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Timestamp: 2020-02-25 21:22:56+00:00
Document Index: 96291411

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'art. 115', 'art. 1419', 'art. 1339', 'art. 133']

Con la sentenza n. 4204 del 30 agosto 2017, il TAR Campania - Napoli, Sez. II, si è espresso sulla legittimità o meno della clausola di un bando che esclude la possibilità della revisione dei prezzi, nonché sul giudice competente a decidere sulla questione in oggetto.
In merito, i giudici del TAR adito hanno affermato: “La disposizione, inizialmente dettata dall'art. 6 comma 4, l. 24 dicembre 1993 n. 537 e successivamente recepita dall'art. 115, d.lg. 12 aprile 2006, n. 163, secondo la quale tutti i contratti d'appalto ad esecuzione periodica o continuativa, stipulati con la Pubblica amministrazione, devono recare una clausola di revisione periodica del prezzo operata sulla base di una istruttoria condotta dai dirigenti responsabili dell'acquisizione di beni e servizi, è norma imperativa destinata, come tale, ad operare anche in assenza di specifica previsione tra le parti ovvero in presenza di previsioni contrastanti, con la conseguenza che le disposizioni negoziali contrastanti con tale disposizione legislativa non solo sono colpite dalla nullità ex art. 1419 cc, ma sostituite de iure, ex art. 1339 c.c., dalla disciplina imperativa di legge” (Consiglio di Stato, sez. V, 21/07/2015, n. 3594).
Per ciò che riguarda, invece, le questioni attinenti alla giurisdizione, il TAR ha sostenuto che ai sensi dell'art. 133 comma 1 lett. e) n. 2, c.p.a., rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia inerente alla revisione dei prezzi in un contratto qualificabile come appalto pubblico di servizi.
In proposito, infatti, è stata superata la precedente distinzione secondo la quale erano devolute alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative al quantum della revisione prezzi e al giudice amministrativo quelle relative all’an debeatur.