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Timestamp: 2018-07-16 10:45:37+00:00
Document Index: 4574064

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 585', 'art. 121', 'art. 150', 'sentenza ', 'sentenza ']

L’attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi effettuata in forma ambulante da chi possiede un relativo titolo abilitativo non richiede l’iscrizione all’albo dei gestori dei rifiuti, sempre che il soggetto sia abilitato all’esercizio in forma ambulante e che si tratti di rifiuti che formano oggetto del suo commercio (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 13 maggio – 15 luglio 2015, n. 30466). – Noi Radiomobile™
Home »Sentenze»L’attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi effettuata in forma ambulante da chi possiede un relativo titolo abilitativo non richiede l’iscrizione all’albo dei gestori dei rifiuti, sempre che il soggetto sia abilitato all’esercizio in forma ambulante e che si tratti di rifiuti che formano oggetto del suo commercio (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 13 maggio – 15 luglio 2015, n. 30466).
L’attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi effettuata in forma ambulante da chi possiede un relativo titolo abilitativo non richiede l’iscrizione all’albo dei gestori dei rifiuti, sempre che il soggetto sia abilitato all’esercizio in forma ambulante e che si tratti di rifiuti che formano oggetto del suo commercio (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 13 maggio – 15 luglio 2015, n. 30466).
In data 5.5.2015 venivano inviate dal difensore note difensive che, tuttavia sono inammissibili per tardività.
Trova, infatti, applicazione il disposto degli artt. 585, comma 4, e 611, comma 1, ultimo periodo, cod. proc. pen., secondo i quali le parti possono presentare motivi nuovi e memorie solo fino a 15 giorni prima dell’udienza. Il mancato rispetto di tale termine comporta decadenza, ai sensi di quanto disposto dal successivo comma 5 del richiamato art. 585.
Sul punto gioverà ricordare che la giurisprudenza di questa Corte, dopo un orientamento assolutamente restrittivo teso ad affermare che per le comunicazioni e le notificazioni dei privati e dei difensori si applica la previsione di cui all’art. 121 cod. proc. pen. – per la quale le memorie e le richieste delle parti devono essere presentate al giudice per iscritto mediante deposito in cancelleria -, mentre il telefax può essere utilizzato, giusto il disposto di cui all’art. 150 cod. proc. pen., solo dai funzionari di cancelleria (cfr. ex plurimis, sez. 5, n. 38968 dell’ll.10.2005, Mancini ed altro, rv. 232555; sez. 5, n. 6696 del 12.12.2005 dep. il 22.2.2006, Pellegrino, rv. 233999; sez. 5, n. 46954 del 14.10.2009, Giosuè, rv. 245397; sez. 5, n. 11787 del 19.11.2010 dep. il 24.3.2011, Campagnoli, rv. 249829; sez. 4, n. 21602 del 23.1.2013, Giuliano, rv. 256498; sez. 6, n. 28244 del 30.1.2013, Bagheri rv. 256894), ha mostrato segni di apertura alle nuove tecnologie, ad onta dell’apparente rigore codicistico, affermando in diverse pronunce che la richiesta di rinvio per legittimo impedimento dell’imputato o del difensore, inviata a mezzo telefax o a mezzo posta e-lettronica in cancelleria, non è irricevibile né inammissibile, ma l’utilizzo di tale irregolare modalità di trasmissione comporta l’onere, per la parte che intenda dolersi in sede di impugnazione dell’omesso esame della sua richiesta, di accertarsi del regolare arrivo del fax o dell’email e del suo tempestivo inoltro al giudice procedente (per il fax sez. 2, n. 9030 del 5.11.2013 dep. il 25.2.2014, Stucchi rv. 258526; per la posta elettronica sez. 2, n. 47427 del 7.11.2014, Pigionanti, rv. 260963).
In altri termini, come si è precisato in una ancor più recente pronuncia, l’utilizzo di una irregolare modalità di trasmissione espone il richiedente al rischio della intempestività, nell’ipotesi in cui detta istanza non venga portata a conoscenza del giudice procedente (sez. 5, n. 7706 del 16.10.2014, Chessa, rv. 262835).
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