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Timestamp: 2020-01-24 22:50:24+00:00
Document Index: 185770798

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 26', 'art. 113']

3.3 Già sotto il vigore del D.L.vo 626/94 si era posto il problema dei rapporti tra l'art. 7 del menzionato D.P.R. 547/55 e l'art. 6 comma 2° del detto D. L.vo 626/94: problema che la giurisprudenza di questa Corte aveva risolto nel senso dì ritenere la disposizione di cui all'art. 7 speciale rispetto all'art. 6 del D. L.vo 626/94, che aveva una portata più generale intendendo assicurare il rispetto di tutte le norme di legge e regolamentari, mentre la norma di cui al citato D.P.R. prescriveva esclusivamente l'obbligo per il fabbricante o venditore o concedente in uso di rispettare il D.P.R. 547/55. Da qui la ritenuta specialità della disposizione di cui all'art. 7 citato, nient'affatto abrogata dalla nuova disciplina del 1994, ma pienamente applicabile (vds. per una specifica applicazione dell'art. 7 del D.P.R. 547/55, Sez. 4^ 29.4.2003 n. 41985 P.G. in proc. Morra e altro, Rv. 227285, nella quale si afferma, tra gli altri, il principio della vigenza ed applicabilità dell'art. 7 del D.P.R. 547/55, pur in costanza dell'art. 26 del D. L.vo 758/94 che ha sostituito la sanzione originaria da L. 250.000 a L. 1.500.000, come aggiornata dall'art. 113 della L. 24 novembre 1981, n. 689, con quella dell'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da Lire un milione a L. sei milioni, senza che si profilasse, quindi, alcuna depenalizzazione).