Source: https://assoconsumlazio.org/blog/category/edilizia-convenzionata/
Timestamp: 2020-05-28 20:29:52+00:00
Document Index: 166304024

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Edilizia Convenzionata Archivi - Asso Consum Regionale Lazio
Aprile 1, 2020Redazione2° ricorsoEdilizia Convenzionata116/2018affrancazioneedilizia convenzionatalegge 1674
siamo a scriverti per darti una importante notizia !!!
Anche il secondo “Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica” presentato lo scorso Marzo 2019 ha ottenuto il PARERE FAVOREVOLE del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Con la Firma del MINISTRO ON. Paola De Micheli tutti gli atti sono stati trasmessi al Consiglio di Stato.
Come abbiamo già precisato il Parere Favorevole NON è vincolante ma è certamente un “orientamento” espresso dal Ministero competente su delega del Consiglio dei Ministri.
Inoltre è motivo di soddisfazione avere avuto verifica della fondatezza delle istanze presentate e quindi dell’ottimo lavoro svolto dai nostri avvocati e di tutti i dirigenti che con passione hanno collaborato alla stesura del Ricorso, nonché alla corretta “collazione” della documentazione depositata.
Sul nostro sito troverete il dispositivo emesso dal Ministero. CLICCA QUI
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare, in particolare l’Avvocato Stefano Cruciani, che ha curato il deposito, ma anche l’Avv. Giuseppe Sorrentino, dei nostri Dirigenti Gianluca Riparbelli e Ivan Albertini, dei Dirigenti della Unione Piani di Zona Santi Calderone, Marco Giunfriddo, Domenico Foffo, Amedeo Marzano che hanno collaborato alla stesura, nonché a tutti i nostri dirigenti, amici, e responsabili dei vari Comitati di Quartiere che hanno collaborato alla raccolta delle adesioni.
Grazie a tutti per la vostra partecipazione…
La nostra attenzione continua!!!
RICORSO VERSO NUOVA
Determina Dirigenziale QI/34874/2020
del 3 marzo 2020
Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica contro la Delibera 116-2018
Marzo 14, 2019Redazione2° ricorsoEdilizia Convenzionata116/2018affrancazioneedilizia convenzionata
Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica contro la Delibera 116/2018
Abbiamo depositato il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica contro la delibera 116/2018 del comune di Roma.
E’ il Secondo Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica che, sempre su questo annoso problema della affrancazione degli immobili in edilizia convenzionata è stato depositato da Asso Consum Regionale Lazio con la partecipazione di centinaia di cittadini.
Il Ministero competente MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) esprime parere favorevole al Ricorso.
Scarica il Dispositivo emesso dal Ministero
Il Ricorso viene trasferito al Consiglio di Stato.
Ma se vuoi saperne di più
Scarica l'Emendamento
Conferenza Stampa del 22 Novembre 2018
Intervista al Presidente Regionale Augusto Camicioli
Intervista al Presidente Vigne Nuove Ivan Albertini
INTERVISTA A: IVAN ALBERTINI
Febbraio 12, 2019RedazioneEdilizia Convenzionataaffrancazioneedilizia convenzionata
Tempo Lettura 6 minuti
D:Abitazioni costruire con la legge 167/62 – Perché?
R:Con questa norma è stata data la possibilità agli enti locali di espropriare terreni da utilizzare per la costruzione di immobili da desinarsi a chi non era in grado di rivolgersi al libero mercato
D:Quali erano i requisiti per accedere a questi immobili?
R: Per poter acquistare un immobile costruito nei piani di zona (P.E.E.P. – Piano Edilizia Economico e Popolare) era necessario rispettare alcuni requisiti, tra i quali non avere altri immobili nella provincia e avere un reddito inferiore a quanto indicato all’interno della Determina dirigenziale in vigore al momento della richiesta
D: Cosa era previsto per questi immobili dalla legge 167/62 e le sue varie stratificazioni?
R: Già dalla sua prima applicazione la legge permetteva l’alienazione (vendita) dell’immobile trascorsi i primi 5 anni, ma a prezzo massimo di cessione e non a prezzo di libero mercato a meno che non si affrancasse il prezzo massimo di cessione (PMC) attraverso la sottoscrizione di una nuova convenzione da stipulare in forma pubblica, quindi in presenza di un notaio, subordinata al versamento di un corrispettivo per la procedura di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà che consente contemporaneamente di rimuovere i vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione. L’affrancazione era prevista nei casi in cui non erano passati 20 anni tra la convenzione e l’atto di trasformazione e occorreva pertanto affrancare gli anni mancanti ai 20.
D: Trasformazione del diritto di superficie in piena proprietà.
R: Laddove è stata sottoscritta, tra il Comune di Roma e il Costruttore, una convenzione in diritto di superficie (99 anni), è previsto che il Comune dia la possibilità ai proprietari degli immobili di trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà e divenire interamente proprietari della casa e del terreno dove essa è costruita.
Attualmente questa possibilità è stata data, attraverso delibere e bandi pubblici a 14 piani di zona su un totale di 252 piani di zona presenti a Roma. (vedi elenco piani trasformabili previa domanda
​C’è da dire in ogni caso che molte delibere del Comune indicavano l’intenzione di far trasformare tutti i piani di zona, in ultima la delibera 240 del 23 maggio 2013.
Tutto questo però si è fermato nel 2015 con la sentenza di Cassazione a Sezioni Riunite e la singolare interpretazione della stessa che ha portato il Commissario Tronca alla emanazione delle famose delibere 33 del 2015 e 40 del 2016 con le quali si rivedono in forte rialzo le stime dei valori venali (valore venale è utilizzato per il calcolo delle convezioni di trasformazione e affrancazione) e si introduce la malsana idea che il Prezzo Massimo di Cessione ha una durata indefinita e pertanto non viene rimossa con la procedura di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà.
D: Cosa Accade nel 2015 ?
R: Nel tempo tutti gli organi che dovevano vigilare sul rispetto dell’applicazione delle norme previste dalla legge originaria e quelle che man mano l’hanno sostituita, fino ad arrivare all’attuale legge 448 (legge 449 del 23 dicembre del 1998 articolo 31 commi dal 45 al 49 quater) , si sono astenuti dal farlo e hanno innescato una serie di controversie legate alla compravendita di questi immobili che in mancanza di controllo e per tacito assenso di tutti (Comune, Regione, Notai. Banche, ecc) permettevano ERRONEAMENTE la vendita di questi immobili a prezzo di libero mercato.
Tutto questo ha portato alla situazione attuale e alla tanto famosa sentenza della Cassazione del 2016
Sentenza 16 settembre 2015, n. 18135 a Sezioni Unite della Corte di Cassazione
La tanto discussa sentenza in oggetto che, solo coloro i quali hanno avuto il dispiacere di trovarcisi a cavallo della sua emissione per una compravendita possono comprenderne appieno le problematiche che può aver ingenerato, in realtà non ha fatto altro che riaffermare il contenuto della Legge 106/2011 la quale già aveva stabilito che il vincolo del prezzo nelle cessioni successive di un alloggio acquistato edilizia agevolata potesse essere rimosso solo con la stipula di un’apposita convenzione con il Comune, per mezzo della quale, attraverso il pagamento di un indennizzo (affrancazione), si potessero rimuovere detti vincoli. Tale sentenza non ha fatto quindi altro che ribadire una norma già preesistente.
Il Comune di Roma e la Sua interpretazione della Norma
Come detto in precedenza la sentenza di cassazione ha di fatto rallentato, se non del tutto bloccato, la possibilità di trasformazione di tutti i piani di zona da parte del Comune di Roma e c’è da dire che in tutta Italia solo il Comune di Roma, seguito da qualche piccola Amministrazione, sta seguendo questa visione del Prezzo Massimo di Cessione come vincolo perpetuo.
Ricordo che basterebbe applicare quanto previsto dalla legge 448 del 1998 per permettere di stipulare una nuova convenzione con il Comune di Roma da diritto di superficie in diritto di proprietà con decadenza di tutti i vincoli oggettivi e soggettivi, compreso il famoso PMC (Prezzo Massimo di Cessione), rendendo di fatto inutile il pagamento dell’affrancazione così come idealizzata da Comune di Roma che pretende il pagamento dell’affrancazione in caso di vendita anche a chi si trova in diritto di proprietà.
D: Come pensate di Intervenire per Risolvere il Problema?
R: A seguito delle delibere Tronca, di cui è inizialmente sfuggito l’impatto sociale che avrebbe avuto, sono seguite altre delibere dell’attuale Amministrazione con lo scopo di rendere applicabili quelle del Commissario fino ad arrivare alla delibera 46/2017 dove, il Comune ,prosegue con l’indirizzo del vincolo perpetuo, riferito al PMC, e di fatto inizia, con tempi esagerati, a fornire a chi ha presentato la domanda di affrancazione i conteggi per la stipula di questo atto, che ripeto è totalmente inutile se si utilizzassero le leggi vigenti.
Questo a braccetto con il blocco delle stipule degli atti di compravendita, con il blocco della surroga dei mutui da parte dei notai e delle banche, che fino al giorno precedente alla sentenza della Cassazione del 2015 avevano operato senza alcun problema.
A questo punto, dato che un intervento politico atto alla soluzione di questa problematica, anche se auspicabile, risulta complicato e lontano, si è deciso di intervenire tramite un Ricorso Amministrativo per chiedere l’abrogazione delle delibere ancora non attuative.
R: Ti Riferisci al RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONTRO DELIBERA 46 DEL 2017?
R: Si. Nel corso del mese di dicembre del 2017 Asso Consum Regionale Lazio, con la collaborazione di alcuni Comitati di Quartiere (CdQ Vigne Nuove, CdQ Torresina, CdQ Fonte Laurentina CdQ Pian Saccoccia) ha promosso un ricorso al Presidente della Repubblica che ha interessato centinaia di cittadini coinvolti in queste problematiche.
Tramite il ricorso si è chiesto al Presidente di abrogare la delibera 46 del 31 agosto 2017 ritenuta lesiva nei confronti dei cittadini e non rispettosa della normativa vigente,
Tra le motivazioni più evidenti il non rispetto della convenzione Regionale, il non rispetto della legge 448 e l’errata interpretazione della sentenza della Cassazione a sezioni riunite che ha portato all’insana idea del PMC come vincolo perpetuo.
Ad oggi il ricorso ha ricevuto parere favorevole del Consiglio dei Ministri, per l’attività delegata al Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture, ed è stata trasmessa al Consiglio di Stato per il parere definitivo.
D: Ma ora è stata emessa una NUOVA DELIBERA – DELIBERA ASSEMBLEA CAPITOLINA 116 DEL 2 NOVEMBRE 2018 ?
R: Il 2 novembre è stata approvata dal Consiglio Comunale la delibera 116/2018 che di fatto introduce una nuova modalità di calcolo dei corrispettivi per l’affrancazione e la trasformazione che porta ad avere un lieve calo dei corrispettivi di affrancazione contro un importante aumento dei corrispettivi per la trasformazione che rispetto a quelli attuali sicuramente raddoppiano ed, in alcuni casi, addirittura si TRIPLICANO rispetto a quelli applicati fino al 2015.
Anche in questo caso Asso Consum Regionale Lazio, in collaborazione con l’unione Comitati Piani di Zona Roma, sta promuovendo un ricorso amministrativo per contrastare queste politiche speculative da parte del Comune di Roma che emana delibere sempre più lesive nei confronti dei proprietari degli immobili nei piani di Zona e non prendendo in esame lo spirito con cui era nata la legge 167 del 1962, ovvero permettere a chi non poteva rivolgersi a libero mercato di poter acquistare una casa in edilizia agevolata.
R: Nuova Delibera, Nuovo Ricorso?
R: Si è necessario ricorrere ad un nuovo RICORSO AMMINISTRATIVO CONTRO DELIBERA 116 del 2 novembre 2018.
Come sopra indicato Asso Consum Regionale Lazio sta raccogliendo le adesioni per chiedere l’abrogazione della delibera 116/2018, che oltre a perpetuare quanto già inserito nella delibera 46/2017 introduce nuovi metodi di calcolo che porteranno ad un aggravio di costi per chi richiederà la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà (atto che ricordo deve essere fatto da tutti per diventare effettivamente proprietari dell’immobile e del terreno dove è costruito).
R: Perché è importante Aderire al Nuovo RICORSO CONTRO LA DELIBERA 116/2018?
R: E’ necessario aderire al ricorso per opporsi a questi piani che mirano solo a far cassa sulle nostre abitazioni e soprattutto devono aderire tutte le persone che hanno partecipato al ricorso dello scorso anno per non veder VANIFICATO il lavoro fatto fino ad ora.
Se il parere del Consiglio di Stato contro la delibera 46/2017 sarà a noi favorevole e non si impugnerà anche questa nuova delibera ci si troverà a dover affrontare, senza potersi opporre, questo aggravio ingiustificato di costi per poter arrivare alla tanto sospirata trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà.
Conferenza Stampa sul tema della Edilizia Residenziale Pubblica a Roma 22 Novembre
Novembre 23, 2018RedazioneComunicati StampaEdilizia Convenzionataaffrancazioneedilizia convenzionata
Nel corso di tale Conferenza Stampa, a cui sono state invitate tutte le forze politiche presenti nell’ Assemblea Capitolina, verranno illustrati sia gli emendamenti presentati dall’ Unione Comitati Piano di Zona – assistita per tutti gli aspetti giuridici e normativi dallo Studio legale romano “Carnelutti” – attualmente in discussione alla Camera ed al Senato, sia le ulteriori iniziative che sono in corso a tutela dei diritti dei cittadini residenti nei Piani di Zona.
COMUNICATO STAMPA per impugnare la delibera 116/2018 al TAR
Novembre 22, 2018Redazione2° ricorsoEdilizia Convenzionata116/2018affrancazioneedilizia convenzionata
Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica contro la Delibera 46/2017
Marzo 10, 2017Redazione1° ricorsoEdilizia Convenzionata46/2017affrancazioneedilizia convenzionata
Abbiamo depositato il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica contro la delibera 46/2017 del Comune di Roma.
Ricorso Straordinario verso delibera 46/2017
Delibera Comunale 46/2017
il Ministero competente MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) esprime parere favorevole al Ricorso. Il Comune di Roma non produce alcuna memoria.
Il Ricorso viene trasferito al Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato invita il Comune di Roma a depositare delle Memorie.
A seguito delle stesse i Ricorrenti per il tramite dell’ Avv. Giuseppe Sorrentino di Asso Consum depositano Memorie Aggiuntive.
A fine Marzo 2019
IL Ministero MIT trasmette di nuovo al Consiglio di Stato con parere favorevole alle istanze depositate dai Ricorrenti ritenendo non determinanti le memorie del Comune.
Asso Consum Regionale Lazio emette un Comunicato Stampa
Parere Ministero Infrastrutture e Trasporti (MIT)
Confidiamo che il Consiglio di Stato voglia accogliere il Ricorso che i Cittadini hanno depositato con Asso Consum Regionale Lazio e liberare le Famiglie Romane dall’incubo in cui la Amministrazione Capitolina li ha costretti a vivere dal 2015!
INTERVISTA A: AUGUSTO CAMICIOLI
Febbraio 12, 0209RedazioneEdilizia Convenzionataaffrancazioneedilizia convenzionata
Intervista a : Augusto Camicioli
Ormai anche i MEDIA, TV e Giornali parlano del problema che coinvolge oltre 200.000 Famiglie Romane: GLI ONERI DI AFFRANCAZIONE E DI TRASFORMAZIONE SU IMMOBILI DI EDILIZIA CONVENZIONATA.
D: Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Cosa è la Edilizia Convenzionata?
R: Va certamente detto che la Legge 167 del 1962 che regolamenta la Edilizia Convenzionata è una Ottima Legge.
Obiettivo è quello di garantire alle Famiglie il Diritto alla Abitazione.
Il Comune mette a disposizione dei terreni di sua proprietà dove i Cittadini – che rispondono ad alcuni specifici requisiti – costituiti in cooperativa, possono costruire le proprie abitazioni usufruendo, così, di un importante contenimento dei costi.
Anche tutte le modifiche apportate alla legge dal 1962 in poi hanno mantenuto questa finalità positiva prevista dalla norma.
D: Ed allora perché oggi a Roma esiste il “Problema” della Edilizia Convenzionata – Piani di Zona ?
R: Per capire questo problema dobbiamo tornare al 2015.
Dopo la caduta del Sindaco Ignazio Marino, Roma ha vissuto un periodo di “Commissariamento”.
E’ in quel periodo che è stata emessa la Delibera 33/2015.
Questa Delibera nasceva da una nuova e diversa interpretazione della Norma ed introduceva :
1 – Il Prezzo Massimo di Cessione ha una durata indefinita e non viene rimosso con la procedura di Trasformazione.
2 – Il Valore Venale, ovvero il Valore Venale, ovvero il valore attribuito per il calcolo della Affrancazione e della Trasformazione, viene aumentato arrivando al 1000% dei precedenti valori di riferimento.
D: Scusa … il 1000% ???
R: Si in alcuni casi si arriva a questo valore… passando da 2.000; 3.000; 4.000 €uro a 20.000 ; 30.000 …
D: Ma Nessuno all’epoca si è opposto a questa Delibera?
R: No. Purtroppo all’epoca nessuno si è reso conto delle disastrose conseguenze che questa delibera avrebbe avuto sulle Famiglie Romane.
Posso raccontare tante storie di famiglie che “hanno perso il sonno” e che sono anni che stanno cercando di orientarsi nel dedalo delle informazioni e delle problematiche della Edilizia Convenzionata.
Una Legge nata per dare una possibilità positiva alle famiglie che in questi ultimi anni si è trasformata in un motivo di preoccupazione.
In questo senso ritengo siano molto gravi alcune delle affermazioni ascoltate di recente in Consiglio Comunale dove alcuni Consiglieri si sono espressi con frasi del tipo : ” Questi Cittadini hanno avuto privilegi in passato ed è giusto che ora paghino”.
Credo sia importante far capire a queste persone che avere dei requisiti previsti dalla Legge non rappresenta godere di “privilegi” …
D: Perché ho sentito dire che il Comune di Roma ed il Commissario Tronca hanno dato questa interpretazione della Legge per uniformarsi alla Sentenza della Cassazione n°18135/2015 relativa al Prezzo Massimo di Cessione?
R: No. No. Per cortesia. Non facciamo confusione e non confondiamo i piani.
Uno è il piano Politico che deve trovare risposte Sociali, l’altro è il piano Giuridico che deve dare risposte in relazione ad eventuali “Indebiti”.
La Sentenza della Cassazione conferma semplicemente un diritto difficilmente discutibile : Il Proprietario di un immobile in Edilizia Convenzionata può vendere la sua proprietà superficiaria al Prezzo Massimo di Cessione stabilito e sottoscritto nell’atto di Convenzione stipulato con il Comune all’epoca della costruzione dell’immobile.
E’ evidente che, proprio per lo spirito della norma 167/62 ogni attività di carattere speculativo su tali immobili produce un Indebito, cioè un guadagno non dovuto.
Pertanto se un immobile costruito con le agevolazioni previste dalla Legge 167/62 e che prevede un Prezzo Massimo di Cessione viene venduto per un importo maggiore, tale importo produce una “speculazione” e quindi deve essere restituito all’acquirente.
Tale concetto giuridico non dovrebbe essere posto in discussione.
Vale però la pena in questo senso evidenziare che, avendo ascoltato le storie di centinaia di cittadini, sono convinto che chi ha venduto a Prezzo di Mercato lo ha fatto in buona fede, in quanto in tal senso si era creato un “mercato usuale”.
Mi chiedo, piuttosto, come i Professionisti specializzati che hanno seguito tali transazioni, abbiano potuto agire al di sopra delle norme vigenti, permettendo la sottoscrizione di atti che non erano rispondenti alle disposizioni di legge.
Bene. Fatta l’analisi della Sentenza della Cassazione, è però necessario non confondere questa con il piano politico del problema.
La Politica è chiamata a dare risposte Sociali.
Quindi, seguendo lo spirito della norma, deve permettere ai proprietari di immobili in Edilizia Convenzionata di acquisire la Piena Proprietà (quindi anche la proprietà del terreno su cui è costruito l’immobile che per Convenzione rimane del Comune e dato in Concessione per 99 anni) secondo i criteri di agevolazione già previsti nella norma stessa.
Spero di sbagliarmi ma ho timore che l’introduzione di valori venali più elevati siano serviti più a creare delle voci attive di bilancio che non a dare delle serie risposte alle esigenze della ricerca del bene comune.
D: Ma dopo la Delibera del Commissario cosa altro è successo?
R: Sono successe molte cose. Ma proviamo ad andare per fasi.
Dopo le elezioni comunali, si è stabilita la nuova amministrazione. Era il 23 Giugno 2016.
Ad Agosto 2017 venne pubblicata la Delibera 46/2017 che oltre a richiamare le precedenti delibere del Commissario, introduceva ulteriori aspetti che riteniamo essere contrari agli interessi dei Cittadini.
A tale delibera la nostra Asso Consum Regionale Lazio, in collaborazione con alcuni Comitati di Quartiere, ha promosso un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, raccogliendo l’adesione di centinaia di Cittadini.
Attualmente tale ricorso ha superato la verifica di legittimità con parere favorevole del Ministero dei Trasporti ed Infrastrutture su delega del Consiglio dei Ministri ed è alla attenzione del Consiglio di Stato.
Nel contempo abbiamo moltiplicato gli sforzi per fare Informazione, attraverso i nostri canali web e con numerosi incontri pubblici che hanno visto la partecipazione di centinaia di cittadini nei loro territori.
Abbiamo cercato di tutelare gli interessi di coloro che avevano acquistato immobili di edilizia convenzionata pagando prezzi superiori a quelli previsti dalla Convenzione del Piano di Zona.
Abbiamo cercato di tutelare gli interessi dei cittadini che non riuscivano ad ottenere risposte dalla Pubblica Amministrazione.
Abbiamo raccolto numerosa documentazione e i nostri uffici legali sono stati impegnati nella assistenza e nello studio delle specifiche problematiche-
D: Ed Ora? Cosa Accade?
R: Ora siamo ancora in azione.
Lo scorso Novembre 2018 il Comune di Roma ha pubblicato una nuova delibera sull’argomento, la 116/2018 che, per alcuni versi, riesce ad essere addirittura peggiorativa nei confronti delle precedenti, introducendo, tra le altre cose, dei concetti di retroattività assolutamente inaccettabili.
L’iter di questa delibera è stato seguito costantemente in collaborazione con l’Associazione Unione Piani di Zona con donne e uomini dei comitati di quartiere che hanno cercato di dare il loro contributo alla elaborazione della delibera confrontandosi con le commissioni preposte.
Purtroppo nonostante gli sforzi e qualche promessa, la delibera 116/2018 non ha saputo raccogliere nessuna delle proposte promosse dai Cittadini.
Abbiamo cercato anche di promuovere degli emendamenti alla Legge di Bilancio in discussione a livello Nazionale. Purtroppo anche questo tentativo è stato vano.
Anzi, al contrario, è stato approvato un emendamento di maggioranza che, a nostro parere, presenta dei profili di incostituzionalità e su cui i nostri uffici legali sono al lavoro.
D: Avete intenzione di promuovere altre iniziative?
R: Certo. Le abbiamo già iniziate.
Abbiamo promosso un ulteriore Ricorso amministrativo contro la ultima Delibera Comunale dello scorso novembre, quindi la 116/2018.
Molti cittadini hanno già aderito e molti altri stanno aderendo.
La raccolta avrà termine il 28 Febbraio 2019 e promuoveremo un ulteriore Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica.
Stiamo anche raccogliendo le adesioni per richiedere un parere all’Antitrust circa la correttezza dell’operato dei Professionisti verso i Consumatori, relativamente alla stipula di contratti di compravendita soggetti alle norme della Edilizia Popolare.
Stiamo raccogliendo le firme per una Petizione Popolare da presentare alla Regione Lazio che per competenza potrebbe regolamentare la materia dell’Edilizia Convenzionata obbligando, in tal modo, anche il Comune di Roma ad uniformarsi.
Stiamo depositando alla Procura della Repubblica alcuni esposti per verificare se si ravvisino gli estremi di Omissione di Atti di Ufficio relativamente all’operato di amministratori pubblici, Dirigenti e Funzionari ndel Comune di Roma preposti all’assolvimento di pratiche relative alla edilizia convenzionata, ed in particolare relativamente all’espletamento delle opere di urbanizzazione, dei controlli e collaudi, dell’espletamento delle pratiche richieste dai Cittadini, e alle liberatorie in favore dei Cittadini che hanno provveduto al pagamento degli oneri previsti.
Insomma le attività sono molte.
Tutte importanti e utili a proteggere il Diritto all’Abitazione delle famiglie Romane.
Mi permetti di essere io a Concludere?
Voglio concludere invitando tutti ad Aderire. Facciamo sentire la nostra voce.
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