Source: https://www.exeo.it/free/interessi-rivalutazione-espropriazione
Timestamp: 2019-05-26 14:02:43+00:00
Document Index: 164823745

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'art. 1224', 'art.1282', 'sentenza ', 'art. 1224', 'art. 1224', 'art. 1219', 'sentenza ', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 1224', 'art. 42', 'art. 46', 'art. 1224']

Rivalutazione monetaria ed interessi hanno finalità diverse, mirando, la prima, a ripristinare la situazione patrimoniale del danneggiato quale era anteriormente al fatto generatore del danno, ed avendo, i secondi, funzione compensativa del mancato godimento della somma liquidata.
La rivalutazione, costituendo un meccanismo a salvaguardia di un credito non ancora soddisfatto, non può riferirsi a somme già debitamente riscosse.
Deve ritenersi che quanto dovuto a titolo di rivalutazione debba essere determinato in modo rigoroso e oggettivo in base agli indici Istat relativi al periodo considerato, e non possa essere oggetto di liquidazione "forfettaria" o equitativa da parte del giudice.
Nonostante l'adozione di criteri di liquidazione parzialmente analoghi, indennità di esproprio e risarcimento del danno da occupazione espropriativa conservano, l'uno rispetto all'altro, la loro ontologica differenza, giacché l'indennizzo da atto ablativo ha natura di debito valuta e, come tale, non è suscettibile di rivalutazione monetaria, mentre il debito risarcitorio da accessione invertita ha natura di debito di valore ed è, pertanto, suscettibile di rivalutazione.
Nei debiti di valore, in mancanza di qualsiasi prova circa l'insufficienza della rivalutazione ai fini del ristoro del danno da ritardo per non avere il creditore conseguito la disponibilità della somma di danaro non rivalu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l momento della verificazione del danno ed averla potuta impiegare redditiziamente in modo tale che avrebbe assicurato un guadagno superiore a quanto liquidato a titolo di rivalutazione monetaria, non vanno computati gli interessi compensativi.
In tema di debiti di valuta, come nell'ipotesi di indennità di espropriazione ed occupazione, grava sull'attore, in base alla regola generale dell'art. 2697 c.c., l'onere di provare il fondamento della pretesa di maggior danno ex art. 1224 secondo comma c.c. .
Alla luce dei criteri generali ormai fissati in materia dalla giurisprudenza civile ed amministrativa, nel caso di risarcimento del danno da fatto illecito extracontrattuale, il danno subito dal danneggiato per la ritardata liquidazione dell'equivalente monetario dev'essere risarcito mediante la corresponsione di una somma di danaro periodicamente rivalutata alla quale si cumulano gli interessi. La rivalutazione è calcolata ogni anno sempre sul capitale iniziale utilizzando la variazione dell'indice ISTAT rispetto all'anno e al mese iniziali (in modo da evitare di rivalutare ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...un capitale già rivalutato nell'anno precedente). Gli interessi vanno calcolati dalla data del fatto non già sulla somma complessiva rivalutata alla data della liquidazione, ma sulla somma originaria rivalutata anno dopo anno (id est: sul capitale rivalutato anno per anno; ovvero, ciò che esprime il medesimo concetto, sulle somme annualmente rivalutate). Gli interessi non vanno ad accrescere il capitale da rivalutare e non sono a loro volta produttivi di ulteriori interessi, per il divieto di anatocismo di cui all'art.1282 c.c..
L'obbligazione avente ad oggetto il risarcimento del danno, spettante al proprietario del terreno illecitamente occupato per la realizzazione di un'opera di utilità pubblica, assume la configurazione di un credito di valore, il cui danno, liquidato in forma equivalente, deve comprendere sia l'adeguamento del valore del bene perduto (cioè il valore monetario del bene al momento della liquidazione del danno), sia il mancato godimento di quel bene e/o del suo controvalore monetario, alla stregua di un principio generale di equità che impone di compensare il ritardo della disponibilità del bene o della somma di denaro. Mentre all'adeguamento del valore del bene perduto provvede la rivalutazione ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Poichè gli importi capitali liquidati a titolo risarcitorio costituiscono debito di valore, è inibito al giudice solo di calcolare gli interessi compensativi dalla data dell'illecito sulle somme integralmente rivalutate alla sentenza definitiva, ma non anche di riconoscere con la medesima decorrenza gli interessi in questione o al tasso legale su somme progressivamente rivalutate sino alla decisione di primo grado o in base ad un indice medio sulla somma rivalutata alla decisione finale.
Nei debiti di valore i cosiddetti interessi compensativi costituiscono una mera modalità liquidatoria del danno causato dal ritardato pagamento dell'equivalente monetario attuale della somma dovuta all'epoca dell'evento lesivo. Tale danno sussiste solo quando, dal confronto comparativo in unità di pezzi monetari tra la somma rivalutata riconosciuta al creditore al momento della liquidazione e quella di cui egli disporrebbe se avesse potuto utilizzare l'importo allora dovutogli secondo le forme considerate ordinarie nella comune esperienza ovvero in impieghi più remunerativi, la seconda ipotetica somma sia maggiore della prima, solo in tal caso potendosi ravvisare un danno da ritardo, indennizzabile in vario modo anche mediante il m... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...egli interessi, mentre in ogni altro caso il danno va escluso.
Il giudice è tenuto a motivare il mancato riconoscimento degli interessi compensativi solo quando sia stato espressamente sollecitato mediante l'allegazione dell'insufficienza della rivalutazione ai fini del ristoro del danno da ritardo.
La somma dovuta a titolo di risarcimento del danno, deve essere rivalutata secondo gli indici ISTAT; sono dovuti altresì gli ulteriori interessi compensativi (dovuti giacché l'equivalente pecuniario soddisfa il credito per il bene perduto, ma non anche le utilità che il controvalore pecuniario avrebbe potuto offrire se fosse stato immediatamente erogato), calcolati, non già sulla somma liquidata per il capitale, definitivamente rivalutata, bensì, anno per anno, sul valore della somma originariamente dovuta e via via rivalutata (in base agli indici Istat) sino al saldo effettivo; è stata al riguardo confermata la legittimità del cumulo, nei debiti di valore, tra rivalutazione della somma ed interessi.
L'indennità di esproprio costituisce un debito di valuta (e non di valore), soggetto alla disciplina di cui all'art. 1224 c.c., sicché la rivalutazione monetaria costituisce... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...possibili modalità di determinazione del "maggior danno", risarcibile a norma dell'art. 1224 c.c., comma 2, semprechè l'interessato lo alleghi e provi e non si operi un'indebita duplicazione, cumulando la rivalutazione con gli interessi legali, i quali spettano sulla somma rivalutata solo dal giorno della pronuncia giudiziale fino al pagamento.
Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, il creditore non può limitarsi a domandare semplicemente la condanna del debitore al pagamento del capitale e della rivalutazione, non essendo quest'ultima una conseguenza automatica del ritardato adempimento delle obbligazioni di valuta e rimanendo comunque esclusa la possibilità del cumulo tra rivalutazione monetaria ed interessi compensativi.
L'obbligazione risarcitoria del danno da occupazione appropriativa costituisce debito di valore e deve reintegrare per equivalente, alla data di determinazione del dovuto, le perdite e i mancati guadagni, conseguendone che in aggiunta alla rivalutazione, sulla somma liquidata alla data di consumazione dell'illecito, da rivalutare anno per anno fino alla decisione, potranno spettare gli interessi compensativi per il ritardato pagamento di quanto dovuto, sempre che i m... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...agni siano provati dal creditore.
Nella liquidazione del danno il giudice può adottare le modalità che ritiene più appropriate al fine di reintegrare il patrimonio del creditore, sempre in base alla prova che il creditore dia della non sufficiente efficacia reintegrativa della mera rivalutazione. Ottenuta l'attualizzazione del credito in modo da evitare la perdita connessa alla svalutazione della moneta, l'ulteriore prestazione accessoria (interessi) è giustificata solo dalla prova che il creditore dia di un impiego fruttifero della somma, ove tempestivamente percepita, in misura superiore alla rivalutazione.
In merito al credito indennitario, ai fini della percezione dell'eventuale differenza tra il rendimento dei titoli e la misura degli interessi, il creditore ha almeno l'onere di allegare la circostanza che il tasso di svalutazione annuo fosse superiore ed il maggior danno non sia stato assorbito dalla liquidazione degli interessi, non potendo limitarsi a domandare semplicemente la condanna del debitore al pagamento del capitale e della rivalutazione, non essendo quest'ultima una conseguenza automatica del ritardato adempimento delle obbligazioni di valuta e rimanendo comunque esclusa la possibilità del cumulo ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...azione monetaria ed interessi compensativi.
Poiché il risarcimento derivante dall'occupazione senza titolo ha natura di debito di valore, le somme determinate a tale titolo devono essere rivalutate secondo indici ISTAT. Ai danneggiati spettano anche gli interessi legali compensativi, giacché l'equivalente pecuniario soddisfa il credito per il bene perduto, ma non anche le utilità che il controvalore pecuniario avrebbe potuto offrire se fosse stato immediatamente erogato. Tale danno da ritardo si identifica nei frutti della somma di danaro equivalente al valore del bene al momento del fatto, dovuti con decorrenza dalla data dell'illecito, cui risale la costituzione in mora ex art. 1219-2co. n.1 c.civ.. La S.C. ha infatti confermato la legittimità del cumulo, nei debiti di valore, tra rivalutazione della somma ed interessi.
In merito agli interessi per il ritardato pagamento dell'obbligazione risarcitoria, l'onere del creditore è di provare, anche in base a criteri presuntivi, che la somma rivalutata (o liquidata in moneta attuale), sia inferiore a quella di cui avrebbe disposto, alla stessa data della sentenza, se il pagamento della somma originariamente dovuta fosse stato tempestivo. Il che può dipendere, pr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...te, dal rapporto tra remuneratività media del denaro e tasso di svalutazione nel periodo in considerazione, essendo ovvio che in tutti i casi in cui il primo sia inferiore al secondo, un danno da ritardo non è normalmente configurabile.
Le somme calcolate anno per anno a titolo di risarcimento del danno per il periodo di occupazione illegittima, devono essere separatamente incrementate, per interessi e rivalutazione monetaria, fino al dì del pagamento, trattandosi di obbligazione risarcitoria da fatto illecito, per cui sono dovuti sia la rivalutazione monetaria, essendo per i debiti di valore la svalutazione monetaria una delle voci del danno emergente sofferto, sia gli interessi al tasso legale, a titolo di risarcimento del lucro cessante.
Alla ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a a titolo di risarcimento del danno vanno aggiunti sia gli interessi legali che la rivalutazione monetaria in quanto l'obbligazione avente ad oggetto il risarcimento del danno, spettante al proprietario del terreno illegittimamente occupato, assume la configurazione di un credito di valore, il cui danno, liquidato in forma equivalente, deve comprendere sia l'adeguamento del valore del bene perduto sia il mancato godimento di quel bene e/o del suo controvalore monetario.
Gli interessi legali sulla somma liquidata a titolo di risarcimento del danno, avendo natura compensativa del mancato godimento della somma liquidata, concorrono con la rivalutazione monetaria, che tende alla reintegrazione del danneggiato nella situazione patrimoniale antecedente il fatto illecito e devono essere calcolati anno per anno, sul valore della somma via via rivalutata nell'arco di tempo compreso tra l'evento dannoso e la liquidazione.
Nell'ipotesi di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, vertendosi in materia di debito di valore suscettibile di rivalutazione monetaria volta alla reintegrazione del patrimonio per adeguare l'effettivo valore del bene al momento della decisione (funzione ripristinatoria), l'applicazione degli indici Istat va operata indipende... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...gli interessi che hanno funzione compensativa e che vanno poi calcolati, nella misura legale, anno per anno, sulle somme via via rivalutate.
I ratei determinati a titolo di risarcimento del danno per il periodo di protrazione dell'occupazione illegittima devono essere via via rivalutati ma senza essere incrementati anche degli interessi legali, qualora l'avente titolo non abbia fornito la prova di un lucro cessante specifico. La rivalutazione ha la funzione di reintegrare il soggetto danneggiato nel valore del bene e in assenza di prova circa uno specifico lucro cessante, la liquidazione degli interessi legali in aggiunta alla rivalutazione produrrebbe l'effetto di fare conseguire al creditore più di quanto avrebbe ottenuto in assenza dell'illecita occupazione effettuata dall'Amministrazione intimata.
Gli interessi compensativi e il danno da svalutazione monetaria sono componenti indispensabili del risarcimento, tra loro concorrenti attesa la diversità delle rispettive funzioni.
Sulla somma rivalutata, liquidata a titolo di risarcimento del danno, non devono aggiungersi gli interessi nella misura legale con pari termini iniziale e finale, poiché altrimenti si produrrebbe l'effetto di far conseguire al creditore un... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...locupletazione del danno, ossia più di quanto lo stesso avrebbe ottenuto se non avesse subito detti pregiudizi. Vanno, invece, corrisposti gli interessi nella misura legale a decorrere dalla data di deposito della decisione con cui si è proceduto alla liquidazione giudiziale, fino all'effettivo soddisfo.
Sulla somma determinata a titolo di risarcimento del danno per il periodo di occupazione illegittima vanno calcolati gli interessi legali fino al soddisfo. Non spetta, invece, la rivalutazione monetaria, perché se gli interessi vengono fatti decorrere dal momento del fatto illecito con la rivalutazione si attribuirebbe al creditore un valore cui egli non ha diritto.
Qualora si proceda all'integrale rivalutazione del credito di valore, questa si sostituisce al danno presunto per mancata disponibilità della somma dovuta (danno determinato in misura pari agli interessi al tasso legale) ed è idonea - quale espressione de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nno in concreto riportato - a coprire l'intera area dei danni subiti dal creditore stesso fino alla data della liquidazione; con la conseguenza che solo da tale data spettano gli interessi sulla somma rivalutata, verificandosi altrimenti l'effetto che il creditore riceverebbe due volte la liquidazione dello stesso danno.
Va affermata la legittimità del cumulo, nei debiti di valore, tra rivalutazione della somma e gli interessi, con la precisazione che gli interessi vanno calcolati non già sulla somma liquidata per il capitale, definitivamente rivalutata, bensì, anno per anno, sul valore della somma via via rivalutata (in base agli indici Istat) nell'arco di tempo compreso tra l'evento dannoso e la liquidazione.
In tema di responsabilità extracontrattuale da fatto illecito, sulla somma riconosciuta al danneggiato a titolo di risarcimento occorre che si consideri, in sede di liquidazione, oltre alla svalutazione (che ha la funzione di ripristinare la situazione patrimoniale del danneggiato antecedente alla consumazione dell'illecito: c.d. danno emergente), anche il nocumento finanziario (lucro cessante) subito a causa della mancata, tempestiva disponibilità della somma di denaro dovuta a titolo di risarcimento, che p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ssere liquidato con la tecnica degli interessi, da computarsi o sulla somma originaria via via rivalutata anno per anno ovvero sulla somma originaria rivalutata in base ad un indice medio, con decorrenza dal giorno in cui si è verificato l'evento dannoso.
Sugli importi determinati a titolo di risarcimento del danno rivalutati anno per anno, a partire dalla medesima data, decorrono gli interessi compensativi al tasso legale, atteso che la rivalutazione e gli interessi sulla somma rivalutata adempiono funzioni diverse. Infatti, mentre la prima mira a ripristinare la situazione patrimoniale del danneggiato, quale essa era antecedentemente all'evento pregiudizievole, i secondi hanno natura compensativa e, quindi, sono giuridicamente compatibili con la rivalutazione.
La rivalutazione della somma da liquidare a titolo di risarcimento del danno e gli interessi sulla somma rivalutata assolvono a funzioni diverse, poiché la prima mira a ripristinare la situazione patrimoniale del danneggiato anteriore al fatto illecito, ed a porlo nella stessa situazione in cui sarebbe stato se l'evento non si fosse verificato, mentre i secondi hanno natura compensativa (per il ritardo col quale ottiene la disponibilità dell'equivalente pecuniario del de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ore).
La rivalutazione ha la funzione di reintegrare il soggetto danneggiato nel valore del bene e in assenza di prova circa uno specifico lucro cessante, la liquidazione degli interessi legali in aggiunta alla rivalutazione produrrebbe l'effetto di fare conseguire al creditore più di quanto avrebbe ottenuto in assenza dell'illecita occupazione effettuata dall'Amministrazione .
Gli interessi maturati di anno in anno sulla somma capitale non possono essere soggetti a rivalutazione, perché in tal modo verrebbe riconosciuto al creditore un valore a cui non ha diritto, posto che gli interessi non costituiscono credito di valore, ma criterio di commisurazione del danno da ritardato conseguimento di somma di denaro.
Il diritto agli interessi legali, che dipendendo dal mero ritardo nell'adempimento e prescindendo dalla colpa, vanno inquadrati nella categoria residuale degli interessi compensativi, è un diritto autonomo, sebbene accessorio e necessario rispetto a quello del capitale, che va calcolato separatamente, non potendosi considerare parte integrante del debito principale; pertanto, le somme calcolate a titolo di interessi non possono essere oggetto di rivalutazione monetaria, in quanto, in caso diverso, verrebbero... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e parte del capitale.
Sulla somma rivalutata dovuta a titolo di risarcimento sono dovuti gli interessi, atteso che la rivalutazione e gli interessi (sulla somma rivalutata) adempiono funzioni diverse - poiché mentre la prima mira a ripristinare la situazione patrimoniale del danneggiato quale essa era prima dell'evento pregiudizievole, i secondi hanno natura compensativa - e sono, quindi, giuridicamente compatibili.
La rivalutazione e gli interessi (sulla somma rivalutata) adempiono funzioni diverse - poiché mentre la prima mira a ripristinare la situazione patrimoniale del danneggiato quale essa era prima dell'evento pregiudizievole, i secondi hanno natura compensativa - e sono, quindi, giuridicamente compatibili.
In materia di debito di valuta (nel caso di specie indennità dovuta a titolo di conguaglio), i maggiori danni documentati da estratti conto bancari consistenti negli interessi passivi per ottenere il finanziamento bancario d'importo corrispondente al dovuto e maggiori danni integrati dalla svalutazione monetaria, ove superiore al saggio degli interessi legali, non sono cumulabili.
La liquidazione del danno in moneta rivalutata non copre l'intero pregiudizio causato dall'irreversibile tras... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...del bene, dovendosi ciò riconoscere invece nella liquidazione, altresì, degli interessi compensativi, che assorbono il pregiudizio da ritardo; essi sono volti a compensare il mancato godimento del denaro dalla consumazione dell'illecito al soddisfo, e, per assolvere a tale funzione, non devono essere calcolati sull'importo rivalutato alla data della decisione, ma vanno rapportati, inizialmente, al valore del bene al momento della fattispecie acquisitiva (ovvero, al momento dell'irreversibile trasformazione) e, successivamente, al valore rivalutato anno per anno fino al momento della decisione.
Il risarcimento dei danni da occupazione appropriativa è debito di valore suscettibile di rivalutazione monetaria; l'applicazione degli indici Istat va operata indipendentemente dagli interessi, i quali interessi hanno funzione compensativa e vanno calcolati anno per anno, sulle somme via via rivalutate.
L'obbligazione risarcitoria del danno da acquisizione appropriativa costituisce debito di valore e deve reintegrare per equivalente, alla data di determinazione del dovuto, le perdite ed i mancati guadagni; ne consegue che, in aggiunta alla rivalutazione, sulla somma liquidata alla data di consumazione dell'illecito, da rivalutare anno per... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alla decisione, potranno spettare gli interessi compensativi per il ritardato pagamento di quanto dovuto al creditore, che non ha potuto disporre della somma dovuta a titolo risarcitorio.
Sull'indennità di esproprio gli interessi sono dovuti dal relativo decreto al deposito e dovranno calcolarsi sulla differenza tra quanto liquidato in sede giudiziale e quanto già depositato a tale titolo.
La somma determinata giudizialmente a titolo di indennità di espropriazione, detratto quanto eventualmente già depositato per il medesimo titolo, va maggiorata degli interessi legali dal decreto di esproprio sino all'integrale versamento.
Sull'indennità di espropriazione spettano gli interessi di natura compensativa al tasso legale, dalla data dell'esproprio al deposito; gli interessi andranno conteggiati, detratti i versamenti effettuati, sulla differenza a favore dell'espropriato.
Qualora l'espropriante non provveda ad effettuare il deposito dell'indennità o vi provveda in maniera insufficiente o in ritardo, sull'importo non versato o de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rdivamente vanno corrisposti, dalla data del decreto di espropriazione (e non dalla data della domanda giudiziale) e fino al giorno dell'adempimento dell'obbligazione principale, gl'interessi legali, che hanno natura compensativa, e sono quindi dovuti per il solo fatto che la somma è rimasta a disposizione dell'ente espropriante, indipendentemente da ogni indagine sull'imputabilità del ritardo nel pagamento.
Sull'indennità di espropriazione e di occupazione, detratto quanto eventualmente già versato, sono dovuti gli interessi legali sino alla data del deposito presso la Cassa depositi e prestiti.
L'attribuzione della svalutazione monetaria sulla maggiore somma riconosciuta a titolo di indennità di esproprio presuppone necessariamente la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole ai sensi degli artt. 1218 e 1176 cod. civ., per cui detta "mora debendi" è configurabile soltanto a partire dalla data dell'inizio del giudizio di opposizione alla stima o di determinazione dell'indennità (o del conguaglio.)
Ove l'espropriante non provveda ad effettuare il deposito o vi provveda in maniera insufficiente o in ritardo, sono dovuti, dal giorno dell'espropriazione e f... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...no dell'adempimento dell'obbligazione principale, gli interessi legali, di natura compensativa, per il solo fatto che la somma è rimasta a disposizione dell'ente espropriante, a prescindere da ogni indagine sulla colposa responsabilità per il ritardo nel pagamento.
Se l'indennità è stata depositata solo in parte e in esito al giudizio di opposizione venga riconosciuta all'espropriato una somma maggiore, gli interessi devono essere corrisposti solo sulla differenza tra la somma liquidata e quella depositata dall'espropriante; non rileva la circostanza che la determinazione perda il carattere di definitività a seguito di impugnazione, da parte dell'espropriante, della sentenza di accertamento dell'indennità (o di opposizione alla stima amministrativa), essendo la suddetta definitività solo il presupposto per lo svincolo della somma a favore dell'espropriato.
Gli interessi sulla somma liquidata a titolo di risarcimento del danno da fatto illecito sono rivolti a compensare il pregiudizio derivante al creditore dal ritardato conseguimento dell'equivalente pecuniario del danno subito, di cui costitu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...necessaria componente, al pari di quella rappresentata dalla somma attribuita a titolo di rivalutazione monetaria che consente di rendere effettiva la reintegrazione patrimoniale, adeguando l'equivalente pecuniario dovuto al mutato valore del denaro nel momento in cui è emanata la pronuncia giudiziale.
Nelle obbligazioni di valore non tempestivamente adempiute vanno calcolati dal giorno della mora a quello dell'effettivo soddisfo sia la rivalutazione monetaria che gli interessi legali. La rivalutazione monetaria è finalizzata all'automatico aggiornamento del danno emergente; gli interessi invece costituiscono un criterio equamente adottabile ed apprezzabile al fine di compensare il lucro cessante patito dal danneggiato a seguito della perdita del bene.
Secondo il pacifico indirizzo consolidato, lo speciale indennizzo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46, prescinde dall'esistenza di un provvedimento ablativo, ed anzi postula che non sia intervenuto esproprio e che il privato abbia conservato la titolarità dell'immobile, subendo, peraltro, per effetto dell'esecuzione di un'opera pubbli... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà inerenti al proprio diritto dominicale, con pregiudizio permanente. Detto indennizzo, pertanto, è commisurato non a criteri predeterminati, come nel caso dell'indennità di esproprio, ma al (variabile) pregiudizio, effettivo ed attuale, subito dal proprietario del fondo, e, attesane la funzione 'lato sensu' risarcitoria, ha natura di debito di valore, suscettibile, come tale, di automatica rivalutazione monetaria.
Lo speciale indennizzo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46 prescinde dall'esistenza di un provvedimento ablativo, ed anzi postula che non sia intervenuto esproprio e che il privato abbia conservato la titolarità dell'immobile, subendo, peraltro, per effetto dell'esecuzione di un'opera pubblica, la menomazione, la diminuzione o la perdita di una o più facoltà inerenti al proprio diritto dominicale, con pregiudizio permanente. Detto indennizzo, pertanto, è commisurato non a criteri predeterminati, come nel caso dell'indennità di esproprio, ma al (variabile) pregiudizio, effettivo ed attuale, subito dal proprietario del fondo, e, attesane la funzione "lato sensu" risarcitoria, ha natura di debito di valore, suscettibile, com... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...automatica rivalutazione monetaria.
Il debito per l'indennizzo spettante, ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 46, al proprietario d'immobile che abbia subito danni a seguito della realizzazione di un'opera di pubblica utilità, avendo funzione in senso lato risarcitoria, ha natura di debito di valore ed è, pertanto, suscettibile di rivalutazione monetaria, anche in difetto di specifica deduzione e allegazione del maggior danno ex art. 1224 c.c., comma 2.
Gli interessi sull'indennità di asservimento debbono decorrere dalla data del decreto che l'asservimento stesso stabilisce; ciò per la ragione che l'asservimento del fondo trova causa nella procedura espropriativa, definita o da definire, mediante apposito decreto ablatorio che opera all'interno della categoria dell'espropriazione e nell'ambito di applicazione dell'art. 42 Cost..
L'indennizzo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46, integra un debito di valore, in quanto rivolto a reintegrare una perdita patrimoniale; e, pertanto, deve essere liquidato tenendo conto, anche d'ufficio ed in grado d'appello, della svalutazione monetaria sopravvenuta fino alla data della decisione, essendo la richiesta di tale adeguamento implicita nella formulazione della... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... pagamento dell'indennità medesima.
La "mora debendi, rilevante ai fini dell'ulteriore danno conseguente alla svalutazione monetaria della maggiore somma riconosciuta a titolo di indennità di esproprio, si configura solo a partire dalla data dell'inizio del giudizio di opposizione alla stima o di determinazione dell'indennità (o del conguaglio), poiché prima di ciascuno di detti procedimenti l'ente espropriante (che sia estraneo al procedimento di determinazione), non ha alcuna facoltà di interferire nelle determinazioni amministrative, siano esse accettate dall'espropriato ovvero impugnate, in quanto completamente estranee alla sua sfera giuridico-economica e attribuite per legge a organi terzi.
Soltanto quando i procedimenti giudiziari a carattere contenzioso (di opposizione alla stima o di determinazione dell'indennità), iniziano il loro corso, l'amministrazione espropriante può comportarsi come qualunque parte convenuta in un processo e, quindi, a seconda dei casi, prestare adesione alla domanda negli esatti termini in cui è stata posta dall'attore o offrire ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...transattivo. Per cui, in mancanza di iniziative di questo genere atte a risolvere il contrasto e dunque ad addivenire sollecitamente al pagamento al privato di quanto a esso dovuto come equo indennizzo, può configurarsi una responsabilità colpevole, per ritardo nell'adempimento, dell'ente pubblico espropriante, che può quindi essere condannato al risarcimento del maggior danno ove sia riconosciuto un valore maggiore rispetto a quello determinato in sede amministrativa.
La "mora debendi", rilevante ai fini dell'ulteriore danno conseguente alla svalutazione monetaria della maggiore somma riconosciuta a titolo di indennità di esproprio, si configura solo a partire dalla data dell'inizio del giudizio di opposizione alla stima o di determinazione dell'indennità (o del conguaglio), poiché prima di ciascuno di detti procedimenti l'ente espropriante (che sia estraneo al procedimento di determinazione), non ha alcuna facoltà di interferire nelle determinazioni amministrative, siano esse accettate dall'espropriato ovvero impugnate, in quanto completamente estranee alla sua sfera giuridico-economica e attribuite per legge a organi terzi.
In caso d'inadempimento di una obbligazione di valuta, il riconos... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, presuppone la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole ai sensi degli artt. 1218 e 1176 c.c.. Detta mora debendi si configura solo a partire dalla data dell'inizio del giudizio di opposizione alla stima o di determinazione dell'indennità (o del conguaglio), poiché prima di ciascuno di detti procedimenti l'ente espropriante non ha alcuna facoltà di interferire nelle determinazioni amministrative, siano esse accettate dall'espropriato ovvero impugnate, in quanto completamente estranee alla sua sfera giuridico-economica e attribuite per legge a organi terzi.