Source: http://censimentoindustriaeservizi.istat.it/istatcens/domande-e-risposte-non-profit/
Timestamp: 2014-10-21 21:30:15+00:00
Document Index: 143413612

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 12']

Domande e risposte sulla rilevazione non profit | Censimento dell’Industria e dei Servizi 2011
Domande e risposte istituzioni non profit
L’Istat risponde alle domande più comuni relative alla rilevazione sulle istituzioni non profit del Censimento dell’industria e dei servizi 2011.
SEZIONE 1: DATI ANAGRAFICI E STATO DI ATTIVITÀ
SEZIONE 2: STRUTTURA ORGANIZZATIVA
Che cosa rileva il Censimento delle Istituzioni non profit?
Il Censimento rileva le istituzioni non profit e le loro unità locali.
Quando sarà effettuata la raccolta dei dati?
Cosa contiene il plico di rilevazione che è stato consegnato?
Il plico di rilevazione contiene: lettera informativa, questionario, guida alla compilazione, busta per la restituzione del questionario.
Se l’istituzione non profit non ha ricevuto il questionario i motivi possono essere diversi: ritardi nella spedizione del plico di rilevazione; smarrimento del plico durante la spedizione; mancato recapito del plico a causa di indirizzo modificato/errato. Al fine di risolvere il problema è necessario contattare l’Ufficio Provinciale di Censimento (UPC) competente per territorio. I recapiti dell’UPC competente per territorio sono presenti sul sito nell’area contatti.
Come è possibile sapere dove si trova lo Sportello per l’accettazione dei questionari e quando è aperto?
Lo Sportello per la restituzione dei questionari cartacei è istituito presso l’Ufficio Provinciale di Censimento (UPC) competente per territorio. I riferimenti sono riportati sulla prima pagina del questionario. Gli indirizzi e gli orari di apertura degli sportelli sono inoltre disponibili alla sezione contatti presente su questo sito.
I rispondenti hanno l’obbligo fornire in modo esatto e completo le notizie ed i dati richiesti nel questionario di rilevazione. L’obbligo di risposta per questa rilevazione è sancito dall’art. 7 del d.lgs. n. 322/1989 e successive modifiche ed integrazioni. Le sanzioni amministrative in caso di violazione di tale obbligo saranno applicate ai sensi degli artt. 7 e 11 del citato d.lgs. n. 322/1989. Sono soggette all’obbligo di risposta tutte le unità incluse nella lista precensuaria, sono altresì soggette all’obbligo di risposta le unità non incluse nella suddetta lista ma individuata nel corso delle operazioni di rilevazione.
La mancata fornitura dei dati richiesti mediante il questionario di rilevazione ovvero la trasmissione di dati scientemente errati o incompleti, accertata dagli Uffici Provinciali di Censimento (UPC), comporta l’applicazione di sanzioni amministrative ai sensi degli artt. 7 e 11 del d.lgs. 6 settembre 1989, n. 322, e successive modificazioni e integrazioni
Come si può compilare il questionario?
Le istituzioni non profit possono compilare il questionario on line oppure in formato cartaceo, consegnandolo agli sportelli di accettazione attivati presso gli Uffici Provinciali di Censimento di competenza territoriale.
Dove si può restituire il questionario cartaceo compilato?
Il questionario cartaceo compilato può essere consegnato presso lo sportello d’accettazione dell’Ufficio Provinciale di Censimento competente per territorio (indicato sulla prima pagina del questionario o reperibile nella pagina Contatti).
Entro quale data occorre restituire il questionario cartaceo?
Il questionario cartaceo compilato può essere consegnato presso lo sportello d’accettazione dell’Ufficio Provinciale di Censimento competente per territorio dal 10 settembre al 20 dicembre 2012.
Come funziona la restituzione dei questionari cartacei presso gli Uffici postali?
Se l’unità rispondente invia il questionario via web è obbligata ad inviare anche il cartaceo?
No, è sufficiente l’invio via web. Allo stesso modo, qualora sia stato compilato ed inviato il questionario cartaceo, non dovrà essere compilato nella versione on line.
Per l’accesso al questionario on line è necessario autenticarsi inserendo il codice utente e la password. Il codice utente è prestampato sulla prima pagina del questionario cartaceo in basso a destra. Per motivi di sicurezza la password verrà impostata e comunicata solo a seguito dell’attivazione dell’utenza e rimarrà valida anche per i successivi accessi.
È necessario effettuare una richiesta di cambio password, collegandosi al questionario on line e cliccando su ‘recupero password’ in alto a destra.
Visto che esiste l’obbligo di risposta, è prevista una ricevuta che certifichi la restituzione del questionario?
Sì. A tutti i rispondenti, a prescindere dal canale di restituzione utilizzato, verrà rilasciato un’apposita ricevuta attestante la compilazione e la restituzione del questionario, contenente il codice identificativo, i dati anagrafici dell’istituzione non profit e la data dell’avvenuta operazione.
A chi si può rivolgere l’istituzione non profit per avere assistenza alla compilazione del questionario?
Per qualsiasi chiarimento o informazione si può contattare l’Ufficio Provinciale di Censimento di competenza territoriale indicato nella prima pagina del questionario. Si ricorda che su questo sito sono presenti alcuni strumenti di supporto alla compilazione, come il tutorial e la guida.
Quali informazioni sono prestampate sulla prima pagina del questionario?
Sul questionario sono prestampate le seguenti informazioni:
in alto a destra le informazioni anagrafiche dell’istituzione non profit (sede centrale) quali denominazione e indirizzo;
in alto a sinistra il codice identificativo del questionario;
in basso a sinistra le informazioni anagrafiche (denominazione e indirizzo) inerenti l’Ufficio Provinciale di Censimento (UPC) competente per territorio, a cui può essere riconsegnato il questionario cartaceo compilato;
in basso a destra il codice fiscale identificativo dell’istituzione non profit e il codice utente necessario per l’accesso al web ai fini della compilazione on line del questionario.
Dove trovo il codice utente per la compilazione on line?
Il codice utente necessario per la compilazione del questionario on line si trova in basso a destra della prima pagina del questionario cartaceo.
Il codice fiscale è lo strumento di identificazione ai fini fiscali del cittadino e delle persone giuridiche in qualità di enti o società. La normativa in merito è disciplinata dal D.P.R. 605/1973, che indica le disposizioni relative all’anagrafe tributaria e al codice fiscale dei contribuenti.
Quando un’istituzione non profit è considerata attiva?
È considerata attiva l’istituzione non profit che svolge attività, anche a carattere stagionale, e impiega per lo svolgimento di tale attività risorse umane e/o economiche.
Quando un’istituzione non profit è considerata inattiva?
È considerata inattiva l’istituzione non profit che ha sospeso temporaneamente la propria attività produttiva a causa di eventi fortuiti (incendio, terremoto, ecc.), ristrutturazione dei locali, problemi economici contingenti, o che abbia in Cassa Integrazione Guadagni tutto il proprio personale. Quando un’istituzione non profit è considerata cessata?
È considerata cessata l’istituzione non profit che ha terminato definitivamente la propria
attività, non impiegando più risorse umane né risorse economiche. Non costituisce cessazione dell’attività il trasferimento in altra sede dell’istituzione non profit.
Cosa fare nei casi in cui un’istituzione non profit risulta inattiva o cessata al momento della compilazione?
L’istituzione non profit inattiva o cessata al momento della compilazione, che risultava attiva alla data di riferimento del Censimento (31 dicembre 2011) deve compilare il questionario in tutte le sue parti.
L’istituzione non profit inattiva o cessata al momento della compilazione che risultava inattiva o cessata anche alla data di riferimento del Censimento (31 dicembre 2011) deve compilare il questionario per le sole informazioni richieste (specificate nel questionario e nella guida alla compilazione).
Cosa fare se le informazioni anagrafiche dell’istituzione non profit (indirizzo e/o codice fiscale) sono cambiate?
Se le informazioni anagrafiche sono cambiate è possibile aggiornarle inserendo le informazioni corrette in risposta ai quesiti 1 e 1.1.
Nel caso in cui l’istituzione non profit abbia sospeso l’attività solo per il mese di agosto, come deve considerarsi nel rispondere al quesito 3?
L’istituzione non profit che abbia sospeso l’attività solo per il mese di agosto e che risulti attiva alla data di riferimento del Censimento (31/12/2011) è da considerarsi attiva (risposta 2 al quesito 3). L’istituzione non profit che abbia sospeso l’attività nel corso dell’anno 2011 per ferie o in occasione di festività deve, infatti, essere considerata attiva. Si considera inattiva l’istituzione non profit che abbia sospeso temporaneamente la sua attività a causa di eventi fortuiti (incendio, terremoto, ecc.), ristrutturazione dei locali, problemi economici contingenti o che abbia in Cassa Integrazione Guadagni tutto il proprio personale
Quali casi rientrano nella voce “Altro” del quesito relativo alla Forma giuridica dell’istituzione non profit (codice 8 del quesito 4)?
Le forme giuridiche previste in “Altro” sono: Società sportiva dilettantistica; Altro ente di diritto privato senza scopo di lucro; Ente pubblico; Impresa individuale; Lavoratore autonomo/Libero professionista; Società a responsabilità limitata; Società in accomandita semplice; Società per azioni; Altra società di capitali; Società semplice; Società in nome collettivo; Altra società di persone; Società cooperativa (diversa da cooperativa sociale); Corsorzio di diritto privato; Impresa costituita all’estero; Condominio. Che cos’è lo Statuto?
Lo Statuto è un atto che stabilisce lo scopo dell’istituzione non profit, fissando le regole che ne disciplinano la vita interna, come ad esempio le condizioni per l’ammissione dei soci, le cause di esclusione, i loro diritti e i loro obblighi, gli organi deliberativi, le possibili cause d’estinzione, la liquidazione e devoluzione degli organi residui. Esso costituisce allegato all’Atto costitutivo dell’istituzione non profit.
Cos’è l’atto costitutivo?
È un atto pubblico, autenticato o registrato che comprova la costituzione dell’istituzione non profit. In esso sono indicati lo scopo dell’istituzione non profit, le condizioni per l’ammissione degli associati e il loro recesso, le regole sull’ordinamento interno e l’amministrazione. Parte integrante dell’atto costitutivo è lo statuto, che contiene le norme relative al buon funzionamento dell’istituzione non profit.
I riconoscimenti di Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), Organizzazione non governativa (Ong), Organizzazione di volontariato (Odv), Associazione di promozione sociale (Aps), Associazione sportiva dilettantistica (Asd), Impresa sociale, sono delle forme giuridiche?
No. Tali riconoscimenti sono status o qualifiche acquisiti in virtù di normative specifiche.
È un Ente associativo non commerciale, privo di fini di lucro, affiliato alla federazione sportiva nazionale di riferimento (o ente di promozione sportiva), che svolge attività sportiva dilettantistica certificata e riconosciuta dal CONI. La Legge 289/2002 (art. 90) prevede, tra l’altro, l’obbligo da parte di tale Associazione di inserire nella propria denominazione la dicitura “Associazione sportiva dilettantistica”.
Che cos’è una società sportiva dilettantistica?
È una società di capitali o cooperativa, priva di fini di lucro, costituita ai sensi della Legge 289/2002 (art. 90) e successive modifiche. Lo status di società sportiva dilettantistica è certificato e riconosciuto attraverso l’iscrizione nel Registro nazionale tenuto dal CONI. Che cos’è un’associazione non riconosciuta?
È un organismo costituito da un gruppo di persone organizzatosi spontaneamente e stabilmente per perseguire uno scopo di comune interesse a carattere non economico. Le associazioni non riconosciute sono enti senza il riconoscimento statale e quindi privi della personalità giuridica e del riconoscimento previsto dal D.P.R. 361/2000. Lo scopo perseguito dalle associazioni non riconosciute è non lucrativo.
Un’associazione è una persona giuridica ? Qual è la differenza tra associazione riconosciuta e non riconosciuta?
Un’associazione può configurarsi sia come associazione riconosciuta (ai sensi degli artt. 12 – 35 del Codice Civile) oppure come associazione non riconosciuta (ai sensi degli artt. 36 e seguenti del Codice Civile). La principale differenza è costituita dal riconoscimento della personalità giuridica (per le associazioni riconosciute) da cui ne consegue che mentre delle obbligazioni assunte da un’associazione riconosciuta risponde solo l’associazione con il proprio patrimonio, con esclusione di responsabilità per i singoli soci, per le obbligazioni assunte da un’associazione non riconosciuta il patrimonio dell’associazione risponde in solido con quello delle persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione. Pertanto i creditori di un’associazione non riconosciuta potranno pretendere l’intero credito indifferentemente dall’associazione o dal singolo socio che ha contratto l’obbligazione in nome e per conto dell’associazione. Facendo domanda di riconoscimento (seguendo la procedura indicata nell’articolo 14 del Codice Civile), un’associazione può acquisire Personalità Giuridica (e quindi scaricare il presidente delle responsabilità prima citate) ma è necessario che abbia un patrimonio e che sia stata fondata tramite atto pubblico.
Che cos’è un’associazione di promozione sociale (Aps)?
Un’associazione di promozione sociale può configurarsi come associazione riconosciuta o non riconosciuta, movimento, gruppo, coordinamento o federazione, costituita al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati. Una Aps è riconosciuta tale ai sensi della legge 383/2000.
Che cos’è il coordinamento tematico?
Il coordinamento tematico è un’alleanza tra gruppi di persone o imprese o istituzioni che intrattengono rapporti di collaborazione allo scopo di raggiungere un fine condiviso. Quest’ alleanza può essere temporanea o dipendere da esigenze contingenti.
Che cos’è il comitato?
Il comitato è un organismo formato da un numero ristretto di persone costituito per portare a termine un’iniziativa, un compito d’interesse collettivo; il Codice civile stabilisce le regole di responsabilità degli organizzatori e dei componenti per la conservazione e la destinazione di eventuali fondi raccolti (artt. 39, 40, 41 e 42).
Se l’istituzione non profit ha come forma giuridica “Consorzio”, come procede alla compilazione del quesito 4?
Se l’istituzione non profit è un Consorzio di diritto privato, il rispondente deve barrare la modalità 8 “Altro”, specificando per esteso la forma giuridica. Nel caso in cui sia un Consorzio di cooperative sociali, il rispondente deve barrare la modalità di risposta 4 “Cooperariva sociale” e compilare il quesito 4.1 barrando la modalità corrispondente (4 “Consorzio di cooperative sociali”).
Che cos’è un consorzio di cooperative sociali?
Il consorzio di cooperative sociali è una società cooperativa avente la base sociale formata in misura non inferiore al settanta per cento da cooperative sociali. [L. 381/1991, art. 8]
Che cos’è un ente morale?
L’ente morale è un’istituzione non profit cui è riconosciuto il carattere di persona giuridica, soprattutto nella sfera del diritto privato. Attualmente questa denominazione non è più in uso.
L’impresa sociale è un’organizzazione privata, il cui status può essere acquisito da soggetti che esercitano stabilmente un’attività economica organizzata a fini di produzione o scambio di beni o servizi di utilità sociale. Fra i criteri imprescindibili al riconoscimento di tale status, si prevede l’assenza di fini di lucro. L’art. 2 del Decreto legislativo 155/2006 definisce i settori nei quali vengono prodotti o scambiati beni o servizi di utilità sociale.
Che cos’è il registro delle persone giuridiche?
È un registro istituito presso gli Uffici territoriali del Governo (ex Prefetture), le Regioni e le Province autonome, in funzione delle loro diverse competenze. Tramite l’iscrizione a tale registro le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalità giuridica. [Art. 12 del Codice civile; L. 59/1997, D.P.R. 361/2000]
Chi sono i soci con diritto di voto?
Sono coloro che, con il voto espresso in assemblea, nominano le cariche associative, deliberano gli indirizzi e approvano i risultati della gestione degli amministratori dell’istituzione non profit.
Che cos’è l’organo direttivo?
Per organo direttivo si intende il soggetto istituzionale che sovraintende alle attività e alla gestione dell’istituzione non profit.
L’istituzione non profit con articolazione di livello nazionale, strutturata in livelli regionali, provinciali e comunali, come deve rispondere, per ogni livello, ai quesiti relativi ai soci/associati (quesiti 7, 7.1, 7.2, 7.3, 7.4)?
Per evitare la duplicazione dei dati, il numero dei soci/associati con diritto di voto (persone fisiche) deve essere indicato dalle strutture territoriali presso cui gli individui si iscrivono direttamente (ad es. livello comunale). I livelli superiori (ad es. regionale o provinciale) indicheranno al quesito 7.1, come “enti” soci/associati, le strutture territoriali loro afferenti, di livello immediatamente inferiore (ad es. provinciale o comunale). Il livello nazionale indicherà invece ( nel punto 2 del quesito 7.1) come “enti” soltanto le realtà di livello immediatamente inferiore (ad. es. regionale).
Quali istituzioni non profit prevedono l’organo direttivo?
Nell’ambito delle diverse forme giuridiche rappresentative del settore non profit alcuni esempi di organo direttivo sono rappresentati da: il Consiglio direttivo per le Associazioni, il Consiglio generale (detto anche Collegio dei fondatori o Consiglio dei fondatori o Comitato d’indirizzo) o in assenza di questo il Presidente per le Fondazioni, il Consiglio d’amministrazione per la Cooperativa sociale.
Se l’istituzione non profit ha ricevuto dei contributi da un ente pubblico, questi devono essere sempre inseriti nel quesito 12?
No, i contributi devono essere inseriti solo se derivano da uno specifico obbligo di fare sulla base di un contratto o di una convenzione stipulata tra le parti.
I religiosi (sacerdoti e/o individui appartenenti a un ordine religioso) che prestano volontariamente la propria opera nell’ambito dell’istituzione non profit vanno inseriti tra i volontari (Quesito 13.1)?
No. I religiosi non iscritti nel libro unico del lavoro (ex libro paga) vanno inseriti nella modalità 3 del quesito 18.1. Si precisa inoltre che i religiosi iscritti nel libro unico del lavoro (ex libro paga) sono invece considerati lavoratori retribuiti e vanno pertanto indicati nelle modalità 1 e/o 2 del quesito 17.1.
In quale quesito l’istituzione non profit deve inserire i volontari del Servizio Civile Regionale e/o i giovani del Servizio Volontario Europeo (SVE)?
I giovani del Servizio Civile Regionale e del Servizio Volontario Europeo possono essere assimilati ai giovani del servizio civile volontario. Pertanto, i volontari devono essere inseriti nei quesiti 15 e 15.1.
I giovani del servizio civile volontario devono essere inseriti nel quesito 15 e 15.1 dall’istituzione non profit in cui svolgono effettivamente attività?
Sì, i giovani del servizio civile devono essere indicati dalle istituzioni non profit che li accolgono, mentre non devono essere indicati dagli enti accreditati presso l’Ufficio del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri che si fanno carico, ad esempio, di attivare le procedure burocratiche, raccogliendo le disponibilità da parte delle associazioni sul territorio ad accogliere i giovani in servizio civile.
Gli atleti, allenatori, istruttori, accompagnatori e/o altre risorse umane (ad es. soci e/o iscritti) che svolgono attività con finalità altruistiche e/o solidaristiche oppure a supporto delle attività istituzionali dell’Associazione/Società (funzioni di segreteria, organizzative, di raccolta fondi, ecc.) senza ricevere alcun corrispettivo, devono essere inseriti come volontari nella SEZIONE 3 RISORSE UMANE del questionario (quesito 13 e successivi).
Gli atleti che, sempre nello stesso ambito, praticano solo ed esclusivamente l’attività sportiva e non svolgono attività di volontariato non devono essere indicati fra i volontari.
Gli atleti, allenatori, istruttori, giudici di gara che non svolgono attività di volontariato, non sono retribuiti in base ad un contratto di lavoro e non sono riconducibili alle tipologie previste nel quesito 18.1, ma che percepiscono rimborsi corrisposti nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica (ossia i compensi a loro espressamente riconosciuti come indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa, premi e compensi) non devono essere inclusi né tra i volontari né tra i lavoratori in organico o altre risorse umane presenti. In tal caso le relative spese dell’Associazione/Società (compensi, premi, indennità ecc.) dovranno essere indicate tra oneri/uscite (quesiti 22.1 o 25.1), nella modalità di risposta 4 “Acquisti di beni e servizi”.
Gli atleti, allenatori, accompagnatori, istruttori e/o altre risorse umane (ad es. soci e/o iscritti) che svolgono, nell’ambito dell’Istituzione non profit, un’attività retribuita in base ad un contratto di lavoro, devono essere inseriti come lavoratori nel quesito 17.1 o, eventualmente, come altre risorse umane in organico nel quesito 18.1 del questionario.
E’ un contratto di lavoro, detto anche contratto parasubordinato, che non instaura un rapporto di lavoro dipendente, bensì una forma di prestazione professionale con modalità, durata e compenso stabiliti dal contratto stesso che viene stipulato tra le parti. Questa tipologia comprende la collaborazione coordinata e continuata, la collaborazione a progetto e la prestazione occasionale. Tale prestazione non è vincolata all’iscrizione in specifici albi professionali né alla titolarità di una partita Iva. Che cos’è un contratto di inserimento?
Sì. Si precisa che le unità locali dell’istituzione non profit ubicate all’estero non vengono rilevate (in quanto extra-territoriali) e le risorse umane operanti presso tali unità devono essere conteggiate nella sede centrale (nelle voci corrispondenti alle diverse tipologie di risorse umane previste). Dove è possibile inserire i professionisti che operano in regime di partita IVA?
I professionisti che operano presso l’istituzione non profit in regime di partita IVA non sono inclusi tra le tipologie di lavoratori retribuiti previste dal questionario. E’ tuttavia necessario riportare i relativi importi di spesa sostenuti dall’istituzione non profit per le suddette prestazioni, indicandone la quota percentuale come acquisti di beni e servizi (punto 4 del quesito 22.1, nel caso di bilancio per competenza; punto 4 del quesito 25.1 nel caso di bilancio per cassa o in forma ibrida).
Dove devono essere indicati i dipendenti in aspettativa sindacale non retribuita che prestano attività nel sindacato?
I dipendenti in aspettativa sindacale non retribuita (art. 12 del CCNQ del 7 agosto 1998, ai sensi della L. 300/1970 e del Decreto Legislativo 16 settembre 1996, n. 564) qualora siano retribuiti dall’unità istituzionale rispondente, devono essere indicati fra i lavoratori retribuiti, nei quesiti 17 e 17.1, a seconda della tipologia contrattuale corrispondente (ossia dipendenti con contratto permanente, dipendenti con contratto a termine, o lavoratori con contratto di collaborazione).
Dove devono essere indicati i lavoratori distaccati che svolgono, a tempo pieno o parziale, attività sindacale?
I dipendenti ai quali viene riconosciuto il distacco sindacale, in base al quale essi hanno diritto a svolgere, a tempo pieno o parziale, attività sindacale (se componenti degli organismi direttivi delle confederazioni o delle organizzazioni sindacali rappresentative), con conseguente sospensione dell’attività lavorativa (artt. 5, 7, 14 – 17 del CCNQ del 7 agosto 1998 integrato dal CCNQ del 27 gennaio 1999, CCNQ 3 agosto 2004 per il personale del comparto e CCNQ del 27 febbraio 2001 per le aree dirigenziali) devono essere indicati nel quesito 18.1 nella categoria “Lavoratori distaccati/comandati” (modalità di risposta 2).
Dove devono essere indicati i lavoratori che beneficiano dei permessi cumulati?
Coloro che svolgono attività sindacale secondo l’istituto del permesso cumulato devono essere indicati tra i lavoratori distaccati, ossia nel quesito 18.1 alla modalità di risposta 2 “Lavoratori distaccati/comandati”.
Dove devono essere indicati i lavoratori a chiamata?
I lavoratori a chiamata devono essere indicati fra i lavoratori retribuiti, nel quesito 17.1, a seconda della tipologia contrattuale corrispondente (ossia dipendenti con contratto permanente o dipendenti con contratto a termine).
Dove devono essere indicati coloro che hanno un contratto di lavoro accessorio (ossia i lavoratori pagati con voucher)?
Coloro che hanno un contratto di lavoro accessorio (retribuiti con voucher o buoni lavoro) devono essere indicati nel quesito 17.1 alla categoria corrispondente ai “lavoratori con contratto di collaborazione” (modalità 3).
L’unità locale opera con lo stesso codice fiscale dell’istituzione centrale.
L’unità locale deve trovarsi in una struttura permanente o semipermanente. Deve essere, infatti, possibile individuare l’ubicazione fisica dell’unità locale in qualsiasi momento del giorno e della notte. L’unità locale, per esempio, deve essere in grado di ricevere consegne ed immagazzinare prodotti e materiali. Ciò implica che l’unità locale deve avere un indirizzo postale.
È il luogo in cui si svolge il lavoro o da cui partono i lavoratori e/o i volontari che svolgono la propria attività in forma itinerante. L’unità locale deve avere una o più persone che prestano la propria attività almeno a tempo parziale.
L’unità locale è di norma presidiata in quanto almeno un addetto o un volontario vi esercitano la propria attività.
Sì, nella sezione 6 del questionario devono essere inserite tutte le sedi non autonome, sotto il profilo amministrativo, gestionale, patrimoniale e contabile.
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