Source: https://www.diritto.it/comodato-centrale-lesigenza-della-famiglia/
Timestamp: 2018-01-18 08:05:02+00:00
Document Index: 63566527

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Comodato, la prevalenza delle esigenze dell'intera famiglia
Comodato: centrale l’esigenza della famiglia
Qui la sentenza: Corte di Cassazione - sez. III civile - sentenza n. 26954 del 15-11-2017
contratti, famiglia e successioni
Comodato: la durata soccombe alle esigenze della famiglia
La terza sezione civile della Corte di Cassazione è intervenuta in materia di comodato, con la sentenza n. 26954 dello scorso 15 novembre. Nell’ipotesi in cui i comodato abbia ad oggetto un immobile destinato a casa familiare, la durata dello stesso deve essere desunta dall’uso per il quale l’immobile è stato concesso. Nella pratica ciò significa che, fintantoché permangono le esigenze della famiglia, il contratto di comodato perdura, a prescindere da un’eventuale crisi coniugale. Tale principio risponde evidentemente alle esigenze dei figli, che vengono messe al centro dell’istituto.
Infatti, si può leggere nella sentenza che “il diritto all’abitazione, quale diritto inviolabile ai sensi dell’art. 2 Cost., non può che condurre al riconoscimento della pari dignità sociale dei figli di genitori separati e di quelli coniugati.”
Peraltro, la destinazione dell’immobile a casa familiare, secondo la Corte, può essere desunta e provata attraverso un elemento esterno che indichi la volontà delle parti di utilizzare l’immobile per un determinato scopo, come, ad esempio, l’imminenza delle nozze del comodatario.
Il vincolo di destinazione dell’immobile
La pronuncia fa applicazione del diritto all’abitazione, riconoscendo che sull’immobile venga impresso un vero e proprio vincolo di destinazione, posto a favore di tutti i componenti della famiglia e non solo a vantaggio del comodatario. Si prescinde, dunque, dalla qualità formale di parte del contratto. Invero, si tratta di un diritto inviolabile della persona, riconducibile all’art. 2 Cost., che deve essere garantito e tutelato senza (irragionevoli) limiti e senza distinzione tra i soggetti, operando un’ingiustificata disparità di trattamento tra il membro della famiglia che ha stipulato il contratto e gli altri familiari conviventi. In tal senso, il vincolo di destinazione diventa una garanzia del diritto di abitazione.
Giuseppe Cassano , Ida Grimaldi (a cura di),	2017,	Maggioli Editore
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