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Timestamp: 2020-01-20 09:43:58+00:00
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Nullità dell’iscrizione ipotecaria - Avvocato Walter Mercuri
Avvocato Walter MercuriArticoliRECUPERO CREDITI E INSOLVENZANullità dell’iscrizione ipotecaria
29 dicembre 2016 | AWM | 0 Comments | RECUPERO CREDITI E INSOLVENZA
Nullità dell’iscrizione ipotecaria
L’omessa comunicazione, da parte dell’Amministrazione finanziaria al contribuente, dell’intenzione di procedere all’iscrizione ipotecaria e l’omessa concessione di un termine di trenta giorni, determina la nullità dell’iscrizione ipotecaria.
In altre parole l’Amministrazione finanziaria prima di procedere all’iscrizione ipotecaria è tenuta a dare apposita comunicazione al contribuente e concedere un termine di trenta giorni, al fine di instaurare un eventuale contraddittorio preventivo. In difetto, l’iscrizione è affetta da nullità per violazione del diritto del contribuente a partecipare al procedimento.
Questo è in sintesi il principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione, Sez. V, n. 22760 del 9.11.2016, che ha ribadito quanto già deliberato dalle Sezioni Unite, con la sentenza n. 19667 del 18.09.2014.
La vicenda riguarda un cittadino che si è visto notificare un avviso di iscrizione ipotecaria, su un immobile destinato a fondo patrimoniale, per il mancato pagamento di alcune cartelle esattoriali.
Avverso tale avviso il debitore ha proposto ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale, eccependo tra l’altro l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria ai sensi dell’art. 170 c.c. in quanto le unità immobiliari ipotecate erano state già oggetto di conferimento in un fondo patrimoniale costituito per la famiglia e destinato a far fronte solo ai debiti contratti per le esigenze familiari.
La Commissione Tributaria Provinciale ha accolto il ricorso. La sentenza è stata appellata innanzi alla Commissione Tributaria Regionale, la quale, a sua volta, accogliendo l’appello ha riformato la sentenza del giudice di prime cure.
Avverso il provvedimento del giudice di secondo grado il cittadino ha proposto ricorso per cassazione.
Secondo il Supremo collegio in materia di riscossione coattiva delle imposte, prima di iscrivere l’ipoteca sui beni immobili ai sensi dell’art. 77 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, l’amministrazione finanziaria è tenuta a dare apposita comunicazione al contribuente al fine di avvertirlo che procederà alla predetta iscrizione. In tal caso l’amministrazione è tenuta a concedere al cittadino un termine – che può essere individuato, in conformità con analoghe previsioni legislative (come, quello sancito dall’art. 77, comma 2 bis, dello stesso D.P.R., introdotto dal d.l. 14 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla legge 2 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni. Ed entro detto termine il contribuente può far pervenire osservazioni o effettuare il pagamento.
La mancata concessione del termine costituisce violazione di un diritto del contribuente.
Invero, a parere degli ermellini, l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocessuale comporta la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento. In quanto quest’ultimo diritto è garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea.
Infine per il Supremo collegio, data la natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione conserva la sua efficacia fino alla sentenza con cui il giudice ne dichiara la illegittimità.
Sulla base di queste argomentazioni la Corte ha accolto il ricorso del contribuente e decidendo la causa nel merito, non essendo necessari ulteriori accertamenti in punto di fatto, ha dichiarato la nullità dell’iscrizione ipotecaria.
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