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Timestamp: 2019-10-13 20:14:27+00:00
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Le operazioni Wallenstein
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Le operazioni Wallenstein nel quadro della documentazione tedesca
A cura di Carlo Gentile
Nelle seguenti pagine si presenta una prima selezione di documenti tedeschi relativi alle operazioni Wallenstein dell’estate 1944, frutto di una prima indagine negli archivi tedeschi e britannici.
A fine giugno 1944 l’aviazione tedesca il cui comando era a Salsomaggiore assunse la responsabilità del mantenimento della sicurezza in una vasta area retrostante la „Linea Verde“ nella quale da tempo le formazioni partigiane avevano sviluppato una intensa attività operativa che minacciava fortemente le vie di comunicazione tedesche attraverso l’Appennino. La Luftwaffe diede qui inizio ad una serie di operazioni denominate Wallenstein, dal nome del condottiero delle armate cattoliche della Guerra dei Trent’anni, e dirette dal generale Walter von Hippel, comandante delle truppe della contraerea tedesca in Italia. Le operazioni si svolsero in tre fasi distinte, la prima, Wallenstein I, tra il 30 giugno ed il 7 luglio nel territorio compreso grossomodo tra la statale 62 Pontremoli-Parma a ovest, la Via Emilia tra Parma e Reggio Emilia a nord, la statale 63 Reggio-Fivizzano a est e la strada Fivizzano-Pontremoli a sud; Wallenstein II investì successivamente l’area intorno a Bardi, Borgo Val di Taro, Bedonia, Varsi.
Tra il 30 luglio ed il 7 agosto Wallenstein III, infine, investì nel Reggiano e nel Modenese l’area conosciuta come la „repubblica di Montefiorino“.
Le forze messe a disposizione furono molto cospicue. Le fonti parlano 5-6000 uomini, effettivamente uno dei più ampi schieramenti messi in campo dalle forze tedesche in operazioni antipartigiane in Italia. Tuttavia, le truppe radunate per la riconquista delle vallate appenniche erano state racimolate quà e là tra nelle retrovie, tra le forze non necessarie al fronte. Esse comprendevano un ampio numero di soldati dell’aviazione ed in particolare della contraerea, delle trasmissioni e dei servizi logistici aeroportuali e provenivano in gran parte dalle unità sgomberate dall’Italia centrale o trasferite dalla Liguria, dal Piemonte e dalla pianura padana. Facevano parte di questo gruppo, che agiva agli ordini del comando del Flak-Regiment 131, unità tratte dai gruppi „pesanti“ (cioè armati di cannoni da 88 mm) 163, 259, 575 e 603, dei gruppi „leggeri“, armati cioè di mitragliere, 843, 985 e 914, del reparto scuola dell’artiglieria contraerea, dei reparti riflettori 259 e 310 provenienti entrambi da Torino, del 2. reggimento trasmissioni (Bataillon Kober). Una delle unità di punta in queste operazioni fu il Luftwaffen-Jäger-Bataillon zbV 7, una unità disciplinare che aveva operato a Napoli durante la rivolta popolare, nel Piemonte occidentale a dicembre e gennaio del 1944 e, successivamente, al fronte di Anzio. Furono coinvolte nelle operazioni anche le unità della polizia che presidivaano i passi appenninici e quelle della Brigata da fortezza di stanza nell’area della Spezia, le quali sostennero con le formazioni partigiane lungo le strade del Passo di Cento Croci e del Passo della Cisa gli scontri più pesanti di tutto il ciclo operativo, come dimostrano gli elenchi delle perdite tedesche rinvenuti presso la Deutsche Dienststelle (WASt) di Berlino.
Tra la fine di giugno e la prima settimana di agosto si ebbero distruzioni ed eccidi di civili e di partigiani in quasi tutte le province investite, Piacenza, Parma, Reggio e Modena. Stragi di larghe proporzioni avvennero in particolare nelle aree più occidentali, ad esempio a Neviano degli Arduini, trentacinque vittime, cinque a Palanzano, cinque a Corniglio, sedici a Monchio delle Corti. Nella valle del Ceno furono 65 i civili uccisi in varie azioni, diciotto a Santa Maria del Taro, diciannove a Strela ed altri ancora a Vernasca, in provincia di Piacenza. Ed anche sul versante toscano le perdite inflitte alla popolazione civile dalle truppe tedesche giunte dall‘Emilia furono consistenti: eccidi avvennero a Bagnone, con undici vittime il 2 luglio ed altre cinque il 4, a Licciana Nardi (undici vittime), Filattiera (cinque uomini uccisi) e Comano (anche qui cinque uccisi). Di tutto questo però le fonti tedesche non parlano, limitandosi a fornire dati sommari e, come spasso accadeva, largamente esagerati. Infatti, secondo le relazioni della Wehrmacht, Wallenstein I costò ai partigiani e alla popolazione 325 morti e 2769 prigionieri (leggi rastrellati ed in buona parte deportati). Le perdite tedesche furono di cinque morti e diciassette tra feriti e dispersi.
La documentazione tedesca
Che uno studio dei crimini del nazismo in un qualsiasi paese occupato durante la seconda guerra mondiale non possa prescindere dall’apporto della documentazione originale tedesca è una cosa ovvia. Essa fa ormai parte del consolidato repertorio di fonti sulla guerra nazista utilizzate dagli storici anche nel nostro paese, come dimostrano soprattutto i numerosi volumi e contributi dedicati alla guerra partigiana ed alle stragi di civili in Italia pubblicati negli ultimi anni. Una prima constatazione da fare è quella che il grosso del materiale tedesco per lo studio delle stragi rientra nella categoria della documentazione ufficiale militare. Si pensi a questo proposito ai diari di guerra e ai carteggi di unità e comandi delle truppe di occupazione. Accanto a queste fonti di vecchia acquisizione se ne trovano di nuove, come il materiale iconografico dei reparti di propaganda al seguito delle truppe tedesche. In larga parte si tratta di materiali coevi, prodotti nell’immediatezza dei fatti ai quali essi fanno riferimento. In gran parte si tratta di documenti provenienti dagli uffici e dalle furerie di quei comandi militari e polizieschi ai quali erano subordinate le unità dei combattenti della „guerra ai civili“, per usare il pregnante termine introdotto nella discussione storiografica da Paolo Pezzino e Michele Battini, ovvero, i perpetratori delle stragi. Quella tedesca è una documentazione diretta su come l’esercito di occupazione si poneva nei confronti del paese occupato e della sua popolazione, divisa tra i collaboratori, i fascisti e i filo-tedeschi, e il „nemico“, gli antifascisti, il movimento di resistenza e la popolazione che gli forniva appoggio. È anche fonte diretta su come l’occupante intendeva combattere questa guerra e quali mezzi intendeva usare per sconfiggere l‘avversario. Ed è in particolare di questo aspetto della ricerca che la documentazione tedesca dà atto, sebbene tra “rimozioni” e vere e proprie falsificazioni. Si ritrova in molti di questi documenti la suddivisionedella popolazione italiana in „amici“ e „nemici“, soprattutto negli ordini operativi per la “lotta alle bande” emessi dai comandi militari e di polizia, laddove ad esempio, nel caso specifico, si fa riferimento alle categorie di cittadini italiani da catturare come ostaggi o quelle che ne vanno escluse in ogni modo, come gli aderenti al partito fascista e le loro famiglie. Lo stesso vale per le relazioni uscite dagli Uffici informazioni (gli Ic-Abteilungen), la sezione degli stati maggiori tedeschi che più specificamente si occupava dell’attività di controllo del territorio e delle operazioni antipartigiane. Sarà questa immagine distorta della realtà italiana di quel periodo a fornire un elemento costitutivo dell’idea del Bandengebiet, la „zona delle bande“ intesa come un’area a se stante al cui interno la popolazione è da considerare come nemica, che nel 1944 avrà un ruolo di primo piano nel determinare territorialmente le zone delle stragi in Italia. Molto rilevanti sotto l’aspetto quantitativo sono anche le segnalazioni delle azioni partigiane e delle ritorsioni tedesche contenute nei documenti sulla Bandenlage, la „situazione bande“. È qui che troviamo, sotto forma di quotidiane informative per il comando superiore, la maggior parte delle notizie sulle azioni partigiane, i rastrellamenti, le stragi e le rappresaglie. Tuttavia questa disponibilità di informazioni è tutt’altro che soddisfacente. I dati che ne traiamo riproducono, infatti, una versione deformata della realtà, nella quale episodi che conosciamo come efferate stragi di civili sono presentati come regolari azioni di guerra e di controllo del territorio. Per rendersene conto basta prendere in esame il fascicolo dei messaggi quotidiani del comando della 14a Armata nei quali troviamo concreti riferimenti alle stragi di Sant’Anna di Stazzema, Bardine, Vinca, del Padule ed a molte altre, tutte classificate come “operazioni contro le bande” (Bandenunternehmen). Ben di rado le vittime vengono identificate come civili, generalmente si parla di „nemici“ o di „banditi“ uccisi, o meglio, „abbattuti“ in combattimento, in „tentativi di fuga“ o come „ostaggi“ giustiziati nelle rappresaglie che seguono gli agguati dei partigiani. È questo uno dei principali e più immediati problemi che la documentazione tedesca pone a chi, come studioso o come persona in qualche modo interessata, intende affrontare il tema delle stragi di civili in Italia. Si tratta di un problema di critica delle fonti sostanzialmente noto da tempo ed al quale lo storico tedesco Gerhard Schreiber ha fatto riferimento in un intervento del 1997. Non si può che essere d’accordo con Schreiber quando egli afferma che, nella migliore delle ipotesi, i riferimenti alle stragi che si incontrano nelle fonti tedesche sono „vaghi e indiretti“. La maggioranza delle disparate e frammentarie fonti tedesche che abbiamo su questo argomento e che saranno descritte più innanzi hanno in comune questa inquietante caratteristica del „dire e non dire“. Rileggendo i bollettini militari tedeschi vediamo come i bagni di sangue non vengano affatto taciuti. Utilizzando tuttavia i moduli del linguaggio militare, la Wehrmacht ne nega la carattere di crimine di guerra. Questo, beninteso, non azzera necessariamente l’attendibilità della fonte tedesca. In gran parte i contenuti storici di questi documenti sono verificabili incrociandoli con fonti di altra provenienza, come quelle angloamericane, partigiane o quelle prodotte dalle istituzioni della RSI e della Chiesa.
È ovvio che, come tutti i documenti, anche questi vadano vagliati criticamente dallo storico che li utilizza nel suo lavoro. I problemi che queste fonti pongono non riguardano solo il campo della loro interpretazione, ma anche, molto più concretamente, la loro effettiva intelleggibilità. Le indicazioni di località, ad esempio, sono date nella maggioranza dei casi in base ad un codice numerico che è indecifrabile senza l’ausilio di particolari carte geografiche.
Dove si trova la documentazione tedesca? È il Bundesarchiv-Militärarchiv di Friburgo nella Germania federale l’archivio più importante per la materia che stiamo esaminando. Questo ben noto ente custodisce la massa dei documenti prodotti dalle organizzazioni militari tedesche tra il 1870 e i nostri giorni. Si tratta in ogni caso di una documentazione di eccezionale valore storico, impressionante per mole e ricchezza di dati, al cui interno purtroppo le vicissitudini del periodo bellico e dell’epoca immediatamente successiva al crollo della Germania hanno prodotto vuoti incolmabili. Le distruzioni furono in parte dovute agli effetti di un bombardamento su Potsdam che colpì l’archivio dell’esercito nel 1945, ma in molti casi furono le stesse unità e comandi che, al momento del crollo finale, distrussero i loro carteggi segreti. Il materiale sopravvissuto fu preso in consegna dagli Alleati e portato negli Stati Uniti ed a Londra. Negli anni Sessanta i documenti furono restituiti alla Repubblica federale dopo essere stati microfilmati. Particolarmente importanti sono anche gli archivi britannici (Public Record Office, PRO, e Imperial War Museum, IWM) e statunitensi (National Archives and Record Administration, NARA) che negli ultimi anni sono stati più volte visitati dagli studiosi italiani. I loro fondi conservano documenti originali di provenienza tedesca relativi all’attività repressiva svolta in Italia, in gran parte confiscati in preparazione dei processi per crimini di guerra.
Fondamentali sono anche i numerosi fascicoli delle inchieste sui crimini di guerra nazisti in Italia delle commissioni britanniche e americane. In questi archivi si trova inoltre una mole impressionante di dati relativi a comandi e unità delle forze armate di occupazione e ricca di riferimenti a crimini di guerra, la quale finora è stata scarsamente utilizzata dagli studiosi. Non ancora valutabile con precisione è quanto si trova invece tra i materiali dell’Office of Strategic Services (OSS) e della Central Intelligence Agency (CIA) recentemente resi di dominio pubblico con il Nazi War Crimes Disclosure Act del 1998. Per avere un’idea della dispersione dei fondi militari tedeschi ci basti pensare che solo di recente l’Imperial War Museum di Londra ha restituito alla Germania una serie di carteggi, tra i quali spiccano i diari di guerra di unità della Divisione „Hermann Göring“ relativi alle operazioni nell’Italia meridionale che sono di grande interesse per lo studio delle stragi e delle razzie di manodopera in Campania. Documenti originali dei reparti tedeschi sono stati sequestrati come „preda bellica“ dalle formazioni partigiane e dalle autorità militari del Regno del Sud e si trovano in alcuni archivi degli Istituti della Resistenza, nell’archivio dell’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’esercito e presso l’Archivio centrale dello Stato a Roma. Nonostante la loro frammentarietà le fonti tedesche rappresentano ormai da anni la base degli studi sui temi dell’occupazione e della repressione antipartigiana nonché su quello delle stragi e della violenza di guerra negli anni 1943-1945. Il materiale documentario tedesco che riguarda l’area appenninica è copioso. E questo non può sorprendere se teniamo conto del fatto che nel corso della guerra furono dislocate o di passaggio in questa regione non meno di 26 divisioni tedesche inquadrate in due armate e sei corpi d’armata e, accanto ad esse, innumerevoli unità e comandi minori dell’esercito, dell’‘aviazione, delle batterie contraeree e delle trasmissioni, della marina militare e civile, delle forze di polizia SS, e di varie specialità come trasporti, genio, costruzioni e così via, per un totale di almeno 200-250000 uomini in armi. Notevoli per la mole dei dati e la loro completezza sono i messaggi giornalieri inviati dal Comandante supremo del sud-ovest, Kesselring (Oberbefehlshaber Südwest) al Comando supremo dell’esercito (Oberkommando des Heeres/OKH) contenuti nel fondo RH 2 del Bundesarchiv-Militärarchiv, mentre sono invece molto frammentari, sebbene non privi di materiali di interesse per il nostro studio, i carteggi del Comando supremo del sud-ovest nel fondo RH 19 XI. Ma, se i carteggi del comando di Kesselring sono andati in gran parte perduti, è invece abbastanza completa la documentazione dei due comandi di armata la quale, partendo dal 1943 arriva a coprire l’intera estate del 1944 e, in alcuni casi, raggiunge anche il tardo autunno e l‘inverno successivo. Per quanto riguarda lo studio delle stragi in Toscana, questi materiali sono di importanza centrale, in particolare i diari storici e gli allegati della 14a Armata (Armeeoberkommando 14), il comando che dall’agosto 1944 fu responsabile per l’Emilia occidentale. Particolarmente ricchi di dati sono i fascicoli contenenti i messaggi e bollettini giornalieri degli uffici operazioni e informazioni (Abteilung Ia e Ic) dello stato maggiore operativo (buste RH 20-14/46 e RH 20-14/114). Decisamente più rada è la documentazione che è rimasta dei comandi di corpo d’armata. A parte poche eccezioni, essa contiene materiali solo fino al giugno o al luglio 1944. Praticamente inesistente la documentazione del I. Fallschirm-Korps, mentre quasi integra è quella del LI. Gebirgskorps (RH 24-51). Degna di nota quella dell’Armeegruppe del generale von Zangen (RH 24-87) e quella del LXXV. Armeekorps (RH 24-75) con dati su numerose operazioni di rastrellamento e stragi tra la primavera e il luglio 1944. Molto lacunosa è invece la documentazione di divisioni e unità minori i cui carteggi, a parte rarissime eccezioni, raggiungono in genere gli ultimi mesi del 1943, lasciando quindi fuori il periodo del loro passaggio nell’Appennino.
Praticamente inesistente la documentazione di reparti minori specificamente impegnati nella guerra antipartigiana come il battaglione della scuola militare alpina di Mittenwald e la „scuola per la lotta alle bande“ del capitano Volker Seifert. Anche in questo caso, tuttavia, la loro attività ha lasciato tracce significative nei fondi dei superiori comandi di armata e di corpo d’armata. Elementi per una ricostruzione delle attività del Mittenwald, attivo nell’area apuana e nell’Appennino tosco-emiliano e ligure, le forniscono i materiali del LXXV Corpo d’armata e della 14a Armata. Per documentazione sulla „scuola antipartigiana“ sarà necessario sfogliare i fascicoli del XIV Corpo d’armata corazzato (RH 24-14) e della 14a Armata. Di interesse sono i lacunosi fondi della Luftwaffe conservati a Friburgo dai quali è possibile trarre alcuni dati relativi alle operazioni Wallenstein. Degno di nota è il fondo R 70 Polizeidienststellen in Italien, in breve R 70 Italien, che conserva materiali dei comandi di polizia e SS di stanza nel nostro paese. Per quanto concerne il territorio appenninico troviamo al suo interno vari documenti relativi all’attività dei reparti di polizia qui dislocati, come le compagnie del SS-Polizei-Regiment 12 e SS-Polizei-Regiment 20, l’Einsatzkommando Bürger e i plotoni di Gendarmerie, impegnati soprattutto nella sorveglianza alle vie di comunicazione tra la pianura padane e la Toscana. Il Bundesarchiv conserva anche un’ampia documentazione iconografica che raccoglie le immagini scattate dai fotogiornalisti delle Propaganda-Kompanien allo scopo di documentare in maniera ufficiale le operazioni militari e le conquiste del Terzo Reich. Circa 1.100.000 immagini sono conservate nel fondo Bild 101 della fototeca del Bundesarchiv di Coblenza. Di esse, circa 25-30.000 sono state scattate in Italia tra l’estate 1943 e l’estate 1944. Le immagini direttamente riconducibili a attività repressiva e violenze contro civili e partigiani sono tuttavia assai rare. Segnaliamo a questo proposito immagini scattate nei Balcani, in Grecia (Corfù), Francia e Corsica sul disarmo e le azioni di guerra contro le truppe italiane, una sequenza dell’eccidio di Barletta del 13 settembre 1943, l’impiccagione di tre partigiani a Rimini e la fucilazione di antifascisti a Milano nell’agosto 1944, ma anche sequenze relative ad azioni di rastrellamento nelle aree alpine e appenniniche, tra le quali alcuni eventi riconducibili alle oeprazioni Wallenstein.
Un notevole contributo agli studi sulle stragi naziste in Italia, sia per quanto concerne la ricostruzione in dettaglio di singoli episodi, sia per l‘approfondimento e l’analisi della questione delle responsabilità concrete di particolari unità o del grado di coinvolgimento effettivo nelle stragi di formazioni militari, SS o di polizia nonché per lo studio della loro struttura interna, è fornito dalla documentazione della Deutsche Dienststelle (WAST) di Berlino. Tuttavia, a causa della sua straordinaria ampiezza e della sua particolare configurazione di documentazione strettamente personale, e pertanto soggetta ad una assai rigida normativa in materia di trattazione dei dati, lo studio sistematico dei suoi fondi si presenta di non sempre facile attuazione.
Uno degli obiettivi della nostra ricerca era quella di costituire una base documentaria la più completa possibile. Tenendo conto delle gravi lacune che la documentazione tedesca presenta i risultati sono positivi. Finora, e le ricerche non sono ancora concluse, sono stati rinvenuti circa 40 documenti. Alcuni di ampie dimensioni, altri di poche righe. Tra le “schegge” di documentazione rimaste sono alcuni documenti di un certo interesse come quelli che forniscono dati sulla composizione die reparti militari impegnati (Doc. 1 e 2). Più numerosi sono i testi die bollettini delle operazioni del LXXV Corpo d’armata relativi al Wallenstein II (Doc. 17, 19-22, 28, 29, 31, 33, 34, 36, 37, 39). Alcuni messaggi delle unitá tedesche sono conservati solo grazie al fatto di essere stati intercettati dai servizi segreti britannici (Doc. 8, 11, 24, 38). Un ordine di operazioni originale catturato dai partigiani è giunto fino a noi in una molto approssimativa traduzione (Doc. 6). Questo documento ci fornisce alcune indicazioni sugli obiettivi dell’operazione: “ Mi interessa in particolare spingere in direzione sud verso la linea di chiusura le grosse mandrie di bestiame che ancora si trovano in quest’area ed evacuare la popolazione maschile tra i 16-55 anni“. Altri materiali forniscono dati precisi sui costi imposti alla popolazione civile dell’Appennino emiliano in termini di deportazione degli uomini catturati (Doc. 25 e 41).
Doc. 1) BA-MA, RL 21/210
Diario di guerra del comando aeroportuale (Fliegerhorst-Kommandantur E (v) 228/VII).
24/6/44: Ordine del comando di settore aeroportuale (Koflug 9/VII) per le operazioni contro le bande. Il comando aeroportuale allestisce un plotone per la 1. Compagnia Wallenstein. Comandante della 1. Compagnia è il cap. Ruppnik (Koflug 9/VII), comandante di plotone del 228/VII è lo sten. Rehm. Forza del plotone: salmerie 4 uomini, 1.-3. Squadra con ciascuna i comandante di squadra, tre mitraglieri e 9 fucilieri, tre portaordini. Alle ore 23.50 giunge ordine di partenza per il plotone. Subito viene distribuita l’uniforme di servizio di panno azzurro e distribuita agli uomini in partenza per l’operazione antipartigiana.
25/6/44: La compagnia aeroportuale parte per l’operazione contro le bande. Presso il centro di raccolta di Sant’Agata (a nordovest di Bologna) si svolge un breve addestramento al combattimento.
26/6/44: Il sottotenente Rehm ammalato rientra dall’azione contro le bande. 28/6/44: il capitano Walter Hanisch destinato all’operazione antipartigiana.
15/7/44: il personale del comando aeroportuale messo a disposizione per “Wallenstein” è in azione nei pressi di Parma e Piacenza.
Doc. 2) BA-MA, RL 20/230
Il comando di settore aeroportuale (Koflug 2 /VI) comunica al comando territoriale aereo Feldluftgaukommando XXVIII lo stato di allestimento delle compagnie di formazione per l’operazione “Wallenstein” I., 28 giugno 1944.
6. Compagnia Wallenstein, comandante cap. Kalkofen, sostituto sten. Richardon, composta da due uff. e 83 sottuff., compresi i graduati di sanità, è stata costituita. Impiego disposto in base agli ordini della 25. Flak-Division. Armamento 7 MG, 5 Mpi, 2 pistole 08, 71 carabine, 3 pistole da segnalazioni, ogni uomo 4 bombe a mano ed una scorta di munizioni.
Automezzi: 2 autocarri
Materiali: una cucina da campo
Assegnazione di uniformi mimetiche tramite 25. Flak-Division.
7. Compagnia Wallenstein, comandante cap. Mowinski, sostituto Ozm. Burkhardt, composta da un uff., 3 funzionari, 113 sottuff. e soldati di truppa, compresi i graduati di sanità, è stata costituita. Pronta all’impiego a partire dalle ore 20.00. Impiego disposto in base agli ordini della 25. Flak-Division.
Armamento 11 MG, 14 MPi, 91 fucili, 5 pistole da segnalazioni, 376 bombe a mano.
Automezzi: 2 automezzi, 2 motociclette, un autocarro pesante, un autocarro con rimorchio, 2 autocarri, un autobus.
Cambio di uniforme già effettuato.
Una scorta di munizioni, viveri per cinque giorni, scorte di materiali per 5 giorni.
8. Compagnia Wallenstein, comandante cap. Munkwitz, sostituto cap. Kanisch, composta da tre uff., 5 funzionari, 96 sottuff. e soldati di truppa è stata costituita. Pronta all’impiego a partire dalle ore 20.00. Impiego disposto in base agli ordini della 25. Flak-Division.
Armamento 8 MG, 8 MPi, una pistola 08, 87 carabine, 3 pistole da segnalazioni.
Automezzi: 2 autocarri, un autocarro con rimorchio.
Una scorta di munizioni, viveri per cinque giorni, scorte di materiali per 3 giorni.
2. Compagnia Wallenstein (Ln), comandante cap. Behrend, sostituto cap. Harnisch, composta da due uff. e 95 sottuff. e soldati di truppa è stata costituita. Pronta all’impiego a partire dalle ore 20.00. Impiego disposto in base agli ordini della 25. Flak-Division.
Armamento: 6 MG, 4 MPi, 87 carabine, 180 bombe a mano.
Automezzi: nessuno
Una scorta di munizioni, viveri per cinque giorni.
3. Compagnia Wallenstein, comandante cap. Bielefeld, sostituto cap. Harnisch, composta da due uff., 25 sottuff. e 59 soldati di truppa è stata costituita. Pronta all’impiego a partire dalle ore 20.00. Impiego disposto in base agli ordini della 25. Flak-Division.
Armamento: 4 MG italiane, 2 MP, 1 pistola da segnalazioni, 79 fucili, 376 bombe a mano.
Automezzi: un autocarro con rimorchio.
Materiali: una cucina da campo, una scorta di munizioni, tre scorte di munizioni per mitragliatrici italiane, viveri per cinque giorni, scorte di materiali per 3 giorni.
Doc. 3) BA-MA, RL 21/258
Diario di guerra del comando aeroportuale (Fliegerhorst-Kommandantur E (v) 218/VII).
28/6/44: Operazione speciale Wallenstein.
5/7/44: Langhirano, sede del comando “Wallenstein” I
Doc. 4) RH 19 X/111 K
OB Südwest, cartografia Ufficio informazioni, luglio 1944, Bandenlagekarten, carte sulla situazione partigiana luglio 1944, K 8, Bandenlage Italien 11-17 luglio.
Territorio interessato da „Wallenstein II“ riportato su Lucido.
Conclusione „Wallenstein I“, Perdite nemiche: 325 morti, 2769 prigionieri.
Doc. 6) ISTORECO
Ordine di operazione per la fase finale di “Wallenstein” I. Il documento, il cui originale è disposibile solo in una traduzione italiana molto approssimativa, è stato modificato dal traduttore per renderne più agevole la lettura [leichte Flak-Abteilung] 985, segreto, 3/7/1944
1) Nemico: La resistenza opposta dal nemico è stata debole in tutti i settori. Il nemico si concentra nel settore Campione-Bagnone-Biglio e tenta di evadere in direzione sud.
2) Il battaglione d’assalto 160 [Flak-Abteilung 160 ?] e [?] raggiungono marciando due giorni in direzione generale sudest la linea di chiusura meridionale corrispondente alla strada statale 62 Pontremoli-Bagnore-Licciana-Fivizzano-Passo del Cerreto.Meta del giorno 4/7: Fiume Magra-Monte Gavella-Lusiniana-Monte Debia-Monte Colle-Monte Unero-Coriano-Monte Battignana-Sassalbo.Meta del giorno 5/7: La linea Chiusina Cangalla-Pontremoli-Bagnore-Licciana Nardi-Fivizzano-Ceratelli.Limite tra i settori di operazione dei reparti: Flak-Abteilung 160 confine destro strada statale 62, confine sinistro La Casetta-Vuldanzara[sic]-Pontremoli inclusa; Flak-Abteilung 843 confine sinistro Monte Orsara-Lusignana-Filattiera inclusa; Flak-Scheinwerfer-Abt. 259 confine sinistro Monte Bruco-Monterone-margine occidentale di Bagnone incluso;Battaglione 6 [Luftwaffen-Jäger-Btl. zbV 6] confine sinistro Monte Sillara-margine occidentale di Campione-Monte Gabbiana incluso;Flak-Abteilung 914 confine sinistro Monte Malpasso-Taponecco-Licciana Nardi inclusa;Battaglione Kober confine sinistro Monte Falera-Coniano-Fivizzano incluso;Flak-Abteilung 603 confine sinistro strada statale 63 da Collagna-Sassalbo fino a raggiungere Fivizzano.Ora di inizio dell’attacco: ore 4.30 per entrambi i giorni
3) Svolgimento delle operazioni:
Mi interessa in particolare spingere in direzione sud verso la linea di chiusura le grosse mandrie di bestiame che ancora si trovano in quest’area ed evacuare la popolazione maschile tra i 16-55 anni. Le truppe dovranno provvedersi tutto l’occorrente per una marcia di due giorni. Esse saranno accolte la sera del 5/7 dai reparti di chiusura. La forza dei gruppi d’assalto dovrà essere comunicata ai reparti di chiusura e telegraficamente ai comandi responsabili [...] Tutti i prigionieri catturati catturati ed il bestiame rastrellato dovranno essere versati dopo la marcia dei giorni 4 e 5 ai nuovi centri di raccolta e concentrati a Bibbiano. Il bestiame razziato che non può essere condotto dai gruppi d’assalto a Bibbiano è da versare ai seguenti centri di ammasso bestiame [...]: Corniglio, Vestola, Orsale, Monchio, Prato Selvanizza, Lagnimore, Langhirano, Castione de Baratti. I prigionieri sono rinchiudere nelle case di Biggiano [sic, Bibbiano ?].Reparto Albrecht: costituisce punti di appoggio presso i seguenti luoghi e provvede al trasporto del bestiame: Monchio, Selvanizzo, Laquimore, Orzale, Vestola, Corniglio. Il reparto sarà probabilmente trasferito il 9 o 10/7 in nuova area.I reparti 160 e 843 trasferiranno anch’essi il bestiame ed i loro prigionieri il giorno 5 a Bibbiano. I centri di raccolta del bestiame per questi reparti sono: per 843 Corniglio, Orzale, Vestola e per il 160: Berceto, Calestano, Bibbiano. Il 1) reparto 259 [sostituisce ?] il reparto 843.Reparto 985 (Simonait): trasporta nei giorni da 4 all‘8/7 a Bibbiano tutti i prigionieri ed il bestiame requisiti dai reparti 310, 603, Jagdkommando dell Luftflotte 2 e 985. Il reparto 985 costituisce punti di appoggio (centri di raccolta del bestiame) nelle seguenti località: Fontino-Castelnuovo-Vetto-Neviano-Traversetolo. L’ordine emanato al reparto Simonait di provvedere allo sgombero ed all’evacuazione dei centri di raccolta nell’area Vetto-Castelnovo-Ramiseto-Vetto rimane in vigore.
4) Il bestiame requisito ed i prigionieri catturati dai reparti d’assalto nei giorni 4 e 5/7 dovranno essere consegnati dietro consegna di ricevuta al reparto della catena di chiusura. Le unità Luftwaffen-Jäger-Bataillon zbV 7 con alle sue dipendenze Scuola Ufficiali [Parma ? Fontanellato], 809 [?], Battaglione Kober e reparto 310 che compongono la catena di chiusura debbono trasportare tutti i prigionieri ed il bestiame requisito nei giorni 6, 7, 8 e 9/7 a Bibbiano [...].
5) Il trasferimento dei reparti d’assalto 603, Kober, 914, 6 [?], 259, 843 compresa la GNR ed il reparto 160 viene effettuato il giorno 6/7 per mezzo degli autocarri dei quali dispongolo le truppe di chiusura. Inoltra verranno inviati dai comandi responsabili autocarri a Fivizzano, Licciana e Pontremoli. Meta dei trasporti sono i punti di raccolta per l’operazione Wallenstein II. I reparti Albrecht e Simonait non lasciano le loro zone di operazione prima dei giorni 9 e 10/7, terminato il trasporto del bestiame requisito a Bibbiano.
6) Azione della Luftwaffe nei giorni 4 e 5/7:
I.) Il giorno 4/7 dalle ore 5 alle ore 8 dovranno essere bombardate le seguenti alture: Monte Curtiglio-Monte Maltagliato-Monte Corallo-Monte Cavallina-Monte del Clogo-Monte Rozzo-Alpe di Succiso-Monte Alto.[...]
7) Il trasferimento del reparto Sch [Offizierschule ? Scuola Ufficiali ?] al punto di partenza per Wallenstein II avviene [non] prima del giorno 9/7, il compito di chiusura della sacca termina solo su ordine del comandante responsabile, probabilmente il giorno 7/7.I reparti responsabili comunicano di quanti autocarri necessitano per il trasporto nei punti di raccolta e dove tali auticarri debbeon essere inviati.
Specchio di diramazione:per mezzo del capitano Lotze a: 914, 6, Kober e Albrechtper mezzo del giudice militare Schönfelder a: 985, 603, 310per mezzo del maggiore Melzer [sic] a: Reparto Kober, 809, Luftwaffen-Jäger-Bataillon zbV 7 compresa la Offizierschule Parma e 160per mezzo del capitano Morlitz a: Reparto 843 compresa la GNR e 259per mezzo del maggiore Wilk a: Ferga
Doc. 7) BA-MA, RW 4/v. 602
OKW/WFSt, Messaggi del comandante in capo delle formazioni contro le bande (Chef der Bandenkampfverbände), 3 luglio 1944
Italia: Attentati contro la rete delle comunicazioni e furti di rifornimenti. Da dichiarazioni di prigionieri risulta che forti reparti della Brigata „Garibaldi“ (circa 1500 uomini) sono attivi nell’area tra Modena e Carrara. L’armamento è buono, il comando di Brigata si suppone a Reggio. Nel corso di operazioni svolte da forze di polizia e Gendarmerie in concorso con unità della Luftwaffe sono stati distrutti sei accampamenti delle bande e 56 persone arrestate.
Doc. 8) PRO, DEFE 3/50
Messaggio tedesco XL 674 intercettato dai servizi di informazione britannici, 3 luglio 1944
Operazione della Luftflotte 2 in corso nella parte nordoccidentale dell’Appennino iniziata il 1 luglio ha portato finora alla cattura di 700 prigionieri, 50 morti, nessuna resistenza degna di nota.
Doc. 9) BA-MA, RH 24-75/13
Ordine del LXXV Corpo d’armata applicativo delle misure previste dal generale Kesselring nel giugno 1944
La situazione delle bande nelle retrovie del Corpo d’armata continua a costituire un serio pericolo per le truppe combattenti e i loro rifornimenti. La lotta contro le bande è pertanto da condurre con la massima severità. La bonarietà e l’ingenuità che spesso si riscontrano tra i soldati tedeschi devono scomparire. Pertanto si ordina:
a) Ogni aggressione delle bande deve essere immediatamente punita. Nelle relazioni inoltrate deve essere sempre indicata la contromisura presa.
b) Dove le bande compaiono più numerose, devono essere catturati tra i civili che risiedono in tale area degli ostaggi (parenti o uomini in età di leva che simpatizzano per le bande) che saranno passati per le armi nel caso di atti ostili. Di questo gli abitanti sono da informare al momento della cattura.
c) Nel caso in cui soldati siano fatti segno a colpi di arma da fuoco da località, questa sará data elle fiamme. I responsabili o i caporioni dovranno essere impiccati pubblicamente.
d) Per i casi di sabotaggio ai cavi delle comunicazioni e la dissemina di chiodi sulle strade sono da rendere responsabili le localitá nelle vicinanze. La migliore garanzia di sicurezza sono pattuglie composte dagli abitanti stessi.
e) Gli appartenenti al partito fascista sono da escludere da ogni misura di ritorsione. Persone sospette sono da consegnare ai prefetti previa segnalazione al Corpo d’armata.
f) Ogni soldato ha il dovere di difendersi muovendosi fuori dai centri abitati armato. Le divisioni dovranno segnalare in quali cittá all’interno delle loro zone di operazioni sia necessario aggirarsi sempre armati anche all’interno del perimetro urbano.Aree nelle quali è necessario svolgere operazioni speciali sono da segnalare entro il 10 luglio 1944 indicando le misure necessarie.
g) Ogni forma di saccheggio è vietata e sarà punita inesorabilmente.
Inoltre è immediatamente da passare per le armi: Chi offre aiuto alle criminali e perfide bande offrendo vettovagliamento e asilo e fornendo informazioni militari. Chi conduce con se armi (anche armi da caccia) e esplosivi. Chi tiene nascoste armi (anche armi da caccia) e esplosivi. Chi commette azioni ostili alla Wehrmacht di qualsiasi genere Ogni comandante che nella lotta alle bande supererà nella scelta e nel rigore dei mezzi la moderazione che ci è solita sarà protetto. Anche in questo caso è valida la vecchia regola che eccedere nella scelta dei mezzi per difendersi è sempre preferibile a omissione e negligenza. Solo risposte immediate e severe sono adatte come misure punitive a soffocare sul nascere disordini di grandi dimensioni. Tutti civili catturati in occasione delle rappresaglie durante le operazioni contro le bande sono da consegnare ai centri di raccolta appositamente costituiti per il trasferimento come lavoratori nel Reich. Le sedi dei centri di raccolta saranno successivamente comunicate. Tutte le armi da caccia in possesso della popolazione civile sono da consegnare immediatamente. L’esecuzione dell’ordine avverrà a cura dei comandi di presidio locali.
Doc. 10) BA-MA, RH 24-75/22
Relazione della 135^ Brigata da Fortezza sull’Operazione „Wallenstein“ I, 6 luglio 1944
Al comando del LXXV Corpo d’Armata: Dal 30 giugno 1944 è in corso sotto la direzione del generale von Hippel (Comandante superiore della Flak sul fronte meridionale, orig. Flakführer Süd) e con l’impiego di circa 5 – 6000 uomini un’operazione contro le bande. Nel quadro dell’operazione il confine verso ovest [è costituito dalla] rotabile Parma – Aulla, quelli verso sud-ovest e nord-est dalla rotabile Aulla – Fivizzano – Passo del Cerreto. Entrambe le strade sono presidiate da forze di copertura. Le principali vallate vengono rastrellate da nord e nord-est in direzione verso sud, spingendo, se possibile, le bande verso la linea di chiusura della sacca, dove dovranno essere annientate. Il termine dell’operazione è previsto per il 7 luglio. Di seguito avrà luogo ad ovest della strada La Spezia – Parma una seconda operazione allo scopo di garantire la sicurezza della linea ferroviaria La Spezia – Parma e l’annientamento delle bande che da tempo si sono insediate in quella zona il cui inizio è previsto per il 9 luglio. Lo svolgimento delle azioni è stato ordinato dal Comandante supremo del sud-ovest [OB Südwest, ovvero il feldmaresciallo Kesselring]. Il grosso delle truppe impiegate, oltre che dalle formazioni locali, comprese le unità della Milizia [GNR], è costituito da unità della Flak e dell’aviazione provenienti dall’Italia centrale. Le azioni finora svolte dalle unità della Brigata nel quadro dell‘operazione hanno portato alla cattura di circa 180 prigionieri. Perdite: un morto (902° battaglione da fortezza), un italiano (battaglione „Lupo“).
Doc. 11) PRO, DEFE 3/52
Messaggio tedesco XL 1068 intercettato dai servizi di informazione britannici, 7 luglio 1944
La Luftflotte 2 ha ordinato che i cavalli ed i muli sequestrati nel corso dell’operazione „Plexus“ (operazione tedesca „Wallenstein“) siano consegnati alla fine delle operazioni al comando della Luftwaffe di Bologna. Comando dell’aviazione tedesca in Italia comunica in data 6 luglio operazione „Plexus“ in corso nel territorio a sud di Fidenza. Comando dell’aviazione tedesca in Italia comunica in data 6 luglio: nel corso dell’operazione della Luftflotte 2, 240 uccisi e 2500 catturati.
Doc. 12) BA-MA, RW 4/v. 602
OKW/WFSt, Messaggi del comandante in capo delle formazioni contro le bande (Chef der Bandenkampfverbände), 8 luglio 1944 (Battaglia del Manubiola, 30 giugno 1944)
Due ufficiali e 72 tra sottufficiali e soldati di truppa del III battaglione del SS-Polizei-Regiment 12 con gli ufficiali e 25 uomini di una compagnia del genio ferrovieri attaccati presso la stazione di Berceto e quasi completamente annientati; rientrati un ufficiale e 14 soldati.
Doc. 13) BA-MA, RH 20-14/114
Dal bollettino serale dell’ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung), 8 luglio 1944
La Festungs-Brigade 135 comunica la cattura da parte delle sue truppe di circa 180 banditi tra il 30 giugno ed il 6 luglio, nel corso dell’operazione „Wallenstein“.
Doc. 14) RH 19 X/111 K
9/7: Borgo Val di Taro: scontro tra una compagnia della Festungs-Brigade 135 e banditi rafforzati da paracadutisti americani. Nostre perdite: comandante di compagnia e 30 uomini fuori combattimento.
Doc. 15) BA-MA, RH 20-14/114
Dal bollettino serale dell’ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung), 9 luglio 1944
Scontri tra una compagnia della Festungs-Brigade 135 addetta alla protezione dei lavori di riparazione effettuati da truppe del genio ferroviario ed un reparto di paracadutisti americani composto da almeno una compagnia nell’area 23/11 [Borgo Val di Taro]. Perdite finora segnalate: il comandante di compagnia caduto, 30 uomini messi fuori combattimento. Un battaglione della Luftwaffe incaricato della ripulitura. Non ancora comunicati i dettagli.
Doc. 16) BA-MA, RH 20-14/114
Dal bollettino serale dell’ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung), 10 luglio 1944
Verifica della segnalazione relativa alla presenza di paracadutisti americani nell’area 23/11 [Borgo Val di Taro] ha finora permesso di stabilire quanto segue: le nostre truppe hanno segnalato la presenza di paracadutisti americani perchè, oltre a 70-80 banditi erano state individuate anche truppe nemiche dall’aspetto anglosassone che indossavano uniformi estive kaki, bustine di colore marrone scuro ed erano armate di mitra.
Doc. 17) BA-MA, RH 24-75/12
Dal bollettino serale dell’ufficio operazioni (Ia-Tagesmeldung), 10 luglio 1944
Segnalazione di scontro a fuoco avvenuto l‘8 luglio tra una compagnia del Festungs-Bataillon 908 nelle vicinanze dello sbocco del tunnel ferroviario presso 23/11 [Borgo Val di Taro]. Duro scontro con 70-80 banditi e una o due compagnie di truppe inglesi o americane in uniforme. Nel quadro dell’operazione „Wallenstein II“, opera contro il nemico nell’area 23/11 [Borgo Val di Taro] il VII battaglione campale della Luftwaffe.
Doc. 18) BA-MA, RH 20-14/114
Dal bollettino serale dell’ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung), 12 luglio 1944
Operazione contro le bande „Wallenstein II“: Nel corso delle marce di avvicinamento alle posizioni di partenza lungo la strada tra 29/35 e 43/39 vari scontri con formazioni nemiche in uniforme. 31 caduti tra i militari della Luftwaffe, perdite avversarie sconosciute.
Doc. 19) BA-MA, RH 24-75/12
Dal bollettino serale dell’ufficio operazioni (Ia-Tagesmeldung), 12 luglio 1944
L’operazione „Wallenstein II“ prosegue. Nuovi scontri a fuoco tra i gruppi tattici della Luftwaffe e forze avversarie in uniforme e ben armate.
Doc. 20) BA-MA, RH 24-75/23
Operazione contro le bande „Wallenstein II“: Nel corso delle marce di avvicinamento alle posizioni di partenza lungo la strada tra Carasco e Bedonia vari scontri con formazioni nemiche in uniforme. 31 caduti tra i militari della Luftwaffe, perdite avversarie sconosciute.
Doc. 21) BA-MA, RH 24-75/23
Dal bollettino serale dell’ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung), 13 luglio 1944
12 luglio, ore 11.00, scontro a fuoco un km a nord di Busana tra un gruppo di banditi ed una sezione di furieri di alloggiamento del reparto Reseda [?]. Nessuna perdita subita, ferito un bandito che è stato messo in salvo, catturato un mitra. Rappresaglia: un edificio dato alle fiamme e due ostaggi catturati e consegnati alla stazione di polizia.
Doc. 22) BA-MA, RH 24-75/23
Dal bollettino serale dell’ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung), 14 luglio 1944
Operazione contro le bande „Wallenstein II“: marce per raggiungere le posizioni di partenza ancora in corso. Lungo la strada tra Carasco e incrocio 10 km a sudovest di Bedonia scontro con formazioni nemiche. Operazione di ripulitura avviata. Dal 13 luglio caduto un militare tedesco e due leggermente feriti.
Doc. 23) BAB, R 70 Italien/20
Proposta per il conferimento della ccroce di ferro di 2^ classe al tenente SS Herbert Andorfer
Il 17 luglio 1944 nel corso dell‘operazione contro le bande Wallenstein II Andorfer, precedendo tutte le altre truppe e dopo un breve bombardamento, ha preso d’assalto su di un mezzo corazzato la cittá ed il castello del centro delle bande Bardi. Grazie alla rapidità della sua azione e nonostante l’inferiorità
delle forze egli è riuscito a sgominare i banditi rimasti e a liberare i prigionieri ed i feriti tedeschi.
Doc. 24) PRO, DEFE 3/60
Messaggio tedesco XL 3073 intercettato dai servizi di informazione britannici, 22 luglio 1944
Attacco nell’area Borgotaro, Grondola, Berceto, Campo Lozzola previsto per il 15/16 luglio ritardato dalla mancata avanzata del Gruppo tattico Kreuzburg, VII Battaglione cacciatori della Luftwaffe, lungo la strada Borgotaro-Albareto e Borgotaro-Varese Ligure. Se il gruppo tattico è in grado di avanzare, si intende occupare Bedonia ed aree non specificate.
Doc.25)BA-MA,RH36/477
Relazione no. 11 della Milìtarkommandantur 1088, Parma, relazione del gruppo amministrativo per il periodo dal 16/6 al 15/17/1944
Nei confronti della precedente relazione, la situazione è praticamente invariata.
Non è ancora certo se con l'operazione Wallenstein, eseguita all'inizio di luglio tra le strade statali 62 e 63, sia stata raggiunta una pacificazione di questo territorio. In questa operazione ero stato progettato il prelievo dell'intera popolazione maschile tra i 18 ed i 55 anni.
Data l'esiguità della quota di persone appartenenti alle classi più giovani tra i rastrellati, è tuttavia da supporre che i partigiani siano stati in grado di sottrarsi al rastrellamento. Le requisizioni e gli arresti di numerosi uomini che lavoravano a Parma e che si trovavano in visita alle loro famiglie sfollate lassù hanno invece provocato grande inquietudine tra la popolazione. In provincia di Parma si è sfolta tra il 1° d il 4 luglio una operazione di rastrellamento nel corso della quale sono state arrestate 2500 persone, delle quali 950 sono state trasferite al campo di raccolta di Suzzara dalla Sezione Lavoro (Milìtarkommandantur). Tutti i suoi membri sono stati addetti alla compilazione dei documenti per la visita medica ed all'esame dei singoli casi. Giunti a compimento questi lavori e, poco prima della partenza, tutti gli arrestati sono stati trasferiti a Verona su richiesta del generale Harlinghausen. Una nuova azione nei prossimi giorni dovrebbe fornire altri lavoratori per il trasferimento nel Reich.
Doc. 26) RH 19 X/111 K
OB Südwest, cartografia Ufficio Informazioni, luglio 1944, BandenlageKarten, carte sulla situazione partigiana luglio 1944, K8, Bandenlage Italien 11-17 luglio.
16/17: pesanti scontri presso Borgo Val di Taro nel corso dell'operazione Wallenstain 2. Unità temporaneamente accerchiate sono state liberate. Gli scontri proseguono.
Doc. 27) BA-MA, RH 20-14/114
Dal bollettino serale dell'ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung), 16 luglio 1944
Operazione contro le bande "Wallenstein II": pesanti scontri nell'area 27/11. Unità temporaneamente accerchiate sono state liberate. Gli scontri proseguono. Scontro a fuoco tra un nostro reparto esplorante e formazioni nemiche in area 91/26 [Pelosa]. Si è rilevato che il nemico utilizza mortai. Rappresaglia: tre località distrutte.
Doc. 28) BA-MA, RH 24-75/12
Nel quadro dell'operazione "Wallenstein II" vengono segnalati pesanti combattimenti dello Jäger-Bataillon 6 a sud di 23/11.
Doc. 29) BA-MA, RH 24-75/23
Dal bollettino serale dell'ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung),16 luglio 1944
Operazione contro le bande "Wallenstein II": pesanti scontri nell'area di Borgo Val di Taro. Unità temporaneamente accerchiate sono state liberate. Gli scontri proseguono. Scontro a fuoco tra un nostro reparto esplorante e formazioni nemiche in area 3 km a sud di Casale. Si è rilevato che il nemico utilizza mortai. Rappresaglia: due località distrutte.
Doc. 31) BA-MA RH 20-14/114
Dal bollettino serale dell'Ufficio Informazioni (Ic-Tagesmeldung), 17 luglio 1944
Nel quadro dell'operazione contro le bande "Wallenstein II" unità della Festungs-Brigade 135 sono in marcia in direzione di Bedonia. 9 nemici uccisi, nessuna perdita da parte nostra.
Doc. 32) RH 19 X/111 K
OB. Sudwest, cartografia Ufficio Informazioni, luglio 1944, BandenlageKarten, carte sulla situazione partigiana luglio 1944, K3, Bandenlage Italien 18-26 luglio.
Territorio interessato da "Wallenstein II" riportato su lucido. Conclusione "Wallenstein I", perdite nemiche: 325 morti, 2769 prigionieri.
Doc. 33) BA-MA, RH 24-75/23
Dal bollettino serale dell'Ufficio Informazioni (Ic-Tagesmeldung), 20 luglio 1944
Operazione contro le bande "Wallwenstein II": scontro a fuoco nel corso di un nostro attacco partito da Bedonia. Nostre perdite: nessuna, perdite nemiche: 4 morti.
Doc. 34) BA-MA, RH 24-75/15
Rapporto sul viaggio di ispezione compiuto dal generale Dostler, LXXV Corpo d'armata presso il comando della Fustengs-Brigad 135, 21 luglio 1944
Richiesto di esporre la situazione delle bande, il colonnello Almers fornisce i seguenti dati al genrale comandante: attualmente è in corso l'operazione "Wallenstein II". Nel corso delle operazioni si riscontra che sempre che le bande riescono a sottrarsi al loro completo annientamento grazie all'aiuto della popolazione che li avverte al momento giusto. Al termine dell'operazione "Wallenstein II" segue "Wallensrtein III". Nel prossimo periodo verrà ripulita l'area di Busana. Le bande più pericolose sono guidate da ufficiali inglesi, la massa è composta da vigliacchi. Fosse data una volta la possibiltà di avviare immediatamente le azioni repressive, sarebbe questa la migliore difesa.
Doc. 35) BA-MA RH 20-14/114
Dal bollettino serale dell'Ufficio Informazioni (Ic-Tagesmeldung), 22 luglio 1944
Attività operativa nel quadro di "Wallenstein II" sospesa a causa di trattative in corso tra il comando per la sicurezza della Luftflotte 2 e le bande.
Doc. 36) BA-MA, Rh 24-75/23
Doc. 37) BA-MA, RH 24-75/23
Dal bollettino serale dell'Ufficio informazioni (Ic-Tagesmeldung), 24 luglio 1944
Operazione contro le bande "Wallenstein II": sospese le trattative con le bande dopo che esse avevano richiesto l'immediato ritiro del Battaglione "Lupo".
Doc. 38) PRO, DEFE 3/61
Messaggio tedesco XL 3361 intercettato dai servizi di informazione britannici, 24 luglio 1944
Relazione del 23 luglio relativa all'operazione "Wallenstein (Colonnello Merhardt-Wallenstein...[incomprensibile]) nel settore della Loftflotte: tutte le unità hanno raggiunto le loro posizioni comprese San Michele- Monte Pennino-Badoni-Boccolo della Noce-Arrisa-Monte Cavriago. Solo isolati contatti con il nemico. I comandanti partigiani non si sono presentati alla conferenza prevista. Condizione preliminare, sostituzione dell'unità Neef (Battaglione italiano San Marco). Sostituzione con truppe di polizia della 14° Armata assicurata dal comandante in capo del sudovest. Gruppi isolati di guerriglieri sono comparsi nell'area a sud della via Emila. Eliminazione finale delle ultime sacche di resistenza previste per il 24.
Doc. 39) BA-MA, RH 24-75/15
Rapporto sul viaggio di ispezione compiuto dal generale Dostler, LXXV Corpo d'armata presso il comando della Festungs-Brigade 135, 26 luglio 1944
A causa dello svogimento poco soddisfacente dell'operazione "Wallenstein II" il successo è stato solo parziale. E' da ritenersi che solo una parte del territorio sia stato ripulito con questa operazione. Ci sono state addirittura delle trattative nel corso delle quali le bande hanno spiegato che la loro lotta non è contro i soldati tedeschi, ma solo contro i fascisti. Per questo motivo esse richiedono l'immediato ritiro del battaglione "Lupo". Attualmente il battaglione si trova a Bedonia con compiti di presidio. Il comandante dell'operazione ha richiesto l'invio di formazioni di polizia. Il generale comandante assicura che inoltrerà la richiesta di invio di truppe di polizia nell'area di Bedonia e Borgo Val di Taro al comando supremo del Gruppo di armate. L'invio di tali forze è essenziale altrimenti il territorio ripulito può essere ripreso in possesso dalle bande.
Doc. 40) BA-MA, RH 20-14/44
Ordine della 14° Armata relativo alla riorganizzazione della lotta alle bande nel territorio di competenza, 8 agosto 1944
Nuova regolamentazione della lotta alle bande: nonostante le operazioni condotte con successo contro le bande nel corso delle scorse sei settimane, la situazione partigiana nelle retrovie dei corpi d'armata riumane pericolosa per le truppe combattenti, i loro rifornimenti e per i lavori attualemnte in corso per la II "Linea Verde"... di particolare importanza sono l'area di Montefiorino-Lama-Castellarano,
l'area di Villaminozzo e del Monte Cusna, così come quuella ad est del Monte Cimone-Fanano-Sestola...i comandi di corpo d'armata debbono fare in modo affinchè tale pericolo sia stato eliminato prima che il fronte raggiunga la "Linea Verde"... tramite l'operazione della Luftflotte II, "Wallenstein III" sono state liberate nel corso della prima settimana di agosto le località Montefiorino, Toano, Villaminozzo e Ligonchio. Questi luogjhi sono da occupare rapidamente con salmerie o unità dei servizi del LXXV Corpo d'armata.
Doc. 41) BA-MA, RH36/477
Relazione numero 12 della Milìtarkommandantur 1008, Parma, relazione del gruppo amministrativo per il periodo dal 16/7 al 15/8/1944
Due terzi del territorio soggetto alla Kommandantur sono dominati o controllati dalle bande. In provincvia di Piacenza la presenza è così alta che la via Emilia tra Piacenza e Fiorenzuola può essere percorsa solamente in convoglio. Anche nelle aree della provincia di Parma rastrellate nel corso delle operazioni "Wallenstein I e II" ricompaiono nuovamente gruppi di bande. Secondo le informazioni, negli ultimi tempi gli appartenenti alle bande indossano anche unifortmi tedesche. Sembra che tra le bande si trovino disertori tedeschi e alcuni di essi siano attivi. Il risultato delle due operazioni finora svolte è il seguente: durante l'operazione dal 1° al 5 /7/44 sono state inoltrate al campo provvisorio di Bibbiano complessivamente 2500 persone. Di queste, 1050 sono state rilascite in quanto si trattava di manodopera dell'O[ragnizzazione] T[odt], dei dipendenti di una centrale elettrica e di vecchi fascisti. Sono stati riulasciati anche i sacrdoti, arrestati in gran numero. Dei rimanenti, 1105 erano abili all'impiego nel Reich e 345 abili all'impiego in Italia. Gli abili per l'impiego nel Reich sono stati inoltrati allo stato maggiore del generale Harlinghausen di Verona per "Programma Göring", mentre gli abili all'impiego in Italia sono stati inviati a nord del Po. Nel corso della seconda operazione, che si è svolta tra iul 18 e il 29/7/44 sono state porate nel Lager di Bibbiano 1199 persone, tra le quali 285 hanno dovuto essere rilascite subito; 693 erano abili all'impiego nel Reich, dove sono state inviate passando per i campi di Suzzara e Verona. I 159 abili all'impiego in Italia sono stati inoltrati al Lager di Vertona, mentre 50 persone non idonee sono state rimpatriate [sic]. Degli arresti 12 erano banditi e sono stati consegnati all' SD.