Source: https://www.laleggepertutti.it/10913_si-puo-dare-da-mangiare-ai-gatti-e-cani-randagi?replytocom=3619
Timestamp: 2019-09-21 14:23:59+00:00
Document Index: 5486123

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 727', 'art. 727']

Si può dare da mangiare ai gatti e cani randagi?
E’ illegittima l’ordinanza del sindaco che vieta ai cittadini di dare da mangiare a cani e gatti randagi.
Dare dai mangiare agli animali randagi, abbandonando il cibo sulle pubbliche vie, non può considerarsi un illecito e pertanto l’ordinanza del sindaco che vieta questo comportamento va annullata.
Si è espresso in questi termini il TAR Puglia [1], accogliendo il ricorso promosso da alcune associazioni zoofile locali per ottenere l’annullamento di un’ordinanza comunale emanata per finalità di prevenzione igienico-sanitaria [2].
Secondo le motivazioni dei giudici amministrativi da un lato non esiste nel nostro ordinamento alcuna norma di legge che vieti di alimentare gli animali randagi [3], d’altro canto l’ordinanza in questione si pone in contrasto con la normativa nazionale e regionale sulla prevenzione del randagismo e sulla tutela degli animali di affezione [4].
L’Asl denuncia che le strade sono sporche per gli avanzi di alimenti lasciati dai benefattori di animali; c’è il rischio del diffondersi di parassiti e malattie. Ma ciò non basta. Secondo il Tar Puglia [1] è prioritaria la legge quadro sul randagismo [4] la quale, già all’art. 1, stabilisce che lo Stato condanna gli atti di crudeltà contro gli animali, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale. Gli animali, quindi, devono essere protetti e non si può impedire chi vuole alimentarli.
Esultano le associazioni animaliste, che ricordano come l’unico espediente ammesso dalla legge è la profilassi attraverso il controllo delle nascite, attività che deve essere posta proprio dall’Asl.
Cresce la sensibilità verso gli animali. Dal riconoscimento formale della dignità degli animali si sta passando a concrete azioni di tutela giuridica nei loro confronti.
La legge quadro del 1991 prevede quattro misure che vanno in questa direzione: oltre al già menzionato controllo della riproduzione (che consentirebbe di proteggere i randagi dal rischio di malattie), lo sviluppo dell’anagrafe canina, l’educazione del rapporto uomo-animale e dei proprietari di animali (anche attraverso l’informazione diffusa dai veterinari), e la previsione di sanzioni amministrative e penali contro atti illeciti nei confronti degli animali [5].
Le ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza del comune di S.V.d.N., con la quale “è fatto divieto nel perimetro urbano di somministrare cibo ad animali vaganti sul territorio”.
L’art. 1 l.r. 3 aprile 1995, n. 12, in attuazione dei principi definiti con la l. 281/1991, stabilisce che “La Regione Puglia, al fine di realizzare sul proprio territorio un corretto rapporto uomo – animale –ambiente…promuove, disciplina e coordina la tutela degli animali di affezione, persegue gli atti di crudeltà e i maltrattamenti nei loro confronti nonché il loro abbandono”, e agli articoli seguenti stabilisce che l’unico intervento ammesso per la prevenzione dal randagismo è la profilassi attraverso atti di controllo delle nascite, precisando altresì, all’art. 10, che “La Regione promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libertà. E’ vietato maltrattarli e spostarli dal loro habitat.”.
Il Consiglio di Stato in sede consultiva (Sez, III, parere 16 settembre 997, n. 883), su un ricorso straordinario al Capo dello Stato analogo alla controversia odierna, ha precisato che nessuna norma di legge fa divieto di alimentare gli animali randagi nei luoghi in cui essi trovano rifugio. Inoltre, il divieto di deporre alimenti per la nutrizione dei randagi o che comunque vivano in libertà contrasta con l’art. 2 della l. n. 281/91.
Il divieto sindacale, rivolto alla popolazione locale tutta, di offrire alimenti agli animali randagi appare in contrasto sia con la legge regionale sia con la legge quadro nazionale n. 281/91, dettata a prevenzione del randagismo e a tutela degli animali d’affezione.
Sotto diverso profilo, è da rilevare che l’ordinanza impugnata trova il proprio fondamento nella relazione dell’Asl che richiede il blocco della distribuzione di cibo in ambito urbano, poiché “è stato rilevato un aumento dell’imbrattamento del suolo pubblico con conseguente aumentato rischio di trasmissione di infestioni da ecto ed endo parassiti alla popolazione”.
In realtà, l’Asl non ha fornito alcuna prova o studio comprovante l’affermazione sopra riportata, e comunque, si ricorda che spetta proprio all’Asl programmare le limitazioni e il controllo delle nascite attraverso la profilassi non solo degli animali “domestici” ma anche e soprattutto degli animali randagi.
In conclusione, il ricorso deve essere accolto con compensazione delle spese di giudizio per giusti motivi.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Prima definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
[1] T.A.R. Puglia, sez. Lecce, sent. n. 525/12.
[2] Ordinanza Comune S. Vito Dei Normanni n. 108 del 7 novembre 2011.
[3] Il Consiglio di Stato, sezione III con sentenza n. 883 del 1997 si era già pronunciato in questo senso.
[4] L. quadro n. 281 del 1991 e rispettiva legge di attuazione (L.R. Puglia n. 12 del 1995).
[5] Si pensi al reato di abbandono di animali (art. 727 Codice penale) introdotto dalla l. n. 189 del 2004, o al reato di uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 727 bis C.p. inserito dal d.lgs. n. 121 del 2011).
21/07/2012 alle 12:49
La legge non fa la morale di in popolo. È la morale del popolo a fare la legge
30/09/2012 alle 20:28
QUANDO INVECE L’ ASL COMPETENTE NON EFFETTUA UNA CORRETTA PROFILASSI VUOL DIRE CHE QUESTI CANI E/O GATTI PER STRADA O NEI PARCHI PRIVATI SONO DESTINATI AD AUMENTARE IN FORMA ESPONENZIALE E SENZA CHE NESSUNO PUO’ TROVARE NESSUN TIPO DI OPPOSIZIONE
26/10/2012 alle 22:10
quando sporcano questi cani la colpa e sempre di quelli che portano a spasso i cani?
26/10/2012 alle 22:23
Sarebbe difficile notificare una citazione a un cane…
30/10/2012 alle 13:52
Buongiorno, nello specifico, ho un deposito(recintato ma scoperto cioe’ senza tetto) di materiale per la vendita e dei “” vicini”” danno da mangiare ai gatti in piattini di carta infilandoli sotto la porta . Tutto cio e ‘ possibile? Grazie
Kristy Davis ha detto:
13/12/2012 alle 03:00
Abbiamo un gatto in dieta per motivi salutari. Una vecchietta mette i piattini di plastica sotto il cancello per i gatti randaggi ma il nostro gatto mangia il cibo. Cosa possiamo fare per costringerla a smettere questo comportamento?
24/01/2013 alle 16:17
A me infastidirebbe molto se mi venissero a lasciare piatti di carta e avanzi di cibo sotto casa mia, e tenere un branco di cani nella strada di casa non è il massimo per la salute degli abitanti del quartiere. Il cibo spesso rimane li per terra a marcire richiamando altri animali come ratti, topi ecc… alle persone che lasciano a bordo strada qualsiasi tipo di sacchetto di plastica o piattini o quant altro con gli avanzi di cibo, gli può essere contestato in base alle Legge l’abbandono di rifiuti, anche come previsto del Nuovo Codice della Strada con una sanzione di circa 25euro…. a coloro che amano gli animali dico adottate i cani dal canile e portateli a casa così si può combattere il randagismo.
20/03/2017 alle 20:57
GENTILE TUTTO CIO KE DICI E’ GIUSTO E SACROSANTO E CONCORDO FINO A UN PUNTO IMPORTANTE. BISOGNA CONSIDERARE E SAPERE CHE LA GENTE SPECIE NELLE CAMPAGNE DEL SUD E IN PUGLIA ABBANDONA CANI E I CANILI SONO IN ESUBERO PERTANTO PIUTTOSTO CHE VEDERE MORIRE LE POVERE BESTIE E FARE AUMENTARE LE MALATTIE SAREBBE POCA COSA DONARE QUALCHE CROCCNATINO CHE E’ CERTO PIU PULITO CHE LASCIARE AVANZI VARI. SEMMAI DOVREMMO TUTTIRESPONSABILIZZARCI E RESPONSABILIZZARE COLORO CHE LASCIANO LE BESTIOLE PER STRADA CHE SONO COME BAMBINI ANZI MEGLIO. CHIEDONO SOLO AMORE E UN MINIMO DI CIBO E ACQUA. SE SI ABBANDONANAO LE MALATTIE AUMENTANO E PURE IL PROLIFERARE DI ANIMALI POICHE NON STERILIZZATI. QUINDI PROPONGO DI FARE CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE E DOVREBBERO FARLO LE AUTORITA E I VARI GOVERNI REGIONALI PROVINCIALI E STATALI. TUTTI SE NE LAVANO LE MANI E SIBNCERAMENTE DA QUESTANNO IO NON GIRO LA FACCIA E SE POSSO AIUTO I CUCCIOLI CHE SONO PERFINO AMOREVOLI. SE SI STERILIZZANO E SI EVITA DI ABBANDONARLI NON CI SONO PROBLEMI DI CIBO E ALIIS. PERCHE NON PENSARE A UNA ZONA FRANCA DI TERRA DI CAMPAGNA DI APPARTNENEZA COMUNALE O ALTRO LADDOVE ICANILI NON POSSONO SOPPERIRE ? COSI I VOLONTARI POTREBBERO DONARE VIVVERI E TUTTO RESTEREBBBE PULITO E DECOROSO. SE AVTE ALTRE IDEE AVANZATELE MA PENSIAMO CHE GLI ANIMLAI E LE PIANTE E TUTTO L’AMBINETE NATURALE E’ PARTE INTEGRANTE DELLA NOSTRA VITA E SALUTE, NON POSSIAMO ESSRE INDIFFERENTI NE PERBENISTI MA AIUTARE. UN TEMPO C’ERA UNA CAMPGANA CHE RECITAVA “IL BASTARDO SEI TU. SE ABBANDONI UN BASTARDO PER STRADA” DOVREMMO RIMETTERLA IN FUNZIONE. GRAZIE X LATTENZIONE
24/04/2017 alle 23:57
condivido tutto quello che hai detto Anonimo
Rosaria Saporito ha detto:
21/06/2013 alle 11:44
In una frazione del Comune di Piraino in aperta campagna, dove ci sono sulla lunghezza di due km circa , n.10 famiglie con abitazioni abbatanza distanti fra loro, abbandonano sempre
cani, che col passare del tempo diventano randagi, da circa un anno, ho provveduto a sfamare
alcuni di questi cani, per evitare, che essendo in branco, potessero aggredirmi. I vicini si sono
sempre accaniti contro questo mio agire, recandosi in Comune a denunciare il fatto, i Vigili Comunali mi hanno riferito che non posso assulatamente sfamare i cani randagi, perchè contro la legge, ovvismente anch’io mi sono recata in comune a fare presente che dovevano portare
via almeno quei tre cani che dimorano sempre vicino alla mia abitazione, in quanto visto che mi hanno vietato di dar loro da mangiare, ora diveteranno pericolosi in quanto affamati .
La mia richiesta è questa: è vero che non posso dare da mangiare ai cani randagi, è vero che
esiste una legge che punisce chi sfama i randagi, è il sindaco del Comune che vieta questo.
Chiedo cortesemente di farmi sapere a chi devo rivolgermi per risolvere la questione, visto
che la polizia municipale mi ha imposto assoluto divieto di dargli da mangiare.
Aurora Sciuto ha detto:
21/08/2014 alle 16:03
una domanda che mi pare lecita.Se è vero che non si può impedire ai così detti animalisti dell’ultima ora a dare da mangiare a gatti randagi, esiste almeno una qualche legge che li costringa almeno a ripulire per bene i luoghi dove lasciano il cibo.
ANTONIETTA GALLO ha detto:
15/10/2017 alle 18:13
loro si sporcano la coscienza invece,ostacolando tutte le persone che sono compassionevoli,verso gli animali che hanno fame!!!!!