Source: http://www.orizzontedocenti.it/2018/01/04/diventare-insegnanti-guida-psn-al-reclutamento-infanzia-primaria-secondaria/
Timestamp: 2018-09-25 11:01:01+00:00
Document Index: 25503945

Matched Legal Cases: ['art.14', 'art.5', 'art.1', 'art.5', 'art.22', 'art.17', 'art.17', 'art.6', 'art.17']

Come diventare insegnanti, guida PSN al nuovo reclutamento per infanzia, primaria e secondaria - Orizzonte Docenti
Sono tanti gli aspiranti docenti o precari che devono fare i conti con un sistema del reclutamento che ha visto negli ultimi 20 anni cambiare più volte le modalità di accesso alla docenza nella scuola con numerose modifiche, creando spesso confusione tra gli stessi insegnanti. In questa guida di PSNriassumiamo quali sono gli step fondamentali per diventare docenti oggi.
Diventare insegnanti nella scuola primaria e dell’infanzia
Il primo step è possedere un titolo di studio abilitante per l’insegnamento nella scuola primaria e dell’infanzia. Secondo l’attuale normativa (dm 249/2010) tale abilitazione si consegue attraverso la laurea magistrale quinquennale a ciclo unico in scienze della formazione primaria.
È titolo abilitante anche il vecchio diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 (dm 19 marzo 1997).
Il secondo step, in genere, è lo svolgimento delle supplenze. Per le supplenze si convoca dalle varie graduatorie in cui sono inseriti gli aspiranti docenti di tutte le categorie. Gli attuali abilitati possono inserirsi nella II fascia delle GI (graduatorie d’istituto), le quali vengono aperte con cadenza triennale. L’ultima apertura è stata nel giugno 2017, quindi la successiva sarà nel 2020. Come nel triennio precedente, anche quest’anno sarà possibile inserirsi in II fascia anche attraverso delle finestre temporali che verranno aperte durante il triennio (art.14 comma 1 del dm 374 del 1 giugno 2017). Nel frattempo, coloro che vorrebbero svolgere supplenze ma non sono iscritti nelle GI, possono inviare domande di messa a disposizione (MAD, a breve pubblicheremo un approfondimento) alle varie scuole.
Svolgere supplenze non è necessario per diventare docenti di ruolo, ma è ovviamente un’esperienza utile sotto tutti i punti di vista tenendo anche conto che il servizio sarà valutato nei concorsi a cattedra.
Per diventare docenti di ruolo bisogna superare un concorso pubblico. A tale concorso possono accedere coloro che sono in possesso del titolo di abilitazione (legge 341/90 e dm 10 marzo 1997). I concorsi avranno cadenza triennale (legge 107/2015 comma 113), l’ultimo è stato bandito nel 2016.
Diventare insegnanti nella scuola secondaria
Il primo e fondamentale step è avere titolo di accesso completo in una classe di concorso. Dal 23 febbraio 2016 i titoli di accesso alle varie classi di concorso sono definiti dalle tabelle del dpr 19/2016(tabella A, per ITP tabella B) e i suoi successivi aggiornamenti del dm 259/2017 (allegato A del file ZIP). Tali tabelle non sono retroattive, infatti l’art.5 del dm 259/2017 specifica che coloro che possedevano il titolo di accesso prima del 14 febbraio 2016 (data di entrata in vigore del dpr 19/2016), ai sensi del dm 39/98 e successive modifiche ed integrazioni del dm 22/2005, continuano ad averlo.
In generale per accedere ad una classe di concorso è necessaria una laurea di II livello (magistrale/specialistica/ciclo unico, v.o., o equipollenti), la triennale non è sufficiente. Come si evince dalla colonna “note” della tabella A, in alcuni casi, a seconda della laurea posseduta e della classe di concorso, sono richiesti certi CFU in specifici SSD (settori scientifici disciplinari) o, per le lauree v.o., il conseguimento di certi esami specifici. Se tali esami o CFU non sono stati conseguiti nei propri studi è necessario integrarli. Sono validi i CFU conseguiti durante i corsi di laurea (di qualsiasi ordinamento e livello), master, corsi di perfezionamento, corsi singoli, ecc…
Per i laureati v.o. si consiglia di consultare la tabella A/1 per vedere la corrispondenza fra denominazione degli esami v.o. e n.o. Inoltre si ricorda che gli esami annuali v.o. corrispondono a 12 CFU, quelli semestrali a 6 CFU.
Per gli ITP, invece, fino al 2024 sarà sufficiente possedere un diploma di istruzione tecnica o professionale, secondo quanto previsto dalla tabella B.
Fino ad ora, le persone che possedevano titolo di accesso in una classe di concorso attendevano di potersi iscrivere nella III fascia delle GI (graduatorie d’istituto), le quali venivano aperte ogni 3 anni e da cui si attinge per svolgere supplenze. L’ultima apertura è stata nel giugno 2017. Secondo la normativa attuale (art.1, comma 107 della legge 107), però, tali graduatorie sono chiuse a nuovi inserimenti, quindi non sarebbe possibile inserirsi alla prossima apertura (nel 2020). Per coloro che vorrebbero svolgere supplenze ma non sono iscritti nelle GI rimangono le domande di messa a disposizione (MAD, a breve pubblicheremo un approfondimento).
Dal 31 maggio 2017, per diventare docenti di ruolo bisogna fare il FIT (Formazione Iniziale Tirocinio), il nuovo percorso triennale (retribuito) di formazione e tirocinio, il quale permette di ottenere sia l’abilitazione (ora specializzazione, che si consegue al termine del primo anno), sia il ruolo. Tutti i dettagli sul FIT si trovano nel dlgs 59/2017.Al FIT si accede per concorso pubblico. I requisiti di accesso (art.5) sono:
– titolo di accesso completo nella propria cdc;
– 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e didattiche, disciplinati dal dm 616 del 10 agosto 2017.
Gli stessi requisiti valgono anche per il sostegno. Fino al 2024 gli ITP sono esentati dal requisito dei 24 CFU (vedi art.22 comma 2). Sono esenti da questo requisito anche coloro che hanno 3 anni scolastici (non 36 mesi) di servizio negli ultimi 8 anni, di cui almeno uno nella classe di concorso per cui concorrono (art.17 comma 7). Tale categoria di docenti potrà partecipare alla fase transitoria in cui verrà pubblicato un bando apposito, distinto da quello per coloro che concorreranno per il FIT ordinario.
I concorsi per i FIT verranno banditi ogni due anni (sia per quello ordinario che per quello della fase transitoria per coloro che hanno i 3 anni di servizio), il primo è previsto entro il 2018 (art.17 comma 7), in modo che il primo percorso FIT inizi nel 2019/2020.
Le prove del concorso (art.6) sono:
– prova scritta nazionale sulle conoscenze della materia;
– prova scritta nazionale sui contenuti 24 CFU;
– prova orale su materia (metodologica per coloro che concorrono con 3 anni di servizio).
Chi concorre per sostegno avrà anche una prova scritta aggiuntiva specifica per il sostegno. Chi concorre al FIT della fase transitoria riservata a coloro che hanno svolto 3 anni scolastici di servizio è esente dalla prova scritta sui 24 CFU (art.17 comma 7).
Per accedere al FIT bisogna superare tutte le prove ed essere in posizione utile in graduatoria (i posti sono banditi a livello regionale sul numero del fabbisogno, se coloro che superano le prove sono in numero maggiore dei posti X calcolati passeranno i primi X della graduatoria). La graduatoria è formata sulla base dei punteggi delle prove e sui titoli.
Chi accede al FIT seguirà un percorso triennale così composto:
– primo anno di formazione presso l’università (simile al TFA), dopo il quale si ottiene l’abilitazione (ora chiamata specializzazione);
– il secondo anno è dedicato soprattutto al tirocinio presso le scuole (coloro che hanno 3 anni di servizio salteranno questo anno);
– il terzo anno equivale all’anno di prova che si è sempre svolto dopo il superamento di un concorso a cattedre, quindi cattedra completa su posto vacante.
Al termine del terzo anno, se il parere della commissione di valutazione è positiva, si diventa ufficialmente docente di ruolo.
Fonte https://www.professionistiscuola.it/concorsi/3047-come-diventare-insegnanti-guida-psn-al-nuovo-reclutamento-per-infanzia-primaria-e-secondaria