Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-17746-del-03-07-2019
Timestamp: 2020-08-11 13:57:54+00:00
Document Index: 91994496

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 54', 'Cass. Sez. ', 'art. 3', 'art. 360', 'art. 27', 'art. 14', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 17746 del 03/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17746 del 03/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 03/07/2019, (ud. 19/03/2019, dep. 03/07/2019), n.17746
sul ricorso 25371-2018 proposto da:
N.V., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
difeso dall’avvocato GIORGIO DE SERIIS;
avverso il decreto N. R.G. 1499/2018 del TRIBUNALE di ANCONA,
depositato il 21/07/2018;
1. con il decreto n. 9351 del 21/07/2018 il Tribunale di Ancona Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea -ha respinto il ricorso proposto dal cittadino nigeriano N.V. contro il provvedimento della Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Ancona, negando le invocate forme di tutela internazionale, sussidiaria e umanitaria;
2. avverso detto decreto il richiedente ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo;
5. nell’unico motivo proposto – rubricato “violazione, falsa appliakione ed errata interpretazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, laddove la Corte di Appello territoriale farebbe derivare l’obbligo di documentare le circostanze rese ed allegate alla istanza di protezione internazionale” – si legge che il tribunale “nulla dice sulla precisa descrizione dedotta in giudizio dal ricorrente sulle condizioni di pericolo che impediscono la permanenza nel paese di origine dettate dalle persecuzioni politiche subite”, che “non può essere affermata quindi la mancanza di riscontri che inficerebbero la credibilità della narrazione della vicenda nè può essere tacciato di vaghezza e genericità il racconto di un richiedente asilo” e che “parimenti carente appare la motivazione del mancato riconoscimento della cosiddetta protezione sussidiaria e/o umanitaria, poichè il tribunale sul punto – con motivarne chiaramente contraddittoria – non tiene conto della recente pronuncia della Corte di Giustizia Europea (sentenza 17 / 27 / 2009” in base alla quale “sarebbe sufficiente – in sostanza – richiamare il grado di violenza del conflitto armato in corso nella regione di provenienza del richiedente asilo per giustificare la misura della concessione della protezione sussidiaria e/o umanitaria”;
6. il ricorso è inammissibile per la sua estrema genericità, in quanto ridotto, come visto, ad una approssimativa contestazione della motivazione adottata dal tribunale – in realtà ampia, approfondita e coerente, sia sulla domanda di riconoscimento dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria, sia sul rilascio del permesso di soggiorno per gravi motivi di carattere umanitario – che non tiene conto dei nuovi parametri fissati dall’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) (come riformulato dal D.L. n. 83 del 2012, art. 54, convertito dalla L. n. 134 del 2012, applicabile catione temporis), i quali richiedono l’indicazione del “fatto storico” il cui esame sia stato omesso, del “dato” testuale o extratestuale da cui esso risulti esistente, del “come” e “quando” tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e della sua “decisività” (Cass. Sez. U, 8503/2014; conf., ex plurimis, Cass. 27415/2018);
7. in ogni caso, con riguardo agli errores in iudicando genericamente prospettati, va ribadito che: i) la ritenuta non credibilità del racconto del ricorrente integra un apprezzamento di fatto rimesso al giudice del merito – chiamato espressamente a valutare se le dichiarazioni dello straniero siano coerenti e plausibili, ai sensi del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, lett. c) – come tale censurabile in cassazione solo nei limiti del novellato art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) (Cass. 3340/2019); ii) non può lamentarsi la mancata attivazione ex officio dei poteri istruttori D.Lgs. n. 25 del 2008, ex artt. 8, comma 3, e ex art. 27, comma 1-bis, con riguardo a circostanze non dedotte ai fini della protezione invocata (Cass. 3016/2019, 30105/2018, 33096/2018, 28862/2018); iii) ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. c), l’accertamento della sussistenza di una “violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato, interno o internazionale” – da interpretare in conformità alle fonti Eurounitarie normative (dir. 2004/83/CE, dir. 2011/95/UE) e giurisprudenziali (Corte giust. 18/12/2014; 17/02/2009, Elgafaji; 30/01/2014, Diakitè) – implica un apprezzamento di fatto di esclusiva competenza del giudice di merito, censurabile in sede di legittimità solo nei richiamati limiti dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (Cass. 30105/2018, 32064/2018);
8. non sussistono i presupposti per la condanna alle spese, in assenza di difese del Ministero intimato, nè per il raddoppio del contributo unificato, stante l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato (ex multis, Cass. 28433/2018, 13935/2017, 9938/2014).