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Timestamp: 2017-07-25 16:54:52+00:00
Document Index: 37119057

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art.4', 'art. 3', 'art.9', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 1591', 'art. 1', 'sentenza ', 'in fine', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art.4', 'art. 3', 'art.9']

Testo integrale della legge431/98
Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad
Vigente al: 08 Aprile 2014
Capo ILOCAZIONE DI IMMOBILI ADIBITI AD USO ABITATIVOLa Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hannoapprovato;IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAPromulgala seguente legge:Art. 1.Ambito di applicazione1. I contratti di locazione di immobili adibiti ad uso abitativo,di seguito denominati "contratti di locazione", sono stipulati orinnovati, successivamente alla data di entrata in vigore dellapresente legge, ai sensi dei commi 1 e 3 dell'articolo 2.
2. Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4,((4-bis,)) 7, 8 e13 della presente legge non si applicano:a) ai contratti di locazione relativi agli immobili vincolati aisensi della legge 1 giugno 1939, n. 1089, o inclusi nelle categoriecatastali A/1, A/8 e A/9, che sono sottoposti esclusivamente alladisciplina di cui agli articoli 1571 e seguenti del codice civilequalora non siano stipulati secondo le modalita' di cui al comma 3dell'articolo 2 della presente legge;b) agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ai quali siapplica la relativa normativa vigente, statale e regionale;c) agli alloggi locati esclusivamente per finalita' turistiche.3. Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4, ((4-bis,)) 7 e 13della presente legge non si applicano ai contratti di locazionestipulati dagli enti locali in qualita' di conduttori per soddisfareesigenze abitative di carattere transitorio, ai quali si applicano ledisposizioni di cui agli articoli 1571 e seguenti del codice civile.A tali contratti non si applica l'articolo 56 della legge 27 luglio1978, n. 392.4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presentelegge, per la stipula di validi contratti di locazione e' richiestala forma scritta.Art. 2. Modalita' di stipula e di rinnovo dei contratti di locazione 1. Le parti possono stipulare contratti di locazione di durata noninferiore a quattro anni, decorsi i quali i contratti sono rinnovatiper un periodo di quattro anni, fatti salvi i casi in cui il locatoreintenda adibire l'immobile agli usi o effettuare sullo stesso leopere di cui all'articolo 3, ovvero vendere l'immobile allecondizioni e con le modalita' di cui al medesimo articolo 3. Allaseconda scadenza del contratto, ciascuna delle parti ha diritto diattivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per larinuncia al rinnovo del contratto, comunicando la propria intenzionecon lettera raccomandata da inviare all'altra parte almeno sei mesiprima della scadenza. La parte interpellata deve rispondere a mezzolettera raccomandata entro sessanta giorni dalla data di ricezionedella raccomandata di cui al secondo periodo. In mancanza di rispostao di accordo il contratto si intendera' scaduto alla data dicessazione della locazione. In mancanza della comunicazione di cui alsecondo periodo il contratto e' rinnovato tacitamente alle medesimecondizioni. 2. Per i contratti stipulati o rinnovati ai sensi del comma 1, icontraenti possono avvalersi dell'assistenza delle organizzazionidella proprieta' edilizia e dei conduttori. 3. In alternativa a quanto previsto dal comma 1, le parti possonostipulare contratti di locazione, definendo il valore del canone, ladurata del contratto, anche in relazione a quanto previstodall'articolo 5, comma 1, nel rispetto comunque di quanto previstodal comma 5 del presente articolo, ed altre condizioni contrattualisulla base di quanto stabilito in appositi accordi definiti in sedelocale fra le organizzazioni della proprieta' edilizia e leorganizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative. Al finedi promuovere i predetti accordi, i comuni, anche in forma associata,provvedono a convocare le predette organizzazioni entro sessantagiorni dalla emanazione del decreto di cui al comma 2 dell'articolo4. I medesimi accordi sono depositati, a cura delle organizzazionifirmatarie, presso ogni comune dell'area territoriale interessata.(10) (11) ((12)) 4. Per favorire la realizzazione degli accordi di cui al comma 3, icomuni possono deliberare, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio,aliquote dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) piu' favorevoliper i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazioneprincipale immobili alle condizioni definite dagli accordi stessi. Icomuni che adottano tali delibere possono derogare al limite minimostabilito, ai fini della determinazione delle aliquote, dallanormativa vigente al momento in cui le delibere stesse sono assunte.I comuni di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1988, n.551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n.61, e successive modificazioni, per la stessa finalita' di cui alprimo periodo possono derogare al limite massimo stabilito dallanormativa vigente in misura non superiore al 2 per mille,limitatamente agli immobili non locati per i quali non risultinoessere stati registrati contratti di locazione da almeno due anni.(8) 5. I contratti di locazione stipulati ai sensi del comma 3 nonpossono avere durata inferiore ai tre anni, ad eccezione di quelli dicui all'articolo 5. Alla prima scadenza del contratto, ove le partinon concordino sul rinnovo del medesimo, il contratto e' prorogato didiritto per due anni fatta salva la facolta' di disdetta da parte dellocatore che intenda adibire l'immobile agli usi o effettuare sullostesso le opere di cui all'articolo 3, ovvero vendere l'immobile allecondizioni e con le modalita' di cui al medesimo articolo 3. Allascadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti hadiritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni oper la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propriaintenzione con lettera raccomandata da inviare all'altra parte almenosei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione ilcontratto e' rinnovato tacitamente alle medesime condizioni. 6. I contratti di locazione stipulati prima della data di entratain vigore della presente legge che si rinnovino tacitamente sonodisciplinati dal comma 1 del presente articolo. ------------- AGGIORNAMENTO (8) La L. 24 dicembre 2007, n. 244 ha disposto (con l'art. 2, comma288) che "L'articolo 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998, n. 431,il quale prevede che i comuni, per favorire la realizzazione degliaccordi tra le organizzazioni della proprieta' edilizia e quelle deiconduttori, possono deliberare, nel rispetto dell'equilibrio dibilancio, aliquote dell'imposta comunale sugli immobili piu'favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo diabitazione principale immobili alle condizioni definite negli accordistessi, con possibilita' di deroga al limite minimo dell'aliquota,deve essere interpretato nel senso che tali aliquote possono arrivarefino all'esenzione dall'imposta." ------------- AGGIORNAMENTO (10) Il D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 ha disposto (con l'art. 3, comma 2)che "Per i contratti stipulati secondo le disposizioni di cui agliarticoli 2, comma 3, e 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431,relativi ad abitazioni ubicate nei comuni di cui all'articolo 1,comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551,convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, enegli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dalComitato interministeriale per la programmazione economica,l'aliquota della cedolare secca calcolata sul canone pattuito dalleparti e' ridotta al 19 per cento". ------------- AGGIORNAMENTO (11) Il D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, come modificato dal D.L. 31 agosto2013, n. 102, convertito con modificazioni dalla L. 28 ottobre 2013,n. 124, ha disposto (con l'art. 3, comma 2) che "Per i contrattistipulati secondo le disposizioni di cui agli articoli 2, comma 3, e8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, relativi ad abitazioni ubicatenei comuni di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), deldecreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, conmodificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e negli altricomuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitatointerministeriale per la programmazione economica, l'aliquota dellacedolare secca calcolata sul canone pattuito dalle parti e' ridottaal 15 per cento". Il D.L. 31 agosto 2013, n. 102, convertito con modificazioni dallaL. 28 ottobre 2013, n. 124, nel modificare l'art. 3, comma 2 delD.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, ha conseguentemente disposto (con l'art.4, comma 2) che la modifica del comma 3 del presente articolo haeffetto a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre2013. ------------- AGGIORNAMENTO (12) Il D.L. 28 marzo 2014, n. 47, nel modificare l'art. 3, comma 2 delD.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, ha conseguentemente disposto (con l'art.9, comma 1) che "Per il quadriennio 2014-2017, l'aliquota previstaall'articolo 3, comma 2, quarto periodo, del decreto legislativo 14marzo 2011, n. 23, come modificato dall'articolo 4 del decreto-legge31 agosto 2013, n. 102 convertito, con modificazioni, dalla legge 28ottobre 2013, n. 124, e' ridotta al 10 per cento". Art. 3.(Disdetta del contratto da parte del locatore).1. Alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 1dell'articolo 2 e alla prima scadenza dei contratti stipulati aisensi del comma 3 del medesimo articolo, il locatore puo' avvalersidella facolta' di diniego del rinnovo del contratto, dandonecomunicazione al conduttore con preavviso di almeno sei mesi, per iseguenti motivi:a) quando il locatore intenda destinare l'immobile ad usoabitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, delconiuge, dei genitori, dei figli o dei parenti entro il secondogrado;b) quando il locatore, persona giuridica, societa' o ente pubblicoo comunque con finalita' pubbliche, sociali, mutualistiche, cooper-ative, assistenziali, culturali o di culto intenda destinarel'immobile all'esercizio delle attivita' dirette a perseguire lepredette finalita' ed offra al conduttore altro immobile idoneo e dicui il locatore abbia la piena disponibilita';c) quando il conduttore abbia la piena disponibilita' di unalloggio libero ed idoneo nello stesso comune;d) quando l'immobile sia compreso in un edificio gravementedanneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essereassicurata la stabilita' e la permanenza del conduttore sia diostacolo al compimento di indispensabili lavori;e) quando l'immobile si trovi in uno stabile del quale e' previstal'integrale ristrutturazione, ovvero si intenda operare lademolizione o la radicale trasformazione per realizzare nuovecostruzioni, ovvero, trattandosi di immobile sito all'ultimo piano,il proprietario intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge eper eseguirle sia indispensabile per ragioni tecniche lo sgomberodell'immobile stesso;f) quando, senza che si sia verificata alcuna legittimasuccessione nel contratto, il conduttore non occupi continuativamentel'immobile senza giustificato motivo;g) quando il locatore intenda vendere l'immobile a terzi e nonabbia la proprieta' di altri immobili ad uso abitativo oltre a quelloeventualmente adibito a propria abitazione. In tal caso al conduttoree' riconosciuto il diritto di prelazione, da esercitare con lemodalita' di cui agli articoli 38 e 39 della legge 27 luglio 1978, n.392.2. Nei casi di disdetta del contratto da parte del locatore per imotivi di cui al comma 1, lettere d) ed e), il possesso, perl'esecuzione dei lavori ivi indicati, della concessione odell'autorizzazione edilizia e' condizione di procedibilita'dell'azione di rilascio. I termini di validita' della concessione odell'autorizzazione decorrono dall'effettiva disponibilita' a seguitodel rilascio dell'immobile. Il conduttore ha diritto di prelazione,da esercitare con le modalita' di cui all'articolo 40 della legge 27luglio 1978, n. 392, se il proprietario, terminati i lavori, concedenuovamente in locazione l'immobile. Nella comunicazione del locatoredeve essere specificato, a pena di nullita', il motivo, fra quellitassativamente indicati al comma 1, sul quale la disdetta e' fondata.3. Qualora il locatore abbia riacquistato la disponibilita'dell'alloggio a seguito di illegittimo esercizio della facolta' didisdetta ai sensi del presente articolo, il locatore stesso e' tenutoa corrispondere un risarcimento al conduttore da determinare inmisura non inferiore a trentasei mensilita' dell'ultimo canone dilocazione percepito.4. Per la procedura di diniego di rinnovo si applica l'articolo 30della legge 27 luglio 1978, n. 392, e successive modificazioni.5. Nel caso in cui il locatore abbia riacquistato, anche conprocedura giudiziaria, la disponibilita' dell'alloggio e non loadibisca, nel termine di dodici mesi dalla data in cui hariacquistato la disponibilita', agli usi per i quali ha esercitatofacolta' di disdetta ai sensi del presente articolo, il conduttore hadiritto al ripristino del rapporto di locazione alle medesimecondizioni di cui al contratto disdettato o, in alternativa, alrisarcimento di cui al comma 3.6. Il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, puo' recedere inqualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore conpreavviso di sei mesi.Capo IICONTRATTI DI LOCAZIONE STIPULATI IN BASE AD ACCORDIDEFINITI IN SEDE LOCALEArt. 4.Convenzione nazionale1. Al fine di favorire la realizzazione degli accordi di cui alcomma 3 dell'articolo 2, il Ministro dei lavori pubblici convoca leorganizzazioni della proprieta' edilizia e dei conduttorimaggiormente rappresentative a livello nazionale entro sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e,successivamente, ogni tre anni a decorrere dalla medesima data, alfine di promuovere una convenzione, di seguito denominata"convenzione nazionale", che individui i criteri generali per ladefinizione dei canoni, anche in relazione alla durata dei contratti,alla rendita catastale dell'immobile e ad altri parametri oggettivi,nonche' delle modalita' per garantire particolari esigenze delleparti. In caso di mancanza di accordo delle parti, i predetti criterigenerali sono stabiliti dal Ministro dei lavori pubblici, di concertocon il Ministro delle finanze, con il decreto di cui al comma 2 delpresente articolo, sulla base degli orientamenti prevalenti espressidalle predette organizzazioni. I criteri generali definiti ai sensidel presente comma costituiscono la base per la realizzazione degliaccordi locali di cui al comma 3 dell'articolo 2 e il loro rispetto ,unitamente all'utilizzazione dei tipi di contratto di cuiall'articolo 4-bis, costituisce condizione per l'applicazione deibenefici di cui all'articolo 8.
2. I criteri generali di cui al comma 1 sono indicati in appositodecreto del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministrodelle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla conclusione dellaconvenzione nazionale ovvero dalla constatazione, da parte delMinistro dei lavori pubblici, della mancanza di accordo delle parti,trascorsi novanta giorni dalla loro convocazione. Con il medesimodecreto sono stabilite le modalita' di applicazione dei benefici dicui all'articolo 8 per i contratti di locazione stipulati ai sensidel comma 3 dell'articolo 2 in conformita' ai criteri generali di cuial comma 1 del presente articolo.3. Entro quattro mesi dalla data di emanazione del decreto di cuial comma 2, il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con ilMinistro delle finanze, fissa con apposito decreto le condizioni allequali possono essere stipulati i contratti di cui al comma 3dell'articolo 2 ((nonche' dell'art. 5)), nel caso in cui non venganoconvocate da parte dei comuni le organizzazioni della proprieta'edilizia e dei conduttori ovvero non siano definiti gli accordi dicui al medesimo comma 3 dell'articolo 2.4. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 60, comma 1,lettera e), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, conapposito atto di indirizzo e coordinamento, da adottare con decretodel Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consigliodei ministri, ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n.59, sono definiti, in sostituzione di quelli facenti riferimento allalegge 27 luglio 1978, n. 392, e successive modificazioni, criteri inmateria di determinazione da parte delle regioni dei canoni dilocazione per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Gliattuali criteri di determinazione dei canoni restano validi finoall'adeguamento da parte delle regioni ai criteri stabiliti ai sensidel presente comma.Art. 4-bis.(( (Tipi di contratto). ))((1. La convenzione nazionale di cui all'articolo 4, comma 1,approva i tipi di contratto per la stipula dei contratti agevolati dicui all'articolo 2, comma 3, nonche' dei contratti di locazione dinatura transitoria di cui all'articolo 5, comma 1, e dei contratti dilocazione per studenti universitari di cui all'articolo 5, commi 2 e3.2. I tipi di contratto possono indicare scelte alternative, dadefinire negli accordi locali, in relazione a specifici aspetticontrattuali, con particolare riferimento ai criteri per lamisurazione delle superfici
degli immobili.3. In caso di mancanza di accordo delle parti, i tipi di contrattosono definiti con il decreto di cui all'articolo 4, comma 2)).Art. 5.Contratti di locazione di natura transitoria1. Il decreto di cui al comma 2 dell'articolo 4 definisce lecondizioni e le modalita' per la stipula di contratti di locazione dinatura transitoria anche di durata inferiore ai limiti previsti dallapresente legge per soddisfare particolari esigenze delle parti.2. In alternativa a quanto previsto dal comma 1, possono esserestipulati contratti di locazione per soddisfare le esigenze abitativedi studenti universitari sulla base ((dei tipi di contratto di cuiall'articolo 4-bis)).3. E' facolta' dei comuni sede di universita' o di corsiuniversitari distaccati, eventualmente d'intesa con comuni limitrofi,promuovere specifici accordi locali per la definizione, sulla basedei criteri stabiliti ai sensi del comma 2 dell'articolo 4, ((deicanoni di)) locazione di immobili ad uso abitativo per studentiuniversitari. Agli accordi partecipano, oltre alle organizzazioni dicui al comma 3 dell'articolo 2, le aziende per il diritto allo studioe le associazioni degli studenti, nonche' cooperative ed enti nonlucrativi operanti nel settore.Capo IIIESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI RILASCIO DEGLI IMMOBILIADIBITI AD USO ABITATIVOArt. 6.(Rilascio degli immobili).1. Nei comuni indicati all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio1989, n. 61, e successive modificazioni, le esecuzioni deiprovvedimenti di rilascio di immobili adibiti ad uso abitativo perfinita locazione sono sospese per un periodo di centottanta giorni adecorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.2. Il locatore ed il conduttore di immobili adibiti ad usoabitativo, per i quali penda provvedimento esecutivo di rilascio perfinita locazione, avviano entro il termine di sospensione di cui alcomma 1, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento,anche tramite le rispettive organizzazioni sindacali, trattative perla stipula di un nuovo contratto di locazione in base alle proceduredefinite all'articolo 2 della presente legge.3. Trascorso il termine di cui al comma 1 ed in mancanza diaccordo fra le parti per il rinnovo della locazione, i conduttoriinteressati possono chiedere, entro e non oltre i trenta giorni dallascadenza del termine fissato dal comma 1, con istanza rivolta al pre-tore competente ai sensi dell'articolo 26, primo comma, del codice diprocedura civile, che sia nuovamente fissato il giornodell'esecuzione. Si applicano i commi dal secondo al settimodell'articolo 11 del decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, convertito,con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n. 94. Avverso ildecreto del pretore e' ammessa opposizione al tribunale che giudicacon le modalita' di cui all'articolo 618 del codice di proceduracivile. Il decreto con cui il pretore fissa nuovamente la datadell'esecuzione vale anche come autorizzazione all'ufficialegiudiziario a servirsi dell'assistenza della forza pubblica.4. Per i provvedimenti esecutivi di rilascio per finita locazioneemessi dopo la data di entrata in vigore della presente legge, ilconduttore puo' chiedere una sola volta, con istanza rivolta al pre-tore competente ai sensi dell'articolo 26, primo comma, del codice diprocedura civile, che sia nuovamente fissato il giornodell'esecuzione entro un termine di sei mesi salvi i casi di cui alcomma 5. Si applicano i commi dal secondo al settimo dell'articolo 11del citato decreto-legge n. 9 del 1982, convertito, conmodificazioni, dalla legge n. 94 del 1982. Avverso il decreto delpretore il locatore ed il conduttore possono proporre opposizione perqualsiasi motivo al tribunale che giudica con le modalita' di cuiall'articolo 618 del codice di procedura civile.5. Il differimento del termine delle esecuzioni di cui ai commi 3e 4 puo' essere fissato fino a diciotto mesi nei casi in cui ilconduttore abbia compiuto i 65 anni di eta', abbia cinque o piu'figli a carico, sia iscritto nelle liste di mobilita', percepisca untrattamento di disoccupazione o di integrazione salariale, siaformalmente assegnatario di alloggio di edilizia residenzialepubblica ovvero di ente previdenziale o assicurativo, siaprenotatario di alloggio cooperativo in corso di costruzione, siaacquirente di un alloggio in costruzione, sia proprietario dialloggio per il quale abbia iniziato azione di rilascio. Il medesimodifferimento del termine delle esecuzioni puo' essere fissato neicasi in cui il conduttore o uno dei componenti il nucleo familiare,convivente con il conduttore da almeno sei mesi, sia portatore dihandicap o malato terminale. (1)6. Durante i periodi di sospensione delle esecuzioni di cui alcomma 1 del presente articolo e al comma quarto dell'articolo 11 delcitato decreto-legge n. 9 del 1982, convertito, con modificazioni,dalla legge n. 94 del 1982, nonche' per i periodi di cui all'articolo3 del citato decreto-legge n. 551 del 1988, convertito, conmodificazioni, dalla legge n. 61 del 1989, come successivamenteprorogati, e comunque fino all'effettivo rilascio,
i conduttori sonotenuti a corrispondere, ai sensi dell'articolo 1591 del codicecivile, una somma mensile pari all'ammontare del canone dovuto allacessazione del contratto, al quale si applicano automaticamente ognianno aggiornamenti in misura pari al settantacinque per cento dellavariazione, accertata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT),dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai eimpiegati verificatasi nell'anno precedente; l'importo cosi'determinato e' maggiorato del venti per cento. La corresponsione ditale maggiorazione esime il conduttore dall'obbligo di risarcire ilmaggior danno ai sensi dell'articolo 1591 del codice civile. Durantei predetti periodi di sospensione sono dovuti gli oneri accessori dicui all'articolo 9 della legge 27 luglio 1978, n. 392, e successivemodificazioni. In caso di inadempimento, il conduttore decade dalbeneficio, comunque concesso, della sospensione dell'esecuzione delprovvedimento di rilascio, fatto salvo quanto previsto dall'articolo55 della citata legge n. 392 del 1978. ((3))7. Fatto salvo quanto previsto dai commi 2-bis e 2-terdell'articolo 1 del citato decreto-legge n. 551 del 1988, convertito,con modificazioni, dalla legge n. 61 del 1989, nonche' quantoprevisto dai commi primo, secondo e terzo dell'articolo 17 del citatodecreto-legge n. 9 del 1982, convertito, con modificazioni, dallalegge n. 94 del 1982, e' data priorita' ai destinatari diprovvedimenti di rilascio con data di esecuzione fissata entro iltermine di tre mesi.-----------------AGGIORNAMENTO (1)Il D.L. 25 febbraio 2000, n. 32, convertito con modificazioni dallaL. 20 aprile 2000, n. 97 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "Iltermine dilatorio di cui all'articolo 6, comma 5, della legge 9dicembre 1998, n. 431, non puo' comunque essere inferiore a novemesi."Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che "L'esecuzione deiprovvedimenti di rilascio gia' emessi ai sensi dell'articolo 6, comma5, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e' differita di nove mesi apartire dal 1° gennaio 2000."-----------------AGGIORNAMENTO (3)La Corte Costituzionale con sentenza 25 ottobre-9 novembre 2000, n.482 (in G.U. 1a s.s. 15/11/2000, n. 47) ha dichiaratol'illegittimita' costituzionale dell'art. 6, comma 6, della legge 9dicembre 1998, n. 431, "nella parte in cui esime il conduttoredall'obbligo di risarcire il maggior danno, ai sensi dell'art. 1591del codice civile, anche nel periodo successivo alla scadenza deltermine di sospensione della esecuzione stabilito ope legis o diquello giudizialmente fissato per il rilascio dell'immobile."Art. 7.(Condizione per la messa in esecuzione delprovvedimento di rilascio dell'immobile).1. Condizione per la messa in esecuzione del provvedimento dirilascio dell'immobile locato e' la dimostrazione che il contratto dilocazione e' stato registrato, che l'immobile e' stato denunciato aifini dell'applicazione dell'ICI e che il reddito derivantedall'immobile medesimo e' stato dichiarato ai fini dell'applicazionedelle imposte sui redditi. Ai fini della predetta dimostrazione, nelprecetto di cui all'articolo 480 del codice di procedura civiledevono essere indicati gli estremi di registrazione del contratto dilocazione, gli estremi dell'ultima denuncia dell'unita' immobiliarealla quale il contratto si riferisce ai fini dell'applicazionedell'ICI, gli estremi dell'ultima dichiarazione dei redditi nellaquale il reddito derivante dal contratto e' stato dichiarato nonche'gli estremi delle ricevute di versamento dell'ICI relative all'annoprecedente a quello di competenza. (1) ((5))-----------------AGGIORNAMENTO (1)Il D.L. 25 febbraio 2000, n. 32, convertito con modificazioni dallaL. 20 aprile 2000, n. 97 ha disposto (con l'art. 1, comma 3) che "Ilcomma 1 dell'articolo 7 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, siinterpreta nel senso che la dimostrazione dell'esistenza dellecondizioni ivi indicate deve essere effettuata anche con riferimentoai provvedimenti di rilascio emessi in data anteriore a quella dientrata in vigore della medesima legge."-----------------AGGIORNAMENTO (5)La Corte Costituzionale, con sentenza 24 settembre-5 ottobre 2001,n. 333 (in G.U. 1a s.s. 10/10/2001, n. 39) ha dichiarato laillegittimita' costituzionale del presente articolo 7.Capo IVMISURE DI SOSTEGNO ALMERCATO DELLE LOCAZIONIArt. 8. (Agevolazioni fiscali). 1. Nei comuni di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio1989, n. 61, e successive modificazioni, il reddito imponibilederivante al proprietario dai contratti stipulati o rinnovati aisensi del comma 3 dell'articolo 2 a seguito di accordo definito insede locale e nel rispetto dei criteri indicati dal decreto di cui alcomma 2 dell'articolo 4, ovvero nel rispetto delle condizioni fissatedal decreto di cui al comma 3 del medesimo articolo 4, determinato aisensi dell'articolo 34 del testo unico delle imposte sui redditi,approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre1986, n. 917, e successive modificazioni, e' ulteriormente ridottodel 30 per cento. Per i suddetti contratti il corrispettivo annuo aifini della determinazione della base imponibile per l'applicazionedell'imposta proporzionale di registro e' assunto nella misura minimadel 70 per cento. 2. Il locatore, per usufruire dei benefici di cui al comma 1, deveindicare nella dichiarazione dei redditi gli estremi di registrazionedel contratto di locazione nonche' quelli della denunciadell'immobile ai fini dell'applicazione dell'ICI. 3. Le agevolazioni di cui al presente articolo non si applicano aicontratti di locazione volti a soddisfare esigenze abitative dinatura transitoria, fatta eccezione per i contratti di cui al comma 2dell'articolo 5 e per i contratti di cui al comma 3 dell'articolo 1. 4. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica(CIPE), su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di intesa con iMinistri dell'interno e di grazia e giustizia, provvede, ogniventiquattro mesi, all'aggiornamento dell'elenco dei comuni di cui alcomma 1, anche articolando ed ampliando i criteri previstidall'articolo 1 del decreto-legge 29 ottobre 1986, n. 708,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1986, n. 899.La proposta del Ministro dei lavori pubblici e' formulata avutoriguardo alle risultanze dell'attivita' dell'Osservatorio dellacondizione abitativa di cui all'articolo 12. Qualora ledeterminazioni del CIPE comportino un aumento del numero deibeneficiari dell'agevolazione fiscale prevista dal comma 1, e'corrispondentemente aumentata, con decreto del Ministro dellefinanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e dellaprogrammazione economica, la percentuale di determinazione della baseimponibile prevista dal medesimo comma. Tale aumento non si applicaai contratti stipulati prima della data di entrata in vigore delpredetto decreto del Ministro delle finanze. 5. Al comma 1 dell'articolo 23 del testo unico delle imposte suiredditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Iredditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad usoabitativo, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dalmomento della conclusione del procedimento giurisdizionale diconvalida di sfratto per morosita' del conduttore. Per le imposteversate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti come daaccertamento avvenuto nell'ambito del procedimento giurisdizionale diconvalida di sfratto per morosita' e' riconosciuto un credito diimposta di pari ammontare". 6. Per l'attuazione dei commi da 1 a 4 e' autorizzata la spesa dilire 4 miliardi per l'anno 1999, di lire 157,5 miliardi per l'anno2000, di lire 247,5 miliardi per l'anno 2001, di lire 337,5 miliardiper l'anno 2002, di lire 427,5 miliardi per l'anno 2003 e di lire 360miliardi a decorrere dall'anno 2004. 7. Per l'attuazione del comma 5 e' autorizzata la spesa di lire 94miliardi per l'anno 2000 e di lire 60 miliardi a decorrere dall'anno2001. (10) (11) ((12)) ------------- AGGIORNAMENTO (10) Il D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 ha disposto (con l'art. 3, comma 2)che "Per i contratti stipulati secondo le disposizioni di cui agliarticoli 2, comma 3, e 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431,relativi ad abitazioni ubicate nei comuni di cui all'articolo 1,comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551,convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, enegli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dalComitato interministeriale per la programmazione economica,l'aliquota della cedolare secca calcolata sul canone pattuito dalleparti e' ridotta al 19 per cento". ------------- AGGIORNAMENTO (11) Il D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, come modificato dal D.L. 31 agosto2013, n. 102, convertito con modificazioni dalla L. 28 ottobre 2013,n. 124, ha disposto (con l'art. 3, comma 2) che "Per i contrattistipulati secondo le disposizioni di cui agli articoli 2, comma 3, e8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, relativi ad abitazioni ubicatenei comuni di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), deldecreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, conmodificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e negli altricomuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitatointerministeriale per la programmazione economica, l'aliquota dellacedolare secca calcolata sul canone pattuito dalle parti e' ridottaal 15 per cento". Il D.L. 31 agosto 2013, n. 102, convertito con modificazioni dallaL. 28 ottobre 2013, n. 124, nel modificare l'art. 3, comma 2 delD.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, ha conseguentemente disposto (con l'art.4, comma 2) che la modifica del presente articolo ha effetto adecorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013. ------------- AGGIORNAMENTO (12) Il D.L. 28 marzo 2014, n. 47, nel modificare l'art. 3, comma 2 delD.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, ha conseguentemente disposto (con l'art.9, comma 1) che "Per il quadriennio 2014-2017, l'aliquota previstaall'articolo 3, comma 2, quarto periodo, del decreto legislativo 14marzo 2011, n. 23, come modificato dall'articolo 4 del decreto-legge31 agosto 2013, n. 102 convertito, con modificazioni, dalla legge 28ottobre 2013, n. 124, e' ridotta al 10 per cento". Art. 9.((ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 18 FEBBRAIO 2000, N. 47))Art. 10.(Ulteriori agevolazioni fiscali).1. Con provvedimento collegato alla manovra finanziaria per iltriennio 2000-2002 e' istituito, a decorrere dall'anno 2001, un fondoper la copertura delle minori entrate derivanti dalla concessione,secondo modalita' determinate dal medesimo provvedimento collegato,di una detrazione ai fini dell'imposta sul reddito delle personefisiche in favore dei conduttori, appartenenti a determinatecategorie di reddito, di alloggi locati a titolo di abitazioneprincipale, da stabilire anche nell'ambito di una generale revisionedell'imposizione sugli immobili. Per gli esercizi successivi altriennio 2000-2002, alla dotazione del fondo si provvede constanziamento determinato dalla legge finanziaria, ai sensidell'articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n.468, e successive modificazioni.2. Le detrazioni di cui al comma 1 non sono cumulabili con icontributi previsti dal comma 3 dell'articolo 11.Art. 11 Fondo nazionale 1. Presso il Ministero dei lavori pubblici e' istituito il Fondonazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione,la cui dotazione annua e' determinata dalla legge finanziaria, aisensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto1978, n. 468, e successive modificazioni. 2. Per ottenere i contributi di cui al comma 3 i conduttori devonodichiarare sotto la propria responsabilita' che il contratto dilocazione e' stato registrato. 3. Le somme assegnate al Fondo di cui al comma 1 sono utilizzateper la concessione, ai conduttori aventi i requisiti minimiindividuati con le modalita' di cui al comma 4, di contributiintegrativi per il pagamento dei canoni di locazione dovuti aiproprietari degli immobili, di proprieta' sia pubblica sia privata,((e per sostenere le iniziative intraprese dai Comuni e dalle regionianche attraverso la costituzione di agenzie o istituti per lalocazione o fondi di garanzia o attraverso attivita' di promozione inconvenzione con cooperative edilizie per la locazione, tese afavorire la mobilita' nel settore della locazione, attraverso ilreperimento di alloggi da concedere in locazione a canoni concordatiai sensi dell'articolo 2, comma 3. Le procedure previste per glisfratti per morosita' si applicano sempre alle locazioni di cui alpresente comma, anche se per finita locazione.)). I comuni possono,con delibera della propria giunta, prevedere che i contributiintegrativi destinati ai conduttori vengano, in caso di morosita',erogati al locatore interessato a sanatoria della morosita' medesima,anche tramite l'associazione della proprieta' edilizia dallo stessolocatore per iscritto designata, che attesta l'avvenuta sanatoria condichiarazione sottoscritta anche dal locatore. 4. Il Ministro dei lavori pubblici, entro novanta giorni dalla datadi entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede diConferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano, definisce, con propriodecreto, i requisiti minimi necessari per beneficiare dei contributiintegrativi di cui al comma 3 e i criteri per la determinazionedell'entita' dei contributi stessi in relazione al reddito familiaree all'incidenza sul reddito medesimo del canone di locazione. 5. Le risorse assegnate al Fondo di cui al comma 1 sono ripartite,entro il 31 marzo di ogni anno, tra le regioni e le province autonomedi Trento e di Bolzano. A decorrere dall'anno 2005 la ripartizione e'effettuata dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previaintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base deicriteri fissati con apposito decreto del Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti, previa medesima intesa ed in rapportoalla quota di risorse messe a disposizione dalle singole regioni eprovince autonome, ai sensi del comma 6. 6. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possonoconcorrere al finanziamento degli interventi di cui al comma 3 conproprie risorse iscritte nei rispettivi bilanci ((e definire lafinalita' di utilizzo del Fondo ottimizzandone l'efficienza, anche informa coordinata con il Fondo per gli inquilini morosi incolpevoliistituiti dall'articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013,n. 102, convertito con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n.124.)). ((7. Le regioni provvedono alla ripartizione fra i comuni dellerisorse di cui al comma 6 nonche' di quelle destinate al Fondo adesse attribuite ai sensi del comma 5; le risorse destinate dalleregioni alla costituzione di agenzie o istituti per la locazione ofondi di garanzia o alle attivita' di promozione in convenzione concooperative edilizie per la locazione sono assegnate dalle stesse aicomuni sulla base di parametri che premino sia il numero diabbinamenti tra alloggi a canone concordato e nuclei familiariprovenienti da alloggi di edilizia residenziale pubblicasovvenzionata o sottoposti a procedure di sfratto esecutivo, sia ilnumero di contratti di locazione a canone concordato complessivamenteintermediati nel biennio precedente.)) 8. I comuni definiscono l'entita' e le modalita' di erogazione deicontributi di cui al comma 3, individuando con appositi bandipubblici i requisiti dei conduttori che possono beneficiarne, nelrispetto dei criteri e dei requisiti minimi di cui al comma 4. Ibandi per la concessione dei contributi integrativi devono essereemessi entro il 30 settembre di ogni anno con riferimento allerisorse assegnate, per l'anno di emissione del bando, dalla leggefinanziaria. 9. Per gli anni 1999, 2000 e 2001, ai fini della concessione deicontributi integrativi di cui al comma 3, e' assegnata al Fondo unaquota, pari a lire 600 miliardi per ciascuno degli anni 1999, 2000 e2001, delle risorse di cui alla legge 14 febbraio 1963, n. 60, rela-tive alle annualita' 1996, 1997 e 1998. Tali disponibilita' sonoversate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate,con decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e dellaprogrammazione economica, ad apposita unita' previsionale di basedello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici. Lepredette risorse, accantonate dalla deliberazione del CIPE del 6maggio 1998, non sono trasferite ai sensi dell'articolo 61 deldecreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e restano nelladisponibilita' della Sezione autonoma della Cassa depositi e prestitiper il predetto versamento. 10. Il Ministero dei lavori pubblici provvedera', a valere sullerisorse del Fondo di cui al comma 1, ad effettuare il versamentoall'entrata del bilancio dello Stato nell'anno 2003 delle sommeoccorrenti per la copertura delle ulteriori minori entrate derivanti,in tale esercizio, dall'applicazione dell'articolo 8, commi da 1 a 4,pari a lire 67,5 miliardi, intendendosi ridotta per un importocorrispondente l'autorizzazione di spesa per l'anno medesimodeterminata ai sensi del comma 1 del presente articolo. 11. Le disponibilita' del Fondo sociale, istituito ai sensidell'articolo 75 della legge 27 luglio 1978, n. 392, sono versateall'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate condecreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazioneeconomica al Fondo di cui al comma 1. Capo VDISPOSIZIONI FINALIArt. 12.(Osservatorio dellacondizione abitativa).1. L'Osservatorio della condizione abitativa, istituitodall'articolo 59 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e'costituito presso il Ministero dei lavori pubblici ed effettua laraccolta dei dati nonche' il monitoraggio permanente della situazioneabitativa. Il Ministro dei lavori pubblici, con proprio decreto daemanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, definisce l'organizzazione e le funzionidell'Osservatorio, anche ai fini del collegamento con gli osservatoriistituiti dalle regioni con propri provvedimenti.Art. 13.(Patti contrari alla legge).1. E' nulla ogni pattuizione volta a determinare un importo delcanone di locazione superiore a quello risultante dal contrattoscritto e registrato.2. Nei casi di nullita' di cui al comma 1 il conduttore, conazione proponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegnadell'immobile locato, puo' chiedere la restituzione delle sommecorrisposte in misura superiore al canone risultante dal contrattoscritto e registrato.3. E' nulla ogni pattuizione volta a derogare ai limiti di duratadel contratto stabiliti dalla presente legge.4. Per i contratti di cui al comma 3 dell'articolo 2 e' nulla ognipattuizione volta ad attribuire al locatore un canone superiore aquello massimo definito, per immobili aventi le medesimecaratteristiche e appartenenti alle medesime tipologie, dagli accordidefiniti in sede locale. Per i con tratti stipulati in base al comma1 dell'articolo 2, sono nulli, ove in contrasto con le disposizionidella presente legge, qualsiasi obbligo del conduttore nonche'qualsiasi clausola o altro vantaggio economico o normativo diretti adattribuire al locatore un canone superiore a quello contrattualmentestabilito.5. Nei casi di nullita' di cui al comma 4 il conduttore, conazione proponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegnadell'immobile locato, puo' richiedere la restituzione delle sommeindebitamente versate. Nei medesimi casi il conduttore puo' altresi'richiedere, con azione proponibile dinanzi al pretore, che lalocazione venga ricondotta a condizioni conformi a quanto previstodal comma 1 dell'articolo 2 ovvero dal comma 3 dell'articolo 2. Taleazione e' altresi' consentita nei casi in cui il locatore ha pretesol'instaurazione di un rapporto di locazione di fatto, in violazionedi quanto previsto dall'articolo 1, comma 4, e nel giudizio cheaccerta l'esistenza del contratto di locazione il pretore determinail canone dovuto, che non puo' eccedere quello definito ai sensi delcomma 3 dell'articolo 2 ovvero quello definito ai sensi dell'articolo5, commi 2 e 3, nel caso di conduttore che abiti stabilmentel'alloggio per i motivi ivi regolati; nei casi di cui al presenteperiodo il pretore stabilisce la restituzione delle sommeeventualmente eccedenti.6. I riferimenti alla registrazione del contratto di cui allapresente legge non producono effetti se non vi e' obbligo diregistrazione del contratto stesso.Art. 14.(Disposizioni transitorie e abrogazione di norme).1. In sede di prima applicazione dell'articolo 4 della presentelegge, non trova applicazione il termine di novanta giorni di cui alcomma 2 del medesimo articolo 4.2. Con l'attuazione del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n.51, nell'articolo 6 e nell'articolo 13, comma 5, della presente leggeal pretore si intende sostituito il tribunale in composizionemonocratica e al tribunale il tribunale in composizione collegiale.3. Sono abrogati l'articolo 11 del decreto-legge 11 luglio 1992, n.333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n.359, nonche' gli articoli 1-bis, 2, 3, 4, 5 e 8 del decreto-legge 30dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21febbraio 1989, n. 61.4. Sono altresi' abrogati gli articoli 1, 3, 12, 13, 14, 15, 16,17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 54, 60, 61, 62, 63, 64, 65,66, 75, 76, 77, 78, 79, limitatamente alle locazioni abitative, e 83della legge 27 luglio 1978, n. 392, e successive modificazioni.5. Ai contratti per la loro intera durata ed ai giudizi in corsoalla data di entrata in vigore della presente legge continuano adapplicarsi ad ogni effetto le disposizioni normative in materia dilocazioni vigenti prima di tale data.Art. 15.(Copertura finanziaria).1. All'onere derivante dall'attuazione dei commi da 1 a Sdell'articolo 8, valutato in lire 4 miliardi per l'anno 1999 e inlire 420 miliardi a decorrere dall'anno 2000, si provvede medianteutilizzo delle proiezioni per i medesimi anni degli stanziamentiiscritti, ai fini del bilancio triennale 19982000, nell'ambitodell'unita' previsionale di base di parte corrente " Fondo speciale "dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio edella programmazione economica per l'anno finanziario 1998, alloscopo parzialmente utilizzando, quanto a lire 4 miliardi per l'anno1999 e quanto a lire 299 miliardi per l'anno 2000, l'accantonamentorelativo al Ministero dei lavori pubblici, nonche', quanto a Lire 107miliardi per l'anno 2000, l'accantonamento relativo alla Presidenzadel Consiglio dei ministri e, quanto a lire 14 miliardi per l'anno2000, l'accantonamento relativo al Ministero di grazia e giustizia.2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazioneeconomica e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, leoccorrenti variazioni di bilancio.La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inseritanella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.Data a Roma, addi' 9 dicembre 1998Il Presidente del Senato della Repubblica nell'esercizio dellefunzioni del Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 86della CostituzioneMANCINOD'Alema, Presidente del Consiglio dei MinistriVisto, il Guardasigilli: Diliberto. Info Assicurazioni |