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Timestamp: 2018-08-19 06:27:52+00:00
Document Index: 135026808

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 14']

Il presidente Mario Finzi - PDF
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1 Spett. Commissione, Alla Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera dei Deputati Piazza Montecitorio Roma questa Associazione di tutela degli utenti dei servizi pubblici ha preso visione dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/6/CE che modifica la direttiva 97/67/CE per quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari. Su tale provvedimento la Commissione si accinge ad esprimere il previsto parere proprio in questi giorni (esame atto n. 313) Poiché il provvedimento rappresenta l occasione per una riforma epocale del servizio postale con un importante impatto sui diritti dell utenza e poiché il testo proposto suscita notevoli rilievi critici e preoccupazioni, questa Associazione chiede che la Commissione, nel corso dell iter per l espressione del parere, voglia dare luogo ad una audizione delle associazioni dei consumatori e degli utenti. Si allega, nel frattempo, un documento che riassume i rilievi che chiediamo di poter illustrare alla Commissione. In attesa di un cortese riscontro si inviano i migliori saluti Il presidente Mario Finzi Roma 18 gennaio 2011 Allegati: 1
2 Osservazioni dell Assoutenti sullo schema di decreto per la liberalizzazione dei servizi postali. (Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/6/CE che modifica la direttiva 97/67/CE per quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari.) Dal punto di vista degli utenti la prima e più rilevante osservazione critica allo schema di decreto legislativo in esame consiste nella scelta di affidare direttamente, per giunta con il medesimo atto legislativo, anziché con un più appropriato atto amministrativo, il servizio universale all attuale gestore, Poste italiane, di proprietà dello Stato, per giunta per un periodo che può arrivare fino a 15 anni. Infatti è solo dagli affidamenti dei servizi attraverso procedure concorrenziali che si inseriscono nel mercato elementi di miglioramento del servizio e di riduzione delle tariffe. Il legislatore delegato ha rinunciato, invece, a ricorrere a procedure di evidenza pubblica per questo mercato, così come ha rinunciato all opzione, pure consentita dalla direttiva comunitaria in recepimento e auspicata da questa Associazione, di individuare più di un fornitore del servizio universale. In tal modo,purtroppo, si rende impossibile una verifica di mercato dell efficienza di Poste italiane (fornitore scelto dal Governo, che ne è proprietario!) e si priva il servizio di un benchmark. In proposito, si osserva altresì che il requisito previsto dall art. 3, comma 11, lett. f) del citato schema di decreto, rafforza la posizione di Poste italiane nella scelta del fornitore del servizio universale, consistendo tale requisito in eventuali pregressi rapporti con la pubblica amministrazione nel settore specifico, con esito positivo. Sempre in tema di servizio universale, si osserva ancora quanto segue: a) appare suscettibile di applicazione sfavorevole agli utenti la sostituzione della dizione, attualmente vigente, di prezzi accessibili a tutti gli utenti con la dizione all utenza, che potrebbe essere intesa in senso complessivo e generale; Assoutenti chiede di mantenere il testo preesistente. b) non si comprende perché si adotti la data del 1 giugno 2012 per escludere dal servizio universale la pubblicità diretta per corrispondenza, tanto più che, come
3 precisa la Relazione illustrativa allo schema di decreto, tale nuova disposizione consentirà di ridurre gli oneri di bilancio per un servizio in effetti non essenziale al cittadino; c) appare criticabile la nuova dizione di cui all art. 3, comma 5, lett. c) dello schema di decreto, là dove, dai criteri di specificazione dell espressione tutti i punti del territorio nazionale, si espunge l inciso, oggi vigente e di sicura rilevanza, in considerazione della funzione di coesione sociale e territoriale del servizio e della relativa rete postale, che ricompare al comma 11, lett. a), come inciso meramente esornativo e non prescrittivo ( garanzia della continuità della fornitura del servizio universale, in considerazione del ruolo da questo svolto nella coesione economica e sociale ); Assoutenti chiede, anche qui, di mantenere l inciso preesistente. d) non è specificato quale soggetto, in quale forma e a quali condizioni possa stabilire che il servizio venga espletato anche per più di cinque giorni a settimana; e) desta preoccupazione il disposto dell art. 3, comma 7, che prevede che possa stabilirsi una fornitura a giorni alterni (deroga certamente prevista dalla direttiva in recepimento) in presenza di particolari situazioni di natura infrastrutturale o geografica in ambiti territoriali con una densità inferiore a 200 abitanti/kmq e comunque fino ad un massimo di un ottavo della popolazione nazionale. Fatto presente che un ottavo della popolazione nazionale è pari a ben 7 milioni di persone, non si conosce né quali siano i predetti ambiti, né quante persone coinvolgano, né dove essi siano dislocati, così da impedire ogni valutazione dell impatto della disposizione, che non figura neppure nell allegato recante l Analisi di impatto della regolamentazione ; Assoutenti ritiene che questi elementi di valutazione siano, invece, indispensabili per garantire l universalità e l omogeneità su tutto il territorio nazionale dei servizi essenziali e degli standard di erogazione. f) appare opportuno, al comma 10 dell art. 3, prevedere l obbligo di aggiornare l informativa agli utenti, anche con cadenza inferiore a quella ordinariamente prevista, prima di ogni variazione dell offerta; g) si mantiene in via esclusiva al fornitore del servizio universale la erogazione dei servizi relativi agli atti giudiziari, ricorrendo alla clausola per esigenze di ordine pubblico, nonostante l AICAI (l associazione dei corrieri aerei internazionali) abbia fatto presente che attualmente le notificazioni sono eseguite da altri operatori postali, ai quali Poste italiane appalta il servizio. La predetta esclusiva non sembra
4 conforme alle disposizione comunitaria e di delega, che prevede che non siano concessi né mantenuti in vigore diritti esclusivi o speciali. Un secondo gruppo di osservazioni riguarda l istituzione dell Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale. La scelta di non attribuire ad un Autorità indipendente le funzioni di vigilanza e di regolazione del settore indebolisce, infatti, le garanzie di corretto funzionamento di un mercato competitivo, per giunta in fase di avvio, nel quale, oltretutto, è presente in misura dominante una società pubblica. (Secondo l Assoutenti la materia avrebbe dovuto più opportunamente essere affidata ad una Autorità indipendente e, segnatamente, all AGCOM.) Si osserva, inoltre, che: a) il nuovo testo dell art. 13 del d. lgs. n. 261 del 1999, recato dallo schema di decreto delegato, limita fortemente la necessaria autonomia dell Agenzia (requisito previsto dalla disciplina comunitaria), sottoponendo la determinazione delle tariffe massime delle prestazioni rientranti nel servizio universale alle linee-guida fissate dal CIPE (per cui il Governo sarebbe proprietario del fornitore del servizio universale e soggetto che determina le tariffe!); b) il predetto nuovo art. 13 prevede che le tariffe siano determinate tenuto conto dei costi del servizio e del recupero di efficienza, rinunciando alla introduzione di meccanismi di price cap, legati a miglioramenti della qualità dei servizi, previa consultazione delle Associazioni riconosciute di tutela dei consumatori e degli utenti, come in altre realtà pubbliche è lodevolemente accaduto (ad esempio, il Patto per il trasporto pubblico in Lombardia dell 11 novembre 2008); c) sarebbe opportuno che il comma 5 dell art. 2 fosse formulato come nella Relazione illustrativa, cioè prevedendo esplicitamente che le sanzioni sono applicate innanzitutto nei casi di violazione delle norme di legge e di regolamento, nonché dei provvedimenti dell Agenzia ecc.; d) le norme transitorie prevedono un procedimento per l operatività dell Agenzia che, ove pure fossero rispettati tutti i termini massimi ivi recati, farebbe entrare in funzione l Agenzia 11 mesi dopo l entrata in vigore del decreto delegato, rimanendo direttamente il
5 Ministero dello sviluppo economico il regolatore della delicata fase di prima applicazione delle nuove disposizioni. Un terzo gruppo di osservazioni riguarda la nuova formulazione dell art. 14, dedicato ai reclami e alle procedure non giurisdizionali di risoluzione delle controversie: a) pare innanzitutto opportuno collegare organicamente gli istituti nella loro sede propria, cioè la Carta dei servizi che ciascun gestore deve adottare, secondo le numerose disposizioni vigenti in materia (ultima, la legge n. 69 del 2009); b) tale presupposto, comporta che le relative procedure siano adottate previa consultazione delle Associazioni riconosciute di tutela dei consumatori e degli utenti, anche considerando che il testo del decreto non indica in dettaglio quali siano gli strumenti per presentare i reclami (numero verde, strumenti telematici, ecc.), né stabilisce quale sia il termine massimo per la risposta al reclamo (termine che in genere è posto in 30 giorni), né definisce forme e quantità dei rimborsi automatici e delle compensazioni; c) poco chiara appare la formulazione del comma 4 del nuovo testo dell art. 14. La disposizione, infatti, parrebbe estendere alle controversie con i fornitori dei servizi postali il decreto legislativo n. 28 del 2010, che si riferisce a fattispecie assolutamente non riconducibili a queste, operando una inopinata novella ad un testo di recentissima entrata in vigore, novella il cui impatto non risulta essere stato valutato. In ogni caso, la formulazione della disposizione di cui allo schema di decreto non si conforma a quanto previsto dal citato decreto legislativo n. 28, il quale non contempla alcuna alternatività fra rimedio giurisdizionale e mediazione, ma qualifica quest ultima come mera condizione di procedibilità del ricorso giurisdizionale, in omaggio ai principi costituzionali relativi alla difesa in giudizio dei diritti e degli interessi. In conclusione di queste note, non appare ingeneroso osservare che lo schema di decreto legislativo in esame prefigura la più timida delle aperture al mercato dei servizi postali compatibile (????) con la direttiva europea. Lo confermano le parole, invero sorprendenti, attribuite al Ministro dello sviluppo economico in una intervista al Sole-24 Ore (28 dicembre 2010):..credo che, aprendo con equilibrio alla concorrenza, sia stato giusto avere un occhio di riguardo per Poste italiane.
6 Secondo Assoutenti, invece, il decreto realizza il contrario di quello che normalmente si deve fare per creare un minimo di concorrenza. In questi casi, infatti, la prima cosa da fare per creare finalmente un mercato, è ridurre i vantaggi competitivi dell incumbent e, eventualmente, favorire i nuovi soggetti che si apprestano a competere. Ma cosa ci si può aspettare quando il regolatore è il proprietario dell incumbent? Roma, 18 gennaio 2011