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Timestamp: 2020-06-05 15:25:59+00:00
Document Index: 151495165

Matched Legal Cases: ['art. 611', 'art. 93', 'art. 8', 'art. 611', 'sentenza ', 'art 611', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 91', 'art. 611', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 611', 'sentenza ', 'art. 611', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 611', 'sentenza ']

Art. 611 codice di procedura civile - Spese dell'esecuzione - Brocardi.it
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Articolo 611 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 611 Codice di procedura civile
Nel processo verbale (1) l'ufficiale giudiziario specifica tutte le spese anticipate dalla parte istante.
La liquidazione delle spese è fatta dal giudice dell'esecuzione (2) con decreto (3) (4) a norma degli articoli 91 e seguenti che costituisce titolo esecutivo.
(1) Il processo verbale di cui alla norma in esame è il documento che contiene tutte le informazioni relative allo svolgimento delle operazioni, che viene depositato nella cancelleria del giudice competente. In tale documento, l'ufficiale indicherà tutte le spese anticipate dalla parte istante, quali le spese vive e i diritti e gli onorari del proprio difensore.
(2) La parola «pretore» è stata sostituita dalle parole «giudice dell'esecuzione», ai sensi dell'art. 93, d.lgs. 19-2-1998, n. 51, con decorrenza dal 2-6-1999. Per la soppressione dell'ufficio del pretore si confronti l'art. 8 del c.p.c..
(3) Secondo l'orientamento giurisprudenziale di legittimità più recente, il decreto con cui vengono liquidate le spese del processo esecutivo ha natura monitoria, impugnabile nelle forme proprie dell'opposizione a decreto ingiuntivo. Sarà lo stesso giudice che ha pronunciato il decreto ad avere la competenza a conoscere dell'esecuzione, indipendentemente dal valore del credito.
(4) Secondo l'orientamento giurisprudenziale di legittimità più recente, il decreto con cui vengono liquidate le spese del processo esecutivo ha natura monitoria, impugnabile nelle forme proprie dell'opposizione a decreto ingiuntivo. Sarà lo stesso giudice che ha pronunciato il decreto ad avere la competenza a conoscere dell'esecuzione, indipendentemente dal valore del credito.
Massime relative all'art. 611 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 24730/2013
(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 24730 del 4 novembre 2013)
Cass. civ. n. 15341/2011
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 15341 del 12 luglio 2011)
Cass. civ. n. 16377/2005
In tema di esecuzione per consegna o rilascio, il sistema di liquidazione delle spese previsto dall'art 611 c.p.c. concerne esclusivamente le spese vive anticipate dall'istante e i diritti di procuratore, sempre che vi sia stata, secondo l'apprezzamento di fatto del giudice di merito, insindacabile in sede di legittimità, opera di procuratore.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16377 del 4 agosto 2005)
Cass. civ. n. 9745/2005
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 9745 del 10 maggio 2005)
Cass. civ. n. 16936/2003
In tema di esecuzione per rilascio, qualora questa sia avvenuta a seguito di intimazione di precetto, ma senza che si sia reso necessario procedervi coattivamente, la parte istante ha diritto al rimborso delle spese processuali, ivi comprese le spese vive, i diritti di procuratore e gli onorari di avvocato.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16936 del 11 novembre 2003)
Cass. civ. n. 9777/1997
Il creditore che agisce in executivis per consegna o rilascio, per il principio stabilito dall'art. 91 c.p.c. — di cui l'art. 611 c.p.c. costituisce applicazione — ha diritto al rimborso delle spese vive, con provvedimento autonomo del giudice dell'esecuzione (che, ai sensi dell'art. 16 c.p.c., è il pretore) costituente titolo esecutivo mancando un provvedimento che chiude il procedimento. Sulla domanda di rimborso delle spese affrontate nella stessa procedura per l'assistenza tecnica il medesimo giudice, competente per materia, provvede invece con decreto, di natura monitoria.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 9777 del 8 ottobre 1997)
Cass. civ. n. 11324/1996
Qualora, a seguito della cassazione della sentenza che aveva disposto la condanna al rilascio, sia venuto meno il diritto del creditore a procedere all'esecuzione, quest'ultimo non può essere considerato titolare neppure dell'accessorio diritto di credito al recupero delle spese affrontate per minacciare l'esecuzione forzata.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 11324 del 18 dicembre 1996)
Cass. civ. n. 1471/1996
Anche nella procedura esecutiva per consegna o rilascio — in cui il sistema di liquidazione delle spese previsto dall'art. 611 c.p.c. concerne esclusivamente le spese vive anticipate dall'istante e non anche le spese della rappresentanza tecnica, per le quali si può ricorrere al provvedimento di ingiunzione — è consentito al creditore istante di intimare con il precetto — atto preliminare all'esecuzione, non avente natura processuale — il pagamento delle spese ad esso inerenti, senza preventiva liquidazione giudiziale, e di procedere, in caso di inottemperanza, al pignoramento, fermo restando il diritto del debitore di proporre opposizione all'esecuzione anche limitatamente a tale obbligazione, accessoria rispetto a quella portata dal titolo esecutivo.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1471 del 24 febbraio 1996)
Cass. civ. n. 12398/1995
Il decreto con il quale il giudice respinge la richiesta d'ingiunzione ex art. 611 c.p.c., non è impugnabile con regolamento di competenza, essendo inidoneo ad acquisire autorità di cosa giudicata e perciò non preclusivo della riproposizione della domanda in sede monitoria.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 12398 del 29 novembre 1995)
Cass. civ. n. 5720/1994
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5720 del 13 giugno 1994)
Cass. civ. n. 9685/1990
Il decreto previsto dall'art. 611 c.p.c., con il quale il pretore, su richiesta della parte istante, liquida le spese da questa anticipate per la esecuzione per consegna o rilascio, ha natura di provvedimento monitorio, suscettibile di impugnazione nelle forme previste per l'opposizione a decreto ingiuntivo, per la quale è competente lo stesso pretore indipendentemente dal valore del credito.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 9685 del 24 settembre 1990)