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Timestamp: 2019-01-19 08:15:02+00:00
Document Index: 4200271

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 11 novembre 2015, n. 23014. In tema di validità del testamento olografo, nel caso in cui il tastatore, in seno ad una scheda testamentaria priva di data, affermi che il testamento è stato redatto nello stesso giorno di un avvenimento ancora da verificarsi (come il suo suicidio), la scheda testamentaria deve considerarsi priva della data prescritta dall'art. 602 cod. civ. e, perciò, il testamento è annullabile ai sensi dell'art. 606 secondo comma dello stesso codice - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 11 novembre 2015, n. 23014. In tema di validità del testamento olografo, nel caso in cui il tastatore, in seno ad una scheda testamentaria priva di data, affermi che il testamento è stato redatto nello stesso giorno di un avvenimento ancora da verificarsi (come il suo suicidio), la scheda testamentaria deve considerarsi priva della data prescritta dall’art. 602 cod. civ. e, perciò, il testamento è annullabile ai sensi dell’art. 606 secondo comma dello stesso codice
sentenza 11 novembre 2015, n. 23014
1. – P.D., P.M., P.A., P.T. e P.F. convennero in giudizio, innanzi al Tribunale di Cagliari, A.L. e M.I., impugnando il testamento olografo col quale la sorella P.P. – morta suicida – aveva nominato suoi eredi i convenuti; chiesero dichiararsi la nullità del testamento per mancanza di autografia e di sottoscrizione e, in subordine, annullare lo stesso per mancanza della data, per lo stato di incapacità di intendere e di volere nel quale versava la testatrice al momento della redazione della scheda testamentaria e, in ogni caso, perché viziato da errore; chiesero ancora che i convenuti fossero condannati al rilascio dell’immobile da essi occupato – già di proprietà della defunta e costituente la casa di abitazione della stessa – nonché al risarcimento del danno.
2. – Sul gravame proposto da A.L. e M.I. , la Corte di Appello di Cagliari, con sentenza del 19.1.2009, rigettò la domanda di annullamento del testamento per mancanza di data e, con separata ordinanza, dispose per la prosecuzione del giudizio ai fini della decisione sulle altre domande. Ritenne la Corte territoriale che la data del testamento olografo della de cuius, seppur formalmente mancante sulla scheda testamentaria, fosse comunque dalla stessa ricavatale sulla base delle espressioni adottate dalla testatrice.
3. – Per la cassazione di tale sentenza ricorrono, sulla base di tre motivi, P.D. , P.M. , P.A. , P.T. , nonché – nella qualità di eredi di P.F. , nel frattempo deceduto – G.C. , P.N. , P.S. e P.I. .
1. – Col primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 602 e 606 cod. civ. Secondo i ricorrenti, la Corte di Appello avrebbe errato nel ritenere che la data del testamento, seppur formalmente mancante, fosse però ricavabile dal contenuto della scheda testamentaria grazie al riferimento – in essa contenuto – al suicidio della testatrice; a loro dire, l’apposizione della data nel testamento sarebbe un elemento non fungibile e, comunque, le espressioni contenute nel testamento non conterrebbero alcun riferimento alla data del suicidio né sarebbero utili a stabilire quando il testamento è stato redatto.
Nella specie, la Corte di merito ha evidenziato che, nella scheda testamentaria, la de cuius, rivolgendosi ai suoi più stretti congiunti e premettendo di non poter più sopportare il dolore per la perdita del marito, ha scritto: “oggi finisco di soffrire”, “voglio finirla”, “vi saluto e la faccio finita”. Secondo i giudici di merito, queste espressioni permetterebbero di concludere che il testamento è stato redatto dalla testatrice nello stesso giorno del suo suicidio.
2. – A questo punto, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, rileva la Corte come sussistano i presupposti di cui all’art. 384 secondo comma cod. proc. civ. per decidere la causa nel merito.
3. – Col secondo motivo di ricorso, si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 602 – 606 – 2697 – 2698 e 112 – 115 – 216 cod. proc. civ. Lamentano i ricorrenti che la Corte territoriale – nel decidere sull’appello proposto dai convenuti avverso la statuizione della sentenza di primo grado con la quale era stata dichiarata la nullità del testamento olografo per difetto di autografia – abbia accolto l’istanza di verificazione del testamento olografo avanzata dai convenuti in grado di appello, disponendo conseguentemente la prosecuzione del giudizio per l’espletamento di apposita consulenza tecnica, mentre – a loro dire – avrebbe dovuto rigettare tale istanza e confermare la pronuncia di primo grado, in quanto gli appellanti non ebbero a produrre, neppure in appello, l’originale della scheda testamentaria né scritture di comparazione.
4. – In definitiva, vanno accolti il primo e il terzo motivo di ricorso e va dichiarato inammissibile il secondo. Va cassata la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, va annullato il testamento olografo impugnato.