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Timestamp: 2020-06-07 00:23:00+00:00
Document Index: 55600001

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 29128 del 13/11/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29128 del 13/11/2018
Cassazione civile sez. trib., 13/11/2018, (ud. 03/07/2018, dep. 13/11/2018), n.29128
sul ricorso iscritto al n. 9/2012 R.G. proposto da:
Studio M. associazione professionale, (C.F. (OMISSIS)), in
difesa dall’avv. Vertua Valerio Edoardo, elettivamente domiciliata
presso lo studio degli avv.ti Franco, Paola e Mastrangeli Piera, in
Roma via Mondragone 10.
Ministero dell’Economia e delle Finanze (C.F. (OMISSIS)), in persona
del ministro pro tempore;
Avverso la sentenza n. 143/7/2010 della Commissione Tributaria
Regionale del Friuli Venezia Giulia, depositata il giorno 10
Sentita la relazione svolta nella camera di consiglio del giorno 3
luglio 2018 dal Consigliere Dott. Giuseppe Fichera.
M.F. e T.P., componenti dello Studio M., associazione professionale, impugnarono l’avviso di accertamento spiccato dall’Agenzia delle Entrate, in relazione alla maggiore IVA e IRAP, dovuta dalla predetta associazione per l’anno d’imposta 2002.
La ricorrente ha depositato memoria ex art. 380-bis 1 c.p.c..
E invero, in tema di contenzioso tributario, la legittimazione ad causam e ad processum spetta esclusivamente all’Agenzia delle entrate con riferimento ai procedimenti introdotti successivamente al 1 gennaio 2001, data in cui è divenuta operativa la sua istituzione, dovendosi invece considerare inammissibile la domanda azionata nei confronti del Ministero (Cass. 06/12/2017, n. 29183).
2. Con il primo motivo deduce la ricorrente la nullità della sentenza impugnata, per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 18,22 e 53, in quanto l’appello dell’Agenzia delle Entrate risulta notificato a soggetto diverso (lo studio associato ricorrente) dagli originari ricorrenti in primo grado (gli unici associati M.F. e T.P.).
Con il secondo motivo deduce la nullità della sentenza impugnata, per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36 e degli artt. 112 e 277 c.p.c., poichè la commissione regionale ha omesso di pronunciare sull’eccezione di inammissibilità dell’appello, in quanto notificato a soggetto diverso da quello che aveva promosso il giudizio di primo grado.
3.1. Com’è noto, quando si controverte dell’IRAP dovuta da una società di persone, trattandosi di imposta assimilabile alla soppressa ILOR, da imputarsi per trasparenza ai soci, ai sensi del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5, comma 1, sussiste il litisconsorzio necessario dei soci medesimi nel giudizio di accertamento avente per oggetto siffatta imposta (Cass. s.u. 29/05/2017, n. 13452; Cass. s.u. 20/06/2012, n. 10145).
E’ vero, poi, che l’accertamento di maggior imponibile IVA a carico di una società di persone, se autonomamente operato, non determina, in caso d’impugnazione, la necessità d’integrare il contraddittorio nei confronti dei suoi soci.
E non v’è da dubitare che detti principi debbano trovare applicazione anche per le imposte IRAP dovute dalle associazioni senza personalità giuridica, costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni, le quali, ai sensi del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 3, comma 1, lett. b), attraverso il rinvio espresso al cennato D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5, comma 3, lett. c), sono da ritenersi equiparate alle società semplici.
Anche di recente questa Corte ha affermato che l’appello proposto da tutti i soci di una società personale (nella specie, una società semplice) investe la stessa posizione di quest’ultima, che è priva di una soggettività distinta da quella dei primi e si identifica con la compagine sociale, sicchè neppure nei suoi confronti può ritenersi formato il giudicato (Cass. 20/08/2015, n. 17004).
4.1. In definitiva, facendo applicazione dell’esposto principio di diritto, occorre dichiarare d’ufficio la nullità del giudizio di secondo grado; la sentenza impugnata deve quindi essere cassata con rinvio degli atti alla Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia Giulia, in diversa composizione, per un nuovo esame, previa integrazione del contraddittorio, nonchè per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.