Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19078-del-28-09-2016
Timestamp: 2020-07-12 23:37:08+00:00
Document Index: 33716376

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 132', 'art. 36', 'art. 366', 'art. 2909', 'art. 101', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 295']

Sentenza Cassazione Civile n. 19078 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19078 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. trib., 28/09/2016, (ud. 01/04/2016, dep. 28/09/2016), n.19078
sul ricorso 25561/2009 proposto da:
P.R., elettivamente domiciliato in ROMA VIA LIMA 7 – INT.
rappresentato e difeso dall’avvocato GIORGIO SAGLIOCCO giusta delega
avverso la sentenza n. 381/2008 della COMM. TRIB. REG. della
P.R. ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Campania, n. 380/1/2008 dep. 6 ottobre 2008, che in parziale riforma della sentenza della CTP di Caserta ha accolto l’appello dell’Ufficio. Il ricorrente, socio insieme con il coniuge Vincenza Tammaro della srl Arredinterni, in assenza dell’obbligatoria dichiarazione annuale dei redditi, aveva ricevuto avviso di accertamento (per Irpef relativamente all’anno d’imposta (OMISSIS)), con il quale gli era stato imputato il maggior reddito di partecipazione alla società (di cui era socio al 55%), ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41 bis.
La CTR, ritenuto che la sentenza della CTR della Campania, n. 193/07/08 dep. 3.7.2008, emessa nei confronti della società Arredinterni srl – ancorchè non ancora definitiva – per una annualità; e la sentenza della CTP di Caserta, n. 233/08/2006, emessa nei confronti della società Arredinterni srl per l’altra annualità, non ancora decisa, “riflettano temporaneamente i loro effetti sui singoli soci”, ha accolto parzialmente l’appello dell’Ufficio, dichiarando “dovute dal contribuente le imposte, le sanzioni e gli interessi da computare in base alla sua quota-parte di partecipazione alla Arredinterni s.r.l. ed al relativo reddito societario quale risulterà definitivamente accertato nel separato processo societario”.
1. Col primo motivo il ricorrente deduce omessa e insufficiente motivazione (ex art. 360 c.p.c., n. 4), per violazione dell’art. 132 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 1, n. 4; omessa e insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo, posto che la motivazione per relationem ad altre sentenze non consente di ricostruire l’iter logico seguito dal giudice, che si è limitato ad un mero rinvio ad altre decisioni, non definitive, riguardanti il separato e autonomo giudizio promosso dalla società Arredeninterni s.r.l..
Il motivo è inammissibile per mancanza del quesito di diritto, ex art. 366 bis c.p.c., obbligatorio ratione temporis (in relazione alla suindicata data di deposito della sentenza).
2. Col secondo motivo del ricorso si deduce violazione di legge (artt. 5, 44, 72 T.U.I.R.; D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 39 e 40; art. 2909 c.c. e art. 101 c.p.c.), per avere la CTR erroneamente determinato il reddito dei soci sull’accertamento della srl Arredinterni, trattandosi di società di capitali e non di società di persone, per le quali soltanto può imputarsi automaticamente ai soci il reddito di partecipazione, in quanto, ove si ritenesse di equiparare i due tipi di società, la sentenza sarebbe viziata da illegittimità, per violazione del litisconsorzio necessario. Si ritiene insussistente il rapporto di pregiudizialità tra le cause della società e quelle dei soci, non avendo i soci partecipato al procedimento riguardante la società per il quale la sentenza non è ancora passata in giudicato.
Questa Corte ha chiarito che l’accertamento tributario nei confronti di una società di capitali a ristretta base azionaria costituisce un indispensabile antecedente logico-giuridico dell’accertamento nei confronti dei soci, in virtù dell’unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche promanano. Con la conseguenza che, non ricorrendo, com’è per le società di persone, un’ipotesi di litisconsorzio necessario in ordine ai rapporti tra i rispettivi processi (Cass. n. 5393/2016; Cass. 31 ottobre 2014, n. 23423; 16 luglio 2014, n. 16294; 8 febbraio 2012, n. 1865; 31 gennaio 2011, n. 2214), quello relativo al maggior reddito accertato in capo al socio deve essere sospeso (cfr. Cass. n. 2214 del 31/01/2011; n. 23323 del 31/10/2014). Trova infatti applicazione, in virtù del disposto del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 1, la disciplina dettata dall’art. 295 c.p.c., secondo cui “il giudice dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice deve risolvere una controversia, dalla cui definizione dipende la decisione della causa” (Cass. 14 maggio 2007, n. 10952; Cass., 10 marzo 2006, n. 5366; Cass. 6 settembre 2004, n. 17937).