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Timestamp: 2019-04-22 10:21:53+00:00
Document Index: 63312802

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2425', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali dell'11 maggio 2010: dichiarazione IRAP 2010 per le società di capitali: occorre valutare con attenzione i costi imputati nel bilancio; spese di rappresentanza nel Modello Unico 2010; modelli intrastat: dal 10 maggio 2010 trasmissione via Entratel; modifiche ai Modelli Unico 2010 e ai modelli 770/2010 | Commercialista Telematico
Novità fiscali dell'11 maggio 2010: dichiarazione IRAP 2010 per le società di capitali: occorre valutare con attenzione i costi imputati nel bilancio; spese di rappresentanza nel Modello Unico 2010; modelli intrastat: dal 10 maggio 2010 trasmissione via Entratel; modifiche ai Modelli Unico 2010 e ai modelli 770/2010
1) Dichiarazione IRAP 2010 per le società di capitali: occorre valutare con attenzione i costi imputati nel bilancio
2) Spese di rappresentanza nel Modello Unico 2010
3) La legge contro l’evasione fiscale sugli immobili approvata nel 2005 grazie al Notariato
4) Intrastat: dal 10 maggio 2010 trasmissione via Entratel
5) Modifiche ai Modelli Unico 2010 e ai modelli 770/2010
I modelli IRAP 2010 e le relative istruzioni hanno subito solo pochi ritocchi derivanti principalmente dall’applicazione del nuovo “bonus capitalizzazione” e da alcuni chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria.
Resta, tuttavia, complessa la determinazione della base imponibile per i soggetti IRES che non possono “affidarsi” completamente ai valori di bilancio, ma devono effettuare una serie di valutazioni per stabilire se i costi imputati a conto economico possono, in effetti, essere portati o meno in deduzione.
E’ quanto rilevato da Pietro Petrangeli in Corriere Tributario n. 20/2010.
Naturalmente, confermata separazione della dichiarazione IRAP 2009 dal Modello Unico al fine di poterla, in futuro, inviare direttamente alle Regioni e alle Province autonome di competenza.
Base imponibile delle società di capitali
L’autore rileva, a tal fine, che per i soggetti individuati dall’art. 5 del D.Lgs. n. 446/1997 (società di capitali ed enti commerciali escluse banche e assicurazioni), il valore della produzione netta deve fare esclusivo riferimento all’art. 2425 c.c..
In particolare, la base imponibile IRAP è pari alla differenza tra il “Valore della produzione” ed i “Costi della produzione” di cui rispettivamente alle lett. a) e b) del suddetto articolo, tenuto conto che il costo della produzione va opportunamente modificato, rettificandolo in diminuzione per l’importo di alcune voci contabili.
Tale costo deve, infatti, essere ricalcolato escludendo i seguenti componenti negativi: costi per il personale, svalutazioni delle immobilizzazioni, svalutazione dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide, accantonamenti per rischi e altri accantonamenti.
Il risultato della differenza tra il valore della produzione e i costi della produzione andrà poi rettificato dei componenti negativi che l’art. 5 considera “comunque” indeducibili e cioè: spese per i dipendenti ovunque classificate, spese per collaboratori di qualsiasi specie e associati in partecipazione (con apporto di lavoro), interessi sui canoni leasing, perdite su crediti e ICI.
Delle regole specifiche, sempre in base all’art. 5 del D.Lgs. n. 446/1997, sono riservate ai contributi erogati a norma di legge, alle plusvalenze e minusvalenze e all’ammortamento dei marchi e dell’avviamento.
Tutte le suddette rettifiche trovano indicazione nel quadro IC, sezione IV (variazioni in aumento e in diminuzione).
Per quantificare il valore della produzione netta devono poi essere conteggiate le deduzioni (ad esempio quelle per i lavoratori dipendenti da indicare nel quadro IS) e riportate nella sezione VI del quadro IC.
Le difficoltà maggiori che i soggetti IRES devono affrontare nella determinazione della base imponibile IRAP restano quelle relative all’analisi dei costi imputati nelle voci rilevanti del conto economico che potrebbero essere considerate non deducibili.
Per le persone fisiche, le società semplici, le società in nome collettivo e in accomandita semplice e le società ed associazioni ad esse equiparate, il termine di presentazione della dichiarazione IRAP è fissato al 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta;
– per i soggetti IRES e le Amministrazioni pubbliche, il termine è fissato all’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
L’IRAP a debito risultante dalla dichiarazione, nonché i relativi acconti, devono essere versati dal contribuente con le stesse modalità ed entro gli stessi termini previsti per le imposte sui redditi.
Pertanto, i versamenti relativi al saldo ed al primo acconto IRAP devono essere eseguiti:
– entro il 16 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione stessa, da parte delle persone fisiche e delle società di persone;
– entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, da parte degli altri soggetti.
Rimane confermata la possibilità di differire tali versamenti di trenta giorni (maggiorati dello 0,40%) e di rateizzarli con l’applicazione degli interessi nella misura del 4% annuo.
Le persone fisiche e le società di persone devono un acconto pari al 99% dell’imposta netta (sempreché tale importo sia superiore a euro 51,65).
Per gli altri soggetti, invece, la misura dell’acconto è fissata al 100% dell’imposta netta (se tale importo risulta superiore a euro 20,66).
Costi e ricavi IRAP nel rispetto dell’inerenza e della competenza
Non solo quindi le valutazioni di tipo civilistico, infatti conta anche, ai fini fiscali, il principio di inerenza. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 39/E del 2009 ha rimarcato il principio di inerenza che deve essere seguito ai fini dell’applicazione dell’IRAP è quello civilistico, desumibile dalla corretta applicazione dei principi contabili.
Un costo che non attenga all’attività d’impresa ma alla sfera personale degli amministratori o dei soci non può essere dedotto solo perché civilisticamente è stato imputato al conto economico.
In questi casi l’Amministrazione finanziaria ha il potere di contestare al contribuente l’assenza di inerenza del costo in questione ai fini della determinazione del valore della produzione rilevante ai fini IRAP.
Dimostrazione dell’inerenza
A parere di Assonime, l’inerenza, nell’attuale sistema IRAP, non deve essere comprovata analiticamente dai contribuenti: sarà, eventualmente, compito degli Uffici sindacarne la sussistenza, trovando adeguate prove.
Aree sottostanti o pertinenti a fabbricati strumentali
Infine la stessa Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 36/E del 2009, ha affermato che l’indeducibilità del valore delle aree sottostanti o di pertinenza di
fabbricati strumentali opera anche ai fini della determinazione della base imponibile IRAP.
Tale interpretazione è stata poi confermata in seno alle istruzioni del modello 2010 riguardo al rigo IC49, colonna 2 (altre variazioni in aumento).
Nel quadro RF del Mod. Unico SC 2010, la deduzione delle spese di rappresentanza si indica mediante l’applicazione di una doppia variazione sull’utile di bilancio, tendente a realizzare una prima sterilizzazione del costo e, in un secondo momento, ad accordare la deduzione spettante in base al plafond di deducibilità.
Molta attenzione va riposta sulle spese di vitto ed alloggio, per le quali potrebbe valere un doppio limite di deducibilità, peraltro il contribuente potrebbe:
– far valere la deduzione dei quinti rinviati dai precedenti periodi d’imposta;
– applicare per il primo anno la disposizione di favore prevista per le imprese di nuova costituzione, deducendo le spese relative all’anno 2008, già oggetto di riporto in avanti.
Le maggiori novità del Modello Unico SC 2010 sono relative alle modifiche legislative intervenute con riferimento alle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, applicabili in linea generale a partire dal periodo d’imposta 2009, novità che hanno richiesto una attenta operazione di coordinamento con la disciplina generale delle spese di rappresentanza.
In evidenza, la circostanza che le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande che rientrano nell’ambito delle spese per ospitalità clienti non costituiscono spese di rappresentanza, e pertanto non vanno soggette al relativo limite di congruità, per cui secondo l’Agenzia delle Entrate (circolare n. 34/E del 13 luglio 2009) le stesse risultano deducibili nel limite del 75% del loro ammontare, senza ulteriori limiti.
Si riporta di seguito il comunicato stampa del Consiglio Nazionale del Notariato del 07 maggio 2010 (testo integrale):
<<Paolo Piccoli, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato dichiara a proposito delle accuse del senatore Lannutti rivolte alla categoria dei notai: “Il senatore Lannutti è volutamente disinformato o quanto meno distratto. E’ stato proprio il Notariato a porre la questione delle frequenti simulazioni di prezzo all’attenzione del legislatore, per le responsabilità che ciascun pubblico ufficiale
affronta quotidianamente per assicurare il rispetto della legge, delle norme antiriciclaggio e la veridicità delle dichiarazioni rese davanti a sé.
Prima del 2006 le tasse erano pagate sul valore dichiarato dalle parti in compravendita, ma la legge fiscale impediva all’amministrazione finanziaria qualsiasi accertamento di valore da parte degli uffici, in caso di dichiarazione di prezzo almeno pari al valore della rendita catastale rivalutata. Di fatto, quindi, i valori dichiarati potevano anche essere inferiori al reale all’insaputa e fuori da ogni possibilità di controllo da parte del Notaio.
Non avendo strumenti giuridici per impedirlo, i notai potevano solo informare dei rischi (sia per la stabilità dell’atto, sia in sede penale) che i clienti avrebbero potuto correre.
Va ricordato che il notaio non ha poteri di polizia in ordine alla cifra che le parti denunciano al momento del rogito, né può impedire la conclusione del contratto – se sussistono tutti i requisiti di legge- se viene dichiarato un prezzo diverso da quello di mercato, di cui, tra l’altro, il notaio non necessariamente è a conoscenza.
Avendo rilevato spesso dichiarazioni di prezzo di poco superiori rispetto alle rendite catastali rivalutate, il Notariato, dopo oltre 20 anni di sollecitazioni in sede politica, è riuscito ad ottenere l’introduzione del sistema del Prezzo Valore (Finanziaria per il 2006, articolo 1 comma 497, in vigore dal 1° gennaio 2006) in base al quale il cliente è obbligato a dichiarare il prezzo reale pattuito per l’acquisto. Inoltre, sempre dal 2006, nell’atto vanno indicate per legge le modalità di pagamento dello stesso. A fronte di questa dichiarazione di verità, al cittadino è consentito il pagamento delle imposte sul valore catastale rivalutato dell’immobile, indipendentemente dal prezzo effettivo. Da una prima ricognizione sugli effetti del nuovo sistema, su un campione di 24 distretti notarili, il prezzo medio dichiarato nelle compravendite effettuate nel maggio 2005 era pari a € 82.693,22 contro i € 136.923,17 del maggio 2008. Risulta chiaro, quindi, che la nuova norma ha evidenziato, come sosteneva il Notariato, un’area di economia nascosta.
Ma per evitare che possano transitare somme di denaro diverse da quelle dichiarate nell’atto di rogito è necessario coinvolgere per legge il notaio sin dall’inizio della transazione come avviene in Francia, attraverso il deposito del prezzo: al notaio viene affidata l’intera somma di denaro concordata per l’acquistodell’immobile che viene trasferita dal pubblico ufficiale al venditore soltanto a trascrizione completata.
Quanto alle insinuazioni diffamatorie del senatore Lannutti in merito al Notariato come categoria di “consiglieri per evadere o eludere il fisco” e “casta chiusa che non offre alcun accesso alla professione a tanti giovani meritevoli ma non predestinati” ricordo a Lannutti che il Notariato è sottoposto a costanti
controlli sul loro operato dall’Agenzia delle Entrate (ogni 4 mesi) e dal Ministero della Giustizia (ogni 2 anni) e ogni anno vengono versati allo Stato circa 6.5 miliardi di euro di imposte indirette e plusvalenze senza costi pubblici, anche se non riscosse dal cliente. Inoltre quanto all’accesso ai giovani ricordo che la categoria è composta per oltre l’82% da professionisti non figli di notai (la più bassa tra tutte le categorie), sono incorso 2 concorsi da 550 sedi (appena concluso uno da 260) e dal 2008 sono stati impegnati 1,3 milioni di euro per borse di studio destinate ai più giovani ma meno abbienti.
Pertanto al fine di tutelare dalle accuse la categoria, il Consiglio Nazionale sta valutando tutte le iniziative nessuna esclusa da assumere a tutela della immagine della categoria, ingiustamente denigrata dal senatore Lannutti”>>.
(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato stampa del 07 maggio 2010)
Dal 10 maggio 2010 la presentazione dei modelli Intrastat può essere fatta utilizzando il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate.
Gli interessati possono effettuare direttamente la trasmissione oppure si possono avvalere degli intermediari abilitati, in alternativa al servizio telematico doganale.
Lo ha disposto il provvedimento congiunto firmato il 07 maggio 2010 dai direttori delle due agenzie fiscali (Agenzia Entrate e Dogane).
Modalità tecniche ed operative per la presentazione degli elenchi INTRA
A partire dal 10 maggio 2010 gli elenchi riepilogativi predisposti in formato elettronico secondo le specifiche tecniche e i tracciati record contenute nell’allegato I possono essere presentati, direttamente dai soggetti obbligati o per il tramite degli intermediari di cui all’art. 3, commi 2-bis e 3 del DPR 22 luglio 1998, n. 322, anche attraverso i Servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, secondo i dettagli tecnici pubblicati e mantenuti aggiornati sul sito web http://telematici.agenziaentrate.gov.it.
(Agenzia delle Dogane, determinazione del 07 maggio 2010, Prot. 63336/RU)
La guida dell’Agenzia delle Entrate:
Trasmissione degli elenchi riepilogativi INTRA tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
In base a quanto stabilito dalla Determinazione n° 22778 del 22 febbraio 2010 per l’approvazione dei modelli degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni e delle prestazioni di servizio rese e ricevute in ambito comunitario – periodi di riferimento decorrenti dal 2010, è stato introdotto l’obbligo di presentazione in via telematica delle dichiarazioni riepilogative sopra citate.
Ai sensi della Determinazione n° 63336 del 7 maggio 2010, a partire dal 10 maggio 2010 tutti i soggetti in possesso di abilitazione ai servizi Entratel o Fisconline possono trasmettere i suddetti elenchi INTRA, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. La trasmissione può essere effettuata direttamente dai contribuenti o tramite uno degli intermediari di cui ai commi 2-bis e 3 dell’art. 3 del D.P.R. n. 322/1998.
Prima della trasmissione telematica è necessario predisporre il file contenente gli elenchi oggetto della trasmissione.
A tal fine l’utente può ricorrere a pacchetti software di mercato, purchè rispettino le specifiche tecniche allegate alla Determinazione n° 63336 del 7 maggio 2010, oppure utilizzare l’applicazione Intr@Web Stand-Alone disponibile sul sito Software Intrastat Anno 2010.
Nel caso in cui si intenda utilizzare l’applicazione Intr@Web Stand-Alone, da installare secondo quanto illustrato sul sito dell’Agenzia delle dogane, si riportano qui di seguito le istruzioni da seguire per avvalersi delle funzionalità messe a disposizione dal pacchetto al fine di poter trasmettere gli elenchi INTRA mediante Entratel o Fisconline.
Inserimento dati in Anagrafica
Nel caso di soggetto delegato (intermediario abilitato a Entratel): utilizzare la funzione “Anagrafica -> Delegato -> Nuovo delegato”
Nel caso di soggetto obbligato (contribuente che intende trasmettere direttamente): utilizzare la funzione “Anagrafica -> Obbligato -> Nuovo obbligato”
È necessario inserire i valori richiesti nei rispettivi campi: Partita Iva, Denominazione, Periodicità degli elenchi, Numero di riferimento (numero progressivo che tiene conto di tutti gli elenchi presentati anche negli anni precedenti escluso le dichiarazioni cartacee; questo campo verrà poi aggiornato automaticamente), Partita Iva del delegato (se presente, selezionandolo dalla lista cliccando sui tre puntini).
Per la trasmissione telematica mediante Entratel o Fisconline è necessario inserire in particolare i seguenti valori:
Codice utente = ZENT,
Codice sezione doganale territorialmente competente = selezionare il codice dalla lista, cliccando sui tre puntini,
Progressivo sede = 001.
Creazione nuovo elenco
Per inserire manualmente le righe di dettaglio selezionare “Elenco -> Nuovo”; per importare i dati dal file scambi.cee selezionare “Elenco -> Importa”; per importare i dati da file eEcel selezionare “Elenco -> Nuovo” e, dopo aver inserito e confermato i dati del frontespizio, selezionare “Dettagli -> Leggi da file (deve essere prima creato il Formato Import)”.
Dopo aver inserito tutti i dettagli delle sezioni di interesse, selezionare l’elenco da approvare e utilizzare la funzione “Elenco -> Approva/Sblocca Approva”: dopo questa operazione comparirà un flag verde sull’elenco approvato.
Prepara invio
Utilizzare la funzione Web -> Prepara Invio, eseguendo le seguenti azioni:
selezionare la Partita Iva del presentatore;
selezionare l’elenco/gli elenchi che dovrà/dovranno essere inviato/i e trasferire l’elenco/gli elenchi da sinistra a destra;
selezionare la cartella in cui salvare il file (ricordarsi il percorso perchè servirà in seguito);
inserire i dati per l’invio telematico come riportato in ‘Inserimento dati in Anagrafica’ (se inseriti precedentemente nell’anagrafica alcuni campi saranno precompilati).
Nel campo progressivo invio inserire il valore 01 se è la prima volta che si invia un elenco nel corso della giornata (nello stesso giorno questo campo si aggiornerà automaticamente). Dopo questa operazione comparirà una freccia azzurra sull’elenco. Verrà quindi generato un file con il seguente nome: i primi 4 caratteri sono costituiti dal codice utente abilitato (ZENT per gli utenti che inviano dai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate), seguiti da 2 cifre per il mese corrente, 2 cifre per il giorno corrente, l’estensione .I e 2 caratteri alfanumerici per il progressivo invio (es. ZENT0510.I01).
Per poter trasmettere gli elenchi per via telematica, inoltre, gli utenti sono tenuti ad utilizzare l’ultima versione del pacchetto software di controllo, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate nella sezione “Software” di questo sito.
Attenzione! Si evidenzia che l’effettuazione del controllo di conformità è obbligatoria. I file non controllati sono scartati dal sistema.
Tale pacchetto provvede a controllare la conformità del record di testa (si veda le specifiche tecniche allegate alla Determinazione n° 63336 del 7 maggio 2010) del file per la trasmissione attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Non è comunque creato il file controllato da trasmettere qualora non vengano rispettate le seguenti condizioni:
il file può contenere fino a un massimo di 1000 elenchi e, comunque, deve avere una dimensione non superiore a 4Mb espansi;
il Codice utente abilitato (campo 1) del record di testa del file da controllare deve assumere sempre il valore “ZENT”;
il nome del file deve essere conforme a quanto descritto nelle specifiche tecniche;
il numero totale dei record contenuti nel file deve corrispondere a quanto indicato nel campo 10 del record di testa del file.
Gli utenti Entratel possono, successivamente al controllo, rilevare eventuali errori o incongruenze visualizzando un apposito file, con estensione .dgn. Gli utenti Fisconline otterranno le eventuali segnalazioni d’errore come specificato più avanti.
Completate le fasi precedenti e prima di procedere all’invio, è necessario autenticare il file controllato.
Autenticazione del file da trasmettere
per gli utenti Entratel, va selezionato il file che avrà superato i controlli e che sarà distinguibile dall’estensione ‘.dcm’; esso deve essere autenticato con l’apposita funzione “Autentica singolo file” dell’applicazione Entratel che produce il file da inviare, con estensione ‘.ccf’;
per gli utenti Fisconline, la funzione “Prepara file” dell’applicazione FileInternet richiama in maniera trasparente il software di controllo che l’utente avrà avuto cura di installare precedentemente. In caso di errori l’applicazione ne da evidenza all’utente, diversamente viene prodotto il file autenticato, con estensione ‘.ccf’, pronto per essere trasmesso all’Agenzia delle entrate. Si evidenzia che il file autenticato con l’applicazione FileInternet può contenere più elenchi INTRA relativi ad un solo contribuente. Qualora tale condizione non venga rispettata il file non può essere autenticato dall’applicazione e non può quindi essere trasmesso.
I file devono quindi essere inviati telematicamente all’Agenzia delle entrate come di consueto; il servizio provvede ad assegnare il protocollo di invio secondo le modalità previste per ogni altro tipo di documento trattato.
Attenzione! Non sono previsti invii di prova per questa tipologia di documenti
I file di ricevute che l’Agenzia delle entrate mette a disposizione degli utenti, per gli elenchi INTRA, sono di due tipologie:
la prima ricevuta è prodotta dal sistema a fronte dell’esecuzione di controlli formali sulla struttura del file pervenuto. L’elaborazione del file passa alla fase successiva di verifica di merito del suo contenuto solo nel caso in cui non vengano rilevati errori;
la seconda ricevuta, quando presente, è individuata dallo stesso protocollo di invio e contiene l’esito finale dell’elaborazione risultante dal controllo sostanziale, e riporta gli estremi di registrazione per gli elenchi INTRA correttamente elaborati, ovvero le eventuali segnalazioni di errore rilevate.
La visualizzazione e stampa delle ricevute avviene secondo le consuete modalità previste per ogni altro tipo di documento trattato dal servizio.
Per eventuali ulteriori informazioni sugli ELENCHI INTRA consultare la seguente pagina Intrastat.
Con il provvedimento del 10 maggio 2010 sono state approvate alcune modifiche alle istruzioni, ai modelli e alle relative specifiche tecniche delle dichiarazioni “770/2010 Semplificato”, “770/2010 Ordinario”, “UNICO 2010-PF”, “UNICO 2010-SP”, “UNICO 2010-ENC”, “UNICO 2010-SC” e “Consolidato nazionale e mondiale 2010”.
Inoltre, sono state apportate alcune modifiche all’Allegato B – 730/4 e all’Allegato D – Circolare di liquidazione modello 730/2010.
Le modifiche si sono rese necessarie per correggere alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate dei predetti modelli di dichiarazione e delle relative specifiche tecniche.
– Stretta sull’evasione immobiliare
La Direzione centrale accertamento dell’Agenzia delle Entrate con una nota ha fornito agli uffici periferici apposite indicazioni operative riguardo le nuove modalità di accertamento immobiliare.
Per rinvenire le compravendite fatte in nero occorre analizzare, non solo i mutui erogati dagli istituti di credito e le perizie tecniche di stima redatte dal perito, ma anche le documentazioni acquisite durante eventuali accessi nei locali della società venditrice.
Le vendite a prezzi inferiori al valore normale potrebbero poi nascondere un abuso di diritto, mentre lo scostamento tra il valore normale e il valore dell’atto potrà fungere da elemento utile per selezionare le posizioni da analizzare.
– Beni trasferiti per sentenza: Niente pignoramento
L’esattore non può pignorare i beni del contribuente se questi sono stati trasferiti a un terzo, prima dell’iscrizione a ruolo dell’imposta.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 10961 del 06 maggio 2010)
– Documenti dell’avvocato-contribuente controllabili
Il segreto professionale tutela solo il cliente, infatti, i documenti, file, email, pareri e corrispondenze del contribuente-avvocato possono essere esaminati dalla Guardia di finanza alla ricerca di attività professionali non dichiarate.
E per la difesa del segreto professionale al legale non resta che una forma di tutela eventuale e successiva.
A queste conclusioni è giunta la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 11082 del 2010, che ha riconosciuto competenza tributaria, in quanto atto interno, e non amministrativa all’impugnazione da parte dell’avvocato al provvedimento autorizzatorio del Procuratore della Repubblica sugli accessi delle Fiamme gialle.
– Ultimi studi dal Notariato
Gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato sono consultabili nella sezione «Gli studi e gli approfondimenti» e hanno approfondito tematiche relative al diritto tributario e alle successioni:
Agevolazioni per il coltivatore diretto e per lo IAP a seguito del c.d. decreto Milleproroghe del 2010 – Studio n. 49-2010/T
I criteri di collegamento territoriale nell’imposta sulle successioni e donazioni – Studio n. 194-2009/T.
(Consiglio Nazionale del Notariato, nota del 10 maggio 2010)