidante ha la facoltà di chiedere l’utilizzabilità delle perdite residue del consolidato non utilizzate, in diminuzione dei maggiori imponibili derivanti dalle rettifiche, fino a concorrenza del loro importo. A tal fine, la consolidante deve presentare un’apposita istanza, all’ufficio competente a emettere l’atto unico, entro il termine di proposizione del ricorso. In tal caso il termine per l’impugnazione dell’atto è sospeso, sia per la consolidata che per la consolidante, per un periodo di sessanta giorni, per consentire all’ufficio di procedere al ricalcolo dell’eventuale maggiore imposta dovuta, degli interessi e delle sanzioni correlate, e di comunicare l’esito alla consolidata ed alla consolidante.
Le attività di controllo della dichiarazione dei redditi del consolidato e le relative rettifiche diverse da quelle dell’atto unico, sono attribuite all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente nei confronti della società consolidante alla data in cui è stata presentata la dichiarazione.
Fino alla scadenza del termine stabilito nell’art. 43 del D.P.R.n.600/73, l’accertamento del reddito complessivo globale può essere integrato o modificato in aumento, mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base agli esiti dei controlli nei confronti di altre consolidate.
L’art. 35, c. 2, del D.L. n. 78/2010 è intervenuto pure sugli istituti deflativi del contenzioso, contenuti nel D.Lgs. n. 218/97, inserendo l’art. 9-bis, per disciplinare l’adesione dei soggetti aderenti al consolidato nazionale
La norma prevede che al procedimento di accertamento con adesione avente ad oggetto le rettifiche previste dal comma 2 dell’art. 40-bis del D.P.R. n. 600/73, partecipano sia la consolidante che la consolidata interessata dalle rettifiche, innanzi all’ufficio competente alle contestazioni, e l’atto di adesione, sottoscritto anche da una sola di esse, si perfeziona qualora gli adempimenti di cui all’art.9 del D.Lgs. n. 218/97 (pagamento, anche attraverso compensazioni) siano posti in essere anche da parte di uno solo dei predetti soggetti.
Anche in sede di accertamento con adesione, la consolidante ha facoltà di chiedere che siano computate in diminuzione dei maggiori imponibili le perdite di periodo del consolidato non utilizzate, fino a concorrenza del loro importo.
Nell’ipotesi di adesione all’invito a comparire, ai sensi dell’art.5, c. 1-bis, del D.Lgs. n. 218/97, alla comunicazione ivi prevista deve essere allegata l’istanza prevista dal comma 3 dell’art. 40-bis del D.P.R. n. 600/73, per l’utilizzabilità delle perdite residue a scomputo dell’imponibile accertato.
Con provvedimento del Direttore dell’agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 78/2010, sono stabiliti i contenuti e le modalità di presentazione dell’istanza di cui al comma 3 dell’art. 40-bis del D.P.R. n. 600/73, nonché le conseguenti attività dell’ufficio competente.
Sono stati abrogati, gli artt. 9, c. 2, secondo periodo, e 17 del decreto ministeriale 9 giugno 2004.
Dette norme prevedevano, da una parte, che la rettifica del reddito complessivo di ciascun soggetto che ha esercitato l’opzione di cui all’art. 117 del testo unico venga imputata alle perdite non utilizzate in sede di dichiarazione dei redditi del consolidato, fino a concorrenza del loro importo, dall’altra parte, riguardavano le regole sulla competenza.
Tali disposizioni entrano in vigore l’1 gennaio 2011, con riferimento ai periodi d’imposta per i quali, alla predetta data, sono ancora pendenti i termini per l’accertamento di cui all’art. 43 del D.P.R. n. 600/73.