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Timestamp: 2017-11-21 11:48:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 18', 'sentenza ', 'art.18', 'sentenza ', 'art.18', 'sentenza ']

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Licenziamenti, Statali nella botte di ferro del nuovo Testo Unico
febbraio 9, 2017 at 12:45 — admin
Governo e Sindacati sono al lavoro. Non c'è globalizzazione che tenga, gli Statali finiranno nella botte di ferro del nuovo Testo Unico del pubblico impiego che sgombrerà il campo da ogni dubbio interpretativo con norme dettagliate specificamente studiate per mettere al riparo dalle crisi cicliche che si abbattono sul mondo del lavoro. Il pubblico impiego sarà la casa del Gesù, chi entra, non usce più. A quanti avranno la fortuna di impiegarsi nel settore pubblico, sarà garantito il posto di lavoro fino alla pensione per Legge. L'art. 18 del vecchio Statuto dei Lavoratori del 1970, sarà ripristinato in tutte le sue parti come se le modifiche del job act NON fossero intervenute [fonte]
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Tags: Job act, Statali, licenziamenti, T.U., pubblico, impiego, lavoro, posto, riforma, settore, privato, garanzie, Statuto, Lavoratori, 1970
Licenziare per assumere i precari, Ichino insiste, il job act agli Statali è automatico
giugno 11, 2016 at 3:12 — admin
Il nuovo T.U. del pubblico impiego è oramai prossimo e dalla Funzione Pubblica fanno trapelare di essere orientati al doppio regime pubblico-privato in tema di lavoro allineandosi alla più recente sentenza della Cassazione, la n. 11868/16 che paradossalmente, pur confermando il licenziamento del ricorrente ha mantenuto fuori gli Statali dalla riforma Fornero dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori mentre pochi mesi prima, con la sentenza n. 24157 del novembre 2015 ne aveva estesa l'applicazione anche al settore pubblico. Accanto alla Madia si schiera anche il Ministro del Lavoro, ma nel Governo le posizioni in tema di reintegro in caso di licenziamento illegittimo e tutele crescenti, le posizioni non sembrano tutte allineate all'ultima pronuncia della Cassazione Zanetti ad esempio, sottosegretario all'economia, parla di "errore tecnico e politico" in merito alla scelta del doppio regime. Nemmeno Ichino, già collega di Zanetti in Scelta Civica poi passato tra le fila del PD si smentisce: quelle della Madia sono opinioni personali, il Job act si estende automaticamente al pubblico impiego, la previsione di esclusione fu espunta dal testo definitivo approvato. Il Governo non può legiferare in materia di licenziamenti perché eccede la Delega ricevuta dal Parlamento per riformare la PA. Licenziare darebbe una prospettiva ai precari della PA di poter essere stabilizzati impegnando le risorse così liberate. La cosa riguarderebbe solamente gli assunti dopo il 5 marzo 2015. Ichino fa addirittura appello ai sindacati perché capiscano che non si degnano nemmeno più di rispondergli...[fonte.1] - [fonte.2]
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Tags: Ichino, job act, Statali, estensione, applicabile, licenziamenti, giusta, causa, illegittimi, Madia, Poletti, Zanetti, Cassazione, Sentenza, reintegro, art.18, lavoratori
Applicare il job act agli Statali farebbe risparmiare 1 miliardo, calcolano i consulenti del lavoro
gennaio 8, 2016 at 5:30 — admin
Licenziamenti disciplinari per giusta causa, se si applicassero le norme del Job act al pubblico impiego perderebbero il posto 21.661 Statali ogni anno. Alienarsi questa zavorra, farebbe risparmiare all'erario 1 miliardo netto di euro secondo i calcoli della Fondazione Studi consulenti del lavoro, Consiglio Nazionale dell'Ordine. Quindi, mettere lavoratori pubblici e lavoratori privati esattamente sullo stesso piano consentirebbe allo Stato di allocare più efficacemente importanti investimenti in servizi ai cittadini mentre per i sindacati, ne verrebbe un indebolimento delle tutele con una equiparazione al ribasso. Il tema è di assoluta importanza e comprende risvolti non solamente sociali, ma soprattutto etici a nostro avviso. Non andrebbe trattato in termini esclusivamente "politici"...(fonte)
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Tags: job act, licenziamenti, giusta causa, disciplinari, risparmi, miliardi, investimenti
Per Tiraboschi la Cassazione ha senteziato che agli Statali si applica lo Statuto dei lavoratori, non il job act
dicembre 8, 2015 at 2:52 — admin
La sentenza della Corte di Cassazione n.24157/2015 ha chiarito incontrovertibilmente che ai dipendenti pubblici si applica la Legge 300/1970 (statuto dei lavoratori), così come riformata dalla Fornero, ma non si può applicare il "job act" che parla di tutele crescenti per operai, impiegati e quadri, una classificazione che non trova riscontro nella Pubblica Amministrazione. Conferma altresì che i pubblici dipendenti sono licenziabili, ma secondo le procedure previste dallo Statuto dei lavoratori. Quindi il dualismo pubblici/privati resta ad alimentare la confusione nella disciplina di settore mentre a mio parere non dovrebbero esserci regimi paralleli nell'ordinamento del lavoro sostiene il prof. Michele Tiraboschi (fonte)
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Tags: Tiraboschi, professore, Università, giuslavorista, licenziamenti, disciplinari, giusta causa, sentenza, Cassazione, job act, Statuto, lavoratori
maggio 4, 2015 at 12:19 — admin
Chi pensava a Napolitano come ad un vecchio Presidente in pensione per raggiunti limiti di età, ieri si è dovuto ricredere: lavora ancora per il Governo come nemmeno Mattarella osa fare. La disoccupazione aumenta in barba al Job act e quella giovanile raggiunge il limite di guardia? E’ presto per dare un giudizio e svalutare quella Legge, riferisce Re Giorgio padre di Matteo. A preoccuparlo molto di più invece, è l’arroccamento del sindacato in difesa delle conquiste del secolo scorso improponibili oggi, che sono intervenuti mutamenti tali in economia a livello globale da suggerire la necessità di immaginare nuove forme di protezione per il mondo del lavoro. Ci sono nodi molti più importanti da sciogliere per il sindacato prosegue il neo senatore a vita e tra questi, pone l’accento sulla qualità e le forme della prossima crescita economica che non si tradurranno automaticamente in nuovi posti di lavoro come è stato in passato, per tutta una serie di motivi che si possono riassumere con le esigenze di competizione su scala mondiale e le trasformazioni tecnologiche che ci hanno portato in un lungo periodo di transizione verso nuove professionalità che ancora attraversiamo. E’ di questimutamenti continua Napolitano, che il sindacato dovrebbe prendere atto per poi lavorare alla proposta di un nuovo Statuto dei lavoratori per uscire dalla crisi di rappresentanza nel quale è ridotto dal rifiuto d’impegnarsi nei processi di rinnovamento. Infine, Napolitano richiama in servizio un altro vecchio comunista Pietro Ingrao, per smontare il mito della concertazione che esautora il potere legislativo relegando a notaio degli accordi relegando il Parlamento al ruolo notarile nella registrazione di accordi tripolari tra Governo-sindacati-partiti. Riconosce però al sindacato il ruolo politico che ha saputo ritagliarsi nell’Italia Repubblicana, come rappresentativo di una parte della società, il mondo del lavoro nel terreno che gli è proprio della contrattazione.
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Tags: Presidente, emerito, Napolitano, sindacato, Statuto dei lavoratori, rinnovamento, job act, precari, posti, lavoro