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Matched Legal Cases: ['art.28', 'art. 90', 'art. 91', 'art. 6', 'art.27', 'art.27']

PSC Piano Strategico Comunale - PDF
PSC Piano Strategico Comunale
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1 COMUNE DI CASTEL SAN GIORGIO Provincia di Salerno PSC Piano Strategico Comunale GENNAIO 2013 UNIVERSITÀ' DEGLI STUDI DI SALERNO DiSES Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche prof. P. Persico arch. I. Giarletta
2 INDICE PREMESSA pagina 03 1 INQUADRAMENTO TERRITORIALE E GOVERNANCE D'AREA VASTA Il comune di Castel San Giorgio Pianificazione regionale e provinciale Il Patto Territoriale dell'agro Nocerino Sarnese 18 2 SISTEMA AMBIENTALE LOCALE Bacino idrografico del Sarno Stato delle acque Inquadramento dei principali fattori di rischio Il dissesto idrogeologico Il rischio vulcanico Il rischio estrattivo Il rischio sismico 2.3 Rete Ecologica provinciale e sistema locale Gli elementi strutturali e gli obiettivi Caratteristiche ambientali e colturali emergenti 2.4 Uso del suolo, aspetti agronomici e territorio rurale Le nuove politiche di sviluppo per il settore Territorio rurale e paesaggio 3 STRUTTURA INSEDIATIVA COMUNALE Evoluzione storico-insediativa Cenni storici Le matrici storico-insediative 3.2 Strumentazione urbanistica vigente e stato di attuazione Sistema insediativo e zonizzazione prevista dal PRG vigente La Variante Urbanistica 3.3 Situazione vincolistica Struttura insediativa e funzionale attuale Programmi, Piani Attuativi e progetti in fase di redazione e/o attuazione 77 4 SISTEMA SOCIOECONOMICO Il Sistema Territoriale di Sviluppo Agro Sarnese Nocerino Struttura della popolazione e dinamiche demografiche Sistema produttivo Mercato del Lavoro ANALISI SWOT PRINCIPALI PROBLEMI EMERSI E OBIETTIVI DELLA PIANIFICAZIONE L'obiettivo necessario della sostenibilità ambientale e sociale Problemi e obiettivi del sistema insediativo e edilizio Problemi e obiettivi per lo sviluppo di attività economiche I TEMI STRATEGICI DEL PIANO Castel San Giorgio Città rigenerativa Città e area vasta Castel San Giorgio e la costruzione del "Common Ground" Strategico Castel San Giorgio e la seconda globalizzazione 7.2 Le membrane del cambiamento: i laboratori strategici Città arcipelago e rigenerazione urbana La rete ecologica e sistema ambientale locale Il Sistema manifatturiero come Fabbrica Creativa Benessere e servizi alla persona Educazione, istruzione e cultura di base nella città generativa Piano strutturale di area vasta e governance strategica Nuova soggettività politica e riposizionamento istituzionale UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 2
3 PREMESSA Il percorso di elaborazione del PUC di Castel San Giorgio ha configurato l'opportunità di sviluppare un piano strategico di indirizzi per la pianificazione comunale, delineando le condizioni per perseguire alcune finalità di carattere generale tipiche dei processi inclusivi e di copianificazione. A tal proposito le linee guida ministeriali per la pianificazione strategica, coerentemente con gli indirizzi della Commissione Europea per il ciclo , attribuiscono al Piano Strategico il ruolo di: cornice analitica, strategica e istituzionale per i processi di pianificazione urbana e per la programmazione di investimenti per lo sviluppo; quadro di coordinamento per le attività ed i progetti di rilevanza strategica promossi sul territorio comunale; strumento per rafforzare la posizione e il potere di proposta delle città nei confronti del partner regionale, nazionale, comunitario e degli operatori economici e finanziari; propulsore dello sviluppo: per sé, ma anche e contestualmente, per i territori di riferimento, guardando alle vocazioni e opportunità locali; promozione e costituzione di reti di alleanze e complementarietà con altre città, nel contesto regionale, nazionale ed europeo. Il percorso metodologico seguito per l elaborazione del Documento Strategico di indirizzi è impostato su obiettivi direttamente riconducibili allo specifico contesto territoriale e socio economico di Castel San Giorgio, per cui il piano assume una pluralità di significati: opportunità per valorizzare il ruolo del Comune e del contesto territoriale di appartenenza nei confronti degli attori istituzionali locali e sovralocali; processo di governance attiva, intesa anche come opportunità per un maggiore e più efficace coinvolgimento della comunità locale nei processi decisionali; quadro di riferimento di medio-lungo periodo per le attività di pianificazione e programmazione di competenza comunale e d'area vasta; processo di condivisione dei temi di interesse generale e riferiti a specifiche situazioni del contesto comunale e comprensoriale per la selezione delle priorità; occasione di crescita della capacità istituzionale e per sperimentare nuove prassi di collaborazione all interno delle strutture comunali. Il processo avviato a Castel San Giorgio si ispira alle suddette finalità. In tal senso, sulla base delle analisi e valutazioni illustrate nella prima parte del presente documento, è stata operata una definizione delle tematiche a valenza strategica per il territorio comunale che completano l'attività di redazione del PSC. Le tematiche strategiche individuate, riguardano una attività aggiuntiva che prevede lo sviluppo dei laboratori tematici indicati nel presente documento e in corso di implementazione. I laboratori sono rivolti a cittadini e operatori per verificare i problemi effettivi nonché la percezione e le aspettative rispetto ai temi strategici proposti. Un confronto diretto e continuativo con l'organizzazione e gli esponenti dell'amministrazione, sarà effettuato sui piani e i progetti, nonché sulle aspettative rispetto alla pianificazione in corso. Le attività dei laboratori sperimentali avviati consentiranno di indirizzare processi locali di sviluppo e di integrare il repertorio della progettualità attraverso le idee che emergeranno sui temi dell'ambiente naturale, urbano e sociale, dei servizi e della produzione. Lo sviluppo di progetti strategici, consentirà di definire le azioni prioritarie su cui concentrare l attenzione nella redazione del PUC e nella selezione dei progetti prioritari che emergeranno. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 3
4 1. INQUADRAMENTO TERRITORIALE E GOVERNANCE D'AREA VASTA 1.1 Il comune di Castel San Giorgio Il comune di Castel San Giorgio si colloca nella media valle del Sarno, in posizione intermedia tra la pianura dell'agro nocerino sarnese ad ovest, e dell'alta Valle dell'irno ad est. Il territorio comunale si estende su una superficie di 13 kmq e conta abitanti nel 2010, per una densità di abitanti/kmq, che si distribuiscono in una struttura insediativa ramificata e frazionata in ben undici centri, oltre il capoluogo: Casalnuovo-Taverna, Torello, Santa Croce, Aiello, Campomanfoli, Santa Maria a Favore, Cortedomini, Fimiani, Lanzara, Castelluccio e Trivio-Codola. Fig.01: Territorio di Castel San Giorgio (Google Earth) Castel San Giorgio confina con i comuni di Siano a nord, Mercato San Severino a est e Roccapiemonte a sud, Nocera Inferiore ad sudovest, Sarno a nordovest. Tra le principali infrastrutture di collegamento risultano l'autostrada A30 (Caserta-Salerno), con uscita a Castel San Giorgio, e la linea ferroviaria con i quattro scali di Castel San Giorgio-Roccapiemonte, Lanzara-Fimiani (fraz. Fimiani) Codola e San Pasquale (fraz. Trivio Codola). Il comune è attraversato inoltre dalla Strada Regionale 266 ex SS266 Nocerina, che lo collega al centro di Nocera Inferiore e all'autostrada A3 (Napoli-ReggioCalabria). Infine risulta servito da una ricca rete di strade provinciali che collegano il territorio comunale in tutte le direzioni. Per quanto concerne l assetto fisico-morfologico, l intero comprensorio presenta le caratteristiche tipiche fisiografiche del paesaggio delle conche intermontane e collinari connesse a quello della piana alluvionale. L'ambito comunale, in particolare, si inserisce nella media piana del Sarno ed è delimitato dai rilievi di Monte Sant'Apollinare (o Monte di Santa Maria a Castello, 280 m) e Cappella di Paterno (183 m) a nordovest, Monte Castello (o Monte Torello, 612 m) a nord, propaggini del Pizzo d'alvano, ambito collinare di Siano; Monte San Michele (479 m) e Poggio Coviglia (o Monte Iulio, 623 m) a nordest, propaggini occidentali dei monti Picentini. Il complesso di rilievi anzidetti si fronteggia a sud - sudest con i rilievi di Monte San Liberatore e dei Monti Lattari. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 4
5 La rete idrografica superficiale è costituita dal corso del Torrente Solofrana (affluente del fiume Sarno), che solca anche il territorio contiguo di Roccapiemonte. Le risorse idriche di maggiore interesse del comprensorio Sarnese Nocerino, sono quelle del massiccio carbonatico dell'unità dei monti di Sarno, le cui acque sotterranee alimentano verso ovest le sorgenti di Cancello nord; la falda dei Monti Lattari, priva di scaturigini di particolare importanza, si riversa, invece, nei depositi dell acquifero della Piana del Sarno e verso il mare. Quasi completamente dolomitica è, infine, l unità idrogeologica dei Monti di Salerno - San Liberatore, che alimenta parte delle sorgenti del Solofrana; le venute d acqua più importanti si rinvengono, oggi, nella galleria ferroviaria Nocera-Salerno (0.5 mc/sec). Fig.02: PTCP, Le Unità di Paesaggio Provinciale La varietà degli ambienti naturali influiscono fortemente sugli aspetti vegetazionali e fauno-floristici di questo comprensorio, laddove si rileva il passaggio da una vegetazione tipica montano-collinare, con boschi di latifoglie decidue e arbusteti e cespuglieti misti a prati stabili, ai sistemi colturali a prevalenza di seminativi irrigui della piana, intramezzati da vegetazione a sclerofile e da colture arboree miste a macchie di bosco di latifoglie, tipiche degli ambienti pedemontani e collinari. L'assetto montano collinare contrasta fortemente con il paesaggio vallivo e della piana, segnato dall'articolazione di una maglia insediativa densa e dalla presenza delle principali infrastrutture lineari di trasporto prima citate, che marcano una forte discontinuità nella piana, separando in due parti l'ambito territoriale nel suo complesso, nonché lo stesso comune di Castel San Giorgio. La posizione intermedia del territorio comunale tra la pianura dell'agro Sarnese Nocerino e la Valle dell'irno, inoltre, tende ulteriormente a dilatare e disperdere la visione d'insieme della morfologia urbana, già frammentata dalla divisione nei numerosi centri-frazione, collegati senza soluzione di continuità agli insediamenti dei comuni contigui, annullando di fatto anche la definizione dei suoi confini fisici. Per quanto concerne le iniziative più recenti di gestione amministrativa, si segnala che il comune di Castel San Giorgio è parte dell'unione Comuni della Valle del Sarno costituita da dodici comuni: Angri, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, Sarno, Sant'Egidio del Monte Albino, Scafati, San Valentino Torio, Siano. L'Unione condivide i seguenti servizi in forma associata: servizi sociali e socio-assistenziali, SUAP, polizia locale, trasporti pubblici locali, servizi informativi, catasto, statistica, gestione entrate tributarie e servizi fiscali, parchi e servizi di tutela e UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 5
6 gestione ambientale del verde, fiere, mercati e servizi connessi, protezione civile. Il comune inoltre è parte anche dell Unione Comuni della Valle dell Orco, che comprende i comuni di Castel San Giorgio, Siano, Bracigliano e Calvanico, che punta al consorziamento del servizio di raccolta dei rifiuti, mentre ha avviato l'istituzione di un unico corpo di polizia locale ed ha in campo progetti nei settori del sociale e della formazione. 1.2 Gli strumenti della pianificazione regionale e provinciale Il Piano Territoriale Regionale inserisce il Comune di Castel San Giorgio nell Ambiente insediativo n.3 Agro Sarnese-Nocerino; per tale Ambiente insediativo, il PTR fornisce una serie di informazioni descrittive, relative agli assetti morfologici ed ambientali, alle trame insediative ed infrastrutturali ed alle caratteristiche economiche e sociali. Fig.03: Regione Campania, PTR - 2 QTR Ambienti insediativi. In relazione allo sviluppo edilizio, il PTR evidenzia, in particolare, come negli ultimi venti anni, esso si sia concentrato principalmente lungo la direttrice nord-sud, realizzandosi in buona parte su terreni agricoli altamente produttivi. In aggiunta a tale situazione problematica, i piani per gli insediamenti produttivi più recenti, adottati con le procedure accelerate in risposta alla emergenza post-sismica (art.28 L.n 219/81), sono stati localizzati in modo indiscriminato e diffuso sul territorio. Al contempo, il PTR rileva che le industrie manifatturiere, una molteplicità di piccole e medie aziende, spesso a conduzione familiare, si sono localizzate laddove lo UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 6
7 permetteva la disponibilità di suolo, il più delle volte al di fuori dei piani. Il territorio dell Agro sarnesenocerino si presenta, dunque, caratterizzato da un notevole disordine e da un consistente inquinamento ambientale, provocato dalla mescolanza tra impianti, più o meno produttivi, ed insediamenti residenziali, il più delle volte, senza l adozione delle necessarie norme di igiene e di sicurezza. Tuttavia, la notevole riduzione della base industriale, manifestatasi a partire dalla metà degli anni 80, ha prodotto consistenti fenomeni di sotto utilizzazione e di dismissione delle aree industriali. Sono, di conseguenza, numerosi i siti industriali in stato di abbandono o parzialmente utilizzati su tutto il territorio dell Agro sarnese-nocerino. Allo stato attuale, si rileva la presenza di molti insediamenti, principalmente lungo la SS n.18, che risultano dismessi e suscettibili di trasformazioni urbane. In tale situazione, dunque, diviene prioritario recuperare, riqualificare e rifunzionalizzare tali aree, invece che individuare nuove aree di espansione, anche in considerazione delle modifiche approvate dalla Regione Campania alla Legge n 14/82, in relazione alla possibilità di aumentare il rapporto di copertura fino al limite del 50% (lotti industriali ed artigianali). Relativamente agli assetti urbanistici ed edilizi, che caratterizzano i comuni dell Ambiente insediativo n 3, il PTR evidenzia che quasi tutti i comuni dell ambito sono dotati di strumenti urbanistici generali e particolareggiati; tuttavia, nonostante la dotazione di strumenti per la gestione del territorio, le dinamiche insediative sono rimaste legate ad opportunità logistiche e di vicinanza ai luoghi di residenza. La logica insediativa della maggior parte delle localizzazioni industriali esistenti risiede nel rapporto diretto e consolidato con le reti ferroviarie e stradali e con il sistema del fiume Sarno e dei suoi affluenti, storica fonte di approvvigionamento di energia idrica ed elettrica. Le scelte insediative hanno privilegiato e privilegiano la contiguità con la rete stradale, in particolare con la SS n 18, divenuta l asse portante dell intera rete (basta pensare che circa mq destinati ad attività industriali sono localizzati nei centri storici dei comuni, proprio lungo la SS n 18). Sulla base di tale analisi, il PTR individua gli Elementi essenziali di visioning tendenziale per l Ambiente insediativo n 3. Nello specifico, si ritiene che l evoluzione naturale delle realtà insediative residenziale e produttiva dell Agro Nocerino-Sarnese potrebbe portare: al totale utilizzo dei suoli, (anche quelli agricoli più produttivi) per la realizzazione di abitazioni e di piccoli e piccolissimi insediamenti artigianali ed industriali; al completo abbandono dell agricoltura; alla disordinata crescita degli insediamenti lungo le grandi vie di comunicazione con la conseguente congestione delle attività insediate e la paralisi delle arterie stradali. A fronte delle principali dinamiche e problematiche emerse dalle analisi conoscitive, il PTR individua i Lineamenti strategici di fondo per il rilancio dello sviluppo socio-economico dell Agro Nocerino-Sarnese; a tal fine, gli obiettivi principali (da perseguire attraverso strumenti di programmazione che siano coerenti con le scelte della pianificazione urbanistica) sono: la riqualificazione e l innovazione dell apparato produttivo; il recupero del complesso sistema urbano, puntando alla riqualificazione dei beni culturali ed ambientali. Coerentemente a tali obiettivi fondamentali sono state effettuate le scelte contenute nel 'Patto Territoriale per l Agro Nocerino-Sarnese', che associa tutti i Comuni della valle del Sarno ed è finalizzato alla riqualificazione dell industria agro-alimentare, dell apparato produttivo, dei centri storici e dei nuclei urbani, coerentemente al Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Salerno. Effetti positivi, inoltre, potrebbero derivare dal 'Patto per la reindustrializzazione dell area stabiese e vesuviana costiera', area di sbocco verso il mare dell Agro Nocerino-Sarnese e del Nolano con la rivitalizzazione dei porti di Torre Annunziata e di Castellamare di Stabia per il turismo, la cantieristica ed il commercio. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 7
8 Naturalmente, il programma per il recupero, la riqualificazione ed il rilancio del sistema produttivo dell Agro non può attuarsi se non si assume come prioritaria anche la questione infrastrutturale. A tal fine, il PTR individua alcuni interventi strategici, volti a realizzare una visioning preferita, aventi ad oggetto il sistema dei trasporti ed il recupero delle aree industriali dismesse, quali: il recupero ed il completamento della rete per il trasporto su gomma; il recupero e la rifunzionalizzazione delle reti per il trasporto su ferro; il recupero delle aree agricole (anche attraverso una politica di incentivi per eliminare il fenomeno della polverizzazione industriale) e la loro riconversione verso colture pregiate e biologiche; il recupero, la bonifica ed il riutilizzo delle aree industriali dismesse come opportunità di riqualificazione ambientale anche attraverso gli strumenti della programmazione negoziata (già applicati in casi analoghi a Pozzuoli, Bagnoli e nell area Stabiese). Il Piano regionale attribuisce all indirizzo Recupero delle aree dismesse e in via di dismissione un rilevante valore strategico da rafforzare, con riferimento anche ad interventi di riqualificazione naturalistica di suoli liberi, ma fortemente degradati per inquinamento ambientale. Secondo il PTR la riqualificazione territoriale dell Ambiente insediativo in oggetto non può prescindere dalla riorganizzazione dell economia locale, che dovrà tendere al superamento della passata ed attuale polverizzazione industriale e portare, al contrario, alla creazione di poli produttivi. La crescita economica non potrà verificarsi su basi individuali, ma su forme associazionistiche, tali da consentire anche la ristrutturazione del territorio attraverso l individuazione di ambiti territoriali omogenei. Il Piano regionale individua l indirizzo Attività produttive per lo sviluppo agricolo, come una scelta strategica prioritaria da consolidare, anche in considerazione della presenza nel STS C5 di Distretti Industriali e PIP. Fig.04: Regione Campania, PTR - 3 QTR Sistemi Territoriali di Sviluppo. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 8
9 In particolare, il PTR inserisce il Comune di Castel San Giorgio nel Sistema a dominante ruralemanifatturiera C5 - Agro Nocerino Sarnese, che include anche i comuni di Angri, Corbara, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant Egidio Monte Albino, Sarno, Scafati e Siano. Dal punto di vista ambientale, il PTR evidenzia, per l Ambiente insediativo Agro sarnese-nocerino, le problematiche connesse al rischio Vesuvio e, quindi, la necessità di attivare un tavolo di concertazione interprovinciale tra le Province di Napoli e di Salerno. Si tratta, in sostanza, di una di quelle questioni che il Piano Regionale definisce questioni di frontiera, in quanto coinvolgono ambienti insediativi diversi e pongono problemi, da affrontare, prioritariamente, con le Province, definendo concertate scelte strategiche di lunga durata e conseguenti interventi, atti ad affrontare complesse questioni relazionali, che necessitano di assetti policentrici e reticolari più equilibrati. A fronte di tutte le problematiche emerse dalle indagini conoscitive illustrate dal PTR ed, in seguito, dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno, quest ultimo propone una serie di obiettivi generali da perseguire per ciascuno dei sette Ambiti Identitari individuati (riferimenti per l attuazione delle politiche locali), relativamente al sistema ambientale, al sistema insediativo ed al sistema infrastrutturale e della mobilità. Il comune di Castel San Giorgio ricade nell Ambito Identitario denominato Agro Nocerino- Sarnese. Fig.05: PTCP - Gli Ambiti Identitari Disposizioni strutturali. In relazione al sistema ambientale, il Ptcp persegue come macro-obiettivo la tutela delle risorse territoriali (suolo, acqua, vegetazione e fauna, paesaggio, storia, patrimonio culturale ed artistico) considerate beni UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 9
10 comuni, la prevenzione dei rischi derivanti da un uso improprio od eccessivo rispetto alla loro capacità di carico, la loro valorizzazione in funzione dei diversi livelli di qualità reali e potenziali. Il Ptcp articola tale macro-obiettivo in obiettivi generali, a loro volta, declinati in obiettivi specifici, cui corrispondono le strategie prefigurate dal Piano per le politiche locali (azioni di Piano e proposte progettuali; naturalmente, data la trasversalità dei temi, in alcuni casi, le medesime azioni e proposte di progetto vengono riproposte dal Ptcp rispetto a più obiettivi specifici, relativi ai tre diversi sistemi: ambientale, insediativo ed infrastrutturale). In relazione al sistema insediativo, il macro-obiettivo che il Ptcp intende perseguire è lo sviluppo policentrico ed equilibrato del sistema insediativo, per migliorare la qualità della vita delle popolazioni insediate, puntando alla riqualificazione dei centri urbani, all adeguamento ed alla razionalizzazione della dotazione dei servizi di livello locale e sovralocale ed al coordinamento delle politiche di sviluppo del territorio. Tale macro-obiettivo viene declinato in una serie di obiettivi generali, il primo dei quali, costruire assetti policentrici integrati, promuovendo la razionalizzazione, l innovazione e lo sviluppo equilibrato delle diverse funzioni insediative, è da perseguire attraverso obiettivi specifici, quali: 1. l innovazione e lo sviluppo integrato dei servizi; a tal fine, le norme di attuazione del Ptcp propongono la riorganizzazione, riqualificazione e messa a norma della struttura insediativa lungo la direttrice Scafati Nocera, mediante la riconversione delle aree e/o i contenitori dimessi, privilegiando e prescrivendo la localizzazione di funzioni urbane ed il recupero e/o l adeguamento degli standards delle aree attrezzate per il verde, la fruizione culturale, lo sport ed il tempo libero (anche di scala intercomunale), ponendo attenzione alle relazioni visive e funzionali con lo spazio urbano in cui si inseriscono, da progettare in un ottica unitaria ed integrata. 2. Lo sviluppo di funzioni economiche e di servizio di rango comprensoriale; il Ptcp propone, su scala d ambito, la distribuzione di funzioni e polarità di livello comprensoriale, anche attraverso il recupero architettonico e funzionale di manufatti di pregio, la valorizzazione del patrimonio culturale, testimoniale ed ambientale, la previsione di programmi compatibili con le strategie della tutela attiva e dello sviluppo sostenibile; l individuazione di una area per la localizzazione di un parco attrezzato con strutture ludiche, per lo sport ed il tempo libero in prossimità del Parco fluviale del fiume Sarno, quale strumento per il recupero ambientale di aree fortemente frammentate e per il rilancio e l integrazione dell offerta turistica e ricreativa dell intero ambito; la realizzazione della Città della Scuola a Sarno. 3. Lo sviluppo di relazioni di integrazione-complementarità fra le centralità d ambito; a tal fine, il Piano provinciale prevede la messa in rete delle diverse centralità attraverso l ottimizzazione della rete infrastrutturale e la riorganizzazione del sistema della mobilità interna alla città. 4. La valutazione dei carichi insediativi ammissibili sul territorio; il Ptcp, promuove, (come già evidenziato a proposito delle politiche individuate per il sistema ambientale), il contenimento della diffusione edilizia nel territorio extraurbano; il contenimento delle espansioni insediative nelle aree comprese nella zona gialla del Piano di Emergenza Vesuvio, favorendo espansioni lungo la direttrice Mercato S. Severino Sarno e programmi di delocalizzazione; la riorganizzazione, riqualificazione e messa a norma della struttura insediativa lungo la direttrice Scafati-Nocera. 5. La valorizzazione dei territori marginali. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 10
11 Fig.06: PTCP - Il sistema delle centralità e delle polarità territoriali Disposizioni strutturali. Altro obiettivo generale è il miglioramento della qualità dei sistemi insediativi, da perseguire attraverso obiettivi specifici, quali: 1. la riqualificazione e la messa a norma della città. A tal scopo, la disciplina attuativa del Ptcp prevede la riorganizzazione, riqualificazione e messa a norma della struttura insediativa lungo la direttrice Scafati- Nocera, come sopra evidenziato, attraverso una serie di azioni, quali: il blocco di espansioni insediative che potrebbero determinare ulteriori saldature tra i diversi insediamenti; il ripristino dell ordine di destinazione urbanistica tra aree residenziali ed aree/funzioni produttive; la delocalizzazione delle funzioni produttive inconciliabili con il tessuto residenziale, come attività industriali e di media e grande distribuzione di vendita, in specifiche aree attrezzate, collocate in posizioni strategiche rispetto alle principali reti per la mobilità, promuovendo, al contempo, il ritorno, nell ambito dei contesti abitativi, dei negozi di quartiere, delle botteghe artigiane, dei servizi di supporto alla famiglia e di attività ludiche e ricreative per giovani e anziani; la riconversione delle aree e/o dei contenitori dimessi, privilegiando e prescrivendo la localizzazione di funzioni urbane ed il recupero e/o l adeguamento degli standards delle aree attrezzate per il verde, la fruizione culturale, lo sport ed il tempo libero (anche di scala intercomunale), ponendo attenzione alle relazioni visive e funzionali con lo spazio urbano circostante; l integrazione del sistema degli spazi pubblici e dei servizi collettivi, considerando l ipotesi di interramento della esistente linea ferroviaria tirrenica, tra Scafati e Nocera Inferiore, in modo da recuperare la direttrice a funzioni urbane ordinatrici (parco urbano lineare con localizzazione di servizi qualificanti, pista moto-ciclo pedonale innestata in un nuovo disegno del verde) con l utilizzazione delle stazioni come oggetto di concessioni per finanze di progetto. 2. La riqualificazione in senso urbano degli aggregati insediativi recenti; il Piano provinciale prevede la promozione degli interventi di recupero, riqualificazione e completamento del tessuto urbano esistente anche attraverso l adozione di programmi integrati di riqualificazione urbanistica, finalizzati al recupero ed alla rivitalizzazione degli insediamenti storici urbani ed extraurbani ed alla riqualificazione ed alla densificazione degli insediamenti recenti. 3. La promozione della complessità sociale e funzionale della città. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 11
12 4. Il ripensamento della città a partire dagli spazi pubblici e dalla mobilità pedonale; a tal scopo, il Ptcp ripropone il tema della riorganizzazione, riqualificazione e messa a norma della struttura insediativa lungo la direttrice Scafati- Nocera ed, in particolare, il progetto di interramento della linea ferroviaria tirrenica esistente, tra Scafati e Nocera Inferiore, per la creazione di un parco urbano lineare con localizzazione di spazi pubblici e servizi collettivi qualificanti. 5. La promozione dell offerta culturale e ambientale; il Ptcp propone la creazione di un distretto turistico in prossimità della localizzazione di servizi, parcheggi e scambiatori intermodali, da collocarsi in un area baricentrica tra Pompei/costiera sorrentina e Paestum/costa cilentana, valorizzando l offerta nel tessuto insediativo tra Angri ed il Valico di Chiunzi, anche attraverso interventi di sostituzione e riqualificazione edilizia, per ripristinare l identità visiva e la qualità del paesaggio; come già evidenziato, la distribuzione, su scala d ambito, di funzioni e polarità di valore comprensoriale. 6. La realizzazione della rete ecologica in ambito urbano e la sua connessione con la rete ecologica provinciale; a tal scopo, la disciplina attuativa del Ptcp prevede (come per il sistema ambientale) la realizzazione di green way, parchi fluviali, e parchi urbani, per assicurare la connessione tra le aree a maggior grado di naturalità-biodiversità che circondano l ambito e la densa conurbazione della valle del Sarno, a supporto della rete ecologica. Ultimo obiettivo generale, riferito al sistema insediativo è il coordinamento delle politiche di sviluppo del territorio attraverso la programmazione-pianificazione di azioni locali e sovralocali, da perseguire attraverso obiettivi specifici, quali: 1. La razionalizzazione e la qualificazione del sistema industriale; il Ptcp propone il completamento, il potenziamento e la messa in rete delle aree produttive di interesse sovralocale (Taurana, Fosso Imperatore, Sarno, agglomerati ASI di Fisciano-Mercato S. Severino e Cava de Tirreni) e di interesse locale (Scafati - Angri Pagani Nocera Inferiore Castel San Giorgio e San Valentino Torio); la realizzazione della piattaforma logistica di Mercato S. Severino e di San Valentino Torio e dei collegamenti infrastrutturali di questa al sistema della logistica regionale. 2. La razionalizzazione e la qualificazione degli insediamenti produttivi anche attraverso politiche di interconnessione; il Ptcp prevede il completamento, il potenziamento e la messa in rete delle aree produttive di interesse sovralocale e di interesse locale sopra citate; la promozione delle filiere più qualificanti nel campo della produzione primaria, industriale, dei servizi ai cittadini ed alle imprese, della logistica; la realizzazione di una borsa merci per l ortofrutta tra Nocera Inferiore e Pagani, da ricavare in un contenitore industriale dismesso. 3. Il governo degli insediamenti della grande distribuzione indirizzandoli in coerenza con la strategia policentrica di riequilibrio; la disciplina attuativa del Ptcp prevede, come già menzionato, la riorganizzazione, la riqualificazione e la messa a norma della struttura insediativa lungo la direttrice Scafati-Nocera, attraverso la delocalizzazione delle funzioni produttive inconciliabili con il tessuto residenziale ed il ritorno, nei contesti abitativi, dei negozi di quartiere, delle botteghe artigiane, dei servizi di prossimità. 4. La riqualificazione e l articolazione dell offerta turistica basata sulla valorizzazione del patrimonio identitario dei siti; il Ptcp promuove (come già evidenziato a proposito delle politiche per il sistema ambientale) la tutela delle risorse naturalistiche ed agroforestali esistenti lungo i versanti montani/collinari; la valorizzazione del patrimonio agricolo-naturalistico anche a fini turistici; la valorizzazione dei mosaici agricoli ed agroforestali delle colline, mediante la diversificazione e l integrazione delle attività agricole. Relativamente agli insediamenti storici, i criteri di identificazione nei PUC dei Centri e nuclei storici, in base all art. 90, Capo X delle Norme di Attuazione del Ptcp, stabiliscono quanto segue: i Puc devono individuare e riconoscere come zone A, di cui al D.M. n 1444/1968 i centri storici, comprensivi dei nuclei antichi, dei quartieri urbani della tradizione e delle aree previste dalla normativa vigente; in generale, sono classificate quali insediamenti storici le parti del territorio che UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 12
13 risultano edificate con sostanziale continuità al , come documentato dalle cartografie IGM aggiornate a tale data ed estese a comprendere gli spazi adiacenti ancora liberi che si configurano come spazi di relazione percettiva e di tutela; i Puc devono individuare le aree agricole infraurbane presenti nella zona A disponendone la conservazione ed il risanamento; i Puc devono individuare gli elementi isolati, edifici o complessi edilizi, anche collocati in aree non urbane (casali, masserie, conventi, castelli, ecc.), che rivestano, con i propri caratteri architettonici, valore storico o documentario, mantenendone la destinazione d uso, se compatibile con la loro tutela, o consentendo destinazioni più appropriate al loro mantenimento; i Puc devono censire (avvalendosi anche della cartografia allegata al PTCP di seguito riportata in stralcio) la viabilità storica, le sistemazioni idrauliche storiche, le aree di centuriazione, i beni esposti a rischio idrogeologico elevato e/o molto elevato. Relativamente ai criteri d uso dei centri e nuclei storici, l art. 91 stabilisce che: i PUC devono dettare misure di conservazione e valorizzazione dei centri e nuclei storici e dei quartieri della tradizione, promuovendo, con disciplina rigorosa e premiale, gli interventi ammissibili assumendo quali principali finalità la conservazione integrale dei caratteri strutturali degli insediamenti, la loro fruibilità e la valorizzazione degli elementi di relazione storica con il contesto ed, ove possibile, il loro ripristino. A tal fine, i PUC devono considerare caratteri strutturali dei tessuti storici, il disegno dell impianto urbano con riferimento ai tracciati ed agli spazi pubblici, l articolazione dei caratteri tipologici, morfologici, formali e costruttivi dei complessi edilizi e degli spazi aperti, i rapporti tra spazi scoperti, spazi coperti, cortine stradali e volumi edificati. I PUC disciplinano gli interventi volti alla valorizzazione delle cortine stradali e dei volumi edificati. Quando i tessuti storici includono impianti industriali dismessi, salvaguardando l eventuale valore di esempi di archeologia industriale, su di essi sono ammissibili interventi di ristrutturazione finalizzati a riusi urbani compatibili, obbligatoriamente dotati di consistenti aliquote di spazi pubblici e di uso pubblico a verde. I Comuni, per la conservazione e la valorizzazione di tutte le aree identificate in precedenza redigono un Piano di Recupero o un Piano Attuativo cui riferire gli eventuali Programmi integrati di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale previsti dalla normativa vigente; in alternativa i proprietari, riuniti in consorzio, possono proporre la definizione per l intero ambito di proprietà di un piano di recupero o attuativo ai sensi della normativa vigente. Mancando tali strumenti, per le aree storiche ed antiche, i Comuni possono consentire interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo ai sensi della normativa vigente, cambiamenti di destinazione d uso compatibili con la disciplina di zona, interventi relativi alla prevenzione sismica, interventi per le infrastrutture viarie, tecnologiche a rete o puntuali e per l arredo urbano che rispettino lo stato dei luoghi. Per i piani di recupero o attuativi ad iniziativa privata che prevedano almeno per l 80% interventi di restauro, risanamento conservativo, per il riuso di edifici o di isolati di superficie utile coperta superiore a cinquecento metri quadrati ovvero a mille metri quadrati nel caso di centri storici di estensione territoriale maggiore di un ettaro, i comuni potranno prevedere per i soggetti che si attivano quantità edificatorie premiali, espresse in superficie utile coperta, il cui valore convenzionale, calcolato sul costo a metro quadrato di superficie lorda complessiva stabilito dalla Regione per gli interventi di nuova costruzione di edilizia residenziale pubblica, non superi il 25 per cento del costo delle opere attuate, asseverate dal progettista, da utilizzare in aree edificabili in zona B o C, in aggiunta a quelle già previste dallo strumento urbanistico, stipulando apposite convenzioni con il Comune; le quantità premiali devono poter essere utilizzate solo in seguito alla realizzazione degli interventi previsti; UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 13
14 Fig.07: PTCP - Classificazione degli insediamenti per tipologie UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 14
15 al fine di ripristinare la tipologia originaria degli edifici oggetto di intervento potranno anche abbattersi le volumetrie o superfici utili coperte costituenti superfetazioni o soprastrutture incongrue di epoca recente, non abusive, prive di valore storico, le cui quantità potranno aggiungersi a quelle premiali con dimensioni non superiori a due volte quelle dei manufatti oggetto di demolizione. I PUC devono dettare disposizioni per la conservazione, il recupero e la valorizzazione compatibile della viabilità storica, delle sistemazioni idrauliche storiche (anche in attuazione dei Programmi di Mitigazione del rischio idrogeologico predisposti dalle Autorità di Bacino a corredo dei PAI), delle aree di centuriazione. Fig.08: PTCP - Periodizzazione delle espansioni insediative. In relazione al tema dell accessibilità, il Piano Territoriale Regionale ha analizzato sia l attuale dotazione infrastrutturale relativa al STS C5, che i programmi previsti dal Piano regionale dei trasporti, suscettibili d interesse per il sistema in oggetto. Il STS C5 Agro Nocerino Sarnese si estende a nord-ovest di Salerno. Per quanto riguarda l attuale rete infrastrutturale viaria, il territorio è attraversato, da ovest ad est, dalla S.S. 18 Tirrena Inferiore, su cui si immettono la variante alla S.S. 268 del Vesuvio, la S.S. 367 Nolana Sarnese, che proviene dal confine nord e la S.S. 266 Nocerina, proveniente dal versante est. Il sistema è attraversato da due assi autostradali: l A3 Napoli-Pompei-Salerno, a sud parallelamente alla S.S. 18, e la A30 Caserta Salerno. Per l A3 gli svincoli ubicati sul territorio sono Scafati, Angri, Nocera Inferiore e Cava dei Tirreni, mentre per l A30 sono Sarno, Nocera e Castel S. Giorgio. Le linee ferroviarie a servizio del STS C5 sono: la Cancello-Codola-Mercato S. Severino con le stazioni di Sarno, Lavorate e Nocera; la Napoli-Salerno con le stazioni di Scafati, Angri, Pagani, Nocera Inferiore e Nocera Superiore; la Napoli-Ottaviano-Sarno della Circumvesuviana con le stazioni di S. Valentino Torio e Sarno. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 15
16 L aeroporto di Pontecagnano è quello più vicino ed è raggiungibile attraverso l A3, percorrendo circa 40 km dallo svincolo di Nocera fino a quello di Battipaglia ed altri 4 km all interno dell abitato di Bellizzi, per raggiungere lo scalo. Sul piano della programmazione, il PTR ricorda alcuni interventi, quali: per il sistema stradale, alternativa alla S.S. 18 nell Agro Nocerino-Sarnese; potenziamento ed adeguamento dell autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno; raccordo della S.S. 268 Var alla A3 nel nuovo svincolo di Angri; costiera Amalfitana: adeguamento della S.S. e delle strade minori di raccordo con le aree interne (valico di Chiunzi, Passo di Agerola Dragonea, ecc.); per il sistema ferroviario, linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Battipaglia: realizzazione della stazione Striano, di interscambio con la linea Circumvesuviana Sarno-Poggiomarino-Napoli. In relazione al sistema infrastrutturale e della mobilità, il macro-obiettivo che il Ptcp persegue è il miglioramento e potenziamento delle reti per la mobilità di persone e merci, adottando una visione integrata e non settoriale, che privilegi l intermodalità e l adeguamento del sistema infrastrutturale provinciale. Un primo obiettivo generale è la definizione/implementazione delle interconnessioni con i corridoi transeuropei, da perseguire attraverso obiettivi specifici, quali: 1. l interconnessione tra i corridoi transeuropei 1 e 8; il Ptcp propone la riorganizzazione del sistema della mobilità su ferro, attraverso l interramento della linea ferroviaria Nocera Superiore-Scafati e la realizzazione di una nuova stazione a Nocera Inferiore; il potenziamento della linea ferroviaria Nocera Inferiore Mercato San Severino (via Codola), con l elettrificazione e l eliminazione di passaggi a livello. 2. La realizzazione di piattaforme logistiche e centri servizi in punti strategici del territorio; il Ptcp propone la realizzazione della piattaforma logistica di Mercato S. Severino e San Valentino Torio e dei collegamenti infrastrutturali di questa al sistema della logistica regionale. Un ulteriore obiettivo generale è il raggiungimento della piena efficienza della rete delle interconnessioni (viarie, ferroviarie, portuali, aeree, metropolitane) di merci e persone da perseguire attraverso obiettivi specifici, quali: 1. il recupero, l integrazione e lo sviluppo delle reti di trasporto su ferro; il Ptcp propone la riorganizzazione del sistema della mobilità su ferro attraverso (oltre agli interventi già menzionati di interramento della linea ferroviaria Nocera Superiore-Scafati ed il potenziamento della linea Nocera Inferiore-Mercato San Severino) la destinazione della linea ferroviaria tirrenica a servizio di metropolitana regionale, integrato con il servizio Circumsalernitana e con la Metropolitana di Salerno (via Codola in direzione Mercato S. Severino Fisciano Università degli Studi di Salerno e via Cava in direzione Salerno Pontecagnano - Piana del Sele. 2. Il completamento e la gerarchizzazione della rete stradale; il Piano provinciale propone il potenziamento del sistema della mobilità su gomma attraverso alcuni interventi, quali: il completamento della viabilità alternativa alla SS 18, attraverso l adeguamento della viabilità esistente e la realizzazione di nuovi tronchi stradali, così da consentire il decongestionamento del traffico sulla SS 18 ed agevolare i collegamenti tra le autostrade A3 ed A30 (tratta Cava de Tirreni Cava Santa Lucia; Connessione uscita A30 Castel San Giorgio Pagani; Connessione tratta Nocera Inferiore con Autostrada Na-Sa; Tratta Roccapiemonte uscita Autostrada A30 Mercato San Severino); la realizzazione della strada pedemontana dei Monti Lattari tra Cava de Tirreni ed Angri; la riorganizzazione del sistema del trasporto pubblico su gomma in un ottica di intermodalità, per intensificare i collegamenti tra la direttrice settentrionale e la direttrice meridionale. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 16
17 Fig.09: PTCP Il sistema delle infrastrutture per il trasporto la mobilità e la logistica - Gli elementi costitutivi Fig.10: PTCP, Le infrastrutture, i trasporti e la logistica Disposizioni strutturali. Un ultimo obiettivo generale è il miglioramento dell efficienza del sistema della mobilità da perseguire attraverso obiettivi specifici, quali: UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 17
18 1. la promozione della mobilità intermodale di persone e merci, anche attraverso la separazione delle componenti di domanda di mobilità funzionalmente differenti; il Ptcp propone la destinazione della linea ferroviaria tirrenica a servizio di metropolitana regionale integrato con il servizio Circumsalernitana e con la Metropolitana di Salerno; la realizzazione di una stazione intermodale d interscambio tra Angri e Sant Egidio del Monte Albino, a servizio dell Agro Nocerino Sarnese e della Costiera Amalfitana, dotata d infrastrutture di ricezione e servizio, al fine di smaltire il volume di traffico veicolare dell area, ottimizzare i collegamenti ed razionalizzare i flussi turistici del territorio; la realizzazione di nodi di scambio intermodale (ferro/ferro, ferro/gomma, gomma/gomma), dotati di adeguate aree attrezzate per parcheggi di interscambio con annessi servizi, a supporto dell intero circuito metropolitano dell Agro e del collegamento dello stesso con la Costiera Amalfitana, l area metropolitana di Salerno e con la Circumvesuviana di Sarno ed il sistema portuale di Torre Annunziata. 2. La realizzazione di itinerari ciclabili di livello provinciale ed interprovinciale; il Ptcp propone la realizzazione di una rete ciclabile provinciale, inserita nella griglia dei principali itinerari nazionali ed internazionali, e la realizzazione di reti ciclabili urbane da configurare come sistemi capillari di connessione tra le aree residenziali e le principali attrezzature collettive, in connessione con le stazioni ferroviarie, i nodi intermodali ed i luoghi ad elevata concentrazione di posti di lavoro. 3. Il miglioramento della mobilità per combattere la marginalizzazione delle aree interne e/o marginali; il Ptcp propone la destinazione della linea ferroviaria tirrenica a servizio di metropolitana regionale integrato con il servizio Circumsalernitana e con la Metropolitana di Salerno. 1.3 Il Patto Territoriale dell'agro Nocerino Sarnese Al fine di inquadrare il sistema locale di sviluppo dell'agro Sarnese Nocerino nell'ambito delle più recenti dinamiche evolutive, è apparso utile sul piano conoscitivo, analizzare in sintesi l'esperienza del locale Patto Territoriale. La Patto Territoriale dell Agro S.p.A. nasce nel 1998 come Soggetto Intermediario Locale (SIL) del Patto Territoriale per l'occupazione dell'agro Nocerino Sarnese, un progetto pilota del Governo italiano e dell Unione Europea finalizzato a promuovere sviluppo e occupazione nel territorio dei 13 Comuni della vasta piana del fiume Sarno: Angri, Castel San Giorgio, Corbara, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, Sant'Egidio del Monte Albino, San Valentino Torio, Sarno, Scafati, Siano. Alla base, una intensa azione di concertazione messa in atto con tutti i soggetti rappresentativi (enti pubblici, imprese, sindacati, sistema finanziario locale, terzo settore), che, superando storiche contrapposizioni, si trovavano a siglare un accordo sulle prospettive generali e su nuovi obiettivi di sviluppo da individuare con urgenza per un territorio in gravi difficoltà. La Patto Territoriale dell Agro S.p.A. ha posto le basi per avviare e sostenere il rilancio del territorio della Valle del Sarno verso obiettivi di sviluppo sostenibile, con un processo nuovo di programmazione economica 'dal basso', e il rafforzamento della capacità di progettare e realizzare soluzioni innovative volte al miglioramento della qualità della vita. Completata la missione originaria, nell'ambito del Programma Operativo Multiregionale P.O.M SVILUPPO LOCALE Ob.1 Italia - 'Patti territoriali per l occupazione', la Società è ancora oggi operativa quale Agenzia Locale di Sviluppo della Valle del Sarno, che opera a supporto degli enti locali nella costruzione di un nuovo modello di governance locale in grado di mettere a sistema, la positiva esperienza concertativa attuata sin dalla sua costituzione. L'iniziativa in realtà è nata in riferimento alle note problematiche economiche e sociali che in particolare già affliggevano pesantemente il territorio dell'agro da decenni, diventando vera e propria questione di emergenza a partire dagli anni '80. Le analisi effettuate all'epoca della costituzione del Patto, infatti, sono UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 18
19 di particolare interesse specie nell'ottica di un raffronto e di un bilancio, a circa quindici anni di distanza, rispetto alla situazione attuale. Come si evince dalle analisi effettuate, "l area dell Agro Nocerino Sarnese, compresa fra i due poli di Napoli e Salerno, non è riuscita a costituirsi in un sistema urbano di livello intermedio divenendo un luogo di addensamento di popolazione con la quasi totale assenza di una struttura di funzioni e di attività moderne. Per effetto di questo processo di sviluppo distorto e disordinato, alimentato dalla pressione antropica e dallo sviluppo urbanistico-speculativo degli ultimi decenni, la situazione ambientale del territorio si presenta oggi particolarmente grave. I centri urbani si succedono ormai senza soluzione di continuità e sono sovente caratterizzati dalla diffusa e promiscua presenza di lavorazioni e/o di impianti altamente inquinanti, che incidono negativamente sulla qualità della vita della popolazione locale e rappresentano, una delle cause della catastrofe ambientale del fiume Sarno, la cui area è stata dichiarata ad alto inquinamento industriale ed urbano, ai sensi della legge n.305 del 1989, art. 6". Uno degli ostacoli principali per lo sviluppo del territorio e per la creazione di condizioni generali di sicurezza e vivibilità, è individuato, in particolare, nella presenza diffusa della criminalità organizzata, a cui sono associate forme e manifestazioni di crescente disagio sociale, specie giovanile. Lo sviluppo agroindustriale pur avendo comportato un certo innalzamento del profilo socioeconomico, nel complesso, denunciano un terziario debole e troppo spesso fortemente dequalificato. Inadeguato risulta anche il livello di infrastrutture e servizi sociali e socio-sanitari. Particolarmente significativi risultano i dati della disoccupazione e il confronto tra il tasso di disoccupazione fornito dall ISTAT e quello calcolato sulla base dei dati forniti dal collocamento, che mostra una differenza tra i due indicatori di circa il 20%. Questa differenza viene assunta anche come un primo indicatore delle dimensioni del lavoro irregolare nell area. Malgrado il grave degrado dell ambiente naturale, la contiguità della zona archeologica di Pompei ed Ercolano e la presenza sul territorio di beni di carattere architettonico e storico-culturale, viene evidenziata come opportunità per l'area, potendo essere oggetto della domanda culturale di un pubblico dalla dimensione crescente e fare da volano ad una riqualificazione del territorio. Vengono ricordati, in tal senso: il sito archeologico di "Nuceria Alfaterna", di cui sono state portate alla luce numerose testimonianze (fortificazioni delle mura di cinta, teatro, resti di tombe e abitazioni); il Parco Fienga a Nocera Inferiore, interessato dal progetto "Il Grande Parco". Risultano di grande rilievo, inoltre, le potenzialità del Turismo religioso, non solo per la contiguità territoriale con il Santuario di Pompei ma anche per la presenza sul territorio di Santuari e complessi religiosi di grandissimo valore artistico ed architettonico. Oltre agli aspetti fin qui riportati, nel rapporto vengono evidenziate le criticità riguardanti i settori produttivi agricoli e manifatturieri, legati dalla filiera agroalimentare, travolti dalle trasformazioni generate dal mercato e dai meccanismi di formazione dei prezzi, che hanno reso più convenienti, per l industria e per gli agricoltori stessi, tipologie di prodotto comportanti minori impegni di manodopera e spesso importate da altre aree produttrici, inducendo dinamiche di abbandono della coltivazione dei prodotti locali. Con riferimento poi all industria delle conserve vegetali, viene sottolineata la crisi strutturale rappresentata dalla presenza prevalente di industrie monoprodotto, a scarso valore aggiunto e poco portate all innovazione; la polverizzazione delle imprese e l assenza di economie di scala, oltre alla endemica assenza di servizi e infrastrutture in grado di contenere i costi di gestione e consentire la necessaria espansione verso nuovi mercati. Le analisi dell'epoca, evidenziano anche gli standards inadeguati di tutto il sistema infrastrutturale, ad eccezione delle grandi infrastrutture di collegamento che consentono una buona accessibilità dall'esterno. In tal senso viene sottolineato come tutti i comuni interessati al Patto territoriale risultano dotati di aree a destinazione produttiva ex legge n. 1150/1942 e dell art.27 della legge n. 865/1971 art.27. Tuttavia, la loro localizzazione pur rispondendo ad esigenze interne ai singoli territori comunali, non si relaziona con UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 19
20 altre iniziative risultando fortemente condizionata e senza reali possibilità di ulteriore sviluppo in un quadro di riequilibrio territoriale. Pur non mancando alcuni tentativi di razionalizzazione, anche intercomunali, per delocalizzare gli impianti produttivi dai centri ed a coordinarli con le reti infrastrutturali di progetto o esistenti, gli insediamenti produttivi sono di fatto localizzati prevalentemente lungo la SS.18 e in buona parte si trovano all interno delle aree più centrali, dando luogo ad una caotica promiscuità con gli insediamenti abitati. Per quel che riguarda le attrezzature civili, il grado di dotazione in rapporto alla popolazione e all'estensione del territorio comunale, viene segnalato come scarso. Le reti idriche risultano molto carenti: la maggior parte dei comuni é servita dall'acquedotto dell'ausino o del Sarno e la fornitura idrica é insufficiente rispetto ai fabbisogni, richiedendo l'integrazione con le acque di pozzo. Ma nel tempo gli indiscriminati prelievi, anche da pozzi abusivi, hanno provocato l'abbassamento della falda acquifera e la qualità dell'acqua potabile é andata peggiorando. In alcuni comuni c è assenza totale o parziale di reti fognarie: la raccolta dei liquami risulta effettuata con l'utilizzo di pozzi assorbenti o in vasche asettiche nelle zone dotate di rete non allacciata ad opere di trattamento. L obiettivo della creazione di nuova occupazione viene perseguito nel Piano d Azione redatto nell'ambito del P.O.M., attraverso un approccio strategico svolto in maniera puntuale attraverso la realizzazione di condizioni favorevoli allo sviluppo. Gli interventi previsti hanno investito i settori di seguito riportati in tabella: MISURE Le Città dell Agro OBIETTIVO GENERALE Restituire vivibilità ed identità alla conurbazione agro nocerino sarnese OBIETTIVO SPECIFICO - Riqualificare i centri storici - Servizi nei quartieri in crisi - Sostenere nuovi artigiani IMPATTO OCCUPAZIONALE PREVISTO 80 Ambiente e beni culturali Valorizzare le aree a verde ed alimentare la condivisione della popolazione nel processo di risanamento del Sarno Azioni di monitoraggio e sensibilizzazione Interventi di recupero 6 Settori produttivi e nuovi giacimenti occupazionali Ricerca e sviluppo Creare l enabling environment per le imprese profit e no profit Collegare la ricerca e l innovazione alle logiche di sviluppo endogeno Aree attrezzate Qualità ed innovazione di processo e di prodotto Nuovi insediamenti Creazione di laboratori aziendali e sostegno alla filiera agroalimentare Politiche attive del lavoro Formare profili richiesti dagli interventi nazionali comunitari e del patto Formare: diplomati, master, operatori per il no-profit, quadri per le aziende 480 L agricoltura Migliorare la produttività e l efficienza delle imprese agricole Miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli agricoltori 20 Gli interventi, definiti 'azioni sperimentali', realizzati a seguito dell'iniziativa suddetta, sono di seguito riportati: >> La creazione dell area industriale di Fosso Imperatore, della prima area industriale comprensoriale attrezzata dell Agro Nocerino Sarnese, realizzata attraverso la costituzione di una società mista di trasformazione urbana, Agro Invest S.p.A., a cui è stata affidata l attuazione del progetto e, in generale, la realizzazione di tutti gli interventi di riqualificazione urbana e di recupero delle aree dismesse. UNISA - Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche 20
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COMUNE DI ANGRI Provincia di Salerno PIANO URBANISTICO COMUNALE (PUC) RELAZIONE PROGRAMMATICA SOMMARIO DEI CONTENUTI: PREMESSA... 2 CAP.1. CONTESTO TERRITORIALE E PIANIFICAZIONE SOVRAORDINATA...2 1.1.