Source: https://renatodisa.com/2011/11/18/corte-costituzionale-sentenza-22-luglio-2011-n-231-nel-caso-di-traffico-di-droga-e-illegittima-la-presunzione-di-adeguatezza-di-custodia-cautelare/
Timestamp: 2018-11-19 11:10:33+00:00
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Corte Costituzionale, sentenza 22 luglio 2011, n. 231. Nel caso di traffico di droga è illegittima la presunzione di adeguatezza di custodia cautelare - Avvocato Renato D'Isa
Corte Costituzionale, sentenza 22 luglio 2011, n. 231. Nel caso di traffico di droga è illegittima la presunzione di adeguatezza di custodia cautelare
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l’illegittimità costituzionale dell’art. 275 [1], comma 3, secondo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall’art. 2 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’art. 74 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
Sentenza 22 luglio 2011, n. 231
– Paolo MADDALENA Presidente
[1] Articolo 275 – Criteri di scelta delle misure
1.Nel disporre le misure, il giudice tiene conto della specifica idoneità di ciascuna in relazione alla natura e al grado delle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto.
1 bis. Contestualmente ad una sentenza di condanna, l’esame delle esigenze cautelari è condotto tenendo conto anche dell’esito del procedimento, delle modalità del fatto e degli elementi sopravvenuti, dai quali possa emergere che, a seguito della sentenza, risulta taluna delle esigenze indicate nell’articolo 274, comma 1, lettere b) e c) . (6)
2.Ogni misura deve essere proporzionata all’entità del fatto e alla sanzione che sia stata o si ritiene possa essere irrogata. (7)
2 bis.Non puo` essere disposta la misura della custodia cautelare se il giudice ritiene che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena. (1)
2 ter. Nei casi di condanna di appello le misure cautelari personali sono sempre disposte, contestualmente alla sentenza, quando, all’esito dell’esame condotto a norma del comma 1 bis, risultano sussistere esigenze cautelari previste dall’articolo 274 e la condanna riguarda uno dei delitti previsti dall’articolo 380, comma 1, e questo risulta commesso da soggetto condannato nei cinque anni precedenti per delitti della stessa indole . (8)
3. La custodia cautelare in carcere puo` essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata. Quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, nonche’ in ordine ai delitti di cui agli articoli 575, 600-bis, primo comma, 600-ter, escluso il quarto comma e 600-quinquies del codice penale, e` applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari. Le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano anche in ordine ai delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale, salvo che ricorrano le circostanze attenuanti dagli stessi contemplate. (2) (9) (10)
4. Quando imputati siano donna incinta o madre di prole di età non superiore a sei anni con lei convivente, ovvero padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole, non può essere disposta né mantenuta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. Non può essere disposta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, quando imputato sia persona che ha superato l’età di settanta anni. (3)
4 bis. Non puo’ essere disposta ne’ mantenuta la custodia cautelare in carcere quando l’imputato e’ persona affetta da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria accertate ai sensi dell’articolo 286 bis, comma 2, ovvero da altra malattia particolarmente grave, per effetto della quale le sue condizioni di salute risultano incompatibili con lo stato di detenzione e comunque tali da non consentire adeguate cure in caso di detenzione in carcere. (4)
4 ter. Nell’ipotesi di cui al comma 4 bis, se sussistono esigenze cautelari di eccezionale rilevanza e la custodia cautelare presso idonee strutture sanitarie penitenziarie non e’ possibile senza pregiudizio per la salute dell’imputato o di quella degli altri detenuti, il giudice dispone la misura degli arresti domiciliari presso un luogo di cura o di assistenza o di accoglienza. Se l’imputato e’ persona affetta da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria, gli arresti domiciliari possono essere disposti presso le unita’ operative di malattie infettive ospedaliere ed universitarie o altre unita’ operative prevalentemente impegnate secondo i piani regionali nell’assistenza ai casi di AIDS, ovvero presso una residenza collettiva o casa alloggio di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 5 giugno 1990, n. 135. (4)
4 quater. Il giudice puo’ comunque disporre la custodia cautelare in carcere qualora il soggetto risulti imputato o sia stato sottoposto ad altra misura cautelare per uno dei delitti previsti dall’articolo 380, relativamente a fatti commessi dopo l’applicazione delle misure disposte ai sensi dei commi 4 bis e 4 ter. In tal caso il giudice dispone che l’imputato venga condotto in un istituto dotato di reparto attrezzato per la cura e l’assistenza necessarie. (4)
4 quinquies. La custodia cautelare in carcere non puo’ comunque essere disposta o mantenuta quando la malattia si trova in una fase cosi’ avanzata da non rispondere piu’ secondo le certificazioni del servizio sanitario penitenziario o esterno, ai trattamenti disponibili e alle terapie curative. (4)
[5. Non puo` essere disposta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, quando imputata e` una persona tossicodipendente o alcooldipendente che abbia in corso un programma terapeutico di recupero nell’ambito di una struttura autorizzata, e l’interruzione del programma puo` pregiudicare la disintossicazione dell’imputato. Con lo stesso provvedimento, o con altro successivo, il giudice stabilisce i controlli necessari per accertare che il tossicodipendente o l’alcooldipendente prosegua il programma di recupero. Le disposizione del presente comma non si applicano nel caso in cui si procede per uno dei delitti previsti dal comma 3]. (5)
(3) Il presente comma prima sostituito dall’articolo 5 L. 08.08.1995, n. 332, poi modificato dall’art. 1, L. 12.07.1999, n. 231, è stato da ultimo così sostituito dall’art. 1 L. 21.04.2011, n. 62 con decorrenza dal 20.05.2011 ed applicazione ai sensi di quanto riportato nel comma 4 del citato art. 1. Si riporta di seguito il testo previgente:
” 4. Non puo` essere disposta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, quando imputati siano donna incinta o madre di prole di eta` inferiore a tre anni con lei convivente, ovvero padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole, ovvero persona che ha superato l’eta` di settanta anni [o che si trovi in condizioni di salute particolarmente gravi incompatibili con lo stato di detenzione e comunque tali da non consentire adeguate cure in caso di detenzione in carcere]. “
(4) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 1, L. 12.07.1999, n. 231 (G.U. 19.07.1999, n. 167) con decorrenza dal 03.08.1999.
(5) Il presente comma, prima, modificato dall’articolo 1 comma 1 ter del D.L. n. 292 del 1991 conv. in L. n. 356 1991 cit. è stato, poi, abrogato dall’articolo 5, comma 2 del D.L. 14.05.1993 n. 139 conv., con modif., dalla L. 14 luglio 1993 n. 222.
(6) Il presente comma prima aggiunto dall’art. 16, D.L. 24.11.2000, N. 341, è stato, poi così sostituito dall’art. 14, L. 26.03.2001, n. 128. Si riporta di seguito il testo precedente alla modifica:
(7) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 14, L. 26.03.2001, n. 128. Si riporta di seguito il testo precedente alla modifica:
(8) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 14, L. 26.03.2001, n. 128.
(9) E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall’art. 2 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui agli articoli 600-bis, primo comma, 609-bis e 609-quater del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure (C.cost. 21.07.2010, n. 265).
(10) E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall’art. 2 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’art. 575 del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure; (C.cost. 12.05.2011, n. 164).
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-09-06T16:14:04+00:0018 novembre 2011|Corte Costituzionale 2011, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti