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Timestamp: 2020-05-29 20:45:41+00:00
Document Index: 127121519

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 12', 'art 18', 'art 18', 'art 32', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 42']

﻿ Forme di protezione | SIPROIMI
Legge 1 dicembre 2018, n. 132 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica
Nuove forme di protezione
A seguito del decreto legge n. 113/2018, convertito in legge n.132 del 2018, i richiedenti asilo non sono più titolati all’accoglienza nel SIPROIMI; possono, infatti, essere accolti i titolari di protezione internazionale e i minori stranieri non accompagnati nonché i titolari di permesso di soggiorno per le nuove forme di protezione introdotte e specificatamente disciplinate dal Legislatore.
La nuova norma prevede, infatti, forme di protezione residuale rispetto alla Protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria), che vanno almeno in parte a sostituire il vecchio permesso di soggiorno per motivi di Protezione Umanitaria, ad oggi abrogato.
Tali forme di protezione residuale vengono individuate in due categorie: la “protezione speciale” e i “casi speciali” e non corrispondono alla precedente definizione di “protezione umanitaria”; esse, infatti, originano da specifici casi disciplinati dalla legge. Non tutte le forme di protezione sono convertibili in lavoro, non sempre consentono la possibilità di svolgere attività lavorativa e non consentono il ricongiungimento familiare.
Il rilascio dei permessi per “casi speciali”, come vedremo, può avvenire anche al di fuori della procedura per protezione internazionale, infatti la legge 132/2018 ha modificato il d.lgs. 286/98 Testo unico immigrazione.
Vengono di seguito elencati i nuovi permessi di soggiorno i cui titolari sono legittimati all’accoglienza nel SIPROIMI, così come richiamati dall’art. 1-sexies d.l. 416/1989, convertito dalla l. 39/1990, modificato dall’art. 12 co. 1 dl 113/2018, convertito in l. 132/2018.
1) I permessi di soggiorno per “Casi speciali”: forme di protezione che possono essere riconosciute sia nel contesto della procedura per la determinazione della protezione internazionale, che al di fuori di tale procedura, qualora incorrano i requisiti previsti dalla vigente normativa.
a) Il permesso di soggiorno “casi speciali” per “motivi di “Protezione sociale per violenza o grave sfruttamento” è disciplinato dall’ art 18 del d.lgs. 286/1998. Questa protezione viene riconosciuta alle persone straniere vittime di sfruttamento e violenza, in particolare nel contesto della tratta degli esseri umani. Può essere attivata la procedura di rilascio di tale titolo di soggiorno sia in misura connessa ad attività di indagine, che su richiesta di un ente di protezione che presenti istanza al Questore competente.
Nel contesto della procedura per la determinazione della protezione internazionale, la Commissione territoriale che non individui il riconoscimento dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria, ma individui comunque il rischio per l’incolumità della persona in quanto vittima o potenziale vittima di sfruttamento e violenza -ai sensi dell’art 18 del d.lgs. 286/98, come stabilito dall’art 32 comma 3 bis del d.lgs 25/2008- trasmette gli atti al Questore competente. Tale permesso può essere riconosciuto anche su istanza del Procuratore della Repubblica agli atti di dimissione da un istituto di pena.
Tale protezione implica il rilascio di un permesso di soggiorno con dicitura “ casi speciali” di validità di sei mesi, rinnovabile fino ad un anno o per il maggior periodo occorrente per motivi di giustizia, oltre che revocabile quando vengono meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio; consente l’accesso ai servizi assistenziali, é convertibile per lavoro subordinato, consente lo svolgimento di attività lavorativa, l’accesso allo studio, l’iscrizione nell’elenco anagrafico previsto dall’art. 4 del Regolamento di cui al DPR 7 luglio 2000, n. 442, all’iscrizione alle liste di collocamento.
b) Il permesso di soggiorno “casi speciali” per motivi di “Violenza domestica” è disciplinato dall’ art. 18 bis del d.lgs. 286/98. Tale protezione viene riconosciuta alla persona straniera quando emergano situazioni ascrivibili a violenza domestica (atti di violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o fra persone fra loro legate). Tale permesso viene rilasciato dal Questore con il parere favorevole dell’Autorità giudiziaria.
Analogo rilascio può avvenire da parte del Questore anche a seguito di segnalazione dai centri antiviolenza o dei servizi sociali territoriali, ma perché il permesso di soggiorno sia rilasciato viene sempre richiesto parere alla competente Autorità giudiziaria. Tale permesso di soggiorno è di durata annuale e consente l’accesso ai servizi assistenziali, é convertibile per lavoro, consente lo svolgimento di attività lavorativa, l’accesso allo studio, l’iscrizione nell’elenco anagrafico previsto dall’art. 4 del Regolamento di cui al DPR 7 luglio 2000, n. 442, all’iscrizione alle liste di collocamento.
c) Il permesso di soggiorno “casi speciali” per “Sfruttamento lavorativo” é disciplinato dall’art art. 22, comma 12-quater del d.lgs. n. 286/1998. Tale protezione viene riconosciuta alla persona straniera nelle ipotesi di particolare sfruttamento lavorativo. Il permesso di soggiorno viene rilasciato dal Questore, su proposta o con il parere favorevole del Procuratore della Repubblica; la persona titolare di tale protezione e permesso deve avere presentato denuncia e cooperare nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro. Il permesso di soggiorno può avere la durata da sei mesi, ad un anno o maggior periodo per esigenze di giustizia (revocabile nel caso di condotta incompatibile con le finalità per cui è stato rilasciato). Tale titolo di soggiorno consente lo svolgimento di attività lavorativa e può essere convertito alla scadenza per lavoro.
2) Il permesso di soggiorno per “Cure mediche” é disciplinato dall’ art. 19, comma 2, lettera d-bis) del d.lgs. n. 286/1998. Tale protezione viene riconosciuta a coloro che versano in condizioni di salute di particolare gravità, condizioni che devono essere accertate mediante idonea documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, tali da determinare un rilevante pregiudizio alla salute degli stessi, in caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza. In tali ipotesi, il Questore rilascia un permesso di soggiorno per cure mediche, per il tempo attestato dalla certificazione sanitaria, comunque non superiore ad un anno, rinnovabile finché persistono le condizioni di salute di particolare gravità debitamente certificate, valido solo nel territorio nazionale. Tale protezione non consente svolgimento di attività lavorativa.
3) Il permesso di soggiorno per “Calamità naturale” è disciplinato dall’art. 20-bis del d.lgs. n. 286/1998. Tale protezione viene garantita alla persona straniera che dovrebbe fare ritorno in un Paese che versa in una situazione di contingente ed eccezionale calamità che non gli consente il rientro e la permanenza in condizioni di sicurezza. In tali casi il Questore può rilasciare un permesso di soggiorno per “calamità”, di durata di sei mesi, cartaceo, che consente l’accesso al lavoro, ma non è convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro ed è valido solo sul territorio nazionale.
4) Il permesso di soggiorno per “Atti di particolare valore civile” è disciplinato dall’art. 42-bis del d.lgs. n. 286/1998. Tale permesso di soggiorno è volto a proteggere le persone straniere che abbiano compiuto azioni di particolare valore civile e sociale; è un permesso volto a premiare l’integrazione della persona nel tessuto sociale. La persona che si è distinta nel contesto civile e sociale dovrà avere l’autorizzazione del Ministro dell’Interno su proposta del Prefetto competente, salvo che ricorrano motivi per ritenere che la persona risulti pericolosa per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, ai sensi dell’articolo 5, comma 5-bis del TUI. Tale titolo di soggiorno è biennale, rinnovabile, consente l’accesso allo studio ed al lavoro ed è convertibile per lavoro.