Source: http://www.cattolica.info/2012/04/24/ordinanza-balneare-regionale-2012-regione-emilia-romagna/
Timestamp: 2017-10-23 20:45:46+00:00
Document Index: 108628347

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4']

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Atto del Dirigente: DETERMINAZIONE n° 4049 del 28/03/2012
Proposta: DPG/2012/3865 del 13/03/2012
Oggetto: ADOZIONE ORDINANZA BALNEARE 2012 PER DISCIPLINARE L’ESERCIZIO DELLE ATTIVITÀ BALNEARI E L’USO DEL DEMANIO MARITTIMO E DELLE ZONE DI MARE TERRITORIALE DEI COMUNI DI GORO, CODIGORO, COMACCHIO, RAVENNA, CERVIA, CESENATICO, GATTEO, SAVIGNANO SUL RUBICONE, SAN MAURO PASCOLI, BELLARIA-IGEA MARINA, RIMINI, RICCIONE, MISANO ADRIATICO E CATTOLICA
Luogo di adozione: BOLOGNA data: 28/03/2012
SERVIZIO COMMERCIO, TURISMO E QUALITA’ AREE TURISTICHE IL RESPONSABILE
Ritenuto di dover disciplinare l’esercizio delle attività balneari e l’uso del demanio marittimo e di zone di mare territoriale per la stagione 2012;
di approvare l’Allegato A recante: “Ordinanza Balneare n. 1/2012” e l’allegato B inerente il contenuto delle cassette di pronto soccorso conforme alle normative vigenti in premessa citate, entrambi quali parti integranti della presente determinazione.
ORDINANZA BALNEARE N. 1/2012
VISTA la Delibera della Giunta Regionale 226/2003 “Disposizioni inerenti le concessioni relative ad aree demaniali marittime per finalità turistico ricreative”; VISTA la Legge 5 febbraio 1992, n. 104 relativa all’assistenza, all’integrazione ed ai diritti delle persone disabili e successive modifiche;
VISTO il Decreto interministeriale 30 marzo 2010 “Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonchè modalità e specifiche tecniche per l’attuazione del decreto legislativo 30 maggio 2008, n.116, di recepimento della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione
La stagione balneare è compresa tra il 05 Aprile e il 07 Ottobre 2012. Le eventuali ulteriori aperture degli stabilimenti balneari, previste in periodi antecedenti o successivi a quelli indicati nella presente ordinanza, possono essere formalmente riconosciute, con ordinanze integrative del Comune competente per elio terapia, attività sportive, culturali, ludiche, di intrattenimento e per tutto quanto attiene le rispettive licenze commerciali nel rispetto di quanto indicato al successivo punto 4).
L’attività balneare deve avere inizio non oltre l’ultimo fine settimana (sabato e domenica) di maggio e terminare non prima del secondo fine settimana (sabato e domenica) di settembre. Sono fatte salve eventuali modifiche di tale periodo, in relazione alle condizioni climatiche o anche in relazione al monitoraggio a tutela della salute dei bagnanti previsto dal DLgs 116/08 e dal successivo Decreto interministeriale del 30 marzo 2010 che per questa stagione verrà effettuato dagli enti preposti con le modalità di cui alla DGR 653/2011 tra il 12 maggio e il 30 settembre 2012.
Durante il periodo di cui al precedente punto 2 devono funzionare, presso le strutture balneari e gli impianti, i servizi di salvataggio secondo le modalità indicate all’art. 5, lett. C) della presente Ordinanza recante “Disciplina particolare dei servizi di salvamento”.
I Comuni devono provvedere , dandone comunicazione al Servizio Commercio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione ad individuare le aree libere, nelle quali assicurare, direttamente o partecipando ai piani collettivi, il servizio di salvamento. Il servizio di salvamento dovrà comunque essere svolto con le dotazioni ed in conformità a quanto previsto dall’art. 5, lett. C) della presente Ordinanza, la descrizione delle dotazioni previste e il rimando all’attuazione integrale del citato punto dell’ordinanza dovrà essere riportato in tutti i piani di salvamento (singoli e collettivi) approvati dall’ufficio del Comune competente. Nelle aree libere nelle quali non viene garantito il servizio di salvamento, i Comuni devono predisporre adeguata segnaletica da posizionare in luoghi ben visibili e redatta anche in lingua inglese, francese e tedesca, con la seguente dicitura: “ATTENZIONE – BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DI SERVIZIO DI SALVATAGGIO”.
I Comuni, nel rispetto della presente ordinanza, possono determinare, con apposita Ordinanza integrativa, le modalità e gli orari di apertura delle attività economiche localizzate sulle aree demaniali. Copia di dette ordinanze, saranno trasmesse, per conoscenza, al Servizio Commercio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione, all’Autorità marittima competente per territorio e agli altri Organi di Polizia.
Fatti salvi i divieti di cui al successivo art. 3, è riservata alla balneazione la zona di mare antistante la costa compresa tra la foce del Po di Goro e il Comune di Cattolica, per una profondità di 300 metri dalla battigia. E’ facoltà dei Comuni richiedere, per documentati casi di particolare gravità, deroga ai limiti di balneazione sopra riportati al Servizio Commercio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione.
a) I limiti sopra indicati devono essere segnalati a cura dei concessionari frontisti mediante una linea di gavitelli di colore rosso/arancione o bianco, disposti parallelamente alla linea di costa, saldamente ancorati al fondo e posti a distanza non superiore a metri 100 l’uno dall’altro. I titolari di stabilimenti balneari o i Responsabili del salvamento dovranno consegnare agli uffici comunali e/o alla Regione, entro l’avvio dell’attività balneare di cui al comma 2 dell’art. 1, apposita dichiarazione in merito all’avvenuta attuazione del presente punto; delle dotazioni/servizi indicati nel successivo Art. 5 lettera C). In Caso di perdita o distacco di uno o più gavitelli, il concessionario frontista deve provvedere alla sostituzione entro il termine di 24 ore.
c) Nei Comuni di Comacchio e Ravenna in presenza di fasce di ampia dimensione del litorale destinato alla libera fruizione, proseguendo la sperimentazione già adottata dal 2009, è consentito l’allestimento di postazioni di salvataggio con l’utilizzo di moto d’acqua anche nell’area riservata alla balneazione, proposto e gestito esclusivamente nell’ambito di un progetto facente parte del servizio collettivo di salvamento presentato da associazioni riconosciute, consorzi, cooperative e società, con le necessarie autorizzazioni dei Comuni in quanto preposti all’approvazione del Piano di Salvamento, sentite le Autorità marittime territorialmente competenti; le richieste dovranno prevedere tutte le specifiche di carattere tecnico necessarie ad un corretto e sicuro svolgimento dell’attività di supporto. Tali moto d’acqua potranno essere condotte esclusivamente da personale appositamente specializzato, in possesso del brevetto professionale di bagnino di salvataggio, del brevetto professionale di conduttore di moto d’acqua finalizzato al salvamento, rilasciato dalla Società Nazionale di Salvamento o dalla Federazione Italiana Nuoto -Sezione Salvamento, nonché della Patente Nautica. Le moto d’acqua adibite al suddetto servizio utilizzeranno dei corridoi d’atterraggio appositamente previsti da posizionare nelle zone antistanti le torrette del salvataggio collettivo e di loro esclusivo utilizzo, e dentro il quale verrà vietata la balneazione; sono fatti salvi comunque i criteri generali di cui all’art. 5 lett. C).
d) Nelle zone litoranee ove il fondale nel tratto di 50 metri dalla battigia presenti pericoli per buche, dislivelli improvvisi legati ad eccezionali eventi meteorologici, ostacoli sommersi ecc. gli stessi dovranno essere segnalati a cura e spese dei concessionari degli stabilimenti balneari frontisti a mezzo di cartelli bifacciali infissi sul fondo marino. Tali cartelli devono avere forma triangolare delle stesse dimensioni e caratteristiche di quelli stradali indicanti pericolo generico, con sottostante cartello rettangolare riportante le seguenti diciture: “ACQUE ALTE”, “OSTACOLO SUL FONDO” ovvero “PERICOLI GENERICI”, con relativa traduzione in lingua inglese, francese e tedesca. Qualora risulti difficoltosa l’infissione sul fondo marino dei cartelli in parola, questi dovranno essere infissi sulla battigia sulla perpendicolare del pericolo da segnalare con l’indicazione della distanza del medesimo dalla riva.
e) Analogo obbligo è posto a carico dei Comuni rivieraschi per gli specchi acquei antistanti le aree libere individuate a norma dell’art. 1, punto 4.
b) L’ormeggio permanente di qualsiasi imbarcazione o natante, salvi i casi regolarmente autorizzati dal Servizio Commercio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione a seguito di istanza motivata di deroga avanzata dal Comune territorialmente competente. L’ormeggio temporaneo di unità da diporto all’interno dell’area riservata alla balneazione, anche se in adiacenza ai corridoi di atterraggio, è limitato, per esigenze di salvaguardia della balneazione, alle sole unità da diporto dotate di remi, di piccola stazza e comunque di lunghezza f.t. non superiore a 6 metri. Durante l’ingresso/uscita e la sosta nella predetta zona tali unità devono mantenere sollevato l’apparato propulsivo.
Nella zona di cui al punto 1 del presente articolo è consentito il transito a remi o a moto lento, con velocità massima di 3 nodi, nonché la sosta temporanea delle imbarcazioni che effettuano i prelievi ai sensi del Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 116 dalle ore 9.00 alle ore 15.00 con esclusione dei giorni festivi e prefestivi. Tale attività dovrà svolgersi avendo cura di non arrecare danno o disturbo ai bagnanti. Gli Enti preposti dovranno presentare domanda di autorizzazione al Comune competente per territorio.
a. Nei porti;
b. Nel raggio di metri 150 dai moli dell’imboccatura dei porti regionali;
c. All’interno dei corridoi di atterraggio delle unità da diporto – traffico, opportunamente segnalati;
d. Entro metri 100 dalle scogliere in costruzione o in corso di sistemazione;
e. Entro 50 metri dalle tubazioni e dalle condotte di prelievo/scarico di acqua di mare opportunamente segnalate da appositi cartelli posizionati a cura del concessionario delle condotte, nonché dalle foci di corpi idrici superficiali;
f. Nelle zone permanentemente o temporaneamente interdette con apposita Ordinanza delle Autorità comunali, opportunamente segnalate da appositi cartelli, redatti anche nella lingua inglese, francese e tedesca, posizionati a cura dei Comuni stessi, anche sulla scorta delle deliberazioni delle Amministrazioni provinciali interessate.
e) La fascia di spiaggia non in concessione antistante gli stabilimenti e tutti i passaggi che adducono al mare sono riservati unicamente al transito. In detta fascia è inoltre vietata qualsiasi attività commerciale, ad eccezione della locazione di imbarcazioni e natanti ed il loro rimessaggio, nonché del commercio ambulante debitamente autorizzato. Esclusivamente ai titolari di concessione per attività di locazione di imbarcazioni e natanti, i Comuni, con apposita Ordinanza e previa consultazione delle Associazioni regionali di categoria appartenenti alle Organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore turistico dei concessionari demaniali marittimi e dei lavoratori, possono consentire la sostituzione degli ombrelloni con gazebo aperti, uno per ogni punto di noleggio, stabilendone le dimensioni che non potranno comunque essere superiori a mq 10, fatte salve le strutture già autorizzate.
In ipotesi di condizioni meteo-marine avverse o per particolari esigenze di ordine pubblico, i piccoli natanti, ove possibile e previo diretti accordi con i concessionari retrostanti in merito al posizionamento dei natanti stessi, potranno essere temporaneamente rimessati sugli arenili in concessione.
g) Transitare o sostare con qualsiasi tipo di veicolo. Fanno eccezione i mezzi destinati al servizio di polizia, al soccorso , pulizia delle spiagge e manutenzione pubblica (inclusi i mezzi di ditte/imprese convenzionate con i Comuni per l’esercizio di tali attività di pubblico interesse). ESCLUSIVAMENTE PER QUANTO ATTIENE I MEZZI PER LA PULIZIA DELLE SPIAGGE E MANUTENZIONE PUBBLICA NEL PERIODO DI CUI ALL’ART. 5 LETT. C) PUNTO 1 IL TRANSITO E/O LA SOSTA E’ CONSENTITO FINO ALLE ORE 09,00 E DOPO LE 18,30. E’ FATTO SALVO QUANTO DIVERSAMENTE DISPOSTO CON APPOSITA ORDINANZA COMUNALE ;
i) Praticare, sia sugli arenili che negli specchi acquei immediatamente adiacenti, qualsiasi gioco (pallone, tennis da spiaggia, pallavolo, bocce, basket, giochi gonfiabili ecc.) se può derivarne danno o molestia alle persone, turbativa della quiete pubblica, nonché nocumento all’igiene dei luoghi. I suddetti giochi sono consentiti nelle zone retrostanti le cabine o nelle zone all’uopo attrezzate o a ciò destinate dai singoli concessionari anche quali aree polifunzionali di cui alla Ordinanza Regionale n° 2/2004 e sui quali grava comunque l’obbligo di adottare ogni cautela ed accorgimento, compreso l’eventuale utilizzo di reti leggere di protezione orizzontali e/o verticali con l’obbligo di non ostruire l’accesso al mare e di rimozione a fine stagione balneare, per prevenire ogni danno a terzi, oltre a stipulare apposita polizza assicurativa.
j) Condurre o far permanere qualsiasi tipo di animale, anche se munito di museruola e guinzaglio, ivi compresi quelli utilizzati dai fotografi o dai cine-operatori. Sono esclusi dal divieto i cani di salvataggio al guinzaglio impegnati per il servizio di salvamento di cui all’art. 5 lett. C) ed i cani guida per i non vedenti. I concessionari hanno tuttavia facoltà, nell’ambito del proprio impianto e previa autorizzazione del Comune competente per territorio e delle autorità competenti sotto il profilo igienico-sanitario, di individuare aree debitamente attrezzate, delimitate e riservate, per l’accoglienza di animali domestici, salvaguardando comunque l’incolumità e la tranquillità dell’utenza balneare, mantenendo una distanza minima di 10 metri dalle concessioni confinanti quando presenti. Nei casi di limitata larghezza o limitata profondità della concessione tale per cui non possono essere rispettati i sopra citati limiti i Comuni potranno rilasciare deroga:
per concessione confinante con spiaggia libera senza limiti di distanza da detto confine con l’area libera;
per concessioni che posizionano le aree ognuno a confine con l’altro senza limiti di distanza da detto confine;
con dichiarazione di assenso del confinante fino ad un massimo di 3 metri;
senza l’assenso del confinante fino ad un massimo di 4 metri con divieto di accesso agli animali nella fila di ombrelloni confinanti con l’altra concessione; tale divieto vale anche per il confinante oltre che per il richiedente.
n) Accendere fuochi o falò. Fanno eccezione particolari manifestazioni a seguito del rilascio di apposita autorizzazione da richiedersi almeno 15 giorni prima dell’evento, rilasciata dal Comune competente per territorio .
1. Sulle spiagge dotate di impianto fisso, autorizzato per la diffusione sonora, nei periodi previsti dalla licenza di concessione e comunque entro i limiti di orario definiti dalle singole Amministrazioni comunali.
2. Su tutte le spiagge i titolari di imbarcazioni adibite al trasporto passeggeri possono trasmettere da bordo annunci anche registrati. L’annuncio, da diffondere a volume moderato per non arrecare disturbo alla quiete pubblica, deve essere regolamentato secondo i limiti e con le modalità stabilite dalle singole Amministrazioni comunali. Oggetto della pubblicità deve essere soltanto la gita in mare.
a) Attivare un efficiente servizio di soccorso e salvataggio nel rispetto delle prescrizioni di cui alla lettera C) del presente articolo. Ove non risulti assicurato il servizio sopra indicato, si procederà, previo provvedimento amministrativo del Comune competente, alla sospensione d’autorità dell’attività dello stabilimento balneare fino all’accertamento del ripristino del servizio di soccorso e salvataggio.
Il concessionario deve curare la perfetta manutenzione delle aree in concessione fino al battente del mare e nello specchio acqueo immediatamente prospiciente la battigia, salvo nei casi derivanti da eccezionali eventi meteorologici
Il numero di ombrelloni da installare a qualsiasi titolo sull’arenile deve essere tale da non intralciare la circolazione dei bagnanti nel rispetto del successivo punto 6). In particolare devono essere rispettate le seguenti distanze minime calcolate tra i paletti dell’ombrellone ovvero di altri sistemi di ombreggio: metri 2,5 tra le file e metri 2 tra ombrelloni sulla stessa fila. Sono fatte salve distanze superiori già fissate dai Comune nel Piano dell’arenile. I Comuni possono comunque definire con apposita Ordinanza, in metri lineari, in relazione a particolari esigenze e previa consultazione delle Associazioni regionali di categoria appartenenti alle Organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore turistico dei concessionari demaniali marittimi e dei lavoratori, distanze superiori a quelle sopraindicate, che dovranno comunque essere uniformi per tutto il territorio comunale ovvero per località.
b) Fermo restando l’obbligo di garantire l’accesso al mare da parte delle persone disabili con la predisposizione di idonei percorsi perpendicolari alla battigia e sino in prossimità di essa, i concessionari potranno altresì predisporre, al fine di consentire la loro mobilità all’interno delle aree in concessione, altri percorsi e piazzole per disabili da posizionare sulla spiaggia, anche se non risultano riportati sul titolo concessorio. Allo stesso fine, detti percorsi potranno anche congiungere aree limitrofe in concessione previa semplice comunicazione al Comune competente per territorio e tali percorsi dovranno comunque essere rimossi al termine della stagione balneare. Tali percorsi devono avere continuità per garantire l’accessibilità a tutti al Pubblico demanio marittimo ai sensi delle norme vigenti ; l’eventuale interruzione o rimozione è perseguibile ai sensi dell’Art. 1164 del C.N. Per le spiagge libere tale incombenza è a carico delle Amministrazioni comunali.
La locazione di natanti quali mosconi a remi, pedalò, canoe, motor surf, bumpers, surf bike, free time e similari è vietata quando per condizioni meteo marine avverse non possa avvenire in condizioni di sicurezza, divieto segnalato a cura del locatore con l’innalzamento di due bandiere rosse; la locazione ed il noleggio è consentita sino all’innalzamento a cura del locatore di una manica a vento di colore blu per attività idrosciatoria, scooter acquatici, barche a vela, catamarani, wind surf, motoscafi, gommoni, scuole di vela, di surf e di surf da onda.
a) Un’idonea imbarcazione di emergenza armata, in conformità a quanto previsto dalla lettera C) punto 8 del presente articolo, e pronta per l’uso riportante la scritta “EMERGENZA”, in aggiunta a quella di salvamento, (laddove intervengano accordi tra più concessionari aventi zone a mare di limitata ampiezza, tale imbarcazione può essere posizionata ogni 50 metri), ovvero, in alternativa, una idonea imbarcazione a motore a servizio degli stabilimenti aderenti al “Piano collettivo di salvataggio” di cui alla successiva lett. C);
E’ obbligo dei titolari di concessione di aree del demanio marittimo per l’esercizio dell’attività di stabilimento balneare, ovvero dei Comuni per quanto riguarda le aree libere individuate a norma dell’art. 1 punto 4, istituire un proprio servizio di assistenza alla balneazione nel periodo compreso tra l’ultimo fine settimana (sabato e domenica) di maggio e il secondo fine settimana (sabato e domenica) di settembre. Tale obbligo deve essere garantito anche in presenza di vertenze sindacali degli addetti al salvamento.
I responsabili dei servizi di salvamento hanno l’obbligo di segnalare tempestivamente al Servizio Commercio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione, all’Autorità marittima territorialmente competente ed al Comune competente per territorio gli interventi di soccorso e/o salvamento effettuati.
Le postazioni di salvataggio non dovranno essere posizionate ad una distanza maggiore di 150 metri lineari tra loro . E’ ammessa in caso di comprovata necessità, una tolleranza del 10%.
Per i Comuni di Ravenna e Comacchio, in considerazione della particolare configurazione di alcuni tratti del litorale che ricadono sul territorio comunale competente, nell’ambito del procedimento per l’approvazione dei Piani di salvamento , è possibile richiedere al Servizio Commercio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione specifiche e motivate deroghe a tale limite, nella misura massima complessiva di 200 metri con una tolleranza massima del 10%.
Il piano collettivo di salvataggio deve indicare il soggetto responsabile dell’organizzazione del servizio che dovrà assicurare la costante reperibilità. Al responsabile dell’organizzazione compete il compito di indicare lo stato di pericolosità della balneazione per zone o gruppi di zone o per singoli stabilimenti o gruppi di essi.
I Comuni possono utilizzare bandiere di tipo diverso, quale ulteriore e più dettagliata forma di segnalazione, che dovranno essere definite con apposita Ordinanza sindacale.
Le bandiere devono essere issate sul pennone a cura dell’assistente bagnanti allorché è ordinato dal responsabile dell’organizzazione del servizio ovvero su ordine del concessionario dello stabilimento balneare, qualora quest’ultimo non abbia aderito ad pagina 16 di 24 un piano di salvataggio collettivo, ovvero su ordine dell’ Ufficio marittimo territorialmente competente.
Su ciascun pennone, come pure in ogni stabilimento balneare, deve essere affisso un idoneo cartello indicante in italiano, inglese, francese e tedesco il significato delle bandiere.
Il corridoio di arenile fronte mare antistante le postazioni di salvataggio deve essere lasciato obbligatoriamente libero da ogni impedimento all’accesso al mare.
Ad ogni postazione di salvataggio deve essere preposto un assistente bagnanti munito di idoneo brevetto rilasciato dalla Società Nazionale di Salvamento o dalla Federazione Italiana Nuoto (Sezione Salvamento) o da Federazioni riconosciute ai sensi delle diposizioni di legge vigenti.
L’assistente bagnanti indossa l’apposita tenuta obbligatoriamente di colore rosso o rosso e giallo indicante la qualifica e deve stazionare nella postazione di salvataggio durante l’orario di apertura degli stabilimenti pronto ad entrare in acqua con il battello di salvataggio. Deve prendere il mare con il battello di salvataggio ogni volta che le condizioni meteo marine e l’affluenza dei bagnanti lo rendano opportuno , solo in tale caso , e previo utilizzo di idoneo pantaloncino/ slip identificativo recante la scritta SALVATAGGIO, il marinaio di salvataggio è esentato dall’utilizzo della maglietta. In nessun caso l’assistente bagnanti può essere distolto dal servizio per essere adibito ad altre mansioni; il salvamento per le piscine regolarmente posizionate all’interno delle aree concessionate è disciplinato dalla Delibera di Giunta Regionale n. 1092/2005 tenuto conto delle diverse tipologie ivi indicate.
Eventuali modalità di interruzione o di parziale disattivazione del servizio di salvataggio sono stabilite con apposita Ordinanza comunale, previa consultazione delle Capitanerie di Porto territorialmente competenti, delle Associazioni regionali di categoria appartenenti alle Organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore turistico dei concessionari demaniali marittimi e dei lavoratori.
Ogni postazione di salvataggio deve essere dotata di apposita struttura di avvistamento adeguata in altezza per la sorveglianza e la possibilità di essere localizzata dai bagnanti dal mare, salvo quanto diversamente disposto da apposita Ordinanza comunale.
E’ obbligo dei titolari degli stabilimenti balneari (in caso di servizio di salvataggio collettivo l’obbligo è a carico del rappresentante dell’Associazione che organizza il servizio) di dotare l’assistente bagnanti di moscone o altro idoneo battello colorato in rosso recante la scritta “Salvataggio” (completo di scalmiere, remi ed ancora e munito di salvagente anulare o corrispondente omologato con sagola galleggiante lunga almeno 25 metri, un mezzo marinaio o gaffa e due cinture di salvataggio), di pallone AMBU o altro apparecchio per la respirazione artificiale di analoga efficacia, cannule per la respirazione artificiale, mascherine per la respirazione bocca a bocca, apribocca a vite, serie di bandiere indicate alla lett. C) punto 4, fischietto, maschera, pinne, binocolo almeno 10X30;
Fino all’ultimo fine settimana (sabato e domenica) di maggio e dopo il secondo fine settimana (sabato e domenica) di settembre, qualora gli stabilimenti balneari intendano rimanere aperti esclusivamente per elioterapia, non sono tenuti ad assicurare il servizio di salvataggio, ma dovranno rimanere esposti oltre alla bandiere rosse di cui all’ Art. 5 lett. C) punto 4 cartelli in italiano, inglese, francese e tedesco recanti il seguente avviso: “Stabilimento aperto esclusivamente per elioterapia – Spiaggia sprovvista di servizio di salvamento”.
Presso gli stabilimenti balneari ove è prevista l’attivazione di una postazione di salvataggio durante il periodo di cui al punto 2 dell’art. 1, devono essere sempre presenti le dotazioni di salvataggio di cui all’Art. 5 lett. C) e lett. B). Tale obbligo sussiste limitatamente al periodo del salvamento obbligatorio.
Le domande di autorizzazione per l’installazione di corridoi di atterraggio, sia prospicienti ad arenili in concessione che liberi, devono essere presentate ai Comuni competenti per territorio entro il 14 maggio. Le caratteristiche e le prescrizioni a carico dei soggetti autorizzati sono disciplinate con Ordinanze dell’Autorità marittima territorialmente competente in materia di sicurezza della navigazione e sicurezza della navigazione da diporto.
Per quanto previsto dal titolo del presente articolo si rinvia alle disposizioni impartite con apposite Ordinanze delle Autorità marittime competenti in materia di sicurezza della navigazione per i rispettivi territori.
– art. 3; art. 4 punto 1 lett. f), g), m), n), o) e punto 2;
Nei territori ricompresi all’interno delle Riserve Naturali dello Stato le modalità di accesso e fruizione sono disciplinate dai decreti istitutivi delle medesime nonché da apposito regolamento.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente Ordinanza. Bologna,
Approvata con Determina dirigenziale n. 3320 del 28 marzo 2011 quale parte integrante della Ordinanza Balneare regionale n. 1/2011
Paola Castellini, Responsabile del SERVIZIO COMMERCIO, TURISMO E QUALITA’ AREE TURISTICHE esprime, ai sensi della deliberazione della Giunta Regionale n. 2416/2008, parere di regolarità amministrativa in merito all’atto con numero di proposta DPG/2012/3865