Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Famiglia/ultime_pubblicate/4
Timestamp: 2019-09-20 09:32:31+00:00
Document Index: 35753225

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 337', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 155', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 67', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 337', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 316', 'art. 5']

Il terzo estraneo alla famiglia non può chiedere la modifica delle condizioni di divorzio.
Assegnazione della casa coniugale – Tutela dei terzi – Azione di revisione delle condizioni di separazione o divorzio – Inammissibilità.
Il terzo acquirente della casa coniugale, già assegnata al coniuge affidatario del figlio minorenne o maggiorenne non economicamente autosufficiente, non è legittimato, venuti meno i presupposti per l’assegnazione, a chiedere la revisione ai sensi dell’art. 9 della legge n. 898. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 July 2015, n. 15367.
Dopo la Cassazione: Milano sulle prescrizioni ai genitori.
Mantenimento dei figli – Assegno cd. perequativo – Assegno indiretto a carico del genitore convivente con i figli, in favore dei figli stessi per il tempo in cui sono con l’altro genitore – Ammissibilità – Sussiste .
L’art. 337ter comma 4 c.c. attribuisce al giudice il potere di fissare le misure economiche atte a garantire al minore, da un lato, la realizzazione del principio di proporzionalità e, dall’altro, la conservazione del tenore di vita goduto in costanza di convivenza con entrambi i genitori. Ciò vuol dire che, in caso di situazioni economiche dei genitori complessivamente considerate particolarmente sperequate, il giudice, per garantire che il minore goda dello stesso tenore di vita, sia con il padre che con la madre, può porre a carico dell’uno (anche se collocatario) l’obbligo di versare all’altro, un emolumento economico da destinare a quelle esigenze essenziali del figlio – in ragione del tenore di vita goduto – che, altrimenti, il genitore debole non potrebbe garantire. Si deve trattare, però, di esigenze specifiche e chiare. Sarebbe, infatti, anche lesivo del diritto alla bigenitorialità, regolare i rapporti economici di modo che un bambino da un genitore possa godere di ogni utilità e benessere (alimentazione, abbigliamento, casa di particolari dimensioni, internet, tv privata, giochi, etc.) e dall’altro non possa nemmeno avere utilità minime (la garanzia della casa). Si tratta di una lesione della bigenitorialità perché, in questo modo, il bambino, tendenzialmente, sarebbe meno incoraggiato a frequentare il genitore debole e certamente identificherebbe il suo maggiore benessere allorché si trova con il genitore economicamente più forte (Trib. Milano Sez. IX Civile Sentenza 19 marzo 2014 - Pres. Dell'Arciprete, Est. Muscio; Trib. Milano Sez. IX Civile Decreto 3 novembre 2014 - Pres. Dell’Arciprete, rel. Buffone; Trib. Milano Sez. IX Civile Ordinanza 11 maggio 2015 - Pres.,est. Manfredini; Corte Appello Milano, Sezione Minori e Famiglia, decreto 8 - 11 agosto 2014 - Pres. d’Agostino, rel. Lo Cascio). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 July 2015.
Il marito che tradisce non può essere considerato un padre inadeguato.
Separazione – Infedeltà del marito – Incidenza sulla persona del marito come “padre” – Esclusione – Moglie che “utilizzi” l’infedeltà commessa dal marito come argomento per impedirgli di vedere i figli – Grave violazione dei doveri genitoriali – Sussiste.
Non è sostenibile che un marito eventualmente fedifrago sia consequenzialmente un padre inadatto: la violazione degli obblighi nascenti dal matrimonio è certamente sanzionabile con l’addebito e finanche con l’azione risarcitoria; ma non giustifica affatto un affido monogenitoriale o una limitazione del diritto di visita del padre. Non solo: la madre che utilizzi l’infedeltà del marito come argomento per incidere sul rapporto genitoriale tra padre e figli, pone in essere una condotta scorretta e non allineata ai doveri genitoriali, come tale valutabile anche ai fini degli artt. 337-quater c.c. e 709-ter c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 July 2015.
Riesame della decisione di sottrazione.
Decisione sulla sottrazione internazionale – Ricorso per il riesame della decisione – Competenza – TM – Sussiste .
Il giudizio di riesame sulla domanda di ritorno previsto dalla Convenzione dell’Aja del 1980, in virtù dell’art. 7 della Legge 15 gennaio 1994, n. 64, è di competenza del tribunale per i minorenni. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 July 2015.
L’assegno di mantenimento va pagato anche d’estate, pure se i figli stanno con il papà.
Separazione – Assegno di mantenimento dei figli – Versamento in dodici mensilità – Sospensione dell’assegno nel mese di agosto quando la prole sta con il padre – Esclusione.
Il giudice della famiglia, regolando la contribuzione del genitore non convivente, stabilisce una somma astratta in una unica soluzione, quantificandola, sostanzialmente, in moneta: ogni anno, in via anticipata, il padre è tenuto a versare alla madre l’importo stabilito. Trattandosi di un onere rilevante, al solo fine di agevolare il debitore, il giudice può, però, stabilire che il pagamento avvenga in misura rateale o frazionata, in linea con la previsione che può assistere le obbligazioni pecuniarie in generale. Ciò soprattutto dove sia lo stesso debitore a richiederlo. Da qui la prassi di fissare l’assegno di mantenimento dei figli secondo rate mensili (12). Ne consegue che nessuna sospensione o riduzione per il mese di agosto (o estivi in genere) è ipotizzabile poiché quell’importo non costituisce altro se non la “rata” della somma globale che va somministrata per quella periodicità. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01 July 2015.
Risarcimento del danno non patrimoniale nel caso di figlio nato morto.
Nascita di feto morto - Liquidazione equitativa del danno non patrimoniale - Criteri - Applicazione delle tabelle predisposte dal tribunale di Milano - Parametri previsti per la perdita del rapporto parentale - Applicazione automatica - Esclusione - Fondamento .
In materia di liquidazione equitativa del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale, non è adeguatamente motivata la sentenza del giudice di merito che, facendo applicazione dei parametri previsti al riguardo dalle tabelle elaborate dal tribunale di Milano, abbia liquidato, per il pregiudizio subito dai genitori in ragione della nascita di un feto morto, una somma pari ai valori più elevati della forbice risarcitoria ivi contemplata, senza considerare che essa, in quanto dichiaratamente calcolata in ragione della qualità e quantità della relazione affettiva con la persona perduta, non è di per sé utilizzabile nel caso del figlio nato morto, dove tale relazione è solo potenziale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 19 June 2015, n. 12717.
Rapporto disfunzionale 'vittima/carnefice': partner inidonei a svolgere il ruolo genitoriale. Figli al Comune.
Coppia caratterizzata da un rapporto disfunzionale di tipo “vittima/Carnefice” – Continue separazioni e riappacificazioni – Affidamento dei figli – Al Comune – Necessità – Sussiste.
Nell’ipotesi in cui la coppia genitoriale sia caratterizzata da un funzionamento gravemente disfunzionale di tipo ‘vittima/carnefice’ e caratterizzata da altrettante disfunzionali separazioni/riappacificazioni, si impone l’affidamento dei figli all’ente terzo, non apparendo alcuno dei genitori idoneo all’esercizio della responsabilità genitoriale. In questo caso, il giudice può rimettere ai Servizi Sociali l’adozione di ogni formale decisione finale --nel caso di insanabile contrasto tra i genitori sul punto e previa la sola mera consultazione degli stessi-- in merito alle scelte più importanti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 June 2015.
Audizione del minore.
L’audizione dei minori, già prevista nell'art. 12 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20.11.1989, è divenuta un adempimento necessario nelle procedure giudiziarie che li riguardino, ai sensi dell'art. 6 della Convenzione di Strasburgo del 25.1.1996, ratificata con la legge n. 77 del 2003, nonché degli artt. 315 bis (introdotto dalla legge n. 219 del 2012), 336 bis e 337 octies c.c. (inseriti dal d.lgs. n. 154 del 2013, che ha altresì abrogato l'art. 155-sexies c.c.). Ne consegue che - anche in tema di dichiarazione dello stato di adottabilità - l'ascolto del minore di almeno dodici anni, e anche di età minore ove capace di discernimento, costituisce una modalità, tra le più rilevanti, di riconoscimento del suo diritto fondamentale ad essere informato e ad esprimere le proprie opinioni nei procedimenti che lo riguardano, nonché elemento di primaria importanza nella valutazione del suo interesse (cfr. ex plurimis, Cass. 11687/2013; 19202/2014; 6129/2015). Con la conseguenza che, una volta disposta tale audizione anche in grado di appello, il giudice del gravame non può prescindere dal tenere conto delle relative risultanze (Cass. 19202/2014). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 June 2015, n. 11890.
Spese straordinarie per i figli: no calcolate in modo forfetario.
Separazione/Divorzio – Mantenimento dei figli – Spese straordinarie – Inclusione nell’assegno di mantenimento in via forfetaria.
Devono intendersi spese straordinarie quelle che, per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità, esulano dall'ordinario regime di vita dei figli, cosicché la loro inclusione in via forfettaria nell'ammontare dell'assegno, posto a carico di uno dei genitori, può rivelarsi in contrasto con il principio di proporzionalità sancito dalla legge e con quello dell'adeguatezza del mantenimento, nonché recare pregiudizio alla prole, che potrebbe essere privata di cure necessarie o di altri indispensabili apporti; pertanto, pur non trovando la distribuzione delle spese straordinarie una disciplina specifica nelle norme inerenti alla fissazione dell'assegno periodico, deve ritenersi che la soluzione di stabilire in via forfettaria ed aprioristica ciò che è imponderabile e imprevedibile, oltre ad apparire in contrasto con il principio logico secondo cui soltanto ciò che è determinabile può essere preventivamente quantificato, introduce, nell'individuazione del contributo in favore della prole, una sorta di alea incompatibile con i principi che regolano la materia (v. Cass. n. 9372/2012). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 June 2015, n. 11894.
Divorzio breve - Tribunale di Milano: modifica dei criteri di riparto interno degli affari civili (procedimenti di divorzio) e introduzione del criterio di assegnazione del fascicolo del divorzio per connessione.
Cd. divorzio breve - Legge 6 maggio 2015 n. 55 - Modifica dei criteri di riparto interno degli affari civili (procedimenti di divorzio) - Introduzione del criterio di assegnazione del fascicolo del divorzio «per connessione ex lege 55/2015».
La Sezione IX del Tribunale di Milano introduce il criterio di assegnazione dei fascicoli di divorzio per “connessione ex lege 55/2015”, con effetto immediato, dalla data del 26 maggio 2015; conseguentemente, la causa di divorzio depositata a partire dalla data del 26.5.2015 verrà assegnata al magistrato investito della trattazione del procedimento di separazione giudiziale ove ancora pendente. Tribunale Milano, 25 May 2015.
Modifica delle condizioni di separazione: no, se matrimonio non trascritto in Italia.
Sentenza straniera di divorzio – Modifica delle condizioni – Trascrizione della sentenza in Italia – Condizione di ammissibilità – Sussiste.
Ai fini della modifica della sentenza di divorzio pronunciata da un Autorità Giudiziaria Straniera è preliminare la trascrizione della suddetta pronuncia, trascrizione che, pur non avendo valenza costituiva ai fini della validità ed efficacia della pronuncia in quanto tale, è necessaria nel sistema del diritto internazionale privato, come modificato dalla legge 218/95 che ha introdotto il riconoscimento automatico delle pronunce straniere, per la verifica del rispetto dei requisiti basilari di compatibilità con l’ordinamento italiano (art. 64 della legge 218/95), verifica demandata nel nuovo sistema del diritto internazionale privato all’Ufficiale dello Stato Civile salve le ipotesi di cui all’art. 67 della legge 218/95 e che in ogni caso non può essere compiuta nell’ambito del procedimento di revisione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 May 2015.
Sull’assegno cd. perequativo.
Nel caso di evidente disparità di condizioni economiche tra i genitori, il genitore non convivente (genitore con il quale, dunque, i figli non convivono in modo prevalente), può comunque essere titolare di un limitato assegno di mantenimento indiretto per la prole, per il tempo in cui i fanciulli sono con lui (cd. assegno perequativo); assegno che può essere fissato dal giudice, in particolare, dove il genitore non convivente sia privo di occupazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 May 2015.
Modifica delle condizioni di separazione, affido etero familiare parziale ex art. 337-ter, c.c., madre residente all'estero e padre sottoposto a procedura di amministrazione di sostegno.
L'art. 337 ter, comma II, c.c., nella parte in cui prevede che il tribunale possa adottare “ogni altro provvedimento relativo alla prole”, costituisce clausola di chiusura del sistema, prevista a tutela dell'interesse del minore. Il che consente al giudice di individuare, in considerazione delle particolarità del caso concreto, modalità di affidamento e di collocazione del minore anche diverse da quelle abituali (affido esclusivo/affido condiviso; collocazione residenziale prevalente presso l'uno o l'altro genitore) tali da garantire, in presenza di obiettive e comprovate difficoltà dei genitori di prendersi cura direttamente dei figli, un equo contemperamento tra l'esigenza di conservare in capo ai genitori medesimi, per quanto concretamente possibile, i diritti/doveri connessi all'esercizio della responsabilità genitoriale e l'esigenza di garantire al minore condizioni di cura, mantenimento e accudimento le più estese e tutelanti possibili. (Nella fattispecie, il Tribunale, constatata l'impossibilità del padre del minore residente in Italia di esercitare la responsabilità genitoriale a causa delle sue condizioni fisiche, l'impossibilità per la madre residente nel Regno Unito di accudire direttamente ed in modo costante il figlio, e la collocazione di fatto di quest'ultimo presso la zia materna in Italia, dimostratasi in grado di accudire in modo adeguato il nipote, ha accolto, ai sensi dell'art. 337-ter, comma 2, c.c., la concorde richiesta delle parti di affido condiviso del figlio alla zia paterna ed alla madre, residente all'estero, con collocamento prevalente presso la zia paterna in Italia. Il Tribunale ha altresì disposto che la responsabilità genitoriale in relazione all’ordinaria amministrazione venga esercitata separatamente dalle madre e dalla zia affidataria e che per il rilascio dei documenti validi per espatrio sia necessario anche il consenso dell'ADS del padre, ferma restando la preventiva autorizzazione all'espatrio del minore da parte delle affidatarie. (Francesca Mironi, Rachele Campanini) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 May 2015.
Rettifica del sesso del coniuge: effetti della sentenza della Consulta.
Mutamento del sesso di persone coniugata – Effetti – Scioglimento del vincolo matrimoniale – Corte Costituzionale n. 170 del 2014 – Automatismo – Esclusione – Volontà dei coniugi – Rilevanza – Sussiste – Scelta nel senso di restare uniti – Effetti – Permanenza del vincolo matrimoniale – Sussiste .
La pronuncia della Corte Costituzionale, 11 giugno 2014 n. 170, è da qualificare come sentenza additiva di principio: pertanto, finché il Legislatore non interverrà per regolare le nuove forme di convivenza civile, i coniugi attraversati dalla vicenda di rettifica, ove scelgano di restare uniti, rimangono uniti in matrimonio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 April 2015.
Rettifica del sesso della persona sposata: finché il legislatore non interviene, il matrimonio resta.
Rettifica del sesso da parte di persona coniugata – Conseguenze – Corte costituzionale, sentenza n. 170 del 2014 – Effetti – Mantenimento in vita del matrimonio – Sussiste – Sino all’intervento del Legislatore.
La sentenza n. 170 del 2014 della Corte costituzionale – con la quale è stata dichiarato l’illegittimità delle norme in tema di rettifica del sesso nella parte in cui non prevedono la possibilità di mantenere in vita il rapporto di coppia con altra forma di convivenza giuridicamente riconosciuta, con modalità da statuire dal legislatore – non è di mero monito ma autoapplicativa, con la conseguenza che è costituzionalmente necessario conservare alla coppia il riconoscimento dei diritti e doveri conseguenti al matrimonio fino a quando il legislatore non intervenga. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 April 2015, n. 8097.
Conclusioni Avvocato Generale: si al cumulo delle azioni di stato e di mantenimento.
Regolamento (CE) n. 4/2009 – Competenza giurisdizionale in materia di obbligazioni alimentari – Domanda relativa a un’obbligazione alimentare a favore di minori proposta, in via accessoria, nell’ambito di un giudizio di separazione, in uno Stato membro diverso da quello in cui i minori risiedono abitualmente – Regolamento (CE) n. 2201/2003 – Competenza in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale.
L’articolo 3 del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, deve essere interpretato nel senso che in presenza di un’azione principale relativa a una separazione personale dei coniugi nell’ambito della quale sia stata presentata una domanda relativa alle obbligazioni alimentari nei confronti dei figli minori, il giudice adito nell’ambito del suddetto procedimento è competente a conoscere della domanda relativa alle obbligazioni alimentari. La presa in considerazione dell’interesse superiore del minore impone, in tal caso, che la competenza territoriale sia determinata in base al criterio di vicinanza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 16 April 2015, n. .
Ricorso congiunto dei genitori non uniti da matrimonio: come per la separazione consensuale, non è necessaria la difesa tecnica.
Famiglia non fondata sul matrimonio – Accordo dei genitori per una regolamentazione condivisa della responsabilità genitoriale – Domanda congiunta presentata al Tribunale – Necessità della difesa legale – Esclusione – Analogia con il procedimento di separazione consensuale.
In analogia a quanto avviene con la separazione consensuale, in caso di accordo dei genitori per la composizione della crisi successivamente alla disgregazione della famiglia non fondata sul matrimonio, non è necessaria la difesa tecnica in caso di domanda congiunta al tribunale: infatti, in materia di famiglia non fondata sul matrimonio, non essendo le parti legate da vincolo di coniugio è incontroverso come la cessazione del rapporto possa avvenire ad nutum, ovvero senza necessità per l’autorità giudiziaria di accertare il carattere irreversibile della crisi del rapporto attraverso l’espletamento di tentativo di conciliazione. Tale considerazione rende, quantomeno in linea di principio e fatte salve eventuali difformi valutazioni di opportunità, non necessaria la difesa tecnica in presenza di un ricorso congiunto ex art. 316 c.c., atteso che l’esame del Tribunale risulta elettivamente diretto alla verifica dell’adeguatezza degli accordi raggiunti all’interesse della prole minore, con un sindacato simile a quello che viene condotto sugli accordi di separazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 April 2015.
“Una tantum” reciproca del divorzio congiunto? Inammissibile.
Divorzio – Accordo dei coniugi – Divorzio su ricorso congiunto – Fissazione di una “una tantum” reciproca: del marito in favore della moglie e della moglie in favore del marito – Contrasto all’ordine pubblico – Sussiste.
E’ in contrasto con l’ordine pubblico interno il patto divorzile che istituisca un negozio sostanzialmente privato avente ad oggetto due trasferimenti patrimoniali reciproci a titolo di assegno divorzile cd. una tantum (art. 5 comma VIII, l. 898 del 1970). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 April 2015.
Prec1...3456...22Succ