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Timestamp: 2016-10-24 00:21:39+00:00
Document Index: 106978716

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 34', 'art.33']

⭐CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA UFFICIO DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA CORTE DI APPELLO DI ROMA
CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA UFFICIO DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA CORTE DI APPELLO DI ROMA
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1 CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA UFFICIO DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA CORTE DI APPELLO DI ROMA INTERNET E DIRITTO PROFILI PENALI E CIVILI NASCENTI DALL USO DELLA RETE (Roma, 5 dicembre 2005) PROFILI CIVILISTICI ED AMMINISTRATIVI DELLA CONTRATTAZIONE ON LINE di Enzo Maria Tripodi ( * ) SOMMARIO: 0. Premessa Sezione I: le regole amministrative per l avvio delle attività on line 1. Introduzione. Le regole generali applicabili allo svolgimento delle attività economiche su Internet 2. Il commercio elettronico e le regole amministrative applicabili 3. Le indicazioni del D.Lgs. n. 114/1998 sulla disciplina del commercio Il commercio elettronico esercitato dal dettagliante e dal grossista Il dettagliante Il grossista Segue: Il commercio elettronico esercitato dall industriale, dall agricoltore e dall artigiano L industriale L agricoltore L artigiano 4. La comunicazione al Comune per lo svolgimento del commercio elettronico al dettaglio e l irrogazione delle sanzioni Il valore giuridico della comunicazione e l incidenza del D.Lgs. n. 70/ L irrogazione delle sanzioni previste dalla disciplina del commercio 5. Il D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70, di recepimento della direttiva comunitaria 2000/31, sul commercio elettronico. Prime indicazioni Considerazioni introduttive Gli obblighi di informazione Le informazioni generali Le informazioni da fornire nella pubblicità Le informazioni relative alla contrattazione. Rinvio Le sanzioni per l omissione di informazione Codice del consumo e commercio elettronico 6. Le aste on line Premessa Le tipologie di aste on line 7. Segue: le indicazioni amministrative della circolare 17 giugno 2002, n. 3547/C I requisiti per l esercizio dell attività I requisiti per l esercizio dell attività Ulteriori indicazioni sullo svolgimento dell attività Identificazione del banditore d asta Identificazione dei soggetti che partecipano alle aste Informazione sulla modalità di asta Informazioni sul bene posto in vendita all asta Localizzazione e contestualità dell asta Conclusione del contratto Tutela dei dati personali e sicurezza informatica La legge applicabile, le sanzioni e l organo competente 8. Gli «Internet point» e gli altri esercizi che rendono disponibili connessioni ad Internet Premessa. La disciplina normativa applicabile Le indicazioni del Codice delle comunicazioni elettroniche Servizi di accesso ad Internet come servizi complementari di altre attività Le novità a seguito dell emanazione del decreto per il contrasto del terrorismo internazionale 0. Premessa Il titolo di questo contributo facendo riferimento ai profili «civilistici» ed «amministrativi» della contrattazione on line, riunisce sinteticamente due aspetti affatto diversi. Il primo è riferito alle questioni che attengono alla contrattazione on line immaginando di avere a che fare con un «chiunque» al quale si applica il codice civile. Le questioni amministrative e veniamo al secondo aspetto chiamano invece in causa un soggetto che svolge attività professionale e, quindi, un «chiunque» caratterizzato dall obbligatoria osservanza di regole che colorano in un modo o nell altro lo svolgimento della sua attività. I due profili, ovviamente, si intrecciano: al rispetto delle disposizioni amministrative, segue quello delle disposizioni codicistiche. Le prime sono, dunque, dei presupposti delle seconde. ( * ) Coordinatore dell INDIS Istituto Nazionale Distribuzione e Servizi dell Unione Italiana delle Camere di Commercio (Unioncamere). 12 Questo, va da sé, in un mondo «perfetto» in cui si rispetti la legge. Nel nostro mondo, al contrario, la conoscenza di dette disposizioni è molto approssimativa. Figuriamoci quando dal nostro mondo «concreto» passiamo a quello «virtuale» di Internet, nel quale la scarsa conoscenza ed i fraintendimenti sono davvero all ordine del giorno. Queso contributo è suddiviso in due Sezioni. Nella prima si daranno conto, per l appunto, delle regole amministrative delle attività economiche on line e del commercio elettronico che ne costituisce una loro provincia, per quanto assurta alla comune notorietà. In una successiva Sezione sarà invece dedicato spazio alle regole civilistiche che attengono alla contrattazione svolta su reti telematiche. Sezione I LE REGOLE AMMINISTRATIVE PER L'AVVIO DELLE ATTIVITÀ ON LINE( ** ) 1. Introduzione. Le regole generali applicabili allo svolgimento delle attività economiche su Internet Tolti gli aspetti amministrativi relativi alla registrazione ed assegnazione dei nomi di dominio, attraverso i quali è possibile svolgere una attività tramite la rete Internet, occorre dedicare attenzione anche alle regole amministrative che concernono l esercizio dell attività commerciale, al fine di verificare se, e in quale misura, esse trovino applicazione. A nostro avviso si tratta di un argomento fondamentale, rientrando tra i presupposti per lo svolgimento dell attività, rispetto al quale invece non vi è stata adeguata attenzione da parte della dottrina 1. ( ** ) La Sezione riproduce, con modifiche, parte del Capitolo VII di E.M. TRIPODI, F. SANTORO, S. MISSINEO, Manuale di commercio elettronico, II ed., in corso di pubbl. per i tipi di Giuffré. 1 E.M. TRIPODI, M. GASPARINI, Firma digitale e documento informatico, Buffetti, Roma, 1998, p. 85 ss.; E.M. TRIPODI, M. GRANIERI, Gli aspetti giuridici del commercio elettronico, in INDIS, MININDUSTRIA, Guida al commercio elettronico, II ed., INDIS/Unioncamere, Roma, 1999, p. 151 ss.; E.M. TRIPODI, Gli aspetti giuridici del commercio elettronico, in INDIS, MININDUSTRIA, Guida al commercio elettronico, III ed., INDIS/Unioncamere, Roma, 2000, p. 171 ss. (la guida è pubblicata anche su Internet nel sito dell Osservatorio permanente sul commercio elettronico: nonché in quello dell INDIS: E.M. TRIPODI, Gli aspetti amministrativi, in questo Manuale, I ed., op. cit., p. 216 ss.; ID., Commercio elettronico: le indicazioni del legislatore comunitario e nazionale, in Discipl. comm., 2000, n. 3, p. 777 ss.; ID., Divagazioni giuridiche sul commercio elettronico, in Corr. giur., 2000, n. 10, p ss.; ID., Profili giuridici del commercio elettronico, su Universitas Mercatorum Mantuae (Rivista della Camera di commercio di Mantova), n. 10/11, 2000, p. 78 ss.; ID., Commercio on line: le indicazioni del Ministero dell Industria, in Consulenza, n. 27/2000, p. 54 ss.; ID., L impiego del commercio elettronico da parte di industriali, agricoltori e artigiani, in Discipl. comm., 2001, n. 1, pp. 253 ss.; ID., Formulario dei contratti di informatica e del commercio elettronico, III ed., Buffetti, Roma, 2002, p. 99 ss.; ID., Profili amministrativi del commercio elettronico, in AA.VV., Diritto delle nuove tecnologie informatiche e dell INTERNET, op. cit., p. 402 ss. Su Internet: E.M. TRIPODI, M. GRANIERI, Gli aspetti amministrativi del commercio elettronico, in ID., Commercio elettronico: una nuova frontiera per il diritto, in ID., Appunti di commercio elettronico, in Peraltro il tema era già stato indicato nell ambito del documento, curato dal Ministero dell Industria, Linee di politica sul commercio elettronico, con il quale il nostro Governo ha partecipato alla conferenza internazionale OCSE del 1998 (del quale, chi scrive, ha redatto la parte giuridica). Il documento è pubblicato sul sito dell Osservatorio (www.minindustria.it/osservatorio/pol_ce_ita.html) nonché, a stampa, SIPI, Roma, Ad eccezione di una citazione men che sommaria ad opera di G. FINOCCHIARO, Profili giuridici del commercio elettronico, in P.F. CAMUSSONE, A. BIFFI (a cura di), Il commercio diventa elettronico, Milano, 1999, p. 185 (poi riprodotto, senza approfondimenti, in G. FINOCCHIARO, Diritto di internet. Scritti e materiali per il corso, Bologna, 2001, p. 33 ss.) non vi è traccia nella manualistica dedicata alle questioni giuridiche del commercio elettronico: v., per es., F. DELFINI, Il commercio elettronico, in AA.VV., Il commercio elettronico. Il documento 23 Occorre premettere che, per fortuna, è del tutto tralatizia l idea di Internet quale spazio legibus soluto 2, trattandosi di uno slogan liberistico-promozionale del tutto privo di qualsivoglia fondamento. Su Internet, dunque, si applicano tutte le regole valide nel mondo fisico, anche se non è agevole una loro immediata percezione. Per poter individuare tali regole si sono stati da noi proposti, quali punti cardinali, tre termini di riferimento: «soggetto», «attività» e «oggetto». In poche parole, anche chi opera il Rete è tenuto al rispetto: a) delle condizioni e presupposti di legittimazione soggettiva all attività; b) delle regole che concernono lo svolgimento dell attività medesima, da parte del soggetto legittimato; c) delle regole che attengono oggettivamente al prodotto o al servizio. Per quanto attiene al primo dei punti sopra evidenziati, per legittimazione soggettiva si parla, va da sé, dal punto di vista amministrativo e non da quello prettamente civilistico s intende il possesso, da parte dell interessato, di tutti i requisiti che la legge richiede affinché possa svolgere l attività. Si pensi, per fare un esempio, a colui che intenda svolgere su Internet digitale, Internet, la pubblicità on line, Milano, 1999, p. 29 ss.; C. e F. SARZANA di SANT IPPOLITO, Profili giuridici del commercio via Internet, Milano, 1999; E. TOSI (a cura di), I problemi giuridici di Internet, Milano, 1999; G. BONI, P. PERAZZI, Aspetti legali e fiscali del commercio elettronico, in AA.VV., Crescere in Rete, a cura di P.F. Camussone e F. Ciuccarelli, Milano, 2000, p. 269 ss.; A. STRACUZZI, Il commercio elettronico e l impresa, Milano, 1999; S. NESPOR, Internet e la legge, Milano, 1999; P. VALENTE, F. ROCCATAGLIATA, Internet. Aspetti giuridici e fiscali del Commercio Elettronico, Roma, 1999; W.G. SCOTT, M. MURTULA, M. STECCO (a cura di), Il commercio elettronico. Verso nuovi rapporti tra imprese e mercato, Torino, 1999; O. TORRANI, S. PARISE, Internet e diritto, II ed., Milano, 1998; R. MARCANDALLI, E. PACCHIARDO, Il commercio elettronico, Masson, Milano, Lo stesso può dirsi, curiosamente, anche per quelle trattazioni che si propongono finalità prevalentemente pratiche: v. L. VINCI, R.P. VINCI, E-Commerce. Guida pratica al commercio elettronico, Napoli, 2000; G. ARRIGONI, P. ZANONE, E-shop. Guida per il cyberconsumatore, Milano, 2000; AA.VV., Guida all ecommerce, Le Guide operative de Il Sole 24-Ore, maggio 2000; AA.VV., Commercio elettronico, Guida di Italia Oggi, ottobre V., a riprova di quanto sostenuto anche trattazioni più recenti: AA.VV., Commercio elettronico, a cura di V. Franceschelli, Milano, 2001; AA.VV., Il commercio via Internet, a cura di G. Cassano, Piacenza 2001 (anche se, erroneamente, reca 2002); P. VALENTE, F. ROCCATAGLIATA, Aspetti giuridici e fiscali del commercio elettronico, II ed., Roma, 2001; AA.VV., E-commerce e fisco, Milano, 2001; AA.VV., E-commerce, a cura di A. Antonucci, Milano, 2001; G. CARRELLA, C. TRIBERTI, E-commerce tra mercato e diritto, Milano, 2001; U. DRAETTA, Internet e commercio elettronico nel diritto internazionale dei privati, Milano, 2001; G. COMANDE, S. SICA, Il commercio elettronico. Profili giuridici, Torino, 2001; G. SACERDOTI, G. MARINO (a cura di), Il commercio elettronico. Profili giuridici e fiscali internazionali, Milano, 2001; AA.VV., Internet, a cura di G. Cassano, Milano, 2001; S. NESPOR, A.L. DE CESARIS, Internet e la legge, II ed., Milano, 2001; AA.VV., Trattato breve di diritto della rete. Le regole di Internet, diretto da A. Sirotti Gaudenzi, Rimini, 2001; C. DEHO, B. MASSARELLI, Internet per aziende e professionisti, Roma, 2001; AA.VV., Il contratto telematico, a cura di V. Ricciuto e N. Zorzi, in Trattato di dir. comm. e dir. pubbl. dell economia, diretto da F. Galgano, vol. XXVII, Padova, 2002; AA.VV., Il diritto della nuova economia, a cura di F. Maschio, Padova, 2002; AA.VV., Internet: profili giuridici e opportunità di mercato, a cura di A. Lisi, Rimini, 2002; AA.VV., I problemi giuridici di Internet. Dall E- Commerce all E-Business, a cura di E. Tosi, III ed., Milano, 2003; F. DELFINI, Il commercio elettronico, in Trattato di dir. dell economia, diretto da E. Picozza e E. Gabrielli, vol. I, Padova, Qualche eccezione, con un po di fatica, si trova come, per es., la trattazione contenuta in AA.VV., Istruzioni (legali) per l uso di Internet, Guida di Italia Oggi, dicembre 2000; G. ROGNETTA, Il commercio elettronico, Napoli, 2000 (che fa riferimento alla sopra citata Guida dell INDIS); G. SANTOSUOSSO, Il codice Internet e del commercio elettronico, Padova, 2001 (che vi dedica due paginette) e G. MOCCI, Operazioni commerciali via Internet, Milano, 2001; A. SIROTTI GAUDENZI, Il commercio elettronico nella Società dell Informazione, Napoli, 2003, p. 98 ss.; L. LACCHINI, P. BENNATI, E-Business, Padova, 2002, p. 34 ss. 2 A. GIGANTE, Blackhole in Cyberspace: the Legal Void in the Internet, in Jour comp. & inf. Law, 1995, p. 413 ss.; T. BALLARINO, Internet nel mondo della legge, Padova, 1988, p. 30 ss. Sul tema inerente i profili della libertà dell individuo nelle reti telematiche v. P. COSTANZO, voce Internet (diritto pubblico), in Digesto pubbl., Aggiornamento, vol. I, Torino, 2000, p. 347 ss., spec. p. 355 ss.; ID., Profili costituzionalistici del commercio elettronico, in AA.VV., Documento informatico, firma digitale e commercio elettronico, Atti del Convegno di Camerino (29-30 ottobre 1999), a cura di V. Rizzo, Napoli, 2000, p. 29 ss.; ID., Le nuove forme di comunicazione in rete: Internet, in R. ZACCARIA (a cura di), Informazione e telecomunicazione, in Trattato di diritto amministrativo, diretto da G. Santaniello, vol. XXVIII, Padova, 1999, p. 323 ss. 34 l attività di agente di commercio o di mediatore. La circostanza che tale attività sia svolta in Rete non esclude la necessità, da parte del soggetto, del rispetto della legge 3 maggio 1985, n. 204 (recante la disciplina dell attività di agente e rappresentante di commercio), ovvero della legge 3 febbraio 1989, n. 39 (sulla disciplina della professione di mediatore) 3. In entrambe le fattispecie 4, per es., è prevista l obbligatoria iscrizione in un Ruolo pubblico tenuto presso la Camera di commercio territorialmente competente, nonché uno stringente regime di incompatibilità. Il tutto salvaguardato da un sistema di sanzioni amministrative e, per i mediatori, anche di natura penale. Ovviamente, non vi è ragione alcuna per ritenere che lo svolgimento tramite Internet dell attività di agente di commercio ovvero di mediatore non debba essere preceduta esistendone i presupposti dall obbligatoria iscrizione nei rispettivi ruoli 5. Circa il secondo punto sopra evidenziato, ossia il rispetto delle regole che concernono lo svolgimento dell attività medesima, queste, restando all esempio degli agenti di commercio e dei mediatori, sono disegnate dal codice civile, agli artt e Quanto, infine, alle regole che attengono oggettivamente al prodotto o al servizio, deve ricordarsi che l attività di vendita, ovvero di prestazione di servizi può comportare la sottoposizione ad alcune regole che attengono allo stesso prodotto o il servizio, come, ad es., le regole particolari per la vendita di superalcoolici, armi da fuoco, dei medicinali, etc. 7, cui si aggiungono le disposizioni che concernono i prezzi, l etichettatura, la composizione dei prodotti stessi, etc. 8. Il «soggetto», l «attività» e l «oggetto», sono dunque i termini di riferimento per individuare il complesso di regole che si applicano a chi intende operare su Internet (si pensi all'avvocato, all'ingegnere, etc.) e dimostrano che le regole generali non perdono di valore solo perché l'attività è svolta con uno strumento telematico (tale è, sostanzialmente, Internet). Tali indicazioni sono state sostanzialmente ribadite dalla Direttiva comunitaria n. 2000/31/CE, dell'8 giugno 2000, relativa «a taluni aspetti giuridici del commercio elettronico 3 Per le questioni amministrative su queste due figure di intermediario della distribuzione v. O. CASTELLANA, M. CONTE, A. MARINELLI, E.M. TRIPODI, Camere di commercio e Upica, Milano, 1996, rispettivamente p. 142 ss. e p. 181 ss. e, da ultimo, C. VENTURI, Camere di commercio, a schede mobili, voll. 3, Milano, dal 1999 (ora in CD-Rom). Per una trattazione sulle questioni dell attività di agente di commercio attraverso la rete Internet v., nell assoluto disinteresse della dottrina, E.M. TRIPODI, A. FRATINI, Agenti, rappresentanti e commissionari, LIV ed., Roma, 2004, p. 363 ss. (ma già nella L ed., 2000, p. 299 ss.); E.M. TRIPODI, Internet, distribuzione commerciale e agenti di commercio, in Consulenza, 2000, n. 22, p. 58 ss. Per semplicità espositiva nel testo di fa riferimento come «mediatore» a quello che la legge n. 39/1989 denomina «agente di affari in mediazione». 4 Scelte in quanto facenti parte del settore della distribuzione commerciale, ma le questioni sono le stesse, mutatis mutandis, qualora si faccia riferimento ad altra attività per la quale è previsto un regime pubblicistico. Sul punto, restando agli operatori del settore commerciale, v. S. DAMMACCO, Gli intermediari di commercio, II ed., Milano, Il riferimento va a quelle attività ascritte al termine «portale» che potrebbero, se organizzate alla leggera, incappare nelle maglie dei divieti per l attività abusiva di agente di commercio, ovvero di mediatore. In tema: A. PALAZZOLO, Nomi di dominio e gestione dei siti destinati al commercio, in Discipl. comm., 2000, n. 1, p. 15 ss.; E.M. TRIPODI, A. PALAZZOLO, L utilizzo dei nomi di dominio a fini commerciali, in ID., L utilizzo dei nomi di dominio a fini commerciali, in 6 Un chiaro esempio sono, per es., le disposizioni relative agli obblighi specifici posti in capo al mediatore professionale in affari su merci, di cui all art cod. civ. 7 Sul punto v. AA.VV., La disciplina del commercio, Napoli, 2005; R.O. DI STILO, Le attività commerciali, V ed., Rimini, 2005; ID., La nuova disciplina del commercio, IX ed., Rimini, 2001 cui adde, G. DELL AQUILA, D. PARADISI, Il commercio al dettaglio in sede fissa, Rimini, 2000 e, in sintesi, E. MAGGIORA, La nuova disciplina del commercio, Milano, 1998, p. 191 ss. 8 V., per un quadro delle disposizioni, CONFESERCENTI, La legislazione del commercio in Italia, Roma, 2005; G. DE MARZO, Codice del commercio, Milano, 2001; A. MARINELLI, M. MARINELLI, Le nuove norme sul commercio, III ed., Roma,5 nel mercato interno» 9, come può risultare da una sommaria lettura dell art. 5 e dalla sua trasposizione, nell art. 7 del D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70/003, con il quale è stata data attuazione alla direttiva. 2. Il commercio elettronico e le regole amministrative applicabili Premesso, come visto, che alle attività svolte su Internet si applicano le regole valide anche fuori di tale medium, occorre rispondere alla seguente domanda: occorrono delle autorizzazioni amministrative, licenze, permessi, et similia, per lo svolgimento dell attività di commercio elettronico? Per rispondere al quesito proposto occorre, previamente, risolvere un altra questione, quella, cioè, concernente il significato da attribuire all espressione «commercio elettronico». L'espressione «commercio elettronico», dal punto di vista descrittivo, è facilmente intuibile scomponendo i due termini che la compongono. La soluzione è però soltanto apparente, posto che a questa locuzione si è inteso - in specie in sede sovranazionale - dare il seguente significato: [il commercio elettronico è ] «lo svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica; la distribuzione on-line di contenuti digitali; l effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa; gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo delle Pubbliche Amministrazioni» 10. Lasciando da parte l uso del termine «transazione», in luogo della corretta traduzione dell originario termine inglese transaction che un qualsiasi dizionario segnala come «operazione economica di tipo contrattuale» 11 ; evidentemente, al di là dello scambio telematico avente ad oggetto beni e/o servizi, al commercio elettronico si intende dare la valenza di mezzo al fine della trasformazione delle attività economiche ed amministrative sia private che pubbliche. Non è frutto del caso, infatti, che uno degli strumenti «tecnici» per assicurare la certezza giuridica sia la firma digitale (ed elettronica) che, com'è noto, è stata realizzata con riferimento ad istanze di semplificazione amministrativa, seppur con i previsti risvolti privatistici Pubblicata in GUCE n. L. 178 del 17 luglio 2000, sulla quale v. per un commento AA.VV., E-commerce, a cura di A. Antonucci, op. cit.; AA.VV., Commento organico alla direttiva 2000/31/CE («Direttiva sul commercio elettronico»), in Boll. LUISS-Ceradi, n. 5, Roma, 2002, p. 85 ss.; G. CARRELLA, C. TRIBERTI, E-commerce tra mercato e diritto, cit., p. 161 ss.; E.M. TRIPODI, Le prospettive della legislazione in questo Manuale, I ed., op. cit., p. 570 ss.; E.M. TRIPODI, Commercio elettronico: le indicazione del legislatore comunitario e nazionale, in Discipl. comm., 2000, 3, p. 777 ss.; F. SARZANA DI SANT IPPOLITO, Approvata la direttiva sul commercio elettronico, in Corr. giur., 2000, p ss.; G. ARNO, D. LISTA, Il commercio elettronico alla luce delle recenti iniziative comunitarie, in Contratti, 2000, p. 583 ss.; P. LEOCANI, La direttiva UE sul commercio elettronico. cenni introduttivi, in Eur. Diritto Privato, 2000, p. 617 ss.; M. SANTAROSSA, La direttiva europea sul commercio elettronico, in Contr. impresa/ Europa, 2000, p. 849 ss. 10 Così nella Comunicazione della Commissione Ue Un iniziativa europea in materia di commercio elettronico [COM (97) 157]. La definizione è stata ripresa anche nel documento realizzato dal MININDUSTRIA, Linee di politica per il commercio elettronico, cit., p Di «affare in genere» parla, correttamente, F. DE FRANCHIS, Transaction, in Dizionario giuridico, vol. 1, Inglese-Italiano, Milano, 1984, p Per il concetto di transazione nel nostro ordinamento v. M. FRANZONI, La transazione, in Biblioteca dei contratti, raccolti da G. Furgiuele, Padova, V., sul punto, per la prima ricostruzione sistematica del fenomeno, E.M. TRIPODI, M. GASPARINI, Firma digitale e documento informatico, op. cit., cui adde, tra i più significativi, R. ZAGAMI, Firma digitale e sicurezza giuridica, Padova, 2000; G. FINOCCHIARO, La firma digitale, in Commentario del codice civile Scialoja-Branca, continuato da F. Galgano, Bologna-Roma, 2000; AA.VV., Commentario alla formazione, archiviazione e trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici (D.P.R. n. 513/1997), a cura di C.M. Bianca e altri, in Nuove leggi civ. comm., 2000, p. 633 ss. Per alcune prime notazioni rispetto al D.P.R. n. 445/2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa che ha assorbito, tra gli altri, il D.P.R. 513/1997) cfr. G. COMANDE, in G. COMANDE, S. SICA, Il commercio elettronico, op. cit., p. 101 ss. 56 Che l'approccio sia prevalentemente di convergenza politica sul tema è ulteriormente testimoniato dalla definizione contenuta nella citata Direttiva comunitaria n. 2000/31/CE, dell'8 giugno 2000, che inserisce il commercio elettronico nell alveo dei «servizi della società dell informazione» 13. Per «servizio della società dell informazione» s intende «qualsiasi servizio prestato normalmente dietro retribuzione, a distanza, per via elettronica e a richiesta individuale di un destinatario di servizi, cioè della persona fisica o giuridica che, a scopi professionali e non, utilizza un servizio della società dell informazione, anche per ricercare o rendere accessibili delle informazioni». Da una definizione generica, dunque, si passa ad altra, altrettanto generica, seppur, contrariamente all habitus del giurista continentale, questa decisione al di là della sistematicità nell ambito della normativa comunitaria di non definire esattamente il commercio elettronico è utile ad evitare che, dato il complesso «magmatico» della materia, una concettualizzazione troppo marcata elida alla radice i possibili sviluppi del settore 14. Su quanto detto, con riferimento alla definizione di «commercio elettronico», non ha inciso il D.Lgs. n. 70/2003, recante l attuazione della direttiva 2000/31/CE. In detto decreto che sarà esaminato durante tutta la trattazione il «commercio elettronico» è inquadrato nei servizi della società dell informazione intendendosi per tali - ex art. 2, comma 1, lett. a) le attività economiche svolte in linea on line nonché i servizi definiti dall art. 1, comma 1, lett. b), della L. 21 giugno 1986, n. 317, e successive modificazioni. Nonostante la cripticità del testo (anche per via della discutibile tecnica redazionale), la definizione è la stessa della direttiva. La predetta definizione fa ricorso ad una terminologia imprecisa che può però dare adito a qualche dubbio proprio sull ambito applicativo della disciplina. I servizi della società dell informazione cui si fa riferimento sono infatti quelli prestati a distanza, per via elettronica ma non è chiaro se si voglia intendere il commercio elettronico on line ovvero off line. Nella prima ipotesi si impiegherà una rete telematica mentre, nella seconda, il commercio può avvenire, seppur a distanza, con semplici strumenti informatici (l esempio di scuola è l invio al domicilio di un soggetto interessato di un CD-ROM, da parte di una impresa, contenente un catalogo di prodotti). Per rispondere a questo interrogativo sollevato, peraltro, in seno al Parlamento europeo che aveva chiesto una modifica della definizione occorre rifarsi a quanto indicato nei considerando 17 e 18 della direttiva 15 e, soprattutto, in quest ultimo, laddove si chiarisce che i 13 Si v. la direttiva 98/34/CE del 22 giugno 1998, come modificata dalla direttiva 98/48/CE del 20 luglio 1998, pubblicate, rispettivamente, in GUCE L 204 del 21 luglio 1998, p. 37 ss., e GUCE L 217 del 5 agosto 1998, p. 18 ss. 14 Un lettore impertinente potrebbe però fare notare che l art. 21 della direttiva prevede, ogni due anni, che la Commissione europea presenti una «relazione sull applicazione della presente direttiva, corredata, se necessario, di proposte per adeguarla dell evoluzione giuridica, tecnica ed economica dei servizi della società dell informazione, in particolare per quanto concerne la prevenzione dei reati, la protezione dei minori, la tutela dei consumatori e il corretto funzionamento del mercato interno» (corsivo nostro). Dacché una definizione maggiormente puntuale, nei termini giuridici, non avrebbe potuto ostacolare alcuno sviluppo. Il rischio che invece si palesa da questa decisione è quello di far rientrare nel «commercio elettronico», situazioni diversificate a seconda della convenienza politica, confondendo gli aspetti «pubblicistici» e «privatistici» del fenomeno. 15 Per comodità di lettura si riproducono tali considerando: «(17) La definizione di "servizi della società dell informazione" già esiste nel diritto comunitario, nella direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, e nella direttiva 98/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 1998, sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato. Tale definizione ricopre qualsiasi servizio prestato dietro retribuzione, a distanza, per via elettronica, mediante apparecchiature elettroniche di elaborazione (compresa la compressione digitale) e di memorizzazione di dati, e a richiesta individuale di un destinatario di servizi. I servizi di cui all elenco indicativo di figurante nell allegato V della direttiva 98/34/CE, non essendo forniti attraverso sistemi elettronici di trattamento e memorizzazione di dati, non sono compresi in tale definizione». «(18) I servizi della società dell informazione abbracciano una vasta gamma di attività economiche svolte in linea (on line). Tali attività possono consistere, in particolare, nella vendita in linea di merci. Non sono contemplate attività come la consegna delle merci in quanto tale o la prestazione di servizi non in linea. Non sempre si tratta di servizi che portano a stipulare contratti in linea ma anche di servizi non remunerati dal loro destinatario, nella misura in cui costituiscono un attività economica, come l offerta di informazioni o comunicazioni commerciali in linea o la fornitura di strumenti 67 servizi cui si fa riferimento si intendono unicamente le attività di tipo economico svolte on line a richiesta individuale. Con l espressione «attività di tipo economico» s intende che i servizi oggetto della direttiva non vanno ristretti a quelli necessari alla vendita di beni on line ma devono riferirsi anche a tutti quelli prevalentemente attinenti alla gestione/fornitura/accesso ad informazioni, anche se non correlati direttamente ad una operazione di vendita. In questo senso può trovare giustificazione, nell ambito della definizione sopra riportata, la «pedanteria» di ricordare che tali servizi possono anche servire «per ricercare o rendere accessibili delle informazioni». Alla luce della definizione data dalla Commissione europea, il commercio elettronico viene normalmente distinto in tre partizioni: a) business to business (B2B), relativo alle contrattazioni effettuate tra un'impresa ed altre imprese o organizzazioni (siano esse partner commerciali, fornitori o istituzioni); b) business to consumer (B2C), che riguarda l'insieme dei rapporti di commercializzazione di beni e servizi tra imprese e consumatori finali; c) consumer to business (C2B), che riguarda il caso in cui sono i consumatori a rivolgere una richiesta od offerta di acquisto rivolta alle imprese; d) business to Public Administration/Government (B2Pa o B2Go), ovvero le contrattazioni che riguardano le imprese con le pubbliche amministrazioni nonché le vendite effettuate da queste ultime 16 ; Posta una visione omicomprensiva del commercio elettronico, per fornire un «ciclo completo» di tutte le interrelazioni, occorre aggiungere le seguenti tipologie: e) business Public Administration to Public Administration (Pa2Pa o Go2Go), che riguarda gli scambi effettuati tra le pubbliche amministrazioni 17 ; f) business Public Administration to citizen (Pa2C o Go2C), che attiene ai rapporti tra l amministrazione ed i cittadini 18 ; g) business Publica Administration to employees (Pa2E o Go2E), che attiene ai rapporti tra l amministrazione ed i suoi impiegati 19 ; per la ricerca, l accesso e il reperimento di dati. I servizi della società dell informazione comprendono anche la trasmissione di mediante una rete di comunicazione, la fornitura di accesso a una rete di comunicazione o lo stoccaggio di informazioni fornite da un destinatario di servizi. La radiodiffusione televisiva, ai sensi della direttiva 89/552/CEE, e la radiodiffusione sonora non sono servizi della società dell informazione perché non sono prestati a richiesta individuale. I servizi trasmessi "da punto a punto", quali i servizi video a richiesta o l invio di comunicazioni commerciali per posta elettronica, sono invece servizi della società dell informazione. L impiego della posta elettronica o di altre comunicazioni individuali equivalenti, ad esempio, da parte di persone fisiche che operano al di fuori della loro attività commerciale, imprenditoriale o professionale, quand anche usate per concludere contratti fra tali persone, non costituisce un servizio della società dell'informazione. Le relazioni contrattuali fra lavoratore e datore di lavoro non sostituiscono un servizio della società dell'informazione. Le attività che, per loro stessa natura, non possono essere esercitate a distanza o con mezzi elettronici, quali la revisione dei conti delle società o le consulenze mediche che necessitano di un esame fisico del paziente, non sono servizi della società dell'informazione». 16 M. POLLIFRONI, Processi e modelli di e-government ed e-governance applicati all azienda pubblica, Milano, 2003, p. 69 ss. Per alcune indicazioni sulle esperienze di Public procurement v., AA.VV., La creazione di valore nelle relazione impresa-p.a. e La scelta di gestione per il governo del contratto, a cura di E. Pintus, Quaderni OSPA (Osservatorio sui Processi di acquisto-vendita delle Amministrazioni Pubbliche), nn. 5/6, Milano, M. POLLIFRONI, Processi e modelli di e-government ed e-governance applicati all azienda pubblica, op. cit., p. 125 ss. 18 Si tratta dell area, dedicata ai «Rapporti tra pubbliche amministrazioni e cittadini», concernente la trasposizione in rete di tutti i rapporti, pratiche burocratiche e servizi riguardanti i rapporti tra la P.A., i cittadini e le imprese. Il citato documento del Ministero dell Industria correttamente evidenzia che tale area più che al commercio elettronico, si collega alla «democrazia elettronica», ovvero allo snellimento dell attività amministrativa mediante l impiego del documento informatico e della firma digitale (MININDUSTRIA, Linee di politica sul commercio elettronico, op. cit., p. 8). 19 S. CAPITANO, Vendita in spacci interni, in E.M. TRIPODI, B. TASSONE (a cura di), Vendita, in I nuovi contratti nella prassi civile e commerciale, a cura di P. Cendon, vol. XVI, tomo 1, Torino, 2004, p. 107 ss.; M. POLLIFRONI, Processi e modelli di e-government ed e-governance applicati all azienda pubblica, op. cit., p. 111 ss. 7 Vedere altro
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