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Timestamp: 2018-08-18 21:51:59+00:00
Document Index: 61082813

Matched Legal Cases: ['art. 2647', 'sentenza ', 'art. 2722', 'sentenza ', 'art. 2043', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2043', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 617', 'art. 10', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Newsletter - ottobre-dicembre 2016
Postergazione – Nozione di “finanziamento” – Tribunale di Pescara – decreto 22.09.2016 – est. Fortieri.
La finalità antielusiva della formula impiegata dal codice in materia di postergazione deve indurre l'interprete a privilegiare un approccio esegetico che lasci prevalere la sostanza sulla forma dell'operazione. Pertanto, nella nozione di "finanziamento" di cui all’art. 2647 c.c. devono farsi rientrare non soltanto i contratti che prevedono il trasferimento o la messa a disposizione della società di una somma di denaro con obbligo di rimborso (come il mutuo, l'apertura di credito e le anticipazioni di vario genere), ma più in generale: a) tutti i negozi giuridici nei quali sia individuabile una prevalente finalità creditizia, quali, a titolo esemplificativo, il leasing finanziario, il leaseback, la vendita con patto di retrocessione a termine, il contratto di riporto; b) il credito derivante da dilazione di pagamento del prezzo relativo a forniture di merci alla società o da altri rapporti "commerciali", quanto meno nelle ipotesi in cui, "tenendo conto delle condizioni economiche della società, della sua struttura finanziaria e patrimoniale, un terzo fornitore "indipendente" non avrebbe previsto alcuna dilazione (o comunque non di quella consistenza temporale) senza cautelarsi contrattualmente.
Contratto simulato – Locazione - Prova – Tribunale de L’Aquila – sentenza 24.08.2016, n. 663 – est. Mancini.
1. In tema di un contratto simulato, secondo le norme generali di distribuzione dell'onere della prova, incombe alla parte che agisce per ottenere la dichiarazione di simulazione del contratto l'onere di dimostrare la sussistenza dell'accordo simulatorio, e cioè delle controdichiarazioni con cui le parti hanno manifestato una volontà effettiva divergente da quella manifestata nell'atto apparentemente stipulato.
2. In tema di locazione per uso non abitativo, stipulato in forma scritta, le allegazioni della presenza di accordo diverso e ulteriore rispetto a quello contenuto nel contratto e comunque destinato a modificare l'assetto degli interessi negoziali quali emerge dal contratto sottoscritto dalle parti ai fini di una simulazione soltanto parziale devono essere provate con un accordo simulatorio e cioè con delle controdichiarazioni sottoscritte dalle parti con cui le stesse hanno manifestato una volontà effettiva divergente da quella manifestata nell'atto apparentemente simulato [ndr. Fattispecie nella quale il Giudice non ha ritenuto provata la simulazione, motivando nel senso che la pattuizione di accordi diversi da quelli indicati nel contratto di locazione sulla idoneità del locale e sui costi del lavori di impiantistica, sanitari e strutturali avrebbero dovuto essere comprovati da controdichiarazioni sottoscritte dalla parti, non potendo formare oggetto di prova per testi operando i limiti di cui all'art. 2722 c.c.].
Danni da emotrasfusione – Responsabilità del Ministero della Salute - Tribunale de L’Aquila – sentenza 01.08.2016, n. 683 – est. Magarò.
1. In tema di patologie conseguenti ad infezione con i virus HBV (epatite B), HIV (AIDS) e HCV (epatite C) contratti a causa di assunzione di emotrasfusioni o di emoderivati con sangue infetto, non sussistono tre eventi lesivi, bensì un unico evento lesivo, cioè la lesione dell'integrità fisica (essenzialmente del fegato) in conseguenza dell'assunzione di sangue infetto; ne consegue che già a partire dalla data di conoscenza dell'epatite B - la cui individuazione spetta all'esclusiva competenza del giudice di merito, costituendo un accertamento di fatto - sussiste la responsabilità del Ministero della salute, sia pure col limite dei danni prevedibili, anche per il contagio degli altri due virus, che non costituiscono eventi autonomi e diversi, ma solo forme di manifestazioni patogene dello stesso evento lesivo [ndr. In senso conforme, Cass. civ., sez. un., 11 gennaio 2008, n. 576].
2. In tema di risarcimento dei danni da responsabilità civile, l'unitarietà del diritto al risarcimento ed il suo riflesso processuale dell'ordinaria infrazionabilità del giudizio di liquidazione comportano che, quando un soggetto agisca in giudizio per chiedere il risarcimento dei danni a lui cagionati da un dato comportamento del convenuto, la domanda si riferisce a tutte le possibili voci di danno originate da quella condotta. Ne consegue che, laddove nell'atto introduttivo siano indicate specifiche voci di danno, a tale specificazione deve darsi valore meramente esemplificativo dei vari profili di pregiudizio dei quali si intenda ottenere il ristoro, a meno che non si possa ragionevolmente ricavarne la volontà attorea di escludere dal petitum le voci non menzionate [ndr. In senso conforme, Cass. civ., sez. III, 31 agosto 2011, n. 17879].
Danni provocati da animali selvatici – Responsabilità della Regione ex art. 2043 c.c. - Tribunale de L’Aquila – sentenza 01.08.2016, n. 671 – est. Magarò.
Sebbene la fauna selvatica rientri nel patrimonio indisponibile dello Stato, la legge 11 febbraio 1992, n. 157 attribuisce alle Regioni a statuto ordinario il potere di emanare norme relative alla gestione ed alla tutela di tutte le specie della fauna selvatica (art. 1, comma 3) ed affida alle medesime i poteri di gestione, tutela e controllo, riservando invece alle Province le relative funzioni amministrative ad esse delegate ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142 (art. 9, comma 1). Ne consegue che la Regione, anche in caso di delega di funzioni alle Province, è responsabile, ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., dei danni provocati da animali selvatici a persone o a cose, il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme, a meno che la delega non attribuisca alle Province un'autonomia decisionale ed operativa sufficiente a consentire loro di svolgere l'attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare tali danni. [ndr. In senso conforme, ex multis, Cass. civ., sez. III, 21 febbraio 2011, n. 4202; Cass. civ., 10 ottobre 2007, n. 21282].
Iscrizione alla Gestione Commercianti INPS – Qualifica di “institore” – Esclusione della iscrizione automatica – Tribunale di Teramo – 18.10.2016, n. 652– est. Matalucci.
Alla luce dell'art. 1, comma 203, legge 23.12.2996, n. 662, non è possibile desumere in maniera automatica l'iscrizione alla gestione commercianti nei confronti di un soggetto che rivesta la qualifica di institore, in quanto l'espletamento del suddetto ruolo non implica necessariamente lo svolgimento di attività lavorativa di natura commerciale con i caratteri di abitualità e prevalenza. Spetta all’INPS dimostrare, in caso di opposizione, che l'amministratore della società svolge una attività ulteriore rispetto a quella di mera gestione, e che la stessa sia riconducibile all'esercizio di attività commerciale in termini di prevalenza rispetto agli altri fattori produttivi al lavoro aziendale oltre che caratterizzato da abitualità, non potendosi limitare, ai fini dell'assolvimento dell'onere probatorio de quo, ad una dichiarazione meramente apodittica fondata sulla sola qualifica di amministratore-insistore emergente dalle visure camerali.
Cancellazione dalle G.A.E. – Mancanza di definitività – Tribunale di Teramo – 10.10.2016, n. 617– est. Marcheggiani.
1. La cancellazione dalle GAE (graduatorie ad esaurimento), nello specifico per il triennio 2009/2011, a causa della mancata presentazione dell'istanza di permanenza nella graduatoria, non può essere definitiva, attesa la possibilità, riconosciuta dalla legge 143/2004, di reinserimento a domanda per il triennio scolastico successivo con il recupero del punteggio maturato all'atto della cancellazione.
2. La trasformazione delle graduatorie provinciali da strumenti permanenti di selezione del personale scolastico per la copertura del 50% dei posti disponibili nell'organico provinciale, secondo l'originaria configurazione di cui alla legge n. 124 del 1999, in graduatorie ad esaurimento, secondo la nuova configurazione data ad esse dalla L. 296/2006, abbia effetti limitati all'abrogazione della disciplina previgente in materia di reclutamento dei docenti attraverso il doppio canale del concorso pubblico e della selezione riservata agli iscritti, senza pregiudizio di quanti, avendo ottenuto l'inserimento in esse prima di tale trasformazione, avevano maturato il diritto a partecipare alle procedure per l'individuazione dei destinatari delle proposte di assunzione a tempo indeterminato e dei conferimenti di incarichi di supplenza estranei alla competenza dei dirigenti delle singole istituzioni scolastiche e potevano, come tali, essere reinseriti nelle graduatorie stesse, quand'anche ne fossero stati cancellati, una volta che, in occasione delle nuove operazioni di aggiornamento - che continuavano ad essere espletate - si fossero attivati con la presentazione di apposita domanda, così come previsto dall'art. 1, comma 1-bis, d.L. n. 97 del 2004, inserito dalla legge di conversione n. 143 del 2004.
PTC – Deposito ricorso in riassunzione - Inammissibilità – Tribunale di Vasto – 10.10.2016, n. 180 – est. Salusti.
Il deposito del ricorso in riassunzione che non viene eseguito per via telematica, bensì in modo tradizionale con consegna materiale in cancelleria dei documenti, non può che essere dichiarato inammissibile, in quanto affetto da un deficit struttura/ontologico che lo rende radicalmente inesistente dal punto di vista giuridico, dovendosi concludere dichiarando che la riassunzione della causa non è mai avvenuta con conseguente declaratoria di estinzione del processo, ai sensi dell'art. 50, secondo comma, c.p.c.
Chiamata in causa del terzo – Estensione automatica della domanda attorea – Tribunale de L’Aquila – 01.08.2016, n. 678 – est. Magarò.
Si verifica l'estensione automatica della domanda nei confronti del terzo chiamato dal convenuto ove la chiamata sia finalizzata all'effettiva individuazione del responsabile nell'ambito di un rapporto oggettivamente unico ed opera sulla base della presunzione che l'attore intenda chiedere la condanna del soggetto ritenuto effettivamente responsabile. Tuttavia, ove l'attore stesso non richieda tale ulteriore condanna, insistendo nella sua pretesa esclusivamente nei confronti del convenuto iniziale, tale presunzione è destinata a cadere, rimanendo di conseguenza inibita una qualsiasi statuizione del giudice nei confronti del chiamato.
Opposizione avverso ordinanza di assegnazione - Opposizione agli atti esecutivi –Tribunale de L’Aquila – 01.08.2016, n. 673 – est. D’Egidio.
Deve parlarsi di opposizione agli atti esecutivi allorché si verta in ipotesi di opposizione avanzata dopo l'inizio della esecuzione ai sensi dell'art. 617 c.p.c. - comma 2 - perché riferita a processo esecutivo conclusosi con ordinanza di assegnazione; pertanto l'opposizione del terzo avverso detta ordinanza, essendo riferita a quest'ultima quale atto esecutivo conclusivo del relativo procedimento, va proposta con ricorso al giudice dell'esecuzione nel termine perentorio di 20 gg. decorrente dal giorno in cui la ordinanza è stata pronunciata ovvero dal momento in cui il terzo ne abbia avuto conoscenza.
Processo penale – Ne bis in idem – Sentenza passata in giudicato emessa non da organo giudiziario di uno stato membro dell’Unione Europea - Tribunale di Pescara - ordinanza 25.10.2016 – G.U.P. Sarandrea.
Al principio del “ne bis in idem” non può attribuirsi valore di principio generale di diritto riconducibile alla categoria delle norma del diritto internazionale generalmente riconosciute, oggetto di ricezione automatica ai sensi dell’art. 10 Cost., posto che, se è vero che in forza dell’art. 54 della Convenzione applicativa dell’accordo di Schengen non si può più procedere in Italia, anche con riguardo a reati commessi sul suolo nazionale, nei confronti di una persona definitivamente condannata o assolta per lo stesso fatto in uno Stato dell’area Schengen, resta tuttavia ferma l’irrilevanza del “bis in idem” internazionale con riguardo a sentenza penale deliberata in un paese che non sia ancora membro dell’Unione Europea né, quindi, contraente del trattato di Schengen [n.d.r. In senso difforme, Corte d’Assise di Teramo, sentenza 23.12.2015, in questa Rivista, News letter gennaio 2016].
Urbanistica ed edilizia – Scadenza del termine decennale del Piano attuativo - Conseguenze – Tar Pescara – sentenza 14.12.2016 n. 385 – Pres. Eliantonio – est. Balloriani.
La scadenza del termine decennale di un Piano attuativo determina la sopravvenuta inefficacia delle disposizioni lato sensu ablatorie in esso contenute a seguito della localizzazione delle opere da realizzare, mentre ciò non incide sulla zonizzazione delle aree impressa dal PRG (vale a dire che le aree stesse, a differenza di quanto accade con la scadenza di puntuali vincoli espropriativi, non diventano come le cd. zone bianche prive di destinazione urbanistica).
Diffida “sanitaria” – Provvedimento immediatamente impugnabile – Motivazione dei provvedimenti sanzionatori – Tar Pescara – sentenza 14.12.2016 n. 383 – Pres. Eliantonio – est. Balloriani.
1. La diffida adottata ai sensi dell’articolo 5, comma 5, della LRA n. 32 del 2007 (Norme regionali in materia di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private) è un provvedimento idoneo a far sorgere in capo al destinatario di esso una posizione giuridica soggettiva passiva di onere al compimento di alcuna attività dettagliate di adeguamento, onde evitare il consequenziale pregiudizio della sospensione delle attività esercitate. Pertanto, essa è un vero e proprio provvedimento con efficacia esterna pregiudizievole e, quindi, immediatamente impugnabile.
2. Nel caso di provvedimenti aventi natura sanzionatoria, la motivazione deve riguardare in modo dettagliato non solo l’aspetto fattuale dei presupposti accertati, ma anche quello normativo della disciplina applicata.
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