Source: http://www.slideshare.net/fondazionecuoa/workshop-sicurezza-lavorosicurezza-sul-lavoro-e-responsabilit-dellimprenditore
Timestamp: 2016-08-29 13:13:38+00:00
Document Index: 176644670

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 18', 'art. 40', 'art. 589', 'art. 30', 'art. 589', 'art. 2', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30']

Sistema di gestione della salute e ...
Gruppo-ambiente-sicurezza-rilassame...
Strumenti ed esperienze per redigere modelli di gestione della salute e sicurezza sul lavoro e per integrarli con il modello organizzativo previsto dal D.Lgs. 231/2001 - slide finali del Workshop a cura dell’Area Imprenditorialità della Fondazione CUOA
at Gruppo Sinergie
Sicurezza sul lavoro e responsabilità
de datore d a o o
del dato e di lavoro
Strumenti ed esperienze per redigere modelli di gestione della salute e
sicurezza sul lavoro e per integrarli con il modello organizzativo
Workshop a cura
dell’Area Imprenditorialità della Fondazione CUOA
Altavilla Vicentina, 20 settembre 2010
Sinedi - Consulenza di direzione
Studio S l
St di Spolverato e Barillari
t B ill i
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 2
dell’organizzazione e del
La prospettiva risorse umane La prospettiva
del controllo e dei legale e la progettazione
modelli organizzativi delle deleghe
La prospettiva La prospettiva
dell’impresa che implementa dei sistemi informativi
sistemi di gestione per la di supporto alle imprese
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 3
Non solo procedure.
Il valore strategico dei modelli organizzativi
l t t i d i d lli i ti i
Direttore scientifico MBA Imprenditori e
alla Facoltà di Economia dell’Università di Padova
pgubitta@cuoa.it
Dare lavoro sicuro
La sicurezza del lavoro come:
Fattore igienico
• È una condizione “data per scontata” all’interno delle
– Non può non esserci
E non fattore motivante
• Non è una condizione che migliora l’ambiente di
La capacità di organizzare ambienti di lavoro in linea
con le normative su salute e sicurezza come
Indicatore di qualità del lavoro e qualità dell’azione
i di i l
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 5
Solide, progettate in modo coerente con il contesto
organizzativo e non importate senza adattamenti
Leggere, progettate in modo coerente al bisogno di
flessibilità agilità e “tracciabilità”
Procedure come meccanismi di apprendimento
Esplicitare le attese e ridurre i costi di
• È più facile capire chi fa, che cosa, come, quando
Esplicitare le conoscenze tacite e favorire i processi
di trasferimento e condivisione della conoscenza
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 6
Adozione di modelli di gestione della salute e sicurezza
 Organizzazione del lavoro e ridisegno di compiti e
• Più chiari i compiti, più semplice il controllo, più facile
formare, minori rischi, maggiori performance
, , gg p
• Chi fa cosa, con chi, come, quando; in modo chiaro
, , ,q ;
 Decentramento decisionale
– Formale e sostanziale
 Sviluppo delle persone
• Coerenza tra job, politiche formative, piani di sviluppo
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 7
I sistemi operativi di supporto
Fattore abilitante
• Gestione dei flussi informativi top-down e bottom-up
• Condivisione delle conoscenze
Sistemi tailor made
• Il sistema informativo deve adattarsi alle esigenze
dell’azienda e non ingabbiarla
– La strategicità dell’analisi dei processi organizzativi
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 8
Contenuti e implicazioni operative
Studio Legale Spolverato e Barillari, Padova
e.pavanello@spolverato.com
e pavanello@spolverato com
delegato preposto
Le disposizioni del Testo unico della sicurezza sul lavoro
– Varato con il d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, così come
modificato dal recente d lgs 3 agosto 2009 n 106
d.lgs. 2009, n. 106,
– Si applicano indifferentemente tanto nel settore
pubblico quanto nel settore privato, secondo il
principio della c.d. circolarità della sicurezza
Il principale destinatario degli obblighi in materia di
sicurezza è il datore di lavoro
– Tuttavia la gestione della sicurezza coinvolge tutti i
soggetti presenti sul posto di lavoro, tanto che
ricoprano mansioni di responsabilità, quanto che
svolgano semplicemente attività lavorativa
Ai sensi dell’art. 2 d.lgs. 81/2008, è d t
i d ll’ t d l 81/2008 datore di l
– Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il
lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo
e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore
presta la propria attività, ha la responsabilità
dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva, in
quanto eserciti poteri decisionali e di spesa
La nozione è assai ampia
– La norma include tra i datori di lavoro, oltre che i titolari
del rapporto di lavoro con il lavoratore, anche coloro che
da un punto di vista sostanziale di fatto hanno la
responsabilità dell’organizzazione aziendale
b l à d ll’ d l
Connessi all esercizio di poteri si evidenziano una serie
all’esercizio poteri,
di obblighi e responsabilità in capo al datore di lavoro,
elencati all’art. 18 del Testo Unico
– Detti obblighi incombono congiuntamente anche sul
dirigente, relativamente ai settori dell’azienda cui egli è
p eposto
Gli obblighi citati possono essere suddivisi in tre aree:
– P di
Predisposizione d ll misure di sicurezza id
i i delle i i idonee a
evitare il rischio di infortuni sul luogo di lavoro
– Fornitura ai lavoratori degli idonei dispositivi di
– Adempimenti necessari ai fini dell’effettuazione della
Molto spesso il datore di lavoro non è in grado di
controllare materialmente tutta l’attività
– A titolo esemplificativo, si consideri che il datore di
lavoro è responsabile della fornitura a tutti i
lavoratori dei DPI necessari
Per tale ragione normalmente si ricorre allo
strumento della delega di funzioni, affinché il
soggetto delegato possa espletare quantomeno
alcuni dei compiti attribuiti in via primaria
all’obbligato originario, assumendone la relativa
Il d.lgs. 231/2001 ha introdotto un sistema di
d lgs
responsabilità amministrativa dipendente da reato
per tutte le società con esclusione delle sole imprese
Per effetto di tale intervento normativo:
– È stato superato il principio della responsabilità
penale personale
– La responsabilità dell’ente non esclude quella della
singola p
g persona fisica
– L’eventuale responsabilità per la società è ravvisabile
anche quando l’autore del reato non è
identificato o i
id ifi imputabile
L ente e
L'ente e' responsabile per i reati commessi nel suo
interesse o a suo vantaggio
– da soggetti c.d. apicali
• Persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di
amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua
unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e
à d d f
funzionale, nonché da persone che esercitano, anche
di fatto, la gestione e il controllo dello stesso
– da soggetti c.d. sottoposti
• Persone sottostanti alla direzione o alla vigilanza dei
L’ente non risponde se dette persone hanno agito
nell'interesse esclusivo proprio o di terzi
Il concetto di interesse e vantaggio
tt i t t i
Per la giurisprudenza l’interesse è verificabile prima
della commissione del reato e non si traduce
necessariamente in una valutazione economica,
mentre il vantaggio deve intendersi come mero
t t i d i t d i
accrescimento economico ed è verificabile dopo il
verificarsi del reato
Quando si verifica la commissione del reato
Secondo quanto stabilito dall’art. 40 c.p. “non
impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di
impedire equivale a cagionarlo”
i di i l i l ”
Cosa implica questo per la sicurezza?
– La l. 123/2007 ha sancito la responsabilità delle imprese
anche per i reati di omicidio colposo (art. 589 c.p.) e
lesioni gravi o gravissime (590 c.p.) commesse con
violazione delle norme sulla tutela della salute e della
– Le aziende possono essere punite qualora vi sia un
infortunio ai danni di un lavoratore e sia accertata la
violazione delle norme in materia infortunistica
• Sarà necessario, anche in questo caso, accertare la
sussistenza di un interesse o vantaggio della società (es.
i i i d ll i à(
risparmio economico che l’azienda consegue
dall’abbattimento dei costi per interventi e misure di
Le sanzioni applicabili in caso di accertata violazione sono:
• La sanzione è calcolata secondo il meccanismo delle quote. La
quota, che può andare da 258 a 1590 euro, sarà fissata dal
giudice in considerazione delle condizioni economiche
– I t ditti
• Interdizione dall’esercizio dell’attività temporanea o definitiva,
sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni
funzionali alla commissione dell’ illecito, divieto di contrattare
f i li ll i i d ll’ ill it di i t t tt
con la p.a., esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi,
sussidi, divieto di pubblicizzare beni o servizi
• Viene sempre applicata ed ha ad oggetto prezzo o il profitto del
– P bbli i
d ll t
Le sanzioni interdittive sono applicabili solo se:
Sono espressamente previste in relazione alla
L’ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante
entità e il reato è stato commesso da soggetti in
posizione apicale o sottoposti all’altrui direzione e, in
questo caso, la commissione del reato e stata
agevolata o determinata d gravi carenze
l t d t i t da i
organizzative o si tratti di una reiterazione di illeciti.
Come evitare la responsabilità
G artt.
Gli a tt 6 e 7 de d gs 231/2001 d sc p a o le ipotesi in
del d.lgs. 3 / 00 disciplinano e potes
cui viene meno la responsabilità della società
In particolare, qualora il reato sia stato commesso da
soggetti c.d. apicali, la società non risponde del reato se
– Aver efficacemente attuato prima d ll commissione del
ff della d l
fatto modelli di organizzazione e di gestione idonei a
prevenire il reato (il modello di organizzazione e
gestione idoneo ad avere efficacia esimente è descritto
dall’art. 30 d.lgs. 81/2008)
– Di aver deputato la funzione di vigilare sul
funzionamento e l’osservanza dei modelli di
organizzazione a un organismo di vigilanza (Odv)
dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo
soggetti c.d. apicali, la società non risponde del
reato se prova di
– Che le persone che hanno commesso il reato hanno
eluso fraudolentemente i controlli;
– Che vi sia stata sufficiente vigilanza da parte
dell’Odv.
Qualora il reato sia stato commesso da soggetti
– Sussiste una presunzione di esonero della
responsabilità qualora sia stato adottato il c.d.
d ll i i
Criticità nell’integrazione tra
sicurezza e modelli 231
Responsabile Area Compliance, Sinedi Società di
Consulenza, Padova; Docente Area Bilancio, Finanza
d’Impresa, Rischi MBA Imprenditori
stefania.centorbi@sinedi.com
M d lli ex D.Lgs. n. 231/2001
 Spunti di riflessione
 Ottica organizzativa
S h
Conclusioni (anticipate)
 Complessità
 Cambiamento
 Opportunità
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 23
SGS e Modello 231
Modello_231
Il D.Lgs. n. 231/2001 ha introdotto nel nostro
ordinamento giuridico una forma di responsabilità
dell’ente dipendente da reati commessi da persone
fisiche operanti nell’ambito de a sua organizzazione,
s c e ope a t e a b to della o ga a o e,
a meno che tali soggetti abbiano agito nell’interesse
esc us o proprio di terzi
esclusivo p op o o d te
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 24
Ciò premesso, laddove si commetta un reato di quelli
“rilevanti”, l’ente - a certe condizioni (es. elusione
fraudolenta del modello da parte degli apicali) - può ò
non rispondere di tale responsabilità laddove abbia
adottato ed efficacemente attuato un modello di
organizzazione, gestione e controllo idoneo a
prevenire i reati della specie di quello verificatosi
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 25
Reati “a rischio” (alcune “famiglie” di reati: rinvio c.p.)
 Reati contro la PA
 Reati societari
 Reati informatici
 Reati di riciclaggio e ricettazione
 Reati in ambito “igiene e sicurezza sul lavoro
igiene lavoro”
 OMICIDIO COLPOSO (art. 589)
 LESIONI COLPOSE GRAVI O GRAVISSIME ( t 590)
COLPOSE, (art.
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 26
Finalità del Modello_231 (ex lege, sintesi elaborata)
 Garantire lo svolgimento dell’attività nel rispetto
della legge, scoprire ed eliminare tempestivamente
situazioni di rischio-reato, tramite:
 MISURE IDONEE: considerate natura, dimensione
ed attività dell’organizzazione
 EFFICACE ATTUAZIONE: verifica, modifica
(violazione o mutamenti organizzativi), sanzione
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 27
Caratteristiche del Modello_231 (ex lege, in sintesi)
 Preventivo (prima della commissione del fatto)
 Monitorato da un Organismo (di Vigilanza: ODV)
 Idoneo alla prevenzione del rischio-reato
d ll d l h
 Attuato (efficacemente)
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 28
Contenuti del Modello_231 (ex lege, in sintesi)
 Identificazione attività a rischio-reato
 Protocolli “decisionali” per la prevenzione
 Gestione risorse finanziarie per la prevenzione
 Flussi informativi (obbligatori) verso ODV
 Sistema disciplinare
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 29
Criticità “inserimento” reati ex artt. 589 e 590 c.p.
inserimento artt cp
 Natura colposa
 Interesse o vantaggio per l’ente
 Elusione fraudolenta del modello
El i f d l t d l d ll
 Organigramma sicurezza: apicali e sottoposti
 Introduzione ed applicazione sanzioni “pesanti”
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 30
… in pratica …
 Risparmio sulle misure di sicurezza
 Omissione di investimenti in sicurezza
 Contenimento costi produttivi
 Aumento della produttività
 Accelerazione tempi/ritmi lavorativi
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 31
D.Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza Lavoro)
 Art. 30: Modelli di organizzazione e gestione
 Adempimento obblighi giuridici “ISL”
 Registrazione delle attività (sistemi idonei)
 Articolazione funzionale (competenze e poteri)
 Sistema disciplinare
 Sistema di controllo (attuazione e idoneità misure)
 Processo di riesame e modifica
 Prima applicazione: standard di riferimento
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 32
… in senso più “ampio” …
Deve essere definita e attuata la politica aziendale
per la salute e sicurezza dei lavoratori, attraverso un
modello organizzativo idoneo a prevenire i reati di
omicidio colposo e lesioni colpose, commessi con
violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela
della salute sul lavoro (come da definizione ex art. 2
TUSL)
…. ma “basta” l’art. 30 per fare tutto ciò?
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 33
 L’art. 30 citato deve essere interpretato
riconducendolo nell’alveo del D.Lgs. n. 231/2001
i d d l ll’ l d lDL
 Gli standard citati (italiani ed internazionali) sono
solo una “linea guida”
 Il giudice mantiene il sindacato sulla idoneità e
adeguatezza del sistema, anche se conforme a
quanto stabilito dall’art. 30 citato
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 34
“condivisa”
Analisi dei controlli esistenti
Valutazione rischi residui
NO SI’
Adeguamento Sistema di Controllo
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 35
 Conformità alle norme
 Sistema di deleghe
 Accountability (
A bili (tracciabilità)
i bili à)
 Process ownership (poteri e responsabilità)
 Segregation of duties (separazione funzioni)
 Documentation (controllo)
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 36
ISL WARNING
 Esplicitare la policy (Codice Etico e Modello)
 Definire il sistema di deleghe
 Esplicitare i protocolli decisionali
 Adottare mansionari “integrati”
 Valutare competenze ODV (… ha un budget!)
 D fi i
Definire il coordinamento dei “soggetti ISL” con ODV
di t d i“ tti
 Definire i flussi informativi (.. e il Collegio Sindacale?)
 Disponibilità di dati ed informazioni (reporting)
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 37
Compliance_231 e
V l A i d l
E’ un PROCESSO (gestione del rischio), posto in
essere dal CDA, dal management e da altri operatori
della struttura aziendale per la formulazione delle
strategie in tutta l’organizzazione ed è progettato
 individuare eventi potenziali
 gestire il rischio entro il limite accettabile
 fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento
degli obiettivi aziendali
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 38
Nella definizione data sono compresi i concetti chiave
per capire come le aziende devono gestire il rischio:
 validi per tutte le organizzazioni
 da “personalizzare” per ciascuna organizzazione
 orientati al raggiungimento degli obiettivi di una
specifica organizzazione
 idonei anche a definire i criteri con cui valutare
l efficacia dell’ERM
l’efficacia dell ERM
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 39
E’ un PROCESSO, svolto dal CDA, dal management e
da altri operatori della struttura aziendale, la cui
finalità è fornire una RAGIONEVOLE SICUREZZA sul
 efficacia ed efficienza delle attività operative
 attendibilità delle informazioni contabili
 conformità alle leggi e ai regolamenti vigenti
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 40
ERM >>> SCI
Lo SCI - che ha una propria autonomia concettuale
ed applicativa - è parte integrante dell ERM che, in
dell’ERM che
modo più “ampio” dello SCI, si focalizza più
intensamente sul rischio:
 strategia e non solo operatività
 reporting e non solo “bilancio pubblicato”
 rischio accettabile / tolleranza al rischio
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 41
C SO C b
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 42
ERM Cube
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 43
ERM vs CoSO C b
C SO Cube
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 44
 Corretta ripartizione di responsabilità e poteri
 Corretto equilibrio tra gestione e controllo
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 45
 Lavorare “per progetto”
 Integrazione “in e out”
 Condivisione informazioni
 Gestione del cambiamento
Le tre “C” …
 Chance
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 46
i t ti d ll
sicurezza in Arneg.
Progettazione, struttura,
applicazione risultati
Servizio Sicurezza e Ambiente ARNEG S.p.A.
massimo.forcolin@arneg.it
Nel corso degli ultimi 10 anni ARNEG ha
l d l l 0 Gh
progressivamente aumentato l’attenzione per la
materia Sicurezza e Salute sul Lavoro ma:
i Si S l lL
Spesso per “necessità”
In maniera dettagliata solo per “specifici settori”
Accorgendosi “per caso” che poteva essere
Il sistema di gestione aziendale ARNEG è conforme:
Alla norma ISO 9001 dal 2002
Alla norma ISO 14001 dal 2007
L’esistenza di un sistema di gestione certificato ha
L’ i t i t ti tifi t h
permesso un primo “approccio sistemico” alla materia
Sicurezza e Salute sul Lavoro e poi …
– La Legge 123/2007 ha esteso il campo di
applicazione del D Lgs 231/2001 (omicidio colposo
e lesioni colpose gravi e gravissime, derivanti da
violazione delle norme antinfortunistiche e sulla
tutela dell’igiene e della salute sul lavoro)
– Il D.Lgs. 81/2008 ha confermato che il modello di
organizzazione e gestione ha efficacia esimente
i i ti h ffi i i t
• della responsabilità amministrativa delle società
• d ll’ bbli di vigilanza in capo al datore di lavoro
dell’obbligo i il i ld t l
Ci siamo posti le seguenti ovvie domande:
1) Può succedere?
2) E se accade quali potrebbero essere le
3) Cosa fare?
Progettare e realizzare un modello di organizzazione
della sicurezza e salute sul lavoro
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 50
Quali sono i requisiti che deve possedere il modello
organizzativo?
D L
 D.Lgs. 81/2008
 BS OHSAS 18001
Come implementare il modello?
 Analisi di dettaglio dei processi aziendali
(sensibili, supporto
(sensibili di supporto, di tipo organizzativo)
 Verifica degli strumenti di gestione necessari per
soddisfare i requisiti del modello organizzativo
ddi f i iid l d ll i i
Il Progetto 231 - Sicurezza
Progetto 231/01 – Sicurezza – Arneg S.p.A.
Diffusione modello organizzativo a tutto
Il personale, formazione generalizzata
Identificazione aree sensibili, definizione
processi, organigramma, compiti,
Responsabilità, ODV, Manuale, Procedure,
Codice Etico, Codice disciplinare,
sistema sanzionatorio, definizione processi
Tutto il T il personale di comunicazione)
RSPP – M.O. ASPP
231/01 Acquisizione informazioni stato aziendale
Ufficio Qualità (struttura processi, organigramma,
RSPP –
RU, uff Ufficio Qualità
RU, Uff. Legale
mansionario, attribuzioni prevenzionistiche,
modalità comunicazione, procedure operative
e gestionali, registrazioni)
Formazione preliminare sul D.Lgs. 231/01
Risorse Umane, Produzione, Ufficio Legale rivolta alle funzioni coinvolte
Responsabile manutenzione, Servizio post‐
vendita, RSPP – ASPP, Logistica nel processo di implementazione
Uffi i Q lità
del Sistema Organizzativo
Proceduralizzazione “Ingessiamo” l’azienda!!!
Un ruolo per tutti Ma io cosa c’entro?
Responsabilità Dirigente? Preposto?
Quali gli strumenti a mia
Sicurezza sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro 53
Il valore di un modello 231
Per valutare è necessario individuare opportuni indicatori:
 Macro indicatori
• es Premi INAIL, Indici di Frequenza e Gravità degli
es. INAIL
– Riduzione consistente dei premi pagati (circa 35%)
 Indicatori di progetto
• es. progetto movimentazione vetrocamere
– D prelievo + montaggio manuale in circa 12 minuti
Da li t i l i i i ti
– A prelievo + montaggio in circa 7 minuti
• Evidenti vantaggi in termini di costo del lavoro
• Pay back dell’investimento: meno di 2 anni
• Raggiungimento di un livello ottimale di sicurezza per i
È fondamentale applicare con costanza e coerenza le
procedure aziendali, ad esempio:
Sistema sanzionatorio
Gestione d li incidenti
G ti degli i id ti
E’ fondamentale snellire gli adempimenti formali con
Procedure semplici e precise
Strumenti informatici adeguati
• Sorveglianza Sanitaria: richieste visite mediche,
scadenze, dati occupazionali, giudizi idoneità
Vision, Mission, Persone
A cura dello Staff dell’Area Imprenditorialità
della Fondazione CUOA
 Protagonisti dello sviluppo della società imprenditoriale
 Vogliamo essere il punto di riferimento del Nordest
• per le persone interessate a potenziare l’orientamento e le
• per gli imprenditori animati dal continuo desiderio di
conoscere e di confrontarsi sui temi rilevanti della società,
dell’economia, del lavoro e delle imprese
• per le istituzioni impegnate nella valorizzazione
dell’orientamento imprenditoriale per un futuro sostenibile
• per la comunità scientifica (intellettuali e studiosi) alla
ricerca di un luogo di dibattito e di proposte per la società
 Referente didattica, ebeda@cuoa.it
 Referente sviluppo commerciale, abuzzi@cuoa.it
Direttore scientifico, pgubitta@cuoa.it
Lorenza Turcato
Coordinatrice d’Area, lturcato@cuoa.it
Gruppo-ambiente-sicurezza-rilassamento-training-oculare-ginnastica-preventina...