Source: https://www.a-dif.org/2017/03/13/davanti-al-parlamento-italiano-perche-non-diventi-legge-un-decreto-fondato-sulla-repressione/
Timestamp: 2019-05-23 01:40:44+00:00
Document Index: 141302434

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 111', 'art. 113', 'art. 737', 'art 737', 'art 702', 'art. 737', 'art 36']

Davanti al parlamento italiano perché non diventi legge un decreto fondato sulla repressione – Associazione Diritti e Frontiere – ADIF
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In quanto soggetto che fa parte, sin dalla sua fondazione, quasi un anno fa, della rete Romaccoglie invitiamo chi ci legge e ci segue a partecipare domani 14 marzo a questo importante momento di mobilitazione.
La rete “Romaccoglie” composta da: A Buon Diritto, Action diritti in movimento, Adif, Ala, Arci Roma, Asgi, Baobab Experience, CGIL Roma e Lazio, Resistenze meticce, Focus Casa dei Diritti Sociali, La Strada, Libera Roma, Lunaria, Senza Confine, nata lo scorso anno a Roma, coinvolge diverse realtà che da anni si attivano in favore dei diritti dei migranti, partendo dal tentativo dell’elaborazione di un’altra idea di accoglienza, lancia un presidio
il Decreto-Legge (Minniti – Orlando) del 17 febbraio 2017, n. 13
“Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’ “immigrazione illegale”
perché reca un’impronta repressiva e securitaria; tende ad accelerare le espulsioni, nonché l’incremento dei rimpatri forzati, tramite nuovi accordi bilaterali con i paesi di provenienza, anche a costo di violare i diritti fondamentali.
L’apertura dei Centri Permanenti per il Rimpatrio ( nuovo nome per i vecchi “Centri di Identificazione ed Espulsione”) è inaccettabile sia in quanto rivelatasi fallimentare per le gravi violazioni dei diritti umani, per le condizioni di degrado in cui vi si è detenuti, per gli alti costi, ma soprattutto in quanto il sistema stesso della detenzione amministrativa va rimosso a nostro avviso da ogni ordinamento giuridico. Si aggiunga che su recenti raccomandazioni U.E. si prevede il trattenimento anche di coloro a a cui verranno negati asilo e forme di protezione
L’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo, è un intervento che provocherà un incremento del lavoro per la Cassazione, è in netto contrasto con i pronunciamenti della Corte Europea dei diritti dell’uomo” e sancisce di fatto un “diritto speciale” per i richiedenti asilo.
La videoregistrazione e la trascrizione automatica dei colloqui dei richiedenti asilo con le Commissioni chiamate a esaminare la domanda di asilo, in assenza della presenza del difensore, rappresenta l’ennesima violazione dei diritti della difesa
-respingiamo il decreto Orlando Minniti
– chiediamo al Parlamento di non convertirlo in legge
Per adesioni: https://www.facebook.com/…
1) Uso del Decreto Legge, ex art. 77 Cost. (previsto in casi straordinari di necessità ed urgenza), è strumento fuori luogo per una riforma processuale. Inoltre, il differimento di 180 giorni per l’applicazione, contrasta con lo strumento usato.
2) Giurisdizionalizzazione delle commissioni (parole di Orlando): riteniamo sia una aberrazione giuridica che contrasti in primo luogo con l’art. 111, comma 2, Cost. che prevede la presenza di un giudice terzo ed imparziale in presenza di un contraddittorio paritario tra interessato e Stato, del tutto mancante nelle commissioni per la l’asilo che conosciamo, anche alla luce della previsione dell’assunzione di 250 “specialisti” dai ruoli civili del ministero dell’interno.
3) Abolizione del secondo grado di giudizio: la giurisdizionalizzazione di Orlando non giustifica la soppressione del secondo grado di giudizio e contrasta con l’art. 113 Cost. che prevede la possibilità di impugnare gli atti della P.A. e afferma che la tutela giurisdizionale verso gli atti della P.A. non può essere esclusa o ~limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti, che sembrerebbe anche escludere il ricorso al procedimento ex art. 737 c.p.c.
5) Notifiche: meglio applicare il 140 e 143 c.p.c. che la nuova norma del tutto incoerente con violazione dei diritti di difesa nel caso di irreperibili e assenti.
7) Il rito camerale ex art 737 c.p.c., usato nei procedimenti di volontaria giurisdizione, qui viene applicato nel contenzioso con lo Stato; non prevede udienza, non prevede contraddittorio, non prevede l’audizione dell’interessato affidata alla sola videoregistrazione. Già il Governo Berlusconi provò a fare questo passaggio e, per opposizione anche del Tavolo Asilo, si giunse ad una mediazione sul rito sommario di cognizione ex art 702 bis c.p.c. abbandonando il rito ordinario. Il rito camerale ex art. 737 c.p.c. elimina qualsiasi interlocuzione tra parte, giudice ed avvocati in barba al 113 cost.
10) Lavoro Volontario gratuito, viola l’art 36 Cost, dove la retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro garantisce una esistenza libera e dignitosa.