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Timestamp: 2018-03-24 18:35:57+00:00
Document Index: 44751298

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 87', 'art. 80', 'art. 9', 'art. 87', 'art. 80', 'art.80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 4', 'art. 80', 'art. 9', 'sentenza ']

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA MILANO - PDF
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Costantino Lentini
1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA MILANO SEZIONE IV Registro Sentenze: Registro Generale: 2841/2006 ha pronunciato la seguente SENTENZA nella udienza pubblica del 13 gennaio 2009 Visto il ricorso 2841/2006 proposto da: GEMAPAC SRL INZAGHI GUIDO ALBERTO VIA TURATI 26 INZAGHI GUIDO ALBERTO contro COMUNE DI NOVA MILANESE rappresentato e difeso da: VIVIANI MARIO PIAZZA SAN BABILA, 4/A il suo studio e nei confronti di PATRIMONIA SRL SALA MARIA TRAVERSO MARIO 1
2 VIA HOEPLI, 3 SALA MARIA e nei confronti di TELECOM ITALIA SPA FERRARI GIUSEPPE FRANCO C.SO VITTORIO EMANUELE II, 15 FERRARI GIUSEPPE FRANCO e con notificazione a TELECOM ITALIA MOBILE SPA COMUNE DI DESIO non costituiti in giudizio per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, del titolo edilizio per la realizzazione di una infrastruttura per la rete di telefonia cellulare formatasi a seguito di Denuncia di Inizio Attività n. 78/06 presentata in data da Patrimonia Srl e perfezionatosi espressamente a seguito del provvedimento prot del Responsabile del Settore Gestione del Territorio con cui è stata attestata la chiusura del procedimento di verifica della denuncia stessa, dell autorizzazione ex art. 87 del D.Lgs. n. 259/03 rilasciata alla Telecom Italia spa a seguito dell ottenimento del parere tecnico dell ARPA di Monza del e del formarsi del silenzio assenso ai sensi del comma 9 del citato articolo; e di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale, tra cui lo stesso parere ARPA del , nonché, in via subordinata, per la declaratoria dell illegittimità del comportamento tenuto dall Amministrazione nella gestione delle procedure autorizzative. Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso; Visto l'atto di costituzione in giudizio di: PATRIMONIA SRL TELECOM ITALIA SPA COMUNE DI NOVA MILANESE Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Uditi, all udienza pubblica del (relatore Primo Ref. GIOVANNI ZUCCHINI), i difensori delle parti come da verbale; FATTO La società esponente è proprietaria di un immobile ad uso ufficio in Comune di Desio, al confine con il Comune di Nova Milanese. Sul territorio di tale Comune, ad alcuni metri di distanza dall immobile della ricorrente, è collocata una infrastruttura per la telefonia cellulare (antenna), realizzata da Patrimonia Srl e gestita da Telecom Italia SpA (di seguito, per brevità, indicata anche come Telecom ). 2
3 Con il ricorso in epigrafe sono stati impugnati, con domanda di sospensiva, il titolo edilizio per la realizzazione dell infrastruttura di cui è causa, formatosi in seguito a DIA (denuncia inizio attività) presentata da Patrimonia, l autorizzazione ex art. 87 D.Lgs. 259/2003 ottenuta da Telecom, oltre agli altri atti connessi, fra cui il parere favorevole di ARPA del Questi, in sintesi, i motivi di ricorso: 1) violazione dell art. 80 del Regolamento Edilizio e dell art. 9 del DM 1444/1968; 2) violazione degli articoli 41 e 42 della LR 12/2005, dell art. 87 D.Lgs. 259/2003 ed eccesso di potere sotto vari profili; 3) violazione degli articoli 86 ed 87 del D.Lgs. 259/2003, della legge 241/1990 e dei principi di partecipazione al procedimento e di pubblicità e trasparenza; 4) eccesso di potere per difetto e carenza di istruttoria. Si costituivano in giudizio il Comune di Nova Milanese e le società Patrimonia e Telecom Italia, concludendo per il rigetto del ricorso. In esito all udienza cautelare del , la domanda di sospensione era respinta. Alla pubblica udienza del , la causa era trattenuta in decisione. DIRITTO In via preliminare, reputa il Collegio di prescindere dall esame delle eccezioni pregiudiziali sollevate dalla resistente e dalle controinteressate, fra cui quella relativa all inammissibilità dell impugnazione della DIA, attesa la manifesta infondatezza del ricorso, per le ragioni che si esporranno. 1. Con il primo motivo, si denuncia la violazione dell art. 80 del Regolamento edilizio del Comune di Nova Milanese, in forza del quale (comma 3, lett. b), tralicci e pali di sostegno degli impianti per la telefonia cellulare dovranno essere collocati a cinque metri dal confine e/o comunque ad un distanza dal confine non inferiore alla metà dell altezza del palo. Nel caso di specie, essendo il palo alto 32,5 metri, la distanza dovrebbe essere di circa 16 metri, mentre il traliccio di cui è causa, a detta dell esponente, si troverebbe a soli 2,5 metri dal confine. Da qui la lamentata violazione dell art.80 del Regolamento comunale. Il motivo è infondato, in quanto non appare corretta l interpretazione dell art. 80 del Regolamento sostenuta dalla società istante. Infatti, il comma 1 del citato art. 80, fa espressamente salva l applicazione di una serie di fonti normative di rango primario e quindi sovraordinate al Regolamento fra cui il D.Lgs. 259/2003 e la legge della Regione Lombardia n. 11/2001. L interpretazione che la giurisprudenza, anche di questa Sezione, offre delle disposizioni legislative suindicate è nel senso che, nella Regione Lombardia, l installazione di stazioni radio base di telefonia cellulare di potenza inferiore a 300 Watt (come quella di cui è causa), vista la previsione dell art. 4, comma 7, della legge citata regionale 11/2001, non richiede specifica regolamentazione urbanistica, per cui sono illegittime le disposizioni pianificatorie o regolamentari comunali che introducono divieti o limitazione di installazione per simili impianti, anche solo su talune porzioni del territorio comunale (cfr. TAR Lombardia, sez. IV, , n. 2845, con la giurisprudenza ivi richiamata). Ciò premesso, la previsione del comma 3 dell art. 80, di cui la società ricorrente lamenta l illegittimità, deve interpretarsi, come correttamente fatto dall Amministrazione resistente, nel senso che la previsione di distanze minime degli 3
4 impianti dal confine non valgono per le stazioni di potenza inferiore a 300 Watt, per le ragioni suindicate. Parimenti insussistente, in base a quanto sopra esposto, è la presunta violazione dell art. 9 del DM 1444/1968, che non pare in ogni caso applicabile alla presente fattispecie, visto che lo stesso riguarda le distanze fra <<fabbricati>> e non si ritiene che il traliccio di cui è causa rientri in tale nozione. 2. Con il secondo motivo, l esponente lamenta che il Comune ha, in relazione all impianto di cui è causa, attivato due distinti procedimenti amministrativi: uno ai sensi degli articoli 41 e 42 della legge regionale 12/2005 per la realizzazione del traliccio da parte di Patrimonia ed un altro ex DPR 259/2003 per l autorizzazione a Telecom all esercizio dell attività di telefonia. Il motivo è infondato sotto diversi profili. In primo luogo, non si vede quale lesione abbia arrecato all interesse legittimo vantato dalla ricorrente, la duplicazione delle procedure. Tale duplicazione e l eventuale aggravamento del procedimento che avrebbe determinato, quand anche fosse illegittima, potrebbe semmai essere denunciata dal soggetto che richiede al Comune il titolo abilitativo, ma non certo da un terzo estraneo al procedimento, quale è la società ricorrente. Inoltre, i due procedimenti amministrativi non appaiono contraddittori fra loro: uno è volto alla realizzazione del manufatto da parte di Patrimonia, l altro a consentire la gestione dell impianto da parte dell operatore di telefonia. Quand anche, poi, si volesse ritenere il carattere compiutamente esaustivo del procedimento ex DPR 259/2003, l eventuale inutilità del procedimento ex artt. 41 e 42 citati configurerebbe tutt al più una mera irregolarità e non certo un vizio di legittimità dell azione amministrativa. 3. Con il terzo motivo, si denuncia, peraltro in termini abbastanza generici, la presunta violazione di principi di pubblicità e trasparenza dell azione amministrativa. Anche tale motivo è privo di pregio. Il Comune risulta, infatti, avere osservato il procedimento previsto dal D.Lgs. 259/2003, sicché non si vede quale ulteriore forma di pubblicità avrebbe dovuto essere posta in essere da parte dell Amministrazione, con riguardo soprattutto alla posizione della società ricorrente, avente sede in un Comune diverso da quello di Nova Milanese. Si aggiunga ancora, ad ulteriore conferma, che la società istante ha in ogni modo avuto conoscenza del procedimento per effetto della nota dell ARPA del , trasmessa all esponente (cfr. doc. 6 del Comune), per cui anche sotto tale profilo il motivo è infondato. 4. Con il quarto ed ultimo motivo si censura il difetto di istruttoria in cui sarebbe incorsa ARPA nel rilascio il del parere tecnico positivo all installazione dell impianto. Il motivo appare in primo luogo inammissibile, in quanto l esponente censura l attività svolta da ARPA senza però che quest ultima sia stata evocata in giudizio, non essendo il ricorso stato notificato alla medesima. Il mezzo appare anche infondato, visto che le contestazioni non risultano supportate da adeguata documentazione tecnica o scientifica tale da inficiare l attività di carattere tecnico-discrezionale svolta da ARPA, attività che può essere oggetto di censura in caso di palese e manifesta illogicità, che non si rinvengno invece nella presente controversia. 5. Attesa l infondatezza di tutti i motivi di ricorso, deve respingersi anche la domanda, proposta in via subordinata, di declaratoria di illegittimità del 4
5 comportamento tenuto dal Comune, visto che, per le ragioni sopra esposte, l azione amministrativa risulta immune da censure di illegittimità. 6. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sez. IV, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo rigetta in ogni sua domanda. Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese di lite a favore del Comune di Nova Milanese, di Patrimonia Srl, di Telecom Italia SpA, nella misura di euro 1.000,00 (mille/00), oltre accessori di legge (IVA e CPA) per ciascuno, per un totale di euro 3.000,00 (tremila/00), oltre accessori di legge (IVA e CPA). Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall Autorità Amministrativa. Così deciso in Milano, il 13 gennaio 2009 con l intervento dei Signori: ADRIANO LEO, Presidente GIOVANNI ZUCCHINI Primo Referendario, relatore UGO DE CARLO, Referendario Il Presidente L Estensore 5