Source: https://www.unijuris.it/node/4989
Timestamp: 2020-07-11 04:57:45+00:00
Document Index: 16800947

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 182', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 389']

Corte Costituzionale: pronuncia di illegittimità parziale dell'art. 7, primo comma, terzo periodo, della L. 3/2012 e possibilità della falcidia del credito per IVA in sede di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
Home » Corte Costituzionale: pronuncia di illegittimità parziale dell'art. 7, primo comma, terzo periodo, della L. 3/2012 e possibilità della falcidia del credito per IVA in sede di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento.
Stante il parallelalismo da riconoscersi tra la procedura di concordato preventivo e quella di accordo con i debitori nell'ambito della composizione della crisi da sovraindebitamento, in quanto entrambe rispondenti all'esigenza di garantire ai soggetti connotati da gravi situazioni debitorie, nel primo caso quali soggetti fallibili e nel secondo quali soggetti non fallibili, l'accesso a misure di carattere esdebitatorio, alternative alla liquidazione o conseguenti alla stessa, pur a fronte di un adempimento solo parziale rispetto al passivo maturato e stante che l'art. 182 ter L.F. nella versione attuale, come riscritta tramite l'art. 1 della egge 11 dicembre 2016, n. 232, prevede espressamente la possibilità in sede di concordato preventivo del pagamento anche falcidiato dell'IVA, a condizione che la soddisfazione di quel tributo non risulti inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, la Corte Costituzionale ha ritenuto di dover dichiarare, con riferimento all'ipotesi di accordo di composizione della crisi e dei presupposti per la sua ammissibilità, l'illegittimità, ai sensi dell'art. 3 Cost., dell'art. 7, comma 1, terzo periodo della L.3/2012 limitatamente alle parole "all'imposta del valore aggiunto", con ciò rendendo possibile, anche in quella diversa ipotesi, in presenza degli stessi presupposti, la previsione del pagamento parziale e non solo della mera dilazione anche di quel tributo (Pierluigi Ferrini- Riproduzione riservata)
http://mobile.ilcaso.it/sentenze/ultime/22907
[la Corte in sede di decisione ha avuto modo di segnalare che, con il decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155), il legislatore ha da ultimo operato una revisione completa, operativa ai sensi dell'art. 389, primo comma, e 390, primo e secondo comma, dal 15 agosto 2020, della disciplina relativa alle procedure concorsuali, all'interno della quale risulta anche ridisegnata la normativa relativa alla crisi di sovraindebitamento come disciplinata dalla L. 3/2012. Al riguardo, con riferimento in particolare all'ipotesi oggetto della suindicata pronuncia di illegittimità costituzionale, va rimarcato che le nuove disposizioni sul sovraindebitamento contenute nel CCII, sia con riferimento al concordato minore (ovverosia a quello che costituiva l'accordo di composizione con i creditori), come dal nuovo codice disciplinato dagli artt. da 74 a 83, sia in relazione alla procedura di "ristrutturazione dei debiti del consumatore" (l'originario piano del consumatore), come regolato dagli artt. da 67 a 73 C.C.I., prevedono, una volta entrate in vigore, il possibile pagamento parziale dei crediti privilegiati e tra questi anche di quelli tributari, senza più riprodurre il divieto di falcidia, attualmente previsto dalla norma che la Corte Costituzionale ha censurato. Ciò sempre che la proposta sia maggiormente favorevole rispetto alla prospettiva liquidatoria, in termini non diversi da quanto attualmente previsto dalla disciplina del concordato preventivo di cui agli artt. 160, secondo comma, e 182 ter LF., destinati ad essere sostituiti dagli artt. 85 e 88 del C.C.I.]