Source: http://www.studiolegalepietrolucci.it/notizie/comunicare-via-pec-la-sentenza-integrale-non-fa-decorrere-il-termine-breve
Timestamp: 2020-04-05 15:21:11+00:00
Document Index: 166093915

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 133', 'art. 45', 'art. 325', 'art. 133', 'art. 47', 'art. 72', 'art. 178', 'art. 630', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 420', 'art. 669', 'art. 739', 'art. 740', 'art. 825']

Comunicare via pec la sentenza integrale non fa decorrere il termine breve
La Suprema Corte di Cassazione, sezione VI civile, con l’ordinanza 5 novembre 2014, n. 23526 precisa che:
• la nuova formulazione dell'art. 133 c.p.c., comma 2, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, art. 45, comma 1, lett. b), convertito con modifiche nella legge 11 agosto 2014, n. 114, secondo cui la comunicazione, da parte della cancelleria, del testo integrale del provvedimento depositato non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325 c.p.c., ha come scopo quello di “neutralizzare” gli effetti della generalizzazione della modalità telematica della comunicazione, se integrale, di qualunque tipo di provvedimento, ai fini della normale decorrenza del termine breve per le impugnazioni, solo in caso di atto di impulso di controparte;
• il contenuto dell’art. 133 c.p.c. a seguito delle modifiche apportate, non incide però, lasciandole quindi in vigore, sulle norme processuali, derogatorie e speciali, che ancorino la decorrenza del termine breve di impugnazione alla mera comunicazione di un provvedimento da parte della cancelleria come nel caso del termine per proporre il regolamento di competenza (art. 47 cpv. c.p.c.), le impugnazioni del pubblico ministero (penultimo comma dell'art. 72 c.p.c.), il reclamo avverso le ordinanze di estinzione dei processi di cognizione e di esecuzione (art. 178, comma 3 e art. 630 c.p.c. comma 3), l'istanza di pronunzia di sentenza in caso di emissione di ordinanza ex art. 186 quater c.p.c.), l'impugnazione del decreto di estinzione per rinuncia del giudizio di legittimità: (art. 391 c.p.c., comma 3), il ricorso per cassazione, avverso la sentenza su pregiudiziale questione di efficacia, validità o interpretazione di contratti o accordi collettivi (art. 420-bis c.p.c., comma 2), il reclamo cautelare (art. 669-terdecies c.p.c., comma 1), il reclamo camerale (art. 739 c.p.c., comma 1, quanto ai procedimenti camerali ed all'impugnazione della parte privata e art. 740 c.p.c., quanto alle impugnazioni del pubblico ministero), il reclamo avverso il diniego di esecutorietà al lodo (art. 825 c.p.c.), restando irrilevante in tutti tali casi che la comunicazione ad opera della cancelleria fosse stata integrale oppure no.