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Timestamp: 2015-07-29 09:26:02+00:00
Document Index: 159632481

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art.10', 'art.11', 'art. 6', 'art. 10']

D.M. 9 aprile 1994 Offerte di lavoro
D.M. 9 aprile 1994 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attivit� ricettive turistico-alberghiere. (G.U. 26 aprile 1994, n. 95) Preambolo Argomento: IL MINISTRO DELL'INTERNO
Visti gli articoli 1 e 2 della L. 13 maggio 1961, n. 469;
Visto l'art. 2 della L. 26 luglio 1965, n. 966;
Visto l' art. 2 della L. 18 luglio 1980, n. 406;
Visto l' art. 6 della L. 17 maggio 1983, n. 217;
Vista la L. 7 dicembre 1984, n. 818;
Visto il D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547;
Visto il D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577;
Vista la raccomandazione del Consiglio delle Comunit� europee del 22 dicembre 1986 per la protezione antincendio degli alberghi gi� esistenti;
Rilevata la necessit� di aggiornare i criteri tecnici di sicurezza contro i rischi di incendio e di panico in edifici destinati ad attivit� alberghiere attualmente in vigore;
Vista la regola tecnica elaborata dal Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all' art.10 del D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577;
Visto l'art.11 del citato D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577;
Espletata la procedura di informazione prevista dalla L. 21 giugno 1986, n. 317;
Premessa Argomento: � approvata la regola tecnica di prevenzione incendi per le attivit� ricettive turistico-alberghiere, allegata al presente decreto. Sono abrogate tutte le disposizioni tecniche attualmente in vigore in materia. Allegato - Regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attivit� ricettive turistico-alberghiere Argomento: TITOLO I - Generalit�.
1. Oggetto .
La presente regola tecnica di prevenzione incendi, emanata allo scopo di tutelare l'incolumit� delle persone e salvaguardare i beni contro i rischi dell'incendio, ha per oggetto i criteri di sicurezza da applicarsi agli edifici ed ai locali adibiti ad attivit� ricettive turistico-alberghiere, definiti dall'art. 6 della L. n. 217 del 17 maggio 1983 (G.U. n. 141 del 25 maggio 1983) e come di seguito elencate:
h) ostelli per la giovent�;
Agli edifici e locali esistenti, gi� adibiti ad attivit� di cui al punto 1, si applicano le disposizioni previste per le nuove costruzioni nel caso di rifacimento di oltre il 50% dei solai.
Le attivit� di cui al punto 1, in relazione alla capacit� ricettiva (numero dei posti letto a disposizione degli ospiti) dell'edificio e/o dei locali facenti parte di una unit� immobiliare, si distinguono in:
a) attivit� con capienza superiore a venticinque posti letto, alle quali si applicano le prescrizioni di cui al titolo II;
b) attivit� con capienza sino a venticinque posti letto, alle quali si applicano le prescrizioni di cui al titolo III.
4. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si rimanda a quanto emanato con D.M. 30 novembre 1983 (G.U. n. 339 del 12 dicembre 1983). Inoltre, ai fini della presente regola tecnica, si definisce:
spazio calmo: luogo sicuro statico contiguo e comunicante con una via di esodo verticale od in essa inserito. Tale spazio non dovr� costituire intralcio alla fruibilit� delle vie di esodo ed avere caratteristiche tali da garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacit� motorie in attesa dei soccorsi;
corridoio cieco: corridoio o porzione di corridoio dal quale � possibile l'esodo in un'unica direzione. La lunghezza del corridoio cieco va calcolata dall'inizio dello stesso fino all'incrocio con un corridoio dal quale sia possibile l'esodo in almeno due direzioni, o fino al pi� prossimo luogo sicuro o via di esodo verticale.
TITOLO II - Disposizioni relative alle attivit� ricettive con capacit� superiore a venticinque posti letto.
PARTE I - Attivit� di nuova costruzione.
5.Ubicazione.
5.1. Generalit�.
Gli edifici da destinare ad attivit� ricettive devono essere ubicati nel rispetto delle distanze di sicurezza, stabilite dalle disposizioni vigenti, da altre attivit� che comportino rischi di esplosione od incendio.
Le attivit� ricettive possono essere ubicate:
b) in edifici o locali, anche contigui ad altri aventi destinazioni diverse, purch� fatta salva l'osservanza di quanto disposto nelle specifiche normative, tali destinazioni, se soggette ai controlli di prevenzione incendi, siano limitate a quelle di cui ai punti 64, 83, 84, 85, 86, 87, 89, 90, 91, 92 e 94 del D.M. 16 febbraio 1982 (G.U. n. 98 del 9 aprile 1982).
Salvo quanto disposto nelle specifiche regole tecniche, le attivit� ricettive:
a) non possono comunicare con attivit� non ad esse pertinenti;
b) possono comunicare direttamente con attivit� ad esse pertinenti non soggette ai controlli dei Vigili del fuoco ai sensi del D.M. 16 febbraio 1982;
c) possono comunicare tramite filtri a prova di fumo o spazi scoperti con le attivit� soggette ai controlli di prevenzione incendi, ad esse pertinenti, elencate al punto 5.1;
d) devono essere separate dalle attivit� indicate alle lettere a) e c) del presente punto, mediante strutture di caratteristiche almeno REI 90.
Per le attivit� pertinenti di cui al punto 83 del D.M. 16 febbraio 1982 , si applicano le specifiche prescrizioni riportate nel successivo punto 8.4.
Per le strutture ricettive ubicate ad altezza superiore a 12 m, deve essere assicurata la possibilit� di accostamento all'edificio delle autoscale dei Vigili del fuoco almeno ad una facciata, al fine di raggiungere tramite percorsi interni di piano i vari locali. Qualora tale requisito non sia soddisfatto, gli edifici di altezza superiore a 12 m devono essere dotati di scale a prova di fumo.
6. Caratteristiche costruttive.
I requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali devono essere valutati secondo le prescrizioni e le modalit� di prova stabilite dalla circolare del Ministero dell'interno n. 91 del 14 settembre 1961, prescindendo dal tipo di materiale impiegato nella realizzazione degli elementi medesimi (calcestruzzo, laterizi, acciaio, legno massiccio, legno lamellare, elementi compositi).
Gli elementi strutturali legalmente riconosciuti in uno dei Paesi della Comunit� europea sulla base di norme armonizzate o di norme o regole tecniche straniere riconosciute equivalenti ovvero originari di Paesi contraenti l'accordo SEE possono essere commercializzati in Italia per essere impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal presente decreto.
A tal fine per ciascun prototipo il produttore dovr� presentare apposita istanza diretta al Ministero dell'interno - Direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendi, che comunicher� al richiedente l'esito dell'esame dell'istanza stessa motivando l'eventuale diniego.
L'istanza di cui al precedente comma dovr� essere corredata dalla documentazione necessaria all'identificazione del prodotto e dei relativi certificati di prova rilasciati o riconosciuti dalle competenti autorit� dello Stato membro.
Il dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare, per i vari tipi di materiali suddetti, nonch� la classificazione degli edifici in funzione del carico di incendio, vanno determinati con le tabelle e con le modalit� specificate nella circolare n. 91 citata, tenendo conto delle disposizioni contenute nel D.M. 6 marzo 1986 (G.U. n. 60 del 13 marzo 1986) per quanto attiene il calcolo del carico di incendio per locali aventi strutture portanti in legno.
I requisiti di resistenza al fuoco delle porte e degli altri elementi di chiusura vanno valutati ed attestati in conformit� al decreto del Ministro dell'interno del 14 dicembre 1993 (G.U. n. 303 del 28 dicembre 1993).
� Altezza antincendio dell'edificio � R/REI �
+----------------------------------------------------+---------�
� fino a 24 m . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .� 60 �
� superiore a 24 m fino a 54 m . . . . . . . . .. .� 90 �
� oltre 54 m . . . . . . . . .. . . . . . . . . . .� 120 �
a) negli atrii, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, � consentito l'impiego dei materiali di classe 1 in ragione del 50% massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale). Per le restanti parti debbono essere impiegati materiali di classe 0 (non combustibili);
b) in tutti gli altri ambienti � consentito che le pavimentazioni, compresi i relativi rivestimenti, siano di classe 2 e che gli altri materiali di rivestimento siano di classe 1, oppure di classe 2, se in presenza di impianti di spegnimento automatico o di sistemi di smaltimento dei fumi asserviti ad impianti di rivelazione degli incendi;
c) i materiali di rivestimento combustibili, nonch� i materiali isolanti in vista di cui alla successiva lettera f), ammessi nelle varie classi di reazione al fuoco, devono essere posti in opera in aderenza agli elementi costruttivi di classe 0 escludendo spazi vuoti o intercapedini. Ferme restando le limitazioni previste alla precedente lettera a), � consentita l'installazione di controsoffitti nonch� di materiali di rivestimento e di materiali isolanti in vista posti non in aderenza agli elementi costruttivi, purch� abbiano classe di reazione al fuoco non superiore a 1 o 1-1 e siano omologati tenendo conto delle effettive condizioni di impiego anche in relazione alle possibili fonti di innesco;
I materiali di cui alle lettere precedenti devono essere omologati ai sensi del D.M. 26 giugno 1984 (supplemento ordinario alla G.U. n. 234 del 25 agosto 1984). Per i materiali gi� in opera, per quelli installati entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto nonch� per quelli rientranti negli altri casi specificatamente previsti dall' art. 10 del D.M. 26 giugno 1984, � consentito che la relativa classe di reazione al fuoco sia attestata ai sensi del medesimo articolo.
� consentita la posa in opera di rivestimenti lignei, opportunamente trattati con prodotti vernicianti omologati di classe 1 di reazione al fuoco, secondo le modalit� e le indicazioni contenute nel D.M. 6 marzo 1992 (G.U. n. 66 del 19 marzo 1992).
I materiali isolanti installati all'interno di intercapedini devono essere incombustibili. � consentita l'installazione di materiali isolanti combustibili all'interno di intercapedini delimitate da strutture realizzate con materiali incombustibili ed aventi resistenza al fuoco almeno REI 30.
� consentito che i primi due piani fuori terra dell'edificio costituiscano un unico compartimento, avente superficie complessiva non superiore a 4.000 m� e che il primo piano interrato, per gli spazi destinati ad aree comuni a servizio del pubblico, se di superficie non eccedente 1000 m�, faccia parte del compartimento sovrastante.
� Altezza antincendi � Sup. max compartimenti (m�) �
+------------------------------+-------------------------------�
� fino a 24 m . . . . . . . . .� 3.000 �
� superiore a 24 fino a 54 m. .� 2.000 �
� oltre 54 m . . . . . . . ..� 1.000 [*] �
Le aree comuni a servizio del pubblico possono essere ubicate non oltre il secondo piano interrato fino alla quota di - 10,00 m
Le scale a servizio di edifici a pi� di due piani fuori terra e non pi� di sei piani fuori terra, devono essere almeno di tipo protetto. Le scale a servizio di edifici a pi� di sei piani fuori terra devono essere del tipo a prova di fumo.
La larghezza delle scale non pu� essere inferiore a 1,20 m
Le rampe delle scale devono essere rettilinee, avere non meno di tre gradini e non pi� di quindici. I gradini devono essere a pianta rettangolare, devono avere alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm
Sono ammesse rampe non rettilinee, a condizione che vi siano pianerottoli di riposo almeno ogni quindici gradini e che la pedata del gradino sia di almeno 30 cm, misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno. Il vano scala deve avere superficie netta di aerazione permanente in sommit� non inferiore ad 1 m�. Nel vano di aerazione � consentita l'installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici, da realizzare anche tramite infissi apribili automaticamente a mezzo di dispositivo comandato da rivelatori automatici di incendio o manualmente a distanza.
Nelle strutture ricettive ubicate in edifici aventi altezza antincendio superiore a 54 m dovranno essere previsti �ascensori antincendio� da poter utilizzare, in caso di incendio, nelle operazioni di soccorso e da realizzare come segue:
Il massimo affollamento � fissato in:
aree comuni a servizio del pubblico: densit� di affollamento pari a 0,4 persone/m�, salvo quanto previsto al punto 8.4.4;
aree destinate ai servizi: persone effettivamente presenti pi� il 20%.
7.2. Capacit� di deflusso.
Al fine del dimensionamento delle uscite, le capacit� di deflusso devono essere non superiori ai seguenti valori:
33 per gli edifici a pi� di tre piani fuori terra.
Gli edifici, o la parte di essi destinata a struttura ricettiva, devono essere provvisti di un sistema organizzato di vie di uscita, dimensionato in base al massimo affollamento previsto in funzione della capacit� di deflusso e che adduca in luogo sicuro.
Il percorso pu� comprendere corridoi, vani di accesso alle scale e di uscita all'esterno, scale, rampe e passaggi.
Deve essere previsto almeno uno spazio calmo per ogni piano ove hanno accesso persone con capacit� motorie ridotte od impedite. Gli spazi calmi devono essere dimensionati in base al numero di utilizzatori previsto dalle normative vigenti.
Tra gli elementi sporgenti non sono considerati quelli posti ad altezza superiore a 2 m ed eventuali corrimano lungo le pareti, con ingombro non superiore a 8 cm
� vietato disporre specchi che possano trarre in inganno sulla direzione dell'uscita.
La larghezza utile delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli (1,20 m). La misurazione della larghezza delle uscite sar� eseguita nel punto pi� stretto della luce. Fa eccezione la larghezza dei corridoi interni agli appartamenti per gli ospiti e delle porte delle camere.
Dalla porta di ciascuna camera e da ogni punto dei locali comuni deve essere possibile raggiungere una uscita su luogo sicuro o su scala di sicurezza esterna con un percorso non superiore a 40 m
� consentito, per edifici fino a 6 piani fuori terra, che il percorso per raggiungere una uscita su scala protetta sia non superiore a 30 m, purch� la stessa immetta direttamente su luogo sicuro.
La lunghezza dei corridoi ciechi non pu� superare i 15 m
La larghezza totale delle uscite da ogni piano, espressa in numero di moduli, � determinata dal rapporto tra il massimo affollamento previsto e la capacit� di deflusso del piano.
Per le strutture ricettive che occupano pi� di due piani fuori terra, la larghezza totale delle vie di uscita che immettono all'aperto viene calcolata sommando il massimo affollamento previsto in due piani consecutivi, con riferimento a quelli aventi maggiore affollamento.
� consentito installare porte d'ingresso:
a) di tipo girevole, se accanto � installata una porta apribile a spinta verso l'esterno avente le caratteristiche di uscita;
Il numero delle uscite dai singoli piani dell'edificio non deve essere inferiore a due. Esse vanno poste in punti ragionevolmente contrapposti. � consentito che gli edifici a due piani fuori terra siano serviti da una sola scala, purch� la lunghezza dei corridoi che adducono alla stessa non superi i 15 m, e ferma restando l'osservanza del punto 7.5, primo comma.
Nelle strutture ricettive monopiano in cui tutte le camere per ospiti hanno accesso direttamente dall'esterno non � richiesta la realizzazione della seconda via di esodo limitatamente all'area riservata alle camere.
8. Aree ed impianti a rischio specifico.
8.1.1. Locali, di superficie non superiore a 12 m�, destinati a deposito di materiale combustibile.
Possono essere ubicati anche al piano camere. Le strutture di separazione nonch� le porte devono possedere caratteristiche almeno REI 60 ed essere munite di dispositivo di autochiusura.
Il carico di incendio deve essere limitato a 60 kg/m� e deve essere installato un impianto automatico di rivelazione ed allarme di incendio. La ventilazione naturale non deve essere inferiore ad 1/40 della superficie in pianta. Ove non sia possibile raggiungere per l'aerazione naturale il rapporto di superficie predetto, � ammesso il ricorso alla aerazione meccanica con portata di due ricambi orari, da garantire anche in situazioni di emergenza, semprech� sia assicurata una superficie di aerazione naturale pari al 25% di quella prevista.
In prossimit� delle porte di accesso al locale deve essere installato un estintore.
8.1.2. Locali, di superficie massima di 500 m�, destinati a deposito di materiale combustibile.
Deve essere installato un impianto automatico di rivelazione ed allarme incendio. Il carico d'incendio deve essere limitato a 60 kg/m�; qualora sia superato tale valore, il deposito deve essere protetto con impianto di spegnimento automatico. L'aerazione deve essere non inferiore ad 1/40 della superficie del locale.
� consentito detenere, all'interno del volume dell'edificio in armadi metallici dotati di bacino di contenimento, prodotti liquidi infiammabili, strettamente necessari per le esigenze igienico-sanitarie. Tali armadi devono essere ubicati nei locali deposito.
Gli impianti di produzione di calore devono essere di tipo centralizzato. I predetti impianti devono essere realizzati a regola d'arte e nel rispetto delle specifiche disposizioni di prevenzione incendi. Nei villaggi albergo e nelle residenze turistico-alberghiere, � consentito, in considerazione della specifica destinazione, che le singole unit� abitative siano servite da impianti individuali per riscaldamento ambienti e/o cottura cibi alimentati da gas combustibile sotto l'osservanza delle seguenti prescrizioni:
a) gli apparecchi e gli impianti di adduzione del gas, le superfici di aerazione e le canalizzazioni di scarico devono essere realizzate a regola d'arte in conformit� alle vigenti norme di sicurezza;
Le condutture principali dei gas combustibili devono essere a vista ed esterne al fabbricato. In alternativa, nel caso di gas con densit� relativa inferiore a 0,8, � ammessa la sistemazione a vista, in cavedi direttamente areati in sommit�. Nei locali dove l'attraversamento � ammesso, le tubazioni devono essere poste in guaina di classe zero, aerata alle due estremit� verso l'esterno e di diametro superiore di almeno 2 cm rispetto alla tubazione interna. La conduttura principale del gas deve essere munita di dispositivo di chiusura manuale, situato all'esterno, direttamente all'arrivo della tubazione e perfettamente segnalato.
Le unit� di trattamento dell'aria e i gruppi frigoriferi non possono essere installati nei locali dove sono installati gli impianti di produzione calore.
Non � consentito utilizzare aria di ricircolo proveniente da cucine, autorimesse e comunque da spazi a rischio specifico.
L'attraversamento dei soprarichiamati locali pu� tuttavia essere ammesso se le condotte sono racchiuse in strutture resistenti al fuoco di classe almeno pari a quella del vano attraversato.
Inoltre, gli impianti a ricircolo d'aria, a servizio di pi� compartimenti, devono essere muniti, all'interno delle condotte, di rivelatori di fumo che comandino automaticamente l'arresto dei ventilatori e la chiusura delle serrande tagliafuoco.
Per ciascun impianto dovr� essere predisposto uno schema funzionale in cui risultino:
� consentito il condizionamento dell'aria a mezzo di armadi condizionatori, a condizione che il fluido refrigerante non sia infiammabile. � comunque escluso l'impiego di apparecchiature a fiamma libera.
Le autorimesse a servizio delle strutture ricettive devono essere realizzate in conformit� e con le limitazioni previste dalle vigenti disposizioni.
Ai locali e agli spazi, frequentati da pubblico, ospite o non dell'attivit�, inseriti nell'ambito di un edificio o complesso ricettivo, destinati a trattenimenti e riunioni a pagamento o non, si applicano le seguenti norme di prevenzione incendi. A titolo esemplificativo le suddette manifestazioni possono comprendere:
I locali di trattenimento possono essere ubicati a qualsiasi quota al di sopra del piano stradale ed ai piani interrati, purch� non oltre 10 m al di sotto del piano stradale.
I locali di trattenimento con capienza inferiore a 100 persone possono essere posti in comunicazione diretta con altri ambienti dell'attivit� ricettiva, salvo quanto previsto dalle norme, relativamente alle aree a rischio specifico.
Per gli altri locali, le relative comunicazioni con altri ambienti dell'attivit� ricettiva devono avvenire mediante porte di resistenza al fuoco almeno REI 30, purch� ci� non sia in contrasto con le norme di prevenzione incendi relative alle aree a rischio specifico.
L'affollamento massimo ipotizzabile, in quei locali in cui il pubblico trova posto in sedili distribuiti in file, gruppi e settori, viene fissato pari al numero dei posti a sedere. Negli altri casi esso viene fissato pari a quanto risulta in base ad una densit� di affollamento non superiore a 0,7 persone per m� e che in ogni caso dovr� essere dichiarato sotto la diretta responsabilit� del titolare dell'attivit�. I locali devono disporre di un sistema organizzato di vie di esodo per le persone, conforme alle vigenti disposizioni in materia ed alle seguenti prescrizioni:
a) locali con capienza superiore a 100 persone: devono essere serviti da uscite che, per numero e dimensioni, siano conformi alle vigenti norme sui locali di spettacolo e trattenimento. Almeno la met� di tali uscite deve addurre direttamente all'esterno o su luogo sicuro dinamico mentre le altre possono immettere nel sistema di vie di esodo del piano;
c) locali con capienza inferiore a 50 persone: � ammesso che tali locali siano serviti da una sola uscita, di larghezza non inferiore a 0,90 m, che immetta nel sistema di vie di uscita del piano.
La distribuzione dei posti a sedere deve essere conforme alle vigenti disposizioni, con eccezione dei locali destinati a feste danzanti, riunioni conviviali etc. per i quali � consentito che i sedili non siano uniti tra di loro e siano distribuiti secondo le necessit� del caso, a condizione che non costituiscano impedimento ed ostacolo per lo sfollamento delle persone in caso di emergenza.
9. Impianti elettrici .
Gli impianti elettrici devono essere realizzati in conformit� alla L. n. 186 del 1� marzo 1968 (G.U. n. 77 del 23 marzo 1968).
devono disporre di apparecchi di manovra ubicati in posizioni �protette� e devono riportare chiare indicazioni dei circuiti cui si riferiscono.
La rispondenza alle vigenti norme di sicurezza deve essere attestata con la procedura di cui alla L. n. 46 del 5 marzo 1990 e successivi regolamenti di applicazione.
L'alimentazione di sicurezza deve essere automatica ad interruzione breve (< = 0,5 sec) per gli impianti di rivelazione, allarme e illuminazione e ad interruzione media (< = 15 sec) per ascensori antincendio ed impianti idrici antincendio.
Sono ammesse singole lampade con alimentazione autonoma, purch� assicurino il funzionamento per almeno 1 ora.
10. Sistemi di allarme.
Gli edifici, o la parte di essi destinata ad attivit� ricettiva, devono essere muniti di un sistema di allarme acustico in grado di avvertire gli ospiti e il personale presenti delle condizioni di pericolo in caso di incendio.
Il comando del funzionamento simultaneo dei dispositivi sonori deve essere posto in ambiente presidiato, sotto il continuo controllo del personale preposto; pu� essere previsto un secondo comando centralizzato ubicato in un locale distinto dal precedente che non presenti particolari rischi d'incendio.
11. Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi .
11.1. Generalit�.
Le apparecchiature e gli impianti di estinzione degli incendi devono essere realizzati a regola d'arte ed in conformit� a quanto di seguito indicato.
Tutte le attivit� ricettive devono essere dotate di un adeguato numero di estintori portatili. Nelle more della emanazione di una apposita norma armonizzata, gli estintori devono essere di tipo approvato dal Ministero dell'interno ai sensi del D.M. 20 dicembre 1982 (G.U. n. 19 del 20 gennaio 1983) e successive modificazioni.
Gli estintori devono essere distribuiti in modo uniforme nell'area da proteggere, � comunque necessario che almeno alcuni si trovino:
in prossimit� degli accessi;
Gli estintori devono essere ubicati in posizione facilmente accessibile e visibile; appositi cartelli segnalatori devono facilitarne l'individuazione, anche a distanza. Gli estintori portatili devono essere installati in ragione di uno ogni 200 m� di pavimento, o frazione, con un minimo di un estintore per piano.
Gli estintori portatili dovranno avere capacit� estinguente non inferiore a 13 A - 89 B; a protezione di aree ed impianti a rischio specifico devono essere previsti estintori di tipo idoneo. Per attivit� fino a 25 posti letto � sufficiente la sola installazione di estintori.
distribuiti in modo da consentire l'intervento in tutte le aree dell'attivit�;
collocati in ciascun piano negli edifici a pi� piani;
Le attivit� con numero di posti letto superiore a 25 e fino a 100, devono essere almeno dotate di naspi DN 20.
I naspi possono essere collegati alla normale rete idrica, purch� questa sia in grado di alimentare in ogni momento contemporaneamente, oltre all'utenza normale, i due naspi in posizione idraulicamente pi� sfavorevole, assicurando a ciascuno di essi una portata non inferiore a 35 l/min ed una pressione non inferiore a 1,5 bar, quando sono entrambi in fase di scarica.
Le attivit� con capienza superiore a 100 posti letto devono essere dotate di una rete idranti DN 45. Ogni idrante deve essere corredato da una tubazione flessibile lunga 20 m
L'impianto deve avere caratteristiche idrauliche tali da garantire una portata minima di 360 l/min per ogni colonna montante e nel caso di pi� colonne il funzionamento contemporaneo di almeno due. Esso deve essere in grado di garantire l'erogazione ai 3 idranti in posizione idraulica pi� sfavorita, assicurando a ciascuno di essi una portata non inferiore a 120 l/min con una pressione al bocchello di 2 bar.
L'impianto deve essere alimentato normalmente dall'acquedotto pubblico. Qualora l'acquedotto non garantisca la condizione di cui al punto precedente, dovr� essere realizzata una riserva idrica di idonea capacit�.
11.3.2.4. Alimentazione ad alta affidabilit�.
Per le attivit� con oltre 500 posti letto e per quelle ubicate in edifici aventi altezza antincendio superiore a 32 m, l'alimentazione della rete antincendio deve essere del tipo ad alta affidabilit�. Affinch� una alimentazione sia considerata ad alta affidabilit� dovr� essere realizzata in uno dei seguenti modi:
due serbatoi o vasche di accumulo, la cui capacit� singola sia pari a quella minima richiesta dall'impianto e dotati di rincalzo;
Tale alimentazione deve essere collegata alla rete antincendio tramite due gruppi di pompaggio, composti da una o pi� pompe, ciascuno dei quali in grado di assicurare le prestazioni richieste secondo una delle seguenti modalit�:
due elettropompe, ciascuna con portata pari a met� del fabbisogno ed una motopompa di riserva avente portata pari al fabbisogno totale;
Nelle strutture ricettive con oltre 500 posti letto e in quelle ubicate in edifici con altezza antincendio oltre 32 m, deve esistere all'esterno, in posizione accessibile ed opportunamente segnalata, almeno un idrante DN 70, da utilizzare per rifornimento dei mezzi dei Vigili del fuoco. Tale idrante dovr� assicurare una portata non inferiore a 460 l/min per almeno 60 minuti.
Al piede di ogni colonna montante di edifici con pi� di 3 piani fuori terra, deve essere installato un attacco di mandata per il collegamento con le autopompe VV.F.
Oltre alla rete idranti, nelle strutture ricettive con oltre 1.000 posti letto, deve essere previsto l'impianto di spegnimento automatico a pioggia su tutta l'attivit�.
12. Impianti di rivelazione e segnalazione degli incendi.
12.1. Generalit�.
Nelle attivit� ricettive con capienza superiore a 100 posti letto deve essere prevista l'installazione di un impianto fisso di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi in grado di rivelare e segnalare a distanza un principio d'incendio che possa verificarsi nell'ambito dell'attivit�. Nei locali deposito, indipendentemente dal numero di posti letto, devono essere comunque installati tali impianti, come previsto dal precedente punto 8.1.
La segnalazione di allarme proveniente da uno qualsiasi dei rivelatori utilizzati dovr� sempre determinare una segnalazione ottica ed acustica di allarme incendio nella centrale di controllo e segnalazione, la quale deve essere ubicata in ambiente presidiato.
Il predetto impianto dovr� consentire l'azionamento automatico dei dispositivi di allarme posti nell'attivit� entro:
a) 2 minuti dall'emissione della segnalazione di allarme proveniente da due o pi� rivelatori o dall'azionamento di un qualsiasi pulsante manuale di segnalazione di incendio;
I predetti tempi potranno essere modificati in considerazione della tipologia dell'attivit� e dei rischi in essa esistenti.
Qualora previsto dalla presente regola tecnica o nella progettazione dell'attivit�, l'impianto di rivelazione dovr� consentire l'attivazione automatica di una o pi� delle seguenti azioni:
chiusura automatica di eventuali porte tagliafuoco, normalmente aperte, appartenenti al compartimento antincendio da cui � pervenuta la segnalazione, tramite l'attivazione degli appositi dispositivi di chiusura;
Inoltre, nelle attivit� ricettive con oltre 300 posti letto o con numero superiore a 100 posti letto ubicate all'interno di edifici di altezza superiore a 24 m, dovranno essere installati dispositivi ottici di ripetizione di allarme lungo i corridoi, per i rivelatori ubicati nelle camere e nei depositi. Tali ripetitori, inoltre, dovranno essere previsti per quei rivelatori che sorvegliano aree non direttamente visibili.
La segnaletica di sicurezza dovr� essere conforme al D.P.R. n. 524/1982 (G.U. n. 218 del 10 agosto 1982). Inoltre, la posizione e la funzione degli spazi calmi dovr� essere adeguatamente segnalata.
14. Gestione della sicurezza.
14.1. Generalit�.
Il responsabile dell'attivit� deve provvedere affinch� nel corso della gestione non vengano alterate le condizioni di sicurezza, ed in particolare che:
siano mantenuti costantemente in efficienza gli impianti elettrici, in conformit� a quanto previsto dalle vigenti norme;
siano mantenuti costantemente in efficienza gli impianti di ventilazione, condizionamento e riscaldamento. In particolare, il controllo dovr� essere finalizzato alla sicurezza antincendio e deve essere prevista una prova periodica degli stessi con cadenza non superiore ad un anno. Le centrali termiche devono essere affidate a personale qualificato, in conformit� a quanto previsto dalle vigenti regole tecniche.
15. Addestramento del personale.
Il responsabile dell'attivit� deve provvedere affinch�, in caso di incendio, il personale sia in grado di usare correttamente i mezzi disponibili per le operazioni di primo intervento, nonch� di azionare il sistema di allarme e il sistema di chiamata di soccorso.
Tali operazioni devono essere chiaramente indicate al personale ed impartite anche in forma scritta. Tenendo conto delle condizioni di esercizio, il personale deve essere chiamato a partecipare almeno due volte l'anno a riunioni di addestramento e di allenamento all'uso dei mezzi di soccorso, di allarme e di chiamata di soccorso, nonch� a esercitazioni di evacuazione dell'immobile sulla base di un piano di emergenza opportunamente predisposto.
In caso di incendio, il personale di un'attivit� ricettiva, deve essere tenuto a svolgere le seguenti azioni:
contribuire efficacemente all'evacuazione di tutti gli occupanti dell'attivit� ricettiva.
15.3. Attivit� di capienza superiore a 500 posti letto.
Nelle attivit� ricettive di capienza superiore a 500 posti letto deve essere previsto un servizio di sicurezza opportunamente organizzato, composto da un responsabile, e da addetti addestrati per il pronto intervento e dotati di idoneo equipaggiamento.
16. Registro dei controlli.
Deve essere predisposto un registro dei controlli periodici, dove siano annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi alla efficienza degli impianti elettrici, di illuminazione, di sicurezza, dei presidi antincendi, dei dispositivi di sicurezza e di controllo delle aree a rischio specifico e della osservanza della limitazione dei carichi di incendio nei vari ambienti dell'attivit�, nonch� le riunioni di addestramento e le esercitazioni di evacuazione. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte del comando provinciale dei Vigili del fuoco.
17. Istruzioni di sicurezza.
dei dispositivi di arresto degli impianti di distribuzione del gas e dell'elettricit�;
A ciascun piano deve essere esposta una planimetria d'orientamento, in prossimit� delle vie di esodo. La posizione e la funzione degli spazi calmi deve essere adeguatamente segnalata.
tenere depositi, anche modesti, di sostanze infiammabili nei locali facenti parte del volume destinato all'attivit�.
PARTE II - Attivit� esistenti.
Per gli alloggi agrituristici � consentita la contiguit� con i depositi di paglia, fieno o legname posti all'esterno della volumetria dell'edificio utilizzato per l'attivit� ricettiva, purch� la struttura di separazione abbia caratteristiche almeno REI 120.
� fino a 12 m . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .� 30 �
� superiore a 12 m fino a 54 m . . . . . . . . .. .� 60 �
� oltre 54 m . . . . . . . . .. . . . . . . . . . .� 90 �
� richiesto il rispetto del punto 6.2 con esclusione della lettera e) relativamente ai mobili imbottiti.
Sono consentiti compartimenti, di superficie complessiva non superiore a 4.000 m�, su pi� piani, a condizione che il carico di incendio, in ogni piano, non superi il valore di 30 kg/m� e che sia installato un impianto automatico di rivelazione ed allarme di incendio in tutti gli ambienti.
� richiesto il rispetto del punto 6.4.
� richiesto il rispetto del punto 6.5 con eccezione delle porte delle camere, che devono avere caratteristiche non inferiori a RE 15 con autochiusura. La prescrizione relativa all'installazione delle porte RE 15 non si applica alle attivit� ubicate in edifici a non pi� di 3 piani fuori terra in cui la capienza non superi i 40 posti letto ed il carico di incendio in ciascun piano non superi i 20 kg/m�. � consentito, altres�, che le porte delle camere non abbiano caratteristiche RE 15, quando l'attivit� � protetta da un impianto automatico di rivelazione ed allarme di incendio installato nei corridoi e nelle camere per ospiti.
In edifici con pi� di due piani fuori terra e di altezza antincendi fino a 32 m le scale ad uso esclusivo devono essere di tipo protetto. Negli edifici di altezza superiore, le scale devono essere del tipo a prova di fumo.
Ogni vano scala deve avere una superficie netta di aerazione permanente in sommit� come previsto al punto 6.6 ultimo comma.
Le camere per ospiti devono comunicare con il vano scala attraverso corridoi. La comunicazione diretta di tali camere con i vani scala � consentita, purch� tramite disimpegno con porte di resistenza al fuoco congrua con quanto richiesto al punto 19.1.
20. Misure per l'evacuazione in caso in incendio .
20.1. Affollamento - Capacit� di deflusso.
� consentito utilizzare, ai fini del deflusso, scale e passaggi aventi larghezza minima di m 0,90 computati pari ad un modulo ai fini del calcolo del deflusso. Le aree ove sia prevista la presenza di persone con ridotte o impedite capacit� motorie devono essere dotate di vie di uscita congruenti con le vigenti disposizioni in materia di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche.
20.4.1. L'edificio � servito da due o pi� scale.
Il percorso di esodo, misurato a partire dalla porta di ogni camera e da ogni punto dei locali comuni, non pu� essere superiore a:
La lunghezza dei corridoi ciechi non pu� essere superiore a 15 m
Limitatamente ai corridoi ciechi pu� essere consentita una lunghezza di 25 m a condizione che:
20.4.2. L'edificio � servito da una sola scala.
� ammesso, limitatamente alle strutture ricettive ubicate in edifici con non pi� di 6 piani fuori terra, disporre di una sola scala. Questa deve essere di tipo protetto in edifici con pi� di due piani fuori terra.
La lunghezza dei corridoi che adducono alla scala deve essere normalmente limitata a 15 m, incrementabile a 20 m o 25 m, qualora siano realizzati gli accorgimenti previsti al precedente punto 20.4.1, con l'estensione dell'impianto di rivelazione ed allarme incendio a tutta l'attivit�.
La comunicazione del vano scala con i piani interrati pu� avvenire esclusivamente tramite disimpegno, anche non aerato, avente porte di tipo REI 60 munite di congegno di autochiusura.
Limitamente agli edifici a tre piani fuori terra, � consentito non realizzare le scale di tipo protetto a condizione che:
tutti i locali dell'attivit� siano protetti da impianto automatico di rivelazione ed allarme d'incendio;
il carico d'incendio ad ogni piano deve essere inferiore a 20 kg/m�, con esclusione dei depositi, che devono essere conformi a quanto indicato al punto 8.1;
la lunghezza dei corridoi che adducono alle scale sia limitata a 20 m, sotto l'osservanza degli accorgimenti previsti al punto 20.4.1.
� consentita la permanenza di strutture ricettive in edifici a destinazione mista, servite da scale ad uso promiscuo, alle seguenti condizioni:
le comunicazioni dei vani scala con i piani cantinati e con le attivit� soggette ai controlli di prevenzione incendi, ammesse nell'ambito dell'edificio ai sensi del punto 5.1, lettera b), avvengano tramite porte resistenti al fuoco almeno REI 60;
l'intera area dell'attivit� ricettiva sia protetta da impianto automatico di rivelazione ed allarme incendio;
l'attivit� ricettiva sia distribuita in compartimenti le cui strutture separanti, comprese le porte di accesso ai vani scala, abbiano caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI 60;
il carico di incendio all'interno dei compartimenti non sia superiore a 20 kg/m�;
la larghezza della scala e della via di esodo sia commisurata al piano di massimo affollamento, ove � ubicata l'attivit� ricettiva.
Inoltre, a seconda del numero di scale, dovr� essere osservato quanto segue:
ogni piano � servito da due o pi� scale: il percorso massimo dalla porta delle camere alle scale dell'edificio non sia superiore a 25 m I corridoi ciechi non possono superare la lunghezza di 15 m;
ogni piano � servito da una sola scala: l'attivit� ricettiva sia distribuita in compartimenti aventi superficie non superiore a 250 m�; il percorso massimo per raggiungere la scala, dalla porta di ogni camera, non sia superiore a 15 m
Le attivit� esistenti devono, inoltre, rispettare i punti 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17 del presente decreto.
� consentito che i dispositivi automatici di arresto dei ventilatori e di azionamento delle serrande tagliafuoco, negli impianti a ricircolo di aria di potenzialit� non superiore a 30.000 mc/h, siano di tipo termostatico. Tali dispositivi, tarati a 70 �C, devono essere installati in punti adatti, rispettivamente delle condotte dell'aria di ritorno (prima della miscelazione con l'aria esterna) e della condotta principale di immissione dell'aria. Inoltre, l'intervento di tali dispositivi non deve consentire la rimessa in moto dei ventilatori senza l'intervento manuale.
Negli impianti di potenzialit� superiore a 30.000 mc/h i dispositivi di controllo devono essere costituiti da rivelatori di fumo posti nelle condotte secondo quanto previsto al punto 8.2.2.3.
Le attivit� ricettive esistenti devono adeguarsi alle disposizioni del presente decreto, a decorrere dall'entrata in vigore dello stesso, entro i seguenti termini:
Entro un anno dall'entrata in vigore del decreto dovr� essere presentato ai Comandi provinciali dei Vigili del fuoco, un piano programmato degli eventuali lavori di adeguamento a firma del responsabile dell'attivit�.
TITOLO III - Disposizioni relative alle attivit� ricettive con capacit� non superiore a venticinque posti letto.
22. Generalit�.
23. Generalit�.
Categoria C, D ed E: rifugi non rientranti nelle categorie precedenti e che vengono classificati in relazione alla situazione locale con riferimento alla quota, durata e difficolt� di accesso, nonch� all'incidenza del sistema normalmente adottato per i rifornimenti.
Non rientrano nella categoria dei rifugi alpini i bivacchi fissi ed i ricoveri, intendendosi con tale denominazione quelle modeste costruzioni adibite al ricovero degli alpinisti con le seguenti peculiarit�: sempre incustoditi ed aperti in permanenza, senza presenza di viveri e di dispositivi di cottura, ma con lo stretto necessario per il riposo ed il ricovero d'emergenza.
24. Regole generali.
a) sorgenti di innesco: devono essere eliminate le sorgenti di innesco, deve essere imposto il divieto di fumare od accendere fuochi, eccezion fatta nei locali per ci� appositamente predisposti di cui alla successiva lettera f);
b) apparecchi di cottura: sugli apparecchi di cottura (fornelli e cucine) di pertinenza del rifugio, funzionanti a gas, qualunque sia la loro potenzialit�, devono essere installati rubinetti valvolati oltre ad una valvola generale di intercettazione segnalata. Con eccezione dei rifugi di cui al punto 25, le eventuali bombole di gas vanno poste all'esterno del rifugio e senza comunicazione diretta con questo;
d) porte d'esodo: dalle porte di esodo devono essere eliminate le chiusure a chiave dall'interno, i dispositivi a catenaccio a scorrere, o similari, garantendo l'apertura con l'azionamento di maniglia dall'interno. L'eventuale chiusura potr� avvenire solo dall'esterno nei periodi di inattivit� od in caso di cessazione della stessa. Qualora le condizioni delle precipitazioni nevose lo rendano necessario, le porte d'esodo attestate sull'esterno possono aprirsi verso l'interno;
f) locali cottura: i locali da adibirsi a cottura cibi, anche da parte degli ospiti, devono essere protetti sulle pareti per almeno 150 cm da terra, e sui pavimenti per un raggio di almeno 100 cm attorno ai posti ove vi pu� essere fiamma libera, con materiali di classe 0. La larghezza delle zone protette sulle pareti deve estendersi per lo stesso raggio di 100 cm;
g) protezione delle sorgenti calore: attorno alle stufe per un raggio di almeno 1 m, sia in altezza che in larghezza devono essere disposte protezioni incombustibili. I canali da fumo, negli attraversamenti od in vicinanza di materiali combustibili, devono essere protetti evitando che vi siano punti con temperature in grado di provocare innesco sugli stessi. Per l'operazione di asciugatura degli indumenti devono essere predisposti appositi appoggi o sostegni fissi a distanza adeguata dalle sorgenti di calore onde evitare la possibilit� di innesco;
h) dispositivi di chiamata: ove non sia presente e disponibile per l'emergenza un apparecchio telefonico, dovr� essere installato, in posizione segnalata e protetta, un apparecchio radio di chiamata ad alimentazione autonoma, su banda fissa, in grado di inviare automaticamente la segnalazione di soccorso per un periodo non inferiore alle 4 ore, differenziata in base al tipo di intervento richiesto e codificata per l'individuazione;
i) dotazione d'emergenza: quando la quota del rifugio superi i 2000 m sul livello del mare o, pur a quote inferiori, le condizioni meteorologiche locali che si possano presentare siano riconducibili a quelle di detta quota limite, dovr� essere reso disponibile il sacco d'emergenza. Questo, disposto in custodie sigillate, sar� costituito da un telo alluminiato a forma di sacco, atto a contenere completamente l'alpinista, o da un dispositivo analogo in grado di fornire almeno le stesse caratteristiche di salvaguardia termica. I sacchi di emergenza, in numero pari alla capienza massima del rifugio, aumentata del 20%, dovranno essere custoditi in un apposito alloggiamento, chiaramente segnalato, provvisto di chiare indicazioni sul suo uso, distante dal rifugio in modo da non essere coinvolto dall'eventuale incendio;
l) schede tecniche: a cura del titolare dovranno essere redatte schede tecniche indicanti le caratteristiche di ogni rifugio ai fini antincendio, nelle quali dovr� essere indicato nome e cognome del gestore e del responsabile della sicurezza, nominato dal titolare. Il responsabile della sicurezza dovr� provvedere almeno annualmente al controllo generale della situazione, delle dotazioni previste e dell'efficienza degli impianti.
25. Rifugi di capienza non superiore a venticinque posti.
c) fermo restando il rispetto delle prescrizioni del punto 24, � consentito mantenere all'interno del locale una sola bombola di G.P.L., di peso non eccedente i 25 kg, purch� la stessa sia utilizzata per l'alimentazione di apparecchi di cottura;
26. Rifugi di capienza superiore a venticinque posti letto.
Per i rifugi di queste categorie, valgono le disposizioni di cui al titolo II parte prima. � per� ammesso che:
per i rifugi di categoria C, D ed E sino a 2 piani fuori terra, � consentito che il numero delle uscite sia di una per ogni piano.
Per tali rifugi valgono le disposizioni impartite al titolo II parte seconda. � inoltre richiesto che:
vi sia, per edifici con pi� di due piani fuori terra, per ogni piano, una seconda via di esodo e sia garantito il necessario sfollamento.
� per� ammesso che:
c) le scale siano di tipo protetto negli edifici a pi� di tre piani fuori terra;
d) la larghezza minima delle vie di esodo non sia inferiore a cm 60, senza ulteriori riduzioni in ragione delle tolleranze dimensionali, conteggiando la stessa con una capacit� di deflusso pari a 30. Per larghezze pari o superiori a cm 90, si rimanda a quanto previsto al punto 20.2;
e) le vie di esodo, ulteriori alla prima, siano costituite da scale a pioli, realizzate in materiali incombustibili, poste all'esterno del rifugio, solidamente ancorate e con le seguenti caratteristiche minime: larghezza non inferiore a 35 cm netti sui pioli, alzata netta non superiore a 30 cm e con pioli distanti almeno 15 cm dalle pareti. Tali scale devono essere raggiungibili attraverso vani apribili, di dimensioni nette non inferiori a cm 60 di larghezza e cm 80 di altezza. Ciascuna scala a pioli, realizzata come sopra, sar� conteggiata con una capacit� di deflusso pari a 20. Tali scale devono essere realizzate in conformit� alle norme anti infortunistiche ed inoltre, occorre prevedere anche un corrimano continuo che sporga almeno per 30 cm dal filo dei pioli, o altro equivalente riparo. Per altezze delle scale a pioli superiori a 10 m, occorre prevedere un piano di sosta almeno di 70 cm di larghezza e di 50 cm di sporgenza dal fabbricato con parapetto normale e fermapiede, da cui sia possibile riprendere la discesa su altra scala adiacente (anche a pioli);
g) nell'impossibilit� di realizzare un impianto idrico antincendio per assenza di fonti idriche o riserve adeguate, le prescrizioni del punto 11.3 siano sostituite dalla disposizione di almeno un estintore di capacit� estinguente 13A e 89 BC, in ragione di uno ogni 50 m� e comunque uno ogni piano;
A tali rifugi si applicano le prescrizioni di cui al precedente punto 26.3, con esclusione di quanto richiesto alle lettere a) e c). Inoltre non � richiesta l'osservanza del punto 19 del presente decreto. � per� ammesso che, qualora non vi sia alcun tipo di alimentazione elettrica, l'illuminazione di sicurezza sia del tipo con lampade portatili ad alimentazione autonoma ed i dispositivi di allarme siano ad azionamento manuale.
27. Disposizioni transitorie I rifugi alpini esistenti devono adeguarsi alle disposizioni del presente decreto entro cinque anni dalla sua entrata in vigore. Ritorna all'indice Leggi & Decreti inviaci un e-mail
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