Source: https://www.laleggepertutti.it/306182_responsabilita-agenzia-viaggi-ultime-sentenze
Timestamp: 2019-11-21 12:00:01+00:00
Document Index: 133867943

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 84', 'art. 1342', 'art. 113', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 2059', 'art. 22', '§ 3', 'art. 15', 'art. 146']

Scopri le ultime sentenze su: contratto di trasporto turistico; condizioni generali di contratto; vendita di biglietti; responsabilità dell’agenzia di viaggi; inadempimento del vettore; risarcimento dei danni subiti dal consumatore.
1 Agenzia di viaggi: vendita di biglietti
2 Trasporto turistico: informazioni precontrattuali
3 Responsabilità contrattuale dell’agenzia viaggi
4 Acquisto di biglietto aereo
5 Vacanza rovinata
6 Apertura di un’agenzia di viaggi in assenza della prescritta autorizzazione
7 Inadempimento dell’agenzia di viaggi
8 Contratto di trasporto: inadempimento del vettore
9 Contratto di intermediazione di viaggio: responsabilità dell’intermediario
10 Tutela del consumatore
11 Agenzie di viaggio e pacchetti turistici
Agenzia di viaggi: vendita di biglietti
L’agenzia di viaggi che effettui la vendita di biglietti di trasporto in base ad un contratto con il vettore, qualificabile come appalto di servizi, assume nei confronti del committente le responsabilità per lo svolgimento di tale servizio, ma resta estranea al distinto contratto di trasporto intercorrente l’acquirente il titolo di viaggio e il vettore medesimo, del cui inadempimento risponde soltanto quest’ultimo.
Cassazione civile sez. VI, 25/05/2018, n.13226
Trasporto turistico: informazioni precontrattuali
In virtù della disciplina del contratto di viaggio turistico introdotta nell’ordinamento nazionale dalla Convenzione di Bruxelles 23 aprile 1970, l’intermediario di viaggi, ai sensi dell’art. 22, risponde di qualsiasi inosservanza che commette nell’adempimento dei suoi obblighi fra i quali, in caso di vendita di biglietti aerei, l’obbligo di fornire le informazioni relative al viaggio in relazione alle caratteristiche – conosciute o conoscibili con l’ordinaria diligenza – dei clienti.
(Nella specie, relativa ad un viaggio di nozze, la S.C. ha ritenuto rilevanti, ai fini dell’affermazione di responsabilità dell’agenzia di viaggio, la mancata informazione sulla necessità del visto per l’ingresso in Thailandia, paese di destinazione, attesa la nazionalità ecuadoriana della sposa).
Cassazione civile sez. III, 12/11/2013, n.25410
Responsabilità contrattuale dell’agenzia viaggi
Al fine di incardinare la responsabilità contrattuale dell’agenzia viaggi in relazione alla vendita dei propri pacchetti turistici è necessario ai sensi dell’art. 84 codice del Consumo, negoziare almeno due elementi del viaggio tra quelli relativi al trasporto, all’alloggio e ad un terzo servizio non accessorio ai primi due; ne deriva quale fisiologico corollario che al di fuori di tali summenzionate circostanze, non è possibile invocare la disciplina riservata ai pacchetti turistici, per cui in caso di inadempimenti relativi al trasporto, la responsabilità dell’accaduto non può essere addebitata all’agenzia intermediaria (ragione per cui, nella specie, ha meritato pieno rigetto l’eccezione di legittimazione passiva sollevata dalle compagnie aeree).
Giudice di pace Bari, 07/03/2011, n.1594
Acquisto di biglietto aereo
L’acquisto di un biglietto aereo presso una agenzia di viaggi comporta la conclusione di un contratto di trasporto con le modalità dell’art. 1342 c.c., in quanto le condizioni di contratto sono definite dalla compagnia aerea per regolamentare la serie indefinita di rapporti con tutti coloro che acquistino il biglietto, già predisposto su di un modulo standard e che richiama il regolamento negoziale e le condizioni generali di contratto. Le relative controversie, ove rientranti nella competenza del giudice di pace, restano pertanto sottratte al potere di quest’ultimo di decidere secondo equità, anche se aventi valore non eccedente millecento euro, ai sensi dell’art. 113, comma 2, c.p.c., nel testo sostituito dal d.l. 8 febbraio 2003 n. 18, convertito con modificazioni dalla l. 7 aprile 2003 n. 63.
Cassazione civile sez. III, 11/05/2010, n.11361
In caso di inesatto o mancato adempimento delle obbligazioni assunte con il contratto di vendita di pacchetto turistico «tutto compreso», sussiste la responsabilità del tour operator e dell’agenzia di viaggi per il risarcimento dei danni subiti dal consumatore, a meno che gli stessi non forniscano la prova della non addebitabilità nei loro confronti della sopravvenuta impossibilità della prestazione.
L’onere della prova contraria, infatti, incombe sul contraente inadempiente, dovendo il creditore, che agisce in giudizio per il risarcimento del danno, limitarsi solo a dimostrare la fonte negoziale o legale del suo diritto e addurre la circostanza dell’inadempimento.
Tribunale Roma, 23/09/2005, n.20163
Apertura di un’agenzia di viaggi in assenza della prescritta autorizzazione
In relazione all’illecito amministrativo di apertura di un’agenzia di viaggi in mancanza della prescritta autorizzazione, della violazione risponde l’imprenditore che, nella disciplina delle agenzie di viaggi, si identifica con il titolare dell’agenzia stessa, e quindi, nel caso in cui l’attività imprenditoriale sia esercitata in forma societaria, il legale rappresentante della società, ferma, ai sensi dell’art. 6 l. 24 novembre 1981 n. 689, la responsabilità solidale della società.
In ogni caso, di detta violazione non può mai essere ritenuto responsabile il dipendente o il collaboratore dell’agenzia, trattandosi di illecito che, inerendo alle condizioni di svolgimento di una attività imprenditoriale, deve essere qualificato come “proprio”, nel senso, appunto, che non può essere commesso altro che da un soggetto identificabile per le sue qualità personali, e, quindi, altro che dal titolare dell’agenzia stessa. (Principio espresso in relazione all’art. 3 l. reg. Piemonte 30 marzo 1988 n. 15).
Cassazione civile sez. I, 25/08/2005, n.17288
Inadempimento dell’agenzia di viaggi
Il minore godimento della vacanza e i disagi sopportati dal turista a causa dell’inadempimento dell’agenzia di viaggi e/o del “tour operator” si estrinsecano in un danno non patrimoniale (c.d. danno da “vacanza rovinata”) non risarcibile, essendo la risarcibilità del danno “non patrimoniale” limitata alle sole conseguenze penali degli illeciti aquiliani (art. 2059 c.c.).
Tribunale Venezia, 24/09/2000
Contratto di trasporto: inadempimento del vettore
Ove l’agenzia di viaggi abbia svolto l’attività di intermediazione tra vettore e passeggero, deve essere esclusa, in base all’art. 22 § 3 della convenzione di Bruxelles del 23 aprile 1970 (CCV) la sua responsabilità per l’inadempimento da parte del vettore del contratto di trasporto.
Cassazione civile sez. II, 23/04/1997, n.3504
Contratto di intermediazione di viaggio: responsabilità dell’intermediario
Nel contratto di intermediazione di viaggio è da ravvisare un mandato conferito dal viaggiatore all’agenzia di viaggio. Ne discende che la responsabilità dell’intermediario è limitata all’adempimento del mandato ricevuto dal consumatore e non deve rispondere delle obbligazioni nascenti dall’organizzazione del viaggio che invece competono al tour operator.
Tribunale Roma sez. IX, 20/01/2017, n.1000
Sia il venditore che l’organizzatore di viaggi turistici “tutto compreso” rispondono del danno patito dal viaggiatore, in conseguenza del fatto illecito del terzo della cui opera si siano avvalsi, non a titolo di colpa “in eligendo” o “in vigilando”, ma in virtù della sola assunzione legale del rischio per i danni che possano accadere al viaggiatore.
(In virtù di tale principio, la S.C. ha cassato la decisione di merito, la quale aveva escluso la responsabilità del tour operator per i danni patiti da un viaggiatore durante un trasferimento in taxi, offerto dall’organizzatore di viaggio, dall’aeroporto all’albergo).
Cassazione civile sez. III, 11/12/2012, n.22619
Agenzie di viaggio e pacchetti turistici
L’art. 15 d.lg. 17 marzo 1995 n. 111 (abrogato dall’art. 146 d.lg. 6 settembre 2005 n. 206, codice del consumo, ma applicabile “ratione temporis” alla causa in cui è stata sollevata la relativa questione di legittimità costituzionale) è incostituzionale, per eccesso di delega, nella parte in cui, limitatamente alla responsabilità per danni alla persona subiti nell’ambito di pacchetti turistici tutto compreso, pone come limite all’obbligo di ristoro dei danni quello indicato dalla Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio, firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, ratificata con l. 27 dicembre 1977 n. 1084.
Corte Costituzionale, 30/03/2012, n.75
21/10/2019 alle 18:37
Grazie a un’agenzia viaggi, io e mio marito abbiamo trovato un villaggio vacanze in una località esotica dove riposarci dal lavoro invernale. Senonché succede che, un giorno, all’interno del villaggio vacanze, qualcuno riesce ad entrare nel nostro bungalow e ci ruba un portafogli, il cellulare, la macchina fotografica digitale e alcuni gioielli a cui tenevo molto. Ci siamo rivolti subito alla reception e abbiamo denunciato il furto, ma loro negano ogni responsabilità. Di chi è la responsabilità? Possiamo essere risarciti?
21/10/2019 alle 18:41
Ha diritto al risarcimento per la vacanza rovinata, a causa del furto nel villaggio vacanza, il turista derubato all’interno della struttura. Ma a risarcirlo non sarà né la struttura alberghiera, né l’agenzia viaggi, ma il tour operator. È infatti solo quest’ultimo l’unico responsabile di tutto ciò che, all’interno della struttura, rovina la vacanza al proprio cliente. Pertanto, il tour operator dovrà risarcire al turista non solo il danno patrimoniale (quello cioè per la perdita economica subita) ma anche quello non patrimoniale (conseguente all’occasione di riposo rovinata e, magari, al valore affettivo degli scatti contenuti nella camera o ai dati nel telefonino). Il tour operator risponde quindi dei danni, compresa la vacanza rovinata, per la rapina subìta dal viaggiatore all’interno del villaggio turistico. Il ragionamento è in linea con la giurisprudenza della Cassazione che riconosce il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale da vacanza rovinata «purché sussista la gravità della lesione e la serietà del pregiudizio patito dall’istante, al fine di accertarne la compatibilità col principio di tolleranza delle lesioni minime».