Source: http://www.studiolegaleambientale.com/tag/rimozione
Timestamp: 2017-12-16 01:24:26+00:00
Document Index: 173837551

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 10', 'art. 206', 'art.192', 'art. 14', 'art. 192', 'sentenza ']

Rimozione | Studio Legale Ambientale
AVVOCATO e RIFIUTI: Gestione emergenziale
D.L. 30 Dicembre 2009, n. 1954, convertito in legge 26 febbraio 2010, n. 26
“Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l’avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Cosniglio dei Ministri ed alla Ptortezione Civile”
(S.O. n.39 alla G.U. del 27 febbraio 2010, n.48)
Tra le modifiche introdotte in sede di legge di conversione si segnalano, in particolare: alcune nuove disposizioni relative al termovalorizzatore di Acerra (con determinazione del valore dell’impianto, alla data di entrata in vigore della legge in oggetto – da riconoscere al soggetto già concessionario del servizio di smaltimento dei rifiuti/proprietario dell’impianto, nonché con clausola di legge relativa all’eventuale affidamento dell’impianti, quanto all’obbligo per il costruttore di garantire l’integrale e gratuito trasferimento delle conoscenze tecnologiche relative al funzionamento dell’impianto” – art. 8, comma 2); l’inserimento di una data limite, fissata al 30 giugno 2010, per quanto riguarda il collaudo degli impianti di discarica realizzati nel corso della gestione emergenziale in via di urgenza e in deroga al D.Lgs. n. 90/2008 (art. 10, comma 1); alcune disposizioni relative all’avvio della TIA e al perdurare della TARSU nei comuni della Campania; infine, una disposizione valida a livello nazionale avente a oggetto la promozione della riduzione della produzione di rifiuti in plastica nonché delle emissioni di CO2, a tenore della quale il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare potrà promuovere, entro sei mesi dalla legge di conversione del decreto, un accordo di programma ex art. 206, comma 1, D.Lgs. n. 152/2006, con soggetti pubblici, aziende acquedottistiche e associazioni di settore, finalizzato ad aumentare, anche con impianti distributivi in aree pubbliche, il consumo di acqua potabile di rete senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
admin, maggio 21st 2010 | Tags: Abbandono rifiuti, Avvocato Ambiente, Legislazione Ambientale, Rifiuti, Rimozione, Tutela Ambiente
AVVOCATO e RIFIUTI: Rimozione e recupero, la Sanzione Reintegratoria
Secondo il contenuto precettivo di cui all’art.192 del D. Lgs. n.152/2006 attualmente vigente e che ha riprodotto l’art. 14, comma 3, del D. Lgs. n.22/1997:
“fatta salva l’applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 50 e 51, chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa. Il sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate”.
Codesta fattispecie normativa ha introdotto una sanzione amministrativa di tipo reintegratorio, potendo essere adottata anche in assenza di una situazione in cui ricorra l’urgente necessità di provvedere con efficacia e immediatezza e avente a contenuto l’obbligo di rimozione, di recupero o di smaltimento e di ripristino a carico del responsabile del fatto di discarica o immissione abusiva.
Essa, pertanto si pone a carico, cioè, di “chiunque viola i divieti di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti sul suolo”, in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o di colpa.
Il cit. art. 192, quindi, ai fini dell’imputabilità della condotta del divieto di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, richiede, a carico del proprietario o dei titolari di diritti reali o personali sul bene, un comportamento titolato di dolo o colpa, così come richiesto per l’autore materiale, mentre le conseguenze sanzionatorie connesse alla violazione del divieto di abbandono incontrollato di rifiuti sul suolo o nel suolo sono accollate anche al proprietario dell’area, ma ciò solo nel caso in cui la violazione sia a lui imputabile a titolo di dolo o di colpa.
In più di un caso la Cassazione ha ritenuto di dover censurare l’operato dell’Amministrazione ogni qualvolta essa abbia omesso di dedurre in concreto profili di responsabilità a titolo di dolo o colpa in capo al soggetto sanzionato; profili che sono necessari per l’imposizione dell’obbligo di rimozione dei rifiuti dal momento che non è sufficiente una generica “culpa in vigilando”.
La stessa condizione di colpa che, ai sensi della norma sopra riportata, rende corresponsabile il proprietario di un fondo con gli autori materiali dell’abbandono non autorizzato di rifiuti, consentendo al Comune di ingiungergli di provvedere al loro smaltimento sotto pena di esecuzione in danno, consiste per lo più nella negligenza dimostrata da una sua prolungata inerzia, incombendo allo stesso l’obbligo di adoperarsi, attraverso misure efficaci e non meramente simboliche, affinché siffatti episodi non vengano posti in essere e, comunque, abbiano a cessare.
Dal punto di vista dell’elemento soggettivo la stessa giurisprudenza civile ha ricollegato l’assenza di colpa al fatto che il bene, sia esso demaniale o patrimoniale, per le sue caratteristiche anche in termini di estensione e modalità di uso, sia oggetto di una utilizzazione generale e diretta da parte di terzi, che limiti in concreto la possibilità di custodia e vigilanza sulla cosa.
admin, gennaio 22nd 2010 | Tags: Abbandono rifiuti, Rifiuti, Rimozione, Sanzione
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