Source: https://issuu.com/bastiano/docs/09.09.28_cda_sentenza_1465-09
Timestamp: 2017-05-23 00:48:58+00:00
Document Index: 82776649

Matched Legal Cases: ['art. 161', 'sentenza ', 'art. 530', 'art. 479', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 605', 'sentenza ']

Sentenza Corte d'Appello Appalto Spinea by io bastiano - issuu
COMUNITA MONT ALTAVLIREPUBBLICA ITALIANAil/La Corte d'Appello di Venmiasezione PRIMA Penale coinposta dai Magistrati:reIa%i~nedella causa
pubblidemerale odierna dal Dott.fatta alla5--depositata dall'sstensoxeIN NOME DEL POPOLO ITALIANOladatai11Nr. 11479/2001 Reg-Notizie Reato,/depositata in Cancelleria
il-- d z . 4--~budienza il, ,,/g,-,Il Cancelliere&+
l-Intero il P.O. dott.&,~&&Ppellnnt_01/10SENTENZAINr. 354/2009 R.G.UditaPAGJ i f e n s c fome daverbale, ha pronunciato la seguentefatta scheda
' '.SENTENZA
nei corifionti di :AGNOEI ANTONELLA nataa SELVADIresidente in Dorsodum 3464 - VENEZIA
D.E. 14.1.2003: presso 10 studio dell'avv. EugenioVassallo- MESTRE-fatta atkestazioneelettonleII\I Cancellieretrasmesso estratto esecutivo
aDIFENSORE.-..e a Questura ex art. 161) T U L E3 l CancelliereRANIOLO MARIO natoa RAGUSA(RG) ilArt.Reg. Camp. PenIl Cancelliere
dom. dich. Via da Cudis, 62 - SPIN EAo!p.La "MPCOMUNITA MONT ALTAVLPAGrcisitlciitc iii Vin Tinlnretto, n. X int. 1 - SPmEAF.G. Awerso la sentenza dal Tribunale di Venezia in data 1411212007 che così
decideva:
visto l'art. 530 C.P.P. assolve AGNOLI ANTONELLA dal reato a lei asciitto percheil fatta non costituisce reato. Visto I'arl. 530 C.P. assolve RANIOLO MARIO dal
reato s lui asrritto pachk il fatto non sussiste.IMPUTATI(in conwrso con ANGIOLELLI Baldovino, AVAGLIANO Ornella,
SENERE E~os, ROSSTNI Stefania, GHEDINA Paolo, CALUZZO
Donatella - gindicati separatamente)A) del reato di cui aI1'ari. 323 C.P. e l 10 percli5 in concorso tra loro,
quali compcii-ienti la coniiriissione di Gara d'Appalto pcr
progettazione fornitura arredi e iittrezzaturc del Comune di Spinaa,
e la ApoIi quale dirigente pm-tampore della biblioteca,ammettevano al concorso la Ditta Hannonie, cui v e n i v ~
aggiudicato l'appalto malgrado paled ed evidenti violazjoni dclle l
n o m e disciplinanti la procedura ed in particolare le violazioni
rilevate dai ConsigIic, di Stato con decisione del 2I1.11.2001, ncit,a
&e qui si ha integralmente richiamata, così
intenzjonalmente procurando alla Harminie m i ingiusto vantaggio
patiirnoniale.
del reato di cui all'art. 479 C.P., perché quale presidente dclla
Commissione d i cui al capri A) e dirigente del Settore Tecnico Servizio Lavori Pubblici di Spinea, falsamente attestava la
regolare fornitura dei materiali
dell'appalro,
sottoscrivendone i l certificato coinprendentc anchc un tabellone
etettronico in realtà non ancora ix1staUalo.
in Spinea, il 15.2.200202/10COMUNITA MONT ALTAVLPAGCONCLUSIONI DELLE PARTI:
Il Procuratore Generale chiede che sia ritenuta la responsabilità degli imputati edichiarata l'estinzione dei reati per intervenuta pr~scrizione.
Il difensore dell'irnputats Agnoli chiede la conferma della sentenza di primo
grado ed in subordine la dichiarazione di estinzione,il difensore del Raniola chiede la conferma, mentre l'imputato personalmente
dichiara di rinunciare alla prescrizione.
In fatto e diritto1 due imputati sona stati rinviati a giudizio, IIAgnoli per rispondere dal reatodi abuso d'ufficio in relazione alla condotta tenuta nello svolgimento della gara
d'appalto che riguardava la realizzazione della biblioteca comunale di Spinea, il
Raniolo per rispondere del reato di falsità in atto pubblico avendo riiasciatoun'attestaziorie relativa alla krnitura dei materiali della stessa biblioteca,
asseritarnente falsa. Entrambi erano membri della commissione comunale che
doveva disporre I'aggiudicariune deli'appaltri, il Raniolo in veste di presidente.Alla gare si erano presentale diverse ditte, ma soltanto Ire aranci state
ammesse, ed al presente procedimento interessano soltanto due, in quanto unaterra, la Mio-Dino, non attenne l'aggiudicazione e non sollevd obiezioni. Le due
ditte che alla fine concorsero erano la Harmony Projed in associazionetemporanea di impresa con la ditta Megét Italia, il cui rappresentante era taleInnerhofer Waroid e l'altra la Elvis Elettronica in associazione di impresa con la
Tecnocoop, il cui rappresentante era il denunciante, parte offesa nel
procedimento, Bastianello Giuliano.
Il bando per la gara era stato predisposto dall'Agnoli, che aveva la vestedi responsabile deila biblioteca comunale e risultava avere lunga esperienza in
inizialmente I'flarrnony era stala esclusa perché. a parere deltacommissione, aveva presehtalo un progetto che non rispettava i parametri della
sicurezza, ed era stata dichiarata aggiudicataria la Elvis. L'Hsrrnony avevaproposto ricorso al TAR ed il suo ricorso era stato accolto cori la motivazione
che il rispetto dei parametri della sicurezza nei limiti in cui era stato rilevato nonera previsto.corne determinante ai fini dsll'aggiudicarione.'03/10COMUNITA MONT ALTAVLLa ammissione si era conseguentemente riunita ed in una successivadelibera aveva assegnata l'appalto alla ditta Hartrtony, dando inizio
all'esecutione del rapporto tt-a il Comune di Spinea e la d~Staimpresa. Nel
frattempo peraltro la Elvis impugnava la decisione del TAR davanti al Consiglio
di Stato a chiedeva la sospensione della decisione, che non veniva cancessa.
Successivamente perĂ˛ il Consiglio di Stato accoglieva il ricorso con unasentenza il cui dispositivo veniva notificata al Comune di Spinea il 26 novembre
2001; il Bastianello per la Elvis diffida .,pr~nlamenteil Comune in data 5
dicembre 2001 affinchĂ¨ annullasse il contratto con I1Harmony. t1 responsabiledel comune, segretaria della commissi~ne~
Angialelli Baldovino, dopo essersi
informato presso il Raniolo. comunic6 al Bastianello chenon era in grado diottemperare alla diffida perchB la fornitura da parte dell'Harrnony era giA stata
cornpletala.A questa punto il rappresentante della ditta Elvis si diede a raccogliere gli
elementi che a suo parere potevano consentirgli di ottenere il risarcimento deldanno subito e ricanosciuto dalla sentenza del Consiglio di Stato, che sono stati
concretizzati nslla denuncia dallo .stesso presentata, ed hanno portato
all'incriminazione di tutti i membri della commissione per il reato di abuso
d'ufficio. In sede di udienza preliminare tuttavia gli stessi sono stati mandati
assolti, salvo I'Agnoli, mentre il Raniolo & stato rinviato a giudizio per il reato difalso come indicato sopra.Gli elementi che l'accusa porta nei confronti dell'imputata e che sono stati
sottolineati dal denunciante sono in sintesi le seguenti irregolaritd dellaprocedura di aggiudicazione, oltre ad un'asserita contiguitA ed una comunanza
di interessi tra I'Agnoli e ItHarmony: in fase di esame iniziale dei progetti la dittaElvis era stata esclusa per non avere presentato determinati documenti che inrealta arano sfati prodotti (poi era stato il riconosciuto il suo diritto a
partecipare). la ditta Harmony aveva dichiamta l'associazione temporanea croloall'atto dell'apertura delle buste, quando avrebbe dovuto farla in precedenza al
momento della domarida di partecipazione, l'l-larmony aveva presentata oltre iltermine consentito delle modifiche al proprio progetto, il sig. Innerhofer,
rappresentante dell'flarmony, aveva dimostrato all'Angiolelli che Io aveva
riferito al Bastianello che era a conoscenza da tempri dei dati riguardanti la garaPAG04/10G U M U N I I A MUNI A L I A V L...... -:. .. -....--..... . . . ..e dal Raniolo e diretta all'amministrazione si erano sollevali cospetti di
imparzialità a carico delltAgnoli, IIHarmuny stessa forniva un soflware di
produzione della ditta che aveva già l'esclusiva del soflware della biblioteca
preesistente (il .chevietato dalla normativa), I'amrninistrazione avevadichiàrato che la fornitura era gi8 stata effettuata quando era giunta la notifica
della decisione del Consiglio di Stato, mentre. sulla base delle date dei
documenti alla mano, non corrispondeva alla realtà (la fattura relativa al
materiale portava una data anteriore a quella della bolla di consegna, chesuccessivamente venne rettificata e sostituita); in paflicolare l'imputata in sede
di aggiudicazione, pur avendo conoscenza -del mancalo parziale rispetta dei
jparametri della sicurezza, aveva-riconosciuto il più alto punteggio complessivoFalla dilta Harmony.i
Iii'La difesa dell'impwlata siarticolata nei punti seguenti: esclusione ditqualunque contiguita con la ditta Harrnoriy, perchk con la ditta prodlittrice deltsoRware segnalata come cointeressata con I'Agnoli, in realtà l'imputata avevatsoltanto svolto dei corsi di formazione; quanto al mancato rispetto dei parametri!
iÌdi sicurezza, lo stesso era apparsa alla stessa di modestissima entitd a:.insignificante sotto il profila complessivo del progetto, più'rispondente degli altri
alla 'filosofia' delle biblioteche (il progetto della Elvis era piu tecnologico e più
adatto ad una 'mediciteca' che non ad una classica biblioteca come quella delComune di Spinea); nessuna informazione riservata l'imputata aveva trasmesso
a chicchessia e tanto meno all'lnnarhofer; alla fase iniziale alla quale in un
primo momento la Elvis non era stata ammessa ella non aveva parkcipato, nonessendo di sua competenza; alla fase successiva all'eggiudicazione ella nonaveva partecipato perche trasferita definitivamente per lavoro a Pesaro
dall'iniria del 2001; quanto al tema del software della ditta che lo aveva in
esclusiva, il fatto era che Io stesso era adottato da diverse biblioteche deiVenelo oltre che da quella di Spinea e non era conveniente modificare quello
all'epoca adottato anche da Spinea per uno diverso; il fatto poi, parimenti
contestato, della mancata traduzione dal tedesco all'italiano di una parte degli
allegati al progetto dell'Harmriny, non era rilevante, riferendosi a poche parole
riferite ad alcuni mobili facilmente identificabili; quanto infine alla lettera dei due
componenti la commissione che I'accusavant, sa pure lanatamente, non ne---COMUNITA MONT ALTAVLPAGravvisava il fondamento perché all'inrerno della wmmissicine non si eranoverificali contrasti di corta.Al Raniolo ci imputa di avere falsamente dichiaralo che la fornitura era
stata completata alla data della certificarione del completamento della stessa,quando questo non corrispondeva al vero, perché qusntomeno il tabellone
elettronico non era stato installato: l'imputato si è difeso sotto due profili, dai
41iunlato sostenenda che egli non era tenuto ad alcun controllo, si era limitato a
consultare il responsabile dell'ufficio tecnico, il geometra Vianello Claudia, che
gli aveva assjcurala I1avusnuTo cornpletam~ntrì,mentre l'atto aveva sol0 loscopo di dare il via libera al pagamento dal prezzo: nel merito poi ilcompletamento poteva anche nella costanza dirsi eseguito, perci18 il tabellonecon tutti gli accessori era stato consegnato, pur non essendo stato
installato, necessitando di un'autorirrarione della
Sovrintendenza ai beni culturali in quanto la sede della biblioteca si trovava incompletamenteuna villa veneta sottoposta a vincolo.19
l!1tiiTra i molti testimoni sentiti inal dibattimento di primo grado appare utileriferire quanto dichiarato dal verbalizzante rn.110 Manzoni Franco della p-g. della
Procura della Repubblica che afferma di avere accertato personalmente che i
materiali forniti dall't-larmony erano stati consegnati alla data dal 26 novembrealla data dell'attestazione del Ranialu - 15.02.2002 - il tabellone
elettronico non era stato ancora installato, e che non erano risultati rapporti di
2001, checontiguità tra 1'Agnrrli e la ditta Harmony.Il geom. Vianello ha confermato le dichiarazioni del Raniula in merito al
tabellone e, quanto alla discordanza di date tra la fattura e la bolla di consegna
del materiale, ha spiegato che 51era trattato di un errore poi corretto dalla ditta
interessata.La sentenza di prima grado, nel motivare I'assuluziana delI'Agnrili,losserva che la violazione di legge (mancato rispetta dei parametri di sicurezza)jera di così limitala importanza che addirittura il TAR non l'aveva rilevata e chenon vi erano elementi concreti atti a aoclenere Ilelemento soggettivo del reatoaccritto alliimputata, ovvero l'intenzione di favorire la ditta Harmony, soprattutto
in cansideraziorie del fatto che le irregalarita della procedura non eranoascrivibili a lei.06/10COMUNITA MONT ALTAVLPAGQuanto al Raniolo, il tiibunale ne pronuncia l'assoluzione perchĂŠ il fatto
non sussiste non ravvisandosi falsitĂ nell'allastezione sulla base di quantodichiarata dall'imputato che B stato sostanzialmente confermato dal teste
Vianoilo e dall'altro teste Rigo Alessandro in ordine all'awenuta consegna
anche del tabellone, che sarebbe stata tra i primi elementi forniti dalla dittaproduttrice, ed ancora per la funzione dell'attestazione stessa nell'esecurione
Avverso la sentenza di primo grado propone appello il ProcuratoreGenerale su sollecitazione della persona offesa ex ad. 572 C.P.P.. In primo
luogo si sostiene- che I'Agnoli, aspeea della procedura, ncrn poteva ignorare che
il criterio della media minimo di quattro punti in materia di sicurezza non era se
non un sicuro appiglio per i ricorsi che sarebbero senz'altro stati esperiti dalladitta perdente, inoltre che nella commissione non vi era state quell'unanimitĂ che l'imputata affermava; la trasmissione di informazioni riservate dera stata e
bene poteva essere attribuita all'irnputata; andava sottolineato che il Consiglio
di Stato nella sua sentenza bolla di grave colpa ilcomportamento dellacommissiane; la ditta IFNET associata all'Harrnony, non solo non poteva
partecipare in presenza.dell'esclusiva, ma era cedo che avesse avuto rapporti
professionali con 1'Agriol.i negli anni precedenti e ne avesse avuti negli anni
successivi ai fatti ascritti; l'imputata era stata reticente sostenendo di non aver
partecipato alla fase iniziale nella quale la ditta Elvis era stata esclusa, poiinvece ammettendo c h c~i era trattato di una riunione fugace con una decisione
non elaborata da lei; la ditta Harmony era stata favorita nell'amrnissione dei datiin lingua tedesca e di nuovi documenti oltre il termine: questi elementi e gli altri
offerti dalla persona offesa dimostravano l'esistenza del dolo del reato in capoall'Agnali, che andava condannata per il reato ascrittole,
Anche il Raniolo andava condannato, non essendo suviciente qualificareI'attestazkne come un mero atto 'servente', posto che la sua era una funzione
essenziale al fine della liquidazione del prezzo; del resto la dichiarazione eraconseguente ad una serie di atti irmgolari posti in esserE! dall'imputato e dalsuo ufficio, senza contare che egli con il suo atto dichiarava in sostanza di
avere compiuto delle verifiche che non poteva avere cornpiut~;a nulla rilevava
che il tabellone avesse una irnporlianza marginale nella fornitura e che il
contratto in essere tra il comune e la ditta Harmony fosse, a dire del tribunale,07/10COMUNITA MONT ALTAVLPAGuna forma inedita di contralto definito 'aperlo'. perchĂŠ privo di termini di
esecuzione.Ritiene la Corte di non condividere I'impugnazione daila pubblica accusa e
di dover confermare la sentenza di primo grado.
All'imputata Agnoli si attribuisce l'abuso d'ufficio allo scopo di favarirel3ditta. aggiudicataria dell'appalto, essendo l'elemento sog.gettivo del reatbprovato da una serie di elementi che ad un altanto. .esame non appaionoconferenti.
Anzitutto si dice che per la sua indubbia esperienza professionale
l'imputata non poteva ignorare l'importanza del mancato rispetto della norme disicurezza ed in conseguenza attribuire un punteggio pari.a quello assegnato (si
suggerisce addirittura che l'assegnazione di un punteggio esageratamente alto
in quella situazione fosse avvenuta ad ade, per provocare un ricorso
Jigiwrisdirionale della ditta soccambente, l'annullamento della gara e I'indirione
di una nuova gara).A bene esaminare gli atti del progetto della Marmony tuttavia, ci rileva che
I'asserita inosservanza dello norme di sicurezzamolto relativa, perchĂŠ silimita alle rnodalitA di apertura della porta d'ingrasso facilment~modificabili ed
alla dislocazione dei tavoli della biblioteca, dislocazione che B soggetta a facili e
frequenti cambiamenti in relazione alle mutevoli esigenze del locale, dipendenti
dal numero dei frequentatori, dall'occasiuna di riunioni, ecc.. La modestariduzione del punteggio proposta con il suo voto dalla prevenuta in relazione
all'inossewanza denunciata appare quindi giwstificabile.E' rimasto il dubbio se la commissione abbia raggiunto I'unanirnitA nella
decisione, ma, me.ntre dagli atti non risulta il contrario, I'Agnoli ha Fermamente
sostenuto che tutti, erano sostanzialmente d'accordo, e del resto non si vedequale possa essere stata l'influenza della stessa imputata neli'indirizzare
l'aggiudicazione.
L'informazione relativa alla conoscenza di atti segreti da parte
dell'lnnerhoferestata negata dall'inleressato che ha anche negato di averecomunicato un tale patticolare alllAngiolelli (che in quaiitĂ di imputato di reatoconnesso, si e avvalsu della fawlls di non rispondere e pertanto non ha n6
confermato ne negalo di avere fatto quella 'confidenza' all'imprenditore} ed il08/10G U M U N I I A MUNI A L I A V Lscritto nella famosa relazione nella quale si facevano cadere dei sospetti
sull'Agnoli.Severo che il Consiglio di Stato ha bocciato la decisione che rendevaaggiudicalariaI'Harmoiiy,attribuendoallacommissioneunapesanterespcinsaisilita per gli errori commessi, non pud non rammentarsi che nemmeno
il TAR aveva rilevato le irregolaritĂ della procedura, ed in ogni caso non si vedeperchd la colpa degli errori di un'intera cornmissi~nedebba essere attribuita ad
uno solo dei suoi membri.
Che poi la ditta IFNET abbia partecipato alla gara (lo avrebbe fatto sottomentite spoglie) pur dovendone essere esclusa in quanto giĂ fornitrica ,delle
attrezzature informatiche viene giustificato attendibilrnente con l'essere la ditta
normalmente fornitrice di quasi tutte le biblioteche del Veneto. Quanto poi ai
rapporti dell'imputala con questa ditta, 6 emerso pacificamente (la presuntareticenza delllAgnoli appare spiegala sufkienternente dalla medesima, comaindicato in narrativa) che a stessa ci Ă¨ I~mitataa dara dei corsi di formazione SUI
tema delle biblioteche cui la ditta ha fatta partecipare dei suai dipendenti, cornaavveniva per molte altre d i t t ~analoghe, il che non comporta certo una
comunanza di interessi che possa dare adito a sospetto di favciritismi.
La presenza di qualche dicitura in lingua tedesca accanto ad alcunielementi di arredo non pub essere significativa e dal resto non si vede ancora
luna volta perchb, se di un favore si & trattata, esco debba essere attribuito
alllAgnoli.Quanto infine all'ammissione di dacumentaziona oltre il termine, tanto era
giustificalo dalla necessita di tegolarizzara gli elementi indicati anche dal
Consiglio di Stato come irregolari.
In conclusione dunque non si pub non condividere la valutaziuna dei fattioperata dal tribunale, del resto avallata dalle risultanze delle indagini di p.g. che
Ihanno escluso l'esistenza" di rapporti di conliguita tra l'imputata e la ditta
Harmony.Quanto al Raniolo: 6 stato accertato dalle dichiarazioni del m.llo Manroni
che la fornitura era stata eseguita ancora il 26 novembre 2001, dalla
deposizione del georn. Vianello che la stessa era da considerarsi regolare come
da sua attestazione, redatta con la dott. Marchetti, nel gennaio 2001, e dalladichiarazione del teste Rigo che era stato fornito pura il tabellone elettronicoCOMUNITA MONT ALTAULanche se la stetesso non era in funzione per le sopra spwificate esigenze delle
Sovrintendenza ai beni culturali, così che non pub certa sostenersi che il
Raniolo certificasse il falso quando stendeva la sua attestazione, senza contareche egli si basava, come di prassi delliufficio, sblle informazioni del geom,
Del resto non puà nemmeno escludersi chein effetti quell'attèstazione ocertificato avesse una funzione limitata, quasi un nulla osta al pagamento dei
prezzo, carne ha sempre sostenuto l'imputata.
Va dunque confermata anche su questo punta la decisione del tribunale
che ha mandato assolto l'imputato dal reato ascrittogli perchk il fatto non
sussiste, su conformi conclusi~nidel P.M. che ha condotto le indagini sl'istruttoriadibattimentale.
visto l'art. 605 C.P.P,,conferma la sentenza del Tribunale di Venezia in date 14 dicembre 2007,
pronunciata nei confronti di Agnoli Antonella e Raniob Mario, impugnata dalProcuratore Generale.
Così deciso in Venezia il 28 settembre 2009
7.Il Prgsidenla estensoreAll pages:12345678910InfoSaveLikeShareDownloadMoreSentenza Corte d'Appello Appalto Spinea Published on Sep 28, 2008 Dopo l'Appello della Procura Generale della Sentenza d'assoluzione, la C. d. A. si è definitivamente pronunciatabastianoFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore