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Timestamp: 2016-10-27 09:22:34+00:00
Document Index: 40737356

Matched Legal Cases: ['art.32', 'art.7', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 32', 'art. 11', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 52', 'art. 11', 'art. 18', 'art. 53', 'art. 63', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 122', 'art. 124', 'art. 128', 'art. 206', 'art. 223', 'art. 224', 'art. 225', 'art. 238', 'art. 7', 'art. 110', 'art. 261', 'art. 267', 'art. 331', 'art. 332', 'art.341', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 34', 'art. 66', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 37', 'art. 57', 'art. 33', 'art. 38', 'art. 37', 'art. 122', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 57', 'art.33']

⭐CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME ISTITUTO PER L'INNOVAZIONE E TRASPARENZA DEGLI APPALTI E LA COMPATIBILITA AMBIENTALE LINEE GUIDA
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME ISTITUTO PER L'INNOVAZIONE E TRASPARENZA DEGLI APPALTI E LA COMPATIBILITA AMBIENTALE LINEE GUIDA
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1 CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTOME ISTITUTO PER L'INVAZIONE E TRASPARENZA DEGLI APPALTI E LA COMPATIBILITA AMBIENTALE LINEE GUIDA TRASPARENZA E PUBBLICITA : ANALI DEI NUOVI OBBLIGHI E DEL LORO IMPATTO SULL AFFIDAMENTO DEI CONTRATTI PUBBLICI 13 GIUG 20132 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici ITACA (Istituto per l innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale) è organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ed esercita la propria attività attraverso specifici comitati e gruppi di lavoro, organizzati come segue: Comitato Tecnico Scientifico, arch. Claudio Tomasini (Regione Piemonte) GdL Osservatori regionali appalti, dr. Leonardo Draghetti (Regione Emilia-Romagna) GdL Espropriazioni per p.u., ing. Gerardo Calvello (Regione Basilicata) GdL Finanza di Progetto, dr. Leonardo Caronna (Provincia autonoma di Trento) GdL Sicurezza appalti, ing. Marco Masi (Regione Toscana) GdL Capitolati e Prezzari, arch. Silvia Risso (Regione Liguria) GdL Contratti pubblici, arch. Claudio Tomasini (Regione Piemonte) GdL Barriere architettoniche, ing. Roberto dall Armi (Regione Veneto) GdL Monitoraggio attività edilizia, dr. Leonardo Draghetti (Regione Emilia-Romagna) GdL Stazione Unica Appaltante, arch. Claudio Tomasini (Regione Piemonte) GdL Appalti piccoli Comuni, avv. Ilenia Filippetti (Regione Umbria) GdL Edilizia sostenibile, ing. Raffaela Fontana (Regione Marche) GdL Legalità, ing. Luigi Cicalese (Regione Campania) GdL Qualità appalti servizi e forniture, dr.ssa Ivana Malvaso (Regione Toscana) GdL Opere a scomputo, dr.ssa Maria Grazia Bortolin (Regione Veneto) GdL Opere incompiute, ing. Massimo Cataldi (Regione Emilia-Romagna) LINEE GUIDA TRASPARENZA E PUBBLICITA : ANALI DEI NUOVI OBBLIGHI E DEL LORO IMPATTO SULL AFFIDAMENTO DEI CONTRATTI PUBBLICI" La presente linea guida è stata approvata dalla Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio nella seduta del 29 maggio 2013, approvata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 13 giugno 2013 e presentata al Consiglio Direttivo Itaca nella seduta del 26 giugno La guida, elaborata nell ambito del GdL Osservatori regionali Appalti, è stata redatta da uno specifico gruppo di lavoro coordinato dall Osservatorio regionale sui contratti pubblici della Regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia e costituito da: Gabriella Pasquale (coordinatrice), Cristiana Bobbio, Diana Luddi, Regione Friuli-Venezia Giulia; Massimo Cataldi, Regione Emilia-Romagna (NQ); Ivana Malvaso, Andrea Bertocchini, Michela Megli, Regione Toscana; Ilenia Filippetti, Guido Maraspin, Regione Umbria; Maria Grazia Bortolin Regione Veneto. CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTOME, Via Parigi ROMA Tel Fax ITACA, Via della Mercede ROMA Tel Fax pag. 23 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici PREFAZIONE La normativa vigente in materia di trasparenza, pubblicità, comunicazione e monitoraggio delle singole fasi degli appalti comporta adempimenti che ogni stazione appaltante è chiamata quotidianamente a svolgere e presuppone l esistenza di strutture capaci di reggere l impatto delle costanti innovazioni normative e tecnologiche. La complessità e frammentarietà degli argomenti è però tale da rendere spesso particolarmente difficoltosa l operato del singolo funzionario. In tale contesto nell ambito delle attività di Itaca si è ritenuto opportuno predisporre una guida operativa che possa costituire un utile strumento di lavoro per coloro che a vario titolo seguono la disciplina degli appalti. Dr.ssa Gabriella Pasquale, Regione Friuli-Venezia Giulia Coordinatrice Gruppo di lavoro ITACA Trasparenza e Pubblicità Appalti pag. 34 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici INDICE A. INTRODUZIONE... 5 B. DISPOZIONI IN MATERIA DI TRASPARENZA... 6 C. DISPOZIONI IN MATERIA DI PUBBLICITA... 7 D. L IMPATTO DELLE NUOVE RME SULLE PROCEDURE PER L AFFIDAMENTO DEI CONTRATTI PUBBLICI: PUNTI FERMI E QUESTIONI ANCORA APERTE 1. La pubblicazione sui quotidiani Adempimenti in materia di Amministrazione Trasparente E. STRUMENTI OPERATIVI ALLEGATO A): Adempimenti Pubblicità e Trasparenza Rif. D.Lgs. 163/2006, art.32 L. 69/2009, DPCM 26/04/2011. ALLEGATO B): Adempimenti monitoraggio AVCP Rif. art.7 c.8 D.Lgs. 163/2006. ALLEGATO C): Adempimenti Anticorruzione Rif. L. 190/2012, D.Lgs. 33/2013. ALLEGATO D): Siti informatici regionali attivi Rif. DM 20/2001. pag. 45 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici Trasparenza e pubblicità: analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici d appalto A. INTRODUZIONE Il presente documento si propone lo scopo di effettuare in considerazione della cospicua produzione normativa recentemente emersa una ricognizione delle norme vigenti in materia di pubblicità e di trasparenza, con particolare riferimento all ambito dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, nonché di fornire (anche attraverso l elaborazione di alcuni schemi sintetici e sinottici) uno strumento operativo che possa essere utile alle stazioni appaltanti tenute ad applicare il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, recante il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (testo normativo che d ora in poi verrà indicato, per brevità, anche semplicemente come Codice). Più in particolare, alla luce dell ampia produzione normativa sul tema della trasparenza amministrativa e considerato il possibile disorientamento che tale recente normazione può comportare sulle stazioni appaltanti soggette all adempimento dei nuovi obblighi appare importante chiarire in quale modo le nuove norme vadano ad impattare (spesso sovrapponendosi ed aggiungendosi) rispetto agli obblighi di pubblicità già vigenti in materia di affidamento dei contratti pubblici d appalto. In via più generale, si può notare come la pubblicità e la trasparenza dell attività amministrativa siano due principi distinti, benché indissolubilmente legati tra loro anche negli appalti: a riprova di ciò, si noti come già l art. 2, comma 1 del Codice dispone espressamente che: L'affidamento e l'esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture, ai sensi del presente codice, deve garantire la qualità delle prestazioni e svolgersi nel rispetto dei principi di trasparenza nonché quello di pubblicità con le modalità indicate nel presente codice. Oltre a ciò, l art. 11 del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 nonché, più di recente, l art. 1, comma 15, della Legge 6 novembre 2012, n. 190, (c.d. legge anticorruzione) hanno definito la trasparenza dell attività amministrativa come livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili ai sensi dell art. 117, comma 2, lettera m), della Costituzione, facendola così assurgere a vero e proprio valore di rango costituzionale. Da ultimo, l articolo 1, comma 1, del D.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, (Amministrazione trasparente) stabilisce che la trasparenza deve essere intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l organizzazione e l attività delle pubbliche amministrazioni, alla scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull utilizzo delle risorse pubbliche. In tale contesto, appare utile procedere ad una ricognizione degli obblighi attualmente vigenti in materia di trasparenza e di pubblicità, con particolare riferimento ai procedimenti di scelta del contraente per l affidamento di lavori, forniture e servizi (che costituiscono diretta attuazione dei principi di legalità, buon andamento e imparzialità), al fine di distinguere gli adempimenti che attengono alla sfera della trasparenza da quelli che concernono l ambito della pubblicità, con conseguente evidenziazione delle specifiche applicative. Mentre, infatti, la trasparenza in conformità a quanto disposto all art. 1, comma 15, della citata L. n. 190/2012 deve essere assicurata mediante la pubblicazione di una serie di dati all interno dei siti internet istituzionali delle pubbliche amministrazioni, in formato aperto e facilmente elaborabile da chiunque vi abbia interesse, gli adempimenti in materia di pubblicità nell ambito delle procedure ad evidenza pubblica vanno assolti attraverso la pubblicazione di documenti, redatti in formato chiuso, sul profilo di committente della pag. 56 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici stazione appaltante, ovvero secondo le specifiche modalità di volta in volta individuate dalla norma richiamata (cfr. Gazzetta ufficiale ). Ed è proprio tale analisi che ITACA si è impegnata ad effettuare attraverso la costituzione di un Gruppo di lavoro a ciò dedicato Trasparenza e pubblicità nei contratti pubblici del quale fanno parte (in ordine alfabetico): step 1. Regione Emilia-Romagna: ing. Massimo Cataldi (NQ); step 2. Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia: dott.ssa Cristiana Bobbio, dott.ssa Diana Luddi, dott.ssa Gabriella Pasquale (Coordinatrice); step 3. Regione Toscana: dott.ssa Ivana Malvaso, dott. Andrea Bertocchini, Michela Magli; step 4. Regione Umbria: avv. Ilenia Filippetti, dott. Maraspin; step 5. Regione Veneto: dott.ssa Maria Grazia Bortolin. B. DISPOZIONI IN MATERIA DI TRASPARENZA L analisi degli adempimenti vigenti in materia di trasparenza amministrativa richiede, per una maggior chiarezza di esposizione, anche un esame cronologico delle varie norme. In particolare, si può ricordare che: l art. 54 del D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, che al comma 1 lettera f) disponeva direttamente la pubblicazione dell elenco di tutti I bandi di gara; l art. 32, comma 1 della Legge 18 giugno 2009, n. 69, mira a garantire la trasparenza mediante l utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e telematiche, applicando i requisiti tecnici di accessibilità già previsti dal D.M. 8 luglio 2005, in attuazione dell art. 11 della Legge 9 gennaio 2004, n. 4. Tali norme hanno quindi trasformato il tradizionale Albo pretorio nel nuovo Albo pretorio on line. A tale proposito, va altresì ricordato che DigitPA ai sensi dell art. 32, comma 4 della stessa L. n. 69/2009 ha realizzato un utile vademecum denominato Modalità di pubblicazione dei documenti nell Albo on line, consultabile in umenti_albo_online.pdf; con Deliberazione del 2 marzo 2011, n. 88, adottata a seguito dell entrata in vigore dell art. 32 della L. 69/2009, l Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato le proprie Linee guida in materia di trattamento dei dati personali contenuti in atti e documenti amministrativi soggetti a pubblicazione e diffusione ; l art. 18 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, ha dato attuazione al principio di accessibilità totale già previsto all art. 11 del D.Lgs. 150/2009, e ha imposto la pubblicazione sul sito internet dell ente con link ben visibile sulla homepage, nell ambito dei dati della sezione trasparenza, valutazione e merito di alcuni dati relativi alle operazioni di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese, nonché per l attribuzione dei corrispettivi e compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e, comunque, per l attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere; l art. 1, commi 15 e seguenti della già citata L. 6 novembre 2012, n. 190, ha rafforzato quanto disposto dall art. 11 del D.Lgs. 150/2009 ed introdotto ulteriori disposizioni che ampliano l elenco delle informazioni e dei documenti da pubblicare in relazione ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture; con D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con Legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono state apportate numerose modifiche al Codice dell Amministrazione Digitale di cui al D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82: è stata, in particolare, modificata la definizione di formato dei dati di tipo aperto (art. 68, comma 3, del D.Lgs. 82/2005), di dati di tipo aperto, di riutilizzo del dato nonché di pag. 67 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici acquisizioni di software da parte della pubblica amministrazione (articoli 9 e 9-bis D.L. 179/2012); con Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge finanziaria per l anno 2013) è stato rinviato, in sede di prima applicazione: l obbligo previsto all art. 1, comma 32, primo periodo della L. 190/2012 di pubblicare le informazioni sugli appalti relative all anno precedente in tabelle riassuntive: tale obbligo, previsto in via generale con scadenza al 31 gennaio di ciascun anno, è stato rinviato in sede di prima applicazione alla data del 31 gennaio 2014 per l annualità 2012 e 2013 (DL 21/06/2013 n.69); l obbligo di cui all art. 1, comma 32, ultimo periodo della medesima L. 190/2012, per cui l Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici deve trasmettere alla Corte dei Conti l elenco delle amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e pubblicare i dati relativi agli affidamenti di lavori, forniture e servizi: tale obbligo, è previsto in via generale con scadenza al 30 aprile di ciascun anno, a decorrere dal 2014 (DL 21/06/2013 n.69); da ultimo, l art. 1, comma 1 del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33, recante norme per il Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, ha disposto che la trasparenza deve essere intesa come: accessibilità totale delle informazioni concernenti l organizzazione e l attività delle pubbliche amministrazioni, alla scopo di favorire forme diffuse di controllo su perseguimento delle funzioni istituzionali e sull utilizzo delle risorse pubbliche. Il medesimo D.Lgs. n. 33/2013 stabilisce, inoltre, che la trasparenza concorre: ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione. Essa è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino (art. 1, comma 2). Oltre a ciò, le disposizioni del D.Lgs. 33/2013: integrano l individuazione del livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche a fini di trasparenza, prevenzione, contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione, a norma dell art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione e costituiscono altresì esercizio della funzione di coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell amministrazione statale, regionale e locale, di cui all art. 117, secondo comma, lettera r), della Costituzione (art. 1, comma 3). Si evidenzia, peraltro, che il D.Lgs. 33/2013, oltre a contenere specifiche disposizioni sugli appalti (cfr. articoli 23, 37 e 38, di cui d appresso meglio si dirà), dispone: modifiche della legislazione vigente quali la sostituzione dell art. 54 del D.lgs. 82/2005 definendo il contenuto dei siti della P.A. con un rinvio espresso al D.lgs. 33 /2013 (art. 52) l abrogazione espressa di ulteriori norme primarie precedentemente vigenti, tra le quali rilevano, in particolare, il già citato art. 11 del D.Lgs. 150/2009 nonché l art. 18 del D.L. 83/2012 s.m.i. (art. 53). C. DISPOZIONI IN MATERIA DI PUBBLICITÀ Il Codice dei contratti pubblici individua già un ampia serie di atti soggetti a specifici obblighi di pubblicità. pag. 78 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici Può essere utile, a questo proposito, tentare di tracciare un sintetico elenco delle disposizioni del Codice che recano norme in materia di pubblicità: art. 63 Avviso di pre-informazione per i contratti sopra soglia comunitaria; art. 65 Avviso sui risultati della procedura di affidamento; art. 66 Modalità di pubblicazione degli avvisi e dei bandi; art. 122 Disciplina specifica per i contratti di lavori pubblici sotto soglia; art. 124 Appalti di servizi e forniture sotto soglia; art. 128 Programmazione dei lavori pubblici; art. 206 Norme applicabili (agli appalti dei settori speciali, analogamente alle altre norme del Codice indicate di seguito); art. 223 Avvisi periodici indicativi e avvisi sull esistenza di un sistema di qualificazione; art. 224 Avvisi con cui si indice una gara; art. 225 Avvisi relativi agli appalti aggiudicati; art. 238 Appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria. Parimenti, può essere utile stilare anche un sintetico elenco delle disposizioni contenute nel D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, recante il Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nelle quali vengono dettate ulteriori norme in materia di pubblicità: art. 7 Sito informatico presso l Osservatorio; art. 110 Disposizioni in materia di pubblicazione degli avvisi e dei bandi; art. 261 Disposizioni generali in materia di affidamento dei servizi attinenti all architettura e all ingegneria; art. 267 Affidamento dei servizi di importo inferiore a euro; art. 331 Pubblicità e comunicazioni; art. 332 Affidamenti in economia; art.341 Appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria (norme applicabili agli appalti dei settori speciali). In questo contesto, rilevano anche ulteriori norme extravaganti - ovverosia norme non inserite all interno del corpo del Codice dei contratti pubblici, che hanno integrato il Codice dei contratti pubblici ed il relativo Regolamento attuativo per quanto concerne gli obblighi posti a carico delle stazioni appaltanti in materia di pubblicità. Si tratta, in particolare: del D.P.C.M. 26 aprile 2011, con il quale sono state dettate le regole tecniche per la pubblicazione, all interno dei siti informatici delle amministrazioni e degli enti pubblici, degli atti relativi alle procedure ad evidenza pubblica nonché dei bilanci. L art. 4 del medesimo D.P.C.M. del 2011 detta inoltre specifiche disposizioni relative ai Bandi, avvisi ed esiti di gara delle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture, prevedendo le specifiche regole tecniche per le modalità di pubblicazione nonché per i termini di consultazione dei bandi (anche se scaduti) e per gli esiti di gara: a tali fini, il sito informatico nel quale pubblicare tali informazioni è rappresentato dal profilo di committente (art. 4, comma 1), la cui definizione legale è contenuta all art. 3, comma 35, del Codice, ai sensi del quale: Il profilo di committente è il sito informatico di una stazione appaltante, su cui sono pubblicati gli atti e le informazioni previsti dal presente codice, nonché dall'allegato X, punto 2. Per i soggetti pubblici tenuti all'osservanza del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il profilo di committente e' istituito nel rispetto delle previsioni di tali atti legislativi e successive modificazioni, e delle relative norme di attuazione ed esecuzione. L applicazione della disciplina contenuta nel D.P.C.M. dell aprile del 2011 deve in ogni caso tener conto delle già richiamate Linee guida formulate dall Autorità Garante per la protezione dei dati personali mediante la Deliberazione n. 88 del 2 marzo A tale proposito può essere utile evidenziare che l Ordine degli Ingegneri di Bologna ha messo a disposizione un prototipo di profilo pag. 89 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici committente che può essere richiesto dalle varie stazioni appaltanti, in riuso gratuito, secondo le modalità indicate sul sito internet di ITACA dell art. 13, comma 1 della Legge 11 novembre 2011, n. 180, recante Norme per la tutela della libertà d impresa, nel quale è stato disposto che: lo Stato, le regioni e gli enti locali, attraverso i rispettivi siti istituzionali, rendono disponibili le informazioni sulle procedure di evidenza pubblica e, in particolare, sugli appalti pubblici di importo inferiore alle soglie stabilite dall Unione europea nonché sui bandi per l accesso agli incentivi da parte delle micro, piccole e medie imprese ; del già citato D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33, in forza del quale, all art. 37, sono stati testualmente richiamati e fatti salvi gli obblighi di pubblicità previsti dal Codice dei contratti pubblici. L art. 37, comma 1, del D.Lgs. 33/2013 dispone, in particolare, che: Fermi restando gli altri obblighi di pubblicità legale e, in particolare, quelli previsti dall art. 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ciascuna amministrazione pubblica, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e, in particolare, dagli articoli 63, 65, 66, 122, 124, 206 e 223, le informazioni relative alle procedure per l affidamento e l esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture. D. L IMPATTO DELLE NUOVE RME SULLE PROCEDURE PER L AFFIDAMENTO DEI CONTRATTI PUBBLICI: PUNTI FERMI E QUESTIONI ANCORA APERTE 1. La Pubblicazione sui Quotidiani L'art. 37 del D.Lgs 33/2013, come sopra riportato, ha testualmente richiamato gli obblighi di pubblicità previsti dal Codice dei contratti pubblici, inserendosi così nella problematica afferente alla pubblicazione sui quotidiani degli avvisi e dei bandi di gara derivante dall art. 32 della L. 69/2009 che, a suo tempo, era intervenuto in materia di pubblicità al fine di promuovere il progressivo superamento delle pubblicazioni in forma cartacea. Più in particolare, il comma 1 del predetto art. 32 della L. 190/2009 aveva disposto che: gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti obbligati. Il successivo comma 5 individuava inoltre due scadenze, a decorrere dalle quali doveva venir meno l efficacia legale delle pubblicazioni effettuate in forma cartacea: 1 gennaio 2011 per tutti gli atti amministrativi; 1 gennaio 2013 per gli atti delle procedure ad evidenza pubblica (ovverosia per l affidamento degli appalti pubblici) e per i bilanci. Il successivo comma 7 faceva comunque salva: la pubblicità nella Gazzetta Ufficiale dell Unione europea, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e i relativi effetti giuridici, nonché nel sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, e nel sito informatico presso l Osservatorio dei contratti pubblici, prevista dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n Le amministrazioni e gli enti pubblici, in via integrativa, avrebbero comunque potuto effettuare la pubblicità sui quotidiani al fine di garantire una maggior diffusione delle informazioni, sia pur nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio (art. 32, comma 5 della Legge n. 69/2009). pag. 910 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici La lettura delle predette talora discordanti disposizioni ha fatto sì che la questione relativa all obbligatorietà o meno della pubblicazione dei bandi e degli avvisi di gara sui quotidiani non sia del tutto pacifica. Parte della dottrina sostiene l esistenza di una semplice facoltà di pubblicazione sui quotidiani, mentre secondo altre opinioni permane l obbligatorietà della pubblicazione sui quotidiani, sulla base del presupposto per il quale, con l art. 1, comma 31, della Legge 190/2012 il legislatore avrebbe voluto richiamare la piena vigenza delle norme contenute del D.Lgs. 163/2006. Tale ultima opinione sembra oggi rafforzata dal fatto che l art. 37, comma 1, del D.Lgs. 33/2013, nel richiamare le disposizioni di cui agli articoli 63, 65, 66, 122, 124, 206 e 223 del Codice dei contratti pubblici, ne ha sostanzialmente confermato la piena efficacia. A conferma, si consideri altresì che l art. 34, comma 35, del D.L. 179/2012 ha espressamente previsto che: A partire dai bandi e dagli avvisi pubblicati successivamente al 1 gennaio 2013, le spese per la pubblicazione di cui al secondo periodo del comma 7 dell articolo 66 e al secondo periodo del comma 5 dell articolo 122 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono rimborsate alla stazione appaltante dall aggiudicatario entro il termine di sessanta giorni dall aggiudicazione. Tale previsione testualmente riferita ai bandi e ( ) avvisi pubblicati successivamente al 1 gennaio 2013 nel porre gli oneri economici a carico dell affidatario del contratto pubblico sembra confermare, indirettamente, l esistenza dell obbligo di effettuare anche la pubblicazione di cui al secondo periodo del comma 7 dell articolo 66 e al secondo periodo del comma 5 dell articolo 122 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n Trattandosi comunque di oneri che faranno carico all aggiudicatario, risulterà opportuno citare nel bando/avviso di gara detta norma con individuazione specifica dei costi di pubblicazione sui quotidiani. A tal fine si consiglia di effettuare comunque un indagine di mercato. Si evidenzia peraltro, che in caso di gara deserta o di gara che si concluda senza l individuazione di un aggiudicatario il suddetto onere resterà in capo alla Stazione appaltante. In caso di gara che preveda la suddivisione dell affidamento in più lotti, in assenza di uno specifico dettato normativo, si presume che i costi debbano essere ripartiti tra gli aggiudicatari in proporzione all importo a base d asta di ciascun lotto. A tale proposito, si deve tuttavia evidenziare che, opportunamente, con Atto di segnalazione n. 1 del 27 marzo 2013 rivolto al Governo ed al Parlamento, avente ad oggetto la Disciplina delle modalità di pubblicazione di avvisi e bandi di gara sui quotidiani, l Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha auspicato un intervento normativo al fine di coordinare le diverse disposizioni intervenute, e che hanno posto in dubbio la perdurante sussistenza dell obbligo di pubblicazione di avvisi e bandi per estratto sui quotidiani, così come previsto dall art. 66, comma 7 del Codice dei contratti. La segnalazione si è infatti resa necessaria in considerazione del fatto che l applicazione delle norme sulla pubblicità di avvisi e bandi per l affidamento dei contratti pubblici è materia che reca con sé importanti implicazioni sulla regolarità delle procedure di gara. In tale contesto anche ITACA, quale organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, auspica un immediato intervento normativo chiarificatore a livello statale. 2. Adempimenti in materia di Amministrazione Trasparente Con il D.Lgs. n. 33/2013, in attuazione dell art. 1 comma 35 della Legge 190/2012, è stata riordinata e modificata la disciplina in materia di trasparenza ed è stato sostituito il concetto di amministrazione aperta già introdotto dall art. 18 del D.L. 83/2012 s.m.i., con il nuovo concetto di amministrazione trasparente (art. 9, D.Lgs. 33/2013). pag. 1011 analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull affidamento dei contratti pubblici Oltre a ciò, con il medesimo D.Lgs. 33/2013 è stata introdotta una disciplina articolata degli obblighi di pubblicazione degli atti, che distingue tra: atti di concessione di sovvenzioni (artt. 26 e 27) per i quali è ancora oggi previsto che tale pubblicazione costituisce condizione legale di efficacia dei provvedimenti ; contratti pubblici d appalto (artt. 37 e 38). Con il venir meno dell applicazione dell art. 18 del D.L. 83/2012 s.m.i. ai contratti pubblici d appalto si è sostanzialmente risolta anche la problematica relativa all esatta interpretazione di tale disposizione in combinato disposto con gli obblighi contenuti all art. 1, comma 32, della L. 190/2012. Considerato che si trattava di adempimenti che, sotto alcuni aspetti, sembravano sovrapporsi, si riteneva infatti necessario in via cautelativa procedere ad entrambi gli adempimenti, procedendo così sia alla pubblicazione dei dati ai sensi dell art. 18 del D.L. n. 190/2012, sia alla pubblicazione ai sensi dell art. 1, comma 32 della L. n. 190/2012. Sotto questo aspetto, si evidenzia come i predetti dubbi interpretativi siano stati risolti, e che pertanto, in attuazione del D.Lgs. 33/2013, le stazioni appaltanti siano tenute a pubblicare nella sezione Amministrazione trasparente dei propri siti istituzionali esclusivamente quanto disposto dall art. 1, comma 32, della Legge 190/2012 richiamato dall articolo 37 del D.lgs. 33 /2013 ai fini degli adempimenti previsti per la trasparenza. Si evidenzia peraltro che la pubblicazione degli stessi dovrà avvenire nel rispetto dei limiti alla divulgazione di cui all art. 13 del Codice dei contratti. Ancora relativamente all affidamento dei contratti pubblici d appalto, si evidenziano ulteriori adempimenti le cui concrete modalità attuative saranno definite con successivi provvedimenti applicativi previsti dall articolo 1 comma 31 della legge 190/2012 e articolo 48 del D.lgs. 33/2013. Nella fattispecie : l art. 23 del D.Lgs. 33/2013 dispone che i provvedimenti finali dei procedimenti di scelta del contraente con i contenuti e le modalità di cui al medesimo art. 23 vanno pubblicati ed aggiornati ogni sei mesi nella sezione Amministrazione Trasparente ; l'art. 37, comma 2, introduce un ulteriore obbligo, prevedendo segnatamente che: Le pubbliche amministrazioni sono tenute altresì a pubblicare, nell ipotesi di cui all art. 57, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la delibera a contrarre ; l art. 33 del D.Lgs. 33/2013 impone, inoltre, alle pubbliche amministrazioni l obbligo di pubblicare con cadenza annuale un indicatore dei tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato indicatore di tempestività ; l art. 38 dello stesso D.Lgs. 33/2013 prevede, infine, l obbligo di pubblicare, sui siti istituzionali, i documenti di programmazione (anche pluriennale) delle opere pubbliche, le linee guida per la valutazione degli investimenti, le relazioni annuali ed ogni altro documento di valutazione, nonché le informazioni relative ai costi unitari ed agli indicatori di realizzazione delle opere pubbliche completate (per le informazioni sui costi manca ancora lo schema-tipo che dovrà essere redatto dall Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture). Per quanto concerne i nuovi obblighi introdotti dall art. 37, comma 2, del D.Lgs. 33/2013 si evidenzia che anche la pubblicazione delle delibere/determinazioni a contrarre dovrà essere effettuata compatibilmente con quanto disposto dall articolo 13 del Codice per non incorrere nella violazione del principio di segretezza delle offerte. Un ulteriore aspetto non ben definito dalla norma riguarda l estensione dell obbligo di pubblicazione della determina a contrarre sotto un duplice profilo: se le disposizioni di cui all articolo 37 comma 2 del D.lgs. 33/2013 si riferiscano anche agli affidamenti disposti ai sensi di altre norme del Codice (ad es. ai sensi dell art. 122) ma con rinvio alla procedura prevista all art. 57, comma 3); se le medesime disposizioni si applichino anche ai casi di affidamento diretto ex art. 57, posto che nel D.lgs. 33/2013 si fa riferimento letterale alla procedura prevista al comma 6 dello stesso art. 57 pag. 11 Vedere altro
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