Source: https://gianlucafiesoli.wordpress.com/tag/ipsoa-editore/
Timestamp: 2020-05-28 05:30:45+00:00
Document Index: 123693797

Matched Legal Cases: ['art. 154', 'art. 13', 'art. 53', 'art. 11', 'art. 143', 'art. 169']

Ipsoa editore – Shipbreaking Yards di Gianluca Fiesoli
Tag: Ipsoa editore
Autore gianlucafiesoliScritto il 17 febbraio 2011 Categorie Argomenti variTag commercialista,dichiarazione,Ipsoa editore,Iva 2011,legge,modello base,Pmi Microsoft,quadro,rimborsi,scadenze,tasseLascia un commento su Il modello Iva base 2011. Novità e informazioni per la presentazione.
Autore gianlucafiesoliScritto il 25 novembre 2010 Categorie Argomenti vari,Primo pianoTag 2011,Bonus,eco agevolazioni,economia,energia,finanziaria,governo,Ipsoa editore,Italiaoggi,milleproroghe,norme,Pmi Microsoft,risparmioLascia un commento su Bonus e eco agevolazioni: si continua anche il prossimo anno.
Autore gianlucafiesoliScritto il 18 novembre 2010 Categorie Primo pianoTag fisco,Ipsoa editore,irap,irpef,legge,opzioni,Pmi Microsoft,servizi,tasseLascia un commento su Quando deve essere disapplicato il regime dei contribuenti minimi.
Videosorveglianza: cosa cambia per il datore di lavoro.
Un interessante articolo a firma di C. Natali sulla videosorveglianza – Pmi Microsoft, Ipsoa editore – diritti riservati.
Videosorveglianza, cosa cambia per il datore di lavoro ?
Le misure del Garante privacy.
Il nuovo provvedimento sulla videosorveglianza contiene prescrizioni impartite ai titolari del trattamento di dati personali, fra i quali i datori di lavoro, e le relative sanzioni per la mancata osservanza.
Con il nuovo provvedimento in materia di videosorveglianza, il Garante sollecita tutti i titolari dei trattamenti di dati personali effettuati tramite sistemi di videosorveglianza, quindi inclusi quelli trattati con tale modalità nell’ambito dei rapporti di lavoro, ad attenersi a ben determinate prescrizioni indicate nel detto provvedimento, idonee a garantire l’efficace protezione dei dati coinvolti. In particolare, il Garante ha prescritto, ai sensi dell’art. 154, comma 1, lett. c), del Codice, ai titolari del trattamento di dati personali effettuato tramite sistemi di videosorveglianza – fra i quali proprio i datori di lavoro – di adottare al più presto e, comunque, entro e non oltre determinati e distinti termini decorrenti dalla data di pubblicazione del provvedimento de quo nella Gazzetta Ufficiale (e quindi dal 29 aprile scorso) più prescrizioni che di seguito elenchiamo.
entro dodici mesi, rendere l’informativa, regolata in via generale dall’art. 13 del Codice, secondo criteri di specificità e finalità dei trattamenti, ai lavoratori e agli altri soggetti eventualmente “interessati”, intendendo per questi ultimi i soggetti i dati personali dei quali vengano in rilievo. Informativa che peraltro in base a tale nuovo provvedimento – dovrà essere visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno;
entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza, di cui agli art.. 33 ss. del Codice, a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza. Infatti, la citata norma sostanziale prevede espressamente che: “Nel quadro dei più generali obblighi di sicurezza di cui all’articolo 31, o previsti da speciali disposizioni, i titolari del trattamento sono comunque tenuti ad adottare le misure minime… volte ad assicurare un livello minimo di protezione dei dati personali.”
entro sei mesi, adottare le misure necessarie per garantire il rispetto di quanto indicato a proposito dei sistemi integrati di videosorveglianza.
Al contempo, si può osservare che il Garante della Privacy, in un’ottica integrata e di massima tutela possibile del diritto alla protezione dei dati personali, pur senza fornire al riguardo prescrizioni vincolanti, formula l’auspicio che anche nell’espletamento delle attività di cui all’art. 53 del Codice (ossia, in particolare, per il trattamento di dati personali effettuato dal Centro elaborazione dati del Dipartimento di pubblica sicurezza o da forze di polizia sui dati destinati a confluirvi in base alla legge), l’informativa, pur non obbligatoria, sia comunque resa in tutti i casi ciò non sia in concreto impedito da specifiche ragioni di tutela e sicurezza pubblica o di prevenzione, accertamento o repressione dei reati.
Il Garante, evidentemente al fine di garantire la massima trasparenza delle sue prescrizioni ed assicurare anche la certezza del diritto, si preoccupa anche di precisare – anche se non era necessario! – le molteplici e significative conseguenze della mancata osservanza del proprio provvedimento che nel caso dei dati dei lavoratori possono identificarsi nelle seguenti:
a) l’inutilizzabilità dei dati personali dei lavoratori trattati in violazione della relativa disciplina (art. 11, comma 2, del Codice);
b) l’adozione, verso i trasgressori (quali i datori di lavoro) di appositi provvedimenti di blocco o di divieto del trattamento disposti dal Garante (art. 143, comma 1, lett. c), del Codice), e di analoghe decisioni adottate dall’autorità giudiziaria civile e penale, tali comunque d a impedire l’ulteriore (illecito o comunque difforme dalle previsioni normative al riguardo) trattamento dei dati;
c) l’applicazione nei confronti dei datori di lavoro delle sanzioni amministrative o penali, previste non solo dal Codice Privacy (artt. 161 ss.), ma anche da parte degli altri settori ordinamentali. In particolare, va segnalata la possibile applicazione dell’art. 169 del Codice (Misure di sicurezza), secondo il quale peraltro:
chiunque, essendovi tenuto (ove il possibile reo è individuato in modo estremamente generico, con conseguente vasto campo applicativo nei confronti delle pur varie tipologie di datore di lavoro), omette di adottare le misure minime previste dall’articolo 33 è punito con l’arresto sino a due anni o con l’ammenda da diecimila euro a cinquantamila euro;
all’autore del reato (nel nostro caso, il datore di lavoro), all’atto dell’accertamento o, nei casi complessi, anche con successivo atto del Garante, è impartita una prescrizione fissando un termine per la regolarizzazione non eccedente il periodo di tempo tecnicamente necessario, prorogabile in caso di particolare complessità o per l’oggettiva difficoltà dell’adempimento e comunque non superiore a sei mesi. Tutto ciò con prudente ma costante attenzione ai dati personali del lavoratore, eventualmente in rilievo.
Funzionario direttivo, Dipartimento comunicazioni e reti telematiche, Garante protezione dati personali. Si precisa che le dichiarazioni e opinioni espresse dall’autore nel presente breve contributo hanno natura personale e quindi non vincolante per gli enti di appartenenza del medesimo.
Autore gianlucafiesoliScritto il 28 luglio 2010 Categorie Argomenti variTag garante,Gazzetta Ufficiale,informative,Ipsoa editore,lavoro,microsoft,pmi,privacy,videosorveglianza2 commenti su Videosorveglianza: cosa cambia per il datore di lavoro.
Delucidazioni sugl’ oneri che riducono l’ imponibile.
Un interessante e utile articolo sugl’oneri che riducono l’ imponibile, visto che siamo in prossimità delle scadenze irpef.
A firma di Roberto Fanelli, Ipsoa Editore, Pmi Microsoft – diritti riservati.
Detrazioni e deduzioni: ecco gli oneri che riducono l’imponibile.
Contributi, assegni di mantenimento, spese mediche, erogazioni liberali: tutte le opportunità che l’ordinamento concede al contribuente per ottenere un risparmio a fronte di determinati oneri.
Esaminiamo le opportunità che l’ordinamento concede al contribuente di ottenere un certo risparmio a fronte di determinati oneri che, a differenza delle detrazioni, riducono l’ammontare imponibile soggetto ad IRPEF.Oneri deducibili
Le spese che costituiscono “oneri” sono deducibili dal reddito complessivo del contribuente se non già dedotti nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo.
Alcuni di essi sono deducibili dal soggetto sia se sostenute nell’interesse proprio sia se sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico (le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sono deducibili anche se sostenute nell’interesse di familiari non fiscalmente a carico).
Poiché gli oneri si deducono dal reddito complessivo e concorrono a determinare la base imponibile su cui si applica l’imposta, sono in genere più convenienti delle detrazioni dall’imposta perché consentono un risparmio in termini di IRPEF pari all’aliquota marginale applicabile al contribuente.
Non devono essere indicati tra gli oneri deducibili quelli già riconosciuti dal sostituto d’imposta in sede di ritenuta d’acconto sugli emolumenti di lavoro dipendente o assimilato ed indicati nel CUD 2010 (punti 52 e 58). Gli oneri si deducono in base al regime di cassa.Di seguito vengono esaminate le principali tipologie di oneri, raggruppati per natura, che possono essere dedotti ai fini della determinazione della base imponibile IRPEF e che interessano la generalità dei contribuenti.Contributi
Sono deducibili dal reddito i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché i contributi volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza.
Se i contributi sono versati per conto di altri con diritti di rivalsa (ad esempio, il titolare dell’impresa familiare che versa i contributi per conto dei familiari che collaborano nell’impresa), la deduzione spetta solo alla persona per conto della quale i contributi sono versati (quindi, solo al familiare se i contributi sono rimasti effettivamente a suo carico).
Vedi tabella Contributi Assegni di mantenimento
Sono deducibili gli assegni di mantenimento per il coniuge separato o divorziato come risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Non sono deducibili gli assegni destinati al mantenimento dei figli.
Qualora il provvedimento dell’autorità giudiziaria non distingua la quota dell’assegno periodico destinata al coniuge da quella per il mantenimento dei figli, l’assegno si considera destinato al coniuge, e quindi è deducibile, per metà del suo importo.
Non sono deducibili le somme corrisposte in unica soluzione al coniuge separato.
Costituiscono, inoltre, oneri deducibili gli assegni periodici corrisposti in forza di testamento o di donazione modale e, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, gli assegni limentari corrisposti a familiari.
Vedi tabella Assegni di mantenimento Erogazioni liberali e contributi
Per quanto riguarda le erogazioni a favore di Organizzazioni non governative (ONG), l’elenco delle ONG riconosciute idonee si può consultare sul sito http://www.esteri.it.
Inoltre, poiché le ONG sono comprese nella categoria delle ONLUS di diritto, è possibile usufruire delle più ampie agevolazioni previste per le ONLUS.
Per le liberalità alle ONLUS e alle associazioni di promozione sociale erogate nel 2009 è prevista, in alternativa alla deduzione dal reddito complessivo, la possibilità di detrarre il 19% delle stesse dall’imposta lorda.
Pertanto il contribuente può scegliere, con riferimento alle suddette liberalità, se fruire della detrazione d’imposta o della deduzione dal reddito non potendo cumulare entrambe le agevolazioni.
Vedi tabella Erogazioni liberali Spese mediche
Le spese mediche diverse da quelle indicate non possono essere dedotte e danno diritto a detrazioni d’imposta.
I soggetti disabili possono usufruire della deduzione anche se fruiscono dell’assegno di accompagnamento.
Con riferimento alle spese relative all’acquisto di medicinali, la detrazione spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante“) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati nonché il codice fiscale del destinatario.
Vedi tabella Spese mediche
Costituiscono oneri deducibili anche i contributi versati alle forme pensionistiche complementari sia relativi a fondi negoziali sia relativi a fondi individuali, compresi quelli istituiti negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo.
Vedi tabella Contributi per previdenza complementare
Oneri afferenti gli immobili
Relativamente agli immobili, costituisce onere deducibile anche la rendita catastale dell’abitazione principale – e delle relative eventuali pertinenze – che concorre alla determinazione del reddito imponibile.
In tal modo, l’IRPEF non è dovuta su tale cespite, in quanto il reddito indicato è compensato dall’onere deducibile di pari ammontare.
La deduzione per l’abitazione principale compete per una sola unità immobiliare, per cui se un contribuente possiede due immobili, uno adibito a propria abitazione principale ed uno utilizzato da un proprio familiare, la deduzione spetta esclusivamente per il reddito dell’immobile adibito ad abitazione principale del contribuente.
Vedi tabella Oneri
Oneri relativi a periodi d’imposta precedenti
Vedi tabella Oneri relativi a periodi d’imposta precedenti
Vedi tabella Adozioni
Autore gianlucafiesoliScritto il 28 maggio 2010 Categorie Argomenti variTag Ipsoa editore,irpef,miicrosoft,oneri,pmi,scadenze,tasseLascia un commento su Delucidazioni sugl’ oneri che riducono l’ imponibile.