Source: http://ww.ju29ro.com/dossier/cantanapoli-il-processo/2751-il-processo-cronaca-delludienza-dell11-gennaio-2011.html
Timestamp: 2018-02-19 07:33:16+00:00
Document Index: 82123149

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Ju29ro.com - Udienza dell'11 gennaio 2011. De Santis un ciclone
Udienza dell'11 gennaio 2011. De Santis un ciclone
Allegato: PDF della deposizione completa di De Santis.
La sentenza Telecom viene acquisita agli atti del processo, come altri atti presentati dall'avvocato Prioreschi. L'udienza ha in De Santis il dominatore, con una deposizione spontanea che smonta il lavoro investigativo degli uomini di Auricchio e l'accusa che lo riguarda. Cennicola: "La Juve omaggiava la terna con magliette, il Milan regalava borsone con materiale tecnico Adidas e orologio; dall’Inter ricevemmo abbigliamento e borsona della Nike, orologio e in tutte le gare un maglione di cashmere Contini, Babini, Brighi, Copelli avevano un rapporto amichevole con un dirigente di un club, Meani, e non sono in questo processo".
Nuova udienza del processo Calciopoli che abbiamo seguito grazie all'abituale contributo dall'aula 216 di Francesco/Frales.
La stessa cronaca in diretta ed i commenti commenti anche su:
tifosibianconeri.com - Udienza dell'11 gennaio 2011.
Per oggi era attesa la richiesta dei PM al giudice Casoria di acquisizione dell'ulteriore attività integrativa d'indagine della quale abbiamo dato notizia il 6 gennaio. Sono stati ascoltati come "persone informate sui fatti" Minotti, Zamparini, Corbelli e il giornalista Fabio Monti del Corriere della Sera; sono stati inoltre riascoltati Baraldi e Nucini che avevano già testimoniato in aula. Tuttosport ha anticipato ieri alcuni argomenti toccati nelle dichiarazioni rilasciate. I PM, però, non hanno chiesto che venissero fatte entrare nel processo in corso le nuove indagini che stanno conducendo, così come non lo avevano fatto per la deposizione di Gianfelice Facchetti.
Ore 9.40 - L'aula incomincia a popolarsi. E' arrivato De Santis, in compagnia dell'avvocato Gallinelli, ed ha confermato che farà delle dichiarazioni spontanee. E' arrivato anche l'avvocato Prioreschi.
Ore 10.00 - E' arrivato Luciano Moggi. Il Presidente Casoria ha fatto il suo ingresso in aula ed inizia l'appello.
Il difensore dell'Avvocatura Dello stato vuole produrre una sentenza pronunciata per questa stessa questione, 3152/10 del giudizio abbreviato GUP De Gregorio, che il giudice decide di acquisire
Avv. Prioreschi: la difesa Moggi deve effettuare una produzione documentale: 3 comunicati Ansa, uno del 26.11.2004 delle ore 11.20, uno del 26.11.2004 delle ore 11.33, il terzo del 3.12.2004 delle ore 11.21, comunicati Ansa immediatamente dopo l'effettuazione dei sorteggi; il 4° documento è un verbale di sorteggi del 26.11.2004 redatto dal notaio; il 5° una comunicazione Telecom che riguarda i criteri per stabilire l’attendibilità dell’aggancio delle celle; il 6° è la richiesta di archiviazione del 4 febbraio 2008 dell'indagato, a suo tempo, Paparesta che era indagato in questo processo e la cui posizione è stata archiviata; il 7° è la sentenza del 28 maggio 2010 del Gup Panasiti sulla Telecom, del tribunale di Milano, "è voluminosa ma la parte che riguarda Moggi sono quattro o cinque pagine".
Il PM vuole verificare i documenti, ricordando che i verbali dei sorteggi sono già tutti agli atti.
L'avvocato Morescanti, per La Fazi, deposita una lettera del 5 ottobre 2004 con cui la Figc allontana la Fazi dall’Aia per essere assunta con nuove mansioni presso diverso ufficio della FIGC.
L'avvocato Catalanotti, Brescia Calcio, chiede l’acquisizione della relazione del consulente di parte Cornieti. Poi chiede che venga acquisito un estratto della rassegna stampa per alcune partite. Fa presente, inoltre, che l’ordine degli avvocati di Milano ha disposto la archiviazione per l’esposto che venne presentato nei suoi riguardi, nonché l’archiviazione di una denuncia nei suoi confronti per violenza privata presentata da Bergamo e dai suoi legali.
L'avvocato Gallinelli fa presente che il pm non ha depositato immediatamente, come previsto dalla legge, le attività di integrazione di indagine effettuata anche a maggio scorso. Inoltre, tra le persone è stato ascoltato anche il Nucini che al momento dell’interrogatorio non poteva essere controinterrogato dalla difesa De Santis, che aveva una posizione stralciata.
Avv. Gallinelli: Ora risentite Nucini nel segreto delle vostre stanze. Vi ricordo che l'avete sentito in aula quando il De Santis e la sua posizione erano ancora stralciate da questo processo e non potemmo controesaminarlo, visto che parla a lungo del mio assistito, il Nucini. Sono indagini ombra delle quali non abbiamo notizia, così come non ne abbiamo dell’interrogatorio di Gianfelice Facchetti. Vorrei che il pm esponesse i risultati anche per valutare la necessità di sentire chi non abbiamo avuto modo di sentire.
Presidente Casoria: Fin quando il pm non fa richieste al tribunale, le sue indagini non ci riguardano. Non possiamo sollecitare. Sono indagini del pm che quando vorrà esporre le esporrà. Certo, prima o poi dovremo saperlo.
Il dibattimento è sospeso per 10 minuti per l’esame dei documenti per i quali è stata chiesta l’ammissione.
Ore 10.50 - Riprende l’udienza.
Il pm Capuano si oppone alla ammissione della sentenza Telecom del tribunale di Milano perché inconferente "Nulla rileva anche la parte che riguarda l'operazione Ladroni". Si oppone anche alla comunicazione Telecom del 2009 perché non relativa a quanto detto da Di Laroni. Inoltre dice: "Rappresentiamo al collegio che ci siamo accorti quando rientrando le parti civili e la riunione del procedimento di De Santis avevano dato l'ok alla riunificazione e anche all'utilizzabilità degli interrogatori di Nucini".
Presidente Casoria: Il consenso era stato dato, con la riserva di risentire il testimone nel caso.
Avv. Prioreschi: La sentenza del Gup Panasiti c’è interesse a produrla per dimostrare che c’è stata una attività illegale di spionaggio nei confronti di Moggi, De Santis ed altri. La cosa delle celle è effettivamente relativa ad altri processi, ma Di Laroni ci ha detto alcune cose che sono smentite da quella comunicazione, che dice che per fare un’attività attendibile sulle schede è necessario chiedere le informazioni relative alle celle e non sui tabulati come fatto da Di Laroni. I carabinieri avrebbero dovuto chiedere ai gestori con riferimento alle fantomatiche schede svizzere la mappa della cella di quella scheda e non fare riferimento ai soli tabulati, che non ci dicono se la cella in quel momento funzionava o meno, se era in zona d’ombra eccetera.
Presidente Casoria: Ma anche nel controesame di Di Laroni già era emersa questa circostanza.
Avv. Gallinelli: Vorrei spiegare meglio. Sono sorpreso dall'eccezione del pm laddove nell'aprile 2010 e 1 dicembre 2010 sono stati sentiti Facchetti Jr e Nucini. Tali verbali facevano specifico riferimento all’attività di spionaggio di cui alla sentenza del Tribunale di Milano. Quindi la pertinenza c’è ed anche la rilevanza.
Avv. Cirillo, difesa Ambrosino: Apprendo solo ora delle attività dei pm non essendo stato informato.
L'avv. Russo per la Juventus si associa a quest’ultima eccezione dell'avvocato Cirillo.
Ore 11.10 - Il Tribunale ammette i documenti dei quali l'avvocato Prioreschi ha chiesto l'acquisizione dal numero 1 al 4 e il n° 6, acquisisce la sentenza Telecom di Milano, e rigetta la richiesta che riguarda il documento Telecom (del processo Stasi, delitto di Garlasco, sull’attendibilità del lavoro investigativo sulle celle) perché ha natura dichiarativa.
DEPOSIZIONE LUCI.
Luciano Luci, vicecommissario AIA (associazione Italiana Arbitri)
Avv. difesa Mazzei: Nel 2004 2005 che attività svolgeva?
Luci: Osservatore arbitrale can A e B.
Difesa Mazzei: Si ricorda di Arezzo-Salernitana?
Luci: Sì.
Difesa Mazzei: Si ricorda qualche episodio particolare?
Luci: Sì, relativamente a Titomanlio rilevai un atteggiamento non conforme alla regola 6.
Difesa Mazzei: Quindi qualche errore di segnalazione?
Luci: No, un atteggiamento tecnico non conforme alla regola 6 che disciplina l’assistente e che dice che egli si deve astenere dal segnalare falli di gioco quando sono sotto il controllo diretto dell’arbitro.
Difesa Mazzei: Chi era l’arbitro?
Luci: Dattilo.
Difesa Mazzei: Rilevò qualcosa di particolare tra il primo e secondo tempo?
Luci: A cosa si riferisce?
Difesa Mazzei: Lei ha rilevato un atteggimento attendista nel primo tempo che poi ha avuto conseguenze nel secondo?
Il teste viene autorizzato a leggere il verbale.
Difesa Mazzei: Ma gli è sfuggita la partita di mano?
Luci: No questo no.
Difesa Mazzei: Se avesse riscontrato degli errori, li avrebbe indicati nel verbale?
Luci: Certo, la valutazione finale fu di ampia sufficienza.
Difesa Mazzei: Quando parla delle segnalazioni di fuorigioco, parla del primo tempo o del secondo?
Luci: Sì indica solo quando si riferisce al secondo.
Difesa Mazzei: Si ricorda in quale metà campo si trovava il Titomanlio, verso quale attacco?
Luci: No non lo ricordo.
Avv. Ostellari (per Titomanlio): Alla fine della gara se ci sono errori tecnici o di segnalazioni li riferisce all’arbitro?
Avv. Ostellari: E in quella gara?
Luci: Alla fine feci notare l’eccessivo interventismo a Titomanlio e lui mi disse che vedeva l’arbitro sotto pressione.
Avv. Ostellari : Quindi per quella gara non ci sono errori.
Luci: No, lo escludo.
Avv. Ostellari: Quindi gli errori di una certa rilevanza serebbero stati visionati a Coverciano nelle riunioni tecniche?
Avv. Ostellari: Nella Sua valutazione Lei lo ha indicato come “buono” ottimo… Lei si trovava nella zona della tribuna, sotto il controllo di Titomanlio, è così?
Avv. Tornincasa per Pairetto: Per la gara Bologna-Juventus del 12.12.04 ha svolto attività di osservatore?
Avv. Tornincasa: Chi era l’arbitro?
Luci: Pieri.
Avv. Tornincasa: Ha rilevato la condotta dell’arbitro, si ricorda quale fu?
Luci: Il mio giudizio finale non fu ottimo, sotto la sufficienza. Per le valutazioni rilevai un reclamo del Bologna per un rigore. Da questo la gara divenne molto difficile, quindi la gestione dei calciatori fu difficile.
Avv. Tornincasa: Ricorda se questo fattore scatenante ci fu a fine gara?
Luci: Non ricordo esattamente.
Pm Capuano: Quante volte ha avuto modo di valuare la violazione dell’art. 6 nella sua carriera?
Luci: Molto spesso, soprattutto quando c’era un arbitro giovane ed assistenti esperti.
Pm Capuano: Nessuna domanda.
Avv. Ostellari: Ma questo “aiuto” era consentito o assolutamente vietato?
Luci: No, era consentito.
Avv. Ostellari: Ma è raccomandato che l’asssitente si astenga?
Esaurito l'esame dei testi si passa alle dichiarazioni spontanee ed inizia Enrico Ceniccola.
Dichiarazione spontanea di Ceniccola: Vorrei partire dalla combriccola romana della quale era capo De Santis e composta da un gruppo di arbitri e assistenti: questa combriccola era considerata il braccio armato di Moggi e si adoperava per alterare le partite. La prima delle tante domande che mi sono posto è questa: ma non dovevamo essere un gruppo di farabutti che si incontrava e che, insieme, in queste riunioni decidevamo le sorti delle campionato?
Perché hanno accusato solo me e De Santis? Dove sono gli altri appartenenti? Abbiamo ascoltato tanti testi, compreso Auricchio che ha detto che la combriccola romana non esisteva. Dopo avere appurato ciò, facciamo un passo indietro e torniamo a Lecce-Juve, campo al limite ma praticabile e, come ho già detto al pm Beatrice e confermato dai due capitani delle squadre, nessuno ha mai chiesto che la gara venisse sospesa. La Juve era la squadra tecnicamente più dotata ed ha vinto nonostante il campo. Alla fine della gara veniamo fatti omaggio di alcune magliette sia dalla Juve che dal Lecce, cosa che avveniva alla fine di tutte le gare agli arbitri, agli assistenti e all’osservatore. Anzi in quel periodo il Milan regalava borsoni, abbigliamento e orologio dell’Adidas, e l’Inter tutto della Nike, oltre ad un maglione di cachemire. Lecce-Juve, la Juve vince e avrei raggiunto l’obiettivo designato. Allora qualcuno mi spiega perché per due mesi non sono stato designato per gare importanti? Forse mi ero sdoganato anch'io? Perché non sono stato designato per partite con De Santis? Perché quando lo chiesi a De Santis mi rispose che non lo sapeva e che dovevo rivolgermi al designatore degli assistenti? E così feci, e chiamai Mazzei che mi disse che per lui ero idoneo e che dovevo rivcolgermi ai designatori. Chiamai Pairetto che mi disse che per lui non c’erano problemi e Bergamo, invece, mi disse che c’erano assisternti più in forma di me. Contini, Babini e Copelli avevano un rapporto quotidiano e amichevole con un dirigente del Milan e non sono in questo processo. Non sono stato neanche giudicato dalla giustizia sportiva e mi trovo imputato nel processo per frode sportiva, mi sembra una incongruenza assurda. Inoltre, chiudo chiedendo un giustizia vera.
Dichiarazione spontanea di Massimo De Santis: Su di me è stato scritto un romanzo al quale spero venga messa la parola fine. Cercherò di evidenziarne alcune anomalie.
I motivi per cui non mi sono sottoposto all’esame dei pm sono semplici. I pm non hanno mai ritenuto opportuno sentirmi, in nessun momento delle indagini. Sarebbe stato riduttivo sottopormi a questo esame perché ho notato il tipo di esame che hanno fatto alle altre persone e cioè l'analisi dei contenuti delle varie intercettazioni dei personaggi senza dare mai un quadro chiaro della situazione. Ritengo giusto affidare questa mia difesa solo alle mie parole.
L’avviso di garanzia del 2006 ha sancito la fine della mia carriera fatta di sacrifici e di un comportamento corretto, premiata sul campo e non grazie a raccomandazioni e a combriccole varie.
Auricchio non ha perseguito un reato ma una persona, lo ha detto lui e non è stato bello sentirlo, soprattutto per me che facevo parte del mondo della giustizia. Io ho avuto la sventura di arbitrare quel famoso Juve-Parma del 2000 con il quale vengo etichettato come "juventino" perché annullai il gol di Cannavaro. Lo dice Meani ad Ancelotti: “La torta era fatta, il campionato lo avrebbe vinto la Juve, se De Santis non avesse fatto tutto quel casino”. Per quella gara fui squalificato 4 mesi dalla giustizia sportiva, ma non per errori tecnici. Io dovetti andare via da Roma, per i tifosi della Lazio sotto casa, per la campagna fatta nei miei confronti. Fui anche chiamato da Guariniello, l’obiettivo di quelle indagini era Moggi. Ogni volta che arbitravo la Juve avevo problemi. Nel tempo c’è stata un'inversione di tendenza. All’inizio della sua carriera un arbitro viene mandato ad arbitrare le partite più facili che, ovviamente, sono quelle tra le grandi e le piccole e, ovviamente, succede spesso che le grandi vincano. Ma nel frattempo sono cresciuto come arbitro e sono andato ad arbitrare le gare più difficili, quelle nelle quali la Juve poteva perdere. Nel luglio del 2004, si parla di scommesse, Palanca e Gabriele, guarda caso amici di De Santis, si allenano con me, non lo nego, sono miei amici, vengono sospesi e chi frequentano, con chi si allenano? E' facile: De Santis. Viene sentito Dal Cin, del Venezia, e gli vengono fatte delle domande. Viene fuori che Palanca viene messo insieme a Gabriele come vicini a De Santis e alla Gea, e quindi a Moggi.
Quindi il giro è chiuso, si arriva a Moggi ma a nessuno interessa che i due vengono scagionati. Intanto sono messo sotto intercettazione io. Investigare sulla combriccola sarebbe stato facile, bastava venire al nostro polo di allenamento, vedere quello che facevamo. Purtroppo per me sentire da Auricchio che la combriccola non esisteva è stato terribile. Perché allora me la ritrovo nel capo di imputazione? Perché sull’'Espresso' a pochi giorni dall’avviso di garanzia trovo pubblicato tutto?? Mi è stato insegnato che le intercettazioni sono mezzo di ricerca della prova e che l’investigatore, dopo, deve riscontrare nei fatti. In questa indagine, che è durata tantissimo, di investigazioni non se ne parla, l'intercettazione è diventata prova. Io ho già avuto una sentenza di condanna che è quella dell'opinione pubblica. Su spezzoni di intercettazione sono state fatte le fiction. Poi è seguito lo scempio delle sentenze sportive addomesticate del 2006. Non mi è stato permesso di difendermi perché c’erano spezzoni di telefonate. Se le telefonate fossero state depositate tutte, forse avrei avuto uno spiraglio di difesa. Oggi la Figc non sarebbe dovuta tornare a sentire la stessa gente di cinque anni fa. Eppure queste telefonate sono rimaste nell’ombra. Forse conoscendole mi sarei potutto difendere anche a Milano nella querela di Facchetti. Io mi muovevo in un contesto in cui quelle cose erano normali. Perché Narducci in quest’aula ha detto che non risultavano telefonate di dirigenti dell’Inter? E io che dovevo fare? Avevo addosso numerosi processi, e per mettere fine feci la lettera di scuse.
Poi scopro che Facchetti e Moratti, dietro suggerimenti di un arbitro, Nucini, che cercava un posto di lavoro e che veniva da me a piangere perché aveva l’aspirazione di aprire un bar, mi rendo conto oggi che queste tre persone organizzavano insieme a Tavaroli indagini illecite. Che fine hanno fatto queste indagini? La sentenza stamattina depositata parla della mia vita scandagliata in tutto e per tutto con un teste che gira per le società di calcio a contrabbandare false informazioni.
La dottoressa Boccassini mi ha negato la possibilità di ottenere copie di quegli atti che riguardavano me. Facchetti con una mano indagava su di me con l’altra mi telefonava e mi mandava gli auguri, durante una partita, lo abbiamo sentito qui dall'assistente Mitro, e mi mandava i saluti con Walter Gagg, un alto dirigente Fifa, che debbo dire aveva molto a cuore le sorti di Facchetti e dell'Inter, ma non mi ha mai fatto proposte di nessun tipo, ci mancherebbe.
Mi viene mossa l’accusa di aver procacciato informazioni e grazie ad esse entravo e uscivo dall’associazione. Addirittura ho danneggiato quasi volutamente questa associazione. Chi è che mi ha fornito queste informazioni? Un tale Pepe Guglielmo, autista del Csm, zio di un calciatore attuale della Juventus, che mi chiedeva consigli su quale procuratore potesse seguire il nipote, mi chiedeva di Zavaglia. Se fossi stato il braccio armato di Moggi mi sarebbe stato facile indirizzarlo.
Il 18 gennaio 2007 mi è stato notificato un avviso di proroga delle indagini e poi non ne ho saputo più nulla. A giugno ho chiesto che fine aveva fatto il procedimento. Scopro che ancora oggi è nella fase delle indagini e stranamente è tornato nelle mani di Narducci dopo essere stato assegnato al pm Amato.
Senza dimenticare che non è vero che ad aprile 2005, come detto da Auricchio, avevo avuto la proroga delle indagini, ma solo a giugno 2005.
I vantaggi ottenuti da me: quali sono stati? È brutto sentirsi dire 'arbitro corrotto' ma la corruzione in che cosa consiste? In passaggio di denaro? Certo no, e quindi essi devono essere nella progressione di carriera e in maggior numero di gare arbitrate. Noi percepivamo 5000 euro lorde per una gara di A e 2500 per una di B. Quindi chi era vicino all’associazione dovevo arbitrare di più. Ebbene in quella stagione, io, capo della cupola, tra i migliori con Collina, Le elenco le cose:
Collina: 28 gare in A e 4 in B: 145.000 euro.
Paparesta: 26 in A e 3 in B, 137 mila euro.
Rosetti: 25 in A e 3 in B, 130 mila euro.
Farina: 24 in A e 3 in B, 127.500 euro.
Trefoloni: 24 in A e 3 in B, 127.500 euro.
Rodomonti: 22 in A e 6 in B, 125 mila euro.
Bertini: 23 in A e 1 in B, 117.500 euro.
De Santis 21 in A e 4 in B, 115.000 euro.
Due arbitri ci sono in quest’aula: io e Bertini, quelli che guadagnavano di meno.
Per alcuni anni io, Collina, Paparesta e Trefoloni facevamo lo spot di Conto Arancio. Dopo il 2006, non ci era stato dato nulla, chiedo alla Figc l’accesso agli atti e mi viene negato, viene fatta un'interrogazione parlamentare e scopro che Collina ha avuto 100.000 euro...
Scheda svizzera: quell’anno io frequentavo il corso per guardie penitenziarie al quale non potevo mancare perché era con frequenza obbligatoria. Tale corso si faceva a Torre del Marmo e per me era un grosso sacrificio perché scappavo il venerdì per raggiungere Coverciano. Gli investigatori potevano benissimo controllare dov’ero e che cella attaccava quella scheda. Bastava vedere dove ero io quei giorni, c’erano docenti, altri 70 allievi…
Lecce-Juve: non c’è nessuna intercettazione sulla gara. Mi viene contestato che faccio giocare su un campo impossibile per favorire la Juve, si sentono i giocatori che confermano che il campo era praticabile. Prendo 23 magliette, è vero, ma che reato è? Perché su 40 arbitri vengo intercettato solo io? Negli ultimi 10 anni in A è stata sospesa solo una gara per pioggia. Nel maggio del 2000 si è disputata una gara e sul terreno di gioco c’era molta più acqua. Il 14 maggio 2000 Collina non interruppe a Perugia: ma quando perde la Juve non c’è reato. Pensi che mi hanno chiesto magliette anche negli uffici di via Inselci, dove c’è il nucleo investigativo dei carabinieri che hanno creato Calciopoli.
La presenza di Moggi e Giraudo negli spoigliatoi: c'era una circolare che autorizzava la presenza dei dirigenti. Quando è accaduto che un dirigente della Fiorentina e dell’Inter sono entrati negli spogliatoi nell’intervallo sono stati squalificati.
Fiorentina-Bologna e Fiorentina-Milan: i calciatori diffidati. Nella prima non c’è nessuna telefonata. Ammonisco Petruzzi e Nastase. Il Bologna aveva 7 diffidati in quella gara. Ma l’arbitro deve avere un atteggiamento diverso nei confronti dei calciatori diffidati? Assolutamente no. Ma queste ammonizioni erano giuste o sbagliate? Auricchio ha dato dimostrazione di essere un buon tecnico, e perché non si è accertato se queste ammonizioni erano giuste o no?
Saltano fuori per Fiorentina-Bologna telefonate tra me e i designatori. Ma è bastata una telefonata di un giornalista che parla di "delitto perfetto" e parla di tre invece di due diffidati e Moggi cade dalle nuvole.
Fiorentina-Milan, per me è il punto cruciale di svolta di queste indagini. Il leit motiv di quel campionato è stato il duello tra Juve e Milan. Si gioca Fiorentina-Milan e le due squadre si giocano molto. La settimana successiva si gioca Milan-Juve e il Milan scende in campo con Rui Costa, Nesta e Seedorf, tre dei migliori giocatori del pianeta, altro che Petruzzi e Nastase, diffidati. Se il Milan avesse perso, avrei favorito la Fiorentina e la Juve nello stesso momento. Il Milan vince e la Fiorentina contesta la mancata concessione di un rigore. La Juve è in silenzio stampa.
Quando sono stato a 'Matrix', la prima domanda fattami è stata sulle numerose intercettazioni tra me e Moggi. Sa che c’è? Che tra me e Moggi non ci sono intercettazioni, ci sono quelle di Moggi che non mi vuole come arbitro…
Ad aprile 2005, quindi, ero sdoganato perché avrei avuto la proroga delle indagini, cosa non vera. Poi trovo una telefonata tra Ramaccioni e Meani che si preoccupano dei diffidati del Milan e che l’arbitro fosse De Santis. Quindi, ero dentro o fuori?? Sono certo che se avessi ammonito almeno uno di quelli, avrei avuto un altro capo di imputazione
Juve-Inter. L'Inter vince con l’arbitro De Santis. Due diffidati, Ibra e Appiah, che verngono ammoniti entrambi e saltano la gara con la Lazio. Ibra non solo viene ammonito ma colto dalla prova televisiva a commettere un fallo su Cordoba, fallo sfuggito a tutti. La prova televisiva si applica su richiesta della Procura su quegli episodi sfuggiti alla terna arbitrale. Perché può decadere? Perché il Giudice sportivo ha un passaggio obbligato: contatattare l’arbitro che, se dice di aver visto l’episodio, la fa decadere. Se dice di non aver visto, la fa andare avanti. Se io avessi detto di aver visto, non avrei fatto squalificare Ibra. Io ero a Lisbona e sono stato tempestato di telefonate dal giudice sportivo che magari, visto il casino che si era creato, sperava che dicessi che avevo visto…
Parma-Juve, di gennaio: si parla di una telefonata di Boschi, ma millantava. Voleva una maglietta di Ibra che non l’aveva perché l’aveva scambiata. La porta del mio spogliatoio era sempre aperta, forse per deformazione professionale…
Lecce-Parma. Io non sono stato condannato dalla giustizia sportiva per nessuna gara relativa alla Juve, ma solo per Lecce-Parma. Io, Bergamo e Mazzini, per illecito sportivo, solo per l’art. 6, nemmeno per l’art.1, mi è stata contestata perché sono state confezionate due telefonate, quella tra me e Bergamo di mezzogiorno prima della gara e tutti gli arbitri hanno detto che era prassi. La partita serviva per aiutare la Fiorentina che avrei potuto aiutare contro il Milan e non l’ho fatto. Era una delle sei gare nelle quali si decideva la salvezza. Lecce-Parma era anche difficile perché qualche anno prima il Lecce che si giocava la retrocessione, affrontò proprio il Parma, già salvo, che vinse. I giornali dicevano che il Lecce avrebbe giocato a vincere. E io dico a Bergamo: se giocano, io faccio l’arbitro e mi metto in mezzo, se non giocano, mi metto da parte. Se non ci fosse stata voglia di giocare non avrei potuto fare niente… Baraldi, Carmignani, i vari giocatori che sono venuti hanno tutti detto che non c’era nessun motivo di dubitare del mio comportamento. Vignaroli dice di avermi sentito dire che io non gli facevo vincere la partitan ma le immagini dimostrano chen nel momento in cui io avrei detto ciò, lui non è vicino a me. Abbiamo giocato su Morfeo ammonito o espulso. Era stato ammonito. Al termine della gara, mancava poco, i giocatori del Parma, forse avendo qualche indicazione che con quel risultato sarebbero andati in B, chiedevano di giocare, io diedi 4 minuti di recupero che non c’erano, io vidi la disperazione negli occhi dei giocatori del Parma, facendola terminare dopo tutte le altre. Dopo la gara mi accusano di avere comunicato a Mazzini di aver fatto un capolavoro. Ed è vero, io feci un capolavoro, perché è la verità, la gara era difficile e anche l’osservatore dice che ero stato bravissimo. La prima telefonata che faccio alle 17.46 la faccio a Bergamo e gli spiego tutto quello che era successo. Lo doveva sapere da me. Dopo di lui, parlo con Pairetto e gli dico la stessa cosa. Poi, dopo chiamo Mazzini e dico le stesse cose, in maniera più scherzosa. Le prime due telefonate non ci sono, la terza sì. La sera mi chiama Collina, mi fa i complimenti e mi dice che sono stato bravo e io ripeto le stesse cose delle prime telefonate. Alle otto del giorno dopo mi chiama Rosetti e mi dice le stesse cose. Perché queste telefonate non ci sono?
Ho finito, con la consapevolezza che questo tribunale valuti attentamente tutto quello che non è potuto emergere nel processo sportivo, con una sentenza giusta, che vada al di là delle informative dei carabinieri e che mi restituisca la mia dignità di persona per il futuro e quella di arbitro per il passato. Grazie.
De Santis presenta l’archiviazione della querela di Facchetti e il Presidente Casoria la ammette.
Pm: Preso atto che gli imputati non si sottoporranno agli interrogatori, produco gli interrogatori di Ceniccola Enrico del 23.06.2006, di Gemignani, di Rodomonti, di Mencucci, di Della Valle, di Lotito, di Bergamo, di Moggi.
Il Presidente Casoria fa presente che il perito ha chiesto un supplemento di tempo per il deposito della perizia di trascrizione delle telefonate.
Deposizione spontanea di Gennaro Mazzei: La mia nomina è stata proposta da Lanese a Carraro che l’ha confermata. Nel 2001, quando mi fece la proposta, ero considerato dall’Uefa uno dei più bravi del mondo, ho fatto finali di Champions, i Mondiali del 1998 eccetera, la proposta di Lanese era motivata da questo.
Preparavo la griglia degli assistenti, in base al loro rendimento, alla loro crescita. Qui finiva il compito del vicecommissario. Il compito delle designazioni era del commissario. Al sorteggio che veniva fatto, io non andavo mai, inviavo solo le griglie, non avevo potere decisionale. A Coverciano andavo solo perché era un raduno tecnico e quando capitava che si svolgesse anche il sorteggio ci andavo. Quello che mi interessava era il discorso tecnico. Mi trovo coinvolto in questo processo per una delle tante telefonate tra Meani e Titomanlio che io non avevo nemmeno proposto, è stato cambiato il nome. Io non ho parlato con Titomanlio solo in quella occasione, così come ho parlato con tutti gli assistenti, cercando di prepararlo ad una situazione ambientale che avrebbe trovato. Gli assistenti stavano a Coverciano solo il venerdì. Quindi quello era l’unico momento che io avevo per parlare con loro.
Ora c'è una pausa di circa mezz'ora per decidere su come proseguire, se ammettere una richiesta del pm su un file riguardante Della Valle che non sarebbe stato inserito tra quelli da trascrivere e per stabilire il calendario delle prossime udienze.
Ultima nota: Il Presidente Casoria informa che il perito Porto ha richiesto una proroga per consegnare le trascrizioni. La prossima udienza, pertanto, sarà il 25 gennaio, quando potrebbe esserci qualche altra deposizione spontanea, visto che il pm Narducci ha detto che non ce la fa ad iniziare la sua requisitoria per quella data. L'udienza è conclusa.