Source: http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/05/24/abusi-sui-minori-i-vescovi-italiani-li-contrasteranno-cosi/
Timestamp: 2019-10-18 02:41:00+00:00
Document Index: 30209775

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 1', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 21', '§ 1', '§ 2', 'art. 21', '§ 2']

Abusi sui minori. I vescovi italiani li contrasteranno così - Settimo Cielo - Blog - L’Espresso
Abusi sui minori. I vescovi italiani li contrasteranno così
Il 22 maggio, durante la sua assemblea generale, la conferenza episcopale italiana ha approvato le "Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici".
L'elaborazione di tali linee guida era stata ordinata alla CEI – come a tutte le conferenze episcopali del mondo – dalla congregazione per la dottrina della fede, con lettera del 3 maggio 2011 e con termine ultimo il maggio di quest'anno.
Ecco qui di seguito i tre capitoli principali del documento, preceduti da una premessa che assegna il primo posto alla protezione dei minori e alla premura verso le vittime.
Quando il Vescovo abbia notizia di possibili abusi in materia sessuale nei confronti di minori ad opera di chierici sottoposti alla sua giurisdizione, deve procedere immediatamente a un’accurata ponderazione circa la verosimiglianza di tali notizie. Occorre evitare di dar seguito a informazioni palesemente pretestuose ovvero diffamatorie, o comunque prive di qualsiasi riscontro probatorio plausibile, per cui ogni ulteriore investigazione appaia «assolutamente superflua» (can. 1717, § 1, del codice di diritto canonico [di seguito CIC]).
Durante tale fase spetta al prudente discernimento del Vescovo la scelta di informare o meno il chierico delle accuse e di adottare eventuali provvedimenti nei suoi confronti affinché si eviti il rischio che i fatti delittuosi ipotizzati si ripetano, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria.
Qualora, sussistendo la verosimiglianza delle suddette condotte, l’indagine previa appaia «assolutamente superflua», il Vescovo potrà deferire il chierico direttamente alla Congregazione per la Dottrina della Fede (cf. can. 1717, § 1 CIC; art. 17 "Normae de delictis Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis seu Normae de delictis contra fidem necnon de gravioribus delictis").
Gli effetti dei provvedimenti eventualmente adottati cesseranno per decreto ove non più necessari e cesseranno automaticamente con la fine del processo penale.
I provvedimenti andranno presi ricercando per quanto possibile la cooperazione del chierico interessato, ma senza detrimento della loro efficacia; in ogni caso, l’adozione dei provvedimenti non potrà essere subordinata al consenso del chierico.
Qualora sulla base dell’indagine previa l’addebito nei confronti del chierico si manifesti tale da configurare un’accusa credibile, il Vescovo renderà nota l’indagine alla Congregazione per la Dottrina della Fede in base al disposto dell’art. 16 "Normae de delictis", così che la stessa Congregazione possa assumere le decisioni conseguenti.
Di norma i "delicta graviora" devono essere perseguiti «per via giudiziale» (art. 21, § 1, "Normae de delictis").
Nel caso in cui la Congregazione per la Dottrina della Fede disponga di procedere per decreto extragiudiziale, il Vescovo dovrà nondimeno garantire in modo pieno al chierico accusato l’esercizio del diritto fondamentale alla difesa.
Le pene perpetue non possono essere inflitte o dichiarate attraverso decreto extragiudiziale (can. 1342, § 2 CIC). A tal fine il Vescovo dovrà comunque rivolgersi alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che potrà far uso del potere di deferimento della decisione al Sommo Pontefice, secondo la previsione dell’art. 21, § 2, n. 2 delle "Normae de delictis".
La Congregazione per la Dottrina della Fede ha anche la facoltà di portare direttamente davanti al Santo Padre i casi più gravi per la dimissione "ex officio".
Nell’ordinamento italiano il Vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti oggetto delle presenti Linee guida. L’affermazione presente nella "Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardo alle accuse di abusi sessuali" e poi ripresa nella Lettera circolare della stessa Congregazione del 3 maggio 2011, secondo la quale «va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale», deve essere intesa in linea con quanto previsto dal diritto italiano.
> Linee guida...
Tra gli allegati, il documento riporta le norme sui "delicta graviora" nell'ultima versione approvata dalla Santa Sede il 21 maggio 2010, la lettera della congregazione per la dottrina della fede inviata alle conferenze episcopali per "aiutarle nel preparare le linee guida", l'articolo 4 del concordato del 1984 secondo cui "gli ecclesiastici non sono tenuti a dare a magistrati o ad altra autorità informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero", e gli articoli 200 e 256 del codice di procedura penale sul "segreto professionale" e sul "dovere di esibizione e segreti".
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