Source: https://www.bosettiegatti.eu/info/sentenze/edilizia/e136_VAS_PGT.htm
Timestamp: 2020-04-01 16:36:06+00:00
Document Index: 9615915

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 1', 'art. 11']

T.A.R. MI 1360/2010 (VAS_PGT)
EDILIZIA E URBANISTICA - 136
Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Milano, sez. II, 17 maggio 2010, n. 1526
E' illegittima la VAS se l'autorità competente nominata non sia completamente autonoma dall'autorità procedente; tale illegittimità travolge anche il PGT fondato sulla predetta VAS
(annullata da Consiglio di Stato, sezione IV, 12 gennaio 2011, n. 133)
G.V. rappresentato e difeso dall'avv. U.G., con domicilio eletto presso ...
Comune di Cermenate, rappresentato e difeso dall'avv. R.A., con domicilio eletto presso lo stesso in ...
P.R., P.B., L.S., A.G., non costituiti in giudizio;
Il geom. V. titolare di ditta individuale operante nel settore edile, è proprietario di taluni terreni in Comune di Cermenate.
7) violazione degli articoli 7 e 41-quinquies della legge 1150/1942, del DM 1444/1968, degli articoli da 8 a 11 e 46 della l.r. 12/2005, nonché eccesso di potere per carenza di istruttoria, difetto di motivazione e disparità di trattamento, nel quale si denunciano presunti errori nel calcolo della capacità insediativa e degli standard urbanistici;
8) ulteriore violazione degli articoli 7 e 41-quinquies della legge 1150/1942, del DM 1444/1968, degli articoli da 8 a 11 della l.r. 12/2005 e violazione degli articoli 2 e 3 del Trattato CE, degli articoli 42 e 97 della Costituzione, del DPR 327/2001, dell’art. 1 della legge 241/1990, dell’art. 2 della legge 287/1990 ed eccesso di potere sotto vari profili, nel quale si denunciano le asserite illogiche destinazioni urbanistiche attribuite dal PGT alle aree del ricorrente.
1. Con il primo motivo di ricorso, è denunciata la violazione dell’art. 78 del D.Lgs. 267/2000, in quanto il Piano sarebbe stato approvato con l’intervento, in consiglio comunale, di una serie di consiglieri (vale a dire i signori B., R., S. e G.), che avrebbero invece dovuto astenersi, in quanto le delibere riguarderebbero interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado (cfr. art. 78, comma 2°, citato).
In caso contrario, qualora l’intervento in consiglio dell’amministratore in conflitto di interessi non abbia avuto alcun effetto sul regime giuridico delle aree dell’esponente, non esiste interesse di quest’ultimo alla denuncia della violazione dell’art. 78, visto che l’eventuale accoglimento del gravame avrebbe conseguenze soltanto su fondi non di proprietà del ricorrente, che non vedrebbe pertanto mutato il regime giuridico dei propri immobili (cfr. T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. I, 8.7.2009, n. 1461 e Consiglio di Stato, sez. V, 12.6.2009, n. 3744).
2. Nel secondo motivo, è denunciata la violazione, sotto molteplici profili, della normativa comunitaria, statale e regionale in materia di VAS (valutazione ambientale strategica) e a tale proposito l’esponente impugna, anche se solo in parte, la delibera di Giunta Regionale 27.12.2007 n. 8/6420 relativa alla procedura per la Valutazione Ambientale di Piani e Programmi (denominata anche Valutazione Ambientale Strategica o VAS).
Il Comune di Cermenate, ai fini dell’obbligatoria sottoposizione del proprio PGT alla procedura di VAS, ha provveduto, con delibera di Giunta n. 38/2008 (doc. 6 del ricorrente), ad avviare il procedimento di valutazione ambientale strategica, individuando contestualmente la c.d. autorità competente per la VAS, costituta dal team composto da due dipendenti comunali, vale a dire il geom. P. ed il P.I.E. P., rispettivamente Responsabile Settore Urbanistica e Sportello Unico Attività Produttive e Responsabile del Settore Lavori Pubblici.
Con riguardo a tale motivo, occorre dapprima evidenziare come sussista interesse ad agire in capo al ricorrente, visto che per effetto dell’accoglimento della censura sarebbe invalidato l’intero PGT, con obbligo per l’Amministrazione comunale di nuova adozione del Piano, nel rispetto però delle disposizioni in materia di VAS, sicché si configura in capo al geom. V. un interesse strumentale ad una riedizione del potere amministrativo, che potrebbe svolgersi in senso più favorevole al ricorrente (cfr. sul punto, T.A.R. Lombardia, Milano, sez. II, 27.1.2010, n. 188).
Neppure potrebbe sostenersi, come invece adombrato in sede di udienza pubblica dal difensore del Comune, una presunta inammissibilità del ricorso per omessa notificazione ad eventuali controinteressati, individuati nei proprietari dei terreni o in altri soggetti menzionati nel ricorso. Infatti, secondo pacifica giurisprudenza, i proprietari delle aree comprese nel Piano Regolatore Generale (ma tale conclusione vale senza dubbio anche per il PGT, quale strumento urbanistico generale), non sono qualificabili come controinteressati al momento dell’impugnazione del Piano stesso (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 2.3.2010, n. 1184 e sez. IV, 30.9.2008, n. 4712), né risultano tali le altre persone indicate in ricorso, visto che l’eventuale accoglimento di quest’ultimo non determinerebbe alcuna diretta ed immediata lesione della loro sfera giuridica, non essendo del resto sufficiente la semplice menzione di un soggetto nel provvedimento impugnato o nel ricorso, per fare assurgere al medesimo il ruolo di controinteressato (si veda a tale proposito, T.A.R. Calabria, Catanzaro, sez. I, 11.12.2007, n. 2004).
La valutazione ambientale strategica è stata introdotta dalla direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27.6.2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente. Lo scopo dichiarato della direttiva (art. 1), è quello di garantire un «elevato livello di protezione dell’ambiente (...) all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile».
Viene poi confermata l’assoluta obbligatorietà della VAS, tanto è vero che i provvedimenti amministrativi di approvazione di piani e programmi adottati senza la VAS, dove prescritta, «sono annullabili per violazione di legge» (art. 11, comma 5°).
A tale proposito, pare utile al Collegio rammentare l’obbligo del giudice nazionale di interpretare il diritto interno alla luce di quello comunitario (cfr., sul punto, Consiglio di Stato, sez. VI, 3.9.2009, n. 5197 e T.A.R. Piemonte, sez. I, 5.6.2009, n. 1563), in modo da garantire il c.d. “primato” di quest’ultimo sugli ordinamenti difformi degli Stati membri (sul “primato” del diritto comunitario, si veda Corte di Giustizia CE, sez. III, 19.11.2009 n. 314).
Allo stato quindi, dovendo l’Amministrazione di Cermenate determinarsi nuovamente sul proprio Piano di Governo del Territorio, nessun danno risarcibile è ravvisabile in capo all’esponente, che del resto neppure offre adeguata prova del danno lamentato (cfr. sul punto, le sentenze del T.A.R. Lombardia, Milano, sez. II, n. 5215 e n. 5218, entrambe del 1.12.2009).