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Timestamp: 2018-09-23 04:01:32+00:00
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Trib. Roma, 12 gennaio 2011, n. 253 (omessa notifica del ricorso nel termine di dieci giorni dalla pronuncia del decreto di fissazione udienza) - Giustizia del lavoro a Roma e nel Lazio
Trib. Roma, 12 gennaio 2011, n. 253 (omessa notifica del ricorso nel termine di dieci giorni dalla pronuncia del decreto di fissazione udienza)
Processo del lavoro - notificazione del ricorso introduttivo del giudizio - art. 415 c.p.c. - omessa notifica del ricorso nel termine di dieci giorni dalla pronuncia del decreto di fissazione udienza - improcedibilità - esclusione se la notificazione del ricorso è eseguita prima della scadenza del termine di trenta giorni dall’udienza di discussione.
Nel processo del lavoro è procedibile il ricorso notificato, unitamente al decreto di fissazione di udienza, una volta decorso il termine di dieci giorni dalla pronuncia del decreto ma prima della scadenza del termine di trenta giorni dall’udienza di discussione.
Ai sensi dell’art. 415 c.p.c., deve assegnarsi natura perentoria unicamente al termine previsto dal V comma del citato articolo, posto a tutela del diritto di difesa del convenuto e non anche al termine di dieci giorni dalla pronuncia dl decreto, che ha natura ordinatoria.
A distanza di quasi tre anni dalla sentenza delle Sezioni Unite del 30 luglio 2008[1] che ha generato interpretazioni fuorvianti da parte di taluni giudici di merito, il Tribunale di Roma, con la sentenza in commento, è chiamato a pronunciarsi sulla natura perentoria o meno dei termini previsti dall’art. 415 c.p.c. per la notificazione del ricorso introduttivo del giudizio e del decreto di fissazione di udienza.
Come noto la norma in esame individua un duplice termine per la notificazione del ricorso introduttivo del giudizio, rispettivamente, di dieci giorni dalla pronuncia del decreto di fissazione di udienza e di trenta giorni prima dell’udienza di discussione.
Nonostante la chiara dizione della norma in esame ed il palese intento del legislatore di assegnare carattere perentorio unicamente a tale ultimo termine, previsto dal V comma dell’art. 415 c.p.c. a garanzia del diritto di difesa del convenuto, nella giurisprudenza di merito si sono fatte largo interpretazioni fuorvianti che hanno inteso assegnare carattere perentorio anche al termine individuato dal IV comma del citato articolo (si veda per tutte la pronuncia del Tribunale Civile di Velletri del 30 novembre 2010[2] che ha formato oggetto di commento nella Nostra Rivista), sanzionando con l’improcedibilità la notifica del ricorso introduttivo del giudizio una volta decorso il termine di dieci giorni dalla pronuncia del decreto di fissazione di udienza, anche nelle ipotesi in cui il ricorrente abbia rispettato il termine per la notifica individuato nel successivo V comma.
Da ultimo la Corte di Appello di Genova[3] ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale la quale con ordinanza del 24 febbraio 2010[4] ne ha dichiarato la manifesta infondatezza, osservando come il Giudice rimettente non abbia tenuto conto della circostanza che nella fattispecie sottoposta all’attenzione della Corte di Cassazione nella citata sentenza del 30 luglio 2008, l’improcedibilità del ricorso era stata affermata non già per il mancato rispetto del termine di dieci giorni dalla pronuncia del decreto di fissazione udienza, bensì per l’omessa notifica del ricorso introduttivo del giudizio e del decreto di fissazione di udienza, escludendo che a tale omissione possa porsi rimedio con la concessione di un ulteriore termine per la notifica ad opera del giudice di merito.
Il Giudice capitolino con la sentenza in commento, seguendo il percorso tracciato dalla Corte Costituzionale, espressamente richiamata nella pronuncia in esame, ha dichiarato la procedibilità del ricorso introduttivo del giudizio notificato oltre il termine di dieci giorni dalla pronuncia del decreto di fissazione udienza ma prima della scadenza del temine di trenta giorni dall’udienza di discussione, assegnando al primo termine carattere ordinatorio ed escludendo, pertanto, che il mancato rispetto di tale termine determini l’improcedibilità o l’inammissibilità del ricorso.
Si osserva che la Corte di Appello di Roma, in una recente pronuncia[5], ha offerto un’interpretazione della norma in esame diversa ed ulteriore rispetto a quella in commento, ritenendo che il termine di dieci giorni per la notifica del ricorso, previsto dall’art. 415, IV comma, c.p.c., vada fatto decorrere non dalla data di pronuncia del decreto di fissazione di udienza, ma da quello della sua comunicazione al ricorrente, cristallizzandosi in tale momento la conoscibilità del decreto per la parte onerata della notifica.
[1] Corte di Cassazione, SS.UU., 30 luglio 2008 n. 20604, hasanzionato con l’improcedibilità l’omessa notificazione del ricorso introduttivo del giudizio e del decreto di fissazione udienza, escludendo che tale omissione sia suscettibile di sanatoria attraverso la concessione da parte del giudice adito di un ulteriore termine per la notifica.
[2] Tribunale Civile di Velletri, sezione lavoro, 30 novembre 2011.
[3] Corte di Appello di Genova, Sezione lavoro, sentenza del 13 novembre 2008.
[4] Corte Costituzionale, ordinanza del 24 febbraio 2010, n. 60.
[5] Corte di Appello di Roma, sezione quarta civile, sentenza del 4 giugno 2010, n. 1466.
Trib. Roma, 12 gennaio 2011, n. 253