Source: https://ogliopo.laprovinciacr.it/news/nella-storia/242677/i-doni-tra-marito-e-moglie.html
Timestamp: 2020-05-30 21:55:34+00:00
Document Index: 44004469

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 781', 'e contrario', 'art. 781', 'sentenza ', 'sentenza ']

I doni tra marito e moglie - La Provincia
I doni tra marito e moglie
Importante sentenza del Tribunale: estensore il Giudice Nuovo
La norma che vieta le donazioni non è incostituzionale - Il fatto che ha determinato la decisione
Il nostro Tribunale ha emesso una importante decisione, che risulta essere senza precedenti, che risolve la questione sulla validità dei doni fra marito e moglie.
Il sig. B. M. occupava un fabbricato di proprietà della moglie, sig.ra M. P. dalla quale viveva separato, veniva chiamato da questa in Tribunale per essere condannato allo sgombero.
Il marito, assistito dall'avv. Groppali, aveva dichiarato che l'immobile detenuto era stato da lui donato alla moglie, e siccome la legge (art. 781) sancisce la nullità dei doni tra coniugi, chiedeva che la casa gli fosse restituita in proprietà.
A questo punto il difensore della moglie, avv. Tirindelli, con un lungo ricorso impugnava come contrario alla Costituzione l'art. 781, ritenendo che esso violasse la parità di eguaglianza e di diritti fra cittadini coniugati e cittadini non coniugati.
La questione si presentava molto importante perchè se tale tesi fosse stata accolta tutte le donazioni fra marito e moglie sarebbero divenute valide e irrevocabili.
Il Tribunale presieduto dal dott. Colace, udita la relazione del Giudice dott. Nuovo, ha viceversa, con elaborata sentenza in data 6 febbraio scorso, respinto la eccezione dichiarando costituzionale e legittimo il divieto delle donazioni tra coniugi.
Il dott. Nuovo, estensore della sentenza, ha rilevato che il divieto di donazione fra coniugi si riduce al divieto di ricevere non da una categoria di persone, ma da una sola persona (il coniuge) e che tale divieto, secondo la legge, è stabilito da ragioni di opportunità affinchè le relazioni coniugali non siano turbate con interessi o pressioni economiche.
La sentenza prosegue affermando che il divieto risale a quasi duemila anni or sono e che esso «non è più sentito dalla coscienza collettiva e rispecchia una situazione sociale ed economica ormai superata dalla avvenuta emancipazione della donna» ma che però — stando alla legge — la norma non può ritenersi incostituzionale, onde la Magistratura non può che prenderne atto e ritenerla valida.