Source: https://www.sancascianovp.net/servizi/scheda-servizio/commercio-medie-strutture-di-vendita
Timestamp: 2020-08-14 13:20:21+00:00
Document Index: 96827486

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 32', 'art. 5', 'art.4', 'art. 21', 'art. 27', 'art. 71', 'art. 13', 'art. 71', 'art. 14', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 71', 'art. 13', 'art. 32', 'art. 5']

Commercio - Medie strutture di vendita | Comune di San Casciano in Val di Pesa
1. Requisiti oggettivi
La sede dell'esercizio deve possedere i requisiti previsti dal regolamento di polizia urbana, dai regolamenti comunali igienico sanitari, dal regolamento edilizio, dalle norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d'uso relative al Comune di appartenenza; il Comune, nell'ambito della disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui agli Artt. 57 e 58 lr 03/01/2005 n. 1, può prevedere una specifica destinazione d'uso funzionale di commercio per la media distribuzione e stabilire le modalità ed i criteri per l'attribuzione di detta specifica destinazione d'uso, ai locali gia aventi una generica destinazione d'uso commerciale.
Fermo il rispetto degli standard previsti dalla vigente normativa, la dotazione dei parcheggi necessaria per consentire l'insediamento di una media struttura di vendita è individuata nella misura minima di mq 1,5 per ogni mq. di superficie di vendita, prevedendo ulteriori parcheggi nella misura di 1 mq. per ogni mq. di ulteriori superfici utili coperte aperte al pubblico, destinate ad altre attività complementari a quella commerciale salvo eventuali ipotesi di riduzione o ampliamento stabilite dai singoli Comuni.
2. Requisiti soggettivi morali
- mancanza di condanne non inferiori a tre anni per delitti non colposi, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale; - mancanza di condanne per delitti contro l'economia pubblica, l'industria ed il commercio e per i delitti di ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, estorsione, delitti contro la persona commessi con violenza- mancanza di condanne per delitti contro l'igiene e la sanità pubblica- mancanza di due o più condanne nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali-non essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza salvo che non si sia ottenuta la riabilitazione- non essere stati sottoposti ad una delle misure di prevenzione adottate dalla legge nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità.- non essere stati sottoposti all'applicazione di misure di sicurezza.Le condanne di cui sopra devono essere accertate con sentenza di condanna passata in giudicato.Il divieto di esercizio dell'attività commerciale permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora al pena si sia estinta in altro modo il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. Se è stata concessa la sospensione condizionale della pena non si applica il divieto di esercizio dell?attività.Il titolare, il legale rappresentante della società e tutti i soggetti con potere di rappresentanza non devono essere sottoposti ad una delle cause di divieto, decadenza e di sospensione previste dall?art. . 67 del D.lgs 06/09/2011 n.159 (Codice delle Leggi Antimafia); tali suddette cause non devono sussistere nei confronti della società/consorzio.In particolare, secondo la norma sopra citata, quando si tratta di associazioni, imprese, società e consorzi, la documentazione attestante il possesso del requisito di moralità deve riferirsi, oltre che all'interessato:a) alle società;b) per le società di capitali anche consortili ai sensi dell'articolo 2615-ter del codice civile, per le società cooperative, di consorzi cooperativi, per i consorzi di cui al libro V, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, al legale rappresentante e agli eventuali altri componenti l'organo di amministrazione, nonché a ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10 per cento, ed ai soci o consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;c) per i consorzi di cui all'articolo 2602 del codice civile, a chi ne ha la rappresentanza e agli imprenditori o società consorziate;d) per le società in nome collettivo, a tutti i soci;e) per le società in accomandita semplice, ai soci accomandatari;f) per le società di cui all'articolo 2506 del codice civile, a coloro che le rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato. In caso di impresa individuale, i requisiti di cui sopra devono essere posseduti dal titolare dell'impresa o dall?eventuale preposto.In caso di società, associazioni o organismi collettivi, il possesso dei requisiti e' richiesto con riferimento al legale rappresentante, al preposto all?attività commerciale ed a tutti i soggetti individuati dall' articolo 2, comma 3, del D.P.R.3/6/1998, n. 252 (Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia).
3. Requisiti soggettivi professionali - in caso di commercio di prodotti alimentari
a) frequenza con esito positivo ad un corso di formazione professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;b) aver esercitato in proprio l'attività di impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione o aver prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l'attività nel settore alimentare, o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione, o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'INPS.c) essere in possesso di un diploma di istituto di istruzione secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti. I requisiti devono essere posseduti dal titolare dell'impresa o, per le società, da un legale rappresentante; sia per le imprese individuali che per le società i requisiti possono altresì essere posseduti da altra persona specificamente preposta all'attività commerciale.
4. Requisiti per i cittadini extracomunitari
I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l'esercizio di lavoro autonomo in Italia, secondo le vigenti normative. I permessi di soggiorno validi a tale fine sono i seguenti:> permesso di soggiorno per lavoro autonomo > permesso di soggiorno per lavoro subordinato > permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro > permesso di soggiorno per motivi familiari o ricongiungimento familiare > permesso di soggiorno per integrazione nei confronti dei minori che si trovino in particolari condizioni (art. 32 c. 1 bis e 1 ter del T.U. in materia di immigrazione, D.Lgs. n. 286/1998) con parere favorevole del Comitato dei minori stranieri > permesso di soggiorno per ingresso al seguito del lavoratore > permesso di soggiorno per motivi umanitari > permesso di soggiorno per attesa occupazione > permesso di soggiorno per motivi straordinari (art. 5 c. 6 L. n. 40/1998) .
Cosa serve per iniziare l'esercizio dell'attività
Come si avvia l'attività: Domanda
A) La presentazione della scia di avvio attività, subingresso, modifica dell'attività è soggetta al pagamento dei diritti di istruttoria comunali pari ad €30,00 da versare sul ccp 121509 intestato alla Tesoreria del Comune di San Casciano V.P., oppure direttamente presso la Tesoreria Comunale, che ha sede presso le filiali della Banca di Credito Cooperativo Chianti Fiorentino di San Casciano V.P., di Cerbaia V.P., o di Mercatale V.P., oppure mediante bonifico alle seguenti coordinate bancarie, codice IBAN IT 79 X 03599 01800 000000132023
La causale del pagamento è "DIRITTI SUAP".
In caso di esercizio al commercio di prodotti alimentari occorre presentare notifica sanitaria:
B) La presentazione della dia/notifica di avvio attività, modifica dell'attività, variazione della ragione sociale, subingresso è inoltre soggetta al pagamento di diritti di istruttoria Azienda U.S.L. pari ad €38,46 da versare sul ccp 27344506 intestato a Azienda U.S.L. 10 Firenze_ Diritti sanitari igiene- servizio tesoreria e con causale "prestazione di igiene pubblica non soggetta ad IVA art.4".
n. 2 marche da bollo da Euro 16,00.
Per medie strutture di vendita si intendono quegli esercizi aventi superficie di vendita :-superiore ai 300 mq. e sino a 2.500 mq nei Comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti inseriti nelle Aree Commerciali Metropolitane Firenze Pistoia Prato e Livorno - Pisa individuate nell'allegato A della lr 07/02/05 n. 28; - superiore ai 300 mq. e sino a 1.500 mq in tutti gli altri Comuni.Per superficie di vendita si intende l'area destinata alla vendita compresa quella occupata da banchi scaffalature vetrine cabine di prova e simili e le aree di esposizione della merce se accessibili alla clientela; non costituisce superficie di vendita l'area scoperta, adiacente all'esercizio, purché con superficie non superiore al 20% della superficie di vendita, nonché la superficie destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici, servizi e spazi collocati oltre le casse.Per vendita al dettaglio, si intende l'attività svolta da chiunque che, professionalmente, acquista merci in nome e per conto proprio e li rivende, su area privata in sede fissa, direttamente al consumatore finale; l'attività può essere svolta anche congiuntamente all'attività all'ingrosso (e cioè all'attività di acquisto di merci e di rivendita ad altri commercianti od utilizzatori in grande) ed in tal caso la superficie di vendita deve essere computata tenendo conto sia di quella destinata per l'esercizio dell'attività al dettaglio, sia di quella destinata per l'esercizio dell'attività all'ingrosso. Se la vendita al dettaglio ed all'ingrosso riguarda alcuni prodotti è possibile considerare, ai fini del regime abilitativo applicabile, una superficie di vendita ridotta, rispetto a quella effettiva (c.4 art. 21 cit.). In caso di centro commerciale, per superficie di vendita si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti.
INOLTRO TRAMITE PEC DELLE PRATICHE SUAP
indirizzo posta elettronica certificata: comune.sancascianovp@postacert.toscana.it
- dpgr 01/04/2009 art. 27, 28, 31 e 32
- LR 03/01/05 n. 1
- art. 71, comma 1, lett. A) F) dlgs 26/03/2010 n. 59
- art. 13 LR 07/02/2005 n. 28
- art. 71 comma 6 lett. A) C) dlgs 26/03/2010 n. 59
- art. 14 LR 07/02/2005 n. 28
- dlgs 25.07.98, n°286, art. 32, comma 1 bis e 1 ter
- L 06.03.98, n°40, art. 5, comma 6
Nicoletta Francioni
Via del Cassero 19 - piano terra - 50026 San Casciano in Val di Pesa
n.francioni@comune.san-casciano-val-di-pesa.fi.it
lunedì e giovedi' ore 9.00-12.00 e 16.00-18.00
Commercio - subingresso
Commercio - cessazione
Commercio - autorizzazione attività medie strutture
art. 71, comma 1, lett. A) F) dlgs 26/03/2010 n. 59
art. 13 LR 07/02/2005 n. 28
dlgs 25.07.98, n°286, art. 32, comma 1 bis e 1 ter
L 06.03.98, n°40, art. 5, comma 6