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Timestamp: 2017-09-22 05:04:47+00:00
Document Index: 82462863

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 73']

LA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE LE NOVITÀ INTRODOTTE LA CORRELAZIONE CON IL TESTO UNICO. Catania, 25 febbraio PDF
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1 LA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE LE NOVITÀ INTRODOTTE LA CORRELAZIONE CON IL TESTO UNICO Catania, 25 febbraio 2012
2 LA GESTIONE DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO NEL QUADRO DEL DECRETO N. 81/08 Ing. Mario ALVINO Coord. naz.le CTS AIAS 2
3 Nel corso della presentazione passeremo in rassegna gli elementi che concorrono ad una corretta gestione delle attrezzature di lavoro sui luoghi di lavoro. In particolare tratteremo: i principi generali di scelta ed uso delle attrezzature, il mantenimento delle loro caratteristiche di sicurezza, il regime delle verifiche periodiche obbligatorie, la formazione degli operatori addetti 3
4 I PRINCIPI GENERALI 4
5 Per garantire la sicurezza d impiego delle attrezzature di lavoro occorre irrinunciabilmente disporre di: attrezzature intrinsecamente sicure, cioè conformi ai canoni della sicurezza tecnica, procedure organizzative e gestionali adatte a realizzare un contesto sicuro per l operatore e per tutte le persone esposte ai rischi determinati dal funzionamento dell attrezzatura. Il mancato - o non rigoroso - rispetto anche di una di queste condizioni può rendere inaccettabili le condizioni di sicurezza in cui se ne svolge l utilizzo. 5
6 La prima condizione è utilizzare attrezzature che integrano la migliore funzionalità produttiva con la massima sicurezza nel funzionamento. Il livello cui attestarsi deve essere almeno quello corrispondente allo stato dell arte quale risulta al momento della immissione sul mercato dell attrezzatura. I fabbricanti trovano nelle norme tecniche lo strumento appropriato a questo scopo. Oggi sono disponibili norme: di tipo C: applicabili al singolo specifico prodotto, di tipo B: riferite alle principali componenti (meccanismi, azionamenti, circuiti di comando, di tipo A: che regolano in generale la progettazione, la redazione delle istruzioni d uso, le ispezioni e i controlli, ecc. 6
7 La seconda condizione richiede, da parte del SPP, la predisposizione e la messa in atto di procedure organizzative e gestionali volte a soddisfare una serie di esigenze tra loro indipendenti, ma tutte volte a realizzare un contesto sicuro per l utilizzo dall attrezzatura. 7
8 A questo riguardo il SPP dovrà curare che le attrezzature risultino: adeguate costruttivamente (se l evoluzione legislativa lo richiede), adatte all utilizzazione cui sono destinate (tenuto conto delle indicazioni del fabbricante), mantenute nel tempo in conformità, sottoposte ad opportune azioni (manutenzione della sicurezza) per il mantenimento dei livelli di sicurezza originariamente garantiti dal costruttore, mediante interventi di controllo e verifiche programmati e registrati, 8
9 usate in maniera corretta perché l uso avvenga nel rispetto delle condizioni previste dal fabbricante, assegnate ad operatori formati ed addestrati secondo le indicazioni del fabbricante e le procedure aziendali, rese compatibili, se necessario con adattamenti costruttivi, con l effettiva situazione dei rischi presenti sul luogo d impiego. 9
10 Ma occorre anche: garantire il mantenimento nel tempo l originario livello di sicurezza dell attrezzatura garantito dal costruttore ed evitare che il suo naturale deterioramento si traduca in un fattore non controllato di pericolo, affidarne l utilizzo a operatori in grado di usarle in sicurezza (per sé e per gli altri). Appare evidente che specialmente su queste disposizioni - suscettibili più di tutte le altre già viste di essere disattese o sottovalutate occorre attivare procedure di sorveglianza sul loro costante rispetto. 10
11 IL MANTENIMENTO DELLE CARATTERISTICHE DI SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO 11
12 La regolamentazione attuale (d.lgs. n. 81/08 e s. m. i.) prevede un duplice regime di sorveglianza per le attrezzature di lavoro, articolato su: interventi di controllo (iniziali, occasionali, periodici, straordinari) da eseguirsi a cura dei datori di lavoro, in generale su tutte le attrezzature di lavoro, verifiche periodiche (con specifica periodicità e su particolari attrezzature) riservate a soggetti pubblici o privati (abilitati dal sistema pubblico). 12
13 Art , lett. a): Il datore di lavoro deve tenere sotto osservazione le attrezzature la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione, mediante una azione che prevede: controlli iniziali, al termine dell'installazione e prima della messa in esercizio, controlli occasionali dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto Scopo di questa azione è quello di assicurare la corretta installazione e il buon funzionamento delle attrezzature. 13
14 Art , lett. b): Per le attrezzature soggette ad influssi che possono provocare situazioni pericolose sono richiesti : controlli periodici, secondo le indicazioni dei fabbricanti, delle norme tecniche, o dei codici di buona prassi; controlli straordinari, ogni volta che intervengano eventi eccezionali quali riparazioni trasformazioni, o periodi prolungati di inattività. Questi controlli: sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e di efficienza a fini di sicurezza dell attrezzatura, devono essere effettuati da persona competente. 14
15 Rinvio alle norme Tipo, modalità e grado di approfondimento dei controlli nonché la qualificazione ed il livello di competenza delle persone richiesti per l effettuazione dei controlli non possono essere inferiori a quelli previsti dai fabbricanti, dalle norme tecniche o dai codici di buona prassi applicabili alle specifiche tipologie di attrezzature. 15
16 Il regime delle verifiche periodiche obbligatorie 16
17 Le attrezzature di lavoro riportate nell allegato VII, indipendentemente dalla discrezionalità valutativa del datore di lavoro (ovvero del suo SPP), sono obbligatoriamente sottoposte a verifiche periodiche, alle frequenze riportate nel medesimo allegato. In linea di principio, la titolarità delle verifiche spetta all ISPESL (per le prime) o alle ASL (per le successive). Il nuovo sistema prevede anche l intervento di soggetti abilitati, pubblici o privati. 17
18 I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione. (art. 71, c. 12) Le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all allegato VII, nonché i criteri per l abilitazione dei soggetti pubblici o privati sono stati stabiliti con decreto del Ministro del lavoro dell (in applicazione dell art. 71, c. 13). La decorrenza dell applicazione del decreto (2 volte prorogata) è fissata al 23 maggio p. v. 18
19 I Soggetti Titolari della funzione All INAIL compete l esecuzione della prima delle verifiche periodiche (da effettuarsi nel termine di 60 giorni dalla richiesta). Alle ASL compete l esecuzione delle verifiche periodiche successive alla prima (da effettuarsi nel termine di 30 giorni dalla richiesta). È previsto altresì che INAIL, ASL o ARPA possano operare con risorse proprie o mediante accordi (tra di loro o con le Direzioni Provinciali del Lavoro). 19
20 I Soggetti Abilitati Presso i Soggetti Titolari della funzione sono istituiti elenchi territoriali di Soggetti Abilitati, di cui i titolari della funzione possono avvalersi in applicazione dell art. 71, comma 12, del T.U. I Soggetti Abilitati vengono iscritti a domanda nell elenco. L iscrizione nell elenco comporta per il Soggetto Abilitato l impegno al rispetto dei tempi di effettuazione delle verifiche. L elenco è messo a disposizione dei datori di lavoro per l individuazione del Soggetto di cui avvalersi. 20
21 Scelta dei Soggetti Abilitati Il Datore di Lavoro: contestualmente alla richiesta di verifica, indica/sceglie il Soggetto Abilitato del quale il Soggetto Titolare deve avvalersi quando lo stesso non sia in grado di provvedere direttamente (o a seguito degli accordi) nei prescritti termini temporali, decorsi tali termini, può avvalersi dei Soggetti Abilitati. 21
22 Limiti all attività dei Soggetti Abilitati I Soggetti Abilitati (pubblici o privati) che hanno svolto attività di certificazione di prodotto, non possono effettuare la verifica della specifica attrezzatura di lavoro per la quale abbiano rilasciato la certificazione ai fini della marcatura CE. 22
23 I tipi di intervento 1. La verifica periodica: è finalizzata ad accertare: la conformità alle modalità di installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d uso, lo stato di manutenzione e conservazione, il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante e specifiche dell attrezzatura di lavoro, l efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo. 2. La prima verifica periodica: prevede, in aggiunta a quanto previsto per le altre, anche la compilazione della scheda tecnica identificativa dell attrezzatura di lavoro (libretto). 23
24 3. È prevista anche l effettuazione di una particolare indagine supplementare, cioè un intervento finalizzato a rilevare eventuali vizi, difetti o anomalie prodottisi nell utilizzo delle attrezzature con anzianità di servizio di oltre 20 anni, nonché a stabilire la vita residua in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza con eventuale modifica delle portate nominali. L esito dell indagine supplementare, effettuata secondo le indicazioni delle norme tecniche, deve essere esibito dal datore di lavoro in occasione delle verifiche periodiche di gru mobili, gru trasferibili e ponti sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato. 24
25 Adempimenti particolari Le eventuali violazioni (connesse agli adempimenti oggetto di verifica) rilevate nelle attività di verifica devono essere comunicate all organo di vigilanza competente per territorio. La non rispondenza ai requisiti essenziali di sicurezza (RES) di cui alle disposizioni legislative e regolamentari (qui si deve intendere la constatazione di una situazione di rischio riconducibile al mancato rispetto di uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari ) deve essere segnalata al soggetto titolare della funzione. 25
26 LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO 26
27 La fonte giuridica La regolamentazione attuale (d.lgs. n. 81/08 e s. m. i.) in materia di formazione ed addestramento si compone di: una serie di prescrizioni applicabili al caso generale (art. 37), e di specifiche disposizioni riferite a particolari tipologie di rischio o di operazioni lavorative. Tra queste ultime, per quel che riguarda l uso delle attrezzature di lavoro, il riferimento è quello dell articolo
28 Le principali disposizioni per il caso generale (art. 37) prevedono: che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata riferita, in particolare, a: concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, ; (aspetti generali di sicurezza sul lavoro), rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell azienda (prescrizioni particolari per settore). 28
29 Riguardo alle attrezzature di lavoro, l articolo 73 stabilisce che il datore di lavoro provvede affinché : gli addetti dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione e un addestramento adeguati, relativamente: alle condizioni di impiego delle attrezzature; alle situazioni anormali prevedibili. i lavoratori siano informati sui rischi cui sono esposti durante l uso, sulle attrezzature presenti nell ambiente circostante, anche se da essi non usate direttamente... gli operatori di attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari ricevano formazione, informazione ed addestramento adeguati e specifici, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone. 29
30 Da rilevare in particolare il c. 5 dell art. 73 In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione. L approvazione dell accordo in questione è imminente 30
31 Gli orientamenti generali dell accordo ex art le attrezzature di lavoro da assoggettare a patentino sono state individuate tra quelle, particolarmente complesse, che presentano: elevati livelli di rischio residuo rischi anche per altre persone, i requisiti dei soggetti formatori sono stati fissati in maniera particolarmente stringente per effetto della maggiore e decisiva rilevanza che in questo caso ha il fattore addestramento. 31
32 Le attrezzature interessate Gru a torre, mobili e su autocarro Piattaforme di lavoro mobili elevabili Carrelli semoventi a braccio telescopico Carrelli/Sollevatori/Elevatori semoventi telescopici rotativi Escavatori idraulici e a fune Pale caricatrici frontali Terne Autoribaltabili a cingoli Pompe per calcestruzzo Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo Carrelli industriali semoventi Trattori agricoli o forestali 32
33 La formazione pregressa Sono riconosciuti i corsi che soddisfano i seguenti requisiti: corsi di durata complessiva non inferiore a quella prevista dall accordo, comprensivi di modulo teorico, pratico e verifica finale dell apprendimento; corsi, comprensivi di modulo teorico, pratico e verifica finale dell apprendimento, di durata complessiva inferiore a quella prevista dall accordo purché siano integrati con un modulo di aggiornamento entro (xx) mesi dalla data di entrata in vigore dell accordo; corsi di qualsiasi durata non completati da verifica finale di apprendimento purché entro (xx) mesi dalla data di entrata in vigore dell accordo siano integrati con un modulo di aggiornamento e verifica finale dell apprendimento. 33
34 Riconoscimento dei corsi già effettuati Per il riconoscimento del corso effettuato prima dell entrata in vigore dell accordo, occorre che il corso sia documentato tramite registro recante: elenco dei partecipanti (con firme), nominativi e firme dei docenti, contenuti, ora di inizio e fine, esiti della valutazione teorica e dell esercitazione pratica. 34
35 GRAZIE PER L ATTENZIONE Ing. Mario ALVINO Coord. naz.le CTS AIAS 35