Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/51/R51*39
Timestamp: 2020-08-12 01:50:47+00:00
Document Index: 40186448

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 26', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 582', 'art. 42']

Creditore fondiario, privilegio processuale, par condicio e regole del concorso
Fallimento - Privilegio fondiario - Garante - Condizioni
La Banca non può fruire nei confronti del garante del privilegio processuale di cui all’art. 41, co. 2 TUB, qualora sia stata ammessa al passivo del debitore principale in chirografo. (Gastone Pea) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 04 Ottobre 2019. Segue...
Espropriazione iniziata o proseguita dal creditore fondiario dopo il fallimento dell'esecutato - Distribuzione del ricavato dalla vendita forzata - Provvisoria attribuzione al creditore fondiario - Importi eccedenti il credito riconosciuto nel riparto fallimentare - Legittimazione del curatore ad agire in ripetizione - Sussistenza
In tema di espropriazione immobiliare iniziata o proseguita da un istituto di credito fondiario dopo la dichiarazione di fallimento dell'esecutato, la distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata da parte del giudice dell'esecuzione ha carattere provvisorio e può divenire definitiva soltanto in esito al riparto in sede fallimentare, sicché il curatore è legittimato ad agire per ottenere la restituzione degli importi percepiti in eccedenza dal creditore fondiario a titolo di anticipazione in sede esecutiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Settembre 2018, n. 23482. Segue...
Espropriazione iniziata o proseguita dal creditore fondiario dopo il fallimento dell'esecutato - Provvisoria distribuzione del ricavato dalla vendita forzata - Provvedimenti di accertamento, determinazione e graduazione del credito fondiario emessi in sede fallimentare - Rilevanza - Conseguenze
In tema di espropriazione immobiliare iniziata o proseguita da un istituto di credito fondiario dopo la dichiarazione di fallimento dell'esecutato, la provvisoria distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata deve essere eseguita in base ai provvedimenti (anche non definitivi) di accertamento, determinazione e graduazione del credito fondiario emessi in sede fallimentare, sicchè il creditore fondiario, per ottenere la provvisoria assegnazione del ricavato, è in ogni caso onerato di dimostrare la propria ammissione al passivo del fallimento; il curatore fallimentare, qualora richieda l'attribuzione di somme relative ad eventuali crediti di massa maturati in sede fallimentare, preferiti al credito fondiario, e la conseguente decurtazione dell'importo da assegnare all'istituto procedente, è tenuto a costituirsi nel processo esecutivo e a provare l'emissione di formali provvedimenti (idonei a divenire stabili ai sensi dell'art. 26 l.fall.) che - direttamente o indirettamente, ma inequivocabilmente - dispongano la suddetta graduazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Settembre 2018, n. 23482. Segue...
Fallimento - Credito fondiario - Privilegio processuale - Onere dell'insinuazione al passivo
L'articolo 41 TUB deroga soltanto il divieto di azioni esecutive individuali previsto dall'articolo 51 L.F., ma non alla norma imperativa di cui all'articolo 52 L.F., secondo la quale ogni credito, anche se munito di diritto di prelazione, deve essere accertato secondo le norme della legge fallimentare, salvo diverse disposizioni della legge. Ne consegue che l'insinuazione al passivo fallimentare deve essere vista come onere per la banca mutuante al fine dell'esercizio del diritto di trattenere definitivamente quanto percepito, così che i privilegi processuali mantenuti per i crediti fondiari si risolvono in una mera anticipazione di valuta in favore delle banche erogatrici dei finanziamenti fondiari, nel senso, cioè, di consentire alle stesse di disporre di quanto loro spettante ma non di importi superiori in via anticipata rispetto al momento nel quale si determina, con la conclusione dell'attività di liquidazione e con l'esecuzione del piano di riparto, il quantum spettante a ciascun creditore concorrente. Questa lettura della normativa, offerta dalla giurisprudenza di legittimità, è stata ora codificata dalla riforma della legge fallimentare, con la espressa previsione, nel nuovo articolo 52, ultimo comma, L.F., dell'onere di insinuazione anche per i creditori esentati dal divieto di cui all'articolo 51 L.F. e dalla previsione, nel progetto delle somme da ripartire nel fallimento, anche dei crediti per i quali non si applica il divieto di azioni esecutive di cui alla medesima norma. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Marzo 2015, n. 6377. Segue...
Espropriazione forzata immobiliare - Successiva dichiarazione di fallimento - Privilegio del creditore fondiario - Natura processuale provvisoria - Accertamento del credito in sede fallimentare - Necessità - Revoca dell'ordinanza di fissazione dell'udienza per l'esame del progetto di riparto.
Volta che sia stato dichiarato il fallimento, il diritto del creditore fondiario di proseguire l'espropriazione e di ottenere l'assegnazione del ricavato ha natura esclusivamente processuale e provvisoria, dovendo il credito essere comunque definitivamente accertato e graduato nell'ambito della procedura fallimentare. Deve, pertanto, essere revocata l'ordinanza che, in seno alla procedura esecutiva, fissa l'udienza per l'esame del progetto di riparto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 21 Marzo 2014. Segue...
Fallimento - Effetti per i creditori - Divieto di esecuzioni individuali - Limiti - Azione esecutiva del creditore fondiario - Prosecuzione in costanza di fallimento del debitore ai sensi dell'art. 41 del d.lgs. n. 385 del 1993 - Ammissione del creditore fondiario al passivo in via chirografaria - Collocazione del credito in via ipotecaria nel progetto di riparto predisposto dal giudice dell'esecuzione - Esclusione - Fondamento
Azione esecutiva individuale - Inizio o prosecuzione da parte di istituto di credito fondiario ex R.D. n. 646 del 1905 - Privilegio di carattere processuale - Configurabilità - Conseguenze - Assegnazione delle somme ricavate dalla procedura esecutiva individuale - Carattere provvisorio - Sussistenza - Intervento del curatore fallimentare nella procedura individuale - Necessità - Esclusione - Raccordo tra procedura individuale e procedura concorsuale - Insinuazione del credito dell'istituto nel passivo fallimentare - Necessità - Conseguente trasformazione dell'assegnazione provvisoria in assegnazione definitiva, nei limiti della capienza del credito - Configurabilità - Onere del curatore fallimentare di provare l'approvazione del passivo e l'incapienza del credito dell'istituto procedente - Sussistenza
L'art. 42 del R.D. 16 luglio 1905, n. 646 (applicabile "ratione temporis", pur essendo stato abrogato dal testo unico 1 settembre 1993, n. 385, a far data dal 1 gennaio 1994), la cui applicazione è fatta salva dall'art. 51 della legge fallimentare, nel consentire all'istituto di credito fondiario di iniziare o proseguire l'azione esecutiva nei confronti del debitore dichiarato fallito, configura un privilegio di carattere meramente processuale , che si sostanzia nella possibilità non solo di iniziare o proseguire la procedura esecutiva individuale, ma anche di conseguire l'assegnazione della somma ricavata dalla vendita forzata dei beni del debitore nei limiti del proprio credito, senza che l'assegnazione e il conseguente pagamento si debbano ritenere indebiti e senza che sia configurabile l'obbligo dell'istituto procedente di rimettere immediatamente e incondizionatamente la somma ricevuta al curatore. Peraltro, poichè si deve escludere che le disposizioni eccezionali sul credito fondiario - concernenti solo la fase di liquidazione dei beni del debitore fallito e non anche quella dell'accertamento del passivo - apportino una deroga al principio di esclusività della verifica fallimentare posto dall'art. 52 della legge fallimentare, e non potendosi ritenere che il rispetto di tali regole sia assicurato nell'ambito della procedura individuale dall'intervento del curatore fallimentare, all'assegnazione della somma disposta nell'ambito della procedura individuale deve riconoscersi carattere provvisorio, essendo onere dell'istituto di credito fondiario, per rendere definitiva la provvisoria assegnazione, di insinuarsi al passivo del fallimento, in modo tale da consentire la graduazione dei crediti, cui è finalizzata la procedura concorsuale, e, ove l'insinuazione sia avvenuta, il curatore che pretenda in tutto o in parte la restituzione di quanto l'istituto di credito fondiario ha ricavato dalla procedura esecutiva individuale ha l'onere di dimostrare che la graduazione ha avuto luogo e che il credito dell'istituto è risultato, in tutto o in parte, incapiente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Dicembre 2004, n. 23572. Segue...
Azione esecutiva individuale - Inizio o prosecuzione da parte di istituto di credito fondiario - "Privilegi processuali" stabiliti dalle norme del R.D. n. 646 del 1905 - Natura - Norme eccezionali - Conseguenze - Spettanza in favore del cessionario del credito - Esclusione - Facoltà di compensazione del credito con il prezzo di aggiudicazione ex art. 582, cod. proc. civ. - Presupposti - Annotazione della surrogazione nell'ipoteca - Necessità
Accertamento del passivo - Crediti prededucibili - Tutela in sede di accertamento del passivo - Necessità - Fondamento
Dichiarato il fallimento, ogni diritto di credito, ivi compresi i crediti prededucibili, è tutelabile nelle sole forme di cui agli artt. 92 ss. legge fall.; la previsione di un'unica sede concorsuale per l'accertamento del passivo comporta la necessaria concentrazione presso un unico organo giudiziario delle azioni dirette all'accertamento dei crediti e l'inderogabile osservanza di un rito funzionale alla realizzazione del concorso dei creditori, il che determina l'improponibilità della domanda proposta nelle forme ordinarie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Gennaio 2002, n. 1065. Segue...
Credito fondiario - Fallimento del mutuatario - Prevalenza del fallimento sull'esecuzione immobiliare iniziata dall'istituto di credito - Esclusione - Insinuazione, peraltro, dell'istituto creditore al passivo fallimentare - Necessità
L'art. 42 del R.D. n. 646 del 1905 (la quale dichiara sempre applicabili le leggi ed i regolamenti sul credito fondiario, anche in caso di fallimento del debitore, per i beni ipotecati dagli istituti di credito) va interpretata nel senso che il richiamo in essa operato è comprensivo della disciplina dell'esecuzione immobiliare, sicché il fallimento del mutuatario non travolge l'esecuzione individuale che l'istituto mutuante abbia intrapreso sul bene immobile e non fa venir meno il diritto dell'istituto medesimo di chiederla. Quest'ultimo costituisce un mero privilegio processuale che non incide sulle regole della "par condicio" e sulle regole del concorso, con la conseguenza che anche il suddetto creditore deve insinuarsi al passivo del fallimento allo scopo di conseguire, se il credito risulta ammesso ed utilmente collocabile, il risultato dell'esecuzione privilegiata, restituendo, invece, alla massa fallimentare l'eventuale somma ricavata in più dall'esecuzione, per la quale non fosse ammesso o risultasse incapiente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Gennaio 1998, n. 314. Segue...