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Timestamp: 2020-02-27 04:52:15+00:00
Document Index: 184484447

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 68', 'art. 49', 'art. 220', 'art. 49', 'art. 220', 'art. 49', 'art. 220', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 220', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 220', 'art. 226', 'art. 142']

Rifiuto dell'amministratore della fallita a presentarsi avanti al curatore - Forum FALLIMENTI - AVVIO DELLA PROCEDURA
Rifiuto dell'amministratore della fallita a presentarsi avanti al curatore
Ho convocato l'amministratore di una srl fallita il quale, a mezzo raccomandata, mi comunica di porgli le domande per iscritto perché lui possa rispondere sempre tramite lettera. Sono in qualche modo "obbligato" ad accettare il compromesso?
RE: Rifiuto dell'amministratore della fallita a presentarsi avanti al curatore
Classificazione: FALLITO / OBBLIGHI PERSONALI
Il secondo comma dell'art. 49 stabilisce che "Se occorrono informazioni o chiarimenti ai fini della gestione della procedura, i soggetti di cui al primo comma (ossia, l'imprenditore del quale sia stato dichiarato il fallimento, nonché gli amministratori o i liquidatori di società o enti soggetti alla procedura di fallimento) devono presentarsi personalmente al giudice delegato, al curatore o al comitato dei creditori". Peraltro il terzo comma della stessa norma aggiunge che in caso di legittimo impedimento o di altro giustificato motivo, "il giudice può autorizzare l'imprenditore o il legale rappresentante della società o enti soggetti alla procedura di fallimento a comparire per mezzo di mandatario".
da queste disposizioni risulta chiaro come il fallito non posa prtendere di corrispondere a mezzo lettera con il curatore, il quale può anche accettare questo sistema di comunicazione ma non vi è certo obbligato.
Cassazione civile, sez. I 08 aprile 2015
Soluzione potrebbe essere chiedere al GD la convocazione coatta del legale rappresentante
RE: RE: Rifiuto dell'amministratore della fallita a presentarsi avanti al curatore
Certo è possibile in quanto rientrante nella previsione dell'art. 49, come si evince dal testo della norma che abbiamo riportato nella precedente risposta. Il problema non è se il giudice (o il curatore o il comitato dei creditori) possa disporre la convocazione, ma la sanzione per il mancato rispetto della stessa. Nella vecchia legge era data al giudice la possibilità di disporre l'accompagnamento a mezzo della forza pubblica, ma tale previsione non è stata ripresa dall'attuale art. 49, da cui sono derivate due interpretazioni: c'è chi ritiene che non sia più possibile l'accompagnamento coattivo proprio perché non previsto o, meglio ancora, perché non riprodotta la vecchia norma che lo prevedeva e chi ritiene che comunque rientri nei poteri del giudice la possibilità di farsi assistere dalla forza pubblica quando necessario (art. 68, co 3, cpc). Si tratta di due soluzioni entrambe sostenibili e argomentabili, anche se la nostra preferenza va alla prima opzione.
16/07/2014 13:38
RE: RE: RE: Rifiuto dell'amministratore della fallita a presentarsi avanti al curatore
Mi permetto di sottolineare che, comunque, all'amministratore della fallita (o al fallito stesso) che non si presenta agli organi della procedura ex art. 49 l.f. dovrebbe essere applicata la sanzione prevista dall'art. 220 l.f. ("È punito con la reclusione da sei a diciotto mesi il fallito, il quale - OMISSIS - non osserva gli obblighi imposti dagli artt. - OMISSIS - e 49").
16/07/2014 19:06
RE: RE: RE: RE: Rifiuto dell'amministratore della fallita a presentarsi avanti al curatore
Per la verità, la sostanziale modifica dell'art. 49 ha fatto nascere molti dubbi sulla portata attuale dell'art. 220 l.f., ma il problema che ci si poneva non è questo, quanto quello di vedere se esistono mezzi coattivi per realizzare il comando dato al fallito o agli amministratori della società fallita (in precedenza non contemplati nella norma) di presentarsi al giudice o al curatore o al comitato dei creditori.
RE: RE: RE: RE: RE: Rifiuto dell'amministratore della fallita a presentarsi avanti al curatore
Aggiungo una domanda all'argomento che, come vedo, risulta condiviso da acluni colleghi: E' il caso dell'amministratore che pretende di presentarsi avanti al curatore con l'assistenza di un commercialista / avvocato.
Chiedo: il curatore è in qualche modo obbligato ad accogliere anche il consulente ?
Inoltre: Nel verbale d'interrogatorio ritengo che la presenza di tale assistente dovrà risultare ma mi chiedo se - come successo - nel caso in cui certe risposte vengano palesemente suggerite ovvero fornite direttamente dal professionista bisognerà darne atto?
Quali rischi corre il professionista che assiste l'amministratore della fallita in caso di dichiarazioni mendaci sue o dell'amministratore? Grazie molte per la risposta
17/07/2014 20:21
RE: RE: RE: RE: RE: RE: Rifiuto dell'amministratore della fallita a presentarsi avanti al curatore
Non vediamo motivi per cui il fallito o l'amministratore di una società fallita non possa farsi assistere da un legale, il quale tuttavia non può né imbeccare né, peggio ancora, rispondere al posto del fallito. Questi, infatti, a norma dell'art. 49, deve comparire personalmente e solo in caso di legittimo impedimento può affidarsi ad un mandatario.
Il verbale di audizione del fallito- come tutti i verbali- deve riprodurre ciò che accade, per cui se alcune risposte sono suggerite dal legale o date da questi, il dato deve essere riportato nel verbale. Il legale che fa dichiarazioni false pensiamo che incorra nelle
Nei limiti in cui è ipotizzabile il reato di cui alla'rt. 220 a acrico del fallito (ad esempio false dichiarazioni in sede di completamento inventario) riteniamo che possa parlarsi di concorso del legale ove sia questi a tenere il comportamento punibile, ma questa è una questione penalistica che preferiamo lasciare agli esperti del settore che vorranno intervenire.
Stante la lettera della norma, non vedo come possano nutrirsi dubbi sull'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 220 l.f. anche dopo la modifica dell'art. 49. Difatti, la prima è direttamente connessa all'inadempienza prevista per la seconda.
Per quanto attiene alla domanda che ci si poneva (mezzi coattivi per indurre gli amministratori a presentarsi agli organi della procedura, quindi, compreso il Curatore), ritengo che l'eventuale monito da proporre in sede di convocazione degli amministratori della fallita (...qualora Ella non si presenti al sottoscritto Curatore a mente dell'art. 49 l.f. il sottoscritto medesimo segnalerà l'inadempienza alla locale Procura della Repubblica per gli incombenti previsti dall'art. 220, comma 1, l.f....), in molti casi, possa costituire un metodo per indurre questi ultimi ad ottemperare alla richiesta.
Potrebbe essere utile un avvertimento del genere.
Scusate ho un dubbio il fallito posso convocarlo attraverso invio pec all'avvocato domiciliatario che si è costituito nella prefallimentare senza incorrere in provvedimenti disciplinari?
L'avvocato era domiciliatario nella fase prefallimentare, per cui una volta dichiarato il fallimento, il curatore ha un rapporto diretto con il fallito. L'invio della pec al detto procuratore non dà luogo ad alcun provvedimento disciplinare, solo che non è corretto il destinatario e il fallito potrebbe addurre di non aver saputo nulla della comunicazione fatta in tal modo.
Tutto ciò su cui si è dibattuto, a seguito della domanda iniziale del Dott. Cosentino,
vale anche per coloro i quali sono stati amministratori in precedenza ovvero per coloro che hanno ricoperto tale carica fino a pochissimi mesi prima del fallimento e sono poi stati sostituiti da altri?
Dal combinato disposto del primo e secondo comma dell'art. 49 si desume che tenuti a fornire chiarimenti e informazioni sono, oltre all'imprenditore individuale fallito, gli amministratori e liquidatori di società. Nonostante l'uso del plurale che potrebbe far ritenere la norma estesa anche agli amministratori pregressi, emerge chiaro che la disposizione riguarda il o gli amministratori ultimi dal momento che il primo comma im pone agli amministratori di comunicare al curatore ogni cambiamento della propria residenza e questi non possono che essere i legali rappresentanti al momento della dichiarazione di fallimento, non avendo senso estendere tale onere informativo ai precedenti, sicchè quando il secondo comma impone la comparizione ai soggetti di cui al primo comma, non può che riferirsi che agli ultimi amministratori.
In sostanza, a nostro avviso, l'art. 49 l.f. non trova applicazione per gli amministratori pregressi, ai quali comunque il curatore può rivolgersi per chiedere chiuarimenti e informazioni, ma questi non sono tenuti apresentarsi agli organi della procedura.
Albarosa Marigliano
Ho convocato l'amministratore della società con sede in Puglia. Lui risiede in Veneto e mi ha comunicato tra l'altro di esser stato dichiarato invalido. Come procedere? Deve farsi autorizzare dal GD per delegare un mandatario?Devo presentare io curatore la delega al GD? Posso prevedere metodi telematica come Skype? Come accetto la sua reale identità? Grazie
L'obbligo di presentazione previsto dall'art. 49 l.fall. è rimasto dopo la riforma del 2006, ma sprovvisto di sanzione in quanto non è più previsto l'accompagnamento coattivo, se si eccettua la sanzione penale prevista dall'art. 220 l.fall. (esteso anche agli amministratori dall'art. 226) e il diniego dell'esdebitazione previsto dall'art. 142 comma 1 n. 1 l.fall. nel caso di mancata collaborazione ( che non interessa la società fallita né l'amministratore).
Essendo questo il quadro normativo entro cui muoversi, è chiaro che le "armi" a sua disposizione per convocare il legale rappresentante della società fallita avanti a sé sono abbastanza spuntate, tanto più che questi adduce di essere invalido e dovrebbe arrivare in Puglia dal Veneto. In questi casi è opportuno convocare formalmente il soggetto in questione, facendo presente le sanzioni penali cui può andare incontro e la possibilità, in caso di impedimento, di chiedere al giudice delegato la nomina di un mandatario.
La legge non prevede l'uso di mezzi telematici, ma non è da escludere che possa sentire il fallito o il legale rappresentante della società fallita a mezzo Skype, però dovrebbe registrare il colloquio, facendolo presente all'interlocutore, o comunque trascriverlo e poi far sottoscrivere dall'interessato la trascrizione, altrimenti le dichiarazioni rese non potranno essere utilizzate.