Source: https://www.tuttoambiente.it/commenti-premium/domanda-di-autorizzazione-allo-scarico-vale-il-silenzio-assenso/
Timestamp: 2020-07-07 10:30:40+00:00
Document Index: 151257981

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 124', 'art. 124', 'art. 124', 'art.2', 'art. 124', 'art. 124', 'sentenza ', 'art. 124', 'art. 124']

Domanda di autorizzazione allo scarico: vale il silenzio-assenso? – TuttoAmbiente.it
La recente sentenza in commento (Corte di Cassazione, sez. III Penale, n. 9942 del 10 marzo 2016 – pres. Ramacci, est. Andreazza) ha confermato un principio di diritto, utile a fare chiarezza a molti operatori del settore, con riguardo al caso in cui, a fronte di un’istanza di autorizzazione agli scarichi, l’autorità competente non provveda entro 90 giorni dalla sua ricezione, come stabilito dall’art. 124, comma 7, del D.Lgs. 152/2006.
Le doglianze lamentate si fondano sull’asserzione per cui, in base all’art. 124, c. 7, del D.Lgs. 152/2006, esisterebbe un meccanismo di silenzio-assenso ove l’autorità non provveda entro 60 giorni dalla ricezione della domanda, intendendosi l’autorizzazione temporaneamente concessa per i successivi 60 giorni.
Pertanto, ne discende il seguente principio di diritto: l’art. 124, comma 7, del D.Lgs. 152/2006 è stato modificato dall’art.2, comma 12, del D.Lgs. n. 4 del 2008 nel senso che “l’autorità competente provvede entro novanta giorni dalla ricezione della domanda” senza contemplare più alcun meccanismo di silenzio – assenso legato all’inadempimento dell’autorità: di conseguenza la semplice domanda di autorizzazione allo scarico non opera alcun effetto “liberatorio”, neppure temporaneo, potendo l’attività richiesta essere esercitata unicamente una volta rilasciata l’autorizzazione.
Al fine di analizzare il principio di diritto sopra esposto, occorre premettere una distinzione fondamentale: l’art. 124 del D.Lgs. 152/2006 disciplina al c. 7 e al c. 8 due distinte ipotesi: la prima riguarda l’istanza di autorizzazione proposta ex novo all’autorità competente, la seconda riguarda il caso del rinnovo dell’istanza di autorizzazione.
I giudici della S.C. sono chiari nell’affermare che “l’autorità competente provvede entro novanta giorni dalla ricezione della domanda” senza che sia più contemplato alcun meccanismo di silenzio – assenso legato all’inadempimento dell’autorità, stante la modifica che il D.Lgs. 4/2008 ha apportato al comma 7 dell’art. 124 del D.Lgs. 152/2006.
Un’attenta analisi del successivo c. 8 consente di pervenire ad un diverso giudizio in merito alle istanze di rinnovo. Si legge, infatti, che “Salvo quanto previsto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, l’autorizzazione è valida per quattro anni dal momento del rilascio. Un anno prima della scadenza ne deve essere chiesto il rinnovo. Lo scarico può essere provvisoriamente mantenuto in funzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nella precedente autorizzazione, fino all’adozione di un nuovo provvedimento, se la domanda di rinnovo è stata tempestivamente presentata. Per gli scarichi contenenti sostanze pericolose di cui all’articolo 108, il rinnovo deve essere concesso in modo espresso entro e non oltre sei mesi dalla data di scadenza; trascorso inutilmente tale termine, lo scarico dovrà cessare immediatamente. La disciplina regionale di cui al comma 3 può prevedere per specifiche tipologie di scarichi di acque reflue domestiche, ove soggetti ad autorizzazione, forme di rinnovo tacito della medesima”.
In conclusione, quindi, la sentenza in oggetto non fa altro che confermare una situazione giuridica ben chiara sin dal 2008, ovvero che non bisogna fare confusione tra le fattispecie di silenzio della Pubblica Amministrazione in caso di richiesta di rinnovo (comma 8 dell’art. 124 D.Lgs. 152/2006) e le distinte fattispecie di silenzio della Pubblica Amministrazione in caso di prima richiesta di autorizzazione (comma 7 dell’art. 124 D.Lgs. 152/2006). Soltanto per queste ultime vale il principio di inesistenza dell’istituto del silenzio-assenso nella disciplina ambientale, sancito dalla L. 241/90.