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Timestamp: 2019-01-19 09:15:07+00:00
Document Index: 37240412

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 2082', 'art. 2112']

INPS - Messaggio 17 maggio 2017, n. 2054 - Art. 24, comma 15 bis, del decreto legge n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214/2011 - Studio Cerbone
INPS – Messaggio 17 maggio 2017, n. 2054 – Art. 24, comma 15 bis, del decreto legge n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214/2011
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INPS – Messaggio 17 maggio 2017, n. 2054
Art. 24, comma 15 bis, del decreto legge n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214/2011
Come è noto l’articolo 24, comma 15-bis, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 dispone che “In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima:
b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia oltre che, se più favorevole, ai sensi del comma 6, lettera a), con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un’età anagrafica di almeno 60 anni”.
Stante il tenore letterale della disposizione “eccezionale” della lettera b) dell’art. 15 bis, che prevede un’anzianità contributiva “di almeno 20 anni” e un requisito anagrafico minimo di 64 anni, non può trovare applicazione la deroga di cui all’art. 2, comma 3 del decreto legislativo n. 503/1992 che prevede, a determinate condizioni, il conseguimento del trattamento pensionistico di vecchiaia con un’anzianità contributiva di 15 anni anziché 20.
– Lavoratrice dipendente del settore privato al 28 dicembre 2011
Anzianità contributiva 9 anni e 6 mesi nel FPLD
Accredito figurativo per maternità al di fuori del rapporto di lavoro 6 mesi
Anzianità contributiva 10 anniGestione Speciale Autonoma
Lavoratrice dipendente del settore pubblico al 28 dicembre 2011
Anzianità contributiva 19 anni e 6 mesi nel FPLD
Anzianità contributiva 1 annoCassa Stato
Ai fini della corretta applicazione della disposizione in esame, quindi, è necessario che siano verificate, da parte delle Direzioni provinciali, le condizioni e i presupposti giuridici così come sopra descritti.
– per poter accedere al trattamento pensionistico di cui all’art. 24, comma 15 bis della legge in esame, nel caso di cui al punto 2) (cfr 196/2016) i requisiti contributivi minimi devono riferirsi esclusivamente ad un’attività lavorativa svolta alle dipendenze di un datore di lavoro privato.
Al riguardo, si ricorda che, sulla base dell’orientamento consolidato adottato dall’Istituto (cfr., da ultimo, circ. n. 90/2016 – recante la disciplina attuativa per il Part-time agevolato per i dipendenti del settore privato prossimi alla maturazione del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia ai sensi dell’art. 1, comma 284, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 e del Decreto Ministeriale 7 aprile 2016- che si richiama), rientrano in questa categoria i dipendenti di enti pubblici economici, posto che gli EPE, pur essendo dotati di personalità giuridica di diritto pubblico, svolgono in via principale o esclusiva un’attività economica ex art. 2082 cod. civ., in regime di concorrenza con gli altri imprenditori privati che operano nel medesimo settore e su un piano paritetico con i medesimi.
Pertanto, sempre con riferimento all’ipotesi sub 2) circolare n 196/2016, una lavoratrice che abbia un’anzianità contributiva minima di 20 anni nel FPLD tutta riferita all’attività lavorativa prestata presso ad es. un ente pubblico non economico, non può usufruire della disposizione eccezionale a meno che non abbia altra contribuzione versata/accreditata nel medesimo Fondo connessa ad attività lavorativa subordinata alle dipendenze di un altro datore di lavoro “privato”; in quest’ultima fattispecie l’interessata potrà accedere al trattamento pensionistico ai sensi del c.d. 15 bis a condizione che sia soddisfatto il requisito minimo dei 20 anni di contribuzione riferita esclusivamente al datore di lavoro “privato”.
– Con riferimento ai lavoratori subordinati del settore agricolo occorre effettuare una distinzione in relazione alla tipologia del relativo contratto di lavoro (operai a tempo indeterminato o determinato).
– 270 giornate lavorative (intero periodo lavorato) in qualità lavoratore dipendente agricolo;
– meno di 270 giornate lavorative e dimostri di aver prestato attività lavorativa dipendente nel settore privato alla data del 28.12.2011, si applicano le disposizioni precedentemente descritte per il lavoratore a tempo indeterminato (tutta la contribuzione utile per determinare il requisito contributivo di cui al citato articolo 24 comma 15 bis).
A tale fine è stato previsto sul pannello istruttoria il nuovo campo “Circolare n. 196/2016”, da spuntare a cura dell’operatore in alternativa al campo “In attività subordinata presso azienda del settore privato alla data del 28.12.2011”.
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