Source: http://www.arisassociazione.it/notizie-dalle-sedi-regionali/96-calabria.html
Timestamp: 2017-09-22 13:33:00+00:00
Document Index: 1907172

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 7']

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Bocciata la legge regionale
E’ materia riservata allo Stato. Pertanto le prescrizioni contenute nell'art. 1, comma 1, lett. b) e lett. c) e nell'art. 3 della legge Regionale della Calabria n. 11 del 20 aprile 2016, recante «istituzione dei servizi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico sanitarie, tecniche della prevenzione e delle professioni sociali - modifiche alla legge regionale 7 agosto 2002, n. 29» “eccedono dalle competenze regionali e sono violative di previsioni costituzionali e illegittimamente invasive delle competenze dello Stato; la legge deve pertanto essere impugnata in parte qua, come con il presente atto effettivamente la si impugna, affinché ne sia dichiarata la illegittimità costituzionale, con conseguente annullamento”. La Consulta, accogliendo la richiesta dell'Avvocato generale dello Stato, ha bocciato la legge della Calabria, impugnata appunto dal Governo perché potrebbe interferire con i poteri del commissario ad acta nominato in materia di Sanità.
I giudici della Consulta hanno dichiarato l'illegittimità costituzionale anche della lettera d) dello stesso articolo di legge limitatamente all'inciso "definendone gli aspetti organizzativi, gestionali e dirigenziali". giudici delle leggi ricordano nella sentenza che il mandato commissariale del 12 marzo 2015 affida al Commissario ad acta, al punto 4), tra le azioni e gli interventi prioritari, “l'adozione del provvedimento di riassetto della rete di assistenza territoriale, in coerenza con quanto specificamente previsto da patto per la salute 2014-2016”, e al punto 1), “l'adozione del provvedimento di riassetto della rete ospedaliera, coerentemente con il Regolamento sugli standard ospedalieri di cui all'intesa Stato-Regioni del 5 agosto 2014 e con i pareri resi dai ministeri affiancanti, e le indicazioni formulate dai Tavoli tecnici di verifica”. La Consulta inserisce quindi in questo contesto la legge regionale n. 11/2016, con la quale la Regione, modificando la legge regionale 7 agosto 2002, n. 29, regolamenta i servizi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative tecnico sanitarie, le tecniche della prevenzione e delle professioni sociali. La norma regionale prende formalmente atto di quanto disposto dal Commissario ad acta con il decreto n. 130 del 16 dicembre 2015: ma in realtà si discosta da esso in maniera sostanziale. La legge autorizza infatti il Consiglio regionale della Calabria, relativamente all'organizzazione dell'attività assistenziale, a istituire il Servizio delle professioni sanitarie (SPS) (lett. b) dell'art. 1 della legge oggi impugnata), e (art. 1, lett. c), il Servizio sociale professionale (SSP) in tutte le Aziende sanitarie provinciali, ospedaliere, universitarie e presso il dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, in contrasto con le disposizioni del decreto commissariale n. 130 del 16 dicembre 2015 che ha fornito alle Aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria criteri condivisi per l'adozione dei singoli atti aziendali, nell'ambito dei quali esercitare la propria autonomia organizzativa, in quanto direttamente istitutive dei Servizi, “sostanzialmente avocandosi al Consiglio regionale una competenza propria delle Aziende sanitarie il cui esercizio avrebbe dovuto invece essere vagliato dalla struttura commissariale”. Da questo secondo i giudici discende la incostituzionalità della legge regionale.
Secondo la Corte “'l'illegittimità costituzionale della legge regionale sussiste anche quando l'interferenza è meramente potenziale e, dunque, a prescindere dal verificarsi di un contrasto diretto con i poteri del commissario incaricato di attuare il piano di rientro (sentenza n. 110 del 2014)» (sentenze n. 14 del 2017 e n. 227 del 2015). Nel caso di specie l'interferenza sussiste, poiché le disposizioni impugnate istituiscono in via legislativa il Servizio delle professioni sanitarie (SPS) e il Servizio sociale professionale (SSP) presso tutte le aziende sanitarie e ospedaliere, mentre il decreto commissariale n. 130 del 2015 - adottato nell'esercizio dei poteri di riassetto delle reti ospedaliera e di assistenza territoriale conferiti con il mandato del 20 marzo 2015 - rimette (in conformità all'art. 7 della legge 10 agosto 2000, n. 251, recante «Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica») l'istituzione (anche) di tali strutture operative ad atti aziendali, di competenza dei dirigenti generali, soggetti all'approvazione del commissario medesimo”.
Calabria – Il Presidente Olivero: così non si può andare avanti
Il Presidente della Regione Calabria Oliverio – dopo aver sottolineato che in questi sette anni di commissariamento della sanità, purtroppo, non sono stati affrontati i problemi fondamentali per qualificare le prestazioni sanitarie ed invertire un trend negativo, a partire da quello dell'emigrazione sanitaria, che in modo crescente ha continuato a caratterizzare la situazione della Sanità in Calabria - ­ha annunciato che chiederà al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, “un intervento diretto, per sbloccare positivamente attraverso i necessari correttivi un provvedimento che possa consentire l'assunzione del personale necessario al rafforzamento dei servizi sanitari. È evidente che non si può continuare a mantenere una situazione per la quale la Calabria ed i calabresi stanno pagando un prezzo inaccettabile. Il Governo deve prendere atto di ciò ed assumere le iniziative conseguenti”.
Il presidente Oliveiro: no al commissariamento della sanità regionale
Il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, coglie l’occasione, nella sua visita a Cetraro per l’inaugurazione della nuova Risonanza Magnetica, per sferrare l’attacco contro il commissariamento della Sanità regionale. “In questi sette anni di commissariamento della sanità, purtroppo, non sono stati affrontati i problemi fondamentali per qualificare le prestazioni sanitarie ed invertire un trend negativo, a partire da quello dell'emigrazione sanitaria, che in modo crescente ha continuato a caratterizzare la situazione della Sanità in Calabria”. Per Oliverio “anche la querelle di questi giorni tra il commissario” Massimo Scura “ed il Governo da una parte e all'interno della struttura commissariale stessa dall'altra, sul decreto relativo a 600 assunzioni, è grave”, spiega in una nota dell’ufficio stampa della Giunta che sintetizza il suo intervento a Cetraro. Oliverio ha quindi annunciato che chiederà al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, “un intervento diretto, per sbloccare positivamente attraverso i necessari correttivi un provvedimento che possa consentire l'assunzione del personale necessario al rafforzamento dei servizi sanitari. È evidente che non si può continuare a mantenere una situazione per la quale la Calabria ed i calabresi stanno pagando un prezzo inaccettabile. Il Governo deve prendere atto di ciò ed assumere le iniziative conseguenti”, ha concluso Scura.
Riforma del Welfare per la Regione Calabria
L’Aris al tavolo istituzionale per la Riforma del Welfare della Regione Calabria.
L’Associazione, insieme ai rappresentanti delle principali organizzazioni del privato sociale, ha preso parte ai lavori della Giunta regionale per il riordino del welfare calabrese, che prevede la riorganizzazione dell’assetto istituzionale del sistema integrato degli interventi in materia di servizi e politiche sociali. Il provvedimento è stato recentemente approvato dalla Giunta che, in una nota, scrive: “la delibera delinea le funzioni in materia di politiche sociali che vengono trasferite ai comuni, dando così efficacia al principio della sussidiarietà, secondo il quale sono il livello territoriale più prossimo alla persona che ne riesce ad individuare il fabbisogno ed a programmare al meglio gli interventi”.
Un lavoro, durato oltre un anno, che permetterà alla Regione di programmare, coordinare e indirizzare gli interventi sociali sui territori e, come avviene nel resto delle regioni, coadiuvare i Comuni nello svolgimento delle funzioni territoriali. Approntato anche un regolamento che disciplina le modalità di accreditamento, i requisiti strutturali e gli standard professionali del personale che opera nelle strutture.
“È questa una svolta importante per la Regione Calabria – ha sottolineato Federica Roccisano, Assessore al Lavoro – perché finalmente acquisisce il ruolo di programmazione di politiche sociali e non più di cassa, puntando, insieme al privato sociale ed ai territori, ad un welfare più inclusivo e più vicino alle istanze delle persone”.
Calabria – La ministra Lorenzin: “Grandi passi in avanti della sanità calabrese”
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Le “anomalie” della sanità calabrese
Formazione pastorale all’Arcidiocesi di Torino
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