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Timestamp: 2019-06-27 13:21:09+00:00
Document Index: 51308619

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CORTE DI GIUSTIZIA UE Sez. 2^, 7 giugno 2018 Sentenza C-671/16 | AmbienteDiritto.it
C-671/16
Pres. Ilešič, Rel. Toader, Ric. Inter-Environnement Bruxelles ASBL ed altri contro Région de Bruxelles-Capitale
«Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Direttiva 2001/42/CE – Articolo 2, lettera a) – Nozione di “piani e programmi” – Articolo 3 – Valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente – Regolamento regionale urbanistico relativo al quartiere europeo di Bruxelles (Belgio).
Nella causa C-671/16,
2 Tale domanda è stata proposta nell’ambito di una controversia tra l’Inter-Environnement Bruxelles ASBL, il Groupe d’animation du quartier européen de la ville de Bruxelles ASBL, l’Association du quartier Léopold ASBL, il Brusselse Raad voor het Leefmilieu ASBL, riuniti nella «Coordination Bruxelles-Europe» («Coordinamento Bruxelles-Europa»), nonché i sigg. Pierre Picard e David Weytsman, da un lato, e la Région de Bruxelles–Capitale (Regione di Bruxelles-Capitale, Belgio), dall’altro, relativamente alla validità del decreto del governo di tale regione, del 12 dicembre 2013, che approva il regolamento regionale di urbanistica zonale e le regole per la presentazione delle istanze di certificati e permessi urbanistici per il perimetro della rue de la Loi e delle aree adiacenti (Moniteur belge del 30 gennaio 2014, pag. 8390; in prosieguo: il «decreto impugnato»).
a) che sono elaborati per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e che definiscono il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti elencati negli allegati I e II della direttiva [2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (GU 2012, L 26, pag. 1)] (...).
4. il piano regolatore particolareggiato. (...)».
29 Orbene, la circostanza che, sul piano formale, il giudice nazionale abbia formulato la sua questione pregiudiziale facendo riferimento a determinate disposizioni del diritto dell’Unione non osta a che la Corte fornisca a detto giudice tutti gli elementi di interpretazione che possono essere utili per la soluzione della controversia di cui è investito, indipendentemente dal fatto che esso vi abbia fatto o meno riferimento nella formulazione delle sue questioni. A tal proposito, la Corte è tenuta a trarre dall’insieme degli elementi forniti dal giudice nazionale e, in particolare, dalla motivazione della decisione di rinvio, gli elementi di diritto dell’Unione che richiedono un’interpretazione tenuto conto dell’oggetto della controversia (sentenza del 22 giugno 2017, E.ON Biofor Sverige, C-549/15, EU:C:2017:490, punto 72 e giurisprudenza ivi citata).
37 La Corte ha interpretato tale disposizione nel senso che devono essere considerati «previsti» ai sensi e ai fini dell’applicazione della direttiva VAS, e pertanto soggetti a valutazione ambientale alle condizioni ivi fissate, i piani e i programmi la cui adozione sia disciplinata da disposizioni legislative o regolamentari nazionali le quali determinino le autorità competenti per adottarli nonché la loro procedura di elaborazione (sentenza del 22 marzo 2012, Inter-Environnement Bruxelles e a., C-567/10, EU:C:2012:159, punto 31).
38 Escludere, infatti, dall’ambito di applicazione della direttiva VAS i piani e i programmi la cui applicazione non riveste carattere obbligatorio lederebbe l’efficacia di detta direttiva alla luce della sua finalità, consistente nel garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente (v., in tal senso, sentenza del 22 marzo 2012, Inter-Environnement Bruxelles e a., C-567/10, EU:C:2012:159, punti 28 e 30).
41 Occorre rilevare che, in forza dell’articolo 3, paragrafo 2, lettera a), della direttiva VAS, sono soggetti ad una valutazione ambientale sistematica i piani e i programmi che, da un lato, sono elaborati per determinati settori e, dall’altro, definiscono il quadro di riferimento per l’autorizzazione futura dei progetti elencati negli allegati I e II della direttiva VIA (v., in tal senso, sentenza del 17 giugno 2010, Terre wallonne e Inter-Environnement Wallonie, C-105/09 e C-110/09, EU:C:2010:355, punto 43).
46 Per quanto riguarda la seconda di tali condizioni, per stabilire se un regolamento urbanistico regionale, come quello di cui trattasi nel procedimento principale, definisca il quadro di riferimento per l’autorizzazione futura dei progetti elencati negli allegati I e II della direttiva VIA si devono esaminare il contenuto e la finalità di tale regolamento, tenuto conto della portata della valutazione dell’impatto ambientale dei progetti, come prevista dalla citata direttiva (v., in tal senso, sentenza del 17 giugno 2010, Terre wallonne e Inter-Environnement Wallonie, C-105/09 e C-110/09, EU:C:2010:355, punto 45).
53 In secondo luogo, per quanto attiene alla questione se l’atto impugnato definisca il quadro di riferimento per la futura autorizzazione di tali progetti, la Corte ha già dichiarato che la nozione di «piani e programmi» si riferisce a qualsiasi atto che fissi, definendo norme e procedure di controllo applicabili al settore interessato, un insieme significativo di criteri e di modalità per l’autorizzazione e l’attuazione di uno o più progetti idonei ad avere un impatto notevole sull’ambiente (sentenza del 27 ottobre 2016, D’Oultremont e a., C-290/15, EU:C:2016:816, punto 49 e giurisprudenza ivi citata).
60 Tale considerazione non può essere rimessa in discussione dall’obiezione sollevata dal governo belga sulla natura generale del regolamento di cui trattasi nel procedimento principale. Oltre al fatto che risulta dallo stesso tenore dell’articolo 2, lettera a), primo trattino, della direttiva VAS che la nozione di «piani e programmi» può contemplare atti normativi adottati per via legislativa o regolamentare, tale direttiva non contiene precisamente disposizioni specifiche relative a politiche o disposizioni generali per cui sarebbe necessario operare una distinzione rispetto ai piani e programmi ai sensi di tale direttiva. Peraltro, la circostanza che un RRUZ, come quello di cui al procedimento principale, contenga norme generali, presenti un certo livello di astrazione e persegua un obiettivo di trasformazione del quartiere costituisce un’illustrazione della sua dimensione programmatica o pianificatrice e non osta alla sua inclusione nella nozione di «piani e programmi» (v., in tal senso, sentenza del 27 ottobre 2016, D’Oultremont e a., C-290/15, EU:C:2016:816, punti 52 e 53).
66 Pertanto, la circostanza, rilevata dal giudice del rinvio, che le domande successive di autorizzazione urbanistica saranno sottoposte ad un procedimento di valutazione dell’impatto ambientale ai sensi della direttiva VIA non può rimettere in discussione la necessità di procedere ad una valutazione ambientale di un piano o di un programma rientrante nell’ambito di applicazione dell’articolo 3, paragrafo 2, lettera a), della direttiva VAS, che definisce il quadro in cui tali progetti urbanistici saranno autorizzati in futuro, a meno che la valutazione dell’impatto di tale piano o programma sia già stata effettuata, ai sensi del punto 42 della sentenza del 22 marzo 2012, Inter-Environnement Bruxelles e a. (C-567/10, EU:C:2012:159).
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