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Timestamp: 2019-09-21 04:39:35+00:00
Document Index: 60872367

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 479', 'sentenza ', 'art. 1', 'art 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 177', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 479', 'sentenza ', 'art. 1', 'art 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 177', 'sentenza ']

Santo Stefano, Faenza, 25.09.1944
Località Santo Stefano, Faenza, Faenza, Ravenna, Emilia-Romagna
Descrizione: Alcuni giorni prima è stato ucciso il fascista Damassa. Per rappresaglia la brigata nera di Faenza procede, insieme a truppe delle SS tedesche, a un rastrellamento nella zona di Santo Stefano di Fognano. Nel corso di questa operazione sono catturati e passati immediatamente per le armi Bellini Domenico, Gonnelli Mario, Mordini Silvio e Zauli Domenico. La rappresaglia avrebbe dovuto coinvolgere altre persone, ma a seguito dell'aggressione improvvisa di un gruppo di partigiani, i nazifascisti ripiegano verso Faenza. Tra le BN si contano un morto e un ferito grave.
Estremi e note penali: Amadei Guido, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 24/07/46, la corte lo condanna ad anni 18 di reclusione, ad anni tre di libertà vigilata; alle spese processuali nonché alla confisca di metà dei beni. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva. Visto l’art. 479 CPP dichiara non doversi procedere in ordine ai reati commessi anteriormente all’8 settembre 1943 (lett. b) e c)) perché estinti per amnistia.
Con sentenza 7.3.1947 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento di £. 2000 a favore della cassa ammenda. Con declarataoria 25.7.48 la Corte d’A-ppello di Bologna condona altro terzo di pena in virtù del decreto 9.2.48. Con declaratoria 21.11.59 a favore di Amadei Guido il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto 11.7.59 n. 460, art. 1 lett a) dichiara estinto il reato di cui sopra a sensi e per gli effetti dell’art 1 lett. a) citato decreto di amnistia. Riabilitato Amadei Guido con sentenza 5.6.63 della Corte d’appello di Bologna.
Zauli Paolo e Cinapro Ugo, accusati di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 2/10/46, la corte li condanna rispettivamente, ad anni 18 ed 8 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Dichiara condonati sei anni di detta pena per lo Zauli e cinque anni per il Cinapro. Ordina la confisca di 1/3 dei beni dei condannati.
Con ordinanza della Corte di Cassazione in data 20.12.47 dichiara inammissibile il ricorso.
Con declaratoria 30.7.48 la Corte d’Appello di Bologna dichiara ulteriormente condonato un terzo sulla quantità di pena inflitta allo Zauli e determina la pena tuttora espiabile in anni sedici di reclusione.
Con decreto 14.11.51 n. 2180 del Ministro di Grazia e Giustizia è stata concesso allo Zauli Paolo la liberazione condizionale. Lo Zauli pertanto è stato scarcerato il 21.11.51
Il Tribunale di Ravenna, con ordinanza del 17.5.52 a sensi degli art. 177, 210 CP, 578 CPP e 40-2- 10.4.51 n.287, dichiara estinta la pena di cui sopra inflitta allo Zauli e revoca la misura di sicurezza della libertà vigilata. Con sentenza 8.11.54 la Corte di Appello di Bologna dichiara Cinapro Ugo riabilitato dalle conseguenze giuridiche della condanna riportata in data 2.10.46 presso la Corte d’Assise di Ravenna.
Ravaioli Ettore, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 9/04/46, la corte lo condanna ad anni dodici di reclusione, alle spese processuali, alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca di un quarto dei suoi beni.
Badiali Rodolfo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver diretto il rastrellamento che ha portato alla rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 17/04/46, la corte dichiara la propria incompetenza per territorio e trasmette gli atti alla corte d’assise, sezione speciale, di Novara perché il Badiali, dopo avere iniziato la sua attività criminosa in territorio di Ravenna, ha continuato e perseguito detta azione in territorio di Novara, ond’è che il reato di collaborazionismo si è concluso e definitivamente compiuto in provincia di Novara.
Casella Arnaldo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 14/02/46, la corte lo condanna anni venti di reclusione, alla confisca dei beni, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge.
Tedesco Achille, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 5/03/46, la corte lo condanna ad anni venti di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei suoi beni. La Corte di Cassazione con sentenza 13.9.46 ha dichiarato estinto il reato per amnistia ed ha annullato senza rinvio la suestesa sentenza.
Samoré Giuseppe, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 21/05/46, la corte non ha prove per imputargli la suddetta accusa, ma per altri crimini lo condanna ad anni 18 di reclusione, a tre anni di libertà vigilata, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca della metà dei suoi beni.
Benericetti Nello, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 25/10/45, la corte lo condanna quindi alla pena della reclusione per anni sei e mesi otto, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. Declaratoria 16.7.46 estinta per amnistia.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-08-03 20:59:14
1. Bellini Domenico
2. Conti Paolo, nato il 17/03/1894 a Brisighella, colono, risulta partigiano volontario nella 36ª Brigata Garibaldi \"Alessandro Bianconcini\" dal 30/06/1944.
3. Gonnelli Mario, nato l\'8/09/1888 a Brisighella, colono, risulta partigiano volontario nella 36ª Brigata Garibaldi \"Alessandro Bianconcini\" dal 30/06/1944.
4. Mordini Silvio, nato a Firenze, colono, risulta partigiano volontario nella 36ª Brigata Garibaldi \"Alessandro Bianconcini\" dal 30/04/1944.
5. Zauli Domenico, nato il 23/01/1893 a Brisighella, risulta partigiano volontario nella 36ª Brigata Garibaldi \"Alessandro Bianconcini\" dall\'8/04/1944.
Conti Paolo,
Gonnelli Mario,
Mordini Silvio,
Note procedimento Tedesco Achille, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 5/03/46, la corte lo condanna ad anni venti di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei suoi beni. La Corte di Cassazione con sentenza 13.9.46 ha dichiarato estinto il reato per amnistia ed ha annullato senza rinvio la suestesa sentenza.
Note procedimento Casella Arnaldo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 14/02/46, la corte lo condanna anni venti di reclusione, alla confisca dei beni, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge.
Note procedimento Ravaioli Ettore, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 9/04/46, la corte lo condanna ad anni dodici di reclusione, alle spese processuali, alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca di un quarto dei suoi beni.
Note responsabile Amadei Guido, imputato di procedimento.
Note procedimento Amadei Guido, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 24/07/46, la corte lo condanna ad anni 18 di reclusione, ad anni tre di libertà vigilata; alle spese processuali nonché alla confisca di metà dei beni. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva. Visto l’art. 479 CPP dichiara non doversi procedere in ordine ai reati commessi anteriormente all’8 settembre 1943 (lett. b) e c)) perché estinti per amnistia. Con sentenza 7.3.1947 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento di £. 2000 a favore della cassa ammenda. Con declarataoria 25.7.48 la Corte d’A-ppello di Bologna condona altro terzo di pena in virtù del decreto 9.2.48. Con declaratoria 21.11.59 a favore di Amadei Guido il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto 11.7.59 n. 460, art. 1 lett a) dichiara estinto il reato di cui sopra a sensi e per gli effetti dell’art 1 lett. a) citato decreto di amnistia. Riabilitato Amadei Guido con sentenza 5.6.63 della Corte d’appello di Bologna.
Nello Benericetti
Cognome Benericetti
Note responsabile Benericetti Nello, imputato di procedimento.
Note procedimento Benericetti Nello, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 25/10/45, la corte lo condanna quindi alla pena della reclusione per anni sei e mesi otto, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. Declaratoria 16.7.46 estinta per amnistia.
Rodolfo Badiali
Cognome Badiali
Note responsabile Badiali Rodolfo, imputato di procedimento.
Note procedimento Badiali Rodolfo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver diretto il rastrellamento che ha portato alla rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 17/04/46, la corte dichiara la propria incompetenza per territorio e trasmette gli atti alla corte d’assise, sezione speciale, di Novara perché il Badiali, dopo avere iniziato la sua attività criminosa in territorio di Ravenna, ha continuato e perseguito detta azione in territorio di Novara, ond’è che il reato di collaborazionismo si è concluso e definitivamente compiuto in provincia di Novara.
Note procedimento Zauli Paolo e Cinapro Ugo, accusati di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la rappresaglia di S. Stefano. Con sentenza del 2/10/46, la corte li condanna rispettivamente, ad anni 18 ed 8 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Dichiara condonati sei anni di detta pena per lo Zauli e cinque anni per il Cinapro. Ordina la confisca di 1/3 dei beni dei condannati. Con ordinanza della Corte di Cassazione in data 20.12.47 dichiara inammissibile il ricorso. Con declaratoria 30.7.48 la Corte d’Appello di Bologna dichiara ulteriormente condonato un terzo sulla quantità di pena inflitta allo Zauli e determina la pena tuttora espiabile in anni sedici di reclusione. Con decreto 14.11.51 n. 2180 del Ministro di Grazia e Giustizia è stata concesso allo Zauli Paolo la liberazione condizionale. Lo Zauli pertanto è stato scarcerato il 21.11.51 Il Tribunale di Ravenna, con ordinanza del 17.5.52 a sensi degli art. 177, 210 CP, 578 CPP e 40-2- 10.4.51 n.287, dichiara estinta la pena di cui sopra inflitta allo Zauli e revoca la misura di sicurezza della libertà vigilata. Con sentenza 8.11.54 la Corte di Appello di Bologna dichiara Cinapro Ugo riabilitato dalle conseguenze giuridiche della condanna riportata in data 2.10.46 presso la Corte d’Assise di Ravenna.
lapide a cimitero di S. Stefano in Zerfognano
Ubicazione: cimitero di S. Stefano in Zerfognano
Descrizione: Lapide posta sulla facciata della chiesa del cimitero di S. Stefano in Zerfognano.
L. Bergonzini La lotta armata in “L’Emilia Romagna nella guerra di liberazione” a cura di Deputazione Emilia Romagna per la storia della resistenza e della guerra di liberazione, De Donato Editore, 1975, p. 73.
G. Casadio La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 2, p. 68.
ATRA, Sentenze Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 24/07/46 n. 128 a carico di Amadei Guido; sent. 2/10/46 n. 143 a carico di Zauli Paolo e Cinapro Ugo; sent. 09/04/46 n. 62 a carico di Ravaioli Ettore; sent. 17/04/46 n. 68 a carico di Badiali Rodolfo; sent. 14/02/46 n. 30 a carico di Casella Arnaldo; sent. 5/03/46 n. 41 a carico di Tedesco Achille; sent. 21/05/46 n. 86 a carico di Samoré Giuseppe; sent. 25/10/45 n. 138 a carico di Benericetti Nello.