Source: http://www.unirc.it/ateneo/statuto.php
Timestamp: 2017-11-19 06:41:23+00:00
Document Index: 3617381

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 87', 'art.10', 'art.10', 'art. 43', 'art. 18', 'art. 24', 'art. 36', 'art.18', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 37']

Università degli Studi Mediterranea - Statuto
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Il nuovo statuto dell'Università Mediterranea, allegato al D.R. n. 92 del 29 marzo 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2012, serie generale.
1. Il Direttore Generale è l’organo responsabile della complessiva gestione e organizzazione dei servizi, delle risorse strumentali e del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario dell'Ateneo, nonché dei compiti previsti dalla normativa vigente in materia di dirigenza nella Pubblica Amministrazione, nel quadro della politica culturale di Ateneo delineata anche dal Senato Accademico e sulla base degli indirizzi gestionali forniti dal Consiglio di Amministrazione.
2. Il Direttore Generale coadiuva il Rettore nella elaborazione di tutti i documenti di pianificazione e programmazione generale d’Ateneo. In particolare spetta al Direttore Generale curare l’attuazione dei piani, dei programmi e delle direttive generali definite dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, perseguendo obiettivi di efficienza, efficacia, trasparenza e promozione del merito.
3. Spetta, altresì, al Direttore Generale:
a) predisporre, nell’ambito della programmazione finanziaria e della ripartizione delle risorse, il bilancio unico di Ateneo di previsione annuale, il bilancio di Ateneo di esercizio e l’eventuale bilancio consolidato degli enti controllati, in coerenza con le norme vigenti in materia di contabilità economico-patrimoniale delle Università;
b) conferire e revocare ai dirigenti incarichi su specifici programmi e missioni nonché coordinare e controllare l'attività dei responsabili degli uffici e dei servizi tecnico-amministrativi esercitando, ove occorra, anche il potere sostitutivo in caso di inerzia, ai sensi del d. lgs. 165/2001;
c) definire gli obiettivi e curare l’attuazione dei programmi che i dirigenti devono perseguire, compresa l’adozione dei provvedimenti di acquisizione dei beni e servizi necessari;
d) valutare annualmente le prestazioni dei dirigenti;
e) adottare gli atti relativi all'organizzazione degli uffici e dei servizi sulla base degli indirizzi forniti dal Consiglio di Amministrazione;
f) assegnare il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario alle strutture didattiche, scientifiche e di servizi, sentiti i responsabili delle strutture;
g) esercitare la potestà disciplinare sul personale dirigente;
h) curare la gestione dei rapporti sindacali e di lavoro;
i) partecipare alle sedute del Consiglio di Amministrazione, senza diritto di voto.
1. Il Direttore Generale è nominato dal Consiglio di Amministrazione con una maggioranza di almeno i due terzi dei suoi componenti, sentito il parere del Senato Accademico, su proposta del Rettore che lo sceglie, sulla base di un avviso pubblico, selezionandolo tra più personalità di elevata qualificazione professionale e comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali, le quali presentano curricula e programmi di gestione sul sito internet dell’Università. L’incarico di Direttore Generale è conferito mediante la stipula di un contratto di lavoro a tempo determinato di diritto privato di durata triennale rinnovabile. Il Direttore Generale deve essere nominato entro novanta giorni dalla data di scadenza del bando di selezione.
2. L’attività e le prestazioni del Direttore Generale sono valutate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, sulla base del parere espresso del Nucleo di Valutazione, alla luce del raggiungimento anche degli obiettivi di sostenibilità finanziaria delle attività d’Ateneo.
3. Il trattamento economico, spettante al Direttore Generale, è determinato dal Consiglio di Amministrazione in conformità ai criteri e parametri fissati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Sono altresì organi dell’Ateneo:
- il Collegio di Disciplina
- il Comitato Unico di Garanzia
1. Il Consiglio degli Studenti è l’organo autonomo di rappresentanza, di organizzazione e di coordinamento degli studenti a livello di Ateneo. Promuove la partecipazione studentesca in tutte le strutture dell’Università e svolge funzioni propositive e consultive nei confronti degli organi di Ateneo.
2. Nel rispetto delle specifiche competenze dei rappresentanti degli studenti eletti in ogni organo, il Consiglio formula proposte ed esprime pareri:
a) sugli ordinamenti didattici dei Corsi di Studio;
b) sul Regolamento generale d’Ateneo, il Regolamento didattico d’Ateneo e i Regolamenti delle Scuole;
c) sulle contribuzioni a carico degli studenti e sulla loro destinazione;
d) su ogni questione riguardante il diritto allo studio, compresa l’organizzazione dei servizi di orientamento e di tutorato;
e) sulla valutazione ed organizzazione della didattica, sull’efficienza dei servizi complementari e su ogni altra attività riguardante gli studenti;
f) sul riparto di fondi previsti a bilancio per attività autogestite nel campo della cultura, degli scambi culturali, dello sport e del tempo libero.
3. Spetta, inoltre, al Consiglio degli Studenti:
a) segnalare alle autorità accademiche competenti disfunzioni e limitazioni dei diritti degli studenti;
b) promuovere e gestire i rapporti nazionali ed internazionali con le rappresentanze studentesche di altri Atenei.
4. Il Consiglio fornisce pareri su ogni questione sottoposta dal Senato Accademico, dal Consiglio di Amministrazione e da tutti gli altri organi centrali e periferici dell’Ateneo.
5. Il Consiglio degli Studenti svolge ogni altra attribuzione ad esso assegnata dall’ordinamento universitario, dal presente Statuto e dai Regolamenti.
1. Il Consiglio degli Studenti è formato da:
a) i rappresentanti degli studenti in seno al Senato Accademico;
b) i rappresentanti degli studenti in seno al Consiglio di Amministrazione;
c) il rappresentante degli studenti eletto in seno al Nucleo di Valutazione;
d) un rappresentante degli studenti per ciascun Dipartimento eletto dai rappresentanti degli studenti in seno a ciascun Consiglio di Dipartimento;
e) a) un rappresentante degli studenti per ciascuna Commissione paritetica designato da e tra i Rappresentanti eletti in seno alle Commissioni Paritetiche di ciascun Dipartimento;
f) un rappresentante degli studenti eletto in qualità di referente in seno all’Ardis- Mediterranea;
g) i rappresentanti degli studenti eletti in seno al Centro Universitario Sportivo.
2. Le norme per il funzionamento del Consiglio sono definite in un apposito Regolamento, che comunque deve prevedere l’elezione del Presidente al suo interno, con funzione di rappresentanza dell’organo. Il Presidente è componente di diritto della Commissione di Disciplina per gli studenti.
3. Il mandato del Consiglio è di un biennio accademico e coincide con quello conferito alle rappresentanze studentesche.
4. L’Ateneo, compatibilmente alle proprie disponibilità, fornisce i supporti logistici e finanziari necessari per il funzionamento del Consiglio.
5. I membri del Consiglio hanno diritto all’accesso, nel rispetto delle normative vigenti, ai dati necessari per l’espletamento dei compiti ad essi attribuiti ( art. 2, c. 2 lettera i, l. n. 240/2010).
1. Il Collegio di Disciplina è l’organo competente a svolgere la fase istruttoria dei procedimenti disciplinari a carico dei docenti, ai quali, a giudizio del Rettore, potrebbero essere applicabili sanzioni più gravi della censura (art. 87, T.U. 31 agosto 1933, n. 1592) ed esprime in merito parere conclusivo. Il Rettore è tenuto a dare esecuzione alle richieste istruttorie del Collegio in ordine all’acquisizione di ulteriori atti e documenti nei termini e ai sensi dell’art.10, c. 5, della l. n. 240/2010.
2. L’avvio del procedimento spetta al Rettore, con una proposta motivata che viene trasmessa al Collegio, insieme agli atti, entro trenta giorni dal momento della conoscenza dei fatti. Nei successivi trenta giorni, il Collegio, sulla base di un giudizio fra pari e nel rispetto del contraddittorio, sentito il Rettore o un suo delegato e il docente sottoposto ad azione disciplinare, eventualmente assistito da un difensore di fiducia, trasmette al Consiglio di Amministrazione il suo parere in ordine a:
a) la rilevanza disciplinare dei fatti;
b) la proposta avanzata dal Rettore;
c) l’eventuale sanzione da irrogare al docente.
3. Entro trenta giorni, il Consiglio di Amministrazione, senza la rappresentanza degli studenti, si attiene al parere conclusivo e vincolante del Collegio, comminando la sanzione prevista o disponendo l’archiviazione del procedimento.
4. Fatti salvi i casi di sospensione dei termini indicati dall’art.10, c. 5, della l. n. 240/2010, se entro centottanta giorni dall’avvio del procedimento disciplinare non viene adottata la decisione di cui al comma precedente, il procedimento si estingue.
Il collegio di disciplina è composto da cinque membri – tre professori ordinari, un professore associato e un ricercatore – e decide nel rispetto del principio del “giudizio fra pari”. Pertanto, nel caso di procedimento disciplinare relativo a professori ordinari, delibereranno i tre ordinari; nel caso di procedimento disciplinare relativo a professori associati, delibereranno due professori ordinari e un associato; nel caso di procedimento disciplinare relativo a un ricercatore, delibereranno un professore ordinario, un professore associato e un ricercatore. Tutti i componenti del Collegio di disciplina devono essere in regime di impegno a tempo pieno. La durata dell’organo, che è collegiale, è di tre anni rinnovabili una sola volta. I docenti che fanno parte del Collegio non devono aver subito sanzioni disciplinari, né violato il Codice Etico.
1. E’ istituito, in attuazione delle leggi vigenti e in conformità ai valori del Codice etico, il CUG (Comitato Unico di Garanzia) per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni.
2. Le modalità di composizione del CUG sono definite dal Regolamento generale d’Ateneo, in conformità alla normativa vigente.
1. Sono strutture dell'Università:
- l’Amministrazione Centrale
- l Dipartimenti
- le Strutture di raccordo o Scuole
- le Scuole di specializzazione
- la Scuola di Dottorato di Ricerca
- i Centri di servizio di Ateneo
- l’Azienda agraria
- la Commissione d’Area e Commissione scientifica d’Ateneo
- Sistema Bibliotecario di Ateneo
1. L’Amministrazione Centrale è l’apparato di supporto alla realizzazione dei compiti istituzionali dell’Università nel suo complesso.
2. Essa è organizzata secondo i criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Opera secondo principi di imparzialità, trasparenza, leale cooperazione, sussidiarietà, individuazione di responsabilità e valutazione dei risultati.
1. Il Dipartimento è la struttura dell’Università deputata all’organizzazione di uno o più settori di ricerca scientifica omogenei per fini o per metodi, alla organizzazione delle attività didattiche e formative collegate ai predetti settori, nonché allo svolgimento delle attività di relazioni esterne, correlate o accessorie rispetto a quelle scientifiche e a quelle didattiche e formative.
2. Ai soli fini della ricerca scientifica, su proposta dei professori e ricercatori interessati e con l’approvazione del Consiglio di Dipartimento, possono essere attivate articolazioni interne del Dipartimento denominate Sezioni, senza alcuna rappresentatività esterna la quale rimane, in ogni caso, attribuita al Direttore del Dipartimento. Ulteriori articolazioni di carattere organizzativo e gestionale possono essere attivate in base al Regolamento interno e al Regolamento generale d’Ateneo.
3. In relazione alle attività di ricerca scientifica, il Dipartimento programma, promuove, coordina e gestisce le attività di ricerca svolte nel proprio ambito, nel rispetto dell’autonomia scientifica dei singoli professori e ricercatori e del loro diritto di accedere direttamente ai finanziamenti per la ricerca, oltre che alle risorse proprie del Dipartimento, secondo i criteri fissati nel Regolamento interno.
4. In relazione alle attività didattiche e formative, il Dipartimento:
a) programma, promuove, coordina e gestisce le attività didattiche e di formazione finalizzate al conferimento dei titoli accademici previsti dalla normativa vigente e dal presente Statuto;
b) promuove e organizza le attività dei Dottorati di Ricerca afferenti al Dipartimento.
5. Nei Dipartimenti che gestiscono un solo Corso di Studio, il Consiglio di Dipartimento assume anche le competenze assegnate ai Consigli di Corso di Studio.
6. Nei Dipartimenti che gestiscono più Corsi di Studio, sono istituiti i Consigli di Corso di Studio e, in tal caso, al Dipartimento spettano esclusivamente compiti di coordinamento dell’attività didattica organizzata e svolta dai varî Corsi di Studio, ferme restando le attribuzioni spettanti all’eventuale Scuola, di cui al successivo art. 43, all’interno della quale il Dipartimento sia inserito.
7. Nel caso in cui non fosse costituita una Scuola, quando più Dipartimenti gestiscono un medesimo Corso di Studio, il Senato Accademico indica il Dipartimento al quale detto Corso afferisce ai fini amministrativi, tenendo conto del numero di afferenze
8. In ordine alle relazioni esterne, correlate o accessorie a quelle di ricerca scientifica e alle attività didattiche e formative, il Dipartimento:
a) favorisce la ricerca finalizzata, i rapporti con le istituzioni esterne e con il mondo della produzione e del lavoro;
b) stipula, con enti pubblici e privati, contratti, convenzioni e accordi-quadro, anche internazionali, di interesse specifico del Dipartimento, nel rispetto del Regolamento di Ateneo per le attività amministrative, finanziarie e contabili; partecipa a gare secondo procedure nazionali e dell’Unione Europea;
c) fornisce prestazioni a favore di terzi, secondo modalità definite nel presente Statuto e nel Regolamento generale di Ateneo.
9. Il Dipartimento ha autonomia organizzativa, amministrativa e gestionale. Gestisce un budget con autonomia di spesa nelle forme previste dalla legge, dal presente Statuto e dai Regolamenti di Ateneo.
10. Il Dipartimento è costituito dai professori e dai ricercatori che vi afferiscono e dal personale tecnico-amministrativo e bibliotecario ad esso assegnato.
11. Ogni professore e ricercatore afferisce ad uno e ad un solo Dipartimento.
12. Ai Dipartimenti, inoltre, afferiscono i dottorandi di ricerca e i titolari di assegni di ricerca e di borse di studio che svolgano attività di studio all’interno della struttura.
13. Le modalità per la gestione e il funzionamento del Dipartimento sono contenute nel relativo Regolamento interno approvato dal Senato Accademico.
14. Il Dipartimento è tenuto ad elaborare un rapporto annuale di autovalutazione redatto sulla base di criteri individuati dal Nucleo di Valutazione.
1. A tutti i Dipartimenti dovrà afferire un numero di professori e ricercatori, appartenenti a settori scientifico-disciplinari omogenei per ricerca e didattica, non inferiore a trentacinque unità.
2. Fatta salva la possibilità di promuovere, nelle forme previste, la costituzione di un nuovo Dipartimento, è garantita ad ogni professore o ricercatore la libertà di afferenza, o di trasferimento, ad uno dei Dipartimenti compatibile con le sue competenze ed i suoi interessi scientifici e didattici. Sulla scelta esprime parere motivato il Consiglio di Dipartimento a cui la richiesta di afferenza è presentata. Le afferenze accolte dal Consiglio di Dipartimento sono sottoposte al controllo del Senato Accademico e rese esecutive con Decreto del Rettore.
3. La proposta per l’istituzione di un nuovo Dipartimento, adeguatamente motivata, deve essere presentata al Rettore e sottoscritta da almeno trentacinque professori e ricercatori. Nella proposta devono essere indicati:
a) le aree disciplinari nell’ambito delle quali si colloca il Dipartimento;
b) i settori scientifico-disciplinari omogenei coinvolti e l’elenco delle discipline attivate e attivabili;
c) i Corsi di Studio attivati e attivabili all’interno di un Dipartimento, in base alla sostenibilità dell’offerta formativa da parte dei docenti afferenti al Dipartimento, copertura degli insegnamenti di base e caratterizzanti pari al 70%;
d) le risorse necessarie per l’attivazione, ivi compresa: la dotazione di spazi, di beni e di personale tecnico-amministrativo e bibliotecario che si prevedono necessari per lo svolgimento delle attività didattiche e di ricerca;
e) la previsione della sostenibilità del numero minimo degli afferenti per un periodo non inferiore a tre anni, tenuto conto anche dei termini ordinari di collocamento in quiescenza dei singoli docenti.
4. Della proposta, di cui al comma precedente, viene data comunicazione a tutti i professori di ruolo e ai ricercatori dell’Ateneo.
5. Sussistendo i requisiti indicati, il Rettore sottopone la proposta all’esame del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, per le deliberazioni di rispettiva competenza. A seguito delle deliberazioni favorevoli del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, il Rettore procede alla istituzione del nuovo Dipartimento, con decreto nel quale sono indicati: i nominativi dei professori di ruolo e dei ricercatori afferenti al Dipartimento; i Corsi di Studio e di Dottorato, la cui organizzazione e gestione viene trasferita alla competenza del nuovo Dipartimento; le risorse strumentali (beni mobili ed immobili) che vengono attribuite in uso al Dipartimento per lo svolgimento delle attività didattiche e di ricerca di sua competenza; il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario che viene assegnato al Dipartimento.
6. Un Dipartimento il cui numero di afferenti scenda al di sotto delle previste trentacinque unità, dopo un anno del venir meno del numero minimo indicato, è disattivato dal Rettore su proposta del Senato Accademico approvata dal Consiglio di Amministrazione.
1. Il Consiglio del Dipartimento è l’organo deliberante con funzioni generali di indirizzo, di programmazione e di coordinamento delle attività del Dipartimento.
a) definire i criteri e adottare le conseguenti delibere in merito all’utilizzazione dei budget assegnato al Dipartimento per il perseguimento dei propri compiti istituzionali, alla destinazione delle quote dei fondi di ricerca per le spese generali del Dipartimento e, infine, al coordinamento del personale, dei mezzi, degli spazi e delle attrezzature in dotazione al Dipartimento;
b) deliberare sull’acquisizione e ripartizione di nuove risorse, beni e finanziamenti;
c) deliberare il Regolamento interno di Dipartimento;
d) esprimere pareri sul Regolamento generale di Ateneo;
e) deliberare sulla proposta di budget, sul rendiconto annuale dello stesso e sul bilancio nei limiti previsti dalla legge, dal presente Statuto e dai Regolamenti di Ateneo;
f) deliberare, sentiti i Coordinatori dei Corsi di Studio attivi al proprio interno, sulla programmazione annuale della didattica, sull’approvazione del manifesto degli studi, sull’attivazione degli insegnamenti, sull’attribuzione degli affidamenti e delle supplenze, sulla stipula dei contratti, sull’organizzazione dei servizi di tutorato e, in genere, sull’organizzazione didattica complessiva dei Corsi di Studio presenti al proprio interno, sul numero di studenti iscrivibili annualmente ai suddetti Corsi di Studio;
g) procedere alla richiesta motivata, e alla chiamata, di nuovi posti di professori e ricercatori nei settori scientifico-disciplinari del Dipartimento da sottoporre al parere del Senato Accademico e all’approvazione del Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 18, c. 1, lettera e) e dell’art. 24, c. 2, lettera d) l. n. 240/2010 e nel rispetto del Codice Etico;
h) procedere alla destinazione dei posti in organico di professori di ruolo e di ricercatori;
i) procedere alla richiesta motivata di unità del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario;
l) deliberare sulle domande di afferenza dei professori e dei ricercatori;
m) deliberare sulle attività di ricerca scientifica programmate dal Dipartimento.
3. Spettano, altresì, al Consiglio tutte le competenze e le attribuzioni non espressamente riconosciute al Direttore e alla Giunta del Dipartimento.
4. Per le deliberazioni relative alle attribuzioni degli affidamenti e delle supplenze, di cui alla precedente lettera f); alla chiamata dei professori di ruolo e alla copertura dei posti di ricercatori, di cui alla lettera g); alla destinazione dei posti in organico, di cui alla precedente lettera h); le sedute del Consiglio sono ristrette, rispettivamente, ai soli professori di prima fascia, ai professori di prima e di seconda fascia, ai professori e ai ricercatori, quando le attribuzioni degli affidamenti e delle supplenze, le destinazioni dei posti in organico, le chiamate o le coperture dei posti siano, rispettivamente, relative a posti di professore di prima fascia, di professore di seconda fascia, di ricercatore.
5. Il Consiglio è costituito dai professori e dai ricercatori afferenti al Dipartimento. Prende parte alle sedute del Consiglio il Segretario Amministrativo con funzione consultiva e verbalizzante.
6. Fanno inoltre parte del Consiglio:
a) una rappresentanza elettiva del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario pari al 10 %, arrotondato per difetto, del numero complessivo degli altri componenti del Consiglio;
b) se esistenti, un rappresentante eletto degli assegnisti di ricerca con potere di voto solo su argomenti relativi alla ricerca;
c) se esistenti, un rappresentante eletto dei dottorandi di ricerca con potere di voto solo su argomenti relativi alla didattica e alla ricerca;
d) una rappresentanza degli studenti pari al 15% arrotondato per eccesso al numero intero superiore del totale dei componenti del Consiglio, con la presenza di almeno un rappresentante degli studenti per ciascun Corso di Studio. Per l’elezione della componente studentesca godono dell’elettorato passivo gli studenti regolarmente iscritti, alla data d’indizione delle elezioni, per la prima volta e non oltre il primo anno fuori corso ai Corsi di Studio e di Dottorato attivi nel Dipartimento, mentre l’elettorato attivo è costituito dagli studenti regolarmente iscritti ai suddetti Corsi alla data di indizione delle elezioni. Ciascun mandato degli studenti ha durata biennale ed è rinnovabile per una sola volta.
7. Alle deliberazioni relative alle chiamate dei docenti o implicanti valutazioni sull’attività scientifica dei docenti stessi non partecipano le rappresentanze di cui alle lettere a) e d) del comma precedente.
1. Il Direttore ha la rappresentanza del Dipartimento ed è responsabile della sua gestione. Esercita le funzioni di iniziativa, coordinamento e programmazione.
Spetta, comunque, al Direttore:
a) convocare e presiedere le riunioni del Consiglio e della Giunta e dare esecuzione alle relative deliberazioni;
b) adottare, in caso di necessità ed indifferibile urgenza, i provvedimenti provvisori di competenza del Consiglio di Dipartimento, da sottoporre a ratifica nella seduta immediatamente successiva;
c) assicurare, nell’ambito del Dipartimento, l’osservanza dei Regolamenti, dello Statuto e della normativa sull’ordinamento universitario nazionale;
d) curare, coadiuvato dal Segretario Amministrativo, la gestione dei locali, dei beni inventariabili e dei servizi del Dipartimento nonché l’organizzazione del lavoro del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, ispirandosi, a tal fine, ai principi di semplificazione, razionale dimensionamento delle strutture, efficacia, efficienza, trasparenza dell’attività amministrativa, promozione del merito, professionalità e responsabilità;
e) assicurare, nei limiti delle disponibilità del Dipartimento, i mezzi e le attrezzature necessarie per lo svolgimento di ogni attività didattica e di ricerca;
f) disporre, coadiuvato dal Segretario Amministrativo, tutti gli atti gestionali, amministrativi, finanziari e contabili del Dipartimento, con il consenso dei responsabili scientifici dei fondi di ricerca per quanto riguarda le spese gravanti sui fondi stessi, con l’esclusione delle quote destinate dal Consiglio di Dipartimento alla copertura delle spese generali, come indicato dal Regolamento interno del Dipartimento;
g) autorizzare le missioni del professori, ricercatori e personale tecnico-amministrativo e bibliotecario;
h) sovrintendere e vigilare sul regolare svolgimento delle attività didattiche e formative affidate ai coordinatori dei Corsi di Studio e di Dottorato;
i) redigere, sentiti i Coordinatori dei Corsi di Studio attivati all’interno del Dipartimento, il calendario annuale delle attività didattiche;
l) promuovere le azioni opportune per il reperimento dei fondi necessari per le attività del Dipartimento, anche attraverso la stipula di convenzioni e contratti con enti pubblici e privati nell’ambito del Regolamento di Ateneo per le attività amministrative, finanziarie e contabili;
m) predisporre, nel rispetto delle libertà di ricerca individuali, e, ove presenti, coordinandosi con gli obiettivi delle Sezioni, il piano programmatico pluriennale di ricerca, verificandone, annualmente, lo stato di avanzamento, secondo le procedure indicate dal Regolamento interno del Dipartimento;
n) inviare il rapporto di ricerca annuale del Dipartimento al Rettore per la redazione del rapporto generale sulla ricerca dell’Ateneo;
o) dare esecuzione, per quanto di sua competenza, ai documenti di pianificazione e programmazione generale d’Ateneo;
p) designare, di concerto con il Direttore Generale, il Segretario Amministrativo.
2. Ai sensi del Regolamento generale d’Ateneo, il Direttore viene eletto dal Consiglio tra i professori in regime di impegno a tempo pieno, a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio nelle prime due votazioni. Nel caso di mancata elezione, si ricorre al ballottaggio fra i due candidati che hanno riportato il maggior numero di voti nell’ultima votazione. Nel caso di parità di voti, viene eletto il più anziano in ruolo. Il Direttore viene nominato con Decreto del Rettore, dura in carica tre anni accademici ed è immediatamente rieleggibile una sola volta. L’elettorato passivo è riservato a docenti per i quali non è previsto il collocamento a riposo nei tre anni successivi all’elezione. Il Decano del Dipartimento indice le elezioni almeno 60 giorni prima della scadenza del mandato del Direttore. Qualora il Decano presenti una propria candidatura, le funzioni di Decano sono svolte dal professore ordinario successivo in ordine di anzianità nel ruolo. I candidati alla carica di Direttore devono presentare la propria candidatura sulla base di un curriculum e di un programma formalmente comunicati agli afferenti al Dipartimento almeno 30 giorni prima dell’inizio della competizione elettorale. I voti espressi in favore di un professore che non abbia presentato, nel termine indicato, la candidatura, il curriculum e il programma, sono nulli. La carica di Direttore di Dipartimento è incompatibile con altre cariche accademiche, fatta eccezione della carica di componente del Senato Accademico.
3. Il Direttore designa un Vicedirettore scelto tra i professori di ruolo in regime di impegno a tempo pieno. Quest’ultimo supplisce il Direttore in tutte le sue funzioni nei casi di impedimento o di assenza ed è nominato con Decreto del Rettore.
1. Il Direttore, nell’esercizio delle sue funzioni, è coadiuvato da una Giunta di Dipartimento. A ciascuno dei componenti della Giunta il Direttore può delegare lo svolgimento di specifiche funzioni o di particolari attività, rientranti nella propria competenza e non richiedenti l’esercizio personale.
2. La Giunta del Dipartimento è composta dal Direttore, che la presiede, dal Vicedirettore, dai Coordinatori dei Corsi di Studio e dei Dottorati di Ricerca, dai Responsabili delle Sezioni e di eventuali altre articolazioni di cui al c. 2, dell’art. 36, ove costituite, e dal Segretario Amministrativo del Dipartimento, con funzione consultiva e verbalizzante.
1. Più Dipartimenti, raggruppati in relazione a criteri di affinità disciplinare, possono proporre l’istituzione di una struttura di raccordo detta “Scuola”, esclusivamente con funzioni di coordinamento e razionalizzazione delle attività didattiche, compresa la proposta di attivazione o soppressione di Corsi di Studio e di gestione dei servizi comuni. Al di fuori di tali funzioni tutte le altre attività formative e didattiche sono di pertinenza dei Dipartimenti raggruppati in Scuola.
2. Il numero complessivo delle Scuole che possono essere istituite deve essere proporzionale alle dimensioni dell’Ateneo, e comunque non superiore a quattro, anche in relazione alla tipologia scientifico-disciplinare dell’Ateneo stesso.
3. La proposta di istituzione di una Scuola, deliberata dai Consigli dei Dipartimenti interessati, è presentata al Rettore che la sottopone al parere obbligatorio del Senato Accademico e alla deliberazione finale del Consiglio di Amministrazione. In caso di approvazione della proposta da parte di tali organi, il Rettore istituisce con decretola Scuola.
4. Organo deliberante della Scuola è il Consiglio. Esso è composto:
a) dai Direttori dei Dipartimenti raggruppati nella Scuola;
b) da un numero di professori e ricercatori per ciascun Dipartimento non superiori al 10% dei componenti dei Consigli di Dipartimento e scelti tra i coordinatori dei Corsi di Studio e dei Dottorati di ricerca;
c) da una rappresentanza degli studenti pari al 15%, arrotondato per eccesso al numero intero superiore del totale dei componenti del Consiglio. I rappresentanti degli studenti devono essere eletti tra gli iscritti per la prima volta e non oltre il primo anno fuori corso ai Corsi di Studio e di Dottorato di Ricerca attivati nei Dipartimenti che fanno parte della Scuola. Il loro mandato ha durata biennale ed è rinnovabile per una volta sola. Il Regolamento della Scuola disciplina l’elezione dei rappresentanti degli studenti nel Consiglio, in maniera tale che possa risultare eletto un rappresentante per ogni Dipartimento.
5. La partecipazione al Consiglio non dà luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti, indennità o rimborsi spese.
6. All’atto dell’insediamento, il Consiglio elegge un Presidente e un Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento. Possono assumere la carica di Presidente del Consiglio della Scuola solo professori di prima fascia in regime di impegno a tempo pieno afferenti alla stessa Scuola, con l’esclusione dei Direttori di Dipartimento. Il mandato dura tre anni ed è rinnovabile per una sola volta.
7. Il Presidente convoca e presiede le riunioni del Consiglio; cura, in raccordo con i Direttori dei Dipartimenti interessati, l’esecuzione delle deliberazioni adottate dal Consiglio; esercita la vigilanza sullo svolgimento dei servizi comuni affidati alla gestione della Scuola.
1. Spetta al Consiglio del Corso di Studio:
a) organizzare e coordinare le attività di insegnamento per il conseguimento del titolo accademico relativo al Corso di Studio;
b) ove previsti, esaminare e approvare i piani di studio proposti dagli studenti per il conseguimento del titolo accademico;
c) esaminare e approvare le domande di tesi previste per il conseguimento del titolo accademico;
d) sperimentare nuove modalità didattiche, nei limiti previsti dalle disposizioni di legge;
e) presentare al Consiglio di Dipartimento la richiesta di attivazione di insegnamenti previsti dal Regolamento di Ateneo per la didattica;
f) avanzare richieste e proposte per il potenziamento e l'attivazione dei servizi didattici;
g) presentare al Consiglio di Dipartimento le proposte relative alla programmazione e all'impiego delle risorse didattiche disponibili al fine di pervenire, con razionale ed equilibrato impiego dei docenti, alla individuazione di un'efficace offerta didattica;
h) formulare al Consiglio di Dipartimento proposte e pareri in merito alle modifiche dell’ordinamento didattico del Corso di Studio, alla destinazione dei posti in organico di professore e di ricercatore, alla richiesta di nuovi posti in organico di professore e di ricercatore, alla chiamata di professori per gli insegnamenti impartiti nel Corso di Studio e in merito all'attribuzione degli affidamenti, delle supplenze e dei contratti di insegnamento;
i) deliberare il Regolamento del Consiglio di Corso di Studio, contenente la disciplina delle attività didattiche.
2. Il Consiglio del Corso di Studio esercita inoltre tutte le altre attribuzioni che gli sono demandate
dall'ordinamento universitario nazionale, dallo Statuto e dai relativi regolamenti.
3. Il Consiglio di Corso di Studio è costituito:
a) dai professori e ricercatori che ricoprono gli insegnamenti impartiti nel Corso, secondo quanto deliberato annualmente dal Consiglio di Dipartimento;
b) da una rappresentanza degli studenti iscritti al Corso di Studio, pari al 15 % arrotondato per eccesso al numero intero superiore del totale dei componenti del Consiglio.
4. I professori e ricercatori che ricoprono gli insegnamenti impartiti in più Corsi di Studio fanno parte dei Consigli di tutti i Corsi di Studio nei quali tali insegnamenti vengono svolti.
5. I professori a contratto titolari di insegnamento e i supplenti partecipano a pieno titolo ai Consigli dei Corsi di Studio per la durata del loro incarico, limitatamente alle competenze di cui alle lettere a), b), c), d), ed f), del c. 1 del presente articolo, e con l'esclusione dall'elettorato attivo e passivo per l'elezione del Coordinatore del Consiglio stesso.
6. I rappresentanti degli studenti in seno ai Consigli dei Corsi di Studio sono nominati con Decreto del Rettore. Durano in carica per un biennio e sono rinnovabili per una sola volta.
1. Ciascun Consiglio di Corso di Studio elegge un Coordinatore al quale spetta:
a) convocare e presiedere il Consiglio, coordinandone l'attività e provvedendo all'esecuzione delle relative delibere;
b) adottare, in caso di necessità e indifferibile urgenza, i necessari provvedimenti amministrativi di competenza del Consiglio di Corso di Studio riferendone, per la ratifica, nella seduta immediatamente successiva;
c) sovrintendere e vigilare sul regolare svolgimento delle attività del Corso di Studio;
d) partecipare alla Giunta di Dipartimento;
e) proporre al Direttore di Dipartimento i componenti la commissione per il conseguimento del titolo accademico e, su indicazione dei professori, i nominativi delle commissioni per gli esami dei singoli insegnamenti.
2. Il Coordinatore esercita inoltre tutte le altre attribuzioni che gli sono demandate dall'ordinamento universitario nazionale, dallo Statuto e dai regolamenti.
3. Il Coordinatore è eletto a maggioranza degli aventi diritto dei professori e dei ricercatori del Consiglio di Dipartimento che appartengono al Corso di Studio in esame.
4. Il Coordinatore è nominato con Decreto del Rettore, dura in carica tre anni accademici ed è immediatamente rieleggibile una sola volta.
1. L'Università può istituire Scuole di specializzazione che conferiscano la qualifica di specialista nei diversi rami dell'esercizio professionale.
2. Le Scuole di specializzazione sono organizzate in base all'ordinamento universitario nazionale e a quanto stabilito nei regolamenti di Ateneo.
3. Ogni Scuola di specializzazione è retta da un Consiglio ed è diretta da un professore di prima fascia o, in caso di indisponibilità motivata, da un professore di seconda fascia. Il Direttore della Scuola è eletto dal Consiglio ed è nominato con decreto rettorale. Il Direttore dura in carica un triennio. La composizione del Consiglio, di cui possono far parte rappresentanti degli specializzandi, è definita dal Regolamento generale di Ateneo.
La Scuola di Dottorato di Ricerca ha lo scopo di promuovere, organizzare e gestire le attività comuni dei Corsi di Dottorato di Ricerca quali sedi di formazione di terzo livello. Il funzionamento della Scuola è disciplinato dal proprio regolamento.
Su proposta del Senato Accademico, possono essere istituiti dal Consiglio di Amministrazione Centri di servizio di Ateneo, finalizzati a fornire alle strutture didattiche e di ricerca prestazioni di particolare complessità e di interesse generale. Le modalità di organizzazione e di funzionamento dei Centri di servizio sono disciplinate nel Regolamento di Ateneo per le attività amministrative, finanziarie e contabili.
L'Azienda agraria dell'Università è struttura per la sperimentazione agraria e aziendale in connessione con le attività istituzionali didattiche e di ricerca dei Dipartimenti di Agraria.
1. Per ciascuna area scientifico-disciplinare, di cui all’art.18 c. 1 del presente Statuto, è costituita una commissione di area, formata dai rappresentanti dei professori e dei ricercatori afferenti all'area stessa, incaricata di formulare motivate proposte al Senato Accademico per l'assegnazione dei finanziamenti ai progetti dell'attività di ricerca.
2. Il Senato Accademico istituisce la Commissione Scientifica di Ateneo, composta da quattro professori e ricercatori, rappresentativi delle quattro aree scientifico-disciplinari di cui al c. 1.
3. La Commissione Scientifica di Ateneo:
a) svolge compiti istruttori e consultivi nei confronti del Senato Accademico in materia di produzione scientifica e di promozione del merito;
b) fissa i criteri per la ripartizione delle risorse tra i diversi tipi di finanziamenti e tra le aree scientifico-disciplinari;
c) propone, con cadenza annuale, un’apposita relazione sull’attività scientifica di Ateneo sulla base di riferimenti forniti dai Dipartimenti, da sottoporre all’esame del Senato Accademico e fornendo le informazioni in merito al Nucleo di Valutazione.
4. La delimitazione delle aree scientifico-disciplinari, la composizione e il funzionamento delle commissioni di area sono disciplinate dal Regolamento d’Ateneo per l’attività di ricerca.
Art. 51. Sistema Bibliotecario d’Ateneo
3. Il Sistema Bibliotecario d’Ateneo è disciplinato da apposito regolamento.
1. Nel rispetto delle competenze dell’organo di cui all’art. 27 del presente Statuto, il Regolamento di Ateneo per le attività amministrative, finanziarie e contabili disciplina i criteri di gestione e le procedure amministrative, finanziarie e contabili dell'Università e delle singole strutture, nonché le relative responsabilità, in modo da garantire criteri di efficienza ed efficacia nell'uso delle risorse e il rispetto dei principi di equilibrio finanziario del bilancio annuale e dei documenti di pianificazione e programmazione generale d’Ateneo. In conformità alle leggi vigenti, indica i principi generali per l’organizzazione del lavoro, dei servizi e degli uffici dell’amministrazione universitaria. Disciplina, altresì, le forme di controllo interno in tema di legittimità dei singoli atti di spesa.
2. Esso determina i limiti e le modalità di esercizio dell'autonomia contrattuale dei Dipartimenti per quanto non già definito nel presente Statuto.
3. Definisce inoltre le modalità di funzionamento del Collegio dei Revisori dei Conti.
4. Il regolamento è emanato dal Rettore, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione a maggioranza assoluta dei componenti, sentiti il Senato Accademico e i Consigli dei Dipartimenti.
L’Università adotta il bilancio unico d’Ateneo di previsione annuale e pluriennale, il bilancio di esercizio e l’eventuale bilancio consolidato degli enti controllati e i relativi conti consuntivi previsti dalla normativa vigente, curando la loro redazione secondo le procedure previste dal Regolamento di Ateneo per le attività amministrative, finanziarie e contabili. I predetti bilanci sono redatti in conformità con i principi sulla programmazione di cui all’art. 3 del presente Statuto.
Le strutture di spesa dell’Università sono i Dipartimenti e l’Amministrazione Centrale. Esse godono di autonomia di spesa nell’ambito dei fondi loro assegnati. Al loro interno possono essere individuati centri di costo al solo fine della diretta imputazione di spesa.
Le risorse del bilancio vengono ripartite dal Consiglio di Amministrazione tra i Dipartimenti e l’Amministrazione Centrale sulla base di criteri indicati dal Senato Accademico, in coerenza con il piano pluriennale di sviluppo ed i piani annuali delle attività. I criteri di ripartizione delle risorse devono essere pubblici.
1. Salvo quanto diversamente disposto dal presente statuto e dal regolamento che disciplina le elezioni delle rappresentanze studentesche, le votazioni per le designazioni elettive sono valide, ad eccezione dei ballottaggi, se vi abbiano partecipato almeno il trenta per cento degli aventi diritto.
2. La non avvenuta designazione di rappresentanti di una o più componenti, per mancato raggiungimento del numero di votanti o di eletti previsti, non pregiudica la validità della composizione degli organi, sempre che questi risultino costituiti per almeno la metà dei loro componenti.
3. Tutte le cariche elettive previste dal presente Statuto, nonché i rappresentanti dei professori di ruolo e dei ricercatori nel Consiglio di Amministrazione devono essere in regime di impegno a tempo pieno all'atto della nomina e permanervi, a pena di decadenza, per tutta la durata della carica.
4. In caso di interruzione anticipata del mandato di membri elettivi degli organi collegiali, il mandato del subentrante decorre dall’atto della nomina e dura per il periodo previsto dallo Statuto fino alla conclusione del mandato interrotto. Tutti i mandati, anche parziali, rilevano ai fini della durata temporale massima delle cariche.
5. Ai sensi dell’art. 2 c. 10 della l. n. 240/2010, ai fini dell’applicazione delle disposizioni sui limiti del mandato o delle cariche di Rettore, componente del Senato Accademico e componente del Consiglio di Amministrazione, sono considerati anche i periodi già espletati nell’Ateneo alla data di entrata in vigore del presente Statuto.
1. Le adunanze degli organi sono valide se:
a) tutti coloro che hanno titolo a parteciparvi siano stati convocati mediante comunicazione scritta personale ovvero mediante pubblicazione della convocazione sull’apposito sito istituzionale e avviso personale attraverso la posta elettronica, contenente l'indicazione dell'ordine del giorno, almeno cinque giorni prima dell'adunanza, salvo casi di urgenza per i quali è sufficiente la convocazione con 48 ore di preavviso;
b) siano presenti almeno la metà più uno degli aventi titolo.
2. In casi particolari, è possibile che le adunanze si svolgano per via telematica.
3. Nel computo della determinazione del numero legale di cui al c. 1, lettera b), si tiene conto di coloro che abbiano giustificato per iscritto la propria assenza, nonché dei professori e ricercatori in aspettativa obbligatoria.
4. L'ordine del giorno è stabilito dal Presidente e deve indicare le deliberazioni da assumere con maggioranza qualificata. Nell'ordine del giorno devono essere anche inseriti gli argomenti la cui richiesta sia stata sottoscritta da almeno un quinto dei membri del collegio.
5. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti, salvo quanto diversamente disposto dal presente Statuto.
6. Nessuno può essere presente al momento del voto su questioni che lo riguardino personalmente o che riguardino suoi parenti o affini entro il quarto grado.
2. Gli originali dei verbali sono conservati a cura della Segreteria dell'organo.
3. I verbali delle adunanze, dopo la loro approvazione, sono pubblici. Vengono rispettate le norme vigenti sul diritto di accesso.
L'anno accademico dell'Università ha inizio il 1 ottobre.
1. È garantita la pubblicità e trasparenza, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali, per tutte le attività dell'Università, nel rispetto della legge.
2. L'Università assicura il diritto di accesso ai documenti amministrativi e il diritto di partecipazione al procedimento amministrativo, nel rispetto delle leggi vigenti e del Codice Etico.
3. I documenti amministrativi e, in particolare, i bilanci e i documenti finanziari devono essere redatti in modo da garantire un'informazione chiara e completa.
La funzione disciplinare nei confronti degli studenti iscritti ai Corsi di Studio, di specializzazione, di Dottorato e Master attivati nell'Università, viene esercitata da una commissione costituita secondo quanto previsto nel Regolamento generale di Ateneo. La commissione è presieduta dal Rettore e ne fa parte di diritto il Presidente del Consiglio degli Studenti.
1. Ai sensi di quanto prescritto all’art. 2, c. 2, lettera m) della l. n. 240/2010, le sanzioni da irrogare in caso di violazioni del Codice Etico, in ordine di gravità, sono:
a) richiamo verbale riservato (che esegue il Rettore);
c) ammonizione scritta riportata sullo stato di carriera.
Le sanzioni possono essere accompagnate da:
- destituzione da incarichi di rappresentanza negli organi d’Ateneo;
- esclusione, per i professori e ricercatori, dalla destinazione di fondi di ricerca e contributi di Ateneo a qualunque titolo assegnati.
2. Tranne quella indicata al c. 1, lettera a), tutte le sanzioni applicate possono essere pubblicate sul sito istituzionale dell’Ateneo, senza indicazione dei nomi delle altre persone coinvolte non responsabili di violazioni.
1. La posizione di professore e ricercatore è incompatibile con l'esercizio del commercio e dell'industria fatta salva la possibilità di costituire società con caratteristiche di spin off o di start up universitari, ai sensi dell’art. 6, c. 9, della l. n. 240/2010.
2. L'esercizio di attività' libero-professionale è incompatibile con il regime di impegno tempo pieno, fermo restando quanto previsto dall’art. 6, commi 9 e 10, della l. n. 240/2010.
3. I professori e i ricercatori a tempo definito possono svolgere attività libero-professionali e di lavoro autonomo anche continuative, purché non determinino situazioni di conflitto di interesse rispetto all'Ateneo.
4. Ai sensi dell’art. 6, c. 12, della l. n. 240/2010, la condizione di professore a tempo definito è incompatibile con l'esercizio di cariche accademiche.
5. Professori e ricercatori possono svolgere attività didattica e di ricerca presso università o enti di ricerca esteri, previa autorizzazione del Rettore che valuta la compatibilità con l'adempimento degli obblighi istituzionali. In tal caso, ai fini della valutazione delle attività di ricerca e delle politiche di reclutamento degli atenei, l'apporto dell'interessato è considerato in proporzione alla durata e alla quantità dell'impegno reso nell'ateneo di appartenenza.
6. Ai sensi dell’art. 2, c. 1, lettera s), della l. n. 240/2010, è fatto divieto per i componenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione:
a) di ricoprire altre cariche accademiche, fatta eccezione per il Rettore, limitatamente al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione, e per i Direttori di Dipartimento, limitatamente allo stesso Senato Accademico, qualora risultino eletti a farne parte;
b) di essere componente di altri organi dell’Università, salvo che del Consiglio di Dipartimento;
c) di ricoprire il ruolo di Direttore o Presidente delle Scuole di specializzazione o di fare parte del Direttivo delle Scuole di specializzazione;
d) di rivestire alcun incarico di natura politica per la durata del mandato e di ricoprire la carica di Rettore o far parte del Consiglio di Amministrazione, del Senato Accademico, del Nucleo di Valutazione o del Collegio dei Revisori dei Conti di altre Università italiane statali, non statali o telematiche;
e) di svolgere funzioni inerenti alla programmazione, al finanziamento e alla valutazione delle attività' universitarie del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e dell'ANVUR.
7. E’ prevista la decadenza per i componenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione che non partecipino con continuità alle sedute dell'organo di appartenenza, secondo quanto indicato dal Regolamento interno di tali organi.
Il mandato del Rettore in carica perdura ai sensi di quanto disposto dall’art. 2, c. 9, della l. n. 240/2010. Il Rettore ha i doveri ed esercita i poteri attribuitigli dalla legge e dal presente Statuto.
Art. 65. Direttore Amministrativo
Fermi restando i limiti di legge in materia di “prorogatio”, il Direttore Amministrativo svolge le funzioni che gli competono sino alla nomina del Direttore Generale.
1. In prima applicazione, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente Statuto, ai sensi dell’art. 2, c. 8, della l. n. 240/2010, il Rettore fa formale richiesta ai professori e ricercatori dell’Ateneo di presentare le proposte per la costituzione dei nuovi Dipartimenti secondo quanto indicato nell’art. 37, c. 3, del presente Statuto.
2. Entro 30 giorni dalla scadenza del termine indicato per la presentazione delle proposte di cui al c. 1, l’attuale Senato Accademico delibera sull’istituzione dei nuovi Dipartimenti.
3. In prima applicazione, il Rettore emana il decreto che indice contemporaneamente le prime elezioni degli organi dei Dipartimenti e avvia le procedure per la costituzione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione.
4. Le Facoltà e i Dipartimenti esistenti, con i relativi organi, continuano a svolgere le loro funzioni sino alla costituzione degli organi dei nuovi Dipartimenti.
5. Entro 30 giorni i nuovi Dipartimenti devono provvedere alla costituzione dei Consigli di Corso di Studio.
Ciascun Dipartimento, o Scuola, istituisce la Commissione paritetica docenti-studenti entro e non oltre 30 giorni dalla costituzione del Dipartimento o Scuola.
1. Il Senato Accademico è costituito entro 30 giorni dalla elezione degli organi dei Dipartimenti. Il Consiglio di Amministrazione è istituito entro 60 giorni dalla costituzione del Senato Accademico.
2. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione preesistenti restano in carica fino alla costituzione dei corrispondenti nuovi organi.
3. Entro 30 giorni dalla costituzione del Consiglio di Amministrazione, il Rettore avvia le procedure per l’assunzione del Direttore Generale.
1. Entro 30 giorni dalla costituzione del Consiglio di Amministrazione e nel rispetto delle procedure previste dal presente Statuto, devono essere costituiti il Collegio dei Revisori dei Conti, il Nucleo di Valutazione e il Collegio di Disciplina.
2. Gli attuali componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, del Nucleo di Valutazione, del Collegio di Disciplina e del Consiglio degli Studenti restano in carica sino alla costituzione dei corrispondenti nuovi organi accademici.
Contestualmente all’elezione dei Dipartimenti, il Rettore indice le elezioni dei rappresentanti degli studenti presso tutti gli organi d’Ateneo in cui esse sono previste
1. Il Regolamento generale d’Ateneo ed il Regolamento che fissa i criteri e le procedure per il reclutamento dei professori e ricercatori devono essere approvati dal nuovo Senato Accademico entro 90 giorni dalla costituzione.
2. Il Regolamento dell’Ateneo per l’attività didattica e il Regolamento dell’Ateneo per l’attività di ricerca devono essere approvati dal Senato Accademico entro 120 giorni dalla sua costituzione, previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione. Il Regolamento di Ateneo per le attività amministrative, finanziarie e contabili deve essere approvato dal Consiglio di Amministrazione entro 180 giorni dalla sua costituzione.
3. Ogni altro Regolamento d’Ateneo previsto dalle leggi vigenti e dal presente Statuto deve essere approvato entro un anno dalla costituzione del Consiglio di Amministrazione
4. Il Regolamento interno di ciascun Dipartimento e di ciascuna Scuola, deve essere approvato entro 90 giorni dalla costituzione del Dipartimento e della Scuola.
5. In caso di mancata approvazione dei Regolamenti interni, di cui al c. 4 nei tempi previsti, il Rettore istituisce una Commissione d’Ateneo composta da tre docenti che elabora, nei 30 giorni successivi alla sua costituzione, il testo del Regolamento mancante.
6. Le delibere relative al Regolamento generale d’Ateneo e al Regolamento per l’attività didattica sono adottate a maggioranza assoluta dei componenti di tutti gli organi interessati.
1. Il presente Statuto entra in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto rettorale di emanazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
2. Dalla data indicata al c. 1 sono abrogati il precedente Statuto e le norme dei regolamenti in contrasto con le disposizioni della l. n. 240/2010 e del presente Statuto.
3. Nel rispetto delle procedure e competenze amministrative definite nel presente Statuto, i decreti rettorali di costituzione dei nuovi Dipartimenti e Scuole contengono anche disposizioni relative al trasferimento degli immobili e all’assegnazione del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario delle Facoltà ai nuovi Dipartimenti e Scuole. Le operazioni che portano a tali disposizioni dovranno essere sempre ispirate al principio di leale cooperazione fra tutti i soggetti interessati. Eventuali ulteriori ripartizioni di funzioni saranno determinate con provvedimenti successivi nel rispetto delle disposizioni del presente Statuto.
1. Le proposte di modificazione del presente Statuto possono essere presentate dal Rettore, da almeno un terzo dei componenti del Senato Accademico o del Consiglio di Amministrazione, da un Consiglio di Dipartimento e dal Consiglio degli Studenti.
2. Le modifiche di Statuto sono deliberate dal Senato Accademico a maggioranza dei due terzi, sentito il Consiglio degli Studenti e previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione, che si esprime a maggioranza assoluta dei suoi componenti.