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Timestamp: 2013-12-05 06:42:34+00:00
Document Index: 181659108

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 68', 'art. 55', 'art.55', 'art. 69', 'art. 55', 'art.55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art.13']

Nota MIUR 21.07.2011, prot. n. 12051 — Tecnodid Editricegiovedì 5 dicembre 2013
Nota MIUR 21.07.2011, prot. n. 12051
D.L.vo 27 ottobre 2009, n. 150 - Istruzioni per l'applicazione delle nuove norme in materia disciplinare.
Il 15 novembre 2009 è entrato in vigore il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, pubblicato nella G.U. 31 ottobre 2009, n. 254 S.O., recante le norme di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15
"Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei Conti", pubblicata nella G.U. n. 53 del 5 marzo 2009, con cui sono state introdotte numerose, rilevanti novità, in materia di responsabilità disciplinare, volte a contrastare fenomeni di scarsa produttività e di assenteismo.
- semplificazione dei procedimenti e incremento della loro funzionalità sia attraverso l'estensione dei poteri del dirigente della struttura in cui il dipendente lavora, sia attraverso la riduzione e la perentorietà dei termini, il potenziamento dell'istruttoria, l'abolizione dei collegi arbitrali di impugnazione e la previsione della validità della pubblicazione del codice disciplinare sul sito telematico dell'amministrazione;
Il Capo V del citato D.L.vo n. 150/2009 "Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici" all'art. 69 introduce, dopo l'art. 55 del D.L.vo n. 165/2001, agli artt. 55 bis, 55 ter, 55 quater, 55 quinquies, 55 sexies, 55 septies e 55 octies le nuove ipotesi di responsabilità disciplinare e le relative sanzioni.
Al riguardo, il legislatore, con il D.L.vo 27 ottobre 2009, n. 150, di modifica del D.L.vo 30 marzo 2001, n. 165, nell'ottica di una maggiore responsabilizzazione della dirigenza pubblica e di un rafforzamento delle prerogative datoriali ad essa affidate, ha modificato il riparto di competenze in ordine allo svolgimento dei procedimenti disciplinari ed alla comminazione delle relative sanzioni (art. 55 e ss., D.L.vo n. 165/2001, e successive modifiche ed integrazioni), introducendo significative innovazioni.
In particolare, con la riforma legislativa del 2009 (art. 55-bis, comma 1) , sono previste, a seconda della gravità delle infrazioni contestate, procedure differenziate sulla base della sussistenza o meno della qualifica dirigenziale in capo al soggetto responsabile dell'ufficio a cui sia addetto il lavoratore sottoposto a procedimento disciplinare.
Per le infrazioni più gravi o quando il responsabile della struttura a cui è addetto il lavoratore sottoposto a procedimento disciplinare non abbia qualifica dirigenziale, la competenza a provvedere alla contestazione e alla comminazione della sanzione spetta all'Ufficio competente per i procedimenti disciplinari individuato presso la Direzione Generale per le Risorse Umane del Ministero per l'Amministrazione Centrale e presso le Direzioni Generali di ogni Ufficio Scolastico Regionale per l'Amministrazione Periferica (art. 55-bis, comma 4, D.L.vo n. 165/2001).
In particolare, spetta all'U.P.D. contestare l'addebito al dipendente; convocarlo per il contraddittorio
a sua difesa; istruire e concludere il procedimento (in base ai commi 2 e 4, art. 55-bis).
L'Ufficio "disciplinare"gode di una competenza specifica per la gestione del procedimento disciplinare (art. 55-bis, comma 4), ma la sua individuazione è rimessa alla "discrezionalità organizzativa di ogni amministrazione". Non è infatti richiesta l'istituzione di un organismo apposito e le funzioni dell'Ufficio possono svolgersi anche "nell'ambito di una struttura deputata a più ampie attribuzioni".
Il nuovo art. 55 del D.L.vo n. 165/2001 (introdotto dall'art. 68 del D.L.vo n. 150/2009) chiarisce in primo luogo, al comma 1, l'ampio campo di applicazione delle nuove norme in materia disciplinare precisando, altresì, che si tratta di norme imperative, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1339 e 1419, 2° comma, del codice civile. Esse, pertanto, non possono essere derogate dalla contrattazione collettiva e la loro violazione comporta la nullità della sanzione irrogata.
Il comma 2 del medesimo art. 55 ripropone in parte alcune previsioni già presenti nel previgente art.55 quali la distinzione della responsabilità disciplinare rispetto alla responsabilità civile, amministrativa, penale e contabile stabilendo, altresì, che la pubblicazione del codice disciplinare sul sito internet dell'amministrazione equivale alla sua affissione all'ingresso della sede di lavoro.
Il comma 4, infine, contiene una norma procedurale per le ipotesi di responsabilità disciplinare dei dirigenti riconducibili alle infrazioni previste dagli artt. 55 bis comma 7 e 55 sexies, comma 3 (per la prima volta specificatamente previste da alcune disposizioni introdotte dal decreto legislativo n. 150/2009 e recepite dal CCNL per il personale dirigenziale , sottoscritto in data 22 febbraio 2010).
Art. 55 bis - Forme e termini del procedimento disciplinare
La nuova disciplina introdotta dall'art. 69, attraverso l'inserimento dell'art. 55 bis nel decreto legislativo n. 165/2001, ruota intorno alla gravità delle sanzioni e alla qualifica del responsabile della struttura in cui lavora il dipendente.
a) infrazioni che prevedono sanzioni dal rimprovero scritto alla sospensione con privazione della
retribuzione fino ad un massimo di dieci giorni;
In tal caso, il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora deve trasmettere, entro 5 giorni, gli atti al competente ufficio per i procedimenti disciplinari, dandone notizia all'interessato. I due procedimenti differiscono, oltre che per l'organo competente a procedere (dirigente o U.P.D.), anche per altri due aspetti:
a) il procedimento semplificato, diversamente da quello ordinario, non può mai essere sospeso in relazione a un concomitante procedimento penale (art.55 ter, c. 1),
Se la sanzione da applicare è fra quelle più gravi (superiore a 10 giorni di sospensione dal servizio con privazione della retribuzione), i termini sono pari al doppio di quelli stabiliti per le infrazioni di minore gravità, fatta salva l'eventuale sospensione ai sensi dell'art. 55 ter.
In base al comma 6 del predetto art. 55 bis, possono essere acquisite, anche da altre amministrazioni pubbliche, informazioni o documenti rilevanti ai fini disciplinari.
Art. 55 ter - Rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale
b) l'ufficio disciplinare, al termine della fase istruttoria, non dispone di "elementi sufficienti a
motivare l'irrogazione della sanzione".
Art. 55 quater - Licenziamento disciplinare
Con l'art. 55 quater del D.L.vo n. 165/2001 viene previsto, ferma restando la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo, un catalogo di infrazioni particolarmente gravi che comportano il licenziamento in conformità alle specifiche indicazioni contenute nella legge delega.
Per quanto riguarda l'ipotesi della condanna penale definitiva in relazione alla quale è prevista l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, ovvero l'estinzione del rapporto di lavoro, la norma intende collegare la sanzione del licenziamento direttamente alla condanna, a prescindere dalla concreta applicazione o meno, in sede penale, delle pene accessorie riguardanti l'interdizione perpetua dai pubblici uffici o l'estinzione del rapporto di lavoro.
Art. 55 quinquies - False attestazioni o certificazioni
L'art. 55 quinquies del D.L.vo n. 165/2001 introduce, al comma 1, una nuova fattispecie di comportamento illecito, sulla falsariga del delitto di truffa aggravata in danno dello Stato.
Art. 55 sexies - Responsabilità disciplinare per condotte pregiudizievoli per l'Amministrazione e limitazione della responsabilità per l'esercizio dell'azione disciplinare
L'art. 55 sexies prevede, al comma 1, che un dipendente, se determina la condanna della pubblica amministrazione al risarcimento di un danno, derivante dalla violazione degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa stabiliti da leggi, regolamenti, contratti collettivi o atti amministrativi o dai codici di comportamento di cui all'art. 54, ove non ricorrano i presupposti per l'applicazione di un'altra sanzione disciplinare, è assoggettato alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di 3 giorni, fino ad un massimo di 3 mesi, in proporzione all'entità del risarcimento.
Poiché la disponibilità può concludersi, secondo la disciplina degli artt. 33 e 34 del decreto legislativo n. 165/2001, con la possibilità di ricollocamento del dipendente, la norma dispone che il provvedimento disciplinare stabilisce le mansioni e la qualifica per le quali può avvenire l'eventuale ricollocamento (comma 2).
L'art. 55 septies del D.L.vo n. 165/2001, al comma 1, recepisce le misure già introdotte dal decreto legge n. 112 del 2008 in materia di controllo sulle assenze: necessità di una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale nei casi di assenza per malattia per più di 10 giorni o comunque dopo il secondo evento di malattia durante lo stesso anno (comma 1); visite mediche di controllo anche nel caso di un solo giorno di assenza.
Art. 55 octies - Permanente inidoneità psicofisica
L'art. 55 octies prevede, per le situazioni di permanente inidoneità psicofisica dei dipendenti, la misura estrema della risoluzione del rapporto di lavoro, rinviando ad una successiva disciplina applicativa.
Art. 55 novies - Identificazione del personale a contatto con il pubblico
In un'ottica di trasparenza dell'attività amministrativa, l'art. 55 novies del D.L.vo n. 165/2001 prevede che i dipendenti che svolgono attività a contatto con il pubblico, siano identificabili attraverso l'uso obbligatorio di cartellini o di targhe presso la postazione di lavoro.
La disposizione contiene una norma speciale relativa a particolari infrazioni ascrivibili ai dirigenti, ponendo una deroga al regime ordinario sulla competenza per l'irrogazione delle relative sanzioni. Gli illeciti sono quelli previsti dall'art. 55 bis, comma 7 (rifiuto, senza giustificato motivo, della collaborazione richiesta dall'autorità disciplinare procedente, ovvero rilascio di dichiarazioni false o reticenti), e dall'art. 55 sexies, comma 3 (mancato esercizio o decadenza dell'azione disciplinare dovuti a omissione o ritardo, senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare o a valutazioni sull'insussistenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in relazione a condotte aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare). Si tratta di illeciti riferiti specificamente allo svolgimento del procedimento disciplinare, che sono stati introdotti dalla riforma con l'obiettivo di assicurare l'effettivo esercizio dell'azione e contrastare situazioni di collusione.
La prima fattispecie, relativa alla mancata collaborazione con l'autorità disciplinare procedente (art. 55 bis, comma 7), è riferita sia ai dirigenti che ai dipendenti; la seconda (art. 55 sexies, comma 3), relativa al mancato esercizio o alla decadenza dall'azione disciplinare, configura un illecito proprio del responsabile della struttura di appartenenza del dipendente incolpato o dell'U.P.D., sia esso dirigente o non dirigente.
Secondo quanto previsto dalla medesima disposizione, i contratti collettivi di riferimento possono disciplinare in maniera diversa rispetto alla fonte legale le norme procedimentali contenute nel citato comma 4 dell'art. 55 bis. Si precisa che la deroga in favore della contrattazione collettiva non può però riguardare la materia dell'organo competente all'avvio del procedimento, allo svolgimento della procedura e all'irrogazione della sanzione, poiché trattasi di aspetti legati all'investitura di un organo, ossia all'attribuzione di una competenza, i quali, in base ai principi costituzionali, debbono essere necessariamente disciplinati da fonti normative.
Nelle ipotesi riferibili alle infrazioni disciplinari di cui all'art. 55 bis, comma 7 e all'art. 55 sexies, comma 3, ascrivibili al personale dirigente, quindi, in deroga al regime ordinario sulla competenza, si applicano, ove non diversamente stabilito dal contratto collettivo, le disposizioni previste all'art. 55 bis, comma 4, per cui l'Ufficio per i procedimenti disciplinari contesta l'addebito al dirigente, lo convoca per lo svolgimento del contraddittorio a sua difesa e istruisce il procedimento.
La competenza dell' UPD, però, si arresta alla fase istruttoria, giacché le determinazioni conclusive spettano al dirigente dell'ufficio dirigenziale generale nel cui ambito è inserito l'Ufficio per i procedimenti disciplinari. In assenza di specifiche indicazioni in merito alla individuazione dell'ufficio dirigenziale generale cui compete il provvedimento conclusivo del procedimento, ovvero se esso debba essere individuato nell'ufficio dirigenziale generale nel cui ambito è inserito l'ufficio dell'incolpato, oppure se debba essere individuato nell'ufficio dirigenziale generale nel cui ambito è compreso l' UPD, si ritiene che quest'ultimo sia da privilegiare, in quanto meglio rispondente a soddisfare l'esigenza di terzietà e di uniformità di valutazione rispetto a fattispecie di illecito particolarmente delicate, come quelle in esame, che attengono al corretto svolgimento del procedimento disciplinare.
Per tutte le altre ipotesi di illecito a carico del personale dirigente, rimane ferma la disciplina generale di cui all'art. 55 bis.
In tutte le altre ipotesi, riguardanti fatti e comportamenti punibili con le sanzioni più gravi (sospensione dal servizio con privazione della retribuzione; licenziamento con preavviso e licenziamento senza preavviso), la competenza alla procedura sarà dell'Ufficio per i procedimenti disciplinari operante presso l'Ufficio V della Direzione Generale per le Risorse Umane del Ministero, Acquisti e Affari Generali, struttura che è titolare di una "competenza funzionale" e il cui responsabile, pertanto, si deve ritenere legittimato ad adottare la determinazione conclusiva del procedimento disciplinare (cfr. C.M. n. 14 del 23 dicembre 2010 Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Tabella 1 - Quadro del regime normativo in materia di procedimenti disciplinari Disposizioni comuni
Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 Attuazione della Legge 4 marzo 2009, n. 15 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni Capo V - Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici (artt. 67 e successivi) Circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica del 27 novembre 2009, n. 9 in tema di procedimento disciplinare e rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale - prime indicazioni circa l'applicazione delle nuove norme. Circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 14 del 23 dicembre 2010 in tema di infrazioni e sanzioni disciplinari e procedimento disciplinare - problematiche applicative.Personale delle Aree
Contratto collettivo nazionale di lavoro del 12 giugno 2003, relativo al personale del comparto ministeri per il quadriennio normativo 2002 - 2005 Titolo IV , Capo I - Norme disciplinari (artt. 10 e successivi) - art.13 codice disciplinare Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto Ministeri per il quadriennio normativo 2006 - 2009 Articolo 27 - Modifiche al sistema disciplinare di cui al C.C.N.L. del 12 giugno 2003.Personale dirigenziale
Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dirigente dell'Area I, sottoscritto il 12 febbraio 2010. Titolo II, Capo II Norme disciplinari - responsabilità disciplinare (Artt. 6 e successivi) - Art. 9 Codice disciplinare Tabella 2 - Le nuove sanzioni disciplinari per il personale Riferimento normativo: decreto legislativo n. 165 del 2001 come modificato dal decreto legislativo n. 150 del 2009
LICENZIAMENTO SENZA PREAVVISOArticolo 55 quater, comma 1 lettera a)
falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattiaArticolo 55 quater, comma 1 lettera d)
falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carrieraArticolo 55 quater, comma 1 lettera e)
reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell'onore e della dignità personale altruiArticolo 55 quater, comma 1 lettera f)
condanna penale definitiva, in relazione alla quale e' prevista l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l'estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro.LICENZIAMENTO CON PREAVVISOArticolo 55 quater, comma 1 lettera b)
assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'amministrazioneArticolo 55 quater, comma 1 lettera c)
ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizioArticolo 55 quater, comma 2
prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l'amministrazione di appartenenza formula, ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche, una valutazione di insufficiente rendimento e questo e' dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento.SOSPENSIONE DAL SERVIZIO CON PRIVAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DA UN MINIMO DI TRE GIORNI FINO AD UN MASSIMO DI TRE MESIArticolo 55 sexies, comma 1
Violazione, da parte del lavoratore dipendente, degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, dalla quale deriva la condanna della pubblica amministrazione al risarcimento del dannoSOSPENSIONE DAL SERVIZIO CON PRIVAZIONE DELLA RETRIBUZIONE FINO AD UN MASSIMO DI 15 GIORNIArticolo 55 bis, comma 7
Rifiuto ingiustificato, pur essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di informazioni rilevanti per un procedimento disciplinare in corso, a testimoniare o a collaborare con l'autorità' disciplinare procedente.SOSPENSIONE DAL SERVIZIO CON PRIVAZIONE DELLA RETRIBUZIONE FINO AD UN MASSIMO DI 3 MESIArticolo 55 sexies, comma 3
mancato esercizio o la decadenza dell'azione disciplinare, dovuti all'omissione o al ritardo, senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare ovvero nel caso di valutazioni sull'insussistenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in relazione a condotte aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare.COLLOCAMENTO IN DISPONIBILITA'Articolo 55 sexies, comma 2
Nei casi in cui il lavoratore cagiona grave danno al normale funzionamento dell'ufficio di appartenenza, per inefficienza o incompetenza professionale accertate dall'amministrazione ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche. Il provvedimento che definisce il giudizio disciplinare stabilisce le mansioni e la qualifica per le quali può avvenire l'eventuale ricollocamento. Durante il periodo nel quale e' collocato in disponibilità, il lavoratore non ha diritto di percepire aumenti retributivi sopravvenuti. Allegato 1 - Le fasi del procedimento disciplinare per le sanzioni di minore entità Allegato Allegato 2 - Le fasi del procedimento disciplinare per le sanzioni di maggiore entità Allegato Ricerca norme mediante: