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Timestamp: 2018-02-23 10:26:43+00:00
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Berlusconi | Blog di Marco Machiavelli
Processo Mediaset: legittimo impedimento negato al cittadino B.
Posted febbraio 2nd, 2013 by marcomachiavelli and filed in Delinquenza politica, Giustizia, Politica, Spaventapasseri
Tags: Alfano, appello, Berlusconi, Ghedini, legittimo impedimento, Mediaset
L’avvocato Ghedini avanza la richiesta di legittimo impedimento a causa della campagna elettorale. Il giudice di appello la respinge e il processo Mediaset non si ferma.
Il cittadino B. si sente diverso dagli altri davanti alla legge. Un po’ perché dice di essere perseguitato dalle toghe rosse, un po’ perché si arroga diritti che i comuni mortali non hanno. Dopo il lodo Alfano, bocciato dal referendum del giugno 2011 per volontà di 27 milioni di italiani, il lupo sembra aver perso il pelo ma non il vizio. Ieri al processo d’appello sulla truffa dei diritti televisivi Mediaset gli avvocati del Cav, Niccolò Ghedini e Piero Longo, si sono visti respingere la richiesta di legittimo impedimento per il loro assistito dai giudici della corte di appello di Milano.
Accogliere l’istanza, dato che B. è il principale imputato, avrebbe significato mandare a monte il processo fino alla fine della campagna elettorale. L’effetto desiderato da parte dei legali sarebbe ancora una volta quello di allungare i tempi processuali, favorendo così l’avvento della prescrizione. Un leitmotiv che Ghedini e Longo conoscono bene e che vorrebbero utilizzare per scongiurare la pesante spada di Damocle che pende sulla testa del Cav: una condanna a quattro anni di reclusione più l’interdizione dai pubblici uffici per cinque; quest’ultima se confermata in appello comporterebbe per B. la perdita dell’immunità sostanziale riservata ai parlamentari.
I giudici, dal canto loro, definiscono “generiche” le motivazioni addotte alla richiesta di legittimo impedimento perché il processo d’appello arriverà a sentenza dopo le elezioni, senza dunque condizionarne l’esito. I sodali di B., come al solito, si stracciano le vesti e parlano velatamente di sentenza politica, a cominciare da Ghedini: “Questo processo (…) impedisce al cittadino Silvio Berlusconi di poter essere al pari con i suoi contendenti (elettorali, nda)”; finendo poi col leaderino Alfano: “Come Pdl riteniamo scandalosa la decisione della corte di appello di Milano. Vogliono impedire al Capo della coalizione di centrodestra di fare campagna elettorale”.
Stasera Berlusconi ospite di Santoro a La7: scontro annunciato
Posted gennaio 10th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cultura e intrattenimento, Politica
Tags: Berlusconi, Mi consenta, ospite, Santoro, Servizio Pubblico, Travaglio
Berlusconi questa sera sarà ospite del salotto buono di Michele Santoro. La trasmissione in onda su La7 e in streaming sul sito ilfattoquodiano.it promette una scintillante tenzone: sul ring, oltre al Cav e al conduttore, Marco Travaglio, Luisella Costamagna e Gianni Dragoni.
È da più di dieci anni che gli allibratori di tutto il mondo aspettano questo evento: finalmente oggi avrà luogo lo scontro. Sul ring saliranno Michele Santoro, in veste di arbitro-conduttore, Berlusconi, detto il Cav, lo schiaccianoci Marco Travaglio, la puntigliosa giornalista Luisella Costamagna e l’apparentemente innocuo Gianni Dragoni con le sue domande tacitiane. Sarà un incontro tutti contro uno, in una fossa dove il Cav reciterà la parte del gladiatore e i giornalisti quella dei leoni inferociti. Il Fatto Quotidiano rivela che la puntata di stasera è già andata in onda, privatamente. Berlusconi l’otto dicembre avrebbe infatti allestito ad Arcore un simulacro dello studio di Santoro, come palestra d’allenamento. Chiamati a sé i suoi giornalisti più fidati, avrebbe poi messo in scena lo scontro in programma questa sera di fronte a milioni di spettatori, con tanto di domande al fulmicotone sui suoi scandali, dai processi alle sue dubbie alleanze per le prossime elezioni. Secondo il Fatto pullulano le scommesse sull’abbandono dello studio da parte del Cav: l’eventualità è quotata 5 dai bookmakers, cioè paghi 1 e vinci 5 se Berlusconi fugge.
L’ex premier ha dichiarato di aver accettato l’invito perché nessun altro gli vuole offrire uno spazio televisivo in prima serata. Le condizioni per la sua partecipazione sono state al centro di un’accesa trattativa, in cui il faccendiere del Cav, Paolo Bonaiuti, ha cercato di ottenere informazioni sulla scaletta della puntata ricevendo da Santoro un bel due di picche. Alla fine è riuscito ugualmente a strappare al conduttore il nullaosta per riservare dei posti in platea, che presumibilmente saranno occupati da tifosi del Cav. Proprio come in una finalissima di coppa campioni la trasmissione rischia di trasfrmarsi in una bolgia, dove invece di una chiara e approfondita analisi giornalistica avremo l’ennesimo scontro tra Guelfi e Ghibellini, senza esclusione di colpi. E l’informazione che fine farà? Forse sarà relegata a quei dieci minuti in cui Marco Travaglio è solito leggere il suo lucido monologo. Ma anche lì c’è il rischio che il Cav si alzi dal cadreghino per andarsene via offeso da quelle che lui definirebbe delle accuse infondate di un giornalista schierato, ma che in realtà non sono altro che la cronistoria delle sue malefatte.
Posted ottobre 28th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Delinquenza politica, Maltempo, Politica
Tags: Berlusconi, fiducia, Il Giornale, immunità, Lesmo, Libero, magistratura, Mediatrade, Merkel, Monti, Pdl, Ruby, Villa Gernetto
Il Pdl non ci sta: le ultime gravi dichiarazioni di Berlusconi destabilizzano il suo partito. Secondo il Cav l’austerità imposta all’Italia dal duo Monti-Merkel instaura un regime di “estorsione fiscale”. Sorprese sul suo possibile futuro ruolo in politica.
Bonolis vs Bonolis: “Berlusconi rimbambisce gli italiani”, e lui?
Posted ottobre 18th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Cultura e intrattenimento, Giornalettismo & disinformazione, Spaventapasseri
Tags: A, Berlusconi, Mediaset, Paolo Bonolis, rimbambito
Paolo Bonolis ha uno sdoppiamento di personalità o cavalca l’onda di protesta contro il suo datore di lavoro?
Troppo facile sparare a babbo morto: Bonolis prende le distanze dal suo padrone troppo tardi. Ha capito che il regno del Biscione sta per finire, e soprattutto ha in tasca – per sua stessa ammissione al settimanale “A” – altre proposte di lavoro. Che Berlusconi abbia rincitrullito le folle con dei programmi televisivi osceni, è un pensiero che oggi ha perso ogni valore. Chi lo affermava in passato veniva prima deriso, poi offeso – in tv, come in famiglia – e oggi bisogna saper distinguere da quale pulpito provenga la predica. Se è quello di Bonolis, non c’è che da rispondere: “Caro Paolo ci ha fatto divertire con Bim Bum Bam, ma ora non ci prendere in giro!” Tutti sanno che il conduttore di Mediaset è stato uno dei bracci operativi che veicolavano i messaggi del nano da strapazzo, riassumibili nel motto imperiale “Panem et circenses”. Certo, Bonolis non sarà stato il personaggio più demente che il Biscione abbia partorito, ma è proprio per questo che andrebbe annoverato fra i più pericolosi. È grazie a lui e ad altri come Antonio Ricci che il partito unico – mediatico e televisivo – è nato e ha prosperato, lobotomizzando le menti inerti di milioni di italiani.
Per il semplice motivo – declinato inflazionatamente in svariati manuali di Pnl e nel libro “Psicologia delle folle*” di Gustave Le Bon (1895) – che per manipolare l’opinione pubblica bisogna avere la compitezza di un Bonolis o di un Mike Bongiorno. La mercificazione del corpo della donna è un’aberrazione più digeribile se presentata da uomini in giacca e cravatta, che ungono con salamelecchi le “coscienze di Zeno” dei telespettatori. E così pure le verità distorte, quand’anche sconfinano nell’assurdità, si spacciano meglio se a dirtele sono persone “travestite” da ridicoli soloni (Emilio Fede, Vittorio Sgarbi) o da vicino della porta accanto (Maria De Filippi, Barbara D’Urso). Dunque la faccia buona del Biscione ha coperto le ingiustizie di una classe politica guidata da un editore televisivo in palese conflitto d’interessi, che, con una mano, governava tre reti televisive nazionali e con l’altra il parlamento italiano. Per non parlare dell’influenza di B. sulle nomine della dirigenza Rai, che fruttavano il controllo della quasi totalità dell’etere. Bonolis ha fatto la classica caduta di stile dei generali di regime che, abbattuto il dittatore, si convertono alla rivoluzione.
*”Il tipo dell’eroe caro alle folle avrà sempre l’aspetto di un Cesare”
Dell’Utri salvato dalla Cassazione: festeggiamenti ad Arcore
Posted marzo 10th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Giustizia
Tags: Berlusconi, Carnevale, Cassazione, Dell'Utri, Iacoviello, mafia, mafioso, Mangano, rinvio, sentenza annullata
ROMA – La cassazione annulla la sentenza d’appello che condannava il senatore Dell’Utri a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, respingendo al contempo la richiesta di un inasprimento della pena avanzata dalla procura generale di Palermo. Suscita scalpore il fatto che la corte fosse presieduta da un certo Aldo Grassi, noto compagno di merende del giudice “ammazza-sentenze” Corrado Carnevale – quello che, per intenderci, ha cancellato svariati verdetti che condannavano mafiosi, per vizi di forma. Ironia della sorte, il ruolo di zelante difensore del senatore in coppola è stato interpretato dal procuratore generale della Corte suprema, che con una patetica sviolinata ai giudici – definiti di “grandissimo e indiscusso profilo professionale” – ha chiesto che venisse annullata la sentenza di secondo grado. Raccontata così sembrerebbe una farsa, eppure il pg Francesco Iacoviello ha vestito di fatto i panni dell’avvocato di Dell’Utri, facendo presagire una sentenza favorevole per l’imputato già in fase di udienza.
Calciopoli: Della Valle condannato
Posted novembre 11th, 2011 by marcomachiavelli and filed in Giustizia
Tags: Berlusconi, capitalismo, Condanna, Della Valle, Fiorentina, Frode, Imprenditore, sport, Tod's
NAPOLI – Il nove novembre è arrivata la sentenza di primo grado del processo ordinario su Calciopoli; già emessa invece nell’autunno del 2008 quella col rito abbreviato, dove a pagare furono Antonio Giraudo e l’ex presidente dell’Aia Tullio Lanese. Questa volta tra i condannati illustri troviamo, oltre al famigerato Moggi, gli ex designatori arbitrali Bergamo e Pairetto, l’ex accompagnatore del Milan Meani e i presidenti di Lazio e Fiorentina, rispettivamente Lotito e Della Valle. Di quest’ultimo però non si è fatta menzione alcuna sui media tradizionali. Qualche accenno su internet, che come al solito si afferma come mezzo di informazione imparziale. Il noto imprenditore calzaturiero si è macchiato del reato di frode sportiva, beccandosi una pena di un anno e tre mesi più un’ammenda di 25 mila euro. Gli è stato inoltre imposto il divieto di recarsi allo stadio, ma questo diverrà esecutivo solo nel caso in cui la sentenza venga confermata in cassazione. Come da copione poi, i suoi legali hanno prontamente annunciato di voler ricorrere in appello. Perciò, mentre a livello penale la situazione è in divenire, secondo il regolamento della Federcalcio invece le disposizioni sono chiare e ineludibili: se un tesserato viene condannato deve essere messo tempestivamente alla porta dalla società, anche se si tratta del primo grado di giudizio. Si deduce quindi che il patron della Fiorentina non potrà continuare a ricoprire la carica di presidente della società; ma i regolamenti interni, si sa, si applicano solo quando fanno comodo, altrimenti è meglio fingere che non esistano!
POLEMICHE – Dopotutto Diego Della Valle non è altro che il capo di un’azienda produttrice di scarpe. E dato che si vanta di questo suo status, non possiamo pretendere che splenda per virtù quali coerenza, credibilità e onestà. Al massimo possiamo dire che fa le scarpe agli italiani creduloni! Recentemente ha comprato diverse pagine di quotidiani nazionali dove ha voluto comunicarci il suo sdegno per quanto sta esprimendo la classe politica italiana negli ultimi tempi. Frasi come “Per uscire dalla crisi occorre serietà, competenza, buona reputazione…” rimarranno negli annali della retorica del nulla. Forse è stata una mossa per rinnovare la sua immagine, subito vanificata però dalla freschissima condanna. Ma il nostro audace capitalista è anche furbo, perché sta spostando il suo interesse dalle scarpe all’editoria, senza trascurare la finanza ovviamente. Sembra che il venerabile maestro Tanzi, che dal latte Parmalat voleva ricavare vagonate di miliardi, abbia fatto proseliti. Non c’è più in Italia un imprenditore che voglia occuparsi esclusivamente della propria azienda; pare che tutti siano diventati onniscienti e possano saltare da un settore all’altro con sublime naturalezza. Fra i più gettonati troviamo quello della stampa e delle televisioni (Berlusconi docet). Tant’è vero che Della Valle si è premurato di acquisire un piccolo pacchetto azionario di RCS uno dei più grandi gruppi editoriali italiani, nonché un altro del celeberrimo quotidiano francese Le Monde. Così almeno anche lui potrà tutelare i suoi interessi eliminando dalla circolazione mediatica notizie a lui sgradite. Sarà forse per questo che della sua condanna per frode quasi nessuno ne parla? Misteri del capitalismo!