Source: https://fitcisltrentino.org/2017/06/28/
Timestamp: 2020-07-08 05:18:14+00:00
Document Index: 119580938

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 3', 'art.58', 'art. 31', 'art. 59', 'art. 60', 'art. 61', 'art. 37', 'art. 5', 'art. 55', 'art. 50', 'art. 43', 'art. 314', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 62', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 609', 'art. 2105', 'art. 68', 'art. 42', 'art. 46', 'art. 67', 'art. 66', 'art. 7', 'art. 37', 'art. 53', 'art. 26', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 38', 'art. 29', 'art. 42', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 29', 'art. 42', 'art. 24']

28 giugno 2017 – FEDERAZIONE ITALIANA TRASPORTI
28 giugno 2017 Massimo MazzuranaLascia un commento
Le punizioni che si possono infliggere agli agenti 1° la censura, che è una riprensione per iscritto; 2° la multa, massimo una giornata di lavoro; 3° la sospensione dal servizio, fino ad un massimo di 15 giorni in caso di recidiva entro due mesi, fino a 20 giorni; 4° la proroga del termine normale per l’aumento dello stipendio o della paga, per la durata di 3 o 6 mesi od 1 anno per le aziende presso le quali siano stabiliti aumenti periodici dello stesso stipendio; 5° la retrocessione; 6° la destituzione. La multa è applicabile anche agli agenti ordinari e straordinari. Con deliberazione del consiglio di disciplina di cui all’art. 54, agli agenti può essere inflitto, come punizione accessoria, quando vi siano ragioni di incompatibilità locali e nei casi previsti dal presente regolamento, il trasloco punitivo, che priva l’agente delle indennità regolamentari, salvo il rimborso delle spese vive. Art. 57 In conformità all’art. 7 L. n. 300/70, a) rimprovero verbale; b) rimprovero scritto; c) multa massimo 4 ore retribuzione d) sospensione dal servizio; da 1 a 10 giorni, e) licenziamento con o senza preavviso. Nella individuazione della correlazione tra sanzioni e mancanze l’azienda terrà conto, ai fini della irrogazione della sanzione per le mancanze commesse dal lavoratore, delle circostanze oggettive del fatto nonché del comportamento complessivo tenuto dal lavoratore medesimo ed, in considerazione di tali elementi, potrà irrogare una sanzione di minore entità. Art. 38. L’applicazione delle punizioni non pregiudica il diritto dell’azienda di procurarsi il risarcimento dei danni risentiti per colpa dei suoi dipendenti, sia praticando ritenute sui loro stipendi o paghe nei limiti consentiti dalle leggi vigenti, sia esercitando le azioni che le competono a termini del diritto comune. Tali trattenute sullo stipendio o paga quando superino la somma di lire 100 non possono essere effettuate senza il consenso del circolo ferroviario di ispezione, che delibera anche sulla misura del risarcimento dopo aver inteso le parti, accertato chi fu la causa del danno ed accertata l’entità del danno stesso. Qualora esista sentenza passata in giudicato, con la quale venga riconosciuta la responsabilità di uno o più agenti, le trattenute possono essere senz’altro effettuate, così pure possono essere senz’altro effettuate le trattenute che si riferiscono a mancate o deficienti esazioni o a differenze contabili. Art. 39. Indipendentemente dalle punizioni di cui all’art. 37 e dal disposto dell’art. 3, gli agenti addetti alla scorta dei treni, nei quali siano state segnalate per tre volte sottrazioni o manomissioni di bagagli o merci, vengono adibiti ad altre attribuzioni, quando anche non siano imputabili che di poca diligenza nell’esercizio delle loro funzioni. Per l’applicazione di tali disposizioni è tenuto conto delle sottrazioni o manomissioni verificatesi solo nel periodo di tre anni, precedente al tempo in cui si è constatata l’ultima sottrazione o manomissione. A tal fine è fatta speciale annotazione: a) di qualsiasi manomissione o sottrazione avvenuta in spedizioni di bagagli o merci, tanto a lungo quanto a breve percorso, qualora l’intero percorso siasi effettuato sotto la scorta dello stesso personale; b) delle manomissioni o sottrazioni verificatesi in spedizioni di merci o bagagli, che nel loro percorso siano state soggette a riconsegna e giacenza nei transiti, e così pure delle sottrazioni o manomissioni che in qualsiasi modo siansi constatate in occasione di eccezionale affluenza di merci nella ricorrenza di grandi solennità, come feste natalizie e di capo d’anno. Ogni singola annotazione di cui al predetto comma a) e ogni due annotazioni di cui al predetto comma b) hanno rispettivamente il valore di una nel computo delle manomissioni o sottrazioni delle quali, agli effetti della presente disposizione, devesi tener conto. Art. 58 Mancanze punibili con il rimprovero verbale o scritto ha un carattere di preliminare richiamo, si infligge all’agente che Il rimprovero verbale o scritto può essere inflitto per lievi irregolarità commette in servizio mancanze lievi non specificate negli articoli nell’adempimento della prestazione lavorativa e per violazione di minor successivi, e nei casi di inadempienze agli ordini superiori o alle rilievo del dovere di corretto comportamento. disposizioni regolamentari, commesse senza l’intenzione di offendere persone o cose dell’azienda. Art. 40. La censura; Art. 59 Mancanze punibili con la multa 1° per l’inosservanza dell’orario di servizio o per la mancanza di a) per recidiva, entro 1 anno dall’applicazione del rimprovero scritto, diligenza nel proprio ufficio che non abbiano recato danno al stessemancanzeprevistenelprecedenteart.58; servizio; b) per inosservanza per più di una volta dell’orario di lavoro; 2° per irregolarità di servizio, abusi e negligenze, quando non c) per inosservanza di uno degli obblighi di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 Art. 41. Si incorre nella multa: n e abbiano carattere di gravità o non dipendano da proposito deliberato; d) 3° per assenze arbitrarie, che non superino un giorno e non abbiano recato danno al servizio; 4° per inosservanza delle misure di prevenzione contro gli e) infortuni o la malaria o di altre disposizioni congeneri, sia che la mancanza abbia prodotto danno solo al colpevole sia che non f) abbia prodotto danno ad alcuno. g) Nei casi previsti dal paragrafo 3, la punizione si applica indipendentemente dalla perdita dello stipendio e della paga per h) la durata della assenza. dell’art. 31 (Malattia e infortunio non sul lavoro) del presente CCNL; per contegno scorretto verso i propri superiori, i colleghi, i dipendenti, anche di altre Società dello stesso Gruppo, o verso la clientela; per tolleranza di irregolarità di servizio, di atti di indisciplina, di contegno scorretto o di abusi da parte del personale dipendente; per ritardo colposo nell’effettuare consegne di valori od oggetti; per il mancato rispetto del divieto di fumare laddove questo esista e sia specificatamente indicato; in genere per negligenza e/o per inosservanza di leggi o regolamenti o degli obblighi di servizio dalle quali non sia derivato pregiudizio al servizio, alla regolarità dell’esercizio o agli interessi dell’azienda. 1° per la inosservanza dell’orario di servizio o per la mancanza di diligenza nel proprio ufficio quando abbia recato danno al servizio; 2° per contegno inurbano o scorretto verso il pubblico; 3° per aver commesso atti irrispettosi verso i funzionari dipendenti dall’ispettorato generale delle ferrovie, tranvie ed automobili, verso i superiori o l’azienda o per non aver altrimenti osservato i doveri di subordinazione, quando le mancanze non assumano una figura più grave; 4° per alterchi, ingiurie verbali o disordini sui treni, lungo le linee, nei locali della azienda e dipendenze; 5° per essersi presentato ad assumere servizio in stato di ubriachezza; 6° per aver mancato di trasferirsi, senza legittimo impedimento, nel termine prefisso, dove fu ordinato dai superiori; 7° per simulazione di malattia o per sotterfugi diretti a sottrarsi all’obbligo del servizio; 8° per assenze arbitrarie maggiore di 1 giorno e non superiore a 5; 9° per irregolarità nei viaggi o trasporti in genere, quando non rivestano carattere di frode; 10° per volontario inadempimento dei doveri di ufficio o per negligenza, la quale abbia riportato danni al servizio o agli interessi dell’azienda; 11° per non aver osservato o fatto osservare le misure di prevenzione contro gli infortuni o la malaria od altre disposizioni congeneri, quando la mancanza abbia prodotto danni ad altre Art. 60 Sospensione da 1 a 4 giorni a) per particolare gravità o per recidiva, entro un anno dall’applicazione della sanzione, nelle mancanze previste nel precedente art. 59; b) per assenza ingiustificata fino a 3 giorni solari lavorativi consecutivi; c) per ingiustificato ritardo a trasferirsi nell’impianto di assegnazione disposto dalla società, quando il ritardo non superi i 10 giorni; d) per aver rivolto ingiurie od accuse infondate verso i colleghi anche di altre società o verso terzi; e) per inosservanza di leggi, regolamenti o disposizioni in genere in materia di prevenzione infortuni e sicurezza sul lavoro; f) in genere, per negligenza, oppure per inosservanza di leggi o regolamenti o degli obblighi di servizio che abbiano recato pregiudizio al servizio stesso, alla regolarità dell’esercizio o agli interessi dell’azienda. Art. 61 Sospensione dal servizio e dalla retribuzione da 5 a 7 giorni a) per particolare gravità o recidiva, entro un anno dall’applicazione della sanzione, nelle mancanze previste nel precedente art. 60; b) per rifiuto di eseguire ordini concernenti obblighi di servizio; c) per aver commesso, in servizio, atti dai quali sia derivato vantaggio per sé e/o danno per l’azienda, salvo che, per la particolare gravità della mancanza, la stessa non sia diversamente perseguibile; d) per assenza ingiustificata pari a 4 giorni solari lavorativi consecutivi; e) per inosservanza di leggi o regolamenti o degli obblighi di Art. 42. Sospensione da 1 a 5 giorni: persone; 12° per essere stato sorpreso in stato di ubriachezza nel disimpegno di funzioni non interessanti la sicurezza dell’esercizio; f) g) h) servizio, che avrebbe potuto recare pregiudizio alla sicurezza dell’esercizio o danno all’azienda ed alle persone, anche se l’evento non si è verificato; per rifiuto di assoggettarsi, secondo le norme vigenti, a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell’azienda e di quanto all’azienda è affidato; per alterchi con vie di fatto negli impianti dell’azienda; per comprovati e gravi atti e/o comportamenti lesivi della dignità della persona, in qualunque modalità attuati; Art. 62 Sospensione dal servizio e dalla retribuzione da 8 a 10 giorni per particolare gravità o recidiva, entro un anno dalla applicazione della sanzione, nelle mancanze previste nel precedente art. 61; per minacce o ingiurie gravi verso altri dipendenti dell’azienda, o per manifestazioni calunniose o diffamatorie, anche nei confronti dell’azienda; per essere sotto effetto di sostanze alcoliche o di droghe all’atto della presentazione in servizio, oppure nel disimpegno di mansioni non inerenti la sicurezza dell’esercizio; in genere, per qualsiasi inosservanza di leggi o regolamenti o degli obblighi di servizio deliberatamente commesse, anche per procurare indebiti vantaggi a sé o a terzi, ancorché l’effetto voluto non si sia verificato e sempre che la mancanza non abbia carattere di particolare gravità, altrimenti perseguibile; per abituale negligenza nell’osservanza degli obblighi di servizio, ovvero per volontario abbandono del posto di lavoro; per atti, comportamenti, inosservanze di leggi o regolamenti che producano interruzione o turbativa nella regolarità o nella continuità del servizio; per assenza ingiustificata pari a 5 giorni solari lavorativi consecutivi; per alterchi negli impianti dell’azienda in presenza della clientela. Art. 42. Sospensione da 1 a 15 giorni: 13° per rifiuto di risposte precise e categoriche da parte di chi è interrogato come testimonio nei procedimenti amministrativi, sempre che le domande si riferiscano a questioni di servizio; 14° per dimostrazioni di scherno o di disprezzo ai superiori od agli atti dell’azienda, sia per iscritto che in presenza di testimoni; 15° per alterchi con vie di fatto, ingiurie verbali, disordini, risse o violenze sui treni, lungo le linee, nei locali dell’azienda o loro dipendenze; 16° per mancanze da cui siano derivate irregolarità nell’esercizio o da cui avrebbe potuto derivare danno alla sicurezza dell’esercizio; 17° per ritardato versamento o consegna di valori od oggetti derivanti da colpevole negligenza o da altra causa non dolosa; 18° per aver rivolte accuse infondate, specialmente se a mezzo di scritti anonimi od ingiurie scritte, contro altri agenti dell’azienda; 19° per avere ecceduto nel valersi della propria autorità verso il personale dipendente; 20° per aver domandato mance o regali in qualsiasi caso, oppure per averne accettati allo scopo di procurare vantaggi ad estranei in ogni ramo del servizio, quando la mancanza non assuma figura più grave. Può essere inflitto come punizione accessoria, a norma dell’art. 37, il trasloco punitivo, quando siasi prodotta incompatibilità di permanenza nel luogo di residenza. Nei casi previsti ai paragrafi 1° al 12° compreso, la sospensione a) b) c) d) e) f) g) h) può estendersi fino a 5 giorni e negli altri casi fino a 15 giorni. Verificandosi recidiva entro 6 mesi, la durata della sospensione può essere aumentata di un terzo rispettivamente sino a 8 e 20 giorni. Nei casi previsti dai paragrafi 5° ed 8° , la punizione si applica indipendentemente dalla perdita dello stipendio o della paga per le giornate di assenza. 1° per falso deposto o calcolata reticenza nelle risposte, in caso di inchiesta su irregolarità di servizio allo scopo di occultare la verità per giovare ad altri agenti; 2° per assenze arbitrarie fino a divieto da parte dei superiori; 3° per rifiuto di obbedienza ad ingiurie gravi verso i superiori od 4° per calunnie o diffamazioni agenti, benchè non superiori di quando possa derivarne qualsiasi 5° per contravvenzioni alle disposizioni dell’art. 5 o per occupazioni che possano risultare in contrasto coi doveri d’ufficio. La proroga ha per effetto di ripercuotersi su tutti gli aumenti dovuti all’agente dopo quello che con tale punizione resta per primo ritardato. Ove però l’agente ne sia riconosciuto meritevole, l’azienda ha facoltà di togliere l’effetto della ripercussione, accorciando di tre o sei mesi o di un anno, a seconda della proroga inflitta, il periodo di tempo normale necessario per il raggiungimento di uno degli aumenti successivi. L’azienda può esercitare questa facoltà in ogni tempo, ma non mai prima che l’agente punito abbia avuto ritardato, dopo l’applicazione della punizione, il primo aumento spettantegli, salvo il caso che l’agente sia stato, prima di subire il ritardo, promosso di grado. Per gli agenti provvisti dello stipendio o paga massima del loro grado e per quelli che non hanno diritto ad aumenti a periodo fisso, alla proroga è sostituita la riduzione dello stipendio o paga a quello immediatamente inferiore, per un periodo di tempo uguale a quello della proroga. Nei casi previsti dal paragrafo 2°, la punizione si applica 5 giorni, avvenute nonostante ordini attinenti al servizio, od altre mancanze congeneri; verso l’azienda o verso altri grado ed in quest’ultimo caso danno al servizio; Art. 43. Proroga del termine per l’aumento dello stipendio indipendentemente dalla perdita dello stipendio o della paga per le giornate di assenza. Al personale dipendente da aziende presso le quali non siano stabiliti aumenti periodici di stipendio o paga sarà applicata, per le mancanze previste dal presente articolo, la sospensione, la cui durata potrà essere aumentata fino a un terzo. Nel caso previsto al n. 2 del presente articolo si applica altresì la disposizione dell’ultimo comma dell’articolo 42. 1° per falso deposto o calcolata reticenza nelle risposte ai superiori, allo scopo di occultare la verità per nuocere ad altri agenti; 2° per avere recato pregiudizio alla sicurezza dell’esercizio, causando accidenti nella marcia dei treni, con non grave danno del materiale, delle persone e delle cose; 3° per trascuratezza abituale nell’esercizio delle proprie mansioni che rechi danno alla azienda, o per trascuratezza che abbia recato grave danno all’azienda; 4° per inabilità od incompatibilità all’esercizio del proprio ufficio, sopraggiunte per motivi imputabili all’agente; 5° per contravvenzioni commesse o facilitate in ragione dell’ufficio alle leggi e ai regolamenti in materia di dogane, dazi, posta, monopoli e sanità pubblica. Per effetto della retrocessione gli agenti vengono trasferiti al grado immediatamente inferiore; però quando il provvedimento stesso viene applicato, a norma dell’art. 55, in sostituzione della destituzione può farsi luogo eccezionalmente alla retrocessione di due gradi; e quando trattisi di togliere o non ridare le funzioni nelle quali fu commessa la mancanza da punirsi, oppure di rimettere gli agenti nelle funzioni esercitate prima che siano stati promossi al grado da cui debbano essere retrocessi, viene assegnato quel grado che risulta necessario secondo la tabella graduatoria. Per gli agenti, per i quali la retrocessione non è possibile, si fa luogo alla sospensione estensibile fino a 30 giorni con o senza trasloco punitivo cogli stessi effetti della retrocessione per quanto riguarda il disposto dell’art. 50 e dell’alinea seguente. Alla retrocessione va sempre aggiunta la proroga del termine normale per l’aumento dello stipendio o paga, per la durata di tre o di sei mesi. Dopo trascorso almeno un anno dalla retrocessione, gli agenti Art. 44. Si incorre nella retrocessione: che ne siano ritenuti meritevoli possono ottenere la reintegrazione, per effetto della quale è restituita a ciascuno la qualifica che prima rivestiva, fermi restando gli effetti della pena accessoria della proroga, e salva la facoltà nell’azienda di farne cessare la ripercussione, ai sensi del terzo e quarto comma dell’art. 43. Art. 45 Incorre nella destituzione: 1° chi si rende colpevole di offesa contro la persona del Re, dei principi della real casa, del capo del governo e contro il regime; 2° chi simula aggressioni, attentati, contravvenzioni od altri fatti congeneri, o comunque adopera artifici o si vale della propria condizione od autorità per recar danno altrui, per procurarsi o far lucrare ad altri premi, compensi o vantaggi indebiti, ancorché non ne siano derivati inconvenienti di servizio; 3° chi, nei casi previsti dall’art. 314 del codice penale, abbia recato pregiudizio alla sicurezza dell’esercizio, causando accidenti nella marcia dei treni con danno delle persone o grave danno del materiale; 4° chi, nonostante restituzione, scientemente si appropri o contribuisca a che altri si appropri di somme, valori, materiali od oggetti spettanti all’azienda, o ad essa affidati per qualsiasi causa; o scientemente, e nonostante restituzione, defraudi o contribuisca a che altri defraudi l’azienda dei suoi averi, diritti o interessi, anche se tali mancanze siano rimaste allo stato di tentativo; 5° chi dolosamente percepisca somme indebite a carico del pubblico; 6° chi, per azioni disonorevoli od immorali, ancorché non costituiscano reato o trattisi di cosa estranea al servizio, si renda indegno della pubblica stima; 7° chi sia incorso in condanna penale, sia pure condizionale, per delitti, anche mancati o solo tentati, o abbia altrimenti riportata la pena della interdizione dai pubblici uffici; 8° chi, dolosamente, rechi o tenti recar danno all’azienda nei contratti per lavori, provviste, accolli e vendite o in qualunque altro ramo del servizio; 9° chi, scientemente e per qualsiasi motivo, altera o falsifica biglietti di viaggio o altri documenti di trasporto, altera, falsifica, Art. 63 Mancanze punibili con il licenziamento con preavviso a) per la mancanza di cui alla lettera f) del precedente art. 62 ripetuta per più di due volte nel corso dell’anno; b) per recidiva, entro un anno dalla applicazione della sanzione, nelle mancanze previste dal precedente art. 62, fatta eccezione per le mancanze previste alla lettera f) del precedente art. 62; c) per avere deliberatamente alterato o contribuito ad alterare il normale funzionamento di meccanismi, apparecchi o sistemi informatici inerenti la sicurezza dell’esercizio o altre attività gestionali, ancorché non ne sia derivato danno ai beni dell’azienda o alle persone; d) per negligenza oppure per inosservanza di leggi, di regolamenti o degli obblighi di servizio dalle quali sia derivato pregiudizio alla sicurezza dell’esercizio con danni gravi al materiale, all’armamento e a cose di terzi, o anche con danni gravi alle persone; e) per inosservanza di leggi, regolamenti, disposizioni in genere in materia di prevenzione infortuni e sicurezza sul lavoro che abbiano arrecato gravi lesioni ad altri lavoratori e/o a terzi; f) per rifiuto del trasferimento disposto per esigenze di servizio; g) per assenza ingiustificata dal servizio pari a sei giorni solari lavorativi consecutivi; h) per comprovata incapacità o persistente insufficiente rendimento, ovvero per qualsiasi fatto gravissimo che dimostri piena incapacità ad adempiere adeguatamente gli obblighi di servizio; i) per ogni altra mancanza di equivalente gravità. 2. Il ricorso, seppure errato, a tasti di soccorso, oppure l’instaurazione di situazioni di esercizio di particolare eccezionalità, non rientrano nella lettera c) del precedente punto 1, a meno che il lavoratore stesso non abbia manomesso deliberatamente il meccanismo per fatti che nulla hanno a che fare con situazioni di particolare disagio nella circolazione ferroviaria. sottrae o distrugge documenti di servizio, registri od atti qualsiasi appartenenti all’azienda o che la possano comunque interessare; 10° chi, anche senza fine di lucro, viola un segreto di ufficio, la cui divulgazione possa riuscir di pregiudizio agli interessi dell’azienda o di altri agenti comunque interessati, qualora la notizia non sia una denuncia di violazione dei regolamenti o delle leggi inerenti al funzionamento dell’esercizio o di fatti costituenti comunque un reato; 11° chi si rende colpevole di vie di fatto contro superiori o di altri atti di grave insubordinazione; 12° chi, durante il servizio in funzioni attinenti alla sicurezza dell’esercizio, è trovato in stato di ubriachezza; o chi, anche se non addetto a tali funzioni, venga trovato abitualmente in stato di ubriachezza; 13° chi trasgredisce scientemente le istruzioni e le cautele prescritte per il trasporto delle materie infiammabili od esplodenti, benchè non ne sia derivato alcun danno; 14° chi per mancanza di diligenza è causa di incendi a danno dell’azienda; 15° chi altera dolosamente i piombi; 16° chi sta arbitrariamente assente dal servizio oltre cinque giorni, nel qual caso la destituzione decorre dal primo giorno dell’assenza arbitraria; 17° chi, senza giustificazione di una causa di forza maggiore, non restituisce o restituisce manomessi i gruppi, i bagagli, le merci o i materiali in genere avuti in consegna, custodia o sorveglianza; 18° chi, facendo parte del personale viaggiante oppure essendo addetto al ricevimento, alla manipolazione o custodia di bagagli, merci, valori o generi di magazzino, o anche alla lavorazione o manipolazione di materiali, ricusi di assoggettarsi o tenti di sottrarsi alle visite personali da eseguirsi sia da ufficiali od agenti di pubblica sicurezza, sia, in qualunque luogo pertinente all’azienda, anche da agenti di questa a ciò incaricati; 19° gli agenti indicati nel paragrafo precedente, che siano trovati muniti di ordigni od oggetti atti a perpetrare o mascherare manomissioni, i quali non siano fra quelli di cui possa essere giustificato il possesso; 20° chi, avendo avuto cognizione o conoscendo da chi siano stati perpetrati furti o manomissioni di bagagli o merci o di qualsivoglia altro oggetto, di spettanza dell’azienda o ad essa Art. 64 Mancanze punibili con il licenziamento senza preavviso Si incorre nella sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso per ogni mancanza che lede irreparabilmente il rapporto di fiducia con l’azienda, come di seguito riportato: a) per illecito uso, manomissione, distrazione, sottrazione o furto di somme, bagagli, merci o qualsiasi altra cosa di spettanza o di pertinenza dell’azienda o ad essa affidati, ovvero per connivente tolleranza o occultamento relativamente ad abusi commessi da dipendenti o da terzi; b) per aver dolosamente percepito somme indebite o per aver accettato un qualsiasi compenso, anche non in danaro, o per qualsiasi partecipazione a benefici offerti, ottenuti o sperati, in relazione ad affari trattati per ragioni d’ufficio; c) per essere sotto effetto di sostanze alcoliche o di droghe durante il disimpegno di attribuzioni attinenti alla sicurezza dell’esercizio o attività a contatto con la clientela; d) per violazioni dolose di leggi, di regolamenti o dei doveri che possano arrecare o abbiano arrecato forte pregiudizio all’azienda o a terzi; e) per avere tenuto condotte atte alla turbativa del regolare svolgimento di procedure in materia di appalto; f) per aver dolosamente alterato, falsificato, sottratto o distrutto biglietti di viaggio od altri documenti di trasporto, piombi ferroviari o doganali, registri o atti dell’azienda al fine di trarne profitto; g) per essersi reso colpevole di vie di fatto per motivi attinenti al servizio ovvero per aver provocato risse sul luogo di lavoro; h) per avere deliberatamente trasgredito le istruzioni e le cautele prescritte per il trasporto di materie infiammabili, esplodenti o radioattive, ancorché non ne sia derivato danno; i) per aver provocato o partecipato a disordini, tumulti, violenze in servizio o comunque negli ambiti ferroviari nei quali è consentito l’accesso alla clientela; j) per avere deliberatamente trasgredito al divieto di fumare in luoghi in cui tale atto è tassativamente vietato perché può provocare immediato e diretto pregiudizio alla incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti; k) per condanna passata in giudicato ovvero per sentenza di patteggiamento ex art. 444 c.p.p. relativamente a reati di gravità tale da ledere il rapporto di fiducia con il lavoratore, quali fatti e/o atti ascrivibili ai reati di violenza sessuale di cui all’art. 609 bis e seguenti c.p., spaccio di droga, rapina, sequestro di persona, affidato per qualsiasi causa, ne abbia deliberatamente occultato ai superiori il nome e le circostanze di fatto. l) m) n) o) p) estorsione, per furto, truffa ed appropriazione indebita a danno di terzi, per concussione e corruzione; per violazione dolosa di leggi, di regolamenti o degli obblighi di servizio dalle quali sia derivato pregiudizio alla sicurezza dell’esercizio con danni al materiale, all’armamento e a cose di terzi, o anche con danni alle persone; quando sia accertato che l’assunzione in servizio o l’attribuzione di incarichi siano stati conseguiti mediante la produzione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti; per gravi e comprovate violazioni delle disposizioni sulla rilevazione dello stato di presenza; per l’adozione di condotte in violazione delle regole contenute nel Modello di Organizzazione e Gestione adottato ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, che determinino l’applicazione a carico dell’azienda di misure sanzionatorie; in genere per fatti o atti dolosi, comprese le violazioni dell’obbligo di fedeltà di cui all’art. 2105 c.c, di gravità tale da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro. Gli agenti sottoposti a procedimento penale per uno dei reati che danno luogo alla destituzione o che comunque trovinsi in stato d’arresto, o siano implicati in fatti che possano dar luogo alla retrocessione od alla destituzione, possono, a giudizio insindacabile di chi ne ha la facoltà a termini dell’alinea seguente, essere sospesi in via preventiva dal soldo e dal servizio. La sospensione preventiva è di massima disposta dal direttore. La sospensione preventiva dura, di regola, finché sia cessata o risolta la causa che la motivò. Però gli agenti sospesi in via preventiva possono in ogni tempo e a giudizio dell’azienda essere destinati temporaneamente, dietro loro domanda o consenso, finché dura il relativo procedimento disciplinare, ad attribuzioni diverse od anche inferiori a quelle inerenti al proprio grado, conservando in tal caso lo stipendio o paga, sempre che l’agente non risulti tassativamente e scientemente colpevole. Alla famiglia dell’agente sospeso dallo stipendio o paga in via preventiva spetta un assegno alimentare corrispondente alla metà dello stipendio o della paga per la durata della sospensione, comprese le indennità fisse. La concessione dell’assegno Art. 65 Sospensione cautelare non disciplinare L’azienda può disporre, nei casi riconducibili alle ipotesi di licenziamento di cui ai precedenti artt. 63 e 64, la sospensione cautelare non disciplinare del lavoratore con effetto immediato. Per un periodo massimo di 60 giorni al lavoratore verrà corrisposta la retribuzione di cui al punto 1.1 e alle lettere c) e d) del punto 1.2 dell’art. 68 (Retribuzione) del presente CCNL. 1. Il datore di lavoro comunicherà per iscritto al lavoratore i fatti rilevanti ai fini del provvedimento. 2. Ove il licenziamento venga applicato, esso avrà effetto dal momento della sospensione. 3. Al termine della sospensione cautelare di cui al precedente punto 1 ovvero in relazione all’esito del giudizio la retribuzione di cui allo stesso punto 1 verrà integrata o recuperata dai trattamenti spettanti al lavoratore. Art. 46.Sospensione preventiva alimentare è facoltativa per l’azienda, in caso di arresto non dovuto a causa di servizio. Nel caso di sospensione disposta per procedimento disciplinare o per arresto dovuto a cause di servizio, l’agente ha diritto all’indennizzo di quanto ha perduto per effetto della sospensione, sempreché sia assolto per non aver commesso il fatto, per inesistenza di reato o perché il fatto non costituisca reato. Gli agenti in prova, che incorrano in una delle mancanze indicate negli articoli 42 a 45 del presente regolamento, possono essere licenziati in qualunque momento senza compenso alcuno. La deliberazione del licenziamento è di competenza del direttore e deve essere preceduta dalla constatazione delle mancanze e loro contestazioni agli incolpati, senza che sia necessaria l’effettuazione di una formale inchiesta nè il giudizio consultivo del consiglio di disciplina. Gli agenti in prova licenziati non possono essere riammessi in servizio. Art. 47.agenti in prova Al colpevole di più mancanze che vengono giudicate contemporaneamente, si applica la sanzione disciplinare comminata per la mancanza più grave. Per le mancanze commesse da due o più agenti in seguito a concerto fra loro, la punizione è aumentata di un grado a tutti i colpevoli. Si applica la punizione di grado immediatamente inferiore a quello stabilito per la mancanza, quando la medesima sia rimasta allo stato di tentativo, salvi i casi per cui è disposto diversamente. Art. 48. I mandanti, gli istigatori ed i complici, in mancanze previste dal presente regolamento, sono puniti alla pari degli autori principali. Soggiace parimenti alla stessa punizione, comminata per colpevole in primo grado, chi avendone l’obbligo, omette deliberatamente di denunciare ai superiori fatti costituenti mancanze gravi previste dal presente regolamento. Art. 49 mandanti istigatori complici. La recidiva entro un anno di mancanze previste agli articoli 42, 43 e 44 può dar luogo all’applicazione della pena di grado immediatamente superiore a quella precedentemente inflitta. Art. 50. Le punizioni per le mancanze di cui agli articoli 40 e 41 sono inflitte dai superiori locali all’uopo delegati dal direttore, secondo gli ordinamenti in vigore, senza speciali formalità di procedura, ma sentite le giustificazioni degli incolpati. Art. 51. Le punizioni per le mancanze di cui all’art. 42 sono inflitte, previo accertamento dei fatti costituenti la mancanza e loro contestazione all’incolpato, dal direttore o da chi ne esercita le funzioni. Art. 52. In base ai rapporti che pervengono alla direzione od agli uffici incaricati del servizio disciplinare, il direttore, o chi da esso delegato, fa eseguire, per mezzo di uno o più funzionari, le indagini e le constatazioni necessarie per l’accertamento dei fatti costituenti le mancanze. Nel caso in cui l’agente sia accusato di mancanza, per la quale sia prevista la retrocessione o la destituzione, i suddetti funzionari debbono contestare all’agente i fatti di cui è imputato, invitandolo a giustificarsi. I funzionari, eseguite le indagini, debbono presentare una relazione scritta nella quale riassumono i fatti emersi, espongono su di essi gli apprezzamenti e le considerazioni concernenti tutte quelle speciali circostanze che possono influire sia a vantaggio, sia ad aggravio dell’incolpato e quindi espongono le conclusioni intese a determinare, secondo il proprio convincimento morale, le mancanze accertate ed i responsabili di esse. Alla relazione saranno allegati tutti gli atti concernenti il fatto, comprese le deposizioni firmate dai rispettivi deponenti od interrogati. Se questi non possono o non vogliono firmare, dovranno indicarne il motivo. In base alla relazione presentata, il direttore, o chi da esso delegato, esprime per le punizioni, di cui agli articoli 43 a 45, l’opinamento circa la punizione da infliggere. Quante volte il direttore ritenga incompatibile, a termini dell’art. 46, la permanenza dell’agente in servizio, può ad esso applicare Art. 66 Procedimento disciplinare 1. L’azienda deve portare a conoscenza dei dipendenti, mediante affissione in luogo accessibile a tutti, le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse. 2. La contestazione per iscritto dell’addebito deve essere tempestiva, di norma entro 30 giorni dal momento in cui l’azienda è venuta a conoscenza del fatto contestato e tenuto conto della natura dell’addebito e dei tempi tecnici imposti da eventuali esigenze istruttorie. 3. La contestazione delle infrazioni che danno luogo all’irrogazione delle sanzioni deve essere puntuale con precisa indicazione del fatto addebitato, delle sue circostanze e del tempo in cui si sarebbe verificato in modo da consentire al dipendente di esercitare compiutamente il diritto di difesa nel rispetto della L. n. 300/1970 e delle norme contrattuali. 4. L’azienda non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente senza avergli preventivamente contestato per iscritto l’addebito e averlo sentito a sua difesa. 5. Il dipendente potrà farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. 6. In ogni caso i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non potranno essere adottati prima che siano trascorsi dieci giorni dal ricevimento della contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa. Entro tale termine il dipendente può presentare le sue giustificazioni. Art. 53. la sospensione preventiva fino a che sia intervenuto il provvedimento disciplinare definitivo. L’opinamento è reso noto agli interessati con comunicazione scritta personale. Gli agenti interessati hanno diritto, entro cinque giorni dalla detta notifica, di presentare a voce o per iscritto eventuali nuove giustificazioni, in mancanza delle quali, entro il detto termine, il provvedimento disciplinare proposto diviene definitivo ed esecutivo. Nel caso in cui l’agente abbia presentate le sue giustificazioni nel termine prescritto, ma queste non siano state accolte, l’agente ha diritto, ove lo creda, di chiedere che per le punizioni, sulle quali, ai sensi del seguente articolo, deve giudicare il consiglio di disciplina, si pronunci il consiglio stesso. Tale richiesta, che deve essere fatta nel termine perentorio di dieci giorni da quello in cui gli è stata confermata dal direttore la punizione opinata, sospende l’applicazione della punizione fino a che non sia intervenuta la decisione del consiglio stesso. 7. L’adozione del provvedimento disciplinare dovrà essere notificata al lavoratore entro dieci giorni dalla scadenza del termine assegnato al dipendente per presentare le giustificazioni di cui al punto 6, in una delle seguenti modalità: – mediante consegna del provvedimento all’interessato che ne rilascia ricevuta su copia; – con raccomandata, con avviso di ricevimento, spedita al domicilio dell’interessato dichiarato alla sede di appartenenza; a tal fine fa fede la data dell’ufficio postale di spedizione; – con consegna del provvedimento disciplinare mediante ufficiale giudiziario. 8. Il termine di cui al punto 7 può essere sospeso, se sopraggiungono provati, oggettivi impedimenti di forza maggiore. 9. In mancanza di notifica del provvedimento disciplinare entro il termine di cui al punto 7 e fatta salva l’ipotesi di cui al punto 8 il suddetto procedimento disciplinare si estingue. 10. Fatta salva la facoltà di adire l’autorità giudiziaria, il lavoratore al quale sia stata irrogata una sanzione disciplinare può fare ricorso al Collegio di conciliazione e arbitrato di cui al successivo art. 67 (Collegio di Conciliazione e Arbitrato) entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione del provvedimento disciplinare, con istanza scritta al Collegio inoltrata direttamente o anche per il tramite dell’Organizzazione sindacale alla quale sia iscritto o conferisca mandato. Le punizioni per le mancanze di cui agli articoli 43, 44 e 45 sono inflitte con deliberazione del consiglio di disciplina, costituito presso ciascuna azienda: 1° da un presidente, nominato dal direttore del circolo ferroviario preferibilmente fra i magistrati; 2° dal rappresentante dell’associazione professionale di primo grado dei datori di lavoro; 3° dal rappresentante dell’associazione professionale di primo grado dei prestatori d’opera. Il consiglio di disciplina è convocato dal presidente entro quindici giorni dalla domanda della parte interessata; ove alla prima convocazione non si presentino tutti i suoi componenti, il presidente indice una nuova riunione entro i successivi quindici giorni. L’azienda è tenuta a rimborsare le spese di viaggio e di soggiorno al presidente quando questi risieda in località diversa da quella Art. 67 Collegio di conciliazione ed arbitrato 1. Allo scopo di consentire la composizione stragiudiziale della controversia di cui al punto 10 del precedente art. 66 (Procedimento disciplinare), l’azienda e le Organizzazioni sindacali stipulanti il presente CCNL possono costituire Collegi di conciliazione e arbitrato presso le sedi che, a livello aziendale, saranno decise per il personale. Sono fatte salve le eventuali discipline aziendali sui Collegi di conciliazione e arbitrato già esistenti alla data di stipula del presente CCNL. 2. Il Collegio di conciliazione e arbitrato decide con equo apprezzamento dei fatti e di ogni circostanza e può, oltre che confermare o annullare, ridurre la sanzione o sostituirla con altra di diversa specie e minor gravità. 3. I Collegi di conciliazione e arbitrato sono composti da un Presidente, scelto di comune accordo tra le parti, da un membro designato dall’azienda e da un membro designato dalle Organizzazioni sindacali stipulanti il presente CCNL. Art. 54. ove si riunisce il consiglio di disciplina. 4. Il Presidente viene scelto dalle parti preferibilmente tra docenti universitari, ordinari od associati, magistrati in pensione, dirigenti della Direzione territoriale del lavoro. 5. In caso di mancato accordo sulla scelta del Presidente si adirà la Direzione territoriale del lavoro, cui compete la nomina del Presidente ai sensi dell’art. 7 della L. n. 300/1970. 6.La sanzione disciplinare conservativa resta sospesa fino al pronunciamento da parte del Collegio. Se l’azienda non provvede, entro 10 giorni dall’invito rivoltole, a nominare il proprio rappresentante in seno al Collegio di conciliazione e arbitrato, la sanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce l’autorità giudiziaria, la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla definizione del giudizio. 7. Le parti convengono di operare, ciascuna per la propria competenza, affinché i Collegi di conciliazione e arbitrato possano pronunciarsi entro 60 giorni dalla loro attivazione e che, per casi di particolare necessità, il Collegio possa stabilire, nella propria autonomia, di prolungare i lavori ma comunque non oltre 120 giorni dalla data di attivazione del Collegio. Le autorità competenti a giudicare delle singole mancanze possono, a seconda delle circostanze e nel loro prudente criterio, applicare una punizione di grado inferiore a quella stabilita per le mancanze stesse. Quando, per effetto di questo articolo, in luogo della destituzione si infligge la retrocessione, la proroga del termine normale per l’aumento dello stipendio o della paga o la sospensione dal servizio, a tali provvedimenti può essere aggiunto, come punizione accessoria e con le norme dell’art. 37, il trasloco punitivo. Le punizioni inflitte possono essere condonate, commutate o diminuite per deliberazione delle stesse autorità competenti a giudicare delle mancanze relative. Art. 55. Per mettere il consiglio di disciplina in grado di deliberare, il direttore trasmette al presidente la relazione e gli atti indicati all’art. 53. Quando la relazione abbia concluso per l’accertamento di una mancanza passibile della destituzione, il direttore provvede preventivamente perché l’incolpato possa prendere personalmente visione degli allegati alla relazione stessa e Art. 56. stabilisce all’uopo, secondo le circostanze, il modo e i termini. Contemporaneamente assegna all’incolpato il termine utile, non maggiore di cinque giorni, per presentare le sue ulteriori osservazioni. Il consiglio di disciplina, pel migliore adempimento del suo mandato, può in qualunque stadio del procedimento ordinare od eseguire direttamente supplementi d’indagini, interrogare gli incolpati od ammetterli a presentare per iscritto ulteriori loro difese. R.D. 148/31 Riferimenti ai CCNL CCNL 28 novembre 2015 Appalti e trasferimenti d’azienda Articolo 16 comma 5 riferimento all’art. 26 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 Periodo di Prova Articolo 18 comma 1 riferimento all’art. 13 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 Periodo di Prova Articolo 18 comma 1 lettera b) riferimento all’art. 13 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 Malattia e infortunio Articolo 31 comma 2 riferimento lavoratori non soggetti al RD 148 CCNL 28 novembre 2015 Risarcimento danni Articolo 34 punto 9 riferimento all’art. 38 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 3 (Malattia Asstra) Accordo Nazionale 2005 comma 1) riferimento allegato B) del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 3 (Malattia Asstra) Articolo 1 punto 7 riferimento all’art. 29 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 3 (Malattia Asstra) Articolo 3 punto 3 riferimento all’art. 42 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 3 (Malattia Asstra) Articolo 4 punto 1 riferimento all’art. 24 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 3 (Malattia Asstra) Articolo 4 punto 1 alinea 3 riferimento all’art. 24 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 3 (Malattia Asstra) Articolo 4 punto 1 ultimo comma riferimento all’art. 24 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 3 (Malattia Asstra) Articolo 4 (Abrogazioni) riferimento all’art. 1 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Premessa Primo pallino riferimento all’art. 1 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Premessa Ultimo comma riferimento all’art. 1 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Articolo 1 punto 6 riferimento all’art. 24 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Articolo 1 punto 7 riferimento all’art. 29 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Articolo 3 punto 3 riferimento all’art. 42 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Articolo 4 punto 1 riferimento all’art. 24 del RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Addendum comma 1 riferimento lavoratori soggetti al RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Addendum Articolo 1 quinto pallino riferimento lavoratori soggetti al RD 148 CCNL 28 novembre 2015 ALLEGATO 4 (Malattia Anav) Addendum Articolo 4 punto 1 riferimento lavoratori soggetti al RD
28 giugno 2017 8 giugno 2017 Massimo MazzuranaLascia un commento
Carissimi, inviamo in allegato il Programma dei lavori del XVIII Congresso Confederale che si terrà al Palazzo dei Congressi di Roma – Eur dal 28 giugno al 1 luglio p.v.. Come sapete, prima dell’inizio dei lavori è prevista l’ Udienza di Sua Santità Papa Francesco e pertanto nel rispetto delle misure di sicurezza definite dalla città del Vaticano, invieremo l’elenco di tutti i partecipanti (delegati e invitati) che si sono accreditati con la procedura web. L’appuntamento è alle ore 8.00 del giorno 28 giugno in Piazza San Pietro. Al termine dell’Udienza saranno previsti dei pullman (in Piazza San Pietro- Angolo Via della Conciliazione) per il trasferimento al Palazzo dei Congressi – EUR dove alle ore 12,00 è previsto un buffet anche per agevolare la registrazione e distribuzione del materiale. I lavori del XVIII Congresso Confederale termineranno con le votazioni, presumibilmente alle ore 14.00 di sabato 1 luglio. La proclamazione degli eletti e la successiva convocazione del Consiglio Generale, comporterà un impegno dei Consiglieri eletti, designati e di diritto, presumibilmente fino alle ore 19.30. Cordiali saluti.
La Segretaria Confederale Organizzativa
Roma, 8 giugno 2017 Prot.ORG1725/GV/fc
A tutte le Strutture Loro Sede