Source: http://www.vitalianofacchetti.it/index.php/notizie/116-omaggi-natalizi?tmpl=component&print=1&page=
Timestamp: 2019-12-16 10:39:42+00:00
Document Index: 15020748

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 108', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 95', 'art. 100', 'art. 2', 'art. 100', 'art. 2']

Come noto, il trattamento degli omaggi natalizi è differenziato in relazione:
A) al soggetto beneficiario (cliente/fornitore o dipendente)
B) al bene ceduto gratuitamente a seconda che lo stesso siano o meno oggetto dell’attività esercitata
INERENZA DEL COSTO PER OMAGGI: si noti che la cessione gratuita del bene/servizio:
in generale non configura destinazione a finalità estranea all’attività in quanto collegato, (ancorché indirettamente) alla produzione dei ricavi (e ciò anche se l’omaggio è destinato non direttamente al cliente/fornitore, ma ad un suo amministratore, dipendente, ecc.); la sua cessione:
ai fini Iva: potrà essere soggetta ad Iva (art. 2 c. 2 n. 4 Dpr 633/72)
ai fini redditi: non configura mai un componente positivo di reddito
caso diverso, ovviamente, è quello dell’omaggio:
a familiari dell’imprenditore (costo non inerente)
all’amministratore della stessa società (trattato alla stregua degli omaggi ai dipendenti).
REGALIE “ECCESSIVE”: il DM 19/11/2008 dispone che il costo sia “ragionevole” in funzione dell’obiettivo di generare futuri ricavi/compensi: un omaggio del valore di €. 5.000 ad un piccolo fornitore sarà considerato “non inerente”.
1) OMAGGIO DI BENI NON OGGETTO DELL’ATTIVITÀ
A) Acquisto Di Beni
Gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente (cd “omaggi”), la cui produzione o il cui commercio non rientra nell'attività propria dell'impresa, costituiscono sempre spese di rappresentanza, indipendentemente dal “costo unitario” degli stessi.
La detraibilità dell’Iva relativa all’acquisto dei beni dati in omaggio (art. 19bis1 lett. h) Dpr 633/72) si differenzia come segue:
Beni di costo unitario < €.25,82
Beni di costo unitario > €.25,82
“COSTO UNITARIO” E CONFEZIONI: premesso che per “costo” va assunto l’imponibile addebitato in fattura, l’Agenzia ha chiarito che (CM 34/2009):
ove l’omaggio sia costituito da più beni in una confezione unica
il costo va riferito alla totalità dei beni in esso.
Nel caso la fattura sia riferita a beni o servizi soggetti ad aliquote diverse, nella stessa occorreindicare distintamente, secondo l'aliquota applicabile (art. 21 c. 3 Dpr 633/72):
- la natura, qualità e quantità dei beni e servizi oggetto dell'operazione
- il corrispettivo e gli altri dati necessari per determinare la base imponibile
- l'aliquota e l'ammontare dell'imposta e dell'imponibile
L’impresa Alfa Srl omaggia un cestino natalizio ad un fornitore:
se il costo complessivo del cesto supera €. 25,82 (come presumibile): l’Iva sull’acquisto di tutti i componenti (beni commestibili o meno) è indetraibile
in caso contrario: l’Iva sull’acquisto del cesto è detraibile.
DOCUMENTI - DDT: all’atto della consegna dell’omaggio non è necessario rilasciare un documento fiscale (fattura, ricevuta, ecc.); per tale motivo
è opportuno emettere un DDT (con causale “omaggio”) o un documento analogo (buono di consegna), allo scopo di identificare il destinatario e provare l’inerenza del costo all’attività
il documento non risulta comunque di per sé obbligatorio (posto che non è finalizzato all'emissione di fattura differita e l'operazione trasla la proprietà dei beni, anche se a titolo gratuito).
Destinatari indicati nei DDT: ove coincidenti, il verificatore sommerà i relativi valori per vedere se eccedono il limite di €. 25,82.
ALIMENTI E BEVANDE: il regime sopra evidenziato (v. CM 54/2002) vale anche se viene omaggiato un alimento o una bevanda.
N.B.: in sostanza, prevale il regime Iva delle spese di rappresentanza (art. 19bis1 lett. h) rispetto alla indetraibilità specifica per gli alimenti e bevande (art. 19bis1 lett. g).
panettone che costa €. 10 + Iva: darà un’imposta detraibile
spumante che costa €. 30 + Iva: avrà l’Iva indetraibile
Se lo spumante è omaggiato assieme al panettone, anche l’Iva su quest’ultimo diviene indetraibile.
Ai fini reddituali i costi sostenuti per l’acquisto degli omaggi sono ricompresi fra le spese di rappresentanza (art. 108, c. 2, TUIR); in particolare:
OMAGGI DI
UNITARIO < €.50
sono integralmente deducibili a prescindere dal rispetto dei “requisiti di inerenza e congruità” previsti per le spese di rappresentanza.
Tali spese non concorrono a formare il plafond delle spese di rappresentanza deducibili nell’esercizio. Si rammenta che:
l’ importo deve desumersi al lordo dell’Iva eventualmente indetraibile
se l’omaggio è composto da più beni in un’unica confezione, il valore di €.50 deve essere riferito al valore complessivo della confezione e non a quello dei singoli beni che lo compongono. Ad esempio, un cesto natalizio composto di 3 diversi beni che hanno un valore di 20 euro ciascuno, dovrà essere considerato come un unico omaggio dal valore complessivo di 60 euro (CM 34/2009). Tuttavia, la deduzione è integrale se alla stessa persona vengono regalati più beni di valore < a 50 euro, purché confezionati singolarmente.
UNITARIO > €.50
si configurano come spese di rappresentanza e sono deducibili nell’esercizio di competenza nel limite massimo fissato dal DM 19/11/2008; il calcolo dell’importo massimo deducibile si effettua applicando le apposite percentuali.
Nota: anche nel caso in cui l'omaggio abbia per oggetto dei beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa, si ritiene che la valorizzazione debba avvenire al costo di produzione o di acquisto (non rilevando, quindi, il normale prezzo di vendita degli stessi)
DEDUCIBILITÀ DEGLI OMAGGI RIENTRANTI NELL’ATTIVITÀ DI IMPRESA
Beni per importo unitario < € 50,00
Beni per importo unitario > € 50,00
Costo totalmente deducibile
Valgono le regole di deducibilità delle
Azienda a fine 2012 omaggia i clienti con:
10 bottiglie di vino acquistate cadauna per €. 20 + Iva
1 bottiglia di champagne acquistata per €. 100 + Iva. ad un cliente particolare
Ai fini:
a) Iva: l’azienda detrae l’Iva sulle bottiglie di vino in quanto di costo < €. 25.82; rimane indetraibile l’Iva sulla bottiglia di champagne.
b) Redditi:
il costo del vino è interamente deducibile (in quanto < €. 50): n. 10 x €. 20 = €. 200
bottiglia di champagne: si supponga che l’azienda riporti in bilancio nel 2012 un totale ricavi di €. 100.000 e altre spese di rappresentanza di €. 1.400; in Unico 2013 calcolerà:
costo da cumulare per il limite: n. 1 x €. 100 + Iva (indetraibile) = €. 121
spese di rappresentanza da verificare: €. 121 + 1.400 = €. 1.521
pertanto renderà indeducibile una quota pari a €. 221 (1.521 – 1.300).
Il trattamento delle spese sostenute per gli omaggi è differenziato in relazione alla modalità di determinazione della base imponibile:
METODO DA BILANCIO
(art. 5, DLgs 446/97)
rientrano nella voce B.14 del conto economico e pertanto risultano interamente deducibili ai fini IRAP
(art. 5‐bis, DLgs 446/97)
non rientrano tra i componenti rilevanti espressamente previsti e pertanto le stesse risultano indeducibili ai fini IRAP.
PROFESSIONISTI: il costo degli omaggi ai fini:
A) dei redditi: è deducibile nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta, a prescindere dal valore unitario
Inapplicabilità del limite di €. 50: la deducibilità del costo in presenza di valore unitario degli omaggi ≤ €. 50,00 si applica alle solo imprese (non è contemplato nell’art. 54 c. 5 Tuir).
Si assumano i medesimi dati dell’esempio precedente, riferiti tuttavia ad un professionista.
Costo del vino: €. 200
+ costo spumante €. 120
+ altre spese di rappres.: €. 1.400
Tot. Spese di rappres. €. 1.720
importo deducibile: compensi 100.000 x 1% = €. 1.000
quota indeducibile: €. 720.
B) Irap: gli omaggi sono deducibili nella medesima quantificazione ai fini dei redditi ovvero nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.
B) Cessione Gratuita
Stante l’espresso riferimento a beni non oggetto dell’attività d’impresa, ai fini Iva, la cessione gratuita risulta:
non soggetta IVA (art. 2 c. 2 n. 4 DPR 633/72)
soggetta ad Iva: per i beni di costo unitario < €. 25,82 (con la conseguente necessità di adempiere agli obblighi di fatturazione, registrazione, ecc.)
N.B.: l’art. 2 c. 2 n. 4 Dpr 633/72 fa riferimento ai beni non oggetto dell’attività dalla “impresa” (escludendo gli autonomi). Si ritiene possibile, tuttavia, optare per il mancato esercizio della detrazione (“a monte”) al fine di evitare l’applicazione dell’Iva alla cessione gratuita (“a valle”)
non soggetta Iva: per i beni di costo unitario > €. 25,82
DOCUMENTAZIONE DELLA CESSIONE
Posto che in generale la cessione gratuita è esclusa da Iva (salvo il caso dei professionisti che detraggono l’Iva sugli omaggi < €. 25,82) alla consegna del bene:
fattura: non è obbligatorio emettere alcun documento fiscale (fattura, scontrino/ricevuta , ecc.)
documento di consegna:
è opportuno emettere un documento di consegna (DDT o simile) con causale completa (“cessione gratuita beni non di propria produzione”) ai fini probatori (per vincere la presunzione di cessione/acquisto “in nero” per donante/ricevente e dare prova dell’inerenza del costo di rappresentanza)
in alternativa: è ammesso annotare sul libro degli omaggi i nominativi dei beneficiari e del valore normale dei beni.
2) OMAGGIO DI BENI OGGETTO DELL’ATTIVITÀ
Ai fini redditi, il DM 19/11/2008 non differenzia i beni oggetto/non oggetto dell’attività d’impresa: sono considerate “di rappresentanza” le spese sostenute per entrambi i beni.
Tale differenziazione, tuttavia, continua a rilevare ai fini IVA: solo la cessione gratuita di un bene oggetto dell’attività costituisce una cessione rilevante ai fini IVA, se l’imposta relativa all’acquisto non è stata detratta (art. 2 c. 2 n. 4) Dpr 633/72).
Nota: l’orientamento contenuto nella CM 188/98, in base al quale “gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o commercio rientra nell’attività dell’impresa, non costituiscono spese di rappresentanza”, viene superato dal DM 19/11/08 che ha fissato nuove modalità di individuazione delle spese di rappresentanza.
Occorre procedere come segue:
a prescindere che la spesa relativa all’omaggio sia o meno di rappresentanza, si ritiene possibile che l’impresa scelga di non detrarre l’IVA a credito in sede di acquisto: in tal caso la successiva cessione gratuita è esclusa da Iva
ove non operi in tal senso:
se la spesa relativa all’omaggio è di rappresentanza:
IVA a credito: è detraibile solo per i beni di costo unitario < € 25,82
cessione gratuita: rileva ai fini IVA indipendentemente dal valore del bene; resta ferma l’esclusione dall’IVA se per l’omaggio non è stata detratta l’Iva sull’acquisto
se la spesa relativa all’omaggio non è di rappresentanza:
IVA a credito: è detraibile a prescindere dall’importo
cessione gratuita: rileva ai fini IVA indipendentemente dal valore del bene; resta ferma la possibilità di “rinunciare” alla detrazione escludendo così dall’IVA la cessione gratuita.
In presenza di una cessione gratuita rilevante ai fini IVA:
è costituita “dal prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo di costo dei beni o di beni simili, determinati nel momento in cui si effettuano tali operazioni” (art. 13 Dpr 633/72)
RIVALSA IVA
non è obbligatoria (art. 18 Dpr 633/72); l’IVA resta a carico del cedente e costituisce un costo indeducibile (art. 99 Tuir)
DOCUMENTAZIONE DELLA CESSIONE GRATUITA: si può, alternativamente:
Emettere fattura (anche “differita” se si emette il DDT) con indicazione dell’IVA:
senza rinuncia alla rivalsa dell’Iva: il cliente paga solo l’Iva e se la porta in detrazione
con rinuncia alla rivalsa dell’Iva (non essendo obbligatoria la rivalsa dell’Iva sugli omaggi):
il cliente: registra la fattura senza poter detrarre l’Iva (non pagata)
il cedente: versa l’Iva ordinariamente in liquidazione periodica (l’Iva non addebitata diviene costo indeducibile ex art. 99 c. 1 Tuir)
OMAGGIO”
Emettere autofattura in 1 sola copia da annotare sul solo registro delle vendite
(darà un’Iva a debito con applicazione dell’aliquota propria dei beni). Può essere:
singola: per ciascuna cessione gratuita
“globale”: per tutte le cessioni gratuite effettuate nel mese (in tal caso con obbligo del DDT, essendo “differita”)
“DEGLI
OMAGGI”
Annotare giornalmente le cessioni gratuite direttamente nel “registro degli omaggi” (senza emettere alcuna fattura – CM 32/1973), con separata indicazione
di imponibile ed Iva.
DDT: è obbligatorio solo se si emette fattura/autofattura “differita”; è tuttavia sempre consigliato per dare la prova dell’inerenza del costo.
Ai fini reddituali, gli acquisti dei beni in esame rientrano tra le spese di rappresentanza senza distinzioni tra beni oggetto e non oggetto dell’attività dell’impresa.
Ai fini IRAP, per l’acquisto degli omaggio valgono le stesse considerazioni adottate con riferimento ai beni non oggetto dell’attività.
Tali costi risultano:
deducibili per i soggetti che applicano il cd “metodo di bilancio”
indeducibili per i soggetti che applicano il cd “metodo fiscale”
Omaggio Di Beni Non Oggetto Dell’attività
Acquisto di beni: Iva sempre indetraibile per mancanza di inerenza
Nota: tali omaggi, a prescindere dal costo, non sono considerati “inerenti”, né per l’impresa né per il professionista (RM 666305 del 16/10/1990)
Cessione gratuita: la successiva cessione è esclusa da IVA.
Il costo sostenuto dal datore di lavoro per l’acquisto di omaggi ai dipendenti è deducibile dal reddito d’impresa secondo le norme relative ai costi per le prestazioni di lavoro (art. 95 co. 1, TUIR); in particolare, le spese sostenute:
in natura (omaggi)
a titolo di liberalità a favore dei lavoratori costituiscono costi per prestazioni di lavoro deducibili nel limite dell’art. 100 c. 1 Tuir (entro lo 0,5% del costo complessivo del lavoro)
Nota: analogo trattamento va riservato ai lavoratore autonomi
IMPONIBILITÀ’ PER IL DIPENDENTE: dal 2008 le erogazioni liberali ai dipendenti in occasione di festività (CM 59/2008):
SE IN DENARO
concorrono sempre (a prescindere dall’ammontare) alla formazione del reddito di lavoro dipendente e sono quindi da assoggettare a tassazione;
SE IN NATURA
non concorrono alla formazione del reddito se di importo complessivamente nell’anno non superiore ad € 258,23.
Qualora venga superato detto limite, l’erogazione concorre per l’intero ammontare alla formazione del reddito del dipendente (non solo per la quota eccedente il limite).
Pertanto, poiché in molte situazioni aziendali la “franchigia dei fringe benefit” è già in tutto o in parte occupata, l’impresa dovrà verificare, dipendente per dipendente, l’ammontare di tale franchigia ancora disponibile.
Si rammenta che, per la verifica del superamento del limite di € 258,23 vanno considerate anche le analoghe erogazioni corrisposte durante l’anno.
Azienda dona un cestino natalizio ai dipendenti del valore di €. 150 + Iva.
L’impresa: non detrae l’Iva e deduce la spesa nel limite dello 0,5% del costo del lavoro
I dipendenti: non sono tassati.
Le spese per gli acquisti di omaggi da destinare ai dipendenti rientrano tra i “costi del personale” e pertanto sono sempre indeducibili indipendentemente dalla natura giuridica del datore di lavoro (srl, spa, snc, ditta individuale, ecc.).
PROFESSIONISTI: i costi sostenuti per l’acquisto di beni non oggetto dell’attività destinati ad omaggio per i dipendenti sono indeducibili ai fini IRAP.
Acquisto di beni: trattandosi di beni prodotti o commercializzati dall’impresa, il contribuente detrae ordinariamente l’IVA sui relativi acquisti, che non configurano spese di rappresentanza.
Cessione gratuita: viene:
- in generale assoggettata a IVA (art. 2 c. 2 n. 4), con possibilità di non effettuare la rivalsa
- in deroga, esclusa da Iva se si è scelto di non detrarre l’Iva all’acquisto
Anche in questo caso, il costo degli omaggi ai dipendenti rappresenta una spesa per prestazioni di lavoro deducibile.
Analogamente alla disciplina prevista per i beni non rientranti nell’attività dell’impresa, anche in questo caso i costi sostenuti per gli omaggi ai dipendenti rientrano nei “costi del personale” e pertanto risultano indeducibili ai fini IRAP.
Spesso accade che l’impresa, specie nel periodo natalizio, organizzi il buffet ovvero la cena di Natale per lo scambio degli auguri.
Al fine di determinare il trattamento IVA e reddituale di tale operazione va innanzitutto considerato il fatto che in tal caso si è nell’ambito delle prestazioni gratuite di servizi (somministrazione di alimenti e bevande) e non in quello della cessione di beni gratuita.
Nota: al riguardo si rammenta che con la CM 34/09 l’Agenzia ha chiarito che le spese per feste e ricevimenti organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o festività religiose o nazionali sono da considerare spese di rappresentanza a meno che all’evento siano presenti esclusivamente dipendenti dell’impresa.
Pertanto, il costo della cena di Natale organizzata dal datore di lavoro per i propri dipendenti non può essere considerata spesa di rappresentanza. Tuttavia l’Agenzia non indica come vada qualificata tale spesa.
Si ritiene che la stessa costituisca una liberalità a favore dei dipendenti e quindi:
il costo è deducibile ai fini del reddito:
nel limite del 75% della spesa sostenuta
nel limite del 5‰ dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi (art. 100, comma 1, TUIR)
l’IVA è indetraibile in quanto relativa ad un costo per i dipendenti che non possiede il requisito dell’inerenza con l’esercizio dell’impresa
il costo dell’omaggio risulta:
deducibile per i soggetti che applicano il cd “metodo di bilancio”
indeducibile per coloro che determinano l’IRAP con il cd “metodo fiscale”
Nel caso in cui alla cena partecipino anche soggetti terzi all’impresa (clienti, istituzioni, ecc.) la stessa rientra tra le spese di rappresentanza. Ne consegue, in tale eventualità che:
l’ IVA è indetraibile
il costo (75% della spesa) è deducibile nel limite dell’ammontare massimo deducibile nell’anno.
DEDUCIBILITÀ TOTALE DEGLI OMAGGI NATALIZI
La Società Beta srl acquista n. 50 cesti natalizi, contenenti diversi prodotti alimentari, da cedere a titolo gratuito ai propri clienti in occasione delle prossime festività natalizie, il cui costo unitario è di € 20 + IVA, ossia € 24,20 cadauno.
L’acquisto dei cesti natalizi sarà così registrata in contabilità generale:
Diversi a Debiti v/fornitori € 1.210,00
Omaggi di beni < € 50 € 1.000,00
Iva a credito € 210,00
Esempio6
OMAGGIO CON EMISSIONE DI AUTOFATTURA SENZA RIVALSA DELL’IVA
La Società Beta spa omaggia un proprio cliente di un bene di propria produzione in occasione delle feste natalizie, il cui costo unitario è di € 100,00 + IVA.
In contabilità generale si registra :
Crediti v/clienti a diversi € 121,00
Omaggi a clienti € 100,00
Iva a debito € 21,00
La chiusura del conto “crediti verso clienti” in contabilità generale:
Diversi a Crediti v/clienti € 121,00
Imposte indeducibili € 21,00
Esempio7
OMAGGIO CON EMISSIONE DI AUTOFATTURA CON RIVALSA DELL’IVA
La Società Zeta spa omaggia un proprio cliente di un bene di propria produzione in occasione delle feste natalizie, il cui costo unitario è di € 150 + IVA.
Crediti v/clienti a diversi € 181,50
Omaggi a clienti € 150,00
Iva a debito € 31,50
L’incasso dell’Iva sarà riportato in contabilità generale:
Banca a Crediti v/clienti € 31,50 € 31,50
Poi si procede allo storno dell’importo relativo all’imponibile:
Omaggi a clienti a Crediti v/clienti € 150,00 € 150,00
FATTURA OBBLIGATORIA
Autofattura - omaggio di beni autoprodotti o beni > €. 25,82
Società Gamma Srl ... Verona 30/12/2012
P.I. 01563720727 Spett.
Società Gamma Srl ...
Fattura N. 196 P.I. 01563720727
Autofattura globale mensile per omaggi (CM 32/501388 del 1973):
Rif. Doc. di Trasporto n. 125/2012
2 Giacche €. 200
IVA 21% €. 42
Importo totale €. 242
Fattura con rivalsa Iva - omaggio di beni autoprodotti o beni > €. 25,82
Società Beta S.r.l. ...
Omaggio €. 200
Netto dovuto €. 42
Fattura senza rivalsa Iva - omaggio di beni autoprodotti o beni > €. 25,82
Omaggio €. 242
Netto dovuto zero
FATTURA NON OBBLIGATORIA
Fattura per omaggio di beni < €. 25,82 o per i quali non si è detratta l’Iva (non autoprodotti)
(Op. fuori campo Iva art. 2, c.2, n.4) Importo totale €. 200
N.B.: in questo caso è possibile limitarsi ad accompagnare la merce col Documento di trasporto.
PRONTUARIO DEGLI OMAGGI
Detraz. all’acq.
BENI NON OGGETTO DELL'ATTIVITA'
Si, se costo unitario
≤ € 25,82
Limite: 1,3%/0,5%/0,1% dei ricavi;
al 100% se costo unitario ≤ € 50
SI, se base imponibile
a "valori di bilancio"
(indeducibile se “a
valori fiscali”)
No, se costo unitario
> € 25,82
No (per mancanza di
inerenza)
Si (nel limite del 0,5% costo del
Limite dell'1% dei compensi percepiti
(non rileva l'importo unitario)
Si, nel limite
dell’1% dei compensi
percepiti nel periodo
Si (senza limiti)
BENI OGGETTO DELL'ATTIVITA' (IMPRESE)
SI, se base imponibile a "valori di bilancio"
Si (nel limite del 0,5% costo del lavoro)
SERVIZI (PROFESSIONISTI E IMPRESE)
Imprese: 1,3%/0,5%/0,1% dei ricavi
Professionisti: 1% dei compensi
Imprese: 0,5% del costo del lavoro
Professionisti: senza limiti compensi
(*) Possibile scegliere di non detrarre l'Iva per rendere esclusa da Iva la cessione