Source: http://arsetfuror.com/r16ArteDiritto12.htm
Timestamp: 2019-06-24 23:47:44+00:00
Document Index: 159814335

Matched Legal Cases: ['art. 2575', 'art. 2576', 'art. 2577', 'art. 2580', 'art. 2575', 'art. 1', 'art. 2576', 'art. 2577', 'art. 41', 'art. 171', 'art. 171']

ArteDiritto12
Sul dirito d'autore
La normativa sul diritto d’autore trova il suo nucleo centrale nella Legge 633/41, che agli artt. 1- 5 fornisce gli elementi per individuare le opere protette dal diritto d’autore. Nella tutela rientrano tutte le opere dell’ingegno aventi carattere creativo, qualunque ne sia il modo e la forma di espressione ed a titolo esemplificativo la legge fornisce un elenco in cui sono ricomprese: la letteratura, la musica, le arti figurative, l’architettura, il teatro, la cinematografia, nonché il disegno industriale che presenti di per se valore artistico e carattere creativo, oltre ai programmi per elaboratore e le banche dati.
Ma è opportuno evidenziare che la disciplina del diritto d’autore non trova una sua regolamentazione soltanto nell’ambito della normativa speciale prevista dalla legge 633/41, ma anche dal codice civile che al Titolo IX Capo I, sotto la denominazione “Del diritto d’autore sulle opere dell’ingegno, letterarie e artistiche” specifica l’oggetto del diritto (art. 2575), i modi di acquisto del diritto (art. 2576), il contenuto del diritto stesso (art. 2577), oltre al soggetto titolare del diritto d’autore (art. 2580).
Per quanto concerne l’oggetto del diritto l’art. 2575 cod. civ. riproduce quanto già stabilito all’art. 1 dalla legge 633/41, sancendo che formano oggetto del diritto d’autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica e alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia. Per quanto attiene, invece, all’acquisto del diritto l’art. 2576 cod. civ. , stabilisce che il titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale. Il titolare del diritto d’autore ha inoltre l’esclusivo diritto a pubblicare l’opera e ad utilizzarla economicamente in ogni modo e forma e anche dopo la cessione del diritto ne può rivendicare la paternità e può opporsi a qualunque forma di deformazione, mutilazione o altra modificazione dell’opera stessa che possa essere pregiudizievole al suo onore e alle sua reputazione (art. 2577). Soggetto del diritto d’autore è il titolare, oltre ai suoi aventi causa.
Il titolare del diritto d’autore ha, inoltre, tutta una serie di facoltà esclusive inerenti all’opera e precisamente: la facoltà di pubblicarla, riprodurla, trascriverla, eseguirla, rappresentarla o recitarla in pubblico, comunicarla al pubblico, ovvero diffonderla tramite mezzi di diffusione a distanza (telefono, radiodiffusione, televisione, internet ecc…), distribuirla tradurla e/o elaborarla, venderla, noleggiarla e darla in prestito. Tutti i diritti sono indipendenti l’uno dall’altro, il che vuol dire che l’esercizio di un diritto non preclude l’esercizio degli altri.
Si deve aggiungere che il diritto d’autore trova un suo riconoscimento anche a livello costituzionale quale espressione della libertà di iniziativa economica privata prevista dall’art. 41 della Costituzione
Il diritto di utilizzazione esclusiva subisce delle eccezioni in relazione ad alcune opere che, a determinate condizioni, possono essere utilizzate liberamente e di cui gli artt. 65-71 della legge 633/41 contengono un elenco completo, qui sarà sufficiente ricordare che possono essere utilizzati liberamente gli articoli di attualità, economici o politico religiosi, pubblicati in riviste e giornali, discorsi tenuti in pubblico. Allo steso modo esistono alcuni modi di utilizzo di un’opera protetta, individuati dalla legge, che ne consentono la libera utilizzazione, in particolare: il riassunto, la citazione, la riproduzione di brani o parti di opera per scopi di critica, discussione o insegnamento, purchè non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera e vengano menzionati: il titolo dell’opera, l’autore, l’editore e l’eventuale traduttore.
Per quanto attiene all’estinzione del diritto d’autore lo stesso viene meno decorso un certo periodo dalla morte dell’autore. Agli eredi è garantito un periodo di tutela che in Italia (come nella maggior parte dei paesi occidentali) è di settant’anni dalla morte dell’ ultimo dei coautori dell’opera. Il diritto morale, invece, non si estingue mai ed è tutelabile dagli eredi.
Al momento della estinzione del diritto d’autore l’opera è liberamente utilizzabile da chiunque anche sotto il profilo economico, purchè sia sempre rispettato il diritto morale alla titolarità artistica.
Alcune brevi osservazioni sono opportune, inoltre, relativamente alla tutela penale del diritto d’autore. Essa trova la sua fonte legislativa sempre nella legge 633/1941 che all’art. 171 lett. a) prevede la sanzione della multa da 51 a 2065 euro per “chiunque senza averne diritto riproduce, trascrive, recita in pubblico diffonde, vende o mette in vendita o pone altrimenti in commercio un’opera altrui o ne rivela il contenuto prima che sia reso pubblico, o introduce e mette in circolazione nel territorio dello Stato esemplari prodotti all’estero, contrariamente alle legge italiana”.
Il secondo comma dello stesso articolo prevede poi un’ipotesi ulteriore, questa volta punita non solo con sanzione pecuniaria, ma anche con pena detentiva (reclusione fino ad un anno e multa non inferiore a 516 euro) qualora “i reati di cui sopra sono commessi sopra un’opera altrui non destinata alla pubblicazione, ovvero con usurpazione della paternità dell’opera, ovvero con deformazione, mutilazione o altra modificazione dell’opera medesima, qualora ne risulti offesa all’onore e alla reputazione dell’autore”.
La normativa penale in materia di diritto d’autore ha subito in questi ultimi anni importanti evoluzioni, tuttavia bisogna rilevare che l’attenzione del legislatore si è indirizzata soprattutto verso quelle condotte di riproduzione e contraffazione collegate allo sviluppo tecnologico e all’uso del computer, esigenza tanto più avvertita a seguito delle sollecitazioni delle grandi case produttrici e dirette ad estendere la tutela del diritto d’autore a beni diversi da quelli in precedenza protetti, quali appunto il software.
Questa esigenza risulta certamente giustificata soprattutto se si tiene conto che la prassi giudiziaria vede una molteplicità di procedimenti penali relativi alla violazione della normativa del diritto d’autore ed aventi ad oggetto l’uso non autorizzato del software.
Se alcuni rilievi critici possono porsi questi riguardano la disciplina dell’art. 171 comma1) legge 633/41, che nel sanzionare le condotte di cui alla lett. a) con la sola pena pecuniaria, tra l’altro con un minimo edittale di 51 euro, rischia di trasformare la sanzione penale in una sanzione di pura facciata in un settore che, invece, necessiterebbe di una tutela penale più incisiva.