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Timestamp: 2020-01-23 15:18:54+00:00
Document Index: 100942500

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'art. 2947', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 6', 'art. 2947']

Studio Legale De Propris | Associazione professionale tra gli avvocati Francesco De Propris, Gianluca Navarrini e Luigi De Propris | Pagina 2
Prescrizione decennale per l’indennizzo da durata eccessiva del processo.
La prima sezione della Cassazione, con la sentenza 24 febbraio 2010 n. 4524, ha stabilito che l’equa riparazione riconosciuta dalla l. 24 marzo 2001, n. 89 (detta Legge Pinto) in caso di violazione dei termini di ragionevole durata del processo, ha natura indennitaria e non risarcitoria. Conseguentemente:
non occorre dar prova della colpa a carico di un agente (giacché il diritto alla riparazione sorge in virtù dell’oggettiva violazione dell’art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali);
il diritto all’indennizzo è soggetto all’ordinaria prescrizione decennale, e non a quella quinquennale prevista dall’art. 2947 c.c. per il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito.
Eccessiva durata del processo, 10 anni per la prescrizione del diritto al risarcimento
Cassazione, I sez. civile, sentenza 24 febbraio 2010 n. 4524
Il diritto ad un’equa riparazione in caso di mancato rispetto del termine ragionevole del processo, ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 89, ha carattere indennitario e non risarcitorio.
Nella fattispecie non viene, infatti, accertato l’oggetto di un illecito secondo la nozione contemplata dall’art. 2043 cod. civ., e non si presuppone la verifica dell’elemento soggettivo della colpa a carico di un agente.
Esso è invece ancorato all’accertamento della violazione dell’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, cioè di un evento “ex se” lesivo del diritto della persona alla definizione del suo procedimento in una durata ragionevole.
Ne consegue, in tale prospettiva, che il diritto medesimo è soggetto all’ordinaria prescrizione decennale, e non a quella breve dettata dall’art. 2947 c.c. per il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito, che è invece stabilito in 5 anni.
Questo articolo è stato pubblicato in Processo civile di cognizione, Proprietà, credito e responsabilità civile e taggato come Diritti della persona, Legge Pinto, Responsabilità civile il 5 marzo 2010 da Gianluca Navarrini