Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_fallimentare/9
Timestamp: 2019-02-20 13:56:59+00:00
Document Index: 98043104

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 51', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 125', 'art. 161', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 161', 'art. 9', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 5']

I. Il fallimento è dichiarato dal tribunale del luogo dove l’imprenditore ha la sede principale dell’impresa.
II. Il trasferimento della sede intervenuto nell’anno antecedente all’esercizio dell’iniziativa per la dichiarazione di fallimento non rileva ai fini della competenza. (1)
III. L’imprenditore, che ha all’estero la sede principale dell’impresa, può essere dichiarato fallito nella Repubblica italiana anche se è stata pronunciata dichiarazione di fallimento all’estero. (1)
IV. Sono fatte salve le convenzioni internazionali e la normativa dell’Unione europea. (2)
V. Il trasferimento della sede dell’impresa all’estero non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana, se è avvenuto dopo il deposito del ricorso di cui all’articolo 6 o la presentazione della richiesta di cui all’articolo 7. (2)
(1) Comma sostituito dall’art. 7 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica  è entrata in vigore il 16 luglio 2006.
(2) Comma inserito dall’art. 7 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica  è entrata in vigore il 16 luglio 2006.
Fallimento - Dichiarazione - Competenza - Sede principale dell’impresa - Residenza e luogo di svolgimento dell'attività del socio - Irrilevanza.
Ai sensi dell’art. 9 l.f., competente per la dichiarazione di fallimento è il luogo dove l’imprenditore ha la sede principale dell’impresa, ossia ove si svolge effettivamente l’attività direttiva ed amministrativa e vengono dunque individuate e decise le scelte strategiche cui dare seguito, restando, pertanto, irrilevante l'indagine sul luogo di residenza e di attività del socio, trattandosi di soggetto giuridico distinto. (Marco Greggio) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 19 Dicembre 2017. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Competenza - S.d.f. occulta.
La competenza per territorio in relazione all’istanza di fallimento di una s.d.f. occulta va individuata in riferimento al luogo in cui la stessa ha assunto le scelte direttive e strategiche di gestione delle società eterodirette. Trattandosi di sdf occulta, in quanto tale priva di una sua sede legale, secondo una presunzione iuris tantum, tale luogo va fatto coincidere con quello in cui hanno sede le società eterodirette, salvo che tale presunzione non superata attraverso la prova di una diversa sede effettiva. (Marco Greggio) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 19 Dicembre 2017. Segue...
Fallimento – Dichiarazione – Competenza territoriale – Competenza del pubblico ministero richiedente – Irrilevanza
Fallimento – Dichiarazione – Competenza territoriale – Istanza di fallimento proposta dal pubblico ministero diverso da quello applicato alla sede del tribunale competente – Dichiarazione resa dal PM in udienza di voler far propria la volontà espressa dal PM che ha proposto l’istanza.
In tema di competenza territoriale per la dichiarazione di fallimento, non è rilevante la competenza del pubblico ministero richiedente, bensì quella del tribunale, della quale soltanto si occupa la legge fallimentare, radicandola (art. 9) nel luogo in cui l'imprenditore ha la sede principale dell'impresa.
Dal disposto dell’art. 7 l.fall., si trae solo che il pubblico ministero è legittimato alla richiesta per dichiarazione di fallimento in tutti i casi nei quali abbia istituzionalmente appreso la "notizia decoctionis", a prescindere dal luogo in cui il reato è stato commesso ed il procedimento penale conseguentemente avviato.
Non può dunque costituire ostacolo alla procedibilità della richiesta di declaratoria di fallimento il fatto che essa sia stata indirizzata ad un tribunale diverso da quello presso il quale il pubblico ministero richiedente esercita le sue funzioni nell'ambito dei procedimenti penali a norma dell'art. 51 c.p.p. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nel caso di istanza di fallimento proposta da pubblico ministero diverso da quello applicato alla sede del tribunale competente per la dichiarazione ai sensi dell’art. 9 l.fall., non è nulla né efficace la dichiarazione resa dal pubblico ministero in udienza di voler far propria la volontà espressa dal pubblico ministero che ha proposto l’istanza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Agosto 2017, n. 20400. Segue...
Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Giurisdizione – Trasferimento di sede non seguito dal trasferimento effettivo dell'attività imprenditoriale.
L'istanza di fallimento presentata nei confronti di una società di capitali, già costituita in Italia, che abbia trasferito la sede legale all'estero dopo il manifestarsi della crisi d'impresa rientra nella giurisdizione del giudice italiano se il trasferimento di sede non sia stato seguito dal trasferimento effettivo dell'attività imprenditoriale, sì da risolversi in un atto meramente formale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2017. Segue...
Fallimento - Dichiarazione di fallimento - Dichiarazione di incompetenza - Instaurazione del procedimento davanti al giudice competente - Modalità - Notificazione all'indirizzo PEC dell'imprenditore - Notifica presso il domicilio eletto - Esclusione.
Il tribunale che si dichiari incompetente sull’istanza di fallimento provvede, con decreto, all’immediata trasmissione degli atti al giudice competente ex art. 9-bis l.fall., il quale deve dare impulso al procedimento pronunciando, nelle forme prescritte dall’art. 15 l.fall., decreto di comparizione delle parti, notificato in via telematica, a cura della cancelleria, all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dell’imprenditore, non potendo trovare applicazione, nella specie, l’art. 125 disp. att. c.p.c., che prevede la notifica presso il domicilio eletto e riguarda una disciplina del tutto estranea al procedimento prefallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 17 Gennaio 2017, n. 1035. Segue...
Concordato preventivo – Ricorso ex art. 161 comma 6 l.f. – Competenza territoriale – Trasferimento sede sociale.
Concordato preventivo – Competenza per territorio del tribunale del luogo in cui l'impresa ha la propria sede principale a decidere sulla domanda di concordato – Inderogabilità – Esclusione.
Giurisdizione civile - Straniero - Istanza di fallimento contro società italiana che ha trasferito la sede all'estero - Giurisdizione italiana - Sussistenza - Condizioni.
L'istanza di fallimento presentata nei confronti di una società di capitali, già costituita in Italia, che abbia trasferito la sede legale all'estero dopo il manifestarsi della crisi d'impresa rientra nella giurisdizione del giudice italiano solo se il trasferimento di sede non sia stato seguito dal trasferimento effettivo dell'attività imprenditoriale, sì da risolversi in un atto meramente formale. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 Febbraio 2016, n. 3059. Segue...
Fallimento - Società a responsabilità limitata, totalitariamente partecipata da "holding" belga, con sede statutaria e produttiva in Italia - Procedura di insolvenza principale in Francia - Avvio di procedura secondaria in Italia - Possibilità - Condizione.
L'apertura nei confronti di una società a responsabilità limitata con sede statutaria e struttura produttiva in Italia (ma facente parte di un gruppo di imprese totalitariamente partecipate da una "holding" finanziaria di diritto belga) di una procedura di insolvenza principale, operata dal giudice francese, ai sensi del Regolamento CE 29 maggio 2000, n. 1346/2000, in base all'individuazione in Francia del suo centro di interessi principali, non osta a che il giudice italiano apra successivamente, verso la medesima società, una procedura di insolvenza secondaria, purché detta società sia qualificabile come "dipendenza". (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 29 Ottobre 2015, n. 22093. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Istanza presentata nei confronti di società costituita in Italia che abbia trasferito la sede all'estero - Giurisdizione del giudice italiano - Fittizietà del trasferimento - Fattispecie.
Sussiste la giurisdizione del giudice italiano con riferimento all'istanza di fallimento presentata nei confronti di una società costituita in Italia, la quale abbia trasferito la propria sede legale all'estero, quando risulti che il trasferimento fosse preordinato a sottrarre la società al rischio di una possibile imminente dichiarazione di fallimento, piuttosto che il frutto di una scelta dettata da effettive ragioni imprenditoriali.
Sono indici sintomatici della fittizietà e strumentalità del trasferimento, tra gli altri: il non effettivo esercizio di attività imprenditoriale nella nuova sede (Cass. S.U. 20144/20011); la realizzazione del trasferimento in una data vicina alla presentazione dell’istanza di fallimento e, dunque, quando la situazione di insolvenza sia già ampiamente in atto (Cass. S.U. 20144/20011); la difficoltà di notificare l'istanza di fallimento presso la sede legale; l’esclusiva collocazione in Italia dei creditori (Cass. S.U. n. 19978/14); la scadenza dei crediti azionati anteriore al trasferimento; il mantenimento della partita IVA in Italia.
(Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che il trasferimento della sede legale della società resistente all'estero si sia risolto in un atto meramente formale e che la resistente non abbia in alcun modo dimostrato che al trasferimento all'estero della sede legale abbia fatto seguito anche il trasferimento dell'effettivo esercizio di un'attività imprenditoriale. La società, infatti, non era stata cancellata dal Registro delle Imprese, risultava attiva ed aveva una unità locale in altra città italiana; pochi mesi prima aveva depositato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, ivi affermando di avere la sede legale in Italia ed indicando come esclusivo creditore una società italiana; inoltre, nel mese di giugno 2015 (quindi cinque mesi dopo il trasferimento all’estero), la società aveva emesso le buste paga di alcuni dipendenti riportando nell'intestazione un indirizzo in Italia). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 15 Ottobre 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Competenza territoriale - Tribunale del luogo ove si trova la sede effettiva - Presunzione di coincidenza con la sede legale - Valutazione al momento del deposito del ricorso e irrilevanza di ogni successivo trasferimento.
Ai sensi dell'art. 9 legge fall, la competenza a provvedere in ordine all'istanza di fallimento spetta inderogabilmente al tribunale del luogo in cui l'impresa debitrice ha la sua sede effettiva, che si presume fino a prova contraria coincidente con la sede legale, e la cui individuazione deve aver luogo con riguardo al momento del deposito in cancelleria del relativo ricorso, restando irrilevante, per il principio della perpetuatio jurisdictionis, ogni successivo trasferimento; qualora si tratti di società, è pertanto competente, fino a prova contraria, il tribunale del luogo in cui è posta la sede risultante dal registro delle imprese, dovendosi ritenere inefficace la delibera di trasferimento della sede sociale eventualmente adottata dall'assemblea in epoca anteriore al deposito dell'istanza di fallimento, qualora, la predetta data, non sia stata ancora iscritta nel registro delle imprese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Ottobre 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Competenza territoriale - Trasferimento della sede nell'anno anteriore all'istanza di fallimento - Irrilevanza.
A seguito della riforma del 2006, ai fini dell'individuazione del tribunale territorialmente competente alla dichiarazione di fallimento, a norma dell'articolo 9, comma 2, legge fall., come sostituito dall'articolo 7 del decreto legislativo 9 gennaio 2006 n. 5, è irrilevante l'accertamento dell'effettività della sede legale dell'impresa che abbia trasferito la propria sede nell'anno anteriore all'istanza di fallimento, permanendo la competenza del giudice del luogo in cui l'impresa aveva sede e la cui si è trasferita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Ottobre 2015. Segue...
Società - Trasferimento della sede statutaria prima della proposizione di domanda di apertura di una procedura di insolvenza - Presunzione di coincidenza del centro degli interessi principali della società presso la nuova sede statutaria - Luogo dell'amministrazione principale - Riconoscibilità da parte dei terzi - Luogo dell'amministrazione principale presso luogo diverso dalla sede - Superamento della presunzione - Valutazione globale di tutti gli elementi - Individuazione del centro effettivo di direzione e controllo.
Nel caso di trasferimento della sede statutaria di una società debitrice prima della proposizione di una domanda di apertura di una procedura d'insolvenza, si presume che il centro degli interessi principali di tale società si trovi presso la nuova sede statutaria della medesima, la Corte di giustizia della Unione Europea ha con chiarezza indicato che, per individuare il centro degli interessi principali di una società debitrice, l'art. 3, n. 1, seconda frase, del regolamento n. 1346/2000 dev'essere interpretato nel senso che tale centro degli interessi - da intendere con riferimento al diritto dell'Unione - s'individua privilegiando il luogo dell'amministrazione principale della società, come determinabile sulla base di elementi oggettivi e riconoscibili dai terzi. Pertanto, qualora gli organi direttivi e di controllo di una società si trovino presso la sua sede statutaria ed in quel luogo le decisioni di gestione di tale società siano assunte in maniera riconoscibile dai terzi, la presunzione introdotta dalla menzionata disposizione del regolamento non è superabile; viceversa, laddove il luogo dell'amministrazione principale della società non si trovi presso la sua sede statutaria, la presenza di valori sociali nonchè l'esistenza di attività di gestione degli stessi in uno stato membro diverso da quello della sede statutaria di tale società possono essere considerate elementi sufficienti a superare detta presunzione, a condizione che una valutazione globale di tutti gli elementi rilevanti consenta di stabilire che, sempre in maniera riconoscibile dai terzi, il centro effettivo di direzione e di controllo della società stessa, nonché della gestione dei suoi interessi, è situato in tale altro stato membro (così Corte giustizia Unione Europea 20 ottobre 2011, n. 396/09). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Aprile 2015. Segue...
Società - Trasferimento della sede - Procedura di insolvenza - Presunzione di corrispondenza della sede con quella ufficiale statutaria - Accertamento di situazione diversa da quella reale - Competenza del giudice italiano - Criteri.
Spetta al giudice italiano la giurisdizione con riguardo all'istanza di fallimento presentata nei confronti di società di capitali, già costituita in Italia che, dopo il manifestarsi della crisi dell'impresa, abbia trasferito all'estero la sede legale, nel caso in cui i soci, chi impersona l'organo amministrativo ovvero chi ha maggiormente operato per la società, siano cittadini italiani senza collegamenti significativi con lo stato straniero: circostanze che, unitamente alla difficoltà di notificare l'istanza di fallimento nel luogo indicato come sede legale, lasciavano chiaramente intendere come la delibera di trasferimento fosse preordinata allo scopo di sottrarre la società dal rischio di una prossima probabile dichiarazione di fallimento (Cass., sez. un., 20 luglio 2011, n. 15880; ed in termini sostanzialmente analoghi, con riferimento ad un fittizio trasferimento della sede sociale in uno stato extracomunitario, Cass., sez. un., 3 ottobre 2011, n. 20144). La presunzione di coincidenza del centro degli interessi principali con il luogo della sede statutaria, stabilita dall'art. 3, par. 1, del citato regolamento n. 1346/2000 del 29 maggio 2000, deve infatti considerarsi vinta allorché nella nuova sede non sia effettivamente esercitata attività economica, né sia stato spostato presso di essa il centro dell'attività direttiva, amministrativa e organizzativa dell'impresa (Cass., sez. un., 18 maggio 2009, n. 11398). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Aprile 2015. Segue...
Concordato preventivo - Competenza per territorio - Rilevabilità d'ufficio fino alla decisione.
Concordato preventivo - Trasferimento della sede nell'anno anteriore - Presunzione di coincidenza della sede effettiva con quella di provenienza.
Dichiarazione di fallimento - Fusione per incorporazione - Trasferimento della sede - Irrilevanza.
Il principio della irrilevanza del trasferimento della sede dell’impresa avvenuto nell’anno antecedente la richiesta della dichiarazione di fallimento di cui all’articolo 9 L.F. è applicabile anche nell’ipotesi di fusione per incorporazione qualora l’operazione persegua in realtà lo scopo di allontanare la società incorporata dal luogo dove aveva operato, ritardandone in tal modo l’emergere dello stato di insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 22 Settembre 2014. Segue...
Procedura di insolvenza - Sede dell'impresa - Coincidenza tra sede legale ed effettiva - Presunzione iuris tantum - Superamento della presunzione - Requisiti..
La presunzione iuris tantum di coincidenza della sede effettiva con la sede legale dell'impresa non può dirsi superata in caso di mera presenza di uffici, personale, stabilimenti o sedi secondarie in una località diversa dalla sede legale, anche quando agli stessi siano riferibili rilevanti impegni negoziali ed economici, ove, tuttavia, non risulti una netta preminenza di dette iniziative fuori sede rispetto al complesso delle attività imprenditoriali. Parimenti, non valgono ai fini del superamento della medesima presunzione né la stipulazione in altro luogo di contratti di locazione, fornitura dell'energia elettrica e del servizio telefonico, trattandosi di attività preparatorie e interne, come tali inidonee ad evidenziare il trasferimento di sede, né la riunione in altro luogo dell'assemblea dei soci o del consiglio di amministrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 03 Aprile 2013. Segue...
Regolamento Europeo n. 1346/2000 - Giurisdizione con riguardo all'istanza di fallimento presentata nei confronti di società di capitali, già costituita in Italia che, dopo il manifestarsi della crisi dell'impresa, abbia trasferito all'estero la sede legale..
La Corte di giustizia dell'Unione Europea, pur ribadendo che, nel caso di trasferimento della sede statutaria di una società debitrice prima della proposizione di una domanda di apertura di una procedura d'insolvenza, si presume che il centro degli interessi principali di tale società si trovi presso la nuova sede statutaria della medesima, ha con chiarezza indicato che, per individuare il centro degli interessi principali di una società debitrice, l'art. 3, n. 1, seconda frase, del citato regolamento n. 1346/2000 dev'essere interpretato nel senso che tale centro degli interessi - da intendere con riferimento al diritto dell'Unione - s'individua privilegiando il luogo dell'amministrazione principale della società, come determinabile sulla base di elementi oggettivi e riconoscibili dai terzi. Pertanto, qualora gli organi direttivi e di controllo di una società si trovino presso la sua sede statutaria ed in quel luogo le decisioni di gestione di tale società siano assunte in maniera riconoscibile dai terzi, la presunzione introdotta dalla menzionata disposizione del regolamento non è superabile; ma, viceversa, laddove il luogo dell'amministrazione principale della società non si trovi presso la sua sede statutaria, la presenza di valori sociali nonché l'esistenza di attività di gestione degli stessi in uno stato membro diverso da quello della sede statutaria di tale società possono essere considerate elementi sufficienti a superare detta presunzione, a condizione che una valutazione globale di tutti gli elementi rilevanti consenta di stabilire che, sempre in maniera riconoscibile dai terzi, il centro effettivo di direzione e di controllo della società stessa, nonché della gestione dei suoi interessi, è situato in tale altro stato membro. In questa logica l'esistenza di una situazione reale, diversa da quella che si ritiene corrispondere alla collocazione ufficiale della sede statutaria, può anche consistere nel fatto che la società non svolge alcuna attività sul territorio dello stato membro in cui è formalmente collocata la sua sede sociale (si veda, in argomento, Corte giustizia Comunità Europee 2 maggio 2006, n. 341/04). Ne consegue che spetta al giudice italiano la giurisdizione con riguardo all'istanza di fallimento presentata nei confronti di società di capitali, già costituita in Italia che, dopo il manifestarsi della crisi dell'impresa, abbia trasferito all'estero la sede legale, nel caso in cui i soci, chi impersona l'organo amministrativo ovvero chi ha maggiormente operato per la società, siano cittadini italiani senza collegamenti significativi con lo stato straniero: circostanze che, unitamente alla difficoltà di notificare l'istanza di fallimento nel luogo indicato come sede legale, lasciano chiaramente intendere come la delibera di trasferimento fosse preordinata allo scopo di sottrarre la società dal rischio di una prossima probabile dichiarazione di fallimento (Cass., sez. un., 20 luglio 2011, n. 15880; ed in termini sostanzialmente analoghi, con riferimento ad un fittizio trasferimento della sede sociale in uno stato extracomunitario, Cass., sez. un., 3 ottobre 2011, n. 20144). La presunzione di coincidenza del centro degli interessi principali con il luogo della sede statutaria, stabilita dall'art. 3, par. 1, del citato regolamento n. 1346/2000 del 29 maggio 2000, deve infatti considerarsi vinta allorché nella nuova sede non sia effettivamente esercitata attività economica, né sia stato spostato presso di essa il centro dell'attività direttiva, amministrativa e organizzativa dell'impresa (Cass., sez. un., 18 maggio 2009, n. 11398). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 11 Marzo 2013, n. 5945. Segue...
Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Competenza del tribunale - Rilevanza della sede effettiva delle società..
La competenza del tribunale per la domanda di concordato di società appartenenti allo stesso gruppo deve ritenersi esistente anche nel caso in cui alcune delle società abbiano la sede legale nel circondario di altro tribunale qualora risulti che la loro sede effettiva si trovi in realtà nel circondario del tribunale al quale è presentata la domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Novembre 2012. Segue...
Dichiarazione di fallimento – Presentazione di domanda di concordato con riserva avanti a tribunale incompetente – Effetti..
Qualora avanti a tribunale competente ai sensi dell’art. 9, legge fallimentare sia pendente un ricorso per dichiarazione di fallimento, la domanda di concordato con riserva ai sensi del sesto comma dell’art. 161, legge fallimentare presentata avanti a diverso tribunale palesemente incompetente non impedisce la dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 27 Settembre 2012. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Giurisdizione del giudice italiano - Società avente sede statutaria all'estero - Individuazione del centro principale dei propri interessi - Modalità - Fattispecie.
Ricerca di fallimento - Individuazione di una società di fatto tra gli amministratori delle società debitrici - Violazione del diritto di difesa - Iniziativa d'ufficio del tribunale - Esclusione..
Deve affermarsi la giurisdizione del tribunale fallimentare italiano per la dichiarazione di fallimento di una società che pur avendo sede statutaria all'estero abbia il centro principale dei propri interessi in Italia dove aveva luogo l'amministrazione, venivano tenuti i rapporti con i clienti e con le banche e dove, agli occhi dei terzi, la società è apparsa operare ed avere gli organi direttivi e di controllo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Non vi è violazione del diritto di difesa nè può essere individuata una iniziativa ufficiosa nell'ipotesi in cui il tribunale individui l'esistenza e dichiari il fallimento della società di fatto tra determinate persone fisiche convocate sulla base di ricorsi formalmente diretti alla dichiarazione di fallimento di altre società, soprattutto qualora nel corpo di detti ricorsi sia stato comunque postulata l'esistenza di una società irregolare facente capo a detti soggetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 10 Settembre 2012. Segue...
Insolvenza - Dichiarazione - Competenza territoriale - Emissioni di obbligazioni in Lussemburgo - Determinazione della competenza in base al centro principale degli interessi – Center of main interest..
L'emissione di obbligazioni in Lussemburgo non impedisce che il centro principale degli interessi di una società sia localizzato in altro Stato, i giudici del quale saranno competenti per la pronuncia della dichiarazione di insolvenza ai sensi dell'articolo 3 del Regolamento CE del 29 maggio 2000, n. 1346. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 03 Luglio 2012. Segue...
Impresa avente sede nel territorio dell'Unione Europea - Dichiarazione di fallimento - Individuazione del giudice competente a centro d'interessi principali del debitore - Presunzione di coincidenza con la sede statutaria. .
L'individuazione del giudice fornito di giurisdizione per la dichiarazione di fallimento di una impresa avente sede nel territorio dell'Unione Europea deve essere operata sulla base delle disposizioni dettate dal regolamento CE 29 maggio 2000, n. 1346, in base al quale sarà competente il giudice dello Stato membro nel cui territorio è situato il centro degli interessi principali del debitore, dovendosi presumere, fino a prova contraria, che l'ubicazione di siffatto centro d'interessi coincida con la sede statutaria ossia con il luogo in cui il debitore gestisce i suoi interessi in modo abituale e riconoscibile dai terzi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Novembre 2011. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Competenza - Sede legale dell'impresa - Coincidenza con il centro degli interessi principali del debitore - Presunzione juris tantum - Giudizio comparativo con interessi contrapposti di altri soggetti a sede dell'attività economica - Coincidenza con il luogo in cui vengono adottate le decisioni essenziali concernenti la direzione dell'impresa..
Al fine di individuare la giurisdizione, la coincidenza tra la sede legale dell'impresa ed il centro degli interessi principali del debitore, di cui all'articolo 3 del regolamento UE n. 1346/2000, rappresenta soltanto una presunzione juris tantum, posto che, ai fini del giudizio comparativo, per la localizzazione degli interessi prevalenti del debitore, vanno tenuti in considerazione anche gli interessi contrapposti distinti di altri soggetti; si deve pertanto ritenere che il criterio della "sede dell'attività economica" coincida con quello della sede direttiva e amministrativa della società, vale a dire con il "luogo in cui vengono adottate le decisioni essenziali concernenti la direzione generale" e nel quale sono svolte "le funzioni di amministratore centrale" (Corte di giustizia, 28 giugno 2007, causa C-73/06). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Luglio 2011. Segue...
Fallimento – Competenza – Residenza anagrafica dell’imprenditore – Irrilevanza ai fini della dichiarazione di fallimento..
Non assume alcun rilievo - ai fini della competenza territoriale per la dichiarazione di fallimento - la residenza anagrafica dell'imprenditore, ma va piuttosto individuata la sede ove egli svolga effettivamente l‘attività d’impresa. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Aprile 2011. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Trasferimento della sede dell'impresa in paese extracomunitario - Irrilevanza del trasferimento avvenuto nell'anno anteriore alla richiesta di fallimento..
Ove la sede dell'impresa venga trasferita in un paese extracomunitario, non potrà essere applicata la disciplina del regolamento CE n. 1346/2000 (incentrata sul concetto di COMI – Center of Main Interest). Qualora, tuttavia, il trasferimento di sede abbia avuto luogo nell'anno anteriore alla richiesta di fallimento, si potrà far ricorso all'art. 9, comma 2, legge fallimentare, il quale stabilisce la irrilevanza di detto trasferimento ai fini della competenza per la dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 07 Febbraio 2011. Segue...
Competenza civile - Regolamento di competenza - Conflitto (regolamento d'ufficio) - Competenza del tribunale a dichiarare il fallimento - Trasferimento della sede dell'imprenditore nell'anno antecedente all'iniziativa - Irrilevanza - Fattispecie. .
Ai fini della competenza del tribunale a dichiarare il fallimento, a norma del nuovo art. 9, comma 2, della legge fall., non rileva il trasferimento della sede dell'imprenditore intervenuto nell'anno antecedente all'esercizio dell'iniziativa per la dichiarazione di fallimento (principio enunciato su un regolamento di competenza d'ufficio nel quale la S.C. ha cassato senza rinvio la sentenza dichiarativa di fallimento emessa dal tribunale che di fatto aveva erroneamente attribuito rilevanza al trasferimento infrannuale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 27 Luglio 2010, n. 17583. Segue...
Fallimento - Procedimento per dichiarazione di fallimento - Sede legale e sede effettiva - Presunzione juris tantum - Onere di allegazione del creditore istante..
Nel procedimento per dichiarazione di fallimento, il creditore istante che affermi la non coincidenza tra la sede legale dell'impresa e quella effettiva, ha l'onere di allegare la sussistenza di elementi tali che consentono di superare la presunzione “iuris tantum” della suddetta coincidenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 06 Luglio 2010. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Trasferimento della sede - Trasferimento quale effetto di fusione o incorporazione - Volontà elusiva - Applicazione dell’articolo 9 L.F..
La regola, contenuta nell’articolo 9 L.F., della irrilevanza del trasferimento della sede dell’impresa che abbia avuto luogo nell’anno anteriore alla richiesta di fallimento non può essere applicato ad ogni decisione societaria che comporti lo spostamento della sede dell’impresa, come nel caso degli atti di fusione o di incorporazione. Tuttavia, la citata disposizione deve essere applicata quando la fusione o l’incorporazione mascherino, in realtà, la volontà di elusione della norma e quindi il trasferimento della sede non sia un mero effetto di scelte di carattere sostanziale ma lo scopo reale dell’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 01 Aprile 2010, n. 8056. Segue...
Giurisdizione civile - Straniero (giurisdizione sullo) - In genere - Istanza di fallimento nei confronti di società con sede in Italia - Successivo trasferimento della sede legale in Stato extracomunitario - Giurisdizione del giudice italiano - Sussistenza - Fondamento - Condizioni. .
Spetta al giudice italiano la giurisdizione con riguardo all'istanza di fallimento presentata nei confronti di società di capitali, già costituita in Italia e che, dopo il deposito del predetto atto (costituente l'inizio del procedimento, ex art. 9 legge fall.), abbia trasferito all'estero, in Stato extracomunitario (nella specie, in Angola), la sede legale; in considerazione del principio della "perpetuatio iurisdictionis", ex art. 5 cod. proc. civ., rileva, infatti, solo il trasferimento avvenuto prima del deposito del ricorso, e sempre che difetti la prova del suo carattere fittizio o strumentale. (CED – Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 09 Febbraio 2009, n. 3057. Segue...
Fallimento e procedure concorsuali - Trasferimento all'estero in paese extra UE - Atto anteriore all'istanza di fallimento - Fittizietà del trasferimento - Giurisdizione italiana..
Il trasferimento all’estero, in un Paese esterno all’Unione Europea, non preclude la dichiarazione di fallimento della società da parte di un tribunale italiano, quando il mutamento di sede sia avvenuto anche prima del deposito, in Italia, del ricorso per la dichiarazione di fallimento, purchè sia provata la fittizietà del trasferimento o comunque la non decorrenza di almeno un anno dalla cancellazione. (Le S.U. ribadiscono, anche dopo la riforma fallimentare del 2006-2007, il principio per cui – salvo deroghe per convenzioni internazionali o per normativa UE - la giurisdizione domestica in materia concorsuale resta tendenzialmente inderogabile). (Fonte: CED – Suprema Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Ottobre 2008, n. 25038. Segue...
Dichiarazione di fallimento – Competenza per territorio – Luogo di effettivo svolgimento dell’attività – Società in liquidazione – Sede della liquidazione..
Ai fini della competenza territoriale per la dichiarazione di fallimento si deve avere riguardo alla sede effettiva della società, intendendosi per tale quella di effettivo svolgimento dell’attività di impresa. In mancanza di prova contraria, il luogo di effettivo svolgimento dell’attività corrisponde con la sede legale e, qualora la società sia in liquidazione, per radicare la competenza in luogo diverso da quello della sede legale è necessario dimostrare che l’esercizio dell’attività, anche di natura liquidatoria, si svolge altrove. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 06 Marzo 2008. Segue...