Source: https://www.gestionalealberghiero.it/alcune-norme-relative-alla-registrazione-degli-alloggiati-in-albergo/
Timestamp: 2019-03-24 13:55:26+00:00
Document Index: 14275942

Matched Legal Cases: ['Cass. Sez. ', 'art. 16', 'art. 665', 'art. 665', 'art. 1', 'art. 109', 'art. 665', 'art. 665', 'art. 2', 'art. 109', 'art. 2', 'Cass. Sez. ', 'art. 484', 'art. 482', 'art. 489', 'art. 494', 'art. 1', 'Cass. Sez. ', 'art. 109', 'art. 10', 'art. 665']

Alcune norme relative alla registrazione degli alloggiati in albergo - Hotelpedia
Alcune norme relative alla registrazione degli alloggiati in albergo
di micropedia · 09/12/2011
Quando un Cliente chiede l’alloggio, deve compilare egli stesso la schedina di notifica e l’impiegato deve trascrivere i rimanenti dati del documento e controfirmarla. A secondo delle diverse tecniche di registrazione, essa viene fotocopiata e tenuta in archivio per 10 anni a disposizione delle Autorità di Polizia , oppure i dati vengono registrati su software come Hotelpedia, che comunque debbono essere idonei all’archiviazione o con trascrizione su tabulati, come il vecchio libro questura. La registrazione dei dati anagrafici del Cliente deve essere fatta prima del suo ingresso nella camere e con la nuova legge sulla privacy non si possono fotocopiare i documenti per nessun motivo.
Accade infatti sovente. nel caso di controlli di polizia effettuati in alberghi, di trovare documenti sul bancone delta hall e di sentirsi dire dall’albergatore, o dal suo sostituto, che le persone alloggiate sono appena salite in camera e che non sono state ancora registrate, ma che sono stati a tal fine trattenuti i loro documenti. E’ evidente che una spiegazione del genere è puerile e non serve a sollevare l’albergatore dalle sue responsabilità penali ed amministrative in quanto appare chiaro che il tenere i documenti a disposizione di un eventuale controllo senza aver provveduto alla registrazione tende proprio a far scomparire qualsiasi traccia della permanenza nell’albergo delle persone alloggiate dopo la restituzione alle stesse dei documenti In questione. E tale condotta rappresenta la perfetta violazione degli obblighi Imposti all’albergatore per motivi di polizia proprio perché rende vano ogni controllo sulle persone alloggiate una volta che la stesse abbiano lasciato l’esercizio.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione è al riguardo univoca: l’iscrizione deve avvenire immediatamente, all’atto stesso in cui l’ospite prende alloggio nell’esercizio (Sez. 1-, n. 156 dell’1/7/19?0>; l’iscrizione deve essere effettuata immediatamente, e cioè nel momento stesso in cui l’ospite prende alloggio nell’esercizio, particolarmente quando si tratta di stranieri, e ciò al fine di consentire ad ogni momento, da parte degli organi competenti, il controllo delle persone alloggiate (Sez. 1-, n. 7736 del 7111/1973); ed ancora più minuziosamente: l’obbligo di registrare deve essere compiuto immediatamente; il trasmettere e lasciare vicino al registro i documenti di identità dei clienti alloggiati non equivale all’adempimento di registrazione, poiché la presentazione degli stessi documenti risponde al diverso fine dell’identificazione personale e la eventualità del successivo ritiro toglie Ogni valore al loro deposito (Sez. 3~, n. 183 del 21/211962>. L’obbligo della registrazione prescinde dalla durata dell’alloggio nonché dai rapporti intercorrenti tra l’albergatore ed il cliente. Pertanto, anche sulla base della giurisprudenza formatasi in materia, l’obbligo della registrazione sussiste se l’alloggio non è pernottamento, ma solo una breve sosta (anche meno di un’ora) in una stanza dell’esercizio; (Cass. Sez. 1., n. 1516 del 30112/1965>; se il cliente non proviene da comune diverso da quello in cui è sito l’albergo o la locanda, ma vi risiede stabilmente; se si tratta di persona nota all’albergatore o suo parente; se l’alloggio viene dato a titolo gratuito (ovviamente in una stanza dell’albergo e non nei locali destinati ad alloggio del titolare o dei suoi dipendenti); infine se si tratta di persona minore di età. In quest’ultimo caso è indispensabile precisare che la legge non distingue fra minorenni e maggiorenni. perché gli organi di polizia hanno interesse a controllare anche I minorenni che possono essere sottratti ai genitori o tutori ovvero trattenuti a fin illeciti. E’ ovvio che vanno registrate soltanto le persone a disposizione delle quali viene messa una stanza o un appartamento o una suite e non Invece quelle che partecipano a riunioni, congressi. conferenze ecc. che si svolgono nei locali comuni dell’albergo ne quelle che consumano pasti nell’annesso ristorante.
4, L’obbligo dalla comunicazione all’autorità di P.S. – detta anche notificazione o notifica – consiste nel dare giornalmente notizia all’autorità
~ P,S. dell’arrivo, della partenza e del luogo di destinazione delle persone alloggiate. La notifica si effettua su appositi moduli (o schedine alloggiati>, sui quali: in ottemperanza alla circolare ministeriale n. 1039 906/13000 del 1. settembre
1954, non viene più trascritta la destinazione.
La schedina alloggiati può anche essere compilata dal cliente e, può essere sostituita, In caso di comitiva, dall’elenco dei componenti la medesima (vedasi precedente n. 3).
L’obbligo si adempie con la consegna delle schedine alla questura nei comuni capoluogo di provincia, al commissario di P.S. nei comuni ove esiste detto ufficio, al comando carabinieri nei comuni In cui tale ufficio non esiste.
La notifica va fatta giornalmente; con tale espressione si intende che entro le ore 24 debbono essere notificate le schedine relative a persone che abbiamo preso alloggio prima di tale ora Se la persona giunge in albergo dopo le 24, la relativa schedina va notificata entro le 24 ore dello stesso giorno, perché in base al tenore della legge non si può costringere l’albergatore a tante notifiche ,quante sono le persone che prendono alloggio dopo le ore 24. Infatti l’immediata registrazione, secondo quanto chiarito al n. 3, permette agli ufficiali ed agenti di P.S. (che possono accedere in qualsiasi ora negli alberghi per verificare i registri ai sensi dell’art. 16 T.U. Leggi di P.S.) Ogni necessario urgente controllo.
5, L’Inosservanza degli obblighi Fin qui menzionati comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 665 ultimo comma del C.P. Giova ricordare che tali sanzioni si applicano: a chi dà alloggio a persone sprovviste .di documenti senza avvisare Immediatamente la questura, il commissariato di P.S. o il comando dei carabinieri secondo quanto esposto al n. 2; a chi non tiene il registro degli alloggiati; a chi non compila o non fa compilare dai clienti> la scheda di alloggio; a chi non invia giornalmente (nel senso di cui al n. 4) le schedine medesime.
Tali obblighi infatti debbono considerarsi prescrizioni ai sensi dell’art. 665, ultimo comma C,P, che dispone: "Qualora, ottenuta la licenza (di albergatore nel caso In esame) non si osservano le altre prescrizioni della legge o dell’Autorità. la pena è dell’arresto fino a tre mesi o dell’ammenda fino a lire centoventimila". Nel caso che la persona alloggiata sia uno straniero, o un apolide, per l’inosservanza delle prescrizioni surrichiamate si applica l’art. 1 del Decreto Legislativo 1 febbraio 1948 n. 50, relativo alle sanzioni per omessa denuncia di stranieri od apolidi, Il quale testualmente dispone:
"Per le contravvenzioni alle norme dell’art. 109 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, qualora la persona cui viene dato alloggio sia di cittadinanza straniera ovvero apolide, la misura della pena prevista dall’art. 665, ultimo comma, del codice penale e successive modificazioni, è raddoppiata e si applica la pena dell’arresto cui può essere aggiunta quella dell’ammenda".
In altre parole se l’alloggiato è cittadino Italiano, Il giudice può condannare, ove ravvisi la sussistenza del reato, alternativamente all’arresto o all’ammenda; se l’alloggiato è straniero o apolide deve sempre condannare all’arresto ed eventualmente anche all’ammenda.
Nel fatto di chi da alloggio a cittadini Italiani e stranieri omettendo di comunicame all’autorità di p.s. le generalità, è configurabile il concorso materiale di reati e, precisamente. della contravvenzione di cui agli art. 665 cod. pen. e 109 secondo capoverso T.U. per l’omissione relativa ai connazionali e della contravvenzione di cui alI’art. 2 legge Il febbraio 1948, n. 50, per l’omissione relativa agli stranieri. a norma dell’art. 109 e quella dell’art. 2 si diversificheranno non solo per la oggettiva giuridica. ma anche per la materialità e per la diversità dei destinatari dell’obbligo giuridico in ciascuna di esse sancito. (Cass. Sez. 6~, n. 1662 del 23/1969). Ancora più grave è il reato che commette l’albergatore che riporti sul registro o sulle schedine false Indicazioni relative all’identità delle persone alloggiate, reato punito dall’art. 484 C.P.: "Chiunque essendo per legge obbligato a fare registrazioni soggette all’ispezione dell’Autorità di pubblica sicurezza o fare notificazioni all’Autorità stessa circa le proprie operazioni industriali, commerciali o professionali scrive o lascia scrivere false indicazioni, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire centoventimila". E’ ovvio che il reato in questione sussiste soltanto quando ci sia dolo da parte dell’albergatore, vale a dire quando egli volontariamente e consapevolmente riporti false indicazioni (o le lasci riportare dall’alloggiato) sulla schedina O sul registro; non sono punibili le distrazioni, gli errori di copiatura e così via.
L’albergatore non è neanche punibile per le registrazioni effettuate In buona lede riportando dati desunti da documenti falsificati ovvero trascrivendo (al fine dell’immediata comunicazione di cui al n~ 2> le Generalità declinate da persona che dichiari di essere sprovvista di documenti o che si attribuisca falso nome o falso stato civile (che dica, ad esempio di essere celibe mentre è coniugato).
In queste ultime due ipotesi la responsabilità penale è del cliente che risponderà del delitto di falsificazione di documenti o di uso di documenti falsificati (rispettivamente previsti dall’art. 482 e dall’art. 489 C.P.> nella prima ipotesi e del delitto di sostituzione di persona, previsto dall’art. 494 C.P., nella seconda ipotesi. Per quanto concerne i reati di cui ai citati articoli 665, ultimo comma C.P. ed art. 1 D.L. 11febbraio 1948 n. 50 è opportuno rilevare che anche nell’ipotesi, assai frequente, di temporanea sostituzione, di essi risponde il titolare detta licenza, a meno che non dimostri di aver convenientemente vigilato sull’adempimento delle prescrizioni di legge da parte del Sostituto (Cass. Sez. 6′, n. 444 del 1214/1969 Sez. 6′, n. 2011 del 9/3/1974).
6. La revoca, facoltativa, prevista dall’art. 109 u.c. del T.U. leggi di P.S. altro non è che un’applicazione del principio generale enunciato nell’art. 10 dello stesso Testo Unico:
"Le autorizzazioni di polizia possono essere revocate o sospese in qualsiasi momento, nel caso di abuso della persona autorizzata".
Si tratta di due sanzioni amministrative disposte dalla stessa autorità che ha rilasciato l’autorizzazione (nella specie il sindaco) nelle seguenti i~ tesi: se è venuto a mancare nella persona autorizzata il requisito delta buona condotta; se essa ha posto in essere comportamenti che abbiano turbato l’ordine e la sicurezza Pubblica; se è stata svolta attività diversa da quella autorizzata; £e si è verificata una violazione dette prescrizioni imposte dall’autorità nel pubblico interesse (ipotesi quest’ultima prevenuta dall’ad 9 T.U. leggi di P.S~)
Al riguardo il Consiglio di Stato ha chiarito che il provvedimento di revoca non deve essere necessariamente preceduto dalla contestazione formale di verbale di accertamento in contraddittorio con il titolare dell’autorizzazione stessa poiché tale procedura non è prevista da nessuna norma di legge.
Sia la sospensione che la revoca della licenza debbono essere oggetto di un provvedimento motivato da notificare all’interessato. Mentre la sospensione ha un carattere meramente provvisorio ed i suoi effetti si esauriscono con lì decorso del tempo. la revoca comporta il divieto ad esercitare ulteriormente l’attività per la quale si è ottenuta l’autorizzazione.
Come tutti i provvedimenti amministrativi, la sospensione e la revoca possono essere impugnate mediante ricorso al T.A.R. (-1-Tribunale Amministrativo Regionale) entro sessanta giorni dalla notifica del relativo provvedimento. lì ricorso non sospende l’efficacia del provvedimento impugnato a meno che il T.A.R. non accolga l’istanza formulata dal ricorrente a tal fine.
L’ulteriore esercizio dell’attività alberghiera dopo la notifica della sospensione o della ricerca della licenza – e dell’ipotesi che non sia stata richiesta al T.A.R. nè dallo stesso concessa la sospensione di efficacia del provvedimento impugnato – è punito ai sensi dell’art. 665 c.p. 2" comma che prevede l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda fino a lire duecentomila.
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