Source: http://www.cittasolidale.net/wp4/organizzazione/regolamento-interno/
Timestamp: 2019-03-19 19:12:55+00:00
Document Index: 58646632

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 1', 'art. 18', 'art.48', 'art. 2', 'art. 5', 'art, 4']

Regolamento interno – Citta Solidale Società Cooperativa Sociale
Art. 2 – I soci-lavoratori e le socie-lavoratrici, a qualunque titolo operino nelle Comunità residenziali della cooperativa Sociale Città-Solidale, garantiscono la soddisfazione dei bisogni e dei diritti delle persone e l’efficienza nella organizzazione dei servizi
Art. 3 – Il presente Regolamento stabilisce i modi e le forme di svolgimento dei rapporti di lavoro all’interno della cooperativa Sociale Città Solidale che, a norma della statuto vigente, sono finalizzati alla assistenza delle persone anziane, al recupero, alla riabilitazione psico-sociale e professionale e all’inserimento o reinserimento sociale e lavorativo delle persone affette da disturbi psichici e mentali o comunque svantaggiate, attraverso la elaborazione e l’attuazione di progetti e programmi terapeutici e riabilitativi individuali.
Art. 4 – L’adesione alla Cooperativa Sociale Città Solidale pone la socia-lavoratrice e il socio-lavoratore nel diritto-dovere di disporre collettivamente dei mezzi di produzione e di direzione, di partecipare alla elaborazione e alla realizzazione dei processi produttivi e di sviluppo dell’impresa autogestita, di partecipare al rischio d’impresa e quindi ai risultati economici e alle decisione ad essi conseguenti, di contribuire economicamente alla formazione del Capitale Sociale, mettendo nel contempo a disposizione il proprio lavoro e le proprie capacità professionali, ferme restando le prerogative statutarie e le delibere degli Organi Sociali.
Art. 5 – Il presente regolamento, redatto ai sensi e per gli effetti dell’art. 6 della L. 3 Aprile 2001 n. 142, si applica – unitamente alle norme contenute nello statuto sociale – ai soci lavoratori della società cooperativa Città Solidale Cooperativa Sociale a responsabilità limitata.
Art. 7 – I soci svolgono la loro attività lavorativa all’interno della società cooperativa secondo uno qualsiasi degli schemi contrattuali ritenuti leciti dall’ordinamento, tra i quali:
Art. 8 – La cooperativa sociale Città Solidale nell’ambito e per il raggiungimento dei propri fini istituzionali può bandire concorsi per titoli e per esami per l’assegnazione di borse di studio della durata di un anno ovvero favorire l’acquisizione di conoscenze competenze proprie del settore della riabilitazione psico-sociale, attraverso la partecipazione dei giovani a stage formativi all’interno delle strutture residenziali.
Art. 9 – Su proposta del consiglio di amministrazione, l’assemblea – in conformità del disposto dell’art. 1, secondo comma, lettera a) della L. 3 Aprile 2001, n. 142 – approva lo “Schema di organizzazione del lavoro” nella cooperativa.
Art. 10 – Con l’ingresso in cooperativa, o all’atto dell’inizio della prestazione lavorativa, se non contestuale all’ammissione a socio, gli amministratori o colui cui ne sia attribuito il compito – salvo che non ricorrano gravi e/o comunque giustificati motivi – provvedono a regolamentare il rapporto del socio lavoratore secondo la tipologia di rapporto prevista nello schema organizzativo aziendale.
Art. 11 – Costituisce giustificato motivo, che legittima sempre gli amministratori a derogare alla tipologia di lavoro prevista nello schema organizzativo aziendale:
Art. 12 – All’atto dell’ammissione del socio nella compagine sociale (o all’atto del suo inserimento nell’organizzazione del lavoro, se non contestuale alla sua ammissione in società) cooperativa e socio sottoscrivono la “lettera di lavoro”.
Art. 13 – Il socio, assunto quale lavoratore dipendente dalla cooperativa, può stipulare con la cooperativa sia un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che determinato, stagionale, “part-time” o di formazione e lavoro, sia qualsiasi altro rapporto di lavoro subordinato consentito dalla legge, in ottemperanza alle disposizioni legislative che lo regolino.
Art. 14 – In conformità a quanto disposto dalla legge, indipendentemente dal “tipo” contrattuale in concreto convenuto per regolamentare il rapporto tra cooperativa e socio lavoratore subordinato, quando con il rapporto lavorativo viene sciolto anche il rapporto associativo, è espressamente esclusa l’applicazione della normativa riportata dall’art. 18 della Legge n. 300/1970.
Art. 15 – Salve le ipotesi di crisi aziendale o di avviamento, la cooperativa remunera i soci lavoratori subordinati secondo le tariffe retributive previste dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro delle Cooperative Sociali.
Art. 16 – Al rapporto di lavoro delle socie-lavoratrici e dei soci-lavoratori della Cooperativa Sociale Città Solidale si applicano le disposizioni contenute nel titolo III, IV, V, VI, VII e VIII dello “Schema Organizzativo”, ovvero le disposizioni di legge se esistenti ed in quanto compatibili con le pecularietà del rapporto di lavoro in cooperativa.
Art. 17 – Indipendentemente dalla contrattazione collettiva in concreto applicabile, il/la socio/a dipendente, con la stipula del contratto di lavoro, è inserito nell’organico della cooperativa ed è tenuto/a tra l’altro:
Art. 18 – La cooperativa all’atto dell’inserimento del socio nell’organizzazione del lavoro e della sottoscrizione della “lettera di lavoro”, mette a disposizione del socio una copia del Contratto Collettivo eventualmente applicabile, copia dello statuto sociale e copia del regolamento disciplinare.
Art. 21 – Il socio, che stipuli con la cooperativa un rapporto di lavoro diverso da quello di lavoro subordinato, può svolgere la sua opera in modo occasionale o coordinato e continuativo.
– ai fini fiscali l’art.48-bis, comma 1 D.P.R. 917/1986;
– ai fini previdenziali e assistenziali, l’art. 2 comma 26, Legge 335/1995 e successive modifiche;
– ai fini dell’assicurazione I.N.A.I.L., l’art. 5 Dlg 38/2000, se l’attività svolta è soggetta a tutela assicurativa contro gli infortuni professionali.
Art. 22 – Salvo che la prestazione richiesta al socio non si esaurisca in specifici ed assai delimitati incarichi, nella “lettera di lavoro” sono specificate le prestazioni richieste, le modalità di espletamento ed il corrispettivo pattuito.
Art. 23 – In ogni caso il socio “non subordinato”, salvo che ciò non sia richiesto per l’espletamento delle proprie attività, ha comunque l’obbligo di coordinare la sua attività con quella della cooperativa e se la sua è un’attività coordinata e continuativa, deve convenire con gli amministratori o i responsabili dell’organizzazione, i tempi e le modalità di esplicazione della sua attività sociale, soprattutto senza creare intralci nello svolgimento della produzione o nel lavoro degli altri soci e collaboratori o aumento di costi.
Art. 24 – Al socio che svolge attività non subordinata nei confronti della cooperativa si applicano, oltre alle regole stabilite nel presente regolamento, nello statuto sociale e nel regolamento disciplinare (in quanto applicabile e per la parte applicabile al socio non subordinato), le norme proprie dell’attività da lui svolta.
Art. 25 – Il socio lavoratore che svolga la sua attività nelle forme del rapporto di lavoro diverso da quello dipendente, salvo che nella “lettera di lavoro” non sia altrimenti disposto e salvo che ciò non sia richiesto dalla legge o dal tipo dell’incarico che è chiamato a svolgere, non ha l’obbligo di esclusiva con la cooperativa.
Art. 26 – Indipendentemente dalla tipologia del proprio contratto di lavoro, ciascun socio è tenuto a concorrere alle necessità della cooperativa anche mediante personali apporti economici nel rispetto delle condizioni di Legge ed a quelle di cui appresso.
Art. 27 – Lo stato di crisi aziendale è deliberato dall’assemblea sociale su proposta del consiglio di amministrazione ogni qual volta si minifestino segnali di crisi aziendale o sia ritenuto necessario o anche solo opportuno un intervento di tipo finanziario e/o organizzativo per mantenere la competitività della azienda e/o la sua capacità a rimanere sul mercato.
Art. 28 – In relazione a quanto stabilito nel punto b) del precedente articolo 27, l’assemblea, su proposta del consiglio di amministrazione, stabilisce i criteri e le forme di apporto anche economico dei singoli soci alla soluzione della crisi.
Art. 29 – Per persone svantaggiate si intendono quelle di cui all’art, 4 della legge 8.11.1991, n. 381 “Disciplina delle Cooperative Sociali” e successive integrazioni.
Art. 30 – Sulla base di progetti personalizzati, concordati con l’Azienda Sanitaria locale competente e con la Commissione Circoscrizionale per l’impiego e finalizzati all’inserimento lavorativo, le persone svantaggiate possono prestare la loro collaborazione nella Cooperativa, in mansioni confacenti alle condizioni psico-fisiche, attitudinali e professionali della singola persona, attraverso:
contratti di lavoro a orari ridotti;
contratti di formazione part-time, e lavoro;
borse di lavoro e stage aziendali;
salari di ingresso (per un periodo massimo di tre anni).
Art. 31 – Per quanto concerne la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori svantaggiati si fa riferimento alla legge 5.02.1992, n. 104 “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione e i diritti delle persone handicappate”.
– è stato approvato dall’Assemblea delle socie e dei soci della Cooperativa Sociale Città Solidale in data 12 giugno 2002 ed entra in vigore il 1 luglio 2002;
– potrà essere modificato con delibera dell’Assemblea ordinaria delle socie e dei soci;
– verrà depositato, entro 30 giorni dalla data di approvazione, presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Brindisi.
Art. 35 – Per quanto non previsto dal presente Regolamento, si farà riferimento allo Statuto, alle delibere degli Organi Sociali, ai Regolamenti interni delle diverse Comunità Residenziali, al Piano di Sicurezza della Legge 626/94 e alle disposizioni di legge applicabili, nonché agli accordi collettivi eventualmente applicabili.