Source: https://www.fiscoetasse.com/normativa-prassi/11291-titolo-i-del-fallimento.html
Timestamp: 2020-02-28 22:32:25+00:00
Document Index: 118202820

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 18']

Titolo II - Capo I Della dichiarazione di fallimento - FISCOeTASSE.com
Titolo II - Capo I Della dichiarazione di fallimento
5. Stato d'insolvenza.
6. Iniziativa per la dichiarazione di fallimento.
7. Iniziativa del pubblico ministero.
8. [Stato d'insolvenza risultante in giudizio civile.
Se nel corso di un giudizio civile risulta l'insolvenza di un imprenditore che sia parte nel giudizio, il giudice ne riferisce al tribunale competente per la dichiarazione del fallimento](1).
(1) Articolo abrogato dall'art. 6, D.Lgs. 9 gennaio 2006
9. Competenza.
9-bis. Disposizioni in materia di incompetenza.
9-ter. Conflitto positivo di competenza.
10. Fallimento dell'imprenditore che ha cessato l'esercizio dell'impresa.
In caso di impresa individuale o di cancellazione di ufficio degli imprenditori collettivi, è fatta salva la facoltà per il creditore o per il pubblico ministero di dimostrare il momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui decorre il termine del primo comma.
11. Fallimento dell'imprenditore defunto.
L'erede può chiedere il fallimento del defunto, purché l'eredità non sia già confusa con il suo patrimonio; l'erede che chiede il fallimento del defunto non è soggetto agli obblighi di deposito di cui agli articoli 14 e 16, secondo comma, n. 3).
12. Morte del fallito.
13. Obbligo di trasmissione dell'elenco dei protesti.
[I pubblici ufficiali abilitati a levare protesti cambiari devono trasmettere ogni quindici giorni al presidente del tribunale, nella cui giurisdizione esercitano le loro funzioni, un elenco dei protesti per mancato pagamento levati nei quindici giorni precedenti. L'elenco deve indicare la data di ciascun protesto, il cognome, il nome e il domicilio della persona alla quale fu fatto e del richiedente, la scadenza del titolo protestato, la somma dovuta ed i motivi del rifiuto di pagamento.
Eguale obbligo hanno i procuratori del registro per i rifiuti di pagamento fatti in conformità della legge cambiaria](1).
(1) Articolo abrogato dall'art. 11, D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5
14. Obbligo dell'imprenditore che chiede il proprio fallimento.
L'imprenditore che chiede il proprio fallimento deve depositare presso la cancelleria del tribunale le scritture contabili e fiscali obbligatorie concernenti i tre esercizi precedenti ovvero l'intera esistenza dell'impresa, se questa ha avuto una minore durata. Deve inoltre depositare uno stato particolareggiato ed estimativo delle sue attività, l'elenco nominativo dei creditori e l'indicazione dei rispettivi crediti, l'indicazione dei ricavi lordi per ciascuno degli ultimi tre esercizi, l'elenco nominativo di coloro che vantano diritti reali e personali su cose in suo possesso e l'indicazione delle cose stesse e del titolo da cui sorge il diritto.
15. Procedimento per la dichiarazione di fallimento.
16. Sentenza dichiarativa di fallimento.
17. Comunicazione e pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento.
18. Reclamo.
Le spese della procedura ed il compenso al curatore sono liquidati dal tribunale, su relazione del giudice delegato, con decreto reclamabile ai sensi dell'articolo 2.
19. Sospensione della liquidazione dell'attivo.
[Se è proposto ricorso per cassazione i provvedimenti di cui al primo comma o la loro revoca sono chiesti alla Corte di appello](1).
(1) Comma abrogato dall’art. 2, D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169
20. Morte del fallito durante il giudizio di opposizione.
[Se il fallito muore durante il giudizio di opposizione, il giudizio prosegue in confronto delle persone indicate nell'art. 12, osservate le disposizioni degli artt. 299 e seguenti del Codice di procedura civile](1).
(1) Articolo abrogato dall’art. 2, D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169
21. Revoca della dichiarazione di fallimento.
[Se la sentenza dichiarativa di fallimento è revocata restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi del fallimento .
Le spese di procedura e il compenso al curatore sono a carico del creditore istante che è stato condannato ai danni per avere chiesto la dichiarazione di fallimento con colpa. In caso contrario il curatore può ottenere il pagamento, in tutto o in parte, secondo le modalità stabilite dalle speciali norme vigenti per l'attribuzione di compensi ai curatori, che non poterono conseguire adeguate retribuzioni](1).
(1) Articolo abrogato dall'art. 18, D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5
22. Gravami contro il provvedimento che respinge l'istanza di fallimento.
Entro trenta giorni dalla comunicazione, il creditore ricorrente o il pubblico ministero richiedente possono proporre reclamo contro il decreto alla corte d'appello che, sentite le parti, provvede in camera di consiglio con decreto motivato. Il debitore non può chiedere in separato giudizio la condanna del creditore istante alla rifusione delle spese ovvero al risarcimento del danno per responsabilità aggravata ai sensi dell'articolo 96 del codice di procedura civile.
Il decreto della corte d'appello è comunicato a cura del cancelliere alle parti del procedimento di cui all'articolo 15.
I termini di cui agli articoli 10 e 11 si computano con riferimento al decreto della corte d'appello.
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