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Timestamp: 2017-06-23 22:25:17+00:00
Document Index: 169618765

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art.5', 'art.6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6']

“Ddl Lavoro autonomo: la tela di Penelope, tanto lavoro per essere disfatto”
Roma, 01 marzo 2017 – Il problema dell’Italia: la mano destra crea quella sinistra disfa!
“Questo ormai famosissimo provvedimento lo aspettavamo da anni, un segnale positivo dalla politica che era stato accolto come il ritorno a casa del “figliol prodigo”! Abbiamo in questo anno e mezzo, tessuto la “tela” con incontri, proposte concrete, audizioni e tanto lavoro proprio perché il sistema professionale italiano che rappresento - apre la Presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci – oggi più che mai, chiede a gran voce una riforma e una spinta innovativa e competitiva ed ora troviamo qualcuno, o più di qualcuno che questa preziosa tela di notte la disfa.
Per questo va subito detto, che non siamo più disponibili ad accettare provvedimenti iniqui, approssimativi e frutto di compromessi dell’ultimo minuto: il CoLAP oggi dice no ad un legislatore che promette e poi disfa con la stessa facilità e altrettanto poca lungimiranza”.
“Il disegno di legge ha subito, nel primo passaggio al Senato, un inserimento (art. 5 e 6 ) che rafforzava quella divisione nel sistema professionale che invece questo provvedimento voleva e doveva superare, affidare cioè alle sole professioni ordinistiche, la possibilità di esercitare su delega specifici atti pubblici, ricreando quella ripartizione tra professionisti di serie A e professionisti di serie B – spiega la Presidente del CoLAP – . In audizione avevamo manifestato con forza la contrarietà e dissenso all’ennesimo provvedimento che tratta un bacino di 4 milioni di professionisti come negletti ed emarginati e soprattutto come incompetente.Ci era sembrato di aver trovato sul punto una condivisione trasversale delle forze politiche presenti, ampio assenso avevamo infatti trovato in audizione alla commissione lavoro della Camera”.
“Le nostre proposte– sottolinea la Alessandrucci - provengono da una platea di lavoratori per troppo tempo dimenticati e per questo chiedevamo alla luce della legge 4/2013, che riconosce il ruolo di garante alle associazioni professionali iscritte al MISE, di aprire il mercato alla competitività, con una proposta chiara e precisa di allargare l’art. 5 anche ai professionisti ai sensi della legge 4/2013. Lo stesso vale per i maggiori strumenti di protezione sociale previsti dall’art. 6 per allargarli anche ai professionisti associativi x legge 4/2013 anche con contributi assistenziali volontari aggiuntivi”. Gli emendamenti al testo in questo senso sono stati condivisi e proposti da tutte le forze politiche presenti in commissione, e molte sono state le dichiarazioni di apertura anche da parte dello stesso relatore Damiano, rendendoci fiduciosi sulla possibilità di migliorarlo.
Lo scorso 23 febbraio, gli emendamenti alla prova del voto vengono, inspiegabilmente ed irragionevolmente respinti: l’art.5 e presumibilmente l’art.6 (ieri in votazione) rimarranno delle previsioni ad esclusivo appannaggio dei professionisti ordinisti, con buona pace di tutte le promesse e le aperture annunciate: così la nostra tela è disfatta!
Il lavoro di anni su questo provvedimento ad oggi risulta quasi vano: l’inserimento di qualche tutela e poco più.
“Il CoLAP dice NO! Dice NO ad un modo di legiferare miope ed avulso dall’intero contesto normativo: la legge 4/2013 è una legge in vigore e non è tollerabile che si continui ad ignorala.
Dice NO all’incoerenza e incoerente sordità rispetto alle sollecitazioni di quanti saranno destinatari della norma giuridica; dice NO alla trasformazione dei diritti dei lavoratori in merce di scambio; dice NO all’ennesimo provvedimento che elemosina concessioni ai professionisti ex legge 4/2013 con la mano destra, salvo defraudarli di diritti fondamentali con la mano sinistra e con noi dicono NO oltre 300mila professionisti iscritti alle nostre associazioni che ben si ricorderanno dell’entusiasmo manifestato davanti alle due slides della finanziaria 2016 e della profonda delusione nel vedere ignorate le legittime richieste.
“Noi continueremo la nostra battaglia – incalza la Presidente Alessandrucci – perché è impensabile che la classe politica non si renda conto di questo pericolo di stagnazione e soprattutto del clima di sfiducia che si è creato; l’articolo 5 prevede una delega e allora saremo pronti anche in quell’occasione, se questa non dovesse essere sufficiente a dimostrare dissenso e a bloccare questo provvedimento fazioso”.
“Chiediamo il diritto a veder riconosciuto il nostro lavoro come tale; perché non intendiamo più accettare discriminazioni, perché crediamo che tutti i lavoratori abbiano diritto a tutele fondamentali a prescindere dal contratto e dal settore in cui operano e soprattutto perché il nostro mercato professionale ha bisogno di eliminare i diritti acquisiti immotivatamente e di rafforzare la competitività”.
#ProfessionistiCompetenti
#VogliamoChiarezza
#IlCoLAPdiceNO
20170301- DDL lavoro autonomo. La tela di Penelope.pdf[ ]528 kB
“Ddl Lavoro autonomo: ripristinare le storture inserite al Senato per ridare equità al provvedimento” Roma, 17 gennaio 2017 – Il CoLAP partecipa all’audizione informale presso la Commissione lavoro della Camera dei deputati, per discutere del DDL sul lavoro autonomo.
“ Questo provvedimento lo aspettiamo da anni, il sistema professionale italiano ha bisogno di una riforma e di una spinta innovativa e competitiva- apre la Presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci – va per questo subito detto che sarebbe opportuno eliminare da questo provvedimento la parte relativa al lavoro flessibile che dovrebbe entrare in un provvedimento autonomo; unire le proposte crea confusione e potrebbe incentivare l’errata identificazione del lavoro autonomo con le “false partite iva”; il lavoro flessibile è una forma di lavoro dipendente pertanto non va confuso e non ha assonanze con il mondo professionale a cui intende riferirsi il provvedimento”.
“Il disegno di legge ha subito, nel primo passaggio al Senato, un inserimento (art. 5 e 6 ) che riproduce quella divisione nel sistema professionale che invece questo provvedimento voleva superare, affidare alle sole professioni ordiniste, la possibilità di esercitare su delega specifici atti pubblici, ricrea quella ripartizione tra professionisti di serie A e professionisti di serie B – spiega la Presidente del CoLAP - condivisibile la richiesta di maggiori garanzie sulla professionalità e competenza del professionista e per questo la legge 4/2013 riconosce il ruolo di garante alle associazioni professionali iscritte al MISE, apriamo il mercato alla competitività, la nostra proposta è allargare l’art. 5 anche ai professionisti ai sensi della legge 4/2013. Lo stesso vale per i maggiori strumenti di protezione sociale previsti dall’art. 6 occorre allargarle anche ai professionisti associativi x legge 4/2013 anche con contributi assistenziali volontari aggiuntivi.
Se il provvedimento negli articoli 5 o 6 non dovesse cambiare, il lavoro di anni su questo provvedimento sarebbe vano e avremmo prodotto l’ennesima norma a difesa e a rafforzamento della casta! Il CoLAP dice no! Meglio non avere un provvedimento che averne uno fatto male e esclusivo! – incalza la Presidente Alessandrucci – ci batteremo per questo, anche per far comprendere alla politica il peso negativo di un segnale del genere”.
3 commissari intervengono per approfondire delle tematiche:
On.le Ciprini : supporto per i pagamenti e equo compenso
ON.le Di Salvo: accesso dei professionisti ai sensi della legge 4/2013 alle casse di previdenza private
On.le Paris: specifiche sulle modalità di classificazione dei codici ateco.
La Presidente risponde:
” rispetto ai pagamenti molto si dovrebbe ancora fare, in primis verso la PA , il più grande cliente, dove seppur previsti i pagamenti entro 60 giorni ci sono storture del sistema che allungano notevolmente i termini (rilascio del codice di fatturazione elettronica da parte della committenza) e poi incentivare la fatturazione elettronica anche per i privati.
Relativamente all’equo compenso attenzione a non confonderlo con tariffe minime, le quali penalizzano fortemente i nuovi professionisti, intanto occorrerebbe lavorare sempre con la PA e sul minimo ribasso anche per le prestazioni professionali”;
“Per le casse private potrebbe essere un’idea da valutare molto interessante per i professionisti associativi sia avere una propria cassa, sia poter aderire alle altre diverse casse”;
“Per i codici ateco sono pronte delle simulazioni che possiamo condividere”.
17012017 audizione alla Camera per ddl lavoro autonomo def.pdf[ ]523 kB
Doc_Audizione CoLAP 17_01_17.pdf[ ]1266 kB
sperando che abbiate iniziato bene il nuovo anno noi vogliamo da subito comunicarvi i nostri propositi.
Il CoLAP ha intenzione di continuare e rafforzare il suo ruolo di attore politico e rappresentante delle istanze dei professionisti ai sensi della legge 4/2013. Per noi resta centrale e fondamentale il ruolo svolto dalle associazioni per garantire l’utenza ma anche per rafforzare la professionalità dei propri iscritti. Le attività saranno pertanto volte a promuovere nei diversi ambiti il ruolo delle associazioni professionali, anche contro chi intende arrestarne la crescita promuovendo sistemi sostitutivi sempre poco efficaci.
Nel 2017 vorremmo ancora avvicinarci di più alle esigenze delle professioni singole e delle singole associazioni, mettendo a disposizione la rete che abbiamo creato e rafforzando anche il livello di rappresentanza associativo. Non ci limiteremo a batterci per le partite iva, ma per un mercato professionale complessivo più competitivo e competente, a tal fine abbiamo intenzione di creare dei tavoli di discussione e di proposta che siano poi in grado di fornirci elementi per meglio direzionare la nostra strategia politica e associativa. Quest’anno abbiamo anche l’intenzione di allargare i servizi e aprire in tale ambito nuovi orizzonti per le associazioni per rafforzare la nostra economia, ma anche la nostra comunità.
Tutte quello che faremo sarà possibile grazie al contributo di tutte le nostre Associazioni e dei nostri Professionisti!
Vi invitiamo pertanto a provvedere appena possibile al rinnovo delle quote associative.
E ora spieghiamo le vele e vento in poppa navighiamo per nuovi mari affrontando nuovi ciclopi, ma fermi della propria mappa e dei propri lavori porteremo la nostra nave in porti sicuri.
COMUNICATO STAMPA L’Attestazione rilasciata dalle associazioni professionali, strumento reale di garanzia dell’utenza
comunicato stampa processo di attestazione vs certificazione.pdf[ ]448 kB
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