Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Odgaula&leg=17&id=1013549&toc=no
Timestamp: 2017-12-18 10:57:31+00:00
Document Index: 25246255

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 87', 'art. 91', 'art. 38', 'art. 28', 'art. 38']

senato.it - Legislatura 17ª - Aula - Ordine del giorno delle sedute n. 810, 811 del 20/04/2017
Legislatura 17ª - Aula - Ordine del giorno delle sedute n. 810, 811 del 20/04/2017
810a e 811a Seduta Pubblica
I. Svolgimento delle relazioni sul disegno di legge:
Legge annuale per il mercato e la concorrenza (Approvato dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra di finanza pubblica) (Voto finale con la presenza del numero legale) - Relatori MARINO Luigi e TOMASELLI (Relazione orale) (2085 )
II. Votazioni sulle dimissioni presentate dai Senatori Minzolini e Vacciano(Voto a scrutinio segreto con procedimento elettronico)
Interrogazioni(testi allegati)
INTERROGAZIONE SUL RILASCIO DI TRE MALVIVENTI ALBANESI ARRESTATI TRA LE PROVINCE DI TREVISO E PORDENONE
(3-03310 ) (22 novembre 2016)
BISINELLA - Al Ministro della giustizia - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:
in data 16 novembre 2016, tra le province di Treviso e Pordenone, si è verificato un grave fatto di cronaca, che ha creato forti polemiche a livello politico, e più in generale, nell'opinione pubblica, riguardante la cattura e l'immediato rilascio di 3 malviventi albanesi;
i 3, fortemente sospettati di diversi furti in abitazione, la sera del 15 novembre, dopo un folle inseguimento iniziato in provincia di Pordenone e proseguito in quella di Treviso, dopo che si erano dati alla fuga a bordo di un'autovettura Audi rubata, sono stati bloccati a Meduna di Livenza (Treviso) dai Carabinieri, nel frattempo intervenuti con un ingente dispiegamento di uomini e mezzi;
nonostante la gravità del fatto, dopo essere stati catturati dai Carabinieri, che nell'operazione hanno messo a rischio la propria incolumità, sono stati solamente denunciati a piede libero per ricettazione dell'auto, da parte del pubblico ministero di turno della Procura di Treviso, potendo così tornare in libertà, praticamente appena qualche ora dopo la cattura;
dalla stampa è emerso che, probabilmente, ci sarebbe stato un errore di comunicazione tra forze dell'ordine e magistratura, tale da generare una sottovalutazione di quanto accaduto, con la conseguenza che i 3 banditi hanno di fatto rimediato solamente una denuncia a piede libero, risultando quindi del tutto liberi di circolare e magari tornare a delinquere;
dato anche il clamore mediatico, il caso, inevitabilmente, non fa altro che alimentare una sensazione di sfiducia da parte dei cittadini e delle stesse forze dell'ordine nel sistema giustizia e più in generale nelle istituzioni ma, ancor peggio, resta il fatto che sono stati rimessi in circolazione dei soggetti evidentemente pericolosi che forse, con rigore e senso di responsabilità da parte di chi è stato chiamato a valutarne la condotta, avrebbero potuto essere assicurati alla custodia cautelare, evitando invece di creare ulteriori possibili problemi e allarmi alla collettività,
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'episodio richiamato;
se non ritenga necessario e doveroso, nei limiti delle prerogative conferitigli dall'ordinamento, un intervento urgente di ispezione e approfondita verifica ed analisi rispetto a quanto accaduto, al fine di adottare gli eventuali provvedimenti necessari nei confronti dei soggetti che, in tale circostanza, hanno agito, secondo l'interrogante, con probabile leggerezza, e poter in tal modo ripristinare il senso di fiducia della collettività nel sistema giustizia italiano.
INTERROGAZIONE SULLA CHIUSURA DELL'UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI EBOLI (SALERNO)
(3-03490 ) (14 febbraio 2017)
sebbene l'amministrazione della giustizia sia di competenza dello Stato, sovente accade che i Comuni si facciano carico di taluni oneri di spesa del servizio giudiziario;
infatti, l'ente locale di fronte all'alternativa di una soppressione di un ufficio giudiziario, la cui presenza è ritenuta di primaria importanza per la comunità locale, propone al Ministero della giustizia di provvedere con risorse proprie al suo funzionamento, mettendo a disposizione locali e personale qualificato per svolgere il servizio di cancelleria e cercando di superare il rischio serio, reale e concreto, di perdere il servizio offerto dal giudice di pace, proponendo ai propri dipendenti, se non reca danno al buon funzionamento dell'amministrazione comunale, di accettare l'opportunità di percorsi di riconversione dei loro profili professionali;
evidenziato che riveste grande importanza per qualsiasi ente locale l'ufficio del giudice di pace, funzionale a snellire i tempi della giustizia civile e a garantire la rapida risoluzione a controversie di piccola entità;
ricordato che, a quanto risulta all'interrogante:
nel passato, l'amministrazione comunale di Eboli (Salerno) con delibera di Giunta comunale del 26 aprile 2013 e con successivo atto di assegnazione del personale per le predette funzioni, si era attivata per mantenere nel comune la sede dell'ufficio del giudice di pace. La Giunta municipale, supportata anche dall'associazione forense "Valle del Sele", difatti, pur di garantire ai cittadini tale importante servizio giudiziario, si rese disponibile, con proprio atto deliberativo, a farsi carico delle spese relative al funzionamento ed alla sede che avrebbe accolto l'ufficio;
il Ministero della giustizia, dopo aver disposto la soppressione della sezione distaccata del Tribunale di Eboli, ha ora decretato anche la soppressione dell'ufficio del giudice di pace che, se attuata, porterà gravi disagi non solo ai cittadini del comune, ma anche a coloro che risiedono nei centri limitrofi;
il Ministero ha reso nota la soppressione dell'ufficio del giudice di pace di Eboli, mentre gli addetti della presidenza del Tribunale di Salerno verificavano la fattibilità del trasferimento della sede giudiziaria nei locali dell'ex Tribunale di Eboli;
nel 2016, vi sono stati Comuni che, in sede di Consiglio di Stato, si sono visti accogliere la sospensiva sulla decisione del Tar, che aveva respinto il ricorso da loro presentato contro la chiusura dell'ufficio del giudice di pace,
quali utili provvedimenti intenda adottare il Ministro in indirizzo, al fine di scongiurare la chiusura degli uffici del giudice di pace di Eboli (Salerno) e non aggravare il carico di lavoro degli omologhi di Salerno;
se, a seguito di revoca in autotutela del decreto ministeriale di chiusura, sia valutata con favorevole parere la dislocazione degli uffici del giudice di pace nei locali ospitanti l'ex sezione distaccata del Tribunale di Eboli.
INTERROGAZIONE SULLA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE PER L'ACCOGLIENZA DEGLI IMMIGRATI
(3-02914 ) (8 giugno 2016)
GAMBARO, BARANI, RUVOLO, IURLARO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
dagli ultimi dati evidenziati dal Ministero dell'interno emerge che la "macchina dell'accoglienza" degli immigrati nel nostro Paese risulta particolarmente sotto pressione negli ultimi tempi;
dalle stime rese note dagli organi di stampa, risulterebbe che 113.360 migranti sarebbero dall'inizio dell'anno ospitati nei centri e nelle strutture temporanee rispetto ai 103.000 del 2015 e i 66.000 del 2014;
dal Ministero fanno sapere che in questo periodo e per tutta l'estate sono previsti sbarchi a ondate quotidiane facilitati dalla temperatura calda e dalle migliori condizioni di navigazione estiva;
nessuna risposta positiva è attesa dalla UE in quanto è ferma da tempo la procedura dei ricollocamenti in altri Paesi e i 36.000 profughi che dovevano partire dall'Italia sono ancora distribuiti nei 4 punti di accoglienza di Trapani, Taranto, Pozzallo (Ragusa) e Lampedusa (Agrigento) e altri ulteriori 2 punti sono in procinto di essere varati entro luglio 2016;
in Emilia-Romagna sono circa 7.674 i migranti accolti, di cui 1.200 solo a Bologna, e i posti letto nei centri di accoglienza in un anno e mezzo sono decuplicati, con enormi difficoltà di gestione e di organizzazione comunale chiaramente connesse;
Milano ospita 2.300 stranieri e dopo l'ultimo vertice con la prefettura del capoluogo lombardo, il Comune ha paventato la possibilità di chiudere uno dei centri per l'accoglienza a causa dell'impossibilità di soddisfare la richiesta di posti letto;
altri 200 posti letto sono stati allestiti in stazione, con l'evidente problema connesso dell'ordine pubblico e dell'igiene, laddove la scorsa estate transitarono circa 50.000 stranieri siriani, eritrei e libici diretti nell'Europa del nord;
secondo testimonianze e ricostruzioni giornalistiche, chi riesce a passare le frontiere viene bloccato dalle autorità transfrontaliere e poi rispedito nei centri milanesi, che ormai sono saturi, al punto che il Comune pare che abbia intenzione di creare 2 nuove tendopoli a Garbagnate e Peschiera Borromeo come quella già esistente di Bresso per soddisfare il piano di distribuzione nazionale dei migranti che attribuisce alla Lombardia 14.000 profughi,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia previsto, con un adeguato piano di distribuzione delle risorse finanziarie nei vari territori, le modalità per fronteggiare l'anomalo ed incontrollabile flusso di migranti verso il nostro Paese, che imprescindibili principi di solidarietà umana impongono di accogliere ed aiutare.
INTERROGAZIONE SULLA REGOLARITÀ DI NUMEROSI APPALTI PUBBLICI CONCESSI DAI COMUNI ALLA SOGET SPA
(3-03206 ) (6 ottobre 2016)
CARDIELLO - Ai Ministri dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti, della giustiziae dell'economia e delle finanze - Premesso che secondo quanto risulta all'interrogante:
con sentenze del Consiglio di Stato (V sezione, n. 09561 del 25 maggio 2012) e della Cassazione (sezioni unite, n. 24468 del 30 ottobre 2013) è stato acclarato che la società SOGET SpA, con sede a Pescara, ha commesso gravi inadempienze nell'esecuzione di un affidamento presso il comune di Oria (Brescia). Dalla data del 30 ottobre 2013 la società aveva sostanzialmente perso il requisito ex art. 38, comma 1, lettera f), del decreto legislativo n. 163 del 2006, concernente i casi di esclusione per la partecipazione a proceduredi affidamento (il codice dei contratti è stato abrogato dal decreto legislativo n. 50 del 2016, recante "Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture");
a seguito di due distinti esposti, relativi all'affidamento di servizi da parte del Comune di Serino (Avellino), con prot. n. 78972 del 19 giugno 2015, e del Comune di Eboli (Salerno), con prot. n. 81234 del 26 giugno 2015 ed alla comunicazione di un cittadino (prot. n. 15610 del 12 novembre 2015) di fatti relativi a presunte condotte illecite nell'esercizio dei servizi affidati, è stata effettuata un'attività istruttoria sulla SOGET SpA, società che si occupa di servizi tributari per le pubbliche amministrazioni;
sebbene facilmente rinvenibile attraverso ricerche telematiche, la circostanza interdittiva è stata ignorata da molteplici amministrazioni (sottoscrizione del contratto con il Comune di Eboli in data 9 settembre 2015, e le 4 proroghe, anche "tecniche", autorizzate dal Comune di Serino nel 2014 -2015 per complessivi 24 mesi);
sempre mediante attività istruttoria, si è appurato che la SOGET SpA e i suoi amministratori sono stati oggetto di condanne penali (seconda sezione penale del Tribunale di Taranto del 25 marzo 2014) da cui emergono: fenomeni corruttivi; condanne, rispettivamente: 5 anni al presidente del consiglio di amministrazione della Soget SpA e altri periodi inferiori a 3 ai dirigenti comunali; irrogate alla Soget SpA per un anno le sanzioni interdittive dall'esercizio dell'attività e di divieto a contrarre con la pubblica amministrazione (art. 32-ter del codice penale);
i fatti relativi a errori nell'esecuzione di contratti pubblici, che vengono accertati in procedimenti penali, ancorché la relativa sentenza non sia ancora passata in giudicato ovvero si concludano con assoluzioni, dovrebbero, ove conosciuti o facilmente conoscibili, essere tenuti in considerazione dalle stazioni appaltanti ai fini della valutazione dell'affidabilità dell'azienda, ai sensi della seconda parte della lettera f) citata del codice degli appalti allora vigente;
da notizie di stampa si è appreso che al 27 settembre 2016 sono in corso indagini che vedono impegnati tre pubblici ministeri presso il Tribunale di Pescara e anche in questo caso sono rilevabili indizi di corruzione;
è stata attivata una verifica su affidamenti a SOGET SpA in corso, con particolare riferimento a quelli in cui l'aggiudicazione sia intervenuta dopo la data del 30 ottobre 2013, attraverso l'avvio di una richiesta di informazioni in merito alle procedure di aggiudicazione e alle dichiarazioni rilasciate dai concorrenti a tutte le stazioni appaltanti che abbiano affidato servizi alla SOGET;
si rileva che, per le gare CIG5855441EC2 (Comune di Eboli), CIG64253096A (Comune di Serino), CIG6053415C13 (Comune di Oria), CIG5559606BFF (Comune di Catanzaro), CIG583121BC9 (Comune di San Nicardo Garganico, Foggia), CIG48669806F2 (Comune di Fragagnano, Taranto) e CIG5516489EB8 (Comune di Montescaglioso, Matera), la SOGET SpA ha dichiarato di soddisfare i requisiti previsti dalla legge per la partecipazione a gare d'appalto pubbliche;
la dichiarazione, mendace, ha riflessi di natura penale e amministrativa;
con la determinazione a contrarre n. 1169 del 17 luglio 2014, veniva avviata la procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento del servizio di accertamento e riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie (COSAP) per il Comune di Eboli e per un importo di circa 819.000 euro, ovvero per la riscossione coattiva di tutte le entrate tributarie ed extratributarie, per la gestione delle quote inesigibili presentate dall'agente della riscossione, alla data di scadenza della presentazione delle offerte;
con determinazione n. 1667 del 14 ottobre 2014, si è provveduto alla nomina della commissione giudicatrice, successivamente modificata con determinazione n. 436 dell'11 marzo 2015, per effetto della sostituzione di un componente;
con determinazione n. 670 del 4 maggio 2015 è stata aggiudicata in via definitiva, ai sensi dell'art. 11, comma 5, del decreto legislativo n. 163 del 2006 l'appalto per la durata di anni 3 alla ditta SOGET SpA;
in data 21 agosto 2016 l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), con nota PEC n. 0106179, ha comunicato al Comune di Eboli l'avvio di una procedura di vigilanza;
sono state avviate numerose assunzioni con bando di selezione rinvenibile solo sul sito della ditta SOGET SpA e mai reso noto sui quotidiani locali e sul sito del Comune di Eboli;
dopo circa un anno dal bando di gara, nonostante l'avvio delle indagini da parte dell'ANAC, è stato sottoscritto il contratto di servizio con la ditta SOGET SpA;
in data 27 settembre 2016 è stato comunicato, con relazione n. 0140440, l'esito dell'istruttoria avviata a seguito di numerose denunce pervenute;
dalla relazione dell'ANAC emergono "elementi corruttivi" tali da indurre una responsabile amministrazione locale a sospendere immediatamente il rapporto contrattuale ed inibire le verifiche della ditta SOGET SpA ai contribuenti del Comune di Eboli,
se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non ritengano opportuno promuovere un'indagine ispettiva volta a rilevare, motivi per cui la ditta SOGET SpA abbia potuto continuare a partecipare alle gare di appalto e le amministrazioni pubbliche a sottoscrivere con essa contratti pubblici;
se la ditta abbia presentato e se il Comune di Eboli abbia richiesto i seguenti documenti: comunicazione antimafia ex art. 87 del decreto legislativo n. 159 del 2011, e successive modificazioni; informazione antimafia ex art. 91 dello stesso decreto legislativo; certificato dell'Agenzia delle entrate per la verifica della regolarità fiscale ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. g), del decreto legislativo n. 163 del 2006; certificato dei carichi pendenti e del casellario giudiziale, ai sensi dell'art. 28 del decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 2002, afferenti ai soggetti indicati nell'art. 38, comma 1, lett. c), del decreto legislativo n. 163 del 2006, e ivi compresi colori che sono cessati dalla carica nell'anno precedente;
quali siano i criteri adottati dalle amministrazioni comunali per le assunzioni di nuovo personale, in base al bando pubblicato unicamente sul sito della ditta SOGET SpA;
se il Ministro dell'interno non ritenga opportuno che il prefetto acquisisca informazioni volte a comprendere se l'amministrazione del Comune di Eboli sia in grave difetto di trasparenza in un settore estremamente delicato quale quello degli appalti, tale da determinarne il commissariamento.
INTERROGAZIONI SULLA SICUREZZA DI PASSEGGERI E PERSONALE FERROVIARIO A BORDO DEI TRENI
(3-03494 ) (14 febbraio 2017)
MUNERATO, BELLOT, BISINELLA - Ai Ministri dell'internoe delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
il gruppo Ferrovie dello Stato italiane è impegnato in un'attività di security per garantire la massima sicurezza delle stazioni e dei treni, e per tutelare i viaggiatori e il personale in servizio;
gli ambienti ferroviari sono costantemente protetti dagli agenti della Polizia ferroviaria e dai più avanzati sistemi di sorveglianza e sicurezza in un quadro di cooperazione con il Ministero dell'interno, le Prefetture, gli enti locali e le Polizie municipali;
tuttavia, i media nazionali danno quotidianamente conto di episodi di vandalismo e aggressioni nei confronti di personale addetto ai controlli e nei confronti dei passeggeri, specie nei treni ad alta frequentazione;
ha colpito l'attenzione di tutti, da ultimo e ad esempio, il caso della studentessa di 15 anni aggredita e picchiata da due giovani stranieri mentre si trovava da sola nell'ultimo vagone del treno della linea Milano-Mortara, nel primo pomeriggio di giovedì 9 febbraio 2017;
il giorno precedente, mercoledì 8, un episodio di vandalismo è stato segnalato dal capotreno del treno regionale che copre la tratta ferroviaria tra Lendinara e Fratta Polesine. Secondo quanto si apprende dalla nota inviata da "Sistemi territoriali" alla Regione Veneto, tre stranieri trovati sprovvisti del regolare titolo di viaggio e costretti a pagare il dovuto dal controllore, avrebbero distrutto con un estintore una delle porte del vagone occupato;
ad avviso degli interroganti, negli ultimi tempi si assiste ad una preoccupante escalation di episodi come quelli richiamati, più o meno gravi, che sembrano fotografare una situazione purtroppo fuori controllo,
si chiede di sapere come intendano attivarsi i Ministri in indirizzo, al fine di far piena luce sui fatti segnalati, e quali iniziative intendano adottare, per quanto di propria competenza, per arginare l'allarmante incremento di casi simili, al fine di garantire giusti e adeguati livelli di sicurezza ai passeggeri e al personale addetto ai controlli.
(3-03675 ) (19 aprile 2017) (Già 4-04203) (1° luglio 2015)
MANDELLI - Ai Ministri dell'internoe delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
nelle ultime settimane si è verificato un incremento preoccupante di atti di violenza nei confronti del personale delle Ferrovie dello Stato viaggiante sulle linee regionali, come denunciato anche dalle organizzazioni sindacali di riferimento e testimoniato da ampia stampa locale e nazionale;
in particolare, il 25 giugno 2015, si è verificato l'ennesimo atto di aggressione nei confronti del personale delle Ferrovie dello Stato che ha coinvolto il capotreno del treno 10862 partito da Milano Garibaldi alle 15.52 e diretto a Lecco, nei pressi della stazione di Arcore in provincia di Monza-Brianza. Il capotreno ha subito un'aggressione fisica da parte di 3 ragazzi di origine magrebina, 2 dei quali con precedenti per reati contro il patrimonio, saliti a bordo sprovvisti di biglietto. Inevitabili i disagi scaturiti dall'accaduto, il treno è ripartito con un'ora di ritardo terminati i rilievi dei Carabinieri del nucleo radio mobile della compagnia di Monza intervenuti sul posto. Tre treni della Milano-Lecco sono stati soppressi, uno limitato nel percorso;
venerdì 19 giugno, sul treno che alle 17.36 è partito da Milano porta Garibaldi diretto a Cremona, si è verificata un'altra aggressione nei confronti del capotreno, una donna, da parte di 2 immigrati nordafricani, a quanto pare completamente ubriachi, che avrebbero picchiato anche un passeggero intervenuto in soccorso della donna;
le aggressioni citate sono avvenute a meno di un mese da quella più cruenta messa in atto nella notte fra l'11 e il 12 giugno presso la fermata milanese di Villapizzone, periferia nordovest della città, dove un capotreno ed un ferroviere sono stati vittime di una tragica aggressione da parte di un gruppo di ragazzi sudamericani che, sorpresi senza biglietto dai controllori, hanno reagito aggredendoli con un machete e provocando la quasi amputazione del braccio al primo ed un trauma cranico al secondo;
tali tragici episodi sono solo gli ultimi di una catena di preoccupanti aggressioni nei confronti del personale Trenord, ma anche della stessa utenza, aggressioni che si protraggono, con una escalation costante non solo in Lombardia, ma in tutta Italia;
Trenord ha dichiarato che nei primi cinque mesi del 2015 sono state 44 le aggressioni al personale e che, in 18 casi, si è trattato di aggressioni fisiche, mentre in altri 26 di violente minacce verbali;
nei primi 7 mesi dell'anno, su tutto il territorio italiano sono stati 1.437 i furti in stazione, mentre 2.045 reati sono stati commessi a bordo dei treni. Le persone arrestate dalla Polizia sono state 795 e 7.425 quelle denunciate all'autorità giudiziaria;
una grave criticità, in tema di sicurezza dei treni e delle stazioni, è determinata dal fatto che negli ultimi anni è cresciuto il numero di stazioni ferroviarie non presidiate e si è assistito alla chiusura di molte biglietterie. Ciò ha comportato un risparmio in termini di costo del personale, ma anche una riduzione netta degli standard di sicurezza, di decoro e manutenzione presso le stazioni con grave ricadute a carico della collettività e delle stesse aziende ferroviarie;
altra grave criticità, in tema di sicurezza dei treni e delle stazioni, è causata dal fatto che le carrozze dei treni che viaggiano in tarda serata vengono sempre lasciate aperte, e ciò anche a fronte di uno scarso numero di viaggiatori, tale che potrebbero essere concentrati in poche vetture chiudendo quelle non utilizzate, come suggerito dalle organizzazioni sindacali;
alcuni tra gli amministratori locali, di fronte al disimpegno del Governo dopo decine di aggressioni a spese dei lavoratori e dei pendolari, stanno pensando di promuovere in via del tutto autonoma iniziative sulla sicurezza a garanzia della tutela dei cittadini;
è evidente la necessità che il tema della sicurezza a bordo dei treni sia affrontato con spirito unitario da tutti i soggetti coinvolti, in stretta collaborazione con le istituzioni e le forze dell'ordine, anche per arginare pericolose derive d'emulazione dovute al clamore di questi giorni,
si chiede di sapere quali azioni il Governo abbia già intrapreso e quali intenda mettere in atto per ripristinare le regolari condizioni di sicurezza di alcune tratte regionali e presso le stazioni ferroviarie, al fine di garantire l'incolumità del personale delle Ferrovie dello Stato italiane e del personale viaggiante, nonché la regolare attività e la puntualità dei treni pendolari, che nelle ultime settimane sono state compromesse da episodi di vandalismo e violenza.
(3-03677 ) (19 aprile 2017) (Già 4-01941) (26 marzo 2014)
CONSIGLIO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
è in atto un significativo deterioramento delle condizioni generali di sicurezza nel comparto del trasporto ferroviario;
risultano in aumento anche i reati compiuti a bordo dei treni ad alta velocità, ai quali si accede normalmente soltanto attraverso prenotazione obbligatoria, sostenendo costi aggiuntivi in ragione del più qualificato servizio offerto;
malgrado ciò, da indiscrezioni apparse sulla stampa, risulterebbe consolidata l'intenzione del Governo di operare tagli significativi sulle risorse umane delle forze di polizia, nell'ambito dell'attuazione della cosiddetta spending review, intervenendo in particolare sulla specialità della Polizia ferroviaria,
si chiede di sapere se il Governo non giudichi opportuno potenziare la vigilanza sui treni ad alta velocità gestiti da Trenitalia e da Nuovo trasporto viaggiatori e se davvero intenda dar corso ad un piano di riassetto e riduzione degli organici della Polizia di Stato che contempli la contrazione del servizio di vigilanza assicurato dalla Polizia ferroviaria.
(3-03678 ) (19 aprile 2017) (Già 4-04158) (23 giugno 2015)
MUNERATO - Ai Ministri dell'internoe delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
l'aggressione a colpi di machete alla stazione di Milano nei confronti del capotreno che aveva "osato" semplicemente fare il suo dovere, cioè chiedere il rituale "biglietto prego", ha inevitabilmente lasciato un segno profondo nei colleghi e nel personale viaggiante;
le rappresentanze sindacali hanno chiesto ed ottenuto un incontro con i vertici del gruppo FS, nel corso del quale è stata avanzata una richiesta semplice, chiara ed indiscutibile, ovvero la garanzia della presenza della Polizia ferroviaria sui 15 treni considerati più pericolosi, altrimenti gli stessi treni rimarranno fermi a decorrere dal 26 giugno 2015;
sembrerebbe che l'azienda si sia impegnata in tal senso, accettando anche la proposta secondo la quale in casi di pericolo i controllori possono sospendere la propria attività chiedendo l'intervento della Polizia;
l'elenco dei treni pericolosi include 3 tratte piemontesi (il treno 33029 Torino Pordenone-Cuneo; il 10220 Cuneo-Torino ed il 101103 Torino-Ventimiglia), 3 liguri (il 24488 La Spezia-Sestri Levante; il 655 Ventimiglia-Milano e l'11276 Sestri Levante-Savona), 2 veneti (il 2248 Bologna-Venezia Santa Lucia ed il 2203 Venezia-Trieste), uno in Emilia-Romagna (2075 Piacenza-Ancona), 2 in Toscana (il 6637 Firenze-Arezzo e il 23351 Firenze-Viareggio), 2 laziali (il 2188 Nettuno-Roma ed il 12211 Roma-Nettuno) e 2 campani (il 2382 Napoli-Roma ed il 3708 Sapri-Napoli);
il treno 2248 Bologna-Venezia Santa Lucia include l'importante tratta tra Rovigo e Venezia, con partenza da Rovigo alle ore 22.10 ed arrivo a Venezia Santa Lucia alle ore 23.18, che qualora dovesse saltare comporterebbe non pochi disagi ai rodigini,
se i Ministri in indirizzo intendano dare seguito, ed entro quali tempi, alla richiesta di garantire la presenza della Polizia ferroviaria sui 15 treni "pericolosi" richiamati;
se non convengano sull'opportunità di attivare con urgenza un tavolo istituzionale presso il Ministero dell'interno, con la partecipazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, delle imprese ferroviarie e delle rappresentanze sindacali, al fine di monitorare le tratte "a rischio" ed adottare, nell'ambito delle proprie competenze, tempestivi provvedimenti in merito.