Source: http://www.rivistagiuridica.aci.it/documento/responsabilita-per-il-mancato-utilizzo-delle-cinture-di-sicurezza-da-parte-del-passeggero.html?cHash=dd3a726f642b2accb0e6adf98937a25f&tx_rgdocuments_rgsh%5Bcontroller%5D=Document
Timestamp: 2020-01-27 13:44:17+00:00
Document Index: 185859686

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ']

In caso di sinistro stradale, il conducente è responsabile civilmente delle lesioni personali occorse al passeggero, anche maggiorenne, che risulta non assicurato con le cinture di sicurezza al momento dell’evento. Conducente e passeggero cooperano nella condotta che causa l’evento dannoso. La Suprema Corte ha cassato la decisione del tribunale territoriale, che aveva escluso il nesso causale tra il comportamento alla guida del conducente e le lesioni personali occorse al passeggero, in quanto riconducibili al mancato uso delle cinture di sicurezza. Il giudice di merito dovrà procedere, quindi, a quantificare il risarcimento spettante al passeggero, da parte della Compagnia di assicurazione convenuta, sulla base di concorso di colpa del danneggiato nella produzione del danno personale. E’ stato ribadito il principio secondo il quale “il conducente è responsabile dell’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del passeggero, sicché la causazione del danno da mancato utilizzo è imputabile sia a lui che al passeggero”.
Dott. GIAIME GUIZZI Stefano - Consigliere -
S.F., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR 19, presso lo studio dell'avvocato TAMAJO STUDIO TOFFOLETTO DE LUCA, rappresentata e difesa dall'avvocato FEDERICA PATERNO' giusta procura a margine del ricorso;
GROUPAMA ASSICURAZIONI SPA GIA' GAN ITALIA SPA, G.O.;
avverso la sentenza n. 923/2013 della CORTE D'APPELLO di CATANZARO, depositata il 06/06/2016;
2. Con il secondo motivo (violazione o falsa applicazione degli artt. 1227, 2043, 2054, 2055 e 2056 c.c. (art. 360 c.p.c., n. 3)) la ricorrente censura il capo di sentenza che ha escluso il nesso di causalità tra il comportamento del conducente ed il danno patrimoniale occorso alla danneggiata, consistente nelle lesioni riportate e nella necessità di sottoporsi ad una terapia ortodontica e protesica. La sentenza avrebbe errato nell'escludere il nesso causale tra la condotta della conducente e la produzione del danno e nel non rilevare che, pur in presenza di una riduzione del risarcimento dovuto al concorso di colpa del danneggiato, restava fermo il nesso causale tra la condotta del conducente ed il danno, come pure l'elemento soggettivo della colpa, intesa quale omissione di diligenza e prudenza.
5. Con il quinto motivo (violazione o falsa applicazione degli artt. 1281, 1282 e 1284 c.c. (art. 360 c.p.c., n. 3)) si censura la sentenza nella parte in cui non avrebbe considerato la rivalutazione monetaria sulla somma residua da corrispondere alla S..
Ord_2531_2019_massima_cinture.pdf 117 KB