Source: http://vinealia.org/dolcetto-di-diano-dalba/
Timestamp: 2018-06-24 18:56:36+00:00
Document Index: 32761746

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art.1', 'art. 4', 'art.1']

Dolcetto di Diano d'Alba - Vin&alia
dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba»
(10A09905) (GU n. 193 del 19-8-2010)
Visto il Regolamento (CE) n. 607/09 della Commissione, recante modalita’ di applicazione del Regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati prodottivitivinicoli, ed in particolare l’art. 73, ai sensi del quale, in via transitoria e con scadenza al 31 dicembre 2011, per l’esame delle domande, relative al conferimento della protezione ed alla modifica dei disciplinari dei vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica, presentate allo Stato membro entro il 1° agosto 2009, si applica la procedura prevista dalla preesistente normativa nazionale e comunitaria in materia;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.348, con il quale e’ stato emanato il regolamento recante la disciplina del procedimento di riconoscimento di denominazione di origine dei vini;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 3 maggio 1974 e successive modificazioni, con il quale e’ stata riconosciuta la denominazione di origine controllata dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» ed e’ stato approvato il relativo disciplinare di produzione;
Vista la richiesta presentata dal consorzio tutela Barolo, riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e l’approvazione del relativo disciplinare di produzione;
Visto il parere favorevole espresso dalla Regione Piemonte, in merito alla richiesta del Consorzio sopra indicato, di riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e del relativo disciplinare di produzione;
Visti il parere favorevole del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei Vini sulla citata domanda e la proposta del relativo disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» pubblicati nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 80 del 7 aprile 2010;
Ritenuto pertanto necessario doversi procedere al riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e all’approvazione del relativo disciplinare di produzione, in conformita’ al parere espresso dal sopra citato comitato;
1. La denominazione di origine controllata dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1974 e successive modifiche, e’ riconosciuta come denominazione di origine controllata e garantita ed e’ approvato, nel testo annesso al presente decreto, il relativo disciplinare di produzione.
2. La denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione di cui al comma 1 del presente articolo le cui decorrere dalla vendemmia 2010.
3. La denominazione di origine controllata «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1974 e successive modifiche deve intendersi revocata a decorrere dalla entrata in vigore del presente decreto, fatti salvi tutti gli effetti determinati.
I vigneti gia’ iscritti all’Albo dei vigneti della DOC «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1974 e successive modifiche, richiamati in premessa, sono da ritenere automaticamente iscritti allo schedario viticolo per la DOCG «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61.
1. I quantitativi di vino a denominazione di origine controllata atti a divenire a denominazione di origine controllata «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», ottenuti in conformita’ delle disposizioni contenute nel disciplinare di produzione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1974 e successive modifiche, provenienti dalla vendemmia 2009 e precedenti, che alla data di entrata in vigore del disciplinare di produzione annesso al presente decreto trovansi gia’ confezionati, in corso di confezionamento o in fase di elaborazione, possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte con la D.O.C., a condizione che le ditte produttrici interessate comunichino al soggetto autorizzato al controllo sulla produzione della denominazione in questione, ai sensi della specifica vigente normativa, entro sessanta giorni dalla citata data di entrata in vigore dell’annesso disciplinare, i quantitativi di prodotto giacenti presso le stesse.
1. All’allegato A sono riportati i codici, di cui all’art. 7 del Decreto ministeriale 28 dicembre 2006, delle tipologie dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba».
1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo vini con la denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e’ tenuto, a norma di legge, all’osservanza delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell’annesso disciplinare di produzione.
«DOLCETTO DI DIANO D’ALBA» O «DIANO D’ALBA»
1. La denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e’ riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie, specificazioni aggiuntive o menzioni:
«Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba»;
«Dolcetto di Diano d’Alba» Superiore o «Diano d’Alba» Superiore.
«Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e «Dolcetto di Diano d’Alba» Superiore o «Diano d’Alba» Superiore con una delle «menzioni geografiche aggiuntive» riportate al successivo art. 7 alle quali potrà essere aggiunta la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo alle condizioni stabilite dall’art. 7, comma 5.
2. Le delimitazioni delle <<menzioni geografiche aggiuntive>> di cui al comma 1, sono definite tramite l’allegato in calce al presente disciplinare di produzione.
1. La denominazione «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» di cui all’art.1, e’ riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica: vitigno Dolcetto 100%.
– terreni: argillosi, calcarei e loro eventuali combinazioni;
– giacitura: esclusivamente collinare. Sono da escludere categoricamente i terreni di fondovalle, umidi, pianeggianti e non sufficientemente soleggiati;
– altitudine: non superiore a 550 metri s.l.m.;
– esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve, ma con l’esclusione del versante nord;
– densità d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari dell’uva e del vino. I vigneti oggetto di nuova iscrizione, di nuovo impianto o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d’impianto, non inferiore a 3.500;
– forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forma di allevamento: la controspalliera; sistema di potatura: il Guyot tradizionale) e/o comunque atti a non modificare in negativo le caratteristiche di qualità delle uve e dei vini;
– E’ vietata ogni pratica di forzatura.
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 8,0 t/ha; titolo alcolom. volumico min. naturale: 11,50% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 8,0 t/ha; titolo alcolom. volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” con “menzione geografica aggiuntiva”: resa uva: 8,0 t/ha; titolo alcolom. volumico min. naturale: 11,50% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore con “menzione geografica aggiuntiva”: resa uva: 8,0 t/ha; titolo alcolom. volumico min. naturale: 12,00% vol;
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano D’Alba» Superiore entrambi con «menzione geografica aggiuntiva» e con menzione aggiuntiva «vigna» seguita dal relativo toponimo deve essere:
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 4,3 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 4,3 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 5,0 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 5,0 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,50% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 5,8 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 5,8 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,50% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 6,5 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 6,5 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,50% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: resa uva: 7,2 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,00% vol;
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: resa uva: 7,2 t/ha; titolo alcolometrico volumico min. naturale: 12,50% vol;
5. I conduttori interessati che prevedano di ottenere una resa maggiore rispetto a quella fissata dalla Regione Piemonte, ma non superiore a quella fissata dal precedente punto 3, dovranno tempestivamente, e comunque almeno cinque giorni prima della data d’inizio della propria vendemmia, segnalare, indicando tale data, la stima della maggiore resa, mediante lettera raccomandata agli organi competenti per territorio preposti al controllo, per consentire gli opportuni accertamenti da parte degli stessi.
“Diano d’Alba” o “Dolcetto di Diano d’Alba”: resa uva t/ha: 70%; produzione max vino: 5,6 hl/ha;
“Diano d’Alba” Superiore o “Dolcetto di Diano d’Alba” Superiore: resa uva t/ha: 70%; produzione max vino: 5,6 hl/ha;
Per l’impiego della menzione geografica aggiuntiva, seguita da «vigna» con relativo toponimo, fermo restando la resa percentuale massima uva-vino di cui al paragrafo sopra, la produzione massima di vino hl/ha ottenibile e’ determinata in base alle rese uva t/ha di cui all’art. 4 punto 3. Qualora tale resa superi la percentuale sopraindicata, ma non oltre il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla Docg; oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine per tutto il prodotto.
3. Nella vinificazione devono essere seguiti i criteri tecnici piu’ razionali ed effettuate le pratiche enologiche atte a conferire al vino le migliori caratteristiche di qualità, ivi compreso l’arricchimento, secondo i metodi riconosciuti dalla legislazione vigente.
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: durata 10 mesi; decorrenza 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve.
Per i seguenti vini l’immissione al consumo e’ consentita soltanto a partire dalla data di seguito indicata:
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”: dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
“Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore: dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
5. Per la denominazione «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» la scelta vendemmiale e’ consentita, ove ne sussistano le condizioni di legge, soltanto verso la denominazione di origine controllata «Langhe» senza specificazione di vitigno e «Langhe» Dolcetto.
1. Il vino a Doc «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
odore: fruttato e caratteristico; con eventuale sentore di legno.
estratto non riduttore minimo: 21 g/l;
«Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» con menzione geografica aggiuntiva seguita da «vigna» con relativo toponimo:
12,00 % vol.; acidità totale minima: 4,5 g/l; estratto non riduttore minimo: 23 g/l.
2. Il vino a Doc «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» Superiore, con o senza menzione geografica aggiuntiva seguita da «vigna» con relativo toponimo, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
3. E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare i limiti dell’acidità e dell’estratto non riduttore minimo con proprio decreto.
1. La denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e «Dolcetto di Diano d’Alba» Superiore o «Diano d’Alba» Superiore, può essere seguita – secondo le specifiche disposizioni vigenti – da una delle seguenti «menzioni geografiche aggiuntive», amministrativamente definite nell’allegato al presente disciplinare di produzione:
2. Nella designazione e presentazione dei vini «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» come all’Art. 1, e’ vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, naturale, scelto, selezionato, vecchio e similari.
3. Nella designazione e presentazione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione e’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati, purche’ non abbiano significato laudativo e non traggano in inganno il consumatore.
4. Nella designazione e presentazione dei vini all’Art. 1, la «menzione geografica aggiuntiva» dovrà essere riportata immediatamente sotto la denominazione e non potrà avere dimensione superiore a quelle utilizzate per indicare «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» e «Dolcetto di Diano d’Alba» Superiore o «Diano d’Alba» Superiore.
– tale menzione sia iscritta nella «Lista positiva» istituita dall’organismo che detiene l’albo dei vigneti della denominazione;
– coloro che, nella designazione e presentazione dei vini di cui al presente disciplinare di produzione, intendono accompagnare la denominazione di origine con la menzione «vigna» abbiano effettuato la vinificazione delle uve e l’imbottigliamento del vino;
– la vinificazione delle uve e l’invecchiamento dei vini siano stati svolti in recipienti separati e la menzione «vigna» seguita dal toponimo sia stata riportata nella denuncia delle uve, nei registri e nei documenti di accompagnamento;
–	la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo sia riportata in caratteri di dimensione inferiore o uguale al 50% del carattere usato per la denominazione di origine.
6. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione d’origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» come all’Art.1, è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
1. E’ ammesso per i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» di cui all’art.1, il confezionamento nei recipienti consentiti dalla normativa vigente con l’esclusione del contenitore da 200 cl.
2. Le bottiglie in cui vengono confezionati i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» Superiore con menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo per la commercializzazione devono essere di capacità inferiore ai 500 cl. Tuttavia e’ consentito al solo scopo promozionale o in concomitanza di particolari eventi, l’utilizzo dei contenitori fino a 1000 cl.