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Timestamp: 2018-03-18 05:49:34+00:00
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L’Italia era già stata condannata per tortura! | Norimberga Italiana
Posted on 25 aprile 2015 25 aprile 2015 Eventi, Norimberga Italiana 2° round
L’Italia era già stata condannata per tortura!
Prima della sentenza “Diaz” L’Italia era già stata condannata per tortura dalla Corte Europea, non molti lo sanno perché le vittime erano migranti
Evitiamo, come sempre, di entrare nel coro d’indignazione, che si alza “a bacchetta” orchestrato dai media, su argomenti, quali la tortura di Stato e l’immigrazione, che meriterebbero ben altri approfondimenti, informazioni e riflessioni di quelle più comuni, a destra come a manca.
Gruppo Libra ama, invece, illuminare, piuttosto, quegli angolini, che, guarda caso, restano sempre al buio. Uscire dal Frame degli argomenti e delle argomentazioni imperanti, quanto ipnotiche.
A FEBBRAIO 2010, ben 5 anni prima della sentenza Diaz, L’ITALIA E’ STATA CONDANNATA PER TORTURA E TRATTAMENTI INUMANI E DEGRADANTI (art. 3 CEDU) dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Era la prima volta in 50 anni che venivamo condannati per una violazione così grave dei diritti umani.
Ma ben pochi l’hanno saputo, perché la sentenza condannava l’Italia per il respingimento in mare di decine di migranti, avvenuto fra il 2009 ed il 2010, quando era Premier Berlusconi, Ministro dell’Interno il leghista Maroni, Capo Dipartimento delle Libertà Civili e dell’Immigrazione, il Prefetto Morcone, piddino.
I migranti trovati in acque territoriali, infatti, invece di essere soccorsi, dopo ore o giorni di navigazione, venivano riportati nella Libia di Gheddafi, dove è ufficiale che il trattamento degli stranieri nei paurosi centri di detenzione, e anche fuori, è disumano e da dove stavano con tutta evidenza scappando. Li riportavano indietro, senza accertarsi del loro stato di salute e legale (rifugiati politici, profughi di guerra, vittime di tratta, minori, etc.).
In effetti quei migranti, quasi sempre etiopi, eritrei e somali in fuga dalle guerre, non solo erano per lo più veri rifugiati politici, ma poi sono finiti davvero nei centri di detenzione in mezzo al deserto libico, ad essere torturati/stuprate anche per anni per la sola colpa di non voler stare nel proprio Paese a morire di guerra.
L’Italia (ossia noi cittadini che paghiamo le tasse) ha risarcito appena 15.000 euro ai circa 20 migranti che sono riusciti a fare il ricorso, dalle carceri libiche con l’aiuto di associazioni.
E i responsabili: Berlusconi, Maroni & Co.?
Come noto, ancora a piede libero ed anzi sempre in carriera!
Perché le Corti internazionali a tutela dei diritti fondamentali – tutte tranne la Corte penale internazionale, che ha comunque altri enormi limiti – possono solo condannare lo Stato colpevole ad un risarcimento in danaro, non i veri responsabili alla galera, la pena prevista per crimini così gravi.
Toccherebbe a tutti quei cittadini italiani indignati, a quelle associazioni “incazzate”, a quei politici dai commenti strappalacrime, alle illustri organizzazioni internazionali e non, ai giornalisti romanzieri, etc. promuovere denunce formali in Italia, affinché gli autori di quei reati, già condannati dalla Corte europea, siano davvero perseguiti ed assicurati alla Giustizia – che al momento, non lasciamoci illudere, è solo quella nazionale.
Ma certo una sentenza della Corte europea è prova certa con cui affrontare questo tipo di processo. Non esiste il reato di tortura in Italia, ed è gravissimo, ma è pieno di reati assimilabili nel codice penale italiano.
Qualcuno ha denunciato i veri responsabili in Italia dopo le sentenze della Corte europea sui respingimenti dei migranti del 2010 e del 2014? Sono passati 5 anni e non mi risulta siano state promosse denunce penali di tal genere.
Lo faranno per dare finalmente giustizia ai ragazzi della caserma Diaz?
Lo spero, ma conoscendoli: no, non lo faranno.
E gli autori di questi gravi reati resteranno come sempre a piede libero, anzi al potere!
Se nessuno denuncia ai magistrati e porta avanti il processo, anche tramite azioni di comunicazione, come sempre diciamo, dà gioco facile al sistema per evitare fare il proprio dovere.
Per fare un esempio basico: se il tuo vicino ruba dalla soffitta di un altro vicino e tu lo vedi, ma non lo denunci, lui può proseguire indisturbato, o comunque con un enorme problema in meno: dover rispondere alla giustizia.
E’ nel momento in cui il cittadino pretende Giustizia tramite gli organi davvero deputati e con modalità legali, che è davvero difficile negargliela.
Dopo la gravissima sentenza del 2010, eccone UNA SECONDA, SEMPRE PER ART. 3 (trattamenti inumani e degradanti) A DANNO DI MIGRANTI, e sempre relativa al medesimo periodo del governo Berlusconi, di soli sei mesi fa, che condanna l’Italia per respingimenti di rifugiati – perlopiù afghani – verso la Grecia – ufficialmente dichiarata paese non rispettoso dei diritto d’asilo e della dignità dei migranti dall’ONU, già da prima della crisi economica.
LA LOTTA A MONTE E’ RIPRENDERSI LA DEMOCRAZIA, SENZA LA QUALE NESSUN CAMBIAMENTO A FAVORE DEL POPOLO E’ POSSIBILE
QUESTA E’ LA VERA E PIU’ IMPORTANTE DENUNCIA
PER DECIDERE DAVVERO SULL’ IMMIGRAZIONE E CONTRO LA TORTURA, RIPRENDIAMOCI IL DIRITTO DI VOTO FIRMA ED ATTIVATI PER LA TUA LIBERAZIONE
E’ SOLO L’INIZIO DI UN’INNOVATIVA LOTTA DI LIBERAZIONE
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