Source: https://www.exeo.it/free/giurisdizione-per-atti-nulli-paritetici-vincolati
Timestamp: 2019-06-20 14:02:57+00:00
Document Index: 132260393

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 13', 'art. 53', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 73', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 34', 'art. 133', 'art. 54', 'art. 823', 'art. 21', 'art. 49', 'art. 5', 'art. 133', 'art. 32', 'art. 66', 'art. 5']

Giurisdizione e competenza nei casi di atti nulli, paritetici o vincolati
Sintesi: Nel caso di atto amministrativo nullo, a parte le ipotesi di nullità per violazione o elusione del giudicato, che l'art. 21-septies della l. n. 241/1990 riserva in via espressa alla giurisdizione amministrativa, si debbono applicare gli ordinari criteri di riparto, per i quali, in caso di giurisdizione esclusiva del G.A., il citato giudice amministrativo conosce sia dell'illegittimità, sia della nullità del provvedimento.
Estratto: «In secondo luogo, è fondata la doglianza di tardiva emanazione del decreto di proroga del termine per il compimento della procedura espropriativa, adottato dopo la scadenza del termine originario fissato dalla dichiarazione di p.u. (emanata con atto prot. n. 4899 del 16 maggio 2002) e, pertanto, dopo che quest'ultima aveva ormai perso la propria efficacia.In argomento si richiama il già ricordato art. 13, comma 5, del d.P.R. n. 327/2001, a tenor del quale l'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera possa disporre la proroga del termine di cui ai commi 3 e 4 (termine per l'emanazione del decreto di esproprio) per casi di forza maggiore, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... giustificate ragioni, evidenziando, tuttavia, come la proroga (che può essere disposta d'ufficio) debba intervenire prima della scadenza del citato termine e possa avere una durata non superiore ai due anni.La giurisprudenza di legittimità ha chiarito come il decorso dei termini stabiliti dalla dichiarazione di p.u. per il compimento della procedura ablativa determini l'inefficacia della dichiarazione stessa (e ciò, anche ove il termine per l'occupazione d'urgenza non sia ancora scaduto, diventando questa illegittima, perché non più assistita da un titolo giustificativo: cfr. Cass. civ. Sez. I, 27 aprile 2011, n. 9370). I provvedimenti di proroga tardivi, ossia emessi dopo la scadenza dei termini dettati dalla dichiarazione di p.u. sono, secondo la più recente giurisprudenza, nulli in quanto viziati da assoluta carenza di potere, con l'effetto di essere ex se insuscettibili di affievolire la posizione soggettiva del privato (T.A.R. Campania, Salerno, Sez. II, 13 settembre 2011, n. 1539). In punto di giurisdizione, peraltro, ciò non significa che la presente controversia sia devoluta alla giurisdizione del G.O.: ed invero, secondo l'indirizzo giurisprudenziale cui il Collegio aderisce, la domanda di accertamento dell'illegittimit&... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... comportamento della P.A. consistente nella perdurante occupazione sine titulo del suolo connessa all'inutile scadenza, in difetto del decreto di esproprio, dei termini finali indicati nella dichiarazione di p.u., e la collegata domanda di condanna della P.A. alla restituzione del suolo ed al risarcimento dei danni, appartengono alla giurisdizione esclusiva del G.A. ai sensi dell'art. 53 del d.P.R. n. 327/2001 ed ora dell'art. 133, comma 1, lett. g), del d.lgs. n. 104/2010 (cfr., ex multis, C.d.S., Sez. IV, 28 febbraio 2012, n. 1133). Nel caso di specie, infatti, si è in presenza non già di un mero comportamento, ma di una condotta della P.A. direttamente collegata all'esercizio del potere pubblico relativo all'apprensione del bene ai fini della realizzazione di un opera pubblica, nei sensi precisati dalla sentenza della Corte costituzionale 11 maggio 2006, n. 191. Né in senso inverso può argomentarsi dalla patologia della nullità che affliggerebbe la proroga tardivamente emessa: invero, secondo la più recente giurisprudenza (cfr. C.d.S., Sez. VI, 3 marzo 2010, n. 1247), nel caso di atto amministrativo nullo – a parte le ipotesi di nullità per violazione o elusione del giudicato, che l'art. 21-septies della l. n. 241/1990 ri... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a espressa alla giurisdizione amministrativa – si debbono applicare gli ordinari criteri di riparto, per i quali, in caso di giurisdizione esclusiva del G.A. (come quella ora in esame), il citato giudice amministrativo conosce sia dell'illegittimità, sia della nullità del provvedimento.»
Sintesi: Nel caso di atto amministrativo nullo, a parte le ipotesi di nullità per violazione o elusione del giudicato, che l'art. 21-septies della l. n. 241/1990 riserva in via espressa alla giurisdizione amministrativa, debbono applicarsi gli ordinari criteri di riparto, per i quali: a) in caso di giurisdizione generale di legittimità, il G.A. conosce solamente dell'illegittimità del provvedimento, mentre la nullità compete al G.O.; b) in caso di giurisdizione esclusiva del G.A., invece, quest'ultimo conosce sia dell'illegittimità, sia della nullità del provvedimento.
Estratto: «Venendo, infatti, al quarto ed ultimo motivo del ricorso, con cui la società ha dedotto la nullità del decreto impugnato per impossibilità o illiceità dell'oggetto, si osserva che tale doglianza impone al Collegio, anzitutto, lo scioglimento de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ash; già prospettati ex officio alle parti in sede di udienza pubblica, ai sensi dell'art. 73, comma 3, primo periodo, del d.lgs. n. 104/2010 – circa la questione di giurisdizione, ed in specie circa la possibilità di proporre dinanzi al giudice amministrativo (al di là dell'ipotesi della violazione o elusione del giudicato) un'azione rivolta alla declaratoria di nullità di un provvedimento amministrativo ai sensi dell'art. 21-septies della l. n. 241/1990.Tali dubbi possono, peraltro, essere superati (anche alla stregua dell'esigenza di concentrazione del giudizio) aderendo alla tesi, formulata in dottrina e recepita anche dalla giurisprudenza (cfr. C.d.S., Sez. VI, 3 marzo 2010, n. 1247) secondo cui, nel caso di atto amministrativo nullo, a parte le ipotesi di nullità per violazione o elusione del giudicato, che l'art. 21-septies della l. n. 241/1990 riserva in via espressa alla giurisdizione amministrativa, debbono applicarsi gli ordinari criteri di riparto, per i quali: a) in caso di giurisdizione generale di legittimità, il G.A. conosce solamente dell'illegittimità del provvedimento, mentre la nullità compete al G.O.; b) in caso di giurisdizione esclusiva del G.A., invece, quest'ultimo conosce sia dell'illegittimi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sia della nullità del provvedimento. Tenuto conto che la materia espropriativa risulta devoluta alla giurisdizione esclusiva del G.A., in base sia all'art. 34, comma 1, del d.lgs. n. 80/1998 (vigente all'epoca dell'adozione del decreto impugnato), sia, ad oggi, all'art. 133, comma 1, lett. g), del d.lgs. n. 104/2010, ne deriva l'appartenenza della presente controversia alla succitata giurisdizione esclusiva del G.A.: ciò, tanto più, perché nella fattispecie in esame il potere autoritativo in astratto sembra sussistere (e, quindi, sussisterebbero i presupposti ai quali la Corte costituzionale, con le notissime sentenze 6 luglio 2004, n. 204 ed 11 maggio 2006, n. 191, ha subordinato la compatibilità costituzionale della giurisdizione esclusiva), pur mancando tale potere in concreto a causa del grave vizio dell'atto, qualificabile – nella prospettazione della società ricorrente, su cui si tornerà subito – in termini di nullità.»
Sintesi: L'atto nullo non produce alcun effetto degradatorio delle posizioni soggettive di cui si assume la lesione, e se dalla esecuzione del provvedimento sono derivati effetti pregiudizievoli, gli stessi vanno considerati come violazioni di diritti soggettivi la c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ppartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.
Estratto: «Il Collegio osserva preliminarmente che il provvedimento impugnato non può essere qualificato come un atto di diffida di natura civilistica.L'atto reca l'ordine di sgomberare ad horas, e comunque entro sette giorni dalla notifica, il locale considerato, con espressa avvertenza che, in caso di mancata ottemperanza, il Comune avrebbe provveduto allo sgombero coatto attraverso la Polizia Locale, eventualmente coadiuvata dalla Polizia di Stato.Appare palese la volontà del Comune di avvalersi di poteri autoritativi tipici delle ordinanze contingibili e urgenti di cui all'art. 54 del d. lgs. N. 267 del 2000, pur essendo radicalmente sprovvisto del relativo potere, posto che non è contestato che il bene considerato appartiene al patrimonio disponibile dell'ente.Va ricordato che l'art. 823 del codice civile ammette il ricorso dell'Amministrazione all'esercizio dei poteri amministrativi, ma solo al fine di tutelare i beni del demanio pubblico.Ne consegue che l'ordinanza impugnata, emessa in carenza assoluta di potere, va qualificata come atto nullo secondo elementari principi del diritto pubblico, ora sanciti dall'art. 21-septies della legge n. 241 del 1990.Tale circostanza, tutta... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grave; priva di riflessi sulla individuazione del giudice titolare della giurisdizione sulla vertenza in esame.L'atto nullo, infatti, non produce alcun effetto degradatorio delle posizioni soggettive di cui si assume la lesione, e se dalla esecuzione del provvedimento sono derivati effetti pregiudizievoli, gli stessi vanno considerati come violazioni di diritti soggettivi la cui tutela appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.»
GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> ATTI PARITETICI
Sintesi: Quando vengono in rilievo atti paritetici, la giurisdizione si esercita sul rapporto e non sull'atto, sì che le relative controversie si sottraggono alle regole del processo di tipo impugnatorio.
Estratto: «Osserva preliminarmente il Collegio che dal disposto dell'art. 49 del Codice della navigazione ("Salvo che sia diversamente stabilito nell'atto di concessione, quando venga a cessare la concessione, le opere non amovibili, costruite sulla zona demaniale, restano acquisite allo Stato, senza alcun compenso o rimborso, salva la facoltà dell'autorità concedente di ordinarne la demolizione con la restituzione del bene demaniale nel pristino stato") la giurisprudenza ha costantemente desunt... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...icità della produzione dell'effetto traslativo al tempo dello spirare della concessione, e quindi il carattere meramente ricognitivo (di tale effetto) che rivestono i successivi atti di incameramento delle opere qualificate "inamovibili", a fronte della loro acquisizione ope legis al demanio in coincidenza del venire in rilievo dei presupposti fattuali previsti dalla legge (v., ex multis, Cons. Stato, Sez. VI, 14 ottobre 2010 n. 7505, 6 giugno 2003 n. 3187 e 8 aprile 2000 n. 2035). Se, dunque, si realizza una peculiare forma di "accessione" consistente nell'acquisto ipso iure della proprietà del manufatto da parte del proprietario del suolo, non è necessario a tali fini un atto di incameramento o una recettizia manifestazione di volontà ad opera della pubblica Amministrazione, per trattarsi di formalità non costitutive ma di natura meramente ricognitiva, la cui assenza non preclude quindi la produzione di un effetto traslativo automatico; con la conseguenza, in particolare, che le azioni di annullamento in simili casi esperite assumono in realtà carattere accertativo e non impugnatorio, perché dirette in sostanza alla verifica dell'attuale assetto proprietario del bene, sì da rientrare nella giurisdizione esclusiva del giud... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...trativo in materia di concessioni di beni pubblici, ai sensi dell'art. 5 della legge n. 1034 del 1971 (v. Cons. Stato, Sez. VI, n. 2035/2000 cit.) e, ora, dell'art. 133, comma 1, lett. b), cod.proc.amm.Ciò posto, e venendo alla presente controversia, la domanda di annullamento dell'atto impugnato – che non ha natura provvedimentale – può essere convertita in domanda di accertamento del diritto di proprietà sul manufatto (che il ricorrente assume "amovibile"), a norma dell'art. 32, comma 2, cod.proc.amm. Ne consegue, a questo punto, l'infondatezza dell'eccezione di inammissibilità riferita dall'Avvocatura dello Stato alla circostanza che non è stato impugnato l'atto conclusivo del procedimento (v. memoria difensiva depositata il 17 marzo 2012), per prodursi l'effetto traslativo – come si è detto – indipendentemente dall'adozione degli atti di incameramento del bene al demanio statale.Nel merito, va innanzi tutto precisato che, per essere quello impugnato un mero atto paritetico e non un atto di natura autoritativa, si presentano all'evidenza irrilevanti i vizi formali e procedimentali che lo inficierebbero e improponibili le censure di eccesso di potere nella fattispecie formulate. Come è noto, infatti, quan... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...in rilievo atti paritetici, la giurisdizione si esercita sul rapporto e non sull'atto, sì che le relative controversie si sottraggono alle regole del processo di tipo impugnatorio.»
GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> ATTI VINCOLATI
Sintesi: Anche a fronte di attività connotate dall'assenza in capo alla P.A. di margini di discrezionalità, occorre avere riguardo, in sede di verifica della natura della corrispondente posizione soggettiva azionata in giudizio, alla finalità perseguita dalla norma primaria, per cui quando l'attività amministrativa, ancorché a carattere vincolato, tuteli in via diretta l'interesse pubblico, la situazione vantata da chi agisce in giudizio non può che essere protetta in via mediata, così assumendo consistenza di interesse legittimo e la giurisdizione è del G.A..
Estratto: «7) - Il Collegio è dell'avviso che la controversia rientri nella cognizione del giudice amministrativo.Secondo un principio giurisprudenziale (cfr. C.d.S., A.P., 24 maggio 2007, n. 8), condiviso dal Collegio, l'acclarata natura vincolata dell'attività demandata all'Amministrazione non comporta in modo automatico la qualificazione d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...pondente posizione soggettiva del privato o anche, come nella specie, dell'ente pubblico, con il conseguente precipitato processuale in punto di giurisdizione.Anche a fronte di attività connotate dall'assenza in capo all'Amministrazione di margini di discrezionalità, occorre avere riguardo, in sede di verifica della natura della corrispondente posizione soggettiva azionata in giudizio, alla finalità perseguita dalla norma primaria, per cui quando l'attività amministrativa, ancorché a carattere vincolato, tuteli in via diretta l'interesse pubblico, la situazione vantata da chi agisce in giudizio non può che essere protetta in via mediata, così assumendo consistenza di interesse legittimo.Vero è che nel caso di specie occorre accertare se, alla stregua delle norme sul trasferimento dei beni destinati a servizi igienico-sanitari dettate dalla L. n. 833 dl 1978, art. 66 (primo trasferimento ai Comuni con vincolo di destinazione alle Unità sanitarie locali, dei beni a tali servizi destinati di pertinenza di enti locali) e dal D.Lgs. n. 502 del 1992, art. 5 (secondo trasferimento dei beni oggetto del primo alle Aziende sanitarie di nuova istituzione), la titolarità dei beni fosse stata conservata dalla Provincia ovv... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ero verificate le condizioni per il trasferimento della proprietà a favore della AUSl, ma si tratta di accertamento incidentale che non influisce sulla individuazione del giudice avente giurisdizione sulla controversia.»