Source: https://www.deannasaccani.it/2017/04/07/le-novita-del-modello-730/
Timestamp: 2020-04-08 01:54:16+00:00
Document Index: 92901941

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 165', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 1']

Circolare #43: Le novità del modello 730 | Deanna Saccani
Circolare #43: Le novità del modello 730
Oggetto: LE NOVITA’ DEL MODELLO 730
Prima di evidenziare le modifiche riguardanti ciascun quadro della dichiarazione si rammenta che,
l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione il mod. 730 precompilato a decorrere dal 15.4.2016;
la dichiarazione, accettata così come proposta dall’Agenzia ovvero modificata / integrata, dovrà essere presentata, direttamente dal contribuente ovvero ad un CAF / professionista abilitato / il proprio sostituto d’imposta, entro il 7.7.2016;
in ogni caso il contribuente ha la possibilità di presentare, entro il citato termine del 7.7, il mod. 730/2016 con le modalità ordinarie, ossia senza utilizzare il mod. 730 precompilato.
Si rammenta inoltre che le istruzioni specificano espressamente che rientrano tra i soggetti obbligati alla presentazione del modello anche:
i titolari di soli redditi di locazione assoggetti a cedolare secca;
i contribuenti tenuti a versare il “contributo di solidarietà” non trattenuto dal sostituto d’imposta;
i contribuenti che, pur rientrando nei casi di esonero, devono restituire (tutto o in parte) il “bonus
IRPEF”, fermo restando che non vige l’obbligo di presentazione della dichiarazione se l’imposta
dovuta è non superiore a € 10,33.
Nel Frontespizio si evidenzia l’inserimento della nuova casella “Quadro K”, da barrare per indicare la compilazione del nuovo quadro, riservato all’amministratore, per comunicare:
l’importo dei beni e servizi acquistati dal condominio e i dati identificativi dei relativi fornitori;
i dati catastali del condominio oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Come già nel mod. 730/2015, è confermato che:
al fine di poter fruire delle relative detrazioni, è necessario indicare il codice fiscale anche dei figli residenti all’estero;
l’Agenzia delle Entrate provvede a verificare la presenza del codice fiscale del familiare a carico in Anagrafe tributaria (in caso di esito negativo la dichiarazione è scartata).
A livello generale, le istruzioni rammentano che:
per i fabbricati non affittati (compresi quelli concessi in comodato gratuito) opera l’alternatività
IMU / IRPEF;
i fabbricati affittati sono imponibili sia IRPEF che IMU, fermo restando il riconoscimento delle
esenzioni previste per specifiche fattispecie;
come disposto dalla Finanziaria 2016, dal 2014, l’alternatività IMU / IRPEF opera anche con
riferimento all’IMIS e all’IMI istituite, rispettivamente, dalla Provincia di Trento e di Bolzano;
Con riferimento all’applicazione della cedolare secca ai redditi derivanti dalla locazione di immobili
abitativi è confermata:
l’aliquota “ordinaria” nella misura del 21% e quella agevolata nella misura del 10%;
la possibilità di optare per la cedolare secca anche con riferimento ai contratti di locazione di
unità abitative stipulati con cooperative edilizie per la locazione o con enti senza scopo di
lucro purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione del Comune.
DATI RELATIVI AI CONTRATTI DI LOCAZIONE
Nella Sezione II del quadro B si segnala la nuova colonna 7 “Codice identificativo del contratto” nella quale, in alternativa agli “Estremi di registrazione del contratto” (colonne da 3
a 6), va esposto il codice identificativo di 17 caratteri, riportato sul modello di registrazione del
contratto di locazione restituito dall’Ufficio ovvero nella ricevuta telematica di registrazione
In merito le istruzioni specificano che:
le colonne da 3 a 6 “Estremi di registrazione del contratto” vanno compilate solo se il contratto
di locazione è stato registrato presso l’Ufficio e nel modello restituito dallo stesso non è
riportato il codice identificativo del contratto;
se sono compilate le citate colonne da 3 a 6, la nuova colonna 7 non deve essere compilata.
SOSPENSIONE PROCEDURE DI SFRATTO
L’art. 8, comma 10-bis, DL n. 192/2014 ha disposto il differimento al 29.6.2015 dei termini
previsti per l’esecuzione delle procedure di sfratto a favore delle categorie sociali di cui all’art. 1,
comma 1, Legge n. 9/2007.
Come di consueto, per i proprietari degli immobili interessati da dette procedure, il relativo reddito
non concorre alla formazione dell’imponibile IRPEF per tutta la durata del periodo di sospensione legale dell’esecuzione.
Si rammenta infine che detta “agevolazione” non deve essere considerata per la determinazione
dell’acconto 2016.
QUADRO C – REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE
Nel quadro RC si segnala:
l’eliminazione della Sezione “Somme per incremento della produttività” in considerazione
del fatto che per il 2015 non è stata riproposta la possibilità di assoggettare a tassazione agevolata tali somme;
l’innalzamento a € 7.500 (anziché € 6.700) del limite oltre il quale il reddito di lavoro dipendente
dei lavoratori frontalieri concorre a formare il reddito complessivo;
il riconoscimento dell’esenzione, fino a € 6.700, dei redditi di lavoro dipendente e pensione
prodotti in Euro dei residenti a Campione d’Italia. Per detti redditi sono stati istituiti 2 nuovi codici (“5” se lavoro dipendente e “6” se pensione) da indicare nella colonna 1 “Tipologia reddito” dei righi da C1 a C4;
l’aumento da € 640 a € 960 (80 x 12) dell’importo annuo che può essere riconosciuto a titolo di
“bonus IRPEF” ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a € 24.000, di
cui all’art. 1, DL n. 66/2014. È confermata la struttura del bonus, in base alla quale l’ammontare
dello stesso si riduce proporzionalmente per i soggetti che superano la soglia di € 24.000 fino
ad azzerarsi per i redditi pari o superiori a € 26.000. In merito le istruzioni evidenziano che,
per il riconoscimento e la quantificazione del bonus, al reddito complessivo è necessario:
−aggiungere la quota di reddito esente IRPEF dei docenti / ricercatori (90%) e dei lavoratori
dipendenti (80% se donne e 70% se uomini) rientrati in Italia;
−sottrarre le somme erogate a titolo di Qu.I.R. (c.d. TFR in busta paga).
QUADRO D – ALTRI REDDITI
Al fine di individuare “gli utili e gli altri proventi equiparati” corrisposti da società di capitali o enti
commerciali da indicare a rigo D1 con il corrispondente codice si evidenzia che, a seguito delle
modifiche apportate dal D.Lgs. n. 147/2015, c.d. “Decreto Internazionalizzazione” sono istituiti 2 nuovi codici (“7” e “8”) che rappresentano una “sottospecie” del codice “2” come di seguito evidenziato.
Codice Tipologia utili
2 Utili e proventi equiparati di natura qualificata, provenienti da imprese residenti / domiciliate in Stati con regime fiscale privilegiato 7
Utili e proventi, formatisi con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31.12.2007, che andrebbero indicati con il codice 2, per i quali il contribuente intenda far valere la sussistenza delle condizioni di cui all’art. 87, comma 1, lett. c), TUIR ma non abbia ancora presentato l’apposita istanza ovvero, avendola presentata, non abbia ancora ricevuto risposta (concorrenza al reddito nella misura del 40%)
Utili e proventi, formatisi con utili prodotti dall’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2007, che andrebbero indicati con il codice 2, per i quali il contribuente intenda far valere la sussistenza delle condizioni di cui all’art. 87, comma 1, lett. c), TUIR ma non abbia ancora presentato l’apposita istanza ovvero, avendola presentata, non abbia ancora ricevuto risposta (concorrenza al reddito nella misura del 49,72%)
Il quadro E “Oneri e spese” presenta una struttura sostanzialmente invariata, con la sola introduzione del nuovo rigo E33 “Restituzione somme al soggetto erogatore” nel quale va
indicato l’ammontare delle somme che sono state restituite in un anno diverso da quello in cui
sono state assoggettate a tassazione, al fine di poterle dedurre dal reddito complessivo
dell’anno di restituzione ovvero degli anni successivi (tali somme nel mod. 730/2015
andavano indicate con il codice “5” a rigo E26 “Altri oneri deducibili”).
In particolare il nuovo rigo va così compilato.
Colonna Importo da indicare
Ammontare delle somme restituite nel 2015 al soggetto erogatore, nel caso in cui non è stato chiesto al sostituto d’imposta di effettuare la deduzione
ammontare residuo indicato nel punto 440 della CU 2016 “Somme restituite non escluse dai redditi indicati nei punti 1, 2,3, 4 e 5”
Se il sostituto d’imposta non ha operato la deduzione degli importi non dedotti nel 2014, va indicato l’importo risultante a rigo 149 del mod. 730-3/2015 ovvero a rigo RN47, colonna 9 del mod. UNICO 2015 PF
SEZIONE I – SPESE DETRAIBILI
Per quanto riguarda le spese detraibili da indicare nella Sezione I, righi da E8 a E12, con lo specifico codice si evidenzia:
l’introduzione del nuovo codice “12” per le “Spese di istruzione diverse da quelle universitarie”.
In particolare tale codice va utilizzato per indicare le spese sostenute per la frequenza di scuole
dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, per un importo annuo massimo di € 400 per alunno / studente.
Tale detrazione è prevista dalla nuova lett. e-bis) dell’art. 15, TUIR e può essere fruita sia con
riferimento alle spese sostenute per un familiare a carico che per quelle del contribuente stesso.
Le istruzioni rammentano che tale detrazione non è cumulabile con quella prevista per le erogazioni liberali agli istituti scolastici per l’ampliamento dell’offerta formativa (codice “31”);
l’utilizzo del codice “13” soltanto per le “Spese per istruzione universitaria”.
A tal fine si rammenta che per le Università non statali italiane e straniere, le spese in esame non possono essere superiori a quelle stabilite annualmente da un apposito DM (ad oggi non ancora disponibile) per ciascuna Facoltà universitaria;
il più ampio ambito di applicazione della detrazione per le spese funebri (codice “14”). Dette spese, infatti, nel limite massimo di € 1.550 per decesso, sono detraibili anche se relative a persone non legate da un vincolo di parentela con il dichiarante;
l’innalzamento da € 2.065 a € 30.000 dell’importo massimo sul quale è possibile fruire della
detrazione del 26% in caso di erogazioni liberali in denaro a favore di ONLUS o iniziative umanitarie gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con DPCM, negli Stati
non appartenenti all’OCSE, da indicare con il codice “41”. Resta fermo che, per la verifica del
rispetto di detto limite, va considerato anche l’importo indicato con il codice “20”.
In merito alle tipologie di spesa sanitaria per le quali è possibile fruire della detrazione IRPEF si
evidenzia che nella recente Circolare 2.3.2016, n. 3/E l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:
le prestazioni di mesoterapia e ozonoterapia effettuate da personale medico o abilitato sono ammesse in detrazione se supportate da una prescrizione medica che certifica il
collegamento della prestazione con la cura di una patologia;
i trattamenti di haloterapia (Grotte di sale) non sono detraibili in quanto il Ministero della Salute sta ancora svolgendo approfondimenti per determinare se gli stessi possano o meno essere considerati un trattamento sanitario;
le spese sostenute per le prestazioni rese da un pedagogista (classe L/19) non sono detraibili in quanto lo stesso non rientra tra le professioni sanitarie, a differenza dell’educatore professionale (classe L/SNT2) che è invece considerato un professionista sanitario.
SEZIONE II – SPESE DEDUCIBILI
Con riferimento agli “Altri oneri deducibili” da indicare a rigo E26 si evidenzia che, ferme restando le tipologie di spesa per le quali è riconosciuta la deducibilità, sono modificati i codici da riportare nella colonna 1 di tale rigo, come di seguito riportato. • l’introduzione del nuovo codice “12” per le “Spese di istruzione diverse da quelle universitarie”.
Le istruzioni rammentano che tale detrazione non è cumulabile con quella prevista per le
erogazioni liberali agli istituti scolastici per l’ampliamento dell’offerta formativa (codice “31”);
A tal fine si rammenta che per le Università non statali italiane e straniere, le spese in esame
non possono essere superiori a quelle stabilite annualmente da un apposito DM (ad oggi
non ancora disponibile) per ciascuna Facoltà universitaria;
il più ampio ambito di applicazione della detrazione per le spese funebri (codice “14”). Dette
spese, infatti, nel limite massimo di € 1.550 per decesso, sono detraibili anche se relative a
persone non legate da un vincolo di parentela con il dichiarante;
detrazione del 26% in caso di erogazioni liberali in denaro a favore di ONLUS o iniziative
umanitarie gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con DPCM, negli Stati
le prestazioni di mesoterapia e ozonoterapia effettuate da personale medico o abilitato
sono ammesse in detrazione se supportate da una prescrizione medica che certifica il
Con riferimento agli “Altri oneri deducibili” da indicare a rigo E26 si evidenzia che, ferme restando le tipologie di spesa per le quali è riconosciuta la deducibilità, sono modificati i codici da riportare nella colonna 1 di tale rigo, come di seguito riportato.
Rigo E26 Codice Tipologia spesa 6 (anziché “1”)
Contributi versati al SSN 7 (anziché “2”)
Contributi, donazioni e oblazioni erogate a ONG riconosciute idonee che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo 8 (anziché “3”)
Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di ONLUS, di associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni riconosciute 9 (anziché “4”)
Erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica e vigilati, nonché degli enti parco regionali e nazionali 11 (anziché “6”)
Altri oneri deducibili (assegni periodici corrisposti in base a testamento / donazione,
canoni e altri oneri gravanti su redditi di immobili, indennità per la perdita dell’avviamento, 50% delle spese sostenute per l’adozione di minori stranieri, ecc.)
SEZIONI III A E III B – SPESE PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO
La struttura delle Sezioni III A e III B, nelle quali vanno esposti i dati relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio per i quali si intende fruire della detrazione d’imposta (36% – 50% –
65%) non presenta novità di rilievo. Ai fini della compilazione si rammenta che:
anche per il 2015 la detrazione è fruibile nella misura del 50% su una spesa massima di € 96.000;
in caso di acquisto di immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato, la detrazione spetta a condizione che la vendita / assegnazione dell’immobile sia effettuata entro 18 mesi (non più 6 mesi) dal termine dei lavori;
in caso di lavori su parti comuni condominiali, nella dichiarazione di ciascun condòmino nella Sezione III A va indicato il codice fiscale del condominio, nella Sezione III B va barrata la casella “Condominio” e non vanno riportati i dati catastali del condominio in quanto gli stessi sono comunicati dall’amministratore. Ciò anche in caso di “condominio minimo” se è presente l’amministratore e il codice fiscale del condominio.
SEZIONI III C – SPESE PER L’ARREDO DI IMMOBILI RISTRUTTURATI
Considerato che la detrazione spettante per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati
all’arredo di immobili oggetto di interventi di recupero edilizio è stata riconosciuta anche per il
2015, con le stesse modalità e condizioni previste per il 2014, la Sezione III C presenta la medesima struttura e modalità di compilazione dello scorso anno. In particolare si rammenta che:
la detrazione è subordinata all’esecuzione di lavori di recupero edilizio per i quali spetta la
detrazione del 50% eseguiti a decorrere dal 26.6.2012.
In merito nella citata Circolare n. 3/E l’Agenzia delle Entrate ha precisato che “la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento e come tale qualificabile intervento di «manutenzione straordinaria», consente l’accesso al bonus arredi, in presenza di risparmi energetici conseguiti rispetto alla situazione preesistente”;
la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere anteriore a quella di sostenimento delle spese per l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici;
la detrazione spetta nella misura del 50% su una spesa massima di € 10.000 (a prescindere dalla spesa sostenuta per la ristrutturazione) ed è ripartita in 10 rate;
il pagamento delle spese deve essere effettuato con bonifico bancario / postale ovvero con carta di debito / credito.
SEZIONI IV – SPESE PER INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO
Ferma restando la struttura del quadro, va evidenziata l’introduzione di 2 nuovi codici, da
indicare a colonna 1 dei righi da E61 a E63, per poter fruire della detrazione del 65% delle spese
sostenute per i nuovi interventi agevolabili introdotti dall’art. 1, comma 47, Finanziaria 2015.
agevolabili introdotti dall’art. 1, comma 47, Finanziaria 2015.
Righi da E61 a E63
Codice Tipologia intervento 5
Acquisto e posa in opera di schermature solari ex art. 14, comma 2, DL n. 63/2013, a protezione di una superficie vetrata, applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili. Possono essere applicate, rispetto alla superficie vetrata, all’interno, all’esterno o integrate purché mobili e “tecniche”. Non devono essere autonome (aggettanti) e applicate a vetrate esposte a nord.
La detrazione (65%) è ammessa nel limite di € 60.000 e quindi la spesa massima agevolabile è pari a € 92.307,69.
Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale a biomasse ex art. 14, comma 2-bis, DL n. 63/2013. Si tratta di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati a biomasse combustibili.
La detrazione (65%) è ammessa nel limite di € 30.000 e quindi la spesa massima agevolabile è pari a € 46.153,84.
La struttura e la compilazione del quadro F sono praticamente invariate rispetto allo scorso anno.
Si evidenziano solo le modifiche apportate ai codici da indicare nella Sezione IV per comunicare la sussistenza di “Eventi eccezionali” a seguito dei quali il contribuente può fruire della sospensione
dei termini per l’assolvimento degli obblighi tributari.
Nel Quadro G “Crediti d’imposta” si evidenzia che:
la gestione del credito d’imposta per redditi prodotti all’estero nella Sezione III “Redditi prodotti all’estero” (rigo G4), di fatto non è stata adeguata alle modifiche apportate all’art. 165, TUIR ad opera dell’art. 15, D.Lgs. n. 147/2015, c.d. “Decreto Internazionalizzazione”, a seguito delle quali è possibile il riporto “avanti e indietro” dell’eccedenza d’imposta estera rispetto a quella italiana / d’imposta italiana rispetto a quella estera ed è ammesso scomputare il credito d’imposta dalle imposte di “competenza” ancorché il pagamento definitivo delle stesse avvenga entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta successivo.
Le istruzioni, infatti, prevedono soltanto il credito d’imposta per le imposte divenute definitive entro il termine di presentazione della dichiarazione. Conseguentemente, il soggetto che intende avvalersi delle nuove modalità alternative di utilizzo del credito d’imposta in esame deve utilizzare il mod. UNICO 2016 nel quale dette novità sono state recepite;
la Sezione VII “Erogazioni Cultura”, riservata al credito d’imposta spettante per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura, c.d. “Art-bonus” di cui all’art. 1, DL n. 83/2014 è implementata con 2 nuove colonne.
Rigo G9 col. 2 Credito d’imposta 2014 residuo, risultante a rigo 130 del mod. 730-3/2015 o a rigo
RN30, col. 2, mod. UNICO 2015 PF
col. 3 Rata 2014 pari alla somma degli importi dei righi 55 e 130 del mod. 730-3/2015 o del
rigo RN30, col. 1, mod. UNICO 2015 PF
NUOVO QUADRO K
Nel mod. 730/2016 è presente il nuovo Quadro K “Comunicazione dell’amministratore di condominio” che di fatto è la riproposizione del noto quadro AC del mod. UNICO. Lo stesso va infatti compilato dall’amministratore in carica al 31.12.2015 per comunicare:
i dati identificativi del condominio oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio sulle parti comuni;
l’importo complessivo dei beni e servizi acquistati dal condominio e i dati identificativi dei relativi fornitori
merito le istruzioni rammentano che il quadro in esame:
deve essere compilato anche se la carica di amministratore è stata conferita nell’ambito di un condominio con non più di 8 condomini (condominio minimo);
non deve essere compilato per i dati relativi:
−alla fornitura di acqua, energia elettrica e gas;
−agli acquisti di beni e servizi di importo complessivamente non superiore a € 258,23 (al lordo
IVA) per singolo fornitore;
−alle forniture di servizi che hanno comportato da parte del condominio il pagamento di somme
soggette alla ritenuta alla fonte.
SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL 2‰ DELL’IRPEF
È presente la nuova Sezione “Scelta per la destinazione del due per mille dell’IRPEF” a favore di un’associazione culturale iscritta nell’apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’art. 1, comma 985, Finanziaria 2016.
A tal fine è necessario apporre la firma ed indicare nell’apposita casella il codice fiscale