Source: http://www.nashak.eu/?page_id=2553
Timestamp: 2018-01-24 03:36:35+00:00
Document Index: 171565035

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 27']

LO STATUTO allegato “B” – Fondazione Antiusura NASHAK Reintegrazione Solidale
– LO STATUTO allegato “B”
LO STATUTO allegato “B”
E’ costituita, ai sensi degli art. 12 e seguenti del C.C., nonché dell’art. 15 della legge 7 marzo 1996 n. 108 e del successivo regolamento di applicazione di cui al D.P.R. 11 giugno 1997 n. 315, la Fondazione denominata “NASHAK” – REINTEGRAZIONE SOLIDALE -.
Tale denominazione si giustifica perchè in ebraico il verbo dell’usura, nashak, descrive il serpente che “morde”. In Mic 3,5 questo verbo è riferito ai profeti che danno oracoli per avidità: solo per chi pone qualcosa nella loro bocca.
Scopo – Patrimonio
prestare, nei confronti di chi versa in stato di difficoltà economiche o finanziarie, idonee garanzie al fine di consentire l’accesso al credito, altrimenti precluso da parte di banche, società finanziarie o enti creditizi che abbiano dato prova di responsabilità e sensibilità al problema, eventualmente istituendo sezioni speciali a sostegno delle diverse categorie (operatori economici, lavoratori dipendenti, studenti ecc.), con la precisazione che lo stato di bisogno sarà accertato con giudizio insindacabile del Consiglio Direttivo, come previsto nel successivo articolo 6;
Il patrimonio iniziale ed irriducibile della Fondazione è costituito dai beni descritti nell’atto costitutivo della Fondazione del quale il presente statuto è parte integrante.
Amministrazione – Rappresentanza
In particolare, il Consiglio Direttivo provvede ad investire, in linea con le finalità dell’Ente, e nel rispetto di quanto stabilito nel precedente art. 5 e nel successivo art. 9, le somme che perveranno a qualsiasi titolo alla Fondazione nel modo che riterrà maggiormente sicuro e redditizio nonchè alla gestione delle rendite prodotte dal patrimonio.
Costituire la categoria degli “Amici Promotori” con persone, fisiche o giuridiche, che, una volta cooptate, verranno a trovarsi nella stessa posizione di coloro che avranno sottoscritto l’atto costitutivo;
Istituire la categoria degli “Amici Sostenitori” della Fondazione; detta qualifica, meramente onoraria ed assolutamente priva di ogni potere amministrativo, deliberativo o consultivo, potrà essere attribuita a coloro che spontaneamente e senza altro fine che la carità cristiana e sociale, volessero contribuire ad alimentare il patrimonio della Fondazione.
Il Consiglio Direttivo si raduna almeno una volta ogni quattro mesi in seduta ordinaria per esaminare e discutere l’attività svolta dalla Fondazione, nonché ogni qualvolta il Presidente lo giudichi necessario o ne sia fatta richiesta scritta da almeno due dei suoi membri.
Impiego ed erogazioni del fondo di garanzia, dei legati, delle donazioni, delle rendite e delle elargizioni – Esercizio finanziario – Bilancio – Revisori dei Conti
Il Consiglio Direttivo stabilisce annualmente, con apposita delibera, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 5, le percentuali delle rendite prodotte sia dal patrimonio che dalle donazioni, elargizioni, legati e lasciti, da destinare alle spese di funzionamento della Fondazione nella misura – massima del 30% (trenta per cento) e al fondo antiusura nella misura massima del 50% (cinquanta per cento). Quest’ultimo servirà al raggiungimento degli scopi della Fondazione sia attraverso la concessione del credito senza alcun corrispettivo sia con la beneficenza diretta.
Per quest’ultima, in ogni caso, la percentuale non potrà superare il 60% (sessanta per cento) dello stesso fondo antiusura.
In particolare, i beneficiari delle garanzie che saranno rilasciate dalla Fondazione con impegno sui fondi di cui all’art. 15 della legge 108/96 e relativo regolamento verranno scelti dal Consiglio Direttivo, sentito, qualora ritenuto opportuno, il parere non vincolante dei vari Comitati, secondo i seguenti criteri:
Alla chiusura di ogni esercizio sociale il Consiglio Direttivo provvederà alla compilazione del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo da sottoporre all’approvazione del Comitato Onorario.
Il Comitato Onorario per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo sarà convocato entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale; qualora particolari esigenze lo richiedano lo stesso può essere convocato entro sei mesi.
Il controllo della gestione della Fondazione è esercitato da un Collegio di Revisori composto da tre membri effettivi, di cui uno Presidente, e due supplenti nominati a maggioranza assoluta dal Comitato Onorario, dei quali almeno il Presidente deve essere scelto tra gli iscritti nell’albo dei Revisori Ufficiali dei Conti.
I membri cooptati dal Consiglio Direttivo successivamente all’atto di fondazione sono equiparati a tutti gli effetti ai fondatori, con esclusione dei componenti la categoria degli Amici Sostenitori.
Inoltre il Comitato dovrà procedere all’approvazione del bilancio, sia preventivo che consuntivo, presentati dal Consiglio Direttivo e corredati dalla relazione del Collegio dei Revisori.
Il Comitato Onorario si riunisce, su convocazione del suo Presidente, almeno una volta l’anno.
Qualora per scadenza dell’incarico o per qualsiasi altra ragione, vengano a mancare uno o più membri laici del Consiglio Direttivo, provvederà con deliberazione a maggioranza assoluta dei presenti il Comitato Onorario entre tre mesi salla vacanza. Scaduto tale termine, il Presidente del Consiglio Direttivo proporrà al Presidente del Comitato Onorario i nominativi dei candidati, i quali verranno considerati eletti nel caso che il Comitato Onorario non abbia pronunciato entro un mese dalla comunicazione della proposta.
I membri del Comitato Onorario, anche se ciò non costituisce dovere giuridico, dovranno offrire individualmente la loro collaborazione in relazione all’attività professionale da ciascuno di essi svolta, per realizzare nel miglior modo possibile gli scopi della Fondazione.
Al fine di assicurare la continuità di azione ed intenti del Comitato Onorario, in caso di cessazione dall’incarico di uno dei membri per qualsiasi causa, il Comitato stesso potrà reintegrare il proprio numero di componenti mediante sostituzione della persona con il consenso della maggioranza assoluta dei restanti componenti.
La Fondazione si estingue per le cause previste dall’art. 27 del Codice Civile.
In caso di estinzione il Consiglio Direttivo nomina uno o più liquidatori, i quali dovranno, soddisfatta ogni ragione debitoria, devolvere la somma che dovesse eventualmente residuare alla CARITAS della Diocesi di Teggiano – Policastro.