Source: https://news.avvocatoandreani.it/doc/cassazione-civile-sez-iii-sentenza-del-2017-n26520-103973.html
Timestamp: 2020-04-05 09:07:47+00:00
Document Index: 37056085

Matched Legal Cases: ['art. 369', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 369', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 371', 'art. 385', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Cassazione civile Sez. III Sentenza del 09/11/2017 n.26520
sul ricorso 13098-2016 proposto da:
G.G., M.E., domiciliati ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall'avvocato VALERIA CAPROTTI giusta procura speciale in calce al ricorso;
BANCA POPOLARE BERGAMO SPA in persona del suo Procuratore Dott.ssa D.M.L., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OMBRONE 43, presso lo studio dell'avvocato GIUSEPPE FILIPPO MARIA LA SCALA, che la rappresenta e difende giusta procura speciale in calce al controricorso;
DEUTSCHE BANK A.G. già DOBANK SPA, e per essa dalla sua mandataria, la Soc. CAF SPA, in persona della procuratrice speciale, Dott.ssa R.L., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE ANICIO GALLO, 102, presso lo studio dell'avvocato FABRIZIO POLESE, rappresentata e difesa dall'avvocato ANTONIO DONVITO giusta procura speciale in calce al controricorso;
CONDOMINIO (OMISSIS), TERSICORE FINANCE SRL, A.S., GA.RO.;
FBS S.P.A. in persona del Procuratore Avv. B.F., quale mandataria della TERSICORE FINANCE SRL, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI VAL GARDENA 3, presso lo studio dell'avvocato LUCIO DE ANGELIS, che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati EDOARDO STAUNOVO POLACCO, GIORGIO TARZIA giusta procura speciale in calce al controricorso e ricorso incidentale;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SOLDI ANNA MARIA, che ha concluso per l'accoglimento del 1-2-3 motivo del ricorso principale, rigetto del ricorso incidentale;
udito l'Avvocato EMMA CERSOSIMO;
udito l'Avvocato FABRIZIO POLESE per delega orale;
Pertanto, l'onere imposto dall'art. 369 c.p.c. doveva essere adempiuto mediante il deposito di una copia cartacea della sentenza impugnata, asseverata dallo stesso difensore dei ricorrenti come conforme all'originale digitale presente nel fascicolo informatico.
3. E' importante sottolineare che il citato D.L. n. 179 del 2012, art. 16-bis, comma 9-bis, prescrive che il difensore deve attestare la conformità delle copie analogiche "ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico".
Quindi, per creare la copia cartacea conforme all'originale digitale, il difensore deve accedere tramite il PCT al fascicolo informatico ed estrarre da lì la copia da asseverare.
Infatti, soltanto le copie analogiche "estratte dal fascicolo informatico e munite dell'attestazione di conformità (...), equivalgono all'originale" (art. 16-bis, comma bis, cit.).
Del resto, la ratio della norma è chiara: poichè l'originale del provvedimento è quello digitale presente nel fascicolo informatico, è da quello soltanto che può estrarsi una copia autentica. Se il difensore apponesse l'attestazione di conformità sulla copia del provvedimento che gli è stata notificata, anzichè sull'originale scaricato dal PCT, egli attesterebbe la conformità di una "copia della copia", anzichè della copia estratta direttamente dall'originale.
4. Giova, a questo punto, ricordare che, qualora la notificazione della sentenza impugnata sia stata eseguita con modalità telematiche, per soddisfare l'onere di deposito della copia autentica anche della relazione di notificazione, il difensore del ricorrente, destinatario della suddetta notifica, deve estrarre copie cartacee del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e della relazione di notificazione redatta dal mittente L. n. 53 del 1994, ex art. 3-bis, comma 5, attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali delle copie analogiche formate e depositare nei termini queste ultime presso la cancelleria della Corte (Sez. 3, Sentenza n. 17450 del 14/07/2017, Rv. 644968).
5. Deve essere quindi affermato il seguente principio di diritto:
"Fintanto che il processo civile telematico non sarà attivato anche presso la Corte di cassazione, ai fini dell'osservanza dell'art. 369 c.p.c., il difensore del ricorrente, che ha l'onere di depositare la copia conforme all'originale del provvedimento impugnato, qualora non abbia disponibilità della copia con attestazione di conformità rilasciata dalla cancelleria, deve estrarre una copia analogica dall'originale digitale presente nel fascicolo informatico e attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità dell'una all'altro, ai sensi del D.L. n. 179 del 2012, art. 16-bis, comma 9-bis, non soddisfacendo invece le condizioni di legge l'attestazione di conformità apposta direttamente sulla copia del provvedimento eventualmente notificato con modalità telematiche".
6. Poichè, come s'è già detto, nel fascicolo risulta prodotta solamente una stampa cartacea della sentenza digitale, senza alcuna attestazione di conformità, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile.
7. Medesima sorte spetta anche al ricorso incidentale.
Anch'esso è improcedibile per omessa produzione della sentenza asseverata da valida attestazione di conformità all'originale.
Infatti, ai sensi dell'art. 371 c.p.c., comma 5, il ricorrente incidentale è esonerato dall'obbligo di depositare copia autentica della decisione impugnata solamente se questa è stata depositata dal ricorrente.
8. Stante la soccombenza reciproca, va disposta la compensazione delle spese processuali fra i ricorrenti principali G.C. ed M.E. e la ricorrente incidentale FBS s.p.a.
Trattandosi di controversia distributiva, la ricorrente incidentale sarebbe astrattamente soccombente anche nei confronti degli altri creditori controricorrenti, ma questi ultimi non hanno svolto attività difensiva nei suoi confronti, resistendo solo al ricorso principale. In questa particolare condotta processuale si ravvisano gravi ed eccezionali ragioni per disporre la compensazione delle spese processuali fra di loro.
Ai sensi dell'art. 385 c.p.c., i ricorrenti principali vanno condannati in solido alla rifusione, in favore delle controricorrenti Banca Popolare di Bergamo s.p.a. e la Deutsche Bank A.G. nella misura indicata nel dispositivo, secondo i parametri del D.M. Giustizia 10 marzo 2014, n. 55.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, si deve dare atto, infine, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti principali in solido fra loro e, separatamente, della ricorrente incidentale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per i rispettivi ricorsi, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
dichiara improcedibile il ricorso principale e quello incidentale; dichiara compensate le spese fra i ricorrenti principali e la ricorrente incidentale, nonchè quelle fra quest'ultima e i controricorrenti Banca Popolare di Bergamo s.p.a. e la Deutsche Bank A.G.; condanna i ricorrenti principali in solido fra loro, al pagamento, in favore dei controricorrenti Banca Popolare di Bergamo s.p.a. e la Deutsche Bank A.G., delle spese del giudizio di legittimità, che liquida per ciascuno in Euro 7.200,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, e agli accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, dal parte dei ricorrenti principali in solido e della ricorrente incidentale, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per i rispettivi ricorsi, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.