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Timestamp: 2020-01-25 06:40:59+00:00
Document Index: 140128890

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art. 2043', 'art. 2', 'art. 2059', 'art. 1174', 'art. 1218', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 95', 'art. 5']

Viaggi e responsabilità per inadempimento: la rassegna giurisprudenziale
Nella piu’ parte dei casi l’operatore professionale turistico reo di un disservizio al viaggiatore, sara’ chiamabile a responsabilita’ giusta l’art. 93 del d.lgs 6 settembre 2005 n. 206 (cd. Codice del Consumo)
07.05.2009 - pag. 68438
INADEMPIMENTO DELL’OPERATORE TURISTICO: CULPA IN ELIGENDO, NORMATIVA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE
E DANNO DA VACANZA ROVINATA: RECENTI ORIENTAMENTI
“In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, l'organizzatore e il venditore sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità, se non provano che il mancato o inesatto adempimento e' stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a loro non imputabile. L'organizzatore o il venditore che si avvale di altri prestatori di servizi e' comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal consumatore, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti.”
“Qualora si possa ragionevolmente prevedere che il volo sarà ritardato, rispetto all'orario di partenza previsto: … b) di tre o più ore per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1500 km e per tutte le altre tratte aeree comprese tra 1500 e 3500 km … il vettore aereo operativo presta ai passeggeri: i) l'assistenza prevista nell'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), e nell'articolo 9, paragrafo 2; ii) quando l'orario di partenza che si può ragionevolmente prevedere è rinviato di almeno un giorno rispetto all'orario di partenza precedentemente previsto, l'assistenza di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere b) e c) … In ogni caso l'assistenza è fornita entro i termini stabiliti dal presente articolo in funzione di ogni fascia di distanza.”
Una prima tesi lo riconduce nell’alveo dell’art. 2043 c.c. qualificandolo come danno patrimoniale: si afferma che tale danno, identificandosi nella mancata soddisfazione delle aspettative ricreative sorte a seguito della stipulazione del contratto di viaggio, costituisce l’inadempimento di una prestazione che, in quanto dedotta nel contratto, è suscettibile di valutazione patrimoniale. Gli avversari a tale tesi, che propendono chiaramente per una responsabilità contrattuale, sostengono che da un lato il benessere che ci si aspetta dalla vacanza non può configurarsi come prestazione dedotta nel contratto e alla quale è tenuto il venditore della vacanza: questi infatti si obbliga soltanto alla puntuale esecuzione degli obblighi specificamente previsti nel contratto di viaggio; ragionando diversamente si arriverebbe all’assurda conclusione - sostengono i citati avversatori alla tesi della responsabilità aquiliana - che al viaggiatore basterebbe allegare il fatto che “non si sia divertito”, per rendere configurabile un inadempimento della controparte e onerarla così della prova relativa alla non imputabilità. Dall’altro lato, non si può sostenere che la lesione di bene suscettibile di valutazione economica dia origine necessariamente ad un danno patrimoniale; ragionando così la figura del danno non patrimoniale scomparirebbe, posto che qualunque danno, nel momento in cui viene risarcito, deve essere valutato in termini economici; il danno patrimoniale va invece identificato con il danno che lede direttamente la sfera del patrimonio del soggetto, causandone o una diminuzione (danno emergente) o un mancato aumento (lucro cessante).
in primo luogo pur negando l’autonomia concettuale del cd. danno esistenziale, ne ha riconnesso la sostanza all’art. 2 Cost.;
in secondo e piu’ importante luogo, ha dato crisma di giuridicità al danno non patrimoniale da contratto:L’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c. consente ora di affermare che anche nella materia della responsabilità contrattuale è dato il risarcimento dei danni non patrimoniali ……Se l’inadempimento dell’obbligazione determina, oltre alla violazione degli obblighi di rilevanza economica assunti con il contratto, anche la lesione di un diritto inviolabile della persona del creditore, la tutela risarcitoria del danno non patrimoniale potrà essere versata nell’azione di responsabilità contrattuale, senza ricorrere all’espediente del cumulo di azioni. Che interessi di natura non patrimoniale possano assumere rilevanza nell’ambito delle obbligazioni contrattuali, è confermato dalla previsione dell’art. 1174 c.c, secondo cui la prestazione che forma oggetto dell’obbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere ad un interesse, anche non patrimoniale, del creditore. ……L’art. 1218 c.c., nella parte in cui dispone che il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, non può quindi essere riferito al solo danno patrimoniale, ma deve ritenersi comprensivo del danno non patrimoniale, qualora l’inadempimento abbia determinato lesione di diritti inviolabili della persona.”. “
Tuttavia, al danno per "minore godimento della vacanza" e "per i disagi sopportati dal turista" può essere conferita piena valenza patrimoniale ed effettiva risarcibilità, anche in assenza di ipotesi di reato, proprio in ossequio alla prevista liquidabilità di "qualunque pregiudizio" derivante dall’ inadempimento dell'operatore turistico (Cfr. Tribunale civile di Monza Sezione IV, sentenza n. 1617/03 del 19.05.2003, giudice unico dott. Piero Calabrò).
Il primo è costituito dalla Convenzione di Bruxelles relativa ai contratti di viaggio in ambito internazionale, ratificata in Italia e quindi ivi pienamente operante; la quale, all’art. 13 prevede che l'organizzatore di viaggi risponde di qualunque pregiudizio causato al viaggiatore a motivo dell’inadempimento totale o parziale dei suoi obblighi. Tale norma è espressamente considerata applicabile nel nostro ordinamento dall’art. 95, comma 3, d. lgs 206/2005 per il quale:
“In assenza di specifica pattuizione, il risarcimento del danno e' ammesso nei limiti previsti dall'articolo 13 della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (C.C.V.), firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, resa esecutiva dalla legge 29 dicembre 1977, n. 1084, e dagli articoli dal 1783 al 1786 del codice civile.”
“l'art. 5 della direttiva del Consiglio 13 giugno 1990, 90/314/CEE, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso», deve essere interpretato nel senso che il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall'inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio «tutto compreso”.
In applicazione di tale orientamento il Tribunale Roma, sez. IX 26-11-2003, ha ritenuto che il viaggiatore che non abbia potuto godere - anche solo parzialmente - della vacanza, rovinata per inadempimento del Tour Operator, ha diritto al risarcimento oltre che delle spese sostenute per l'acquisto del pacchetto, anche del danno non patrimoniale da vacanza rovinata, figura di danno non patrimoniale eccezionalmente risarcibile.
Tags: Turismo Viaggi Consumerismo Risarcimento Vacanza rovinata Responsabilità Inadempimento -y-
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