Source: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20072323/201109110000/comparison.html
Timestamp: 2020-06-05 23:29:12+00:00
Document Index: 171710968

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 26']

Approvata dall’Assemblea federale il 12 marzo 20092
Entrata in vigore mediante scambio di note l’11 settembre 2011
l’imposta sul reddito e i suoi complementi («Impuesto sobre la renta y complementarios»),
l’imposta nazionale sul patrimonio («Impuesto de orden nacional sobre el patrimonio»),
il termine «società» designa qualsiasi persona giuridica o qualsiasi ente che è considerato una persona giuridica ai fini dell’imposizione;
il termine «impresa» si applica all’esercizio di qualsiasi attività o affare;
una sede fissa di affari è utilizzata, per l’impresa, ai soli fini dell’esercizio di qualsiasi altra attività di carattere preparatorio o ausiliario;
una sede fissa di affari è utilizzata ai soli fini dell’esercizio cumulativo di attività menzionate nelle lettere a – e, a condizione che l’insieme delle atti-vità della sede fissa di affari che ne risulta abbia carattere preparatorio o ausiliario.
6. Non si considera che un’impresa abbia una stabile organizzazione in uno Stato contraente per il solo fatto che essa vi eserciti la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale o di ogni altro agente che goda di uno statuto indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attività e che le transazioni tra l’agente e l’impresa siano state effettuate in condizioni paragonabili a quelle convenute tra persone indipendenti.
2. Se è situata a bordo di una nave, la sede della direzione effettiva di un’impresa di navigazione marittima si considera situata nello Stato contraente in cui si trova il porto d’immatricolazione della nave, oppure, in mancanza di un porto d’immatri-colazione, nello Stato contraente di cui è residente l’esercente della nave.
2. Quando uno Stato contraente include negli utili di un’impresa di questo Stato contraente, e tassa in conseguenza, gli utili sui quali un’impresa dell’altro Stato contraente è stata tassata in questo Stato e che quest’altro Stato contraente riconosce che gli utili così inclusi sono utili che sarebbero stati conseguiti dall’impresa del primo Stato se le condizioni convenute tra le due imprese fossero state quelle che sarebbero state fissate tra imprese indipendenti, l’altro Stato procede a un adeguato aggiustamento dell’ammontare d’imposta prelevato su questi utili. Per determinare questo aggiustamento occorre tener conto delle altre disposizioni della presente Convenzione; se necessario, le autorità competenti degli Stati contraenti potranno consultarsi.
lo 0 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi, se il beneficiario effettivo è una società che detiene direttamente almeno il 20 per cento del capitale della società che paga i dividendi;
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente, un’attività commerciale o d’impresa per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati a un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili soltanto in questo altro Stato se:
gli interessi sono pagati in relazione alla vendita a credito di merci o equipaggiamenti a un’impresa dell’altro Stato contraente; o
5. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano nel caso in cui il beneficiario degli interessi effettivi, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente dal quale provengono gli interessi, un’attività commerciale tramite una stabile organizzazione ivi situata, e il credito generatore degli interessi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7.
3. Ai fini del presente articolo il termine «canoni» designa i compensi pagati di qualsiasi natura corrisposti per l’uso o la concessione in uso di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, ivi comprese le pellicole cinematografiche o le videocassette e le registrazioni su nastro o altri mezzi di riproduzione di immagini o di suono, di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o procedimenti segreti o per l’uso o la concessione in uso di equipaggiamenti industriali, commerciali o scientifici oppure per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico comprese le prestazioni complementari o sussidiarie di servizi, assistenza e consulenza ad esse connesse.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei canoni, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente dal quale provengono i canoni, un’attività imprenditoriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, e i diritti o i beni generatori dei canoni si ricolleghino effettivamente a detta stabile organizzazione. In tale ipotesi trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7.
5. I canoni si considerano provenienti da uno Stato contraente quando il debitore è una persona residente di detto Stato. Tuttavia, quando il debitore dei canoni, sia esso un residente o no di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione per la quale è stato contratto l’obbligo di pagamento dei canoni e tali canoni sono a carico della stabile organizzazione, i canoni stessi si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione.
4. Gli utili che un residente di uno Stato contraente ritrae dall’alienazione di azioni o di altri diritti di partecipazione nel capitale di una società residente nell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato se essi provengono dall’alienazione di azioni il cui valore proviene, direttamente o indirettamente, per oltre il 50 per cento da beni immobiliari situati nell’altro Stato contraente.
1. Fatte salve le disposizioni degli articoli 15, 17 e 18, i salari, gli stipendi e le rimunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un lavoro subordinato sono imponibili soltanto in detto Stato contraente, a meno che l’attività non sia svolta nell’altro Stato contraente. Se l’attività è quivi svolta, le rimunerazioni percepite a tal titolo sono imponibili in questo altro Stato.
l’onere delle rimunerazioni non è sostenuto da una stabile organizzazione che il datore di lavoro ha nell’altro Stato.
1. Nonostante le disposizioni degli articoli 7 e 14, i redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dalle sue prestazioni personali esercitate nell’altro Stato contraente in qualità di artista, come artista di teatro, del cinema, della radio o della televisione, o in qualità di musicista nonché di sportivo sono imponibili in detto altro Stato.
2. Quando il reddito proveniente da prestazioni personali esercitate da un artista o da uno sportivo in tale qualità è attribuito a una persona diversa dall’artista o dallo sportivo medesimo, detto reddito può essere tassato, nonostante le disposizioni degli articoli 7 e 14, nello Stato contraente in cui dette prestazioni sono svolte.
3. Nonostante le disposizioni ai paragrafi 1 e 2, i redditi provenienti dalle attività ivi menzionate sono esonerati nello Stato contraente dove queste attività sono esercitate allorquando la visita in questo Stato dell’artista o dello sportivo è finanziata completamente o in larga misura da fondi pubblici dell’altro Stato contraente, di una sua suddivisione politica o di un suo ente locale.
Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 18, le pensioni e le altre rimunerazioni analoghe, pagate a un residente di uno Stato contraente in relazione a un cessato lavoro subordinato, sono imponibili soltanto in detto Stato.
b) Tuttavia, tali salari, stipendi e altre rimunerazioni analoghe sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente qualora i servizi siano resi in detto Stato e la persona fisica sia un residente di detto Stato contraente e:
b) Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente qualora la persona fisica sia un residente di questo Stato e ne abbia la cittadinanza.
3. Le disposizioni degli articoli 14, 15, 16, e 17 si applicano ai salari, agli stipendi e alle rimunerazioni analoghe e alle pensioni pagate in corrispettivo di servizi resi nell’ambito di un’attività industriale o commerciale esercitata da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano ai redditi diversi da quelli provenienti da beni immobili ai sensi del paragrafo 2 dell’articolo 6, nel caso in cui il beneficiario di tali redditi, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente, un’attività imprenditoriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, cui si ricollega effettivamente il diritto o il bene generatore dei redditi. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7.
1. Qualora una società residente di uno Stato contraente riceva redditi provenienti dall’altro Stato contraente e trasmetta, direttamente o indirettamente, a un momento qualsiasi e in qualsiasi forma, almeno la metà di questo reddito a una o più persone non residenti in detto altro Stato contraente, questo elemento del reddito non beneficia dei vantaggi della presente Convenzione.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo non sono applicabili qualora la società che richiede di beneficiare dei vantaggi della Convenzione dimostri che le operazioni in causa non hanno come obiettivo principale l’ottenimento dei benefici della presente Convenzione. Tale condizione è soddisfatta qualora l’elemento del reddito:
2. Il patrimonio costituito da beni mobili che fanno parte dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato contraente possiede nell’altro Stato contraente è imponibile in detto altro Stato.
il computo o il credito sull’imposta sul reddito di detto residente per un ammontare pari all’imposta sul reddito pagata in Svizzera;
il computo o il credito sull’imposta sul patrimonio di detto residente per un ammontare pari all’imposta sul patrimonio pagata in Svizzera sui detti elementi del patrimonio;
il computo o il credito sull’imposta sulle società effettivamente pagato dalla società distributrice dei dividendi corrispondenti agli utili sul quale sono pagati questi dividendi, conformemente alla sua legislazione interna.
Qualora un residente della Colombia ritragga redditi o possieda un patrimonio che, secondo le disposizioni della presente Convenzione, sono esenti dall’imposta in questo Stato, la Colombia può nondimeno tener conto di questi redditi o di questo patrimonio esenti dall’imposta per determinare l’imposta afferente al rimanente reddito o al rimanente patrimonio di detto residente.
qualora un residente di Svizzera ritragga redditi o possieda un patrimonio che, giusta le disposizioni della presente Convenzione, sono imponibili in Algeria, la Svizzera esenta da imposta detti redditi o detto patrimonio, salve le disposizioni della lettera b), ma può, per determinare l’imposta afferente al rimanente reddito o patrimonio di questo residente, applicare l’aliquota corrispondente all’intero reddito o patrimonio in questione, senza tener conto dell’esenzione. Tuttavia, questa esenzione si applica agli utili di cui al paragrafo 4 dell’articolo 13 unicamente se ne è provata l’effettiva imposizione in Colombia.
computo dell’imposta pagata in Colombia, giusta le disposizioni degli articoli 10, 11 o 12, sull’imposta svizzera sul reddito di suddetto residente; l’ammontare computato non può tuttavia eccedere la frazione dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo, che corrisponde al reddito imponibile in Colombia; o
esenzione parziale dall’imposta svizzera dei dividendi, degli interessi o dei canoni di cui si tratta, pari almeno all’imposta prelevata in Colombia sull’ammontare lordo dei dividendi, degli interessi o dei canoni.
Qualora una società residente di Svizzera riceva dividendi da una società residente della Colombia, fruisce, per quanto concerne la riscossione dell’imposta svizzera inerente a detti dividendi, dei medesimi vantaggi di cui beneficerebbe se la società che paga i dividendi fosse residente di Svizzera.
Qualora la Colombia esenti, in applicazione della sua legislazione interna, una società residente della Colombia dell’imposta sugli utili, per lo sgravio previsto al paragrafo 2b) del presente articolo in relazione con il paragrafo 2b) dell’articolo 10 la Svizzera prenderà in considerazione un ammontare pari al 10 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi distribuiti da detta società.
1. Quando ritiene che i provvedimenti adottati da uno o da entrambi gli Stati contraenti comportino o comporteranno per lei un’imposizione non conforme alla presente Convenzione, una persona può, indipendentemente dai mezzi giuridici previsti dalla legislazione nazionale di tali Stati contraenti, sottoporre il suo caso all’autorità competente dello Stato contraente di cui è residente o, se il suo caso ricade nell’ambito di applicazione del paragrafo 1 dell’articolo 24, a quella dello Stato contraente di cui possiede la cittadinanza. Il caso deve essere sottoposto entro i tre anni che seguono la prima notificazione del provvedimento che comporta un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione.
4. Le autorità competenti degli Stati contraenti possono comunicare direttamente fra di loro per giungere a un accordo ai sensi dei paragrafi precedenti. Se degli scambi d’opinione orali dovessero facilitare la Convenzione, questi scambi di opinione possono tenersi presso una commissione composta da rappresentanti delle autorità competenti degli Stati contraenti.
1. Le autorità competenti degli Stati contraenti si scambiano, su richiesta, le informazioni (che le legislazioni fiscali degli Stati contraenti permettono di ottenere) necessarie per l’applicazione delle disposizioni della presente Convenzione relative alle imposte oggetto della presente Convenzione. Le informazioni così scambiate saranno tenute segrete e potranno essere rese note soltanto a persone e autorità (compresi i tribunali e le autorità amministrative) che si occupano dell’accertamento, della riscossione o dell’amministrazione delle imposte che rientrano nel campo d’applicazione della presente Convenzione, della messa in esecuzione e del perseguimento penale di queste imposte oppure della decisione dei rimedi giuridici rela-tivi a queste imposte. Queste persone o autorità possono utilizzare le informazioni unicamente per questi scopi. Esse possono rivelare le informazioni nell’ambito di una procedura giudiziaria pubblica o in una decisione giudiziaria. Non potranno essere scambiate informazioni suscettibili di rivelare segreti commerciali o d’affari, industriali o professionali oppure metodi commerciali.
2. Le disposizioni del presente articolo non potranno in nessun caso essere interpretate nel senso di imporre a uno Stato contraente l’obbligo di adottare provvedimenti amministrativi in deroga alla regolamentazione o alla prassi amministrativa di uno o dell’altro Stato contraente, ovvero contrarie alla sua sovranità, alla sua sicurezza o all’ordine pubblico oppure di fornire informazioni che non possano essere ottenute in base alla sua legislazione o a quella dello Stato contraente che le chiede.
2. La Convenzione entrerà in vigore 60 giorni dopo la data di ricezione dell’ultima delle notifiche menzionate al paragrafo 1 e le sue disposizioni saranno applicabili nei due Stati contraenti a partire dal 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore della Convenzione.
La presente Convenzione rimarrà in vigore sino alla denuncia da parte di uno degli Stati contraenti. Ciascuno Stato contraente può denunciare la Convenzione per via diplomatica con un preavviso minimo di sei mesi, prima della fine di ciascun anno civile. In tal caso la Convenzione cesserà di essere applicabile nei due Stati contraenti a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale è stata notificata la denuncia.
il 26 ottobre 2007, all’atto della firma a Berna della Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica di Colombia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, hanno convenuto le seguenti disposizioni che formano parte integrante della Convenzione.
La Colombia si riserva il diritto di far valere che nulla obbliga uno Stato contraente ad ammettere la deduzione delle spese sostenute all’estero e che non possono ragionevolmente essere imputate all’attività della stabile organizzazione, considerati i principi generali della sua legislazione interna concernente le spese di direzione e di amministrazione dei servizi di sostegno e di assistenza.
Gli Stati contraenti si riservano, in caso di costruzione abusiva di strutture economiche o giuridiche, il diritto di tassare, nello Stato in cui è situata la stabile organizzazione, gli utili d’impresa provenienti dalla vendita di beni o merci di natura identica o analoga a quelli venduti da una stabile organizzazione situata in questo Stato contraente nonché gli utili realizzati in questo Stato e provenienti da altre attività d’impresa, di natura identica o analoga a quelle realizzate tramite questa stabile organizzazione.
Con riferimento ai paragrafi 1 e 2 dell’articolo 7, resta inteso che, qualora un’impresa di uno Stato contraente venda merci o eserciti un’attività industriale o commerciale nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, gli utili di detta stabile organizzazione non sono determinati in base all’importo complessivo conseguito dall’impresa, bensì soltanto in base alla parte della rimunerazione complessiva attribuibile all’attività effettivamente svolta dalla stabile organizzazione per queste vendite o per questa attività.
Qualora la Colombia, dopo la firma della presente Convenzione, accordasse a uno Stato terzo un regime fiscale sugli interessi più favorevole di quello stabilito all’articolo 11 della presente Convenzione, questo nuovo regime si applicherà automaticamente alla presente Convenzione come se vi fosse stato espressamente previsto; esso avrà effetto alla stessa data di quella delle disposizioni della Convenzione firmata con lo Stato terzo.
gli interessi di prestito a corto termine provenienti dall’importazione di merci e dai saldi bancari debitori;
Qualora la Colombia, dopo la firma della presente Convenzione, accordasse a uno Stato terzo un regime fiscale sui canoni più favorevole di quello stabilito all’articolo 12 della presente Convenzione, questo nuovo regime si applicherà automaticamente alla presente Convenzione come se vi fosse stato espressamente previsto; esso avrà effetto alla stessa data di quella delle disposizioni della Convenzione firmata con lo Stato terzo.
Visto che l’obiettivo principale della presente Convenzione è di evitare la doppia imposizione internazionale, gli Stati contraenti convengono che, nel caso in cui le disposizioni della Convenzione fossero impiegate in modo da ottenere profitti non previsti né mirati dalla Convenzione, le autorità competenti degli Stati contraenti esamineranno le modifiche che sarebbe necessario apportare alla Convenzione. Gli Stati contraenti convengono di discutere quanto prima allo scopo di procedere alle eventuali modifiche della Convenzione.
Resta inteso che l’espressione «frode fiscale» rappresenta in entrambi gli Stati contraenti un delitto fiscale punibile con la pena privativa della libertà.
il segreto bancario non impedisce di procurarsi presso le banche prove documentali e di trasmetterle all’autorità competente dello Stato richiedente, nella misura in cui l’autorità competente dello Stato richiedente renda plausibile un legame diretto tra il comportamento fraudolento e il provvedimento di assistenza amministrativa richiesta;
lo scambio di informazioni per i delitti in materia di frode fiscale è applicabile a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo all’entrata in vigore della presente Convenzione.
eine Anrechnung oder Gutschrift auf die von Gesellschaften zu entrichtende Steuer entsprechend der von der Gesellschaft, zulasten deren Gewinne die Dividenden ausgeschüttet werden, auf diesen Gewinnen effektiv gezahlten Steuer.
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 12 mars 20091
l’impôt sur le revenu et ses compléments («Impuesto sobre la Renta y Complementarios»),
l’impôt national sur la fortune («Impuesto de orden nacional sobre el Patrimonio»),
6. Une entreprise n’est pas considérée comme ayant un établissement stable dans un Etat contractant du seul fait qu’elle y exerce son activité par l’entremise d’un courtier, d’un commissionnaire général ou de tout autre agent jouissant d’un statut indépendant, à condition que ces personnes agissent dans le cadre ordinaire de leur activité et que les transactions entre l’agent et l’entreprise aient été effectuées dans des conditions comparables à celles convenues entre des personnes indépendantes.
2. Lorsqu’un Etat contractant inclut dans les bénéfices d’une entreprise de cet Etat – et impose en conséquence – des bénéfices sur lesquels une entreprise de l’autre Etat contractant a été imposée dans cet autre Etat, et que cet autre Etat contractant reconnaît que les bénéfices ainsi inclus sont des bénéfices qui auraient été réalisés par l’entreprise du premier Etat si les conditions convenues entre les deux entreprises avaient été celles qui auraient été convenues entre des entreprises indépendantes, l’autre Etat procède à un ajustement approprié du montant de l’impôt qui y a été perçu sur ces bénéfices. Pour déterminer cet ajustement, il est tenu compte des autres dispositions de la présente Convention et, si c’est nécessaire, les autorités compétentes des Etats contractants se consultent.
4. Les dispositions des par. 1 et 2 ne s’appliquent pas lorsque le bénéficiaire effectif des dividendes, résident d’un Etat contractant, exerce dans l’autre Etat contractant dont la société qui paie les dividendes est un résident, une activité d’entreprise par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé, et que la participation génératrice des dividendes s’y rattache effectivement. Dans ce cas, les dispositions de l’art. 7 sont applicables.
2. Toutefois, ces intérêts sont aussi imposables dans l’Etat contractant d’où ils proviennent et selon la législation de cet Etat, mais si le bénéficiaire effectif des intérêts est un résident de l’autre Etat contractant, l’impôt ainsi établi ne peut excéder 10 % du montant brut des intérêts. Les autorités compétentes des Etats contractants règlent d’un commun accord la procédure d’application de cette limitation.
3. Nonobstant les dispositions du par. 2, les intérêts provenant d’un Etat contractant et payés à un résident de l’autre Etat contractant ne sont imposables que dans cet autre Etat si:
les intérêts sont payés en liaison avec la vente à crédit de marchandises ou d’équipement à une entreprise de l’autre Etat contractant; ou
les intérêts sont payés au titre de prêts consentis par une banque, ou une autre institution de crédit, résidente d’un Etat contractant.
5. Les dispositions des par. 1, 2 et 3 ne s’appliquent pas lorsque le bénéficiaire effectif des intérêts, résident d’un Etat contractant, exerce dans l’autre Etat contractant d’où proviennent les intérêts une activité d’entreprise par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé et que la créance génératrice des intérêts s’y rattache effectivement. Dans ce cas, les dispositions de l’art. 7 sont applicables.
6. Les intérêts sont considérés comme provenant d’un Etat contractant lorsque le débiteur est un résident de cet Etat. Toutefois, lorsque le débiteur des intérêts, qu’il soit ou non un résident d’un Etat contractant, a dans un Etat contractant un établissement stable, pour lequel la dette donnant lieu au paiement des intérêts a été contractée et qui supporte la charge de ces intérêts, ceux—ci sont considérés comme provenant de l’Etat où l’établissement stable est situé.
3. Le terme «redevances» employé dans le présent article désigne les rémunérations de toute nature payées pour l’usage ou la concession de l’usage d’un droit d’auteur sur une oeuvre littéraire, artistique ou scientifique, y compris les films cinématographiques et les films ou enregistrements sur bande magnétique ou autres moyens de reproduction de l’image ou du son, d’un brevet, d’une marque de fabrique ou de commerce, d’un dessin ou d’un modèle, d’un plan, d’une formule ou d’un procédé secrets ou pour l’usage ou la concession de l’usage d’équipements industriels, commerciaux ou scientifiques et pour des informations ayant trait à une expérience acquise dans le domaine industriel, commercial ou scientifique. Ce terme couvre également les services d’assistance technique, les services techniques et les services de conseil.
4. Les dispositions des par. 1 et 2 ne s’appliquent pas lorsque le bénéficiaire effectif des redevances, résident d’un Etat contractant, exerce dans l’autre Etat contractant d’où proviennent les redevances une activité d’entreprise par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé, et que le droit ou le bien générateur des redevances s’y rattache effectivement. Dans ce cas, les dispositions de l’art. 7 sont applicables.
5. Les redevances sont considérées comme provenant d’un Etat contractant lorsque le débiteur est un résident de cet Etat. Toutefois, lorsque le débiteur des redevances, qu’il soit ou non un résident d’un Etat contractant, a dans un Etat contractant un établissement stable, pour lequel l’engagement donnant lieu aux redevances a été contracté et qui supportent la charge de ces redevances, celles-ci sont considérées comme provenant de l’Etat où l’établissement stable est situé.
4. Les gains qu’un résident d’un Etat contractant tire de l’aliénation d’actions ou d’autres droits de participation dans le capital d’une société résidente de l’autre Etat contractant sont imposables dans cet autre Etat contractant s’ils proviennent de l’aliénation d’actions dont la valeur provient directement ou indirectement pour plus de 50 % de biens immobiliers situés dans l’autre Etat contractant.
1. Nonobstant les dispositions des art. 7 et 14, les revenus qu’un résident d’un Etat contractant tire de ses activités personnelles exercées dans l’autre Etat contractant en tant qu’artiste du spectacle, tel qu’un artiste de théâtre, de cinéma, de la radio ou de la télévision, ou qu’un musicien, ou en tant que sportif, sont imposables dans cet autre Etat.
2. Lorsque les revenus d’activités qu’un artiste du spectacle ou un sportif exerce personnellement et en cette qualité sont attribués non pas à l’artiste ou au sportif lui—même mais à une autre personne, ces revenus sont imposables, nonobstant les dispositions des art. 7 et 14 dans l’Etat contractant où les activités de l’artiste ou du sportif sont exercées.
3. Nonobstant les dispositions des par. 1 et 2, les revenus provenant des activités qui y sont mentionnées sont exonérés dans l’Etat contractant où ces activités sont exercées lorsque la visite de l’artiste du spectacle ou du sportif dans cet Etat est financée totalement ou pour une part importante par des fonds publics de l’autre Etat contractant, de ses subdivisions politiques ou de ses collectivités locales.
3. Les dispositions des art. 14, 15, 16 et 17 s’appliquent aux salaires, traitements et autres rémunérations similaires ainsi qu’aux pensions payés au titre de services rendus dans le cadre d’une activité industrielle ou commerciale exercée par un Etat contractant ou l’une de ses subdivisions politiques ou collectivités locales.
2. Les dispositions du par. 1 ne s’appliquent pas aux revenus autres que les revenus provenant de biens immobiliers tels qu’ils sont définis au par. 2 de l’art. 6, lorsque le bénéficiaire de tels revenus, résident d’un Etat contractant, exerce dans l’autre Etat contractant une activité d’entreprise par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé, et que le droit ou le bien générateur des revenus s’y rattache effectivement. Dans ce cas, les dispositions de l’art. 7 sont applicables.
1. Lorsqu’une société résidente d’un Etat contractant reçoit un revenu provenant de l’autre Etat contractant et reverse, directement ou indirectement, à un moment et sous une forme quelconques, la moitié au moins de ce revenu à une ou plusieurs personnes qui ne sont pas résidents de cet autre Etat contractant, cet élément de revenu ne peut bénéficier des avantages de la présente Convention.
2. Les stipulations du par. 1 du présent article ne sont pas applicables lorsque la société qui demande le bénéfice des avantages conventionnels établit que les opérations en cause n’ont pas principalement pour objectif de tirer avantage de la présente Convention. Cette condition est réputée satisfaite lorsque l’élément de revenu:
est reversé par la société résidente d’un Etat contractant, à une ou des personnes qui ne lui sont pas liées; ou
aurait bénéficié d’un traitement conventionnel équivalent ou plus favorable s’il avait été directement perçu par la ou les personnes auxquelles il est reversé.
Lorsqu’un résident de Colombie reçoit des revenus ou possède la fortune qui, conformément aux dispositions de la Convention, sont imposables en Suisse, la Colombie accorde, conformément aux limites posées par sa législation interne:
l’imputation ou le crédit sur l’impôt sur le revenu de ce résident pour un montant égal à l’impôt sur le revenu payé en Suisse,
l’imputation ou le crédit sur l’impôt sur la fortune de ce résident pour un montant égal à l’impôt sur la fortune payé en Suisse sur ces éléments de fortune,
l’imputation ou le crédit sur l’impôt sur les sociétés effectivement payé par la société qui distribue les dividendes correspondant aux bénéfices donnant lieu au paiement de ces dividendes, conformément à sa législation interne.
Toutefois, cette imputation ou ce crédit ne pourra excéder la fraction de l’impôt sur le revenu ou de l’impôt sur la fortune, calculée avant l’octroi de cette imputation ou de ce crédit, correspondant aux revenus ou aux éléments de fortune qui sont imposables en Suisse.
Lorsqu’un résident de Suisse reçoit des revenus ou possède de la fortune qui, conformément aux dispositions de la Convention, sont imposables en Colombie, la Suisse exempte de l’impôt ces revenus ou cette fortune, sous réserve des dispositions de la let. b, mais peut, pour calculer le montant de l’impôt sur le reste des revenus ou de la fortune de ce résident, appliquer le même taux que si les revenus ou la fortune en question n’avaient pas été exemptés. Toutefois, cette exemption ne s’applique aux gains visés au par. 4 de l’art. 13 qu’après justification de l’imposition de ces gains en Colombie.
Lorsqu’un résident de Suisse reçoit des dividendes, intérêts ou redevances qui, conformément aux dispositions des art. 10, 11 ou 12, sont imposables en Colombie, la Suisse accorde un dégrèvement à ce résident à sa demande. Ce dégrèvement consiste:
en l’imputation de l’impôt payé en Colombie conformément aux dispositions des art. 10, 11 ou 12 sur l’impôt qui frappe les revenus de ce résident; la somme ainsi imputée ne peut toutefois excéder la fraction de l’impôt suisse, calculé avant l’imputation, correspondant aux revenus imposables en Colombie; ou
en une exemption partielle des dividendes, intérêts ou redevances en question de l’impôt suisse, mais au moins en une déduction de l’impôt payé en Colombie du montant brut des dividendes, intérêts ou redevances.
Une société qui est un résident de Suisse et reçoit des dividendes d’une société qui est un résident de Colombie bénéficie, pour l’application de l’impôt suisse frappant ces dividendes, des mêmes avantages que ceux dont elle bénéficierait si la société qui paie les dividendes était un résident de Suisse.
Lorsque la Colombie exempte, en application de sa législation fiscale interne, une société résidente de Colombie de l’impôt sur les bénéfices, la Suisse prendra en considération pour le dégrèvement prévu au par. 2 b du présent article en relation avec l’art. 10, par. 2 b, un montant égal à 10 % du montant brut des dividendes distribués par cette société.
1. Les autorités compétentes des Etats contractants échangent, sur demande, les renseignements (que les législations fiscales des deux Etats contractants permettent d’obtenir) nécessaires pour appliquer les dispositions de la présente Convention et les dispositions de la législation interne relative à la fraude fiscale portant sur les impôts visés par la présente Convention. Les renseignements échangés de cette manière sont tenus secrets et ne sont communiqués qu’aux personnes ou autorités (y compris les tribunaux et organes administratifs) concernées par l’établissement, le recouvrement ou l’administration des impôts visés par la présente Convention, par les procédures ou poursuites concernant ces impôts, ou par les décisions sur les recours relatifs à ces impôts. Ces personnes ou autorités n’utilisent ces renseignements qu’à ces fins. Elles peuvent révéler ces renseignements au cours d’audiences publiques de tribunaux ou dans des jugements. Il ne pourra pas être échangé de renseignements qui dévoileraient un secret commercial, d’affaires, industriel ou professionnel ou un procédé commercial.
2. La Convention entrera en vigueur soixante jours après la date de réception de la dernière des notifications mentionnées au par. 1 et ses dispositions seront applicables dans les deux Etats contractants à partir du 1er janvier de l’année civile suivant celle au cours de laquelle la Convention est entrée en vigueur.
La présente Convention demeurera en vigueur tant qu’elle n’aura pas été dénoncée par un Etat contractant. Chaque Etat contractant peut dénoncer la Convention par voie diplomatique avec un préavis minimum de six mois avant la fin de chaque année civile. Dans ce cas, la Convention cessera d’être applicable dans les deux Etats contractants à partir du 1er janvier de l’année civile suivant celle au cours de laquelle le préavis de dénonciation a été donné.
sont convenus, lors de la signature à Berne, le 26 octobre 2007, de la Convention entre la Confédération suisse et la République de Colombie en vue d’éviter les doubles impositions en matière d’impôts sur le revenu et sur la fortune, des dispositions suivantes qui font partie intégrante de cette Convention.
La Colombie se réserve le droit de faire valoir que rien n’oblige un Etat contractant d’admettre la déduction de dépenses réalisées à l’étranger et qui ne peuvent être imputées raisonnablement à l’activité de l’établissement stable, considération faite des principes généraux de sa législation interne concernant les dépenses de direction et d’administration des services d’appui et d’assistance.
Les Etats contractants se réservent, dans les cas de montage économique ou juridique abusif, le droit d’imposer, dans l’Etat de situation de l’établissement stable, les bénéfices d’entreprise provenant de la vente de biens ou de marchandises de nature identique ou analogue à ceux vendus au moyen d’un établissement stable situé dans cet Etat ainsi que les bénéfices provenant d’autres activités d’entreprise de nature identique ou analogue, réalisés dans cet Etat, à celles réalisées au moyen de cet établissement stable.
3. En ce qui concerne l’art. 11
Si la Colombie, après la signature de la présente Convention, accorde à un Etat tiers un régime d’imposition sur les intérêts plus favorable que celui établi à l’art. 11 de la présente Convention, ce nouveau régime d’imposition s’appliquera automatiquement à la présente Convention comme s’il y avait été expressément prévu; il déploiera ses effets à la même date que celle à laquelle les dispositions de la Convention signée avec cet Etat tiers déploient leurs effets.
les intérêts de prêts à court terme provenant de l’importation de marchandises et de soldes bancaires débiteurs;
les intérêts de prêts destinés au financement ou au préfinancement d’exportations;
les intérêts de prêts concernant des opérations de commerce extérieur réalisées par l’intermédiaire de sociétés financières et de banques constituées conformément aux lois colombiennes en vigueur.
Si la Colombie, après la signature de la présente Convention, accorde à un Etat tiers un régime d’imposition sur les redevances plus favorable que celui établi à l’art. 12 de la présente Convention, ce nouveau régime d’imposition s’appliquera automatiquement à la présente Convention comme s’il y avait été expressément prévu; il déploiera ses effets à la même date que celle à laquelle les dispositions de la Convention signée avec cet Etat tiers déploient leurs effets.
6. En ce qui concerne l’art. 21
Considérant que l’objectif principal de la présente Convention est d’éviter la double imposition internationale, les Etats contractants conviennent que, au cas où les dispositions de la Convention seraient utilisées de manière à obtenir des avantages qui ne sont ni prévus ni visés par celle-ci, les autorités compétentes des Etats contractants examineront les modifications qu’il serait nécessaire d’apporter à la Convention. Les Etats contractants conviennent de discuter dans les meilleurs délais en vue de procéder aux modifications de la Convention dans la mesure nécessaire.
7. En ce qui concerne l’art. 26