Source: http://genitoricattolici.org/esposto%20per%20Smith.htm
Timestamp: 2017-10-19 10:37:06+00:00
Document Index: 184282817

Matched Legal Cases: ['art. 403', 'art. 595', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 78', 'art. 91', 'art. 36']

Dott. Muscio Arrigo
www.arrigomuscio.com
Brescia, 06/04/2004
Proc. Pen. 02/011676 R.G. notizie di reato presso il Tribunale di Verona
v In data 17 novembre 2002 ho presentato una denuncia-querela nei confronti di Adel Smith che riproduco per intero.
Io sottoscritto dott. Arrigo Muscio.............. presento una denuncia-querela contro Adel Smith (presidente dell’Unione Musulmani d’Italia) per offese alla religione cattolica ai sensi dell’art. 403 CP. e per diffamazione ai sensi dell’art. 595 C.P., alla luce quest’ultimo della sentenza della Suprema Corte “Le persone giuridiche e gli enti collettivi possono assumere la qualità di soggetti passivi dei delitti contro l’onore e non è preclusa la configurabilità di una concorrente offesa all’onore o alla reputazione delle singole persone che dell’ente fanno parte…” (Cass. Pen. Sez. V, 22 marzo 1988, n. 3756).
Ho letto sul quotidiano “Libero”, in data 15 novembre 2002 (vedere copia allegata), un articolo intitolato “Insulti islamici in televisione, Verona insorge – Bufera per le parole del fondatore del “partito di Allah”: - La Chiesa è un’associazione a delinquere –“. Questa frase è stata più volte ripetuta pubblicamente durante una trasmissione a “Telenuovo” (emittente locale veronese) da Adel Smith, presidente dell’Unione Mussulmani italiani. Questa frase è gravemente offensiva:
b) per le migliaia di santi, di martiri, di missionari e di quanti si prodigano per il benessere spirituale e fisico del prossimo mediante l’assistenza medica, scolastica, sociale, spirituale (membri della Chiesa considerata un’associazione a delinquere da Adel Smith);
Brescia, 17 novembre 2002
Si allega copia dell’articolo di Libero del 15-11-2002
v In tale denuncia-querela avevo chiesto che Smith venisse denunciato anche per diffamazione, in relazione alla grave ed insultante affermazione “La Chiesa è un’associazione a delinquere” ai sensi della sentenza della Suprema Corte di Cassazione “Le persone giuridiche e gli enti collettivi possono assumere la qualità di soggetti passivi dei delitti contro l’onore e non è preclusa la configurabilità di una concorrente offesa all’onore o alla reputazione delle singole persone che dell’ente fanno parte…” (Cass. Pen. Sez. V, 22 marzo 1988, n. 3756).
v Non seppi più nulla fin quando il dott. Giorgio Nicolini di Ancona (che in data 24 novembre 2002 aveva a sua volta presentato analoga denuncia-querela nei confronti di Smith) mi avvisò d’aver ricevuto la notifica da parte dell’Autorità Giudiziaria in riferimento al decreto di citazione di Smith davanti al giudice dott. M. Z. in data 17 ottobre 2003.
v Poiché la data dell’udienza si avvicinava ed io non avevo ricevuto nulla in proposito, in data 9-9-2003 mandai un fax alla procura della Repubblica di Verona nel quale domandavo che mi venisse inviata la notifica onde poter esercitare il mio diritto di parte offesa e la relativa costituzione di parte civile.
v A tale fax non ebbi risposta da parte dell’autorità giudiziaria. Seppi solo indirettamente, mediante comunicazione tra l’avvocato domiciliatario A. S. e il mio legale di Brescia, dell’esito negativo della mia richiesta in quanto, secondo la Procura, “non sussistono i presupposti per autorizzare la notifica richiesta 16/9/03”.
v Il dott. Giorgio Nicolini mi ha tra l’altro riferito che nel fascicolo in oggetto esistono numerose altre denunce (circa dodici). Sarebbe quindi opportuno verificare se a tali denuncianti è stata inviata una notifica oppure se sono stati “ignorati” (per quanto concerne la notifica) come il sottoscritto, dal momento che nell’udienza del 16 marzo non mi risulta fossero presenti..
v Nell’udienza del 16 marzo 2004 il mio legale di Verona avv. A. S. domandò la mia costituzione di parte civile sia in qualità di presidente dell’Associazione Genitori Cattolici sia in qualità di scrittore cattolico tenuto conto che,
Ø per quanto concerne le Associazioni:
A) Con la costituzione di parte civile all’interno di un procedimento penale, il soggetto al quale il reato ha recato danno instaura il rapporto processuale civile contro l’imputato e il responsabile civile, al fine di ottenere le restituzioni e il risarcimento del danno (art. 74 c.p.p.).
La giurisprudenza ha indicato, quali requisiti per l’ammissibilità di un soggetto alla costituzione di parte civile:
1. l’esistenza di un danno ingiusto consistente nella lesione di un interesse, patrimoniale o non patrimoniale, protetto dall’ordinamento;
2. la sussistenza, tra il reato e il danno, di un nesso di causalità;
3. l’interesse ad agire.
Ai fini della questione che qui ci occupa, occorre innanzitutto precisare che, nella terminologia dell’ultimo codice di procedura penale, il soggetto passivo del reato (parte offesa) è il titolare del bene protetto dalla norma penale violata nel caso specifico, mentre il danneggiato è chiunque abbia riportato un danno eziologicamente riferibile all’azione od omissione del soggetto attivo del reato.
Va poi rilevato che, nel nuovo art. 74 c.p.p., il termine “persona” alla quale il reato ha recato danno è stato sostituito con quello di “soggetto”. Si tratta di una scelta legislativa importante, in quanto, come documenta la relazione ministeriale, “legittimati all’esercizio dell’azione civile in sede penale non sono soltanto le persone fisiche e gli enti o le associazioni dotati di personalità giuridica, ma anche le figure soggettive non personificate, come associazioni non riconosciute, comitati, ecc.”.
Analogamente, l’art. 78 lett. a) c.p.p. prevede esplicitamente la facoltà di costituirsi parte civile anche di associazioni ed enti e l’art. 91 c.p.p. estende ai soggetti portatori dei cd. interessi diffusi i diritti attribuiti alla persona offesa dal reato.
B) l’art. 36 c.c. recita “L’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati. Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo questi accordi, è conferita la presidenza o la direzione”
Ø Per quanto concerne i singoli:
“Le persone giuridiche e gli enti collettivi possono assumere la qualità di soggetti passivi dei delitti contro l’onore e non è preclusa la configurabilità di una concorrente offesa all’onore o alla reputazione delle singole persone che dell’ente fanno parte…” (Cass. Pen. Sez. V, 22 marzo 1988, n. 3756).
v Ciò premesso faccio presente che:
a) Nonostante tali premesse la mia costituzione di parte civile sia in qualità di Presidente dell’Associazione Genitori Cattolici sia in qualità di cittadino cattolico (conosciuto per i miei interventi pubblici in difesa della religione cattolica, come risulta anche dal mio sito indicato nella mia denuncia-querela del 17 novembre 2002 www.muscio.it ) fu respinta dal giudice dott. M. Z. anche su richiesta del Pubblico Ministero.
b) Nonostante sia la mia denuncia-querela sia quella del dott. Nicolini contenessero la richiesta d’intervento penale anche ai sensi della diffamazione per la grave affermazione di Adel Smith “La Chiesa è un’associazione a delinquere”, tale capo d’imputazione non venne considerato.
v Desidero sottolineare che la difesa di Smith ha presentato una memoria nella quale il Crocifisso veniva indicato come “simbolo di valenza negativa”. A prescindere da altre considerazioni, la mancata accoglienza della mia costituzione di parte civile mi ha di fatto impedito di aggiungere anche la seguente memoria difensiva del Crocifisso, considerato anche come espressione di valori universalmente condivisi, sui quali non ci soffermerà mai abbastanza:
“Contemplando il volto di Cristo si possono '' sperimentare i frutti della sua Passione e della sua Resurrezione e ci si puo' mostrare ''capaci di accogliere quanti soffrono a causa della malattia, della violenza, dell'odio e dell'ingiustizia''.
Giovanni Paolo II - (Roma, 9 ago. - Adnkronos)
http://www.corsera.it/modules.php?name=News&file=article&sid=20030809134535
"A mio giudizio il crocifisso nelle scuole è sempre stato considerato non solo come segno distintivo di un determinato credo religioso, ma soprattutto come simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità. Non a caso il filosofo laico Benedetto Croce intitolò un suo saggio Perché non possiamo non dirci cristiani".
Ciampi, Presidente della Repubblica
http://www.repubblica.it/2003/j/sezioni/cronaca/crocifisso/presi/presi.html
Il Crocifisso, emblema della cristianità, non è soltanto il simbolo di Gesù, vero uomo e vero Dio, che ha donato la Sua vita in riscatto dei peccati del mondo; fondamento della fede di oltre un miliardo di cristiani. A tal proposito, per quanto concerne l’importanza biblica del Crocifisso (anche per ottenere grazie di conversione, di guarigione, di liberazione e di protezione), rinviamo alle preghiere composte in occasione del nostro “gruppo di adorazione della Croce”.
Gesù Crocifisso ha anche una valenza simbolica condivisa da molti non credenti.
Per questo valore simbolico universale il Crocifisso viene esposto in molti luoghi pubblici frequentati anche da non cristiani i quali, ben difficilmente, contestano tali valori universali!
[12]Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.
Mt. 7,12
[43]Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;
[44]ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
[45]perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
[46]Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?
[47]E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
[48]Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Mt. 5,43
Il compito precipuo della scuola è certamente l’educazione ai valori necessari per la pacifica convivenza delle persone. Infatti, la mera conoscenza culturale servirebbe a poco o potrebbe addirittura essere controproducente se non fosse subordinata ai superiori valori etici. Ad esempio una scoperta scientifica, se usata male, arrecherebbe al genere umano dei danni enormi anziché dei benefici. La stessa scienza medica, sganciata dai valori etici, servirebbe soltanto ad incrementare il mercato degli esseri umani, considerati clienti e non pazienti (come purtroppo spesso succede!) con deleteri risultati ecc.
Il Crocifisso, a prescindere dal prioritario simbolismo teologico, sintetizza la fusione dell’amore verso Dio Padre (concetto valido per i credenti) e verso il prossimo (valore universale). Gesù ha predicato la necessità di amare il prossimo, di desiderare il suo bene al pari del nostro e di essere al servizio dei fratelli. Concetti che possono essere rifiutati soltanto da quanti non li condividono!
Di conseguenza la valenza simbolica del Crocifisso nelle scuole di tutto il mondo è incomparabile. Nessuno infatti (tranne alcuni Santi, ad imitazione di Cristo) ha mai donato la vita per amore di Dio e del prossimo!
[8]Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,
[9]curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.
Lc. 10,8
[8]Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Mt. 10,8
[15]Gesù disse loro: <<Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
[16]Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
[17]E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
[18]prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno>>.
Gesù ha concesso innumerevoli guarigioni ed ha raccomandato ai suoi discepoli di chiedere guarigioni e prodigi nel Suo Nome. Anche ai nostri giorni Gesù continua a donare numerose grazie soprattutto mediante l’intercessione dei suoi Santi (in particolare della Madonna) e dei credenti. San padre Pio, uno dei più grandi taumaturghi di tutti i tempi, ha voluto la costruzione della “Casa sollievo della sofferenza” (uno dei migliori ospedali del mondo).
La presenza del Crocifisso negli ospedali simboleggia certamente questo incomparabile amore verso l’umanità sofferente e costituisce un invito alla conversione ed uno stimolo a ricorrere alla Sua infinita misericordia.
[9]Allora Pilato rispose loro: <<Volete che vi rilasci il re dei Giudei?>>.
[10]Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia.
[11]Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba.
[12]Pilato replicò: <<Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?>>.
[13]Ed essi di nuovo gridarono: <<Crocifiggilo!>>.
[14]Ma Pilato diceva loro: <<Che male ha fatto?>>. Allora essi gridarono più forte: <<Crocifiggilo!>>.
[15]E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Mc. 15,9
Gesù riassume la perfetta giustizia e l’infinita misericordia. Non solo, ma la sua Crocifissione da un lato rappresenta l’ingiusta condanna subita e dall’altro lato costituisce un monito per tutti i giudici di ogni tribunale affinché si prodighino per una giustizia equa.
[26]Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo,
[27]e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;
[28]appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti>>.
Mt. 20,26
Gesù si è sempre prodigato per il prossimo ed ha invitato tutti i suoi discepoli a fare altrettanto. L’esposizione del Crocifisso negli edifici pubblici in cui normalmente operano persone preposte al servizio pubblico rappresenta un incomparabile emblema di servizio al prossimo, chiamato “pubblico” ai nostri giorni.
Queste sintetiche considerazioni relative all’importanza del Crocifisso anche come valenza al di fuori di un preciso contesto di fede fanno del Crocifisso un esempio ineguagliabile di amore universale che non trova riscontro in nessun’altra figura storica. Nessuno, infatti, ha mai dato materialmente la vita per ciascuno di noi; e tra questi “noi” vi sono anche coloro che perseguitano ed avversano il Crocifisso, dimostrando un’abissale differenza con l’amore universale, salvifico e redentivo di Cristo: per noi cristiani vero Dio e vero uomo. Ma non solo per i cristiani, bensì anche per gli increduli in quanto questi ultimi lo scopriranno a loro spese, se rimarranno impenitenti fino alla fine della vita, nel giorno del Giudizio “E` proprio della giustizia di Dio rendere afflizione a quelli che vi affliggono
e a voi, che ora siete afflitti, sollievo insieme a noi, quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza
in fuoco ardente, a far vendetta di quanti non conoscono Dio e non obbediscono al vangelo del Signore nostro Gesù. Costoro saranno castigati con una rovina eterna, lontano dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando egli verrà per esser glorificato nei suoi santi ed esser riconosciuto mirabile in tutti quelli che avranno creduto, perché è stata creduta la nostra testimonianza in mezzo a voi. Questo accadrà, in quel giorno” (2 Tes. 1,6 seg.)
Ciò premesso, sottopongo alla valutazione di codeste Autorità quanto sopra esposto e chiedo d’intervenire ai sensi di legge qualora fossero state commesse violazioni o mancanze.
Domando, inoltre, d’essere avvisato sull’esito del mio esposto.