Source: http://www.avvocato-penalista-bologna.it/avvocato-difesa-penale/art-316-ter-cp-ne-consegue-che-le-erogazioni-indicate-dagli-artt-316-ter-e-640-bis-c-p-presentano-caratteristiche-strutturali-e-finalita-differenti-da-quelle-di-natura-assistenziale-che-perseguono-l/
Timestamp: 2018-03-18 19:15:22+00:00
Document Index: 163526937

Matched Legal Cases: ['art. 316', 'art. 8', 'Cass. Sez. ', 'art. 316', 'art. 2', 'art. 640', 'art. 316', 'art. 606', 'art. 316', 'art. 606', 'art. 316']

﻿ ART 316 TER CP Ne consegue che le erogazioni indicate dagli artt. 316 ter e 640 bis c.p. presentano caratteristiche strutturali e finalità differenti da quelle di natura assistenziale che perseguono la funzione di fornire mezzi di sussistenza - Avvocato Penalista Bologna
da Armaroli | Nov 27, 2016 | avvocato difesa penale | 0 commenti
Peraltro, in contrapposizione alle decisioni di cui si è detto, si riscontra un altro filone giurisprudenziale secondo il quale “è configurabile il reato di indebita percezione di
erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter cod. pen.) nella condotta dell’agente che renda dichiarazioni mendaci in ordine alle proprie condizioni personali, familiari e patrimoniali al fine di ottenere l’erogazione di indennità di natura assistenziale (nella specie, il trasferimento monetario integrativo del reddito, ai sensi dell’art. 8 D.Lgs. 18 giugno 1998 n. 237, c.d. “reddito minimo di inserimento”). (Cass. Sez. 6, sent. n. 21112 del 02/03/2006, dep. 19/06/2006, Rv. 234587; contra Sez. 2, sent. n. 12100 del 22/11/2007, dep. 18/03/2008, Rv. 246674).
Ora, hanno osservato le Sezioni Unite, non v’è dubbio che il legislatore del 2000, quando ha inserito nel codice penale l’art. 316-ter, ha ritenuto appunto di estendere la punibilità a condotte decettive non incluse nella fattispecie di truffa, esattamente come già aveva fatto il legislatore del 1986, che aveva previsto un’analoga fattispecie criminosa (art. 2 della legge 23 dicembre 1986 n. 898). E questa possibile diversità della fattispecie di truffa rispetto a quelle introdotte nel 1986 e nel 2000 è stata più volte riconosciuta sia dalla Corte costituzionale sia dalle stesse Sezioni Unite, sebbene con un affidamento all’interprete del compito di verificare caso per caso se sia configurabile il delitto di truffa aggravata (art. 640-bis cod. pen.) ovvero quello residuale previsto appunto dall’art. 316-ter cod. pen. (C. cost, n. 25/1994, C. cost., n. 433/1998, C. cost., n. 95/2004; Cass. sez. U del 24/1/1996,
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II PENALE , SENTENZA 29 gennaio 2015 4226 Presidente Petti – Relatore Alma, n.4226 – Presidente Petti – Relatore Alma
Inosservanza ed erronea applicazione di norme sostanziali ai sensi dell’art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen. in relazione all’art. 316-ter, comma 2, cod. pen..
Inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità ai sensi dell’art. 606, comma 1, lett. c), in relazione agli artt. 178, comma 1, lett. a) e 179, comma 1, cod. proc. pen..
Fermo restando che non sono in contestazione lo sviluppo materiale dei fatti e la condotta tenuta dall’imputata, va detto che la questione di diritto sollevata con il primo motivo di ricorso risulta essere stata sottoposta anche alla Corte di Appello che vi ha dato risposta ritenendo infondata la stessa e richiamando gli arresti giurisprudenziali di questa Corte Suprema secondo i quali la condotta della L. non integra la fattispecie di cui all’art. 316-ter cod. pen..
Quanto appena rilevato rende del tutto superfluo l’esame del secondo motivo di ricorso proposto nell’interesse dell’imputata atteso che stante la corretta configurabilità a carico della stessa del reato di truffa, competente a giudicare del fatto in primo grado era il Tribunale in composizione monocratica e, quindi, corrette sono state le modalità con le quali si è proceduto nei confronti della stessa.