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Timestamp: 2018-05-25 11:41:54+00:00
Document Index: 155316662

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 117', 'art. 77', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 78', 'art. 7', 'art. 79', 'art. 6', 'art. 56', 'art. 58']

REGOLAMENTO EDILIZIO. COMUNE DI MONTOPOLI IN VAL D ARNO Provincia di Pisa. Art. 4 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Art. 64 L.R. 3 gennaio 2005, n. - PDF
REGOLAMENTO EDILIZIO. COMUNE DI MONTOPOLI IN VAL D ARNO Provincia di Pisa. Art. 4 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Art. 64 L.R. 3 gennaio 2005, n.
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Celia Deluca
1 COMUNE DI MONTOPOLI IN VAL D ARNO Provincia di Pisa REGOLAMENTO EDILIZIO Art. 4 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Art. 64 L.R. 3 gennaio 2005, n. 1 Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 12/03/2009 (Pubblicato all'albo Pretorio in data 25/03/2009, in vigore dal 04/ 04/ 2009) 1
2 REGOLAMENTO EDILIZIO Progettista incaricato Antonino Bova Responsabile del Procedimento Nicola Gagliardi Collaborazione Katia Banti Serena Bonsignori Raffaella Ciabatti Luisetta Giglioli Elena Guidi Stefano Lotti Sindaco Alessandra Vivaldi Assessore all Urbanistica Claudio Sassetti Segretario Comunale Fabrizio Petruzzi
3 Indice generale PREMESSA - LINEE GUIDA PER LA QUALITA DELLA PROGETTAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA...5 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI...9 Art. 1 Natura e finalità del Regolamento Edilizio...9 Art. 2 Oggetto del Regolamento Edilizio...9 Art. 3 Contenuto del Regolamento Edilizio...9 Art. 4 Rapporti con il Regolamento Urbanistico e con altri regolamenti comunali...9 TITOLO II - TITOLI ABILITATIVI PER INTERVENTI EDILIZI...9 Art. 5 Titoli abilitativi all esecuzione di opere edilizie...9 Art. 6 Interventi soggetti a permesso di costruire...10 Art. 7 Interventi soggetti a denuncia di inizio attività (DIA)...10 Art. 8 Interventi soggetti ad autorizzazione...14 Art. 9 Interventi ammissibili con procedura d urgenza...14 Art. 10 Attività edilizia libera...14 Art. 11 Attività edilizia della pubblica amministrazione...15 TITOLO III TUTELA PAESAGGISTICA ED AMBIENTALE...15 Art. 12 Oggetto della tutela...15 Art. 13 Autorizzazione paesaggistica e ambientale...16 Art. 14 Autorizzazione vincolo idrogeologico e forestale...16 TITOLO IV IL PROCEDIMENTO EDILIZIO...16 Art. 15 Procedimento relativo al permesso di costruire...16 Art. 16 Esame della denuncia di inizio attività...18 Art. 17 Conferenza dei servizi tra strutture interne al Comune...18 Art. 18 Conferenza dei servizi tra amministrazioni diverse...19 TITOLO V - COMMISSIONE EDILIZIA E COMMISSIONE COMUNALE PER IL PAESAGGIO...19 Art. 19 Commissione Edilizia (C.E.)...19 Art. 20 Compiti della Commissione Edilizia...20 Art. 21 Interventi da sottoporre al parere della Commissione Edilizia...20 Art. 22 Commissione comunale per il paesaggio...21 Art. 23 Interventi soggetti al parere della Commissione comunale per il paesaggio...21 Art. 24 Procedure per le riunioni della Commissione Edilizia e della Commissione comunale per il paesaggio...21 TITOLO VI RILASCIO E CARATTERISTICHE DEI TITOLI ABILITATIVI...22 Art. 25 Contenuto dell'atto di permesso di costruire...22 Art. 26 Validità, decadenza e proroghe del titolo abilitativo...22 Art. 27 False attestazioni e dichiarazioni non veritiere del professionista...22 Art. 28 Trasferimento della titolarità del permesso di costruire e della D.I.A...23 Art. 29 Progettista, direttore dei lavori e costruttore...23 Art. 30 Contributo relativo ai permessi di costruire...23 Art. 31 Contributo relativo alle denunce di inizio dell'attività...24 TITOLO VII PARAMETRI EDILIZI E URBANISTICI...24 Art. 32 Definizione edilizie e urbanistiche. Rinvio...24 Art. 33 Capacità edificatoria delle aree...24 Art. 34 Tolleranze dimensionali...24 TITOLO VIII ESECUZIONE DEI LAVORI E ADEMPIMENTI FINALI...25 Art. 35 Definizione dei punti fissi per la realizzazione delle opere...25 Art. 36 Esecuzione delle opere di urbanizzazione a scomputo...25 Art. 37 Organizzazione del cantiere...25 Art. 38 Occupazione e manomissione di suolo e sottosuolo pubblico...26 Art. 39 Visite di controllo...26 Art. 40 Comunicazione di inizio lavori...26 Art. 41 Varianti in corso d opera...26 Art. 42 Ultimazione lavori...27 Art. 43 Opere soggette ad attestazione di abitabilità o agibilità...28 Art. 44 Sanzioni per la violazione delle disposizioni del Regolamento Edilizio...28 TITOLO IX NORME FINALI E TRANSITORIE...28 Art. 45 Entrata in vigore e norme transitorie...28 ALLEGATI...29 ALLEGATO 1 - DISPOSIZIONI TECNICHE PER LE COSTRUZIONI...30 ALLEGATO 2 - CARATTERISTICHE DEGLI INTERVENTI DI RECUPERO PER GLI EDIFICI SOTTOPOSTI A VINCOLI URBANISTICI DI TUTELA
4 ALLEGATO 3 - DISPOSIZIONI APPLICATIVE IN MATERIA DI ABBATTIMENTO DI BARRIERE ARCHITETTONICHE in attuazione della L.R. 47/ ALLEGATO 4 - DISCIPLINA DELL ORGANIZZAZIONE E SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI VINCOLO IDROGEOLOGICO...65 ALLEGATO 5 - DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLE RICHIESTE DI PERMESSO DI COSTRUIRE, PER LA PRESENTAZIONE DELLE D.I.A. E PER I PIANI ATTUATIVI...69 ALLEGATO 6 - MODALITA DI DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI PAESAGGISTICHE...92 ALLEGATO α Articoli del Regolamento Edilizio approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 293 del 23/06/1992 e successive modificazioni, non abrogati dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 12/03/2009 di approvazione del nuovo Regolamento Edilizio 4
5 PREMESSA - LINEE GUIDA PER LA QUALITA DELLA PROGETTAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA Principi generali sulla qualità degli insediamenti e dell architettura 1. La qualità degli insediamenti urbani e degli elementi dell architettura, la tutela del paesaggio, dell ambiente e delle bellezze naturali, la sicurezza delle costruzioni e dei loro abitanti, partecipano ad innalzare il livello della qualità della vita. 2. L architettura è elemento fondamentale della storia e della cultura del nostro paese; essa rappresenta una delle forme di espressione artistica essenziale nella vita quotidiana dei cittadini, costituisce il patrimonio di domani ed è parte integrante dell ambiente urbano e dell ambiente rurale. 2. Un architettura di qualità migliora il rapporto dei cittadini con il loro ambiente e può contribuire efficacemente alla coesione sociale, alla creazione di posti di lavoro, alla promozione del turismo culturale, allo sviluppo economico più in generale. 3. L architettura e l urbanistica sono prestazioni intellettuali, culturali, artistiche, professionali. Esse rappresentano, pertanto, un servizio al contempo culturale ed economico. 4. Sulla base di questi principi ogni attore, ciascuno per il proprio ruolo e per la propria competenza, è consapevole che dalla sua azione può derivare un innalzamento del livello complessivo della qualità urbana. 5. I tecnici che assumono la responsabilità di progettista di interventi edilizi e urbanistici privati o pubblici, soggetti o meno a parere della Commissione Edilizia e della Commissione comunale per il paesaggio, devono fare riferimento ai principi e ai requisiti dei qualità indicati nelle presenti Linee Guida. 6. La Commissione Edilizia e la Commissione comunale per il paesaggio, di cui agli articoli 30 e 33 del presente Regolamento, nell ambito della propria attività valutativa sulla qualità dei progetti presentati, fanno esplicito riferimento ai principi e ai requisiti di qualità indicati nelle presenti Linee Guida. Requisiti di qualità dell ambiente urbano e di quello naturalistico 1. Le presenti disposizioni devono essere utilizzate, nell'ambito della strumentazione urbanistica e ambientale del territorio, per conseguire obiettivi di riqualificazione dell'ambiente urbano costruito e di quello di nuova edificazione nella salvaguardia del contesto naturalistico, attraverso coerenti azioni di tutela dei valori storico-artistici dell'edificato consolidato, di ricerca della qualità dell'edilizia, della salvaguardia delle risorse ambientali, del perseguimento di modelli di sviluppo compatibili con le componenti dell'ecosistema. Requisiti di qualità urbanistico-edilizia dell'ambiente urbano 1. Gli interventi connessi a nuove urbanizzazioni, ad opere di riqualificazione e recupero urbano, di ristrutturazione urbanistica, soggetti a piani attuativi di iniziativa pubblica o privata, devono essere progettati e realizzati secondo criteri improntati a una visione di sistema e di integrazione con le preesistenze di contesto, in modo che l intera area, formata sia da quella interessata direttamente dall'intervento che da quella d'influenza del contesto urbano o territoriale, consegua una nuova o rinnovata qualità urbana, dal punto di vista formale, funzionale, infrastrutturale, ambientale e di relazioni. 5
6 2. I suddetti interventi, pertanto, devono essere impostati, nel rispetto delle previsioni del Regolamento Urbanistico, non secondo logiche interne connesse alla sole esigenze funzionali degli interventi, ma secondo le ricadute che essi possono produrre, in rapporto alla natura e alla dimensione degli stessi, sul contesto urbano interessato. 3. Per contesto urbano degli interventi da considerare si intende l'insieme dei volumi e degli spazi privati e pubblici che, per stratificazione temporale, caratteristiche formali e tipologiche, destinazioni d'uso ed attività prevalenti, per integrazione delle funzioni urbane e dei rapporti di relazioni materiali e immateriali, presentano caratteri di organicità e di omogeneità. 4. Per qualità urbanistico-edilizia degli interventi si intende l'equilibrato rapporto tra volumi edificati e spazi liberi, la ricchezza morfologica e il criterio distributivo delle costruzioni, il livello di integrazione tra residenze, attrezzature e servizi, le urbanizzazioni graduate in modo che risultino ben dotate e funzionalmente ripartite le funzioni della mobilità veicolare e pedonale oltre a quella dei parcheggi, l'organizzazione a sistema delle attrezzature del verde e del tempo libero, la presenza di luoghi centrali per armonici rapporti di relazioni sociali, l'integrazione delle funzioni urbane con le aree di contesto, la valorizzazione delle emergenze architettoniche e delle singolarità ambientali. 5. Risulta fondamentale, nella progettazione degli interventi ai fini della loro qualità urbanisticoedilizia, l'organizzazione spaziale e distributiva dei volumi edilizi e la configurazione degli stessi in relazione alle aree sistemate o destinate a urbanizzazioni pubbliche e di uso pubblico, con particolare riferimento: - alla cura da osservare nella sistemazione superficiale delle aree di distacco dei manufatti rispetto alle sedi stradali e agli spazi pubblici, destinabili a parcheggi privati, a verde o spazi pedonali, in rapporto alle esigenze funzionali e alle qualità formali del contesto urbano; - agli effetti prospettici e cromatici che gli interventi edilizi producono sui fronti edificati prospicienti spazi pubblici e di interesse pubblico; - alla razionalità degli accessi rispetto al ruolo delle strade e degli spazi pubblici prospicienti, senza compromettere il sistema di viabilità veicolare e pedonale; - alla cura degli aspetti formali e delle modalità costruttive delle opere di recinzione, delle facciate, delle coperture e degli elementi di finitura delle costruzioni; 6. Per gli interventi di ristrutturazione urbanistica, gli adempimenti previsti al precedente comma 4 riguardano sia l'organizzazione spaziale e distributiva dei volumi edilizi che la configurazione delle opere infrastrutturali, da operare, comunque, in modo da rifunzionalizzare organicamente la nuova trama urbana senza alterarne le preesistenze significative, relativamente ai valori architettonici e ambientali, all'organizzazione planovolumetrica e urbanizzativa del contesto interessato dagli stessi interventi. 7. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione è necessario avere cura di ripristinare gli allineamenti delle facciate prospicienti gli spazi pubblici, di attenersi alle tipologie edilizie significative del contesto urbano di appartenenza, di uniformare o migliorare le caratteristiche formali dei fronti stradali interessati, anche sotto il profilo altimetrico e l uso dei materiali per i paramenti a vista. 8. Gli interventi di recupero e riqualificazione, riguardanti complessi edilizi, progetti urbani, ricadenti o meno in aree o zone di recupero, ma ubicati in centri storici o in aree di particolare pregio paesaggistico-ambientale, come individuati e disciplinati dal R.U., devono progettati avendo come priorità la salvaguardia, la conservazione o il ripristino delle caratteristiche tipologiche, costruttive, morfologiche e architettoniche dei fabbricati e dei complessi edificati esistenti, nel rispetto della specifica valenza ambientale del contesto urbano di appartenenza. 6
7 9. Per questi ultimi interventi, la qualità morfologica dell'edificato urbano, i sistemi costruttivi e le caratteristiche dei materiali hanno rilevanza di qualità ambientale. Requisiti di qualità architettonica 1. Per qualità architettonica di opere di nuova edilizia o di ricostruzioni e di manufatti costruiti in generale, si intendono le caratteristiche formali e distributive, la particolare articolazione tra spazi pieni e vuoti, gli effetti prospettici e visivi dei paramenti esterni, la sapiente composizione dei sistemi e dei particolari costruttivi prescelti, il corretto inserimento nell'ambiente urbano e naturalistico di contesto. 2. Per gli interventi di riqualificazione e di ristrutturazione di edilizia esistente, la qualità architettonica consiste nel recupero formale, strutturale, costruttivo e distributivo delle caratteristiche originarie dei manufatti che, ancorché rifunzionalizzati, debbono conservare al meglio i caratteri e l'impianto edilizio tipici dell'epoca di costruzione, mentre per gli interventi su beni sottoposti a vincolo, ai sensi del D.Lgs. 42/2004 e successive modifiche, la loro qualità si identifica nell'utilizzo delle più idonee tecniche del recupero o restauro. 3. Ai fini della verifica della qualità architettonica dei manufatti oggetto di interventi edilizi, gli elementi più significativi da considerare nei progetti allegati alle istanze dei permessi di costruire, sono le viste prospettiche dei manufatti nel contesto dell'ambiente urbano o naturalistico di riferimento, le facciate, le coperture, la sistemazione degli spazi interni, gli effetti cromatici dei paramenti a vista, le opere e i materiali di finitura, il posizionamento degli impianti esterni e dei volumi tecnici e quant'altro necessario per la più compiuta rappresentazione delle caratteristiche architettoniche delle opere. 4. Le viste prospettiche dei manufatti, elaborate con qualsiasi tecnica grafica tradizionale o computerizzata, devono essere sufficientemente rappresentative dell'inquadramento spaziale delle opere nel contesto urbano adiacente, per la verifica di compatibilità con i tessuti edilizi e con l'ambiente esistente al contorno dei manufatti da realizzare. 5. Le facciate degli edifici, per il loro impatto visivo diretto sugli spazi circostanti con riflessi sulla più complessiva qualità dell'ambiente urbano, devono essere curate in modo particolare ai fini degli aspetti architettonici, che, attraverso la sensibilità e l'autonomia culturale e professionale del progettista, andranno definiti in modo da elaborare liberamente soluzioni progettuali, interpretando al meglio e in modo sostanziale le qualità morfologiche dei luoghi dell'intervento, rifuggendo dal metodo banalizzante di riprodurre con criteri ripetitivi le caratteristiche delle stesse. Ciò vale per la configurazione dei paramenti esterni, per la dislocazione di finestre, balconi, rientranze e aggetti, per il numero di piani, per eventuali elementi decorativi e particolari costruttivi, per gli elementi e i materiali di finitura a vista e per i colori che si vanno a prevedere. Requisiti di qualità edilizia 1. Per qualità edilizia si intende la razionale e funzionale composizione e organizzazione dei volumi, degli spazi, delle superfici e degli impianti di un'opera edilizia, che consenta l'uso e lo svolgimento ottimale di tutte le attività cui esso è destinato, in condizioni di sicurezza, d'igiene e di comfort, con ogni possibile minimizzazione dei consumi di energia e dei fattori inquinanti, al fine di realizzare un organismo compiuto per un elevato soddisfacimento delle esigenze materiali e immateriali dell'uomo. 2. A tale criterio di qualità edilizia devono essere improntate tutte le costruzioni, sia quelle destinate ad abitazioni, che quelle per usi direzionali, produttivi e per i servizi comuni in generale. 7
8 3. Per la nuova edilizia, benché dal punto di vista morfologico e compositivo sia di libera progettazione, devono essere salvaguardate le regole della buona architettura e il sapiente inserimento planivolumetrico nell'ambiente urbano costruito o da costruire, sia per edifici isolati che per complessi edilizi, per i quali deve essere assicurata, altresì, un'organizzazione spaziale con caratteri di organicità e di integrazione plurifunzionale. 4. Le prescrizioni di cui al precedente art. 3, commi 3, 4, 5 e 6 delle presenti Linee Guida si applicano per la nuova edilizia e per gli interventi di ricostruzione e di ristrutturazione urbanistica. Requisiti di qualità dell'edilizia non residenziale 1. Per l'edilizia non residenziale, quale quella per attività commerciali, direzionali, artigianali, produttive e miste, la distribuzione delle superfici e dei volumi utili, l'altezza dei corpi di fabbrica, consentiti dal Regolamento Urbanistico, l'altezza degli ambienti interni, le aperture per l'accesso, l'aerazione e l'illuminazione devono essere proporzionate in rapporto all'esigenza dell utenza potenziale massima, secondo i valori prescritti dalle norme specifiche per le singole attività e comunque per valori parametrici non inferiori a quelli disposti per l'edilizia residenziale. 2. Le caratteristiche morfologiche e costruttive degli edifici a destinazione non residenziale devono avere una loro visibilità specifica rispetto a quelli destinati a residenza che, nel caso di ristrutturazione e riconversione d'uso di manufatti edilizi preesistenti, devono armonizzarsi con le tipologie costruttive del contesto urbano d'appartenenza. 8
9 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Natura e finalità del Regolamento Edilizio 1. Il presente Regolamento Edilizio è redatto ai sensi dell art. 4 del D.P.R , n. 380 e dell art. 7/4 della L.R , n. 1, nell esercizio della autonomia normativa di cui all art. 117/6 Cost. 2. Le norme del presente Regolamento sono finalizzate al perseguimento di un ordinato sviluppo edilizio, nel rispetto delle esigenze tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e di vivibilità degli immobili e delle loro pertinenze, nonché a garantire la tutela di valori architettonici ed ambientali, il decoro e l igiene cittadina, lo sviluppo sostenibile dell attività edilizia. Art. 2 Oggetto del Regolamento Edilizio 1. Il presente Regolamento, in coerenza agli strumenti della pianificazione territoriale ed agli atti di governo del territorio di cui agli artt. 9 e 10 della L.R. Toscana n. 1/2005, disciplina le modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienicosanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi, indica gli interventi sottoposti al parere preventivo della Commissione Edilizia e regola lo svolgimento delle attività subdelegate al Comune in materia paesaggistica. 2. Sono oggetto del presente Regolamento Edilizio anche le ulteriori funzioni amministrative di carattere locale che abbiano attinenza con l attività edilizia in genere, con il decoro e l igiene urbana, con la tutela dei valori ambientali e architettonici e con l attività di vigilanza relativi al territorio comunale. Art. 3 Contenuto del Regolamento Edilizio 1. Il presente Regolamento contiene disposizioni di carattere obbligatorio, nonché linee guida dirette ad orientare la progettazione e l esecuzione dell attività edilizia. 2. Il presente Regolamento è costituito dall articolato e dagli allegati, i quali costituiscono parte integrante e sostanziale del Regolamento stesso. 3. Le prescrizioni del presente Regolamento Edilizio, nessuna esclusa, sono da intendersi fatti salvi ed impregiudicati i diritti di terzi. Art. 4 Rapporti con il Regolamento Urbanistico e con altri regolamenti comunali 1. In caso di disposizioni divergenti tra il presente Regolamento Edilizio e il Regolamento Urbanistico comunale, prevale sempre quest ultimo anche se approvato anteriormente al primo. 2. In caso di disposizioni divergenti tra il presente Regolamento Edilizio e altri regolamenti comunali prevalgono questi ultimi, anche se approvati anteriormente al primo, in relazione alla loro specificità. TITOLO II - TITOLI ABILITATIVI PER INTERVENTI EDILIZI Art. 5 Titoli abilitativi all esecuzione di opere edilizie 1. L attività edilizia nel territorio comunale, fatta eccezione per le ipotesi di cui ai successivi articoli 9, 10 e 11, è soggetta a seconda della natura delle opere, ai sensi dell art. 77 della L.R. 1/2005: - al rilascio del permesso di costruire di cui all art. 6; - alla presentazione della denuncia di inizio attività edilizia di cui all art. 7; 9
10 - al rilascio di autorizzazione di cui all art. 8. Art. 6 Interventi soggetti a permesso di costruire 1. Ferma restando la disciplina dettata dall'art. 78 della L.R. n. 1/2005, di cui il presente articolo costituisce integrazione e precisazione, gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia che incidono sulle risorse essenziali del territorio e che pertanto sono soggetti a permesso di costruire, sono: a) interventi di nuova edificazione e cioè di realizzazione di nuovi manufatti edilizi diversi da quelli di cui alle lettere successive e che non rientrano nella classificazione degli interventi di cui al successivo articolo 7, comma 1, lett. a); b) installazione di manufatti, anche prefabbricati e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, eccezionali e non ripetitive; a tal riguardo risultano irrilevanti i materiali utilizzati e le modalità di ancoraggio al suolo; c) realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria da parte di soggetti diversi dal Comune; d) realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato; e) realizzazione di depositi di merci o di materiali e la realizzazione di impianti per attività produttive all aperto, che comporti l esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato; a tal fine si intende trasformazione permanente del suolo anche la realizzazione di opere nel territorio extraurbano quali massicciate, impermeabilizzazioni e similari che modificano di fatto l originario uso del suolo e non ne consentono l utilizzo ai fini agricoli; f) interventi di ristrutturazione urbanistica, cioè quelli rivolti a sostituire l esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale; sono considerati interventi di ristrutturazione urbanistica anche gli interventi sugli edifici esistenti che comportino aumento del carico urbanistico con contestuale realizzazione o adeguamento della dotazione degli standard urbanistici, secondo la disciplina del Regolamento Urbanistico; g) addizioni volumetriche agli edifici esistenti non assimilate alla ristrutturazione edilizia di cui al successivo art. 7; h) interventi di sostituzione edilizia, intesi come opere di demolizione e ricostruzione di fabbricati, anche non comportanti aumenti di volume, non assimilabili alla ristrutturazione edilizia, anche con diversa articolazione della sagoma, collocazione e destinazione d uso, senza la necessità di alcun intervento sulle opere di urbanizzazione che modifichi la superficie fondiaria o che comporti la realizzazione di standard urbanistici, secondo la disciplina del Regolamento Urbanistico; in attuazione delle previsioni del Regolamento Urbanistico, rientrano negli interventi di sostituzione edilizia la ricostruzione di edifici crollati o diruti parzialmente o totalmente, purché in maniera conforme all originale e purché ne venga dimostrata la loro legittimità e consistenza planivolumetrica mediante adeguata documentazione. 2. In relazione alla loro incidenza sul carico urbanistico, gli interventi soggetti a permesso di costruire devono prevedere l adeguamento delle opere di urbanizzazione in funzione dell intervento progettato. Art. 7 Interventi soggetti a denuncia di inizio attività (DIA) 1. Ferma restando la disciplina dettata dall'art. 79 della L.R. n. 1/2005, di cui il presente articolo costituisce integrazione e precisazione, sono soggetti a denuncia di inizio attività (DIA), in 10
11 conformità agli strumenti urbanistici vigenti e al presente Regolamento Edilizio, alle salvaguardie regionali, provinciali e comunali, i seguenti interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia, in quanto non incidono sulle risorse essenziali del territorio: a) interventi di nuova edificazione cui all art. 6, comma 1, lett. a), qualora siano specificamente disciplinati dal Regolamento Urbanistico comunale, dai piani complessi d intervento di cui all art. 56 della L.R. 1/2005, dai piani attuativi, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata con delibera del Consiglio Comunale in sede di approvazione di tali atti previo parere della Commissione Edilizia; b) le opere di reinterro e di scavo non connesse all attività edilizia o alla conduzione dei fondi agricoli e che non riguardino la coltivazione di cave e torbiere; c) i mutamenti di destinazione d uso degli immobili, edifici ed aree accompagnati dall esecuzione di opere edilizie ovvero anche in assenza di opere nei casi individuati dal Piano della distribuzione e localizzazione delle funzioni, di cui alla L.R. 39/1994 e all art. 58 L.R. 1/2005, qualora approvato dall Amministrazione comunale; in particolare si ha mutamento della destinazione d uso quando, mediante realizzazione di opere edilizie, è variata l attuale utilizzazione di una unità immobiliare in modo tale da interessare oltre il 35% della superficie utile dell unità stessa o comunque oltre mq. 30, anche con più interventi successivi; d) le demolizioni di edifici o di manufatti non preordinate alla ricostruzione o alla nuova edificazione; e) le occupazioni di suolo per esposizione o deposito di merci o materiali, che non comportino trasformazione permanente del suolo stesso; a tal riguardo non sono consentite opere quali realizzazione di piazzali, riporti di terreno ed altri interventi similari; f) l installazione dei seguenti impianti per la produzione di energia elettrica: f.1) da fonte solare fotovoltaica, di potenza nominale fino a complessivi 20 kw compresi; f.2) da fonte eolica, di potenza nominale inferiore a 60 kw; f.3) da fonte idraulica, di potenza nominale inferiore a 100 kw; f.4) da biomasse, di potenza nominale inferiore a 200 kw; f.5) da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, di potenza nominale inferiore a 250 kw; g) l installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda per uso igienicosanitario, con integrazione architettonica o parzialmente integrati agli edifici ovvero con moduli ubicati al suolo; h) l installazione di antenne e parabole sulle coperture di edifici; i) l installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica; j) ogni altro tipo d intervento che non comporti trasformazione urbanistica ed edilizia e dunque non sia soggetta a permesso di costruire; rientrano in questa tipologia di interventi le recinzioni con fondazioni continue, i muri di cinta, le opere pertinenziali non comprese tra gli interventi di ristrutturazione edilizia. 2. Sono inoltre soggetti a denuncia di inizio dell attività i seguenti interventi sul patrimonio edilizio esistente: a) manutenzione ordinaria, recante mutamento dell esteriore aspetto degli immobili relativamente ai materiali e alle modalità di esecuzione, nel rispetto delle caratteristiche tipologiche, formali e strutturali degli edifici stessi. b) manutenzione straordinaria, consistente in opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire singoli elementi degradati anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la sagoma e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d uso; tutti gli interventi devono essere realizzati nel rispetto delle caratteristiche tipologiche, formali e strutturali degli edifici, con particolare riguardo per gli immobili di valore storico-architettonico-ambientale e a quelli 11
12 assoggettati dal Regolamento Urbanistico ad interventi conservativi; sono compresi nella manutenzione straordinaria i seguenti interventi: - accorpamento di unità immobiliari che non ne modifichino i caratteri distributivi e funzionali (non ha rilevanza l aumento di superficie derivante dalla demolizione di pareti); - gli interventi di consolidamento strutturale di elevazione e fondazione; - inserimento di scannafossi e vespai; - abbattimento di barriere architettoniche anche mediante alterazione della sagoma dell edificio; - modifiche alla distribuzione interna delle unità immobiliari limitatamente all adeguamento delle stesse alle norme igienico-sanitarie e alla sicurezza degli impianti; c) restauro; in particolare l intervento di restauro consiste in un insieme sistematico di opere finalizzato a conservare i caratteri architettonici dell edificio, determinati dagli elementi tipologici (definiti dai caratteri distributivi dell edificio), formali (definiti dalla sagoma planivolumetrica, dall organizzazione dei prospetti e dai singoli elementi costitutivi caratterizzanti, strutturali e costruttivi (individuati nelle tecniche di realizzazione e di posa in opera), consentendone una destinazione d uso compatibile e recuperandone la funzionalità, anche ricorrendo all impiego di tecniche non tradizionali, purché il ricorso ad esse sia strumentale alla conservazione del fabbricato o di una sua parte nei termini di cui sopra; negli interventi di restauro devono essere eliminate le parti che alterano l edificio, compromettendone stabilità, fruibilità e riconoscibilità architettonica; tali interventi comprendono: - rinnovo degli elementi costitutivi dell edificio; - inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell uso; - eliminazione degli elementi estranei all organismo edilizio; - ove compatibile con la conservazione dei caratteri architettonici, modifica delle superfici mediante trasformazione di superficie utile in superficie accessoria, o viceversa, inserimento di superfici accessorie e modifica del numero delle unità immobiliari; d) risanamento conservativo; in particolare l intervento di risanamento conservativo consiste in un insieme sistematico di opere finalizzato alla conservazione ed al recupero della fruibilità degli edifici con il ripristino di sane condizioni igieniche, statiche e funzionali, anche attraverso l inserimento di elementi accessori e impianti richiesti dall uso previsto, senza aumento di volume e di superficie coperta, nel rispetto degli elementi tipologici (definiti dai caratteri distributivi dell edificio), formali (definiti dalla sagoma planivolumetrica e dall organizzazione dei prospetti) e strutturali; negli interventi di risanamento conservativo possono essere modificate le superfici, mediante trasformazione di superficie utile in superficie accessoria, o viceversa, inserite superfici accessorie, e modificato il numero delle unità immobiliari, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali; e) ristrutturazione edilizia; tali interventi sugli edifici esistenti consistono in un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente; essi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell edificio, l eliminazione, la modifica e l inserimento di nuovi elementi ed impianti; inoltre tali interventi comprendono altresì: 1. le demolizioni con fedele ricostruzione degli edifici, intendendo per fedele ricostruzione quella realizzata con gli stessi materiali, o con materiali analoghi prescritti dal presente Regolamento, nonché nella stessa collocazione e con lo stesso ingombro planivolumetrico, ovvero la stessa articolazione della sagoma nei vari fronti edilizi, lo stesso volume urbanistico e la stessa superficie lorda, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie a conformare gli edifici alla normativa antisismica e sulla sicurezza e accessibilità delle costruzioni; 2. la demolizione di volumi secondari, facenti parte di un medesimo organismo edilizio, e la loro ricostruzione nella stessa quantità o in quantità inferiore ancorché in diversa collocazione sul lotto di pertinenza; è consentito l accorpamento di tali volumi sia per realizzare una struttura autonoma con mantenimento della destinazione accessoria, sia in accorpamento all edificio principale con modifica, pertanto, della volumetria, della sagoma, dei prospetti e delle superfici 12
REGOLAMENTO EDILIZIO. Sindaco / Assessore all Urbanistica Alessandra Vivaldi
1 2 REGOLAMENTO EDILIZIO Sindaco / Assessore all Urbanistica Alessandra Vivaldi Settore III Nicola Gagliardi - Responsabile Serena Bonsignori Raffaella Ciabatti Stefano Lotti Approvato con Delibera di
Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.7 del 15.02.2013