Source: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-ii/capo-iii/art358.html
Timestamp: 2020-03-31 09:03:04+00:00
Document Index: 146214810

Matched Legal Cases: ['art. 358', 'art. 358', 'art. 357', 'art. 358', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 358', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 68', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 328', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 314', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 358', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 18', 'art. 358', 'art. 358', 'sentenza ', 'art. 358', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 358', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 358', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 358 codice penale - Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio - Brocardi.it
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Articolo 358 Codice penale
Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio
Dispositivo dell'art. 358 Codice penale
Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio(1).
Per pubblico servizio(2) deve intendersi un'attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest'ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale.
(1) Sono tali ad esempio gli esattori di una società concessionaria dell'erogazione del gas, gli impiegati degli enti pubblici che prestano la loro collaborazione ai pubblici ufficiali nell'opera da questi espletata, il custode del cimitero, la guardia giurata che conduca un furgone portavalori, i presentatori-conduttori delle trasmissioni televisive.
(2) Il pubblico servizio si identifica in quanto è assoggettato alla medesima disciplina della funzione pubblica, ma difetta dei poteri tipici che la connotano, quali quelli deliberativi, autoritativi e certificativi, senza però che si qualifichi come mera attività materiale. Si tratta dunque di una categoria residuale, comprensiva di tutti coloro che non possono definirsi né pubblici ufficiali (357), né esercenti un servizio di pubblica necessità (359).
Spiegazione dell'art. 358 Codice penale
L'articolo in oggetto offre la nozione di incaricato di pubblico servizio, caratterizzata in negativo rispetto alla funzione tipica del pubblico ufficiale, per la mancanza dei poteri tipici di quest'ultimo, e con esclusione, specularmente, dello svolgimento di semplici mansioni d'ordine e della prestazione di opera meramente materiale.
In comune con la nozione di pubblico ufficiale vi è la circostanza obiettiva di esercitare un pubblico servizio, senza che assuma importanza il dato formale dell'esistenza di un rapporto di pubblico impiego.
Fondamentale è quindi l'esercizio della funzione, da intendersi in senso oggettivo e la destinazione pubblicistica dell'attività, senza poteri deliberativi, autoritativi e certificativi (v. art. 357).
Massime relative all'art. 358 Codice penale
Cass. pen. n. 49070/2017
Riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio il sub-concessionario per la gestione dei giochi telematici, trattandosi di un soggetto che, in virtù di una facoltà riconosciuta al concessionario dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), è investito contrattualmente dell'esercizio dell'attività di agente contabile addetto alla riscossione ed al successivo versamento del prelievo erariale unico sulle giocate previsto dall'art. 2, lett. g), del d.m. 12 marzo 2004. (In motivazione la Corte ha precisato che la natura privatistica del contratto non incide sulla qualifica conferita al sub-concessionario il quale è privo di autonomia nella gestione e nell'esercizio del gioco che è tenuto a svolgere nel puntuale rispetto dei termini della concessione fra l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato ed il concessionario).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 49070 del 25 ottobre 2017)
Cass. pen. n. 33049/2016
Il cappellano del carcere riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio, avuto riguardo ai compiti assegnatigli per legge, funzionali all'interesse pubblico perseguito dallo Stato nel trattamento delle persone condannate o internate. (In motivazione, la S.C. ha precisato che l'attività svolta dal cappellano del carcere trova il suo fondamento nell'art. 15 dell' ord. pen. che prevede che il trattamento del condannato e dell'internato sia svolto avvalendosi anche della religione e, a tal fine, contempla il servizio di assistenza cattolica all'interno della struttura penitenziaria con compito di organizzare e presiedere alle pratiche di culto, istruzione e assistenza dei detenuti).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 33049 del 28 luglio 2016)
In tema di reati contro la P.A., non può essere riconosciuta la qualifica di incaricato di pubblico servizio al commesso di tribunale, il quale espleta normalmente mansioni meramente esecutive. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la configurabilità del delitto di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio nei confronti di un commesso che, in cambio di una piccola somma di denaro, aveva dato ad un avvocato una copia di una sentenza).
Cass. pen. n. 15724/2013
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 15724 del 4 aprile 2013)
Cass. pen. n. 1739/2013
Riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio l'archivista di una questura che, occupandosi di protocollare le domande pervenute all'ufficio per poi consegnarle al funzionario, esercita un potere certificativo. (Fattispecie in tema di corruzione e falso in ordine al rilascio di permessi di soggiorno ed attività volte alla regolarizzazione di stranieri).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1739 del 14 gennaio 2013)
Cass. pen. n. 49759/2012
I soggetti inseriti nella struttura organizzativa e lavorativa di una società per azioni possono essere considerati pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, quando l'attività della società medesima sia disciplinata da una normativa pubblicistica e persegua finalità pubbliche, pur se con gli strumenti privatistici. (Fattispecie relativa a condanna per peculato di un direttore generale di una società per azioni, concessionaria di un pubblico servizio per conto di un comune, ritenuto dalla S.C. incaricato di pubblico servizio).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 49759 del 20 dicembre 2012)
Cass. pen. n. 39359/2012
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 39359 del 5 ottobre 2012)
Cass. pen. n. 35868/2011
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 35868 del 4 ottobre 2011)
Cass. pen. n. 44504/2009
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 44504 del 19 novembre 2009)
Cass. pen. n. 33500/2009
Riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio l'amministratore di un'associazione che svolge attività di recupero di soggetti tossicodipendenti in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, con conseguente introito di danaro pubblico. (Fattispecie in tema di riconosciuta configurabilità della responsabilità dell'amministratore per il delitto di peculato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 33500 del 27 agosto 2009)
Cass. pen. n. 7496/2009
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 7496 del 20 febbraio 2009)
Cass. pen. n. 12/2009
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 12 del 2 gennaio 2009)
Cass. pen. n. 7959/2008
I dipendenti dei consorzi agrari incaricati della gestione degli ammassi obbligatori e facoltativi svolgono attività pubblicistica anche se legati all'ente da rapporti di diritto privato — purché non siano addetti a svolgere attività meramente manuali o accessorie — e sono pertanto da considerare incaricati di un pubblico servizio o pubblici ufficiali in relazione alle mansioni in concreto svolte. (Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto che il legale rappresentante di un consorzio agrario regionale deve essere considerato incaricato di un pubblico servizio).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 7959 del 21 febbraio 2008)
Cass. pen. n. 310/2008
Agli effetti di cui all'art. 358 c.p., riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio l'esercente un'attività professionale di soccorso stradale e di depositario di autoveicoli a seguito di incidenti. (Fattispecie in cui l'imputato risultava essersi appropriato di un motoveicolo affidatogli in custodia dalla Polizia a seguito di un incidente stradale).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 310 del 7 gennaio 2008)
Cass. pen. n. 20441/2007
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 20441 del 24 maggio 2007)
Cass. pen. n. 1265/2007
Sussiste la qualità di persona incaricata di pubblico servizio in capo al tecnico di laboratorio dell'ANAS, quando l'attività sia espletata per conto della stazione appaltante nell'ambito di procedimenti amministrativi relativi all'appalto di opere pubbliche, in quanto tali procedimenti sono disciplinati da norme di diritto pubblico ed atti autoritativi, mentre non può assumere alcuna rilevanza la natura privatistica del rapporto di lavoro tra tecnico ed ente.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1265 del 18 gennaio 2007)
Cass. pen. n. 38877/2006
Il cosiddetto «ausiliario del traffico» non riveste, per tale sola qualifica, la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, in quanto la sua attività è circoscritta dall'art. 17, comma 132, Legge 15 maggio 1997 n. 127, così come interpretato dall'art. 68 Legge 23 dicembre 1999, n. 488, alle funzioni di accertamento e contestazione delle violazioni in materia di sosta all'interno delle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi e di quelle immediatamente limitrofe e necessarie a compiere le manovre atte a garantire la concreta funzionalità del parcheggio in concessione. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto non configurabile il delitto di resistenza a pubblico ufficiale, in quanto l'imputato aveva cagionato lesioni ad un ausiliario del traffico, al fine di impedire la contestazione da parte di costui di una violazione del codice della strada in materia di circolazione dei veicoli, non rientrante nelle competenze a lui affidate dalla legge).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 38877 del 23 novembre 2006)
Cass. pen. n. 36526/2006
Il necroforo riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio, considerato che egli svolge attività urgenti di pertinenza della P.A., disciplinata da norme di diritto pubblico e da compiere senza ritardo per evidenti ragioni sanitarie; dette attività, infatti, non si esauriscono in prestazioni meramente manuali o in semplici mansioni d'ordine, ma comprendono anche mansioni che implicano conoscenza e applicazione delle relative normative, le quali, sia pure a livello esecutivo, possono, per alcuni versi, essere classificate come attività di collaborazione, complemento e integrazione delle funzioni pubbliche devolute alle autorità sanitarie competenti, concorrendo, pertanto, ad integrare la qualità di incaricato di pubblico servizio, nel duplice senso esplicitato dall'art. 358, comma secondo, c.p. (assenza di funzioni pubbliche e di semplici mansioni d'ordine o meramente materiali). Ne consegue che integra il rifiuto di atti d'ufficio (art. 328 c.p.) il necroforo che rifiuti di provvedere al servizio di inumazione e tumulazione dei cadaveri cui sia destinato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 36526 del 3 novembre 2006)
Cass. pen. n. 14625/2006
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 14625 del 27 aprile 2006)
Cass. pen. n. 769/2006
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 769 del 11 gennaio 2006)
Cass. pen. n. 24412/2005
Va attribuita la qualifica di incaricato di un pubblico servizio al responsabile del magazzino del deposito provinciale del Monopolio di Stato, poiché svolge un'attività accessoria alla pubblica funzione dallo stesso esercitata, che non si esaurisce in prestazioni prettamente manuali (nella specie, trattavasi della preparazione dei pacchi dei tabacchi e della loro consegna ai commercianti).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 24412 del 28 giugno 2005)
Cass. pen. n. 23465/2005
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 23465 del 22 giugno 2005)
Cass. pen. n. 11902/2005
Deve considerarsi incaricato di un pubblico servizio il dipendente di una società concessionaria di opere pubbliche che abbia la disponibilità di denaro vincolato al conseguimento di scopi pubblicistici. (Fattispecie in tema di peculato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 11902 del 25 marzo 2005)
Cass. pen. n. 37102/2004
Va qualificato come incaricato di pubblico servizio l'impiegato dell'ente Poste italiane Spa addetto alla regolarizzazione, mediante affrancatura, dei bollettini mod. 267 dei pacchi da restituire al mittente e alla tenuta di apposito registro nel quale annotare i dati identificativi di ogni operazione, trattandosi di attività di natura non meramente applicativa od esecutiva, ma al contrario contraddistinta da una certa autonomia e discrezionalità tipiche delle mansioni di concetto. (Fattispecie nella quale la Corte ha ravvisato il reato di peculato nella condotta dell'impiegato che incaricato del suddetto servizio si era appropriato di francobolli nuovi, utilizzando per l'affrancatura dei bollettini altri valori bollati già obliterati).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 37102 del 22 settembre 2004)
Cass. pen. n. 30154/2004
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 30154 del 9 luglio 2004)
Cass. pen. n. 26057/2004
In tema di nozioni di persona incaricata di pubblico servizio, nel settore della concessione di costruzione di opere pubbliche deve distinguersi fra le attività per le quali il concessionario assume la veste di «sostituto» della P.A. concedente, e attività in cui il concessionario opera come privato. Rispetto alle prime, regolate da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, i soggetti ad esse preposti possono essere qualificati come incaricati di un pubblico servizio; rispetto alle seconde, invece, la qualifica pubblicistica non può essere riconosciuta. (Nella fattispecie la Corte ha riconosciuto la qualifica in capo all'imputato, dipendente di una società di costruzioni e direttore della concessione per la realizzazione dell'opera, atteso l'accertato trasferimento alla concessionaria di compiti spettanti alla P.A. concedente).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 26057 del 9 giugno 2004)
Cass. pen. n. 24075/2003
All'operatore obitoriale deve essere riconosciuta la qualità di incaricato di pubblico servizio, in quanto, seppur privo di poteri autoritativi, svolge un'attività regolata da norme di diritto pubblico, non limitata a semplici mansioni d'ordine o a compiti meramente manuali, ma concernente, oltre all'esame e al trasporto della salma, anche la raccolta e l'inventario degli oggetti rivenuti, la redazione di una relazione, il controllo dell'osservanza delle disposizioni in materia di polizia mortuaria.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 24075 del 30 maggio 2003)
Cass. pen. n. 22018/2003
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 22018 del 19 maggio 2003)
Cass. pen. n. 17914/2003
Non è qualificabile come incaricato di pubblico servizio il portiere di un ospedale, il quale svolge funzioni di mera guardiania, custodia e pulizia dei locali, senza fornire un contributo concreto alle finalità del servizio pubblico. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto tale figura professionale non equiparabile a quella del bidello, il quale, oltre alle prestazioni manuali di pulizia e riordino dei locali, svolge un compito di vigilanza sugli alunni, che integra la funzione scolastica).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 17914 del 15 aprile 2003)
Cass. pen. n. 17902/2003
L'amministratore dell'Ente Fiera di Vicenza, quale incaricato di pubblico servizio, risponde di concussione se si avvale della propria qualità e poteri ordinamentali per indurre il privato ad accogliere la pretesa di versamento di una tangente del 10% (sull'importo della commessa) al fine di aggiudicargli la fornitura di arredi, in quanto — nonostante la stipula del contratto rientri nell'attività di gestione privatistica — la procedura per la corretta individuazione del fornitore attiene agli aspetti pubblicistici della vita dell'Ente.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 17902 del 15 aprile 2003)
Cass. pen. n. 12666/2003
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12666 del 18 marzo 2003)
Cass. pen. n. 8797/2003
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 8797 del 24 febbraio 2003)
Cass. pen. n. 42817/2002
La guardia particolare giurata che conduce un furgone portavalori, quando svolge attività di vigilanza e custodia di beni mobili di proprietà dell'Ente Poste, che ancorché trasformato in società per azioni esplica servizi pubblici, ha la qualifica di incaricato di un pubblico servizio ai sensi dell'art. 358 c.p. e pertanto, qualora si appropri di tali beni a lui affidati e dei quali ha il possesso, ricorrono tutti gli elementi per configurare il delitto di cui all'art. 314 c.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 42817 del 18 dicembre 2002)
Cass. pen. n. 43704/2001
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 43704 del 5 dicembre 2001)
L'operatore ecologico in senso stretto (inteso, nella specie, come addetto alla raccolta ed al trasporto dei rifiuti), espleta mansioni manuali meramente materiali e non può dirsi, quindi, investito della qualità di incaricato di pubblico servizio.
Cass. pen. n. 12556/2000
In tema di reati contro la pubblica amministrazione, la gestione di una discarica pubblica assentita con autorizzazione amministrativa, per le prescrizioni che la regolano e per il rilievo degli interessi collettivi coinvolti, realizza le condizioni previste per un pubblico servizio in senso oggettivo. Ne consegue che il gestore di una discarica pubblica, in regime di autorizzazione, riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio ai sensi dell'art. 358 c.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 12556 del 1 dicembre 2000)
Cass. pen. n. 5543/2000
In tema di determinazione della qualità di incaricato di un pubblico servizio, il bidello di scuola, accanto a prestazioni di carattere meramente materiale, che sono la maggioranza, svolge anche mansioni di vigilanza, sorveglianza degli alunni, guardiania e custodia dei locali, che non si esauriscono nell'espletamento di un lavoro meramente manuale, ma che, implicando conoscenza e applicazione delle relative normative scolastiche sia pure a livello esecutivo, presentano aspetti collaboratori, complementari e integrativi delle funzioni pubbliche devolute ai capi di istituto e agli insegnanti in materia di sicurezza, ordine e disciplina all'interno dell'area scolastica. Nei limiti di queste ultime incombenze, compete ai bidelli la qualifica di incaricati di un pubblico servizio.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5543 del 11 maggio 2000)
Cass. pen. n. 12722/1998
Attesa la natura meramente materiale della prestazione fornita dal conducente di un'autovettura in servizio di piazza (taxi), deve escludersi che al soggetto in questione possa attribuirsi la qualifica di incaricato di pubblico servizio.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 12722 del 3 dicembre 1998)
Cass. pen. n. 10138/1998
Anche dopo la trasformazione dell'Ente poste in società per azioni, i servizi postali e quelli di telecomunicazioni appartengono al novero dei servizi pubblici, sia per la situazione di sostanziale monopolio alla produzione affidata all'Ente poste — senza che abbia alcun rilievo la possibilità che alcune attività del servizio possano essere gestite in regime di concessione amministrativa, non venendo meno la funzione e il ruolo di pubblico interesse del servizio — sia per la funzione pubblica che, in relazione all'esigenza di garantire i valori costituzionali della libertà e della segretezza delle comunicazioni (art. 15 Cost.) assume il mezzo di raccolta, di trasporto e distribuzione della corrispondenza. (In relazione a tali principi la Corte ha ritenuto la qualità di incaricato di pubblico servizio dell'impiegato postale addetto alla selezione e allo smistamento della corrispondenza in arrivo o in partenza).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10138 del 25 settembre 1998)
Cass. pen. n. 9880/1998
L'addetto a un servizio di riscossione del pedaggio per la sosta di autovetture in un parcheggio automatizzato di una azienda comunale (A.T.M.), svolgendo semplici mansioni d'ordine, implicanti elementari nozioni tecniche e interamente predefinite (riscontro dell'importo del pedaggio indicato dal computer e relativa riscossione) non riveste la qualifica di incaricato di un pubblico servizio. (Fattispecie in tema di peculato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 9880 del 17 settembre 1998)
Ai bidelli delle scuole elementari compete la qualifica di incaricati di pubblico servizio con riferimento all'art. 358, comma secondo, c.p. (modificato dall'art. 18 L. 26 aprile 1990, n. 86). Infatti, anche se la legge n. 86 del 1990 ha introdotto nel testo dell'art. 358 citato una nozione di incaricato di pubblico servizio più restrittiva di quella precedente, non è dubbio che i bidelli di scuola elementare, accanto a prestazioni prettamente materiali (pulizia delle aule, riordino e manutenzione dei locali, ecc...), svolgono anche mansioni di vigilanza e sorveglianza degli alunni, che non si esauriscono nell'espletamento di un lavoro soltanto materiale, in quanto, implicando conoscenza ed applicazione di elementari regole normative scolastiche, presentano aspetti collaborativi, complementari ed integrativi delle funzioni pubbliche devolute ai capi d'istituto e agli insegnanti in materia di sicurezza, ordine e disciplina all'interno dell'area scolastica. (Nella specie la S.C. ha respinto la deduzione del ricorrente circa l'improcedibilità per difetto di querela in ordine al reato di atti di libidine su alunne minori degli anni quattordici, osservando che allo stesso era affidato il compito di vigilare sugli alunni nei giorni in cui si effettuava il servizio di mensa scolastica e, innegabilmente, tale compito, per i suoi contenuti e per la sua connotazione prevalentemente intellettuale — attesi i profili decisori ed auto-organizzativi che esso comportava —, non può svilirsi e rapportarsi ad una mera esecuzione materiale, insuscettibile di rientrare nella nozione di incaricato di pubblico servizio, delineata dall'art. 358 c.p.).
Cass. pen. n. 8622/1997
È da escludere che rivestano qualità di incaricati di pubblico servizio i dipendenti comunali addetti, quali “interratori” alla sepoltura delle salme, trattandosi di soggetti la cui attività è qualificabile come “meramente materiale”, senza che in contrario possa rilevare il fatto che essi siano tenuti, oltre che a svolgere il loro lavoro (avuto riguardo alla «pietas» verso i defunti) con particolare rispetto, delicatezza e attenzione, anche a dare contezza, secondo regolamento, al competente ufficio amministrativo, degli oggetti o ricorsi personali rinvenuti nell'esercizio della loro attività.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 8622 del 26 settembre 1997)
Le sezioni provinciali della Lega italiana per la lotta contro i tumori, alla quale è da attribuire la qualifica di ente pubblico ai sensi della legge 20 marzo 1975, n. 70, partecipano della natura pubblicistica di detto Ente, pur dopo la modifica statutaria introdotto con D.M. 24 marzo 1993 (G.M. 16 aprile 1994), in quanto concorrenti a realizzare la funzionalità tipica dell'ente medesimo. Il presidente ed i componenti dei consigli direttivi di dette sezioni non hanno, tuttavia, qualità di pubblici ufficiali ma solo di incaricati di pubblico servizio.
Cass. pen. n. 7315/1997
Riveste la qualità di incaricato di un pubblico servizio, a norma dell'art. 358 c.p., il ricevitore autorizzato dal Coni o dall'Unire a riscuotere l'importo delle poste relative alle giocate effettuate nei concorsi pronostici connessi con le manifestazioni sportive, in quanto tali concorsi sono disciplinati da norme di diritto pubblico e perseguono interessi pubblici, quali la acquisizione di introiti finanziari destinati in parte allo Stato e in parte alla dotazione di enti creati per funzioni riguardanti l'attività sportiva di rilevanza collettiva; ed essendo previsto da specifiche norme (D.L.G. n. 496 del 1948 e D.P.R. n. 581 del 1951) che i detti enti possano autorizzare alla raccolta delle schede e alla riscossione delle poste soggetti estranei, i quali, in virtù di tale delegazione amministrativa, subentrano quindi nella posizione della pubblica amministrazione relativamente alle incombenze loro affidate, svolgendo mansioni che ineriscono direttamente al corretto e puntuale svolgimento del giuoco. (Fattispecie nella quale è stato ritenuto responsabile del delitto di peculato, quale incaricato di un pubblico servizio, un titolare di ricevitoria autorizzata del Totocalcio che si era appropriato di somme costituenti l'importo delle poste delle giocate).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 7315 del 25 luglio 1997)
Cass. pen. n. 6687/1997
In tema di nozione della persona incaricata di un pubblico servizio, i dipendenti di un ente o di una società cessionari, anche in via non esclusiva, di un servizio di interesse pubblico, debbono essere considerati incaricati di un pubblico servizio, in quanto concorrono allo svolgimento dell'attività ad esso connessa, a nulla rilevando la natura pubblica o privata dell'ente o dell'imprenditore al quale questa attività sia riferibile. Deve pertanto essere riconosciuta tale qualità ad un autista di ambulanza di proprietà di società privata, autorizzata al servizio di pronto soccorso come ausiliaria della protezione civile provinciale.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 6687 del 9 luglio 1997)
Cass. pen. n. 10735/1996
Con riferimento alla nozione di pubblico servizio, le attività dispiegate da un privato concessionario in funzione e in dipendenza della concessione nonché in adempimento degli obblighi con essa impostigli al fine di assicurare il perseguimento dell'interesse pubblico, non possono definirsi attività di diritto privato per il solo fatto che sono espletate da soggetto estraneo alla pubblica amministrazione, ma conservano la natura di attività amministrativa in senso oggettivo, il cui esercizio da parte del concessionario secondo le previsioni contenute nell'atto concessorio, attribuisce a costui il ruolo di organo indiretto dell'amministrazione.
L'attività dei pubblici ufficiali e quella degli incaricati di un pubblico servizio non sono separate e diversamente finalizzate, dato che sia le mansioni più elevate sia quelle di mera esecuzione concorrono a soddisfare su piani diversi gli interessi e i bisogni della collettività. Ne consegue che la nozione di pubblico servizio abbraccia normalmente quelle attività pubbliche che, pur essendo scevre di potestà d'imperio e di certificazione documentale, hanno tuttavia connotazioni di sussidiarietà e di complementarietà rispetto a quelle del pubblico ufficiale, nell'ambito di una determinata organizzazione amministrativa, per cui appare certa in esse la finalità di espletare un servizio, che ancor quando non essenziale all'ente pubblico, risulta assunto nell'interesse della collettività.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10735 del 13 dicembre 1996)
Cass. pen. n. 2996/1996
La circostanza che la disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle Usl sia retta dalle norme del codice civile, non vale a rendere privatistica la natura delle prestazioni dei suddetti soggetti le quali sono inserite nell'attività, certamente di natura pubblica, del servizio sanitario. (Affermando siffatto principio la Cassazione ha ritenuto che dovesse riconoscersi la qualifica di incaricati di un pubblico servizio ad infermieri ed operatori tecnici addetti all'assistenza con rapporto diretto e personale del malato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2996 del 26 marzo 1996)
L'erogazione di somme di denaro da parte di un ente pubblico non implica che nella gestione delle medesime si abbia un servizio pubblico: perché ciò si verifichi è necessario che la natura del denaro sia pubblica il che ricorre esclusivamente quando il trasferimento dal suddetto ente nella disponibilità del privato avviene con vincolo di destinazione; tale vincolo può risultare o da espressa disposizione normativa o da manifestazione di volontà della pubblica amministrazione: figure sintomatiche dello stesso sono l'obbligo di rendiconto o di restituzione del residuo di gestione. (Affermando siffatti principi la Cassazione ha escluso che il presidente e il direttore amministrativo dell'Associazione Nazionale Assistenza Spastici fossero incaricati di un pubblico servizio nella gestione delle somme versate dalla Usl quali corrispettivo di prestazioni sanitarie: al proposito ha rilevato che nella convenzione tra la suddetta associazione e l'ente pubblico mancava una clausola che vincolasse il denaro corrisposto ad una particolare finalità).
Cass. pen. n. 3809/1995
Il coadiutore amministrativo, addetto in una Usl alla verifica della titolarità degli utenti ad ottenere il rilascio dei referti di analisi di laboratorio, previo controllo della relativa documentazione di preventivo pagamento dell'importo dovuto per la prestazione sanitaria, riveste la qualifica di incaricato di un pubblico servizio. Infatti, nell'ambito della indubbia attività pubblicistica d'interesse generale demandata al servizio sanitario nazionale ed attuata sul territorio dalle singole Usl, l'assolvimento dei compiti di controllo dell'avvenuto versamento di cui sopra a titolo di contribuzione pro quota a carico dell'assistito, ancorché non concreti l'esercizio dei poteri tipici della pubblica funzione, si colloca ben al di sopra dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione d'opera materiale: tale attività, secondo la connotazione tipica del pubblico servizio, si pone in realtà sul piano della sussidiarietà e della complementarietà rispetto alla funzione pubblica siccome attinente al momento dell'organizzazione amministrativa e strettamente indispensabile alla finalità di espletamento dell'interesse del singolo.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3809 del 25 gennaio 1995)
Cass. pen. n. 263/1995
Il custode di beni di cui sia certa la titolarità e l'appartenenza allo Stato in attesa che l'amministrazione provveda ad una loro destinazione d'uso è, alla stregua dell'art. 358 c.p., come «novellato» dall'art. 18 della L. 26 aprile 1990, n. 86, un incaricato di pubblico servizio perché non svolge semplici mansioni d'ordine né porta un'opera meramente manuale, ma esercita, con autonomia e discrezionalità, poteri di gestione finalizzati alla salvaguardia del patrimonio immobiliare dello Stato, in attesa della sua definitiva destinazione non necessariamente identificabile — in ipotesi — con una concessione di uso privato del bene, onde egli concorre al conseguimento di un interesse della collettività, che caratterizza il pubblico servizio. Ne consegue che il custode dell'eredità giacente devoluta allo Stato che si appropria di beni mobili facenti parte della stessa eredità a lui affidati per ragione di servizio commette delitto di peculato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 263 del 16 gennaio 1995)
Cass. pen. n. 11476/1994
Il dipendente dell'ufficio ragioneria di un'azienda municipalizzata riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio quando svolge un'attività comunque diretta alla provvista dei mezzi finanziari occorrenti, anche se la stessa non è espressamente prevista nei compiti di ufficio e nella convenzione stipulata tra l'azienda municipalizzata e la società incaricata della vendita dei biglietti, ma viene da lui esercitata di fatto nell'interesse e con la consapevolezza dell'azienda. (Fattispecie relativa a capo cassiere di azienda municipalizzata di trasporti che si era impossessato delle somme versate dalla società incaricata della vendita dei biglietti che lo stesso, per consuetudine, provvedeva a incassare e versare in banca).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 11476 del 17 novembre 1994)
Cass. pen. n. 1408/1994
Riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio il medico di fiducia che svolge le funzioni previste dagli artt. 4 e 5 della L. 22 maggio 1978, n. 194 (Norme sulla tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza), in quanto è la stessa legge ad equiparare tali funzioni a quelle dei medici del Servizio sanitario nazionale, inserendole all'interno di uno specifico iter che, avendo contemporaneamente carattere sanitario ed amministrativo, non può non essere considerato in modo unitario; né può affermarsi che l'unico momento della predetta attività che assume rilievo pubblicistico sia quello della certificazione, poiché questa altro non è che l'attestazione delle mansioni già espletate dall'agente come incaricato di un servizio avente certamente finalità pubblica, la cui parte più delicata non consiste nella certificazione, bensì nelle attività prodromiche alla stessa.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1408 del 30 giugno 1994)
Cass. pen. n. 4639/1994
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4639 del 21 aprile 1994)
Cass. pen. n. 1931/1994
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1931 del 17 febbraio 1994)
Cass. pen. n. 138/1994
L'art. 358 c.p. accoglie una nozione oggettiva di pubblico servizio, emergente dalla disciplina normativa dell'attività oggettivamente considerata, indipendentemente dal fatto che il suo esercizio sia affidato allo Stato o ad altri soggetti, pubblici o privati. Né ai fini della qualificazione come pubblico servizio di una attività esercitata da soggetto privato è necessario che la stessa costituisca oggetto di un provvedimento amministrativo (es. concessione) che legittimi l'esercizio dell'attività stessa. È soltanto necessaria l'esistenza di un atto (normativo, ma anche di rango inferiore, quali i regolamenti e i provvedimenti amministrativi a contenuto generale o particolare) dello Stato o dell'ente pubblico, con il quale l'attività viene assunta come propria dagli stessi. È, pertanto, di pubblico servizio l'attività, riconosciuta come funzionale ad uno specifico interesse pubblico, per il cui esercizio la legge prevede la costituzione di un apposito soggetto privato, quale ad esempio una società per azioni. (Nella specie la Corte ha riconosciuto che costituisce pubblico servizio, ai sensi dell'art. 358 c.p., l'attività della Gepi Spa - Società di gestione e partecipazioni industriali).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 138 del 18 gennaio 1994)
Cass. pen. n. 3657/1993
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3657 del 15 aprile 1993)
Cass. pen. n. 3944/1992
Alla stregua dell'art. 358 c.p., sostituito dall'art. 18 della L. 26 aprile 1990, n. 86, va esclusa la qualifica di persona incaricata di pubblico servizio per chi svolga soltanto semplici mansioni di ordine e per la prestazione di opera meramente materiale. (Nella fattispecie - relativa a procedimento incidentale de libertate - la Suprema Corte ha ritenuto che non potesse escludersi la qualità di incaricato di pubblico servizio di un tecnico di rete della Sip, avente la possibilità di intervenire con operazioni urgenti e, quindi, fruente presumibilmente di una certa autonomia).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3944 del 15 dicembre 1992)
Cass. pen. n. 7958/1992
Sono incaricati di un pubblico servizio, ai sensi dell'art. 358 c.p., come novellato dall'art. 18 della legge n. 86 del 1990, coloro i quali, pur agendo nell'ambito di un'attività disciplinata nelle forme della pubblica funzione, mancano dei poteri tipici di questa, purché non svolgano semplici mansioni di ordine, né prestino opera meramente materiale. Il pubblico servizio è dunque attività di carattere intellettivo, caratterizzata, quanto al contenuto, dalla mancanza dei poteri autoritativi e certificativi propri della pubblica funzione, con la quale è solo in rapporto di accessorietà o complementarietà.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 7958 del 11 luglio 1992)
Cass. pen. n. 6893/1992
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 6893 del 11 giugno 1992)
Cass. pen. n. 3224/1992
Alla guardia particolare giurata, nella specie adibita alla vigilanza all'ingresso di un pubblico ente ospedaliero, deve attribuirsi, in virtù del disposto dell'art. 358 c.p., sostituito dall'art. 18 della L. 26 aprile 1990, n. 86, la qualità non di pubblico ufficiale ma di incaricato di pubblico servizio non avente la qualifica di pubblico impiegato. Invero, in forza del combinato disposto degli artt. 133 e 134 T.U.L.P.S., le guardie particolari giurate possono essere destinate soltanto alla vigilanza e alla custodia di entità patrimoniali, previa autorizzazione prefettizia che, per l'appunto, non può essere concessa «per operazioni che importino un esercizio di pubbliche funzioni o una violazione della libertà individuale». Né la qualità di pubblico ufficiale potrebbe essere loro attribuita sulla base della abilitazione loro concessa di stendere verbali fidefacenti ovvero della possibilità di collaborazione a richiesta delle forze dell'ordine nell'attività di repressione dei reati o di tutela dell'ordine pubblico. Quanto al primo profilo, trattasi di attività certativa non esplicante effetti all'esterno dell'ufficio e comunque inidonea a connotare una pubblica funzione se disgiunta da un autonomo potere certificativo. Quanto al secondo, si tratta di funzioni sussidiarie prive di autonomia, non dissimili — ancorché più qualificate — da quelle che, in certi casi sono chiamati a svolgere pure i privati cittadini. Non è pertanto configurabile in danno alle guardie particolari giurate il delitto di cui agli artt. 341 o 344 c.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3224 del 21 marzo 1992)
Cass. pen. n. 4525/1991
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 4525 del 24 aprile 1991)
Cass. pen. n. 12329/1990
Agli effetti della legge penale è pubblico ufficiale chi, in forza di legge o di regolamento o di fatto, esercita una pubblica funzione legislativa, amministrativa o giudiziaria, formando o concorrendo a formare, con la sua volontà, la volontà sovrana dello Stato o di altro ente pubblico presso il quale è chiamato ad esplicare mansioni autoritarie (deliberanti, consultive, esecutive) o anche aventi carattere accessorio attinenti all'attuazione dei fini istituzionali dei predetti enti. Si ha invece esercizio di un pubblico servizio in caso di attività esecutiva, del tutto sussidiaria, sfornita di potere d'imperio. (Nella specie è stato ritenuto che le mansioni svolte dall'imputato, coadiutore addetto alla segreteria generale dell'ufficio leva, scevre di potestà d'imperio, estranee a qualsiasi potere decisionale del consiglio di leva, presentavano connotazioni di mera sussidiarietà e di modesta complementarietà nell'ambito del detto ufficio e come tali dovevano essere considerate quali attribuzioni di un incaricato di pubblico servizio).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12329 del 13 settembre 1990)
Cass. pen. n. 7204/1990
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 7204 del 24 maggio 1990)
Cass. pen. n. 4023/1990
Il custode del macello comunale è persona incaricata di un pubblico servizio.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4023 del 21 marzo 1990)
Cass. pen. n. 1906/1990
Tutti i dipendenti dell'Inps — che il controllo dello Stato e la natura del fine perseguito caratterizzano come ente pubblico — quando non sono rivestiti di una vera potestas per la quale assumono la veste di pubblico ufficiale, sono incaricati di pubblico servizio, perché la loro opera attiene ad un'attività sociale di pubblico interesse (fattispecie in tema di peculato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1906 del 10 febbraio 1990)
Cass. pen. n. 9581/1989
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 9581 del 5 luglio 1989)
Cass. pen. n. 1464/1967
Va riconosciuta la qualifica di incaricato di pubblico servizio a colui, che, pur inquadrato nel ruolo di una Università degli Studi in virtù di un rapporto stabile e continuativo come bidello, oltre alle inferiori e corrispondenti mansioni di pulizia dei locali dell'Ateneo e della loro custodia, svolga anche varie attività di tecnico di particolare delicatezza, quali la manutenzione degli apparecchi radiologici, il fissaggio e lo sviluppo delle lastre nonché l'ordinaria collaborazione all'opera dei radiologi.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1464 del 31 ottobre 1967)