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Timestamp: 2019-08-18 03:54:32+00:00
Document Index: 27311914

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 51', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 86', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 51', 'art. 29', 'art. 4', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 152']

1P.601/2000 24.10.2000
Visto il ricorso di diritto pubblico del 17 settembre 2000 presentato da Alvaro Baragiola, già detenuto presso la Maison d'arrêt di Borgo (Francia), contro le decisioni emesse il 23 agosto 2000 e il 7 settembre 2000 dal Giudice dell'istruzione e dell'arresto del Cantone Ticino, nella causa che oppone il ricorrente al Ministero pubblico del Cantone Ticino, e che vede come parte interessata l' avv. Carlo Verda, Viganello, in materia di procedimento penale (nomina del difensore d'ufficio e diniego di giustizia);
che, con decisione del 7 settembre 2000, il GIAR ha nominato l'avv. Carlo Verda, che già aveva patrocinato Alvaro Baragiola in precedenza, suo difensore d'ufficio, considerando che il gratuito patrocinio dovrebbe essere oggetto di decisione separata;
che egli chiede, previo conferimento dell'effetto sospensivo al gravame contro la nomina del difensore d'ufficio, di accogliere il ricorso e di concedergli l'assistenza giudiziaria; fa valere una violazione degli art. 4 vCost. e 6 CEDU; ritiene arbitraria la nomina dell'avv. Carlo Verda, al quale avrebbe revocato il mandato nel 1994 e che non avrebbe quindi più la sua fiducia; considera inoltre eccessiva la durata del procedimento penale;
che l'avv. Carlo Verda comunica che chiederà alla Camera per l'avvocatura e il notariato del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, secondo l'art. 51 CPP/TI, di essere dispensato dalla difesa contestata;
che il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 126 I 81 consid. 1, 125 I 14 consid. 2a, 253 consid. 1a);
che, benché queste esigenze di motivazione debbano essere valutate in modo meno severo quando il ricorrente non è patrocinato da un avvocato (DTF 116 II 745 consid. 2b), visto l'esito del ricorso, si può prescindere dall'esaminare se esso adempia tali requisiti;
che, secondo l'art. 86 cpv. 1 OG, il ricorso di diritto pubblico è ammissibile soltanto contro decisioni cantonali di ultima istanza;
che tuttavia, per quanto concerne la nomina del difensore d'ufficio, l'art. 53 cpv. 2 CPP/TI prevede la possibilità per l'accusato di chiederne la sostituzione con un'istanza motivata diretta al GIAR (cfr. Rusca/Salmina/Verda, Commento del codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 4 all'art. 53);
che inoltre, secondo l'art. 87 cpv. 1 OG, il ricorso di diritto pubblico èammissibile contro le decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza o sulle domande di ricusazione notificate separatamente dal merito; contro altre decisioni incidentali esso è ammissibile soltanto se possono cagionare un pregiudizio irreparabile (art. 87 cpv. 2 OG);
che ciò deve quindi valere analogamente anche per la decisione di nomina del difensore d'ufficio, come è qui il caso;
che abbondanzialmente, nel merito, riservato un più ampio esame e un eventuale diverso giudizio da parte della Camera per l'avvocatura e il notariato, adita dall'avv. Carlo Verda sulla base dell'art. 51 CPP/TI, la censura appare comunque infondata;
che, in effetti, secondo l'art. 29 cpv. 3 Cost. , che riprende essenzialmente i principi sviluppati dalla giurisprudenza sulla base dell'art. 4 vCost. (FF 1997 I 170), chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo e al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti;
che tali disposizioni non garantiscono all'accusato un diritto incondizionato alla libera scelta del difensore d'ufficio; in particolare egli non può di principio pretenderne la sostituzione adducendo di avere perso, unicamente per motivi soggettivi, la fiducia nel legale (DTF 116 Ia 102 consid. 4b; sentenza del 22 dicembre 1999 nella causa S., consid. 4a e b, pubblicata in Rep 1999, n. 18, pag. 109 segg.);
che del resto, invitato dal GIAR con scritto del 23 agosto 2000 a specificare le sue richieste sull'eventuale designazione di un difensore d'ufficio, il ricorrente non aveva indicato alcun motivo che poteva fare ritenere oggettivamente inadeguata la prospettata nomina dell'avv. Carlo Verda, già suo difensore di fiducia;
che anche la censura di diniego di giustizia è infondata;
che la sospensione del procedimento penale era infatti nota al ricorrente, il quale non l'aveva contestata, né aveva sollecitato la continuazione della procedura o adito le istanze ricorsuali superiori per censurare la pretesa inattività dell'autorità inquirente;
che, viste queste circostanze, il ricorrente, che si sarebbe ora venuto a trovare in una situazione giuridica sfavorevole, viola il principio della buona fede rimproverando all'autorità un asserito ritardo nello statuire, avendo egli, perlomeno implicitamente, aderito alla sospensione della causa (cfr. DTF 124 I 121 consid. 2, 119 Ia 88 consid. 1a, 111 Ia 161 consid. 1; Piergiorgio Mordasini, La buona fede nella nuova procedura penale, in Rep 1994, pag. 60);
che il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, deve quindi essere respinto e che l'emanazione del presente giudizio rende priva d'oggetto l'istanza di effetto sospensivo; che la domanda di assistenza giudiziaria per questa sede ricorsuale non può essere accolta, ritenuto che il ricorso era sprovvisto di probabilità di esito favorevole sin dall' inizio (art. 152 cpv. 1 OG);