Source: http://www.fidadisturbialimentari.com/cpf/centro-anoressia-bulimia-obesita-torino/statuto-centro-cpf/
Timestamp: 2018-01-19 15:47:23+00:00
Document Index: 169742257

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 20']

Statuto Centro CPF - FIDA Torino
È costituita l’associazione “Centro di Psicoterapia e Formazione”, denominata anche, più brevemente, “C.P.F.”. L’Associazione è un’associazione senza fini di lucro e ha sede in Torino. L’Associazione è associato fondatore di F.I.D.A., Federazione Italiana Disturbi Alimentari, e può riportare accanto al suo logo la dicitura “aderente F.I.D.A.”.
La durata dell’Associazione è fissata al 31 dicembre 2060; la durata può essere prorogata, o l’Associazione anticipatamente sciolta, con deliberazione dell’Assemblea degli associati.
1. L’Associazione non ha fini di lucro ed è costituita per promuovere e realizzare studi, progetti, ricerche, incontri e ogni altra iniziativa utile a sviluppare e diffondere, presso la società civile e le istituzioni, la prevenzione e la cura dei disturbi del comportamento alimentare, delle dipendenze, dei disturbi somato-psichici, e dei disturbi nell’ambito del disagio delle dinamiche familiari. L’Associazione si propone di perfezionare e far conoscere l’utilizzazione clinica del metodo di trattamento clinico integrato dei disturbi del comportamento alimentare che prevede l’intervento in istituzione di un’équipe multidisciplinare ad orientamento psicoanalitico.
2. L’Associazione può svolgere la propria attività in tutti i campi connessi con la realizzazione delle finalità sopra indicate e, in particolare, può:
b) promuovere, organizzare e realizzare studi, ricerche e iniziative scientifiche e culturali in ambito psicologico anche con la partecipazione di studiosi e operatori esterni all’ Associazione;
c) promuovere e realizzare la divulgazione dei risultati delle attività scientifiche e culturali proprie o altrui attraverso convegni, congressi, seminari, incontri, campagne di informazione, supervisioni e ogni altra opportuna iniziativa nell’ambito delle attività oggetto dell’ Associazione;
g) utilizzare sistemi e canali di informazione, anche all’uopo organizzandoli, che consentano lo scambio e la divulgazione di informazioni ed esperienze nell’ambito delle finalità perseguite dall’Associazione;
h) mettere i propri locali a disposizione degli associati, nonché costituire e (o) gestire strutture e centri per la cura dei disturbi del comportamento alimentare, nel rispetto delle riserve e delle disposizioni di legge;
i) far collaborare alle iniziative dell’Associazione enti, istituti e associazioni, pubblici e privati, italiani ed esteri, che perseguono finalità analoghe o attinenti a quelle dell’Associazione o affidare a società, professionisti o enti terzi la realizzazione di studi, ricerche o altre iniziative;
j) collaborare alle attività di informazione e prevenzione svolte da enti e istituzioni pubbliche e private.
3. L’Associazione può altresì compiere ogni atto e concludere operazioni di qualsiasi genere inerenti alla realizzazione dell’oggetto associativo e svolgere tutte quelle attività connesse o accessorie a quelle sopraindicate.
a) Fondatori: gli psicologi e gli psicologi psicoterapeuti che hanno sottoscritto l’atto costitutivo;
b) Aggregati ordinari: gli psicologi e gli psicologi psicoterapeuti che, operando almeno prevalentemente nel campo delle attività rientranti negli scopi e nell’oggetto dell’Associazione, condividono gli scopi e i principi dell’Associazione e intendono partecipare attivamente e concretamente alla sua attività;
c) Aggregati straordinari: medici, psichiatri e altre figure professionali che condividono gli scopi e i principi dell’Associazione e intendono partecipare attivamente e concretamente alla sua attività.
2. Gli associati non possono far parte di altri enti o associazioni che svolgono in via prevalente la loro attività nei settori rientranti nell’oggetto dell’Associazione.
3. L’Associazione non è responsabile in alcun modo dell’attività professionale svolta dai propri associati.
2. Il richiedente deve dichiarare di possedere i requisiti previsti dal precedente articolo 4,secondo quanto eventualmente specificato dal regolamento previsto dall’art. 25. Nella domanda, inoltre, l’aspirante associato deve dichiarare di essere a piena conoscenza delle disposizioni del presente statuto, dell’eventuale regolamento interno, delle deliberazioni già adottate dagli organi dell’Associazione, e di accettare il tutto senza riserve o condizioni.
3. Sulla domanda di ammissione delibera insindacabilmente il Consiglio direttivo.
4. Il Presidente dà comunicazione scritta dell’esito della domanda al richiedente l’ammissione.
– osservare lo statuto, il regolamento interno e le deliberazioni degli organi dell’Associazione;
– rispettare e promuovere la carta dei principi etici e le linee guida emanate da F.I.D.A. e, a integrazione di queste, dall’Associazione;
– comunicare all’Associazione il proprio indirizzo e-mail e ogni sua variazione, autorizzando l’Associazione a inviare le proprie comunicazioni destinate agli associati a tale indirizzo di posta elettronica;
– favorire gli interessi dell’Associazione.
2. Gli associati sono tenuti a versare un contributo associativo ordinario ed eventuali contributi straordinari, entrambi determinati dall’Assemblea degli associati in conformità al regolamento interno, anche in maniera differenziata per ogni categoria di associati. Il contributo a carico degli aggregati straordinari è in ogni caso inferiore a quello dei fondatori e degli aggregati ordinari.
3. I contributi di cui al comma precedente sono versati a fronte dell’attività svolta dall’Associazione a favore degli associati anche al fine di promuovere, coordinare e sostenere l’arricchimento delle loro conoscenze professionali.
1. Il recesso degli associati è ammesso.La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per iscritto al Consiglio direttivo almeno tre mesi prima della chiusura di ogni esercizio; se tardiva è dovuta una penale pari alla metà dell’ultimo contributo associativo ordinario, a carico dell’associato recedente. Il recedente è in ogni caso tenuto a versare i contributi ordinari e straordinari di competenza degli esercizi nei quali ha fatto parte dell’Associazione.
1. L’esclusione dall’Associazione può avvenire qualora l’associato:
b) non abbia rispettato i principi e le linee guida di cui all’art. 3, comma 2, lett. a) o qualsivoglia altro rilevante obbligo o impegno assunto nei confronti dell’Associazione;
c) abbia compiuto atti costituenti grave inosservanza delle disposizioni del presente statuto, del regolamento interno o delle deliberazioni degli organi dell’Associazione;
d) abbia interessi contrari a quelli dell’Associazione; e) non sia più in possesso dei requisiti di cui all’art. 4; f) non possa più partecipare al conseguimento dell’oggetto associativo.
2. L’esclusione ha effetto immediato e deve essere senza indugio comunicata all’associato mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
(Effetti dell’uscita dall’Associazione)
1. L’associato receduto o escluso, nonché il successore a titolo universale dell’associato deceduto, non ha alcun diritto sul fondo comune, né può ripetere gli eventuali contributi versati.
(C.P.F. Amici)
1. Sono “C.P.F. Amici” gli enti pubblici e privati e le persone fisiche che condividono gli scopi dell’Associazione e sono interessati a sostenerla.
2. I “C.P.F.Amici” sono iscritti in un apposito elenco.
3. I “C.P.F. Amici” non sono associati e non fruiscono dell’attività associativa; possono versare contributi liberali all’Associazione.
a) da eventuali contributi, donazioni o lasciti testamentari a favore dell’Associazione che siano destinati a incrementarne il fondo comune;
b) dagli eventuali avanzi di gestione che risultino alla chiusura di ciascun esercizio.
2. Il fondo comune, compresa ogni eventuale riserva, è indivisibile finché dura l’Associazione.
d) la Consulta scientifica.
4. L’Assemblea è convocata presso la sede dell’Associazione, o in ogni altro luogo in Italia, dal Presidente dell’Associazione, o quando almeno un quarto degli associati ne abbia fatto richiesta scritta contenente gli argomenti da trattare.
5. La convocazione è fatta via e-mail o con altri mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento almeno sette giorni prima del giorno fissato per l’Assemblea, ovvero, in caso di urgenza, almeno due giorni prima.
6. Nell’avviso di convocazione devono essere portati l’ordine del giorno, la data e l’ora stabilite per la prima e la seconda convocazione, nonché il luogo della riunione. L’Assemblea in seconda convocazione non può avere luogo nello stesso giorno fissato per la prima.
7. In mancanza delle formalità suddette, l’Assemblea si reputa regolarmente costituita quando sono presenti o rappresentati tutti gli associati e partecipa all’Assemblea la totalità dei componenti del Consiglio direttivo. Tuttavia, in tale ipotesi, ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
11. Su richiesta via e-mail di almeno quattro associati fondatori il Presidente può disporre, se alla richiesta non si è opposto entro tre giorni almeno un terzo di tutti gli associati, che le decisioni dell’Assemblea siano adottate mediante consenso espresso via e-mail sui singoli punti dell’ordine del giorno indicato nell’avviso di convocazione. Il Presidente conserva la relativa documentazione e comunica via e-mail a tutti gli associati e a tutti i consiglieri le decisioni adottate.
a) approva i bilanci preventivo e consuntivo dell’Associazione;
b) approva l’ammontare dei contributi ordinari e straordinari proposti dal Consiglio direttivo;
c) nomina e revoca il Presidente, i componenti del Consiglio direttivo e della Consulta scientifica;
d) approva, su eventuale proposta del Consiglio direttivo, il regolamento interno;
e) individua, su proposta del Consiglio direttivo, le direttive generali di azione dell’ Associazione;
g) delibera sulle altre materie riservate alla sua competenza dal presente statuto o dalla legge e su quelle sottoposte al suo esame dal Consiglio direttivo.
3. L’Assemblea in prima convocazione delibera con il voto favorevole della maggioranza degli associati; in seconda convocazione delibera con il voto favorevole della maggioranza degli associati presenti o rappresentati in Assemblea. Tuttavia, le delibere di cui alla lettera f) del comma 1 e all’art. 22, comma 2 sono sempre assunte con il voto favorevole dei due terzi dei voti spettanti agli associati e dei due terzi dei voti spettanti agli associati fondatori.
(Rappresentanza nell’Assemblea)
1. L’associato può farsi rappresentare solo da un altro associato, con delega scritta da presentare al Presidente dell’Assemblea prima dell’adunanza.
2. Nessun delegato può rappresentare più di altri due associati.
3. La rappresentanza può essere conferita solo per singole assemblee, con effetto anche per le convocazioni successive.
4. Non può essere conferita la rappresentanza quando l’Assemblea si svolge con le modalità indicate nell’art. 16, comma 11.
1. Il Consiglio direttivo è composto da quattro a dieci membri eletti dall’Assemblea tra gli associati fondatori e gli associati aggregati ordinari.
1. Il Consiglio direttivo ha tutti i poteri e le attribuzioni per la gestione dell’Associazione, salvo per quella ordinaria che spetta al Presidente.
a) redigere il progetto dei bilanci d’esercizio consuntivo e preventivo e curarne la presentazione all’Assemblea ordinaria per l’approvazione;
b) proporre all’Assemblea le direttive generali di azione dell’Associazione;
c)proporre all’Assemblea l’ammontare dei contributi annuali e straordinari;
d) costituire eventuali commissioni o gruppi di lavoro interni all’Associazione;
e) proporre all’Assemblea il testo iniziale e le modifiche del regolamento interno e le eventuali modifiche dello statuto;
f) deliberare l’ammissione e l’esclusione degli associati aggregati ordinari e straordinari;
g) deliberare ogni altro atto di amministrazione.
1. Il Consiglio direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta lo ritenga opportuno, quando ne facciano richiesta almeno un terzo dei consiglieri e comunque almeno ogni semestre. La convocazione è fatta via e-mail e contiene l’indicazione del giorno, del luogo e dell’ora della riunione nonché l’elenco delle materie da trattare e deve essere inviata almeno sette giorni prima della riunione, ovvero, in caso di urgenza, due giorni prima.
3. Le deliberazioni del Consiglio sono valide con la presenza di almeno tre componenti e il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità di voti è validamente assunta la delibera per la quale ha espresso voto favorevole il Presidente. Tuttavia, le deliberazioni di cui all’art. 20, comma 2, lett. f, devono essere sempre assunte con il voto favorevole dei due terzi del componenti del Consiglio direttivo.
4. Alle riunioni del Consiglio direttivo possono partecipare, su invito del Presidente, studiosi e operatori esterni all’Associazione che, per la loro esperienza o formazione, sono in grado di apportare un significativo contributo al dibattito sulle materie oggetto dell’ordine del giorno della riunione.
7. Le decisioni del Consiglio direttivo possono essere adottate anche mediante consultazione del Presidente o sulla base del consenso su una proposta effettuata dal Presidente o da uno dei consiglieri. L’interessamento, la consultazione e il consenso dei consiglieri avvengono mediante e-mail. Il Presidente conserva la relativa documentazione e comunica via e-mail a tutti i consiglieri la decisione eventualmente adottata.
b) convoca e presiede il Consiglio direttivo e la Consulta Scientifica;
d) accerta che si operi in conformità agli interessi dell’Associazione;
e) si occupa della gestione ordinaria e organizza le attività istituzionali dell’Associazione;
f) conferisce, previa deliberazione del Consiglio direttivo, procure per singoli atti o categorie di atti.
(Rappresentanza dell’Associazione – Firma sociale)
1. Al Presidente spettano la firma e la rappresentanza dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio, con facoltà di promuovere azioni e istanze giudiziarie e amministrative per ogni grado di giudizio.
(Consulta Scientifica)
1. La Consulta Scientifica è composta da un minimo di tre a un massimo di cinque componenti, compreso il Presidente dell’Associazione che ne fa parte di diritto e ne coordina i lavori.
2. Possono essere nominati componenti della Consulta studiosi e operatori di riconosciuto valore ed esperienza nei settori coinvolti nell’attività istituzionale dell’Associazione, anche quali rappresentanti di enti pubblici e privati che si sono distinti per le attività realizzate in Italia o all’estero nel campo delle attività rientranti negli scopi e nell’oggetto dell’Associazione.
3. I componenti della Consulta durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
4. La Consulta collabora e garantisce per l’obiettività scientifica, per la correttezza dei metodi di ricerca e di studio utilizzati dall’Associazione e per le linee guida nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare e degli altri disturbi presenti nell’oggetto dell’Associazione e promosse dalla stessa presso i propri associati e la comunità scientifica e terapeutica.
1. L’Assemblea approva un regolamento interno per l’applicazione del presente statuto e per quanto necessario ad assicurare il migliore funzionamento dell’Associazione.
1. Qualora l’Associazione si sciolga e venga posta in liquidazione, l’Assemblea provvede alla nomina e alla determinazione dei poteri di uno o più liquidatori, che definiscono ogni rapporto pendente, sia con i terzi sia con gli associati.
2. Il patrimonio associativo rimanente una volta effettuato il pagamento di tutte le passività, restituite agli associati le sole quote di adesione al valore nominale e le somme di terzi affluite al patrimonio con vincolo di restituzione, è devoluto con deliberazione dell’Assemblea ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità.