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Timestamp: 2020-07-07 14:01:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 34', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 2398 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2398 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. trib., 31/01/2017, (ud. 07/07/2016, dep.31/01/2017), n. 2398
elettivamente domiciliata in n. 12, presso l’Avvocatura Roma, via
dei Portoghesi, Generale dello Stato, che per legge la rappresenta e
ASTERIA S.R.L.;
avverso la sentenza n. 37/16/2010 della Commissione Tributaria
Regionale di Palermo. Sez. Dist. di Siracusa, depositata in data 17
1 – Con sentenza n. 211/04/2007 la CTP di Siracusa accoglieva il ricorso proposto dalla S.r.l. Asteria avverso l’avviso di liquidazione con il quale l’Ufficio di Noto dell’Agenzia delle entrate aveva richiesto a titolo di imposta suppletiva il pagamento, oltre alle sanzioni, delle maggiori imposte di registro, catastali e ipotecarie relative all’atto di compravendita di un immobile urbano, per il quale erano state applicate le agevolazioni, poi disconosciute dall’Ufficio, ai sensi della L. n. 168 del 1982, art. 5, in quanto interessato dal Piano Particolareggiato del centro storico di Ortigia.
1.1. La CTR di Palermo, sez. dist. di Siracusa, con la decisione indicata in epigrafe, ha rigettato il gravame proposto dall’Ufficio, che aveva ribadito l’inapplicabilità delle agevolazioni, affermando la sostanziale equivalenza, ai fini del loro riconoscimento, fra il piano particolareggiato approvato dal Comune di Siracusa e il piano di recupero richiamato dalla citata L. n. 168 del 1878.
1.2. Per la cassazione di tale decisione l’Agenzia delle Entrate propone ricorso, affidato a due motivi.
2 – Con il proprio ricorso l’Amministrazione denuncia vizio di motivazione per omesso esame della questione della decadenza del piano di recupero, e, con il secondo motivo, violazione o falsa applicazione della L. n. 168 del 1982, art. 5 e la L. n. 457 del 1978, art. 34, per aver la CTR erroneamente affermato l’applicabilità delle agevolazioni previste da dette norme.
3.2. Potendo entrambi i motivi essere esaminati congiuntamente, deve rilevarsi che, in disparte l’inammissibilità del primo, in quanto inerente alla deduzione di un vizio motivazionale in merito a una questione squisitamente giuridica, la seconda censura merita piena condivisione, anche alla luce della giurisprudenza di questa Corte proprio in ordine allo strumento urbanistico relativo al recupero del quartiere di Ortigia.
3.3. Sulla base di tale orientamento (Cass. n. 8800/2010, n. 8801/2010), che il Collegio condivide ed al quale intende dare continuità, deve affermarsi che va negato il beneficio previsto dalla normativa invocata, allorquando il rogito venga stipulato dopo l’intervenuta scadenza di tale strumento urbanistico. Ciò nella considerazione che, spettando l’agevolazione fiscale solo in presenza di tutti i relativi indefettibili presupposti, essa non può essere riconosciuta allorquando, uno di essi, – appunto la realizzazione del Piano Particolareggiato – non sia più attuale, essendo venuto meno, per decorso dei termini di validità (Cass. 11786/2008; n. 17061/2010).
L’orientamento richiamato è stato peraltro ribadito da successive pronunce (Cass. n. 27102/2014, n. 12515/2013, 7046/2014), nelle quali la Corte ha avuto modo di precisare che “il piano dopo il decorso del termine stabilito per la sua esecuzione, diventa inefficace per la parte in cui non ha avuto attuazione, disposizione che interpretata nel senso che l’intervento di restauro e di ristrutturazione che sia stato realizzato su immobili già inclusi nelle zone di recupero, ma in epoca successiva alla scadenza del Piano, non possa ritenersi effettuato in attuazione del Piano stesso, ormai inefficace, ed esula, pertanto, dall’ambito della disposizione agevolativa”.
L’impugnata decisione si è discostata dai principi affermati dalle citate pronunce e va, quindi, cassata. Il giudice del rinvio, che si designa nella CTR della Sicilia, procederà in diversa composizione al riesame e quindi, attenendosi ai richiamati principi, pronuncerà nel merito e sulle spese del presente giudizio, offrendo congrua motivazione.
La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, in diversa composizione.