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Timestamp: 2019-07-18 02:21:25+00:00
Document Index: 66176301

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 781', 'art. 785', 'art. 978', 'art. 1058', 'art. 1989', 'art. 785', 'art. 978', 'art. 1058', 'art. 1989', 'art. 785', 'art. 91', 'sentenza ']

0785. Donazione in riguardo di matrimonio - Foroeuropeo
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0785. Donazione in riguardo di matrimonio
Codice Civile Libro Secondo: DELLE SUCCESSIONI Titolo V: DELLE DONAZIONI Capo III: DELLA FORMA E DEGLI EFFETTI DELLA DONAZIONE Art.785. Donazione in riguardo di matrimonio
1. La donazione fatta in riguardo di un determinato futuro matrimonio, sia dagli sposi tra loro, sia da altri a favore di uno o di entrambi gli sposi o dei figli nascituri da questi, si perfeziona senza bisogno che sia accettata, ma non produce effetto finché non segua il matrimonio.
2. L'annullamento del matrimonio importa la nullità della donazione. Restano tuttavia salvi i diritti acquistati dai terzi di buona fede tra il giorno del matrimonio e il passaggio in giudicato della sentenza che dichiara la nullità del matrimonio. Il coniuge di buona fede non è tenuto a restituire i frutti percepiti anteriormente alla domanda di annullamento del matrimonio.
3. La donazione in favore di figli nascituri rimane efficace per i figli rispetto ai quali si verificano gli effetti del matrimonio putativo.
Spese giudiziali civili - procedimenti speciali - divisione (giudizio di) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22903 del 08/10/2013
Spese processuali - Disciplina - Imposizione alla massa - Fondamento - Limiti. Nei procedimenti di divisione giudiziale, le spese occorrenti allo scioglimento della comunione vanno poste a carico della massa, in quanto effettuate nel comune interesse dei condividenti, trovando, invece, applicazione il principio della soccombenza e la facoltà di disporre la compensazione soltanto con riferimento alle spese che siano conseguite ad eccessive pretese o inutili resistenze alla divisione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22903 del 08/10/2013 ...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9052 del 15/04/2010
Mancanza di "causa adquirendi" - Restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto - Azione di ripetizione dell'indebito - Configurabilità - Fattispecie relativa a versamenti privi di causa a seguito della rottura del fidanzamento tra i nubendi. Qualora venga acclarata la mancanza di una "causa adquirendi" - tanto nel caso di nullità, annullamento, risoluzione o rescissione di un contratto, quanto in quello di qualsiasi altra causa che faccia venir meno il vincolo originariamente esistente - l'azione accordata della legge per ottenere la restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto stesso è quella di ripetizione di indebito oggettivo. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto che non fosse incorsa in ultrapetizione la sentenza impugnata, la quale aveva accolto la domanda di restituzione delle somme versate in esecuzione di un contratto, escludendo la configurabilità dello stesso come donazione obnuziale priva di causa per rottura del fidanzamento da parte dei nubendi, come sostenuto dall'attore, ma ravvisandovi un complesso accordo negoziale affetto da nullità perché stipulato in frode alla legge). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9052 del 15/04/2010 ...
Spese giudiziali civili - procedimenti speciali - divisione (giudizio di) - Regolamento delle spese - Regola della soccombenza - Applicazione - Limiti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3024 del 07/02/2011
Consulenza d'ufficio nell'ambito del giudizio di divisione - Opposizione al decreto di liquidazione del compenso al c.t.u. da parte di un condividente - Rigetto dell'opposizione - Spese del relativo giudizio incidentale - Legittimazione passiva dell'opponente nei confronti degli altri condividenti - Esclusione - Conseguenze - Rifusione delle spese nei confronti degli altri condividenti - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio di divisione, non necessariamente si deve pervenire ad un regolamento delle spese di lite, che è consentito solo nel caso di ingiustificate pretese di uno dei condividenti, ovvero di inutili resistenze. Ne consegue che, ove uno dei condividenti proponga opposizione al decreto di liquidazione del compenso dovuto al consulente tecnico d'ufficio, nel relativo giudizio incidentale l'opponente non assume la posizione di legittimato passivo nei confronti degli altri condividenti e di conseguenza, nel caso di rigetto dell'opposizione, non è ammissibile una sua condanna alla rifusione delle spese in loro favore, dovendosi dirimere ogni eventuale questione al riguardo con la sentenza conclusiva del giudizio di divisione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3024 del 07/02/2011 ...
Donazione - accettazione - donazione in riguardo di matrimonio (obnuziale) - Nullità della donazione tra coniugi – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19029 del 10/07/2008
Nullità della donazione obnunziale - Diversità del titolo - Proponibilità per la prima volta in grado di appello della domanda di nullità della donazione obnuziale per successivo annullamento del matrimonio - Condizioni. Le domande di nullità della donazione in quanto stipulata tra coniugi contro il divieto di cui all'art. 781 cod. civ. - poi dichiarato costituzionalmente illegittimo - e di nullità della donazione obnuziale per effetto del successivo annullamento del matrimonio (art. 785, secondo comma, cod. civ.), sono diverse per il titolo, in quanto la seconda si fonda sul carattere obnuziale della liberalità; ne consegue che, ove quest'ultimo elemento non sia stato tempestivamente dedotto, la domanda di nullità della donazione obnuziale deve ritenersi domanda nuova, non proponibile per la prima volta in grado di appello. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19029 del 10/07/2008 ...
Usufrutto - uso - abitazione - abitazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1967 del 30/01/2007
Usufrutto - Modi di costituzione negoziale - Individuazione - Negozi unilaterali - Ammissibilità - Limiti. Seppure l'art. 978 cod. civ. faccia genericamente riferimento alla volontà dell'uomo,la tipologia negoziale idonea a costituire il diritto di usufrutto deve essere individuata - non diversamente da quanto è stabilito in materia di servitù dall'art. 1058 cod. civ. - nel testamento e nel contratto,mentre, per quanto riguarda i negozi unilaterali,nei limiti in cui sono ritenuti vincolanti per l'ordinamento, la possibilità di costituire l'usufrutto deve ritenersi limitata alle sole figure della promessa al pubblico prevista dall'art. 1989 cod. civ. e della donazione obnuziale di cui all'art. 785 cod. civ.. (Nella specie, è stata escluso che potesse integrare un atto valido per la costituzione del diritto di usufrutto la scrittura privata sottoscritta soltanto dalla parte che aveva invocato l'avvenuta concessione del diritto). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1967 del 30/01/2007 ...
Usufrutto - uso - abitazione - abitazione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1967 del 30/01/2007
Usufrutto - Modi di costituzione negoziale - Individuazione - Negozi unilaterali - Ammissibilità - Limiti. Seppure l'art. 978 cod. civ. faccia genericamente riferimento alla volontà dell'uomo,la tipologia negoziale idonea a costituire il diritto di usufrutto deve essere individuata - non diversamente da quanto è stabilito in materia di servitù dall'art. 1058 cod. civ. - nel testamento e nel contratto,mentre, per quanto riguarda i negozi unilaterali,nei limiti in cui sono ritenuti vincolanti per l'ordinamento, la possibilità di costituire l'usufrutto deve ritenersi limitata alle sole figure della promessa al pubblico prevista dall'art. 1989 cod. civ. e della donazione obnuziale di cui all'art. 785 cod. civ.. (Nella specie, è stata escluso che potesse integrare un atto valido per la costituzione del diritto di usufrutto la scrittura privata sottoscritta soltanto dalla parte che aveva invocato l'avvenuta concessione del diritto). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1967 del 30/01/2007 ...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese - impugnabilità in cassazione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3083 del 13/02/2006
Violazione del principio della soccombenza - Ricorso per Cassazione - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie relativa a divisione giudiziale. In materia di disciplina delle spese processuali, la denunzia della violazione dell'art. 91 cod. proc. civ, attesa la natura processuale del vizio, consente di verificare anche in sede di legittimità, mediante l'esame degli atti del processo, il rispetto del principio della soccombenza, in ragione del quale, al di fuori dell'ipotesi di compensazione per reciproca soccombenza o per giusti motivi, la parte totalmente vittoriosa non può essere condannata neppure parzialmente al pagamento delle spese di giudizio. (Nella specie, relativa a divisione giudiziale, il convenuto aveva manifestato opposizione alla divisione solo in quanto finalizzata al frazionamento in natura del fondo comune di cui era coltivatore diretto, ma aveva concordato nel chiedere l'assegnazione della quota, di proprietà degli altri condividenti, di un fondo agricolo; la S.C., in applicazione del principio soprariportato, ha cassato la sentenza di merito che aveva parzialmente addebitato le spese al convenuto, benché la posizione assunta non costituisse opposizione alla domanda di divisione). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3083 del 13/02/2006 ...
Spese giudiziali civili - procedimenti speciali - divisione (giudizio di) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3083 del 13/02/2006
Spese processuali - Disciplina. Nei giudizi di divisione vanno poste a carico della massa le spese necessarie allo svolgimento del giudizio nel comune interesse, mentre valgono i principi generali sulla soccombenza per quelle spese che, secondo il prudente apprezzamento del giudice di merito, siano conseguenza di eccessive pretese o di inutili resistenze, cioè dall'ingiustificato comportamento della parte. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3083 del 13/02/2006 ...