Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202015/circ088.htm
Timestamp: 2017-11-19 13:58:19+00:00
Document Index: 15540317

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 7', 'sentenza\n', 'sentenza ']

Circolare n.88/2015
Oggetto: Previdenza – Ammortizzatori sociali e TFR in busta paga – D.L. 21.5.2015, n. 65, su G.U. n. 116 del 21.5.2015.
Nel decreto legge volto a tamponare gli effetti della recente sentenza della Corte costituzionale sulla mancata indicizzazione delle pensioni nel biennio 2012/2013 sono state inserite alcune disposizioni in materia di ammortizzatori in deroga e TFR in busta paga.
Ammortizzatori in deroga (art. 2) – E’ stato stanziato per il 2015 un miliardo di euro per rifinanziare gli ammortizzatori in deroga che, come è noto, sono volti a garantire una copertura economica a tutti quei lavoratori appartenenti ad aziende non rientranti nel sistema tradizionale degli ammortizzatori sociali.
Contratti di solidarietà (art. 4) – Sia pure in ritardo rispetto agli anni scorsi è stata confermata anche per il 2015 la possibilità per le aziende con oltre 15 dipendenti non destinatarie della CIGS di stipulare contratti di solidarietà (at. 5, D.L. n. 148/1993). Come è noto tali contratti sono diretti a incentivare soluzioni alternative ai licenziamenti; le imprese interessate possono infatti concordare con i sindacati, per un massimo di 2 anni, una riduzione di orario e di retribuzione per tutti o parte dei dipendenti usufruendo di un contributo a carico dello Stato pari al 25% della retribuzione non dovuta a seguito della riduzione di orario (uguale contributo viene riconosciuto anche al lavoratore).
TFR in busta paga (art. 7) – E’ stato escluso qualsiasi onere fiscale (imposta di registro, imposta di bollo nonché ogni altra imposta o altro tributo) in capo alle imprese con meno di 50 dipendenti che decidano di accedere al finanziamento bancario agevolato al fine di corrispondere la quota maturanda del TFR in busta paga al lavoratore che ne abbia fatto richiesta in base alla legge di stabilità 2015 (legge n. 190/2014). Si rammenta che secondo quella legge, in via sperimentale fino al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti con un rapporto di lavoro in essere da almeno 6 mesi presso il medesimo datore di lavoro possono chiedere di percepire in busta paga l’ammontare del TFR maturando, anche se eventualmente già destinato a forme di previdenza complementare.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 56/2015, 43/2015 e 5/2012
G.U. n.116 del 21.5.2015
Disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori
sociali e di garanzie TFR.
1. Al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza
dell'equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica,
assicurando la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali, anche in funzione della
salvaguardia della solidarieta' intergenerazionale, all'articolo 24
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate
secondo il meccanismo stabilito dall'articolo 34, comma 1, della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa agli anni 2012 e 2013, e'
pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento
minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il
trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite incrementato della
quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto
previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione e'
comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite
pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento
minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo
INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti
medesimi. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il
predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato
della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di
pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il
trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il
trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei
trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a cinque
volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite
incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla
base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di
pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il
minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti
medesimi. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il
pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall'articolo 34,
comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa agli anni
2012 e 2013 come determinata dal comma 25, con riguardo ai
trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si riferiscono a
ogni singolo beneficiario in funzione dell'importo complessivo di
tutti i trattamenti pensionistici in godimento, inclusi gli assegni
3. Le somme arretrate dovute ai sensi del presente articolo sono
4. Rimane ferma l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 18 del
ricorso al mercato fissati dall'articolo 1, comma 1, della legge 23
dicembre 2014, n. 190. Il provvedimento di assestamento per l'anno
2015 e le previsioni di bilancio per gli anni successivi terranno
conto degli effetti della richiamata sentenza della Corte
1. Per l'anno 2015, il Fondo sociale per occupazione e formazione
del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 1.020 milioni di euro
per l'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione del
fondo di cui all'articolo 1, comma 107 della legge 23 dicembre 2014,
1. Per l'anno 2015, le risorse destinate dall'articolo 1, comma
109, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nell'ambito delle risorse
del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo
18, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come
rifinanziato dal presente decreto, al riconoscimento della cassa
integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca, sono
Rifinanziamento dei contratti di solidarieta' di cui all'articolo 5,
1. Per il finanziamento dei contratti di solidarieta' di cui
236, e' autorizzata per l'anno 2015 la spesa di 70 milioni di euro a
carico del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui
2009, n. 2, come rifinanziato dall'articolo 2, comma 65, della legge
28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni, e dal presente
Modifiche ai criteri di determinazione del coefficiente di
1. All'articolo 1, comma 9, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e'
il tasso annuo di capitalizzazione di cui al primo periodo del
presente comma non puo' essere inferiore a uno, salvo recupero da
2. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1, valutati in
1,1 milioni di euro per l'anno 2015, 2,2 milioni di euro per l'anno
2016, 2,0 milioni di euro per l'anno 2017, 1,7 milioni di euro per
per l'anno 2020, 1 milione di euro per l'anno 2021, 0,7 milioni di
euro per l'anno 2022, 0,5 milioni di euro per l'anno 2023 e 0,2
euro per l'anno 2016, 0,4 milioni di euro per l'anno 2017, 0,3
0,2 milioni di euro per l'anno 2020, 0,2 milioni di euro per l'anno
euro per l'anno 2016, 1,6 milioni di euro per l'anno 2017, 1,4
1 milione di euro per l'anno 2020, 0,8 milioni di euro per l'anno
2021, 0,6 milioni di euro per l'anno 2022, 0,4 milioni di euro per
l'anno 2023 e a 0,2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024
1. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il comma
uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni
assegni, le pensioni e le indennita' di accompagnamento erogate agli
invalidi civili, nonche' le rendite vitalizie dell'INAIL sono posti
in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo
esistano cause ostative, eccezion fatta per il mese di gennaio 2016
in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile. A decorrere
dall'anno 2017, detti pagamenti sono effettuati il secondo giorno
0,971 milioni di euro per l'anno 2015, in 6,117 milioni di euro per
l'anno 2016, in 11,246 milioni di euro per l'anno 2017, in 18,546
milioni di euro per l'anno 2018 e in 26,734 milioni di euro a
milioni di euro per l'anno 2016, a 11,246 milioni di euro per l'anno
2017, a 13,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018
attraverso la riduzione delle commissioni corrisposte agli istituti
di credito e a Poste Italiane Spa per i servizi di pagamento delle
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019 mediante
306, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. In relazione a detto
maggiore versamento, l'INPS consegue corrispondenti risparmi
attraverso interventi di razionalizzazione e riduzione delle proprie
bilancio dello Stato dell'importo corrispondente alle riduzioni di
1. All'articolo 1, comma 30, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: "Il finanziamento e'
2751-bis, numero 1, del codice civile. Tale finanziamento e le
esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo e da ogni
2. All'articolo 1, comma 32, quinto periodo, della legge 23
46 del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993,
n. 385, e successive modificazioni." sono sostituite dalle seguenti:
"nel privilegio di cui all'articolo 2751-bis, numero 1, del codice