Source: http://www.studiocentore.org/news/
Timestamp: 2020-07-12 18:15:07+00:00
Document Index: 25219504

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 10']

News – PC&A P.Centore & Associati
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Il credito IVA nella successione tra SGR nella gesitone dei fondi immobiliari
Il fisco, n. 28/2020, p. 2735
La soluzione prospettata dall’Agenzia delle entrate con la risposta all’interpello n. 124 del 5 maggio 2020, apprezzabile per lo sforzo di rendere accessibile la disciplina, in parte lacunosa, degli adempimenti imposti alle SGR (società di gestione del risparmio) per conto dei fondi immobiliari dalle stesse gestiti, ne fa emergere la farraginosità e i limiti e, a maggior ragione per il caso di successione tra SGR nella gestione del medesimo fondo, sollecita alcune riflessioni sui profili di responsabilità connessi al principio di “unicità del soggetto passivo” ai fini IVA.
Per leggere l’articolo integrale consulta il sito www.ipsoa.it
Proroga dello split payment. Cosa fare anche se il tempo è scaduto
Quotidiano Ipsoa, 2 luglio 2020
di Nicola Galleani d’Agliano e Anna Ciaco
Il 1° luglio 2020, nel silenzio istituzionale, è ufficialmente scaduto il termine che autorizzava lo Stato italiano ad applicare lo split payment per operazioni effettuate nei confronti delle Pubbliche amministrazioni. In un simile contesto, la condotta preferibile per gli operatori economici consiste nel continuare ad applicare lo split payment alle fatture emesse nel periodo di vacatio legis. Diversamente, qualora essi decidessero di emettere le fatture secondo le regole ordinarie, si troverebbero dinanzi ad una serie di inconvenienti di carattere sia amministrativo che pratico, tra i quali una serie di possibili ritardi nei pagamenti. Un disagio per le imprese, che versano già in una situazione di difficoltà a causa del periodo emergenziale dovuto al Coronavirus.
Operazioni IVA intra-UE: alla ricerca dei criteri di collegamento fra cessione del bene e servizio di trasporto
Quotidiano Ipsoa, 18 giugno 2020
di Nicola Galleani d’Agliano e Clino De Ieso
Con la sentenza C-276/18 del 18 giugno 2020, la Corte di Giustizia UE offre alcuni spunti di riflessione sul tema delle vendite a distanza e dei criteri di collegamento tra cessione e trasporto. Secondo la Corte, una cessione di beni rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 33 della direttiva IVA se il ruolo del fornitore è preponderante quanto all’iniziativa nonché all’organizzazione delle fasi essenziali della spedizione o del trasporto dei beni. Alla luce di questi principi occorre dunque ricercare i criteri di assoluta rilevanza pratica che permettono agli operatori economici di stabilire, con ragionevole certezza, se il trasporto sia collegato alla cessione intra-UE con la conseguente tassazione dell’operazione a destino, anziché, nel caso di separazione tra le due operazioni, con il prelievo della vendita nel Paese del fornitore.
Reverse charge per i servizi di sanificazione: un’utilissima (e auspicabile) semplificazione IVA
Quotidiano Ipsoa, 8 giugno 2020
di Clino De Ieso
Le imprese devono garantire costantemente, attraverso adeguati livelli di protezione, la messa in sicurezza dei dipendenti, assicurando la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. Coerentemente con tale indirizzo, per queste spese il decreto Rilancio ha riconosciuto un credito d’imposta. Ma le attività di sanificazione degli ambienti di lavoro sono inquadrabili nella categoria dei servizi di pulizia e, come tali, sono sottoposte al regime IVA del reverse charge?
Quotidiano Ipsoa, 21 maggio 2020
La sentenza interpretativa della Corte di Giustizia UE sull’imponibilità IVA del distacco di personale ha, in linea di principio, un’efficacia ex tunc. L’Agenzia delle Entrate potrebbe, teoricamente, pretendere il pagamento dell’IVA sui prestiti o distacchi di personale, almeno per gli anni d’imposta ancora accertabili, in forza della sostanziale abrogazione, in via giurisprudenziale, della norma interna che considera tali prestazioni irrilevanti ai fini IVA. Si tratterebbe, però, di una presa di posizione azzardata, in aperto conflitto con il principio del legittimo affidamento. In linea con quanto accaduto con il regime IVA delle scuole guida la soluzione auspicabile è che la nuova imponibilità IVA per i prestiti o distacchi di personale valga solo per il futuro.
Prova delle cessioni intraUE: nuove regole con (limitato) effetto retroattivo
Quotidiano Ipsoa, 15 maggio 2020
di Nicola Galleani d’Agliano
Nella circolare n. 12/E del 2020, sulla prova delle cessioni intraUE, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato anche l’effetto retroattivo delle nuove disposizioni: secondo l’Agenzia, anche prima del 1° gennaio 2020, in presenza della documentazione di prova ritenuta idonea ai sensi del regolamento UE, “la stessa deve essere ammessa (con forza di presunzione relativa) quale dimostrazione dell’avvenuto arrivo dei beni nell’altro Stato membro”. L’affermazione non può che essere accolta con favore, anche se la portata retroattiva avrà un effetto molto limitato: non essendo prevista da una disposizione normativa, non avrà incidenza sui giudizi in corso, fermo restando il potere del giudice tributario di valutare gli elementi istruttori secondo la sua prudenza. Mentre, per gli accertamenti non ancora eseguiti, se le prove assumono la veste di presunzioni semplici, i verificatori ne contesteranno la valenza sulla base di elementi di carattere generale.
Fondi immobiliari e incentivi fiscali per l’edilizia: una ingiustificata estromissione
Quotidiano Ipsoa, 6 maggio 2020
Non solo è illegittimo, ma in contrasto con i principi costituzionali di ragionevolezza e di uguaglianza, leggere l’art. 7 del decreto Crescita nel senso di estromettere i Fondi immobiliari dalla nozione di “impresa di costruzione” senza una adeguata ragione che giustifichi la diversità di disciplina e, quindi, l’esclusione dall’agevolazione. Per tale motivo, non è condivisibile la posizione dell’Agenzia delle Entrate, espressa nella risposta all’interpello n. 70 del 2020, che tende ad attuare un’ingiustificata discriminazione a danno dei Fondi provocando, in tal modo, una insanabile lesione del principio di concorrenza leale.
Procedimenti tributari: sospensione dei termini con dubbi interepretativi ancora irrisolti
Quotidiano Ipsoa, 11 marzo 2020
Il Coronavirus torna a far parlare di giustizia tributaria. Con il D.L. n. 9/2020, che aveva suscitato scalpore nel prevedere la sospensione dei processi presso determinati Comuni non facendo alcun cenno alla giurisdizione tributaria. Con il D.L. n. 11/2020 successivamente, che riserva alla materia tributaria uno spazio ridotto al minimo. Si è creato così un cortocircuito interpretativo. Dopo appena due giorni dall’entrata in vigore del decreto è iniziato, infatti, sulla stampa specializzata un acceso dibattito sulla sua portata applicativa. Sono due le interpretazioni fornite sul confine applicativo della sospensione dei termini tributari. Quali sono e a quale è più corretto aderire?
Brexit: assoggettamento IVA
Fiscalità & Commercio Internazionale, 3 / 2020, p. 14
A partire dal 31 gennaio scorso il Regno Unito è ufficialmente fuori dall’Unione Europea, ma si tratta di una separazione, per ora, meramente formale. L’Accordo per il recesso, ratificato dal Parlamento Europeo il 29 gennaio 2020, prevede, infatti, un periodo di transizione dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 in cui continueranno a trovare applicazione le norme e le procedure comunitarie, scongiurando così il rischio della c.d. Hard Brexit. Pertanto, salvo nuovi e diversi accordi, solo a partire dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito uscirà definitivamente dal territorio doganale e fiscale dell’Unione Europea, assumendo a tutti gli effetti lo status di Paese estero. Il suddetto passaggio da Stato membro UE a Paese extra-UE avrà certamente degli effetti rilevanti sulle modalità di assoggettamento ad IVA delle operazioni intercorrenti tra soggetti passivi comunitari e soggetti stabiliti nel Regno Unito, nonché sulle modalità di adempimento degli obblighi connessi all’assolvimento dell’imposta.
Rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica
Il fisco, 11 / 2020, p. 1054
Alcune recenti sentenze della Cassazione hanno, da un lato, riconosciuto il diritto al rimborso delle addizionali sull’energia elettrica applicate sino al 2011, ma, dall’altro, hanno negato agli utilizzatori la possibilità di richiedere la restituzione direttamente all’ente percettore. Stanti le indicazioni della Cassazione gli utilizzatori devono richiedere il rimborso ai propri fornitori di energia, i quali, a loro volta, potranno rivolgersi all’ente percettore.
Decreto legge 28 novembre 1988 n. 511, 6.
Decreto legislativo 26 ottobre 1995 n. 504, Art. 14 – Rimborsi dell’accisa
L’agenzia delle entrate riconosce l’aliquota IVA al 4% per i servizi di mensa aziendale o interaziendale
Il fisco, 9 / 2020, p. 830
L’Agenzia delle entrate, con una risposta a interpello non pubblicata, fornisce precise e utili indicazioni, da cui trae soluzioni interpretative sostanzialmente condivisibili e apprezzabili, in relazione al delicato tema della disciplina IVA applicabile alle prestazioni di somministrazione di alimenti e bevande, nella quale si annidano latenti problematiche riguardo, in particolare, sia alle condizioni di legge per fruire dell’aliquota ridotta del 4%, sia attorno alle regole per la determinazione della base imponibile.
Non è ammessa l’esenzione IVA per le prestazioni didattiche relative allo sport dilettantistico – esenzione IVA per le prestazioni didattiche non professionali: un punto di arrivo o di ripartenza?
GT – Rivista di Giurisprudenza Tributaria, 2 / 2020, p. 97
L’art. 10, comma 1, n. 20, del D.P.R. n. 633/1972, nel testo in vigore dal 1° gennaio 2020, prevede ai fini IVA il regime d’imponibilità soltanto per i servizi di insegnamento non professionali prestati dalle autoscuole. La scelta legislativa sembra porsi in conflitto con la giurisprudenza più recente della Corte di Giustizia, che, invece, con l’ordinanza in causa C-47/19 del 2019, tende ad estendere il regime IVA ordinario a tutte le prestazioni didattiche specialistiche, comprese quelle rese dalle scuole sportive. Peraltro, a livello europeo, si registrano incertezze interpretative intorno all’efficacia diretta della norma della Direttiva 2006/112/CE, non recepita all’interno del citato art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, che introduce uno specifico regime agevolativo per i servizi connessi con lo sport.
Corte Giustizia Unione Europea Sez. IX 07-10-2019 n. 47
Quick fixes IVA e prova del trasporto merci: tra esigenze di tutela degli operatori e lotta agli illeciti
Quotidiano Ipsoa, 25 gennaio 2020
In base alla quick fix IVA sulla prova del trasporto delle merci, il possesso della documentazione prevista dal regolamento UE n. 282/2011 fa sorgere a favore degli operatori una presunzione opponibile all’Amministrazione finanziaria. Tale presunzione opera esclusivamente a favore del contribuente; se questi non è in possesso della documentazione richiesta, non si verifica una presunzione inversa a favore dell’Amministrazione finanziaria e l’operatore può provare l’avvenuto trasporto anche con documenti e mezzi di prova alternativi. D’altro canto, non si tratta di una presunzione legale assoluta, tale da privare l’Amministrazione finanziaria di qualsiasi possibilità di contestare la correttezza dell’operazione: l’Amministrazione finanziaria potrà rigettare la presunzione se dispone di elementi che provino che ciò che viene dichiarato nei documenti non corrisponde alla realtà.
Quick fixes IVA senza disposizioni attuative: applicazione solo pro-contribuente
Quotidiano Ipsoa, 10 gennaio 2020
Le nuove disposizioni unionali contenute nel pacchetto legislativo “Quick fixes” sono in vigore dal 1° gennaio 2020. Come già avvenuto in passato, il nostro legislatore non ha ancora dato attuazione alle disposizioni unionali e per gli operatori si pone la questione se ritenere che tali disposizioni siano comunque applicabili ovvero se occorre attendere l’emanazione delle disposizioni nazionali. Secondo i principi elaborati dalla Corte di Giustizia UE e dalla Corte Costituzionale, in assenza di recepimento, sono comunque applicabili le disposizioni unionali laddove siano in favore del contribuente, mentre lo Stato inadempiente non può invocarne l’applicazione in proprio favore.
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