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Timestamp: 2018-08-16 23:43:55+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 74', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 74', 'art. 2']

In materia di revisione del classamento catastale - Studio Legale Tributario Leo | Cronaca Giudiziaria
In materia di revisione del classamento catastale - Studio Legale Tributario Leo
Preg.mi Redazione,
in allegato Vi invia articolo dell’Avv. Maria Leo e dell' Avv. Leonardo Leo, pubblicato sul Quotidiano di Puglia del 19 Aprile 2014, che commenta la recente sentenza del Consiglio di Stato n. 1903/2014 che si è espressa in materia di revisione del classamento catastale ex art. art. 1, comma 335, legge 311/2004 operato nel Comune di Lecce.
La sentenza, in particolare, pronunciatasi sull'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate e dal Ministero delle Finanze contro un contribuente e diverse associazioni dei consumatori (Codacons, Adusbef, Adoc), in riforma della sentenza emessa dal TAR Puglia, Sez. Staccata di Lecce, Sez. 1, n. 1621 dell'11/07/2013, ha statuito il proprio difetto di giurisdizione, indicando come giudice competente la Commissione Tributaria.
In primo grado, il TAR aveva dato ragione al contribuente e alle associazioni dei consumatori annullando tutto il procedimento effettuato ai sensi dell'art. 1, comma 335, legge 311/2004.
La decisione del Consiglio di Stato è basata su un dato assolutamente errato.
Infatti, i giudici di Palazzo Spada hanno fondato il proprio convincimento sull'art. 74 della legge n. 342/2000 (“Attribuzione o modificazione delle rendite catastali”) che nel testo richiama l'art. 2, comma 3, del D. Lgs. n. 546/92 (legge sul processo tributario), non accorgendosi che, con delle modifiche intervenute medio tempore, il comma 3 dell'art. 2 è ora divenuto il comma 2!
Il richiamo del Consiglio di Stato alla disposizione di cui al comma 3 dell'art. 2 del D. Lgs. n. 546/92 è quindi del tutto inconferente in quanto la norma richiamata dall' art. 74 della legge n. 342/2000 è oggi contenuta nel comma 2, e non già nel comma 3, dell'art. 2 del d.lgs. n. 546/1992.
Il Consiglio di Stato, con tale decisione fondata su un'autentica svista, giunge a superare il meccanismo della disapplicazione degli atti presupposti da parte dei giudici tributari attribuendo loro una cognizione anche dell'atto a monte con consequenziale attribuzione del potere di annullamento.
Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Aprile 2014 07:16
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