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Timestamp: 2016-10-25 21:02:29+00:00
Document Index: 53348092

Matched Legal Cases: ['art. 124', 'art. 124', 'art. 11', 'art. 118', 'art. 37', 'art. 11']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 251 del 19.06.2008
Interpello ai sensi dell'articolo 124, comma
5, del d.P.R. n. 917 del 1986 - Richiesta di continuazione del regime di
tassazione di gruppo in ipotesi di fusione inversa ad opera del soggetto
consolidante - articolo 124, comma 5, del d.P.R. n. 917 del 1986
specificato in oggetto, contenente la richiesta alla scrivente (ai sensi
dell'art. 124, comma 5, del
TUIR) di autorizzazione alla prosecuzione del regime del consolidato nazionale
di cui agli articoli 117 e
seguenti del TUIR, è stato esposto il seguente
La società istante ALFA EUROPA S.p.A. (di seguito
"ALFA") detiene il 95% delle azioni della società BETA EUROPA S.p.A.
(di seguito "BETA").
Il restante 5% di BETA è posseduto dalla società
GAMMA S.p.A. (di seguito "GAMMA") che, a sua volta, detiene il 100%
delle azioni della società istante ALFA.
Alla data del presente interpello l'istante ALFA
aderisce, in veste di controllante, al consolidato nazionale di cui agli
articoli 117 e seguenti del
d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, con la propria controllata BETA: ALFA, più
precisamente, "ha esercitato, congiuntamente con la propria controllata
BETA, entro i termini di legge (i.e. 20 giugno 2006, termine ultimo all'epoca in
vigore per la comunicazione di avvenuto esercizio dell'opzione all'Agenzia delle
Entrate, n.d.r.), l'opzione per l'esercizio/rinnovo del consolidato fiscale
relativamente al triennio 2006-2008, ai sensi degli articoli 117 e seguenti del
ALFA intende procedere ad una fusione inversa, da
effettuarsi mediante incorporazione della propria controllante GAMMA che non ha
optato, né in veste di controllante né di controllata, per il consolidato
nazionale di cui agli articoli 117
e seguenti del TUIR con alcuna società.
Tale operazione di fusione inversa è allo stato
attuale al vaglio del management delle società coinvolte (i.e. GAMMA e ALFA) e,
per il momento, non è stata ancora sottoposta all'esame dei rispettivi consigli
di amministrazione. Per la società istante è ragionevole ritenere che l'atto
di fusione verrà stipulato al più tardi entro il 31 dicembre 2008 e che tale
fusione, se effettivamente implementata, produrrà effetti contabili e fiscali
che verranno retrodatati alla data del 1 gennaio 2008. L'istante precisa, in
ogni caso, come "in seguito all'operazione di fusione inversa sopra
prospettata non vi sarebbe alcuna alterazione dei requisiti di cui all'articolo 117 del TUIR sussistenti in capo
a ALFA (post fusione) con riferimento a BETA".
In virtù di tali presupposti, la società istante ALFA
con l'interpello formulato ai sensi dell'articolo 124, comma 5, del TUIR chiede se
possa proseguire o meno, in qualità di consolidante, il regime di tassazione di
gruppo in precedenza avviato con la propria controllata BETA, anche
successivamente all'operazione di fusione inversa con la propria controllante
L'istante osserva che in generale, ai sensi
dell'articolo 124, comma 5,
del TUIR, la fusione della società consolidante con società o enti non
appartenenti al consolidato non è causa perentoria d'interruzione del
consolidato. Ciò posto, l'istante ritiene che la prospettata operazione di
fusione inversa - con la quale la società consolidante incorpora la propria
controllante non rientrante nel perimetro di consolidamento - non rientri nel
novero delle operazioni riguardanti il soggetto consolidante che determinano ex
se (salvo ottenimento dell'autorizzazione dell'Agenzia alla prosecuzione del
regime) l'anticipata interruzione del regime di tassazione consolidata,
circostanza che si verificherebbe nelle diverse ipotesi in cui fosse ALFA ad
essere incorporata da GAMMA (soggetto esterno rispetto al perimetro di
consolidamento) o ancora si procedesse ad una fusione propria tra ALFA e GAMMA
con costituzione di una nuova società risultante dall'unione di queste ultime.
La società istante ritiene, in altre parole, che nella
fattispecie prospettata il consolidato già in essere con la propria controllata
BETA continui senza la necessità di produrre istanza d'interpello ai sensi
della legge 27 luglio 2000 n. 212.
A sostegno della propria posizione l'istante formula
ulteriori osservazioni facendo al riguardo presente che:
a) L'operazione di fusione inversa e la
contestuale prosecuzione del regime di tassazione consolidata già in essere tra
ALFA e la controllata BETA non determinerebbe alcun vantaggio in termini di
risparmio fiscale diverso da quello che ALFA potrebbe legittimamente ottenere
attraverso l'operazione di fusione. L'unico vantaggio derivante dall'operazione
di fusione consisterebbe nella possibilità per l'incorporante ALFA di acquisire
e di riportare le perdite fiscali pregresse di GAMMA
Possibilità, quest'ultima, che sarebbe legittimamente verificata col rispetto
del "test di vitalità" previsto dalla norma antielusiva specifica di
cui all'articolo 172, comma 7,
del TUIR. Nelle intenzioni dell'istante, tali perdite saranno esclusivamente
utilizzate da ALFA e non apportate alla procedura di tassazione consolidata, sia
in quanto anteriori all'opzione esercitata da ALFA e BETA e sia perchè saranno
immediatamente utilizzate per abbattere il reddito imponibile conseguito da ALFA
stessa nell'esercizio di efficacia della fusione.
b) L'operazione di fusione non
determinerebbe, inoltre, alcuna variazione nella situazione di controllo di ALFA
su BETA che continuerebbe ad essere verificata, nel rispetto delle soglie
percentuali stabilite dagli articoli 117 e 120 del TUIR, anche dopo
l'incorporazione di GAMMA da parte della società istante. Anzi, tale controllo
risulterebbe rafforzato poiché, in seguito alla prospettata fusione, ALFA
possiederebbe la partecipazione totalitaria in BETA. Dal momento che
l'operazione non pregiudicherebbe l'esistenza di ALFA, non determinandone né
l'estinzione né la creazione di un nuovo soggetto, il requisito del controllo
esercitato da ALFA sulla consolidata BETA prima della fusione permarrebbe senza
soluzione di continuità anche dopo l'incorporazione di GAMMA da parte di ALFA.
Ne deriverebbe, pertanto, che il requisito del controllo di cui agli articoli 117 e 120 del TUIR dovrebbe
ritenersi soddisfatto in capo a ALFA sin dall'inizio del periodo di imposta nel
quale avrà luogo l'operazione di fusione. A supporto di tale tesi l'istante
richiama le risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate n. 116/E del 25 maggio 2007 e n.
44/E del 12 marzo 2007.
c) L'operazione di fusione sarebbe
supportata da valide ragioni economiche in quanto s'inserisce nell'ambito di un
più ampio processo di riorganizzazione delle partecipazioni europee
appartenenti al Gruppo DELTA di Singapore, leader mondiale nel settore dei
servizi portuali per contenitori. L'operazione di fusione sarebbe preordinata da
un lato a rendere più efficiente la gestione del core business del Gruppo GAMMA
(gestione del terminal container svolta da ALFA) concentrando l'intero
management italiano nella società operativa ALFA, dall'altro ad ottenere
risparmi in termini di costi amministrativi e di gestione connessi all'esistenza
di una società holding la quale per scelta del gruppo non persegue più gli
obiettivi per i quali era stata a suo tempo costituita. L'istante segnala come
nel corso degli anni, infatti, GAMMA abbia via via ceduto tutte le
partecipazioni detenute in società operanti in settori differenti dalla
gestione dei terminal containers.
Inoltre, l'istante evidenzia come tale riorganizzazione
rispecchi anche la ridefinizione in atto a livello gestionale attraverso il
passaggio da un modello centrato su un unico "managing director"
("residente" in GAMMA) responsabile per tutte le attività italiane
del gruppo ad un modello che prevede due distinti "managing directors",
uno per ciascuna delle due società operative ALFA e EPSILON S.p.A..
Da ultimo, l'istante sottolinea come "la modalità
di esecuzione dell'operazione (i.e. fusione inversa in luogo della fusione per
incorporazione della controllata ALFA nella controllante GAMMA) è stata
individuata al fine di limitare al più possibile le complessità legali,
amministrative e procedurali connesse al fatto che ALFA esercita la propria
attività sulla base di atti di concessione dell'Autorità Portuale di ...;
infatti, nel caso di incorporazione del soggetto concessionario (ALFA) in un
soggetto diverso (GAMMA) l'iter amministrativo/autorizzativo che dovrebbe
precedere l'operazione risulterebbe più lungo e complesso".
Riguardo al quesito formulato, preliminarmente si
ricorda che le operazioni straordinarie possono determinare o meno
l'interruzione anticipata del regime di tassazione del consolidato nazionale
prima del compimento del triennio, con gli effetti previsti dall'articolo 124 del TUIR.
Allo scopo di evitare che il regime del consolidato
fiscale potesse essere soggetto a possibili "strumentalizzazioni" il
legislatore ha disciplinato, infatti, specificatamente le ipotesi in cui, in
presenza di alcune operazioni societarie, il regime della tassazione di gruppo
non si interrompe (cfr. articolo 11 del d.m. 9 giugno 2004, cd. "decreto di
attuazione"), differenziandole da quelle nelle quali invece lo stesso
regime viene meno (cfr. articolo 13 del decreto di attuazione e articolo 124, comma 1, primo periodo, del
TUIR) e da quelle per cui, pur interrompendosi il regime, il contribuente può
richiedere, presentando una formale istanza di interpello, la continuazione del
consolidato (cfr. articolo 124,
comma 5, secondo periodo, del TUIR e articolo 13, comma 2, del decreto di
L'articolo 124, comma 5, secondo periodo,
del TUIR - in base al quale la società istante ALFA ha presentato istanza di
interpello - prevede, più precisamente, che "nel caso di fusione della
società o ente controllante con società o enti non appartenenti al consolidato
può essere richiesta, mediante l'esercizio dell'interpello ai sensi
dell'articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la continuazione del
consolidato". In tale particolare fattispecie, dunque, la continuazione del
consolidato è ammessa esclusivamente a seguito di parere favorevole espresso
dall'Agenzia delle Entrate in risposta ad una specifica istanza di interpello da
presentarsi da parte del soggetto operante in veste di avente causa
nell'operazione di fusione.
Detta norma, come chiarito nella circolare n. 53/E del 20 dicembre 2004, fa
riferimento solo alle ipotesi di:
- fusione propria della consolidante con
società non inclusa nel consolidato;
- fusione per incorporazione della
consolidante da parte di società non inclusa nel consolidato.
Solo in tali ipotesi, pertanto, la società risultante
dalla fusione (o, a seconda dei casi, incorporante) non è automaticamente
attratta nel regime di tassazione consolidata, rendendosi a tal fine necessario
produrre istanza d'interpello ai sensi della legge 27 luglio 2000 n. 212, così come previsto tanto dalla norma
primaria (art. 124, comma 5,
secondo periodo, del TUIR), quanto dalla norma secondaria (articolo 13, comma 2,
del decreto di attuazione).
Come correttamente osservato dalla società istante, il
quesito formulato - volto ad ottenere, con riferimento alla prospettata fusione
(inversa) per incorporazione della società esterna al consolidato (la
controllante GAMMA) ad opera della società consolidante (la controllata ALFA),
l'effetto di continuazione del consolidato della società incorporante ALFA con
la consolidata BETA - non è riconducibile alla fattispecie di cui all'articolo 124, comma 5, secondo periodo,
L'operazione rappresentata, infatti, si colloca
nell'ambito delle operazioni disciplinate dall'articolo 11, comma 3, del citato
decreto ministeriale attuativo, il quale stabilisce che "la fusione per
incorporazione di società non inclusa nel consolidato in società inclusa nel
consolidato non interrompe la tassazione di gruppo, qualora permangano i
requisiti di cui all'articolo 117 del testo unico".
La fusione per incorporazione di una società esterna
al consolidato da parte di una società consolidata (così come da parte della
stessa società o ente consolidante), non rappresenta, in altre parole,
un'ipotesi di interruzione del regime di tassazione consolidata, sempre che
permangano soddisfatti i requisiti di cui all'articolo 117 e ss. del TUIR.
In conclusione, dal momento che l'operazione qui
rappresentata (fusione per incorporazione da parte della società consolidante
di società non inclusa nel consolidato) non appartiene a quelle che necessitano
di apposita istanza di interpello ai fini del riconoscimento della possibilità
di continuazione del regime, la richiesta di parere presentata dalla società
istante è da considerarsi inammissibile (conformemente a quanto da ultimo
precisato con la risoluzione n. 103/E del 20
Si reputa, tuttavia, opportuno fornire di seguito
alcune indicazioni generali non produttive degli effetti propri dell'invocato
istituto dell'interpello di cui all'art. 11, commi 2 e 3, della legge 27 luglio
Si evidenzia, in particolare, che le perdite fiscali
della società incorporata non potranno essere utilizzate all'interno del
consolidato per effetto delle limitazioni poste dall'articolo 118, comma 2, del TUIR.
Dette perdite potranno, più precisamente, essere
utilizzate dalla società incorporante esclusivamente alle condizioni e nei
limiti - non oggetto di riscontro in questa sede - previsti dall'articolo 172, comma 7, del TUIR. Nel caso
in cui la verifica imposta da tale ultima disposizione fosse superata, le
perdite pregresse della incorporata (ivi incluse, come da ultimo precisato dalla
risoluzione n. 139/E del 9 aprile 2008, quelle
realizzate nell'arco temporale compreso tra l'inizio del periodo d'imposta e la
data immediatamente anteriore a quella di efficacia giuridica della fusione)
"trasferite" all'incorporante diverrebbero perdite fiscali pregresse
in capo a tale ultima società, nel senso fatto proprio dalla disposizione
dell'art. 118, comma 2, del TUIR (che, come
noto, ne vieta il conferimento alla fiscal unit, consentendone esclusivamente
l'utilizzo su base individuale da parte del soggetto al quale le stesse si
riferiscono).
Si precisa, inoltre, che qualora il consolidato
ALFA-BETA avesse maturato perdite fiscali riportate al periodo d'imposta in cui
la prospettata operazione acquisirà efficacia, l'ammontare complessivo delle
perdite fiscali da confrontare con il valore del patrimonio netto - ai fini
dell'applicazione dell'articolo 172,
comma 7 del TUIR - dovrebbe tener conto delle perdite fiscali eventualmente
maturate dalla stessa ALFA nei periodi di imposta di vigenza del consolidato,
ancorché trasferite (e non utilizzate) nell'ambito del consolidato medesimo (cfr.
risoluzioni n. 48/E del 13 marzo
2007, n. 305/E del 25 ottobre 2007 e,
da ultimo, n. 103/E del 20 marzo 2008).
Infine, nell'eventualità che l'atto di fusione produca
effetti contabili e fiscali retrodatati alla data del 1 gennaio 2008, è
opportuno precisare che il test di vitalità di cui all'articolo 172, comma 7, del TUIR dovrà
risultare verificato in capo alla società incorporata (GAMMA) anche con
riferimento all'intervallo di tempo compreso tra l'inizio del periodo di imposta
e la data immediatamente anteriore a quella di efficacia giuridica
dell'operazione (cfr. risoluzione n. 143/E del 10
Ai fini di tale verifica, l'ammontare dei ricavi e
proventi dell'attività caratteristica e delle spese per prestazioni di lavoro
subordinato (e relativi contributi) riferibili a detto intervallo di tempo
dovrà essere ragguagliato ad anno, per consentire che il raffronto con la media
dell'ammontare dei medesimi elementi contabili degli ultimi due esercizi
precedenti sia effettuato tra dati omogenei.
Comunque, in relazione al vantaggio che potrebbe
derivare all'istante dalla fusione inversa (i.e. possibilità per l'incorporante
ALFA di acquisire e di utilizzare a proprio beneficio le perdite fiscali
pregresse dell'incorporata GAMMA), si rammenta che l'operazione di fusione
rientra nell'elenco delle operazioni potenzialmente elusive di cui all'art. 37-bis, comma 3, del d.P.R. 29
settembre 1973 n. 600.
Ne consegue che l'amministrazione finanziaria, qualora
l'operazione prospettata non sia assistita da valide ragioni economiche, potrà
disconoscere i vantaggi tributari dalla stessa discendenti laddove sussistano le
altre condizioni per l'applicazione della predetta disposizione antielusiva
(aggiramento di obblighi o divieti previsti dall'ordinamento tributario ed
ottenimento di riduzioni di imposta o di rimborsi altrimenti indebiti).
In proposito si rappresenta che la valutazione
dell'esistenza dei presupposti per l'applicazione della menzionata disposizione
antielusiva non rientra nelle prerogative esercitabili dalla scrivente in sede
di risposta ad istanza di interpello ordinario nelle forme di cui all'art. 11
La società istante, qualora intenda richiedere il
parere dalla scrivente circa la natura (elusiva o meno) dell'operazione
prospettata, potrà avvalersi dell'apposito istituto disposto dall'ordinamento
al fine di tale sindacato, rappresentato dall'istanza di interpello ai sensi
dell'articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413.