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Timestamp: 2018-03-19 16:50:56+00:00
Document Index: 4233732

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 109', 'art. 109', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 24']

Novità fiscali del 3 maggio 2011
1) Le provvigioni possono essere dedotte nell’anno di esecuzione del contratto
2) Case fantasma: sanzioni per i ritardatari
3) La frode fiscale non blocca la deduzione
4) Intermediari abilitati Inps: esteso il periodo transitorio per acquisire le deleghe
5) Applicazione del “reverse charge” per le cessioni di apparecchi di telefonia mobile e di componenti di personal computer
6) Accise sui tabacchi lavorati: in G.U. Decreto di attuazione UE
7) Addizionale comunale all’Irpef: chiarimenti n materia di cessazione graduale del potere di deliberare aumenti del tributo
8) Partite le verifiche sulle imprese in perdita sistematica
Secondo il pensiero della Corte di Cassazione (sentenza n. 9539 del 29.04.2011), le imposte sulle provvigioni erogate dalla casa mandante al proprio agente, vanno dedotte nell’anno in cui viene eseguito il contratto e non in quello nel quale è avvenuto il conferimento dell’incarico.
Per cui ha sbagliato l’azienda che ha dedotto i costi delle provvigioni date ad alcuni agenti nell’anno in cui sia stato conferito il contratto e non in quello di esecuzione.
In particolare, per dedurre le provvigioni passive, non basta che il preponente (casa mandante) ed il cliente concludano l’affare, procurato dall’agente, ma è necessario che il preponente esegua la prestazione (ad es. consegna delle merci al cliente) prevista contrattualmente e poi registri il ricavo.
Ai fini dell’individuazione del periodo di competenza per la deduzione del costo delle provvigioni deve essere considerata la data di esecuzione del contratto tra il preponente ed il cliente, peraltro prevista, dall’art. 109, comma 2, lettere a) e b), del Tuir, nella consegna o spedizione per i beni mobili, stipulazione dell’atto per gli immobili o ultimazione per le prestazioni di servizi.
In tale fattispecie, tale norma è inderogabile rispetto a quella del Codice civile. Non è possibile, quindi, collegare il diritto del preponente a dedurre il costo con la nascita del diritto alla provvigione in capo all’agente.
In conclusione, il principio generale della competenza di cui all’art. 109, comma 2, del Tuir, va applicato in combinazione con il corollario della correlazione, secondo cui i costi devono essere correlati con i ricavi dell’esercizio.
In sostanza, il costo si deduce quando si registra il ricavo, a tal fine, è irrilevante la clausola che lega il diritto alla provvigione al reale incasso del credito da parte della ditta mandante.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 9539 del 29.04.2011)
La maxi sanzione si applicherà solo ai proprietari di immobili ultimati dopo il 01.04.2011 e non denunciati nei 30 giorni successivi.
Per conseguenza, in tutti gli altri casi, resteranno applicabili i vecchi importi, da un minimo di 258,00 a un massimo di 1.032 euro, e in più sarà possibile utilizzare il ravvedimento operoso, con l’abbassamento delle sanzioni a 1/8 dell’importo.
L’Agenzia del Territorio, con la circolare n. 4/T del 29.04.2011, è intervenuta per definire la disciplina sanzionatoria in caso di inadempimento degli obblighi dichiarativi dei fabbricati non censiti in catasto o che hanno perduto determinati requisiti come quello di ruralità.
Se la violazione degli obblighi dichiarativi è stata commessa prima del 01.05.2011 si applicheranno gli importi sanzionatori vigenti fino al 30 aprile 2011 che vanno da un minimo di 258,00 euro ad un massimo di 2.066,00 euro. Se le violazioni sono commesse dopo il 1° maggio allora valgono i nuovi importi sanzionatori che possono arrivare anche a 8.264,00 euro.
(Agenzia del Territorio, circolare n. 4/T del 29.04.2011)
Anche i costi delle fatture false sono deducibili. Inversione di rotta dalla Cassazione.
E’ possibile dedurre i costi documentati da fatture relative ad operazioni inesistenti anche se l’azienda sia stata coinvolta in una frode carosello.
Ciò qualora non sia stata provata la mala fede sulle fatture soggettivamente false.
La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9537 del 29.04.2011, ha accolto il ricorso di una società che era stata condannata nell’ambito di un’inchiesta su cessione di materiali preziosi.
Risultano adesso meno penalizzate quelle aziende che hanno avuto la sola colpa di avere acquistato in maniera inconsapevole beni da soggetti poi rilevatisi evasori fiscali.
(Corte di Cassazione, ordinanza n. 9537 del 29.04.2011)
L’Inps, con il messaggio n. 9655 del 29.04.2011, ha reso noto l’avvenuta estensione al 31.10.2011 del periodo transitorio, ai fini dell’entrata a regime del nuovo sistema di deleghe illustrato dalla stessa circolare Inps n. 28 del 2011 per i soggetti abilitati alla cura degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, ivi compresa la trasmissione telematica della documentazione previdenziale.
Estensione del periodo transitorio
Tale messaggio premette come la circolare n. 28 del 28.02.2011 abbia chiarito le nuove disposizioni che regolano l’abilitazione dei soggetti tenuti, in qualità o per conto dei datori di lavoro, alla cura degli adempimenti nei confronti dell’Istituto.
In tale documento di prassi era stato precisato che a decorrere dalle denunce contributive relative al periodo di paga aprile 2011, il nuovo sistema di deleghe sarà pienamente a regime e non sarà più possibile operare in nome e per conto di un datore di lavoro se non in possesso di delega acquisita secondo il sistema di nuova introduzione.
Per consentire agli intermediari ed alle aziende un più congruo termine per la acquisizione e comunicazione delle deleghe da parte dei datori di lavoro, è stato, quindi, prolungato il periodo transitorio, di contemporanea vigenza del nuovo sistema con il sistema preesistente, fino al 31.10.2011.
Pertanto, dal 01.11.2011 non sarà più possibile operare se non da parte dei soggetti abilitati ad operare in nome e per conto del datore di lavoro sulla base dei criteri definiti dalla circolare n. 28/2011.
(Inps, messaggio n. 9655 del 29.04.2011)
Assonime, con la circolare n. 13 del 2011, ha illustrato la normativa che prevede l’applicazione, agli effetti dell’IVA, del sistema di inversione contabile (reverse charge) alle cessioni di apparecchi di telefonia mobile e di componenti elettronici per personal computer.
Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 36/E del 31.03.2011, ha già fornito dei chiarimenti sull’obbligo di applicare il reverse charge alla cessione di telefoni cellulari e microprocessori, in vigore dal 01.04.2011, che completano il quadro interpretativo iniziato con la circolare 59/E del 2010.
Sempre sul versante dei casi di esclusione, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non si applica il reverse charge se la cessione del telefono è accessoria alla fornitura del traffico telefonico, giacché gli apparecchi non sono destinati alla successiva rivendita ma utilizzati direttamente dal cessionario.
Fuoriescono dal metodo cd. “inversione contabile” anche gli accessori e i componenti dei telefoni cellulari se questi sono venduti separatamente dall’apparecchio di telefonia mobile.
Per quanto riguarda i dispositivi a circuito integrato, quali, ad esempio, microprocessori e unità centrali di elaborazione, la citata risoluzione ha precisato che il meccanismo dell’inversione contabile si applica a tutte le cessioni, comprese quelle relative a beni destinati a essere installati in apparecchi analoghi ai personal computer, come, per esempio, i server aziendali.
(Assonime, circolare n. 13 del 2011)
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29.04.2011 il Decreto Legislativo n. 57 del 31.03.2011 di attuazione della direttiva 2010/12/UE recante modifica delle direttive 92/79/CEE, 92/80/CEE, 95/59/CE e 2008/118/CE per quanto concerne la struttura e le aliquote delle accise che gravano sui tabacchi lavorati.
Tale Decreto contiene:
– modifiche alle disposizioni tributarie in materia di accisa;
– disposizioni in materia di variazione dell’importo specifico fisso sulle sigarette;
– disposizioni in materia di tassazione minima comunitaria delle sigarette;
– disposizioni in materia di accisa sui sigaretti.
Tali disposizioni sono entrate in vigore il 29.04.2011 (giorno stesso della sua pubblicazione nella G.U.).
(D.Lgs. n. 57/2011 in G.U. n. 98 del 29.04.2011)
Le disposizioni contenute nell’art. 5 del D.Lgs. 23/2011 (che consentono di sbloccare l’aumento delle addizionali comunali all’Irpef) non incidono sulla sospensione, per il periodo d’imposta 2010, del potere di deliberare aumenti del tributo.
Infatti, la graduale eliminazione del “blocco” decorre solo a partire dall’anno 2011.
Lo ha precisato il Ministero dell’Economia e Finanze, con la risoluzione n. 1/DF del 02.05.2011, in risposta ad un quesito posto da un comune.
Per cui i comuni che hanno già deliberato i bilanci di previsione dell’esercizio 2011 (periodo ammesso allo sblocco degli aumenti) e che, a decorrere dal 07.06.2011, adotteranno (ovvero adotteranno nuovamente) le delibere di istituzione o variazione dell’addizionale Irpef, dovranno provvedere con la massima urgenza ad apportare una variazione di bilancio per la maggiore entrata derivante dall’istituzione o dall’aumento dell’addizionale Irpef.
(MEF
risoluzione n. 1/DF del 02.05.2011)
L’Amministrazione finanziaria (Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza) ha proceduto a selezionare quelle società che, come previsto dall’art. 24, comma 1, del D.L. n. 78/10, hanno dichiarato, ai fini delle imposte sui redditi, perdite “per almeno due esercizi consecutivi”, avviando un articolato piano di controlli.
In massima parte saranno controllate le imprese (vengono stimate circa 60mila soggetti) con un volume d’affari o ricavi annui compresi tra i 5 e i 100 milioni di euro, le cd. società di seconda fascia, che non rientrano negli studi di settore e nel tutoraggio.
I controlli potranno riguardare anche altri aspetti delle norme anti-evasione dettate dal D.L. n. 78/2010, dalla stretta sulle imprese apri e chiudi a quella sulle compensazioni.
Peraltro, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 4/E/2011, ha già chiarito che il monitoraggio si estenderà anche alle imprese che presentano nel bilancio un utile che poi si tramuta, in sede di dichiarazione dei redditi, in una perdita.
Come evitare le contestazioni degli uffici del fisco
Come osservato in dottrina (Il Sole 24 Ore del 02.05.2011) per i bilanci chiusi al 31.12.2010 con perdite si palesa la necessità di una “duplice” copertura, sia ai fini civili, sia a quelli fiscali.
Infatti, oltre al rispetto dei vincoli civilistici, è necessario verificare le possibilità di uscita dai nuovi controlli fiscali previsti per le imprese in perdita sistematica, attraverso un’adeguata ricapitalizzazione.
Le società, in perdita alla chiusura del bilancio 2010, devono stabilire se ricorrere ai soci un apporto e, in caso affermativo, devono determinare le modalità e i termini del versamento.
Ai fini civilistici, si procede a ricapitalizzare il capitale sociale quando la perdita, dopo avere integralmente intaccato le riserve del patrimonio netto, incide per oltre 1/3 sul capitale sociale e in questi casi, gli amministratori devono predisporre una relazione sulla situazione della società e, se entro l’esercizio successivo, la perdita non scende al di sotto del terzo si deve ridurre il capitale sociale.
Se, invece la perdita, di oltre 1/3, ha ridotto il capitale sotto il limite legale, allora l’intervento di ricapitalizzazione deve essere adottato senza indugio in alternativa allo scioglimento della società.
Adesso, in sede di approvazione del bilancio 2010, si deve considerare tutto ciò anche ai fini fiscali, la ricapitalizzazione deve tenere conto anche della nuova previsione di controlli fiscali per le imprese che, per due esercizi consecutivi dichiarano perdite ai fini delle imposte sui redditi.
Come rilevato in citata dottrina, ai fini fiscali, l’importo della perdita che rileva è quello risultante dal Modello Unico, che di norma differisce dal risultato civilistico (per effetto delle variazioni, in aumento o in diminuzione, apportate nei distinti quadri di determinazione del reddito del citato Modello Unico).