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Timestamp: 2020-01-21 09:30:28+00:00
Document Index: 23349629

Matched Legal Cases: ['art. 648', 'art. 63', 'art. 648', 'art. 240', 'art. 648', 'art. 648', 'sentenza ', 'art. 648', 'art. 648', 'sentenza ']

Art. 648 quater codice penale - Confisca - Brocardi.it
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Articolo 648 quater Codice penale
Dispositivo dell'art. 648 quater Codice penale
(1) Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dagli articoli 648 bis, 648 ter e 648 ter 1, e' sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il prodotto o il profitto, salvo che appartengano a persone estranee al reato.
Nel caso in cui non sia possibile procedere alla confisca di cui al primo comma, il giudice ordina la confisca delle somme di denaro, dei beni o delle altre utilità delle quali il reo ha la disponibilita', anche per interposta persona, per un valore equivalente al prodotto, profitto o prezzo del reato.
In relazione ai reati di cui agli articoli 648 bis, 648 ter e 648 ter 1 il pubblico ministero puo' compiere, nel termine e ai fini di cui all'articolo 430 del codice di procedura penale, ogni attivita' di indagine che si renda necessaria circa i beni, il denaro o le altre utilita' da sottoporre a confisca a norma dei commi precedenti.
(1) Tale articolo è stato aggiunto dall'art. 63, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231.
La disposizione in esame è stata introdotta al fine di intensificare la lotta alla criminalità organizzata, in aderenza con le due norme precedenti.
Spiegazione dell'art. 648 quater Codice penale
Operando una deroga a quanto previsto dall'art. 240 in tema di confisca facoltativa, la norma in esame rende obbligatoria la confisca anche delle cose che servirono a commettere il reato, del profitto e del prodotto del reato, salvo che la cosa appartenga a persona estranea al reato.
Per quanto riguardo il prezzo del reato, la sua confisca è già prevista come obbligatoria dall'articolo 240 c.p..
Per prodotto del reato va intesa la cosa materiale che trae origine dal reato stesso; per profitto il guadagno od il vantaggio economico derivato dall'illecito penale, mentre per prezzo deve intendersi la somma o l'utilità conseguita al fine di commettere il reato.
Al secondo comma è altresì prevista la tanto discussa figura della confisca per equivalente, qualora la confisca tradizionale non sia possibile. Il giudice dovrà pertanto quantificare la somma idealmente oggetto di profitto, prodotto o prezzo, e confiscare la somma equivalente di cui il condannato, o persona fittiziamente interposta, ne abbia la disponibilità.
Massime relative all'art. 648 quater Codice penale
Cass. pen. n. 4800/2010
Integra il solo delitto di impiego di beni di provenienza illecita, nel quale rimangono assorbiti quelli di ricettazione e di riciclaggio, colui che realizza, in un contesto unitario caratterizzato sin dall'origine dal fine di reimpiego dei beni in attività economiche o finanziarie, le condotte tipiche di tutte e tre le fattispecie menzionate. (La Corte ha altresì precisato che, per converso, qualora, dopo la loro ricezione o la loro sostituzione, i beni di provenienza illecita siano oggetto, sulla base di una autonoma e successiva determinazione volitiva, di reimpiego, tale condotta deve ritenersi un mero "post factum" non punibile dei reati di ricettazione o di riciclaggio in forza della clausola di sussidiarietà contenuta nell'art. 648 ter c.p.).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 4800 del 4 febbraio 2010)
Cass. pen. n. 33409/2009
In caso di concorso di persone nel reato, la confisca "per equivalente" prevista dall'art. 648 quater c.p. può essere disposta per ciascuno dei concorrenti per l'intera entità del profitto.
La confisca "per equivalente" prevista dall'art. 648 quater c.p. non può essere applicata al delitto di riciclaggio commesso anteriormente all'entrata in vigore del D.L.vo 21 novembre 2007 n. 231 che ha introdotto detta misura patrimoniale. (In motivazione la S.C. ha affermato che la confisca "per equivalente" ha natura sanzionatoria).
(Cassazione penale, Sez. Feriale, sentenza n. 33409 del 17 agosto 2009)