Source: http://www.eius.it/giurisprudenza/2012/004.asp
Timestamp: 2013-05-21 19:36:48+00:00
Document Index: 116679502

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 7', 'art. 134']

EIUS - Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 10 luglio 2012, n. 4057
Sentenza 10 luglio 2012, n. 4057
1. Il dott. Filippo Mevi ha impugnato, davanti al T.A.R. per il Lazio, il decreto del Sindaco del Comune di Grottaferrata, datato 8 settembre 2011 recante la sua revoca, ai sensi dell'art. 46, comma 4, t.u.e.l., dall'ufficio di assessore formulando il seguente complesso motivo: eccesso di potere per carenza assoluta di motivazione, difetto di istruttoria e mancata comunicazione di avvio del procedimento, violazione degli artt. 46, t.u.e.l. e 7, l. n. 241 del 1990.
Si � costituito il sig. Filippo Mevi deducendo l'infondatezza del gravame in fatto e diritto.
Con ordinanza cautelare di questa Sezione - n. 1131 del 20 marzo 2012 - � stata accolta la domanda di sospensione degli effetti dell'impugnata sentenza, con la motivazione "che ad un primo sommario esame proprio della fase cautelare l'appello, alla luce della giurisprudenza di questo Consiglio di Stato � apparso assistito da adeguato fumus boni iuris. Sul piano procedurale infatti, il provvedimento del Sindaco di revoca di un assessore, che cos� come quello di nomina ha carattere discrezionale e fiduciario, a termini dell'art. 46 del t.u.e.l. n. 267/2000 deve essere oggetto di obbligatoria comunicazione al Consiglio (come nel caso di specie � avvenuto) e il Consesso � chiamato a prenderne atto nella sua veste di organo di indirizzo e di controllo dell'attivit� politico - amministrativa dell'ente locale".
L'appello � fondato e deve essere accolto.
2. La questione di diritto all'esame attiene alla natura e all'ambito del potere di revoca degli assessori da parte del Sindaco e le garanzie proprie dei revocandi, nonch� i limiti del sindacato esercitabile su tali atti da parte del giudice amministrativo.
Su tutti questi punti non vi sono motivi per discostarsi dalla costante giurisprudenza di questo Consiglio (cfr. ex plurimis C.d.S., sez. V, 25 agosto 2011, n. 4905; sez. V, 27 aprile 2010, n. 2357; sez. V, 12 ottobre 2009, n. 6253).
Fermo restando il principio ormai consolidato che gli atti di nomina e revoca degli assessori degli enti territoriali non hanno natura politica, in quanto sottoposti alle eventuali specifiche prescrizioni dettate dalle leggi e eventualmente dagli statuti e dai regolamenti, la valutazione degli interessi coinvolti nel procedimento di revoca di un assessore � rimessa in via esclusiva al Sindaco, cui compete in autonomia la scelta delle persone di cui avvalersi per l'amministrazione dell'ente e che possono essere anche esterne al Consiglio Comunale (c.d. assessori tecnici).
La valutazione di merito delle scelte operate dal Sindaco � poi rimessa alla esclusiva valutazione del Consiglio comunale quale organo di indirizzo e di controllo dell'Ente.
La disposizione di legge che regola la fattispecie � l'art. 46, comma 4, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, che prevede che nell'ordinamento generale degli enti locali "Il sindaco e presidente della provincia possono revocare uno o pi� assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio".
La lettera della disposizione non consente una interpretazione della norma che limiti il suo potere di revoca dei membri della giunta, perch� non sarebbe coerente con il sistema dell'elezione e delle attribuzioni del Sindaco.
Se, infatti, spetta al Sindaco la scelta dei componenti (di tutti i componenti) della Giunta, non vi � alcuna ragione per escludere che il Sindaco possa procedere con contrarius actus alla revoca ed alla conseguente sostituzione di alcuno o di tutti gli assessori precedentemente nominati.
Se il potere di nominare e revocare i membri della Giunta fonda, come si � detto, sul presupposto che egli, essendo eletto direttamente dai cittadini, � il responsabile del governo locale, sar� a lui che verranno imputati i risultati dell'amministrazione e da ci� consegue la rilevanza del permanere del rapporto di fiducia tra il Sindaco e la Giunta nella sua interezza nei confronti del Consiglio comunale che pu� a sua volta revocare la fiducia all'esecutivo.
3. La natura ampiamente discrezionale del provvedimento di revoca dell'incarico di assessore comporta che la relativa motivazione pu� basarsi sulle pi� ampie valutazioni di opportunit� politico-amministrativa da parte del Sindaco, fermo restando l'obbligo di comunicare al Consiglio comunale la decisione di revocare l'assessore ex art. 46 cit.
Il procedimento di revoca dell'incarico assessorile, necessariamente improntato alla semplificazione, per evitare l'insorgere o il prolungarsi di una crisi politica nell'ambito dell'amministrazione comunale, non richiede che l'avvio di tale procedimento debba essere comunicato all'interessato, ai sensi dell'art. 7, l. n. 241 del 1990, atteso che per le considerazioni fatte egli non pu� opporvisi e quindi la sua partecipazione diventa recessiva in un quadro normativo in cui ogni valutazione � rimessa in modo esclusivo al Sindaco (C.d.S., sez. V, 23 gennaio 2007, n. 209).
4. Nella materia de quo, infine, il giudice amministrativo � sfornito del sindacato di merito, non ricorrendo alcuna delle ipotesi di cui all'art. 134 c.p.a., per il carattere latamente politico della scelta non sindacabile in sede di legittimit� se non per profili formali, quali la violazione di specifiche disposizioni normative, la evidente abnormit� del provvedimento sindacale o il suo carattere discriminatorio, circostanze che non ricorrono nel caso di specie.
Conclusivamente l'appello � fondato e va accolto.
b) condanna il sig. Filippo Mevi a rifondere in favore del comune di Grottaferrata le spese, le competenze e gli onorari del doppio grado di giudizio che liquida in complessivi euro 5.000,00 (cinquemila/00).