Source: http://docplayer.it/13211050-Comune-di-lombriasco.html
Timestamp: 2019-04-21 03:10:13+00:00
Document Index: 87304511

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 15']

1 REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO COMUNE DI LOMBRIASCO CRITERI PER L INSEDIAMENTO DEL COMMERCIO AL DETTAGLIO IN ATTUAZIONE DEL D.LGS. 31 MARZO 1998 N. 114, DELLA LEGGE REGIONALE 12 NOVEMBRE 1999 N. 28 E DELLA DELIBERA DEL CONSIGLIO REGIONALE N DEL 29 OTTOBRE 1999 COSI COME MODIFICATA DALLA DELIBERA CONSIGLIO REGIONALE N DEL 23 DICEMBRE 2003 E DALLA DELIBERA CONSIGLIO REGIONALE N DEL 24 MARZO 2006 COSI COME MODIFICATA DALLA DELIBERA CONSIGLIO REGIONALE N DEL 20 NOVEMBRE 2012 ALLEGATO NORMATIVO IL SINDACO IL PROGETTISTA E RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO IL SEGRETARIO COMUNALE 1
2 INDICE 1. INTERVENTI PER LA VALORIZZAZIONE DEGLI ADDENSAMENTI COMMERCIALI URBANI E PER IL RECUPERO DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE STANDARD E FABBISOGNO DI PARCHEGGI RELATIVI AGLI INSEDIAMENTI COMMERCIALI VERIFICHE DI IMPATTO AMBIENTALE E SULLA VIABILITÀ ESERCIZIO DELLE ATTIVITA DI VENDITA AL DETTAGLIO SULLE AREE PRIVATE IN SEDE FISSA INTERVENTI PER LA VALORIZZAZIONE DEGLI ADDENSAMENTI COMMERCIALI URBANI E PER IL RECUPERO DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE. Il Comune anche su proposta di soggetti privati e/o con il loro concorso, nel rispetto dei principi del decreto legislativo n. 114/1998 e dei contenuti di cui all articolo 18 della legislazione regionale vigente sul commercio promuove ed adotta specifici progetti di qualificazione urbana (P.Q.U.). I P.Q.U. hanno lo scopo di preservare, sviluppare e potenziare la funzione del commercio, anche con riferimento al contributo che esso fornisce alle varie forme di aggregazione sociale ed all assetto urbano. I P.Q.U. possono essere promossi su porzioni di tutto il territorio comunale, interessate dalla presenza di insediamenti commerciali, secondo gli indirizzi espressi dal Piano Regolatore Generale Comunale. I progetti di qualificazione urbana possono prevedere interventi a carattere strutturale, che a titolo esemplificativo sono i seguenti: a. creazione di parcheggi pubblici o privati pluripiano o interrati; b. rifacimento di illuminazione pubblica; c. ripavimentazione di vie e piazze; d. pedonalizzazione e modernizzazione del traffico, lungo vie e piazze, contestualmente ad altre adeguate ristrutturazioni del sistema del traffico urbano; e. ristrutturazione delle reti dei trasporti pubblici urbani ed extraurbani; f. realizzazione di piantumazioni, alberate, aree da destinare a verde pubblico di livello locale; g. realizzazione di arredi urbani, tali da ottenere un miglioramento della visibilità, dell identità e delle forme di richiamo nell ambito dell insediamento commerciale; h. recupero di facciate dotate di valori storici e culturali; 2
3 i. recupero di immobili pubblici da adibire ad attività commerciali, paracommerciali e di servizio pubblico integrato; j. recupero di piazze e spazi pubblici da destinare ad aree mercatali per l attività di commercio su area pubblica, alle attività commerciali nel rispetto dell articolo 17, o a luoghi di esposizioni, mostre e di attività culturali a carattere non permanente; k. creazione di spazi per l insediamento delle attività commerciali nel rispetto dell articolo 17; l. creazione di spazi polifunzionali destinati ad attività di intrattenimento e di svago; m. ogni altro intervento ritenuto idoneo alla riqualificazione economica ed urbana. Il Comune con apposito atto deliberativo approva i suddetti progetti congiuntamente ad un programma di attuazione che deve contenere, tra l altro, anche i tempi e le modalità di realizzazione degli interventi, i soggetti pubblici o privati attori del progetto ed il dettagliato piano finanziario. I progetti di qualificazione urbana possono usufruire di finanziamenti a valere su fondi pubblici all uopo destinati; è data priorità ai progetti che prevedano valide alternative alle gravitazioni extraurbane. La Giunta regionale, a tal fine, nel rispetto dello specifico articolo di legge regionale sul commercio, adotta i criteri per il riparto dei finanziamenti e le altre priorità per il raggiungimento degli obbiettivi del decreto legislativo n. 114/1998 e della presente normativa. La realizzazione degli interventi previsti può essere attuata con l impiego di risorse finanziarie pubbliche e private, anche attraverso società a capitale misto da costituire a tale scopo. 2. STANDARD E FABBISOGNO DI PARCHEGGI RELATIVI AGLI INSEDIAMENTI COMMERCIALI Il fabbisogno di parcheggi e standard relativi agli insediamenti commerciali è stabilito dall articolo 25 della D.G.R. sul commercio vigente. Per gli esercizi commerciali con superficie di vendita inferiore a mq. 400 valgono i criteri imposti dall art. 21, primo comma, numero 3) della Legge regionale n. 56/77 e s.m. e i.. Per gli esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a mq. 400 valgono i criteri imposti dall art. 25 comma 2 e comma 3 della legislazione sul commercio vigente. Di seguito viene riportata la tabella per il calcolo del fabbisogno totale di posti a parcheggio: 3
4 TABELLA DEL FABBISOGNO TOTALE DEI POSTI PARCHEGGIO PARAMETRI PER IL CALCOLO DEL FABBISOGNO TOTALE DI POSTI A PARCHEGGIO TIPOLOGIE DELLE STRUTTURE DISTRIBUTIVE SUPERFICIE DI VENDITA MQ (S) METODO DI CALCOLO DEL NUMERO DI POSTI PARCHEGGIO (N) M-SAM2 (*) N=35+0,05(S-400) M-SAM N=60+0,10(S-900) G-SM1 FINO A 4500 N=245+0,20(s-2500) (**) G-SM2 G-SM3 G-SM4 OLTRE 4500 N=645+0,25(S-4500) M-SE N=0,045xS G-SE1 G-SE2 G-SE3 G-SE4 DA 1501 O 2501 A OLTRE 6000 N=40+0,08(S-900) M-CC NCC=N+N (***) G-CC1 G-CC2 FINO A NCC=N+N (***) G-CC3 FINO A G-CC4 OLTRE NCC=(N+N )x1,5 (***) NOTE: (*) Gli esercizi commerciali con superficie di vendita inferiore a 400 mq devono soddisfare la prescrizione di cui al comma 1 articolo 25 della D.C.R. vigente. (**) Nei Comuni con meno di abitanti le strutture con meno di mq di vendita sono trattate come medie strutture alimentari e/o miste da 1801 mq a 2500 mq (***) N è calcolato sommando il fabbisogno di ciascuna delle medie e grandi strutture di vendita presenti nel centro commerciale. N è uguale a 0,12 x S I, dove S è il totale della superficie di vendita degli altri negozi presenti nel centro commerciale Secondo il combinato disposto fra l art. 21 della L.R. 56/77 e s.m.i. e della D.C.R. n /99, gli standard urbanistici e le aree a parcheggio conseguenti l apertura (costruzione di nuovi esercizi o l ampliamento /trasferimento di quelli esistenti), sono definiti sinteticamente nelle tabelle a seguire: 4
5 Esercizi commerciali con superficie di vendita inferiore a 400 mq (art. 21 comma 1 punto 3.L.R. 56/77) A Definizione ed ubicazione degli interventi che comportano la dismissione di superfici a standard di cui alla colonna B Interventi in Centro Storico e completamenti/ristrutturazioni urbanistiche nelle altre zone di PRGC B Definizione delle sup. totali per standard 80% della sup. lorda di pavimento Possibilità di monetizzazione ai sensi dell art. 21 comma 4bis L.U.R. C Definizione delle quote per Parcheggi pubblici 50 % delle sup. tot. per standard Nelle altre zone di PRGC di nuovo impianto 100% della sup. lorda di pavimento Possibilità di monetizzazione ai sensi dell art. 21 comma 4bis L.U.R. 50 % delle sup. tot. per standard Esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a 400 mq (art. 21 comma 2 L.R. 56/77 - D.C.R. n /99) A Definizione ed ubicazione degli interventi che comportano la dismissione di superfici a standard di cui alla colonna B Interventi in Centro Storico e completamenti/ristruttura zioni urbanistiche nelle altre zone di PRGC Suddivisione secondo art. 25 comma 5 criteri Dentro A1 B Definizione delle sup. totali per standard 80% della sup. lorda di pavimento Possibilità di monetizzazione ai sensi dell art. 21 comma 4bis L.U.R. C Definizione delle quote per Parcheggi pubblici 50 % delle sup. tot. per standard Fuori A1 80% della sup. lorda di pavimento Possibilità di monetizzazione ai sensi dell art. 21 comma 4bis L.U.R. Centri storici Maggiore fra: - il 50 % delle sup. tot. per standard - 80% del fabbisogno numero di parcheggi come da tabella comma 3 art. 25 D.C.R. n /99, sopra riportata. Dovrà comunque essere reperito il restante 20% di parcheggio (pubblico o privato) Esterni al centro storico Maggiore fra: - il 50 % delle sup. tot. per standard - il 50 % del fabbisogno numero di parcheggi come da tabella comma 3 art. 25 D.C.R. n /99, sopra riportata. Dovrà comunque essere reperito il restante 50% di parcheggio (pubblico o privato) 5
6 Nelle altre zone di PRGC di nuovo impianto 100% della sup. lorda di pavimento Possibilità di monetizzazione ai sensi dell art. 21 comma 4bis L.U.R. Maggiore fra: - il 50 % delle sup. tot. per standard - il 50 % del fabbisogno aree a parcheggio calcolate secondo la tabella comma 3 art. 25 D.C.R. n /99. La restante quota può essere reperita in aree private. Si intendono richiamate e da applicare, allorquando si rilasciano nuove aperture, trasferimenti, variazioni di superficie e di settore merceologico, degli esercizi commerciali, le prescrizioni indicate dall art. 25 commi 5, 5 bis e 5 ter della legislazione regionale sul commercio vigente. Il coefficiente di trasformazione in superficie (mq) di ciascun posto a parcheggio è pari a: a. 26 mq, comprensivi della viabilità interna e di accesso, qualora situati al piano di campagna; b. 28 mq, comprensivi della viabilità interna e di accesso, qualora situati nella struttura degli edifici o in apposite strutture pluripiano. 3. VERIFICHE DI IMPATTO AMBIENTALE E SULLA VIABILITÀ. Le attività commerciali producono traffico la cui regolamentazione è essenziale per garantire la concorrenza e la produttività del sistema, per la salvaguardia dei centri urbani e per la sicurezza dei cittadini. L approvazione dei progetti, il rilascio delle autorizzazioni per nuove aperture, i trasferimenti, gli ampliamenti, la modifica o l aggiunta di settore merceologico per superfici di vendita superiori a mq 1800 (per Addensamento commerciale A1 e per le localizzazioni commerciali urbane non addensate L.1.) sono subordinati alla valutazione di impatto sulla viabilità. I progetti e le domande di autorizzazione di cui al comma 3 bis devono essere accompagnati da idoneo studio di impatto sulla viabilità dell area, da studi di dettaglio dei nodi, con verifica funzionale degli stessi per un idonea organizzazione delle intersezioni viarie e degli svincoli di immissione sulla rete stradale interessata, in funzione della classe di appartenenza dei singoli tronchi, della capacità degli stessi e dei previsti livelli di servizio. In particolare devono essere considerati: a. il movimento indotto di veicoli commerciali e le relative problematiche di carico e scarico, specialmente se comportano la sosta su suolo pubblico, che deve essere regolamentata; b. il movimento indotto di vetture private, calcolato assumendo, convenzionalmente, un flusso viario, in ora di punta, pari al valore ottenuto applicando i parametri della 6
7 tabella che segue, dove C è il fabbisogno dei posti a parcheggio complessivo nelle zone di insediamento conforme all articolo 25 dell Allegato A della D.C.R. n /2003 così come modificata dalla D.C.R. n del 24 marzo 2006 e s.m. e i. ed F è il flusso viario da considerare sia in entrata sia in uscita: C Fino a posti auto Più di posti auto F = 1 x C F F ,65 (C-1.000) c. il traffico ordinario, assumendo il maggior valore su base oraria stimato tra le ore 17 e le ore 19 del venerdì e del sabato sia il maggior valore rilevato nell arco di 2 settimane continuative, con esclusione dei mesi di agosto e dicembre; d. la viabilità perimetrale esterna al parcheggio, l organizzazione e la portata degli accessi; e. l adeguata organizzazione interna dell area destinata a parcheggio, mediante l analisi della partizione tra viabilità di transito e di ricerca del posto auto con indicazione del parametro di rotazione; f. adeguato dimensionamento delle aree di carico e scarico e di manovra in relazione alla frequenza e alle esigenze del servizio di movimentazione merci, nel rispetto del comma 3. La verifica dell impatto sulla viabilità, soprattutto nel caso di richiesta di nuove autorizzazioni per grandi strutture di vendita, non deve rappresentare un ostacolo alla modernizzazione del sistema distributivo, ma deve contribuire a renderla possibile. Devono quindi, essere dimostrate: a. la qualità del servizio, attraverso la stima dei tempi di attesa e della lunghezza delle code di accumulo; b. le soluzioni progettuali che rendono ammissibile l insediamento commerciale, attraverso il controllo e la correzione delle esternalità negative, ovvero la correzione dei costi sociali del nuovo insediamento, quali la gestione del traffico, l inquinamento e la desertificazione dei centri urbani e delle aree rurali. Le soluzioni progettuali proposte e concertate con la pubblica amministrazione sono oggetto di convenzione o di atto di impegno unilaterale d obbligo. 4. ESERCIZIO DELLE ATTIVITA DI VENDITA AL DETTAGLIO SULLE AREE PRIVATE IN SEDE FISSA. La trasformazione del sistema distributivo e l equilibrato sviluppo delle tipologie di strutture distributive, si realizzano attraverso il continuo adattamento degli esercizi commerciali e della loro organizzazione spaziale alle mutevoli 7
8 preferenze del consumatore. Tale adattamento si concretizza in nuove aperture di esercizi commerciali, trasferimenti della loro ubicazione, variazioni della superficie destinata alla vendita e modificazioni o aggiunte dei settori merceologici. Le nuove aperture, i trasferimenti di sede, le variazioni della superficie di vendita e di settore merceologico sono consentite nelle zone di insediamento commerciale così come definite nella normativa regionale. Le nuove aperture di esercizi commerciali sono consentite nel rispetto del Decreto Legislativo n. 114/1998 e della Legge regionale n. 28/1999 e sono soggette alla regolamentazione dello sviluppo della rete distributiva di cui alla legislazione regionale sul commercio vigente ed in particolare all art. 15 della D.C.R. n del 20 novembre Per quanto non indicato nella presente relazione, si deve applicare la normativa di cui al D.Lgs. 114 del 31/03/1998, di cui alla L.R. n. 28 del 12/11/1999 e di cui alla D.C.R. n del 29/10/1999 così come modificata dalla D.C.R. n /2003, e dalla D.C.R. n del 24 marzo 2006 e dalla D.C.R. n del 20 novembre