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Timestamp: 2017-07-23 16:35:53+00:00
Document Index: 68940575

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.4', 'art.3', 'art. 11', 'art. 4', 'sentenza ', 'art.4', 'art.4', 'art.4', 'art.4', 'art.4', 'art.4', 'art.4']

A PROPOSITO COMPUTO PER COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO LAVORATORI RICONOSCIUTI INVALIDI EX ART 4,COMMI 3BIS E 4 ,LEGGE 68/99 | Francesco Colaci's BLOG
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A PROPOSITO COMPUTO PER COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO LAVORATORI RICONOSCIUTI INVALIDI EX ART 4,COMMI 3BIS E 4 ,LEGGE 68/99
Prima di parlare delle modifiche introdotte dal dec.legvo n.151/01 circa la computabilita’ da parte del datore di lavoro interessato nella quota di riserva dei lavoratori che sono riconosciuti disabili sia prima ,che nel corso del rapporto di lavoro ,si ritiene confacente precisare qual’era la previsione prevedeva la disciplina legislativa ed amministrativa previgente sull’argomento al 24 settembre 2015,data d’entrata in vigore del dec.levo 151/15,che, nel testo dell’art.4 della legge n.68/99 , dopo il comma 3 e prima del comma 4 , ha inserito il comma 3 bis..
In proposito si fa presente che in materia, anzitutto erano e sono rimasti vigenti le seguenti norme legislative:
a)il comma 4 dell’art.4 della legge 68/99 ,secondo cui:”4. I lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia non possono essere computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 se hanno subito una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60 per cento o, comunque, se sono divenuti inabili a causa dell’inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro…”;
b) l’art.3 ,commi 1) ,2) ,3)e 4) del dpr n.333/2000,contenente il Regolamento di attuazione della legge 68/99,che disponevano :
“1. Accanto ai lavoratori che non costituiscono base di computo per la determinazione della quota di riserva, sono parimenti esclusi, ai fini di cui all’articolo 4, comma 1, della legge n. 68 del 1999, i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, con contratto di apprendistato, con contratto di reinserimento, con contratto di lavoro temporaneo presso l’impresa utilizzatrice, e con contratto di lavoro a domicilio. Sono altresì esclusi dalla base di computo i lavoratori assunti per attività lavorativa da svolgersi esclusivamente all’estero, per la durata di tale attività, e i soggetti di cui all’articolo 18, comma 2, della legge n. 68 del 1999, nei limiti della percentuale ivi prevista.
3. Qualora non sia possibile l’assegnazione a mansioni equivalenti o a mansioni inferiori, con la conservazione del trattamento più favorevole, i lavoratori di cui al comma 2 sono avviati presso altro datore di lavoro, con diritto di precedenza e senza inserimento nella graduatoria, e assegnati a mansioni compatibili con le residue capacità lavorative. L’accertamento della compatibilità delle mansioni è svolto dalle Commissioni di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sentito il Comitato tecnico di cui all’articolo 6, comma 2, lettera b), della legge n. 68 del 1999, con le modalità ivi previste.
4. Quanto previsto dai commi 2 e 3 si applica anche ai lavoratori che si sono invalidati successivamente all’assunzione per infortunio sul lavoro o malattia professionale, di cui all’articolo 1, comma 7, della legge n. 68 del 1999. I predetti lavoratori sono esclusi dalla base di computo e sono computati nella percentuale d’obbligo, alle medesime condizioni di cui ai citati commi 2 e 3, qualora abbiano acquisito un grado di invalidità superiore al 33 per cento.”
, In aggiunta a quelle legislative,inoltre operavano le disposizioni amministtrative contenute rispettivamente:
1)per quanto riguarda i lavoratori di cui alla suddetta lettera a), nella circolare del MLPS n.2/2010 , che dichiarava :”Con esclusivo riferimento “all’ambito privatistico” è riconosciuta la possibilità di computare ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competenti per il collocamento obbligatorio, in quanto all’epoca non disabili ,alla triplice condizione c–l’invalidità determini inabilità a svolgere le proprie mansioni
–non sia stata causata dalla violazione delle norme di sicurezza da parte dello stesso datore di lavoro
–la percentuale di invalidità civile sia almeno pari al 60% (anziché al 46%), fermo restando che, se si tratta di invalidità derivante da causa di lavoro, all
-la possibilità di dcomputare nella quota di riserva anche i lavoratori disabili assunti al di fuori delle procedure di collocament
obbligatorio ai quali sia stata riconosciuta un’invaliditàcivile non inferiore al60% o un’invalidità derivante da infortunio sul lavoro o malattia professionale superiore al 33% e l’inabilità a svolgere le mansioni precedentemente assegnate”
2) nella circolare n.66/2001,secondo cui :
“Una specifica precisazione appare necessaria in ordine alla possibilità di includere nel compto, ai fini dell’osservanza dell’obbligo di copertura delle quote, i lavoratori già invalidi prima della costituzione del rapporto di lavoro, pur se assunti al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio. Il datore di lavoro,con ilconsenso del lavoratore interessato, potrà infatti chiedere la visita di accertamento dello stato invalidante, in costanza di rapporto di lavoro, per la verifica della compatibilità delle mansioni cui il lavoratore è adibito; si ritiene che, in analogia con la disciplina di cui all’articol4, comma 4, della legge n.68 (che poggia sulla medesima ratio pur se riferita ai lavoratori divenuti invalidi durante il rapporto di lavoro), la predetta visita di accertamento debba riscontrare, ai fini dell’inserimentnelle quote di riserva, un grado di invalidità almeno pari al sessanta per cento.”
3)nell’interpello n.40/2008 , che recitava:
“Il Consiglio Nazionale dell’rdine dei Consulenti del Lavoro ha avanzato richiesta di
interpello per conoscere il parere della scrivente Direzione in merito alla computabilità dei lavoratori disabili assunti al di
fuori delle liste del collocamento obbligatorio ed alla conseguente
possibilità di interrompere le procedure di avviamento obbligatorio eventualmente già avviate da
parte dei Servizi competenti, anche in mancanza di una convenzione ai sensidell’art. 11 della L. n.68/1999.
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale del Mercato del Lavoro, si conferma l’orientamento già espresso con la circ. n. 66/2001, in merito alla
possibilità dcomputare nellaquota di riserva anche i lavoratoridisabili assunti al di fuori delle procedure di collocamento
obbligatorio ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità civile non inferiore al60% o un’invalidità derivante da infortunio sul lavoro o malattia professi
onale superiore al 33% e l’inabilità a svolgere le mansioni precedentemente assegnate (v. risposta ad interpello n. 31/2008).
Si precisa che la computabilità dei lavoratoriin possesso della certificazione attestante tale grado di invalidità non è subordinata alla preventiva iscrizione
nelle liste del collocamentoobbligatorio dei disabili, né alla stipula di una
convenzione con i Servizi competenti, ma deessere semplicemente comunicata ai Servizi competenti.
Si precisa, inoltre, che qualora il dipendente abbia ottenuto la necessaria certificazione in costanza di rapporto di lavoro non può considerarsi imputabile al datore di lavoro la scopertura venutasi a determinare nel lasso di tempo intercorso fra la richiesta di verifica dello statoinvalidante ed il successivo accertamento sanitario”.
4) nell’interpello n.17/2010,,nel quale ,in merito alla problematica concernente la computabilità nella quota di riserva ex art. 4, comma 4, della L. n. 68/1999, ai fini dell’assolvimento degli obblighi di cui alla stessa Legge, del soggetto assunto come normodotato divenuto inabile durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, era riportata la seguente risposta :
“…Tuttavia ciò che rileva, a seguito della abrogazione da parte del D.L. n. 112/2008 della certificazione di ottemperanza rilasciata Uffici competenti all’inserimento dei disabili, è la “attestazione” da parte del datore di lavoro concernente l’osservanza degli obblighi di cui alla L. n. 68/1999, attestazione che produce i suoi effetti con riferimento al periodo considerato.
Nella fattispecie in esame, trattandosi di una attestazione concernente la computabilità nella aliquota d’obbligo di un lavoratore assunto come normodotato e divenuto inabile nel corso del rapporto con percentuale superiore al 60% e non in conseguenza di una responsabilità datoriale, la circostanza fondamentale è che il soggetto che rilascia l’attestazione sia in grado di affermare con certezza l’esistenza dei due presupposti sopraccitati.
Tali presupposti, peraltro, non necessitano di alcuna valutazione di carattere “discrezionale” in quanto consistono in due elementi “di fatto”: il primo legato ad una certificazione medica che indichi una percentuale di invalidità pari o superiore al limite legale e l’altro legato alla mancanza di una sentenza passata in giudicato che accerti responsabilità datoriali nell’accadimento di un evento infortunistico…”
Le risultanze derivanti dalla combinazione delle disposizioni legislative ed amministrative sopra precisate , in modo univoco ed esplicito,gia’ prima dell’inserimento nell’art.4 della legge 68/99 ,tra il comma 3 ed il comma 4 ,del comma 3bis, disposto dal dec. legvo n.151/2015 con effetto dal 24 settembre 2015 :
A) ammettevano la possibilità del datore di lavoro di computare nella quota di riserva anche i lavoratori riconosciuti ‘disabili sia prima che nel corso del rappoprto di lavoro ,pure se assunti al di fuori delle procedure di collocamento obbligatorio ,purche’ agli stessi risulta riconosciuta un’invalidità civile non inferiore al 60% o un’invalidità derivante da infortunio sul lavoro o malattia professionale non inferiore al 34% ,nonché , qualora dipendenti, l’inabilità a svolgere le mansioni precedentemente assegnate;
B) limitavano ai datori di lavoro appartenenti “all’ambito privatistico” della possibilità di computare ,ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo ,anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competenti per il collocamento obbligatorio, in quanto all’epoca non disabili
Dopo aver premesso quanto sopra , si tratta ora di individuare in concreto e valutare la reale portata della disposizione contenuta nel comma 3 bis aggiunto ,con effetto dal 24 settembre 2015 ,al testo dell’art.4 della legge 68/99 ,dal dec.legvo n.151/2015.
In merito a tale previsione ,risulta preminente evidenziare che il comma 3 bis :recita”:” I lavoratori, gia’ disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, sono computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 nel caso in cui abbiano una riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 60 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, o con disabilita’ intellettiva e psichica, con riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dagli organi competenti.».
Posti a confronto ,i testi dei due commi sopra riportati consentono di accertare che:
a) il comma 3 bis ,invece ,concerne lavoratori riconosciuti disabili gia’ prima della costituzione del rapporto di lavoro in atto,anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio;
b ) il comma 4,invece fa riferimento a lavoratori che durante il rapporto di lavoro , divengono inabili alle mansioni , non a causa dell’inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. ,ma per infortunio o malattia , avendo riportato una riduzione della capacita lavorativa pari almeno al 60%,(per Malattia) ,ovvero pari almeno al 34% (per infortunio),pur se bisogna tener conto che ,rispetto ai lavoratori previsti dalla lettera b), la circolare del MLPS n.2/2010 ,come in precedenza riportato ,malgrado l’ assenza di una specifica norma legislativa in tal senso , ha espressamente ed esplicitamente dichiarato che:”… è riconosciuta la possibilità di computare ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competenti per il collocamento obbligatorio, in quanto al’epoca non disabili ,..”
Come prima detto ,anche prima dell’entrata in vigore del richiamato comma 3 bis, le fonti interpretative del Mlps ed in particolare la circolare n.61/2010 , in via analogica avevano esteso ai dipendenti la possibilità di includere nel computo, ai fini dell’osservanza dell’obbligo di copertura delle quote, i lavoratori già invalidi prima della costituzione del rapporto di lavoro, pur se assunti al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio.
Stando così le cose ed allo scopo di prevenire possibili contenziosi ,il legislatore del dec.legvo 151/15 ha ritenuto non rinviabile l’inserimento esplicito e specifico nell’ordinamento giuridico di un’apposita norma legislativa idonea a dare fondamento e sostegno legale all’interpretazione fornita e sostenuta solo in via amministrativa, inserendo nell’art.4 della legge 68/99 il comma 3 bis ,che conferma quanto gia’ affermato dagli interpreti istituzionali.
Peraltro , si aggiunge di ritenere che l’ingresso nell’ordinamento giuridico del comma 3-bis va visto con favore anche per un ulteriore motivo ,ossia perché da’ soluzione ad un altro aspetto, che rischiava di porre qualche problema , concernente l’ impossibilita’ che pure i datori pubblici computino nella quota di riserva i lavoratori riconosciuti invalidi ex commi 3 bis e 4 dell’art.4 legge 68/99 , visto che nella circolare n.2/2010 il MLPS , con riferimento all’ipotesi di cui al comma 4 dell’art.4. , si è dichiarato :”Con esclusivo riferimento “all’ambito privatistico” è riconosciuta la possibilità di computare ai fini dell’assolvimento della quota d’obbligo anche i propri dipendenti colpiti da disabilità sopravvenuta dopo l’assunzione, benché evidentemente non avviati al lavoro dai servizi competenti per il collocamento obbligatorio, in quanto all’epoca non disabili “.
Il che ha comportato che i datori lavoro pubblici dovevano considerarsi esclusi dalla predetta possibilita , esclusione che pero’ l’entrata in vigore del comma 3 bis ha annullato , considerato che la nota operativa del Mlps n.0000970/2016 , riportandosi nell’oggetto al decreto direttoriale n.33/43 del 17.02.2016, recita testualmente:
” Il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 ha introdotto all’articolo 4 della n.68/99 il comma 3 bis, prevedendo la computabilità nella quota di riserva di cui all’articolo 3, della legge n. 68 del 1999, dei lavoratore già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio.
La computabilità del lavoratore assunto ,è subordinata:
1.alla dimostrazione, mediante idonea documentazione medica, che anteriormente alla costituzione del rapporto,il lavoratore si trovava in condizioni:
-di riduzione della capacità lavorativa superiore al 60 per cento ovvero di minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo
unico delle norme in materia di pensioni di guerra ovvero di riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento per le persone con disabilità intellettiva e psichica.
2.all’assunzione del lavoratore al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio.
3.all’idoneità del lavoratore con disabilità riconosciuta a continuare a svolgere le mansioni cui è adibito.
Il datore di lavoro con il consenso del lavoratore interessato,è tenuto a richiedere lavisita per l’accertamento della compatibilità delle mansioni cui è adibito
La computabilità nella quota di riserva di cui all’articolo 3, della legge n. 68 del 1999, dei lavoratori già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro,è possibile sia per i datori di lavoro privati che per i datori di lavoro pubblici, tenuto conto della genericità della previsione normativa”,
In conclusione ,potendosi tener conto che l’asserita” genericità della previsione normativa” prevista nella nota ministeriale citata prima non ha motivo che debba valere soltanto per le fattispecie di cui al comma 3 bis e non pure per quelle del comma 4 ,dell’art.4 della l egge 68/99 in materia di riconoscimento d’invalidita’ ,così da risultare, ,quindi, esclusa per entrambe le tipologie di cui mai citati commi la limitazione ai soli datori di lavoro privati ,così come si era espresso il Mlps nella sopra richiamata circolare n.2/2010 con riferimento all’ipotesi di cui al comma 4 dell’art.4.
Pertanto la conseguenza logica e normale risulta che tanto i datori lavoro privati ,quanto quelli pubblici devono ormai considerarsi ammessi ad utilizzare la computabilita’ nella quota di riserva degli invalidi che siano riconiosciuti tali secondo la previsione del comma 3bis e 4 .ripetutamente citati nella presente esposizione.
This entry was posted on 26/03/2017 at 19:04 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.