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Timestamp: 2018-04-21 07:27:00+00:00
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PORTOFERRAIO: ANTICHE SALINE NEL POST NAPOLEONE, VA IN CRISI E FA DEBITI, PERCHE?
Pubblicato Sabato, 18 Luglio 2015 12:32 | Visite: 1362
GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA(1737-1801/1915-1860)
SALINE DI PORTOFERRAIO.
AMMINISTRAZIONE CONTROVERSA TRA PUBBLICO E PRIVATO.
Tramite fonti documentarie d’archivio, siamo a conoscenza della esistenza delle saline di Portoferraio sin dal dominio di Cosimo I dei Medici,quando fece costruire Cosmopoli.
Poi furono gli Asburgo Lorena,succeduti ai Medici, a prenderne possesso. (1)
Dopo la fuga di Napoleone dall’Elba,il commissario regio straordinario granducale Fantoni,il 15 ottobre 1815, redige uno “Stato Generale di Entrata dell’isola d’Elba” che invia al Direttore della Segreteria di Stato da dove si evince che le saline costituiscono un introito annuo per lo stato pari a lire 23 809.
(Affari generali del commissario straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2.Carta 226.ASCP)
Ma appena due anni dopo,nel 1817, le saline divengono voce di spesa per lo stato , sotto la dizione “scapito sulla fabbricazione del sale marino” per un totale pari a lire 10805.11.3 (2).
Lo stato introitava rendita dalle saline perché aveva dato ai privati in appalto, tramite contratto, la loro amministrazione ma erano sorte questioni in merito alla riparazione e manutenzione delle opere murarie.
Dopo la restaurazione del dominio Asburgo Lorena sull’Elba,il 3 ottobre 1815 ,il Direttore della Dogana di Livorno ,Isidoro Pistolesi,scrive una lettera al commissario regio straordinario granducale per l’Elba,conte Agostino Fantoni.
Lo fa perché ha ricevuto l’incarico dal Consigliere di Stato dell’Amministrazione Generale delle Regie Rendite di informarsi sullo stato delle saline a Portoferraio.
In questa lettera il Direttore chiede al Fantoni una “dettagliata narrativa” sui seguenti punti:
“Del grado in cui si trovano in cui si trovano codesti corpi destinati a raccogliere il sale.
Della quantità di detto Genere esistente in codesti Magazzini.
Se questa appartenga all’Appaltatore o ad altri.
Per conto di chi si vende il sale nell’isola.
Quando vada scadere il tempo dell’Affitto .
Se è stato pagato il Canone.
E quali siano finalmente le condizioni in rapporto alla manutenzione della Saline medesime,delle Fabbriche e degli Attrezzi del loro servizio da restituirsi a termine dell’Appalto
Dogana di Livorno 3 ottobre 1815
Isidoro Pistolesi Direttore “
(Affari generali del commissario straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2. Carta 239.ASCP)
In data 22 ottobre 1815 il conte Fantoni risponde alla richiesta del Direttore della Dogana di Livorno allegando una “Memoria sull’Amministrazione della Saline di Portoferraio “, memoria che porta la firma dell’Intendente Balbiani ed è datata 17 ottobre 1815.
Questa memoria che risponde in modo scrupoloso alle richieste del Direttore della Dogana di Livorno è documento interessante ed importante perché fa conoscere lo stato delle Saline di Portoferraio agli inizi dell’ottocento.
Conoscenza sullo stato delle saline di cui eravamo totalmente all’oscuro.
Dalla memoria veniamo a sapere dell’esistenza di una situazione di una lunga conflittualità tra privato e pubblico che coinvolge anche Napoleone Bonaparte.
Conflittualità che sfocia in tribunale, conflittualità tra privato(affittuario delle saline) e pubblico ( lo stato che è proprietario delle saline) in merito,da un lato, a crediti e debiti dell’affittuario e,dall’altro, in merito a chi spettasse ,se allo stato o all’affittuario,il costo della riparazione delle mura foranee delle saline che andavano riparate.
Questa conflittualità può rendere perciò conto perché dopo due anni ,nel 1817,le saline divennero voce di spesa anziché introito per la casse dello stato.
Scrive l’intendente Balbiani (22 ottobre 1815):
“MEMORIA SULL’AMMINISTRAZIONE DELLE SALINE DI PORTOFERRAIO
In ordine di un decreto del Sig. Lelievre Commissario del Governo Francese nell’Isola dell’Elba in data del 1 febbraio 1803 le Saline di Portoferraio furono affittate al Sig. Mariani di Milano per anni dodici,da cominciare dal primo al primo ventoso anno 11(20 febbraio 1803).
Il prezzo dell’affitto fu fissato a lire 16666.13.4 annue per i primi quattro anni ed a lire 23809.10.4 per gli otto ultimi da pagarsi in rate mensuali.
Fu convenuto che si facesse un inventario estimativo di tutti i sacchi ,pale ed altri utensili esistenti necessari alla fabbricazione del sale che l’affittuario ne pagasse l’importare al Governo e che alla fine dell’affitto il Governo dopo ( ) di ricomprare da lui a prezzo di stima quegli utensili che avesse avuto in essere nei magazzini.
Che si facesse egual inventario estimativo delle fabbriche e magazzini annessi alle saline istesse.
Che fosse proibito nell’isola l’introduzione di sale straniero,atteso l’obbligo imposto all’affittuario di fornire la quantità necessaria alla consumazione degli abitanti al prezzo di lire 4.15.2 il cantaro metrico di libbre
300 circa (3)e di tener perciò sufficientemente provvisti i suoi magazzini.
E quanto in risarcimento da farsi così si ( ) il citato Decreto
= art.6 l’Affittuario sarà obbligato di fare a sue spese i rifacimenti e mantenimento tanto delle saline che della fabbriche in maniera che se alla fine del suo affitto non li fosse rinnovato un altro potesse entrarne a goderne =
Il Sig. Mariani cessò il commercio ed il Sig. Giuseppe Antonio Rossetti ,negoziante di Milano uno dei di lui creditori,domandò di ottenere di essere riconosciuto in proprio come affittuario delle Saline,ciò che fu fatto dal Commissario Generale Galeazzini con Decreto del 13 Fiorile anno 13 (3 Maggio 1805) col quale furono conservati tutti gli obblighi dell’affittuario descritti nel Decreto precitato del 1 febbraio 1803.
Il nuovo affittuario fece delle lagnanze sul cattivo stato in cui si trovavano le Saline,infatti malgrado le disposizioni del Decreto erano state consegnate al Mariani senza inventario ed era poi certo infatti che l’episodio che aveva sofferto la Città di Portoferraio nel 1801 le aveva indotte in cattivissimo stato.(4)
Il Sig Rossetti osservava inoltre che l’Art 6 del suddetto Decreto contenendo relativamente a rifacimenti un fatto troppo ( ),doveva interpretarsi secondo il disposto delle Leggi che mettevano a carico dell’Affittuario le riparazioni delle localine e a carico del Proprietario le grosse riparazioni”
1) Cristiana Rospigliosi “Le saline dei Medici e dei Lorena” in Lo Scoglio.Elba,ieri,oggi,domani.Periodico quadrimestrale.Direttore Fortunato Colella. II Quadrimestre 2000. Pg 35-38
2) Giuseppe Pansini .Bollettino Italiano di Studi Napoleonici. Anno III/N 7.Pg 36. Febbraio 1964.
3)Antico sistema metrico siciliano di peso,superficie,volume in uso in Sicilia prima dell’annessione
all’Italia.Il cantaro metrico di libbre 300 è pari a circa 95 Kg
4)Nel 1801 le truppe francesi posero in assedio la città di Portoferraio bombardandola.
La città di Portoferraio era ancora sotto il dominio granducale. Poi divenne territorio francese.
AMMINISTRAZIONE CONTROVERSA TRA PUBBLICO E PRIVATO
Nell’ottobre del 1815 il direttore delle dogane di Livorno,per conto del governo,richiede a Fantoni,commissario regio straordinario dell’Elba, tutta una serie di notizie sullo stato delle Saline di Portoferraio,dalla quale si capisce che il governo non conosce niente sull’amministrazione delle saline e vuole avere chiarezza.
Fantoni risponde alla richiesta della dogana di Livorno con una lettera che ha in allegato una “Memoria sull’amministrazione delle Saline di Portoferraio “ scritta dall’Intendente Balbiani.
Da questa memoria si apprende che Giuseppe Antonio Rossetti ,negoziante di Milano, divenuto nel 1805 affittuario delle Saline di Portoferraio sotto il governo francese dell’Elba, che era proprietario ,inizia con questo governo un contenzioso giudiziario che coinvolge anche Napoleone Bonaparte dando una sua interpretazione all’art 6 del contratto per la quale le grosse riparazioni delle saline spettano al governo e non a lui .
“Furono in quello stesso anno-(13 Fiorile anno 13,cioè il 3 maggio 1805: ndscr.)- nominati due periti per render conto dello stato delle Saline che uno per parte del Governo e l’altro per parte del Sig. Rossetti il quale era rappresentato nell’isola da un Procuratore che rea il Sig. Pasquale Pezzella o un suo figlio che conviveva con lui.
Questi periti,a forma del decreto di loro nomina distinsero quali dei rifacimenti erano a carico del Governo, come proprietario,e quali a carico dell’Affittuario.
Ecco il risultato di questo distinguere tal quale si rileva dalla perizia generale
= A carico del Governo =
. Mantenimento e riedificazione dei muri che circondano le Saline,detti muri Foranei e dei ponti di pietra,grosse riparazioni dei magazzini e riconversione a nuovo dei piani delle Saline.
= A carico dell’Affittuario =
. Mantenimento e riedificazione dei muri interni,dei ponti di legno,rifacimento localini alle Case e alle fabbriche e mantenimento dei piani delle Saline
Divisero poi la loro perizia nei quattro seguenti capitoli
1° Lavori urgenti a carico del Governo che stimarono a 9345.42
2°Urgenti a carico dell’Affittuario 3357.51
3° Meno urgenti a carico del Governo 2606.72
4°Innovazioni e riedificazioni utili a carico del Governo 15472.00
Il Governo Francese ordinò che si facessero eseguire a sue spese i Lavori del 1° e 3° Capitolo ascendenti a 11952.14 ed ordinò che si ( ) l’Affittuario a far eseguire quelli compresi nel 2° Capitolo.
Quanto al quarto che concerneva il secondo Corpo di Saline di S. Pietro ed una Lagaccio al quale non fu fatto alcun travaglio e quelle Saline sono rimaste sempre e sono tuttora infruttifere.
Nel corso del 1807 il Sig. Pezzella tanto come aggiudicatario del Governo ,quanto come ( ) del Sig. Rossetti dovè eseguire tanti lavori nelle Saline e fabbriche dipendenti per la ( ) somma di lire 15309 almeno fu certamente pagato di questa somma,e face fare dall’Ingegnere delle miniere Ispettore delle Saline,dei processi verbali di accettazione dei lavori eseguiti,dietro i quali furono rilasciati i mandati di pagamento. Si può dunque bene dire che il Sig. Pezzella fece ben fare i lavori che li furono pagati,le Saline di Portoferraio hanno dovuto essere al primo Gennaio 1808 in ottimo stato se si eccettui solo quella parte compresa come sopra si è detto nel 4° Capitolo.
Dopo quell’epoca il Sig. Pezzella à continuato ad amministrare le Saline per il Sig. Rossetti e sembrano doversi supporre che agendo in buon padre di famiglia ed anche per l’interesse del suo committente ,dovesse annualmente cercar di mantenere in buon stato le Saline stesse.
L’affitto andava a terminare il 20 febbraio 1815 e parlandosi del cattivo stato delle Saline,Napoleone allora sovrano dell’Isola,nominò nei primi di giugno 1814 una commissione di periti per verificare lo stato ed indicare la somma che era necessaria per rimetterle in buon grado.
Questi periti fecero la loro perizia che divisero in due parti.
Posero nella prima i lavori da farsi a spese dell’affittuario che valutarono a 9405.8
E nella seconda quelli a carico del Governo che portarono a 36664.64
Somma totale 46070.46
Ricercato l’affittuario Sig Rossetti ,che si è spostato in Portoferraio per liquidare i conti della lunga amministrazione del Sig. Pezzella ,a far eseguire i lavori indicati nelle relazioni dei periti e a depositare la somma suddetta,oppose che la perizia non poteva affliggerlo perché non era stata fatta ( ) con lui e perché i periti si erano ingannati nelle valutazioni e nel ( ) la natura dei rifacimenti a di lui carico,domandò una nuova perizia tanto per rivedere la sopradetta come pure per considerare alcuni lavori che disse aver fatti a sue spese di quelli che erano a carico del Governo e di cui reclamava il rimborso e nelle stesso tempo promosse varie altre prestazioni contro il Governo.
Napoleone con sua decisione ordinò che fossero nominati degli arbitri per decidere sulle domande del Demanio e dell’Affittuario,questi aderì al compromesso e perciò nel 23 novembre 1814 fu stipulato l’atto nel quale e col quale furono nominati Giudici arbitri i signori Bani Presidente del Tribunale Civile per parte dell’Affittuario e Natalini allora ( ) Imperiale per parte del Demanio,in tale loro facoltà di procedere a nuove perizie di nominare a quest’effetto i periti e di decidere ogni questione senza appello ,a cui fu espressamente rinunciato dalle Parti ,in quel termine che era fissato dal compromesso e che poteva anche prolungarsi dagli arbitri.
La prima sentenza del 11 dicembre 1814 decise alcuni dei Capi di questione ma in quanto a quelli che riguardavano i rifacimenti si limitò ad ordinare la nomina dei periti per procedere alle perizie legali.
La seconda sentenza del 28 giugno 1815 condannò in conformità della nuova perizia il Sig. Rossetti a pagare al Governo franchi 3459.55 che a tanto furono fissati i rifacimenti che mancavano alle saline di quelli che erano a di lui carico e condannò il Demanio in favore del Sig. Rossetti il pagamento di lire 1772 l’importare i
rifacimenti che erano a carico del Governo e che l’Affittuario aveva fatto eseguire a spese proprie ed ordinò la compensazione dei crediti e rispettivi debiti fra le parti.
Finalmente la ( ) sentenza del 26 luglio 1815 condannò il Demanio a favore del Sig Rossetti a pagarli 685.70 per l’importare delle riparazioni a carico del Governo state fatte dal Sig Rossetti predetto.
Dopo tali sentenze inappellabili per convenzione esplicita il Sig. Rossetti dimandò la liquidazione dei suoi debiti e crediti al Demanio,alfine di far liberare dalle loro obbligazioni i mallevadori che aveva dovuto dare per garantire l’interesse del Governo.
Tal liquidazione fu fatta col decreto dell’Intendenza del dì 10 agosto 1815 ed il Sig. Rossetti risultò creditore in ultima analisi di lire 1459.59 “
( Dalla “Memoria sull’amministrazione delle saline di Portoferraio” scritta dall’intendente Balbiani il 17 ottobre 1815)
(Affari generali del Commissario straordinario dell’isola d’Elba dal 1°stemmbre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2.Carta 239.ASCP)
SALINE DI PORTOFERRAIO
Dopo una serie di interventi della giustizia granducale che avvalendosi di periti per dirimere la controversia sorta tra l’affittuario delle saline,Sig.Rossetti, e il governo (proprietario) su chi dovesse sostenere le spese per il rifacimento delle strutture murarie ,controversia in cui fu coinvolto anche Napoleone Bonaparte ,si addivenne nell’agosto del 1815 a sentenza inappellabile,sentenza per la quale il Sig. Rossetti risultò nei confronti del governo creditore in ultima analisi di lire 1459.59
Ma la vicenda si ingarbuglia ancora come continua a scrivere nella sua memoria l’intendente Balbiani perché:
“Intanto col dì 20 febbraio 1815 era venuta la fine dell’affitto delle Saline e non essendosi presentato alcun offerente per il nuovo affitto ,ne fu nominato amministratore il Sig. Pasquale Pezzella a cui il Sig. Rossetti fece la consegna delle medesime e degli utensili ad esse inerenti che furono stimati lire 2380.10.4
Sopraggiunto il blocco dell’isola furono sospesi i lavori delle Saline e nell’approssimarsi la resa della Piazza di Portoferraio alle armi Toscane,l’Intendente dei Demani non aveva fonti onde apagare al Sig. Rossetti il prezzo degli utensili ,glieli fece restituire in natura ed essi sono tutti presso di lui.
Col finire dell’affitto terminava anche l’obbligo nell’affittuario di tenere la quantità di sale necessaria alla consumazione degli abitanti dell’isola,ma prevedendosi che poteva mancare questo genere dal febbraio fino alla nuova raccolta,si fece ( ) al Sig. Rossetti l’obbligo di assicurare la consumazione fino a tutto luglio p.p.;l’incostanza dei tempi peraltro da una parte e l’interruzione dei lavori della salinatura dall’altra hanno fatto sì che scarsissima e quasi nulla è stata la raccolta del sale,dimodochè anche il Sig Rossetti ha continuato la vendita di quello che aveva.
Dalle notizie che ho potuto procurarmi risulta che il Sig Rossetti ha ancora nei magazzini sacca 2200 o circa di sale una gran parte delle quali sono già state da lui vendute a dei particolari. Che l’amministrazione delle saline può aver tutto al più nei magazzini sacca 1200 prodotto dell’ultima raccolta.
Il Sig. Pasquale Pezzella è stato ( ) incaricato della vendita del sale a minuto durante l’affitto del Sig. Rossetti a suo particolare vantaggio egli prendeva il sale dal magazzino a lire 3.10 il sacco e lo rivendeva come lo rivende tuttora a due quattrini la libbra facendo egli un guadagno assai conseguente.
Non saprei neppure dire con precisione a VS Ill.ma il vero grado attuale in cui si trovano i corpi distaccati a fare il sale.
Se si deve ( ) all’ultima perizia contraddittoria fatta eseguire dagli arbitri parrebbe che per ciò che riguarda l’affittuario stessero quasi in buono stato,giacchè non lo caricano che di un rifacimento di poco più di 3000 lire e che ogni altro lavoro dovesse farsi a carico del Governo; quello però che mi assicurano tutti coloro che conoscono la lavorazione delle Saline è che il gran male consiste nei muri foranei quasi tutti in pessimo stato e la riedificazione dei quali importerebbe una somma rilevante.
Quasi tutti i documenti comprovanti i fatti sopra enunciati esistono nella Segreteria della Intendenza e nella Cancelleria del Tribunale ove si può prenderne cognizione qualora V.S. lo desideri.
Avendo così soddisfatto alle richieste di VS Ill.ma su quest’oggetto ho l’onore di presentarmi con la più rispettosa stima
Portoferraio 17 ottobre 1815
Obbl.mo e Um.mo Serv.re
Balbiani”
( “ Memoria sull’amministrazione delle saline di Portoferraio” scritta dall’intendente Balbiani il 17 ottobre 1815)
(Affari generali del commissario straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2.Carta 239.ASCP)
Qui termina la memoria.
Un rapporto ,una memoria complicata da una serie di avvenimenti giudiziari che si sono prolungati per anni e che neppure Napoleone Bonaparte,padrone assoluto dell’Elba, riuscì a dirimere.
Il Fantoni,nominato commissario regio straordinario granducale,fu l’autorità che si trovò in eredità la controversia dopo la fuga del Bonaparte.
Chiese un rapporto dettagliato sullo stato delle saline all’intendente Balbiani ,una memoria che ho riportata integralmente in quanto documento inedito sulla conoscenza delle saline all’inizio dell’ottocento.
Tale memoria il Fantoni invia per competenza al sig Cantini il quale verrà nominato nel novembre 1815 amministratore delle saline e che,nel gennaio del 1816, diverrà anche direttore dell’uffizio delle RR Rendite istituito in Portoferraio.
Il Cantini così risponde al Fantoni in data 19 ottobre 1815:
“ Ill.mo Sig.Sig. Pron.Colen.
Ho il rapporto sullo stato delle Saline di Portoferraio che VS Ill.ma si è compiaciuta rimettermi.
Il dettaglio che vi si fa è così complicato che meriterebbe un’esame su i dati che vi si affacciano e su i documenti dai quali si desumono.
Io so che le Saline furono risarcite in diversi punti negli anni già decorsi; ma non ostante questo ,siccome tutte non furono riparate ,così è certo che al termine dell’affitto essi si ritrovano in stato di essere risarcite,specialmente per quello che riguarda i muri foranei.
L’affittuario secondo che si dice nel rapporto suddetto sembra che voglia non attendere l’articolo sesto del Decreto col quale gli furono concesse le Saline poiché in riguardo agli obblighi vorrebbe a suo favore il disposto della Legge Comune e non le Leggi particolari dell’Amministrazione.
So ancora io che le grosse riparazioni sono a carico del Locatore,quando però le abbia motivate il caso fortuito ed impensato. Di più,oltre che questi casi non sono accaduti,io ho potuto rilevare stragiudicialmente, che l’affittuario nel corso di 9 anni ha fatto un guadagno netto sopra a 290 mila lire.
Con questa fortuna io non crederei che potesse reclamare dei riguardi equitativi a pregiudizio del R. Governo.
Relativamente poi al sale che ritiene il Sig. Rossetti stato affittuario,tornerebbe bene a fine d’impedire le frodi ,ora che questo genere è un ramo di regalìa ,fosse depositato nei magazzini regi,ed in tal forma dovendosi attrarre al costo di fabbisogno colle Regole,s’impedirebbe che fosse trasportato in contrabbando sul continente.
Io dunque sarei di parere di richiamare il sig Rossetti o chi altro abbia la consegna,a depositare in detto Regio Magazzino,per attendere in quanto al prezzo gli ordini che potrà dare il Regio Governo per pagarlo, o conguagliarlo sulle pretensioni che questo possa avere intorno ai risarcimenti da farsi a dette Saline.
Tanto mi occorre di rappresentare a VS Ill.ma nell’atto che ho l’onore di dichiararmi
Portoferraio questo dì 19 ottobre 1815
Dev.mo Obb.mo Servidore
Giuseppe Cantini “
Dopo qualche mese ,nel gennaio 1816,Il Fantoni scrive lettera a Frullani ,direttore della Segreteria di finanze in Firenze .
E’ un documento dal quale si evince che il commissario regio straordinario Fantoni avendo fatte le sue indagini ritiene il Rossetti,affittuario delle Saline non creditore ma debitore nei confronti del regio erario:
“A S.E. Frullani direttore della I. e R. Segreteria di Finanze
Lì 4 gennaio 1816
Ho l’onore di rendere conto a V.E. della domanda avanzata da Giuseppe Antonio Rossetti già Affittuario delle Saline dell’Isola d’Elba,il quale reclama il pagamento d’una somma di franchi 1459.25
di cui pretende essere creditore del Governo.
L’E.V. potrà degnarsi di rilevare dall’annessa Copia di Lettera da me scritta all’Intendente dell’Isola,che io opino esser piuttosto il Sig. Rossetti debitore d’una maggiore somma di fr. 3540.75 e sottopongo al di Lei superiore discernimento le misure che ho creduto di prendere come le più analoghe all’interesse del Regio Erario.
E nella lusinga che possano queste meritare l’approvazione dell’E.V.
Passo a confermarmi
Fantoni “
(Affari generali del Commissario straordinario dell’isola d’Elba dal 1°settembre 1815 al 16 marzo 1816. Filza 3. Carta 476.ASCP)
Chi vinse questa controversia, lunghissima, tra pubblico e privato ,perdurata per oltre dieci anni ?
Non lo sappiamo perché il carteggio termina nel 1816. Sappiamo però che nel 1817 le saline erano diventate voce di spesa anziché di introito per il governo granducale: forse perché il privato aveva avuto ragione ?
ASCP.Archivio storico comune Portoferraio.