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Timestamp: 2018-12-11 15:28:39+00:00
Document Index: 5285015

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art.  8', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 8', 'art.  3', 'art.  17', 'art. 20', 'art.  5', 'art.  5', 'art.  17', 'art.  10', 'sentenza\n', 'art.  51', 'art.  10', 'art.  1', 'art. 4', 'art.  1', 'art. 10', 'art. 51', 'art.    1', 'art. 10', 'art. 1', 'art.  7', 'art. 5']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 agosto 2010, n. 150 - Regolamento recante norme relative al rilascio delle informazioni antimafia a seguito degli accessi e accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici. (10G0169) - (GU n. 212 del 10-9-2010 | Periti.info
<MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 15 luglio 2010
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 6 agosto 2010>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 agosto 2010, n. 150 – Regolamento recante norme relative al rilascio delle informazioni antimafia a seguito degli accessi e accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all’esecuzione di lavori pubblici. (10G0169) – (GU n. 212 del 10-9-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 agosto 2010, n. 150 - Regolamento recante norme relative al rilascio delle informazioni antimafia a seguito degli accessi e accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici. (10G0169) - (GU n. 212 del 10-9-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/09/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 agosto 2010 , n. 150
Regolamento recante norme relative  al  rilascio  delle  informazioni
antimafia a seguito degli accessi e accertamenti nei  cantieri  delle
imprese interessate all’esecuzione di lavori pubblici. (10G0169)
Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e  l’allegato
1, n. 86;
Visto l’articolo 17, comma 94, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998,  n.
Vista la legge 31 maggio 1965, n. 575;
Vista la legge 17 gennaio 1994, n. 47;
Visto l’articolo 5-bis del decreto legislativo 8  agosto  1994,  n.
490, introdotto dall’articolo 2, comma 2, lettera b), della legge  15
luglio 2009, n. 94;
adottata nella riunione del 1° aprile 2010;
consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 26 aprile 2010;
Acquisiti i pareri della  Commissione  permanente  Giustizia  della
Camera dei deputati in  data  21  luglio  2010  e  della  Commissione
permanente Affari costituzionali del Senato della Repubblica in  data
29 giugno 2010;
riunione del 30 luglio 2010;
Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto
con i Ministri dell’interno, il Ministro della giustizia, il Ministro
per lo sviluppo economico e il Ministro delle  infrastrutture  e  dei
1.  Le  disposizioni  del  presente  regolamento  disciplinano   le
modalita’ con le quali sono rilasciate le informazioni concernenti la
sussistenza di  una  delle  cause  di  decadenza,  di  divieto  o  di
sospensione di cui all’articolo 10 della legge  31  maggio  1965,  n.
575, e dei tentativi di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo  10
del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252,  a
seguito degli  accessi  e  degli  accertamenti  effettuati  presso  i
cantieri delle imprese interessate all’esecuzione di lavori pubblici.
2.  Ai  fini  di  cui  al  comma   1   sono   imprese   interessate
all’esecuzione di lavori pubblici tutti i soggetti che intervengono a
qualunque titolo nel ciclo di  realizzazione  dell’opera,  anche  con
noli e forniture di beni  e  prestazioni  di  servizi,  ivi  compresi
quelli di natura intellettuale, qualunque sia l’importo dei  relativi
contratti o dei subcontratti.
– Si riporta il testo dell’art. 20 e  dell’allegato  1,
n. 86 della legge 15 marzo1997, n. 59, recante  «Delega  al
Governo per il conferimento  di  funzioni  e  compiti  alle
regioni ed enti  locali,  per  la  riforma  della  pubblica
amministrazione e per la semplificazione amministrativa:
«Art. 20. – 1. Il Governo, sulla base di  un  programma
di priorita’ di interventi, definito, con deliberazione del
Consiglio  dei  Ministri,  in   relazione   alle   proposte
formulate dai Ministri competenti,  sentita  la  conferenza
unificata di cui all’art.  8  del  decreto  legislativo  28
agosto 1997, n. 281, entro la data del 30 aprile,  presenta
al Parlamento, entro il 31 maggio di ogni anno, un  disegno
di legge per la semplificazione e il  riassetto  normativo,
volto a definire, per l’anno successivo, gli  indirizzi,  i
criteri, le modalita’ e le materie di intervento, anche  ai
fini  della  ridefinizione  dell’area  di  incidenza  delle
pubbliche funzioni  con  particolare  riguardo  all’assetto
delle competenze dello Stato, delle regioni  e  degli  enti
locali. In allegato al disegno di legge e’  presentata  una
relazione sullo stato di attuazione della semplificazione e
del riassetto.
2. Il disegno di  legge  di  cui  al  comma  1  prevede
l’emanazione di  decreti  legislativi,  relativamente  alle
norme legislative sostanziali e procedimentali, nonche’  di
regolamenti ai sensi dell’art. 17, commi 1 e 2, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, per  le
norme regolamentari di competenza dello Stato.
3. Salvi i principi e i criteri direttivi specifici per
le singole materie,  stabiliti  con  la  legge  annuale  di
semplificazione e riassetto  normativo,  l’esercizio  delle
deleghe legislative di cui ai commi 1 e  2  si  attiene  ai
a)   definizione   del    riassetto    normativo    e
codificazione  della  normativa   primaria   regolante   la
materia, previa acquisizione del parere  del  Consiglio  di
Stato, reso nel termine di novanta giorni  dal  ricevimento
della   richiesta,   con   determinazione   dei    principi
fondamentali nelle materie di legislazione concorrente;
a-bis) coordinamento formale e sostanziale del  testo
delle  disposizioni  vigenti,   apportando   le   modifiche
necessarie per garantire la coerenza  giuridica,  logica  e
sistematica della normativa e per  adeguare,  aggiornare  e
semplificare il linguaggio normativo;
b) indicazione esplicita delle norme abrogate,  fatta
salva l’applicazione dell’art. 15 delle disposizioni  sulla
legge in generale premesse al codice civile;
c) indicazione dei principi generali, in  particolare
per quanto attiene alla informazione, alla  partecipazione,
al contraddittorio,  alla  trasparenza  e  pubblicita’  che
regolano  i  procedimenti  amministrativi   ai   quali   si
attengono i regolamenti previsti dal comma 2  del  presente
articolo, nell’ambito dei principi stabiliti dalla legge  7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;
d)  eliminazione  degli   interventi   amministrativi
autorizzatori  e  delle  misure  di  condizionamento  della
liberta’ contrattuale, ove non vi contrastino gli interessi
pubblici alla difesa nazionale, all’ordine e alla sicurezza
pubblica,   all’amministrazione   della   giustizia,   alla
regolazione dei mercati e alla  tutela  della  concorrenza,
alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell’ambiente,
all’ordinato   assetto   del   territorio,   alla    tutela
dell’igiene e della salute pubblica;
e)  sostituzione  degli   atti   di   autorizzazione,
licenza, concessione, nulla osta, permesso  e  di  consenso
comunque  denominati  che  non  implichino   esercizio   di
discrezionalita’ amministrativa e il cui  rilascio  dipenda
dall’accertamento dei requisiti e presupposti di legge, con
una denuncia di inizio di attivita’ da presentare da  parte
dell’interessato all’amministrazione  competente  corredata
dalle attestazioni  e  dalle  certificazioni  eventualmente
f) determinazione dei  casi  in  cui  le  domande  di
rilascio di un atto di consenso, comunque  denominato,  che
non implichi esercizio di discrezionalita’  amministrativa,
corredate  dalla  documentazione  e  dalle   certificazioni
relative  alle  caratteristiche   tecniche   o   produttive
dell’attivita’ da  svolgere,  eventualmente  richieste,  si
considerano accolte qualora non venga  comunicato  apposito
provvedimento di  diniego  entro  il  termine  fissato  per
categorie  di  atti  in  relazione  alla  complessita’  del
procedimento,    con    esclusione,    in    ogni     caso,
dell’equivalenza tra silenzio e diniego o rifiuto;
g)   revisione    e    riduzione    delle    funzioni
amministrative non direttamente rivolte:
1) alla  regolazione  ai  fini  dell’incentivazione
della concorrenza;
2) alla eliminazione delle rendite e dei diritti di
esclusivita’, anche alla luce della normativa comunitaria;
3)  alla  eliminazione  dei  limiti  all’accesso  e
all’esercizio delle attivita’ economiche e lavorative;
4)   alla   protezione   di   interessi    primari,
costituzionalmente rilevanti, per  la  realizzazione  della
solidarieta’ sociale;
5) alla  tutela  dell’identita’  e  della  qualita’
della   produzione   tipica   e   tradizionale   e    della
h) promozione degli interventi di autoregolazione per
standard qualitativi e delle certificazioni di  conformita’
da parte delle categorie  produttive,  sotto  la  vigilanza
pubblica o di organismi indipendenti,  anche  privati,  che
accertino e  garantiscano  la  qualita’  delle  fasi  delle
attivita’ economiche e professionali, nonche’ dei  processi
produttivi e dei prodotti o dei servizi;
i) per le ipotesi  per  le  quali  sono  soppressi  i
poteri amministrativi autorizzatori o ridotte  le  funzioni
pubbliche   condizionanti   l’esercizio   delle   attivita’
private,    previsione     dell’autoconformazione     degli
interessati a modelli di regolazione, nonche’  di  adeguati
strumenti di verifica e controllo successivi. I modelli  di
regolazione   vengono   definiti   dalle    amministrazioni
competenti   in    relazione    all’incentivazione    della
concorrenzialita’, alla riduzione dei costi privati per  il
rispetto  dei  parametri  di   pubblico   interesse,   alla
flessibilita’ dell’adeguamento dei  parametri  stessi  alle
esigenze manifestatesi nel settore regolato;
l)  attribuzione  delle  funzioni  amministrative  ai
comuni, salvo  il  conferimento  di  funzioni  a  province,
citta’  metropolitane,  regioni  e   Stato   al   fine   di
assicurarne l’esercizio unitario in  base  ai  principi  di
sussidiarieta’,     differenziazione     e     adeguatezza;
determinazione dei principi  fondamentali  di  attribuzione
delle funzioni secondo gli stessi criteri  da  parte  delle
regioni   nelle   materie   di    competenza    legislativa
m)   definizione   dei   criteri    di    adeguamento
dell’organizzazione  amministrativa   alle   modalita’   di
esercizio delle funzioni di cui al presente comma;
n) indicazione esplicita dell’autorita’ competente  a
ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative,
ai sensi dell’art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
3-bis.  Il  Governo,  nelle   materie   di   competenza
esclusiva   dello   Stato,   completa   il   processo    di
codificazione   di   ciascuna   materia   emanando,   anche
contestualmente al decreto legislativo  di  riassetto,  una
raccolta organica delle norme  regolamentari  regolanti  la
medesima  materia,  se  del  caso  adeguandole  alla  nuova
disciplina di livello primario e semplificandole secondo  i
criteri di cui ai successivi commi.
4. I decreti legislativi e  i  regolamenti  di  cui  al
comma 2, emanati sulla base della legge di  semplificazione
e riassetto  normativo  annuale,  per  quanto  concerne  le
funzioni amministrative mantenute, si attengono ai seguenti
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e
di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
strumentali, in  modo  da  ridurre  il  numero  delle  fasi
procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche
riordinando  le  competenze  degli  uffici,  accorpando  le
funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli  organi  che
risultino superflui e costituendo centri interservizi  dove
ricollocare  il  personale   degli   organi   soppressi   e
raggruppare competenze diverse ma  confluenti  in  un’unica
procedura, nel rispetto dei principi generali  indicati  ai
sensi del comma 3, lettera c), e delle competenze riservate
alle regioni;
b) riduzione  dei  termini  per  la  conclusione  dei
procedimenti  e  uniformazione  dei  tempi  di  conclusione
previsti per procedimenti tra loro analoghi;
c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo che  si  svolgono  presso  diverse  amministrazioni  o
presso diversi uffici della medesima amministrazione;
d)   riduzione    del    numero    di    procedimenti
amministrativi  e  accorpamento  dei  procedimenti  che  si
riferiscono alla medesima attivita’;
e) semplificazione e accelerazione delle procedure di
spesa   e   contabili,   anche   mediante   l’adozione   di
disposizioni che prevedano termini  perentori,  prorogabili
per  una  sola  volta,  per   le   fasi   di   integrazione
dell’efficacia e di controllo degli atti, decorsi i quali i
provvedimenti si intendono adottati;
f) aggiornamento delle procedure, prevedendo la  piu’
estesa   e   ottimale   utilizzazione   delle    tecnologie
dell’informazione e della comunicazione, anche nei rapporti
con i destinatari dell’azione amministrativa;
f-bis) generale possibilita’ di utilizzare, da  parte
delle amministrazioni e dei soggetti a  queste  equiparati,
strumenti di diritto privato, salvo  che  nelle  materie  o
nelle fattispecie nelle quali l’interesse pubblico non puo’
essere perseguito senza l’esercizio di poteri autoritativi;
f-ter) conformazione ai principi  di  sussidiarieta’,
differenziazione e adeguatezza,  nella  ripartizione  delle
attribuzioni  e   competenze   tra   i   diversi   soggetti
istituzionali,  nella  istituzione  di  sedi   stabili   di
concertazione e nei rapporti tra i  soggetti  istituzionali
ed   i   soggetti   interessati,    secondo    i    criteri
dell’autonomia,   della   leale    collaborazione,    della
responsabilita’ e della tutela dell’affidamento;
f-quater) riconduzione delle intese, degli accordi  e
degli atti equiparabili comunque denominati, nonche’  delle
conferenze di servizi, previste  dalle  normative  vigenti,
aventi il carattere della  ripetitivita’,  ad  uno  o  piu’
schemi base o modelli di riferimento nei  quali,  ai  sensi
degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990,
n. 241, e  successive  modificazioni,  siano  stabilite  le
responsabilita’,  le   modalita’   di   attuazione   e   le
conseguenze degli eventuali inadempimenti;
f-quinquies)  avvalimento  di  uffici   e   strutture
tecniche e  amministrative  pubbliche  da  parte  di  altre
pubbliche amministrazioni, sulla base di  accordi  conclusi
ai sensi dell’art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241,  e
5. I decreti legislativi di cui al comma 2 sono emanati
su proposta del Ministro competente,  di  concerto  con  il
Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per  la
funzione pubblica, con i  Ministri  interessati  e  con  il
Ministro dell’economia e delle finanze, previa acquisizione
del parere della Conferenza unificata di cui all’art. 8 del
decreto  legislativo   28   agosto   1997,   n.   281,   e,
successivamente, dei pareri delle commissioni  parlamentari
competenti che sono  resi  entro  il  termine  di  sessanta
giorni dal ricevimento della richiesta.
6. I regolamenti di cui al comma  2  sono  emanati  con
decreto   del   Presidente   della    Repubblica,    previa
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la
funzione pubblica, di concerto con il Ministro  competente,
previa acquisizione del parere della  Conferenza  unificata
di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,
n. 281, quando siano coinvolti interessi  delle  regioni  e
delle autonomie locali, del parere del Consiglio  di  Stato
nonche’ delle competenti commissioni parlamentari. I pareri
della conferenza unificata e del Consiglio  di  Stato  sono
resi entro novanta giorni  dalla  richiesta;  quello  delle
commissioni  parlamentari  e’  reso,   successivamente   ai
precedenti, entro sessanta giorni dalla richiesta.  Per  la
predisposizione degli schemi di regolamento  la  Presidenza
del Consiglio dei Ministri, ove necessario, promuove, anche
su richiesta  del  Ministro  competente,  riunioni  tra  le
amministrazioni interessate. Decorsi sessanta giorni  dalla
richiesta  di  parere  alle  commissioni  parlamentari,   i
regolamenti possono essere comunque emanati.
7.  I  regolamenti  di  cui  al  comma   2,   ove   non
diversamente previsto dai decreti legislativi,  entrano  in
vigore il quindicesimo giorno successivo  alla  data  della
loro pubblicazione nella Gazzetta  Ufficiale.  Con  effetto
dalla stessa data sono abrogate le norme, anche  di  legge,
regolatrici dei procedimenti.
8. I regolamenti di cui al comma 2 si conformano, oltre
ai principi di cui  al  comma  4,  ai  seguenti  criteri  e
a) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti
amministrativi  di  funzioni  anche  decisionali,  che  non
richiedono, in ragione della loro specificita’, l’esercizio
in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali
con conferenze di servizi o con  interventi,  nei  relativi
procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;
b)  individuazione  delle  responsabilita’  e   delle
procedure di verifica e controllo;
c) soppressione dei procedimenti  che  risultino  non
piu’  rispondenti   alle   finalita’   e   agli   obiettivi
fondamentali definiti dalla legislazione di settore  o  che
risultino   in   contrasto   con   i   principi    generali
dell’ordinamento giuridico nazionale o comunitario;
d) soppressione dei procedimenti che comportino,  per
l’amministrazione e per i cittadini, costi piu’ elevati dei
benefici conseguibili,  anche  attraverso  la  sostituzione
dell’attivita’  amministrativa   diretta   con   forme   di
autoregolamentazione   da    parte    degli    interessati,
prevedendone comunque forme di controllo;
e)  adeguamento  della   disciplina   sostanziale   e
procedimentale dell’attivita’ e degli  atti  amministrativi
ai principi della normativa comunitaria, anche  sostituendo
al regime concessorio quello autorizzatorio;
f) soppressione dei procedimenti  che  derogano  alla
normativa procedimentale di carattere generale, qualora non
sussistano piu’ le ragioni che giustifichino  una  difforme
disciplina settoriale;
g) regolazione, ove possibile, di tutti  gli  aspetti
organizzativi e di tutte le fasi del procedimento.
8-bis. Il Governo verifica la coerenza degli  obiettivi
di semplificazione e di qualita’ della regolazione  con  la
definizione della posizione italiana da sostenere  in  sede
di Unione  europea  nella  fase  di  predisposizione  della
normativa comunitaria, ai sensi  dell’art.  3  del  decreto
legislativo  30  luglio   1999,   n.   303.   Assicura   la
partecipazione italiana ai programmi di  semplificazione  e
di miglioramento della qualita’ della regolazione interna e
9. I Ministeri sono titolari del potere  di  iniziativa
della  semplificazione  e  del  riassetto  normativo  nelle
materie  di  loro  competenza,  fatti  salvi  i  poteri  di
indirizzo e coordinamento della  Presidenza  del  Consiglio
dei  Ministri,  che  garantisce   anche   l’uniformita’   e
l’omogeneita’   degli    interventi    di    riassetto    e
semplificazione. La Presidenza del Consiglio  dei  Ministri
garantisce,  in  caso  di  inerzia  delle   amministrazioni
competenti,  l’attivazione  di  specifiche  iniziative   di
semplificazione e di riassetto normativo.
10. Gli organi responsabili di direzione politica e  di
amministrazione  attiva  individuano   forme   stabili   di
consultazione e di partecipazione delle  organizzazioni  di
rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di
rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e
di semplificazione.
11.   I   servizi   di   controllo   interno   compiono
accertamenti sugli effetti prodotti dalle  norme  contenute
nei regolamenti di semplificazione e di  accelerazione  dei
procedimenti    amministrativi    e    possono    formulare
osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica  delle
norme   stesse   e   per   il   miglioramento   dell’azione
amministrativa.».
«Allegato  86.  Procedimento  per   la   certificazione
antimafia:
legge 31 maggio 1965, n. 575;
legge 19 marzo 1990, n. 55;
legge 17 gennaio 1994, n. 7;
decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490.».
– Si riporta il testo del comma 94 dell’art.  17  della
legge 15 maggio 1997, n. 127, recante: Misure  urgenti  per
lo  snellimento   dell’attivita’   amministrativa   e   dei
procedimenti di decisione e di controllo:
«94.   Nell’ambito   dell’ulteriore    semplificazione,
prevista dall’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, dei
procedimenti amministrativi di cui  alla  legge  31  maggio
1965, n. 575, alla legge 19 marzo 1990, n. 55,  alla  legge
17 gennaio 1994, n. 47, e al decreto legislativo  8  agosto
1994, n. 490, i regolamenti individuano le disposizioni che
pongono a carico di persone fisiche, associazioni, imprese,
societa’ e consorzi obblighi in materia di comunicazioni  e
certificazioni, che si intendono abrogate ove gli  obblighi
da esse previsti non siano piu’  rilevanti  ai  fini  della
lotta alla criminalita’ organizzata.».
– Il decreto del Presidente della Repubblica  3  giugno
1998, n. 252, recante: «Regolamento recante  norme  per  la
semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle
comunicazioni e delle informazioni antimafia e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 30 luglio 1998, n. 176.
– La legge 31 maggio 1965 n. 575 recante: «Disposizioni
contro le organizzazioni criminali di tipo  mafioso,  anche
straniere» e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 5  giugno
1965, n. 138.
– La legge 17 gennaio 1994, n. 47, recante: «Delega  al
Governo per l’emanazione di nuove disposizioni  in  materia
di comunicazioni e certificazioni  di  cui  alla  legge  31
maggio  1965,  n.  575.»  e’  pubblicata   nella   Gazzetta
Ufficiale 25 gennaio 1994, n. 19.
– Si  riporta  il  testo  dell’art.  5-bis  (Poteri  di
accesso  e   accertamento   del   prefetto)   del   decreto
legislativo 8 agosto 1994, n. 490,  recante:  «Disposizioni
attuative della legge 17 gennaio 1994, n. 47, in materia di
comunicazioni e  certificazioni  previste  dalla  normativa
antimafia nonche’ disposizioni  concernenti  i  poteri  del
prefetto  in  materia  di   contrasto   alla   criminalita’
organizzata»:
«Art. 5-bis  (Poteri  di  accesso  e  accertamento  del
prefetto). – 1. Per l’espletamento delle funzioni  volte  a
prevenire infiltrazioni mafiose nei  pubblici  appalti,  il
prefetto puo’ disporre accessi ed accertamenti nei cantieri
delle  imprese   interessate   all’esecuzione   di   lavori
pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze di
cui  all’art.  5,  comma  3,  del  decreto   del   Ministro
dell’interno  14  marzo  2003,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 54 del 5 marzo 2004.
2. Con regolamento da emanare ai  sensi  dell’art.  17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi
dalla  data   di   entrata   in   vigore   della   presente
disposizione, su proposta del Presidente del Consiglio  dei
Ministri e del Ministro per la pubblica  amministrazione  e
l’innovazione, di concerto con il Ministro dell’interno, il
Ministro  della  giustizia,  il  Ministro  dello   sviluppo
economico  e  il  Ministro  delle  infrastrutture   e   dei
trasporti, sono definite, nel quadro delle  norme  previste
dal regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, le modalita’ di  rilascio
delle comunicazioni e delle  informazioni  riguardanti  gli
accessi e gli accertamenti effettuati presso i cantieri  di
cui al comma 1.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  10  della  legge  31
maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro le  organizzazioni
criminali di  tipo  mafioso,  anche  straniere)  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 5 giugno 1965, n. 138.
«Art.  10.  –  1.  Le  persone  alle  quali  sia  stata
applicata  con  provvedimento  definitivo  una  misura   di
prevenzione non possono ottenere:
a)  licenze  o  autorizzazioni  di   polizia   e   di
b) concessioni di acque pubbliche e diritti  ad  esse
inerenti nonche’ concessioni di  beni  demaniali  allorche’
siano    richieste    per    l’esercizio    di    attivita’
imprenditoriali;
c) concessioni di costruzione, nonche’ di costruzione
e gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione
e concessioni di servizi pubblici;
d)  iscrizioni  negli  albi  di  appaltatori   o   di
fornitori di opere, beni e servizi riguardanti la  pubblica
amministrazione e nell’albo nazionale dei costruttori,  nei
registri della camera  di  commercio  per  l’esercizio  del
commercio all’ingrosso  e  nei  registri  di  commissionari
astatori presso i mercati annonari all’ingrosso;
e)  altre  iscrizioni  o  provvedimenti  a  contenuto
autorizzatorio,   concessorio,   o   abilitativo   per   lo
svolgimento   di   attivita’   imprenditoriali,    comunque
denominati;
f) contributi, finanziamenti  o  mutui  agevolati  ed
altre erogazioni dello stesso  tipo,  comunque  denominate,
concessi o erogati da parte  dello  Stato,  di  altri  enti
pubblici o delle Comunita’ europee, per lo  svolgimento  di
attivita’ imprenditoriali.
2. Il provvedimento definitivo  di  applicazione  della
misura di prevenzione determina  la  decadenza  di  diritto
dalle  licenze,  autorizzazioni,  concessioni,  iscrizioni,
abilitazioni ed erogazioni di cui al comma  1,  nonche’  il
divieto di concludere  contratti  di  appalto,  di  cottimo
fiduciario,  di  fornitura  di  opere,   beni   o   servizi
riguardanti  la   pubblica   amministrazione   e   relativi
subcontratti, compresi i cottimi di qualsiasi tipo, i  noli
a caldo e le forniture con posa in opera.  Le  licenze,  le
autorizzazioni  e  le  concessioni  sono  ritirate   e   le
iscrizioni sono cancellate a cura degli organi competenti.
3.  Nel  corso  del  procedimento  di  prevenzione,  il
tribunale, se sussistono motivi  di  particolare  gravita’,
puo’ disporre in via provvisoria i divieti di cui ai  commi
1 e 2 e  sospendere  l’efficacia  delle  iscrizioni,  delle
erogazioni e degli altri provvedimenti ed atti  di  cui  ai
medesimi commi. Il provvedimento del tribunale puo’  essere
in qualunque momento  revocato  dal  giudice  procedente  e
perde efficacia se non e’ confermato  con  il  decreto  che
applica la misura di prevenzione.
4. Il tribunale dispone che i divieti  e  le  decadenze
previsti dai commi 1 e 2 operino  anche  nei  confronti  di
chiunque conviva con la persona sottoposta alla  misura  di
prevenzione nonche’ nei confronti di imprese, associazioni,
societa’ e consorzi di cui la persona sottoposta  a  misura
di prevenzione sia amministratore o determini in  qualsiasi
modo scelte  e  indirizzi.  In  tal  caso  i  divieti  sono
efficaci per un periodo di cinque anni.
5. Per le licenze  ed  autorizzazioni  di  polizia,  ad
eccezione  di  quelle  relative  alle  armi,  munizioni  ed
esplosivi, e per gli altri provvedimenti di cui al comma  1
le decadenze e i divieti  previsti  dal  presente  articolo
possono essere esclusi dal giudice  nel  caso  in  cui  per
effetto degli  stessi  verrebbero  a  mancare  i  mezzi  di
sostentamento all’interessato e alla famiglia.
5-bis. Salvo che si tratti di provvedimenti di rinnovo,
attuativi  o  comunque  conseguenti  a  provvedimenti  gia’
disposti,  ovvero  di  contratti  derivati  da  altri  gia’
stipulati dalla pubblica amministrazione,  le  licenze,  le
autorizzazioni,   le   concessioni,   le   erogazioni,   le
abilitazioni e le  iscrizioni  indicate  nel  comma  1  non
possono essere rilasciate o consentite e la conclusione dei
contratti o subcontratti indicati  nel  comma  2  non  puo’
essere consentita a favore di persone nei cui confronti  e’
in corso il procedimento di prevenzione senza che sia  data
preventiva comunicazione al giudice  competente,  il  quale
puo’ disporre, ricorrendone i presupposti, i divieti  e  le
sospensioni previsti a norma del comma 3.  A  tal  fine,  i
relativi procedimenti amministrativi restano sospesi fino a
quando il giudice non provvede e, comunque, per un  periodo
non superiore a venti giorni dalla data in cui la  pubblica
amministrazione ha proceduto alla comunicazione.
5-ter. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 4 si  applicano
anche nei confronti delle persone condannate  con  sentenza
definitiva o, ancorche’ non definitiva, confermata in grado
di appello, per uno dei delitti di cui all’art.  51,  comma
3-bis, del codice di procedura penale.».
– Si riporta il testo  dell’art.  10  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  3  giugno   1998,   n.   252
(Regolamento  recante  norme  per  la  semplificazione  dei
procedimenti relativi al  rilascio  delle  comunicazioni  e
delle informazioni antimafia),  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 30 luglio 1998, n. 176:
«Art. 10 (Informazioni del prefetto). – 1. Salvo quanto
previsto  dall’art.  1,  ed  in  deroga  alle  disposizioni
dell’art. 4 del decreto legislativo 8 agosto 1994, n.  490,
fatto salvo il divieto di frazionamento di cui al  comma  2
del predetto articolo, le  pubbliche  amministrazioni,  gli
enti pubblici e gli  altri  soggetti  di  cui  all’art.  1,
devono acquisire le informazioni di  cui  al  comma  2  del
presente  articolo,  prima  di   stipulare,   approvare   o
autorizzare i contratti e  subcontratti,  ovvero  prima  di
rilasciare  o  consentire  le  concessioni   o   erogazioni
indicati nell’art. 10 della legge 31 maggio 1965,  n.  575,
il cui valore sia:
a) pari o superiore a quello determinato dalla  legge
in attuazione delle direttive  comunitarie  in  materia  di
opere e  lavori  pubblici,  servizi  pubblici  e  pubbliche
forniture, indipendentemente dai  casi  di  esclusione  ivi
indicati;
b) superiore a 300 milioni di lire per le concessioni
di acque pubbliche o di beni demaniali per  lo  svolgimento
di attivita’ imprenditoriali, ovvero per la concessione  di
contributi, finanziamenti e agevolazioni su mutuo  o  altre
erogazioni  dello  stesso  tipo  per  lo   svolgimento   di
attivita’ imprenditoriali;
c)   superiore   a   300   milioni   di   lire    per
l’autorizzazione  di  subcontratti,  cessioni  o   cottimi,
concernenti la realizzazione di opere o lavori  pubblici  o
la prestazione di servizi o forniture pubbliche.
2. Quando,  a  seguito  delle  verifiche  disposte  dal
prefetto,  emergono  elementi  relativi  a   tentativi   di
infiltrazione mafiosa nelle societa’ o imprese interessate,
le   amministrazioni   cui   sono   fornite   le   relative
informazioni,   non   possono   stipulare,   approvare    o
autorizzare i contratti o  subcontratti,  ne’  autorizzare,
rilasciare  o  comunque  consentire  le  concessioni  e  le
erogazioni.
3.  Le  informazioni  del  prefetto,   sono   richieste
dall’amministrazione interessata, indicando l’oggetto e  il
valore   del   contratto,   subcontratto,   concessione   o
erogazione  ed   allegando,   esclusivamente,   copia   del
certificato di iscrizione dell’impresa presso la camera  di
commercio, industria, artigianato e  agricoltura  corredato
della apposita dicitura antimafia.  Nel  caso  di  societa’
consortili o di consorzi, il certificato e’  integrato  con
la indicazione dei  consorziati  che  detengono  una  quota
superiore al 10%  del  capitale  o  del  fondo  consortile,
nonche’ dei consorziati per conto  dei  quali  la  societa’
consortile o il  consorzio  opera  in  modo  esclusivo  nei
confronti della pubblica amministrazione. Per le imprese di
costruzioni il certificato e’ integrato  con  l’indicazione
del direttore tecnico.
4. In luogo o ad integrazione del certificato di cui al
comma 3 puo’ essere allegata una dichiarazione  del  legale
rappresentante recante le medesime indicazioni.
5. Ai fini di cui ai commi  1  e  2,  la  richiesta  di
informazioni e’ inoltrata al prefetto della provincia nella
quale  hanno  residenza  o  sede  le  persone  fisiche,  le
imprese,  le  associazioni,  le  societa’  o   i   consorzi
interessati ai contratti e subcontratti di cui al comma  1,
lettere a) e c), o che  siano  destinatari  degli  atti  di
concessione o erogazione  di  cui  alla  lettera  b)  dello
stesso comma 1.
6.  La  richiesta  puo’  essere  effettuata  anche  dal
soggetto  privato  interessato  o  da  persona  da   questi
specificamente     delegata,      previa      comunicazione
all’amministrazione   destinataria   di   voler   procedere
direttamente a tale adempimento. La delega  deve  risultare
da atto recante sottoscrizione autenticata  e  deve  essere
esibita  unitamente  ad  un  documento  di  identificazione
personale. In ogni  caso  la  prefettura  fa  pervenire  le
informazioni direttamente all’amministrazione indicata  dal
7. Ai fini di cui al comma 2 le situazioni relative  ai
tentativi di infiltrazione mafiosa sono desunte:
a)  dai  provvedimenti  che  dispongono  una   misura
cautelare o il giudizio, ovvero  che  recano  una  condanna
anche non definitiva per taluno dei  delitti  di  cui  agli
articoli 629, 644, 648-bis, e 648-ter del codice penale,  o
dall’art. 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale;
b) dalla proposta o dal provvedimento di applicazione
di taluna delle misure di cui agli articoli  2-bis,  2-ter,
3-bis e 3-quater della legge 31 maggio 1965, n. 575;
c) dagli accertamenti  disposti  dal  prefetto  anche
avvalendosi  dei  poteri  di  accesso  e  di   accertamento
delegati dal Ministro  dell’interno,  ovvero  richiesti  ai
prefetti competenti per  quelli  da  effettuarsi  in  altra
8. La prefettura competente  estende  gli  accertamenti
pure ai soggetti, residenti nel territorio dello Stato, che
risultano poter determinare in qualsiasi modo le  scelte  o
gli  indirizzi  dell’impresa  e,  anche  sulla  documentata
richiesta   dell’interessato,   aggiorna   l’esito    delle
informazioni al venir meno delle circostanze  rilevanti  ai
fini  dell’accertamento  dei  tentativi  di   infiltrazione
9.   Le   disposizioni    dell’art.    1-septies    del
decreto-legge 6 settembre 1982,  n.  629,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982,  n.  726,  come
successivamente integrato dalla legge 15 novembre 1988,  n.
486,  non  si  applicano  alle  informazioni  previste  dal
presente articolo,  salvo  che  gli  elementi  o  le  altre
indicazioni  fornite  siano   rilevanti   ai   fini   delle
valutazioni discrezionali ammesse dalla legge.  Sono  fatte
salve le procedure di selezione previste dalle disposizioni
in  vigore  in  materia  di  appalti,  comprese  quelle  di
recepimento di direttive europee.».
Accessi ed accertamenti nei cantieri
1. Ai sensi dell’articolo 5-bis del decreto  legislativo  8  agosto
1994, n. 490, il prefetto avvalendosi del gruppo  interforze  di  cui
all’articolo 5, comma 3, del decreto  del  Ministro  dell’interno  in
data 14 marzo 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del  5  marzo
2004, n. 54, dispone gli accessi  e  gli  accertamenti  nei  cantieri
delle imprese indicate dall’articolo 1, comma 2.
2. Gli accessi e gli accertamenti di cui al comma 1 sono improntati
ai criteri di celerita’ ed efficacia dell’azione amministrativa.
1. Al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal  prefetto,
il gruppo  interforze  redige,  entro  trenta  giorni,  la  relazione
contenente i dati  e  le  informazioni  acquisite  nello  svolgimento
dell’attivita’ ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha  disposto
2. Il prefetto, acquisita la relazione di cui  al  comma  1,  fatta
salva l’ipotesi di cui al  comma  3,  valuta  se  dai  dati  raccolti
possano desumersi, in relazione all’impresa oggetto di accertamento e
nei confronti di tutti i soggetti che risultano poter determinare  in
qualsiasi  modo  le  scelte  o  gli  indirizzi  dell’impresa  stessa,
elementi  relativi  a  tentativi  di  infiltrazione  mafiosa  di  cui
all’articolo 10, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno
1998, n. 252. In tal caso, il prefetto emette, entro quindici  giorni
dall’acquisizione   della   relazione    del    gruppo    interforze,
l’informazione prevista dal  citato  articolo  10,  previa  eventuale
audizione   dell’interessato   secondo   le   modalita’   individuate
dall’articolo 5.
3. Qualora si tratti di impresa avente sede in altra provincia,  il
prefetto che ha disposto l’accesso trasmette senza ritardo  gli  atti
corredati dalla relativa documentazione al prefetto  competente,  che
provvede secondo le modalita’ stabilite nel comma 2.
Effetti delle informazioni rilasciate a seguito
degli accessi e degli accertamenti nei cantieri
1. Il  rilascio  dell’informazione  prevista  all’articolo  10  del
decreto del Presidente  della  Repubblica  3  giugno  1998,  n.  252,
produce gli effetti di cui all’articolo 11,  comma  3,  del  medesimo
2.  Ai  fini  dell’adozione  degli   ulteriori   provvedimenti   di
competenza delle altre amministrazioni, dell’informazione di  cui  al
comma 1 e’ data tempestiva comunicazione, a  cura  del  prefetto,  ai
seguenti soggetti:
a) stazione appaltante;
b) Camera di commercio del luogo ove ha sede l’impresa oggetto di
accertamento;
c) prefetto che ha disposto l’accesso;
d) Osservatorio centrale appalti pubblici,  presso  la  direzione
investigativa antimafia;
e) Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi
e forniture istituito presso l’Autorita’ di vigilanza  sui  contratti
pubblici, ai fini dell’inserimento nel casellario informatico di  cui
all’articolo 7, comma 10, del decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.
f) Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
g) Ministero dello sviluppo economico.
– Per il testo dell’art. 10 del decreto del  Presidente
della Repubblica  n.  252  del  1998  si  vede  nelle  note
all’art. 1.
– Si riporta il testo del  comma  10  dell’art.  7  del
decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.  163,  recante:
«Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture  in  attuazione  delle  direttive  2004/17/CE   e
2004/18/CE»:
«10.  E’  istituito  il  casellario   informatico   dei
contratti pubblici di lavori, servizi  e  forniture  presso
l’Osservatorio. Il regolamento di cui all’art. 5 disciplina
il casellario informatico dei contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture, nonche’ le modalita’ di  funzionamento
del  sito  informatico  presso  l’osservatorio,  prevedendo
archivi differenziati per i bandi, gli avvisi e gli estremi
dei programmi  non  ancora  scaduti  e  per  atti  scaduti,
stabilendo altresi’ il  termine  massimo  di  conservazione
degli atti nell’archivio degli  atti  scaduti,  nonche’  un
archivio  per  la  pubblicazione  di  massime   tratte   da
decisioni giurisdizionali e lodi arbitrali.».
Procedimento per l’audizione degli interessati
1. Il prefetto competente  al  rilascio  dell’informazione  di  cui
all’articolo 3, ove lo ritenga utile, sulla base della documentazione
e  delle  informazioni  acquisite  invita,  in  sede   di   audizione
personale,  i  soggetti  interessati  a  produrre,  anche   allegando
elementi documentali, ogni informazione ritenuta utile.
2.  All’audizione  di  cui  al  comma  1,  si   provvede   mediante
comunicazione   formale   da   inviarsi   al   responsabile    legale
dell’impresa,  contenente  l’indicazione  della  data  e  dell’ora  e
dell’Ufficio della prefettura ove dovra’ essere sentito l’interessato
ovvero persona da lui delegata.
3.  Dell’audizione  viene  redatto  apposito  verbale  in   duplice
originale, di cui uno consegnato nelle mani dell’interessato.
Acquisizione e gestione informatica dei dati
1. I dati acquisiti nel corso degli accessi di cui  all’articolo  1
devono essere inseriti a cura della Prefettura della provincia in cui
e’ stato effettuato l’accesso, nel  sistema  informatico,  costituito
presso la Direzione investigativa antimafia,  previsto  dall’articolo
5, comma 4, del citato decreto del Ministro dell’interno in  data  14
2. Al fine di rendere omogenea la  raccolta  dei  dati  di  cui  al
precedente comma su  tutto  il  territorio  nazionale,  il  personale
incaricato di effettuare le attivita’ di accesso e  accertamento  nei
cantieri si avvale di apposite schede informative  predisposte  dalla
Direzione  investigativa  antimafia  e  da  questa  rese  disponibili
attraverso il collegamento telematico di  interconnessione  esistente
con le Prefetture – Uffici Territoriali del Governo.
1. Il presente regolamento entra in vigore il  quindicesimo  giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Dato a Roma, addi’ 2 agosto 2010
dei Ministri e  ad  interim  Ministro
Ministeri istituzionali, registro n. 11, foglio n. 282
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 agosto 2010, n. 150 – Regolamento recante norme relative al rilascio delle informazioni antimafia a seguito degli accessi e accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all’esecuzione di lavori pubblici. (10G0169) – (GU n. 212 del 10-9-2010 redazione redazione 2015-05-05T19:56:22+00:00