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Timestamp: 2018-04-20 05:13:56+00:00
Document Index: 76483028

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art.25', 'art.24', 'art.25', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 176', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 429', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 1', 'sentenza ']

agosto | 2016 | Francesco Colaci's BLOG
DIVERSA DECORRENZA CIGS PER RIORGANIZZAZIONE, E CRISI AZIENDALE RISPETTO CONTRATTI SOLIDARIETA’ DIFENSIVI
In base alla disciplina della cigs introdotta dal 25 settembre 2015 dal decreto legvo n.148/2015, la decorrenza del trattamento previdenziale in questione varia in riferimento alle causali del medesimo, rispetto alle quali l’art.21 del provvedimento citato distingue le seguenti
b) crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere dal 1° gennaio2016, dei casi di cessazione dell’attivita’ produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;
c) contratto di solidarieta’.
A sua volta ,il successivo art.25 ,al comma 2 recita:”La sospensione o la riduzione dell’orario, cosi’ come concordata tra le parti nelle procedure di cui all’articolo 24, decorre non prima del trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda di cui al comma 1.”
Vale a dire che la disposizione sopra citata fa esplicito ed esclusivo richiamo e riferimento” alle procedure di cui all’art.24″ , il cui comma 1 concerne specificamente “il trattamento straordinario di integrazione salariale per le causali di cui all’articolo 21, comma 1, lettere a) (riorganizzazione aziendale) , e b)(crisi aziendale , con esclusione, a decorrere dal 1° gennaio2016, dei casi di cessazione dell’attivita’ produttiva dell’azienda o di un ramo di essa) .
Pertanto, ,poiche’ la disposizione di cui al comma 2 dell’art.25 citato non fa menzione della causale “contratto di solidarieta’” , la cigs relativa a detta causale potra’ avere decorrenza , non gia’ “non prima del trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda”,bensi’ dalla data prevista nell’accordo collettivo sottoscritto tra impresa e rappresentanti sindacali per la riduzione dell’orario aziendale , e,quindi,secondo l’intesa raggiunta in proposito.
MLPS:NUOVI STANDARD TECNICI COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la nota direttoriale prot. n. 4665 dell’11 agosto 2016, con la quale comunica l’aggiornamento degli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie (COT), che comprende tutti i modelli in uso (UNI-Lav, UNI-Somm, ecc.), del sistema nazionale per l’incontro domanda e offerta di lavoro e al programma Garanzia Giovani.
Gli aggiornamenti entreranno in vigore il prossimo 30 settembre 2016.
Con una successiva nota il Ministero del Lavoro comunicherà gli orari e le modalità tecniche per la disponibilità del sistema di collaudo e la messa in esercizio.
INAIL:CERTIFICATI MEDICI TELEMATICI
L’INAIL ha dato notizia sul proprio portale che dal 30 agosto 2016 è disponibile la nuova applicazione, rivisitata, dei “Certificati medici di infortunio telematici”.
Il servizio in questione consente a strutture ospedaliere e medici privati o di ospedale di inviare all’Istituto il certificato medico che attesta lo stato di inabilità temporanea assoluta al lavoro dell’assicurato derivato da un infortunio lavorativo.
ENPAIA:SOSPENSIONE ADEMPIMENTI
L’ENPAIA, con comunicato del 26 agosto ha reso noto che provvederà a sospendere gli obblighi dichiarativi e contributivi, per i soggetti residenti nei comuni colpiti dall’evento sismico del 24 agosto 2016, con le scadenze fino al 31 dicembre 2016
F. S. C. L. : CIRCOLARE SU CAMBIO APPALTO
Il cambio appalto
I rapporti di lavoro in caso di cambio di appalto, alla luce delle novità previste dalla legge n. 122 del 7 luglio 2016 (Legge europea), sono al centro dell’ultima circolare, la n. 11 del 2016, della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.
Le modifiche nascono dalla segnalazione da parte della Commissione dell’Unione Europea della non conformità delle precedenti norme con le Direttive comunitarie.
Le nuove regole sono in vigore dal 23 luglio 2016 e ritoccano il c.d. “cambio appalto”: la successione di un imprenditore ad un altro nella gestione, con propria organizzazione, di uno specifico servizio in affidamento. In tal caso, se c’è continuità tra la struttura organizzativa e operativa di chi subentra e di chi lascia, la successione tra vecchio e nuovo appaltatore configura un trasferimento d’azienda.
LEGGE N. 122 DEL 7 LUGLIO 2016
INPS:PRESENTAZIONE DOMANDE SOSTEGNO INCLUSIONE ATTIVA-S.I.A.
L’Inps ha emanato il messaggio n. 3451 del 30 agosto 2016, con il quale precisa le modalità d’invio delle domande all’Inps, da parte dei Comuni, della SIA (sostegno all’inclusione attiva).
invio tramite file in formato xml, secondo la struttura (schema xsd) già pubblicata in allegato al messaggio n. 3275. L’invio va effettuato in modalità https, collegandosi online alla procedura “SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva)” resa disponibile nella sezione “Servizi Online” – “Enti pubblici e previdenziali” del portale dell’Istituto;
acquisizione manuale online, collegandosi alla procedura “SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva)” resa disponibile nella sezione “Servizi Online” – “Enti pubblici e previdenziali” del portale Inps;
MLPS:ELENCO SEDI SVOLGIMENTO PROVE SCRITTE ESAMI CONSULENTI LAVORO
Si allega l’Avviso, predisposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con le sedi dove si svolgeranno gli esami di stato per consulente del lavoro per l’anno 2016.
Resta stabilito che le date degli esami sono fissate al 6 e 7 settembre 2016.
MLPS:ISTRUZIONI OPERATIVE COMPETENZA TERRITORIALE ATTIVITA’ VIGILANZA
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la nota protocollo n. 14773 del 26 luglio 2016, con la quale ha fornito, ai propri ispettori, alcuni chiarimenti operativi circa l’individuazione dell’ufficio competente ad effettuare accertamenti nel caso in cui la sede dell’azienda, presso la quale il rapporto di lavoro si è svolto, non risulti essere più attiva.
In particolare, il ministero evidenzia l’opportunità che le attività di accertamento siano svolte a cura della sede territoriale presso la quale sia stata presentata la denuncia e dove si è svolto il rapporto di lavoro anche laddove risulti essere cessata o non più attiva la sede operativa.
In tali casi, analogamente a quanto già usualmente accade in tutte le ipotesi in cui ai fini della definizione degli accertamenti talune verifiche debbano essere compiute da altra Direzione del lavoro, l’eventuale acquisizione di ulteriori elementi probatori potrà essere effettuata, sui richiesta della DTL che ha in carico la pratica, dall’ufficio nel cui ambito territoriale sia ubicata la sede legale dell’impresa.
E’ appena il caso di sottolineare che, in tali circostanze, l’ufficio inverstito della richiesta di accertamenti dovrà provvedere ad effettuarli e trasmetterli con la tempistica compatibile con il rispetto di quanto previsto dall’art. 14 della Legge 689/1981 (90 giorni).
Sarà poi cura dell’ufficio richiedemte, una volta ricevuti gli atti corredati da apposita relazione, provvedere a redigere e notificare il verbale unico.
1)PROCEDURA MOBILITA’ ILLEGITTIMA E REINTEGRAZIONE
Con sentenza depositata il 1° aprile 2015, la Corte d’appello di Roma, in parziale accoglimento del reclamo ed in riforma della sentenza impugnata, dichiarava risolto il rapporto di lavoro alla data del 12.11.13, condannando la E. s.p.a. (incorporante la S. s.p.a.), al pagamento dell’indennità risarcitoria omnicomprensiva , oltre accessori dalla maturazione del credito al saldo; condannava il C. a restituire alla società reclamante il maggior importo percepito in base alla sentenza impugnata, oltre interessi legali dal pagamento.
Per la cassazione di tale sentenza risulta proposto dalla E. s.p.a.,che la Cassazione con la Sentenza 25 agosto 2016, n. 17329 ha dichiarato è inammissibile, per le seguenti, assorbenti, considerazioni.
La sentenza impugnata ha infatti fondato la sua decisione, oltre che sulla mancata rituale prova della comunicazione in questione (ex art. 4, comma 9, L. n. 223\91), anche sulla incompletezza comunque di detta comunicazione, e della stessa comunicazione ex art. 4, comma 2, L. n. 223\91, in particolare (ex art. 4, comma 3) quanto alla indicazione delle modalità di applicazione del criteri di scelta dei lavoratori licenziandi, nonché della platea dei lavoratori all’interno dei quali procedere a tale scelta (pagg. 4 e 5 sentenza impugnata), concludendo che “pertanto si deve escludere che la detta comunicazione contenesse elementi sufficienti ai fini dell’individuazione delle posizioni o profili professionali in esubero, non bastando di certo la mera indicazione di impiegati amministrativi, che erano almeno 11 nello stabilimento di Roma cui era adibito il ricorrente” (pagg.5-6 sentenza impugnata).
Deve allora considerarsi che ove la sentenza sia sorretta da una pluralità di ragioni, distinte ed autonome, ciascuna delle quali giuridicamente e logicamente sufficiente a giustificare la decisione adottata, l’omessa impugnazione di una di esse rende inammissibile, per difetto di interesse, la censura relativa alle altre, la quale, essendo divenuta definitiva l’autonoma motivazione non impugnata, non potrebbe produrre in nessun caso l’annullamento della sentenza, Cass. n. 3386 del 11/02/2011, Cass. sez. un, n. 7931 del 29/03/2013, Cass. n. 4293 del 04/03/2016.
2)Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Riduzione di personale – Processo di riorganizzazione – lndennità di mancato preavviso e del trattamento di fine rapporto
La Corte territoriale ha fondato la decisione sulla dimostrata sussistenza della dedotta crisi aziendale e la conseguente necessità di riduzione dei costi mediante un processo di riorganizzazione, quest’ultimo ritenuto non sindacabile perché espressione della libertà di iniziativa economica. Ha ritenuto insussistenti i presupposti per il repechage e per l’accertamento dell’esistenza di un unico centro d’imputazione, pur in presenza di una pluralità di imprese, in ragione del dedotto collegamento societario. Ha dichiarato inammissibili le domande subordinate proposte dallo S. al fine di ottenere la corresponsione del trattamento di fine rapporto e dell’indennità per mancato preavviso.
Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione lo S., decisa dalla Corte Suprema che con la Sentenza 12 agosto 2016, n. 17091 ,che tra l’altro prevede quanto segue
Con l’ultimo motivo il ricorrente deduce violazione dell’art. 1, c. 48, legge 28 giugno 2012 n.92 (art. 360 n. 3 c.p.c.). Rileva che la Corte d’appello ha confermato la statuizione del giudice di primo grado che aveva dichiarato inammissibile le domande di pagamento dell’indennità di mancato preavviso e del trattamento di fine rapporto, ritenendo che non avessero come presupposto una pronuncia di illegittimità del recesso. Osserva che, ai sensi dell’art. 1, c. 48 della I. 92 del 28 giugno 2012, la circostanza che il lavoratore impugni giudizialmente il licenziamento domandando in via principale l’accertamento della illegittimità del recesso, con ogni conseguente statuizione, non può escludere il diritto del medesimo lavoratore di chiedere contestualmente, in via subordinata e per il caso di rigetto della domanda principale, il pagamento del trattamento di fine rapporto o dell’indennità sostitutiva del mancato preavviso, trattandosi di crediti il cui fatto costitutivo è da ravvisare nel licenziamento e, quindi, nella medesima circostanza allegata a fondamento della domanda principale.
La censura involge l’interpretazione dell’art. 1 c. 48 della I. n. 92 del 2012. La norma prevede testualmente che “con li ricorso non possono essere proposte domande diverse da quelle di cui al comma 47 del presente articolo, salvo che siano fondate sugli identici fatti costitutivi”.
Dall’intero sistema, quindi, provengono segnali che contrastano con l’interpretazione strettamente letterale dell’art. 1 c. 48 della I. n. 92 del 2012 cui si è attenuta la Corte nella sentenza impugnata. Ed allora, in conclusione, ritiene il collegio che, tra le possibili soluzioni interpretative della norma in esame, debba privilegiarsi quella che, compatibile con una esegesi letterale e sistematica, nonché con la garanzia di effettività della tutela giurisdizionale, discostandosi dal precedente enunciato di questa Corte (Sez. L, Sentenza n. 16662 del 10/08/2015, Rv. 636735), eviti il frazionamento dei processi e le pronunce in mero rito, consentendo che un’unica vicenda estintiva del rapporto di lavoro dia luogo a un unico processo, senza eccessivo aggravio di attività e ritardo per il soggetto che chieda l’attuazione dei diritti sorti a seguito di quell’unica vicenda.
In base alle svolte argomentazioni va accolto l’ultimo motivo di ricorso e la sentenza va cassata sul punto, con rinvio, anche per la liquidazione delle spese, al giudice del merito che, nell’esaminare le domande subordinate proposte dal lavoratore, si atterrà si principi enunciati.
3)Lavoro subordinato – Licenziamento – Illegittimità – Lettura in udienza del dispositivo e della motivazione della sentenza – Equiparazione alla comunicazione o notificazione della sentenza – Non sussiste.
La Corte d’appello di Ancona, con la sentenza n. 129 del 2015, dichiarava inammissibile il reclamo promosso ai sensi dell’art. 1 comma 58 della L. n. 92 del 2012 dal C.L. AR s.r.l. avverso la sentenza del Tribunale di Fermo che aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento intimato il 18/2/2013 a S.M., per essere stato proposto oltre i 30 giorni dalla data dell’udienza in cui il Tribunale aveva dato lettura del dispositivo e della contestuale motivazione della sentenza. La decisione poggiava sull’assunto che tale lettura equivalga a comunicazione del provvedimento alle parti costituite, per il principio desumibile dall’art. 176 comma secondo c.p.c., riferibile a tutti i provvedimenti pronunciati in udienza.
Per la cassazione della sentenza il C.L. AR s.r.l. ha proposto ricorso, ,che la Corte Suprema ha definito con la Sentenza 19 agosto 2016, n. 17211 , che ha stabilito quanto segue.
Secondo l’art. 1, comma 57 della citata disciplina speciale, nella fase di opposizione, “La sentenza, completa di motivazione, deve essere depositata in cancelleria entro dieci giorni dall’udienza di discussione”, e non è richiamata, almeno espressamente, la possibilità di definire il giudizio con la c.d. “sentenza contestuale” di cui all’art. 429, 1° comma, c.p.c.. Ne consegue che, equiparando a fini di decorrenza del termine decadenziale la lettura in udienza della sentenza alla comunicazione, se ne introdurrebbe un meccanismo operativo non previsto.
Nel caso di specie, la Corte d’ appello, disattendendo i principi che regolano il rito speciale, al fine di valutare la tempestività del reclamo non ha verificato se e quando fossero state effettuate la comunicazione alle parti (a cura della cancelleria) o la notificazione (ad opera della controparte) della sentenza pronunciata dal Tribunale, né, in caso di eventuale difetto delle stesse, ha applicato il termine lungo di sei mesi previsto dall’art. 327 c.p.c., espressamente richiamato dal comma 61 dell’art. 1 della legge n. 92.
Segue la cassazione della sentenza impugnata, con rinvio alla Corte d’appello di Ancona, in diversa composizione, che valuterà la fattispecie in applicazione degli esposti principi e regolerà anche le spese del presente giudizio
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