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Timestamp: 2020-07-02 18:30:48+00:00
Document Index: 65936793

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 79', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2']

Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna - sezione staccata di Parma (Sezione Prima) - sentenza n. 94 depositata il 10 marzo 2017 - Impugnazione della disciplina di gara che prevede le modalità di assegnazione di un solo lotto in caso di offerta più conveniente per più lotti - Studio Cerbone
Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna – sezione staccata di Parma (Sezione Prima) – sentenza n. 94 depositata il 10 marzo 2017 – Impugnazione della disciplina di gara che prevede le modalità di assegnazione di un solo lotto in caso di offerta più conveniente per più lotti
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Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna – sezione staccata di Parma (Sezione Prima) – sentenza n. 94 depositata il 10 marzo 2017
Contratti della Pubblica amministrazione – Lotti – Offerta più conveniente presentata da uno stesso concorrente per entrambi i lotti – Affidamento – Modalità non prevista nel bando – Previsione, contenuta in una errata corrige del bando, di aggiudicare il lotto che determina la combinazione di punteggi più conveniente per la stazione appaltante – Impugnazione dellaerrata corrige – Inammissibilità del ricorso.
P. F. S.p.A. Anche Quale Mandataria del R.T.I. con S. S. S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli Avvocati Giovanni Sala, Marta Bassanese e Andrea Soncini, con domicilio eletto presso il terzo, in Parma, stradello Boito n. 1;
I. S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Giancarlo Cantelli presso il quale elegge domicilio, in Parma, strada della Repubblica n. 95;
M. S.r.l. anche Quale Mandataria del R.T.I. con B. S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli Avvocati Filippo Brunetti e Maria Buquicchio, con domicilio eletto presso l’Avv. Michele Baroc, in Parma, strada Conservatorio;
– del provvedimento del Direttore approvvigionamenti logistica e servizi di I. S.p.a. del 30/9/2016 (prot. IR008986-2016-A del 3/10/2016; nella parte in cui ha aggiudicato la procedura di Accordo quadro per la fornitura e installazione di gruppi di misura GAS (smart meters) classe G4, G6, G10 suddiviso in due lotti, attribuendo il lotto n. 1 gara 9085 al costituendo RTI M./B., anziché al costituendo RTI P. F./S. S.; – per quanto necessario, della errata corrige quesito 6 precedentemente pubblicato pubblicata il 20/7/2016, nel portale della procedura, tra le risposte a quesiti di interesse generale nella quale è stato previsto che qualora un’impresa ottenga il miglior punteggio su entrambi i lotti, le verrà assegnato il lotto che determina la combinazione di punteggi più conveniente per I., ponderati in base all’importo a base d’asta dei lotti;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di I. S.p.A. e di M. S.r.l.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 8 marzo 2017 il dott. Marco Poppi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con Bando datato 22 giugno 2016 I. S.p.A. indiceva una procedura di gara aperta suddivisa in 2 lotti per la sottoscrizione di un “accordo quadro per la fornitura e installazione di gruppi di misura gas G4, G6 E G10 comprese attività di back office per la programmazione e la consuntivazione degli interventi” della durata di mesi 15 per un valore stimato degli acquisti per l’intera durata contrattuale pari a € 9.998.650,00 per il lotto 1 e € 3.591.000,00 per il lotto 2.
In data 12 luglio 2016 I. con atto recante “Risposte a quesiti di interesse generale”, chiarendo le modalità in base alle quali si sarebbe proceduto all’aggiudicazione dei lotti nel caso in cui con riferimento ad entrambi si fosse posizionato al primo posto il medesimo partecipante, precisava che si sarebbe proceduto “all’assegnazione partendo dal lotto di importo più alto, pertanto qualora la medesima impresa risulti miglior offerente su entrambi i lotti, le verrà assegnato il lotto 1 (di importo più alto)”.
In data 20 luglio 2016, all’approssimarsi dello spirare del termine utile per la presentazione delle domande fissato per 28 successivo, I. pubblicava una errata corrige cassando il suesposto chiarimento e prevedendo che “qualora un’impresa ottenga il miglior punteggio su entrambi i lotti, le verrà assegnato il lotto che determina la combinazione di punteggi più conveniente per I.. I punteggi utilizzati per il calcolo della combinazione dei punteggi sono ponderati in base all’importo a base di gara dei lotti”.
Con mail del 22 luglio 2016 la ricorrente rappresentava a I. che il chiarimento, nella versione da ultimo illustrata, appariva “incomprensibile” e chiedeva di riformularlo differendo il termine di presentazione delle domande ex art. 79, comma 3, del D. Lgs. n. 50/2016.
In applicazione della citata norma (che disciplina gli adempimenti delle stazioni appaltanti in presenza di integrazioni della disciplina di gara) I. posticipava il termine in questione al 29 agosto 2016.
All’esito delle operazioni valutative, nella seduta del 13 settembre 2016, la Commissione di gara procedeva alla sommatoria dei punteggi tecnici ed economici attribuiti alle offerte stilando le graduatorie che vedevano la ricorrente posizionarsi al primo posto in entrambi i lotti e “fatte salve successive verifiche della correttezza della formula” (v. relativo verbale) proponeva di aggiudicare alla medesima il lotto 1 e a M., odierna controinteressata, il lotto 2.
In applicazione della nuova formula (che veniva allegata al verbale) proponeva di aggiudicare il lotto 1 a M. ad un prezzo complessivo di € 6.893.708,60 e il lotto 2 alla ricorrente ad un prezzo pari a € 2.067.538,60.
La ricorrente impugnava i suesposti esiti concorsuali deducendo l’illegittima applicazione della lex specialis di gara; in subordine (e solo nel caso in cui la errata corrige dovesse intendersi integrativa della disciplina di gara), sotto un primo profilo, l’errata applicazione dell’art. 95 del D. Lgs. n. 50/2016 imputando a I. di aver fatto un’anomala applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che, una volta ripartita la gara in più lotti, non consentirebbe di fare commistioni fra i due segmenti concorsuali e, sotto altro profilo, la violazione del 6° comma della medesima disposizione normativa laddove prevede che l’aggiudicazione mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa avvenga sulla base di “criteri oggettivi”.
I. e M. si costituivano in giudizio eccependo in via pregiudiziale la tardività del ricorso per mancata tempestiva impugnazione della lex specialis così come integrata dalla errata corrige, nonché, l’inammissibilità del gravame per carenza di interesse poiché diretto ad ottenere la disapplicazione da parte del giudice dell’unica clausola di gara (la errata corrige) che a fronte del delineato esito (la stessa concorrente classificata al primo posto in entrambi i lotti) consentirebbe di procedere alle aggiudicazioni dei lotti (interesse proprio della ricorrente che mira all’aggiudicazione del lotto 1 e non anche all’annullamento della procedura). Nel merito affermavano la legittimità degli esiti impugnati chiedendo la reiezione del ricorso.
Le parti (ricorrente, resistente e controinteressata) rassegnavano le rispettive conclusioni con memorie depositate il 20 febbraio 2017 e replicavano alle tesi avversarie con memorie depositate il 24 (I. e M.) e il 25 (la ricorrente) febbraio 2017.
La funzione dei chiarimenti, rileva la ricorrente, veniva specificata al punto 4 del Disciplinare (pag. 12) laddove si precisa che “eventuali richieste di chiarimenti in merito alla procedura e alla documentazione di gara sono da inviare all’indirizzo Appalti_AA@gruppoI..it. I. S.p.A. garantisce risposte solo alle richieste che perverranno entro il quarto giorno antecedente alla scadenza per la presentazione dell’offerta. Le risposte ai quesiti, se ritenute di interesse generale, saranno altresì pubblicate sul www.gruppoI..it nella sezione relativa alla presente procedura”.
Per le medesime considerazioni deve ritenersi infondato anche il secondo motivo di ricorso con il quale la ricorrente deduce che la errata corrige avrebbe eluso la prevista separazione fra le aggiudicazioni dei due diversi lotti in violazione dell’art. 95 del D. Lgs. n. 50/2016 (“le stazioni appaltanti, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, procedono all’aggiudicazione degli appalti e all’affidamento dei concorsi di progettazione e dei concorsi di idee, sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo o sulla base dell’elemento prezzo o del costo, seguendo un criterio di comparazione costo/efficacia quale il costo del ciclo di vita, conformemente all’articolo 96”).
A sostegno della censura allega che il comma 6 del citato art. 95 dispone che “i documenti di gara stabiliscono i criteri di aggiudicazione dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto. In particolare, l’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, è valutata sulla base di criteri oggettivi, quali gli aspetti qualitativi, ambientali o sociali, connessi all’oggetto dell’appalto”.
A nulla rileva di per sé, inoltre, la circostanza che in applicazione del censurato criterio I. affronterà un costo superiore di circa € 500.000,00 poiché avendo indetto una gara da aggiudicarsi mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la “maggior convenienza” che intende perseguire con la adottata errata corrige non può essere limitata alla considerazione dei soli aspetti economici ma anche di quelli qualitativi (la superiorità qualitativa dei dispositivi forniti dalla controinteressata non è contestata in giudizio).
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna, Sezione staccata di Parma, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile per difetto di interesse.
Così deciso in Parma nella camera di consiglio del giorno 8 marzo 2017 con l’intervento dei magistrati:
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