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Timestamp: 2020-06-06 12:59:06+00:00
Document Index: 50704626

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Passaggio dei fili del citofono: possibile se non comporta oneri al proprietario del fondo servente | Quotidiano del Condominio
In una lite tra due stabili, la Suprema Corte, sulla base del principio di diritto per cui “il proprietario del fondo dominante può apportare alle cose o opere destinate all’esercizio della servitù modifiche che ne rendano più agevole e comodo l’esercizio, ove ciò non si traduca in un facere a carico del proprietario del fondo servente ovvero in un apprezzabile aggravio dell’onere che pesa su quest’ultimo”, ammette non solo la tecnologia wireless ma anche l’attraversamento di cavi sul fondo servente.
Sez. II civ., ord. 25.7.2019, n. 20197
Il Condominio di Vico Monteroduni 16 – Palazzo Giovagnoni di Napoli chiamava in giudizio davanti Tribunale di Napoli il Condominio di Largo Sant’Orsola a Ghiaia 6, Napoli.
Sulla premessa di essere titolare di una servitù di passaggio sul cortile del condominio convenuto, il condominio attore precisava:
a) che grazie a tale passaggio i condomini avevano la possibilità di accedere al fabbricato anche da via Ghiaia e quindi raggiungere l’ascensore che portava al fabbricato condominiale;
b) che il cancello, mentre durante il giorno era aperto, nelle ore notturne era chiuso e l’accesso era consentito, tramite piccolo varco pedonale, alle sole persone munite di chiavi;
c) che gli abitanti di palazzo Giovagnoli non potevano regolare l’apertura del varco dalle loro abitazioni (diversamente dai condomini del Condominio di Largo Sant’Orsola), ma erano costretti di volta i volta a scendere da casa per aprire le porte ai visitatori.
Contro la sentenza proponevano appello sia il Condominio di Largo Sant’Orsola sia il Condominio di via Giovagnoli (quest’ultimo in relazione al capo di sentenza sulle modalità tecniche che l’impianto avrebbe dovuto avere).
Quindi, pur riconoscendo che l’installazione dell’impianto non comportasse di per sé aggravamento della servitù, ha riconosciuto nello stesso tempo che le modalità tecniche non erano indifferenti, potendo rendere più gravosa la condizione del fondo servente, ai sensi dell’art. 1067 c.c.. Secondo la corte di merito l’attore aveva perciò l’onere di provare che l’installazione dell’impianto non avrebbe determinato ulteriori pesi a carico del fondo servente, come accadrebbe se dovessero essere posti in opera fili elettrici di collegamento o altre apparecchiature sulla proprietà del Condominio di Largo Sant’Orsola 6, con caratteristiche invasive.
Posto che tale onere non era stato assolto dal Condominio Palazzo Giovagnoli la domanda non poteva essere accolta.
Per la cassazione della sentenza il Condominio Palazzo Giovagnoli ha proposto ricorso sulla base di due motivi, cui il Condominio di Largo Sant’Orsola ha resistito con controricorso.
Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 1067 c.c. e degli artt. 2697 c.c., 61, 115, e 191 c.p.c. e omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio.
Dal canto suo l’art. 1067 c.c. vieta al proprietario del fondo dominante di fare innovazioni che rendano più gravosa la condizione del fondo servente.
Si fa notare in dottrina che la ragione per cui il nuovo codice non ha ripetuto le parole del vecchio codice «tanto nel fondo servente, quanto nel fondo dominante» sta in ciò: che mentre rispetto al fondo dominante che l’innovazione vi fosse ammessa o non ammessa secondo dei casi era intuitivo, perciò era inutile citarlo, nel fondo servente l’innovazione, ledendo il jus dominii del proprietario di esso, non è mai consentita a priori e quindi era meglio non parlarne. Ciò non toglie che siano tuttavia consentite modifiche alle cose od opere destinate all’esercizio della servitù e che ne rendano più agevole l’esercizio ove non si traducano nella imposizione di un facere a carico del proprietario del fondo servente, ovvero in apprezzabile aggravio dell’onere che pesa su quest’ultimo (Cass. n. 4982/1977).
La sentenza va pertanto cassata in relazione a tale motivo e il giudice di rinvio dovrà attenersi al seguente principio di diritto: «il proprietario del fondo dominante può apportare alle cose o opere destinate all’esercizio della servitù modifiche che ne rendano più agevole e comodo l’esercizio, ove ciò non si traduca in un facere a carico del proprietario del fondo servente ovvero in un apprezzabile aggravio dell’onere che pesa su quest’ultimo».
fili del citofono
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