Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2053-codice-civile-rovina-di-edificio
Timestamp: 2018-12-13 14:35:59+00:00
Document Index: 86214019

Matched Legal Cases: ['art. 1669', 'art. 2910', 'art. 2053', 'art. 559', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2053', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2053', 'art. 2053']

Art. 2053 codice civile: Rovina di edificio | La Legge per tutti
Art. 2053 codice civile: Rovina di edificio
Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina (1), salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione (2).
Costruzione: qualunque opera (es.: un palo o un ponte) che si eleva sopra o sotto il suolo, conservando una propria funzionalità (es.: un mucchio di rovina non sarà considerato edificio, mentre lo sarà un edificio fatiscente ed inabitabile, purché ristrutturabile).
Rovina: crollo di un edificio o disgregazione di elementi o manufatti accessori (tegole, cornicioni).
(1) Il proprietario chiamato a risarcire il danno in via esclusiva può rivalersi nei confronti del costruttore-appaltatore in base a quanto previsto dall’art. 1669, qualora abbia tempestivamente denunciato il vizio di costruzione e non siano trascorsi dieci anni dal compimento dell’opera.
(2) I vizi di manutenzione sono normalmente imputabili alla negligenza del proprietario, ma non è esclusa in questo caso una concorrente responsabilità per fatto del terzo cui era stato dato l’incarico di provvedere alla manutenzione di tutto o parte dell’edificio.
Sequestro conservativo, convenzionale e giudiziale
Nell'ambito della procedura esecutiva immobiliare, il creditore ha diritto di espropriare i beni del debitore (art. 2910 c.c.) nello stato in cui si trovano, senza dover sopportare alcun onere economico per la previa esecuzione di opere volte a salvaguardare l'integrità dell'immobile o il suo valore di realizzo. Ciò anche quando il bene per le condizioni in cui si trova è fonte di pericolo per la pubblica o privata incolumità; posto che il pignoramento, pur determinando una limitazione delle facoltà di godimento e dei poteri di disposizione dell'immobile, non fa venir meno il diritto dominicale del proprietario, il quale, pertanto, deve ritenersi unico responsabile, ex art. 2053 c.c., per i danni cagionati a terzi a seguito della rovina del bene. Tale responsabilità permane, pur in ipotesi di sostituzione del custode nel corso del processo esecutivo, ex art. 559 c.p.c., almeno con riguardo alla conservazione ed alla manutenzione delle strutture murarie e degli impianti in esse conglobati.
Tribunale Napoli sez. V 24 ottobre 2014
In tema di danni da cose in custodia, ai fini della configurabilità della responsabilità ex art. 2051 c.c., occorre la sussistenza del rapporto di custodia con la cosa che ha dato luogo all'evento lesivo, rapporto che postula l'effettivo potere sulla stessa, e cioè la sua disponibilità giuridica e materiale, con il conseguente potere di intervento su di essa; pertanto, il proprietario dell'immobile locato, conservando la disponibilità giuridica e, quindi, la custodia delle strutture murarie e degli impianti in esse conglobati, è responsabile in via esclusiva, ai sensi degli artt. 2051 e 2053 c.c., dei danni arrecati a terzi da tali strutture e impianti. Grava, invece, sul solo conduttore la responsabilità, ai sensi dell'art. 2051 c.c., per i danni arrecati a terzi dagli accessori e dalle altre parti del bene locato, di cui il predetto acquista la disponibilità, con facoltà ed obbligo di intervenire onde evitare pregiudizi ad altri.
Cassazione civile sez. III 18 settembre 2014 n. 19657
Il proprietario dell’immobile locato conserva la disponibilità giuridica, e quindi la custodia, delle strutture murarie e degli impianti in esso inglobati ed è responsabile in via esclusiva, ai sensi degli art. 2051 e 2053 c.c., dei danni arrecati a terzi da dette strutture ed impianti (nella specie, dall’impianto idrico da cui una copiosa fuoriuscita di acqua aveva danneggiato il sottostante appartamento). Con riguardo invece alle altre parti ed accessori del bene locato, rispetto alle quali il conduttore acquista detta disponibilità con facoltà ed obbligo di intervenire onde evitare pregiudizio ad altri, la responsabilità verso questi ultimi, secondo le previsioni dell’art. 2051 c.c., grava soltanto sul conduttore medesimo.
Tribunale Vicenza 27 novembre 2012
Il proprietario dell'immobile locato conserva la disponibilità giuridica, e quindi la custodia, delle strutture murarie e degli impianti in esse inglobati ed è responsabile in via esclusiva, ai sensi degli artt. 2051 e 2053 c.c., dei danni arrecati a terzi da dette strutture ed impianti. Con riguardo invece alle altre parti ed accessori del bene locato, rispetto alle quali il conduttore acquista detta disponibilità con facoltà ed obbligo di intervenire onde evitare pregiudizio ad altri, la responsabilità versi questi ultimi, secondo le previsioni dell'art. 2051 c.c., gravi soltanto sul conduttore medesimo.
Cassazione civile sez. III 23 maggio 2012 n. 8141
In tema di responsabilità del proprietario per danni derivanti ex art. 2053 c.c. da rovina dell’edificio, va considerata tale ogni disgregazione, sia pure limitata, degli elementi strutturali della costruzione ovvero degli elementi accessori in essa stabilmente incorporati.
Tribunale L'Aquila 24 ottobre 2011
Il conduttore non risponde dei danni verificatisi all'interno dell'immobile a causa di un incendio sviluppatosi per effetto dell'avaria e delle disfunzioni dell'impianto elettrico, in quanto, trattandosi di "res" conglobata all'interno della struttura muraria, non è da ritenersi sottoposta all'esercizio del potere di custodia del convenuto. Ai fini dell'operatività della responsabilità ai sensi dell'art. 2051 c.c., occorre la sussistenza di un rapporto di custodia con la cosa che abbia dato causa al danno; detto rapporto presuppone la disponibilità giuridica e materiale della stessa con il conseguente potere di intervenire su di essa. Ne consegue pertanto che il proprietario dell'immobile locato, conservando la disponibilità giuridica e quindi la custodia delle strutture murarie e degli impianti in esse conglobati, risponde dei danni arrecati ai terzi dalle strutture e dagli impianti ai sensi degli art. 2051 e 2053 c.c.; la responsabilità del conduttore, invece, concerne i danni arrecati a terzi dalle altre parti e accessori dell'immobile locato, rispetto alle quali egli ha facoltà e obbligo di intervenire. La responsabilità di cui all'art. 2051 c.c., avente carattere oggettivo, prescinde dall'accertamento del comportamento colposo del custode necessitando, ai fini della sua configurabilità, dell'accertamento del nesso eziologico tra cosa ed evento; solo l'evento imprevedibile ed inevitabile, che può essere rappresentato anche dal fatto del danneggiato medesimo, è idoneo a escluderne l'operatività.
Tribunale Bologna sez. III 11 ottobre 2010 n. 2775
In tema di danni da cose in custodia, ai fini della configurabilità della responsabilità ex art. 2051 c.c., occorre la sussistenza del rapporto di custodia con la cosa che ha dato luogo all'evento lesivo, rapporto che postula l'effettivo potere sulla stessa, e cioè la sua disponibilità giuridica e materiale, con il conseguente potere di intervento su di essa. Pertanto, il proprietario dell'immobile locato, conservando la disponibilità giuridica e, quindi, la custodia delle strutture murarie e degli impianti in esse conglobati, é responsabile in via esclusiva, ai sensi degli art. 2051 e 2053 c.c., dei danni arrecati a terzi da tali strutture e impianti; grava, invece, sul solo conduttore la responsabilità, ai sensi dell'art. 2051 c.c., per i danni arrecati a terzi dagli accessori e dalle altre parti del bene locato, di cui il predetto acquista la disponibilità, con facoltà ed obbligo di intervenire onde evitare pregiudizi ad altri.
Cassazione civile sez. II 09 giugno 2010 n. 13881
Ai fini della responsabilità ex art. 2051 c.c. per i danni da cose in custodia occorre la sussistenza del rapporto di custodia con la cosa che ha dato luogo all'evento lesivo, rapporto che postula l'effettivo potere sulla stessa, ovvero la sua disponibilità giuridica e materiale con il conseguente potere di intervento su di essa, cosicché mentre il proprietario dell'immobile locato, conservando la disponibilità giuridica, e quindi la custodia, delle strutture murarie e degli impianti in esse conglobati, è responsabile in via esclusiva ai sensi degli art. 2051 e 2053 c.c. dei danni arrecati a terzi da dette strutture e impianti, con riguardo invece alle altre parti e accessori del bene locato, rispetto alle quali il conduttore acquista detta disponibilità con facoltà e obbligo di intervenire onde evitare pregiudizio ad altri, la responsabilità verso questi ultimi, secondo le previsioni dell'art. 2051 c.c., grava soltanto sul conduttore medesimo.
La responsabilità oggettiva, posta a carico del proprietario o di altro titolare di diritto reale di godimento per rovina di edificio (o di altra costruzione) ai sensi dell'art. 2053 c.c., può essere esclusa soltanto dalla dimostrazione che i danni causati dalla rovina dell'edificio non siano riconducibili a vizi di costruzione o difetto di manutenzione, bensì ad un fatto dotato di efficacia causale autonoma rilevante come caso fortuito, comprensivo del fatto del terzo o del danneggiato, anche se tale fatto esterno non presenti i caratteri della imprevedibilità ed inevitabilità.
Cassazione civile sez. III 21 gennaio 2010 n. 1002
Tra i fattori esonerativi, oggetto della prova scagionante di cui è onerato il proprietario ai sensi dell'art. 2053 c.c., va annoverata anche la forza maggiore quale forza umana o della natura, improvvisa ed irresistibile, interruttiva del nesso eziologico o, a seconda della tesi che si adotti, imprevista ed imprevedibile usando dell'ordinaria diligenza, al ricorrere della quale il proprietario va mandato assolto da responsabilità per i danni cagionati.
Tribunale Busto Arsizio 20 gennaio 2010