Source: https://renatodisa.com/2014/03/18/corte-di-cassazione-sezione-lavoro-sentenza-12-marzo-2014-n-5730-con-riguardo-a-comportamento-del-lavoratore-contrario-alle-norme-contrattuali-la-valutazione-in-ordine-alla-legittimita-del-licen/
Timestamp: 2018-03-19 07:02:36+00:00
Document Index: 82814860

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'e contrario', 'art. 1455', 'sentenza ', 'e contrario', 'art. 1455', 'sentenza ', 'e contrario', 'art. 1455', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 12 marzo 2014, n. 5730. Con riguardo a comportamento del lavoratore contrario alle norme contrattuali, la valutazione in ordine alla legittimità del licenziamento disciplinare - motivato dalla ricorrenza dell'ipotesi contemplata da norma contrattuale, a titolo esemplificativo, fra quelle di licenziamento per giusta causa - deve essere in ogni caso effettuata attraverso un accertamento in concreto da parte del giudice del merito della reale entità e gravità del comportamento addebitato al dipendente nonché del rapporto di proporzionalità tra sanzione e infrazione, anche quando si riscontri la astratta corrispondenza del comportamento del lavoratore alla fattispecie tipizzata contrattualmente, occorrendo sempre che la condotta sanzionata sia riconducile alla nozione legale di giusta causa, tenendo conto della gravità del comportamento in concreto del lavoratore, anche sotto il profilo soggettivo della colpa o del dolo, con valutazione in senso accentuativo rispetto alla regola generale della "non scarsa importanza" dettata dall'art. 1455 cod. civ. - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 12 marzo 2014, n. 5730. Con riguardo a comportamento del lavoratore contrario alle norme contrattuali, la valutazione in ordine alla legittimità del licenziamento disciplinare – motivato dalla ricorrenza dell’ipotesi contemplata da norma contrattuale, a titolo esemplificativo, fra quelle di licenziamento per giusta causa – deve essere in ogni caso effettuata attraverso un accertamento in concreto da parte del giudice del merito della reale entità e gravità del comportamento addebitato al dipendente nonché del rapporto di proporzionalità tra sanzione e infrazione, anche quando si riscontri la astratta corrispondenza del comportamento del lavoratore alla fattispecie tipizzata contrattualmente, occorrendo sempre che la condotta sanzionata sia riconducile alla nozione legale di giusta causa, tenendo conto della gravità del comportamento in concreto del lavoratore, anche sotto il profilo soggettivo della colpa o del dolo, con valutazione in senso accentuativo rispetto alla regola generale della “non scarsa importanza” dettata dall’art. 1455 cod. civ.
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2014-03-18T13:38:02+00:00	18 marzo 2014|Cassazione civile 2014, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|1 Commento
Cassazione: no al licenziamento per insubordinazione se il dipendente ÃƒÂ¨ stato illegittimamente trasferito – Sivemp Veneto 14 novembre 2016 at 16:23	- Reply
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