Source: https://renatodisa.com/ai-fini-della-sussistenza-dellelemento-soggettivo-e-sufficiente-il-dolo-generico/
Timestamp: 2020-08-09 22:56:24+00:00
Document Index: 50867477

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Ai fini della sussistenza dell'elemento soggettivo e' sufficiente il dolo generico - Renato D'Isa
Home Corte di Cassazione Cassazione penale 2018 Ai fini della sussistenza dell’elemento soggettivo e’ sufficiente il dolo generico
Ai fini della sussistenza dell’elemento soggettivo e’ sufficiente il dolo generico
Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 9 ottobre 2018, n. 45314.
Sentenza 9 ottobre 2018, n. 45314
Data udienza 27 giugno 2018
Dott. RICCARDI Giusepp – rel. Consigliere
Ai fini della sussistenza dell’elemento soggettivo e’ sufficiente il dolo generico, che puo’ anche assumere la forma del dolo eventuale, e che comunque implica l’uso consapevole, da parte dell’agente, di parole ed espressioni socialmente interpretabili come offensive, ossia adoperate in base al significato che esse vengono oggettivamente ad assumere.
La provocazione ricorre quando il reato sia commesso non gia’ in un generico stato di emozione, agitazione, timore o paura, bensi’ in uno stato d’ira, essendo necessario che l’agente abbia perduto il controllo di se stesso in conseguenza di un fatto che sia privo di giustificazione nei contenuti e nelle modalita’ esteriori, capace di alterare i freni inibitori, come tale costituente eccezione al principio generale, secondo cui gli stati emotivi non sono causa di diminuzione della imputabilita’
avverso la sentenza del 03/02/2017 del TRIBUNALE di TERNI;
udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE RICCARDI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore FIMIANI PASQUALE, che ha concluso chiedendo l’inammissibilita’ del ricorso;
1. Con sentenza emessa il 03/02/2017 il Tribunale di Terni ha confermato l’affermazione di responsabilita’ penale pronunciata dal Giudice di Pace di Terni nei confronti di (OMISSIS) per i reati di diffamazione di (OMISSIS), Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Terni, e (OMISSIS), Luogotenente della medesima, assolvendo, in parziale riforma, (OMISSIS).
In particolare, nel corso di una verifica fiscale presso la cooperativa AIDAS della quale l’imputata era consulente amministrativo, (OMISSIS) affermava in presenza dei militari che procedevano ai controlli che il Col. (OMISSIS) aveva manifestato la volonta’ di “far sputare sangue” alla stessa, con l’aiuto del Mar. (OMISSIS), che cercava elementi per “farla incastrare”.
2. Avverso tale sentenza ricorre per cassazione il difensore di (OMISSIS), Avv. (OMISSIS), deducendo i seguenti motivi di ricorso.
2.1. Con i primi due motivi denuncia violazione di legge e vizio di motivazione, con conseguente nullita’ della sentenza, in relazione al rigetto dell’istanza di rinvio per legittimo impedimento proposta dal difensore Avv. (OMISSIS) all’udienza del 25.9.2013, lamentando che l’istanza non sia stata ritenuta tempestiva nonostante l’insorgenza della patologia.
2.2. Violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al dolo: lamenta che la sentenza abbia fondato l’accertamento del dolo sul criterio del c.d. dolus in re ipsa, e su considerazioni congetturali concernenti l’obbligo dei verbalizzanti di riferire ai superiori, senza considerare che l’imputata, gia’ mesi prima, aveva espresso allo stesso verbalizzante preoccupazioni, senza che queste venissero divulgate ad una pluralita’ di persone.
2.3. Violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli articoli 59 e 599 cod. pen.: lamenta che la sentenza impugnata, pur non avendo dubitato dell’esistenza del secondo presupposto della provocazione, lo stato d’ira, ha fornito un’interpretazione errata ed analogica del primo presupposto, il fatto ingiusto altrui, ritenendo che fosse necessario un rapporto diretto tra il comportamento del soggetto diffamato, e non di un terzo, e la reazione del soggetto diffamante. Peraltro, la “scriminante” sarebbe stata negata anche nella forma putativa, nonostante l’incertezza del quadro probatorio.
2.4. Violazione di legge in relazione all’articolo 62, comma 1, n. 2, per l’omesso riconoscimento dell’attenuante comune della provocazione.
2.5. Violazione di legge in relazione all’articolo 133 cod. pen. per la sproporzione del trattamento sanzionatorio.
3. Con memorie pervenute il 11/06/2018 le parti civili (OMISSIS) e (OMISSIS) hanno chiesto il rigetto o l’inammissibilita’ del ricorso.
1.1. I primi due motivi sono manifestamente infondati, in quanto l’istanza di rinvio e’ stata legittimamente rigettata, sul rilievo della natura non assoluta dell’impedimento dedotto (con il mero consiglio di cure e riposo) e della impossibilita’ di valutare la tempestivita’ della richiesta, non essendo stata indicata, nel certificato, la data di insorgenza del malessere.
1.2. Il motivo concernente il dolo e’ manifestamente infondato, oltre che generico, limitandosi a contestare la sussistenza dell’elemento soggettivo.
E’ pacifico, in tema di diffamazione, che, ai fini della sussistenza dell’elemento soggettivo e’ sufficiente il dolo generico, che puo’ anche assumere la forma del dolo eventuale, e che comunque implica l’uso consapevole, da parte dell’agente, di parole ed espressioni socialmente interpretabili come offensive, ossia adoperate in base al significato che esse vengono oggettivamente ad assumere (Sez. 5, n. 8419 del 16/10/2013, dep. 2014, Verratti, Rv. 258943).
Premesso che non e’ contestata la coscienza e volonta’ di adoperare espressioni offensive, che gia’ di per se’ integra il dolo di fattispecie, la sentenza impugnata, motivando in relazione alla censura difensiva, secondo cui l’assenza di dolo doveva desumersi dalla circostanza che l’imputata si era limitata a riferire quanto appreso da altri, e non a manifestare una propria valutazione lesiva dell’onore dei militari della Guardia di Finanza, si e’ limitata a rilevare che non assume rilievo scriminante che l’imputata avesse appreso da terzi dei propositi persecutori lamentati, avendo ella fatto propria tale convinzione, espressa con “particolare passione”.
Al riguardo, e’ del tutto immune da censure la motivazione con la quale e’ stata esclusa la rilevanza della provenienza da terzi della convinzione poi espressa, con autonoma volonta’, in forma diffamatoria.
1.3. I motivi concernenti il diniego della provocazione, sia nella forma esimente (articolo 599 cod. pen.), sia nella forma attenuante (articolo 62 c.p., n. 2), sono manifestamente infondati.
Secondo il motivo di appello proposto dall’imputata, la provocazione sarebbe stata integrata dal comportamento di (OMISSIS), precedente gestore della cooperativa oggetto di verifica fiscale, che avrebbe provocato i controlli della Guardia di Finanza, sollecitando il Col. (OMISSIS) e il Mar. (OMISSIS).
La sentenza impugnata, con apprezzamento di fatto immune da censure, e dunque insindacabile in sede di legittimita’, ha escluso la sussistenza della provocazione, non solo perche’ non e’ sufficiente un mero stato di agitazione soggettiva, ma anche perche’ non e’ emersa alcuna prova che lo stato di agitazione fosse stato suscitato dalla convinzione di essere vittima di atti persecutori, anziche’ dalla preoccupazione per i controlli in corso; peraltro, secondo la prospettazione difensiva, il fatto ingiusto altrui, che avrebbe determinato lo stato d’ira, sarebbe stato posto in essere non dai soggetti diffamati, ma da un terzo.
Al riguardo, assorbente l’assenza del profilo soggettivo dello stato d’ira evidenziato dalla sentenza impugnata, e’ pacifico che la provocazione ricorre quando il reato sia commesso non gia’ in un generico stato di emozione, agitazione, timore o paura, bensi’ in uno stato d’ira, essendo necessario che l’agente abbia perduto il controllo di se stesso in conseguenza di un fatto che sia privo di giustificazione nei contenuti e nelle modalita’ esteriori, capace di alterare i freni inibitori, come tale costituente eccezione al principio generale, secondo cui gli stati emotivi non sono causa di diminuzione della imputabilita’ (Sez. 1, n. 40177 del 01/10/2009, Gaudino, Rv. 245666; Sez. 1, n. 5056 del 08/11/2011, dep. 2012, Ndoj, Rv. 251833, secondo cui lo “stato d’ira” deve essere costituito da una situazione psicologica caratterizzata da un impulso emotivo incontenibile, che determina la perdita dei poteri di autocontrollo, generando un forte turbamento connotato da impulsi aggressivi).
Alcun margine emerge, peraltro, per l’operativita’ delle esimenti nella forma putativa, oggetto di deduzione difensiva meramente congetturale, priva di collegamenti con il tessuto argomentativo della sentenza impugnata e con il compendio probatorio.
1.4. Il motivo concernente il trattamento sanzionatorio e’ manifestamente infondato, in quanto, a prescindere dal rilievo che la pena inflitta e’ stata determinata nella meno grave specie pecuniaria (Euro 800,00 di multa), e’ pacifico che la graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti ed alle diminuzioni previsti per le circostanze aggravanti ed attenuanti, rientra nella discrezionalita’ del giudice di merito, che la esercita, cosi’ come per fissare la pena base, in aderenza ai principi enunciati negli articoli 132 e 133 cod. pen.; ne discende che e’ inammissibile la censura che, nel giudizio di cassazione, miri ad una nuova valutazione della congruita’ della pena la cui determinazione non sia frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico e sia sorretta da sufficiente motivazione (ex multis, Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013, dep. 2014, Ferrario, Rv. 259142).
2. Alla declaratoria di inammissibilita’ del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e alla corresponsione di una somma di denaro in favore della cassa delle ammende, somma che si ritiene equo determinare in Euro 2.000,00.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e della somma di Euro 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Sentenze - Ordinanze22480
Corte di Cassazione15911
Diritto Civile e Procedura Civile8559
Sezioni Diritto8455
Diritto Penale e Procedura Penale7580
Diritto Amministrativo4157
Archivi Seleziona il mese Agosto 2020 (54) Luglio 2020 (302) Giugno 2020 (282) Maggio 2020 (275) Aprile 2020 (299) Marzo 2020 (301) Febbraio 2020 (293) Gennaio 2020 (316) Dicembre 2019 (212) Novembre 2019 (239) Ottobre 2019 (337) Settembre 2019 (310) Agosto 2019 (173) Luglio 2019 (288) Giugno 2019 (283) Maggio 2019 (318) Aprile 2019 (266) Marzo 2019 (311) Febbraio 2019 (282) Gennaio 2019 (284) Dicembre 2018 (238) Novembre 2018 (209) Ottobre 2018 (345) Settembre 2018 (290) Agosto 2018 (166) Luglio 2018 (296) Giugno 2018 (262) Maggio 2018 (324) Aprile 2018 (299) Marzo 2018 (316) Febbraio 2018 (258) Gennaio 2018 (246) Dicembre 2017 (224) Novembre 2017 (306) Ottobre 2017 (300) Settembre 2017 (300) Agosto 2017 (125) Luglio 2017 (286) Giugno 2017 (247) Maggio 2017 (282) Aprile 2017 (252) Marzo 2017 (324) Febbraio 2017 (255) Gennaio 2017 (271) Dicembre 2016 (195) Novembre 2016 (267) Ottobre 2016 (285) Settembre 2016 (259) Agosto 2016 (124) Luglio 2016 (244) Giugno 2016 (299) Maggio 2016 (255) Aprile 2016 (238) Marzo 2016 (238) Febbraio 2016 (237) Gennaio 2016 (229) Dicembre 2015 (211) Novembre 2015 (217) Ottobre 2015 (248) Settembre 2015 (248) Agosto 2015 (114) Luglio 2015 (231) Giugno 2015 (236) Maggio 2015 (228) Aprile 2015 (215) Marzo 2015 (270) Febbraio 2015 (224) Gennaio 2015 (236) Dicembre 2014 (189) Novembre 2014 (226) Ottobre 2014 (276) Settembre 2014 (246) Agosto 2014 (67) Luglio 2014 (184) Giugno 2014 (204) Maggio 2014 (175) Aprile 2014 (207) Marzo 2014 (235) Febbraio 2014 (223) Gennaio 2014 (177) Dicembre 2013 (134) Novembre 2013 (172) Ottobre 2013 (205) Settembre 2013 (190) Agosto 2013 (57) Luglio 2013 (169) Giugno 2013 (129) Maggio 2013 (163) Aprile 2013 (112) Marzo 2013 (128) Febbraio 2013 (106) Gennaio 2013 (144) Dicembre 2012 (111) Novembre 2012 (148) Ottobre 2012 (156) Settembre 2012 (112) Agosto 2012 (83) Luglio 2012 (91) Giugno 2012 (96) Maggio 2012 (92) Aprile 2012 (88) Marzo 2012 (60) Febbraio 2012 (66) Gennaio 2012 (63) Dicembre 2011 (51) Novembre 2011 (69) Ottobre 2011 (62) Settembre 2011 (2) Agosto 2011 (1) Luglio 2011 (1) Giugno 2011 (2) Maggio 2011 (4) Aprile 2011 (5) Marzo 2011 (7) Febbraio 2011 (6) Gennaio 2011 (13) Dicembre 2010 (3)
Revoca della sentenza definitiva di condanna a seguito della sopravvenuta parziale...
renatodisa - 24 Gennaio 2019