Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2016/03/06/automaticita-indennita-maternitapaternita-iscrittei-gestione-separata/
Timestamp: 2017-01-24 23:14:09+00:00
Document Index: 59686699

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.64', 'art.13', 'art. 64', 'art. 59', 'art. 84', 'art. 43', 'art. 27']

AUTOMATICITA’ INDENNITA’ MATERNITA’/PATERNITA’ ISCRITTE/I GESTIONE SEPARATA | Francesco Colaci's BLOG
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AUTOMATICITA’ INDENNITA’ MATERNITA’/PATERNITA’ ISCRITTE/I GESTIONE SEPARATA
Le lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all’art.2,comma 26 della legge n.33571995 ,non iscritti ad altre forme obbligatorie ,compresi i casi di adozioni ed affidamenti preadottivi,hanno diritto all’indenita’ di maternita’/paternita’ per i cinque mesi di asensione obbligatoria,, anche in caso di mancato versamento dei relativi contributi previodenziali da parte del committente.
Le indicazioni operative in materia sono previste dalla sottostante circolare Inps ,che si riporta alle modifiche introdotte all’art.64 ter del dec.legvo 151/01 dall’art.13 dec.legvo n.80/15 in vigore dal 25 giugno 2015
Come noto, ai sensi dell’art. 64 T.U., le prestazioni previdenziali a carico della gestione separata sono erogate nei limiti delle risorse rinvenienti dallo specifico gettito contributivo (aliquota dello 0,50% successivamente elevata allo 0,72% dal DM 12 luglio 2007 – comma 16, art. 59, legge 449/1997 – art. 84 T.U.).
Per gli anni successivi, l’applicazione delle riforme è assicurata mediante appositi stanziamenti annui previsti dall’art. 43, comma 2, del citato decreto legislativo di riforma degli ammortizzatori sociali n. 148 del 2015, che si riporta testualmente: “i benefici di cui agli articoli dal 2 al 24 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80 sono riconosciuti anche per gli anni successivi al 2015, in relazione ai quali continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 27 del predetto decreto legislativo. All’onere derivante dal primo periodo del presente comma valutato in 123 milioni di euro per l’anno 2016, 125 milioni di euro per l’anno 2017, 128 milioni di euro per l’anno 2018, 130 milioni di euro per l’anno 2019, 133 milioni di euro per l’anno 2020, 136 milioni di euro per l’anno 2021, 138 milioni di euro per l’anno 2022, 141 milioni di euro per l’anno 2023, 144 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge n. 190 del 2014 come rifinanziato dal presente articolo.”
Si rammenta che l’art. 27 del decreto n. 80/2015, sopra richiamato, prevede la clausola di salvaguardia in forza della quale il Ministero dell’economia e delle finanze ed il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche avvalendosi del sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, provvedono al monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni introdotte dal decreto stesso; nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto alle previsioni di spesa di cui all’articolo 26, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto alla rideterminazione dei benefici previsti dai precedenti articoli.
Circolare numero 42 del 26-02-2016 – Inps
This entry was posted on 06/03/2016 at 20:47 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.