Source: http://replegal.it/it/itemlist/user/894-elisapigozzi
Timestamp: 2019-09-18 09:26:16+00:00
Document Index: 115842870

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 216', 'art. 133', 'art 216', 'art. 590', 'art. 590', 'art. 452', 'sentenza ', 'art. 167', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 137']

Ha maturato una profonda esperienza nel settore del diritto penale dell’economia, con particolare riferimento ai reati ambientali, edilizi, fallimentari nonché contro il patrimonio.
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Sono state depositate lo scorso 3 luglio 2019 le motivazioni della sentenza n. 28910 con la quale le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con riferimento alle pene accessorie previste dall’art. 216, ultimo comma, legge fall. per il reato di bancarotta fraudolenta, hanno affermato il principio per cui “Le pene accessorie per le quali la legge indica un termine di durata non fissa, devono essere determinate in concreto dal giudice in base ai criteri di cui all’art. 133 cod. pen.”.
pene accessorie di durata non fissa
art 216, ultimo comma, legge, fallimentare
Mobbing e maltrattamenti in ambito ospedaliero: riconosciute le prerogative gestionali del primario
maltrattamenti e abusi d'ufficio
Colpa e responsabilità medica: in vigore la legge che ha introdotto il nuovo art. 590 sexies c.p.
La l. 8 marzo 2017 n. 24 in vigore dal 1 aprile 2017 (recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”) ha previsto, tra l’altro, l’inserimento nel codice penale dell’art. 590 sexies. In relazione ai reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose commessi nell’esercizio della professione sanitaria, la nuova norma stabilisce che “qualora l’evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico-assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto”.
responsabilità professionale esercenti professioni sanitarie
esclusione punibilità
Dalla relazione sulla verifica dell’applicazione della Legge 68/2015 (Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente) approvata dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti emerge come, ad oggi, tra i nuovi ecoreati la fattispecie più frequentemente contestata sia quella di inquinamento ambientale di cui all’art. 452 bis c.p.. In generale, dalla relazione emerge come il numero di procedimenti penali ad oggi pendenti per i nuovi reati ambientali sia significativo di una seria e ragionata applicazione delle norme recentemente introdotte con l’obiettivo di tutelare più efficacemente l’ambiente prevedendo sanzioni più elevate.
Diffusione e trattamento illecito dei dati sensibili
Lo scorso 19 agosto il Tribunale di Varese ha depositato le motivazioni della sentenza con cui ha assolto un medico dall’accusa di trattamento illecito di dati (art. 167 Codice Privacy) sensibili relativi allo stato di salute di una paziente deceduta. Il Giudice ha ritenuto che non vi sia stato alcun illecito trattamento in quanto l’art. 22 del citato Codice, tale per cui i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi, presuppone appunto la diffusione degli stessi da intendersi, secondo la definizione fornita dalla medesima legge, come “dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati ..” (art. 4, comma 1, lett. m). Nel caso concreto, invece, tali dati erano stati solo comunicati a soggetti determinati (ossia gli eredi della paziente) e non indirizzati a un numero indiscriminato di persone.
dati sensibili relativi allo stato di salute
Il metodo di campionamento deve essere sottoposto alla valutazione del giudice penale
Il Tribunale di Monza ha assolto un imprenditore dal reato di cui all’art. 137, comma 5, del D. Lgs. 152/2006 (superamento dei valori limite nello scarico di acque reflue industriali) perché il fatto non sussiste, in quanto il metodo di campionamento adottato è risultato non adeguatamente motivato e, comunque, non idoneo a dimostrare un effettivo superamento dei valori limite di emissione rispetto al concreto funzionamento del ciclo produttivo aziendale.
Questa decisione è innovativa in quanto espressione dell’importante principio per cui la rilevanza penale della condotta non può essere “automatica” e non potrà dipendere dalla discrezionalità tecnica dell’organo di controllo che, seppur libero di scegliere la modalità di campionamento, dovrà darne adeguata motivazione.