Source: https://www.studiolegaledauria.net/pareri-giuridici-on-line/100-domande-sul-condominio/
Timestamp: 2019-02-20 23:30:23+00:00
Document Index: 96973520

Matched Legal Cases: ['art. 1136', 'art. 1136', 'art. 1117', 'art. 1136', 'art. 1131', 'art. 1129', 'art. 1131', 'art. 80', 'art. 1137', 'art. 1120', 'art 15', 'art. 1135']

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100 domande e 100 risposte su Comunione e Condominio
Quando può parlarsi di Comunione o Condominio?
In genere si parla di Comunione quando la proprietà o altro diritto reale spetta in comune a più persone; qualora la comproprietà riguardi un edificio si parla più specificamente di Condominio.
Comunione e Condominio sono regolati dalle stesse norme?
La regolamentazione dei due istituti è parzialmente coincidente perchè la normativa sul condominio richiama espressamente quella sulla comunione come disposizione di chiusura da applicarsi per tutto quanto non espressamente previsto.
Come si calcolano le quote dei partecipanti alla comunione?
Come vengono attribuiti vantaggi e svantaggi nella comunione?
Come è disciplinato l'uso della cosa comune nella comunione?
E' possibile apportare modificazioni alla cosa comune nella comunione?
Ogni partecipante alla comunione può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa purchè, come detto, non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.
Il partecipante può estendere il suo diritto sulla cosa comune a danno degli altri partecipanti?
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso (deve ad esempio dimostrare di essere diventato titolare del diritto che intende esercitare).
Il partecipante alla cosa comune può disporre della sua quota?
Per le ipoteche costituite da uno dei partecipanti si osservano le specifiche disposizioni contenute nel Codice Civile.
Quali sono gli obblighi dei partecipanti alla comunione?
Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza a norma delle disposizioni di legge, salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto.
La rinunzia giova anche al partecipante alla comunione che abbia approvato la spesa?
Che succede se il partecipante alla comunione cede la sua quota? il Cessionario ha obblighi per i vecchi contributi?
Si; infatti il cessionario del partecipante è tenuto in solido con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e non versati (in altre parole: se Tizio cede a Caio la propria quota, quest'ultimo sarà tenuto a pagare i contributi non versati da Tizio, insieme a lui).
Chi amministra la cosa comune nella comunione?
Chi decide sugli atti di ordinaria amministrazione nella comunione?
Prima di deliberare, quanti e quali partecipanti alla cosa comune devono essere avvisati?
Cosa succede nella comunione se i partecipanti non riescono a prendere i provvedimenti amministrativi necessari o non riescono a dargli esecuzione?
Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere alla autorità giudiziaria. Questa può anche nominare un amministratore.
E' possibile formare un regolamento della comunione?
Si, con la maggioranza calcolata nel modo indicato, può essere formato un regolamento per l'ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa comune.
Può essere nominato un Amministratore della comunione?
Si, nello stesso modo già illustrato l'amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell'amministratore.
E' possibile impugnare il regolamento della comunione?
Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all'autorità giudiziaria il regolamento della comunione.
Che termini ci sono per impugnare il regolamento della comunione?
Il regolamento va impugnato entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui e stata loro comunicata la deliberazione.
Che succede se il regolamento della comunione non viene impugnato nel termine di legge?
Quali maggioranze sono necessarie, nella comunione, per approvare innovazioni e altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione?
Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa o a renderne più comodo o redditizio il godimento.
Ci sono limiti, nella comunione, alle innovazioni che è possibile approvare a maggioranza?
Possono essere approvate solo le innovazioni che non pregiudichino il godimento di alcuno dei partecipanti e non importino una spesa eccessivamente gravosa.
Quanto detto per le innovazioni nella comunione vale anche per gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione?
Si, nello stesso modo illustrato si possono compiere gli altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, sempre che non risultino pregiudizievoli all'interesse di alcuno dei partecipanti.
In quali casi, nell'amministrazione della comunione, è richiesto il consenso di tutti i partecipanti?
Quali maggioranze sono richieste per concedere l'ipoteca nella comunione?
L'ipoteca può essere consentita dalla maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, ma solo qualora abbia lo scopo di garantire la restituzione delle somme mutate per la ricostruzione o per il miglioramento della cosa comune.
Nella comunione è possibile impugnare le deliberazioni della maggioranza?
Si, ciascuno dei componenti la minoranza dissenziente può impugnare davanti all'autorità giudiziaria le deliberazioni della maggioranza nei casi previsti dalla legge.
Che termini ci sono per impugnare le deliberazioni della comunione?
L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza entro trenta giorni dalla deliberazione. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione.
In caso di impugnazione nella comunione il provvedimento contro cui si ricorre mantiene la sua efficacia?
Si, però in pendenza del giudizio, l'autorità giudiziaria può ordinare la sospensione del provvedimento deliberato.
Il partecipante alla comunione può chiedere il rimborso di spese sostenute per la cosa comune?
Si, il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell'amministratore, ha sostenuto spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso.
E' possibile chiedere lo scioglimento della comunione?
Si, ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione; l'autorità giudiziaria però può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri.
Cosa succede nella comunione se esiste un patto di non scioglimento della medesima?
E se il patto prevede un termine maggiore di dieci anni?
Se è stato stipulato per un termine maggiore esso si riduce a dieci anni.
In caso di gravi circostanze è possibile sciogliere la comunione prima della scadenza del patto?
Si, è possibile; infatti se gravi circostanze lo richiedono, l'autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunione prima del tempo convenuto.
E' sempre possibile chiedere la divisione della cosa comune?
No, lo scioglimento della comunione non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate.
I creditori e gli aventi causa da un partecipante alla comunione possono intervenire nella divisione?
Quanto appena detto vale anche nel caso di divisione di beni immobli?
Nella divisione che ha per oggetto beni immobili, l'opposizione per avere effetto deve essere trascritta prima della trascrizione dell'atto di divisione e, se si tratta di divisione giudiziale, prima della trascrizione della relativa domanda.
E' possibile la divisione in natura del bene comune?
Si, la divisione ha luogo in natura, se la cosa può essere comodamente divisa in parti corrispondenti alle quote dei partecipanti.
In caso di divisione è possibile chiedere l'estinzione delle obbligazioni contratte per la cosa comune?
Si, ciascun partecipante può esigere che siano estinte le obbligazioni in solido contratte per la cosa comune, le quali siano scadute o scadano entro l'anno dalla domanda di divisione.
Da dove si ricava la somma per estinguere le obbligazioni contratte per la cosa comune?
Il partecipante alla comunione che abbia pagato debiti in solido e non abbia ottenuto il rimborso ha diritti particolari nella divisione?
Si, il partecipante che ha pagato il debito in solido e non ha ottenuto rimborso concorre nella divisione per una maggiore quota corrispondente al suo diritto verso gli altri condividenti.
Le norme sulla divisione ereditaria sono applicabili alla divisione della cosa comune?
Si, le norme sulla divisione dell'eredità si applicano anche alla divisione delle cose comuni ma solo in quanto non siano in contrasto con quelle stabilite espressamente per quest'ultima.
Se il contrario non risulta dal titolo, sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio:
Aggiornamento. Dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio (legge n. 220/2012) vale la seguente nuova regola:
Le disposizioni in materia di condominio si applicano solo agli edifici a più piani (palazzi)?
No, le disposizioni contenute nel codice civile si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell'articolo 1117 (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
La destinazione d'uso delle parti comuni può essere modificata a maggioranza?
Si, infatti per soddisfare esigenze di interesse condominiale l'assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell'edificio, può modificare la destinazione d'uso delle parti comuni. (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
Quali sono le modalità da seguire per deliberare correttamente tali cambiamenti d'uso?
(norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
E' possibile tutelare la destinazione d'uso delle parti comuni? Chi è legittimato a farlo?
Si, è possibile, e la legittimazione è allargata a molti soggetti; infatti, in caso di attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d'uso delle parti comuni, l'amministratore o i condomini, anche singolarmente, possono diffidare l'esecutore e possono chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare la violazione, anche mediante azioni giudiziarie. L'assemblea delibera in merito alla cessazione di tali attività con la maggioranza prevista dal secondo comma dell'articolo 1136 C.C. (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
Che criterio si segue per indicare il potere di ogni condomino sulle parti comuni?
Se il titolo non dispone altrimenti, il diritto di ciascun condomino sulle cose comuni è proporzionato al valore del piano o porzione di piano che gli appartiene.
Il condomino può sottrarsi al contributo nelle spese se rinunzia al diritto sulle parti comuni?
No, il condomino non può, rinunziando al diritto sulle cose anzidette, sottrarsi al contributo nelle spese per la loro conservazione.
E se il condomino modifica la destinazione d'uso della propria unità immobiliare? Può sottrarsi all'obbligo di contribuzione?
No. Il condomino non può sottrarsi all'obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d'uso della propria unità immobiliare, salvo quanto disposto da leggi speciali. (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
Si, il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, ma solo se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma. (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
E' possibile dividere le parti comuni del condominio?
No, le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l'uso della cosa a ciascun condomino.
Quale maggioranza è necessaria per la divisione delle parti comuni, quando consentita?
Occorre il consenso di tutti i partecipanti al condominio (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
Esistono casi in cui è possibile dividere un condominio in più condomini?
Si, infatti qualora un edificio o un gruppo di edifici appartenenti per piani o porzioni di piano a proprietari diversi si possa dividere in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, il condominio può essere sciolto e i comproprietari di ciascuna parte possono costituirsi in condominio separato.
Da chi va deliberato lo scioglimento?
Lo scioglimento è deliberato dall'assemblea con la maggioranza prescritta dal secondo comma dell'art. 1136 del c.c. oppure è disposto dall'autorità giudiziaria su domanda di almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell'edificio della quale si chiede la separazione.
Quali maggioranze sono necessarie per lo scioglimento qualora restino parti in comune tra i nuovi condomini?
La maggioranza prescritta dal secondo comma dell'art. 1136 del c.c. si applica anche se restano in comune con gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall'art. 1117 del c.c.
Qualora invece la divisione non possa attuarsi senza modificare lo stato delle cose e occorrano opere per la sistemazione diversa dei locali o delle dipendenze tra i condomini, lo scioglimento del condominio deve essere deliberato dall'assemblea con la maggioranza prescritta dal quinto comma dell'art. 1136 del codice stesso.
In generale, i condomini possono disporre innovazioni nel condominio?
Ci sono innovazioni specificamente indicate dalla legge per cui occorrono maggioranze diverse?
Si, infatti i condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell'articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:
1) le opere e gli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell'edificio, nonché per la produzione di energia mediante l'utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
3) l'installazione di impianti centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino alla diramazione per le singole utenze, ad esclusione degli impianti che non comportano modifiche in grado di alterare la destinazione della cosa comune e di impedire agli altri condomini di farne uso secondo il loro diritto. (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
Quanti condomini sono necessari per far richiesta di convocazione dell'assemblea per deliberare su tali innovazioni? E che tempi sono previsti?
L'amministratore è tenuto a convocare l'assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all'adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma. La richiesta deve contenere l'indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti. In mancanza, l'amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni. (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
Ci sono innovazioni vietate?
Si, sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilita o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino.
E che dire delle innovazioni gravose o voluttuarie?
E se l'utilizzazione separata non è possibile?
E se successivamente il condomino che ha rinunciato intende ripensarci?
Il ripensamento è possibile, infatti i condomini e i loro eredi o aventi causa possono in qualunque tempo partecipare ai vantaggi dell'innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell'opera.
Si, però ciascun condomino, nel piano o porzione di piano di sua proprietà, non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell'edificio.
E' necessario in tal caso avvisare l'Amministratore?
Si, in ogni caso è data preventiva notizia all'amministratore che ne riferisce all'assemblea (norma introdotta dal 18 giugno 2013 con l'entrata in vigore della riforma del condominio - legge n. 220/2012)
Si, infatti secondo il Codice Civile qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità.
Con quali criteri viene ripartita la spesa per la manutenzione e ricostruzione delle scale?
La spesa relativa è ripartita tra i suddetti proprietari, per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l'altra metà in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo.
Come vengono considerate le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari al fine del calcolo per la manutenzione e ricostruzione delle scale?
Al fine del concorso nella metà della spesa ripartite in ragione del valore le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari si considerano come piani, a meno che non siano di proprietà comune.
Come vengono ripartite le spese di manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai?
Come vengono ripartite le spese di manutenzione e ricostruzione dei lastrici solari di uso esclusivo?
Il proprietario dell'ultimo piano può sopraelevare?
Il proprietario dell'ultimo piano dell'edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo.
E il proprietario esclusivo del lastrico solare?
I condomini possono opporsi alla sopraelevazione?
I condomini possono pretendere un un'indennità in caso di sopraelevazione?
Che succede se l'edificio condominiale perisce?
Che succede se l'edificio perisce in misura inferiore ai tre quarti del suo valore?
Nel caso di perimento di una parte minore dei tre quarti del valore, l'assemblea dei condomini delibera circa la ricostruzione delle parti comuni dell'edificio, e ciascuno è tenuto a concorrervi in proporzione dei suoi diritti sulle parti stesse.
Il condomino non interessato alla ricostruzione dell'edificio vi si può sottrarre?
Si, l'amministratore può essere revocato in ogni tempo dall'assemblea. Può altresì essere revocato dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dell'art. 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità.
Qual'è la procedura per la revoca giudiziaria dell'amministratore condominiale?
Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dal terzo comma dell'art. 1129 e dall'ultimo comma dell'art. 1131 del c.c. il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore medesimo.
E' possibile proporre reclamo contro il provvedimento di revoca giudiziaria dell'amministratore condominiale?
Si, contro il provvedimento del tribunale può essere proposto reclamo alla corte d'appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione.
Quali sono le attribuzioni dell'amministratore?
Si, in caso di mora nel pagamento dei contributi, che si sia protratta per un semestre, l'amministratore, se il regolamento di condominio ne contiene l'autorizzazione, può sospendere al condomino moroso l'utilizzazione dei servizi comuni che sono suscettibili di godimento separato.
Chi subentra nei diritti di un condomino ha obblighi nei confronti del condominio?
Si, infatti chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato, solidalmente con questo, al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.
L'amministratore può ordinare lavori di manutenzione straordinaria?
Quali sono i poteri di rappresentanza dell'amministratore condominiale?
Nei limiti delle attribuzioni predette o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall'assemblea, l'amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.
Cosa succede se la citazione o un provvedimento notificati all'amministratore hanno un contenuto che esorbitano dalle sue attribuzioni?
Cosa accade se nel caso appena visto l'amministratore non informa l'assemblea?
E' possibile cominciare una lite contro un condominio quando manchi l'amministratore?
Si, infatti quando per qualsiasi causa manca il legale rappresentante dei condomini, chi intende iniziare o proseguire una lite contro i partecipanti a un condominio può richiedere la nomina di un curatore speciale ai sensi dell'art. 80 Cod. Proc. Civ.
Quali obblighi ha il curatore speciale del condominio?
I condomini posso dissentire rispetto alle liti condominiali?
Qualora l'assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all'amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza.
Quali sono i termini per notificare il dissenso rispetto alle liti?
Quali sono le conseguenze del dissenso rispetto alle liti condominiali?
E se l'esito della lite è stato favorevole al condominio?
I provvedimenti presi dall'amministratore sono obbligatori per i condomini?
Si, i provvedimenti presi dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini.
E' possibile opporsi ai provvedimenti presi dall'amministratore condominiale?
Si, contro i provvedimenti dell'amministratore è ammesso ricorso all'assemblea, senza pregiudizio del ricorso all'autorità giudiziaria nei casi e nel termine previsti dall'art. 1137.
E' possibile ottenere il rimborso delle spese effettuate senza l'autorizzazione del condominio o dell'amministratore?
No, il condomino che ha fatto spese per le cose comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.
Quali sono le attribuzioni dell'assemblea dei condomini?
Oltre a quanto già illustrato, l'assemblea dei condomini provvede:
Quanti condomini debbono intervenire per costituire regolarmente l'assemblea?
In prima convocazione sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.
Che succede se l'assemblea in prima convocazione non riesce a deliberare per mancanza del numero legale?
Se l'assemblea non può deliberare per mancanza di numero, l'assemblea di seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima.
Quale maggioranza è necessaria per l'approvazione delle deliberazioni in seconda convocazione?
In seconda convocazione la deliberazione è valida se riporta un numero di voti che rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell'edificio.
Esistono deliberazioni che vanno prese sempre con le maggioranze previste per l'approvazione in prima convocazione?
Si e, più precisamente, le deliberazioni che concernono:
1) la nomina e la revoca dell'amministratore;
2) le liti attive e passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell'amministratore;
3) la ricostruzione dell'edificio.
Esistono deliberazioni che prevedono altre maggioranze qualificate?
Si, infatti le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni previste dal primo comma dell'art. 1120 devono essere sempre approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei partecipanti al condominio e i due terzi del valore dell'edificio.
Ulteriori deroghe alle maggioranze previste dagli artt. 1120 e 1136 c.c. sono previste nelle seguenti leggi:
- Legge 17 febbraio 1992 n. 127, art 15 (recupero del patrimonio edilizio).
Quando va convocata l'assemblea straordinaria dei condomini?
L'assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall'art. 1135 del c.c., può essere convocata in via straordinaria dall'amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio.
Cosa succede se l'amministratore non convoca l'assemblea straordinaria legittimamente richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio?
Chi può convocare l'assemblea dei condomini in mancanza dell'amministratore?
Il condomino può intervenire all'assemblea tramite rappresentante?
Si, ogni condomino può intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante.
Quanti rappresentanti possono partecipare all'assemblea condominiale qualora una proprietà appartenga in modo indiviso a più persone?
L'usufruttuario ha diritto di voto nell'assemblea condominiale?
E' necessario invitare tutti i condomini alla riunione di condominio?
Si, infatti l'assemblea non può deliberare, se non consta che tutti i condomini sono stati invitati alla riunione.
Entro che termine va comunicato l'avviso di convocazione?
Le deliberazioni assembleari vanno trascritte?
Si, delle deliberazioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascriversi in un registro tenuto dall'amministratore.
Le deliberazioni assembleari sono obbligatorie per i condomini?
Si, le deliberazioni prese dall'assemblea a norma di quanto illustrato precedentemente sono obbligatorie per tutti i condomini.
E' possibile impugnare le deliberazioni assembleari?
Si, infatti contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio, ogni condomino dissenziente può fare ricorso all'autorità giudiziaria.
Il ricorso sospende l'esecuzione del provvedimento?
No, il ricorso non sospende l'esecuzione del provvedimento, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità stessa.
Entro che termine va impugnata la deliberazione assembleare?
E' sempre obbligatorio formare il regolamento di condominio?
No, ma solo quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci
Il regolamento deve contenere le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione.
Il regolamento di condominio inoltre deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprietà esclusiva ai singoli condomini.
Quali sono i limiti del regolamento di condominio?
Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli artt. 1118 secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137 (att. 72, 155) c.c.
Ci sono altre norme a cui il regolamento di condominio non può derogare?
Si, i regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni di cui agli articoli artt. 63, 66, 67 e 69 delle disposizioni di attuazione del Codice Civile.
Quali sanzioni sono previste per le infrazioni al regolamento condominiale?
Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino a lire cento (valore mai aggiornato dal legislatore). La somma è devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie.
A chi spetta l'iniziativa per la formazione o la revisione del regolamento di condominio?
Quali maggioranze sono necessarie per l'approvazione del regolamento di condominio?
Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.
E' possibile impugnare il regolamento di condominio?
Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all'autorità giudiziaria il regolamento di condominio.
Quali sono i termini per impugnare il regolamento di condominio?
Il regolamento va impugnato entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione.
Che succede se il regolamento di condominio non viene impugnato nel termine di legge?
Quando possono essere revisionate o modificate le tabelle millesimali?
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