Source: https://ancnapolinord.it/index.php/tutti-gli-articoli/689-informativa-anc-napoli-nord-n-27-19.html
Timestamp: 2020-05-28 02:08:56+00:00
Document Index: 121197872

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2033', 'art. 2477', 'art. 193', 'art. 147', 'art. 3', 'art. 193', 'art. 175', 'art. 193', 'art. 141', 'art. 1']

Informativa ANC Napoli Nord n° 27-2019
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Informativa ANC Napoli Nord n° 27-2019 – 13 luglio 2019
Procedure fallimentari Napoli Nord: prosegue l’analisi statistica targata ANC Napoli Nord.
Stando ai dati pubblicati sui portali di servizio che operano con il Tribunale aversano, come già esposto nella precedente informativa, si sta registrando una significativa flessione del numero di imprese dichiarate fallite, sulle cui cause è necessario operare un’attenta riflessione anche dal punto di vista socio-economico. La nostra Associazione ha analizzato le informazioni presenti sui siti di servizio dal 2014 ad oggi. Il Tribunale aversano mostra, diversamente da quanto accade nei Tribunali viciniori, una netta apertura nei confronti di Professionisti (Avvocati e Commercialisti) appartenenti a circondari diversi da quelli di Napoli Nord. In particolare, dal 2014 ad oggi, il Tribunale di Napoli Nord ha assegnato circa 900 incarichi distribuiti su un totale di circa 300 Professionisti (Avvocati e Commercialisti), come meglio specificato nella tabella seguente (che non considera le procedure per le quali non è ancora riportato il nominativo del Curatore). Dalla tabella emerge una distribuzione abbastanza omogenea degli incarichi tra Professionisti appartenenti ai circondari di Napoli, Napoli Nord e SMCV.
Nell’anno corrente tale distribuzione appare addirittura favorire i Professionisti provenienti dal circondario di Napoli.
Sarebbe utile comprendere se nei Tribunali più vicini si usa lo stesso riguardo nei confronti dei Professionisti dei circondari confinanti oppure, come sembra, si sono create delle barriere non scritte che ne limitano l’ingresso. Tali dati, ad ogni modo, saranno oggetto di più attente riflessioni di carattere sindacale ed economico.
Periodo 2014-2019 curatori incarichi affidati Media
Santa Maria Capua Vetere 71 244 3,43662
Salerno 3 12 4
Latina 1 5 5
Napoli 99 279 2,818182
Napoli Nord 106 338 3,188679
Nola 2 6 3
Nocera 1 7 7
Bari 1 1 1
Totale 284 892
Il 2019: un anno difficile da dimenticare per i Commercialisti!
Il 2019 sarà ricordato come l’anno della fatturazione elettronica obbligatoria per tutti (forfait esclusi), per l’abolizione degli studi di settore e l’introduzione degli «indicatori sintetici di affidabilità fiscale» (Isa), per la entrata in vigore del processo tributario telematico, per l’entrata in vigore della riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Il vero e proprio diluvio normativo che ha caratterizzato questa prima parte dell’anno 2019, ha costretto i commercialisti ad uno sforzo enorme in termini di aggiornamento professionale e adeguamento delle procedure di studio.
A complicare ulteriormente il tutto ci sono stati, e in parte ci sono anche tutt’ora, una serie di ritardi e malfunzionamenti nella messa a disposizione degli utenti delle procedure software necessarie per adeguarsi alle novità normative sopra ricordate che ha prodotto, per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi, la proroga più lunga della storia delle dichiarazioni dei redditi.
Nemmeno nel 1993, l’anno del famoso «740 lunare» si era arrivati a una proroga nelle scadenze di versamento di così ampia portata.
Il filo conduttore di queste novità normative, eccetto la riforma della crisi d’impresa, è l’avvento della digitalizzazione e della telematica.
Pur volendo accogliere con favore tutte queste nuove procedure e innovazioni, va constatato che nonostante l’enorme impegno profuso dalla categoria, dall’altro lato non vi è stato alcun riconoscimento di sorta, fosse anche quello morale. Di contro sempre più di frequente la Categoria viene additata da Magistrati e Politici come “inaffidabile”, “corruttibile” o peggio ancora “non idonea”.
Ebbene, in un siffatto clima, il CNDCEC ha finalmente varato la prima campagna di comunicazione che ripropone il motto già caro al Presidente Siciliotti (oltre dieci anni fa): “Utili al Paese”.
Certo! Noi lo sappiamo di essere Utili al Paese, ma basterà un video autocelebrativo di pochi secondi in onda su tutte le TV nazionali per far comprender i motivi di ques’utilità?
Il dubbio è che questo video possa emozionare esclusivamente i 120.000 Commercialisti, molti dei quali neanche si riconoscono in quelle espressioni sorridenti!
Botticelli al Palazzo Zevallos di Napoli.
Al Palazzo Zevallos di Napoli arriva in mostra il bellissimo Compianto sul Cristo Morto del grande artista Sandro Botticelli. L’evento si terrà fino al 29 Settembre 2019 durante il quale sarà possibile ammirare anche l’affascinante “Compianto del Cristo Morto” raffigurante il momento in cui Gesù, dopo essere stato staccato dalla croce sul Golgota, in procinto di essere deposto nel sepolcro.
Per partecipare all’evento la prenotazione è obbligatoria per gruppi e scuole. Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | sito ufficiale
Inesistente l'accertamento esecutivo spedito per posta raccomandata.
E’ giuridicamente inesistente l’accertamento esecutivo spedito per posta raccomandata, e non tramite ufficiale giudiziario. Ad affermarlo la Ctr Piemonte con la sentenza 757/3/2019 depositata lo scorso 11 giugno. Inoltre, trattandosi di elemento costitutivo della validità dell’atto, il difetto di notifica non può essere sanato attraverso la tempestiva proposizione del ricorso. Il collegio tributario d’appello ha osservato che occorre distinguere l’atto esecutivo primario da quello secondario. In merito al primo, la disciplina di riferimento ne prescrive l’obbligo della notifica. Per i secondi la notifica può avvenire anche tramite posta raccomandata.
Impugnazione della delibera di approvazione del bilancio.
La delibera assembleare di approvazione del bilancio può essere impugnata al sussistere di vizi procedimentali propri e/o di vizi di contenuto del bilancio approvato.
Di conseguenza il soggetto interessato può agire, in presenza di entrambe le tipologie di vizio, con l’azione di annullamento ovvero con l’azione di nullità.
L’interesse ad agire non viene meno qualora il socio abbia percepito gli utili per i quali è stata deliberata la distribuzione; secondo quanto affermato dai Giudici nella pronuncia in esame il percepimento degli utili “non può valere come convalida tacita della deliberazione viziata”, soprattutto nel caso in cui il socio, in sede assembleare, abbia espresso il proprio voto contrario all’approvazione del bilancio per vizi che inficiano detto documento ovvero il procedimento della delibera che lo ha approvato. Le delibere di approvazione del bilancio e di distribuzione degli utili costituiscono atti distinti, ancorché contestuali e legati da vincoli di dipendenza; infatti, la delibera di distribuzione risulta viziata da invalidità derivata qualora la delibera di approvazione del bilancio sia contraria alla legge o all’atto costitutivo. Cassazione 23.950 del 02/10/2018.
Il socio è pertanto legittimato ad impugnare quest’ultima delibera esponendosi, in relazione alla distribuzione degli utili, alle conseguenze previste dalla legge; in particolare una volta intervenuta l’invalidità delle 2 delibere il pagamento degli utili diviene indebito ex art. 2033, C.C.
La legittimazione all’impugnazione è riconosciuta, ai sensi dell’art. 2477, comma 2, C.C., esclusivamente al socio assente, dissenziente o astenuto; lo stesso, come sopra accennato, non perde tale diritto per il fatto di aver incassato gli utili a seguito di delibera di approvazione del bilancio e di distribuzione degli stessi assunta senza il suo consenso, ossia qualora “abbia manifestato i propri rilievi critici al bilancio contestualmente approvato, a valere quale anticipata protestatio sufficiente di per sé a elidere il valore di dichiarazione tacita di volontà abdicativa con riguardo alla condotta di percezione degli utili risultanti dal bilancio e distribuiti ai soci”.
Verifica degli equilibri di bilancio per gli enti locali.
Gli enti locali entro il 31.07 devono procedere alla verifica degli equilibri di bilancio prevista dall'art. 193, c. 2 del TUEL, il quale evidenzia che "gli enti locali garantiscano in fase previsionale, durante la gestione e in occasione delle successive variazioni di bilancio, il mantenimento degli equilibri in termini di competenza e di cassa".
In tale contesto un ruolo fondamentale è svolto dall'organo di revisione dei conti che deve esprimersi con proprio parere. Per la verifica degli equilibri è doveroso effettuare una ricognizione di tutte le entrate e tutte di le spese in conto competenza e in conto residui, controllando che non emergano situazioni di squilibrio della gestione corrente e di quella in conto capitale, alla luce dei nuovi principi contabili. Nel caso che la gestione faccia prevedere situazioni di squilibrio, dovranno logicamente essere apportate le opportune variazioni al bilancio.
La verifica degli equilibri di bilancio è quindi l'occasione per verificare la congruità dei capitoli di entrata e di spesa, compresi il fondo di riserva di competenza e quello di cassa, alla luce delle dinamiche della gestione e della proiezione della stessa gestione al 31.12.
Con apposita delibera, l'ente locale dà atto del permanere degli equilibri ovvero, in caso di accertamento negativo, adotta i provvedimenti necessari al recupero degli equilibri stessi, che possono consistere in:
- misure necessarie al ripristino del pareggio, qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di gestione o di amministrazione, per squilibrio della gestione di competenza, di cassa ovvero della gestione dei residui;
- provvedimenti per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio;
- iniziative necessarie ad adeguare il Fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione, in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui.
L'art. 147-quinquies del TUEL, introdotto dall'art. 3, c. 1, lett. d) D.L. 174/2012, conv. L. 213/2012, prevede l'attribuzione al responsabile del Servizio finanziario della direzione e del coordinamento delle attività di verifica degli equilibri finanziari, da svolgere sotto la vigilanza dell'organo di revisione.
L'analisi in questione è condotta attraverso la verifica dell'andamento delle entrate e delle spese come previste nel bilancio preventivo. Nello specifico si tratta di verificare la propensione degli stanziamenti iscritti in entrata e in spesa a tradursi in effettivi accertamenti e impegni entro la fine dell'esercizio e che tali accertamenti e impegni risultino idonei a garantire il permanere degli equilibri di bilancio di parte corrente, parte capitale e non risulti una situazione di deficit di cassa.
Ricordiamo che mentre il controllo degli equilibri finanziari costituisce una forma di controllo interno che deve essere esercitato mediante periodica e costante verifica durante tutto il corso dell'esercizio, avendo carattere permanente, la salvaguardia di cui al citato art. 193 rappresenta il momento di verifica dello stato di attuazione dei programmi e degli equilibri generali di bilancio, non solo finanziari, ma anche economici e patrimoniali.
Inoltre, entro la stessa scadenza, il consiglio dell'ente deve deliberare l'assestamento generale di bilancio, a norma dell'art. 175, c. 8 del TUEL. Mediante questa delibera l'ente attua la verifica generale di tutte le voci di entrata e spesa al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio.
La mancata adozione dei provvedimenti di riequilibrio previsti dall'art. 193 è equiparata a ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio di previsione di cui all'art. 141, con applicazione della procedura di commissariamento prevista dal comma 2 del medesimo articolo.
Risoluzione n. 66 del 10/07/2019
Modelli F24 e F24 Enti pubblici (F24EP) - soppressione causali contributo “DINS”, “DMV”, “DMAC”, “RARC” e “EMDM” - pdf
Risoluzione n. 65 del 10/07/2019
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Aliquota IVA applicabile alla cessione di prodotti derivanti dalla coltivazione della canapa - pdf
Interpello Articolo 11, comma 1, lett.a), legge 27 luglio 2000, n.212. Trasferimento del diritto di nuda proprietà di un’azienda. Articolo 3, comma 4-ter del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 - pdf
Trattamento ai fini IVA delle somme riaddebitate all’interno di un Consorzio - pdf
Note di credito emesse in relazione ad operazioni fatturate in base al regime forfetario ex art. 1, commi 54-89, legge n. 190/2014 - Articolo 26 DPR n. 633 del 1972 - Interpello Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - pdf
Risposta n. 226 del 09/07/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lettera a) della legge 27 luglio 2000, n. 212 – Attività di raccolta delle giocate svolta da un terzo su incarico del gestore – Art. 10, primo comma, n. 6), del d.P.R. n. 633 del 1972 - pdf