Source: http://docplayer.it/2112200-Indice-1-gli-effetti-del-fallimento-3.html
Timestamp: 2017-01-21 18:40:06+00:00
Document Index: 171740437

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 44', 'art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 45', 'art 2914', 'art. 46', 'art. 170', 'art. 514', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 48', 'art. 220', 'art. 50', 'art. 43', 'art.83', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 51', 'art 2741', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 107', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 111', 'art. 52', 'art. 111', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 96', 'art. 93', 'art. 59', 'art. 56', 'art. 57', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 61', 'art. 63', 'art. 2291', 'art. 2291', 'art. 569', 'art. 493', 'art. 2901', 'art 183', 'sentenza ', 'art. 182', 'art. 182', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.182']

⭐Indice. 1 Gli effetti del fallimento
Indice. 1 Gli effetti del fallimento
Download "Indice. 1 Gli effetti del fallimento --------------------------------------------------------------------------------- 3"
1 INSEGNAMENTO DI DIRITTO FALLIMENTARE LEZIONE IV GLI EFFETTI DEL FALLIMENTO PROF. SIMONE LABONIA2 Indice 1 Gli effetti del fallimento Gli effetti del fallimento nei confronti del fallito Inefficacia degli atti Formalità eseguite dopo la dichiarazione di fallimento Beni sottratti alla procedura fallimentare Effetti di natura personale Il pubblico registro dei falliti Effetti di natura processuale Effetti del fallimento nei confronti dei creditori Divieto di azioni esecutive e cautelari individuali Sequestri Fallimento di società esecutata Il concorso dei creditori I crediti privilegiati Il regime degli interessi Effetti del fallimento sui debiti pecuniari Crediti condizionali (art coc. Civ.) La compensazione I crediti infruttiferi I crediti derivanti da obbligazioni e da altri titoli di debito I crediti per rendite Fallimento di uno o più debitori coobbligati di 183 1 Gli effetti del fallimento La sentenza dichiarativa di fallimento produce effetti di varia natura che vanno ad incidere nella sfera giuridica del fallito, dei creditori e dei terzi. Con la riforma del 2006 si è statuito che la sentenza produce i suoi effetti dalla data del deposito in cancelleria ma è stato, altresì, apposto un limite a tutela dei terzi in buona fede, stabilendo che gli effetti nei riguardi dei terzi si producono dalla data della iscrizione della sentenza nel registro delle imprese. 3 di 184 2 Gli effetti del fallimento nei confronti del fallito La dichiarazione di fallimento, nella prospettiva della liquidazione concorsuale, secondo quanto disposto dall art. 42 L.F., priva il fallito (imprenditore individuale o società), dell amministrazione e della disponibilità dei suoi beni, esistenti alla data della dichiarazione stessa, trasferendoli all amministrazione della curatela fallimentare (art. 31 L.F.), tenuta alla gestione del patrimonio ai fini del soddisfacimento dei creditori. La perdita del potere di disposizione è correlata alla destinazione del patrimonio del debitore al soddisfacimento dei creditori concorsuali ed attiene al profilo espropriativi dell esecuzione fallimentare. A differenza di quanto avviene nell esecuzione individuale, nella quale l indisponibilità dei beni e diritti del debitore consegue all attuazione di formalità necessarie al perfezionamento del pignoramento sui singoli beni e diritti, l indisponibilità fallimentare costituisce effetto automatico della dichiarazione di fallimento. In questa prospettiva occorre premettere che il fallito non può compiere atti che possano diminuire il suo patrimonio in danno ai creditori e subisce una serie di limitazioni personali e processuali. Il fallito non è privato della capacità d agire, ma perde la possibilità di utilizzare concretamente i suoi beni (cd. spossessamento), si traduce, dunque, nella destinazione della totalità dei beni a soddisfare i creditori. Lo spossessamento avviene di diritto alla data della dichiarazione del fallimento, riferita al deposito in cancelleria della relativa sentenza, ed ha ad oggetto i beni di qualsiasi natura, sia quelli materiali (mobili ed immobili), sia quelli suscettibili di utilizzazione o trasformazione economica, compresi i beni immateriali. Non occorre che si tratti di beni di cui il fallito è titolare, poiché cadono nel fallimento tutti i beni di cui il fallito ha la disponibilità materiale o giuridica alla data della sentenza dichiarativa di fallimento: i terzi pregiudicati dallo spossessamento potranno far valere i propri diritti sui beni attraverso le domande di rivendicazione e di restituzione in sede di verifica della stato passivo (artt. 93 ss. E 103 L.F.). I beni coinvolti nello spossessamento sono i beni mobili ed immobili, i diritti, i crediti, le azioni di impugnativa e risoluzione, la facoltà di acquistare beni o diritti (ad esempio accettazione di eredità, legati e donazioni), nonché le azioni di danno ex artt c.c. 4 di 185 Vengono acquisiti al fallimento anche i beni che pervengono al fallito a qualsiasi titolo durante il fallimento (art. 42, 2 co., L.F.), al netto delle spese sostenute per l acquisto e la conservazione dei beni medesimi. Lo spossessamento non comporta la perdita, da parte del fallito, della titolarità dei propri beni, ma consiste, più semplicemente, nella destinazione del suo patrimonio al soddisfacimento dei suoi creditori. 2.1 Inefficacia degli atti In tale ottica è opportuno premettere che lo spossessamento implica l inefficacia degli atti compiuti dallo stesso (art. 44 L.F.) e delle formalità eseguite dopo il fallimento per rendere opponibili ai terzi gli atti anteriori (art. 45). Ai sensi dell art. 44 L.F., tutti gli atti compiuti dal fallito e i pagamenti dallo stesso eseguiti dopo la dichiarazione di fallimento, come naturale conseguenza della previsione di cui all art. 42 L.F., sono inefficaci, nei confronti dei creditori. Sono, ugualmente, inefficaci i pagamenti ricevuti dal fallito dopo la sentenza dichiarativa di fallimento. L inefficacia di tali atti, che è operativa ex lege a far data dalla pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento ed è imprescrittibile, ha carattere relativo ed opera a prescindere dalla revoca del negozio cui l atto inefficacia di riferisce, dall idoneità di tale atto ad arrecare pregiudizio ai creditori e dalla conoscenza da parte del contraente dello stato del fallito. Tale inefficacia è, infatti, una diretta conseguenza della impossibilità, per il fallito, di disporre, in costanza di fallimento, del proprio patrimonio e, pertanto,. L art. 44 L.F. ha finalità di conservazione dell attivo fallimentare e di tutela della par conditio creditorum, riguardando solo quei beni che si trovano nel patrimonio del fallito, prima della dichiarazione di fallimento, o vi giungono per effetto della gestione del patrimonio fallimentare. Qualora il fallito, dopo la data di apertura della procedura fallimentare intraprenda una nuova attività, la curatela può appropriarsi solo degli utili dell attività imprenditoriale svolta dal fallito. 5 di 186 2.2 Formalità eseguite dopo la dichiarazione di fallimento Le formalità necessarie per rendere opponibili gli atti ai terzi, se compiuti dopo la dichiarazione di fallimento, sono prive di effetti rispetto ai creditori, e tanto al fine di tutelare il fallimento da manovre fraudolente poste in essere dal fallito e dai terzi. La sentenza dichiarativa di fallimento anche se non trascritta, rende inopponibile ogni atto trascritto successivamente alla sua data. In particolare: il terzo che rivendichi la proprietà o altro diritto reale sui beni compresi nell'attivo fallimentare deve dimostrare, con atto di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento di aver acquistato in passato la proprietà del bene e altresì che il bene stesso non era di proprietà del debitore per essere stato a lui affidato per un titolo diverso dalla proprietà o altro diritto reale. ove deduca inopponibilità alla massa, ai sensi art. 45 L.F. dell'atto di vendita stipulato dal fallito, il curatore agisce nella veste di terzo, in sostituzione dei creditori al fine della ricostruzione del patrimonio originario del fallito, egli è legittimato a proporre opposizione ordinaria di terzo, avverso il lodo arbitrale pronunciato nella controversia tra l'acquirente ed il fallito nascente dal contratto medesimo, potendo accampare un proprio diritto autonomo. la compravendita di un bene immobile che quantunque anteriore all'assoggettamento del venditore a fallimento risulti trascritta solo successivamente non è opponibile, giusta disposto art 2914 c.c. alla massa concorsuale, nei cui confronti resta inefficace anche il contratto con il quale il compratore abbia concesso il bene in locazione. art c.c. alienazione anteriori il pignoramento non hanno effetto in pregiudizio al creditore pignorante e dei creditori sebbene anteriori al pignoramento le alienazioni di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri che siano state iscritte successivamente al pignoramento. 6 di 187 3 Beni sottratti alla procedura fallimentare Alcuni beni sfuggono per legge allo spossessamento rimanendo nel godimento e nella libera disponibilità del fallito. Il legislatore fallimentare ha precisato quali beni siano sottratti allo spossessamento del fallito nell art. 46 L.F. La norma, modificata soltanto nella previsione originaria del non più esistente istituto dei beni dotali e nell inserimento dell istituto attuale del fondo patrimoniale, non possono essere acquisiti al fallimento: 1. i beni ed i diritti di natura strettamente personale; 2. gli assegni aventi carattere alimentare, stipendi, pensioni, salari e tutto ciò che il fallito guadagna con la propria attività, entro i limiti di quanto occorre per il mantenimento proprio e della famiglia; tali limiti vengono fissati dal giudice delegato tenendo conto, secondo la norma novellata, della condizione personale del fallito e di quella della sua famiglia; 3. la disposizione contempla anche il caso, se efficace e opponibile al fallimento perché non revocabile, del fondo patrimoniale, i frutti che si producono dal medesimo o dall usufrutto legale sui beni dei figli minori, salvo quanto disposto dall art. 170 c.c.; 4. le cose impignorabili per disposizione di legge (art. 514 c.p.c.: ad esempio cose sacre, anelli nuziali, biancheria, utensili casa). Se al fallito vengano a mancare i mezzi di sussistenza il giudice delegato, sentiti il curatore e il comitato dei creditori, può concedergli un sussidio a titolo di alimenti per se stesso e la propria famiglia (art. 47 L.F.) Effetti di natura personale Il diritto concorsuale che emerge dalla legge del 1942 era fortemente ispirato ad una impostazione sanzionatoria verso l imprenditore fallito. I riflessi più evidenti si traducevano negli effetti personali del fallimento che riducevano, sino a negarle, alcune delle libertà fondamentali del 7 di 188 cittadino, oggi garantite al più alto livello delle fonti, per cui la normativa inserita nell ordinamento repubblicano ha suscitato qualche fondato dubbio di tenuta costituzionale. Occorre denotare che la riforma, pertanto, ha notevolmente limitato gli effetti personali del fallimento, cercando di restringerne le conseguenze ai soli aspetti riguardanti la procedura, al fine di evitare l eccessiva compressione di diritti costituzionalmente garantiti e con l intento di superare quella visione del fallimento come di un marchio infamante per l imprenditore. La disciplina risultante dalla riforma ha fortemente attenuato questo regime repressivo. In particolare, la sentenza dichiarativa di fallimento incide, innanzitutto, su due diritti civili dell imprenditore, costituzionalmente garantiti: il diritto di libertà e segretezza della corrispondenza e il diritto di locomozione e soggiorno. In primo luogo, per effetto della sentenza dichiarativa di fallimento, il fallito continua a ricevere la corrispondenza a lui indirizzata, con l obbligo di consegnare al curatore tutta la corrispondenza, inclusa quella elettronica, riguardante i rapporti compresi nel fallimento (art. 48 L.F.). Nel caso di mancato ottemperamento dell obbligo di consegna della corrispondenza al curatore, il fallito decade dal beneficio dell esdebitazione, di cui parleremo in seguito. Secondo la disciplina ante-riforma, invece, tutta la corrispondenza indirizzata al fallito veniva recapitata direttamente al curatore, il fallito aveva il diritto di trattenere solo quella strettamente personale e il diritto di prendere visione della corrispondenza trattenuta dal curatore. Analogamente il diritto di circolazione e soggiorno, prima limitato dall obbligo di residenza, è ora maggiormente tutelato con la previsione del mero obbligo per il fallito, di comunicare al curatore ogni variazioni della residenza o del proprio domicilio. In caso di mancato adempimento, è prevista una sanzione penale (art. 220 L.F.). Inoltre, l imprenditore fallito ha l obbligo di presentarsi personalmente a questi, al curatore o al comitato dei creditori, ogni qualvolta fosse convocato, salvo che, per legittimo impedimento, non fosse stato autorizzato dal giudice delegato a comparire tramite mandatario; nell ipotesi di inottemperanza all ordine di convocazione il giudice poteva disporre l accompagnamento del fallito a mezzo forza pubblica. La disciplina precedente alla riforma prevedeva che il fallito non potesse allontanarsi dalla sua residenza senza il permesso del giudice delegato, e che dovesse presentarsi agli organi del fallimento ogni qualvolta fosse chiamato, sotto pena di accompagnamento a mezzo della forza pubblica. 8 di 189 Nel caso di fallimento di società, gli effetti personali del fallimento investono gli amministratore e i liquidatori della società fallita, come accade per l obbligo di consegna della corrispondenza sociale relativa a rapporti compresi nel fallimento, nonché per l obbligo di comunicare al curatore i cambi di residenza e domicilio; quanto alle incapacità che colpiscono la persona fisica, invece, le stesse si estendono ad amministratori e liquidatori, per cui troveranno applicazione solo incapacità riguardanti direttamente la società, quale, ad esempio, l esclusione degli appalti per le opere pubbliche. Le predette limitazioni perdurano fino alla chiusura del fallimento. Le modifiche in tema di effetti personali della dichiarazione di fallimento, introdotte dal D.lgs. n. 5/2006, per espressa disposizione del decreto stesso sono entrate in vigore il 16 gennaio 2006, giorno della pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale Il pubblico registro dei falliti Nell ottica di eliminare le sanzioni personali conseguenti al fallimento e, soprattutto, in coerenza con le novità rappresentate dall abrogazione dell istituto della riabilitazione e l introduzione della procedura dell esdebitazione (artt. 142 ss. L.F.), è stato abrogato, sempre dal 16 gennaio 2006, l art. 50 L.F., che disciplinava il pubblico registro dei falliti, istituito presso ciascun Tribunale, nel quale dovevano essere iscritti coloro che venivano dichiarati falliti dallo stesso Tribunale, quelli dichiarati falliti altrove ma il cui luogo di nascita si trovava sotto la giurisdizione di quel Tribunale. Con l iscrizione del fallito nel pubblico registro dei falliti lo stesso veniva assoggettato ad una serie di incapacità disposte da singole leggi speciali, tra le quali, ad esempio, la perdita dell elettorato attivo e passivo fino alla chiusura del fallimento, ma non oltre 5 anni dalla data di dichiarazione di fallimento, la perdita della capacità ad esercitare alcune professioni (avvocato, titolare di farmacia, geometra) con cancellazione dei relativi albi professionali, la perdita della capacità di assumere determinati uffici (tutore, curatore, giudice popolare, esattore delle imposte, amministratore o liquidatore di società per azioni), l impossibilità di frequentare sale di borsa per negoziare titoli o merci. Permangono, tuttavia, alcune di situazioni di incapacità che il codice civile e le leggi speciale ricollegavano alla figura del fallito. 9 di 1810 Infatti, accanto alle limitazioni di natura personale sopra evidenziate, a carico del fallito si producono effetti (negativi) ulteriori quali l impossibilità di iscrizione in un albo professionale ( o la cancellazione dall albo in caso di fallimento in corso di iscrizione), l impossibilità di partecipare alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, l impossibilità di svolgere l incarico di tutore, amministratore, liquidatore o sindaco di società di capitali etc. E venuta meno, invece, l incapacità di esercitare l elettorato attivo e passivo. Con l entrata in vigore della riforma della legge fallimentare, il venir meno dell istituto della riabilitazione comporta per tutti gli iscritti nel registro dei falliti la riabilitazione ex lege, con la conseguenza che la nuova legge fallimentare trova immediata applicazione e che, pertanto, dovranno essere cancellati dal registro tutti i nominativi che vi sono attualmente iscritti, non essendovi alcuna ragione per ritenere che ogni ex fallito presenti la propria istanza di riabilitazione. In ogni caso, restano a carico del fallito, finché dura il relativo status, alcune incapacità specificamente previste da singole norme (come l ufficio di tutore e protutore, quello di curatore dell emancipato e dell inabilitato, quello di amministratore, di liquidatore, sindaco o revisore di società, o di rappresentante comune degli obbligazionisti, o le funzioni di arbitro, la professione di avvocato, di ragioniere, o dottore commercialista, ingegnere, mediatore, farmacista, o le funzioni giudiziarie e notarili, o l esclusione di diritto del fallito quale socio di società personali e cooperative) e ciò a prescindere dalla riabilitazione e finché rimane aperta la procedura di fallimento Effetti di natura processuale Con la dichiarazione di fallimento il fallito perde la legittimazione processuale sia attiva che passiva, per cui, a norma dell art. 43 L.F., nelle controversie, anche in corso, relative a rapporti di diritto patrimoniale del fallito compresi nel fallimento, sta in giudizio il curatore, sia come attore che come convenuto. E il curatore, pertanto, che sostituisce il fallito nei giudizi ed ha, conseguentemente, anche la possibilità di spiegare intervento, sia volontario che coatto, nel giudizio. Il fallito può intervenire solo per le questioni dalle quali può dipendere una imputazione di bancarotta a suo carico o se l intervento è previsto dalla legge. Il fallito perde, dunque, la capacità di agire o di continuare le azioni aventi contenuto patrimoniale. 10 di 1811 Con la chiusura del fallimento il curatore perde la legittimazione processuale. La riforma, nell ottica di accelerare le procedure applicabili alle controversie in materia fallimentare, ha previsto che l apertura del fallimento determini di diritto l interruzione del processo a quella data pendente, proprio a seguito della perdita della legittimazione processuale della parte fallita, risolvendo i contrasti dottrinali e giurisprudenziali sorti nell incertezza della vecchia formulazione della norma che non prevedeva l interruzione automatica del processo per cui accadeva che l interruzione del processo avvenisse a distanza di tempo dalla data di fallimento, allorquando le parti ne davano formalmente notizia al giudice. La riforma ha poi introdotto ex novo l art.83 bis l.f. in materia di clausola arbitrale, a norma del quale il procedimento arbitrale pendente alla data del fallimento non può proseguire allorquando il contratto contenente la clausola arbitrale viene sciolto secondo le disposizioni della sezione V, e tanto al fine di evitare che il giudizio arbitrale sopravviva al regolamento degli interessi convenzionali travolto dal fallimento e che era destinato a risolvere. Un residua legittimazione del fallito di iniziare o proseguire le azioni tuttavia rimane nelle cause personali, nelle azioni dirette a rivendicare o contestare una condizione personale, quelle di riconoscimento o disconoscimento della prole; le azioni strettamente connesse alla procedura fallimentare per le quali la legge gli riconosce la legittimazione Effetti del fallimento nei confronti dei creditori La sentenza dichiarativa di fallimento produce effetti di varia natura nella sfera giuridica dei creditori, tuttavia, l effetto fondamentale che consegue alla sentenza dichiarativa di fallimento è il conferimento ad essi del diritto di partecipare alla distribuzione del ricavato dalla liquidazione del patrimonio del fallito, sulla base dell importo del credito al momento della dichiarazione di fallimento. In particolare, il sistema concorsuale proprio della procedura fallimentare è informato, oltre che sul principio della universalità oggettiva, derivante dall'art. 42 L.F, ossia privazione integrale del debitore dalla disponibilità del suo patrimonio, anche sul principio della universalità soggettiva derivante art. 51 e 52, soggezione dei suoi creditori alle norme specifiche sulla formazione dello stato passivo e l'esclusione della possibilità di azioni autonome sui beni del fallito o della possibilità di proseguire o iniziare azioni volte alla conservazione del patrimonio del fallito. 11 di 1812 In altri termini, poiché il fallimento intende realizzare il principio di parità di trattamento dei creditori (par conditio creditorum), i quali hanno tutti eguale diritto di soddisfarsi sui beni del fallito, salve le cause legittime di prelazione (art 2741 c.c.) le regole applicabili sono, in linea generale, quelle del divieto di azioni esecutive individuali da parte dei singoli creditori (art. 51 L.F.) e di inammissibilità di eccezioni al principio di parità di trattamento dei creditori, salve quelle espressamente previste dalla legge Divieto di azioni esecutive e cautelari individuali Salvo diversa disposizione della legge, dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva o cautelare, anche per crediti maturati durante il fallimento, può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento. Ciò ai sensi dell art. 51 L.F. che, nella sua nuova formulazione, contiene, ora un espresso riferimento ai crediti in prededuzione ed a quelli maturati durante il fallimento in relazione al divieto di azioni esecutive individuali o cautelari nel corso della procedura fallimentare. Tale norma persegue l'evidente finalità di garantire la par condicio creditorum nel soddisfacimento delle loro pretese sul patrimonio del debitore. Si tratta di una norma funzionale alla tutela dell'interesse della collettività dei creditori ad escludere che un bene compreso nel fallimento sia sottratto alla disciplina concorsuale Ai fini del divieto di azioni esecutive individuali di cui all'art. 51 la procedura esecutiva deve ritenersi in corso fino a che non sia avvenuta la distribuzione e unico soggetto legittimato a far valere l'inefficacia delle esecuzioni individuali è il curatore. Quanto all'ambito oggettivo di applicazione, rientrano nel divieto di cui all'art. 51, le azione esecutive aventi ad oggetto il patrimonio spossessato. Le azioni esecutive sono improcedibili dopo la dichiarazione di fallimento (es. azione esecutiva vendere un bene). La regola del divieto delle azione esecutive individuali, sopravvenuto il fallimento presenta alcune eccezioni: 1. il trattamento esecutivo privilegiato che la legge accorda a certi creditori e l'ipotesi art. 107 L.F., dove si stabilisce che "se alla data di dichiarazione di fallimento sono pendenti procedure esecutive, il curatore può subentrarvi, in tal caso di applicano le 12 di 1813 disposizioni del cod. proc. Civile, altrimenti su istanza del curatore il giudice dell'esecuzione dichiara l'improcedibilità dell'esecuzione, salvi i casi di deroga di cui art si consente all'istituto di credito fondiario di iniziare o proseguire l'azione esecutiva nei confronti del debitore dichiarato fallito. La disposizione ha natura eccezionale allo scopo di tutelare il sistema di formazione e funzionamento del credito fondiario, attribuisce un privilegio meramente processuale che si sostanzia nella possibilità di iniziare o proseguire la procedura esecutiva individuale, ma anche di conseguire l'assegnazione della somma ricavata dalla vendita forzata di beni del debitore nei limiti del proprio credito, senza che l'assegnazione ed il conseguente pagamento si debbano ritenere indebiti (immeritato, ingiusto) e senza che l'istituto abbia l'obbligo di rimettere la somma ricevuta al curatore. 3. I crediti garantiti da pegno o assistiti da privilegio a norma degli art del cod. civ. possono essere realizzati anche durante il fallimento, dopo che sono stati ammessi al passivo con prelazione Sequestri Le sezioni unite della cassazione penale hanno ritenuto legittimo il sequestro preventivo, di beni provento di attività illecita e appartenenti ad un'impresa dichiarata fallita, nei cui confronti sia instaurata la procedura concorsuale, a condizione che il giudice, nell'esercizio del suo potere discrezionale, dia emotivamente conto della prevalenza delle ragioni della confisca rispetto a quelle attinenti alla tutela dei legittimi interessi dei creditori nella procedura fallimentare. In ordine alle altre tipologie di sequestro i giudici di legittimità hanno sottolineato: 1. sequestro probatorio (che costituisce elemento di prova), può legittimamente essere disposto su beni già appresi al fallimento e se anteriore alla dichiarazione di fallimento, conserva la propria efficacia anche in seguito all' apertura della procedura concorsuale per perseguire il superiore interesse della ricerca della verità nel procedimento penale. 2. il sequestro conservativo previsto rientra nel caso di fallimento dell'obbligato, nell'area di operatività del divieto di cui all'art. 51 secondo cui dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento. 13 di 1814 3. il sequestro preventivo c.d. impeditivi, di beni appartenenti ad un'impresa dichiarata fallita è legittimo, a condizione che il giudice, nel discrezionale giudizio sulla pericolosità della cosa, operi una valutazione del motivo di cautela e delle ragioni attinenti alla tutela dei legittimi interessi dei creditori, 4. sequestro preventivo avente oggetto un bene confiscato in via obbligatoria deve ritenersi assolutamente insensibile alla procedura fallimentare, prevalendo l'esigenza di inibire l'utilizzazione di un bene oggettivamente pericoloso Fallimento di società esecutata Anche in caso di dichiarazione di fallimento della società esecutata il socio che agisca anche in qualità di creditore della società esecutata, non è abilitato ad agire in via surrogatoria per la tutela del patrimonio della medesima, in quanto l'inammissibilità delle azioni esecutive individuali o della loro prosecuzione sui beni del debitore discendente dagli art. 51 e 52, si traduce nell'inammissibilità anche delle azioni ad esse strumentali, quali le azioni cautelari, la cui esperibilità, in applicazione dei principi generali cui il sistema concorsuale proprio della procedura fallimentare è informato dell'universalità oggettiva (secondo cui dalla data del provvedimento di fallimento il debitore è privato della disponibilità di tutto il suo patrimonio, inventariato e preso in consegna dal curatore) e soggettiva (in base al quale il creditore, per soddisfarsi sul patrimonio del debitore deve sottostare alla disciplina sulla formazione dello stato passivo, essendo i beni del debitore destinati alla soddisfazione delle ragioni creditorie concorrenti) Il concorso dei creditori Con la dichiarazione di fallimento si dà inizio al concorso dei creditori sul patrimonio del fallito. Tutti i crediti, anche se munito di diritto di prelazione o trattato ai sensi art. 111 L.F., nonché i diritti reali e personali, mobiliari o immobiliari, dovranno essere accertati secondo gli artt. 92 ss. in tema di accertamento del passivo, salvo che la legge disponga diversamente (cd. principio di esclusività del procedimento di accertamento del passivo, ex art. 52 L.F.). In base alla nuova previsione il principio di esclusività del procedimento di accertamento del passivo coinvolge espressamente anche i diritti reali e personali immobiliari ed i crediti da 14 di 1815 soddisfare in prededuzione, salve le deroghe di cui all'art. 111 (coordinamento con lo stato passivo e con la ripartizione dell'attivo). Il concorso dei creditori che con il fallimento si apre sul patrimonio del fallito non comprende i crediti sorti dopo l'apertura della procedura, anche se riferiti a precedenti comportamenti del fallito, per valutare la natura concorsuale o meno di un credito occorre tenere conto del momento in cui è sorta l'obbligazione. Il credito deve considerarsi sorto prima della dichiarazione di fallimento ossia il credito da contratto, fatto illecito o altro fatto idoneo a produrre obbligazione I crediti privilegiati L art. 53 L.F. impone un eccezione alla regola della par conditio creditorum stabilendo, per i crediti assistiti da pegno o da privilegio speciale ex artt e 2761 c.c.,, i quali possono essere realizzati anche durante il fallimento, dopo che sono stati ammessi al passivo con prelazione. In particolare, per tali crediti il legislatore dispone una disciplina che prevede: 1. la vendita del bene effettuata direttamente dal creditore; 2. la vendita del bene effettuata dal curatore; 3. il riscatto del bene ad opera del curatore previo pagamento del creditore. Per la vendita del bene il creditore deve essere autorizzato dal giudice delegato, il quale, sentiti il curatore e il comitato dei creditori, stabilisce con decreto il tempo della vendita, nonché se la vendita debba eseguirsi a offerta privata o all incanto, indicando le relative modalità. Le somme ricavate dal creditore pignoratizio o assistito dai privilegi attraverso la vendita ex art. 53 ss L.F. non concorrono con gli altri creditori, anche se assistiti da una causa di prelazione sullo stesso bene. Il giudice delegato, sentito il comitato dei creditori, se è stato nominato, può anche autorizzare il curatore a riprendere le cose sottoposte a pegno o a privilegio, pagando il creditore, o ad eseguire la vendita nei modi previsti per la vendita del bene da parte del creditore Il regime degli interessi Al fine di garantire che la partecipazione dei creditori alla distribuzione dell attivo realizzato avvenga in base alla misura del credito al momento della dichiarazione di fallimento, gli interessi, 15 di 1816 convenzionali o legali, sono sospesi dalla data di dichiarazione di fallimento fino alla chiusura dello stesso, a meno che i crediti non siano garantiti da ipoteca, pegno o privilegio e salvo quanto disposto dal 3 co. dell art. 54 l.f Effetti del fallimento sui debiti pecuniari 1. la dichiarazione di fallimento sospende il corso degli interessi convenzionali o legali, agli effetti del concorso, fino alla chiusura del fallimento, a meno che i crediti non siano garantiti da ipoteca, da pegno o privilegio, salvo quanto disposto dal terzo comma art. 54; 2. i debiti pecuniari del fallito si considerano scaduti, agli effetti del concorso, alla data di dichiarazione del fallimento. 3. i crediti condizionali partecipano al concorso art. 96, 113 e 113 bis. Sono compresi tra i crediti condizionali quelli che non possono farsi valere contro il fallito, se non previa escussione di un obbligato principale Crediti condizionali (art coc. Civ.) Anche i crediti sottoposti a condizione partecipano al concorso, a norma dell art. 93, 113 e 113 bis l.f., compresi quelli che non possono farsi valere contro il fallito, se non previa escussione di un obbligato principale. il termine finale è invece quello che limita nel tempo l'efficacia del contratto. La condizione è un avvenimento futuro ed incerto al verificarsi del quale e' subordinata l'iniziale efficacia del contratto, o di una sua clausola (condizione sospensiva) oppure la cessazione degli effetti del contratto o di una sua clausola (condizione risolutiva). I crediti non scaduti aventi ad oggetto una prestazione in danaro determinata con riferimento ad altri valori o una prestazione diversa dal danaro, concorrono secondo il loro valore alla data della dichiarazione di fallimento (art. 59 L.F.) La compensazione In sede di fallimento, ai sensi dell art. 56 L.F., lasciato immutato dalla riforma, è possibile la compensazione: in particolare, la norma in oggetto riconosce ai creditori il diritto di compensare i propri crediti nei confronti del fallito con i propri debiti verso il fallito, ancorché non 16 di 1817 scaduti prima della dichiarazione di fallimento, salvo, per questi ultimi, che il creditore abbia acquistato il credito per atto tra vivi dopo la dichiarazione di fallimento o nell anno anteriore I crediti infruttiferi I crediti infruttiferi non ancora scaduti alla data di dichiarazione di fallimento sono ammessi al passivo per l intera somma; tuttavia, ad ogni singola ripartizione, saranno detratti gli interessi composti, in ragione del cinque per cento all anno, per il tempo che resta a decorrere dalla data del mandato di pagamento sino al giorno della scadenza del credito (art. 57 L.F.) I crediti derivanti da obbligazioni e da altri titoli di debito L art. 58 l.f. è stato completamente riformato anche per esigenze di coordinamento con le modifiche introdotte dal diritto societario. Nella sua attuale formulazione la norma prevede che i crediti derivanti da obbligazioni e da altri titoli di debito sono ammessi al passivo per il loro valore nominale, detratti i rimborsi già effettuati e che, se è previsto un premio da estrarre a sorte, il suo valore attualizzato viene distribuito tra tutti i titoli che hanno diritto al sorteggio I crediti per rendite L art. 60 l.f. prevede che, se nel passivo del fallimento sono compresi crediti per rendita perpetua, questa è riscattata a norma dell art c.c. Il creditore di una rendita vitalizia è ammesso al passivo per una somma equivalente al valore capitale della rendita stessa al momento della dichiarazione di fallimento Fallimento di uno o più debitori coobbligati Se un creditore ha più debitori coobbligati in solido ed uno o più di essi falliscono, il creditore concorre nel fallimento dei falliti per l intero credito in capitale e accessori, sino al totale pagamento. Il regresso tra coobbligati falliti può essere esercitato solo dopo che il creditore sia stato soddisfatto per l intero credito (art. 61 L.F.). 17 di 1818 Se il creditore, prima della dichiarazione di fallimento, aveva ricevuto da un coobbligato in solido con il fallito o da un fideiussore una parte del proprio credito, egli ha diritto di concorrere nel fallimento per la parte non riscossa e il coobbligato che ha diritto di regresso verso il fallito ha diritto di concorrere nel fallimento per la somma pagata. Il creditore, tuttavia, ha diritto di farsi assegnare la quota di riparto spettante al coobbligato fino alla concorrenza di quanto gli ancora dovuto e, se rimane parzialmente insoddisfatto, resta impregiudicato il suo diritto verso il coobbligato. Il coobbligato o il fideiussore del fallito, che, a garanzia dell azione di regresso, vanta un diritto di pegno o ed ipoteca sui beni del fallito, concorre nel fallimento per la somma per la quale vanta il diritto di pegno o ipoteca (art. 63 L.F.) 18 di 18 Vedere altro
INSEGNAMENTO DI DIRITTO FALLIMENTARE LEZIONE IX LA CHIUSURA DELLA PROCEDURA FALLIMENTARE E L ESDEBITAZIONE PROF. SIMONE LABONIA Indice 1 La Chiusura Della Procedura Fallimentare ------------------------------------------------------------------------------- Dettagli GLIEFFETTIDELLA SENTENZA DICHIARATIVA DIFALLIMENTO NEICONFRONTIDEICREDITORI
RACCOLTA SISTEMATICA DIGIURISPRUDENZACOMMENTATA 45 Fondata da MARIO ROTOMDI Diretta da GIULIO LEVI LAURA BONACINA GLIEFFETTIDELLA SENTENZA DICHIARATIVA DIFALLIMENTO NEICONFRONTIDEICREDITORI MILANO - DOTT. Dettagli Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista
Patrimoni destinati ad uno specifico affare A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Riferimenti normativi D.Lgs. Numero 6 del 17 gennaio 2003 Introduce con gli articoli 2447-bis e seguenti del Dettagli EFFETTI PER I CREDITORI 105
EFFETTI PER I CREDITORI 105 Non vanno, ovviamente, riconosciuti al creditore chirografario interessi postfallimentari e si ritiene che non vadano riconosciuti, fino alla data di fallimento, gli interessi Dettagli LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.)
LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) COSTITUZIONE DELLA SOCIETA INVALIDITA DELLA SOCIETA L ORDINAMENTO PATRIMONIALE Mastrangelo dott. Laura NOZIONE (ART. 2291 C.C) Nella società in Dettagli L IMPATTO DEL D.L. SVILUPPO SULLA CRISI D IMPRESA
Pubblicità L IMPATTO DEL D.L. SVILUPPO SULLA CRISI D IMPRESA PIANO ATTESTATO DI RISANAMENTO Il piano attestato di risanamento può essere pubblicato nel r.i. su richiesta del debitore. CONCORDATO PREVENTIVO Dettagli Le fasi iniziali del processo esecutivo
Capitolo 4 Le fasi iniziali del processo esecutivo Caso 4.1 Come si procede alla stima dei beni pignorati? A norma dell art. 569, comma 1, c.p.c. il giudice nomina l esperto per procedere alla stima del Dettagli ODCEC DI MANTOVA - COMMISSIONE PROCEDURE CONCORSUALI - SCHEDA DI DIRITTO CONCORSUALE N. 03/2013
ODCEC DI MANTOVA - COMMISSIONE PROCEDURE CONCORSUALI - SCHEDA DI DIRITTO CONCORSUALE N. 03/2013 MONETARI entità e natura Gli interessi sono prestazioni pecuniarie accessorie, cioè che si aggiungono ad Dettagli INDICE SISTEMATICO. Prefazione alla dodicesima edizione... CODICE DI PROCEDURA CIVILE LIBRO TERZO DEL PROCESSO DI ESECUZIONE
INDICE SISTEMATICO pag. Prefazione alla dodicesima edizione....................... v CODICE DI PROCEDURA CIVILE LIBRO TERZO DEL PROCESSO DI ESECUZIONE TITOLO PRIMO Del titolo esecutivo e del precetto ART. Dettagli Inventario, custodia e reperimento delle attività
Inventario, custodia e reperimento delle attività Genova 28 marzo 2014 La gestione della crisi d impresa Dott. Marco Abbondanza abbondanzamarco@odcge.it Effetti sul patrimonio del fallito LO SPOSSESSAMENTO Dettagli INDICE SOMMARIO. Introduzione...
SOMMARIO Introduzione... XV CAPITOLO 1 LA FORMA DEL PIGNORAMENTO 1. Come si articola la disciplina di riferimento... 2 2. Alcune osservazioni sul dato positivo... 5 3. L atto di pignoramento presso terzi... Dettagli LEZIONE DEL 24 gennaio 2014 CRISI ECONOMICA DELL IMPRESA: LE PROCEDURE CONCORSUALI
LEZIONE DEL 24 gennaio 2014 CRISI ECONOMICA DELL IMPRESA: LE PROCEDURE CONCORSUALI L impresa, come ogni organismo economico, è suscettibile di avere le sue crisi. Può affermarsi che queste si verificano Dettagli DIRITTO PRIVATO DIRITTO PRIVATO. Prof. Raffaele Tuccillo. Anno accademico 2014/2015 II semestre Pubblicità e diritti reali di garanzia
IL RECUPERO IVA SUI CREDITI INESIGIBILI 1 A R T. 2 6 D. P. R. 6 3 3 / 1 9 7 2 C O N D I Z I O N I T E R M I N I E M O N I T O R A G G I O W O R K S H O P GISI 8 O T T O B R E 2 0 1 4 Dott. Bellavite Pellegrini Dettagli A conclusione della nostra breve rassegna sul nuovo processo espropriativo immobiliare trattiamo della vendita con incanto.
LE ESECUZIONI IMMOBILIARI dopo le varie leggi di riforma del processo civile ed esecutivo in particolare Parte speciale II A conclusione della nostra breve rassegna sul nuovo processo espropriativo immobiliare Dettagli Determinazione n. 3 del 23/04/2014
2 ottobre 2012 Practice Group: Restructuring & Bankruptcy Le ultime riforme alla legge fallimentare: la legge n. Di Andrea Pinto (A) Introduzione La Legge n. 134 del 7 agosto 2012, pubblicata sulla Gazzetta Dettagli Regolamento operativo
Fondo Nazionale di Garanzia (Art. 62, comma 1, decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415) Regolamento operativo Settembre 2010 Fondo Nazionale di Garanzia (Art. 62, comma 1, decreto legislativo 23 luglio Dettagli RISOLUZIONE N. 195/E
RISOLUZIONE N. 195/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2008 OGGETTO: Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Modalità di esercizio delle variazioni IVA in Dettagli Atti di destinazione ex 2645ter cc
Atti di destinazione ex 2645ter cc - Introdotto nel 2006 (L. 23.02.2006 n. 91); - Riguarda: Immobili e beni mobili registrati; - Durata: massimo 90 anni, ovvero quanto la vita della persona beneficiaria; Dettagli Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale
Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale Corte di Cassazione, sezione terza civile, Sentenza del 7 gennaio 2004, Dettagli Fallimento del consumatore e sovraindebitamento: procedura di liberazione dai debiti
Fallimento del consumatore e sovraindebitamento: procedura di liberazione dai debiti La procedura di liberazione dai debiti per il consumatore dopo le modifiche della legge 179/2012: ecco come funziona Dettagli IL CONCORDATO PREVENTIVO Schema di sintesi
IL CONCORDATO PREVENTIVO Schema di sintesi Premessa. La pendenza della procedura di concordato preventivo non produce uno spossessamento del debitore ma soltanto una limitazione dei suoi poteri. Tale limitazione Dettagli INDICE SOMMARIO. Parte Prima TUTELA CAUTELARE E GIURISDIZIONE CONTABILE
Presentazione.................................. XIII Parte Prima TUTELA CAUTELARE E GIURISDIZIONE CONTABILE CAPITOLO I L INQUADRAMENTO DELLA TUTELA CAUTELARE NELL AMBITO DEI GIUDIZI INNANZI ALLA CORTE Dettagli LA CHIUSURA DELLE PROCEDURE CONCORSUALI
LA CHIUSURA DELLE PROCEDURE CONCORSUALI IL MANDATO IRREVOCABILE AD INCASSARE E A DISTRIBUIRE IL CREDITO ERARIALE ATTRIBUITO A UNA SOCIETA FIDUCIARIA: ESAME DI UN CASO PRATICO 1 Il problema - Le Procedure Dettagli GLI EFFETTI DELLA SENTENZA DICHIARATIVA DI FALLIMENTO NEI CONTRATTI COMMERCIALI
GLI EFFETTI DELLA SENTENZA DICHIARATIVA DI FALLIMENTO NEI CONTRATTI COMMERCIALI A cura di Walter Strozzieri Strozzieri & Associati La riforma delle procedure concorsuali ha ridisegnato gli effetti della Dettagli Studio Galeotti Flori - Firenze. Dott. Stefano Berti
COMPIUTI NELL AMBITO DI PROCEDURE FALLIMENTARI ED I PROVVEDIMENTI DI AGGIUDICAZIONE, ANCHE IN SEDE DI SCIOGLIMENTO DI COMUNIONI; LA TASSAZIONE DEGLI EVENTUALI CONGUAGLI Firenze, 25 marzo 2015 1 IMPOSTA Dettagli Procedure concorsuali Accordo di ristrutturazione, piano del consumatore e liquidazione dei beni Diritto e giustizia.it
Procedure concorsuali Accordo di ristrutturazione, piano del consumatore e liquidazione dei beni Diritto e giustizia.it di Fabio Valerini Assegnista di ricerca in diritto processuale civile Come abbiamo Dettagli Opponibilità di crediti futuri ed eventuali alla procedura di concordato preventivo
Opponibilità di crediti futuri ed eventuali alla procedura di concordato preventivo Tribunale di prato, 30 settembre 2014. Presidente relatore Maria Novella Legnaioli. Concordato preventivo - Cessione Dettagli FOGLIO INFORMATIVO GARANZIE RICEVUTE INFORMAZIONI SULLA BANCA CARATTERISTICHE E RISCHI TIPICI DEL SERVIZIO
INFORMAZIONI SULLA BANCA CENTROMARCA BANCA CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa - Iscritta all albo delle Società Cooperative n. A166229 Sede legale: via D. Alighieri, 2-31022 Preganziol (TV) Tel: 0422/6316 Dettagli Art. 2901 - Condizioni
Art. 2901 - Condizioni [I]. Il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione o a termine, può domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio Dettagli Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale
Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale di Francesco Mingiardi e Luigi Patricelli Sommario: 1. La Giurisdizione - 2. La Dettagli DISCIPLINA DELL AZIENDA
TRIBUNALE DI FR SINON E ORDINE DI SERVIZIO IN DATA 1/12/08 ALLEGATO A Criteri di suddivisione delle materie tra i gruppi del settore civile PRIMO GRUPPO Contratti atipici _1.43.101 Cessione di azienda Dettagli La procedura è improseguibile ed è sospesa fino all omologazione
(Tribunale di Bari, G.E. dott. N.Magaletti, ord. del 18.11.2013) MUTUO FONDIARIO CONCORDATO PREVENTIVO DIVIETO AZIONI ESECUTIVE La procedura è improseguibile ed è sospesa fino all omologazione di Walter Dettagli Indice. 1 Gli accordi di ristrutturazione dei debiti ------------------------------------------------------------ 3
INSEGNAMENTO DI DIRITTO FALLIMENTARE LEZIONE XIV GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE PROF. SIMONE LABONIA Indice 1 Gli accordi di ristrutturazione dei debiti ------------------------------------------------------------ Dettagli NORMATIVA DI RIFERIMENTO
NORMATIVA DI RIFERIMENTO CODICE CIVILE - LIBRO SESTO/TITOLO IV TITOLO IV DELLA TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI ART. 2907 ATTIVITÀ GIURISDIZIONALE Alla tutela giurisdizionale Dettagli Breve sintesi delle più significative novità nel processo di esecuzione.
Breve sintesi delle più significative novità nel processo di esecuzione. La riforma del processo esecutivo assorbe in maniera prevalente l intervento di riforma del processo civile con le leggi che si Dettagli Gli accordi di ristrutturazione dei debiti (prima parte)
Gli accordi di ristrutturazione dei debiti (prima parte) http://www.commercialistatelematico.com/nuoviarticoli/private/43517... 1 di 6 23/06/2010 12:39 A-PDF Merger DEMO : Purchase from www.a-pdf.com to Dettagli SINTESI DELLE PRINCIPALI MODIFICHE INTRODOTTE DAL DECRETO SVILUPPO BIS (DECRETO-LEGGE 18 OTTOBRE 2012 N. 179)
Senni Boero Galli & Partners l a w f i r m SINTESI DELLE PRINCIPALI MODIFICHE INTRODOTTE DAL DECRETO SVILUPPO BIS (DECRETO-LEGGE 18 OTTOBRE 2012 N. 179) 1. Oggetto della modifica Definizione di sovraindebitamento. Dettagli Profili giuridici della polizza vita come strumento di protezione del patrimonio e di pianificazione successoria
S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO TUTELA DEL PATRIMONIO Profili giuridici della polizza vita come strumento di protezione del patrimonio e di pianificazione successoria AVV. SILVIA COLOMBO Dettagli 6. La posizione del curatore rispetto agli atti del fallito anteriori al fallimento
108 FALLIMENTO società debitrice, che, non osservando gli obblighi inerenti alla conservazione dell integrità del patrimonio sociale, lo abbiano reso insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti (art. Dettagli L AMBITO DI APPLICAZIONE DEL PRIVILEGIO DI CUI ALL ART. 9, COMMA 5, D.LGS. N. 123/1998: LE GARANZIE RILASCIATE DA SACE S.P.A.
L AMBITO DI APPLICAZIONE DEL PRIVILEGIO DI CUI ALL ART. 9, COMMA 5, D.LGS. N. 123/1998: LE GARANZIE RILASCIATE DA SACE S.P.A. di MICHELA MANCINI e TOMMASO STANGHELLINI SOMMARIO: 1. La fattispecie all esame Dettagli TABELLA DEGLI ATTI SOGGETTA A TRASCRIZIONE ATTI TRA VIVI 100 Atto tra vivi 101 Affrancazione 102 Anticresi 103 Assegnazione a socio di cooperativa
TABELLA DEGLI ATTI SOGGETTA A TRASCRIZIONE ATTI TRA VIVI 100 Atto tra vivi 101 Affrancazione 102 Anticresi 103 Assegnazione a socio di cooperativa edilizia 104 Assegnazione a socio per scioglimento di Dettagli TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati:
TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati: dott. Antonio Cumin, presidente dott. Giovanni Frangipane, Dettagli Capitolo 2 La nuova procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento
Edizioni Simone - Vol. 9/1 Compendio di diritto fallimentare Capitolo 2 La nuova procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento Sommario 1. La nuova procedura per il debitore non fallibile: Dettagli Si comunicano l elenco degli oggetti per l iscrizione a ruolo Vedi pagine
Si comunicano l elenco degli oggetti per l iscrizione a ruolo Vedi pagine 1 Stato della persona e diritti della personalità 1.10.001 Interdizione 1.10.002 Inabilitazione 1.10.011 Diritti della personalità Dettagli A tutela dei creditori del de cuius A tutela dei creditori del debitore chiamato A tutela degli uni e/o degli altri
Corso di formazione Le successioni mortis causa! "#$%&$' A tutela dei creditori del de cuius A tutela dei creditori del debitore chiamato A tutela degli uni e/o degli altri 1) actio interrogatoria 2) impugnazione Dettagli Per i beni mobili l'autorizzazione non è necessaria trascorsi cinque anni dalla dichiarazione di accettare con beneficio d'inventario.
art. 493 Codice Civile L'erede decade (1) dal beneficio d'inventario [490, 494, 505, 509, 564 c.c.], se aliena o sottopone a pegno [2748 c.c.] o ipoteca [2808 c.c.] beni ereditari, o transige [1965 c.c.] Dettagli PARTE SECONDA I RAPPORTI DI LAVORO NEL FALLIMENTO. Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 1
PARTE SECONDA I RAPPORTI DI LAVORO NEL FALLIMENTO Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile 1 TEMATICHE SVILUPPATE a) gli effetti del fallimento sui contratti di lavoro subordinati in essere Dettagli 2. Formule di atti giudiziari
2. Formule di atti giudiziari Giuliano Scarselli, Giuseppe Camardi 2.1 Formule utilizzabili per promuovere l azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c. Revocatoria di donazione successiva al sorgere Dettagli EREDITÀ GIACENTE artt. 528 532 c.c.
EREDITÀ GIACENTE artt. 528 532 c.c. Sommario 1. PREMESSA... 1 2. ART. 528 NOMINA CURATORE... 1 3. ATTIVITÀ DEL CURATORE DELL EREDITÀ GIACENTE: POTERI ED OBBLIGHI... 2 4. ART. 529 OBBLIGHI DEL CURATORE... Dettagli Modalità di realizzazione del pegno irregolare nel concordato preventivo e nel fallimento
Modalità di realizzazione del pegno irregolare nel concordato preventivo e nel fallimento Tribunale di Bergamo, 22 ottobre 2015. Presidente Vitiello. Relatore Giovanna Golinelli. Contratti di garanzia Dettagli Istituzioni di diritto privato corso L -Z
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PARMA DIPARTIMENTO DI ECONOMIA Istituzioni di diritto privato corso L -Z anno accademico 2010/2011 secondo semestre - seconda parte SCHEMI LEZIONI 4 Prof. Avv. Laura Cavandoli Dettagli Le vicende della quota nelle società personali
Le vicende della quota nelle società personali A causa dell INTUITUS PERSONAE, nelle società di persone le variazioni nella composizione soggettiva della compagine sociale sono apprezzate come vere e proprie Dettagli INDICE SOMMARIO LIBRO TERZO DEL PROCESSO DI ESECUZIONE TITOLO I DEL TITOLO ESECUTIVO E DEL PRECETTO
INDICE SOMMARIO Presentazione.......................................... Gli autori............................................ Abbreviazioni delle principali riviste............................. V VII Dettagli Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. FELICE RUSCETTA Presidente Fondazione ADR Commercialisti Cesena, 9 giugno 2015
Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento FELICE RUSCETTA Presidente Fondazione ADR Commercialisti Cesena, 9 giugno 2015 1 FONTI NORMATIVE DI RIFERIMENTO Capo II della Legge n 3 del Dettagli LE «AZIONI DI MASSA» NEL FALLIMENTO: UN INTRODUZIONE Roberto BATTAGLIA
LE «AZIONI DI MASSA» NEL FALLIMENTO: UN INTRODUZIONE Roberto BATTAGLIA Battaglia Roberto (In memoria del Prof. Lino Guglielmucci). P&D.IT Nel diritto fallimentare il termine «azioni di massa» indica l Dettagli PROGRAMMA. SECONDA GIORNATA 17 febbraio 2016 1. La fidejussione: nozione. 2. Le diverse tipologie di fidejussione.
"La fidejussione: nozione e caratteristiche, le diverse tipologie di fidejussione, la costruzione della fidejussione e le principali clausole negoziali" Avv. Lucio Nicastro PROGRAMMA SECONDA GIORNATA 17 Dettagli La prassi commerciale conosce da tempo e la giurisprudenza riconosce
PRELIMINARI DI PERMUTA E FALLIMENTO. IPOTESI SPECIFICHE PER LE AREE EDIFICABILI E GLI IMMOBILI DA COSTRUIRE. La prassi commerciale conosce da tempo e la giurisprudenza riconosce fattispecie negoziali in Dettagli INDICE SOMMARIO CAPITOLO PRIMO L ACCETTAZIONE DELL EREDITÀ IN GENERALE
INDICE SOMMARIO Elenco delle principali abbreviazioni... XV CAPITOLO PRIMO L ACCETTAZIONE DELL EREDITÀ IN GENERALE Guida bibliografica... 3 1. Le diverse forme di accettazione dell eredità... 7 2. L apertura Dettagli IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO
IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO Alla procedura di concordato preventivo possono accedere quei soggetti - già imprenditori commerciali privati non piccoli - cui è riservata la procedura di fallimento. Presupposto Dettagli Le spese e gli interessi nella domanda di ammissione al passivo
Le spese e gli interessi nella domanda di ammissione al passivo NOTE: Il presente lavoro rappresenta la risultanza degli studi e delle conoscenze dell Autore, anche in considerazione del fatto che molte Dettagli Composizione della crisi da sovraindebitamento
Riforme Composizione della crisi da sovraindebitamento LEGGE 27 gennaio 2012, n. 3 Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento. (G.U. n. 24, Dettagli Allegato n. 1 II Report Area Giuridica Progetto Allert II Fase
Allegato n. 1 II Report Area Giuridica Progetto Allert II Fase STRUMENTI DI SOLUZIONE DELLA CRISI D IMPRESA ALTERNATIVI AL FALLIMENTO Con la riforma del diritto fallimentare ad opera della l. n. 80 del Dettagli Indicare il procedimento speciale richiesto nonché l oggetto della domanda di merito
Indicare il procedimento speciale richiesto nonché l oggetto della domanda di merito RUOLO DEI PROCEDIMENTI SPECIALI SOMMARI 0.10.001 PROCEDIMENTO DI INGIUNZIONE ANTE CAUSAM (PROCEDIMENTI CAUTELARI ANTE Dettagli UNIBAS ECONOMIA AZIENDALE Diritto commerciale 2013/14. INIZIO DELL ATTIVITA D IMPRESA (acquisto della qualità di imprenditore)
UNIBAS ECONOMIA AZIENDALE Diritto commerciale 2013/14 INIZIO DELL ATTIVITA D IMPRESA (acquisto della qualità di imprenditore) PRINCIPIO DI EFFETTIVITA VS CRITERIO FORMALE Il principio di effettività può Dettagli 4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI
4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI 4 FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI. L ESPERIBILITÀ DELL AZIONE Dettagli Indice. 1 Gli effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli per i creditori ------------------------------- 3
INSEGNAMENTO DI DIRITTO FALLIMENTARE LEZIONE V GLI EFFETTI DEL FALLIMENTO SUGLI ATTI PREGIUDIZIEVOLI PER I CREDITORI PROF. SIMONE LABONIA Indice 1 Gli effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli Dettagli PROCEDURE ESECUTIVE E MISURE PATRIMONIALI ANTIMAFIA. www.lascalaw.com www.iusletter.com
LaScala studio legale e tributario in association with Field Fisher Waterhouse Focus on PROCEDURE ESECUTIVE E MISURE PATRIMONIALI ANTIMAFIA Marzo 2012 www.lascalaw.com www.iusletter.com Milano Roma Torino Dettagli La divisione ereditaria
La divisione ereditaria La divisione ereditaria è diretta a far cessare lo stato di comunione sui beni della massa ereditaria tra tutti i soggetti che partecipano alla comunione; ha natura dichiarativa Dettagli Allegato 1 -Tabella degli atti soggetti a trascrizione
Allegato 1 -Tabella degli atti soggetti a trascrizione Atti tra vivi Atto tra vivi 100 Accordo di mediazione che accerta l'usucapione 168 Affrancazione 101 Anticresi 102 Assegnazione a associato 172 Assegnazione Dettagli SEGNALAZIONE NOVITA NORMATIVE. Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133 (decreto Sblocca Italia )
SEGNALAZIONE NOVITA NORMATIVE Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133 (decreto Sblocca Italia ) Art. 23 (Disciplina dei contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili) 1. I Dettagli SEZIONE 1 - INFORMAZIONI SULLA BANCA
PRINCIPALI GARANZIE PER OPERAZIONI DI FINANZIAMENTO ALLE IMPRESE LE CONDIZIONI DI SEGUITO PUBBLICIZZATE NON COSTITUISCONO OFFERTA AL PUBBLICO SEZIONE 1 - INFORMAZIONI SULLA BANCA Denominazione: Iccrea Dettagli INDICE - SOMMARIO. CAPITOLO PRIMO IL TITOLO ESECUTIVO (artt. 474 475 476 478 c.p.c.) CAPITOLO SECONDO IL PRECETTO (artt. 477 479 480 481 482 c.p.c.
INDICE - SOMMARIO CAPITOLO PRIMO IL TITOLO ESECUTIVO (artt. 474 475 476 478 c.p.c.) 1. Il titolo esecutivo... Pag. 1 CAPITOLO SECONDO IL PRECETTO (artt. 477 479 480 481 482 c.p.c.) 1. Il precetto... Pag. Dettagli LA COMPOSIZIONE DELLE CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO
LA COMPOSIZIONE DELLE CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO ESDEBITAZIONE Convegno X Settimana nazionale della Conciliazione 2013 Rilancio degli strumenti di giustizia alternativa Panoramica sugli strumenti alternativi Dettagli La liberazione del fideiussore in caso di ritardo dell azione giudiziale del creditore contro il debitore principale
Aprile 22, 2016 La liberazione del fideiussore in caso di ritardo dell azione giudiziale del creditore contro il debitore principale Maurizio Tidona Avvocato Corrispondenza: m.tidona@tidona.com L art. Dettagli Il decreto del fare: le novità alla legge fallimentare a cura di Nicola Concia
Il decreto del fare: le novità alla legge fallimentare a cura di Nicola Concia Con la Legge 9 agosto 2013 n. 80 (S.O. n. 63 alla Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 194 del 20 agosto 2013) è stato convertito Dettagli Schema della procedura d esecuzione
Schema della procedura d esecuzione Soggetto responsabile per la fase Creditore Debitore Ufficio d esecuzione Giudice P I G N O R A M E N T O E S E C U Z I O N E Pagamento Avviso di pignoramento Esecuzione Dettagli COLLEGIO DEI PERITI AGRARI E DEI PERITI AGRARI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI SALERNO
Prot. 795 Salerno, lì 9 Luglio 2014 A tutti gli iscritti all Albo e nell Elenco Speciale LORO SEDI OGGETTO: Circolare n 122/2014. Libera professione. Diritto Civile La Comunione legale dei beni Comunione Dettagli 8. È ammesso l intervento di altri creditori nel processo esecutivo?
252 Parte Sesta 8. È ammesso l intervento di altri creditori nel processo esecutivo? Riferimenti normativi: artt. 499-500 e segg. c.p.c. Definizione: identificare le categorie di creditori legittimati Dettagli Appello contro il decreto di approvazione o di reiezione del Concordatoù L appello è previsto e disciplinato dall art 183 LF che non è stato modificato dalla riforma. Esso stabilisce che: contro la sentenza Dettagli DL 18 OTTOBRE 2012, N. 179 ( DL SVILUPPO-BIS ) GIUSTIZIA DIGITALE - MODIFICHE ALLA LEGGE FALLIMENTARE E AL D.LGS. N. 270/99
DL 18 OTTOBRE 2012, N. 179 ( DL SVILUPPO-BIS ) GIUSTIZIA DIGITALE - MODIFICHE ALLA LEGGE FALLIMENTARE E AL D.LGS. N. 270/99 Le modifiche introdotte dal DL Sviluppo bis in materia concorsuale riguardano: Dettagli 1. Il nuovo art. 182-sexies l. fall. e gli orientamenti precedenti
SPECIALE DECRETO SVILUPPO I LIMITI ALLA DISCIPLINA SOCIETARIA SULLA PERDITA DI CAPITALE di Giacomo D Attorre, Avvocato Sommario: 1. Il nuovo art. 182-sexies l. fall. e gli orientamenti precedenti - 2. Dettagli Parte Prima LE OBBLIGAZIONI
INDICE SOMMARIO Parte Prima LE OBBLIGAZIONI Capitolo I Le obbligazioni 1. La nozione di obbligazione.... 3 2. Le obbligazioni naturali.... 8 3. Complementarità e complessità delle posizioni... 10 4. La Dettagli LA COMPOSIZIONE DELLE CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO Era stata avvertita, da tempo, la esigenza di una regolamentazione appropriata per l insolvenza del
LA COMPOSIZIONE DELLE CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO Era stata avvertita, da tempo, la esigenza di una regolamentazione appropriata per l insolvenza del debitore civile, quale rimedio alle conseguenze derivanti Dettagli INDICE - SOMMARIO LA CAUSA DI GARANZIA E LA CESSIONE DEL CREDITO CAPITOLO I
INDICE - SOMMARIO CAPITOLO I LA CAUSA DI GARANZIA E LA CESSIONE DEL CREDITO 1. Introduzione. La cessione del credito in garanzia rientra tra le garanzie reali atipiche e si inserisce in un trend sovranazionale Dettagli Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione. perché in presenza di un procedimento annullato in sede giudiziale o per l infruttuosa
Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione Premessa La disciplina del risarcimento del danno arrecato dalla Pubblica Amministrazione, qualora la stessa avesse occupato aree di proprietà Dettagli La prima sentenza della Corte di Cassazione sul nuovo concordato preventivo
3/2009 Il Caso La prima sentenza della Corte di Cassazione sul nuovo concordato preventivo IN BREVE La Cassazione è intervenuta per la prima volta sulla disciplina del concordato preventivo, di recente Dettagli BENI MOBILI MATERIALI
Una volta accertati i requisiti per l attuazione di un esecuzione forzata, il creditore richiede all ufficiale giudiziario di procedere nei confronti dei beni del debitore. Possono essere oggetto di esecuzione Dettagli ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI
ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI (di Gianluca Tarantino) La legge fallimentare è stata negli ultimi anni oggetto di diversi interventi legislativi (si fa riferimento ai vari interventi operati dalla Dettagli LEZIONE 20 dicembre 2013
1 LEZIONE 20 dicembre 2013 Società per azioni (S.P.A.) > è una persona giuridica, cioè un soggetto di diritto autonomo, dotato di capacità giuridica e di agire e di autonomia patrimoniale perfetta. La Dettagli LA FASE ESECUTIVA POST OMOLOGA DEL PIANO CONCORDATARIO
LA FASE ESECUTIVA POST OMOLOGA DEL PIANO CONCORDATARIO di Francesco Pedoja (Presidente del Tribunale di Pordenone) SOMMARIO: 1. La liquidazione post omologa ex art.182 L.F.. 2. I piani cd. Chiusi 3. Alcune Dettagli CORPUS IURIS FISCALIS. Agenzia delle Entrate Risoluzione n. 10 del 2006
CORPUS IURIS FISCALIS Agenzia delle Entrate Risoluzione n. 10 del 2006 RISOLUZIONE DEL 17/01/2006 N. 10 Oggetto: Istanza d interpello - Curatela del Fallimento Immobiliare X S.r.L. Procedura esecutiva Dettagli L insinuazione al passivo dei crediti da lavoro
L insinuazione al passivo dei crediti da lavoro Fabio Zuliani Dottore commercialista e revisore contabile in Udine Consulente tecnico del Giudice presso i Tribunali di Udine e Gorizia 1 Fabio Zuliani Dottore Dettagli A TUTTE Milano, 10 Settembre 2010 LE AZIENDE ASSOCIATE
A TUTTE Milano, 10 Settembre 2010 LE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDE Oggetto: Piano straordinario contro le mafie. Nuove indicazioni sulla bolla di consegna o DDT. E stato approvato il ddl in oggetto recante Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back