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Timestamp: 2017-06-25 23:27:54+00:00
Document Index: 7615074

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8']

Addio capannone 62. Al via la sorveglianza sanitaria. Sentenza storica a Latina. Amianto e Giustizia AEA in prima linea - PDF
Addio capannone 62. Al via la sorveglianza sanitaria. Sentenza storica a Latina. Amianto e Giustizia AEA in prima linea
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1 Periodico trimestrale edito dall Associazione Esposti Amianto regione Friuli Venezia Giulia - onlus Addio capannone 62 Gennaio - Febbraio - Marzo 2009 / Anno 6, N. 20 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art. 1, comma 2, DCB Trieste Al via la sorveglianza sanitaria Sentenza storica a Latina Amianto e Giustizia AEA in prima linea2 Editoriale Amianto e Giustizia l AEA in prima linea L anno 2008, appena trascorso, ci ha visti protagonisti di una tappa storica e siamo cosi approdati alla Corte Europea dei Diritti dell Uomo di Strasburgo (CEDU) per ribadire ancora una volta (ma ce n era proprio bisogno?) il nostro sacrosanto diritto di essere trattati equamente senza alcuna discriminazione nel rispetto delle Leggi emanate dal Parlamento dello Stato Italiano. Ci riferiamo alla clausola abnorme che, mai scritta sul testo della Legge 257/92 e successive modifiche e neanche appare sui testi dei lavori preparatori, esclude dai benefici previdenziali previsti quanti sono stati esposti all amianto e posti in quiescenza prima del 28 aprile 1992, data di entrata in vigore della Legge 257/92 e successive modifiche, ed in tempi più recenti, il Decreto Attuativo della Legge 247/2007 sul Welfare art. 1 commi che si riferisce agli Atti d Indirizzo del Sottosegretario Guerrini così premiando solo 15 regioni e penalizzando le altre 5 tra cui figura anche il F.V.G. Anche per questi lavoratori ingiustamente discriminati, siamo ricorsi alla CEDU per un giusto ed equo riconoscimento. Questa Corte di Giustizia ha accolto la nostra richiesta di dirimere la questione ed ha fissato un udienza per il 23 aprile p.v., staremo a vedere se la Giustizia Europea sarà più veloce di quella Italiana. Il Fondo per le Vittime dell Amianto, che doveva partire come stabilito con un fondo governativo iniziale di 50 milioni di euro, (in seguito ridotto a 30) ed essere gestito dall INAIL con una sua partecipazione finanziaria, non è mai stato attivato per mancanza del Decreto Attuativo e relativa copertura finanziaria, in quanto il Tesoretto dell Istituto assicurativo che per statuto dovrebbe essere usato esclusivamente per gli invalidi del lavoro e le malattie professionali quali appunto la silicosi ed asbestosi, è stato usato per coprire il mancato introito dell ICI. Notizia data alla televisione dal Ministro Sacconi. Alla fine di gennaio u.s., siamo stati invitati nella sede della Provincia di Trieste ad una riunione del Consiglio dell Ente, sul tema degli infortuni sul lavoro e malattie professionali, congiuntamente all INAIL- ANMIL- ASL/UOPSAL- Ispettorato del Lavoro- OO.SS.- Patronati. Si tratta del terzo incontro di questi organismi (i precedenti erano avvenuti in aprile e dicembre 2008 presso la locale Prefettura), per confrontarsi con le esigenze dei lavoratori più soggetti ai rischi d infortunio ed apportare con le proprie esperienze suggerimenti e consigli sul tema amianto riguardo l ambiente - bonifiche discariche che da questo anno saranno di competenza delle Province. Anche la Commissione Regionale Amianto è stata ricostituita con D.P.Reg.n dd ed è operativa, riprendendo in esame la valutazione dell esposizione e relativa iscrizione nell apposito Registro di tutte le domande pervenute nel periodo di latenza della Commissione, alla UOPSAL di via Sai (piazzale Canestrini). Nello stesso tempo, sono state inviate le prime lettere di convocazione per gli esami stabiliti dalla A.S.S. 1 su base volontaria e con precedenza alle esposizioni di carattere lavorativo, per quanti risultano già iscritti dal 2003 nell apposito registro. Ad oggi risultano iscritte oltre persone. Da gennaio 2008, abbiamo arricchito lo Sportello Amianto già esistente dal 1998, con un servizio gratuito d assistenza legale solamente per casi inerenti all amianto. Fino ad oggi, vi hanno aderito oltre 200 persone, la maggior parte delle quali hanno intrapreso in seguito con l avv. Ezio Bonanni, convenzionato con la nostra associazione, le vie legali in quanto la maggior parte risultavano già colpite dall asbestosi e riconosciute sì dall INAIL ma con percentuali d inabilità che vanno dal 0,01 al 0,05 %, pertanto non indennizzabili con gli attuali parametri stabiliti dalle Leggi vigenti. In sostanza, una beffa. Dal mese di novembre 2008, sono iniziate le prime udienze presso il Tribunale di Trieste riguardo ai 23 marittimi, agli ante/92 ed ad altre situazioni non riconosciute dagli Enti Previdenziali, molte volte con delle motivazioni negative e cavillose. Confidiamo nella Magistratura, affinché la Legge sull amianto trovi applicazione omogenea su tutto il suolo Nazionale, a tal proposito in altra pagina del nostro giornale, pubblichiamo il sunto di una recente sentenza di condanna nei confronti dell INAIL, per il danno psichico subito da una persona già esposta in maniera significativa al materiale killer. II CONVEGNO NAZIONALE NON GOVERNATIVO Dalla riunione indetta dall AIEA il 15 dicembre 2008 a Milano, alla presenza di molte A.E.A. e Associazioni Italiane di vittime dell amianto di Organizzazioni Sindacali ed alcuni avvocati interessati al problema amianto, è sorta la volontà comune di organizzare la II Conferenza Nazionale non Governativa a Torino sul tema: amianto e Giustizia da tenersi preferibilmente nei mesi di settembre/ottobre Per ottimizzare la riuscita della manifestazione, sono previste altre 4 Conferenze preparatorie così previste in ordine cronologico: Sesto S. Giovanni il 06/03/09, Broni il 07/03/09, la terza a Taranto e la quarta a La Spezia in data da destinarsi come quella finale di Torino. Per questa ultima, che giudichiamo molto importante, l AEA (nel limite del possibile) cercherà di organizzare una corriera per il viaggio di andata e ritorno, compatibilmente con le disponibilità di cassa o in alternativa con il contributo di uno sponsor. Aurelio Pischianz Presidente AEA FVG Come sostenere l assistenza agli esposti all amianto Dal 5 x mille gratuito all oblazione detraibile dai redditi Il nostro recente sondaggio Amianto a Trieste, dal porto al carso, con nostra grande soddisfazione, ha messo in evidenza che ben il 9,6% dei cittadini di Trieste sono già iscritti o sarebbero interessati a iscriversi o a sostenere le battaglie della nostra Associazione. Certo, rispetto ai circa 230 mila abitanti della provincia potrebbero sembrare pochi ma in realtà, essendo la nostra una organizzazione di utilità sociale che tratta un problema specifico, con risvolti sociali e sanitari, il risultato è molto importante. Tra quanti hanno dichiarato di essere iscritti o interessati ad iscriversi o a sostenere le battaglie dell AEA FVG è emerso che il 14,1% è già iscritto o partecipa alle nostre attività, il 16,2% parteciperebbe con dei piccoli contributi economici mentre il 4,4% ha affermato di avere già un familiare già iscritto. Ebbene ci rivolgiamo a tutte queste persone generose e sensibili, il 34,7% della popolazione, rivolgendo a loro un appello affinché sostengano le nostre attività in 3 modi diversi secondo le loro possibilità. Va innanzitutto ricordato che le donazioni in favore delle ONLUS sono ancora vantaggiose in termini fiscali. L Associazione Esposti Amianto Friuli Venezia Giulia - ONLUS, costituitasi come organizzazione non lucrativa di utilità sociale, è iscritta presso l anagrafe unica delle ONLUS. Pertanto per le persone fisiche le donazioni sono detraibili ai fini IRPEF nella misura del 19%, per un importo non superiore a 2.065,83. Inoltre con la Legge 80/2005 è stata prevista la possibilità di dedurre le erogazioni liberali fino al 10% del reddito complessivo dichiarato, fino ad un massimo di Comunque per fruire dei benefici fiscali va conservata la relativa attestazione di donazione, vale a dire: la ricevuta del versamento, nel caso di donazione con bollettino postale; le note contabili o l estratto conto della banca, in caso di bonifico bancario; l estratto conto della carta di credito emesso dalla società gestore. Ma le soluzioni più semplici per aiutare finanziariamente l Associazione Esposti Amianto sono quelle del versamento di un oblazione sul c/c postale n o sul nostro c/c bancario presso la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia con l IBAN IT 29R e di utilizzare sempre l opportunità gratuita di devolvere il 5 x mille del proprio reddito, al momento della compilazione della propria dichiarazione annuale, firmando nell apposita casella e scrivendo accanto il nostro codice fiscale Claudio Grizon Vice Presidente AeA FVG 34 La città di Broni ostaggio dell amianto di Fulvio Aurora AIEA Nazionale I risultati del convegno organizzato il 7 marzo scorso dal Comune di Broni (Pavia) in collaborazione con le associazioni delle vittime dell amianto devono essere resi pubblici, soprattutto devono essere sottolineati gli impegni che da esso sono scaturiti. All incontro ed alla successiva tavola rotonda ha partecipato anche una delegazione dell AEA. Pubblichiamo di seguito la relazione di Fulvio Aurora (AIEA nazionale). Il Sindaco di Broni e l Assessore all Ambiente hanno presentato il quadro dei problemi di cui il comune soffre per la presenza ultracinquantennale di una fabbrica la FIBRONIT produttrice di manufatti in cemento amianto che ha lasciato in particolare dopo la cessazione della sua attività una scia di malati e di morti per malattie asbesto correlate, prima fra i lavoratori addetti e successivamente fra i cittadini, ben superiore a quanto ci si sarebbe aspettato. Non solo ma nella fabbrica dismessa esistono ancora grandi quantitativi di amianto messi da non molto in sicurezza, che tuttavia nel tempo non garantiscono del tutto la dispersione di fibre nel territorio circostante. Ancora più pericoloso può essere la dispersione di fibre che può derivare dalla presenza di amianto di risulta (dalla FIBRO- NIT), in particolare il cd polverino utilizzato nel modo più vario nella città e nelle campagne circostanti. La prima necessità è quella di portare a termine la bonifica della FIBRONIT, così pure di portare a termine il censimento dei siti contaminati, di procedere alle conseguenti bonifiche definendone le priorità. Per realizzare tutto ciò le risorse finanziarie ricevute fino ad oggi il sito della FIBRONIT è stato dichiarato di interesse nazionale - costituiscono solo una parte di quanto necessario. Si devono pertanto reperire i fondi la cui entità è superiore ai 20 milioni di euro. Gli esperti hanno messo in evidenza sul piano medico ed epidemiologico la gravità dell incidenza delle malattie asbesto correlate e il loro riferimento certo alla presenza dell insediamento industriale della FIBRONIT, non nascondendo la possibilità concreta dello sviluppo di ulteriori malattie da amianto ancora per diversi anni. Il rapporto è di 1 a 10, ovvero è di 10 volte superiore a quello della popolazione generale. Questo ha richiamato alla necessità sul piano etico e giuridico di risalire alle responsabilità di chi ha prodotto il disastro sanitario ed ambientale e di fare seguire le necessarie azioni sul piano della giustizia. E stato con rammarico sottolineato che le denunce presentate alla Procura della Repubblica di Voghera hanno prodotto un iter molto lento. Dopo 5 anni l istruttoria non si è ancora conclusa e il rinvio a giudizio non è stato fissato. Le associazioni delle vittime (AVAP e AIEA) e le associazioni ambientaliste (Lega Ambiente e Comitato per la Difesa dell ambiente di Broni) hanno messo in evidenza il grande livello di sofferenza di coloro che sono stati colpiti da malattie da amianto. Sofferenza che ha colpito anche le loro famiglie. Tutti i cittadini sono comunque preoccupati per la possibilità di incorrere in una malattia a decorso infausto. Sono pure state sottolineate le necessità di accelerare i tempi per le bonifiche ambientali e per spingere la Procura della Repubblica a dar corso ai procedimenti giudiziari richiesti: occorre finalmente fare giustizia. Il Convegno di Broni - è stato pure ricordato - è anche una tappa della seconda Conferenza Nazionale sull amianto. Ad esso hanno infatti partecipato e sono intervenuti: l AEA FVG di Trieste, Contramianto di Taranto, il Comitato contro la discarica di Cremona, il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e sul territorio di Sesto San Giovanni, la sezione AIEA di Turbigo, la sezione AIEA di Ferrara Da tutto questo sono scaturite le seguenti determinazioni: 1. Per quanto riguarda il finanziamento della bonifica dei siti inquinati è necessario rivolgersi alla Regione. Questo non implica l esclusione delle responsabilità degli inquinatori e, né elimina gli aiuti statali, o quelli della Unione Europea. La Regione infatti ha approvato nel 2005 il Piano Regionale Amianto nel quale ha stabilito che in dieci anni non vi deve essere più amianto su tutto il territorio regionale. Per quanto è di nostra conoscenza l inquinamento da amianto a Broni è il più importante della regione Lombardia. La condizione epidemiologia delle malattie asbesto correlate a Broni ne sono la prova. Le procedure tecnicoburocratiche per arrivare alla bonifica, comprensiva dello smaltimento dell amianto in discarica richiedono tempi che si avvicinano alla scadenza dell eliminazione dell amianto stabilita dal PRAL, nonostante ciò i partecipanti al convegno all unanimità hanno sottolineato la necessità di accelerare i tempi. Pertanto il problema del finanziamento e della bonifica richiedono l apertura di un tavolo di confronto con la Regione sotto il profilo politico- economico e non 45 tivi, cercherà lo strumento giuridico più adatto per evitarla, quindi per aprire il processo in tempi rapidi. Le associazioni delle vittime organizzeranno le forme di mobilitazione più opportune, tanto rispettose, quanto ferme, per evitare, ancora una volta, che non venga fatta giustizia. Alla Regione Lombardia si dovrà pure chiedere di istituire un Fondo regionale per le vittime dell amianto, a complemento del Fondo nazionale che ancora non è operativo, e comunque prevede uno stanziamento insufficiente. meno sotto quello tecnico. Il comune deve avere la sicurezza del flusso dei finanziamenti mentre la bonifica procede. Alla Regione occorre chiedere come risolvere il problema dello smaltimento dell amianto che, secondo l ipotesi del comune dovrebbe essere effettuato in loco sia per evitare dispersione di fibre con il trasporto sia per ridurne i costi. Sembrerebbe incomprensibilmente - che una nuova norma stabilita dalla Regione lo impedirebbe. 2. Per quanto riguarda l avvio del procedimento di rinvio a giudizio da parte della Procura di Voghera il Comune, considerando pure le possibilità di una prossima archiviazione per decorrenza dei termini prescrit- 3. Sul Piano sanitario il Comune e le Associazioni si rivolgeranno alla ASL perché venga realizzata la dovuta informazione a favore dei cittadini sui rischi e danni da amianto, dando indicazioni sul migliore comportamento da tenere. Allo stesso modo si richiederà alla ASL di organizzare tramite i medici di medicina generale un opportuna sorveglianza sanitaria-counceling consistente in indicazioni di carattere protettivo relativamente ai migliori comportamenti da tenere nel campo dell alimentazione, degli stili di vita a partire dal convincimento della cessazione (se del caso) dell uso di tabacco, dall evitare di essere esposti ad altre sostanze tossiche e cancerogene ed altro. Non di meno la ASL dovrà definire, se ancora non è stato fatto, quale deve essere il percorso da seguire per chi malauguratamente potrà essere colpito da una grave malattia asbesto correlata. Potrebbe essere anche opportuno aprire uno sportello comunale o intercomunale (con il Comune di Stradella) quale riferimento dei cittadini per avere tutte le informazioni del caso. Si stabilisce che prima della celebrazione della seconda conferenza nazionale sull Amianto ( Amianto e Giustizia ) di Torino prevista per il prossimo ottobre si faccia un ulteriore incontro-convegno per verificare l attuazione di quanto precedentemente stabilito. A margine di una Conferenza sull Amianto svoltasi a Sesto San Giovanni e a Broni nei giorni 6 e 7 marzo a cui abbiamo partecipato, un Magistrato molto attento ha inteso ad interessarsi dei casi ancora irrisolti sull arcaico e tanto discusso problema amianto : l Avv. Ezio Bonanni in data 10 marzo 2009 è stato ricevuto dal Procuratore della Repubblica di Voghera, in ordine al processo FIBRONIT. Nel rappresentare le vittime dell amianto killer, Bonanni ha illustrato la posizione dei familiari delle vittime, le relative richieste e aspettative di giustizia. E intervenuto anche nella qualità di legale di tutte le associazioni delle vittime dell amianto, oltre che dell AVAP, anche della AIEA Nazionale, della AEA-Friuli Venezia Giulia, del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, dell Associazione Contramianto e altri rischi ONLUS e di tutte le altre associazioni. L unanime richiesta è stata quella di avere giustizia per i lavoratori e per i singoli cittadini morti ammazzati, anzi, assassinati dall amianto killer. L Avv. Ezio Bonanni ha già formulato istanza ex art. 6 Convenzione Europea per i Diritti del Uomo depositata regolarmente in atti venerdì scorso nell ambito della quale ha ricevuto l invito per il giorno 10/3/2009. E stata anche avanzata la richiesta di ipotizzare il reato di STRAGE per dolo eventuale. Valuterà l On.le Sig. Procuratore della Repubblica nei confronti del quale tutte le associazioni delle vittime dell amianto e le vittime stesse ribadiscono la loro fiducia. 56 Al via la sorveglianza sanitaria dott.ssa Maria Giovanna Munafò Componente Commissione Regionale Amianto Regione Friuli Venezia Giulia E finalmente partita, nell ultimo bimestre 2008, la sorveglianza sanitaria gratuita per ex esposti professionali all amianto iscritti nel Registro Regionale Esposti Amianto, istituito dalla L.R. 22/2001. La Regione, infatti, seleziona in progressione i nominativi degli iscritti che non risultano interessati da patologie amianto correlate non tumorali, quali le placche pleuriche e l asbestosi polmonare, e li segnala al Servizio di Medicina del Lavoro (a Trieste all Unità Clinico Operativa di Medicina del Lavoro dell Università) dell Azienda per i Servizi Sanitari di residenza. Da questo Servizio parte una lettera di invito ad aderire alla sorveglianza sanitaria entro 15 giorni da che la si riceve. Basta una telefonata: nella lettera sono indicati tutti i riferimenti utili. Una volta che si è aderito, il Servizio di Medicina del Lavoro verifica in via preliminare la reale assenza, (per quanto già noto al singolo interessato) di placche pleuriche e/o asbestosi polmonare, nonché l eventuale esecuzione di radiografie del torace e/o TAC nell arco degli ultimi 2/3 anni: se l interessato risulta negativo, viene inserito in un calendario di appuntamenti per l esecuzione del protocollo di sorveglianza sanitaria attivo in tutto il FVG, vale a dire: a) visita medica presso il Servizio di Medicina del Lavoro dell A.S.S. (l U.C.O. a Trieste) b) radiografia del torace c) Prove di Funzionalità Respiratoria (spirometria) + Diffusione dei gas presso strutture sanitarie dell ASS preventivamente identificate. Se il risultato di questi accertamenti è negativo, non si sono cioè trovati danni da amianto, vi sarà un richiamo ad un controllo a distanza di 5 anni per coloro che hanno avuto una esposizione professionale più lunga di 10 anni. Se i risultati dei primi controlli hanno rilevato: a) presenza di placche pleuriche b) segni di fibrosi (anche con diffusione dei gas normale) all Rx torace c) deficit di funzionalità respiratoria restrittivo di media gravità e/o diffusione dei gas alterati all esame spirometrico si procede con l esecuzione di una TC del torace. A seconda dei risultati finali, si prosegue così: a) Per i casi in cui sono state rilevate placche pleuriche si procede con ulteriori richiami a controlli dopo 5 anni. b) Per i casi in cui è stata rilevata asbestosi PRIMA VISITA esposizione continuativa ad asbesto > 10 aa + placche pleuriche NEGATIVI accertamenti - clinici (anamnesi e visita) - radiologici (Rx Torace) - funzionali (PFR+TLCO) esposizione continuativa ad asbesto > 10 aa + Rx con segni interstiziopatia (anche se TLCO normale) HRTC esposizione continuativa ad asbesto > 10 aa + spiro restrittiva media gravità e/o TLCO alterata (anche se negativa Rx) 67 PERIODICITA DEGLI ACCERTAMENTI Primo controllo: clinico radiologico funzionale negativo con ESPOSIZIONE asbesto < 10 anni con ESPOSIZIONE asbesto > 10 anni nessun controllo a distanza possibile controllo a distanza dopo 5 anni Primo controllo: riscontro di placche pleuriche controllo a distanza dopo 5 anni Primo controllo: riscontro di asbestosi polmonare controllo a distanza dopo 3 anni nessun controllo a distanza se età < 75 aa se età > 75 aa (fibrosi) polmonare si procede con ulteriori richiami a controlli dopo 3 anni per gli esposti con meno di 75 anni di età. L obiettivo di questa sorveglianza sanitaria è rilevare i casi di patologie amianto correlate non tumorali che ancora non sono noti e che essendo derivanti da una esposizione lavorativa, vanno segnalati all INAIL per il riconoscimento di danno professionale e l eventuale indennizzo. Attualmente infatti, non si è ancora in grado, sotto il profilo scientifico, di proporre validi esami di screening per poter porre diagnosi precoce di tumore pleurico (mesotelioma) e/o polmonare. In ambito di Commissione Regionale Amianto, pertanto, è stato concordato che i criteri per l effettuazione della sorveglianza sanitaria sugli iscritti al Registro Regionale Esposti Amianto saranno rivisti a distanza di 3 anni dalla formulazione dell attuale protocollo. Ciò per aggiornarne, con i progressi della scienza, le modalità e finalità, fino a renderla utile per una diagnosi precoce delle patologie tumorali che restano purtroppo il danno più subdolo e temibile di questa esposizione. a Roberto Persich a Carmela Mazzucca ed Armando Mingrino, a tutte le altre vittime dell amianto, perché la loro memoria non cada nell oblio, perché abbiano giustizia anche in questa terra. Giustizia e libertà, dignità e legalità, esigono una presa di coscienza della tragedia delle vittime dell amianto. Per un mondo migliore, veramente giusto ed equo. Copertina dell ultimo libro dell avvocato Ezio Bonanni dedicato alle vittime dell amianto. Di seguito riportiamo la dedica. Affinchè le Istituzioni levino finalmente la loro voce nel lungo sonno che suona come una grave ed inammissibile violazione della dignità della persona umana e dei suoi fondamentali diritti. Ezio Bonanni 78 Una sentenza giusta (Tribunale di Latina Sentenza n 515/2009, depositata in data 20/2/2009) di Ezio Bonanni Il giorno 20 febbraio del 2009, il Tribunale di Latina, Sezione Lavoro Giudice Dr. Roberto Bonanni ha accolto la domanda di riconoscimento di malattia professionale per esposizione all amianto per Sindrome ansioso depressiva con spunti fobici. Come spiega il CTU dr. Peppino Nicolucci, nel replicare alle deduzioni INAIL, la natura professionale della patologia si fonda su diversi presupposti. Innanzitutto e prima di tutto, il ricorrente è una persona esposta ad amianto nella sua attività lavorativa e ha visto morire ed ammalarsi molti compagni di lavoro. Inoltre, per caratteristiche personali, per dato caratteriale unico, ha sviluppato a causa di questi lutti una paura personale che si è tradotta in una sindrome ansioso depressiva con spunti fobici. Questo quadro sintomatologico è stato accertato e diagnosticato in sedi autorevoli di medicina del lavoro (prof. Bernardini Università Cattolica di Roma - Associato di Medicina del Lavoro) e in ambiente psichiatrico. L Inail di Latina ha etichettato come ridicola questa diagnosi e ha portato a sostegno una condizione di paura da parte dei vigili per esposizione a sostanze tossiche nella strada. Il ricorrente ora beneficiario della prestazione ha vissuto l esposizione alla sostanza tossica e ne ha potuto costatare i danni sia a livello personale che sui suoi compagni di lavoro. Voglio ricordare che oltre alla mia attività di medico legale, svolto l attività di clinico a livello istituzionale e devo fare diagnosi e rispondere alle istanze di malattia di ogni utente che si rivolge alla struttura. Lo stesso CTU precisa che il malato rientra in una sindrome post traumatica da stress che nel caso specifico si racchiude in un disturbo fobico e depressivo. Conclude il dr. Nicolucci, che oltre ad essere un medico legale, è primario facente funzione del reparto di neurologia dell Ospedale Santa Maria Goretti di Latina: Tale condizione rappresenta un vero e proprio danno biologico permanente da valutarsi in misura non inferiore al 15%. E provato e dimostrato, dunque, che anche quando la patologia oncologica e/o di lesione all apparato respiratorio non si è ancora manifestata, il danno biologico già c è. Come ha già precisato il Giudice del lavoro del Tribunale di Ravenna, anche recentemente all incontro di studi organizzato dal CSM sul tema dell amianto, non è piacevole, né simpatico vivere una condizione per la quale si può sviluppare una patologia asbesto correlata anche a distanza di 40 anni e perdere la vita nel giro di qualche mese. Vedere morire molti compagni di lavoro altera e sconvolge l intera esistenza ed altera, dunque, quegli equilibri su cui si fonda la salute psicofisica dell individuo. Nella sua magistrale Sentenza, (tale per sintesi e ancoraggio in Costituzione) il Giudice del lavoro dr. Roberto Bonanni, testualmente: soffre di un disturbo post traumatico da stress legato alla condizione esistenziale di paura conseguente alla lunga esposizione all amianto e che deve essere considerata malattia professionale in modo indiretto secondaria all esposizione all amianto (così da relazione peritale in atti). E risultato altresì da CTU che detta malattia va considerata come danno biologico in misura del 15%. Questa Sentenza costituirà una pietra miliare nelle future battaglie dei lavoratori esposti all amianto. Si tratta di una Sentenza giusta, veramente giusta! 89 Capannone 62 addio di Aurelio Pischianz E iniziata il 20 febbraio scorso, alla presenza delle Autorità competenti e di tutti media dell informazione, la demolizione dello storico capannone 62 del porto nuovo di Trieste, facente parte di cinque magazzini collegati tra loro al piano superiore. Questo sistema, permetteva alla nave piena d amianto uno sbarco veloce, in quanto di norma, veniva ormeggiata alle rive 64 o 62 prospicienti agli stessi capannoni. Sbarcava in diretta su vagoni ferroviari, camion, carri, e direttamente nel capannone d attracco poi una parte del carico, veniva sbarcata al piano superiore, lasciata su dei tavolati che venivano posti su dei carrelli bassi e di piccola dimensione denominati lister che grazie al sistema di comunicazione tra i magazzini, trasportavano la merce ai capannoni , dove venivano immediatamente reimbarcati su un altra nave. Anche questi capannoni saranno abbattuti in seguito, per lasciare spazio ad una movimentazione più agevole dei container, divenuti imballaggi più sicuri ed in grado di spostare grandi quantità di merci in tempi ridotti. Confesso che ho provato un forte senso di disagio per l abbattimento di uno dei posti di lavoro che ha dato possibilità a migliaia di persone di vivere decorosamente con le loro famiglie, ma al tempo stesso sono contento che incomincino a sparire questi hangar già saturi di polveri d amianto di tutti i tipi che vi sono stati depositati e transitati fino dal primo novecento, così eliminando ogni pericolo derivante dalle polveri residue che vi stazionavano per troppi anni. Visitate il nostro sito internet IL NOSTRO UFFICIO È APERTO CON IL SEGUENTE ORARIO Martedì, mercoledì giovedì dalle ore 9.00 alle ore Vi ricordiamo che la nuova sede dell AEA FVG si trova in via Fabio Filzi 17, secondo piano. Vi segnaliamo che l invio del giornale verrà sospeso a quanti non in regola con la quota sociale. 910 Collaborazione più stretta tra AEA ed ANMIL Si chiama Angelo Cosani, ha 37 anni, ed è, dal novembre scorso, il nuovo direttore provinciale della sede di Trieste dell Anmil (Associazione Nazionale Mutiliati e Invalidi). Cosani, dipendente di un industria cartaria, è invalido dal 2005 e guiderà il sodalizio per almeno cinque anni. Inoltre, è anche presidente regionale della Fand, la Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili che raggruppa ANMIC, ANMI, ENS, UICI, UNMS. È difficile spiegare il calvario che si trova ad affrontare un invalido del lavoro. In questi mesi spiega sto ancora esaminando la documentazione depositata nei nostri uffici per fare il punto della situazione ma ho già in mente una serie di interventi strutturali. Quello a cui vorrei arrivare continua Cosani è alla gestione diretta dell invalido da parte dell Anmil. Questo potrebbe far risparmiare soldi, tempo e soprattutto stress alle persone che si trovano a dover affrontare il dramma dell infortunio. Finché non succede a te, non ti rendi conto di cosa significhi subire un danno di questa portata. Purtroppo anch io l ho provato sulla mia pelle. Nel 2005, mentre stavo effettuando il controllo di un apparecchiatura nell azienda in cui lavoro, la macchina si è messa in funzione facendomi perdere una mano. E difficile spiegare il calvario che uno si trova ad affrontare da quel momento. Non solo il dolore fisico e psicologico, ma anche un enorme sforzo economico per sostenere le spese mediche. La maggior parte delle persone dopo l infortunio si sentono, e in alcuni casi lo sono davvero, abbandonate dai colleghi e dagli amici. A ciò si aggiunge il fatto che non sai a chi rivolgerti. Per questo prosegue Cosani - credo che l Anmil dovrebbe avviare un percorso di ristrutturazione interna che permetta di offrire agli utenti un adeguata assistenza psicologica, medica e legale al fine di aiutarli anche nel reinserimento lavorativo. Proprio su questi temi ho già contattato la dottoressa Angela Forlani che ha dimostrato grande apertura al dialogo. Oltre alla presenza in sede di esperti nel settore medico e legale, Cosani sta pensando all opportunità di creare una banca dati informatica, che offra on line l esperienza di chi il disagio lo ha già vissuto. Creare un portale, quindi, dove sia possibile consultare ospedali, cliniche ed esperti delle diverse problematiche. Un discorso a parte va fatto sul tema amianto. Sono circa 600 le pratiche aperte dall Anmil su questo problema, ma ogni giorno la sede viene contattata dai cittadini per questioni correlate. Nelle scorse settimane spiega Cosani - ho incontrato il presidente dell Associazione Esposti Amianto Aurelio Pischianz, con il quale ho programmato di avviare una più stretta collaborazione. Credo che l AeA abbia un ruolo molto importante, non solo perché da anni è presente sul territorio, ma anche perché grazie alla lunga esperienza, può offrire un supporto importante anche all Anmil. Basta pensare al vasto archivio di documentazione di ogni tipo presente nella sede di via Filzi, nonché i grandi sforzi perpetrati attraverso le battaglie legali da parte dell avvocato Ezio Bonanni. Le istituzioni conclude - dovrebbero tener maggiormente conto di realtà come queste prima di intervenire sul territorio. Per esempio, se prima di istituire un ufficio del lavoro alla Scala dei Cappuccini avessero consultato le associazioni dei disabili, avrebbero capito le grandi difficoltà che una scelta di questo tipo comporta dal punto di vista pratico. Discorso analogo per la riqualificazione di alcune vie della città, che non tengono conto delle persone non vedenti. A ridosso dei semafori anche delle vie principali manca un opportuno segnale tattile che segnali la presenza del passaggio di autovetture. 1011 Nasce Sicurezzalavoro FVG di Chiara Paduano Divulgare la cultura della sicurezza e dell igiene sui luoghi di lavoro con l obiettivo di contribuire alla riduzione degli infortuni e delle malattie professionali. Questa l idea alla base della costituzione dell Associazione di promozione sociale Sicurezza Lavoro Friuli Venezia Giulia che si è costituita a gennaio a palazzo Galatti, sede della Provincia di Trieste, di fronte al capogruppo di Forza Italia in Consiglio Provinciale Claudio Grizon che ha spostato il progetto e permesso al sodalizio di presentarsi alla città in una sede istituzionale. Sicurezza Lavoro è un associazione senza fini di lucro, apolitica, aperta a tutti e che intende sviluppare la sua attività su tutto il territorio regionale. Il progetto è stato sviluppato nei mesi scorsi e non hanno tenuto a precisare - dopo gli infortuni mortali che si sono susseguiti a gennaio in regione: due di questi a Trieste dove hanno perso la vita due operai. (Uno alla Ferriera di Servola, l altro, cinque giorni dopo, alla Cartiera Burgo). In regione - ha spiegato presidente del sodalizio Roberto Casson, consulente del lavoro, perito ed esperto di sicurezza, docente e responsabile dei servizi di prevenzione e protezione di alcune aziende - c è uno scarso recepimento, da parte dei datori di lavoro e di conseguenza dei lavoratori, della normativa in materia. L 80% delle imprese della provincia di Trieste non si sono ancora adeguate completamente alle disposizione della legge 626 del 1994 e a quelle del recente Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro in vigore dal 15 maggio del Mancano ha continuato - incentivi economici per l adeguamento degli ambienti di lavoro e per la consulenza specifica e sono del tutto assenti sportelli pubblici di consulenza ed informazione in materia di sicurezza e igiene sul lavoro. Ed è proprio dallo Sportello sicurezza lavoro che l associazione inizia la sua attività. Al momento è un servizio on line all indirizzo dove gli interessati e gli associati possono usufruire di determinati servizi come l assistenza specialistica, sui contributi pubblici per investimenti in sicurezza, la formazione e una serie di convenzioni: con istituti di credito per ottenere tassi bancari agevolati di finanziamenti per spese di adeguamento alla normativa antinfortunistica, con medici del lavoro, compagnie di assicurazione, avvocati e con fornitori di attrezzature e dispostivi di protezione. L Associazione è formata da professionisti del settore che hanno deciso insieme di coprire un vuoto nel panorama della prevenzione e dell assistenza sui temi della sicurezza tra i lavoratori e le aziende. Soci fondatori, oltre a Roberto Cason, presidente e promotore del progetto, sono: l avvocato Davor Blaskovic, che si occupa di materia antinfortunistica e malattie professionali; Paolo Polidori, imprenditore ed ex presidente dell Areran regionale ; Maurizio Cannarozzo, medico specializzato in medicina del lavoro alla Wartsila e Alessandro Ginosa, esperto di comunicazione e di sistemi di gestione per la sicurezza sul lavoro. Entro la primavera, il sodalizio avrà anche una sede, in via Mazzini 17. Qui gli aspiranti soci potranno iscriversi e permettere così all associazione, che si autofinanzia, di proseguire e crescere l attività. La nostra regione al secondo posto in Italia per infortuni Gi infortuni sul lavoro registrati dall INAIL nel 2007 nella Regione Friuli Venezia Giulia rappresentano il 5,37% dei lavoratori occupati nello stesso periodo. I dati sono, per fortuna, in diminuzione ma si tratta comunque di cifre sempre troppo alte: gli infortuni denunciati nel 2006 nella nostra regione, nel Di questi nel 2007 a Trieste, nel La Provincia con il più alto numero di infortuni in regione è Udine ( nel 2007), seguita da Pordenone (7.771), Trieste e Gorizia (3.989). I settori 1112 maggiormente colpiti sono l industria dei metalli, la meccanica e a seguire quella alimentare. INFORTUNI SUL LAVORO NELLA REGIONE FVG ZONE TRIESTE PORDENONE UDINE GORIZIA FRIULI V. G ITALIA GLI EVENTI INFORTUNISTICI AVVENUTI NELLA REGIO- NE FVG NEL 2007 RISULTANO PARI AL 5,37 % DEI LAVORATORI OCCUPATI NELLA REGIONE STESSA. (lavoratori occupati nel 2007 in FVG nel 2007= unità) fonte Istat 2008 INFORTUNI MORTALI NOV 2008 ZONE (11 MESI) GORIZIA PORDENONE TRIESTE UDINE FRIULI V. G ITALIA Fonte Inail tav. 2 casi mortali dati aggiornati al TRIESTE n. 3 INFORTUNI MORTALI DA GENNAIO A NOVEMBRE 2008 TRIESTE n. 2 INFORTUNI MORTALI DAL 1 GENNAIO AL 17 (IN POCO PIU DI 2 SETTIMANE DALL INIZIO DEL- L ANNO 2009)!!! L AEA è sempre alla ricerca di volontari, magari anche studenti o laureandi in materia d amianto, ai quali in cambio offriamo ampia documentazione. Provincia: una mozione per la sicurezza di Chiara Paduano Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Provinciale Claudio Grizon ha presentato, insieme ai consiglieri Mario Vascotto, Viviana Carboni, Luisa Stener, una mozione sul tema della promozione della sicurezza sul lavoro, di competenza anche dell Ente Provincia. Spero che la mozione ha sottolineato Claudio Grizon possa dare un contributo all approfondimento dei temi legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro e in particolare alle sanzioni alle imprese. Il Consiglio chiarisce Grizon avrà la possibilità di definire alcuni obiettivi che potrebbero portare le Province ad acquisire competenze e Il documento impegna la Giunta a sensibilizzare i datori di lavoro, le imprese e le industrie all importanza del rispetto delle norme sulla sicurezza risorse specifiche da parte della Regione per promuovere la formazione nelle piccole aziende. In sostanza il documento impegna il presidente e la giunta a promuovere ogni iniziativa utile a sensibilizzare i datori di lavoro, le imprese e le industrie all importanza del rispetto delle norme sulla sicurezza, a istituire specifiche campagne di sensibilizzazione e concorsi dedicati alle scuole superiori e definire, in collaborazione con gli istituti scolastici, percorsi formativi interdisciplinari ad hoc. Ma soprattutto, attraverso la mozione, il gruppo di Forza Italia, chiede alla giunta di ricevere dalla Regione le competenze specifiche e le risorse per progetti di formazione e aggiornamento sul tema, ampliando e valorizzando tutte quelle competenze già in capo alle Province in merito alle politiche del lavoro. Sul tema delle sanzioni si chiede di verificare con l Azienda Sanitaria il numero e l importo complessivo delle sanzioni riscosse dall ASL triestina negli scorsi tre esercizi. Nel 90% dei casi si legge nella mozione - i reati sono sanabili con irrisorie sanzioni amministrative, per altro non rapportate alle dimensioni delle aziende e che oltretutto estinguono il reato e non incentivano il datore di lavoro ad investire in sicurezza. 1213 Il dramma visto dai figli di Maddalena Berlino Psicologa Il mesotelioma rappresenta per i familiari di coloro che ne vengono colpiti una fonte di angoscia. E poi un senso di solitudine, rabbia e tristezza. Tutto è iniziato nel settembre 2005 con un dimagrimento repentino e con uno scontro con il medico di base, nonché medico dei vigili del fuoco, che ha sottovalutato i risultati di un esame del sangue, i cui valori indicavano che qualcosa non andava. Così Morena Groppazzi, figlia di Stelio, si esprime a proposito della sua esperienza. Il tema della superficiale presenza di una vicinanza, il sentirsi abbandonati e soli, la scarsa comunicazione, la distanza emotiva e non di rado la freddezza, rappresentano le maggiori fonti di disperazione per moltissimi familiari che affrontano accanto al proprio caro il calvario della malattia, specie quando si tratta di una situazione irreversibile, come nel caso delle malattie asbesto-correlate. Purtroppo testimonia - fin da subito capii che mio padre era uno dei tanti. Toccai l agghiacciante sensazione che un malato ha un costo economico elevato e che la sua età (73 anni), non era più compresa nella fascia considerata meritevole di una cura dispendiosa. Questa sensazione non fu per me un motivo sufficiente per fermarmi, anzi. Ho parlato con il maggior numero possibile di medici e ho trovato da parte di alcuni, soprattutto tra quelli più giovani, la voglia di ascoltarmi e di aiutarmi; credo abbiano capito che volevo, come qualunque figlio, allungare il più possibile la vita di mio padre. La presenza del mesotelioma rappresenta per i familiari di coloro che ne vengono colpiti una fonte di angoscia che viene amplificata dal senso di solitudine nella tua rabbia e nella tua tristezza, come se il fatto riguardasse solo te, anche quando è ormai sempre più diffusa l informazione che questa malattia colpisce prevalentemente le persone che esercitano alcune specifiche professioni che espongono più di altre al rischio. Mio padre racconta Morena - è stato vigile del fuoco dal gennaio 1956 all agosto del 1990, operando a più riprese nelle tragedie dei terremoti del Belice, del Friuli, della Basilicata, facendo il suo lavoro a bordo delle navi in tempi in cui non erano previste compagnie private di servizio anti-incendio. Il tumore da asbesto insorge dopo 30 anni dall aver inalato tale polvere, per questo in data 01/12/08 la Regione ha inserito il nome di Stelio Groppazzi nel registro regionale dei soggetti esposti all amianto per motivi professionali. L unica positiva certezza che ci resta adesso è quella di aver fatto il possibile come famiglia, ma i dubbi che gli altri avrebbero potuto fare di più restano Questi dubbi attanagliano la vita di molte persone che, uscendo dal calvario della malattia del proprio caro, si trovano a fare i conti con il vissuto del percorso duro e pieno di ostacoli, un percorso carico di angoscia. Il dolore maggiore che oggi mi trovo a sopportare posso riconoscerlo soprattutto nella totale assenza di solidarietà da parte dell ambiente in cui mio padre ha prestato servizio per tanti anni, proprio quel corpo dei vigili del fuoco al quale per tutta una vita si è dedicato e che non ha saputo guardare in faccia questo drammatico risvolto della professione. Un risvolto troppo scomodo, troppo pericoloso, troppo costoso?...meglio far finta di nulla. Parole che esprimono una solitudine marcata anche dalla mancanza di collegamenti tra le strutture (costituite da operatori) sanitarie e assistenziali. Inevitabilmente questa frammentazione di interventi genera isolamento e disperazione che, anche dopo la morte dei propri cari, rischiano di cronicizzare la sfiducia e la chiusura in sé stessi. 1314 Un martire dell amianto Roberto Persich di Aurelio Pischianz Il Consiglio Direttivo Presidente: Aurelio Pischianz Vice Presidente: Claudio Grizon Segretario: Nicolò Di Stefano Consigliere: Adriano Mihalic, Renato Lubiana Consigliere Delegato per la provincia di Udine (S.G. di Nogaro): Sergio Madotto Una vita semplice, dedicata al lavoro alla famiglia, ai parenti, agli amici ai colleghi di lavoro. Tra gli alti e bassi che tutti troviamo nel corso di ogni giornata, mai un espressione dura o comunque seria sul suo volto. Roberto era una di quelle persone che qualsiasi cosa accadesse nel bene e nel male, era da lui accettata con serenità e sopportazione con un sorriso che non lasciava trasparire il suo interiore e giustificato risentimento. Ma il destino, lo aveva già prescelto a vittima di un materiale che nel suo quotidiano lavoro era nell aria : invisibile, incolore, inodore che subdolo s insinua dentro il nostro corpo colpendo prevalentemente le vie respiratorie. Così è iniziato un calvario di dolore con le operazioni chirurgiche e cure chemio radio attive nell intento di poterlo guarire. L abnegazione di Santina, sua moglie nell assisterlo curarlo e cercare di alimentarlo per consentirli di essere autonomo almeno nei movimenti per le strette necessità quotidiane, non sono valse a risparmiarli la vita. Roberto che sempre fiducioso e sorridente veniva a farci visita in sede, e puntualmente presenziava seduto in prima fila alle nostre assemblee con sua moglie e l inseparabile amico collega di lavoro, ora non c è più. Quello che ci ha lasciato, è un insegnamento unico: combattere contro il male senza mai retrocedere. Ciao Roberto, dall amico Aurelio. In memoria del marito la moglie Santina ha creato il sito internet Editore Associazione Esposti Amianto Friuli Venezia Giulia o.n.l.u.s Trieste, Via Fabio Filzi, 17 - II piano tel fax Direttore responsabile Silvia Stern Comitato di redazione Aurelio Pischianz, Claudio Grizon Hanno collaborato a questo numero Paola Meola, Maria Giovanna Munafò, Ezio Bonanni, Maddalena Berlino, Chiara Paduano, Fulvio Aurora Foto di copertina g.c. dall Autorità Portuale di Trieste Fotocomposizione, impaginazione e stampa Stella arti grafiche - Trieste Autorizzazione Tribunale di Trieste n.1078 del 5 marzo 2004 Spedizione in abbonamento 45% Nel rispetto della libertà di opinione, la responsabilità degli articoli pubblicati e firmati è degli autori 1415 ASSEMBLEA SOCI AEA-FVG Sabato 28 marzo 2009 Ore Stazione Marittima Ai Soci dell Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia - ONLUS Trieste, 10 marzo Si comunica che l Assemblea dei Soci dell Associazione Esposti Amianto - Regione Friuli Venezia Giulia - ONLUS è convocata in via ordinaria in prima convocazione, ai sensi dell art. 7 dello Statuto, alle ore 8.00 di sabato 28 marzo 2009 nella Sala Oceania della Stazione Marittima di Trieste e, in seconda convocazione, alle ore 9.00 per discutere il seguente ordine del giorno: 1. Comunicazioni del Presidente; 2. Approvazione del verbale precedente dd. 29/03/2008; 3. Relazione del Presidente sulle attività del 2008 e su quelle previste per il 2009; 4. Approvazione del bilancio consuntivo 2008 e di quello di previsione per il 2009; 5. Modifiche statutarie; 6. Varie ed eventuali. In attesa dell incontro Vogliate gradire i miei più cordiali saluti. Aurelio Pischianz Presidente AEA FVG N.B. In caso di grave impossibilità a presenziare all Assemblea il Socio ha la facoltà di far pervenire all AEA, a mano o per posta, la sottostante delega ad altro Socio debitamente firmata. Sono ammesse, al massimo, 5 deleghe per ciascun socio. Il/la sottoscritto/a.... socio/a dell AEA FVG ONLUS delega il/la sig./sig.ra... a rappresentarlo all Assemblea convocata per il giorno del 28/03/09, considerando sin d ora rato e valido quanto da egli verrà deliberato. Trieste,.... Firma... 1516 Vedere altro
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