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Timestamp: 2017-02-27 07:08:12+00:00
Document Index: 183901698

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2831', 'art. 2826', 'sentenza ']

Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della
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Titolo III - Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e
della conservazione della garanzia patrimoniale
Art. 2740. Responsabilità patrimoniale.
Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni
presenti e futuri.
Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti
I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore ,
salvo le cause legittime di prelazione.
Se le cose soggette a privilegio, pegno o ipoteca sono perite o deteriorate, le
somme dovute dagli assicuratori per indennità della perdita o del
deterioramento sono vincolate al pagamento dei crediti privilegiati,
pignoratizi o ipotecari, secondo il loro grado, eccetto che le medesime vengano
impiegate a riparare la perdita o il deterioramento. L'autorità giudiziaria può
su istanza degli interessati, disporre le opportune cautele per assicurare
l'impiego delle somme nel ripristino o nella riparazione della cosa.
Gli assicuratori sono liberati qualora paghino dopo trenta giorni dalla perdita
o dal deterioramento, senza che sia stata fatta opposizione. Quando però si
tratta di immobili su cui gravano iscrizioni, gli assicuratori non sono
liberati se non dopo che è decorso senza opposizione il termine di trenta
giorni dalla notificazione ai creditori iscritti del fatto che ha dato luogo
alla perdita o al deterioramento.
Sono del pari vincolate al pagamento dei crediti suddetti le somme dovute per
causa di servitù coattive o di comunione forzosa o di espropriazione per
pubblico interesse, osservate, per quest'ultima, le disposizioni della legge
Qualora la cosa data in pegno o sottoposta a ipoteca perisca o si deteriori,
anche per caso fortuito, in modo da essere insufficiente alla sicurezza del
creditore, questi può chiedere che gli sia prestata idonea garanzia su altri
beni e, in mancanza, può chiedere l'immediato pagamento del suo credito.
È nullo il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del
credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno
passi al creditore. Il patto è nullo anche se posteriore alla costituzione
dell'ipoteca o del pegno.
Il privilegio è accordato dalla legge in considerazione della causa del
credito. La costituzione del privilegio può tuttavia dalla legge essere
subordinata alla convenzione delle parti; può anche essere subordinata a
particolari forme di pubblicità.
Il privilegio è generale o speciale. Il primo si esercita su tutti i beni
mobili del debitore, il secondo su determinati beni mobili o immobili.
Il privilegio generale non può esercitarsi in pregiudizio dei diritti spettanti
ai terzi sui mobili che ne formano oggetto, salvo quanto è disposto dagli
articoli 2913, 2914, 2915 e 2916.
Se la legge non dispone diversamente, il privilegio speciale sui mobili sempre
che sussista la particolare situazione alla quale è subordinato, può
esercitarsi in pregiudizio dei diritti acquistati dai terzi posteriormente al
sorgere di esso.
Se la legge non dispone altrimenti, il privilegio speciale sui beni mobili non
può esercitarsi in pregiudizio del creditore pignoratizio.
I creditori che hanno privilegio sui beni immobili sono preferiti ai creditori
ipotecari se la legge non dispone diversamente.
Il privilegio accordato al credito si estende alle spese ordinarie per
l'intervento nel processo di esecuzione. Si estende anche agli interessi dovuti
per l'anno in corso alla data del pignoramento e per quelli dell'anno
Gli interessi successivamente maturati hanno privilegio nei limiti della misura
legale fino alla data della vendita.
Art. 2750. Privilegi marittimi, aeronautici e privilegi stabiliti da leggi
I privilegi sulla nave, sul nolo e sulle cose caricate e i privilegi
sull'aeromobile, sul nolo e sulle cose caricate sono regolati dal codice della
Ai privilegi previsti da leggi speciali si applicano le norme di questo capo,
se non è diversamente disposto.
Paragrafo 1 - Dei privilegi generali sui mobili
Art. 2751. Crediti per le spese funebri, d'infermità, alimenti.
Hanno privilegio generale sui mobili, nell'ordine che segue, i crediti
3) le somministrazioni di vitto, vesti e alloggio, nei limiti della stretta
necessità, fatte al debitore per lui e per la sua famiglia negli ultimi sei
4) i crediti di alimenti per gli ultimi tre mesi a favore delle persone alle
quali gli alimenti sono dovuti per legge.
Art. 2751 bis. Crediti per retribuzioni e provvigioni, crediti dei coltivatori diretti, delle società od enti cooperativi e delle imprese artigiane
1) le retribuzioni dovute, sotto qualsiasi forma, ai prestatori di lavoro subordinato e tutte le indennità dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro, nonché il credito del lavoratore per i danni conseguenti alla mancata corresponsione, da parte del datore di lavoro, dei contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori ed il credito per il risarcimento del danno subito per effetto di un licenziamento inefficace, nullo o annullabile;
2) le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d'opera [intellettuale] dovute per gli ultimi due anni di prestazione;
3) le provvigioni derivanti dal rapporto di agenzia dovute per l'ultimo anno di prestazione e le indennità dovute per la cessazione del rapporto medesimo;
4) i crediti del coltivatore diretto, sia proprietario che affittuario, mezzadro, colono, soccidario o comunque compartecipante, per i corrispettivi della vendita dei prodotti, nonché i crediti del mezzadro o del colono indicati dall'articolo 2765;
5) i crediti dell'impresa artigiana, definita ai sensi delle disposizioni legislative vigenti, nonché delle società ed enti cooperativi di produzione e lavoro per i corrispettivi dei servizi prestati e della vendita dei manufatti;
NB: La Corte costituzionale, con sentenza n. 113/2004 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del numero 1 del presente articolo "nella parte in cui non munisce del privilegio generale sui mobili il credito del lavoratore subordinato per danni da demansionamento subiti a causa dell'illegittimo comportamento del datore di lavoro"; con sentenza n. 220/2002 "nella parte in cui non munisce del privilegio generale sui mobili il credito del lavoratore subordinato per danni conseguenti a malattia professionale, della quale sia responsabile il datore di lavoro"; con sentenza n. 326/1983 "nella parte in cui non munisce del privilegio generale, istituito dall'art. 2 l. 29 luglio 1975, n. 426, il credito del lavoratore subordinato per danni conseguenti ad infortunio sul lavoro, del quale sia responsabile il datore di lavoro, se e nei limiti in cui il creditore non sia soddisfatto dalla percezione delle indennità previdenziali e assistenziali dovute al lavoratore subordinato in dipendenza dello stesso infortunio".
La Corte costituzionale inoltre, con sentenza 1/1998 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del numero 2 del presente articolo limitatamente alla parola "intellettuale".
Art. 2752. Crediti per tributi diretti dello Stato per l'imposta sul valore
aggiunto e per i tributi degli enti locali.
Hanno privilegio generale sui mobili del debitore i crediti dello Stato per le imposte e le sanzioni dovute secondo le norme in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche, imposta sul reddito delle persone giuridiche, imposta sul reddito delle società, imposta regionale sulle attività produttive ed imposta locale sui redditi.
NB: Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 23, comma 37) che "La disposizione si osserva anche per i crediti sorti anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto".
Successivamente la Corte Costituzionale (sentenza 1 - 4 luglio 2013, n. 170) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 23, comma 37, ultimo periodo del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, che dispone quanto segue: "La disposizione si osserva anche per i crediti sorti anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto".
Il D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214, ha disposto (con l'art. 13, comma 13) che "Ai fini del quarto comma dell'articolo 2752 del codice civile il riferimento alla "legge per la finanza locale" si intende effettuato a tutte disposizioni che disciplinano i singoli tributi comunali e provinciali".
Art. 2753. Crediti per contributi di assicurazione obbligatoria per
l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti.
Hanno privilegio generale sui mobili del datore di lavoro i crediti derivanti
dal mancato versamento dei contributi ad istituti, enti o fondi speciali,
compresi quelli sostitutivi o integrativi, che gestiscono forme di
assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.
Hanno pure privilegio generale sui mobili del datore di lavoro i crediti per i
contributi dovuti a istituti ed enti per forme di tutela previdenziale e
assistenziale diverse da quelle indicate dal precedente articolo, nonché gli
accessori, limitatamente al cinquanta per cento del loro ammontare, relativi a
tali crediti ed a quelli indicati dal precedente articolo.
Paragrafo 2 - Dei privilegi sopra determinati mobili
I crediti per spese di giustizia fatte per atti conservativi o per
l'espropriazione di beni mobili nell'interesse comune dei creditori hanno
privilegio sui beni stessi.
I crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o al
miglioramento di beni mobili hanno privilegio sui beni stessi, purché questi si
trovino ancora presso chi ha fatto le prestazioni o le spese.
Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulla
cosa, qualora chi ha fatto le prestazioni o le spese sia stato in buona fede.
Il creditore può ritenere la cosa soggetta al privilegio finché non è
soddisfatto del suo credito e può anche venderla secondo le norme stabilite per
la vendita del pegno.
Art. 2757. Crediti per somministrazione e lavori occorrenti per la produzione
I crediti per le somministrazioni di sementi, di materie fertilizzanti e
antiparassitarie e di acqua per irrigazione, come pure i crediti per lavori di
coltivazione e di raccolta dell'annata agricola hanno privilegio sui frutti ,
alla cui produzione abbiano concorso.
Il privilegio si può esercitare finché i frutti si trovano nel fondo o nelle
sue dipendenze.
I crediti dello Stato per i tributi indiretti hanno privilegio sui mobili ai
quali i tributi si riferiscono e sugli altri beni indicati dalle leggi
relative, con l'effetto da esse stabilito.
Eguale privilegio hanno i crediti di rivalsa verso il cessionario ed il
committente previsti dalle norme relative all'imposta sul valore aggiunto, sui
beni che hanno formato oggetto della cessione o ai quali si riferisce il
Il privilegio, per quanto riguarda l'imposta di successione, non ha effetto in
pregiudizio dei creditori che hanno esercitato il diritto di separazione dei
beni del defunto da quelli dell'erede.
I crediti dello Stato per l'imposta sul reddito delle persone fisiche, sul
reddito delle persone giuridiche e per l'imposta locale sui redditi, dovuta per
i due anni anteriori a quello in cui si procede, hanno privilegio limitatamente
all'imposta o alla quota d'imposta imputabile al reddito d'impresa, sopra i
mobili che servono all'esercizio di imprese commerciali e sopra le merci che si
trovano nel locale adibito all'esercizio stesso o nell'abitazione
dell'imprenditore.
Il privilegio si applica sui beni indicati nel comma precedente ancorché
appartenenti a persona diversa dall'imprenditore, salvo che si tratti di beni
rubati o smarriti, di merci affidate all'imprenditore per la lavorazione o di
merci non ancora nazionalizzate munite di regolare bolletta doganale.
Qualora l'accertamento del reddito iscritto a ruolo sia stato determinato
sinteticamente ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, la
ripartizione proporzionale dell'imposta prevista dal primo comma, viene
effettuata sulla base dei redditi iscritti o iscrivibili ai fini dell'imposta
locale sui redditi.
I crediti dell'albergatore per mercedi e somministrazioni verso le persone
albergate hanno privilegio sulle cose da queste portate nell'albergo e nelle
dipendenze e che continuano a trovarvisi.
Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulle
cose stesse, a meno che l'albergatore fosse a conoscenza di tali diritti al
tempo in cui le cose sono state portate nell'albergo.
Art. 2761. Crediti del vettore, del mandatario, del depositario e del
sequestratario.
I crediti dipendenti dal contratto di trasporto e quelli per le spese d'imposta
anticipate dal vettore hanno privilegio sulle cose trasportate finché queste
rimangono presso di lui.
I crediti derivanti dall'esecuzione del mandato hanno privilegio sulle cose del
mandante che il mandatario detiene per l'esecuzione del mandato.
I crediti derivanti dal deposito o dal sequestro convenzionale a favore del
depositario e del sequestratario hanno parimenti privilegio sulle cose che
questi detengono per effetto del deposito o del sequestro.
Si applicano a questi privilegi le disposizioni del secondo e del terzo comma
dell'articolo 2756.
Chi ha venduto macchine per un prezzo superiore a lire trentamila ha privilegio
per il prezzo non pagato sulle macchine vendute e consegnate, anche se sono
incorporate o congiunte all'immobile di proprietà del compratore o di un terzo.
Il privilegio è subordinato alla trascrizione dei documenti, dai quali la
vendita e il credito risultano, nel registro indicato dal secondo comma
dell'articolo 1524. La trascrizione è eseguita presso il tribunale nella
giurisdizione del quale è collocata la macchina.
Il privilegio dura per un triennio dalla data della vendita e ha effetto fino a
quando la macchina si trova in possesso del compratore nel luogo dove è stata
eseguita la trascrizione, salvo il caso di sottrazione fraudolenta.
Il privilegio stabilito in questo articolo spetta anche alle banche autorizzate
all'esercizio di prestiti con garanzia sul macchinario, le quali abbiano
anticipato al compratore il prezzo per l'acquisto. Il privilegio sussiste a
condizione che il documento rilasciato a prova della sovvenzione indichi lo
scopo, l'ammontare e la scadenza del credito, contenga l'esatta designazione
della macchina soggetta al privilegio e sia trascritto a norma del secondo
comma di questo articolo.
Se il privilegio della banca concorre con quello del venditore, è preferito il
creditore che ha trascritto per primo.
I crediti del concedente, per il canone dovuto all'enfiteuta per l'anno in
corso e per il precedente hanno privilegio sui frutti dell'anno e su quelli
raccolti anteriormente, purché si trovino nel fondo o nelle sue dipendenze.
Il credito delle pigioni e dei fitti degli immobili, ha privilegio sui frutti
dell'anno e su quelli raccolti anteriormente, nonché sopra tutto ciò che serve
a fornire l'immobile o a coltivare il fondo locato.
Il privilegio sussiste per il credito dell'anno in corso, dell'antecedente e
dei successivi, se la locazione ha data certa, e in caso diverso, per quello
dell'anno in corso e del susseguente.
Lo stesso privilegio ha il credito dipendente da mancate riparazioni le quali
siano a carico del conduttore, il credito per i danni arrecati all'immobile
locato, per la mancata restituzione delle scorte e ogni altro credito
dipendente da inadempimento del contratto.
Il privilegio sui frutti sussiste finché si trovano nel fondo o nelle sue
dipendenze. Esso si può far valere anche nei confronti del subconduttore.
Il privilegio sulle cose, che servono a fornire l'immobile locato o alla
coltivazione del fondo sussiste pure se le cose appartengono al subconduttore,
nei limiti in cui il locatore ha azione contro il medesimo.
Il privilegio sulle cose che servono a fornire l'immobile locato ha luogo
altresì nei confronti dei terzi, finché le cose si trovano nell'immobile, salvo
che si provi che il locatore conoscesse il diritto del terzo al tempo in cui
sono state introdotte.
Qualora le cose che servono a fornire la casa o il fondo locato ovvero a
coltivare il medesimo vengano asportate dall'immobile senza il consenso del
locatore, questi conserva su di esse il privilegio, purché ne domandi il
sequestro, nei modi stabiliti dal c.p.c. per il sequestro conservativo, entro
il termine di trenta giorni dall'asportazione, se si tratta di mobili che
servono a fornire o a coltivare il fondo rustico, e di quindici giorni, se si
tratta di mobili che servono a fornire la casa. Restano salvi in ogni caso i
diritti acquistati dopo l'asportazione dai terzi che ignoravano l'esistenza del
Colui che concede un fondo a mezzadria o a colonia e il mezzadro o il colono
hanno, per i crediti derivanti dal contratto, privilegio sulla rispettiva parte
dei frutti e sulle cose che servono a coltivare o a fornire il fondo dato a
mezzadria o a colonia.
Il privilegio sui frutti sussiste finché questi si trovano nel fondo o nelle
Art. 2766. (Abrogato)
Nel caso di assicurazione della responsabilità civile, il credito del
danneggiato per il risarcimento ha privilegio sull'indennità dovuta
dall'assicuratore.
Per i crediti dipendenti da reato hanno privilegio sulle cose sequestrate lo
Stato e le altre persone indicate dal codice penale secondo le disposizioni del
codice stesso e del codice di procedura penale .
Il creditore che ha privilegio su una cosa mobile, se ha fondati motivi di
temere la rimozione della cosa dalla particolare situazione alla quale è
subordinata la sussistenza del privilegio, può domandarne il sequestro
I crediti per le spese di giustizia fatte per atti conservativi o per
l'espropriazione di beni immobili nell'interesse comune dei creditori sono
privilegiati sul prezzo degli immobili stessi.
Del pari ha privilegio il credito dell'acquirente di un immobile per le spese
fatte per la dichiarazione di liberazione dell'immobile dalle ipoteche.
Art. 2771. Crediti per le imposte sui redditi immobiliari.
Hanno pure privilegio i crediti dello Stato per ogni tributo indiretto, nonché
quelli derivanti dall'applicazione dell'imposta comunale sull'incremento di
valore degli immobili, sopra gli immobili ai quali il tributo si riferisce.
I crediti dello Stato, derivanti dall'applicazione dell'imposta sul valore
aggiunto, hanno privilegio, in caso di responsabilità solidale del cessionario,
sugli immobili che hanno formato oggetto della cessione o ai quali si riferisce
il servizio prestato.
Eguale privilegio hanno i crediti di rivalsa, verso il cessionario ed il
committente, previsti dalle norme relative all'imposta sul valore aggiunto,
Il privilegio non si può esercitare in pregiudizio dei diritti che i terzi
hanno anteriormente acquistato sugli immobili.
Per le imposte suppletive il privilegio non si può neppure esercitare in
pregiudizio dei diritti acquistati successivamente dai terzi.
Lo stesso privilegio, per quanto riguarda l'imposta di successione, non ha
effetto a danno dei creditori del defunto che hanno iscritto la loro ipoteca
nei tre mesi dalla morte di lui, né ha effetto a danno dei creditori che hanno
esercitato il diritto di separazione dei beni del defunto da quelli dell'erede.
Art. 2773. (Abrogato)
I crediti dello Stato per i canoni dovuti dai concessionari di acque pubbliche
o di acque derivate da canali demaniali ovvero per i lavori eseguiti d'ufficio
sono privilegiati sugli impianti in conformità delle leggi speciali .
Tale privilegio, per quanto riguarda i canoni, non è opponibile ai terzi che
hanno acquistato diritti sugli immobili anteriormente all'atto di concessione
o, trattandosi di crediti per lavori, anteriormente al sorgere dei crediti
I crediti per i contributi indicati dall'articolo 864 sono privilegiati sugli
immobili che traggono beneficio dalle opere di bonifica o di miglioramento.
La costituzione del privilegio per le opere di miglioramento è subordinata
all'osservanza delle leggi speciali.
Art. 2775 bis. Credito per mancata esecuzione di contratti preliminari.
Nel caso di mancata esecuzione del contratto preliminare trascritto ai sensi
dell'articolo 2645 bis, i crediti del promissario acquirente che ne conseguono
hanno privilegio speciale sul bene immobile oggetto del contratto preliminare,
sempre che gli effetti della trascrizione non siano cessati al momento della
risoluzione del contratto risultante da atto avente data certa, ovvero al
momento della domanda giudiziale di risoluzione del contratto o di condanna al
pagamento, ovvero al momento della trascrizione del pignoramento o al momento
dell'intervento nell'esecuzione promossa da terzi.
Il privilegio non è opponibile ai creditori garantiti da ipoteca relativa a
mutui erogati al promissario acquirente per l'acquisto del bene immobile nonché
ai creditori garantiti da ipoteca ai sensi dell'articolo 2825 bis.
I crediti dello Stato indicati dal primo e dal terzo comma dell'articolo 2752 sono collocati sussidiariamente, in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari, ma dopo i crediti indicati al comma precedente.
Art. 2777. Preferenza delle spese di giustizia e di crediti.
I crediti per spese di giustizia enunciati dagli articoli 2755 e 2770 sono
preferiti ad ogni altro credito anche pignoratizio o ipotecario.
Immediatamente dopo le spese di giustizia sono collocati i crediti aventi
privilegio generale mobiliare di cui all'articolo 2751 bis nell'ordine
a) i crediti di cui all'articolo 2751 bis, numero 1;
b) i crediti di cui all'articolo 2751 bis, numeri 2 e 3;
c) i crediti di cui all'articolo 2751 bis, numeri 4 e 5.
I privilegi che le leggi speciali dichiarano preferiti ad ogni altro credito
sono sempre posposti al privilegio per le spese di giustizia ed ai privilegi
indicati nell'articolo 2751 bis.
Art. 2778. Ordine degli altri privilegi sui mobili.
Salvo quanto è disposto dall'articolo 2777, nel concorso di crediti aventi
privilegio generale o speciale sulla medesima cosa, la prelazione si esercita
nell'ordine che segue:
1) i crediti per contributi ad istituti, enti o fondi speciali - compresi
quelli sostitutivi o integrativi - che gestiscono forme di assicurazione
obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, indicati
dall'articolo 2753;
2) i crediti per le imposte sui redditi immobiliari, indicati dall'articolo
2771, quando il privilegio si esercita separatamente sopra i frutti, i fitti e
le pigioni degli immobili;
3) Abrogato
4) i crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento di beni
mobili, indicati dall'articolo 2756;
5) i crediti per le mercedi dovute ai lavoratori impiegati nelle opere di
coltivazione e di raccolta indicate dall'articolo 2751;
6) i crediti per sementi e materie fertilizzanti e antiparassitarie e per
somministrazione di acqua per irrigazione, nonché i crediti per i lavori di
coltivazione e di raccolta indicati dall'articolo 2757. Qualora tali crediti
vengano in concorso tra loro, sono preferiti quelli di raccolta, seguono quelli
di coltivazione e, infine, gli altri crediti indicati dallo stesso articolo;
7) i crediti per i tributi indiretti, indicati dall'articolo 2758 salvo che la
legge speciale accordi un diverso grado di preferenza e i crediti per le
imposte sul reddito, indicati dall'articolo 2759;
8) i crediti per contributi dovuti a istituti ed enti per forme di tutela
previdenziale e assistenziale indicati dall'articolo 2754, nonché gli
tali crediti ed a quelli indicati dal precedente n. 1) del presente articolo;
10) i crediti dipendenti da reato, indicati dall'articolo 2768, sulle cose
sequestrate, nei casi e secondo l'ordine stabiliti dal codice penale e dal
13) i crediti del vettore, del mandatario, del depositario e del
sequestratario, indicati dall'articolo 2761;
14) i crediti del venditore di macchine o della banca per le anticipazioni del
prezzo, indicati dall'articolo 2762;
16) i crediti del locatore e i crediti del concedente dipendenti dai contratti
di mezzadria e colonia, indicati rispettivamente dagli articoli 2764 e 2765;
17) i crediti per spese funebri, d'infermità per somministrazioni ed alimenti
nell'ordine indicato dall'articolo 2751;
18) i crediti dello Stato per tributi diretti, indicati dal primo comma
dell'articolo 2752;
20) i crediti degli enti locali per tributi indicati dal quarto comma
dell'articolo 2752.
Se i privilegi indicati dall'articolo precedente concorrono con le ipoteche
sugli autoveicoli, menzionate nell'articolo 2810, queste sono posposte ai
privilegi menzionati nei primi dieci numeri dell'articolo 2778 e sono preferite
Quando sul prezzo dello stesso immobile concorrono più crediti privilegiati, la
prelazione ha luogo secondo l'ordine seguente:
1) i crediti per le imposte sui redditi immobiliari indicati dall'articolo
3) i crediti dello Stato per le concessioni di acque, indicati dall'articolo
2774;
5 bis) i crediti del promissario acquirente per mancata esecuzione dei
contratti preliminari, indicati all'articolo 2775 bis.
Qualora con crediti assistiti dal privilegio speciale concorra un credito
garantito con pegno e uno dei privilegi debba essere preferito rispetto al
pegno, tale privilegio prevale su quegli altri che devono essere posposti al
pegno, anche se anteriori di grado.
I crediti egualmente privilegiati concorrono tra loro in proporzione del
rispettivo importo.
La stessa disposizione si osserva quando concorrono tra loro più crediti
privilegiati ai quali le leggi speciali attribuiscono genericamente una
prelazione su ogni altro credito.
Quando dalla legge non risulta il grado di preferenza di un determinato
privilegio speciale, esso prende grado dopo ogni altro privilegio speciale
regolato nel codice.
Art. 2783 bis. Crediti derivanti dall'applicazione dei prelievi di cui agli
articoli 49 e 50 del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio.
I crediti derivanti dall'applicazione dei prelievi di cui agli articoli 49 e 50
del Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
nonché dalle relative maggiorazioni di mora, sono equiparati, ai fini
dell'applicazione delle disposizioni del presente capo, ai crediti dello Stato
per l'imposta sul valore aggiunto.
Il pegno è costituito a garanzia dell'obbligazione dal debitore o da un terzo
per il debitore.
Possono essere dati in pegno, i beni mobili, le universalità di mobili, i
crediti e altri diritti aventi per oggetto beni mobili.
Le disposizioni del presente capo non derogano alle leggi speciali concernenti
casi e forme particolari di costituzione di pegno, né a quelle concernenti gli
istituti autorizzati a fare prestiti sopra pegni.
Il pegno si costituisce con la consegna al creditore della cosa o del documento
che conferisce l'esclusiva disponibilità della cosa.
La cosa o il documento possono essere anche consegnati a un terzo designato
dalle parti o possono essere posti in custodia di entrambe, in modo che il
costituente sia nell'impossibilità di disporne senza la cooperazione del
Il creditore ha diritto di farsi pagare con prelazione sulla cosa ricevuta in
La prelazione non si può far valere se la cosa data in pegno non è rimasta in
possesso del creditore o presso il terzo designato dalle parti.
Quando il credito garantito eccede la somma di lire cinquemila, la prelazione
non ha luogo se il pegno non risulta da scrittura con data certa, la quale
contenga sufficiente indicazione del credito e della cosa.
Se però il pegno risulta da polizza o da altra scrittura di enti che,
debitamente autorizzati, compiono professionalmente operazioni di credito su
pegno, la data della scrittura può essere accertata con ogni mezzo di prova.
La prelazione ha luogo per gli interessi dell'anno in corso alla data del
pignoramento o, in mancanza di questo, alla data della notificazione del
precetto. La prelazione ha luogo inoltre per gli interessi successivamente
maturati, nei limiti della misura legale, fino alla data della vendita.
Il creditore che ha perduto il possesso della cosa ricevuta in pegno, oltre le
azioni a difesa del possesso, può anche esercitare l'azione di rivendicazione,
se questa spetta al costituente.
Il creditore è tenuto a custodire la cosa ricevuta in pegno e risponde, secondo
le regole generali, della perdita e del deterioramento di essa.
Colui che ha costituito il pegno è tenuto al rimborso delle spese occorse per
la conservazione della cosa.
Se è data in pegno una cosa fruttifera, il creditore, salvo patto contrario, ha
la facoltà di fare suoi i frutti, imputandoli prima alle spese e agli interessi
e poi al capitale.
Il creditore non può, senza il consenso del costituente, usare della cosa salvo
che l'uso sia necessario per la conservazione di essa. Egli non può darla in
pegno o concederne ad altri il godimento.
In ogni caso, deve imputare l'utile ricavato prima alle spese e agli interessi
Se il creditore abusa della cosa data in pegno, il costituente può domandarne
il sequestro.
Colui che ha costituito il pegno non può esigerne la restituzione, se non sono
stati interamente pagati il capitale e gli interessi, e non sono state
rimborsate le spese relative al debito e al pegno .
Se il pegno è stato costituito dal debitore e questi ha verso lo stesso
creditore un altro debito sorto dopo la costituzione del pegno e scaduto prima
che sia pagato il debito anteriore, il creditore ha soltanto il diritto di
ritenzione a garanzia del nuovo credito.
Se la cosa data in pegno si deteriora in modo da far temere che essa divenga
insufficiente alla sicurezza del creditore, questi, previo avviso a colui che
ha costituito il pegno, può chiedere al giudice l'autorizzazione a vendere la
Con il provvedimento che autorizza la vendita il giudice dispone anche circa il
deposito del prezzo a garanzia del credito. Il costituente può evitare la
vendita e farsi restituire il pegno, offrendo altra garanzia reale che il
giudice riconosca idonea.
Il costituente può del pari, in caso di deterioramento o di diminuzione di
valore della cosa data in pegno, domandare al giudice l'autorizzazione a
venderla oppure chiedere la restituzione del pegno, offrendo altra garanzia
reale che il giudice riconosca idonea.
Il costituente può chiedere al giudice la autorizzazione a vendere la cosa
qualora si presenti un'occasione favorevole. Con il provvedimento di
autorizzazione il giudice dispone le condizioni della vendita e il deposito del
Il creditore per il conseguimento di quanto gli è dovuto può far vendere la
cosa ricevuta in pegno secondo le forme stabilite dall'articolo seguente.
Prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di ufficiale giudiziario,
deve intimare al debitore di pagare il debito e gli accessori, avvertendolo
che, in mancanza, si procederà alla vendita. L'intimazione deve essere
notificata anche al terzo che abbia costituito il pegno.
Se entro cinque giorni dall'intimazione non è proposta opposizione, o se questa
è rigettata, il creditore può far vendere la cosa al pubblico incanto, o, se la
cosa ha un prezzo di mercato, anche a prezzo corrente, a mezzo di persona
autorizzata a tali atti. Se il debitore non ha residenza o domicilio eletto nel
luogo di residenza del creditore, il termine per l'opposizione è determinato a
norma dell'articolo 166 del codice di procedura civile.
Il giudice, sull'opposizione del costituente, può limitare la vendita a quella
tra più cose date in pegno, il cui valore basti a pagare il debito.
Per la vendita della cosa data in pegno le parti possono convenire forme
Il creditore può sempre domandare al giudice che la cosa gli venga assegnata in
pagamento fino alla concorrenza del debito, secondo la stima da farsi con
perizia o secondo il prezzo corrente, se la cosa ha un prezzo di mercato.
Art. 2799. Indivisibilità del pegno.
Il pegno è indivisibile e garantisce il credito finché questo non è
integralmente soddisfatto, anche se il debito o la cosa data in pegno è
Nel pegno di crediti la prelazione non ha luogo, se non quando il pegno risulta
da atto scritto e la costituzione di esso è stata notificata al debitore del
credito dato in pegno ovvero è stata da questo accettata con scrittura avente
data certa.
Se il credito costituito in pegno risulta da un documento il costituente è
tenuto a consegnarlo al creditore.
Il creditore pignoratizio è tenuto a riscuotere gli interessi del credito o le
altre prestazioni periodiche, imputandone l'ammontare in primo luogo alle spese
e agli interessi e poi al capitale. Egli è tenuto a compiere gli atti
conservativi del credito ricevuto in pegno.
Il creditore pignoratizio è tenuto a riscuotere, alla scadenza, il credito
ricevuto in pegno e, se questo ha per oggetto danaro o altre cose fungibili,
deve, a richiesta del debitore, effettuarne il deposito nel luogo stabilito
d'accordo o altrimenti determinato dall'autorità giudiziaria. Se il credito
garantito è scaduto, il creditore può ritenere del danaro ricevuto quanto basta
per il soddisfacimento delle sue ragioni e restituire il residuo al costituente
o, se si tratta di cose diverse dal danaro, può farle vendere o chiederne
l'assegnazione secondo le norme degli articoli 2797 e 2798.
Il creditore pignoratizio non soddisfatto può in ogni caso chiedere che gli sia
assegnato in pagamento il credito ricevuto in pegno, fino a concorrenza del suo
Se il credito non è ancora scaduto, egli può anche farlo vendere nelle forme
stabilite dall'articolo 2797.
Il debitore del credito dato in pegno può opporre al creditore pignoratizio le
eccezioni che gli spetterebbero contro il proprio creditore.
Se il debitore medesimo ha accettato senza riserve la costituzione del pegno,
non può opporre al creditore pignoratizio la compensazione verificatasi
Il pegno di diritti diversi dai crediti si costituisce nella forma
rispettivamente richiesta per il trasferimento dei diritti stessi fermo il
disposto del terzo comma dell'articolo 2787.
Per tutto ciò che non è regolato nella presente sezione si osservano, in quanto
applicabili, le norme della sezione precedente.
L'ipoteca attribuisce al creditore il diritto di espropriare, anche in
confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito e
di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall'espropriazione.
L'ipoteca può avere per oggetto beni del debitore o di un terzo e si
costituisce mediante iscrizione nei registri immobiliari.
Art. 2809. Specialità e indivisibilità dell'ipoteca.
L'ipoteca deve essere iscritta su beni specialmente indicati e per una somma
determinata in danaro.
Essa è indivisibile e sussiste per intero sopra tutti i beni vincolati, sopra
ciascuno di essi e sopra ogni loro parte.
Sono anche capaci d'ipoteca le rendite dello Stato nel modo determinato dalle
leggi relative al debito pubblico, e inoltre le navi, gli aeromobili e gli
autoveicoli, secondo le leggi che li riguardano.
Sono considerati ipoteche i privilegi iscritti sugli autoveicoli a norma della
legge speciale.
La ipoteca si estende ai miglioramenti nonché alle costruzioni e alle altre
accessioni dell'immobile ipotecato, salve le eccezioni stabilite dalla legge.
Le servitù di cui sia stata iscritta la costituzione dopo la iscrizione
dell'ipoteca non sono opponibili al creditore ipotecario, il quale può far
subastare la cosa come libera. La stessa disposizione si applica per i diritti
di usufrutto, di uso e di abitazione.
Tali diritti si estinguono con l'espropriazione del fondo e i titolari sono
ammessi a far valere le loro ragioni sul ricavato, con preferenza rispetto alle
ipoteche iscritte posteriormente alla trascrizione dei diritti medesimi.
Per coloro che hanno acquistato il diritto di superficie o il diritto
d'enfiteusi sui beni soggetti all'ipoteca e hanno trascritto l'acquisto
posteriormente all'iscrizione dell'ipoteca, si osservano le disposizioni
relative ai terzi acquirenti.
Le cessioni e le liberazioni di pigioni e di fitti non scaduti, che non siano
trascritte o siano inferiori al triennio, sono opponibili ai creditori
ipotecari solo se hanno data certa anteriore al pignoramento e per un termine
non superiore a un anno dal giorno del pignoramento.
Le cessioni e le liberazioni trascritte non sono opponibili ai creditori
ipotecari anteriori alla trascrizione, se non per il termine stabilito dal
comma precedente.
Qualora il debitore o un terzo compia atti da cui possa derivare il perimento o
il deterioramento dei beni ipotecati, il creditore può domandare all'autorità
giudiziaria che ordini la cessazione di tali atti o disponga le cautele
necessarie per evitare il pregiudizio della sua garanzia.
Art. 2814. Ipoteca sull'usufrutto e sulla nuda proprietà.
Le ipoteche costituite sull'usufrutto si estinguono col cessare di questo.
Tuttavia, se la cessazione si verifica per rinunzia o per abuso da parte
dell'usufruttuario ovvero per acquisto della nuda proprietà da parte del
medesimo, l'ipoteca perdura fino a che non si verifichi l'evento che avrebbe
altrimenti prodotto l'estinzione dell'usufrutto.
Se la nuda proprietà è gravata da ipoteca, questa, avvenendo l'estinzione
dell'usufrutto, si estende alla piena proprietà. Ma nei casi in cui, secondo la
disposizione del comma precedente, perdura l'ipoteca costituita sull'usufrutto
l'estensione non pregiudica il credito garantito con l'ipoteca stessa.
Nel caso di affrancazione, le ipoteche gravanti sul diritto del concedente si
risolvono sul prezzo dovuto per l'affrancazione; le ipoteche gravanti sul
diritto dell'enfiteuta si estendono alla piena proprietà.
Nel caso di devoluzione o di cessazione dell'enfiteusi per decorso del termine,
le ipoteche gravanti sul diritto dell'enfiteuta si risolvono sul prezzo dovuto
per i miglioramenti, senza deduzione di quanto è dovuto al concedente per i
canoni non soddisfatti. Il prezzo dei miglioramenti, se da atto scritto non
risulta concordato con i creditori ipotecari, deve determinarsi giudizialmente,
anche in contraddittorio dei medesimi. Le ipoteche gravanti sul diritto del
concedente si estendono alla piena proprietà.
Quando l'enfiteusi si estingue per prescrizione, si estinguono le ipoteche che
gravano sul diritto dell'enfiteuta.
Se per causa diversa da quelle sopra indicate vengono a riunirsi in una
medesima persona il diritto del concedente e il diritto dell'enfiteuta, le
ipoteche gravanti sull'uno o sull'altro continuano a gravarli separatamente; ma
se l'ipoteca grava soltanto sull'uno o sull'altro diritto, essa si estende alla
piena proprietà.
Le ipoteche che hanno per oggetto il diritto di superficie si estinguono nel
caso di devoluzione della superficie al proprietario del suolo per decorso del
termine. Se però il superficiario ha diritto a un corrispettivo, le ipoteche
iscritte contro di lui si risolvono sul corrispettivo medesimo. Le ipoteche
iscritte contro il proprietario del suolo non si estendono alla superficie.
Se per altre cause si riuniscono nella medesima persona il diritto del
proprietario del suolo e quello del superficiario, le ipoteche sull'uno e
sull'altro diritto continuano a gravare separatamente i diritti stessi.
1) l'alienante sopra gli immobili alienati per l'adempimento degli obblighi che
derivano dall'atto di alienazione;
2) i coeredi, i soci e altri condividenti per il pagamento dei conguagli sopra
gli immobili assegnati ai condividenti ai quali incombe tale obbligo;
3) lo Stato sopra i beni dell'imputato e della persona civilmente responsabile,
secondo le disposizioni del codice penale e del codice di procedura penale.
Ogni sentenza che porta condanna al pagamento di una somma o all'adempimento di
altra obbligazione ovvero al risarcimento dei danni da liquidarsi
successivamente è titolo per iscrivere ipoteca sui beni del debitore.
Lo stesso ha luogo per gli altri provvedimenti giudiziali ai quali la legge
attribuisce tale effetto.
Si può iscrivere ipoteca in base al lodo degli arbitri, quando è stato reso
Si può parimenti iscrivere ipoteca in base alle sentenze pronunziate dalle
autorità giudiziarie straniere, dopo che ne è stata dichiarata l'efficacia
dall'autorità giudiziaria italiana, salvo che le convenzioni internazionali
L'ipoteca può essere concessa anche mediante dichiarazione unilaterale. La
concessione deve farsi per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di
Art. 2822. Ipoteca sui beni altrui.
Se l'ipoteca è concessa da chi non è proprietario della cosa, l'iscrizione può
essere validamente presa solo quando la cosa è acquistata dal concedente.
Se l'ipoteca è concessa da persona che agisce come rappresentante senza averne
la qualità, l'iscrizione può essere validamente presa solo quando il
proprietario ha ratificato la concessione.
L'ipoteca su cosa futura può essere validamente iscritta solo quando la cosa è
venuta a esistenza.
L'iscrizione d'ipoteca eseguita in virtù di un titolo annullabile rimane
convalidata con la convalida del titolo.
L'ipoteca costituita sulla propria quota da uno dei partecipanti alla comunione
produce effetto rispetto a quei beni o a quella porzione di beni che a lui
verranno assegnati nella divisione.
Se nella divisione sono assegnati a un partecipante beni diversi da quello da
lui ipotecato, l'ipoteca si trasferisce su questi altri beni, col grado
derivante dall'originaria iscrizione e nei limiti del valore del bene in
precedenza ipotecato, quale risulta dalla divisione, purché l'ipoteca sia
nuovamente iscritta con l'indicazione di detto valore entro novanta giorni
dalla trascrizione della divisione medesima.
Il trasferimento però non pregiudica le ipoteche iscritte contro tutti i
partecipanti, né l'ipoteca legale spettante ai condividenti per i conguagli.
I creditori ipotecari e i cessionari di un partecipante, al quale siano stati
assegnati beni diversi da quelli ipotecati o ceduti, possono far valere le loro
ragioni anche sulle somme a lui dovute per conguagli o, qualora sia stata
attribuita una somma di danaro in luogo di beni in natura, possono far valere
le loro ragioni su tale somma, con prelazione determinata dalla data di
iscrizione o di trascrizione dei titoli rispettivi, nel limite però del valore
dei beni precedentemente ipotecati o ceduti.
I debitori delle somme sono tuttavia liberati quando le abbiano pagate al
condividente dopo trenta giorni da che la divisione è stata notificata ai
creditori ipotecari o ai cessionari senza che da costoro sia stata fatta
Art. 2825 bis. Ipoteca sul bene oggetto di contratto preliminare.
L'ipoteca iscritta su edificio o complesso condominiale, anche da costruire o
in corso di costruzione, a garanzia di finanziamento dell'intervento edilizio
ai sensi degli articoli 38 e seguenti del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385,
prevale sulla trascrizione anteriore dei contratti preliminari di cui
all'articolo 2645 bis, limitatamente alla quota di debito derivante dal
suddetto finanziamento che il promissario acquirente si sia accollata con il
contratto preliminare o con altro atto successivo eventualmente adeguata ai
sensi dell'articolo 39, comma 3, del citato decreto legislativo n. 385 del
1993. Se l'accollo risulta da atto successivo, questo è annotato in margine
alla trascrizione del contratto preliminare.
Nell'atto di concessione dell'ipoteca l'immobile deve essere specificamente
designato con l'indicazione della sua natura, del comune in cui si trova,
nonché dei dati di identificazione catastale; per i fabbricati in corso di
costruzione devono essere indicati i dati di identificazione catastale del
terreno su cui insistono.
Paragrafo 1 - Dell'iscrizione
L'ipoteca si iscrive nell'ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si
trova l'immobile.
Art. 2828. Immobili su cui può iscriversi l'ipoteca giudiziale.
L'ipoteca giudiziale si può iscrivere su qualunque degli immobili appartenenti
al debitore e su quelli che gli pervengono successivamente alla condanna, a
misura che egli li acquista.
L'iscrizione d'ipoteca sui beni di un defunto può eseguirsi con la semplice
indicazione della sua persona, osservate per il resto le regole ordinarie. Se
però risulta trascritto l'acquisto dei beni da parte degli eredi, l'iscrizione
deve eseguirsi contro costoro.
Art. 2830. Ipoteca giudiziale sui beni dell'eredità beneficiata e dell'eredità
giacente.
Se l'eredità è accettata con beneficio d'inventario o se si tratta di eredità
giacente, non possono essere iscritte ipoteche giudiziali sui beni ereditari,
neppure in base a sentenze pronunziate anteriormente alla morte del debitore.
Le obbligazioni risultanti dai titoli all'ordine o al portatore possono essere
garantite con ipoteca.
Per i titoli all'ordine l'ipoteca è iscritta a favore dell'attuale possessore e
si trasmette ai successivi possessori; questi non sono tenuti a effettuare
l'annotazione prevista dall'articolo 2843.
Per i titoli al portatore l'ipoteca a favore degli obbligazionisti è iscritta
con l'indicazione dell'emittente, della data dell'atto di emissione, della
serie, del numero e del valore delle obbligazioni emesse. In margine
all'iscrizione deve essere annotato il nome del rappresentante degli
obbligazionisti, appena questo sia nominato. Per l'annotazione deve presentarsi
copia della deliberazione o del provvedimento giudiziale di nomina.
Art. 2832. (Abrogato)
Art. 2833. (Abrogato)
Il conservatore dei registri immobiliari, nel trascrivere un atto di
alienazione o di divisione, deve iscrivere d'ufficio l'ipoteca legale che
spetta all'alienante o al condividente a norma dei numeri 1 e 2 dell'articolo
2817, a meno che gli sia presentato un atto pubblico o una scrittura privata
con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente, da cui risulti che
gli obblighi sono stati adempiuti o che vi è stata rinunzia all'ipoteca da
parte dell'alienante o del condividente.
Se il titolo per l'iscrizione risulta da scrittura privata, la sottoscrizione
di chi ha concesso l'ipoteca deve essere autenticata o accertata
giudizialmente.
Il richiedente deve presentare la scrittura originale o, se questa è depositata
in pubblico archivio o negli atti di un notaio, una copia autenticata, con la
certificazione che ricorrono i requisiti innanzi indicati.
L'originale o la copia rimane in deposito nell'ufficio dei registri
Se il titolo per l'iscrizione risulta da un atto pubblico ricevuto nello Stato
o da una sentenza o da altro provvedimento giudiziale ad essa parificato, si
deve presentare copia del titolo.
Gli atti formati in paese estero che si presentano per la iscrizione devono
essere legalizzati.
Art. 2838. Somma per cui l'iscrizione è eseguita.
Se la somma di danaro non è altrimenti determinata negli atti in base ai quali
è eseguita l'iscrizione o in atto successivo essa è determinata dal creditore
nella nota per l'iscrizione.
Qualora tra la somma enunciata nell'atto e quella enunciata nella nota vi sia
divergenza, l'iscrizione ha efficacia per la somma minore.
Art. 2839. Formalità per l'iscrizione dell'ipoteca.
Per eseguire l'iscrizione deve presentarsi il titolo costitutivo insieme con
una nota sottoscritta dal richiedente in doppio originale.
1) il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita e il numero di codice
fiscale del creditore, del debitore e dell'eventuale terzo datore di ipoteca;
la denominazione o la ragione sociale, la sede e il numero di Codice Fiscale
delle persone giuridiche, delle società previste dai capi II, III e IV del
titolo V del libro quinto e delle associazioni non riconosciute, con
l'indicazione, per queste ultime e per le società semplici, anche delle
generalità delle persone che le rappresentano secondo l'atto costitutivo.
Per le obbligazioni all'ordine o al portatore si devono osservare le norme
dell'art. 2831. Per le obbligazioni all'ordine si deve inoltre esibire il
titolo al conservatore, il quale vi annota l'eseguita iscrizione dell'ipoteca.
Per le obbligazioni al portatore si deve presentare copia dell'atto di
emissione e del piano di ammortamento;
2) il domicilio eletto dal creditore nella circoscrizione del tribunale in cui
ha sede l'ufficio dei registri immobiliari;
3) il titolo, la sua data e il nome del pubblico ufficiale che lo ha ricevuto o
autenticato;
7) la natura e la situazione dei beni gravati, con le indicazioni prescritte
dall'art. 2826.
Eseguita l'iscrizione, il conservatore restituisce al richiedente uno degli
originali della nota, certificando, in calce al medesimo, la data e il numero
d'ordine dell'iscrizione.
I titoli consegnati al conservatore sono custoditi secondo quanto è disposto
dall'articolo 2664.
L'omissione o l'inesattezza di alcune delle indicazioni nel titolo, in base al
quale è presa l'iscrizione, o nella nota non nuoce alla validità
dell'iscrizione, salvo che induca incertezza sulla persona del creditore o del
debitore o sull'ammontare del credito ovvero sulla persona del proprietario del
bene gravato, quando l'indicazione ne è necessaria, o sull'identità dei singoli
beni gravati.
Nel caso di altre omissioni o inesattezze, si può ordinare la rettificazione a
istanza e a spese della parte interessata.
È in facoltà del creditore, del suo mandatario o del suo erede o avente causa
di variare il domicilio eletto nell'iscrizione, sostituendone un altro nella
stessa circoscrizione.
Il cambiamento deve essere annotato dal conservatore in margine o in calce
all'iscrizione.
La dichiarazione circa il cambiamento del domicilio deve risultare da atto
ricevuto o autenticato da notaio e deve rimanere depositata nell'ufficio del
Art. 2843. Annotazione di cessione, di surrogazione e di altri atti dispositivi
La trasmissione o il vincolo dell'ipoteca per cessione, surrogazione, pegno
postergazione di grado o costituzione in dote del credito ipotecario, nonché
per sequestro, pignoramento o assegnazione del credito medesimo si deve
annotare in margine all'iscrizione dell'ipoteca.
La trasmissione o il vincolo dell'ipoteca non ha effetto finché l'annotazione
non sia stata eseguita. Dopo l'annotazione l'iscrizione non si può cancellare
senza il consenso dei titolari dei diritti indicati nell'annotazione medesima e
le intimazioni o notificazioni che occorrono in dipendenza dell'iscrizione
devono essere loro fatte nel domicilio eletto.
Per l'annotazione deve essere consegnata al conservatore copia del titolo e,
qualora questo sia una scrittura privata o un atto formato in paese estero, si
applicano le disposizioni degli articoli 2835 e 2837.
Le azioni a cui le iscrizioni possono dar luogo contro i creditori sono
promosse davanti all'autorità giudiziaria competente, per mezzo di citazione da
farsi alla persona in mani proprie o all'ultimo domicilio da essi eletto.
La stessa disposizione si applica per ogni altra notificazione relativa alle
dette iscrizioni.
Se non è stata fatta elezione di domicilio o se è morta la persona ovvero è
cessato l'ufficio presso cui si era eletto il domicilio, le citazioni e le
notificazioni possono essere fatte all'ufficio presso il quale l'iscrizione è
stata presa.
Se si tratta di giudizio promosso dal debitore contro il suo creditore per la
riduzione dell'ipoteca o per la cancellazione totale o parziale
dell'iscrizione, il creditore deve essere citato nei modi ordinari stabiliti
dal codice di procedura civile.
Art. 2845. Notificazioni relative a iscrizioni per obbligazioni all'ordine e al
Se l'iscrizione è presa per obbligazioni risultanti da titoli all'ordine , le
citazioni e notificazioni previste dall'articolo precedente devono farsi nei
confronti di chi ha preso l'iscrizione a norma degli articoli 2831 e 2839,
salvo che dai registri risulti l'annotazione a favore di un possessore
Se si tratta di obbligazioni al portatore, le citazioni e le notificazioni
devono essere fatte al rappresentante degli obbligazionisti il cui nome è
annotato in margine all'iscrizione. Le citazioni e le notificazioni devono
essere iscritte nel registro delle imprese e pubblicate per estratto in un
giornale quotidiano designato dall'autorità giudiziaria.
Se manca per qualsiasi causa il rappresentante o il nome di lui non è stato
annotato in margine all'iscrizione dell'ipoteca, le citazioni e le
notificazioni sono fatte nei confronti di un curatore da nominarsi
dall'autorità giudiziaria. Il decreto di nomina del curatore deve essere
pubblicato con le modalità prescritte nel comma precedente.
Le spese d'iscrizione dell'ipoteca sono a carico del debitore, se non vi è
patto contrario, ma devono essere anticipate dal richiedente.
Paragrafo 2 - Della rinnovazione
L'iscrizione conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L'effetto
cessa se l'iscrizione non e rinnovata prima che scada detto termine.
Nonostante il decorso del termine indicato dall'articolo precedente, il
creditore può procedere a nuova iscrizione; in tal caso l'ipoteca prende grado
dalla data della nuova iscrizione.
La nuova iscrizione non può essere presa contro i terzi acquirenti
dell'immobile ipotecato che hanno trascritto il loro titolo.
Art. 2849. (Abrogato)
Art. 2850. Formalità per la rinnovazione.
Per ottenere la rinnovazione si presenta al conservatore una nota in doppio
originale conforme a quella della precedente iscrizione in cui si dichiari che
s'intende rinnovare l'iscrizione originaria.
Se al tempo della rinnovazione gli immobili ipotecati risultano dai registri
delle trascrizioni passati agli eredi del debitore o ai suoi aventi causa, la
rinnovazione deve essere fatta anche nei confronti degli eredi o aventi causa e
la nota deve contenere le indicazioni stabilite dall'articolo 2839, se queste
risultano dai registri medesimi.
L'ipoteca prende grado dal momento della sua iscrizione, anche se è iscritta
per un credito condizionale. La stessa norma si applica per i crediti che
possano eventualmente nascere in dipendenza di un rapporto già esistente.
Art. 2853. Richieste contemporanee di iscrizione.
Il numero d'ordine delle iscrizioni determina il loro grado. Nondimeno, se più
persone presentano contemporaneamente la nota per ottenere iscrizione contro la
stessa persona o sugli stessi immobili, le iscrizioni sono eseguite sotto lo
stesso numero, e di ciò si fa menzione nella ricevuta spedita dal conservatore
a ciascuno dei richiedenti.
I crediti con iscrizione ipotecaria dello stesso grado sugli stessi beni
concorrono tra loro in proporzione dell'importo relativo.
L'iscrizione del credito fa collocare nello stesso grado le spese dell'atto di
costituzione d'ipoteca, quelle dell'iscrizione e rinnovazione e quelle
ordinarie occorrenti per l'intervento nel processo di esecuzione. Per il
credito di maggiori spese giudiziali le parti possono estendere l'ipoteca con
patto espresso, purché sia presa la corrispondente iscrizione.
Qualunque sia la specie d'ipoteca, l'iscrizione di un capitale che produce
interessi fa collocare nello stesso grado gli interessi dovuti, purché ne sia
enunciata la misura nell'iscrizione. La collocazione degli interessi è limitata
alle due annate anteriori e a quella in corso al giorno del pignoramento,
ancorché sia stata pattuita l'estensione a un maggior numero di annualità; le
iscrizioni particolari prese per altri arretrati hanno effetto dalla loro data.
L'iscrizione del capitale fa pure collocare nello stesso grado gli interessi
maturati dopo il compimento dell'annata in corso alla data del pignoramento,
però soltanto nella misura legale e fino alla data della vendita.
Il creditore che ha ipoteca sopra uno o più immobili, qualora si trovi perdente
perché sul loro prezzo si è in tutto o in parte soddisfatto un creditore
anteriore, la cui ipoteca si estendeva ad altri beni dello stesso debitore, può
surrogarsi nell'ipoteca iscritta a favore del creditore soddisfatto, al fine di
esercitare l'azione ipotecaria su questi altri beni con preferenza rispetto ai
creditori posteriori alla propria iscrizione. Lo stesso diritto spetta ai
creditori perdenti in seguito alla detta surrogazione.
Questa disposizione si applica anche ai creditori perdenti per causa di
privilegi immobiliari.
La surrogazione non si può esercitare sui beni dati in ipoteca da un terzo , né
sui beni alienati dal debitore, quando l'alienazione è stata trascritta
anteriormente all'iscrizione del creditore perdente.
Trattandosi di beni acquistati dal debitore posteriormente a detta iscrizione,
se il creditore soddisfatto aveva esteso a essi la sua ipoteca giudiziale, il
creditore perdente può esercitare la surrogazione anche su tali beni.
Per far valere il diritto alla surrogazione deve essere eseguita annotazione in
margine all'ipoteca del creditore soddisfatto; per l'annotazione deve
presentarsi al conservatore copia dello stato di graduazione dal quale risulta
l'incapienza.
Art. 2858. Facoltà del terzo acquirente.
Il terzo acquirente dei beni ipotecati, che ha trascritto il suo titolo di
acquisto e non è personalmente obbligato, se non preferisce pagare i creditori
iscritti, può rilasciare i beni stessi ovvero liberarli dalle ipoteche,
osservando le norme contenute nella sezione XII di questo capo. In mancanza,
l'espropriazione segue contro di lui secondo le forme prescritte dal codice di
Se la domanda diretta a ottenere la condanna del debitore è posteriore alla
trascrizione del titolo del terzo acquirente, questi, ove non abbia preso parte
al giudizio può opporre al creditore procedente tutte le eccezioni non opposte
dal debitore e quelle altresì che spetterebbero a questo dopo la condanna.
Le eccezioni suddette però non sospendono il corso dei termini stabiliti per la
liberazione del bene dalle ipoteche.
Art. 2860. Capacità per il rilascio.
Art. 2861. Termine di esecuzione del rilascio.
Il rilascio dei beni ipotecati si esegue con dichiarazione alla cancelleria del
tribunale competente per l'espropriazione. La dichiarazione deve essere fatta
non oltre i dieci giorni dalla data del pignoramento.
Il certificato della cancelleria attestante la dichiarazione deve, a cura del
terzo, essere annotato in margine alla trascrizione dell'atto di pignoramento e
deve essere notificato, entro cinque giorni dalla sua data, al creditore
Sull'istanza di questo o di qualunque altro interessato, il tribunale provvede
alla nomina di un amministratore, in confronto del quale prosegue il processo
di espropriazione.
Il terzo rimane responsabile della custodia dell'immobile fino alla consegna
all'amministratore.
Il rilascio non pregiudica le ipoteche, le servitù e gli altri diritti reali
resi pubblici contro il terzo prima dell'annotazione del rilascio.
Le ipoteche, le servitù e gli altri diritti reali che già spettavano al terzo
prima dell'acquisto riprendono efficacia dopo il rilascio o dopo la vendita
all'incanto eseguita contro di lui.
Del pari riprendono efficacia le servitù che al momento dell'iscrizione
dell'ipoteca esistevano a favore del fondo ipotecato e a carico di altro fondo
del terzo. Esse sono comprese nell'espropriazione del fondo ipotecato.
Art. 2863. Ricupero dell'immobile rilasciato e abbandonato dell'esecuzione.
Finché non sia avvenuta la vendita, il terzo può ricuperare l'immobile
rilasciato, pagando i crediti iscritti e i loro accessori, oltre le spese.
Qualora la vendita sia avvenuta e, dopo pagati i creditori iscritti, vi sia un
residuo del prezzo, questo spetta al terzo acquirente.
Il rilascio non ha effetto se il processo di esecuzione si estingue per
rinunzia o per inattività delle parti.
Il terzo è tenuto a risarcire i danni che da sua colpa grave sono derivati
all'immobile in pregiudizio dei creditori iscritti.
Egli non può ritenere l'immobile per causa di miglioramenti; ma ha il diritto
di far separare dal prezzo di vendita la parte corrispondente ai miglioramenti
eseguiti dopo la trascrizione del suo titolo, fino a concorrenza del valore dei
medesimi al tempo della vendita.
Se il prezzo non copre il valore dell'immobile nello stato in cui era prima dei
miglioramenti e insieme quello dei miglioramenti, esso deve dividersi in due
parti proporzionali ai detti valori.
I frutti dell'immobile ipotecato sono dovuti dal terzo a decorrere dal giorno
in cui è stato eseguito il pignoramento.
Nel caso di liberazione dell'immobile dalle ipoteche i frutti sono del pari
dovuti dal giorno del pignoramento o, in mancanza di pignoramento, dal giorno
della notificazione eseguita in conformità dell'articolo 2890.
Art. 2866. Diritti del terzo nei confronti del debitore e di altri terzi
Il terzo che ha pagato i creditori iscritti ovvero ha rilasciato l'immobile o
sofferto l'espropriazione ha ragione d'indennità verso il suo autore, anche se
si tratta di acquisto a titolo gratuito.
Ha pure diritto di subingresso nelle ipoteche costituite a favore del creditore
soddisfatto sugli altri beni del debitore; se questi sono stati acquistati da
terzi, non ha azione che contro coloro i quali hanno trascritto il loro
acquisto in data posteriore alla trascrizione del suo titolo . Per esercitare
il subingresso deve fare eseguire la relativa annotazione in conformità
dell'articolo 2843.
Il subingresso non pregiudica l'esercizio del diritto di surrogazione stabilito
dall'articolo 2856 a favore dei creditori che hanno un'iscrizione anteriore
alla trascrizione del titolo del terzo acquirente.
Se il terzo acquirente, che ha trascritto il suo titolo, è debitore, in
dipendenza dell'acquisto, di una somma attualmente esigibile, la quale basti a
soddisfare tutti i creditori iscritti contro il precedente proprietario,
ciascuno di questi può obbligarlo al pagamento.
Se il debito del terzo non è attualmente esigibile, o è minore o diverso da ciò
che è dovuto ai detti creditori, questi, purché di comune accordo, possono
egualmente richiedere che venga loro pagato, fino alla rispettiva concorrenza,
ciò che il terzo deve nei modi e termini della sua obbligazione.
Nell'uno e nell'altro caso l'acquirente non può evitare di pagare, offrendo il
rilascio dell'immobile, ma, eseguito il pagamento, l'immobile è liberato da
ogni ipoteca, non esclusa quella che spetta all'alienante, e il terzo ha
diritto di ottenere che si cancellino le relative iscrizioni.
Chi ha costituito un'ipoteca a garanzia del debito altrui non può invocare il
beneficio della preventiva escussione del debitore, se il beneficio non è stato
convenuto.
L'ipoteca costituita dal terzo si estingue se, per fatto del creditore, non può
avere effetto la surrogazione del terzo nei diritti, nel pegno, nelle ipoteche
e nei privilegi del creditore.
Il terzo datore che non ha preso parte al giudizio diretto alla condanna del
debitore può opporre al creditore le eccezioni indicate dall'articolo 2859.
Art. 2871. Diritti del terzo datore che ha pagato i creditori iscritti o ha
sofferto l'espropriazione.
Il terzo datore che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto
l'espropriazione ha regresso contro il debitore. Se vi sono più debitori
obbligati in solido, il terzo che ha costituito l'ipoteca a garanzia di tutti
ha regresso contro ciascuno per l'intero.
Il terzo datore ha regresso contro i fideiussori del debitore. Ha inoltre
regresso contro gli altri terzi datori per la loro rispettiva porzione e può
esercitare, anche nei confronti dei terzi acquirenti, il subingresso previsto
dal secondo comma dell'articolo 2866.
Art. 2872. Modalità della riduzione.
La riduzione delle ipoteche si opera riducendo la somma per la quale è stata
presa l'iscrizione o restringendo l'iscrizione a una parte soltanto dei beni.
Questa restrizione può aver luogo anche se l'ipoteca ha per oggetto un solo
bene, qualora questo abbia parti distinte o tali che si possano comodamente
Non è ammessa domanda di riduzione riguardo alla quantità dei beni né riguardo
alla somma, se la quantità dei beni o la somma è stata determinata per
convenzione o per sentenza.
Tuttavia, se sono stati eseguiti pagamenti parziali così da estinguere almeno
il quinto del debito originario, si può chiedere una riduzione proporzionale
per quanto riguarda la somma.
Nel caso d'ipoteca iscritta su un edificio, il costituente che dopo
l'iscrizione ha eseguito sopraelevazioni può chiedere che l'ipoteca sia
ridotta, per modo che le sopraelevazioni ne restino esenti in tutto o in parte,
osservato il limite stabilito dall'articolo 2876 per il valore della cautela.
Le ipoteche legali, eccettuate quelle indicate dai numeri 1 e 2 dell'articolo
2817, e le ipoteche giudiziali devono ridursi su domanda degli interessati, se
i beni compresi nell'iscrizione hanno un valore che eccede la cautela da
somministrarsi o se la somma determinata dal creditore nell'iscrizione eccede
di un quinto quella che l'autorità giudiziaria dichiara dovuta.
Si reputa che il valore dei beni ecceda la cautela da somministrarsi, se tanto
alla data dell'iscrizione dell'ipoteca, quanto posteriormente, supera di un
terzo l'importo dei crediti iscritti, accresciuto degli accessori a norma
dell'articolo 2855.
La riduzione si opera rispettando l'eccedenza del quinto per ciò che riguarda
la somma del credito e l'eccedenza del terzo per ciò che riguarda il valore
della cautela.
Le spese necessarie per eseguire la riduzione, anche se consentita dal
creditore, sono sempre a carico del richiedente, a meno che la riduzione abbia
luogo per eccesso nella determinazione del credito fatta dal creditore, nel
qual caso sono a carico di quest'ultimo.
Se la riduzione è stata ordinata con sentenza, le spese del giudizio sono a
carico del soccombente, salvo che siano compensate tra le parti.
2) con la mancata rinnovazione della iscrizione entro il termine indicato
dall'articolo 2847;
4) col perimento del bene ipotecato, salvo quanto è stabilito dall'articolo
6) con lo spirare del termine a cui la ipoteca è stata limitata o col
verificarsi della condizione risolutiva.
7) con la pronunzia del provvedimento che trasferisce all'acquirente il diritto
espropriato e ordina la cancellazione delle ipoteche.
La rinunzia del creditore all'ipoteca deve essere espressa e deve risultare da
atto scritto, sotto pena di nullità.
La rinunzia non ha effetto di fronte ai terzi che anteriormente alla
cancellazione dell'ipoteca abbiano acquistato il diritto all'ipoteca medesima
ed eseguito la relativa annotazione a termini dell'articolo 2843.
Riguardo ai beni acquistati da terzi, l'ipoteca si estingue per prescrizione,
indipendentemente dal credito, col decorso di venti anni dalla data della
trascrizione del titolo di acquisto , salve le cause di sospensione e
d'interruzione.
Salvo diversa disposizione di legge se la causa estintiva dell'obbligazione è
dichiarata nulla o altrimenti non sussiste ovvero è dichiarata nulla la
rinunzia fatta dal creditore all'ipoteca , e la iscrizione non è stata
conservata, si può procedere a nuova iscrizione e questa prende grado dalla sua
Art. 2882. Formalità per la cancellazione.
La cancellazione consentita dalle parti interessate deve essere eseguita dal
conservatore in seguito a presentazione dell'atto contenente il consenso del
Per quest'atto devono essere osservate le forme prescritte dagli articoli 2821,
2835 e 2837.
Art. 2883. Capacità per consentire la cancellazione.
Chi non ha la capacità richiesta per liberare il debitore non può consentire la
cancellazione dell'iscrizione se non è assistito dalle persone il cui
intervento è necessario per la liberazione.
Il rappresentante legale dell'incapace e ogni altro amministratore, anche se
autorizzati a esigere il credito e a liberare il debitore, non possono
consentire la cancellazione dell'iscrizione, ove il credito non sia
La cancellazione deve essere eseguita dal conservatore, quando è ordinata con
sentenza passata in giudicato o con altro provvedimento definitivo emesso dalle
Se è stato convenuto od ordinato che la cancellazione non debba aver luogo che
sotto la condizione di nuova ipoteca, di nuovo impiego o sotto altra
condizione, la cancellazione non può essere eseguita se non si fa constatare al
conservatore che la condizione è stata adempiuta.
Art. 2886. Formalità per la cancellazione.
Chi richiede la cancellazione totale o parziale deve presentare al conservatore
l'atto su cui la richiesta è fondata.
La cancellazione di un'iscrizione o la rettifica deve essere eseguita in
margine all'iscrizione medesima, con l'indicazione del titolo dal quale è stata
consentita od ordinata e della data in cui si esegue, e deve portare la
sottoscrizione del conservatore.
La cancellazione della ipoteca costituita a garanzia dell'obbligazione
risultante da un titolo all'ordine è consentita dal creditore risultante nei
registri immobiliari e l'atto di consenso deve essere presentato al
conservatore insieme con il titolo, il quale è restituito dopo che il
conservatore vi ha eseguito l'annotazione della cancellazione.
La cancellazione dell'ipoteca importa la perdita del diritto di regresso contro
i giranti anteriori alla cancellazione medesima.
Qualora il conservatore rifiuti di procedere alla cancellazione di
un'iscrizione, il richiedente può proporre reclamo all'autorità giudiziaria.
Art. 2889. Facoltà di liberare i beni dalle ipoteche.
Il terzo acquirente dei beni ipotecati, che ha trascritto il suo titolo e non è
personalmente obbligato a pagare i creditori ipotecari, ha facoltà di liberare
i beni da ogni ipoteca iscritta anteriormente alla trascrizione del suo titolo
Tale facoltà spetta all'acquirente anche dopo il pignoramento, purché nel
termine di trenta giorni proceda in conformità dell'articolo che segue.
L'acquirente deve far notificare, per mezzo di ufficiale giudiziario, ai
creditori iscritti, nel domicilio da essi eletto e al precedente proprietario
un atto nel quale siano indicati:
2) la qualità e la situazione dei beni col numero del catasto o altra loro
designazione, quale risulta dallo stesso titolo;
3) il prezzo stipulato o il valore da lui stesso dichiarato, se si tratta di
beni pervenutigli a titolo lucrativo o di cui non sia stato determinato il
In ogni caso, il prezzo o il valore dichiarato non può essere inferiore a
quello stabilito come base degli incanti dal codice di procedura civile in caso
Nell'atto della notificazione il terzo acquirente deve eleggere domicilio nel
comune dove ha sede il tribunale competente per l'espropriazione e deve offrire
di pagare il prezzo o il valore dichiarato.
Un estratto sommario della notificazione è inserito nel giornale degli annunzi
Entro il termine di quaranta giorni dalla notificazione indicata dall'articolo
precedente, qualunque dei creditori iscritti o dei relativi fideiussori ha
diritto di richiedere l'espropriazione dei beni con ricorso al presidente del
tribunale competente a norma del codice di procedura civile, purché adempia le
condizioni che seguono:
1) che la richiesta sia notificata al terzo acquirente nel domicilio da lui
eletto a norma dell'articolo precedente e al proprietario anteriore;
2) che contenga la dichiarazione del richiedente di aumentare di un decimo il
prezzo stipulato o il valore dichiarato;
3) che contenga l'offerta di una cauzione per una somma eguale al quinto del
prezzo aumentato come sopra;
4) che l'originale e le copie della richiesta siano sottoscritti dal
richiedente o da un suo procuratore munito di mandato speciale.
I termini fissati dal secondo comma dell'articolo 2889 e dal primo comma
dell'articolo 2891 non possono essere prorogati.
Se l'incanto non è domandato nel tempo e nel modo prescritti dall'articolo
2891, il valore del bene rimane definitivamente stabilito nel prezzo che
l'acquirente ha posto a disposizione dei creditori a norma dell'articolo 2890,
La liberazione del bene dalle ipoteche avviene dopo che è stato depositato il
prezzo e si è provveduto nei modi indicati dal codice di procedura civile.
Se il terzo acquirente non deposita il prezzo entro il termine stabilito
dall'articolo 792 del codice di procedura civile, la richiesta di liberazione
del bene dalle ipoteche rimane senza effetto, salva la responsabilità del
richiedente per i danni verso i creditori iscritti.
La desistenza del creditore che ha richiesto l'incanto non può impedire
l'espropriazione, a meno che vi consentano espressamente gli altri creditori
Se l'aggiudicazione segue a favore del terzo acquirente, il decreto di
trasferimento deve essere annotato in margine alla trascrizione dell'atto di
Il terzo acquirente al quale è stato aggiudicato l'immobile ha regresso contro
il venditore per il rimborso di ciò che eccede il prezzo stipulato nel
Nel caso in cui il titolo d'acquisto del terzo acquirente comprende mobili e
immobili, o comprende più immobili, gli uni ipotecati e gli altri liberi,
ovvero non tutti gravati dalle stesse iscrizioni, situati nella giurisdizione
dello stesso tribunale o in diverse giurisdizioni di tribunali, alienati per un
unico prezzo ovvero per prezzi distinti, il prezzo di ciascun immobile
assoggettato a particolari e separate iscrizioni deve dichiararsi nella
notificazione, ragguagliato al prezzo totale espresso nel titolo.
Il creditore che richiede l'espropriazione non può in nessun caso essere
costretto a estendere la sua domanda ai mobili, o ad altri immobili, fuori di
quelli che sono ipotecati per il suo credito, salvo il regresso del terzo
acquirente contro il suo autore per il risarcimento del danno che venga a
soffrire a causa della separazione dei beni compresi nell'acquisto e delle
relative coltivazioni.
Sezione XIII - Della rinunzia e dell'astensione del creditore
Il creditore, che ha ipoteca su vari immobili, dopo che gli è stata fatta la
notificazione indicata dall'articolo 2890, se si tratta del processo di
liberazione dalle ipoteche, o dopo la notificazione del provvedimento che
dispone la vendita, in caso di espropriazione, non può rinunziare alla sua
ipoteca sopra uno di quegli immobili né astenersi dall'intervenire nel giudizio
di espropriazione qualora sia con ciò favorito un creditore a danno di altro
creditore anteriormente iscritto; se egli rinunzia o si astiene, è responsabile
dei danni, a meno che vi siano giusti motivi.
La stessa disposizione si applica nel caso in cui la rinunzia o l'astensione
favorisca un terzo acquirente a danno di un creditore con ipoteca anteriore o
di un altro terzo acquirente che abbia un titolo anteriormente trascritto.
Art. 2900. Condizioni, modalità ed effetti.
Il creditore, per assicurare che siano soddisfatte o conservate le sue ragioni,
può esercitare i diritti e le azioni che spettano verso i terzi al proprio
debitore e che questi trascura di esercitare, purché i diritti e le azioni
abbiano contenuto patrimoniale e non si tratti di diritti o di azioni che, per
loro natura o per disposizione di legge, non possono essere esercitati se non
dal loro titolare.
Il creditore, qualora agisca giudizialmente, deve citare anche il debitore al
quale intende surrogarsi.
Il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione o a termine, può
domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di
disposizione del patrimonio con i quali il debitore rechi pregiudizio alle sue
ragioni, quando concorrono le seguenti condizioni:
1) che il debitore conoscesse il pregiudizio che l'atto arrecava alle ragioni
del creditore o, trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, l'atto
fosse dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne il soddisfacimento;
2) che, inoltre, trattandosi di atto a titolo oneroso, il terzo fosse
consapevole del pregiudizio e, nel caso di atto anteriore al sorgere del
credito, fosse partecipe della dolosa preordinazione.
Agli effetti della presente norma, le prestazioni di garanzia, anche per debiti
altrui, sono considerate atti a titolo oneroso, quando sono contestuali al
credito garantito.
L'inefficacia dell'atto non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso
dai terzi di buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di
revocazione.
Il creditore, ottenuta la dichiarazione di inefficacia, può promuovere nei
confronti dei terzi acquirenti le azioni esecutive o conservative sui beni che
formano oggetto dell'atto impugnato.
Il terzo contraente, che abbia verso il debitore ragioni di credito dipendenti
dall'esercizio dell'azione revocatoria, non può concorrere sul ricavato dei
beni che sono stati oggetto dell'atto dichiarato inefficace, se non dopo che il
creditore è stato soddisfatto.
Sono salve le disposizioni sull'azione revocatoria in materia fallimentare e in
materia penale.
Il creditore può chiedere il sequestro conservativo dei beni del debitore ,
secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile.
Il sequestro può essere chiesto anche nei confronti del terzo acquirente dei
beni del debitore, qualora sia stata proposta l'azione per far dichiarare
l'inefficacia dell'alienazione.
Non hanno effetto in pregiudizio del creditore sequestrante le alienazioni e
gli altri atti che hanno per oggetto la cosa sequestrata, in conformità delle
regole stabilite per il pignoramento.
Non ha parimenti effetto in pregiudizio del creditore opponente il pagamento
eseguito dal debitore, qualora l'opposizione sia stata proposta nei casi e con
le forme stabilite dalla legge.