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Timestamp: 2018-05-24 04:53:45+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.81', 'art. 4', 'art. 10', 'art.81', 'art. 81', 'art. 9', 'art. 75', 'art. 91', 'art. 82', 'art. 5']

- UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI Direzione per il Personale Settore Sviluppo Risorse Umane INDICE I PARTE. Manuale operativo - PDF
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Teodoro Carboni
1 UNIVERSITA DEGLI STUDI CAGLIARI - Il sistema di valutazione della performance individuale Personale Tecnico e Amministrativo (A norma dell art.81 CCNL e del D.Lgs.150/09) ANNO DI ADOZIONE: 2014
2 INDICE I PARTE Manuale operativo PREMESSA pag. 3 CAP. 1 - IL CONTESTO NORMATIVO pag. 4 CAP. 2 - LE FASI DEL PROCESSO DI VALUTAZIONE pag. 6 CAP. 3 - LA METODOLOGIA ADOTTATA pag. 7 CAP. 4 - FINALITÀ DELLA VALUTAZIONE pag. 7 CAP. 5 - AMBITI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE pag. 8 CAP. 6 - GLI OBIETTIVI INDIVIDUALI O DI GRUPPO pag Individuazione degli obiettivi 6.2 Assegnazione degli obiettivi 6.3 Le caratteristiche di un obiettivo 6.4 Gli indicatori di performance CAP. 7 - COMPETENZE E COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI pag. 12 CAP. 8 - IL CONTRIBUTO INDIVIDUALE ALLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA pag. 14 CAP. 9 - GLI ATTORI DEL PROCESSO pag Il Valutato 9.2 Il Valutatore 9.3 Il Valutatore Intermedio 9.4 Gli Utenti 9.5 Il Comitato di Valutazione CAP IL RUOLO DELLA DIREZIONE PER IL PERSONALE pag. 18 CAP GLI STRUMENTI pag. 19 CAP GLI ASPETTI TECNICI DELLA VALUTAZIONE pag Come valutare gli obiettivi 12.2 Come valutare i comportamenti organizzativi 12.3 Come valutare il contributo individuale alla p.o La valutazione finale 12.5 Esiti della valutazione e sistemi incentivanti CAP PROCEDURE DI CONCILIAZIONE pag. 24 CAP TRASPARENZA pag. 24 1
3 INDICE II PARTE Appendice MODULO INFORMATIVO COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI (scaricabile online) CAT. B-C pag. 25 CAT. D-EP pag. 26 FACSIMILE SCHEDA OBIETTIVI (da compilare online) pag. 27 SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE (scaricabile online) pag. 28 FACSIMILE SCHEDE DI VALUTAZIONE (da compilare online) CAT. B pag. 29 CAT. C pag. 30 CAT. D pag. 31 CAT.D S.I. (senza incarico) pag. 32 CAT. EP pag. 33 2
4 I PARTE IL SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE Manuale Operativo PREMESSA L introduzione della valutazione del personale nelle Organizzazioni rappresenta uno dei principali fattori di svolta nella gestione strategica delle risorse umane. Infatti, un sistema di valutazione equo e condiviso, costituisce un occasione di valorizzazione delle risorse umane in quanto strumento di crescita personale e professionale che innesca un processo virtuoso di miglioramento continuo dell individuo e quindi dell Organizzazione. L Università di Cagliari ha iniziato ad occuparsi di valutazione delle performance già dal 2005 partecipando ad un progetto del Dipartimento della Funzione Pubblica sui Sistemi di Valutazione del Personale, ed elaborando una prima bozza del sistema di valutazione. Negli anni successivi il sistema è stato via via perfezionato e adattato al contesto locale. Fondamentale è stata la sua applicazione in via sperimentale, avvenuta nel 2007, che oltre ad aver costituito un utile banco di prova, ha consentito di testare il sistema stesso evidenziando ridondanze e criticità. Grande importanza in tal senso hanno avuto anche gli incontri formativi e informativi con i valutatori e i valutati, che hanno permesso di apportare i correttivi necessari a rendere il sistema quanto più possibile rispondente alle esigenze organizzative del nostro Ateneo. Dal 2008 il sistema ha subito ulteriori adattamenti e semplificazioni che tuttavia non hanno completamente eliminato alcune criticità di fondo connesse allo stesso processo valutativo, soprattutto per le implicazioni di tipo economico e psicologico correlate. Contestualmente, il sistema è stato aggiornato sulla base delle riforme legislative in materia di valutazione della performance del personale. 3
5 - CAP. 1- IL CONTESTO NORMATIVO Prima di approfondire il sistema di valutazione della performance individuale sembra opportuno collocarlo all'interno della Riforma della Pubblica Amministrazione delineata dalla Legge 15/09 Il Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 di Attuazione della Legge 15/09 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, prevede che le Amministrazioni Pubbliche adottino con apposito provvedimento il Sistema di misurazione e valutazione della performance attraverso il quale valutare annualmente la performance organizzativa e individuale. Tale Sistema è collocato all'interno di un più ampio processo chiamato "Ciclo di gestione della performance" 1, un impianto metodologico finalizzato a dotare le amministrazioni pubbliche di un concreto strumento di organizzazione del lavoro in un ottica di miglioramento continuo della performance e dei servizi resi al pubblico. Il Ciclo di gestione della performance è costituito dalle seguenti fasi: a) definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori; b) collegamento tra gli obiettivi e l allocazione delle risorse; c) monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi; d) misurazione e valutazione della performance, organizzativa e individuale; e) utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito; f) rendicontazione dei risultati agli organi di indirizzo politicoamministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonché ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi. 4
6 Appare evidente che il Ciclo di gestione della performance debba discendere da una programmazione strategica che definisca, attraverso un processo a cascata, gli indirizzi e gli obiettivi strategici 2 e operativi 3, i rispettivi indicatori e i valori attesi di risultato su cui si baserà poi la misurazione e la valutazione della performance. Questo documento programmatico è il Piano della Performance, che ogni amministrazione deve redigere, in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, entro il 31 gennaio di ogni anno 4. Questo Ateneo dal 2011 presenta il suo Piano della Performance, che è anche pubblicato sul sito, e da esso deriva il presente Manuale che attiene al processo di valutazione della performance individuale. 1 Si veda l art. 4 D.Lgs. 150/09 2 Gli obiettivi globali nel medio e lungo termine che indicano dove l organizzazione vuole andare. Essi descrivono i risultati finali (Outcome) che l organizzazione si propone di perseguire. 3 Rappresentano un livello più dettagliato e concreto degli obiettivi strategici, ad es. a livello di unità organizzativa. Un obiettivo operativo può essere immediatamente trasformato in un insieme di attività e compiti (obiettivi individuali) 4 Si vedano l art. 10 D.Lgs. 150/09 e la delibera CIVIT 112 del 28 ottobre 2010 struttura e modalità di redazione del Piano della performance 5
7 - CAP. 2 - LE FASI DEL PROCESSO DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE Il processo di valutazione della performance individuale è un processo continuo a frequenza annuale, coincidente di norma con l anno solare. Esso si esplica mediante una serie di fasi predefinite e collegate cronologicamente, come mostra il seguente cronogramma: TEMPISTICA FASE ATTIVITA PRINCIPALI DEL PROCESSO DI VALUTAZIONE GENNAIO- FEBBRAIO 1 Declinazione degli obiettivi strategici contenuti nelle Linee Programmatiche del Rettore, dai quali discendono gli obiettivi annuali di ciascuna macrostruttura (Direzioni, Facoltà e i Dipartimenti/Centri) che il Direttore Generale individua attraverso una relazione in cui evidenzia in particolare i risultati attesi e gli indicatori di prestazione. 2 Colloquio informativo: assegnazione degli obiettivi individuali e di struttura al personale di cat. C, D ed EP da parte del responsabile della macrostruttura (Dirigenti, Presidi, Direttori) per l anno in corso e contestuale comunicazione a tutte le categorie di personale dei comportamenti organizzativi su cui si effettuerà la valutazione. GIUGNO- SETTEMBRE 3 Monitoraggio intermedio: verifica in itinere dell andamento della performance con possibilità di rimodulazione dell obiettivo. GENNAIO- FEBBRAIO 4 Colloquio finale: valutazione della performance individuale dell anno precedente (obiettivi e/o comportamenti organizzativi + contributo individuale alla performance organizzativa) da parte del responsabile della macrostruttura. MARZO-APRILE 5 Rendicontazione dei risultati di performance agli organi di indirizzo politico-amministrativo per i provvedimenti di competenza (premialità) e pubblicazione dei dati complessivi sulla sezione Trasparenza, valutazione e merito. PROCEDURA DI CONCILIAZIONE entro 15 giorni 1 Istanza di riesame indirizzata al Comitato di Valutazione in caso di dalla contestazione di valutazione non positiva. valutazione entro 20 giorni 2 Pronunciamento del Comitato di Valutazione. dall istanza 6
8 - CAP. 3 - LA METODOLOGIA ADOTTATA La metodologia adottata dall Università di Cagliari si fonda su criteri di oggettività, trasparenza e pubblicità 5, a tutela e garanzia del valutato e del sistema nel suo complesso. Infatti: Pone i colloqui di feedback 6 alla base del processo di valutazione, quale stimolo al confronto e la comunicazione funzionale fra responsabili e collaboratori; Introduce la possibilità per il valutato di esprimere un giudizio sul proprio operato (possibilmente supportato da evidenze concrete), attraverso la compilazione della scheda di autovalutazione (reperibile online), che potrà essere utilizzata come base di confronto durante il colloquio finale (di valutazione); Riconduce la valutazione a situazioni concretamente identificabili e, all occorrenza, richiamabili; Istituisce un organo di valutazione super partes, il Comitato di Valutazione 7 ; Introduce la Customer Satisfaction 8 quale strumento di miglioramento del servizio attraverso l ascolto dell utenza. - CAP. 4 - FINALITA DELLA VALUTAZIONE Oltre a quanto già argomentato nella premessa, occorre mettere in evidenza che le finalità della valutazione sono molteplici, sebbene sostanzialmente legate da un unico filo conduttore: il miglioramento. La valutazione è infatti finalizzata a: 5 Criteri e principi del Sistema di Valutazione: Si veda l art.81, c.2 CCNL 6 Colloqui di feedback: si vedano le Linee Guida per il valutatore 7 Comitato di Valutazione: si veda l art. 81, c. 3 CCNL 16/10/ Customer Satisfaction: si veda il D.Lgs. 150/09 e in particolare le Delibere Civit n. 1 e n.3 del
9 Favorire la crescita professionale delle persone, attraverso l individuazione dei propri punti di forza e di debolezza; Migliorare la performance complessiva, anche con il supporto di specifici interventi formativi; Sviluppare nei responsabili la capacità di azioni finalizzate allo sviluppo professionale dei collaboratori; Valorizzare il ruolo e il contributo di ciascun dipendente; Facilitare il confronto e il dialogo fra responsabili e collaboratori; Migliorare il clima organizzativo attraverso la condivisione e il lavoro di gruppo; Sostituire la logica dell adempimento con una cultura gestionale basata su obiettivi e risultati; Responsabilizzare a tutti i livelli; Garantire il riconoscimento del merito e dell impegno individuale e/o di gruppo; Correlare l erogazione di compensi economici all effettiva prestazione e al miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi. - CAP. 5 - AMBITI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE 9 La misurazione e la valutazione della performance individuale concerne: 1) il raggiungimento degli obiettivi individuali o di gruppo assegnati dal responsabile della macrostruttura (Dirigenti, Presidi, Direttori di Dipartimento/Centro); 2) le competenze dimostrate e i comportamenti professionali e organizzativi messi in atto nell ambito lavorativo; 9 Si veda l art. 9 del D.Lgs. 150/09 8
10 3) la qualità del contributo assicurato alla performance dell unità organizzativa di appartenenza. L oggetto della valutazione non è dunque la persona, ma le modalità e le capacità con le quali essa esplica la propria attività lavorativa nel contesto organizzativo di appartenenza: il suo modo di agire e di relazionarsi con gli altri (colleghi, superiori, collaboratori, utenti), il suo modo di esplicare le proprie competenze e le proprie capacità gestionali, manageriali, intellettive, la sua capacità di incidere sulla performance della struttura di appartenenza, la sua capacità di raggiungere gli obiettivi assegnati. Per questa ragione, la valutazione non dovrà riferirsi al carattere del dipendente o alle sue caratteristiche personali, ma alla differenza tra i risultati attesi e quelli effettivi, e sarà relativa esclusivamente al periodo oggetto di valutazione. - CAP. 6 GLI OBIETTIVI INDIVIDUALI O DI GRUPPO Come già detto, uno dei fattori che concorrono alla realizzazione della performance individuale è il raggiungimento degli obiettivi assegnati formalmente dal responsabile della macrostruttura di afferenza al personale di categoria EP, D e C, con individuazione a cascata, secondo i livelli di responsabilità. al personale della categoria EP saranno assegnati almeno 3 obiettivi; al personale della categoria D titolare di posizione di responsabilità 10 saranno assegnati almeno 2 obiettivi; al personale delle categorie C, e D non titolare di posizione di responsabilità, sarà assegnato almeno 1 obiettivo. 9
11 6.1 Individuazione degli obiettivi L individuazione degli obiettivi avviene di norma nei primi mesi dell anno, durante il Colloquio informativo 11, in cui il valutatore concorda con il valutato gli obiettivi da raggiungere entro la fine dell anno, in coerenza con gli obiettivi dell unità organizzativa. Infatti, la coerenza tra i vari livelli dell organizzazione è alla base del modello gestionale della direzione per obiettivi, di cui si è parlato al Cap. 1. Tale modello prevede che il flusso delle informazioni e delle decisioni avvenga in senso top-down, attraverso un processo a cascata che parte dal livello più alto dell organizzazione (obiettivi strategici) per giungere ad ogni unità organizzativa (declinazione in obiettivi operativi) fino al singolo individuo (scomposizione in obiettivi individuali). E comunque necessario che almeno uno degli obiettivi venga dato in funzione dell indagine di customer satisfaction cui deve essere sottoposta ogni singola struttura. 6.2 Assegnazione degli obiettivi Per l assegnazione degli obiettivi individuali, il valutatore dovrà utilizzare l apposita scheda-obiettivo compilabile online nella quale indicherà gli obiettivi proposti attraverso una sintetica descrizione che tenga conto del contesto di partenza. Inoltre, specificherà gli indicatori quali/quantitativi individuati per la sua misurazione e i target o risultati attesi su cui si baserà successivamente la valutazione. Una volta effettuato il salvataggio e l invio del modulo online, verrà visualizzata una pagina riepilogativa, che dovrà essere stampata, firmata dal valutatore e dal valutato e custodita fino al momento della valutazione. Con la consegna del modulo al valutato, gli obiettivi si considerano formalmente assegnati, ferma restando la possibilità di rimodularli, qualora le mutate condizioni li abbiano resi non più perseguibili. Copia degli obiettivi firmati dovrà essere spedita a: Settore Sviluppo Risorse Umane. 10 CCNL 16/10/08: art. 75 c. 1 (Cat. EP) e art. 91 c. 3 (Cat. D) 11 Si vedano le Linee Guida per il valutatore 10
12 6.3 Le caratteristiche di un obiettivo Gli obiettivi, che in linea generale dovranno tendere a raggiungere livelli qualitativi di miglioramento del servizio, di innovazione e di maggiore efficienza, devono possedere i seguenti requisiti: a) rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettività, alla missione istituzionale, alle priorità politiche ed alle strategie dell amministrazione; b) specifici e misurabili in termini concreti e chiari; c) tali da determinare un significativo miglioramento della qualità dei servizi erogati e degli interventi; d) riferibili ad un arco temporale determinato, di norma corrispondente ad un anno; e) correlati alla quantità e alla qualità delle risorse disponibili. 6.4 Gli indicatori di performance La valutazione finale si propone di stabilire se gli obiettivi assegnati siano stati conseguiti e in quale misura rispetto ai risultati attesi. Ne consegue che obiettivi non misurabili non potranno dare luogo ad una valutazione oggettiva; pertanto, eventualmente assegnati, non potranno portare all erogazione della relativa indennità. Affinché un obiettivo sia misurabile è necessario che contenga gli indicatori di misurazione quali/quantitativi ed i relativi valori programmati. Gli indicatori individuano le dimensioni della qualità riferite all obiettivo (es: n. di giornate lavorative con apertura al pubblico dello sportello rispetto al n. totale di giornate lavorative). A ciascun indicatore dovrà essere associato un valore programmato, ossia una misura (che può essere espressa in termini numerici assoluti o percentuali) che indica i livelli quantitativi e/o qualitativi attesi per la performance oggetto di valutazione (es: 90%). La definizione dell indicatore e del valore programmato determina lo standard di qualità Si veda in proposito l Delibera CiVIT N. 88/2010 ( Linee guida per la definizione degli standard di qualità )con relative tabelle esemplificative. 11
13 Se dunque intendiamo migliorare un servizio al pubblico aumentando il tempo di apertura dello sportello, è necessario indicare il numero di ore al giorno o di giorni alla settimana che si intende aumentare rispetto alla situazione di partenza. Infatti, per essere in grado di verificare a consuntivo il raggiungimento dell obiettivo, bisogna evitare di descriverlo attraverso l uso di termini generici come miglioramento, aumento, ottimizzazione, razionalizzazione senza quantificarne la reale portata. Allo stesso tempo, l indicatore può essere espresso anche in termini di performance complessiva, come nel caso della concreta realizzazione di una banca dati, di un sistema informativo, di un nuovo servizio online,.ecc. In conclusione, poiché la valutazione a consuntivo si esprime attraverso l attribuzione di un punteggio all interno di una scala di valutazione, il giudizio sul rispetto del livello di performance programmato (valutazione) dovrà trovare riscontro nei valori compresi nella scala di valutazione e nei giudizi ad essi associati. - CAP. 7 COMPETENZE E COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI Riguarda tutto il personale e si riferisce all insieme delle competenze dimostrate attraverso le azioni messe in atto nel contesto lavorativo di appartenenza, funzionali al raggiungimento di obiettivi individuali, di struttura o di Ateneo. Nel procedere alla scelta dei comportamenti da sottoporre a valutazione, sono state confermate le indicazioni del Contratto Collettivo Nazionale, individuando principalmente quelle aree comportamentali che costituiscono uno degli indicatori di riferimento della procedura relativa alle progressioni orizzontali CCNL 16/10/2008 all art. 82, c. 2: a) Formazione certificata e pertinente; b) Arricchimento professionale derivante all esperienza lavorativa; c) Qualità delle prestazioni individuali, con particolare riferimento alla capacità di proporre soluzioni innovative, al coinvolgimento nei processi 12
14 Nelle tabelle seguenti sono riportati i comportamenti organizzativi contenuti nelle schede di valutazione: CATEGORIE C B Aree comportamentali Capacità di proporre soluzioni innovative Attenzione alle esigenze dell'utenza Soluzione dei problemi Coinvolgimento nei processi lavorativi Correttezza e precisione Flessibilità Comportamenti organizzativi Essere propositivo e capace di trasferire nel proprio lavoro nuove idee o esperienze apprese in contesti differenti Cogliere i bisogni degli utenti (studenti/docenti/colleghi), e adoperarsi per soddisfarli, anche attraverso la loro segnalazione ai superiori Capacità di focalizzare le cause di un problema e proporre soluzioni efficaci Partecipare attivamente e con continuità alle attività lavorative Capacità di eseguire i compiti assegnati con accuratezza e precisione Disponibilità a modificare i propri schemi e/o orari di lavoro in relazione alle esigenze della struttura CATEGORIE EP D (con e senza incarico) Aree comportamentali Capacità di proporre soluzioni innovative Attenzione alle esigenze dell'utenza Soluzione dei problemi Coinvolgimento nei processi lavorativi Flessibilità Capacità organizzative e gestionali Comportamenti organizzativi Capacità di promuovere soluzioni alternative non standardizzate che favoriscano l innovazione all interno dell organizzazione Comprendere e soddisfare le esigenze degli utenti interni ed esterni trovando soluzioni e correttivi efficaci Capacità di focalizzare le cause del problema e trovare soluzioni efficaci Capacità di coinvolgere i propri collaboratori nei processi lavorativi di propria responsabilità Capacità di adattamento alla variabilità del contesto modificando, se necessario, i propri metodi e/o orari di lavoro Capacità di programmare e gestire le attività in relazione ad obiettivi e risorse, garantendo precisione e rispetto dei tempi. lavorativi, all attenzione alle esigenze dell utenza e alla soluzione dei problemi; d) Anzianità di servizio; e) Titoli culturali e professionali. 13
15 Come si può notare, i comportamenti organizzativi individuati dall Amministrazione sono commisurati alla categoria di appartenenza del personale da valutare. Inoltre, ogni area comportamentale viene descritta attraverso i comportamenti concreti ad essa riferiti. All inizio dell anno, nella fase del Colloquio informativo, il valutatore riunirà il personale per l illustrazione dei comportamenti organizzativi oggetto di valutazione, evidenziando quelli che sono i comportamenti attesi, dopo averli contestualizzati in riferimento alle diverse tipologie di attività svolte nella propria struttura. Al termine del colloquio, il valutatore farà firmare per conoscenza ciascun valutato sull apposito modulo informativo (reperibile online) contenente l elenco dei comportamenti illustrati nel corso del colloquio iniziale. La scheda con le firme dei valutati dovrà essere custodita dal valutatore fino alla conclusione dell intero processo di valutazione, ossia fino alle Procedure di Conciliazione (si veda in proposito il Cap. 13). - CAP. 8 IL CONTRIBUTO INDIVIDUALE ALLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA La valutazione del contributo individuale alla p.o. concerne la capacità del singolo di incidere sulla performance della struttura di appartenenza. Riguarda tutte le categorie di personale ed è effettuata dal valutatore sulla base della performance di struttura attesa, tenendo conto, per il personale di categoria B, anche delle indagini di customer satisfaction 14, che verranno svolte in riferimento ai servizi erogati dalla struttura. L indagine del grado di soddisfazione dell utenza si rende infatti necessaria per verificare la coerenza fra la qualità dei servizi offerti e le esigenze dei loro diretti destinatari. 14 D.Lgs. 150/09, Art.8, lett.c) 14
16 A tal fine, a conclusione di ciascun anno solare, dovrà essere sottoposto agli utenti un questionario online, definito attraverso le principali dimensioni della qualità 15 (accessibilità, tempestività, trasparenza, efficacia). La conoscenza del gradimento del servizio da parte dell utenza consentirà, laddove necessario, di allineare la performance organizzativa ai valori attesi e apportare le modifiche necessarie ai valori programmati. Inoltre, attraverso i risultati delle indagini sarà possibile valutare l apporto individuale alla performance organizzativa in un ottica di efficacia. - CAP. 9 - GLI ATTORI DEL PROCESSO Sono attori del processo di valutazione: il Valutato; 2) il Valutatore; 3) il Valutatore intermedio; 4) il Comitato di Valutazione; 5) Gli utenti. 9.1 Il valutato E il destinatario della valutazione. Il valutato svolge un ruolo di partecipazione attiva durante tutto il processo di valutazione. Fondamentale è il suo apporto nei colloqui di feedback: nel colloquio iniziale, in cui concorda con il valutato gli obiettivi da raggiungere, ma soprattutto nel colloquio finale, che lo vede direttamente coinvolto nell individuazione di eventuali criticità e possibili aree di miglioramento. Inoltre, qualora ritenesse di dover fornire ulteriori elementi di valutazione, ha la possibilità di sottoporre all attenzione del valutatore la Relazione di autovalutazione, sulla base di evidenze concrete riferite all obiettivo assegnato ed ai comportamenti messi in atto per il loro raggiungimento. Infine, in caso di valutazione non positiva, il valutato ha la possibilità di ricorrere entro 15 giorni dal ricevimento della scheda di valutazione, inoltrando apposita istanza di riesame al Comitato di Valutazione In particolare, si vedano le Delibere Civit n.3 e n. 1 del Art. 81, commi 2 e 3 CCNL 16/10/08 15
17 9.2 Il valutatore La valutazione delle prestazioni del personale è parte integrante del ruolo del responsabile della macrostruttura 17, cui compete garantire l efficienza della propria organizzazione. Il valutatore ha un ruolo fondamentale in tutto il processo. Infatti: 1. definisce e assegna gli obiettivi a inizio d anno 2. predispone le eventuali modifiche in corso d anno 3. conduce i colloqui di feedback 4. procede alla valutazione finale 5. predispone il piano di miglioramento 9.3 Il valutatore intermedio Poiché il processo di valutazione deve rispettare il principio in base al quale occorre valutare conoscendo l operato e il lavoro del valutato, 18 laddove non sia possibile per il responsabile della macrostruttura averne approfondita e diretta conoscenza, questi dovrà essere coadiuvato dal responsabile diretto, la figura più adeguata a conoscere le prestazioni del valutato e a considerare tutti gli aspetti utili ai fini di una efficace e completa valutazione. In tali casi, il responsabile diretto assume il ruolo di valutatore intermedio rispetto al responsabile della macrostruttura. Quest ultimo, in quanto responsabile finale della valutazione, dovrà garantire la coerenza dei giudizi espressi dai diversi valutatori intermedi. Tuttavia, vi sono dei casi in cui il valutatore intermedio non si identifica con il responsabile diretto. Infatti: il valutatore intermedio dei Segretari di dipartimento è il Dirigente della Direzione Finanziaria, data la sua funzione di verifica della regolarità amministrativo contabile nelle strutture a gestione autonoma e di garante dell intero sistema contabile d Ateneo; il valutatore intermedio dei Coordinatori didattici è il Dirigente della Direzione per la Didattica e l orientamento, considerate le funzioni di 17 Dirigente, Preside, Direttore Dipartimento. 18 Si veda al proposito il Dlgs. 286/99, art. 5 c. 2 16
18 supporto alla predisposizione dell offerta formativa svolta dagli stessi coordinatori didattici. 9.4 Il Comitato di Valutazione E un organo super-partes preposto alla valutazione in sede di ricorso, con il compito di risolvere le controversie relative al giudizio del valutatore. Sentite in contradditorio le parti interessate, il Comitato delibera entro 20 giorni dall istanza di riesame. Il Comitato di Valutazione è così composto: 1. Direttore Generale, che lo presiede Un esperto designato dal Nucleo di Valutazione di Ateneo 3. Un esperto designato dalla RSU. Il supporto al Comitato di Valutazione è fornito dagli Uffici di Staff della Direzione Generale. 9.5 Gli Utenti Gli utenti sono i destinatari dei servizi offerti dall Ateneo. Pertanto, essi svolgono un ruolo essenziale nel processo di valutazione, in cui sono chiamati ad esprimersi attraverso i questionari di customer satisfaction. Infatti, la conoscenza del grado di soddisfazione degli utenti costituisce un indispensabile strumento di confronto e di miglioramento. Le categorie di utenti dell Università di Cagliari sono individuate sulla base della tipologia di servizio erogato. Tali categorie rappresentano sia utenti singoli (ad es. gli studenti, il personale docente, tecnico e amministrativo) che utenti collettivi, (ad es. imprese, associazioni, altre amministrazioni ecc. a cui l Università di Cagliari fornisce un servizio). 19 In caso di controversie avverso la valutazione del Direttore Generale, la funzione di Presidente è svolta dal Dirigente del Personale. 17
19 - CAP IL RUOLO DELLA DIREZIONE PER IL PERSONALE E la struttura che attraverso il funge da interlocutore dell intero processo di valutazione, con i seguenti compiti: 1. Elabora proposte per il sistema di valutazione e per i periodici aggiornamenti/modifiche; 2. Verifica proposte di miglioramento del sistema, raccogliendo le eventuali segnalazioni su specifiche criticità emerse; 3. Assicura l informazione in ogni fase del processo; 4. Coordina e supporta i diversi utenti (valutatori e valutati) nelle diverse fasi del processo di valutazione; 5. Organizza e partecipa alle attività di affiancamento-formazione rivolte a valutatori e valutati con l obiettivo di fornire i contenuti tecnici della valutazione e di approfondire gli aspetti di processo e relazionali; 6. Effettua l analisi matematica e statistica degli esiti della valutazione alla ricerca di elementi che indichino una non corretta applicazione della metodologia (es. scarsa varianza dei punteggi, medie molto elevate o molto basse, forti differenze tra valutatori). Nel caso in cui emergano valutazioni che presentano queste caratteristiche procede a segnalarlo al Direttore Generale per i provvedimenti di competenza; 7. Verifica, attraverso il Settore Formazione, le esigenze formative emerse dalle schede di valutazione, individuando quelle che possono essere soddisfatte attraverso la programmazione triennale ed inserite nel Piano annuale di formazione di Ateneo. 18
20 - CAP. 11 GLI STRUMENTI La valutazione è un attività complessa e delicata e pertanto necessita di un percorso assistito, soprattutto nella prima fase applicativa. Per questo motivo sono stati previsti i seguenti strumenti di ausilio: Un programma di affiancamento-formazione che, iniziato già dal 2007, prevede una serie di incontri periodici con valutatori e valutati con l obiettivo di fornire i contenuti tecnici della valutazione e di approfondire gli aspetti di processo e relazionali; Il presente manuale operativo, rivolto ai valutatori e ai valutati, che illustra sinteticamente il sistema di valutazione del personale adottato dall università di Cagliari; Le linee guida per condurre i colloqui di feedback, contenente indicazioni utili per una corretta gestione del colloquio valutatore-valutato; Un supporto costante da parte del per il corretto utilizzo degli strumenti predisposti; La scheda per l assegnazione dell obiettivo (da compilare online); Il modulo informativo sui comportamenti organizzativi (reperibile online); Le schede di valutazione (da compilare online); La scheda di autovalutazione (reperibile online); 19