Source: http://www.intrastat.biz/contribuenti-minimi-modelli-intrastat/
Timestamp: 2015-07-03 12:19:12+00:00
Document Index: 55657932

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 41', 'art. 74', 'art. 5']

Contribuenti Minimi Intrastat | INTRASTAT .BIZ
« Termine di Presentazione Sanatoria Intrastat 20 Luglio »
Ultimo Aggiornamento: 24/07/2010 - Numero Download: 746
In particolare, l’Agenzia precisa che per le prestazioni di servizi e per le cessioni di beni fatturate a clienti comunitari non è necessario compilare e presentare la dichiarazione Intrastat. Gli acquisti di beni e servizi da altri soggetti IVA comunitari vanno, invece, riepilogati negli elenchi.
Le radicali modifiche che hanno interessato il comparto dell’IVA con il recepimento nell’ordinamento nazionale delle Direttive comunitarie nn. 2008/8/CE e 2008/117/CE, hanno introdotto importanti novità:
sia sotto il profilo generale della territorialità IVA delle prestazioni di servizi intracomunitarie;
sia per quanto riguarda le nuove modalità di compilazione e presentazione dei modd. INTRASTAT.
In tema di territorialità IVA delle prestazioni di servizi, la nuova regola generale ex art. 7-ter, DPR 633/1972, prevede sostanzialmente che:
per i servizi resi nei confronti di soggetti passivi IVA, il luogo di rilevanza territoriale ai fini IVA è quello in cui è stabilito il committente;
per i servizi resi nei confronti di privati, il luogo di rilevanza territoriale ai fini IVA è quello in cui è stabilito il prestatore del servizio.
Tale regola generale subisce, tuttavia, alcune deroghe:
deroghe assolute, destinate ad operare a prescindere dalla soggettività passiva del committente della prestazione, disciplinate dagli artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972;
deroghe relative, applicabili solo in presenza di committenti privati residenti nella UE (art. 7-sexies), ovvero committenti privati stabiliti fuori dalla UE (art. 7-septies).
Anche la disciplina inerente gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie ha subito profonde modifiche, in particolare:
estensione dell’obbligo degli elenchi INTRA ai servizi resi tra soggetti comunitari;
periodicità di presentazione degli elenchi solo mensile o trimestrale (soglia a € 50.000);
Il nuovo quadro normativo degli elenchi INTRASTAT prevede sostanzialmente che i titolari di partita IVA siano tenuti alla presentazione dei seguenti riepiloghi:
Elenchi riepilogativi delle operazioni effettuate nei confronti di soggetti IVA stabiliti in un altro Paese UE:
mod. INTRA 1-bis (cessioni intracomunitarie di beni);
mod. INTRA 1-ter (rettifiche ai modelli già presentati inerenti le cessioni di beni);
mod. INTRA 1-quater (prestazioni di servizi rese);
mod. INTRA 1-quinquies (rettifiche ai modelli già presentati inerenti le prestazioni di servizi rese).
Elenchi riepilogativi delle operazioni ricevute da soggetti IVA stabiliti in un altro Paese UE:
mod. INTRA 2-bis (acquisti intracomunitari di beni);
mod. INTRA 2-ter (rettifiche ai modelli già presentati inerenti gli acquisti di beni);
mod. INTRA 2-quater (prestazioni di servizi ricevute);
mod. INTRA 2-quinquies (rettifiche ai modelli già presentati inerenti le prestazioni di servizi ricevute).
Si rammenta che l’obbligo di presentazione degli elenchi in relazione alle prestazioni di servizi, interessa le sole prestazioni di servizi generiche ex art. 7-ter, DPR 633/1972, che richiedono l’assolvimento dell’imposta nel Paese membro del committente (le prestazioni considerate non imponibili o esenti non vanno riepilogate negli elenchi).
GLI ADEMPIMENTI IVA IN CAPO AI CONTRIBUENTI MINIMI
Come noto, i c.d. contribuenti minimi non addebitano l’IVA a titolo di rivalsa e non hanno il diritto alla detrazione dell’IVA assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti, anche intracomunitari, e sulle importazioni.
I contribuenti minimi beneficiano dell’esonero dai seguenti adempimenti IVA:
obbligo di fatturazione, registrazione e liquidazione dell’IVA;
versamento dell’IVA periodica e annuale;
Il versamento dell’IVA è previsto solo per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di acquisto per le quali risultano debitori d’imposta (reverse charge). In questi casi la fattura ricevuta deve essere integrata con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta ed il tributo deve essere versato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle anzidette operazioni senza, naturalmente, esercitare alcuna detrazione.
tenuta e conservazione dei registri IVA (fatture emesse, corrispettivi, acquisti);
ma sono comunque tenuti a:
numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali di importazione;
presentare gli elenchi riepilogativi degli acquisti intracomunitari.
L’emissione delle fatture non è obbligatoria, tuttavia, nella pratica, vengono comunque emesse per soddisfare le esigenze di documentazione della spesa da parte della clientela. In questi casi è necessario riportare sul documento la seguente dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, comma 100, Legge 244/2007.”
MINIMI E MODELLI INTRASTAT: IL NUOVO QUADRO OPERATIVO
Per quanto riguarda l’onere di compilazione e presentazione degli elenchi riepilogativi INTRA, a seguito dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 36/E/2010, è possibile delineare un preciso quadro operativo.
Posto che i contribuenti minimi rientrano, ai sensi delle disposizioni comunitarie, tra gli operatori economici sottoposti al regime delle piccole imprese (artt. 281 a 292, Direttiva n. 2006/112/CE), l’Agenzia delle Entrate chiarisce che:
gli acquisti intracomunitari di beni vanno riepilogati nei modelli INTRASTAT. In questo caso, infatti, il contribuente minimo risulta comunque debitore dell’imposta nel territorio dello Stato;
allo stesso modo, le prestazioni di servizi ricevute, se rilevanti in Italia in base al luogo di stabilimento del committente (e, quindi, se ricomprese tra i servizi “generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972), vanno riepilogate nei modelli INTRA;
le cessioni intracomunitarie di beni e le prestazioni di servizi rese non vanno invece riepilogate nei modelli INTRA. Per queste operazioni non sussiste il presupposto di applicazione della disciplina degli scambi intracomunitari in quanto i contribuenti minimi non addebitano l’IVA a titolo di rivalsa (per carenza del presupposto soggettivo).
In ogni caso il regime dei minimi cessa di avere applicazione nell’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di € 30.000 per oltre il 50% (quindi il limite di € 45.000). Da tale momento i contribuenti in questione, per quanto riguarda gli adempimenti Intrastat, devono attenersi alle regole ordinarie.
(beni e servizi generici) vanno riepilogati negli elenchi INTRASTAT (beni mod. INTRA 2-bis, servizi mod. INTRA 2-quater)
(beni e servizi) NON vanno riepilogate negli elenchi INTRASTAT
Esaminiamo le singole casistiche.
Nel caso di acquisto intracomunitario di beni, il contribuente minimo deve provvedere ai seguenti adempimenti:
integrare la fattura ricevuta dal fornitore UE con indicazione dell’aliquota e dell’imposta;
versare l’imposta entro il giorno 16 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione;
Imprenditore individuale nel regime dei minimi effettua un acquisto di beni da un fornitore tedesco. Provvede ad integrare con imponibile e IVA la fattura ricevuta dalla ditta tedesca e a versare la relativa imposta. Presenta il mod. INTRA 2-bis.
Il mod. F24 da versare entro il 16.4.2010:
Il mod. INTRA 2-bis (trattandosi di operatore trimestrale vengono compilati solo i campi con natura fiscale). L’elenco va presentato entro il 26.4.2010 (il 25 è festivo).
Le cessioni intracomunitarie di beni effettuate dai minimi non si configurano come operazioni intracomunitarie ma piuttosto come operazioni interne, senza diritto di rivalsa, nelle quali l’IVA non viene evidenziata in fattura. Di conseguenza, non occorre presentare l’elenco riepilogativo delle cessioni intracomunitarie di beni.
E’ necessario riportare sul documento la seguente dicitura: “Non costituisce cessione intracomunitaria ai sensi dell’art. 41, c. 2-bis, DL 331/1993.”
Inoltre, se la fattura espone importi superiori a € 77,47, va applicata la marca da bollo da € 1,81.
prestazioni di servizi ricevute da operatori iva comunitari
Secondo l’Agenzia delle Entrate, considerata l’assenza di una specifica disposizione normativa ed in ossequio al principio giuridico secondo il quale la tassazione dei servizi intracomunitari avviene nel Paese di stabilimento del committente, occorre:
integrare la fattura ricevuta dal prestatore UE con indicazione dell’aliquota e dell’imposta;
presentare il relativo mod. INTRASTAT (mod. INTRA 2-quater) in base alla periodicità prevista (presumibilmente trimestrale).
prestazioni di servizi rese a operatori iva comunitari
Come per le cessioni intracomunitarie di beni, anche in questa ipotesi non si realizza un’operazione intracomunitaria ma un’operazione interna, senza diritto di rivalsa, per la quale l’IVA non viene evidenziata in fattura.
Ne consegue che non occorre presentare l’elenco riepilogativo INTRASTAT.
Al fine di evitare fraintendimenti con il committente UE, pare opportuno riportare sul documento la seguente dicitura: “Operazione effettuata nel regime delle piccole imprese ex artt. da 281 a 292, Direttiva 2006/112/CE.”
Se la fattura espone importi superiori a € 77,47, va applicata la marca da bollo da € 1,81.
luglio 24th, 2010 | Tags: 2006/112/CE, 2008/117/CE, 2008/8/CE, 36/E/2010, 7-ter, acquisti, contribuente minimo, contribuenti minimi, DPR 633/1972, f24, intra, Intrastat, iva intracomunitaria, modelli intrastat, operazione passiva, operazioni attive, prestazioni, quadro operativo, servizi, versamento | Category: Intrastat 2 comments to Contribuenti Minimi Intrastat
settembre 27th, 2010 at 09:18
“Il contribuente minimo ha acquistato da un sito Internet dei libri ed ha richiesto la fattura. Questa è arrivata come emessa da un soggetto residente in Spagna, però in fattura è stata applicata anche l’IVA del 4%. Vi domando: 1) la fattura emessa in sé è corretta? 2) Visto che in Italia i libri sono esclusi ex art. 74 va comunque presentato l’elenco INTRA acquisti?”
La disciplina IVA per il commercio di quotidiani, periodici, supporti integrativi e libri è dettata dal DM 9 aprile 1993. In particolare, l’art. 5, c. 1, DM 9 aprile 1993, afferente gli acquisti intracomunitari di libri, distingue tra due diverse ipotesi: 1)	acquisto di libri non destinati alla successiva commercializzazione;
2)	acquisto di libri destinati alla successiva commercializzazione.
Nella prima ipotesi, l’imposta si applica sulla base del prezzo di vendita al pubblico nel territorio dello Stato. In mancanza di tale indicazione, si assume il prezzo indicato in fattura. L’acquirente deve numerare e integrare la fattura di acquisto con l’IVA calcolata in base all’aliquota del 4% ed annotare il documento sul registro IVA vendite e sul registro IVA acquisti, considerando l’IVA indetraibile. Occorre poi presentare il relativo mod. INTRA.
Nel caso di libri acquistati per una successiva commercializzazione, invece, l’imposta va calcolata assumendo, ai fini della determinazione della base imponibile, il numero delle copie acquistate al netto della percentuale di forfettizzazione della resa. L’imposta non è detraibile e per le successive vendite non sussiste l’obbligo di emissione della fattura. Per l’applicazione di tale modalità di determinazione dell’imposta, i libri devono contenere l’indicazione del prezzo di vendita al pubblico comprensivo dell’imposta. In caso di mancanza dell’indicazione del prezzo di vendita al pubblico o su esplicita opzione del contribuente, l’IVA sugli acquisti intracomunitari si applica secondo le regole ordinarie (numerazione e integrazione con IVA 4% della fattura di acquisto, annotazione della fattura integrata sul registro IVA vendite e sul registro IVA acquisti, considerando l’IVA detraibile, presentazione dei mod. INTRA). Sulle successive cessioni l’imposta si applica a norma degli artt. 1 e 2 del DM 9 aprile 1993 e cioè con il regime monofase proprio del settore editoriale.
Venendo al caso concreto, il contribuente minimo dovrebbe invitare il fornitore spagnolo a stornare l’imposta applicata sulla fattura di vendita, comunicando la propria partita IVA. Se tale procedura fosse effettivamente percorribile, trattandosi di un contribuente minimo, l’imposta a debito, come risultante da una delle due suddette procedure, dovrebbe essere versata a mezzo mod. F24 e dovrebbe essere presentato anche il relativo mod. INTRA. Qualora, invece, non fosse possibile ricevere una nuova fattura senza indicazione dell’imposta, non dovrà essere presentato alcun modello INTRASTAT in quanto l’operazione non rappresenta un acquisto intracomunitario.
aprile 18th, 2011 at 23:18
“Ho un dubbio, nell’anno 2010 ho superato il tetto di € 50.000 nell’INTRA 1 e pertanto nel corso del 2011 dovrò presentarlo mensilmente. Ad inizio 2012, se non avrò superato la soglia di € 50.000 tornerò ad essere un trimestrale?”
Come precisato nella CM 36/E/2010, parte seconda, punto 5), è possibile tornare alla presentazione trimestrale se non si supera la soglia di € 50.000 per almeno quattro trimestri consecutivi. Si rammenta che il computo della soglia di € 50.000 deve essere effettuato distintamente per i modelli Intra 1 (cessioni e servizi resi) e per i modelli INTRA 2 (acquisti e servizi ricevuti). E’ quindi possibile che un contribuente debba attenersi alla periodicità mensile per una tipologia di elenco riepilogativo, e possa invece avvalersi della periodicità trimestrale per l’altra.”
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