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Timestamp: 2018-08-16 08:54:15+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 32', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 20']

Somministrazione di lavoro | TOSCANA LAVORO GIURISPRUDENZA
Categoria: Somministrazione di lavoro
Collegato lavoro – Decadenza impugnazione contratti di somministrazione – Irretroattività
Tribunale Firenze Ordinanza 10 10 2013 Est. Davia
I termini di decadenza della impugnazione di un contratto di somministrazione irregolare, introdotti dalla L. 183/2010, non sono applicabili retroattivamente ai “licenziamenti” intimati ai lavoratori somministrati prima della entrata in vigore del Collegato Lavoro.
Ordinanza 10.10.2013 Trib Fi
Somministrazione di lavoro a tempo determinato – Somministrazione irregolare – Termine differito di impugnazione della risoluzione del contratto – Conseguenze sanzionatorie
Trib. Bergamo 14 marzo 2013 Est. dott. Cassia (commento a cura di Andrea Stramaccia – Francesco Alvaro – Libera Picardi)
La sentenza che si pubblica appare interessante sotto una pluralità di aspetti.
Il primo riguarda l’applicabilità della sospensione dei termini di impugnazione introdotta dalla L. n. 10/2011 alla fattispecie del contratto a tempo determinato in somministrazione. Ad avviso del Tribunale di Bergamo il differimento del termine di impugnazione, di cui al comma 1 bis, art. 32. L. n. 183/2010, si applica a tutte le fattispecie previste dalla disposizione e, quindi, sia al contratto a termine sia al contratto a termine in somministrazione (Si segnala l’opposto orientamento espresso dal Tribunale di Firenze pubblicato su questa Rivista e reperibile digitando “sospensione termine impugnazione” nel motore di ricerca interno).
Il secondo aspetto ha ad oggetto le formalità di apposizione del termine nei due contratti che integrano la fattispecie in esame, i quali, come noto, sono costituiti dal contratto di somministrazione (tra l’agenzia di somministrazione ed il soggetto utilizzatore) ed dal contratto di lavoro somministrato (tra l’agenzia di somministrazione ed il lavoratore). Ad avviso del Giudice adìto i due contratti devono avere identico contenuto e, pertanto, la non corretta apposizione del termine al contratto di somministrazione determina l’insorgenza di una fornitura di lavoro a tempo indeterminato; ritenuta, poi, la fornitura illegittima - in mancanza dei requisiti di cui all’art. 20, comma 3, del D. lgs. 276/2003, presupposti per la somministrazione a tempo indeterminato – ne consegue una somministrazione irregolare e contestuale riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato alle dipendenze dell’utilizzatore.
Il terzo aspetto, infine, attiene alle conseguenze sanzionatorie ingenerate dall’illegittima apposizione del termine al contratto in esame. Il Tribunale di Bergamo ha affermato l’inapplicabilità dell’art. 32, L. n. 183/2010, il quale ha limitato l’entità del risarcimento del danno connesso al riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, affermando che questa disposizione non può essere invocabile nel caso in cui il contratto a termine vada ad innestarsi nell’ambito di una contratto di somministrazione.
Trib. Bergamo 14 marzo 2013 Est. dott. Cassia
D.Lgs. n. 24/2012 di attuazione della direttiva 2008/104/CE
Il D.lgs. n. 24/2012 ha introdotto una serie di modifiche all’istituto del “Somministrazione di Lavoro”, così come disciplinata negli artt. 2-18-20-21-22-23, D.lgs. n. 276/2003. In particolare, l’art. 4 del provveidmento ha introdotto in nuovo comma 5 ter all’art. 20, D.lgs. n. 276/2003, il quale introduce una serie di ipotesi legittimanti la stipulazione del contratto di lavoro per prestazioni somministrate a tempo determinato nelle quali non è necessario indicare la causale dell’assunzione. Si tratta di ragioni riconducibili alla condzione soggettiva del lavoratore assunto.